Presidenza del vicepresidente Formica
RINALDI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Dina, Scoma, Federico,
Calanducci, Laccoto e Scammacca sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
N. 1290 - Richiesta di atti informativi urgenti su erogazioni di
contributi per eventi di carattere culturale.
Firmatario: Falcone Marco
- da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità
N. 1381 - Interventi di recupero della stazione ferroviaria di
contrada Targia nel comune di Siracusa.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1382 - Interventi di recupero della stazione ferroviaria di
Avola (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
- da parte dell'Assessore Salute
N. 1425 - Iniziative per sbloccare la situazione di stallo in cui
versa l'AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
Firmatario: Rinaldi Francesco
N. 1630 - Chiarimenti sulle premialità date dall'ASP di Palermo.
Firmatari:Leontini Innocenzo; Scoma Francesco; Corona Roberto
- da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente
N. 1430 - Iniziative urgenti a tutela dell'assetto idrogeologico
della 'Collina Vampolieri', sita nel territorio dei comuni di Aci
Castello e Aci Catena (CT).
Firmatario: Fiorenza Cataldo
N. 1569 - Chiarimenti sulla predisposizione del piano di assetto
idrogeologico (PAI) della Regione.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1720 - Chiarimenti in ordine ad un bando di gara per
l'affidamento del servizio antincendio boschivo.
Firmatari: Leontini Innocenzo; Mancuso Fabio Maria; Limoli
Giuseppe; Corona Roberto
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
RINALDI, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:
in data 17/03/2009 (atto ispettivo n. 500/2009) l'interrogante
aveva sollecitato, con forza, un preciso intervento del Governo
regionale in favore della cantieristica navale di Messina ed, in
particolare, dei cantieri Rodriquez e Palumbo, da sempre fiore
all'occhiello del settore;
in una precedente nota indirizzata all'Assessore regionale per
l'industria pro tempore, l'interrogante aveva richiesto una netta
presa di posizione da parte della Giunta in favore del rilancio
dell'attività della cantieristica tutta, ormai da troppi anni in
crisi e priva dei necessari strumenti economici per il
reinserimento nel circuito produttivo nazionale ed internazionale
delle commesse del settore;
le organizzazioni sindacali di categoria, da molti anni e con
insistenza, pongono il problema delle prospettive di medio e lungo
temine idonee al rilancio del comparto, sollecitando concreti
tavoli tecnici per il reperimento di nuove risorse da investire;
nella nota metodologica programmatica allegata alla delibera di
Giunta n. 322 del 4 settembre del 2010, nell'ambito degli
interventi a sostegno dei 23 distretti produttivi individuati e
riconosciuti, tra cui sono stati inclusi anche taluni in favore
della cantieristica navale siciliana, non figura, inspiegabilmente,
la zona falcata di Messina;
è proprio per l'area relativa alla zona falcata di Messina, su cui
insistono tra i maggiori insediamenti industriali del settore
nautico della Sicilia, per cui, ormai da anni, si attendono
interventi idonei al rilancio complessivo di tutte le aziende ivi
operanti, attualmente con commesse ridotte e personale, in parte,
in cassa integrazione;
considerato che:
la Giunta regionale il 12 aprile 2011 dovrà esaminare ed approvare
il documento analitico della riprogrammazione del PO FESR 2007/13
relativamente ai rilievi sulle proposte di rimodulazione dell'asse
5, relativamente alla riprogrammazione delle aree di crisi;
il documento di riprogrammazione approvato dovrà poi essere
inoltrato al comitato di sorveglianza, convocato per il 28 aprile
2011 per la ratifica delle scelte eseguite dalla Giunta;
l'individuazione da parte dell'Assessorato Attività produttive
dell'area di crisi nella zona falcata di Messina per il settore
della cantieristica navale consentirebbe di poter investire e
riprogrammare nuove risorse europee in favore delle aziende
messinesi, onde poter superare la situazione di mancanza di nuova
progettualità e di insolvenza divenuta, da alcuni anni,
insostenibile;
per sapere:
se non ritengano prioritario procedere all'immediato inserimento,
tra le aree di crisi della cantieristica navale, della zona falcata
di Messina, anche alla luce del tanto auspicato rilancio e
riconversione di un'area per la cui bonifica si è speso, in prima
persona, lo stesso Presidente della Regione, che ha da sempre
manifestato particolare attenzione in tal senso;
se non si riterrebbe, inoltre, inspiegabile, per le maestranze
locali e per i cittadini tutti, un eventuale atteggiamento di
ingiustificabile mancata considerazione di un distretto produttivo
che, almeno a parole, dovrebbe rappresentare un punto di
riferimento per la cantieristica nazionale solo se veicolato e
supportato dal dipartimento regionale per le infrastrutture nel
reperimento di risorse europee previste per tutti quei settori
attualmente in crisi». (1827)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PICCIOLO
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:
con la pubblicazione delle norme attuative del regolamento UE n.
1224/2009, che ha istituito un sistema di controllo per garantire
il rispetto delle norme della politica comune della pesca (PCP), si
completerà il calendario di entrata in vigore di un complesso di
norme, come l'installazione a bordo di nuovi sistemi di
identificazione automatica, nuovi giornali di pesca e dichiarazione
di sbarco delle catture cartacea o a trasmissione elettronica
secondo la lunghezza della imbarcazione, pesatura a bordo delle
catture, note di vendita elettroniche, sanzioni per infrazioni
gravi e registro delle infrazioni con licenza di pesca a punti,
marcatura degli attrezzi da pesca, tracciabilità e sistemi di
controllo della commercializzazione;
è evidente che, al di là del mero appesantimento burocratico,
diversi problemi tecnici, operativi ed economici metteranno in
crisi la pesca siciliana per la seria difficoltà di attivazione di
una macchina, che richiederà interventi a bordo, nei punti di
sbarco e negli uffici dell'autorità marittima, che dovrà ricevere
ed ordinare dichiarazioni quotidiane, elettroniche e cartacee,
provenienti da ogni singolo peschereccio in tutte le marinerie
siciliane dove si sbarca il pesce;
considerato che:
a nulla sono servite le proteste e le richieste, da parte delle
associazioni di pesca europee e di tutti gli Stati membri, di
rivedere un provvedimento che metterà in seria difficoltà la pesca
siciliana;
in caso di inadempienza dello Stato membro nella applicazione del
regolamento, la Commissione europea ha la facoltà di sospendere i
fondi comunitari del FEP a questo assegnati, prima ancora di aprire
la procedura di infrazione;
è impossibile annullare un regolamento che, essendo stato
approvato dal Consiglio dei Ministri dell'UE, per essere modificato
richiederà una lunga procedura ed un nuovo voto dello stesso
organo;
tenuto conto che:
è convinzione di tutti combattere ogni forma di pesca illegale e
di attuare un regime di controllo effettivo, efficace e di semplice
applicazione sia nelle attività di pesca in mare che nella
distribuzione e commercializzazione a terra per tutelare gli
interessi dei produttori, dei consumatori e per garantire le
risorse ittiche;
mancano le infrastrutture a terra per la gestione dei dati che
verranno richiesti in via elettronica alle imbarcazioni;
alcuni adempimenti sono dei doppioni con aggravio di oneri e costi
finanziari per le imprese;
per sapere quali iniziative intendano intraprendere a livello
europeo nel tentativo di fare effettuare un riesame del
provvedimento finalizzato alla semplificazione dei criteri data la
evidente difficoltà o impossibilità di applicazione di diverse
norme contenute nel regolamento sui controlli». (1832)
MARROCCO - ARICO' - CURRENTI - GENTILE
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la l.r. n. 19/2005 all'articolo 22 fissava i termini entro i quali
svolgere le procedure relative alla compravendita di alloggi
popolari utilizzando le agevolazioni previste dalle altre norme di
riferimento;
in ottemperanza alla norma in alcuni casi, seppure siano state
attivate le procedure, si è ancora in attesa di definire l'acquisto
degli immobili;
rilevato che in un lotto di Palermo, il 189 di corso Pisani,
costituito da quasi 200 alloggi, gli inquilini hanno ricevuto la
lettera di acquisto e in 27 hanno già pagato e fatto il preliminare
ma non sono stati ancora chiamati per il rogito notarile;
per sapere:
quanti alloggi siano stati alienati in ottemperanza alle
disposizioni in oggetto;
se non ritengano opportuno porre in essere idonee misure allo
scopo di consentire gli acquisti delle unità abitative alle
condizioni e nei tempi previsti dalla normativa di riferimento».
(1833)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
con decreti del dirigente generale dell'agenzia regionale per
l'impiego, l'orientamento, i servizi e le attività formative 14
settembre 2010, n. 765, e 14 settembre 2010, n. 766, ambedue
registrati alla Corte dei conti il successivo 27 settembre 2010,
sono stati attivati i c.d. 'sportelli multifunzionali' di cui agli
avvisi pubblici n. 1 e n. 2 del 9 febbraio 2010;
con nota prot. n. 1520 del 5 ottobre 2010, la predetta agenzia ha
richiesto all'autorità di audit dei programmi finanziati dal FSE se
- atteso che nei progetti in parola vengono impiegati lavoratori
dipendenti con contratto di lavoro subordinato a tempo
indeterminato - risultino finanziabili tutti gli istituti
contrattuali previsti dal contratto collettivo di lavoro della
formazione professionale ed in particolare tutti quegli istituti a
tutela del lavoratore;
l'autorità di audit, con missiva prot. n. 5030 del 15 novembre
2010, riscontrava la richiamata richiesta di parere significando
che nei documenti di attuazione del FSE la materia non veniva
chiaramente esposta e ciò manifestava una lacuna
all'intelligibilità dei documenti, arrecando un vulnus al sistema
dei controlli. La predetta autorità concludeva affermando la
competenza dell'autorità di gestione del FSE ad esplicitare e
chiarire l'ammissibilità a finanziamento di tutte le voci
contrattuali, evidenziando - al contempo - che taluni istituti non
gravano sul datore di lavoro, bensì su soggetti diversi e,
pertanto, non rimborsabili;
l'autorità di gestione del FSE, con decreto del dirigente generale
del dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione
professionale 17 dicembre 2010, n. 4950, integrava, all'art. 2, il
vademecum per l'attuazione del POR Sicilia FSE statuendo, tra
l'altro, che 'i costi del personale devono essere pertinenti alle
attività dell'operazione finanziata. Gli emolumenti ad personam,
tra i quali rientra anche la maternità e il congedo matrimoniale,
non costituiscono spesa ammissibile al finanziamento';
tale statuizione - che non interviene soltanto per gli sportelli
multifunzionali ma per tutti gli interventi finanziati con risorse
comunitarie o con i FAS - ha comportato la violazione di diritti
costituzionali e contrattuali, da diritti sindacali (permessi,
diritto di partecipazione alle assemblee, ecc.), diritti elettorali
(permesso per partecipare all'espressione del voto, ovvero
rappresentante di lista o membro del seggio elettorale) ed ancora
diritti socio-assistenziali (pagamento primi tre giorni di congedo
per motivi di salute, tutela della maternità e dell'infanzia,
assistenza ai familiari portatori di handicap grave ex legge 104)
per non fare riferimento alle disposizioni contrattuali;
la cennata disposizione viola pertanto i principi generali in
materia di contrattazione collettiva;
per sapere quali iniziative intendano adottare al fine di tutelare
i diritti dei lavoratori costituzionalmente garantiti e di
conoscere analiticamente le spese definite ad personam e la
disposizione comunitaria che non ammette a finanziamento le
predette spese». (1834)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che il
CIPE, in data 22 gennaio 2010, ha deliberato l'approvazione del
progetto preliminare dell'autostrada Ragusa-Catania, con
prescrizioni e raccomandazioni, nonché ha accettato la proposta di
finanziamento presentata dal promotore finanziario. Il collegamento
autostradale, che definisce un valore complessivo dell'opera pari a
euro 815.347.595,00, verrà così finanziato: euro 448.374.595,00 con
capitali privati, 49.207.119,00 con fondi ANAS (art. 11 legge
144/99), euro 100.000.000,00 con fondi ANAS (protoc. di
riprogrammazione 29/10/09), euro 217.711.631,00 con fondi Regione
siciliana (PAR-FAS 2007-2013);
preso atto che:
la Regione siciliana, con più atti, ha contestato al Ministro
delle infrastrutture di non essere stata messa nelle condizioni di
condividere, in data 22/07/2010, la convenzione da porre a base di
gara relativa all'itinerario Ragusa-Catania;
con nota n. 7966 del 30/08/2010, la Regione, 'in attesa di
riscontro, revoca i contenuti della nota prot. n. 11866 del
15/12/2009, con la quale si prospettava la partecipazione
finanziaria della Regione siciliana alla realizzazione
dell'investimento, in ragione delle modalità con le quali sono in
corso di definizione le procedure attuative dello stesso';
sempre nella medesima nota la Regione 'alla luce di quanto sopra
chiede la sospensione delle procedure finalizzate alla definizione
della convenzione da porre a base di gara relativa all'itinerario
Ragusa-Catania, anche al fine di restituire alla Regione la
concessione autostradale, ovvero, di affidare la stessa ad una
Società mista Regione/ANAS analogamente a quanto fatto in altre
regioni d'Italia e come più volte prospettato in colloqui informali
con i vertici della stessa ANAS. A tale eventuale Società
andrebbero affidate anche la progettazione, la costruzione e la
gestione del tratto Ragusa/Catania, trattandosi, tra l'altro, di
un'opera sostenibile economicamente e finanziariamente attraverso,
anche, l'accesso al sistema bancario';
lo stesso Assessore per le infrastrutture della Regione siciliana,
con prot. n. 0029090, in data 29/03/2011, chiedeva al suo dirigente
generale, beata ignoranza, se corrispondesse al vero che 'tutti gli
atti ed i provvedimenti relativi alla procedura per la
realizzazione dell'autostrada Catania/Ragusa sarebbero stati
adottati con la fattiva collaborazione della Regione siciliana. In
particolare', se 'l'Amministrazione regionale avrebbe preso parte
alla riunione del pre CIPE tenutasi in data 21 luglio 2010';
considerato che:
tale richiesta, rivolta dall'Assessore regionale per le
infrastrutture al sig. dirigente generale dipartimento regionale
infrastrutture, mobilità e trasporti, dopo numerose note inviate al
Ministero delle infrastrutture, di contenuto contrario, da parte
della Regione, si appalesa almeno 'schizofrenica' e tale da
generare un giudizio sicuramente negativo nei confronti della
Sicilia, che si confermerebbe, ancora una volta, come la terra di
'Uno, Nessuno e Centomila';
con nota prot. 11078 il signor Ministro delle infrastrutture
contestava alla Regione le dichiarazioni circa il mancato
coinvolgimento della Regione nella definizione della procedura de
qua agitur;
atteso che:
sempre nella medesima nota, il signor Ministro delle
infrastrutture ribadiva 'che prima della riunione del CIPE del 22
luglio c'è stata, il 21 luglio, l'apposita riunione del pre-CIPE'
in cui la Regione era presente ed aveva approvato la proposta che
il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva sottoposto
all'esame del pre-CIPE;
nella predetta nota del signor Ministro si faceva esplicita
dichiarazione anche della partecipazione della Regione siciliana
alle conferenze di servizi in cui la stessa Regione siciliana
'aveva avuto modo di conoscere tutti gli elaborati progettuali e
aveva, al tempo stesso, condiviso ogni proposta';
sempre nella nota n. 11078, il signor Ministro delle
infrastrutture chiariva anche la vicenda legata alla disponibilità
finanziaria, così esprimendosi: 'per quanto concerne poi la
copertura finanziaria, la Regione Siciliana non può dire che
aspetta il trasferimento dei Fondi FAS perché i Fondi FAS fanno
parte del PAR Regionale 2007-2013, tale PAR è l'unico PAR approvato
e quindi la Regione può benissimo onorare la sua quota. D'altra
parte la Delibera del CIPE, già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
del 6 agosto 2010, articola così le risorse: Capitali privati euro
448.455.845,00; Fondi ANAS euro 149.207.119,00; Regione Sicilia
(PAR 2007-2013) euro 217.711.631,00; Tot. euro 815.374.595,00';
visto che la Regione siciliana 'dal 6 agosto 2010, data di
pubblicazione della Delibera CIPE sulla Gazzetta Ufficiale, sta
ritardando l'utilizzo di capitali privati (448 milioni di Euro); e
sta mettendo a rischio le risorse ANAS pari a 149 milioni di Euro,
risorse che, in base alla legge 122/2010, potrebbero andare in
economia; sta compromettendo l'intera operazione di project, il
promotore, infatti, potrebbe non essere più disponibile a mantenere
le stesse condizioni';
per sapere:
se non ritengano urgente, improcrastinabile e non più rinviabile
attivare tutti gli uffici della Regione al fine di accelerare le
procedure per la realizzazione dell'autostrada Ragusa-Catania ed
evitare che in base alla legge n. 122/2010 le risorse disponibili
vadano in economia;
se non ritengano non più tollerabile questo valzer di accuse e
sospetti nei confronti del signor Ministro delle infrastrutture,
che ha sempre dichiarato di voler realizzare l'opera e si è
fattivamente adoperato per la realizzazione della stessa;
se anziché sprecare energie in senso demagogico e negativo non
sia, invece, il caso di tutelare il territorio e l'immagine della
Sicilia con una sana e corretta opera di collaborazione, al fine di
raggiungere un obiettivo sperato da decenni e che non può essere
messo in discussione solo per fini elettoralistici e puerili».
(1835)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'azienda farmaceutico Wyeth è presente oggi a Catania con lo
storico stabilimento che nacque 50 anni fa come Cyanamid Italia;
lo stesso occupa 700 lavoratori, più alcune centinaia
nell'indotto;
dopo la sua acquisizione da parte della Pfizer, Wyeth ha dimesso
stabilimenti e centri di ricerca;
tale decisione ha comportato una contrazione della forza lavoro;
atteso che:
in data 31 novembre 2010 si è fatto ricorso alla CIGS (cassa
integrazione guadagni straordinaria) per 80 lavoratori, con la
garanzia del rientro attraverso una riqualificazione finanziata da
Fondimpresa (fondo paritetico);
il piano industriale presentato dall'azienda alle organizzazioni
sindacali in fase di trattativa da parte della direzione aziendale,
era incompleto e carente di un piano di sviluppo dopo la metà del
2012;
l'1 febbraio u.s. l'azienda ha comunicato alle organizzazioni
sindacali che entro il mese di novembre 2011 il centro di ricerche
di Catania sarebbe stato dismesso e ciò porterebbe, se non si
trovasse l'acquirente, alla chiusura, con il licenziamento di 80
dipendenti;
rilevato che:
da allora si è interrotto il confronto con le organizzazioni
sindacali, con tutte le incognite che riguardano il futuro della
realtà catanese;
la Regione siciliana non ha mai convocato un tavolo di confronto,
pur avendo le organizzazioni sindacali avanzato formale richiesta
di incontro;
considerato che si tratta di una realtà importantissima nel campo
della ricerca e della innovazione in un settore chiave della
chimica;
per sapere se e quali iniziative intendano adottare per
affrontare, anche con un tavolo tecnico, la vertenza Wyeth di
Catania, al fine di salvaguardare la capacità produttiva e di
qualità dell'impianto attraverso il suo centro ricerche, nonché i
livelli occupazionali legati all'intera struttura industriale
diretta e indiretta, che, mantenendo intatto l'intero stabilimento,
permetterebbe al sito catanese di essere competitivo nei costi e
nelle strategie». (1837)
CAPUTO-POGLIESE-FALCONE
N. 1840 - Notizie sulla nomina del collaudatore statico per
rendere fruibile la Chiesa Madre di Palazzolo Acreide (SR).
- Presidente Regione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che con la legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24,
Proroga di interventi per l'esercizio finanziario 2011. Misure di
stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato', il
personale in servizio presso i vari Dipartimenti
dell'Amministrazione regionale è stato prorogato per l'anno 2011 e
tra questi il personale del Dipartimento regionale dell'Ambiente di
cui all'articolo 1, comma 1, lettere d) ed e) della suddetta legge;
considerato che la proroga, definita nelle more che si completino
i processi di stabilizzazione in sintonia con quanto previsto dalla
normativa nazionale in materia occupazionale, è da effettuarsi
entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della citata legge
regionale n. 24 del 2010;
preso atto che:
il Dipartimento regionale dell'Ambiente già dal 19 gennaio 2011 ha
effettuato la ricognizione del personale in servizio di cui
all'articolo 1 della sopracitata l.r. n. 24 del 2010, ottemperando
ad una apposita richiesta pervenuta in tal senso dall'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica;
il personale di che trattasi è costituito da tecnici di elevata e
comprovata esperienza, impiegato per il perseguimento di attività
di interesse strategico dal punto di vista ambientale e pertanto
determinante per uno sviluppo socio-economico sostenibile della
Regione,
per sapere quale sia lo stato attuale dell'iter amministrativo
relativo alle procedure di stabilizzazione previste dalla legge in
premessa, con l'invito a porre in essere l'adeguato impegno a che
tutto avvenga nel rispetto dei tempi previsti». (1841)
RUGGIRELLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
il Ministro per i rapporti con le regioni ed il Commissario
europeo hanno segnalato i gravi ritardi della Regione siciliana in
ordine ai livelli della spesa comunitaria;
tale situazione determina il pericolo del disimpegno automatico
dei fondi comunitari;
in questo modo vi è il serio e concreto rischio di perdere fondi
comunitari per quasi ottocento milioni di euro relativi all'anno
2011;
considerato che il ritardo della programmazione della spesa
comunitaria è collegata alla mancanza di direttive politiche che
non consentono ai dirigenti generali degli Assessorati di potere
predisporre la programmazione della spesa;
ritenuto che:
è serio e reale il rischio della perdita di oltre due milioni di
euro a valere sul fondo sociale europeo, atteso che i bandi che
hanno dato luogo alla spesa e le relative procedure sono risultate
viziate a seguito di un controllo da parte dei funzionari della
Comunità europea;
in questo momento di difficoltà finanziaria degli enti pubblici ed
in un momento di grave crisi economica i fondi comunitari
rappresentano un'importante risorsa finanziaria per lo sviluppo
economico ed occupazionale della Regione;
se rispondente al vero, questa circostanza rischia di determinare
la perdita di due milioni di euro, peraltro già impegnate a seguito
di bandi pubblicati con creditori certi;
per sapere:
se risponda al vero quanto emerso a seguito di controlli di
rendicontazione;
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare per
evitare il disimpegno automatico delle risorse comunitarie in
questione;
se ritengano di riferire in Aula sullo stato di rendicontazione
generale della spesa». (1836)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione con
urgenza)
CAPUTO - POGLIESE
Avverto che la stessa sarà inviata al Governo e alla competente
Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
RINALDI, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che la decisione di affidare la gestione della
riserva naturale orientata 'Isola Bella' al CUT GANA
dell'Università degli studi di Catania e l'iter seguito per
arrivare a tale decisione, pur riconoscendo la validità del nuovo
ente gestore, hanno indotto il sottoscritto interrogante a
riflettere sull'affidamento stesso;
considerato che:
nella riviera ionica insistono due consorzi di ripopolamento
ittico (enti strumentali della Regione) che hanno oltre ai compiti
istituzionali, anche la tutela del territorio e della fascia
costiera che va da Capo Scaletta a Calatabiano, i quali consorzi
hanno evidenziato lo stato di totale abbandono e degrado in cui
versa Isola Bella;
i due consorzi hanno ritenuto opportuno creare una ATS al fine di
realizzare una gestione autonoma per salvaguardare il naturale
habitat e l'ecosistema che la circonda ed hanno presentato istanza
per ottenerne la gestione inoltrando in data 28 gennaio 2008 un
modello per il piano di gestione di Isola Bella all'ex Assessorato
Cooperazione;
la suddetta istanza è stata recepita dall'ex Assessorato
Cooperazione e trasmessa con parere favorevole alla Presidenza che
ne aveva fatto espressa richiesta;
i consorzi stessi non sono mai stati invitati ai diversi incontri
che si sono tenuti tra gli Assessorati regionali competenti e la
Provincia regionale di Messina che ne era custode, né hanno mai
avuto risposta circa il piano di gestione da essi inoltrato e
successivamente reiterato al Presidente della Regione, Raffaele
Lombardo;
ritenuto che:
dalla documentazione prodotta alla IV Commissione legislativa
permanente dell'ARS 'Ambiente e territorio', il parere espresso dal
consiglio regionale per il patrimonio naturale (C.R.P.P.N.) non si
riferisce a un preciso piano di gestione, in quanto non risulta sia
stato presentato, e pertanto si è espresso un parere favorevole
solo nella considerazione che il CUT GANA ha già esperienza nella
gestione delle aree protette nella Sicilia orientale;
dallo stesso parere si evince altresì che non tutti i componenti
avrebbero espresso il loro assenso in quanto all'oscuro degli
antefatti e delle stesse linee programmatiche di gestione che
dovevano essere allegati alla richiesta di affidamento;
gli enti regionali associati presenti sul territorio con uffici e
mezzi sono confortati dal supporto di comprovate società
tecnico/scientifiche e dallo stesso ateneo di Messina, ed in più e
soprattutto dal fatto che i consorzi avevano coinvolto il comune di
Taormina nella proposta di gestione, quale legittimo titolare del
territorio;
per sapere se intendano valutare se la procedura ad oggi esperita
abbia tenuto conto di quanto riportato in premessa e se il comune
di Taormina sia stato preliminarmente coinvolto in tali scelte,
essendo lo stesso titolare dell'aria in cui insiste Isola Bella».
(1828)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BENINATI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore regionale per la
salute, premesso che gli ausiliari specializzati socio-sanitari
(O.S.A. e O.S.S) utilmente inseriti in una graduatoria presso
l'azienda Papardo di Messina e facenti parte di una graduatoria che
vige da 5 anni sono in attesa di una nota di convocazione per lo
svolgimento della propria attività;
considerato che la stessa azienda Papardo, disattendendo la
graduatoria quinquennale cui gli OSA e gli OSS appartengono, ha
deciso di adoperare per lo svolgimento delle mansioni proprie degli
stessi 10 unità già in servizio + 25 LSU (lavoratori socialmente
utili) sprovvisti di qualifica idonea per accedere al blocco
operatorio e di radiologia;
ritenuto che il personale specializzato tra i propri compiti
provvede anche all'assistenza ed all'igiene dei malati in quanto
titolari di qualifica O.S.A. (operatore socio-assistenziale) e
O.S.S. (operatori socio-sanitario) a supporto degli infermieri in
tutti i bisogni dell'utente;
per sapere se intendano adottare i giusti ed immediati
provvedimenti al fine di ripristinare la status quo, che compete
agli aventi titolo e diritto». (1829)
BENINATI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che il piano regionale
dell'offerta formativa 2011, modificato attraverso più avvisi,
reiterati sul sito web dell'Assessorato regionale Istruzione, ha
evidenziato tagli alle risorse per la formazione per un ammontare
del 30 per cento rispetto agli stanziamenti previsti ed erogati per
gli anni precedenti, generando preoccupazione al personale occupato
negli enti;
considerato che il PROF 2011 si presenta del tutto scollegato
dalle necessità ordinarie e dalla previsione annuale che tutti gli
enti di formazione professionale si attendono, avendo apportato
modifiche ad anno formativo avviato e senza che siano state date
idonee indicazioni sui tagli decisi ed evidenziati con la
pubblicazione dell'avviso nella GURS nel mese di marzo 2011;
ritenuto che, se da un canto è del tutto condivisibile la
necessità di apportare correttivi ai costi sostenuti dalla Regione
nel settore della formazione, questi ultimi non possono essere
scaricati tout court sui lavoratori della formazione ad anno
iniziato, lasciando agli enti il gravoso onere di gestire mobilità
e licenziamenti, senza che vi sia stata un'ampia e condivisa
concertazione con tutte le parti interessate;
evidenziato che una seria e ponderata iniziativa di riordino del
settore della formazione professionale nella Regione siciliana deve
prevedere la possibilità di incentivare gli esodi anticipati dei
lavoratori più anziani, il rimpinguamento del capitolo di bilancio
riservato al fondo di garanzia del personale dipendente del settore
della formazione professionale previsto dall'art. 132 della legge
regionale n. 4/2003 e maggiori tutele rispetto alle garanzie
occupazionali di coloro i quali sono da tantissimi anni impegnati a
mandare avanti un settore da sempre identificato, erroneamente,
come bacino di inefficienze e sprechi;
per sapere:
se sia vero che intendano recuperare la percentuale delle somme
perdute nell'attuale PROF attraverso un secondo e successivo bando
che andrebbe ad attingere a risorse di fondo sociale europeo;
se non ritengano che la predetta ipotesi non servirà a contenere i
licenziamenti a cui gli enti dovranno fare ricorso per rientrare
nel budget stanziato dall'attuale PROF, considerato che le nuove
risorse potranno essere disponibili solo a conclusione del lungo
iter burocratico che occorre per un bando di fondo sociale europeo;
come intendano, nell'immediato, far fronte alla emergenza
occupazionale che si verificherà a carico degli enti e quali siano
i possibili correttivi da apportare al PROF 2011 per scongiurare i
predetti licenziamenti». (1830)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
SCOMA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, premesso che:
la zona di Akradina a Siracusa è vincolata dalla sovrintendenza
come bene paesaggistico;
la costruzione di un 'mostro edilizio' nella balza di Akradina e
l'installazione di pontili galleggianti alla Balata di Marzamemi
costituirebbero una significativa alterazione di un contesto
paesaggistico e ambientale di straordinario valore;
già nei pressi della Balata esistono cinque concessioni demaniali
per i pontili galleggianti e al Porto Fossa vi sono inoltre tre
strutture funzionanti anche nel periodo invernale;
considerato che:
in caso di interruzione dei lavori la società che sta eseguendo
l'opera chiederebbe il risarcimento al comune di Siracusa;
il Presidente della Regione, in occasione del convegno sul piano
paesaggistico, proprio a Siracusa aveva manifestato la sua
contrarietà alla realizzazione di nuovi insediamenti edilizi;
per sapere in che modo intendano tutelare il patrimonio
paesaggistico della balza di Akradina e la Balata di Marzamemi».
(1831)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CAPPADONA
«Al Presidente della regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, premesso che:
la coltivazione delle cave rappresenta un settore importante per
l'economia siciliana e che esso è strettamente legato a quello
dell'edilizia;
la provincia di Caltanissetta vanta il maggior numero di operatori
economici nel settore delle cave, il cui nuovo avvio comporta
ingenti investimenti;
il meccanismo autorizzativo per la coltivazione di una cava
prevede il rilascio di una concessione a tempo determinato,
soggetta a rinnovo dietro presentazione di apposita istanza;
considerato che:
nel settembre 2010 l'Assessorato regionale delle attività
produttive ha approvato il Piano cave', che norma e regolarizza
l'attività estrattiva siciliana;
al fine di assicurare la migliore delle tutele per l'ambiente, nel
predetto Piano cave è stata prevista, alternativamente, la
richiesta della VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per cave di
grande entità, o la verifica di assoggettabilità, nel caso di cave
di modesta entità, al competente Assessorato Territorio e ambiente;
in data 4 dicembre 2009, con d.d.g. n. 8471, è stato adottato il
Piano paesaggistico della Provincia di Caltanissetta, il quale,
all'interno dell'area denominata Paesaggio locale 9 - Area delle
Miniere' con livello di tutela 3, vieta l'apertura di cave;
alcune cave, con attività estrattiva anche trentennale, ricadenti
all'interno del Piano cave, ricadono, contestualmente, all'interno
del Piano paesaggistico - Paesaggio locale 9, Area delle Miniere'
con livello di tutela 3;
il Piano paesaggistico della Provincia regionale di Caltanissetta
è stato approvato antecedentemente al Piano cave e, quindi, si
presume che l'Assessorato Attività produttive non ritenga
vincolante il Piano paesaggistico per il Piano delle cave e delle
loro autorizzazioni e coltivazioni,
per sapere se siano a conoscenza di quanto esposto nelle premesse
e che quindi siano consapevoli del fatto che alcune cave, attive da
decenni, pur ricadendo all'interno del Piano cave si trovano, di
fatto, impossibilitate a continuare la propria attività estrattiva
a causa del diniego alle autorizzazioni espresso dalla
Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta derivante dal
Piano paesaggistico;
se ritengano corretto che una stessa area venga inserita
all'interno di due piani regionali che, contestualmente, approvano
prima, e negano poi, il rinnovo dell'attività estrattiva;
se ritengano opportuno intervenire modificando uno o entrambi i
piani regionali e, se possibile, relativamente alle cave già
esistenti, possano andare in deroga al piano paesaggistico
permettendo la continuazione dell'attività lavorativa, non
compromettendo, così, la già precaria situazione lavorativa
siciliana». (1838)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
TORREGROSSA
N. 1839 - Iniziative urgenti per l'avvio dei lavori per la
realizzazione del reparto di radioterapia presso l'ospedale
'Maddalena Raimondi' di San Cataldo (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Torregrossa Raimondo
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 12 aprile 2011, è stata
presentata la mozione numero 261 «Iniziative presso il Governo
nazionale per individuare le più opportune soluzioni alle tragiche
problematiche legate all'immigrazione dalle coste nordafricane»,
degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Gucciardi e Galvagno. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'articolo 2 della Costituzione italiana afferma che: 'La
Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo
(...) e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di
solidarietà politica, economica e sociale';
l'articolo 117, comma secondo, della stessa Carta fondamentale,
(lettera a), riserva in via esclusiva alla competenza legislativa
dello Stato le materie di politica estera e i rapporti
internazionali dello Stato con l'Unione europea, diritto di asilo e
condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti
all'Unione europea, e (lettera b) la materia dell'immigrazione; e
che, in questo quadro, la legge nazionale (articolo 3, comma 5, del
d.lgs. n. 286 del 1998) recita che '(...) le regioni, le province,
i comuni e gli altri enti locali adottano i provvedimenti
concorrenti al perseguimento dell'obbiettivo di rimuovere gli
ostacoli che di fatto impediscono il pieno riconoscimento dei
diritti e degli interessi riconosciuti agli stranieri nel
territorio dello Stato, con particolare riguardo a quelli inerenti
all'alloggio, alla lingua, all'integrazione sociale, nel rispetto
dei diritti fondamentali della persona umana';
lo sbarco nel territorio regionale di immigrati, non regolari e
profughi, provenienti prevalentemente dalle coste nordafricane,
rappresenta già da tempo una vicenda dai complessi risvolti interni
e di carattere internazionale;
le traversate del Canale di Sicilia sono state segnate da
innumerevoli e tragiche morti, fino alla recente catastrofe, che ha
visto morire oltre trecento immigrati tra Lampedusa e Malta;
considerato che:
gli sbarchi in questione rappresentano, da una parte, il dramma di
uomini disperati in fuga il più delle volte dalla miseria e dalla
turbolenta transizione verso regimi più democratici nei Paesi di
origine e, dall'altra, il business meschino e crudele di
organizzazioni criminali senza scrupoli, come confermato dai
recenti avvenimenti;
sulle imbarcazioni di fortuna che solcano il Canale di Sicilia si
stanno verificando gravi violazioni dei diritti umani, come
denunciato sia da inchieste ed articoli di stampa, sia dalle
associazioni di volontariato e dalle associazioni per la tutela dei
diritti umani;
i flussi non regolari costituiscono un fenomeno da contrastare,
favorendo anche l'apertura di canali di ingresso legali, adottando
programmi seri di cooperazione allo sviluppo, riconoscendo e
garantendo il diritto d'asilo, promuovendo la cultura dei pari
diritti e dei pari doveri, assicurando il diritto al
ricongiungimento familiare e attuando serie politiche di
integrazione sociale,
invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
e impegna il Governo della Regione
a rivendicare, a livello centrale, le prerogative della Regione
nel monitoraggio del rispetto dei diritti fondamentali della
persona, delle leggi vigenti e delle convenzioni internazionali;
ad intervenire presso il Governo nazionale perchè siano garantite
l'integrazione e la regolarizzazione del soggiorno per chi si trova
nei centri di accoglienza di Mineo (CT), Kinisia (TP) e Pian del
Lago (CL), come previsto dalla normativa statale ed internazionale
e, più in generale, il rispetto e la dignità della persona, anche
attraverso il sostegno alla regolarizzazione amministrativa e
lavorativa». (261)
FERRARA-AMMATUNA-GUCCIARDI-GALVAGNO
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1823
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione numero 1823, a firma
dell'onorevole Buzzanca, «Chiarimenti sulla gestione della riserva
naturale orientata Isola Bella», annunziata nella scorsa seduta, è
da intendersi presentata con richiesta di risposta in Commissione.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1720
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso, con riferimento
all'interrogazione con richiesta di risposta scritta numero 1720
«Chiarimenti in ordine ad un bando di gara per l'affidamento del
servizio antincendio boschivo», dell'onorevole Leontini ed altri,
indirizzata al Presidente della Regione, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per le risorse agricole e
alimentari, che è pervenuta risposta scritta da parte
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente, testé comunicata.
Poiché è successivamente intervenuta delega del Presidente della
Regione (protocollata al n. 3912/AULAPG del 20 aprile 2011) allo
stesso Assessore per il territorio, l'iter parlamentare del
suddetto atto ispettivo è da intendersi concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di rettifica di denominazione Gruppo parlamentare
UDC
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nella scorsa seduta la Presidenza
ha dato integrale lettura di una nota a firma dell'onorevole Giulia
Adamo (poi protocollata al n. 3630/AULAPG del 13 aprile 2011),
concernente il cambio di denominazione del Gruppo parlamentare di
cui è presidente.
Con ulteriore nota, sottoscritta dall'onorevole Ardizzone d'ordine
del presidente del Gruppo medesimo (protocollata al n. 3631/AULAPG
del 13 aprile 2011), si comunicava una rettifica con riferimento
alla composizione del Gruppo parlamentare in questione.
Successivamente, in data 13 aprile 2011, perveniva una terza nota
(protocollata al n. 3740/AULAPG del 14 aprile successivo) con
relativo annesso verbale di Gruppo, sempre a firma dell'onorevole
Adamo, concernente la corretta nuova denominazione e la conferma
della composizione e dell'assetto del Gruppo parlamentare
medesimo. Ne dò lettura:
«Con la presente si comunica che, a seguito di deliberazione
assunta all'unanimità dai deputati componenti (Adamo, Ardizzone,
Forzese, Giuffrida, Lentini, Nicotra, Parlavecchio e Ragusa) in
data 12/04/2011, il Gruppo parlamentare dalla scrivente presieduto
assume la denominazione di UNIONE DI CENTRO in luogo di quella
precedente di UDC - verso il Partito della Nazione .
Restano ad ogni effetto confermati gli incarichi di Presidente per
la scrivente, di Vicepresidente per l'on. Marco Lucio Forzese e di
Segretario amministrativo per l'on. Salvatore Lentini.
Si allega estratto del processo verbale della riunione del Gruppo
parlamentare.
La presente comunicazione annulla e sostituisce ad ogni effetto le
note prot. 3630/Aula PG del 12/04/2011 e 3631/Aula PG del
13/04/2011.
Distinti saluti,
Il Presidente
(on. Giulia Adamo)
Palermo, 13 aprile 2011»
Avverto che la nuova denominazione del Gruppo UNIONE DI CENTRO',
di cui alla nota testé letta, decorre dalla data della sua
ricezione, e cioè dal 13 aprile 2011, superando conseguentemente la
precedente comunicazione di questa Presidenza, resa nella seduta n.
243 del 12 aprile 2011 sulla base dell'originaria prima nota del
presidente, onorevole Adamo, nota poi venuta meno.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto del Presidente dell'ARS n.
203 del 13 aprile 2011, l'onorevole Alessandro Aricò è nominato
componente della I Commissione legislativa permanente Affari
istituzionali', in sostituzione dell'onorevole Marrocco,
dimissionario. Ne do lettura:
«Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E
VISTE le dimissioni dell'onorevole Livio Marrocco da componente
della I Commissione legislativa permanente Affari istituzionali'
datate 7 aprile 2011 e pervenute in pari data alla Presidenza
dell'Assemblea;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Futuro e Libertà
per l'Italia al quale l'on. Marrocco appartiene;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Alessandro ARICO' è nominato componente della I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali', in
sostituzione dell'on.le Marrocco, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 13 aprile 2011»
Precisazione relativa al comunicato dei lavori della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso, con riferimento al
comunicato dei lavori della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari letto nella scorsa seduta, che alla relativa riunione
ha partecipato altresì l'onorevole Riccardo Savona, nella qualità
di Presidente della II Commissione legislativa permanente
Bilancio'.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, delle mozioni:
numero 258 «Iniziative a livello centrale per il potenziamento
dell'organico dei Vigili del fuoco in provincia di Messina», degli
onorevoli Ardizzone, Adamo, Forzese, Lentini, Ragusa, Giuffrida,
Parlavecchio e Nicotra, presentata il 5 aprile 2011;
numero 259 «Iniziative volte ad evitare la realizzazione e
l'installazione di nuovi impianti per il pagamento del pedaggio
sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta di
ANAS s.p.a.», degli onorevoli Bufardeci, Cimino, Incardona, Mineo,
Scilla, presentata il 6 aprile 2011;
numero 260 «Revoca del bando dell'Assessorato delle risorse
agricole ed alimentari, per la selezione, per titoli e prova di
idoneità, per varie qualifiche di personale operaio», degli
onorevoli Mancuso, Leontini, Limoli e Corona, presentata il 7
aprile 2011.
Avverto che la determinazione della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportate nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne fa facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio per
l'opportunità che mi è stata data di intervenire su una situazione
che in questo momento il Governo, forse, sta seguendo in parte, ma
mi auguro che l'Assessore per la formazione stia cercando una
soluzione ad un problema che è in corso presso l'Assessorato
medesimo.
Mi risulta che ieri sera c'è stata una riunione di commissione
dove si è cercato di trovare una soluzione per circa mille persone
- quindi non parliamo né di dieci né di cento ma di una quantità
enorme di persone - che, nel bene o nel male, hanno in questi anni
esercitato un'attività attraverso un ente. Dopo la riunione del
CRI, o contestualmente, c'è stato forse un momento di sbandamento
da parte di questi lavoratori che, non avendo ben capito quello che
io penso e credo che il Governo voglia avere il tempo di
affrontare, hanno occupato la sede dell'Assessorato.
Signor Presidente, come componente della Commissione ed essendo
un po' scevro dal mondo della formazione per mia natura negli anni,
credo che il Governo, e in particolar modo l'assessore Centorrino,
debba affrontare questo problema. E siccome credo che ci siano i
presupposti, anche il direttore generale ieri ha dato delle
speranze in tal senso, in particolare l'ente di cui parlo è il
CEFOP, bisognerà trovare un modo perché queste 1.100 persone - sono
quasi quanto i lavoratori della FIAT, stiamo parlando di un
problema serissimo - trovino un giusto riconoscimento del lavoro
che hanno svolto in questi anni. Io non entro nel merito della
gestione dell'ente, ma di 1.100 persone certamente qualcuno se ne
deve occupare.
E' un problema talmente grosso che io credo che il Governo e
l'assessore Armao, che è presente oggi, riferisca l'attenzione che
penso tutto il Parlamento, non è un problema personale, è un
problema di tutti, è una attenzione che tutti dobbiamo avere verso
queste figure che da nove mesi non percepiscono un euro, sono
arrivati ad una situazione tale che hanno occupato l'Assessorato.
Ieri abbiamo cercato di individuare delle strade, delle
possibilità. Io, per la mia poca esperienza sull'argomento, ho dato
qualche idea.
Ho voluto richiamare l'attenzione su questo problema - ma credo
che sia oggetto di attenzione da parte di tutta l'Aula - anche per
dare un segnale che l'Assemblea se ne occuperà.
A mio avviso il Governo, in questi giorni, deve trovare una
soluzione che dia l'opportunità intanto di fare una sanatoria per i
soldi che, in atto, non sono stati dati per motivi che non si
comprendono, ma che comunque l'Ente reclama, invece, che devono
essere dati e, quindi, per pagare le mensilità anche direttamente,
se necessita, con un commissariamento, con qualcosa.
Dopodiché per il futuro si vedrà.
Mi risulta che il CRI abbia approvato con riserva questo ente e
che comunque ci sarà un qualcosa che si dovrà sviluppare. Per cui,
Presidente, la ringrazio per avermi dato la facoltà di parlare, in
quanto il mio intervento vuole richiamare l'attenzione affinché in
questi giorni si trovi una soluzione.
Noi abbiamo fatto, quali parlamentari, io quale componente della V
Commissione ho anche chiesto una convocazione in II Commissione, si
parlava di coperture economiche, si parla di DURC, si parla di
tante cose. Credo che il Governo, però, debba superare questo
problema perché non è giusto che 1.100 persone, di colpo si scopre
in questa Regione, lavorino in un ente in difficoltà.
Pertanto, ho voluto lasciare questa traccia. Ripeto all'assessore
Armao che si tratta di 1.100 persone che rischiano in questo
momento il loro futuro, non ricevono soldi da nove mesi, colpe di
tutti o di nessuno. Però, intanto il Governo deve, secondo me,
affrontare il problema definitivamente e al ritorno delle vacanze
pasquali si spera ci sia qualcosa che dia serenità a queste persone
di percepire i nove mesi di stipendio che ognuno di loro non ha
preso e poi vedere quale soluzione trovare sui 1.100, parliamo di
tutta la formazione, sono circa 7.000 cioè quasi il 20 per cento,
ripeto, sono 1.100 persone.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo scusa all'Aula e chiedo scusa
ai colleghi ma io ho il dovere di fare una dichiarazione che vorrei
venisse inserita nel verbale, in quanto credo che si stia
cominciando a respirare un clima abbastanza irrespirabile in questa
nostra Regione. Clima che riguarda la normale dialettica politica,
le battaglie che si possono fare, le opinioni che si confrontano,
uno può avere ragione, può avere torto, ma nello spirito del pieno
dibattito democratico e della libertà perchè ognuno di noi deve
poter esercitare questo mandato con la libertà che consegue alla
coscienza di ognuno di noi.
Però, ho la sensazione che se si vuole creare un clima nel quale
si additano uomini con nome e cognome come nel caso mio, nella
fattispecie, come responsabile del blocco di emendamenti che
assumono o vorrebbero fare assumere demagogicamente persone
attraverso forme surrettizie e individuando responsabili che
avrebbero negato o vorrebbero negare questo presunto diritto,
voglio dire con molta onestà che se succede qualcosa a me o a
qualcuno dei miei familiari sono responsabili non solo morali
coloro che stanno lavorando con questo metodo di azione politica.
E i responsabili sono i promotori di iniziative volgari,
demagogiche, che cercano di mettere contro l'opinione pubblica non
la politica dei partiti altri, ma le persone e, quindi, mi assumo
la responsabilità di ciò che sto dicendo perché, se succede
qualcosa a me e/o alla mia famiglia si sappia che i mandanti, non
solo morali, sono qui, dentro quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, intanto esprimo la piena e totale
solidarietà della Presidenza e del Parlamento - ci mancherebbe
altro - qualora si siano verificati atti che possano in qualche
modo interferire con la libera attività parlamentare.
Non ritengo, però, che ci possano essere all'interno del
Parlamento azioni o attività tese a gettare discredito o ad
additare capri espiatori all'interno del Parlamento, perché sarebbe
la negazione della democrazia e la Presidenza - e penso noi tutti
insieme - veglieremo affinché questo possa non avvenire in alcun
modo.
Inviterei i colleghi - intervenendo sulle dichiarazioni
dell'onorevole Cracolici - ad assumere un atteggiamento e un
contenimento anche negli interventi cui la Presidenza acconsentirà,
facendo in modo che siano rispettosi ed equilibrati rispetto
all'equilibrio dei lavori parlamentari e del Parlamento stesso,
anche tenuto conto del fatto che siamo alla vigilia
dell'approvazione di un bilancio e di una finanziaria in una
situazione di estrema difficoltà.
Quindi, invito tutti ad un contegno e vi pregherei di fare
svolgere la relazione e di intervenire dopo la relazione. C'è stato
un fatto personale, riflettiamo un attimo. Facciamo svolgere la
relazione al presidente Savona. Vi assicuro che darò la facoltà di
parlare a tutti.
DE LUCA. Signor Presidente, vorrei intervenire prima perché
ritengo che non si debba svolgere la relazione.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, le assicuro che le darò modo di
parlare, come darò modo all'onorevole Caronia, all'onorevole
Falcone che lo aveva chiesto, all'onorevole Buzzanca e
all'onorevole Campagna.
DE LUCA. Io chiedo che non si tratti l'argomento. Quindi, se parlo
dopo, a che titolo lo faccio?
PRESIDENTE. Parlerà con maggiore cognizione di causa
DE LUCA. Allora mi darà dieci minuti?
PRESIDENTE Le darò il tempo necessario, onorevole De Luca.
DE LUCA. Va bene, accordato Presidente.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione dei disegni di legge numeri 630-630bis-630ter-
630quater/A «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
2013» e 631/A «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2011.
Legge di stabilità regionale»
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge numeri 630-630bis-630ter-
630quater/A «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2011. Legge di stabilità regionale».
Invito i componenti la Commissione Bilancio' a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, apprezzate le circostanze, alla Presidenza -
quale garante del buon funzionamento del Parlamento siciliano e,
più in generale, della legalità costituzionale - corre l'obbligo di
rassegnare le seguenti considerazioni.
Ricordo innanzitutto che in sessione di bilancio la programmazione
dei lavori parlamentari è finalizzata a consentire la conclusione
dell'esame dei documenti finanziari nei tempi stabiliti.
Conformemente a tale premesse ed in ossequio, peraltro, al
carattere di adempimento necessitato - si pensi a quanto prescritto
dall'articolo 81 della Costituzione - l'ultimo programma-calendario
dei lavori, approvato all'unanimità dalla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari e comunicato all'Assemblea nella seduta del
12 aprile 2011, prevedeva che l'Aula tenesse seduta giovedì 21
aprile alle ore 10.00 per avviare e concludere la discussione
generale congiunta del disegno di legge di bilancio e della
finanziaria, in maniera tale da avviare l'esame dell'articolato già
da martedì 26 aprile e ciò in vista dell'approssimarsi del termine
ultimo invalicabile del 30 aprile 2011 per l'approvazione dei
citati documenti finanziari.
La contrazione dei tempi regolamentari, pertanto, si giustifica in
ragione dell'ineludibile soddisfacimento dell'obiettivo
costituzionale di dare assoluta priorità all'esame ed
all'approvazione dei documenti stessi posto che l'esercizio
provvisorio in corso costituisce una fase assolutamente transitoria
ed eccezionale, volta ad evitare la paralisi dell'amministrazione
regionale.
Ne consegue, pertanto, che ad esercizio provvisorio in corso
insuscettibile di ulteriore proroga permane assolutamente
prioritario e fondamentale, a norma dell'articolo 81 della
Costituzione e dell'articolo 73 bis del Regolamento Interno
dell'Assemblea regionale siciliana chiudere nel più breve tempo
possibile la sessione di bilancio.
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Savona, per svolgere la
relazione di maggioranza.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, si illustrano brevemente i
principali aspetti di rilievo del disegno di legge di bilancio di
previsione 2011 e per il triennio 2011-2013.
La proposta di bilancio per l'anno 2011 presenta un totale
generale delle entrate e delle spese pari a 27.007.396 migliaia di
euro e quella di bilancio per il triennio 2011-2013 un totale pari
a 61.387.933 migliaia di euro.
Tra le entrate si distinguono entrate correnti per 15.130.900
migliaia di euro ed entrate in conto capitale per 11.682.294
migliaia di euro. L'avanzo finanziario presunto è pari a 9.265.599
migliaia di euro e il totale delle risorse a destinazione vincolata
risulta di 14.575.607 migliaia di euro.
Per l'anno 2011, il totale generale delle spese, pari a 27.007.396
migliaia di euro è finanziato con le entrate finali (date dalla
somma delle entrate correnti e in conto capitale) per un ammontare
pari a 17.480.797 migliaia di euro, per 261.000 migliaia di euro
mediante il ricorso all'indebitamento autorizzato dal comma 3
dell'articolo 1 della legge regionale n. 6/2009 ed infine per
9.265.599 migliaia di euro all'avanzo finanziario presunto.
I principali risultati differenziali scaturenti dal disegno di
legge di bilancio di previsione per l'anno 2011 assumono i seguenti
valori:
a) risparmio pubblico (entrate correnti meno spese correnti, al
netto del Fondo indisponibile istituito con legge regionale n.
15/2001 presso l'Assessorato regionale dell'economia), pari a -
288.555 migliaia di euro. Tale valore negativo evidenzia un livello
di entrate correnti non adeguato alla copertura delle
corrispondenti spese che ai sensi delle vigenti norme e delle
consolidate politiche pubbliche risultano difficilmente
comprimibili;
b) saldo netto da finanziare (entrate finali più l'avanzo
finanziario presunto dell'esercizio precedente meno le spese
finali), pari a - 66.798 migliaia di euro;
c) accreditamento netto (entrate finali più avanzo finanziario
presunto dell'esercizio precedente meno spese finali, al netto -
rispettivamente - delle operazioni finanziarie per rimborso di
crediti e per partecipazioni e/o anticipazioni), pari a 19.841
migliaia di euro. E' un risultato parziale che trascura gli effetti
delle suddette operazioni di credito/debito, escludendo, pertanto,
tutte quelle poste di bilancio che non comportano aumenti o
diminuzioni del patrimonio netto;
d) ricorso al mercato (entrate finali più avanzo finanziario
presunto dell'esercizio precedente meno totale generale delle
spese) che, come già evidenziato, è pari a 261.000 migliaia di
euro.
Si passa adesso ad analizzare i principali effetti normativi del
disegno di legge recante Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2011'.
Il saldo netto da finanziare è determinato, in termini di
competenza, in 666.762 migliaia di euro per l'anno 2011, in 209.512
migliaia di euro per l'anno 2012 ed in 322.609 migliaia di euro per
l'anno 2013.
Il ricorso al mercato finanziario si attesta, nel triennio,
rispettivamente su 860.964 migliaia di euro, su 405.000 migliaia di
euro e su 610.000 migliaia di euro.
L'ammontare complessivo dei fondi di riserva per le spese
obbligatorie e di ordine e per la riassegnazione dei residui
passivi di parte corrente ed in conto capitale eliminati negli
esercizi precedenti per perenzione amministrativa è determinato,
per il 2011, in 450.000 migliaia di euro.
Il fondo per i comuni è quantificato, per l'anno 2011, in 750.000
migliaia di euro, di cui una quota non inferiore al 10 per cento
destinata a spese di investimento, mentre il fondo per le province
regionali è quantificato in 45.000 migliaia di euro, di cui 20.000
migliaia di euro destinati agli investimenti finalizzati allo
sviluppo del territorio.
Riguardo al cofinanziamento regionale della spesa sanitaria, in
relazione all'accertamento delle entrate derivanti dall'attuazione
dell'articolo 2, comma 90, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e
successive modifiche ed integrazioni nonché dell'articolo 1, comma
832, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ai sensi dell'articolo
10, comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modificazioni è disposto uno specifico accantonamento
negativo indicato nella tabella A allegata al disegno di legge. Il
Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad iscrivere in
bilancio, con proprio provvedimento, le relative somme che sono
destinate alla copertura dei debiti sanitari ed al finanziamento
della maggiore spesa scaturente dall'articolo 1, comma 830, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, con contestuale iscrizione di due
corrispondenti accantonamenti positivi (codici 1002 e 1003).
Relativamente alla materia della forestazione, nelle more della
definizione della riprogrammazione delle risorse del PAR FAS 2007-
2013, ai sensi della deliberazione CIPE 11 gennaio 2011, n. 1, gli
oneri degli interventi previsti dalla linea di azione 4.3
Rinaturalizzazione del territorio, tutela della diversità
biologica e valorizzazione della dimensione sociale, turistica e
culturale delle foreste e dalla linea di azione 4.4 Utilizzo
tecnologie innovative per la difesa dell'ambiente , pari
rispettivamente per l'anno 2011 a 135.600 migliaia di euro e a
68.940 migliaia di euro, sono posti a carico del bilancio della
Regione. Conseguentemente, il Ragioniere generale della Regione è
autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per il
finanziamento di investimento coerenti con l'articolo 3, comma 18,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
Sempre nelle more della definizione della riprogrammazione delle
risorse del PAR FAS 2007-2013, per far fronte agli oneri relativi
all'intervento previsto dalla linea d'azione 2.1a Itinerario
Ragusa-Catania SS514-SS194 è autorizzata, a titolo di
anticipazione per l'anno 2011, la spesa di 5.000 migliaia di euro.
Per garantire una maggiore trasparenza della spesa si dispone che
la Giunta regionale trasmetta alla Segreteria generale della
Regione, entro sette giorni dall'adozione, le delibere adottate per
la tempestiva pubblicazione integrale delle stesse sul sito
ufficiale della Regione.
E', infine, disposta la modifica dei tempi di presentazione, da
parte del Governo regionale, dei documenti di programmazione e di
analisi della situazione economica all'Assemblea regionale
siciliana, al fine di armonizzare gli stessi a quelli di
presentazione al Parlamento della Decisione di finanza pubblica da
parte del Governo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole D'Asero,
vicepresidente della Commissione, per svolgere la relazione di
minoranza.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questo mio ruolo di
relatore di minoranza poche parole per evidenziare alcuni aspetti.
Ritengo che la programmazione seria di un bilancio che vede alcune
criticità e alcuni aspetti che meglio andrebbero approfonditi,
avrebbe dovuto determinare un'inversione di tendenza, in un momento
in cui esiste una reale difficoltà per quelle che sono le
dichiarazioni fatte in Commissione Bilancio' dall'Assessore per
l'economia in cui sostanzialmente esiste, a mio avviso, una
evidente realtà che, rispetto al trend dichiarato dal Governo di
una necessità, di una ripresa in alcuni settori, quali la sanità,
tanto mediaticamente evidenziato, ma sui cui risultati
sostanzialmente ad oggi vediamo nel bilancio trecento milioni di
euro, che determinano come partita finanziaria quella che le
maggiori entrate per addizionale Irpef e per Irap, al massimo
dell'aliquota per la copertura del disavanzo della sanità, che
sostanzialmente non ha invertito la tendenza di quella che era la
situazione debitoria.
Infatti, se tutti ricordiamo, e lo ricordo a quest'Aula, ci fu una
dichiarazione del Governo che annunciava la riduzione dell'aliquota
Irap per il raggiungimento di obiettivi e noi, all'epoca, dicemmo
che era un fatto legato ad un momento e che, pertanto, se non si
completava l'intero percorso dell'ammortamento e quindi del
ripianamento nella sanità, non era possibile ipotizzare riduzioni
dell'aliquota Irap.
Questo è un fatto che determina sicuramente una necessità: dire la
verità su come stanno i fatti e, se da un canto è necessaria questa
verità, dall'altro vi è una preoccupazione, ancora costante e
presente, che è la tendenza verso quello che è il sistema sanità,
una tendenza che ancora, al di là degli annunci, non realizza alcun
risultato. In bilancio, infatti, abbiamo otto milioni ottocentomila
euro in necessità di importo per la copertura della mobilità.
Allora, anche qua cerchiamo di riflettere su alcuni di questi dati
perché, alla luce di una situazione del comparto sanità ancora
grave e negativa, dove forse la polvere sotto il tappeto prima o
poi verrà fuori, dove a fronte di una riduzione limitata di spesa
c'è una grande riduzione di servizi che vengono ogni giorno,
costantemente, denunciati per quella che è la situazione della
lista di attesa per le richieste sanitarie, per quella che è la
grave carenza nella gestione dei servizi per mancanza di materie
che sempre i primari e tutto il comparto sanitario denunciano, per
tutta quella che è una grande situazione di disagio. Altro che
tendenza nuova Esiste, invece, la necessità di una riflessione
perché assieme si possa determinare un orientamento ancora più
razionale.
Poi c'è il ragionamento molto importante sulla copertura, su
quella che è l'analisi delle partite di entrata e quella che è la
reale spesa.
Noi abbiamo una situazione in cui in una finanziaria andiamo a
programmare ancora il ricorso al mercato finanziario, per
intenderci l'accensione di mutui e, dall'altro, per chiudere il
bilancio ipotizziamo una deroga all'utilizzo dei FAS. Ciò significa
che la copertura per la sanità e per i forestali, di fatto, pone un
grave problema, un grave rischio: l'impiego per spesa corrente di
fondi che, invece, dovrebbero essere impiegati per investimenti.
Concludo dicendo che invece, probabilmente, al comparto produttivo
il bilancio deve più e meglio pensare, perché è il momento in cui
si deve accendere quella fiammella della speranza per il comparto
produttivo che oggi ha una grande difficoltà, che oggi ha un grave
momento di crisi e, probabilmente, il ricorso ad un momento che
possa essere determinato con fondi di garanzia, con intervento sul
micro credito, con iniziative a sostegno dell'agricoltura, dei
comparti produttivi, dell'artigianato, di quella realtà della micro
impresa che rappresenta il tessuto della società siciliana,
sicuramente questo deve essere l'elemento su cui prestare grande
attenzione.
Queste cose, ahimè, non sono state evidenziate e quindi, in questo
mio modesto intervento in qualità di relatore di minoranza, mi
sembrava e mi sembra giusto che all'Assemblea venissero evidenziate
nell'interesse della Sicilia perché possa essere motivo di
riflessione e di proposta per una seria programmazione.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
innanzitutto fare un'affermazione di principio. Ritengo che
all'interno di questa Assemblea ciascuno dei novanta deputati abbia
la possibilità e il diritto-dovere di potere dire ciò che pensa e
di poter esprimere liberamente il proprio convincimento in merito a
tutti i provvedimenti che si trattano, rispetto a quelle che sono
le problematiche della nostra Terra.
Ritengo assolutamente grave quello che l'onorevole Cracolici ha
detto poc'anzi nel suo intervento perché devo ritenere che dalle
parole che lui ha proferito, evidentemente, ci siano dei contenuti
talmente gravi e scabrosi che ritengo non sia l'Aula la depositaria
di queste sue affermazioni, ma credo che ci siano gli organi di
giustizia competenti che debbano eventualmente accogliere
preoccupazioni di tale natura.
Se, invece, questo voleva essere un avvertimento nei confronti di
chi vuole esercitare in maniera democratica e libera il proprio
convincimento e il proprio pensiero e se poi questo può diventare
la premessa perché si affronterà una finanziaria nella quale
qualcuno vorrebbe intimidire o creare atteggiamenti di
preoccupazione rispetto alle posizioni che ciascuno può assumere
nel proprio ruolo di politico, di parlamentare, credo che sia
assolutamente importante che la Presidenza si faccia garante del
fatto che ciascuno possa liberamente esprimere il proprio
convincimento e che ciascuno non abbia preoccupazioni in merito a
quello che può dire qui dentro.
Io voglio essere rasserenata da lei, signor Presidente, che tutto
ciò che verrà presentato e discusso in quest'Aula, nell'esercizio
delle nostre funzioni democratiche, svolte nel pieno delle nostre
attività, possa avvenire nel massimo della serenità.
Se poi l'onorevole Cracolici ritiene che ci siano delle
motivazioni preoccupanti per cui addirittura lui e la sua famiglia
possano essere a rischio, invito caldamente l'onorevole Cracolici a
rivolgersi ad altri organi e non a questa Assemblea.
Per quanto mi riguarda non accetto né intimidazioni né minacce da
alcuno.
Sia chiaro che nell'esercizio delle nostre funzioni ciascuno deve
assumersi la responsabilità di ciò che afferma. Io lo faccio, mi
auguro che verrà fatto anche dagli altri.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, le posso assicurare che ogni
parlamentare, come sempre in quest'Aula, ha diritto a discutere
tutti i provvedimenti che ritiene di presentare in maniera
assolutamente libera e scevra da ogni condizionamento.
Le devo però ricordare che l'onorevole Cracolici, pur lamentandosi
della situazione, non si è rivolto ad alcun parlamentare in
particolare.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
il Parlamento è riunito per celebrare l'ennesima farsa. Io, signor
Presidente, vorrei precisare che questo intervento non riguarda la
discussione generale in quanto mi riservo, considerato anche il
fatto che i documenti ci sono stati consegnati qualche minuto fa,
di esprimere la mia posizione complessivamente sull'impianto, su
questo pseudo impianto che è stato presentato, martedì.
Vorrei evidenziare, e non l'ho fatto formalmente signor Presidente
per non metterla in difficoltà, non volevo presentare una
pregiudiziale a tutti gli effetti, perché ritengo che questa
finanziaria e questo bilancio, prima di questo bilancio e di questa
finanziaria, probabilmente ritiene che è necessario di documenti
che questo Parlamento nell'ultima finanziaria ha stabilito che
venissero definiti preventivamente alla discussione del bilancio e
della finanziaria, sia in Commissione Bilancio che in Aula. Faccio
espresso riferimento a quello che prevede l'articolo 14 dell'ultima
Finanziaria, comma 1 e 2, assessore Armao.
Il comma 1 prevedeva già che a giugno del 2010, l'Assessore, il
Presidente della Regione, coadiuvato da tutti i dirigenti che
rischiavano, in quanto nella norma è prevista anche la sanzione
della decadenza, dovevano presentare la situazione debitoria di
tutto il sistema pubblico regionale allargato, perché il comma 1
prevede questo. Non è stato fatto; è stata depositata una relazione
parziale che non riguarda neanche il 40% degli oltre 400 enti,
aziende e società che rientrano nella definizione di sistema
pubblico regionale allargato. Questa è una legge di questo
Parlamento regionale. Il comma 2, invece, prevedeva un
provvedimento molto più importante e delicato, cioè entro febbraio
del 2011, doveva essere presentata in Commissione Bilancio,
presidente Savona, la situazione economico-finanziaria, quindi
crediti e debiti dell'intero sistema pubblico regionale allargato.
In più occasioni, ho avuto modo di dire e nessuno mi ha potuto
smentire che si continua ad occultare i debiti della Regione in
gran parte in questo mondo.
Chiedo all'assessore Armao, con quale faccia oggi si presenta qui,
con quella solita delle conferenze stampa, delle sceneggiate e
delle vicende semplicemente pacchiane? Lei, assessore, non può
avere la faccia di un serio amministratore, di un serio assessore
perché lei è venuto meno - e lo dico a questo Parlamento - a due
articoli.
Signor Presidente, chi ci deve tutelare rispetto alle stesse norme
che questo Parlamento approva? Affrontiamo questa finanziaria e
dopo entrerò nel merito e dico che non potrò partecipare.
E non credo che questo Parlamento voglia approvare l'ennesimo
bilancio falso. Non credo che questo Parlamento voglia partire da
presupposti falsi. Perché alla fine di ogni anno ci sono circa due
miliardi e mezzo di differenza tra entrate ed uscite. Il cosiddetto
deficit strutturale? Chiedo a questo Parlamento perché il bilancio
ora bilancia, è tutto a posto, tante entrate, tante uscite.
Perché alla fine dell'anno si evidenzia quella differenza,
accumulata anche negli anni che aumenta a livello corrente tra
entrate ed uscite? E' semplice: perché i punti di partenza di
questo bilancio sono sempre falsi
Signor Presidente dell'Assemblea, delle due l'una. Se noi dobbiamo
salvare il nostro sedere' di parlamentari e quindi dobbiamo
approvare un bilancio entro il 30 aprile, l'assessore dica perché
entro febbraio scorso non ha portato i conti di come stanno
effettivamente le cose nel mondo delle partecipate
Noi partiamo sempre da presupposti sbagliati, falsi perché tutti
questi debiti - e la norma prevede questo -, dovevano rientrare già
in un documento collegato al bilancio e alla finanziaria che
evidenziava quali erano i veri punti di partenza. Non mi sento di
prendere la scure e di indirizzarla contro i forestali, contro la
formazione, contro la gente che vive con 500 euro al mese, quando
poi la scure ce la dovremmo dare in testa, caro assessore Armao.
Continuiamo con falsità a non dire le cose come stanno.
Lei, Assessore, si deve dimettere perché non ha rispettato quello
che questo Parlamento ha votato e non solo si deve dimettere, deve
anche spiegare perché l'articolo 14, e il comma 2 in particolare,
lei non lo ha applicato.
Partendo da questo, è normale che il sottoscritto che ha fatto una
battaglia nella precedente finanziaria, quest'anno scriverà sulla
mancata applicazione di questo comma. Scriverà alla Corte dei
Conti, scriverà al Commissario dello Stato. Questo io lo voglio
dire perché? Io non macchierò per l'ennesima volta di un bilancio
falso perché questo Parlamento il tema lo ha affrontato la volta
scorsa.
C'era già la legge 10 del 1999, mai rispettata, allora mi è stato
detto che ci voleva una norma apposita che prevedeva delle
sanzioni.
Ebbene, assessore, quanti dirigenti avete dichiarato decaduti
perché non vi hanno dato i documenti, visto che mi si diceva anche
che i direttori generali nascondono le carte, caro assessore?
Eppure l'articolo 14 prevede la decadenza di tutti questi
direttori generali, visto - e concludo signor Presidente che lei mi
aveva garantito che avrei potuto parlare per qualche minuto in più
- che questa norma prevede la decadenza per legge di tutti i
direttori generali.
Allora, oggi, questo Parlamento deve prendere atto di una cosa: è
decaduto l'Assessore per l'economia, è decaduto perché lui stesso
si macchia di un grave delitto, vale a dire quello di non fare
rispettare le leggi che da questo Parlamento vengono varate e
quindi egli induce il Parlamento ad approvare un altro falso
storico.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, chiedevo all'onorevole De Luca se
avesse parlato sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, abbiamo convenuto che la
discussione generale verrà spostata all'articolo 1 in quanto si
tratta di una discussione importante. Adesso la Presidenza dà la
facoltà di poter parlare considerando la discussione in corso
sull'ordine dei lavori.
FALCONE. Signor Presidente, cercherò di riprendere almeno due
questioni.
La prima. Ieri si è svolta un'importante riunione presso il
Comitato regionale per l'impiego, la commissione regionale per
l'impiego cui l'onorevole Beninati faceva cenno e poiché trattasi
di una questione talmente ampia, talmente complessa e articolata,
secondo me, questo Parlamento che si sta accingendo a legiferare,
ahimè, a tutt'oggi, una norma assolutamente inadeguata e
drasticamente esempio di come, non soltanto il Governo, ma penso
con questa norma se così passasse sia un esempio chiaro di come
l'intero Parlamento si trovi in una situazione di stasi, di
profonda stasi.
Detto questo, io penso che dovremo guardare a una norma che possa
dare seguito alle aspettative e dare risposta ad un'emergenza
occupazionale che non è di mille persone, piuttosto di mille e
cinquecento persone, perché oltre al Cefop ci sono altri tre enti
di cui almeno uno, la Fondazione Cascio', rappresentano un bacino
di dipendenti non indifferente. Nel passato quando qualche ente era
in sofferenza, così come potrebbero essere questi, ma c'è in corso
una verifica dal nucleo di valutazione, si ipotizzava anche il
commissariamento, la nomina di un commissario ad acta per garantire
gli stipendi a queste 1500 persone.
Eppure, nonostante ieri abbiamo fatto un atto, dall'altro lato il
Governo ancora nulla ha portato. Quindi l'invito, sereno, è quello
che si possa approvare una norma che consenta anche al direttore
generale della formazione pubblica di nominare, eventualmente, dei
commissari ad acta per gestire l'attività o comunque i pagamenti in
questi enti, atteso che c'è un fatto particolare. Quattro enti sono
stati ammessi con riserva e in termini giuridici, professore Armao,
essere ammesso significa innanzitutto continuare l'attività con
riserva, salvo il fatto che eventuali verifiche negative
comporterebbero conseguenze di che trattasi.
Qui invece abbiamo detto: li ammettiamo con riserva, ma congeliamo
tutto. Pertanto, li abbiamo - di fatto - sospesi, non li abbiamo
ammessi, abbiamo ammesso il finanziamento, abbiamo previsto il
finanziamento.
Pertanto, la prima questione è questa: una norma che possa
sbloccare questa situazione di impasse e che può diventare altro
che popolamento' o contro popolamento', questa parola ultimamente
che sta emergendo, signor Presidente, e mi fa specie che il
capogruppo del partito ex minoranza oggi maggioranza viene qui a
paventare chissà quali intimidazioni, mi dispiacerebbe se fosse
vero, attenzione, perché si vogliono evitare o si vuole evitare
chissà quali assunzioni clientelari
Ma ieri in Commissione Bilancio, presidente Savona, questo
parlamentare che poc'anzi ha parlato a titolo personale, ha sentito
che c'è stato un accordo in Commissione e in Assessorato, dove
tutti i partiti erano presenti, dove tutti i capigruppo erano
presenti e hanno stilato un accordo individuando anche gli
emendamenti da inserire in quel testo, compreso quell'emendamento
che poi in Commissione Bilancio è stato ritirato.
Quindi delle due l'una: o ci prendiamo in giro prima o ci si
prende in giro dopo.
Gli emendamenti che sono arrivati ieri in Commissione Bilancio
erano tutti concordati, è stato detto chiaramente, poi forse
qualche capogruppo non c'era, ma voglio dire la riunione era erga
omnes, per cui nel momento in cui oggi si viene qui a dire
determinate cose questo parlamentare è sicuramente stranito.
Allora dobbiamo cercare di capire perché, da un lato, blocchiamo
l'assunzione clientelare, ma, dall'altro lato, presidente Savona,
c'è una società che sta assumendo con la dizione popolamento' E
cosa sono conigli? La parola popolamento', assessore Armao, per
chi viene dall'entroterra come me, quando si sente dire
popolamento, pensa alla selvaggina. Popolamento, ma di che cosa? Di
fauna? Di che cosa? Di cosa parliamo? Si parla di un progetto, di
un percorso di assunzioni di appena 250 persone con una spesa che
si aggira - e concludo - intorno ai 63 milioni. E mi dispiace che
ieri era stato preso un accordo in Commissione Bilancio, e
successivamente, anziché bloccare quel percorso di assunzioni si dà
una accelerazione rispetto a questo che rappresenta una chiara
irregolarità e una chiara contraddizione con gli accordi stretti. E
invece cosa succede? Diamo il via, addirittura andiamo a
ridimensionare l'emendamento che abbiamo votato la sera prima
Certo, dinanzi a queste cose, signor Presidente, chi le parla e
chi parla a questo Parlamento, è sicuramente amareggiato.
Allora, spero che questa Presidenza non voglia, come dire, aprire
il dibattito ad una finanziaria che forse mai come in questi venti
anni aveva toccato il livello più basso, non parla di nulla,
assolutamente nulla Attenzione, signor Presidente, chi le parla le
preannuncia 500 emendamenti in questa finanziaria, emendamenti che
sono non aggiuntivi, ma che riguardano materie attinenti la
finanziaria e gli stessi articoli di legge che sono presenti nel
disegno di legge.
Spero che la Presidenza non voglia sic et simpliciter, tout court,
prendere tutti gli emendamenti sulla scorta di un accordo tacito
esplicito, tra i partiti di maggioranza e di minoranza, e cestinare
tutto Spero che il dibattito possa essere chiaro, sereno e
soprattutto non tanto vivace, non troppo dialettico, signor
Presidente, perché la Sicilia aspetta ben altro.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono io
inorridito ad ascoltare le parole dell'onorevole Falcone, sono
parole che non fanno ovviamente onore a questa Assemblea, abbiamo
assistito noi prima alla denuncia del nostro collega parlamentare,
l'onorevole Cracolici, che si è sentito intimidito e minacciato e
se lo ha detto e lo ha detto in quest'Aula, evidentemente ne ha ben
donde e ben ragione. E io non posso che, per il rapporto di
fiducia, di stima e per il rapporto di solidarietà che in
quest'Aula deve essere sempre prevalente rispetto alle ragioni di
parte, che esprimere, non la massima solidarietà che appare anche
un fatto di routine, ma la massima preoccupazione per quanto detto
dall'onorevole Cracolici che mai ha utilizzato termini così duri e
così importanti per questa Assemblea.
E invece a cosa assistiamo? Assistiamo agli attacchi, alla
diminuzione del problema
Signor Presidente, io credo che questa Assemblea oggi debba
prendere atto e tenere conto delle parole dell'onorevole Cracolici
in maniera seria, non se le può dimenticare, non rappresentano un
intervento come gli altri, rappresentano una profonda
preoccupazione che si inserisce all'interno di tutta una cronaca
giornalistica che ogni giorno ci consegna questa città e questo
Palazzo assediato dalla richiesta, dalla questua, che anche in
quest'Aula parlamentare viene sponsorizzata ed avallata come se la
Regione fosse, o dovesse continuare ad essere, la soluzione a
tutti i problemi lavorativi e clientelari di tante persone, che,
per carità, non hanno neppure la grande colpa delle loro giuste o
sbagliate rivendicazioni, perché forse la colpa maggiore ce l'ha la
politica che, soprattutto nel passato, ha permesso e giustificato
questi comportamenti Tuttavia, non permetta più, signor
Presidente, che ci siano interventi che diminuiscano, che
stigmatizzino il valore di una denuncia come quella che l'onorevole
Cracolici ha fatto
E poi voglio dire all'onorevole Falcone: ma di che parliamo? Di un
emendamento che arriva in Commissione. A che servono allora le
commissioni e l'Aula? Tanto vale, signor Presidente, bypassarle
del tutto e decidere, bilanci, finanziarie e leggi in qualche
stanzetta, assolutamente ed altamente referenziata, dove si
prendono tutte le decisioni Onorevole Falcone si va in Aula, in
Commissione, magari pensando di avere trovato un accordo giusto e
si ritiene invece, giustamente, dal confronto, dalla dialettica
alla quale proprio lei onorevole Falcone si richiama, ci si accorge
che è stato commesso un errore e l'errore non si commette
nell'Aula, ma nella Commissione Bilancio per il quale si cerca di
porre rimedio.
Ma stiamo scherzando, signor Presidente? Non può essere che
passino messaggi di questo tipo o che si possa condurre un
dibattito in Aula in questa direzione Così come non merita
l'assessore Armao di essere attaccato in maniera così esagerata al
punto di chiederne le dimissioni, quasi come fosse lui e solo lui
il responsabile. Ma di che cosa? Dei disastri di questo bilancio?
Ma come: ci porta il bilancio più striminzito, più asciutto e che
scontenta l'intera Aula, e non si era mai registrato nella storia
di questa Assemblea regionale, nella logica di cominciare a fare
verità, nella logica di cominciare a fare dei tagli impopolari, e
ce ne lamentiamo?
Non è ammissibile questo tipo di ragionamento; è una cosa
inammissibile.
E allora, la Presidenza di questa Assemblea, onde evitare di
andare selvaggiamente avanti gli uni contro gli altri magari
nascondendosi dietro nobili profili, dietro alti contenuti negli
interventi, magari nascondendo che cosa? La richiesta sottobanco
della presenza all'interno di che cosa? Degli strumenti di
bilancio, degli strumenti finanziari? Ma vergogniamoci di
utilizzare ancora, in un momento così delicato politicamente,
questi strumenti antichi, desueti, che hanno fatto non solo
vergognare questa Regione esponendoci al pubblico ludibrio di tutta
Italia, ma hanno fatto sprofondare nel baratro di debiti, quelli sì
veri, assessore Armao, che forse veramente non del tutto conosciamo
e che dobbiamo conoscere.
Allora le dico però che ci dobbiamo chiedere a che servono la
Commissione Bilancio e quest'Aula, perché certo il testo del
bilancio e il testo della finanziaria che arrivano oggi qui in Aula
non sono testi che risolvono i problemi della Sicilia, anzi
affrontano soltanto i problemi di bilancio della Regione siciliana,
tendono ad appesantire la spesa, cercano di evitare l'aggravio di
una situazione, ma non affrontano i problemi della Sicilia.
E su questo lei, signor Presidente, è assolutamente d'accordo con
il sottoscritto perché, da componente di Commissione Bilancio, il
problema si è posto nei giorni scorsi proprio su questi aspetti.
Allora: se il bilancio è quello che è, la finanziaria può e deve
essere decisamente diversa rispetto a quella che approda oggi in
Aula, che ha immiserito il lavoro della Commissione, ma che
comunque ha per noi rappresentato il male minore, quello di
giungere in Aula e iniziare un dibattito costruttivo. Lo dico
perché, visto che non c'è stata neanche questa accortezza fino a
questo momento, non si parli più di formazione in questa
finanziaria. Che non si parli più di stabilizzare gente di qua e
gente di là in questa finanziaria, che si abbia il pudore, per una
volta nella storia di questa regione, di non mettere più oggetti ed
argomenti che riguardino stabilizzazione di personale che proviene
dalla formazione a vario titolo.
Questo deve essere il primo impegno categorico che bisogna porsi.
Poi, signor Assessore, si proceda con velocità, rapidità e con
grande civismo se occorre, a tagliare i rami secchi che ci sono in
questa pubblica Amministrazione, e ce ne sono tanti: organismi,
comitati che a colpi di due milioni, cinque milioni, tre milioni
vanno tagliati integralmente, non ridotti. Tagliati integralmente
come operazione di trasparenza, di pulizia e di buon governo
Infine, signor Assessore non abbia timore, e c'è qui anche
l'assessore Venturi che rappresenta e dirige l'Assessorato delle
attività produttive, a presentare con celerità le norme che ci
aveva già sottoposto sullo sviluppo; le norme che con la cessione
di questo patrimonio immobiliare di cui non ce ne facciamo nulla
creiamo risorse da destinare allo sviluppo, che siano date le
risorse con fidi, con interventi ma che operino a favore delle
imprese.
Signor Presidente, concludo: abbiamo il credito di imposta, una
legge che ha voluto la Commissione Bilancio, che abbiamo sudato tre
anni per averla. Signor assessore, se non ci saranno gli interventi
giusti sul piano d'imposta, con un emendamento a sua firma che doti
questo credito d'imposta di tre, quattro, cinquecento milioni per
gli investimenti al sistema produttivo, beh, allora, vuol dire che
stiamo scherzando, continuiamo a scherzare, continueremo a farci
del male e rischieremo di concludere questa legislatura con una
sonora bocciatura
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, sa che io mi attengo sempre ai tempi
previsti dal Regolamento dell'Ars. Siamo arrivati all'inizio di un
cammino parlamentare che è quello del bilancio e della finanziaria,
che è la fine di un percorso, è la fine di un percorso perché con
questa finanziaria e con questo bilancio se non adeguatamente
corretti dal contributo dell'Aula, sarà un bilancio che metterà
fine alle speranze di crescita di questa Sicilia.
E il mio non è un intervento di chi, pur avendo vinto le
elezioni, occupa posti di minoranza e di opposizione in questo
Parlamento, è il ragionamento di un parlamentare che si rende conto
che questo Governo è privo di una strategia; è come quel Governo
che cammina con l'abito senza il viso, con gli occhiali e senza le
gambe, un fantasma. E' un Governo non, come diceva l'onorevole
Leontini, di finanziaria lacrime e sangue', è un Governo senza
anima, perché non conosce le vicende di questa Sicilia.
Una finanziaria, la finanziaria di un Governo che viene sottoposta
alla maggioranza, all'intero Parlamento per essere esaminata e
discussa, deve essere la proiezione della strategia e della
capacità di essere classe dirigente di questa Regione. Ma siccome
questa maggioranza, che è maggioranza di partito e non maggioranza
di consensi, non ha la visione d'insieme di questo Governo e di
questa Regione, né ha lo spessore di classe dirigente perché frutto
di un ribaltone. E questa finanziaria e questo bilancio sono
inficiati da questo difetto originario che ha visto una classe
politica perdente, sconfitta dagli elettori, che grazie ad un
tradimento si trova improvvisamente a diventare forza di governo,
senza averne la cultura, senza averne le dimensioni, senza avere lo
spessore politico ed intellettuale - e mi riferisco non
all'intelligenza personale, ma alla visione del Governo che propone
una maggioranza che è la sintesi di una manovra prettamente
clientelare e pre-campagna elettorale. Perché tutti faremmo un
torto ai noi stessi ed ai siciliani principalmente se non ci
rendessimo conto - e noi ce ne siamo resi conto, noi che stiamo sui
banchi dell'opposizione, ma che siamo maggioranza nella cultura di
questa Regione - che ormai in questo Parlamento le lancette stanno
andando verso l'ora della campagna elettorale prima della scadenza
naturale. E tutti sappiamo che questa legislatura è condizionata
dalle sorti di una sola persona, che è il Presidente della Regione.
E quindi, tutti noi facciamo una finanziaria e un bilancio che
sappiamo servono a tentare di consolidare le posizioni elettorali e
clientelari di qualcuno, che deve racimolare gli strumenti per
creare il consenso poiché bisogna andare a votare fra novembre e
maggio del prossimo anno.
Questa finanziaria non contiene norme per lo sviluppo e per
l'occupazione in Sicilia, non ci sono interventi strategici per
garantire il lavoro in questa Sicilia, qui non ci sono gli
interventi a favore dello sviluppo economico di questa Regione.
Io invito i deputati di maggioranza, bravi a fare i comunicati sui
giornali, a parlare di finanziaria di rigore e di sviluppo, ma qui
di rigore c'è soltanto quello che dovranno patire i cittadini e gli
imprenditori di questa Sicilia che in questo momento sanno che li
aspetta un anno di privazioni, di ulteriori sacrifici, di ulteriori
disagi e sperano, come tutti noi dell'opposizione, che si rompa
finalmente questo giocattolo, che si stacchi la spina, che il
Presidente della Regione, da privato e semplice cittadino, vada a
gestire la sua situazione personale in questo momento, la separi
dalle vicende politiche e legislative della Regione e metta i
siciliani in condizione di votare il Parlamento. Perché, guardate,
quando qualcuno dice: basta con la formazione, io dico: basta con
la formazione, ma il mio pensiero in questo momento va alle
centinaia di lavoratori del CIAPI che improvvisamente sono
destinati alla mobilità e alla cassa integrazione. Costoro sono
stati costretti ad occupare un Assessorato perché la politica non
ha saputo trovare una soluzione, che è davanti agli occhi di tutti,
lo ha detto anche il collega Falcone: c'è già una precedente
delibera della Giunta di Governo per un caso analogo. Nominate un
commissario che individui le risorse e che paghi direttamente i
lavoratori. Poi il CEFOP, come ente, andrà a regolamentare la
propria situazione col DURC, ma non facciamo pagare ai lavoratori e
alle loro famiglie lo sfascio di una classe politica totalmente
incapace di gestire le vicende di questa Sicilia.
Approviamo questa finanziaria, approviamola velocemente. Andiamo a
votare e consentiamo di fare tornare in Parlamento, nelle posizioni
di maggioranza, chi vince le elezioni, e di opposizione chi perde
le elezioni. Non continuiamo a tradire questa Sicilia che abbiamo
ridotto in ginocchio.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
sull'ordine dei lavori forse più dei parlamentari degli altri
Gruppi che mi hanno preceduto, perchè l'UDC soltanto adesso ha
appreso dai giornali tutto quello che è avvenuto in ordine al
bilancio e alla finanziaria. Ci siamo rimessi alla buona volontà
del nostro Capogruppo e ogni parlamentare ha avuto modo, in qualche
modo, di esaminarli soltanto attraverso i giornali e di esprimere
dei giudizi. Quindi, per noi il dibattito è iniziato solo da
qualche ora.
Che cosa significa questo? Significa che noi chiediamo alla
Presidenza un maggiore termine per la presentazione gli
emendamenti. Dobbiamo pure dire che noi non attribuiamo alcuna
responsabilità al Presidente dell'Assemblea, in ordine alla nostra
assenza dalla II Commissione perché dovuta alla nostre vicende che
riguardano un po' tutti i Gruppi parlamentari.
Ho avuto modo di sentire i singoli parlamentari dell'UDC e c'è
un'idea di fondo, almeno per quello che risulta dai giornali -
sembra strano per un parlamentare parlare attraverso i giornali -
ma c'è una condivisione di fondo, ad esempio, sulla necessità di
una anticipazione finanziaria per la Catania-Ragusa; ma su tante
altre cose, sulle quali si è detto tutto e il contrario di tutto,
obbiettivamente fin quando non si approfondiscono determinati temi,
non ci sentiamo di esprimere alcun giudizio.
E questo, guardate, lo dico indipendentemente dalla posizione
politica, come UDC.
Lo dico per rispetto - ho sempre fatto questo ragionamento da
quasi dieci anni - della dignità del parlamentare perché ogni
parlamentare ha il diritto di presentare emendamenti, di non
vederseli estromessi per qualche difetto procedurale e di
concordare con gli Uffici, se possibile, l'emendamento, quello più
appropriato, più legittimo, senza che ci sia nei confronti del
singolo parlamentare una sorta di disparità, in negativo, rispetto
ai componenti della II Commissione. Infatti la II Commissione è
diventata una sorta di stanza di compensazione - su questo ha
ragione l'onorevole Falcone, in qualche modo - perché se è pur vero
che la finanziaria è nata in un modo ed è arrivata in un altro,
questo è dovuto all'assenza di un dibattito politico all'interno,
soprattutto, del Parlamento, indipendentemente dai partiti di
appartenenza e indipendentemente, oserei dire, dall'appartenenza a
più o meno maggioranze che si sono articolate o disarticolate nel
corso degli anni.
Quello che raccomanderei alla Presidenza dell'Assemblea, parlo
impersonalmente', non riferito a chi in questo momento sta
presiedendo, è una maggiore attenzione nel momento finale. E chiedo
che l'onorevole Formica trasferisca questa indicazione al
Presidente Cascio e al Presidente Oddo, o ad uno dei due, a chi si
troverà a presiedere l'Assemblea nel momento finale.
Signor Presidente, io chiedo formalmente che gli ordini del
giorno possano essere discussi e trattati, siano essi cento,
duecento, uno o dieci, perché è la possibilità che viene data al
parlamentare di dare una indicazione al Governo. Non possiamo
sottovalutare il nostro ruolo di parlamentare.
Sempre per averlo appreso dai giornali, Presidente Formica, io
esprimo il mio forte dissenso sulla cosiddetta valorizzazione dei
beni immobili di proprietà delle ASP .
Su questo, preannuncio che presenterò un ordine del giorno, non so
se su questo chiederò l'istituzione di una commissione di indagine,
perché è strano, e mi riferisco ad un caso, ma chissà quanti ce ne
saranno in Sicilia. I messinesi sanno di cosa parlo, ma non è solo
un problema messinese. Nel piano sanitario del 2003 nella rete
ospedaliera si parlava di 182 posti di riabilitazione a Messina,
che si sarebbero dovuti attuare con un project financing di 55
milioni; all'improvviso nasce un contenzioso con l'impresa
impegnata nel project financing: non so che fine abbia fatto - e
su questo tende, anche, il mio ordine del giorno -, e scompaiono
182 posti dall'ospedale Regina Margherita. Parliamo di una
struttura di 14 mila metri quadri.
Da dichiarazioni rilasciate alla stampa dagli assessori che si
sono alternati, ma debbo dire, ahimè, anche dall'attento,
attentissimo, assessore dottore Russo, testualmente, l'articolo
della Gazzetta, tra un boccone e l'altro - perché gli assessori,
non perché sono tecnici, ma hanno bisogno di fermarsi, di
rifocillarsi - dichiarò che l'ospedale Margherita sarebbe stato
messo in vendita.
Noi ci ritroviamo nella finanziaria che abbiamo letto sui
giornali, non in quella che ci è arrivata adesso, che si parla
della vendita di questo bene immobile.
Gradirei sapere che cosa è successo, perché nel 2003 erano
previsti 182 posti per la riabilitazione, interviene un privato con
un project financing di 55 milioni di euro, finisce il contenzioso
e contestualmente saltano i posti per la riabilitazione a Messina
e, quindi, io vendo' l'ospedale Margherita di 14 mila quadri.
Presidente Formica, si tenga presente che questa Regione, a
proposito di valorizzazione di beni immobili, per la Sovrintendenza
dei beni culturali e per la Biblioteca regionale paga un affitto di
settecentomila euro l'anno.
Ma perché, se si tratta di valorizzare i beni immobili, non si
prendono queste persone e si trasferiscono al Margherita? Su questo
chiedo chiarezza E' per questo che voglio esaminare norma per
norma. Non permetto a nessuno, non ci sono appartenenze che ci
possono legare per votare questo o quel maxi emendamento, per noi
dell'UDC, e parlo a nome dell'onorevole Ragusa, che potrebbe essere
soddisfatto, ha ottenuto la Catania-Ragusa, è stata anche una delle
sue battaglie,degli onorevoli Lentini e Parlavecchio.
Noi da questo momento iniziamo, perché è il nostro dovere,
innanzitutto di parlamentari e, poi, di appartenenti a questa
maggioranza, ad esaminare articolo per articolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli, rinviando la discussione generale all'articolo 1.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, tengo a sottolineare una precisazione
da fare all'Aula: rinviamo la discussione generale all'articolo 1,
ma con gli stessi tempi e modalità della discussione generale.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, ovviamente con i tempi della
discussione generale.
Avverto, altresì, che il termine per la presentazione degli
emendamenti scadrà domani, venerdì 22 aprile, alle ore 16.00.
Così resta stabilito.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 26 aprile
2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 261 - Iniziative presso il Governo nazionale per
individuare le più opportune soluzioni alle tragiche
problematiche legate all'immigrazione dalle coste
nordafricane .
FERRARA - AMMATUNA - GUCCIARDI - GALVAGNO
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
(nn. 630-630 bis - 630 ter - 630 quater/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
Legge di stabilità regionale. (n. 631/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
La seduta è tolta alle ore 12.11
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Beni culturali e
identità siciliana»
FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, premesso che l'Assessorato dei
Beni culturali e dell'identità siciliana eroga ogni anno una
consistente cifra economica per il sovvenzionamento e il sostegno
di attività di carattere culturale e comunque per la promozione
della identità siciliana, ciò a seguito della nuova legge regionale
n. 19 del 16 dicembre 2008 recante 'Norme per la riorganizzazione
dei Dipartimenti regionali. Ordinamento del Governo e
dell'Amministrazione della Regione';
atteso che i contributi e i sovvenzionamenti di cui sopra vengono
erogati sia quali manifestazioni direttamente promosse
dall'Assessore che sotto forma di patrocini onerosi;
preso atto che diversi comuni e/o enti che hanno presentato
istanze tese a promuovere o a sostenere iniziative culturali nel
territorio siciliano si sono viste negare il riconoscimento di
quanto richiesto;
per sapere:
le modalità di applicazione e le normative che regolamentano la
concessione di contributi;
i criteri di valutazione usati per la concessione dei suddetti
interventi finanziari;
se sia possibile avere copia di tutti gli atti e provvedimenti
stanziati dall'1 gennaio 2010 ad oggi;
l'elenco dettagliato degli enti o soggetti beneficiari di tali
contributi;
si chiede, a tal fine, in base alla legge nazionale 7 agosto 1990,
n. 241 e s.m.i., e alla successiva legge regionale n. 4, art. 45,
del 16/4/1993, gli atti richiesti entro 30 giorni dalla data della
presente interrogazione». (1290)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione n. 1290
dell'onorevole Marco Falcone, che vuole conoscere le modalità di
applicazione e i criteri di valutazione per la concessione dei
contributi che l'Assessorato Beni culturali eroga per
manifestazioni direttamente promosse o per i c.d. patrocini
onerosi, che nella sostanza sono della stessa natura, poiché
gravano nel medesimo capitolo di spesa, si rappresenta quanto
segue:
1) Le norme per la promozione di iniziative culturali discendono
dall'art 10 della legge regionale n. 16 del 5 marzo1979, che è
stato modificato dall'art. 19 della Legge Regionale n. 9 del 2002 e
integrato dall'art. 24, comma 21 della legge regionale n. 19 del
2005.
Al comma 2 dell'art. 10 è stabilito che, per dette iniziative
l'Assessorato regionale dei beni culturali e ambientali della
pubblica istruzione può avvalersi, oltre che dei propri organi
centrali e periferici e di fondazioni dallo stesso costituiti, di
istituti universitari specializzati nei settori in cui rientrano le
iniziative, degli enti locali e degli enti teatrali lirici
regionali .
Con l'art. 55 della legge regionale n. 6 del 14 Maggio 2009 è
stata estesa, l'applicazione dei benefici dell'art. 10 della legge
regionale n. 16 del 2005, anche a soggetti giuridici dotati di
adeguata capacità tecnico organizzativa .
2) La materia è stata disciplinata da ultimo con il decreto
dell'Assessore dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana del 6
Aprile 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana n. 20 del 23 aprile 2010. L'allegato A) del sopradetto
decreto individua i criteri e le procedure per l'accesso agli
interventi finanziari a sostegno delle attività di carattere
culturale, artistico scientifico di particolare rilevanza promosse
ai sensi dell'art. 10 della legge regionale n. 16 del 1979 e
successive modifiche ed integrazioni.
Si evidenzia che il sopracitato allegato A), oltre a fissare le
modalità di presentazione delle iniziative di soggetti pubblici e
privati, ha stabilito i criteri di valutazione di quelle pervenute,
che devono essere esaminate dal Nucleo di Valutazione , con
eccezione delle iniziative proprie del Dipartimento e di quelle
proposte dalle sue strutture periferiche, previa preliminare
istruzione da parte del Dipartimento Beni Culturali.
Il Nucleo di Valutazione è stato costituito con decreto
assessoriale n. 20 del 20 Maggio 2010.
I Criteri di valutazione delle proposte stabiliti sempre
dall'allegato A del decreto del 6 Aprile 2010 sono i seguenti:
-Tipologia della manifestazione in relazione alla coerenza con le
finalità previste dalla legge n. 16 del 1979: punti 20;
-Affidabilità e capacità tecnica del soggetto organizzatore: punti
20;
-Apprezzamento degli aspetti organizzativi e di bilancio: punti 30;
-Carattere di continuità o di innovazione di rilevante interesse:
punti 30.
Acquisito il parere scientifico e tecnico del Nucleo di
Valutazione, l'Assessore pro-tempore proponeva le iniziative al
Dipartimento Beni Culturali per essere inserite nella
programmazione e avviare quindi le procedure amministrative atte a
realizzarle.
Successivamente il Dipartimento individuava il funzionario
delegato alla spesa e lo nominava anche responsabile del
procedimento.
3) Nel 2010 sono pervenute n. 1328 iniziative di privati ed Enti
Pubblici (Comune, Provincia, Università, Associazioni Culturali e
Uffici periferici).
L'Assessorato ha finanziato, con le limitate risorse economiche
del capitolo 376528 della capienza di 2.600.000,00 euro, n. 130
proposte le quali sono riconducibili prevalentemente a iniziative
del Dipartimento (Soprintendenze, Musei, Aree Archeologiche,
Parchi, Biblioteche) e in minima parte ad iniziative di Enti.
Nel corso dell'anno 2010 l'importo effettivamente finanziato è
stato di 2.476.307,00 euro.
Si evidenzia che nell'anno 2010 ricorreva il 150 anniversario
dello sbarco dei Mille; l'Assessorato, sensibile alla ricorrenza
dello storico evento, ha quindi programmato diverse iniziative,
coinvolgendo anche alcuni Enti locali, per un impegno finanziario
di 187.000,00 euro circa.
Altri significativi impegni finanziari sul capitolo in questione
sono stati:
-il progetto Expo Shanghai 2010 , dell'importo di 175.000,00
euro;
-e il progetto relativo alla XII Settimana della Cultura 16 - 25
Aprile 2010. Progetto esecutivo campagna di comunicazione
organizzazione eventi dell'importo di 250.000, 00 euro.
Mi auguro che le informazioni fornite siano sufficienti per
chiarire i quesiti sulle procedure per l'erogazione di contributi
per eventi di carattere culturale, inseriti nell'interrogazione
presentata dalla S.V. Onorevole.
Infine, in ordine alla richiesta contenuta nell'interrogazione di
avere copia di tutti gli atti e provvedimenti relativi alla materia
dall'1 gennaio 2010, stante la notevole quantità di documenti
pervenuti e di quelli emessi da parte di questo Assessorato, si
rimette l'unito elenco dettagliato delle iniziative finanziate.
Ovviamente, ove la S.V. Onorevole confermi, con le modalità che
vorrà individuare, la volontà di acquisire copia degli atti, lo
scrivente provvederà a far preparare al Dipartimento, con la
massima sollecitudine, la documentazione richiesta».
L'Assessore
prof. Sebastiano Missineo
-Rubrica «Infrastrutture e mobilità»
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
la stazione ferroviaria di contrada Targia nel comune di Siracusa,
inaugurata nel 1998, in concomitanza con la chiusura del passaggio
della linea ferrata lungo corso Gelone, via Agatocle, via Piave, la
Mazzarrona ed il completamento del tunnel sotterraneo che passa
sotto contrada Pizzuta, collegandosi al nuovo scalo merci di
contrada Pantanelli, versa in uno stato di totale abbandono;
nonostante i lavori effettuati, l'impianto è ad oggi utilizzato
solamente per il transito di cinque treni: uno proveniente da
Augusta, tre da Siracusa ed uno diretto a Modica;
considerato che:
dopo il passaggio dei cinque convogli sopra elencati, la stazione
chiude al pubblico, con l'impossibilità per chiunque di acquistare
biglietti;
a causa del ridotto utilizzo della stazione, il sito è diventato
luogo di ricovero per cani randagi, con tutti i rischi che questo
comporta per i passanti;
a rendere la zona maggiormente degradata contribuisce la presenza
nelle vicinanze dell'ex stabilimento delle Eternit, che si trova in
stato di totale abbandono;
visto che:
Trenitalia ha investito oltre cinquanta milioni di euro per la
realizzazione di un parcheggio all'interno dell'area ferroviaria,
per l'accesso funzionale ai disabili e un sovrapassaggio, dotato di
scalo ferroviario con due banchine e tre binari, oltre ad una sala
d'attesa e altre sale per il personale addetto;
ad oggi, la stazione risulta di difficile accesso, visto
l'inadeguato ingresso lungo la ex strada statale 114, oggi strada
provinciale;
per sapere se non intendano, con l'urgenza del caso, promuovere un
vertice con i dirigenti di Trenitalia, al fine di rendere più
funzionale l'impianto ferroviario di contrada Targia ed evitare che
un investimento così cospicuo non si traduca nell'ennesimo spreco
di risorse pubbliche e rappresenti un duplice danno per la
collettività oltre che un pericolo per i cittadini». (1381)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1381, a firma
dell'onorevole Vinciullo, presentata in origine con richiesta di
risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si fa presente
all'Onorevole interrogante che, come per casi simili, le criticità
evidenziate sono riconducibili alla più ampia situazione di ben
nota difficoltà in cui versa il sistema dei trasporti ferroviari
della regione.
Le limitazioni del servizio di biglietteria nella stazione di
Targia, sono di fatto consequenziali al Piano di riorganizzazione
di Trenitalia che, sempre in un'ottica di riduzione dei costi di
gestione, prevede per la vendita dei titoli di viaggio la
possibilità per l'utenza di premunirsi del biglietto o presso le
apposite emettitrici (che dovrebbero essere presenti nelle stazioni
disabilitate), o presso le tabaccherie o edicole convenzionate con
le Ferrovie.
Le condizioni di degrado denunciate dall'interrogante si
riferiscono in particolare alla stazione di Targia (SR), ma
situazioni simili si riscontrano anche in altri impianti
dell'isola, e sostanzialmente si deve riscontrare una situazione di
abbandono che è figlia di un ridimensionamento sul piano
dell'utilizzo commerciale della stazione stessa.
Da parte della Regione si intende ribadire nei prossimi incontri
con i rappresentanti di RFI le legittime esigenze dei viaggiatori
siciliani e, fermo restando, le loro strategie di contenimento dei
costi, arrivare a delle soluzioni condivise che assicurino
all'utenza un minimo di funzionalità dei suddetti impianti, quale,
per esempio, il mantenimento delle condizioni igieniche ed il
perfetto funzionamento degli impianti di informazione visiva e
sonora ai viaggiatori.
L'orientamento di RFI in relazione, specialmente, alle piccole
stazioni è, in generale, quello di disabilitarle in quanto, con i
cospicui investimenti realizzati anche in Sicilia in materia di
tecnologie fortemente innovative per la gestione della
circolazione ferroviaria, si è reso possibile informatizzare gli
impianti e le postazioni remote gestendoli da un'unica postazione
centrale; cosa questa che permette di aumentare la sicurezza della
marcia dei convogli e ridurre, contestualmente, i costi di
gestione, non essendo più necessario garantire, stazione per
stazione, la presenza degli operatori dell'esercizio.
In altre realtà geografiche, le Regioni o i Comuni interessati
hanno stipulato Accordi con RFI per la cessione, in comodato d'uso
gratuito degli impianti ricadenti sul loro territorio, che sono poi
stati trasformati, ad opera e con risorse degli Enti locali stessi,
in Centri culturali, ricreativi, di aggregazione sociale, ecc. e
anche divenendo distaccamenti di Uffici Comunali, con obbligo a
carico sempre degli Enti locali di assicurarne la normale
manutenzione».
L'Assessore
dott. Carmelo Pietro Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
ormai da tempo, l'area ferroviaria di piazza Regina Margherita,
nella città di Avola (SR), non riserva all'utenza un'accoglienza
dignitosa;
nonostante i recenti interventi di ristrutturazione, la stazione,
come altre della provincia di Siracusa, risulta ad oggi sprovvista
di sportelli abilitati alla rivendita di biglietti, di controllore
e di servizi igienici;
considerato che:
negli ultimi mesi, sono sempre di più i residenti della zona che
lamentano la massiccia presenza nel sito di siringhe spesso sporche
di sangue e con l'ago ancora inserito;
l'intera area ferroviaria, a causa della presenza di
tossicodipendenti e della scarsa - o meglio assente -
illuminazione risulta del tutto impraticabile nelle ore serali e
notturne;
visto che la situazione sopra descritta, oltre a minare la
sicurezza dei bambini e delle famiglie che vivono nella zona,
rappresenta un costante pericolo per i pendolari e i turisti,
costretti a districarsi tra le siringhe, abbandonate la notte prima
dai drogati nelle aiuole e nei viali;
per sapere se non ritengano necessario e urgente intervenire al
fine di individuare concrete soluzioni e mettere a termine ad una
situazione di pericolo e di degrado sociale che poco si addice ad
una città come Avola, da sempre meta di turisti e dal consolidato
prestigio». (1382)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1382 a firma
dell'onorevole Vinciullo, presentata in origine con richiesta di
risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si fa presente
all'Onorevole interrogante che, come per casi simili, le criticità
evidenziate sono riconducibili alla più ampia situazione di ben
nota difficoltà in cui versa il sistema dei trasporti ferroviari
della regione.
La mancanza della biglietteria nella stazione di Avola, e le altre
situazioni di degrado evidenziate dall'onorevole Vinciullo sono di
fatto consequenziali al Piano di riorganizzazione di Trenitalia
che, sempre in un'ottica di riduzione dei costi di gestione,
prevede per la vendita dei titoli di viaggio la possibilità per
l'utenza di premunirsi del biglietto o presso le apposite
emettitrici (che dovrebbero essere presenti nelle stazioni
disabilitate), o presso le tabaccherie o edicole convenzionate con
le Ferrovie.
Situazioni simili si riscontrano anche in altri impianti
dell'isola, e sostanzialmente si deve riscontrare una situazione di
abbandono che è figlia di un ridimensionamento sul piano
dell'utilizzo commerciale della stazione stessa.
Da parte della Regione si intende ribadire nei prossimi incontri
con i rappresentanti di RFI le legittime esigenze dei viaggiatori
siciliani e, fermo restando, le loro strategie di contenimento dei
costi, arrivare a delle soluzioni condivise che assicurino
all'utenza un minimo di funzionalità dei suddetti impianti, quale,
per esempio, il mantenimento delle condizioni igieniche ed il
perfetto funzionamento degli impianti di informazione visiva e
sonora ai viaggiatori.
L'orientamento di RFI in relazione, specialmente, alle piccole
stazioni, è, in generale, quello di disabilitarle in quanto, con i
cospicui investimenti realizzati anche in Sicilia in materia di
tecnologie fortemente innovative per la gestione della
circolazione ferroviaria, si è reso possibile informatizzare gli
impianti e le postazioni remote gestendoli da un'unica postazione
centrale; cosa questa che permette di aumentare la sicurezza della
marcia dei convogli e ridurre, contestualmente, i costi di
gestione, non essendo più necessario garantire, stazione per
stazione, la presenza degli operatori dell'esercizio.
In altre realtà geografiche, le Regioni o i Comuni interessati
hanno stipulato Accordi con RFI per la cessione, in comodato d'uso
gratuito degli impianti ricadenti sul loro territorio, che sono poi
stati trasformati, ad opera e con risorse degli Enti locali stessi,
in Centri culturali, ricreativi, di aggregazione sociale, ecc. e
anche divenendo distaccamenti di Uffici Comunali, con obbligo a
carico sempre degli Enti locali di assicurarne la normale
manutenzione».
L'Assessore
dott. Carmelo Pietro Russo
-Rubrica «Salute»
RINALDI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
l'AIAS, sezione di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), nata nel 1995,
è accreditata per 228 prestazioni domiciliari e per 76 trattamenti
ambulatoriali;
detta struttura è convenzionata con l'ASP di Messina dal 24/5/1999
per 114 trattamenti domiciliari e per 38 ambulatoriali e conta su
un personale costituito da 47 dipendenti e da circa 20 liberi
professionisti con varie qualifiche (medici, psicologi, terapisti
della riabilitazione, assistenti sociali ed ausiliari);
in data 10/5/2010 la sezione AIAS di cui sopra è stata
commissariata per questioni complesse che hanno visto il
presidente, dott. Luigi La Rosa, opporsi al commissariamento con
modalità alquanto singolari, come la chiusura dei cancelli del
centro, finché, a seguito di ricorso al tribunale di Barcellona,
non è stata riconosciuta la legittimità del commissariamento, con
il conseguente insediamento dei commissari, avvenuto in data 26
luglio 2010;
considerato che:
in questo complicato contesto si inserisce la drammatica
situazione dei lavoratori che dal mese di febbraio non percepiscono
più lo stipendio ed ai quali non viene a tutt'oggi prospettata
alcuna certezza sul loro futuro lavorativo;
a ciò si aggiungono i problemi di ordine giudiziario, stante che a
tutt'oggi, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il
giudice relatore del Tribunale civile, Antonino Catanese, non ha
ancora depositato il dispositivo sul ricorso presentato dal rimosso
presidente Luigi La Rosa e discusso nell'udienza dello scorso 2
settembre;
tali ritardi di fatto impedirebbero il ripianamento dei debiti e
le azioni necessarie per risanare la difficile condizione
finanziaria della sezione AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto, a
rischio di bancarotta, con aggravio soprattutto sulla sorte dei
lavoratori lasciati senza stipendio da ben otto mesi;
secondo le dichiarazioni riportate dallo stesso commissario Lo
Trovato, senza una decisione giudiziaria definitiva, le banche e
l'ASP non sarebbero legittimate a sottoscrivere accordi o ad aprire
nuove linee di credito per far fronte ai pagamenti ed impedire
nuovi pignoramenti, come il sequestro delle somme effettuate per
conto dell'INPS dalla società mista di riscossione Equitalia, che
avrebbe 'risucchiato' l'intero credito di oltre 563 mila euro
giacente presso l'ASP e sul quale è aperto un contenzioso con la
banca;
i circa 50 dipendenti, nonostante non percepiscano lo stipendio
fin da febbraio, hanno tuttavia continuato ad assicurare lo
svolgimento delle attività di riabilitazione, seppure in condizioni
di difficoltà estreme, per senso di responsabilità nei confronti
dei disabili, delle loro famiglie e della comunità;
ritenuto che al cospetto di quanto sopra rappresentato sia
inconcepibile il disinteresse delle istituzioni deputate a dare
risposta ai citati lavoratori, che solo per senso di abnegazione e
del dovere continuano a prestare il loro servizio a favore dei
soggetti disagiati;
per sapere se e quali iniziative siano state assunte a tutt'oggi o
si intendano assumere nell'immediato al fine di sbloccare la
drammatica situazione di stallo e di crisi in cui versa l'AIAS di
Barcellona Pozzo di Gotto e garantire, in tal modo, certezza
lavorativa a quanti in essa operano e continuano a svolgere il loro
indispensabile servizio a favore delle categorie più disagiate
della collettività, come i disabili, ai quali, oltretutto, come a
tutti i cittadini, è riconosciuto dalla Costituzione il sacrosanto
il diritto alla salute». (1425)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Rinaldi chiede iniziative per sbloccare la
situazione di stallo in cui versa l'AIAS di Barcellona Pozzo di
Gotto (ME), si rappresenta che l'A.S.P. di Messina ha comunicato di
aver ottemperato al pagamento delle prestazioni riabilitative rese
dalla predetta struttura nel 1 , 2^ e 3^ trimestre 2010 e di avere
liquidato anticipazioni per il 4 trimestre 2010 comprensive
dell'aggiornamento rette, giusta deliberazione n. 4698 del 7
dicembre 2010, che in copia si allega».
L'Assessore
dott. Massimo
Russo
N.B.:
Per gli allegati, vedi
www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
ttiallegati
LEONTINI-SCOMA-CORONA. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che il direttore generale
dell'ASP di Palermo ha provveduto a liquidare a se stesso e ai
direttori sanitario ed amministrativo la premialità, che è pari al
20% della retribuzione percepita, per il periodo che va dall'1
settembre al 31 dicembre 2009;
considerato che, a memoria dei sottoscritti interroganti, le
uniche azioni che si è disposti a riconoscere ai soggetti di cui
sopra sono lo smantellamento dei servizi per i soggetti affetti da
autismo e Alzheimer, la riduzione dei servizi in favore dei
disabili e il mancato avvio della rianimazione dell'ospedale di
Partinico;
ritenuto che, solo per quanto sopra riportato, gli stessi
componenti la direzione generale dell'ASP meriterebbero una
diminuzione dello stipendio, se non l'allontanamento per incapacità
gestionale;
per sapere quali siano i criteri in base ai quali si sia
riconosciuta la premialità ai soggetti di cui sopra e se non si
ritenga di intervenire urgentemente al fine di considerare
ingiustificata tale concessione, di evitare il conseguente danno
alle casse della Regione, e di restituire quanto illogicamente,
illegittimamente e ingiustificatamente sia stato percepito dai
soggetti menzionati». (1630)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Leontini chiede chiarimenti sulle premialità
date dall'ASP di Palermo, si rappresenta quanto segue.
Allo scopo di giungere al controllo dei risultati conseguiti dai
Direttori Generali delle Aziende sanitarie, previsto dal comma 6
dell'art. 16 della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, in
relazione agli obiettivi programmatici assegnati al 31 dicembre
2009, sono stati acquisiti gli esiti della verifica effettuata dal
Dipartimento per la pianificazione strategica che, a tal fine, si è
avvalso di un Tavolo tecnico appositamente costituito.
Il Tavolo tecnico ha prodotto una relazione con schede analitiche
per ciascun obiettivo e per singola Azienda, nonché un quadro
sinottico delle risultanze ottenute a seguito delle verifiche di
cui alla citata disposizione della citata legge regionale n.
5/2009.
La scala di valutazione proposta ed utilizzata dal tavolo tecnico
non poteva contenere un "sistema" valutativo strutturato, ma
solamente l'alternativa, positiva o negativa, dell'adempimento
posto in essere, poiché parecchi degli obiettivi assegnati ai
Direttori generali erano di natura qualitativa ed, in quanto tali,
non misurabili quantitativamente.
Al riguardo, questa Amministrazione ha preso atto degli esiti di
tale attività di verifica, condividendo le modalità seguite dal
Tavolo tecnico, che ha espresso una valutazione positiva sulle
attività dei Direttori generali, ivi compreso il Direttore generale
dell'A.S.P. di Palermo, in relazione agli obiettivi assegnati per
l'ultimo quadrimestre del 2009, ed ha disposto, con nota prot. n.
3992 del 13 maggio 2010, la prosecuzione di tale attività anche per
gli obiettivi assegnati al primo trimestre 2010, con l'avvio delle
necessarie interlocuzioni con l'AGENAS, così come previsto dalla
lett. d), comma 6, dell'art.16 della predetta legge regionale.
La predetta Agenzia ha proposto una metodologia di valutazione da
applicare agli obiettivi assegnati ai Direttori generali per l'anno
2010 nonché alla verifica degli obiettivi relativa all'ultimo
quadrimestre del 2009 per continuità del sistema di valutazione,
quale ipotesi migliorativa della valutazione effettuata dal tavolo
tecnico summenzionato.
Tuttavia, questa Amministrazione pur condividendo il metodo
predisposto dall'Agenzia, da applicare a regime a decorrere
dall'anno 2010, ha ritenuto invece di escludere tale metodologia
con riguardo alla valutazione degli obiettivi assegnati al 31
dicembre 2009 perché, come rilevato dalla stessa Agenzia, nella
predisposizione del metodo valutativo sono state evidenziate
criticità scaturenti dalla circostanza che "molti degli obiettivi
assegnati erano di natura qualitativa, non riscontrabili tramite
rilevazione oggettiva di dati quantitativi".
Le difficoltà riscontrate hanno indotto a confermare l'adesione
agli esiti dell'attività di verifica condotta dal Dipartimento per
tramite del tavolo tecnico, peraltro già espressa con precedente
nota n. 3992 del 13 maggio 2010.
A tale determinazione si è pervenuti, altresì, a causa
dell'esiguità dello scorcio temporale sottoposto a verifica, tra
l'altro coincidente con l'avvio del processo di riforma dell'intero
sistema sanitario regionale, motivo per cui il soddisfacimento di
tutti gli obiettivi, nel breve lasso temporale preso in
considerazione, è stato oggetto di apprezzamento avuto riguardo al
raffronto con le pregresse situazioni gestionali di partenza dei
soggetti interessati alla verifica, nonché a quanto affermato dalla
giurisprudenza che, con riferimento alla verifica a 18 mesi
dall'attribuzione dell'incarico fiduciario, ha statuito il
principio che la verifica della gestione ha la finalità di
accertare "se il rodaggio dei rapporti tra il Direttore generale e
la Regione abbia dato esito positivo".
Sulla scorta di quanto disposto si è provveduto a comunicare alle
singole Aziende, ivi compresa l'A.S.P. di Palermo, gli esiti
dell'attività di verifica per le consequenziali determinazioni, ai
fini dell'erogazione a favore del rispettivo Direttore generale
dell'incentivo economico, di cui al D.P.C.M. n. 502/1995 e s.m.i.,
nella misura del 20% del compenso allo stesso dovuto, rapportato al
periodo di attività espletata nell'anno 2009.
E' appena il caso di far presente che la valutazione dell'operato
dei direttori amministravi e sanitari non rientra tra le incombenze
di questo Assessorato, attestandosi alla competenza del Direttore
generale di ciascuna Azienda sanitaria».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
Rubrica «Territorio ed ambiente»
FIORENZA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per l'economia, premesso
che:
è stata individuata un'area franosa che si estende lungo le
pendici sud-orientali del monte Etna (CT), denominata 'Collina
Vampolieri',a rischio idrogeologico elevato, insistente nei
territori dei comuni di Aci Castello e Aci Catena(CT);
in detta località si sono verificati numerosi fenomeni legati a
movimenti di massa superficiali, che hanno coinvolto anche diversi
manufatti presenti nell'area;
negli ultimi dieci anni, sulla base dei rilevamenti gps dell'Ingv,
la collina, attraversata anche da una faglia che da Trecastagni
scende fino ai fondali di Aci Trezza, ha registrato movimenti verso
il mare pari a 10-20 centimetri, oltre alla rottura di tubazioni di
gas e acqua, con conseguenze anche sulle abitazioni, alcune
sgomberate nel centro ed in collina ad Aci Trezza;
più volte le amministrazioni comunali interessate hanno
sollecitato la Regione siciliana ad effettuare le relative opere di
messa in sicurezza dell'intera area;
rilevato che:
l'Assessorato Territorio, con decreto del 4 giugno 2002, ha
indicato le modifiche da adottare riguardo al piano straordinario,
allora presentato dalle amministrazioni comunali interessate, per
l'assetto idrogeologico relativamente all'area in oggetto;
le predette amministrazioni comunali sono state escluse dalla
lista delle 72 amministrazioni che potranno accedere ai
finanziamenti di Agenda 2007 per il dissesto idrogeologico, fondi
pari a 90 milioni di euro;
nel maggio scorso, le due amministrazioni comunali hanno definito
un piano per la mitigazione del rischio idrogeologico della
'Collina Vampolieri' mirato ad abbattere i costi di realizzazione e
ad evitare sprechi di risorse economiche;
un nuovo piano di Protezione civile integrato è stato già
trasmesso al dipartimento regionale di Protezione civile, che
ancora attende l'approvazione;
per sapere:
quali misure ed entro quali termini intendano adottare affinché
l'intera area interessata venga posta in sicurezza;
se intendano includere la predetta area tra le zone a elevato
rischio idrogeologico, così da dotare le amministrazioni comunali
interessate della relativa dotazione finanziaria per l'attuazione
degli interventi di salvaguardia». (1430)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, il
Dipartimento regionale Ambiente con nota prot. 731 del 02.03.2011
ha rappresentato quanto segue.
L'Assessorato Territorio e Ambiente ha curato la redazione del
Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) ai sensi
dell'art. 17, comma 6 ter della L. 183/89, uno strumento di settore
di tipo conoscitivo, pianificatorio e normativo, che ha come
obiettivo principale l'individuazione delle aree a rischio
idrogeologico, al fine di garantire un adeguato livello di
sicurezza del territorio, degli elementi presenti sullo stesso e
delle popolazioni.
Il PAI è uno strumento di pianificazione dinamico ed in quanto
tale oggetto di continue rielaborazioni e aggiornamenti che
consentano di mantenere un adeguato livello conoscitivo dello stato
di pericolosità geomorfologia ed idraulica del territorio.
La sua prima stesura avvenuta per singoli bacini idrografici e
unità fisiologiche in cui è stato scomposto il territorio regionale
(n. 107 bacini e 26 unità fisiografiche) è stata sviluppata
attraverso un'intensa attività di censimento, rilievi diretti,
fotointerpretazioni e analisi di studi e segnalazioni precedenti,
in un arco di tempo compreso fra il 2002 ed il 2007 con la
produzione dei relativi decreti di approvazione da parte del
Presidente della Regione in un arco di tempo compreso fra il 2006
ed il 2008.
Relativamente al primo quesito dell'interrogazione con cui si
chiede quali misure ed entro quali termini si intendano adottare
affinché l'intera area interessata venga posta in sicurezza, il
Dipartimento regionale Ambiente fa presente che, con D.D.G.
176/2010 del PO FESR 2007/2013, linea di intervento 2.3.1.1 ha
attribuito al comune di Acicatena il finanziamento di 4,5 milioni
per la mitigazione del rischio idrogeologico nell'area di
Vampolieri, ma alla data odierna, il Comune non ha ancora trasmesso
il relativo progetto.
In ordine al secondo quesito con cui si chiede se si intenda
includere la predetta area tra le zone ad elevato rischio
idrogeologico, così da dotare le amministrazioni comunali
interessate della relativa dotazione finanziaria per l'attuazione
degli interventi di salvaguardia, il sopra citato Dipartimento
sottolinea che a seguito di un sopralluogo congiunto con i tecnici
della protezione civile comunale e regionale di Catania, avvenuto
in data 12/03/2010, è stata comunicata al comune di Acicatena, con
nota prot. n. 23545 del 06/04/2010, la previsione di
aggiornamento, la perimetrazione dell'area censita, così come da
metodologia indicata nella Relazione Generale del PAI della Regione
siciliana, ai fini dell'aggiornamento del PAI dell'area
territoriale tra i Bacini del fiume Simeto e del fiume Alcantara
(095) in cui il territorio esaminato ricade, e lo stralcio in scala
1:10.000 all'interno del quale ricadono le previsioni di
aggiornamento, rimandando agli enti preposti, ed in particolare al
Comune di Aci Catena, le necessarie operazioni di controllo e le
eventuali attività di messa in sicurezza e prevenzione atte a
salvaguardare la pubblica incolumità, nel rispetto di quanto
contemplato dagli artt. 8 e 9 delle Norme di Attuazione PAI.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
il 70% dei comuni siciliani è a rischio frane e alluvioni;
il piano di assetto idrogeologico risale al 2006 e i piani
regolatori generali dei comuni non sono aggiornati;
considerato che:
l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa)
qualifica il pericolo geomorfologico-idraulico come 'rischio più
ricorrente e diffuso sul territorio regionale';
è difficile operare qualsiasi forma di prevenzione senza dati
aggiornati;
ritenuto che:
soltanto il 7% dei comuni isolani ha svolto un lavoro positivo di
mitigazione del rischio idrogeologico;
l'assalto al territorio sembra continuo in assenza di una
pianificazione territoriale che tenga conto del PAI (piano di
assetto idrogeologico);
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per far rispettare le
indicazioni del PAI che sono sovraordinate agli strumenti
urbanistici;
quali siano le contraddizioni dell'attuale PAI e in che tempi si
preveda l'aggiornamento dello stesso». (1569)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, il
Dipartimento regionale Ambiente con nota prot. 729 del 02.03.2011
ha rappresentato quanto segue.
L'Assessorato Territorio e Ambiente ha curato la redazione del
Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) ai sensi
dell'art. 17, comma 6 ter della legge 183/89, uno strumento di
settore di tipo conoscitivo, pianificatorio e normativo, che ha
come obiettivo principale l'individuazione delle aree a rischio
idrogeologico, al fine di garantire un adeguato livello di
sicurezza del territorio, degli elementi presenti sullo stesso e
delle popolazioni.
Il rispetto dei contenuti del PAI è disciplinato dal Capitolo 11 -
Norme di attuazione della Relazione Generale del PAI.
In particolare, si fa riferimento ai contenuti degli artt. 6,7,8 e
9 del suddetto capitolo.
Le norme di attuazione e le prescrizioni che accompagnano il PAI,
ai sensi dell'articolo 17, comma 6 bis della legge 18 maggio 1989,
n. 183, hanno carattere immediatamente vincolante per le
amministrazioni e gli enti pubblici, nonché per i soggetti privati,
ove trattasi di prescrizioni dichiarate di tale efficacia dello
stesso piano.
Nella redazione degli strumenti urbanistici e delle successive
varianti occorrerà verificare che le relative prescrizioni siano
conformi a quelle delineate nel piano. Stralcio dello stesso dovrà
essere allegato allo studio geologico di piano o variante.
I Comuni interessati introducono nei certificati di destinazione
urbanistica, ex articolo 18 legge 1985, n. 47, le indicazioni e le
prescrizioni relative alle aree a rischio idrogeologico.
Il rispetto dei contenuti del PAI è demandato ad altri rami
dell'Amministrazione Pubblica competenti per territorio, che hanno
in carico la gestione urbanistica e la verifica del rispetto dei
vincoli territoriali, mentre restano in carico all'ARTA la
formulazione dei pareri di compatibilità per interventi che
interessano tipologie di opere ricadenti nelle classi di
vulnerabilità E1 e E2, in aree a pericolosità geomorfologia ed
idraulica P3 e P4, ai sensi dei commi 5 e 6 degli artt. 8 e 9 del
Capo 11 delle Norme di Attuazione della Relazione Generale del
P.A.I.
Il PAI pertanto, è uno strumento di pianificazione dinamico ed in
quanto tale, oggetto di continue rielaborazioni e aggiornamenti che
consentono di mantenere un adeguato livello conoscitivo dello stato
di pericolosità geomorfologia ed idraulica del territorio.
La sua prima stesura avvenuta per singoli bacini idrografici e
unità fisiologiche in cui è stato scomposto il territorio regionale
(n. 107 bacini e 26 unità fisiografiche) è stata sviluppata
attraverso un'intensa attività di censimento, rilievi diretti,
fotointerpretazioni e analisi di studi e segnalazioni precedenti,
in un arco di tempo compreso fra il 2002 ed il 2007 con la
produzione dei relativi decreti di approvazione da parte del
Presidente della Regione in un arco di tempo compreso fra il 2006
ed il 2008.
Allo stato attuale, le procedure di aggiornamento vengono attivate
sulla base delle segnalazioni prodotte dagli enti territorialmente
competenti o da notizie assunte a mezzo stampa e sono effettuate su
scala di bacino in modo totale o parziale e su scala puntuale, in
funzione della quantità di dati disponibili.
Durante il 2010 sono stati effettuati n. 151 sopralluoghi e sono
state prodotte n. 110 previsioni di aggiornamento.
Le procedure di aggiornamento sono tempestivamente affrontate in
ordine alle segnalazioni ricevute e/o acquisite e prevedono
attività di sopralluogo, rilievo, verifica dello stato di dissesto
ed attribuzione del grado di pericolosità e rischio.
Sebbene allo stato attuale tutte le previsioni di aggiornamento
siano preliminarmente comunicate agli enti territorialmente
competenti, in modo tale da operare una tempestiva attività di
valutazione del grado di pericolosità e di rischio rilevati, la
necessaria approvazione di contenuti in sede di Giunta Regionale,
comporta un'inevitabile dilazione temporale dell'entrata in vigore
della nuova vincolistica riscontrata.
In ogni caso, sono stati già trasmessi alla Giunta Regionale, per
la loro approvazione gli aggiornamenti riportati nella tabella che
segue:
Bac Denominaz DPR Notif Pubbl. Trasmi
ino ione ica G.U.R.S ssione
Enti . alla
Giunta
Regional
e
33 Fiume San n. 241 n. n. 53 F.V. PROT.
Leonardo del 72192 del n. 13 N. 50918
29/09/2 del 10/12/2 del DEL
004 9/11/20 004 11/06/20 30/06/09
04 09
99 n. 274 n. n. 47 F.V. Prot.
100 del 57948 del n. 16 72352
Torrente 02/7/07 del 05/10/0 del del
Savoca 02//8/0 7 29/7/09 28/9/09
7
Torrente
Pagliata
tra T.te
Pagliata e
area tra
T.te
Pagliata e
T.te
Fiumedinis
i
101 Torrente n. 231 n. n. 37 F.V. Prot.
Fiumedinis del 54617 del n. 16 72346
i 04/06/0 del 17/08/0 del del
7 19/07/0 7 29/7/09 28/9/09
7
102 Area tra n. 813 n. n. 7 1) Prot.
Torrente del 2461 del F.V. n. 72346
Fiumedinis 15/12/0 del 09/02/0 16 del del
i e Capo 6 15/01/0 7 29/7/09 28/9/09
Peloro 7 2) Prot.
F.V. n. 23575
3 del del
23/03/10 06/04/10
ed
INT.NE
Prot.
n. 41790
del
24/06/10
37 F. n. 278 n. n. 56 F.V. Prot.
Eleuterio del 70019 del n. 04 n. 29619
38 Area tra 27/10/0 del 23/12/0 del del
F. 5 21/11/0 5 25/03/10 29/04/10
Eleuterio 5
e F. Oreto
54 F. Arena n. 315 n. n. 47 F.V. Prot.
del 57442 del n. 05 31480
16/7/07 del 05/10/0 del del
31/7/07 7 23/4/10 10/5/10
34 Area tra n. 531 n. n. 53 F.V. Prot.
F. S. del 68319 del n. 10 n. 74334
Leonardo e 20/9/06 del 17/11/0 del del
F. S. 4/10/06 6 11/11/10 29/11/10
35 Michele
36 F.
Milicia
Area tra
F. Milicia
e e F.
Eleuterio
11 Area tra n. 529 n. n. 53 F.V. Prot.
T.te del 68323 del n. 12 n. 2901
Mazzarrà e 20/9/06 del 17/11/0 del del
T.te 4/10/06 6 13/12/10 18/01/20
Timeto e 11
T.te
Elicona
Area tra n. 229 n. n. 37 F.V. Prot.
47 Punta di del 53616 del n. 12 1533 del
Soltanto e 04/06/0 del 17/8/07 del 11/01/20
48 T.te 7 17/7/07 13/12/10 11
Forgia
T.te
Forgia ed
area tra
T.te
Forgia e
T.te Lenzi
94 F. Simeto n. 538 n. n. 51 F.V. Prot.
del 68337 del n. 13 1535 del
20/9/06 del 3/11/06 del 11/01/20
04/10/0 14/12/10 11
6
49 F. Lenzi n. 242 n. n. 53 F.V. Prot.
del 72966 del n. 01 n. 8408
20/9/04 del 10/12/0 del del
11/11/0 4 18/01/20 08/02/20
4 11 11
Pertanto, l'attività di aggiornamento è sempre in itinere in
relazione al verificarsi di eventi di dissesto idrogeologico e il
compimento dell'istruttoria tecnica avviene in tempi rapidi.
Appare opportuno rappresentare che è allo studio una proposta di
ridefinizione delle Norme di attuazione resasi necessaria per le
seguenti motivazioni:
·Adeguamento al nuovo quadro normativo
·Criticità emerse durante gli anni di esperienza tecnica e
amministrativa maturati nella redazione e gestione del PAI.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma
LEONTINI-MANCUSO-LIMOLI-CORONA. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per le
risorse agricole e alimentari, premesso che:
circolano con insistenza indiscrezioni relative alla prossima
emanazione di un bando di gara per l'affidamento del servizio di
antincendio boschivo mediante l'impiego di un numero imprecisato di
elicotteri tra cui alcuni biturbina;
il servizio antincendio boschivo nella Regione è stato sempre
svolto con elicotteri monoturbina;
l'utilizzo di un velivolo biturbina comporta un costo quasi doppio
rispetto a quello di un elicottero monoturbina, ossia circa mezzo
milione di euro in più l'anno, senza duplicarne i risultati nello
specifico impiego, anzi con una efficacia nello spegnimento incendi
notevolmente inferiore, tanto è vero che le altre regioni italiane
non lo adottano proprio in ragione di uno sconveniente rapporto
costo-efficacia;
il fenomeno degli incendi boschivi è stato fino ad ora ben
contrastato senza aver mai fatto lamentare alle autorità preposte
la mancanza di mezzi più efficaci;
l'elicottero biturbina, al di là dell'impiego antincendio, può
essere di più congeniale utilizzo per trasporto di persone,
attività estranea al servizio di antincendio boschivo o
elisoccorso, servizio già svolto da specifici elicotteri;
per sapere:
se effettivamente sia in corso di emanazione un bando di gara con
tali requisiti;
se si ritenga opportuno adottare un mezzo aereo oltremodo costoso
per sottoimpiegarlo in un servizio sino ad ora soddisfatto, non
solo nella Regione siciliana, con mezzi molto più economici ed
efficienti in termini di spegnimento incendi e se ciò non configuri
uno spreco in un periodo in cui i bilanci non consentono errori di
valutazione». (1720)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, il
Comando del Corpo Forestale della Regione siciliana con nota prot.
11114 del 29.03.2011 ha rappresentato quanto segue.
Con la pubblicazione del bando di gara per l'affidamento del
servizio elicotteristico per il triennio 2011/2013, in Servizio
Antincendi Boschivi ha ritenuto opportuno che la flotta
elicotteristica siciliana si dotasse di un elicottero biturbina,
quale mezzo aereo in grado di consentire l'espletamento di tutte
quelle missioni che i mezzi monorotore non possono eseguire.
Gli incendi più consistenti sono i cosiddetti incendi di
interfaccia (incendi di vegetazione in aree antropizzate), pari al
64% dell'intera superficie percorsa dal fuoco, così come desunto
dai dati statistici relativi alla campagna A.I.B. 2010, il restante
36% ha riguardato le aree boscate. Nella maggior parte dei casi,
inoltre, gli incendi boschivi sono da imputare all'azione umana,
all'opera di individui che traggono godimento dalla vista del
fuoco, noncuranti dello scempio che essi deliberatamente compiono e
del rischio a cui sottopongono i loro pari..
Obiettivo primario dell'Amministrazione regionale, avallato anche
e soprattutto a livello nazionale e comunitario, è quello del
potenziamento dell'attività di prevenzione degli incendi boschivi.
E' la stessa legge 353/2000, infatti, che impone di attenzionare
particolarmente la fase di prevenzione al fine di ridurre al
massimo la fase emergenziale legata all'attività di spegnimento di
tali incendi.
Tale nuovo orientamento risulta confermato dall'Accordo di
Programma PAR FAS 2007/2013, laddove si pone l'accento sul
potenziamento della difesa attiva dell'ambiente naturale, facendo
ricorso ad un'efficace e puntuale attività di prevenzione degli
incendi.
Com'è noto, l'attività di prevenzione implica una costante
vigilanza del territorio tramite l'impiego di uomini e mezzi a
disposizione del C.R.C.F. , attività che va seguita con maggiore
attenzione nelle aree più esposte ed in quelle di particolare
interesse, soprattutto nelle giornate caratterizzate da condizioni
climatiche avverse (alte temperature, venti sciroccali).
Circostanze, queste, ideali per incoraggiare e favorire l'opera dei
piromani.
Poter disporre, nel corso dell'imminente campagna antincendio, di
un aeromobile abilitato al volo notturno con a bordo personale del
Corpo Forestale della R.S., consentirà una sinergica attività di
cooperazione, fra le pattuglie a terra ed il personale a bordo, che
si sostanzierà in un efficace effetto deterrente per l'opera dei
piromani.
All'uopo, occorre sottolineare che solo ed esclusivamente gli
elicotteri certificati in categoria A , con performance di Classe
1, dunque bimotori, possono atterrare e decollare:
di notte, in qualunque condizione nelle aree con visibilità
inferiore agli ottocento metri;
al di fuori del contatto visivo e costante con il suolo;
nelle aree definite ambiente ostile congestionato (all'interno di
assembramenti urbani o antropizzati, luoghi aperti con alta
concentrazione di persone).
La possibilità di utilizzo del verricello, inoltre, risponde
all'esigenza di trasportare persone in siti dove risulti
impossibile atterrare stabilmente al suolo o dove questo risulti
estremamente pericoloso (recupero persone in caso di calamità
naturali o di evacuazioni o per il recupero di operatori
accerchiati da incendio con via di fuga preclusa ed in imminente
pericolo di vita). E proprio l'uso del verricello implica che
l'elicottero debba essere in grado di potersi sostenere con un
motore, in caso di avaria dell'altro, di poter continuare
l'operazione senza mettere in serio pericolo la vita sia degli
occupanti il velivolo che dei terzi trasportati al verricello e/o a
terra.
Le operazioni di Classe 3, e cioè quelle che possono essere
compiute dai monomotore, con a bordo personale del Corpo Forestale,
non possono essere condotte di notte e con le nubi, giacché deve
costantemente essere garantito il contatto visivo con il suolo.
Da non sottovalutare l'esigenza di garantire operativamente un
ampio ventaglio di missioni sull'intero territorio regionale, isole
minori comprese, estendendo l'attività di prevenzione e quella di
spegnimento anche alle parti del territorio distaccate dalla nostra
isola, con la possibilità di ricomprendere nell'ambito di
operatività il settore della protezione civile, la ricerca di
persone disperse, sia sulla terraferma che in mare, nonché
l'eventuale evacuazione di aree colpite da eventi calamitosi.
Si rammenta al riguardo, che fino ad ora le attività di
prevenzione e di indagine relative agli incendi hanno riguardato
solo il territorio della Sicilia, in quanto i mezzi monorotore
possono raggiungere le isole minori, e solo quelle più vicine, per
lo svolgimento della sola attività di lavoro aereo, ovvero per le
attività che implicano la presenza a bordo del solo equipaggio di
condotta. In tali territori, e nelle ore notturne, nessuna attività
di prevenzione e di indagine è stata infatti finora espletata con
l'ausilio dei mezzi monomotore attualmente in dotazione
dell'Amministrazione regionale. Le regioni del Mezzogiorno e,
soprattutto la Sardegna, con problematiche relative agli incendi
boschivi molto simili a quelli della nostra regione, hanno già da
diversi anni condiviso la scelta di ricorrere a tali tipologie di
elicotteri (veicoli biturbina).Vedasi al riguardo anche la
Calabria, la Campania, il Lazio, La Valle D'Aosta, a cui si
aggiungono anche il Corpo Forestale dello Stato ed il Corpo
Nazionale di Vigili del Fuoco. E proprio l'intenzione di mettere la
nostra Regione a passo con i tempi, dotando il Corpo Forestale
siciliano di mezzi più efficaci, dei quali le altre Regioni si
avvalgono da anni, accentua la necessità di ricorrere alle infinite
prestazioni elicotteristiche alle quali si presta un bimotore.
La gara mediante procedura aperta, bandita dal Comando del Corpo
Forestale - Servizio S.AA.BB.- è stata pubblicata sulla G.U.C.E.
S34 del 18/2/2011.
Quanto sopra esposto induce pertanto a ritenere che l'analisi
costi-benefici possa concludersi a favore della realizzazione di
servizi imprescindibili per l'intera comunità regionale e per il
patrimonio naturale dell'isola, atteso che si realizzerà
un'efficacissima attività di prevenzione con una consistente
riduzione dei focolai di incendio, con conseguente diminuzione
della superficie percorsa.
L'incremento dei costi derivanti dall'impiego di un mezzo bimotore
all'interno della flotta trova ampia ed esaustiva giustificazione
in relazione ai benefici che si riverseranno sull'intera
collettività, non solo quella siciliana (molte delle nostre isole
minori, altamente antropizzate nel periodo estivo sono state
dichiarate patrimonio dell'UNESCO) sotto il profilo della sicurezza
e della pubblica incolumità, nonché in relazione alla tutela ed
alla salvaguardia dei beni ambientali, quale patrimonio di
inestimabile valore.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma