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Resoconto d'Aula della Seduta n. 244 di giovedì 21 aprile 2011
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   RINALDI,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Dina,  Scoma,  Federico,
  Calanducci, Laccoto e Scammacca sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana

   N.  1290 - Richiesta di atti informativi urgenti su erogazioni  di
  contributi per eventi di carattere culturale.
   Firmatario: Falcone Marco

   - da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità

   N.  1381  - Interventi di recupero della  stazione ferroviaria  di
  contrada Targia nel comune di Siracusa.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1382  - Interventi di recupero della  stazione ferroviaria di
  Avola (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   - da parte dell'Assessore Salute

   N.  1425 - Iniziative per sbloccare la situazione di stallo in cui
  versa l'AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   N. 1630 - Chiarimenti sulle premialità date dall'ASP di Palermo.
   Firmatari:Leontini Innocenzo;  Scoma  Francesco;  Corona Roberto

   - da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente

   N.  1430  - Iniziative urgenti a tutela dell'assetto idrogeologico
  della 'Collina  Vampolieri', sita nel territorio dei comuni di  Aci
  Castello e Aci Catena (CT).
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   N.  1569  - Chiarimenti sulla predisposizione del piano di assetto
  idrogeologico (PAI) della Regione.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  1720  -  Chiarimenti  in  ordine  ad  un  bando  di  gara  per
  l'affidamento del servizio antincendio boschivo.
   Firmatari:   Leontini  Innocenzo;  Mancuso  Fabio  Maria;   Limoli
  Giuseppe; Corona Roberto

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   RINALDI, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   in  data  17/03/2009  (atto ispettivo n. 500/2009)  l'interrogante
  aveva  sollecitato,  con forza, un preciso intervento  del  Governo
  regionale  in favore della cantieristica navale di Messina  ed,  in
  particolare,  dei  cantieri Rodriquez e Palumbo,  da  sempre  fiore
  all'occhiello del settore;

   in  una  precedente nota indirizzata all'Assessore  regionale  per
  l'industria pro tempore, l'interrogante aveva richiesto  una  netta
  presa  di  posizione da parte della Giunta in favore  del  rilancio
  dell'attività  della cantieristica tutta, ormai da troppi  anni  in
  crisi   e   priva   dei  necessari  strumenti  economici   per   il
  reinserimento  nel circuito produttivo nazionale ed  internazionale
  delle commesse del settore;

   le  organizzazioni sindacali di categoria, da  molti  anni  e  con
  insistenza, pongono il problema delle prospettive di medio e  lungo
  temine  idonee  al  rilancio  del comparto,  sollecitando  concreti
  tavoli tecnici per il reperimento di nuove risorse da investire;

   nella  nota  metodologica programmatica allegata alla delibera  di
  Giunta  n.  322  del  4  settembre  del  2010,  nell'ambito   degli
  interventi  a  sostegno dei 23 distretti produttivi  individuati  e
  riconosciuti,  tra cui sono stati inclusi anche  taluni  in  favore
  della cantieristica navale siciliana, non figura, inspiegabilmente,
  la zona falcata di Messina;

   è proprio per l'area relativa alla zona falcata di Messina, su cui
  insistono  tra  i  maggiori insediamenti  industriali  del  settore
  nautico  della  Sicilia,  per  cui, ormai  da  anni,  si  attendono
  interventi  idonei al rilancio complessivo di tutte le aziende  ivi
  operanti,  attualmente con commesse ridotte e personale, in  parte,
  in cassa integrazione;

   considerato che:

   la Giunta regionale il 12 aprile 2011 dovrà esaminare ed approvare
  il  documento analitico della riprogrammazione del PO FESR  2007/13
  relativamente ai rilievi sulle proposte di rimodulazione  dell'asse
  5, relativamente alla riprogrammazione delle aree di crisi;

   il  documento  di  riprogrammazione  approvato  dovrà  poi  essere
  inoltrato  al comitato di sorveglianza, convocato per il 28  aprile
  2011 per la ratifica delle scelte eseguite dalla Giunta;

   l'individuazione  da  parte dell'Assessorato  Attività  produttive
  dell'area  di  crisi nella zona falcata di Messina per  il  settore
  della  cantieristica  navale consentirebbe  di  poter  investire  e
  riprogrammare  nuove  risorse  europee  in  favore  delle   aziende
  messinesi, onde poter superare la situazione di mancanza  di  nuova
  progettualità   e   di  insolvenza  divenuta,   da   alcuni   anni,
  insostenibile;

   per sapere:

   se  non ritengano prioritario procedere all'immediato inserimento,
  tra le aree di crisi della cantieristica navale, della zona falcata
  di  Messina,  anche  alla  luce  del  tanto  auspicato  rilancio  e
  riconversione di un'area per la cui bonifica si è speso,  in  prima
  persona,  lo  stesso Presidente della Regione,  che  ha  da  sempre
  manifestato particolare attenzione in tal senso;

   se  non  si  riterrebbe, inoltre, inspiegabile, per le  maestranze
  locali  e  per  i  cittadini tutti, un eventuale  atteggiamento  di
  ingiustificabile mancata considerazione di un distretto  produttivo
  che,   almeno  a  parole,  dovrebbe  rappresentare  un   punto   di
  riferimento  per  la cantieristica nazionale solo  se  veicolato  e
  supportato  dal  dipartimento regionale per le  infrastrutture  nel
  reperimento  di  risorse europee previste per  tutti  quei  settori
  attualmente in crisi». (1827)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             PICCIOLO

   «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:

   con  la pubblicazione delle norme attuative del regolamento UE  n.
  1224/2009,  che ha istituito un sistema di controllo per  garantire
  il rispetto delle norme della politica comune della pesca (PCP), si
  completerà  il calendario di entrata in vigore di un  complesso  di
  norme,   come   l'installazione  a  bordo  di  nuovi   sistemi   di
  identificazione automatica, nuovi giornali di pesca e dichiarazione
  di  sbarco  delle  catture  cartacea o a  trasmissione  elettronica
  secondo  la  lunghezza della imbarcazione, pesatura a  bordo  delle
  catture,  note  di  vendita elettroniche, sanzioni  per  infrazioni
  gravi  e  registro delle infrazioni con licenza di pesca  a  punti,
  marcatura  degli  attrezzi  da pesca, tracciabilità  e  sistemi  di
  controllo della commercializzazione;

   è  evidente  che,  al  di là del mero appesantimento  burocratico,
  diversi  problemi  tecnici, operativi ed  economici  metteranno  in
  crisi la pesca siciliana per la seria difficoltà di attivazione  di
  una  macchina,  che  richiederà interventi a bordo,  nei  punti  di
  sbarco  e  negli uffici dell'autorità marittima, che dovrà ricevere
  ed  ordinare  dichiarazioni quotidiane,  elettroniche  e  cartacee,
  provenienti  da  ogni singolo peschereccio in  tutte  le  marinerie
  siciliane dove si sbarca il pesce;

   considerato che:

   a  nulla  sono servite le proteste e le richieste, da parte  delle
  associazioni  di  pesca europee e di tutti  gli  Stati  membri,  di
  rivedere un provvedimento che metterà in seria difficoltà la  pesca
  siciliana;

   in  caso di inadempienza dello Stato membro nella applicazione del
  regolamento,  la Commissione europea ha la facoltà di sospendere  i
  fondi comunitari del FEP a questo assegnati, prima ancora di aprire
  la procedura di infrazione;

   è   impossibile  annullare  un  regolamento  che,  essendo   stato
  approvato dal Consiglio dei Ministri dell'UE, per essere modificato
  richiederà  una  lunga  procedura ed un  nuovo  voto  dello  stesso
  organo;

   tenuto conto che:

   è  convinzione di tutti combattere ogni forma di pesca illegale  e
  di attuare un regime di controllo effettivo, efficace e di semplice
  applicazione  sia  nelle  attività  di  pesca  in  mare  che  nella
  distribuzione  e  commercializzazione  a  terra  per  tutelare  gli
  interessi  dei  produttori,  dei consumatori  e  per  garantire  le
  risorse ittiche;

   mancano  le  infrastrutture a terra per la gestione dei  dati  che
  verranno richiesti in via elettronica alle imbarcazioni;

   alcuni adempimenti sono dei doppioni con aggravio di oneri e costi
  finanziari per le imprese;

   per  sapere  quali  iniziative intendano intraprendere  a  livello
  europeo   nel   tentativo  di  fare  effettuare  un   riesame   del
  provvedimento finalizzato alla semplificazione dei criteri data  la
  evidente  difficoltà  o  impossibilità di applicazione  di  diverse
  norme contenute nel regolamento sui controlli». (1832)

                               MARROCCO - ARICO' - CURRENTI - GENTILE

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la l.r. n. 19/2005 all'articolo 22 fissava i termini entro i quali
  svolgere  le  procedure  relative  alla  compravendita  di  alloggi
  popolari utilizzando le agevolazioni previste dalle altre norme  di
  riferimento;

   in  ottemperanza  alla norma in alcuni casi, seppure  siano  state
  attivate le procedure, si è ancora in attesa di definire l'acquisto
  degli immobili;

   rilevato  che  in  un lotto di Palermo, il 189  di  corso  Pisani,
  costituito  da quasi 200 alloggi, gli inquilini hanno  ricevuto  la
  lettera di acquisto e in 27 hanno già pagato e fatto il preliminare
  ma non sono stati ancora chiamati per il rogito notarile;

   per sapere:

   quanti   alloggi   siano  stati  alienati  in  ottemperanza   alle
  disposizioni in oggetto;

   se  non  ritengano  opportuno porre in essere idonee  misure  allo
  scopo  di  consentire  gli  acquisti  delle  unità  abitative  alle
  condizioni  e  nei tempi previsti dalla normativa di  riferimento».
  (1833)

                                                             APPRENDI

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e  la
  formazione  professionale  e  all'Assessore  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   con  decreti  del  dirigente generale dell'agenzia  regionale  per
  l'impiego,  l'orientamento, i servizi e le  attività  formative  14
  settembre  2010,  n.  765, e 14 settembre  2010,  n.  766,  ambedue
  registrati  alla  Corte dei conti il successivo 27 settembre  2010,
  sono  stati attivati i c.d. 'sportelli multifunzionali' di cui agli
  avvisi pubblici n. 1 e n. 2 del 9 febbraio 2010;

   con nota prot. n. 1520 del 5 ottobre 2010, la predetta agenzia  ha
  richiesto all'autorità di audit dei programmi finanziati dal FSE se
  -  atteso  che nei progetti in parola vengono impiegati  lavoratori
  dipendenti   con   contratto   di  lavoro   subordinato   a   tempo
  indeterminato   -   risultino  finanziabili  tutti   gli   istituti
  contrattuali  previsti  dal contratto collettivo  di  lavoro  della
  formazione professionale ed in particolare tutti quegli istituti  a
  tutela del lavoratore;

   l'autorità  di  audit, con missiva prot. n. 5030 del  15  novembre
  2010,  riscontrava  la richiamata richiesta di parere  significando
  che  nei  documenti  di attuazione del FSE la  materia  non  veniva
  chiaramente    esposta    e    ciò    manifestava    una     lacuna
  all'intelligibilità dei documenti, arrecando un vulnus  al  sistema
  dei  controlli.  La  predetta  autorità  concludeva  affermando  la
  competenza  dell'autorità  di gestione del  FSE  ad  esplicitare  e
  chiarire   l'ammissibilità  a  finanziamento  di  tutte   le   voci
  contrattuali, evidenziando - al contempo - che taluni istituti  non
  gravano  sul  datore  di  lavoro,  bensì  su  soggetti  diversi  e,
  pertanto, non rimborsabili;

   l'autorità di gestione del FSE, con decreto del dirigente generale
  del  dipartimento  regionale  dell'istruzione  e  della  formazione
  professionale 17 dicembre 2010, n. 4950, integrava, all'art. 2,  il
  vademecum  per  l'attuazione  del POR Sicilia  FSE  statuendo,  tra
  l'altro,  che 'i costi del personale devono essere pertinenti  alle
  attività  dell'operazione finanziata. Gli emolumenti  ad  personam,
  tra  i  quali rientra anche la maternità e il congedo matrimoniale,
  non costituiscono spesa ammissibile al finanziamento';

   tale  statuizione - che non interviene soltanto per gli  sportelli
  multifunzionali ma per tutti gli interventi finanziati con  risorse
  comunitarie  o con i FAS - ha comportato la violazione  di  diritti
  costituzionali  e  contrattuali, da  diritti  sindacali  (permessi,
  diritto di partecipazione alle assemblee, ecc.), diritti elettorali
  (permesso   per  partecipare  all'espressione  del   voto,   ovvero
  rappresentante di lista o membro del seggio elettorale)  ed  ancora
  diritti  socio-assistenziali (pagamento primi tre giorni di congedo
  per  motivi  di  salute,  tutela della maternità  e  dell'infanzia,
  assistenza  ai familiari portatori di handicap grave ex legge  104)
  per non fare riferimento alle disposizioni contrattuali;

   la  cennata  disposizione viola pertanto i  principi  generali  in
  materia di contrattazione collettiva;

   per sapere quali iniziative intendano adottare al fine di tutelare
  i   diritti  dei  lavoratori  costituzionalmente  garantiti  e   di
  conoscere  analiticamente  le  spese  definite  ad  personam  e  la
  disposizione  comunitaria  che  non  ammette  a  finanziamento   le
  predette spese». (1834)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che  il
  CIPE,  in  data  22 gennaio 2010, ha deliberato l'approvazione  del
  progetto    preliminare   dell'autostrada    Ragusa-Catania,    con
  prescrizioni e raccomandazioni, nonché ha accettato la proposta  di
  finanziamento presentata dal promotore finanziario. Il collegamento
  autostradale, che definisce un valore complessivo dell'opera pari a
  euro 815.347.595,00, verrà così finanziato: euro 448.374.595,00 con
  capitali  privati,  49.207.119,00 con fondi  ANAS  (art.  11  legge
  144/99),   euro   100.000.000,00  con  fondi   ANAS   (protoc.   di
  riprogrammazione 29/10/09), euro 217.711.631,00 con  fondi  Regione
  siciliana (PAR-FAS 2007-2013);

   preso atto che:

   la  Regione  siciliana,  con più atti, ha contestato  al  Ministro
  delle infrastrutture di non essere stata messa nelle condizioni  di
  condividere, in data 22/07/2010, la convenzione da porre a base  di
  gara relativa all'itinerario Ragusa-Catania;

   con  nota  n.  7966  del  30/08/2010, la Regione,  'in  attesa  di
  riscontro,  revoca  i  contenuti della  nota  prot.  n.  11866  del
  15/12/2009,   con   la  quale  si  prospettava  la   partecipazione
  finanziaria   della   Regione       siciliana  alla   realizzazione
  dell'investimento, in ragione delle modalità con le quali  sono  in
  corso di definizione le procedure attuative dello stesso';

   sempre  nella medesima nota la Regione 'alla luce di quanto  sopra
  chiede  la sospensione delle procedure finalizzate alla definizione
  della  convenzione da porre a base di gara relativa  all'itinerario
  Ragusa-Catania,  anche  al  fine  di  restituire  alla  Regione  la
  concessione  autostradale, ovvero, di affidare  la  stessa  ad  una
  Società  mista  Regione/ANAS analogamente a quanto fatto  in  altre
  regioni d'Italia e come più volte prospettato in colloqui informali
  con   i  vertici  della  stessa  ANAS.  A  tale  eventuale  Società
  andrebbero  affidate anche la progettazione, la  costruzione  e  la
  gestione  del tratto Ragusa/Catania, trattandosi, tra  l'altro,  di
  un'opera  sostenibile economicamente e finanziariamente attraverso,
  anche, l'accesso al sistema bancario';

   lo stesso Assessore per le infrastrutture della Regione siciliana,
  con prot. n. 0029090, in data 29/03/2011, chiedeva al suo dirigente
  generale, beata ignoranza, se corrispondesse al vero che 'tutti gli
  atti   ed   i   provvedimenti  relativi  alla  procedura   per   la
  realizzazione   dell'autostrada  Catania/Ragusa   sarebbero   stati
  adottati con la fattiva collaborazione della Regione siciliana.  In
  particolare', se 'l'Amministrazione regionale avrebbe  preso  parte
  alla riunione del pre CIPE tenutasi in data 21 luglio 2010';

   considerato che:

   tale   richiesta,   rivolta  dall'Assessore   regionale   per   le
  infrastrutture  al  sig. dirigente generale dipartimento  regionale
  infrastrutture, mobilità e trasporti, dopo numerose note inviate al
  Ministero  delle infrastrutture, di contenuto contrario,  da  parte
  della  Regione,  si  appalesa  almeno  'schizofrenica'  e  tale  da
  generare  un  giudizio  sicuramente negativo  nei  confronti  della
  Sicilia,  che si confermerebbe, ancora una volta, come la terra  di
  'Uno, Nessuno e Centomila';

   con  nota  prot.  11078  il signor Ministro  delle  infrastrutture
  contestava   alla  Regione  le  dichiarazioni  circa   il   mancato
  coinvolgimento della Regione nella definizione della  procedura  de
  qua agitur;

   atteso che:

   sempre   nella   medesima   nota,   il   signor   Ministro   delle
  infrastrutture ribadiva 'che prima della riunione del CIPE  del  22
  luglio  c'è stata, il 21 luglio, l'apposita riunione del  pre-CIPE'
  in  cui la Regione era presente ed aveva approvato la proposta  che
  il  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva sottoposto
  all'esame del pre-CIPE;

   nella  predetta  nota  del  signor Ministro  si  faceva  esplicita
  dichiarazione  anche della partecipazione della  Regione  siciliana
  alle  conferenze  di  servizi in cui la  stessa  Regione  siciliana
  'aveva  avuto  modo di conoscere tutti gli elaborati progettuali  e
  aveva, al tempo stesso, condiviso ogni proposta';

   sempre   nella   nota   n.   11078,  il  signor   Ministro   delle
  infrastrutture chiariva anche la vicenda legata alla  disponibilità
  finanziaria,  così  esprimendosi:  'per  quanto  concerne  poi   la
  copertura  finanziaria,  la  Regione Siciliana  non  può  dire  che
  aspetta  il  trasferimento dei Fondi FAS perché i Fondi  FAS  fanno
  parte del PAR Regionale 2007-2013, tale PAR è l'unico PAR approvato
  e  quindi  la  Regione può benissimo onorare la sua quota.  D'altra
  parte la Delibera del CIPE, già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
  del  6 agosto 2010, articola così le risorse: Capitali privati euro
  448.455.845,00;  Fondi  ANAS euro 149.207.119,00;  Regione  Sicilia
  (PAR 2007-2013) euro 217.711.631,00; Tot. euro 815.374.595,00';

   visto  che  la  Regione  siciliana 'dal 6  agosto  2010,  data  di
  pubblicazione  della  Delibera CIPE sulla Gazzetta  Ufficiale,  sta
  ritardando l'utilizzo di capitali privati (448 milioni di Euro);  e
  sta  mettendo a rischio le risorse ANAS pari a 149 milioni di Euro,
  risorse  che,  in  base alla legge 122/2010, potrebbero  andare  in
  economia;  sta  compromettendo l'intera operazione di  project,  il
  promotore, infatti, potrebbe non essere più disponibile a mantenere
  le stesse condizioni';

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente, improcrastinabile e non più rinviabile
  attivare  tutti gli uffici della Regione al fine di  accelerare  le
  procedure  per  la realizzazione dell'autostrada Ragusa-Catania  ed
  evitare  che  in base alla legge n. 122/2010 le risorse disponibili
  vadano in economia;

   se  non  ritengano non più tollerabile questo valzer di  accuse  e
  sospetti  nei  confronti del signor Ministro delle  infrastrutture,
  che  ha  sempre  dichiarato  di voler realizzare  l'opera  e  si  è
  fattivamente adoperato per la realizzazione della stessa;

   se  anziché  sprecare energie in senso demagogico e  negativo  non
  sia,  invece, il caso di tutelare il territorio e l'immagine  della
  Sicilia con una sana e corretta opera di collaborazione, al fine di
  raggiungere  un obiettivo sperato da decenni e che non  può  essere
  messo  in  discussione  solo per fini elettoralistici  e  puerili».
  (1835)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'azienda  farmaceutico Wyeth è presente oggi  a  Catania  con  lo
  storico stabilimento che nacque 50 anni fa come Cyanamid Italia;

   lo   stesso   occupa   700   lavoratori,  più   alcune   centinaia
  nell'indotto;

   dopo  la  sua acquisizione da parte della Pfizer, Wyeth ha dimesso
  stabilimenti e centri di ricerca;

   tale decisione ha comportato una contrazione della forza lavoro;

   atteso che:

   in  data  31  novembre 2010 si è fatto ricorso  alla  CIGS  (cassa
  integrazione  guadagni  straordinaria) per 80  lavoratori,  con  la
  garanzia del rientro attraverso una riqualificazione finanziata  da
  Fondimpresa (fondo paritetico);

   il  piano  industriale presentato dall'azienda alle organizzazioni
  sindacali in fase di trattativa da parte della direzione aziendale,
  era  incompleto e carente di un piano di sviluppo dopo la metà  del
  2012;

   l'1  febbraio  u.s.  l'azienda ha comunicato  alle  organizzazioni
  sindacali che entro il mese di novembre 2011 il centro di  ricerche
  di  Catania  sarebbe  stato dismesso e ciò porterebbe,  se  non  si
  trovasse  l'acquirente, alla chiusura, con il licenziamento  di  80
  dipendenti;

   rilevato che:

   da  allora  si  è  interrotto il confronto con  le  organizzazioni
  sindacali,  con tutte le incognite che riguardano il  futuro  della
  realtà catanese;

   la  Regione siciliana non ha mai convocato un tavolo di confronto,
  pur  avendo le organizzazioni sindacali avanzato formale  richiesta
  di incontro;

   considerato che si tratta di una realtà importantissima nel  campo
  della  ricerca  e  della  innovazione in un  settore  chiave  della
  chimica;

   per   sapere   se  e  quali  iniziative  intendano  adottare   per
  affrontare,  anche  con un tavolo tecnico,  la  vertenza  Wyeth  di
  Catania,  al  fine  di salvaguardare la capacità  produttiva  e  di
  qualità  dell'impianto attraverso il suo centro ricerche, nonché  i
  livelli   occupazionali  legati  all'intera  struttura  industriale
  diretta e indiretta, che, mantenendo intatto l'intero stabilimento,
  permetterebbe al sito catanese di essere competitivo  nei  costi  e
  nelle strategie». (1837)

                                              CAPUTO-POGLIESE-FALCONE

   N.  1840  -  Notizie  sulla  nomina del collaudatore  statico  per
  rendere fruibile la Chiesa Madre di Palazzolo Acreide (SR).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso  che  con  la  legge regionale 29 dicembre  2010,  n.  24,
   Proroga di interventi per l'esercizio finanziario 2011. Misure  di
  stabilizzazione  dei  rapporti di lavoro a tempo  determinato',  il
  personale     in    servizio    presso    i    vari    Dipartimenti
  dell'Amministrazione regionale è stato prorogato per l'anno 2011  e
  tra questi il personale del Dipartimento regionale dell'Ambiente di
  cui all'articolo 1, comma 1, lettere d) ed e) della suddetta legge;

   considerato che la proroga, definita nelle more che si  completino
  i processi di stabilizzazione in sintonia con quanto previsto dalla
  normativa  nazionale  in materia occupazionale,  è  da  effettuarsi
  entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della citata legge
  regionale n. 24 del 2010;

   preso atto che:

   il Dipartimento regionale dell'Ambiente già dal 19 gennaio 2011 ha
  effettuato  la  ricognizione  del  personale  in  servizio  di  cui
  all'articolo  1 della sopracitata l.r. n. 24 del 2010, ottemperando
  ad  una  apposita richiesta pervenuta in tal senso dall'Assessorato
  regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica;

   il personale di che trattasi è costituito da tecnici di elevata  e
  comprovata  esperienza, impiegato per il perseguimento di  attività
  di  interesse strategico dal punto di vista ambientale  e  pertanto
  determinante  per  uno sviluppo socio-economico  sostenibile  della
  Regione,

   per  sapere  quale  sia lo stato attuale dell'iter  amministrativo
  relativo alle procedure di stabilizzazione previste dalla legge  in
  premessa, con l'invito a porre in essere l'adeguato impegno  a  che
  tutto avvenga nel rispetto dei tempi previsti». (1841)

                                                           RUGGIRELLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   il  Ministro  per  i  rapporti con le regioni  ed  il  Commissario
  europeo hanno segnalato i gravi ritardi della Regione siciliana  in
  ordine ai livelli della spesa comunitaria;

   tale  situazione  determina il pericolo del disimpegno  automatico
  dei fondi comunitari;

   in  questo modo vi è il serio e concreto rischio di perdere  fondi
  comunitari  per  quasi ottocento milioni di euro relativi  all'anno
  2011;

   considerato  che  il  ritardo  della  programmazione  della  spesa
  comunitaria  è  collegata alla mancanza di direttive politiche  che
  non  consentono ai dirigenti generali degli Assessorati  di  potere
  predisporre la programmazione della spesa;

   ritenuto che:

   è  serio e reale il rischio della perdita di oltre due milioni  di
  euro  a  valere sul fondo sociale europeo, atteso che i  bandi  che
  hanno  dato luogo alla spesa e le relative procedure sono risultate
  viziate  a  seguito di un controllo da parte dei  funzionari  della
  Comunità europea;

   in questo momento di difficoltà finanziaria degli enti pubblici ed
  in   un  momento  di  grave  crisi  economica  i  fondi  comunitari
  rappresentano  un'importante risorsa finanziaria  per  lo  sviluppo
  economico ed occupazionale della Regione;

   se  rispondente al vero, questa circostanza rischia di determinare
  la perdita di due milioni di euro, peraltro già impegnate a seguito
  di bandi pubblicati con creditori certi;

   per sapere:

   se  risponda  al  vero  quanto emerso a seguito  di  controlli  di
  rendicontazione;

   quali  provvedimenti  abbiano adottato o  intendano  adottare  per
  evitare  il  disimpegno  automatico delle  risorse  comunitarie  in
  questione;

   se  ritengano  di  riferire in Aula sullo stato di rendicontazione
  generale della spesa». (1836)

     (Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione con
                               urgenza)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   Avverto  che  la stessa sarà inviata al Governo e alla  competente
  Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   RINALDI, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che la decisione di affidare la gestione della
  riserva   naturale   orientata   'Isola   Bella'   al   CUT    GANA
  dell'Università  degli  studi  di  Catania  e  l'iter  seguito  per
  arrivare  a tale decisione, pur riconoscendo la validità del  nuovo
  ente   gestore,  hanno  indotto  il  sottoscritto  interrogante   a
  riflettere sull'affidamento stesso;

   considerato che:

   nella  riviera  ionica  insistono due  consorzi  di  ripopolamento
  ittico  (enti strumentali della Regione) che hanno oltre ai compiti
  istituzionali,  anche  la  tutela del  territorio  e  della  fascia
  costiera  che  va da Capo Scaletta a Calatabiano, i quali  consorzi
  hanno  evidenziato lo stato di totale abbandono e  degrado  in  cui
  versa Isola Bella;

   i  due consorzi hanno ritenuto opportuno creare una ATS al fine di
  realizzare  una  gestione  autonoma per salvaguardare  il  naturale
  habitat  e l'ecosistema che la circonda ed hanno presentato istanza
  per  ottenerne  la gestione inoltrando in data 28 gennaio  2008  un
  modello  per il piano di gestione di Isola Bella all'ex Assessorato
  Cooperazione;

   la   suddetta   istanza  è  stata  recepita  dall'ex   Assessorato
  Cooperazione e trasmessa con parere favorevole alla Presidenza  che
  ne aveva fatto espressa richiesta;

   i  consorzi stessi non sono mai stati invitati ai diversi incontri
  che  si sono tenuti tra gli Assessorati regionali competenti  e  la
  Provincia  regionale di Messina che ne era custode,  né  hanno  mai
  avuto  risposta  circa il piano di gestione  da  essi  inoltrato  e
  successivamente  reiterato al Presidente  della  Regione,  Raffaele
  Lombardo;

   ritenuto che:

   dalla  documentazione  prodotta alla  IV  Commissione  legislativa
  permanente dell'ARS 'Ambiente e territorio', il parere espresso dal
  consiglio regionale per il patrimonio naturale (C.R.P.P.N.) non  si
  riferisce a un preciso piano di gestione, in quanto non risulta sia
  stato  presentato,  e pertanto si è espresso un  parere  favorevole
  solo  nella considerazione che il CUT GANA ha già esperienza  nella
  gestione delle aree protette nella Sicilia orientale;

   dallo  stesso parere si evince altresì che non tutti i  componenti
  avrebbero  espresso  il  loro assenso in  quanto  all'oscuro  degli
  antefatti  e  delle  stesse linee programmatiche  di  gestione  che
  dovevano essere allegati alla richiesta di affidamento;

   gli enti regionali associati presenti sul territorio con uffici  e
  mezzi   sono   confortati  dal  supporto  di   comprovate   società
  tecnico/scientifiche e dallo stesso ateneo di Messina, ed in più  e
  soprattutto dal fatto che i consorzi avevano coinvolto il comune di
  Taormina  nella proposta di gestione, quale legittimo titolare  del
  territorio;

   per  sapere se intendano valutare se la procedura ad oggi esperita
  abbia  tenuto conto di quanto riportato in premessa e se il  comune
  di  Taormina  sia stato preliminarmente coinvolto in  tali  scelte,
  essendo  lo stesso titolare dell'aria in cui insiste Isola  Bella».
  (1828)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             BENINATI

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  regionale  per  la
  salute,  premesso  che  gli ausiliari specializzati  socio-sanitari
  (O.S.A.  e  O.S.S)  utilmente inseriti in  una  graduatoria  presso
  l'azienda Papardo di Messina e facenti parte di una graduatoria che
  vige  da 5 anni sono in attesa di una nota di convocazione  per  lo
  svolgimento della propria attività;

   considerato  che  la  stessa  azienda  Papardo,  disattendendo  la
  graduatoria  quinquennale cui gli OSA e gli  OSS  appartengono,  ha
  deciso di adoperare per lo svolgimento delle mansioni proprie degli
  stessi  10  unità già in servizio + 25 LSU (lavoratori  socialmente
  utili)  sprovvisti  di  qualifica idonea  per  accedere  al  blocco
  operatorio e di radiologia;

   ritenuto  che  il  personale specializzato tra  i  propri  compiti
  provvede  anche all'assistenza ed all'igiene dei malati  in  quanto
  titolari  di  qualifica  O.S.A. (operatore  socio-assistenziale)  e
  O.S.S.  (operatori socio-sanitario) a supporto degli infermieri  in
  tutti i bisogni dell'utente;

   per   sapere   se  intendano  adottare  i  giusti   ed   immediati
  provvedimenti  al fine di ripristinare la status quo,  che  compete
  agli aventi titolo e diritto». (1829)

                                                             BENINATI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione   professionale,  premesso  che   il   piano   regionale
  dell'offerta  formativa  2011, modificato  attraverso  più  avvisi,
  reiterati  sul  sito web dell'Assessorato regionale Istruzione,  ha
  evidenziato  tagli alle risorse per la formazione per un  ammontare
  del 30 per cento rispetto agli stanziamenti previsti ed erogati per
  gli anni precedenti, generando preoccupazione al personale occupato
  negli enti;

   considerato  che  il  PROF 2011 si presenta del  tutto  scollegato
  dalle necessità ordinarie e dalla previsione annuale che tutti  gli
  enti  di  formazione professionale si attendono,  avendo  apportato
  modifiche  ad anno formativo avviato e senza che siano  state  date
  idonee   indicazioni  sui  tagli  decisi  ed  evidenziati  con   la
  pubblicazione dell'avviso nella GURS nel mese di marzo 2011;

   ritenuto  che,  se  da  un  canto è  del  tutto  condivisibile  la
  necessità di apportare correttivi ai costi sostenuti dalla  Regione
  nel  settore  della  formazione, questi ultimi non  possono  essere
  scaricati  tout  court  sui  lavoratori della  formazione  ad  anno
  iniziato, lasciando agli enti il gravoso onere di gestire  mobilità
  e  licenziamenti,  senza  che  vi sia stata  un'ampia  e  condivisa
  concertazione con tutte le parti interessate;

   evidenziato  che una seria e ponderata iniziativa di riordino  del
  settore della formazione professionale nella Regione siciliana deve
  prevedere  la  possibilità di incentivare gli esodi anticipati  dei
  lavoratori più anziani, il rimpinguamento del capitolo di  bilancio
  riservato al fondo di garanzia del personale dipendente del settore
  della  formazione professionale previsto dall'art. 132 della  legge
  regionale  n.  4/2003  e  maggiori tutele  rispetto  alle  garanzie
  occupazionali di coloro i quali sono da tantissimi anni impegnati a
  mandare  avanti  un  settore da sempre identificato,  erroneamente,
  come bacino di inefficienze e sprechi;

   per sapere:

   se  sia  vero che intendano recuperare la percentuale delle  somme
  perdute nell'attuale PROF attraverso un secondo e successivo  bando
  che andrebbe ad attingere a risorse di fondo sociale europeo;

   se non ritengano che la predetta ipotesi non servirà a contenere i
  licenziamenti  a cui gli enti dovranno fare ricorso  per  rientrare
  nel  budget stanziato dall'attuale PROF, considerato che  le  nuove
  risorse  potranno essere disponibili solo a conclusione  del  lungo
  iter burocratico che occorre per un bando di fondo sociale europeo;

   come   intendano,  nell'immediato,  far  fronte   alla   emergenza
  occupazionale che si verificherà a carico degli enti e quali  siano
  i  possibili correttivi da apportare al PROF 2011 per scongiurare i
  predetti licenziamenti». (1830)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                                SCOMA

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana, premesso che:

   la  zona  di  Akradina a Siracusa è vincolata dalla sovrintendenza
  come bene paesaggistico;

   la  costruzione di un 'mostro edilizio' nella balza di Akradina  e
  l'installazione di pontili galleggianti    alla Balata di Marzamemi
  costituirebbero  una  significativa  alterazione  di  un   contesto
  paesaggistico e ambientale di straordinario valore;

   già  nei pressi della Balata esistono cinque concessioni demaniali
  per  i  pontili galleggianti e al Porto Fossa vi sono  inoltre  tre
  strutture funzionanti anche nel periodo invernale;

   considerato che:

   in  caso  di interruzione dei lavori la società che sta  eseguendo
  l'opera chiederebbe il risarcimento al comune di Siracusa;

   il  Presidente della Regione, in occasione del convegno sul  piano
  paesaggistico,  proprio  a  Siracusa  aveva  manifestato   la   sua
  contrarietà alla realizzazione di nuovi insediamenti edilizi;

   per   sapere   in  che  modo  intendano  tutelare  il   patrimonio
  paesaggistico  della balza di Akradina e la Balata  di  Marzamemi».
  (1831)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                            CAPPADONA

   «Al  Presidente  della  regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive  e  all'Assessore  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana, premesso che:

   la  coltivazione delle cave rappresenta un settore importante  per
  l'economia  siciliana  e che esso è strettamente  legato  a  quello
  dell'edilizia;

   la provincia di Caltanissetta vanta il maggior numero di operatori
  economici  nel  settore  delle cave, il cui  nuovo  avvio  comporta
  ingenti investimenti;

   il  meccanismo  autorizzativo  per la  coltivazione  di  una  cava
  prevede  il  rilascio  di  una  concessione  a  tempo  determinato,
  soggetta a rinnovo dietro presentazione di apposita istanza;

   considerato che:

   nel   settembre   2010  l'Assessorato  regionale  delle   attività
  produttive  ha  approvato il  Piano cave', che norma e  regolarizza
  l'attività estrattiva siciliana;

   al fine di assicurare la migliore delle tutele per l'ambiente, nel
  predetto   Piano  cave  è  stata  prevista,  alternativamente,   la
  richiesta  della VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per  cave  di
  grande entità, o la verifica di assoggettabilità, nel caso di  cave
  di modesta entità, al competente Assessorato Territorio e ambiente;

   in  data 4 dicembre 2009, con d.d.g. n. 8471, è stato adottato  il
  Piano  paesaggistico  della Provincia di Caltanissetta,  il  quale,
  all'interno dell'area denominata  Paesaggio locale 9 -  Area  delle
  Miniere' con livello di tutela 3, vieta l'apertura di cave;

   alcune  cave, con attività estrattiva anche trentennale, ricadenti
  all'interno  del Piano cave, ricadono, contestualmente, all'interno
  del  Piano paesaggistico - Paesaggio locale 9,  Area delle Miniere'
  con livello di tutela 3;

   il  Piano paesaggistico della Provincia regionale di Caltanissetta
  è  stato  approvato antecedentemente al Piano cave  e,  quindi,  si
  presume   che   l'Assessorato  Attività  produttive   non   ritenga
  vincolante il Piano paesaggistico per il Piano delle cave  e  delle
  loro autorizzazioni e coltivazioni,

   per  sapere se siano a conoscenza di quanto esposto nelle premesse
  e che quindi siano consapevoli del fatto che alcune cave, attive da
  decenni,  pur ricadendo all'interno del Piano cave si  trovano,  di
  fatto,  impossibilitate a continuare la propria attività estrattiva
  a   causa   del   diniego   alle  autorizzazioni   espresso   dalla
  Soprintendenza  ai  beni culturali di Caltanissetta  derivante  dal
  Piano paesaggistico;

   se   ritengano  corretto  che  una  stessa  area  venga   inserita
  all'interno di due piani regionali che, contestualmente,  approvano
  prima, e negano poi, il rinnovo dell'attività estrattiva;

   se  ritengano opportuno intervenire modificando uno o  entrambi  i
  piani  regionali  e,  se  possibile, relativamente  alle  cave  già
  esistenti,   possano  andare  in  deroga  al  piano   paesaggistico
  permettendo   la   continuazione  dell'attività   lavorativa,   non
  compromettendo,   così,  la  già  precaria  situazione   lavorativa
  siciliana». (1838)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                          TORREGROSSA

   N.  1839  -  Iniziative  urgenti per l'avvio  dei  lavori  per  la
  realizzazione   del  reparto  di  radioterapia  presso   l'ospedale
  'Maddalena Raimondi' di San Cataldo (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Torregrossa Raimondo

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  in  data  12  aprile  2011,  è  stata
  presentata  la  mozione numero 261 «Iniziative  presso  il  Governo
  nazionale per individuare le più opportune soluzioni alle  tragiche
  problematiche  legate  all'immigrazione dalle coste  nordafricane»,
  degli  onorevoli  Ferrara, Ammatuna, Gucciardi e  Galvagno.  Ne  do
  lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'articolo  2  della  Costituzione  italiana  afferma   che:   'La
  Repubblica  riconosce e garantisce i diritti inviolabili  dell'uomo
  (...)   e   richiede  l'adempimento  dei  doveri  inderogabili   di
  solidarietà politica, economica e sociale';

   l'articolo  117,  comma secondo, della stessa Carta  fondamentale,
  (lettera  a), riserva in via esclusiva alla competenza  legislativa
  dello   Stato   le  materie  di  politica  estera  e   i   rapporti
  internazionali dello Stato con l'Unione europea, diritto di asilo e
  condizione  giuridica  dei  cittadini  di  Stati  non  appartenenti
  all'Unione  europea, e (lettera b) la materia dell'immigrazione;  e
  che, in questo quadro, la legge nazionale (articolo 3, comma 5, del
  d.lgs.  n. 286 del 1998) recita che '(...) le regioni, le province,
  i   comuni  e  gli  altri  enti  locali  adottano  i  provvedimenti
  concorrenti  al  perseguimento  dell'obbiettivo  di  rimuovere  gli
  ostacoli  che  di  fatto  impediscono il pieno  riconoscimento  dei
  diritti   e   degli  interessi  riconosciuti  agli  stranieri   nel
  territorio dello Stato, con particolare riguardo a quelli  inerenti
  all'alloggio, alla lingua, all'integrazione sociale,  nel  rispetto
  dei diritti fondamentali della persona umana';

   lo  sbarco  nel territorio regionale di immigrati, non regolari  e
  profughi,  provenienti  prevalentemente dalle  coste  nordafricane,
  rappresenta già da tempo una vicenda dai complessi risvolti interni
  e di carattere internazionale;

   le  traversate  del  Canale  di  Sicilia  sono  state  segnate  da
  innumerevoli e tragiche morti, fino alla recente catastrofe, che ha
  visto morire oltre trecento immigrati tra Lampedusa e Malta;

   considerato che:

   gli sbarchi in questione rappresentano, da una parte, il dramma di
  uomini  disperati in fuga il più delle volte dalla miseria e  dalla
  turbolenta  transizione verso regimi più democratici nei  Paesi  di
  origine   e,   dall'altra,  il  business  meschino  e  crudele   di
  organizzazioni  criminali  senza  scrupoli,  come  confermato   dai
  recenti avvenimenti;

   sulle imbarcazioni di fortuna che solcano il Canale di Sicilia  si
  stanno  verificando  gravi  violazioni  dei  diritti  umani,   come
  denunciato  sia  da  inchieste ed articoli  di  stampa,  sia  dalle
  associazioni di volontariato e dalle associazioni per la tutela dei
  diritti umani;

   i  flussi  non  regolari costituiscono un fenomeno da contrastare,
  favorendo  anche l'apertura di canali di ingresso legali, adottando
  programmi  seri  di  cooperazione  allo  sviluppo,  riconoscendo  e
  garantendo  il  diritto d'asilo, promuovendo la  cultura  dei  pari
  diritti   e   dei   pari   doveri,  assicurando   il   diritto   al
  ricongiungimento   familiare   e  attuando   serie   politiche   di
  integrazione sociale,

        invita il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
                  e impegna il Governo della Regione

   a  rivendicare, a livello centrale, le prerogative  della  Regione
  nel  monitoraggio  del  rispetto  dei  diritti  fondamentali  della
  persona, delle leggi vigenti e delle convenzioni internazionali;

   ad  intervenire presso il Governo nazionale perchè siano garantite
  l'integrazione e la regolarizzazione del soggiorno per chi si trova
  nei  centri di accoglienza di Mineo (CT), Kinisia (TP) e  Pian  del
  Lago  (CL), come previsto dalla normativa statale ed internazionale
  e,  più in generale, il rispetto e la dignità della persona,  anche
  attraverso  il  sostegno  alla  regolarizzazione  amministrativa  e
  lavorativa». (261)

                                  FERRARA-AMMATUNA-GUCCIARDI-GALVAGNO

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1823

   PRESIDENTE.  Comunico che l'interrogazione numero  1823,  a  firma
  dell'onorevole Buzzanca, «Chiarimenti sulla gestione della  riserva
  naturale orientata Isola Bella», annunziata nella scorsa seduta,  è
  da intendersi presentata con richiesta di risposta in Commissione.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1720

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   preciso,   con   riferimento
  all'interrogazione  con richiesta di risposta scritta  numero  1720
  «Chiarimenti  in  ordine ad un bando di gara per l'affidamento  del
  servizio  antincendio boschivo», dell'onorevole Leontini ed  altri,
  indirizzata  al  Presidente  della Regione,  all'Assessore  per  il
  territorio  e l'ambiente e all'Assessore per le risorse agricole  e
  alimentari,   che   è   pervenuta   risposta   scritta   da   parte
  dell'Assessore per il territorio e l'ambiente, testé comunicata.
   Poiché  è successivamente intervenuta delega del Presidente  della
  Regione  (protocollata al n. 3912/AULAPG del 20 aprile  2011)  allo
  stesso  Assessore  per  il  territorio,  l'iter  parlamentare   del
  suddetto atto ispettivo è da intendersi concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di rettifica di denominazione Gruppo parlamentare
                                  UDC

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nella scorsa seduta la  Presidenza
  ha dato integrale lettura di una nota a firma dell'onorevole Giulia
  Adamo  (poi  protocollata  al n. 3630/AULAPG del 13  aprile  2011),
  concernente  il cambio di denominazione del Gruppo parlamentare  di
  cui è presidente.
   Con ulteriore nota, sottoscritta dall'onorevole Ardizzone d'ordine
  del  presidente del Gruppo medesimo (protocollata al n. 3631/AULAPG
  del  13  aprile 2011), si comunicava una rettifica con  riferimento
  alla composizione del Gruppo parlamentare in questione.
   Successivamente, in data 13 aprile 2011, perveniva una terza  nota
  (protocollata  al  n.  3740/AULAPG del 14  aprile  successivo)  con
  relativo  annesso verbale di Gruppo, sempre a firma  dell'onorevole
  Adamo,  concernente la corretta nuova denominazione e  la  conferma
  della   composizione   e  dell'assetto   del  Gruppo   parlamentare
  medesimo. Ne dò lettura:

   «Con  la  presente  si  comunica che, a seguito  di  deliberazione
  assunta  all'unanimità dai deputati componenti  (Adamo,  Ardizzone,
  Forzese,  Giuffrida, Lentini, Nicotra, Parlavecchio  e  Ragusa)  in
  data  12/04/2011, il Gruppo parlamentare dalla scrivente presieduto
  assume  la  denominazione di  UNIONE DI CENTRO  in luogo di  quella
  precedente di  UDC - verso il Partito della Nazione .
   Restano ad ogni effetto confermati gli incarichi di Presidente per
  la  scrivente, di Vicepresidente per l'on. Marco Lucio Forzese e di
  Segretario amministrativo per l'on. Salvatore Lentini.
   Si  allega estratto del processo verbale della riunione del Gruppo
  parlamentare.
   La presente comunicazione annulla e sostituisce ad ogni effetto le
  note  prot.  3630/Aula  PG  del  12/04/2011  e  3631/Aula  PG   del
  13/04/2011.
   Distinti saluti,

   Il Presidente

   (on. Giulia Adamo)

   Palermo, 13 aprile 2011»

   Avverto  che la nuova denominazione del Gruppo  UNIONE DI CENTRO',
  di  cui  alla  nota  testé  letta, decorre  dalla  data  della  sua
  ricezione, e cioè dal 13 aprile 2011, superando conseguentemente la
  precedente comunicazione di questa Presidenza, resa nella seduta n.
  243  del 12 aprile 2011 sulla base dell'originaria  prima nota  del
  presidente, onorevole Adamo, nota poi venuta meno.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con decreto del Presidente dell'ARS  n.
  203  del  13  aprile 2011, l'onorevole Alessandro Aricò è  nominato
  componente  della  I  Commissione  legislativa  permanente   Affari
  istituzionali',    in    sostituzione   dell'onorevole    Marrocco,
  dimissionario. Ne do lettura:

                         «Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                       I L  P R E S I D E N T E

   VISTE  le  dimissioni dell'onorevole Livio Marrocco  da componente
  della  I  Commissione legislativa permanente  Affari istituzionali'
  datate  7  aprile   2011 e pervenute  in pari data alla  Presidenza
  dell'Assemblea;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la  designazione del Gruppo parlamentare  Futuro e  Libertà
  per l'Italia  al quale l'on. Marrocco  appartiene;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Alessandro  ARICO'  è  nominato  componente  della  I
  Commissione  legislativa  permanente   Affari  istituzionali',   in
  sostituzione dell'on.le Marrocco, dimissionario.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo,  13 aprile 2011»

    Precisazione relativa al comunicato dei lavori della Conferenza
                dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  preciso,  con  riferimento   al
  comunicato  dei lavori della Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari letto nella scorsa seduta, che alla relativa  riunione
  ha  partecipato altresì l'onorevole Riccardo Savona, nella  qualità
  di   Presidente   della   II  Commissione  legislativa   permanente
   Bilancio'.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, delle mozioni:

   numero  258  «Iniziative a livello centrale per  il  potenziamento
  dell'organico dei Vigili del fuoco in provincia di Messina»,  degli
  onorevoli  Ardizzone, Adamo, Forzese, Lentini,  Ragusa,  Giuffrida,
  Parlavecchio e Nicotra, presentata il 5 aprile 2011;

   numero  259  «Iniziative  volte  ad  evitare  la  realizzazione  e
  l'installazione  di  nuovi impianti per il pagamento  del  pedaggio
  sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta di
  ANAS  s.p.a.», degli onorevoli Bufardeci, Cimino, Incardona, Mineo,
  Scilla, presentata il 6 aprile 2011;

   numero  260  «Revoca  del  bando  dell'Assessorato  delle  risorse
  agricole  ed alimentari, per la selezione, per titoli  e  prova  di
  idoneità,  per  varie  qualifiche  di  personale  operaio»,   degli
  onorevoli  Mancuso,  Leontini, Limoli e  Corona,  presentata  il  7
  aprile 2011.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportate  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne fa facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio  per
  l'opportunità che mi è stata data di intervenire su una  situazione
  che in questo momento il Governo, forse, sta seguendo in parte,  ma
  mi  auguro  che  l'Assessore per la formazione  stia  cercando  una
  soluzione  ad  un  problema  che è in  corso  presso  l'Assessorato
  medesimo.
   Mi  risulta  che  ieri sera c'è stata una riunione di  commissione
  dove  si è cercato di trovare una soluzione per circa mille persone
  -  quindi  non parliamo né di dieci né di cento ma di una  quantità
  enorme di persone - che, nel bene o nel male, hanno in questi  anni
  esercitato  un'attività attraverso un ente. Dopo  la  riunione  del
  CRI,  o  contestualmente, c'è stato forse un momento di sbandamento
  da parte di questi lavoratori che, non avendo ben capito quello che
  io  penso  e  credo  che  il  Governo  voglia  avere  il  tempo  di
  affrontare, hanno occupato la sede dell'Assessorato.
     Signor  Presidente, come componente della Commissione ed essendo
  un po' scevro dal mondo della formazione per mia natura negli anni,
  credo  che il Governo, e in particolar modo l'assessore Centorrino,
  debba  affrontare questo problema. E siccome credo che ci  siano  i
  presupposti,   anche  il  direttore generale  ieri  ha  dato  delle
  speranze  in  tal senso, in particolare l'ente di cui  parlo  è  il
  CEFOP, bisognerà trovare un modo perché queste 1.100 persone - sono
  quasi  quanto  i  lavoratori  della FIAT,  stiamo  parlando  di  un
  problema  serissimo - trovino un giusto riconoscimento  del  lavoro
  che  hanno  svolto  in questi anni. Io non entro nel  merito  della
  gestione dell'ente, ma di 1.100 persone certamente qualcuno  se  ne
  deve occupare.
   E'  un  problema  talmente grosso che io credo che  il  Governo  e
  l'assessore Armao, che è presente oggi, riferisca l'attenzione  che
  penso  tutto  il  Parlamento, non è un  problema  personale,  è  un
  problema di tutti, è una attenzione che tutti dobbiamo avere  verso
  queste  figure  che  da nove mesi non percepiscono  un  euro,  sono
  arrivati ad una situazione tale che hanno occupato l'Assessorato.
   Ieri   abbiamo   cercato  di  individuare  delle   strade,   delle
  possibilità. Io, per la mia poca esperienza sull'argomento, ho dato
  qualche idea.
   Ho  voluto richiamare l'attenzione su questo problema -  ma  credo
  che sia oggetto di attenzione da parte di tutta l'Aula -  anche per
  dare un segnale che l'Assemblea se ne occuperà.
   A  mio  avviso  il  Governo, in questi giorni,  deve  trovare  una
  soluzione che dia l'opportunità intanto di fare una sanatoria per i
  soldi  che,  in  atto, non sono stati dati per motivi  che  non  si
  comprendono,  ma  che comunque l'Ente reclama, invece,  che  devono
  essere  dati e, quindi, per pagare le mensilità anche direttamente,
  se necessita, con un commissariamento, con qualcosa.
   Dopodiché per il futuro si vedrà.
   Mi  risulta che il CRI abbia approvato con riserva questo  ente  e
  che  comunque ci sarà un qualcosa che si dovrà sviluppare. Per cui,
  Presidente, la ringrazio per avermi dato la facoltà di parlare,  in
  quanto il mio intervento vuole richiamare l'attenzione affinché  in
  questi giorni si trovi una soluzione.
   Noi abbiamo fatto, quali parlamentari, io quale componente della V
  Commissione ho anche chiesto una convocazione in II Commissione, si
  parlava  di  coperture economiche, si parla di DURC,  si  parla  di
  tante  cose.  Credo  che  il Governo, però, debba  superare  questo
  problema perché non è giusto che 1.100 persone, di colpo si  scopre
  in questa Regione, lavorino in un ente in difficoltà.
   Pertanto,  ho voluto lasciare questa traccia. Ripeto all'assessore
  Armao  che  si  tratta  di 1.100 persone che  rischiano  in  questo
  momento  il loro futuro, non ricevono soldi da nove mesi, colpe  di
  tutti  o  di   nessuno. Però, intanto il Governo deve, secondo  me,
  affrontare  il problema definitivamente e al ritorno delle  vacanze
  pasquali si spera ci sia qualcosa che dia serenità a queste persone
  di  percepire i nove mesi di stipendio che ognuno di  loro  non  ha
  preso  e poi vedere quale soluzione trovare sui 1.100, parliamo  di
  tutta  la formazione, sono circa 7.000 cioè quasi il 20 per  cento,
  ripeto, sono 1.100 persone.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo scusa all'Aula e chiedo scusa
  ai colleghi ma io ho il dovere di fare una dichiarazione che vorrei
  venisse  inserita  nel  verbale,  in  quanto  credo  che  si   stia
  cominciando a respirare un clima abbastanza irrespirabile in questa
  nostra  Regione. Clima che riguarda la normale dialettica politica,
  le  battaglie  che si possono fare, le opinioni che si confrontano,
  uno  può avere ragione, può avere torto, ma nello spirito del pieno
  dibattito  democratico e della libertà perchè ognuno  di  noi  deve
  poter  esercitare questo mandato con la libertà che  consegue  alla
  coscienza di ognuno di noi.
   Però,  ho la sensazione che se si vuole creare un clima nel  quale
  si  additano  uomini con nome e cognome come nel  caso  mio,  nella
  fattispecie,  come  responsabile  del  blocco  di  emendamenti  che
  assumono   o  vorrebbero  fare  assumere  demagogicamente   persone
  attraverso  forme  surrettizie  e  individuando  responsabili   che
  avrebbero  negato  o  vorrebbero negare  questo  presunto  diritto,
  voglio  dire  con molta onestà che se succede qualcosa  a  me  o  a
  qualcuno  dei  miei  familiari sono responsabili  non  solo  morali
  coloro che stanno lavorando con questo metodo di azione politica.
   E   i   responsabili  sono  i  promotori  di  iniziative  volgari,
  demagogiche, che cercano di mettere contro l'opinione pubblica  non
  la  politica dei partiti altri, ma le persone e, quindi, mi  assumo
  la  responsabilità  di  ciò  che sto  dicendo  perché,  se  succede
  qualcosa  a me e/o alla mia famiglia si sappia che i mandanti,  non
  solo morali, sono qui, dentro quest'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, intanto esprimo la piena e totale
  solidarietà  della  Presidenza e del Parlamento  -  ci  mancherebbe
  altro  -  qualora si siano verificati atti che possano  in  qualche
  modo interferire con la libera attività parlamentare.
   Non   ritengo,  però,  che  ci  possano  essere  all'interno   del
  Parlamento  azioni  o  attività tese  a  gettare  discredito  o  ad
  additare capri espiatori all'interno del Parlamento, perché sarebbe
  la  negazione della democrazia e la Presidenza - e penso noi  tutti
  insieme  - veglieremo affinché questo possa non avvenire  in  alcun
  modo.
   Inviterei   i   colleghi   -  intervenendo   sulle   dichiarazioni
  dell'onorevole  Cracolici  -  ad assumere  un  atteggiamento  e  un
  contenimento anche negli interventi cui la Presidenza acconsentirà,
  facendo  in  modo  che  siano rispettosi  ed  equilibrati  rispetto
  all'equilibrio  dei  lavori parlamentari e del  Parlamento  stesso,
  anche   tenuto   conto   del   fatto   che   siamo   alla   vigilia
  dell'approvazione  di  un  bilancio e di  una  finanziaria  in  una
  situazione di estrema difficoltà.
   Quindi,  invito  tutti  ad un contegno  e  vi  pregherei  di  fare
  svolgere la relazione e di intervenire dopo la relazione. C'è stato
  un  fatto  personale, riflettiamo un attimo. Facciamo  svolgere  la
  relazione al presidente Savona. Vi assicuro che darò la facoltà  di
  parlare a tutti.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  vorrei  intervenire  prima  perché
  ritengo che non si debba svolgere la relazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, le assicuro che le  darò  modo  di
  parlare,   come  darò  modo  all'onorevole  Caronia,  all'onorevole
  Falcone   che   lo   aveva   chiesto,  all'onorevole   Buzzanca   e
  all'onorevole Campagna.

   DE LUCA. Io chiedo che non si tratti l'argomento. Quindi, se parlo
  dopo, a che titolo lo faccio?

   PRESIDENTE. Parlerà con maggiore cognizione di causa

   DE LUCA. Allora mi darà dieci minuti?

   PRESIDENTE Le darò il tempo necessario, onorevole De Luca.

   DE LUCA. Va bene, accordato Presidente.


   Presidenza del vicepresidente Formica


      Discussione dei disegni di legge numeri 630-630bis-630ter-
    630quater/A «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
  l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
  2013» e 631/A «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
                                 2011.
                     Legge di stabilità regionale»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione   dei   disegni  di  legge  numeri   630-630bis-630ter-
  630quater/A  «Bilancio  di previsione della Regione  siciliana  per
  l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
  2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2011. Legge di stabilità regionale».
   Invito i componenti la Commissione  Bilancio' a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.

   Onorevoli  colleghi, apprezzate le circostanze, alla Presidenza  -
  quale  garante del buon funzionamento del Parlamento  siciliano  e,
  più in generale, della legalità costituzionale - corre l'obbligo di
  rassegnare le seguenti considerazioni.
   Ricordo innanzitutto che in sessione di bilancio la programmazione
  dei  lavori  parlamentari è finalizzata a consentire la conclusione
  dell'esame dei documenti finanziari nei tempi stabiliti.
   Conformemente  a  tale  premesse  ed  in  ossequio,  peraltro,  al
  carattere di adempimento necessitato - si pensi a quanto prescritto
  dall'articolo 81 della Costituzione - l'ultimo programma-calendario
  dei lavori, approvato all'unanimità dalla Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari e comunicato all'Assemblea nella seduta del
  12  aprile  2011,  prevedeva che l'Aula tenesse seduta  giovedì  21
  aprile  alle  ore  10.00  per avviare e concludere  la  discussione
  generale  congiunta  del  disegno di  legge  di  bilancio  e  della
  finanziaria, in maniera tale da avviare l'esame dell'articolato già
  da  martedì 26 aprile e ciò in vista dell'approssimarsi del termine
  ultimo  invalicabile  del  30 aprile 2011  per  l'approvazione  dei
  citati documenti finanziari.
   La contrazione dei tempi regolamentari, pertanto, si giustifica in
  ragione     dell'ineludibile     soddisfacimento     dell'obiettivo
  costituzionale   di   dare   assoluta   priorità    all'esame    ed
  all'approvazione  dei  documenti  stessi  posto   che   l'esercizio
  provvisorio in corso costituisce una fase assolutamente transitoria
  ed  eccezionale,  volta ad evitare la paralisi dell'amministrazione
  regionale.
   Ne  consegue,  pertanto,  che ad esercizio  provvisorio  in  corso
  insuscettibile   di   ulteriore   proroga   permane   assolutamente
  prioritario  e  fondamentale,  a  norma  dell'articolo   81   della
  Costituzione  e  dell'articolo  73  bis  del  Regolamento   Interno
  dell'Assemblea  regionale siciliana chiudere nel  più  breve  tempo
  possibile la sessione di bilancio.

   Ha  facoltà  di intervenire l'onorevole Savona,  per  svolgere  la
  relazione di maggioranza.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, si illustrano brevemente  i
  principali  aspetti di rilievo del disegno di legge di bilancio  di
  previsione 2011 e per il triennio 2011-2013.
   La  proposta  di  bilancio  per l'anno  2011  presenta  un  totale
  generale delle entrate e delle spese pari a 27.007.396 migliaia  di
  euro  e quella di bilancio per il triennio 2011-2013 un totale pari
  a 61.387.933 migliaia di euro.
   Tra  le  entrate  si distinguono entrate correnti  per  15.130.900
  migliaia  di  euro  ed  entrate in conto  capitale  per  11.682.294
  migliaia  di euro. L'avanzo finanziario presunto è pari a 9.265.599
  migliaia di euro e il totale delle risorse a destinazione vincolata
  risulta di 14.575.607 migliaia di euro.
   Per l'anno 2011, il totale generale delle spese, pari a 27.007.396
  migliaia  di  euro è finanziato con le entrate finali  (date  dalla
  somma  delle entrate correnti e in conto capitale) per un ammontare
  pari  a  17.480.797 migliaia di euro, per 261.000 migliaia di  euro
  mediante  il  ricorso  all'indebitamento autorizzato  dal  comma  3
  dell'articolo  1  della legge regionale n.  6/2009  ed  infine  per
  9.265.599 migliaia di euro all'avanzo finanziario presunto.
   I  principali  risultati differenziali scaturenti dal  disegno  di
  legge di bilancio di previsione per l'anno 2011 assumono i seguenti
  valori:
   a)  risparmio  pubblico (entrate correnti meno spese correnti,  al
  netto  del  Fondo  indisponibile istituito con legge  regionale  n.
  15/2001  presso l'Assessorato regionale dell'economia),  pari  a  -
  288.555 migliaia di euro. Tale valore negativo evidenzia un livello
  di   entrate   correnti   non   adeguato   alla   copertura   delle
  corrispondenti  spese  che ai sensi delle  vigenti  norme  e  delle
  consolidate    politiche    pubbliche    risultano    difficilmente
  comprimibili;
   b)   saldo  netto  da  finanziare  (entrate  finali  più  l'avanzo
  finanziario  presunto  dell'esercizio  precedente  meno  le   spese
  finali), pari a - 66.798 migliaia di euro;
   c)  accreditamento  netto (entrate finali più  avanzo  finanziario
  presunto  dell'esercizio precedente meno spese finali, al  netto  -
  rispettivamente  -  delle operazioni finanziarie  per  rimborso  di
  crediti  e  per  partecipazioni e/o anticipazioni), pari  a  19.841
  migliaia di euro. E' un risultato parziale che trascura gli effetti
  delle  suddette operazioni di credito/debito, escludendo, pertanto,
  tutte  quelle  poste  di  bilancio che  non  comportano  aumenti  o
  diminuzioni del patrimonio netto;
   d)  ricorso  al  mercato  (entrate finali più  avanzo  finanziario
  presunto  dell'esercizio  precedente  meno  totale  generale  delle
  spese)  che,  come  già evidenziato, è pari a 261.000  migliaia  di
  euro.
   Si  passa adesso ad analizzare i principali effetti normativi  del
  disegno  di legge recante  Disposizioni programmatiche e correttive
  per l'anno 2011'.
   Il  saldo  netto  da  finanziare  è  determinato,  in  termini  di
  competenza, in 666.762 migliaia di euro per l'anno 2011, in 209.512
  migliaia di euro per l'anno 2012 ed in 322.609 migliaia di euro per
  l'anno 2013.
   Il  ricorso  al  mercato  finanziario si  attesta,  nel  triennio,
  rispettivamente su 860.964 migliaia di euro, su 405.000 migliaia di
  euro e su 610.000 migliaia di euro.
   L'ammontare  complessivo  dei  fondi  di  riserva  per  le   spese
  obbligatorie  e  di  ordine  e  per la riassegnazione  dei  residui
  passivi  di  parte  corrente ed in conto capitale  eliminati  negli
  esercizi  precedenti per perenzione amministrativa  è  determinato,
  per il 2011, in 450.000 migliaia di euro.
   Il  fondo per i comuni è quantificato, per l'anno 2011, in 750.000
  migliaia  di euro, di cui una quota non inferiore al 10  per  cento
  destinata a spese di investimento, mentre il fondo per le  province
  regionali è quantificato in 45.000 migliaia di euro, di cui  20.000
  migliaia  di  euro  destinati  agli investimenti  finalizzati  allo
  sviluppo del territorio.
   Riguardo  al  cofinanziamento regionale della spesa sanitaria,  in
  relazione  all'accertamento delle entrate derivanti dall'attuazione
  dell'articolo 2, comma 90, della legge 23 dicembre 2009, n.  191  e
  successive modifiche ed integrazioni nonché dell'articolo 1,  comma
  832,  della  legge 27 dicembre 2006, n. 296, ai sensi dell'articolo
  10,  comma  2,  della  legge regionale  8  luglio  1977,  n.  47  e
  successive  modificazioni  è disposto uno specifico  accantonamento
  negativo indicato nella tabella A allegata al disegno di legge.  Il
  Ragioniere  generale della Regione è autorizzato  ad  iscrivere  in
  bilancio,  con  proprio provvedimento, le relative somme  che  sono
  destinate  alla  copertura dei debiti sanitari ed al  finanziamento
  della  maggiore spesa scaturente dall'articolo 1, comma 830,  della
  legge  27 dicembre 2006, n. 296, con contestuale iscrizione di  due
  corrispondenti accantonamenti positivi (codici 1002 e 1003).
   Relativamente  alla materia della forestazione, nelle  more  della
  definizione della riprogrammazione delle risorse del PAR FAS  2007-
  2013, ai sensi della deliberazione CIPE 11 gennaio 2011, n. 1,  gli
  oneri   degli  interventi  previsti  dalla  linea  di  azione   4.3
   Rinaturalizzazione   del  territorio,   tutela   della   diversità
  biologica  e  valorizzazione della dimensione sociale, turistica  e
  culturale  delle  foreste  e dalla linea di  azione  4.4   Utilizzo
  tecnologie   innovative   per   la  difesa   dell'ambiente ,   pari
  rispettivamente  per l'anno 2011 a 135.600 migliaia  di  euro  e  a
  68.940  migliaia  di euro, sono posti a carico del  bilancio  della
  Regione.  Conseguentemente, il Ragioniere generale della Regione  è
  autorizzato   ad   effettuare   operazioni   finanziarie   per   il
  finanziamento di investimento coerenti con l'articolo 3, comma  18,
  della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
   Sempre  nelle more della definizione della riprogrammazione  delle
  risorse  del PAR FAS 2007-2013, per far fronte agli oneri  relativi
  all'intervento  previsto  dalla  linea  d'azione  2.1a   Itinerario
  Ragusa-Catania   SS514-SS194    è   autorizzata,   a   titolo    di
  anticipazione per l'anno 2011, la spesa di 5.000 migliaia di euro.
   Per  garantire una maggiore trasparenza della spesa si dispone che
  la  Giunta  regionale  trasmetta  alla  Segreteria  generale  della
  Regione, entro sette giorni dall'adozione, le delibere adottate per
  la   tempestiva  pubblicazione  integrale  delle  stesse  sul  sito
  ufficiale della Regione.
   E',  infine,  disposta la modifica dei tempi di presentazione,  da
  parte del Governo regionale, dei documenti di programmazione  e  di
  analisi   della   situazione  economica   all'Assemblea   regionale
  siciliana,  al  fine  di  armonizzare  gli  stessi  a   quelli   di
  presentazione al Parlamento della Decisione di finanza pubblica  da
  parte del Governo.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà   di   parlare   l'onorevole   D'Asero,
  vicepresidente  della  Commissione, per svolgere  la  relazione  di
  minoranza.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, in  questo  mio  ruolo  di
  relatore  di minoranza poche parole per evidenziare alcuni aspetti.
  Ritengo che la programmazione seria di un bilancio che vede  alcune
  criticità  e  alcuni  aspetti che meglio  andrebbero  approfonditi,
  avrebbe dovuto determinare un'inversione di tendenza, in un momento
  in  cui  esiste  una  reale  difficoltà  per  quelle  che  sono  le
  dichiarazioni  fatte in Commissione  Bilancio'  dall'Assessore  per
  l'economia  in  cui  sostanzialmente  esiste,  a  mio  avviso,  una
  evidente  realtà che, rispetto al trend dichiarato dal  Governo  di
  una  necessità, di una ripresa in alcuni settori, quali la  sanità,
  tanto    mediaticamente   evidenziato,   ma   sui   cui   risultati
  sostanzialmente  ad oggi vediamo nel bilancio trecento  milioni  di
  euro,  che  determinano  come partita  finanziaria  quella  che  le
  maggiori  entrate  per  addizionale Irpef e per  Irap,  al  massimo
  dell'aliquota  per  la copertura del disavanzo  della  sanità,  che
  sostanzialmente non ha invertito la tendenza di quella che  era  la
  situazione debitoria.
   Infatti, se tutti ricordiamo, e lo ricordo a quest'Aula, ci fu una
  dichiarazione del Governo che annunciava la riduzione dell'aliquota
  Irap  per il raggiungimento di obiettivi e noi, all'epoca,  dicemmo
  che  era un fatto legato ad un momento e che, pertanto, se  non  si
  completava   l'intero  percorso  dell'ammortamento  e  quindi   del
  ripianamento  nella sanità, non era possibile ipotizzare  riduzioni
  dell'aliquota Irap.
   Questo è un fatto che determina sicuramente una necessità: dire la
  verità su come stanno i fatti e, se da un canto è necessaria questa
  verità,  dall'altro  vi  è una preoccupazione,  ancora  costante  e
  presente,  che è la tendenza verso quello che è il sistema  sanità,
  una tendenza che ancora, al di là degli annunci, non realizza alcun
  risultato. In bilancio, infatti, abbiamo otto milioni ottocentomila
  euro in necessità di importo per la copertura della mobilità.
   Allora, anche qua cerchiamo di riflettere su alcuni di questi dati
  perché,  alla  luce  di una situazione del comparto  sanità  ancora
  grave  e  negativa, dove forse la polvere sotto il tappeto prima  o
  poi  verrà fuori, dove a fronte di una riduzione limitata di  spesa
  c'è  una  grande  riduzione  di servizi che  vengono  ogni  giorno,
  costantemente,  denunciati per quella che  è  la  situazione  della
  lista  di  attesa per le richieste sanitarie, per quella che  è  la
  grave  carenza nella gestione dei servizi per mancanza  di  materie
  che  sempre i primari e tutto il comparto sanitario denunciano, per
  tutta  quella  che  è una grande situazione di disagio.  Altro  che
  tendenza  nuova   Esiste, invece, la necessità di  una  riflessione
  perché  assieme  si  possa determinare un orientamento  ancora  più
  razionale.
   Poi  c'è  il  ragionamento molto importante  sulla  copertura,  su
  quella che è l'analisi delle partite di entrata e quella che  è  la
  reale spesa.
   Noi  abbiamo  una situazione in cui in una finanziaria  andiamo  a
  programmare   ancora  il  ricorso  al  mercato   finanziario,   per
  intenderci  l'accensione di mutui e, dall'altro,  per  chiudere  il
  bilancio ipotizziamo una deroga all'utilizzo dei FAS. Ciò significa
  che la copertura per la sanità e per i forestali, di fatto, pone un
  grave  problema, un grave rischio: l'impiego per spesa corrente  di
  fondi che, invece, dovrebbero essere impiegati per investimenti.
   Concludo dicendo che invece, probabilmente, al comparto produttivo
  il  bilancio deve più e meglio pensare, perché è il momento in  cui
  si  deve  accendere quella fiammella della speranza per il comparto
  produttivo che oggi ha una grande difficoltà, che oggi ha un  grave
  momento  di  crisi e, probabilmente, il ricorso ad un  momento  che
  possa essere determinato con fondi di garanzia, con intervento  sul
  micro  credito,  con  iniziative a sostegno  dell'agricoltura,  dei
  comparti produttivi, dell'artigianato, di quella realtà della micro
  impresa   che  rappresenta  il  tessuto  della  società  siciliana,
  sicuramente  questo deve essere l'elemento su cui  prestare  grande
  attenzione.
   Queste cose, ahimè, non sono state evidenziate e quindi, in questo
  mio  modesto  intervento in qualità di relatore  di  minoranza,  mi
  sembrava e mi sembra giusto che all'Assemblea venissero evidenziate
  nell'interesse  della  Sicilia  perché  possa  essere   motivo   di
  riflessione e di proposta per una seria programmazione.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  innanzitutto  fare  un'affermazione  di  principio.   Ritengo   che
  all'interno di questa Assemblea ciascuno dei novanta deputati abbia
  la  possibilità e il diritto-dovere di potere dire ciò che pensa  e
  di poter esprimere liberamente il proprio convincimento in merito a
  tutti  i provvedimenti che si trattano, rispetto a quelle che  sono
  le problematiche della nostra Terra.
   Ritengo  assolutamente grave quello che l'onorevole  Cracolici  ha
  detto  poc'anzi nel suo intervento perché devo ritenere  che  dalle
  parole  che lui ha proferito, evidentemente, ci siano dei contenuti
  talmente gravi e scabrosi che ritengo non sia l'Aula la depositaria
  di  queste  sue affermazioni, ma credo che ci siano gli  organi  di
  giustizia   competenti   che   debbano   eventualmente   accogliere
  preoccupazioni di tale natura.
   Se, invece, questo voleva essere un avvertimento nei confronti  di
  chi  vuole  esercitare in maniera democratica e libera  il  proprio
  convincimento e il proprio pensiero e se poi  questo può  diventare
  la  premessa  perché  si  affronterà una  finanziaria  nella  quale
  qualcuno   vorrebbe   intimidire   o   creare   atteggiamenti    di
  preoccupazione  rispetto alle posizioni che ciascuno  può  assumere
  nel  proprio  ruolo  di politico, di parlamentare,  credo  che  sia
  assolutamente  importante che la Presidenza si faccia  garante  del
  fatto   che   ciascuno  possa  liberamente  esprimere  il   proprio
  convincimento e che ciascuno non abbia preoccupazioni in  merito  a
  quello che può dire qui dentro.
   Io  voglio essere rasserenata da lei, signor Presidente, che tutto
  ciò  che  verrà presentato e discusso in quest'Aula, nell'esercizio
  delle  nostre funzioni democratiche, svolte nel pieno delle  nostre
  attività, possa avvenire nel massimo della serenità.
   Se   poi   l'onorevole  Cracolici  ritiene  che  ci  siano   delle
  motivazioni preoccupanti per cui addirittura lui e la sua  famiglia
  possano essere a rischio, invito caldamente l'onorevole Cracolici a
  rivolgersi ad altri organi e non a questa Assemblea.
   Per quanto mi riguarda non accetto né intimidazioni né minacce  da
  alcuno.
   Sia  chiaro che nell'esercizio delle nostre funzioni ciascuno deve
  assumersi  la responsabilità di ciò che afferma. Io lo  faccio,  mi
  auguro che verrà fatto anche dagli altri.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Caronia,  le  posso  assicurare  che  ogni
  parlamentare,  come  sempre in quest'Aula, ha diritto  a  discutere
  tutti   i  provvedimenti  che  ritiene  di  presentare  in  maniera
  assolutamente libera e scevra da ogni condizionamento.
   Le devo però ricordare che l'onorevole Cracolici, pur lamentandosi
  della  situazione,  non  si  è rivolto ad   alcun  parlamentare  in
  particolare.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  signor Assessore,
  il  Parlamento è riunito per celebrare l'ennesima farsa. Io, signor
  Presidente, vorrei precisare che questo intervento non riguarda  la
  discussione  generale  in quanto mi riservo, considerato  anche  il
  fatto  che i documenti ci sono stati consegnati qualche minuto  fa,
  di  esprimere  la mia posizione complessivamente sull'impianto,  su
  questo pseudo impianto che è stato presentato, martedì.
   Vorrei evidenziare, e non l'ho fatto formalmente signor Presidente
  per   non  metterla  in  difficoltà,  non  volevo  presentare   una
  pregiudiziale  a  tutti  gli  effetti, perché  ritengo  che  questa
  finanziaria e questo bilancio, prima di questo bilancio e di questa
  finanziaria,  probabilmente ritiene che è necessario  di  documenti
  che  questo  Parlamento nell'ultima finanziaria  ha  stabilito  che
  venissero definiti preventivamente alla discussione del bilancio  e
  della  finanziaria, sia in Commissione Bilancio che in Aula. Faccio
  espresso riferimento a quello che prevede l'articolo 14 dell'ultima
  Finanziaria, comma 1 e 2, assessore Armao.
   Il  comma  1 prevedeva già che a giugno del 2010, l'Assessore,  il
  Presidente  della  Regione, coadiuvato da  tutti  i  dirigenti  che
  rischiavano,  in  quanto nella norma è prevista anche  la  sanzione
  della  decadenza,  dovevano presentare la situazione  debitoria  di
  tutto  il sistema pubblico regionale allargato, perché il  comma  1
  prevede questo. Non è stato fatto; è stata depositata una relazione
  parziale  che  non riguarda neanche il 40% degli  oltre  400  enti,
  aziende  e  società  che  rientrano nella  definizione  di  sistema
  pubblico  regionale  allargato.  Questa  è  una  legge  di   questo
  Parlamento   regionale.   Il  comma   2,   invece,   prevedeva   un
  provvedimento molto più importante e delicato, cioè entro  febbraio
  del   2011,  doveva  essere  presentata  in  Commissione  Bilancio,
  presidente  Savona,  la  situazione  economico-finanziaria,  quindi
  crediti e debiti dell'intero sistema pubblico regionale allargato.
   In  più  occasioni, ho avuto modo di dire e nessuno mi  ha  potuto
  smentire  che  si continua ad occultare i debiti della  Regione  in
  gran parte in questo mondo.
   Chiedo all'assessore Armao, con quale faccia oggi si presenta qui,
  con  quella  solita  delle conferenze stampa, delle  sceneggiate  e
  delle  vicende  semplicemente pacchiane? Lei,  assessore,  non  può
  avere  la  faccia di un serio amministratore, di un serio assessore
  perché lei è venuto meno -  e lo dico a questo Parlamento -  a  due
  articoli.
   Signor Presidente, chi ci deve tutelare rispetto alle stesse norme
  che  questo  Parlamento approva? Affrontiamo questa  finanziaria  e
  dopo entrerò nel merito e dico che non potrò partecipare.
     E  non  credo che questo Parlamento voglia approvare  l'ennesimo
  bilancio  falso. Non credo che questo Parlamento voglia partire  da
  presupposti falsi. Perché alla fine di ogni anno ci sono circa  due
  miliardi e mezzo di differenza tra entrate ed uscite. Il cosiddetto
  deficit  strutturale? Chiedo a questo Parlamento perché il bilancio
  ora bilancia, è tutto a posto, tante entrate, tante uscite.
     Perché  alla  fine  dell'anno  si evidenzia  quella  differenza,
  accumulata  anche  negli anni che  aumenta a livello  corrente  tra
  entrate  ed  uscite?  E' semplice: perché i punti  di  partenza  di
  questo bilancio sono sempre falsi
   Signor Presidente dell'Assemblea, delle due l'una. Se noi dobbiamo
  salvare  il  nostro   sedere'  di parlamentari  e  quindi  dobbiamo
  approvare  un bilancio entro il 30 aprile, l'assessore dica  perché
  entro  febbraio  scorso  non ha portato  i  conti  di  come  stanno
  effettivamente le cose nel mondo delle partecipate
   Noi  partiamo sempre da presupposti sbagliati, falsi perché  tutti
  questi debiti - e la norma prevede questo -, dovevano rientrare già
  in  un  documento  collegato al bilancio  e  alla  finanziaria  che
  evidenziava quali erano i veri punti di partenza. Non mi  sento  di
  prendere  la scure e di indirizzarla contro i forestali, contro  la
  formazione,  contro la gente che vive con 500 euro al mese,  quando
  poi la scure ce la dovremmo dare in testa, caro assessore Armao.
   Continuiamo con falsità a non dire le cose come stanno.
   Lei,  Assessore, si deve dimettere perché non ha rispettato quello
  che  questo Parlamento ha votato e non solo si deve dimettere, deve
  anche  spiegare perché l'articolo 14, e il comma 2 in  particolare,
  lei non lo ha applicato.
   Partendo da questo, è normale che il sottoscritto che ha fatto una
  battaglia  nella precedente finanziaria, quest'anno scriverà  sulla
  mancata  applicazione  di  questo comma. Scriverà  alla  Corte  dei
  Conti,  scriverà al Commissario dello Stato. Questo  io  lo  voglio
  dire  perché? Io non macchierò per l'ennesima volta di un  bilancio
  falso  perché questo Parlamento il tema lo ha affrontato  la  volta
  scorsa.
   C'era  già la legge 10 del 1999, mai rispettata, allora mi è stato
  detto  che  ci  voleva  una  norma  apposita  che  prevedeva  delle
  sanzioni.
   Ebbene,  assessore,  quanti  dirigenti avete  dichiarato  decaduti
  perché non vi hanno dato i documenti, visto che mi si diceva  anche
  che i direttori generali nascondono le carte, caro assessore?
   Eppure   l'articolo  14  prevede  la  decadenza  di  tutti  questi
  direttori generali, visto - e concludo signor Presidente che lei mi
  aveva garantito che avrei potuto parlare per qualche minuto in  più
  -  che  questa  norma prevede la decadenza per  legge  di  tutti  i
  direttori generali.
   Allora, oggi, questo Parlamento deve prendere atto di una cosa:  è
  decaduto  l'Assessore per l'economia, è decaduto perché lui  stesso
  si  macchia  di un grave delitto, vale a dire quello  di  non  fare
  rispettare  le  leggi  che da questo Parlamento  vengono  varate  e
  quindi  egli  induce   il Parlamento ad approvare  un  altro  falso
  storico.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, chiedevo all'onorevole  De  Luca  se
  avesse parlato sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Falcone,  abbiamo   convenuto   che   la
  discussione  generale verrà spostata all'articolo 1  in  quanto  si
  tratta  di una discussione importante. Adesso la Presidenza  dà  la
  facoltà  di  poter  parlare considerando la  discussione  in  corso
  sull'ordine dei lavori.

   FALCONE.  Signor  Presidente, cercherò di  riprendere  almeno  due
  questioni.
   La  prima.  Ieri  si  è svolta un'importante  riunione  presso  il
  Comitato  regionale  per  l'impiego, la commissione  regionale  per
  l'impiego  cui l'onorevole Beninati faceva cenno e poiché  trattasi
  di  una  questione talmente ampia, talmente complessa e articolata,
  secondo  me,  questo Parlamento che si sta accingendo a legiferare,
  ahimè,   a   tutt'oggi,  una  norma  assolutamente   inadeguata   e
  drasticamente  esempio di come, non soltanto il Governo,  ma  penso
  con  questa  norma se così passasse sia un esempio chiaro  di  come
  l'intero  Parlamento  si  trovi in  una  situazione  di  stasi,  di
  profonda stasi.
   Detto  questo, io penso che dovremo guardare a una norma che possa
  dare  seguito  alle  aspettative e dare  risposta  ad  un'emergenza
  occupazionale  che  non è di mille persone, piuttosto  di  mille  e
  cinquecento persone, perché oltre al Cefop ci sono altri  tre  enti
  di  cui almeno uno, la  Fondazione Cascio', rappresentano un bacino
  di dipendenti non indifferente. Nel passato quando qualche ente era
  in  sofferenza, così come potrebbero essere questi, ma c'è in corso
  una  verifica  dal  nucleo di valutazione, si ipotizzava  anche  il
  commissariamento, la nomina di un commissario ad acta per garantire
  gli stipendi a queste 1500 persone.
   Eppure, nonostante ieri abbiamo fatto un atto, dall'altro lato  il
  Governo ancora nulla ha portato. Quindi l'invito, sereno, è  quello
  che  si  possa approvare una norma che consenta anche al  direttore
  generale della formazione pubblica di nominare, eventualmente,  dei
  commissari ad acta per gestire l'attività o comunque i pagamenti in
  questi enti, atteso che c'è un fatto particolare. Quattro enti sono
  stati ammessi con riserva e in termini giuridici, professore Armao,
  essere  ammesso  significa innanzitutto continuare  l'attività  con
  riserva,   salvo   il   fatto  che  eventuali  verifiche   negative
  comporterebbero conseguenze di che trattasi.
   Qui invece abbiamo detto: li ammettiamo con riserva, ma congeliamo
  tutto.  Pertanto, li abbiamo - di fatto - sospesi, non  li  abbiamo
  ammessi,  abbiamo  ammesso il finanziamento,  abbiamo  previsto  il
  finanziamento.
   Pertanto,  la  prima  questione è  questa:  una  norma  che  possa
  sbloccare  questa situazione di impasse e che può  diventare  altro
  che  popolamento' o  contro popolamento', questa parola ultimamente
  che  sta  emergendo,  signor Presidente, e  mi  fa  specie  che  il
  capogruppo  del partito ex minoranza oggi maggioranza viene  qui  a
  paventare  chissà  quali intimidazioni, mi dispiacerebbe  se  fosse
  vero,  attenzione, perché si vogliono evitare o  si  vuole  evitare
  chissà quali assunzioni clientelari
   Ma   ieri  in  Commissione  Bilancio,  presidente  Savona,  questo
  parlamentare che poc'anzi ha parlato a titolo personale, ha sentito
  che  c'è  stato  un  accordo in Commissione e in Assessorato,  dove
  tutti  i  partiti  erano presenti, dove tutti  i  capigruppo  erano
  presenti  e  hanno  stilato  un  accordo  individuando  anche   gli
  emendamenti  da  inserire in quel testo, compreso quell'emendamento
  che poi in Commissione Bilancio è stato ritirato.
   Quindi  delle  due l'una: o ci prendiamo in giro  prima  o  ci  si
  prende in giro dopo.
   Gli  emendamenti  che  sono arrivati ieri in Commissione  Bilancio
  erano  tutti  concordati,  è  stato detto  chiaramente,  poi  forse
  qualche  capogruppo non c'era, ma voglio dire la riunione era  erga
  omnes,  per  cui  nel  momento in cui oggi  si  viene  qui  a  dire
  determinate cose questo parlamentare è sicuramente stranito.
     Allora dobbiamo cercare di capire perché, da un lato, blocchiamo
  l'assunzione  clientelare, ma, dall'altro lato, presidente  Savona,
  c'è  una società che sta assumendo con la dizione  popolamento'   E
  cosa  sono  conigli? La parola  popolamento', assessore Armao,  per
  chi   viene   dall'entroterra  come  me,  quando  si   sente   dire
  popolamento, pensa alla selvaggina. Popolamento, ma di che cosa? Di
  fauna?  Di che cosa? Di cosa parliamo? Si parla di un progetto,  di
  un  percorso di assunzioni di appena 250 persone con una spesa  che
  si  aggira - e concludo - intorno ai 63 milioni. E  mi dispiace che
  ieri  era  stato  preso  un  accordo  in  Commissione  Bilancio,  e
  successivamente, anziché bloccare quel percorso di assunzioni si dà
  una  accelerazione  rispetto a questo che  rappresenta  una  chiara
  irregolarità e una chiara contraddizione con gli accordi stretti. E
  invece   cosa  succede?  Diamo  il  via,  addirittura   andiamo   a
  ridimensionare l'emendamento che abbiamo votato la sera prima
   Certo,  dinanzi a queste cose, signor Presidente, chi le  parla  e
  chi parla a questo Parlamento, è sicuramente amareggiato.
   Allora, spero che questa Presidenza non voglia, come dire,  aprire
  il  dibattito ad una finanziaria che forse mai come in questi venti
  anni  aveva  toccato  il livello più basso,  non  parla  di  nulla,
  assolutamente nulla  Attenzione, signor Presidente, chi le parla le
  preannuncia 500 emendamenti in questa finanziaria, emendamenti  che
  sono  non  aggiuntivi,  ma  che  riguardano  materie  attinenti  la
  finanziaria  e gli stessi articoli di legge che sono  presenti  nel
  disegno di legge.
   Spero che la Presidenza non voglia sic et simpliciter, tout court,
  prendere  tutti  gli emendamenti sulla scorta di un accordo  tacito
  esplicito, tra i partiti di maggioranza e di minoranza, e cestinare
  tutto   Spero  che  il  dibattito possa  essere  chiaro,  sereno  e
  soprattutto  non  tanto  vivace,  non  troppo  dialettico,   signor
  Presidente, perché la Sicilia  aspetta ben altro.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sono   io
  inorridito  ad  ascoltare  le parole dell'onorevole  Falcone,  sono
  parole  che non fanno ovviamente onore a questa Assemblea,  abbiamo
  assistito  noi prima alla denuncia del nostro collega parlamentare,
  l'onorevole  Cracolici, che si è sentito intimidito e minacciato  e
  se lo ha detto e lo ha detto in quest'Aula, evidentemente ne ha ben
  donde  e  ben  ragione.  E io non posso che,  per  il  rapporto  di
  fiducia,  di  stima  e  per  il  rapporto  di  solidarietà  che  in
  quest'Aula  deve essere sempre prevalente rispetto alle ragioni  di
  parte,  che esprimere, non la massima solidarietà che appare  anche
  un  fatto di routine, ma la massima preoccupazione per quanto detto
  dall'onorevole Cracolici che mai ha utilizzato termini così duri  e
  così importanti per questa Assemblea.
   E  invece  a  cosa  assistiamo?  Assistiamo  agli  attacchi,  alla
  diminuzione del problema
   Signor  Presidente,  io  credo  che questa  Assemblea  oggi  debba
  prendere  atto e tenere conto delle parole dell'onorevole Cracolici
  in  maniera seria, non se le può dimenticare, non rappresentano  un
  intervento    come   gli   altri,   rappresentano   una    profonda
  preoccupazione  che si inserisce all'interno di tutta  una  cronaca
  giornalistica  che ogni giorno ci consegna questa  città  e  questo
  Palazzo  assediato  dalla richiesta, dalla questua,  che  anche  in
  quest'Aula parlamentare viene sponsorizzata ed avallata come se  la
  Regione  fosse,  o dovesse  continuare ad essere,  la  soluzione  a
  tutti  i  problemi lavorativi e clientelari di tante persone,  che,
  per  carità, non hanno neppure la grande colpa delle loro giuste  o
  sbagliate rivendicazioni, perché forse la colpa maggiore ce l'ha la
  politica  che, soprattutto nel passato, ha permesso e  giustificato
  questi   comportamenti    Tuttavia,  non   permetta   più,   signor
  Presidente,   che   ci  siano  interventi  che  diminuiscano,   che
  stigmatizzino il valore di una denuncia come quella che l'onorevole
  Cracolici ha fatto
   E poi voglio dire all'onorevole Falcone: ma di che parliamo? Di un
  emendamento  che  arriva in Commissione. A che  servono  allora  le
  commissioni  e  l'Aula?  Tanto vale, signor Presidente,  bypassarle
  del  tutto  e  decidere, bilanci, finanziarie e  leggi  in  qualche
  stanzetta,  assolutamente  ed  altamente  referenziata,   dove   si
  prendono  tutte le decisioni  Onorevole Falcone si va in  Aula,  in
  Commissione, magari pensando di avere trovato un accordo  giusto  e
  si  ritiene  invece, giustamente, dal confronto,  dalla  dialettica
  alla quale proprio lei onorevole Falcone si richiama, ci si accorge
  che  è  stato  commesso  un  errore  e  l'errore  non  si  commette
  nell'Aula, ma nella Commissione Bilancio per il quale si  cerca  di
  porre rimedio.
   Ma  stiamo  scherzando,  signor Presidente?  Non  può  essere  che
  passino  messaggi  di  questo  tipo o  che  si  possa  condurre  un
  dibattito  in  Aula  in  questa direzione   Così  come  non  merita
  l'assessore Armao di essere attaccato in maniera così esagerata  al
  punto  di chiederne le dimissioni, quasi come fosse lui e solo  lui
  il  responsabile. Ma di che cosa? Dei disastri di questo  bilancio?
  Ma  come: ci porta il bilancio più striminzito, più asciutto e  che
  scontenta  l'intera Aula, e non si era mai registrato nella  storia
  di  questa Assemblea regionale, nella logica di cominciare  a  fare
  verità,  nella logica di cominciare a fare dei tagli impopolari,  e
  ce ne lamentiamo?
     Non  è  ammissibile  questo tipo di  ragionamento;  è  una  cosa
  inammissibile.
   E  allora,  la  Presidenza di questa Assemblea,  onde  evitare  di
  andare  selvaggiamente  avanti gli  uni  contro  gli  altri  magari
  nascondendosi  dietro nobili profili, dietro alti  contenuti  negli
  interventi,  magari  nascondendo che cosa? La richiesta  sottobanco
  della  presenza  all'interno  di  che  cosa?  Degli  strumenti   di
  bilancio,   degli   strumenti  finanziari?  Ma   vergogniamoci   di
  utilizzare  ancora,  in  un  momento così  delicato  politicamente,
  questi  strumenti  antichi,  desueti,  che  hanno  fatto  non  solo
  vergognare questa Regione esponendoci al pubblico ludibrio di tutta
  Italia, ma hanno fatto sprofondare nel baratro di debiti, quelli sì
  veri, assessore Armao, che forse veramente non del tutto conosciamo
  e che dobbiamo conoscere.
   Allora  le  dico  però che ci dobbiamo chiedere a che  servono  la
  Commissione  Bilancio  e  quest'Aula, perché  certo  il  testo  del
  bilancio e il testo della finanziaria che arrivano oggi qui in Aula
  non  sono  testi  che  risolvono  i problemi  della  Sicilia,  anzi
  affrontano soltanto i problemi di bilancio della Regione siciliana,
  tendono  ad appesantire la spesa, cercano di evitare l'aggravio  di
  una situazione, ma non affrontano i problemi della Sicilia.
   E  su questo lei, signor Presidente, è assolutamente d'accordo con
  il  sottoscritto perché, da componente di Commissione Bilancio,  il
  problema si è posto nei giorni scorsi proprio su questi aspetti.
     Allora: se il bilancio è quello che è, la finanziaria può e deve
  essere  decisamente diversa rispetto a quella che approda  oggi  in
  Aula,  che  ha  immiserito  il lavoro  della  Commissione,  ma  che
  comunque  ha  per  noi  rappresentato il  male  minore,  quello  di
  giungere  in  Aula  e  iniziare un dibattito costruttivo.  Lo  dico
  perché,  visto che non c'è stata neanche questa accortezza  fino  a
  questo   momento,  non  si  parli  più  di  formazione  in   questa
  finanziaria. Che non si parli più di stabilizzare gente  di  qua  e
  gente di là in questa finanziaria, che si abbia il pudore, per  una
  volta nella storia di questa regione, di non mettere più oggetti ed
  argomenti che riguardino stabilizzazione di personale che  proviene
  dalla formazione a vario titolo.
   Questo deve essere il primo impegno categorico che bisogna porsi.
   Poi,  signor  Assessore, si proceda con velocità, rapidità  e  con
  grande civismo se occorre, a tagliare i rami secchi che ci sono  in
  questa  pubblica  Amministrazione, e ce ne sono  tanti:  organismi,
  comitati  che a colpi di due milioni, cinque milioni,  tre  milioni
  vanno  tagliati integralmente, non ridotti. Tagliati  integralmente
  come operazione di trasparenza, di pulizia e di buon governo
   Infine,  signor  Assessore  non abbia  timore,  e  c'è  qui  anche
  l'assessore  Venturi  che rappresenta e dirige l'Assessorato  delle
  attività  produttive, a presentare con celerità  le  norme  che  ci
  aveva  già sottoposto sullo sviluppo; le norme che con la  cessione
  di  questo  patrimonio immobiliare di cui non ce ne facciamo  nulla
  creiamo  risorse  da destinare allo sviluppo,  che  siano  date  le
  risorse  con  fidi, con interventi ma che operino  a  favore  delle
  imprese.
   Signor  Presidente, concludo: abbiamo il credito di  imposta,  una
  legge che ha voluto la Commissione Bilancio, che abbiamo sudato tre
  anni per averla. Signor assessore, se non ci saranno gli interventi
  giusti sul piano d'imposta, con un emendamento a sua firma che doti
  questo  credito d'imposta di tre, quattro, cinquecento milioni  per
  gli  investimenti al sistema produttivo, beh, allora, vuol dire che
  stiamo  scherzando, continuiamo a scherzare, continueremo  a  farci
  del  male  e rischieremo di concludere questa legislatura  con  una
  sonora bocciatura

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, sa che io mi attengo sempre  ai  tempi
  previsti dal Regolamento dell'Ars. Siamo arrivati all'inizio di  un
  cammino parlamentare che è quello del bilancio e della finanziaria,
  che  è la fine di un percorso, è la fine di un percorso perché  con
  questa  finanziaria  e  con questo bilancio  se  non  adeguatamente
  corretti  dal  contributo dell'Aula, sarà un bilancio  che  metterà
  fine alle speranze di crescita di questa Sicilia.
     E  il  mio  non  è  un intervento di chi, pur  avendo  vinto  le
  elezioni,  occupa  posti di minoranza e di  opposizione  in  questo
  Parlamento, è il ragionamento di un parlamentare che si rende conto
  che  questo  Governo è privo di una strategia; è come quel  Governo
  che cammina con l'abito senza il viso, con gli occhiali e senza  le
  gambe,  un  fantasma.  E' un Governo non, come  diceva  l'onorevole
  Leontini,  di  finanziaria  lacrime e sangue', è un  Governo  senza
  anima, perché non conosce le vicende di questa Sicilia.
   Una finanziaria, la finanziaria di un Governo che viene sottoposta
  alla  maggioranza,  all'intero Parlamento per  essere  esaminata  e
  discussa,  deve  essere  la  proiezione  della  strategia  e  della
  capacità  di essere classe dirigente di questa Regione. Ma  siccome
  questa  maggioranza, che è maggioranza di partito e non maggioranza
  di  consensi,  non ha la visione d'insieme di questo Governo  e  di
  questa Regione, né ha lo spessore di classe dirigente perché frutto
  di  un  ribaltone.  E  questa finanziaria e  questo  bilancio  sono
  inficiati  da  questo difetto originario che ha  visto  una  classe
  politica  perdente,  sconfitta dagli elettori,  che  grazie  ad  un
  tradimento  si trova improvvisamente a diventare forza di  governo,
  senza averne la cultura, senza averne le dimensioni, senza avere lo
  spessore   politico  ed  intellettuale  -  e   mi   riferisco   non
  all'intelligenza personale, ma alla visione del Governo che propone
  una  maggioranza  che  è  la  sintesi di  una  manovra  prettamente
  clientelare  e  pre-campagna elettorale. Perché  tutti  faremmo  un
  torto  ai  noi  stessi  ed ai siciliani principalmente  se  non  ci
  rendessimo conto - e noi ce ne siamo resi conto, noi che stiamo sui
  banchi dell'opposizione, ma che siamo maggioranza nella cultura  di
  questa Regione -  che ormai in questo Parlamento le lancette stanno
  andando  verso l'ora della campagna elettorale prima della scadenza
  naturale.  E  tutti sappiamo che questa legislatura è  condizionata
  dalle sorti di una sola persona, che è il Presidente della Regione.
  E  quindi,  tutti  noi facciamo una finanziaria e un  bilancio  che
  sappiamo servono a tentare di consolidare le posizioni elettorali e
  clientelari  di  qualcuno, che deve racimolare  gli  strumenti  per
  creare  il  consenso poiché bisogna andare a votare fra novembre  e
  maggio del prossimo anno.
   Questa  finanziaria  non contiene norme  per  lo  sviluppo  e  per
  l'occupazione  in  Sicilia, non ci sono interventi  strategici  per
  garantire  il  lavoro  in  questa Sicilia,  qui  non  ci  sono  gli
  interventi a favore dello sviluppo economico di questa Regione.
   Io invito i deputati di maggioranza, bravi a fare i comunicati sui
  giornali, a parlare di finanziaria di rigore e di sviluppo, ma  qui
  di rigore c'è soltanto quello che dovranno patire i cittadini e gli
  imprenditori di questa Sicilia che in questo momento sanno  che  li
  aspetta un anno di privazioni, di ulteriori sacrifici, di ulteriori
  disagi  e  sperano, come tutti noi dell'opposizione, che  si  rompa
  finalmente  questo  giocattolo, che si stacchi  la  spina,  che  il
  Presidente della Regione, da privato e semplice cittadino,  vada  a
  gestire  la sua situazione personale in questo momento,  la  separi
  dalle  vicende  politiche e legislative della  Regione  e  metta  i
  siciliani  in condizione di votare il Parlamento. Perché, guardate,
  quando  qualcuno dice: basta con la formazione, io dico: basta  con
  la  formazione,  ma  il  mio pensiero in  questo  momento  va  alle
  centinaia   di  lavoratori  del  CIAPI  che  improvvisamente   sono
  destinati  alla  mobilità e alla cassa integrazione.  Costoro  sono
  stati  costretti ad occupare un Assessorato perché la politica  non
  ha saputo trovare una soluzione, che è davanti agli occhi di tutti,
  lo  ha  detto  anche  il collega Falcone: c'è  già  una  precedente
  delibera  della Giunta di Governo per un caso analogo. Nominate  un
  commissario  che  individui le risorse e che paghi  direttamente  i
  lavoratori.  Poi  il  CEFOP, come ente, andrà  a  regolamentare  la
  propria situazione col DURC, ma non facciamo pagare ai lavoratori e
  alle  loro  famiglie  lo sfascio di una classe politica  totalmente
  incapace di gestire le vicende di questa Sicilia.
   Approviamo questa finanziaria, approviamola velocemente. Andiamo a
  votare e consentiamo di fare tornare in Parlamento, nelle posizioni
  di  maggioranza, chi vince le elezioni, e di opposizione chi  perde
  le  elezioni. Non continuiamo a tradire questa Sicilia che  abbiamo
  ridotto in ginocchio.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  intervengo
  sull'ordine  dei  lavori  forse più dei  parlamentari  degli  altri
  Gruppi  che  mi  hanno preceduto, perchè l'UDC soltanto  adesso  ha
  appreso  dai  giornali  tutto quello che è avvenuto  in  ordine  al
  bilancio  e  alla finanziaria. Ci siamo rimessi alla buona  volontà
  del nostro Capogruppo e ogni parlamentare ha avuto modo, in qualche
  modo,  di  esaminarli soltanto attraverso i giornali e di esprimere
  dei  giudizi.  Quindi,  per noi il dibattito  è  iniziato  solo  da
  qualche ora.
   Che  cosa  significa  questo? Significa  che  noi  chiediamo  alla
  Presidenza   un   maggiore  termine  per   la   presentazione   gli
  emendamenti.   Dobbiamo  pure dire che noi non  attribuiamo  alcuna
  responsabilità al Presidente dell'Assemblea, in ordine alla  nostra
  assenza dalla II  Commissione perché dovuta alla nostre vicende che
  riguardano un po' tutti i Gruppi parlamentari.
   Ho  avuto  modo di sentire i singoli parlamentari dell'UDC  e  c'è
  un'idea  di  fondo, almeno per quello che risulta  dai  giornali  -
  sembra  strano per un parlamentare parlare attraverso i giornali  -
  ma  c'è  una condivisione di fondo, ad esempio, sulla necessità  di
  una  anticipazione finanziaria per la Catania-Ragusa; ma  su  tante
  altre  cose, sulle quali si è detto tutto e il contrario di  tutto,
  obbiettivamente fin quando non si approfondiscono determinati temi,
  non ci sentiamo di esprimere alcun giudizio.
   E  questo,  guardate,  lo dico indipendentemente  dalla  posizione
  politica, come UDC.
   Lo  dico  per  rispetto - ho sempre fatto questo  ragionamento  da
  quasi  dieci  anni  -  della dignità del parlamentare  perché  ogni
  parlamentare  ha  il  diritto  di presentare  emendamenti,  di  non
  vederseli   estromessi  per  qualche  difetto  procedurale   e   di
  concordare con gli Uffici, se possibile, l'emendamento, quello  più
  appropriato,  più  legittimo, senza che ci sia  nei  confronti  del
  singolo  parlamentare una sorta di disparità, in negativo, rispetto
  ai  componenti  della II Commissione. Infatti la II  Commissione  è
  diventata  una  sorta di stanza di compensazione  -  su  questo  ha
  ragione l'onorevole Falcone, in qualche modo - perché se è pur vero
  che  la  finanziaria è nata in un modo ed è arrivata in  un  altro,
  questo  è  dovuto all'assenza di un dibattito politico all'interno,
  soprattutto,  del  Parlamento,  indipendentemente  dai  partiti  di
  appartenenza e indipendentemente, oserei dire, dall'appartenenza  a
  più  o meno maggioranze che si sono articolate o disarticolate  nel
  corso degli anni.
   Quello  che  raccomanderei alla Presidenza  dell'Assemblea,  parlo
   impersonalmente',  non  riferito  a  chi  in  questo  momento  sta
  presiedendo, è una maggiore attenzione nel momento finale. E chiedo
  che   l'onorevole   Formica  trasferisca  questa   indicazione   al
  Presidente Cascio e al Presidente Oddo, o ad uno dei due, a chi  si
  troverà a presiedere l'Assemblea nel momento finale.
     Signor  Presidente, io chiedo formalmente  che  gli  ordini  del
  giorno  possano  essere  discussi e  trattati,  siano  essi  cento,
  duecento, uno o dieci,  perché è la possibilità che viene  data  al
  parlamentare  di  dare  una indicazione al  Governo.  Non  possiamo
  sottovalutare il nostro ruolo di parlamentare.
   Sempre  per  averlo appreso dai giornali, Presidente  Formica,  io
  esprimo il mio forte dissenso sulla cosiddetta  valorizzazione  dei
  beni immobili di proprietà delle ASP .
   Su questo, preannuncio che presenterò un ordine del giorno, non so
  se su questo chiederò l'istituzione di una commissione di indagine,
  perché è strano, e mi riferisco ad un caso, ma chissà quanti ce  ne
  saranno in Sicilia. I messinesi sanno di cosa parlo, ma non è  solo
  un  problema  messinese. Nel piano sanitario del  2003  nella  rete
  ospedaliera  si parlava di 182 posti di riabilitazione  a  Messina,
  che  si  sarebbero dovuti attuare con un project  financing  di  55
  milioni;   all'improvviso  nasce  un  contenzioso   con   l'impresa
  impegnata nel  project financing: non so che fine abbia fatto  -  e
  su  questo  tende, anche, il mio ordine del giorno -, e  scompaiono
  182   posti  dall'ospedale  Regina  Margherita.  Parliamo  di   una
  struttura di 14 mila metri quadri.
   Da  dichiarazioni  rilasciate alla stampa dagli assessori  che  si
  sono   alternati,   ma  debbo  dire,  ahimè,  anche   dall'attento,
  attentissimo,  assessore  dottore Russo,  testualmente,  l'articolo
  della  Gazzetta,  tra un boccone e l'altro -  perché gli assessori,
  non  perché  sono  tecnici,  ma  hanno  bisogno  di  fermarsi,   di
  rifocillarsi  -   dichiarò che l'ospedale Margherita sarebbe  stato
  messo in vendita.
   Noi   ci  ritroviamo  nella  finanziaria  che  abbiamo  letto  sui
  giornali,  non  in quella che ci è arrivata adesso,  che  si  parla
  della vendita di questo bene immobile.
   Gradirei  sapere  che  cosa  è successo,  perché  nel  2003  erano
  previsti 182 posti per la riabilitazione, interviene un privato con
  un  project financing di 55 milioni di euro, finisce il contenzioso
  e  contestualmente saltano i posti per la  riabilitazione a Messina
  e,  quindi,  io   vendo' l'ospedale Margherita di 14  mila  quadri.
  Presidente  Formica,  si  tenga  presente  che  questa  Regione,  a
  proposito di valorizzazione di beni immobili, per la Sovrintendenza
  dei beni culturali e per la Biblioteca regionale paga un affitto di
  settecentomila euro l'anno.
   Ma  perché,  se si tratta di valorizzare i beni immobili,  non  si
  prendono queste persone e si trasferiscono al Margherita? Su questo
  chiedo  chiarezza   E' per questo che voglio  esaminare  norma  per
  norma.  Non  permetto  a nessuno, non ci sono appartenenze  che  ci
  possono  legare per votare questo o quel maxi emendamento, per  noi
  dell'UDC, e parlo a nome dell'onorevole Ragusa, che potrebbe essere
  soddisfatto, ha ottenuto la Catania-Ragusa, è stata anche una delle
  sue battaglie,degli onorevoli Lentini e Parlavecchio.
   Noi  da  questo  momento  iniziamo, perché  è  il  nostro  dovere,
  innanzitutto  di  parlamentari e, poi,  di  appartenenti  a  questa
  maggioranza, ad esaminare articolo per articolo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame  degli
  articoli, rinviando la discussione generale all'articolo 1.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, tengo a sottolineare una precisazione
  da  fare all'Aula: rinviamo la discussione generale all'articolo 1,
  ma con gli stessi tempi e modalità della discussione generale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leontini, ovviamente  con  i  tempi  della
  discussione generale.
   Avverto,  altresì,  che  il  termine per  la  presentazione  degli
  emendamenti scadrà domani, venerdì 22 aprile, alle ore 16.00.
   Così resta stabilito.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  26  aprile
  2011, alle ore 16.00,  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II  - Lettura, ai sensi e per gli  effetti  degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
   N. 261    -     Iniziative  presso  il  Governo  nazionale   per
         individuare  le  più  opportune  soluzioni  alle  tragiche
         problematiche  legate   all'immigrazione    dalle    coste
         nordafricane .

                          FERRARA - AMMATUNA - GUCCIARDI - GALVAGNO

  III  -Discussione dei disegni di legge:

    1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
         finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
         (nn. 630-630 bis - 630 ter - 630 quater/A) (Seguito)
             Relatore di maggioranza: on. Savona
             Relatore di minoranza: on. D'Asero

    2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
         Legge di stabilità regionale.  (n. 631/A) (Seguito)
             Relatore di maggioranza: on. Savona
             Relatore di minoranza: on. D'Asero

                   La seduta è tolta alle ore 12.11

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposte  scritte  ad interrogazioni - Rubrica «Beni  culturali  e
  identità siciliana»

   FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
  culturali  e  l'identità siciliana, premesso che l'Assessorato  dei
  Beni  culturali  e  dell'identità siciliana  eroga  ogni  anno  una
  consistente  cifra economica per il sovvenzionamento e il  sostegno
  di  attività  di carattere culturale e comunque per  la  promozione
  della identità siciliana, ciò a seguito della nuova legge regionale
  n.  19  del 16 dicembre 2008 recante 'Norme per la riorganizzazione
  dei    Dipartimenti   regionali.   Ordinamento   del   Governo    e
  dell'Amministrazione della Regione';

   atteso  che i contributi e i sovvenzionamenti di cui sopra vengono
  erogati    sia    quali   manifestazioni   direttamente    promosse
  dall'Assessore che sotto forma di patrocini onerosi;

   preso  atto  che  diversi  comuni e/o enti  che  hanno  presentato
  istanze  tese  a promuovere o a sostenere iniziative culturali  nel
  territorio  siciliano  si sono viste negare  il  riconoscimento  di
  quanto richiesto;

   per sapere:

   le  modalità  di applicazione e le normative che regolamentano  la
  concessione di contributi;

   i  criteri  di  valutazione usati per la concessione dei  suddetti
  interventi finanziari;

   se  sia  possibile avere copia di tutti gli atti  e  provvedimenti
  stanziati dall'1 gennaio 2010 ad oggi;

   l'elenco  dettagliato degli enti o soggetti  beneficiari  di  tali
  contributi;

   si chiede, a tal fine, in base alla legge nazionale 7 agosto 1990,
  n.  241 e s.m.i., e alla successiva legge regionale n. 4, art.  45,
  del  16/4/1993, gli atti richiesti entro 30 giorni dalla data della
  presente interrogazione». (1290)

   Risposta.   -   «In   riferimento   all'interrogazione   n.   1290
  dell'onorevole  Marco Falcone, che vuole conoscere le  modalità  di
  applicazione  e  i  criteri di valutazione per la  concessione  dei
  contributi   che   l'Assessorato   Beni   culturali    eroga    per
  manifestazioni  direttamente  promosse  o  per  i  c.d.   patrocini
  onerosi,  che  nella  sostanza  sono della  stessa  natura,  poiché
  gravano  nel  medesimo  capitolo di spesa,  si  rappresenta  quanto
  segue:

   1)   Le norme per la promozione di iniziative culturali discendono
  dall'art  10  della legge regionale n. 16 del 5  marzo1979,  che  è
  stato modificato dall'art. 19 della Legge Regionale n. 9 del 2002 e
  integrato  dall'art. 24, comma 21 della legge regionale n.  19  del
  2005.

   Al  comma  2  dell'art. 10 è stabilito che,  per dette  iniziative
  l'Assessorato  regionale  dei  beni culturali  e  ambientali  della
  pubblica  istruzione  può avvalersi, oltre che  dei  propri  organi
  centrali  e periferici e di fondazioni dallo stesso costituiti,  di
  istituti universitari specializzati nei settori in cui rientrano le
  iniziative,  degli  enti  locali  e  degli  enti  teatrali   lirici
  regionali .

   Con  l'art.  55  della legge regionale n. 6 del 14 Maggio  2009  è
  stata  estesa, l'applicazione dei benefici dell'art. 10 della legge
  regionale  n.  16 del 2005, anche a  soggetti giuridici  dotati  di
  adeguata capacità tecnico organizzativa .

   2)   La  materia  è stata disciplinata da ultimo  con  il  decreto
  dell'Assessore dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana  del  6
  Aprile  2010,  pubblicato  sulla Gazzetta Ufficiale  della  Regione
  Siciliana  n.  20 del 23 aprile 2010. L'allegato A) del  sopradetto
  decreto  individua  i  criteri e le procedure  per  l'accesso  agli
  interventi  finanziari  a  sostegno  delle  attività  di  carattere
  culturale, artistico scientifico di particolare rilevanza  promosse
  ai  sensi  dell'art. 10 della legge regionale  n.  16  del  1979  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   Si  evidenzia che il sopracitato allegato A), oltre a  fissare  le
  modalità  di presentazione delle iniziative di soggetti pubblici  e
  privati, ha stabilito i criteri di valutazione di quelle pervenute,
  che  devono  essere  esaminate  dal  Nucleo  di  Valutazione ,  con
  eccezione  delle iniziative proprie del Dipartimento  e  di  quelle
  proposte   dalle  sue  strutture  periferiche,  previa  preliminare
  istruzione da parte del Dipartimento Beni Culturali.

   Il   Nucleo   di  Valutazione  è  stato  costituito  con   decreto
  assessoriale n. 20 del 20 Maggio 2010.

   I   Criteri   di  valutazione  delle  proposte  stabiliti   sempre
  dall'allegato  A  del decreto del 6 Aprile 2010 sono i seguenti:

   -Tipologia della manifestazione in relazione alla coerenza con  le
  finalità previste dalla legge n. 16 del 1979: punti 20;
  -Affidabilità e capacità tecnica del soggetto organizzatore: punti
  20;
  -Apprezzamento degli aspetti organizzativi e di bilancio: punti 30;
  -Carattere di continuità o di innovazione di rilevante interesse:
  punti 30.

   Acquisito   il  parere  scientifico  e  tecnico  del   Nucleo   di
  Valutazione,  l'Assessore pro-tempore proponeva  le  iniziative  al
  Dipartimento    Beni   Culturali   per   essere   inserite    nella
  programmazione e avviare quindi le procedure amministrative atte  a
  realizzarle.

   Successivamente   il  Dipartimento  individuava   il   funzionario
  delegato   alla   spesa  e  lo  nominava  anche  responsabile   del
  procedimento.

   3)  Nel 2010 sono pervenute n. 1328 iniziative di privati ed  Enti
  Pubblici  (Comune, Provincia, Università, Associazioni Culturali  e
  Uffici periferici).

   L'Assessorato  ha  finanziato, con le limitate risorse  economiche
  del  capitolo  376528 della capienza di 2.600.000,00 euro,  n.  130
  proposte  le quali sono riconducibili prevalentemente a  iniziative
  del   Dipartimento  (Soprintendenze,  Musei,  Aree   Archeologiche,
  Parchi, Biblioteche) e in minima parte ad iniziative di Enti.

   Nel  corso  dell'anno 2010 l'importo effettivamente  finanziato  è
  stato di 2.476.307,00 euro.

   Si  evidenzia  che  nell'anno 2010 ricorreva il 150   anniversario
  dello  sbarco  dei Mille; l'Assessorato, sensibile alla  ricorrenza
  dello  storico  evento, ha quindi programmato  diverse  iniziative,
  coinvolgendo  anche alcuni Enti locali, per un impegno  finanziario
  di 187.000,00 euro circa.

   Altri  significativi impegni finanziari sul capitolo in  questione
  sono stati:

   -il  progetto    Expo Shanghai 2010 , dell'importo  di  175.000,00
  euro;
  -e il progetto relativo alla XII Settimana della Cultura 16 - 25
  Aprile 2010. Progetto esecutivo campagna di comunicazione
  organizzazione eventi dell'importo di 250.000, 00 euro.

   Mi  auguro  che  le  informazioni fornite  siano  sufficienti  per
  chiarire  i  quesiti sulle procedure per l'erogazione di contributi
  per  eventi  di  carattere culturale, inseriti  nell'interrogazione
  presentata dalla S.V. Onorevole.

   Infine, in ordine alla richiesta contenuta nell'interrogazione  di
  avere copia di tutti gli atti e provvedimenti relativi alla materia
  dall'1  gennaio  2010,  stante la notevole  quantità  di  documenti
  pervenuti  e  di  quelli emessi da parte di questo Assessorato,  si
  rimette l'unito elenco dettagliato delle iniziative finanziate.

   Ovviamente,  ove la S.V. Onorevole confermi, con le  modalità  che
  vorrà  individuare, la volontà di acquisire copia  degli  atti,  lo
  scrivente  provvederà  a  far preparare  al  Dipartimento,  con  la
  massima sollecitudine, la documentazione richiesta».

                              L'Assessore

                       prof. Sebastiano Missineo

    -Rubrica «Infrastrutture e mobilità»

    VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
    infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   la stazione ferroviaria di contrada Targia nel comune di Siracusa,
  inaugurata nel 1998, in concomitanza con la chiusura del  passaggio
  della linea ferrata lungo corso Gelone, via Agatocle, via Piave, la
  Mazzarrona  ed  il completamento del tunnel sotterraneo  che  passa
  sotto  contrada  Pizzuta,  collegandosi al  nuovo  scalo  merci  di
  contrada Pantanelli, versa in uno stato di totale abbandono;

   nonostante  i  lavori effettuati, l'impianto è ad oggi  utilizzato
  solamente  per  il  transito di cinque treni:  uno  proveniente  da
  Augusta, tre da Siracusa ed uno diretto a Modica;

   considerato che:

   dopo  il passaggio dei cinque convogli sopra elencati, la stazione
  chiude  al pubblico, con l'impossibilità per chiunque di acquistare
  biglietti;

   a  causa  del ridotto utilizzo della stazione, il sito è diventato
  luogo  di ricovero per cani randagi, con tutti i rischi che  questo
  comporta per i passanti;

   a  rendere la zona maggiormente degradata contribuisce la presenza
  nelle vicinanze dell'ex stabilimento delle Eternit, che si trova in
  stato di totale abbandono;

   visto che:

   Trenitalia  ha investito oltre cinquanta milioni di  euro  per  la
  realizzazione  di un parcheggio all'interno dell'area  ferroviaria,
  per l'accesso funzionale ai disabili e un sovrapassaggio, dotato di
  scalo ferroviario con due banchine e tre binari, oltre ad una  sala
  d'attesa e altre sale per il personale addetto;

   ad   oggi,  la  stazione  risulta  di  difficile  accesso,   visto
  l'inadeguato ingresso lungo la ex strada statale 114,  oggi  strada
  provinciale;

   per sapere se non intendano, con l'urgenza del caso, promuovere un
  vertice  con  i  dirigenti di Trenitalia, al fine  di  rendere  più
  funzionale l'impianto ferroviario di contrada Targia ed evitare che
  un  investimento così cospicuo non si traduca nell'ennesimo  spreco
  di  risorse  pubbliche  e  rappresenti  un  duplice  danno  per  la
  collettività oltre che un pericolo per i cittadini». (1381)
   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1381,  a  firma
  dell'onorevole  Vinciullo, presentata in origine con  richiesta  di
  risposta  orale,  e  successivamente   trasformata  in  scritta  in
  occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si fa presente
  all'Onorevole interrogante che, come per casi simili, le  criticità
  evidenziate  sono  riconducibili alla più ampia situazione  di  ben
  nota  difficoltà  in cui versa il sistema dei trasporti  ferroviari
  della regione.
   Le  limitazioni  del servizio di biglietteria  nella  stazione  di
  Targia,  sono di fatto consequenziali al  Piano di riorganizzazione
  di  Trenitalia che, sempre in un'ottica di riduzione dei  costi  di
  gestione,  prevede  per  la  vendita  dei  titoli  di  viaggio   la
  possibilità per l'utenza di premunirsi del biglietto  o  presso  le
  apposite emettitrici (che dovrebbero essere presenti nelle stazioni
  disabilitate), o presso le tabaccherie o edicole convenzionate  con
  le Ferrovie.
   Le   condizioni   di   degrado  denunciate  dall'interrogante   si
  riferiscono  in  particolare  alla  stazione  di  Targia  (SR),  ma
  situazioni   simili   si  riscontrano  anche  in   altri   impianti
  dell'isola, e sostanzialmente si deve riscontrare una situazione di
  abbandono   che  è  figlia  di  un  ridimensionamento   sul   piano
  dell'utilizzo commerciale della stazione stessa.
   Da  parte  della Regione si intende ribadire nei prossimi incontri
  con  i  rappresentanti di RFI le legittime esigenze dei viaggiatori
  siciliani e, fermo restando, le loro strategie di contenimento  dei
  costi,   arrivare  a  delle  soluzioni  condivise  che   assicurino
  all'utenza un minimo di funzionalità dei suddetti impianti,  quale,
  per  esempio,  il  mantenimento delle condizioni  igieniche  ed  il
  perfetto  funzionamento  degli impianti di  informazione  visiva  e
  sonora ai viaggiatori.
   L'orientamento  di  RFI in relazione, specialmente,  alle  piccole
  stazioni è, in generale, quello di disabilitarle in quanto,  con  i
  cospicui  investimenti realizzati anche in Sicilia  in  materia  di
  tecnologie    fortemente   innovative   per   la   gestione   della
  circolazione  ferroviaria, si è reso possibile  informatizzare  gli
  impianti  e  le postazioni remote gestendoli da un'unica postazione
  centrale; cosa questa che permette di aumentare la sicurezza  della
  marcia  dei  convogli  e  ridurre,  contestualmente,  i  costi   di
  gestione,  non  essendo  più  necessario  garantire,  stazione  per
  stazione, la presenza degli operatori dell'esercizio.
   In  altre  realtà  geografiche, le Regioni o i Comuni  interessati
  hanno  stipulato Accordi con RFI per la cessione, in comodato d'uso
  gratuito degli impianti ricadenti sul loro territorio, che sono poi
  stati trasformati, ad opera e con risorse degli Enti locali stessi,
  in  Centri culturali, ricreativi, di aggregazione sociale,  ecc.  e
  anche  divenendo distaccamenti di Uffici Comunali,  con  obbligo  a
  carico   sempre  degli  Enti  locali  di  assicurarne  la   normale
  manutenzione».

                               L'Assessore

      dott. Carmelo Pietro Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   ormai  da  tempo, l'area ferroviaria di piazza Regina  Margherita,
  nella  città  di  Avola (SR), non riserva all'utenza un'accoglienza
  dignitosa;

   nonostante i recenti interventi di ristrutturazione, la  stazione,
  come  altre della provincia di Siracusa, risulta ad oggi sprovvista
  di  sportelli abilitati alla rivendita di biglietti, di controllore
  e di servizi igienici;

   considerato che:

   negli  ultimi mesi, sono sempre di più i residenti della zona  che
  lamentano la massiccia presenza nel sito di siringhe spesso sporche
  di sangue e con l'ago ancora inserito;

   l'intera   area   ferroviaria,   a   causa   della   presenza   di
  tossicodipendenti   e   della  scarsa  -   o   meglio   assente   -
  illuminazione risulta del tutto impraticabile nelle  ore  serali  e
  notturne;

   visto  che  la  situazione  sopra descritta,  oltre  a  minare  la
  sicurezza  dei  bambini  e delle famiglie che  vivono  nella  zona,
  rappresenta  un  costante pericolo per i  pendolari  e  i  turisti,
  costretti a districarsi tra le siringhe, abbandonate la notte prima
  dai drogati nelle aiuole e nei viali;

   per  sapere  se non ritengano necessario e urgente intervenire  al
  fine  di individuare concrete soluzioni e mettere a termine ad  una
  situazione di pericolo e di degrado sociale che poco si  addice  ad
  una  città  come Avola, da sempre meta di turisti e dal consolidato
  prestigio». (1382)
   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1382  a  firma
  dell'onorevole  Vinciullo, presentata in origine con  richiesta  di
  risposta  orale,  e  successivamente   trasformata  in  scritta  in
  occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2001, si fa presente
  all'Onorevole interrogante che, come per casi simili, le  criticità
  evidenziate  sono  riconducibili alla più ampia situazione  di  ben
  nota  difficoltà in cui versa  il sistema dei trasporti  ferroviari
  della regione.
   La mancanza della biglietteria nella stazione di Avola, e le altre
  situazioni di degrado evidenziate dall'onorevole Vinciullo sono  di
  fatto  consequenziali al  Piano di riorganizzazione  di  Trenitalia
  che,  sempre  in  un'ottica di riduzione  dei  costi  di  gestione,
  prevede  per  la  vendita dei titoli di viaggio la possibilità  per
  l'utenza   di  premunirsi  del  biglietto  o  presso  le   apposite
  emettitrici   (che  dovrebbero  essere  presenti   nelle   stazioni
  disabilitate), o presso le tabaccherie o edicole convenzionate  con
  le Ferrovie.
   Situazioni   simili  si  riscontrano  anche  in   altri   impianti
  dell'isola, e sostanzialmente si deve riscontrare una situazione di
  abbandono   che  è  figlia  di   un  ridimensionamento  sul   piano
  dell'utilizzo commerciale della stazione stessa.
   Da  parte  della Regione si intende ribadire nei prossimi incontri
  con  i  rappresentanti di RFI le legittime esigenze dei viaggiatori
  siciliani e, fermo restando, le loro strategie di contenimento  dei
  costi,   arrivare  a  delle  soluzioni  condivise  che   assicurino
  all'utenza un minimo di funzionalità dei suddetti impianti,  quale,
  per  esempio,  il  mantenimento delle condizioni  igieniche  ed  il
  perfetto  funzionamento  degli impianti di  informazione  visiva  e
  sonora ai viaggiatori.
   L'orientamento  di  RFI in relazione, specialmente,  alle  piccole
  stazioni, è, in generale, quello di disabilitarle in quanto, con  i
  cospicui  investimenti realizzati anche in Sicilia  in  materia  di
  tecnologie    fortemente   innovative   per   la   gestione   della
  circolazione  ferroviaria, si è reso possibile  informatizzare  gli
  impianti  e  le postazioni remote gestendoli da un'unica postazione
  centrale; cosa questa che permette di aumentare la sicurezza  della
  marcia  dei  convogli  e  ridurre,  contestualmente,  i  costi   di
  gestione,  non  essendo  più  necessario  garantire,  stazione  per
  stazione, la presenza degli operatori dell'esercizio.
   In  altre  realtà  geografiche, le Regioni o i Comuni  interessati
  hanno  stipulato Accordi con RFI per la cessione, in comodato d'uso
  gratuito degli impianti ricadenti sul loro territorio, che sono poi
  stati trasformati, ad opera e con risorse degli Enti locali stessi,
  in  Centri culturali, ricreativi, di aggregazione sociale,  ecc.  e
  anche  divenendo distaccamenti di Uffici Comunali,  con  obbligo  a
  carico   sempre  degli  Enti  locali  di  assicurarne  la   normale
  manutenzione».

                                                      L'Assessore

                                    dott. Carmelo Pietro Russo

    -Rubrica «Salute»

   RINALDI.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   l'AIAS, sezione di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), nata nel  1995,
  è  accreditata per 228 prestazioni domiciliari e per 76 trattamenti
  ambulatoriali;

   detta struttura è convenzionata con l'ASP di Messina dal 24/5/1999
  per  114 trattamenti domiciliari e per 38 ambulatoriali e conta  su
  un  personale  costituito da 47 dipendenti e  da  circa  20  liberi
  professionisti  con varie qualifiche (medici, psicologi,  terapisti
  della riabilitazione, assistenti sociali ed ausiliari);

   in   data  10/5/2010  la  sezione  AIAS  di  cui  sopra  è   stata
  commissariata   per  questioni  complesse  che   hanno   visto   il
  presidente,  dott.  Luigi La Rosa, opporsi al commissariamento  con
  modalità  alquanto  singolari, come la chiusura  dei  cancelli  del
  centro,  finché, a seguito di ricorso al tribunale  di  Barcellona,
  non  è stata riconosciuta la legittimità del commissariamento,  con
  il  conseguente insediamento dei commissari, avvenuto  in  data  26
  luglio 2010;

   considerato che:

   in   questo   complicato  contesto  si  inserisce  la   drammatica
  situazione dei lavoratori che dal mese di febbraio non percepiscono
  più  lo  stipendio  ed  ai quali non viene a tutt'oggi  prospettata
  alcuna certezza sul loro futuro lavorativo;

   a ciò si aggiungono i problemi di ordine giudiziario, stante che a
  tutt'oggi,  secondo  quanto riportato dagli organi  di  stampa,  il
  giudice  relatore del Tribunale civile, Antonino Catanese,  non  ha
  ancora depositato il dispositivo sul ricorso presentato dal rimosso
  presidente  Luigi La Rosa e discusso nell'udienza  dello  scorso  2
  settembre;

   tali  ritardi di fatto impedirebbero il ripianamento dei debiti  e
  le   azioni   necessarie  per  risanare  la  difficile   condizione
  finanziaria  della  sezione AIAS di Barcellona Pozzo  di  Gotto,  a
  rischio  di  bancarotta, con aggravio soprattutto sulla  sorte  dei
  lavoratori lasciati senza stipendio da ben otto mesi;

   secondo  le  dichiarazioni riportate dallo stesso  commissario  Lo
  Trovato,  senza una decisione giudiziaria definitiva, le  banche  e
  l'ASP non sarebbero legittimate a sottoscrivere accordi o ad aprire
  nuove  linee  di  credito per far fronte ai pagamenti  ed  impedire
  nuovi  pignoramenti, come il sequestro delle somme  effettuate  per
  conto  dell'INPS dalla società mista di riscossione Equitalia,  che
  avrebbe  'risucchiato'  l'intero credito di  oltre  563  mila  euro
  giacente  presso l'ASP e sul quale è aperto un contenzioso  con  la
  banca;

   i  circa  50 dipendenti, nonostante non percepiscano lo  stipendio
  fin  da  febbraio,  hanno  tuttavia  continuato  ad  assicurare  lo
  svolgimento delle attività di riabilitazione, seppure in condizioni
  di  difficoltà  estreme, per senso di responsabilità nei  confronti
  dei disabili, delle loro famiglie e della comunità;

   ritenuto  che  al  cospetto  di  quanto  sopra  rappresentato  sia
  inconcepibile  il disinteresse delle istituzioni  deputate  a  dare
  risposta ai citati lavoratori, che solo per senso di abnegazione  e
  del  dovere  continuano a prestare il loro servizio  a  favore  dei
  soggetti disagiati;

   per sapere se e quali iniziative siano state assunte a tutt'oggi o
  si  intendano  assumere  nell'immediato al  fine  di  sbloccare  la
  drammatica situazione di stallo e di crisi in cui versa  l'AIAS  di
  Barcellona  Pozzo  di  Gotto e garantire,  in  tal  modo,  certezza
  lavorativa a quanti in essa operano e continuano a svolgere il loro
  indispensabile  servizio  a favore delle  categorie  più  disagiate
  della  collettività, come i disabili, ai quali, oltretutto, come  a
  tutti  i cittadini, è riconosciuto dalla Costituzione il sacrosanto
  il diritto alla salute». (1425)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Rinaldi chiede iniziative per  sbloccare  la
  situazione  di  stallo in cui versa l'AIAS di Barcellona  Pozzo  di
  Gotto (ME), si rappresenta che l'A.S.P. di Messina ha comunicato di
  aver  ottemperato al pagamento delle prestazioni riabilitative rese
  dalla  predetta struttura nel 1 , 2^ e 3^ trimestre 2010 e di avere
  liquidato  anticipazioni  per  il  4   trimestre  2010  comprensive
  dell'aggiornamento  rette,  giusta  deliberazione  n.  4698  del  7
  dicembre 2010, che in copia si allega».

                                   L'Assessore
                                 dott. Massimo
                                 Russo
   N.B.:
   Per                gli               allegati,                vedi
  www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
  ttiallegati

   LEONTINI-SCOMA-CORONA.   -   «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore  per  la salute, premesso che il  direttore  generale
  dell'ASP  di  Palermo ha provveduto a liquidare a se  stesso  e  ai
  direttori sanitario ed amministrativo la premialità, che è pari  al
  20%  della  retribuzione percepita, per il periodo  che  va  dall'1
  settembre al 31 dicembre 2009;

   considerato  che,  a  memoria  dei sottoscritti  interroganti,  le
  uniche  azioni che si è disposti a riconoscere ai soggetti  di  cui
  sopra sono lo smantellamento dei servizi per i soggetti affetti  da
  autismo  e  Alzheimer,  la  riduzione dei  servizi  in  favore  dei
  disabili  e  il  mancato avvio della rianimazione dell'ospedale  di
  Partinico;

   ritenuto  che,  solo  per  quanto  sopra  riportato,  gli   stessi
  componenti   la  direzione  generale  dell'ASP  meriterebbero   una
  diminuzione dello stipendio, se non l'allontanamento per incapacità
  gestionale;

   per  sapere  quali  siano  i criteri  in  base  ai  quali  si  sia
  riconosciuta la premialità ai soggetti di cui sopra  e  se  non  si
  ritenga   di   intervenire  urgentemente  al  fine  di  considerare
  ingiustificata  tale concessione, di evitare il  conseguente  danno
  alle  casse  della Regione, e di  restituire quanto  illogicamente,
  illegittimamente e  ingiustificatamente  sia  stato percepito   dai
  soggetti menzionati». (1630)
   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Leontini chiede chiarimenti sulle premialità
  date dall'ASP di Palermo, si rappresenta quanto segue.
   Allo  scopo di giungere al controllo dei risultati conseguiti  dai
  Direttori  Generali delle Aziende sanitarie, previsto dal  comma  6
  dell'art.  16  della  legge regionale 14  aprile  2009,  n.  5,  in
  relazione  agli  obiettivi programmatici assegnati al  31  dicembre
  2009, sono stati acquisiti gli esiti della verifica effettuata  dal
  Dipartimento per la pianificazione strategica che, a tal fine, si è
  avvalso di un Tavolo tecnico appositamente costituito.
   Il  Tavolo tecnico ha prodotto una relazione con schede analitiche
  per  ciascun  obiettivo  e per singola Azienda,  nonché  un  quadro
  sinottico  delle risultanze ottenute a seguito delle  verifiche  di
  cui  alla  citata  disposizione della  citata  legge  regionale  n.
  5/2009.
   La  scala di valutazione proposta ed utilizzata dal tavolo tecnico
  non  poteva  contenere  un  "sistema"  valutativo  strutturato,  ma
  solamente  l'alternativa,  positiva  o  negativa,  dell'adempimento
  posto  in  essere,  poiché parecchi degli  obiettivi  assegnati  ai
  Direttori generali erano di natura qualitativa ed, in quanto  tali,
  non misurabili quantitativamente.
   Al  riguardo, questa Amministrazione ha preso atto degli esiti  di
  tale  attività  di verifica, condividendo le modalità  seguite  dal
  Tavolo  tecnico,  che  ha espresso una valutazione  positiva  sulle
  attività dei Direttori generali, ivi compreso il Direttore generale
  dell'A.S.P.  di Palermo, in relazione agli obiettivi assegnati  per
  l'ultimo  quadrimestre del 2009, ed ha disposto, con nota prot.  n.
  3992 del 13 maggio 2010, la prosecuzione di tale attività anche per
  gli  obiettivi assegnati al primo trimestre 2010, con l'avvio delle
  necessarie  interlocuzioni con l'AGENAS, così come  previsto  dalla
  lett. d), comma 6, dell'art.16 della predetta legge regionale.
   La  predetta Agenzia ha proposto una metodologia di valutazione da
  applicare agli obiettivi assegnati ai Direttori generali per l'anno
  2010  nonché  alla  verifica  degli obiettivi  relativa  all'ultimo
  quadrimestre  del 2009 per continuità del sistema  di  valutazione,
  quale  ipotesi migliorativa della valutazione effettuata dal tavolo
  tecnico summenzionato.
   Tuttavia,  questa  Amministrazione  pur  condividendo  il   metodo
  predisposto  dall'Agenzia,  da  applicare  a  regime  a   decorrere
  dall'anno  2010,  ha ritenuto invece di escludere tale  metodologia
  con  riguardo  alla  valutazione degli obiettivi  assegnati  al  31
  dicembre  2009  perché, come rilevato dalla stessa  Agenzia,  nella
  predisposizione  del  metodo  valutativo  sono  state   evidenziate
  criticità  scaturenti dalla circostanza che "molti degli  obiettivi
  assegnati  erano  di natura qualitativa, non riscontrabili  tramite
  rilevazione oggettiva di dati quantitativi".
   Le  difficoltà  riscontrate hanno indotto a confermare  l'adesione
  agli esiti dell'attività di verifica condotta dal Dipartimento  per
  tramite  del  tavolo tecnico, peraltro già espressa con  precedente
  nota n. 3992 del 13 maggio 2010.
   A   tale   determinazione  si  è  pervenuti,  altresì,   a   causa
  dell'esiguità  dello scorcio temporale sottoposto a  verifica,  tra
  l'altro coincidente con l'avvio del processo di riforma dell'intero
  sistema  sanitario regionale, motivo per cui il soddisfacimento  di
  tutti   gli   obiettivi,  nel  breve  lasso  temporale   preso   in
  considerazione, è stato oggetto di apprezzamento avuto riguardo  al
  raffronto  con le pregresse situazioni gestionali di  partenza  dei
  soggetti interessati alla verifica, nonché a quanto affermato dalla
  giurisprudenza  che,  con  riferimento  alla  verifica  a  18  mesi
  dall'attribuzione   dell'incarico  fiduciario,   ha   statuito   il
  principio  che  la  verifica  della  gestione  ha  la  finalità  di
  accertare "se il rodaggio dei rapporti tra il Direttore generale  e
  la Regione abbia dato esito positivo".
   Sulla scorta di quanto disposto si è provveduto a comunicare  alle
  singole  Aziende,  ivi  compresa l'A.S.P.  di  Palermo,  gli  esiti
  dell'attività di verifica per le consequenziali determinazioni,  ai
  fini  dell'erogazione  a favore del rispettivo  Direttore  generale
  dell'incentivo economico, di cui al D.P.C.M. n. 502/1995 e  s.m.i.,
  nella misura del 20% del compenso allo stesso dovuto, rapportato al
  periodo di attività espletata nell'anno 2009.
   E'  appena il caso di far presente che la valutazione dell'operato
  dei direttori amministravi e sanitari non rientra tra le incombenze
  di  questo  Assessorato, attestandosi alla competenza del Direttore
  generale di ciascuna Azienda sanitaria».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   Rubrica «Territorio ed ambiente»

   FIORENZA.  -  «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente e all'Assessore per l'economia,  premesso
  che:

   è  stata  individuata  un'area franosa che  si  estende  lungo  le
  pendici  sud-orientali  del  monte Etna (CT),  denominata  'Collina
  Vampolieri',a   rischio  idrogeologico  elevato,   insistente   nei
  territori dei comuni di Aci Castello e Aci Catena(CT);

   in  detta  località si sono verificati numerosi fenomeni legati  a
  movimenti di massa superficiali, che hanno coinvolto anche  diversi
  manufatti presenti nell'area;

   negli ultimi dieci anni, sulla base dei rilevamenti gps dell'Ingv,
  la  collina,  attraversata anche da una faglia che  da  Trecastagni
  scende fino ai fondali di Aci Trezza, ha registrato movimenti verso
  il mare pari a 10-20 centimetri, oltre alla rottura di tubazioni di
  gas  e  acqua,  con  conseguenze  anche  sulle  abitazioni,  alcune
  sgomberate nel centro ed in collina ad Aci Trezza;

   più   volte   le   amministrazioni  comunali   interessate   hanno
  sollecitato la Regione siciliana ad effettuare le relative opere di
  messa in sicurezza dell'intera area;

   rilevato che:

   l'Assessorato  Territorio,  con decreto  del  4  giugno  2002,  ha
  indicato  le modifiche da adottare riguardo al piano straordinario,
  allora  presentato dalle amministrazioni comunali interessate,  per
  l'assetto idrogeologico relativamente all'area in oggetto;

   le  predette  amministrazioni comunali sono  state  escluse  dalla
  lista   delle   72   amministrazioni  che  potranno   accedere   ai
  finanziamenti  di Agenda 2007 per il dissesto idrogeologico,  fondi
  pari a 90 milioni di euro;

   nel  maggio scorso, le due amministrazioni comunali hanno definito
  un  piano  per  la  mitigazione  del  rischio  idrogeologico  della
  'Collina Vampolieri' mirato ad abbattere i costi di realizzazione e
  ad evitare sprechi di risorse economiche;

   un  nuovo  piano  di  Protezione  civile  integrato  è  stato  già
  trasmesso  al  dipartimento  regionale di  Protezione  civile,  che
  ancora attende l'approvazione;

   per sapere:

   quali  misure  ed entro quali termini intendano adottare  affinché
  l'intera area interessata venga posta in sicurezza;

   se  intendano  includere la predetta area tra le  zone  a  elevato
  rischio  idrogeologico, così da dotare le amministrazioni  comunali
  interessate  della relativa dotazione finanziaria per  l'attuazione
  degli interventi di salvaguardia». (1430)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  il
  Dipartimento  regionale Ambiente con nota prot. 731 del  02.03.2011
  ha rappresentato quanto segue.
   L'Assessorato  Territorio e Ambiente ha curato  la  redazione  del
  Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) ai sensi
  dell'art. 17, comma 6 ter della L. 183/89, uno strumento di settore
  di  tipo  conoscitivo,  pianificatorio e  normativo,  che  ha  come
  obiettivo   principale  l'individuazione  delle  aree   a   rischio
  idrogeologico,  al  fine  di  garantire  un  adeguato  livello   di
  sicurezza  del territorio, degli elementi presenti sullo  stesso  e
  delle popolazioni.
   Il  PAI  è  uno strumento di pianificazione dinamico ed in  quanto
  tale  oggetto  di  continue  rielaborazioni  e  aggiornamenti   che
  consentano di mantenere un adeguato livello conoscitivo dello stato
  di pericolosità geomorfologia ed idraulica del territorio.
   La  sua  prima  stesura avvenuta per singoli bacini idrografici  e
  unità fisiologiche in cui è stato scomposto il territorio regionale
  (n.  107  bacini  e  26  unità fisiografiche)  è  stata  sviluppata
  attraverso  un'intensa  attività di  censimento,  rilievi  diretti,
  fotointerpretazioni  e analisi di studi e segnalazioni  precedenti,
  in  un  arco  di  tempo compreso fra il 2002  ed  il  2007  con  la
  produzione  dei  relativi  decreti di  approvazione  da  parte  del
  Presidente della Regione in un arco di tempo compreso fra  il  2006
  ed il 2008.
   Relativamente  al  primo quesito dell'interrogazione  con  cui  si
  chiede  quali  misure ed entro quali termini si intendano  adottare
  affinché  l'intera area interessata venga posta  in  sicurezza,  il
  Dipartimento  regionale  Ambiente  fa  presente  che,  con   D.D.G.
  176/2010  del  PO  FESR 2007/2013, linea di intervento  2.3.1.1  ha
  attribuito al comune di Acicatena il finanziamento di   4,5 milioni
  per   la   mitigazione  del  rischio  idrogeologico  nell'area   di
  Vampolieri, ma alla data odierna, il Comune non ha ancora trasmesso
  il relativo progetto.
   In  ordine  al  secondo quesito con cui si chiede  se  si  intenda
  includere  la  predetta  area  tra  le  zone  ad  elevato   rischio
  idrogeologico,   così   da   dotare  le  amministrazioni   comunali
  interessate  della relativa dotazione finanziaria per  l'attuazione
  degli  interventi  di  salvaguardia, il sopra  citato  Dipartimento
  sottolinea che  a seguito di un sopralluogo congiunto con i tecnici
  della  protezione civile comunale e regionale  di Catania, avvenuto
  in  data 12/03/2010, è stata comunicata al comune di Acicatena, con
  nota   prot.   n.   23545  del  06/04/2010,    la   previsione   di
  aggiornamento, la perimetrazione dell'area censita,  così  come  da
  metodologia indicata nella Relazione Generale del PAI della Regione
  siciliana,   ai   fini   dell'aggiornamento   del   PAI   dell'area
  territoriale  tra i Bacini del fiume Simeto e del  fiume  Alcantara
  (095) in cui il territorio esaminato ricade, e lo stralcio in scala
  1:10.000   all'interno  del  quale  ricadono   le   previsioni   di
  aggiornamento, rimandando agli enti preposti, ed in particolare  al
  Comune  di Aci Catena, le necessarie operazioni di controllo  e  le
  eventuali  attività  di messa in sicurezza  e  prevenzione  atte  a
  salvaguardare  la  pubblica  incolumità,  nel  rispetto  di  quanto
  contemplato dagli artt. 8 e 9 delle Norme di Attuazione PAI.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                       L'Assessore
                                              dott.          Calogero
                                            Gianmaria Sparma

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   il 70% dei comuni siciliani è a rischio frane e alluvioni;

   il  piano  di  assetto idrogeologico risale  al  2006  e  i  piani
  regolatori generali dei comuni non sono aggiornati;

   considerato che:

   l'Agenzia   regionale  per  la  protezione  dell'ambiente   (Arpa)
  qualifica  il  pericolo geomorfologico-idraulico come 'rischio  più
  ricorrente e diffuso sul territorio regionale';

   è  difficile  operare  qualsiasi forma di prevenzione  senza  dati
  aggiornati;

   ritenuto che:

   soltanto il 7% dei comuni isolani ha svolto un lavoro positivo  di
  mitigazione del rischio idrogeologico;

   l'assalto  al  territorio  sembra  continuo  in  assenza  di   una
  pianificazione  territoriale che tenga  conto  del  PAI  (piano  di
  assetto idrogeologico);

   per sapere:

   quali  iniziative  siano  state  assunte  per  far  rispettare  le
  indicazioni   del  PAI  che  sono  sovraordinate   agli   strumenti
  urbanistici;

   quali  siano le contraddizioni dell'attuale PAI e in che tempi  si
  preveda l'aggiornamento dello stesso». (1569)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  il
  Dipartimento  regionale Ambiente con nota prot. 729 del  02.03.2011
  ha rappresentato quanto segue.
   L'Assessorato  Territorio e Ambiente ha curato  la  redazione  del
  Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) ai sensi
  dell'art.  17,  comma 6 ter della legge 183/89,  uno  strumento  di
  settore  di  tipo conoscitivo, pianificatorio e normativo,  che  ha
  come  obiettivo  principale l'individuazione delle aree  a  rischio
  idrogeologico,  al  fine  di  garantire  un  adeguato  livello   di
  sicurezza  del territorio, degli elementi presenti sullo  stesso  e
  delle popolazioni.
   Il rispetto dei contenuti del PAI è disciplinato dal Capitolo 11 -
  Norme di attuazione della Relazione Generale del PAI.
   In particolare, si fa riferimento ai contenuti degli artt. 6,7,8 e
  9 del suddetto capitolo.
   Le  norme di attuazione e le prescrizioni che accompagnano il PAI,
  ai  sensi dell'articolo 17, comma 6 bis della legge 18 maggio 1989,
  n.   183,   hanno  carattere  immediatamente  vincolante   per   le
  amministrazioni e gli enti pubblici, nonché per i soggetti privati,
  ove  trattasi  di  prescrizioni dichiarate di tale efficacia  dello
  stesso piano.
   Nella  redazione  degli strumenti urbanistici e  delle  successive
  varianti  occorrerà  verificare che le relative prescrizioni  siano
  conformi a quelle delineate nel piano. Stralcio dello stesso  dovrà
  essere allegato allo studio geologico di piano o variante.
   I  Comuni  interessati introducono nei certificati di destinazione
  urbanistica, ex articolo 18 legge 1985, n. 47, le indicazioni e  le
  prescrizioni relative alle aree a rischio idrogeologico.
   Il  rispetto  dei  contenuti del PAI è  demandato  ad  altri  rami
  dell'Amministrazione Pubblica competenti per territorio, che  hanno
  in  carico  la gestione urbanistica e la verifica del rispetto  dei
  vincoli   territoriali,  mentre  restano  in  carico  all'ARTA   la
  formulazione  dei  pareri  di  compatibilità  per  interventi   che
  interessano   tipologie  di  opere  ricadenti   nelle   classi   di
  vulnerabilità  E1  e  E2, in aree a pericolosità  geomorfologia  ed
  idraulica P3 e P4, ai sensi dei commi 5 e 6 degli artt. 8 e  9  del
  Capo  11  delle  Norme di Attuazione della Relazione  Generale  del
  P.A.I.
   Il  PAI pertanto, è uno strumento di pianificazione dinamico ed in
  quanto tale, oggetto di continue rielaborazioni e aggiornamenti che
  consentono di mantenere un adeguato livello conoscitivo dello stato
  di pericolosità geomorfologia ed idraulica del territorio.
   La  sua  prima  stesura avvenuta per singoli bacini idrografici  e
  unità fisiologiche in cui è stato scomposto il territorio regionale
  (n.  107  bacini  e  26  unità fisiografiche)  è  stata  sviluppata
  attraverso  un'intensa  attività di  censimento,  rilievi  diretti,
  fotointerpretazioni  e analisi di studi e segnalazioni  precedenti,
  in  un  arco  di  tempo compreso fra il 2002  ed  il  2007  con  la
  produzione  dei  relativi  decreti di  approvazione  da  parte  del
  Presidente della Regione in un arco di tempo compreso fra  il  2006
  ed il 2008.
   Allo stato attuale, le procedure di aggiornamento vengono attivate
  sulla  base delle segnalazioni prodotte dagli enti territorialmente
  competenti o da notizie assunte a mezzo stampa e sono effettuate su
  scala  di bacino in modo totale o parziale e su scala puntuale,  in
  funzione della quantità di dati disponibili.
   Durante il 2010 sono stati effettuati n. 151 sopralluoghi  e  sono
  state prodotte n. 110 previsioni di aggiornamento.
   Le  procedure di aggiornamento sono tempestivamente affrontate  in
  ordine   alle  segnalazioni  ricevute  e/o  acquisite  e  prevedono
  attività  di sopralluogo, rilievo, verifica dello stato di dissesto
  ed attribuzione del grado di pericolosità e rischio.
   Sebbene  allo  stato attuale tutte le previsioni di  aggiornamento
  siano   preliminarmente   comunicate  agli  enti   territorialmente
  competenti,  in  modo  tale da operare una tempestiva  attività  di
  valutazione  del  grado di pericolosità e di rischio  rilevati,  la
  necessaria  approvazione di contenuti in sede di Giunta  Regionale,
  comporta un'inevitabile dilazione temporale dell'entrata in  vigore
  della nuova vincolistica riscontrata.
   In  ogni caso, sono stati già trasmessi alla Giunta Regionale, per
  la  loro approvazione gli aggiornamenti riportati nella tabella che
  segue:

   Bac   Denominaz   DPR      Notif   Pubbl.   Trasmi
  ino   ione                ica     G.U.R.S  ssione
                            Enti    .        alla
                                             Giunta
                                             Regional
                                             e
   33    Fiume San   n. 241   n.      n.  53   F.V.     PROT.
        Leonardo   del      72192   del      n.    13 N.  50918
                   29/09/2  del     10/12/2  del      DEL
                   004      9/11/20 004      11/06/20 30/06/09
                            04               09
   99                n. 274   n.      n.  47   F.V.     Prot.
   100             del      57948   del      n.    16 72352
         Torrente  02/7/07  del     05/10/0  del      del
        Savoca              02//8/0 7        29/7/09  28/9/09
                            7
         Torrente
        Pagliata
        tra   T.te
        Pagliata e
        area   tra
        T.te
        Pagliata e
        T.te
        Fiumedinis
        i
   101   Torrente    n. 231   n.      n.  37   F.V.     Prot.
        Fiumedinis del      54617   del      n.    16 72346
        i          04/06/0  del     17/08/0  del      del
                   7        19/07/0 7        29/7/09  28/9/09
                            7
   102   Area  tra   n. 813   n.      n.   7   1)       Prot.
        Torrente   del      2461    del      F.V.  n. 72346
        Fiumedinis 15/12/0  del     09/02/0  16   del del
        i  e  Capo 6        15/01/0 7        29/7/09  28/9/09
        Peloro              7                  2)       Prot.
                                             F.V.  n. 23575
                                             3    del del
                                             23/03/10 06/04/10
                                                      ed
                                                      INT.NE
                                                        Prot.
                                                      n.  41790
                                                      del
                                                      24/06/10

   37    F.          n. 278   n.      n.  56   F.V.     Prot.
        Eleuterio  del      70019   del      n.    04 n.  29619
   38    Area  tra 27/10/0  del     23/12/0  del      del
        F.         5        21/11/0 5        25/03/10 29/04/10
        Eleuterio           5
        e F. Oreto
   54    F. Arena    n. 315   n.      n.  47   F.V.     Prot.
                   del      57442   del      n.    05 31480
                   16/7/07  del     05/10/0  del      del
                            31/7/07 7        23/4/10  10/5/10
   34    Area  tra   n. 531   n.      n.  53   F.V.     Prot.
        F.      S. del      68319   del      n.    10 n.  74334
        Leonardo e 20/9/06  del     17/11/0  del      del
        F.      S.          4/10/06 6        11/11/10 29/11/10
   35   Michele

   36    F.
        Milicia

         Area  tra
        F. Milicia
        e   e   F.
        Eleuterio

   11    Area  tra   n. 529   n.      n.  53   F.V.     Prot.
        T.te       del      68323   del      n.    12 n.   2901
        Mazzarrà e 20/9/06  del     17/11/0  del      del
        T.te                4/10/06 6        13/12/10 18/01/20
        Timeto   e                                    11
        T.te
        Elicona
         Area  tra   n. 229   n.      n.  37   F.V.     Prot.
   47   Punta   di del      53616   del      n.    12 1533  del
        Soltanto e 04/06/0  del     17/8/07  del      11/01/20
   48   T.te       7        17/7/07          13/12/10 11
        Forgia
         T.te
        Forgia  ed
        area   tra
        T.te
        Forgia   e
        T.te Lenzi
   94    F. Simeto   n. 538   n.      n.  51   F.V.     Prot.
                   del      68337   del      n.    13 1535  del
                   20/9/06  del     3/11/06  del      11/01/20
                            04/10/0          14/12/10 11
                            6
   49    F. Lenzi    n. 242   n.      n.  53   F.V.     Prot.
                   del      72966   del      n.    01 n.   8408
                   20/9/04  del     10/12/0  del      del
                            11/11/0 4        18/01/20 08/02/20
                            4                11       11

   Pertanto,  l'attività  di aggiornamento è  sempre  in  itinere  in
  relazione al verificarsi di eventi di dissesto idrogeologico  e  il
  compimento dell'istruttoria tecnica avviene in tempi rapidi.
   Appare  opportuno rappresentare che è allo studio una proposta  di
  ridefinizione  delle Norme di attuazione resasi necessaria  per  le
  seguenti motivazioni:
   ·Adeguamento al nuovo quadro normativo
  ·Criticità emerse durante gli anni di esperienza tecnica e
  amministrativa maturati nella redazione e gestione del PAI.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                      L'Assessore
                                                   dott.     Calogero
                                          Gianmaria Sparma

   LEONTINI-MANCUSO-LIMOLI-CORONA. - «Al  Presidente  della  Regione,
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per le
  risorse agricole e alimentari, premesso che:

   circolano  con  insistenza indiscrezioni  relative  alla  prossima
  emanazione  di un bando di gara per l'affidamento del  servizio  di
  antincendio boschivo mediante l'impiego di un numero imprecisato di
  elicotteri tra cui alcuni biturbina;

   il  servizio  antincendio boschivo nella Regione  è  stato  sempre
  svolto con elicotteri monoturbina;

   l'utilizzo di un velivolo biturbina comporta un costo quasi doppio
  rispetto  a quello di un elicottero monoturbina, ossia circa  mezzo
  milione  di euro in più l'anno, senza duplicarne i risultati  nello
  specifico impiego, anzi con una efficacia nello spegnimento incendi
  notevolmente inferiore, tanto è vero che le altre regioni  italiane
  non  lo  adottano  proprio in ragione di uno sconveniente  rapporto
  costo-efficacia;

   il  fenomeno  degli  incendi boschivi è  stato  fino  ad  ora  ben
  contrastato  senza aver mai fatto lamentare alle autorità  preposte
  la mancanza di mezzi più efficaci;

   l'elicottero  biturbina,  al di là dell'impiego  antincendio,  può
  essere  di  più  congeniale  utilizzo  per  trasporto  di  persone,
  attività   estranea   al   servizio  di  antincendio   boschivo   o
  elisoccorso, servizio già svolto da specifici elicotteri;

   per sapere:

   se  effettivamente sia in corso di emanazione un bando di gara con
  tali requisiti;

   se  si ritenga opportuno adottare un mezzo aereo oltremodo costoso
  per  sottoimpiegarlo  in un servizio sino ad ora  soddisfatto,  non
  solo  nella  Regione siciliana, con mezzi molto  più  economici  ed
  efficienti in termini di spegnimento incendi e se ciò non configuri
  uno spreco in un periodo in cui i bilanci non consentono errori  di
  valutazione». (1720)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  il
  Comando del Corpo Forestale della Regione siciliana con nota  prot.
  11114 del 29.03.2011 ha rappresentato quanto segue.
   Con  la  pubblicazione  del bando di gara  per  l'affidamento  del
  servizio  elicotteristico per il triennio  2011/2013,  in  Servizio
  Antincendi   Boschivi   ha  ritenuto  opportuno   che   la   flotta
  elicotteristica  siciliana si dotasse di un  elicottero  biturbina,
  quale  mezzo aereo in grado di consentire l'espletamento  di  tutte
  quelle missioni che i mezzi monorotore non possono eseguire.
   Gli  incendi  più  consistenti  sono  i  cosiddetti  incendi    di
  interfaccia  (incendi di vegetazione in aree antropizzate), pari al
  64%  dell'intera superficie percorsa dal fuoco, così  come  desunto
  dai dati statistici relativi alla campagna A.I.B. 2010, il restante
  36%  ha  riguardato le aree boscate. Nella maggior parte dei  casi,
  inoltre,  gli  incendi boschivi sono da imputare all'azione  umana,
  all'opera  di  individui  che traggono godimento  dalla  vista  del
  fuoco, noncuranti dello scempio che essi deliberatamente compiono e
  del rischio a cui sottopongono i loro pari..
   Obiettivo primario dell'Amministrazione regionale, avallato  anche
  e  soprattutto  a livello nazionale e comunitario,  è  quello   del
  potenziamento  dell'attività di prevenzione degli incendi boschivi.
  E'  la  stessa  legge 353/2000, infatti, che impone di attenzionare
  particolarmente  la  fase di prevenzione  al  fine  di  ridurre  al
  massimo la fase emergenziale legata all'attività di spegnimento  di
  tali incendi.
   Tale   nuovo  orientamento  risulta  confermato  dall'Accordo   di
  Programma  PAR  FAS  2007/2013,  laddove  si  pone  l'accento   sul
  potenziamento  della difesa attiva dell'ambiente naturale,  facendo
  ricorso  ad  un'efficace e puntuale attività di  prevenzione  degli
  incendi.
   Com'è   noto,  l'attività  di  prevenzione  implica  una  costante
  vigilanza  del  territorio tramite l'impiego di uomini  e  mezzi  a
  disposizione  del C.R.C.F. , attività che va seguita  con  maggiore
  attenzione  nelle  aree  più esposte ed in  quelle  di  particolare
  interesse,  soprattutto nelle giornate caratterizzate da condizioni
  climatiche    avverse   (alte   temperature,   venti   sciroccali).
  Circostanze, queste, ideali per incoraggiare e favorire l'opera dei
  piromani.
   Poter disporre, nel corso dell'imminente campagna antincendio,  di
  un  aeromobile abilitato al volo notturno con a bordo personale del
  Corpo  Forestale della R.S., consentirà una sinergica  attività  di
  cooperazione, fra le pattuglie a terra ed il personale a bordo, che
  si  sostanzierà in un efficace effetto deterrente per  l'opera  dei
  piromani.
   All'uopo,  occorre  sottolineare che solo  ed  esclusivamente  gli
  elicotteri certificati in categoria  A , con performance di  Classe
  1, dunque bimotori, possono atterrare e decollare:
   di  notte,  in  qualunque  condizione nelle  aree  con  visibilità
  inferiore agli ottocento metri;
   al di fuori del contatto visivo e costante con il suolo;
   nelle aree definite ambiente ostile congestionato (all'interno  di
  assembramenti  urbani  o  antropizzati,  luoghi  aperti  con   alta
  concentrazione di persone).
   La  possibilità  di  utilizzo  del verricello,  inoltre,  risponde
  all'esigenza   di   trasportare  persone  in  siti   dove   risulti
  impossibile  atterrare stabilmente al suolo o dove  questo  risulti
  estremamente  pericoloso  (recupero persone  in  caso  di  calamità
  naturali   o  di  evacuazioni  o  per  il  recupero  di   operatori
  accerchiati  da incendio con via di fuga preclusa ed  in  imminente
  pericolo  di  vita).  E  proprio l'uso del verricello  implica  che
  l'elicottero  debba  essere in grado di potersi  sostenere  con  un
  motore,   in   caso  di  avaria  dell'altro,  di  poter  continuare
  l'operazione  senza mettere in serio pericolo  la  vita  sia  degli
  occupanti il velivolo che dei terzi trasportati al verricello e/o a
  terra.
   Le  operazioni  di  Classe  3, e cioè quelle  che  possono  essere
  compiute dai monomotore, con a bordo personale del Corpo Forestale,
  non  possono  essere condotte di notte e con le nubi, giacché  deve
  costantemente essere garantito il contatto visivo con il suolo.
   Da  non  sottovalutare l'esigenza di garantire  operativamente  un
  ampio ventaglio di missioni sull'intero territorio regionale, isole
  minori  comprese, estendendo l'attività di prevenzione e quella  di
  spegnimento anche alle parti del territorio distaccate dalla nostra
  isola,   con   la  possibilità  di  ricomprendere  nell'ambito   di
  operatività  il  settore della protezione  civile,  la  ricerca  di
  persone  disperse,  sia  sulla  terraferma  che  in  mare,   nonché
  l'eventuale evacuazione di aree colpite da eventi calamitosi.
   Si   rammenta  al  riguardo,  che  fino  ad  ora  le  attività  di
  prevenzione  e  di indagine relative agli incendi hanno  riguardato
  solo  il  territorio  della Sicilia, in quanto i  mezzi  monorotore
  possono raggiungere le isole minori, e solo quelle più vicine,  per
  lo  svolgimento della sola attività di lavoro aereo, ovvero per  le
  attività  che implicano la presenza a bordo del solo equipaggio  di
  condotta. In tali territori, e nelle ore notturne, nessuna attività
  di  prevenzione e di indagine è stata infatti finora espletata  con
  l'ausilio   dei   mezzi   monomotore   attualmente   in   dotazione
  dell'Amministrazione  regionale.  Le  regioni  del  Mezzogiorno  e,
  soprattutto  la Sardegna, con problematiche relative  agli  incendi
  boschivi molto simili a quelli della nostra regione, hanno  già  da
  diversi  anni condiviso la scelta di ricorrere a tali tipologie  di
  elicotteri   (veicoli  biturbina).Vedasi  al  riguardo   anche   la
  Calabria,  la  Campania,  il Lazio, La  Valle  D'Aosta,  a  cui  si
  aggiungono  anche  il  Corpo Forestale  dello  Stato  ed  il  Corpo
  Nazionale di Vigili del Fuoco. E proprio l'intenzione di mettere la
  nostra  Regione   a passo con i tempi, dotando il  Corpo  Forestale
  siciliano  di  mezzi più efficaci, dei quali le  altre  Regioni  si
  avvalgono da anni, accentua la necessità di ricorrere alle infinite
  prestazioni elicotteristiche alle quali si presta un bimotore.
   La  gara mediante procedura aperta, bandita dal Comando del  Corpo
  Forestale  -  Servizio S.AA.BB.- è stata pubblicata sulla  G.U.C.E.
  S34 del 18/2/2011.
   Quanto  sopra  esposto  induce pertanto a ritenere  che  l'analisi
  costi-benefici  possa concludersi a favore della  realizzazione  di
  servizi  imprescindibili per l'intera comunità regionale e  per  il
  patrimonio   naturale   dell'isola,  atteso   che   si   realizzerà
  un'efficacissima  attività  di  prevenzione  con  una   consistente
  riduzione  dei  focolai  di incendio, con  conseguente  diminuzione
  della superficie percorsa.
   L'incremento dei costi derivanti dall'impiego di un mezzo bimotore
  all'interno  della flotta trova ampia ed esaustiva  giustificazione
  in   relazione   ai   benefici  che  si  riverseranno   sull'intera
  collettività, non solo quella siciliana (molte delle  nostre  isole
  minori,  altamente  antropizzate  nel  periodo  estivo  sono  state
  dichiarate patrimonio dell'UNESCO) sotto il profilo della sicurezza
  e  della  pubblica incolumità, nonché in relazione alla  tutela  ed
  alla   salvaguardia  dei  beni  ambientali,  quale  patrimonio   di
  inestimabile valore.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                      L'Assessore
                                                    dott.    Calogero
                                          Gianmaria Sparma