Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che é pervenuta, da parte dell'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, la risposta scritta alla
interrogazione numero 163 Notizie in ordine alla gestione degli
ATO rifiuti siciliani', degli onorevoli Di Guardo e Raia.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione del sistema integrato dei servizi di sviluppo
agricolo e rurale (Sissar) (n. 707)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara in
data 12 aprile 2011.
- Disciplina della medicina non convenzionale (n. 708)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Scoma in
data 13 aprile 2011.
- Disposizioni in materia di valutazione ambientale strategica.
Modifiche ed integrazioni all'articolo 59 della legge regionale 14
maggio 2009, n. 6 (n. 709)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(Lombardo) su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente (Sparma), in data 13 aprile 2011
- Norme in materia di assistenza e gestione dei processi
migratori. (n. 710)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Di
Benedetto, Cracolici, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, De
Benedictis, Di Guardo, Digiacomo, Donegani, Faraone, Ferrara,
Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello, Marziano,
Mattarella, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi,
Speziale e Termine, in data 15 aprile 2011.
- Salvaguardia dei livelli occupazionali del personale del settore
della formazione professionale Costituzione dell'Agenzia unica e
misure occupazionali . (n. 711)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caputo,
Buzzanca, Vinciullo, Pogliese, Falcone, Bosco, Leanza Edoardo e
Campagna, in data 20 aprile 2011.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
di legge
alla Commissione Bilancio
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato ed inviato alla
Commissione Bilancio e programmazione (II) il seguente disegno di
legge:
- III Nota di variazioni al disegno di legge concernente il
bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013. (n. 630 quater)
di iniziativa governativa, presentato in data 13 aprile 2011 e
inviato in data 14 aprile 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Schema di disegno di legge da sottoporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter dello Statuto siciliano
per la modifica dell'articolo 36 dello Statuto siciliano. (n. 702)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 12 aprile 2011.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Disposizioni in materia di contrasto alla criminalità
organizzata mediante la previsione dell'obbligo di denuncia dei
soggetti che subiscono richieste estorsive o di pizzo. (n. 688)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 12 aprile 2011.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vinciullo, con nota prot. n.
3255 del 4 aprile 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno
di legge n. 697 «Disposizioni urgenti per il settore della
formazione e orientamento professionale».
Comunico, altresì, che l'onorevole Cordaro, con nota prot. 3758
del 15 aprile 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno di
legge n. 704 «Norme in materia di cooperazione internazionale».
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute ed
assegnate alle Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Ragusa.
Designazione componente di cui alla lettera a) del comma 9
dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo
coordinato con le norme regionali. (n. 146/I)
pervenuto in data 12 aprile 2011 e inviato in data 13 aprile 2011.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Modalità attuative regimi di aiuto ex 33 della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 32, come sostituito dalla legge regionale 6
agosto 2009, n. 9, in esecuzione di quanto previsto dal P.O. FESR
2007/2013, obiettivo operativo 3.1.2 linee di intervento 1, 2, 3 e
4 e dall'obiettivo operativo 3.1.3 linee di intervento 3 e 4. (n.
147/I)
pervenuto in data 14 aprile 2011 e inviato in data 18 aprile 2011.
Comunicazione di proroga di termini per espressione di parere
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 70 bis, comma 2,
del Regolamento interno, è stato prorogato per dieci giorni, a
decorrere dal 12 aprile 2011, il termine previsto per l'espressione
del parere n. 144/IV Articolo 2 della legge regionale n. 8/2004.
Decreto di attuazione .
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
Regolamento interno, della mozione numero 261 «Iniziative presso il
Governo nazionale per individuare le più opportune soluzioni alle
tragiche problematiche legate all'immigrazione dalle coste
nordafricane», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Gucciardi e
Galvagno.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-
630 ter-630 quater/A «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
triennio 2011-2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-630 ter-
630 quater/A Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
2013 e numero 631/A Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2011. Legge di stabilità regionale .
Invito i componenti della Commissione Bilancio a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella precedente seduta era stato
votato ed approvato il passaggio all'esame degli articoli, informo
che si procederà alla discussione unificata dei due disegni di
legge.
Avverto, altresì, che l'ordine di esame e di votazione dei singoli
articoli del bilancio a legislazione vigente e della legge
finanziaria avverrà, così come previsto dall'articolo 121 sexies
del Regolamento interno, procedendo nell'ordine con l'esame degli
articoli e delle tabelle del disegno di legge di bilancio, esame
che verrà sospeso prima della sua votazione finale, per passare
agli articoli ed alle tabelle del disegno di legge finanziaria e
alla sua votazione finale.
Approvato il disegno di legge finanziaria, l'Aula verrà sospesa
per consentire al Governo di predisporre la nota di variazioni al
bilancio conseguente all'approvazione della legge finanziaria ed
alla Commissione Bilancio di esprimere sulla stessa, il parere di
cui all'articolo 73 quinquies del Regolamento interno. Si procederà
quindi alla votazione della nota di variazioni e alla votazione
finale della legge di bilancio, come modificata dalla nota di
variazioni.
Con riferimento ai termini ed alle modalità di presentazione degli
emendamenti, avverto che, oltre che le disposizioni generali del
Regolamento interno che disciplinano la materia, gli emendamenti al
bilancio ed alla finanziaria devono osservare i limiti di contenuto
previsti dalla legge e dal Regolamento interno e, per quelli che
prevedono maggiori spese, devono recare la necessaria
compensazione.
Nel valutare la natura compensativa o meno degli emendamenti, la
Presidenza considererà inammissibili gli emendamenti:
a) privi di compensazione;
b) la cui compensazione, in base agli elementi disponibili,
risulti insufficiente;
c) recanti compensazioni manifestamente inidonee sul piano
formale;
d) recanti compensazioni tra variazioni delle tabelle del bilancio
e delle tabelle della finanziaria.
Spetta invece al Governo fornire ulteriori dati ed elementi di
informazione che dimostrino la eventuale inadeguatezza delle
modalità di compensazione previste dall'emendamento. In tali casi
l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce degli elementi
eventualmente forniti dal Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è una intimidazione al Parlamento?
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci sia
una intimidazione da parte del Governo nei confronti del Parlamento
ed è di questo che voglio parlare prima di iniziare questa maratona
- perché così sarà, poi se si completerà o meno lo vedremo in corso
d'opera -.
Questo è l'ulteriore emendamento Gov. 1 delle ore 12.30, io ero
rimasto a quello delle 11.45, che il Governo ha presentato
riscrivendo, o meglio venendo meno da quello che mi risulta, perché
non ho partecipato ai lavori in Commissione Bilancio; qualcuno si è
chiesto il perché.
Il motivo ora finalmente lo si sa, perché ero fermamente convinto
che avremmo perso una settimana di tempo col cosiddetto babbio ,
tanto è vero che è uscito un testo di finanziaria striminzito,
senza alcuna proposta, senz'anima potremmo dire, e il Governo ha
pensato bene di presentare sotto forma di sub, anzi di emendamento
a sé stesso, un testo che, se non sbaglio, è formato a malapena da
59 articoli Di cui il cinquantanovesimo articolo consta appena di
33 commi, con riferimenti normativi dei quali chiedo conto e
ragione perché formalmente, Presidente, desidero che questo
emendamento, a norma di Regolamento, sia supportato dalla scheda
tecnica.
E' impensabile iniziare l'esame del bilancio senza renderci conto
di come il Governo vuole trattare definitivamente la materia
bilancio e finanziaria. Che non ci sia idea lo abbiamo capito dalle
quattro, cinque versioni che in Commissione Bilancio mister Armao -
che stasera non vedo perché forse è occupato nell'ennesima
conferenza stampa - ha propinato alla Commissione Bilancio.
Ma, nonostante si sia raggiunto un presunto accorto in Commissione
Bilancio, perché il Presidente dell'Assemblea ha richiamato la
nostra attenzione, il nostro senso di responsabilità e quindi la
Commissione Bilancio sulla scorta della sollecitazione del
Presidente dell'Assemblea ha cercato di chiudere un ragionamento,
per evitare che cosa?
Lo scioglimento dell'Assemblea per mancata approvazione del
bilancio e della finanziaria.
Francamente, io non so se il male peggiore per la Sicilia e i
siciliani sia lo scioglimento di questa Assemblea; comincio ad
avere forti dubbi, tanto è vero che ho presentato emendamenti al
bilancio, credo oltre 3.500, e circa 700 alla finanziaria, abbiamo
perso il conto. Ma sto preparando ora anche subemendamenti a questo
Gov. 1, e le chiedo, e chiedo al Governo, non so se l'assessore
Centorrino o l'assessore per il turismo saranno nelle condizioni di
risponderci, visto che in questo momento siete voi che
rappresentate impropriamente il Governo, impropriamente non per la
vostra persona ma per la delega che non vi appartiene in questa
seduta.
Presidente Formica, le chiedo un attimo di attenzione.
Noi non abbiamo in questo momento formalmente l'interlocutore.
Ricordo che in tante occasioni l'opposizione Starà venendo, bene,
ne siamo contenti, al che, come dice il presidente Formica, io
ricomincerò daccapo perché in questo momento manca l'interlocutore.
Desidero sapere - e questo interrogativo lo rivolgo anche
all'onorevole Leanza che fa le veci di Armao in questo momento, e
anche di Lombardo mi suggeriscono, il Governo ombra' per
l'esattezza -, quindi chiedo al Governo ombra - considerato che
quello vero non c'è perché in questa occasione si è dimostrato
totalmente assente sotto il profilo delle strategie e della serietà
delle proposte - che ci chiarisca, esca dall'ombra e ci dica
finalmente qual è la strategia reale che si vuole applicare.
Presidente Formica, io dico chiaramente che non ho alcuna
intenzione di ritirare nessun emendamento, questo lo chiarisco,
anzi chiedo di discuterli uno per uno. Non solo, mi appello a lei
su un altro aspetto. Il Gov. 1, lo avrà già visto, è una ennesima
finanziaria scorretta perché ci sono contenuti in pieno contrasto
tra loro, assessore Armao lei sarà stato impegnato nel fare troppe
conferenze stampa e non si è reso conto che questo testo contiene
anche elementi in contrasto tra loro. Ma queste riflessioni le
scivolano addosso come al solito.
Allora, rispetto a tutto questo, mi appello semplicemente al
garante di questa Assemblea, che è la Presidenza dell'Assemblea.
Questo testo di per sé è irricevibile sia per i contenuti che
contrastano tra loro sia perché manca la scheda tecnica, qua c'è
una ennesima finanziaria.
Oltre a questo, Presidente Formica, le chiedo di sapere come ci
dobbiamo comportare perché, se la strategia del Governo è questa,
allora significa che il Governo ha deciso lo scioglimento di questa
Assemblea. Che lo dica una volta per tutte Delle due l'una: questo
è o un atteggiamento intimidatorio o è un atteggiamento
provocatorio, certo non è un atteggiamento di buon senso e,
soprattutto, di chi realmente vuole trovare una soluzione per
approvare un bilancio e quindi per risolvere, o almeno chiudere,
questa fase delicata.
Rispetto a questa ipotesi, siccome le intimidazioni sicuramente
non ci fanno paura, che il Governo dica una volta per tutte, e qua
chiedo che la Presidenza sia vigile, chiarisca una volta per tutte
cosa vuole fare. Se vuole sciogliere questo Parlamento lo dica,
naturalmente questo Parlamento in autonomia può stabilire di
suicidarsi con le proprie mani, se lo vuole fare.
Se invece è provocatorio, allora finiamola, come dice qualche
parlamentare palermitano, cu babbiu e cerchiamo, una volta per
tutte, di capire se dobbiamo chiudere un ragionamento tenendo
conto, comunque, delle questioni che sono state sollevate,
Presidente Formica, perché io sono fermo al mio intervento della
volta scorsa, cioè a quello che prevede l'articolo 14 e a ciò che
non è stato presentato in quest'Aula.
Quindi, concludo dicendo che non possiamo procedere all'esame del
bilancio se non c'è chiarezza complessiva sulle questioni
sollevate, sui punti di partenza e su quello che è il reale
obiettivo del Governo. Se ci vuole mandare tutti a casa, lo dica
una volta per tutte, ne prendiamo atto e ci prepareremo alla
campagna elettorale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, hanno chiesto di parlare
l'onorevole Falcone, l'onorevole Vinciullo, l'onorevole Caputo e
l'onorevole Corona.
Stiamo per iniziare la discussione generale che abbiamo rinviato
all'articolo 1.
La Presidenza è del parere che, conclusa la discussione generale,
dovremo interrompere i lavori e vedere di fare il punto sulla
situazione, magari con una Conferenza informale dei capigruppo, per
decidere sulla prosecuzione dei lavori stessi e sulle questioni che
sono state sollevate in quest'Aula.
Inviterei, quindi, i colleghi ad approfittare della discussione
generale per intervenire.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, proprio sulla scorta di quello lei ha
detto relativamente ai lavori d'Aula e a come procedere, prima di
passare alla discussione generale dobbiamo anche capire,
innanzitutto, se questo maxi emendamento presentato dal Governo é
un emendamento sostitutivo o aggiuntivo.
PRESIDENTE. E' aggiuntivo, questo glielo posso dire.
FALCONE. Poiché lo stesso, però, ha dei commi e degli articoli che
sono sostitutivi, mi riferisco ad esempio agli enti locali,
dovremmo capire un attimo come procedere.
Poi, a mio avviso, prima della discussione generale, signor
Presidente, sarebbe opportuno che si sospendesse un attimo e che si
convocasse una Conferenza dei capigruppo per disciplinare anche
l'andamento dei lavori, perché io ora non voglio riprendere la
drasticità delle affermazioni dell'onorevole De Luca il quale,
comunque, se non nella forma, nel contenuto ha ragione.
E' chiaro che si tratta di un andazzo non assolutamente lineare
perché, da un lato, abbiamo una mole di emendamenti presentati da
tutti i parlamentari; dall'altro lato, vi è questo maxi emendamento
così corposo che, tra l'altro, reintroduce norme che la Commissione
Bilancio aveva detto in maniera chiara che andavano espunte dal
testo da portare in Aula né, tanto meno, sarebbero state riproposte
poi in Aula.
Quindi, poiché arriviamo ad un emendamento che sta rivoluzionando
e poiché trattasi di norme che necessitano di attenzione, per cui
vanno lette, vanno studiate, vanno approfondite, sarebbe opportuno
che non si andasse avanti nella discussione generale perché
dobbiamo capire, tra l'altro, se la Presidenza accetterà in toto
questo maxi emendamento, atteso che ricalca tout-court alcune parti
estrapolate, stralciate dal Presidente Cascio nel precedente
disegno di legge di finanziaria che era arrivato in Commissione
Bilancio prima di approdare all'Aula.
Allora, delle due l'una: o il Governo, nella persona
dell'assessore Armao, non è stato attento o ha dimenticato che
alcune norme che oggi affluiscono in questo maxi emendamento erano
già state stralciate perché non attinenti alla materia finanziaria
e relative a norme di settore; oppure perché il Governo ha inteso
screditare, così come abbiamo detto, i capigruppo, soprattutto di
maggioranza, che avevano stabilito un determinato percorso con
l'assessore Armao che oggi, invece, o meglio come auguri di buona
Pasqua, è stato assolutamente calpestato. Alle ore 12.20 del 22
aprile, per farci gli auguri di buona Pasqua, onorevole De Luca,
ci viene presentato un maxi emendamento che parla di tutto e di
più, ricalcando alcune norme testé citate che chiaramente vanno
oltre i lavori regolari.
Allora fermiamoci un attimo
Si convochi una Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari
che decida, con le norme del buon senso, di attenzionare i lavori
in maniera idonea, in maniera adeguata perché si possa arrivare ad
un testo che sia condiviso, sia pure nella dialettica delle parti,
ma che si possa arrivare ad un testo che non sia buttato là per
rallentare i lavori d'Aula e non sortire alcune effetto, alcun
risultato.
Signor Presidente, a mio avviso sarebbe opportuno non passare alla
discussione generale, peraltro l'abbiamo già anticipata in un certo
senso; però, anche in questo caso, se non sappiamo se questo maxi
emendamento arriva o meno in Aula, di quale discussione generale
dobbiamo parlare, presidente Savona?
Sul piano tecnico non possiamo approssimarci alla discussione
generale se non sappiamo su quale testo vogliamo focalizzare la
nostra attenzione.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, in attesa di avere l'ultima versione della finanziaria -
perché di questo mi pare stiamo discutendo -, volevo cercare di
capire se questa finanziaria, presentata il 22 aprile alle ore
12.30, che dovrebbe sostituire le precedenti, è quella definitiva,
ufficiale, anche perché ci terrei a sottolineare che non è stata
firmata dal Presidente Lombardo ma porta solo ed esclusivamente la
firma dell'Assessore e, quindi, si deve capire se è la finanziaria
voluta dal Presidente Lombardo o se il Presidente Lombardo
disconosce questa finanziaria perché ne sta preparando un'altra.
Ciò che mortifica tutto il Parlamento, e non solo il Governo, è il
fatto che l'altra sera avevamo discusso di una finanziaria snella.
Avevamo concordato in Commissione Bilancio di fare solo alcuni
punti, anche perché non si può pensare di portare una finanziaria
di oltre cento commi il 26 aprile sapendo che, da qui a qualche
giorno, o si approva la finanziaria o l'Assemblea viene
automaticamente sciolta. Così come è successo l'anno scorso, questo
Governo, pur avendo a disposizione quattro mesi per approvare la
finanziaria, proprio perché è a corto di idee, è a corto di
progetti, è a corto di deputati che non intendono più sostenerlo,
pensa di portare in Aula la finanziaria e il bilancio negli ultimi
giorni possibili in modo tale da porre una sorta di spada di
Damocle sui deputati.
Voglio sottolineare alcune cose. Questa finanziaria, assessore
Armao, che trova tante somme a disposizione per gli spettacoli, per
il cinema, ancora una volta, vergognosamente, sottovaluta tre
settori: il primo è l'economia, ad iniziare dall'imprenditoria
giovanile e femminile. Abbiamo dovuto presentare un emendamento,
che in parte è stato accolto dal Governo.
Sottovalutando l'imprenditoria, sottovaluta lo sviluppo di questo
Paese.
Sottovaluta pure il mondo della scuola. Vorrei ricordare che,
nonostante vi siano scuole che continuano a crollare, questo
Governo non ha pensato di rimpinguare il capitolo destinato
all'edilizia scolastica con centinaia di scuole che in Sicilia sono
prive del certificato di agibilità.
Questo Governo sottovaluta la lotta contro la mafia e la
criminalità mafiosa perché è convinto che la lotta alla mafia si fa
mettendo due magistrati nel Governo. Non è così
La lotta alla mafia si fa pure inserendo importanti finanziamenti
a favore delle vittime della mafia, a favore di coloro i quali
denunciano e, l'indomani, si ritrovano le proprie attività
incendiate o danneggiate in qualsiasi modo. Non si può pensare di
dare vita alla lotta contro la criminalità mafiosa se non si è in
maniera reale, in maniera certa, in maniera vera, accanto a chi ha
il coraggio di opporsi alla mafia e di denunciare.
Allora, dal momento che mi pare di capire che siamo in fase di
riscrittura della finanziaria, vi invito a considerare questi tre
aspetti importanti: lotta alla mafia, edilizia scolastica,
attenzione nei confronti delle fasce sociali meno fortunate.
All'onorevole Lupo che sta parlando con l'assessore per la
Famiglia, dico che inviterei entrambi a vedere quanti capitoli sono
stati azzerati, quanti capitoli destinati a chi soffre e a chi ha
bisogno sono per p.m., solo ed esclusivamente per memoria .
Cercate un attimo di raschiare il fondo del barile, perché a
questo il Governo ci ha portati, abbiate un sussulto di dignità, un
momento di coraggio, cercate di venire incontro a chi soffre
veramente, e non ancora una volta di alimentare il superfluo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sull'ordine dei lavori e su come
procedere, anche tenendo conto dei rilievi mossi con gli interventi
che si sono finora susseguiti, siccome la Presidenza ha bisogno
insieme agli Uffici ancora di tempo per verificare il contenuto
delle norme presentate con il maxi emendamento, onde poter essere
nella condizione di stabilire quali di questi contenuti
eventualmente possono trovare ingresso oppure no, la proposta della
Presidenza è di iniziare con il bilancio, discussione generale ed
esame, ed entro domani mattina, quando la Presidenza sarà in
condizione di avere certezza sul contenuto vero, reale, sulla
portata reale del maxi emendamento, faremo una Conferenza dei
capigruppo. In quella sede la Presidenza comunicherà ai capigruppo
qual è l'intenzione della Presidenza stessa sul maxi emendamento
presentato dal Governo.
Pertanto, potremmo continuare questa sera con il disegno di legge
di bilancio, anche perché gli Uffici della Presidenza sono in
difficoltà sulla valutazione possibile della portata delle norme
inserite nel maxi emendamento; dopodiché, entro domani mattina, ci
sarà la Conferenza dei capigruppo per stabilire il da farsi.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Presidente, io la ringrazio per avermi dato la parola.
Ritengo che la sua proposta sia ragionevole. Tuttavia, se noi
andiamo avanti così in Aula e affidiamo agli interventi di ciascuno
di noi, di ogni parlamentare, un percorso che certamente non si
preannuncia facile, signor Presidente, Assessore, perché già lo
stesso documento, il maxi emendamento che il Governo ha posto
stasera, stamattina, la nuova finanziaria la possiamo definire
così...
PRESIDENTE. La interrompo subito per dirle che non è detto che il
maxi emendamento arrivi in Aula. Siccome è dovere di quest'Aula e
di questa Presidenza comunque rispettare i tempi, la mia proposta
era intesa in questo senso: procediamo con il bilancio.
BUZZANCA. Lo dico, Presidente, proprio per venire incontro al suo
ragionamento alla luce di ciò che è successo. Dicevo poc'anzi, non
a caso, che è un documento formato da 59 articoli con 256 commi,
una finanziaria che - ho letto alcuni articoli - fatico anche a
comprendere.
Fermiamoci ancora un attimo, Presidente.
Voglio fare questa proposta: convochiamo una Conferenza dei
capigruppo perché si possano scadenzare alcuni tempi, si possano
stabilire alcune cose da fare oggi, altre cose da fare domani,
perché mi rendo conto che vi è l'obbligo costituzionale di
approvare il bilancio entro il 30 aprile prossimo, ma penso che sia
dovere di questo Parlamento votare norme e intervenire su argomenti
dei quali poi si ha piena cognizione.
Oggi siamo in una fase molto delicata perché dobbiamo occuparci di
circa cinquemila emendamenti, molti dei quali non saranno ammessi,
alcuni saranno ammessi e altri no. Vi sarà una riserva da parte
della Presidenza che dovrà pronunciarsi sul maxi emendamento alla
finanziaria.
Però, penso che una riflessione, seppur breve, affidata ai
capigruppo e alla responsabilità di questa Presidenza - che, nel
corso del tempo, ha sempre dimostrato di assumere decisioni molto
ponderate e molto equilibrate - ritengo sia quanto mai opportuna.
Al contrario, evidentemente, qui stasera assisteremo ad un
filibustering che certamente non serve all'Aula, e non serve ai
siciliani. Non serve a nessuno. E tutto ciò appare difficilmente
comprensibile in un momento in cui dovremmo occuparci, invece, di
fatti e di atti che servono realmente ai siciliani.
Pertanto, signor Presidente, la invito, ed è un invito che rivolgo
pure ai capigruppo presenti in Aula, a fare un attimo di
riflessione per tentare di giungere ad una sintesi che permetta di
partire con un congruo programma, perché siamo ancora in una fase
nella quale non sappiamo ancora cosa accadrà e quando accadrà.
Facciamolo con intelligenza, cognita causa, perché, signor
Presidente, quando lei parlava con l'onorevole Leontini,
probabilmente prevedeva un percorso che non sarà esente da
difficoltà e non ci consentirà di approdare a nessun risultato.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'avvio del
confronto sui contenuti del bilancio in questo momento non è
facile, addirittura è quasi precluso dalla incertezza sulle sorti
di questo supplemento alla Treccani che ci è stato consegnato in
queste ore.
Onorevole Musotto, un supplemento alla Treccani dove c'è tutto lo
scibile di Governo e amministrativo che mente umana abbia potuto
partorire, e noi ce lo siamo ritrovati adesso in mano.
E' chiaro che il bilancio assumerà una fisionomia piuttosto che
un'altra, a seconda di ciò che nella finanziaria sarà approvato o
meno. In Commissione abbiamo partecipato ad un dibattito, e alla
fine è venuto fuori un bilancio che era speculare a ciò che nella
finanziaria si era fatto.
Signor Presidente, se lei ricorda, prima c'era un testo di 50
articoli, da novembre in poi questo testo è stato ridotto, si è
asciugato di tutti i mille rivoli che lo rendevano, in qualche
modo, impraticabile o offensivo. E' stato presentato un testo
sostitutivo, giustificato con una manovra finanziaria e tecnica che
consentiva di far uscire dalla Commissione il bilancio, perché
collegato ad una finanziaria più accettabile. E' chiaro che il
dibattito interviene sul bilancio a legislazione invariata, ma con
la mente e il giudizio rivolti al bilancio che verrà fuori
dall'approvazione della finanziaria, perché è quello che a tutti
importa fare, predisporre e conoscere.
Allora, questa sera, l'avvio del dibattito sul bilancio non è
praticabile se prima non ci mettiamo d'accordo su cosa fare
rispetto a questa oscena proposta che è pervenuta nelle scorse ore,
e che è un tradimento rispetto all'impostazione che in Commissione
ci eravamo dati.
La Commissione, infatti, ha lavorato affinché venisse prosciugato
il testo della finanziaria dalle mille norme che lo inficiavano,
che si rendesse la finanziaria speculare ad un bilancio di rigore.
Adesso ci troviamo di fronte ad un testo osceno, che è pieno di
spese assolutamente imprevedibili, che è pieno di norme in
contrasto le une con le altre, e che non ci consente sin da ora di
immaginare come possa essere, poi, approvato il successivo
bilancio. Perché, ovviamente, a noi interessa derivare
dall'approvazione della manovra finanziaria il bilancio a
legislazione variata, che è lo strumento che da domani tutti
insieme dovremo utilizzare per soddisfare i bisogni dei siciliani.
Signor Presidente, forse è meglio che questa discussione non
inizi, che si faccia una Conferenza dei capigruppo, o che la
Presidenza prenda il giusto momento per approfondire la questione e
poter fornire un'indicazione certa all'Aula su cosa si dovrà fare
della finanziaria che inciderà sul bilancio, altrimenti sarà
falsato l'intero dibattito, sia quello sul bilancio che quello
sulla finanziaria.
Ecco perché le chiedo di interrompere i lavori per un
approfondimento perché vogliamo sapere se questo è un testo che,
alla fine, dovrà caratterizzare il confronto, o meglio lo scontro
d'Aula, o se ci sarà, invece, una più ortodossa e conducente
soluzione. Dico ortodossa rispetto a ciò che la Commissione aveva
già indicato, e utile per poter andare avanti tutti insieme.
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ritengo
che il momento di discussione della legge finanziaria e del
bilancio della Regione sia da sempre il rituale più importante
dell'Assemblea regionale siciliana, soprattutto per le risposte che
il Parlamento riesce a dare alla Sicilia e, soprattutto, per la
capacità di avere saputo concertare le diverse iniziative di
inserire norme finanziarie, o anche coperture di bilancio, con
audizione, con discussione in Commissione di merito, nella
Commissione Bilancio, per poi vedere il pieno apprezzamento del
Parlamento regionale.
Quello che sta avvenendo questa sera, Presidente Formica, è un
fatto strano ed è anche un precedente direi pericoloso per
l'Assemblea stessa.
Per me questa è la diciassettesima finanziaria, è il
diciassettesimo bilancio che andiamo a votare, ed il percorso che
quest'Aula e la Presidenza si è sempre dato per esitare il bilancio
e la finanziaria è quello di apprezzare i lavori, non solo delle
Commissioni di merito, ma soprattutto di condividere con il
Parlamento il lavoro certosino e attento che da sempre ha svolto la
Commissione Bilancio.
Per la prima volta, invece, notiamo argomenti che in Commissione
non sono stati affrontati, non sono stati approfonditi e,
soprattutto, non hanno trovato il coinvolgimento delle associazioni
di categoria o il coinvolgimento dei soggetti che operano in
determinati settori.
Ritengo che la proposta che lei, signor Presidente, ha voluto
esprimere, di discutere ed esitare il bilancio senza pensare ai
rapporti successivi con la finanziaria, non sia praticabile per
diverse ragioni. Ritengo sia giusto che il Governo si accinga a
discutere, ad esitare una proposta di bilancio con una finanziaria
notevolmente razionalizzata, tale poi da proporre all'Assemblea dei
disegni di legge organici, come per esempio quello sulla
soppressione delle case popolari, che leggo nell'emendamento, o
come il riordino delle ASI, e altre iniziative che già il
Presidente Cascio aveva stralciato nella finanziaria dell'anno
scorso, all'inizio della trattazione in Commissione Bilancio,
proprio per rendere i lavori più agevoli, così da creare le
condizioni affinché il bilancio della Regione possa essere esitato.
Appare strano, infatti, che in Commissione non si sia discusso
degli aumenti dei canoni demaniali per chi gestisce i lidi
balneari, o di chi crea delle condizioni di sviluppo nell'ambito
del turismo; appare strano che in Commissione non si sia affrontato
il tema delle scuole di servizio sociale, e invece si legge la
volontà di operare una notevole riduzione.
Allora, è bene darsi un ordine dei lavori e, soprattutto, anche
dei criteri sulla volontà di apprezzare questo testo. È necessario
che le materie trattate negli emendamenti del Governo debbano
ritornare in Commissione Bilancio, perché vi è un criterio e un
precedente storico che va rispettato e va valorizzato.
In materia di bilancio ritengo che vi siano delle iniziative, non
solo da approfondire, ma soprattutto da valorizzare, perché questa
Assemblea non può accettare sic et simpliciter, provvedimenti che,
di fatto, mortificano alcune iniziative importanti del nostro
settore e, soprattutto, iniziative che possono creare maggiore
occupazione e anche una crescita economica.
Rispetto agli emendamenti presentati ritorno a parlare della
finanziaria del 2010, perché vi sono alcuni articoli importanti
che, ancora oggi, non sono stati applicati, che non sono stati mai
attuati. E riproporne nuovamente la riforma, o la modifica, sarebbe
cosa strana, ma ancor di più, cosa che crea notevole confusione.
Avendo letto velocemente e in modo non approfondito questo testo,
mi è venuto in mente una considerazione, a proposito del Parco
archeologico di Agrigento. Mesi fa si era pensato di inserirlo
all'interno di un servizio dei Beni culturali, e oggi si vuole
invece dare la possibilità di unificare il Parco archeologico con
il Museo archeologico, e addirittura si vuole nuovamente ricreare
il Consiglio del Parco archeologico. Secondo me, su questo
argomento, anche il Governo che ha collazionato le diverse idee dei
diversi assessori, deve fare un attimo di sintesi, perché vi sono
delle norme che sono anche in contrasto rispetto al testo
presentato.
La materia del bilancio va trattata unitamente a quella della
finanziaria, e per questo è necessario non solo che vi sia un
momento di approfondimento ma, soprattutto, la volontà di
stralciare l'80 per cento di questi provvedimenti, per creare le
condizioni di fare delle norme di settore. Per esempio, l'assessore
Venturi si è attivato bene nell'ambito dei consorzi ASI, e oggi mi
stupisce vedere in finanziaria un emendamento che acquisisce i
capannoni delle ASI alla Regione siciliana, cosa che giuridicamente
non credo sia possibile, perché le ASI così come anche le case
popolari, sono Istituti autonomi che operano con il contributo
degli associati, e la Regione ha un potere soltanto di vigilanza.
Mi pare questo un testo arrogante perché non ha sicuramente
ascoltato né i vertici, né i sindacati che operano nell'ambito
delle strutture industriali, ma neanche nell'ambito delle case
popolari siciliane, così come tante altre iniziative per esempio
sui consorzi di ripopolamento ittico e sugli altri consorzi
operanti in Sicilia.
Queste norme, se si vogliono fare, si possono fare con leggi di
settore e, comunque, con la concertazione dei sindacati e con chi
quotidianamente condivide questi problemi e questi settori. Questi
provvedimenti così estemporanei, senza una valutazione della
Commissione, non sono possibili e sicuramente il Parlamento darà un
parere negativo.
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori
del Governo Lombardo, come sempre avrei voluto accedere al suo
invito di parlare del bilancio e non parlare della finanziaria,
onorevole Presidente.
Ma ella, per la sua grande esperienza, e per suo alto ufficio di
quest'Assemblea sa benissimo che ogni norma del bilancio è
strettamente collegata alla finanziaria, anzi, la stessa
finanziaria trae la sua anima e la sua filosofia dalle norme
contenute dal bilancio. Quindi è chiaro che i due documenti non
sono scindibili, né tanto meno possono essere separati gli
interventi.
Vorrei soltanto, e mi corre il dovere politico e personale di dire
al Governo che sta sbagliando tutto. Sta sbagliando tutto
nell'ottica di previsione di questa finanziaria e di questo
bilancio.
Ma sta sbagliando tutto anche nei confronti di questo Parlamento.
Se questo Governo e questa maggioranza sono convinti di potere
votare manu militari e a colpi di maggioranza questo documento, che
altro non è che la sintesi aritmetica di tante esigenze dei
parlamentari di questa difficile maggioranza, stanno sbagliando
tutto.
Noi abbiamo dato credito ancora una volta, forse l'ultima, agli
assessori che sono venuti in Commissione Bilancio, che la
finanziaria doveva essere di rigore e di sviluppo. Una finanziaria
lacrime e sangue, ha detto il professore avvocato Gaetano Armao,
amico, una finanziaria di pochi articoli, di rigore, per mandare un
messaggio forte alla Sicilia, senza sprechi, senza norme
clientelari, soltanto per consentire al Governo di attraversare
questo momento di grande difficoltà.
Bene, noi usciamo dalla Commissione Bilancio con una finanziaria
di pochissimi articoli, e ci troviamo un maxi emendamento di
cinquantanove articoli, totalmente scoordinati fra di loro, a volte
ripetitivi, a volte confusi e per la stragrande maggioranza, le
stesse norme in totale contraddizione fra loro, fra i riferimenti
normativi e legislativi.
Qualche autorevole parlamentare di questa maggioranza ha avuto
modo di rassegnare, con grande umiltà, ad alcuni parlamentari della
Commissione Bilancio, delle difficoltà a tenere unito un Gruppo che
aveva tante esigenze. Questo documento finanziario è proprio la
sommatoria delle esigenze dei singoli deputati di questa
maggioranza, che hanno rivendicato un momento di visibilità nei
documenti finanziari e contabili di questa Regione.
Ed ecco che esce fuori questo papocchio, questo mostro giuridico,
quest'aborto legislativo che non potrà mai trovare la condivisione
di quelle forze politiche che oggi, avendo vinto le elezioni, sono
all'opposizione di questo Parlamento, ma sono nella maggioranza dei
siciliani; e noi faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità, e
nelle nostre facoltà, e tutto quello che ci viene riconosciuto
dallo Statuto siciliano e dal Regolamento di quest'Assemblea, per
bloccare questa manovra clientelare che è la più grande infornata
di potere che mai si era vista nella storia di questo Parlamento e
del Governo, nemmeno negli anni ancora più bui di questa Sicilia.
Questa è una finanziaria che grida vergogna Questa è una
finanziaria di clientele E' una finanziaria che ha il nome e
cognome di ogni deputato, provincia per provincia, che ha chiesto a
forza l'inserimento di queste norme, condizionando la stessa azione
di Governo, perché questo Governo non ha né azione, né capacità, né
strategia, né programmazione.
Sono presenti delle norme che prevedono lo scioglimento di enti, e
ne faccio un solo esempio, l'Istituto regionale per la vite e il
vino, che tutto il mondo vitivinicolo ci invidia per la sua
capacità di programmazione. Chi è stato a Verona nell'ultima
edizione, ha visto il grande successo di questa rassegna
internazionale della tutela e della promozione dei vini siciliani,
e voi andate a prevedere lo scioglimento di questo ente, e lasciate
in piedi carrozzoni inutili che servono solo a mantenere il
desidero clientelare di questo Governo.
Signor Presidente, noi ci opporremo fortemente, e lo faremo
intervenendo cinquanta, cento, duecento, trecento volte in questo
Parlamento bloccando questa manovra clientelare che grida vendetta.
State rovinando questa Terra, state offendendo i Siciliani, state
mortificando l'espressione elettorale, l'espressione di consenso di
questa Sicilia.
MAIRA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di non
emozionarmi, visto che vedo il Governo quasi per intero presente,
credo sia la prima volta, mi sento un po' in soggezione. Certo, è
assente il presidente Lombardo ma, complessivamente, è ben
rappresentato.
Mi auguro che la presenza del Governo ci aiuti a capire come
dobbiamo procedere per affrontare il bilancio e la finanziaria.
Prima, però, vorrei rappresentare all'Aula un problema
pregiudiziale al buon andamento dei lavori, lo faccio con molta
serenità e con spirito costruttivo, e gradirei che l'Aula mi
prestasse un poco di attenzione perché riguarda il buon vivere di
questo Parlamento.
Credo, lo dico con umiltà, che bisogna correggere il tiro su un
fatto enormemente spiacevole che è accaduto nell'ultima seduta di
questo Parlamento, allorquando l'onorevole Cracolici - ritengo,
spero, mi auguro - nella foga di un suo intervento, ha
sostanzialmente rappresentato all'Aula, ma non solo, lo ha
rappresentato pure all'opinione pubblica, il pericolo che a lui
stesso e alla sua famiglia potesse accadere qualcosa di spiacevole,
di pregiudizievole in forza di emendamenti presentati o da
presentare, poi non approvati da una Commissione parlamentare e
dalla Commissione Bilancio, che riguardavano una certa categoria di
precari.
Ha accusato, seppur genericamente - ma fino ad un certo punto,
perché sappiamo tutti a chi si riferiva - che fatti di questo
genere, ove dovessero effettivamente provocare un pregiudizio, lui
sa, e l'opinione pubblica saprà, chi sono i mandanti morali, e non
solo, che si trovano in quest'Aula.
In linea preliminare, intendo esprimere la massima solidarietà
all'onorevole Cracolici per i pericoli che lui paventa, e siccome è
un uomo coraggioso, intelligente e ragionevolmente prudente, sono
convinto che se lo afferma ha elementi per comprovare questa sua
preoccupazione.
Nello stesso tempo non posso accettare sul piano oggettivo, non
sul piano soggettivo, che possano esserci in quest'Aula condizioni
per far gridare a chiunque dei deputati che se ognuno di noi riceve
un pregiudizio esterno, è causa dei comportamenti legislativi,
parlamentari, di natura istruttoria, delle leggi. Non ci possono
essere mandanti morali e, soprattutto, materiali, in quest'Aula.
Le affermazioni dell'onorevole Cracolici, seppur giustificabili
sul piano soggettivo, possono anche essere giustificate, ma va
corretto il tiro perché va acclarato, nell'interesse di tutti, che
in quest'Aula non ci sono mandanti e non ce ne possono essere. E,
se ci dovessero essere, onorevole Cracolici, non lo dica all'Aula,
lo dica alle autorità competenti.
Ho scritto alla Presidenza dell'Assemblea chiedendo non una
difesa, noi deputati non abbiamo bisogno di difesa, soprattutto noi
del PID, e soprattutto quel deputato che può avere insistito per un
emendamento piuttosto che un altro. Questa è la normale dialettica
politica e legislativa dell'Aula.
E' quindi necessario un chiarimento, o pro bono pacis, oppure con
gli strumenti che la Presidenza ha, ed è un atteggiamento dal quale
io, i deputati del mio Gruppo, e credo anche molti altri deputati,
non siamo disposti a derogare perché diventa un fatto pregiudiziale
sulla presenza democratica in quest'Aula e sul lavoro dei
parlamentari.
Sommessamente e con umiltà, ripeto il temine umiltà, pregherei il
Presidente dell'Assemblea e contestualmente l'onorevole Cracolici
di creare le condizioni del chiarimento, affinché venga eliminato
ogni dubbio sulla correttezza democratica e legale degli
appartenenti di questa Assemblea, perché, se ciò non avvenisse, a
turno potremmo essere additati come mandanti, carissimi colleghi, a
turno questo può avvenire per tutti. Non dobbiamo innescare una
fratricida condizione di accuse, che ritengo gratuite. Pertanto
credo che ci sia la necessità di un momento di riflessione e di
prudente accomodamento; ma quelle parole, quei concetti vanno
espunti da quest'Aula e forse anche dal verbale d'Aula della seduta
precedente.
Capisco che sono andato fuori termine, ne ho parlato soltanto per
questo fatto pregiudiziale.
Mi riservo di parlare sull'ordine dei lavori se mi concederà
nuovamente la facoltà di parlare nel corso della discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Maira, la Presidenza si era già pronunciata
nella seduta precedente, cercando di riportare il dibattito e il
dialogo in seno al Parlamento all'interno di canoni di correttezza
e, comunque, affermando senza tema di smentita che in quest'Aula
nessuno si è mai sentito minacciato e quest'Aula non è stata né
potrà essere mai fautrice di atteggiamenti poco consoni e comunque
da arrecare preoccupazione a qualsiasi componente dell'Aula stessa.
Dopodiché ritengo, anche alla luce del dibattito che iniziamo sul
bilancio e sulla finanziaria e sugli emendamenti che sono stati
previsti anche da parte del Governo, che i toni accesi che aveva
previsto quel dibattito dell'altro giorno cadono da sé, perché - e
qua parlo anche a titolo di componente per avere partecipato alla
discussione in Commissione Bilancio - alla luce del maxi
emendamento del Governo, che presenta una tale mole di argomenti da
trattare, vengono a cadere pure le preoccupazioni che c'erano state
in occasione della discussione sul bilancio stesso.
Ritengo, onorevole Maira, che anche i toni devono, di per sé,
assumere una valenza molto più adeguata alla finanziaria e al
bilancio che stiamo trattando e che ci possa essere da ambo le
parti questo accomodamento sia da parte dell'onorevole Cracolici
che, certamente, nella concitazione del momento ha denunciato
questo fatto, sia da parte dell'onorevole Caronia che, certamente,
non si è mai sognata di minacciare l'onorevole Cracolici stesso.
Quindi, direi che è nell'interesse di tutti considerare superata
questa vicenda.
La Presidenza è dell'idea di riunirci informalmente intorno alle
ore 18.15, dopo gli interventi degli onorevoli Corona e Speziale,
in Sala Lettura Deputati per una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la terza volta
che intervengo nella discussione generale sul bilancio e sulla
finanziaria, e per la terza volta devo qui dichiarare che si è
sempre proceduto in peggio.
Credo che, ormai, tutti i siciliani abbiano compreso che questo
governo Lombardo non ha la cultura di un buon governo, cioè quella
di porre prioritariamente gli interessi generali di questa Regione
rispetto agli interessi particolari. D'altro canto, questo Governo
è espressione di una maggioranza anomala, anch'essa vista come una
maggioranza priva di cultura di governo.
Qui, signor Presidente, devo ancora una volta ribadire che il
nostro capogruppo, l'onorevole Leontini, con grande senso di
responsabilità e non certamente da capogruppo di un partito che è
all'opposizione, ha centrato la questione nel suo intervento,
perché è chiaro che non siamo nelle condizioni questa sera, al di
là di fare interventi generici, di discutere sul bilancio nel
momento in cui abbiamo trovato questa mattina, dopo una settimana
di passione, dopo la Pasqua e quindi la Resurrezione, una sorpresa
negativa venendo qui a Palermo.
E' chiaro ed è risaputo che questa finanziaria stravolge anche il
bilancio nel momento in cui dovesse pervenire in Aula e, quindi,
essere soggetta ad approvazione.
Io sono convinto che lei, signor Presidente, giustamente pone un
accento quando dice che questa finanziaria, questo subemendamento
alla finanziaria, composto da 59 articoli e oltre 200 commi,
potrebbe anche non arrivare in Aula.
Io me lo auguro, signor Presidente, perché, se è così, credo che
non venga delegittimato né il Parlamento né soprattutto la
Commissione Bilancio che ha sempre svolto il suo lavoro pur in
questi anni difficili, in questa legislatura, ormai considerata
come la peggiore nella storia della Regione siciliana, perché non
abbiamo avuto un Governo che ha voluto essere diverso rispetto ai
precedenti, bensì un Governo che ha cercato di scardinare un
sistema nell'interesse di una parte, nell'interesse di una
clientela, di un partito che certamente è espressione del
Presidente Lombardo.
Io credo che lui, giustamente, oggi guardi al superamento del MPA,
ma potrebbe avere la possibilità di chiudere questa esperienza di
tre anni e guardare alle prossime occasioni in cui discutere di
bilancio e di finanziaria con un grande colpo d'ala tenendo
presente gli interessi generali della nostra Regione. Ma, nel
momento in cui lui vuole cambiare anche il suo simbolo, il simbolo
del suo partito, l'MPA, sono convinto che non farà questo colpo
d'ala perché è chiaro che nel nuovo simbolo non ci sarà la sua
colomba bianca che punta verso l'alto ma, invece, qualche cosa che
lo farà precipitare verso il basso.
Signor Presidente, sono convinto di questo perché è chiaro che
quando si vogliono fare giochi di parte, il cosiddetto gioco delle
tre carte, che in alcune parti della nostra Sicilia viene ancora
oggi esercitato anche se ormai viene considerato superato, non
possiamo partire il giovedì da questa Aula sapendo che dovevamo
presentare entro venerdì pomeriggio, il Venerdì Santo, gli
emendamenti al bilancio e alla finanziaria e ritrovarci, oggi, con
una finanziaria riscritta che prevede l'abolizione di tante leggi
della nostra Regione siciliana che noi, addetti ai lavori, non
riusciamo a comprendere.
Signor Presidente, da deputato le chiedo di avere qui conoscenza
di tutte le norme che sono citate, di avere quanto meno il tempo,
oltre che la spiegazione da parte del Governo che ha messo in
soggezione il collega Maira, anche se questo è un mezzo Governo,
perché collega Maira ci sono solo sei assessori su dodici e,
quindi, se lei si impressiona con un mezzo Governo, figuriamoci
quando poi ci sarà il presidente Lombardo e gli altri assessori,
quindi il Governo nella sua interezza.
Signor Presidente, chiedo, come parlamentare di quest'Assemblea,
di conoscere tutte le norme che saranno abrogate con questa
finanziaria e di capire soprattutto perché si fa una finanziaria in
questi termini quando ci saranno tutte le possibilità, nel momento
in cui il Governo lo vorrà, di predisporre specifici atti che
possono determinare scelte che dovranno essere certamente condivise
non solo dal Parlamento ma anche da tutti i soggetti interessati.
Mi rendo conto che questo Governo guarda non agli interessi
generali, agli interessi dei più deboli, delle famiglie, delle
imprese, ma guarda soprattutto, con occhio strabico, a fare scelte
finalizzate alla clientela e al rafforzamento di una posizione
politica.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Scoma, Lentini,
Parlavecchio, Forzese, Di Mauro e Campagna sono in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, chiedo scusa, sono arrivato in
ritardo in Aula. Pensavo che si stesse discutendo sull'articolo 1,
considerato che l'altra volta i lavori erano stati sospesi,
rinviando ad oggi la discussione generale sull'articolo 1.
Ho notato che si sta svolgendo una discussione su tutto. Il che in
sé, lo dico qui, non qualifica l'Aula perché abbiamo il bilancio e
avremmo dovuto pertanto affrontare il bilancio.
Se ha consentito agli altri di potere non essere in argomento,
permetterà anche a me di andare fuori argomento e di affrontare una
questione che è stata posta e che, al di là delle ragioni di
maggioranza e di opposizione, pone un problema di profilo di
compatibilità con il Regolamento d'Aula. Mi riferisco, nella
fattispecie, al maxi emendamento presentato dal Governo.
Da parte dei colleghi dell'opposizione viene contestato che il
maxi emendamento possa essere ammesso in Aula.
A parte il fatto che l'ammissibilità o meno degli emendamenti è
materia di competenza della Presidenza dell'Assemblea, non è frutto
di una discussione d'Aula bensì di una valutazione che compete
esclusivamente al Presidente dell'Assemblea.
Il maxiemendamento pone, e qui mi rivolgo al Governo, un problema
serio di opportunità politica.
Condivido le misure contenute nel maxi emendamento perché,
colleghi della maggioranza e dell'opposizione, sono misure di
contenimento della spesa e misure di nuove entrate, sono misure
necessarie per potere fare quadrare il bilancio, non diciamo
clientele, questa propaganda continua, questa logica eliminiamola
perché le misure contenute sono misure serie, ne ho lette alcune;
altre rispondono ad altre logiche, ma le valuteremo.
Però, si contesta il fatto che il maxi emendamento possa trovare
ingresso in Aula perché si sottrae alla procedura di controllo
degli emendamenti del Governo o dei disegni di legge del Governo
previsti dal nostro Regolamento. Insomma, si potrebbe affermare un
precedente pericolosissimo che è quello che non occorre più, né per
le parti di competenza né per la parte finanziaria, il lavoro
istruttorio che il Regolamento prevede debba essere fatto dalle
Commissioni competenti.
Questo rischio segnalato, non è la prima volta, a parti invertite
lo abbiamo segnalato noi e vorrei ricordare all'onorevole Leontini
che venne introdotta l'ARAN alle tre di notte con un emendamento
del Governo, non ricordo se l'onorevole Leontini fosse componente
del Governo del tempo.
Ciò per fare capire che, a parti invertite, c'è sempre il
tentativo di forzare il Regolamento.
I colleghi convengano sul fatto - sono d'accordo che è una
forzatura palese del Regolamento - che questo emendamento può
entrare in qualsiasi momento in Aula sulla base dello stesso
Regolamento perché l'onorevole Cracolici, l'onorevole Musotto, i
capigruppo possono presentare emendamenti in qualsiasi momento; il
Governo può anche non presentarlo per cui, essendo frutto di
un'elaborazione della maggioranza, può sempre essere presentato dai
capigruppo.
Non voglio aprire una querelle regolamentare ma voglio ragionare
sulla base dell'opportunità politica, signor Presidente e,
pertanto, vorrei formulare un'ipotesi di lavoro, non so se
condivisibile, di questa natura: il maxi emendamento vada all'esame
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e si dia
sul maxi emendamento il tempo necessario, per la complessità delle
materie che contiene, perché qualsiasi collega parlamentare possa
utilizzare quel tempo per meglio approfondire quelle norme. Le
norme, quando si presentano, non sono né di maggioranza né di
opposizione.
Avendo dato una lettura svelta ed essendo in questo maxi
emendamento contenuti emendamenti già presentati in Commissione e
poi ritirati dalla stessa e portati in Aula, devo dire che, in
generale, condivido il contenuto.
Rivolgo, quindi, un invito ai colleghi dell'opposizione: non si
può sottrarre il dibattito rispetto al merito perché arriverebbe
comunque, o con il Governo o con altre forme.
Allora, si trovi una via diciamo più dialogante, di opportunità,
quella di utilizzare la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, dando il tempo necessario all'Aula, ivi compreso me
che sono un esperto parlamentare oramai in ragione alla mia
anzianità di mestiere che esercito in quest'Aula, per poter
approfondire una serie di punti del maxi emendamento al fine di
presentare gli emendamenti. E in questo caso, nella presentazione
degli emendamenti, non si tenga conto della regola aurea che
prevede che, per presentare gli emendamenti in Aula, questi devono
essere stati presentati prima nelle Commissioni competenti, e
quindi si sottragga, in via eccezionale, si faccia in modo che il
maxi emendamento, o come maxi emendamento o come singolo
emendamento firmato dai capigruppo, arrivi in Aula e si dia il
tempo necessario affinché il Parlamento possa approfondire e
presentare emendamenti soppressivi, emendamenti modificativi,
quello che è nelle prerogative del Parlamento.
Quindi, eviterei così di alzare i toni, collega Maira. Mi dispiace
che non sia presente in Aula, ma personalmente eviterei di alzare i
toni, li eviterei nel merito delle questioni e senza sollevare
inutili polemiche dentro il Parlamento, avendo rispetto ciascuno
per le questioni degli altri.
Io so perfettamente che si vivono momenti di tensione nelle
polemiche, si vivono momenti di tensione particolari nell'attività
politica e so perfettamente che, molte volte, c'è un capro
espiatorio che deve pagare per tutti, nel senso che viene
individuato come il responsabile. Una volta capita a me, una volta
capita a qualche altro.
Dovremmo forse abituarci, in un momento così delicato della vita
politica e sociale della nostra Regione, tutti, non una parte ma
tutti, ad abbassare i toni della polemica perché le condizioni
della Sicilia sono drammatiche. Esasperare i toni in sé, non dico
ad una parte o all'altra, in sé può alimentare atti che non sono
facilmente controllabili né da questo Parlamento né fuori da questo
Parlamento. Da qui l'esigenza di un confronto sereno, di merito che
abbassi i toni e qualifichi l'attività legislativa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Speziale.
Onorevoli colleghi, come avevo annunciato, sospendiamo la seduta.
CORDARO. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei
lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ci sono numerosi deputati che hanno
chiesto di parlare. Ritornerà a parlare subito dopo la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
CORDARO. Devo ritornare su un argomento.
PRESIDENTE. Le concedo un minuto. Ha facoltà di parlare.
CORDARO. Signor Presidente, intervengo perché desidero contestare
integralmente, e ciò mi dispiace, il suo intervento che è succeduto
a quello del presidente del mio Gruppo, onorevole Maira.
Siccome la conosco come persona attenta e avveduta, evidentemente
lei è stato distratto da qualcos'altro perché la risposta che ha
dato all'intervento dell'onorevole Maira è una risposta che
definirei distonica, cioè sono state due cose diverse.
Presidente, nessuno ha adombrato l'opzione o la possibilità che la
collega Caronia abbia minacciato qualcuno, né nessuno ha chiesto la
necessità di una difesa né di fiducia, né di ufficio.
Vi era la necessità, e non mi importa neanche se il silenzio del
collega sia come il silenzio di colui che tacendo acconsente oppure
dissente perché, a questo punto, devo rivolgermi esclusivamente
alla Presidenza anche e soprattutto in ragione della lettera del
presidente Maira al Presidente dell'Assemblea regionale.
Prima di entrare nel merito, qualora questo dovesse essere deciso
dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, noi
abbiamo, come Gruppo parlamentare del PID, la necessità di sapere
dalla Presidenza dell'Assemblea, proprio per rifarmi alle parole
dell'onorevole Speziale, per quel rispetto che è dovuto alle
opinioni di tutti, se il fatto che l'onorevole Cordaro si batte per
un emendamento e per una categoria produttiva sia considerato con
la stessa agibilità democratica e con la stessa libertà di
qualsiasi altro deputato, oppure se il fatto che alcuni temi
vengano perorati o perché si combatte perché ci si crede su un tema
o su una causa o su una categoria produttiva o sociale, debba
vedere una parte di questo Parlamento penalizzata.
Signor Presidente, sto facendo un intervento serio perché il
problema è nato su un emendamento, non è nato su una minaccia
personale Vorrei sapere, signor Presidente, se i deputati del PID,
in quest'Aula, hanno la stessa agibilità democratica di tutti gli
altri deputati, oppure no.
E lo voglio sapere dalla Presidenza. Sciolto questo nodo, che per
noi è fondamentale, siamo pronti, qualora questo verrà deciso, ad
affrontare il merito.
SPEZIALE. Altrimenti?
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, mi consenta di parlare un attimo.
Onorevole Cordaro, lei mi chiede una risposta, oserei dire,
lapalissiana
Ma è ovvio che i deputati del Gruppo PID hanno le stesse,
identiche prerogative di qualsiasi altro deputato di quest'Aula
CORDARO. Non mi era sembrato così
PRESIDENTE. Ma da cosa non le è sembrato? Se un emendamento, poi,
per le vicende che conosciamo, non è passato in Commissione, anche
se c'era un accordo perché passasse, questa è la prassi dei lavori
parlamentari, siano essi in Commissione siano essi in Aula.
Posso capire la difficoltà e l'amarezza di un gruppo politico a
fronte di accordi non mantenuti tra le parti e tra i partiti, ma il
PID ha, come qualsiasi altro deputato, la possibilità integrale,
garantita dallo Statuto e dai Regolamenti, di ripresentare gli
emendamenti e di fare la battaglia perché vengano approvati, senza
nessuna discriminazione, questo è pacifico
Sospendo la seduta e convoco in via informale la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala Lettura Deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 18.23, è ripresa alle ore 20.00)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, testé riunitasi, ha stabilito,
al fine di poter valutare la complessità degli emendamenti
presentati, di rinviare i lavori a domani mattina.
Così rimane stabilito.
Onorevoli colleghi, avverto, altresì, che si procederà alla
discussione unificata dei due disegni di legge a partire dalle ore
11.00 fino alla pausa antimeridiana.
La seduta è, pertanto, rinviata a domani, mercoledì 27 aprile
2011, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
(630-630 bis - 630 ter - 630 quater/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
Legge di stabilità regionale. (n. 631/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
La seduta è tolta alle ore 20.02
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Energia e servizi
pubblica utilità»
DI GUARDO - RAIA. - «Al Presidente della Regione, premesso che
l'emergenza rifiuti sta producendo un significativo abbassamento
dei livelli di igiene nelle nostre città nonché la disaffezione dei
cittadini, rendendo così più difficile il conseguimento di
comportamenti virtuosi, indispensabili per una corretta gestione di
tutto il ciclo dei rifiuti;
rilevato che tale situazione è stata determinata nella massima
parte dall'incompetenza degli amministratori degli ATO che non
hanno saputo organizzare il servizio integrato così come previsto
dalla normativa vigente;
ritenuto ancora che taluni ATO hanno determinato essi stessi il
livello della tariffa in maniera illegittima, in quanto tali
provvedimenti avrebbero dovuto essere assunti dai comuni;
valutato che l'esosità di tali tariffe illegittime ha aggravato il
fenomeno dell'evasione;
rilevato che in molti casi tale illegittimità era stata fatta
rilevare pubblicamente, come nel caso dell'ATO CT 3, nel quale la
CGIL più volte sul quotidiano 'La Sicilia' polemizzò con il
presidente pro-tempore dell'ATO che sosteneva la perfetta validità
del proprio operato;
considerato che in questo stesso ATO si è giunti a stampare e
diffondere tra la popolazione un depliant contenente macroscopici
errori, come il sottoscritto interrogante ha segnalato
nell'interrogazione n. 842 della XIV legislatura, che non ha mai
avuto risposta;
rilevato infine che per dare un chiaro segnale di cambiamento in
Sicilia occorre affermare col massimo rigore il principio di
responsabilità e, dunque, che i responsabili siano chiamati a
rispondere del danno arrecato;
per sapere:
quali iniziative intenda attuare perché coloro che hanno provocato
questo sfascio siano chiamati a risponderne anche patrimonialmente
davanti alla Corte dei Conti;
in quali altri ATO siciliani la tariffa sia stata illegittimamente
stabilita dallo stesso ATO;
quali iniziative l'Assessorato competente e gli uffici
dell'Agenzia abbiano attuato per il ristoro del danno erariale
provocato da questi comportamenti;
quali iniziative intenda assumere, in particolare, nei confronti
degli amministratori dell'ATO CT 3 nel quale tali comportamenti
sono particolarmente gravi». (163)
Risposta. - «Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo
presentato dagli onorevoli Di Guardo e Raia al Presidente della
Regione Siciliana, volto a conoscere le notizie relative alla
gestione degli ATO rifiuti siciliani, pervenuto a questo
Assessorato con nota prot.934/In.15 del 28 maggio 2010, si
rappresenta quanto segue:
la datazione dell'atto ispettivo rende oggi in qualche modo
superata la criticità a suo tempo rappresentata in quanto, come
noto, con la l.r. 8 aprile 2010 n. 9, d'ora innanzi la legge, è
stata profondamente riformata in Sicilia la disciplina della
gestione integrata dei rifiuti nonché della messa in sicurezza,
della bonifica, del ripristino ambientale dei siti inquinati, nel
rispetto della salvaguardia e tutela della salute pubblica, dei
valori naturali, ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata
con le disposizioni del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
successive modifiche ed integrazioni, e in attuazione delle
direttive comunitarie in materia di rifiuti.
La legge, in particolare l'articolo 2, ha attribuito specifiche
competenze alla Regione Siciliana che è chiamata a governarne il
processo di attuazione affinché il passaggio verso il nuovo assetto
organizzativo della gestione integrata dei rifiuti avvenga in
maniera armonica, coordinata ed omogenea sull'intero territorio
regionale.
In ottemperanza alle superiori disposizioni
questo Assessorato ha in fase di definizione il Piano Regionale di
gestione dei rifiuti di cui all'articolo 9 della legge, anche alla
luce delle integrazioni richieste dal Dipartimento della Protezione
Civile nazionale sulla prima stesura del 14 ottobre 2010.
Al fine di rendere chiaro alle Istituzioni
pubbliche cui sono state attribuite competenze in materia il
percorso amministrativo che condurrà al nuovo sistema della
gestione integrata dei rifiuti in Sicilia, nonché al fine di
fornire agli Enti territoriali indicazioni su come utilizzare le
risorse economiche messe a disposizione dalla Regione siciliana per
superare la situazione di crisi nello svolgimento del servizio
integrato di gestione dei rifiuti, sono state emanate, anche in
attuazione di quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, lettera b),
della legge regionale 9/201, cinque circolari.
In particolare con la circolare n. 1 del 29
ottobre 2010 e con la circolare n. 3 del 17 dicembre 2010 sono
state disciplinate le modalità per consentire ai Comuni aderenti
alle Società d'Ambito di fruire delle agevolazioni di carattere
economico finanziario riconosciute, ai sensi degli articolo 45 e
46 della legge regionale 11/2010, dalla Regione siciliana.
Con la circolare n. 2 del 16 dicembre 2010 e
n. 1 del 14 marzo 2011, riguardante invece l'articolo 19 della
legge composto da tredici commi, si è disciplinata la fase
transitoria, individuando specifiche regole cui dovranno attenersi,
nell'arco di tempo occorrente, le Istituzioni pubbliche cui sono
state attribuite competenze in materia nonché i soggetti già
deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque
nella stessa coinvolti.
Con l'ultima (aprile 2011), in ordine
temporale, sono state definite le competenze delle Province
regionali.
Sono stati sollecitati i Consorzi e le
Autorità d'Ambito, a dare attuazione alle previsioni di legge di
loro competenza, nelle more della costituzione delle Società per la
regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti, S.R.R., in
particolare richiedendo la nomina dei liquidatori già per la
maggior parte nominati.
Si è già attivato il procedimento che
condurrà all'avvio dei nuovi ambiti territoriali ottimali e alla
costituzione delle Società per la regolamentazione del Servizio di
gestione rifiuti.
A tal fine sono stati approvati con proprio
Decreto gli schemi di Statuto e di Atto costitutivo per la
creazione delle Società che si occuperanno della gestione dei
rifiuti in Sicilia in sostituzione dei vecchi Consorzi e/o Società
d'Ambito.
Si è già proceduto al censimento degli impianti esistenti in
Sicilia ed alla verifica della loro funzionalità, nonché alla
individuazione delle opere di completamento necessarie per
l'effettivo avvio degli impianti realizzati ma non ancora in
funzione, della quantità di rifiuti gestiti, della qualità e
quantità della raccolta differenziata.
Tali informazioni sono preziose perché costituiscono base fondante
per la redazione dei Piani Industriali per la gestione del Servizio
Integrato dei rifiuti da parte delle S.R.R.
Sono in fase di redazione i criteri e gli standard minimi e
massimi dei servizi di gestione dei rifiuti urbani, nonché lo
schema di Capitolato Generale d'Appalto, lo schema di Bando di gara
e contratto sulla base dei quali avranno luogo le procedure di
evidenza pubblica per l'affidamento dei servizi di gestione
integrata dei rifiuti da parte delle S.R.R.
Dalla revisione critica dei costi di gestione comunicati dai
Comuni (costo totale del servizio, fatturazione TARSU, percentuale
di riscossione TARSU, percentuale di copertura dei costi deliberata
dai consigli comunali, situazione debitoria dei Comuni), si stanno
definendo come prevede la legge quei criteri e standard minimi e
massimi dei servizi di gestione dei rifiuti necessari a determinare
la congruenza tra costo del servizio e percentuale di copertura
dello stesso.
Naturalmente tutto il lavoro è un continuo divenire e
l'Assessorato monitora con attenzione attraverso il servizio
Osservatorio sui rifiuti del Dipartimento Acqua e Rifiuti
l'applicazione della TIA/TARSU da parte dei Comuni e delle Società
d'Ambito al fine di verificare, con particolare riferimento all'
ATO CT 3 (Simeto Ambiente), se le procedure poste in essere siano
conformi alle disposizione normative vigenti.
Occorre richiamare a questo punto all'art. 4, comma 2, lett. C),
che rimanda all'emanazione del regolamento Ministeriale di cui
all'art. 238 del D.Lgs 152/2006 e succ. mod. int. inerente
l'attivazione della Tariffa Integrata Ambientale».
L'Assessore
dott. Giosuè
Marino