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Resoconto d'Aula della Seduta n. 245 di martedì 26 aprile 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che é pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  l'energia e i servizi di pubblica utilità, la risposta scritta alla
  interrogazione  numero 163  Notizie in ordine alla  gestione  degli
  ATO rifiuti siciliani', degli onorevoli Di Guardo e Raia.

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Istituzione  del  sistema integrato  dei  servizi  di  sviluppo
  agricolo e rurale (Sissar) (n. 707)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara  in
  data 12 aprile  2011.

   - Disciplina della medicina non convenzionale (n. 708)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dall'onorevole  Scoma  in
  data 13 aprile 2011.

   -  Disposizioni  in materia di valutazione ambientale  strategica.
  Modifiche ed integrazioni all'articolo 59 della legge regionale  14
  maggio 2009, n. 6 (n. 709)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (Lombardo) su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente (Sparma), in data 13 aprile 2011

   -   Norme  in  materia  di  assistenza  e  gestione  dei  processi
  migratori. (n. 710)
   di   iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli   onorevoli   Di
  Benedetto,   Cracolici,   Ammatuna,   Apprendi,   Barbagallo,    De
  Benedictis,  Di  Guardo,  Digiacomo,  Donegani,  Faraone,  Ferrara,
  Galvagno,    Gucciardi,   Laccoto,   Lupo,   Marinello,   Marziano,
  Mattarella,  Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo,  Raia,  Rinaldi,
  Speziale e Termine, in data 15 aprile 2011.

   - Salvaguardia dei livelli occupazionali del personale del settore
  della  formazione professionale  Costituzione dell'Agenzia unica  e
  misure occupazionali . (n. 711)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Caputo,
  Buzzanca,  Vinciullo, Pogliese, Falcone, Bosco,  Leanza  Edoardo  e
  Campagna, in data 20 aprile 2011.
   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                               di legge
                       alla Commissione Bilancio

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato presentato  ed  inviato  alla
  Commissione Bilancio e programmazione (II) il seguente  disegno  di
  legge:

   -  III  Nota  di  variazioni al disegno di  legge  concernente  il
  bilancio  di  previsione  della Regione siciliana  per  l'esercizio
  finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013. (n. 630 quater)
   di  iniziativa  governativa, presentato in data 13 aprile  2011  e
  inviato in data 14 aprile 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Schema  di  disegno di legge da sottoporre al Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 41 ter dello Statuto  siciliano
  per la modifica dell'articolo 36 dello Statuto siciliano. (n. 702)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 12 aprile 2011.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -   Disposizioni   in  materia  di  contrasto   alla   criminalità
  organizzata  mediante la previsione dell'obbligo  di  denuncia  dei
  soggetti che subiscono richieste estorsive o di pizzo. (n. 688)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 12 aprile 2011.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vinciullo, con nota prot.  n.
  3255  del 4 aprile 2011, ha chiesto di apporre la firma al  disegno
  di  legge  n.  697  «Disposizioni  urgenti  per  il  settore  della
  formazione e orientamento professionale».

   Comunico,  altresì, che l'onorevole Cordaro, con nota  prot.  3758
  del  15  aprile 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno  di
  legge n. 704 «Norme in materia di cooperazione internazionale».

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute  ed
  assegnate alle Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -    Commissione    provinciale   dell'Ufficio    regionale    per
  l'espletamento di gare per l'appalto dei lavori pubblici di Ragusa.
  Designazione  componente  di  cui  alla  lettera  a)  del  comma  9
  dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo
  coordinato con le norme regionali. (n. 146/I)
   pervenuto in data 12 aprile 2011 e inviato in data 13 aprile 2011.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Modalità attuative regimi di aiuto ex 33 della legge  regionale
  23  dicembre  2000, n. 32, come sostituito dalla legge regionale  6
  agosto  2009, n. 9, in esecuzione di quanto previsto dal P.O.  FESR
  2007/2013, obiettivo operativo 3.1.2 linee di intervento 1, 2, 3  e
  4  e  dall'obiettivo operativo 3.1.3 linee di intervento 3 e 4. (n.
  147/I)
   pervenuto in data 14 aprile 2011 e inviato in data 18 aprile 2011.

     Comunicazione di proroga di termini per espressione di parere

   PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 70 bis, comma  2,
  del  Regolamento  interno, è stato prorogato per  dieci  giorni,  a
  decorrere dal 12 aprile 2011, il termine previsto per l'espressione
  del  parere n. 144/IV  Articolo 2 della legge regionale n.  8/2004.
  Decreto di attuazione .

          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153 del
  Regolamento interno, della mozione numero 261 «Iniziative presso il
  Governo  nazionale per individuare le più opportune soluzioni  alle
  tragiche   problematiche   legate  all'immigrazione   dalle   coste
  nordafricane»,  degli  onorevoli  Ferrara,  Ammatuna,  Gucciardi  e
  Galvagno.

   Avverto  che  la  determinazione della data di  discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata,  secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.

  Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-
      630 ter-630 quater/A  «Bilancio di previsione della Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
   triennio 2011-2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e
       correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale»

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-630  ter-
  630  quater/A   Bilancio di previsione della Regione siciliana  per
  l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
  2013  e numero 631/A  Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2011. Legge di stabilità regionale .
   Invito  i  componenti della Commissione Bilancio a prendere  posto
  nell'apposito banco.

   Onorevoli colleghi, ricordo che nella precedente seduta era  stato
  votato  ed approvato il passaggio all'esame degli articoli, informo
  che  si  procederà alla discussione unificata dei  due  disegni  di
  legge.
   Avverto, altresì, che l'ordine di esame e di votazione dei singoli
  articoli  del  bilancio  a  legislazione  vigente  e  della   legge
  finanziaria  avverrà, così come previsto dall'articolo  121  sexies
  del  Regolamento interno, procedendo nell'ordine con l'esame  degli
  articoli  e  delle tabelle del disegno di legge di bilancio,  esame
  che  verrà  sospeso prima della sua votazione finale,  per  passare
  agli  articoli  ed alle tabelle del disegno di legge finanziaria  e
  alla sua votazione finale.
   Approvato  il  disegno di legge finanziaria, l'Aula verrà  sospesa
  per  consentire al Governo di predisporre la nota di variazioni  al
  bilancio  conseguente all'approvazione della legge  finanziaria  ed
  alla  Commissione Bilancio di esprimere sulla stessa, il parere  di
  cui all'articolo 73 quinquies del Regolamento interno. Si procederà
  quindi  alla  votazione della nota di variazioni e  alla  votazione
  finale  della  legge  di bilancio, come modificata  dalla  nota  di
  variazioni.
   Con riferimento ai termini ed alle modalità di presentazione degli
  emendamenti,  avverto che, oltre che le disposizioni  generali  del
  Regolamento interno che disciplinano la materia, gli emendamenti al
  bilancio ed alla finanziaria devono osservare i limiti di contenuto
  previsti  dalla legge e dal Regolamento interno e, per  quelli  che
  prevedono    maggiori   spese,   devono   recare   la    necessaria
  compensazione.
   Nel  valutare la natura compensativa o meno degli emendamenti,  la
  Presidenza considererà inammissibili gli emendamenti:
   a) privi di compensazione;
   b)  la  cui  compensazione,  in base  agli  elementi  disponibili,
  risulti insufficiente;
   c)   recanti  compensazioni  manifestamente  inidonee  sul   piano
  formale;
   d) recanti compensazioni tra variazioni delle tabelle del bilancio
  e delle tabelle della finanziaria.
   Spetta  invece  al Governo fornire ulteriori dati ed  elementi  di
  informazione  che  dimostrino  la  eventuale  inadeguatezza   delle
  modalità  di compensazione previste dall'emendamento. In tali  casi
  l'ammissibilità potrà essere riconsiderata alla luce degli elementi
  eventualmente forniti dal Governo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è una intimidazione al Parlamento?

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci  sia
  una intimidazione da parte del Governo nei confronti del Parlamento
  ed è di questo che voglio parlare prima di iniziare questa maratona
  - perché così sarà, poi se si completerà o meno lo vedremo in corso
  d'opera -.
   Questo  è l'ulteriore emendamento Gov. 1 delle ore 12.30,  io  ero
  rimasto  a  quello  delle  11.45,  che  il  Governo  ha  presentato
  riscrivendo, o meglio venendo meno da quello che mi risulta, perché
  non ho partecipato ai lavori in Commissione Bilancio; qualcuno si è
  chiesto il perché.
   Il  motivo ora finalmente lo si sa, perché ero fermamente convinto
  che  avremmo perso una settimana di tempo col cosiddetto   babbio ,
  tanto  è  vero  che  è uscito un testo di finanziaria  striminzito,
  senza  alcuna proposta, senz'anima potremmo dire, e il  Governo  ha
  pensato  bene di presentare sotto forma di sub, anzi di emendamento
  a  sé stesso, un testo che, se non sbaglio, è formato a malapena da
  59  articoli  Di cui il cinquantanovesimo articolo consta appena di
  33  commi,  con  riferimenti normativi dei  quali  chiedo  conto  e
  ragione   perché  formalmente,  Presidente,  desidero  che   questo
  emendamento,  a norma di Regolamento, sia supportato  dalla  scheda
  tecnica.
   E'  impensabile iniziare l'esame del bilancio senza renderci conto
  di  come  il  Governo  vuole  trattare definitivamente  la  materia
  bilancio e finanziaria. Che non ci sia idea lo abbiamo capito dalle
  quattro, cinque versioni che in Commissione Bilancio mister Armao -
  che   stasera  non  vedo  perché  forse  è  occupato  nell'ennesima
  conferenza stampa - ha propinato alla Commissione Bilancio.
   Ma, nonostante si sia raggiunto un presunto accorto in Commissione
  Bilancio,  perché  il Presidente dell'Assemblea  ha  richiamato  la
  nostra  attenzione, il nostro senso di responsabilità e  quindi  la
  Commissione   Bilancio  sulla  scorta  della   sollecitazione   del
  Presidente  dell'Assemblea ha cercato di chiudere un  ragionamento,
  per evitare che cosa?
   Lo   scioglimento  dell'Assemblea  per  mancata  approvazione  del
  bilancio e della finanziaria.
   Francamente,  io non so se il male peggiore per  la  Sicilia  e  i
  siciliani  sia  lo  scioglimento di questa Assemblea;  comincio  ad
  avere  forti  dubbi, tanto è vero che ho presentato emendamenti  al
  bilancio, credo oltre 3.500, e circa 700 alla finanziaria,  abbiamo
  perso il conto. Ma sto preparando ora anche subemendamenti a questo
  Gov.  1,  e  le chiedo, e chiedo al Governo, non so se  l'assessore
  Centorrino o l'assessore per il turismo saranno nelle condizioni di
  risponderci,   visto   che  in  questo  momento   siete   voi   che
  rappresentate impropriamente il Governo, impropriamente non per  la
  vostra  persona  ma per la delega che non vi appartiene  in  questa
  seduta.
   Presidente Formica, le chiedo un attimo di attenzione.
   Noi  non  abbiamo  in questo momento formalmente  l'interlocutore.
  Ricordo che in tante occasioni l'opposizione  Starà venendo,  bene,
  ne  siamo  contenti,  al che, come dice il presidente  Formica,  io
  ricomincerò daccapo perché in questo momento manca l'interlocutore.
   Desidero  sapere  -  e  questo  interrogativo  lo  rivolgo   anche
  all'onorevole Leanza che fa le veci di Armao in questo  momento,  e
  anche   di  Lombardo  mi  suggeriscono,  il   Governo  ombra'   per
  l'esattezza  -,  quindi chiedo al Governo ombra -  considerato  che
  quello  vero  non  c'è perché in questa occasione si  è  dimostrato
  totalmente assente sotto il profilo delle strategie e della serietà
  delle  proposte  -  che  ci chiarisca, esca dall'ombra  e  ci  dica
  finalmente qual è la strategia reale che si vuole applicare.
   Presidente  Formica,  io  dico  chiaramente  che  non  ho   alcuna
  intenzione  di  ritirare nessun emendamento, questo  lo  chiarisco,
  anzi  chiedo di discuterli uno per uno. Non solo, mi appello a  lei
  su  un  altro aspetto. Il Gov. 1, lo avrà già visto, è una ennesima
  finanziaria  scorretta perché ci sono contenuti in pieno  contrasto
  tra  loro, assessore Armao lei sarà stato impegnato nel fare troppe
  conferenze  stampa e non si è reso conto che questo testo  contiene
  anche  elementi  in contrasto tra  loro. Ma queste  riflessioni  le
  scivolano addosso come al solito.
   Allora,  rispetto  a  tutto  questo, mi appello  semplicemente  al
  garante  di  questa Assemblea, che è la Presidenza  dell'Assemblea.
  Questo  testo  di  per sé è irricevibile sia per  i  contenuti  che
  contrastano  tra loro sia perché manca la scheda tecnica,  qua  c'è
  una ennesima finanziaria.
   Oltre  a  questo, Presidente Formica, le chiedo di sapere come  ci
  dobbiamo  comportare perché, se la strategia del Governo è  questa,
  allora significa che il Governo ha deciso lo scioglimento di questa
  Assemblea. Che lo dica una volta per tutte  Delle due l'una: questo
  è   o   un   atteggiamento  intimidatorio  o  è  un   atteggiamento
  provocatorio,  certo  non  è  un atteggiamento  di  buon  senso  e,
  soprattutto,  di  chi  realmente vuole trovare  una  soluzione  per
  approvare  un  bilancio e quindi per risolvere, o almeno  chiudere,
  questa fase delicata.
   Rispetto  a  questa ipotesi, siccome le intimidazioni  sicuramente
  non  ci fanno paura, che il Governo dica una volta per tutte, e qua
  chiedo che la Presidenza sia vigile, chiarisca una volta per  tutte
  cosa  vuole  fare. Se vuole sciogliere questo Parlamento  lo  dica,
  naturalmente  questo  Parlamento  in  autonomia  può  stabilire  di
  suicidarsi con le proprie mani, se lo vuole fare.
   Se  invece  è  provocatorio, allora finiamola, come  dice  qualche
  parlamentare  palermitano,  cu babbiu  e cerchiamo, una  volta  per
  tutte,  di  capire  se  dobbiamo chiudere un  ragionamento  tenendo
  conto,   comunque,  delle  questioni  che  sono  state   sollevate,
  Presidente  Formica, perché io sono fermo al mio  intervento  della
  volta  scorsa, cioè a quello che prevede l'articolo 14 e a ciò  che
  non è stato presentato in quest'Aula.
   Quindi, concludo dicendo che non possiamo procedere all'esame  del
  bilancio   se   non  c'è  chiarezza  complessiva  sulle   questioni
  sollevate,  sui  punti  di partenza e su  quello  che  è  il  reale
  obiettivo  del Governo. Se ci vuole mandare tutti a casa,  lo  dica
  una  volta  per  tutte,  ne prendiamo atto e  ci  prepareremo  alla
  campagna elettorale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  hanno   chiesto   di   parlare
  l'onorevole  Falcone, l'onorevole Vinciullo, l'onorevole  Caputo  e
  l'onorevole Corona.
   Stiamo  per iniziare la discussione generale che abbiamo  rinviato
  all'articolo 1.
   La  Presidenza è del parere che, conclusa la discussione generale,
  dovremo  interrompere  i lavori e vedere di  fare  il  punto  sulla
  situazione, magari con una Conferenza informale dei capigruppo, per
  decidere sulla prosecuzione dei lavori stessi e sulle questioni che
  sono state sollevate in quest'Aula.

   Inviterei,  quindi, i colleghi ad approfittare  della  discussione
  generale per intervenire.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, proprio sulla scorta di quello lei  ha
  detto  relativamente ai lavori d'Aula e a come procedere, prima  di
  passare   alla   discussione  generale   dobbiamo   anche   capire,
  innanzitutto, se questo maxi emendamento presentato dal  Governo  é
  un emendamento sostitutivo o aggiuntivo.

   PRESIDENTE. E' aggiuntivo, questo glielo posso dire.

   FALCONE. Poiché lo stesso, però, ha dei commi e degli articoli che
  sono  sostitutivi,  mi  riferisco  ad  esempio  agli  enti  locali,
  dovremmo capire un attimo come procedere.
   Poi,  a  mio  avviso,  prima  della discussione  generale,  signor
  Presidente, sarebbe opportuno che si sospendesse un attimo e che si
  convocasse  una  Conferenza dei capigruppo per  disciplinare  anche
  l'andamento  dei  lavori, perché io ora non  voglio  riprendere  la
  drasticità  delle  affermazioni dell'onorevole De  Luca  il  quale,
  comunque, se non nella forma, nel contenuto ha ragione.
   E'  chiaro  che si tratta di un andazzo non assolutamente  lineare
  perché,  da un lato, abbiamo una mole di emendamenti presentati  da
  tutti i parlamentari; dall'altro lato, vi è questo maxi emendamento
  così corposo che, tra l'altro, reintroduce norme che la Commissione
  Bilancio  aveva  detto in maniera chiara che andavano  espunte  dal
  testo da portare in Aula né, tanto meno, sarebbero state riproposte
  poi in Aula.
   Quindi,  poiché arriviamo ad un emendamento che sta rivoluzionando
  e  poiché trattasi di norme che necessitano di attenzione, per  cui
  vanno  lette, vanno studiate, vanno approfondite, sarebbe opportuno
  che  non  si  andasse  avanti  nella  discussione  generale  perché
  dobbiamo  capire, tra l'altro, se la Presidenza accetterà  in  toto
  questo maxi emendamento, atteso che ricalca tout-court alcune parti
  estrapolate,  stralciate  dal  Presidente  Cascio  nel   precedente
  disegno  di  legge di finanziaria che era arrivato  in  Commissione
  Bilancio prima di approdare all'Aula.
   Allora,   delle   due   l'una:  o  il   Governo,   nella   persona
  dell'assessore  Armao, non è stato attento  o  ha  dimenticato  che
  alcune norme che oggi affluiscono in questo maxi emendamento  erano
  già  state stralciate perché non attinenti alla materia finanziaria
  e  relative a norme di settore; oppure perché il Governo ha  inteso
  screditare,  così come abbiamo detto, i capigruppo, soprattutto  di
  maggioranza,  che  avevano  stabilito un determinato  percorso  con
  l'assessore Armao che oggi,  invece, o meglio come auguri di  buona
  Pasqua,  è  stato assolutamente calpestato. Alle ore 12.20  del  22
  aprile,  per farci gli auguri di  buona Pasqua, onorevole De  Luca,
  ci  viene  presentato un maxi emendamento che parla di tutto  e  di
  più,  ricalcando  alcune norme testé citate che  chiaramente  vanno
  oltre i lavori regolari.
   Allora fermiamoci un attimo
   Si  convochi una Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari
  che  decida, con le norme del buon senso, di attenzionare i  lavori
  in  maniera idonea, in maniera adeguata perché si possa arrivare ad
  un  testo che sia condiviso, sia pure nella dialettica delle parti,
  ma  che  si possa arrivare ad un testo che non sia buttato  là  per
  rallentare  i  lavori  d'Aula e non sortire alcune  effetto,  alcun
  risultato.
   Signor Presidente, a mio avviso sarebbe opportuno non passare alla
  discussione generale, peraltro l'abbiamo già anticipata in un certo
  senso;  però, anche in questo caso, se non sappiamo se questo  maxi
  emendamento  arriva  o meno in Aula, di quale discussione  generale
  dobbiamo parlare, presidente Savona?

   Sul  piano  tecnico  non possiamo approssimarci  alla  discussione
  generale  se  non sappiamo su quale testo vogliamo  focalizzare  la
  nostra attenzione.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori, in attesa di avere l'ultima versione della finanziaria -
  perché  di  questo mi pare stiamo discutendo -, volevo  cercare  di
  capire  se  questa finanziaria, presentata il 22  aprile  alle  ore
  12.30,  che dovrebbe sostituire le precedenti, è quella definitiva,
  ufficiale,  anche perché ci terrei a sottolineare che non  è  stata
  firmata dal Presidente Lombardo ma porta solo ed esclusivamente  la
  firma  dell'Assessore e, quindi, si deve capire se è la finanziaria
  voluta   dal  Presidente  Lombardo  o  se  il  Presidente  Lombardo
  disconosce questa finanziaria perché ne sta preparando un'altra.
   Ciò che mortifica tutto il Parlamento, e non solo il Governo, è il
  fatto  che l'altra sera avevamo discusso di una finanziaria snella.
  Avevamo  concordato  in Commissione Bilancio di  fare  solo  alcuni
  punti,  anche perché non si può pensare di portare una  finanziaria
  di  oltre  cento commi il 26 aprile sapendo che, da qui  a  qualche
  giorno,   o   si   approva  la  finanziaria  o  l'Assemblea   viene
  automaticamente sciolta. Così come è successo l'anno scorso, questo
  Governo,  pur  avendo a disposizione quattro mesi per approvare  la
  finanziaria,  proprio  perché è a corto  di  idee,  è  a  corto  di
  progetti,  è  a corto di deputati che non intendono più sostenerlo,
  pensa  di portare in Aula la finanziaria e il bilancio negli ultimi
  giorni  possibili  in modo tale da porre una  sorta  di   spada  di
  Damocle  sui deputati.
   Voglio  sottolineare  alcune cose. Questa  finanziaria,  assessore
  Armao, che trova tante somme a disposizione per gli spettacoli, per
  il  cinema,  ancora  una  volta, vergognosamente,  sottovaluta  tre
  settori:  il  primo  è  l'economia, ad iniziare  dall'imprenditoria
  giovanile  e  femminile. Abbiamo dovuto presentare un  emendamento,
  che in parte è stato accolto dal Governo.
   Sottovalutando l'imprenditoria, sottovaluta lo sviluppo di  questo
  Paese.
   Sottovaluta  pure  il mondo della  scuola. Vorrei  ricordare  che,
  nonostante  vi  siano  scuole  che continuano  a  crollare,  questo
  Governo  non  ha  pensato  di  rimpinguare  il  capitolo  destinato
  all'edilizia scolastica con centinaia di scuole che in Sicilia sono
  prive del certificato di agibilità.
   Questo  Governo  sottovaluta  la  lotta  contro  la  mafia  e   la
  criminalità mafiosa perché è convinto che la lotta alla mafia si fa
  mettendo due magistrati nel Governo. Non è così
   La  lotta alla mafia si fa pure inserendo importanti finanziamenti
  a  favore  delle  vittime della mafia, a favore di coloro  i  quali
  denunciano   e,  l'indomani,  si  ritrovano  le  proprie   attività
  incendiate  o danneggiate in qualsiasi modo. Non si può pensare  di
  dare  vita alla lotta contro la criminalità mafiosa se non si è  in
  maniera reale, in maniera certa, in maniera vera, accanto a chi  ha
  il coraggio di opporsi alla mafia e di denunciare.
   Allora,  dal momento che mi pare di capire che siamo  in  fase  di
  riscrittura della finanziaria, vi invito a considerare  questi  tre
  aspetti   importanti:   lotta  alla  mafia,  edilizia   scolastica,
  attenzione nei confronti delle fasce sociali meno fortunate.
   All'onorevole  Lupo  che  sta  parlando  con  l'assessore  per  la
  Famiglia, dico che inviterei entrambi a vedere quanti capitoli sono
  stati  azzerati, quanti capitoli destinati a chi soffre e a chi  ha
  bisogno sono per p.m., solo ed esclusivamente  per memoria .
   Cercate  un  attimo  di raschiare il fondo del  barile,  perché  a
  questo il Governo ci ha portati, abbiate un sussulto di dignità, un
  momento  di  coraggio,  cercate di venire  incontro  a  chi  soffre
  veramente, e non ancora una volta di alimentare il superfluo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sull'ordine dei lavori e  su  come
  procedere, anche tenendo conto dei rilievi mossi con gli interventi
  che  si  sono finora susseguiti, siccome la Presidenza  ha  bisogno
  insieme  agli  Uffici ancora di tempo per verificare  il  contenuto
  delle  norme presentate con il maxi emendamento, onde poter  essere
  nella   condizione   di   stabilire  quali  di   questi   contenuti
  eventualmente possono trovare ingresso oppure no, la proposta della
  Presidenza  è di iniziare con il bilancio, discussione generale  ed
  esame,  ed  entro  domani mattina, quando  la  Presidenza  sarà  in
  condizione  di  avere  certezza sul contenuto  vero,  reale,  sulla
  portata  reale  del  maxi emendamento, faremo  una  Conferenza  dei
  capigruppo. In quella sede la Presidenza comunicherà ai  capigruppo
  qual  è  l'intenzione della Presidenza stessa sul maxi  emendamento
  presentato dal Governo.
   Pertanto, potremmo continuare questa sera con il disegno di  legge
  di  bilancio,  anche  perché gli Uffici della  Presidenza  sono  in
  difficoltà  sulla valutazione possibile della portata  delle  norme
  inserite nel maxi emendamento; dopodiché, entro domani mattina,  ci
  sarà la Conferenza dei capigruppo per stabilire il da farsi.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Presidente, io la ringrazio per avermi dato la  parola.
  Ritengo  che  la  sua proposta sia ragionevole.  Tuttavia,  se  noi
  andiamo avanti così in Aula e affidiamo agli interventi di ciascuno
  di  noi,  di ogni parlamentare, un percorso che certamente  non  si
  preannuncia  facile, signor Presidente, Assessore,  perché  già  lo
  stesso  documento,  il maxi emendamento che  il  Governo  ha  posto
  stasera,  stamattina,  la nuova finanziaria  la  possiamo  definire
  così...

   PRESIDENTE. La interrompo subito per dirle che non è detto che  il
  maxi  emendamento arrivi in Aula. Siccome è dovere di quest'Aula  e
  di  questa Presidenza comunque rispettare i tempi, la mia  proposta
  era intesa in questo senso: procediamo con il bilancio.

   BUZZANCA. Lo dico, Presidente, proprio per venire incontro al  suo
  ragionamento alla luce di ciò che è successo. Dicevo poc'anzi,  non
  a  caso,  che è un documento formato da 59 articoli con 256  commi,
  una  finanziaria che - ho letto alcuni articoli -  fatico  anche  a
  comprendere.
   Fermiamoci ancora un attimo, Presidente.
   Voglio  fare  questa  proposta:  convochiamo  una  Conferenza  dei
  capigruppo  perché si possano scadenzare alcuni tempi,  si  possano
  stabilire  alcune  cose da fare oggi, altre cose  da  fare  domani,
  perché  mi  rendo  conto  che  vi  è  l'obbligo  costituzionale  di
  approvare il bilancio entro il 30 aprile prossimo, ma penso che sia
  dovere di questo Parlamento votare norme e intervenire su argomenti
  dei quali poi si ha piena cognizione.
   Oggi siamo in una fase molto delicata perché dobbiamo occuparci di
  circa  cinquemila emendamenti, molti dei quali non saranno ammessi,
  alcuni  saranno  ammessi e altri no. Vi sarà una riserva  da  parte
  della  Presidenza che dovrà pronunciarsi sul maxi emendamento  alla
  finanziaria.
   Però,  penso  che  una  riflessione,  seppur  breve,  affidata  ai
  capigruppo  e alla responsabilità di questa Presidenza -  che,  nel
  corso  del tempo, ha sempre dimostrato di assumere decisioni  molto
  ponderate  e molto equilibrate - ritengo sia quanto mai  opportuna.
  Al   contrario,  evidentemente,  qui  stasera  assisteremo  ad   un
  filibustering  che certamente non serve all'Aula, e  non  serve  ai
  siciliani.  Non  serve a nessuno. E tutto ciò appare  difficilmente
  comprensibile in un momento in cui dovremmo occuparci,  invece,  di
  fatti e di atti che servono realmente ai siciliani.
   Pertanto, signor Presidente, la invito, ed è un invito che rivolgo
  pure  ai  capigruppo  presenti  in  Aula,  a  fare  un  attimo   di
  riflessione per tentare di giungere ad una sintesi che permetta  di
  partire  con un congruo programma, perché siamo ancora in una  fase
  nella  quale  non  sappiamo ancora cosa accadrà e  quando  accadrà.
  Facciamolo   con   intelligenza,  cognita  causa,  perché,   signor
  Presidente,   quando   lei   parlava  con   l'onorevole   Leontini,
  probabilmente  prevedeva  un  percorso  che  non  sarà  esente   da
  difficoltà e non ci consentirà di approdare a nessun risultato.

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'avvio  del
  confronto  sui  contenuti  del bilancio in  questo  momento  non  è
  facile,  addirittura è quasi precluso dalla incertezza sulle  sorti
  di  questo  supplemento alla Treccani che ci è stato consegnato  in
  queste ore.
   Onorevole Musotto, un supplemento alla Treccani dove c'è tutto  lo
  scibile  di  Governo e amministrativo che mente umana abbia  potuto
  partorire, e noi ce lo siamo ritrovati adesso in mano.
   E'  chiaro  che il bilancio assumerà una fisionomia piuttosto  che
  un'altra,  a seconda di ciò che nella finanziaria sarà approvato  o
  meno.  In Commissione abbiamo partecipato ad un dibattito,  e  alla
  fine  è venuto fuori un bilancio che era speculare a ciò che  nella
  finanziaria si era fatto.
   Signor  Presidente, se lei ricorda, prima c'era  un  testo  di  50
  articoli,  da  novembre in poi questo testo è stato ridotto,  si  è
  asciugato  di  tutti  i mille rivoli che lo rendevano,  in  qualche
  modo,  impraticabile  o  offensivo. E' stato  presentato  un  testo
  sostitutivo, giustificato con una manovra finanziaria e tecnica che
  consentiva  di  far  uscire dalla Commissione il  bilancio,  perché
  collegato  ad  una finanziaria più accettabile. E'  chiaro  che  il
  dibattito interviene sul bilancio a legislazione invariata, ma  con
  la  mente  e  il  giudizio  rivolti al  bilancio  che  verrà  fuori
  dall'approvazione della finanziaria, perché è quello  che  a  tutti
  importa fare, predisporre e conoscere.
   Allora,  questa  sera, l'avvio del dibattito sul  bilancio  non  è
  praticabile  se  prima  non  ci mettiamo  d'accordo  su  cosa  fare
  rispetto a questa oscena proposta che è pervenuta nelle scorse ore,
  e  che è un tradimento rispetto all'impostazione che in Commissione
  ci eravamo dati.
   La  Commissione, infatti, ha lavorato affinché venisse prosciugato
  il  testo  della finanziaria dalle mille norme che lo  inficiavano,
  che  si rendesse la finanziaria speculare ad un bilancio di rigore.
  Adesso  ci  troviamo di fronte ad un testo osceno, che è  pieno  di
  spese  assolutamente  imprevedibili,  che  è  pieno  di  norme   in
  contrasto le une con le altre, e che non ci consente sin da ora  di
  immaginare   come  possa  essere,  poi,  approvato  il   successivo
  bilancio.   Perché,   ovviamente,   a   noi   interessa    derivare
  dall'approvazione   della  manovra  finanziaria   il   bilancio   a
  legislazione  variata,  che  è lo strumento  che  da  domani  tutti
  insieme dovremo utilizzare per soddisfare i bisogni dei siciliani.
   Signor  Presidente,  forse  è meglio che  questa  discussione  non
  inizi,  che  si  faccia  una Conferenza dei capigruppo,  o  che  la
  Presidenza prenda il giusto momento per approfondire la questione e
  poter  fornire un'indicazione certa all'Aula su cosa si dovrà  fare
  della  finanziaria  che  inciderà  sul  bilancio,  altrimenti  sarà
  falsato  l'intero  dibattito, sia quello sul  bilancio  che  quello
  sulla finanziaria.
   Ecco   perché   le  chiedo  di  interrompere  i  lavori   per   un
  approfondimento perché vogliamo sapere se questo è  un  testo  che,
  alla  fine, dovrà caratterizzare il confronto, o meglio lo  scontro
  d'Aula,  o  se  ci  sarà,  invece, una più ortodossa  e  conducente
  soluzione.  Dico ortodossa rispetto a ciò che la Commissione  aveva
  già indicato, e utile per poter andare avanti tutti insieme.

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ritengo
  che  il  momento  di  discussione della  legge  finanziaria  e  del
  bilancio  della  Regione  sia da sempre il rituale  più  importante
  dell'Assemblea regionale siciliana, soprattutto per le risposte che
  il  Parlamento  riesce a dare alla Sicilia e, soprattutto,  per  la
  capacità  di  avere  saputo  concertare le  diverse  iniziative  di
  inserire  norme  finanziarie, o anche coperture  di  bilancio,  con
  audizione,   con  discussione  in  Commissione  di  merito,   nella
  Commissione  Bilancio,  per poi vedere il pieno  apprezzamento  del
  Parlamento regionale.
   Quello  che  sta avvenendo questa sera, Presidente Formica,  è  un
  fatto  strano  ed  è  anche  un  precedente  direi  pericoloso  per
  l'Assemblea stessa.
   Per   me   questa   è   la  diciassettesima  finanziaria,   è   il
  diciassettesimo bilancio che andiamo a votare, ed il  percorso  che
  quest'Aula e la Presidenza si è sempre dato per esitare il bilancio
  e  la  finanziaria è quello di apprezzare i lavori, non solo  delle
  Commissioni  di  merito,  ma  soprattutto  di  condividere  con  il
  Parlamento il lavoro certosino e attento che da sempre ha svolto la
  Commissione Bilancio.
   Per  la  prima volta, invece, notiamo argomenti che in Commissione
  non   sono  stati  affrontati,  non  sono  stati  approfonditi   e,
  soprattutto, non hanno trovato il coinvolgimento delle associazioni
  di  categoria  o  il  coinvolgimento dei soggetti  che  operano  in
  determinati settori.
   Ritengo  che  la  proposta che lei, signor Presidente,  ha  voluto
  esprimere,  di  discutere ed esitare il bilancio senza  pensare  ai
  rapporti  successivi  con la finanziaria, non sia  praticabile  per
  diverse  ragioni. Ritengo sia giusto che il Governo  si  accinga  a
  discutere,  ad esitare una proposta di bilancio con una finanziaria
  notevolmente razionalizzata, tale poi da proporre all'Assemblea dei
  disegni   di   legge  organici,  come  per  esempio  quello   sulla
  soppressione  delle  case popolari, che leggo  nell'emendamento,  o
  come  il  riordino  delle  ASI,  e  altre  iniziative  che  già  il
  Presidente  Cascio  aveva  stralciato nella  finanziaria  dell'anno
  scorso,  all'inizio  della  trattazione  in  Commissione  Bilancio,
  proprio  per  rendere  i  lavori più agevoli,  così  da  creare  le
  condizioni affinché il bilancio della Regione possa essere esitato.
   Appare  strano,  infatti, che in Commissione non si  sia  discusso
  degli  aumenti  dei  canoni  demaniali  per  chi  gestisce  i  lidi
  balneari,  o  di chi crea delle condizioni di sviluppo  nell'ambito
  del turismo; appare strano che in Commissione non si sia affrontato
  il  tema  delle scuole di servizio sociale, e invece  si  legge  la
  volontà di operare una notevole riduzione.
   Allora,  è  bene darsi un ordine dei lavori e, soprattutto,  anche
  dei  criteri sulla volontà di apprezzare questo testo. È necessario
  che  le  materie  trattate negli emendamenti  del  Governo  debbano
  ritornare  in  Commissione Bilancio, perché vi è un criterio  e  un
  precedente storico che va rispettato e va valorizzato.
   In  materia di bilancio ritengo che vi siano delle iniziative, non
  solo  da approfondire, ma soprattutto da valorizzare, perché questa
  Assemblea non può accettare sic et simpliciter, provvedimenti  che,
  di  fatto,  mortificano  alcune iniziative  importanti  del  nostro
  settore  e,  soprattutto,  iniziative che possono  creare  maggiore
  occupazione e anche una crescita economica.
   Rispetto  agli  emendamenti presentati  ritorno  a  parlare  della
  finanziaria  del  2010, perché vi sono alcuni  articoli  importanti
  che, ancora oggi, non sono stati applicati, che non sono stati  mai
  attuati. E riproporne nuovamente la riforma, o la modifica, sarebbe
  cosa strana, ma ancor di più, cosa che crea notevole confusione.
   Avendo  letto velocemente e in modo non approfondito questo testo,
  mi  è  venuto  in mente una considerazione, a proposito  del  Parco
  archeologico  di  Agrigento. Mesi fa si era  pensato  di  inserirlo
  all'interno  di  un servizio dei Beni culturali, e  oggi  si  vuole
  invece  dare la possibilità di unificare il Parco archeologico  con
  il  Museo  archeologico, e addirittura si vuole nuovamente ricreare
  il   Consiglio  del  Parco  archeologico.  Secondo  me,  su  questo
  argomento, anche il Governo che ha collazionato le diverse idee dei
  diversi  assessori, deve fare un attimo di sintesi, perché vi  sono
  delle   norme  che  sono  anche  in  contrasto  rispetto  al  testo
  presentato.
   La  materia  del  bilancio va trattata unitamente a  quella  della
  finanziaria,  e  per questo è necessario non solo  che  vi  sia  un
  momento   di   approfondimento  ma,  soprattutto,  la  volontà   di
  stralciare  l'80 per cento di questi provvedimenti, per  creare  le
  condizioni di fare delle norme di settore. Per esempio, l'assessore
  Venturi si è attivato bene nell'ambito dei consorzi ASI, e oggi  mi
  stupisce  vedere  in finanziaria un emendamento  che  acquisisce  i
  capannoni delle ASI alla Regione siciliana, cosa che giuridicamente
  non  credo  sia  possibile, perché le ASI così come anche  le  case
  popolari,  sono  Istituti autonomi che operano  con  il  contributo
  degli associati, e la Regione ha un potere soltanto di vigilanza.
   Mi  pare  questo  un  testo arrogante perché  non  ha  sicuramente
  ascoltato  né  i  vertici, né i sindacati che  operano  nell'ambito
  delle  strutture  industriali, ma neanche  nell'ambito  delle  case
  popolari  siciliane, così come tante altre iniziative  per  esempio
  sui  consorzi  di  ripopolamento  ittico  e  sugli  altri  consorzi
  operanti in Sicilia.
   Queste  norme, se si vogliono fare, si possono fare con  leggi  di
  settore  e, comunque, con la concertazione dei sindacati e con  chi
  quotidianamente condivide questi problemi e questi settori.  Questi
  provvedimenti  così  estemporanei,  senza  una  valutazione   della
  Commissione, non sono possibili e sicuramente il Parlamento darà un
  parere negativo.

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori
  del  Governo  Lombardo, come sempre avrei voluto  accedere  al  suo
  invito  di  parlare  del bilancio e non parlare della  finanziaria,
  onorevole Presidente.
   Ma  ella, per la sua grande esperienza, e per suo alto ufficio  di
  quest'Assemblea  sa  benissimo  che  ogni  norma  del  bilancio   è
  strettamente   collegata   alla  finanziaria,   anzi,   la   stessa
  finanziaria  trae  la  sua  anima e la sua  filosofia  dalle  norme
  contenute  dal  bilancio. Quindi è chiaro che i due  documenti  non
  sono  scindibili,  né  tanto  meno  possono  essere  separati   gli
  interventi.
   Vorrei soltanto, e mi corre il dovere politico e personale di dire
  al   Governo  che  sta  sbagliando  tutto.  Sta  sbagliando   tutto
  nell'ottica  di  previsione  di  questa  finanziaria  e  di  questo
  bilancio.
   Ma sta sbagliando tutto anche nei confronti di questo Parlamento.
   Se  questo  Governo e questa maggioranza sono convinti  di  potere
  votare manu militari e a colpi di maggioranza questo documento, che
  altro  non  è  che  la  sintesi aritmetica di  tante  esigenze  dei
  parlamentari  di  questa difficile maggioranza,  stanno  sbagliando
  tutto.
   Noi  abbiamo  dato credito ancora una volta, forse l'ultima,  agli
  assessori  che  sono  venuti  in  Commissione  Bilancio,   che   la
  finanziaria  doveva essere di rigore e di sviluppo. Una finanziaria
  lacrime  e  sangue, ha detto il professore avvocato Gaetano  Armao,
  amico, una finanziaria di pochi articoli, di rigore, per mandare un
  messaggio   forte   alla  Sicilia,  senza  sprechi,   senza   norme
  clientelari,  soltanto  per consentire al Governo  di  attraversare
  questo momento di grande difficoltà.
   Bene,  noi  usciamo dalla Commissione Bilancio con una finanziaria
  di  pochissimi  articoli,  e ci troviamo  un  maxi  emendamento  di
  cinquantanove articoli, totalmente scoordinati fra di loro, a volte
  ripetitivi,  a  volte confusi e per la stragrande  maggioranza,  le
  stesse  norme in totale contraddizione fra loro, fra i  riferimenti
  normativi e legislativi.
   Qualche  autorevole  parlamentare di questa maggioranza  ha  avuto
  modo di rassegnare, con grande umiltà, ad alcuni parlamentari della
  Commissione Bilancio, delle difficoltà a tenere unito un Gruppo che
  aveva  tante  esigenze. Questo documento finanziario è  proprio  la
  sommatoria   delle   esigenze  dei  singoli  deputati   di   questa
  maggioranza,  che  hanno rivendicato un momento di  visibilità  nei
  documenti finanziari e contabili di questa Regione.
   Ed  ecco che esce fuori questo papocchio, questo mostro giuridico,
  quest'aborto  legislativo che non potrà mai trovare la condivisione
  di  quelle forze politiche che oggi, avendo vinto le elezioni, sono
  all'opposizione di questo Parlamento, ma sono nella maggioranza dei
  siciliani; e noi faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità,  e
  nelle  nostre  facoltà,  e tutto quello che ci  viene  riconosciuto
  dallo  Statuto siciliano e dal Regolamento di quest'Assemblea,  per
  bloccare  questa manovra clientelare che è la più grande  infornata
  di potere che mai si era vista nella storia di questo Parlamento  e
  del Governo, nemmeno negli anni ancora più bui di questa Sicilia.
   Questa  è  una  finanziaria  che  grida  vergogna   Questa  è  una
  finanziaria  di  clientele  E' una finanziaria che  ha  il  nome  e
  cognome di ogni deputato, provincia per provincia, che ha chiesto a
  forza l'inserimento di queste norme, condizionando la stessa azione
  di Governo, perché questo Governo non ha né azione, né capacità, né
  strategia, né programmazione.
   Sono presenti delle norme che prevedono lo scioglimento di enti, e
  ne  faccio un solo esempio, l'Istituto regionale per la vite  e  il
  vino,  che  tutto  il  mondo vitivinicolo ci  invidia  per  la  sua
  capacità  di  programmazione.  Chi è  stato  a  Verona  nell'ultima
  edizione,   ha   visto  il  grande  successo  di  questa   rassegna
  internazionale della tutela e della promozione dei vini  siciliani,
  e voi andate a prevedere lo scioglimento di questo ente, e lasciate
  in  piedi  carrozzoni  inutili  che servono  solo  a  mantenere  il
  desidero clientelare di questo Governo.
   Signor  Presidente,  noi  ci opporremo  fortemente,  e  lo  faremo
  intervenendo cinquanta, cento, duecento, trecento volte  in  questo
  Parlamento bloccando questa manovra clientelare che grida vendetta.
  State  rovinando questa Terra, state offendendo i Siciliani,  state
  mortificando l'espressione elettorale, l'espressione di consenso di
  questa Sicilia.

   MAIRA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  spero  di   non
  emozionarmi,  visto che vedo il Governo quasi per intero  presente,
  credo  sia la prima volta, mi sento un po' in soggezione. Certo,  è
  assente  il  presidente  Lombardo  ma,  complessivamente,   è   ben
  rappresentato.
   Mi  auguro  che  la presenza del Governo ci aiuti  a  capire  come
  dobbiamo procedere per affrontare il bilancio e la finanziaria.
   Prima,   però,   vorrei   rappresentare   all'Aula   un   problema
  pregiudiziale  al  buon andamento dei lavori, lo faccio  con  molta
  serenità  e  con  spirito  costruttivo, e gradirei  che  l'Aula  mi
  prestasse  un poco di attenzione perché riguarda il buon vivere  di
  questo Parlamento.
   Credo,  lo dico con umiltà, che bisogna correggere il tiro  su  un
  fatto  enormemente spiacevole che è accaduto nell'ultima seduta  di
  questo  Parlamento,  allorquando l'onorevole Cracolici  -  ritengo,
  spero,   mi   auguro  -  nella  foga  di  un  suo  intervento,   ha
  sostanzialmente  rappresentato  all'Aula,  ma  non  solo,   lo   ha
  rappresentato  pure all'opinione pubblica, il pericolo  che  a  lui
  stesso e alla sua famiglia potesse accadere qualcosa di spiacevole,
  di   pregiudizievole  in  forza  di  emendamenti  presentati  o  da
  presentare,  poi  non approvati da una Commissione  parlamentare  e
  dalla Commissione Bilancio, che riguardavano una certa categoria di
  precari.
   Ha  accusato,  seppur genericamente - ma fino ad un  certo  punto,
  perché  sappiamo  tutti a chi si riferiva -  che  fatti  di  questo
  genere, ove dovessero effettivamente provocare un pregiudizio,  lui
  sa,  e l'opinione pubblica saprà, chi sono i mandanti morali, e non
  solo, che si trovano in quest'Aula.
   In  linea  preliminare, intendo esprimere la  massima  solidarietà
  all'onorevole Cracolici per i pericoli che lui paventa, e siccome è
  un  uomo coraggioso, intelligente e ragionevolmente prudente,  sono
  convinto  che se lo afferma ha elementi per comprovare  questa  sua
  preoccupazione.
   Nello  stesso  tempo non posso accettare sul piano oggettivo,  non
  sul  piano soggettivo, che possano esserci in quest'Aula condizioni
  per far gridare a chiunque dei deputati che se ognuno di noi riceve
  un  pregiudizio  esterno,  è  causa dei comportamenti  legislativi,
  parlamentari,  di natura istruttoria, delle leggi. Non  ci  possono
  essere mandanti morali e, soprattutto, materiali, in quest'Aula.
   Le  affermazioni  dell'onorevole Cracolici, seppur  giustificabili
  sul  piano  soggettivo, possono anche essere  giustificate,  ma  va
  corretto il tiro perché va acclarato, nell'interesse di tutti,  che
  in  quest'Aula non ci sono mandanti e non ce ne possono essere.  E,
  se  ci dovessero essere, onorevole Cracolici, non lo dica all'Aula,
  lo dica alle autorità competenti.
   Ho  scritto  alla  Presidenza  dell'Assemblea  chiedendo  non  una
  difesa, noi deputati non abbiamo bisogno di difesa, soprattutto noi
  del PID, e soprattutto quel deputato che può avere insistito per un
  emendamento piuttosto che un altro. Questa è la normale  dialettica
  politica e legislativa dell'Aula.
   E'  quindi necessario un chiarimento, o pro bono pacis, oppure con
  gli strumenti che la Presidenza ha, ed è un atteggiamento dal quale
  io,  i deputati del mio Gruppo, e credo anche molti altri deputati,
  non siamo disposti a derogare perché diventa un fatto pregiudiziale
  sulla   presenza  democratica  in  quest'Aula  e  sul  lavoro   dei
  parlamentari.
   Sommessamente e con umiltà, ripeto il temine umiltà, pregherei  il
  Presidente  dell'Assemblea e contestualmente l'onorevole  Cracolici
  di  creare  le condizioni del chiarimento, affinché venga eliminato
  ogni   dubbio   sulla  correttezza  democratica  e   legale   degli
  appartenenti  di questa Assemblea, perché, se ciò non avvenisse,  a
  turno potremmo essere additati come mandanti, carissimi colleghi, a
  turno  questo  può avvenire per tutti. Non dobbiamo  innescare  una
  fratricida  condizione  di accuse, che ritengo  gratuite.  Pertanto
  credo  che  ci sia la necessità di un momento di riflessione  e  di
  prudente  accomodamento;  ma  quelle parole,  quei  concetti  vanno
  espunti da quest'Aula e forse anche dal verbale d'Aula della seduta
  precedente.
   Capisco che sono andato fuori termine, ne ho parlato soltanto  per
  questo fatto pregiudiziale.
   Mi  riservo  di  parlare sull'ordine dei lavori  se  mi  concederà
  nuovamente la facoltà di parlare nel corso della discussione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Maira, la Presidenza si era già pronunciata
  nella  seduta precedente, cercando di riportare il dibattito  e  il
  dialogo  in seno al Parlamento all'interno di canoni di correttezza
  e,  comunque,  affermando senza tema di smentita che in  quest'Aula
  nessuno  si è mai sentito  minacciato e quest'Aula non è  stata  né
  potrà  essere mai fautrice di atteggiamenti poco consoni e comunque
  da arrecare preoccupazione a qualsiasi componente dell'Aula stessa.
   Dopodiché ritengo, anche alla luce del dibattito che iniziamo  sul
  bilancio  e  sulla finanziaria e sugli emendamenti che  sono  stati
  previsti  anche da parte del Governo, che i toni accesi  che  aveva
  previsto quel dibattito dell'altro giorno cadono da sé, perché -  e
  qua  parlo anche a titolo di componente per avere partecipato  alla
  discussione   in  Commissione  Bilancio  -  alla  luce   del   maxi
  emendamento del Governo, che presenta una tale mole di argomenti da
  trattare, vengono a cadere pure le preoccupazioni che c'erano state
  in occasione della discussione sul bilancio stesso.
   Ritengo,  onorevole  Maira, che anche i toni devono,  di  per  sé,
  assumere  una  valenza  molto più adeguata alla  finanziaria  e  al
  bilancio  che  stiamo trattando e che ci possa essere  da  ambo  le
  parti  questo  accomodamento sia da parte dell'onorevole  Cracolici
  che,  certamente,  nella  concitazione del  momento  ha  denunciato
  questo  fatto, sia da parte dell'onorevole Caronia che, certamente,
  non si è mai sognata di minacciare l'onorevole Cracolici stesso.
   Quindi,  direi che è nell'interesse di tutti considerare  superata
  questa vicenda.
   La  Presidenza è dell'idea di riunirci informalmente intorno  alle
  ore  18.15, dopo gli interventi degli onorevoli Corona e  Speziale,
  in  Sala  Lettura  Deputati per una Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la  terza  volta
  che  intervengo  nella discussione generale sul  bilancio  e  sulla
  finanziaria,  e  per la terza volta devo qui dichiarare  che  si  è
  sempre proceduto in peggio.
   Credo  che,  ormai, tutti i siciliani abbiano compreso che  questo
  governo Lombardo non ha la cultura di un buon governo, cioè  quella
  di  porre prioritariamente gli interessi generali di questa Regione
  rispetto agli interessi particolari. D'altro canto, questo  Governo
  è  espressione di una maggioranza anomala, anch'essa vista come una
  maggioranza priva di cultura di governo.
   Qui,  signor  Presidente, devo ancora una volta  ribadire  che  il
  nostro  capogruppo,  l'onorevole  Leontini,  con  grande  senso  di
  responsabilità e non certamente da capogruppo di un partito  che  è
  all'opposizione,  ha  centrato  la questione  nel  suo  intervento,
  perché è chiaro che non siamo nelle condizioni questa sera,  al  di
  là  di  fare  interventi generici, di discutere  sul  bilancio  nel
  momento  in cui abbiamo trovato questa mattina, dopo una  settimana
  di  passione, dopo la Pasqua e quindi la Resurrezione, una sorpresa
  negativa venendo qui a Palermo.
   E'  chiaro ed è risaputo che questa finanziaria stravolge anche il
  bilancio  nel  momento in cui dovesse pervenire in Aula e,  quindi,
  essere soggetta ad approvazione.
   Io  sono convinto che lei, signor Presidente, giustamente pone  un
  accento  quando  dice che questa finanziaria, questo subemendamento
  alla  finanziaria,  composto  da 59 articoli  e  oltre  200  commi,
  potrebbe anche non arrivare in Aula.
   Io  me lo auguro, signor Presidente, perché, se è così, credo  che
  non  venga  delegittimato  né  il  Parlamento  né  soprattutto   la
  Commissione  Bilancio che ha sempre svolto il  suo  lavoro  pur  in
  questi  anni  difficili, in questa legislatura,  ormai  considerata
  come  la peggiore nella storia della Regione siciliana, perché  non
  abbiamo  avuto un Governo che ha voluto essere diverso rispetto  ai
  precedenti,  bensì  un  Governo che ha  cercato  di  scardinare  un
  sistema  nell'interesse  di  una  parte,  nell'interesse   di   una
  clientela,   di  un  partito  che  certamente  è  espressione   del
  Presidente Lombardo.
   Io credo che lui, giustamente, oggi guardi al superamento del MPA,
  ma  potrebbe avere la possibilità di chiudere questa esperienza  di
  tre  anni  e  guardare alle prossime occasioni in cui discutere  di
  bilancio  e  di  finanziaria  con un  grande  colpo  d'ala  tenendo
  presente  gli  interessi  generali della nostra  Regione.  Ma,  nel
  momento  in cui lui vuole cambiare anche il suo simbolo, il simbolo
  del  suo  partito, l'MPA, sono convinto che non farà  questo  colpo
  d'ala  perché  è chiaro che nel nuovo simbolo non ci  sarà  la  sua
  colomba bianca che punta verso l'alto ma, invece, qualche cosa  che
  lo farà precipitare verso il basso.
   Signor  Presidente, sono convinto di questo perché  è  chiaro  che
  quando si vogliono fare giochi di parte, il cosiddetto gioco  delle
  tre  carte,  che in alcune parti della nostra Sicilia viene  ancora
  oggi  esercitato  anche  se ormai viene considerato  superato,  non
  possiamo  partire  il giovedì da questa Aula sapendo  che  dovevamo
  presentare   entro  venerdì  pomeriggio,  il  Venerdì  Santo,   gli
  emendamenti al bilancio e alla finanziaria e ritrovarci, oggi,  con
  una  finanziaria riscritta che prevede l'abolizione di tante  leggi
  della  nostra  Regione siciliana che noi, addetti  ai  lavori,  non
  riusciamo a comprendere.
   Signor  Presidente, da deputato le chiedo di avere qui  conoscenza
  di  tutte le norme che sono citate, di avere quanto meno il  tempo,
  oltre  che  la  spiegazione da parte del Governo che  ha  messo  in
  soggezione  il  collega Maira, anche se questo è un mezzo  Governo,
  perché  collega  Maira  ci sono solo sei  assessori  su  dodici  e,
  quindi,  se  lei  si impressiona con un mezzo Governo,  figuriamoci
  quando  poi  ci sarà il presidente Lombardo e gli altri  assessori,
  quindi il Governo nella sua interezza.
   Signor  Presidente, chiedo, come parlamentare di  quest'Assemblea,
  di  conoscere  tutte  le  norme  che saranno  abrogate  con  questa
  finanziaria e di capire soprattutto perché si fa una finanziaria in
  questi  termini quando ci saranno tutte le possibilità, nel momento
  in  cui  il  Governo  lo vorrà, di predisporre specifici  atti  che
  possono determinare scelte che dovranno essere certamente condivise
  non solo dal Parlamento ma anche da tutti i soggetti interessati.
   Mi  rendo  conto  che  questo Governo guarda  non  agli  interessi
  generali,  agli  interessi dei più deboli,  delle  famiglie,  delle
  imprese, ma guarda soprattutto, con occhio strabico, a fare  scelte
  finalizzate  alla  clientela e al rafforzamento  di  una  posizione
  politica.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico   che   gli   onorevoli   Scoma,   Lentini,
  Parlavecchio,  Forzese, Di Mauro e Campagna  sono  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Speziale.  Ne  ha
  facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente,  chiedo  scusa,  sono  arrivato  in
  ritardo in Aula. Pensavo che si stesse discutendo sull'articolo  1,
  considerato  che  l'altra  volta  i  lavori  erano  stati  sospesi,
  rinviando ad oggi la discussione generale sull'articolo 1.
   Ho notato che si sta svolgendo una discussione su tutto. Il che in
  sé, lo dico qui, non qualifica l'Aula perché abbiamo il bilancio  e
  avremmo dovuto pertanto affrontare il bilancio.
   Se  ha  consentito agli altri di potere non essere  in  argomento,
  permetterà anche a me di andare fuori argomento e di affrontare una
  questione  che  è  stata posta e che, al di  là  delle  ragioni  di
  maggioranza  e  di  opposizione, pone un  problema  di  profilo  di
  compatibilità  con  il  Regolamento  d'Aula.  Mi  riferisco,  nella
  fattispecie, al maxi emendamento presentato dal Governo.
   Da  parte  dei colleghi dell'opposizione viene contestato  che  il
  maxi emendamento possa essere ammesso in Aula.
   A  parte  il fatto che l'ammissibilità o meno degli emendamenti  è
  materia di competenza della Presidenza dell'Assemblea, non è frutto
  di  una  discussione  d'Aula bensì di una valutazione  che  compete
  esclusivamente al Presidente dell'Assemblea.
   Il  maxiemendamento pone, e qui mi rivolgo al Governo, un problema
  serio di opportunità politica.
   Condivido  le  misure  contenute  nel  maxi  emendamento   perché,
  colleghi  della  maggioranza  e dell'opposizione,  sono  misure  di
  contenimento  della  spesa e misure di nuove entrate,  sono  misure
  necessarie  per  potere  fare quadrare  il  bilancio,  non  diciamo
  clientele,  questa propaganda continua, questa logica  eliminiamola
  perché  le misure contenute sono misure serie, ne ho lette  alcune;
  altre rispondono ad altre logiche, ma le valuteremo.
   Però,  si contesta il fatto che il maxi emendamento possa  trovare
  ingresso  in  Aula  perché si sottrae alla procedura  di  controllo
  degli  emendamenti del Governo o dei disegni di legge  del  Governo
  previsti dal nostro Regolamento. Insomma, si potrebbe affermare  un
  precedente pericolosissimo che è quello che non occorre più, né per
  le  parti  di  competenza  né per la parte finanziaria,  il  lavoro
  istruttorio  che  il Regolamento prevede debba essere  fatto  dalle
  Commissioni competenti.
   Questo  rischio segnalato, non è la prima volta, a parti invertite
  lo  abbiamo segnalato noi e vorrei ricordare all'onorevole Leontini
  che  venne  introdotta l'ARAN alle tre di notte con un  emendamento
  del  Governo, non ricordo se l'onorevole Leontini fosse  componente
  del Governo del tempo.
   Ciò  per  fare  capire  che,  a parti  invertite,  c'è  sempre  il
  tentativo di forzare il Regolamento.
   I  colleghi  convengano  sul fatto -  sono  d'accordo  che  è  una
  forzatura  palese  del  Regolamento - che  questo  emendamento  può
  entrare  in  qualsiasi  momento in Aula  sulla  base  dello  stesso
  Regolamento  perché l'onorevole Cracolici, l'onorevole  Musotto,  i
  capigruppo possono presentare emendamenti in qualsiasi momento;  il
  Governo  può  anche  non  presentarlo per cui,  essendo  frutto  di
  un'elaborazione della maggioranza, può sempre essere presentato dai
  capigruppo.
   Non  voglio aprire una querelle regolamentare ma voglio  ragionare
  sulla   base   dell'opportunità  politica,  signor  Presidente   e,
  pertanto,  vorrei  formulare  un'ipotesi  di  lavoro,  non  so   se
  condivisibile, di questa natura: il maxi emendamento vada all'esame
  della  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e  si  dia
  sul  maxi emendamento il tempo necessario, per la complessità delle
  materie  che contiene, perché qualsiasi collega parlamentare  possa
  utilizzare  quel  tempo per meglio approfondire  quelle  norme.  Le
  norme,  quando  si  presentano, non sono né di  maggioranza  né  di
  opposizione.
   Avendo  dato  una  lettura  svelta  ed  essendo  in  questo   maxi
  emendamento  contenuti emendamenti già presentati in Commissione  e
  poi  ritirati  dalla stessa e portati in Aula, devo  dire  che,  in
  generale, condivido il contenuto.
   Rivolgo,  quindi, un invito ai colleghi dell'opposizione:  non  si
  può  sottrarre  il dibattito rispetto al merito perché  arriverebbe
  comunque, o con il Governo o con altre forme.
   Allora,  si  trovi una via diciamo più dialogante, di opportunità,
  quella  di  utilizzare  la  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, dando il tempo necessario all'Aula, ivi  compreso  me
  che  sono  un  esperto  parlamentare oramai  in  ragione  alla  mia
  anzianità  di  mestiere  che  esercito  in  quest'Aula,  per  poter
  approfondire una serie di punti  del maxi emendamento  al  fine  di
  presentare  gli emendamenti. E in questo caso, nella  presentazione
  degli  emendamenti,  non  si tenga conto  della  regola  aurea  che
  prevede che, per presentare gli emendamenti in Aula, questi  devono
  essere  stati  presentati   prima nelle Commissioni  competenti,  e
  quindi  si sottragga, in via eccezionale, si faccia in modo che  il
  maxi   emendamento,  o  come  maxi  emendamento  o   come   singolo
  emendamento  firmato dai capigruppo, arrivi in Aula  e  si  dia  il
  tempo  necessario  affinché  il  Parlamento  possa  approfondire  e
  presentare   emendamenti  soppressivi,  emendamenti   modificativi,
  quello che è nelle prerogative del Parlamento.
   Quindi, eviterei così di alzare i toni, collega Maira. Mi dispiace
  che non sia presente in Aula, ma personalmente eviterei di alzare i
  toni,  li  eviterei  nel merito delle questioni e  senza  sollevare
  inutili  polemiche  dentro il Parlamento, avendo rispetto  ciascuno
  per le questioni degli altri.
   Io  so  perfettamente  che  si vivono momenti  di  tensione  nelle
  polemiche,  si vivono momenti di tensione particolari nell'attività
  politica  e  so  perfettamente  che,  molte  volte,  c'è  un  capro
  espiatorio  che  deve  pagare  per  tutti,  nel  senso  che   viene
  individuato come il responsabile. Una volta capita a me, una  volta
  capita a qualche altro.
   Dovremmo  forse abituarci, in un momento così delicato della  vita
  politica  e sociale della nostra Regione, tutti, non una  parte  ma
  tutti,  ad  abbassare  i toni della polemica perché  le  condizioni
  della  Sicilia sono drammatiche. Esasperare i toni in sé, non  dico
  ad  una  parte o all'altra, in sé può alimentare atti che non  sono
  facilmente controllabili né da questo Parlamento né fuori da questo
  Parlamento. Da qui l'esigenza di un confronto sereno, di merito che
  abbassi i toni e qualifichi l'attività legislativa.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Speziale.
   Onorevoli colleghi, come avevo annunciato, sospendiamo la seduta.

   CORDARO.  Signor  Presidente, chiedo di  parlare  sull'ordine  dei
  lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, ci sono numerosi deputati che hanno
  chiesto  di  parlare. Ritornerà a parlare subito dopo la Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   CORDARO. Devo ritornare su un argomento.

   PRESIDENTE. Le concedo un minuto. Ha facoltà di parlare.

   CORDARO.  Signor Presidente, intervengo perché desidero contestare
  integralmente, e ciò mi dispiace, il suo intervento che è succeduto
  a quello del presidente del mio Gruppo, onorevole Maira.
   Siccome  la conosco come persona attenta e avveduta, evidentemente
  lei  è  stato distratto da qualcos'altro perché la risposta che  ha
  dato  all'intervento  dell'onorevole  Maira  è  una  risposta   che
  definirei distonica, cioè sono state due cose diverse.
   Presidente, nessuno ha adombrato l'opzione o la possibilità che la
  collega Caronia abbia minacciato qualcuno, né nessuno ha chiesto la
  necessità di una difesa né di fiducia, né di ufficio.
   Vi  era la necessità, e non mi importa neanche se il silenzio  del
  collega sia come il silenzio di colui che tacendo acconsente oppure
  dissente  perché,  a  questo punto, devo rivolgermi  esclusivamente
  alla  Presidenza anche e soprattutto in ragione della  lettera  del
  presidente Maira al Presidente dell'Assemblea regionale.
   Prima  di entrare nel merito, qualora questo dovesse essere deciso
  dalla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  noi
  abbiamo,  come Gruppo parlamentare del PID, la necessità di  sapere
  dalla  Presidenza dell'Assemblea, proprio per rifarmi  alle  parole
  dell'onorevole  Speziale,  per quel  rispetto  che  è  dovuto  alle
  opinioni di tutti, se il fatto che l'onorevole Cordaro si batte per
  un  emendamento e per una categoria produttiva sia considerato  con
  la  stessa  agibilità  democratica  e  con  la  stessa  libertà  di
  qualsiasi  altro  deputato, oppure se  il  fatto  che  alcuni  temi
  vengano perorati o perché si combatte perché ci si crede su un tema
  o  su  una  causa  o su una categoria produttiva o  sociale,  debba
  vedere una parte di questo Parlamento penalizzata.
   Signor  Presidente,  sto  facendo un intervento  serio  perché  il
  problema  è  nato  su un emendamento, non è nato  su  una  minaccia
  personale  Vorrei sapere, signor Presidente, se i deputati del PID,
  in  quest'Aula, hanno la stessa agibilità democratica di tutti  gli
  altri deputati, oppure no.
   E  lo voglio sapere dalla Presidenza. Sciolto questo nodo, che per
  noi  è fondamentale, siamo pronti, qualora questo verrà deciso,  ad
  affrontare il merito.

   SPEZIALE. Altrimenti?

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale, mi consenta di parlare un attimo.
   Onorevole  Cordaro,  lei  mi  chiede una  risposta,  oserei  dire,
   lapalissiana
   Ma  è  ovvio  che  i  deputati del Gruppo  PID  hanno  le  stesse,
  identiche prerogative di qualsiasi altro deputato di quest'Aula

   CORDARO. Non mi era sembrato così

   PRESIDENTE. Ma da cosa non le è sembrato? Se un emendamento,  poi,
  per  le vicende che conosciamo, non è passato in Commissione, anche
  se  c'era un accordo perché passasse, questa è la prassi dei lavori
  parlamentari, siano essi in Commissione siano essi in Aula.
   Posso  capire la difficoltà e l'amarezza di un gruppo  politico  a
  fronte di accordi non mantenuti tra le parti e tra i partiti, ma il
  PID  ha,  come qualsiasi altro deputato, la possibilità  integrale,
  garantita  dallo  Statuto e dai Regolamenti,  di  ripresentare  gli
  emendamenti e di fare la battaglia perché vengano approvati,  senza
  nessuna discriminazione, questo è pacifico
   Sospendo  la  seduta e convoco in via informale la Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala Lettura Deputati.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.23, è ripresa alle ore 20.00)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, testé riunitasi, ha stabilito,
  al   fine  di  poter  valutare  la  complessità  degli  emendamenti
  presentati, di rinviare i lavori a domani mattina.
   Così rimane stabilito.

   Onorevoli  colleghi,  avverto,  altresì,  che  si  procederà  alla
  discussione unificata dei due disegni di legge a partire dalle  ore
  11.00 fino alla pausa antimeridiana.
   La  seduta  è,  pertanto, rinviata a domani, mercoledì  27  aprile
  2011, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione dei disegni di legge:
    1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
         finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
         (630-630 bis - 630 ter - 630 quater/A) (Seguito)
             Relatore di maggioranza: on. Savona
             Relatore di minoranza: on. D'Asero

    2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
         Legge di stabilità regionale.  (n. 631/A) (Seguito)
             Relatore di maggioranza: on. Savona
             Relatore di minoranza: on. D'Asero

                   La seduta è tolta alle ore 20.02

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposta  scritta ad interrogazione - Rubrica «Energia  e  servizi
  pubblica utilità»

   DI  GUARDO  -  RAIA. - «Al Presidente della Regione, premesso  che
  l'emergenza  rifiuti  sta producendo un significativo  abbassamento
  dei livelli di igiene nelle nostre città nonché la disaffezione dei
  cittadini,   rendendo  così  più  difficile  il  conseguimento   di
  comportamenti virtuosi, indispensabili per una corretta gestione di
  tutto il ciclo dei rifiuti;

   rilevato  che  tale situazione è stata determinata  nella  massima
  parte  dall'incompetenza degli amministratori  degli  ATO  che  non
  hanno  saputo organizzare il servizio integrato così come  previsto
  dalla normativa vigente;

   ritenuto  ancora che taluni ATO hanno determinato essi  stessi  il
  livello  della  tariffa  in  maniera illegittima,  in  quanto  tali
  provvedimenti avrebbero dovuto essere assunti dai comuni;

   valutato che l'esosità di tali tariffe illegittime ha aggravato il
  fenomeno dell'evasione;

   rilevato  che  in  molti casi tale illegittimità era  stata  fatta
  rilevare  pubblicamente, come nel caso dell'ATO CT 3, nel quale  la
  CGIL  più  volte  sul  quotidiano 'La  Sicilia'  polemizzò  con  il
  presidente pro-tempore dell'ATO che sosteneva la perfetta  validità
  del proprio operato;

   considerato  che  in questo stesso ATO si è giunti  a  stampare  e
  diffondere  tra la popolazione un depliant contenente  macroscopici
  errori,    come   il   sottoscritto   interrogante   ha   segnalato
  nell'interrogazione n. 842 della XIV legislatura, che  non  ha  mai
  avuto risposta;

   rilevato  infine che per dare un chiaro segnale di cambiamento  in
  Sicilia  occorre  affermare  col massimo  rigore  il  principio  di
  responsabilità  e,  dunque,  che i responsabili  siano  chiamati  a
  rispondere del danno arrecato;

   per sapere:

   quali iniziative intenda attuare perché coloro che hanno provocato
  questo  sfascio siano chiamati a risponderne anche patrimonialmente
  davanti alla Corte dei Conti;

   in quali altri ATO siciliani la tariffa sia stata illegittimamente
  stabilita dallo stesso ATO;

   quali   iniziative   l'Assessorato   competente   e   gli   uffici
  dell'Agenzia  abbiano  attuato per il ristoro  del  danno  erariale
  provocato da questi comportamenti;

   quali  iniziative intenda assumere, in particolare, nei  confronti
  degli  amministratori  dell'ATO CT 3 nel quale  tali  comportamenti
  sono particolarmente gravi». (163)

   Risposta.  -  «Con  riferimento all'atto  di  sindacato  ispettivo
  presentato  dagli  onorevoli Di Guardo e Raia al  Presidente  della
  Regione  Siciliana,  volto  a conoscere le  notizie  relative  alla
  gestione   degli   ATO  rifiuti  siciliani,  pervenuto   a   questo
  Assessorato  con  nota  prot.934/In.15  del  28  maggio  2010,   si
  rappresenta quanto segue:
   la  datazione  dell'atto  ispettivo rende  oggi  in  qualche  modo
  superata  la  criticità a suo tempo rappresentata in  quanto,  come
  noto,  con  la l.r. 8 aprile 2010 n. 9, d'ora innanzi la  legge,  è
  stata  profondamente  riformata  in  Sicilia  la  disciplina  della
  gestione  integrata  dei rifiuti nonché della messa  in  sicurezza,
  della  bonifica, del ripristino ambientale dei siti inquinati,  nel
  rispetto  della  salvaguardia e tutela della salute  pubblica,  dei
  valori  naturali, ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata
  con le disposizioni del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
  successive  modifiche  ed  integrazioni,  e  in  attuazione   delle
  direttive comunitarie in materia di rifiuti.
   La  legge,  in particolare l'articolo 2, ha attribuito  specifiche
  competenze  alla Regione Siciliana che è chiamata a  governarne  il
  processo di attuazione affinché il passaggio verso il nuovo assetto
  organizzativo  della  gestione integrata  dei  rifiuti  avvenga  in
  maniera  armonica,  coordinata ed omogenea  sull'intero  territorio
  regionale.
                        In  ottemperanza alle superiori  disposizioni
  questo Assessorato  ha in fase di definizione il Piano Regionale di
  gestione dei rifiuti di cui all'articolo 9 della legge, anche  alla
  luce delle integrazioni richieste dal Dipartimento della Protezione
  Civile nazionale sulla prima stesura del 14 ottobre 2010.
                        Al  fine  di  rendere chiaro alle Istituzioni
  pubbliche  cui  sono  state  attribuite competenze  in  materia  il
  percorso  amministrativo  che  condurrà  al  nuovo  sistema   della
  gestione  integrata  dei  rifiuti in Sicilia,  nonché  al  fine  di
  fornire  agli  Enti territoriali indicazioni su come utilizzare  le
  risorse economiche messe a disposizione dalla Regione siciliana per
  superare  la  situazione  di crisi nello svolgimento  del  servizio
  integrato  di gestione dei rifiuti, sono state emanate,  anche   in
  attuazione di quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, lettera b),
  della legge regionale 9/201, cinque circolari.
                        In  particolare con la circolare n. 1 del  29
  ottobre  2010  e  con la circolare n. 3 del 17 dicembre  2010  sono
  state  disciplinate le modalità per consentire ai  Comuni  aderenti
  alle  Società  d'Ambito di fruire delle agevolazioni  di  carattere
  economico  finanziario riconosciute, ai sensi degli articolo  45  e
  46 della legge regionale 11/2010, dalla Regione siciliana.
                        Con la circolare n. 2  del 16 dicembre 2010 e
  n.  1  del  14 marzo 2011, riguardante invece l'articolo  19  della
  legge  composto  da  tredici  commi,  si  è  disciplinata  la  fase
  transitoria, individuando specifiche regole cui dovranno attenersi,
  nell'arco  di tempo occorrente, le Istituzioni pubbliche  cui  sono
  state  attribuite  competenze  in materia  nonché  i  soggetti  già
  deputati  alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque
  nella stessa coinvolti.
                         Con   l'ultima  (aprile  2011),  in   ordine
  temporale,  sono  state  definite  le  competenze  delle   Province
  regionali.
                         Sono  stati  sollecitati  i  Consorzi  e  le
  Autorità  d'Ambito, a dare attuazione alle previsioni di  legge  di
  loro competenza, nelle more della costituzione delle Società per la
  regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti,  S.R.R.,  in
  particolare  richiedendo  la  nomina dei  liquidatori  già  per  la
  maggior parte nominati.
                         Si   è  già  attivato  il  procedimento  che
  condurrà  all'avvio dei nuovi ambiti territoriali ottimali  e  alla
  costituzione delle Società per la regolamentazione del Servizio  di
  gestione rifiuti.
                        A  tal  fine sono stati approvati con proprio
  Decreto  gli  schemi  di  Statuto e  di  Atto  costitutivo  per  la
  creazione  delle  Società  che si occuperanno  della  gestione  dei
  rifiuti  in Sicilia in sostituzione dei vecchi Consorzi e/o Società
  d'Ambito.
   Si  è  già  proceduto  al censimento degli impianti  esistenti  in
  Sicilia  ed  alla  verifica  della loro funzionalità,  nonché  alla
  individuazione   delle  opere  di  completamento   necessarie   per
  l'effettivo  avvio  degli  impianti realizzati  ma  non  ancora  in
  funzione,  della  quantità  di rifiuti  gestiti,  della  qualità  e
  quantità della raccolta differenziata.
   Tali informazioni sono preziose perché costituiscono base fondante
  per la redazione dei Piani Industriali per la gestione del Servizio
  Integrato dei rifiuti da parte delle S.R.R.
   Sono  in  fase  di  redazione i criteri e gli  standard  minimi  e
  massimi  dei  servizi  di gestione dei rifiuti  urbani,  nonché  lo
  schema di Capitolato Generale d'Appalto, lo schema di Bando di gara
  e  contratto  sulla base dei quali avranno  luogo le  procedure  di
  evidenza   pubblica  per  l'affidamento  dei  servizi  di  gestione
  integrata dei rifiuti da parte delle S.R.R.
   Dalla  revisione  critica  dei costi di  gestione  comunicati  dai
  Comuni  (costo totale del servizio, fatturazione TARSU, percentuale
  di riscossione TARSU, percentuale di copertura dei costi deliberata
  dai  consigli comunali, situazione debitoria dei Comuni), si stanno
  definendo  come prevede la legge quei criteri e standard  minimi  e
  massimi dei servizi di gestione dei rifiuti necessari a determinare
  la  congruenza  tra costo del servizio e percentuale  di  copertura
  dello stesso.
   Naturalmente   tutto   il  lavoro  è  un   continuo   divenire   e
  l'Assessorato  monitora  con  attenzione  attraverso  il   servizio
   Osservatorio  sui  rifiuti   del   Dipartimento  Acqua  e  Rifiuti
  l'applicazione della TIA/TARSU da parte dei Comuni e delle  Società
  d'Ambito  al  fine di verificare, con particolare riferimento  all'
  ATO  CT 3 (Simeto Ambiente), se le procedure poste in essere  siano
  conformi alle disposizione normative vigenti.
   Occorre  richiamare a questo punto all'art. 4, comma 2, lett.  C),
  che  rimanda  all'emanazione del regolamento  Ministeriale  di  cui
  all'art.  238  del  D.Lgs  152/2006  e  succ.  mod.  int.  inerente
  l'attivazione della Tariffa Integrata Ambientale».

                                                      L'Assessore
                                                      dott.    Giosuè
                                                    Marino