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Resoconto d'Aula della Seduta n. 246 di mercoledì 27 aprile 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Greco è in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   Lampedusa  vive ormai da tempo una situazione di perenne  disagio,
  dovuto agli sbarchi dei migranti;

   tale disagio è stato classificato dal Governo nazionale 'emergenza
  epocale';

   ritenuto  che  l'attuale  situazione rischia  di  far  passare  in
  secondo piano il rispetto delle leggi nella gestione del Comune  di
  Lampedusa;

   considerato che:

   la  stampa  del 13 aprile 2011 riportava notizie sul processo  nei
  confronti del sindaco di Lampedusa presso il tribunale di Agrigento
  circa la modifica dei capi di imputazione, da 'tentata concussione'
  a 'concussione consumata';

   la  stessa  fonte riportava notizie circa 'mazzette' per sbloccare
  un'autorizzazione   per   un  piano   di   lottizzazione   per   la
  realizzazione di un villaggio turistico in contrada 'Cala croce';

   tenuto conto che:

   l'Assessorato regionale Famiglia, politiche sociali e  lavoro,  da
  oltre  un anno, ha avviato un'indagine ispettiva per verificare  la
  legittimità  di numerosi atti compiuti dal sindaco di  Lampedusa  e
  dalla giunta;

   da  notizie  informali  si  sa  che l'indagine  è  stata  ultimata
  riscontrando gravissimi e ripetuti illeciti ed illegalità;

   per sapere:

   per  quali  ragioni  non si sia ancora chiuso  formalmente  l'atto
  ispettivo dell'Assessorato Famiglia;

   se, visto lo stato d'emergenza, si ritenga di dover nascondere e/o
  occultare i gravi fatti accertati;

   quali  siano  i  motivi che ostacolino la nomina  del  commissario
  straordinario   in  sostituzione  del  sindaco  con   il   relativo
  scioglimento del consiglio comunale;

   per  quale  motivo il commissario nominato dall'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente  non  abbia  ancora  approvato  il  piano
  regolatore regionale;

   perché   il   piano   paesistico  ancora   non   venga   approvato
  dall'Assessorato Beni culturali e identità siciliana». (1842)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'AST  sta attraversando una grave crisi di liquidità che  ha  già
  comportato  il ritardo nel pagamento degli stipendi  ed  il  blocco
  delle  forniture di beni e servizi da parte di numerosi  creditori,
  compreso il gasolio per gli autobus, e che tale situazione potrebbe
  provocare  a  breve  anche interruzioni dei  servizi  di  trasporto
  erogati all'utenza, prevalentemente formata da lavoratori pendolari
  e  studenti, nonostante il fatto che i crediti vantati dall'azienda
  siano  superiori alle spese che la stessa deve affrontare  a  breve
  per assicurare la regolarità della gestione;

   in particolare risulta che, alla data odierna, AST s.p.a. vanti un
  credito  nei confronti della Regione siciliana ammontante  ad  euro
  32.780.778,00 così composto:
   contributo  di  ricapitalizzazione  ex  l.r.  11/2010  anno  2010:
  euro 13.236.524,50;
   contributo       rinnovo      CCNL      anni       2003-2004-2006:
  euro 11.147.481,84;
   contributo     di     esercizio     -     saldo     anno      2007
  euro 167.847,55;
   corrispettivo  contratto  di  servizio  TPL,  2   trimestre   2011
  euro 5.237.649,08;
   rimborso  tessere  anziani  l.r.  n.  87  del  1981,  anno   2010:
  euro 2.250.000,00;
   titoli    di    viaggio    forze    dell'ordine,    anno     2009:
  euro 250.223,85;
   titoli    di    viaggio    forze    dell'ordine,    anno     2010:
  euro 255.049,60;
   servizi      di      trasporto      giochi      delle       isole:
  euro 196.176,03;
   saldo      rimborso      tessere     anziani,      anno      2006:
  euro 27.707,87;
   servizi      trasporto     INDA     Siracusa,      anno      2009:
  euro 12.117,60;
   TOTALE:
  euro 32.780.777,92;

   a  quanto sopra deve aggiungersi il rateo di competenza per l'anno
  2011, fino ad oggi maturato ed ammontante ad euro 8.333.332,00,  se
  sarà  confermato l'importo annuale determinato nel  bilancio  2010,
  pari  ad  euro 25.000.000,00, secondo quanto previsto nel documento
  redatto dalla stessa AST e trasmesso nel dicembre 2010 al consiglio
  di sorveglianza ed all'amministrazione della Regione siciliana;

   constatato che i ritardi, con i quali la Regione siciliana eroga i
  contributi ai comuni dove AST s.p.a. gestisce i servizi  urbani  di
  TPL, si traducono in ulteriori ritardi sui tempi di pagamento delle
  fatture  che  AST  s.p.a. emette ai comuni  stessi,  i  quali  sono
  contrattualmente  protetti da una clausola di salvaguardia  secondo
  la  quale l'obbligazione al pagamento verso il fornitore sorge solo
  a valle dell'incasso del contributo regionale;

   per sapere:

   quali  ragioni giustifichino i macroscopici ritardi in  oggetto  e
  quali  profili di responsabilità ne derivino in relazione ai  danni
  verso il patrimonio che essi comporterebbero;

   quali iniziative intendano intraprendere al fine di garantire  nei
  tempi  più  rapidi possibili la corresponsione delle somme  vantate
  quali crediti da A.S.T. s.p.a.». (1843)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                             CRACOLICI - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO

   «Al Presidente della Regione, premesso che la Regione siciliana  è
  una  delle  regioni  italiane con il numero  più  elevato  di  enti
  iscritti all'albo regionale per il servizio civile, dal momento che
  ad oggi ne risultano ben 550;

   preso  atto  che con il bando 2009 sono stati avviati al  servizio
  civile  circa  2.100  volontari e che con il  bando  2010  i  posti
  disponibili  sono  stati  ridotti  a  1.418  volontari,   con   una
  diminuzione di oltre il 30%;

   considerato che:

   per  l'anno 2011, 446 degli enti iscritti all'albo suddetto  hanno
  presentato richieste per l'assegnazione di ben 5407 volontari;

   il documento di programmazione finanziaria sul servizio civile per
  l'anno  2011,  in approvazione presso la Conferenza  Stato-Regioni,
  porterà  ad  un  abbattimento di un ulteriore 50%  del  numero  dei
  volontari  per la Sicilia che, sommato alla riduzione già  avvenuta
  nel  bando del 2009, causa una riduzione di oltre il 70% del numero
  iniziale  di posti disponibili, portando a poco più di  700  unità,
  rispetto  alle 2100 iniziali, il numero dei volontari del  servizio
  civile in Sicilia, a vantaggio di altre regioni, come la Lombardia,
  che al contrario hanno visto aumentare le risorse;

   per  sapere  se  non  ritenga urgentissimo intervenire  presso  la
  Conferenza Stato-Regioni per evitare di togliere questa opportunità
  a  migliaia  di  giovani che ne fanno richiesta, evitando  così  di
  bloccare  anche  i  relativi progetti che intervengono  nell'ambito
  dell'assistenza,  dell'ambiente, della promozione culturale,  della
  Protezione civile e del turismo». (1845)
                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la Chiesa Madre di Lentini, in provincia di Siracusa, intitolata a
  Santa Maria la Cava ed a S'Alfio, già Basilica e sede Vescovile, ha
  subito  gravissimi  danni  in seguito al  terremoto  del  13  e  16
  dicembre del 1990;

   è  stata  approvata  la  legge n. 433 del  31  dicembre  1991  per
  consolidare e/o ristrutturare tutti gli immobili colpiti  da  detto
  evento calamitoso;

   anche la sopra citata Chiesa è stata inserita tra gli immobili  di
  rilevante pregio artistico ed architettonico destinatarie di  detti
  fondi;

   rilevato che:

   il  progetto originariamente prevedeva un impegno di 1 miliardo  e
  800 milioni di lire;

   di detto progetto è stato finanziato un primo stralcio, utilizzato
  per  i lavori di consolidamento, relativamente alle coperture,  per
  un  importo a base d'asta di circa 800 milioni di lire e di  questi
  sono  stati effettivamente spesi, a seguito di ribasso, 517 milioni
  di lire;

   per   la  parte  non  eseguita  del  progetto  iniziale  è   stato
  successivamente  richiesto  uno stralcio  delle  priorità,  tenendo
  conto  di una disponibilità di euro 500.000,00, così come si evince
  dal  piano di rimodulazione dei fondi della suddetta legge  n.  433
  del 1991;

   accertato che:

   la  comunità  di Lentini da anni, giustamente, reclama l'immediata
  riapertura  della Chiesa Madre, ancora oggi puntellata  e  non  del
  tutto agibile, a causa della collocazione di reti di protezione dei
  soffitti pericolanti per possibile distacco degli stucchi  e  delle
  cornici in gesso;

   la  sovrintendenza ai beni culturali e ambientali della  provincia
  di  Siracusa, con prot. n. 2946/80P, ha fatto pervenire,  tanto  al
  dipartimento  regionale della protezione civile di Palermo,  quanto
  al  servizio  regionale  di protezione civile  della  provincia  di
  Siracusa,   uno   stralcio   funzionale   del   progetto   per   il
  consolidamento  ed  il restauro degli stucchi e  delle  cornici  in
  gesso  interni alla Chiesa Madre, così come ripetutamente richiesti
  dal dipartimento regionale di protezione civile;

   tale progetto, dell'importo complessivo di euro 986.435,42, di cui
  811.409,85,  per  l'esecuzione di lavori, ed  euro  175.025,57  per
  somme a disposizione, è immediatamente esecutivo;

   il  direttore  generale pro tempore della protezione civile,  ing.
  Salvatore Cocina, con proprio d.d.g. n. 1778 del 22 dicembre  2009,
  firmava  il  decreto di finanziamento per i lavori  di  recupero  e
  conservazione della Chiesa Madre di Lentini, per un importo pari  a
  euro 1.025.000,00, impegnandoli sul cap. 516007;

   la ragioneria centrale della Presidenza, con proprio provvedimento
  n.  581  del  30  dicembre  2009, restituiva,  non  registrato,  il
  provvedimento  de  quo  con  i  relativi  allegati   'pregando   di
  provvedere in merito alle osservazioni esposte';

   le  motivazioni  addotte  sono  le seguenti:  'si  restituisce  il
  provvedimento in oggetto meglio descritto stante che  non  è  stato
  predisposto l'impegno delle somme relativo all'intervento ai  sensi
  dell'art.  64  della Legge Regionale 27/4/1999  n.  10,  così  come
  comunicato dall'Assessorato Regionale Bilancio e Finanze n. 16  del
  10 Agosto 1999';

   considerato che:

   un  nuovo  decreto  di finanziamento (d.d.g. 117),  pari  ad  euro
  1.025.000 è stato firmato il 30 marzo 2010;

   detto  decreto  è  stato  registrato al n.  302  della  ragioneria
  centrale con provvedimento del 13 aprile 2010;

   nonostante  sia  già decorso un anno dalla firma del  decreto,  ad
  oggi  non  è  stato ancora fissato il giorno di espletamento  della
  gara;

   la  Chiesa  rischia  di  crollare su se  stessa  e  che  l'importo
  stanziato,  nel  caso  di ulteriori ritardi,  non  potrebbe  essere
  sufficiente per eseguire i lavori previsti;

   per sapere:

   se non ritenga urgentissimo accelerare l'iter delle procedure atte
  a  bandire  la  gara  e ad iniziare i lavori di  completamento  del
  restauro della Chiesa Madre di Lentini;

   se non ritenga necessario chiedere all'U.RE.GA. (ufficio regionale
  per  l'espletamento della gare d'appalto) di Catania di fissare  in
  primis  ed  immediatamente  il giorno di  espletamento  della  gara
  prevista dal nuovo decreto di finanziamento». 81846)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «All'Assessore  per  l'istruzione e la  formazione  professionale,
  premesso che:

   'Casa  Marconi', con sede in Palermo e una dotazione di circa  160
  posti  letto,  è  stata in convenzione con l'ERSU  di  Palermo  per
  l'alloggio e la ristorazione degli studenti universitari  da  oltre
  20  anni,  fino al 30 giugno 2010, data da cui è stato  sospeso  il
  relativo servizio;

   da  tale data, n. 13 unità di personale della 'Casa Marconi'  sono
  in   cassa   integrazione  guadagni  ed  in  mancanza  di   ripresa
  dell'attività lavorativa rischiano il licenziamento;

   in  atto  è  in funzione la sola mensa del 'Santi Romano'  gestita
  dalla  ditta  COT,  che  è  consorziata  con  la  CNS  di  Bologna,
  aggiudicataria dell'appalto GLOBAL SERVICE;

   la  presenza  di una sola mensa determina inevitabili disagi  agli
  studenti,  costretti  a  lunghe file di attesa  e  a  ricevere  una
  qualità  dei  servizi  non  ottimale  a  causa  della  mancanza  di
  concorrenza;

   considerato che:

   la   mensa  Marconi  giornalmente  confezionava  circa  800  pasti
  pranzo/cena per un totale settimanale di circa 4000 pasti, a  costi
  inferiori  a  quelli  pagati per il il pasto alla  ditta  COT,  cui
  l'ERSU riconosce un incentivo in più per la realizzazione di alcune
  opere;

   gli studenti hanno promosso una petizione con oltre 1400 firme per
  la  riapertura  di  altre  mense il cui onere  non  graverebbe  sul
  bilancio ERSU in quanto resterebbe invariato il numero degli aventi
  diritto;

   per  sapere se non ritenga opportuno ripristinare il budget  degli
  ERSU  siciliani ai livelli del 2010 onde tutelare il  diritto  allo
  studio  riconosciuto agli studenti, che presuppone servizi adeguati
  alle  loro  esigenze, ed in particolare per l'ateneo del  capoluogo
  sollecitare l'indizione di una nuova gara di appalto per l'apertura
  di  altre  mense  cittadine  in grado di  diversificare  l'offerta,
  migliorare la qualità del servizio e salvaguardare l'occupazione di
  quei   lavoratori  su  cui  pesa  drammaticamente  il  rischio   di
  licenziamento». (1844)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                              FARAONE

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Mineo è in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in  data  20  aprile
  2011, la mozione numero 262 «Iniziative per l'inserimento nel nuovo
  avviso  di  selezione per il conferimento di incarichi relativi  al
  progetto  In.La.Sicilia  di  soggetti che  hanno  maturato  analoga
  esperienza  nella precedente edizione del progetto  stesso»,  degli
  onorevoli Apprendi, Digiacomo, Oddo e Panepinto.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Consorzio  ASI  di Palermo, a seguito della deliberazione  del
  Comitato  direttivo  n.  24  del 30 giugno  2009,  ha  indetto  una
  pubblica   selezione  per  il  conferimento  di  32  incarichi   di
  collaborazione  coordinata  e  continuativa,  per   supportare   la
  Direzione  generale  nello svolgimento delle attività  relative  al
  progetto 'In.La. Sicilia';

   tale  bando  -  di  cui non si conosce la data di emanazione,  non
  essendo  rinvenibile nell'avviso di selezione pubblica -  indicava,
  quale  data di scadenza, un termine di presentazione delle  istanze
  originariamente fissato al 4 marzo 2011, poi prorogato all'8  marzo
  2011;

   il  progetto  In.La. Sicilia in questione ha già avuto  una  prima
  edizione a seguito della quale l'Assemblea regionale siciliana, con
  ordine  del  giorno  n.  121, accettato  come  raccomandazione  dal
  Governo  nella  seduta d'Aula n. 78 del 2009, impegnava  lo  stesso
  Governo  ad adottare, nei confronti dei soggetti tutor già  avviati
  nel progetto In.La, misure volte ad assicurarne l'individuazione ai
  fini di analoghi incarichi da conferire nell'ambito delle azioni di
  tutoring  che  si fossero rese necessarie nella predisposizione  di
  percorsi  formativi della nuova programmazione  comunitaria  e  del
  piano regionale dell'offerta formativa (PROF);

   il   Consorzio  ASI  disponeva  già,  pertanto,  per   i   profili
  professionali  in  questione,  di  una  graduatoria   relativa   al
  precedente reclutamento di  tutor d'aula, che avrebbe potuto essere
  utilizzata per il conferimento dei nuovi incarichi della durata  di
  6  mesi,  salvo la proroga che potrà essere riconosciuta,  anche  a
  singoli collaboratori, come si evince dall'avviso di selezione;

   non  è  dato  sapere, peraltro, con quali mezzi  d'informazione  a
  diffusione regionale sia stata data pubblica notizia dell'avviso di
  selezione,  che  nella  prima edizione aveva trovato  diffusione  a
  mezzo stampa ('La Repubblica','Giornale di Sicilia');

   diversi  soggetti con mansioni di tutor nella precedente  edizione
  del progetto non hanno potuto partecipare a detta selezione, di cui
  si  è  venuti a conoscenza a termine ormai scaduto di presentazione
  delle  istanze  grazie ad un articolo pubblicato sul  'Giornale  di
  Sicilia' in merito ai criteri di formazione delle graduatorie;

   in  maniera del tutto irragionevole, l'avviso di selezione  indica
  che  'in  linea  con  i principi progettuali,  volti  a  promuovere
  politiche  occupazionali di sviluppo del lavoro principalmente  per
  le  classi  sociali  che  versano in  condizioni  di  disagio,  nel
  conferimento  degli incarichi di minor profilo professionale,  sarà
  considerato inoltre come titolo preferenziale l'accertamento  dello
  stato  di  disoccupato/inoccupato e/o pensionato', non contemplando
  parimenti  quello  di iscrizione nelle liste dei  disabili  per  il
  collocamento obbligatorio,

                   impegna il Governo della Regione
           e per esso l'Assessore per le attività produttive

   nel  quadro  di  quanto  già accettato quale  raccomandazione  con
  l'ordine  del  giorno n. 121 del 2009, ad inserire  di  diritto  'a
  pettine',  nella  formulazione delle istanze  frattanto  pervenute,
  anche  i  soggetti che hanno già maturato analoga esperienza  nella
  precedente  edizione  del progetto In.La. Sicilia  per  i  medesimi
  profili  professionali  messi  a  bando  con  il  nuovo  avviso  di
  selezione, assicurando ampia diffusione del medesimo a mezzo stampa
  e  prevedendo  quale titolo preferenziale anche  la  condizione  di
  disabile  iscritto nelle liste tenute presso l'Ufficio  provinciale
  del lavoro e della massima occupazione». (262)

   Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

      630 ter-630 quater/A  «Bilancio di previsione della Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
   triennio 2011-2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e
       correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale»

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-
      630 ter-630 quater/A  «Bilancio di previsione della Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
   triennio 2011-2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e
       correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale»

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-630  ter-
  630  quater/A  «Bilancio di previsione della Regione siciliana  per
  l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
  2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2011. Legge di stabilità regionale».
   Invito  i  componenti della Commissione Bilancio a prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo  che la discussione generale è stata rinviata all'articolo
  1.
   A seguito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  svoltasi  ieri  sera,  è stato deciso di avviare  e  concludere  la
  discussione generale oggi, nella seduta antimeridiana, sospendere i
  lavori d'Aula per una pausa pranzo e riprendere nel pomeriggio  con
  l'esame  dell'articolato del bilancio di previsione della  Regione,
  avendo  come  obiettivo  quello di concluderne  l'iter  legislativo
  entro questa notte.
   In  considerazione di ciò, volevo dare alcuni chiarimenti all'Aula
  al  fine  di avere contezza del lavoro che ci aspetta nei  prossimi
  giorni  e  delle  decisioni  prese dalla Presidenza  sui  documenti
  contabili all'esame del Parlamento.
   Onorevoli  colleghi,  la  scadenza del 30  aprile  rappresenta  il
  termine  ultimo  stabilito dalla Costituzione per  l'autorizzazione
  all'esercizio   provvisorio   nelle  more   dell'approvazione   del
  bilancio. Decorsa tale data l'Amministrazione si troverà priva  del
  fondamentale strumento giuridico-contabile per poter espletare  non
  solo le sue politiche, ma la stessa attività ordinaria.
   In  correlazione  con  tale  scadenza, va  dunque  garantito  come
  assoluto     e     inderogabile    l'adempimento     costituzionale
  dell'approvazione della legge di bilancio e della finanziaria.
     In ragione di tale obiettivo, il Regolamento interno affida alla
  Presidenza il compito di garantire le condizioni affinché i  lavori
  dell'Assemblea si possano svolgere coniugando il diritto dei Gruppi
  e  dei  singoli  deputati ad esercitare le proprie prerogative,  ma
  collocando  l'esercizio  di  tali  prerogative  in  un  quadro   di
  compatibilità    procedurali   e   temporali    che    garantiscano
  l'adempimento delle prescrizioni costituzionali  prima richiamate.
   In  questo senso, la Presidenza nella seduta del 21 aprile  scorso
  ha  indicato all'Aula - che ne ha preso atto - il percorso che deve
  consentirci di definire i documenti finanziari inderogabilmente nei
  tempi  fissati.
   E'  intendimento  della Presidenza operare perché questo  percorso
  possa  realizzarsi pienamente indicando per il prosieguo dei lavori
  anche le modalità di contingentamento dei tempi della discussione.
   Al  contempo,  vi  è  la  volontà  di  condividere  e  confrontare
  preliminarmente  con  i  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   le
  principali   questioni  procedurali,  al  fine  di  garantire   uno
  svolgimento  ordinato  della discussione e il  pieno  rispetto  dei
  tempi.
   Si  reputa  ciò fondamentale proprio in ragione della  delicatezza
  delle  questioni  che dovremo affrontare e della complessità  delle
  materie  da  discutere  sia con riferimento al  bilancio  che  alla
  finanziaria, che impone un supplemento di responsabilità e di senso
  della misura nella conduzione e nello svolgimento dei lavori.
   In  questo  senso,  si  fa  appello alla piena  collaborazione  ed
  all'assunzione   di  responsabilità  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari perché aiutino l'azione della Presidenza in modo  che,
  con  il  concorso  di  tutti, si possano  garantire  le  condizioni
  ottimali per lo svolgimento della discussione che potrà essere tesa
  quanto  si vuole, ma dovrà essere rispettosa delle regole  e  degli
  impegni che abbiamo tutti insieme assunto.
   Principali questioni procedurali sul bilancio. La seduta  di  oggi
  avvierà la discussione del bilancio. In relazione a tale esame,  vi
  sono   alcuni   aspetti   procedurali   che   desidero   sottoporre
  all'attenzione dell'Aula.
   1)   I   fascicoli  degli  emendamenti  al  bilancio  sono   stati
  predisposti  seguendo  all'interno  delle  singole  amministrazioni
  l'ordine  delle  U.P.B.  e  all'interno  di  queste  mantenendo  la
  esplicazione  dei capitoli. E' questa l'impostazione  che  è  stata
  decisa e seguita durante l'esame in Commissione Bilancio - peraltro
  in  linea  con  la  prassi seguita in questi anni -  e  ammettendo,
  sempre che siano compatibili, anche più votazioni all'interno della
  stessa  U.P.B.   Anche  in Aula si seguirà la stessa  impostazione,
  tenendo  conto  che,  dal prossimo anno, ci dovrebbero  essere  una
  nuova  struttura di bilancio, nuove modalità di votazione e  novità
  regolamentari, che dovremmo adottare in conseguenza  della  riforma
  della struttura e delle procedure di bilancio.
   2) Tra gli emendamenti presentati al bilancio, ve n'è uno proposto
  dalla  Commissione Bilancio che riguarda U.P.B. e capitoli di tutte
  le  rubriche  del bilancio; un emendamento che rappresenterebbe  il
  risultato  del  lavoro sul bilancio operato in Commissione  e  che,
  tuttavia,   per   varie  questioni  è  stato  deciso   di   portare
  direttamente in Aula. Essendo dunque un testo che, in qualche modo,
  è  rappresentativo  del  lavoro  istruttorio  della  Commissione  e
  presentando  una  copertura  finanziaria  unitaria,  esso  dovrebbe
  essere  esaminato nella sua interezza all'inizio della discussione;
  sotto  il  profilo della procedura, questo comporterà che  verranno
  dichiarati  assorbiti gli ulteriori emendamenti che riguardano  gli
  stessi  capitoli interessati alla manovra della Commissione;  sotto
  il  profilo sostanziale, la Presidenza auspica che, approvato  tale
  emendamento, i Gruppi ritirino, se non tutti, la gran  parte  degli
  emendamenti.
   3)   Alcuni   emendamenti  al  bilancio  (compreso  quello   della
  Commissione) operano le coperture finanziarie delle maggiori  spese
  sui   fondi  di  riserva  o  sui  fondi  per  le  nuove  iniziative
  legislative; al riguardo, la Presidenza deve segnalare che i  fondi
  di  riserva  sono oggetto della manovra della finanziaria  proposta
  dal  Governo  che  mira  proprio  ad  incrementarne  la  dotazione,
  fissandone  con norma l'importo minimo di 450 milioni di  euro,  da
  iscrivere al bilancio (articolo 1 della legge finanziaria); i fondi
  per  le nuove iniziative legislative di parte corrente iscritti  in
  bilancio(per  93  milioni di euro) pur se formalmente  disponibili,
  sono interamenti utilizzati e azzerati con la nuova manovra operata
  dalla finanziaria.
   La  Presidenza, quindi, deve avvertire che ogni copertura a carico
  di  queste disponibilità, ci imporrà di rivedere l'equilibrio della
  finanziaria ancor prima di iniziarne l'esame.
   Alternativamente, andrebbe considerata la possibilità  di  operare
  coperture finanziarie diverse da quelle indicate.
   4)   L'onorevole  De  Luca  ha  presentato  3.708  emendamenti  al
  bilancio; si tratta di emendamenti che riguardano la gran parte dei
  capitoli  del bilancio e con una impostazione spesso a scalare  con
  la medesima copertura che ricorre per una molteplicità di finalità.
  E'  evidente  che  laddove  questo  intende  attestare  la  volontà
  dell'onorevole  De  Luca  di  partecipare  attivamente  ai  diversi
  aspetti  della  discussione del bilancio, la Presidenza  garantirà,
  nelle   forme  regolamentari,  il  legittimo  esercizio   di   tali
  prerogative.
   Nel contempo, però, l'onorevole De Luca - e questo è un appello  -
  è invitato a collaborare con la Presidenza per scongiurare pratiche
  ostruzionistiche, che possano compromettere l'ordinato  svolgimento
  dei  lavori,  il  libero confronto delle posizioni sul  merito  dei
  problemi  ed  il  rispetto  delle scadenze  che,  assolutamente,  è
  essenziale.
   Preciso  che  gli  emendamenti dell'onorevole De Luca  sono  stati
  fotocopiati in numero di copie ridotto (le canoniche 100 copie  per
  i  deputati  e  gli  uffici  avrebbero  aggiunto  ulteriori  37.000
  fotocopie  alle  circa 250 mila che sono già  state  realizzate  ed
  ordinate  tra  lavori in Commissione Bilancio  ed  Aula),  per  cui
  abbiamo    fatto   soltanto   due   fotocopie   degli   emendamenti
  dell'onorevole De Luca per evitare che la finanziaria contenesse un
  capitolo  per  le spese per approvare la finanziaria.  Si  possono,
  quindi,  consultare durante il corso dei lavori in Aula. Sarà  cura
  della  Presidenza rendere disponibili, nelle copie necessarie,  gli
  emendamenti sottoposti a votazione.
   Per  quanto  riguarda la finanziaria, a fronte di  un  testo  base
  esitato   dalla  Commissione  che  si  presenta  essenziale   nelle
  dimensioni   e  nei  contenuti,  vi  sono  circa  700   emendamenti
  aggiuntivi  di  iniziativa parlamentare ed un  maxiemendamento  del
  Governo che spaziano su un complesso di argomenti, molti dei  quali
  di  estrema  complessità ed il cui approfondimento e deliberazione,
  in tanti casi, non si conciliano con i tempi stretti che abbiamo di
  fronte per concludere l'approvazione della finanziaria.
   Su  questo  aspetto,  la  Presidenza, ferme  restando  le  proprie
  prerogative,   circa  le  garanzie  sul  contenuto  proprio   della
  finanziaria,  raccogliendo le indicazioni che sono state  avanzate,
  anche,  nel  corso  della  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, tenutasi ieri, intende verificare con il Governo ed i
  Gruppi   parlamentari,   le   soluzioni   migliori   -   ma   anche
  effettivamente praticabili - per definire una finanziaria  che  dia
  risposta alle tante aspettative che ci sono.
   In   tal   senso,   la  Presidenza  ha  operato   un   esame   del
  maxiemendamento del Governo e disposto lo stralcio  delle  seguenti
  disposizioni:
   articolo  3  con  esclusione dei commi relativi  alle  dismissioni
  immobiliari connesse alle maggiori entrate riportate nella  tabella
  annessa all'emendamento;
   articolo  4,  commi  1  e  2; articolo 6, comma  3;  articolo  14;
  articolo 17, comma 2; articolo 18; articolo 20; articolo  27, comma
  2,  lettera d); sul testo in discussione si rappresenta tuttavia la
  necessità  di  una  riformulazione,  quindi,  di  una  riscrittura;
  articolo  28;  articolo 30; articolo 32; articolo 36; articoli  38,
  39,  40  e  41; articolo 42, commi 2, 3, 4 nella parte introduttiva
  del comma 2 ter, 5 e 6; articolo 43; articolo 45; articoli 50, 51 e
  53; articolo 55, comma 2.
   A questo esame, seguirà la valutazione in termini di ammissibilità
  degli emendamenti aggiuntivi di iniziativa parlamentare - che  sono
  700  - che la Presidenza ha già avviato e che sarà definito con  lo
  spirito  di  collaborazione e confronto con  il  quale  si  intende
  condurre questa fase dei lavori e sarà definito nelle prossime ore.
   Tuttavia,  dovendosi  mantenere  ferma  la  priorità  assoluta  di
  definire  nei  tempi  concordati i documenti  finanziari  nei  loro
  contenuti   necessari,  la  Presidenza  si  riserva   di   valutare
  ulteriormente la possibilità di intervenire sulla materia anche  in
  questo momento dichiarata ammissibile.

   Dichiaro aperta la discussione generale unificata dei due  disegni
  di legge.
   E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, prima  di  procedere  alla
  discussione generale, voglia il Presidente valutare la opportunità,
  alla   luce   della   continua  ridiscussione  della   finanziaria,
  relativamente  ai maxi emendamenti presentati dal Governo  che,  di
  fatto, ritengo non ci sia ad oggi stata la possibilità anche di una
  valutazione  nel merito e, pertanto, a mio avviso,  anche  per  una
  maggiore razionalità e consentire di dare un maggior contributo  in
  quello  che è lo spirito, la ratio, del Regolamento che vede  prima
  l'analisi nella Commissione di merito, ritengo che questo  tipo  di
  percorso  debba  farci  riflettere perché  ritorni  in  Commissione
  Bilancio  la  finanziaria con il maxi emendamento  che,  di  fatto,
  rispetto   al   testo  approvato  ed  esitato  dalla   Commissione,
  sostanzialmente ne snatura l'impostazione originaria. Il Parlamento
  deve  sapere  qual è l'opportunità che concretamente la Commissione
  viene  a  fornire,  qual è il lavoro che ha preparato,  qual  è  la
  definizione di un percorso che in maniera seria e ragionata tutti i
  Gruppi parlamentari hanno affrontato in Commissione.
   Alla  luce  del testo della finanziaria esitato dalla Commissione,
  ritengo  incomprensibile  un  maxi  emendamento  sulla  finanziaria
  stessa  esitata  dalla  Commissione che,  di  fatto,  ne  stravolge
  l'impostazione, i contenuti, la razionalità che fino a quel momento
  si è voluto seguire.
   Vista  anche  la sua corposità, la contraddittorietà  e  il  senso
  eccessivamente  arrogante che viene portato  avanti,  è  opportuno,
  probabilmente, che torni in Commissione perché in quella sede possa
  esserci un confronto più sereno, più serrato e anche più produttivo
  e  fornire quindi all'Aula un testo che, alla luce di un'analisi  e
  di   un   passaggio   che  istituzionalmente  dobbiamo   garantire,
  probabilmente   sarà  più  comprensibile  e,  perché   no,   meglio
  valutabile e, speriamo, anche più razionale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Buzzanca.  Ne  ha
  facoltà.

   BUZZANCA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  ieri,  in quest'Aula, intorno alle ore  17.00,  abbiamo
  chiesto alla Presidenza convocare la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  perché ci si rendeva conto  che  il  percorso
  avviato  dall'Aula  non  avrebbe poi  consentito  a  tutti  noi  di
  raggiungere  il  traguardo  -  come  lei  ha  detto  bene,   signor
  Presidente  - dell'approvazione del bilancio nei termini  indicati,
  cioè il 30 aprile prossimo venturo.
   La Presidenza ha convocato la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari  e, all'interno di quel percorso, dentro quel  lavoro,
  ci   aspettavamo  il  raggiungimento  di  un  sostanziale  accordo.
  Soprattutto  si  pensava  che  la Finanziaria  tracciata  nel  maxi
  emendamento del Governo, firmata tra l'altro dall'assessore Armao e
  non   dal   Presidente   della  Regione,  quel   maxi   emendamento
  introducesse  una nuova finanziaria. Il Presidente del  mio  Gruppo
  parlamentare  l'ha  definita un'appendice della  Treccani.  Avremmo
  voluto   che   si  ragionasse  all'interno  della  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari  per giungere ad  un  percorso
  condiviso.
   Signor  Presidente, ho cercato di seguire il suo ragionamento  nel
  momento  in cui ha dichiarato inammissibili alcuni emendamenti  del
  Governo.
   Si riduce, di fatto, la finanziaria a 25 articoli. Ma alcune norme
  mi  sembrano  ancora incomprensibili. Non so se la  Presidenza  sia
  riuscita  a  capire come ci si vuole regolare, ad esempio,  per  la
  soppressione degli IACP. Un articolo sopprime in parte gli istituti
  ma in parte li lascia in vita.
   Abbiamo  apprezzato  la  soppressione da  parte  della  Presidenza
  dell'articolo  18. Di fatto, con quell'articolo  si  consentiva  al
  Presidente ad libitum di tenere in vita alcuni enti, alcuni  organi
  collegiali  e  fare  in modo che altri  non so  se  all'interno  di
  quell'articolo era anche prevista la soppressione delle province.
   Signor  Presidente,  giustamente lei  si  è  regolato  in  maniera
  intelligente  e  quell'articolo lo ha dichiarato inammissibile.  E'
  innegabile che siamo davanti ad un fatto assolutamente nuovo.
   La  democrazia  ha  un costo. La democrazia è anche  faticosa.  La
  democrazia molte volte ammette riti che poi servono, non certamente
  a chi li pratica, ma a chi è poi il destinatario di quei riti.
   Ci  rendiamo conato che dobbiamo fare presto, ma dobbiamo avere la
  consapevolezza che dobbiamo fare presto ma dobbiamo fare bene.  Non
  dobbiamo recare nocumento al popolo siciliano.

            Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica

   BUZZANCA.  Qui ci sono molti medici, e sanno che il  principio  di
  Ippocrate prevede  primum non nocere'. Qui mi pare che non siamo in
  questa fattispecie. Qui siamo davanti ad un percorso che è affidato
  alla  buona volontà dei Gruppi parlamentari, è affidato alla  buona
  volontà dei singoli parlamentari. Manca un disegno, un progetto.
   Questo Governo non sta dando buona prova di buona amministrazione.
  Al  contrario, ci consegna delle norme che sono valide al  mattino,
  che diventano poco valide il pomeriggio e poi vengono invalidate in
  parte  e  giustamente  dalla Presidenza e  in  parte  dalla  stessa
  maggioranza.
   Il  Parlamento  non  è  messo in condizione di  poter  operare  al
  meglio.  I  singoli  parlamentari  non  hanno  la  possibilità   di
  approfondire i testi non solo perché, giustamente io dico, i  tempi
  sono  contingentati  ma anche perché ci rendiamo  conto  che  siamo
  inseguiti dalla fretta.
   Ma perché siamo inseguiti dalla fretta?
   Perché  il  Governo ci sta obbligando ad esaminare la  manovra  di
  bilancio e la finanziaria soltanto a partire dal 26 di aprile?
   Questo  dobbiamo  capirlo;  dobbiamo  comprendere  dove  si  vuole
  arrivare; dobbiamo avere la consapevolezza che molte norme  scritte
  così e che poi magari risultano incomprensibili, possono creare  un
  gravissimo  danno,  un  gravissimo vulnus e,  in  molte  occasioni,
  l'impossibilità  di  conoscere quali dei 700 emendamenti  apportati
  alla  manovra finanziaria approvati - io dico legittimamente e  con
  particolare  attenzione e con le rassicurazioni che venivano  dalla
  maggioranza,  questa maggioranza costituita all'interno  di  questa
  Aula  in dispregio di qualunque forma di democrazia -  saranno resi
  ammissibili.  E  parlo  di  emendamenti  aggiuntivi   che   vengono
  dall'Aula,  dal  Parlamento e, di conseguenza, vengono  dal  popolo
  siciliano.
   Non  sappiamo  cosa  accadrà  da  qui  a  qualche  ora,  ma  siamo
  preoccupati  ovviamente dello scioglimento dell'Assemblea;  abbiamo
  paura  che qualcuno possa intervenire in via sostitutiva e, quindi,
  inseguiti  dalla  fretta, stiamo tentando con la collaborazione  di
  Gruppi  parlamentari  e  con  la intermediazione  importante  della
  Presidenza  di  giungere  ad un testo  che  sia  il  più  possibile
  condiviso. Ma non sono queste le condizioni che ci consentiranno di
  raggiungere  un  testo condiviso. Sono troppi i  settori  che  vedo
  assenti:  penso  all'agricoltura, penso  alla  sanità,  penso  alla
  stessa formazione, penso ai capitoli di spesa, penso ai capitoli di
  entrata,  penso  ai  balzelli  che  verranno  poi  addossati   agli
  operatori siciliani, penso agli operatori della nautica,  penso  al
  costo   dell'acqua,  penso  cioè  a  tanti  elementi   che   devono
  consentirci necessariamente un approfondimento.
   E   quale  può  essere,  signor  Presidente,  un  approfondimento,
  onorevoli colleghi?
   Certamente,  non  quello  consegnato  alle  segrete  stanze,  agli
  accordi  sottobanco fatto magari da questo o da quel  parlamentare.
  Penso  ad una sede istituzionale, atteso che si tratta di un  altro
  documento, atteso che si tratti di fatti altri, atteso che nulla ha
  a  che  vedere quella finanziaria con l'approfondimento fatto  dopo
  giorni di lavoro all'interno della Commissione Bilancio.
   Allora, qualcuno prima di me lo ha detto esattamente - l'onorevole
  Nino  D'Asero  -  io  ritengo  che  quella  proposta  debba  essere
  accettata  e che la Presidenza, dando tempi certi, debba consentire
  alla   II   Commissione,  competente  in  materia  di  bilancio   e
  finanziaria,  di  approfondire e di stendere un documento  che  sia
  condiviso e che soprattutto vada incontro alle esigenze di tutte le
  categorie  produttive,  ma che dia anche  un  senso  alla  politica
  perché  qui, invece di governare i problemi, cari colleghi,  invece
  di  fare in modo che la politica abbia la  p  maiuscola, la  stiamo
  mettendo  sotto,  in  un momento delicato per  questa  Assemblea  -
  abbiamo assistito ad un altro arresto, un altro collega che da ieri
  è agli arresti domiciliari; vi sono 17 indagati in questa Assemblea
  -,  quindi,  un  momento  delicato, un momento  particolare  e  non
  possiamo  consentirci di andare avanti irresponsabilmente. Dobbiamo
  avere un percorso condiviso tra i Gruppi parlamentari, ciascuno nel
  rispetto del proprio ruolo; faccia la maggioranza il proprio ruolo,
  faccia  l'opposizione il proprio ruolo, ma il Governo deve fare  la
  propria parte.
   Dobbiamo  capire dove si vuole arrivare perché ci  rendiamo  conto
  che abbiamo sì scremato la finanziaria, siamo giunti a 25 articoli,
  ma  dov'è  la fase di pianificazione e programmazione da parte  del
  Governo?
   Voglio  capire e penso che voglia capirlo anche l'Aula  se  questa
  volta  il  Presidente della Regione siciliana,  Raffaele  Lombardo,
  apporrà  la  firma a questa finanziaria, che non c'è  e  non  è  un
  elemento da poco. Addirittura, si sussurra che il Presidente  della
  Regione,  non  so  se  strumentalmente, non so se  sostanzialmente,
  abbia preso le distanze dal proprio assessore per l'economia.
   Questo, secondo me, non è più tollerabile. Credo che la Presidenza
  debba  prendere in mano la situazione e, in vacanza  di  ruolo  del
  Governo, debba fare in modo che l'Assemblea si appropri del proprio
  ruolo  perché  l'Assemblea rappresenta tutto il  popolo  siciliano.
  Allora,  se così è, si torni rapidamente in Commissione; si  cerchi
  di  stendere  un documento che sia il più possibile  condiviso;  si
  faccia  in  modo che il Governo dia finalmente un taglio per  farci
  capire  e per dare indicazioni al Parlamento sulle reali intenzioni
  e si vada rapidamente avanti.
   Signor Presidente, sarò facile profeta: sono convinto che si andrà
  avanti in questo clima e con questo meccanismo di scontro, che  non
  serve   a   nessuno,   non   serve   alla   politica,   non   serve
  all'imprenditoria, non serve alle categorie produttive,  non  serve
  alla Sicilia e non serve ai siciliani.
   Ricordo la finanziaria dell'anno scorso, ho ben presente ciò che è
  successo;   ma  soprattutto  so  che  molti  inganni,   che   molte
  aspettative  accese  in quel momento, non solo sono  state  tradite
  perché  non  era  possibile dare corso a quella legge  finanziaria,
  rimasta  in  gran parte inattuata - perché la legge  finanziaria  è
  rimasta in gran parte inattuata, e questa sarebbe ben poca cosa  -,
  ma vi è di più: purtroppo, si sono creati meccanismi e storture che
  stanno nocendo, e non poco, alla Sicilia e al popolo siciliano.
   Signor  Presidente,  faccio appello a lei,  spero  che  la  nostra
  richiesta  sia condivisa dalla Presidenza, che si torni  subito  in
  Commissione  Bilancio  e  rapidamente  si  possa  giungere  ad   un
  documento  con  le caratteristiche che deve avere una  finanziaria:
  un'indicazione  che viene dal Governo, una condivisione  che  viene
  dal Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  proprio  in
  ordine a questa proposta di ritorno in Commissione, ho il dovere di
  esprimere  il mio dissenso, non perché non condivida l'esigenza  di
  approfondire  le tematiche che sono state sottoposte  ulteriormente
  da  parte del Governo con i vari maxi emendamenti che si alternano,
  ma  perché - lo ribadisco ancora una volta -  l'UDC non è  presente
  in  Commissione. E' arrivato il momento che si faccia sintesi;  non
  vorremmo arrivare al 30 aprile notte e stare ancora qua a discutere
  per  approvare  una  finanziaria  che,  poi,  saremo  costretti   a
  disconoscere il giorno dopo.
   Chiedo  al  Presidente dell'Assemblea, in questo  momento  facente
  funzioni,  di sospendere l'Assemblea per una o due ore  almeno  per
  raccordarci  sul percorso da seguire. Devo dare atto al  Presidente
  dell'Assemblea,  onorevole Cascio, di avere svolto  un'attività  di
  depurazione di alcune norme che obiettivamente avevano poco  a  che
  vedere con i testi in esame.
   Apprendo  sempre dai giornali che non c'è condivisione  sul  testo
  del  maxi emendamento, presentato dal Governo, da parte anche degli
  assessori. Mi fa piacere che alcune norme sono state stralciate per
  cui  ancora  il  momento  di sintesi, nell'interesse  di  carattere
  generale  della  nostra  Isola, non  è  avvenuto  e  non  riesco  a
  comprendere  -   su questo dobbiamo fare tutti uno sforzo  -  quale
  debba  essere  questo momento di sintesi. Non parlo  di  camera  di
  compensazione,  non dico che bisogna venire incontro,  per  carità,
  alle  esigenze dei singoli parlamentari - ce ne guarderemmo bene  -
  ma,  obiettivamente, siamo partiti con una finanziaria e arriviamo,
  a  poco  meno di tre giorni dall'approvazione, con tutto  un  altro
  testo. C'è una grande confusione
   Signor  Presidente facente funzioni, onorevole Formica, le  chiedo
  di  sospendere almeno per un'ora o due per raccordarsi con i Gruppi
  parlamentari  perché,  siccome, ripeto, non c'è  il  momento  della
  sintesi,  occorre  capire verso dove stiamo andando  a  parare  con
  questa  finanziaria. Diversamente, arriveremo al 30 aprile,  ripeto
  sulla base dell'esperienza maturata, e uscirà fuori una finanziaria
  rispetto alla quale ognuno di noi sarà costretto, se non altro  per
  rispetto della propria coscienza, a prendere le distanze.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, al  contrario  di
  quanto   affermato  dall'onorevole  Ardizzone,  ritengo   che   sia
  assolutamente opportuno che si sospendano i lavori d'Aula e che  si
  dia  la  possibilità  a  tutti i deputati di valutare  questo  maxi
  emendamento  che  non  mi sembra altro che una  legge  omnibus  che
  comprende  una  quantità di argomenti talmente vasta  che  non  può
  sicuramente essere considerata soltanto con una semplice lettura.

               Assume la Presidenza il Presidente Cascio

   Vorrei  ricordare  che,  a  fronte dei  tagli  che  il  Presidente
  dell'Assemblea ha giustamente apportato, esistono ancora tantissime
  norme  di cui viene semplicemente riportato soltanto un riferimento
  normativo.
   Credo  chesia doveroso, alla luce soprattutto delle considerazioni
  che   sono  state  fatte  durante  l'esame  della  finanziaria   in
  Commissione  Bilancio, che comunque restava il luogo  in  cui  fare
  questa  scrematura perché ritengo che la Commissione avesse proprio
  questo   obiettivo,  così  come  da  Regolamento,  la   Commissione
  dovrebbe, in qualche modo, filtrare tutte le istanze che provengono
  dai   parlamentari  per  poi  arrivare  ad  un  accordo,  che   poi
  chiaramente verrà valutato dall'Aula.
   Qui,  tutto  avviene al contrario. Purtroppo,  le  regole  vengono
  sovvertite  e, anche in questo caso, la Commissione non  ha  potuto
  procedere  perché  da parte della maggioranza che  sostiene  questo
  Governo non è stata scelta questa strada.
   Ci  si  è appellati ad un testo snello, a un testo piuttosto esile
  che  arrivasse  presto  in  Aula  per  agevolare  i  lavori  e  per
  velocizzare  l'approvazione di una norma, una norma  finanziaria  e
  una norma di bilancio che in realtà attendevamo già da tempo.
   Vorrei,  infatti, ricordare a me stessa e a tutti i  colleghi  che
  questo  è  il  terzo anno che procediamo in corner all'approvazione
  del disegno di legge in materia finanziaria e, soprattutto, abbiamo
  approvato  già due esercizi provvisori, quindi siamo ormai  con  le
  spalle al muro.
   Non  vorrei,  signor  Presidente, che questo tentativo  di  averci
  portato  così  celermente  in  Aula,  quasi  saltando  a  piè  pari
  l'attività   della  Commissione  Bilancio  -  che  avrebbe   voluto
  sicuramente  approfondire  meglio un documento  così  complesso  -,
  fosse   un   atteggiamento,   questo   sì   veramente   ai   limiti
  dell'ostruzionismo,  per  non  consentire  a   ciascuno   di   noi,
  innanzitutto  di comprendere appieno quella che è  la  portata  non
  soltanto  economica  ma  legislativa  di  questo  provvedimento  e,
  soprattutto, mi auguro che non sia il tentativo di costringerci  ad
  approvare un documento soltanto perché spinti dall'urgenza. Ricordo
  ancora  l'anno  scorso che la festa dei lavoratori, l'1  maggio,  è
  stata festeggiata da noi deputati dentro quest'Aula.
   Se anche quest'anno ci avviciniamo a vivere una situazione analoga
  sol  perché poi, strozzati dal tempo, saremo costretti a votare una
  norma  che  non ci convince, che possibilmente non abbiamo  neanche
  compreso   fino   in   fondo,  devo  dire   che   è   assolutamente
  irresponsabile  da  parte  del Governo  volerci  portare  a  questa
  situazione.
   Ritengo che sia invece molto più opportuno, soprattutto alla  luce
  delle  sue  affermazioni,  signor Presidente,  l'ipotesi  di  poter
  considerare  un  ulteriore sfoltimento  di  queste  norme  che,  se
  enunciate semplicemente, possono sembrare di lieve portata,  ma  in
  realtà riformano in maniera consistente moltissimi comparti e  rami
  dell'Amministrazione, con conseguenze non soltanto finanziarie,  ma
  anche  in termini di personale e di gestione e che, quindi,  devono
  sicuramente essere attenzionate da tutti noi.
   Ritengo  peraltro  che,  anche  valutando  soltanto  il  documento
  contabile  del  bilancio, siano state fatte delle scelte  che  sono
  assolutamente   incoerenti  con  quello  che  oggi  troviamo   come
  refluenza  nel  bilancio  della  finanziaria.  Mi  spiego   meglio:
  esistono  alcune norme, esistono alcune variazioni di capitoli  del
  bilancio che oggi non hanno più ragion d'essere alla luce di alcune
  norme previste in finanziaria. Allora, valutare un documento che  è
  monco  della parte normativa, che stravolge del tutto quello che  è
  il  dettato del bilancio, è un infingimento e, mi permetta di dire,
  signor  Presidente,  che  a questi infingimenti  l'Aula  non  vuole
  soggiacere.
   Proprio  per  questo  motivo, credo che  sia  necessario  dare  un
  congruo   tempo,  non  soltanto  ai  componenti  della  Commissione
  Bilancio,  ma  a  tutti noi per poter valutare in maniera  seria  e
  corretta,  alla  luce  delle  giuste  considerazioni  fatte   dalla
  Presidenza,  legate  al fatto che esistono dei vincoli  precisi  in
  termini di disponibilità economica.
   Mi  chiedo  come possano quadrare i conti alla luce del fatto  che
  moltissime  delle  norme  proposte in finanziaria  hanno  un'enorme
  refluenza, una grossa portata economica.
   Allora,  credo  che sia saggio, appellandoci alle  premesse  della
  Presidenza,  che il clima di quest'Aula si rassereni, e  credo  che
  sia  saggio  da parte del Governo riconsiderare la mole  di  questo
  emendamento  che, ripeto, in passato l'opposizione  definiva  leggi
  omnibus, additandole come qualcosa da non fare.
   Purtroppo,  mi sa che sono caduti anche loro in questa  evenienza,
  perché una legge che contiene più di 60 norme (conteneva 256 commi,
  con  altrettanti  riferimenti normativi) non credo  che  possa  non
  definirsi  legge  omnibus:  si  spazia  dalle  sanatorie  a   nuove
  imposizioni  economiche, si parla di formazione  professionale,  si
  modificano norme di una certa portata soltanto con due parole.
   Io  credo che tutto questo meriterebbe un approfondimento,  perché
  se  questo  è  un  Governo delle riforme, le  riforme  vanno  fatte
  all'interno  del Parlamento in maniera approfondita, argomento  per
  argomento. Ridurci solo a questo appuntamento, che è l'appuntamento
  più atteso non soltanto del Parlamento, ma anche di chi ci ascolta,
  per  affollare  ed  ammassare, quasi come se fossimo  alla  ricerca
  dell'ultima norma che consenta di salvare il salvabile, io  non  lo
  considero  né  un  comportamento responsabile né,  soprattutto,  un
  comportamento di programmazione.
   Mi  appello all'assessore Armao, che ha dimostrato più volte senso
  di  equilibrio  nel  proporre norme in  altre  materie,  di  volere
  effettivamente riconsiderare l'opportunità di sfoltire  enormemente
  questo  disegno  di legge e di ritornare a quell'appello  fatto  in
  Commissione  Bilancio,  che ha partorito una  norma  effettivamente
  snella,  fatta  di  pochi articoli che, in  qualche  modo,  potesse
  accelerare il processo di votazione del bilancio.
   Se  così  non fosse, ritengo necessario che si dia maggiore  tempo
  perché  quando  si parla di temi come la formazione  professionale,
  così come l'ambiente o le case popolari, un dibattito approfondito,
  non  soltanto tra noi deputati all'interno di quest'Aula, ma  anche
  con  le forze sociali, con il mondo che sta fuori da quest'Aula,  é
  necessario.
   Le  Commissioni di merito non sono state in nessun modo  coinvolte
  nelle  scelte che il Governo oggi, con questo documento, ha  fatto,
  così  come  pure il mondo produttivo è rimasto fuori  da  tutte  le
  scelte che vengono portate oggi dentro questo documento.
   Credo  che  in un momento come questo, in cui la politica  si  sta
  allontanando enormemente da quello che è il mondo che sta fuori dai
  palazzi, oggi più che mai un confronto con le parti sociali, con  i
  sindacati,  con i portatori degli interessi avrebbe  fatto  sì  che
  queste  norme  fossero  condivise; cosa che  oggi,  purtroppo,  non
  avviene.
   Concludo,  signor Presidente, sottolineando che, a mio avviso,  il
  ruolo della Commissione Bilancio, così come delle altre Commissioni
  di  merito,  sia un ruolo istituzionale sacrosanto, e  se  sviliamo
  anche  di  questo il significato della nostra presenza  all'interno
  dell'Aula, probabilmente perdiamo tutti.
   Pertanto ritengo doveroso e opportuno che il provvedimento ritorni
  in  Commissione  Bilancio e, per alcune materie di competenza,  sia
  congiuntamente  trattato  pure dalle  Commissioni  competenti,  per
  evitare  che  si  affolli  quel numero di  emendamenti  di  cui  la
  Presidenza  parlava,  frutto  non del  singolo  deputato  ma  delle
  Commissioni per intero.
   Faccio   un   esempio   per  tutti:  in  termini   di   formazione
  professionale, la V Commissione legislativa propone un  emendamento
  a  firma di tutti i componenti. Allora è chiaro che qualcosa non ha
  funzionato, se un'intera Commissione non ha avuto la possibilità di
  poter  interloquire in maniera diretta con il Governo  per  portare
  una  norma  condivisa  da tutta la Commissione,  che  ha  ascoltato
  lungamente  i  portatori di interesse. Ritengo questo assolutamente
  manchevole di un passaggio democratico, che è la consultazione.
   Così  come,  in  materia di enti locali, ritengo  sia  mancato  un
  confronto rispetto alle ulteriori variazioni che di volta in  volta
  il  Governo  ha  presentato,  perché dall'originaria  versione  del
  disegno  di  legge n. 631, depositato qualche mese fa,  ad  oggi  è
  passata tantissima acqua sotto i ponti.
   Sarebbe  doveroso coinvolgere gli enti che rappresentano gli  enti
  locali,  l'ANCI, ma anche l'UPI e le Province, tutti gli  enti  che
  possono  avere  parola  e voce in capitolo  perché  le  scelte  che
  andremo  ad  operare  oggi avranno refluenze importantissime  sulla
  vita dei grandi e piccoli enti locali, che poi sono il tessuto  del
  territorio del quale non possiamo dimenticarci.

   Mi  avvio alla conclusione, appellandomi al buon senso del Governo
  per sfoltire il documento legislativo e per dare la possibilità  di
  un suo riesame.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi ricordo che siamo  in  fase  di
  discussione generale sul bilancio e sulla finanziaria.  Per  quanto
  riguarda le sollecitazioni che vengono dall'Aula rispetto ai  tempi
  per  poter  esaminare  il  maxi  emendamento,  vi  ricordo  che  di
  finanziaria  se  ne  parlerà a partire da domani,  per  cui  questo
  emendamento  - che oggi è stato ridimensionato nei contenuti  dalla
  Presidenza - può essere subemendato con i tempi che l'Aula  conosce
  già.
   Per  tale  motivo non c'è bisogno di sospendere i  lavori,  perché
  oggi lavoreremo sul bilancio.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, ciò significa  che  la  discussione
  generale di oggi riguarda solo il bilancio.

   PRESIDENTE. La discussione generale di oggi riguarda il  bilancio;
  domani,  in  fase di discussione dell'articolo 1 della finanziaria,
  faremo una sorta di discussione generale anche sulla finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci.  Ne  ha
  facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  trovo  molto
  corretta  questa precisazione della Presidenza, perché  è  evidente
  che  non  si  può  intervenire su un tema senza che  vi  siano  gli
  elementi della conoscenza per potere poi sostenere le proprie  tesi
  e le proprie convinzioni.
   Nonostante  questa utile precisazione, vorrei dire  che  siamo  di
  fronte ad una forma di impazzimento complessivo perché, anche nella
  premessa  fatta dalla Presidenza, che ha ricordato a tutti  noi  la
  scadenza ormai prossima - siamo a circa 72 ore dal 30 aprile  -,  è
  evidente  che  la  conseguenza, anche sul piano della  modalità  di
  svolgimento  dei  lavori, dovrebbe essere a mio avviso  diversa  in
  ragione del fatto che, se è vero che il testo della finanziaria che
  tratteremo  domani è stato ridotto, è altrettanto  vero  che  tutti
  quanti  sappiamo  che questo bilancio quadra  i  conti  proprio  in
  ragione  della  legge  finanziaria.  Quindi,  alla  fine  bisognerà
  capire,  essendo in corso un ulteriore approfondimento del  Governo
  in ordine ad una rivisitazione degli articoli che rimangono, qual è
  il  corpo  dell'attuale  finanziaria dopo  il  suo  dimagrimento  e
  bisognerà  capire quali sono le conseguenze e quali sono  gli  ovvi
  riverberi sulla manovra del bilancio stesso.
   Io  credo,  quindi, che sarebbe molto utile - anche e  soprattutto
  per  quelle  forze politiche come Forza del Sud,  non  presenti  in
  Commissione Bilancio - avere il tempo di potere meglio esaminare  e
  finalmente   avere  un  provvedimento  unico,  perché  abbiamo   la
  preoccupazione che, sulla base di qualche tiratina  di  giacca,  si
  faccia  qualche  operazione come quella  di  sopprimere  l'Istituto
  regionale della Vite e del Vino.
   Io sono per il mantenimento in vita dell'Istituto della Vite e del
  Vino;  però  anche  altri  istituti che vengono  fatti  oggetto  di
  soppressione  o,  in altri casi, di mero raggruppamento,  rimangono
  tali e lo rimangono mentre, ribadisco, è in corso una riflessione e
  un  approfondimento. Rimangono tali senza che  vi  sia  una  logica
  consequenziale  ad un disegno o ad una manovra,  magari  perché  si
  continua a  tirare la giacca . Io potrei fare un esempio che mi sta
  molto a cuore, l'istituto del garante dei detenuti, del quale si  è
  parlato già in altre sedi; se ne è parlato in Commissione Bilancio,
  se  ne  è parlato in altri tavoli. Abbiamo sostenuto che è un segno
  di  civiltà avere un istituto come quello del garante dei detenuti,
  che  è  utile, che occorre, che aiuta un mondo difficile, che aiuta
  nella  riabilitazione, che aiuta nel reinserimento, che  opera  nel
  campo  della  formazione utile alla rieducazione e al reinserimento
  sociale.  Ho  sentito fare tanti discorsi, in alcuni casi  discorsi
  economici,  come  se la vicenda fosse legata  a  questo  o  a  quel
  presidente,  sconoscendo anche norme ben note in ambito finanziario
  nazionale  che  dicono  che il parlamentare  che  svolge  un  ruolo
  diverso rispetto a quello di parlamentare, non può avere indennità,
  e   dimenticando   l'importanza  strutturale  di  una   determinata
  autorità, che ha fini importanti e sociali.
   E'   stato  in  questo  discorso  che  si  disse   stralciamo   la
  soppressione,  manteniamolo in vita , per  poi  ritrovare  daccapo,
  ripresentata  sostanzialmente dallo stesso governo e  dalla  stessa
  maggioranza,  la stessa norma che si vuole portare  avanti  con  la
  soppressione.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, qua è come  se  fosse  una
  tela  di  Penelope:  di giorno si lavora, si cerca  di  trovare  un
  equilibrio, si cerca di trovare una sintesi virtuosa, si  cerca  di
  avere un aggiustamento per poter andare avanti e portare a casa  il
  risultato  importante  del bilancio e di una  finanziaria  che  sia
  effettivamente  correlata, strettamente connessa alle  esigenze  di
  quadratura  dei  conti  del bilancio e,  dall'altro,  si  cerca  di
  portare avanti una finanziaria che possa essere norma non di  spesa
  o  di killeraggio politico, ma norma che possa accelerare la spesa,
  che la possa migliorare.
   Abbiamo  sostenuto, in questi giorni se ne parla perché è  entrata
  in  vigore,  la  questione della semplificazione normativa.  L'Aula
  ricorderà  che noi, come Forza del Sud, abbiamo inteso condizionare
  un  percorso parlamentare che ha visto l'approvazione,  ancora  una
  volta,  dell'esercizio provvisorio per il corrente mese di  aprile,
  oltre  che  l'approvazione  della  legge  elettorale,  soltanto  in
  seguito   alla  valutazione  e  all'approvazione  della  legge   di
  semplificazione.
   Ma  quale semplificazione maggiore e quale snellimento maggiore vi
  sarebbe se si introducesse il testo che abbiamo già presentato come
  Forza  del  Sud  che,  per esempio, ci dice  di  superare  la  fase
  attuale,   che  è  quella  ancora  dell'autorizzazione  preventiva,
  superando  questo  modo di procedere attraverso  il  principio  che
  tutte  le attività non espressamente vietate o non regolate possono
  essere avviate con la semplice comunicazione
   Allora, vedete, alla fine stiamo parlando di un bilancio in cui vi
  sono  ancora  troppe  incertezze e di  uno  strumento  connesso  al
  bilancio  che  è  pretenzioso nei tempi, nei modi,  nel  contenuto,
  rispetto  invece alla mera necessità di portare a casa un risultato
  positivo  nella quadratura dei conti e soprattutto nel processo  di
  accelerazione della spesa, di semplificazione.
   Io  credo, e lo hanno ripetuto anche altri colleghi prima  di  me,
  che sarebbe molto utile fermarsi.
   La  corsa  contro il tempo con questa discussione,  non  porta  da
  nessuna  parte;  consideriamo  che  dopo  giornate  e  giornate  di
  tentativi  di  mediazione  che non hanno prodotto  granché,  ancora
  stamattina,  fino  a  pochi minuti fa,  eravamo  ad  un  testo  che
  qualcuno  ha  definito  una  enciclopedia  Treccani,  che  è  stato
  dimagrito di circa la metà ma che, in alcuni casi, è ancora oggetto
  di  rivisitazione del Governo, in alcuni casi devo dire  Presidente
  che  la maggioranza avrebbe definito, perché circola in Aula  anche
  un  appunto  in  cui  la maggioranza avrebbe stralciato  molti  più
  articoli di quelli che ha stralciato questa Presidenza rispetto  al
  testo della finanziaria.
   Ripeto,  credo  che  sarebbe più utile  fermarsi,  fare  un  unico
  momento di rivisitazione e di ricognizione da portare all'esame dei
  Gruppi  parlamentari perché una corsa contro il  tempo   interrotta
  continuamente da atti, da strumenti finanziari, da emendamenti,  da
  testi  che  sono a volte contraddittori fra di loro, come  lo  sono
  ancora una volta questi, non serve a nessuno. L'altra volta avevamo
  il  parco  di  Agrigento,  oggi abbiamo  altri  articoli  che  sono
  pienamente  contraddittori. Signor Presidente, l'articolo  42,  che
  lei ha mantenuto in vita, sostanzialmente svuota di significato  la
  riforma  sanitaria  che qualche tempo addietro in  questa  Aula  in
  maniera  trasversale ha apprezzato e votato,  quindi  è  ancora  un
  testo pieno di contraddizioni e avrebbe bisogno, proprio per quelle
  prerogative  dei  parlamentari, ma ancor  di  più  per  l'interesse
  generale   della   nostra   Regione,  di   un   vero   momento   di
  approfondimento sul quale lavorare.
   Lavorare  di corsa, lavorare contro il tempo, con testi che  vanno
  cambiando,  vanno  modificandosi, potrebbe non essere  la  migliore
  delle soluzioni per portare un risultato veramente positivo.
   Per  questo si è arrivati alla questione  De Luca , con un  numero
  di  emendamenti  che  sarebbero costati tempo  e  fatica  ulteriori
  rispetto a quelli che ha messo in campo negli Uffici, che ringrazio
  per la distribuzione degli emendamenti ordinari.
   Questo è un modo contorto di lavorare, un modo patologico, per  il
  quale  io  credo,  e  mi rivolgo ancora una volta  con  la  massima
  referenza  alla Presidenza di questa Assemblea, che  piuttosto  che
  lavorare  in  questo  clima e con questi  tempi,  ci  possa  essere
  effettivamente quello che compete ad ogni forza parlamentare  e  ad
  ogni  gruppo, oltre che ad ogni singolo deputato, che è il  momento
  della  chiarezza  definitiva. Una volta per tutte  si  richiami  il
  Governo  ad  essere  conseguente ai  tempi  e  ai  modi,  senza  la
  presunzione di portare finanziarie incompatibili con i  tempi  e  i
  modi e con le necessità di fare il bilancio.
   Lei, signor Presidente, sia garante di tutto questo per assicurare
  a  ciascuno  di noi l'esercizio di una attività che sia semplice  e
  immediata  nell'approvazione del bilancio e nella finanziaria,  che
  sia  conseguente alla quadratura dei conti perché  si  arrivi  alla
  conclusione  di  una finanziaria che serva, con  un  solo  modo  di
  snellimento  e  di  accelerazione,  come  per  esempio,  quello  di
  superare la logica burocratica della autorizzazione preventiva.  Un
  esempio per tutti

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.

   POGLIESE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io  mi
  limiterò  a  fare  alcune brevi considerazioni  contenendo  il  mio
  intervento in qualche minuto, perché ritengo assolutamente doveroso
  esternare  alcune riflessioni in merito al documento contabile  che
  sancisce   la  politica  economica  di  qualsiasi  governo,   quale
  certamente é il bilancio di previsione.
   Sono  perfettamente consapevole del contesto di  gravissima  crisi
  economico-congiunturale  in  cui si  collocano  questo  bilancio  e
  questa   finanziaria   e   delle  difficoltà   con   cui   dobbiamo
  confrontarci,  alcune  delle  quali  certamente  ascrivibili   alla
  responsabilità del Governo, altre - per onestà intellettuale -  non
  imputabili al blocco della macchina burocratica amministrativa  del
  Governo  Lombardo, determinato dal susseguirsi di  quattro  Governi
  con cadenza semestrale.
   Ma  ci saremmo aspettati qualcosa di più e di diverso, al di là di
  qualche  artifizio  fantasioso contabile, per giustificare  entrate
  virtuali che potessero, altresì, coprire spese reali.
   Non  posso,  innanzitutto, che stigmatizzare il  ricorso,  per  il
  terzo   anno   consecutivo,   per   quattro   mesi,   all'esercizio
  provvisorio. Un ricorso che offende la dignità di questo Parlamento
  e  che è stato giustificato puntualmente, all'interno di quest'Aula
  e  attraverso  pubbliche dichiarazioni di autorevoli  esponenti  di
  questo   Governo,   dall'imminente   scioglimento   dei   nodi   di
  fondamentale importanza per chiudere il bilancio: mi riferisco alla
  quota  di  compartecipazione della Regione alle spese  sanitarie  e
  all'utilizzo dei fondi FAS.
   Ebbene, quell'imminente scioglimento dei nodi, di cui si è parlato
  in questi quattro mesi, puntualmente non si è verificato, e oggi ci
  ritroviamo a quattro giorni dal termine perentorio, che la legge ci
  concede, per poter approvare il bilancio preventivo.
   Credo  che tutto ciò rappresenti un'offesa alla dignità di  questo
  Parlamento  e  rappresenti, inoltre, un triste  record  di  cui  il
  Governo  Lombardo non può essere certamente orgoglioso e mi  auguro
  che  nel futuro non possa più registrarsi. Non so se durante questa
  legislatura  il  Parlamento sarà chiamato ancora ad  esprimersi  su
  altri  bilanci preventivi o su altre leggi finanziarie, ma  se  ciò
  dovesse accadere, mi auguro - e lo dico con convinzione soprattutto
  all'assessore Armao - che non si possa più registrare quello che  è
  accaduto per il terzo anno consecutivo.
   Per  evitare  tutto ciò, l'opposizione ha assunto,  con  senso  di
  responsabilità, un atteggiamento di grande maturità  preannunciando
  - lo ricordo a me stesso e a tutti i colleghi - nel dicembre scorso
  il ritiro di qualsiasi atteggiamento ostruzionistico per far sì che
  il  Parlamento potesse approvare il bilancio e la legge finanziaria
  entro  il  termine  stabilito dalla legge, ovvero  il  31  dicembre
  dell'anno   precedente.   Ma   tutto   ciò   è   stato   vanificato
  dall'arroganza  di  questo Governo e da alcune  dichiarazioni  che,
  poi,   come   ho  detto  in  premessa,  non  si  sono  puntualmente
  verificate.
   Andiamo   ad   analizzare  questo  bilancio  in  maniera   davvero
  schematica, signor Presidente.
   Andiamo ad analizzare alcune oggettive criticità che sono presenti
  all'interno di questo bilancio.
   E  mi  rifaccio  ad  alcune riflessioni che sono  state  esternate
  giovedì  scorso  dal  relatore  di  minoranza,  onorevole  D'Asero,
  laddove  evidenziava, per esempio, l'anomalia della sanità, laddove
  in  questi  ultimi mesi sono stati sbandierati, con grande  enfasi,
  risultati straordinari in termini di contenimento della spesa. Come
  se ciò dovesse essere riscontrato, tutto ciò fosse ascrivibile alla
  riforma sanitaria votata - lo ricordo soprattutto agli amici del PD
  e  anche  dal PDL - con il voto contrario del PD. Cosa che, invece,
  dovrebbe  essere  ascrivibile  al piano  di  rientro  che  è  stato
  predisposto qualche anno fa dal precedente Governo.
   In  tema di sanità, si era anche esternato, con grande enfasi,  un
  percorso  che avrebbe portato, come è stato puntualmente dichiarato
  dall'assessore e dal Presidente della Regione, alla riduzione delle
  aliquote  IRAP  e delle addizionali IRPEF, cosa che poi,  anche  in
  questo caso, non si è puntualmente verificato.
   Parliamo  di altre anomalie. La più evidente, lo ha detto  giovedì
  scorso  l'onorevole  D'Asero, in riferimento alla  copertura  delle
  spese  per  la  sanità  e  per  i forestali,  laddove  si  immagina
  esclusivamente  l'utilizzo  dei  fondi  FAS,  ovvero  risorse   che
  dovrebbero  essere utilizzate come naturali mission  esclusivamente
  per  investimenti,  e  che  invece  vengono  utilizzate  per  spesa
  corrente.
   Un'altra anomalia, seppure di entità certamente meno significativa
  ma  di  valenza simbolica importante, riguarda le spese  aggiuntive
  che  questo Governo sostiene per pagare i legittimi emolumenti agli
  assessori tecnici - tre milioni di euro, caro onorevole De Luca  -,
  che  sono  sostenute dal Governo e quindi anche dai siciliani,  per
  avere  individuato 12 personalità al di fuori di questo Parlamento.
  Tre  milioni di euro, in un contesto di vacche magre, rappresentano
  un'assoluta  anomalia all'interno di un percorso di risanamento  di
  cui si è puntualmente parlato in maniera assolutamente incoerente.
   L'ultimo  aspetto che voglio approfondire in questa Aula  riguarda
  un  elemento di confronto e di dibattito che è stato sollevato  con
  grande  tenacia e caparbietà dall'onorevole De Luca, in riferimento
  all'articolo   14   della  legge  finanziaria   dell'anno   scorso,
  precisamente in riferimento al comma 1 e al comma 2, e lo dico  con
  tonalità  probabilmente diverse rispetto a quelle che ha utilizzato
  giovedì  scorso e che ritengo utilizzerà anche oggi l'onorevole  De
  Luca. Ma, nel merito, sono perfettamente d'accordo con quanto detto
  dal collega, nel momento in cui all'interno di quell'articolo erano
  state  individuate due date, giugno 2010 e febbraio 2011,  tali  da
  permettere  a questo Parlamento di avere una fotografia  nitida  di
  quella che è la situazione finanziaria e debitoria complessiva  del
  sistema siciliano allargato, di tutte le società partecipate.
   Tutto  ciò  non  è  accaduto,  è stata presentata  una  situazione
  parziale  in  riferimento  a circa il 40 per  cento  delle  società
  partecipate,  e mi auguro che quello che si è verificato  anche  in
  questo  campo, in questo terreno, possa essere rettificato,  perché
  era    un    percorso   lungimirante   quello   fortemente   voluto
  dall'onorevole  De  Luca, che avrebbe permesso a  quest'Aula  e  al
  Governo   di   avere   contezza  assolutamente  scientifica   della
  situazione debitoria complessiva del sistema della nostra Regione.
   Non   voglio  aggiungere  altro.  Ulteriori  riflessioni   saranno
  esternate domani durante il dibattito sulla finanziaria; mi  auguro
  soltanto  che  questa maggioranza recepisca, senza l'arroganza  dei
  numeri,  eventuali proposte qualificanti che verranno  formalizzate
  anche dall'opposizione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  qualche
  minuto  in  più perché desidero parlare sull'ordine dei lavori  ma,
  accogliendo  l'invito che la Presidenza ci ha fatto e mi  ha  fatto
  personalmente   a   non  adottare  atteggiamenti   ostruzionistici,
  desidero fare una precisazione sull'ordine dei lavori e poi entrare
  nel merito della discussione generale sul bilancio.
   Signor Presidente, credo di avere fatto per questo Parlamento  una
  cosa  molto  gradita non partecipando ai lavori  della  Commissione
  Bilancio, dove ho presentato oltre 4.000 emendamenti che sono stati
  poi ripresentati in Aula.
   Credo   che   il  sottoscritto  non  possa  essere  additato   per
  comportamento ostruzionistico.
   Se  avessi partecipato alle sedute di Commissione, credo che  oggi
  non  saremmo  qui,  ancora  in  Aula,  ma  saremmo  in  Commissione
  Bilancio,  dove  avremmo discusso gran parte dei 4.500  emendamenti
  presentati.
   Signor Presidente, l'ho voluto fare per un motivo semplice, glielo
  voglio dire per il rispetto che le porto e per l'autorevolezza  con
  cui  esercita  il suo ruolo: non mi sono fidato di questo  Governo,
  non  mi  fidavo  e non mi fido, in modo particolare, dell'assessore
  Armao. I fatti lo dimostrano.
   L'assessore  Armao ha cambiato quattro, cinque volte le  carte  in
  tavola, mettendo in difficoltà pure il Presidente della Commissione
  che  ha  cercato  invano  di  individuare  un  percorso,  in  parte
  condiviso, non avendo però dall'altra parte un interlocutore serio,
  che  è  mancato.  E' mancato il Governo, è mancata la  capacità  di
  governare in questa occasione. Non c'è il Governo, non c'è  neanche
  il Governo ombra perché anche il Governo ombra si è ritirato.
   Non sappiamo dov'è, non c'è l'assessore Armao, non c'è l'onorevole
  Leanza, non c'è nessuno.
   Noi  non  sappiamo  a chi rivolgere le nostre sollecitazioni,  con
  rispetto nei confronti dell'assessore Centorrino che però non ha la
  delega specifica.

   PRESIDENTE.   L'assessore  Armao  è  qui,   dietro   l'Aula.   Sta
  rientrando.

   DE  LUCA. Sta facendo un'ulteriore conferenza stampa. Sappiamo che
  ne fa molte e le sa fare bene.
   Rispetto a questo, signor Presidente, ci chiarisca un aspetto.
   Sono  disponibile pure a fare sedute notturne e desidero  che  lei
  non comprima più del necessario quello che è una prerogativa che mi
  appartiene.
   Dopo  il  lavoro svolto, signor Presidente, dovrà pure riconoscere
  che  4.500  emendamenti,  fatti in tempi record,  credo  che  debba
  essere data la possibilità al sottoscritto di discutere gran  parte
  di  questi,  non dico tutti i 4.500 emendamenti. Vedo  che  lei  su
  questo è d'accordo.
   Restando  sull'ordine dei lavori, le propongo anche di individuare
  oggi  stesso  quale  sarà il percorso, anche  notturno,  di  questa
  discussione.
   Visto che qualcuno ci ha portato a questa data e sicuramente  sono
  stati  i  cosiddetti  viaggi della speranza a  Roma,  probabilmente
  dell'assessore  Armao  e  del Presidente  della  Regione,  comunque
  viaggi della speranza che non potevano portare buoni auspici. Tanto
  è  vero  che  -  e  le  comincio  a consegnare  un  primo  tema  di
  riflessione,    signor  Presidente  -  mi  pare   e   lo   vorremmo
  approfondire   nel   dibattito;  ecco  perché  abbiamo   presentato
  emendamenti  anche  precisi, mirati, quasi capitolo  per  capitolo,
  perché  ogni  capitolo ha una storia in questi due, tre  anni,  una
  storia che va discussa.
   Signor Presidente, le indirizzo questa riflessione e mi appello  a
  quello  che  lei  dovrebbe rappresentare in questa  Aula:  legalità
  sotto il profilo legislativo.
   Come  si  fa a dare copertura, per il triennio 2011-2013, al  buco
  della   sanità  con  eventuali  entrate  derivanti  dalle   accise?
  Onorevole Leanza, non esiste questa norma.
   Qui  siamo  arrivati oltre quello che era un ragionamento  di  una
  decenza che poteva stare attaccata con la saliva. Siamo oltre,  nel
  senso  che  ci  alziamo e ci inventiamo norme. E  non  solo  ce  le
  inventiamo, le mettiamo a pareggio, a futura memoria di un bilancio
  triennale.
   Non so se è vera questa cosa, la devo ancora verificare, assessore
  Armao.  Mi  auguro che non sia vera perché sicuramente  le  avranno
  assicurato che la Sicilia avrà le entrate delle accise.
   Ben  vengano  otto o nove miliardi; purtroppo, oggi  non  c'è  uno
  straccio   che  consenta  a  lei,  assessore  Armao,  e  a   questo
  Parlamento,  in  proiezione del triennio, perché  questa  volta  il
  bilancio pluriennale, per quanto mi riguarda, lo valuterò per bene,
  in  quanto la gran parte dei danni di cui discutiamo sono il frutto
  della  sottovalutazione  della  proiezione  dei  provvedimenti  che
  quest'Aula finora e il Governo ha proposto a quest'Aula.
   Noi  guardiamo  avanti, non possiamo guardare  indietro  soltanto,
  assessore  Armao; quindi mi auguro che il bilancio  triennale,  per
  quanto riguarda il buco della sanità, non sia pareggiato con questa
  fantasiosa idea di mettere 500 milioni e 600 milioni per il 2012  e
  2013, ossia un miliardo e cento, con le entrate delle accise.
   Ritornando al discorso iniziale, signor Presidente, perché io  non
  ritirerò gli emendamenti?
   La  prego di seguirmi perché lei è stato cortese e desidero essere
  altrettanto cortese con lei, con il Governo e con questa Assemblea.
  Non ritirerò gli emendamenti perché avevo sollevato preliminarmente
  delle  situazioni  riguardanti  le  condizioni  minime  per  potere
  discutere  di  un bilancio verosimile. Queste sono state  impedite,
  signor Presidente, onorevoli colleghi.
   E'  stato  fatto più volte riferimento - e questo mi fa piacere  -
  all'articolo  14 della finanziaria scorsa, in modo  particolare  al
  comma 2.
   Lei  sa,  Presidente,  che è stata depositata  giovedì  scorso  in
  Assemblea  la  relazione parziale che riguarda i  primi  135  enti?
  Magari  non  lo  sa  ma glielo dico io, però  le  chiedo  come  mai
  l'assessore Armao, che aveva la relazione, una il 21 di febbraio, e
  un'altra  il  25 marzo, non ha depositato nei tempi previsti  dalla
  norma,  il 28 febbraio, questa relazione. L'assessore Armao non  ci
  ha   mai  risposto  e  io  rispetto  a  questa  violazione,  signor
  Presidente, le ho chiesto più volte di intervenire.
   Rispetto  a  questa vicenda posso dirle che stanotte ho  preferito
  cominciare  ad  analizzare  i  primi  dati  risultanti  da   questa
  relazione parziale.
   La  situazione non è che sia bellissima, anzi è peggiore di quello
  che  immaginavo, perché ci troviamo con una analisi parziale di 137
  enti  e credo che il buco, immaginato di oltre 5 miliardi, sia  ben
  oltre  perché  già su 137 enti risultano crediti di 4 miliardi  nei
  confronti  della  Regione e debiti certi di circa  3  miliardi  nei
  confronti di terzi. Facendo le dovute differenze, abbiamo  già  una
  prima  fotografia  della  quale  nessuno  in  questa  Aula  ci   dà
  spiegazioni.
   Rispetto  a  questo, signor Presidente, non c'è la  corrispondenza
  nel bilancio della Regione di questa situazione e quando mi si dice
  che  ancora il bilancio consolidato neanche lo Stato lo  ha  fatto,
  noi  in  Sicilia  siamo  andati oltre perché l'anno  scorso  questo
  Parlamento ha voluto il bilancio consolidato.
   Mi  rivolgo  anche a lei, assessore Centorrino, perché  in  quella
  previsione c'erano pure gli enti di formazione, e tutti  gli  enti,
  società,  aziende  non  solo partecipate dalla  Regione  siciliana,
  secondo la legge 10 del 1999, articolo 2, che disciplina il sistema
  pubblico   regionale  allargato,  tutti  gli  enti   che   ricevono
  trasferimenti  permanenti da parte della Regione e tutti  gli  enti
  sottoposti   a   vigilanza  da  parte  della   Regione   siciliana,
  esattamente oltre 700 enti, dovevano rispondere a questa operazione
  di trasparenza dei conti pubblici.
   Ma  aggiungo  di  più, signor Presidente dell'Assemblea.  La  gran
  parte,  anzi il 90% di questi dati non serve a nulla perché -  come
  ha  scritto il Ragioniere generale agli uffici ispettivi -  i  dati
  non  risultano  né  controfirmati  dal  legale  rappresentante   né
  timbrati  dall'ente che li invia. Il che significa che se  qualcuno
  individua che c'è un super falso, sicuramente non si può in  questo
  momento individuare un responsabile.
   Rispetto  a  tutto questo, signor Presidente - le  chiedo  qualche
  minuto  in  più per completare la mia riflessione - è  inutile  che
  continuiamo  la sceneggiata di spostare qualche euro in  più  o  in
  meno  da  un capitolo all'altro, quando c'è un dissesto finanziario
  di cui questo Parlamento deve prendere atto. Ma non perché vogliamo
  gettare  la  croce su questo Governo, dato che ci  sono  situazioni
  consolidate  che  risalgono negli anni, ma  perché  è  arrivato  il
  momento, visto che ci prepariamo al federalismo fiscale e,  quindi,
  mi  riferisco  anche  ai comuni ai quali sono  stati  tagliati  180
  milioni  di euro e per i quali ancora dovremo discutere  in  questa
  Assemblea,  perché io non sono d'accordo che su  bilanci  falsi  si
  prenda  l'accetta e si comincino a colpire gli enti locali,  da  un
  lato,  la  forestale, la formazione, dall'altro. Quando si  partirà
  finalmente  da presupposti certi e reali, allora questo  Parlamento
  potrà decidere, una volta per tutte, su quali tipologie strutturali
  intervenire.
   Sono mancati i presupposti a questo tipo di analisi.
   Lei sa bene che questo bilancio - parliamoci chiaramente - si basa
  sull'avanzo  finanziario presunto di 9 miliardi e  200  milioni  di
  euro   Presunto  perché  (Qua c'è l'ex assessore per  il  bilancio,
  l'onorevole Cimino, che mi ascolta). Perché tutte le poste iscritte
  tra attività e passività non sono mai state analizzate una per una.
  Ma non è questo il tema.
   A  questo  si  aggiunge, assessore Armao, che ci  sono  state  due
  delibere  del CIPE, la n. 1 del 2011 e la n. 79 - se non sbaglio  -
  del  2010,  che hanno tolto alla Sicilia le risorse liberate  e  un
  miliardo e 355 milioni del FAS 2000-2006  E ne ha individuati altri
  3  miliardi  circa  ormai come provvedimento di  revoca  di  queste
  ulteriori somme, che sarà emesso entro settembre di quest'anno.
   Queste  somme  sono nel cosiddetto avanzo, nel famoso  avanzo  che
  utilizziamo - vero, onorevole Cimino? - per pareggiare il bilancio.
   Allora,  non  mi  sento di andare avanti così, signor  Presidente,
  perché  le  ho  chiesto, in più occasioni, di  essere  quanto  meno
  garante delle leggi, lasciamo stare delle disquisizioni che possono
  fare  i  singoli  parlamentari. Le ho chiesto, in più  occasioni  -
  ripeto -, di essere garante delle leggi che questo Parlamento si  è
  dato   e,   di  conseguenza,  garante  anche  dei  tempi  e   della
  collaborazione doverosa, obbligatoria, che il Governo  e,  in  modo
  particolare,  l'assessore  Armao  devono  avere  nei  confronti  di
  quest'Aula.
    Tutto questo è scivolato come riflessione e come ragionamento.
   Veda, quando poi c'è il sospetto - e concludo, signor Presidente -
  che  l'onorevole  De  Luca ha presentato 4.500  emendamenti  perché
  vuole discutere qualche cosa di particolare, le dico una cosa:  non
  sono   opposizione  al  Governo,  mi  dispiace  dirlo,  ma  divento
  oppositore a quest'Aula, perché continuare così, un governo che non
  riesce ad individuare vere strategie di risanamento strutturale, al
  di là di quando risalgono - chi governa ha questa responsabilità  -
  un   governo   che  bluffa,  l'assessore  Armao  che   bluffa    in
  continuazione,  l'ha fatto in Commissione Bilancio e  continuerà  a
  farlo  in  Aula  e, poi, naturalmente, quando si  arriva  in  Aula,
  signor Presidente, non si può pretendere, e io le avrei consigliato
  di  far regalare a ciascun deputato dall'assessore Armao un iPad  e
  così  non  si  sarebbero sprecate somme per fare fotocopie,  perchè
  così lei ha leso anche il diritto dei miei colleghi che ci tenevano
  ad  avere  i miei emendamenti, Presidente. C'è una grande richiesta
  dei  miei  emendamenti, e si sarebbe risolto  portando  l'assessore
  Armao  a  regalarci un iPad, così almeno avrebbe fatto qualcosa  di
  utile a questa Assemblea.
   Signor Presidente, le chiedo, di non comprimere più del necessario
  le  mie prerogative di parlamentare, considerato che credo di poter
  affrontare,  senza tema di smentita, emendamento  per  emendamento,
  senza essere ripetitivo. Anzi, se vuole, proviamo, cominciamo con i
  primi  400,  500   emendamenti  e  vediamo  se  su  500  interventi
  l'onorevole De Luca sarà ripetitivo nelle 500 volte.
   Se capiterà, allora io gli altri li ritirerò tutti. Però, lei deve
  dare  la  possibilità di confrontarci con il Governo sulle  singole
  poste di bilancio.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca,  mi fido, conosco la sua  fantasia.
  Non la sfido.

   DE  LUCA.  Quindi, glielo dico chiaramente, la invito  a  farlo  e
  concludo: valuti, arrivati a questo punto, di continuare le  sedute
  anche in notturna, visto che lei ha comunicato all'Aula che c'è  un
  problema  di  scioglimento dell'Assemblea e  io  non  ritirerò  gli
  emendamenti. Quindi il problema non me pongo. Io le chiedo  di  non
  comprimere eccessivamente le mie prerogative.
   Cominciamo  anche  da  stasera, Presidente Cascio,  ad  aprire  la
  seduta   in   notturna,  così  ci  confronteremo   finalmente   con
  l'assessore  Armao, in modo particolare, non perché  io  lo  voglia
  prendere  come  punto di riferimento delle nostre  riflessioni  ma,
  essendo assessore per l'economia, ci confronteremo con lui su  ogni
  singola  posta di bilancio. Questo ci consentirà di fare un  ottimo
  lavoro  di risparmio, perché di questo si tratta, e agevolerà  pure
  il lavoro per la finanziaria.
   Rispetto  a  questo, signor Presidente, non ho altro da aggiungere
  se  non  la  mia  intenzione di lasciare fermi gli  emendamenti  e,
  quindi, di essere collaborativo, naturalmente nella misura  in  cui
  lei  ci consentirà di avere dal Governo la verità su tante cose che
  questo Governo, per la sua formazione e la qualità della giunta  di
  tecnici  che,  come  disse allora il Presidente  Lombardo,  tecnici
  perché non sono ricattabili dalla politica, quindi, una giunta  che
  è  fatta  di  magistrati,  di  illustri professori  universitari  e
  quant'altro, una giunta che non è schiava di certe logiche storiche
  di quest'Aula.
   Sono parole del Presidente Lombardo quando motivò la  nascita  del
  Governo tecnico.
   Allora,  io  per  forza devo pretendere qualcosa  in  più,  signor
  Presidente  dell'Assemblea, non mi posso accontentare delle  stesse
  non  risposte  dei precedenti governi perché questo  è  il  Governo
  della  verginità, della santità paolina e dovrà dare, quindi, delle
  risposte definitive a questo Parlamento.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori Armao  e
  Centorrino,  stiamo trasformando in una farsa quello  che  dovrebbe
  essere  nella  vita  del  Parlamento  e  del  Governo  l'atto   più
  importante, tanto atteso dai siciliani, quello del bilancio e della
  finanziaria, dai quali dovrebbe nascere la strategia di Governo  di
  questa Regione.
   Siamo arrivati alla vigilia della scadenza del termine, come  ella
  stamattina ha ricordato a tutti noi parlamentari, al 30 aprile, che
  è  la  data  voluta  dal  Governo  quale  termine  per  l'esercizio
  provvisorio. Sono già quattro mesi di cura dimagrante che ha subìto
  la Sicilia a causa esclusiva di un Governo incapace di programmare,
  che  non  ha una strategia, che naviga a vista, dilaniato da  lotte
  interne e oggi nuovamente colpito all'interno della sua maggioranza
  da  provvedimenti di natura giudiziaria che hanno aperto ancora  di
  più  una  ferita  mai rimarginata all'interno di coloro  che  nella
  stessa maggioranza spingono per staccare la spina, evidentemente in
  ossequio  ad  un principio di indubbia esigenza di legalità  mentre
  chi,  invece, turandosi il naso, vuole andare avanti, non  in  nome
  della  ragione di Stato ma dell'attaccamento alle poltrone e questo
  Parlamento non può, non vuole e non deve essere ostaggio  né  delle
  divisioni  all'interno  della  maggioranza  -  ripeto,  maggioranza
  parlamentare, non maggioranza nei consensi dei siciliani -  e  chi,
  invece,  oggi  lavora ogni momento per dare un  bilancio  a  questa
  Regione che serve a lenire le enormi difficoltà in cui oggi  vivono
  tutti  i comparti della vita economica, sociale e occupazionale  di
  questa Regione.
   Mentre noi parliamo in un'Aula che qualcuno, un tempo, riferendosi
  al Parlamento nazionale, definì  sorda e grigia  e che io definirei
  un'Aula  totalmente desolata e abbandonata, siamo sei  parlamentari
  presenti,  sette  con il collega Dina nei banchi della  Commissione
  Bilancio,  e questo dimostra lo scarso interesse che vi  è  per  la
  Sicilia.
   In  questo momento e nel vuoto di quest'Aula parlamentare, ma  nel
  vuoto  -  ci  siamo  abituati - dei banchi del Governo,  decine  di
  lavoratori del CEFOP stanno sui terrazzi dell'assessorato retto dal
  professore  Centorrino  per  testimoniare  alla  Sicilia  il  grave
  disagio  derivante  dalla  mancata  corresponsione  di  ben   dieci
  mensilità,  quasi undici, e della totale incertezza verso  il  loro
  futuro.
   Vi  sono  i sindaci, stamattina ne ho ricevuto una delegazione  in
  commissione, che lanciano il grido di allarme perché, se  dovessero
  passare  questa finanziaria e questo bilancio così come sono  -  mi
  dispiace  disturbarla,  assessore Armao -  condanneremmo  i  comuni
  siciliani   all'automatico  scioglimento   per   impossibilità   di
  governare.  E non ho visto in quest'Aula prese di posizione  né  ho
  inteso  o ricevuto da parte della maggioranza iniziative a sostegno
  dei comuni siciliani.
   Però,  in questo momento, tutta la maggioranza è accalcata in  una
  stanza  di  questo  Parlamento per cercare  di  ritagliare  qualche
  prebenda che serva a mantenere in piedi la politica clientelare  di
  questa maggioranza.
   I  comuni  in  ginocchio, i forestali senza alcuna indicazione  se
  devono proseguire l'attività, tranne - consentitemi la banalità, la
  voglio definire così per rispetto a chi lo ha previsto - l'idea  di
  poter pensare di cedere le aree demaniali di questa Regione con  un
  contributo  a  carico  di  privati che si prendono  in  gestione  i
  forestali.
   Guardate,  gli operai della forestale non sono soggetti dei  quali
  dobbiamo  cercare di sbarazzarci, sono professionisti che  da  anni
  lavorano a salvaguardia dei nostri boschi e noi li svendiamo con un
  contributo  a  vantaggio  di  privati  che  hanno  già  dichiarato,
  attraverso  gli  industriali per voce  di  Confindustria,  che  non
  intendono utilizzare il personale forestale nell'eventuale gestione
  di  aree  demaniali,  gestione - caro assessore  Armao  -  per  cui
  nessuno  avanzerà  richiesta perché avete  imposto  un  livello  di
  previsione  economica  insopportabile  per  qualunque  imprenditore
  siciliano.
   La  vostro  voglia di fare cassa a tutti i costi  per  coprire  il
  disastro  economico in cui avete fatto sprofondare la  Regione,  vi
  sta  portando a distruggere l'economia di questa Sicilia e noi  non
  ve lo possiamo permettere. Siamo grati al Presidente dell'Assemblea
  regionale  siciliana, onorevole Cascio che, avvalendosi  delle  sue
  prerogative, ha già falcidiato la finanziaria di questo Governo che
  dimostra di non avere nessuna programmazione.
   Come  si  fa  ieri a presentare e l'altro ieri ad anticiparla  sui
  giornali, una finanziaria che prevede la soppressione di enti,  che
  prevede  la gestione del demanio, che prevede l'aumento  di  tasse,
  che  prevede  tantissime cose motivate, i sacrifici motivati  dalla
  necessità  di  rilanciare  l'azione  di  governo  e,  poi,   questa
  finanziaria viene ridotta? Cosa vuol dire?
   Che ieri era un tentativo maldestro di inserire norme capestro per
  i  siciliani  e  a vantaggio di questo Governo o si  sono  inserite
  norme  nelle  quali  nessuno credeva e si aspettava  che  venissero
  espunte, con grande lungimiranza, da questo testo?
   La  verità  è,  onorevoli  -  onorevoli no,  perdonatemi,  sarebbe
  un'offesa  per  chi  è stato eletto - assessori tecnici  di  questo
  Governo, non è questo il modo di governare la Sicilia.
   Non  avete  l'idea  di come si fa a governare una  regione.  Avete
  dimostrato   di   essere  grandi  professionisti,  rispettabili   e
  apprezzati  nel vostro lavoro, ma avete dimostrato di essere  privi
  di  quella  cultura  di Governo che soltanto la militanza  politica
  forgia  in  chi per anni, anni e decenni, è stato al  fianco  della
  gente e non soltanto all'interno di dorati studi professionali.
   Finiamola  con  questa  farsa  e  rimandiamo  la  finanziaria   in
  Commissione  Bilancio  e  nelle Commissioni   Votiamo  soltanto  il
  bilancio, ma un bilancio che non sia quello predisposto dal Governo
  ma   il   bilancio  che  questo  Parlamento  andrà   a   modificare
  nell'indirizzo e nell'unico interesse di questa Sicilia.  Vi  siete
  dimenticati  dei  lavoratori, della sanità, degli  ammalati,  degli
  enti  locali,  della  forestale,  della  formazione  professionale,
  dell'agricoltura, delle imprese. Dov'è la tanto decantata  legalità
  di  questo Governo che, all'interno della sua maggioranza,  ha  ben
  due  assessori che sono stati sottratti alla magistratura, che  noi
  speriamo tornino presto nelle file della magistratura a contrastare
  l'avanzata  della  criminalità organizzata, e un  grande  Prefetto,
  come  il  dottore  Marino,  quando non  ci  sono  risorse  per  gli
  imprenditori  vittime dell'usura, non ci sono le  risorse  per  gli
  imprenditori vittime delle estorsioni, non ci sono le  risorse  per
  le vittime della mafia.
   Qual è la legalità tanto decantata? Non è quella sui giornali  che
  deve servire soltanto a coprire il Presidente della Regione che sta
  imbarazzando la Sicilia con la sua posizione giudiziaria.
   La  dobbiamo finire  E' ora che questo Parlamento e questo Governo
  se ne vadano a casa.
   E'  ora che questo Presidente della Regione lasci la sua poltrona,
  lasci  il Parlamento e lasci la parola ai siciliani. Questa  è  una
  finanziaria  che  bocciamo fin da adesso, che contrasteremo  e  che
  sarà ritoccata soltanto nell'interesse dei siciliani.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, entro l'intervento
  dell'onorevole Falcone chi si volesse iscrivere al dibattito lo può
  fare,  dopo  sarà dichiarato chiuso il dibattito con le conclusioni
  dell'assessore per l'economia.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  venia  ma
  siccome ho sentito poc'anzi al telefono l'onorevole Mancuso che  mi
  aveva esplicitato il piacere e l'interesse ad intervenire, mi  pare
  che se limitiamo al mio intervento il tempo per potersi iscrivere a
  parlare  rischiamo di penalizzare alcuni colleghi  che,  purtroppo,
  vista l'ora anche tarda, sono in questo momento a pranzo.
   Mi  permetterei di suggerire alla Presidenza di poter dilatare  il
  tempo.

   PRESIDENTE. L'onorevole Mancuso avrà la possibilità di intervenire
  sull'articolato   quando  arriverà  in  Aula.  Ci   saranno   tante
  opportunità per poter intervenire, la discussione non si chiude con
  la discussione generale.

   FALCONE. Parlavo dell'onorevole Mancuso, ma chiaramente parlavo di
  tanti altri colleghi.
   Alla  Presidenza  spetta la discrezionalità  delle  determinazioni
  proprie.  Detto  questo e fatta questa premessa,  vorrei  veramente
  intervenire  sull'ordine  dei lavori, non tanto  sulla  discussione
  generale.
   Lo dico perché non sono state ancora sciolte le richieste fatte da
  almeno  due  colleghi  parlamentari,  nello  specifico  l'onorevole
  D'Asero e l'onorevole Buzzanca che, intervenendo in apertura  della
  seduta  odierna, hanno chiesto a questa Presidenza se non ritenesse
  opportuno, atteso che il maxi emendamento presentato dal Governo  e
  ripulito  dalla  Presidenza di alcuni articoli,  poiché  consta  di
  altri  43  articoli con circa 200 norme, riportarlo in  Commissione
  per vagliarlo adeguatamente, per approfondirlo.
   Mi  pare  che  questa  richiesta non abbia trovato  seguito  dalla
  Presidenza - e mi permetto di chiedere qual è il termine  entro  il
  quale  possono essere presentati i subemendamenti - perché è chiaro
  che  questo  nuovo maxi emendamento stravolge l'intera  impalcatura
  della finanziaria precedente.
   E'   una  finanziaria  molto  snella,  fatta  di  alcuni  articoli
  soltanto,  che  arriva  in Aula con l'impegno,  in  conferenza  dei
  capigruppo,  ma  anche  soprattutto  in  Commissione  Bilancio,  di
  trovare  poi  una sintesi di condivisione, per cui sono  al  lavoro
  tutti  i capigruppo di maggioranza e di opposizione per trovare  la
  quadratura  del cerchio ad un maxi emendamento che potesse,  invece
  poi vedere proseguire i lavori in Aula in maniera spedita.
   Invece,  signor Presidente, non è stato così. Ieri  abbiamo  visto
  arrivare  questo  testo, licenziato alle ore 12.30  del  22  aprile
  scorso.  Ce  lo siamo visti recapitare in Aula soltanto ieri.  Oggi
  sono  state  espunte  queste norme che la Presidenza  ha  ritenuto,
  giustamente, non attinenti alla finanziaria; ve ne sono  altre  per
  le quali si è riservata di procedere all'estrapolazione.
   Quindi, poiché per noi ci sono degli articoli che riguardano norme
  di  settore  e  che  non  sono norme di  finanziaria  e  che  danno
  l'immagine  plastica di come, purtroppo, il Governo non  riesce  ad
  esplicitare appieno la propria attività legislativa, per cui  molte
  norme,  quelle  pochissime tra l'altro e tra  parentesi,  che  sono
  state  fatte da questo Parlamento, è chiaro che sono di  iniziativa
  parlamentare e non governativa.
   Fatta  questa  premessa, signor Presidente, il mio intervento  era
  rivolto a chiedere, innanzitutto, se la volontà della Presidenza  è
  quella  di  rimandare in Commissione Bilancio il maxi  emendamento,
  così   come  ripulito.  Mi  fa  piacere  la  sua  scelta  di  avere
  differenziato  la  discussione generale, da un lato  sul  bilancio,
  perché è una cosa, dall'altro lato sulla finanziaria perché è altra
  cosa.
   Poiché  questo maxi emendamento ha delle norme che hanno refluenze
  nei  confronti  del  bilancio, è chiaro che  stravolgono  anche  la
  stessa  impalcatura del bilancio, di cui dovremo oggi accingerci  a
  parlare.
   In questo senso, credo che sia opportuno sciogliere questo quesito
  e  almeno  capire,  se  non  andrà in  Commissione,  cosa  che  noi
  auspichiamo, qual è il termine per presentare gli emendamenti  alla
  finanziaria;  dopo  di che, io mi riservo di riparlare  brevemente,
  non  facendo  perdere  tempo  a lei e all'Aula,  sulla  discussione
  generale relativamente al bilancio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone,  per  quanto  riguarda  il   maxi
  emendamento c'è da dire che non stravolge l'impostazione data nella
  finanziaria in Commissione Bilancio, eventualmente aggiunge materia
  nuova;  non  stravolge  il percorso che, comunque,  la  Commissione
  Bilancio ha fatto in seno alla stessa.
   Non  ritengo di dovere rinviare in Commissione il maxi emendamento
  del Governo.
   Non  ci  sono  i  tempi,  non ci sono le condizioni,  peraltro  la
  Commissione Bilancio è presente in Aula, per cui dà il  suo  parere
  in Aula direttamente, di volta per volta, a  pieno titolo.
   Per   quanto  riguarda  il  termine  di  presentazione   dei   sub
  emendamenti  al maxi emendamento del Governo, ciascun deputato  può
  presentarli  fin  da adesso, fino al termine della  chiusura  della
  discussione generale sulla finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'iscritto  a  parlare l'onorevole  Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  io  credo  che,  molte  volte,  un
  momento  di  sintesi,  un  momento di riflessione  possano  aiutare
  tutti, come lei ha voluto fare nel suo intervento all'inizio  della
  seduta  per vedere di semplificare il lavoro di tutti noi in questa
  Assemblea.
   E'  ovvio ed è inutile che qui torniamo a chiedere perché quasi al
  primo  di maggio stiamo discutendo di bilancio e finanziaria perché
  è  fin troppo ovvio che, purtroppo, questa responsabilità che grava
  sull'economia  della Regione è dovuta a chi, ancora oggi,  presenta
  emendamenti  dopo  tutti questi mesi, come se  di  colpo  si  fosse
  scoperto che dovevamo fare bilancio e finanziaria
   Io  penso  che  i colleghi, tutti, non possono essere  mortificati
  ulteriormente  dai  lavori, me ne scuso con  i  rappresentanti  del
  Governo, del Presidente, dell'Assessore delegato in questo momento,
  anche  perché  non penso che lo meritino. Ognuno di  noi  viene  da
  esperienze   politiche   di  tanti  anni   in   quest'Assemblea   e
  sinceramente  non penso che sia giusto essere trattato  in  maniera
  così  mortificante  da  un Governo che questo  fa.   Presentare  un
  emendamento  di questo tipo dopo che la Commissione  Bilancio,  nel
  bene  e  nel  male,  aveva  trovato una sintesi  è  come  volere  -
  scusatemi  la  frase  -  truffare coloro  che  avevano  partecipato
  insieme  ad un bilancio e finanziaria che dovevano essere condivisi
  e,  di  colpo,  spuntarsene con qualcosa che è totalmente  un'altra
  cosa.
   Allora, Presidente, ritengo la sua proposta molto, molto giusta; è
  molto giusta

   ARMAO, assessore per l'economia. Io non ho mai truffato nessuno.

   BENINATI. Non volevo offenderla personalmente. Però, di fatto,  io
  mi  sento  truffato  da un'operazione politica  che  viene  chiusa,
  concordata,  condivisa  e  poi,  di  colpo,  viene  automaticamente
  cambiata in Aula del tutto.
   Allora,  io credo che il Governo, invece di continuare a  dare  un
  simile messaggio a quest'Assemblea che, in maniera molto silenziosa
  e   rispettosa   dei   ruoli,  accetta  qualunque   proposta Signor
  Presidente,  è  una  mia proposta  e la vorrei fare  al  Presidente
  della  Regione, non me ne voglia l'assessore Armao.  Io  la  voglio
  fare al Presidente della Regione.
   Qualunque  discussione si farà da domani  in  poi  su  bilancio  e
  finanziaria,  ricordo a me stesso, signor Presidente,  come  lei  è
  stato  presente, é sempre stato in Aula il Presidente della Regione
  che,  devo  dire,  ha un ruolo molto più importante  -  non  me  ne
  vogliate,  Assessori  -,  siccome la  sintesi  politica  la  fa  il
  presidente  della  Regione, io credo che oggi il  Presidente  della
  Regione partecipi nel momento più importante per chiudere i  lavori
  nel più breve tempo possibile.
   Questa  Assemblea non è contro questa finanziaria,  non  è  contro
  questo  bilancio. Certamente è contro il modo in  cui  si  procede,
  perché  si  procede in maniera sbagliata, cercando sistematicamente
  quasi di volere creare qualcosa in Aula che nessuno di noi vuole
   Allora,  Presidente, io propongo, da parlamentare di un gruppo,  e
  tutti i gruppi parlamentari se lo ritengono opportuno, poiché tutti
  meritano  questa  attenzione, si riuniscano in  un  termine  breve,
  affrontino  questa  proposta  da lei stralciata,  la  valutino,  in
  quanto non mi risulta che anche dall'attuale maggioranza ci sia  un
  consenso su questa proposta; anzi mi risulta il contrario.
   Allora,  si  faccia  una  riflessione. I  Gruppi  parlamentari  si
  soffermino  qualche ora - due, tre ore, non di più -, in  serata  i
  capigruppo,   che  sono  portatori  delle  istanze   di   tutti   i
  parlamentari del gruppo - mi creda, Presidente, la mia  proposta  è
  nell'interesse del Governo per uscircene il prima possibile  e  per
  evitare  pure di fotocopiare emendamenti a centinaia,  a  migliaia,
  sprechiamo  carta inutilmente, dopodiché i capigruppo si riuniscono
  informalmente.  Dice  bene  lei  che  non  si  può   ritornare   in
  Commissione  Bilancio, ma informalmente si può, alla   presenza  di
  quei  capigruppo che non fanno parte della Commissione, in modo  da
  fare  una  sintesi  di tutto quello che oggi ci  viene  proposto  e
  domani mattina, signor Presidente, con l'impegno - se il Governo lo
  condivide   -   di  presentare  un  emendamento  unico,   così   ci
  alleggeriamo tutti da questo sacrificio inutile, ormai, di due, tre
  giorni, di lavori defatiganti.
     E'  ovvio,  ci  può essere qualche emendamento  che  può  essere
  lasciato all'Aula, perché mi sembra giusto che qualche Gruppo abbia
  qualche  esigenza, ma niente di più. Dopodiché, signor  Presidente,
  domani  mattina,  tutti quanti prendiamo l'impegno di  iniziare  il
  bilancio e di chiudere in serata pure la finanziaria, e non  stiamo
  qui  a  fare  quasi  un braccio di ferro tra  persone  che  non  lo
  vogliono fare.
   Signor  Presidente,  siamo delle vittime che ci  vediamo  arrivare
  continuamente emendamenti, anche stravolgenti, che hanno  visto  il
  suo intervento per tagliare il cinquanta per cento di norme.
   Guardi,   gliene  cito  solo  una:  l'articolo  18,  che   è   una
  mortificazione  per  quest'Aula. Lei ha  fatto  bene  ad  espungere
  l'articolo  18,  perché non era mai successo che si  scrivesse  una
  norma  che  sopprimeva tutto e poi si lasciava al Presidente  della
  Regione la facoltà di rimettere tutto in vita.
   Non  è  mai  successa una cosa del genere  Io non  intendo  essere
  preso  in  giro, non voglio essere preso in giro né lo  merito,  né
  penso  che il Governo voglia fare questo nei confronti di  tutti  i
  parlamentari che, per l'ennesima volta, a fine aprile, sono qui per
  vedere  di  approvare il bilancio e certamente, signor  Presidente,
  nessuno qui vuole fare ostruzionismo.
   Io  ho presentato solo quattro emendamenti alla finanziaria, e due
  al bilancio.
   Obiettivamente,  quindi,  non vedo  il  motivo  per  cui  dobbiamo
  continuare  a  metterci  in una situazione  per  la  quale,  forse,
  sarebbe  stato meglio che il Governo, che l'assessore Armao  avesse
  proposto  questa  finanziaria in Commissione  Bilancio,  invece  di
  proporla dopo. Ciò nonostante, signor Presidente, lei oggi ha fatto
  bene  a  rivederla  e  i  Gruppi, se questa mia  ipotesi  passasse,
  potrebbero  avere il tempo, oggi pomeriggio, di valutare,  di  fare
  una sintesi.
   Se   tutti  i  capigruppo  se  ne  facessero  carico,  stasera  si
  definirebbe  il testo con la presenza del Presidente della  Regione
  in  Commissione, solo per non farlo in Aula, perché  sarebbe  anche
  fuori luogo, in maniera informale sarebbe molto meglio.
   Penso  che questa sia l'unica soluzione che ci porterebbe  a  fare
  qualcosa  di buono nell'interesse di tutti, senza fughe in  avanti,
  perchè non penso che questo Governo possa fare fughe in avanti,  in
  questo  momento facciamo fughe indietro, e, sinceramente, non  vedo
  come  non  si comprenda che bloccare il bilancio fino ai  primi  di
  maggio è un danno enorme per la Regione, e ciò sarebbe per il terzo
  anno  consecutivo.   Lei sa meglio di me che se  il  bilancio  sarà
  approvato entro i primi di maggio diventerà operativo non prima  di
  metà   giugno.  Nelle  province  di  appartenenza,  i   soldi   non
  arriveranno prima del 30 giugno. Questo bilancio, male che vada,  o
  bene  che  vada,  durerà  tre mesi, quattro  mesi,  perché  lei  sa
  benissimo che ad ottobre si oscura tutto.
   Suggerisco, la proposta è solo costruttiva, tale vuole essere. Per
  il  resto  avrei voluto vedere altre cose nel bilancio che  non  ho
  visto
   Uno  dei  fenomeni che, ormai, ci abbraccia da anni  nella  nostra
  Regione, signor Presidente, è il problema delle calamità naturali e
  dei dissesti idrogeologici.
   Non ho trovato, per il secondo anno, niente di tutto quello che il
  sottoscritto aveva proposto in una delibera di giunta, il 3 ottobre
  del  2009, dove si volevano cambiare le regole, si volevano mettere
  a regime, una volta per tutte, questi interventi; si volevano dire,
  una  volta per tutte, quali sono le vere priorità dei dissesti;  si
  voleva  dire,  in  effetti, di riempire i capitoli dell'assessorato
  per le infrastrutture. Ho letto questi capitoli, immaginavo che  ci
  fossero delle risorse. E' vergognoso che i Geni civili di tutte  le
  province  siciliane  hanno 10 milioni di euro  per  fronteggiare  i
  dissesti,  le  cosiddette somme urgenti. Poi, non  ci  stupiamo  se
  accadranno le frane, ma ne accadranno molte di più, ogni  anno  che
  passa,  perché in questi ultimi anni si sarebbe potuto quanto  meno
  dare un segnale di cambiare questo modo di agire che certamente non
  aiuta a frenare questo problema.
   Concludo, signor Presidente, dicendo che ogni anno c'è sempre  una
  norma  che  vuole chiudere i consorzi di ripopolamento  ittico.  Da
  assessore  ho visto bene queste strutture, oltretutto  me  li  sono
  ritrovati  dal mio predecessore, onorevole Lo Monte,  dell'MPA;  ma
  non è questo il problema.
   Ricordo  a tutti che il Regolamento comunitario - forse non  tutti
  lo  hanno letto, me ne dispiace per i direttori che a ruota si sono
  alternati  e  per  gli assessori che a ruota si  sono  succeduti  -
  indica  proprio nei consorzi le priorità di utilizzo di  interventi
  per  questo tipo di strutture. Paradossalmente la Comunità Europea,
  nel Regolamento del 2006, indica in strutture collegiali l'utilizzo
  di  moltissimi  fondi del FEP. E ricordo a tutti  che  il  FEP  dal
  sottoscritto  è  stato  portato a 151 milioni  di  euro,  cosa  mai
  avvenuta  per  la  Sicilia, quando negli  anni  aveva  avuto  67-70
  milioni di euro.
   Devo  dire che questo dei consorzi era uno strumento di  spesa,  e
  forse  voi tutti sapete che dei 151 milioni di euro oggi ne saranno
  stati  attivati soltanto 10 milioni. Questo dunque è uno  strumento
  che  avrebbe dovuto essere capito da chi, purtroppo, mi è succeduto
  nel  ruolo di assessore, e di cui comunque ogni anno si paventa  la
  chiusura,  in  quanto  sono  ritenute delle  strutture  che  creano
  sprechi, e non si sa perché. Invece la Regione avrebbe dovuto  dare
  i cosiddetti poteri per utilizzare queste risorse e fare i progetti
  comunitari, mentre la Regione e l'Assessorato, di fatto, non  hanno
  speso nulla sulla pesca.
     Ecco perché su questo proporrò un emendamento per abolire queste
  strutture,  non  perché erano una mia creatura ma  perché  sono  lo
  strumento  che  la Comunità stessa, il Regolamento comunitario,  ci
  indicano  di utilizzare e noi invece le vogliamo chiudere.  Non  ha
  senso, é veramente un non senso.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.

   DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori, la
  scelta  fatta di diversificare la discussione generale  ci  imporrà
  sicuramente  di  intervenire per ben due volte sui due  testi  che,
  secondo  me,  non  vanno considerati in maniera disgiunta.  Sarebbe
  stato  pi��  opportuno  e più razionale consentire  una  discussione
  generale  congiunta  dei  due testi,  ma  questo  ove  fosse  stata
  consentita  l'opportunità di conoscere il testo, di  approfondirlo,
  di  valutarlo,  di esaminarlo alla luce dei riferimenti  normativi,
  soprattutto  perché  si  tratta  di  un  testo  -  e  parlo   della
  finanziaria  -  che  è  stato totalmente stravolto,  su  cui  si  è
  innestato  di  tutto  e  di  più; norme  che  risultano  anche  non
  perfettamente intellegibili, comprensibili, riconducibili a  quadri
  di riferimento.
   Ritengo   che  questo  percorso  a  zig  zag  voluto  dal  Governo
  testimonia di come, qualcuno lo definiva Governo ombra, io  ritengo
  che  ci  sia stata un'ombra di Governo nella gestione di  tutta  la
  vicenda,  senza per questo voler offendere sul piano personale  gli
  assessori.  Ma la condizione è stata molto deficitaria, carente,  e
  non  si  coglie una razionalità, un senso nella procedura posta  in
  essere, perché ritengo che sia interesse di tutto questo Parlamento
  nell'articolazione  principale, che è quella  dell'Aula,  ma  anche
  nelle  sue articolazioni secondarie, le Commissioni, di poter avere
  la  possibilità  di  riflettere, valutare, proporre,  addivenire  a
  scelte  che  possano rappresentare gli interessi  veri  del  nostro
  territorio,  della  nostra  comunità, per  poi  trasfondere  queste
  esigenze  in un testo condiviso, confrontato, che sia sintesi  vera
  per  dare risposte, per realizzare una finanziaria di sviluppo,  da
  un  lato,  e,  dall'altro, una finanziaria  di  contenimento  della
  spesa.
   Questa  opportunità  non  ci  è  stata  data,  non  c'è  stato  un
  emendamento proposto dalle Commissioni di merito che sia  approdato
  in questa finanziaria.
   Ci  siamo  trovati un testo depositato ad ottobre e  tante  sedute
  convocate  dalla Commissione Bilancio con la puntuale  assenza  del
  Governo che era alla ricerca, forse, di soluzioni tecnico-contabili
  per  poter rendere credibile la struttura del bilancio e per  poter
  costruire una finanziaria, una ipotesi programmatica capace di dare
  risposte alla nostra Sicilia.
   Questo non c'è stato nei tempi. Si ha la sensazione che sia  stato
  posto  in  essere un tatticismo che la dice lunga sulla voglia  del
  Governo  di confrontarsi seriamente. Il tatticismo è stato  portato
  alle  estreme  conseguenze anche in Commissione, con il  ritiro  di
  tutti  gli  emendamenti e con la soluzione di una legge finanziaria
  molto  striminzita.  Qualcuno  ha detto   senz'anima .  Il  Governo
  allora  si è premurato subito di creare quest'anima ma, ahimé,  più
  che  creare un'anima alla finanziaria, è stata creata molta  trippa
  con una legge omnibus, di cui non se ne vedevano da tempo.
   Da  circa  tre anni non si avevano carrozzoni e autobus di  questo
  genere, in cui è stato messo tutto e il contrario di tutto
   Rispetto  a questa procedura, noi rivendichiamo la possibilità  di
  approfondimenti veri. Il mio intervento va in questa direzione, nel
  senso  di  avere il tempo materiale per esaminare le  proposte  del
  maxi  emendamento  alla finanziaria del Governo, già  sottoposto  a
  cura dimagrante da parte del Presidente dell'Assemblea, ma anche da
  un  rinsavimento del Governo che ne ha cassato diversi articoli. Il
  tempo è importante.
   Avrei  preferito che si tornasse domani a parlare di  finanziaria,
  ma  a  parlare  anche  di bilancio e di farlo  contestualmente,  di
  esaminarli  insieme con una discussione generale  che  mettesse  in
  collegamento le cose che razionalmente sono in collegamento.
   Oggi ci soffermiamo a parlare di bilancio, su cui abbiamo lavorato
  per  evitare  che  i  comuni  fossero taglieggiati,  privati  delle
  necessarie risorse finanziarie. L'abbiamo fatto in un bilancio  che
  prevedeva il 23 per cento dei tagli e in Commissione Bilancio si  è
  tentato   di   ovviare   recuperando  parte   di   questo   taglio.
  L'intendimento è di tentare in Aula, con gli emendamenti che stiamo
  proponendo,  il recupero totale delle risorse per gli  enti  locali
  che sono il fronte delle nostri istituzioni rispetto ad una società
  che  soffre, ad una società che è stata privata di tutti i  servizi
  fondamentali   e  indispensabili.  Le  criticità  fondamentali   di
  bilancio   sussistono   soprattutto   per   quanto   concerne    la
  compartecipazione  sanitaria  e l'artifizio  contabile  è  solo  un
  artifizio contabile.
   Vorremmo  che  da  qui a non molto si potesse  avere  certezza  di
  questa copertura.
   Bisogna  testimoniare l'impegno del Governo in  questo  senso  ma,
  ahimé, se questo non dovesse avvenire anche il ricorso ai fondi FAS
  diventa  un punto interrogativo. Lo è già con questa operazione  di
  attualizzazione sul bilancio regionale dei fondi per  i  forestali.
  Sono tante le categorie che sono messe a rischio da questo bilancio
  e da una finanziaria che non c'é.
   Speriamo  di  poter  intervenire  con  la  finanziaria,   con   le
  correzioni importanti da realizzare in questa Aula da qui  a  poco,
  anche con i subemendamenti all'emendamento proposto dal Governo per
  correggere il tiro, per riportare questa finanziaria nell'alveo  di
  una  proposta programmatica seria. Ritengo che lo possiamo fare con
  l'impegno  in  questo  senso  sia del Governo  che  del  Presidente
  dell'Assemblea,   il quale può consentire tempi  e  opportunità  di
  confronto adeguati.
   La  possibilità  di ritornare con una discussione  generale  sulla
  finanziaria  e  di  avere  il  tempo necessario  per  correggere  i
  tentativi  di norme che affrontano tutto e il contrario  di  tutto,
  che  tentano  di normare e di regolamentare settori che necessitano
  di  leggi  organiche,  i  tentativi  di  invasioni  di  campo  che,
  nell'intento  di  riformare un obiettivo  che  viene  molto  spesso
  utilizzato come strumento, cercano di inserire norme surrettizie di
  allargamento di opportunità che scavalcano i perimetri  dettati  da
  norme  precedenti.  Faccio un riferimento  chiaro  alla  norma  che
  riguarda  la rete residenziale delle fragilità, dove viene inserito
  un  allargamento  della possibilità di ampliare i  convenzionamenti
  esterni solo ed esclusivamente per gli odontoiatri.
   Io  invito  il  Governo a riflettere sull'opportunità  di  tornare
  sugli  accreditamenti  e  di  offrire alle  branche  a  visita  una
  presenza capillare in tutto il nostro territorio.
   Allora,  la  finanziaria  non sia strumento  per  scorribande,  la
  finanziaria non sia strumento per rispondere a clientele mirate o a
  norme  fotografia,  ma sia l'opportunità di tutti:  di  programmare
  interventi seri responsabili, finalizzati alla crescita del  nostro
  territorio e delle nostre comunità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cimino.   Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio più  che  un
  intervento sulla discussione del bilancio e della finanziaria  vuol
  essere   un   momento  di  sensibilizzazione  per   il   Presidente
  dell'Assemblea sull'ordine dei lavori che ci si vuole dare,  perché
  il  momento  è  sicuramente difficile e delicato per la  situazione
  economica della nostra Regione.
   L'anno  scorso  e l'anno precedente ancora abbiamo realizzato  una
  finanziaria  e  un  bilancio di rigore collegati anche  con  alcune
  norme  di sviluppo che, in parte, sono state attuate e che  ancora,
  per  altra  parte,  aspettano piena attuazione. Di  fatto,  si  era
  creato  un  lavoro che ha visto la partecipazione e un  momento  di
  ascolto,  di  approfondimento, di sensibilizzazione,  di  audizione
  delle  categorie produttive, del mondo sindacale e del  lavoro,  ma
  anche  delle commissioni parlamentari, delle commissioni di merito,
  non solo quindi della Commissione Bilancio.
   In quella fase, ho conosciuto un Presidente dell'Assemblea che già
  allora  aveva con un certo rigore posto attenzione ad alcune  norme
  che  si  volevano  approvare  con il coinvolgimento  dell'Assemblea
  regionale,  ma  ancor prima che dell'Assemblea  stessa  nella  fase
  preliminare,  cioè  nella  commissione  di  merito.  Il  Presidente
  dell'Assemblea,   che  probabilmente  aveva   meno   simpatia   per
  quell'assessore o per quel Governo rispetto a ciò che accade  oggi,
  aveva  stralciato  alcune norme in quanto  riteneva  che  andassero
  prima discusse in commissione e soprattutto che abbisognavano di un
  approfondimento  con  leggi di settore, con il  coinvolgimento  del
  mondo  produttivo  e  delle associazioni sindacali.  E  nella  fase
  preliminare  di  discussione  al bilancio  in  Commissione  -  sono
  contento  che  qui  in questo momento entri proprio  il  presidente
  Savona  -  alcuni  articoli  sono stati stralciati  dal  Presidente
  Cascio e dal Segretario generale dell'Assemblea.
   La  volontà di stralciare quegli articoli veniva motivata  creando
  anche  un  precedente  per l'Assemblea stessa  nel  trattamento  di
  alcuni  articoli che, probabilmente, è giusto che sia, allora  come
  per  oggi,  trovi il coinvolgimento non solo delle  Commissioni  ma
  anche delle leggi di settore.
   Adesso,  notando  in modo superficiale e veloce ciò  che  è  stato
  stralciato dal maxi emendamento e ciò che è, di fatto, rimasto vedo
  che  c'è  qualcosa  o  vi  è  una visione  diversa  del  Presidente
  dell'Assemblea oppure, francamente, si crea un precedente che  ogni
  anno  la  discussione  della finanziaria è  mero  arbitrio  o  mera
  pressione politica di ciò che avviene o è simpatia nei confronti di
  un  assessore  con  i  capelli rispetto ad un  assessore  con  meno
  capelli  o rispetto ad un governo politico o rispetto ad un governo
  tecnico, presidente Cascio.
   L'articolo  27 è un articolo identico, presentato all'epoca  nella
  finanziaria   che   volevo   supportare  e   preliminarmente   alla
  discussione in finanziaria il presidente Cascio, con propria firma,
  insieme  al  Segretario generale, ha ritenuto di stralciare  questo
  articolo  perché prevedeva la soppressione di enti che non potevano
  essere  fatti  in  modo  estemporaneo in maxi  emendamenti  ma  con
  provvedimenti  e iter legislativi ad hoc. Inoltre,  devo  dire  che
  questo  articolo  pone  una peculiarità che francamente  non  mi  è
  chiara.   Condivido   che  rimanga  in  vita,  perché   meritevole,
  l'Istituto  regionale della vite e del vino,  ma  non  capisco  per
  quale  motivo, secondo quale legittimità, rispetto a quale  merito,
  alcune strutture invece vengano soppresse, cancellate.
   Conosco e capisco l'amore che l'onorevole Cracolici ha per  l'Ente
  di  Sviluppo  Agricolo, ma non è corretto pensare di sopprimere  un
  ente perché fa poca simpatia ad un parlamentare e salvarne un altro
  perché, invece, è molto più vicino ad altri.
   Qui cerchiamo di fare le leggi e il Presidente dell'Assemblea, che
  è  seduto  al  centro di quest'Aula, deve garantire  l'imparzialità
  delle   azioni   e,  soprattutto,  il  rispetto  dei  comportamenti
  precedenti  che lo stesso ha assunto, che lo stesso ha  determinato
  stralciando questa norma identica, che cercherò di produrre proprio
  con gli elementi della stessa Assemblea.

   PRESIDENTE. Sì, onorevole Cimino, lo stesso comportamento vale per
  i  deputati,  indipendentemente dalla loro vicinanza al  Governo  o
  allo stare all'opposizione, ovviamente.

   CIMINO. Certamente. Infatti, il mio ruolo su questo articolo è che
  posso  anche condividerlo solo se prima trova un giusto iter  nelle
  Commissioni parlamentari di merito, cosa che avevo chiesto anche  a
  lei  quando  ho  discusso la finanziaria regionale, rispettando  le
  sedi  parlamentari delle Commissioni di merito e della  Commissione
  Bilancio.  Questo testo  non ha mai visto la discussione  né  nelle
  Commissioni  di  merito né nella Commissione  Bilancio  e  mi  pare
  strano che proprio il Presidente dell'Assemblea sia contrario  alla
  proposta  che  saggiamente ha fatto l'onorevole Beninati  di  poter
  discutere  questa materia nuova, che non ha visto la partecipazione
  delle Commissioni di merito, ma soprattutto del lavoro egregio  che
  si  è  svolto in Commissione Bilancio, della partecipazione e della
  sensibilizzazione   di  quella  fase  parlamentare   indispensabile
  storicamente  per  discutere  la  finanziaria  e  il  bilancio   in
  quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Scilla.  Ne  ha
  facoltà.

   SCILLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, è davvero  triste
  intervenire  in  un'Aula  così vuota, nel  momento  in  cui  stiamo
  trattando le due leggi più importanti in senso assoluto: Bilancio e
  Finanziaria.  Comprendo anche che è l'ora in cui si  pranza;  però,
  trattandosi appunto delle due leggi in assoluto più importanti,  un
  atteggiamento  diverso  dell'Aula  sarebbe  stato  sicuramente  ben
  accetto.
   E' altrettanto grave l'assenza ormai costante del Presidente della
  Regione, nel momento in cui trattiamo i due strumenti che non  sono
  altro  che  la  traduzione in numeri di quello che deve  essere  un
  progetto politico ed amministrativo.
   Non  cito  la Giunta, perché, essendo appunto una Giunta  tecnica,
  probabilmente è completamente scollegata dalle esigenze reali della
  Sicilia  e  dei  siciliani; ma l'assenza  del  Presidente  Lombardo
  diventa,  a questo punto, assolutamente da colmare perché,  secondo
  me, è lui che dovrebbe, in un certo senso, tirare le fila di quella
  maggioranza che oggi dimostra di non avere le capacità politiche  e
  amministrative  di  dare  risposte.  E'  evidente   lo   stato   di
  confusione,  di  quasi pazzia, in cui stiamo arrivando,  Governo  e
  Parlamento.  E' evidente perché l'attuale maggioranza che  sostiene
  il  Governo Lombardo non è la maggioranza uscita dalle urne, non  è
  la  maggioranza voluta dai siciliani per essere governata, ma è una
  maggioranza  che nasce da un ribaltone, che nasce  da  un  inciucio
  politico assolutamente non condivisibile.
   Il  Presidente  ha scelto di dividere le due leggi: parlare  prima
  del  Bilancio  e  dopo  della Finanziaria. Può  essere  una  scelta
  condivisibile,  ma  sono  due  leggi  direttamente  collegate.  Noi
  dobbiamo capire bene qual è il testo della Finanziaria. E' vero che
  il  Presidente Cascio, gliene va dato sicuramente atto, ha dato una
  prima scrematura al testo, è vero che il Presidente Cascio ha tolto
  delle  nefandezze da quel testo, ma è altrettanto vero che ne  sono
  rimaste sicuramente delle altre.
   Pur  essendo  d'accordo con lei, Presidente, che comunque  abbiamo
  una  scadenza, quella del 30 aprile, entro cui dobbiamo  dotare  la
  Regione   delle due leggi, bisogna però anche contemplare il  fatto
  di  lavorare bene e nell'interesse dei siciliani. La fretta non  ci
  deve  portare a fare leggi che poi, di fatto, non servono, non sono
  utili.
   Perchè  questa  finanziaria  cambia costantemente?  Evidentemente,
  perchè  c'è l'esigenza di tutti i parlamentari di inserirvi qualche
  cosa  di  corretto - per carità, ognuno lavora per  il  territorio,
  ognuno vorrebbe dare delle risposte -, ma qui bisogna andare oltre,
  Presidente.
   Leggendo  bene  tra  le  righe  di  questa  finanziaria   c'è   un
  atteggiamento che riguarda un po' tutto il gruppo che ruota attorno
  all'attuale maggioranza che sostiene il governatore Lombardo.
   Porto  un esempio che riguarda le rubriche della pesca: sono stati
  stralciati  alcuni articoli, ne rimane in vita uno,  l'articolo  30
  che  ritengo utile, nel momento in cui la pesca vive un momento  di
  grande  difficoltà (la pesca così come l'agricoltura), nel  momento
  in  cui  non si riesce a dare delle risposte - ricordo, per  quanto
  concerne   l'agricoltura,   nell'ultima  finanziaria,   nell'ultimo
  bilancio, sono state votate sicuramente delle norme ottime, ma  non
  si  è riusciti a darvi attuazione perché mancano di fatto i decreti
  attuativi   -,  analizzando  il  bilancio  non  c'è  la   copertura
  finanziaria per il caro gasolio alle imprese di pesca,  quando  noi
  nell'ultimo bilancio abbiamo inserito ben 5 milioni di euro  -  non
  comprendo come ora ce ne siano soltanto un milione e mezzo - ma  di
  rimpinguare  quel  capitolo non se ne parla assolutamente.  Non  si
  comprende  che fine abbia fatto, per esempio, l'aiuto alle  vittime
  del  mare; non si comprende come non riescano a partire i bandi che
  riguardano le misure di accompagnamento sociale.
   In  questo contesto spunta un articolo che mira a dare ancora  più
  ruolo  e  forza ai distretti della pesca e a quello agroalimentare.
  Per  carità, sono norme che andrebbero anche fatte, ma vanno  fatte
  con  un testo di legge unico, specifico, e non calate in una  legge
  finanziaria  senza  che seguano un percorso parlamentare  corretto,
  senza che passino dalle competenti Commissioni di merito.
   Non  si  può  lavorare in questa maniera, perché  è  evidente  che
  bisogna,  prima  di intervenire e di allargare  ancora  di  più  le
  maglie  in  questo  settore, capire per  esempio  come  sono  stati
  utilizzati  i fondi già concessi a questo ente specifico,  se  sono
  andati alla pesca vera, alla pesca dei pescatori e delle imprese di
  pesca  o  se sono andate ad una pesca virtuale fatta di mostre,  di
  convegni, di gite, e mi fermo qui
   Allora,  Presidente,  bisogna assolutamente  intervenire  dal  mio
  punto di vista - e penso di poter parlare anche a nome di Forza del
  Sud  -  e occorre un momento di sintesi che non richiede Forza  del
  Sud,  che  in questo Parlamento e in questo momento è,  pur  avendo
  vinto  le  elezioni, forza di opposizione, ma mi pare  che  vi  sia
  stata  anche una richiesta di un componente del Gruppo UDC e  l'UDC
  mi pare sia parte integrante di questa maggioranza di Governo.
   Allora,  mi  pongo un quesito, Presidente: come mai  nelle  scelte
  strategiche   di  un  settore  importantissimo,   qual   è   quello
  dell'agroalimentare,  pesca e agricoltura,  viene  privilegiato  in
  questa maniera un ente, qual è la motivazione? Vogliamo vedere  chi
  dirige   questo   ente,   se   ha  un  incarico   già   all'interno
  dell'assessorato come consulente, se è opportuno continuare  in  un
  momento così delicato per la vita politica di questo Parlamento con
  questo  modo di agire, nel momento in cui il Parlamento soffre  per
  le  note vicende che, purtroppo, si stanno verificando negli ultimi
  giorni
   Dobbiamo  ritornare a fare politica vera, la politica con  la   p
  maiuscola, caro Presidente.
   Veda,  Presidente, qui non si vuole rallentare i  lavori,  non  si
  vuole  creare problemi, si vuole soltanto fare in modo che si possa
  avere la possibilità di capire, di sapere ciò che si vota.
   Per   quanto   ci  riguarda  noi  abbiamo  presentato   pochissimi
  emendamenti, sia al bilancio che alla finanziaria. Quindi,  nessuno
  può  pensare  assolutamente  che  Forza  del  Sud  abbia  avuto  un
  atteggiamento ostruzionistico.
   Ho  portato questo esempio che riguarda l'Assessorato della  pesca
  proprio  per  dimostrare  che  c'è un  atteggiamento  assolutamente
  clientelare, un atteggiamento che va sicuramente combattuto, perché
  -  ripeto  - bisogna agire sostenendo la vera pesca e non la  pesca
  virtuale.
   Io  condivido la proposta di non ritornare in Commissione Bilancio
  perché  evidentemente lì ci impantaneremmo e non ne usciremmo  più.
  Però,  occorre  un momento di sintesi, un momento  in  cui  bisogna
  fermarci   per   capire  le  cose  che  devono   venire   in   Aula
  nell'interesse delle vere attività produttive della Sicilia  e  per
  evitare che queste nefandezze - ripeto - alcune delle quali da  lei
  opportunamente  stralciate, possano inficiare un lavoro  che,  alla
  fine, non produce nulla di bene per la nostra Terra.

   PRESIDENTE.  Invito  i  prossimi  oratori  di  mantenere  il  loro
  intervento  all'interno  dei  dieci  minuti,  così  come  ha  fatto
  l'onorevole Scilla.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha facoltà.

   CORONA.  Signor  Presidente,  credo  che  a  lei  non  sfugga  una
  considerazione che è lapalissiana: esercitare questa sorta di  rito
  e  discutere le linee generali del bilancio 2011 in un  clima  come
  quello  che  registriamo in questo momento in  Aula,  mentre  molti
  colleghi  e  assessori dedicano questa ora alla   siesta ,  con  la
  presenza  di  tre  assessori regionali  su  dodici,  l'assenza  del
  Governatore e, poi, sei o sette parlamentari presenti.
   Con  questo  modo  di  affrontare una  scelta  importante  che  il
  Parlamento  deve fare, che è quella di approvare il bilancio  2011,
  non  sfugge  a  nessuno che certo siamo in una  condizione  in  cui
  ciascuno  di  noi  può  fare autocritica; ma principalmente  questa
  autocritica la deve fare il Governo, Presidente Cascio,  perché  il
  Governo aveva tutto il tempo di predisporre sia il bilancio sia  la
  finanziaria.
   Per  quanto riguarda la finanziaria, lo ripeto anche oggi,  quello
  che  ho detto ieri ancora vale, ci siamo ritrovati, il giorno  dopo
  la  Pasquetta,  tornando in quest'Aula, un  maxi  emendamento  alla
  finanziaria  che  stravolgeva le proposte precedenti,  come  se  il
  Governo fosse entrato in stato confusionale, quasi maniacale. Aveva
  già  elaborato una prima finanziaria nel mese di novembre, poi  una
  successiva; questa finanziaria è andata in Commissione  Bilancio  e
  poi   subito   dopo  è  stata  presentata  una  nuova  finanziaria,
  riscritta.
   Ebbene, credo che non sfugga a nessuno e soprattutto ai siciliani,
  a  tutti  i  siciliani e non solo gli addetti alla  politica  o  ai
  rappresentanti  istituzionali,  ai  nostri  Comuni,   alle   nostre
  Province,   alle  organizzazioni  sociali,  imprenditoriali,   alle
  imprese,  alle  famiglie ai più deboli, non sfugge  a  nessuno  che
  questo  bilancio  e  questa  finanziaria  che  dovevano  essere  di
   lacrime  e sangue , come sostanzialmente ha ripetuto più volte  il
  Presidente Lombardo, sono una finanziaria e un bilancio di  lacrime
  e  sangue  per alcuni, per la stragrande maggioranza dei siciliani,
  ma  non  certo  per  questo  Governo.  Per  questo  Governo  che  è
  presieduto da un Presidente della Regione che fa le leggi a propria
  convenienza e stabilisce le cose secondo i propri interessi.
   Mi  riferisco  al fatto che questo Presidente della Regione  si  è
  voluto   caratterizzare  come  un  Presidente  che  ha  scelto   di
  percorrere  una strada nuova rispetto al Governo della Regione.  La
  strada nuova è venuta fuori con la sua intuizione di fare, dopo tre
  tentativi, un quarto Governo battezzandolo come Governo tecnico.
   Signor Presidente Cascio. a lei non sfugga, ma neanche ai colleghi
  parlamentari,  ma a tutti i siciliani attenti che ci  guardano,  ci
  osservano  con  la  massima attenzione  e  con  le  critiche  e  le
  osservazioni  che  dobbiamo tenere in conto,  perché  certamente  i
  parlamentari  ci confrontiamo quasi giornalmente  non  solo  con  i
  nostri  elettori  ma  anche  con  tanta  gente  che  esprime  delle
  considerazioni,  anche  attraverso  interventi  della  stampa  che,
  certamente,  accende i riflettori su questo Palazzo  ed  anche  sul
  palazzo che abbiamo di fronte, Palazzo d'Orleans.
   Ebbene,  non è sfuggito a nessuno che il presidente della Regione,
  onorevole  Lombardo,  ha  scelto di  fare  questo  Governo  tecnico
  perché, ha dichiarato pubblicamente, non solo nell'ambito regionale
  ma a livello nazionale, che all'interno di questo Parlamento che  è
  composto  da  novanta  parlamentari eletti dal  popolo,  non  c'era
  nessuno che aveva le capacità dei dodici assessori tecnici che sono
  stati scelti da Lombardo.
   Non  c'è  dubbio che, poi, è andato oltre questo presidente  della
  Regione e, nel momento in cui ha stabilito di spendere per  la  sua
  Giunta  più del doppio, oltre tre milioni di euro, è stato stimato,
  per  pagare le competenze dei dodici assessori tecnici, qui, io che
  non  sono un giurista, ma qualcuno potrebbe intravedere, meglio  di
  me, che il presidente Lombardo, facendo questa scelta, non solo  ha
  fatto un abuso, ma potrebbe anche essere giudicato per interessi in
  atti  di  ufficio,  perché è una sorta di  captatio  benevolentiae
  perché non c'è dubbio che, nel momento in cui ci sono degli esperti
  all'interno  di  questo Governo, sono personalità che  non  avevano
  certamente bisogno di avere l'indennità di parlamentare.
   Questa  è  stata una scelta del Presidente della Regione  che  noi
  contestiamo, perché con tre milioni l'anno si poteva intervenire in
  direzione   dei  più  bisognosi  e  non  per  i  dodici  componenti
  l'Esecutivo.
   Allora,  signor Presidente, queste considerazioni sono  legate  al
  fatto che le lacrime e il sangue che vengono fuori da queste scelte
  economiche  e  finanziarie sono solo per alcuni: per la  stragrande
  maggioranza dei siciliani e non certamente per chi siede attorno al
  presidente  Lombardo che porta avanti scelte che,  certamente,  non
  sono condivise.
   Certo  è  che questo Bilancio poteva essere fatto prima, entro  il
  mese  di dicembre 2010, come era giusto fare. Era giusto non andare
  all'esercizio   provvisorio.  Ebbene,  signor  Presidente,   questo
  Bilancio  che ci viene oggi presentato, di cui abbiamo iniziato  la
  discussione  generale, sono convinto che qui  in  quest'Aula  verrà
  stravolto poco.
   Non sfugge a nessuno che ci sono dei capitoli che non hanno subìto
  una  scelta  coerente,  fatta  con criterio.  Molti  capitoli  sono
  rimasti per memoria, molti capitoli sono stati decurtati, ma  molti
  capitoli sono stati incrementati. Io mi chiedo il perché di  questi
  incrementi.  Non  sono giustificati dal punto  di  vista  politico,
  perché  non  c'è dubbio che queste scelte non sono condivise  dalla
  stragrande maggioranza dei siciliani.
   Questa  è  una  vicenda  che noi dobbiamo  portare  all'attenzione
  dell'opinione  pubblica  perché non  ci  sono  elementi  e  criteri
  oggettivi,  ma  soltanto scelte individuali  di  questo  Governo  e
  soprattutto  di questa maggioranza anomala che vuole  difendere  se
  stessa  all'interno di questo Palazzo, sapendo  che  non  gode  del
  giudizio   popolare  positivo  della  stragrande  maggioranza   dei
  siciliani.
   Signor  presidente, questo Bilancio noi non lo condividiamo perché
  non  tiene conto delle esigenze degli enti locali, dei tanti comuni
  della  nostra  regione,  delle Province, ma soprattutto  non  tiene
  conto  delle esigenze di tutte le imprese della nostra regione  che
  non  hanno avuto nessuna attenzione, delle famiglie, dei più deboli
  e,  sostanzialmente,  di quanti operano nel  sociale  nella  nostra
  Regione siciliana che svolgono anche compiti istituzionale a favore
  di chi ha bisogno.
   Questo  non  è  un Bilancio per chi ha bisogno in  questa  Regione
  siciliana,  ma è un Bilancio per fare quadrare i conti, quei  conti
  che interessano al presidente Lombardo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.   Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  intanto  grazie  per  avermi  dato  la  possibilità  di
  intervenire.   Volevo   in  maniera  preliminare   ringraziare   il
  Presidente  per  la  correttezza istituzionale con  cui  ha  voluto
  esaminare l'articolo 4 che aboliva i consigli di quartiere di tutta
  la  Sicilia, tranne quelli di tre città fortunate, cioè le città di
  Messina,  Catania  e Palermo. Come se la democrazia  dal  basso  si
  potesse esercitare solo ed esclusivamente in queste tre città e  in
  tutte le altre città della Sicilia invece la democrazia proveniente
  dal basso era solo ed esclusivamente un lusso.

   LEANZA NICOLA. Non c'è più

   VINCIULLO. Ha ragione, onorevole Leanza, non c'è più, ma  non  c'è
  più  per  il garbo istituzionale del Presidente Cascio, sicuramente
  non per la parte politica che lei rappresenta.
   Su  questa vicenda vorrei un attimo soffermarmi perché abbiamo  la
  possibilità di comprendere come questa manovra finanziaria  si  sia
  dipanata  su un percorso tortuoso, un percorso proprio della  terra
  di  Pirandello.  Perché  nella  prima Finanziaria,  presentata  dal
  Governo   regionale  composto  dalla  maggioranza  che  tutti   noi
  conosciamo, onorevole Leanza, era prevista l'abolizione di tutti  i
  consigli  di  quartiere tranne di Messina, Catania e  Palermo.   Ho
  dovuto  presentare un emendamento per sopprimere questo  famigerato
  articolo  11 e poi il Governo alla fine si è dichiarato disponibile
  al mantenimento dei quartieri.
   Pensavamo che questa vicenda si fosse esaurita, invece così non  è
  perché nell'ultima Finanziaria presentata dal Governo, quella delle
  fatidiche  ore  12.30, è ricomparsa all'articolo 4 la  soppressione
  dei quartieri.
   Così  una città importante come Siracusa, Augusta, io mi limito  a
  parlare  della mia provincia, Carlentini, Melilli che hanno  realtà
  di  consigli di quartiere lontani dal centro cittadino, dal  centro
  urbano,  improvvisamente  venivano privati  dei  loro  consigli  di
  quartiere, delle loro circoscrizioni.
   Il  merito, caro Presidente, va ascritto a lei per aver  soppresso
  questi  due  commi dell'articolo 4 proprio perché il  Governo,  non
  mantenendo  gli   impegni  assunti in Commissione   Bilancio ,  era
  venuto giorno 22 in Aula a riproporre quello che avevamo concordato
  che bisognava tagliare.
   Ora  veniamo a lei, caro assessore Armao.  Lei, che è un  profondo
  conoscitore della storia del diritto romano, sa che arrivato ad  un
  certo  punto  Giustiniano,  per  passare  alla  storia,  decise  di
  raccogliere in un unico corpus tutte le leggi che allora  erano  in
  vigore. E non avendo le caratteristiche per farlo, Giustiniano - in
  questo  caso  Lombardo  -  ha pensato di  incaricare  lei,  novello
  tribuniano,  per  dare vita a questa raccolta.  Però,  Lombardo  ha
  dimenticato    una  cosa  importante:   nominare  un  Giovanni   di
  Cappadocia, uno che potesse in qualche modo limitare il suo potere;
  per  cui, lei, alla fine, è diventato il deus ex machina di  questa
  riforma  raccogliendo su di sé - mi sia consentito dire - anche  le
  lamentele di alcuni suoi colleghi.
   Perché  vede,  oggi  lei è qui con tre soli  esponenti  di  questo
  Governo,  uno è fuori, tutti gli altri non si sono presentati.  Non
  si  sono  presentati  perché sono impegnati a lavorare,  così  come
  fanno tutti i giorni nell'interesse della Sicilia, per il progresso
  di  questa  Terra, per portare risultati straordinari  alla  nostra
  Isola   oppure  non  ci  sono  perché  non  si  riconoscono   nella
  Finanziaria  da lei presentata e  nei provvedimenti da lei  portati
  in Aula?  Io, per esempio, mi immagino come Andrea Piraino, storico
  Segretario  generale dell'ANCI, si dovrà presentare  di  fronte  ai
  sindaci  che  per anni ha alimentato contro il Governo regionale  e
  contro  questa Assemblea e dire  bambole, non c'è una  lira ,  cioè
  che  l'assessore per l'economia ha pensato di azzerare, di tagliare
  tutti i capitoli che vengono gestiti dall'assessore Piraino.
   Io  la invito a guardare in  quali condizioni si trova l'assessore
  Piratino
   Oppure, pensi lei l'imbarazzo dell'assessore Chinnici, con  questo
  nome  straordinario,  che rappresenta la storia  della  Sicilia  e,
  soprattutto, la storia della lotta contro la mafia, che deve venire
  in quest'Aula, a dire che per le associazioni che combattono contro
  la mafia, che per le associazioni che combattono contro le attività
  criminose,  per  tutti coloro i quali hanno subìto danni  da  parte
  della  criminalità organizzata e dalla mafia, non ci sono sostanze,
  non c'è la possibilità di venire incontro alle richieste di chi  ha
  avuto  distrutti i propri negozi, la propria attività,  di  chi  ha
  avuto distrutto dalla mafia il proprio futuro.
   Invece,  4  milioni  di euro vengono destinati  a  questo   Cinema
  Sicilia , come se vivessimo in questa Isola grazie al cinema,  come
  se  con il cinema potessimo tutelare l'immagine della nostra Terra.
  L'immagine  della  nostra Terra si tutela, innanzitutto,  tutelando
  coloro  i quali, tutti i giorni, sono nella trincea, tutti i giorni
  difendono  l'onore  della nostra Terra, denunciando  chi  cerca  di
  mettere in discussione i diritti della nostra Terra.
   E, poi, Assessore, ha trascurato sicuramente un altro suo collega,
  l'assessore  Centorrino.  L'assessore  Centorrino  cosa   dirà   ai
  presidi, ai sindaci, quando le scuole dovranno essere chiuse perché
  non  sono  a norma, perché non sono agibili, perché i vari capitoli
  destinati all'edilizia scolastica ed alla messa in sicurezza  delle
  scuole sono privi di fondo?
   Eppure,  si  preferisce investire su altri settori, si  preferisce
  mettere  a rischio la vita dei nostri figli, si preferisce  mettere
  in  discussione il futuro dei nostri figli, alloggiandoli in locali
  inadeguati e del tutto non rispondenti alle necessità.
   Pensiamo,   poi,  all'agricoltura,  ad  esempio.  Una   serie   di
  provvedimenti  che  tutto il mondo agricolo sta rifiutando  perché,
  più   che   provvedimenti   a  favore  dell'agricoltura,   sembrano
  provvedimenti che intendevano lottizzare anche questo mondo.
   Signor  Presidente, allora, la invito, un attimo, a vedere come  è
  stata  trattata  l'ARAS, l'Associazione Regionale degli  Allevatori
  Siciliani.  Si  voleva  prima,  ulteriormente,  commissariare.   Si
  voleva,   ancora  una  volta,  aggiogare  alla  politica  come   se
  l'Associazione Regionale degli Allevatori Siciliani  rispondesse  a
  logiche politiche e non alle logiche del mercato dell'agricoltura.
   Ed  allora, per punire questa Associazione, non  capiamo per  qual
  motivo,  ancora  una  volta, i fondi ad essa destinati  sono  stati
  limitati.   Non  sono nemmeno nelle condizioni di potere  pagare  i
  dipendenti e, poi, però, gli stessi esponenti di questo Governo che
  cercano  di  limitare  le  somme  destinate  all'ARAS  vanno  dagli
  allevatori,  dai dipendenti a dire che la colpa è di  chi  gestisce
  questo settore.
   E, poi, la forestale. Era stato fatto un accordo, era stato detto,
  sotto  campagna  elettorale,  lei non c'era,  assessore  Armao,  ma
  c'erano i suoi predecessori,  che entro due anni tutta la forestale
  avrebbe avuto 151 giorni. Così non è, così non mi sembra che sia.
   Così come gli impegni che in Commissione sanità abbiamo assunto  a
  favore   dei   talassemici,  dei  malati  oncologici,  dei   malati
  psichiatrici, tutte queste somme non sono previste né nel bilancio,
  né nella finanziaria. In compenso, signor Presidente, si continuano
  a  nominare  consulenti  Consulenti, ricorrendo  ad  un  metodo  da
  Medioevo, da Rinascimento.
   Assessore  Missineo, vorrei che lei li vedesse  questi  consulenti
  che  nominate   Vorrei  capire  in  che  cosa  sono  esperti.  Sono
  disoccupati  cronici  che,  oggi, attraverso  la  politica  possono
  vivere
   Vedete, da assessore, se dovessi accettare come consulente uno che
  ne sa molto meno di me, mi vergognerei  Voi questo state facendo.
   Assessore  Missineo,  ho  nominato  lei  soltanto  perché  mi   ha
  guardato, per carità
   State  utilizzando  lo  strumento delle consulenze,  proprio,  per
  alimentare   la  politica,  foraggiare  la  cattiva,  la   peggiore
  politica, una politica fatta di prebende e non di idee.
   In  più,  signor Presidente, le vorrei così attenzionare,  se  può
  guardare  con attenzione l'articolo 29, che troverebbe applicazione
  solo  ed esclusivamente in una provincia. E' il famigerato articolo
  della   pesca.   Tutti  gli  altri  settori  verrebbero   umiliati,
  mortificati.
   Noi,  assessore  Armao,  abbiamo presentato  dei  provvedimenti  a
  favore  della  pesca,  ma  non  sono  provvedimenti  di  cui,   fin
  dall'inizio, conosciamo e sappiamo chi sarà il fruitore finale, chi
  sarà il beneficiario.
   Noi  vogliamo provvedimenti senza nome e cognome e con  l'articolo
  29  ci  sembra di capire che abbiamo un nome e cognome ben preciso,
  limitato  solo  alla provincia di Trapani; ciò  significa  che  gli
  altri  pescatori  delle  altre province, soprattutto  quelli  della
  provincia di Siracusa, che ha una marineria non inferiore a  quella
  di Trapani, non potranno godere di questi benefici.
   E'  chiaro che nel corso del dibattito interverrò nuovamente. Però
  una  cosa, assessore Armao, dopo che Triboniano lavorò tanto,  dopo
  che  scontentò  tanto, Giustiniano almeno firmò  il   Corpus  iuris
  civilis', tanto è vero che a cominciare da Dante ne danno  solo  ed
  esclusivamente  a lui la paternità. Lei, purtroppo,  non  ha  avuto
  nemmeno  questo  piacere,  perché  il  presidente  Lombardo  si   è
  dimenticato  di  firmare questa finanziaria. Buon  lavoro  e  buona
  fortuna,  perché vedrà che poi il presidente Lombardo anche  a  lei
  riserverà il trattamento che ha avuto nei confronti di tanti  altri
  assessori che l'hanno preceduta. Buon lavoro.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Torregrossa.  Ne  ha
  facoltà.

   TORREGROSSA.  Signor  Presidente, assessore  Armao,  non  sono  un
  conoscitore di storia romana, quindi...

   ADAMO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE.  Dopo  l'intervento  dell'onorevole  Torregrossa,   le
  concederò un minuto.

   TORREGROSSA.  Grazie, signor Presidente, se l'onorevole  Vinciullo
  dopo  la  sua  lezione di storia fa un poco di  silenzio  riesco  a
  prendere  il  filo del ragionamento. Stavo dicendo che non  essendo
  uno  storico non posso fare riferimento in particolare alla  storia
  romana, né da latinista, qual è l'onorevole Vinciullo, non chiuderò
  con  citazioni latine. Mi limiterò a fare delle considerazioni  sul
  momento che stiamo vivendo.
   Per  la  terza  volta,  a poche ore dal 30  aprile,  siamo  qui  a
  discutere  di bilancio e finanziaria e siamo qui pronti a discutere
  di    bilancio   e   finanziaria,   nuovamente,   con    l'ennesimo
  maxiemendamento  del  Governo, che regolarmente  bypassa  tutte  le
  Commissioni  di merito e che, regolarmente, se ne fa  un  baffo  di
  tutto   ciò  che  è  stato  fatto  all'interno  della  Commissione;
  commissione  che  è  preposta  allo studio  del  bilancio  e  della
  finanziaria e che è preposta ad ascoltare tutte quelle associazioni
  di  categoria,  tutti  gli  enti rappresentanti  tramite  i  propri
  organi,  quali l'ANCI e l'UPI, per ascoltare le esigenze e  cercare
  di mediarne i provvedimenti.
   Purtroppo, ci troveremo da qui a poche ore, nel cuore della notte,
  ad  approvare dei provvedimenti, nell'arco di pochi secondi,  senza
  magari  sapere cosa c'è scritto all'interno. Questa,  purtroppo,  è
  un'abitudine  che  ritengo,  in  particolare  per  le   leggi   più
  importanti,  che  sono  quelle del bilancio  e  della  finanziaria,
  questo Parlamento dovrebbe abbandonare.
   Però   devo   fare  alcune  considerazioni;  manca  il  presidente
  Lombardo,  il  presidente Lombardo è presente pochissime  volte  in
  questa  Aula, ma è sempre pronto sui giornali a prendere il  merito
  di provvedimenti legislativi in cui lui forse ha messo poco, faccio
  riferimento  in  particolare alla legge  sulla  semplificazione,  e
  proprio in questi giorni ci sono tutte le pagine dei quotidiani con
  la  fotografia  del  Presidente che, in maniera gloriosa,  illustra
  questi  provvedimenti  che faranno fare il salto  di  qualità  alla
  Sicilia.
   Beh,  ricordo che quella legge sulla semplificazione uscì dalla  I
  Commissione,  di  cui  faccio parte, ma in  Aula  fu  completamente
  cambiata e stravolta e fu approvata all'unanimità.
   Sono  sicurissimo  che  da  qui  a qualche  ora,  quando  verranno
  approvati bilancio e finanziaria, il presidente Lombardo ed i  suoi
  Assessori saranno pronti a prendersi meriti che in realtà non  sono
  meriti  del Governo ma saranno, ancora una volta, meriti di  questo
  Parlamento.
   Nello specifico, devo anche ringraziare il presidente Cascio  che,
  ancora  questa  volta, così come l'anno scorso, si è fatto  garante
  della   legittimità  di  provvedimenti  che  molte  volte   vengono
  presentati all'interno di questi maxi emendamenti.
   Basterebbe leggerne alcuni con un po' di attenzione per  andare  a
  scoprire  una  serie  di  perle,  per  esempio  l'articolo  18  che
  fortunatamente  è  stato  stralciato e che cita:   soppressione  di
  organi' ed inizia con  collegi,  '.
   Mi  domando che cosa siano questi collegi, sono collegi di  suore,
  collegi di ecclesiali, collegi elettorali?
   Bisognerebbe  cercare di capire perché sembra  che  il  presidente
  Lombardo,  neanche novello re Sole ma, al pari dei dittatori  della
  Repubblica delle banane, quale sembra che sia diventata  la  nostra
  Sicilia, con un semplice articolo abbia cercato di eliminare  tutti
  gli  enti  di  qualsiasi  tipo, tutti i comitati,  le  commissioni,
  collegi comunque denominati, istituiti per legge, per poi andarli a
  ricostituire con un decreto del Presidente della Regione.
   Avvocato  Armao, vedo che lei mi sta seguendo con attenzione.  Qui
  sembra  che  con  una legge si cancellino altre  leggi  ma  con  un
  provvedimento  amministrativo  si reintroducano  enti,  comitati  e
  quant'altro a sua volta, precedentemente, istituiti con legge.
   Non  so  se  giuridicamente fosse un'operazione  fattibile,  anche
  perché  in  questi  enti,  probabilmente, ci  rientravano  pure  le
  province, visto che sono state istituite con una legge.
   Devo  dire che il presidente Cascio ha stralciato questa normativa
  e  quindi  ben venga, anche questa volta, l'operazione fatta  dagli
  uffici  di  Presidenza,  e  ben venga la  legge  finanziaria  e  il
  bilancio che poi verranno approvati da questa Aula.
   Ovviamente,  devo fare alcune considerazioni: per quanto  riguarda
  il  bilancio, c'è un aumento impressionante delle tariffe  e  delle
  concessioni dei canoni demaniali ed è un contro senso, perché se da
  un  canto  si  dice che solamente il turismo e lo sviluppo  possono
  aiutare le finanze della Regione, d'altro canto aumenti del 75  per
  cento - poi qualcuno mi dice che probabilmente saranno ridotti,  ma
  comunque  sempre  consistenti  - rischiano  di  tagliare  le  gambe
  proprio  a  questo  settore  che, in effetti,  dovrebbe  essere  il
  settore trainante della nostra Sicilia.
   Mi  domando  se  qualcuno  abbia parlato con  le  associazioni  di
  categoria.   Mi  domando  se  l'Assessore  per  il  turismo   abbia
  sviluppato  delle tabelle per sapere che cosa succede e  non  credo
  che  a  nulla valga la normativa che consente di compensare  questi
  aumenti  con l'autorizzazione ad incrementare le strutture portuali
  perché ci vuole tempo, gli imprenditori, non necessariamente,  sono
  disposti ad investire oltre i limiti degli aumenti demaniali.
   Ecco,   perché  come  ho  sostenuto  all'inizio  di   questo   mio
  intervento, andava fatto un approfondimento con le associazioni  di
  categoria.
   Lo  stesso  ragionamento vale per i nostri comuni che  sono  stati
  martoriati.  E'  stato citato - mi auguro di non essere  nuovamente
  oggetto  di  discussione - l'assessore Piraino che  per  tantissimi
  anni è stato direttore dell'ANCI; personalmente, ho fatto parte del
  collegio sindacale dell'ANCI, ho lavorato braccio a braccio con lui
  e si è sempre battuto per difendere i comuni.
   Mi  sembra,  però, che i comuni in tutta questa operazione  stiano
  rischiando  il  tracollo, così come rischiano il tracollo  le  Ipab
  perché  la possibilità di costituire dei consorzi obbligatori   tra
  ASP,  IPAB,  eccetera, i comuni stessi forse non è  necessariamente
  valida,  come  importanza, perché bisogna andare a specificare  che
  fine  farà il personale, perché quel famoso 15 per cento che  viene
  assegnato per il pagamento dei deficit scaturisce dalla vendita dei
  beni delle IPAB.
   Quindi,  ritorniamo sempre a quelle considerazioni di una  finanza
  futurista, di una finanza che, poi, all'atto pratico rischia di non
  trasformarsi in denaro concreto.
   Ultima   considerazione,   mi  permetto   di   farla   riferendomi
  all'Assessore ai beni culturali.
   L'Assessore  ai beni culturali sa che ha cercato, con  delle  gare
  pubbliche,  di  dare in gestione i siti museali, ma  sa  anche  che
  diversi siti non sono stati assegnati. Oggi Confindustria fa  delle
  considerazioni   sulle   aree   protette,   dicendo    ben    venga
  l'assegnazione  di  queste aree protette a condizione  che  ci  sia
  trasparenza  -  e  chiaramente siamo perfettamente  d'accordo,  non
  potremmo che essere d'accordo -, però, una considerazione va  fatta
  in  funzione della mancata assegnazione delle aree mussali, quindi,
  mi  domando:  questa  norma,  in  realtà,  concretamente,  darà  un
  ingresso di denaro in questo bilancio, oppure sarà l'ennesima  voce
  fasulla  che  andrà  a  gonfiare le entrate di  questo  bilancio  e
  finanziaria?
   Bene, su tutto questo, credo che questa Assemblea dovrà riflettere
  e  dovrà  riflettere, purtroppo, nelle poche  ore  che  restano  da
  questo momento al 30 aprile.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   ADAMO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ADAMO.  Signor  presidente, onorevoli  colleghi,  un   chiarimento
  all'amico   con  il  quale  spesso  tra  l'altro  ho   lavorato   e
  collaborato.
   Volevo  rassicuralo  sulla serenità con  cui  l'assessore  Piraino
  partecipa  a questa finanziaria e soprattutto la serenità  con  cui
  potrà  incontrare i suoi amici, colleghi sindaci, visto che è stato
  il vicepresidente dell'ANCI.
   Allora, potrà ricordare ai sindaci che i trasferimenti sono  stati
  ridotti,  sicuramente questo non può essere attribuito  al  Governo
  regionale, ma credo che sia impossibile negarlo, alla politica  del
  Governo  nazionale,  soprattutto  al  federalismo  fiscale  e   nei
  prossimi mesi lo vedremo e potrà dire, con estrema serenità che, in
  realtà, nella finanziaria regionale i sindaci che hanno capito  che
  più  che  gestire  il bilancio bisogna accedere ai  fondi  europei,
  avranno  fondi  e risorse e per questo ringrazio l'assessore  Armao
  perché  sarà  possibile per i sindaci che hanno a  cuore  la  buona
  amministrazione  accedere  a fondi e contributi  e  lavorare  sulle
  infrastrutture.
   Allora,  questo  è  un  segnale  di  cambiamento,  di  cui   siamo
  orgogliosi,   ed   uno  degli  elementi  qualificanti   di   questa
  finanziaria.

            Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica

   e altri /A e 631/A bilancio e finanziaria

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende la discussione generale sul disegno di legge numeri 630-
             630 bis-630 ter-630 quater/A  e numero 631/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo  finalmente
  arrivati al momento più importante dell'anno di questa istituzione,
  della  istituzione  Assemblea regionale, un momento  in  cui  tante
  emergenze dovrebbero essere vagliate, attentamente valutate,  tante
  soluzioni dovrebbero essere proposte da chi governa soprattutto  ed
  accolte  dall'organo assembleare, tanti cittadini  siciliani  molti
  moltissimi  dei  quali, purtroppo, dall'avvento della  nefasta  era
  Lombardo  vivono in condizioni economiche disagiate, per  non  dire
  disastrose,  dovrebbero finalmente vedere o percepire  quanto  meno
  una risposta da parte del Governo regionale.
   Abbiano assistito, invece, in queste ultime settimane scorse ad un
  balletto  che, se non fosse stato così drammatico per i  siciliani,
  avrebbe finito per essere semplicemente ridicolo.
   Abbiamo  assistito  al  valzer dei bilanci, abbiamo  assistito  al
  valzer  delle finanziarie, abbiamo assistito a documenti  economici
  che   venivano  presentati  alle  Commissioni  competenti  e,  poi,
  all'Aula  per essere cambiati un attimo dopo, per essere  stravolti
  un  attimo  dopo, in ragione del fatto che questa maggioranza  che,
  oggi,  governa  la  Sicilia, questa maggioranza raccogliticcia  che
  trova   sintesi   soltanto  nelle  poltrone  del   potere,   questa
  maggioranza vedeva non tutelati e non rispettati interessi di parte
  e, quindi, suo malgrado, l'Assessore per l'economia era costretto a
  riformulare  la finanziaria, a riformulare, comunque,  i  documenti
  economici ed i documenti programmatici.
   Non attaccherò l'assessore Armao, perché non mi sembra giusto; non
  basta   essere  tecnici  per  essere  sollevati  da  responsabilità
  politiche, questo mi pare fin troppo chiaro ma, d'altro canto,  non
  ritengo di poter dire che tutte le responsabilità possano o debbano
  attribuirsi ai tecnici.
   Credo  che,  come si dice dalle mie parti,  absit iniura  verbis',
  per  carità senza volere offendere nessuno, il pesce, quando puzza,
  puzza  dalla testa. E noi abbiamo un problema, presidente  Formica,
  in  Sicilia, questo problema si chiama Raffaele Lombardo, perché il
  Presidente della Regione non c'è, non c'è nella gestione non  tanto
  del  potere,  che  esercita in  maniera minuziosa e  capillare,  il
  Presidente della Regione non c'è con riferimento ai problemi veri e
  reali della Sicilia e dei siciliani.
   E  non mi attarderei neanche tanto a parlare di consulenze, perché
  alla  fine,  per  quanto possano essere centinaia in  cinque  anni,
  parliamo  sempre di consulenze di dieci, quindici mila  euro,  che,
  per carità, messe tutte insieme, faranno anche 500 mila, un milione
  di  euro  che è una cifra considerevole per una famiglia o  per  un
  piccolo  ente  locale,  ma  non lo è certamente  per  una  macchina
  burocratica e politica quale dovrebbe essere la Regione siciliana.
   La  verità,  purtroppo,  è ben altra  E  la  verità  riguarda,  ad
  esempio, per restare al  bilancio, perché ci sarà tempo più  in  là
  per   parlare  di  finanziaria,  che  questo   bilancio   distrugge
  definitivamente  le  speranze dei comuni, le  speranze  degli  enti
  locali siciliani.
   Qualche collega cercava di trovare soluzioni per dare risposte  al
  sociale,  qualche  collega di maggioranza in  Commissione  Bilancio
  cercava  di  trovare soluzioni per dare risposte al  sociale,  agli
  enti locali, quando basterebbe evitare il furto dei 300 milioni  di
  euro di proventi che attendono gli enti locali perché questo denaro
  serve  fondamentalmente a soddisfare le esigenze  delle  fasce  più
  svantaggiate,  dei  più  deboli, degli anziani,  dei  portatori  di
  handicap, di tutta quella fascia che riguarda, appunto, il  sociale
  degli enti locali.
   E,  allora,  mi  chiedo e chiedo, soprattutto, ai  colleghi  della
  maggioranza che si stracciano le vesti dopo aver plaudito a  questa
  manovra, che senso abbia cercare delle toppe dopo avere causato  lo
  strappo soprattutto, ripeto, a quegli enti locali molti dei  quali,
  all'indomani di questa finanziaria, saranno costretti a  dichiarare
  bancarotta.
   Dal  canto  nostro,  i Popolari di Italia Domani  hanno  fatto  in
  Commissione  Bilancio  e  continueranno a fare  una  battaglia  per
  tutelare  gli  enti  locali  e per tutelare  le  fasce  deboli  che
  verranno  ancora più colpite perché, ancora meno, saranno  tutelate
  da  una finanziaria che, al di là di ogni petizione di principio  e
  di ogni proclamo e di ogni annunzio, tutto fa tranne che rilanciare
  la Sicilia e portare sviluppo.
   In effetti, qualche cosa cerca di farla perché quando, ad esempio,
  cerca  di  annullare  esperienze storicamente produttive  sotto  il
  profilo   economico  e,  soprattutto,  esperienze  gratificanti   e
  prestigiose  sotto il profilo dell'immagine, quello che  fa  questo
  Governo   con  questi  documenti  economici  finisce   per   essere
  semplicemente  la  conferma di una mediocrità  che  sta  connotando
  questa pagina recente della storia della Sicilia.
   E  dico  ciò  e faccio riferimento a due esempi e sarò velocissimo
  perché  il tempo passa, i tempi purtroppo sono stati contingentati,
  ne  prendo  atto, e però immaginare di sopprimere, di chiudere,  di
  sciogliere l'Istituto Siciliano per la Vite e il Vino, nell'anno in
  cui al Vinitaly primeggia nel mondo la cantina Milazzo, una cantina
  siciliana,  è  l'emblema  di  come  questo  Governo  regionale  sia
  distante,  lontano  dalle  reali pulsioni  della  nostra  terra  di
  Sicilia e del popolo siciliano.
   Immaginare,   ancora,  di  chiudere  perché  questo,   di   fatto,
  determinerebbe, anzi determinerà il centro Ettore Majorana di Erice
  che  è  il  fiore  all'occhiello della Sicilia, della  scienza  nel
  mondo,  perché in questi anni sono stati massacrati i finanziamenti
  che  hanno portato, da oltre vent'anni a questa parte, più  di  150
  premi  Nobel per la scienza in Sicilia, in un momento in cui questo
  è  un tema di attualità, non soltanto per quello che è accaduto  in
  Giappone,  non  soltanto per quello che accade sul nostro  pianeta,
  non soltanto per il dibattito importante che riguarda il nucleare e
  che  coinvolge  anche il nostro Paese, ma per tutta  una  serie  di
  ragioni  che erano storiche, che rimangono storiche e che  sono  di
  immagine  oltre  che di contenuto e di sostanza, ebbene  dà  ancora
  una volta l'immagine plastica ed emblematica di come questo Governo
  regionale  sia  distante dalle cose importanti e  sia  impegnato  a
  distribuire prebende, sottogoverni, consulenze e cose del genere.
   Ci  attardiamo ogni anno sulla necessità - e passo velocemente  ad
  un  altro  argomento  - di finanziare le misure antimafia.  Ebbene,
  scopriamo  di  anno in anno o che questo accade dopo una  battaglia
  d'Aula  portata innanzi sempre dall'opposizione, per primi noi  del
  PID, come è accaduto l'anno scorso, quando abbiamo scoperto che  la
  famosa  legge  che abbiamo tutti insieme votato di  contrasto  alla
  criminalità  organizzata, non aveva visto non soltanto  per  quanto
  riguarda  il  finanziamento dell'ora di legalità nelle scuole,  che
  era  uno  dei  cardini  della formazione delle giovani  generazioni
  siciliane, ma soprattutto con riferimento ad un secondo aspetto che
  era  quello della possibilità per gli imprenditori che denunziavano
  il  racket  di  ottenere degli sgravi fiscali sostanziosi  così  da
  agevolare  e  da  promuovere questo tipo  di  intendimento,  ebbene
  abbiamo  scoperto che questa parte di finanziaria non è  stata  mai
  finanziata e quest'anno ci si continua a lagnare perché le norme ci
  sono ma non vengono finanziate.
   Vorrei  parlare  di  imprenditoria giovanile e  femminile,  vorrei
  parlare  di tante altre cose che riguardano il bilancio, non  tanto
  la  finanziaria, vorrei parlare, come ho già fatto, di enti locali,
  vorrei  parlare di misure di sviluppo che non ci sono, ma lo faremo
  al  tempo debito. Però vorrei dire questo: la Sicilia vive una fase
  storica veramente penalizzante, e la vive soprattutto perché questo
  Presidente della Regione, che dovrebbe rappresentare le esigenze di
  tutti  i  siciliani, finisce per rappresentare  l'esigenza  di  una
  parte  della Sicilia, di una parte politica della Sicilia,  di  una
  parte  legata forse al suo partito o al gruppo ristretto  dei  suoi
  amici.
   E allora, per chi come me vive invece il ruolo della istituzione a
  cui  mi  onoro  di  appartenere con grande rispetto  e  con  grande
  dedizione, per concludere mi viene una frase pensando a Lombardo  e
  pensando  a  me  stesso, una frase di Talleyrand che  diceva  così:
   Quando mi giudico resto perplesso, quando mi paragono esulto .

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.
   D'ASERO,    vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  minoranza.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi    stiamo
  attraversando  una  fase di grande confusione politica,  di  grande
  crisi  economia  e di grave immoralità politica per  quella  che  è
  l'azione  intrapresa da questo Governo che ha determinato,  con  il
  ribaltone, una realtà sicuramente censurabile, criticabile e, al di
  là  degli  annunci  e al di là dei proclami, si  presenta  oggi  in
  questa  Aula parlando di bilancio con grossi problemi  che,  a  mio
  avviso,  vanno  evidenziati, vanno denunziati e - perché  no  -  un
  grido  di allarme che possa essere anche motivo di riflessione  per
  chi,  in  maniera a volte eccessivamente oltraggiosa, vuole portare
  avanti  un  percorso  che  sicuramente  individua  obiettivi  anche
  preoccupanti.
   Il  bilancio che siamo costretti ad analizzare vede una  serie  di
  voci  in  entrata  di  incerta  realizzazione,  che  determina  una
  preoccupante fase in cui, a fronte di una spesa certa,  abbiamo  da
  capire,  da definire, come un percorso ancora incerto vuole  essere
  dato per scontato. Una voce di entrate sui Fondi FAS, che vede  due
  momenti  relativi  alla  sanità  e  alla  forestazione  che   hanno
  determinato, a mio avviso, una preoccupante ipotesi di realizzo  di
  risorse  difficilmente concretizzabile, perché  va  sfatato  questo
  principio,  non  può esserci la considerazione di chi  denunzia  in
  maniera  seria  e  obiettiva che viene ritenuto come  qualcuno  che
  vuole  remare  contro, quando invece il senso di responsabilità  ci
  porta  a  dire che il percorso fin qui seguito merita  una  diversa
  attenzione.
   Questo  tentare ad ogni costo di dimostrare che siamo in  presenza
  di  un  Governo di rottura con il passato, che io chiamo di rottura
  nella  continuità, nel voler continuare in maniera forse ancor  più
  arrogante una serie di percorsi che vede questa presenza in maniera
  scientifica  di una capacità di voler dimostrare che  chi  dissente
  deve essere censurato, quasi un terrorismo psicologico che da parte
  di  tutta  la  struttura burocratica rende anche poco possibile  la
  nostra  azione  di collaborare, di contribuire, di esercitare  quel
  ruolo istituzionale che ci è assegnato.
   Davanti  a  queste  problematiche  viene  fuori  un  bilancio  che
  probabilmente,  anziché  tener  conto  di  una  serie  di  elementi
  innovativi,  pensa solo a determinare un momento  di  consenso,  di
  populismo,  di grande disponibilità a quelle che sono le richieste,
  a volte demagogiche, per poi approdare ad una ipotesi di rinunzia o
  ad  un'ipotesi che trova avversione per poi, magari, fare  additare
  chi è contro questo momento di irrazionalità.
   Non  può passare questo messaggio di un bilancio di rigore, di una
  finanziaria  di rigore quando poi abbiamo constatato  che  è  stato
  rappresentato un percorso che vede tutto ed il contrario di  tutto,
  e  che vede sulla finanziaria un altro grave metodo di lavoro.  Una
  finanziaria  che in Commissione Bilancio viene esitata  dopo  avere
  valutato  negativamente una serie di emendamenti, ed in  particolar
  modo  un  maxi  emendamento del Governo  che,  con  grande  serrato
  confronto, ha indotto il Governo a ritirarlo. E il ritiro del  maxi
  emendamento,  porta all'approvazione di una finanziaria  contenuta,
  che è approdata in quest'Aula.
   Ebbene,  oggi ci ritroviamo in un'Aula in cui - anziché  dibattere
  in  maniera  seria  alcuni  temi di  riferimento,  di  sintesi  che
  riguardano la finanziaria - ci si ritrova un maxi emendamento  che,
  ancor  più  di  prima, trova ridotti il numero  degli  articoli  ed
  aumentati il numero dei commi e che nella sostanza continua  su  un
  percorso  che è quello di volere affrontare una serie di  temi  che
  richiedono sicuramente un momento di confronto in Commissione,  una
  serie di riforme che vanno viste in maniera diversa.
   Parliamo   di  patrimonio  delle  ASI,  delle  Aree  di   Sviluppo
  Industriale,   dell'Istituto  Autonomo  Case  Popolari   ed   altri
  interventi,  ed  è  grave  pensare  alla  vendita  della  quota  di
  Unicredit,  in  un  momento in cui la Regione siciliana  ha  questa
  partecipazione,  perché  ritengo che non è  questo  il  momento  di
  vendere  la  quota Unicredit per fare cassa e per  giustificare  la
  quadratura di un bilancio. Quando il valore del mercato è in calo e
  crolla, proprio in quel momento i beni non vanno venduti, a maggior
  ragione  se  si  tratta di un bene pubblico.  Se  noi  evitiamo  di
  vendere  oggi  la  quota  Unicredit probabilmente  domani,  chissà,
  speriamo, la venderemo per un valore di molto maggiore.
   E  perché  no? Insistere sull'ipotesi della trasformazione,  della
  dismissione  ed anche della distruzione di IRFIS, che diventa  oggi
  l'unico  baluardo  residuale di  Banca',  anche  se  di  dimensioni
  ridotte,  che potrebbe essere vista come un mediocredito  centrale,
  che  potrebbe dare quel sostegno alle microimprese che, assieme  ai
  benefici che possono essere concessi, sicuramente, potrebbe esserci
  in  questa  direzione, una presenza qualificante  e  significativa.
  Invece,  si pensa a come distruggere questo patrimonio, anche  qui,
  lasciando il ramo di banca ad Unicredit.
   Ritengo che in questa direzione vada fatta una grande riflessione,
  vada  fermato questo modo di procedere per capire quale deve essere
  la formula più seria, razionale e proficua per la Sicilia.
   Ho espresso il mio punto di vista, che non è il verbo; ritengo che
  l'appello   debba   riguardare  coloro  i  quali   sostengono   con
  determinazione e con assolutismo alcuni percorsi, che ad ogni costo
  devono essere portati in porto, coloro i quali, ricoprendo ruoli  e
  cariche   istituzionali,  devono  pensare  che  il  confronto   può
  determinare  un momento di positività e, perché no, un  momento  in
  cui si va a modificare l'originaria impostazione fin qui seguita.
   Ritengo  ancora importante per il comparto produttivo  riannodare,
  riprendere,  ripristinare un grande impegno.  Oggi,  la  piccola  e
  media  impresa ha un grave deficit di ossigeno finanziario,  ed  il
  suo    polmone   finanziario   rischia   di   restare    soffocato,
  sclerotizzato.  Noi dobbiamo raccogliere questo grido  di  allarme,
  perché c'è grande richiesta di aiuto da parte della piccola e media
  impresa  sana che ha bisogno di supporto, di aiuto. Per questo  noi
  abbiamo   pensato   che  quest'Assemblea,  con  grande   senso   di
  responsabilità,  orgoglio  ed onore  ha  approvato  due  leggi  sul
  credito  d'imposta,  che  mi hanno visto impegnato  come  relatore:
  credito    d'imposta   sugli   investimenti,   credito    d'imposta
  sull'occupazione. Perché il modello del credito d'imposta è  quello
  di  un  rapporto diverso, perché il sistema dei contributi  non  ha
  prodotto  quei  risultati sperati dove, a volte, si  sono  nascosti
  intenti speculativi, mentre il principio del credito d'imposta è un
  principio  che aiuta quelle imprese sane che credono  al  confronto
  anche  con  l'Agenzia  delle  Entrate per  le  verifiche  che  sono
  disposti  a  subire, con grande senso di rispetto istituzionale,  e
  che  pensano come consolidare l'attività che ha un senso importante
  di futuro.
   Allora,  se questo è il percorso che l'Assemblea ha seguito,  essa
  ha  dimostrato  con  serietà di avere  le  idee  chiare,  ma  vuole
  continuare in questo percorso. Oggi, quindi, vuole ribadire, a  mio
  avviso,  il grande impegno per aiutare la piccola e media  impresa,
  pensando al microcredito, pensando ad un sistema che possa  far  sì
  che  si  riduca  il peso delle garanzie, che il cosiddetto  livello
  dell'asticella  di  Basilea 2, che di fatto indica  il  livello  di
  affidabilità  e di garanzia, possa, attraverso un sistema  esterno,
  essere sostenuto e, quindi, abbassare il livello di rischio interno
  ed  avere  più  facilità  di credito. E,  quindi,  il  microcredito
  dovrebbe servire a questo.
   Ho avuto un dibattito con l'assessore per l'economia, per dire che
  è  necessario  aprire ai fondi di garanzia, per dire  che  dobbiamo
  utilizzare,  anche  in questa direzione, il sistema  dei  fondi  di
  garanzia,  e  dico  garanzia  con l'utilizzo  anche  delle  risorse
  comunitarie.  Deve essere questo il confronto con un  dibattito  di
  grande impegno e di grande contenuto, per capire come realmente, al
  di là delle spinte, al di là dei momenti di interesse specifico, al
  di  là  delle sollecitazioni delle ipotesi di consenso  che  ognuno
  vuole  creare,  c'è,  invece, un reale bisogno  di  grande  ipotesi
  produttiva.
   E,  allora,  se  questo è il senso della nostra azione,  dico  che
  anche  qua  il percorso che abbiamo seguito deve essere leggermente
  modificato e, dunque, ritengo che sul bilancio vadano puntualizzate
  queste  criticità  in maniera da far sì che si  limitino  i  danni,
  atteso  che  esistono alcune parti, alcune voci che possono  essere
  ascrivibili a partite incerte, mentre sulla finanziaria  mi  auguro
  che  si  ipotizzi  un  percorso  da  una  parte  di  snellimento  e
  dall'altra  di  rendere  più razionale, in riferimento  anche  alle
  aspettative  che  tutta  la Sicilia si attende.  Prima  fra  tutte,
  ricordiamo che se non c'è la piccola e la media impresa, se non c'è
  l'agricoltura, se non ci sono i servizi al turismo, che  è  poi  il
  vero  tessuto connettivo della Sicilia, il futuro sicuramente  sarà
  incerto.  Noi, invece, dobbiamo essere tutti convinti di adoperarci
  per renderlo più certo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  devo
  ammettere che mi trovo nella fase - sto usando un luogo comune - di
  coloro che  vorrebbero ma non possono .
   Mi  spiego  meglio.  Io ed i colleghi del Gruppo  Popolari  Italia
  Domani, sinceramente, vorremmo votare il bilancio e la finanziaria,
  vorremmo  sinceramente contribuire a fare le riforme,  a  dare  uno
  spiraglio  di  speranza ai siciliani, ad affrontare definitivamente
  il  problema  dei  precari e ancor più della  occupazione  e  della
  disoccupazione.
  Abbiamo lanciato segnali a 360 gradi e ancora  non  abbiamo  ricevuto
  segnali  di risposta, anzi queste continue leggi, o meglio  disegni
  di legge ritirati, emendamenti ritirati, maxi emendamenti ritirati,
  manipolati,  ripresentati ed ancora in discussione, ci  creano  uno
  stato non di confusione, perché abbiamo le idee chiarissime, ma  di
  ansia per il presente ed il futuro di questa Regione. Non riusciamo
  a  capire  fino  a che punto abbiamo la coscienza,  tutti,  che  ci
  stiamo  prendendo in giro e fino a che punto abbiamo  la  coscienza
  tutti  di  mettere  a rischio la sopravvivenza di questa  Assemblea
  regionale  siciliana,  non tanto perché la  maggioranza  non  ha  i
  numeri  per  far passare il bilancio e la finanziaria,  li  troverà
  nonostante  i  malumori,  nonostante  i  distinguo,  nonostante  le
  assenze,  ma  perché riteniamo che coscientemente, ed è  ancor  più
  grave della incoscienza il Governo sa, la maggioranza sa che stanno
  andando  avanti con degli strumenti di bilancio che sono  sotto  la
  lente  di  ingrandimento del Commissario dello Stato e non  capisco
  perché non si faccia una marcia indietro.
   Faccio alcuni esempi, sapendo perfettamente che sono più esempi da
  discussione  sulla  finanziaria, sulla  quale  mi  riservo  poi  di
  parlare,  ma  sapendo anche che per la stretta connessione  logica,
  normativa  e  di  strumento finanziario  che  c'è  tra  bilancio  e
  finanziaria  alcune cose sono comuni anche perché non  potremo  mai
  definire  esattamente  il bilancio se non abbiamo  le  idee  chiare
  sulla   finanziaria,  e  sottolineo  che  a  tutt'oggi  la  stesura
  definitiva,  o  meglio volontà del Governo per una finanziaria  dal
  testo definitivo, obiettivamente ancora non c'è.
   Ringrazio il Presidente Cascio, che ci ha fatto sapere quali  sono
  le  norme che ha espunto dal disegno di legge, ma resta il problema
  di  quella  che  è la reale volontà del Governo perché  ancora  non
  abbiamo le idee chiare e non vorrei proprio che sia una tattica per
  farci arrivare con l'acqua alla gola, perché se è tattica siamo  in
  grado  di parlare su ogni emendamento che ci sarà ammesso, su  ogni
  sub  emendamento  che andremo a depositare e,  Dio  voglia  che  ne
  usciamo entro il 10 maggio non entro il 30 aprile.
   E'  una  minaccia? No, oserei dire che è un'autodifesa  personale,
  non del Gruppo parlamentare ma della Sicilia, certamente.
   Faccio  un esempio intanto, nella speranza di poterne fare qualche
  altro  con  il  tempo, che è sempre tiranno, perché su  bilancio  e
  finanziaria forse 10 minuti non bastano a nessuno.
   Ho  un  confronto aperto con l'assessore Armao e  con  gli  Uffici
  sulla  normativa che riguarda gli Istituti Autonomi Case  Popolari,
  per   i   quali   l'ipotesi  di  nuova  stesura  dell'articolo   3,
  obiettivamente,  è  di difficile interpretazione  e  comunque,  per
  quello  che  si  capisce da parte di chi parla, ma credo  anche  da
  parte  degli  Uffici, dovremmo distinguere l'aspetto  organizzativo
  istituzionale  dall'aspetto  economico-finanziario.  Cominciamo  da
  questo  secondo: il Governo ha necessità di far cassa e preleva  da
  una vendita, che come meccanismo potrebbe andar bene ma non va bene
  come finalità, credo 72 milioni di euro dalla vendita degli alloggi
  e  dal  prelevamento della liquidità, ove ci siano IACP che abbiano
  liquidità  ed inserendoli in bilancio. Io credo che questo  non  si
  possa  fare,  e  non  credo che sia una convinzione  soltanto  mia,
  bisognerebbe  anche chiedere all'assessore al ramo e  agli  Uffici,
  perché  non  si  può dare una destinazione diversa dalla  mutualità
  sociale dei fondi per l'edilizia economica popolare convenzionati e
  sovvenzionati  che sia diversa da questa finalità che,  per  legge,
  noi preleviamo delle somme che sono a destinazione vincolata e, per
  far  quadrare  il  bilancio, li inseriamo in  bilancio.  Operazione
  impossibile e sulla quale, se si dovesse andare avanti - non è un a
  minaccia ma è un'anticipazione - i riflettori del Commissario dello
  Stato li aprirà il gruppo del PD.
   Qui si vuole fare cassa con un meccanismo strano, facendo quadrare
  i  conti  del  bilancio 2011, ed è una falsità,  perché  lo  stesso
  meccanismo  del  recupero  dei finanziamenti  della  vendita  degli
  immobili  dell'IACP  crea delle condizioni di recupero  negli  anni
  perché,  con  un  ulteriore abbattimento  del  valore  del  singolo
  immobile da vendere, si trasforma la rata di canone, anche se non è
  proprio un canone, in pagamento per il riscatto dell'alloggio, cioè
  andiamo  alle  calende greche. E' un recupero, ammettendo  che  sia
  possibile,  ma  non  lo è, che si avrà negli anni  e  che  dovremmo
  contabilizzare soltanto nel bilancio 2011.
   Se  noi  parlassimo  di  società di  diritto  civile,  di  società
  privatistica, credo che saremmo in un caso scolastico di  falso  in
  bilancio,  perché  di  questo di tratta, ma  andiamo  agli  aspetti
  normativi  degli  IACP.  Noi  stiamo assistendo  ad  una  furia  di
  deregulation  da parte del Governo, stiamo abolendo,  e  per  certi
  casi va bene, una serie di enti, di agenzie, vorrei capire se non è
  in contrasto politico e logico e forse anche normativo che a fronte
  dell'abolizione  di  ESA,  EAS  etc, alla  quale  abolizione  viene
  falsamente abbinata l'abolizione degli IACP, si viene a  creare  un
  altro ente carrozzone a livello regionale che sottende una furbizia
  nella  gestione del potere. Perché noi mandiamo a casa  Presidenti,
  membri  del  Consiglio di amministrazione degli IACP, Revisori  dei
  conti  e,  guarda caso, creiamo le condizioni normative, in  questo
  caso come in altri, per demandare alla volontà del Presidente della
  Regione  la nomina dei Commissari, dei Presidenti e dei membri  dei
  Consigli  di amministrazione, dei Revisori dei conti in  permanenza
  perenne,  sino  a  quando  non partirà  il  nuovo  ente,  la  nuova
  struttura  che  dà  gruppo  a  tutti i  dieci  IACP  della  Regione
  siciliana.
   Questo è soltanto uno dei casi perché, se avessi più tempo, ma  mi
  riservo  di  farlo nel corso del dibattito dei singoli emendamenti,
  dell'articolato e sulla discussione generale della finanziaria,  di
  questi elementi ce n'è tutta una serie, e allora io consiglierei al
  Governo di darsi uno stop, di fermarsi, di consultare seriamente  e
  con  la volontà di andare avanti i Gruppi presenti in Assemblea per
  far  sì che si possa varare in tempi brevi - e prendiamo l'impegno,
  in  questo  caso,  di  rispettare il termine del  30  aprile,  anzi
  potremmo  arrivarci  anche  il 29 - uno strumento  normativo  e  di
  bilancio finanziario che consenta, nelle difficoltà in cui si trova
  la  Sicilia  e  questa  Assemblea, di dare delle  risposte  minime,
  logiche e concrete ai siciliani.
   Se   questo  non  faremo,  ritorno  all'inizio  del  mio  discorso
   vorremmo, ma non possiamo  e siccome c'è stato un tacito  accordo,
  facendo seguito all'intervento dell'onorevole Vinciullo di chiudere
  un  intervento con una citazione latina, credo che, se  il  Governo
  non  ragionerà  con  quest'Aula, faremo  delle  leggi  tamquam  non
  essent: come se non ci fossero.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro  che  gli
  interventi  sulla  discussione  generale  al  bilancio  saranno  un
  esercizio  di  oratoria per tutti i deputati,  perché  ritengo  che
  questo bilancio è già inficiato nelle premesse.
   Mi  ero  convinto,  nel  corso delle settimane,  nel  corso  degli
  interventi   in  Commissione  Bilancio,  che  la  copertura   della
  cosiddetta  compartecipazione al Fondo  sanitario  che  il  Governo
  nazionale  non voleva assolutamente assegnare alla Sicilia  era  un
  argomento   serio,  un  argomento  che  doveva  essere   preso   in
  considerazione anche dall'opposizione, con un intervento presso  il
  Governo nazionale affinché questi fondi venissero assegnati.
   Bene, immagino come tutti i colleghi dell'opposizione, considerati
  i  rapporti con il Governo nazionale, ho contattato gli Uffici  che
  si  occupano di quelli che sono poi gli atteggiamenti da tenere nei
  confronti  della  Regione e devo dire, signor Presidente,  lo  dico
  anche  all'assessore Armao, che a Roma mi hanno consegnato di  dire
  anche  in  quest'Aula che, certamente, quello che è stato previsto,
  non solo non è possibile, ma addirittura non è legittimo, perché le
  altre  Regioni che hanno avuto l'autorizzazione affinché  venissero
  utilizzati  i  Fondi  FAS  li possono e li  devono  utilizzare  per
  coprire   il   deficit   della   sanità,   non   per   coprire   la
  compartecipazione all'interno del bilancio regionale;  bene,  basta
  questa  premessa  per  dire che l'attenzione di  questa  Aula  deve
  essere  massima, si fa per dire signor Presidente, visto  che  aria
  tira,  c'è  aria di trasloco, ognuno va verso i luoghi di residenza
  per   organizzarsi  per  qualcosa  e  non  è  perchè  ci  sono   le
  amministrative, c'è ne qualcuna, forse l'unica di riferimento  sarà
  quella  della città del nostro capogruppo che è di Ragusa ma  dalle
  altre  parti  mi  pare che l'organizzazione debba  essere  per  una
  campagna elettorale, perché al di là di quello che oggi noi  faremo
  qui,  io ritengo che il Commissario dello Stato ha tutte le ragioni
  per  la  prima  volta nella storia, per impugnare questo  bilancio.
  Infatti,  se il Governo persiste ad assegnare i fondi  FAS  per  la
  compartecipazione dal 42 al 49 per cento,  i cosiddetti 600 milioni
  di  euro  è  chiaro  che il Commissario dello  Stato  non  può  non
  impugnare,  e voi, perchè noi lo stiamo dicendo qui, e voi,   tutti
  quelli  che  voterete questo bilancio, tutti quelli che  porteranno
  avanti questo disastro sarete i primi responsabili -  per la  prima
  volta  nella  storia di questo parlamento - affinché un Commissario
  dello Stato impugni il bilancio della regione.
     Naturalmente bisogna avere un po' di pazienza, affinché  le  mie
  parole  possano avere più o meno un fondamento. Io ne sono convinto
  sotto  il  profilo giuridico e di legittimità;  il Governo insiste,
  non  riesco  a capire come mai insista su questa manovra propinando
  anche una serie di argomentazioni che non stanno né in cielo né  in
  terra.   Rispetto a questo lei signor Presidente ha  vissuto,  come
  me,  la  fase  che ci ha visto protagonisti nella   II  Commissione
   bilancio', peraltro a parlare di nulla,  perché sembrava  che  era
  un  momento di serenità un momento in cui  il Parlamento, sia delle
  opposizioni  che della maggioranza, potevano dialogare ed  arrivare
  a  una  visione di un bilancio che poteva essere l'inizio  -   come
  molti dicono -  di una fase nuova.
   Signor  Presidente  avrà   notato che   nel  maxi  emendamento  al
  bilancio,  che  è  stato  depositato, che le voci più  corpose,  le
  voci più importanti, le voci che saranno impegnate da qui a qualche
  giorno  -  questo lo vedremo, a dire e a volere del  Governo,  sono
  quelle della cosiddetta informatizzazione, sono 60 milioni di  euro
  appostati in due capitoli di bilancio e siccome 60 milioni di  euro
  a  me non suonano bene le dico che, secondo me, suonano meglio  120
  miliardi  di lire, che questa Regione nel corso di questi  anni  di
  grande  riforme ha assegnato alla informatizzazione e alla  società
  che  doveva  poi,  appunto, dare una spinta maggiore  alla  Regione
  siciliana:   circa 300 miliardi delle vecchie lire, era  meglio  se
  stavamo  con  la  penna   e con la carta, invece  di  spendere  300
  miliardi  di lire e non avere informatizzazione di nulla,  peraltro
  con  una  serie di azioni che certamente non rispecchiano la  buona
  amministrazione,  perché ogni volta con questi  fondi  assegnati  a
   Sicilia  e  Servizi'  si  parte con i fondi  europei,  poi  quando
  l'Unione  Europea  o le commissioni vogliono intervenire  si  va  a
  marcia indietro, dicendo che i soldi non sono più della Commissione
  europea,  così  come stabilito, ma si prendono dal  bilancio  della
  Regione.
   Quindi,  anche per questo motivo non è che noi saremo complici  di
  questo atteggiamento che deve chiudere partite pregresse che  vanno
  dal  2009 al 2010 e nello stesso tempo la giunta, nei confronti  di
  questo  parlamento certamente non è stata molto  carina  ma  lo  ha
  fatto  lo  stesso,  tanto  non  so se poteva  intervenire  in  modo
  diverso,   piuttosto  che  escludere  la  fideiussione  di   questa
  benedetta  società, benedetta si fa per dire, benedetta  per  loro,
  per  i  soci  privati,  invece di  discutere la  fideiussione  cosa
  facciamo?  Diamo  63 milioni di euro chiudiamo una  partita  che  è
  quella  pregressa  del  2009 e del 2010  e  mettiamo  nell'atto  di
  transazione che tutti questi servizi che sono stati resi nel  corso
  degli  anni,  devono essere collaudati dalla società  entro  trenta
  giorni.
   Ma  la  cosa ancora più carina è che se la società non addivenisse
  al   collaudo  di tutte quelle forniture, tutte quelle  azioni,  ci
  penserà la Regione stessa, entro quarantacinque giorni.
   Parlando   con  il  più  giovane  iscritto  di  una   facoltà   di
  ingegneristica,  con una visione più chiara dell'informatica, mi si
  dice  che per collaudare quel  tipo di lavoro non basterebbero nove
  mesi.  Noi,  invece,  stiamo prevedendo  quarantacinque  giorni  al
  massimo.
   Questo è il modo di gestire le risorse del bilancio della Regione.
  Questo   è   il   modo   di   affrontare   situazioni   che   hanno
  dell'incredibile  ed io ritengo che noi non possiamo  assolutamente
  votare questo bilancio, quanto meno per queste due macroragioni. Se
  dobbiamo poi scendere nel dettaglio del bilancio certamente  quella
  che era l'ex tabella H sta ancora lì a gridare alle scandalo di una
  Regione che guarda più ai clienti che ai cittadini.
   Io  ritengo  di  fare una battaglia politica per i cittadini.  Chi
  ancora  vuole  continuare a fare dei clienti con il bilancio  della
  Regione si accomodi pure. Il mio voto certamente non lo avrà mai.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'eco  delle
  ultime  sillabe dell'intervento del collega Mancuso  mi  induce  ad
  iniziare  questa  mia  breve riflessione  che,  probabilmente,  non
  consumerà tutto il tempo a mia disposizione, partendo dal fatto che
  i  latini  ci suggerivano di ripetere, a volte, ma ci mettevano  in
  guardia dal perseverare. Dicevano:  repetita iuvant sed perseverare
  diabolicum  est .
   Il  perseverare nell'errore da parte di questo Governo, non so  se
  abbia  del diabolico, nel senso della consapevole scelta di errore,
  scorretta, oppure se è uno strumento per venire a dei risultati che
  altrimenti non sarebbe possibile conseguire.
   All'entrata, signor  Presidente, e diceva bene l'onorevole Mancuso
  quando  metteva in guardia sulla possibilità di una impugnativa  da
  parte  del  Commissario  dello Stato, noi troviamo  una  previsione
  ancora  una  volta  di 452 milioni 400 mila euro,  nel  2011,  alla
  categoria   Vendita di beni immobili ed affrancazione  di  canoni .
  Questa è una voce fasulla.
   Facendo  la fotografia a questa voce si può dichiarare il bilancio
   fasullo'.
   Prima   di  tutto  perché  in  ordine  all'appostazione  contabile
  relativa  alla  valorizzazione  dei  beni  immobili,  essa   sembra
  abnorme,  elevata, nonostante la decurtazione di quasi  il  50  per
  cento  del  valore stimato nel 2010, perché nel 2010 la  previsione
  era di 872 milioni, adesso 452 milioni, quindi meno 420. Ma siccome
  tra  il  2010  ed  il 2011 la voce è rimasta totalmente  intatta  è
  evidente che è una voce che bisognava modificare utilizzando questa
  previsione  in  entrata,  assolutamente priva   di  fondamento,  si
  produce  un bilancio falso. Fondato su una delle più cospicue  voci
  in entrate destituite di fondamento.
   Caro  collega  Mancuso,  facevi  bene  a  chiudere  la  tua  amara
  riflessione con la necessità di votare contro perché, in ogni caso,
  siamo  di  fronte  ad  un  bilancio  che  è  impostato  in  maniera
  sbagliata.  Peraltro,   la  connessione  tra  il  bilancio   e   la
  finanziaria  ha  completamente sfalsato le previsioni  che  avevamo
  insieme concordato in Commissione.
   Per  cui,  adesso, la finanziaria indurrebbe ad aggiornare  quello
  schema  che  uscì  dalla Commissione. E la finanziaria,  in  questo
  senso,  non  aiuta. Questo è un bilancio che non aiuta la  Sicilia,
  non  aiuta l'agricoltura,  penalizza anzi l'agricoltura, la fustiga
  e  frustra  gli  sforzi  che  stanno  facendo  gli  agricoltori  di
  adeguarsi a livelli di competizione fondati su vantaggi da parte di
  altre  regioni  e di altre parti del nostro Paese  in  ordine  alle
  possibilità di penetrazione nei settori commerciali.
   Così  come  è un bilancio che, insieme alla finanziaria, penalizza
  in  modo  incredibile gli enti locali. Non c'è una  politica  degli
  enti  locali  che  si  evinca, che si  possa  evincere,  da  queste
  previsioni, sia nel bilancio che nella finanziaria.
   Così  come  per il turismo, così come per il commercio, così  come
  per  la  politica  industriale.  Non  si  individua  un'anima;  c'è
  soltanto un tentativo di riprodurre errori, per quanto riguarda  le
  previsioni  formali,  e  saccheggi per quanto  riguarda  le  spese.
  Ancora una volta nella finanziaria riproposta a tradimento di  ogni
  tentativo  di  concordia,  già  in  Commissione  stabilito,   viene
  presentata  con  un  faldone' di introduzioni che, per  fortuna  il
  Presidente  dell'Assemblea ha scremato e ridotto, ma che nonostante
  la scrematura appunto per la velocità, la celerità e la quantità di
  norme  affastellate  e aggiunte - ricordo che  erano  256  i  commi
  riferiti  a  nuove leggi, aggiunti a quelli che già  avevamo  nella
  precedente  finanziaria,  una  cosa  mai  successa,  una  cosa  mai
  accaduta  -  e  infatti ci stiamo attrezzando a  correggere  queste
  impostazioni sbagliate.
   Signor   Presidente,  l'articolo  27  -  questa  nota  la   faccio
  formalmente  perché  è  rivolta  a  quella  sottolineatura  che  il
  Presidente  Cascio  poc'anzi faceva quando ha detto  che  alla  sua
  attività già svolta ne può seguire altra di approfondimento qualora
  fossero   forniti   elementi   congrui   per   esercitare    questo
  approfondimento - della finanziaria è un articolo che  deve  essere
  cassato,  che  non  è  legittimo. E non  è  legittimo  perchè  sono
  sbagliati  tutti  i  riferimenti normativi,  perché  l'articolo  fa
  riferimento ad alcune funzioni ed è citata una legge che  non  cita
  quelle funzioni. Ente per ente. Quindi noi abbiamo presentato degli
  emendamenti sull'ESA e su altri ma non regge l'articolo.
   Le  faccio un esempio. Cosa dice l'articolo 27? Dice che      sono
  assorbite le funzioni degli enti di cui all'articolo 5 della  legge
  5  agosto 1982, n. 88'. Vado a leggere l'articolo 5 e trovo che  il
  Presidente  della  Regione è autorizzato a costituire  Consorzi  di
  ricerca'  e  non  parla  di  quali, di  quali  funzioni,  di  quali
  finalità, genericamente. Ma i consorzi di ricerca sono tanti,  ogni
  consorzio  ha  un  suo filone, una sua specifica attività,  un  suo
  obiettivo.  Quindi, il riferimento dell'articolo  è  sbagliato.  E'
  sbagliato perché questo articolo è quello che autorizza in  origine
  il  Presidente  a costituire consorzi di ricerca ma non  entra  nel
  merito delle attività dei consorzi di ricerca, delle finalità, è un
  articolo sbagliato, è un riferimento sbagliato.
   Signor  Presidente  la  prego di girare al  Presidente  Cascio  la
  necessità  di  cassare  l'articolo 27,  deve  essere  assolutamente
  essere   cassato  perché  è  un articolo sbagliato.  Giuridicamente
  sbagliato,   con  riferimenti sbagliati  e,  quindi,  questa  è  la
  conseguenza dell'affastellamento di norme che, magari, derivano  da
  sollecitazioni  interessate dell'ultima ora ma che  ci  inducono  a
  ritenere  che,  se  il  proseguo  dell'attività  di  confronto  del
  dibattito  non  dovesse  indurre il  Governo  e  la  maggioranza  a
  modificare  questa impostazione, per noi non soltanto è  necessario
  additare  i  rischi e le conseguenze che sulla Sicilia, ancora  una
  volta, si abbattono a seguito di questa situazione finanziaria ma è
  necessario indicare, anche, la nostra posizione di avversione e  di
  contrasto con un voto contrario, negativo in modo netto e frontale.
   Voglio  anche dirle che è venuta meno, in questi mesi,  in  questi
  giorni,  la possibilità di un confronto perché, confrontarsi  negli
  ultimi  tre giorni, è assolutamente impossibile a fronte di  cinque
  mesi di totale indisponibilità al confronto.
   Gli  esercizi provvisori sono stati due, per quattro mesi,  e  noi
  non abbiamo ascoltato nessuna voce disponibile a confrontarsi.
   Fare  il  bilancio  è  una  cosa  importante  e  seria;  se  c'era
  l'intenzione di confrontarsi per uno strumento migliore,  già  alla
  fine di gennaio, signor Presidente, agli inizi di febbraio dovevamo
  confrontarci  sul  bilancio e sulla finanziaria, ma  presentare  la
  finanziaria   supplementare', oltre a  quella  già  in  Commissione
  esaminata a tre giorni dalla scadenza dei termini, è scandaloso.
   Non evidenzia alcuna capacità, evidenzia o malafede o incapacità.
   Non  è  possibile che gli ultimi tre giorni si venga a  presentare
  una nuova finanziaria, dopo cinque mesi di totale indisponibilità.
   Allora,  sia per metodo che per merito, il nostro voto è negativo,
  la  nostra  posizione è di grande preoccupazione e di denuncia  nei
  confronti,  ancora una volta, di una inadeguatezza e  insufficienza
  di  questo  Governo  e  di questa maggioranza  a  rappresentare  le
  soluzioni migliori per la Sicilia, al momento.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  ringrazio tutti i deputati intervenuti  per  le  diverse
  sfaccettature che hanno voluto analizzare, puntualizzare in  ordine
  al  complesso bilancio che l'Assemblea si appresta ad  esaminare  e
  auspicabilmente ad approvare.
   Il  bilancio  del 2011 è certamente, e lo abbiamo  già  più  volte
  sottolineato, un bilancio molto complesso, non voglio usare termini
  enfatici  ma,  probabilmente,  è  il  più  complesso  nella  storia
  dell'autonomia  poiché,  su  di  esso,  precipitano  una  serie  di
  questioni rimaste irrisolte nei precedenti esercizi di fronte ad un
  progressivo appesantimento degli oneri scaturenti dal trasferimento
  da  parte  dello Stato e senza il riconoscimento delle  prerogative
  sancite  dagli articoli 36 e 37 del nostro Statuto,  la  Regione  è
  una,  quindi  una  trasfusione negativa di oneri sul  bilancio  che
  riduce, sostanzialmente la disponibilità delle risorse finanziarie.
   Come vi ho detto in Commissione  bilancio' per i deputati che qui,
  oggi,  sono  presenti e che di quella Commissione  fanno  parte,  a
  conclusione    dell'esame    delle    risorse    destinate     alla
  compartecipazione al servizio sanitario, resta disponibile soltanto
  il 45 per cento del nostro bilancio, al netto anche delle spese per
  il  personale,  delle  spese per gli oneri  finanziari,  quindi,  i
  margini  di manovra sono strettissimi, e sono strettissimi anche  -
  ripeto  -  in relazione ad una serie di pesantezze che il bilancio,
  via,  via,  ha scaricato sugli esercizi successivi e  che  oggi  ci
  troviamo ad affrontare in termini complessivi.
   Parto  da una considerazione di scenario che è molto importante  e
  che  ci aiuterà ad analizzare puntualmente il documento finanziario
  nella sua articolata configurazione.
   Il  bilancio  di quest'anno, come tutti gli anni, nei sensi  della
  normativa  di contabilità di stato, sarà un bilancio triennale  ma,
  mi  permetto di osservare che questa triennalità, quest'anno, dovrà
  essere  letta in termini diacronici,   in termini sganciati da  una
  serie numerica evolutiva tradizionale,  perché nel 2011 abbiamo già
  in  avanzato  di definizione la trattativa con lo Stato  nazionale,
  nel  2011  si  definirà la trattativa con lo Stato sul  federalismo
  fiscale.
   E'  inesatto quello che diceva questa mattina l'onorevole De  Luca
  in  ordine  al fatto che ciò determinerà il trasferimento  di  nove
  miliardi  di  euro  di accise. Sarebbe più che auspicabile,  ed  io
  vorrei cogliere ed essere d'accordo con lui, ma purtroppo così  non
  può  essere  perché nove miliardi di euro di accise  postulerebbero
  che alla Sicilia venisse riconosciuto l'intero novero delle risorse
  scaturenti  dal  prodotto  raffinato  in  Sicilia,  mentre   invece
  auspicabilmente  e  compatibilmente con  la  normativa  vigente,  a
  livello  europeo,  in  materia di accise  può  essere  riconosciuto
  soltanto  il gettito connesso alla immissione in consumo  di  dette
  accise  e con la conseguenza che possiamo realisticamente auspicare
  che nel bilancio entrino circa un miliardo e 400 milioni di euro di
  risorse per accise  e saremmo riusciti ad ottenere, quanto meno, in
  termini di riconoscimento del principio, e stiamo negoziando  sulla
  quantificazione da parte dello Stato una retrocessione di una quota
  parte  delle accise raccolte dallo Stato e dalle altre regioni  per
  la immissione in consumo di prodotto raffinato in Sicilia.
      Si   tratterebbe  di  una  sorte  di  ristoro  delle  legittime
  aspettative di un territorio, ci sono qui presenti alcuni  deputati
  di  Gela,  che è una città che vive più di altre il peso di  questo
  servizio  all'intero Paese -  in qualche modo verrebbero  ristorate
  queste  aree -  sarebbero ristorate del pregiudizio, del sacrificio
  che fanno in termini ambientali, in termini climatici, in generale,
  per  la  pesante  attività  industriale che  viene  svolta  con  la
  raffinazione. Questa per una precisazione.
   Dicevo  questo  solo  per puntualizzare che l'esercizio  del  2012
  vedrà  una  configurazione  di  risorse  completamente  diversa  se
  pensiamo  che  l'applicazione dell'articolo 36 e  dell'articolo  37
  dello  Statuto   e di alcuni contemperamenti connessi  alle  accise
  dovrebbero  portare per noi, in bilancio, dieci miliardi  di  euro,
  per  lo Stato otto, otto e mezzo, stiamo trattando, auspicabilmente
  potremmo  orientarci su nove miliardi di nuove entrate, chiaramente
  connessi  anche a nuove funzioni e quindi, dire oggi come  sarà  il
  bilancio dell'anno prossimo è del tutto impossibile considerato che
  si  inserisce  non  solo  un terzo delle  risorse  complessive  del
  bilancio,  che oggi si attesta a 26 miliardi e mezzo, bilancio  che
  è  sottoposto all'esame, ma si tratterà di nove miliardi  di  spesa
  corrente  e pochissimo di investimenti quindi incide su una  parte,
  mentre  i 26 miliardi riguardano complessivamente la spesa corrente
  e  per  investimenti,  lì  dovrebbe riguardare  soltanto  la  spesa
  corrente.  Conseguentemente,  si  tratta  di  un  impatto  su   una
  situazione  economico-finanziaria, su una situazione  contabile  di
  grande momento e quindi vi invito a guardare la triennalità con una
  attenzione  a  questo  evento,   incerto  ormai  solo  per  qualche
  settimana,  con lo Stato,  e i viaggi sono stati più che  proficui,
  vorrei  rassicurare coloro che potrebbero pensare che  i  viaggi  a
  Roma  sono infruttuosi, sono stati più che proficui in questo senso
  per  ottenere da parte dello Stato non un piacere, non siamo andati
  con  il  cappello in mano, come alcune volte si sente tra queste  e
  qualche  altra  Amministrazione, ma siamo andati  lì  a  pretendere
  nell'interesse  di  tutto il Parlamento  siciliano  e  di  tutti  i
  siciliani la piena attuazione delle prerogative dello Statuto.
   Un'altra conseguenza, a me duole molto, da siciliano e da  attento
  analista  delle questioni che riguardano l'autonomia,  pensare  che
  si  invochi  in  questa  sala l'impugnativa del  Commissario  dello
  Stato.
   Io  chiedo a tutti un recupero della fedeltà allo Statuto e  della
  difesa  delle  prerogative siciliane, la difesa  e  le  prerogative
  dell'Assemblea,  la difesa e le prerogative del  Governo  siciliano
  sono  un patrimonio di tutti e che tutti insieme dobbiamo difendere
  prima  di qualsiasi divisione politica, governativa, di maggioranza
  e   di  minoranza,  le  prerogative  della  Regione  non  sono   le
  prerogative  solo  di questo Parlamento, sono  le  prerogative  dei
  siciliani e come tale credo che riusciamo ad essere coerenti con  i
   padri' dello Statuto e con l'eredità che ci hanno lasciato solo se
  difendiamo  le istituzioni democratiche della nostra Regione  prima
  di  qualsiasi  appartenenza politica o di qualsiasi  opinione,  pur
  legittima,  di  fronte  a documenti contabili  che,  come  qualcuno
  ricordava,  sono argomenti ostinati, c'è poco da far discussione  o
  da fare querelle su numeri che hanno la loro razionalità.
   Il  ministro  Tremonti,  qualche settimana  fa,  ha  enunciato  un
  principio, condivisibile nella congiuntura che viviamo:   I  numeri
  vengono prima della politica .
   Questo principio è di grande rispetto per la politica ma anche  di
  grande  rispetto  dei valori e delle questioni  che  sono  oggi  in
  gioco.
   Oggi   la   stabilità  dell'Europa  ed  all'interno   dell'Europa,
  dell'Italia e della nostra Regione sono valori imprescindibili  che
  non possono, in alcun modo, essere messi in gioco, essere messi  in
  discussione,   in   una   prospettiva  di   soddisfare   questo   o
  quell'interesse.
   L'interesse prioritario è la stabilità dei conti, la stabilità dei
  numeri,  il  rigore di una manovra che ha cercato di  introdurre  e
  cerca  di  introdurre, per quanto possibile - e voi che  avete  più
  esperienza di me, sapete bene quanto sia difficile - introdurre  in
  questa  Regione elementi di risanamento, di inversione di  tendenza
  senza perdere di vista quello che dobbiamo avere come stella cometa
  che orienta il nostro cammino, cioè lo sviluppo della Sicilia.
   Una  manovra  che  conseguisse  il risanamento  pieno  dei  conti,
  purtroppo, in difficoltà, della nostra Regione ma che non  puntasse
  allo sviluppo sarebbe una manovra suicida di una classe dirigente e
  sarebbe una manovra non ben accetta dai siciliani.
   Dobbiamo nel contempo, come aggiustare un motore acceso - ecco, la
  difficoltà  di operare in questa condizione - dobbiamo  risanare  e
  puntare allo sviluppo.
   Si  è cercato, pertanto, di contenere le spese, credo sia fuor  di
  dubbio  che  la manovra contenga le spese di tutti gli assessorati,
  l'onorevole  Vinciullo nel suo intervento si lamentava dello  stato
  della  spesa della rubrica dell'assessore Piraino, purtroppo questo
  come  altri  Assessorati hanno subìto una forte  contrazione  delle
  spese  ma  non per spostarla in questa o in quella spesa dissennata
  ma per risanare i conti della Regione.
   Questo   è   un  impegno  che  dobbiamo  mantenere,  che  dobbiamo
  condividere,  consci come siamo che la stabilità è  un  valore  che
  prescinde  le  appartenenze politiche, che prescinde le  scelte  di
  questa maggioranza o dell'opposizione.
   Per quanto concerne poi il tema dei FAS, opportunamente richiamato
  da  ultimo  dall'onorevole Leontini - e farò anche  riferimento  al
  tema delle cessioni immobiliari.
   Sul  tema  dei  FAS,  faccio un appello  a  tutti  i  parlamentari
  affinché  difendano  le prerogative della Regione,  dei  siciliani,
  prima di qualsiasi altra fedeltà.
   Che  i  FAS siano dati alla Sicilia è interesse di tutti. Non  c'è
  qualcuno che abbia più interesse di altri, voglio crederlo, che  la
  Sicilia abbia dei FAS rispetto ad altri che possono pensare di  non
  farglieli dare o non riconoscerne e ripeterne l'esigenza.
   Altre  regioni, penso al Lazio, alla Campania, hanno  avuto  -  lo
  diceva l'onorevole Mancuso e lo richiamo nella sua citazione  -  il
  FAS per turare un  pertugio', per turare un buco.
   Noi  stiamo  chiedendo  di  utilizzare,  con  una  norma  prevista
  dall'ordinamento giuridico, di  turare' una situazione  finanziaria
  di   difficoltà,  di  compartecipazione  che  ci  stiamo  assumendo
  nonostante la norma del 2006 non sia più in vigore.
   Ebbene, nonostante non ci sia, oggi, un dato certo, giuridicamente
  univoco  che individui nel 42,9 per cento la Sicilia sta  assumendo
  l'onere  di  questa compartecipazione ma lo fa avvalendosi  di  una
  norma   prevista   per   tutte  le  regioni   che   ne   richiedono
  l'applicazione.
   Ripeto, non per turare un buco ma per coprire la spesa relativa  a
  mutui,  mutuo  costituito attraverso lo Stato, acceso attraverso  i
  meccanismi predisposti dal Ministero dell'economia, pertanto in una
  posizione di risanamento già avviata.
   Non si tratta di prendere i soldi e buttarli in un buco di cui non
  si conosce la dimensione ma si tratta di coprire un risanamento che
  è in corso.
   Noi  abbiamo  chiesto che il FAS accompagni questo risanamento  in
  corso, che è stato riconosciuto dallo Stato,  tant'è che sul  piano
  finanziario ha previsto l'accensione del mutuo.
   E' evidente che se avessimo chiesto di accendere un mutuo per fare
  feste  per  il 15 maggio, non credo che il Ministero per l'economia
  ci  avrebbe  mai  assentito ancorché la finalità  sarebbe  più  che
  nobile,  non  ci  avrebbe mai assentito questo  tipo  di  beneficio
  finanziario.
   Il  mutuo  è stato, invece, assentito per un processo virtuoso  di
  risanamento  che, comprendo che non tutti condividano,  ha  qualche
  perplessità  dentro  quest'Aula e  che  tuttavia  il  Ministero  ha
  riconosciuto come un percorso virtuoso già avviato.
   Quindi,  per  quanto riguarda i FAS - ripeto - voglio credere  che
  tutti ne difendano l'appartenenza alla Sicilia. Si tratta di vedere
  come  spenderli e spenderli al meglio e non credo che su questo  ci
  si  possa scontrare ma, a limite, confrontare. Ma che i FAS vengano
  utilizzati  in  Sicilia per finalità analoghe a  quelle  che  hanno
  avuto  nelle altre Regioni, non credo che possa essere revocato  in
  dubbio.
   Altra questione riguarda le delibere CIPE che l'onorevole De  Luca
  ha  voluto  richiamare. Su questo punto mi permetto  di  richiamare
  quanto  sancito  dal punto 10) della delibera n. 1 dell'11  gennaio
  2011  -  i  numeri per chi crede alla cabala, in questo caso,  sono
  anche singolari - nel senso che il punto 10) di quella delibera non
  toglie  alle Regioni sottoposte al Piano del sud e che hanno  avuto
  un  PAR FAS già assentito con delibera CIPE, non tolgono le risorse
  alle  Regioni del sud, ma ne determinano una codecisione in  ordine
  all'utilizzo.
   Quindi,  fermo restano che noi abbiamo un PAR FAS che è già  stato
  approvato, con un Comitato di sorveglianza - tenete conto che si  è
  tenuto  nel  marzo scorso, quindi, lo Stato ha messo in  uscita  le
  risorse  che abbiamo utilizzato e la Corte dei Conti ha  parificato
  bilanci che prevedevano l'utilizzo del FAS, siamo in una situazione
  di  assoluta  linearità  -  il  tema  è  che  dovremmo  per  alcune
  questioni,   come  per  esempio  quello  delle  risorse   liberate,
  concordare insieme allo Stato una serie di scelte su grandi opere e
  chi  più  di  noi,  e il Presidente della Regione  Lombardo  lo  ha
  precisato in occasione della visita del Commissario Hahn a  Palermo
  accompagnato dal ministro Fitto, certamente dovremmo concordare  su
  alcune scelte.
   Fermo   restando  che,  e  colgo  l'occasione,  spero  che   tutta
  l'Assemblea   condivida   questa  posizione,   non   possiamo   non
  sottolineare che la perequazione infrastrutturale in questo momento
  nel  nostro Paese è un tema tabù, è un tema che è stato  messo  nel
  cassetto  e che nessuno vuole affrontare. Sotto le mentite  spoglie
  del fatto che nel Sud si spendano male i soldi, si stanno togliendo
  risorse fondamentali per consentire l'eguaglianza nel nostro Paese.
  I  siciliani come  cittadini del Mezzogiorno  sono cittadini al  60
  per  cento  perché hanno un PIL 60 per cento in meno del resto  del
  Paese  e  perché  hanno  infrastrutture che sono  attestate  ad  un
  livello  medio al di sotto del 40 per cento rispetto a  quello  del
  resto del Paese.
   Ebbene,  su  questo si continua a dire  al Sud non si  spendono  i
  soldi  del FAS o i soldi dei Fondi europei . Ma voi sapete  che  la
  Palermo-Catania, alta capacità, laddove riuscissimo  a  finanziarla
  integralmente con il PO FESR, assorbirebbe da sola più di un  terzo
  del  PO  FESR?  E noi vogliamo agganciarla il resto del  Paese  sul
  piano delle infrastrutture soltanto con il PO FESR? Non arriveremmo
  da  nessuna parte  E' necessario un piano serio di investimenti. Se
  lo  Stato  pensa che le Regioni non lo facciano bene li  faccia  lo
  Stato, ma li faccia destinato  al Mezzogiorno.
   Vi  do  un dato, sono dati Svimez: nel 2004  lo Stato italiano  ha
  investito   lo  0,3  per  cento  del  PIL  in  infrastrutture   del
  Mezzogiorno; nel 2009 questo 0,3 è sceso allo 0,1. C'era un impegno
  del  Governo  a  mettere lo 0,4 come vincolo  per  la  perequazione
  infrastrutturale nel decreto attuativo dell'articolo 16 della legge
  n.  42  ,  questa percentuale è completamente saltata. E,'  quindi,
  questo  un  tema che dobbiamo avere comunque davanti  in  relazione
  alla delibera CIPE che è stata richiamata.
   Per  quanto  riguarda  i beni immobili, tema  che  quest'Assemblea
  conosce  bene,  poiché  non è il primo anno che  vengono  appostati
  appoggi finanziari di rilievo sulla dismissione patrimoniale  della
  Regione per costituire la massa in entrata.
   Ebbene,   con  riguardo  a  questo  profilo  che  è  fondamentale,
  l'intendimento dell'amministrazione, che come voi sapete ha avviato
  una  serie di verifiche interne su talune questioni che sono  state
  evidenziate  anche dai media nazionali, è di procedere direttamente
  da parte dell'amministrazione, alle dismissioni patrimoniali.
   Abbiamo  un  patrimonio molto importante che andrà  valorizzato  e
  venduto,  senza  queste valorizzazioni è molto  difficile  fare  il
  Bilancio. E siccome si tratta di una previsione realistica  che  da
  qui  a fine anno si può ragionevolmente e con la collaborazione  di
  tutti,  e  in questo non mi sottraggo all'impegno di tenere  aperto
  anche  dopo  l'approvazione del Bilancio  e  della  Finanziaria  il
  dialogo con l'Assemblea su questi temi. Il Presidente Savona sa che
  più  volte,  ogni qual volta mi è stato chiesto di intervenire,  ho
  dato  la  piena  ed  assoluta  disponibilità  a  dialogare  con  la
  Commissione Bilancio sulle questioni riguardanti il bilancio.
   Un  riferimento poi agli articoli cari all'onorevole De Luca della
  nostra  Finanziaria  del 2010 riguardanti la situazione  economico-
  finanziaria degli enti.
   Su  questo  abbiamo  svolto  con il  Dipartimento  un'attività  di
  sollecitazione nei confronti degli enti che hanno con  alcuni  dati
  che ho evidenziato nella nota che ho presentato al Presidente della
  Commissione   Bilancio   essere  dati   parziali   che   contengono
  incongruenze,  che quindi possono ritenersi addirittura  fuorvianti
  in alcuni casi, abbiamo richiesto precisazioni, abbiamo sollecitato
  i  Dipartimenti, si tratta di un'azione ciclopica per la dimensione
  dei  soggetti  interessati,  quindi nessun  intendimento  da  parte
  dell'Assessorato  di sottrarsi a questo impegno  di  legge.  E'  un
  percorso,  come  tutte le cose va letto, è una  manovra  opportuna,
  giusta, corretta, perché consente di guardare al cosiddetto settore
  pubblico allargato, ma come tutti i percorsi di risanamento non  va
  interpretato, né va applicato in modo traumatico.
   Va  avviato  un percorso che quest'anno già abbiamo cominciato  ad
  avviare,  sorgerà un opportuno confronto in Commissione   Bilancio
  su  questi temi, ma è evidente che se fermiamo il bilancio  fino  a
  quando non avremo risultanze di tutti gli enti siciliani, rischiamo
  questo bilancio di non averlo mai.
   Quindi, tutti i documenti in possesso dell'Assessorato sono  stati
  prontamente  depositati, in questo senso  rimane  la  nostra  piena
  disponibilità  e  il  sollecito a tutti gli  enti  affinché  questi
  provvedano  tempestivamente, anche attraverso nomine commissariali,
  a rispettare una legge e una norma che il Parlamento ha voluto, che
  è  una  norma che vincola il Governo, ma vincola anche e  parimenti
  gli enti coinvolti.
   Per  il  resto,  mi  dispiace  avere  registrato,  soprattutto  da
  deputati con i quali ho un personale rapporto di stima, che ci  sia
  stato  un  intendimento da parte nostra come  Governo  di  truffare
  chicchessia. Questa espressione chiaramente è sfuggita perché lungi
  dal  riguardare qualsiasi tipo di rapporto che può intercorrere tra
  il  Governo  e  l'Assemblea e personalmente tra  i  componenti  del
  Governo e l'Assemblea.
   E'  evidente che il Governo non può pensare e non intende  pensare
  di proporre una Finanziaria che sia striminzita come quella passata
  in  Commissione. Quella passata in Commissione ha rappresentato una
  base  su  cui  stiamo costruendo una manovra di  risanamento  e  di
  sviluppo  che  apparterrà non al Governo, ma  all'intera  Assemblea
  nella  consapevolezza che occorre voltare pagina,  occorre  avviare
  quel  percorso  di risanamento che consentirà alla Sicilia  di  non
  essere  messa nelle condizioni di pretendere un federalismo fiscale
  con il cappello in mano, ma pretendere un federalismo fiscale con i
  conti e le carte in regola.
   Solo  così possiamo rendere onore all'eredità del nostro  Statuto,
  solo  così  possiamo  rendere competitiva  la  Sicilia  nel  futuro
  scenario  di un Paese che con questo federalismo rischia di  essere
  competitivo  e  non sempre nel migliore dei modi. In questo  senso,
  chiedo  all'Assemblea  di  avviare il  percorso  di  analisi  delle
  singoli voci del Bilancio.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, credo sia d'obbligo  chiedere  venti
  minuti di sospensione.

   PRESIDENTE.   Prima  della  sospensione,  onorevole   Mancuso,   a
  proposito della questione sospensiva ex articolo 101, comma 2,  che
  h stata presentata, devo rappresentare che già questa Presidenza si
  era  espressa  in maniera contraria alla richiesta avanzata  questa
  mattina  per il ritorno in Commissione. Del resto, però, in  questa
  situazione  di  bilancio in cui l'Assemblea si è  trovata  con  una
  scadenza  così  ravvicinata, e non certo per colpa  dell'Assemblea,
  all'approvazione  della  manovra  stessa,  io   ritengo   che   sia
  improcedibile. Pur tuttavia, ci sarà tempo da qui a domani,  perché
  il  Governo  ha tutto il tempo per rispondere anche ai quesiti  che
  giustamente  sono stati avanzati nella questione di  sospensiva  e,
  quindi,  ha anche l'obbligo il Governo di dare una risposta chiara.
  Dopodiché, la seduta sarà sospesa per venti minuti.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  innanzitutto per dichiarare di voler apporre la mia firma  a  tutti
  gli  emendamenti  presentati dall'onorevole  De  Luca.  In  secondo
  luogo,  signor  Presidente, lei è stato  non so  se  utilizzare  la
  parola  chiaro, comunque forse è stato troppo chiaro, però mi  deve
  spiegare se io posso utilizzare il Regolamento oppure no. Se lei mi
  indica,  non  il  Governo,  lei  mi  deve  indicare  se  io   posso
  utilizzare  il Regolamento oppure no. Se non lo posso utilizzare io
  non  lo  utilizzo  così come non lo utilizzeranno  neanche  i  miei
  colleghi, se lo posso utilizzare lo utilizzo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, la Presidenza è stata  chiara  pur
  nelle  difficoltà che siamo costretti a vivere lei come me  e  come
  tutti  i  90 parlamentari. Io l'ho pregata di voler comprendere  le
  ragioni della Presidenza a fronte di una tempistica e di un obbligo
  che  discende dalla legge, come lei ben sa, e cioè di approvare  la
  manovra finanziaria entro il 30 aprile. Pur tuttavia, la Presidenza
  ha  detto che se ci sono ragioni di approfondimento, queste ragioni
  e  richieste di approfondimento debbono essere esaudite dal Governo
  e ci sarà il tempo da qui a domani per vedere di avere una risposta
  chiara in merito ai quesiti posti.

   MANCUSO. Non ho capito, ma mi adeguo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per 20 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.13, è ripresa alle ore 20.41)

               Assume la Presidenza il Presidente Cascio

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non so perché  i
  lavori dell'Aula si sono interrotti per oltre tre ore ma credo  che
  bisogna  chiarire  volta per tutte, per quanto mi  riguarda,   come
  stanno  le  cose.  Avevo accolto il suo invito a collaborare  e  ho
  spiegato  anche  in che termini ero disponibile  a  farlo  ma  ora,
  signor  Presidente,  devo, purtroppo, manifestarle  il  mio  totale
  disappunto   per  questa situazione che si sta creando,  anzi,  per
  queste  tre  ore  di  attesa inutile e le devo  confermare  che  il
  sottoscritto  emendamenti non ne ritira,  anzi,  vuole,  da  questo
  punto  di  vista,   accettare quello che il Governo  vuole  fare  e
  quello che il Governo comunque intende fare rispetto alle norme che
  lei  ha  ritenuto di stralciare e, anche su questo, quando sarà  il
  momento, mi riserverò di fare le mie valutazioni.
   Voglio  dirlo per un motivo semplice: non so se in queste ore   si
  tenterà  la classica sintesi come l'ha definita lei e come  l'hanno
  definita  i  giornali  ma questa sintesi  non so su cosa  si  debba
  fare nel senso che non credo che, a questo punto, ci possa essere o
  ci  possano essere elementi di trattativa di bassa cucina.  Qua  ci
  sono  ormai delle tematiche e, allora, il ragionamento, per  quanto
  mi  riguarda, è questo: o il Governo decide di cambiare  strategia,
  per  l'ennesima  volta - d'altronde, siamo alla  settima  o  ottava
  strategia che viene manifestata in Commissione Bilancio e in Aula -
  oppure  -  qua   c'è  l'assessore  Armao  presente  -  conferma  la
  strategia di voler riformare un sistema e il Parlamento, per quanto
  mi  riguarda,  accetta la sfida e va avanti e lo fa avanti  secondo
  quelli che sono gli emendamenti presentati, non solo al bilancio ma
  soprattutto  alla  finanziaria perché abbiamo ed ho  accolto,  come
  Sicilia  Vera,  questa sollecitazione che il Governo  ha  fatto  su
  tutta una serie di tematiche.
   Certamente; ci dobbiamo mettere d'accordo su una serie di  aspetti
  perché,  da  un  lato, il Governo individua delle  nuove  fonti  di
  finanziamento  che  lei  ha ritenuto di  lasciare  in  vigore   nel
  maxiemendamento  presentato e, dall'altro,  signor  Presidente,  ne
  parleremo  poi comma per comma, articolo per articolo, porrò  delle
  semplici questioni che riguardano le coperture finanziarie.
   Perché?
   Faccio un esempio per tutti. Noi, dalla relazione parziale che già
  ci  è pervenuta, sul comma secondo, dell'articolo 14, ci ritroviamo
  con  situazioni  riferite  alle ASI, per  esempio,  che  hanno  una
  esposizione  debitoria ben precisa e una situazione patrimoniale  e
  creditoria ben precisa che fondamentalmente si compensano.
   Allora, mi domando e domando a questa Aula:  se io ho previsto  di
  vendere  i  beni delle ASI o degli Istituti autonomi case popolari,
  desidero  capire i debiti che rimangono in piedi perché sono  ormai
  dati ufficiali e li potremo ora valutare uno per uno, questi debiti
  dove vanno a finire?
   Quindi,  pur  accettando quella che è la  linea  del  Governo,  il
  Governo  ci dovrà dire come questa situazione debitoria   si  dovrà
  gestire.
   Rispetto  a  questo,  signor Presidente, rivolgo  anche  l'invito,
  considerata l'ora, di evitare, visto che siamo rimasti  tre  ore  e
  mezzo  ad  aspettare non si sa che cosa, non si sa quale stanza  di
  compensazione è stata aperta ma, al di là di questo, credo che  non
  sia  più  il caso, signor Presidente, a quest'ora, di continuare  i
  lavori d'Aula.
   Certamente, questo -  lo voglio sottolineare -  non è un  problema
  che  riguarda  il  sottoscritto perché se lei  vuole  continuare  e
  naturalmente vuole andare avanti per tutta la notte,   sono  pronto
  qua  a discutere, emendamento per emendamento, intanto, il bilancio
  e   poi   vedremo  quali  saranno  le  risultanze  per  l'eventuale
  finanziaria,se ci saranno le condizioni di discuterla.
   Lascio  in  piedi tutti gli emendamenti e  le confermo quelle  che
  sono  le  mie valutazioni e perplessità espresse perché l'assessore
  Armao  è  stato cortese, ha cercato di rispondere ad una  serie  di
  rilievi  ma  voglio solo, concludendo il mio intervento,  ricordare
  all'assessore Armao che il FAS 2007-2013, a seguito della  delibera
  del  CIPE  n. 1 del 2011, è stato ridotto a tre miliardi e seicento
  milioni circa che è stato già utilizzato.
   Poi,  si dovrà discutere anche il FAS del 2009 e del 2010, per  un
  importo,  poi  si vedrà l'utilizzo cosa significa, assessore,  però
  l'abbiamo  utilizzato per bilanciare il bilancio  del  2009  e  del
  2010,  per  un  importo che si aggira a circa  un  miliardo  e  600
  milioni;  potremmo  vedere le cifre una per una, quindi,  significa
  che cosa?
   Significa  che  quell'emendamento  che  è  stato  predisposto  per
  coprire  il buco della sanità che comunque afferisce - e  concludo,
  signor Presidente - all'utilizzo del FAS per il 2011, 2012 e  2013,
  600  milioni  di  euro  l'anno per tre fa un miliardo  e  ottocento
  milioni.  Un  miliardo  e ottocento milioni  e  a  questo  dobbiamo
  aggiungere  circa  un  miliardo e seicento  milioni   che  è  stato
  utilizzato  nel 2009 e nel 2010; ci ritroviamo, ormai, assessore  -
  questa  è  la  mia amarezza e il mio disappunto -  ad  avere  quasi
  utilizzato  -  quasi   perché  poi  c'è  anche  la  copertura   dei
  lavoratori  della forestale e altre voci ancora  sul  FAS,  pur  se
  prevedete  l'attivazione di un mutuo e, quindi,  rispetto  a  tutte
  queste criticità, assessore - ci ritroviamo oggi, se queste sono le
  prospettive-  e  lo dobbiamo dire una volta per tutte  -  ad  avere
  destinato  il  FAS  di cui poi discuteremo anche  della  titolarità
  perché la delibera n. 1 del 2011 dice, al punto 10, quello che  lei
  ha sollevato ma dice anche tante altre cose.
   Concludo,  signor Presidente, chiedendo formalmente che  i  lavori
  riprendano  domani  e  che, soprattutto,  riprendano  partendo  dal
  presupposto  che queste proposte che sono state finora  prospettate
  dal  Governo  non  sono  assolutamente praticabili  né  per  quanto
  riguarda l'utilizzo del FAS né per quanto riguarda alcune soluzioni
  che  mi  permetto  di definire - l'assessore non  me  ne  voglia  -
  fantasiose che, naturalmente, al di là di quelli che sono  stati  i
  ragionamenti  sul  Commissario dello Stato  sì  o  meno,  non  sono
  comunque  situazioni  che  possono  diventare  norme  a  tutti  gli
  effetti, norme finanziarie e, quindi, elementi che possono  reggere
  questo  bilancio  che  parte  male e  si  concluderà,  secondo  me,
  malissimo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  desideravo  da  parte sua, signor Presidente, sapere  come  intende
  procedere questa sera con i lavori: se intende sospendere i lavori,
  come  mi  sembra di capire che sarà formulato con la richiesta  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari oppure se vogliamo  procedere,
  partendo dall'esame del maxiemendamento, il 3367.
   Innanzitutto,   vorrei  capire  perché  partiamo  dall'esame   del
  maxiemendamento  3367, anche perché lo stesso non è  stato  firmato
  dall'onorevole  Savona in qualità di Presidente  della  Commissione
  Bilancio e non è stato mai discusso in Commissione Bilancio. E' una
  proposta  fatta da un deputato e, quindi, non si capisce il  motivo
  per  il  quale alla base della sua decisione dovremmo  partire  con
  questa  tabella.  Prima dovremmo discutere  con  i  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari perché si parte con questa tabella  e  poi  la
  volevo informare che non è assolutamente vero quello che ci è stato
  detto da chi ha formulato questa tabella, cioè che si tratta di una
  riduzione del dieci per cento per tutti; non è assolutamente  vero.
  E'  una grande menzogna perché ci sono contributi che aumentano del
  cento  per  cento  e ci sono contributi invece che vengono  ridotti
  all'osso.
   Glielo  dimostro: l'anno scorso, per gli oratori religiosi,  nella
  nostra  Regione, sono stati stanziati 500 mila euro. Questo Governo
  poi queste somme, anziché destinarle all'educazione dei ragazzi  in
  difficoltà  e all'educazione dei ragazzi bisognosi, ha  pensato  di
  destinarle  a spettacoli. Quest'anno, questo capitolo da  500  mila
  euro  scende a 125. Quindi, se ci fa caso, non è vero che  c'è  una
  riduzione  del  dieci per cento; non è assolutamente  vero  che  in
  questo  modo  se ha qualcosa da dire poi viene e la dice, da quando
  l'opposizione  è  diventata maggioranza, dopo che  hanno  perso  le
  elezioni  e  che,  di  colpo,  sono  diventati  maggioranza,   sono
  diventati i cani di guardia di Lombardo.
   Qui  nessuno  può  venire a dire la verità  perché  hanno  trovato
  sempre  qualche cosa da dire. Dovete leggere le carte. Deve leggere
  le  carte  anziché venire in Aula a gridare scioccamente; legga  le
  carte.
   L'altro  provvedimento  riguarda il disegno  di  legge  contro  la
  violenza alle donne. L'anno scorso, erano stati stanziati 500  mila
  euro  e  non  è  stata spesa nemmeno una lira perché  anche  quelle
  somme,  anziché andare alle donne vittime di violenza,  sono  state
  trasformate  in spettacoli e sono state trasformate in  consulenza.
  Quest'anno, quella somma scende a 175 mila euro, di molto inferiore
  a  quella  stanziata l'anno scorso. Quindi, questo dieci per  cento
  tanto sbandierato non è assolutamente reale.
   E  mi limito a fare solo ed esclusivamente ragionamenti per quanto
  riguarda  somme in diminuzione. Potrei farlo anche  per  quelle  in
  aumento e dimostrare che su alcuni capitoli - che sono a tutti noti
  - abbiamo avuto aumenti del cento per cento. Gli aumenti sono stati
  raddoppiati.
   Signor  Presidente,  prima  che quest'Aula  si  trasformi  in  una
  bolgia,  prima che in quest'Aula diventi insopportabile il  livello
  di  intervento  dei  deputati, la invito  a  fare  ritirare  questo
  maxiemendamento e comunque a passare l'esame del maxiemendamento  e
  degli emendamenti uno per uno, come è giusto che sia.

   Discussione del disegno di legge «Bilancio  di  previsione  della
     Regione  siciliana  per  l'anno  finanziario  2011 e bilancio
    pluriennale per il triennio 2011-2013» (630-630 bis-630 ter-630
                               quater/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima di  dare  la  parola  agli
  onorevoli che me lo hanno chiesto, illustro come si andrà avanti.
   Si  passa all'esame del bilancio di previsione annuale per il 2011
  (disegno di legge numeri 630 -630 bis - 630 ter - 630 quater/A).
   Do lettura dell'articolo 1:

                                Art. 1.
                   Stato di previsione dell'entrata

   1.   L'ammontare  delle  entrate  che  si  prevede  di  accertare,
  riscuotere   e  versare  nelle  casse  della  Regione  per   l'anno
  finanziario 2011 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di  ogni
  altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata
  (tabella A) .

   Si  sospende la discussione per passare all'esame della Tabella  A
  del bilancio annuale.
   Avverto che l'approvazione delle unità previsionali di base  della
  Entrata  e dell'articolo 1 avverrà facendo salve le modifiche  agli
  stessi, conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
   Si  passa  all'esame  dello  Stato di  previsione  dell'Entrata  -
  Tabella A - Avanzo finanziario presunto.
   Avverto  che si procederà a votare le UPB dell'Entrata secondo  le
  Amministrazioni competenti ed il titolo.
   Si  passa  all'Economia: Entrate correnti, in conto  capitale  per
  accensione di prestiti dalla UPB 4.3.1.1.1. alla UPB 4.2.3.8.3.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare, signor Presidente, perché, come è a sua conoscenza, esiste
  un  maxiemendamento che porta come primo firmatario, ma oserei dire
  come  unico  firmatario, il Presidente della  Commissione  Bilancio
  che, sostanzialmente, è una sorta di provvedimento omnibus.
   In  quel  maxiemendamento è prevista una spesa di circa 40 milioni
  di  euro,  centesimo in più, centesimo in meno, ed è un emendamento
  che elargisce delle somme a favore di una serie di enti e devo dire
  subito,  signor  Presidente, per sgomberare il campo  da  qualunque
  equivoco   e  da  qualunque  speculazione  anche  demagogica   che,
  all'interno  di  quell'emendamento, vi  sono  delle  spese  che  ci
  sentiamo di sottoscrivere, spese che riguardano sistemi, come,  per
  esempio,  lo  sport,   la salute;  mi riferisco  all'emendamento  a
  favore  dei sordomuti, dei non vedenti, delle associazioni come  la
  Elen  Keller,   delle associazioni benemerite  che,  nel  corso  di
  questi  anni, hanno, certamente, dato importanza e lustro a  questa
  Regione ma, a fronte di questo specchietto delle allodole,  di  una
  sorta di specchietto delle allodole, vi sono una serie di spese che
  noi, francamente, non riusciamo a comprendere.
   Abbiamo appreso, nel corso di un confronto informale, che  vi  era
  stato  un  accordo in virtù del quale tutte le somme,  proprio  per
  quella  necessità che ha avvertito il Governo di ridurre la  spesa,
  ci  trovavamo  di fronte a un bilancio che è definito  dal  Governo
  regionale  di   lacrime e sangue ; non lo dice lei,  Assessore,  lo
  dice  chi  per  lei,  lo dice la maggioranza  che  sostiene  questo
  Governo, lo ha detto anche il Governatore, non in quest'Aula.
   Signor  Presidente,  ci stiamo anche meravigliando del fatto  che,
  mentre  si  discute,  Assessori, si  discute  qui  la  manovra  più
  importante  della  Regione siciliana - penso che  il  bilancio  sia
  l'atto fondamentale, la finanziaria altrettanto se non di più - qui
  non vediamo la presenza del Governatore. Non so quante altre volte,
  nel  corso di questi ultimi anni, di questi ultimi 60 anni, sia mai
  successo,  signor  Presidente,  che il  Governatore  della  Regione
  siciliana  non  partecipi  ai  lavori  che  dovranno  poi  portarci
  all'approvazione del bilancio e della finanziaria.
   Credo  che  lei,  signor Presidente, debba chiedere  che  l'intero
  Parlamento siciliano debba chiedere al Governatore il motivo per il
  quale  non  è  qui in Aula e invitarlo a partecipare ai  lavori  di
  quest'Aula  in un momento delicato - dico particolarmente  delicato
  per la nostra Regione- e non solo per i fatti giudiziari che stanno
  funestando  questa  legislatura ma  anche  perché  ritengo  che  il
  Governatore  abbia l'obbligo, prima ancora morale che politico,  di
  partecipare   ai  lavori  e  di  dare  il  pensiero  del   Governo.
  Addirittura,  noi  stiamo assistendo ad una  manovra  presentata  e
  proposta all'approvazione dell'Assemblea regionale siciliana  senza
  che via sia la firma del Presidente della Regione, che forse magari
  interverrà successivamente per approvare, disapprovare o correggere
  quello che ha detto l'assessore Armao.
   Io ritengo che questo non sia giusto, e se la Tabella che porta la
  firma  del Presidente della II Commissione contiene degli  elementi
  che  noi  vogliamo  definire,  senza usare  un  termine  eccessivo,
  preoccupanti per la Sicilia, chiedo che venga ritirata,  che  venga
  portata all'attenzione delle forze politiche perché si vada  avanti
  con   quei  provvedimenti  che  sono  utili,  necessari,  e  magari
  indispensabili per il popolo siciliano, e che si correggano  quelle
  derive  clientelari che servono a governare le future  e  imminenti
  elezioni amministrative, perché anche di questo si legge in  quella
  Tabella.
   Signor  Presidente, invito Lei, il Governo ed il Presidente Savona
  di  rinviare,  di ritirare quel maxi emendamento, di  approfondirlo
  insieme  perché  noi, come Gruppo parlamentare, non abbiamo  nessun
  pregiudizio  e  pensiamo, al contrario, che  se  vi  sono  elementi
  qualificanti  vanno  apprezzati dall'Aula, così  come  se  vi  sono
  elementi che preoccupano l'Aula e quindi i siciliani debbono essere
  cancellati.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente onorevoli colleghi, gli interventi degli
  onorevoli  Vinciullo  e Buzzanza hanno aperto  un  tema  di  grande
  interesse in questo Parlamento. Un tema tanto caro al Governo,  che
  ha  coniato  con  un copy right unico il termine di finanziaria  di
  rigore per rispetto al rigore che abbiamo imposto ai siciliani.
   Peccato  però  che questo rigore non è andato di  là  dell'aspetto
  verbale  o  dei luoghi comuni, non è diventato un dettato politico,
  ma  è  diventato lo slogan di questa Amministrazione  e  di  questo
  Governo.
   L'onorevole Cracolici ormai si è imborghesito, e quindi ha messo i
  panni  dell'uomo  di  maggioranza, un anno  fa  saltava  da  questo
  scanno, saliva e scendeva, oggi è diventato il grande tessitore  di
  questa Amministrazione.

   CRACOLICI.  Un  anno  fa  con il mio voto  è  stata  approvata  la
  manovra.

   CAPUTO. Lei ormai i suoi voti li conta sulla dita della mano e  se
  va  a  votare  li  conterà  ancora di  meno,  mi  creda,  onorevole
  Cracolici.
   Il tema che è stato introdotto dal lavoro certosino dell'onorevole
  Vinciullo  dimostra  come  questa  maggioranza  la  cinghia  la  fa
  stringere soltanto ai siciliani, ed apre i cordoni della  borsa  ai
  maggiorenti  di  questo  Parlamento. Perché  andando  a  leggere  i
  capitoli  di  questo  emendamento, che a quanto  pare  non  ha  una
  paternità, tutti lo disconoscono, ma proviamo a fare cassa e questo
  emendamento  contiene  nomi,  cognomi,  appartenenze  politiche   e
  appartenenze territoriali.
   Basta   leggere   le  appartenenze  territoriali,  provincia   per
  provincia  e  città  per  città,  per  rendersi  conto  che  questo
  emendamento  consente  l'avvio di campagne  elettorali  nei  comuni
  impegnati  alle  prossime  elezioni  amministrative  a   colpi   di
  contributi regionali.
   Questo  emendamento contiene anche i numeri per  tacitare  qualche
  capogruppo che fino a qualche ora fa urlava e minacciava di rompere
  equilibri  e alleanze di questo Parlamento e di questa maggioranza,
  se non fossero state corrisposte le somme per alcune iniziative nel
  territorio, e si parla di milioni e milioni di euro. Così  come  si
  parla e si legge di contributi a pioggia dati ad associazioni  che,
  a  mio  ricordo, non hanno mai rendicontato nessuna attività,  caro
  professore avvocato Gaetano Armao, che è notoriamente mio amico  da
  moltissimi  anni.  La informo e la invito a leggersi  le  cifre  in
  aumento  accanto  ad  alcuni capitoli  di  bilancio  ed  ad  alcune
  associazioni,  per rendersi conto che si tratta  di  contributi  ad
  enti che non hanno mai rendicontato alcuna attività amministrativa.
  E  come qualcuno informato sostiene - e lo andrò a verificare - che
  c'è soltanto una stanza, una targhetta, un citofono, una scrivania,
  un computer.
   Sicuramente  non  sto  svelando nessun segreto  arcano  in  questo
  Parlamento,  ma  credo, forse più di altri, che  ho  il  pregio  di
  affermare  quello che tutti pensiamo ma che pochi vogliono  dire  e
  che  molti  vorrebbero  dire.  Noi  stiamo  operando  una  gestione
  clientelare delle risorse pubbliche a vantaggio di alcuni enti che,
  per  questa  misera attività, offuscano attività  istituzionali  di
  altissimo   pregio  che  meritano  tutte  le  risorse   di   questa
  Amministrazione  e  alcune  di  esse  le  ha  elencate  in  maniera
  altamente  competente e certosina l'onorevole Buzzanca,  intervento
  che  io  condivido  e  sottoscrivo perché vi sono  enti  che  hanno
  meritato  e  meritano  l'attenzione della Regione  per  quello  che
  fanno,  ma  ci sono enti che si sono prestati e vengono  utilizzati
  per una manovra clientelare.
   Signor  Presidente, le faccio la richiesta di sospendere i  lavori
  di questa seduta perché è meglio operare una riflessione ed evitare
  di  fare arrivare sul tavolo del Commissario dello Stato, o  magari
  di qualche altra autorità, questo emendamento, che sicuramente pone
  tanti interrogativi su come vengono gestite le pubbliche risorse.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    proprio
  sull'ordine  dei  lavori ho notato la premura  della  Presidenza  a
  proseguire i lavori d'Aula sull'approvazione del bilancio, entrando
  già  nel  merito  per  votare i capitoli di entrata.  Però,  signor
  Presidente, io vorrei non delle spiegazioni, per carità, ma  vorrei
  capire, come avevo chiesto al vicepresidente Formica, come si  deve
  comportare un deputato dei novanta che sono in Aula.
   Noi abbiamo presentato, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento
  interno,   una  questione  sospensiva  nei  termini  previsti   dal
  Regolamento.  Ancora  la Presidenza, considerato  che  sta  andando
  avanti,  non  ha dato risposta sulla possibilità di  utilizzare  il
  Regolamento per la nostra azione parlamentare.
   Secondo,  ho  sentito anche i miei colleghi, non  voglio  fare  il
  supponente, però li ho sentiti parlare di maxi-emendamenti. Non  ho
  visto   un  maxi  emendamento  nei  tre  tomi  che  ci  sono  stati
  consegnati. Ho visto tutta una serie di emendamenti che  riguardano
  tutta la materia del bilancio.
   Non  comprendo quello che viene detto da questo pulpito, si fa  un
  richiamo   al   maxi  emendamento  firmato  dal  Presidente   della
  Commissione - ma poco importa se lo firma il Presidente o tutta  la
  Commissione  - anche se non conosciamo il contenuto, credo  che  la
  figura di un Presidente sia da rispettare sotto questo profilo.  Ma
  è  un emendamento come gli altri che hanno presentato i colleghi, e
  Lei e gli Uffici, signor Presidente, giustamente, li avete inseriti
  tutti  nei  tre  tomi, e non c'è differenza tra  un  emendamento  e
  l'altro.  Infatti,  è  rubricato come TAB B 33.67,  uno  dei  tanti
  emendamenti.
   Rispetto  a  tutto questo, vorrei anche smentire quello  che  dice
  qualche collega deputato circa questo fantomatico - che poi non  lo
  è  -  maxi  emendamento. Lo chiedo al mio Capogruppo,  che  ha  più
  esperienza  di  me,  e conosce meglio di me questo  Parlamento,  ma
  conosce,   soprattutto,  meglio  di  me,  gli  atti   parlamentari.
  Onorevole Leontini, è possibile la diminuzione o l'aumento  del  10
  per cento su un capitolo di nuova istituzione?

   LEONTINI. Non è possibile.

   MANCUSO.  Ah,  non  è possibile. E, quindi, i  capitoli  di  nuovi
  istituzione  sono dei capitoli che sforano del 10  mila  per  mille
  rispetto  alla previsione. E ce ne sono diversi, anzi c'è anche  la
  previsione fatta di un'appostazione surrettizia in Commissione.  Lo
  ricorda  il  Presidente  Savona, lo ricorda  il  collega  Dina,  lo
  ricorda,  soprattutto, il mio Capogruppo, quando non si riusciva  a
  capire  per  quale  motivo  si metteva  un'unità,  mille  euro  nel
  capitolo.
   Hanno accesso la lampadina per poi trasferire qualche migliaio  di
  euro  in  quei  capitoli,  e farli belli  sostanziosi.  Quindi,  il
  capitolo   oggi  non  è  di  nuova  istituzione,  lo  è  stato   in
  Commissione, per permettere poi di aumentarlo in Aula. Per esempio,
  per  spese dell'informazione di 200 mila euro, diventano  400  mila
  euro. Tanto c'è la madama Regione che paga per tutti  E questa è la
  linea  che  si  vuole portare avanti con questo,  per  molti,  maxi
  emendamento, per me emendamento come gli altri,.
   Allora,  signor Presidente, per fare un lavoro che vede  coinvolto
  il   Parlamento,  ci  dica  quali  sono  le  regole   da   seguire.
  Naturalmente,  facendo riferimento a quello che abbiamo  depositato
  con   la   questione  sospensiva  e,  successivamente,  mi   sembra
  improponibile per l'economia dei lavori che possiamo  discutere  di
  quei  tre tomi che sono depositati, più tutti gli altri emendamenti
  che abbiamo firmato io e il collega De Luca.
   Quindi,  cum  grano  salis, ritengo che ci vuole  un   momento  di
  riflessione, anche notturna, piuttosto che stare in Aula  stiamo  a
  lavorare  in Commissione, o dove voi desiderate, perché è veramente
  improponibile continuare in questa maniera. Se vengono  meno  tutte
  le  cose  non  buone, all'interno dei tre tomi che  ci  sono  stati
  consegnati, ritengo che questa Assemblea possa aiutare  il  Governo
  rispetto alla proposta che è stata fatta. Perché la proposta che  è
  stata  fatta,  Lei  signor Presidente lo sa meglio  di  me,  è  una
  proposta  irricevibile  dal Commissario dello  Stato,  ma  non  per
  evocarlo,  come  ha  richiamato tutti  i  parlamentari  l'assessore
  Armao,  perché è irricevibile sotto il profilo giuridico,  tra  gli
  interventi fatti alle Regioni per coprire il deficit e l'intervento
  che  noi  richiediamo,  invece, per coprire  la  compartecipazione.
  Allora,  rispetto a questo, signor Presidente, chiedo a  Lei  e  ai
  suoi Uffici di aiutare noi parlamentari in questo momento di grande
  confusione  al quale ci ha portato il Governo. Sospenda l'Aula  per
  questa  sera,  e  da  domani  mattina, eliminando  i  tre  tomi  di
  emendamenti che sono stati presentati a iosa dai deputati,  si  può
  raggiungere un risultato che salvaguarda, non solo il bilancio,  ma
  soprattutto i siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono dell'avviso che l'Aula  debba
  continuare a lavorare stasera, almeno per quanto riguarda la  parte
  delle  Entrate.  Circa la richiesta di sospensiva,  mi  dicono  gli
  Uffici  che  il  Presidente di turno, l'onorevole Formica,  ha  già
  risposto  che non è ammissibile, considerato che stiamo  esaminando
  il bilancio e la finanziaria.

   MANCUSO. Signor Presidente, gli Uffici l'hanno informata male.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, se non lo  ha  detto  l'onorevole
  Formica,  allora faccio presente che non è ammissibile la richiesta
  di  sospensiva  in questo momento, visto che stiamo  esaminando  il
  bilancio   della   Regione,   e   abbiamo   tempi   ristretti   per
  l'approvazione, considerato che siamo al 27 aprile.
   Ritengo  che si possa arrivare ad un obiettivo, utilizzando  anche
  questo  tipo di strada, continuando quindi ad esaminare la  Rubrica
  delle  Entrate, e dopo rinviamo a domani cercando di andare  avanti
  in  un  modo  più  agevole. In ogni caso, dopo avere  approvato  la
  Rubrica delle Entrate, si passerebbe all'esame del maxi emendamento
  della Commissione.

   LEONTINI. Noi chiedevamo proprio questo.

   PRESIDENTE. A questo maxi emendamento è stato presentato un volume
  di  sub emendamenti da parte del PDL, la maggior parte soppressivi.
  Allora,  mi  fermerei un attimo prima, per ricominciare  da  questo
  domani  mattina, previa discussione ovviamente dei Gruppi politici,
  tra stanotte e domani mattina.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente, siamo assolutamente  d'accordo
  con il calendario che Lei ha proposto. Considerato che i tempi sono
  molto  stretti,  sarebbe  opportuno che i funzionari  del  Bilancio
  della Regione, i funzionari del Bilancio dell'Assemblea - per avere
  poche  persone  assolutamente super  partes  -  assieme  ai  cinque
  capigruppo  e all'Assessore per l'economia, possano verificare  nel
  dettaglio i singoli emendamenti, in modo tale che domani alle 10 si
  possa  cominciare e lavorare speditamente, con la volontà di andare
  avanti ininterrottamente, ad approvare un bilancio e una finanziare
  nel   miglior   modo  possibile.  Ritengo  che  sia  una   proposta
  ragionevole  e, considerato che si possono raggiungere  gli  stessi
  obiettivi che Lei ha posto però lavorando, perché se noi cominciamo
  domani  mattina alle 9.00, o alle 10.00 o alle 11.00  finiremo  poi
  per cominciare alle 16.00.
   Sarebbe utile quindi fare questo tipo di verifica adesso, e  siamo
  d'accordo ad attivare questo percorso.

   PRESIDENTE. Onorevole Leanza, condivido la sua proposta, ma questo
  lavoro va fatto tra stasera e domani mattina presto, altrimenti  ci
  troveremmo  allo  stesso punto e dovremmo rinviare  al  pomeriggio.
  Considerato  che  l'Aula  sarà convocata per  le  11.00,  e  stiamo
  parlando  di un lavoro lungo, non di mezz'ora, sarebbe il  caso  di
  poterlo  cominciare  quanto meno stasera. Assessore  Armao  se  lei
  fosse disponibile, gli Uffici ovviamente sono a disposizione, prego
  i capigruppo di fermarsi dopo la sospensione dell'Aula.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione del disegno di legge «Bilancio  di  previsione  della
     Regione  siciliana  per  l'anno  finanziario  2011 e bilancio
    pluriennale per il triennio 2011-2013» (630-630 bis-630 ter-630
                               quater/A)

   PRESIDENTE. Si, passa, pertanto all'Economia: Entrate correnti  in
  conto  capitale  e per accensione di prestiti dalla  UPB  4.3.1.1.1
  alla UPB 4.2.3.8.3.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'intervento
  dell'Assessore Armao mi ha spinto a fare una piccola disamina sugli
  effetti  della  delibera n. 1 del CIPE dell'11  gennaio  2011,  che
  riguarda  proprio le entrate correnti, ahimè, della nostra Regione,
  ma  riguarda soprattutto quelle che sono alcune vicende che possono
  intaccare  il  cosiddetto  avanzo  finanziario  presunto,  che  noi
  utilizziamo per bilanciare le nostre spese.
   Mentre  eravate impegnati in una trattativa di cui non conosco  il
  contenuto,  mi  sono  permesso di scrivere  tre  righe  che  voglio
  leggere  in  questa  Aula per renderci conto  di  che  cosa  stiamo
  parlando.
   Per  quanto  riguarda  la delibera n. 1 del CIPE  dell'11  gennaio
  2011, il CIPE con questa delibera ha disposto:
   1) la riprogrammazione e la riduzione dei Fondi FAS 2007-2013;
   2)  la riprogrammazione delle somme non spese del FAS 2000-2006  e
  delle  risorse  liberate e non spese dei programmi operativi  2000-
  2006;
   3)  i  nuovi  indirizzi ed orientamenti per l'accelerazione  della
  spesa dei Fondi strutturali 2007-2013.
   Andiamo agli effetti pratici sul bilancio della Regione.
   Per  quanto riguarda il punto 1) la Sicilia perde 409.378  milioni
  di  euro dei Fondi FAS 2007-2013, la cui assegnazione iniziale  era
  4.093.784 euro mentre ora la dotazione finale, a seguito di  questa
  delibera, è di 3.684.406 euro.
   La  titolarità  dell'individuazione della spesa, ed  ecco  l'altra
  novità  sulla quale invito l'assessore Armao ad essere  più  chiaro
  con  questo Parlamento, non è più della Regione, quindi  il  famoso
  PAR,  ma  dello Stato, in quanto ormai si parla purtroppo di  tutto
  quello  che vogliamo, anche se ancora è fantasia, ma visto che  noi
  ormai  creiamo  entrate  con la fantasia, è  normale  che  possiamo
  citare  il Piano del Sud, perché è citato nella delibera n.  1  del
  CIPE. La titolarità nell'utilizzare e nel riprogrammare i Fondi FAS
  2007-2013  somme residue e stabilita anche dai criteri  dettati  da
  una  delibera  CIPE  del  luglio 2010, e le priorità  contenute  in
  questa  delibera  sono  comunque non quelle  della  polverizzazione
  della spesa, ma quelle di concentrare la spesa per realizzare delle
  infrastrutture  strategiche,  come  viene  definito  dalla   stessa
  delibera citata.
   Ciò significa che per quanto riguarda le previsioni 2011, e qua ne
  dovremo  parlare  signor Presidente, dovremo  renderci  conto  ora,
  posta  per  posta,  come è la situazione, in  considerazione  della
  copertura che è stata prevista con i Fondi FAS 2007-2013, in quanto
  ci troviamo comunque in una situazione da verificare, ridiscutere e
  sicuramente con la necessità di dare copertura con soldi veri e non
  con  soldi  virtuali, e questo naturalmente non lo voglio estendere
  come  riflessione al miliardo e 600 milioni di euro  già  impegnati
  nel 2009 e 2010, sempre nel PAR FAS.
   Per  quanto  riguarda, e parliamo di voci sensibili, la forestale,
  210  milioni utilizzati l'anno scorso, comunque con il PAR FAS, gli
  sportelli multifunzionali, 35 milioni già utilizzati l'anno  scorso
  con  il  PAR  FAS, e ora posto che già ci troviamo con 250  milioni
  utilizzati  nel  2010 pongo l'interrogativo nel  2011,  considerata
  anche questa delibera, come si dovrà comportare l'Assemblea?
   Per  quanto  riguarda il punto 2), la Regione siciliana,  nel  FAS
  2000-2006 e sulle risorse liberate 2000-2006, perde definitivamente
  1.174  milioni  di euro, mentre 3.454 milioni di  euro  sono  stati
  sottoposti a verifica, con il concreto rischio che entro  settembre
  2011   si   perderanno  definitivamente  per  mancanza  di  impegni
  giuridicamente vincolanti.
   Questo  è  l'altro  risultato che incide sul discorso  dei  nostri
  residui,  su  questo  cosiddetto avanzo  finanziario  presunto.  In
  attuazione  del  decreto  legge  112  tutte  queste  economie  sono
  riprogrammate dallo Stato, non ci appartengono più e devono  essere
  tolte dalle nostre entrate.
   Per  quanto  riguarda  il  punto 3) -  e  concludo  -  la  Regione
  siciliana, oltre ai circa 300 milioni di euro regalati già nel 2010
  ai Fondi GESSI e GEREMI, rischia concretamente di perdere altri 900
  milioni di euro per quanto riguarda i Fondi strutturali 2007/2013.
   Questo  lo  diciamo  soprattutto, ma  è  stato  anche  oggetto  di
  polemica perché questa delibera prevede comunque che, a seguito del
  disimpegno  automatico,  per  evitare  di  perdere  queste  risorse
  definitivamente, se li accaparrerà lo Stato, ma questo vale per  la
  Sicilia  come  per tutte le altre regioni del meridione,  e  quindi
  saranno riprogrammate.
   Allora  c'è un problema serio sulla parte delle entrate, assessore
  Armao, e questo problema non riguarda soltanto la questione di Roma-
  ladrona, ma riguarda anche una sottovalutazione della questione che
  già   conoscevate  da  cinque  mesi  e  che  naturalmente,   signor
  Presidente,  non giustifica che oggi, 27 aprile, ci ritroviamo  qua
  ancora  a  discutere se è finto o falso questo bilancio.  Purtroppo
  abbiamo   dei  dati  giuridici,  che  probabilmente  qualcuno   sta
  guardando,  che  ci mettono in piena contraddizione con  l'impianto
  delle entrate che Lei ha presentato.
   Allora  la  invito  nuovamente  a rivedere  l'impianto,  assessore
  Armao, perché qua non è il problema di spostare 10 mila euro in più
  o   in  meno  tra  un  capitolo  e  l'altro,  il  problema  è   che
  quest'impianto non regge e non reggerà rispetto a quelle  che  sono
  le  riflessioni  di un semplice parlamentare, che  sicuramente  gli
  organi deputati faranno in funzione delle norme in vigore.
   Questa purtroppo non è fantasia

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la Rubrica  del
  Dipartimento economia.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Comunico  il  voto  contrario dell'onorevole De Luca,  del  Gruppo
  parlamentare del PDL e del Gruppo parlamentare del PID.
   Si  passa  alla  Rubrica   Presidenza  della  Regione   -  Entrate
  correnti  e  in  conto  capitale:  dall'UPB  1.2  1.4.1  alla   UPB
  1.5.2.6.2. da pag. 239 a pag. 245.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  quello  che  vi
  invito ad esaminare rispetto anche alle singole poste di entrata, e
  che  riguarda  anche naturalmente questa rubrica, è  come  si  stia
  portando avanti una strategia di ripetizione di voci che in passato
  già hanno evidenziato la loro inutilità.
   Signor  Presidente, se lei ha la bontà di guardarsi  semplicemente
  dalla  pagina 234, quelli riferiti all'amministrazione  che  stiamo
  discutendo in questo momento, si troverà con alcuni voci che  hanno
  in  questi ultimi quattro anni creato un piccolo buco di 1 miliardo
  e  300  milioni  di euro, e facciamo riferimento, assessore  Armao,
  alla  famosa valorizzazione che è nata nel 2006, contrastata allora
  dal  giovane  onorevole  De Luca e che ha creato  in  questi  anni,
  purtroppo non è una sua invenzione, lei sta inventando altre  cose,
  questo  gliene do merito, però sicuramente avrà preso anche  spunto
  dalla  fantasia  utilizzata  nel  2006  dall'allora  assessore   al
  bilancio  e  dal Presidente della Regione. Questa situazione,  cari
  assessori, ha creato in questi anni un buco di circa un miliardo  e
  300  milioni  perché si sono venduti i primi gioielli di  famiglia,
  svenduti  come  abbiamo  detto allora, che risalgono  a  circa  250
  milioni di euro, e non si sa chi li sta utilizzando.
   Dopo  di  che,  tutte  le  sovrastime che  sono  state  fatte  sul
  patrimonio  immobiliare  della Regione  siciliana,  purtroppo  sono
  rimasti semplici numeri. Allora, assessore Armao, le chiedo  perché
  vuole   continuare  a  commettere  questo  delitto  nei   confronti
  dell'Assemblea?  Perché continua a prevedere nelle entrate  risorse
  afferenti alla valorizzazione?
   Signor  Presidente  dell'Assemblea, se noi abbiamo  già  dei  dati
  accertati che in questi anni hanno evidenziato la falsità di quelle
  poste,  le  chiedo,  perché dobbiamo continuare a  prevedere  nelle
  entrate 300, 400 milioni di valorizzazione?
   Perché  non lo spiega a questo parlamento, visto che glielo stiamo
  risottoponendo come tema e come problema?
   Poi  le  aggiungo  un'altra cosa, assessore Armao,  ecco  dove  la
  fantasia sua supera quelle precedenti: ci sono le entrate afferenti
  alla  dismissione  delle partecipate. Scusi, assessore  Armao,  lei
  vuole  fare qui la  bad company and best company , cioè abbiamo  la
  società cattiva e quella buona.
   Lei  ha  individuato, nelle sue strategie di dismissione -  ancora
  l'articolo  20  è  carta  straccia - delle società  che  hanno  dei
  patrimoni immobiliari e ritiene di venderli e li mette in  bilancio
  come  entrata  certa, dopodiché quando si verificheranno  e  se  si
  verificheranno  è  altro problema, aggiungeremo un  altro  buco  al
  buco.
   Rispetto  a questo, assessore, le faccio una semplice domanda:  la
  relazione  che  lei  ha  depositato  la  settimana  scorsa,   sulla
  situazione    finanziaria    degli    enti,    signor    Presidente
  dell'Assemblea,  la  invito  a  guardarla,  già  espone   un   dato
  preoccupante  e cioè che la situazione patrimoniale,  comunque,  di
  questi enti è pareggiata con debiti certi ed un presunto patrimonio
  che   va   anche  stimato,  perché  la  cosa  grave  è  che  questa
  certificazione, anzi questi documenti che sono arrivati - lo scrive
  il  Ragioniere generale, in delle riservate mandate agli uffici  di
  vigilanza  -  non  sono  stati neanche firmati  dai  rappresentanti
  legali e, comunque, dai direttori che hanno la competenza.
   Il  che  significa  che  i dati che sono arrivati  in  commissione
  bilancio, pur non essendo veri, domani non ne risponderà nessuno ed
  ha fatto bene il Ragioniere generale a evidenziare questo.
   Assessore, l'articolo 14 prevede che chi non partecipa, nei  tempi
  da  lei  stabiliti, anzi, con decreto del Presidente della Regione,
  già fatto il 15 di giugno, chi non partecipa a quella operazione di
  trasparenza e non lo fa nelle forme corrette, previste dal decreto,
  è   prevista  la  decadenza per legge. E' passato  quasi  un  anno,
  assessore, lei non ha preso a calci nel sedere nessuno. A  noi  non
  risulta  che  lei  abbia  attivato la procedura  per  rimuovere  né
  dirigenti  né responsabili e amministratori legali di questi  enti,
  aziende e società.
   Questo   è   il   gioco   delle  tre  carte,   signor   Presidente
  dell'Assemblea,  perché  ora mi spiego il perché  questa  relazione
  arriva  in  ritardo  ed  arriva in ritardo, caro  Presidente  -  ma
  comunque   la  utilizzeremo in questi giorni  -  perché  se  veniva
  trattata ufficialmente da parte della commissione, quella strategia
  contenuta  di  valorizzazione, di dismissione  che  avete  previsto
  nella finanziaria per pareggiare il bilancio, non si sarebbe potuta
  avviare.
   Allora,  io  lo  dico  oggi, lo dico a questo  parlamento:  quella
  operazione  non  può  andare avanti perché  già  c'è  un  documento
  ufficiale  che  ne  impedisce  e  che,  soprattutto,  smentisce  la
  previsione in entrata che questo Governo sta facendo.
   Questo  è  il  secondo delitto che lei, assessore, sta commettendo
  nei confronti dell'Aula e nei confronti dei siciliani.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ho chiesto  di
  intervenire per una precisazione rispetto alle reiterate  questioni
  sottoposte dall'onorevole De Luca.
     Per  quanto concerne il tema dei FAS, credo di avere dato, nella
  conclusione che ho fatto poc'anzi, tutte le informazioni necessarie
  in  ordine  alle  ragioni  che  ci portano  ad  appostare,  con  un
  accantonamento negativo, i fondi FAS.
   C'è   un    riferimento  normativo,  molto  puntuale,  che   hanno
  utilizzato anche altre Regioni, mi pare inutile insistere.
   Soltanto   con   riguardo   a   questa   benedetta    applicazione
  dell'articolo  14  che  credo  il Governo  si  sia  già  impegnato,
  puntualmente,  a portare avanti, sono convinto che,  come  tutti  i
  processi di riforma, non può avere attuazione dall'oggi al  domani.
  Abbiamo  già  avviato  tutte le attività di stimolo  nei  confronti
  degli   enti,  evidentemente,  una  volta  approvato  il  bilancio,
  porteremo   a   compimento  un  intendimento  che  è  assolutamente
  condiviso da parte del Governo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Assessore  Armao, naturalmente, aspettiamo  la  fine  di
  questo  percorso per capire se, per i fondi FAS, saremo  confortati
  dalle sue parole oppure da quello che noi diciamo da qualche ora  e
  naturalmente  siamo convinti che il nostro assunto rimane  tale  se
  così viene presentato il bilancio, senza apportare delle variazioni
  normative rispetto alle entrate dei FAS sui capitoli che riguardano
  la sanità.
   Ma  io  volevo riprendere quello che il collega De Luca  ha  detto
  molto   chiaramente  rispetto  all'articolo  14  della  finanziaria
  dell'anno scorso e segnatamente, appunto, le attività che  svolgono
  non solo le partecipate della Regione ma anche tutte le società che
  in  questi anni sono diventate delle vere voragini dei bilanci  che
  portano avanti senza nessun risultato.
   Oggi   siamo  a  parti  invertite:  leggiamo  sul  giornale  quasi
  quotidianamente  le  accuse che vengono fatte alla  maggioranza  di
  quest'Aula che ha sostenuto il Presidente della Regione per  quello
  che è successo negli anni passati.
   Oggi assistiamo, invece, ad un silenzio assordante da parte di chi
  ieri parlava da questo pulpito in maniera molto diversa rispetto  a
  queste  tematiche, soprattutto alle tematiche delle  entrate  e  di
  quello che rappresenta questo bilancio.
   La  differenza  sta  nell'ipocrisia di chi,  in  questi  mesi,  si
  rappresenta  ai  siciliani  come  riformatore,  come  nuova  classe
  dirigente  politica, mentre, in effetti, gli artifizi e  i  raggiri
  per  raggiungere  il  pareggio di bilancio vengono  portati  avanti
  nella  medesima situazione di come sono stati portati avanti  negli
  scorsi anni, anzi.
   Vede  come la stimolo, caro Cracolici, perché il dibattito è bello
  quando  si raggiungono degli elementi che riguardano una situazione
  che   è   diventata   insopportabile  perché,  sotto   il   profilo
  finanziario, la Regione deve, al di là di questa perdita  di  tempo
  ai  sensi dell'articolo 14, dichiarare il dissesto proprio  per  le
  voragini  che  hanno  in  questi anni  portato  le  società  ed  in
  particolare,  ma  di questo con l'Assessore ne  abbiamo  parlato  a
  lungo,  ne  parleremo a lungo anche nei prossimi  mesi,  la  famosa
   Sicilia  e Servizi' dove, lei saprà meglio di me, con il  bilancio
  2011  dobbiamo andare a chiudere un buco del 2010 e  del  2009  che
  questa società ha prodotto.
   Io  non so se questo è possibile, sarà possibile. In atto è  così.
  In  atto, abbiamo appostato nel bilancio 2011, 63 milioni di  euro,
  anzi  per  l'esattezza,  60 milioni di euro,  per  chiudere  questa
  cosiddetta  transazione  con  le  due  società  che  insieme  hanno
  costituito la  Sicilia Venture' e poi  Sicilia e Servizi'.
     Per  queste  motivazioni noi riteniamo che ancora l'attività  di
  Governo   deve   spingere  sull'acceleratore,   soprattutto   sulla
  responsabilità di questi amministratori che, certamente, non stanno
  facendo  bene  né  alla  Sicilia e soprattutto  al  bilancio  della
  Regione.
   Non  è  venuto  nessun  tema  di  sviluppo,  non  abbiamo  trovato
  management   che   ci   ha  aiutato  in  percorsi   che   portavano
  all'efficienza,   all'efficacia,  alla  trasparenza,   di   società
  regionali.
   Abbiamo  trovato  tutt'altro: soggetti senza  scrupoli  che  hanno
  affondato il bilancio della Regione.
   Naturalmente,  noi  non  possiamo  votare  favorevolmente   queste
  rubriche  perché  ci rendiamo conto che l'operazione  fittizia  non
  salverà la Regione da un dissesto certo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto  per  fare  alcune  precisazioni  su  ciò  che  ha   detto
  l'assessore Armao relativamente agli accantonamenti negativi  fatti
  col  FAS  per  quanto  riguarda  la  copertura  anche  della  spesa
  sanitaria.
   Ma  dobbiamo  dire a quest'Aula in maniera molto  chiara  che,  in
  merito  alla  spesa  sanitaria,  quest'anno  l'Assemblea  regionale
  siciliana si appresta a varare un'entrata che, da un lato,  è  data
  dall'utilizzo  di fondi che dovrebbero essere per  spese  in  conto
  capitale   e  dall'altro  lato  questa  spesa  non  va  a   coprire
  completamente  la previsione di uscita perché, da un  lato,  stiamo
  utilizzando questa entrata sulla scorta di altri precedenti.  Si  è
  detto in Campania e in qualche altra Regione è stato consentito  di
  poter utilizzare questi fondi per il ripiano di disavanzi.
   Qua, invece, li stiamo utilizzando non per ripianare un disavanzo,
  ma  anche  per  una spesa corrente della rubrica Sanità  e  salute.
  Quindi,  forse  vi è una differenza che è sottile ma può  diventare
  anche sostanziale.
   Quindi, fa bene l'assessore Armao a precisare che trattasi  di  un
  accantonamento negativo dei fondi FAS per questa finalità.
   Certo, sarebbe poi anche interessante capire, nel caso in cui tale
  accantonamento  non si verificasse, dove andremo a reperire  questi
  fondi, speriamo che poi, alla fine, si possa anche individuare.
   Problema  della  sanità: noi abbiamo previsto queste  entrate  per
  altrettante uscite ma ci rendiamo conto che dal 2009,  nel  2010  e
  oggi  nel 2011 abbiamo visto una spesa sanitaria che è stata sempre
  proporzionalmente  ed  esponenzialmente aumentata,  non  diminuita,
  alla  faccia  di  una riforma che abbiamo fatto e  alla  faccia  di
  proclami  che  l'assessore  Russo va  a  sbandierare  in  giro  sul
  risparmio di un miliardo di euro nella sanità.
   Poi  ci  accorgiamo, invece, come in questi ultimi  due  anni,  ma
  anche  in  questo  anno  abbiamo visto come la  spesa  sanitaria  è
  aumentata  in  maniera esponenziale da otto miliardi e quattrocento
  circa milioni di euro nel 2009, è diventata più di otto miliardi  e
  quattrocentoventi milioni di euro nel 2010 e nel 2011 abbiamo fatto
  una  appostazione,  una previsione di uscita di  sette  miliardi  e
  novecento  milioni di euro per poi arrivare nell'ultima  variazione
  in  Commissione a otto miliardi e duecentomilioni di euro circa. Ma
  sappiamo   già,   sin  d'ora,  che  sono  delle  uscite   limitate,
  ridimensionate perché poi è come se andassimo, secondo  le  vecchie
  prassi, ad un disavanzo programmato e, in questo caso, sappiamo che
  abbiamo  un  disavanzo programmato che va fuori  bilancio,  potremo
  dire, di oltre cinquecento milioni di euro.
   Qua non diciamo che ci troviamo dinanzi anche ad una, per la prima
  volta,  l'anno  scorso  si era detto che  non  ci  sarebbero  stati
  trecento milioni per ripianare il disavanzo. E' chiaro, ci rendiamo
  conto che stiamo utilizzando una parte del bilancio per pagare  dei
  debiti  che,  in maniera costante, vengono accumulati  nel  settore
  della  Sanità. Poi, invece, ci facciamo massacrare sotto un profilo
  mediatico, ci facciamo anche offendere, giustamente, da  chi  dice:
   Non  riuscite a trovare trenta milioni di euro per la  formazione?
  Non riuscite a trovare i soldi per pagare anche i forestali?
   E'  chiaro  tutto  questo, caro assessore  Armao,  e  giungo  alla
  conclusione  per  dire: la precisazione fatta dall'assessore  Armao
  circa  l'accantonamento negativo di questi FAS dovrebbe anche avere
  una conseguenza, quella di dire a questa Assemblea: nel caso in cui
  questa entrata non si verificasse, come si farà fronte al pagamento
  di spese certe?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, la saggezza d'Aula  consigliava  il
  silenzio,  però, siccome lei ha programmato stasera  i  lavori  per
  chiudere dopo le entrate, mi permetto di far perdere qualche minuto
  in  più  all'Aula,  visto che di tempo ne abbiamo perso  abbastanza
  oggi  e  non credo di urtare la sensibilità di nessuno. Devo  dire,
  però,  che  sinceramente a tutto c'è un limite, perché io  oggi  ho
  assistito ad una lettura ed un racconto di un mondo alla rovescia.
   Credo che sarebbe stato quanto meno necessario un atteggiamento di
  imbarazzo,  di   mortificazione,  per  il  fatto  che  noi   stiamo
  discutendo  di  un  bilancio  a  partire  dalle  entrate,  dove  la
  questione che si pone è: ma queste entrate sono inferiori a  quelle
  che  avevamo  prima e si chiede la ragione per cui non  ci  si  sta
  adeguando  in maniera pedissequa a questa riduzione.  E  perché  le
  entrate sono meno, onorevole Mancuso?
   Io   mi   sarei  aspettato  da  parte  dell'onorevole  Mancuso   e
  dell'onorevole Leontini - gli do elementi per divertirci visto  che
  l'Aula  è ormai una palestra di divertimento - che dicessero perché
  sono meno i fondi FAS. E ai fondi FAS che cosa è successo? Lo Stato
  dopo  aver approvato un piano, ne ha approvato un altro e dopo aver
  approvato  un  piano  che  stabiliva che  alla  Regione  spettavano
  quattro  milioni e trenta, anzi quattro miliardi - chiedo scusa  ma
  anch'io  mi  perdo tra euro e lire - quattro miliardi  e  trenta  e
  rotti milioni a fronte dei precedenti che già erano ancora di più e
  che  dovevano essere quattro miliardi cento e rotti milioni.  Bene,
  quei quattro miliardi e trenta milioni nel frattempo lo Stato,  con
  un  atto unilaterale, ha preso i soldi che erano previsti per tutto
  il  Mezzogiorno e per la Sicilia che erano stati decretati e li  ha
  ridotti.  E gli esponenti dello stesso partito di quel Governo  che
  ha  fatto questa scelta vengono qui a chiedere conto a chi? A  noi?
  Dovremmo, per così dire, quasi scusarci perché il Governo nazionale
  ha ridotto i trasferimenti alla Sicilia?
   Ma  veramente  stiamo  assistendo al racconto  di  un  mondo  alla
  rovescia. Oppure di che cosa?
   Di  un bilancio che ha delle spese, io vorrei raccontarla ai pochi
  siciliani  che  ci  ascoltano: stiamo parlando  di  un  bilancio  a
  legislazione vigente, e quando parliamo del bilancio a legislazione
  vigente,  onorevole  Mancuso, coloro  che  hanno  governato  questa
  Regione per tanti anni hanno fatto la legislazione vigente e quindi
  noi  stiamo  trattando  un bilancio la cui legislazione  vigente  è
  figlia  dei  suoi  padri e dei suoi fratelli  più  grandi  e  forse
  qualcuno pure coetaneo.
   Allora,  questa storia che si viene a raccontare qui,  io  capisco
  che è Pasqua - siamo ancora nel periodo pasquale - e qualcuno pensa
  di  uscire dall'uovo come se fosse un prodotto nuovo, ingenuo,  che
  arriva  in una Sicilia  dove c'è stato prima tutto un prato  verde,
  con  i  fiorellini  che crescevano, la Sicilia  bella,  ordinata  e
  adesso ci sono gli Unni, i Vandali.
   Ma  a  chi la raccontate questa storia? Ma per davvero pensate  di
  poter  raccontare una storia di chi sta trattando un  bilancio  per
  fare fronte ai disastri che avete consegnato non a questo Governo o
  a questa maggioranza, ma ai siciliani per i prossimi decenni?
   Potete fare tutte le sceneggiate che volete, ma i siciliani  sanno
  che  oggi  paghiamo le colpe e le responsabilità di chi ha  pensato
  che la Sicilia più che una Regione fosse un bancomat, a volte senza
  neanche  mettere il tesserino, perché alla fine serviva soltanto  a
  prelevare.
   Credo  che  di  questo stiamo parlando, poi vedremo  come   uscirà
  questo  bilancio,  la  finanziaria, le cose vergognose  di  cui  si
  parla  nel  bilancio sono capitoli che esistevano  prima  e  stiamo
  trattando di un bilancio a legislazione vigente.
   Quindi,  se  erano  vergognose e sono vergognose  oggi,  lo  erano
  quando anche l'onorevole Mancuso le votava e le difendeva.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente,  anche
  in   maniera  scherzosa,  l'onorevole  Cracolici,   prima  del  suo
  intervento, ci ha quasi minacciato con grande ironia che ci  faceva
  rimanere in Aula dopo il suo intervento.
   Io  non  rimarrò a lungo in Aula ma dopo il suo intervento,  però,
  tre  cosette' gliele voglio ricordare.
   Purtroppo è vero, onorevole Cracolici, questi tre anni di  Governo
  stanno  rischiando di fare apparire a tutti i siciliani  che  prima
  c'era un prato verde di rose e fiori.
   Lei  ha  detto  una grande verità, lei rischia di inculcare,  alla
  luce  di  ciò  che stiano vedendo in questi tre anni,  in  tutti  i
  siciliani, la certezza che prima c'era veramente un prato verde.
   Poi,  sui FAS, volevo dirle che lei è troppo intelligente per  non
  capire:  ma chi ve lo ha ordinato, il medico, che dovete coprire  i
  buchi  della  sanità con i FAS? Con quei FAS che sono, invece,  per
  legge,  destinati solo ad investimenti ed infrastrutture? Ma perché
  dovremmo  coprire il bilancio con i FAS che poi significa ammettere
  il fallimento totale e assoluto di ogni politica di risanamento che
  da tre anni strombazzate? Non avete risanato un centesimo.
   Nell'era   pistoriana', nella sanità, quel bilancio è passato  dai
  sei  miliardi e 917 milioni di euro a 7 miliardi e 960  milioni  di
  euro cioè un miliardo e 100 milioni di euro in più.
   Negli  ultimi  tre anni, dopo la grande riforma, le spese  per  la
  sanità sono aumentate da 8 miliardi e 400 a 8 miliardi e 500 a otto
  miliardi  e  700.  Vogliamo continuare?  Parliamo  di  cose  serie,
  onorevole Cracolici.

                Richiesta di verifica del numero legale

   DE LUCA. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento dagli onorevoli Bufardeci, Buzzanca, Caputo, Leontini e
  Vinciullo,  invito  gli onorevoli deputati  a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
   Presenti .. 41

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Onorevoli  colleghi,  apprezzate  le  circostanze,  la  seduta   è
  rinviata  a domani, 28 aprile 2011, alle ore 11.00, con il seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II  - Lettura, ai sensi e per gli  effetti  degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
   N. 262   -    Iniziative per l'inserimento nel nuovo  avviso  di
         selezione  per  il conferimento di incarichi  relativi  al
         progetto   In.La.Sicilia' di soggetti che  hanno  maturato
         analoga  esperienza nella precedente edizione del progetto
         stesso .

                            APPRENDI - DIGIACOMO - ODDO - PANEPINTO

  III  -Discussione dei disegni di legge:

    1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
         finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
         (630-630 bis-630 ter-630 quater/A) (Seguito)

             Relatore di maggioranza: on. Savona
             Relatore di minoranza: on. D'Asero

    2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
         Legge di stabilità regionale.  (631/A) (Seguito)
             Relatore di maggioranza: on. Savona
             Relatore di minoranza: on. D'Asero

                   La seduta è tolta alle ore 21.59

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli