Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Greco è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
Lampedusa vive ormai da tempo una situazione di perenne disagio,
dovuto agli sbarchi dei migranti;
tale disagio è stato classificato dal Governo nazionale 'emergenza
epocale';
ritenuto che l'attuale situazione rischia di far passare in
secondo piano il rispetto delle leggi nella gestione del Comune di
Lampedusa;
considerato che:
la stampa del 13 aprile 2011 riportava notizie sul processo nei
confronti del sindaco di Lampedusa presso il tribunale di Agrigento
circa la modifica dei capi di imputazione, da 'tentata concussione'
a 'concussione consumata';
la stessa fonte riportava notizie circa 'mazzette' per sbloccare
un'autorizzazione per un piano di lottizzazione per la
realizzazione di un villaggio turistico in contrada 'Cala croce';
tenuto conto che:
l'Assessorato regionale Famiglia, politiche sociali e lavoro, da
oltre un anno, ha avviato un'indagine ispettiva per verificare la
legittimità di numerosi atti compiuti dal sindaco di Lampedusa e
dalla giunta;
da notizie informali si sa che l'indagine è stata ultimata
riscontrando gravissimi e ripetuti illeciti ed illegalità;
per sapere:
per quali ragioni non si sia ancora chiuso formalmente l'atto
ispettivo dell'Assessorato Famiglia;
se, visto lo stato d'emergenza, si ritenga di dover nascondere e/o
occultare i gravi fatti accertati;
quali siano i motivi che ostacolino la nomina del commissario
straordinario in sostituzione del sindaco con il relativo
scioglimento del consiglio comunale;
per quale motivo il commissario nominato dall'Assessore per il
territorio e l'ambiente non abbia ancora approvato il piano
regolatore regionale;
perché il piano paesistico ancora non venga approvato
dall'Assessorato Beni culturali e identità siciliana». (1842)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'AST sta attraversando una grave crisi di liquidità che ha già
comportato il ritardo nel pagamento degli stipendi ed il blocco
delle forniture di beni e servizi da parte di numerosi creditori,
compreso il gasolio per gli autobus, e che tale situazione potrebbe
provocare a breve anche interruzioni dei servizi di trasporto
erogati all'utenza, prevalentemente formata da lavoratori pendolari
e studenti, nonostante il fatto che i crediti vantati dall'azienda
siano superiori alle spese che la stessa deve affrontare a breve
per assicurare la regolarità della gestione;
in particolare risulta che, alla data odierna, AST s.p.a. vanti un
credito nei confronti della Regione siciliana ammontante ad euro
32.780.778,00 così composto:
contributo di ricapitalizzazione ex l.r. 11/2010 anno 2010:
euro 13.236.524,50;
contributo rinnovo CCNL anni 2003-2004-2006:
euro 11.147.481,84;
contributo di esercizio - saldo anno 2007
euro 167.847,55;
corrispettivo contratto di servizio TPL, 2 trimestre 2011
euro 5.237.649,08;
rimborso tessere anziani l.r. n. 87 del 1981, anno 2010:
euro 2.250.000,00;
titoli di viaggio forze dell'ordine, anno 2009:
euro 250.223,85;
titoli di viaggio forze dell'ordine, anno 2010:
euro 255.049,60;
servizi di trasporto giochi delle isole:
euro 196.176,03;
saldo rimborso tessere anziani, anno 2006:
euro 27.707,87;
servizi trasporto INDA Siracusa, anno 2009:
euro 12.117,60;
TOTALE:
euro 32.780.777,92;
a quanto sopra deve aggiungersi il rateo di competenza per l'anno
2011, fino ad oggi maturato ed ammontante ad euro 8.333.332,00, se
sarà confermato l'importo annuale determinato nel bilancio 2010,
pari ad euro 25.000.000,00, secondo quanto previsto nel documento
redatto dalla stessa AST e trasmesso nel dicembre 2010 al consiglio
di sorveglianza ed all'amministrazione della Regione siciliana;
constatato che i ritardi, con i quali la Regione siciliana eroga i
contributi ai comuni dove AST s.p.a. gestisce i servizi urbani di
TPL, si traducono in ulteriori ritardi sui tempi di pagamento delle
fatture che AST s.p.a. emette ai comuni stessi, i quali sono
contrattualmente protetti da una clausola di salvaguardia secondo
la quale l'obbligazione al pagamento verso il fornitore sorge solo
a valle dell'incasso del contributo regionale;
per sapere:
quali ragioni giustifichino i macroscopici ritardi in oggetto e
quali profili di responsabilità ne derivino in relazione ai danni
verso il patrimonio che essi comporterebbero;
quali iniziative intendano intraprendere al fine di garantire nei
tempi più rapidi possibili la corresponsione delle somme vantate
quali crediti da A.S.T. s.p.a.». (1843)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
CRACOLICI - DE BENEDICTIS - DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, premesso che la Regione siciliana è
una delle regioni italiane con il numero più elevato di enti
iscritti all'albo regionale per il servizio civile, dal momento che
ad oggi ne risultano ben 550;
preso atto che con il bando 2009 sono stati avviati al servizio
civile circa 2.100 volontari e che con il bando 2010 i posti
disponibili sono stati ridotti a 1.418 volontari, con una
diminuzione di oltre il 30%;
considerato che:
per l'anno 2011, 446 degli enti iscritti all'albo suddetto hanno
presentato richieste per l'assegnazione di ben 5407 volontari;
il documento di programmazione finanziaria sul servizio civile per
l'anno 2011, in approvazione presso la Conferenza Stato-Regioni,
porterà ad un abbattimento di un ulteriore 50% del numero dei
volontari per la Sicilia che, sommato alla riduzione già avvenuta
nel bando del 2009, causa una riduzione di oltre il 70% del numero
iniziale di posti disponibili, portando a poco più di 700 unità,
rispetto alle 2100 iniziali, il numero dei volontari del servizio
civile in Sicilia, a vantaggio di altre regioni, come la Lombardia,
che al contrario hanno visto aumentare le risorse;
per sapere se non ritenga urgentissimo intervenire presso la
Conferenza Stato-Regioni per evitare di togliere questa opportunità
a migliaia di giovani che ne fanno richiesta, evitando così di
bloccare anche i relativi progetti che intervengono nell'ambito
dell'assistenza, dell'ambiente, della promozione culturale, della
Protezione civile e del turismo». (1845)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la Chiesa Madre di Lentini, in provincia di Siracusa, intitolata a
Santa Maria la Cava ed a S'Alfio, già Basilica e sede Vescovile, ha
subito gravissimi danni in seguito al terremoto del 13 e 16
dicembre del 1990;
è stata approvata la legge n. 433 del 31 dicembre 1991 per
consolidare e/o ristrutturare tutti gli immobili colpiti da detto
evento calamitoso;
anche la sopra citata Chiesa è stata inserita tra gli immobili di
rilevante pregio artistico ed architettonico destinatarie di detti
fondi;
rilevato che:
il progetto originariamente prevedeva un impegno di 1 miliardo e
800 milioni di lire;
di detto progetto è stato finanziato un primo stralcio, utilizzato
per i lavori di consolidamento, relativamente alle coperture, per
un importo a base d'asta di circa 800 milioni di lire e di questi
sono stati effettivamente spesi, a seguito di ribasso, 517 milioni
di lire;
per la parte non eseguita del progetto iniziale è stato
successivamente richiesto uno stralcio delle priorità, tenendo
conto di una disponibilità di euro 500.000,00, così come si evince
dal piano di rimodulazione dei fondi della suddetta legge n. 433
del 1991;
accertato che:
la comunità di Lentini da anni, giustamente, reclama l'immediata
riapertura della Chiesa Madre, ancora oggi puntellata e non del
tutto agibile, a causa della collocazione di reti di protezione dei
soffitti pericolanti per possibile distacco degli stucchi e delle
cornici in gesso;
la sovrintendenza ai beni culturali e ambientali della provincia
di Siracusa, con prot. n. 2946/80P, ha fatto pervenire, tanto al
dipartimento regionale della protezione civile di Palermo, quanto
al servizio regionale di protezione civile della provincia di
Siracusa, uno stralcio funzionale del progetto per il
consolidamento ed il restauro degli stucchi e delle cornici in
gesso interni alla Chiesa Madre, così come ripetutamente richiesti
dal dipartimento regionale di protezione civile;
tale progetto, dell'importo complessivo di euro 986.435,42, di cui
811.409,85, per l'esecuzione di lavori, ed euro 175.025,57 per
somme a disposizione, è immediatamente esecutivo;
il direttore generale pro tempore della protezione civile, ing.
Salvatore Cocina, con proprio d.d.g. n. 1778 del 22 dicembre 2009,
firmava il decreto di finanziamento per i lavori di recupero e
conservazione della Chiesa Madre di Lentini, per un importo pari a
euro 1.025.000,00, impegnandoli sul cap. 516007;
la ragioneria centrale della Presidenza, con proprio provvedimento
n. 581 del 30 dicembre 2009, restituiva, non registrato, il
provvedimento de quo con i relativi allegati 'pregando di
provvedere in merito alle osservazioni esposte';
le motivazioni addotte sono le seguenti: 'si restituisce il
provvedimento in oggetto meglio descritto stante che non è stato
predisposto l'impegno delle somme relativo all'intervento ai sensi
dell'art. 64 della Legge Regionale 27/4/1999 n. 10, così come
comunicato dall'Assessorato Regionale Bilancio e Finanze n. 16 del
10 Agosto 1999';
considerato che:
un nuovo decreto di finanziamento (d.d.g. 117), pari ad euro
1.025.000 è stato firmato il 30 marzo 2010;
detto decreto è stato registrato al n. 302 della ragioneria
centrale con provvedimento del 13 aprile 2010;
nonostante sia già decorso un anno dalla firma del decreto, ad
oggi non è stato ancora fissato il giorno di espletamento della
gara;
la Chiesa rischia di crollare su se stessa e che l'importo
stanziato, nel caso di ulteriori ritardi, non potrebbe essere
sufficiente per eseguire i lavori previsti;
per sapere:
se non ritenga urgentissimo accelerare l'iter delle procedure atte
a bandire la gara e ad iniziare i lavori di completamento del
restauro della Chiesa Madre di Lentini;
se non ritenga necessario chiedere all'U.RE.GA. (ufficio regionale
per l'espletamento della gare d'appalto) di Catania di fissare in
primis ed immediatamente il giorno di espletamento della gara
prevista dal nuovo decreto di finanziamento». 81846)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«All'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
'Casa Marconi', con sede in Palermo e una dotazione di circa 160
posti letto, è stata in convenzione con l'ERSU di Palermo per
l'alloggio e la ristorazione degli studenti universitari da oltre
20 anni, fino al 30 giugno 2010, data da cui è stato sospeso il
relativo servizio;
da tale data, n. 13 unità di personale della 'Casa Marconi' sono
in cassa integrazione guadagni ed in mancanza di ripresa
dell'attività lavorativa rischiano il licenziamento;
in atto è in funzione la sola mensa del 'Santi Romano' gestita
dalla ditta COT, che è consorziata con la CNS di Bologna,
aggiudicataria dell'appalto GLOBAL SERVICE;
la presenza di una sola mensa determina inevitabili disagi agli
studenti, costretti a lunghe file di attesa e a ricevere una
qualità dei servizi non ottimale a causa della mancanza di
concorrenza;
considerato che:
la mensa Marconi giornalmente confezionava circa 800 pasti
pranzo/cena per un totale settimanale di circa 4000 pasti, a costi
inferiori a quelli pagati per il il pasto alla ditta COT, cui
l'ERSU riconosce un incentivo in più per la realizzazione di alcune
opere;
gli studenti hanno promosso una petizione con oltre 1400 firme per
la riapertura di altre mense il cui onere non graverebbe sul
bilancio ERSU in quanto resterebbe invariato il numero degli aventi
diritto;
per sapere se non ritenga opportuno ripristinare il budget degli
ERSU siciliani ai livelli del 2010 onde tutelare il diritto allo
studio riconosciuto agli studenti, che presuppone servizi adeguati
alle loro esigenze, ed in particolare per l'ateneo del capoluogo
sollecitare l'indizione di una nuova gara di appalto per l'apertura
di altre mense cittadine in grado di diversificare l'offerta,
migliorare la qualità del servizio e salvaguardare l'occupazione di
quei lavoratori su cui pesa drammaticamente il rischio di
licenziamento». (1844)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
FARAONE
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Mineo è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 20 aprile
2011, la mozione numero 262 «Iniziative per l'inserimento nel nuovo
avviso di selezione per il conferimento di incarichi relativi al
progetto In.La.Sicilia di soggetti che hanno maturato analoga
esperienza nella precedente edizione del progetto stesso», degli
onorevoli Apprendi, Digiacomo, Oddo e Panepinto.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Consorzio ASI di Palermo, a seguito della deliberazione del
Comitato direttivo n. 24 del 30 giugno 2009, ha indetto una
pubblica selezione per il conferimento di 32 incarichi di
collaborazione coordinata e continuativa, per supportare la
Direzione generale nello svolgimento delle attività relative al
progetto 'In.La. Sicilia';
tale bando - di cui non si conosce la data di emanazione, non
essendo rinvenibile nell'avviso di selezione pubblica - indicava,
quale data di scadenza, un termine di presentazione delle istanze
originariamente fissato al 4 marzo 2011, poi prorogato all'8 marzo
2011;
il progetto In.La. Sicilia in questione ha già avuto una prima
edizione a seguito della quale l'Assemblea regionale siciliana, con
ordine del giorno n. 121, accettato come raccomandazione dal
Governo nella seduta d'Aula n. 78 del 2009, impegnava lo stesso
Governo ad adottare, nei confronti dei soggetti tutor già avviati
nel progetto In.La, misure volte ad assicurarne l'individuazione ai
fini di analoghi incarichi da conferire nell'ambito delle azioni di
tutoring che si fossero rese necessarie nella predisposizione di
percorsi formativi della nuova programmazione comunitaria e del
piano regionale dell'offerta formativa (PROF);
il Consorzio ASI disponeva già, pertanto, per i profili
professionali in questione, di una graduatoria relativa al
precedente reclutamento di tutor d'aula, che avrebbe potuto essere
utilizzata per il conferimento dei nuovi incarichi della durata di
6 mesi, salvo la proroga che potrà essere riconosciuta, anche a
singoli collaboratori, come si evince dall'avviso di selezione;
non è dato sapere, peraltro, con quali mezzi d'informazione a
diffusione regionale sia stata data pubblica notizia dell'avviso di
selezione, che nella prima edizione aveva trovato diffusione a
mezzo stampa ('La Repubblica','Giornale di Sicilia');
diversi soggetti con mansioni di tutor nella precedente edizione
del progetto non hanno potuto partecipare a detta selezione, di cui
si è venuti a conoscenza a termine ormai scaduto di presentazione
delle istanze grazie ad un articolo pubblicato sul 'Giornale di
Sicilia' in merito ai criteri di formazione delle graduatorie;
in maniera del tutto irragionevole, l'avviso di selezione indica
che 'in linea con i principi progettuali, volti a promuovere
politiche occupazionali di sviluppo del lavoro principalmente per
le classi sociali che versano in condizioni di disagio, nel
conferimento degli incarichi di minor profilo professionale, sarà
considerato inoltre come titolo preferenziale l'accertamento dello
stato di disoccupato/inoccupato e/o pensionato', non contemplando
parimenti quello di iscrizione nelle liste dei disabili per il
collocamento obbligatorio,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le attività produttive
nel quadro di quanto già accettato quale raccomandazione con
l'ordine del giorno n. 121 del 2009, ad inserire di diritto 'a
pettine', nella formulazione delle istanze frattanto pervenute,
anche i soggetti che hanno già maturato analoga esperienza nella
precedente edizione del progetto In.La. Sicilia per i medesimi
profili professionali messi a bando con il nuovo avviso di
selezione, assicurando ampia diffusione del medesimo a mezzo stampa
e prevedendo quale titolo preferenziale anche la condizione di
disabile iscritto nelle liste tenute presso l'Ufficio provinciale
del lavoro e della massima occupazione». (262)
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
630 ter-630 quater/A «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
triennio 2011-2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale»
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-
630 ter-630 quater/A «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
triennio 2011-2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-630 ter-
630 quater/A «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2011. Legge di stabilità regionale».
Invito i componenti della Commissione Bilancio a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che la discussione generale è stata rinviata all'articolo
1.
A seguito della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
svoltasi ieri sera, è stato deciso di avviare e concludere la
discussione generale oggi, nella seduta antimeridiana, sospendere i
lavori d'Aula per una pausa pranzo e riprendere nel pomeriggio con
l'esame dell'articolato del bilancio di previsione della Regione,
avendo come obiettivo quello di concluderne l'iter legislativo
entro questa notte.
In considerazione di ciò, volevo dare alcuni chiarimenti all'Aula
al fine di avere contezza del lavoro che ci aspetta nei prossimi
giorni e delle decisioni prese dalla Presidenza sui documenti
contabili all'esame del Parlamento.
Onorevoli colleghi, la scadenza del 30 aprile rappresenta il
termine ultimo stabilito dalla Costituzione per l'autorizzazione
all'esercizio provvisorio nelle more dell'approvazione del
bilancio. Decorsa tale data l'Amministrazione si troverà priva del
fondamentale strumento giuridico-contabile per poter espletare non
solo le sue politiche, ma la stessa attività ordinaria.
In correlazione con tale scadenza, va dunque garantito come
assoluto e inderogabile l'adempimento costituzionale
dell'approvazione della legge di bilancio e della finanziaria.
In ragione di tale obiettivo, il Regolamento interno affida alla
Presidenza il compito di garantire le condizioni affinché i lavori
dell'Assemblea si possano svolgere coniugando il diritto dei Gruppi
e dei singoli deputati ad esercitare le proprie prerogative, ma
collocando l'esercizio di tali prerogative in un quadro di
compatibilità procedurali e temporali che garantiscano
l'adempimento delle prescrizioni costituzionali prima richiamate.
In questo senso, la Presidenza nella seduta del 21 aprile scorso
ha indicato all'Aula - che ne ha preso atto - il percorso che deve
consentirci di definire i documenti finanziari inderogabilmente nei
tempi fissati.
E' intendimento della Presidenza operare perché questo percorso
possa realizzarsi pienamente indicando per il prosieguo dei lavori
anche le modalità di contingentamento dei tempi della discussione.
Al contempo, vi è la volontà di condividere e confrontare
preliminarmente con i Presidenti dei Gruppi parlamentari le
principali questioni procedurali, al fine di garantire uno
svolgimento ordinato della discussione e il pieno rispetto dei
tempi.
Si reputa ciò fondamentale proprio in ragione della delicatezza
delle questioni che dovremo affrontare e della complessità delle
materie da discutere sia con riferimento al bilancio che alla
finanziaria, che impone un supplemento di responsabilità e di senso
della misura nella conduzione e nello svolgimento dei lavori.
In questo senso, si fa appello alla piena collaborazione ed
all'assunzione di responsabilità dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari perché aiutino l'azione della Presidenza in modo che,
con il concorso di tutti, si possano garantire le condizioni
ottimali per lo svolgimento della discussione che potrà essere tesa
quanto si vuole, ma dovrà essere rispettosa delle regole e degli
impegni che abbiamo tutti insieme assunto.
Principali questioni procedurali sul bilancio. La seduta di oggi
avvierà la discussione del bilancio. In relazione a tale esame, vi
sono alcuni aspetti procedurali che desidero sottoporre
all'attenzione dell'Aula.
1) I fascicoli degli emendamenti al bilancio sono stati
predisposti seguendo all'interno delle singole amministrazioni
l'ordine delle U.P.B. e all'interno di queste mantenendo la
esplicazione dei capitoli. E' questa l'impostazione che è stata
decisa e seguita durante l'esame in Commissione Bilancio - peraltro
in linea con la prassi seguita in questi anni - e ammettendo,
sempre che siano compatibili, anche più votazioni all'interno della
stessa U.P.B. Anche in Aula si seguirà la stessa impostazione,
tenendo conto che, dal prossimo anno, ci dovrebbero essere una
nuova struttura di bilancio, nuove modalità di votazione e novità
regolamentari, che dovremmo adottare in conseguenza della riforma
della struttura e delle procedure di bilancio.
2) Tra gli emendamenti presentati al bilancio, ve n'è uno proposto
dalla Commissione Bilancio che riguarda U.P.B. e capitoli di tutte
le rubriche del bilancio; un emendamento che rappresenterebbe il
risultato del lavoro sul bilancio operato in Commissione e che,
tuttavia, per varie questioni è stato deciso di portare
direttamente in Aula. Essendo dunque un testo che, in qualche modo,
è rappresentativo del lavoro istruttorio della Commissione e
presentando una copertura finanziaria unitaria, esso dovrebbe
essere esaminato nella sua interezza all'inizio della discussione;
sotto il profilo della procedura, questo comporterà che verranno
dichiarati assorbiti gli ulteriori emendamenti che riguardano gli
stessi capitoli interessati alla manovra della Commissione; sotto
il profilo sostanziale, la Presidenza auspica che, approvato tale
emendamento, i Gruppi ritirino, se non tutti, la gran parte degli
emendamenti.
3) Alcuni emendamenti al bilancio (compreso quello della
Commissione) operano le coperture finanziarie delle maggiori spese
sui fondi di riserva o sui fondi per le nuove iniziative
legislative; al riguardo, la Presidenza deve segnalare che i fondi
di riserva sono oggetto della manovra della finanziaria proposta
dal Governo che mira proprio ad incrementarne la dotazione,
fissandone con norma l'importo minimo di 450 milioni di euro, da
iscrivere al bilancio (articolo 1 della legge finanziaria); i fondi
per le nuove iniziative legislative di parte corrente iscritti in
bilancio(per 93 milioni di euro) pur se formalmente disponibili,
sono interamenti utilizzati e azzerati con la nuova manovra operata
dalla finanziaria.
La Presidenza, quindi, deve avvertire che ogni copertura a carico
di queste disponibilità, ci imporrà di rivedere l'equilibrio della
finanziaria ancor prima di iniziarne l'esame.
Alternativamente, andrebbe considerata la possibilità di operare
coperture finanziarie diverse da quelle indicate.
4) L'onorevole De Luca ha presentato 3.708 emendamenti al
bilancio; si tratta di emendamenti che riguardano la gran parte dei
capitoli del bilancio e con una impostazione spesso a scalare con
la medesima copertura che ricorre per una molteplicità di finalità.
E' evidente che laddove questo intende attestare la volontà
dell'onorevole De Luca di partecipare attivamente ai diversi
aspetti della discussione del bilancio, la Presidenza garantirà,
nelle forme regolamentari, il legittimo esercizio di tali
prerogative.
Nel contempo, però, l'onorevole De Luca - e questo è un appello -
è invitato a collaborare con la Presidenza per scongiurare pratiche
ostruzionistiche, che possano compromettere l'ordinato svolgimento
dei lavori, il libero confronto delle posizioni sul merito dei
problemi ed il rispetto delle scadenze che, assolutamente, è
essenziale.
Preciso che gli emendamenti dell'onorevole De Luca sono stati
fotocopiati in numero di copie ridotto (le canoniche 100 copie per
i deputati e gli uffici avrebbero aggiunto ulteriori 37.000
fotocopie alle circa 250 mila che sono già state realizzate ed
ordinate tra lavori in Commissione Bilancio ed Aula), per cui
abbiamo fatto soltanto due fotocopie degli emendamenti
dell'onorevole De Luca per evitare che la finanziaria contenesse un
capitolo per le spese per approvare la finanziaria. Si possono,
quindi, consultare durante il corso dei lavori in Aula. Sarà cura
della Presidenza rendere disponibili, nelle copie necessarie, gli
emendamenti sottoposti a votazione.
Per quanto riguarda la finanziaria, a fronte di un testo base
esitato dalla Commissione che si presenta essenziale nelle
dimensioni e nei contenuti, vi sono circa 700 emendamenti
aggiuntivi di iniziativa parlamentare ed un maxiemendamento del
Governo che spaziano su un complesso di argomenti, molti dei quali
di estrema complessità ed il cui approfondimento e deliberazione,
in tanti casi, non si conciliano con i tempi stretti che abbiamo di
fronte per concludere l'approvazione della finanziaria.
Su questo aspetto, la Presidenza, ferme restando le proprie
prerogative, circa le garanzie sul contenuto proprio della
finanziaria, raccogliendo le indicazioni che sono state avanzate,
anche, nel corso della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, tenutasi ieri, intende verificare con il Governo ed i
Gruppi parlamentari, le soluzioni migliori - ma anche
effettivamente praticabili - per definire una finanziaria che dia
risposta alle tante aspettative che ci sono.
In tal senso, la Presidenza ha operato un esame del
maxiemendamento del Governo e disposto lo stralcio delle seguenti
disposizioni:
articolo 3 con esclusione dei commi relativi alle dismissioni
immobiliari connesse alle maggiori entrate riportate nella tabella
annessa all'emendamento;
articolo 4, commi 1 e 2; articolo 6, comma 3; articolo 14;
articolo 17, comma 2; articolo 18; articolo 20; articolo 27, comma
2, lettera d); sul testo in discussione si rappresenta tuttavia la
necessità di una riformulazione, quindi, di una riscrittura;
articolo 28; articolo 30; articolo 32; articolo 36; articoli 38,
39, 40 e 41; articolo 42, commi 2, 3, 4 nella parte introduttiva
del comma 2 ter, 5 e 6; articolo 43; articolo 45; articoli 50, 51 e
53; articolo 55, comma 2.
A questo esame, seguirà la valutazione in termini di ammissibilità
degli emendamenti aggiuntivi di iniziativa parlamentare - che sono
700 - che la Presidenza ha già avviato e che sarà definito con lo
spirito di collaborazione e confronto con il quale si intende
condurre questa fase dei lavori e sarà definito nelle prossime ore.
Tuttavia, dovendosi mantenere ferma la priorità assoluta di
definire nei tempi concordati i documenti finanziari nei loro
contenuti necessari, la Presidenza si riserva di valutare
ulteriormente la possibilità di intervenire sulla materia anche in
questo momento dichiarata ammissibile.
Dichiaro aperta la discussione generale unificata dei due disegni
di legge.
E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di procedere alla
discussione generale, voglia il Presidente valutare la opportunità,
alla luce della continua ridiscussione della finanziaria,
relativamente ai maxi emendamenti presentati dal Governo che, di
fatto, ritengo non ci sia ad oggi stata la possibilità anche di una
valutazione nel merito e, pertanto, a mio avviso, anche per una
maggiore razionalità e consentire di dare un maggior contributo in
quello che è lo spirito, la ratio, del Regolamento che vede prima
l'analisi nella Commissione di merito, ritengo che questo tipo di
percorso debba farci riflettere perché ritorni in Commissione
Bilancio la finanziaria con il maxi emendamento che, di fatto,
rispetto al testo approvato ed esitato dalla Commissione,
sostanzialmente ne snatura l'impostazione originaria. Il Parlamento
deve sapere qual è l'opportunità che concretamente la Commissione
viene a fornire, qual è il lavoro che ha preparato, qual è la
definizione di un percorso che in maniera seria e ragionata tutti i
Gruppi parlamentari hanno affrontato in Commissione.
Alla luce del testo della finanziaria esitato dalla Commissione,
ritengo incomprensibile un maxi emendamento sulla finanziaria
stessa esitata dalla Commissione che, di fatto, ne stravolge
l'impostazione, i contenuti, la razionalità che fino a quel momento
si è voluto seguire.
Vista anche la sua corposità, la contraddittorietà e il senso
eccessivamente arrogante che viene portato avanti, è opportuno,
probabilmente, che torni in Commissione perché in quella sede possa
esserci un confronto più sereno, più serrato e anche più produttivo
e fornire quindi all'Aula un testo che, alla luce di un'analisi e
di un passaggio che istituzionalmente dobbiamo garantire,
probabilmente sarà più comprensibile e, perché no, meglio
valutabile e, speriamo, anche più razionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha
facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, ieri, in quest'Aula, intorno alle ore 17.00, abbiamo
chiesto alla Presidenza convocare la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari perché ci si rendeva conto che il percorso
avviato dall'Aula non avrebbe poi consentito a tutti noi di
raggiungere il traguardo - come lei ha detto bene, signor
Presidente - dell'approvazione del bilancio nei termini indicati,
cioè il 30 aprile prossimo venturo.
La Presidenza ha convocato la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e, all'interno di quel percorso, dentro quel lavoro,
ci aspettavamo il raggiungimento di un sostanziale accordo.
Soprattutto si pensava che la Finanziaria tracciata nel maxi
emendamento del Governo, firmata tra l'altro dall'assessore Armao e
non dal Presidente della Regione, quel maxi emendamento
introducesse una nuova finanziaria. Il Presidente del mio Gruppo
parlamentare l'ha definita un'appendice della Treccani. Avremmo
voluto che si ragionasse all'interno della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per giungere ad un percorso
condiviso.
Signor Presidente, ho cercato di seguire il suo ragionamento nel
momento in cui ha dichiarato inammissibili alcuni emendamenti del
Governo.
Si riduce, di fatto, la finanziaria a 25 articoli. Ma alcune norme
mi sembrano ancora incomprensibili. Non so se la Presidenza sia
riuscita a capire come ci si vuole regolare, ad esempio, per la
soppressione degli IACP. Un articolo sopprime in parte gli istituti
ma in parte li lascia in vita.
Abbiamo apprezzato la soppressione da parte della Presidenza
dell'articolo 18. Di fatto, con quell'articolo si consentiva al
Presidente ad libitum di tenere in vita alcuni enti, alcuni organi
collegiali e fare in modo che altri non so se all'interno di
quell'articolo era anche prevista la soppressione delle province.
Signor Presidente, giustamente lei si è regolato in maniera
intelligente e quell'articolo lo ha dichiarato inammissibile. E'
innegabile che siamo davanti ad un fatto assolutamente nuovo.
La democrazia ha un costo. La democrazia è anche faticosa. La
democrazia molte volte ammette riti che poi servono, non certamente
a chi li pratica, ma a chi è poi il destinatario di quei riti.
Ci rendiamo conato che dobbiamo fare presto, ma dobbiamo avere la
consapevolezza che dobbiamo fare presto ma dobbiamo fare bene. Non
dobbiamo recare nocumento al popolo siciliano.
Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica
BUZZANCA. Qui ci sono molti medici, e sanno che il principio di
Ippocrate prevede primum non nocere'. Qui mi pare che non siamo in
questa fattispecie. Qui siamo davanti ad un percorso che è affidato
alla buona volontà dei Gruppi parlamentari, è affidato alla buona
volontà dei singoli parlamentari. Manca un disegno, un progetto.
Questo Governo non sta dando buona prova di buona amministrazione.
Al contrario, ci consegna delle norme che sono valide al mattino,
che diventano poco valide il pomeriggio e poi vengono invalidate in
parte e giustamente dalla Presidenza e in parte dalla stessa
maggioranza.
Il Parlamento non è messo in condizione di poter operare al
meglio. I singoli parlamentari non hanno la possibilità di
approfondire i testi non solo perché, giustamente io dico, i tempi
sono contingentati ma anche perché ci rendiamo conto che siamo
inseguiti dalla fretta.
Ma perché siamo inseguiti dalla fretta?
Perché il Governo ci sta obbligando ad esaminare la manovra di
bilancio e la finanziaria soltanto a partire dal 26 di aprile?
Questo dobbiamo capirlo; dobbiamo comprendere dove si vuole
arrivare; dobbiamo avere la consapevolezza che molte norme scritte
così e che poi magari risultano incomprensibili, possono creare un
gravissimo danno, un gravissimo vulnus e, in molte occasioni,
l'impossibilità di conoscere quali dei 700 emendamenti apportati
alla manovra finanziaria approvati - io dico legittimamente e con
particolare attenzione e con le rassicurazioni che venivano dalla
maggioranza, questa maggioranza costituita all'interno di questa
Aula in dispregio di qualunque forma di democrazia - saranno resi
ammissibili. E parlo di emendamenti aggiuntivi che vengono
dall'Aula, dal Parlamento e, di conseguenza, vengono dal popolo
siciliano.
Non sappiamo cosa accadrà da qui a qualche ora, ma siamo
preoccupati ovviamente dello scioglimento dell'Assemblea; abbiamo
paura che qualcuno possa intervenire in via sostitutiva e, quindi,
inseguiti dalla fretta, stiamo tentando con la collaborazione di
Gruppi parlamentari e con la intermediazione importante della
Presidenza di giungere ad un testo che sia il più possibile
condiviso. Ma non sono queste le condizioni che ci consentiranno di
raggiungere un testo condiviso. Sono troppi i settori che vedo
assenti: penso all'agricoltura, penso alla sanità, penso alla
stessa formazione, penso ai capitoli di spesa, penso ai capitoli di
entrata, penso ai balzelli che verranno poi addossati agli
operatori siciliani, penso agli operatori della nautica, penso al
costo dell'acqua, penso cioè a tanti elementi che devono
consentirci necessariamente un approfondimento.
E quale può essere, signor Presidente, un approfondimento,
onorevoli colleghi?
Certamente, non quello consegnato alle segrete stanze, agli
accordi sottobanco fatto magari da questo o da quel parlamentare.
Penso ad una sede istituzionale, atteso che si tratta di un altro
documento, atteso che si tratti di fatti altri, atteso che nulla ha
a che vedere quella finanziaria con l'approfondimento fatto dopo
giorni di lavoro all'interno della Commissione Bilancio.
Allora, qualcuno prima di me lo ha detto esattamente - l'onorevole
Nino D'Asero - io ritengo che quella proposta debba essere
accettata e che la Presidenza, dando tempi certi, debba consentire
alla II Commissione, competente in materia di bilancio e
finanziaria, di approfondire e di stendere un documento che sia
condiviso e che soprattutto vada incontro alle esigenze di tutte le
categorie produttive, ma che dia anche un senso alla politica
perché qui, invece di governare i problemi, cari colleghi, invece
di fare in modo che la politica abbia la p maiuscola, la stiamo
mettendo sotto, in un momento delicato per questa Assemblea -
abbiamo assistito ad un altro arresto, un altro collega che da ieri
è agli arresti domiciliari; vi sono 17 indagati in questa Assemblea
-, quindi, un momento delicato, un momento particolare e non
possiamo consentirci di andare avanti irresponsabilmente. Dobbiamo
avere un percorso condiviso tra i Gruppi parlamentari, ciascuno nel
rispetto del proprio ruolo; faccia la maggioranza il proprio ruolo,
faccia l'opposizione il proprio ruolo, ma il Governo deve fare la
propria parte.
Dobbiamo capire dove si vuole arrivare perché ci rendiamo conto
che abbiamo sì scremato la finanziaria, siamo giunti a 25 articoli,
ma dov'è la fase di pianificazione e programmazione da parte del
Governo?
Voglio capire e penso che voglia capirlo anche l'Aula se questa
volta il Presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo,
apporrà la firma a questa finanziaria, che non c'è e non è un
elemento da poco. Addirittura, si sussurra che il Presidente della
Regione, non so se strumentalmente, non so se sostanzialmente,
abbia preso le distanze dal proprio assessore per l'economia.
Questo, secondo me, non è più tollerabile. Credo che la Presidenza
debba prendere in mano la situazione e, in vacanza di ruolo del
Governo, debba fare in modo che l'Assemblea si appropri del proprio
ruolo perché l'Assemblea rappresenta tutto il popolo siciliano.
Allora, se così è, si torni rapidamente in Commissione; si cerchi
di stendere un documento che sia il più possibile condiviso; si
faccia in modo che il Governo dia finalmente un taglio per farci
capire e per dare indicazioni al Parlamento sulle reali intenzioni
e si vada rapidamente avanti.
Signor Presidente, sarò facile profeta: sono convinto che si andrà
avanti in questo clima e con questo meccanismo di scontro, che non
serve a nessuno, non serve alla politica, non serve
all'imprenditoria, non serve alle categorie produttive, non serve
alla Sicilia e non serve ai siciliani.
Ricordo la finanziaria dell'anno scorso, ho ben presente ciò che è
successo; ma soprattutto so che molti inganni, che molte
aspettative accese in quel momento, non solo sono state tradite
perché non era possibile dare corso a quella legge finanziaria,
rimasta in gran parte inattuata - perché la legge finanziaria è
rimasta in gran parte inattuata, e questa sarebbe ben poca cosa -,
ma vi è di più: purtroppo, si sono creati meccanismi e storture che
stanno nocendo, e non poco, alla Sicilia e al popolo siciliano.
Signor Presidente, faccio appello a lei, spero che la nostra
richiesta sia condivisa dalla Presidenza, che si torni subito in
Commissione Bilancio e rapidamente si possa giungere ad un
documento con le caratteristiche che deve avere una finanziaria:
un'indicazione che viene dal Governo, una condivisione che viene
dal Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio in
ordine a questa proposta di ritorno in Commissione, ho il dovere di
esprimere il mio dissenso, non perché non condivida l'esigenza di
approfondire le tematiche che sono state sottoposte ulteriormente
da parte del Governo con i vari maxi emendamenti che si alternano,
ma perché - lo ribadisco ancora una volta - l'UDC non è presente
in Commissione. E' arrivato il momento che si faccia sintesi; non
vorremmo arrivare al 30 aprile notte e stare ancora qua a discutere
per approvare una finanziaria che, poi, saremo costretti a
disconoscere il giorno dopo.
Chiedo al Presidente dell'Assemblea, in questo momento facente
funzioni, di sospendere l'Assemblea per una o due ore almeno per
raccordarci sul percorso da seguire. Devo dare atto al Presidente
dell'Assemblea, onorevole Cascio, di avere svolto un'attività di
depurazione di alcune norme che obiettivamente avevano poco a che
vedere con i testi in esame.
Apprendo sempre dai giornali che non c'è condivisione sul testo
del maxi emendamento, presentato dal Governo, da parte anche degli
assessori. Mi fa piacere che alcune norme sono state stralciate per
cui ancora il momento di sintesi, nell'interesse di carattere
generale della nostra Isola, non è avvenuto e non riesco a
comprendere - su questo dobbiamo fare tutti uno sforzo - quale
debba essere questo momento di sintesi. Non parlo di camera di
compensazione, non dico che bisogna venire incontro, per carità,
alle esigenze dei singoli parlamentari - ce ne guarderemmo bene -
ma, obiettivamente, siamo partiti con una finanziaria e arriviamo,
a poco meno di tre giorni dall'approvazione, con tutto un altro
testo. C'è una grande confusione
Signor Presidente facente funzioni, onorevole Formica, le chiedo
di sospendere almeno per un'ora o due per raccordarsi con i Gruppi
parlamentari perché, siccome, ripeto, non c'è il momento della
sintesi, occorre capire verso dove stiamo andando a parare con
questa finanziaria. Diversamente, arriveremo al 30 aprile, ripeto
sulla base dell'esperienza maturata, e uscirà fuori una finanziaria
rispetto alla quale ognuno di noi sarà costretto, se non altro per
rispetto della propria coscienza, a prendere le distanze.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al contrario di
quanto affermato dall'onorevole Ardizzone, ritengo che sia
assolutamente opportuno che si sospendano i lavori d'Aula e che si
dia la possibilità a tutti i deputati di valutare questo maxi
emendamento che non mi sembra altro che una legge omnibus che
comprende una quantità di argomenti talmente vasta che non può
sicuramente essere considerata soltanto con una semplice lettura.
Assume la Presidenza il Presidente Cascio
Vorrei ricordare che, a fronte dei tagli che il Presidente
dell'Assemblea ha giustamente apportato, esistono ancora tantissime
norme di cui viene semplicemente riportato soltanto un riferimento
normativo.
Credo chesia doveroso, alla luce soprattutto delle considerazioni
che sono state fatte durante l'esame della finanziaria in
Commissione Bilancio, che comunque restava il luogo in cui fare
questa scrematura perché ritengo che la Commissione avesse proprio
questo obiettivo, così come da Regolamento, la Commissione
dovrebbe, in qualche modo, filtrare tutte le istanze che provengono
dai parlamentari per poi arrivare ad un accordo, che poi
chiaramente verrà valutato dall'Aula.
Qui, tutto avviene al contrario. Purtroppo, le regole vengono
sovvertite e, anche in questo caso, la Commissione non ha potuto
procedere perché da parte della maggioranza che sostiene questo
Governo non è stata scelta questa strada.
Ci si è appellati ad un testo snello, a un testo piuttosto esile
che arrivasse presto in Aula per agevolare i lavori e per
velocizzare l'approvazione di una norma, una norma finanziaria e
una norma di bilancio che in realtà attendevamo già da tempo.
Vorrei, infatti, ricordare a me stessa e a tutti i colleghi che
questo è il terzo anno che procediamo in corner all'approvazione
del disegno di legge in materia finanziaria e, soprattutto, abbiamo
approvato già due esercizi provvisori, quindi siamo ormai con le
spalle al muro.
Non vorrei, signor Presidente, che questo tentativo di averci
portato così celermente in Aula, quasi saltando a piè pari
l'attività della Commissione Bilancio - che avrebbe voluto
sicuramente approfondire meglio un documento così complesso -,
fosse un atteggiamento, questo sì veramente ai limiti
dell'ostruzionismo, per non consentire a ciascuno di noi,
innanzitutto di comprendere appieno quella che è la portata non
soltanto economica ma legislativa di questo provvedimento e,
soprattutto, mi auguro che non sia il tentativo di costringerci ad
approvare un documento soltanto perché spinti dall'urgenza. Ricordo
ancora l'anno scorso che la festa dei lavoratori, l'1 maggio, è
stata festeggiata da noi deputati dentro quest'Aula.
Se anche quest'anno ci avviciniamo a vivere una situazione analoga
sol perché poi, strozzati dal tempo, saremo costretti a votare una
norma che non ci convince, che possibilmente non abbiamo neanche
compreso fino in fondo, devo dire che è assolutamente
irresponsabile da parte del Governo volerci portare a questa
situazione.
Ritengo che sia invece molto più opportuno, soprattutto alla luce
delle sue affermazioni, signor Presidente, l'ipotesi di poter
considerare un ulteriore sfoltimento di queste norme che, se
enunciate semplicemente, possono sembrare di lieve portata, ma in
realtà riformano in maniera consistente moltissimi comparti e rami
dell'Amministrazione, con conseguenze non soltanto finanziarie, ma
anche in termini di personale e di gestione e che, quindi, devono
sicuramente essere attenzionate da tutti noi.
Ritengo peraltro che, anche valutando soltanto il documento
contabile del bilancio, siano state fatte delle scelte che sono
assolutamente incoerenti con quello che oggi troviamo come
refluenza nel bilancio della finanziaria. Mi spiego meglio:
esistono alcune norme, esistono alcune variazioni di capitoli del
bilancio che oggi non hanno più ragion d'essere alla luce di alcune
norme previste in finanziaria. Allora, valutare un documento che è
monco della parte normativa, che stravolge del tutto quello che è
il dettato del bilancio, è un infingimento e, mi permetta di dire,
signor Presidente, che a questi infingimenti l'Aula non vuole
soggiacere.
Proprio per questo motivo, credo che sia necessario dare un
congruo tempo, non soltanto ai componenti della Commissione
Bilancio, ma a tutti noi per poter valutare in maniera seria e
corretta, alla luce delle giuste considerazioni fatte dalla
Presidenza, legate al fatto che esistono dei vincoli precisi in
termini di disponibilità economica.
Mi chiedo come possano quadrare i conti alla luce del fatto che
moltissime delle norme proposte in finanziaria hanno un'enorme
refluenza, una grossa portata economica.
Allora, credo che sia saggio, appellandoci alle premesse della
Presidenza, che il clima di quest'Aula si rassereni, e credo che
sia saggio da parte del Governo riconsiderare la mole di questo
emendamento che, ripeto, in passato l'opposizione definiva leggi
omnibus, additandole come qualcosa da non fare.
Purtroppo, mi sa che sono caduti anche loro in questa evenienza,
perché una legge che contiene più di 60 norme (conteneva 256 commi,
con altrettanti riferimenti normativi) non credo che possa non
definirsi legge omnibus: si spazia dalle sanatorie a nuove
imposizioni economiche, si parla di formazione professionale, si
modificano norme di una certa portata soltanto con due parole.
Io credo che tutto questo meriterebbe un approfondimento, perché
se questo è un Governo delle riforme, le riforme vanno fatte
all'interno del Parlamento in maniera approfondita, argomento per
argomento. Ridurci solo a questo appuntamento, che è l'appuntamento
più atteso non soltanto del Parlamento, ma anche di chi ci ascolta,
per affollare ed ammassare, quasi come se fossimo alla ricerca
dell'ultima norma che consenta di salvare il salvabile, io non lo
considero né un comportamento responsabile né, soprattutto, un
comportamento di programmazione.
Mi appello all'assessore Armao, che ha dimostrato più volte senso
di equilibrio nel proporre norme in altre materie, di volere
effettivamente riconsiderare l'opportunità di sfoltire enormemente
questo disegno di legge e di ritornare a quell'appello fatto in
Commissione Bilancio, che ha partorito una norma effettivamente
snella, fatta di pochi articoli che, in qualche modo, potesse
accelerare il processo di votazione del bilancio.
Se così non fosse, ritengo necessario che si dia maggiore tempo
perché quando si parla di temi come la formazione professionale,
così come l'ambiente o le case popolari, un dibattito approfondito,
non soltanto tra noi deputati all'interno di quest'Aula, ma anche
con le forze sociali, con il mondo che sta fuori da quest'Aula, é
necessario.
Le Commissioni di merito non sono state in nessun modo coinvolte
nelle scelte che il Governo oggi, con questo documento, ha fatto,
così come pure il mondo produttivo è rimasto fuori da tutte le
scelte che vengono portate oggi dentro questo documento.
Credo che in un momento come questo, in cui la politica si sta
allontanando enormemente da quello che è il mondo che sta fuori dai
palazzi, oggi più che mai un confronto con le parti sociali, con i
sindacati, con i portatori degli interessi avrebbe fatto sì che
queste norme fossero condivise; cosa che oggi, purtroppo, non
avviene.
Concludo, signor Presidente, sottolineando che, a mio avviso, il
ruolo della Commissione Bilancio, così come delle altre Commissioni
di merito, sia un ruolo istituzionale sacrosanto, e se sviliamo
anche di questo il significato della nostra presenza all'interno
dell'Aula, probabilmente perdiamo tutti.
Pertanto ritengo doveroso e opportuno che il provvedimento ritorni
in Commissione Bilancio e, per alcune materie di competenza, sia
congiuntamente trattato pure dalle Commissioni competenti, per
evitare che si affolli quel numero di emendamenti di cui la
Presidenza parlava, frutto non del singolo deputato ma delle
Commissioni per intero.
Faccio un esempio per tutti: in termini di formazione
professionale, la V Commissione legislativa propone un emendamento
a firma di tutti i componenti. Allora è chiaro che qualcosa non ha
funzionato, se un'intera Commissione non ha avuto la possibilità di
poter interloquire in maniera diretta con il Governo per portare
una norma condivisa da tutta la Commissione, che ha ascoltato
lungamente i portatori di interesse. Ritengo questo assolutamente
manchevole di un passaggio democratico, che è la consultazione.
Così come, in materia di enti locali, ritengo sia mancato un
confronto rispetto alle ulteriori variazioni che di volta in volta
il Governo ha presentato, perché dall'originaria versione del
disegno di legge n. 631, depositato qualche mese fa, ad oggi è
passata tantissima acqua sotto i ponti.
Sarebbe doveroso coinvolgere gli enti che rappresentano gli enti
locali, l'ANCI, ma anche l'UPI e le Province, tutti gli enti che
possono avere parola e voce in capitolo perché le scelte che
andremo ad operare oggi avranno refluenze importantissime sulla
vita dei grandi e piccoli enti locali, che poi sono il tessuto del
territorio del quale non possiamo dimenticarci.
Mi avvio alla conclusione, appellandomi al buon senso del Governo
per sfoltire il documento legislativo e per dare la possibilità di
un suo riesame.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi ricordo che siamo in fase di
discussione generale sul bilancio e sulla finanziaria. Per quanto
riguarda le sollecitazioni che vengono dall'Aula rispetto ai tempi
per poter esaminare il maxi emendamento, vi ricordo che di
finanziaria se ne parlerà a partire da domani, per cui questo
emendamento - che oggi è stato ridimensionato nei contenuti dalla
Presidenza - può essere subemendato con i tempi che l'Aula conosce
già.
Per tale motivo non c'è bisogno di sospendere i lavori, perché
oggi lavoreremo sul bilancio.
LEONTINI. Signor Presidente, ciò significa che la discussione
generale di oggi riguarda solo il bilancio.
PRESIDENTE. La discussione generale di oggi riguarda il bilancio;
domani, in fase di discussione dell'articolo 1 della finanziaria,
faremo una sorta di discussione generale anche sulla finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, trovo molto
corretta questa precisazione della Presidenza, perché è evidente
che non si può intervenire su un tema senza che vi siano gli
elementi della conoscenza per potere poi sostenere le proprie tesi
e le proprie convinzioni.
Nonostante questa utile precisazione, vorrei dire che siamo di
fronte ad una forma di impazzimento complessivo perché, anche nella
premessa fatta dalla Presidenza, che ha ricordato a tutti noi la
scadenza ormai prossima - siamo a circa 72 ore dal 30 aprile -, è
evidente che la conseguenza, anche sul piano della modalità di
svolgimento dei lavori, dovrebbe essere a mio avviso diversa in
ragione del fatto che, se è vero che il testo della finanziaria che
tratteremo domani è stato ridotto, è altrettanto vero che tutti
quanti sappiamo che questo bilancio quadra i conti proprio in
ragione della legge finanziaria. Quindi, alla fine bisognerà
capire, essendo in corso un ulteriore approfondimento del Governo
in ordine ad una rivisitazione degli articoli che rimangono, qual è
il corpo dell'attuale finanziaria dopo il suo dimagrimento e
bisognerà capire quali sono le conseguenze e quali sono gli ovvi
riverberi sulla manovra del bilancio stesso.
Io credo, quindi, che sarebbe molto utile - anche e soprattutto
per quelle forze politiche come Forza del Sud, non presenti in
Commissione Bilancio - avere il tempo di potere meglio esaminare e
finalmente avere un provvedimento unico, perché abbiamo la
preoccupazione che, sulla base di qualche tiratina di giacca, si
faccia qualche operazione come quella di sopprimere l'Istituto
regionale della Vite e del Vino.
Io sono per il mantenimento in vita dell'Istituto della Vite e del
Vino; però anche altri istituti che vengono fatti oggetto di
soppressione o, in altri casi, di mero raggruppamento, rimangono
tali e lo rimangono mentre, ribadisco, è in corso una riflessione e
un approfondimento. Rimangono tali senza che vi sia una logica
consequenziale ad un disegno o ad una manovra, magari perché si
continua a tirare la giacca . Io potrei fare un esempio che mi sta
molto a cuore, l'istituto del garante dei detenuti, del quale si è
parlato già in altre sedi; se ne è parlato in Commissione Bilancio,
se ne è parlato in altri tavoli. Abbiamo sostenuto che è un segno
di civiltà avere un istituto come quello del garante dei detenuti,
che è utile, che occorre, che aiuta un mondo difficile, che aiuta
nella riabilitazione, che aiuta nel reinserimento, che opera nel
campo della formazione utile alla rieducazione e al reinserimento
sociale. Ho sentito fare tanti discorsi, in alcuni casi discorsi
economici, come se la vicenda fosse legata a questo o a quel
presidente, sconoscendo anche norme ben note in ambito finanziario
nazionale che dicono che il parlamentare che svolge un ruolo
diverso rispetto a quello di parlamentare, non può avere indennità,
e dimenticando l'importanza strutturale di una determinata
autorità, che ha fini importanti e sociali.
E' stato in questo discorso che si disse stralciamo la
soppressione, manteniamolo in vita , per poi ritrovare daccapo,
ripresentata sostanzialmente dallo stesso governo e dalla stessa
maggioranza, la stessa norma che si vuole portare avanti con la
soppressione.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, qua è come se fosse una
tela di Penelope: di giorno si lavora, si cerca di trovare un
equilibrio, si cerca di trovare una sintesi virtuosa, si cerca di
avere un aggiustamento per poter andare avanti e portare a casa il
risultato importante del bilancio e di una finanziaria che sia
effettivamente correlata, strettamente connessa alle esigenze di
quadratura dei conti del bilancio e, dall'altro, si cerca di
portare avanti una finanziaria che possa essere norma non di spesa
o di killeraggio politico, ma norma che possa accelerare la spesa,
che la possa migliorare.
Abbiamo sostenuto, in questi giorni se ne parla perché è entrata
in vigore, la questione della semplificazione normativa. L'Aula
ricorderà che noi, come Forza del Sud, abbiamo inteso condizionare
un percorso parlamentare che ha visto l'approvazione, ancora una
volta, dell'esercizio provvisorio per il corrente mese di aprile,
oltre che l'approvazione della legge elettorale, soltanto in
seguito alla valutazione e all'approvazione della legge di
semplificazione.
Ma quale semplificazione maggiore e quale snellimento maggiore vi
sarebbe se si introducesse il testo che abbiamo già presentato come
Forza del Sud che, per esempio, ci dice di superare la fase
attuale, che è quella ancora dell'autorizzazione preventiva,
superando questo modo di procedere attraverso il principio che
tutte le attività non espressamente vietate o non regolate possono
essere avviate con la semplice comunicazione
Allora, vedete, alla fine stiamo parlando di un bilancio in cui vi
sono ancora troppe incertezze e di uno strumento connesso al
bilancio che è pretenzioso nei tempi, nei modi, nel contenuto,
rispetto invece alla mera necessità di portare a casa un risultato
positivo nella quadratura dei conti e soprattutto nel processo di
accelerazione della spesa, di semplificazione.
Io credo, e lo hanno ripetuto anche altri colleghi prima di me,
che sarebbe molto utile fermarsi.
La corsa contro il tempo con questa discussione, non porta da
nessuna parte; consideriamo che dopo giornate e giornate di
tentativi di mediazione che non hanno prodotto granché, ancora
stamattina, fino a pochi minuti fa, eravamo ad un testo che
qualcuno ha definito una enciclopedia Treccani, che è stato
dimagrito di circa la metà ma che, in alcuni casi, è ancora oggetto
di rivisitazione del Governo, in alcuni casi devo dire Presidente
che la maggioranza avrebbe definito, perché circola in Aula anche
un appunto in cui la maggioranza avrebbe stralciato molti più
articoli di quelli che ha stralciato questa Presidenza rispetto al
testo della finanziaria.
Ripeto, credo che sarebbe più utile fermarsi, fare un unico
momento di rivisitazione e di ricognizione da portare all'esame dei
Gruppi parlamentari perché una corsa contro il tempo interrotta
continuamente da atti, da strumenti finanziari, da emendamenti, da
testi che sono a volte contraddittori fra di loro, come lo sono
ancora una volta questi, non serve a nessuno. L'altra volta avevamo
il parco di Agrigento, oggi abbiamo altri articoli che sono
pienamente contraddittori. Signor Presidente, l'articolo 42, che
lei ha mantenuto in vita, sostanzialmente svuota di significato la
riforma sanitaria che qualche tempo addietro in questa Aula in
maniera trasversale ha apprezzato e votato, quindi è ancora un
testo pieno di contraddizioni e avrebbe bisogno, proprio per quelle
prerogative dei parlamentari, ma ancor di più per l'interesse
generale della nostra Regione, di un vero momento di
approfondimento sul quale lavorare.
Lavorare di corsa, lavorare contro il tempo, con testi che vanno
cambiando, vanno modificandosi, potrebbe non essere la migliore
delle soluzioni per portare un risultato veramente positivo.
Per questo si è arrivati alla questione De Luca , con un numero
di emendamenti che sarebbero costati tempo e fatica ulteriori
rispetto a quelli che ha messo in campo negli Uffici, che ringrazio
per la distribuzione degli emendamenti ordinari.
Questo è un modo contorto di lavorare, un modo patologico, per il
quale io credo, e mi rivolgo ancora una volta con la massima
referenza alla Presidenza di questa Assemblea, che piuttosto che
lavorare in questo clima e con questi tempi, ci possa essere
effettivamente quello che compete ad ogni forza parlamentare e ad
ogni gruppo, oltre che ad ogni singolo deputato, che è il momento
della chiarezza definitiva. Una volta per tutte si richiami il
Governo ad essere conseguente ai tempi e ai modi, senza la
presunzione di portare finanziarie incompatibili con i tempi e i
modi e con le necessità di fare il bilancio.
Lei, signor Presidente, sia garante di tutto questo per assicurare
a ciascuno di noi l'esercizio di una attività che sia semplice e
immediata nell'approvazione del bilancio e nella finanziaria, che
sia conseguente alla quadratura dei conti perché si arrivi alla
conclusione di una finanziaria che serva, con un solo modo di
snellimento e di accelerazione, come per esempio, quello di
superare la logica burocratica della autorizzazione preventiva. Un
esempio per tutti
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io mi
limiterò a fare alcune brevi considerazioni contenendo il mio
intervento in qualche minuto, perché ritengo assolutamente doveroso
esternare alcune riflessioni in merito al documento contabile che
sancisce la politica economica di qualsiasi governo, quale
certamente é il bilancio di previsione.
Sono perfettamente consapevole del contesto di gravissima crisi
economico-congiunturale in cui si collocano questo bilancio e
questa finanziaria e delle difficoltà con cui dobbiamo
confrontarci, alcune delle quali certamente ascrivibili alla
responsabilità del Governo, altre - per onestà intellettuale - non
imputabili al blocco della macchina burocratica amministrativa del
Governo Lombardo, determinato dal susseguirsi di quattro Governi
con cadenza semestrale.
Ma ci saremmo aspettati qualcosa di più e di diverso, al di là di
qualche artifizio fantasioso contabile, per giustificare entrate
virtuali che potessero, altresì, coprire spese reali.
Non posso, innanzitutto, che stigmatizzare il ricorso, per il
terzo anno consecutivo, per quattro mesi, all'esercizio
provvisorio. Un ricorso che offende la dignità di questo Parlamento
e che è stato giustificato puntualmente, all'interno di quest'Aula
e attraverso pubbliche dichiarazioni di autorevoli esponenti di
questo Governo, dall'imminente scioglimento dei nodi di
fondamentale importanza per chiudere il bilancio: mi riferisco alla
quota di compartecipazione della Regione alle spese sanitarie e
all'utilizzo dei fondi FAS.
Ebbene, quell'imminente scioglimento dei nodi, di cui si è parlato
in questi quattro mesi, puntualmente non si è verificato, e oggi ci
ritroviamo a quattro giorni dal termine perentorio, che la legge ci
concede, per poter approvare il bilancio preventivo.
Credo che tutto ciò rappresenti un'offesa alla dignità di questo
Parlamento e rappresenti, inoltre, un triste record di cui il
Governo Lombardo non può essere certamente orgoglioso e mi auguro
che nel futuro non possa più registrarsi. Non so se durante questa
legislatura il Parlamento sarà chiamato ancora ad esprimersi su
altri bilanci preventivi o su altre leggi finanziarie, ma se ciò
dovesse accadere, mi auguro - e lo dico con convinzione soprattutto
all'assessore Armao - che non si possa più registrare quello che è
accaduto per il terzo anno consecutivo.
Per evitare tutto ciò, l'opposizione ha assunto, con senso di
responsabilità, un atteggiamento di grande maturità preannunciando
- lo ricordo a me stesso e a tutti i colleghi - nel dicembre scorso
il ritiro di qualsiasi atteggiamento ostruzionistico per far sì che
il Parlamento potesse approvare il bilancio e la legge finanziaria
entro il termine stabilito dalla legge, ovvero il 31 dicembre
dell'anno precedente. Ma tutto ciò è stato vanificato
dall'arroganza di questo Governo e da alcune dichiarazioni che,
poi, come ho detto in premessa, non si sono puntualmente
verificate.
Andiamo ad analizzare questo bilancio in maniera davvero
schematica, signor Presidente.
Andiamo ad analizzare alcune oggettive criticità che sono presenti
all'interno di questo bilancio.
E mi rifaccio ad alcune riflessioni che sono state esternate
giovedì scorso dal relatore di minoranza, onorevole D'Asero,
laddove evidenziava, per esempio, l'anomalia della sanità, laddove
in questi ultimi mesi sono stati sbandierati, con grande enfasi,
risultati straordinari in termini di contenimento della spesa. Come
se ciò dovesse essere riscontrato, tutto ciò fosse ascrivibile alla
riforma sanitaria votata - lo ricordo soprattutto agli amici del PD
e anche dal PDL - con il voto contrario del PD. Cosa che, invece,
dovrebbe essere ascrivibile al piano di rientro che è stato
predisposto qualche anno fa dal precedente Governo.
In tema di sanità, si era anche esternato, con grande enfasi, un
percorso che avrebbe portato, come è stato puntualmente dichiarato
dall'assessore e dal Presidente della Regione, alla riduzione delle
aliquote IRAP e delle addizionali IRPEF, cosa che poi, anche in
questo caso, non si è puntualmente verificato.
Parliamo di altre anomalie. La più evidente, lo ha detto giovedì
scorso l'onorevole D'Asero, in riferimento alla copertura delle
spese per la sanità e per i forestali, laddove si immagina
esclusivamente l'utilizzo dei fondi FAS, ovvero risorse che
dovrebbero essere utilizzate come naturali mission esclusivamente
per investimenti, e che invece vengono utilizzate per spesa
corrente.
Un'altra anomalia, seppure di entità certamente meno significativa
ma di valenza simbolica importante, riguarda le spese aggiuntive
che questo Governo sostiene per pagare i legittimi emolumenti agli
assessori tecnici - tre milioni di euro, caro onorevole De Luca -,
che sono sostenute dal Governo e quindi anche dai siciliani, per
avere individuato 12 personalità al di fuori di questo Parlamento.
Tre milioni di euro, in un contesto di vacche magre, rappresentano
un'assoluta anomalia all'interno di un percorso di risanamento di
cui si è puntualmente parlato in maniera assolutamente incoerente.
L'ultimo aspetto che voglio approfondire in questa Aula riguarda
un elemento di confronto e di dibattito che è stato sollevato con
grande tenacia e caparbietà dall'onorevole De Luca, in riferimento
all'articolo 14 della legge finanziaria dell'anno scorso,
precisamente in riferimento al comma 1 e al comma 2, e lo dico con
tonalità probabilmente diverse rispetto a quelle che ha utilizzato
giovedì scorso e che ritengo utilizzerà anche oggi l'onorevole De
Luca. Ma, nel merito, sono perfettamente d'accordo con quanto detto
dal collega, nel momento in cui all'interno di quell'articolo erano
state individuate due date, giugno 2010 e febbraio 2011, tali da
permettere a questo Parlamento di avere una fotografia nitida di
quella che è la situazione finanziaria e debitoria complessiva del
sistema siciliano allargato, di tutte le società partecipate.
Tutto ciò non è accaduto, è stata presentata una situazione
parziale in riferimento a circa il 40 per cento delle società
partecipate, e mi auguro che quello che si è verificato anche in
questo campo, in questo terreno, possa essere rettificato, perché
era un percorso lungimirante quello fortemente voluto
dall'onorevole De Luca, che avrebbe permesso a quest'Aula e al
Governo di avere contezza assolutamente scientifica della
situazione debitoria complessiva del sistema della nostra Regione.
Non voglio aggiungere altro. Ulteriori riflessioni saranno
esternate domani durante il dibattito sulla finanziaria; mi auguro
soltanto che questa maggioranza recepisca, senza l'arroganza dei
numeri, eventuali proposte qualificanti che verranno formalizzate
anche dall'opposizione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo qualche
minuto in più perché desidero parlare sull'ordine dei lavori ma,
accogliendo l'invito che la Presidenza ci ha fatto e mi ha fatto
personalmente a non adottare atteggiamenti ostruzionistici,
desidero fare una precisazione sull'ordine dei lavori e poi entrare
nel merito della discussione generale sul bilancio.
Signor Presidente, credo di avere fatto per questo Parlamento una
cosa molto gradita non partecipando ai lavori della Commissione
Bilancio, dove ho presentato oltre 4.000 emendamenti che sono stati
poi ripresentati in Aula.
Credo che il sottoscritto non possa essere additato per
comportamento ostruzionistico.
Se avessi partecipato alle sedute di Commissione, credo che oggi
non saremmo qui, ancora in Aula, ma saremmo in Commissione
Bilancio, dove avremmo discusso gran parte dei 4.500 emendamenti
presentati.
Signor Presidente, l'ho voluto fare per un motivo semplice, glielo
voglio dire per il rispetto che le porto e per l'autorevolezza con
cui esercita il suo ruolo: non mi sono fidato di questo Governo,
non mi fidavo e non mi fido, in modo particolare, dell'assessore
Armao. I fatti lo dimostrano.
L'assessore Armao ha cambiato quattro, cinque volte le carte in
tavola, mettendo in difficoltà pure il Presidente della Commissione
che ha cercato invano di individuare un percorso, in parte
condiviso, non avendo però dall'altra parte un interlocutore serio,
che è mancato. E' mancato il Governo, è mancata la capacità di
governare in questa occasione. Non c'è il Governo, non c'è neanche
il Governo ombra perché anche il Governo ombra si è ritirato.
Non sappiamo dov'è, non c'è l'assessore Armao, non c'è l'onorevole
Leanza, non c'è nessuno.
Noi non sappiamo a chi rivolgere le nostre sollecitazioni, con
rispetto nei confronti dell'assessore Centorrino che però non ha la
delega specifica.
PRESIDENTE. L'assessore Armao è qui, dietro l'Aula. Sta
rientrando.
DE LUCA. Sta facendo un'ulteriore conferenza stampa. Sappiamo che
ne fa molte e le sa fare bene.
Rispetto a questo, signor Presidente, ci chiarisca un aspetto.
Sono disponibile pure a fare sedute notturne e desidero che lei
non comprima più del necessario quello che è una prerogativa che mi
appartiene.
Dopo il lavoro svolto, signor Presidente, dovrà pure riconoscere
che 4.500 emendamenti, fatti in tempi record, credo che debba
essere data la possibilità al sottoscritto di discutere gran parte
di questi, non dico tutti i 4.500 emendamenti. Vedo che lei su
questo è d'accordo.
Restando sull'ordine dei lavori, le propongo anche di individuare
oggi stesso quale sarà il percorso, anche notturno, di questa
discussione.
Visto che qualcuno ci ha portato a questa data e sicuramente sono
stati i cosiddetti viaggi della speranza a Roma, probabilmente
dell'assessore Armao e del Presidente della Regione, comunque
viaggi della speranza che non potevano portare buoni auspici. Tanto
è vero che - e le comincio a consegnare un primo tema di
riflessione, signor Presidente - mi pare e lo vorremmo
approfondire nel dibattito; ecco perché abbiamo presentato
emendamenti anche precisi, mirati, quasi capitolo per capitolo,
perché ogni capitolo ha una storia in questi due, tre anni, una
storia che va discussa.
Signor Presidente, le indirizzo questa riflessione e mi appello a
quello che lei dovrebbe rappresentare in questa Aula: legalità
sotto il profilo legislativo.
Come si fa a dare copertura, per il triennio 2011-2013, al buco
della sanità con eventuali entrate derivanti dalle accise?
Onorevole Leanza, non esiste questa norma.
Qui siamo arrivati oltre quello che era un ragionamento di una
decenza che poteva stare attaccata con la saliva. Siamo oltre, nel
senso che ci alziamo e ci inventiamo norme. E non solo ce le
inventiamo, le mettiamo a pareggio, a futura memoria di un bilancio
triennale.
Non so se è vera questa cosa, la devo ancora verificare, assessore
Armao. Mi auguro che non sia vera perché sicuramente le avranno
assicurato che la Sicilia avrà le entrate delle accise.
Ben vengano otto o nove miliardi; purtroppo, oggi non c'è uno
straccio che consenta a lei, assessore Armao, e a questo
Parlamento, in proiezione del triennio, perché questa volta il
bilancio pluriennale, per quanto mi riguarda, lo valuterò per bene,
in quanto la gran parte dei danni di cui discutiamo sono il frutto
della sottovalutazione della proiezione dei provvedimenti che
quest'Aula finora e il Governo ha proposto a quest'Aula.
Noi guardiamo avanti, non possiamo guardare indietro soltanto,
assessore Armao; quindi mi auguro che il bilancio triennale, per
quanto riguarda il buco della sanità, non sia pareggiato con questa
fantasiosa idea di mettere 500 milioni e 600 milioni per il 2012 e
2013, ossia un miliardo e cento, con le entrate delle accise.
Ritornando al discorso iniziale, signor Presidente, perché io non
ritirerò gli emendamenti?
La prego di seguirmi perché lei è stato cortese e desidero essere
altrettanto cortese con lei, con il Governo e con questa Assemblea.
Non ritirerò gli emendamenti perché avevo sollevato preliminarmente
delle situazioni riguardanti le condizioni minime per potere
discutere di un bilancio verosimile. Queste sono state impedite,
signor Presidente, onorevoli colleghi.
E' stato fatto più volte riferimento - e questo mi fa piacere -
all'articolo 14 della finanziaria scorsa, in modo particolare al
comma 2.
Lei sa, Presidente, che è stata depositata giovedì scorso in
Assemblea la relazione parziale che riguarda i primi 135 enti?
Magari non lo sa ma glielo dico io, però le chiedo come mai
l'assessore Armao, che aveva la relazione, una il 21 di febbraio, e
un'altra il 25 marzo, non ha depositato nei tempi previsti dalla
norma, il 28 febbraio, questa relazione. L'assessore Armao non ci
ha mai risposto e io rispetto a questa violazione, signor
Presidente, le ho chiesto più volte di intervenire.
Rispetto a questa vicenda posso dirle che stanotte ho preferito
cominciare ad analizzare i primi dati risultanti da questa
relazione parziale.
La situazione non è che sia bellissima, anzi è peggiore di quello
che immaginavo, perché ci troviamo con una analisi parziale di 137
enti e credo che il buco, immaginato di oltre 5 miliardi, sia ben
oltre perché già su 137 enti risultano crediti di 4 miliardi nei
confronti della Regione e debiti certi di circa 3 miliardi nei
confronti di terzi. Facendo le dovute differenze, abbiamo già una
prima fotografia della quale nessuno in questa Aula ci dà
spiegazioni.
Rispetto a questo, signor Presidente, non c'è la corrispondenza
nel bilancio della Regione di questa situazione e quando mi si dice
che ancora il bilancio consolidato neanche lo Stato lo ha fatto,
noi in Sicilia siamo andati oltre perché l'anno scorso questo
Parlamento ha voluto il bilancio consolidato.
Mi rivolgo anche a lei, assessore Centorrino, perché in quella
previsione c'erano pure gli enti di formazione, e tutti gli enti,
società, aziende non solo partecipate dalla Regione siciliana,
secondo la legge 10 del 1999, articolo 2, che disciplina il sistema
pubblico regionale allargato, tutti gli enti che ricevono
trasferimenti permanenti da parte della Regione e tutti gli enti
sottoposti a vigilanza da parte della Regione siciliana,
esattamente oltre 700 enti, dovevano rispondere a questa operazione
di trasparenza dei conti pubblici.
Ma aggiungo di più, signor Presidente dell'Assemblea. La gran
parte, anzi il 90% di questi dati non serve a nulla perché - come
ha scritto il Ragioniere generale agli uffici ispettivi - i dati
non risultano né controfirmati dal legale rappresentante né
timbrati dall'ente che li invia. Il che significa che se qualcuno
individua che c'è un super falso, sicuramente non si può in questo
momento individuare un responsabile.
Rispetto a tutto questo, signor Presidente - le chiedo qualche
minuto in più per completare la mia riflessione - è inutile che
continuiamo la sceneggiata di spostare qualche euro in più o in
meno da un capitolo all'altro, quando c'è un dissesto finanziario
di cui questo Parlamento deve prendere atto. Ma non perché vogliamo
gettare la croce su questo Governo, dato che ci sono situazioni
consolidate che risalgono negli anni, ma perché è arrivato il
momento, visto che ci prepariamo al federalismo fiscale e, quindi,
mi riferisco anche ai comuni ai quali sono stati tagliati 180
milioni di euro e per i quali ancora dovremo discutere in questa
Assemblea, perché io non sono d'accordo che su bilanci falsi si
prenda l'accetta e si comincino a colpire gli enti locali, da un
lato, la forestale, la formazione, dall'altro. Quando si partirà
finalmente da presupposti certi e reali, allora questo Parlamento
potrà decidere, una volta per tutte, su quali tipologie strutturali
intervenire.
Sono mancati i presupposti a questo tipo di analisi.
Lei sa bene che questo bilancio - parliamoci chiaramente - si basa
sull'avanzo finanziario presunto di 9 miliardi e 200 milioni di
euro Presunto perché (Qua c'è l'ex assessore per il bilancio,
l'onorevole Cimino, che mi ascolta). Perché tutte le poste iscritte
tra attività e passività non sono mai state analizzate una per una.
Ma non è questo il tema.
A questo si aggiunge, assessore Armao, che ci sono state due
delibere del CIPE, la n. 1 del 2011 e la n. 79 - se non sbaglio -
del 2010, che hanno tolto alla Sicilia le risorse liberate e un
miliardo e 355 milioni del FAS 2000-2006 E ne ha individuati altri
3 miliardi circa ormai come provvedimento di revoca di queste
ulteriori somme, che sarà emesso entro settembre di quest'anno.
Queste somme sono nel cosiddetto avanzo, nel famoso avanzo che
utilizziamo - vero, onorevole Cimino? - per pareggiare il bilancio.
Allora, non mi sento di andare avanti così, signor Presidente,
perché le ho chiesto, in più occasioni, di essere quanto meno
garante delle leggi, lasciamo stare delle disquisizioni che possono
fare i singoli parlamentari. Le ho chiesto, in più occasioni -
ripeto -, di essere garante delle leggi che questo Parlamento si è
dato e, di conseguenza, garante anche dei tempi e della
collaborazione doverosa, obbligatoria, che il Governo e, in modo
particolare, l'assessore Armao devono avere nei confronti di
quest'Aula.
Tutto questo è scivolato come riflessione e come ragionamento.
Veda, quando poi c'è il sospetto - e concludo, signor Presidente -
che l'onorevole De Luca ha presentato 4.500 emendamenti perché
vuole discutere qualche cosa di particolare, le dico una cosa: non
sono opposizione al Governo, mi dispiace dirlo, ma divento
oppositore a quest'Aula, perché continuare così, un governo che non
riesce ad individuare vere strategie di risanamento strutturale, al
di là di quando risalgono - chi governa ha questa responsabilità -
un governo che bluffa, l'assessore Armao che bluffa in
continuazione, l'ha fatto in Commissione Bilancio e continuerà a
farlo in Aula e, poi, naturalmente, quando si arriva in Aula,
signor Presidente, non si può pretendere, e io le avrei consigliato
di far regalare a ciascun deputato dall'assessore Armao un iPad e
così non si sarebbero sprecate somme per fare fotocopie, perchè
così lei ha leso anche il diritto dei miei colleghi che ci tenevano
ad avere i miei emendamenti, Presidente. C'è una grande richiesta
dei miei emendamenti, e si sarebbe risolto portando l'assessore
Armao a regalarci un iPad, così almeno avrebbe fatto qualcosa di
utile a questa Assemblea.
Signor Presidente, le chiedo, di non comprimere più del necessario
le mie prerogative di parlamentare, considerato che credo di poter
affrontare, senza tema di smentita, emendamento per emendamento,
senza essere ripetitivo. Anzi, se vuole, proviamo, cominciamo con i
primi 400, 500 emendamenti e vediamo se su 500 interventi
l'onorevole De Luca sarà ripetitivo nelle 500 volte.
Se capiterà, allora io gli altri li ritirerò tutti. Però, lei deve
dare la possibilità di confrontarci con il Governo sulle singole
poste di bilancio.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, mi fido, conosco la sua fantasia.
Non la sfido.
DE LUCA. Quindi, glielo dico chiaramente, la invito a farlo e
concludo: valuti, arrivati a questo punto, di continuare le sedute
anche in notturna, visto che lei ha comunicato all'Aula che c'è un
problema di scioglimento dell'Assemblea e io non ritirerò gli
emendamenti. Quindi il problema non me pongo. Io le chiedo di non
comprimere eccessivamente le mie prerogative.
Cominciamo anche da stasera, Presidente Cascio, ad aprire la
seduta in notturna, così ci confronteremo finalmente con
l'assessore Armao, in modo particolare, non perché io lo voglia
prendere come punto di riferimento delle nostre riflessioni ma,
essendo assessore per l'economia, ci confronteremo con lui su ogni
singola posta di bilancio. Questo ci consentirà di fare un ottimo
lavoro di risparmio, perché di questo si tratta, e agevolerà pure
il lavoro per la finanziaria.
Rispetto a questo, signor Presidente, non ho altro da aggiungere
se non la mia intenzione di lasciare fermi gli emendamenti e,
quindi, di essere collaborativo, naturalmente nella misura in cui
lei ci consentirà di avere dal Governo la verità su tante cose che
questo Governo, per la sua formazione e la qualità della giunta di
tecnici che, come disse allora il Presidente Lombardo, tecnici
perché non sono ricattabili dalla politica, quindi, una giunta che
è fatta di magistrati, di illustri professori universitari e
quant'altro, una giunta che non è schiava di certe logiche storiche
di quest'Aula.
Sono parole del Presidente Lombardo quando motivò la nascita del
Governo tecnico.
Allora, io per forza devo pretendere qualcosa in più, signor
Presidente dell'Assemblea, non mi posso accontentare delle stesse
non risposte dei precedenti governi perché questo è il Governo
della verginità, della santità paolina e dovrà dare, quindi, delle
risposte definitive a questo Parlamento.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori Armao e
Centorrino, stiamo trasformando in una farsa quello che dovrebbe
essere nella vita del Parlamento e del Governo l'atto più
importante, tanto atteso dai siciliani, quello del bilancio e della
finanziaria, dai quali dovrebbe nascere la strategia di Governo di
questa Regione.
Siamo arrivati alla vigilia della scadenza del termine, come ella
stamattina ha ricordato a tutti noi parlamentari, al 30 aprile, che
è la data voluta dal Governo quale termine per l'esercizio
provvisorio. Sono già quattro mesi di cura dimagrante che ha subìto
la Sicilia a causa esclusiva di un Governo incapace di programmare,
che non ha una strategia, che naviga a vista, dilaniato da lotte
interne e oggi nuovamente colpito all'interno della sua maggioranza
da provvedimenti di natura giudiziaria che hanno aperto ancora di
più una ferita mai rimarginata all'interno di coloro che nella
stessa maggioranza spingono per staccare la spina, evidentemente in
ossequio ad un principio di indubbia esigenza di legalità mentre
chi, invece, turandosi il naso, vuole andare avanti, non in nome
della ragione di Stato ma dell'attaccamento alle poltrone e questo
Parlamento non può, non vuole e non deve essere ostaggio né delle
divisioni all'interno della maggioranza - ripeto, maggioranza
parlamentare, non maggioranza nei consensi dei siciliani - e chi,
invece, oggi lavora ogni momento per dare un bilancio a questa
Regione che serve a lenire le enormi difficoltà in cui oggi vivono
tutti i comparti della vita economica, sociale e occupazionale di
questa Regione.
Mentre noi parliamo in un'Aula che qualcuno, un tempo, riferendosi
al Parlamento nazionale, definì sorda e grigia e che io definirei
un'Aula totalmente desolata e abbandonata, siamo sei parlamentari
presenti, sette con il collega Dina nei banchi della Commissione
Bilancio, e questo dimostra lo scarso interesse che vi è per la
Sicilia.
In questo momento e nel vuoto di quest'Aula parlamentare, ma nel
vuoto - ci siamo abituati - dei banchi del Governo, decine di
lavoratori del CEFOP stanno sui terrazzi dell'assessorato retto dal
professore Centorrino per testimoniare alla Sicilia il grave
disagio derivante dalla mancata corresponsione di ben dieci
mensilità, quasi undici, e della totale incertezza verso il loro
futuro.
Vi sono i sindaci, stamattina ne ho ricevuto una delegazione in
commissione, che lanciano il grido di allarme perché, se dovessero
passare questa finanziaria e questo bilancio così come sono - mi
dispiace disturbarla, assessore Armao - condanneremmo i comuni
siciliani all'automatico scioglimento per impossibilità di
governare. E non ho visto in quest'Aula prese di posizione né ho
inteso o ricevuto da parte della maggioranza iniziative a sostegno
dei comuni siciliani.
Però, in questo momento, tutta la maggioranza è accalcata in una
stanza di questo Parlamento per cercare di ritagliare qualche
prebenda che serva a mantenere in piedi la politica clientelare di
questa maggioranza.
I comuni in ginocchio, i forestali senza alcuna indicazione se
devono proseguire l'attività, tranne - consentitemi la banalità, la
voglio definire così per rispetto a chi lo ha previsto - l'idea di
poter pensare di cedere le aree demaniali di questa Regione con un
contributo a carico di privati che si prendono in gestione i
forestali.
Guardate, gli operai della forestale non sono soggetti dei quali
dobbiamo cercare di sbarazzarci, sono professionisti che da anni
lavorano a salvaguardia dei nostri boschi e noi li svendiamo con un
contributo a vantaggio di privati che hanno già dichiarato,
attraverso gli industriali per voce di Confindustria, che non
intendono utilizzare il personale forestale nell'eventuale gestione
di aree demaniali, gestione - caro assessore Armao - per cui
nessuno avanzerà richiesta perché avete imposto un livello di
previsione economica insopportabile per qualunque imprenditore
siciliano.
La vostro voglia di fare cassa a tutti i costi per coprire il
disastro economico in cui avete fatto sprofondare la Regione, vi
sta portando a distruggere l'economia di questa Sicilia e noi non
ve lo possiamo permettere. Siamo grati al Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana, onorevole Cascio che, avvalendosi delle sue
prerogative, ha già falcidiato la finanziaria di questo Governo che
dimostra di non avere nessuna programmazione.
Come si fa ieri a presentare e l'altro ieri ad anticiparla sui
giornali, una finanziaria che prevede la soppressione di enti, che
prevede la gestione del demanio, che prevede l'aumento di tasse,
che prevede tantissime cose motivate, i sacrifici motivati dalla
necessità di rilanciare l'azione di governo e, poi, questa
finanziaria viene ridotta? Cosa vuol dire?
Che ieri era un tentativo maldestro di inserire norme capestro per
i siciliani e a vantaggio di questo Governo o si sono inserite
norme nelle quali nessuno credeva e si aspettava che venissero
espunte, con grande lungimiranza, da questo testo?
La verità è, onorevoli - onorevoli no, perdonatemi, sarebbe
un'offesa per chi è stato eletto - assessori tecnici di questo
Governo, non è questo il modo di governare la Sicilia.
Non avete l'idea di come si fa a governare una regione. Avete
dimostrato di essere grandi professionisti, rispettabili e
apprezzati nel vostro lavoro, ma avete dimostrato di essere privi
di quella cultura di Governo che soltanto la militanza politica
forgia in chi per anni, anni e decenni, è stato al fianco della
gente e non soltanto all'interno di dorati studi professionali.
Finiamola con questa farsa e rimandiamo la finanziaria in
Commissione Bilancio e nelle Commissioni Votiamo soltanto il
bilancio, ma un bilancio che non sia quello predisposto dal Governo
ma il bilancio che questo Parlamento andrà a modificare
nell'indirizzo e nell'unico interesse di questa Sicilia. Vi siete
dimenticati dei lavoratori, della sanità, degli ammalati, degli
enti locali, della forestale, della formazione professionale,
dell'agricoltura, delle imprese. Dov'è la tanto decantata legalità
di questo Governo che, all'interno della sua maggioranza, ha ben
due assessori che sono stati sottratti alla magistratura, che noi
speriamo tornino presto nelle file della magistratura a contrastare
l'avanzata della criminalità organizzata, e un grande Prefetto,
come il dottore Marino, quando non ci sono risorse per gli
imprenditori vittime dell'usura, non ci sono le risorse per gli
imprenditori vittime delle estorsioni, non ci sono le risorse per
le vittime della mafia.
Qual è la legalità tanto decantata? Non è quella sui giornali che
deve servire soltanto a coprire il Presidente della Regione che sta
imbarazzando la Sicilia con la sua posizione giudiziaria.
La dobbiamo finire E' ora che questo Parlamento e questo Governo
se ne vadano a casa.
E' ora che questo Presidente della Regione lasci la sua poltrona,
lasci il Parlamento e lasci la parola ai siciliani. Questa è una
finanziaria che bocciamo fin da adesso, che contrasteremo e che
sarà ritoccata soltanto nell'interesse dei siciliani.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, entro l'intervento
dell'onorevole Falcone chi si volesse iscrivere al dibattito lo può
fare, dopo sarà dichiarato chiuso il dibattito con le conclusioni
dell'assessore per l'economia.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo venia ma
siccome ho sentito poc'anzi al telefono l'onorevole Mancuso che mi
aveva esplicitato il piacere e l'interesse ad intervenire, mi pare
che se limitiamo al mio intervento il tempo per potersi iscrivere a
parlare rischiamo di penalizzare alcuni colleghi che, purtroppo,
vista l'ora anche tarda, sono in questo momento a pranzo.
Mi permetterei di suggerire alla Presidenza di poter dilatare il
tempo.
PRESIDENTE. L'onorevole Mancuso avrà la possibilità di intervenire
sull'articolato quando arriverà in Aula. Ci saranno tante
opportunità per poter intervenire, la discussione non si chiude con
la discussione generale.
FALCONE. Parlavo dell'onorevole Mancuso, ma chiaramente parlavo di
tanti altri colleghi.
Alla Presidenza spetta la discrezionalità delle determinazioni
proprie. Detto questo e fatta questa premessa, vorrei veramente
intervenire sull'ordine dei lavori, non tanto sulla discussione
generale.
Lo dico perché non sono state ancora sciolte le richieste fatte da
almeno due colleghi parlamentari, nello specifico l'onorevole
D'Asero e l'onorevole Buzzanca che, intervenendo in apertura della
seduta odierna, hanno chiesto a questa Presidenza se non ritenesse
opportuno, atteso che il maxi emendamento presentato dal Governo e
ripulito dalla Presidenza di alcuni articoli, poiché consta di
altri 43 articoli con circa 200 norme, riportarlo in Commissione
per vagliarlo adeguatamente, per approfondirlo.
Mi pare che questa richiesta non abbia trovato seguito dalla
Presidenza - e mi permetto di chiedere qual è il termine entro il
quale possono essere presentati i subemendamenti - perché è chiaro
che questo nuovo maxi emendamento stravolge l'intera impalcatura
della finanziaria precedente.
E' una finanziaria molto snella, fatta di alcuni articoli
soltanto, che arriva in Aula con l'impegno, in conferenza dei
capigruppo, ma anche soprattutto in Commissione Bilancio, di
trovare poi una sintesi di condivisione, per cui sono al lavoro
tutti i capigruppo di maggioranza e di opposizione per trovare la
quadratura del cerchio ad un maxi emendamento che potesse, invece
poi vedere proseguire i lavori in Aula in maniera spedita.
Invece, signor Presidente, non è stato così. Ieri abbiamo visto
arrivare questo testo, licenziato alle ore 12.30 del 22 aprile
scorso. Ce lo siamo visti recapitare in Aula soltanto ieri. Oggi
sono state espunte queste norme che la Presidenza ha ritenuto,
giustamente, non attinenti alla finanziaria; ve ne sono altre per
le quali si è riservata di procedere all'estrapolazione.
Quindi, poiché per noi ci sono degli articoli che riguardano norme
di settore e che non sono norme di finanziaria e che danno
l'immagine plastica di come, purtroppo, il Governo non riesce ad
esplicitare appieno la propria attività legislativa, per cui molte
norme, quelle pochissime tra l'altro e tra parentesi, che sono
state fatte da questo Parlamento, è chiaro che sono di iniziativa
parlamentare e non governativa.
Fatta questa premessa, signor Presidente, il mio intervento era
rivolto a chiedere, innanzitutto, se la volontà della Presidenza è
quella di rimandare in Commissione Bilancio il maxi emendamento,
così come ripulito. Mi fa piacere la sua scelta di avere
differenziato la discussione generale, da un lato sul bilancio,
perché è una cosa, dall'altro lato sulla finanziaria perché è altra
cosa.
Poiché questo maxi emendamento ha delle norme che hanno refluenze
nei confronti del bilancio, è chiaro che stravolgono anche la
stessa impalcatura del bilancio, di cui dovremo oggi accingerci a
parlare.
In questo senso, credo che sia opportuno sciogliere questo quesito
e almeno capire, se non andrà in Commissione, cosa che noi
auspichiamo, qual è il termine per presentare gli emendamenti alla
finanziaria; dopo di che, io mi riservo di riparlare brevemente,
non facendo perdere tempo a lei e all'Aula, sulla discussione
generale relativamente al bilancio.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, per quanto riguarda il maxi
emendamento c'è da dire che non stravolge l'impostazione data nella
finanziaria in Commissione Bilancio, eventualmente aggiunge materia
nuova; non stravolge il percorso che, comunque, la Commissione
Bilancio ha fatto in seno alla stessa.
Non ritengo di dovere rinviare in Commissione il maxi emendamento
del Governo.
Non ci sono i tempi, non ci sono le condizioni, peraltro la
Commissione Bilancio è presente in Aula, per cui dà il suo parere
in Aula direttamente, di volta per volta, a pieno titolo.
Per quanto riguarda il termine di presentazione dei sub
emendamenti al maxi emendamento del Governo, ciascun deputato può
presentarli fin da adesso, fino al termine della chiusura della
discussione generale sulla finanziaria.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, io credo che, molte volte, un
momento di sintesi, un momento di riflessione possano aiutare
tutti, come lei ha voluto fare nel suo intervento all'inizio della
seduta per vedere di semplificare il lavoro di tutti noi in questa
Assemblea.
E' ovvio ed è inutile che qui torniamo a chiedere perché quasi al
primo di maggio stiamo discutendo di bilancio e finanziaria perché
è fin troppo ovvio che, purtroppo, questa responsabilità che grava
sull'economia della Regione è dovuta a chi, ancora oggi, presenta
emendamenti dopo tutti questi mesi, come se di colpo si fosse
scoperto che dovevamo fare bilancio e finanziaria
Io penso che i colleghi, tutti, non possono essere mortificati
ulteriormente dai lavori, me ne scuso con i rappresentanti del
Governo, del Presidente, dell'Assessore delegato in questo momento,
anche perché non penso che lo meritino. Ognuno di noi viene da
esperienze politiche di tanti anni in quest'Assemblea e
sinceramente non penso che sia giusto essere trattato in maniera
così mortificante da un Governo che questo fa. Presentare un
emendamento di questo tipo dopo che la Commissione Bilancio, nel
bene e nel male, aveva trovato una sintesi è come volere -
scusatemi la frase - truffare coloro che avevano partecipato
insieme ad un bilancio e finanziaria che dovevano essere condivisi
e, di colpo, spuntarsene con qualcosa che è totalmente un'altra
cosa.
Allora, Presidente, ritengo la sua proposta molto, molto giusta; è
molto giusta
ARMAO, assessore per l'economia. Io non ho mai truffato nessuno.
BENINATI. Non volevo offenderla personalmente. Però, di fatto, io
mi sento truffato da un'operazione politica che viene chiusa,
concordata, condivisa e poi, di colpo, viene automaticamente
cambiata in Aula del tutto.
Allora, io credo che il Governo, invece di continuare a dare un
simile messaggio a quest'Assemblea che, in maniera molto silenziosa
e rispettosa dei ruoli, accetta qualunque proposta Signor
Presidente, è una mia proposta e la vorrei fare al Presidente
della Regione, non me ne voglia l'assessore Armao. Io la voglio
fare al Presidente della Regione.
Qualunque discussione si farà da domani in poi su bilancio e
finanziaria, ricordo a me stesso, signor Presidente, come lei è
stato presente, é sempre stato in Aula il Presidente della Regione
che, devo dire, ha un ruolo molto più importante - non me ne
vogliate, Assessori -, siccome la sintesi politica la fa il
presidente della Regione, io credo che oggi il Presidente della
Regione partecipi nel momento più importante per chiudere i lavori
nel più breve tempo possibile.
Questa Assemblea non è contro questa finanziaria, non è contro
questo bilancio. Certamente è contro il modo in cui si procede,
perché si procede in maniera sbagliata, cercando sistematicamente
quasi di volere creare qualcosa in Aula che nessuno di noi vuole
Allora, Presidente, io propongo, da parlamentare di un gruppo, e
tutti i gruppi parlamentari se lo ritengono opportuno, poiché tutti
meritano questa attenzione, si riuniscano in un termine breve,
affrontino questa proposta da lei stralciata, la valutino, in
quanto non mi risulta che anche dall'attuale maggioranza ci sia un
consenso su questa proposta; anzi mi risulta il contrario.
Allora, si faccia una riflessione. I Gruppi parlamentari si
soffermino qualche ora - due, tre ore, non di più -, in serata i
capigruppo, che sono portatori delle istanze di tutti i
parlamentari del gruppo - mi creda, Presidente, la mia proposta è
nell'interesse del Governo per uscircene il prima possibile e per
evitare pure di fotocopiare emendamenti a centinaia, a migliaia,
sprechiamo carta inutilmente, dopodiché i capigruppo si riuniscono
informalmente. Dice bene lei che non si può ritornare in
Commissione Bilancio, ma informalmente si può, alla presenza di
quei capigruppo che non fanno parte della Commissione, in modo da
fare una sintesi di tutto quello che oggi ci viene proposto e
domani mattina, signor Presidente, con l'impegno - se il Governo lo
condivide - di presentare un emendamento unico, così ci
alleggeriamo tutti da questo sacrificio inutile, ormai, di due, tre
giorni, di lavori defatiganti.
E' ovvio, ci può essere qualche emendamento che può essere
lasciato all'Aula, perché mi sembra giusto che qualche Gruppo abbia
qualche esigenza, ma niente di più. Dopodiché, signor Presidente,
domani mattina, tutti quanti prendiamo l'impegno di iniziare il
bilancio e di chiudere in serata pure la finanziaria, e non stiamo
qui a fare quasi un braccio di ferro tra persone che non lo
vogliono fare.
Signor Presidente, siamo delle vittime che ci vediamo arrivare
continuamente emendamenti, anche stravolgenti, che hanno visto il
suo intervento per tagliare il cinquanta per cento di norme.
Guardi, gliene cito solo una: l'articolo 18, che è una
mortificazione per quest'Aula. Lei ha fatto bene ad espungere
l'articolo 18, perché non era mai successo che si scrivesse una
norma che sopprimeva tutto e poi si lasciava al Presidente della
Regione la facoltà di rimettere tutto in vita.
Non è mai successa una cosa del genere Io non intendo essere
preso in giro, non voglio essere preso in giro né lo merito, né
penso che il Governo voglia fare questo nei confronti di tutti i
parlamentari che, per l'ennesima volta, a fine aprile, sono qui per
vedere di approvare il bilancio e certamente, signor Presidente,
nessuno qui vuole fare ostruzionismo.
Io ho presentato solo quattro emendamenti alla finanziaria, e due
al bilancio.
Obiettivamente, quindi, non vedo il motivo per cui dobbiamo
continuare a metterci in una situazione per la quale, forse,
sarebbe stato meglio che il Governo, che l'assessore Armao avesse
proposto questa finanziaria in Commissione Bilancio, invece di
proporla dopo. Ciò nonostante, signor Presidente, lei oggi ha fatto
bene a rivederla e i Gruppi, se questa mia ipotesi passasse,
potrebbero avere il tempo, oggi pomeriggio, di valutare, di fare
una sintesi.
Se tutti i capigruppo se ne facessero carico, stasera si
definirebbe il testo con la presenza del Presidente della Regione
in Commissione, solo per non farlo in Aula, perché sarebbe anche
fuori luogo, in maniera informale sarebbe molto meglio.
Penso che questa sia l'unica soluzione che ci porterebbe a fare
qualcosa di buono nell'interesse di tutti, senza fughe in avanti,
perchè non penso che questo Governo possa fare fughe in avanti, in
questo momento facciamo fughe indietro, e, sinceramente, non vedo
come non si comprenda che bloccare il bilancio fino ai primi di
maggio è un danno enorme per la Regione, e ciò sarebbe per il terzo
anno consecutivo. Lei sa meglio di me che se il bilancio sarà
approvato entro i primi di maggio diventerà operativo non prima di
metà giugno. Nelle province di appartenenza, i soldi non
arriveranno prima del 30 giugno. Questo bilancio, male che vada, o
bene che vada, durerà tre mesi, quattro mesi, perché lei sa
benissimo che ad ottobre si oscura tutto.
Suggerisco, la proposta è solo costruttiva, tale vuole essere. Per
il resto avrei voluto vedere altre cose nel bilancio che non ho
visto
Uno dei fenomeni che, ormai, ci abbraccia da anni nella nostra
Regione, signor Presidente, è il problema delle calamità naturali e
dei dissesti idrogeologici.
Non ho trovato, per il secondo anno, niente di tutto quello che il
sottoscritto aveva proposto in una delibera di giunta, il 3 ottobre
del 2009, dove si volevano cambiare le regole, si volevano mettere
a regime, una volta per tutte, questi interventi; si volevano dire,
una volta per tutte, quali sono le vere priorità dei dissesti; si
voleva dire, in effetti, di riempire i capitoli dell'assessorato
per le infrastrutture. Ho letto questi capitoli, immaginavo che ci
fossero delle risorse. E' vergognoso che i Geni civili di tutte le
province siciliane hanno 10 milioni di euro per fronteggiare i
dissesti, le cosiddette somme urgenti. Poi, non ci stupiamo se
accadranno le frane, ma ne accadranno molte di più, ogni anno che
passa, perché in questi ultimi anni si sarebbe potuto quanto meno
dare un segnale di cambiare questo modo di agire che certamente non
aiuta a frenare questo problema.
Concludo, signor Presidente, dicendo che ogni anno c'è sempre una
norma che vuole chiudere i consorzi di ripopolamento ittico. Da
assessore ho visto bene queste strutture, oltretutto me li sono
ritrovati dal mio predecessore, onorevole Lo Monte, dell'MPA; ma
non è questo il problema.
Ricordo a tutti che il Regolamento comunitario - forse non tutti
lo hanno letto, me ne dispiace per i direttori che a ruota si sono
alternati e per gli assessori che a ruota si sono succeduti -
indica proprio nei consorzi le priorità di utilizzo di interventi
per questo tipo di strutture. Paradossalmente la Comunità Europea,
nel Regolamento del 2006, indica in strutture collegiali l'utilizzo
di moltissimi fondi del FEP. E ricordo a tutti che il FEP dal
sottoscritto è stato portato a 151 milioni di euro, cosa mai
avvenuta per la Sicilia, quando negli anni aveva avuto 67-70
milioni di euro.
Devo dire che questo dei consorzi era uno strumento di spesa, e
forse voi tutti sapete che dei 151 milioni di euro oggi ne saranno
stati attivati soltanto 10 milioni. Questo dunque è uno strumento
che avrebbe dovuto essere capito da chi, purtroppo, mi è succeduto
nel ruolo di assessore, e di cui comunque ogni anno si paventa la
chiusura, in quanto sono ritenute delle strutture che creano
sprechi, e non si sa perché. Invece la Regione avrebbe dovuto dare
i cosiddetti poteri per utilizzare queste risorse e fare i progetti
comunitari, mentre la Regione e l'Assessorato, di fatto, non hanno
speso nulla sulla pesca.
Ecco perché su questo proporrò un emendamento per abolire queste
strutture, non perché erano una mia creatura ma perché sono lo
strumento che la Comunità stessa, il Regolamento comunitario, ci
indicano di utilizzare e noi invece le vogliamo chiudere. Non ha
senso, é veramente un non senso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori, la
scelta fatta di diversificare la discussione generale ci imporrà
sicuramente di intervenire per ben due volte sui due testi che,
secondo me, non vanno considerati in maniera disgiunta. Sarebbe
stato pi�� opportuno e più razionale consentire una discussione
generale congiunta dei due testi, ma questo ove fosse stata
consentita l'opportunità di conoscere il testo, di approfondirlo,
di valutarlo, di esaminarlo alla luce dei riferimenti normativi,
soprattutto perché si tratta di un testo - e parlo della
finanziaria - che è stato totalmente stravolto, su cui si è
innestato di tutto e di più; norme che risultano anche non
perfettamente intellegibili, comprensibili, riconducibili a quadri
di riferimento.
Ritengo che questo percorso a zig zag voluto dal Governo
testimonia di come, qualcuno lo definiva Governo ombra, io ritengo
che ci sia stata un'ombra di Governo nella gestione di tutta la
vicenda, senza per questo voler offendere sul piano personale gli
assessori. Ma la condizione è stata molto deficitaria, carente, e
non si coglie una razionalità, un senso nella procedura posta in
essere, perché ritengo che sia interesse di tutto questo Parlamento
nell'articolazione principale, che è quella dell'Aula, ma anche
nelle sue articolazioni secondarie, le Commissioni, di poter avere
la possibilità di riflettere, valutare, proporre, addivenire a
scelte che possano rappresentare gli interessi veri del nostro
territorio, della nostra comunità, per poi trasfondere queste
esigenze in un testo condiviso, confrontato, che sia sintesi vera
per dare risposte, per realizzare una finanziaria di sviluppo, da
un lato, e, dall'altro, una finanziaria di contenimento della
spesa.
Questa opportunità non ci è stata data, non c'è stato un
emendamento proposto dalle Commissioni di merito che sia approdato
in questa finanziaria.
Ci siamo trovati un testo depositato ad ottobre e tante sedute
convocate dalla Commissione Bilancio con la puntuale assenza del
Governo che era alla ricerca, forse, di soluzioni tecnico-contabili
per poter rendere credibile la struttura del bilancio e per poter
costruire una finanziaria, una ipotesi programmatica capace di dare
risposte alla nostra Sicilia.
Questo non c'è stato nei tempi. Si ha la sensazione che sia stato
posto in essere un tatticismo che la dice lunga sulla voglia del
Governo di confrontarsi seriamente. Il tatticismo è stato portato
alle estreme conseguenze anche in Commissione, con il ritiro di
tutti gli emendamenti e con la soluzione di una legge finanziaria
molto striminzita. Qualcuno ha detto senz'anima . Il Governo
allora si è premurato subito di creare quest'anima ma, ahimé, più
che creare un'anima alla finanziaria, è stata creata molta trippa
con una legge omnibus, di cui non se ne vedevano da tempo.
Da circa tre anni non si avevano carrozzoni e autobus di questo
genere, in cui è stato messo tutto e il contrario di tutto
Rispetto a questa procedura, noi rivendichiamo la possibilità di
approfondimenti veri. Il mio intervento va in questa direzione, nel
senso di avere il tempo materiale per esaminare le proposte del
maxi emendamento alla finanziaria del Governo, già sottoposto a
cura dimagrante da parte del Presidente dell'Assemblea, ma anche da
un rinsavimento del Governo che ne ha cassato diversi articoli. Il
tempo è importante.
Avrei preferito che si tornasse domani a parlare di finanziaria,
ma a parlare anche di bilancio e di farlo contestualmente, di
esaminarli insieme con una discussione generale che mettesse in
collegamento le cose che razionalmente sono in collegamento.
Oggi ci soffermiamo a parlare di bilancio, su cui abbiamo lavorato
per evitare che i comuni fossero taglieggiati, privati delle
necessarie risorse finanziarie. L'abbiamo fatto in un bilancio che
prevedeva il 23 per cento dei tagli e in Commissione Bilancio si è
tentato di ovviare recuperando parte di questo taglio.
L'intendimento è di tentare in Aula, con gli emendamenti che stiamo
proponendo, il recupero totale delle risorse per gli enti locali
che sono il fronte delle nostri istituzioni rispetto ad una società
che soffre, ad una società che è stata privata di tutti i servizi
fondamentali e indispensabili. Le criticità fondamentali di
bilancio sussistono soprattutto per quanto concerne la
compartecipazione sanitaria e l'artifizio contabile è solo un
artifizio contabile.
Vorremmo che da qui a non molto si potesse avere certezza di
questa copertura.
Bisogna testimoniare l'impegno del Governo in questo senso ma,
ahimé, se questo non dovesse avvenire anche il ricorso ai fondi FAS
diventa un punto interrogativo. Lo è già con questa operazione di
attualizzazione sul bilancio regionale dei fondi per i forestali.
Sono tante le categorie che sono messe a rischio da questo bilancio
e da una finanziaria che non c'é.
Speriamo di poter intervenire con la finanziaria, con le
correzioni importanti da realizzare in questa Aula da qui a poco,
anche con i subemendamenti all'emendamento proposto dal Governo per
correggere il tiro, per riportare questa finanziaria nell'alveo di
una proposta programmatica seria. Ritengo che lo possiamo fare con
l'impegno in questo senso sia del Governo che del Presidente
dell'Assemblea, il quale può consentire tempi e opportunità di
confronto adeguati.
La possibilità di ritornare con una discussione generale sulla
finanziaria e di avere il tempo necessario per correggere i
tentativi di norme che affrontano tutto e il contrario di tutto,
che tentano di normare e di regolamentare settori che necessitano
di leggi organiche, i tentativi di invasioni di campo che,
nell'intento di riformare un obiettivo che viene molto spesso
utilizzato come strumento, cercano di inserire norme surrettizie di
allargamento di opportunità che scavalcano i perimetri dettati da
norme precedenti. Faccio un riferimento chiaro alla norma che
riguarda la rete residenziale delle fragilità, dove viene inserito
un allargamento della possibilità di ampliare i convenzionamenti
esterni solo ed esclusivamente per gli odontoiatri.
Io invito il Governo a riflettere sull'opportunità di tornare
sugli accreditamenti e di offrire alle branche a visita una
presenza capillare in tutto il nostro territorio.
Allora, la finanziaria non sia strumento per scorribande, la
finanziaria non sia strumento per rispondere a clientele mirate o a
norme fotografia, ma sia l'opportunità di tutti: di programmare
interventi seri responsabili, finalizzati alla crescita del nostro
territorio e delle nostre comunità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio più che un
intervento sulla discussione del bilancio e della finanziaria vuol
essere un momento di sensibilizzazione per il Presidente
dell'Assemblea sull'ordine dei lavori che ci si vuole dare, perché
il momento è sicuramente difficile e delicato per la situazione
economica della nostra Regione.
L'anno scorso e l'anno precedente ancora abbiamo realizzato una
finanziaria e un bilancio di rigore collegati anche con alcune
norme di sviluppo che, in parte, sono state attuate e che ancora,
per altra parte, aspettano piena attuazione. Di fatto, si era
creato un lavoro che ha visto la partecipazione e un momento di
ascolto, di approfondimento, di sensibilizzazione, di audizione
delle categorie produttive, del mondo sindacale e del lavoro, ma
anche delle commissioni parlamentari, delle commissioni di merito,
non solo quindi della Commissione Bilancio.
In quella fase, ho conosciuto un Presidente dell'Assemblea che già
allora aveva con un certo rigore posto attenzione ad alcune norme
che si volevano approvare con il coinvolgimento dell'Assemblea
regionale, ma ancor prima che dell'Assemblea stessa nella fase
preliminare, cioè nella commissione di merito. Il Presidente
dell'Assemblea, che probabilmente aveva meno simpatia per
quell'assessore o per quel Governo rispetto a ciò che accade oggi,
aveva stralciato alcune norme in quanto riteneva che andassero
prima discusse in commissione e soprattutto che abbisognavano di un
approfondimento con leggi di settore, con il coinvolgimento del
mondo produttivo e delle associazioni sindacali. E nella fase
preliminare di discussione al bilancio in Commissione - sono
contento che qui in questo momento entri proprio il presidente
Savona - alcuni articoli sono stati stralciati dal Presidente
Cascio e dal Segretario generale dell'Assemblea.
La volontà di stralciare quegli articoli veniva motivata creando
anche un precedente per l'Assemblea stessa nel trattamento di
alcuni articoli che, probabilmente, è giusto che sia, allora come
per oggi, trovi il coinvolgimento non solo delle Commissioni ma
anche delle leggi di settore.
Adesso, notando in modo superficiale e veloce ciò che è stato
stralciato dal maxi emendamento e ciò che è, di fatto, rimasto vedo
che c'è qualcosa o vi è una visione diversa del Presidente
dell'Assemblea oppure, francamente, si crea un precedente che ogni
anno la discussione della finanziaria è mero arbitrio o mera
pressione politica di ciò che avviene o è simpatia nei confronti di
un assessore con i capelli rispetto ad un assessore con meno
capelli o rispetto ad un governo politico o rispetto ad un governo
tecnico, presidente Cascio.
L'articolo 27 è un articolo identico, presentato all'epoca nella
finanziaria che volevo supportare e preliminarmente alla
discussione in finanziaria il presidente Cascio, con propria firma,
insieme al Segretario generale, ha ritenuto di stralciare questo
articolo perché prevedeva la soppressione di enti che non potevano
essere fatti in modo estemporaneo in maxi emendamenti ma con
provvedimenti e iter legislativi ad hoc. Inoltre, devo dire che
questo articolo pone una peculiarità che francamente non mi è
chiara. Condivido che rimanga in vita, perché meritevole,
l'Istituto regionale della vite e del vino, ma non capisco per
quale motivo, secondo quale legittimità, rispetto a quale merito,
alcune strutture invece vengano soppresse, cancellate.
Conosco e capisco l'amore che l'onorevole Cracolici ha per l'Ente
di Sviluppo Agricolo, ma non è corretto pensare di sopprimere un
ente perché fa poca simpatia ad un parlamentare e salvarne un altro
perché, invece, è molto più vicino ad altri.
Qui cerchiamo di fare le leggi e il Presidente dell'Assemblea, che
è seduto al centro di quest'Aula, deve garantire l'imparzialità
delle azioni e, soprattutto, il rispetto dei comportamenti
precedenti che lo stesso ha assunto, che lo stesso ha determinato
stralciando questa norma identica, che cercherò di produrre proprio
con gli elementi della stessa Assemblea.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Cimino, lo stesso comportamento vale per
i deputati, indipendentemente dalla loro vicinanza al Governo o
allo stare all'opposizione, ovviamente.
CIMINO. Certamente. Infatti, il mio ruolo su questo articolo è che
posso anche condividerlo solo se prima trova un giusto iter nelle
Commissioni parlamentari di merito, cosa che avevo chiesto anche a
lei quando ho discusso la finanziaria regionale, rispettando le
sedi parlamentari delle Commissioni di merito e della Commissione
Bilancio. Questo testo non ha mai visto la discussione né nelle
Commissioni di merito né nella Commissione Bilancio e mi pare
strano che proprio il Presidente dell'Assemblea sia contrario alla
proposta che saggiamente ha fatto l'onorevole Beninati di poter
discutere questa materia nuova, che non ha visto la partecipazione
delle Commissioni di merito, ma soprattutto del lavoro egregio che
si è svolto in Commissione Bilancio, della partecipazione e della
sensibilizzazione di quella fase parlamentare indispensabile
storicamente per discutere la finanziaria e il bilancio in
quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha
facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è davvero triste
intervenire in un'Aula così vuota, nel momento in cui stiamo
trattando le due leggi più importanti in senso assoluto: Bilancio e
Finanziaria. Comprendo anche che è l'ora in cui si pranza; però,
trattandosi appunto delle due leggi in assoluto più importanti, un
atteggiamento diverso dell'Aula sarebbe stato sicuramente ben
accetto.
E' altrettanto grave l'assenza ormai costante del Presidente della
Regione, nel momento in cui trattiamo i due strumenti che non sono
altro che la traduzione in numeri di quello che deve essere un
progetto politico ed amministrativo.
Non cito la Giunta, perché, essendo appunto una Giunta tecnica,
probabilmente è completamente scollegata dalle esigenze reali della
Sicilia e dei siciliani; ma l'assenza del Presidente Lombardo
diventa, a questo punto, assolutamente da colmare perché, secondo
me, è lui che dovrebbe, in un certo senso, tirare le fila di quella
maggioranza che oggi dimostra di non avere le capacità politiche e
amministrative di dare risposte. E' evidente lo stato di
confusione, di quasi pazzia, in cui stiamo arrivando, Governo e
Parlamento. E' evidente perché l'attuale maggioranza che sostiene
il Governo Lombardo non è la maggioranza uscita dalle urne, non è
la maggioranza voluta dai siciliani per essere governata, ma è una
maggioranza che nasce da un ribaltone, che nasce da un inciucio
politico assolutamente non condivisibile.
Il Presidente ha scelto di dividere le due leggi: parlare prima
del Bilancio e dopo della Finanziaria. Può essere una scelta
condivisibile, ma sono due leggi direttamente collegate. Noi
dobbiamo capire bene qual è il testo della Finanziaria. E' vero che
il Presidente Cascio, gliene va dato sicuramente atto, ha dato una
prima scrematura al testo, è vero che il Presidente Cascio ha tolto
delle nefandezze da quel testo, ma è altrettanto vero che ne sono
rimaste sicuramente delle altre.
Pur essendo d'accordo con lei, Presidente, che comunque abbiamo
una scadenza, quella del 30 aprile, entro cui dobbiamo dotare la
Regione delle due leggi, bisogna però anche contemplare il fatto
di lavorare bene e nell'interesse dei siciliani. La fretta non ci
deve portare a fare leggi che poi, di fatto, non servono, non sono
utili.
Perchè questa finanziaria cambia costantemente? Evidentemente,
perchè c'è l'esigenza di tutti i parlamentari di inserirvi qualche
cosa di corretto - per carità, ognuno lavora per il territorio,
ognuno vorrebbe dare delle risposte -, ma qui bisogna andare oltre,
Presidente.
Leggendo bene tra le righe di questa finanziaria c'è un
atteggiamento che riguarda un po' tutto il gruppo che ruota attorno
all'attuale maggioranza che sostiene il governatore Lombardo.
Porto un esempio che riguarda le rubriche della pesca: sono stati
stralciati alcuni articoli, ne rimane in vita uno, l'articolo 30
che ritengo utile, nel momento in cui la pesca vive un momento di
grande difficoltà (la pesca così come l'agricoltura), nel momento
in cui non si riesce a dare delle risposte - ricordo, per quanto
concerne l'agricoltura, nell'ultima finanziaria, nell'ultimo
bilancio, sono state votate sicuramente delle norme ottime, ma non
si è riusciti a darvi attuazione perché mancano di fatto i decreti
attuativi -, analizzando il bilancio non c'è la copertura
finanziaria per il caro gasolio alle imprese di pesca, quando noi
nell'ultimo bilancio abbiamo inserito ben 5 milioni di euro - non
comprendo come ora ce ne siano soltanto un milione e mezzo - ma di
rimpinguare quel capitolo non se ne parla assolutamente. Non si
comprende che fine abbia fatto, per esempio, l'aiuto alle vittime
del mare; non si comprende come non riescano a partire i bandi che
riguardano le misure di accompagnamento sociale.
In questo contesto spunta un articolo che mira a dare ancora più
ruolo e forza ai distretti della pesca e a quello agroalimentare.
Per carità, sono norme che andrebbero anche fatte, ma vanno fatte
con un testo di legge unico, specifico, e non calate in una legge
finanziaria senza che seguano un percorso parlamentare corretto,
senza che passino dalle competenti Commissioni di merito.
Non si può lavorare in questa maniera, perché è evidente che
bisogna, prima di intervenire e di allargare ancora di più le
maglie in questo settore, capire per esempio come sono stati
utilizzati i fondi già concessi a questo ente specifico, se sono
andati alla pesca vera, alla pesca dei pescatori e delle imprese di
pesca o se sono andate ad una pesca virtuale fatta di mostre, di
convegni, di gite, e mi fermo qui
Allora, Presidente, bisogna assolutamente intervenire dal mio
punto di vista - e penso di poter parlare anche a nome di Forza del
Sud - e occorre un momento di sintesi che non richiede Forza del
Sud, che in questo Parlamento e in questo momento è, pur avendo
vinto le elezioni, forza di opposizione, ma mi pare che vi sia
stata anche una richiesta di un componente del Gruppo UDC e l'UDC
mi pare sia parte integrante di questa maggioranza di Governo.
Allora, mi pongo un quesito, Presidente: come mai nelle scelte
strategiche di un settore importantissimo, qual è quello
dell'agroalimentare, pesca e agricoltura, viene privilegiato in
questa maniera un ente, qual è la motivazione? Vogliamo vedere chi
dirige questo ente, se ha un incarico già all'interno
dell'assessorato come consulente, se è opportuno continuare in un
momento così delicato per la vita politica di questo Parlamento con
questo modo di agire, nel momento in cui il Parlamento soffre per
le note vicende che, purtroppo, si stanno verificando negli ultimi
giorni
Dobbiamo ritornare a fare politica vera, la politica con la p
maiuscola, caro Presidente.
Veda, Presidente, qui non si vuole rallentare i lavori, non si
vuole creare problemi, si vuole soltanto fare in modo che si possa
avere la possibilità di capire, di sapere ciò che si vota.
Per quanto ci riguarda noi abbiamo presentato pochissimi
emendamenti, sia al bilancio che alla finanziaria. Quindi, nessuno
può pensare assolutamente che Forza del Sud abbia avuto un
atteggiamento ostruzionistico.
Ho portato questo esempio che riguarda l'Assessorato della pesca
proprio per dimostrare che c'è un atteggiamento assolutamente
clientelare, un atteggiamento che va sicuramente combattuto, perché
- ripeto - bisogna agire sostenendo la vera pesca e non la pesca
virtuale.
Io condivido la proposta di non ritornare in Commissione Bilancio
perché evidentemente lì ci impantaneremmo e non ne usciremmo più.
Però, occorre un momento di sintesi, un momento in cui bisogna
fermarci per capire le cose che devono venire in Aula
nell'interesse delle vere attività produttive della Sicilia e per
evitare che queste nefandezze - ripeto - alcune delle quali da lei
opportunamente stralciate, possano inficiare un lavoro che, alla
fine, non produce nulla di bene per la nostra Terra.
PRESIDENTE. Invito i prossimi oratori di mantenere il loro
intervento all'interno dei dieci minuti, così come ha fatto
l'onorevole Scilla.
E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, credo che a lei non sfugga una
considerazione che è lapalissiana: esercitare questa sorta di rito
e discutere le linee generali del bilancio 2011 in un clima come
quello che registriamo in questo momento in Aula, mentre molti
colleghi e assessori dedicano questa ora alla siesta , con la
presenza di tre assessori regionali su dodici, l'assenza del
Governatore e, poi, sei o sette parlamentari presenti.
Con questo modo di affrontare una scelta importante che il
Parlamento deve fare, che è quella di approvare il bilancio 2011,
non sfugge a nessuno che certo siamo in una condizione in cui
ciascuno di noi può fare autocritica; ma principalmente questa
autocritica la deve fare il Governo, Presidente Cascio, perché il
Governo aveva tutto il tempo di predisporre sia il bilancio sia la
finanziaria.
Per quanto riguarda la finanziaria, lo ripeto anche oggi, quello
che ho detto ieri ancora vale, ci siamo ritrovati, il giorno dopo
la Pasquetta, tornando in quest'Aula, un maxi emendamento alla
finanziaria che stravolgeva le proposte precedenti, come se il
Governo fosse entrato in stato confusionale, quasi maniacale. Aveva
già elaborato una prima finanziaria nel mese di novembre, poi una
successiva; questa finanziaria è andata in Commissione Bilancio e
poi subito dopo è stata presentata una nuova finanziaria,
riscritta.
Ebbene, credo che non sfugga a nessuno e soprattutto ai siciliani,
a tutti i siciliani e non solo gli addetti alla politica o ai
rappresentanti istituzionali, ai nostri Comuni, alle nostre
Province, alle organizzazioni sociali, imprenditoriali, alle
imprese, alle famiglie ai più deboli, non sfugge a nessuno che
questo bilancio e questa finanziaria che dovevano essere di
lacrime e sangue , come sostanzialmente ha ripetuto più volte il
Presidente Lombardo, sono una finanziaria e un bilancio di lacrime
e sangue per alcuni, per la stragrande maggioranza dei siciliani,
ma non certo per questo Governo. Per questo Governo che è
presieduto da un Presidente della Regione che fa le leggi a propria
convenienza e stabilisce le cose secondo i propri interessi.
Mi riferisco al fatto che questo Presidente della Regione si è
voluto caratterizzare come un Presidente che ha scelto di
percorrere una strada nuova rispetto al Governo della Regione. La
strada nuova è venuta fuori con la sua intuizione di fare, dopo tre
tentativi, un quarto Governo battezzandolo come Governo tecnico.
Signor Presidente Cascio. a lei non sfugga, ma neanche ai colleghi
parlamentari, ma a tutti i siciliani attenti che ci guardano, ci
osservano con la massima attenzione e con le critiche e le
osservazioni che dobbiamo tenere in conto, perché certamente i
parlamentari ci confrontiamo quasi giornalmente non solo con i
nostri elettori ma anche con tanta gente che esprime delle
considerazioni, anche attraverso interventi della stampa che,
certamente, accende i riflettori su questo Palazzo ed anche sul
palazzo che abbiamo di fronte, Palazzo d'Orleans.
Ebbene, non è sfuggito a nessuno che il presidente della Regione,
onorevole Lombardo, ha scelto di fare questo Governo tecnico
perché, ha dichiarato pubblicamente, non solo nell'ambito regionale
ma a livello nazionale, che all'interno di questo Parlamento che è
composto da novanta parlamentari eletti dal popolo, non c'era
nessuno che aveva le capacità dei dodici assessori tecnici che sono
stati scelti da Lombardo.
Non c'è dubbio che, poi, è andato oltre questo presidente della
Regione e, nel momento in cui ha stabilito di spendere per la sua
Giunta più del doppio, oltre tre milioni di euro, è stato stimato,
per pagare le competenze dei dodici assessori tecnici, qui, io che
non sono un giurista, ma qualcuno potrebbe intravedere, meglio di
me, che il presidente Lombardo, facendo questa scelta, non solo ha
fatto un abuso, ma potrebbe anche essere giudicato per interessi in
atti di ufficio, perché è una sorta di captatio benevolentiae
perché non c'è dubbio che, nel momento in cui ci sono degli esperti
all'interno di questo Governo, sono personalità che non avevano
certamente bisogno di avere l'indennità di parlamentare.
Questa è stata una scelta del Presidente della Regione che noi
contestiamo, perché con tre milioni l'anno si poteva intervenire in
direzione dei più bisognosi e non per i dodici componenti
l'Esecutivo.
Allora, signor Presidente, queste considerazioni sono legate al
fatto che le lacrime e il sangue che vengono fuori da queste scelte
economiche e finanziarie sono solo per alcuni: per la stragrande
maggioranza dei siciliani e non certamente per chi siede attorno al
presidente Lombardo che porta avanti scelte che, certamente, non
sono condivise.
Certo è che questo Bilancio poteva essere fatto prima, entro il
mese di dicembre 2010, come era giusto fare. Era giusto non andare
all'esercizio provvisorio. Ebbene, signor Presidente, questo
Bilancio che ci viene oggi presentato, di cui abbiamo iniziato la
discussione generale, sono convinto che qui in quest'Aula verrà
stravolto poco.
Non sfugge a nessuno che ci sono dei capitoli che non hanno subìto
una scelta coerente, fatta con criterio. Molti capitoli sono
rimasti per memoria, molti capitoli sono stati decurtati, ma molti
capitoli sono stati incrementati. Io mi chiedo il perché di questi
incrementi. Non sono giustificati dal punto di vista politico,
perché non c'è dubbio che queste scelte non sono condivise dalla
stragrande maggioranza dei siciliani.
Questa è una vicenda che noi dobbiamo portare all'attenzione
dell'opinione pubblica perché non ci sono elementi e criteri
oggettivi, ma soltanto scelte individuali di questo Governo e
soprattutto di questa maggioranza anomala che vuole difendere se
stessa all'interno di questo Palazzo, sapendo che non gode del
giudizio popolare positivo della stragrande maggioranza dei
siciliani.
Signor presidente, questo Bilancio noi non lo condividiamo perché
non tiene conto delle esigenze degli enti locali, dei tanti comuni
della nostra regione, delle Province, ma soprattutto non tiene
conto delle esigenze di tutte le imprese della nostra regione che
non hanno avuto nessuna attenzione, delle famiglie, dei più deboli
e, sostanzialmente, di quanti operano nel sociale nella nostra
Regione siciliana che svolgono anche compiti istituzionale a favore
di chi ha bisogno.
Questo non è un Bilancio per chi ha bisogno in questa Regione
siciliana, ma è un Bilancio per fare quadrare i conti, quei conti
che interessano al presidente Lombardo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, intanto grazie per avermi dato la possibilità di
intervenire. Volevo in maniera preliminare ringraziare il
Presidente per la correttezza istituzionale con cui ha voluto
esaminare l'articolo 4 che aboliva i consigli di quartiere di tutta
la Sicilia, tranne quelli di tre città fortunate, cioè le città di
Messina, Catania e Palermo. Come se la democrazia dal basso si
potesse esercitare solo ed esclusivamente in queste tre città e in
tutte le altre città della Sicilia invece la democrazia proveniente
dal basso era solo ed esclusivamente un lusso.
LEANZA NICOLA. Non c'è più
VINCIULLO. Ha ragione, onorevole Leanza, non c'è più, ma non c'è
più per il garbo istituzionale del Presidente Cascio, sicuramente
non per la parte politica che lei rappresenta.
Su questa vicenda vorrei un attimo soffermarmi perché abbiamo la
possibilità di comprendere come questa manovra finanziaria si sia
dipanata su un percorso tortuoso, un percorso proprio della terra
di Pirandello. Perché nella prima Finanziaria, presentata dal
Governo regionale composto dalla maggioranza che tutti noi
conosciamo, onorevole Leanza, era prevista l'abolizione di tutti i
consigli di quartiere tranne di Messina, Catania e Palermo. Ho
dovuto presentare un emendamento per sopprimere questo famigerato
articolo 11 e poi il Governo alla fine si è dichiarato disponibile
al mantenimento dei quartieri.
Pensavamo che questa vicenda si fosse esaurita, invece così non è
perché nell'ultima Finanziaria presentata dal Governo, quella delle
fatidiche ore 12.30, è ricomparsa all'articolo 4 la soppressione
dei quartieri.
Così una città importante come Siracusa, Augusta, io mi limito a
parlare della mia provincia, Carlentini, Melilli che hanno realtà
di consigli di quartiere lontani dal centro cittadino, dal centro
urbano, improvvisamente venivano privati dei loro consigli di
quartiere, delle loro circoscrizioni.
Il merito, caro Presidente, va ascritto a lei per aver soppresso
questi due commi dell'articolo 4 proprio perché il Governo, non
mantenendo gli impegni assunti in Commissione Bilancio , era
venuto giorno 22 in Aula a riproporre quello che avevamo concordato
che bisognava tagliare.
Ora veniamo a lei, caro assessore Armao. Lei, che è un profondo
conoscitore della storia del diritto romano, sa che arrivato ad un
certo punto Giustiniano, per passare alla storia, decise di
raccogliere in un unico corpus tutte le leggi che allora erano in
vigore. E non avendo le caratteristiche per farlo, Giustiniano - in
questo caso Lombardo - ha pensato di incaricare lei, novello
tribuniano, per dare vita a questa raccolta. Però, Lombardo ha
dimenticato una cosa importante: nominare un Giovanni di
Cappadocia, uno che potesse in qualche modo limitare il suo potere;
per cui, lei, alla fine, è diventato il deus ex machina di questa
riforma raccogliendo su di sé - mi sia consentito dire - anche le
lamentele di alcuni suoi colleghi.
Perché vede, oggi lei è qui con tre soli esponenti di questo
Governo, uno è fuori, tutti gli altri non si sono presentati. Non
si sono presentati perché sono impegnati a lavorare, così come
fanno tutti i giorni nell'interesse della Sicilia, per il progresso
di questa Terra, per portare risultati straordinari alla nostra
Isola oppure non ci sono perché non si riconoscono nella
Finanziaria da lei presentata e nei provvedimenti da lei portati
in Aula? Io, per esempio, mi immagino come Andrea Piraino, storico
Segretario generale dell'ANCI, si dovrà presentare di fronte ai
sindaci che per anni ha alimentato contro il Governo regionale e
contro questa Assemblea e dire bambole, non c'è una lira , cioè
che l'assessore per l'economia ha pensato di azzerare, di tagliare
tutti i capitoli che vengono gestiti dall'assessore Piraino.
Io la invito a guardare in quali condizioni si trova l'assessore
Piratino
Oppure, pensi lei l'imbarazzo dell'assessore Chinnici, con questo
nome straordinario, che rappresenta la storia della Sicilia e,
soprattutto, la storia della lotta contro la mafia, che deve venire
in quest'Aula, a dire che per le associazioni che combattono contro
la mafia, che per le associazioni che combattono contro le attività
criminose, per tutti coloro i quali hanno subìto danni da parte
della criminalità organizzata e dalla mafia, non ci sono sostanze,
non c'è la possibilità di venire incontro alle richieste di chi ha
avuto distrutti i propri negozi, la propria attività, di chi ha
avuto distrutto dalla mafia il proprio futuro.
Invece, 4 milioni di euro vengono destinati a questo Cinema
Sicilia , come se vivessimo in questa Isola grazie al cinema, come
se con il cinema potessimo tutelare l'immagine della nostra Terra.
L'immagine della nostra Terra si tutela, innanzitutto, tutelando
coloro i quali, tutti i giorni, sono nella trincea, tutti i giorni
difendono l'onore della nostra Terra, denunciando chi cerca di
mettere in discussione i diritti della nostra Terra.
E, poi, Assessore, ha trascurato sicuramente un altro suo collega,
l'assessore Centorrino. L'assessore Centorrino cosa dirà ai
presidi, ai sindaci, quando le scuole dovranno essere chiuse perché
non sono a norma, perché non sono agibili, perché i vari capitoli
destinati all'edilizia scolastica ed alla messa in sicurezza delle
scuole sono privi di fondo?
Eppure, si preferisce investire su altri settori, si preferisce
mettere a rischio la vita dei nostri figli, si preferisce mettere
in discussione il futuro dei nostri figli, alloggiandoli in locali
inadeguati e del tutto non rispondenti alle necessità.
Pensiamo, poi, all'agricoltura, ad esempio. Una serie di
provvedimenti che tutto il mondo agricolo sta rifiutando perché,
più che provvedimenti a favore dell'agricoltura, sembrano
provvedimenti che intendevano lottizzare anche questo mondo.
Signor Presidente, allora, la invito, un attimo, a vedere come è
stata trattata l'ARAS, l'Associazione Regionale degli Allevatori
Siciliani. Si voleva prima, ulteriormente, commissariare. Si
voleva, ancora una volta, aggiogare alla politica come se
l'Associazione Regionale degli Allevatori Siciliani rispondesse a
logiche politiche e non alle logiche del mercato dell'agricoltura.
Ed allora, per punire questa Associazione, non capiamo per qual
motivo, ancora una volta, i fondi ad essa destinati sono stati
limitati. Non sono nemmeno nelle condizioni di potere pagare i
dipendenti e, poi, però, gli stessi esponenti di questo Governo che
cercano di limitare le somme destinate all'ARAS vanno dagli
allevatori, dai dipendenti a dire che la colpa è di chi gestisce
questo settore.
E, poi, la forestale. Era stato fatto un accordo, era stato detto,
sotto campagna elettorale, lei non c'era, assessore Armao, ma
c'erano i suoi predecessori, che entro due anni tutta la forestale
avrebbe avuto 151 giorni. Così non è, così non mi sembra che sia.
Così come gli impegni che in Commissione sanità abbiamo assunto a
favore dei talassemici, dei malati oncologici, dei malati
psichiatrici, tutte queste somme non sono previste né nel bilancio,
né nella finanziaria. In compenso, signor Presidente, si continuano
a nominare consulenti Consulenti, ricorrendo ad un metodo da
Medioevo, da Rinascimento.
Assessore Missineo, vorrei che lei li vedesse questi consulenti
che nominate Vorrei capire in che cosa sono esperti. Sono
disoccupati cronici che, oggi, attraverso la politica possono
vivere
Vedete, da assessore, se dovessi accettare come consulente uno che
ne sa molto meno di me, mi vergognerei Voi questo state facendo.
Assessore Missineo, ho nominato lei soltanto perché mi ha
guardato, per carità
State utilizzando lo strumento delle consulenze, proprio, per
alimentare la politica, foraggiare la cattiva, la peggiore
politica, una politica fatta di prebende e non di idee.
In più, signor Presidente, le vorrei così attenzionare, se può
guardare con attenzione l'articolo 29, che troverebbe applicazione
solo ed esclusivamente in una provincia. E' il famigerato articolo
della pesca. Tutti gli altri settori verrebbero umiliati,
mortificati.
Noi, assessore Armao, abbiamo presentato dei provvedimenti a
favore della pesca, ma non sono provvedimenti di cui, fin
dall'inizio, conosciamo e sappiamo chi sarà il fruitore finale, chi
sarà il beneficiario.
Noi vogliamo provvedimenti senza nome e cognome e con l'articolo
29 ci sembra di capire che abbiamo un nome e cognome ben preciso,
limitato solo alla provincia di Trapani; ciò significa che gli
altri pescatori delle altre province, soprattutto quelli della
provincia di Siracusa, che ha una marineria non inferiore a quella
di Trapani, non potranno godere di questi benefici.
E' chiaro che nel corso del dibattito interverrò nuovamente. Però
una cosa, assessore Armao, dopo che Triboniano lavorò tanto, dopo
che scontentò tanto, Giustiniano almeno firmò il Corpus iuris
civilis', tanto è vero che a cominciare da Dante ne danno solo ed
esclusivamente a lui la paternità. Lei, purtroppo, non ha avuto
nemmeno questo piacere, perché il presidente Lombardo si è
dimenticato di firmare questa finanziaria. Buon lavoro e buona
fortuna, perché vedrà che poi il presidente Lombardo anche a lei
riserverà il trattamento che ha avuto nei confronti di tanti altri
assessori che l'hanno preceduta. Buon lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Torregrossa. Ne ha
facoltà.
TORREGROSSA. Signor Presidente, assessore Armao, non sono un
conoscitore di storia romana, quindi...
ADAMO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Dopo l'intervento dell'onorevole Torregrossa, le
concederò un minuto.
TORREGROSSA. Grazie, signor Presidente, se l'onorevole Vinciullo
dopo la sua lezione di storia fa un poco di silenzio riesco a
prendere il filo del ragionamento. Stavo dicendo che non essendo
uno storico non posso fare riferimento in particolare alla storia
romana, né da latinista, qual è l'onorevole Vinciullo, non chiuderò
con citazioni latine. Mi limiterò a fare delle considerazioni sul
momento che stiamo vivendo.
Per la terza volta, a poche ore dal 30 aprile, siamo qui a
discutere di bilancio e finanziaria e siamo qui pronti a discutere
di bilancio e finanziaria, nuovamente, con l'ennesimo
maxiemendamento del Governo, che regolarmente bypassa tutte le
Commissioni di merito e che, regolarmente, se ne fa un baffo di
tutto ciò che è stato fatto all'interno della Commissione;
commissione che è preposta allo studio del bilancio e della
finanziaria e che è preposta ad ascoltare tutte quelle associazioni
di categoria, tutti gli enti rappresentanti tramite i propri
organi, quali l'ANCI e l'UPI, per ascoltare le esigenze e cercare
di mediarne i provvedimenti.
Purtroppo, ci troveremo da qui a poche ore, nel cuore della notte,
ad approvare dei provvedimenti, nell'arco di pochi secondi, senza
magari sapere cosa c'è scritto all'interno. Questa, purtroppo, è
un'abitudine che ritengo, in particolare per le leggi più
importanti, che sono quelle del bilancio e della finanziaria,
questo Parlamento dovrebbe abbandonare.
Però devo fare alcune considerazioni; manca il presidente
Lombardo, il presidente Lombardo è presente pochissime volte in
questa Aula, ma è sempre pronto sui giornali a prendere il merito
di provvedimenti legislativi in cui lui forse ha messo poco, faccio
riferimento in particolare alla legge sulla semplificazione, e
proprio in questi giorni ci sono tutte le pagine dei quotidiani con
la fotografia del Presidente che, in maniera gloriosa, illustra
questi provvedimenti che faranno fare il salto di qualità alla
Sicilia.
Beh, ricordo che quella legge sulla semplificazione uscì dalla I
Commissione, di cui faccio parte, ma in Aula fu completamente
cambiata e stravolta e fu approvata all'unanimità.
Sono sicurissimo che da qui a qualche ora, quando verranno
approvati bilancio e finanziaria, il presidente Lombardo ed i suoi
Assessori saranno pronti a prendersi meriti che in realtà non sono
meriti del Governo ma saranno, ancora una volta, meriti di questo
Parlamento.
Nello specifico, devo anche ringraziare il presidente Cascio che,
ancora questa volta, così come l'anno scorso, si è fatto garante
della legittimità di provvedimenti che molte volte vengono
presentati all'interno di questi maxi emendamenti.
Basterebbe leggerne alcuni con un po' di attenzione per andare a
scoprire una serie di perle, per esempio l'articolo 18 che
fortunatamente è stato stralciato e che cita: soppressione di
organi' ed inizia con collegi, '.
Mi domando che cosa siano questi collegi, sono collegi di suore,
collegi di ecclesiali, collegi elettorali?
Bisognerebbe cercare di capire perché sembra che il presidente
Lombardo, neanche novello re Sole ma, al pari dei dittatori della
Repubblica delle banane, quale sembra che sia diventata la nostra
Sicilia, con un semplice articolo abbia cercato di eliminare tutti
gli enti di qualsiasi tipo, tutti i comitati, le commissioni,
collegi comunque denominati, istituiti per legge, per poi andarli a
ricostituire con un decreto del Presidente della Regione.
Avvocato Armao, vedo che lei mi sta seguendo con attenzione. Qui
sembra che con una legge si cancellino altre leggi ma con un
provvedimento amministrativo si reintroducano enti, comitati e
quant'altro a sua volta, precedentemente, istituiti con legge.
Non so se giuridicamente fosse un'operazione fattibile, anche
perché in questi enti, probabilmente, ci rientravano pure le
province, visto che sono state istituite con una legge.
Devo dire che il presidente Cascio ha stralciato questa normativa
e quindi ben venga, anche questa volta, l'operazione fatta dagli
uffici di Presidenza, e ben venga la legge finanziaria e il
bilancio che poi verranno approvati da questa Aula.
Ovviamente, devo fare alcune considerazioni: per quanto riguarda
il bilancio, c'è un aumento impressionante delle tariffe e delle
concessioni dei canoni demaniali ed è un contro senso, perché se da
un canto si dice che solamente il turismo e lo sviluppo possono
aiutare le finanze della Regione, d'altro canto aumenti del 75 per
cento - poi qualcuno mi dice che probabilmente saranno ridotti, ma
comunque sempre consistenti - rischiano di tagliare le gambe
proprio a questo settore che, in effetti, dovrebbe essere il
settore trainante della nostra Sicilia.
Mi domando se qualcuno abbia parlato con le associazioni di
categoria. Mi domando se l'Assessore per il turismo abbia
sviluppato delle tabelle per sapere che cosa succede e non credo
che a nulla valga la normativa che consente di compensare questi
aumenti con l'autorizzazione ad incrementare le strutture portuali
perché ci vuole tempo, gli imprenditori, non necessariamente, sono
disposti ad investire oltre i limiti degli aumenti demaniali.
Ecco, perché come ho sostenuto all'inizio di questo mio
intervento, andava fatto un approfondimento con le associazioni di
categoria.
Lo stesso ragionamento vale per i nostri comuni che sono stati
martoriati. E' stato citato - mi auguro di non essere nuovamente
oggetto di discussione - l'assessore Piraino che per tantissimi
anni è stato direttore dell'ANCI; personalmente, ho fatto parte del
collegio sindacale dell'ANCI, ho lavorato braccio a braccio con lui
e si è sempre battuto per difendere i comuni.
Mi sembra, però, che i comuni in tutta questa operazione stiano
rischiando il tracollo, così come rischiano il tracollo le Ipab
perché la possibilità di costituire dei consorzi obbligatori tra
ASP, IPAB, eccetera, i comuni stessi forse non è necessariamente
valida, come importanza, perché bisogna andare a specificare che
fine farà il personale, perché quel famoso 15 per cento che viene
assegnato per il pagamento dei deficit scaturisce dalla vendita dei
beni delle IPAB.
Quindi, ritorniamo sempre a quelle considerazioni di una finanza
futurista, di una finanza che, poi, all'atto pratico rischia di non
trasformarsi in denaro concreto.
Ultima considerazione, mi permetto di farla riferendomi
all'Assessore ai beni culturali.
L'Assessore ai beni culturali sa che ha cercato, con delle gare
pubbliche, di dare in gestione i siti museali, ma sa anche che
diversi siti non sono stati assegnati. Oggi Confindustria fa delle
considerazioni sulle aree protette, dicendo ben venga
l'assegnazione di queste aree protette a condizione che ci sia
trasparenza - e chiaramente siamo perfettamente d'accordo, non
potremmo che essere d'accordo -, però, una considerazione va fatta
in funzione della mancata assegnazione delle aree mussali, quindi,
mi domando: questa norma, in realtà, concretamente, darà un
ingresso di denaro in questo bilancio, oppure sarà l'ennesima voce
fasulla che andrà a gonfiare le entrate di questo bilancio e
finanziaria?
Bene, su tutto questo, credo che questa Assemblea dovrà riflettere
e dovrà riflettere, purtroppo, nelle poche ore che restano da
questo momento al 30 aprile.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
ADAMO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ADAMO. Signor presidente, onorevoli colleghi, un chiarimento
all'amico con il quale spesso tra l'altro ho lavorato e
collaborato.
Volevo rassicuralo sulla serenità con cui l'assessore Piraino
partecipa a questa finanziaria e soprattutto la serenità con cui
potrà incontrare i suoi amici, colleghi sindaci, visto che è stato
il vicepresidente dell'ANCI.
Allora, potrà ricordare ai sindaci che i trasferimenti sono stati
ridotti, sicuramente questo non può essere attribuito al Governo
regionale, ma credo che sia impossibile negarlo, alla politica del
Governo nazionale, soprattutto al federalismo fiscale e nei
prossimi mesi lo vedremo e potrà dire, con estrema serenità che, in
realtà, nella finanziaria regionale i sindaci che hanno capito che
più che gestire il bilancio bisogna accedere ai fondi europei,
avranno fondi e risorse e per questo ringrazio l'assessore Armao
perché sarà possibile per i sindaci che hanno a cuore la buona
amministrazione accedere a fondi e contributi e lavorare sulle
infrastrutture.
Allora, questo è un segnale di cambiamento, di cui siamo
orgogliosi, ed uno degli elementi qualificanti di questa
finanziaria.
Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica
e altri /A e 631/A bilancio e finanziaria
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione generale sul disegno di legge numeri 630-
630 bis-630 ter-630 quater/A e numero 631/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo finalmente
arrivati al momento più importante dell'anno di questa istituzione,
della istituzione Assemblea regionale, un momento in cui tante
emergenze dovrebbero essere vagliate, attentamente valutate, tante
soluzioni dovrebbero essere proposte da chi governa soprattutto ed
accolte dall'organo assembleare, tanti cittadini siciliani molti
moltissimi dei quali, purtroppo, dall'avvento della nefasta era
Lombardo vivono in condizioni economiche disagiate, per non dire
disastrose, dovrebbero finalmente vedere o percepire quanto meno
una risposta da parte del Governo regionale.
Abbiano assistito, invece, in queste ultime settimane scorse ad un
balletto che, se non fosse stato così drammatico per i siciliani,
avrebbe finito per essere semplicemente ridicolo.
Abbiamo assistito al valzer dei bilanci, abbiamo assistito al
valzer delle finanziarie, abbiamo assistito a documenti economici
che venivano presentati alle Commissioni competenti e, poi,
all'Aula per essere cambiati un attimo dopo, per essere stravolti
un attimo dopo, in ragione del fatto che questa maggioranza che,
oggi, governa la Sicilia, questa maggioranza raccogliticcia che
trova sintesi soltanto nelle poltrone del potere, questa
maggioranza vedeva non tutelati e non rispettati interessi di parte
e, quindi, suo malgrado, l'Assessore per l'economia era costretto a
riformulare la finanziaria, a riformulare, comunque, i documenti
economici ed i documenti programmatici.
Non attaccherò l'assessore Armao, perché non mi sembra giusto; non
basta essere tecnici per essere sollevati da responsabilità
politiche, questo mi pare fin troppo chiaro ma, d'altro canto, non
ritengo di poter dire che tutte le responsabilità possano o debbano
attribuirsi ai tecnici.
Credo che, come si dice dalle mie parti, absit iniura verbis',
per carità senza volere offendere nessuno, il pesce, quando puzza,
puzza dalla testa. E noi abbiamo un problema, presidente Formica,
in Sicilia, questo problema si chiama Raffaele Lombardo, perché il
Presidente della Regione non c'è, non c'è nella gestione non tanto
del potere, che esercita in maniera minuziosa e capillare, il
Presidente della Regione non c'è con riferimento ai problemi veri e
reali della Sicilia e dei siciliani.
E non mi attarderei neanche tanto a parlare di consulenze, perché
alla fine, per quanto possano essere centinaia in cinque anni,
parliamo sempre di consulenze di dieci, quindici mila euro, che,
per carità, messe tutte insieme, faranno anche 500 mila, un milione
di euro che è una cifra considerevole per una famiglia o per un
piccolo ente locale, ma non lo è certamente per una macchina
burocratica e politica quale dovrebbe essere la Regione siciliana.
La verità, purtroppo, è ben altra E la verità riguarda, ad
esempio, per restare al bilancio, perché ci sarà tempo più in là
per parlare di finanziaria, che questo bilancio distrugge
definitivamente le speranze dei comuni, le speranze degli enti
locali siciliani.
Qualche collega cercava di trovare soluzioni per dare risposte al
sociale, qualche collega di maggioranza in Commissione Bilancio
cercava di trovare soluzioni per dare risposte al sociale, agli
enti locali, quando basterebbe evitare il furto dei 300 milioni di
euro di proventi che attendono gli enti locali perché questo denaro
serve fondamentalmente a soddisfare le esigenze delle fasce più
svantaggiate, dei più deboli, degli anziani, dei portatori di
handicap, di tutta quella fascia che riguarda, appunto, il sociale
degli enti locali.
E, allora, mi chiedo e chiedo, soprattutto, ai colleghi della
maggioranza che si stracciano le vesti dopo aver plaudito a questa
manovra, che senso abbia cercare delle toppe dopo avere causato lo
strappo soprattutto, ripeto, a quegli enti locali molti dei quali,
all'indomani di questa finanziaria, saranno costretti a dichiarare
bancarotta.
Dal canto nostro, i Popolari di Italia Domani hanno fatto in
Commissione Bilancio e continueranno a fare una battaglia per
tutelare gli enti locali e per tutelare le fasce deboli che
verranno ancora più colpite perché, ancora meno, saranno tutelate
da una finanziaria che, al di là di ogni petizione di principio e
di ogni proclamo e di ogni annunzio, tutto fa tranne che rilanciare
la Sicilia e portare sviluppo.
In effetti, qualche cosa cerca di farla perché quando, ad esempio,
cerca di annullare esperienze storicamente produttive sotto il
profilo economico e, soprattutto, esperienze gratificanti e
prestigiose sotto il profilo dell'immagine, quello che fa questo
Governo con questi documenti economici finisce per essere
semplicemente la conferma di una mediocrità che sta connotando
questa pagina recente della storia della Sicilia.
E dico ciò e faccio riferimento a due esempi e sarò velocissimo
perché il tempo passa, i tempi purtroppo sono stati contingentati,
ne prendo atto, e però immaginare di sopprimere, di chiudere, di
sciogliere l'Istituto Siciliano per la Vite e il Vino, nell'anno in
cui al Vinitaly primeggia nel mondo la cantina Milazzo, una cantina
siciliana, è l'emblema di come questo Governo regionale sia
distante, lontano dalle reali pulsioni della nostra terra di
Sicilia e del popolo siciliano.
Immaginare, ancora, di chiudere perché questo, di fatto,
determinerebbe, anzi determinerà il centro Ettore Majorana di Erice
che è il fiore all'occhiello della Sicilia, della scienza nel
mondo, perché in questi anni sono stati massacrati i finanziamenti
che hanno portato, da oltre vent'anni a questa parte, più di 150
premi Nobel per la scienza in Sicilia, in un momento in cui questo
è un tema di attualità, non soltanto per quello che è accaduto in
Giappone, non soltanto per quello che accade sul nostro pianeta,
non soltanto per il dibattito importante che riguarda il nucleare e
che coinvolge anche il nostro Paese, ma per tutta una serie di
ragioni che erano storiche, che rimangono storiche e che sono di
immagine oltre che di contenuto e di sostanza, ebbene dà ancora
una volta l'immagine plastica ed emblematica di come questo Governo
regionale sia distante dalle cose importanti e sia impegnato a
distribuire prebende, sottogoverni, consulenze e cose del genere.
Ci attardiamo ogni anno sulla necessità - e passo velocemente ad
un altro argomento - di finanziare le misure antimafia. Ebbene,
scopriamo di anno in anno o che questo accade dopo una battaglia
d'Aula portata innanzi sempre dall'opposizione, per primi noi del
PID, come è accaduto l'anno scorso, quando abbiamo scoperto che la
famosa legge che abbiamo tutti insieme votato di contrasto alla
criminalità organizzata, non aveva visto non soltanto per quanto
riguarda il finanziamento dell'ora di legalità nelle scuole, che
era uno dei cardini della formazione delle giovani generazioni
siciliane, ma soprattutto con riferimento ad un secondo aspetto che
era quello della possibilità per gli imprenditori che denunziavano
il racket di ottenere degli sgravi fiscali sostanziosi così da
agevolare e da promuovere questo tipo di intendimento, ebbene
abbiamo scoperto che questa parte di finanziaria non è stata mai
finanziata e quest'anno ci si continua a lagnare perché le norme ci
sono ma non vengono finanziate.
Vorrei parlare di imprenditoria giovanile e femminile, vorrei
parlare di tante altre cose che riguardano il bilancio, non tanto
la finanziaria, vorrei parlare, come ho già fatto, di enti locali,
vorrei parlare di misure di sviluppo che non ci sono, ma lo faremo
al tempo debito. Però vorrei dire questo: la Sicilia vive una fase
storica veramente penalizzante, e la vive soprattutto perché questo
Presidente della Regione, che dovrebbe rappresentare le esigenze di
tutti i siciliani, finisce per rappresentare l'esigenza di una
parte della Sicilia, di una parte politica della Sicilia, di una
parte legata forse al suo partito o al gruppo ristretto dei suoi
amici.
E allora, per chi come me vive invece il ruolo della istituzione a
cui mi onoro di appartenere con grande rispetto e con grande
dedizione, per concludere mi viene una frase pensando a Lombardo e
pensando a me stesso, una frase di Talleyrand che diceva così:
Quando mi giudico resto perplesso, quando mi paragono esulto .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi stiamo
attraversando una fase di grande confusione politica, di grande
crisi economia e di grave immoralità politica per quella che è
l'azione intrapresa da questo Governo che ha determinato, con il
ribaltone, una realtà sicuramente censurabile, criticabile e, al di
là degli annunci e al di là dei proclami, si presenta oggi in
questa Aula parlando di bilancio con grossi problemi che, a mio
avviso, vanno evidenziati, vanno denunziati e - perché no - un
grido di allarme che possa essere anche motivo di riflessione per
chi, in maniera a volte eccessivamente oltraggiosa, vuole portare
avanti un percorso che sicuramente individua obiettivi anche
preoccupanti.
Il bilancio che siamo costretti ad analizzare vede una serie di
voci in entrata di incerta realizzazione, che determina una
preoccupante fase in cui, a fronte di una spesa certa, abbiamo da
capire, da definire, come un percorso ancora incerto vuole essere
dato per scontato. Una voce di entrate sui Fondi FAS, che vede due
momenti relativi alla sanità e alla forestazione che hanno
determinato, a mio avviso, una preoccupante ipotesi di realizzo di
risorse difficilmente concretizzabile, perché va sfatato questo
principio, non può esserci la considerazione di chi denunzia in
maniera seria e obiettiva che viene ritenuto come qualcuno che
vuole remare contro, quando invece il senso di responsabilità ci
porta a dire che il percorso fin qui seguito merita una diversa
attenzione.
Questo tentare ad ogni costo di dimostrare che siamo in presenza
di un Governo di rottura con il passato, che io chiamo di rottura
nella continuità, nel voler continuare in maniera forse ancor più
arrogante una serie di percorsi che vede questa presenza in maniera
scientifica di una capacità di voler dimostrare che chi dissente
deve essere censurato, quasi un terrorismo psicologico che da parte
di tutta la struttura burocratica rende anche poco possibile la
nostra azione di collaborare, di contribuire, di esercitare quel
ruolo istituzionale che ci è assegnato.
Davanti a queste problematiche viene fuori un bilancio che
probabilmente, anziché tener conto di una serie di elementi
innovativi, pensa solo a determinare un momento di consenso, di
populismo, di grande disponibilità a quelle che sono le richieste,
a volte demagogiche, per poi approdare ad una ipotesi di rinunzia o
ad un'ipotesi che trova avversione per poi, magari, fare additare
chi è contro questo momento di irrazionalità.
Non può passare questo messaggio di un bilancio di rigore, di una
finanziaria di rigore quando poi abbiamo constatato che è stato
rappresentato un percorso che vede tutto ed il contrario di tutto,
e che vede sulla finanziaria un altro grave metodo di lavoro. Una
finanziaria che in Commissione Bilancio viene esitata dopo avere
valutato negativamente una serie di emendamenti, ed in particolar
modo un maxi emendamento del Governo che, con grande serrato
confronto, ha indotto il Governo a ritirarlo. E il ritiro del maxi
emendamento, porta all'approvazione di una finanziaria contenuta,
che è approdata in quest'Aula.
Ebbene, oggi ci ritroviamo in un'Aula in cui - anziché dibattere
in maniera seria alcuni temi di riferimento, di sintesi che
riguardano la finanziaria - ci si ritrova un maxi emendamento che,
ancor più di prima, trova ridotti il numero degli articoli ed
aumentati il numero dei commi e che nella sostanza continua su un
percorso che è quello di volere affrontare una serie di temi che
richiedono sicuramente un momento di confronto in Commissione, una
serie di riforme che vanno viste in maniera diversa.
Parliamo di patrimonio delle ASI, delle Aree di Sviluppo
Industriale, dell'Istituto Autonomo Case Popolari ed altri
interventi, ed è grave pensare alla vendita della quota di
Unicredit, in un momento in cui la Regione siciliana ha questa
partecipazione, perché ritengo che non è questo il momento di
vendere la quota Unicredit per fare cassa e per giustificare la
quadratura di un bilancio. Quando il valore del mercato è in calo e
crolla, proprio in quel momento i beni non vanno venduti, a maggior
ragione se si tratta di un bene pubblico. Se noi evitiamo di
vendere oggi la quota Unicredit probabilmente domani, chissà,
speriamo, la venderemo per un valore di molto maggiore.
E perché no? Insistere sull'ipotesi della trasformazione, della
dismissione ed anche della distruzione di IRFIS, che diventa oggi
l'unico baluardo residuale di Banca', anche se di dimensioni
ridotte, che potrebbe essere vista come un mediocredito centrale,
che potrebbe dare quel sostegno alle microimprese che, assieme ai
benefici che possono essere concessi, sicuramente, potrebbe esserci
in questa direzione, una presenza qualificante e significativa.
Invece, si pensa a come distruggere questo patrimonio, anche qui,
lasciando il ramo di banca ad Unicredit.
Ritengo che in questa direzione vada fatta una grande riflessione,
vada fermato questo modo di procedere per capire quale deve essere
la formula più seria, razionale e proficua per la Sicilia.
Ho espresso il mio punto di vista, che non è il verbo; ritengo che
l'appello debba riguardare coloro i quali sostengono con
determinazione e con assolutismo alcuni percorsi, che ad ogni costo
devono essere portati in porto, coloro i quali, ricoprendo ruoli e
cariche istituzionali, devono pensare che il confronto può
determinare un momento di positività e, perché no, un momento in
cui si va a modificare l'originaria impostazione fin qui seguita.
Ritengo ancora importante per il comparto produttivo riannodare,
riprendere, ripristinare un grande impegno. Oggi, la piccola e
media impresa ha un grave deficit di ossigeno finanziario, ed il
suo polmone finanziario rischia di restare soffocato,
sclerotizzato. Noi dobbiamo raccogliere questo grido di allarme,
perché c'è grande richiesta di aiuto da parte della piccola e media
impresa sana che ha bisogno di supporto, di aiuto. Per questo noi
abbiamo pensato che quest'Assemblea, con grande senso di
responsabilità, orgoglio ed onore ha approvato due leggi sul
credito d'imposta, che mi hanno visto impegnato come relatore:
credito d'imposta sugli investimenti, credito d'imposta
sull'occupazione. Perché il modello del credito d'imposta è quello
di un rapporto diverso, perché il sistema dei contributi non ha
prodotto quei risultati sperati dove, a volte, si sono nascosti
intenti speculativi, mentre il principio del credito d'imposta è un
principio che aiuta quelle imprese sane che credono al confronto
anche con l'Agenzia delle Entrate per le verifiche che sono
disposti a subire, con grande senso di rispetto istituzionale, e
che pensano come consolidare l'attività che ha un senso importante
di futuro.
Allora, se questo è il percorso che l'Assemblea ha seguito, essa
ha dimostrato con serietà di avere le idee chiare, ma vuole
continuare in questo percorso. Oggi, quindi, vuole ribadire, a mio
avviso, il grande impegno per aiutare la piccola e media impresa,
pensando al microcredito, pensando ad un sistema che possa far sì
che si riduca il peso delle garanzie, che il cosiddetto livello
dell'asticella di Basilea 2, che di fatto indica il livello di
affidabilità e di garanzia, possa, attraverso un sistema esterno,
essere sostenuto e, quindi, abbassare il livello di rischio interno
ed avere più facilità di credito. E, quindi, il microcredito
dovrebbe servire a questo.
Ho avuto un dibattito con l'assessore per l'economia, per dire che
è necessario aprire ai fondi di garanzia, per dire che dobbiamo
utilizzare, anche in questa direzione, il sistema dei fondi di
garanzia, e dico garanzia con l'utilizzo anche delle risorse
comunitarie. Deve essere questo il confronto con un dibattito di
grande impegno e di grande contenuto, per capire come realmente, al
di là delle spinte, al di là dei momenti di interesse specifico, al
di là delle sollecitazioni delle ipotesi di consenso che ognuno
vuole creare, c'è, invece, un reale bisogno di grande ipotesi
produttiva.
E, allora, se questo è il senso della nostra azione, dico che
anche qua il percorso che abbiamo seguito deve essere leggermente
modificato e, dunque, ritengo che sul bilancio vadano puntualizzate
queste criticità in maniera da far sì che si limitino i danni,
atteso che esistono alcune parti, alcune voci che possono essere
ascrivibili a partite incerte, mentre sulla finanziaria mi auguro
che si ipotizzi un percorso da una parte di snellimento e
dall'altra di rendere più razionale, in riferimento anche alle
aspettative che tutta la Sicilia si attende. Prima fra tutte,
ricordiamo che se non c'è la piccola e la media impresa, se non c'è
l'agricoltura, se non ci sono i servizi al turismo, che è poi il
vero tessuto connettivo della Sicilia, il futuro sicuramente sarà
incerto. Noi, invece, dobbiamo essere tutti convinti di adoperarci
per renderlo più certo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, devo
ammettere che mi trovo nella fase - sto usando un luogo comune - di
coloro che vorrebbero ma non possono .
Mi spiego meglio. Io ed i colleghi del Gruppo Popolari Italia
Domani, sinceramente, vorremmo votare il bilancio e la finanziaria,
vorremmo sinceramente contribuire a fare le riforme, a dare uno
spiraglio di speranza ai siciliani, ad affrontare definitivamente
il problema dei precari e ancor più della occupazione e della
disoccupazione.
Abbiamo lanciato segnali a 360 gradi e ancora non abbiamo ricevuto
segnali di risposta, anzi queste continue leggi, o meglio disegni
di legge ritirati, emendamenti ritirati, maxi emendamenti ritirati,
manipolati, ripresentati ed ancora in discussione, ci creano uno
stato non di confusione, perché abbiamo le idee chiarissime, ma di
ansia per il presente ed il futuro di questa Regione. Non riusciamo
a capire fino a che punto abbiamo la coscienza, tutti, che ci
stiamo prendendo in giro e fino a che punto abbiamo la coscienza
tutti di mettere a rischio la sopravvivenza di questa Assemblea
regionale siciliana, non tanto perché la maggioranza non ha i
numeri per far passare il bilancio e la finanziaria, li troverà
nonostante i malumori, nonostante i distinguo, nonostante le
assenze, ma perché riteniamo che coscientemente, ed è ancor più
grave della incoscienza il Governo sa, la maggioranza sa che stanno
andando avanti con degli strumenti di bilancio che sono sotto la
lente di ingrandimento del Commissario dello Stato e non capisco
perché non si faccia una marcia indietro.
Faccio alcuni esempi, sapendo perfettamente che sono più esempi da
discussione sulla finanziaria, sulla quale mi riservo poi di
parlare, ma sapendo anche che per la stretta connessione logica,
normativa e di strumento finanziario che c'è tra bilancio e
finanziaria alcune cose sono comuni anche perché non potremo mai
definire esattamente il bilancio se non abbiamo le idee chiare
sulla finanziaria, e sottolineo che a tutt'oggi la stesura
definitiva, o meglio volontà del Governo per una finanziaria dal
testo definitivo, obiettivamente ancora non c'è.
Ringrazio il Presidente Cascio, che ci ha fatto sapere quali sono
le norme che ha espunto dal disegno di legge, ma resta il problema
di quella che è la reale volontà del Governo perché ancora non
abbiamo le idee chiare e non vorrei proprio che sia una tattica per
farci arrivare con l'acqua alla gola, perché se è tattica siamo in
grado di parlare su ogni emendamento che ci sarà ammesso, su ogni
sub emendamento che andremo a depositare e, Dio voglia che ne
usciamo entro il 10 maggio non entro il 30 aprile.
E' una minaccia? No, oserei dire che è un'autodifesa personale,
non del Gruppo parlamentare ma della Sicilia, certamente.
Faccio un esempio intanto, nella speranza di poterne fare qualche
altro con il tempo, che è sempre tiranno, perché su bilancio e
finanziaria forse 10 minuti non bastano a nessuno.
Ho un confronto aperto con l'assessore Armao e con gli Uffici
sulla normativa che riguarda gli Istituti Autonomi Case Popolari,
per i quali l'ipotesi di nuova stesura dell'articolo 3,
obiettivamente, è di difficile interpretazione e comunque, per
quello che si capisce da parte di chi parla, ma credo anche da
parte degli Uffici, dovremmo distinguere l'aspetto organizzativo
istituzionale dall'aspetto economico-finanziario. Cominciamo da
questo secondo: il Governo ha necessità di far cassa e preleva da
una vendita, che come meccanismo potrebbe andar bene ma non va bene
come finalità, credo 72 milioni di euro dalla vendita degli alloggi
e dal prelevamento della liquidità, ove ci siano IACP che abbiano
liquidità ed inserendoli in bilancio. Io credo che questo non si
possa fare, e non credo che sia una convinzione soltanto mia,
bisognerebbe anche chiedere all'assessore al ramo e agli Uffici,
perché non si può dare una destinazione diversa dalla mutualità
sociale dei fondi per l'edilizia economica popolare convenzionati e
sovvenzionati che sia diversa da questa finalità che, per legge,
noi preleviamo delle somme che sono a destinazione vincolata e, per
far quadrare il bilancio, li inseriamo in bilancio. Operazione
impossibile e sulla quale, se si dovesse andare avanti - non è un a
minaccia ma è un'anticipazione - i riflettori del Commissario dello
Stato li aprirà il gruppo del PD.
Qui si vuole fare cassa con un meccanismo strano, facendo quadrare
i conti del bilancio 2011, ed è una falsità, perché lo stesso
meccanismo del recupero dei finanziamenti della vendita degli
immobili dell'IACP crea delle condizioni di recupero negli anni
perché, con un ulteriore abbattimento del valore del singolo
immobile da vendere, si trasforma la rata di canone, anche se non è
proprio un canone, in pagamento per il riscatto dell'alloggio, cioè
andiamo alle calende greche. E' un recupero, ammettendo che sia
possibile, ma non lo è, che si avrà negli anni e che dovremmo
contabilizzare soltanto nel bilancio 2011.
Se noi parlassimo di società di diritto civile, di società
privatistica, credo che saremmo in un caso scolastico di falso in
bilancio, perché di questo di tratta, ma andiamo agli aspetti
normativi degli IACP. Noi stiamo assistendo ad una furia di
deregulation da parte del Governo, stiamo abolendo, e per certi
casi va bene, una serie di enti, di agenzie, vorrei capire se non è
in contrasto politico e logico e forse anche normativo che a fronte
dell'abolizione di ESA, EAS etc, alla quale abolizione viene
falsamente abbinata l'abolizione degli IACP, si viene a creare un
altro ente carrozzone a livello regionale che sottende una furbizia
nella gestione del potere. Perché noi mandiamo a casa Presidenti,
membri del Consiglio di amministrazione degli IACP, Revisori dei
conti e, guarda caso, creiamo le condizioni normative, in questo
caso come in altri, per demandare alla volontà del Presidente della
Regione la nomina dei Commissari, dei Presidenti e dei membri dei
Consigli di amministrazione, dei Revisori dei conti in permanenza
perenne, sino a quando non partirà il nuovo ente, la nuova
struttura che dà gruppo a tutti i dieci IACP della Regione
siciliana.
Questo è soltanto uno dei casi perché, se avessi più tempo, ma mi
riservo di farlo nel corso del dibattito dei singoli emendamenti,
dell'articolato e sulla discussione generale della finanziaria, di
questi elementi ce n'è tutta una serie, e allora io consiglierei al
Governo di darsi uno stop, di fermarsi, di consultare seriamente e
con la volontà di andare avanti i Gruppi presenti in Assemblea per
far sì che si possa varare in tempi brevi - e prendiamo l'impegno,
in questo caso, di rispettare il termine del 30 aprile, anzi
potremmo arrivarci anche il 29 - uno strumento normativo e di
bilancio finanziario che consenta, nelle difficoltà in cui si trova
la Sicilia e questa Assemblea, di dare delle risposte minime,
logiche e concrete ai siciliani.
Se questo non faremo, ritorno all'inizio del mio discorso
vorremmo, ma non possiamo e siccome c'è stato un tacito accordo,
facendo seguito all'intervento dell'onorevole Vinciullo di chiudere
un intervento con una citazione latina, credo che, se il Governo
non ragionerà con quest'Aula, faremo delle leggi tamquam non
essent: come se non ci fossero.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che gli
interventi sulla discussione generale al bilancio saranno un
esercizio di oratoria per tutti i deputati, perché ritengo che
questo bilancio è già inficiato nelle premesse.
Mi ero convinto, nel corso delle settimane, nel corso degli
interventi in Commissione Bilancio, che la copertura della
cosiddetta compartecipazione al Fondo sanitario che il Governo
nazionale non voleva assolutamente assegnare alla Sicilia era un
argomento serio, un argomento che doveva essere preso in
considerazione anche dall'opposizione, con un intervento presso il
Governo nazionale affinché questi fondi venissero assegnati.
Bene, immagino come tutti i colleghi dell'opposizione, considerati
i rapporti con il Governo nazionale, ho contattato gli Uffici che
si occupano di quelli che sono poi gli atteggiamenti da tenere nei
confronti della Regione e devo dire, signor Presidente, lo dico
anche all'assessore Armao, che a Roma mi hanno consegnato di dire
anche in quest'Aula che, certamente, quello che è stato previsto,
non solo non è possibile, ma addirittura non è legittimo, perché le
altre Regioni che hanno avuto l'autorizzazione affinché venissero
utilizzati i Fondi FAS li possono e li devono utilizzare per
coprire il deficit della sanità, non per coprire la
compartecipazione all'interno del bilancio regionale; bene, basta
questa premessa per dire che l'attenzione di questa Aula deve
essere massima, si fa per dire signor Presidente, visto che aria
tira, c'è aria di trasloco, ognuno va verso i luoghi di residenza
per organizzarsi per qualcosa e non è perchè ci sono le
amministrative, c'è ne qualcuna, forse l'unica di riferimento sarà
quella della città del nostro capogruppo che è di Ragusa ma dalle
altre parti mi pare che l'organizzazione debba essere per una
campagna elettorale, perché al di là di quello che oggi noi faremo
qui, io ritengo che il Commissario dello Stato ha tutte le ragioni
per la prima volta nella storia, per impugnare questo bilancio.
Infatti, se il Governo persiste ad assegnare i fondi FAS per la
compartecipazione dal 42 al 49 per cento, i cosiddetti 600 milioni
di euro è chiaro che il Commissario dello Stato non può non
impugnare, e voi, perchè noi lo stiamo dicendo qui, e voi, tutti
quelli che voterete questo bilancio, tutti quelli che porteranno
avanti questo disastro sarete i primi responsabili - per la prima
volta nella storia di questo parlamento - affinché un Commissario
dello Stato impugni il bilancio della regione.
Naturalmente bisogna avere un po' di pazienza, affinché le mie
parole possano avere più o meno un fondamento. Io ne sono convinto
sotto il profilo giuridico e di legittimità; il Governo insiste,
non riesco a capire come mai insista su questa manovra propinando
anche una serie di argomentazioni che non stanno né in cielo né in
terra. Rispetto a questo lei signor Presidente ha vissuto, come
me, la fase che ci ha visto protagonisti nella II Commissione
bilancio', peraltro a parlare di nulla, perché sembrava che era
un momento di serenità un momento in cui il Parlamento, sia delle
opposizioni che della maggioranza, potevano dialogare ed arrivare
a una visione di un bilancio che poteva essere l'inizio - come
molti dicono - di una fase nuova.
Signor Presidente avrà notato che nel maxi emendamento al
bilancio, che è stato depositato, che le voci più corpose, le
voci più importanti, le voci che saranno impegnate da qui a qualche
giorno - questo lo vedremo, a dire e a volere del Governo, sono
quelle della cosiddetta informatizzazione, sono 60 milioni di euro
appostati in due capitoli di bilancio e siccome 60 milioni di euro
a me non suonano bene le dico che, secondo me, suonano meglio 120
miliardi di lire, che questa Regione nel corso di questi anni di
grande riforme ha assegnato alla informatizzazione e alla società
che doveva poi, appunto, dare una spinta maggiore alla Regione
siciliana: circa 300 miliardi delle vecchie lire, era meglio se
stavamo con la penna e con la carta, invece di spendere 300
miliardi di lire e non avere informatizzazione di nulla, peraltro
con una serie di azioni che certamente non rispecchiano la buona
amministrazione, perché ogni volta con questi fondi assegnati a
Sicilia e Servizi' si parte con i fondi europei, poi quando
l'Unione Europea o le commissioni vogliono intervenire si va a
marcia indietro, dicendo che i soldi non sono più della Commissione
europea, così come stabilito, ma si prendono dal bilancio della
Regione.
Quindi, anche per questo motivo non è che noi saremo complici di
questo atteggiamento che deve chiudere partite pregresse che vanno
dal 2009 al 2010 e nello stesso tempo la giunta, nei confronti di
questo parlamento certamente non è stata molto carina ma lo ha
fatto lo stesso, tanto non so se poteva intervenire in modo
diverso, piuttosto che escludere la fideiussione di questa
benedetta società, benedetta si fa per dire, benedetta per loro,
per i soci privati, invece di discutere la fideiussione cosa
facciamo? Diamo 63 milioni di euro chiudiamo una partita che è
quella pregressa del 2009 e del 2010 e mettiamo nell'atto di
transazione che tutti questi servizi che sono stati resi nel corso
degli anni, devono essere collaudati dalla società entro trenta
giorni.
Ma la cosa ancora più carina è che se la società non addivenisse
al collaudo di tutte quelle forniture, tutte quelle azioni, ci
penserà la Regione stessa, entro quarantacinque giorni.
Parlando con il più giovane iscritto di una facoltà di
ingegneristica, con una visione più chiara dell'informatica, mi si
dice che per collaudare quel tipo di lavoro non basterebbero nove
mesi. Noi, invece, stiamo prevedendo quarantacinque giorni al
massimo.
Questo è il modo di gestire le risorse del bilancio della Regione.
Questo è il modo di affrontare situazioni che hanno
dell'incredibile ed io ritengo che noi non possiamo assolutamente
votare questo bilancio, quanto meno per queste due macroragioni. Se
dobbiamo poi scendere nel dettaglio del bilancio certamente quella
che era l'ex tabella H sta ancora lì a gridare alle scandalo di una
Regione che guarda più ai clienti che ai cittadini.
Io ritengo di fare una battaglia politica per i cittadini. Chi
ancora vuole continuare a fare dei clienti con il bilancio della
Regione si accomodi pure. Il mio voto certamente non lo avrà mai.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'eco delle
ultime sillabe dell'intervento del collega Mancuso mi induce ad
iniziare questa mia breve riflessione che, probabilmente, non
consumerà tutto il tempo a mia disposizione, partendo dal fatto che
i latini ci suggerivano di ripetere, a volte, ma ci mettevano in
guardia dal perseverare. Dicevano: repetita iuvant sed perseverare
diabolicum est .
Il perseverare nell'errore da parte di questo Governo, non so se
abbia del diabolico, nel senso della consapevole scelta di errore,
scorretta, oppure se è uno strumento per venire a dei risultati che
altrimenti non sarebbe possibile conseguire.
All'entrata, signor Presidente, e diceva bene l'onorevole Mancuso
quando metteva in guardia sulla possibilità di una impugnativa da
parte del Commissario dello Stato, noi troviamo una previsione
ancora una volta di 452 milioni 400 mila euro, nel 2011, alla
categoria Vendita di beni immobili ed affrancazione di canoni .
Questa è una voce fasulla.
Facendo la fotografia a questa voce si può dichiarare il bilancio
fasullo'.
Prima di tutto perché in ordine all'appostazione contabile
relativa alla valorizzazione dei beni immobili, essa sembra
abnorme, elevata, nonostante la decurtazione di quasi il 50 per
cento del valore stimato nel 2010, perché nel 2010 la previsione
era di 872 milioni, adesso 452 milioni, quindi meno 420. Ma siccome
tra il 2010 ed il 2011 la voce è rimasta totalmente intatta è
evidente che è una voce che bisognava modificare utilizzando questa
previsione in entrata, assolutamente priva di fondamento, si
produce un bilancio falso. Fondato su una delle più cospicue voci
in entrate destituite di fondamento.
Caro collega Mancuso, facevi bene a chiudere la tua amara
riflessione con la necessità di votare contro perché, in ogni caso,
siamo di fronte ad un bilancio che è impostato in maniera
sbagliata. Peraltro, la connessione tra il bilancio e la
finanziaria ha completamente sfalsato le previsioni che avevamo
insieme concordato in Commissione.
Per cui, adesso, la finanziaria indurrebbe ad aggiornare quello
schema che uscì dalla Commissione. E la finanziaria, in questo
senso, non aiuta. Questo è un bilancio che non aiuta la Sicilia,
non aiuta l'agricoltura, penalizza anzi l'agricoltura, la fustiga
e frustra gli sforzi che stanno facendo gli agricoltori di
adeguarsi a livelli di competizione fondati su vantaggi da parte di
altre regioni e di altre parti del nostro Paese in ordine alle
possibilità di penetrazione nei settori commerciali.
Così come è un bilancio che, insieme alla finanziaria, penalizza
in modo incredibile gli enti locali. Non c'è una politica degli
enti locali che si evinca, che si possa evincere, da queste
previsioni, sia nel bilancio che nella finanziaria.
Così come per il turismo, così come per il commercio, così come
per la politica industriale. Non si individua un'anima; c'è
soltanto un tentativo di riprodurre errori, per quanto riguarda le
previsioni formali, e saccheggi per quanto riguarda le spese.
Ancora una volta nella finanziaria riproposta a tradimento di ogni
tentativo di concordia, già in Commissione stabilito, viene
presentata con un faldone' di introduzioni che, per fortuna il
Presidente dell'Assemblea ha scremato e ridotto, ma che nonostante
la scrematura appunto per la velocità, la celerità e la quantità di
norme affastellate e aggiunte - ricordo che erano 256 i commi
riferiti a nuove leggi, aggiunti a quelli che già avevamo nella
precedente finanziaria, una cosa mai successa, una cosa mai
accaduta - e infatti ci stiamo attrezzando a correggere queste
impostazioni sbagliate.
Signor Presidente, l'articolo 27 - questa nota la faccio
formalmente perché è rivolta a quella sottolineatura che il
Presidente Cascio poc'anzi faceva quando ha detto che alla sua
attività già svolta ne può seguire altra di approfondimento qualora
fossero forniti elementi congrui per esercitare questo
approfondimento - della finanziaria è un articolo che deve essere
cassato, che non è legittimo. E non è legittimo perchè sono
sbagliati tutti i riferimenti normativi, perché l'articolo fa
riferimento ad alcune funzioni ed è citata una legge che non cita
quelle funzioni. Ente per ente. Quindi noi abbiamo presentato degli
emendamenti sull'ESA e su altri ma non regge l'articolo.
Le faccio un esempio. Cosa dice l'articolo 27? Dice che sono
assorbite le funzioni degli enti di cui all'articolo 5 della legge
5 agosto 1982, n. 88'. Vado a leggere l'articolo 5 e trovo che il
Presidente della Regione è autorizzato a costituire Consorzi di
ricerca' e non parla di quali, di quali funzioni, di quali
finalità, genericamente. Ma i consorzi di ricerca sono tanti, ogni
consorzio ha un suo filone, una sua specifica attività, un suo
obiettivo. Quindi, il riferimento dell'articolo è sbagliato. E'
sbagliato perché questo articolo è quello che autorizza in origine
il Presidente a costituire consorzi di ricerca ma non entra nel
merito delle attività dei consorzi di ricerca, delle finalità, è un
articolo sbagliato, è un riferimento sbagliato.
Signor Presidente la prego di girare al Presidente Cascio la
necessità di cassare l'articolo 27, deve essere assolutamente
essere cassato perché è un articolo sbagliato. Giuridicamente
sbagliato, con riferimenti sbagliati e, quindi, questa è la
conseguenza dell'affastellamento di norme che, magari, derivano da
sollecitazioni interessate dell'ultima ora ma che ci inducono a
ritenere che, se il proseguo dell'attività di confronto del
dibattito non dovesse indurre il Governo e la maggioranza a
modificare questa impostazione, per noi non soltanto è necessario
additare i rischi e le conseguenze che sulla Sicilia, ancora una
volta, si abbattono a seguito di questa situazione finanziaria ma è
necessario indicare, anche, la nostra posizione di avversione e di
contrasto con un voto contrario, negativo in modo netto e frontale.
Voglio anche dirle che è venuta meno, in questi mesi, in questi
giorni, la possibilità di un confronto perché, confrontarsi negli
ultimi tre giorni, è assolutamente impossibile a fronte di cinque
mesi di totale indisponibilità al confronto.
Gli esercizi provvisori sono stati due, per quattro mesi, e noi
non abbiamo ascoltato nessuna voce disponibile a confrontarsi.
Fare il bilancio è una cosa importante e seria; se c'era
l'intenzione di confrontarsi per uno strumento migliore, già alla
fine di gennaio, signor Presidente, agli inizi di febbraio dovevamo
confrontarci sul bilancio e sulla finanziaria, ma presentare la
finanziaria supplementare', oltre a quella già in Commissione
esaminata a tre giorni dalla scadenza dei termini, è scandaloso.
Non evidenzia alcuna capacità, evidenzia o malafede o incapacità.
Non è possibile che gli ultimi tre giorni si venga a presentare
una nuova finanziaria, dopo cinque mesi di totale indisponibilità.
Allora, sia per metodo che per merito, il nostro voto è negativo,
la nostra posizione è di grande preoccupazione e di denuncia nei
confronti, ancora una volta, di una inadeguatezza e insufficienza
di questo Governo e di questa maggioranza a rappresentare le
soluzioni migliori per la Sicilia, al momento.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ringrazio tutti i deputati intervenuti per le diverse
sfaccettature che hanno voluto analizzare, puntualizzare in ordine
al complesso bilancio che l'Assemblea si appresta ad esaminare e
auspicabilmente ad approvare.
Il bilancio del 2011 è certamente, e lo abbiamo già più volte
sottolineato, un bilancio molto complesso, non voglio usare termini
enfatici ma, probabilmente, è il più complesso nella storia
dell'autonomia poiché, su di esso, precipitano una serie di
questioni rimaste irrisolte nei precedenti esercizi di fronte ad un
progressivo appesantimento degli oneri scaturenti dal trasferimento
da parte dello Stato e senza il riconoscimento delle prerogative
sancite dagli articoli 36 e 37 del nostro Statuto, la Regione è
una, quindi una trasfusione negativa di oneri sul bilancio che
riduce, sostanzialmente la disponibilità delle risorse finanziarie.
Come vi ho detto in Commissione bilancio' per i deputati che qui,
oggi, sono presenti e che di quella Commissione fanno parte, a
conclusione dell'esame delle risorse destinate alla
compartecipazione al servizio sanitario, resta disponibile soltanto
il 45 per cento del nostro bilancio, al netto anche delle spese per
il personale, delle spese per gli oneri finanziari, quindi, i
margini di manovra sono strettissimi, e sono strettissimi anche -
ripeto - in relazione ad una serie di pesantezze che il bilancio,
via, via, ha scaricato sugli esercizi successivi e che oggi ci
troviamo ad affrontare in termini complessivi.
Parto da una considerazione di scenario che è molto importante e
che ci aiuterà ad analizzare puntualmente il documento finanziario
nella sua articolata configurazione.
Il bilancio di quest'anno, come tutti gli anni, nei sensi della
normativa di contabilità di stato, sarà un bilancio triennale ma,
mi permetto di osservare che questa triennalità, quest'anno, dovrà
essere letta in termini diacronici, in termini sganciati da una
serie numerica evolutiva tradizionale, perché nel 2011 abbiamo già
in avanzato di definizione la trattativa con lo Stato nazionale,
nel 2011 si definirà la trattativa con lo Stato sul federalismo
fiscale.
E' inesatto quello che diceva questa mattina l'onorevole De Luca
in ordine al fatto che ciò determinerà il trasferimento di nove
miliardi di euro di accise. Sarebbe più che auspicabile, ed io
vorrei cogliere ed essere d'accordo con lui, ma purtroppo così non
può essere perché nove miliardi di euro di accise postulerebbero
che alla Sicilia venisse riconosciuto l'intero novero delle risorse
scaturenti dal prodotto raffinato in Sicilia, mentre invece
auspicabilmente e compatibilmente con la normativa vigente, a
livello europeo, in materia di accise può essere riconosciuto
soltanto il gettito connesso alla immissione in consumo di dette
accise e con la conseguenza che possiamo realisticamente auspicare
che nel bilancio entrino circa un miliardo e 400 milioni di euro di
risorse per accise e saremmo riusciti ad ottenere, quanto meno, in
termini di riconoscimento del principio, e stiamo negoziando sulla
quantificazione da parte dello Stato una retrocessione di una quota
parte delle accise raccolte dallo Stato e dalle altre regioni per
la immissione in consumo di prodotto raffinato in Sicilia.
Si tratterebbe di una sorte di ristoro delle legittime
aspettative di un territorio, ci sono qui presenti alcuni deputati
di Gela, che è una città che vive più di altre il peso di questo
servizio all'intero Paese - in qualche modo verrebbero ristorate
queste aree - sarebbero ristorate del pregiudizio, del sacrificio
che fanno in termini ambientali, in termini climatici, in generale,
per la pesante attività industriale che viene svolta con la
raffinazione. Questa per una precisazione.
Dicevo questo solo per puntualizzare che l'esercizio del 2012
vedrà una configurazione di risorse completamente diversa se
pensiamo che l'applicazione dell'articolo 36 e dell'articolo 37
dello Statuto e di alcuni contemperamenti connessi alle accise
dovrebbero portare per noi, in bilancio, dieci miliardi di euro,
per lo Stato otto, otto e mezzo, stiamo trattando, auspicabilmente
potremmo orientarci su nove miliardi di nuove entrate, chiaramente
connessi anche a nuove funzioni e quindi, dire oggi come sarà il
bilancio dell'anno prossimo è del tutto impossibile considerato che
si inserisce non solo un terzo delle risorse complessive del
bilancio, che oggi si attesta a 26 miliardi e mezzo, bilancio che
è sottoposto all'esame, ma si tratterà di nove miliardi di spesa
corrente e pochissimo di investimenti quindi incide su una parte,
mentre i 26 miliardi riguardano complessivamente la spesa corrente
e per investimenti, lì dovrebbe riguardare soltanto la spesa
corrente. Conseguentemente, si tratta di un impatto su una
situazione economico-finanziaria, su una situazione contabile di
grande momento e quindi vi invito a guardare la triennalità con una
attenzione a questo evento, incerto ormai solo per qualche
settimana, con lo Stato, e i viaggi sono stati più che proficui,
vorrei rassicurare coloro che potrebbero pensare che i viaggi a
Roma sono infruttuosi, sono stati più che proficui in questo senso
per ottenere da parte dello Stato non un piacere, non siamo andati
con il cappello in mano, come alcune volte si sente tra queste e
qualche altra Amministrazione, ma siamo andati lì a pretendere
nell'interesse di tutto il Parlamento siciliano e di tutti i
siciliani la piena attuazione delle prerogative dello Statuto.
Un'altra conseguenza, a me duole molto, da siciliano e da attento
analista delle questioni che riguardano l'autonomia, pensare che
si invochi in questa sala l'impugnativa del Commissario dello
Stato.
Io chiedo a tutti un recupero della fedeltà allo Statuto e della
difesa delle prerogative siciliane, la difesa e le prerogative
dell'Assemblea, la difesa e le prerogative del Governo siciliano
sono un patrimonio di tutti e che tutti insieme dobbiamo difendere
prima di qualsiasi divisione politica, governativa, di maggioranza
e di minoranza, le prerogative della Regione non sono le
prerogative solo di questo Parlamento, sono le prerogative dei
siciliani e come tale credo che riusciamo ad essere coerenti con i
padri' dello Statuto e con l'eredità che ci hanno lasciato solo se
difendiamo le istituzioni democratiche della nostra Regione prima
di qualsiasi appartenenza politica o di qualsiasi opinione, pur
legittima, di fronte a documenti contabili che, come qualcuno
ricordava, sono argomenti ostinati, c'è poco da far discussione o
da fare querelle su numeri che hanno la loro razionalità.
Il ministro Tremonti, qualche settimana fa, ha enunciato un
principio, condivisibile nella congiuntura che viviamo: I numeri
vengono prima della politica .
Questo principio è di grande rispetto per la politica ma anche di
grande rispetto dei valori e delle questioni che sono oggi in
gioco.
Oggi la stabilità dell'Europa ed all'interno dell'Europa,
dell'Italia e della nostra Regione sono valori imprescindibili che
non possono, in alcun modo, essere messi in gioco, essere messi in
discussione, in una prospettiva di soddisfare questo o
quell'interesse.
L'interesse prioritario è la stabilità dei conti, la stabilità dei
numeri, il rigore di una manovra che ha cercato di introdurre e
cerca di introdurre, per quanto possibile - e voi che avete più
esperienza di me, sapete bene quanto sia difficile - introdurre in
questa Regione elementi di risanamento, di inversione di tendenza
senza perdere di vista quello che dobbiamo avere come stella cometa
che orienta il nostro cammino, cioè lo sviluppo della Sicilia.
Una manovra che conseguisse il risanamento pieno dei conti,
purtroppo, in difficoltà, della nostra Regione ma che non puntasse
allo sviluppo sarebbe una manovra suicida di una classe dirigente e
sarebbe una manovra non ben accetta dai siciliani.
Dobbiamo nel contempo, come aggiustare un motore acceso - ecco, la
difficoltà di operare in questa condizione - dobbiamo risanare e
puntare allo sviluppo.
Si è cercato, pertanto, di contenere le spese, credo sia fuor di
dubbio che la manovra contenga le spese di tutti gli assessorati,
l'onorevole Vinciullo nel suo intervento si lamentava dello stato
della spesa della rubrica dell'assessore Piraino, purtroppo questo
come altri Assessorati hanno subìto una forte contrazione delle
spese ma non per spostarla in questa o in quella spesa dissennata
ma per risanare i conti della Regione.
Questo è un impegno che dobbiamo mantenere, che dobbiamo
condividere, consci come siamo che la stabilità è un valore che
prescinde le appartenenze politiche, che prescinde le scelte di
questa maggioranza o dell'opposizione.
Per quanto concerne poi il tema dei FAS, opportunamente richiamato
da ultimo dall'onorevole Leontini - e farò anche riferimento al
tema delle cessioni immobiliari.
Sul tema dei FAS, faccio un appello a tutti i parlamentari
affinché difendano le prerogative della Regione, dei siciliani,
prima di qualsiasi altra fedeltà.
Che i FAS siano dati alla Sicilia è interesse di tutti. Non c'è
qualcuno che abbia più interesse di altri, voglio crederlo, che la
Sicilia abbia dei FAS rispetto ad altri che possono pensare di non
farglieli dare o non riconoscerne e ripeterne l'esigenza.
Altre regioni, penso al Lazio, alla Campania, hanno avuto - lo
diceva l'onorevole Mancuso e lo richiamo nella sua citazione - il
FAS per turare un pertugio', per turare un buco.
Noi stiamo chiedendo di utilizzare, con una norma prevista
dall'ordinamento giuridico, di turare' una situazione finanziaria
di difficoltà, di compartecipazione che ci stiamo assumendo
nonostante la norma del 2006 non sia più in vigore.
Ebbene, nonostante non ci sia, oggi, un dato certo, giuridicamente
univoco che individui nel 42,9 per cento la Sicilia sta assumendo
l'onere di questa compartecipazione ma lo fa avvalendosi di una
norma prevista per tutte le regioni che ne richiedono
l'applicazione.
Ripeto, non per turare un buco ma per coprire la spesa relativa a
mutui, mutuo costituito attraverso lo Stato, acceso attraverso i
meccanismi predisposti dal Ministero dell'economia, pertanto in una
posizione di risanamento già avviata.
Non si tratta di prendere i soldi e buttarli in un buco di cui non
si conosce la dimensione ma si tratta di coprire un risanamento che
è in corso.
Noi abbiamo chiesto che il FAS accompagni questo risanamento in
corso, che è stato riconosciuto dallo Stato, tant'è che sul piano
finanziario ha previsto l'accensione del mutuo.
E' evidente che se avessimo chiesto di accendere un mutuo per fare
feste per il 15 maggio, non credo che il Ministero per l'economia
ci avrebbe mai assentito ancorché la finalità sarebbe più che
nobile, non ci avrebbe mai assentito questo tipo di beneficio
finanziario.
Il mutuo è stato, invece, assentito per un processo virtuoso di
risanamento che, comprendo che non tutti condividano, ha qualche
perplessità dentro quest'Aula e che tuttavia il Ministero ha
riconosciuto come un percorso virtuoso già avviato.
Quindi, per quanto riguarda i FAS - ripeto - voglio credere che
tutti ne difendano l'appartenenza alla Sicilia. Si tratta di vedere
come spenderli e spenderli al meglio e non credo che su questo ci
si possa scontrare ma, a limite, confrontare. Ma che i FAS vengano
utilizzati in Sicilia per finalità analoghe a quelle che hanno
avuto nelle altre Regioni, non credo che possa essere revocato in
dubbio.
Altra questione riguarda le delibere CIPE che l'onorevole De Luca
ha voluto richiamare. Su questo punto mi permetto di richiamare
quanto sancito dal punto 10) della delibera n. 1 dell'11 gennaio
2011 - i numeri per chi crede alla cabala, in questo caso, sono
anche singolari - nel senso che il punto 10) di quella delibera non
toglie alle Regioni sottoposte al Piano del sud e che hanno avuto
un PAR FAS già assentito con delibera CIPE, non tolgono le risorse
alle Regioni del sud, ma ne determinano una codecisione in ordine
all'utilizzo.
Quindi, fermo restano che noi abbiamo un PAR FAS che è già stato
approvato, con un Comitato di sorveglianza - tenete conto che si è
tenuto nel marzo scorso, quindi, lo Stato ha messo in uscita le
risorse che abbiamo utilizzato e la Corte dei Conti ha parificato
bilanci che prevedevano l'utilizzo del FAS, siamo in una situazione
di assoluta linearità - il tema è che dovremmo per alcune
questioni, come per esempio quello delle risorse liberate,
concordare insieme allo Stato una serie di scelte su grandi opere e
chi più di noi, e il Presidente della Regione Lombardo lo ha
precisato in occasione della visita del Commissario Hahn a Palermo
accompagnato dal ministro Fitto, certamente dovremmo concordare su
alcune scelte.
Fermo restando che, e colgo l'occasione, spero che tutta
l'Assemblea condivida questa posizione, non possiamo non
sottolineare che la perequazione infrastrutturale in questo momento
nel nostro Paese è un tema tabù, è un tema che è stato messo nel
cassetto e che nessuno vuole affrontare. Sotto le mentite spoglie
del fatto che nel Sud si spendano male i soldi, si stanno togliendo
risorse fondamentali per consentire l'eguaglianza nel nostro Paese.
I siciliani come cittadini del Mezzogiorno sono cittadini al 60
per cento perché hanno un PIL 60 per cento in meno del resto del
Paese e perché hanno infrastrutture che sono attestate ad un
livello medio al di sotto del 40 per cento rispetto a quello del
resto del Paese.
Ebbene, su questo si continua a dire al Sud non si spendono i
soldi del FAS o i soldi dei Fondi europei . Ma voi sapete che la
Palermo-Catania, alta capacità, laddove riuscissimo a finanziarla
integralmente con il PO FESR, assorbirebbe da sola più di un terzo
del PO FESR? E noi vogliamo agganciarla il resto del Paese sul
piano delle infrastrutture soltanto con il PO FESR? Non arriveremmo
da nessuna parte E' necessario un piano serio di investimenti. Se
lo Stato pensa che le Regioni non lo facciano bene li faccia lo
Stato, ma li faccia destinato al Mezzogiorno.
Vi do un dato, sono dati Svimez: nel 2004 lo Stato italiano ha
investito lo 0,3 per cento del PIL in infrastrutture del
Mezzogiorno; nel 2009 questo 0,3 è sceso allo 0,1. C'era un impegno
del Governo a mettere lo 0,4 come vincolo per la perequazione
infrastrutturale nel decreto attuativo dell'articolo 16 della legge
n. 42 , questa percentuale è completamente saltata. E,' quindi,
questo un tema che dobbiamo avere comunque davanti in relazione
alla delibera CIPE che è stata richiamata.
Per quanto riguarda i beni immobili, tema che quest'Assemblea
conosce bene, poiché non è il primo anno che vengono appostati
appoggi finanziari di rilievo sulla dismissione patrimoniale della
Regione per costituire la massa in entrata.
Ebbene, con riguardo a questo profilo che è fondamentale,
l'intendimento dell'amministrazione, che come voi sapete ha avviato
una serie di verifiche interne su talune questioni che sono state
evidenziate anche dai media nazionali, è di procedere direttamente
da parte dell'amministrazione, alle dismissioni patrimoniali.
Abbiamo un patrimonio molto importante che andrà valorizzato e
venduto, senza queste valorizzazioni è molto difficile fare il
Bilancio. E siccome si tratta di una previsione realistica che da
qui a fine anno si può ragionevolmente e con la collaborazione di
tutti, e in questo non mi sottraggo all'impegno di tenere aperto
anche dopo l'approvazione del Bilancio e della Finanziaria il
dialogo con l'Assemblea su questi temi. Il Presidente Savona sa che
più volte, ogni qual volta mi è stato chiesto di intervenire, ho
dato la piena ed assoluta disponibilità a dialogare con la
Commissione Bilancio sulle questioni riguardanti il bilancio.
Un riferimento poi agli articoli cari all'onorevole De Luca della
nostra Finanziaria del 2010 riguardanti la situazione economico-
finanziaria degli enti.
Su questo abbiamo svolto con il Dipartimento un'attività di
sollecitazione nei confronti degli enti che hanno con alcuni dati
che ho evidenziato nella nota che ho presentato al Presidente della
Commissione Bilancio essere dati parziali che contengono
incongruenze, che quindi possono ritenersi addirittura fuorvianti
in alcuni casi, abbiamo richiesto precisazioni, abbiamo sollecitato
i Dipartimenti, si tratta di un'azione ciclopica per la dimensione
dei soggetti interessati, quindi nessun intendimento da parte
dell'Assessorato di sottrarsi a questo impegno di legge. E' un
percorso, come tutte le cose va letto, è una manovra opportuna,
giusta, corretta, perché consente di guardare al cosiddetto settore
pubblico allargato, ma come tutti i percorsi di risanamento non va
interpretato, né va applicato in modo traumatico.
Va avviato un percorso che quest'anno già abbiamo cominciato ad
avviare, sorgerà un opportuno confronto in Commissione Bilancio
su questi temi, ma è evidente che se fermiamo il bilancio fino a
quando non avremo risultanze di tutti gli enti siciliani, rischiamo
questo bilancio di non averlo mai.
Quindi, tutti i documenti in possesso dell'Assessorato sono stati
prontamente depositati, in questo senso rimane la nostra piena
disponibilità e il sollecito a tutti gli enti affinché questi
provvedano tempestivamente, anche attraverso nomine commissariali,
a rispettare una legge e una norma che il Parlamento ha voluto, che
è una norma che vincola il Governo, ma vincola anche e parimenti
gli enti coinvolti.
Per il resto, mi dispiace avere registrato, soprattutto da
deputati con i quali ho un personale rapporto di stima, che ci sia
stato un intendimento da parte nostra come Governo di truffare
chicchessia. Questa espressione chiaramente è sfuggita perché lungi
dal riguardare qualsiasi tipo di rapporto che può intercorrere tra
il Governo e l'Assemblea e personalmente tra i componenti del
Governo e l'Assemblea.
E' evidente che il Governo non può pensare e non intende pensare
di proporre una Finanziaria che sia striminzita come quella passata
in Commissione. Quella passata in Commissione ha rappresentato una
base su cui stiamo costruendo una manovra di risanamento e di
sviluppo che apparterrà non al Governo, ma all'intera Assemblea
nella consapevolezza che occorre voltare pagina, occorre avviare
quel percorso di risanamento che consentirà alla Sicilia di non
essere messa nelle condizioni di pretendere un federalismo fiscale
con il cappello in mano, ma pretendere un federalismo fiscale con i
conti e le carte in regola.
Solo così possiamo rendere onore all'eredità del nostro Statuto,
solo così possiamo rendere competitiva la Sicilia nel futuro
scenario di un Paese che con questo federalismo rischia di essere
competitivo e non sempre nel migliore dei modi. In questo senso,
chiedo all'Assemblea di avviare il percorso di analisi delle
singoli voci del Bilancio.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, credo sia d'obbligo chiedere venti
minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Prima della sospensione, onorevole Mancuso, a
proposito della questione sospensiva ex articolo 101, comma 2, che
h stata presentata, devo rappresentare che già questa Presidenza si
era espressa in maniera contraria alla richiesta avanzata questa
mattina per il ritorno in Commissione. Del resto, però, in questa
situazione di bilancio in cui l'Assemblea si è trovata con una
scadenza così ravvicinata, e non certo per colpa dell'Assemblea,
all'approvazione della manovra stessa, io ritengo che sia
improcedibile. Pur tuttavia, ci sarà tempo da qui a domani, perché
il Governo ha tutto il tempo per rispondere anche ai quesiti che
giustamente sono stati avanzati nella questione di sospensiva e,
quindi, ha anche l'obbligo il Governo di dare una risposta chiara.
Dopodiché, la seduta sarà sospesa per venti minuti.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
innanzitutto per dichiarare di voler apporre la mia firma a tutti
gli emendamenti presentati dall'onorevole De Luca. In secondo
luogo, signor Presidente, lei è stato non so se utilizzare la
parola chiaro, comunque forse è stato troppo chiaro, però mi deve
spiegare se io posso utilizzare il Regolamento oppure no. Se lei mi
indica, non il Governo, lei mi deve indicare se io posso
utilizzare il Regolamento oppure no. Se non lo posso utilizzare io
non lo utilizzo così come non lo utilizzeranno neanche i miei
colleghi, se lo posso utilizzare lo utilizzo.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, la Presidenza è stata chiara pur
nelle difficoltà che siamo costretti a vivere lei come me e come
tutti i 90 parlamentari. Io l'ho pregata di voler comprendere le
ragioni della Presidenza a fronte di una tempistica e di un obbligo
che discende dalla legge, come lei ben sa, e cioè di approvare la
manovra finanziaria entro il 30 aprile. Pur tuttavia, la Presidenza
ha detto che se ci sono ragioni di approfondimento, queste ragioni
e richieste di approfondimento debbono essere esaudite dal Governo
e ci sarà il tempo da qui a domani per vedere di avere una risposta
chiara in merito ai quesiti posti.
MANCUSO. Non ho capito, ma mi adeguo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per 20 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.13, è ripresa alle ore 20.41)
Assume la Presidenza il Presidente Cascio
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so perché i
lavori dell'Aula si sono interrotti per oltre tre ore ma credo che
bisogna chiarire volta per tutte, per quanto mi riguarda, come
stanno le cose. Avevo accolto il suo invito a collaborare e ho
spiegato anche in che termini ero disponibile a farlo ma ora,
signor Presidente, devo, purtroppo, manifestarle il mio totale
disappunto per questa situazione che si sta creando, anzi, per
queste tre ore di attesa inutile e le devo confermare che il
sottoscritto emendamenti non ne ritira, anzi, vuole, da questo
punto di vista, accettare quello che il Governo vuole fare e
quello che il Governo comunque intende fare rispetto alle norme che
lei ha ritenuto di stralciare e, anche su questo, quando sarà il
momento, mi riserverò di fare le mie valutazioni.
Voglio dirlo per un motivo semplice: non so se in queste ore si
tenterà la classica sintesi come l'ha definita lei e come l'hanno
definita i giornali ma questa sintesi non so su cosa si debba
fare nel senso che non credo che, a questo punto, ci possa essere o
ci possano essere elementi di trattativa di bassa cucina. Qua ci
sono ormai delle tematiche e, allora, il ragionamento, per quanto
mi riguarda, è questo: o il Governo decide di cambiare strategia,
per l'ennesima volta - d'altronde, siamo alla settima o ottava
strategia che viene manifestata in Commissione Bilancio e in Aula -
oppure - qua c'è l'assessore Armao presente - conferma la
strategia di voler riformare un sistema e il Parlamento, per quanto
mi riguarda, accetta la sfida e va avanti e lo fa avanti secondo
quelli che sono gli emendamenti presentati, non solo al bilancio ma
soprattutto alla finanziaria perché abbiamo ed ho accolto, come
Sicilia Vera, questa sollecitazione che il Governo ha fatto su
tutta una serie di tematiche.
Certamente; ci dobbiamo mettere d'accordo su una serie di aspetti
perché, da un lato, il Governo individua delle nuove fonti di
finanziamento che lei ha ritenuto di lasciare in vigore nel
maxiemendamento presentato e, dall'altro, signor Presidente, ne
parleremo poi comma per comma, articolo per articolo, porrò delle
semplici questioni che riguardano le coperture finanziarie.
Perché?
Faccio un esempio per tutti. Noi, dalla relazione parziale che già
ci è pervenuta, sul comma secondo, dell'articolo 14, ci ritroviamo
con situazioni riferite alle ASI, per esempio, che hanno una
esposizione debitoria ben precisa e una situazione patrimoniale e
creditoria ben precisa che fondamentalmente si compensano.
Allora, mi domando e domando a questa Aula: se io ho previsto di
vendere i beni delle ASI o degli Istituti autonomi case popolari,
desidero capire i debiti che rimangono in piedi perché sono ormai
dati ufficiali e li potremo ora valutare uno per uno, questi debiti
dove vanno a finire?
Quindi, pur accettando quella che è la linea del Governo, il
Governo ci dovrà dire come questa situazione debitoria si dovrà
gestire.
Rispetto a questo, signor Presidente, rivolgo anche l'invito,
considerata l'ora, di evitare, visto che siamo rimasti tre ore e
mezzo ad aspettare non si sa che cosa, non si sa quale stanza di
compensazione è stata aperta ma, al di là di questo, credo che non
sia più il caso, signor Presidente, a quest'ora, di continuare i
lavori d'Aula.
Certamente, questo - lo voglio sottolineare - non è un problema
che riguarda il sottoscritto perché se lei vuole continuare e
naturalmente vuole andare avanti per tutta la notte, sono pronto
qua a discutere, emendamento per emendamento, intanto, il bilancio
e poi vedremo quali saranno le risultanze per l'eventuale
finanziaria,se ci saranno le condizioni di discuterla.
Lascio in piedi tutti gli emendamenti e le confermo quelle che
sono le mie valutazioni e perplessità espresse perché l'assessore
Armao è stato cortese, ha cercato di rispondere ad una serie di
rilievi ma voglio solo, concludendo il mio intervento, ricordare
all'assessore Armao che il FAS 2007-2013, a seguito della delibera
del CIPE n. 1 del 2011, è stato ridotto a tre miliardi e seicento
milioni circa che è stato già utilizzato.
Poi, si dovrà discutere anche il FAS del 2009 e del 2010, per un
importo, poi si vedrà l'utilizzo cosa significa, assessore, però
l'abbiamo utilizzato per bilanciare il bilancio del 2009 e del
2010, per un importo che si aggira a circa un miliardo e 600
milioni; potremmo vedere le cifre una per una, quindi, significa
che cosa?
Significa che quell'emendamento che è stato predisposto per
coprire il buco della sanità che comunque afferisce - e concludo,
signor Presidente - all'utilizzo del FAS per il 2011, 2012 e 2013,
600 milioni di euro l'anno per tre fa un miliardo e ottocento
milioni. Un miliardo e ottocento milioni e a questo dobbiamo
aggiungere circa un miliardo e seicento milioni che è stato
utilizzato nel 2009 e nel 2010; ci ritroviamo, ormai, assessore -
questa è la mia amarezza e il mio disappunto - ad avere quasi
utilizzato - quasi perché poi c'è anche la copertura dei
lavoratori della forestale e altre voci ancora sul FAS, pur se
prevedete l'attivazione di un mutuo e, quindi, rispetto a tutte
queste criticità, assessore - ci ritroviamo oggi, se queste sono le
prospettive- e lo dobbiamo dire una volta per tutte - ad avere
destinato il FAS di cui poi discuteremo anche della titolarità
perché la delibera n. 1 del 2011 dice, al punto 10, quello che lei
ha sollevato ma dice anche tante altre cose.
Concludo, signor Presidente, chiedendo formalmente che i lavori
riprendano domani e che, soprattutto, riprendano partendo dal
presupposto che queste proposte che sono state finora prospettate
dal Governo non sono assolutamente praticabili né per quanto
riguarda l'utilizzo del FAS né per quanto riguarda alcune soluzioni
che mi permetto di definire - l'assessore non me ne voglia -
fantasiose che, naturalmente, al di là di quelli che sono stati i
ragionamenti sul Commissario dello Stato sì o meno, non sono
comunque situazioni che possono diventare norme a tutti gli
effetti, norme finanziarie e, quindi, elementi che possono reggere
questo bilancio che parte male e si concluderà, secondo me,
malissimo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
desideravo da parte sua, signor Presidente, sapere come intende
procedere questa sera con i lavori: se intende sospendere i lavori,
come mi sembra di capire che sarà formulato con la richiesta dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari oppure se vogliamo procedere,
partendo dall'esame del maxiemendamento, il 3367.
Innanzitutto, vorrei capire perché partiamo dall'esame del
maxiemendamento 3367, anche perché lo stesso non è stato firmato
dall'onorevole Savona in qualità di Presidente della Commissione
Bilancio e non è stato mai discusso in Commissione Bilancio. E' una
proposta fatta da un deputato e, quindi, non si capisce il motivo
per il quale alla base della sua decisione dovremmo partire con
questa tabella. Prima dovremmo discutere con i Presidenti dei
Gruppi parlamentari perché si parte con questa tabella e poi la
volevo informare che non è assolutamente vero quello che ci è stato
detto da chi ha formulato questa tabella, cioè che si tratta di una
riduzione del dieci per cento per tutti; non è assolutamente vero.
E' una grande menzogna perché ci sono contributi che aumentano del
cento per cento e ci sono contributi invece che vengono ridotti
all'osso.
Glielo dimostro: l'anno scorso, per gli oratori religiosi, nella
nostra Regione, sono stati stanziati 500 mila euro. Questo Governo
poi queste somme, anziché destinarle all'educazione dei ragazzi in
difficoltà e all'educazione dei ragazzi bisognosi, ha pensato di
destinarle a spettacoli. Quest'anno, questo capitolo da 500 mila
euro scende a 125. Quindi, se ci fa caso, non è vero che c'è una
riduzione del dieci per cento; non è assolutamente vero che in
questo modo se ha qualcosa da dire poi viene e la dice, da quando
l'opposizione è diventata maggioranza, dopo che hanno perso le
elezioni e che, di colpo, sono diventati maggioranza, sono
diventati i cani di guardia di Lombardo.
Qui nessuno può venire a dire la verità perché hanno trovato
sempre qualche cosa da dire. Dovete leggere le carte. Deve leggere
le carte anziché venire in Aula a gridare scioccamente; legga le
carte.
L'altro provvedimento riguarda il disegno di legge contro la
violenza alle donne. L'anno scorso, erano stati stanziati 500 mila
euro e non è stata spesa nemmeno una lira perché anche quelle
somme, anziché andare alle donne vittime di violenza, sono state
trasformate in spettacoli e sono state trasformate in consulenza.
Quest'anno, quella somma scende a 175 mila euro, di molto inferiore
a quella stanziata l'anno scorso. Quindi, questo dieci per cento
tanto sbandierato non è assolutamente reale.
E mi limito a fare solo ed esclusivamente ragionamenti per quanto
riguarda somme in diminuzione. Potrei farlo anche per quelle in
aumento e dimostrare che su alcuni capitoli - che sono a tutti noti
- abbiamo avuto aumenti del cento per cento. Gli aumenti sono stati
raddoppiati.
Signor Presidente, prima che quest'Aula si trasformi in una
bolgia, prima che in quest'Aula diventi insopportabile il livello
di intervento dei deputati, la invito a fare ritirare questo
maxiemendamento e comunque a passare l'esame del maxiemendamento e
degli emendamenti uno per uno, come è giusto che sia.
Discussione del disegno di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio
pluriennale per il triennio 2011-2013» (630-630 bis-630 ter-630
quater/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola agli
onorevoli che me lo hanno chiesto, illustro come si andrà avanti.
Si passa all'esame del bilancio di previsione annuale per il 2011
(disegno di legge numeri 630 -630 bis - 630 ter - 630 quater/A).
Do lettura dell'articolo 1:
Art. 1.
Stato di previsione dell'entrata
1. L'ammontare delle entrate che si prevede di accertare,
riscuotere e versare nelle casse della Regione per l'anno
finanziario 2011 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di ogni
altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione dell'entrata
(tabella A) .
Si sospende la discussione per passare all'esame della Tabella A
del bilancio annuale.
Avverto che l'approvazione delle unità previsionali di base della
Entrata e dell'articolo 1 avverrà facendo salve le modifiche agli
stessi, conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
Si passa all'esame dello Stato di previsione dell'Entrata -
Tabella A - Avanzo finanziario presunto.
Avverto che si procederà a votare le UPB dell'Entrata secondo le
Amministrazioni competenti ed il titolo.
Si passa all'Economia: Entrate correnti, in conto capitale per
accensione di prestiti dalla UPB 4.3.1.1.1. alla UPB 4.2.3.8.3.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare, signor Presidente, perché, come è a sua conoscenza, esiste
un maxiemendamento che porta come primo firmatario, ma oserei dire
come unico firmatario, il Presidente della Commissione Bilancio
che, sostanzialmente, è una sorta di provvedimento omnibus.
In quel maxiemendamento è prevista una spesa di circa 40 milioni
di euro, centesimo in più, centesimo in meno, ed è un emendamento
che elargisce delle somme a favore di una serie di enti e devo dire
subito, signor Presidente, per sgomberare il campo da qualunque
equivoco e da qualunque speculazione anche demagogica che,
all'interno di quell'emendamento, vi sono delle spese che ci
sentiamo di sottoscrivere, spese che riguardano sistemi, come, per
esempio, lo sport, la salute; mi riferisco all'emendamento a
favore dei sordomuti, dei non vedenti, delle associazioni come la
Elen Keller, delle associazioni benemerite che, nel corso di
questi anni, hanno, certamente, dato importanza e lustro a questa
Regione ma, a fronte di questo specchietto delle allodole, di una
sorta di specchietto delle allodole, vi sono una serie di spese che
noi, francamente, non riusciamo a comprendere.
Abbiamo appreso, nel corso di un confronto informale, che vi era
stato un accordo in virtù del quale tutte le somme, proprio per
quella necessità che ha avvertito il Governo di ridurre la spesa,
ci trovavamo di fronte a un bilancio che è definito dal Governo
regionale di lacrime e sangue ; non lo dice lei, Assessore, lo
dice chi per lei, lo dice la maggioranza che sostiene questo
Governo, lo ha detto anche il Governatore, non in quest'Aula.
Signor Presidente, ci stiamo anche meravigliando del fatto che,
mentre si discute, Assessori, si discute qui la manovra più
importante della Regione siciliana - penso che il bilancio sia
l'atto fondamentale, la finanziaria altrettanto se non di più - qui
non vediamo la presenza del Governatore. Non so quante altre volte,
nel corso di questi ultimi anni, di questi ultimi 60 anni, sia mai
successo, signor Presidente, che il Governatore della Regione
siciliana non partecipi ai lavori che dovranno poi portarci
all'approvazione del bilancio e della finanziaria.
Credo che lei, signor Presidente, debba chiedere che l'intero
Parlamento siciliano debba chiedere al Governatore il motivo per il
quale non è qui in Aula e invitarlo a partecipare ai lavori di
quest'Aula in un momento delicato - dico particolarmente delicato
per la nostra Regione- e non solo per i fatti giudiziari che stanno
funestando questa legislatura ma anche perché ritengo che il
Governatore abbia l'obbligo, prima ancora morale che politico, di
partecipare ai lavori e di dare il pensiero del Governo.
Addirittura, noi stiamo assistendo ad una manovra presentata e
proposta all'approvazione dell'Assemblea regionale siciliana senza
che via sia la firma del Presidente della Regione, che forse magari
interverrà successivamente per approvare, disapprovare o correggere
quello che ha detto l'assessore Armao.
Io ritengo che questo non sia giusto, e se la Tabella che porta la
firma del Presidente della II Commissione contiene degli elementi
che noi vogliamo definire, senza usare un termine eccessivo,
preoccupanti per la Sicilia, chiedo che venga ritirata, che venga
portata all'attenzione delle forze politiche perché si vada avanti
con quei provvedimenti che sono utili, necessari, e magari
indispensabili per il popolo siciliano, e che si correggano quelle
derive clientelari che servono a governare le future e imminenti
elezioni amministrative, perché anche di questo si legge in quella
Tabella.
Signor Presidente, invito Lei, il Governo ed il Presidente Savona
di rinviare, di ritirare quel maxi emendamento, di approfondirlo
insieme perché noi, come Gruppo parlamentare, non abbiamo nessun
pregiudizio e pensiamo, al contrario, che se vi sono elementi
qualificanti vanno apprezzati dall'Aula, così come se vi sono
elementi che preoccupano l'Aula e quindi i siciliani debbono essere
cancellati.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente onorevoli colleghi, gli interventi degli
onorevoli Vinciullo e Buzzanza hanno aperto un tema di grande
interesse in questo Parlamento. Un tema tanto caro al Governo, che
ha coniato con un copy right unico il termine di finanziaria di
rigore per rispetto al rigore che abbiamo imposto ai siciliani.
Peccato però che questo rigore non è andato di là dell'aspetto
verbale o dei luoghi comuni, non è diventato un dettato politico,
ma è diventato lo slogan di questa Amministrazione e di questo
Governo.
L'onorevole Cracolici ormai si è imborghesito, e quindi ha messo i
panni dell'uomo di maggioranza, un anno fa saltava da questo
scanno, saliva e scendeva, oggi è diventato il grande tessitore di
questa Amministrazione.
CRACOLICI. Un anno fa con il mio voto è stata approvata la
manovra.
CAPUTO. Lei ormai i suoi voti li conta sulla dita della mano e se
va a votare li conterà ancora di meno, mi creda, onorevole
Cracolici.
Il tema che è stato introdotto dal lavoro certosino dell'onorevole
Vinciullo dimostra come questa maggioranza la cinghia la fa
stringere soltanto ai siciliani, ed apre i cordoni della borsa ai
maggiorenti di questo Parlamento. Perché andando a leggere i
capitoli di questo emendamento, che a quanto pare non ha una
paternità, tutti lo disconoscono, ma proviamo a fare cassa e questo
emendamento contiene nomi, cognomi, appartenenze politiche e
appartenenze territoriali.
Basta leggere le appartenenze territoriali, provincia per
provincia e città per città, per rendersi conto che questo
emendamento consente l'avvio di campagne elettorali nei comuni
impegnati alle prossime elezioni amministrative a colpi di
contributi regionali.
Questo emendamento contiene anche i numeri per tacitare qualche
capogruppo che fino a qualche ora fa urlava e minacciava di rompere
equilibri e alleanze di questo Parlamento e di questa maggioranza,
se non fossero state corrisposte le somme per alcune iniziative nel
territorio, e si parla di milioni e milioni di euro. Così come si
parla e si legge di contributi a pioggia dati ad associazioni che,
a mio ricordo, non hanno mai rendicontato nessuna attività, caro
professore avvocato Gaetano Armao, che è notoriamente mio amico da
moltissimi anni. La informo e la invito a leggersi le cifre in
aumento accanto ad alcuni capitoli di bilancio ed ad alcune
associazioni, per rendersi conto che si tratta di contributi ad
enti che non hanno mai rendicontato alcuna attività amministrativa.
E come qualcuno informato sostiene - e lo andrò a verificare - che
c'è soltanto una stanza, una targhetta, un citofono, una scrivania,
un computer.
Sicuramente non sto svelando nessun segreto arcano in questo
Parlamento, ma credo, forse più di altri, che ho il pregio di
affermare quello che tutti pensiamo ma che pochi vogliono dire e
che molti vorrebbero dire. Noi stiamo operando una gestione
clientelare delle risorse pubbliche a vantaggio di alcuni enti che,
per questa misera attività, offuscano attività istituzionali di
altissimo pregio che meritano tutte le risorse di questa
Amministrazione e alcune di esse le ha elencate in maniera
altamente competente e certosina l'onorevole Buzzanca, intervento
che io condivido e sottoscrivo perché vi sono enti che hanno
meritato e meritano l'attenzione della Regione per quello che
fanno, ma ci sono enti che si sono prestati e vengono utilizzati
per una manovra clientelare.
Signor Presidente, le faccio la richiesta di sospendere i lavori
di questa seduta perché è meglio operare una riflessione ed evitare
di fare arrivare sul tavolo del Commissario dello Stato, o magari
di qualche altra autorità, questo emendamento, che sicuramente pone
tanti interrogativi su come vengono gestite le pubbliche risorse.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio
sull'ordine dei lavori ho notato la premura della Presidenza a
proseguire i lavori d'Aula sull'approvazione del bilancio, entrando
già nel merito per votare i capitoli di entrata. Però, signor
Presidente, io vorrei non delle spiegazioni, per carità, ma vorrei
capire, come avevo chiesto al vicepresidente Formica, come si deve
comportare un deputato dei novanta che sono in Aula.
Noi abbiamo presentato, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento
interno, una questione sospensiva nei termini previsti dal
Regolamento. Ancora la Presidenza, considerato che sta andando
avanti, non ha dato risposta sulla possibilità di utilizzare il
Regolamento per la nostra azione parlamentare.
Secondo, ho sentito anche i miei colleghi, non voglio fare il
supponente, però li ho sentiti parlare di maxi-emendamenti. Non ho
visto un maxi emendamento nei tre tomi che ci sono stati
consegnati. Ho visto tutta una serie di emendamenti che riguardano
tutta la materia del bilancio.
Non comprendo quello che viene detto da questo pulpito, si fa un
richiamo al maxi emendamento firmato dal Presidente della
Commissione - ma poco importa se lo firma il Presidente o tutta la
Commissione - anche se non conosciamo il contenuto, credo che la
figura di un Presidente sia da rispettare sotto questo profilo. Ma
è un emendamento come gli altri che hanno presentato i colleghi, e
Lei e gli Uffici, signor Presidente, giustamente, li avete inseriti
tutti nei tre tomi, e non c'è differenza tra un emendamento e
l'altro. Infatti, è rubricato come TAB B 33.67, uno dei tanti
emendamenti.
Rispetto a tutto questo, vorrei anche smentire quello che dice
qualche collega deputato circa questo fantomatico - che poi non lo
è - maxi emendamento. Lo chiedo al mio Capogruppo, che ha più
esperienza di me, e conosce meglio di me questo Parlamento, ma
conosce, soprattutto, meglio di me, gli atti parlamentari.
Onorevole Leontini, è possibile la diminuzione o l'aumento del 10
per cento su un capitolo di nuova istituzione?
LEONTINI. Non è possibile.
MANCUSO. Ah, non è possibile. E, quindi, i capitoli di nuovi
istituzione sono dei capitoli che sforano del 10 mila per mille
rispetto alla previsione. E ce ne sono diversi, anzi c'è anche la
previsione fatta di un'appostazione surrettizia in Commissione. Lo
ricorda il Presidente Savona, lo ricorda il collega Dina, lo
ricorda, soprattutto, il mio Capogruppo, quando non si riusciva a
capire per quale motivo si metteva un'unità, mille euro nel
capitolo.
Hanno accesso la lampadina per poi trasferire qualche migliaio di
euro in quei capitoli, e farli belli sostanziosi. Quindi, il
capitolo oggi non è di nuova istituzione, lo è stato in
Commissione, per permettere poi di aumentarlo in Aula. Per esempio,
per spese dell'informazione di 200 mila euro, diventano 400 mila
euro. Tanto c'è la madama Regione che paga per tutti E questa è la
linea che si vuole portare avanti con questo, per molti, maxi
emendamento, per me emendamento come gli altri,.
Allora, signor Presidente, per fare un lavoro che vede coinvolto
il Parlamento, ci dica quali sono le regole da seguire.
Naturalmente, facendo riferimento a quello che abbiamo depositato
con la questione sospensiva e, successivamente, mi sembra
improponibile per l'economia dei lavori che possiamo discutere di
quei tre tomi che sono depositati, più tutti gli altri emendamenti
che abbiamo firmato io e il collega De Luca.
Quindi, cum grano salis, ritengo che ci vuole un momento di
riflessione, anche notturna, piuttosto che stare in Aula stiamo a
lavorare in Commissione, o dove voi desiderate, perché è veramente
improponibile continuare in questa maniera. Se vengono meno tutte
le cose non buone, all'interno dei tre tomi che ci sono stati
consegnati, ritengo che questa Assemblea possa aiutare il Governo
rispetto alla proposta che è stata fatta. Perché la proposta che è
stata fatta, Lei signor Presidente lo sa meglio di me, è una
proposta irricevibile dal Commissario dello Stato, ma non per
evocarlo, come ha richiamato tutti i parlamentari l'assessore
Armao, perché è irricevibile sotto il profilo giuridico, tra gli
interventi fatti alle Regioni per coprire il deficit e l'intervento
che noi richiediamo, invece, per coprire la compartecipazione.
Allora, rispetto a questo, signor Presidente, chiedo a Lei e ai
suoi Uffici di aiutare noi parlamentari in questo momento di grande
confusione al quale ci ha portato il Governo. Sospenda l'Aula per
questa sera, e da domani mattina, eliminando i tre tomi di
emendamenti che sono stati presentati a iosa dai deputati, si può
raggiungere un risultato che salvaguarda, non solo il bilancio, ma
soprattutto i siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono dell'avviso che l'Aula debba
continuare a lavorare stasera, almeno per quanto riguarda la parte
delle Entrate. Circa la richiesta di sospensiva, mi dicono gli
Uffici che il Presidente di turno, l'onorevole Formica, ha già
risposto che non è ammissibile, considerato che stiamo esaminando
il bilancio e la finanziaria.
MANCUSO. Signor Presidente, gli Uffici l'hanno informata male.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, se non lo ha detto l'onorevole
Formica, allora faccio presente che non è ammissibile la richiesta
di sospensiva in questo momento, visto che stiamo esaminando il
bilancio della Regione, e abbiamo tempi ristretti per
l'approvazione, considerato che siamo al 27 aprile.
Ritengo che si possa arrivare ad un obiettivo, utilizzando anche
questo tipo di strada, continuando quindi ad esaminare la Rubrica
delle Entrate, e dopo rinviamo a domani cercando di andare avanti
in un modo più agevole. In ogni caso, dopo avere approvato la
Rubrica delle Entrate, si passerebbe all'esame del maxi emendamento
della Commissione.
LEONTINI. Noi chiedevamo proprio questo.
PRESIDENTE. A questo maxi emendamento è stato presentato un volume
di sub emendamenti da parte del PDL, la maggior parte soppressivi.
Allora, mi fermerei un attimo prima, per ricominciare da questo
domani mattina, previa discussione ovviamente dei Gruppi politici,
tra stanotte e domani mattina.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, siamo assolutamente d'accordo
con il calendario che Lei ha proposto. Considerato che i tempi sono
molto stretti, sarebbe opportuno che i funzionari del Bilancio
della Regione, i funzionari del Bilancio dell'Assemblea - per avere
poche persone assolutamente super partes - assieme ai cinque
capigruppo e all'Assessore per l'economia, possano verificare nel
dettaglio i singoli emendamenti, in modo tale che domani alle 10 si
possa cominciare e lavorare speditamente, con la volontà di andare
avanti ininterrottamente, ad approvare un bilancio e una finanziare
nel miglior modo possibile. Ritengo che sia una proposta
ragionevole e, considerato che si possono raggiungere gli stessi
obiettivi che Lei ha posto però lavorando, perché se noi cominciamo
domani mattina alle 9.00, o alle 10.00 o alle 11.00 finiremo poi
per cominciare alle 16.00.
Sarebbe utile quindi fare questo tipo di verifica adesso, e siamo
d'accordo ad attivare questo percorso.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, condivido la sua proposta, ma questo
lavoro va fatto tra stasera e domani mattina presto, altrimenti ci
troveremmo allo stesso punto e dovremmo rinviare al pomeriggio.
Considerato che l'Aula sarà convocata per le 11.00, e stiamo
parlando di un lavoro lungo, non di mezz'ora, sarebbe il caso di
poterlo cominciare quanto meno stasera. Assessore Armao se lei
fosse disponibile, gli Uffici ovviamente sono a disposizione, prego
i capigruppo di fermarsi dopo la sospensione dell'Aula.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio
pluriennale per il triennio 2011-2013» (630-630 bis-630 ter-630
quater/A)
PRESIDENTE. Si, passa, pertanto all'Economia: Entrate correnti in
conto capitale e per accensione di prestiti dalla UPB 4.3.1.1.1
alla UPB 4.2.3.8.3.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'Assessore Armao mi ha spinto a fare una piccola disamina sugli
effetti della delibera n. 1 del CIPE dell'11 gennaio 2011, che
riguarda proprio le entrate correnti, ahimè, della nostra Regione,
ma riguarda soprattutto quelle che sono alcune vicende che possono
intaccare il cosiddetto avanzo finanziario presunto, che noi
utilizziamo per bilanciare le nostre spese.
Mentre eravate impegnati in una trattativa di cui non conosco il
contenuto, mi sono permesso di scrivere tre righe che voglio
leggere in questa Aula per renderci conto di che cosa stiamo
parlando.
Per quanto riguarda la delibera n. 1 del CIPE dell'11 gennaio
2011, il CIPE con questa delibera ha disposto:
1) la riprogrammazione e la riduzione dei Fondi FAS 2007-2013;
2) la riprogrammazione delle somme non spese del FAS 2000-2006 e
delle risorse liberate e non spese dei programmi operativi 2000-
2006;
3) i nuovi indirizzi ed orientamenti per l'accelerazione della
spesa dei Fondi strutturali 2007-2013.
Andiamo agli effetti pratici sul bilancio della Regione.
Per quanto riguarda il punto 1) la Sicilia perde 409.378 milioni
di euro dei Fondi FAS 2007-2013, la cui assegnazione iniziale era
4.093.784 euro mentre ora la dotazione finale, a seguito di questa
delibera, è di 3.684.406 euro.
La titolarità dell'individuazione della spesa, ed ecco l'altra
novità sulla quale invito l'assessore Armao ad essere più chiaro
con questo Parlamento, non è più della Regione, quindi il famoso
PAR, ma dello Stato, in quanto ormai si parla purtroppo di tutto
quello che vogliamo, anche se ancora è fantasia, ma visto che noi
ormai creiamo entrate con la fantasia, è normale che possiamo
citare il Piano del Sud, perché è citato nella delibera n. 1 del
CIPE. La titolarità nell'utilizzare e nel riprogrammare i Fondi FAS
2007-2013 somme residue e stabilita anche dai criteri dettati da
una delibera CIPE del luglio 2010, e le priorità contenute in
questa delibera sono comunque non quelle della polverizzazione
della spesa, ma quelle di concentrare la spesa per realizzare delle
infrastrutture strategiche, come viene definito dalla stessa
delibera citata.
Ciò significa che per quanto riguarda le previsioni 2011, e qua ne
dovremo parlare signor Presidente, dovremo renderci conto ora,
posta per posta, come è la situazione, in considerazione della
copertura che è stata prevista con i Fondi FAS 2007-2013, in quanto
ci troviamo comunque in una situazione da verificare, ridiscutere e
sicuramente con la necessità di dare copertura con soldi veri e non
con soldi virtuali, e questo naturalmente non lo voglio estendere
come riflessione al miliardo e 600 milioni di euro già impegnati
nel 2009 e 2010, sempre nel PAR FAS.
Per quanto riguarda, e parliamo di voci sensibili, la forestale,
210 milioni utilizzati l'anno scorso, comunque con il PAR FAS, gli
sportelli multifunzionali, 35 milioni già utilizzati l'anno scorso
con il PAR FAS, e ora posto che già ci troviamo con 250 milioni
utilizzati nel 2010 pongo l'interrogativo nel 2011, considerata
anche questa delibera, come si dovrà comportare l'Assemblea?
Per quanto riguarda il punto 2), la Regione siciliana, nel FAS
2000-2006 e sulle risorse liberate 2000-2006, perde definitivamente
1.174 milioni di euro, mentre 3.454 milioni di euro sono stati
sottoposti a verifica, con il concreto rischio che entro settembre
2011 si perderanno definitivamente per mancanza di impegni
giuridicamente vincolanti.
Questo è l'altro risultato che incide sul discorso dei nostri
residui, su questo cosiddetto avanzo finanziario presunto. In
attuazione del decreto legge 112 tutte queste economie sono
riprogrammate dallo Stato, non ci appartengono più e devono essere
tolte dalle nostre entrate.
Per quanto riguarda il punto 3) - e concludo - la Regione
siciliana, oltre ai circa 300 milioni di euro regalati già nel 2010
ai Fondi GESSI e GEREMI, rischia concretamente di perdere altri 900
milioni di euro per quanto riguarda i Fondi strutturali 2007/2013.
Questo lo diciamo soprattutto, ma è stato anche oggetto di
polemica perché questa delibera prevede comunque che, a seguito del
disimpegno automatico, per evitare di perdere queste risorse
definitivamente, se li accaparrerà lo Stato, ma questo vale per la
Sicilia come per tutte le altre regioni del meridione, e quindi
saranno riprogrammate.
Allora c'è un problema serio sulla parte delle entrate, assessore
Armao, e questo problema non riguarda soltanto la questione di Roma-
ladrona, ma riguarda anche una sottovalutazione della questione che
già conoscevate da cinque mesi e che naturalmente, signor
Presidente, non giustifica che oggi, 27 aprile, ci ritroviamo qua
ancora a discutere se è finto o falso questo bilancio. Purtroppo
abbiamo dei dati giuridici, che probabilmente qualcuno sta
guardando, che ci mettono in piena contraddizione con l'impianto
delle entrate che Lei ha presentato.
Allora la invito nuovamente a rivedere l'impianto, assessore
Armao, perché qua non è il problema di spostare 10 mila euro in più
o in meno tra un capitolo e l'altro, il problema è che
quest'impianto non regge e non reggerà rispetto a quelle che sono
le riflessioni di un semplice parlamentare, che sicuramente gli
organi deputati faranno in funzione delle norme in vigore.
Questa purtroppo non è fantasia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la Rubrica del
Dipartimento economia.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Comunico il voto contrario dell'onorevole De Luca, del Gruppo
parlamentare del PDL e del Gruppo parlamentare del PID.
Si passa alla Rubrica Presidenza della Regione - Entrate
correnti e in conto capitale: dall'UPB 1.2 1.4.1 alla UPB
1.5.2.6.2. da pag. 239 a pag. 245.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quello che vi
invito ad esaminare rispetto anche alle singole poste di entrata, e
che riguarda anche naturalmente questa rubrica, è come si stia
portando avanti una strategia di ripetizione di voci che in passato
già hanno evidenziato la loro inutilità.
Signor Presidente, se lei ha la bontà di guardarsi semplicemente
dalla pagina 234, quelli riferiti all'amministrazione che stiamo
discutendo in questo momento, si troverà con alcuni voci che hanno
in questi ultimi quattro anni creato un piccolo buco di 1 miliardo
e 300 milioni di euro, e facciamo riferimento, assessore Armao,
alla famosa valorizzazione che è nata nel 2006, contrastata allora
dal giovane onorevole De Luca e che ha creato in questi anni,
purtroppo non è una sua invenzione, lei sta inventando altre cose,
questo gliene do merito, però sicuramente avrà preso anche spunto
dalla fantasia utilizzata nel 2006 dall'allora assessore al
bilancio e dal Presidente della Regione. Questa situazione, cari
assessori, ha creato in questi anni un buco di circa un miliardo e
300 milioni perché si sono venduti i primi gioielli di famiglia,
svenduti come abbiamo detto allora, che risalgono a circa 250
milioni di euro, e non si sa chi li sta utilizzando.
Dopo di che, tutte le sovrastime che sono state fatte sul
patrimonio immobiliare della Regione siciliana, purtroppo sono
rimasti semplici numeri. Allora, assessore Armao, le chiedo perché
vuole continuare a commettere questo delitto nei confronti
dell'Assemblea? Perché continua a prevedere nelle entrate risorse
afferenti alla valorizzazione?
Signor Presidente dell'Assemblea, se noi abbiamo già dei dati
accertati che in questi anni hanno evidenziato la falsità di quelle
poste, le chiedo, perché dobbiamo continuare a prevedere nelle
entrate 300, 400 milioni di valorizzazione?
Perché non lo spiega a questo parlamento, visto che glielo stiamo
risottoponendo come tema e come problema?
Poi le aggiungo un'altra cosa, assessore Armao, ecco dove la
fantasia sua supera quelle precedenti: ci sono le entrate afferenti
alla dismissione delle partecipate. Scusi, assessore Armao, lei
vuole fare qui la bad company and best company , cioè abbiamo la
società cattiva e quella buona.
Lei ha individuato, nelle sue strategie di dismissione - ancora
l'articolo 20 è carta straccia - delle società che hanno dei
patrimoni immobiliari e ritiene di venderli e li mette in bilancio
come entrata certa, dopodiché quando si verificheranno e se si
verificheranno è altro problema, aggiungeremo un altro buco al
buco.
Rispetto a questo, assessore, le faccio una semplice domanda: la
relazione che lei ha depositato la settimana scorsa, sulla
situazione finanziaria degli enti, signor Presidente
dell'Assemblea, la invito a guardarla, già espone un dato
preoccupante e cioè che la situazione patrimoniale, comunque, di
questi enti è pareggiata con debiti certi ed un presunto patrimonio
che va anche stimato, perché la cosa grave è che questa
certificazione, anzi questi documenti che sono arrivati - lo scrive
il Ragioniere generale, in delle riservate mandate agli uffici di
vigilanza - non sono stati neanche firmati dai rappresentanti
legali e, comunque, dai direttori che hanno la competenza.
Il che significa che i dati che sono arrivati in commissione
bilancio, pur non essendo veri, domani non ne risponderà nessuno ed
ha fatto bene il Ragioniere generale a evidenziare questo.
Assessore, l'articolo 14 prevede che chi non partecipa, nei tempi
da lei stabiliti, anzi, con decreto del Presidente della Regione,
già fatto il 15 di giugno, chi non partecipa a quella operazione di
trasparenza e non lo fa nelle forme corrette, previste dal decreto,
è prevista la decadenza per legge. E' passato quasi un anno,
assessore, lei non ha preso a calci nel sedere nessuno. A noi non
risulta che lei abbia attivato la procedura per rimuovere né
dirigenti né responsabili e amministratori legali di questi enti,
aziende e società.
Questo è il gioco delle tre carte, signor Presidente
dell'Assemblea, perché ora mi spiego il perché questa relazione
arriva in ritardo ed arriva in ritardo, caro Presidente - ma
comunque la utilizzeremo in questi giorni - perché se veniva
trattata ufficialmente da parte della commissione, quella strategia
contenuta di valorizzazione, di dismissione che avete previsto
nella finanziaria per pareggiare il bilancio, non si sarebbe potuta
avviare.
Allora, io lo dico oggi, lo dico a questo parlamento: quella
operazione non può andare avanti perché già c'è un documento
ufficiale che ne impedisce e che, soprattutto, smentisce la
previsione in entrata che questo Governo sta facendo.
Questo è il secondo delitto che lei, assessore, sta commettendo
nei confronti dell'Aula e nei confronti dei siciliani.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ho chiesto di
intervenire per una precisazione rispetto alle reiterate questioni
sottoposte dall'onorevole De Luca.
Per quanto concerne il tema dei FAS, credo di avere dato, nella
conclusione che ho fatto poc'anzi, tutte le informazioni necessarie
in ordine alle ragioni che ci portano ad appostare, con un
accantonamento negativo, i fondi FAS.
C'è un riferimento normativo, molto puntuale, che hanno
utilizzato anche altre Regioni, mi pare inutile insistere.
Soltanto con riguardo a questa benedetta applicazione
dell'articolo 14 che credo il Governo si sia già impegnato,
puntualmente, a portare avanti, sono convinto che, come tutti i
processi di riforma, non può avere attuazione dall'oggi al domani.
Abbiamo già avviato tutte le attività di stimolo nei confronti
degli enti, evidentemente, una volta approvato il bilancio,
porteremo a compimento un intendimento che è assolutamente
condiviso da parte del Governo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Assessore Armao, naturalmente, aspettiamo la fine di
questo percorso per capire se, per i fondi FAS, saremo confortati
dalle sue parole oppure da quello che noi diciamo da qualche ora e
naturalmente siamo convinti che il nostro assunto rimane tale se
così viene presentato il bilancio, senza apportare delle variazioni
normative rispetto alle entrate dei FAS sui capitoli che riguardano
la sanità.
Ma io volevo riprendere quello che il collega De Luca ha detto
molto chiaramente rispetto all'articolo 14 della finanziaria
dell'anno scorso e segnatamente, appunto, le attività che svolgono
non solo le partecipate della Regione ma anche tutte le società che
in questi anni sono diventate delle vere voragini dei bilanci che
portano avanti senza nessun risultato.
Oggi siamo a parti invertite: leggiamo sul giornale quasi
quotidianamente le accuse che vengono fatte alla maggioranza di
quest'Aula che ha sostenuto il Presidente della Regione per quello
che è successo negli anni passati.
Oggi assistiamo, invece, ad un silenzio assordante da parte di chi
ieri parlava da questo pulpito in maniera molto diversa rispetto a
queste tematiche, soprattutto alle tematiche delle entrate e di
quello che rappresenta questo bilancio.
La differenza sta nell'ipocrisia di chi, in questi mesi, si
rappresenta ai siciliani come riformatore, come nuova classe
dirigente politica, mentre, in effetti, gli artifizi e i raggiri
per raggiungere il pareggio di bilancio vengono portati avanti
nella medesima situazione di come sono stati portati avanti negli
scorsi anni, anzi.
Vede come la stimolo, caro Cracolici, perché il dibattito è bello
quando si raggiungono degli elementi che riguardano una situazione
che è diventata insopportabile perché, sotto il profilo
finanziario, la Regione deve, al di là di questa perdita di tempo
ai sensi dell'articolo 14, dichiarare il dissesto proprio per le
voragini che hanno in questi anni portato le società ed in
particolare, ma di questo con l'Assessore ne abbiamo parlato a
lungo, ne parleremo a lungo anche nei prossimi mesi, la famosa
Sicilia e Servizi' dove, lei saprà meglio di me, con il bilancio
2011 dobbiamo andare a chiudere un buco del 2010 e del 2009 che
questa società ha prodotto.
Io non so se questo è possibile, sarà possibile. In atto è così.
In atto, abbiamo appostato nel bilancio 2011, 63 milioni di euro,
anzi per l'esattezza, 60 milioni di euro, per chiudere questa
cosiddetta transazione con le due società che insieme hanno
costituito la Sicilia Venture' e poi Sicilia e Servizi'.
Per queste motivazioni noi riteniamo che ancora l'attività di
Governo deve spingere sull'acceleratore, soprattutto sulla
responsabilità di questi amministratori che, certamente, non stanno
facendo bene né alla Sicilia e soprattutto al bilancio della
Regione.
Non è venuto nessun tema di sviluppo, non abbiamo trovato
management che ci ha aiutato in percorsi che portavano
all'efficienza, all'efficacia, alla trasparenza, di società
regionali.
Abbiamo trovato tutt'altro: soggetti senza scrupoli che hanno
affondato il bilancio della Regione.
Naturalmente, noi non possiamo votare favorevolmente queste
rubriche perché ci rendiamo conto che l'operazione fittizia non
salverà la Regione da un dissesto certo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per fare alcune precisazioni su ciò che ha detto
l'assessore Armao relativamente agli accantonamenti negativi fatti
col FAS per quanto riguarda la copertura anche della spesa
sanitaria.
Ma dobbiamo dire a quest'Aula in maniera molto chiara che, in
merito alla spesa sanitaria, quest'anno l'Assemblea regionale
siciliana si appresta a varare un'entrata che, da un lato, è data
dall'utilizzo di fondi che dovrebbero essere per spese in conto
capitale e dall'altro lato questa spesa non va a coprire
completamente la previsione di uscita perché, da un lato, stiamo
utilizzando questa entrata sulla scorta di altri precedenti. Si è
detto in Campania e in qualche altra Regione è stato consentito di
poter utilizzare questi fondi per il ripiano di disavanzi.
Qua, invece, li stiamo utilizzando non per ripianare un disavanzo,
ma anche per una spesa corrente della rubrica Sanità e salute.
Quindi, forse vi è una differenza che è sottile ma può diventare
anche sostanziale.
Quindi, fa bene l'assessore Armao a precisare che trattasi di un
accantonamento negativo dei fondi FAS per questa finalità.
Certo, sarebbe poi anche interessante capire, nel caso in cui tale
accantonamento non si verificasse, dove andremo a reperire questi
fondi, speriamo che poi, alla fine, si possa anche individuare.
Problema della sanità: noi abbiamo previsto queste entrate per
altrettante uscite ma ci rendiamo conto che dal 2009, nel 2010 e
oggi nel 2011 abbiamo visto una spesa sanitaria che è stata sempre
proporzionalmente ed esponenzialmente aumentata, non diminuita,
alla faccia di una riforma che abbiamo fatto e alla faccia di
proclami che l'assessore Russo va a sbandierare in giro sul
risparmio di un miliardo di euro nella sanità.
Poi ci accorgiamo, invece, come in questi ultimi due anni, ma
anche in questo anno abbiamo visto come la spesa sanitaria è
aumentata in maniera esponenziale da otto miliardi e quattrocento
circa milioni di euro nel 2009, è diventata più di otto miliardi e
quattrocentoventi milioni di euro nel 2010 e nel 2011 abbiamo fatto
una appostazione, una previsione di uscita di sette miliardi e
novecento milioni di euro per poi arrivare nell'ultima variazione
in Commissione a otto miliardi e duecentomilioni di euro circa. Ma
sappiamo già, sin d'ora, che sono delle uscite limitate,
ridimensionate perché poi è come se andassimo, secondo le vecchie
prassi, ad un disavanzo programmato e, in questo caso, sappiamo che
abbiamo un disavanzo programmato che va fuori bilancio, potremo
dire, di oltre cinquecento milioni di euro.
Qua non diciamo che ci troviamo dinanzi anche ad una, per la prima
volta, l'anno scorso si era detto che non ci sarebbero stati
trecento milioni per ripianare il disavanzo. E' chiaro, ci rendiamo
conto che stiamo utilizzando una parte del bilancio per pagare dei
debiti che, in maniera costante, vengono accumulati nel settore
della Sanità. Poi, invece, ci facciamo massacrare sotto un profilo
mediatico, ci facciamo anche offendere, giustamente, da chi dice:
Non riuscite a trovare trenta milioni di euro per la formazione?
Non riuscite a trovare i soldi per pagare anche i forestali?
E' chiaro tutto questo, caro assessore Armao, e giungo alla
conclusione per dire: la precisazione fatta dall'assessore Armao
circa l'accantonamento negativo di questi FAS dovrebbe anche avere
una conseguenza, quella di dire a questa Assemblea: nel caso in cui
questa entrata non si verificasse, come si farà fronte al pagamento
di spese certe?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, la saggezza d'Aula consigliava il
silenzio, però, siccome lei ha programmato stasera i lavori per
chiudere dopo le entrate, mi permetto di far perdere qualche minuto
in più all'Aula, visto che di tempo ne abbiamo perso abbastanza
oggi e non credo di urtare la sensibilità di nessuno. Devo dire,
però, che sinceramente a tutto c'è un limite, perché io oggi ho
assistito ad una lettura ed un racconto di un mondo alla rovescia.
Credo che sarebbe stato quanto meno necessario un atteggiamento di
imbarazzo, di mortificazione, per il fatto che noi stiamo
discutendo di un bilancio a partire dalle entrate, dove la
questione che si pone è: ma queste entrate sono inferiori a quelle
che avevamo prima e si chiede la ragione per cui non ci si sta
adeguando in maniera pedissequa a questa riduzione. E perché le
entrate sono meno, onorevole Mancuso?
Io mi sarei aspettato da parte dell'onorevole Mancuso e
dell'onorevole Leontini - gli do elementi per divertirci visto che
l'Aula è ormai una palestra di divertimento - che dicessero perché
sono meno i fondi FAS. E ai fondi FAS che cosa è successo? Lo Stato
dopo aver approvato un piano, ne ha approvato un altro e dopo aver
approvato un piano che stabiliva che alla Regione spettavano
quattro milioni e trenta, anzi quattro miliardi - chiedo scusa ma
anch'io mi perdo tra euro e lire - quattro miliardi e trenta e
rotti milioni a fronte dei precedenti che già erano ancora di più e
che dovevano essere quattro miliardi cento e rotti milioni. Bene,
quei quattro miliardi e trenta milioni nel frattempo lo Stato, con
un atto unilaterale, ha preso i soldi che erano previsti per tutto
il Mezzogiorno e per la Sicilia che erano stati decretati e li ha
ridotti. E gli esponenti dello stesso partito di quel Governo che
ha fatto questa scelta vengono qui a chiedere conto a chi? A noi?
Dovremmo, per così dire, quasi scusarci perché il Governo nazionale
ha ridotto i trasferimenti alla Sicilia?
Ma veramente stiamo assistendo al racconto di un mondo alla
rovescia. Oppure di che cosa?
Di un bilancio che ha delle spese, io vorrei raccontarla ai pochi
siciliani che ci ascoltano: stiamo parlando di un bilancio a
legislazione vigente, e quando parliamo del bilancio a legislazione
vigente, onorevole Mancuso, coloro che hanno governato questa
Regione per tanti anni hanno fatto la legislazione vigente e quindi
noi stiamo trattando un bilancio la cui legislazione vigente è
figlia dei suoi padri e dei suoi fratelli più grandi e forse
qualcuno pure coetaneo.
Allora, questa storia che si viene a raccontare qui, io capisco
che è Pasqua - siamo ancora nel periodo pasquale - e qualcuno pensa
di uscire dall'uovo come se fosse un prodotto nuovo, ingenuo, che
arriva in una Sicilia dove c'è stato prima tutto un prato verde,
con i fiorellini che crescevano, la Sicilia bella, ordinata e
adesso ci sono gli Unni, i Vandali.
Ma a chi la raccontate questa storia? Ma per davvero pensate di
poter raccontare una storia di chi sta trattando un bilancio per
fare fronte ai disastri che avete consegnato non a questo Governo o
a questa maggioranza, ma ai siciliani per i prossimi decenni?
Potete fare tutte le sceneggiate che volete, ma i siciliani sanno
che oggi paghiamo le colpe e le responsabilità di chi ha pensato
che la Sicilia più che una Regione fosse un bancomat, a volte senza
neanche mettere il tesserino, perché alla fine serviva soltanto a
prelevare.
Credo che di questo stiamo parlando, poi vedremo come uscirà
questo bilancio, la finanziaria, le cose vergognose di cui si
parla nel bilancio sono capitoli che esistevano prima e stiamo
trattando di un bilancio a legislazione vigente.
Quindi, se erano vergognose e sono vergognose oggi, lo erano
quando anche l'onorevole Mancuso le votava e le difendeva.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente, anche
in maniera scherzosa, l'onorevole Cracolici, prima del suo
intervento, ci ha quasi minacciato con grande ironia che ci faceva
rimanere in Aula dopo il suo intervento.
Io non rimarrò a lungo in Aula ma dopo il suo intervento, però,
tre cosette' gliele voglio ricordare.
Purtroppo è vero, onorevole Cracolici, questi tre anni di Governo
stanno rischiando di fare apparire a tutti i siciliani che prima
c'era un prato verde di rose e fiori.
Lei ha detto una grande verità, lei rischia di inculcare, alla
luce di ciò che stiano vedendo in questi tre anni, in tutti i
siciliani, la certezza che prima c'era veramente un prato verde.
Poi, sui FAS, volevo dirle che lei è troppo intelligente per non
capire: ma chi ve lo ha ordinato, il medico, che dovete coprire i
buchi della sanità con i FAS? Con quei FAS che sono, invece, per
legge, destinati solo ad investimenti ed infrastrutture? Ma perché
dovremmo coprire il bilancio con i FAS che poi significa ammettere
il fallimento totale e assoluto di ogni politica di risanamento che
da tre anni strombazzate? Non avete risanato un centesimo.
Nell'era pistoriana', nella sanità, quel bilancio è passato dai
sei miliardi e 917 milioni di euro a 7 miliardi e 960 milioni di
euro cioè un miliardo e 100 milioni di euro in più.
Negli ultimi tre anni, dopo la grande riforma, le spese per la
sanità sono aumentate da 8 miliardi e 400 a 8 miliardi e 500 a otto
miliardi e 700. Vogliamo continuare? Parliamo di cose serie,
onorevole Cracolici.
Richiesta di verifica del numero legale
DE LUCA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Bufardeci, Buzzanca, Caputo, Leontini e
Vinciullo, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti .. 41
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, apprezzate le circostanze, la seduta è
rinviata a domani, 28 aprile 2011, alle ore 11.00, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 262 - Iniziative per l'inserimento nel nuovo avviso di
selezione per il conferimento di incarichi relativi al
progetto In.La.Sicilia' di soggetti che hanno maturato
analoga esperienza nella precedente edizione del progetto
stesso .
APPRENDI - DIGIACOMO - ODDO - PANEPINTO
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
(630-630 bis-630 ter-630 quater/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
Legge di stabilità regionale. (631/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. D'Asero
La seduta è tolta alle ore 21.59
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli