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Resoconto d'Aula della Seduta n. 247 di giovedì 28 aprile 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CORDARO,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli  83, lettera d), e  153
  del  Regolamento interno, della mozione numero 262  Iniziative per
  l'inserimento nel nuovo avviso di selezione per il conferimento di
  incarichi relativi al progetto In.La.Sicilia di soggetti che hanno
  maturato analoga esperienza nella precedente edizione del progetto
  stesso', degli onorevoli Apprendi, Digiacomo, Oddo e Panepinto.

   Avverto  che  la  determinazione della data di discussione  della
  mozione  sopra  citata,  integralmente riportata  nell'ordine  del
  giorno  della  presente seduta, è demandata, secondo  consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   chiedo   di
  intervenire sull'ordine dei lavori, visto che ancora una volta  non
  si  ha chiarezza su come nelle stanze adiacenti quest'Aula si fanno
  delle riunioni, abbiamo già depositato un emendamento al disegno di
  legge   n.   631/A,  dal  titolo   Disposizioni  programmatiche   e
  correttive per l'anno 2011, legge di stabilità regionale',  di  cui
  ne  darò di seguito lettura, per quello che riguarda la tabella  H,
  emendamento sottoscritto dal Presidente del Gruppo, onorevole Adamo
  e  poi da tutti i nostri rappresentanti del Gruppo UDC nel quale  i
  capitoli individuati nell'allegato 1 della legge regionale   n.  11
  del 14 maggio 2010 sono soppressi.
    Le  somme  già destinate ai capitoli ivi contenuti sono riservate
  su  un  unico capitolo per ciascun dipartimento competente  e  sono
  finalizzate  al  finanziamento  dei progetti  secondo  le  modalità
  stabilite  dall'articolo 128 della legge regionale 14 maggio  2010.
  Eventuali   economie  realizzate  sui  progetti  di  ciascun   anno
  finanziario  verranno destinate al finanziamento di  iniziative  di
  inclusione   socio-assistenziale  di   carattere   innovativo   e/o
  sperimentale .
   Abbiamo  depositato ieri questo emendamento e per tale ragione  ne
  do lettura adesso.

   PRESIDENTE. Si tratta di uno degli emendamenti già presentati?

   FORZESE.  Signor  Presidente, Ciò che chiedo è  che  sia  trattato
  subito questo emendamento, dal momento che nella tabella H non vi è
  quella  chiarezza tale da consentire a quest'Aula di  proseguire  i
  lavori  e  dal momento in cui vi sono state riunioni  sin  da  ieri
  pomeriggio  e  che sono continuate  fino a qualche minuto  fa,  noi
  riteniamo giusto che l'emendamento sia trattato subito.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero chiarire
  che, pur comprendendo le apprezzabili riunioni che si saranno fatte
  in  nottata o in mattinata in qualche Commissione, come per esempio
  in Commissione Bilancio, desidero chiarire qual è la mia posizione.
   Intanto, chiedo agli uffici di prendere nota che appongo la  firma
  su  tutti  gli  emendamenti  finora presentati  dai  miei  colleghi
  parlamentari,  su tutti gli emendamenti presentati  al  Bilancio  e
  alla  Finanziaria e, soprattutto, chiederò di intervenire di  volta
  in volta.
   Le  anticipo  poi, signor Presidente, che apro il dibattito  anche
  sul bilancio pluriennale. Pertanto, le anticipo già, questo lo dico
  anche agli uffici, che oltre a discutere i 4 mila emendamenti, anzi
  3.700,  presentati  al Bilancio - poi vedremo  secondo  Regolamento
  perché  chiederò  la verifica puntuale di quelli  che  poi  saranno
  assorbiti  rispetto  a quelli presentati dalla  Commissione  e  dal
  Governo,  perché naturalmente non mi accontenterò semplicemente  di
  una  dichiarazione  di  principio - a quei  3.700  emendamenti,  ne
  residueranno  magari  3 mila - 2.500, le anticipo  che  discuteremo
  tutte  le  rubriche del Bilancio pluriennale 2012 e  2013.  Per  un
  motivo  molto semplice signor Presidente: lei i nostri  appelli,  i
  miei appelli non li ha voluti accogliere. Io le ho detto che lei  è
  il  garante  della legalità in questa Assemblea e le ho chiesto  in
  più  occasioni  di  prendere atto di ciò che non  si  è  fatto  con
  l'articolo 14 e, soprattutto, di ciò che si sta facendo all'interno
  di questo Bilancio.
   Io lo so che lei non fa parte delle riunioni della  bassa cucina ,
  per  carità,  non  mi riferivo a questo, signor Presidente,  lei  è
  superiore  a  tutte  queste  cose e lo  sappiamo,  però  non  posso
  continuare ad accettare che sono state mosse puntuali - lì ci  sono
  quattro  faldoni  di  documenti che riguardano la  discussione  che
  sosterrò  in  questi giorni e in queste notti in  Aula  -  puntuali
  critiche  e,  soprattutto,  riserve ad una  serie  di  capitoli  e,
  soprattutto, è stato evidenziato che l'impianto di questo  Bilancio
  così com'è non può funzionare.
   Inoltre, le aggiungo che abbiamo già messo in discussione l'intero
  impianto.  Le  è  stato  detto che ci sono  alcune  norme  che  non
  meritano neanche di entrare in quest'Aula e in modo particolare  le
  è  stata  evidenziata la gravità della previsione  della  copertura
  sulla sanità.
   Sono  state  fatte due ipotesi, ma la cosa grave -  e  qui  chiedo
  veramente  che  il Parlamento censuri Armao - è che Armao  la  deve
  smettere  di dichiarare sui giornali che dal 2012 in poi entreranno
  9   miliardi   dalle  accise   La  dobbiamo  smettere  con   questo
  atteggiamento  Guardatelo, è riportato sul giornale di oggi
   Ma in fin dei conti, vuol convincere il Parlamento, il Commissario
  dello Stato che con le conferenze stampa o con le dichiarazioni  di
  principio noi in questa Aula potremmo mai accettare la copertura su
  queste dichiarazioni di principio?
   E'  stato, poi, sollevato un altro aspetto. La copertura  prevista
  del  buco  della sanità con il FAS non può funzionare;  e  non  può
  funzionare  per  un  motivo semplice, perché noi  oggi,  in  questo
  momento,  non  abbiamo  formalmente uno stralcio  di  documento  di
  autorizzazione  che  consenta  a  questa  Assemblea  di  votare  un
  Bilancio  che sia, quindi, supportato dalla relativa documentazione
  per  coprire il buco del 2011, 2012 e 2013.
   Pertanto,  signor  Presidente, visto che si continua  a  ragionare
  alla vecchia maniera e cioè che siamo, anzi, la maggior parte,  non
  tutti per carità, si è impegnati solo sulla ex tabella H, mentre io
  sono  impegnato non solo ad analizzare quelle che sono le  proposte
  che  stanno  arrivando e sono arrivate in Assemblea, ma soprattutto
  sto occupando il mio tempo ad approfondire sempre di più in base al
  dibattito  elevato - e di ciò ne do atto all'assessore Armao  -  in
  base a questo dibattito sono le sollecitazioni che escono e portano
  naturalmente  ad  una serie di approfondimenti.  Io  di  questo  la
  ringrazio  Assessore,  perché quanto meno  ci  consente  su  alcune
  tematiche  -  poi  lei  dirà il vero o il  falso,  io  posso  anche
  mistificare una posizione, ma quanto meno di questo gliene do  atto
  -  di  entrare  finalmente nel cuore di determinate  questioni  che
  risalgono  alle  notti  dei  tempi, per  carità,  ma  che  comunque
  questioni sono e chi governa ha la responsabilità di affrontarle  e
  di  darci  una  strategia. Assessore Armao, ci faccia  sognare  una
  volta per tutte, la prego.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  riferisco
  all'intervento poc'anzi svolto dal capogruppo onorevole Forzese, mi
  fa piacere che sia presente l'assessore Armao.
   Preliminarmente,   gradirei  sapere  dal  Governo   se   in   base
  all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11,  le
  associazioni,  gli enti  indicati nell'allegato 1 ex  tabella  H  ,
  quella  per le quali vi state facendo le riunioni notturne,  quella
  per la quale non si va in quest'Aula - ed ha ragione l'onorevole De
  Luca  sembra  che  siamo  tutti presi da queste  cose  -  se,  caro
  Assessore,  sono stati presentati i rendiconti. Io in coscienza  se
  lei  non  mi  dichiara che per ciascuno di quegli enti  sono  stati
  presentati  i  rendiconti, per quelle associazioni che  sono  nella
  sede   x  di Canicattì, di Favara o di Roccacannuccia, lei  non  mi
  dichiara che hanno presentato i rendiconti, noi non voteremo questo
  bilancio   Lei  me  lo  deve dichiarare e  certificare,  perché  io
  bilanci  falsi  non  ne  voto  Perché io da parlamentare  non  voto
  aumenti  di  bilancio per enti o istituzioni, in  violazione  della
  Finanziaria precedente.
   Abbiamo proposto un emendamento come UDC e gradirei che l'Aula  lo
  facesse  proprio. Vada tutto inserito in un apposito capitolo   Non
  stiamo  sopprimendo  niente né Keller né Unione  ciechi;  fatte  le
  verifiche gli assessorati destinino le somme verificando l'attività
  passata,  verificando  la veridicità delle attività  delle  singole
  associazioni, perché di questo  abbiamo bisogno in questa Sicilia.

   FARAONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE. Signor Presidente, le voglio chiedere di ripristinare una
  condizione   che  mantenga  i  canali  democratici   di   selezione
  dell'emergenza di questa terra attivi e presenti. Io poco  fa  sono
  entrato in Commissione Bilancio perché mi si diceva che era sospesa
  l'Aula, che doveva iniziare alle ore 11.00 e invece è iniziata alle
  13.20,  perché  vi era in corso la Commissione Bilancio,  la  quale
  stava valutando gli emendamenti da parte dei parlamentari.
   Quello che ho visto era una scena da Borsa stile anni '80 in cui i
  parlamentari  che gridavano di più ottenevano l'inserimento  di  un
  emendamento  o meno nei favori del Governo o negli emendamenti  che
  verranno   votati   da  quest'Aula,  a  seconda  quanto   gridavano
  ottenevano il privilegio di qualcuno oppure no
   Credo  che  dobbiamo ripristinare i luoghi in cui le emergenze  di
  questa terra, oggettivamente considerate emergenze e non perché c'è
  un parlamentare che sa gridare di più o perché sa tenere i rapporti
  positivi  col Governo o col Presidente della Commissione  Bilancio,
  le emergenze, che oggettivamente sono emergenze, abbiano i percorsi
  privilegiati.
   Questa  mattina  ho fatto visita alla scuola  Gregorio  Russo   di
  Borgo  Nuovo  a Palermo, vandalizzata per l'ennesima volta  assieme
  alle scuole palermitane dello ZEN che mancano di video-sorveglianze
  e  di  possibilità di sicurezza rispetto ai frequenti   episodi  di
  vandalismo.  Queste cose in questa Finanziaria non ci sono   Mentre
  vedo che ci sono proposte che sfidano l'oggettività.
   Non  mi interessa parlare di  tabella H, perché sembra l'argomento
  privilegiato  di  tutti  i miei colleghi parlamentari,  quello  che
  avverto  è  che  c'è  una  condizione in  cui  tutti  i  luoghi  di
  valutazione  democratica  delle  emergenze  di  questa  città  sono
  saltati.   O  noi  li  ripristiniamo  -  lo  dico  al  mio   Gruppo
  parlamentare,  lo dico ai Gruppi parlamentari, lo dico  all'Ufficio
  di  Presidenza - oppure la condizione per cui il metodo  Cateno  De
  Luca  diventa l'unico metodo possibile per ripristinare i canali di
  partecipazione  e  di  valutazione di emergenza  questa  terra.  Se
  diventa  quello  l'unico  strumento sarò  costretto  ad  utilizzare
  quello  strumento  come unico metodo per far valere  le  idee,  che
  reputo  debbano  quanto meno potere essere valutate da  quest'Aula,
  almeno valutate.
   Se  dovesse succedere, come si è verificato l'anno passato, che ad
  un  certo  punto ci sarà un luogo, una camera di compensazione  che
  deciderà  per  conto  mio  di ritirare  e  di  azzerare  tutti  gli
  emendamenti.    Peraltro,   ne   ho   presentato    soltanto    uno
  sull'abolizione del privilegio della legge n. 104 per i  dipendenti
  regionali rispetto a tutti gli altri,  mi chiedo se verrà votato da
  quest'Aula,    oppure   ci   sarà  un  luogo   che   deciderà   che
  quell'emendamento neanche arriverà in quest'Aula?  Siccome,  vorrei
  impedire   ciò  e  siccome  voglio  che  si  discuta   nei   luoghi
  democratici, allora, signor Presidente, ripristiniamo questo  luogo
  come  luogo  di  confronto democratico. Lo  dico  anche  ai  gruppi
  parlamentari  di  maggioranza e di opposizione, perché  ciò  che  è
  accaduto  in  Commissione  Bilancio   stile  Borsa  anni   '80,   e
  considerate  che  c'erano anche i componenti deputati  parlamentari
  della,  in teoria, opposizione. Vorrei capire quindi se quei luoghi
  sono  luoghi  in  cui maggioranza e opposizione si annullano  e  si
  decide  trasversalmente se andare in barba a tutte  le  valutazioni
  possibili e si decide di fare altro
   Pertanto,  Presidente,  o  il confronto  democratico  in  Aula  si
  ripristina,   oppure  io  stesso  sarò  costretto  a  firmare   gli
  emendamenti a firma dell'onorevole De Luca per potere parlare degli
  argomenti  che  mi  interessano  Siccome non vorrei  farlo,  perché
  reputo  che  ci  siano metodi più democratici per discutere  e  per
  partecipare  e per decidere, però se diventa quello l'unico  metodo
  lo farò anch'io volentieri.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo l'intervento
  dell'onorevole Faraone, spero che il corso dei lavori d'Aula  possa
  prendere un'altra piega.
   Mi   rivolgo   in   particolare  al  Governo   e   al   Presidente
  dell'Assemblea. Il Governo sa che questa Assemblea si è dotata  nel
  novembre  del  2008  di una legge, la legge 15/2008,  che  è  stata
  approvata   all'unanimità,  che  è  stata  considerata  una   legge
  fondamentale di strumento alla mafia. Quella legge viene  disattesa
  in  alcune  parti fondamentali, fra le quali per esempio, l'obbligo
  della  Giunta  di Governo di costituirsi parte civile  in  tutti  i
  processi  di mafia, atto che la Giunta di Governo regolarmente  non
  compie. Pensavo si trattasse di una distrazione, invece ho letto la
  Finanziaria  e  il  Bilancio e i capitoli  della  legge   regionale
  15/2008  sono stati definanziati, vale a dire non ci sono soldi  né
  per l'articolo 1 né per l'articolo 3.
   Proprio ieri, un autorevole giornale, il  Sole 24 Ore , dava  atto
  della elaborazione legislativa all'Assemblea regionale siciliana e,
  appunto,   ieri   considerava  quella  normativa,   una   normativa
  fondamentale per contrastare la presenza criminale e mafiosa.
   L'articolo  3 prescriveva che la Giunta di Governo, il  Presidente
  della Regione nella fattispecie, doveva incontrarsi con il Ministro
  degli Interni e definire le aree della legalità. In quelle aree  si
  può operare in forza delle previsioni che sono inserite in bilancio
  con l'articolo 3. Il Governo non ha inserito neanche un becco di un
  quattrino sulla legge di contrasto alla mafia
   Questa  norma  non  è  una  norma   Speziale',  né  la  norma  del
  Presidente  della  Commissione   Antimafia ,  né  la  norma   della
  Commissione   Antimafia  - mi dispiace che i colleghi  parlamentari
  siano distratti rispetto a questo argomento - essendo la lotta alla
  mafia  un  fatto che dovrebbe coinvolgere tutti, in primo luogo  il
  Governo, e non farne soltanto una battaglia retorica in giro per le
  piazze  della  Sicilia o quando si è intervistati  in  televisione,
  chiedo  al  Governo, trovando le forme giuste, di  ripristinare  un
  milione  di euro per l'articolo 1 e almeno tre milioni di euro  per
  l'articolo 3.
   Non  mi  limito a presentare emendamenti perché, come  Commissione
   Antimafia ,  potrei presentare gli emendamenti. Non è  nell'ambito
  di  questa prerogativa che voglio muovermi, ma voglio - spero -  di
  attribuire  una  sensibilità al Governo  che  possa  dimostrare  in
  questa occasione, anziché non finanziare la legge, di poter mettere
  i  soldi perché gli operatori economici, assessore Venturi, possano
  operare.
   Assessore  Venturi, lei ha delimitato l'area di Caltanissetta.  Se
  domani  a  Caltanissetta  succede,  come  sta  succedendo,  che  un
  operatore  economico  denuncia  e porta  l'estortore  al  rinvio  a
  giudizio, noi che gli abbiamo detto in tutte le salse, in tutte  le
  lingue, nei convegni, che avrebbe dovuto avere un ristoro pari alla
  esenzione di contributi Irap, Irpef ed Ici e il contributo  per  il
  pagamento  dei  contributi Inail e Inps per cinque  anni,  noi  non
  potremmo soddisfare quella richiesta e, quindi, avremo scritto  una
  norma  che  viene  disattesa e il prestigio e  la  credibilità  del
  Parlamento siciliano e del Governo siciliano, ne esce profondamente
  inficiato
   Assessore Armao, la invito pertanto a predisporre l'emendamento  e
  a  rifinanziare quella legge perché considero il rifinanziamento di
  quella  legge  un  atto fondamentale che lega il mio  comportamento
  all'impianto del bilancio. Considero quella legge, non solo io,  ma
  anche autorevoli esponenti del mondo di contrasto a Cosa Nostra,  a
  partire dal dottore Grasso, una legge epocale.
   Se  il  Governo non finanzia quella legge, noi abbiamo,  non  solo
  vanificato il lavoro fatto dalla Commissione, ma non reso credibile
  l'autorevolezza  del Parlamento siciliano in materia  di  contrasto
  alla criminalità organizzata e alla mafia.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, ieri le avevo chiesto se esisteva  un
  maxi  emendamento, in quanto consideravo l'emendamento TAB B 33.57,
  un  emendamento come tutti quelli presentati nei tre tomi.  Non  ho
  ricevuto  risposta  se  la  Presidenza aveva,  invece,  individuato
  quell'emendamento come cosiddetto  maxi emendamento'.
   Questa mattina, così come l'onorevole Faraone ha rappresentato  in
  modo colorito, c'è stata una riunione in Commissione Bilancio,  nel
  corso  della  quale si cercava di addivenire ad un  ragionamento  e
  dove  c'era chi faceva proposte in diminuzione e chi in  aumento  a
  questo nuovo maxi emendamento.
   Al  di  là  delle dichiarazioni che vengono fatte in Aula,  io  mi
  trovo   d'accordo  su  quanto  dichiarato  dall'onorevole  Giovanni
  Ardizzone. Segnatamente - spero che il Governo mi ascolti, ma anche
  la  Presidenza, anzi soprattutto la Presidenza - voglio leggere  ai
  colleghi  parlamentari  il comma 4 dell'articolo  128  che  abbiamo
  votato lo scorso anno, alla lettera b), e mi riferisco a tutti  gli
  enti che sono inseriti, ex tabella H,  nel bilancio della Regione.
   Il  comma  4  recita:  A tal fine gli enti di cui  all'allegato  1
  della  presente  legge,  nonché  quelli  eventualmente  individuati
  dall'Amministrazione regionale sono tenuti a:
   b)  presentare entro 60 giorni dall'ultimazione del  programma  il
  rendiconto  delle  spese effettuate alla fine  dell'erogazione  del
  saldo.  La  mancata presentazione del rendiconto  nei  termini  ora
  indicati  comporta la revoca del provvedimento di concessione,  con
  la  conseguente restituzione delle somme già erogate    - è  quello
  che interessa a questa Presidenza immagino  per una valutazione  di
  tutti i quanti gli emendamenti di tutte le appostazioni in bilancio
  -   nonché l'esclusione del finanziamento per l'anno successivo .
   Allora, signor Presidente, al di là delle dichiarazioni bellicose,
  c'è una norma di legge che prevede non solo i termini, ma anche  la
  sanzione  a  tutti  quegli  enti che  non  hanno  rendicontato  nei
  sessanta  giorni.  L'onorevole Ardizzone  ha  chiesto,  in  modo  -
  immagino - strumentale, se ci sono stati rendiconti perché  non  ce
  n'è  stato  neanche  uno; allora, la Presidenza deve  procedere  ad
  escludere tutti

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non abbiamo gli strumenti per  fare
  queste verifiche.

   MANCUSO. E allora, ha detto bene l'onorevole Ardizzone, il Governo
  nel  giro di qualche minuto ci indichi chi ha rendicontato; chi non
  ha  rendicontato è escluso dalla tabella 1 dell'articolo  128  così
  come prevede la legge. E vale per tutti  Così finisce, come dice il
  collega  Faraone, il mercato che viene fatto in diverse  stanze  di
  questo Palazzo  La legge prescrive che deve essere escluso chi  non
  ha  rendicontato. Il Governo deve esprimersi in tal senso  in  Aula
  prima   che  procediamo  a  qualsiasi  tipo  di  ragionamento   con
  emendamenti ulteriori.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Campagna.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPAGNA.  Signor Presidente, inizio con il dire che io  sono  per
  approvare  il Bilancio, e sono di questo avviso non perché  ci  sia
  una  scadenza,   ma  perché  ritengo  corretto  dotare  la  Regione
  siciliana delle strumento finanziario. Quindi, non ci sarà da parte
  mia   ostruzionismo,  ma  voglio  precisare  alcune  cose,   signor
  Presidente e Governo.
   Mi risulta ogni tanto difficile, ma lo devo fare, sottolineare che
  sposo  al  cento per cento l'intervento del collega  Faraone.  Ogni
  tanto  capita  Può capitare anche questo  E' difficile, ma  capita
  Voglio sottoscriverlo così rimane a verbale.
   Non   condivido  al  cento  per  cento  l'intervento  del  collega
  Ardizzone  e  del collega Mancuso perché non basta rendicontare  le
  iniziative   che  sono  scritte  nell'ex  tabella  H,  ma   bisogna
  considerare,  signor  Presidente, che quando  nasce  questa  famosa
  tabella H, che diventa l'ombelico del mondo (ormai in quest'Aula si
  parla solo di ex tabella H), bisogna considerare che quando è stata
  istituita  poteva  essere  valida perché  era  necessario  in  quel
  momento  storico che stava attraversando la Sicilia, oggi  potrebbe
  non  esserlo più, perché non tutte le voci - secondo il mio modesto
  parere  -  meritano ancora oggi di essere finanziate. Questo  è  il
  ragionamento che bisogna fare e bisogna affrontare: vedere se, voce
  per  voce,  ancora  oggi  queste iniziative necessitano  di  essere
  finanziate.
   E'  sotto gli occhi di tutti. Diceva il collega Faraone che  basta
  guardarsi intorno, basta legge la stampa quotidiana per capire dove
  siamo arrivati. Palermo sta morendo: è come se tutti noi e tutti  i
  colleghi  che orbitano ed abitano a Palermo comunque la  abitassero
  per motivi di lavoro tre giorni la settimana, è come se arrivassero
  con un elicottero al Palazzo dei Normanni e non si accorgessero per
  niente  di quello che sta succedendo in città. Ebbene, io in questa
  Finanziaria non ho letto nulla che riguarda Palermo.
   Invito  tutti  i  colleghi a meditare  e  a  valutare  se  c'è  la
  possibilità di intervenire e fare qualcosa e questo invito vale per
  tutti, maggioranza ed opposizione. Anziché parlare di ex tabella H,
  affrontiamo  temi  più  importanti  e  più  delicati.   Ci   stanno
  ascoltando, ci stanno guardando, io credo che noi dobbiamo fare più
  di  quello  che stiamo facendo, non occupiamoci solo di tabella  H,
  onorevoli colleghi. La tabella H è una cosa, una  cusuzza , dice il
  collega   Cordaro.   Io   sono  contrario,  ho   sottoscritto   gli
  emendamenti, signor Presidente, presentati dal collega Mancuso  per
  sopprimere ogni punto che rappresenti l'ex tabella H.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  giusto   per   riportare   la
  discussione all'interno di binari della correttezza, vorrei dire  a
  questo Parlamento che la tabella H non è l'ombelico del mondo.
   In   Commissione  Bilancio,  anzi  nella  stanza  a  fianco   alla
  Commissione  Bilancio, era in corso, questa mattina,  una  riunione
  assolutamente informale tra esponenti politici di questo Parlamento
  con  ruoli diversi, capigruppo, presidenti di Commissione o  altro,
  tendente  a  trovare una soluzione politicamente condivisa  che  ci
  consentisse  di  uscire  dall'Aula  entro  sabato  con  una   buona
  Finanziaria.
   Ridurre  questo  ad una contrattazione di basso  cabotaggio  sulla
  tabella  H  è  qualcosa che non sta assolutamente in  piedi,  anche
  perché  sono entrato durante questa riunione - sono stato poco  per
  altri   incontri  istituzionale  nel  Palazzo  -  ed   il   livello
  dell'interlocuzione era un livello di interlocuzione politica,  che
  cercava  di tirarci fuori dalle secche nelle quali siamo da martedì
  mattina.
   Per  cui, pregherei i colleghi ad evitare di continuare a  battere
  su  questo  tasto, perché rischiamo di dare un'immagine  di  questo
  Parlamento  che  non è, perché abbiamo saputo dimostrare  in  tante
  occasione, in tantissime occasioni, che abbiamo capacità, voglia di
  lavorare   quando   lo   vogliamo  fare.  Questo   è   un   momento
  particolarmente delicato, particolarmente impegnativo, anche perché
  la   materia  è  tanta  ed  essendo  in  sessione  di  Bilancio   e
  Finanziaria,  ovviamente,  sappiamo che  queste  cose  sono  sempre
  capitate  e sempre capiteranno, ma l'obiettivo di tutti  credo  sia
  quello  di  uscirne  velocemente  e  con  la  migliore  Finanziaria
  possibile  da dare alla Sicilia, che tenga conto del giusto  rigore
  da  dare  ai  conti  pubblici, visto che siamo  in  un  momento  di
  ristrettezza economica, ma che crei le possibilità di un minimo  di
  sviluppo per questa terra.
   Questo  sentivo di dire all'Aula, siccome siamo ancora sull'ordine
  dei  lavori, perché era mia intenzione aprire l'Aula, sospendere  e
  rinviare  alle ore 16.00, vorrei evitare ciò e fare un  appello  ai
  deputati  affinché l'attenzione si concentri sulla  possibilità  di
  costruire  qualcosa, piuttosto che continuare a scendere ancora  di
  più di livello.
   Credo  che questo Parlamento si meriti di poter avere un  sussulto
  di orgoglio.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, la ringrazio per questo richiamo  che
  io ritengo opportuno.
   Noi  dobbiamo portare avanti gli interessi della Sicilia, dobbiamo
  sapercene  fare  carico  e ciascuno per il proprio  ruolo,  per  la
  funzione che esercita, deve dare il proprio contributo e lei lo sta
  dando  dall'alto  della sua posizione istituzionale.  Penso  che  i
  parlamentari  apprezzeranno ciò che lei  ha  detto   e  ne  faranno
  tesoro.
   Non  posso dire, però, altrettanto, signor Presidente, per ciò che
  concerne  il  Governo di questa Regione. Penso che nel corso  della
  discussione  sulla  manovra finanziaria, sul  Bilancio,  non  possa
  mancare  il Governatore della Regione siciliana che noi non vediamo
  da parecchi mesi.
   Ritengo sia necessario che il Governo abbia finalmente la capacità
  di  indicare una via  perché di questo si tratta e anche in  questa
  occasione ce ne rendiamo conto, non essendoci una posizione  chiara
  e  essendo affidato molto spesso il compito del Governo ai  diversi
  capigruppo  che  si fanno carico di esigenze che sono  proprie  del
  Governo.  Il problema che si pone qui stamattina e che riguarda  un
  aspetto marginale, come lei dice, l'ex tabella H certamente  non  è
  l'ombelico del mondo, ma le regole vanno rispettate.
   Io   penso  che  sarebbe  stato  sufficiente  un  intervento   del
  Governatore che dicesse all'Aula  si presenta un ordine del giorno,
  lo  fa  il  Governo   attraverso il quale si  comunica  chiaramente
  all'Aula che nel caso in cui vi sono delle irregolarità - si faceva
  riferimento alla mancanza di rendicontazione - non si procederà. Il
  discorso sarebbe stato chiuso lì.
   E  questo  voglio  dirlo agli Assessori qui  presenti  stamattina.
  Fatevi  carico  anche  voi  di  presentare  al  Governatore  questa
  esigenza che viene dall'Aula, perché  un momento di sintesi ci deve
  essere  all'interno  del Governo e il Governo deve  presentare  poi
  all'Aula delle proposte univoche.
   Quindi,  io  penso,  signor Presidente, che il  suo  richiamo,  il
  richiamo  all'Aula,  debba essere anche esteso  al  Governo,  debba
  farsi carico lei, signor Presidente, di dire chiaro e forte che noi
  sentiamo  il  peso delle esigenze dei siciliani e  vogliamo  andare
  avanti.  Qui fuori, in questo momento, Assessore Centorrino,  vi  è
  una protesta abbastanza vibrata, molto civile per la verità, perché
  parliamo  di  una  argomento scottante per  l'occupazione,  per  la
  formazione e per l'offerta formativa.
   Sappiamo  che  esiste  un emendamento che fa  leva  sul  fondo  di
  garanzia. Allora, chiedo al Governo e chiedo per esso all'assessore
  Armao  che questo emendamento sia chiaro, che sia univoco, che  sia
  presentato e concordato con il Parlamento, che sia reso  noto.  Non
  so  se  il  Presidente  dell'Assemblea  conosce  i  termini  ed  il
  contenuto di questo emendamento, ritengo di no. E' questo  il  modo
  di  andare  avanti?  E' questo il modo di affrontare  le  grandi  e
  piccole esigenze dei Gruppi parlamentari, dimenticando i drammi che
  vive  il  popolo siciliano, compresa la scure che si sta abbattendo
  su  gran  parte dei formatori e dei lavoratori che in  questi  anni
  hanno dato il loro contributo? Ritengo di no  Perché se così è,  se
  noi   si   continua  con  questo  percorso  che  è  fondato   sulla
  improvvisazione, signor Presidente, signori Assessori, ritengo  che
  questa manovra il Parlamento non l'approverà e se l'approverà  sarà
  una  brutta  manovra, sarà una manovra lontana dagli interessi  dei
  siciliani.  Questo  lei  certamente non vuole  consentirlo,  signor
  Presidente, e ci trova perfettamente d'accordo.
   Per cui, il suo richiamo lo facciamo noi proprio come parlamentari
  almeno  per  quello  che  mi riguarda. Gli Assessori  qui  presenti
  capiscano  ciò  che  il  Presidente  intendeva  dire,  ciò  che  il
  Presidente  intende fare e ciò che l'Assemblea regionale  siciliana
  vuole  fare:  lavorare  Essere messa in condizioni di  lavorare  ed
  evitare che, poi, gli scontri diventino esclusivamente strumentali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  intervengo  sull'ordine dei lavori per ribadire  -  e,  quindi,  di
  fatto,  enuncio subito la conclusione del mio intervento e  poi  lo
  argomenterò  -  la  necessità che lei ha già proposto  all'Aula  di
  chiudere   immediatamente  questa  seduta  o,   quanto   meno,   di
  sospenderla perché mi pare che la partenza non sia delle migliori.
   Io  ho  ascoltato  un  collega,  che  credo  sia  di  maggioranza,
  attaccare frontalmente l'Assessore per l'Economia; ho ascoltato  il
  collega  Faraone,  che  credo anch'egli  sostenga  questo  Governo,
  parlare addirittura di canali democratici e non ho capito bene  se,
  dopo l'intervento dell'onorevole Campagna, è l'onorevole Faraone  a
  venire  verso l'opposizione o l'onorevole Campagna ad andare  verso
  l'onorevole Faraone, però credo che questo conti poco.
   Quello  che conta è che, se pur all'interno dell'Aula, ciascuno  è
  libero  di dire quello che vuole, ci sono tante parole in  libertà,
  io  auspico  che  i Presidenti dei Gruppi parlamentari  riescano  a
  trovare   una   sintesi.  E,  in  realtà,  da  quando   l'Aula   ha
  ricominciato,   tra  virgolette,  a  lavorare  non   ho   ascoltato
  l'intervento  di  nessun  Presidente  di  Gruppo  parlamentare,  ho
  ascoltato interventi in libertà dal primo fino all'ultimo.
   Allora,  signor  Presidente,  per  essere  molto  chiari,  io   ho
  ricevuto, ed entro brevemente nel merito, così come credo  tutti  e
  90  i deputati abbiano ricevuto, una lettera firmata dal professore
  Antonio Zichichi, presidente del Centro  Ettore Majorana .
   Se  la  tabella H, cari colleghi, significa questo e cioè il fatto
  che un Centro che dà lustro mondiale alla Sicilia, che ha visto  la
  presenza  in vent'anni di 150 premi nobel e che si è visto azzerare
  i   capitoli   di  spesa  che  servivano  esclusivamente   per   la
  sopravvivenza  per un verso e per la rappresentanza  di  quanto  di
  buono  c'è in Sicilia nel mondo, e allora i dico che questa tabella
  H,   così  tanto discussa, va difesa ed io, per quanto mi riguarda,
  l'ho  già  fatto  in  questa riunione informale  che  si  è  svolta
  assolutamente  nei  termini che il presidente  Cascio  ha  chiarito
  qualche minuto fa, sono pronto, l'ho già fatto e continuerò a farlo
  a  difendere alcuni punti di principio quali possono essere  quelli
  relativi  al  fatto  che centri, come il Centro  Ettore  Majorana ,
  debbano  essere  assolutamente sostenuti perché danno  lustro  alla
  nostra terra.
   Raccolgo  poi  -  però  questo lo faccio  come  critica  a  questa
  maggioranza  schizofrenica e a questo Governo -  l'indicazione  del
  presidente  Speziale,  perché a nulla vale riempirsi  la  bocca  di
  lotta  alla  mafia, a nulla vale dire che abbiamo fatto  una  legge
  epocale e farci fare gli applausi quando poi, questa legge, ed è la
  legge  del dicembre 2008 di contrasto alla criminalità organizzata,
  non  viene  finanziata, soprattutto, nei punti  focali,  nei  punti
  essenziali che sono quelli riguardanti la cultura della legalità  e
  gli incentivi agli imprenditori che denunziano il racket.
   E  allora,  signor  Presidente, io dico che noi dobbiamo  fermarci
  perché il lavoro di questa mattina cominciava a dare i suoi frutti,
  era   proficuo,  e  credo  che  debba  essere  concluso   in   sede
  istituzionale  non con riunioni aperte al pubblico che  potrebbero,
  per  il  fatto  stesso  di vedere 30, 40, 50  partecipanti,  essere
  confuse da qualcuno disattento in mercati che non vi sono.
   Invito, invece, a ritrovare le ragioni della sintesi a coloro  che
  abbiamo  scelto come rappresentanti dei gruppi, se del caso insieme
  alle  figure che sono istituzionalmente preposte a sovrintendere  a
  questo  momento  e  cioè al Presidente della Commissione  Bilancio,
  all'assessore   per  l'economia  e,  nella  totale  latitanza   del
  Presidente  della Regione Lombardo che da quando è iniziata  questa
  Finanziaria  non abbiamo ancora visto, se del caso qualora  dovesse
  essere   utile   anche   con  la  sovrintendenza   del   Presidente
  dell'Assemblea.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  credo  che  sia  d'obbligo intervenire sull'ordine dei  lavori  per
  cercare di puntualizzare alcune riflessioni che i colleghi  che  mi
  hanno preceduto hanno qui spiegato.
   E' vero che la tabella H non è il punto centrale di un bilancio di
  27  miliardi di euro. E' vero che la tabella H ha rappresentato nel
  passato  anche  una sacca di clientele, ma mi pare  che  in  questi
  ultimi anni - io dico in questi ultimi tre anni - questo Parlamento
  si  è  affrettato a razionalizzare la spesa e a valorizzare  quelle
  espressioni sociali e civili che, compresi nella tabella  H,  hanno
  rappresentato un punto di riferimento certo nella nostra Sicilia.
   E'  chiaro,  però, che questo percorso virtuoso l'abbiamo   potuto
  affrontare  anche con delle norme che devono essere necessariamente
  rispettate,  perché non si può dire:  Fatta la norma,  trovata    ,
  non si può dire questa espressione, non possiamo pervenire a questa
  espressione  o a questo concetto, dobbiamo, invece, fare  le  norme
  per farle rispettare.
   Allora,  è giusto che non si individui la tabella H come punto  di
  sintesi  del malgoverno o del malvezzo, ma tutt'altro. Al contempo,
  però,  così  come  la  tabella  H, dobbiamo  dare  delle  procedure
  rigorose quale quella, ad esempio, del consuntivo; dobbiamo  capire
  che  esiste un articolo 14, al quale l'onorevole De Luca ogni tanto
  si  richiama,  che necessita per le aziende partecipate  di  questa
  Regione Sicilia che rappresentano invece il fulcro, il cuore di una
  spesa  pubblica molte volte priva di qualunque tipo  di  controllo,
  priva  di  qualunque tipo di vigilanza, quindi, priva di  qualunque
  tipo di freno.
   Ad  esempio, proprio in questi giorni sta succedendo che a Catania
  c'è  un'azienda  partecipata che ha avuto 100 milioni  di  euro  di
  spese  e  si  sta appropinquando, caro onorevole D'Asero,  a  degli
  affidamenti senza alcun tipo di evidenza pubblica, senza alcun tipo
  di sistema pubblicistico, di regime pubblicistico e quindi anche di
  regole  che  dallo stesso discendono e alle quali  tutti  gli  enti
  devono  soggiacere  quando  hanno tale natura.  Quindi,  anche  gli
  amministratori  degli  stessi devono soggiacere  a  queste  regole;
  perché   -  attenzione   -  se  vengono  fatti  degli  affidamenti,
  onorevole  Buzzanca, a delle aziende che sono indagate  in  qualche
  importante processo penale in corso, questo deve fare scandalizzare
  questa  Assemblea  Questo Parlamento non  può sottacere determinati
  fatti  gravissimi  che si stanno perpetuando in questo  momento  in
  qualche partecipata di livello regionale
   Non possiamo stare in silenzio rispetto a questi fatti  Ma di cosa
  parliamo?   Del   contributo  di  50  mila  euro  di   una   povera
  associazione  Di cosa parliamo  Di  ammazzare' l'associazione o  il
  Centro   Ettore Majorana  che ha portato lustro nel mondo  Di  cosa
  parliamo? Cerchiamo di trovare il pelo nell'uovo e noi, invece, non
  affrontiamo i veri problemi che comportano dei buchi spaventosi, ma
  anche un malgoverno che la Corte dei Conti ha denunciato e continua
  a denunciare.
   Vi  è un'emblematica norma, Presidente Cascio e io le chiedo nella
  sua  autorevolezza  di  poter  far  sì  che  il  Governo  la  possa
  rispettare  lo dico a tutti gli assessori che non siete politici
   Allora,  individuiamo e impersoniamo veramente questa  figura  del
  tecnico.  Il  tecnico chi è? Il tecnico è colui che  dovrebbe  dare
  determinate soluzioni tecnicamente valide, ma è anche colui che  in
  maniera fredda, distaccata si pone dinanzi al problema senza  farsi
  tirare  la  giacca  da nessuno  E invece cosa  capita  qui   Capita
  invece  - caro onorevole Beninati e lei su quell'ente con la  scure
  andò,   ce   lo  ricordiamo  bene  -  che  quando  si  ripropongono
  determinate situazioni, quando si ripropongono determinati buchi di
  bilancio poi alla fine il Parlamento non ne può non tenere conto.
   Ed  allora,  perché  il richiamo sull'ordine  dei  lavori,  signor
  Presidente? Perché questo Parlamento si sta preparando ad approvare
  questo Bilancio, assolutamente sì lo dobbiamo fare, ci mancherebbe.
  Andremo  ad  affrontare da qui a qualche ora  una  Finanziaria,  ma
  dobbiamo  capire  che  le  norme che  sono  scritte  devono  essere
  rispettate  da  tutti, da tutti  Una norma è legge,  una  norma  va
  rispettata  anche  se la stessa è una norma dura  da  poter  essere
  ossequiata.
   Allora, in questo senso, signor Presidente, sull'ordine dei lavori
  io  dico  che  deve esserci l'impegno da parte del  Governo  perché
  possa verificare, dare attuazione a quelle norme che abbiamo varato
  l'anno scorso, due anni fa e tre anni fa.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor Presidente,  riprenderò
  alcune  considerazioni  svolte dagli onorevoli  deputati  nei  loro
  interventi.
   Per   quanto  riguarda  la  opportuna  chiamata  in  causa   delle
  previsioni  dell'articolo 128 della legge che  lo  scorso  anno  il
  Parlamento  ha approvato, la legge Finanziaria, credo e sono  certo
  che  l'Amministrazione  ha  fatto di  più,  nel  senso  che  questo
  principio  che è stato opportunamente introdotto dal  Parlamento  -
  nel  senso che chi non è in regola con la rendicontazione non  deve
  avere  un  euro dalla Regione - non è un principio che  si  applica
  soltanto a questa Tabella.
   Abbiamo  emanato  una  circolare a tutte le  Ragionerie  che  come
  sapete  dipendono  dall'Assessorato  all'economia,  alle  quali   è
  impedito  di liquidare un euro a chi non ha il rendiconto non  solo
  presentato   ma  approvato  dall'Amministrazione.  Quindi,   è   un
  principio che non si applica in questo caso ma si applica in  tutte
  le  ipotesi.  Non  ci sarà un'impresa, non ci sarà un'associazione,
  una fondazione o un centro di formazione che potrà avere un euro  o
  un  centesimo laddove la rendicontazione presentata non è stata già
  approvata  e questa è stata un'iniziativa concordata con  la  Corte
  dei  conti perché opportunamente quest'anno la Corte dei  conti  ha
  additato alcune pratiche certamente non commendevoli, per  cui  chi
  era  in  arretrato  di  due  o  tre  anni  nell'approvazione  della
  rendicontazione continuava a ricevere risorse come se nulla fosse.
   Questo  è  illegittimo,  ma  è illegittimo  in  base  ai  principi
  generali  dell'ordinamento giuridico e, giustamente, il  Parlamento
  ha voluto dare conferma con questa norma. Quindi, posso rassicurare
  gli  onorevoli  deputati che sono intervenuti su  questo  tema  che
  nessuno potrà avere un euro se il suo rendiconto non sarà approvato
  dall'Amministrazione.  Quindi,  questa  cautela,  ripeto,  è  stata
  generalizzata  e di questo faccio ammenda  perché non  avevo  fatto
  una  formale comunicazione di questa circolare al Parlamento  ma  è
  l'occasione   per   farla  proprio  per   fugare   ogni   tipo   di
  preoccupazione.
   Per quanto riguarda il giusto richiamo che l'onorevole Cordaro  ha
  fatto all'iniziativa del Centro  Ettore Majorana  di Erice, è  fuor
  di  dubbio  che sia un Centro di autorevolissimo prestigio  che  il
  Governo non intende minimamente penalizzare, tant'è che è agli atti
  parlamentari un emendamento che noi stessi abbiamo presentato, come
  Governo, per ripristinare lo stanziamento dello scorso anno.
   E'  un  privilegio che uno scienziato del livello  del  professore
  Zichichi continui a riservare alla terra natia amore e affetto e di
  questo,   quindi,   dobbiamo  essergli  tutti  grati  e  credo   di
  incontrare in questo il sentimento dell'intera Assemblea.
   Per  quanto  riguarda la questione dell'onorevole  Speziale,  come
  l'onorevole Speziale sa le iniziative, a partire da quella che oggi
  abbiamo presentato con il collega Pier Carmelo Russo, che introduce
  elementi concreti di lotta alla mafia nella legge sugli appalti,  a
  passare  a  quella che abbiamo inserito nella norma sul credito  di
  imposta  che  inserisce elementi concreti di lotta alla  mafia,  la
  posizione  del  Governo  è  in  questo  senso  chiara  e   lineare.
  Certamente, se ci sono dei capitoli da reintegrare, lo  faremo.  Ce
  n'è  uno  da  80  mila  euro  per il ristoro  delle  vittime  delle
  estorsioni e rimpingueremo tutte le voci che in tal senso prevedono
  disposizioni  giuridiche di finanziamento alla legge 15  del  2008.
  Su questo non c'è assolutamente questione.
   Infine,  il  tema dei FAS che l'onorevole De Luca  aveva  poc'anzi
  richiamato.  Ripeto:  se  noi avessimo già  la  delibera  del  CIPE
  avremmo  inserito queste risorse direttamente in Bilancio. Laddove,
  invece, la delibera del CIPE non c'è, ma c'è una norma che consente
  alla Regione di avvalersi della possibilità di utilizzare i FAS  in
  questo  senso, allora proprio perché c'è il presupposto legislativo
  ma  manca  l'atto  amministrativo, qual  è  la  delibera  CIPE,  di
  riconoscimento  di  questa  facoltà - peraltro  concessa  ad  altre
  regioni,  come  vi  ho detto appena il 23 marzo -  noi  costituiamo
  l'accantonamento  negativo  come  strumento  tecnico-contabile  che
  consentirà  la  liberazione di queste risorse appena interverrà  la
  delibera CIPE.
   Peraltro, sul tema abbiamo avuto assicurazioni dal Ministero della
  Semplificazione che conduce

   DE  LUCA.  Non si fidi del Governo romano  Non si fidi  di  questo
  Governo ladro

   ARMAO,  assessore per l'economia.  . dal Ministero  abbiamo  avuto
  ampie  assicurazioni e il colloquio finora sulle proposte normative
  prosegue  assolutamente lineare. Quindi, credo che l'Assemblea  non
  abbia nulla di cui preoccuparsi fino a questo momento, altrimenti i
  primi   ad   essere  preoccupati  saremmo  noi  che  questa   norma
  presentiamo all'eccellentissima Assemblea.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  mi pare che con le rassicurazioni
  dell'assessore   Armao  che  valgono  per   tutti,   compreso   per
  l'onorevole  De  Luca, a cui chiedo umilmente  di  non  innamorarsi
  troppo  delle  sue idee. Le sue idee sono, molto spesso,  utili  al
  ragionamento,  ma  non  si  innamori  in  maniera  definitiva;   le
  confronti  e  sia  pronto ad accettare autorevoli interventi,  come
  quello  dell'assessore per l'economia Armao,  che,  per  quanto  ci
  riguarda, è il garante delle casse della Regione.

   DE LUCA. Sono pronto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e  riprenderà
  alle ore 16.00, spero in un clima diverso.

     (La seduta, sospesa alle ore 14.04, è ripresa alle ore16.33)

   finanziaria nn. 630 e altri/A e finanziaria 631/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-
      630 ter-630 quater/A «Bilancio di previsione della Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
   triennio 2011-2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e
       correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale»

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-630  ter-
  630  quater/A  «Bilancio di previsione della Regione siciliana  per
  l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
  2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2011. Legge di stabilità regionale».
   Onorevoli colleghi, ricordo che si era in fase di votazione  dello
  Stato  di  previsione  dell'entrata - Presidenza  della  Regione  -
  entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB 1.2.1.4.1 alla UPB
  1.5.2.6.2. Le pongo in votazione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dichiarazione di voto, volendo anche precisare alla Presidenza  che
  interverrò  su  ogni  Rubrica anche per  dichiarare  il  mio  voto.
  Desidero precisare che voterò contrario perché anche rispetto  alle
  varie  Rubriche,  parliamo delle Amministrazioni cui  è  articolata
  l'Amministrazione  Presidenza della Regione, ci troviamo  con  dati
  (sono  stati  gli ultimi pubblicati qualche ora fa) riguardanti  la
  maglia  nera, pare che siamo ormai la penultima regione in  termini
  di spesa dei fondi comunitari.
   E'   un   dato  che  potete  verificare  sull'ANSA,  non  c'è   la
  contestazione  questa  volta  tra  me  e  l'assessore  Armao  nella
  diversità  di  vedute  di  un determinato tema,  assolutamente  no.
  Purtroppo, c'è un dato che parla del 7 per cento della spesa che  è
  stata certificata per quanto riguarda la programmazione 2007-2013 e
  abbiamo, finalmente, acquisito un altro record in Sicilia: siamo la
  penultima regione come capacità di spesa.
   Questo aspetto lo voglio sottolineare in questo momento perché  se
  notate queste Rubriche anche sotto il profilo delle entrate c'è  un
  aspetto  che  io desidero sottolineare a tutti i colleghi:  entrate
  fondamentalmente   zero', cioè ci ritroviamo con  una  correlazione
  strana che desidero evidenziare.
   Da   un   lato   questo  è  un  Dipartimento  -   parliamo   della
   Programmazione'  -  che dovrebbe risolvere definitivamente  quello
  che  è il differenziale soprattutto infrastrutturale; questo  è  un
  termine  utilizzato  spesso  nelle discussioni  anche  in  sede  di
  trattativa tra Palermo e Roma per quanto riguarda l'attuazione  del
  federalismo  fiscale, si parla di un federalismo  infrastrutturale.
  Questo  Dipartimento, quindi, che dovrebbe essere la  chiave  della
  risoluzione  dei  nostri problemi, che come  sappiamo  storicamente
  afferiscono  all'articolo 38 dello Statuto  e  che  con   fondo  di
  solidarietà' sostanzialmente in questi anni si è fatto ben altro, è
  un  Dipartimento  che francamente produce  zero'.  E'  fondamentale
  questo  elemento,  cioè  produce  zero',  perché  quando  parleremo
  invece  della posta correlativa della spesa ci renderemo conto  non
  soltanto  che  è  una delle Amministrazioni che  costa  molto  alla
  nostra  Regione, ma soprattutto è quella che in questo momento  sta
  registrando i peggior record negativi della nostra terra.
   D'altronde,  il direttore Bonanno, che è già venuto in Commissione
  Bilancio  credo  due volte, ha  dichiarato  che in questi  anni  si
  sono  accumulati  circa 18 miliardi di euro di  risorse  dirette  e
  indirette.  Dirette  sono  quelle che doveva  spendere  la  Regione
  siciliana  e  parliamo del FAS 2000-2006, del FAS 2007-2013,  delle
  risorse   liberate,   parliamo  anche   delle   risorse   assegnate
  direttamente alle Amministrazioni statali come l'ANAS, le  Ferrovie
  e  quant'altro destinatari di oltre 7 miliardi di euro  circa,  che
  sommati tra l'incapacità della Regione siciliana a spendere  queste
  risorse   e  quelle  assegnate  a  queste  Amministrazioni  statali
  sostanzialmente il cumulo fa circa 18 miliardi di euro  di  risorse
  non spese per la nostra terra.
   Su  questo,  naturalmente, noi vogliamo evidenziare  il  costo  di
  questa  Rubrica rispetto ad una parte di entrate che produce  zero.
  Quindi  produzione zero, in termini di entrate e, purtroppo, grandi
  record  negativi sotto il profilo della spesa. E' questo il  motivo
  per cui il mio voto su questa Rubrica sarà contrario.
   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione le UPB. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole  De  Luca, del Gruppo parlamentare  del  PDL  e  del
  Gruppo parlamentare PID.
   Si  passa  alla  Amministrazione  Attività produttive'  -  entrate
  correnti  ed in conto capitale: dalla U.P.B. 2.2.1.4.1 alla  U.P.B.
  2.2.2.7.2.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Le  ricordo,  però,  che   si   può
  intervenire  soltanto una volta: sull'argomento o per dichiarazione
  di voto.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, mi richiamo al Regolamento  interno.
  Desidero  capire come si vuole proseguire, così metto  in  conto  i
  vari aspetti in base ai quali mi dovrò organizzare.
   Signor  Presidente,  sul  mio tavolo  ho  delle  cartelle,  me  ne
  arriveranno altre e devo capire quali fare arrivare prima  e  quali
  dopo:  quelle che riguardano il Bilancio, quelle che riguardano  il
  bilancio dell'Assemblea, quelle che riguardano la Finanziaria, devo
  organizzare il mio lavoro in tal senso.
   Prima  di  entrare  nel  merito dell'argomento,  desidero,  signor
  Presidente, che mi chiarisca - così da evitare confronti dialettici
  -  quali  sono i margini regolamentari o meglio quali sono  le  mie
  prerogative  che  lei decide di comprimere. Me lo comunichi  prima,
  Presidente,  in modo tale che mi organizzi compensando  quelli  che
  sono i margini che comprimerà con altri argomenti. Non c'è problema
  su  questo,  Presidente, ma è importante che mi dica come  desidera
  applicare il Regolamento.
   Ciò che sottolineo è che desidero intervenire sul merito. Dopo  di
  che, se gli Assessori presenti riterranno - cosa che mi auguro - di
  replicare, naturalmente, in funzione della replica desidero fare la
  mia  dichiarazione di voto così come previsto dal  Regolamento.  Se
  l'Assessore  non  replica,  io replico  a  me  stesso  e  farò  una
  dichiarazione di voto.
   Signor  Presidente,  rispetto a questo, mi dica  come  ritiene  di
  voler  agire  e  mi adeguerò alla sua volontà organizzandomi  sugli
  altri argomenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca,  si  seguirà,  come  sempre,  il
  Regolamento interno.
   Il  Regolamento detta le condizioni di attività dell'Assemblea  in
  via ordinaria.
   Siamo  in  un  momento straordinario, per cui tutto quello  che  è
  previsto dal Regolamento viene rimodulato in funzione del fatto che
  siamo a 48 ore dalla scadenza del termine ultimo per l'approvazione
  del bilancio della Regione siciliana.
   In  questa fase, per esempio, avrà il diritto di parlare una  sola
  volta  su  ciascun argomento. La chiami dichiarazione di  voto,  la
  chiami  dichiarazione sulla materia, una sola volta per  argomento,
  per  un  tempo  di  cinque minuti. Chiaramente,  le  consentirò  il
  recupero del tempo che le ho tolto con il mio intervento.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, dopo questa sua gentile  concessione
  non  posso che subire questa sua decisione accennando, però, ad  un
  fatto. Visto che il Regolamento, in questo momento straordinario lo
  fa  lei, se  comunicasse prima qual è il disegno complessivo che ha
  immaginato

   PRESIDENTE. L'obiettivo è concludere entro il 30 aprile, onorevole
  De  Luca.  A  tal  fine, contingenterò i tempi  in  virtù  di  tale
  scadenza.

   DE LUCA. Cosa farà?

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ha a disposizione cinque minuti per
  questa Rubrica.

   DE  LUCA.  Spero che non cambieremo passo e se già ci organizziamo
  in  questi  termini, mi trova d'accordo. Importante  sarà  che  non
  comprima  ulteriormente, andando avanti, ciò  che  stiamo  dicendo.
  Cinque minuti per ogni Rubrica mi vanno bene. Poi si discuterà  per
  quanto riguarda la parte relativa agli emendamenti.
   Per  quanto riguarda questa Rubrica  Dipartimento regionale  delle
  attività  produttive' ci ritroviamo non con  una  Rubrica  che  non
  produce  entrate - e qui c'è l'Assessore presente  che,  mi  auguro
  abbia  la  bontà di intervenire - ma ci ritroviamo con una  Rubrica
  che  produce in entrata 7 milioni e 900 mila euro, quindi  rispetto
  alle  altre, Assessore, è sicuramente una Rubrica che si  qualifica
  da sola.
   C'è  un  problema, Assessore, e in questo caso deve stare  attento
  alle   mele avvelenate' che avrà predisposto l'assessore Armao,  se
  ne  guardi  bene.  Se controlla queste entrate a cosa  afferiscono,
  sono due entrate che francamente creano grande preoccupazione.
   Al  suo  posto,  Assessore, me ne guarderei bene  nell'individuare
  alla  base  delle  sue  entrate queste due voci.  E  le  evidenzio,
  esattamente,   per  sua  comprensione,  pagina  246,   e   facciamo
  riferimento alla vendita di beni e servizi ed utili di  enti  e  di
  aziende a partecipazione regionale.
   Lei  non  lo  sapeva, io lo so che lei non lo sapeva, ma  è  stato
  l'assessore  Armao  a  predisporre  queste  entrate,  queste   mele
  avvelenate , caro Assessore.
   Le spiego perché sono mele avvelenate. Questa voce  910 mila euro
  è  una voce che deriva da una presunta attività di vendita che solo
  già, per la procedura, non si potrà verificare nell'anno 2011, come
  tutte  le procedure di cui parleremo, se ci arriveremo, che lei  ha
  previsto  come entrate nella Finanziaria. Perché, naturalmente,  le
  procedure  di  evidenza  pubblica, è  vero  signor  Presidente,  le
  conosciamo  tutti.  Sappiamo i tempi  come  sono  lunghi,  poi  c'è
  qualche   povero  Cristo'  che  presenta   il  ricorso  e,  quindi,
  rispetto  ai  tempi ordinari, nell'assegnazione  per  esempio,  dei
  boschi   o,  per  esempio,  del demanio, ci  troviamo  che  lei  ha
  programmato l'introito nell'anno corrente e questo introito, ma non
  è  cosa nuova, perché se noi guardiamo certi introiti, soprattutto,
  nell'assessorato  del   territorio e l'ambiente,  credo  che  molti
  arrossirebbero   per   quanto  riguarda  le  previsioni   fatte   e
  l'accertamento,  poi, che ancora continua ad  essere  iscritto  nei
  cosiddetti residui attivi.
   Rispetto a questa voce, assessore Venturi, le dico che è una  voce
  che  non si produrrà in entrata nell'anno 2011 ed a questo aggiungo
  anche  - assessore Armao la invito a risponderci perché è una  voce
  ripetuta  nelle  varie  Rubriche  -  cosa  significa  restituzioni,
  recuperi, rimborsi e partite che si compensano nella stessa.
   Scusi la mia ignoranza, assessore, ma siccome produce entrata  per
  420  mila euro qua, ma è ripetuta in tutte le Rubriche, francamente
  non  ho studiato, sono impreparato su questa voce, se lei dalla sua
  magnificenza  universitaria ci possa dare  una  lezione  su  questa
  specifica  voce  che mi sembra strana, anzi, è la prima  volta  che
  francamente  la approfondisco.
   Per  quanto  espresso, e l'assessore Venturi non me ne voglia  per
  questo, sono costretto Assessore, come lei, a votare contro, perché
  lei voterà contro, anzi non può votare perché non è un deputato  e,
  quindi,  non ha la responsabilità delle cose che io le sto dicendo.
  Ce l'ha il resto dell'Aula e naturalmente, rispetto a questo, lei è
  esentato,  però,  so  che  moralmente  lei  è  contrario  a  questa
  previsione di entrata che il buon Armao le ha predisposto  come una
   mela  avvelenata'.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione le UPB. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole  De Luca, del Gruppo parlamentare  del   PID  e  del
  Gruppo parlamentare del  PDL.
   Si   passa   alla  Amministrazione   Beni  culturali  ed  identità
  siciliana   -  entrate  correnti e in  conto  capitale:  dalla  UPB
  3.2.1.4.1 alla UPB 3.2.2.6.1.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Assessore Missineo, lei ha, intanto, lo stesso problema
  che  stiamo  riscontrando per quanto riguarda l'assessore  Venturi.
  Poi  quando si dice che sommando le singole rubriche si arriva alle
  poste  false,  qualcuno si  incavola , non vogliamo  utilizzare  un
  altro termine.
   Non  so  se  lei  ha  verificato che ha  delle  poste  ancora  più
  delicate.  La  prima posta che, intanto, le voglio sottolineare  ed
  evidenziare  è  questa di 7 milioni e 900 mila  euro,  ed  è  stato
  trattato  bene  dal  suo  collega Armao,  perché  è  l'unica   mela
  avvelenata' che ha previsto per quanto riguarda la sua Rubrica.
   Si tratta anche qua di vendite di beni e servizi  ed utili di enti
  ed  aziende  a partecipazione regionale. Non ho avuto il  tempo  di
  completare  la  riflessione  che stavamo  facendo  con  l'assessore
  Venturi.  Lo sa che cosa vuole fare l'assessore Armao? Non  lo  sa
  Glielo spiego io
   L'assessore Armao vuol prendere quel poco di patrimonio, di  parte
  attiva  che c'è nelle società o comunque di quei pochi beni,  molti
  in   alcuni   Dipartimenti  di  vostra  competenza,  e   li   vuole
  monetizzare. C'è, però, un problema che fa riferimento al  comma  2
  dell'articolo 14. Dall'esposizione della situazione finanziaria  di
  tutti  questi enti e società che non si continua a discutere,  anzi
  l'altra   mela  avvelenata'  l'ha predisposta  per  me  l'assessore
  Armao:  nella  Finanziaria ha proposto lo  spostamento  ad  ottobre
  dell'esame di queste situazioni. La vuole sterilizzare. Non  glielo
  consento. Rispetto a questo qual è il rischio? Il rischio è che  si
  venderà  i  gioielli, gli ultimi, sono pochi quelli che  rimangono,
  perché  ormai con l'operazione  valorizzazione' il colpo di  grazia
  l'hanno  dato già tra il 2007 e il 2008, ma rimangono  in  piedi  i
  debiti.
   Assessore Venturi, lei che ha tentato la riforma delle ASI  che  i
  suoi  amici  gli  hanno fatto saltare, perché quando  è  venuto  in
  Commissione Bilancio mi sono permesso di dirle:  Assessore,  stiamo
  attenti  ad un fatto: lei qua mi espone un patrimonio di  circa  80
  milioni,  se  non  ricordo male, ma veda che  parimenti,  perché  i
  bilanci  della  Regione si truccano così, lei ha sul  lato  passivo
  l'importo di pari cifra, quindi lei si ritrova con debiti  certi  e
  patrimoni e crediti da verificare . Se al buon Armao  gliene  frega
  e  tenta di vendersi questi beni perché le entrate comunque le deve
  utilizzare per pareggiare, tentare di pareggiare il bilancio, anche
  a  lei Assessore Missineo, cosa succede? Succede che vi lascerà  in
  braghe di tela  Ma manco di tela, perché si venderà questi beni e a
  voi  vi  rimangono i debiti  Poi,  vi ritroverete a dover stabilire
  questi debiti e questo passivo come gestirli.
   Lo  avete  a  fianco,  non ve l'ha spiegata l'operazione  il  buon
  Armao?  Ma  è questa l'operazione che lui ha predisposto  per  ogni
  collega, Assessore.
   Questo a mio avviso produrrebbe anche entrata, assessore Missineo.
  Io  da  sempre  propongo di istituire in Sicilia  le  scuole  degli
  antichi mestieri e delle tradizioni popolari.
   Voglio  sollecitare lei che è il promotore della  nostra  identità
  siciliana  su  questo  aspetto  che  produce  entrata.  Lei   saprà
  certamente che le scuole più rinomate sugli antichi mestieri sono a
  Torino  e a San Marino e sono scuole - assessore Armao, lei non  lo
  sapeva  e  adesso lo sa - che riescono ad autogestirsi  cioè  hanno
  delle  entrate proprie perché sono impostate non come la formazione
  siciliana, di cui ne parleremo poi con il mio compaesano assessore,
  ma  sono gestite ed autogestite con il mondo delle imprese, come  è
  stato  sempre  suggerito, ora è venuto un  Cavour' per  dirci  come
  dobbiamo  ragionare,  e  di questo ne parleremo  dopo.  Rispetto  a
  questo   argomento   lei  assessore  deve   veramente   farla   una
  riflessione,  perché  è  vergognoso che  in  Sicilia,  culla  della
  cultura,  ce  ne  vantiamo, non abbiamo una scuola,  una  strategia
  sugli   antichi  mestieri  e  le  tradizioni  popolari.   Vergogna,
  vergogna
   Assessore,  io mi permetto di darle due o tre ipotesi.  Mi  auguro
  che  nella  sua riflessione, nella sua replica, faccia  una  scelta
  saggia.  Lei  può  istituire un unico ente e,  quindi,  nell'ambito
  delle  sovrintendenze o quant'altro fare una apposita  sezione  per
  quanto  riguarda  questa  tematica.  Può  mettersi  d'accordo   con
  l'assessore Centorrino per quanto riguarda invece le scuole e  fare
  apposite  sezioni, qui non si parla di grandi risorse, si parla  di
  aprire   questo   tema  e  di  istituire,  già  in   bracci   delle
  Amministrazioni dislocate sul territorio, questo tipo di  strategia
  perché di questo si tratta. Non è sufficiente imparare il dialetto,
  bisogna  imparare a conoscere la nostra identità, i nostri  antichi
  mestieri, la nostra manualità.
   Rispetto  a  questo, Assessore, io mi sono permesso anche,  non  è
  perché non la reputo all'altezza, di suggerirle qualche riflessione
  e  qualche ipotesi che lei sicuramente praticherà perché so  che  è
  una  persona sensibile a questo tema e di conseguenza so  che  farà
  una  degna valutazione per cancellare una delle tante vergogne  che
  in Sicilia ancora noi, purtroppo, continuiamo a subire.
   Per  questi  motivi,  non me ne voglia, sono  costretto  a  votare
  contro la previsione di entrata di questa Rubrica.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione le UPB.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole  De  Luca, del Gruppo parlamentare  del  PID  e  del
  Gruppo parlamentare del PDL.
   Si  passa  alla  Amministrazione  Energia e  servizi  di  pubblica
  utilità   -  entrate  correnti  e  in  conto  capitale:  dalla  UPB
  5.2.1.4.1 alla UPB 5.3.2.6.1.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  Dipartimento - mi dispiace che non sia presente l'assessore  Marino
  -  è  un altro Dipartimento  delicato . Anche qui il buon Armao non
  si  è  risparmiato. Ritenevo che, anche rispetto alla autorevolezza
  dell'Assessore, rispetto al suo passato di Prefetto,  quanto  meno,
  evitasse  in  questa Rubrica di inserire qualche  mela avvelenata .
  Invece  no   E'  andato  oltre rispetto a  quelle  previste  per  i
  Dipartimenti di cui abbiamo parlato precedentemente. Qui  è  andato
  oltre  negli importi  Ha previsto, per esempio, 9 milioni 740  mila
  euro di entrate derivanti dalle rendite patrimoniali e proventi del
  demanio.
   Io   non  so,  qui,  l'assessore  Armao  a  quale  demanio  faccia
  riferimento, perché non so se si confonde con quello del territorio
  e  ambiente,  forse  si sono clonati per moltiplicare  le  entrate,
  questo  non  lo  so, signor Assessore. E' possibile che  scrivendo,
  qualche  clonazione delle entrate ci sia stata  E' un  aspetto  che
  può  essere corretto e ne verificheremo anche i contenuti, dopo  di
  che, ripropone anche in questa Rubrica una entrata di 134 mila euro
  con  la  stessa identica voce  Restituzione, recuperi,  rimborsi  e
  partite  che si compensano nella spesa.
   Sono  entrate  che  si compensano nella spesa,  che,  magari,  per
  quelle  che  sono  a sua conoscenza, per chi fa i bilanci  come  al
  comune  di  Fiumedinisi di Messina, si chiamano  partite di  giro .
  Girano,  girano, girano  Perché si compensano tra   entrate   e  le
   uscite . Quindi, sarà una delle girandole che viene utilizzata per
  far girare qualche conto in più.
   Rispetto a questa situazione di entrata, ciò che mi auguravo -  mi
  dispiace  che non ci sia l'Assessore al ramo - è che,  dopo  che  è
  stato  impedito a tutti di avvicinare presso l'Assessorato,  questo
  Assessorato  sarebbe  diventato  più  produttivo.  Sarebbe,   cioè,
  diventato  realmente  un Assessorato che, per  quanto  riguarda  la
  Sicilia,  dovrebbe  realmente provocare entrate importanti,  perché
  parliamo  di  energia e soprattutto di quella che è la destinazione
  naturale  della  nostra terra:  diciamo no al  nucleare    -  e  su
  questo siamo d'accordo - poi si dice:  no agli impianti eolici   e,
  per  carità -  poi si restringono i margini per quanto riguarda gli
  impianti solari.
   Ma   in  fin  dei  conti  la  strategia   del  Governo,  assessore
  Centorrino,  qual  è  per  quanto riguarda questo  tema?  Assessore
  Armao,  lei che in questo momento si deve preoccupare  della  parte
  più  delicata della vicenda, delle entrate, non pensa di strigliare
  questo  Assessore che ha una delega strategica per la nostra  terra
  e,  quindi, fare emergere una strategia che provochi entrate  vere,
  serie,  perché di questo si tratta  Alla fine, a livello  naturale,
  noi abbiamo poche cose  La Sicilia, oltre a Cateno De Luca ed Armao
  e  al Presidente Lombardo e al Parlamento, ha intanto il sole e  in
  alcuni  punti  strategici  anche il vento,  ma  mi  voglio  fermare
  principalmente a quella che è la risorsa più importante: il sole.
   Perché  l'Assessorato dell'energia, visto che  gli  abbiamo  anche
  cambiato   il   nome,   proprio   per   etichettarlo   con   questa
  caratteristica naturale, non riesce ad impostare una strategia  che
  provochi delle entrate?
   Assessore  Armao, credo che su questo tema lei debba assolutamente
  intervenire e replicare perché, rispetto ad una risorsa che il buon
  Dio  ci  ha donato e rispetto alla cattiva politica che  non  ci  è
  stata  donata  dal  buon  Dio,  una soluzione  per  rendere  questo
  assessorato  realmente produttivo in termini di  entrate  la  debba
  trovare. E' il motivo, ahimè, che mi vede costretto a votare contro
  anche  alla previsione di Entrata, che è stata qua definita tra  le
  mele  marce,  avvelenate,  predisposte dall'assessore  Armao  e  di
  conseguenza,  il  mio  voto,  signor Presidente  dell'Assemblea,  è
  negativo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione le UPB. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole  De  Luca, del Gruppo parlamentare  del  PID  e  del
  Gruppo parlamentare del PDL.
   Si  passa  alla  Amministrazione  Famiglia,  politiche  sociali  e
  lavoro  - entrate correnti e in conto capitale: dalla UPB 6.2.1.4.1
  alla UPB 6.4.2.6.1 .

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa Rubrica  è
  la  più  delicata, non solo perché, rispetto a quelle che  sono  le
  entrate  proporzionate ai costi, c'è uno sbilanciamento enorme,  ma
  soprattutto  perché  anche  in  questa  Rubrica  ci  troviamo   con
  previsioni  di  Entrata  che, a futura memoria,  probabilmente  mio
  figlio,  se  un giorno farà anche questa attività, potrà verificare
  se si sono effettivamente concretizzate.
   E'  una  delle tante poste sparse, per quanto riguarda le entrate,
  che, forse, si potrebbero verificare, non si sa quando e quanto, ma
  che rimane, comunque, incardinata anche con la stessa strategia che
  abbiamo visto con gli altri assessorati.
   Io  non  so  se  questa entrata di 8 milioni  e  6  mila  euro  fa
  riferimento pure alla vendita di beni e servizi, ed utili  di  enti
  ed  aziende  a partecipazione regionale. Non è presente l'assessore
  Piraino, che ha la relativa delega, rispetto al patrimonio  che  fa
  parte di questo Dipartimento, ma noi abbiamo avuto dalle 65 IPAB un
  primo  dato  parziale,  signor Presidente, che  evidenzia  già  una
  situazione debitoria che credo superi il 50 milioni di euro e  dove
  non ci sono crediti.
   Allora,  mi chiedo, chiedo all'Aula e all'assessore Armao -  visto
  che  non  c'è  l'assessore Piraino - come si fa ad  ipotizzare  una
  operazione,  chiamiamola di valorizzazione, perché  non  c'è  altra
  soluzione  che  possa portare ad un'entrata di 8  milioni,  se  già
  abbiamo   il  sistema  delle  IPAB  che  è  indebitato  in  termini
  complessivi   Fornisco un dato: su 65 IPAB, soltanto  due  sono  da
  salvare, una è in pareggio e una, addirittura, in attivo. Onorevole
  Mancuso,  le  sembrerà strano, ma 63 IPAB su 65 hanno  il  bilancio
  pieno  di debiti. Allora, assessore Armao, lei si è trasformato  in
  Mandrake,  ne sono sicuro, perché è riuscito a trovare, per  magia,
  anche in questo caso, entrate rispetto a debiti certi accumulati.
   Ho  fatto  solo  un  esempio, ma ne potrei fare altri  per  quanto
  riguarda  questa Rubrica. Ripeto, ci troviamo con  il  mondo  delle
  IPAB  che  ha  oltre 50 milioni di debiti già certi e  lei  prevede
  semplicemente 8 milioni di euro di entrate, non si sa da che cosa.
   Ecco  perché,  assessore Armao, quell'articolo 14 andava  discusso
  prima,  perché  le avremmo impedito di proporre degli strafalcioni
  Noi lo facciamo anche per il suo bene, perché lei si renderà conto,
  quando arriveremo a parlare della Finanziaria, che tutta una  serie
  di  introiti  che  ha programmato ed ha scritto per  pareggiare  la
  spesa,  in realtà non ci sono, perché - correlativamente - c'è  una
  passività di pari importo.
   Rispetto  a  quanto detto, anche questa Rubrica soffre  di  quelle
   mele  avvelenate' dell'assessore Armao. Sono curioso di capire  in
  quale  Dipartimento  non  ci sarà la  mela  avvelenata'   Onorevole
  Lenza,  lo dovremo verificare assieme; strada facendo, sicuramente,
  individueremo  quella  che, comunque, è una riserva  indiana  nella
  quale l'assessore Armao non è stato nelle condizioni di entrare.
   Non  voglio  discutere e non voglio togliere altro tempo  prezioso
  sull'Agenzia regionale per l'impiego, perché ritengo che sia meglio
  stendere un velo pietoso per quanto riguarda questo ente e non  per
  le  persone  che  lo  dirigono, ma soprattutto  per  come  è  stata
  utilizzata quest'Agenzia negli anni. Non solo spese e clientele, ma
  soprattutto,  anche  da  un  punto  di  vista  di  redditività,  ci
  ritroviamo  con l'identica situazione prevista dagli altri  enti  e
  società: un'entrata di 750 mila euro misere che non bastano neanche
  a pagare le indennità di posizione di chi le guida.
   Per questo motivo, signor Presidente, sono costretto, mio malgrado
  e  non  avendo  una replica da parte dell'Assessore interessato,  a
  votare  contro  anche  alla previsione di entrata  che  l'assessore
  Armao ha fatto per quanto riguarda questa Rubrica.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente gli  interventi
  dell'onorevole De Luca rappresentano un momento di sintesi di tutta
  la  parte  dell'opposizione, però, chi vuole, con il  consenso  dei
  Gruppi, può aggiungere qualche elemento.
   Volevo fare all'Assemblea un'importante considerazione, secondo il
  mio punto di vista. Il volere riscontrare, nelle Entrate, una serie
  di indicazioni dove nei capitoli viene scritto p.m (per memoria)  -
  sicuramente  la  figura  del  PM anche  in  questa  Amministrazione
  regionale  è  presente, però, non è questo il senso  -  deve  farci
  riflettere.
   Quando nella Rubrica  Energia , ad esempio, ma anche nella Rubrica
   Famiglia   e  nelle  altre  Rubriche,  ci  sono  delle  voci   che
  interessano   la  compartecipazione,  ad  esempio,  di   interventi
  nazionali in cui il volere iscrivere una posta in bilancio  tra  le
  entrate, per quella teoria del moltiplicatore, può rappresentare un
  momento di grande crescita delle entrate, su questo, probabilmente,
  andrebbe fatta una considerazione.
   Se  sulla Rubrica  Famiglia , quando si parla di interventi  e  di
  rapporti  con  lo  Stato, quando si parla di  ipotesi  che  possono
  riguardare accordi di programma-quadro, è lì che l'intervento dello
  Stato  va  a  concretizzarsi se la parte che compete  alla  Regione
  siciliana  viene prevista come un momento di entrata e, allora,  in
  quel caso, l'entrata diventa una possibilità di fare crescere tante
  volte,  secondo  appunto  la teoria del moltiplicatore,  lo  stesso
  importo del capitolo.
   Così come per quanto riguarda la Rubrica dell'Energia, che abbiamo
  già  trattato,  quando  si  parla di   Entrate  per  partecipazione
  istruttoria  per le autorizzazioni rilasciate , signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, indicare per memoria significa che noi  abbiamo
  sancito,  decretato, un blocco totale per l'anno a  venire  su  una
  attività  che  è  quella istruttoria, cioè a dire il  servizio  che
  l'Amministrazione regionale deve rendere per le richieste  relative
  a   servizi  che  passano  dalle  istruttorie  di  pratiche  che  i
  cittadini,  le  società richiedono. Ipotizzare zero, significa  non
  prevedere un momento di intervento nel settore, significa che tutto
  l'anno non istruiremo nessuna pratica.
   Io inviterei l'assessore per l'economia, anche per la sua attività
  di coordinamento, per la sua grande capacità di sintesi, di stimolo
  e  di  raccordo con i vari rami dell'Amministrazione, a specificare
  se  si  intende, attraverso l'indicazione per memoria nella Rubrica
  relativa  ai singoli rami dell'Amministrazione, sancire un  momento
  di letargo permanente della nostra attività.
   Ritengo  che  la Sicilia abbia bisogno di tutt'altro,  non  di  un
  momento  di letargo, di dramma e di confusione considerato che  già
  ne  vive  abbastanza,  ma  di  un  momento  di  programmazione  per
  specificare, invece, in che modo, alla luce di questa attività  che
  i  singoli  rami dell'Amministrazione devono svolgere, la intendono
  svolgere  e  in  che  modo intendono dare risposte  alle  richieste
  dell'utenza.
   Questo  ritengo  sia  un  argomento  importante  su  cui  dobbiamo
  soffermare  la  nostra attenzione e riflettere  perché,  in  questo
  caso, significa che ci stiamo condannando alla mummificazione.
   Ripeto, la Sicilia ha bisogno di tutt'altro

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione le UPB. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole  De  Luca, del Gruppo parlamentare  del  PID  e  del
  Gruppo parlamentare del PDL.
   Si   passa  alla  Amministrazione   Autonomie  locali  e  funzione
  pubblica   -  entrate  correnti  e in  conto  capitale:  dalla  UPB
  7.2.1.4.1. alla UPB 7.3.2.7.2.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una delle
  Amministrazioni  più  delicate sulla quale  io,  nella  Finanziaria
  scorsa  ho già avuto modo di scontrarmi con l'assessore al ramo,  e
  sicuramente  ora c'è l'assessore che tiene i cordoni  della  borsa,
  che  se  non sborsa le differenze sul fondo delle autonomie locali,
  per  quanto  mi  riguarda, non c'è bisogno di fare né  Bilancio  né
  Finanziaria; quindi, occorre riportare nella legittima posizione il
  fondo delle autonomie locali dell'anno scorso, nella stessa logica.
  Il  prossimo anno ci sarà la rivoluzione che l'assessore  Armao  ha
  annunciato:   il  federalismo  fiscale  cambia  tutto,   ognuno   è
  responsabile  delle proprie entrate e quindi, da  questo  punto  di
  vista, tutti d'accordo a cambiare storie e vita.
   Però lei, assessore Armao, non può dire ai sindaci, a fine aprile,
  che  fino ad oggi abbiamo scherzato e, a distanza di una settimana,
  si  cambia regime. E questo poi, fondamentalmente, sarà un tema che
  noi  dobbiamo  affrontare quando si tratterà la spesa,  perché  qua
  rientriamo esattamente nella questione che io ho, in più occasioni,
  denunciato a questo Parlamento e, soprattutto, è anche il risultato
  delle battaglie che ho fatto, che abbiamo fatto come siciliani,  ed
  uso  il  plurale,  ed alcune cose siamo riusciti,  quanto  meno,  a
  correggerle in termini di norma.
   Quando  noi facciamo riferimento sempre alla ricognizione che  era
  prevista  dall'articolo 14, lo facciamo perché non è possibile  che
  tutto  cambi in funzione della sensibilità dell'assessore  o  degli
  assessori  che  ricoprono  questo  ruolo.  Assessore  Piraino,  per
  esempio lei non doveva ricoprire questo ruolo, non me ne voglia, ma
  al  suo posto avrei visto l'assessore Chinnici, che noi rispettiamo
  e   che   essendo,   essendo  donna,  sarebbe  stata   più   adatta
  all'Assessorato  della  famiglia, mentre lei,  per  la  sua  storia
  personale  e  per la sensibilità che ha sempre dimostrato,  l'avrei
  visto   invece  all'Assessorato  delle  autonomie  locali.  Perché,
  assessore Piraino, lei si trova nel posto sbagliato?
   Questo  è il grande interrogativo che ci siamo posti tutti  quanti
  e,  comunque, i risultati negativi li troviamo, perché  l'assessore
  Chinnici che, oltre che competente, è una persona troppo perbene da
  questo  punto  di vista ha ingoiato più mele marce,  rispetto  agli
  altri  colleghi  assessori, e avvelenate predisposte dall'assessore
  Armao.  E  lei,  assessore Armao, rispetto al gentil sesso,  doveva
  quanto meno garantire un trattamento diverso.
   Lei  ha  tentato, nel novembre scorso, di massacrare le  autonomie
  locali;  mi  ricordo che già aveva predisposto  un  taglio  di  450
  milioni  di euro con l'articolo 45, dove c'era il trucco del  fondo
  degli investimenti che comunque non si realizzava mai, perché tanto
  era  un frutto derivante da svendite presunte di beni immobili.  Si
  ricorda, assessore Piraino? Noi lo abbiamo chiamato  il gioco delle
  tre  carte'   Poi,  quanto  meno  rispetto  alle  nostre  prese  di
  posizione, si è corretto il tiro.
   Assessore Piraino, lei sa che questo non è sufficiente,  perché  a
  noi non basta che alle autonomie locali e ai comuni venga destinato
  l'importo di 750 milioni di euro, rispetto ai 920 da cui si partiva
  e,  comunque,  non siamo neanche d'accordo che all'ultimo  anno  si
  tocchi la logica delle riserve, a prescindere dalla paternità.  Lei
  sa  bene  che  ormai  la  riserva è  entrata  nella  logica  di  un
  trasferimento  ordinario  per  i  comuni,  quindi,  una   eventuale
  modifica si deve fare in tempo utile, non in corso d'opera, come  è
  ormai  è  la  situazione nel 2011. E si comprende  che  l'assessore
  Armao,  forse  aspirerà a fare il sindaco di  Palermo,  ma  non  ha
  esperienza amministrativa.
   Mi  dispiace,  ma lo devo dire assessore Armao, se  lei  ha  fatto
  l'amministratore, lo ha fatto male, perché non si rende  conto  che
  in  aprile  non  si possono cambiare le regole delle entrate  delle
  autonomie  locali.  Ecco perché credo che lei,  purtroppo,  non  ha
  esperienza  o  se l'ha fatta, l'ha fatta in una struttura  che  non
  aveva  da  questo punto di vista i canoni e le caratteristiche  per
  farle comprendere come funziona un bilancio degli enti locali.
   Rispetto a questo e rispetto alla stessa impostazione che troviamo
  nelle  entrate, sono costretto - mio malgrado - signor  Presidente,
  non  me  ne  voglia,  anche  per quanto  riguarda  questa  Rubrica,
  nonostante l'autorevolezza dell'Assessore, ad esprimere il mio voto
  contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione le UPB. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole  De  Luca, del Gruppo parlamentare  del  PDL  e  del
  Gruppo parlamentare del PID.
   Si  passa  alla  Amministrazione   Infrastrutture  e  mobilità'  -
  entrate  correnti  e in conto capitale: dall'UPB 8.2.1.4.1  all'UPB
  8.3.1.4.2.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questa Rubrica
  c'è  da  fare  una  analisi  un  po'  più  delicata,  perché  forse
  l'assessore   Armao   ha  avuto  un  po'  di   timidezza   rispetto
  all'autorevolezza dell'assessore Russo.
   Signor  Presidente, la prego di tutelare una condizione ambientale
  sana  per potere intervenire, io ho bisogno di concentrazione e  ci
  sono dei colleghi che mi distraggono.
   Stavo dicendo che la situazione, per quanto riguarda le entrate in
  questo  Dipartimento  è  diversa  rispetto  a  quelle  delle  altre
  Rubriche.  L'assessore Russo è stato trattato malissimo, perché  ci
  sono  solo  112  mila  euro  di entrate, che  derivano  da  piccole
  posizioni di vendita. Anzi, assessore, ho sbagliato gli zeri,  sono
  112  milioni. E allora, ci troviamo con la stessa situazione  delle
  Rubriche precedenti, anzi, rispetto all'importo ci troviamo con una
  previsione più consistente.
   Non so se in questo caso l'assessore Armao ha previsto di vendersi
  le  autostrade  siciliane, considerato che la  prima  previsione  è
  quella  di  vendita  di beni di aziende a partecipazione  regionale
  dove  si  prevede  un  introito  di 27  milioni  di  euro,  avevamo
  sbagliato  l'indicazione.  Rispetto  a  questo,  ed  è  anche   una
  previsione   corretta  dalla  Commissione  Bilancio,  tra   l'altro
  corretta  in  modo  consistente,  perché  sono  stati  tolti  -   e
  francamente non ne capisco la motivazione - dieci milioni  di  euro
  che, rispetto ad una previsione di 27 milioni di euro, mi sembra un
  po' tanto
   Credo  che  ci  sia  un  errore di base.  Mi  chiedo  come  possa,
  assessore Armao, essersi sbagliato di 10 milioni di euro, perché se
  fossero  stati 10 milioni su un miliardo lo avremmo potuto  capire;
  però, lei in questo caso ha portato in Commissione Bilancio la  sua
  previsione  che era di 27 milioni, dopo di che,  sempre  in  quella
  sede, la sua previsione è stata corretta in 10 milioni di euro, con
  un risultato finale che ammonta a 17 milioni di euro.
   Anche  qua  una  piccola  mela avvelenata per  l'assessore  Russo,
  perché  si  tratta  pure di una vendita sulla  quale  tutti  quanti
  abbiamo forti dubbi, e non c'è bisogno che io ripeto quello che  ho
  detto per quanto riguarda le rubriche precedenti perchè credo  che,
  ormai,  l'assessore Armao abbia immagazzinato le sagge  motivazioni
  che io ho avuto modo di esprimere.
   E   qua,  rispetto  anche  alle  entrate,  quello  che  suggerisco
  all'assessore Russo è di fare una ricognizione, perché  mi  risulta
  che ci sono risorse, fondi ex Gescal, per circa 600 milioni di euro
  non  ancora spesi e che non sono in Bilancio. Quindi, e mi  rivolgo
  ai  miei  colleghi,  potete andare anche a discuterne  in  fase  di
  trattativa.  Tanto  è  vero quello che dico,  che  l'assessore,  se
  vorrà,  potrà  replicare, già ha comunque cominciato a  programmare
  una parte di queste risorse.
   E  la domanda, caro onorevole Speziale, sorge spontanea: dove sono
  queste  risorse rappresentate? Non lo sappiamo  Sono uno dei  tanti
  misteri  che durante questo percorso di analisi del bilancio  della
  Regione siciliana quanto meno individueremo, dopo di che chiameremo
  i  titolari, anzi i depositari di questi misteri,e chiederemo  loro
  dove  sono, quanti sono e come mai queste risorse non sono  esposte
  in questi documenti finanziari. Onorevole Formica, non so se lei ne
  fosse a conoscenza: 600 milioni
   Cosa  si  può  fare  con questi 600 milioni di  euro?  Si  possono
  ristrutturare chiese, si possono fare alloggi a canone sostenibile,
  si  possono  anche riqualificare i centri storici,  soprattutto  le
  zone  annesse alle case popolari - allora fu l'assessore  Lo  Monte
  che trovò questo escamotage - o comunque a case realizzate a canone
  sostenibile.
   Questo  è  un  elemento di trattativa seria e il  destinatario  di
  questo   ragionamento  è  l'assessore  Russo  che  invito   a   non
  sottovalutare  l'argomento   se da parte  mia  non  vuole  un  voto
  negativo,  anche  per una questione di trasparenza,  perché  questi
  soldi non risultano da nessuna parte ma noi sappiamo che ci sono.
   Rispetto a questo, invito l'assessore a riferire all'Aula in  modo
  tale che ci sia anche un elemento di riflessione più serio rispetto
  a  quelli  che finora aleggiano fra queste mura e, soprattutto,  ci
  spieghi  perché non risultano comunque queste risorse nei documenti
  finanziari.
   Lei mi dirà che saranno nei residui, ma io le rispondo che non  li
  abbiamo visti nei residui.
   Da  qualche parte ci sono queste risorse e desideriamo che proprio
  per un principio di trasparenza, anche di esaustività del bilancio,
  queste   risorse   non  vengano  gestite  fuori  logica   e   fuori
  ragionamento, ma vengano invece individuate, programmate e,  perché
  no, messe ad un sano confronto con l'intera Assemblea.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole è  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole  De  Luca, del Gruppo parlamentare  del  PDL  e  del
  Gruppo parlamentare del  PID.
   Si   passa   alla   Amministrazione    Istruzione   e   formazione
  professionale   -  entrate correnti e in conto  capitale:  dall'UPB
  9.2.1.4.1 alla UPB 9.2.2.6.2.

   DE LUCA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  Centorrino,  lei  è  stato svestito da qualunque  entrata  (sa  che
  l'onorevole  De  Luca  si sveste pure nei Palazzi ),  lei  è  stato
  materialmente svestito: non ha niente  Lei è un messinese come me e
  da  questo punto di vista vorrei che quanto meno  tenesse  alta  la
  bandiera  di  Messina: non si faccia irretire  dal  buon  assessore
  Armao
   Rispetto  alle  somme che le sono state poste, ci  sono  solo  246
  milioni  di  euro  che derivano però da trasferimenti  di  capitali
  dall'Unione  europea  e  relativi cofinanziamenti  statali.  Questa
  entrata  sembra strana e, infatti, avevo chiesto su quale  capitolo
  di  spesa  corrente  si  trovava la Formazione,  perché,  onorevole
  Adamo, ritenevo che la Formazione si trovasse nelle spese correnti,
  non  in quelle di investimento. E invece, per l'Unione Europea,  in
  Sicilia la spesa per la Formazione è la spesa per gli investimenti,
  paragonata  alle strade, alle infrastrutture che mancano,  a  tutto
  ciò che riguarda l'investimento nella nostra terra.
   Non  è  un  dettaglio da poco, quando si considera  una  spesa  in
  termini  di  investimenti è perché si dà un  valore  che  va  oltre
  rispetto alla istantaneità dell'atto e della spesa e si ritiene che
  ci sia un ritorno nel tempo che, effettivamente, incide sullo stato
  economico e sociale di una Regione.
   In  Sicilia  è  così,  effettivamente abbiamo grandi  investimenti
  nella Formazione che stanno cambiando la nostra terra. Questa è  la
  più  grande barzelletta che potevamo raccontare. Qualcuno  ieri  ha
  parlato  di bancomat. Voglio ricordare a me stesso che il 2  aprile
  scorso,   al   Teatro  Politeama,  presente  anche  il   Presidente
  dell'Assemblea,  si  è  parlato  della  classe  politica   che   ha
  utilizzato  la  Sicilia  come  bancomat,  e  lo  ha  detto  proprio
  l'onorevole  De  Luca. Devo mettere il copyright a questo  termine,
  perché  una settimana fa lo ha utilizzato il Presidente Lombardo  e
  ieri - udite bene  - lo ha utilizzato l'onorevole Cracolici, il che
  dimostra che ha seguito i nostri dibattiti televisivi.
   Assessore Centorrino, sulla Formazione siamo effettivamente  nella
  stessa identica posizione: ci ritroviamo, purtroppo, con un settore
  che  è  stato utilizzato come bancomat clientelare della  politica,
  quindi, rispetto a quello che era ed è lo spirito di queste risorse
   investimenti' si è creato, purtroppo, un esercito di persone a cui
  la  politica  non ha avuto la capacità di dare un vero destino,  un
  utilizzo più funzionale, ma non è colpa degli operatori, è colpa di
  chi  comunque  li  ha  reclutati e, soprattutto,  di  quella  regia
  politica  che  non c'è stata, pur sapendo che a monte si  sarebbero
  utilizzate delle risorse destinate ad investimenti.
   Io  ho  dei  dubbi su questa impostazione. Non avevamo bisogno  di
   Cavour'  che venisse in Sicilia a dirci che potevamo utilizzare  i
  fondi extra regionali anche per la legge 24, perché qualcuno lo  ha
  già detto nel 2006, in Commissione Bilancio in questa Assemblea,  e
  sfido chiunque ad andare a guardare gli atti parlamentari, e quello
  fu sempre l'onorevole De Luca.
   A  distanza di quattro anni è venuto  Cavour', Albert, non so come
  si  chiama  questo  direttore generale, che ci ha mandato  Mercedes
  Bresso  e  la prima cosa che ha detto in Sicilia è stata:   Ma  chi
  siti  pazzi   - lo ha detto proprio in siciliano -  ancora fate  la
  formazione con i fondi del bilancio regionale?  Mizzica ' .  Doveva
  venire Cavour per dirci questa cosa
   Il  problema,  però, nasce - e concludo per evitare rimproveri  da
  parte  del  Presidente  dell'Assemblea - perché  è  stata  prevista
  un'entrata, Assessore, solo di fondi extraregionali e non  funziona
  questo tipo di impostazione. Ci vuole qualche cosetta che afferisce
  al  bilancio della Regione perché, comunque, i fondi extraregionali
  deve incrociarli, Assessore, con una parte di fondi regionali. Stia
  attento,  Assessore,  a  quest'altra  mela  avvelenata  che  le  ha
  predisposto il buon assessore Armao. Per questi motivi, Presidente,
  voto contro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione le U.P.B. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono  approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole  De  Luca, del Gruppo parlamentare  del  PID  e  del
  Gruppo parlamentare del PDL.
   Si  passa  alla Amministrazione  Risorse agricole e alimentari   -
  entrate  correnti e in conto capitale: dalla UPB.  10.2.1.4.1  alla
  UPB 10.5.2.7.1.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di  una
  Rubrica  abbastanza  complessa perché prevede tutta  una  serie  di
  entrate,  alcune fasulle, alcune vere, alcune impostate sempre  con
  questa vendita.
   Signor Presidente, abbiamo individuato finalmente come sono  state
  spalmate queste poste. L'assessore Armao sta imparando il mestiere.
  Se  queste  poste  le  avessimo concentrato  in  una  sola  entrata
  avrebbero fatto  scruscio' perché se tutte queste cifre,  che  sono
  state   invece   spalmate   come    mele   avvelenate'   da   parte
  dell'assessore Armao nelle singole Rubriche, le avesse  sommate  si
  sarebbe  ritrovato  un  importo importante. Invece,  ci  ritroviamo
  anche  con piccoli importi spalmati in questa Rubrica. Sono piccoli
  importi  che  sommati fanno un'entità molto importante rispetto  ad
  una  strategia ed evidenzia che l'assessore Armao - da questo punto
  di  vista - sta cominciando ad imparare il mestiere, come un po' si
  truccano le carte soprattutto quelle contabili.
   L'unica  cosa,  infatti,  che  l'Assessore  per  l'agricoltura  ha
  previsto, in termini di importi, è a malapena un milione  di  euro.
  Assessore,  quindi, si può ritenere fortunato perché nelle  entrate
  vere  o  presunte  che  ha, ce n'è una che,  francamente,  è  molto
  modesta rispetto alle altre.
   Credo che lei abbia impaurito il buon assessore Armao.
   Dopo  di che ci ritroviamo con entrate derivanti da altre voci  di
  cui  qualche dubbio ci viene. Quando cominciamo a vedere:   vendita
  di  beni e servizi  e si prevede che lei incassa 207 mila euro, non
  so  cosa  possa vendere come Assessorato, essendo  Agricoltura'  si
  può  parlare  forse di patate, di cipolle, ma che si  ricavino  207
  mila euro, non so a quali servizi si faccia riferimento.
   C'è  anche in questo caso la rendita del demanio, un chiodo  fisso
  dell'assessore  Armao: lo spalma ovunque. Anche qui  ci  ritroviamo
  con un'entrata di  964 mila euro.
   Assessore, non la voglio mettere in imbarazzo perché se le  chiedo
  questi  616  mila euro come entrate diverse cosa siano, francamente
  non   vorrei  che  avessimo  delle  risposte  non  consone  e   non
  all'altezza di questo dibattito.
   Rispetto  a  questo, mi sarei invece aspettato un  altro  tipo  di
  impostazione. Non so se lei è tra i killer, Assessore, dell'ESA. Mi
  dice  di  no;  lei  non vuole uccidere l'ESA   Il  Governo  non  ha
  previsto  l'abrogazione della legge che ha  istituito  l'ESA?   Non
  l'ha  previsto?  L'onorevole De Luca,  invece,   ha  presentato  un
  emendamento  in  tal senso ed al momento opportuno ne  discuteremo.
  Perché?   Assessore Piraino,  voi avete un mondo particolare  delle
  partecipate, delle aziende e degli enti perché l'agricoltura, ed  è
  agricoltura per questo motivo, è uno dei settori più proliferi.
   Ci  sono  oltre cento enti di varia natura - vino, pane  di  casa,
   pane  ca  briscola   e varie cose - che afferiscono,  perch��  ogni
  assessore che è passato da là   na cosa a  nventau . Non so poi lei
  assessore  che traccia lascerà, da questo punto di vista,  cosa  si
  inventerà e, magari, cosa lascerà per i posteri, da questo punto di
  vista.  Ogni  assessore,  però,  na putia sa   nventau ,  assessore
  Piraino  e, quindi, accumulando accumulando, ci troviamo  oggi  con
  varie  cose  Magari, oggi, qualcuno si fa difendere da Lino Leanza,
  tipo  l'Istituto  della vite e del vino, non  so  come  si  chiama.
  Qualche  altro  istituto si fa difendere, non lo  so,  dal  collega
  Fiorenza,  faccio  un  nome  a  caso. Oggi,  certamente,  lei  come
  comincia a toccare, perché lei cosa tocca in queste situazioni?
   Intanto,  ci sono centinaia di assunzioni fatte, e tutte  fatte  a
  chiamata diretta.
   Non  ci  crede,  vero, Assessore? Faccia una  verifica.  Lei  deve
  verificare  quanto  personale è stato preso in  questi  enti  negli
  ultimi  dieci  anni.  E  se sono state assunte  meno  di  300,  400
  persone,  allora,  io ho dati sbagliati  Perché  ho  anche  nomi  e
  cognomi.  Lei guardi dal 2001 in poi: c'è un'impennata tra il  2001
  ed  il  2005,  anche  rispetto alla localizzazione  dei  dipendenti
  assunti per chiamata diretta, poi, le dico anche gli altri dati  se
  vuole, e faccia questa verifica perché la somma è quella.
   Concludo. Perché concludo? Perché lei si ritrova, anche  qua,  con
  un  sistema di zavorre, fatte dagli altri - lei, per carità ,   non
  c'entra  e siamo sicuri che lei non farà questo errore - nel  quale
  ci  sono un sacco di debiti, ma non danno servizi, l'Istituto della
  vite e del vino non vende vino e, quindi, lei entrate non ne ha, di
  tutto questo mondo delle partecipate e degli enti.
   Per  questo motivo, Assessore, non me ne voglia, sono costretto  a
  votare  contro,  anche per quanto riguarda già la previsione  delle
  entrate.   Lei  ha  troppa  zavorra  e  deve  cercare  di  renderla
  produttiva.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione le UPB. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PID, del Gruppo
  parlamentare del PDL e del Gruppo parlamentare Forza del Sud.
   Si  passa alla Amministrazione  Salute  - entrate correnti  ed  in
  conto capitale: dalla UPB 11.2.1.4.1 alla UPB 11.4.1.4.1.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, le posso chiedere una  cortesia?  Su
  questa  Rubrica ho un po' di paura. Se voi consentite, vorrei  fare
  un  intervento  muto. Se il Presidente consente,  i  cinque  minuti
  devono  trascorrere in silenzio perché io ho paura  di  parlare  di
  questo Assessorato.
   Lei,   assessore   Armao,  è  inutile  che   viene   in   soccorso
  dell'assessore Russo.
   Parliamo dell'Assessorato sanità, salute e salubrità.
   Signor Presidente, lei sa a cosa faccio riferimento, gradirei  che
  lei  accettasse un mio intervento muto su questa Rubrica. E' timore
  reverenziale  il  mio  Certo, è reverenziale, da  questo  punto  di
  vista, assolutamente, sì, ho timore reverenziale.
   Quindi,  signor Presidente, se lei consente un intervento muto  lo
  faccio, altrimenti mi sforzerò.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, preferisco ascoltare le sue sensate
  argomentazioni.

   DE LUCA.  Signor Presidente, vedo che lei, non so se ci vuole bene
  o male, ci costringe a parlare anche di questa Rubrica.
   Perché  non  ne  voglio  parlare? Al di  là,  naturalmente,  della
  statura dello statista dell'assessore Russo, che ha tutto il nostro
  rispetto   per  i risultati che non sta conseguendo.  Purtroppo,  è
  questa una questione, sicuramente, da attribuire a vecchi problemi,
  vecchie impostazioni, però, questi risultati non li sta conseguendo
  e  rispetto  a questo ha delle entrate che sono sostanzialmente  un
  terzo, sia in entrata poi che in uscita, delle risorse del bilancio
  regionale.
   Parliamo  di cifre importanti e rispetto a queste cifre importanti
  c'è un problema di fondo.  Assessore Armao, lei  sa che il comma  2
  dell'articolo  14,  la  relazione che è uscita  fuori  rispetto  al
  sistema  sanitario, cioè a tutte  le ASP e quant'altro, espone  una
  situazione passiva al 31 dicembre 2010 di 3 miliardi 980 milioni di
  euro, passiva, e lei sa che ci sono crediti per circa 4 miliardi  e
  100  patrimonio attivo e passivo? Qual è il problema? Che i  debiti
  sono  nei  confronti di terzi, i crediti sono nei  confronti  della
  Regione  siciliana.  C'è un piccolo dettaglio,  assessore  Piraino,
  però,  perché questi soldi in bilancio non ci sono, nel  senso  che
  questo è una piccola parte di quel buco di cui parliamo, dei cinque
  miliardi circa.
   Quando io vi dico, cari miei, che siamo al dissesto finanziario  è
  inutile,  assessore  Armao, che lei con il suo aplomb  anglosassone
  cerca  di  mi si annaca  come dite a Palermo, è inutile che si   mi
  si  annaca ,  perché qua, purtroppo, il dato è  chiaro.  Lei  vuole
  posticipare  ad  ottobre l'operazione di trasparenza  che  riguarda
  molto la sanità. Anzi, il 50 per cento di questa vicenda è riferito
  alla  sanità e questo sarebbe un dibattito interessante. Mi rivolgo
  a  lei, onorevole Bufardeci, che è un autorevole capogruppo, perché
  non  cominciamo a fare un ragionamento, lo trasformiamo poi in  una
  mozione,  vediamo in che cosa e cominciamo a chiedere all'assessore
  Russo, visto che sono tre anni che è la, questa massa di debiti che
   ad  entrare e ad uscire' ha un importo comunque di circa  poi  tra
  crediti  veri, patrimonio vero e il differenziale di  debiti  verso
  terzi di circa 2 miliardi?
   Io  sono  sicuro  che  c'è  un  buco di  due  miliardi  che  viene
  mascherato, in che modo? Scopriamo l'acqua calda  Perché si  pagano
  in  ritardo i fornitori, secondo voi, a distanza di 6 mesi, 7 mesi,
  i  soggetti  convenzionati? Onorevole Beninati, lei ci  ha  pensato
  perché?  Perché c'è un buco mascherato, e questo buco mascherato  è
  come  il  gioco  della quarta rata delle trimestralità  degli  enti
  locali, vero Piraino? La spostiamo a febbraio, la spostiamo solo in
  termini  di  cassa  quando poi sappiamo che  un  quarto  di  quella
  risorsa  è un altro buco di 250 milioni circa, è un altro buco  che
  c'è. Quando ne vorremo parlare, noi ne parleremo.
   Qua  è la stessa identica situazione. C'è una vicenda che ci porta
  a  stare  in  silenzio rispetto alla gravità della  situazione,  ma
  rispetto  anche alla mancanza di sensibilità che l'assessore  Russo
  ha  manifestato  rispetto  a  questi  eventi  manifestandone  altra
  rispetto ad altri tipi di ragionamenti.
   Per  questi  motivi, Presidente dell'Assemblea, non me ne  voglia,
  sono costretto a votare contro.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione le UPB. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PID, del Gruppo
  parlamentare del PDL e del Gruppo parlamentare di Forza del Sud.
   Si  passa  alla Amministrazione  Territorio e ambiente  -  entrate
  correnti  e  in  conto  capitale: dalla UPB  12.2.1.2.1.  alla  UPB
  12.4.2.6.1.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  posso  non
  approfittare  della  presenza dell'Assessore per  il  territorio  e
  ambiente  che  -  mi auguro -  questa volta, rispetto  agli  altri,
  possa  essere  sollecitato dalle mie riflessioni e  di  conseguenza
  possa  anche  da  questo  punto di vista  intervenire  e  darmi  la
  possibilità  di replicare. Quindi, io glielo chiedo, Assessore,  in
  modo  tale che io posso parlare altri cinque minuti, altrimenti  il
  Presidente dell'Assemblea non ce lo consente.
   In  modo  particolare,  faccio riferimento  ai  proventi  speciali
  erariali che sono qua quantificati a malapena in 7 milioni e  mezzo
  di  euro. Dopo di che entriamo anche qua nelle mele avvelenate  che
  ha  predisposto  il  buon  Armao.  Anche  per  l'Assessore  per  il
  territorio lei ha pensato bene.
   Lei  ha  sparso bene per evitare che poi questa cifra fosse troppo
  visibile   rispetto  alla  sommatoria  di  questo   spezzettamento;
  comincia  a  mettere  anche qua 4 milioni 360 mila  euro  derivanti
  dalla  vendita di beni e servizi, dopo di che ci mette 8 milioni  e
  mezzo   di   rendite  patrimoniali  e  proventi  del   demanio   e,
  naturalmente, tutto questa va ripetuto per quanto riguarda le altre
  rubriche  e  ci  ritroviamo con una ulteriore  previsione  che,  da
  questo   punto  di  vista,  non  riesce  a  garantire  funzionalità
  all'Assessorato.
   Allora, andiamo al dunque. Assessore per il territorio, non  pensa
  che si dovrebbe cambiare la logica dell'utilizzo del patrimonio che
  lei  gestisce,  la  logica della gestione, mi  vuole  spiegare  che
  interesse  ha  a  ricevere  l'imprenditore  che  vuol  creare   uno
  stabilimento  balneare  che lo fa nell'anno,  che  interesse  ha  a
  riceverlo  ogni  anno  con il  viaggio della  speranza   per  avere
  sollecitata l'autorizzazione, la concessione e quant'altro?
   Assessore  Piraino, se noi la gestione, prima di pensare  ai  mega
  progetti  di affidamento a terzi, qua si fa la grande gara europea,
  verrà  qualcuno  e  si  prenderà la gestione delle  cose  serie  e,
  invece,  di quelle meno serie, come ad esempio la riserva  naturale
  di   Fiumedinisi Monte Scuderi  il mio comune, dove  sono  sindaco,
  poca seria, perché? Perché non ha la stessa redditività  che ha  il
  sistema delle coste  Sotto questo profilo lei deve stare attento
   Avete  previsto  delle  entrate e  una  strategia,  che  ci  avete
  propinato in finanziaria, per fare una grande gara di gestione  del
  patrimonio. Va bene
   Però,  andando  al  dunque,  signor Assessore  -  e  qua  potrebbe
  modificare anche la sua posizione delle entrate in modo più serio e
  più  corposo - se noi immaginiamo di affidare la gestione agli enti
  locali  dove ricadono questi beni, non parliamo di proprietà perché
  comunque è patrimonio, è demanio regionale, non voglio ora  entrare
  nelle grandi disquisizioni se è disponibile, se è indisponile,  non
  ce  ne  frega  niente,   perché lei, che è un grande  giurista,  mi
  insegna  che  la  gestione può essere assegnata  a  un  altro  ente
  pubblico, in questo caso lo diamo ai comuni.
   Lei  pensi  che  tipo di attività, di proselitismo  riusciremmo  a
  creare a livello locale per quanto riguarda la creazione di piccole
  imprese  balneari, dell'ambiente e quanto altro, se l'interlocutore
  fosse  il  comune  Cioè se potessero venire direttamente  da  me  a
  chiedere la gestione di questo bosco rispetto a quell'altro.  E  il
  rapporto andrebbe su entrate vere, e non fasulle come quelle che le
  hanno  segnato  qua   Perché  con il comune,  mi  stava  suggerendo
  l'assessore  Piraino,  l'entrata è certa in quanto  la  compensiamo
  comunque  con  una parte del fondo per le autonomie  locali,  e  al
  posto di dare 100 al comune, se io gli ho assegnato la gestione  di
  quei  beni  demaniali, si fa l'accordo e mi trattengo  la  relativa
  cifra. Quindi, abbiamo entrate automatiche, vere, assessore Piraino
  e  abbiamo rivoluzionato questa regione centralista, perché proprio
  nella  gestione dei beni si vede quanto è centralista, perché  vive
  con  la  logica di rendere schiavo il bagnino di Nizza di  Sicilia,
  perché non ha la capacità di  volare alto .
   Allora,   Assessore,  proponga  una  strategia  del   genere   che
  sicuramente  ci mette anche in condizione, sotto il  profilo  delle
  entrate, di averne di più e quantitativamente vere e certe e avremo
  avviato  quella rivoluzione, che è rimasta un aborto, quella  della
  legge  numero  10 del 2000, partendo solo dalla gestione  dei  beni
  demaniali della Regione siciliana. Siccome lei questa strategia non
  l'ha  proposta  -  mi  auguro che ora lei la  proponga  -  io  devo
  sospendere il mio giudizio.
   Se  lei  non  la propone mi costringe a votare contro  e,  quindi,
  rispetto  a  questo impianto, a questa previsione di  entrata,  mio
  malgrado,  nonostante la simpatia che ho per lei, sono costretto  a
  votare contro.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione le UPB. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PDL, del Gruppo
  parlamentare del PID e del Gruppo parlamentare di Forza del Sud.
     Si  passa  alla Amministrazione  Turismo, sport e spettacolo   -
  entrate  correnti e in conto capitale - dalla UPB 13.2.1.4.1.  alla
  UPB 13.2.2.6.1.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.  Assessore  Tranchida,  le  manifesto  la  mia   totale
  solidarietà:  a  lei  non  sono  rimaste  neanche  le  risorse  per
  comprarsi le braghe di tela, perché qua l'assessore Armao  per  lei
  ha previsto zero  Lei non produce nulla
   E' possibile che l'assessore Tranchida non produca nulla ed è solo
  un  costo per la Regione? Assessore Armao, io credo che lei l'abbia
  fatto  apposta, siccome sa che è messinese come me, allora, lei  da
  questo  punto di vista ci voleva mettere alla gogna. C'è  riuscito
  E'   l'unico   Assessorato,  sono  andato  a  guardare,   Onorevole
  Cracolici,  lei che è uno bravo con i conti e che è l'assessore  al
  bilancio   ombra  - non lo sapevate e ora ve lo dico - è colui  che
  con  il  presidente  ombra  Lino Leanza, hanno impostato  parte  di
  questo  disegno di bilancio e finanziario. Poi diremo,  durante  il
  corso  della  spiegazione di questo viaggio,  chi  sono  gli  altri
  assessori ombra.
   Assessore Tranchida, io le voglio solo sottoporre due aspetti che,
  credo,  se  li  gestisse  in modo obiettivo,  forse,  provocherebbe
  entrate, oltre che un apprezzamento maggiore.
   Io  ho  presentato l'abrogazione di quella legge  che  prevede  la
  stupida  distinzione tra comuni turistici e altri.  Perché?  Perché
  lei ha fatto, ultimamente, una classificazione di cui parleremo  in
  questa   Finanziaria   fino   alla   noia.   Lei   ha   fatto   una
  riclassificazione che non ha tenuto conto della storia,  dei  posti
  letto, della vocazione turistica attuale e potenziale dei comuni  a
  vocazione turistica. Mi si dirà: ma questo non serve a nulla  Non è
  vero,  perché, secondo alcune logiche, questa classificazione serve
  per  avere  premialità  in  alcuni  punteggi  e  parlo  di  risorse
  destinate  ai  privati e, soprattutto, può e sarà utilizzata  anche
  per  quanto riguarda la programmazione negoziata e la destinazione,
  come premialità di alcuni finanziamenti ai comuni.
   Ciò  significa che con la semplice leva dei comuni turistici,  con
  la   semplice  classificazione,  l'assessore  Tranchida  uccide   o
  promuove  una comunità. Questo non è possibile, ma non  perché  lui
  reagisce male in quanto l'assessore Armao gli ha fatto fare  questa
  figura   prevedendo   zero,   come   produzione   dell'assessorato.
  Assolutamente  no, perché lo stesso ragionamento lo potremmo  anche
  cominciare  a  fare,  assessore,   per  una  gestione  diversa  del
  circuito del mito.
   Tanti di voi sanno cosa è il circuito del mito. Io non lo so.  Voi
  immaginate se il circuito del mito, al posto di diventare un  mito,
  fosse  gestito  in termini diversi e, quindi, lo dico all'assessore
  ombra  Cracolici,  lo  utilizzeremmo con una  compartecipazione  da
  parte  dei comuni, perché lo diamo in termini obiettivi, perché  io
  non  so  come  funziona il meccanismo. Non so come si scelgono  gli
  spettacoli  di questo circuito del mito, forse l'onorevole  Mancuso
  lo sa, io no; non ho idea.
   So,  però,  che vengono assegnati spettacoli a imprenditori  dello
  spettacolo.
   Ci   sono   due   aspetti  che  riguardano  l'assegnazione   degli
  spettacoli,  assessore ombra, e alla destinazione degli  spettacoli
  stessi.  Un bando che riguarda questo tema non l'ho mai visto,  non
  so  se  voi  lo  avete visto. Se ci fosse anche qua  una  strategia
  diversa, credo che lei troverebbe la disponibilità di tanti  comuni
  a compartecipare nell'utilizzo di questi spettacoli e avrebbe delle
  entrate,  assessore Tranchida. Non si presenterebbe così, povero  e
  pazzo, a questa Assemblea.
   Rispetto  ad  una previsione di entrate zero, se lei  comincia  ad
  utilizzare in termini diversi gli strumenti che ha e, naturalmente,
  questo è anche un modo per dirle che è arrivato il momento che lei,
  assessore, una riflessione del genere la cominci a fare.
   Lei  è  nuovo  e  non  deve  commettere  gli  errori  degli  altri
  assessori,  soprattutto  è di Messina e  noi  ci  teniamo  affinché
  alcuni  strumenti di cui lei ha la titolarità diretta, la  gestione
  diretta e che sono già due semplici  esempi che le ho fornito,  non
  vengano tradotti, come è stato in passato, con una valutazione  che
  non   è  oggettiva  e  che,  probabilmente,  è  basata  su  logiche
  completamente diverse.
   Per  questi  motivi sono costretto, nonostante siamo della  stessa
  città,   signor   Presidente  dell'Assemblea,  a   votare   contro.
  Probabilmente  il  prossimo anno - l'assessore Tranchida  ha  preso
  appunti  - si presenterà all'Assemblea con un'altre impostazione  e
  io voterò a favore.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per aprire un'interlocuzione con l'assessore Tranchida che, qualche
  settimana  fa, ho visto protagonista di una visita in un comune  in
  provincia  di Catania - assessore, non so se ricorda il  comune  di
  Adrano   -  dove ha detto tante belle cose. Deve sapere che  quella
  città  la conosco bene, conosco anche chi abita in quella  città  e
  quando ascolta un assessore regionale crede alle cose che dice. Lei
  ha  detto tante belle cose che io, ad oggi, non ho registrato nella
  previsione  soprattutto di spesa del suo assessorato  verso  quella
  città.
   Quindi,  le rappresento con grande serietà che per quanto riguarda
  le  Entrate di questa Rubrica, a differenza di ciò che farà il  mio
  Gruppo,  voterò  favorevolmente affinché lei possa pensare  da  qui
  alla  parte che riguarda la spesa - non chiamiamole promesse perché
  lei  è  un  assessore tecnico, non è come noi politici, lei  è  una
  persona  più  seria  di  noi  rispetto  agli  atteggiamenti  con  i
  cittadini (questo è quello che penso io) - a tutte le cose  che  ha
  detto, che sono tante, sono veramente tante.
   Siccome devo portare risposta a quel territorio, alle persone  che
  l'hanno  ascoltata  e che, naturalmente, non possiamo  prendere  in
  giro, chiederò di parlare dopo quando si parlerà della spesa, se il
  suo  emendamento  sarà fatto in modo puntuale nei  confronti  delle
  cose  che  ha  detto e che dovrà fare. Pertanto, signor  Presidente
  dichiaro,  quindi, al di là di ciò che farà il mio Gruppo,  il  mio
  voto favorevole su questa Rubrica proprio per dare un peso politico
  a  quelle cose dette dall'assessore Tranchida qualche settimana  fa
  e,  poi,  nella  Rubrica della spesa, vedrò se potrò confermare  lo
  stesso voto.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione le UPB. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Preciso   che   sono  state  approvate  con  il   voto   contrario
  dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PDL, del Gruppo
  parlamentare  del PID e del Gruppo parlamentare di Forza del Sud.
   Pongo  in  votazione l'intera  Tabella A. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo   in   votazione   l'articolo   1   (stato   di   previsione
  dell'entrata),    fatte    salve    le    modifiche     conseguenti
  all'approvazione  della legge Finanziaria. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  perché  nel corso dell'esame di  alcune  rubriche  non
  siamo  stati presenti e, quindi, soltanto in una fase successiva  è
  stata  ricordata  la posizione di Forza del Sud  con  il  suo  voto
  contrario.
   Colgo  l'occasione  non soltanto per confermare  questa  posizione
  senza  fare ostruzionismi particolari, cercando sempre il confronto
  e  il  dialogo, ma voglio anche, con questo stesso spirito di ferma
  opposizione ma con questo stile, fare una considerazione  che  -  a
  mio  avviso - è alla base del voto contrario di Forza del  Sud  per
  quanto riguarda, in modo particolare, le entrate previste da  parte
  del Governo regionale.
   Questa Assemblea per molte ore, potremmo dire per molti giorni, si
  è riunita, si è incontrata per discutere della famosa tabella H, di
  quella  che  era  la  tabella H. La tabella H,  dovrebbe  ricordare
  l'Assemblea,  vale complessivamente circa 40 milioni.  Il  bilancio
  della Regione, come voi sapete, vale diversi e diversi miliardi. Il
  fatto che ci si sia accapigliati per questo non rende merito, a mio
  avviso,  ad uno dei problemi veri e gravi, viceversa, dell'attività
  che  il  Governo avrebbe dovuto fare per quanto riguarda  l'aumento
  delle   entrate.  Anche  perché  io  sono  convintissimo  che   una
  operazione  di  bilancio  non  si può  fare  sempre  pensando  alle
  riduzioni, ai tagli.
   Ormai,  per molti versi, c'è poco da tagliare, come nel  caso  per
  esempio  dell'assessore Tranchida, c'è zero da tagliare  per  molti
  versi, c'è veramente una situazione insostenibile.
   Quindi,  non  capisco  bene a volte come si  possa  proseguire  in
  un'operazione  che,  a  mio avviso, diventa cieca,  diventa  folle,
  diventa  ingiustificabile  come quella di  continuare  a  ricercare
  tagli.
   Per  carità,  ancora rivoli di sprechi e, in alcuni casi,  magari,
  tracimazione  di dighe, di sprechi ce ne possono anche  essere;  ma
  sicuramente  sono  ben  poca cosa rispetto ad  una  politica  delle
  entrate  che  dovrebbe essere vocata allo sviluppo  e  alla  spesa,
  intendendo  per  spesa, ovviamente, innanzitutto la  spesa  che  in
  questa  fase  del  Governo regionale, in  questa  fase  della  vita
  complessiva   della   nostra  regione  è   possibile.   Noi   siamo
  assolutamente indietro con la spesa comunitaria.
   Non  vi  è rubrica dove non siamo in un arretrato mostruoso,  dove
  non  siamo profondamente indietro. In alcuni casi, anche per  avere
  svolto alcune attività di assessore in vari rami, conosco lo  stato
  e  riconosco anche le condizioni che ho a volte lasciato in  alcune
  misure.
   Purtroppo,  però, devo riscontrare in alcuni casi, a  distanza  di
  molto  tempo,  che  grandi miglioramenti nonostante,  per  esempio,
  nelle  attività produttive lasciammo già nel dicembre del 2009  270
  milioni di bandi comunitari, siamo profondamente indietro.
   Credo  che l'attività che dovrebbe essere svolta sia quella  della
  intrapresa  della  spesa comunitaria. Ancora  parliamo  del  famoso
  giochino  dei FAS e ci rimpalliamo la responsabilità,  del  Governo
  nazionale  che  dice:  Non te li do, perché tu  hai  ancora  i  FAS
  2000/2006 .  Il  Governo regionale che cerca di  giustificarsi  per
  alcune  voci:   No,  guarda  che l'APQ dei  trasporti  è  colpa  di
  Moretti;  no, guarda che  per quello delle autostrade  è  colpa  di
  Ciucci , e in questo rimpallo siamo allo sviluppo zero, siamo  alle
  spese che non ci sono.
   Se,  però, tutto questo già è un fatto non grave, gravissimo, qual
  è  quello - ribadisco - del grandissimo rischio di perdere  finanza
  comunitaria, di non avere ancora speso tante risorse dei fondi  FAS
  2000/2006  e  di avere tenuto, sostanzialmente, ferme molte  APQ  a
  oggi,  io  credo che il dato ancora più importante sia  quello  che
  questa  è una regione che ancora, a distanza di anni - e questo  lo
  posso  dire  con molta serenità perché anche quando ero  seduto  in
  quei  banchi,  e  il Presidente Lombardo sa e non può  non  darmene
  atto,  mi  sono  battuto e ad ogni riunione  di  Giunta  dicevo  al
  Presidente  Lombardo che il problema non era quello di cui  stavamo
  trattando,  in  quanto noi non saremmo stati ricordati  per  questo
  commissariamento,  per questa nomina, bensì  se  avessimo  speso  i
  soldi,  se  avessimo  messo in moto l'economia ovvero  se  avessimo
  avuto  la  capacità  di  attrarre  qualcuno  che  vuole  venire  ad
  investire.
   Questo  è  ancora il Governo che, a distanza di anni,  per  quanto
  riguarda,  per  esempio, un piccolo investimento,  800  milioni  di
  euro,  riguardante  la  mia  provincia,  investimento  privato,  il
  rigassificatore  è  ancora  al  rimpallo,  al  ritardo,  con  tanti
  impegni, con tante chiacchiere
   Siamo  ancora  fermi  e  quegli  800  milioni,  per  esempio,  per
  l'investimento del rigassificatore non servono soltanto  a  questo:
  servono   all'occupazione,  servono   al   rilancio,   servono   al
  mantenimento   dell'attuale   stato   occupazionale   della    zona
  industriale, alla vita interna alla zona industriale.
   Credo,  perciò,  che  il bilancio vada bocciato,  meriti  il  voto
  contrario  di  Forza del Sud, non soltanto per le  ragioni  che  il
  collega  De  Luca  ed  altri hanno espresso,  ma  perché  manca  la
  espressione vera di un'azione volta alla spesa, all'investimento  e
  quindi all'occupazione ed allo sviluppo, perché la vera entrata  il
  Governo  della  Regione non la farà mai tagliando  qualche  cosa  -
  ribadisco - quando ormai da tagliare vi è molto poco, ma la farà se
  metterà in moto l'economia, se incasserà l'IRAP, se incasserà tutto
  quello  che  gira attorno allo sviluppo e, quindi, all'occupazione,
  se  la  gente ha un lavoro e può spendere; altrimenti, che  entrate
  deve  avere   Se l'entrata pensa di poterla maturare continuando  a
  tagliare ma non investendo quello che ha, non spendendo quello  che
  ha e respingendo chi vorrebbe investire e credo che il bilancio non
  può  che  avere  - le follie addirittura di politiche  fondamentali
  come quella del turismo per la nostra regione - la posta zero.
   Ecco perché il mio voto è contrario.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                    Stato di previsione della spesa

   1.  Sono  autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese  della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2011, in conformità  dello
  stato  di  previsione  della  spesa  annesso  alla  presente  legge
  (tabella B)».

   La  discussione  del  suddetto articolo si  sospende  per  passare
  all'esame  della  tabella B - stato di previsione della  spesa  del
  bilancio annuale.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  evidenziare un aspetto che è stato sempre sottovalutato  in  questa
  Assemblea  e  che  riguarda proprio il modo di  procedere  rispetto
  all'approvazione dei documenti finanziari.
   Credo  che tutti quanti sappiano che questo bilancio (parliamo  di
  questo,  ma  potremmo parlare di tutti quei bilanci  riferiti  agli
  ultimi anni) si tiene in piedi con una posta che non è votata.
   Ecco  perché,  signor Presidente dell'Assemblea, desidero  che  su
  questo aspetto si faccia la riflessione del caso perché non è posta
  in votazione o meglio non è posta in termini di analisi specifica e
  di  valutazione  e  di approvazione specifica, nonostante  valga  9
  miliardi euro
   Assessore Armao, lei ha capito a cosa mi riferisco: l'entrata  più
  importante  della Regione siciliana. Trattasi in questa previsione,
  signor Presidente dell'Assemblea - credo che neanche lei lo sapesse
  perché  mai  si è parlato di questo argomento - sono esattamente  9
  miliardi e 265.599.
   Questa  è  l'entrata  più consistente del bilancio  della  Regione
  siciliana:  si chiama avanzo finanziario che è fuori  da  tutte  le
  rubriche, quindi nessuno lo discute e c'è un motivo.
   Il  motivo  è  semplice:  se fosse inserito  in  qualche  rubrica,
  naturalmente  -  soprattutto  in Commissione  Bilancio  -  potremmo
  iniziare  a  capire  i riferimenti a quali fondi sono.  Soprattutto
  perché  9 miliardi - questa è la stima, attenzione  - sono riferiti
  a fondi non regionali.
   Non c'entrano niente i fondi europei, questa è un'altra storia  di
  cui   questo  Parlamento  si  doveva  occupare,  signor  Presidente
  dell'Assemblea.
   Lei si ricorderà la maratona dell'anno scorso che prevedeva, nella
  trattativa  che  ho  fatto in Assemblea,  anche  l'articolo  13.  E
  rispetto all'articolo 13 che prevedeva la ricognizione dei  residui
  attivi e passivi, al fine di renderci conto, assessore Piraino,  se
  questa  Regione si basa su entrate vere, presunte oppure,  in  base
  all'assessore  per  il bilancio di turno, corrette  in  funzione  a
  cosa?  Alla  spesa.  Perché  noi  dobbiamo  renderci  conto,   cari
  colleghi, che il bilancio della Regione non si fa in funzione delle
  entrate  ma  in  funzione  della spesa: quanto  dobbiamo  spendere?
  Quanto   è  la  trattativa?  L'asticella,  ogni  anno,  va   sempre
  alzandosi:   27.5,   27.3,   eccetera,   dopodiché   si    aggiusta
  definitivamente l'avanzo finanziario che copre, naturalmente, spese
  certe. L'avanzo finanziario, signor Presidente dell'Assemblea - lei
  dovrebbe essere molto interessato a questo argomento - è una  parte
  effettiva delle entrate, cioè entrate presunte, spese certe.
     Questo è un tema che va affrontato in termini definitivi, signor
  Presidente dell'Assemblea.
   Anzi,  dalla sua benevolenza, potremmo anche fare mezz'ora, io  ho
  un  faldone che riguarda solo i residui attivi e passivi.  Uno  dei
  cinque faldoni fa riferimento ai residui attivi e passivi.
   L'assessore  Armao,  che  è preparatissimo  su  questo  argomento,
  potrebbe  -  con  l'autorizzazione del Presidente dell'Assemblea  -
  aprire  un'ora  di confronto su questo tema, cioè sull'entrata  più
  importante per eccellenza di cui non parla nessuno, di cui  non  si
  fa  esame, non si approva e non si vota contrario. Sono 9  miliardi
  di euro. L'onorevole Beninati chiede: da dove vengono?
   Questo è l'interrogativo che - se voi mi autorizzate - sono pronto
  a sciogliere nei dettagli, se si apre una sessione apposita adesso,
  visto  che stiamo parlando delle entrate della Regione, su  cui  ci
  sarà sicuramente un bel dibattito, dei dati precisi e puntuali che,
  soprattutto, sarà funzionale ad evidenziare l'effettività di questo
  importo. Effettività: cioè un importo vero, perché deve essere  per
  forza  vero  in quanto è correlato comunque a spese ben individuate
  ed accertate annualmente.
   Se  l'assessore Armao e il Presidente dell'Assemblea vogliono -  e
  concludo  -  credo  di avere fornito un argomento  interessante  di
  dibattito a questa Assemblea.
   Possiamo modificare l'ordine dei lavori e cominciare ad aprire  un
  dibattito su questa cifra importante, imponente, di cui mai nessuno
  in questa Assemblea ha avuto la curiosità di occuparsene.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, posto che è stato presentato dalla
  Commissione  un nuovo maxi emendamento, la seduta sarà sospesa  per
  30   minuti.   Alla   ripresa,   la   Presidenza   comunicherà   il
  contingentamento  dei  tempi da dedicare alla  discussione  e  alla
  votazione delle rubriche del bilancio.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.11, è ripresa alle ore 19.58)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  è  stato  presentato   dalla
  Commissione    il   maxi   emendamento   Comm1R   di    riscrittura
  dell'emendamento Comm1.
   Comunico,  altresì,  che  sono stati  presentati  dagli  onorevoli
  Leontini, Mancuso, Corona, Campagna, Vinciullo, Buzzanca  e  Caputo
  subemendamenti soppressivi di singole variazioni alle UPB.

   DE LUCA. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma a tutti
  i subemendamenti soppressivi dell'onorevole Mancuso.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  presentazione
  dei subemendamenti al maxi emendamento Comm1R, della Commissione  è
  frutto  delle dichiarazioni che stamattina si sono sentite in  Aula
  da parte di diversi colleghi, rispetto ad una riunione che aveva il
  senso di raggiungere obiettivamente un'azione che, alla fine, porti
  ad  una  valutazione del bilancio con un accordo - sotto il profilo
  generale  - sui numeri e, segnatamente, sui tempi che la Presidenza
  ha anche auspicato di rispettare per poi passare alla Finanziaria.
   Nella  sostanza, gli emendamenti presentati sono a tutti quanti  i
  capitoli e a tutte le UPB, e man mano che verranno discussi saranno
  valutati  per l'eventuale ritiro su determinati capitoli, ma  altri
  non  saranno assolutamente ritirati, proprio perché la riunione  di
  stamattina,  denunciata da questo pulpito da diversi  parlamentari,
  aveva  lo  scopo  di raggiungere - come ho detto - una  visione  di
  tutto  il Parlamento. Successivamente, dopo il rimprovero fatto  in
  modo serio, abbiamo evitato di partecipare ad ulteriori riunioni.
   Questa sera facciamo un'operazione-verità, nel senso che coloro  i
  quali  stamattina  hanno denunciato atti addirittura  lesivi  della
  democrazia  di  questo  Parlamento, vedremo  questa  sera  come  si
  comporteranno  nelle votazioni dei singoli capitoli  rispetto  alle
  proposte che ha fatto la Commissione.
   Il  nostro atteggiamento è quello del rigore, soprattutto su molti
  temi  che riguardano l'articolo 128 della scorsa Finanziaria, ossia
  l'ex tabella H, in modo da definire, sotto diversi profili, qual  è
  la  vera  paternità  di  determinate azioni di  questo  Parlamento,
  perché  da  due  giorni si parla forse un po'  troppo  accusando  i
  colleghi  di  azioni  che non hanno assolutamente  né  proposto  né
  sostenuto.
   Quindi,  signor  Presidente, man mano che si procederà  le  diremo
  quali sono gli emendamenti che ritireremo e quali invece quelli che
  desideriamo che vengano posti in votazione.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DE   LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  vorrei
  guastare  il  clima natalizio che si respira in questa Assemblea  a
  seguito  della presentazione di emendamenti correttivi, ora citati,
  presentati dalla Commissione.
   Desidero,  però,  comunicare alla Presidenza  dell'Assemblea  che,
  nonostante  abbia  chiesto di apporre la firma  sui  subemendamenti
  soppressivi  già presentati dagli onorevoli Mancuso ed  altri,  sto
  predisponendo, parallelamente, emendamenti soppressivi a mia firma,
  perché  non  è  detto  che gli emendamenti che l'onorevole  Mancuso
  riterrà  di ritirare possano, magari, da parte mia essere  ritenuti
  condivisi sotto il profilo del ritiro.
   Ho  condotto  varie  battaglie  in  questa  Assemblea  per  quanto
  riguarda un'operazione di trasparenza complessiva. Credo che questo
  Parlamento  possa sfatare il mito della tabella  H,  ed  io  voglio
  fornire, per quanto mi riguarda, un'occasione: quella di cominciare
  ad  analizzare,  capitolo per capitolo,  la  vicenda,  cioè  chi  è
  l'ente,  cosa fa l'ente e, soprattutto, chi è, da questo  punto  di
  vista, che legittimamente ne sostiene l'attività.
   Anch'io, quando arriverà il mio turno, dirò qual è l'ente a cui mi
  riferisco.  Non  ho  problemi in tal senso. Presenterò,  anche  per
  quell'ente,  l'emendamento soppressivo ed  invito  tutti  quanti  a
  sfatare questo mito che varrà circa 50 milioni di euro. Non so  ora
  quanto sono complessivamente, ma all'incirca saranno 50, 60 milioni
  di  euro,  perché ci sono tutta una serie di cose, che  sicuramente
  non  afferiscono  ai  singoli parlamentari, perché  ci  sono  delle
  destinazioni anche istituzionali.
   E'  giusto  però  che, considerato che abbiamo  l'onore  di  avere
  questa  sera  quasi  la  Giunta  al  completo,  e  soprattutto  gli
  assessori che, per coincidenza, afferiscono ad alcuni capitoli  che
  sono  inclusi in questo maxi emendamento, ogni assessore  ci  dovrà
  dire  cosa  intende  fare  con  le  risorse  che  sono  state  loro
  destinate,  perché avevano una dotazione pari a zero  ed  ora,  con
  questo  maxi  emendamento, aumenta di 2, 3  milioni  di  euro.  Voi
  potete mai pensare che può passare il messaggio all'esterno  che  è
  frutto di una trattativa in questo Parlamento? No  Non è dignitoso,
  per  questo  Parlamento  E' giusto, invece,  sfatare  questo  mito;
  quindi,  gli assessori che hanno avuto assegnati i milioni in  più,
  che   ora   cominceremo  ad  individuare,  capitolo  per  capitolo,
  spiegheranno,  a  quest'Assemblea  e  quindi  ai  siciliani,   cosa
  intendono fare.
   Io  non  mi sento di essere, da questo punto di vista, messo  alla
  berlina  da  nessuno  Siccome il messaggio che passa all'esterno  e
  che, alla fin fine, le finanziarie vengono approvate perché c'è  la
  trattativa  sulla  ex  tabella  H,  tanto  per  intenderci,  allora
  presento gli emendamenti soppressivi proprio con questa finalità, e
  sicuramente,   per   quanto   mi   riguarda,   sotto    la    scure
  dell'emendamento  soppressivo,  se  nessuno  dirà  di   essere   il
  legittimo  sostenitore  di quell'ente,  se  l'assessore  a  cui  ci
  riferiamo non dirà a questo Parlamento cosa intende fare  con  quei
  milioni che all'improvviso sono spuntati, allora vuol dire che  chi
  pensa male rischia poi di avere ragione.
   Concludo,  signor Presidente, con una comunicazione  all'assessore
  Armao.
   Le  chiedo  scusa, assessore, se è uscita la notizia  che  io  non
  mangio  la  mela perché di lei non mi fido. Lei mi ha omaggiato  di
  questa  mela  e,  siccome io di lei mi fido, sotto il  profilo  dei
  conti  pubblici però, non si offenda, è inaffidabile, ma  sotto  il
  profilo  del rapporto umano è affidabile glielo dimostro  mangiando
  la mela.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico  all'Aula  che  il  maxi
  emendamento Comm1R della Commissione contiene un aumento di  alcune
  voci  di spesa su alcuni capitoli del bilancio che prevedono,  come
  massima  misura,  un  aumento che porterebbe  ad  una  diminuzione,
  rispetto  allo  stanziamento dell'anno scorso, del  10  per  cento.
  Quindi, le voci in più che voi notate nel maxi emendamento, tendono
  a  riportare le singole voci dei vari capitoli in una misura del 10
  per cento in meno rispetto allo stanziamento dell'anno scorso.

   MANCUSO. L'hanno informata male, signor Presidente

   PRESIDENTE. Questo è il lavoro che è stato fatto dalla Commissione
  Bilancio.  Detto  questo, la Presidenza andrà  avanti  sui  singoli
  subemendamenti   soppressivi,  richiedendo   ai   presentatori   se
  intendono mantenere il subemendamento o ritirarlo. Se non  ci  sarà
  la  disponibilità  dei presentatori al ritiro,  previo  parere  del
  Governo  e  della Commissione, i subemendamenti verranno  posti  in
  votazione.   Gli  assessori  non  hanno  il  dovere  di  rispondere
  sull'utilizzo  di  quei  fondi,  anche  perché  la  maggior   parte
  dell'utilizzo di quei fondi è appannaggio degli organismi che  quei
  fondi utilizzano.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  preliminarmente
  volevo  denunciare  un  fatto increscioso  che  ho  colto  leggendo
  l'ennesima versione, la riscrittura - non so che numero sia  2,  3,
  4,  5  -  che  è stata faticosamente partorita dopo ore  e  ore  di
  travaglio tra accordi di maggioranza, tra accordi tra deputati, tra
  pressioni  varie, non vorrei dire tra ricatti di  non  voto  -  non
  voglio  arrivare  a tanto - ma con pressioni pesanti  che  ci  sono
  state,  e che hanno fatto seguito invece ad una discussione  che  è
  stata  affrontata  stamattina  in  Commissione  Bilancio,  tesa   a
  salvaguardare  alcune voci di bilancio, eliminando alcune  storture
  che  questo  bilancio  della  Regione  non  può  più  sopportare  e
  cercando, invece, di investire alcune risorse nei settori  cardine,
  nei  settori principi, nei settori fondamentali per ogni Paese,  ma
  soprattutto per la nostra regione, che sono segnatamente il settore
  della scuola e il settore delle università.
   A  fronte  della  discussione  che  si  era  fatta  stamattina  in
  Commissione Bilancio, alla fine si era addivenuti, con l'accordo di
  tutti,  affinché  si incrementasse il capitolo  dei  fondi  per  le
  università  di  3 milioni di euro. Leggendo l'ennesima  riscrittura
  partorita,  quell'accordo  non  è stato  rispettato  e  sono  stati
  aggiunti un milione e 800 mila euro.
   Onorevoli  colleghi,  io  non  ero intervenuto  finora  su  questa
  Finanziaria  e soprattutto non ero intervenuto sul Bilancio  perché
  c'era qualche conato - non dico di cosa - che mi aveva impedito  di
  intervenire,  non occupandomi delle beghe, delle  pressioni  a  cui
  accennavo  prima,  al fine di addivenire ad un consenso,   però,  a
  fronte dell'impegno bipartisan, a fronte dell'impegno unanime preso
  dai  capigruppo, dai rappresentanti di partito e dalle  Istituzioni
  in  Commissione Bilancio stamattina per le università siciliane ero
  stato zitto.
   Adesso,  non  posso più tacere, signor Presidente, non  posso  più
  tacere  anche  a  fronte  del fatto che, a  livello  nazionale,  la
  Sinistra  ha  combinato l'inferno per la riforma delle  università,
  sostenendo  che  si  tagliavano i fondi  alle  università,  che  si
  stavano  affamando  gli studenti, si affamavano  gli  istituti,  si
  precludeva  il  futuro,  si impediva ai  nostri  giovani  di  poter
  continuare  a  studiare  Voi siete una vergogna  Non mantenere  gli
  impegni per una spesa minima, tre milioni di euro per le università
  siciliane, e non anche tre milioni di euro ciascuna, ma un  milione
  di  euro  ciascuna  per le tre università siciliane,  a  fronte  di
  quaranta  milioni di euro di vergogne pure di enti che  sono  lì  e
  sono mantenuti in vita forse per consentire a qualcuno di vivere  o
  sopravvivere sulle spalle della politica, per consentire a qualcuno
  di continuare a fare politica
   Ora,  si  può  fare  tutto   Ci può stare  anche  questo,  ma  non
  barattando  l'università   E' una vergogna  che  la  Sinistra,  che
  sostiene  questo  a  livello nazionale,  consenta  invece,  per  un
  milione  e  duecento  mila  euro,  di  mercanteggiare,  quando   la
  distribuzione delle prebende tra le varie associazioni ha  superato
  i quaranta milioni di euro
   Signor  Presidente, io preannuncio che continuerò su questa  falsa
  riga  da  qui  all'eternità   Ricominciamo  da  capo,  come  diceva
  l'onorevole De Luca

                      Per richiamo al Regolamento

   MANCUSO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  nel
  rispetto  della  Presidenza,  perchè  la  Presidenza  ha  dato  una
  comunicazione  all'Aula  ed  è  giusto  dire  che  quello  che   ha
  comunicato all'Aula non è assolutamente corrispondente alla  realtà
  dei fatti.
   Signor  Presidente,  lei  ha  comunicato  all'Aula  che  il   maxi
  emendamento   presentato  dalla  Commissione   si   riferiva   agli
  stanziamenti  del  2010 diminuiti del 10 per cento.  Invece,  nella
  tutela della Presidenza, le dimostro, con qualche esempio, che  non
  è così.
   Per esempio, il capitolo 342525, nel 2010 aveva una previsione  di
  150 mila euro, oggi la previsione è per il 90 per cento in più;  la
  previsione  del capitolo 376528 era di un milione e  duecento  mila
  euro  che è confermata, quindi non c'è alcuna diminuzione. E potrei
  continuare ancora.
   Ripeto,  l'hanno  informata  molto male,  signor  Presidente:  per
  qualche  capitolo c'è la diminuzione del 10 per  cento,  ma  per  i
  capitoli  dove sono intervenuti, e ora cercheremo di  capire  come,
  c'è  o  l'aumento del 90, del 50 o del 30 per cento; non c'è nessun
  criterio.

   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
    630-630 bis-630 ter-630 quater/A «Bilancio di previsione della
             Regione siciliana per l'anno finanziario 2011
           e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013»

   altri/A e di finanziaria 631/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge   numeri  630-630  bis-630  ter-630  quater/A  «Bilancio   di
  previsione  della Regione siciliana per l'anno finanziario  2011  e
  bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013».

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  mi
  rifaccio   alla   raccomandazione  che  lei,   signor   Presidente,
  stamattina  ha fatto all'Aula, alle preoccupazioni che  giustamente
  ha  espresso e all'invito che ha fatto alla responsabilità da parte
  della  Commissione,  da  parte  del  Parlamento  e  aggiungo  anche
  all'invito  che  ha  fatto  al Governo, anche  se  non  chiaro,  di
  intervenire  perché  si  possa  giungere  ad  una  definizione  del
  percorso di approvazione della manovra di bilancio.
   Noi  siamo  stati  rispettosi, abbiamo anche  contenuto  i  nostri
  interventi  e  ci  siamo  attenuti all'invito  che  lei  ha  fatto,
  tentando  di  portare, all'interno della Conferenza dei  Presidenti
  dei Gruppi parlamentari, un ragionamento ed un percorso che potesse
  consegnare all'Aula una manovra ragionevolmente aderente ai bisogni
  dei siciliani.
   Così  non è stato  Vi è stato un incontro in Commissione, al quale
  alcuni  di noi hanno partecipato, al quale hanno partecipato  anche
  alcuni  capigruppo di questa maggioranza ed insieme è stato  deciso
  di  portare avanti il ragionamento che è qui sintetizzato in questo
  maxi emendamento CommR1, riscritto perché nella versione precedente
  vi erano altri errori.
   Signor  Presidente, lei sa che all'interno di questa manovra  sono
  previste  spese  per  circa  46  milioni  di  euro,  alcune  le  ha
  apprezzate, ed anche noi le apprezziamo, perché riteniamo di  dover
  ribadire che vi sono spese, non solo necessarie, non solo utili, ma
  anche moralmente apprezzabili.
   Abbiamo fatto riferimento alle spese per le categorie protette,  i
  non  vedenti,  i non udenti ed altre categorie. Abbiamo  apprezzato
  altri  interventi, ma qui, signor Presidente, stiamo assistendo  al
  solito   percorso  che  io  devo  definire,  con  molta  sincerità,
  clientelare.
   Forse,  come  dicevo in qualche altra occasione, in ragione  delle
  prossime  elezioni  del  29  maggio,  bisogna  compiacere   qualche
  parlamentare che è impegnato nella campagna elettorale in  uno  dei
  Comuni, capoluoghi e non, che devono sostenere spese o interventi a
  favore di chissà chi.
   Io  penso che questa Assemblea e lei, signor Presidente, non possa
  consentire che si continui in questo modo. Il Popolo della  Libertà
  ha  sentito  il bisogno di depositare dei subemendamenti  che  sono
  soppressivi  dell'intero provvedimento esitato dalla Commissione  o
  da una parte della Commissione.
   Io  penso  sia  necessario, ancora una volta, che  lei  faccia  un
  invito  alla  responsabilità dell'Aula, ai capigruppo, al  Governo,
  tenuto conto che ancora una volta il governatore è assente,  in  un
  momento così delicato.
   Io  penso che sia giusto, che sia necessario che ci si intenda sul
  modo in cui vogliamo affrontare insieme questa manovra. Lo dico con
  molta  chiarezza.  Noi  non abbiamo nulla da difendere  ed  abbiamo
  tutto  da  difendere, nel senso che abbiamo la  consapevolezza  che
  alcuni provvedimenti giusti debbano essere difesi. Credo, però, che
  guardare con diffidenza e con ostilità all'università - come diceva
  bene  l'onorevole  Formica - non serva alla serenità  dell'Aula  e,
  soprattutto, dà ai giovani che ci stanno ascoltando una immagine di
  questo  Parlamento distante e distinta dai problemi  che  realmente
  affliggono la nostra gente, il nostro popolo ed i siciliani.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  come   sempre   con  attenzione  quanto  detto  dalla   Presidenza,
  soprattutto  laddove ci ha informato che la riduzione  è  omogenea,
  nel  senso  che  decurta del 10 per cento  le risorse  destinate  a
  tutti gli enti e a tutte le associazioni.
   Io  non  sono  bravo in matematica e quindi volevo  rivolgere  una
  domanda all'assessore Armao: un ente che in previsione ha zero euro
  ed  ora  viene  portato  ad 1 milione di  euro,  a  quanto  ammonta
  l'aumento? Al 10 per cento o al 1000 per cento? E un altro ente che
  aveva  sempre zero ed ora ha un milione e 200 mila euro,  a  quanto
  ammonta  l'aumento?  Mi  sembra che non  rientriamo  affatto  nella
  riduzione del 10 per cento

                  Presidenza del Vicepresidente ODDO

   La  prima  cosa,  quindi, che dobbiamo dire è che  la  Commissione
  Bilancio  ha  sbagliato.  Occorrerebbe  che  qualcuno  aiutasse  la
  Commissione  Bilancio  a  rivedere nuovamente  questi  conti  ed  a
  riportare tutto nell'ordine del 10 per cento.
   Perché, assessore Armao, ci sono cose stranissime. Ad esempio:  il
  capitolo  183743, destinato ad associazioni che organizzano  centri
  di  prima  accoglienza  per  donne  vittime  di  maltrattamenti  in
  famiglia  e  per  i  loro  figli  minori  o  diversamente  abili  a
  prescindere  dall'età, è scomparso. Non mi pare che  qui  ci  possa
  essere  una riduzione del 10 per cento, ma la riduzione sarà  stata
  del  100 per cento. Assessore Armao, deve convenire con me  che  in
  Commissione Bilancio i conti non li sanno fare.
   Un   altro  dato  riguarda  il  capitolo  413308   Spese  per   il
  funzionamento  dei consultori familiari , che nella previsione  del
  2010  stanziava  3  milioni 154 mila euro, prima  confermati  nella
  previsione  del 2011, che scendevano a 2 milioni e  500  mila  euro
  nella variazione di bilancio e risalivano a 5 milioni 654 mila euro
  nella  previsione  definitiva.  Ebbene,  ora  non  c'è  nemmeno  un
  centesimo   In  questo  caso,  di  che  cosa  si  tratta   Di   una
  dimenticanza,  o  del  fatto  che sono  state  distratte  le  somme
  destinate  ai consultori familiari, cioè a coloro che  soffrono,  a
  coloro  che  hanno difficoltà ad arrivare alla prima settimana  del
  mese   e   che,  quindi,  hanno  la  possibilità  di  accedere   ai
  finanziamenti da parte della Regione, oppure ci troviamo di  fronte
  ad   altre   necessità,  necessità  terze,  necessità  spesso   non
  confessabili, in maniera tale che è stato sottratto questo capitolo
  definitivamente per destinarlo ad altri scopi?
   Quando  al  Presidente dell'Assemblea si danno delle informazioni,
  le  informazioni dovrebbero essere poco poco veritiere,  poco  poco
  vicine  alla  verità.  Le notizie  che la Commissione  Bilancio  ha
  fornito   al   Presidente   di  questa  Assemblea   sono,   invece,
  assolutamente false e sono tali da chiedere, secondo me, la censura
  nei  confronti di colui il quale si è permesso di dare questi  dati
  al Presidente dell'Assemblea.
   Io,  al  posto del Presidente Cascio, non sarei andato via,  sarei
  rimasto  in  Aula,  avrei  chiesto  spiegazioni  ed  avrei  preteso
  risposte certe su quello che sto dicendo e che dimostra, ancora una
  volta,  come questo Governo, questa maggioranza non è assolutamente
  affidabile,  anzi, sarebbe meglio dire è assolutamente inaffidabile
  e  dimostra  di  non avere alcun rispetto nei confronti  di  questo
  Parlamento

   PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente  della  Commissione   Bilancio,
  considerato  che  i  colleghi fanno osservare  alcuni  aspetti  che
  riguardano  l'emendamento  presentato dalla  Commissione,  vorrebbe
  illustrare  i  criteri per quanto concerne il lavoro  che  è  stato
  svolto?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Preferisco che prima parli l'onorevole Cracolici; dopo farò il  mio
  intervento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Caputo, apprezzate le circostanze, considerato  che  ci
  sono diverse richieste di parlare sull'ordine dei lavori, la invito
  a rispettare il termine dei tre minuti.

   CAPUTO.  Signor  Presidente ha modificato  i  tempi  regolamentari
  degli interventi?

   PRESIDENTE.  No,  onorevole  Caputo non  facciamo  polemiche.  Tre
  minuti  considerato che sull'ordine dei lavori si  potrebbe  aprire
  una polemica.

   CAPUTO.  Io  parlerò per lo stesso tempo che lei ha concesso  agli
  altri miei colleghi.

   PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze, onorevole Caputo, sono  tre
  minuti.  La prego, non faccia polemiche. Onorevole Caputo,  se  non
  parla sull'ordine dei lavori, è un problema.

   CAPUTO.   Signor   Presidente  i  tempi  deve   stabilirli   prima
  dell'inizio. Mi dispiace.

   PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Caputo, sto dicendo che visto che
  tutti  si sono iscritti a parlare sull'ordine dei lavori, la  prego
  di considerare che potrebbe mettere in difficoltà la Presidenza.

   CAPUTO. Mi dispiace, lo chieda agli altri dopo di me.

   PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze sono tre minuti.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il  Parlamento  è
  stato  fermo  per  oltre un'ora nell'attesa  che  arrivasse  questo
  emendamento Comm1R, nella terza versione perché le prime  due  sono
  state  cambiate evidentemente perché qualche parlamentare o qualche
  Gruppo  politico  di  questo Parlamento si  è  sentito  leso  nella
  programmazione delle somme.
   Personalmente, mentre facevo il calcolo degli importi previsti  in
  questo  emendamento, e non sono certo quelli della diminuzione  del
  10  per  cento,  ho  appreso  consultando  gli  uffici  che  questo
  emendamento ha una manovra di spesa di 46 milioni di euro

   PANARELLO. Ma va

   CAPUTO.  46  milioni di euro  Onorevole Panarello, ricordo  quando
  lei   era  nei  banchi  dell'opposizione,  aveva  un  atteggiamento
  diverso:  era  molto  attento alla spesa, era  molto  attento  alle
  categorie  sociali,  era  molto attento ai disoccupati,  era  molto
  attento  alla  gente  che  protestava per la  mancanza  di  lavoro.
  Adesso, anche lei è imborghesito come tutti i suoi colleghi  perché
  improvvisamente  vi  siete  autopromossi  maggioranza   in   questo
  Parlamento  ed  avete dimenticato come si fa  a  spendere  i  soldi
  pubblici, cioè nell'unico interesse della collettività siciliana

   PANARELLO. Non ricordo il suo rigore

   CAPUTO.  Onorevole Panarello, lei mi ha chiesto una  cosa,  le  ho
  risposto, adesso basta
   Adesso, invece, scopriamo che stiamo spendendo 46 milioni di  euro
  per  una  maxi  operazione clientelare  Dietro ogni  somma  c'è  un
  parlamentare   e,   in  particolare,  i  parlamentari   di   questa
  maggioranza

   GUCCIARDI. Faccia i nomi

   CAPUTO.  Se non ci siete, lo vedremo poi quando andrete  a  votare
  per  quanto  riguarda gli emendamenti soppressivi e lì vedremo  chi
  c'è o chi non c'è in questa vergogna
   Signor  Presidente,  mi  riservo  nella  fase  successiva,  quando
  entreremo  nel  merito dei capitoli di spesa di  questo  vergognoso
  maxi  emendamento,  di dire chi c'è dietro queste  somme,  chi  c'è
  dietro   gli   istituti  politici  che  sono  diventati  segreterie
  politiche  ed  elettorali  che  servono  a  sostenere  le  campagne
  elettorali

                          (Subbuglio in Aula)

   La  vostra  reazione  è  la prova che siete interessati  a  questa
  manovra  clientelare   Qua  ci  sono  interi  territori;  vi  state
  organizzando  la campagna elettorale sulle spalle dei  disoccupati,
  del  CEFOP  che sono sui tetti che protestano, dei forestali  senza
  soldi. Vi dovete vergognare  Vi siete imborghesiti  Siete diventate
  persone che utilizzate soldi pubblici per finalità politiche  E  lo
  diremo  volta per volta. Vi dovete vergognare  Qui c'è la  prossima
  campagna elettorale  Ci sono i soldi per i comitati elettorali;  ci
  sono enti che non hanno neanche rendicontato

   PANARELLO.  Signor Presidente, questi sono interventi  sull'ordine
  dei lavori o sono dei comizi?

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vi  prego  di  non  interrompere
  l'oratore. Altrimenti diamo un cattivo esempio su come si  svolgono
  i lavori d'Aula.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, lei mi chiede di parlare sull'ordine
  dei lavori o sull'emendamento? Sull'emendamento spero perché stiamo
  parlando sull'emendamento.

   DE LUCA. Stiamo parlando sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Luca, questo lo decido io  Onorevole  De
  Luca la prego, non si alteri.

   DE  LUCA.  Ho  chiesto  di  parlare sull'ordine  dei  lavori,  non
  sull'emendamento. La invito a essere corretto, non si permetta, lei
  stia calmo

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è una minaccia?

   DE  LUCA.  Ogni volta che presiede lei ci sono problemi;  lei  sta
  scegliendo   di   allungare   il  percorso,   se   ne   assuma   la
  responsabilità

   PRESIDENTE.   Onorevole  De  Luca,  la  richiamo   formalmente   a
  rivolgersi alla Presidenza in maniera un po' più rispettosa.

   DE LUCA. Che fa mi vuole fare buttare fuori dall'Aula?

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la richiamo per la seconda volta.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Scilla.

   SCILLA.   Signor   Presidente,  essendo  un  neofita   di   questa
  Assemblea...

   CAPUTO. Cosa sei? Un neofita dopo due anni?

   SCILLA.  No, sono alla prima esperienza parlamentare e  immaginavo
  che il tempo che si è perso per cercare di trovare delle soluzioni,
  quindi   riunioni,  incontri  più  o  meno  segreti,  incontri   in
  Commissione, il Governo che si riunisce con parlamentari più o meno
  importanti,  ebbene, tutti questi incontri avrebbero  dovuto  avere
  una  motivazione, quella di trovare delle risposte,  delle  risorse
  per il futuro della Sicilia, per il futuro delle nostre imprese.
   Alla  fine, mi accorgo che tutto questo ragionamento -  è  da  tre
  giorni  che siamo precettati in questo Palazzo - è servito soltanto
  per  produrre  ciò  che  definire vergognoso  è  poco   L'Assemblea
  regionale siciliana, la più alta carica istituzionale della  nostra
  Isola, lavora per produrre che cosa? Lo scempio di questo elenco di
  associazioni, soggetti che sicuramente avranno la loro  importanza,
  che  sicuramente  produrranno cose utili per  la  Sicilia,  ma  che
  sicuramente  non  risolveranno i veri problemi e le  vere  tragedie
  della nostra Isola.
   Non  si  può accettare un simile atteggiamento da parte di  questa
  Assemblea regionale.
   Occorre ritornare a fare la politica vera, la politica con la   P'
  maiuscola.
   Allora  comprendo, parliamo circa di 50 milioni di euro  di  somme
  utilizzate. Ripeto, probabilmente sono destinati ad enti che  hanno
  anche una loro utilità, ma se questi soldi vanno a questi enti  che
  dovrebbero  avere  un  ruolo per quanto concerne  la  cultura,  per
  quanto concerne la ricerca, per quanto riguarda lo sviluppo sociale
  della  nostra  terra e, poi, stamattina leggevo sulle cronache  dei
  giornali  che  a Palermo ci sono ancora giovani che distruggono  le
  scuole,  che preferiscono inneggiare alla mafia rispetto  che  alla
  cultura  della  legalità, mi volete spiegare a cosa servono  questi
  soldi  che rubiamo ai siciliani per utilizzarli soltanto  per  fare
  delle clientele? Altro che Governo riformista
   Il  Governo  Lombardo,  insieme  a  questa  schiera  di  Assessori
  tecnici,  che  dovevano essere scevri dalle  clientele  e  dovevano
  cambiare le sorti della Sicilia, guidati da un partito, il PD,  che
  ha  fatto del riformismo la vera strada maestra  C'è da vergognarsi
  perché   non  è  assolutamente  corretto  lavorare  per   offendere
  l'intelligenza della Sicilia
   Signor  Presidente, bisogna cambiare. Per essere responsabili  non
  bisogna abbassare la testa, non bisogna far finta di nulla: bisogna
  avere  il coraggio di fare scelte vere, di fare scelte giuste.  Una
  sola  voce  c'era  in quella tabella che poteva avere  davvero  una
  utilità  per la nostra terra: i dieci milioni di euro per i  porti,
  quella   sì   che   era  una  norma  che  poteva   dare   sviluppo,
  infrastrutturare la regione Sicilia era importante. Ed invece avete
  fatto  l'ennesimo inganno: avete preso l'impegno che  questi  soldi
  per  i porti - e mi riferisco al porto di Marsala, Porto Empedocle,
  Mazara,  ai  tanti  porti  che sono nella Sicilia  orientale  -  li
  metterete in una Finanziaria e poi nel momento in cui arriveremo  a
  parlare  di  Finanziaria ci sarà una motivazione per la quale  quei
  soldi scompariranno.
   Cerchiamo di essere seri, cerchiamo di lavorare davvero  per  dare
  risposte, cerchiamo davvero di trovare soluzioni.
   Ho  intravisto  poco  fa l'assessore D'Antrassi,  l'assessore  per
  l'agricoltura  l'ho  visto, ma poi non l'ho  più  visto,  oggi  ero
  contento  perché finalmente l'avevo visto tra i banchi del Governo.
  Ci   sono   stati  degli  incontri,  li  abbiamo  fatti  anche   in
  Commissione,  sono stati presi degli impegni con la  categoria  dei
  pescatori.  Come  si  fa  a giustificare questa  indecenza  quando,
  invece,  nel capitolo del rimborso per il caro gasolio, in  chi  ha
  dimostrato invero dignità, quei pescatori, quelle barche  e  quelle
  imprese   che  hanno  dimostrato nel canale di  Sicilia  di  essere
  solidali con gli immigrati e non a parole, con i fatti. E,  allora,
  ritiriamola questa norma, che vada in Commissione, ecco perché  sto
  parlando sull'ordine dei lavori. Non si può più continuare ancora a
  far  finta di nulla, ad avere un atteggiamento in Aula e poi  fuori
  da quest'Aula fare gli inciuci che definire sporchi sarebbe davvero
  una cosa ridicola.
   E'   evidente   che  come  forza  politica  non  vogliamo   creare
  assolutamente   ragionamenti   speculativi,   non   vogliamo   fare
  ostruzionismo  stupido, però è altrettanto vero  che  deve  esserci
  davvero  un'inversione di tendenza - assessore Armao, la Sicilia  è
  fatta da piccole e medie imprese - nell'edilizia, nell'artigianato,
  nell'agricoltura, nella pesca, nel commercio, sono queste le realtà
  che dobbiamo sostenere. Allora, evitate di fare i furbi, evitate di
  vendere  fumo  ed  iniziate a lavorare davvero per  il  bene  della
  Sicilia.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  perché ritengo mio dovere, nei confronti del  Governo,
  di  quest'Aula, della Presidenza - non se ne abbia  a  male,  avrei
  preferito  in  modo particolare che in questo momento a  presiedere
  fosse il Presidente Cascio - comunicare le ragioni per le quali  ho
  sottoscritto tutti gli emendamenti che ha presentato l'onorevole De
  Luca.  Infatti,  come ricorderà il Presidente Cascio  e  tutti  gli
  altri  colleghi presenti alla scorsa Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, l'onorevole De Luca fece riferimento  al  non
  essere presidente di Gruppo, al non avere, in quanto appartenente a
  un   Gruppo  misto,  la  possibilità  di  potere  partecipare  alla
  redazione  ed  alla presentazione degli emendamenti  ed  in  quella
  occasione richiese alla Conferenza dei Capigruppo la collaborazione
  e la solidarietà.
   In  quel  momento,  anche per i trascorsi rapporti  nei  confronti
  dell'onorevole De Luca, già componente del mio Gruppo e  capogruppo
  di  Forza  del Sud, in quella occasione, ricorderà che dissi:   Non
  c'è  alcun  problema,  lo  sottoscriverò  senz'altro  io ,  e  feci
  riferimento,  ancora una volta, al Presidente Cascio  dell'anomalia
  che   quest'Aula  vive,  in  ordine  ai  lavori  parlamentari,  per
  l'assoluta   assenza   in   Commissione  Bilancio   di   componenti
  appartenenti non soltanto a Forza del Sud ma anche a FLI e all'UDC,
  ragione  per la quale, ho ritenuto mio dovere sottoscrivere  questi
  emendamenti.
   E'  evidente  che il mio atteggiamento nei confronti  dell'Aula  e
  della  discussione sarà comunque diverso rispetto a quello che  poi
  assumerà, eventualmente, l'onorevole De Luca, però vorrei  cogliere
  l'opportunità  di questo mio intervento soltanto per  ribadire  una
  cosa e rivolgere ancora una volta un invito.
   Ieri,  in uno dei miei interventi, ho pregato il Presidente Cascio
  di   operare   un   rigido   dimagrimento   dell'emendamento   alla
  Finanziaria,  così non è stato. Oggi, mi permetto  di  lanciare  un
  ulteriore appello al Governo perché possa migliorare il testo della
  manovra  così  come presentata, perché al di là delle polemiche  su
  quella tabella - che ribadisco rappresenta poca cosa rispetto  alla
  sostanza  vera  del bilancio che è svariati miliardi  e  non  i  46
  milioni  della  tabella  oggi B e ieri H -  è  necessario  rivedere
  alcuni  conti in quanto non trovo razionale il fatto che in materia
  di  pubblica  istruzione,  come è stato  citato,  alcuni  capitoli,
  quello  del  quarto polo di Enna, l'Università  Kore  scende  da  4
  milioni  a  3  milioni e 100, quindi circa il  20  per  cento,  non
  capisco  perché i consorzi universitari scendono da 5 milioni  a  4
  milioni e quindi circa il 20 per cento, e le Università di Catania,
  Messina  e  Palermo  che avevano una dotazione di  4  milioni  522,
  diventi  2 milioni 722, con una decurtazione del doppio e di  oltre
  il 40 per cento.
   Non si capisce qual è la logica in un momento di difficoltà in cui
  la  promozione,  le  nostre intelligenze, il livello  delle  nostre
  università  che  sappiamo, purtroppo, essere  nei  posti  terminali
  della  graduatoria  per quanto riguarda la qualità  della  capacità
  universitaria, vengano ulteriormente indebolite, invece  di  essere
  premiate ed aiutate.
   Quindi,  credo che queste decurtazioni non hanno un senso. Quindi,
  a questo mi riferisco quando dico che il Governo potrebbe eliminare
  delle  anomalie che, poi, come si è visto, accendono  correttamente
  in molti casi gli animi dei deputati.
   Si  riveda  perché  non c'è logica tra dedurre  il  20  per  cento
  all'Università  privata,  il 40 per cento all'Università  pubblica,
  dedurre  ai  Consorzi universitari potenziati come  gemmazione  del
  territorio rispetto ad altre scelte che sono state fatte.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dire  che
  sono rammaricato, anche se tutto sommato me lo aspettavo, del clima
  che  si  sta determinando, generando in quest'Aula con un obiettivo
  che, personalmente, non ho ancora chiaro e non ho capito perché, ho
  l'impressione  che  qualcuno  tra  i  più  facinorosi   non   abbia
  consapevolezza che in questa Assemblea può succedere di  tutto,  ma
  si  chiuderà  solo quando approveremo il Bilancio e la Finanziaria:
  sarà  il  30  aprile, l'1 maggio, il 2 maggio, il 4 maggio,  il  10
  maggio, ma da qui non si esce.
   Lo  dico  non  perché è una minaccia, ma perché è  un  obbligo  di
  legge. Possiamo fare tutto tranne non dare certezza all'istituzione
  Regione  sulle sue poste di bilancio. Sarebbe, quella sì, una  cosa
  che produrrebbe conseguenze e non solo di natura amministrativa.
   Abbiamo fatto una proposta di emendamento condivisa, per una parte
  l'abbiamo fatta già in Commissione in cui sostanzialmente la stessa
  Commissione ha valutato, rispetto ai tagli che sappiamo esserci  di
  un  bilancio che non è rose e fiori - l'ho detto ieri sera, capisco
  che qualcuno adesso si agiterà nuovamente - in quanto è un bilancio
  che  ereditiamo. Dunque, i padri della situazione in cui  ci  siamo
  cacciati ed è stata cacciata la Regione si cerchino altrove
   Tuttavia,  la  condizione in cui abbiamo operato ha avuto  davanti
  alcuni obiettivi fissi: la scuola, la spesa sociale, la cultura, le
  istituzioni culturali, insomma quelle categorie alle quali  abbiamo
  provato  a  garantire comunque lo stesso finanziamento,  lo  stesso
  trasferimento di risorse rispetto all'anno prima o, al massimo, con
  tagli che non eccedessero il 10 per cento rispetto a quanto abbiamo
  impegnato l'anno scorso.
   Ci  siamo lasciati in Commissione non con un inciucio, come  viene
  rappresentato,  una  cosa volgare, ma con un impegno  politico  fra
  forze  politiche, anche se qui credo che parlare di forze politiche
  sia un'avventura linguistica. Qui ormai ognuno, a malapena, parla a
  nome di se stesso, forse, perché dopo due minuti entra in conflitto
  con se stesso, capita a moltissimi di noi che parliamo.
   Abbiamo detto, senza fare tanti giri di parole, che c'è una  parte
  di  questo Bilancio che si chiama ex tabella H, alla quale volevamo
  dare un messaggio chiaro, ossia per quello che si poteva cercare di
  ridurre il più possibile

   PRESIDENTE. La invito a concludere.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  mi  è   stata   chiesta   anche
  un'illustrazione del criterio.

   PRESIDENTE.  D'accordo,  ma  la  invito  ad  attenersi  ai   tempi
  stabiliti.

   CRACOLICI.  Per  ciò  che non si poteva, nel  senso  che  ci  sono
  obbligazioni, ci sono questioni più complesse e più complicate,  ci
  orientavamo  ad  un  taglio  del 10  per  cento  rispetto  all'anno
  precedente.
   Credo che questo obbligo lo abbiamo rispettato in gran parte,  con
  qualche eccezione che è propria della politica con la  P' maiuscola
  e  minuscola, senza false ipocrisie e senza trasformare le  vittime
  in   carnefici,  perché  quello  che  è  inaccettabile  è  che   si
  trasformino le vittime in carnefici ed i carnefici in vittime.
   Concludo il mio intervento facendo riferimento alle università. Lo
  dico    all'onorevole   Formica.   Abbiamo   fatto   un   ulteriore
  approfondimento,  oggi,  nel  fare questo  emendamento  ed  abbiamo
  voluto  garantire alle università siciliane, al pari della  scuola,
  lo stesso importo delle risorse trasferite l'anno scorso. Aggiungo,
  però,  che le università che, certo, soffrono come la scuola per  i
  tagli  - onorevole Formica, rivolgersi al Ministero dell'Università
  e  della scuola, vedasi ministro Gelmini -, le università a partire
  da  quest'anno riceveranno oltre cento  milioni di euro grazie alle
  sovvenzioni globali gestite dall'Assessorato della formazione e  mi
  riferisco al Fondo sociale europeo.
   La  verità  sapete  qual  è? Che queste somme,  che  servono  alle
  università   e  facciamo  bene  a darle,  sostanzialmente  agiscono
  sull'aggiustare  i  bilanci  delle  università,  non  migliorano  o
  peggiorano  la  qualità formativa delle nostre università.  Quindi,
  non  facciamo demagogia, non usiamo paroloni, rimettiamo le cose  a
  posto.
   Signor Presidente, concludo, ma vorrei sapere, considerando  tutti
  i richiami all'ordine dei lavori, quando si comincerà a votare.  In
  quest'Aula  una cosa non può succedere: che diventi una   sorta  di
  agorà  permanente in cui ognuno parla. E' vero che è un Parlamento,
  però evitiamo di trasformarlo in uno  sparlamento ,  visto che  più
  che parlare, spesso si sparla a sproposito.

   PRESIDENTE. Ricordo che si sta discutendo sul Comm1R. E'  iscritto
  a   parlare  l'onorevole  Leontini.  Ne  ha  facoltà.  Dopo  questo
  intervento,  non intendo fare alcuna forzatura, lo dico  subito,  è
  ovvio che ritengo chiuse le iscrizioni a parlare.

   LEONTINI.  Signor Presidente, quello che sto per  dirle,  in  modo
  molto  tranquillo,  funge da sottolineatura  correttiva  di  quanto
  poc'anzi,  da  parte della Presidenza, è stato annunciato  all'Aula
  circa il criterio che avrebbe ispirato il maxi emendamento.
   Non so se l'obiettivo cui si intendeva pervenire lo si individuava
  come   una   sorta  di   work  in  progress ,  cioè   un   graduale
  perfezionamento  dello strumento per arrivare  al  risultato  della
  riduzione del 10 per cento capitolo per capitolo.
   Le debbo dire, signor Presidente, e lo voglio dire a chiare note -
  collega  Faraone,  che  poc'anzi chiedeva  una  maggiore  chiarezza
  sull'argomento  -  che  quando  è  stato  presentato  questo   maxi
  emendamento, colleghi della maggioranza e dell'opposizione, è stato
  detto   che   il   maxi  emendamento  era  ispirato   al   criterio
  dell'abbattimento  del 10 per cento di tutte le  singole  voci,  di
  tutti  i  capitoli. Noi abbiamo eccepito che tale informazione  era
  erronea,  non era fondata. Proprio per verificare se questa  nostra
  lamentela  fosse  fondata, gli Uffici del bilancio,  questa  notte,
  hanno lavorato.
   Colleghi  deputati,  membri della Giunta,  signor  Presidente,  il
  precedente  maxi  emendamento, quello che avrebbe dovuto  garantire
  l'Aula e metterci  tutti d'accordo, conteneva 136 voci. Rispetto  a
  queste  136  voci gli Uffici, lavorando e studiando  questa  notte,
  hanno    individuato    92   eccezioni   rispetto    al    criterio
  dell'abbattimento del 10 per cento, 92 sforature del  criterio  del
  10  per  cento. Non esisteva, minimamente, una rispondenza tra  ciò
  che   si   era  concordato  in  Commissione  e  ciò  che   si   era
  effettivamente operato.
   Stamattina,  quando,  coram populo, ci si è riuniti  per  prendere
  atto   di  questa  individuazione  da  parte  degli  Uffici,  della
  sforatura - 92 volte  - del criterio dell'abbattimento del  10  per
  cento,  ci  siamo  confrontati e, ancora una volta,  da  parte  dei
  nostri  interlocutori, è calata una sequela di  eccezioni  rispetto
  alle  quali le riduzioni previste dagli Uffici non potevano  essere
  operate,  perché  una  volta  c'era un Capogruppo  che  parlava  da
  assessore  e  diceva  che le spese erano indispensabili  e  non  si
  potevano  togliere;  un'altra volta c'era un altro  capogruppo  che
  parlava  per  un  altro assessore e diceva  che  le  spese  non  si
  potevano togliere perché erano indispensabili.
   Risultato: dopo due ore di confronto, abbiamo contato 26 eccezioni
  alle 92 già esistenti  Ma di quale criterio parliamo  Questa Giunta
  riesce  a  rendersi conto che c'è una necessità di rispondenza  tra
  l'attività  di  governo, il rapporto con l'Aula ed i  parlamentari,
  che c'è la necessità, quindi, di governare l'Aula e di governare  i
  Gruppi?
   Noi  tutti vogliamo governare l'Aula e governare i Gruppi,  signor
  Presidente,  ma  vogliamo, esigiamo che, tra gli  impegni  assunti,
  soprattutto  istituzionalmente in Commissione, ed  i  comportamenti
  concreti nel chiuso dei camerini con i tecnici ed i politici ci sia
  un   minimo  di  coerenza,  altrimenti,  viene  meno  il   rapporto
  istituzionale  anche personale e stasera, ovviamente,  ci  troviamo
  nella  necessità,  nella necessaria condizione di  dover  esaminare
  punto  per  punto,  emendamento per  emendamento  e  dimostrare  al
  Governo  -  che  stamattina non era presente  al  completo  ma  era
  rappresentato  soltanto  dall'assessore  per  l'economia  in  certi
  momenti  della riunione - e all'intera Aula che questa  proposta  è
  assolutamente difforme da quello che avevamo concordato.
   Che  nessuno, quindi, torni a ripetere questa pappardella  del  10
  per  cento  Questa schifezza di documento non lo contiene  né  come
  principio né come effettiva operazione
   Allora, se siamo seri, gli assessori guardino in faccia la  realtà
  perché poi, caro collega Faraone, dovendo necessariamente ascoltare
  quali erano le giustificazioni, ci siamo confrontati sui vari temi;
  è  diventato  un confronto accademico, per cui noi proponevamo  dei
  fondi  sull'università  e pensavamo che gli  interlocutori  fossero
  sensibili perché un governo con un nucleo fondamentale del PD, dopo
  tanta  polemica nei confronti della Gelmini che avrebbe maltrattato
  l'università   pubblica,  pensavamo  trattasse  bene   l'università
  pubblica  rispetto a quella privata. Ci siamo, onorevole Cateno  De
  Luca,  sentiti  inalberare  il  vessillo  della  necessità  di  far
  prevalere l'università privata su quella pubblica.
   Stasera,  poi,  il  collega Cracolici viene ad informarci  che  le
  università  avranno   Altra informazione work  in  progress  perché
  stamattina  si  parlava  in altri termini e stasera  si  aggiungono
  pillole   informative.   C'è  un'informazione   ogni   mezz'ora   a
  giustificazione degli sbagli e degli errori che si commettono   C'è
  una  giustificazione ogni mezz'ora, colleghi  Così è chiaro che  il
  clima  si  arroventa;  è  chiaro che il  clima  si  altera.  Non  è
  possibile, infatti, imbastire una giustificazione ogni mezz'ora per
  una menzogna ogni mezz'ora
   E  comunque  il  vulnus  fondamentale risiede  nel  fatto  che  il
  criterio  contrabbandato  purtroppo non ispira questo  documento  e
  non lo ha ispirato né nel suo complesso, né nelle singole voci.
   E' chiaro, quindi, che è prevalso, ancora una volta, il saccheggio
  e  il bancomat della Regione, quello di cui il Governatore Lombardo
  e  il  collega Cracolici parlano dall'altra parte in queste  ore  e
  che, in effetti, predicando bene razzolano male.

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  concluso l'intervento  dell'onorevole
  Leontini, sono chiuse le iscrizioni a parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Savona. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riallaccio al riferimento
  che facevano poco fa i colleghi.
   Il  lavoro svolto in Commissione, nella prima fase in cui  abbiamo
  operato su questa manovra di bilancio, era di utilizzare un  taglio
  del 10 per cento per quanto riguarda i capitoli dei contributi.
   Poi,  via  via  che  venivano  delle esigenze  per  raccordare  il
  bilancio, abbiamo inserito nella manovra altre voci ma, nella  fase
  di discussione, che riguardava prettamente il bilancio e non era la
  fase dei contributi.  Se, infatti,  sommiamo i contributi - vado  a
  memoria  - dovremmo essere a non più di 23, 24 milioni come importo
  totale, contro i 54, 53 milioni della volta scorsa.
   Il resto delle risorse sono inserite su altri capitoli di bilancio
  che riguardano l'assetto di governo, le esigenze del territorio, le
  esigenze  dei  vari settori dell'amministrazione che  ne  hanno  la
  necessità ed il bisogno.
   Questa  è la differenza. Come contributi - ritorniamo alla vecchia
  tabella H - sono non più di 23, 24 milioni; non sono di più.
   Tutta  lì  è  la  manovra.  Il  resto  sono  cose  che  riguardano
  l'amministrazione  nel  suo  complesso,  sulle  attività  che  deve
  svolgere:  spese  di  servizi, ci sono  i  servizi  sociali  e  non
  dobbiamo  dimenticare che all'interno ci sono i ciechi ed  i  sordi
  che  sono  stati pagati per intero per lo stesso importo  dell'anno
  precedente.  Alcuni  settori  sono mantenuti  uguali  perché  hanno
  necessità di mantenere la struttura.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, spero  di  potermi
  mantenere nei tre minuti il mio intervento. Se sforerò di poco,  la
  prego  di  consentirmelo  ma  cercherò  di  essere  il  più  rapido
  possibile.  Rifacendomi a quanto accennato dall'onorevole  Leontini
  di cui condivido per intero le argomentazioni che ha sviluppato, su
  un  solo punto ho un pensiero diverso: per la prima volta credo che
  il  Governo  non  abbia  alcuna responsabilità  in  questo   super'
  emendamento  di cui rapidamente dirò. Questo emendamento,  infatti,
  così  come  è stato pensato, concepito, strutturato e commentato  è
  tutta  responsabilità di qualche collega che si è assunto il  ruolo
  di una sorta di  capo rione' dell'Assemblea.
   Non  faccio nemmeno problema del rispetto del 10 per cento. Questo
  è  un  criterio che non è nemmeno normato. E' un criterio  di  buon
  senso che a volte può essere rispettato e a volte no.
   Quello  che  invece è grave è che tutta la discussione,  tutta  la
  vicenda  dell'elaborazione  di  questo  emendamento  prima  e  maxi
  emendamento dopo nasce da un falso che è stato coltivato da  questi
  deputati  che  credono di controllare e condizionare l'intelligenza
  dei colleghi deputati e anche, forse, le loro coscienze.
   Qual  è  la  frode?  Sostenere che le voci consacrate  negli  anni
  precedenti  in  questa tabella - non so più come si chiami,  Z,  I,
  sostanzialmente ex tabella H, perché di questo trattiamo (la verità
  è  che  ci prendiamo tutti in giro ma parliamo ancora della tabella
  H,  con tutti gli strascichi e i problemi che questo comporta  ogni
  anno  in Aula) - siano intoccabili e non si possano inserire  nuovi
  finanziamenti, nuovi contributi.
   Questa  tesi viene portata avanti millantando e facendo  paventare
  anche  interventi  del Commissario dello Stato  che  boccerebbe  il
  bilancio  e quant'altro. Credo che ogni tanto il Commissario  dello
  Stato dovremmo lasciarlo in pace e attenerci, invece, alla logica e
  all'intelligenza.  Voi davvero ritenete  che abbiamo  glacializzato
  gli  enti,  le associazioni e i contributi che abbiamo erogato  nel
  passato?
   E  se, per esempio, qualche ente o qualche associazione oggi non è
  più meritevole, la manteniamo ancora in tabella? E se, invece, sono
  nate nuove associazioni, nuovi enti o nuove necessità meritevoli di
  maggiore  attenzione non le possiamo inserire in  tabella?  Ma  chi
  l'ha detto?
   E' esattamente il contrario.
   Inviterei a tal riguardo i colleghi a leggere l'articolo 128 della
  legge  regionale  del  12  maggio  2010,  numero  11   Disposizioni
  programmatiche e correttive per l'anno 2010 . Questa legge norma le
  condizioni, i presupposti e l'erogazione dei contributi  di  questa
  tabella inserita in bilancio.
   Inviterei  i  colleghi  a leggere il comma  9  di  quest'articolo.
  Rapidamente   ne   do   lettura:   Qualora   il   rispettivo   ramo
  dell'amministrazione   regionale,  nell'ambito   dell'attività   di
  vigilanza  e  controllo  sulla  relativa  spesa,  accerti  che   il
  finanziamento  concesso non risponda ai requisiti di efficacia,  di
  efficienza  e  di economicità, ovvero non sia stato utilizzato  per
  gli  scopi  preventivati o che il programma, a suo tempo  previsto,
  non  sia stato realizzato, procederà alla revoca parziale o totale,
  secondo i casi    , eccetera.
   Cosa  vuol  dire?  Vuol  dire  che, per  ogni  contributo  erogato
  nell'anno  passato, occorre una valutazione di merito e  contabile;
  il  che significa che ben si può eliminare un ente, un'associazione
  ed inserirne altri più meritevoli e che garantiscono l'efficienza e
  la legalità.
   Aggiungo  che, secondo  me, non si può esaminare neanche un  ente,
  neanche  un'associazione che ha beneficiato l'anno scorso  e  negli
  anni  passati  del  contributo  perché  occorre  prima  verificare,
  secondo  il  comma  9  dell'articolo 128,  se  hanno  rispettato  i
  criteri,  le  condizioni  e  la norma  così  com'è  stata  prevista
  altrimenti rischieremmo di concedere illegalmente contributi.
   Allora,  al  fine di evitare che si vada avanti con un  elenco  di
  associazioni  nel  quale poche associazioni  di  natura  culturale,
  sociale,  medica  si  salvano e il resto è immondizia  -  perché  è
  immondizia - riterrei che la Commissione verificasse ente per ente,
  associazione  per   associazione inseriti  in  questo  elenco,  per
  vedere  se  sono  ancora  meritevoli, se hanno  rispettato,  se  in
  ordine,  se con i ritardi dell'amministrazione nel pagamento  siano
  stati  pagati  il  saldo del  contributo precedente  oppure  se  li
  abbiamo costretti a ricorrere al sistema bancario.
   Soltanto  così  potremmo  valutare quali enti  e  associazioni  si
  possono  salvare e quali, invece, vanno espunti da  questo  elenco,
  che è un elenco al buio e, quindi, sostituirli nel merito con altri
  enti  e associazioni più meritevoli di essere considerati in questo
  elenco.
   Oggi, stasera, l'Aula non è in grado di decidere. Siccome ho detto
  cose  anche  gravi,  vorrei che la verbalizzazione  fosse  puntuale
  perché  so che, possibilmente,  le cose che ho detto, perché  siamo
  di  fronte  ad  un'enorme truffa, dovrò confermarle o davanti  alla
  Corte  dei Conti o davanti alla Procura della Repubblica, cosa  che
  intendo fare con molto piacere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Pogliese.  Ne  ha
  facoltà.

   POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fino ad oggi,  mi
  sono  limitato  ad intervenire durante la discussione  generale  lo
  scorso   martedì,  all'interno  della  quale  ho  esternato  alcune
  riflessioni sul bilancio preventivo evidenziando alcune criticità.
   Mi ero ripromesso di rifarlo durante la discussione generale sulla
  legge finanziaria, soffermandomi anche su alcuni articoli che  sono
  stati   presentati   dal  Governo,  alcuni  dei   quali   recependo
  indicazioni anche del Gruppo parlamentare del PDL.
   Oggi, però, sono costretto ad intervenire nuovamente a sostegno di
  quanto detto prima di me dal Presidente Formica, dal Presidente del
  Gruppo, onorevole Leontini.
   Questa mattina, com'è stato ricordato durante alcuni interventi si
  è  registrata  una  riunione informale dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  alla presenza dell'assessore Armao.  All'interno  di
  quella  riunione,  il  PDL ha proposto alcune  iniziative,  ritengo
  qualificanti,  a  tutela della maternità e della vita  nascente,  a
  tutela  degli oratori, dei consultori, a tutela della  famiglia,  a
  tutela anche del sistema universitario pubblico, coerentemente  con
  quello  che il Gruppo parlamentare del PDL ha fatto l'anno  scorso,
  all'interno  di quest'Aula, laddove - lo ricordo a me stesso  e  lo
  ricordo  a tutti i colleghi - riuscì, grazie anche alla sensibilità
  del  Governo,  a  fare  stanziare 15 milioni  di  euro,  attraverso
  l'utilizzo dei fondi FAS per le tre università pubbliche siciliane,
  riuscì  a  stanziare  1  milione e mezzo  di  euro  per  la  scuola
  superiore  di  eccellenza - il professore Centorrino  lo  ricorderà
  certamente - e riuscì a stanziare contestualmente 4 milioni e mezzo
  di euro nei capitoli ordinari per i tre atenei siciliani.
   Comprendiamo perfettamente le oggettive difficoltà di  congiuntura
  economica-finanziaria con cui, quest'anno,  ci  confrontiamo  e  ci
  siamo  limitati a proporre uno stanziamento aggiuntivo di 3 milioni
  di  euro  per  i  tre atenei. Era un impegno d'onore  che  è  stato
  assunto  all'interno di quella riunione informale; adesso,  abbiamo
  appreso che quell'impegno è stato onorato parzialmente.
   Ecco  perché sono perfettamente d'accordo con l'onorevole Formica,
  con   l'onorevole   Leontini   e  mi   appello   alla   sensibilità
  dell'assessore  Armao,  dell'assessore  Centorrino,  dell'assessore
  Missineo,  ovvero di personalità che sono, oggi, assessori  tecnici
  di  questa  Giunta - anche dell'assessore Piraino  -  ma  che  sono
  contestualmente  autorevoli esponenti del  mondo  accademico  della
  nostra  regione, quindi, sono convinto che, da parte loro, ci  sarà
  sensibilità in tal senso.
   Credo   che   sia  un  atto  di  grande  valenza.  Sono   proposte
  qualificanti che, certamente, non sono ascrivibili ad un partito  o
  ad  un  parlamentare, ma vanno nella direzione della  tutela  della
  formazione  e del sistema formativo siciliano nel suo complesso  e,
  quindi,  è  un invito che voglio formalizzare. Mi auguro che  venga
  recepito all'interno di quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    dopo
  l'intervento  dell'onorevole Maira - quando  eravamo  nello  stesso
  Gruppo ebbi a dire, sotto forma di battuta  sei tutti noi   -, devo
  dire  sei tutti noi  .
   Dico ciò perché - e gradirei l'attenzione dell'Aula - ha svolto un
  ragionamento  giuridico-tecnico che non  fa  una  piega;  onorevole
  Cracolici, non mi guardi sbalordito.
   Oggi, ci siamo sforzati - eravamo molti di meno in quest'Aula -  e
  l'onorevole Forzese ebbe a dire, sull'ordine dei lavori, che  l'UDC
  ha presentato un emendamento - che, poi, dal dire generale, sarebbe
  stato sottoscritto dalla gran parte dei parlamentari - che, proprio
  in aderenza a quello che diceva prima l'onorevole Maira, prevedeva,
  in aderenza all'articolo 128, che l'ordine dei lavori era dovuto al
  fatto  che  è  inutile  che  discutiamo di bilancio  perché  questo
  emendamento sarà trattato in Finanziaria e tutto quello che  avremo
  fatto,  nel caso in cui passi  - e mi auguro passi - sarà  inutile;
  che  i capitoli indicati nell'allegato 1 della legge regionale  del
  14 maggio 2010, numero 11, sono soppressi ma non per capriccio, non
  per  cattiveria; le somme già destinate ai capitoli  ivi  contenuti
  sono  riversati  su  un unico capitolo per ciascun  dipartimento  -
  starà  pure bene, penso, al Governo competente - e sono finalizzate
  al   finanziamento  di  progetti  secondo  le  modalità   stabilite
  dall'articolo 128 della legge regionale 14 maggio 2010, numero 11 e
  successive modifiche ed integrazioni. Che cosa si voleva dire?
   Abbiamo  avuto,  peraltro,  un  dialogo  forte  ma  piacevole  con
  l'assessore  Armao; è intervenuto l'onorevole Mancuso,  rafforzando
  il  ragionamento  e  noi eravamo partiti con  l'onorevole  Forzese,
  proprio  dal  128,  l'assessore Armao ebbe a  dire:   Io  condivido
  questo  tipo  di  ragionamento tant'è che, nella  mia  qualità,  ho
  diramato  una  circolare richiamando i singoli  dipartimenti  ed  i
  singoli assessorati ad attenersi rigidamente alla 128 .
   Leggo  la  circolare e nella circolare, fatta molto  bene,  si  fa
  riferimento,  capitolo  per capitolo, a quello  che  doveva  essere
  allegato.
   Non  entro nel merito dei singoli emendamenti perché non  ci  sono
  stati  abbattimenti, 10 per cento, ci sono stati aumenti,  ci  sono
  alcune  stranezze che alcuni emendamenti vengono abbattuti rispetto
  ai finanziamenti precedenti nel 2010. Ad esempio,  un finanziamento
  che  vedo di 350 mila euro esce fuori dall'Assessorato del bilancio
  con una previsione di 66 mila euro, esce fuori dalla Commissione ed
  arriviamo  ad un importo di 445 mila euro, sicuramente perché  avrà
  meritato, perché la Commissione avrà avuto modo di vedere le  carte
  e  di stabilire che quell'Associazione - ma l'ho presa per caso per
  carità perché è quella che mi ha colpito di più, infatti neanche la
  cito  - che avrà svolto la relazione così come previsto dalla legge
  e così come previsto dalla circolare.
   Inoltre,  a scanso di equivoci, queste associazioni non  c'entrano
  nulla con l'Unione Ciechi, con la Helen Keller, con i sordomuti, ma
  svolgono  un'attività  strumentale  della  Regione  siciliana,   un
  servizio;  non è un contributo che può essere dato e,  addirittura,
  nella circolare è previsto, in ottemperanza alla legge, che debbono
  presentare, di volta in volta, e concordare con l'Assessorato tutte
  le  iniziative che debbono essere intraprese e quale deve essere il
  rapporto  tra  le  spese ordinarie e le spese  di  pubblicizzazione
  dell'evento e quali sono stati i risultati. Bravo assessore  Armao,
  su questi esiti
   Allora,  invito tutti - siamo ancora in tempo - a fermarci  perché
  altrimenti non potrà essere erogato il contributo, se no si violerà
  la  legge.  Bisognerà accertare e rendicontare con  fatture  al  31
  dicembre  2010. Certo, se la certezza del contributo è  stata  data
  successivamente,  bisognerà certificare e, su questo,  scusate,  ha
  ragione  l'onorevole Maira quando dice:  E' passata una logica  per
  cui  non possono essere inserite nuove associazioni . Assolutamente
  no   Sono  passati dieci anni, quindici anni, otto anni rispetto  a
  queste  associazioni. E' la legge, questa è la novità, l'ha  votato
  quest'Aula.   E'   l'articolo 128 della precedente  finanziaria  al
  quale bisognava attenersi.
   Come  facciamo a stabilire nella Finanziaria che abbiamo diminuito
  o  aumentato  il  contributo ad un'associazione in  quell'allegato?
  Siamo il Governo?
   Allora,  gradirei un attimo di riflessione, se non  sia  opportuno
  riconsiderare,  riscrivendolo  insieme  a  tutti  gli   altri,   un
  emendamento che preveda la possibilità di annullare, una volta  per
  tutte,  questa  tabella H, facendo confluire i  fondi  in  appositi
  capitoli  nei  vari dipartimenti e possano essere  dati  così  come
  quest'Aula ha preteso e ha voluto con l'articolo 128.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio  per
  avermi   dato  la  parola  sull'emendamento  perché  avevo  parlato
  sull'ordine dei lavori poco fa.
   Cari  colleghi, credo che siamo riusciti finalmente a far emergere
  il  certosino  lavoro  che è stato fatto  nei  corridoi  in  queste
  quarantotto ore. Ci dobbiamo fare i complimenti perché  credevo  di
  dovermi  preparare  a  discutere  sui  5.000  emendamenti  che   ho
  presentato  e,  francamente,  mi  avete  dato  la  possibilità   di
  riprendermi   per  due  ore  perché  c'è  stato  un  errore   nella
  calcolatrice che è stata utilizzata e francamente sono  emersi  gli
  scontenti, assessore Armao. Lei che colpa ne ha?
   Lei  non  c'era  in queste riunioni. Lo possiamo dire:  io  e  lei
  eravamo  in  quest'Aula;  io  e lei eravamo  a  discutere  qua,  in
  quest'Aula;   non  eravamo  in  nessuna  riunione  e   in   nessuna
  Commissione  e  qualcuno ha sbagliato il calcolo e qualche  voce  è
  saltata.
   Lei,  però,  adesso ci deve dire la verità, Assessore,  perché  se
  qualche  ferito  che in questo momento dice  ahi, ahi ,  in  questa
  Assemblea,  su  questo argomento, lo avete ora calmato  perché  gli
  state dicendo che con la finanziaria gli metterete soldi, assessore
  Armao,  ci  dica almeno questo: se avete intenzione, nel prosieguo,
  quando  arriveremo, dopo la discussione dei 5.000  emendamenti,  se
  nella  Finanziaria avete intenzione di presentare degli emendamenti
  pirata  di spesa per cercare di sollevare qualche ferito o  qualche
  morto  che  in questo momento è stato colpito quasi mortalmente  da
  questa  famosa operazione di macelleria non sociale, di  macelleria
  finanziaria.
   Lo  dico anche in riferimento al Governo perché qua state parlando
  dei  contributi  alle associazioni, una serie di cose  che  non  si
  comprendono ma ora li comprenderemo perché ho presentato 142  -  mi
  pare  -  subemendamenti soppressivi, al di  là  di  quelli  che  ha
  presentato l'onorevole Mancuso, li ho fatti automaticamente.
   Ringrazio   il   collega   Bufardeci  per  averli   controfirmati,
  mantenendo  l'impegno assunto nella Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari.  Grazie  all'onorevole  Bufardeci  perché  ci
  consentirà  di  fare emergere, finalmente visto che questa  tabella
  fa  schifo  a  tutti,  quando conviene,  visto  che  comunque  sono
  interessati tutti, considerate che da 48 ore ci sono discussioni  e
  che  ora  questo Parlamento si è bloccato - su che  cosa?  -  sulla
  tabella H, guarda caso
   Se  questa   ex tabella H non interessa a nessuno, ora,  per  ogni
  subemendamento che chiederò di trattare e naturalmente di  chiarire
  perché  ci sono alcune cose strane,  non è possibile che il Governo
  su  alcuni  enti  ha  proposto la soppressione  e  ora  addirittura
  scompare  la  soppressione e gli mettete  1  milione   e  mezzo,  2
  milioni   Diteci  qual  è la strategia perché  adesso  la  vogliamo
  capire.  Cosa è successo in queste 48 ore? E' stato risuscitato  un
  ente e là  abbiamo piazzato i soldi?
   Bene, ora, senza ipocrisia,  si farà l'operazione verità anche  su
  questo  punto e l'assessore Armao ci dovrà chiarire pure se intende
  andare  avanti  con  emendamenti in Finanziaria che  distribuiranno
  soldi  a  destra  e a manca perché ci sono ancora feriti,  ci  sono
  colleghi  che si lamentano, che hanno minacciato di non  votare  il
  Bilancio o la Finanziaria e, quindi, sono stati tranquillizzati.
   Bene,  anch'io voglio essere tranquillizzato, assessore Armao,  su
  questo argomento e non naturalmente con la calcolatrice, ma facendo
  riferimento,  magari,  agli  emendamenti  aggiuntivi  che   abbiamo
  presentato  e che riteniamo come argomentazione di potere  trattare
  sul piano della politica.
   A  questo  Governo voglio dire che sono pronto a confrontarmi  sul
  piano della politica, quando il Governo vorrà farlo, una volta  per
  tutte,   in  questo  Parlamento.  E  mi  dispiace  che  l'onorevole
  Cracolici  ogni  tanto voglia minimizzare le nostre riflessioni  in
  questo Parlamento.
   Onorevole Cracolici, lei non è l'unico che quando parla dice  cose
  serie,  me  lo  consenta,  anzi,  ogni  tanto,  qualche  parola   a
  sproposito  la  dice. Però, quando qua parlano tutti,  compreso  il
  sottoscritto,  dicono cose serie e assumono anche un  atteggiamento
  rispetto ad una strategia che è legittima perché il Regolamento  ce
  lo  consente, lo facciamo proprio perché desideriamo e  pretendiamo
  che   emergano  quelle  cose  che  lei,  neanche  quando  ha  fatto
  l'oppositore storico, ha avuto la capacità di far emergere

   PRESIDENTE  .  E' iscritto a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, ho letto questo maxi emendamento e, al
  di  là di quello che è stato detto sulla tabella H o non tabella H,
  avevo fatto un intervento stamattina in tal senso.
   Mi pare   poca cosa  parlare e soffermarsi sulla tabella H.
   Devo  fare  alcuni rilievi sul maxi emendamento, per cui chiederei
  che sullo stesso ci fosse un momento di riflessione, fermandoci  un
  attimo   non   per   bloccare  i  lavori  d'Aula,   ma   per   dare
  un'accelerazione agli stessi. Ci sono, infatti, quattro voci che ci
  lasciamo  veramente perplessi, al di là del piccolo  contributo  di
  50  mila euro in più o 50 mila euro in meno che poi, alla fine,  si
  può discutere, si può eliminare o si può aggiungere.
   Il  problema  è  diverso: ci sono dei temi,  quali  la  formazione
  professionale,  caro  assessore Centorrino,  quali  i  Consorzi  di
  bonifica  per  il  mantenimento  della  proroga  dei  contratti  di
  garanzia occupazionali oppure degli emendamenti, un milione di euro
  per quanto riguarda la mitigazione ambientale per i comuni siti  di
  discarica  -  ma di cosa stiamo parlando? - oppure i 43  mila  euro
  dati  per  l'informazione a qualche ufficio di gabinetto. Assessore
  Centorrino, il problema è molto più serio. Lei non ha partecipato a
  questi lavori, hanno partecipato altri.
   Faccio  una  considerazione: è stato stanziato un impegno  di  194
  milioni  di  euro  per  la formazione professionale.  C'è  una  sua
  circolare  che  prevede di finanziare il 70  per  cento,  il  resto
  eventualmente va a coprire quei costi per i secondi anni,  i  terzi
  anni,  per i disabili e per le attività corsuali nelle carceri.  E'
  stato,  invece,  varato un piano 2011 che stanzia  176  milioni  di
  euro,  lasciando  fuori 18 milioni di euro.  Sarebbe  opportuno  ed
  auspicabile che i 176 milioni di euro li utilizzassimo, compresi  i
  12 milioni della Cefop ed altri che sono congelati, per le attività
  corsuali per il 2011 e i 18 milioni di euro li recuperiamo a quegli
  enti  che  devono  finanziare, avviare  o  confermare  le  attività
  corsuali per il secondo, terzo anno (mi riferisco alla legge n. 24)
  per i disabili e le attività corsuali nelle carceri.
   Questo  è  un  fatto su cui questa Assemblea deve scommettere  per
  evitare  che  gli enti di formazione siano presi per la  gola,  ma,
  alla  fine,  chi  viene  preso per la  gola  saranno  i  lavoratori
  dipendenti o ancor di più saranno i discenti che non potranno avere
  una  buona  attività formativa perché si vedranno  ridotte  le  ore
  della  formazione  ed avremo tutti dei corsi monchi.  Avremo  delle
  attività corsuali che non rispetteranno le 900 ore.
   Assessore  Centorrino, è un invito che le rivolgo. Lo  dico  senza
  polemica,  io la stimo tanto e l'ho detto più volte in  quest'Aula:
  possiamo  confrontarci,  non dobbiamo  fare  muro  contro  muro  ma
  dobbiamo trovare un momento di confronto perché dialetticamente  si
  possa arrivare a risolvere i problemi.
   Assessore,  vorrei  anche affrontare il problema  delle  fasce  di
  garanzia.
   Ci  sono 1500 persone che in questo momento non sono né carne e né
  pesce,  Cefop,  Cas  ed altri, che hanno una  procedura  di  revoca
  dell'accreditamento, prima li abbiamo ammessi, la voce in  bilancio
  l'abbiamo  mantenuta, la posta in bilancio l'abbiamo mantenuta,  di
  fatto,  però, non potranno essere avviate le attività corsuali.  Ne
  consegue che i dipendenti oggi sono a Palazzo d'Orléans, a  Palazzo
  dei  Normanni, in via Ausonia, sotto il suo Assessorato. Gli stiamo
  dicendo  che  siccome  ancora non possiamo decidere,  non  sappiamo
  ancora cosa fare, rimangono appesi  Troviamo dei punti di incontro,
  così  come  sarà importante che nella Finanziaria interveniamo  sul
  fondo  di  garanzia e il fondo per accompagnare ai prepensionamenti
  queste  persone, per alleggerire il mondo della formazione,  ma  in
  maniera  intelligente:  cioè  paghiamo  una  volta  e  non  ce   li
  riportiamo.
   Un budget che dovrebbe essere di 260 milioni circa, a poco a poco,
  lo  riduciamo  e  accompagniamo queste persone in  un  percorso  di
  prepensionamento  che potrà conseguentemente alleggerire  anche  il
  nostro bilancio regionale.
   Secondo  me  l'emendamento di un milione di euro  per  mitigazione
  ambientale  andrebbe soppresso perché  con un milione di  euro,  ad
  esempio, il mio comune, Mirabella Imbaccari, è stato per tanti anni
  sede  di  discarica e ha dato la possibilità ed ossigeno non  a  15
  comuni, ma a ben 34 comuni.
   L'onorevole  Termini  ricorderà  quando  l'ATO  di  Enna  venne  a
  scaricare.  Era  ingolfata tutta la provincia di Enna  e  noi,  del
  comune di Mirabella Imbaccari, abbiamo dato l'autorizzazione.
   Perché al comune di Mirabella dobbiamo dare i contributi  rispetto
  a questa misura? Dobbiamo trovare un momento di equilibrio. Quindi,
  sono  dell'avviso  che una pausa di riflessione  sicuramente  potrà
  aggiungere qualcosa al dibattito d'Aula.

                          Per fatto personale

   FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare  per  fatto personale. Sono stato chiamato  in  causa.  Non
  metto mai in difficoltà la Presidenza.
   Signor Presidente, io avrei bisogno di qualche informazione perché
  sa,  non  sono molto ferrato in certe materie. So, invece, che  lei
  nella  qualità  e anche come funzione di partenza,  potrebbe  darmi
  qualche  indicazione. Per esempio, il reato di false comunicazioni,
  qual è?
   Reato  del  codice civile, del codice penale, false  comunicazioni
  societarie, false comunicazioni all'Assemblea?

   PANARELLO. Lo ha depenalizzato l'onorevole Berlusconi

   FORMICA.   Il   reato   di  false  comunicazioni   non   è   stato
  depenalizzato   Non  mi  riferivo  alla  Presidenza  dell'Assemblea
  perché,  nel caso in specie, la Presidenza dell'Assemblea  è  stata
  vittima  a  sua  volta di un altro reato, quello  di  essere  stata
  indotta  a  comunicare dei dati falsi che compromettono di  per  sé
  l'esito,  il buon esito dei lavori dell'Assemblea stessa,  portando
  l'Aula  da  un  lato ad atteggiarsi e a ragionare su dati  che  non
  corrispondono  al  vero, e la Presidenza, dall'altro,  ad  assumere
  provvedimenti sulla base di comunicazioni che non corrispondono  al
  vero.
   Questo  è  un fatto assolutamente inaudito, direi, soprattutto  in
  presenza  dello svolgimento di lavori che riguardano il Bilancio  e
  la  Finanziaria  in un momento assai critico per la nostra  Regione
  con  il  rischio  che intere e consistenti poste del  bilancio  non
  siano  ritenute  adeguate, secondo legge, a  coprire  le  poste  di
  bilancio per cui sono state assegnate.
   E' un fatto molto grave che coinvolge la Presidenza nella gestione
  dei  lavori d'Aula con la scadenza assolutamente ravvicinata e che,
  invece,   imporrebbe   da  parte  del  Governo   e   dell'Aula   un
  atteggiamento  tale da permettere alla Presidenza stessa  di  poter
  dirigere  i  lavori  d'Aula   per  raggiungere  quella  finalità  e
  quell'obiettivo  che è la scadenza di legge per l'approvazione  del
  Bilancio.
   Ritorno sul punto. L'onorevole Cracolici  a volte predica  bene  e
  razzola  male,  a volte, ed è raro per lui, predica  male,  predica
  molto  male  perché innanzitutto, e siamo sempre all'appropriazione
  indebita, quando parla dei 100 milioni di euro previsti in più  per
  le  università  dalla  sovvenzione globale,  l'onorevole  Cracolici
  dovrebbe  sapere  che,  grazie al lavoro  congiunto  dell'onorevole
  Formica  e  dell'onorevole Leanza, qualche tempo fa, le sovvenzioni
  globali  sono state inserite nella programmazione del Fondo sociale
  europeo 2007-2013.
   Quindi,  non  appropriamoci  di  cose  che  non  vi  appartengono,
  cominciamo da qui.
   In secondo luogo, un conto è dare i trasferimenti per la gestione,
  cioè   pane  e  acqua   per sopravvivere,  un  conto  è  promettere
  mirabolanti  utilizzi di fondi sociali europei che non  possono  in
  alcun  modo  essere utilizzati per la gestione. Non confondiamo  le
  acque:  il Fondo sociale europeo può essere utilizzato al  pari  di
  tutti gli altri fondi europei su progetti specifici, addirittura si
  mette in forse anche l'utilizzo del Fondo sociale europeo se non si
  danno le risorse agli utilizzatori, in questo caso alle università,
  per   cofinanziare  o  accedere  o  cominciare  quei  finanziamenti
  attingibili sul fondo sociale europeo. Quindi, una sonora bugia
   E  poi, mi permetta, signor Presidente, la chicca: ma come si fa a
  promettere la   Ferrari' che non c'è e a negare il  pane e acqua' o
  se  volete  la benzina  per poter mettere in moto la  Ferrari'?  E'
  una contraddizione in termini
   E  la si finisca di parlare ancora della Gelmini - e qui siamo  al
   razzolare  male   -  perché  ci  avete  fatto  vivere   otto  mesi
  trascinando  l'intera nazione in proteste di piazza  e  salite  sui
  tetti  a  sostegno degli studenti contro la Gelmini. E  adesso  che
  tocca  a  voi   operare su una cifra, peraltro  ridicola,  rispetto
  all'opera dei pupi che finanziate o alle varie opere dei pupi  (non
  mi riferisco all'opera dei pupi in sè ma alle cose che finanziate),
  vi  tirate  indietro e razzolate male, vergognosamente,  sui  fondi
  alle università?
   Cinquanta  milioni  di euro buttati su iniziative  personalistiche
  senza  supporto né giuridico né legislativo e un milione e duecento
  mila   euro  che  negate  alla  cultura  siciliana,  alla   scuola,
  all'università
   Non  so come definirvi, com'era quel comico che diceva  facciamoci
  del  male'?  Come si chiamava? Tafazzi. Davvero questo mi  pare  un
  atteggiamento da  tafazzisti'  Bloccare l'Aula, farsi attaccare per
  una  questione  che  riguarda le tre università siciliane  per  non
  voler  mantenere l'impegno preso, ma soprattutto, una politica  che
  dovrebbe essere la vostra, il finanziamento alle scuole
   E  mi  fa specie che alcuni deputati di questa maggioranza pensino
  di  accantonare il problema dicendo  e basta '.  Basta'  lo  diremo
  noi,  bocciando  questa vergogna di bilancio o non  consentendo  di
  massacrare ulteriormente le casse dissanguate della Regione con  un
  bilancio che non le copre

   altri/A e di finanziaria 631/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 630-630bis-
                          630ter-630quater/A

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA.   Signor  Presidente,  io  non  entro  nel  merito   della
  discussione su questa tabella perché condivido l'intervento del mio
  capogruppo,   onorevole   Leontini.  Però   vorrei   fare   qualche
  considerazione di carattere politico, perché siamo di fronte ad  un
  bilancio che interessa tutta la nostra regione. Voglio ribadire  un
  principio che spesso ciascuno di noi ricorda, allorquando  utilizza
  il  famoso  detto di evitare di  buttare a mare l'acqua sporca  con
  tutto il bambino'.
   Su  questa  tabella c'è da dire soprattutto una cosa  e  cioè  che
  mentre   vi  sono  molte  iniziative   finalizzate  a  servire   la
  collettività,  molte  altre sono interventi che  potrebbero  essere
  evitati.
   Sempre  qui voglio condividere il ragionamento del capogruppo  del
  PD,  onorevole Cracolici, che dice che spesso in questo  Parlamento
  si straparla.  Io sono d'accordo con lui, non nel senso che ci sono
  colleghi   che   straparlano,  ma  ci  sono  spesso  colleghi   che
  intervengono  e dicono forse il contrario di quello che  pensano  o
  intervengono oggi dicendo una cosa e domani un'altra
   Mi riferisco al fatto che all'interno di questo Parlamento ci sono
  90 deputati che sono stati eletti dal popolo e che, certamente, non
  possono essere distinti tra buoni e cattivi, tra quei deputati  che
  gridano  e  quelli che magari intervengono correttamente  quando  è
  necessario, oppure tra deputati furbi e deputati fessi.  Io  voglio
  ribadire  il principio che i 90 parlamentari hanno tutti le  stesse
  prerogative.  Ci sono parlamentari della maggioranza e parlamentari
  dell'opposizione, non ci sono buoni dentro la maggioranza  e  buoni
  dentro  l'opposizione,  o cattivi dentro la maggioranza  e  cattivi
  dentro l'opposizione  Che cosa intendo dire
   Intendo  dire  che  con  questo trasversalismo  che  spesso  si  è
  verificato in questa fase di discussione del bilancio per il  2011,
  come abbiamo fatto per il 2010 e il 2009, si assiste all'interno di
  quest'Aula  ad una grande confusione: abbiamo visto che il  Governo
  si  è  fatto  assistere  da  una proposta  che  viene  fuori  dalla
  Commissione Bilancio che oggi si chiama Tabella B, e capisco perché
  si  chiama  Tabella  B, perché è una tabella per  i  buoni,  signor
  Presidente,  è  una  tabella  che  non  tiene  conto  di  interessi
  generali, ma di alcuni interessi particolari.
   Allora,  credo  che  la politica abbia bisogno di  intervenire  in
  questa   direzione   perché   quando  l'onorevole   Cracolici   era
  all'opposizione all'interno di questo Palazzo aveva il  suo  ruolo,
  lo  esercitava e portava avanti iniziative in rappresentanza di una
  parte  che  certamente  egli era legittimo a rappresentare.  Adesso
  perché  non è consentito all'interno di questo Palazzo, all'interno
  di  questa Assemblea, che ciascun parlamentare possa portare avanti
  interessi  generali,  o  anche  particolari,  nell'interesse  della
  collettività?   A   questo  non  trovo  una   spiegazione,   signor
  Presidente.
   Anche  il  Governo, oggi, pecca nel momento in cui si fa assistere
  in  direzione di un'iniziativa parlamentare che viene  fuori  dalla
  Commissione  che  non tiene conto di tutti gli aspetti  e  che  non
  tiene conto delle cose positive che ci sono nelle singole proposte,
  all'interno  di  questo  Parlamento e non tiene  conto  neanche  di
  quello che può essere evitato per ridurre la spesa.
   Signor  Presidente, avremo modo di capire, andando  avanti,  quali
  sono le iniziative positive e quali quelle da considerare negative.
  Mi  auguro che ci sia senso di responsabilità e che si porti avanti
  tutta  una  serie  di iniziative in direzione del  bene  comune  e,
  soprattutto, di chi ha bisogno in questa regione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo sia opportuno ed  utile,  in
  base  a  come  si è svolto il dibattito, sospendere  brevemente  la
  seduta al fine di stabilire come proseguire.
   Pertanto, la seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.49, è ripresa alle ore 23.40)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a   seguito
  dell'interruzione  dei lavori d'Aula, noi dei  Gruppi  parlamentari
  del PDL, del PID e di Forza del Sud più l'onorevole Cateno De Luca,
  in  una  riunione, abbiamo esaminato approfonditamente  la  vicenda
  d'Aula  e  i  suoi  contenuti e abbiamo da dare una  risposta.  Noi
  riteniamo  di  proporre che i lavori d'Aula continuino,  esaminando
  prima  il Bilancio e poi la Finanziaria; qualsiasi altra soluzione,
  secondo noi, altera il percorso parlamentare già predisposto.
   La  maggioranza  è  libera  di  proporre  quello  che  vuole;  noi
  dell'opposizione rimaniamo sulle nostre posizioni,  non  accettiamo
  proposte di accordi, respingiamo una soluzione che non sia in linea
  con  un'impostazione di rigore, di razionalizzazione della spesa  e
  di impegno per gli investimenti produttivi. Rimaniamo contrari alla
  linea   clientelare,  dispersiva  e  di  saccheggio  della  finanza
  regionale e del bilancio che, soprattutto, nel maxi emendamento  in
  esame si evidenzia.
   Pertanto,  preferiamo  che la maggioranza, continuando  nelle  sue
  scelte,  non  consideri  l'opposizione minimamente  disponibile  da
  questo punto di vista, se non a continuare i lavori d'Aula, secondo
  gli strumenti già predisposti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  le
  cose  dette  dal  collega  Leontini  meritino  una  risposta.   Noi
  crediamo,  anzi  riteniamo  assolutamente  necessario,  che  questa
  Regione si doti di un bilancio e di una legge finanziaria, che  sia
  improntata a due princìpi che non possono essere soltanto  principi
  annunciati ma - speriamo - princìpi praticati.
   Con  la  Finanziaria speriamo di riuscire a promuovere  azioni  di
  sviluppo;  con il Bilancio, oltre a garantire azioni di sostegno  e
  di  sviluppo  alla Sicilia, vogliamo concretamente dare  attuazione
  alle  politiche di rigore. Ecco perché abbiamo cercato, come si  fa
  di norma e per prassi parlamentare, di ritenere - anche nei momenti
  più  alti,  più  aspri dello scontro, del confronto  legittimo  tra
  maggioranza ed opposizione - di acquisire un metodo, al di  là  poi
  delle  singole  questioni  che  possono  dividerci,  ma  un  metodo
  condiviso  riguardo il modo con cui procedere nella formazione  del
  bilancio  di  questa Regione e abbiamo proposto un metodo  che  era
  quello  di  prevedere che su tutta una serie di misure, soprattutto
  quelle tradizionalmente legate ai contributi che storicamente e non
  da  oggi,  e  certamente oggi nessun nuovo contributo  è  previsto,
  perché non è possibile prevederlo con legge di bilancio ma da  due,
  anzi,  da tre anni questa Regione non ha previsto nessun contributo
  a  nessun  soggetto nuovo, abbiamo proposto una riduzione omogenea,
  il più possibile omogenea, del 10 per cento.
   Abbiamo  ascoltato che i colleghi non sono interessati  a  nessuna
  ipotesi  di confronto, di incontro, di mediazione; ci dispiace.  Un
  Parlamento è anche il momento - ripeto - dove la mediazione  non  è
  una  parola offensiva, è una parola con cui si costruisce anche una
  buona  politica;  ma  se c'è chi non vuole sentire  e  c'è  chi  si
  rifiuta di ascoltare, una maggioranza ha anche il dovere di  andare
  avanti  e, certamente, una cosa non può accettare - l'ho detto  già
  tre  volte e lo ripeto per la quarta volta -: non ci può essere  un
  mondo  alla rovescia in cui oggi noi dovremmo difendere quello  che
  il  passato  ci consegna in eredità; noi non ci entriamo  con  quel
  passato.
   Ecco  perché  io  penso che, a questo punto, il  Presidente  della
  Commissione   dovrà  valutare,  avendo  avuto  un   mandato   dalla
  Commissione,  di ritirare l'emendamento e, poi, valuteremo  con  un
  emendamento eventuale del Governo anche la cancellazione per intero
  di tutti gli ex interventi della ex famigerata tabella H

                              (Applausi)

    in  maniera tale che i siciliani potranno, finalmente,  sapere  i
  genitori di ogni norma, i nonni se ci sono i nonni e se sono ancora
  vivi, i genitori ed i nonni e, forse, gli attuali padri putativi
   Detto  questo, intanto affrontare la questione per  quello  che  è
  l'emendamento.
   Noi  abbiamo ritenuto di fare una cosa buona e giusta che  potesse
  consentire a questo Parlamento di uscire con dignità, tenendo ferma
  la  politica  di rigore, ma anche avendo in mente una strategia  di
  sviluppo,  senza fare colpi di testa e senza voler  danneggiare  la
  Sicilia o pezzi di storia della Sicilia.
   Tuttavia,  è  evidente che se la sfida è al  rinnovamento  e  alle
  riforme,  signori,  sulle  riforme ci confronteremo  nel  merito  e
  faremo le riforme che servono alla Sicilia partendo dal fatto  che,
  intanto,  facciamo  venire  meno questo emendamento,  dopo  di  che
  affronteremo nell'esame del Bilancio la cancellazione di tutti  gli
  interventi  della ex, una volta famigerata tabella H e poi  vedremo
  se  si  approverà  il Bilancio, la Finanziaria -  poi  vedremo  che
  Finanziaria si farà  - ma questo ogni cosa al suo tempo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intanto  accolgo
  con grande felicità la firma del Presidente del Gruppo parlamentare
  del  PD  a  tutti gli emendamenti già depositati per  l'abrogazione
  dell'articolo  128,  ex  tabella  H.  Quindi,  grazie  per   questa
  disponibilità  che è venuta dopo tre estenuanti giornate,  potevate
  pensarci prima  o a presentare gli emendamenti e non l'avete fatto;
  oggi  apponete la firma agli emendamenti da noi presentati,  oppure
  ne presentate altri uguali a quelli che abbiamo presentato noi.
   Di  questo  siamo molto contenti perché la partita  che  si  vuole
  giocare,  oggi,  va verso la politica con una sfida  da  parte  del
  Presidente  del  Gruppo parlamentare del Partito  Democratico,  una
  sfida politica assolutamente:  prevedere, tra qualche ora, un colpo
  di  mano  ed  io,  siccome non riesco a individuare quale  potrebbe
  essere,  è  chiaro  che mi affascina questo tipo  di  atteggiamento
  politico, peraltro in tantissimi anni non l'ho mai vissuto e questa
  sarà la prima volta di un confronto molto serio.
   Rispetto  al maxi emendamento presentato, è chiaro che,  da  parte
  della  Commissione Bilancio, non c'era alcun tipo di  avallo,  così
  come  ha detto l'onorevole Cracolici e non ci può essere alcun tipo
  di  avallo neanche al ritiro, questo emendamento è frutto di chi lo
  ha voluto, secondo interessi particolari che sono ben individuati.
   Siamo  contenti che il Partito Democratico fa dieci passi indietro
  su  una politica clientelare che fino a ieri non gli apparteneva  e
  oggi  non  gli appartiene perché lo stanno dimostrando, vedremo  se
  nelle  prossime ore invece ritorneranno di nuovo all'assalto  della
  diligenza,  magari  con  una previsione più  globalizzata;  vedremo
  quale sarà l'atteggiamento del Partito Democratico.
   Da  parte  nostra, naturalmente, l'arte della mediazione  politica
  fa, forse, riflettere quello che potrebbe essere un buon Bilancio e
  una buona Finanziaria.
   Da  questo momento stiamo partendo con il passo giusto,  il  passo
  giusto  proposto da noi e accolto dall'onorevole Cracolici è quello
  di  eliminare appunto la tabella H ed è un punto di partenza;  dopo
  aver  votato questi emendamenti ed aver tolto quello che per  anni,
  non   per   fare  un  riferimento  soggettivo,  perché  l'onorevole
  Cracolici  ad  un  nome  assoggetta quasi  tutta  la  totalità  del
  Parlamento che è contro le sue posizioni.
   Per quanto mi riguarda l'amato presidente della Regione Cuffaro  è
  diventato per tutti noi nelle parole di chi ci vuole offendere ogni
  giorno, quelli che vogliono portare avanti il  cuffarismo'. Io sono
  stato   sempre  eletto  nella  maggioranza  e  sono  stato   sempre
  all'opposizione  del Governo Cuffaro, qualcun  altro  che  è  stato
  eletto  nella minoranza per molti anni è stato molto più vicino  al
  Presidente di quanto lo sono stato io. E le offese che ogni  giorno
  vengono  fatte da un lato a Berlusconi e dall'altro a Cuffaro,  non
  fanno onore a chi per diversi anni ha voluto alimentare quello  che
  oggi tutti insieme stiamo decidendo di chiudere.
   Spero  che non siano dichiarazioni di circostanza. Gli emendamenti
  sono presentati, vedremo nelle prossime ore chi porterà avanti  una
  politica nuova in questo Parlamento.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  ringraziare il Governo perché sembra che stia aprendo un varco  nel
  voler  tentare  di  approvare il bilancio entro il  30  aprile.  Il
  Presidente  della Commissione, per carità, formalmente segue  ormai
  l'indicazione che l'assessore ombra ha dato, perché l'assessore per
  l'economia  non è il buon Armao, lui è abbastanza presidenzialista,
  materialmente è l'onorevole Cracolici, perché noi abbiamo detto che
  questa   finanziaria,  questo  bilancio  è  stato   strategicamente
  definito   dal   Presidente   ombra,  onorevole   Lino   Leanza   e
  dall'assessore per l'economia, onorevole Cracolici
   Quindi,  vi  ringraziamo,  in  modo  particolare  ringrazio   lei,
  onorevole  Cracolici,  che  finalmente  vuol  lasciare   un   segno
  straordinario con questo Bilancio. Ma diciamo anche una verità, che
  lei nella sua qualità doveva anche dire: il Commissario dello Stato
  vi  ha  richiamato sull'utilizzo del Fondo di riserva, perché avete
  anche  esagerato  su  questo fronte e quest'Aula  deve  sapere  che
  questi  50  milioni   o  42, insomma,  quelli che  sono,  assessore
  Piraino, sono stati prelevati dal Fondo di riserva, questo  non  lo
  si dice, perché non conviene
   Allora,  diciamolo anche a questa Assemblea come si stava tentando
  di creare la classica e tradizionale quadra che una volta si faceva
  su  delle risorse, oggi si fa invece attingendo ad altre fonti  che
  non  potete toccare, perchè una delle voci che è stata attenzionata
  dal  Commissario dello Stato è il Fondo di riserva. Non  so  quanto
  sia  stata  dignitosa  questa sceneggiata che ci  avete  riservato,
  questo sarebbe anche da evidenziare in quell'aspetto storico che si
  sta tentando di fare con questo bilancio.
   Allora  sì,  la  vostra sfida io l'accetto, cioè  quella  di  fare
  finalmente in 48 ore le riforme per la Sicilia  E quindi non  posso
  che  confermare i circa 5 mila emendamenti, ormai stanno lievitando
  e   siccome   sono   fatti   all'insegna   della   riforma,   della
  ristrutturazione  di  questa  regione,  della  ristrutturazione  di
  questo  Parlamento,  perché andremo oltre il  30  aprile  e  quindi
  questo Parlamento rischierà di sciogliersi, per quanto ne sappiamo.
  Però, rispetto a questo scenario, signor Presidente, io saluto  con
  favore  questa nuova sceneggiata, questo nuovo quadro che ci  viene
  presentato dall'assessore ombra per l'economia e di conseguenza  io
  confermo che, accettando la sfida delle riforme, rimangono in piedi
  5  mila  emendamenti e, soprattutto, quando penserete di riprendere
  questi 40, 30, 50 milioni dal Fondo di riserva, cosa che io non  vi
  consiglio, e allora su quel fronte prenderemo tutti gli emendamenti
  della  Finanziaria e in 48 ore, probabilmente, avremo  fatto  tutte
  quelle  grandi  riforme  che in questi  anni  avete  annunziato  da
  maggioranza, da opposizione
   Ora  neanche vi rendete conto quello che siete, perché non  capite
  più il vostro ruolo qual è, ma quello di mediatori non vi si addice
  perché  è  una  mediazione francamente che non vi  darà  un  grande
  risultato.  E rispetto a tutto questo, saluto il vostro  fregio  di
  contribuire  seriamente  a  riformare  finalmente  questa  Regione.
  Pertanto, benvenuta questa nuova fase di riforma. Io ci sto

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, ascolto sempre con molto interesse  gli
  interventi  di  alcuni colleghi parlamentari e  fra  questi  quello
  dell'onorevole  Cracolici. Quando parla il capogruppo  del  PD  c'è
  sempre  da  imparare,  io non mi stanco mai  di  ascoltarlo.  Anzi,
  quando  lui parla ed io lo ascolto cerco di ricordarmi il Cracolici
  di  qualche  anno fa, quando faceva quello che stiamo  facendo  noi
  adesso.  Noi, però, devo dire con migliori risultati,  quanto  meno
  con  il   pregio e con il piglio della coerenza. Se è vero, come  è
  vero,  che questa tabella H lei l'ha definita criticabile e che  si
  scoprirà dopo il nome e il cognome, io dico che non c'è bisogno  di
  fare  indagini particolari: basta andare a leggere le  intestazioni
  degli  enti  per capire a chi appartengono, a quale parte  politica
  appartengono e dopo due minuti di tempo si scopre anche l'indirizzo
  e,  magari, si scopre pure che nella stessa abitazione ci sono  due
  enti inseriti in tabella H.
   Se, però, questa tabella H era così vituperata, mi spiegate perché
  l'avete  moltiplicata facendo una tabella Comm1R, che è  il  doppio
  della  vecchia tabella H, saccheggiando capitoli anche dal bilancio
  per  soddisfare  la  fame  di esigenza dei parlamentari  di  questa
  maggioranza d'Aula ma minoranza nel resto della Sicilia?
   Voi  le  elezioni le avete perse  Noi le abbiamo vinte  Voi  avete
  fatto un ribaltone e vi trovate alla guida di questo Parlamento, ma
  avete perso le elezioni
   La  cosa  più grave, sapete qual è? Quelli che, come noi,  avevano
  vinto  le  elezioni contro di voi, adesso stanno con  voi  tradendo
  quegli elettori che avevano consentito a noi di vincere e a voi  di
  perdere.  E' così, può anche dispiacervi; potete dire bravo  quanto
  volete  ed  io  bravo  lo accetto, ma è la verità:  voi  siete  gli
  artefici di un ribaltone

                        (Interruzioni in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Caputo, si rivolga  alla  Presidenza.  Non
  provochi i colleghi e cerchi di concludere.

   CAPUTO. Signor Presidente, ho grande simpatia e rispetto nei  loro
  confronti  e voglio parlare anche a loro. Deve dire ai colleghi  di
  farmi parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Caputo,  rispetti   il   Regolamento   e
  rispettiamolo  tutti. Si rivolga alla Presidenza e non  provochi  i
  colleghi.

   CAPUTO. Signor Presidente, se vuole faccio un altro intervento per
  richiamo al Regolamento.
   Il  Regolamento  prevede che l'oratore che prende la  parola  deve
  finire il suo intervento e non deve essere interrotto

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei e la invito a concludere.

   CAPUTO. Signor Presidente, richiami i suoi colleghi di partito.

   PRESIDENTE. Ho già richiamato i deputati, onorevole Caputo,  e  in
  questo momento non ho colleghi di partito.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,  noi  speriamo   che   l'intervento
  dell'onorevole   Cracolici   venga  rispettato   da   parte   della
  maggioranza  e  dal Governo, perché non vorrei  che  lui  si  fosse
  esposto  nell'affermare di eliminare la tabella H  e  poi,  magari,
  qualcuno non la ritira.
   C'è  troppo nervosismo in quest'Aula. State tranquilli  Non  siate
  così  nervosi   Ormai  è  il  29,  domani  30;  possiamo  stare  in
  compagnia.  Dobbiamo  ancora  fare  tutto  il  Bilancio,  con   gli
  emendamenti che lievitano, e poi ci sarà la Finanziaria.
   Di  stare  qui insieme ne avremo l'1 maggio, il 2, il 3 no  perché
  c'è la festa nel mio paese

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo, la invito a concludere. Non esageri

   CAPUTO.  Non  voglio abusare della sua pazienza e sono  rispettoso
  delle istituzioni parlamentari, anche delle istituzioni di Governo.
   Non  dovete  dire che avete ritirato la tabella H perché  siete  i
  moralizzatori di questa Sicilia. Siete stati costretti a  ritirarla
  perché  vi abbiamo politicamente svergognato di fronte alla Sicilia
  intera

   FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  rinuncio  al
  mio  breve  intervento, perché ho l'esigenza di portare avanti  una
  iniziativa. Ieri è stato depositato dall'UDC un emendamento per  la
  soppressione  della  tabella H e quest'oggi,  alle  ore  13.20,  io
  personalmente ho presentato questo emendamento e sono  stato  visto
  come un extraterrestre.
   Non  c'è dubbio che ancora una volta, al di là di quelle che  sono
  le battute, bisogna quanto meno capire l'importanza di chi, come un
  partito come l'UDC, ricopra un ruolo, un obiettivo che è quello  di
  portare  avanti  una  mediazione  all'interno  di  quest'Aula,  una
  mediazione  che a mio modo di vedere non c'è. Da un  lato,  abbiamo
  sentito  l'intervento dell'onorevole Cracolici, laddove condivideva
  la soppressione della tabella H, dall'altro, l'onorevole Mancuso  e
  l'onorevole  Maira, del quale condivido i contenuti  giuridici  del
  suo  intervento e c'è chi specula per riaccendere i toni che, vista
  l'ora, a mio modo di vedere si può anche evitare.
   Allora,  l'unica cosa che vorrei precisare, è che una volta  tanto
  prevale il giudizio del buon senso, che è quello che occorre quanto
  meno  ripartire  da questa soppressione della Tabella  H,  portando
  avanti  quelle che sono le vere iniziative e le esigenze di  quelli
  che  ne  chiedono  la  presenza autorevole di  un  Parlamento,  che
  qualche  volta  lascia  a  desiderare se non  soltanto  utilizzando
  quella demagogia politica.
   Personalmente,  ancora  una  volta vorrei  ribadire  che  è  stato
  importantissimo perché l'UDC, con in testa il sottoscritto, oggi ha
  presentato questo emendamento e l'Aula ha preso consapevolezza  che
  bisognava sopprimere la tabella H e ripartire da zero.

   PRESIDENTE.  Onorevole Savona, è stato annunciato  il  ritiro  del
  maxi emendamento CommR1, ma il ritiro deve essere formalizzato  dal
  Presidente della Commissione.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  semplicemente   ribadire  alcuni  concetti  e  riportare,   se   mi
  consentite, anche un po' di verità in quest'Aula.
   Intanto, partiamo da una premessa. Mi rivolgo all'onorevole Caputo
  che è qua da tanti anni e ha sempre votato la tabella H, assieme  a
  tutti  gli  altri colleghi che oggi parlano della  tabella  H,  che
  peraltro  non  esiste, ma che l'hanno votata pur non condividendola
  in  molti  casi; ma, guarda caso, è stata sempre un  po'  l'oggetto
  misterioso, l'oggetto dei desideri.
   Questo per una questione di correttezza.
   In questa Finanziaria il Governo sta tentando, con molta serenità,
  onorevole  Leontini, onorevole Maira, onorevole Pogliese, onorevole
  Bufardeci,  di lavorare alla luce del sole e questo  ce  lo  dovete
  consentire.  Abbiamo ragionato, passo passo, su come  costruire  un
  emendamento  che fosse il più rappresentativo possibile  e  il  più
  possibile rigoroso per quanto riguardava questo Bilancio di  rigore
  e comunque di lotta agli sprechi.
   Alla  fine, dai 54 milioni di euro dell'anno scorso, si è arrivati
  a  46 milioni di euro. Questi 46 milioni di euro sono: 4 milioni  e
  500  mila  euro per lo sport, 6 milioni per i ciechi e i sordomuti,
  diciamo per la spesa sociale stabile, 3 milioni di euro per l'Arpa,
  3  milioni  per  l'ASI,  3 milioni per i Consorzi  di  bonifica,  3
  milioni  per  i  Consorzi  agrari. Alla fine,  nella  sostanza,  la
  contribuzione rappresenta di questa famosa tabella H di  questi  46
  milioni  non  so 10, 12,13 milioni, perché ci sono i 3 milioni  per
  l'Università, i 4 milioni per l'AST, il Turismo, i beni  culturali,
  eccetera.
   Quindi, per la verità, questo Parlamento ha lavorato nel segno  di
  dare  a  questa tabella I, non so come dovremmo chiamarla, a questi
  180  punti  trattati,  un  minimo di  rigore.  Va  indirizzata  nei
  confronti  delle  categorie più svantaggiate, nei  confronti  della
  cultura,  della  scuola, dei servizi sociali,  del  turismo,  della
  protezione civile. E' stato fatto uno grande sforzo per raggiungere
  questo  obiettivo.  Non era come le tabelle  H  che  ha  votato  in
  passato l'onorevole Caputo, è completamente diversa. Erano altre le
  tabelle H, che votavamo prima.
   Questo è un tentativo rigoroso - se mi consentite - certamente con
  molte pecche.
   Si poteva fare molto di più, forse potevamo avere più coraggio, ma
  è  stato comunque un tentativo serio, vero, importante, per cercare
  di portare a casa un risultato nell'interesse generale.
   Per cercare di condividere con la minoranza, alla luce del sole  -
  non  con baratti o barattini - tutto ciò che era possibile al  fine
  di  arrivare  all'approvazione condivisa  del  Bilancio  e  ad  una
  finanziaria di sviluppo e di rigore.
   Questo  era l'intento. Non c'è da parte della maggioranza  nessuna
  arroganza,  nessuna  intolleranza;  forse,  abbiamo  fatto  qualche
  errore, se è così mi scuso con i colleghi - almeno per la parte che
  mi  compete  -  però, certamente il tentativo che abbiamo  fatto  è
  stato  un  tentativo serio e da questo punto di  vista  era  giusto
  portarlo avanti per fare emergere quello che era giusto.
   Negli ultimi tre giorni abbiamo lavorato per questo.
   Per quanto riguarda tutto il percorso successivo, è una sfida alla
  politica,  sulla politica, per la politica e mi auguro con  la   P'
  maiuscola. Noi ritireremo questi punti, li approfondiremo  e  molto
  probabilmente avremo il coraggio di presentare qualcosa  di  ancora
  più  snello.  Certamente, può darsi che lo  faremo  domani  mattina
  nell'interesse  della  Sicilia  e dei  siciliani,  come  diceva  un
  compianto amico che oggi non c'è più. Finalmente, però cominciamo a
  parlare  di fatti concreti e non me ne voglia l'onorevole De  Luca,
  non me ne voglia nessuno.
   Noi  stasera  dobbiamo  cominciare ad  entrare  nel  merito  delle
  questioni. Una cosa importante che dovevamo definire è stata fatta,
  e  cioè che la maggioranza è diventata maggioranza e da oggi decide
  da maggioranza con assoluto rispetto, doveroso, nei confronti della
  minoranza.  Ma  questa  maggioranza deve avere  il  coraggio  delle
  scelte,  e sarà quello di mettere mano a questa materia in  maniera
  chiara,  netta, alla luce del sole, senza infingimenti e con  molta
  determinazione.  E'  questa la politica a cui  siamo  arrivati.  Se
  saremo capaci, lo vedremo lungo il percorso che ci aspetta.
   Abbiamo  chiarito  tutti gli aspetti e adesso, signor  Presidente,
  non ci saranno più zone d'ombra. Fuori da quest'Aula la gente muore
  di  fame,  la  gente  sta male, molte persone sono  in  difficoltà.
  Quindi,   qualunque  sia  l'intendimento,  cerchiamo   di   operare
  nell'interesse  comune, perché quando siamo  stati  eletti  avevamo
  solo  un  obiettivo, servire la Sicilia. Facciamolo  con  tutto  il
  cuore.

   ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se in questo
  momento  ci  sono  siciliani che seguono  i  lavori  dell'Aula,  ma
  immagino che i pochi o i molti che li seguono si chiedano come  mai
  questo scontro tra maggioranza ed opposizione, che qualcuno ritiene
  epocale, non si svolga su temi importanti quali le infrastrutture o
  i  fondi  europei,  su  come mai la maggior  parte  dei  soldi  non
  riusciamo a spenderli o sui motivi per i quali scegliamo  l'Asse  1
  piuttosto che l'Asse 2 sugli investimenti e sull'agricoltura e  sui
  quali vogliamo discutere.
   Ci  sono  mille questioni: i fondi sull'economia che sono  rimasti
  bloccati  l'anno scorso, i problemi che riguardano  ogni  giorno  i
  siciliani.  Stranamente,  questo  scontro  epocale  avviene   sulla
  tabella  H.  Come  è  stato ricordato poco fa con  molta  chiarezza
  dall'onorevole  Leanza,  la  maggior parte  di  questi  fondi  sono
  bloccati.  C'è una piccola percentuale di progetti per i  quali  la
  maggioranza non ha alcuna responsabilità ed è felice di  eliminarli
  o comunque di rimetterli ad una valutazione seria e sensata.
   L'UDC è stato oggi il primo partito a fare questa proposta e  devo
  dire  che per la prima volta nella mia vita sono stata superata  in
  ottimismo,  in  grinta  e in capacità dal mio  Gruppo,  perché  ero
  convinta   che  questa  proposta  si  sarebbe  arenata,  ma   oggi,
  felicemente,  è  arrivata  in  porto.  Pertanto,  oltre  ad  essere
  soddisfatta dal Gruppo che è stato così coraggioso, invito l'Aula a
  non  fare finta che stiamo facendo una cosa importantissima; stiamo
  facendo  una  operazione  banale, procedendo  velocemente  e  senza
  manfrine.  Visto  che  tutti  siamo  contenti,  eliminiamo   questo
  argomento che non ci piace e cominciamo a discutere di cose serie.
   Passiamo  velocemente all'esame della Finanziaria,  confrontiamoci
  davanti  al  popolo  siciliano  e  vediamo  quali  sono  le  nostre
  proposte,   vediamo  che  cosa  caratterizza   la   maggioranza   e
  l'opposizione;  smettiamola, però, di discutere del  nulla,  perché
  sono  ormai  giorni che discutiamo del nulla   La tabella  H  è  il
  nulla  e  siamo  felici di averla eliminata.  Siamo  soddisfatti  e
  dunque andiamo oltre.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  so  quanti
  siano  i siciliani che ci stanno seguendo, per la verità mi  auguro
  che  siano  pochi,  molto pochi, mi auguro che non  ci  sia  nessun
  siciliano  che  in questo momento ci guarda, perchè credo  che  non
  facciamo assolutamente una bella figura. Anzi, a volte, più o  meno
  scherzosamente dico  la nostra fortuna è che non c'è una telecamera
  del  Grande  Fratello che ci riprende in tutti i  momenti ,  perché
  effettivamente  credo  che, per molti versi, saremmo  imperdonabili
  per  il tempo che andiamo perdendo, per lo spreco di energie  e  di
  risorse,  anche solo in carta, anche solo in fotocopie e  penso  ai
  tanti alberi che avrebbero potuto fare una fine migliore rispetto a
  questa follia che ci pervade.
   Non  so per quale responsabilità in questo ping pong continuo,  in
  questo  batti  e  ribatti, di chi è il merito, se  merito  è  avere
  eliminato la Tabella.
   Bene,  è  avvenuto.  La  Commissione allora lo  formalizzi  perché
  stiamo ancora parlando, senza che materialmente esista il documento
  formale,  della eliminazione di questo articolo 128. Io  ne  prendo
  atto e ne sono contento.
   Mi hanno insegnato, nella mia lunga esperienza di amministratore e
  di sindaco, un proverbio che vorrei ricordare all'Assemblea, perché
  ciascuno  di  noi ne fosse interprete:  U sazio un  po'  cridiri  o
  riunu   cioè  chi  ha  mangiato, chi ha la pancia  piena,  non  può
  credere a cosa significa la fame ed essere preso dalla morsa  della
  fame con la pancia vuota.
   Bene,   io  credo  che,  dopo  questi  giorni,  finalmente  questo
  proverbio  dovremmo metabolizzarlo, noi per primi e renderci  conto
  che,  al  di  là  delle  logiche più o meno ostruzionistiche  delle
  responsabilità, dobbiamo effettivamente varare un bilancio,  ed  il
  bilancio non deve essere solo a parole di lacrime a sangue, ma deve
  essere un bilancio di vera razionalizzazione.
   Accettiamo anche noi la sfida di fare questo bilancio nel  miglior
  modo  possibile  eliminando le storture, ma  ribadisco  ancora  una
  volta  che  occorre, insieme all'eliminazione delle  storture,  che
  questa  Assemblea sappia incidere nei confronti del Governo  perché
  si  passi  finalmente ad una capacità di spesa.  Perché,  ribadisco
  ancora una volta - non sarà mai il taglio, la razionalizzazione  di
  questo  o  di  quello, che può smuovere un'economia. L'economia  la
  smuove  il  consumo, la spesa, l'investimento che  c'è  e  noi  non
  sappiamo utilizzare, l'investimento che c'è e rischiamo di perdere,
  l'investitore che viene e che noi facciamo scappare.
   Ecco  perché,  sin da adesso, annunzio che il partito   Forza  del
  Sud'  ritornerà a parlare di semplificazione, convinti  come  siamo
  che  la vera necessità è determinare un mero momento di cambiamento
  e  di  accelerazione  di investimenti - perché stiamo  parlando  di
  fondi  comunitari  o di FAS o di altre azioni che  non  facciamo  -
  dimenticando i miliardi di opere che si potrebbero fare se i nostri
  uffici regionali semplificassero concretamente nei tempi, nei modi,
  nella forma, nella cultura tutte le pratiche che giacciono.
   Noi  torneremo  ad  intestarci  la battaglia  che  venga  meno  il
  principio dell'autorizzazione preventiva e si vada a quel principio
  che  tutto  quello  che  non  è espressamente  vietato  può  essere
  immediatamente attivato. Si smetta con questa logica del  controllo
  preventivo.
   Il  controllo  deve  esserci dopo; soltanto così  si  può  muovere
  veramente  l'economia,  si  può  muovere  lo  sviluppo  e  produrre
  entrate, che è ciò che serve alla Sicilia.
   E'  fondamentale cominciare la discussione. Quanto  tempo  abbiamo
  dedicato a questa tabella che si chiamava H, che l'anno scorso  era
  I,  che quest'anno è B, che è diventata varie volte un emendamento
  Adesso  basta   La  Commissione lo ritiri e avviamo  finalmente  un
  confronto  serio, serrato, sul bilancio, partendo da questa  logica
  nuova che il Governo deve mettere in atto.
   Non  sarà un successo per nessuno avere ritardato di 24  o  di  48
  ore:  sarà una sconfitta per la Sicilia e sarà quel digiuno che non
  avremo capito perché abbiamo la pancia piena

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sarò  breve  e
  spero  di attenermi ai tempi che lei mi ha voluto assegnare,  anche
  se  non  mi  è chiaro perché sono stati cambiati questi  tempi,  da
  cinque minuti a tre minuti, però .

   PRESIDENTE  Onorevole  Buzzanca,  apprezzate  le  circostanze   la
  Presidenza non poteva fare altrimenti.

   BUZZANCA. Signor Presidente, la democrazia ha un costo e  comporta
  anche dei sacrifici che noi dobbiamo sapere sopportare.
   Sono  contento  stasera  di aver ascoltato alcuni  interventi  che
  dicono  che  finalmente la maggioranza deve diventare responsabile.
  La  maggioranza  deve sapere fare la maggioranza,  anche  se  resta
  ovviamente  un passaggio che si dovrà ancora consumare  e  cioè  il
  confronto con il popolo siciliano.
   Signor  Presidente,  noi  avvertiamo questa  profonda  amarezza  e
  questo profondo distacco che la politica sta determinando ai  danni
  della  democrazia  e  del popolo siciliano. Stasera  il  ritiro  di
  questo   maxi   emendamento,  di  questa  serie   di   emendamenti,
  rappresenta certamente un momento importante e può rappresentare un
  momento di partenza.
   La Sicilia è ferma, ed è ferma in tutti i settori, a partire dalla
  sanità,  laddove si sbandiera un risparmio che non c'è, laddove  si
  ostenta  una  forma  di  efficienza che stride  certamente  con  la
  realtà.
   Dobbiamo  anche  capire  che la Sicilia  è  ferma  perché  non  si
  riescono a raccogliere le esigenze che vengono dal popolo siciliano
  in  tutti  i  settori, dall'agricoltura al lavoro, al  mondo  della
  produzione, al commercio, all'artigianato. Eppure, qualcuno  diceva
  che ha ritirato questo emendamento, lo diceva l'onorevole Leanza. E
  allora  perché  è stato ritirato, perché la maggioranza  ha  dovuto
  ritirare questo emendamento? Perché si voleva continuare e si vuole
  continuare,  e  lo  avvertiamo dalle parole  dell'onorevole  Nicola
  Leanza,  il quale dice che riproporrà questo documento sotto  altre
  forme,  cercando  di  aggirare  in qualche  maniera  gli  ostacoli,
  cercando  di attingere ad altre fonti normative, perché ciò  che  è
  stato  posto  qui  come fatto insormontabile  dal  punto  di  vista
  normativo,   probabilmente  vi  ha  indotto   a   ritirare   questo
  emendamento.
   La  verità  è  che  questo emendamento viene ritirato  perché  voi
  sapevate  che,  nel  momento in cui si fosse  andati  al  confronto
  d'Aula,  avreste  avuto  una  grande implosione  all'interno  della
  maggioranza,  di  questa maggioranza che è appiccicaticcia,  che  è
  fatta di culture e di provenienze diverse.
   Allora, bisogna dare adesso un contentino. Bisogna far capire  che
  vi  è  una  prospettiva, che vi è un futuro.  Io  vi  invito,  cari
  colleghi, cari amici della maggioranza, cari assessori, a  fare  un
  attimo  mente  locale:  davvero  pensate  realmente  che  si  possa
  continuare  in  questo  modo?  Pensate  realmente  che   si   possa
  continuare a navigare a vista cambiando ogni giorno, ogni ora, ogni
  momento, strategia?
   Se  questo  è  il percorso, il modo con il quale si  affrontano  i
  problemi dei siciliani, mi duole dire che c'è molta ipocrisia anche
  in  questo  ritiro, una ipocrisia che desta molta amarezza,  perché
  sappiamo  che vi è l'intento da parte di una componente  importante
  di  questa maggioranza, l'MPA, nella persona dell'onorevole  Nicola
  Leanza, di lavorare alla riproposizione di un documento che  magari
  non sarà fotocopia, ma sarà un documento lavato con l'acqua calda e
  quindi un poco si restringerà. Se questo è il sistema di confronto,
  caro  Lino, noi non riusciremo a portare avanti una manovra  perché
  la  politica  è  certamente rigore, ma è certamente rispetto  delle
  posizioni che bisogna sostenere con passione, ma è rispetto  di  un
  principio fondamentale che è quello della democrazia.
   E  voi  dimostrate, ancora una volta, di dimenticare questo valore
  che,  insieme al rispetto dei siciliani, deve diventare  finalmente
  patrimonio anche di ciascuno di voi.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  mi
  atterrò  scrupolosamente ai tre minuti che la Presidenza ha  deciso
  di  assegnare  a  ciascun intervento anche perché,  in  realtà,  la
  Presidenza  si  era  determinata nel senso di  chiudere  la  seduta
  odierna  a  mezzanotte e, quindi, immagino che alla fine di  questi
  interventi  ci dovremo attenere a quello che decide la  Presidenza.
  Però,  al  di  là di questo credo, signor Presidente,  che  ci  sia
  proprio  l'esigenza politica di chiudere la seduta prima  possibile
  anche,  se  non soprattutto, per quello che abbiamo ascoltato  fino
  adesso  dagli interventi assolutamente scoordinati che sono  venuti
  da   eminenti  rappresentanti  della  surrettizia  maggioranza  che
  sostiene il Governo Lombardo.
   Abbiamo  ascoltato  il colpo di teatro del PD  che  annunciava  il
  ritiro  della tabella H, questo momento storico da tanti  agognato,
  che  mi  lascia,  devo  dire, assolutamente  indifferente.  Abbiamo
  ascoltato l'onorevole Adamo plaudire al ritiro della tabella H che,
  per  prima,  aveva  chiesto già stamani, quando, invece,  tutto  il
  resto  della maggioranza si batteva perché questa tabella o  queste
  voci  resistessero  e rimanessero in vita. Abbiamo  poi  ascoltato,
  devo  dire  inopinatamente  per quanto  mi  riguarda,  l'intervento
  dell'onorevole Leanza che, invece, ha parlato se non ho capito bene
  di  modifiche, di cose poco chiare, almeno per me, forse per  l'ora
  tarda.  Cioè, l'onorevole Leanza, di fatto, ha smentito l'onorevole
  Cracolici   e   l'onorevole  Adamo  perché  si  è   guardato   bene
  dall'affermare che la tabella H sarà ritirata.
   Allora, signor Presidente, io credo che sia proprio nell'interesse
  della  maggioranza,  la  quale  dovrebbe  in  teoria,  anche  se  è
  assolutamente  inadeguata, tutelare gli  interessi  dei  siciliani,
  chiudere questa pagina triste della vicenda politica siciliana -  e
  chiuderla  questa sera prima possibile -  resettando  tutto  quello
  che  c'è da resettare, riunendosi, confrontandosi e, prima di  ogni
  cosa, comprendendosi al suo interno.
   Quando  vi  sarete capiti e avrete deciso cosa fare in  quest'Aula
  nei  giorni  più  importanti per la politica  siciliana,  che  sono
  appunto quelli del Bilancio e della Finanziaria, soltanto dopo  che
  l'avrete  fatto,  portateci  una  proposta,  se  ne  siete  capaci,
  veramente seria per lo sviluppo della Sicilia.
   Se  non  ne sarete capaci, l'opposizione sarà in grado di fare  la
  sua parte

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  cortesemente  prendete   posto.
  Prego, onorevole Cordaro.

   CORDARO.  Signor  Presidente, quello che sta  accadendo  in  Aula,
  all'interno della  maggioranza, mi dimostra ancora di più  che  c'è
  molta confusione

   MANCUSO.  Con l'arroganza non andate da nessuna parte  Cos'è  casa
  vostra questa?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro, la invito  a  continuare  il  suo
  intervento.

   CORDARO. Purtroppo, il potere dà alla testa, anche quando  non  lo
  si è conquistato con elezioni democratiche e, quindi, noi prendiamo
  atto anche questa sera che non viene consentito, neanche a chi  era
  stato  eletto  vincendo  le elezioni, di esprimere  liberamente  le
  proprie  idee, forse perché sono scomode. Però, signor  Presidente,
  ribadisco  che  - e la ringrazio per avermi dato la possibilità  di
  concludere  il  mio intervento - per chiudere questa pagina  triste
  della politica, sia opportuno chiudere immediatamente questa seduta
  e  andare a domani, auspicando che la notte porti consiglio e  che,
  finalmente,  vengano proposte serie,  non per accontentare  l'amico
  Tizio,  il  parente Caio o il sodale Sempronio, ma  perché  possano
  affrontarsi  quelle  reali  esigenze  della  Sicilia  che  vogliamo
  risolvere approvando un bilancio finalmente vero.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo una giornata
  convulsa  come quella che abbiamo attraversato e che ha portato  ad
  un  risultato, secondo me, molto ma molto apprezzabile cioè  quello
  annunciato  dalla maggioranza di voler contribuire a  risolvere  il
  problema   della  sostenibilità  del  bilancio   da   un   lato   e
  dell'approvazione  del  bilancio stesso nei  tempi  previsti  dalla
  legge,  noi  raccogliamo questo invito e questa sfida che  è  stata
  lanciata  dall'onorevole  Cracolici e, soprattutto,  dall'onorevole
  Leanza.
   L'onorevole   Leanza  ha  detto  che  loro  si  comporteranno   da
  maggioranza  -  siamo  contenti dell'annuncio fatto  dall'onorevole
  Leanza   -  così  come  noi  affermiamo  che  ci  comporteremo   da
  opposizione.
   Io  mi  auguro  che  alle parole dell'onorevole Leanza  seguano  i
  fatti.  La  maggioranza  ha  il dovere di  comportarsi  in  maniera
  responsabile  e,  soprattutto,  ha  il  dovere  di  perseguire  gli
  interessi  generali della Regione; l'opposizione ha  il  dovere  di
  vigilare affinché questo avvenga e l'opposizione questo farà.
   Non vorrei, onorevole Leanza e onorevole Cracolici, che fossimo in
  presenza  di un annuncio che suona pressappoco in questo  modo:  vi
  avevamo  fatto  vedere  tante caramelle,  avevamo  dato  la  nostra
  disponibilità,  forte, a perseguire l'obiettivo annunciato  e  cioè
  quella di approvare un bilancio sostenibile e soprattutto nei tempi
  previsti. Non vorrei, dagli interventi dell'onorevole Lenza, che si
  ritornasse  ad  una situazione o che si adombrasse  una  situazione
  soprattutto  ad uso dei deputati della maggioranza,  ma  forse  non
  solo,  che  è  quella  di  dire:  Senti, ti  stiamo  togliendo  una
  caramella  ora  ma  non  ti preoccupare perché  te  ne  daremo  tre
  domani .  Cioè  non vorrei che si pensasse di illudere  i  deputati
  presenti  in  quest'Aula che si toglie la tabella H, la  famigerata
  tabella  H,  cioè la caramellina oggi proponendo loro:   rinunci  a
  questa  cosa  certa  ma stai tranquillo che te ne  daremo  di  più,
  domani, col sole dell'avvenire, te ne daremo di più .
   Se  c'è un intento serio da parte della maggioranza, l'opposizione
  la   seguirà;  se  c'è  l'intento  di  proporre  la  favoletta   la
  maggioranza si farà male da sola con i propri componenti,  si  farà
  molto male da sola e dimostrerà ancora una volta che predica bene e
  razzola male.
   Noi  avevamo lanciato una proposta in Commissione Bilancio che  ci
  consentiva  di  approvare rapidamente Bilancio  e  Finanziaria,  di
  risolvere i problemi e di non esporre al rischio dei tempi e  della
  sostenibilità dei conti il bilancio della Regione.
   Non  siamo  stati ascoltanti non per colpa nostra; c'è  stata  una
  riunione presso l'Assessorato dell'economia e in quella riunione la
  maggioranza si è sottratta per problemi interni. Non vorrei che  ci
  fosse  ancora  questo infingimento di spostare  sempre  più  in  là
  quello  che  non si ha il coraggio di fare e che la situazione  che
  tutti conosciamo ci obbliga a fare.
   Pertanto,  noi raccogliamo l'invito dell'onorevole Leanza,  se  lo
  intende come sfida per noi è ancora meglio, la collaborazione se  è
  richiesta  ci sarà, la funzione dell'opposizione sarà tale,  a  una
  maggioranza che pretende di essere tale ci sarà una opposizione che
  sarà ancor più tale e, quindi, aspettiamo domani.
   Invito  lei,  Presidente, visto anche gli animi  surriscaldati,  a
  vedere se la notte ci porta consiglio e se possiamo arrivare ad una
  soluzione rapida ed efficace.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto concerne la  questione
  se  andare  avanti o meno la Presidenza non sta facendo  altro  che
  applicare  quello  che avevamo già deciso ma,  a  prescindere,  per
  quanto   concerne   sollecitazioni  varie,  a   conclusione   degli
  interventi  è  convocata la Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari in Sala lettura deputati e in quella sede si  deciderà
  cosa fare.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, credo che ci siano in quest'Aula  gli
  animi  un  po' surriscaldati, dovremmo trovare tutti un momento  di
  rasserenamento,  ma la maggioranza dovrebbe dare un  buon  esempio,
  nel  senso  che  la  maggioranza dovrebbe dimostrare  un  senso  di
  responsabilità  maggiore,  qualcuno  sostiene,   no,  il  senso  di
  responsabilità che attiene e che si addice a chi ha  la  titolarità
  del Governo e la titolarità dei numeri, come quella maggioranza che
  oggi sostiene questo Governo.
   Credo  sia  stata  sbagliata la proposta che  qualche  ora  fa  la
  maggioranza ha fatto alla minoranza. Era sbagliata nel metodo e nel
  merito.  E'  sbagliata nel metodo perché, secondo me, è  un  errore
  madornale  dire  all'opposizione:   Prendetevi  una  percentuale  e
  troviamo  su questa una soluzione, vedete cosa serve . E' sbagliata
  nel merito perché, ammesso e non concesso che si fosse pervenuti  a
  questa  soluzione  cioè  di ridurre quel famoso  maxi  emendamento,
  sarebbe   stato   invece   utile  e  opportuno   dire:    Riduciamo
  l'emendamento,  dateci una o due proposte politicamente  importanti
  per  questa  Sicilia e su queste due proposte  che  si  intesta  la
  minoranza andiamo avanti .
   Ad   esempio,  una  di  queste  proposte  sarebbe  potuta   essere
  l'immigrazione  in  Sicilia.  Abbiamo  un'emergenza  importante,  a
  Mineo,  a  Lampedusa,  a  Caltanissetta, a Pantelleria,  su  questa
  proposta  credo  che  si  sarebbe  potuto  attuare  un  tavolo   di
  confronto.  Altra proposta sarebbe potuto essere le  medie  imprese
  o,  come  suggerisce  il collega Scilla, la  pesca.  Su  questo  la
  maggioranza avrebbe dovuto fare leva
   Signor Presidente, credo che questa sera sarebbe meglio non andare
  avanti,  non  soltanto  perché la Presidenza  ha  dato  determinate
  disposizioni,  ma  perché  forse la notte porta  consiglio,  perché
  forse  non  è  nemmeno  opportuno quello che ha  detto  il  collega
  Cracolici, quasi a mo' di ricatto:  Tagliamo la tabella  H ;  ma  a
  chi  si  fa danno se non forse alla Sicilia  Sappiamo di  che  cosa
  parliamo?
   Come  ha  detto  l'onorevole Formica, noi rimaniamo  indifferenti.
  Attenzione, se vogliamo fare male alla Sicilia facciamolo, e questa
  è  la  responsabilità della maggioranza; cosa diversa  invece  è  -
  come ha detto chi mi ha preceduto - se vogliamo applicare veramente
  e  trovare  un tavolo di confronto serio e secondo me la  minoranza
  non  si  sottrarrà  ad  un confronto serio,  importante,  impegnato
  nell'interesse specifico di questa Sicilia, su grandi temi. Sono il
  primo a dire che su questi temi importanti che riguardano tutti non
  potremo

   PANARELLO. Lo doveva dire un'ora fa

   FALCONE. Si calmi  Chi è di maggioranza, onorevole Panarello,  non
  deve  surriscaldarsi,  poi  se vogliamo  continuiamo.  Se  ritenete
  invece  che  ancora avete quella veste di opposizione e  non  avete
  interpretato appieno la veste di maggioranza, il muro  contro  muro
  vedremo a cosa ci porterà.
   Sapete  a  cosa porterà? Ad un maxi emendamento che  tagli  tutto?
  Ebbene,   nessuno   si  strapperò  le  vesti    Attenzione,   però,
  Finanziaria non se ne farà  Finanziaria non se ne potrà fare perché
  una Finanziaria avrà migliaia di emendamenti e, alla fine, uscirete
  da  quest'Aula  con  una  magro, misero risultato,  caro  onorevole
  Panarello,  che per la prima volta si approverà sì il Bilancio,  un
  Bilancio  striminzito che non ha quei principi  di  rigore  di  cui
  qualcuno ha parlato, ma non vareremo la Finanziaria.
   Fermarci  un  attimo,  Presidente Savona, lei  che  ha  gli  anni,
  diciamo  così, di maturità in quest'Aula, riflettiamo, non  andiamo
  avanti  per  fare   muro  contro muro'. Troviamo  delle  soluzioni,
  facciamo   sintesi  e  cerchiamo  di  diventare  responsabili   nei
  confronti  di  questa  Sicilia, perché alla fine  le  battaglie  di
  principio   portano   a  far  vincere,  a  far  guadagnare   sempre
  l'avvocato, come mi insegna l'onorevole Arena.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, come preannunciato,  sospendo  i
  lavori  dell'Aula e convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentare in Sala lettura deputati.

    (La seduta, sospesa alle ore 00.46 di venerdì 29 aprile 2011, è
                        ripresa alle ore 1.40)

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  ad  oggi,  venerdì  29
  aprile 2011, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


    I  -Comunicazioni

  II  - Discussione dei disegni di legge:
    1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
         finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
         (nn. 630-630 bis-630 ter-630 quater/A) (Seguito)

    2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
         Legge di stabilità regionale.  (n. 631/A) (Seguito)

      La seduta è tolta alle ore 01.41 di venerdì 29 aprile 2011

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli