Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
CORDARO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153
del Regolamento interno, della mozione numero 262 Iniziative per
l'inserimento nel nuovo avviso di selezione per il conferimento di
incarichi relativi al progetto In.La.Sicilia di soggetti che hanno
maturato analoga esperienza nella precedente edizione del progetto
stesso', degli onorevoli Apprendi, Digiacomo, Oddo e Panepinto.
Avverto che la determinazione della data di discussione della
mozione sopra citata, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, è demandata, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
intervenire sull'ordine dei lavori, visto che ancora una volta non
si ha chiarezza su come nelle stanze adiacenti quest'Aula si fanno
delle riunioni, abbiamo già depositato un emendamento al disegno di
legge n. 631/A, dal titolo Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2011, legge di stabilità regionale', di cui
ne darò di seguito lettura, per quello che riguarda la tabella H,
emendamento sottoscritto dal Presidente del Gruppo, onorevole Adamo
e poi da tutti i nostri rappresentanti del Gruppo UDC nel quale i
capitoli individuati nell'allegato 1 della legge regionale n. 11
del 14 maggio 2010 sono soppressi.
Le somme già destinate ai capitoli ivi contenuti sono riservate
su un unico capitolo per ciascun dipartimento competente e sono
finalizzate al finanziamento dei progetti secondo le modalità
stabilite dall'articolo 128 della legge regionale 14 maggio 2010.
Eventuali economie realizzate sui progetti di ciascun anno
finanziario verranno destinate al finanziamento di iniziative di
inclusione socio-assistenziale di carattere innovativo e/o
sperimentale .
Abbiamo depositato ieri questo emendamento e per tale ragione ne
do lettura adesso.
PRESIDENTE. Si tratta di uno degli emendamenti già presentati?
FORZESE. Signor Presidente, Ciò che chiedo è che sia trattato
subito questo emendamento, dal momento che nella tabella H non vi è
quella chiarezza tale da consentire a quest'Aula di proseguire i
lavori e dal momento in cui vi sono state riunioni sin da ieri
pomeriggio e che sono continuate fino a qualche minuto fa, noi
riteniamo giusto che l'emendamento sia trattato subito.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero chiarire
che, pur comprendendo le apprezzabili riunioni che si saranno fatte
in nottata o in mattinata in qualche Commissione, come per esempio
in Commissione Bilancio, desidero chiarire qual è la mia posizione.
Intanto, chiedo agli uffici di prendere nota che appongo la firma
su tutti gli emendamenti finora presentati dai miei colleghi
parlamentari, su tutti gli emendamenti presentati al Bilancio e
alla Finanziaria e, soprattutto, chiederò di intervenire di volta
in volta.
Le anticipo poi, signor Presidente, che apro il dibattito anche
sul bilancio pluriennale. Pertanto, le anticipo già, questo lo dico
anche agli uffici, che oltre a discutere i 4 mila emendamenti, anzi
3.700, presentati al Bilancio - poi vedremo secondo Regolamento
perché chiederò la verifica puntuale di quelli che poi saranno
assorbiti rispetto a quelli presentati dalla Commissione e dal
Governo, perché naturalmente non mi accontenterò semplicemente di
una dichiarazione di principio - a quei 3.700 emendamenti, ne
residueranno magari 3 mila - 2.500, le anticipo che discuteremo
tutte le rubriche del Bilancio pluriennale 2012 e 2013. Per un
motivo molto semplice signor Presidente: lei i nostri appelli, i
miei appelli non li ha voluti accogliere. Io le ho detto che lei è
il garante della legalità in questa Assemblea e le ho chiesto in
più occasioni di prendere atto di ciò che non si è fatto con
l'articolo 14 e, soprattutto, di ciò che si sta facendo all'interno
di questo Bilancio.
Io lo so che lei non fa parte delle riunioni della bassa cucina ,
per carità, non mi riferivo a questo, signor Presidente, lei è
superiore a tutte queste cose e lo sappiamo, però non posso
continuare ad accettare che sono state mosse puntuali - lì ci sono
quattro faldoni di documenti che riguardano la discussione che
sosterrò in questi giorni e in queste notti in Aula - puntuali
critiche e, soprattutto, riserve ad una serie di capitoli e,
soprattutto, è stato evidenziato che l'impianto di questo Bilancio
così com'è non può funzionare.
Inoltre, le aggiungo che abbiamo già messo in discussione l'intero
impianto. Le è stato detto che ci sono alcune norme che non
meritano neanche di entrare in quest'Aula e in modo particolare le
è stata evidenziata la gravità della previsione della copertura
sulla sanità.
Sono state fatte due ipotesi, ma la cosa grave - e qui chiedo
veramente che il Parlamento censuri Armao - è che Armao la deve
smettere di dichiarare sui giornali che dal 2012 in poi entreranno
9 miliardi dalle accise La dobbiamo smettere con questo
atteggiamento Guardatelo, è riportato sul giornale di oggi
Ma in fin dei conti, vuol convincere il Parlamento, il Commissario
dello Stato che con le conferenze stampa o con le dichiarazioni di
principio noi in questa Aula potremmo mai accettare la copertura su
queste dichiarazioni di principio?
E' stato, poi, sollevato un altro aspetto. La copertura prevista
del buco della sanità con il FAS non può funzionare; e non può
funzionare per un motivo semplice, perché noi oggi, in questo
momento, non abbiamo formalmente uno stralcio di documento di
autorizzazione che consenta a questa Assemblea di votare un
Bilancio che sia, quindi, supportato dalla relativa documentazione
per coprire il buco del 2011, 2012 e 2013.
Pertanto, signor Presidente, visto che si continua a ragionare
alla vecchia maniera e cioè che siamo, anzi, la maggior parte, non
tutti per carità, si è impegnati solo sulla ex tabella H, mentre io
sono impegnato non solo ad analizzare quelle che sono le proposte
che stanno arrivando e sono arrivate in Assemblea, ma soprattutto
sto occupando il mio tempo ad approfondire sempre di più in base al
dibattito elevato - e di ciò ne do atto all'assessore Armao - in
base a questo dibattito sono le sollecitazioni che escono e portano
naturalmente ad una serie di approfondimenti. Io di questo la
ringrazio Assessore, perché quanto meno ci consente su alcune
tematiche - poi lei dirà il vero o il falso, io posso anche
mistificare una posizione, ma quanto meno di questo gliene do atto
- di entrare finalmente nel cuore di determinate questioni che
risalgono alle notti dei tempi, per carità, ma che comunque
questioni sono e chi governa ha la responsabilità di affrontarle e
di darci una strategia. Assessore Armao, ci faccia sognare una
volta per tutte, la prego.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riferisco
all'intervento poc'anzi svolto dal capogruppo onorevole Forzese, mi
fa piacere che sia presente l'assessore Armao.
Preliminarmente, gradirei sapere dal Governo se in base
all'articolo 128 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, le
associazioni, gli enti indicati nell'allegato 1 ex tabella H ,
quella per le quali vi state facendo le riunioni notturne, quella
per la quale non si va in quest'Aula - ed ha ragione l'onorevole De
Luca sembra che siamo tutti presi da queste cose - se, caro
Assessore, sono stati presentati i rendiconti. Io in coscienza se
lei non mi dichiara che per ciascuno di quegli enti sono stati
presentati i rendiconti, per quelle associazioni che sono nella
sede x di Canicattì, di Favara o di Roccacannuccia, lei non mi
dichiara che hanno presentato i rendiconti, noi non voteremo questo
bilancio Lei me lo deve dichiarare e certificare, perché io
bilanci falsi non ne voto Perché io da parlamentare non voto
aumenti di bilancio per enti o istituzioni, in violazione della
Finanziaria precedente.
Abbiamo proposto un emendamento come UDC e gradirei che l'Aula lo
facesse proprio. Vada tutto inserito in un apposito capitolo Non
stiamo sopprimendo niente né Keller né Unione ciechi; fatte le
verifiche gli assessorati destinino le somme verificando l'attività
passata, verificando la veridicità delle attività delle singole
associazioni, perché di questo abbiamo bisogno in questa Sicilia.
FARAONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, le voglio chiedere di ripristinare una
condizione che mantenga i canali democratici di selezione
dell'emergenza di questa terra attivi e presenti. Io poco fa sono
entrato in Commissione Bilancio perché mi si diceva che era sospesa
l'Aula, che doveva iniziare alle ore 11.00 e invece è iniziata alle
13.20, perché vi era in corso la Commissione Bilancio, la quale
stava valutando gli emendamenti da parte dei parlamentari.
Quello che ho visto era una scena da Borsa stile anni '80 in cui i
parlamentari che gridavano di più ottenevano l'inserimento di un
emendamento o meno nei favori del Governo o negli emendamenti che
verranno votati da quest'Aula, a seconda quanto gridavano
ottenevano il privilegio di qualcuno oppure no
Credo che dobbiamo ripristinare i luoghi in cui le emergenze di
questa terra, oggettivamente considerate emergenze e non perché c'è
un parlamentare che sa gridare di più o perché sa tenere i rapporti
positivi col Governo o col Presidente della Commissione Bilancio,
le emergenze, che oggettivamente sono emergenze, abbiano i percorsi
privilegiati.
Questa mattina ho fatto visita alla scuola Gregorio Russo di
Borgo Nuovo a Palermo, vandalizzata per l'ennesima volta assieme
alle scuole palermitane dello ZEN che mancano di video-sorveglianze
e di possibilità di sicurezza rispetto ai frequenti episodi di
vandalismo. Queste cose in questa Finanziaria non ci sono Mentre
vedo che ci sono proposte che sfidano l'oggettività.
Non mi interessa parlare di tabella H, perché sembra l'argomento
privilegiato di tutti i miei colleghi parlamentari, quello che
avverto è che c'è una condizione in cui tutti i luoghi di
valutazione democratica delle emergenze di questa città sono
saltati. O noi li ripristiniamo - lo dico al mio Gruppo
parlamentare, lo dico ai Gruppi parlamentari, lo dico all'Ufficio
di Presidenza - oppure la condizione per cui il metodo Cateno De
Luca diventa l'unico metodo possibile per ripristinare i canali di
partecipazione e di valutazione di emergenza questa terra. Se
diventa quello l'unico strumento sarò costretto ad utilizzare
quello strumento come unico metodo per far valere le idee, che
reputo debbano quanto meno potere essere valutate da quest'Aula,
almeno valutate.
Se dovesse succedere, come si è verificato l'anno passato, che ad
un certo punto ci sarà un luogo, una camera di compensazione che
deciderà per conto mio di ritirare e di azzerare tutti gli
emendamenti. Peraltro, ne ho presentato soltanto uno
sull'abolizione del privilegio della legge n. 104 per i dipendenti
regionali rispetto a tutti gli altri, mi chiedo se verrà votato da
quest'Aula, oppure ci sarà un luogo che deciderà che
quell'emendamento neanche arriverà in quest'Aula? Siccome, vorrei
impedire ciò e siccome voglio che si discuta nei luoghi
democratici, allora, signor Presidente, ripristiniamo questo luogo
come luogo di confronto democratico. Lo dico anche ai gruppi
parlamentari di maggioranza e di opposizione, perché ciò che è
accaduto in Commissione Bilancio stile Borsa anni '80, e
considerate che c'erano anche i componenti deputati parlamentari
della, in teoria, opposizione. Vorrei capire quindi se quei luoghi
sono luoghi in cui maggioranza e opposizione si annullano e si
decide trasversalmente se andare in barba a tutte le valutazioni
possibili e si decide di fare altro
Pertanto, Presidente, o il confronto democratico in Aula si
ripristina, oppure io stesso sarò costretto a firmare gli
emendamenti a firma dell'onorevole De Luca per potere parlare degli
argomenti che mi interessano Siccome non vorrei farlo, perché
reputo che ci siano metodi più democratici per discutere e per
partecipare e per decidere, però se diventa quello l'unico metodo
lo farò anch'io volentieri.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo l'intervento
dell'onorevole Faraone, spero che il corso dei lavori d'Aula possa
prendere un'altra piega.
Mi rivolgo in particolare al Governo e al Presidente
dell'Assemblea. Il Governo sa che questa Assemblea si è dotata nel
novembre del 2008 di una legge, la legge 15/2008, che è stata
approvata all'unanimità, che è stata considerata una legge
fondamentale di strumento alla mafia. Quella legge viene disattesa
in alcune parti fondamentali, fra le quali per esempio, l'obbligo
della Giunta di Governo di costituirsi parte civile in tutti i
processi di mafia, atto che la Giunta di Governo regolarmente non
compie. Pensavo si trattasse di una distrazione, invece ho letto la
Finanziaria e il Bilancio e i capitoli della legge regionale
15/2008 sono stati definanziati, vale a dire non ci sono soldi né
per l'articolo 1 né per l'articolo 3.
Proprio ieri, un autorevole giornale, il Sole 24 Ore , dava atto
della elaborazione legislativa all'Assemblea regionale siciliana e,
appunto, ieri considerava quella normativa, una normativa
fondamentale per contrastare la presenza criminale e mafiosa.
L'articolo 3 prescriveva che la Giunta di Governo, il Presidente
della Regione nella fattispecie, doveva incontrarsi con il Ministro
degli Interni e definire le aree della legalità. In quelle aree si
può operare in forza delle previsioni che sono inserite in bilancio
con l'articolo 3. Il Governo non ha inserito neanche un becco di un
quattrino sulla legge di contrasto alla mafia
Questa norma non è una norma Speziale', né la norma del
Presidente della Commissione Antimafia , né la norma della
Commissione Antimafia - mi dispiace che i colleghi parlamentari
siano distratti rispetto a questo argomento - essendo la lotta alla
mafia un fatto che dovrebbe coinvolgere tutti, in primo luogo il
Governo, e non farne soltanto una battaglia retorica in giro per le
piazze della Sicilia o quando si è intervistati in televisione,
chiedo al Governo, trovando le forme giuste, di ripristinare un
milione di euro per l'articolo 1 e almeno tre milioni di euro per
l'articolo 3.
Non mi limito a presentare emendamenti perché, come Commissione
Antimafia , potrei presentare gli emendamenti. Non è nell'ambito
di questa prerogativa che voglio muovermi, ma voglio - spero - di
attribuire una sensibilità al Governo che possa dimostrare in
questa occasione, anziché non finanziare la legge, di poter mettere
i soldi perché gli operatori economici, assessore Venturi, possano
operare.
Assessore Venturi, lei ha delimitato l'area di Caltanissetta. Se
domani a Caltanissetta succede, come sta succedendo, che un
operatore economico denuncia e porta l'estortore al rinvio a
giudizio, noi che gli abbiamo detto in tutte le salse, in tutte le
lingue, nei convegni, che avrebbe dovuto avere un ristoro pari alla
esenzione di contributi Irap, Irpef ed Ici e il contributo per il
pagamento dei contributi Inail e Inps per cinque anni, noi non
potremmo soddisfare quella richiesta e, quindi, avremo scritto una
norma che viene disattesa e il prestigio e la credibilità del
Parlamento siciliano e del Governo siciliano, ne esce profondamente
inficiato
Assessore Armao, la invito pertanto a predisporre l'emendamento e
a rifinanziare quella legge perché considero il rifinanziamento di
quella legge un atto fondamentale che lega il mio comportamento
all'impianto del bilancio. Considero quella legge, non solo io, ma
anche autorevoli esponenti del mondo di contrasto a Cosa Nostra, a
partire dal dottore Grasso, una legge epocale.
Se il Governo non finanzia quella legge, noi abbiamo, non solo
vanificato il lavoro fatto dalla Commissione, ma non reso credibile
l'autorevolezza del Parlamento siciliano in materia di contrasto
alla criminalità organizzata e alla mafia.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, ieri le avevo chiesto se esisteva un
maxi emendamento, in quanto consideravo l'emendamento TAB B 33.57,
un emendamento come tutti quelli presentati nei tre tomi. Non ho
ricevuto risposta se la Presidenza aveva, invece, individuato
quell'emendamento come cosiddetto maxi emendamento'.
Questa mattina, così come l'onorevole Faraone ha rappresentato in
modo colorito, c'è stata una riunione in Commissione Bilancio, nel
corso della quale si cercava di addivenire ad un ragionamento e
dove c'era chi faceva proposte in diminuzione e chi in aumento a
questo nuovo maxi emendamento.
Al di là delle dichiarazioni che vengono fatte in Aula, io mi
trovo d'accordo su quanto dichiarato dall'onorevole Giovanni
Ardizzone. Segnatamente - spero che il Governo mi ascolti, ma anche
la Presidenza, anzi soprattutto la Presidenza - voglio leggere ai
colleghi parlamentari il comma 4 dell'articolo 128 che abbiamo
votato lo scorso anno, alla lettera b), e mi riferisco a tutti gli
enti che sono inseriti, ex tabella H, nel bilancio della Regione.
Il comma 4 recita: A tal fine gli enti di cui all'allegato 1
della presente legge, nonché quelli eventualmente individuati
dall'Amministrazione regionale sono tenuti a:
b) presentare entro 60 giorni dall'ultimazione del programma il
rendiconto delle spese effettuate alla fine dell'erogazione del
saldo. La mancata presentazione del rendiconto nei termini ora
indicati comporta la revoca del provvedimento di concessione, con
la conseguente restituzione delle somme già erogate - è quello
che interessa a questa Presidenza immagino per una valutazione di
tutti i quanti gli emendamenti di tutte le appostazioni in bilancio
- nonché l'esclusione del finanziamento per l'anno successivo .
Allora, signor Presidente, al di là delle dichiarazioni bellicose,
c'è una norma di legge che prevede non solo i termini, ma anche la
sanzione a tutti quegli enti che non hanno rendicontato nei
sessanta giorni. L'onorevole Ardizzone ha chiesto, in modo -
immagino - strumentale, se ci sono stati rendiconti perché non ce
n'è stato neanche uno; allora, la Presidenza deve procedere ad
escludere tutti
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non abbiamo gli strumenti per fare
queste verifiche.
MANCUSO. E allora, ha detto bene l'onorevole Ardizzone, il Governo
nel giro di qualche minuto ci indichi chi ha rendicontato; chi non
ha rendicontato è escluso dalla tabella 1 dell'articolo 128 così
come prevede la legge. E vale per tutti Così finisce, come dice il
collega Faraone, il mercato che viene fatto in diverse stanze di
questo Palazzo La legge prescrive che deve essere escluso chi non
ha rendicontato. Il Governo deve esprimersi in tal senso in Aula
prima che procediamo a qualsiasi tipo di ragionamento con
emendamenti ulteriori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Campagna. Ne ha
facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, inizio con il dire che io sono per
approvare il Bilancio, e sono di questo avviso non perché ci sia
una scadenza, ma perché ritengo corretto dotare la Regione
siciliana delle strumento finanziario. Quindi, non ci sarà da parte
mia ostruzionismo, ma voglio precisare alcune cose, signor
Presidente e Governo.
Mi risulta ogni tanto difficile, ma lo devo fare, sottolineare che
sposo al cento per cento l'intervento del collega Faraone. Ogni
tanto capita Può capitare anche questo E' difficile, ma capita
Voglio sottoscriverlo così rimane a verbale.
Non condivido al cento per cento l'intervento del collega
Ardizzone e del collega Mancuso perché non basta rendicontare le
iniziative che sono scritte nell'ex tabella H, ma bisogna
considerare, signor Presidente, che quando nasce questa famosa
tabella H, che diventa l'ombelico del mondo (ormai in quest'Aula si
parla solo di ex tabella H), bisogna considerare che quando è stata
istituita poteva essere valida perché era necessario in quel
momento storico che stava attraversando la Sicilia, oggi potrebbe
non esserlo più, perché non tutte le voci - secondo il mio modesto
parere - meritano ancora oggi di essere finanziate. Questo è il
ragionamento che bisogna fare e bisogna affrontare: vedere se, voce
per voce, ancora oggi queste iniziative necessitano di essere
finanziate.
E' sotto gli occhi di tutti. Diceva il collega Faraone che basta
guardarsi intorno, basta legge la stampa quotidiana per capire dove
siamo arrivati. Palermo sta morendo: è come se tutti noi e tutti i
colleghi che orbitano ed abitano a Palermo comunque la abitassero
per motivi di lavoro tre giorni la settimana, è come se arrivassero
con un elicottero al Palazzo dei Normanni e non si accorgessero per
niente di quello che sta succedendo in città. Ebbene, io in questa
Finanziaria non ho letto nulla che riguarda Palermo.
Invito tutti i colleghi a meditare e a valutare se c'è la
possibilità di intervenire e fare qualcosa e questo invito vale per
tutti, maggioranza ed opposizione. Anziché parlare di ex tabella H,
affrontiamo temi più importanti e più delicati. Ci stanno
ascoltando, ci stanno guardando, io credo che noi dobbiamo fare più
di quello che stiamo facendo, non occupiamoci solo di tabella H,
onorevoli colleghi. La tabella H è una cosa, una cusuzza , dice il
collega Cordaro. Io sono contrario, ho sottoscritto gli
emendamenti, signor Presidente, presentati dal collega Mancuso per
sopprimere ogni punto che rappresenti l'ex tabella H.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, giusto per riportare la
discussione all'interno di binari della correttezza, vorrei dire a
questo Parlamento che la tabella H non è l'ombelico del mondo.
In Commissione Bilancio, anzi nella stanza a fianco alla
Commissione Bilancio, era in corso, questa mattina, una riunione
assolutamente informale tra esponenti politici di questo Parlamento
con ruoli diversi, capigruppo, presidenti di Commissione o altro,
tendente a trovare una soluzione politicamente condivisa che ci
consentisse di uscire dall'Aula entro sabato con una buona
Finanziaria.
Ridurre questo ad una contrattazione di basso cabotaggio sulla
tabella H è qualcosa che non sta assolutamente in piedi, anche
perché sono entrato durante questa riunione - sono stato poco per
altri incontri istituzionale nel Palazzo - ed il livello
dell'interlocuzione era un livello di interlocuzione politica, che
cercava di tirarci fuori dalle secche nelle quali siamo da martedì
mattina.
Per cui, pregherei i colleghi ad evitare di continuare a battere
su questo tasto, perché rischiamo di dare un'immagine di questo
Parlamento che non è, perché abbiamo saputo dimostrare in tante
occasione, in tantissime occasioni, che abbiamo capacità, voglia di
lavorare quando lo vogliamo fare. Questo è un momento
particolarmente delicato, particolarmente impegnativo, anche perché
la materia è tanta ed essendo in sessione di Bilancio e
Finanziaria, ovviamente, sappiamo che queste cose sono sempre
capitate e sempre capiteranno, ma l'obiettivo di tutti credo sia
quello di uscirne velocemente e con la migliore Finanziaria
possibile da dare alla Sicilia, che tenga conto del giusto rigore
da dare ai conti pubblici, visto che siamo in un momento di
ristrettezza economica, ma che crei le possibilità di un minimo di
sviluppo per questa terra.
Questo sentivo di dire all'Aula, siccome siamo ancora sull'ordine
dei lavori, perché era mia intenzione aprire l'Aula, sospendere e
rinviare alle ore 16.00, vorrei evitare ciò e fare un appello ai
deputati affinché l'attenzione si concentri sulla possibilità di
costruire qualcosa, piuttosto che continuare a scendere ancora di
più di livello.
Credo che questo Parlamento si meriti di poter avere un sussulto
di orgoglio.
E' iscritto a parlare l'onorevole Buzzanca. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, la ringrazio per questo richiamo che
io ritengo opportuno.
Noi dobbiamo portare avanti gli interessi della Sicilia, dobbiamo
sapercene fare carico e ciascuno per il proprio ruolo, per la
funzione che esercita, deve dare il proprio contributo e lei lo sta
dando dall'alto della sua posizione istituzionale. Penso che i
parlamentari apprezzeranno ciò che lei ha detto e ne faranno
tesoro.
Non posso dire, però, altrettanto, signor Presidente, per ciò che
concerne il Governo di questa Regione. Penso che nel corso della
discussione sulla manovra finanziaria, sul Bilancio, non possa
mancare il Governatore della Regione siciliana che noi non vediamo
da parecchi mesi.
Ritengo sia necessario che il Governo abbia finalmente la capacità
di indicare una via perché di questo si tratta e anche in questa
occasione ce ne rendiamo conto, non essendoci una posizione chiara
e essendo affidato molto spesso il compito del Governo ai diversi
capigruppo che si fanno carico di esigenze che sono proprie del
Governo. Il problema che si pone qui stamattina e che riguarda un
aspetto marginale, come lei dice, l'ex tabella H certamente non è
l'ombelico del mondo, ma le regole vanno rispettate.
Io penso che sarebbe stato sufficiente un intervento del
Governatore che dicesse all'Aula si presenta un ordine del giorno,
lo fa il Governo attraverso il quale si comunica chiaramente
all'Aula che nel caso in cui vi sono delle irregolarità - si faceva
riferimento alla mancanza di rendicontazione - non si procederà. Il
discorso sarebbe stato chiuso lì.
E questo voglio dirlo agli Assessori qui presenti stamattina.
Fatevi carico anche voi di presentare al Governatore questa
esigenza che viene dall'Aula, perché un momento di sintesi ci deve
essere all'interno del Governo e il Governo deve presentare poi
all'Aula delle proposte univoche.
Quindi, io penso, signor Presidente, che il suo richiamo, il
richiamo all'Aula, debba essere anche esteso al Governo, debba
farsi carico lei, signor Presidente, di dire chiaro e forte che noi
sentiamo il peso delle esigenze dei siciliani e vogliamo andare
avanti. Qui fuori, in questo momento, Assessore Centorrino, vi è
una protesta abbastanza vibrata, molto civile per la verità, perché
parliamo di una argomento scottante per l'occupazione, per la
formazione e per l'offerta formativa.
Sappiamo che esiste un emendamento che fa leva sul fondo di
garanzia. Allora, chiedo al Governo e chiedo per esso all'assessore
Armao che questo emendamento sia chiaro, che sia univoco, che sia
presentato e concordato con il Parlamento, che sia reso noto. Non
so se il Presidente dell'Assemblea conosce i termini ed il
contenuto di questo emendamento, ritengo di no. E' questo il modo
di andare avanti? E' questo il modo di affrontare le grandi e
piccole esigenze dei Gruppi parlamentari, dimenticando i drammi che
vive il popolo siciliano, compresa la scure che si sta abbattendo
su gran parte dei formatori e dei lavoratori che in questi anni
hanno dato il loro contributo? Ritengo di no Perché se così è, se
noi si continua con questo percorso che è fondato sulla
improvvisazione, signor Presidente, signori Assessori, ritengo che
questa manovra il Parlamento non l'approverà e se l'approverà sarà
una brutta manovra, sarà una manovra lontana dagli interessi dei
siciliani. Questo lei certamente non vuole consentirlo, signor
Presidente, e ci trova perfettamente d'accordo.
Per cui, il suo richiamo lo facciamo noi proprio come parlamentari
almeno per quello che mi riguarda. Gli Assessori qui presenti
capiscano ciò che il Presidente intendeva dire, ciò che il
Presidente intende fare e ciò che l'Assemblea regionale siciliana
vuole fare: lavorare Essere messa in condizioni di lavorare ed
evitare che, poi, gli scontri diventino esclusivamente strumentali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
intervengo sull'ordine dei lavori per ribadire - e, quindi, di
fatto, enuncio subito la conclusione del mio intervento e poi lo
argomenterò - la necessità che lei ha già proposto all'Aula di
chiudere immediatamente questa seduta o, quanto meno, di
sospenderla perché mi pare che la partenza non sia delle migliori.
Io ho ascoltato un collega, che credo sia di maggioranza,
attaccare frontalmente l'Assessore per l'Economia; ho ascoltato il
collega Faraone, che credo anch'egli sostenga questo Governo,
parlare addirittura di canali democratici e non ho capito bene se,
dopo l'intervento dell'onorevole Campagna, è l'onorevole Faraone a
venire verso l'opposizione o l'onorevole Campagna ad andare verso
l'onorevole Faraone, però credo che questo conti poco.
Quello che conta è che, se pur all'interno dell'Aula, ciascuno è
libero di dire quello che vuole, ci sono tante parole in libertà,
io auspico che i Presidenti dei Gruppi parlamentari riescano a
trovare una sintesi. E, in realtà, da quando l'Aula ha
ricominciato, tra virgolette, a lavorare non ho ascoltato
l'intervento di nessun Presidente di Gruppo parlamentare, ho
ascoltato interventi in libertà dal primo fino all'ultimo.
Allora, signor Presidente, per essere molto chiari, io ho
ricevuto, ed entro brevemente nel merito, così come credo tutti e
90 i deputati abbiano ricevuto, una lettera firmata dal professore
Antonio Zichichi, presidente del Centro Ettore Majorana .
Se la tabella H, cari colleghi, significa questo e cioè il fatto
che un Centro che dà lustro mondiale alla Sicilia, che ha visto la
presenza in vent'anni di 150 premi nobel e che si è visto azzerare
i capitoli di spesa che servivano esclusivamente per la
sopravvivenza per un verso e per la rappresentanza di quanto di
buono c'è in Sicilia nel mondo, e allora i dico che questa tabella
H, così tanto discussa, va difesa ed io, per quanto mi riguarda,
l'ho già fatto in questa riunione informale che si è svolta
assolutamente nei termini che il presidente Cascio ha chiarito
qualche minuto fa, sono pronto, l'ho già fatto e continuerò a farlo
a difendere alcuni punti di principio quali possono essere quelli
relativi al fatto che centri, come il Centro Ettore Majorana ,
debbano essere assolutamente sostenuti perché danno lustro alla
nostra terra.
Raccolgo poi - però questo lo faccio come critica a questa
maggioranza schizofrenica e a questo Governo - l'indicazione del
presidente Speziale, perché a nulla vale riempirsi la bocca di
lotta alla mafia, a nulla vale dire che abbiamo fatto una legge
epocale e farci fare gli applausi quando poi, questa legge, ed è la
legge del dicembre 2008 di contrasto alla criminalità organizzata,
non viene finanziata, soprattutto, nei punti focali, nei punti
essenziali che sono quelli riguardanti la cultura della legalità e
gli incentivi agli imprenditori che denunziano il racket.
E allora, signor Presidente, io dico che noi dobbiamo fermarci
perché il lavoro di questa mattina cominciava a dare i suoi frutti,
era proficuo, e credo che debba essere concluso in sede
istituzionale non con riunioni aperte al pubblico che potrebbero,
per il fatto stesso di vedere 30, 40, 50 partecipanti, essere
confuse da qualcuno disattento in mercati che non vi sono.
Invito, invece, a ritrovare le ragioni della sintesi a coloro che
abbiamo scelto come rappresentanti dei gruppi, se del caso insieme
alle figure che sono istituzionalmente preposte a sovrintendere a
questo momento e cioè al Presidente della Commissione Bilancio,
all'assessore per l'economia e, nella totale latitanza del
Presidente della Regione Lombardo che da quando è iniziata questa
Finanziaria non abbiamo ancora visto, se del caso qualora dovesse
essere utile anche con la sovrintendenza del Presidente
dell'Assemblea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
credo che sia d'obbligo intervenire sull'ordine dei lavori per
cercare di puntualizzare alcune riflessioni che i colleghi che mi
hanno preceduto hanno qui spiegato.
E' vero che la tabella H non è il punto centrale di un bilancio di
27 miliardi di euro. E' vero che la tabella H ha rappresentato nel
passato anche una sacca di clientele, ma mi pare che in questi
ultimi anni - io dico in questi ultimi tre anni - questo Parlamento
si è affrettato a razionalizzare la spesa e a valorizzare quelle
espressioni sociali e civili che, compresi nella tabella H, hanno
rappresentato un punto di riferimento certo nella nostra Sicilia.
E' chiaro, però, che questo percorso virtuoso l'abbiamo potuto
affrontare anche con delle norme che devono essere necessariamente
rispettate, perché non si può dire: Fatta la norma, trovata ,
non si può dire questa espressione, non possiamo pervenire a questa
espressione o a questo concetto, dobbiamo, invece, fare le norme
per farle rispettare.
Allora, è giusto che non si individui la tabella H come punto di
sintesi del malgoverno o del malvezzo, ma tutt'altro. Al contempo,
però, così come la tabella H, dobbiamo dare delle procedure
rigorose quale quella, ad esempio, del consuntivo; dobbiamo capire
che esiste un articolo 14, al quale l'onorevole De Luca ogni tanto
si richiama, che necessita per le aziende partecipate di questa
Regione Sicilia che rappresentano invece il fulcro, il cuore di una
spesa pubblica molte volte priva di qualunque tipo di controllo,
priva di qualunque tipo di vigilanza, quindi, priva di qualunque
tipo di freno.
Ad esempio, proprio in questi giorni sta succedendo che a Catania
c'è un'azienda partecipata che ha avuto 100 milioni di euro di
spese e si sta appropinquando, caro onorevole D'Asero, a degli
affidamenti senza alcun tipo di evidenza pubblica, senza alcun tipo
di sistema pubblicistico, di regime pubblicistico e quindi anche di
regole che dallo stesso discendono e alle quali tutti gli enti
devono soggiacere quando hanno tale natura. Quindi, anche gli
amministratori degli stessi devono soggiacere a queste regole;
perché - attenzione - se vengono fatti degli affidamenti,
onorevole Buzzanca, a delle aziende che sono indagate in qualche
importante processo penale in corso, questo deve fare scandalizzare
questa Assemblea Questo Parlamento non può sottacere determinati
fatti gravissimi che si stanno perpetuando in questo momento in
qualche partecipata di livello regionale
Non possiamo stare in silenzio rispetto a questi fatti Ma di cosa
parliamo? Del contributo di 50 mila euro di una povera
associazione Di cosa parliamo Di ammazzare' l'associazione o il
Centro Ettore Majorana che ha portato lustro nel mondo Di cosa
parliamo? Cerchiamo di trovare il pelo nell'uovo e noi, invece, non
affrontiamo i veri problemi che comportano dei buchi spaventosi, ma
anche un malgoverno che la Corte dei Conti ha denunciato e continua
a denunciare.
Vi è un'emblematica norma, Presidente Cascio e io le chiedo nella
sua autorevolezza di poter far sì che il Governo la possa
rispettare lo dico a tutti gli assessori che non siete politici
Allora, individuiamo e impersoniamo veramente questa figura del
tecnico. Il tecnico chi è? Il tecnico è colui che dovrebbe dare
determinate soluzioni tecnicamente valide, ma è anche colui che in
maniera fredda, distaccata si pone dinanzi al problema senza farsi
tirare la giacca da nessuno E invece cosa capita qui Capita
invece - caro onorevole Beninati e lei su quell'ente con la scure
andò, ce lo ricordiamo bene - che quando si ripropongono
determinate situazioni, quando si ripropongono determinati buchi di
bilancio poi alla fine il Parlamento non ne può non tenere conto.
Ed allora, perché il richiamo sull'ordine dei lavori, signor
Presidente? Perché questo Parlamento si sta preparando ad approvare
questo Bilancio, assolutamente sì lo dobbiamo fare, ci mancherebbe.
Andremo ad affrontare da qui a qualche ora una Finanziaria, ma
dobbiamo capire che le norme che sono scritte devono essere
rispettate da tutti, da tutti Una norma è legge, una norma va
rispettata anche se la stessa è una norma dura da poter essere
ossequiata.
Allora, in questo senso, signor Presidente, sull'ordine dei lavori
io dico che deve esserci l'impegno da parte del Governo perché
possa verificare, dare attuazione a quelle norme che abbiamo varato
l'anno scorso, due anni fa e tre anni fa.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, riprenderò
alcune considerazioni svolte dagli onorevoli deputati nei loro
interventi.
Per quanto riguarda la opportuna chiamata in causa delle
previsioni dell'articolo 128 della legge che lo scorso anno il
Parlamento ha approvato, la legge Finanziaria, credo e sono certo
che l'Amministrazione ha fatto di più, nel senso che questo
principio che è stato opportunamente introdotto dal Parlamento -
nel senso che chi non è in regola con la rendicontazione non deve
avere un euro dalla Regione - non è un principio che si applica
soltanto a questa Tabella.
Abbiamo emanato una circolare a tutte le Ragionerie che come
sapete dipendono dall'Assessorato all'economia, alle quali è
impedito di liquidare un euro a chi non ha il rendiconto non solo
presentato ma approvato dall'Amministrazione. Quindi, è un
principio che non si applica in questo caso ma si applica in tutte
le ipotesi. Non ci sarà un'impresa, non ci sarà un'associazione,
una fondazione o un centro di formazione che potrà avere un euro o
un centesimo laddove la rendicontazione presentata non è stata già
approvata e questa è stata un'iniziativa concordata con la Corte
dei conti perché opportunamente quest'anno la Corte dei conti ha
additato alcune pratiche certamente non commendevoli, per cui chi
era in arretrato di due o tre anni nell'approvazione della
rendicontazione continuava a ricevere risorse come se nulla fosse.
Questo è illegittimo, ma è illegittimo in base ai principi
generali dell'ordinamento giuridico e, giustamente, il Parlamento
ha voluto dare conferma con questa norma. Quindi, posso rassicurare
gli onorevoli deputati che sono intervenuti su questo tema che
nessuno potrà avere un euro se il suo rendiconto non sarà approvato
dall'Amministrazione. Quindi, questa cautela, ripeto, è stata
generalizzata e di questo faccio ammenda perché non avevo fatto
una formale comunicazione di questa circolare al Parlamento ma è
l'occasione per farla proprio per fugare ogni tipo di
preoccupazione.
Per quanto riguarda il giusto richiamo che l'onorevole Cordaro ha
fatto all'iniziativa del Centro Ettore Majorana di Erice, è fuor
di dubbio che sia un Centro di autorevolissimo prestigio che il
Governo non intende minimamente penalizzare, tant'è che è agli atti
parlamentari un emendamento che noi stessi abbiamo presentato, come
Governo, per ripristinare lo stanziamento dello scorso anno.
E' un privilegio che uno scienziato del livello del professore
Zichichi continui a riservare alla terra natia amore e affetto e di
questo, quindi, dobbiamo essergli tutti grati e credo di
incontrare in questo il sentimento dell'intera Assemblea.
Per quanto riguarda la questione dell'onorevole Speziale, come
l'onorevole Speziale sa le iniziative, a partire da quella che oggi
abbiamo presentato con il collega Pier Carmelo Russo, che introduce
elementi concreti di lotta alla mafia nella legge sugli appalti, a
passare a quella che abbiamo inserito nella norma sul credito di
imposta che inserisce elementi concreti di lotta alla mafia, la
posizione del Governo è in questo senso chiara e lineare.
Certamente, se ci sono dei capitoli da reintegrare, lo faremo. Ce
n'è uno da 80 mila euro per il ristoro delle vittime delle
estorsioni e rimpingueremo tutte le voci che in tal senso prevedono
disposizioni giuridiche di finanziamento alla legge 15 del 2008.
Su questo non c'è assolutamente questione.
Infine, il tema dei FAS che l'onorevole De Luca aveva poc'anzi
richiamato. Ripeto: se noi avessimo già la delibera del CIPE
avremmo inserito queste risorse direttamente in Bilancio. Laddove,
invece, la delibera del CIPE non c'è, ma c'è una norma che consente
alla Regione di avvalersi della possibilità di utilizzare i FAS in
questo senso, allora proprio perché c'è il presupposto legislativo
ma manca l'atto amministrativo, qual è la delibera CIPE, di
riconoscimento di questa facoltà - peraltro concessa ad altre
regioni, come vi ho detto appena il 23 marzo - noi costituiamo
l'accantonamento negativo come strumento tecnico-contabile che
consentirà la liberazione di queste risorse appena interverrà la
delibera CIPE.
Peraltro, sul tema abbiamo avuto assicurazioni dal Ministero della
Semplificazione che conduce
DE LUCA. Non si fidi del Governo romano Non si fidi di questo
Governo ladro
ARMAO, assessore per l'economia. . dal Ministero abbiamo avuto
ampie assicurazioni e il colloquio finora sulle proposte normative
prosegue assolutamente lineare. Quindi, credo che l'Assemblea non
abbia nulla di cui preoccuparsi fino a questo momento, altrimenti i
primi ad essere preoccupati saremmo noi che questa norma
presentiamo all'eccellentissima Assemblea.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che con le rassicurazioni
dell'assessore Armao che valgono per tutti, compreso per
l'onorevole De Luca, a cui chiedo umilmente di non innamorarsi
troppo delle sue idee. Le sue idee sono, molto spesso, utili al
ragionamento, ma non si innamori in maniera definitiva; le
confronti e sia pronto ad accettare autorevoli interventi, come
quello dell'assessore per l'economia Armao, che, per quanto ci
riguarda, è il garante delle casse della Regione.
DE LUCA. Sono pronto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 16.00, spero in un clima diverso.
(La seduta, sospesa alle ore 14.04, è ripresa alle ore16.33)
finanziaria nn. 630 e altri/A e finanziaria 631/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-
630 ter-630 quater/A «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
triennio 2011-2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-630 ter-
630 quater/A «Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
2013» e numero 631/A «Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2011. Legge di stabilità regionale».
Onorevoli colleghi, ricordo che si era in fase di votazione dello
Stato di previsione dell'entrata - Presidenza della Regione -
entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB 1.2.1.4.1 alla UPB
1.5.2.6.2. Le pongo in votazione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dichiarazione di voto, volendo anche precisare alla Presidenza che
interverrò su ogni Rubrica anche per dichiarare il mio voto.
Desidero precisare che voterò contrario perché anche rispetto alle
varie Rubriche, parliamo delle Amministrazioni cui è articolata
l'Amministrazione Presidenza della Regione, ci troviamo con dati
(sono stati gli ultimi pubblicati qualche ora fa) riguardanti la
maglia nera, pare che siamo ormai la penultima regione in termini
di spesa dei fondi comunitari.
E' un dato che potete verificare sull'ANSA, non c'è la
contestazione questa volta tra me e l'assessore Armao nella
diversità di vedute di un determinato tema, assolutamente no.
Purtroppo, c'è un dato che parla del 7 per cento della spesa che è
stata certificata per quanto riguarda la programmazione 2007-2013 e
abbiamo, finalmente, acquisito un altro record in Sicilia: siamo la
penultima regione come capacità di spesa.
Questo aspetto lo voglio sottolineare in questo momento perché se
notate queste Rubriche anche sotto il profilo delle entrate c'è un
aspetto che io desidero sottolineare a tutti i colleghi: entrate
fondamentalmente zero', cioè ci ritroviamo con una correlazione
strana che desidero evidenziare.
Da un lato questo è un Dipartimento - parliamo della
Programmazione' - che dovrebbe risolvere definitivamente quello
che è il differenziale soprattutto infrastrutturale; questo è un
termine utilizzato spesso nelle discussioni anche in sede di
trattativa tra Palermo e Roma per quanto riguarda l'attuazione del
federalismo fiscale, si parla di un federalismo infrastrutturale.
Questo Dipartimento, quindi, che dovrebbe essere la chiave della
risoluzione dei nostri problemi, che come sappiamo storicamente
afferiscono all'articolo 38 dello Statuto e che con fondo di
solidarietà' sostanzialmente in questi anni si è fatto ben altro, è
un Dipartimento che francamente produce zero'. E' fondamentale
questo elemento, cioè produce zero', perché quando parleremo
invece della posta correlativa della spesa ci renderemo conto non
soltanto che è una delle Amministrazioni che costa molto alla
nostra Regione, ma soprattutto è quella che in questo momento sta
registrando i peggior record negativi della nostra terra.
D'altronde, il direttore Bonanno, che è già venuto in Commissione
Bilancio credo due volte, ha dichiarato che in questi anni si
sono accumulati circa 18 miliardi di euro di risorse dirette e
indirette. Dirette sono quelle che doveva spendere la Regione
siciliana e parliamo del FAS 2000-2006, del FAS 2007-2013, delle
risorse liberate, parliamo anche delle risorse assegnate
direttamente alle Amministrazioni statali come l'ANAS, le Ferrovie
e quant'altro destinatari di oltre 7 miliardi di euro circa, che
sommati tra l'incapacità della Regione siciliana a spendere queste
risorse e quelle assegnate a queste Amministrazioni statali
sostanzialmente il cumulo fa circa 18 miliardi di euro di risorse
non spese per la nostra terra.
Su questo, naturalmente, noi vogliamo evidenziare il costo di
questa Rubrica rispetto ad una parte di entrate che produce zero.
Quindi produzione zero, in termini di entrate e, purtroppo, grandi
record negativi sotto il profilo della spesa. E' questo il motivo
per cui il mio voto su questa Rubrica sarà contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PDL e del
Gruppo parlamentare PID.
Si passa alla Amministrazione Attività produttive' - entrate
correnti ed in conto capitale: dalla U.P.B. 2.2.1.4.1 alla U.P.B.
2.2.2.7.2.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Le ricordo, però, che si può
intervenire soltanto una volta: sull'argomento o per dichiarazione
di voto.
DE LUCA. Signor Presidente, mi richiamo al Regolamento interno.
Desidero capire come si vuole proseguire, così metto in conto i
vari aspetti in base ai quali mi dovrò organizzare.
Signor Presidente, sul mio tavolo ho delle cartelle, me ne
arriveranno altre e devo capire quali fare arrivare prima e quali
dopo: quelle che riguardano il Bilancio, quelle che riguardano il
bilancio dell'Assemblea, quelle che riguardano la Finanziaria, devo
organizzare il mio lavoro in tal senso.
Prima di entrare nel merito dell'argomento, desidero, signor
Presidente, che mi chiarisca - così da evitare confronti dialettici
- quali sono i margini regolamentari o meglio quali sono le mie
prerogative che lei decide di comprimere. Me lo comunichi prima,
Presidente, in modo tale che mi organizzi compensando quelli che
sono i margini che comprimerà con altri argomenti. Non c'è problema
su questo, Presidente, ma è importante che mi dica come desidera
applicare il Regolamento.
Ciò che sottolineo è che desidero intervenire sul merito. Dopo di
che, se gli Assessori presenti riterranno - cosa che mi auguro - di
replicare, naturalmente, in funzione della replica desidero fare la
mia dichiarazione di voto così come previsto dal Regolamento. Se
l'Assessore non replica, io replico a me stesso e farò una
dichiarazione di voto.
Signor Presidente, rispetto a questo, mi dica come ritiene di
voler agire e mi adeguerò alla sua volontà organizzandomi sugli
altri argomenti.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si seguirà, come sempre, il
Regolamento interno.
Il Regolamento detta le condizioni di attività dell'Assemblea in
via ordinaria.
Siamo in un momento straordinario, per cui tutto quello che è
previsto dal Regolamento viene rimodulato in funzione del fatto che
siamo a 48 ore dalla scadenza del termine ultimo per l'approvazione
del bilancio della Regione siciliana.
In questa fase, per esempio, avrà il diritto di parlare una sola
volta su ciascun argomento. La chiami dichiarazione di voto, la
chiami dichiarazione sulla materia, una sola volta per argomento,
per un tempo di cinque minuti. Chiaramente, le consentirò il
recupero del tempo che le ho tolto con il mio intervento.
DE LUCA. Signor Presidente, dopo questa sua gentile concessione
non posso che subire questa sua decisione accennando, però, ad un
fatto. Visto che il Regolamento, in questo momento straordinario lo
fa lei, se comunicasse prima qual è il disegno complessivo che ha
immaginato
PRESIDENTE. L'obiettivo è concludere entro il 30 aprile, onorevole
De Luca. A tal fine, contingenterò i tempi in virtù di tale
scadenza.
DE LUCA. Cosa farà?
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, ha a disposizione cinque minuti per
questa Rubrica.
DE LUCA. Spero che non cambieremo passo e se già ci organizziamo
in questi termini, mi trova d'accordo. Importante sarà che non
comprima ulteriormente, andando avanti, ciò che stiamo dicendo.
Cinque minuti per ogni Rubrica mi vanno bene. Poi si discuterà per
quanto riguarda la parte relativa agli emendamenti.
Per quanto riguarda questa Rubrica Dipartimento regionale delle
attività produttive' ci ritroviamo non con una Rubrica che non
produce entrate - e qui c'è l'Assessore presente che, mi auguro
abbia la bontà di intervenire - ma ci ritroviamo con una Rubrica
che produce in entrata 7 milioni e 900 mila euro, quindi rispetto
alle altre, Assessore, è sicuramente una Rubrica che si qualifica
da sola.
C'è un problema, Assessore, e in questo caso deve stare attento
alle mele avvelenate' che avrà predisposto l'assessore Armao, se
ne guardi bene. Se controlla queste entrate a cosa afferiscono,
sono due entrate che francamente creano grande preoccupazione.
Al suo posto, Assessore, me ne guarderei bene nell'individuare
alla base delle sue entrate queste due voci. E le evidenzio,
esattamente, per sua comprensione, pagina 246, e facciamo
riferimento alla vendita di beni e servizi ed utili di enti e di
aziende a partecipazione regionale.
Lei non lo sapeva, io lo so che lei non lo sapeva, ma è stato
l'assessore Armao a predisporre queste entrate, queste mele
avvelenate , caro Assessore.
Le spiego perché sono mele avvelenate. Questa voce 910 mila euro
è una voce che deriva da una presunta attività di vendita che solo
già, per la procedura, non si potrà verificare nell'anno 2011, come
tutte le procedure di cui parleremo, se ci arriveremo, che lei ha
previsto come entrate nella Finanziaria. Perché, naturalmente, le
procedure di evidenza pubblica, è vero signor Presidente, le
conosciamo tutti. Sappiamo i tempi come sono lunghi, poi c'è
qualche povero Cristo' che presenta il ricorso e, quindi,
rispetto ai tempi ordinari, nell'assegnazione per esempio, dei
boschi o, per esempio, del demanio, ci troviamo che lei ha
programmato l'introito nell'anno corrente e questo introito, ma non
è cosa nuova, perché se noi guardiamo certi introiti, soprattutto,
nell'assessorato del territorio e l'ambiente, credo che molti
arrossirebbero per quanto riguarda le previsioni fatte e
l'accertamento, poi, che ancora continua ad essere iscritto nei
cosiddetti residui attivi.
Rispetto a questa voce, assessore Venturi, le dico che è una voce
che non si produrrà in entrata nell'anno 2011 ed a questo aggiungo
anche - assessore Armao la invito a risponderci perché è una voce
ripetuta nelle varie Rubriche - cosa significa restituzioni,
recuperi, rimborsi e partite che si compensano nella stessa.
Scusi la mia ignoranza, assessore, ma siccome produce entrata per
420 mila euro qua, ma è ripetuta in tutte le Rubriche, francamente
non ho studiato, sono impreparato su questa voce, se lei dalla sua
magnificenza universitaria ci possa dare una lezione su questa
specifica voce che mi sembra strana, anzi, è la prima volta che
francamente la approfondisco.
Per quanto espresso, e l'assessore Venturi non me ne voglia per
questo, sono costretto Assessore, come lei, a votare contro, perché
lei voterà contro, anzi non può votare perché non è un deputato e,
quindi, non ha la responsabilità delle cose che io le sto dicendo.
Ce l'ha il resto dell'Aula e naturalmente, rispetto a questo, lei è
esentato, però, so che moralmente lei è contrario a questa
previsione di entrata che il buon Armao le ha predisposto come una
mela avvelenata'.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PID e del
Gruppo parlamentare del PDL.
Si passa alla Amministrazione Beni culturali ed identità
siciliana - entrate correnti e in conto capitale: dalla UPB
3.2.1.4.1 alla UPB 3.2.2.6.1.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Assessore Missineo, lei ha, intanto, lo stesso problema
che stiamo riscontrando per quanto riguarda l'assessore Venturi.
Poi quando si dice che sommando le singole rubriche si arriva alle
poste false, qualcuno si incavola , non vogliamo utilizzare un
altro termine.
Non so se lei ha verificato che ha delle poste ancora più
delicate. La prima posta che, intanto, le voglio sottolineare ed
evidenziare è questa di 7 milioni e 900 mila euro, ed è stato
trattato bene dal suo collega Armao, perché è l'unica mela
avvelenata' che ha previsto per quanto riguarda la sua Rubrica.
Si tratta anche qua di vendite di beni e servizi ed utili di enti
ed aziende a partecipazione regionale. Non ho avuto il tempo di
completare la riflessione che stavamo facendo con l'assessore
Venturi. Lo sa che cosa vuole fare l'assessore Armao? Non lo sa
Glielo spiego io
L'assessore Armao vuol prendere quel poco di patrimonio, di parte
attiva che c'è nelle società o comunque di quei pochi beni, molti
in alcuni Dipartimenti di vostra competenza, e li vuole
monetizzare. C'è, però, un problema che fa riferimento al comma 2
dell'articolo 14. Dall'esposizione della situazione finanziaria di
tutti questi enti e società che non si continua a discutere, anzi
l'altra mela avvelenata' l'ha predisposta per me l'assessore
Armao: nella Finanziaria ha proposto lo spostamento ad ottobre
dell'esame di queste situazioni. La vuole sterilizzare. Non glielo
consento. Rispetto a questo qual è il rischio? Il rischio è che si
venderà i gioielli, gli ultimi, sono pochi quelli che rimangono,
perché ormai con l'operazione valorizzazione' il colpo di grazia
l'hanno dato già tra il 2007 e il 2008, ma rimangono in piedi i
debiti.
Assessore Venturi, lei che ha tentato la riforma delle ASI che i
suoi amici gli hanno fatto saltare, perché quando è venuto in
Commissione Bilancio mi sono permesso di dirle: Assessore, stiamo
attenti ad un fatto: lei qua mi espone un patrimonio di circa 80
milioni, se non ricordo male, ma veda che parimenti, perché i
bilanci della Regione si truccano così, lei ha sul lato passivo
l'importo di pari cifra, quindi lei si ritrova con debiti certi e
patrimoni e crediti da verificare . Se al buon Armao gliene frega
e tenta di vendersi questi beni perché le entrate comunque le deve
utilizzare per pareggiare, tentare di pareggiare il bilancio, anche
a lei Assessore Missineo, cosa succede? Succede che vi lascerà in
braghe di tela Ma manco di tela, perché si venderà questi beni e a
voi vi rimangono i debiti Poi, vi ritroverete a dover stabilire
questi debiti e questo passivo come gestirli.
Lo avete a fianco, non ve l'ha spiegata l'operazione il buon
Armao? Ma è questa l'operazione che lui ha predisposto per ogni
collega, Assessore.
Questo a mio avviso produrrebbe anche entrata, assessore Missineo.
Io da sempre propongo di istituire in Sicilia le scuole degli
antichi mestieri e delle tradizioni popolari.
Voglio sollecitare lei che è il promotore della nostra identità
siciliana su questo aspetto che produce entrata. Lei saprà
certamente che le scuole più rinomate sugli antichi mestieri sono a
Torino e a San Marino e sono scuole - assessore Armao, lei non lo
sapeva e adesso lo sa - che riescono ad autogestirsi cioè hanno
delle entrate proprie perché sono impostate non come la formazione
siciliana, di cui ne parleremo poi con il mio compaesano assessore,
ma sono gestite ed autogestite con il mondo delle imprese, come è
stato sempre suggerito, ora è venuto un Cavour' per dirci come
dobbiamo ragionare, e di questo ne parleremo dopo. Rispetto a
questo argomento lei assessore deve veramente farla una
riflessione, perché è vergognoso che in Sicilia, culla della
cultura, ce ne vantiamo, non abbiamo una scuola, una strategia
sugli antichi mestieri e le tradizioni popolari. Vergogna,
vergogna
Assessore, io mi permetto di darle due o tre ipotesi. Mi auguro
che nella sua riflessione, nella sua replica, faccia una scelta
saggia. Lei può istituire un unico ente e, quindi, nell'ambito
delle sovrintendenze o quant'altro fare una apposita sezione per
quanto riguarda questa tematica. Può mettersi d'accordo con
l'assessore Centorrino per quanto riguarda invece le scuole e fare
apposite sezioni, qui non si parla di grandi risorse, si parla di
aprire questo tema e di istituire, già in bracci delle
Amministrazioni dislocate sul territorio, questo tipo di strategia
perché di questo si tratta. Non è sufficiente imparare il dialetto,
bisogna imparare a conoscere la nostra identità, i nostri antichi
mestieri, la nostra manualità.
Rispetto a questo, Assessore, io mi sono permesso anche, non è
perché non la reputo all'altezza, di suggerirle qualche riflessione
e qualche ipotesi che lei sicuramente praticherà perché so che è
una persona sensibile a questo tema e di conseguenza so che farà
una degna valutazione per cancellare una delle tante vergogne che
in Sicilia ancora noi, purtroppo, continuiamo a subire.
Per questi motivi, non me ne voglia, sono costretto a votare
contro la previsione di entrata di questa Rubrica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione le UPB. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PID e del
Gruppo parlamentare del PDL.
Si passa alla Amministrazione Energia e servizi di pubblica
utilità - entrate correnti e in conto capitale: dalla UPB
5.2.1.4.1 alla UPB 5.3.2.6.1.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
Dipartimento - mi dispiace che non sia presente l'assessore Marino
- è un altro Dipartimento delicato . Anche qui il buon Armao non
si è risparmiato. Ritenevo che, anche rispetto alla autorevolezza
dell'Assessore, rispetto al suo passato di Prefetto, quanto meno,
evitasse in questa Rubrica di inserire qualche mela avvelenata .
Invece no E' andato oltre rispetto a quelle previste per i
Dipartimenti di cui abbiamo parlato precedentemente. Qui è andato
oltre negli importi Ha previsto, per esempio, 9 milioni 740 mila
euro di entrate derivanti dalle rendite patrimoniali e proventi del
demanio.
Io non so, qui, l'assessore Armao a quale demanio faccia
riferimento, perché non so se si confonde con quello del territorio
e ambiente, forse si sono clonati per moltiplicare le entrate,
questo non lo so, signor Assessore. E' possibile che scrivendo,
qualche clonazione delle entrate ci sia stata E' un aspetto che
può essere corretto e ne verificheremo anche i contenuti, dopo di
che, ripropone anche in questa Rubrica una entrata di 134 mila euro
con la stessa identica voce Restituzione, recuperi, rimborsi e
partite che si compensano nella spesa.
Sono entrate che si compensano nella spesa, che, magari, per
quelle che sono a sua conoscenza, per chi fa i bilanci come al
comune di Fiumedinisi di Messina, si chiamano partite di giro .
Girano, girano, girano Perché si compensano tra entrate e le
uscite . Quindi, sarà una delle girandole che viene utilizzata per
far girare qualche conto in più.
Rispetto a questa situazione di entrata, ciò che mi auguravo - mi
dispiace che non ci sia l'Assessore al ramo - è che, dopo che è
stato impedito a tutti di avvicinare presso l'Assessorato, questo
Assessorato sarebbe diventato più produttivo. Sarebbe, cioè,
diventato realmente un Assessorato che, per quanto riguarda la
Sicilia, dovrebbe realmente provocare entrate importanti, perché
parliamo di energia e soprattutto di quella che è la destinazione
naturale della nostra terra: diciamo no al nucleare - e su
questo siamo d'accordo - poi si dice: no agli impianti eolici e,
per carità - poi si restringono i margini per quanto riguarda gli
impianti solari.
Ma in fin dei conti la strategia del Governo, assessore
Centorrino, qual è per quanto riguarda questo tema? Assessore
Armao, lei che in questo momento si deve preoccupare della parte
più delicata della vicenda, delle entrate, non pensa di strigliare
questo Assessore che ha una delega strategica per la nostra terra
e, quindi, fare emergere una strategia che provochi entrate vere,
serie, perché di questo si tratta Alla fine, a livello naturale,
noi abbiamo poche cose La Sicilia, oltre a Cateno De Luca ed Armao
e al Presidente Lombardo e al Parlamento, ha intanto il sole e in
alcuni punti strategici anche il vento, ma mi voglio fermare
principalmente a quella che è la risorsa più importante: il sole.
Perché l'Assessorato dell'energia, visto che gli abbiamo anche
cambiato il nome, proprio per etichettarlo con questa
caratteristica naturale, non riesce ad impostare una strategia che
provochi delle entrate?
Assessore Armao, credo che su questo tema lei debba assolutamente
intervenire e replicare perché, rispetto ad una risorsa che il buon
Dio ci ha donato e rispetto alla cattiva politica che non ci è
stata donata dal buon Dio, una soluzione per rendere questo
assessorato realmente produttivo in termini di entrate la debba
trovare. E' il motivo, ahimè, che mi vede costretto a votare contro
anche alla previsione di Entrata, che è stata qua definita tra le
mele marce, avvelenate, predisposte dall'assessore Armao e di
conseguenza, il mio voto, signor Presidente dell'Assemblea, è
negativo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PID e del
Gruppo parlamentare del PDL.
Si passa alla Amministrazione Famiglia, politiche sociali e
lavoro - entrate correnti e in conto capitale: dalla UPB 6.2.1.4.1
alla UPB 6.4.2.6.1 .
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa Rubrica è
la più delicata, non solo perché, rispetto a quelle che sono le
entrate proporzionate ai costi, c'è uno sbilanciamento enorme, ma
soprattutto perché anche in questa Rubrica ci troviamo con
previsioni di Entrata che, a futura memoria, probabilmente mio
figlio, se un giorno farà anche questa attività, potrà verificare
se si sono effettivamente concretizzate.
E' una delle tante poste sparse, per quanto riguarda le entrate,
che, forse, si potrebbero verificare, non si sa quando e quanto, ma
che rimane, comunque, incardinata anche con la stessa strategia che
abbiamo visto con gli altri assessorati.
Io non so se questa entrata di 8 milioni e 6 mila euro fa
riferimento pure alla vendita di beni e servizi, ed utili di enti
ed aziende a partecipazione regionale. Non è presente l'assessore
Piraino, che ha la relativa delega, rispetto al patrimonio che fa
parte di questo Dipartimento, ma noi abbiamo avuto dalle 65 IPAB un
primo dato parziale, signor Presidente, che evidenzia già una
situazione debitoria che credo superi il 50 milioni di euro e dove
non ci sono crediti.
Allora, mi chiedo, chiedo all'Aula e all'assessore Armao - visto
che non c'è l'assessore Piraino - come si fa ad ipotizzare una
operazione, chiamiamola di valorizzazione, perché non c'è altra
soluzione che possa portare ad un'entrata di 8 milioni, se già
abbiamo il sistema delle IPAB che è indebitato in termini
complessivi Fornisco un dato: su 65 IPAB, soltanto due sono da
salvare, una è in pareggio e una, addirittura, in attivo. Onorevole
Mancuso, le sembrerà strano, ma 63 IPAB su 65 hanno il bilancio
pieno di debiti. Allora, assessore Armao, lei si è trasformato in
Mandrake, ne sono sicuro, perché è riuscito a trovare, per magia,
anche in questo caso, entrate rispetto a debiti certi accumulati.
Ho fatto solo un esempio, ma ne potrei fare altri per quanto
riguarda questa Rubrica. Ripeto, ci troviamo con il mondo delle
IPAB che ha oltre 50 milioni di debiti già certi e lei prevede
semplicemente 8 milioni di euro di entrate, non si sa da che cosa.
Ecco perché, assessore Armao, quell'articolo 14 andava discusso
prima, perché le avremmo impedito di proporre degli strafalcioni
Noi lo facciamo anche per il suo bene, perché lei si renderà conto,
quando arriveremo a parlare della Finanziaria, che tutta una serie
di introiti che ha programmato ed ha scritto per pareggiare la
spesa, in realtà non ci sono, perché - correlativamente - c'è una
passività di pari importo.
Rispetto a quanto detto, anche questa Rubrica soffre di quelle
mele avvelenate' dell'assessore Armao. Sono curioso di capire in
quale Dipartimento non ci sarà la mela avvelenata' Onorevole
Lenza, lo dovremo verificare assieme; strada facendo, sicuramente,
individueremo quella che, comunque, è una riserva indiana nella
quale l'assessore Armao non è stato nelle condizioni di entrare.
Non voglio discutere e non voglio togliere altro tempo prezioso
sull'Agenzia regionale per l'impiego, perché ritengo che sia meglio
stendere un velo pietoso per quanto riguarda questo ente e non per
le persone che lo dirigono, ma soprattutto per come è stata
utilizzata quest'Agenzia negli anni. Non solo spese e clientele, ma
soprattutto, anche da un punto di vista di redditività, ci
ritroviamo con l'identica situazione prevista dagli altri enti e
società: un'entrata di 750 mila euro misere che non bastano neanche
a pagare le indennità di posizione di chi le guida.
Per questo motivo, signor Presidente, sono costretto, mio malgrado
e non avendo una replica da parte dell'Assessore interessato, a
votare contro anche alla previsione di entrata che l'assessore
Armao ha fatto per quanto riguarda questa Rubrica.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente gli interventi
dell'onorevole De Luca rappresentano un momento di sintesi di tutta
la parte dell'opposizione, però, chi vuole, con il consenso dei
Gruppi, può aggiungere qualche elemento.
Volevo fare all'Assemblea un'importante considerazione, secondo il
mio punto di vista. Il volere riscontrare, nelle Entrate, una serie
di indicazioni dove nei capitoli viene scritto p.m (per memoria) -
sicuramente la figura del PM anche in questa Amministrazione
regionale è presente, però, non è questo il senso - deve farci
riflettere.
Quando nella Rubrica Energia , ad esempio, ma anche nella Rubrica
Famiglia e nelle altre Rubriche, ci sono delle voci che
interessano la compartecipazione, ad esempio, di interventi
nazionali in cui il volere iscrivere una posta in bilancio tra le
entrate, per quella teoria del moltiplicatore, può rappresentare un
momento di grande crescita delle entrate, su questo, probabilmente,
andrebbe fatta una considerazione.
Se sulla Rubrica Famiglia , quando si parla di interventi e di
rapporti con lo Stato, quando si parla di ipotesi che possono
riguardare accordi di programma-quadro, è lì che l'intervento dello
Stato va a concretizzarsi se la parte che compete alla Regione
siciliana viene prevista come un momento di entrata e, allora, in
quel caso, l'entrata diventa una possibilità di fare crescere tante
volte, secondo appunto la teoria del moltiplicatore, lo stesso
importo del capitolo.
Così come per quanto riguarda la Rubrica dell'Energia, che abbiamo
già trattato, quando si parla di Entrate per partecipazione
istruttoria per le autorizzazioni rilasciate , signor Presidente,
onorevoli colleghi, indicare per memoria significa che noi abbiamo
sancito, decretato, un blocco totale per l'anno a venire su una
attività che è quella istruttoria, cioè a dire il servizio che
l'Amministrazione regionale deve rendere per le richieste relative
a servizi che passano dalle istruttorie di pratiche che i
cittadini, le società richiedono. Ipotizzare zero, significa non
prevedere un momento di intervento nel settore, significa che tutto
l'anno non istruiremo nessuna pratica.
Io inviterei l'assessore per l'economia, anche per la sua attività
di coordinamento, per la sua grande capacità di sintesi, di stimolo
e di raccordo con i vari rami dell'Amministrazione, a specificare
se si intende, attraverso l'indicazione per memoria nella Rubrica
relativa ai singoli rami dell'Amministrazione, sancire un momento
di letargo permanente della nostra attività.
Ritengo che la Sicilia abbia bisogno di tutt'altro, non di un
momento di letargo, di dramma e di confusione considerato che già
ne vive abbastanza, ma di un momento di programmazione per
specificare, invece, in che modo, alla luce di questa attività che
i singoli rami dell'Amministrazione devono svolgere, la intendono
svolgere e in che modo intendono dare risposte alle richieste
dell'utenza.
Questo ritengo sia un argomento importante su cui dobbiamo
soffermare la nostra attenzione e riflettere perché, in questo
caso, significa che ci stiamo condannando alla mummificazione.
Ripeto, la Sicilia ha bisogno di tutt'altro
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PID e del
Gruppo parlamentare del PDL.
Si passa alla Amministrazione Autonomie locali e funzione
pubblica - entrate correnti e in conto capitale: dalla UPB
7.2.1.4.1. alla UPB 7.3.2.7.2.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una delle
Amministrazioni più delicate sulla quale io, nella Finanziaria
scorsa ho già avuto modo di scontrarmi con l'assessore al ramo, e
sicuramente ora c'è l'assessore che tiene i cordoni della borsa,
che se non sborsa le differenze sul fondo delle autonomie locali,
per quanto mi riguarda, non c'è bisogno di fare né Bilancio né
Finanziaria; quindi, occorre riportare nella legittima posizione il
fondo delle autonomie locali dell'anno scorso, nella stessa logica.
Il prossimo anno ci sarà la rivoluzione che l'assessore Armao ha
annunciato: il federalismo fiscale cambia tutto, ognuno è
responsabile delle proprie entrate e quindi, da questo punto di
vista, tutti d'accordo a cambiare storie e vita.
Però lei, assessore Armao, non può dire ai sindaci, a fine aprile,
che fino ad oggi abbiamo scherzato e, a distanza di una settimana,
si cambia regime. E questo poi, fondamentalmente, sarà un tema che
noi dobbiamo affrontare quando si tratterà la spesa, perché qua
rientriamo esattamente nella questione che io ho, in più occasioni,
denunciato a questo Parlamento e, soprattutto, è anche il risultato
delle battaglie che ho fatto, che abbiamo fatto come siciliani, ed
uso il plurale, ed alcune cose siamo riusciti, quanto meno, a
correggerle in termini di norma.
Quando noi facciamo riferimento sempre alla ricognizione che era
prevista dall'articolo 14, lo facciamo perché non è possibile che
tutto cambi in funzione della sensibilità dell'assessore o degli
assessori che ricoprono questo ruolo. Assessore Piraino, per
esempio lei non doveva ricoprire questo ruolo, non me ne voglia, ma
al suo posto avrei visto l'assessore Chinnici, che noi rispettiamo
e che essendo, essendo donna, sarebbe stata più adatta
all'Assessorato della famiglia, mentre lei, per la sua storia
personale e per la sensibilità che ha sempre dimostrato, l'avrei
visto invece all'Assessorato delle autonomie locali. Perché,
assessore Piraino, lei si trova nel posto sbagliato?
Questo è il grande interrogativo che ci siamo posti tutti quanti
e, comunque, i risultati negativi li troviamo, perché l'assessore
Chinnici che, oltre che competente, è una persona troppo perbene da
questo punto di vista ha ingoiato più mele marce, rispetto agli
altri colleghi assessori, e avvelenate predisposte dall'assessore
Armao. E lei, assessore Armao, rispetto al gentil sesso, doveva
quanto meno garantire un trattamento diverso.
Lei ha tentato, nel novembre scorso, di massacrare le autonomie
locali; mi ricordo che già aveva predisposto un taglio di 450
milioni di euro con l'articolo 45, dove c'era il trucco del fondo
degli investimenti che comunque non si realizzava mai, perché tanto
era un frutto derivante da svendite presunte di beni immobili. Si
ricorda, assessore Piraino? Noi lo abbiamo chiamato il gioco delle
tre carte' Poi, quanto meno rispetto alle nostre prese di
posizione, si è corretto il tiro.
Assessore Piraino, lei sa che questo non è sufficiente, perché a
noi non basta che alle autonomie locali e ai comuni venga destinato
l'importo di 750 milioni di euro, rispetto ai 920 da cui si partiva
e, comunque, non siamo neanche d'accordo che all'ultimo anno si
tocchi la logica delle riserve, a prescindere dalla paternità. Lei
sa bene che ormai la riserva è entrata nella logica di un
trasferimento ordinario per i comuni, quindi, una eventuale
modifica si deve fare in tempo utile, non in corso d'opera, come è
ormai è la situazione nel 2011. E si comprende che l'assessore
Armao, forse aspirerà a fare il sindaco di Palermo, ma non ha
esperienza amministrativa.
Mi dispiace, ma lo devo dire assessore Armao, se lei ha fatto
l'amministratore, lo ha fatto male, perché non si rende conto che
in aprile non si possono cambiare le regole delle entrate delle
autonomie locali. Ecco perché credo che lei, purtroppo, non ha
esperienza o se l'ha fatta, l'ha fatta in una struttura che non
aveva da questo punto di vista i canoni e le caratteristiche per
farle comprendere come funziona un bilancio degli enti locali.
Rispetto a questo e rispetto alla stessa impostazione che troviamo
nelle entrate, sono costretto - mio malgrado - signor Presidente,
non me ne voglia, anche per quanto riguarda questa Rubrica,
nonostante l'autorevolezza dell'Assessore, ad esprimere il mio voto
contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PDL e del
Gruppo parlamentare del PID.
Si passa alla Amministrazione Infrastrutture e mobilità' -
entrate correnti e in conto capitale: dall'UPB 8.2.1.4.1 all'UPB
8.3.1.4.2.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questa Rubrica
c'è da fare una analisi un po' più delicata, perché forse
l'assessore Armao ha avuto un po' di timidezza rispetto
all'autorevolezza dell'assessore Russo.
Signor Presidente, la prego di tutelare una condizione ambientale
sana per potere intervenire, io ho bisogno di concentrazione e ci
sono dei colleghi che mi distraggono.
Stavo dicendo che la situazione, per quanto riguarda le entrate in
questo Dipartimento è diversa rispetto a quelle delle altre
Rubriche. L'assessore Russo è stato trattato malissimo, perché ci
sono solo 112 mila euro di entrate, che derivano da piccole
posizioni di vendita. Anzi, assessore, ho sbagliato gli zeri, sono
112 milioni. E allora, ci troviamo con la stessa situazione delle
Rubriche precedenti, anzi, rispetto all'importo ci troviamo con una
previsione più consistente.
Non so se in questo caso l'assessore Armao ha previsto di vendersi
le autostrade siciliane, considerato che la prima previsione è
quella di vendita di beni di aziende a partecipazione regionale
dove si prevede un introito di 27 milioni di euro, avevamo
sbagliato l'indicazione. Rispetto a questo, ed è anche una
previsione corretta dalla Commissione Bilancio, tra l'altro
corretta in modo consistente, perché sono stati tolti - e
francamente non ne capisco la motivazione - dieci milioni di euro
che, rispetto ad una previsione di 27 milioni di euro, mi sembra un
po' tanto
Credo che ci sia un errore di base. Mi chiedo come possa,
assessore Armao, essersi sbagliato di 10 milioni di euro, perché se
fossero stati 10 milioni su un miliardo lo avremmo potuto capire;
però, lei in questo caso ha portato in Commissione Bilancio la sua
previsione che era di 27 milioni, dopo di che, sempre in quella
sede, la sua previsione è stata corretta in 10 milioni di euro, con
un risultato finale che ammonta a 17 milioni di euro.
Anche qua una piccola mela avvelenata per l'assessore Russo,
perché si tratta pure di una vendita sulla quale tutti quanti
abbiamo forti dubbi, e non c'è bisogno che io ripeto quello che ho
detto per quanto riguarda le rubriche precedenti perchè credo che,
ormai, l'assessore Armao abbia immagazzinato le sagge motivazioni
che io ho avuto modo di esprimere.
E qua, rispetto anche alle entrate, quello che suggerisco
all'assessore Russo è di fare una ricognizione, perché mi risulta
che ci sono risorse, fondi ex Gescal, per circa 600 milioni di euro
non ancora spesi e che non sono in Bilancio. Quindi, e mi rivolgo
ai miei colleghi, potete andare anche a discuterne in fase di
trattativa. Tanto è vero quello che dico, che l'assessore, se
vorrà, potrà replicare, già ha comunque cominciato a programmare
una parte di queste risorse.
E la domanda, caro onorevole Speziale, sorge spontanea: dove sono
queste risorse rappresentate? Non lo sappiamo Sono uno dei tanti
misteri che durante questo percorso di analisi del bilancio della
Regione siciliana quanto meno individueremo, dopo di che chiameremo
i titolari, anzi i depositari di questi misteri,e chiederemo loro
dove sono, quanti sono e come mai queste risorse non sono esposte
in questi documenti finanziari. Onorevole Formica, non so se lei ne
fosse a conoscenza: 600 milioni
Cosa si può fare con questi 600 milioni di euro? Si possono
ristrutturare chiese, si possono fare alloggi a canone sostenibile,
si possono anche riqualificare i centri storici, soprattutto le
zone annesse alle case popolari - allora fu l'assessore Lo Monte
che trovò questo escamotage - o comunque a case realizzate a canone
sostenibile.
Questo è un elemento di trattativa seria e il destinatario di
questo ragionamento è l'assessore Russo che invito a non
sottovalutare l'argomento se da parte mia non vuole un voto
negativo, anche per una questione di trasparenza, perché questi
soldi non risultano da nessuna parte ma noi sappiamo che ci sono.
Rispetto a questo, invito l'assessore a riferire all'Aula in modo
tale che ci sia anche un elemento di riflessione più serio rispetto
a quelli che finora aleggiano fra queste mura e, soprattutto, ci
spieghi perché non risultano comunque queste risorse nei documenti
finanziari.
Lei mi dirà che saranno nei residui, ma io le rispondo che non li
abbiamo visti nei residui.
Da qualche parte ci sono queste risorse e desideriamo che proprio
per un principio di trasparenza, anche di esaustività del bilancio,
queste risorse non vengano gestite fuori logica e fuori
ragionamento, ma vengano invece individuate, programmate e, perché
no, messe ad un sano confronto con l'intera Assemblea.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole è seduto;
chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PDL e del
Gruppo parlamentare del PID.
Si passa alla Amministrazione Istruzione e formazione
professionale - entrate correnti e in conto capitale: dall'UPB
9.2.1.4.1 alla UPB 9.2.2.6.2.
DE LUCA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Centorrino, lei è stato svestito da qualunque entrata (sa che
l'onorevole De Luca si sveste pure nei Palazzi ), lei è stato
materialmente svestito: non ha niente Lei è un messinese come me e
da questo punto di vista vorrei che quanto meno tenesse alta la
bandiera di Messina: non si faccia irretire dal buon assessore
Armao
Rispetto alle somme che le sono state poste, ci sono solo 246
milioni di euro che derivano però da trasferimenti di capitali
dall'Unione europea e relativi cofinanziamenti statali. Questa
entrata sembra strana e, infatti, avevo chiesto su quale capitolo
di spesa corrente si trovava la Formazione, perché, onorevole
Adamo, ritenevo che la Formazione si trovasse nelle spese correnti,
non in quelle di investimento. E invece, per l'Unione Europea, in
Sicilia la spesa per la Formazione è la spesa per gli investimenti,
paragonata alle strade, alle infrastrutture che mancano, a tutto
ciò che riguarda l'investimento nella nostra terra.
Non è un dettaglio da poco, quando si considera una spesa in
termini di investimenti è perché si dà un valore che va oltre
rispetto alla istantaneità dell'atto e della spesa e si ritiene che
ci sia un ritorno nel tempo che, effettivamente, incide sullo stato
economico e sociale di una Regione.
In Sicilia è così, effettivamente abbiamo grandi investimenti
nella Formazione che stanno cambiando la nostra terra. Questa è la
più grande barzelletta che potevamo raccontare. Qualcuno ieri ha
parlato di bancomat. Voglio ricordare a me stesso che il 2 aprile
scorso, al Teatro Politeama, presente anche il Presidente
dell'Assemblea, si è parlato della classe politica che ha
utilizzato la Sicilia come bancomat, e lo ha detto proprio
l'onorevole De Luca. Devo mettere il copyright a questo termine,
perché una settimana fa lo ha utilizzato il Presidente Lombardo e
ieri - udite bene - lo ha utilizzato l'onorevole Cracolici, il che
dimostra che ha seguito i nostri dibattiti televisivi.
Assessore Centorrino, sulla Formazione siamo effettivamente nella
stessa identica posizione: ci ritroviamo, purtroppo, con un settore
che è stato utilizzato come bancomat clientelare della politica,
quindi, rispetto a quello che era ed è lo spirito di queste risorse
investimenti' si è creato, purtroppo, un esercito di persone a cui
la politica non ha avuto la capacità di dare un vero destino, un
utilizzo più funzionale, ma non è colpa degli operatori, è colpa di
chi comunque li ha reclutati e, soprattutto, di quella regia
politica che non c'è stata, pur sapendo che a monte si sarebbero
utilizzate delle risorse destinate ad investimenti.
Io ho dei dubbi su questa impostazione. Non avevamo bisogno di
Cavour' che venisse in Sicilia a dirci che potevamo utilizzare i
fondi extra regionali anche per la legge 24, perché qualcuno lo ha
già detto nel 2006, in Commissione Bilancio in questa Assemblea, e
sfido chiunque ad andare a guardare gli atti parlamentari, e quello
fu sempre l'onorevole De Luca.
A distanza di quattro anni è venuto Cavour', Albert, non so come
si chiama questo direttore generale, che ci ha mandato Mercedes
Bresso e la prima cosa che ha detto in Sicilia è stata: Ma chi
siti pazzi - lo ha detto proprio in siciliano - ancora fate la
formazione con i fondi del bilancio regionale? Mizzica ' . Doveva
venire Cavour per dirci questa cosa
Il problema, però, nasce - e concludo per evitare rimproveri da
parte del Presidente dell'Assemblea - perché è stata prevista
un'entrata, Assessore, solo di fondi extraregionali e non funziona
questo tipo di impostazione. Ci vuole qualche cosetta che afferisce
al bilancio della Regione perché, comunque, i fondi extraregionali
deve incrociarli, Assessore, con una parte di fondi regionali. Stia
attento, Assessore, a quest'altra mela avvelenata che le ha
predisposto il buon assessore Armao. Per questi motivi, Presidente,
voto contro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le U.P.B. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PID e del
Gruppo parlamentare del PDL.
Si passa alla Amministrazione Risorse agricole e alimentari -
entrate correnti e in conto capitale: dalla UPB. 10.2.1.4.1 alla
UPB 10.5.2.7.1.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di una
Rubrica abbastanza complessa perché prevede tutta una serie di
entrate, alcune fasulle, alcune vere, alcune impostate sempre con
questa vendita.
Signor Presidente, abbiamo individuato finalmente come sono state
spalmate queste poste. L'assessore Armao sta imparando il mestiere.
Se queste poste le avessimo concentrato in una sola entrata
avrebbero fatto scruscio' perché se tutte queste cifre, che sono
state invece spalmate come mele avvelenate' da parte
dell'assessore Armao nelle singole Rubriche, le avesse sommate si
sarebbe ritrovato un importo importante. Invece, ci ritroviamo
anche con piccoli importi spalmati in questa Rubrica. Sono piccoli
importi che sommati fanno un'entità molto importante rispetto ad
una strategia ed evidenzia che l'assessore Armao - da questo punto
di vista - sta cominciando ad imparare il mestiere, come un po' si
truccano le carte soprattutto quelle contabili.
L'unica cosa, infatti, che l'Assessore per l'agricoltura ha
previsto, in termini di importi, è a malapena un milione di euro.
Assessore, quindi, si può ritenere fortunato perché nelle entrate
vere o presunte che ha, ce n'è una che, francamente, è molto
modesta rispetto alle altre.
Credo che lei abbia impaurito il buon assessore Armao.
Dopo di che ci ritroviamo con entrate derivanti da altre voci di
cui qualche dubbio ci viene. Quando cominciamo a vedere: vendita
di beni e servizi e si prevede che lei incassa 207 mila euro, non
so cosa possa vendere come Assessorato, essendo Agricoltura' si
può parlare forse di patate, di cipolle, ma che si ricavino 207
mila euro, non so a quali servizi si faccia riferimento.
C'è anche in questo caso la rendita del demanio, un chiodo fisso
dell'assessore Armao: lo spalma ovunque. Anche qui ci ritroviamo
con un'entrata di 964 mila euro.
Assessore, non la voglio mettere in imbarazzo perché se le chiedo
questi 616 mila euro come entrate diverse cosa siano, francamente
non vorrei che avessimo delle risposte non consone e non
all'altezza di questo dibattito.
Rispetto a questo, mi sarei invece aspettato un altro tipo di
impostazione. Non so se lei è tra i killer, Assessore, dell'ESA. Mi
dice di no; lei non vuole uccidere l'ESA Il Governo non ha
previsto l'abrogazione della legge che ha istituito l'ESA? Non
l'ha previsto? L'onorevole De Luca, invece, ha presentato un
emendamento in tal senso ed al momento opportuno ne discuteremo.
Perché? Assessore Piraino, voi avete un mondo particolare delle
partecipate, delle aziende e degli enti perché l'agricoltura, ed è
agricoltura per questo motivo, è uno dei settori più proliferi.
Ci sono oltre cento enti di varia natura - vino, pane di casa,
pane ca briscola e varie cose - che afferiscono, perch�� ogni
assessore che è passato da là na cosa a nventau . Non so poi lei
assessore che traccia lascerà, da questo punto di vista, cosa si
inventerà e, magari, cosa lascerà per i posteri, da questo punto di
vista. Ogni assessore, però, na putia sa nventau , assessore
Piraino e, quindi, accumulando accumulando, ci troviamo oggi con
varie cose Magari, oggi, qualcuno si fa difendere da Lino Leanza,
tipo l'Istituto della vite e del vino, non so come si chiama.
Qualche altro istituto si fa difendere, non lo so, dal collega
Fiorenza, faccio un nome a caso. Oggi, certamente, lei come
comincia a toccare, perché lei cosa tocca in queste situazioni?
Intanto, ci sono centinaia di assunzioni fatte, e tutte fatte a
chiamata diretta.
Non ci crede, vero, Assessore? Faccia una verifica. Lei deve
verificare quanto personale è stato preso in questi enti negli
ultimi dieci anni. E se sono state assunte meno di 300, 400
persone, allora, io ho dati sbagliati Perché ho anche nomi e
cognomi. Lei guardi dal 2001 in poi: c'è un'impennata tra il 2001
ed il 2005, anche rispetto alla localizzazione dei dipendenti
assunti per chiamata diretta, poi, le dico anche gli altri dati se
vuole, e faccia questa verifica perché la somma è quella.
Concludo. Perché concludo? Perché lei si ritrova, anche qua, con
un sistema di zavorre, fatte dagli altri - lei, per carità , non
c'entra e siamo sicuri che lei non farà questo errore - nel quale
ci sono un sacco di debiti, ma non danno servizi, l'Istituto della
vite e del vino non vende vino e, quindi, lei entrate non ne ha, di
tutto questo mondo delle partecipate e degli enti.
Per questo motivo, Assessore, non me ne voglia, sono costretto a
votare contro, anche per quanto riguarda già la previsione delle
entrate. Lei ha troppa zavorra e deve cercare di renderla
produttiva.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PID, del Gruppo
parlamentare del PDL e del Gruppo parlamentare Forza del Sud.
Si passa alla Amministrazione Salute - entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 11.2.1.4.1 alla UPB 11.4.1.4.1.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, le posso chiedere una cortesia? Su
questa Rubrica ho un po' di paura. Se voi consentite, vorrei fare
un intervento muto. Se il Presidente consente, i cinque minuti
devono trascorrere in silenzio perché io ho paura di parlare di
questo Assessorato.
Lei, assessore Armao, è inutile che viene in soccorso
dell'assessore Russo.
Parliamo dell'Assessorato sanità, salute e salubrità.
Signor Presidente, lei sa a cosa faccio riferimento, gradirei che
lei accettasse un mio intervento muto su questa Rubrica. E' timore
reverenziale il mio Certo, è reverenziale, da questo punto di
vista, assolutamente, sì, ho timore reverenziale.
Quindi, signor Presidente, se lei consente un intervento muto lo
faccio, altrimenti mi sforzerò.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, preferisco ascoltare le sue sensate
argomentazioni.
DE LUCA. Signor Presidente, vedo che lei, non so se ci vuole bene
o male, ci costringe a parlare anche di questa Rubrica.
Perché non ne voglio parlare? Al di là, naturalmente, della
statura dello statista dell'assessore Russo, che ha tutto il nostro
rispetto per i risultati che non sta conseguendo. Purtroppo, è
questa una questione, sicuramente, da attribuire a vecchi problemi,
vecchie impostazioni, però, questi risultati non li sta conseguendo
e rispetto a questo ha delle entrate che sono sostanzialmente un
terzo, sia in entrata poi che in uscita, delle risorse del bilancio
regionale.
Parliamo di cifre importanti e rispetto a queste cifre importanti
c'è un problema di fondo. Assessore Armao, lei sa che il comma 2
dell'articolo 14, la relazione che è uscita fuori rispetto al
sistema sanitario, cioè a tutte le ASP e quant'altro, espone una
situazione passiva al 31 dicembre 2010 di 3 miliardi 980 milioni di
euro, passiva, e lei sa che ci sono crediti per circa 4 miliardi e
100 patrimonio attivo e passivo? Qual è il problema? Che i debiti
sono nei confronti di terzi, i crediti sono nei confronti della
Regione siciliana. C'è un piccolo dettaglio, assessore Piraino,
però, perché questi soldi in bilancio non ci sono, nel senso che
questo è una piccola parte di quel buco di cui parliamo, dei cinque
miliardi circa.
Quando io vi dico, cari miei, che siamo al dissesto finanziario è
inutile, assessore Armao, che lei con il suo aplomb anglosassone
cerca di mi si annaca come dite a Palermo, è inutile che si mi
si annaca , perché qua, purtroppo, il dato è chiaro. Lei vuole
posticipare ad ottobre l'operazione di trasparenza che riguarda
molto la sanità. Anzi, il 50 per cento di questa vicenda è riferito
alla sanità e questo sarebbe un dibattito interessante. Mi rivolgo
a lei, onorevole Bufardeci, che è un autorevole capogruppo, perché
non cominciamo a fare un ragionamento, lo trasformiamo poi in una
mozione, vediamo in che cosa e cominciamo a chiedere all'assessore
Russo, visto che sono tre anni che è la, questa massa di debiti che
ad entrare e ad uscire' ha un importo comunque di circa poi tra
crediti veri, patrimonio vero e il differenziale di debiti verso
terzi di circa 2 miliardi?
Io sono sicuro che c'è un buco di due miliardi che viene
mascherato, in che modo? Scopriamo l'acqua calda Perché si pagano
in ritardo i fornitori, secondo voi, a distanza di 6 mesi, 7 mesi,
i soggetti convenzionati? Onorevole Beninati, lei ci ha pensato
perché? Perché c'è un buco mascherato, e questo buco mascherato è
come il gioco della quarta rata delle trimestralità degli enti
locali, vero Piraino? La spostiamo a febbraio, la spostiamo solo in
termini di cassa quando poi sappiamo che un quarto di quella
risorsa è un altro buco di 250 milioni circa, è un altro buco che
c'è. Quando ne vorremo parlare, noi ne parleremo.
Qua è la stessa identica situazione. C'è una vicenda che ci porta
a stare in silenzio rispetto alla gravità della situazione, ma
rispetto anche alla mancanza di sensibilità che l'assessore Russo
ha manifestato rispetto a questi eventi manifestandone altra
rispetto ad altri tipi di ragionamenti.
Per questi motivi, Presidente dell'Assemblea, non me ne voglia,
sono costretto a votare contro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PID, del Gruppo
parlamentare del PDL e del Gruppo parlamentare di Forza del Sud.
Si passa alla Amministrazione Territorio e ambiente - entrate
correnti e in conto capitale: dalla UPB 12.2.1.2.1. alla UPB
12.4.2.6.1.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso non
approfittare della presenza dell'Assessore per il territorio e
ambiente che - mi auguro - questa volta, rispetto agli altri,
possa essere sollecitato dalle mie riflessioni e di conseguenza
possa anche da questo punto di vista intervenire e darmi la
possibilità di replicare. Quindi, io glielo chiedo, Assessore, in
modo tale che io posso parlare altri cinque minuti, altrimenti il
Presidente dell'Assemblea non ce lo consente.
In modo particolare, faccio riferimento ai proventi speciali
erariali che sono qua quantificati a malapena in 7 milioni e mezzo
di euro. Dopo di che entriamo anche qua nelle mele avvelenate che
ha predisposto il buon Armao. Anche per l'Assessore per il
territorio lei ha pensato bene.
Lei ha sparso bene per evitare che poi questa cifra fosse troppo
visibile rispetto alla sommatoria di questo spezzettamento;
comincia a mettere anche qua 4 milioni 360 mila euro derivanti
dalla vendita di beni e servizi, dopo di che ci mette 8 milioni e
mezzo di rendite patrimoniali e proventi del demanio e,
naturalmente, tutto questa va ripetuto per quanto riguarda le altre
rubriche e ci ritroviamo con una ulteriore previsione che, da
questo punto di vista, non riesce a garantire funzionalità
all'Assessorato.
Allora, andiamo al dunque. Assessore per il territorio, non pensa
che si dovrebbe cambiare la logica dell'utilizzo del patrimonio che
lei gestisce, la logica della gestione, mi vuole spiegare che
interesse ha a ricevere l'imprenditore che vuol creare uno
stabilimento balneare che lo fa nell'anno, che interesse ha a
riceverlo ogni anno con il viaggio della speranza per avere
sollecitata l'autorizzazione, la concessione e quant'altro?
Assessore Piraino, se noi la gestione, prima di pensare ai mega
progetti di affidamento a terzi, qua si fa la grande gara europea,
verrà qualcuno e si prenderà la gestione delle cose serie e,
invece, di quelle meno serie, come ad esempio la riserva naturale
di Fiumedinisi Monte Scuderi il mio comune, dove sono sindaco,
poca seria, perché? Perché non ha la stessa redditività che ha il
sistema delle coste Sotto questo profilo lei deve stare attento
Avete previsto delle entrate e una strategia, che ci avete
propinato in finanziaria, per fare una grande gara di gestione del
patrimonio. Va bene
Però, andando al dunque, signor Assessore - e qua potrebbe
modificare anche la sua posizione delle entrate in modo più serio e
più corposo - se noi immaginiamo di affidare la gestione agli enti
locali dove ricadono questi beni, non parliamo di proprietà perché
comunque è patrimonio, è demanio regionale, non voglio ora entrare
nelle grandi disquisizioni se è disponibile, se è indisponile, non
ce ne frega niente, perché lei, che è un grande giurista, mi
insegna che la gestione può essere assegnata a un altro ente
pubblico, in questo caso lo diamo ai comuni.
Lei pensi che tipo di attività, di proselitismo riusciremmo a
creare a livello locale per quanto riguarda la creazione di piccole
imprese balneari, dell'ambiente e quanto altro, se l'interlocutore
fosse il comune Cioè se potessero venire direttamente da me a
chiedere la gestione di questo bosco rispetto a quell'altro. E il
rapporto andrebbe su entrate vere, e non fasulle come quelle che le
hanno segnato qua Perché con il comune, mi stava suggerendo
l'assessore Piraino, l'entrata è certa in quanto la compensiamo
comunque con una parte del fondo per le autonomie locali, e al
posto di dare 100 al comune, se io gli ho assegnato la gestione di
quei beni demaniali, si fa l'accordo e mi trattengo la relativa
cifra. Quindi, abbiamo entrate automatiche, vere, assessore Piraino
e abbiamo rivoluzionato questa regione centralista, perché proprio
nella gestione dei beni si vede quanto è centralista, perché vive
con la logica di rendere schiavo il bagnino di Nizza di Sicilia,
perché non ha la capacità di volare alto .
Allora, Assessore, proponga una strategia del genere che
sicuramente ci mette anche in condizione, sotto il profilo delle
entrate, di averne di più e quantitativamente vere e certe e avremo
avviato quella rivoluzione, che è rimasta un aborto, quella della
legge numero 10 del 2000, partendo solo dalla gestione dei beni
demaniali della Regione siciliana. Siccome lei questa strategia non
l'ha proposta - mi auguro che ora lei la proponga - io devo
sospendere il mio giudizio.
Se lei non la propone mi costringe a votare contro e, quindi,
rispetto a questo impianto, a questa previsione di entrata, mio
malgrado, nonostante la simpatia che ho per lei, sono costretto a
votare contro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PDL, del Gruppo
parlamentare del PID e del Gruppo parlamentare di Forza del Sud.
Si passa alla Amministrazione Turismo, sport e spettacolo -
entrate correnti e in conto capitale - dalla UPB 13.2.1.4.1. alla
UPB 13.2.2.6.1.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Assessore Tranchida, le manifesto la mia totale
solidarietà: a lei non sono rimaste neanche le risorse per
comprarsi le braghe di tela, perché qua l'assessore Armao per lei
ha previsto zero Lei non produce nulla
E' possibile che l'assessore Tranchida non produca nulla ed è solo
un costo per la Regione? Assessore Armao, io credo che lei l'abbia
fatto apposta, siccome sa che è messinese come me, allora, lei da
questo punto di vista ci voleva mettere alla gogna. C'è riuscito
E' l'unico Assessorato, sono andato a guardare, Onorevole
Cracolici, lei che è uno bravo con i conti e che è l'assessore al
bilancio ombra - non lo sapevate e ora ve lo dico - è colui che
con il presidente ombra Lino Leanza, hanno impostato parte di
questo disegno di bilancio e finanziario. Poi diremo, durante il
corso della spiegazione di questo viaggio, chi sono gli altri
assessori ombra.
Assessore Tranchida, io le voglio solo sottoporre due aspetti che,
credo, se li gestisse in modo obiettivo, forse, provocherebbe
entrate, oltre che un apprezzamento maggiore.
Io ho presentato l'abrogazione di quella legge che prevede la
stupida distinzione tra comuni turistici e altri. Perché? Perché
lei ha fatto, ultimamente, una classificazione di cui parleremo in
questa Finanziaria fino alla noia. Lei ha fatto una
riclassificazione che non ha tenuto conto della storia, dei posti
letto, della vocazione turistica attuale e potenziale dei comuni a
vocazione turistica. Mi si dirà: ma questo non serve a nulla Non è
vero, perché, secondo alcune logiche, questa classificazione serve
per avere premialità in alcuni punteggi e parlo di risorse
destinate ai privati e, soprattutto, può e sarà utilizzata anche
per quanto riguarda la programmazione negoziata e la destinazione,
come premialità di alcuni finanziamenti ai comuni.
Ciò significa che con la semplice leva dei comuni turistici, con
la semplice classificazione, l'assessore Tranchida uccide o
promuove una comunità. Questo non è possibile, ma non perché lui
reagisce male in quanto l'assessore Armao gli ha fatto fare questa
figura prevedendo zero, come produzione dell'assessorato.
Assolutamente no, perché lo stesso ragionamento lo potremmo anche
cominciare a fare, assessore, per una gestione diversa del
circuito del mito.
Tanti di voi sanno cosa è il circuito del mito. Io non lo so. Voi
immaginate se il circuito del mito, al posto di diventare un mito,
fosse gestito in termini diversi e, quindi, lo dico all'assessore
ombra Cracolici, lo utilizzeremmo con una compartecipazione da
parte dei comuni, perché lo diamo in termini obiettivi, perché io
non so come funziona il meccanismo. Non so come si scelgono gli
spettacoli di questo circuito del mito, forse l'onorevole Mancuso
lo sa, io no; non ho idea.
So, però, che vengono assegnati spettacoli a imprenditori dello
spettacolo.
Ci sono due aspetti che riguardano l'assegnazione degli
spettacoli, assessore ombra, e alla destinazione degli spettacoli
stessi. Un bando che riguarda questo tema non l'ho mai visto, non
so se voi lo avete visto. Se ci fosse anche qua una strategia
diversa, credo che lei troverebbe la disponibilità di tanti comuni
a compartecipare nell'utilizzo di questi spettacoli e avrebbe delle
entrate, assessore Tranchida. Non si presenterebbe così, povero e
pazzo, a questa Assemblea.
Rispetto ad una previsione di entrate zero, se lei comincia ad
utilizzare in termini diversi gli strumenti che ha e, naturalmente,
questo è anche un modo per dirle che è arrivato il momento che lei,
assessore, una riflessione del genere la cominci a fare.
Lei è nuovo e non deve commettere gli errori degli altri
assessori, soprattutto è di Messina e noi ci teniamo affinché
alcuni strumenti di cui lei ha la titolarità diretta, la gestione
diretta e che sono già due semplici esempi che le ho fornito, non
vengano tradotti, come è stato in passato, con una valutazione che
non è oggettiva e che, probabilmente, è basata su logiche
completamente diverse.
Per questi motivi sono costretto, nonostante siamo della stessa
città, signor Presidente dell'Assemblea, a votare contro.
Probabilmente il prossimo anno - l'assessore Tranchida ha preso
appunti - si presenterà all'Assemblea con un'altre impostazione e
io voterò a favore.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per aprire un'interlocuzione con l'assessore Tranchida che, qualche
settimana fa, ho visto protagonista di una visita in un comune in
provincia di Catania - assessore, non so se ricorda il comune di
Adrano - dove ha detto tante belle cose. Deve sapere che quella
città la conosco bene, conosco anche chi abita in quella città e
quando ascolta un assessore regionale crede alle cose che dice. Lei
ha detto tante belle cose che io, ad oggi, non ho registrato nella
previsione soprattutto di spesa del suo assessorato verso quella
città.
Quindi, le rappresento con grande serietà che per quanto riguarda
le Entrate di questa Rubrica, a differenza di ciò che farà il mio
Gruppo, voterò favorevolmente affinché lei possa pensare da qui
alla parte che riguarda la spesa - non chiamiamole promesse perché
lei è un assessore tecnico, non è come noi politici, lei è una
persona più seria di noi rispetto agli atteggiamenti con i
cittadini (questo è quello che penso io) - a tutte le cose che ha
detto, che sono tante, sono veramente tante.
Siccome devo portare risposta a quel territorio, alle persone che
l'hanno ascoltata e che, naturalmente, non possiamo prendere in
giro, chiederò di parlare dopo quando si parlerà della spesa, se il
suo emendamento sarà fatto in modo puntuale nei confronti delle
cose che ha detto e che dovrà fare. Pertanto, signor Presidente
dichiaro, quindi, al di là di ciò che farà il mio Gruppo, il mio
voto favorevole su questa Rubrica proprio per dare un peso politico
a quelle cose dette dall'assessore Tranchida qualche settimana fa
e, poi, nella Rubrica della spesa, vedrò se potrò confermare lo
stesso voto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione le UPB. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Preciso che sono state approvate con il voto contrario
dell'onorevole De Luca, del Gruppo parlamentare del PDL, del Gruppo
parlamentare del PID e del Gruppo parlamentare di Forza del Sud.
Pongo in votazione l'intera Tabella A. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 1 (stato di previsione
dell'entrata), fatte salve le modifiche conseguenti
all'approvazione della legge Finanziaria. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché nel corso dell'esame di alcune rubriche non
siamo stati presenti e, quindi, soltanto in una fase successiva è
stata ricordata la posizione di Forza del Sud con il suo voto
contrario.
Colgo l'occasione non soltanto per confermare questa posizione
senza fare ostruzionismi particolari, cercando sempre il confronto
e il dialogo, ma voglio anche, con questo stesso spirito di ferma
opposizione ma con questo stile, fare una considerazione che - a
mio avviso - è alla base del voto contrario di Forza del Sud per
quanto riguarda, in modo particolare, le entrate previste da parte
del Governo regionale.
Questa Assemblea per molte ore, potremmo dire per molti giorni, si
è riunita, si è incontrata per discutere della famosa tabella H, di
quella che era la tabella H. La tabella H, dovrebbe ricordare
l'Assemblea, vale complessivamente circa 40 milioni. Il bilancio
della Regione, come voi sapete, vale diversi e diversi miliardi. Il
fatto che ci si sia accapigliati per questo non rende merito, a mio
avviso, ad uno dei problemi veri e gravi, viceversa, dell'attività
che il Governo avrebbe dovuto fare per quanto riguarda l'aumento
delle entrate. Anche perché io sono convintissimo che una
operazione di bilancio non si può fare sempre pensando alle
riduzioni, ai tagli.
Ormai, per molti versi, c'è poco da tagliare, come nel caso per
esempio dell'assessore Tranchida, c'è zero da tagliare per molti
versi, c'è veramente una situazione insostenibile.
Quindi, non capisco bene a volte come si possa proseguire in
un'operazione che, a mio avviso, diventa cieca, diventa folle,
diventa ingiustificabile come quella di continuare a ricercare
tagli.
Per carità, ancora rivoli di sprechi e, in alcuni casi, magari,
tracimazione di dighe, di sprechi ce ne possono anche essere; ma
sicuramente sono ben poca cosa rispetto ad una politica delle
entrate che dovrebbe essere vocata allo sviluppo e alla spesa,
intendendo per spesa, ovviamente, innanzitutto la spesa che in
questa fase del Governo regionale, in questa fase della vita
complessiva della nostra regione è possibile. Noi siamo
assolutamente indietro con la spesa comunitaria.
Non vi è rubrica dove non siamo in un arretrato mostruoso, dove
non siamo profondamente indietro. In alcuni casi, anche per avere
svolto alcune attività di assessore in vari rami, conosco lo stato
e riconosco anche le condizioni che ho a volte lasciato in alcune
misure.
Purtroppo, però, devo riscontrare in alcuni casi, a distanza di
molto tempo, che grandi miglioramenti nonostante, per esempio,
nelle attività produttive lasciammo già nel dicembre del 2009 270
milioni di bandi comunitari, siamo profondamente indietro.
Credo che l'attività che dovrebbe essere svolta sia quella della
intrapresa della spesa comunitaria. Ancora parliamo del famoso
giochino dei FAS e ci rimpalliamo la responsabilità, del Governo
nazionale che dice: Non te li do, perché tu hai ancora i FAS
2000/2006 . Il Governo regionale che cerca di giustificarsi per
alcune voci: No, guarda che l'APQ dei trasporti è colpa di
Moretti; no, guarda che per quello delle autostrade è colpa di
Ciucci , e in questo rimpallo siamo allo sviluppo zero, siamo alle
spese che non ci sono.
Se, però, tutto questo già è un fatto non grave, gravissimo, qual
è quello - ribadisco - del grandissimo rischio di perdere finanza
comunitaria, di non avere ancora speso tante risorse dei fondi FAS
2000/2006 e di avere tenuto, sostanzialmente, ferme molte APQ a
oggi, io credo che il dato ancora più importante sia quello che
questa è una regione che ancora, a distanza di anni - e questo lo
posso dire con molta serenità perché anche quando ero seduto in
quei banchi, e il Presidente Lombardo sa e non può non darmene
atto, mi sono battuto e ad ogni riunione di Giunta dicevo al
Presidente Lombardo che il problema non era quello di cui stavamo
trattando, in quanto noi non saremmo stati ricordati per questo
commissariamento, per questa nomina, bensì se avessimo speso i
soldi, se avessimo messo in moto l'economia ovvero se avessimo
avuto la capacità di attrarre qualcuno che vuole venire ad
investire.
Questo è ancora il Governo che, a distanza di anni, per quanto
riguarda, per esempio, un piccolo investimento, 800 milioni di
euro, riguardante la mia provincia, investimento privato, il
rigassificatore è ancora al rimpallo, al ritardo, con tanti
impegni, con tante chiacchiere
Siamo ancora fermi e quegli 800 milioni, per esempio, per
l'investimento del rigassificatore non servono soltanto a questo:
servono all'occupazione, servono al rilancio, servono al
mantenimento dell'attuale stato occupazionale della zona
industriale, alla vita interna alla zona industriale.
Credo, perciò, che il bilancio vada bocciato, meriti il voto
contrario di Forza del Sud, non soltanto per le ragioni che il
collega De Luca ed altri hanno espresso, ma perché manca la
espressione vera di un'azione volta alla spesa, all'investimento e
quindi all'occupazione ed allo sviluppo, perché la vera entrata il
Governo della Regione non la farà mai tagliando qualche cosa -
ribadisco - quando ormai da tagliare vi è molto poco, ma la farà se
metterà in moto l'economia, se incasserà l'IRAP, se incasserà tutto
quello che gira attorno allo sviluppo e, quindi, all'occupazione,
se la gente ha un lavoro e può spendere; altrimenti, che entrate
deve avere Se l'entrata pensa di poterla maturare continuando a
tagliare ma non investendo quello che ha, non spendendo quello che
ha e respingendo chi vorrebbe investire e credo che il bilancio non
può che avere - le follie addirittura di politiche fondamentali
come quella del turismo per la nostra regione - la posta zero.
Ecco perché il mio voto è contrario.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Stato di previsione della spesa
1. Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2011, in conformità dello
stato di previsione della spesa annesso alla presente legge
(tabella B)».
La discussione del suddetto articolo si sospende per passare
all'esame della tabella B - stato di previsione della spesa del
bilancio annuale.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
evidenziare un aspetto che è stato sempre sottovalutato in questa
Assemblea e che riguarda proprio il modo di procedere rispetto
all'approvazione dei documenti finanziari.
Credo che tutti quanti sappiano che questo bilancio (parliamo di
questo, ma potremmo parlare di tutti quei bilanci riferiti agli
ultimi anni) si tiene in piedi con una posta che non è votata.
Ecco perché, signor Presidente dell'Assemblea, desidero che su
questo aspetto si faccia la riflessione del caso perché non è posta
in votazione o meglio non è posta in termini di analisi specifica e
di valutazione e di approvazione specifica, nonostante valga 9
miliardi euro
Assessore Armao, lei ha capito a cosa mi riferisco: l'entrata più
importante della Regione siciliana. Trattasi in questa previsione,
signor Presidente dell'Assemblea - credo che neanche lei lo sapesse
perché mai si è parlato di questo argomento - sono esattamente 9
miliardi e 265.599.
Questa è l'entrata più consistente del bilancio della Regione
siciliana: si chiama avanzo finanziario che è fuori da tutte le
rubriche, quindi nessuno lo discute e c'è un motivo.
Il motivo è semplice: se fosse inserito in qualche rubrica,
naturalmente - soprattutto in Commissione Bilancio - potremmo
iniziare a capire i riferimenti a quali fondi sono. Soprattutto
perché 9 miliardi - questa è la stima, attenzione - sono riferiti
a fondi non regionali.
Non c'entrano niente i fondi europei, questa è un'altra storia di
cui questo Parlamento si doveva occupare, signor Presidente
dell'Assemblea.
Lei si ricorderà la maratona dell'anno scorso che prevedeva, nella
trattativa che ho fatto in Assemblea, anche l'articolo 13. E
rispetto all'articolo 13 che prevedeva la ricognizione dei residui
attivi e passivi, al fine di renderci conto, assessore Piraino, se
questa Regione si basa su entrate vere, presunte oppure, in base
all'assessore per il bilancio di turno, corrette in funzione a
cosa? Alla spesa. Perché noi dobbiamo renderci conto, cari
colleghi, che il bilancio della Regione non si fa in funzione delle
entrate ma in funzione della spesa: quanto dobbiamo spendere?
Quanto è la trattativa? L'asticella, ogni anno, va sempre
alzandosi: 27.5, 27.3, eccetera, dopodiché si aggiusta
definitivamente l'avanzo finanziario che copre, naturalmente, spese
certe. L'avanzo finanziario, signor Presidente dell'Assemblea - lei
dovrebbe essere molto interessato a questo argomento - è una parte
effettiva delle entrate, cioè entrate presunte, spese certe.
Questo è un tema che va affrontato in termini definitivi, signor
Presidente dell'Assemblea.
Anzi, dalla sua benevolenza, potremmo anche fare mezz'ora, io ho
un faldone che riguarda solo i residui attivi e passivi. Uno dei
cinque faldoni fa riferimento ai residui attivi e passivi.
L'assessore Armao, che è preparatissimo su questo argomento,
potrebbe - con l'autorizzazione del Presidente dell'Assemblea -
aprire un'ora di confronto su questo tema, cioè sull'entrata più
importante per eccellenza di cui non parla nessuno, di cui non si
fa esame, non si approva e non si vota contrario. Sono 9 miliardi
di euro. L'onorevole Beninati chiede: da dove vengono?
Questo è l'interrogativo che - se voi mi autorizzate - sono pronto
a sciogliere nei dettagli, se si apre una sessione apposita adesso,
visto che stiamo parlando delle entrate della Regione, su cui ci
sarà sicuramente un bel dibattito, dei dati precisi e puntuali che,
soprattutto, sarà funzionale ad evidenziare l'effettività di questo
importo. Effettività: cioè un importo vero, perché deve essere per
forza vero in quanto è correlato comunque a spese ben individuate
ed accertate annualmente.
Se l'assessore Armao e il Presidente dell'Assemblea vogliono - e
concludo - credo di avere fornito un argomento interessante di
dibattito a questa Assemblea.
Possiamo modificare l'ordine dei lavori e cominciare ad aprire un
dibattito su questa cifra importante, imponente, di cui mai nessuno
in questa Assemblea ha avuto la curiosità di occuparsene.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, posto che è stato presentato dalla
Commissione un nuovo maxi emendamento, la seduta sarà sospesa per
30 minuti. Alla ripresa, la Presidenza comunicherà il
contingentamento dei tempi da dedicare alla discussione e alla
votazione delle rubriche del bilancio.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.11, è ripresa alle ore 19.58)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dalla
Commissione il maxi emendamento Comm1R di riscrittura
dell'emendamento Comm1.
Comunico, altresì, che sono stati presentati dagli onorevoli
Leontini, Mancuso, Corona, Campagna, Vinciullo, Buzzanca e Caputo
subemendamenti soppressivi di singole variazioni alle UPB.
DE LUCA. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma a tutti
i subemendamenti soppressivi dell'onorevole Mancuso.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la presentazione
dei subemendamenti al maxi emendamento Comm1R, della Commissione è
frutto delle dichiarazioni che stamattina si sono sentite in Aula
da parte di diversi colleghi, rispetto ad una riunione che aveva il
senso di raggiungere obiettivamente un'azione che, alla fine, porti
ad una valutazione del bilancio con un accordo - sotto il profilo
generale - sui numeri e, segnatamente, sui tempi che la Presidenza
ha anche auspicato di rispettare per poi passare alla Finanziaria.
Nella sostanza, gli emendamenti presentati sono a tutti quanti i
capitoli e a tutte le UPB, e man mano che verranno discussi saranno
valutati per l'eventuale ritiro su determinati capitoli, ma altri
non saranno assolutamente ritirati, proprio perché la riunione di
stamattina, denunciata da questo pulpito da diversi parlamentari,
aveva lo scopo di raggiungere - come ho detto - una visione di
tutto il Parlamento. Successivamente, dopo il rimprovero fatto in
modo serio, abbiamo evitato di partecipare ad ulteriori riunioni.
Questa sera facciamo un'operazione-verità, nel senso che coloro i
quali stamattina hanno denunciato atti addirittura lesivi della
democrazia di questo Parlamento, vedremo questa sera come si
comporteranno nelle votazioni dei singoli capitoli rispetto alle
proposte che ha fatto la Commissione.
Il nostro atteggiamento è quello del rigore, soprattutto su molti
temi che riguardano l'articolo 128 della scorsa Finanziaria, ossia
l'ex tabella H, in modo da definire, sotto diversi profili, qual è
la vera paternità di determinate azioni di questo Parlamento,
perché da due giorni si parla forse un po' troppo accusando i
colleghi di azioni che non hanno assolutamente né proposto né
sostenuto.
Quindi, signor Presidente, man mano che si procederà le diremo
quali sono gli emendamenti che ritireremo e quali invece quelli che
desideriamo che vengano posti in votazione.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
guastare il clima natalizio che si respira in questa Assemblea a
seguito della presentazione di emendamenti correttivi, ora citati,
presentati dalla Commissione.
Desidero, però, comunicare alla Presidenza dell'Assemblea che,
nonostante abbia chiesto di apporre la firma sui subemendamenti
soppressivi già presentati dagli onorevoli Mancuso ed altri, sto
predisponendo, parallelamente, emendamenti soppressivi a mia firma,
perché non è detto che gli emendamenti che l'onorevole Mancuso
riterrà di ritirare possano, magari, da parte mia essere ritenuti
condivisi sotto il profilo del ritiro.
Ho condotto varie battaglie in questa Assemblea per quanto
riguarda un'operazione di trasparenza complessiva. Credo che questo
Parlamento possa sfatare il mito della tabella H, ed io voglio
fornire, per quanto mi riguarda, un'occasione: quella di cominciare
ad analizzare, capitolo per capitolo, la vicenda, cioè chi è
l'ente, cosa fa l'ente e, soprattutto, chi è, da questo punto di
vista, che legittimamente ne sostiene l'attività.
Anch'io, quando arriverà il mio turno, dirò qual è l'ente a cui mi
riferisco. Non ho problemi in tal senso. Presenterò, anche per
quell'ente, l'emendamento soppressivo ed invito tutti quanti a
sfatare questo mito che varrà circa 50 milioni di euro. Non so ora
quanto sono complessivamente, ma all'incirca saranno 50, 60 milioni
di euro, perché ci sono tutta una serie di cose, che sicuramente
non afferiscono ai singoli parlamentari, perché ci sono delle
destinazioni anche istituzionali.
E' giusto però che, considerato che abbiamo l'onore di avere
questa sera quasi la Giunta al completo, e soprattutto gli
assessori che, per coincidenza, afferiscono ad alcuni capitoli che
sono inclusi in questo maxi emendamento, ogni assessore ci dovrà
dire cosa intende fare con le risorse che sono state loro
destinate, perché avevano una dotazione pari a zero ed ora, con
questo maxi emendamento, aumenta di 2, 3 milioni di euro. Voi
potete mai pensare che può passare il messaggio all'esterno che è
frutto di una trattativa in questo Parlamento? No Non è dignitoso,
per questo Parlamento E' giusto, invece, sfatare questo mito;
quindi, gli assessori che hanno avuto assegnati i milioni in più,
che ora cominceremo ad individuare, capitolo per capitolo,
spiegheranno, a quest'Assemblea e quindi ai siciliani, cosa
intendono fare.
Io non mi sento di essere, da questo punto di vista, messo alla
berlina da nessuno Siccome il messaggio che passa all'esterno e
che, alla fin fine, le finanziarie vengono approvate perché c'è la
trattativa sulla ex tabella H, tanto per intenderci, allora
presento gli emendamenti soppressivi proprio con questa finalità, e
sicuramente, per quanto mi riguarda, sotto la scure
dell'emendamento soppressivo, se nessuno dirà di essere il
legittimo sostenitore di quell'ente, se l'assessore a cui ci
riferiamo non dirà a questo Parlamento cosa intende fare con quei
milioni che all'improvviso sono spuntati, allora vuol dire che chi
pensa male rischia poi di avere ragione.
Concludo, signor Presidente, con una comunicazione all'assessore
Armao.
Le chiedo scusa, assessore, se è uscita la notizia che io non
mangio la mela perché di lei non mi fido. Lei mi ha omaggiato di
questa mela e, siccome io di lei mi fido, sotto il profilo dei
conti pubblici però, non si offenda, è inaffidabile, ma sotto il
profilo del rapporto umano è affidabile glielo dimostro mangiando
la mela.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico all'Aula che il maxi
emendamento Comm1R della Commissione contiene un aumento di alcune
voci di spesa su alcuni capitoli del bilancio che prevedono, come
massima misura, un aumento che porterebbe ad una diminuzione,
rispetto allo stanziamento dell'anno scorso, del 10 per cento.
Quindi, le voci in più che voi notate nel maxi emendamento, tendono
a riportare le singole voci dei vari capitoli in una misura del 10
per cento in meno rispetto allo stanziamento dell'anno scorso.
MANCUSO. L'hanno informata male, signor Presidente
PRESIDENTE. Questo è il lavoro che è stato fatto dalla Commissione
Bilancio. Detto questo, la Presidenza andrà avanti sui singoli
subemendamenti soppressivi, richiedendo ai presentatori se
intendono mantenere il subemendamento o ritirarlo. Se non ci sarà
la disponibilità dei presentatori al ritiro, previo parere del
Governo e della Commissione, i subemendamenti verranno posti in
votazione. Gli assessori non hanno il dovere di rispondere
sull'utilizzo di quei fondi, anche perché la maggior parte
dell'utilizzo di quei fondi è appannaggio degli organismi che quei
fondi utilizzano.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
volevo denunciare un fatto increscioso che ho colto leggendo
l'ennesima versione, la riscrittura - non so che numero sia 2, 3,
4, 5 - che è stata faticosamente partorita dopo ore e ore di
travaglio tra accordi di maggioranza, tra accordi tra deputati, tra
pressioni varie, non vorrei dire tra ricatti di non voto - non
voglio arrivare a tanto - ma con pressioni pesanti che ci sono
state, e che hanno fatto seguito invece ad una discussione che è
stata affrontata stamattina in Commissione Bilancio, tesa a
salvaguardare alcune voci di bilancio, eliminando alcune storture
che questo bilancio della Regione non può più sopportare e
cercando, invece, di investire alcune risorse nei settori cardine,
nei settori principi, nei settori fondamentali per ogni Paese, ma
soprattutto per la nostra regione, che sono segnatamente il settore
della scuola e il settore delle università.
A fronte della discussione che si era fatta stamattina in
Commissione Bilancio, alla fine si era addivenuti, con l'accordo di
tutti, affinché si incrementasse il capitolo dei fondi per le
università di 3 milioni di euro. Leggendo l'ennesima riscrittura
partorita, quell'accordo non è stato rispettato e sono stati
aggiunti un milione e 800 mila euro.
Onorevoli colleghi, io non ero intervenuto finora su questa
Finanziaria e soprattutto non ero intervenuto sul Bilancio perché
c'era qualche conato - non dico di cosa - che mi aveva impedito di
intervenire, non occupandomi delle beghe, delle pressioni a cui
accennavo prima, al fine di addivenire ad un consenso, però, a
fronte dell'impegno bipartisan, a fronte dell'impegno unanime preso
dai capigruppo, dai rappresentanti di partito e dalle Istituzioni
in Commissione Bilancio stamattina per le università siciliane ero
stato zitto.
Adesso, non posso più tacere, signor Presidente, non posso più
tacere anche a fronte del fatto che, a livello nazionale, la
Sinistra ha combinato l'inferno per la riforma delle università,
sostenendo che si tagliavano i fondi alle università, che si
stavano affamando gli studenti, si affamavano gli istituti, si
precludeva il futuro, si impediva ai nostri giovani di poter
continuare a studiare Voi siete una vergogna Non mantenere gli
impegni per una spesa minima, tre milioni di euro per le università
siciliane, e non anche tre milioni di euro ciascuna, ma un milione
di euro ciascuna per le tre università siciliane, a fronte di
quaranta milioni di euro di vergogne pure di enti che sono lì e
sono mantenuti in vita forse per consentire a qualcuno di vivere o
sopravvivere sulle spalle della politica, per consentire a qualcuno
di continuare a fare politica
Ora, si può fare tutto Ci può stare anche questo, ma non
barattando l'università E' una vergogna che la Sinistra, che
sostiene questo a livello nazionale, consenta invece, per un
milione e duecento mila euro, di mercanteggiare, quando la
distribuzione delle prebende tra le varie associazioni ha superato
i quaranta milioni di euro
Signor Presidente, io preannuncio che continuerò su questa falsa
riga da qui all'eternità Ricominciamo da capo, come diceva
l'onorevole De Luca
Per richiamo al Regolamento
MANCUSO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo nel
rispetto della Presidenza, perchè la Presidenza ha dato una
comunicazione all'Aula ed è giusto dire che quello che ha
comunicato all'Aula non è assolutamente corrispondente alla realtà
dei fatti.
Signor Presidente, lei ha comunicato all'Aula che il maxi
emendamento presentato dalla Commissione si riferiva agli
stanziamenti del 2010 diminuiti del 10 per cento. Invece, nella
tutela della Presidenza, le dimostro, con qualche esempio, che non
è così.
Per esempio, il capitolo 342525, nel 2010 aveva una previsione di
150 mila euro, oggi la previsione è per il 90 per cento in più; la
previsione del capitolo 376528 era di un milione e duecento mila
euro che è confermata, quindi non c'è alcuna diminuzione. E potrei
continuare ancora.
Ripeto, l'hanno informata molto male, signor Presidente: per
qualche capitolo c'è la diminuzione del 10 per cento, ma per i
capitoli dove sono intervenuti, e ora cercheremo di capire come,
c'è o l'aumento del 90, del 50 o del 30 per cento; non c'è nessun
criterio.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
630-630 bis-630 ter-630 quater/A «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2011
e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013»
altri/A e di finanziaria 631/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numeri 630-630 bis-630 ter-630 quater/A «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2011 e
bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013».
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, mi
rifaccio alla raccomandazione che lei, signor Presidente,
stamattina ha fatto all'Aula, alle preoccupazioni che giustamente
ha espresso e all'invito che ha fatto alla responsabilità da parte
della Commissione, da parte del Parlamento e aggiungo anche
all'invito che ha fatto al Governo, anche se non chiaro, di
intervenire perché si possa giungere ad una definizione del
percorso di approvazione della manovra di bilancio.
Noi siamo stati rispettosi, abbiamo anche contenuto i nostri
interventi e ci siamo attenuti all'invito che lei ha fatto,
tentando di portare, all'interno della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, un ragionamento ed un percorso che potesse
consegnare all'Aula una manovra ragionevolmente aderente ai bisogni
dei siciliani.
Così non è stato Vi è stato un incontro in Commissione, al quale
alcuni di noi hanno partecipato, al quale hanno partecipato anche
alcuni capigruppo di questa maggioranza ed insieme è stato deciso
di portare avanti il ragionamento che è qui sintetizzato in questo
maxi emendamento CommR1, riscritto perché nella versione precedente
vi erano altri errori.
Signor Presidente, lei sa che all'interno di questa manovra sono
previste spese per circa 46 milioni di euro, alcune le ha
apprezzate, ed anche noi le apprezziamo, perché riteniamo di dover
ribadire che vi sono spese, non solo necessarie, non solo utili, ma
anche moralmente apprezzabili.
Abbiamo fatto riferimento alle spese per le categorie protette, i
non vedenti, i non udenti ed altre categorie. Abbiamo apprezzato
altri interventi, ma qui, signor Presidente, stiamo assistendo al
solito percorso che io devo definire, con molta sincerità,
clientelare.
Forse, come dicevo in qualche altra occasione, in ragione delle
prossime elezioni del 29 maggio, bisogna compiacere qualche
parlamentare che è impegnato nella campagna elettorale in uno dei
Comuni, capoluoghi e non, che devono sostenere spese o interventi a
favore di chissà chi.
Io penso che questa Assemblea e lei, signor Presidente, non possa
consentire che si continui in questo modo. Il Popolo della Libertà
ha sentito il bisogno di depositare dei subemendamenti che sono
soppressivi dell'intero provvedimento esitato dalla Commissione o
da una parte della Commissione.
Io penso sia necessario, ancora una volta, che lei faccia un
invito alla responsabilità dell'Aula, ai capigruppo, al Governo,
tenuto conto che ancora una volta il governatore è assente, in un
momento così delicato.
Io penso che sia giusto, che sia necessario che ci si intenda sul
modo in cui vogliamo affrontare insieme questa manovra. Lo dico con
molta chiarezza. Noi non abbiamo nulla da difendere ed abbiamo
tutto da difendere, nel senso che abbiamo la consapevolezza che
alcuni provvedimenti giusti debbano essere difesi. Credo, però, che
guardare con diffidenza e con ostilità all'università - come diceva
bene l'onorevole Formica - non serva alla serenità dell'Aula e,
soprattutto, dà ai giovani che ci stanno ascoltando una immagine di
questo Parlamento distante e distinta dai problemi che realmente
affliggono la nostra gente, il nostro popolo ed i siciliani.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
come sempre con attenzione quanto detto dalla Presidenza,
soprattutto laddove ci ha informato che la riduzione è omogenea,
nel senso che decurta del 10 per cento le risorse destinate a
tutti gli enti e a tutte le associazioni.
Io non sono bravo in matematica e quindi volevo rivolgere una
domanda all'assessore Armao: un ente che in previsione ha zero euro
ed ora viene portato ad 1 milione di euro, a quanto ammonta
l'aumento? Al 10 per cento o al 1000 per cento? E un altro ente che
aveva sempre zero ed ora ha un milione e 200 mila euro, a quanto
ammonta l'aumento? Mi sembra che non rientriamo affatto nella
riduzione del 10 per cento
Presidenza del Vicepresidente ODDO
La prima cosa, quindi, che dobbiamo dire è che la Commissione
Bilancio ha sbagliato. Occorrerebbe che qualcuno aiutasse la
Commissione Bilancio a rivedere nuovamente questi conti ed a
riportare tutto nell'ordine del 10 per cento.
Perché, assessore Armao, ci sono cose stranissime. Ad esempio: il
capitolo 183743, destinato ad associazioni che organizzano centri
di prima accoglienza per donne vittime di maltrattamenti in
famiglia e per i loro figli minori o diversamente abili a
prescindere dall'età, è scomparso. Non mi pare che qui ci possa
essere una riduzione del 10 per cento, ma la riduzione sarà stata
del 100 per cento. Assessore Armao, deve convenire con me che in
Commissione Bilancio i conti non li sanno fare.
Un altro dato riguarda il capitolo 413308 Spese per il
funzionamento dei consultori familiari , che nella previsione del
2010 stanziava 3 milioni 154 mila euro, prima confermati nella
previsione del 2011, che scendevano a 2 milioni e 500 mila euro
nella variazione di bilancio e risalivano a 5 milioni 654 mila euro
nella previsione definitiva. Ebbene, ora non c'è nemmeno un
centesimo In questo caso, di che cosa si tratta Di una
dimenticanza, o del fatto che sono state distratte le somme
destinate ai consultori familiari, cioè a coloro che soffrono, a
coloro che hanno difficoltà ad arrivare alla prima settimana del
mese e che, quindi, hanno la possibilità di accedere ai
finanziamenti da parte della Regione, oppure ci troviamo di fronte
ad altre necessità, necessità terze, necessità spesso non
confessabili, in maniera tale che è stato sottratto questo capitolo
definitivamente per destinarlo ad altri scopi?
Quando al Presidente dell'Assemblea si danno delle informazioni,
le informazioni dovrebbero essere poco poco veritiere, poco poco
vicine alla verità. Le notizie che la Commissione Bilancio ha
fornito al Presidente di questa Assemblea sono, invece,
assolutamente false e sono tali da chiedere, secondo me, la censura
nei confronti di colui il quale si è permesso di dare questi dati
al Presidente dell'Assemblea.
Io, al posto del Presidente Cascio, non sarei andato via, sarei
rimasto in Aula, avrei chiesto spiegazioni ed avrei preteso
risposte certe su quello che sto dicendo e che dimostra, ancora una
volta, come questo Governo, questa maggioranza non è assolutamente
affidabile, anzi, sarebbe meglio dire è assolutamente inaffidabile
e dimostra di non avere alcun rispetto nei confronti di questo
Parlamento
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Commissione Bilancio,
considerato che i colleghi fanno osservare alcuni aspetti che
riguardano l'emendamento presentato dalla Commissione, vorrebbe
illustrare i criteri per quanto concerne il lavoro che è stato
svolto?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Preferisco che prima parli l'onorevole Cracolici; dopo farò il mio
intervento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Caputo, apprezzate le circostanze, considerato che ci
sono diverse richieste di parlare sull'ordine dei lavori, la invito
a rispettare il termine dei tre minuti.
CAPUTO. Signor Presidente ha modificato i tempi regolamentari
degli interventi?
PRESIDENTE. No, onorevole Caputo non facciamo polemiche. Tre
minuti considerato che sull'ordine dei lavori si potrebbe aprire
una polemica.
CAPUTO. Io parlerò per lo stesso tempo che lei ha concesso agli
altri miei colleghi.
PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze, onorevole Caputo, sono tre
minuti. La prego, non faccia polemiche. Onorevole Caputo, se non
parla sull'ordine dei lavori, è un problema.
CAPUTO. Signor Presidente i tempi deve stabilirli prima
dell'inizio. Mi dispiace.
PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Caputo, sto dicendo che visto che
tutti si sono iscritti a parlare sull'ordine dei lavori, la prego
di considerare che potrebbe mettere in difficoltà la Presidenza.
CAPUTO. Mi dispiace, lo chieda agli altri dopo di me.
PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze sono tre minuti.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Parlamento è
stato fermo per oltre un'ora nell'attesa che arrivasse questo
emendamento Comm1R, nella terza versione perché le prime due sono
state cambiate evidentemente perché qualche parlamentare o qualche
Gruppo politico di questo Parlamento si è sentito leso nella
programmazione delle somme.
Personalmente, mentre facevo il calcolo degli importi previsti in
questo emendamento, e non sono certo quelli della diminuzione del
10 per cento, ho appreso consultando gli uffici che questo
emendamento ha una manovra di spesa di 46 milioni di euro
PANARELLO. Ma va
CAPUTO. 46 milioni di euro Onorevole Panarello, ricordo quando
lei era nei banchi dell'opposizione, aveva un atteggiamento
diverso: era molto attento alla spesa, era molto attento alle
categorie sociali, era molto attento ai disoccupati, era molto
attento alla gente che protestava per la mancanza di lavoro.
Adesso, anche lei è imborghesito come tutti i suoi colleghi perché
improvvisamente vi siete autopromossi maggioranza in questo
Parlamento ed avete dimenticato come si fa a spendere i soldi
pubblici, cioè nell'unico interesse della collettività siciliana
PANARELLO. Non ricordo il suo rigore
CAPUTO. Onorevole Panarello, lei mi ha chiesto una cosa, le ho
risposto, adesso basta
Adesso, invece, scopriamo che stiamo spendendo 46 milioni di euro
per una maxi operazione clientelare Dietro ogni somma c'è un
parlamentare e, in particolare, i parlamentari di questa
maggioranza
GUCCIARDI. Faccia i nomi
CAPUTO. Se non ci siete, lo vedremo poi quando andrete a votare
per quanto riguarda gli emendamenti soppressivi e lì vedremo chi
c'è o chi non c'è in questa vergogna
Signor Presidente, mi riservo nella fase successiva, quando
entreremo nel merito dei capitoli di spesa di questo vergognoso
maxi emendamento, di dire chi c'è dietro queste somme, chi c'è
dietro gli istituti politici che sono diventati segreterie
politiche ed elettorali che servono a sostenere le campagne
elettorali
(Subbuglio in Aula)
La vostra reazione è la prova che siete interessati a questa
manovra clientelare Qua ci sono interi territori; vi state
organizzando la campagna elettorale sulle spalle dei disoccupati,
del CEFOP che sono sui tetti che protestano, dei forestali senza
soldi. Vi dovete vergognare Vi siete imborghesiti Siete diventate
persone che utilizzate soldi pubblici per finalità politiche E lo
diremo volta per volta. Vi dovete vergognare Qui c'è la prossima
campagna elettorale Ci sono i soldi per i comitati elettorali; ci
sono enti che non hanno neanche rendicontato
PANARELLO. Signor Presidente, questi sono interventi sull'ordine
dei lavori o sono dei comizi?
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di non interrompere
l'oratore. Altrimenti diamo un cattivo esempio su come si svolgono
i lavori d'Aula.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, lei mi chiede di parlare sull'ordine
dei lavori o sull'emendamento? Sull'emendamento spero perché stiamo
parlando sull'emendamento.
DE LUCA. Stiamo parlando sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, questo lo decido io Onorevole De
Luca la prego, non si alteri.
DE LUCA. Ho chiesto di parlare sull'ordine dei lavori, non
sull'emendamento. La invito a essere corretto, non si permetta, lei
stia calmo
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, è una minaccia?
DE LUCA. Ogni volta che presiede lei ci sono problemi; lei sta
scegliendo di allungare il percorso, se ne assuma la
responsabilità
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la richiamo formalmente a
rivolgersi alla Presidenza in maniera un po' più rispettosa.
DE LUCA. Che fa mi vuole fare buttare fuori dall'Aula?
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, la richiamo per la seconda volta.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Scilla.
SCILLA. Signor Presidente, essendo un neofita di questa
Assemblea...
CAPUTO. Cosa sei? Un neofita dopo due anni?
SCILLA. No, sono alla prima esperienza parlamentare e immaginavo
che il tempo che si è perso per cercare di trovare delle soluzioni,
quindi riunioni, incontri più o meno segreti, incontri in
Commissione, il Governo che si riunisce con parlamentari più o meno
importanti, ebbene, tutti questi incontri avrebbero dovuto avere
una motivazione, quella di trovare delle risposte, delle risorse
per il futuro della Sicilia, per il futuro delle nostre imprese.
Alla fine, mi accorgo che tutto questo ragionamento - è da tre
giorni che siamo precettati in questo Palazzo - è servito soltanto
per produrre ciò che definire vergognoso è poco L'Assemblea
regionale siciliana, la più alta carica istituzionale della nostra
Isola, lavora per produrre che cosa? Lo scempio di questo elenco di
associazioni, soggetti che sicuramente avranno la loro importanza,
che sicuramente produrranno cose utili per la Sicilia, ma che
sicuramente non risolveranno i veri problemi e le vere tragedie
della nostra Isola.
Non si può accettare un simile atteggiamento da parte di questa
Assemblea regionale.
Occorre ritornare a fare la politica vera, la politica con la P'
maiuscola.
Allora comprendo, parliamo circa di 50 milioni di euro di somme
utilizzate. Ripeto, probabilmente sono destinati ad enti che hanno
anche una loro utilità, ma se questi soldi vanno a questi enti che
dovrebbero avere un ruolo per quanto concerne la cultura, per
quanto concerne la ricerca, per quanto riguarda lo sviluppo sociale
della nostra terra e, poi, stamattina leggevo sulle cronache dei
giornali che a Palermo ci sono ancora giovani che distruggono le
scuole, che preferiscono inneggiare alla mafia rispetto che alla
cultura della legalità, mi volete spiegare a cosa servono questi
soldi che rubiamo ai siciliani per utilizzarli soltanto per fare
delle clientele? Altro che Governo riformista
Il Governo Lombardo, insieme a questa schiera di Assessori
tecnici, che dovevano essere scevri dalle clientele e dovevano
cambiare le sorti della Sicilia, guidati da un partito, il PD, che
ha fatto del riformismo la vera strada maestra C'è da vergognarsi
perché non è assolutamente corretto lavorare per offendere
l'intelligenza della Sicilia
Signor Presidente, bisogna cambiare. Per essere responsabili non
bisogna abbassare la testa, non bisogna far finta di nulla: bisogna
avere il coraggio di fare scelte vere, di fare scelte giuste. Una
sola voce c'era in quella tabella che poteva avere davvero una
utilità per la nostra terra: i dieci milioni di euro per i porti,
quella sì che era una norma che poteva dare sviluppo,
infrastrutturare la regione Sicilia era importante. Ed invece avete
fatto l'ennesimo inganno: avete preso l'impegno che questi soldi
per i porti - e mi riferisco al porto di Marsala, Porto Empedocle,
Mazara, ai tanti porti che sono nella Sicilia orientale - li
metterete in una Finanziaria e poi nel momento in cui arriveremo a
parlare di Finanziaria ci sarà una motivazione per la quale quei
soldi scompariranno.
Cerchiamo di essere seri, cerchiamo di lavorare davvero per dare
risposte, cerchiamo davvero di trovare soluzioni.
Ho intravisto poco fa l'assessore D'Antrassi, l'assessore per
l'agricoltura l'ho visto, ma poi non l'ho più visto, oggi ero
contento perché finalmente l'avevo visto tra i banchi del Governo.
Ci sono stati degli incontri, li abbiamo fatti anche in
Commissione, sono stati presi degli impegni con la categoria dei
pescatori. Come si fa a giustificare questa indecenza quando,
invece, nel capitolo del rimborso per il caro gasolio, in chi ha
dimostrato invero dignità, quei pescatori, quelle barche e quelle
imprese che hanno dimostrato nel canale di Sicilia di essere
solidali con gli immigrati e non a parole, con i fatti. E, allora,
ritiriamola questa norma, che vada in Commissione, ecco perché sto
parlando sull'ordine dei lavori. Non si può più continuare ancora a
far finta di nulla, ad avere un atteggiamento in Aula e poi fuori
da quest'Aula fare gli inciuci che definire sporchi sarebbe davvero
una cosa ridicola.
E' evidente che come forza politica non vogliamo creare
assolutamente ragionamenti speculativi, non vogliamo fare
ostruzionismo stupido, però è altrettanto vero che deve esserci
davvero un'inversione di tendenza - assessore Armao, la Sicilia è
fatta da piccole e medie imprese - nell'edilizia, nell'artigianato,
nell'agricoltura, nella pesca, nel commercio, sono queste le realtà
che dobbiamo sostenere. Allora, evitate di fare i furbi, evitate di
vendere fumo ed iniziate a lavorare davvero per il bene della
Sicilia.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché ritengo mio dovere, nei confronti del Governo,
di quest'Aula, della Presidenza - non se ne abbia a male, avrei
preferito in modo particolare che in questo momento a presiedere
fosse il Presidente Cascio - comunicare le ragioni per le quali ho
sottoscritto tutti gli emendamenti che ha presentato l'onorevole De
Luca. Infatti, come ricorderà il Presidente Cascio e tutti gli
altri colleghi presenti alla scorsa Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, l'onorevole De Luca fece riferimento al non
essere presidente di Gruppo, al non avere, in quanto appartenente a
un Gruppo misto, la possibilità di potere partecipare alla
redazione ed alla presentazione degli emendamenti ed in quella
occasione richiese alla Conferenza dei Capigruppo la collaborazione
e la solidarietà.
In quel momento, anche per i trascorsi rapporti nei confronti
dell'onorevole De Luca, già componente del mio Gruppo e capogruppo
di Forza del Sud, in quella occasione, ricorderà che dissi: Non
c'è alcun problema, lo sottoscriverò senz'altro io , e feci
riferimento, ancora una volta, al Presidente Cascio dell'anomalia
che quest'Aula vive, in ordine ai lavori parlamentari, per
l'assoluta assenza in Commissione Bilancio di componenti
appartenenti non soltanto a Forza del Sud ma anche a FLI e all'UDC,
ragione per la quale, ho ritenuto mio dovere sottoscrivere questi
emendamenti.
E' evidente che il mio atteggiamento nei confronti dell'Aula e
della discussione sarà comunque diverso rispetto a quello che poi
assumerà, eventualmente, l'onorevole De Luca, però vorrei cogliere
l'opportunità di questo mio intervento soltanto per ribadire una
cosa e rivolgere ancora una volta un invito.
Ieri, in uno dei miei interventi, ho pregato il Presidente Cascio
di operare un rigido dimagrimento dell'emendamento alla
Finanziaria, così non è stato. Oggi, mi permetto di lanciare un
ulteriore appello al Governo perché possa migliorare il testo della
manovra così come presentata, perché al di là delle polemiche su
quella tabella - che ribadisco rappresenta poca cosa rispetto alla
sostanza vera del bilancio che è svariati miliardi e non i 46
milioni della tabella oggi B e ieri H - è necessario rivedere
alcuni conti in quanto non trovo razionale il fatto che in materia
di pubblica istruzione, come è stato citato, alcuni capitoli,
quello del quarto polo di Enna, l'Università Kore scende da 4
milioni a 3 milioni e 100, quindi circa il 20 per cento, non
capisco perché i consorzi universitari scendono da 5 milioni a 4
milioni e quindi circa il 20 per cento, e le Università di Catania,
Messina e Palermo che avevano una dotazione di 4 milioni 522,
diventi 2 milioni 722, con una decurtazione del doppio e di oltre
il 40 per cento.
Non si capisce qual è la logica in un momento di difficoltà in cui
la promozione, le nostre intelligenze, il livello delle nostre
università che sappiamo, purtroppo, essere nei posti terminali
della graduatoria per quanto riguarda la qualità della capacità
universitaria, vengano ulteriormente indebolite, invece di essere
premiate ed aiutate.
Quindi, credo che queste decurtazioni non hanno un senso. Quindi,
a questo mi riferisco quando dico che il Governo potrebbe eliminare
delle anomalie che, poi, come si è visto, accendono correttamente
in molti casi gli animi dei deputati.
Si riveda perché non c'è logica tra dedurre il 20 per cento
all'Università privata, il 40 per cento all'Università pubblica,
dedurre ai Consorzi universitari potenziati come gemmazione del
territorio rispetto ad altre scelte che sono state fatte.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
sono rammaricato, anche se tutto sommato me lo aspettavo, del clima
che si sta determinando, generando in quest'Aula con un obiettivo
che, personalmente, non ho ancora chiaro e non ho capito perché, ho
l'impressione che qualcuno tra i più facinorosi non abbia
consapevolezza che in questa Assemblea può succedere di tutto, ma
si chiuderà solo quando approveremo il Bilancio e la Finanziaria:
sarà il 30 aprile, l'1 maggio, il 2 maggio, il 4 maggio, il 10
maggio, ma da qui non si esce.
Lo dico non perché è una minaccia, ma perché è un obbligo di
legge. Possiamo fare tutto tranne non dare certezza all'istituzione
Regione sulle sue poste di bilancio. Sarebbe, quella sì, una cosa
che produrrebbe conseguenze e non solo di natura amministrativa.
Abbiamo fatto una proposta di emendamento condivisa, per una parte
l'abbiamo fatta già in Commissione in cui sostanzialmente la stessa
Commissione ha valutato, rispetto ai tagli che sappiamo esserci di
un bilancio che non è rose e fiori - l'ho detto ieri sera, capisco
che qualcuno adesso si agiterà nuovamente - in quanto è un bilancio
che ereditiamo. Dunque, i padri della situazione in cui ci siamo
cacciati ed è stata cacciata la Regione si cerchino altrove
Tuttavia, la condizione in cui abbiamo operato ha avuto davanti
alcuni obiettivi fissi: la scuola, la spesa sociale, la cultura, le
istituzioni culturali, insomma quelle categorie alle quali abbiamo
provato a garantire comunque lo stesso finanziamento, lo stesso
trasferimento di risorse rispetto all'anno prima o, al massimo, con
tagli che non eccedessero il 10 per cento rispetto a quanto abbiamo
impegnato l'anno scorso.
Ci siamo lasciati in Commissione non con un inciucio, come viene
rappresentato, una cosa volgare, ma con un impegno politico fra
forze politiche, anche se qui credo che parlare di forze politiche
sia un'avventura linguistica. Qui ormai ognuno, a malapena, parla a
nome di se stesso, forse, perché dopo due minuti entra in conflitto
con se stesso, capita a moltissimi di noi che parliamo.
Abbiamo detto, senza fare tanti giri di parole, che c'è una parte
di questo Bilancio che si chiama ex tabella H, alla quale volevamo
dare un messaggio chiaro, ossia per quello che si poteva cercare di
ridurre il più possibile
PRESIDENTE. La invito a concludere.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi è stata chiesta anche
un'illustrazione del criterio.
PRESIDENTE. D'accordo, ma la invito ad attenersi ai tempi
stabiliti.
CRACOLICI. Per ciò che non si poteva, nel senso che ci sono
obbligazioni, ci sono questioni più complesse e più complicate, ci
orientavamo ad un taglio del 10 per cento rispetto all'anno
precedente.
Credo che questo obbligo lo abbiamo rispettato in gran parte, con
qualche eccezione che è propria della politica con la P' maiuscola
e minuscola, senza false ipocrisie e senza trasformare le vittime
in carnefici, perché quello che è inaccettabile è che si
trasformino le vittime in carnefici ed i carnefici in vittime.
Concludo il mio intervento facendo riferimento alle università. Lo
dico all'onorevole Formica. Abbiamo fatto un ulteriore
approfondimento, oggi, nel fare questo emendamento ed abbiamo
voluto garantire alle università siciliane, al pari della scuola,
lo stesso importo delle risorse trasferite l'anno scorso. Aggiungo,
però, che le università che, certo, soffrono come la scuola per i
tagli - onorevole Formica, rivolgersi al Ministero dell'Università
e della scuola, vedasi ministro Gelmini -, le università a partire
da quest'anno riceveranno oltre cento milioni di euro grazie alle
sovvenzioni globali gestite dall'Assessorato della formazione e mi
riferisco al Fondo sociale europeo.
La verità sapete qual è? Che queste somme, che servono alle
università e facciamo bene a darle, sostanzialmente agiscono
sull'aggiustare i bilanci delle università, non migliorano o
peggiorano la qualità formativa delle nostre università. Quindi,
non facciamo demagogia, non usiamo paroloni, rimettiamo le cose a
posto.
Signor Presidente, concludo, ma vorrei sapere, considerando tutti
i richiami all'ordine dei lavori, quando si comincerà a votare. In
quest'Aula una cosa non può succedere: che diventi una sorta di
agorà permanente in cui ognuno parla. E' vero che è un Parlamento,
però evitiamo di trasformarlo in uno sparlamento , visto che più
che parlare, spesso si sparla a sproposito.
PRESIDENTE. Ricordo che si sta discutendo sul Comm1R. E' iscritto
a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà. Dopo questo
intervento, non intendo fare alcuna forzatura, lo dico subito, è
ovvio che ritengo chiuse le iscrizioni a parlare.
LEONTINI. Signor Presidente, quello che sto per dirle, in modo
molto tranquillo, funge da sottolineatura correttiva di quanto
poc'anzi, da parte della Presidenza, è stato annunciato all'Aula
circa il criterio che avrebbe ispirato il maxi emendamento.
Non so se l'obiettivo cui si intendeva pervenire lo si individuava
come una sorta di work in progress , cioè un graduale
perfezionamento dello strumento per arrivare al risultato della
riduzione del 10 per cento capitolo per capitolo.
Le debbo dire, signor Presidente, e lo voglio dire a chiare note -
collega Faraone, che poc'anzi chiedeva una maggiore chiarezza
sull'argomento - che quando è stato presentato questo maxi
emendamento, colleghi della maggioranza e dell'opposizione, è stato
detto che il maxi emendamento era ispirato al criterio
dell'abbattimento del 10 per cento di tutte le singole voci, di
tutti i capitoli. Noi abbiamo eccepito che tale informazione era
erronea, non era fondata. Proprio per verificare se questa nostra
lamentela fosse fondata, gli Uffici del bilancio, questa notte,
hanno lavorato.
Colleghi deputati, membri della Giunta, signor Presidente, il
precedente maxi emendamento, quello che avrebbe dovuto garantire
l'Aula e metterci tutti d'accordo, conteneva 136 voci. Rispetto a
queste 136 voci gli Uffici, lavorando e studiando questa notte,
hanno individuato 92 eccezioni rispetto al criterio
dell'abbattimento del 10 per cento, 92 sforature del criterio del
10 per cento. Non esisteva, minimamente, una rispondenza tra ciò
che si era concordato in Commissione e ciò che si era
effettivamente operato.
Stamattina, quando, coram populo, ci si è riuniti per prendere
atto di questa individuazione da parte degli Uffici, della
sforatura - 92 volte - del criterio dell'abbattimento del 10 per
cento, ci siamo confrontati e, ancora una volta, da parte dei
nostri interlocutori, è calata una sequela di eccezioni rispetto
alle quali le riduzioni previste dagli Uffici non potevano essere
operate, perché una volta c'era un Capogruppo che parlava da
assessore e diceva che le spese erano indispensabili e non si
potevano togliere; un'altra volta c'era un altro capogruppo che
parlava per un altro assessore e diceva che le spese non si
potevano togliere perché erano indispensabili.
Risultato: dopo due ore di confronto, abbiamo contato 26 eccezioni
alle 92 già esistenti Ma di quale criterio parliamo Questa Giunta
riesce a rendersi conto che c'è una necessità di rispondenza tra
l'attività di governo, il rapporto con l'Aula ed i parlamentari,
che c'è la necessità, quindi, di governare l'Aula e di governare i
Gruppi?
Noi tutti vogliamo governare l'Aula e governare i Gruppi, signor
Presidente, ma vogliamo, esigiamo che, tra gli impegni assunti,
soprattutto istituzionalmente in Commissione, ed i comportamenti
concreti nel chiuso dei camerini con i tecnici ed i politici ci sia
un minimo di coerenza, altrimenti, viene meno il rapporto
istituzionale anche personale e stasera, ovviamente, ci troviamo
nella necessità, nella necessaria condizione di dover esaminare
punto per punto, emendamento per emendamento e dimostrare al
Governo - che stamattina non era presente al completo ma era
rappresentato soltanto dall'assessore per l'economia in certi
momenti della riunione - e all'intera Aula che questa proposta è
assolutamente difforme da quello che avevamo concordato.
Che nessuno, quindi, torni a ripetere questa pappardella del 10
per cento Questa schifezza di documento non lo contiene né come
principio né come effettiva operazione
Allora, se siamo seri, gli assessori guardino in faccia la realtà
perché poi, caro collega Faraone, dovendo necessariamente ascoltare
quali erano le giustificazioni, ci siamo confrontati sui vari temi;
è diventato un confronto accademico, per cui noi proponevamo dei
fondi sull'università e pensavamo che gli interlocutori fossero
sensibili perché un governo con un nucleo fondamentale del PD, dopo
tanta polemica nei confronti della Gelmini che avrebbe maltrattato
l'università pubblica, pensavamo trattasse bene l'università
pubblica rispetto a quella privata. Ci siamo, onorevole Cateno De
Luca, sentiti inalberare il vessillo della necessità di far
prevalere l'università privata su quella pubblica.
Stasera, poi, il collega Cracolici viene ad informarci che le
università avranno Altra informazione work in progress perché
stamattina si parlava in altri termini e stasera si aggiungono
pillole informative. C'è un'informazione ogni mezz'ora a
giustificazione degli sbagli e degli errori che si commettono C'è
una giustificazione ogni mezz'ora, colleghi Così è chiaro che il
clima si arroventa; è chiaro che il clima si altera. Non è
possibile, infatti, imbastire una giustificazione ogni mezz'ora per
una menzogna ogni mezz'ora
E comunque il vulnus fondamentale risiede nel fatto che il
criterio contrabbandato purtroppo non ispira questo documento e
non lo ha ispirato né nel suo complesso, né nelle singole voci.
E' chiaro, quindi, che è prevalso, ancora una volta, il saccheggio
e il bancomat della Regione, quello di cui il Governatore Lombardo
e il collega Cracolici parlano dall'altra parte in queste ore e
che, in effetti, predicando bene razzolano male.
PRESIDENTE. Comunico che, concluso l'intervento dell'onorevole
Leontini, sono chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Savona. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riallaccio al riferimento
che facevano poco fa i colleghi.
Il lavoro svolto in Commissione, nella prima fase in cui abbiamo
operato su questa manovra di bilancio, era di utilizzare un taglio
del 10 per cento per quanto riguarda i capitoli dei contributi.
Poi, via via che venivano delle esigenze per raccordare il
bilancio, abbiamo inserito nella manovra altre voci ma, nella fase
di discussione, che riguardava prettamente il bilancio e non era la
fase dei contributi. Se, infatti, sommiamo i contributi - vado a
memoria - dovremmo essere a non più di 23, 24 milioni come importo
totale, contro i 54, 53 milioni della volta scorsa.
Il resto delle risorse sono inserite su altri capitoli di bilancio
che riguardano l'assetto di governo, le esigenze del territorio, le
esigenze dei vari settori dell'amministrazione che ne hanno la
necessità ed il bisogno.
Questa è la differenza. Come contributi - ritorniamo alla vecchia
tabella H - sono non più di 23, 24 milioni; non sono di più.
Tutta lì è la manovra. Il resto sono cose che riguardano
l'amministrazione nel suo complesso, sulle attività che deve
svolgere: spese di servizi, ci sono i servizi sociali e non
dobbiamo dimenticare che all'interno ci sono i ciechi ed i sordi
che sono stati pagati per intero per lo stesso importo dell'anno
precedente. Alcuni settori sono mantenuti uguali perché hanno
necessità di mantenere la struttura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di potermi
mantenere nei tre minuti il mio intervento. Se sforerò di poco, la
prego di consentirmelo ma cercherò di essere il più rapido
possibile. Rifacendomi a quanto accennato dall'onorevole Leontini
di cui condivido per intero le argomentazioni che ha sviluppato, su
un solo punto ho un pensiero diverso: per la prima volta credo che
il Governo non abbia alcuna responsabilità in questo super'
emendamento di cui rapidamente dirò. Questo emendamento, infatti,
così come è stato pensato, concepito, strutturato e commentato è
tutta responsabilità di qualche collega che si è assunto il ruolo
di una sorta di capo rione' dell'Assemblea.
Non faccio nemmeno problema del rispetto del 10 per cento. Questo
è un criterio che non è nemmeno normato. E' un criterio di buon
senso che a volte può essere rispettato e a volte no.
Quello che invece è grave è che tutta la discussione, tutta la
vicenda dell'elaborazione di questo emendamento prima e maxi
emendamento dopo nasce da un falso che è stato coltivato da questi
deputati che credono di controllare e condizionare l'intelligenza
dei colleghi deputati e anche, forse, le loro coscienze.
Qual è la frode? Sostenere che le voci consacrate negli anni
precedenti in questa tabella - non so più come si chiami, Z, I,
sostanzialmente ex tabella H, perché di questo trattiamo (la verità
è che ci prendiamo tutti in giro ma parliamo ancora della tabella
H, con tutti gli strascichi e i problemi che questo comporta ogni
anno in Aula) - siano intoccabili e non si possano inserire nuovi
finanziamenti, nuovi contributi.
Questa tesi viene portata avanti millantando e facendo paventare
anche interventi del Commissario dello Stato che boccerebbe il
bilancio e quant'altro. Credo che ogni tanto il Commissario dello
Stato dovremmo lasciarlo in pace e attenerci, invece, alla logica e
all'intelligenza. Voi davvero ritenete che abbiamo glacializzato
gli enti, le associazioni e i contributi che abbiamo erogato nel
passato?
E se, per esempio, qualche ente o qualche associazione oggi non è
più meritevole, la manteniamo ancora in tabella? E se, invece, sono
nate nuove associazioni, nuovi enti o nuove necessità meritevoli di
maggiore attenzione non le possiamo inserire in tabella? Ma chi
l'ha detto?
E' esattamente il contrario.
Inviterei a tal riguardo i colleghi a leggere l'articolo 128 della
legge regionale del 12 maggio 2010, numero 11 Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2010 . Questa legge norma le
condizioni, i presupposti e l'erogazione dei contributi di questa
tabella inserita in bilancio.
Inviterei i colleghi a leggere il comma 9 di quest'articolo.
Rapidamente ne do lettura: Qualora il rispettivo ramo
dell'amministrazione regionale, nell'ambito dell'attività di
vigilanza e controllo sulla relativa spesa, accerti che il
finanziamento concesso non risponda ai requisiti di efficacia, di
efficienza e di economicità, ovvero non sia stato utilizzato per
gli scopi preventivati o che il programma, a suo tempo previsto,
non sia stato realizzato, procederà alla revoca parziale o totale,
secondo i casi , eccetera.
Cosa vuol dire? Vuol dire che, per ogni contributo erogato
nell'anno passato, occorre una valutazione di merito e contabile;
il che significa che ben si può eliminare un ente, un'associazione
ed inserirne altri più meritevoli e che garantiscono l'efficienza e
la legalità.
Aggiungo che, secondo me, non si può esaminare neanche un ente,
neanche un'associazione che ha beneficiato l'anno scorso e negli
anni passati del contributo perché occorre prima verificare,
secondo il comma 9 dell'articolo 128, se hanno rispettato i
criteri, le condizioni e la norma così com'è stata prevista
altrimenti rischieremmo di concedere illegalmente contributi.
Allora, al fine di evitare che si vada avanti con un elenco di
associazioni nel quale poche associazioni di natura culturale,
sociale, medica si salvano e il resto è immondizia - perché è
immondizia - riterrei che la Commissione verificasse ente per ente,
associazione per associazione inseriti in questo elenco, per
vedere se sono ancora meritevoli, se hanno rispettato, se in
ordine, se con i ritardi dell'amministrazione nel pagamento siano
stati pagati il saldo del contributo precedente oppure se li
abbiamo costretti a ricorrere al sistema bancario.
Soltanto così potremmo valutare quali enti e associazioni si
possono salvare e quali, invece, vanno espunti da questo elenco,
che è un elenco al buio e, quindi, sostituirli nel merito con altri
enti e associazioni più meritevoli di essere considerati in questo
elenco.
Oggi, stasera, l'Aula non è in grado di decidere. Siccome ho detto
cose anche gravi, vorrei che la verbalizzazione fosse puntuale
perché so che, possibilmente, le cose che ho detto, perché siamo
di fronte ad un'enorme truffa, dovrò confermarle o davanti alla
Corte dei Conti o davanti alla Procura della Repubblica, cosa che
intendo fare con molto piacere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha
facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fino ad oggi, mi
sono limitato ad intervenire durante la discussione generale lo
scorso martedì, all'interno della quale ho esternato alcune
riflessioni sul bilancio preventivo evidenziando alcune criticità.
Mi ero ripromesso di rifarlo durante la discussione generale sulla
legge finanziaria, soffermandomi anche su alcuni articoli che sono
stati presentati dal Governo, alcuni dei quali recependo
indicazioni anche del Gruppo parlamentare del PDL.
Oggi, però, sono costretto ad intervenire nuovamente a sostegno di
quanto detto prima di me dal Presidente Formica, dal Presidente del
Gruppo, onorevole Leontini.
Questa mattina, com'è stato ricordato durante alcuni interventi si
è registrata una riunione informale dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, alla presenza dell'assessore Armao. All'interno di
quella riunione, il PDL ha proposto alcune iniziative, ritengo
qualificanti, a tutela della maternità e della vita nascente, a
tutela degli oratori, dei consultori, a tutela della famiglia, a
tutela anche del sistema universitario pubblico, coerentemente con
quello che il Gruppo parlamentare del PDL ha fatto l'anno scorso,
all'interno di quest'Aula, laddove - lo ricordo a me stesso e lo
ricordo a tutti i colleghi - riuscì, grazie anche alla sensibilità
del Governo, a fare stanziare 15 milioni di euro, attraverso
l'utilizzo dei fondi FAS per le tre università pubbliche siciliane,
riuscì a stanziare 1 milione e mezzo di euro per la scuola
superiore di eccellenza - il professore Centorrino lo ricorderà
certamente - e riuscì a stanziare contestualmente 4 milioni e mezzo
di euro nei capitoli ordinari per i tre atenei siciliani.
Comprendiamo perfettamente le oggettive difficoltà di congiuntura
economica-finanziaria con cui, quest'anno, ci confrontiamo e ci
siamo limitati a proporre uno stanziamento aggiuntivo di 3 milioni
di euro per i tre atenei. Era un impegno d'onore che è stato
assunto all'interno di quella riunione informale; adesso, abbiamo
appreso che quell'impegno è stato onorato parzialmente.
Ecco perché sono perfettamente d'accordo con l'onorevole Formica,
con l'onorevole Leontini e mi appello alla sensibilità
dell'assessore Armao, dell'assessore Centorrino, dell'assessore
Missineo, ovvero di personalità che sono, oggi, assessori tecnici
di questa Giunta - anche dell'assessore Piraino - ma che sono
contestualmente autorevoli esponenti del mondo accademico della
nostra regione, quindi, sono convinto che, da parte loro, ci sarà
sensibilità in tal senso.
Credo che sia un atto di grande valenza. Sono proposte
qualificanti che, certamente, non sono ascrivibili ad un partito o
ad un parlamentare, ma vanno nella direzione della tutela della
formazione e del sistema formativo siciliano nel suo complesso e,
quindi, è un invito che voglio formalizzare. Mi auguro che venga
recepito all'interno di quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo
l'intervento dell'onorevole Maira - quando eravamo nello stesso
Gruppo ebbi a dire, sotto forma di battuta sei tutti noi -, devo
dire sei tutti noi .
Dico ciò perché - e gradirei l'attenzione dell'Aula - ha svolto un
ragionamento giuridico-tecnico che non fa una piega; onorevole
Cracolici, non mi guardi sbalordito.
Oggi, ci siamo sforzati - eravamo molti di meno in quest'Aula - e
l'onorevole Forzese ebbe a dire, sull'ordine dei lavori, che l'UDC
ha presentato un emendamento - che, poi, dal dire generale, sarebbe
stato sottoscritto dalla gran parte dei parlamentari - che, proprio
in aderenza a quello che diceva prima l'onorevole Maira, prevedeva,
in aderenza all'articolo 128, che l'ordine dei lavori era dovuto al
fatto che è inutile che discutiamo di bilancio perché questo
emendamento sarà trattato in Finanziaria e tutto quello che avremo
fatto, nel caso in cui passi - e mi auguro passi - sarà inutile;
che i capitoli indicati nell'allegato 1 della legge regionale del
14 maggio 2010, numero 11, sono soppressi ma non per capriccio, non
per cattiveria; le somme già destinate ai capitoli ivi contenuti
sono riversati su un unico capitolo per ciascun dipartimento -
starà pure bene, penso, al Governo competente - e sono finalizzate
al finanziamento di progetti secondo le modalità stabilite
dall'articolo 128 della legge regionale 14 maggio 2010, numero 11 e
successive modifiche ed integrazioni. Che cosa si voleva dire?
Abbiamo avuto, peraltro, un dialogo forte ma piacevole con
l'assessore Armao; è intervenuto l'onorevole Mancuso, rafforzando
il ragionamento e noi eravamo partiti con l'onorevole Forzese,
proprio dal 128, l'assessore Armao ebbe a dire: Io condivido
questo tipo di ragionamento tant'è che, nella mia qualità, ho
diramato una circolare richiamando i singoli dipartimenti ed i
singoli assessorati ad attenersi rigidamente alla 128 .
Leggo la circolare e nella circolare, fatta molto bene, si fa
riferimento, capitolo per capitolo, a quello che doveva essere
allegato.
Non entro nel merito dei singoli emendamenti perché non ci sono
stati abbattimenti, 10 per cento, ci sono stati aumenti, ci sono
alcune stranezze che alcuni emendamenti vengono abbattuti rispetto
ai finanziamenti precedenti nel 2010. Ad esempio, un finanziamento
che vedo di 350 mila euro esce fuori dall'Assessorato del bilancio
con una previsione di 66 mila euro, esce fuori dalla Commissione ed
arriviamo ad un importo di 445 mila euro, sicuramente perché avrà
meritato, perché la Commissione avrà avuto modo di vedere le carte
e di stabilire che quell'Associazione - ma l'ho presa per caso per
carità perché è quella che mi ha colpito di più, infatti neanche la
cito - che avrà svolto la relazione così come previsto dalla legge
e così come previsto dalla circolare.
Inoltre, a scanso di equivoci, queste associazioni non c'entrano
nulla con l'Unione Ciechi, con la Helen Keller, con i sordomuti, ma
svolgono un'attività strumentale della Regione siciliana, un
servizio; non è un contributo che può essere dato e, addirittura,
nella circolare è previsto, in ottemperanza alla legge, che debbono
presentare, di volta in volta, e concordare con l'Assessorato tutte
le iniziative che debbono essere intraprese e quale deve essere il
rapporto tra le spese ordinarie e le spese di pubblicizzazione
dell'evento e quali sono stati i risultati. Bravo assessore Armao,
su questi esiti
Allora, invito tutti - siamo ancora in tempo - a fermarci perché
altrimenti non potrà essere erogato il contributo, se no si violerà
la legge. Bisognerà accertare e rendicontare con fatture al 31
dicembre 2010. Certo, se la certezza del contributo è stata data
successivamente, bisognerà certificare e, su questo, scusate, ha
ragione l'onorevole Maira quando dice: E' passata una logica per
cui non possono essere inserite nuove associazioni . Assolutamente
no Sono passati dieci anni, quindici anni, otto anni rispetto a
queste associazioni. E' la legge, questa è la novità, l'ha votato
quest'Aula. E' l'articolo 128 della precedente finanziaria al
quale bisognava attenersi.
Come facciamo a stabilire nella Finanziaria che abbiamo diminuito
o aumentato il contributo ad un'associazione in quell'allegato?
Siamo il Governo?
Allora, gradirei un attimo di riflessione, se non sia opportuno
riconsiderare, riscrivendolo insieme a tutti gli altri, un
emendamento che preveda la possibilità di annullare, una volta per
tutte, questa tabella H, facendo confluire i fondi in appositi
capitoli nei vari dipartimenti e possano essere dati così come
quest'Aula ha preteso e ha voluto con l'articolo 128.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio per
avermi dato la parola sull'emendamento perché avevo parlato
sull'ordine dei lavori poco fa.
Cari colleghi, credo che siamo riusciti finalmente a far emergere
il certosino lavoro che è stato fatto nei corridoi in queste
quarantotto ore. Ci dobbiamo fare i complimenti perché credevo di
dovermi preparare a discutere sui 5.000 emendamenti che ho
presentato e, francamente, mi avete dato la possibilità di
riprendermi per due ore perché c'è stato un errore nella
calcolatrice che è stata utilizzata e francamente sono emersi gli
scontenti, assessore Armao. Lei che colpa ne ha?
Lei non c'era in queste riunioni. Lo possiamo dire: io e lei
eravamo in quest'Aula; io e lei eravamo a discutere qua, in
quest'Aula; non eravamo in nessuna riunione e in nessuna
Commissione e qualcuno ha sbagliato il calcolo e qualche voce è
saltata.
Lei, però, adesso ci deve dire la verità, Assessore, perché se
qualche ferito che in questo momento dice ahi, ahi , in questa
Assemblea, su questo argomento, lo avete ora calmato perché gli
state dicendo che con la finanziaria gli metterete soldi, assessore
Armao, ci dica almeno questo: se avete intenzione, nel prosieguo,
quando arriveremo, dopo la discussione dei 5.000 emendamenti, se
nella Finanziaria avete intenzione di presentare degli emendamenti
pirata di spesa per cercare di sollevare qualche ferito o qualche
morto che in questo momento è stato colpito quasi mortalmente da
questa famosa operazione di macelleria non sociale, di macelleria
finanziaria.
Lo dico anche in riferimento al Governo perché qua state parlando
dei contributi alle associazioni, una serie di cose che non si
comprendono ma ora li comprenderemo perché ho presentato 142 - mi
pare - subemendamenti soppressivi, al di là di quelli che ha
presentato l'onorevole Mancuso, li ho fatti automaticamente.
Ringrazio il collega Bufardeci per averli controfirmati,
mantenendo l'impegno assunto nella Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari. Grazie all'onorevole Bufardeci perché ci
consentirà di fare emergere, finalmente visto che questa tabella
fa schifo a tutti, quando conviene, visto che comunque sono
interessati tutti, considerate che da 48 ore ci sono discussioni e
che ora questo Parlamento si è bloccato - su che cosa? - sulla
tabella H, guarda caso
Se questa ex tabella H non interessa a nessuno, ora, per ogni
subemendamento che chiederò di trattare e naturalmente di chiarire
perché ci sono alcune cose strane, non è possibile che il Governo
su alcuni enti ha proposto la soppressione e ora addirittura
scompare la soppressione e gli mettete 1 milione e mezzo, 2
milioni Diteci qual è la strategia perché adesso la vogliamo
capire. Cosa è successo in queste 48 ore? E' stato risuscitato un
ente e là abbiamo piazzato i soldi?
Bene, ora, senza ipocrisia, si farà l'operazione verità anche su
questo punto e l'assessore Armao ci dovrà chiarire pure se intende
andare avanti con emendamenti in Finanziaria che distribuiranno
soldi a destra e a manca perché ci sono ancora feriti, ci sono
colleghi che si lamentano, che hanno minacciato di non votare il
Bilancio o la Finanziaria e, quindi, sono stati tranquillizzati.
Bene, anch'io voglio essere tranquillizzato, assessore Armao, su
questo argomento e non naturalmente con la calcolatrice, ma facendo
riferimento, magari, agli emendamenti aggiuntivi che abbiamo
presentato e che riteniamo come argomentazione di potere trattare
sul piano della politica.
A questo Governo voglio dire che sono pronto a confrontarmi sul
piano della politica, quando il Governo vorrà farlo, una volta per
tutte, in questo Parlamento. E mi dispiace che l'onorevole
Cracolici ogni tanto voglia minimizzare le nostre riflessioni in
questo Parlamento.
Onorevole Cracolici, lei non è l'unico che quando parla dice cose
serie, me lo consenta, anzi, ogni tanto, qualche parola a
sproposito la dice. Però, quando qua parlano tutti, compreso il
sottoscritto, dicono cose serie e assumono anche un atteggiamento
rispetto ad una strategia che è legittima perché il Regolamento ce
lo consente, lo facciamo proprio perché desideriamo e pretendiamo
che emergano quelle cose che lei, neanche quando ha fatto
l'oppositore storico, ha avuto la capacità di far emergere
PRESIDENTE . E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, ho letto questo maxi emendamento e, al
di là di quello che è stato detto sulla tabella H o non tabella H,
avevo fatto un intervento stamattina in tal senso.
Mi pare poca cosa parlare e soffermarsi sulla tabella H.
Devo fare alcuni rilievi sul maxi emendamento, per cui chiederei
che sullo stesso ci fosse un momento di riflessione, fermandoci un
attimo non per bloccare i lavori d'Aula, ma per dare
un'accelerazione agli stessi. Ci sono, infatti, quattro voci che ci
lasciamo veramente perplessi, al di là del piccolo contributo di
50 mila euro in più o 50 mila euro in meno che poi, alla fine, si
può discutere, si può eliminare o si può aggiungere.
Il problema è diverso: ci sono dei temi, quali la formazione
professionale, caro assessore Centorrino, quali i Consorzi di
bonifica per il mantenimento della proroga dei contratti di
garanzia occupazionali oppure degli emendamenti, un milione di euro
per quanto riguarda la mitigazione ambientale per i comuni siti di
discarica - ma di cosa stiamo parlando? - oppure i 43 mila euro
dati per l'informazione a qualche ufficio di gabinetto. Assessore
Centorrino, il problema è molto più serio. Lei non ha partecipato a
questi lavori, hanno partecipato altri.
Faccio una considerazione: è stato stanziato un impegno di 194
milioni di euro per la formazione professionale. C'è una sua
circolare che prevede di finanziare il 70 per cento, il resto
eventualmente va a coprire quei costi per i secondi anni, i terzi
anni, per i disabili e per le attività corsuali nelle carceri. E'
stato, invece, varato un piano 2011 che stanzia 176 milioni di
euro, lasciando fuori 18 milioni di euro. Sarebbe opportuno ed
auspicabile che i 176 milioni di euro li utilizzassimo, compresi i
12 milioni della Cefop ed altri che sono congelati, per le attività
corsuali per il 2011 e i 18 milioni di euro li recuperiamo a quegli
enti che devono finanziare, avviare o confermare le attività
corsuali per il secondo, terzo anno (mi riferisco alla legge n. 24)
per i disabili e le attività corsuali nelle carceri.
Questo è un fatto su cui questa Assemblea deve scommettere per
evitare che gli enti di formazione siano presi per la gola, ma,
alla fine, chi viene preso per la gola saranno i lavoratori
dipendenti o ancor di più saranno i discenti che non potranno avere
una buona attività formativa perché si vedranno ridotte le ore
della formazione ed avremo tutti dei corsi monchi. Avremo delle
attività corsuali che non rispetteranno le 900 ore.
Assessore Centorrino, è un invito che le rivolgo. Lo dico senza
polemica, io la stimo tanto e l'ho detto più volte in quest'Aula:
possiamo confrontarci, non dobbiamo fare muro contro muro ma
dobbiamo trovare un momento di confronto perché dialetticamente si
possa arrivare a risolvere i problemi.
Assessore, vorrei anche affrontare il problema delle fasce di
garanzia.
Ci sono 1500 persone che in questo momento non sono né carne e né
pesce, Cefop, Cas ed altri, che hanno una procedura di revoca
dell'accreditamento, prima li abbiamo ammessi, la voce in bilancio
l'abbiamo mantenuta, la posta in bilancio l'abbiamo mantenuta, di
fatto, però, non potranno essere avviate le attività corsuali. Ne
consegue che i dipendenti oggi sono a Palazzo d'Orléans, a Palazzo
dei Normanni, in via Ausonia, sotto il suo Assessorato. Gli stiamo
dicendo che siccome ancora non possiamo decidere, non sappiamo
ancora cosa fare, rimangono appesi Troviamo dei punti di incontro,
così come sarà importante che nella Finanziaria interveniamo sul
fondo di garanzia e il fondo per accompagnare ai prepensionamenti
queste persone, per alleggerire il mondo della formazione, ma in
maniera intelligente: cioè paghiamo una volta e non ce li
riportiamo.
Un budget che dovrebbe essere di 260 milioni circa, a poco a poco,
lo riduciamo e accompagniamo queste persone in un percorso di
prepensionamento che potrà conseguentemente alleggerire anche il
nostro bilancio regionale.
Secondo me l'emendamento di un milione di euro per mitigazione
ambientale andrebbe soppresso perché con un milione di euro, ad
esempio, il mio comune, Mirabella Imbaccari, è stato per tanti anni
sede di discarica e ha dato la possibilità ed ossigeno non a 15
comuni, ma a ben 34 comuni.
L'onorevole Termini ricorderà quando l'ATO di Enna venne a
scaricare. Era ingolfata tutta la provincia di Enna e noi, del
comune di Mirabella Imbaccari, abbiamo dato l'autorizzazione.
Perché al comune di Mirabella dobbiamo dare i contributi rispetto
a questa misura? Dobbiamo trovare un momento di equilibrio. Quindi,
sono dell'avviso che una pausa di riflessione sicuramente potrà
aggiungere qualcosa al dibattito d'Aula.
Per fatto personale
FORMICA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per fatto personale. Sono stato chiamato in causa. Non
metto mai in difficoltà la Presidenza.
Signor Presidente, io avrei bisogno di qualche informazione perché
sa, non sono molto ferrato in certe materie. So, invece, che lei
nella qualità e anche come funzione di partenza, potrebbe darmi
qualche indicazione. Per esempio, il reato di false comunicazioni,
qual è?
Reato del codice civile, del codice penale, false comunicazioni
societarie, false comunicazioni all'Assemblea?
PANARELLO. Lo ha depenalizzato l'onorevole Berlusconi
FORMICA. Il reato di false comunicazioni non è stato
depenalizzato Non mi riferivo alla Presidenza dell'Assemblea
perché, nel caso in specie, la Presidenza dell'Assemblea è stata
vittima a sua volta di un altro reato, quello di essere stata
indotta a comunicare dei dati falsi che compromettono di per sé
l'esito, il buon esito dei lavori dell'Assemblea stessa, portando
l'Aula da un lato ad atteggiarsi e a ragionare su dati che non
corrispondono al vero, e la Presidenza, dall'altro, ad assumere
provvedimenti sulla base di comunicazioni che non corrispondono al
vero.
Questo è un fatto assolutamente inaudito, direi, soprattutto in
presenza dello svolgimento di lavori che riguardano il Bilancio e
la Finanziaria in un momento assai critico per la nostra Regione
con il rischio che intere e consistenti poste del bilancio non
siano ritenute adeguate, secondo legge, a coprire le poste di
bilancio per cui sono state assegnate.
E' un fatto molto grave che coinvolge la Presidenza nella gestione
dei lavori d'Aula con la scadenza assolutamente ravvicinata e che,
invece, imporrebbe da parte del Governo e dell'Aula un
atteggiamento tale da permettere alla Presidenza stessa di poter
dirigere i lavori d'Aula per raggiungere quella finalità e
quell'obiettivo che è la scadenza di legge per l'approvazione del
Bilancio.
Ritorno sul punto. L'onorevole Cracolici a volte predica bene e
razzola male, a volte, ed è raro per lui, predica male, predica
molto male perché innanzitutto, e siamo sempre all'appropriazione
indebita, quando parla dei 100 milioni di euro previsti in più per
le università dalla sovvenzione globale, l'onorevole Cracolici
dovrebbe sapere che, grazie al lavoro congiunto dell'onorevole
Formica e dell'onorevole Leanza, qualche tempo fa, le sovvenzioni
globali sono state inserite nella programmazione del Fondo sociale
europeo 2007-2013.
Quindi, non appropriamoci di cose che non vi appartengono,
cominciamo da qui.
In secondo luogo, un conto è dare i trasferimenti per la gestione,
cioè pane e acqua per sopravvivere, un conto è promettere
mirabolanti utilizzi di fondi sociali europei che non possono in
alcun modo essere utilizzati per la gestione. Non confondiamo le
acque: il Fondo sociale europeo può essere utilizzato al pari di
tutti gli altri fondi europei su progetti specifici, addirittura si
mette in forse anche l'utilizzo del Fondo sociale europeo se non si
danno le risorse agli utilizzatori, in questo caso alle università,
per cofinanziare o accedere o cominciare quei finanziamenti
attingibili sul fondo sociale europeo. Quindi, una sonora bugia
E poi, mi permetta, signor Presidente, la chicca: ma come si fa a
promettere la Ferrari' che non c'è e a negare il pane e acqua' o
se volete la benzina per poter mettere in moto la Ferrari'? E'
una contraddizione in termini
E la si finisca di parlare ancora della Gelmini - e qui siamo al
razzolare male - perché ci avete fatto vivere otto mesi
trascinando l'intera nazione in proteste di piazza e salite sui
tetti a sostegno degli studenti contro la Gelmini. E adesso che
tocca a voi operare su una cifra, peraltro ridicola, rispetto
all'opera dei pupi che finanziate o alle varie opere dei pupi (non
mi riferisco all'opera dei pupi in sè ma alle cose che finanziate),
vi tirate indietro e razzolate male, vergognosamente, sui fondi
alle università?
Cinquanta milioni di euro buttati su iniziative personalistiche
senza supporto né giuridico né legislativo e un milione e duecento
mila euro che negate alla cultura siciliana, alla scuola,
all'università
Non so come definirvi, com'era quel comico che diceva facciamoci
del male'? Come si chiamava? Tafazzi. Davvero questo mi pare un
atteggiamento da tafazzisti' Bloccare l'Aula, farsi attaccare per
una questione che riguarda le tre università siciliane per non
voler mantenere l'impegno preso, ma soprattutto, una politica che
dovrebbe essere la vostra, il finanziamento alle scuole
E mi fa specie che alcuni deputati di questa maggioranza pensino
di accantonare il problema dicendo e basta '. Basta' lo diremo
noi, bocciando questa vergogna di bilancio o non consentendo di
massacrare ulteriormente le casse dissanguate della Regione con un
bilancio che non le copre
altri/A e di finanziaria 631/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge nn. 630-630bis-
630ter-630quater/A
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, io non entro nel merito della
discussione su questa tabella perché condivido l'intervento del mio
capogruppo, onorevole Leontini. Però vorrei fare qualche
considerazione di carattere politico, perché siamo di fronte ad un
bilancio che interessa tutta la nostra regione. Voglio ribadire un
principio che spesso ciascuno di noi ricorda, allorquando utilizza
il famoso detto di evitare di buttare a mare l'acqua sporca con
tutto il bambino'.
Su questa tabella c'è da dire soprattutto una cosa e cioè che
mentre vi sono molte iniziative finalizzate a servire la
collettività, molte altre sono interventi che potrebbero essere
evitati.
Sempre qui voglio condividere il ragionamento del capogruppo del
PD, onorevole Cracolici, che dice che spesso in questo Parlamento
si straparla. Io sono d'accordo con lui, non nel senso che ci sono
colleghi che straparlano, ma ci sono spesso colleghi che
intervengono e dicono forse il contrario di quello che pensano o
intervengono oggi dicendo una cosa e domani un'altra
Mi riferisco al fatto che all'interno di questo Parlamento ci sono
90 deputati che sono stati eletti dal popolo e che, certamente, non
possono essere distinti tra buoni e cattivi, tra quei deputati che
gridano e quelli che magari intervengono correttamente quando è
necessario, oppure tra deputati furbi e deputati fessi. Io voglio
ribadire il principio che i 90 parlamentari hanno tutti le stesse
prerogative. Ci sono parlamentari della maggioranza e parlamentari
dell'opposizione, non ci sono buoni dentro la maggioranza e buoni
dentro l'opposizione, o cattivi dentro la maggioranza e cattivi
dentro l'opposizione Che cosa intendo dire
Intendo dire che con questo trasversalismo che spesso si è
verificato in questa fase di discussione del bilancio per il 2011,
come abbiamo fatto per il 2010 e il 2009, si assiste all'interno di
quest'Aula ad una grande confusione: abbiamo visto che il Governo
si è fatto assistere da una proposta che viene fuori dalla
Commissione Bilancio che oggi si chiama Tabella B, e capisco perché
si chiama Tabella B, perché è una tabella per i buoni, signor
Presidente, è una tabella che non tiene conto di interessi
generali, ma di alcuni interessi particolari.
Allora, credo che la politica abbia bisogno di intervenire in
questa direzione perché quando l'onorevole Cracolici era
all'opposizione all'interno di questo Palazzo aveva il suo ruolo,
lo esercitava e portava avanti iniziative in rappresentanza di una
parte che certamente egli era legittimo a rappresentare. Adesso
perché non è consentito all'interno di questo Palazzo, all'interno
di questa Assemblea, che ciascun parlamentare possa portare avanti
interessi generali, o anche particolari, nell'interesse della
collettività? A questo non trovo una spiegazione, signor
Presidente.
Anche il Governo, oggi, pecca nel momento in cui si fa assistere
in direzione di un'iniziativa parlamentare che viene fuori dalla
Commissione che non tiene conto di tutti gli aspetti e che non
tiene conto delle cose positive che ci sono nelle singole proposte,
all'interno di questo Parlamento e non tiene conto neanche di
quello che può essere evitato per ridurre la spesa.
Signor Presidente, avremo modo di capire, andando avanti, quali
sono le iniziative positive e quali quelle da considerare negative.
Mi auguro che ci sia senso di responsabilità e che si porti avanti
tutta una serie di iniziative in direzione del bene comune e,
soprattutto, di chi ha bisogno in questa regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo sia opportuno ed utile, in
base a come si è svolto il dibattito, sospendere brevemente la
seduta al fine di stabilire come proseguire.
Pertanto, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.49, è ripresa alle ore 23.40)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a seguito
dell'interruzione dei lavori d'Aula, noi dei Gruppi parlamentari
del PDL, del PID e di Forza del Sud più l'onorevole Cateno De Luca,
in una riunione, abbiamo esaminato approfonditamente la vicenda
d'Aula e i suoi contenuti e abbiamo da dare una risposta. Noi
riteniamo di proporre che i lavori d'Aula continuino, esaminando
prima il Bilancio e poi la Finanziaria; qualsiasi altra soluzione,
secondo noi, altera il percorso parlamentare già predisposto.
La maggioranza è libera di proporre quello che vuole; noi
dell'opposizione rimaniamo sulle nostre posizioni, non accettiamo
proposte di accordi, respingiamo una soluzione che non sia in linea
con un'impostazione di rigore, di razionalizzazione della spesa e
di impegno per gli investimenti produttivi. Rimaniamo contrari alla
linea clientelare, dispersiva e di saccheggio della finanza
regionale e del bilancio che, soprattutto, nel maxi emendamento in
esame si evidenzia.
Pertanto, preferiamo che la maggioranza, continuando nelle sue
scelte, non consideri l'opposizione minimamente disponibile da
questo punto di vista, se non a continuare i lavori d'Aula, secondo
gli strumenti già predisposti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
cose dette dal collega Leontini meritino una risposta. Noi
crediamo, anzi riteniamo assolutamente necessario, che questa
Regione si doti di un bilancio e di una legge finanziaria, che sia
improntata a due princìpi che non possono essere soltanto principi
annunciati ma - speriamo - princìpi praticati.
Con la Finanziaria speriamo di riuscire a promuovere azioni di
sviluppo; con il Bilancio, oltre a garantire azioni di sostegno e
di sviluppo alla Sicilia, vogliamo concretamente dare attuazione
alle politiche di rigore. Ecco perché abbiamo cercato, come si fa
di norma e per prassi parlamentare, di ritenere - anche nei momenti
più alti, più aspri dello scontro, del confronto legittimo tra
maggioranza ed opposizione - di acquisire un metodo, al di là poi
delle singole questioni che possono dividerci, ma un metodo
condiviso riguardo il modo con cui procedere nella formazione del
bilancio di questa Regione e abbiamo proposto un metodo che era
quello di prevedere che su tutta una serie di misure, soprattutto
quelle tradizionalmente legate ai contributi che storicamente e non
da oggi, e certamente oggi nessun nuovo contributo è previsto,
perché non è possibile prevederlo con legge di bilancio ma da due,
anzi, da tre anni questa Regione non ha previsto nessun contributo
a nessun soggetto nuovo, abbiamo proposto una riduzione omogenea,
il più possibile omogenea, del 10 per cento.
Abbiamo ascoltato che i colleghi non sono interessati a nessuna
ipotesi di confronto, di incontro, di mediazione; ci dispiace. Un
Parlamento è anche il momento - ripeto - dove la mediazione non è
una parola offensiva, è una parola con cui si costruisce anche una
buona politica; ma se c'è chi non vuole sentire e c'è chi si
rifiuta di ascoltare, una maggioranza ha anche il dovere di andare
avanti e, certamente, una cosa non può accettare - l'ho detto già
tre volte e lo ripeto per la quarta volta -: non ci può essere un
mondo alla rovescia in cui oggi noi dovremmo difendere quello che
il passato ci consegna in eredità; noi non ci entriamo con quel
passato.
Ecco perché io penso che, a questo punto, il Presidente della
Commissione dovrà valutare, avendo avuto un mandato dalla
Commissione, di ritirare l'emendamento e, poi, valuteremo con un
emendamento eventuale del Governo anche la cancellazione per intero
di tutti gli ex interventi della ex famigerata tabella H
(Applausi)
in maniera tale che i siciliani potranno, finalmente, sapere i
genitori di ogni norma, i nonni se ci sono i nonni e se sono ancora
vivi, i genitori ed i nonni e, forse, gli attuali padri putativi
Detto questo, intanto affrontare la questione per quello che è
l'emendamento.
Noi abbiamo ritenuto di fare una cosa buona e giusta che potesse
consentire a questo Parlamento di uscire con dignità, tenendo ferma
la politica di rigore, ma anche avendo in mente una strategia di
sviluppo, senza fare colpi di testa e senza voler danneggiare la
Sicilia o pezzi di storia della Sicilia.
Tuttavia, è evidente che se la sfida è al rinnovamento e alle
riforme, signori, sulle riforme ci confronteremo nel merito e
faremo le riforme che servono alla Sicilia partendo dal fatto che,
intanto, facciamo venire meno questo emendamento, dopo di che
affronteremo nell'esame del Bilancio la cancellazione di tutti gli
interventi della ex, una volta famigerata tabella H e poi vedremo
se si approverà il Bilancio, la Finanziaria - poi vedremo che
Finanziaria si farà - ma questo ogni cosa al suo tempo.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto accolgo
con grande felicità la firma del Presidente del Gruppo parlamentare
del PD a tutti gli emendamenti già depositati per l'abrogazione
dell'articolo 128, ex tabella H. Quindi, grazie per questa
disponibilità che è venuta dopo tre estenuanti giornate, potevate
pensarci prima o a presentare gli emendamenti e non l'avete fatto;
oggi apponete la firma agli emendamenti da noi presentati, oppure
ne presentate altri uguali a quelli che abbiamo presentato noi.
Di questo siamo molto contenti perché la partita che si vuole
giocare, oggi, va verso la politica con una sfida da parte del
Presidente del Gruppo parlamentare del Partito Democratico, una
sfida politica assolutamente: prevedere, tra qualche ora, un colpo
di mano ed io, siccome non riesco a individuare quale potrebbe
essere, è chiaro che mi affascina questo tipo di atteggiamento
politico, peraltro in tantissimi anni non l'ho mai vissuto e questa
sarà la prima volta di un confronto molto serio.
Rispetto al maxi emendamento presentato, è chiaro che, da parte
della Commissione Bilancio, non c'era alcun tipo di avallo, così
come ha detto l'onorevole Cracolici e non ci può essere alcun tipo
di avallo neanche al ritiro, questo emendamento è frutto di chi lo
ha voluto, secondo interessi particolari che sono ben individuati.
Siamo contenti che il Partito Democratico fa dieci passi indietro
su una politica clientelare che fino a ieri non gli apparteneva e
oggi non gli appartiene perché lo stanno dimostrando, vedremo se
nelle prossime ore invece ritorneranno di nuovo all'assalto della
diligenza, magari con una previsione più globalizzata; vedremo
quale sarà l'atteggiamento del Partito Democratico.
Da parte nostra, naturalmente, l'arte della mediazione politica
fa, forse, riflettere quello che potrebbe essere un buon Bilancio e
una buona Finanziaria.
Da questo momento stiamo partendo con il passo giusto, il passo
giusto proposto da noi e accolto dall'onorevole Cracolici è quello
di eliminare appunto la tabella H ed è un punto di partenza; dopo
aver votato questi emendamenti ed aver tolto quello che per anni,
non per fare un riferimento soggettivo, perché l'onorevole
Cracolici ad un nome assoggetta quasi tutta la totalità del
Parlamento che è contro le sue posizioni.
Per quanto mi riguarda l'amato presidente della Regione Cuffaro è
diventato per tutti noi nelle parole di chi ci vuole offendere ogni
giorno, quelli che vogliono portare avanti il cuffarismo'. Io sono
stato sempre eletto nella maggioranza e sono stato sempre
all'opposizione del Governo Cuffaro, qualcun altro che è stato
eletto nella minoranza per molti anni è stato molto più vicino al
Presidente di quanto lo sono stato io. E le offese che ogni giorno
vengono fatte da un lato a Berlusconi e dall'altro a Cuffaro, non
fanno onore a chi per diversi anni ha voluto alimentare quello che
oggi tutti insieme stiamo decidendo di chiudere.
Spero che non siano dichiarazioni di circostanza. Gli emendamenti
sono presentati, vedremo nelle prossime ore chi porterà avanti una
politica nuova in questo Parlamento.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
ringraziare il Governo perché sembra che stia aprendo un varco nel
voler tentare di approvare il bilancio entro il 30 aprile. Il
Presidente della Commissione, per carità, formalmente segue ormai
l'indicazione che l'assessore ombra ha dato, perché l'assessore per
l'economia non è il buon Armao, lui è abbastanza presidenzialista,
materialmente è l'onorevole Cracolici, perché noi abbiamo detto che
questa finanziaria, questo bilancio è stato strategicamente
definito dal Presidente ombra, onorevole Lino Leanza e
dall'assessore per l'economia, onorevole Cracolici
Quindi, vi ringraziamo, in modo particolare ringrazio lei,
onorevole Cracolici, che finalmente vuol lasciare un segno
straordinario con questo Bilancio. Ma diciamo anche una verità, che
lei nella sua qualità doveva anche dire: il Commissario dello Stato
vi ha richiamato sull'utilizzo del Fondo di riserva, perché avete
anche esagerato su questo fronte e quest'Aula deve sapere che
questi 50 milioni o 42, insomma, quelli che sono, assessore
Piraino, sono stati prelevati dal Fondo di riserva, questo non lo
si dice, perché non conviene
Allora, diciamolo anche a questa Assemblea come si stava tentando
di creare la classica e tradizionale quadra che una volta si faceva
su delle risorse, oggi si fa invece attingendo ad altre fonti che
non potete toccare, perchè una delle voci che è stata attenzionata
dal Commissario dello Stato è il Fondo di riserva. Non so quanto
sia stata dignitosa questa sceneggiata che ci avete riservato,
questo sarebbe anche da evidenziare in quell'aspetto storico che si
sta tentando di fare con questo bilancio.
Allora sì, la vostra sfida io l'accetto, cioè quella di fare
finalmente in 48 ore le riforme per la Sicilia E quindi non posso
che confermare i circa 5 mila emendamenti, ormai stanno lievitando
e siccome sono fatti all'insegna della riforma, della
ristrutturazione di questa regione, della ristrutturazione di
questo Parlamento, perché andremo oltre il 30 aprile e quindi
questo Parlamento rischierà di sciogliersi, per quanto ne sappiamo.
Però, rispetto a questo scenario, signor Presidente, io saluto con
favore questa nuova sceneggiata, questo nuovo quadro che ci viene
presentato dall'assessore ombra per l'economia e di conseguenza io
confermo che, accettando la sfida delle riforme, rimangono in piedi
5 mila emendamenti e, soprattutto, quando penserete di riprendere
questi 40, 30, 50 milioni dal Fondo di riserva, cosa che io non vi
consiglio, e allora su quel fronte prenderemo tutti gli emendamenti
della Finanziaria e in 48 ore, probabilmente, avremo fatto tutte
quelle grandi riforme che in questi anni avete annunziato da
maggioranza, da opposizione
Ora neanche vi rendete conto quello che siete, perché non capite
più il vostro ruolo qual è, ma quello di mediatori non vi si addice
perché è una mediazione francamente che non vi darà un grande
risultato. E rispetto a tutto questo, saluto il vostro fregio di
contribuire seriamente a riformare finalmente questa Regione.
Pertanto, benvenuta questa nuova fase di riforma. Io ci sto
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, ascolto sempre con molto interesse gli
interventi di alcuni colleghi parlamentari e fra questi quello
dell'onorevole Cracolici. Quando parla il capogruppo del PD c'è
sempre da imparare, io non mi stanco mai di ascoltarlo. Anzi,
quando lui parla ed io lo ascolto cerco di ricordarmi il Cracolici
di qualche anno fa, quando faceva quello che stiamo facendo noi
adesso. Noi, però, devo dire con migliori risultati, quanto meno
con il pregio e con il piglio della coerenza. Se è vero, come è
vero, che questa tabella H lei l'ha definita criticabile e che si
scoprirà dopo il nome e il cognome, io dico che non c'è bisogno di
fare indagini particolari: basta andare a leggere le intestazioni
degli enti per capire a chi appartengono, a quale parte politica
appartengono e dopo due minuti di tempo si scopre anche l'indirizzo
e, magari, si scopre pure che nella stessa abitazione ci sono due
enti inseriti in tabella H.
Se, però, questa tabella H era così vituperata, mi spiegate perché
l'avete moltiplicata facendo una tabella Comm1R, che è il doppio
della vecchia tabella H, saccheggiando capitoli anche dal bilancio
per soddisfare la fame di esigenza dei parlamentari di questa
maggioranza d'Aula ma minoranza nel resto della Sicilia?
Voi le elezioni le avete perse Noi le abbiamo vinte Voi avete
fatto un ribaltone e vi trovate alla guida di questo Parlamento, ma
avete perso le elezioni
La cosa più grave, sapete qual è? Quelli che, come noi, avevano
vinto le elezioni contro di voi, adesso stanno con voi tradendo
quegli elettori che avevano consentito a noi di vincere e a voi di
perdere. E' così, può anche dispiacervi; potete dire bravo quanto
volete ed io bravo lo accetto, ma è la verità: voi siete gli
artefici di un ribaltone
(Interruzioni in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, si rivolga alla Presidenza. Non
provochi i colleghi e cerchi di concludere.
CAPUTO. Signor Presidente, ho grande simpatia e rispetto nei loro
confronti e voglio parlare anche a loro. Deve dire ai colleghi di
farmi parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, rispetti il Regolamento e
rispettiamolo tutti. Si rivolga alla Presidenza e non provochi i
colleghi.
CAPUTO. Signor Presidente, se vuole faccio un altro intervento per
richiamo al Regolamento.
Il Regolamento prevede che l'oratore che prende la parola deve
finire il suo intervento e non deve essere interrotto
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei e la invito a concludere.
CAPUTO. Signor Presidente, richiami i suoi colleghi di partito.
PRESIDENTE. Ho già richiamato i deputati, onorevole Caputo, e in
questo momento non ho colleghi di partito.
CAPUTO. Signor Presidente, noi speriamo che l'intervento
dell'onorevole Cracolici venga rispettato da parte della
maggioranza e dal Governo, perché non vorrei che lui si fosse
esposto nell'affermare di eliminare la tabella H e poi, magari,
qualcuno non la ritira.
C'è troppo nervosismo in quest'Aula. State tranquilli Non siate
così nervosi Ormai è il 29, domani 30; possiamo stare in
compagnia. Dobbiamo ancora fare tutto il Bilancio, con gli
emendamenti che lievitano, e poi ci sarà la Finanziaria.
Di stare qui insieme ne avremo l'1 maggio, il 2, il 3 no perché
c'è la festa nel mio paese
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, la invito a concludere. Non esageri
CAPUTO. Non voglio abusare della sua pazienza e sono rispettoso
delle istituzioni parlamentari, anche delle istituzioni di Governo.
Non dovete dire che avete ritirato la tabella H perché siete i
moralizzatori di questa Sicilia. Siete stati costretti a ritirarla
perché vi abbiamo politicamente svergognato di fronte alla Sicilia
intera
FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non rinuncio al
mio breve intervento, perché ho l'esigenza di portare avanti una
iniziativa. Ieri è stato depositato dall'UDC un emendamento per la
soppressione della tabella H e quest'oggi, alle ore 13.20, io
personalmente ho presentato questo emendamento e sono stato visto
come un extraterrestre.
Non c'è dubbio che ancora una volta, al di là di quelle che sono
le battute, bisogna quanto meno capire l'importanza di chi, come un
partito come l'UDC, ricopra un ruolo, un obiettivo che è quello di
portare avanti una mediazione all'interno di quest'Aula, una
mediazione che a mio modo di vedere non c'è. Da un lato, abbiamo
sentito l'intervento dell'onorevole Cracolici, laddove condivideva
la soppressione della tabella H, dall'altro, l'onorevole Mancuso e
l'onorevole Maira, del quale condivido i contenuti giuridici del
suo intervento e c'è chi specula per riaccendere i toni che, vista
l'ora, a mio modo di vedere si può anche evitare.
Allora, l'unica cosa che vorrei precisare, è che una volta tanto
prevale il giudizio del buon senso, che è quello che occorre quanto
meno ripartire da questa soppressione della Tabella H, portando
avanti quelle che sono le vere iniziative e le esigenze di quelli
che ne chiedono la presenza autorevole di un Parlamento, che
qualche volta lascia a desiderare se non soltanto utilizzando
quella demagogia politica.
Personalmente, ancora una volta vorrei ribadire che è stato
importantissimo perché l'UDC, con in testa il sottoscritto, oggi ha
presentato questo emendamento e l'Aula ha preso consapevolezza che
bisognava sopprimere la tabella H e ripartire da zero.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, è stato annunciato il ritiro del
maxi emendamento CommR1, ma il ritiro deve essere formalizzato dal
Presidente della Commissione.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
semplicemente ribadire alcuni concetti e riportare, se mi
consentite, anche un po' di verità in quest'Aula.
Intanto, partiamo da una premessa. Mi rivolgo all'onorevole Caputo
che è qua da tanti anni e ha sempre votato la tabella H, assieme a
tutti gli altri colleghi che oggi parlano della tabella H, che
peraltro non esiste, ma che l'hanno votata pur non condividendola
in molti casi; ma, guarda caso, è stata sempre un po' l'oggetto
misterioso, l'oggetto dei desideri.
Questo per una questione di correttezza.
In questa Finanziaria il Governo sta tentando, con molta serenità,
onorevole Leontini, onorevole Maira, onorevole Pogliese, onorevole
Bufardeci, di lavorare alla luce del sole e questo ce lo dovete
consentire. Abbiamo ragionato, passo passo, su come costruire un
emendamento che fosse il più rappresentativo possibile e il più
possibile rigoroso per quanto riguardava questo Bilancio di rigore
e comunque di lotta agli sprechi.
Alla fine, dai 54 milioni di euro dell'anno scorso, si è arrivati
a 46 milioni di euro. Questi 46 milioni di euro sono: 4 milioni e
500 mila euro per lo sport, 6 milioni per i ciechi e i sordomuti,
diciamo per la spesa sociale stabile, 3 milioni di euro per l'Arpa,
3 milioni per l'ASI, 3 milioni per i Consorzi di bonifica, 3
milioni per i Consorzi agrari. Alla fine, nella sostanza, la
contribuzione rappresenta di questa famosa tabella H di questi 46
milioni non so 10, 12,13 milioni, perché ci sono i 3 milioni per
l'Università, i 4 milioni per l'AST, il Turismo, i beni culturali,
eccetera.
Quindi, per la verità, questo Parlamento ha lavorato nel segno di
dare a questa tabella I, non so come dovremmo chiamarla, a questi
180 punti trattati, un minimo di rigore. Va indirizzata nei
confronti delle categorie più svantaggiate, nei confronti della
cultura, della scuola, dei servizi sociali, del turismo, della
protezione civile. E' stato fatto uno grande sforzo per raggiungere
questo obiettivo. Non era come le tabelle H che ha votato in
passato l'onorevole Caputo, è completamente diversa. Erano altre le
tabelle H, che votavamo prima.
Questo è un tentativo rigoroso - se mi consentite - certamente con
molte pecche.
Si poteva fare molto di più, forse potevamo avere più coraggio, ma
è stato comunque un tentativo serio, vero, importante, per cercare
di portare a casa un risultato nell'interesse generale.
Per cercare di condividere con la minoranza, alla luce del sole -
non con baratti o barattini - tutto ciò che era possibile al fine
di arrivare all'approvazione condivisa del Bilancio e ad una
finanziaria di sviluppo e di rigore.
Questo era l'intento. Non c'è da parte della maggioranza nessuna
arroganza, nessuna intolleranza; forse, abbiamo fatto qualche
errore, se è così mi scuso con i colleghi - almeno per la parte che
mi compete - però, certamente il tentativo che abbiamo fatto è
stato un tentativo serio e da questo punto di vista era giusto
portarlo avanti per fare emergere quello che era giusto.
Negli ultimi tre giorni abbiamo lavorato per questo.
Per quanto riguarda tutto il percorso successivo, è una sfida alla
politica, sulla politica, per la politica e mi auguro con la P'
maiuscola. Noi ritireremo questi punti, li approfondiremo e molto
probabilmente avremo il coraggio di presentare qualcosa di ancora
più snello. Certamente, può darsi che lo faremo domani mattina
nell'interesse della Sicilia e dei siciliani, come diceva un
compianto amico che oggi non c'è più. Finalmente, però cominciamo a
parlare di fatti concreti e non me ne voglia l'onorevole De Luca,
non me ne voglia nessuno.
Noi stasera dobbiamo cominciare ad entrare nel merito delle
questioni. Una cosa importante che dovevamo definire è stata fatta,
e cioè che la maggioranza è diventata maggioranza e da oggi decide
da maggioranza con assoluto rispetto, doveroso, nei confronti della
minoranza. Ma questa maggioranza deve avere il coraggio delle
scelte, e sarà quello di mettere mano a questa materia in maniera
chiara, netta, alla luce del sole, senza infingimenti e con molta
determinazione. E' questa la politica a cui siamo arrivati. Se
saremo capaci, lo vedremo lungo il percorso che ci aspetta.
Abbiamo chiarito tutti gli aspetti e adesso, signor Presidente,
non ci saranno più zone d'ombra. Fuori da quest'Aula la gente muore
di fame, la gente sta male, molte persone sono in difficoltà.
Quindi, qualunque sia l'intendimento, cerchiamo di operare
nell'interesse comune, perché quando siamo stati eletti avevamo
solo un obiettivo, servire la Sicilia. Facciamolo con tutto il
cuore.
ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se in questo
momento ci sono siciliani che seguono i lavori dell'Aula, ma
immagino che i pochi o i molti che li seguono si chiedano come mai
questo scontro tra maggioranza ed opposizione, che qualcuno ritiene
epocale, non si svolga su temi importanti quali le infrastrutture o
i fondi europei, su come mai la maggior parte dei soldi non
riusciamo a spenderli o sui motivi per i quali scegliamo l'Asse 1
piuttosto che l'Asse 2 sugli investimenti e sull'agricoltura e sui
quali vogliamo discutere.
Ci sono mille questioni: i fondi sull'economia che sono rimasti
bloccati l'anno scorso, i problemi che riguardano ogni giorno i
siciliani. Stranamente, questo scontro epocale avviene sulla
tabella H. Come è stato ricordato poco fa con molta chiarezza
dall'onorevole Leanza, la maggior parte di questi fondi sono
bloccati. C'è una piccola percentuale di progetti per i quali la
maggioranza non ha alcuna responsabilità ed è felice di eliminarli
o comunque di rimetterli ad una valutazione seria e sensata.
L'UDC è stato oggi il primo partito a fare questa proposta e devo
dire che per la prima volta nella mia vita sono stata superata in
ottimismo, in grinta e in capacità dal mio Gruppo, perché ero
convinta che questa proposta si sarebbe arenata, ma oggi,
felicemente, è arrivata in porto. Pertanto, oltre ad essere
soddisfatta dal Gruppo che è stato così coraggioso, invito l'Aula a
non fare finta che stiamo facendo una cosa importantissima; stiamo
facendo una operazione banale, procedendo velocemente e senza
manfrine. Visto che tutti siamo contenti, eliminiamo questo
argomento che non ci piace e cominciamo a discutere di cose serie.
Passiamo velocemente all'esame della Finanziaria, confrontiamoci
davanti al popolo siciliano e vediamo quali sono le nostre
proposte, vediamo che cosa caratterizza la maggioranza e
l'opposizione; smettiamola, però, di discutere del nulla, perché
sono ormai giorni che discutiamo del nulla La tabella H è il
nulla e siamo felici di averla eliminata. Siamo soddisfatti e
dunque andiamo oltre.
BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so quanti
siano i siciliani che ci stanno seguendo, per la verità mi auguro
che siano pochi, molto pochi, mi auguro che non ci sia nessun
siciliano che in questo momento ci guarda, perchè credo che non
facciamo assolutamente una bella figura. Anzi, a volte, più o meno
scherzosamente dico la nostra fortuna è che non c'è una telecamera
del Grande Fratello che ci riprende in tutti i momenti , perché
effettivamente credo che, per molti versi, saremmo imperdonabili
per il tempo che andiamo perdendo, per lo spreco di energie e di
risorse, anche solo in carta, anche solo in fotocopie e penso ai
tanti alberi che avrebbero potuto fare una fine migliore rispetto a
questa follia che ci pervade.
Non so per quale responsabilità in questo ping pong continuo, in
questo batti e ribatti, di chi è il merito, se merito è avere
eliminato la Tabella.
Bene, è avvenuto. La Commissione allora lo formalizzi perché
stiamo ancora parlando, senza che materialmente esista il documento
formale, della eliminazione di questo articolo 128. Io ne prendo
atto e ne sono contento.
Mi hanno insegnato, nella mia lunga esperienza di amministratore e
di sindaco, un proverbio che vorrei ricordare all'Assemblea, perché
ciascuno di noi ne fosse interprete: U sazio un po' cridiri o
riunu cioè chi ha mangiato, chi ha la pancia piena, non può
credere a cosa significa la fame ed essere preso dalla morsa della
fame con la pancia vuota.
Bene, io credo che, dopo questi giorni, finalmente questo
proverbio dovremmo metabolizzarlo, noi per primi e renderci conto
che, al di là delle logiche più o meno ostruzionistiche delle
responsabilità, dobbiamo effettivamente varare un bilancio, ed il
bilancio non deve essere solo a parole di lacrime a sangue, ma deve
essere un bilancio di vera razionalizzazione.
Accettiamo anche noi la sfida di fare questo bilancio nel miglior
modo possibile eliminando le storture, ma ribadisco ancora una
volta che occorre, insieme all'eliminazione delle storture, che
questa Assemblea sappia incidere nei confronti del Governo perché
si passi finalmente ad una capacità di spesa. Perché, ribadisco
ancora una volta - non sarà mai il taglio, la razionalizzazione di
questo o di quello, che può smuovere un'economia. L'economia la
smuove il consumo, la spesa, l'investimento che c'è e noi non
sappiamo utilizzare, l'investimento che c'è e rischiamo di perdere,
l'investitore che viene e che noi facciamo scappare.
Ecco perché, sin da adesso, annunzio che il partito Forza del
Sud' ritornerà a parlare di semplificazione, convinti come siamo
che la vera necessità è determinare un mero momento di cambiamento
e di accelerazione di investimenti - perché stiamo parlando di
fondi comunitari o di FAS o di altre azioni che non facciamo -
dimenticando i miliardi di opere che si potrebbero fare se i nostri
uffici regionali semplificassero concretamente nei tempi, nei modi,
nella forma, nella cultura tutte le pratiche che giacciono.
Noi torneremo ad intestarci la battaglia che venga meno il
principio dell'autorizzazione preventiva e si vada a quel principio
che tutto quello che non è espressamente vietato può essere
immediatamente attivato. Si smetta con questa logica del controllo
preventivo.
Il controllo deve esserci dopo; soltanto così si può muovere
veramente l'economia, si può muovere lo sviluppo e produrre
entrate, che è ciò che serve alla Sicilia.
E' fondamentale cominciare la discussione. Quanto tempo abbiamo
dedicato a questa tabella che si chiamava H, che l'anno scorso era
I, che quest'anno è B, che è diventata varie volte un emendamento
Adesso basta La Commissione lo ritiri e avviamo finalmente un
confronto serio, serrato, sul bilancio, partendo da questa logica
nuova che il Governo deve mettere in atto.
Non sarà un successo per nessuno avere ritardato di 24 o di 48
ore: sarà una sconfitta per la Sicilia e sarà quel digiuno che non
avremo capito perché abbiamo la pancia piena
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve e
spero di attenermi ai tempi che lei mi ha voluto assegnare, anche
se non mi è chiaro perché sono stati cambiati questi tempi, da
cinque minuti a tre minuti, però .
PRESIDENTE Onorevole Buzzanca, apprezzate le circostanze la
Presidenza non poteva fare altrimenti.
BUZZANCA. Signor Presidente, la democrazia ha un costo e comporta
anche dei sacrifici che noi dobbiamo sapere sopportare.
Sono contento stasera di aver ascoltato alcuni interventi che
dicono che finalmente la maggioranza deve diventare responsabile.
La maggioranza deve sapere fare la maggioranza, anche se resta
ovviamente un passaggio che si dovrà ancora consumare e cioè il
confronto con il popolo siciliano.
Signor Presidente, noi avvertiamo questa profonda amarezza e
questo profondo distacco che la politica sta determinando ai danni
della democrazia e del popolo siciliano. Stasera il ritiro di
questo maxi emendamento, di questa serie di emendamenti,
rappresenta certamente un momento importante e può rappresentare un
momento di partenza.
La Sicilia è ferma, ed è ferma in tutti i settori, a partire dalla
sanità, laddove si sbandiera un risparmio che non c'è, laddove si
ostenta una forma di efficienza che stride certamente con la
realtà.
Dobbiamo anche capire che la Sicilia è ferma perché non si
riescono a raccogliere le esigenze che vengono dal popolo siciliano
in tutti i settori, dall'agricoltura al lavoro, al mondo della
produzione, al commercio, all'artigianato. Eppure, qualcuno diceva
che ha ritirato questo emendamento, lo diceva l'onorevole Leanza. E
allora perché è stato ritirato, perché la maggioranza ha dovuto
ritirare questo emendamento? Perché si voleva continuare e si vuole
continuare, e lo avvertiamo dalle parole dell'onorevole Nicola
Leanza, il quale dice che riproporrà questo documento sotto altre
forme, cercando di aggirare in qualche maniera gli ostacoli,
cercando di attingere ad altre fonti normative, perché ciò che è
stato posto qui come fatto insormontabile dal punto di vista
normativo, probabilmente vi ha indotto a ritirare questo
emendamento.
La verità è che questo emendamento viene ritirato perché voi
sapevate che, nel momento in cui si fosse andati al confronto
d'Aula, avreste avuto una grande implosione all'interno della
maggioranza, di questa maggioranza che è appiccicaticcia, che è
fatta di culture e di provenienze diverse.
Allora, bisogna dare adesso un contentino. Bisogna far capire che
vi è una prospettiva, che vi è un futuro. Io vi invito, cari
colleghi, cari amici della maggioranza, cari assessori, a fare un
attimo mente locale: davvero pensate realmente che si possa
continuare in questo modo? Pensate realmente che si possa
continuare a navigare a vista cambiando ogni giorno, ogni ora, ogni
momento, strategia?
Se questo è il percorso, il modo con il quale si affrontano i
problemi dei siciliani, mi duole dire che c'è molta ipocrisia anche
in questo ritiro, una ipocrisia che desta molta amarezza, perché
sappiamo che vi è l'intento da parte di una componente importante
di questa maggioranza, l'MPA, nella persona dell'onorevole Nicola
Leanza, di lavorare alla riproposizione di un documento che magari
non sarà fotocopia, ma sarà un documento lavato con l'acqua calda e
quindi un poco si restringerà. Se questo è il sistema di confronto,
caro Lino, noi non riusciremo a portare avanti una manovra perché
la politica è certamente rigore, ma è certamente rispetto delle
posizioni che bisogna sostenere con passione, ma è rispetto di un
principio fondamentale che è quello della democrazia.
E voi dimostrate, ancora una volta, di dimenticare questo valore
che, insieme al rispetto dei siciliani, deve diventare finalmente
patrimonio anche di ciascuno di voi.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, mi
atterrò scrupolosamente ai tre minuti che la Presidenza ha deciso
di assegnare a ciascun intervento anche perché, in realtà, la
Presidenza si era determinata nel senso di chiudere la seduta
odierna a mezzanotte e, quindi, immagino che alla fine di questi
interventi ci dovremo attenere a quello che decide la Presidenza.
Però, al di là di questo credo, signor Presidente, che ci sia
proprio l'esigenza politica di chiudere la seduta prima possibile
anche, se non soprattutto, per quello che abbiamo ascoltato fino
adesso dagli interventi assolutamente scoordinati che sono venuti
da eminenti rappresentanti della surrettizia maggioranza che
sostiene il Governo Lombardo.
Abbiamo ascoltato il colpo di teatro del PD che annunciava il
ritiro della tabella H, questo momento storico da tanti agognato,
che mi lascia, devo dire, assolutamente indifferente. Abbiamo
ascoltato l'onorevole Adamo plaudire al ritiro della tabella H che,
per prima, aveva chiesto già stamani, quando, invece, tutto il
resto della maggioranza si batteva perché questa tabella o queste
voci resistessero e rimanessero in vita. Abbiamo poi ascoltato,
devo dire inopinatamente per quanto mi riguarda, l'intervento
dell'onorevole Leanza che, invece, ha parlato se non ho capito bene
di modifiche, di cose poco chiare, almeno per me, forse per l'ora
tarda. Cioè, l'onorevole Leanza, di fatto, ha smentito l'onorevole
Cracolici e l'onorevole Adamo perché si è guardato bene
dall'affermare che la tabella H sarà ritirata.
Allora, signor Presidente, io credo che sia proprio nell'interesse
della maggioranza, la quale dovrebbe in teoria, anche se è
assolutamente inadeguata, tutelare gli interessi dei siciliani,
chiudere questa pagina triste della vicenda politica siciliana - e
chiuderla questa sera prima possibile - resettando tutto quello
che c'è da resettare, riunendosi, confrontandosi e, prima di ogni
cosa, comprendendosi al suo interno.
Quando vi sarete capiti e avrete deciso cosa fare in quest'Aula
nei giorni più importanti per la politica siciliana, che sono
appunto quelli del Bilancio e della Finanziaria, soltanto dopo che
l'avrete fatto, portateci una proposta, se ne siete capaci,
veramente seria per lo sviluppo della Sicilia.
Se non ne sarete capaci, l'opposizione sarà in grado di fare la
sua parte
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cortesemente prendete posto.
Prego, onorevole Cordaro.
CORDARO. Signor Presidente, quello che sta accadendo in Aula,
all'interno della maggioranza, mi dimostra ancora di più che c'è
molta confusione
MANCUSO. Con l'arroganza non andate da nessuna parte Cos'è casa
vostra questa?
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la invito a continuare il suo
intervento.
CORDARO. Purtroppo, il potere dà alla testa, anche quando non lo
si è conquistato con elezioni democratiche e, quindi, noi prendiamo
atto anche questa sera che non viene consentito, neanche a chi era
stato eletto vincendo le elezioni, di esprimere liberamente le
proprie idee, forse perché sono scomode. Però, signor Presidente,
ribadisco che - e la ringrazio per avermi dato la possibilità di
concludere il mio intervento - per chiudere questa pagina triste
della politica, sia opportuno chiudere immediatamente questa seduta
e andare a domani, auspicando che la notte porti consiglio e che,
finalmente, vengano proposte serie, non per accontentare l'amico
Tizio, il parente Caio o il sodale Sempronio, ma perché possano
affrontarsi quelle reali esigenze della Sicilia che vogliamo
risolvere approvando un bilancio finalmente vero.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo una giornata
convulsa come quella che abbiamo attraversato e che ha portato ad
un risultato, secondo me, molto ma molto apprezzabile cioè quello
annunciato dalla maggioranza di voler contribuire a risolvere il
problema della sostenibilità del bilancio da un lato e
dell'approvazione del bilancio stesso nei tempi previsti dalla
legge, noi raccogliamo questo invito e questa sfida che è stata
lanciata dall'onorevole Cracolici e, soprattutto, dall'onorevole
Leanza.
L'onorevole Leanza ha detto che loro si comporteranno da
maggioranza - siamo contenti dell'annuncio fatto dall'onorevole
Leanza - così come noi affermiamo che ci comporteremo da
opposizione.
Io mi auguro che alle parole dell'onorevole Leanza seguano i
fatti. La maggioranza ha il dovere di comportarsi in maniera
responsabile e, soprattutto, ha il dovere di perseguire gli
interessi generali della Regione; l'opposizione ha il dovere di
vigilare affinché questo avvenga e l'opposizione questo farà.
Non vorrei, onorevole Leanza e onorevole Cracolici, che fossimo in
presenza di un annuncio che suona pressappoco in questo modo: vi
avevamo fatto vedere tante caramelle, avevamo dato la nostra
disponibilità, forte, a perseguire l'obiettivo annunciato e cioè
quella di approvare un bilancio sostenibile e soprattutto nei tempi
previsti. Non vorrei, dagli interventi dell'onorevole Lenza, che si
ritornasse ad una situazione o che si adombrasse una situazione
soprattutto ad uso dei deputati della maggioranza, ma forse non
solo, che è quella di dire: Senti, ti stiamo togliendo una
caramella ora ma non ti preoccupare perché te ne daremo tre
domani . Cioè non vorrei che si pensasse di illudere i deputati
presenti in quest'Aula che si toglie la tabella H, la famigerata
tabella H, cioè la caramellina oggi proponendo loro: rinunci a
questa cosa certa ma stai tranquillo che te ne daremo di più,
domani, col sole dell'avvenire, te ne daremo di più .
Se c'è un intento serio da parte della maggioranza, l'opposizione
la seguirà; se c'è l'intento di proporre la favoletta la
maggioranza si farà male da sola con i propri componenti, si farà
molto male da sola e dimostrerà ancora una volta che predica bene e
razzola male.
Noi avevamo lanciato una proposta in Commissione Bilancio che ci
consentiva di approvare rapidamente Bilancio e Finanziaria, di
risolvere i problemi e di non esporre al rischio dei tempi e della
sostenibilità dei conti il bilancio della Regione.
Non siamo stati ascoltanti non per colpa nostra; c'è stata una
riunione presso l'Assessorato dell'economia e in quella riunione la
maggioranza si è sottratta per problemi interni. Non vorrei che ci
fosse ancora questo infingimento di spostare sempre più in là
quello che non si ha il coraggio di fare e che la situazione che
tutti conosciamo ci obbliga a fare.
Pertanto, noi raccogliamo l'invito dell'onorevole Leanza, se lo
intende come sfida per noi è ancora meglio, la collaborazione se è
richiesta ci sarà, la funzione dell'opposizione sarà tale, a una
maggioranza che pretende di essere tale ci sarà una opposizione che
sarà ancor più tale e, quindi, aspettiamo domani.
Invito lei, Presidente, visto anche gli animi surriscaldati, a
vedere se la notte ci porta consiglio e se possiamo arrivare ad una
soluzione rapida ed efficace.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto concerne la questione
se andare avanti o meno la Presidenza non sta facendo altro che
applicare quello che avevamo già deciso ma, a prescindere, per
quanto concerne sollecitazioni varie, a conclusione degli
interventi è convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari in Sala lettura deputati e in quella sede si deciderà
cosa fare.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, credo che ci siano in quest'Aula gli
animi un po' surriscaldati, dovremmo trovare tutti un momento di
rasserenamento, ma la maggioranza dovrebbe dare un buon esempio,
nel senso che la maggioranza dovrebbe dimostrare un senso di
responsabilità maggiore, qualcuno sostiene, no, il senso di
responsabilità che attiene e che si addice a chi ha la titolarità
del Governo e la titolarità dei numeri, come quella maggioranza che
oggi sostiene questo Governo.
Credo sia stata sbagliata la proposta che qualche ora fa la
maggioranza ha fatto alla minoranza. Era sbagliata nel metodo e nel
merito. E' sbagliata nel metodo perché, secondo me, è un errore
madornale dire all'opposizione: Prendetevi una percentuale e
troviamo su questa una soluzione, vedete cosa serve . E' sbagliata
nel merito perché, ammesso e non concesso che si fosse pervenuti a
questa soluzione cioè di ridurre quel famoso maxi emendamento,
sarebbe stato invece utile e opportuno dire: Riduciamo
l'emendamento, dateci una o due proposte politicamente importanti
per questa Sicilia e su queste due proposte che si intesta la
minoranza andiamo avanti .
Ad esempio, una di queste proposte sarebbe potuta essere
l'immigrazione in Sicilia. Abbiamo un'emergenza importante, a
Mineo, a Lampedusa, a Caltanissetta, a Pantelleria, su questa
proposta credo che si sarebbe potuto attuare un tavolo di
confronto. Altra proposta sarebbe potuto essere le medie imprese
o, come suggerisce il collega Scilla, la pesca. Su questo la
maggioranza avrebbe dovuto fare leva
Signor Presidente, credo che questa sera sarebbe meglio non andare
avanti, non soltanto perché la Presidenza ha dato determinate
disposizioni, ma perché forse la notte porta consiglio, perché
forse non è nemmeno opportuno quello che ha detto il collega
Cracolici, quasi a mo' di ricatto: Tagliamo la tabella H ; ma a
chi si fa danno se non forse alla Sicilia Sappiamo di che cosa
parliamo?
Come ha detto l'onorevole Formica, noi rimaniamo indifferenti.
Attenzione, se vogliamo fare male alla Sicilia facciamolo, e questa
è la responsabilità della maggioranza; cosa diversa invece è -
come ha detto chi mi ha preceduto - se vogliamo applicare veramente
e trovare un tavolo di confronto serio e secondo me la minoranza
non si sottrarrà ad un confronto serio, importante, impegnato
nell'interesse specifico di questa Sicilia, su grandi temi. Sono il
primo a dire che su questi temi importanti che riguardano tutti non
potremo
PANARELLO. Lo doveva dire un'ora fa
FALCONE. Si calmi Chi è di maggioranza, onorevole Panarello, non
deve surriscaldarsi, poi se vogliamo continuiamo. Se ritenete
invece che ancora avete quella veste di opposizione e non avete
interpretato appieno la veste di maggioranza, il muro contro muro
vedremo a cosa ci porterà.
Sapete a cosa porterà? Ad un maxi emendamento che tagli tutto?
Ebbene, nessuno si strapperò le vesti Attenzione, però,
Finanziaria non se ne farà Finanziaria non se ne potrà fare perché
una Finanziaria avrà migliaia di emendamenti e, alla fine, uscirete
da quest'Aula con una magro, misero risultato, caro onorevole
Panarello, che per la prima volta si approverà sì il Bilancio, un
Bilancio striminzito che non ha quei principi di rigore di cui
qualcuno ha parlato, ma non vareremo la Finanziaria.
Fermarci un attimo, Presidente Savona, lei che ha gli anni,
diciamo così, di maturità in quest'Aula, riflettiamo, non andiamo
avanti per fare muro contro muro'. Troviamo delle soluzioni,
facciamo sintesi e cerchiamo di diventare responsabili nei
confronti di questa Sicilia, perché alla fine le battaglie di
principio portano a far vincere, a far guadagnare sempre
l'avvocato, come mi insegna l'onorevole Arena.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come preannunciato, sospendo i
lavori dell'Aula e convoco la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentare in Sala lettura deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 00.46 di venerdì 29 aprile 2011, è
ripresa alle ore 1.40)
Presidenza del Vicepresidente Formica
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, venerdì 29
aprile 2011, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013.
(nn. 630-630 bis-630 ter-630 quater/A) (Seguito)
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2011.
Legge di stabilità regionale. (n. 631/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 01.41 di venerdì 29 aprile 2011
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli