Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura dei processi
verbali delle sedute numero 23 e numero 24 del 30 settembre
2008, che non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli
onorevoli: Scammacca, Scilla e Lo Giudice, per la seduta
odierna; l'onorevole Mancuso, dal 30 settembre al 3
ottobre 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle
competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge
sono stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Norme per l'elezione del sindaco e del presidente della
provincia regionale e per l'attribuzione dei seggi nei
consigli comunali e provinciali. Incompatibilità,
ineleggibilità (n. 213)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
Norme in materia di segretari comunali e provinciali della
Regione; istituzione dell'Albo regionale; istituzione,
regolamentazione, organizzazione e funzionamento
dell'Agenzia autonoma regionale per la gestione dell'Albo
dei segretari comunali e provinciali; istituzione della
Scuola superiore della pubblica amministrazione locale
siciliana (n. 221)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
Norme in materia di beni civici e di diritto d'uso civico
(n. 222)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
Testo unico in materia di protezione civile (n.
223)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
Inquadramento personale nel ruolo, anche in soprannumero,
di cui agli articoli 5 e 6 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10, in attuazione del comma 553 dell'articolo 2
della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (n. 224)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Disposizioni regionali per le attività fisiche (n.
214)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
PARERE I
Misure per la salvaguardia del patrimonio edilizio
(n. 225)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
Nuove norme per le concessioni demaniali finalizzate
alla realizzazione della portualità in Sicilia (n.
226)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Iniziative a sostegno delle attività dei teatri dei
pupi e dei pupari siciliani
(n. 219)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Riordino delle aziende sanitarie della Regione ed
istituzione dell'agenzia regionale per i servizi
sanitari (n. 227)
- di iniziativa parlamentare
inviato in data 30 settembre 2008
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di
legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lentini, in data 1 ottobre
2008, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
legge n. 222 Norme in materia di beni civici e di diritto d'uso
civico'.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«All'Assessore alla Presidenza e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
l'emergenza idrica del comune di Erice (Trapani) è innegabile
anche perché riconosciuta dalla stessa Giunta regionale con
delibera n. 134 del 23.04.2008 con la quale ha dichiarato lo
stato di calamità naturale;
il capo del dipartimento di protezione civile, Guido Bertolaso,
incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, con
nota del 27.05.2008 prot. DPC/CG/0035021, ha negato gli
interventi straordinari relativi sostenendo che la Regione
siciliana ha tutti gli strumenti ordinari per fronteggiare la
situazione, attivando del caso le risorse presenti sul fondo di
protezione civile;
il dirigente del servizio di protezione civile della provincia
di Trapani, con nota inviata al direttore generale del servizio
di protezione civile regionale, ha stimato il fabbisogno
necessario per fronteggiare la situazione di emergenza in non
meno di 890 mila euro;
il comune, per cercare di fronteggiare la situazione ha già
anticipato somme pari a circa un milione di euro per le quali
vanta un credito nei confronti del EAS e conseguentemente le sue
casse non possono più sostenere ulteriori interventi di somma
urgenza per il risanamento delle condutture di adduzione idrica;
permanendo tale situazione, che priva i cittadini di un
servizio essenziale, l'emergenza è destinata ad aggravarsi e può
diventare intollerabile;
ad oggi, nonostante la delibera della Giunta di governo della
Regione n. 134 del 23.04.2008 e le sollecitazioni degli organi
provinciali del dipartimento di protezione civile, la struttura
regionale non ha posto in essere alcuna attività per far fronte
alla seria emergenza;
per sapere:
se intendano intervenire al fine di scongiurare la reale
ipotesi di interruzione del pubblico servizio di fornitura idrica
nel comune di Erice ed evitare il configurarsi di possibili
emergenze di natura igienico-sanitaria;
se non ritengano urgente ed indispensabile intervenire al fine
di utilizzare le risorse del fondo di protezione civile per
provvedere agli interventi immediati stimati dal responsabile
provinciale del dipartimento di protezione civile in almeno 890
mila» (147);
ODDO
Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e dei trasporti, premesso che:
l'Orlandina Basket è l'unica società sportiva siciliana a
partecipare da tre anni al campionato di serie A di
pallacanestro;
nel mese di luglio 2008 la Federazione italiana di
Pallacanestro (FIP) ha ammesso l'Orlandina al campionato 2008-
2009;
in data 18 agosto la COMTEC, organo di controllo amministrativo
della FIP, ha convocato i rappresentanti dell'Orlandina per il 28
successivo per fornire chiarimenti relativi alla comunicazione
ricevuta dall'ENPALS, circa una presunta posizione debitoria;
il 28 agosto ha avuto luogo l'audizione dove l'Orlandina, pur
avendo prodotto la documentazione esplicativa, ha avuto richiesti
ulteriori documenti, repentinamente trasmessi;
nessuna contestazione è stata, in alcuna maniera, mossa
all'Orlandina;
in data 20 settembre 2008, al termine di una riunione del
consiglio federale della FIP, è stata comunicata la revoca della
delibera di ammissione al campionato di serie A;
considerato che:
entro i termini di iscrizione (luglio 2008), ove fosse stato
mosso qualsivoglia rilievo (come accaduto a Rieti e Napoli),
l'Orlandina avrebbe avuto quindici giorni di tempo per
controdedurre e/o sanare eventuali rilievi;
parallelamente è stata svolta indagine da parte della procura
generale, destinata verosimilmente a concludersi dopo l'audizione
del 19 u.s. col proscioglimento dell'Orladina;
venerdì 26 al CONI, ha avuto luogo la camera di conciliazione,
unica opportunità di revisione del deliberato di esclusione della
squadra dal campionato e che l'udienza per la discussione di
merito è stata rinviata al primo ottobre 2008;
osservato che:
i legali dell'Orlandina basket hanno sollevato forti dubbi
sulla regolarità dello svolgimento della seduta del consiglio
federale della FIP che ha sancito l'esclusione della società dal
campionato di serie A;
poiché la pallacanestro Napoli è stata prima penalizzata e dopo
esclusa dal campionato, il numero di squadre aventi diritto
sarebbe stato dispari (diciassette) e, quindi, si sarebbe potuto
e dovuto procedere al ripescaggio del Varese, evenienza non
realizzatasi in quanto è, comunque, noto il desiderio di gran
parte dei vertici della pallacanestro italiana di ridurre a
sedici il numero delle squadre di serie A;
ricordato il ruolo d'interlocuzione e di rappresentanza ai
massimi livelli istituzionali svolto dal Presidente della
Regione, ai sensi del nostro Statuto;
per sapere se non ritengano necessario e improrogabile un
immediato intervento, pronto e decisivo, presso le sedi
istituzionali competenti (Ministero dello Sport, CONI e FIP)
perché venga tutelata, nel pieno rispetto delle procedure e di
tutti gli adempimenti obbligatori, la società 'Orlandina basket',
che rappresenta l'immagine sportiva della nostra Regione in
Italia, e perchè vengano fornite alla stessa tutte le garanzie e
i supporti che tale realtà siciliana merita» (150).
PICCIOLO
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'assessore per la sanità,
premesso che:
si ha notizia che la Regione siciliana è intenzionata a
chiudere diverse postazioni del 118, fra le quali quella del
comune di Mazzarrone (CT);
tale decisione determinerebbe non pochi disagi al comune di
Mazzarrone, la cui popolazione è di circa 3700 abitanti, di cui
700 rientrano nella fascia di età anziani e, vista la forte
vocazione agricola e commerciale con la produzione di uva da
tavola, il numero delle presenze risulta aumentato soprattutto
nel periodo che va da maggio a dicembre, con aumento dei casi di
malessere o infortunio sul posto di lavoro che necessitano di
intervento urgente;
considerato che:
il servizio copre anche aree al di fuori del centro abitato ed
insediamenti permanenti fra i quali Piano S.Paolo, Piano Stella e
Granieri dove si concentrano un elevato numero di abitanti in un
vasto territorio;
alla necessità di garantire e confermare il servizio di pronto
intervento, attualmente previsto come trasporto urgente
demedicalizzato, si aggiunge anche la richiesta di un medico per
rendere più efficace e completa la prestazione del servizio;
il criterio guida da utilizzare nella riduzione del numero
delle postazioni mobili deve essere quello dell'orografia del
territorio, viabilità e baricentricità rispetto ai comuni da
servire nella dislocazione degli automezzi di emergenza-urgenza,
identificando le sedi di postazione dei mezzi di soccorso nel
rispetto dei tempi di percorrenza previsti;
per sapere se l'Assessore non ritenga opportuno rivedere la
decisone di sospendere la postazione 118 ed anzi incrementare il
presidio con la presenza di un medico che possa prestare cure
immediate (144);
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
POGLIESE - FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
nel 2005 si è proceduto all'inaugurazione della residenza
sanitaria assistita nel comune di S. Angelo di Brolo (ME) con la
presenza di funzionari dell'ASL n. 5 di Messina;
tale struttura non è mai stata funzionante, per motivi ancora
sconosciuti, per oltre tre anni, né mai alcun paziente ha varcato
i cancelli per beneficiare dei servizi che ivi dovevano essere
garantiti;
più volte venne annunciata l'imminente apertura, tanto che
cominciarono a lavorare, anche se non è noto, né facilmente
immaginabile, come potessero operare senza pazienti da assistere;
è stato comunicato dal sindaco di Brolo, Basilio Caruso, ai
capigruppo del comune che il Ministero dell'interno, per il
tramite del prefetto di Messina, ha assunto la decisione di
ubicare nei locali della residenza sanitaria assistita, di via
Pantano Alto, un centro di accoglienza per stranieri
extracomunitari;
atteso che il principio di accoglienza nei confronti di persone
bisognose, nonché il dovere civico di ospitalità sono
riconosciuti nel massimo rispetto a tutti i cittadini stranieri,
comunitari ed extracomunitari, che raggiungono l'Italia alla
ricerca di un lavoro e si impegnano a viverci nel rispetto delle
leggi della nostra Repubblica, è innegabile, comunque, che tali
strutture non hanno mai portato benefici per le comunità
ospitanti, anzi sono spesso state motivo di disordini, di attriti
e di svariati problemi di ordine e sicurezza pubblica;
per sapere:
quali siano stati i motivi ostativi che hanno portato alla
mancata apertura della residenza sanitaria assistita e perché una
speranza di sviluppo socio-economico per il paese, per i
cittadini e per il comprensorio si sia trasformata in una scelta
che desta incertezza e preoccupazione;
perché si sia deciso di convertire i locali interessati in
centro di accoglienza senza che le autorità locali ed i cittadini
siano stati precedentemente informati;
quali siano, con estrema precisione, le attività previste in
tale centro di accoglienza;
se si sia tenuto conto delle implicazioni che può procurare
l'istituzione di una struttura di accoglienza nel centro urbano
di una piccola comunità» (145);
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CURRENTI
«Al Presidente della Regione e all'assessore per la sanità,
premesso che:
è in atto a livello regionale un piano di rientro della spesa
sanitaria, che prevede tra l'altro il
taglio al numero delle postazioni di emergenza-
urgenza del 118 presenti nell'Isola;
è stato pubblicato un articolo il 20.08.2008 sul quotidiano 'La
Sicilia', in cui si fa espresso riferimento a Fiumefreddo di
Sicilia come possibile postazione di emergenza-urgenza del 118 da
sopprimere;
Fiumefreddo di Sicilia è un comune ad alta vocazione turistica,
meta estiva in forte ascesa per la peculiarità del territorio e
la qualità dei suoi servizi, da tre anni assegnataria della
bandiera blu, riconoscimento attribuito da una commissione
comunitaria (FEE);
in controtendenza rispetto all'incremento estivo della
popolazione dovuto a tale afflusso turistico, già da quest'anno
il comune ha dovuto subire la chiusura del servizio di guardia
medica turistica che da anni era presenta sul litorale;
durante i mesi estivi si è registrato ogni anno un
ragguardevole aumento degli interventi della postazione 118 di
Fiumefreddo di Sicilia, con una media di 80 uscite al mese nel
solo territorio di competenza nel periodo estivo;
la postazione si è distinta sul territorio per gli importanti
interventi balzati recentemente agli onori della cronaca, come il
caso della neonata di
14 giorni in arresto respiratorio e
provvidenzialmente rianimata dal personale del 118 di
Fiumefreddo, gli interventi in soccorso di naufraghi sul litorale
e di automobilisti sull'autostrada Catania- Messina e tutti gli
altri interventi svolti quotidianamente nel silenzioso operato di
tutti i giorni;
nel report pubblicato dalla SISE (Siciliane servizi emergenze),
i dati presi in considerazione ai fini della dislocazione sul
territorio delle postazioni 118 si riferiscono ai mesi che vanno
da gennaio a giugno e non tengono quindi in considerazione
proprio il periodo estivo, di maggiore necessità;
il comune di Fiumefreddo è servito dal casello autostradale
della A18, collocato all'incrocio fra due importanti arterie
viarie (le strade statali 114 e 120), equidistanti fra i due
ospedali di Giarre e Taormina e il PTE di Linguaglossa (13
chilometri circa);
queste peculiarità e motivazioni rendono il comune di
Fiumefreddo idoneo a garantire un adeguato ed efficiente servizio
logistico-emergenziale, non solo per i propri abitanti, ma anche
per gli abitanti dei comuni limitrofi Calatabiano e Piedimonte;
per la precedente considerazione, il comune di Fiumefreddo è
stato indicato già da anni come sede di centro operativo misto
dai preposti organi di protezione civile per i comuni di
Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia e
Calatabiano;
con decreto assessoriale n. 25 del 2005 e successivo
provvedimento della centrale operativa di Catania- Ragusa-
Siracusa sono state comunicate le sedi che sarebbero state
attivate a partire dal 16 febbraio 2006, individuate avuto
riguardo delle specifiche esigenze territoriali, , fra le quali
spicca al secondo posto Fiumefreddo di Sicilia e che pertanto la
suddetta postazione è stata istituita ben prima di altre che oggi
si prevede invece di mantenere;
tale preoccupazione è condivisa dall'intero consiglio comunale
del paese, il quale ha approvato un identico documento, e da
consiglieri provinciali di tutti i gruppi politici, che hanno
presentato in data 8 settembre un ordine del giorno avente lo
stesso oggetto;
per sapere se l'Assessore non ritenga opportuno rivedere la
decisione e mantenere la postazione di emergenza-urgenza del 118
di Fiumefreddo di Sicilia» (146);
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
dal 22 settembre la direzione delle ferrovie ha provveduto, a
causa del danneggiamento di circa 80 convogli ferroviari, a
prolungare a tempo indeterminato la soppressione di numerose
tratte che collegano importanti centri della nostra Regione;
i disagi arrecati all'utenza, soprattutto ai pendolari, hanno
ormai determinato una situazione insostenibile che ad oggi non
trova soluzione nemmeno con la sostituzione dei convogli con bus,
quale variazione dell'offerta proposta dalle ferrovie;
rilevato che tale situazione acuisce
drammaticamente la già difficile condizione in cui versa il
sistema delle comunicazioni ferroviarie interne al nostro
territorio;
per sapere se non ritengano necessario e urgente adottare tutte
le iniziative possibili affinchè vengano ripristinati tutti i
convogli soppressi e conseguentemente riportare alla normalità i
collegamenti ferroviari del trasporto regionale» (148);
CRACOLICI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
nel quadro della delicata vertenza ALITALIA ad essere
interessato è il call center ALICOS, uno dei più grandi di
Palermo, presso il quale lavorano circa 1.600 dipendenti;
la società ALICOS, è divisa tra il gruppo ALMAVIVA per il 60% e
l'ALITALIA per il 40%;
l'ALICOS gestisce a Palermo per l'ALITALIA i servizi connessi
alla biglietteria sia nazionale che internazionale;
anche a Palermo l'assenza di certezze circa il destino
dell'ALITALIA ha posto tutti i lavoratori in uno stato di
crescente preoccupazione;
nel caso di una mancata ricollocazione di questi lavoratori,
con il nuovo assetto industriale, si acuirebbe con risvolti
drammatici la già difficile crisi occupazionale in cui versa la
città di Palermo;
per sapere se e quali iniziative siano state predisposte presso
tutti i livelli istituzionali interessati nella vertenza ALITALIA
allo scopo di tutelare i lavoratori della società ALICOS e, se
ciò non si fosse ancora verificato, se non ritengano urgente
attivare tutti gli strumenti idonei a garanzia dei livelli
occupazionali» (149);
FARAONE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione e
all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
l'ex convento domenicano di Militello Val di Catania
attualmente è sede del museo civico Sebastiano Guzzone, che è già
stato oggetto di finanziamenti regionali nell'anno 2005 per
l'acquisto di opere d'arte, fra le quali il corpus della
produzione di Santo Marino, e dipinti dello Sciuti, del Di
Giovanni, di Sebastiano Guzzone. Ospita, inoltre, il quattro-
cinquecentesco bassorilievo della Zizza di pregevole fattura
gagginesca, oltre all'intera memoria storica della città e, nel
corso del 2006, ha ricevuto un finanziamento regionale per una
guida turistica e donazioni di privati, fra le quali spicca un
pregevolissimo Boucher;
l'ex carcere mandamentale è in via di completamento di restauro
con finanziamento regionale dell'Assessorato Lavori pubblici, col
vincolo di destinarlo ad ospitare l'archivio storico, a cui si
aggiungerebbe una collezione di libri cinquecenteschi e
seicenteschi, per un totale di oltre 4.800 volumi;
sembra sia intenzione del sindaco della città di Militello Val
di Catania di trasferire gli uffici comunali nell'attuale ex
convento domenicano Laganà Campisi . Altri uffici, inoltre,
dovrebbero essere trasferiti nell'edificio dell'ex
carcere mandamentale. Tale decisione viene giustificata dal fatto
che è necessario sgombrare per lavori di restauro l'ex convento
benedettino, attuale sede del palazzo municipale;
per ospitare gli uffici comunali da evacuare ci sarebbero
diversi ambienti liberi negli edifici delle scuole elementari,
delle scuole medie, dell'ex guardia medica, del complesso
Bisicchia;
l'eventuale decisione del sindaco, quindi, oltre che
pretestuosa, appare determinata da un devastante 'cupio
dissolvi', specialmente in una città che può avere il suo
avvenire solo nel turismo culturale;
per sapere se gli Assessori intendano verificare quanto esposto
in premessa e impedire, eventualmente, che a Militello in Val di
Catania, città inserita nella lista UNESCO, avvenga uno scempio
culturale il cui danno risulterebbe irreversibile per l'intera
comunità siciliana» (151).
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
POGLIESE
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate
al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
N. 50 Iniziative volte a ripristinare l'intitolazione
dell'aeroporto di Comiso (RG) a Pio La Torre , degli onorevoli
Cracolici Antonino; Leanza Edoardo; Maira Raimondo; Adamo Giulia
Presentata il 26/09/08
N. 51 Interventi presso il Governo nazionale per una revisione
della politica dei tagli nel settore della sicurezza , degli
onorevoli Lupo Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Galvagno Michele;
Di Benedetto Giacomo; Savona Riccardo; Panepinto Giovanni;
Speziale Calogero
Presentata il 30/09/08
N. 52 Interventi a livello centrale per scongiurare i tagli di
risorse finanziarie operati a danno dei comparti di sicurezza ,
degli onorevoli Fiorenza Cataldo; Rinaldi Francesco; Galvagno
Michele; Barbagallo Giovanni; Laccoto Giuseppe; Ammatuna Roberto;
Ferrara Massimo
Presentata il 30/09/08
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che, con delibera della giunta municipale di Comiso
del 26 agosto 2008, è stata ripristinata la intitolazione
dell'aeroporto al gen. Magliocco, revocando parzialmente la
delibera n. 104 del 12 aprile 2007 con la quale era stato
intitolato a Pio La Torre;
COGLIENDO in questo atto la volontà di selezionare la memoria
storica rimuovendo fatti, avvenimenti e personalità che hanno
contribuito a costituire un nuova identità siciliana, una
rinnovata coscienza civile e democratica, intrisa di valori di
pace, di rifiuto della guerra come strumento di risoluzione
dei conflitti internazionali e della mafia come sistema di
gestione dei conflitti d'interesse economico e sociale;
RICORDATO che:
il progetto di uso civile dell'aeroporto di Comiso, voluto e
sostenuto con apposite mozioni dall'Assemblea regionale
siciliana, nasce dalla straordinaria mobilitazione del popolo
siciliano che vide tra i suoi principali protagonisti e promotore
proprio Pio La Torre e che, dunque, l'intestazione al suo nome
nasce dalla natura nuova della struttura aeroportuale e dal suo
uso pacifico al servizio della Sicilia sud orientale;
gli aeroporti sono la porta d'ingresso della Regione ed il loro
nome, correndo sulla bocca di passeggeri nazionali e
internazionali, costituisce un significativo biglietto da visita
che ne rappresenta l'immagine;
RIBADITA la volontà di voler fare della Sicilia una Terra non
sottomessa alla mafia, attraverso la intitolazione a nomi come
Falcone, Borsellino e, appunto, Pio La Torre, si intende onorare
e trasmettere la memoria di siciliani di alto spessore umano e
civile che si sono battuti per la civiltà del diritto,
contribuendo alla costruzione di una nuova identità collettiva e
a dare coscienza della possibilità di combattere il fenomeno
anche nelle sue implicazioni internazionali;
VALUTATO, inoltre, il diverso significato che può avere
l'intitolazione di una struttura militare o di una struttura
civile,
ESPRIME
l'opinione dell'assoluta opportunità di mantenere
l'intitolazione della struttura civile aperta al traffico
nazionale e internazionale, strumento di accoglienza e di
servizio, a una figura che ribadisce la voglia di pace, giustizia
sociale e rifiuto della mafia da parte della maggioranza della
popolazione siciliana, sottolineando, quindi, la necessità di un
ritorno all' intitolazione dell'aeroporto di Comiso a Pio La
Torre, espressione non di una sola parte politica, ma memoria
condivisa di un grande siciliano, che ha saputo con efficacia
interpretare la nuova identità della Sicilia;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad adottare le opportune iniziative politiche e amministrative
utili a ripristinare l'intitolazione dell'aeroporto di Comiso a
Pio La Torre» (50);
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la sicurezza urbana, intesa come effettivo contenimento dei
fatti criminosi sul territorio, che favorisce la coesione sociale
e la rimozione dei fenomeni che disturbano e comprimono la
libertà dei singoli, è un fattore che incide in modo determinante
sulla qualità della vita delle persone;
la complessiva domanda di sicurezza che i cittadini avanzano
con fermezza e correttezza alle istituzioni, ivi compresa
l'amministrazione regionale, necessita che vengano messe in atto
coerentemente e tempestivamente, politiche, azioni e specifici
interventi tesi a sconfiggere tali degenerazioni ed a riportare
la convivenza ai livelli ai quali la nostra collettività è
abituata;
gli impegni assunti dal Governo con la firma del patto per la
sicurezza, oltre alla ricerca della massima integrazione tra le
istituzioni nelle politiche di prevenzione, educazione e
contrasto ad ogni forma di illegalità, prevedevano anche
l'impegno da parte del Ministero a realizzare al più presto
l'allargamento degli organici delle forze dell'ordine presenti
sul territorio;
CONSIDERATO che:
con il decreto legge n. 112 del 2008 convertito in legge n. 133
del 2008, riguardante la manovra correttiva del bilancio dello
Stato per il triennio 2009/2011, sono stati previsti tagli per
oltre tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della sicurezza
e della difesa delle amministrazione dello Stato;
è stata prevista la riduzione complessiva nel triennio
dell'organico delle forze di polizia e delle forze armate di
circa 40 mila operatori, conseguenza sia del mancato turn over
del personale sia della sospensione volontaria dal servizio e/o
collocamento coatto in pensione per anzianità 'contributiva';
è prevista la riduzione del 50% all'anno di stanziamenti per
remunerare le indennità direttamente connesse all'operatività
che, come è noto, incidono direttamente sui servizi in strada e
sul controllo del territorio; e confermata la mancata previsione
di interventi di detassazione del lavoro straordinario, già
concesso al settore privato, e/o delle indennità accessorie;
è prevista la riduzione del 40% della retribuzione accessoria
in caso di malattia e infortuni sul lavoro;
il provvedimento contiene decisioni che vanno in netta
controtendenza con l'obiettivo dichiarato di collocare la
sicurezza in cima alle priorità dell'azione di Governo, quale
indispensabile premessa della possibilità di sviluppo di questo
Paese;
le organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici
del comparto sicurezza hanno aperto una vertenza nazionale per
sollecitare al Governo la dovuta attenzione per il settore;
RITENUTO che:
particolare disappunto genera l'assenza di misure in favore del
personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in
particolare circa l'equiparazione retributiva e previdenziale con
gli altri operatori del Corpo di Stato;
tale provvedimento è atteso da troppo tempo e si rivela come
non più rinviabile stante il ruolo fondamentale svolto da tale
Corpo nella prevenzione e nel soccorso della popolazione civile;
il servizio svolto dai vigili del fuoco andrebbe, pertanto,
rafforzato e reso ancor più efficiente anche col potenziamento
delle risorse, dei mezzi e del personale;
CONSIDERATO, infine, che è necessario potenziare gli organici
delle forze dell'ordine in Sicilia, in un momento in cui è
determinante non dare tregua alle organizzazioni criminali, dopo
i successi conseguiti con gli arresti dei vertici di Cosa Nostra
e vista la reazione positiva delle parti sociali e della società
civile organizzata tutta,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché sia
profondamente rivista la politica dei tagli nel settore della
sicurezza e siano ripristinate le condizioni di piena
funzionalità operativa degli apparati;
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché siano
onorati gli impegni presi con la sottoscrizione del patto per la
sicurezza» (51);
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che è in atto una mobilitazione unitaria di tutte le
organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori delle forze
dell'ordine e delle forze armate contro i tagli delle risorse
finanziarie al comparto, nell'ambito della definizione della
manovra economico-finanziaria del Governo nazionale per il
prossimo triennio;
RAVVISATA la fondatezza dell'allarme lanciato dalla categoria
riguardo ad una decurtazione complessiva di circa 3,2 miliardi di
euro, indubbiamente insostenibile senza una profonda e
rischiosissima compromissione del sistema sicurezza dell'intero
Paese;
PRESO ATTO delle richieste che le forze di polizia e le forze
armate avanzano in ordine al rientro delle risorse per il
funzionamento degli uffici, la manutenzione dei mezzi, la
funzionalità delle dotazioni strumentali del personale, nonché il
superamento del blocco del turn over che indebolisce la stessa
capacità di garantire controllo e presidio del territorio;
RILEVATA la palese incongruità di un esecutivo e della
maggioranza che lo sostiene che dichiara l'impegno per la
sicurezza dei cittadini e, al contempo, colpisce pesantemente
alle fondamenta il sistema istituzionale a ciò deputato,
scaricando sul comparto e sui livelli retributivi del personale
le inefficienze di una politica fiscale e tributaria che già con
i primi provvedimenti ha compromesso pesantemente i positivi
risultati di finanza pubblica conseguiti dal precedente governo;
RITENUTO che, al di là dei proclami e delle determinazioni di
impatto mediatico: incursioni nei campi rom, impronte anche ai
bambini, militari a guardia delle discariche e pronti ad essere
dispiegati sulle città, di fatto, sono stati decisi tagli pesanti
su quella che era definita la 'priorità delle priorità'; tagli
che lasceranno in garage le vetture dei poliziotti e dei
carabinieri, che non consentiranno di aumentare i contingenti, e
che le paghe invece che migliorare, per i tutori dell'ordine
pubblico, rischiano di dimagrire;
RITENUTO, altresì, necessario garantire le risorse finanziarie
alla sicurezza del territorio, anche come elemento deterrente ad
iniziative di emergenza ai limiti della legalità, che trovano
consenso proprio in presenza di difficoltà strutturali del
sistema istituzionale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale per il recupero
integrale delle risorse decurtate al comparto delle forze
dell'ordine e delle forze armate sin dal bilancio 2009, tenuto
conto delle pesantissime ripercussioni che i provvedimenti in
oggetto avrebbero sul livello di sicurezza anche nella nostra
Regione» (52).
PRESIDENTE Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero aver
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, in attesa dell'arrivo in Aula
dell'Assessore per il Bilancio e le Finanze, propongo
l'inversione dell'ordine del giorno, passando al III punto
dell'ordine del giorno.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Istituzione della
Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-
sanitaria regionale» (173/A)
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge n. 173/A «Istituzione della
Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-
sanitaria regionale». Invito i componenti la VI Commissione
Servizi sociali e sanitari a prendere posto al banco delle
commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che la relazione è stata già
svolta. Dichiaro aperta la discussione generale.
Avverto che da questo momento decorre il termine fissato
dall'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno per la
presentazione degli emendamenti
E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con
questo mio intervento annuncio che il Gruppo del Partito
Democratico voterà a favore di questo disegno di legge. Il quale
nasce da una iniziativa che ha portato in Aula un progetto del
Governo, ma il testo è il risultato di una elaborazione che
abbiamo concorso ad effettuare in Commissione, grazie anche ai
testi di due analoghi articoli che erano contenuti in un disegno
di legge a firma dell'onorevole Gucciardi e dell'onorevole Lupo e
un disegno di legge a firma di tutti i deputati del Partito
Democratico.
Il testo che ne viene fuori ha lo scopo, come è stato
illustrato durante la relazione, di accelerare processi
indispensabili come quelli del giudizio e dell'eventuale revoca
anche dei manager ed è un adempimento alla norma nazionale che
nel nostro corpo normativo mancava.
Devo sottolineare che, mentre in questa occasione questo
disegno di legge nasce da una iniziativa del Parlamento che
consta di un solo articolo, i disegni di legge dai quali poi sono
stati tratti gli emendamenti, quello degli onorevoli Gucciardi e
Lupo e quello dei deputati del PD, in realtà sono assai più
organici, quindi si trova una convergenza su questo singolo
provvedimento. Da parte nostra c'è, però, il richiamo, ancora una
volta, a volere affrontare la questione in termini organici
generali. Abbiamo, infatti, detto che questo emendamento, da
parte nostra, il contributo alla discussione, trae origine da un
emendamento ai disegni di legge più articolati e più ampi.
In questo senso noi da un canto sosteniamo questa iniziativa,
che pure costituisce un tassello di un disegno generale;
dall'altro richiamiamo l'attenzione e la necessità di affrontare
una discussione più generale del riordino complessivo del
sistema sanitario che non ha bisogno soltanto di tagli, ma anche
di provvedimenti di costruzione e di modifica dell'assetto
esistente.
Nel merito, questo provvedimento ci trova d'accordo nell'avere
individuato - ritengo - in forma originale nella Regione
siciliana, un ruolo ben preciso alla Conferenza permanente per la
programmazione socio-sanitaria, in quanto organismo
rappresentativo delle autonomie locali e di avere poi, in sede di
Commissione, provveduto ad uno snellimento effettivo dei
componenti stessi e ad una precisa individuazione delle funzioni
che credo l'Aula avrà modo di discutere e di apprezzare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bene ha
ricordato l'onorevole De Benedictis e cioè che il provvedimento
legislativo che questa mattina si propone all'approvazione del
Parlamento è un piccolo e un primo tassello di un percorso
legislativo che noi riteniamo molto più lungo, molto più
approfondito e molto più articolato.
Tuttavia, non è un caso che - come è stato già ricordato - su
iniziativa parlamentare sono stati depositati, ancor prima
dell'iniziativa del Governo, disegni di legge che andavano in
questa direzione; e non è un caso se in questo nuovo clima il
Partito Democratico - che ritiene che bisogna creare una sanità
vera e al servizio dei cittadini - abbia proposto l'istituzione
di questo organismo fondamentale che è previsto dalla legge dello
Stato, in particolare dal decreto legislativo 229 del 1999.
La sanità della Regione siciliana è afflitta da troppi mali, da
tanti mali, qualcuno antico, e da qualche atteggiamento ostinato
e superficiale. Mi riferisco in particolare alla scorsa
legislatura, nella quale ho avuto l'onore di sedere sui banchi di
questa Parlamento, quando sono stati proposti percorsi adeguati
a invertire la tendenza di una china che ha portato al rischio
del crack, di cui in questi giorni più volte l'Assessore per la
sanità in carica ha parlato e continua a parlare.
Dunque, un atteggiamento irresponsabile degli anni passati su
un settore vitale, non soltanto dal punto di vista della
dimensione finanziaria del problema sanità in Sicilia e delle
conseguenze disastrose che questo atteggiamento superficiale e
dissennato ha causato, ma anche e soprattutto per la mancanza
della volontà di comprendere fino in fondo, da parte del gruppo
dirigente di questa Regione nel suo complesso, una riforma che
dal 1992 in poi aveva cambiato radicalmente, e ha cambiato
radicalmente, il modo di concepire la gestione della sanità in
Sicilia; e da questa tribuna più volte ho detto, in passato,
nella scorsa legislatura ed anche in questa, come la necessità
di calarsi in quei nuovi meccanismi che il nuovo assetto del
servizio sanitario nazionale e regionale imponeva fosse stato
inascoltato da parte di questo Parlamento e dai Governi che si
sono succeduti.
E allora, Assessore, questo è il primo piccolo tassello di una
inversione di tendenza culturale ancor prima che politica; mi
riferisco a questo importante istituto che è la Conferenza
permanente per la programmazione sanitaria e, in particolare,
oltre a quelle che sono le motivazioni che anche il Governo e
l'Assessore dà nella relazione di presentazione al Parlamento, al
parere indispensabile della Conferenza per l'eventuale revoca o
rimozione, ai sensi dell'articolo 3 bis, commi 6 e 7 del decreto
legislativo 502 del 1992, ed alla successiva dichiarazione di
decadenza dei direttori generali che si siano resi responsabili
di gravi irregolarità, come prevede dal 1999 la legge dello
Stato. E oggi il Parlamento è chiamato a superare questo vulnus
nel meccanismo dell'ordinamento giuridico della nostra Regione
con questo piccolo ed importante provvedimento legislativo.
Ma, signor Assessore, signor Presidente, onorevoli colleghi,
ribadisco la necessità che in questa Regione è necessario un iter
legislativo da proporre a questo Parlamento nell'immediato molto
più lungo e articolato.
La sanità della Regione necessita di interventi profondi che,
in maniera strutturale, diano davvero il senso di ciò che voleva
la riforma del 1992 e del 1999, di una gestione delle aziende
sanitarie attraverso le contabilità analitiche, dei controlli di
gestione, sulla gestione di questa sanità, che non ci sono mai
stati che, a tutt'oggi, sfido chiunque a dirmi che sono stati
attivati in qualche azienda sanitaria della nostra Regione in
maniera efficace. Sfido chiunque a dire il contrario rispetto ad
una gestione delle aziende sanitarie non certamente in linea con
quelli che sono i canoni della riforma del 1992 e del 1999.
Sfido chiunque, signor Presidente - e concludo - a pensare di
potere mettere sotto controllo, Assessore, la spesa sanitaria di
questa Regione, senza che esista un vero controllo di gestione
sulle aziende sanitarie ed un controllo sulla gestione da parte
dell'Assessorato sulle spese delle aziende sanitarie.
Ho detto da questa tribuna, qualche settimana fa, che né
l'Assessorato né le aziende sanitarie sono ancora attrezzate per
svolgere questi importanti controlli.
Credo che l'articolazione dei percorsi legislativi della nostra
Regione, nelle prossime settimane, nell'immediatezza di scadenze
che sono troppo delicate per il futuro del Servizio sanitario
regionale, vada nella direzione di questa riforma strutturale
che noi, Partito Democratico, attraverso un'iniziativa
parlamentare, ci siamo permessi di proporre all'attenzione di
questo Parlamento all'apertura di questa nuova legislatura che,
mi auguro, sia davvero una legislatura di riforme.
Crediamo che bisogna far presto. Questo, Assessore - lo
ribadisco - è un piccolo segnale che dimostra un'inversione di
tendenza. Saremo qui, in Parlamento e fuori da qui a vigilare su
un aspetto che, davvero, ha creato, in questi anni, troppe
ferite ai cittadini di questa Regione.
Stiamo parlando dei livelli essenziali di assistenza; stiamo
parlando di sofferenze che il cittadino siciliano non avrebbe
meritato.
Ho apprezzato - e concludo davvero - quanto detto da lei, anche
in maniera molto chiara, sul fatto che, oggi, bisogna,
probabilmente, dare un segnale nuovo, di svolta culturale nella
sanità della nostra Regione.
Non è sufficiente ed è soprattutto inutile e drammaticamente
inutile che si dia la possibilità di un posto letto in più in
ospedale, di un posto letto per acuti, di un posto letto dove il
cittadino può andare magari solo a morire.
Vorremmo, invece, che la sanità della nostra Regione abbia
posti letto per acuti e non che si dia al cittadino quel
livello di assistenza che le leggi della Regione devono
necessariamente dare.
Preannuncio, quindi, il mio voto favorevole motivato da quanto
è stato testé annunciato al Parlamento della nostra Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo altri deputati
chiesto di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e
pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, essendo stati presentati degli emendamenti
al disegno di legge, l'esame riprenderà nella seduta di domani.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, giovedì 2 ottobre
2008, alle ore 10,30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d),
e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 50 - Iniziative volte a ripristinare l'intitolazione
dell'aeroporto di Comiso (RG) a Pio La Torre.
N. 51 - Interventi presso il Governo nazionale per una
revisione della politica dei tagli nel settore della
sicurezza.
N. 52 - Interventi a livello centrale per scongiurare i
tagli di risorse finanziarie operati a danno dei
comparti di sicurezza.
III -Discussione del disegno di legge:
- Istituzione della Conferenza permanente per la programmazione
sanitaria e socio-sanitaria regionale (n. 173/A) (Seguito)
IV - Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2009 - 2013
V -Elezione di cinque componenti della Commissione di garanzia
per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.
La seduta è tolta alle ore 13.35
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli