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Resoconto d'Aula della Seduta n. 25 di mercoledì 01 ottobre 2008
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   Presidenza del vicepresidente Formica


        LEANZA  EDOARDO,  segretario,  dà  lettura  dei  processi
      verbali delle sedute numero 23 e numero 24 del 30 settembre
      2008,   che   non  sorgendo  osservazioni,   si   intendono
      approvati.

                               Congedi

        PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno  chiesto  congedo   gli
      onorevoli: Scammacca,  Scilla e Lo Giudice,  per la  seduta
      odierna;   l'onorevole  Mancuso,  dal  30  settembre  al  3
      ottobre 2008.
        L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione  di  invio  di  disegni  di   legge    alle
      competenti Commissioni

        PRESIDENTE.  Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge
      sono stati inviati alle competenti Commissioni legislative:

                            AFFARI ISTITUZIONALI (I)

        Norme  per  l'elezione del sindaco e del  presidente  della
       provincia  regionale  e  per l'attribuzione  dei  seggi  nei
       consigli    comunali    e   provinciali.    Incompatibilità,
       ineleggibilità  (n. 213)
              -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 30 settembre 2008

        Norme in materia di segretari comunali e provinciali  della
       Regione;   istituzione  dell'Albo  regionale;   istituzione,
       regolamentazione,     organizzazione     e     funzionamento
       dell'Agenzia  autonoma regionale per la  gestione  dell'Albo
       dei  segretari  comunali  e provinciali;  istituzione  della
       Scuola   superiore  della  pubblica  amministrazione  locale
       siciliana  (n. 221)
       di iniziativa parlamentare
       inviato in data 30 settembre 2008
       Norme  in  materia di beni civici e di diritto d'uso  civico
       (n. 222)
              - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 30 settembre 2008

         Testo  unico  in materia di protezione  civile   (n.
     223)
              -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 30 settembre 2008

        Inquadramento  personale nel ruolo, anche in  soprannumero,
       di  cui  agli articoli 5 e 6 della legge regionale 15 maggio
       2000,  n.  10,  in attuazione del comma 553 dell'articolo  2
       della legge 24 dicembre 2007, n. 244  (n. 224)
              -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 30 settembre 2008

                    AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

        Disposizioni regionali per  le attività fisiche   (n.
       214)
           - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 30 settembre 2008
       PARERE I

         Misure  per la salvaguardia del patrimonio edilizio
     (n. 225)
            -  di iniziativa parlamentare
       inviato in data 30 settembre 2008

        Nuove  norme per le concessioni demaniali  finalizzate
       alla  realizzazione della portualità  in  Sicilia   (n.
       226)
     - di iniziativa parlamentare
       inviato in data 30 settembre 2008

                 CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

      Iniziative a sostegno delle attività dei teatri dei
     pupi e dei pupari siciliani
     (n. 219)
     - di iniziativa parlamentare
     inviato in data 30 settembre 2008

                 SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      Riordino  delle  aziende  sanitarie  della  Regione  ed
     istituzione   dell'agenzia  regionale  per   i   servizi
     sanitari  (n. 227)
     - di iniziativa parlamentare
     inviato in data 30 settembre 2008

         Comunicazione di apposizione di firma a disegno di
                                legge

  PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Lentini, in data 1  ottobre
  2008,   ha  chiesto di apporre la propria firma  al  disegno  di
  legge n. 222  Norme in materia di beni civici e di diritto d'uso
  civico'.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «All'Assessore  alla  Presidenza e all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   l'emergenza  idrica del comune di Erice (Trapani)  è  innegabile
  anche  perché  riconosciuta  dalla stessa  Giunta  regionale  con
  delibera  n.  134  del 23.04.2008 con la quale ha  dichiarato  lo
  stato di calamità naturale;

   il  capo del dipartimento di protezione civile, Guido Bertolaso,
  incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri,  con
  nota   del   27.05.2008  prot.  DPC/CG/0035021,  ha  negato   gli
  interventi  straordinari  relativi  sostenendo  che  la   Regione
  siciliana  ha  tutti gli strumenti ordinari per  fronteggiare  la
  situazione, attivando del caso le risorse presenti sul  fondo  di
  protezione civile;

   il  dirigente del servizio di protezione civile della  provincia
  di  Trapani, con nota inviata al direttore generale del  servizio
  di   protezione  civile  regionale,  ha  stimato  il   fabbisogno
  necessario  per  fronteggiare la situazione di emergenza  in  non
  meno di 890 mila euro;

   il  comune,  per  cercare di fronteggiare la situazione  ha  già
  anticipato  somme pari a circa un milione di euro  per  le  quali
  vanta un credito nei confronti del EAS e conseguentemente le  sue
  casse  non  possono più sostenere ulteriori interventi  di  somma
  urgenza per il risanamento delle condutture di adduzione idrica;

   permanendo  tale  situazione,  che  priva  i  cittadini  di   un
  servizio essenziale, l'emergenza è destinata ad aggravarsi e  può
  diventare intollerabile;

   ad  oggi,  nonostante la delibera della Giunta di governo  della
  Regione  n.  134 del 23.04.2008 e le sollecitazioni degli  organi
  provinciali  del dipartimento di protezione civile, la  struttura
  regionale  non ha posto in essere alcuna attività per far  fronte
  alla seria emergenza;

   per sapere:

   se  intendano  intervenire  al  fine  di  scongiurare  la  reale
  ipotesi di interruzione del pubblico servizio di fornitura idrica
  nel  comune  di  Erice  ed evitare il configurarsi  di  possibili
  emergenze di natura igienico-sanitaria;

   se  non ritengano urgente ed indispensabile intervenire al  fine
  di  utilizzare  le  risorse del fondo di  protezione  civile  per
  provvedere  agli  interventi immediati stimati  dal  responsabile
  provinciale del dipartimento di protezione civile in  almeno  890
  mila» (147);

                                                               ODDO

   Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e dei trasporti, premesso che:

   l'Orlandina  Basket  è  l'unica  società  sportiva  siciliana  a
  partecipare   da  tre  anni  al  campionato   di   serie   A   di
  pallacanestro;

   nel   mese   di   luglio   2008  la  Federazione   italiana   di
  Pallacanestro  (FIP) ha ammesso l'Orlandina al  campionato  2008-
  2009;

   in  data 18 agosto la COMTEC, organo di controllo amministrativo
  della FIP, ha convocato i rappresentanti dell'Orlandina per il 28
  successivo  per  fornire chiarimenti relativi alla  comunicazione
  ricevuta dall'ENPALS, circa una presunta posizione debitoria;

   il  28  agosto ha avuto luogo l'audizione dove l'Orlandina,  pur
  avendo prodotto la documentazione esplicativa, ha avuto richiesti
  ulteriori documenti, repentinamente trasmessi;

   nessuna   contestazione  è  stata,  in  alcuna  maniera,   mossa
  all'Orlandina;

   in  data  20  settembre 2008, al termine  di  una  riunione  del
  consiglio federale della FIP, è stata comunicata la revoca  della
  delibera di ammissione al campionato di serie A;

   considerato che:

   entro  i  termini di iscrizione (luglio 2008), ove  fosse  stato
  mosso  qualsivoglia  rilievo (come accaduto a  Rieti  e  Napoli),
  l'Orlandina   avrebbe  avuto  quindici  giorni   di   tempo   per
  controdedurre e/o sanare eventuali rilievi;

   parallelamente  è stata svolta indagine da parte  della  procura
  generale, destinata verosimilmente a concludersi dopo l'audizione
  del 19 u.s. col proscioglimento dell'Orladina;

   venerdì  26  al CONI, ha avuto luogo la camera di conciliazione,
  unica opportunità di revisione del deliberato di esclusione della
  squadra  dal  campionato e che l'udienza per  la  discussione  di
  merito è stata rinviata al primo ottobre 2008;

   osservato che:

   i  legali  dell'Orlandina  basket hanno  sollevato  forti  dubbi
  sulla  regolarità  dello svolgimento della seduta  del  consiglio
  federale della FIP che ha sancito l'esclusione della società  dal
  campionato di serie A;

   poiché la pallacanestro Napoli è stata prima penalizzata e  dopo
  esclusa  dal  campionato,  il numero di  squadre  aventi  diritto
  sarebbe stato dispari (diciassette) e, quindi, si sarebbe  potuto
  e  dovuto  procedere  al  ripescaggio del Varese,  evenienza  non
  realizzatasi  in  quanto è, comunque, noto il desiderio  di  gran
  parte  dei  vertici  della pallacanestro italiana  di  ridurre  a
  sedici il numero delle squadre di serie A;

   ricordato  il  ruolo  d'interlocuzione e  di  rappresentanza  ai
  massimi   livelli  istituzionali  svolto  dal  Presidente   della
  Regione, ai sensi del nostro Statuto;

   per  sapere  se  non  ritengano necessario  e  improrogabile  un
  immediato   intervento,  pronto  e  decisivo,  presso   le   sedi
  istituzionali  competenti (Ministero dello  Sport,  CONI  e  FIP)
  perché  venga tutelata, nel pieno rispetto delle procedure  e  di
  tutti gli adempimenti obbligatori, la società 'Orlandina basket',
  che  rappresenta  l'immagine sportiva  della  nostra  Regione  in
  Italia, e perchè vengano fornite alla stessa tutte le garanzie  e
  i supporti che tale realtà siciliana merita»  (150).

                                                           PICCIOLO

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testé   annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della Regione e all'assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   si  ha  notizia  che  la  Regione  siciliana  è  intenzionata  a
  chiudere  diverse  postazioni del 118, fra le  quali  quella  del
  comune di Mazzarrone (CT);

   tale  decisione  determinerebbe non pochi disagi  al  comune  di
  Mazzarrone, la cui popolazione è di circa 3700 abitanti,  di  cui
  700  rientrano  nella fascia di età anziani  e,  vista  la  forte
  vocazione  agricola  e commerciale con la produzione  di  uva  da
  tavola,  il  numero delle presenze risulta aumentato  soprattutto
  nel periodo che va da maggio a dicembre, con aumento dei casi  di
  malessere  o  infortunio sul posto di lavoro che  necessitano  di
  intervento urgente;

   considerato che:

   il  servizio copre anche aree al di fuori del centro abitato  ed
  insediamenti permanenti fra i quali Piano S.Paolo, Piano Stella e
  Granieri dove si concentrano un elevato numero di abitanti in  un
  vasto territorio;

   alla  necessità di garantire e confermare il servizio di  pronto
  intervento,   attualmente   previsto   come   trasporto   urgente
  demedicalizzato, si aggiunge anche la richiesta di un medico  per
  rendere più efficace e completa la prestazione del servizio;

   il  criterio  guida  da  utilizzare nella riduzione  del  numero
  delle  postazioni  mobili deve essere quello  dell'orografia  del
  territorio,  viabilità  e baricentricità rispetto  ai  comuni  da
  servire  nella dislocazione degli automezzi di emergenza-urgenza,
  identificando  le sedi di postazione dei mezzi  di  soccorso  nel
  rispetto dei tempi di percorrenza previsti;

   per  sapere  se  l'Assessore non ritenga opportuno  rivedere  la
  decisone di sospendere la postazione 118 ed anzi incrementare  il
  presidio  con  la presenza di un medico che possa  prestare  cure
  immediate (144);

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                 POGLIESE - FALCONE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   nel  2005  si  è  proceduto  all'inaugurazione  della  residenza
  sanitaria assistita nel comune di S. Angelo di Brolo (ME) con  la
  presenza di funzionari dell'ASL n. 5 di Messina;

   tale  struttura non è mai stata funzionante, per  motivi  ancora
  sconosciuti, per oltre tre anni, né mai alcun paziente ha varcato
  i  cancelli  per beneficiare dei servizi che ivi dovevano  essere
  garantiti;

   più  volte  venne  annunciata l'imminente  apertura,  tanto  che
  cominciarono  a  lavorare, anche se non  è  noto,  né  facilmente
  immaginabile, come potessero operare senza pazienti da assistere;

   è  stato  comunicato  dal sindaco di Brolo, Basilio  Caruso,  ai
  capigruppo  del  comune  che il Ministero  dell'interno,  per  il
  tramite  del  prefetto  di Messina, ha assunto  la  decisione  di
  ubicare  nei locali della residenza sanitaria assistita,  di  via
  Pantano   Alto,   un   centro   di  accoglienza   per   stranieri
  extracomunitari;

   atteso  che il principio di accoglienza nei confronti di persone
  bisognose,   nonché   il  dovere  civico   di   ospitalità   sono
  riconosciuti nel massimo rispetto a tutti i cittadini  stranieri,
  comunitari  ed  extracomunitari, che  raggiungono  l'Italia  alla
  ricerca di un lavoro e si impegnano a viverci nel rispetto  delle
  leggi  della nostra Repubblica, è innegabile, comunque, che  tali
  strutture  non  hanno  mai  portato  benefici  per  le   comunità
  ospitanti, anzi sono spesso state motivo di disordini, di attriti
  e di svariati problemi di ordine e sicurezza pubblica;

   per sapere:

   quali  siano  stati  i motivi ostativi che  hanno  portato  alla
  mancata apertura della residenza sanitaria assistita e perché una
  speranza  di  sviluppo  socio-economico  per  il  paese,  per   i
  cittadini e per il comprensorio si sia trasformata in una  scelta
  che desta incertezza e preoccupazione;

   perché  si  sia  deciso  di convertire i locali  interessati  in
  centro di accoglienza senza che le autorità locali ed i cittadini
  siano stati precedentemente informati;

   quali  siano,  con estrema precisione, le attività  previste  in
  tale centro di accoglienza;

   se  si  sia  tenuto conto delle implicazioni che  può  procurare
  l'istituzione  di una struttura di accoglienza nel centro  urbano
  di una piccola comunità» (145);

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           CURRENTI

   «Al  Presidente  della Regione e all'assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   è  in  atto a livello regionale un piano di rientro della  spesa
  sanitaria, che prevede tra l'altro il
   taglio     al    numero    delle    postazioni     di emergenza-
  urgenza del 118 presenti nell'Isola;

   è  stato pubblicato un articolo il 20.08.2008 sul quotidiano 'La
  Sicilia',  in  cui  si fa espresso riferimento a  Fiumefreddo  di
  Sicilia come possibile postazione di emergenza-urgenza del 118 da
  sopprimere;

   Fiumefreddo di Sicilia è un comune ad alta vocazione  turistica,
  meta  estiva in forte ascesa per la peculiarità del territorio  e
  la  qualità  dei  suoi  servizi, da tre anni  assegnataria  della
  bandiera   blu,  riconoscimento  attribuito  da  una  commissione
  comunitaria (FEE);

   in   controtendenza   rispetto   all'incremento   estivo   della
  popolazione  dovuto a tale afflusso turistico, già da  quest'anno
  il  comune  ha dovuto subire la chiusura del servizio di  guardia
  medica turistica che da anni era presenta sul litorale;

   durante   i   mesi  estivi  si  è  registrato   ogni   anno   un
  ragguardevole  aumento degli interventi della postazione  118  di
  Fiumefreddo  di Sicilia, con una media di 80 uscite al  mese  nel
  solo territorio di competenza nel periodo estivo;

   la  postazione  si è distinta sul territorio per gli  importanti
  interventi balzati recentemente agli onori della cronaca, come il
  caso della neonata di
   14    giorni    in    arresto     respiratorio     e
   provvidenzialmente   rianimata  dal   personale   del   118   di
  Fiumefreddo, gli interventi in soccorso di naufraghi sul litorale
  e  di automobilisti sull'autostrada Catania- Messina e tutti  gli
  altri interventi svolti quotidianamente nel silenzioso operato di
  tutti i giorni;

   nel  report pubblicato dalla SISE (Siciliane servizi emergenze),
  i  dati  presi  in considerazione ai fini della dislocazione  sul
  territorio delle postazioni 118 si riferiscono ai mesi che  vanno
  da  gennaio  a  giugno  e  non tengono quindi  in  considerazione
  proprio il periodo estivo, di maggiore necessità;

   il  comune  di  Fiumefreddo è servito dal  casello  autostradale
  della  A18,  collocato  all'incrocio fra due  importanti  arterie
  viarie  (le  strade statali 114 e 120), equidistanti  fra  i  due
  ospedali  di  Giarre  e  Taormina e il PTE  di  Linguaglossa  (13
  chilometri circa);

   queste   peculiarità  e  motivazioni  rendono   il   comune   di
  Fiumefreddo idoneo a garantire un adeguato ed efficiente servizio
  logistico-emergenziale, non solo per i propri abitanti, ma  anche
  per gli abitanti dei comuni limitrofi Calatabiano e Piedimonte;

   per  la  precedente considerazione, il comune di  Fiumefreddo  è
  stato  indicato  già da anni come sede di centro operativo  misto
  dai  preposti  organi  di  protezione  civile  per  i  comuni  di
  Piedimonte   Etneo,  Linguaglossa,  Castiglione  di   Sicilia   e
  Calatabiano;

   con   decreto   assessoriale  n.  25  del  2005   e   successivo
  provvedimento  della  centrale  operativa  di  Catania-   Ragusa-
  Siracusa  sono  state  comunicate le  sedi  che  sarebbero  state
  attivate  a  partire  dal  16 febbraio  2006,  individuate  avuto
  riguardo  delle specifiche esigenze territoriali, , fra le  quali
  spicca al secondo posto Fiumefreddo di Sicilia e che pertanto  la
  suddetta postazione è stata istituita ben prima di altre che oggi
  si prevede invece di mantenere;

   tale  preoccupazione è condivisa dall'intero consiglio  comunale
  del  paese,  il  quale ha approvato un identico documento,  e  da
  consiglieri  provinciali di tutti i gruppi  politici,  che  hanno
  presentato  in  data 8 settembre un ordine del giorno  avente  lo
  stesso oggetto;

   per  sapere  se  l'Assessore non ritenga opportuno  rivedere  la
  decisione e mantenere la postazione di emergenza-urgenza del  118
  di Fiumefreddo di Sicilia» (146);

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           POGLIESE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   dal  22  settembre la direzione delle ferrovie ha provveduto,  a
  causa  del  danneggiamento  di circa 80  convogli  ferroviari,  a
  prolungare  a  tempo  indeterminato la soppressione  di  numerose
  tratte che collegano importanti centri della nostra Regione;

   i  disagi  arrecati all'utenza, soprattutto ai pendolari,  hanno
  ormai  determinato una situazione insostenibile che ad  oggi  non
  trova soluzione nemmeno con la sostituzione dei convogli con bus,
  quale variazione dell'offerta proposta dalle ferrovie;

   rilevato    che    tale    situazione     acuisce
   drammaticamente  la già difficile condizione  in  cui  versa  il
  sistema   delle  comunicazioni  ferroviarie  interne  al   nostro
  territorio;

   per  sapere se non ritengano necessario e urgente adottare tutte
  le  iniziative  possibili affinchè vengano ripristinati  tutti  i
  convogli soppressi e conseguentemente riportare alla normalità  i
  collegamenti ferroviari del trasporto regionale» (148);

                                                          CRACOLICI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
  premesso che:

   nel   quadro   della  delicata  vertenza  ALITALIA   ad   essere
  interessato  è  il  call center ALICOS, uno  dei  più  grandi  di
  Palermo, presso il quale lavorano circa 1.600 dipendenti;

   la società ALICOS, è divisa tra il gruppo ALMAVIVA per il 60%  e
  l'ALITALIA per il 40%;

   l'ALICOS  gestisce a Palermo per l'ALITALIA i  servizi  connessi
  alla biglietteria sia nazionale che internazionale;

   anche   a   Palermo  l'assenza  di  certezze  circa  il  destino
  dell'ALITALIA  ha  posto  tutti i  lavoratori  in  uno  stato  di
  crescente preoccupazione;

   nel  caso  di  una mancata ricollocazione di questi  lavoratori,
  con  il  nuovo  assetto  industriale, si acuirebbe  con  risvolti
  drammatici la già difficile crisi occupazionale in cui  versa  la
  città di Palermo;

   per  sapere se e quali iniziative siano state predisposte presso
  tutti i livelli istituzionali interessati nella vertenza ALITALIA
  allo  scopo di tutelare i lavoratori della società ALICOS  e,  se
  ciò  non  si  fosse  ancora verificato, se non ritengano  urgente
  attivare  tutti  gli  strumenti idonei  a  garanzia  dei  livelli
  occupazionali» (149);

                                                            FARAONE

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per   i   beni
  culturali   ed   ambientali  e  per  la  pubblica  istruzione   e
  all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   l'ex   convento   domenicano  di  Militello   Val   di   Catania
  attualmente è sede del museo civico Sebastiano Guzzone, che è già
  stato  oggetto  di  finanziamenti regionali  nell'anno  2005  per
  l'acquisto  di  opere  d'arte,  fra  le  quali  il  corpus  della
  produzione  di  Santo  Marino, e dipinti  dello  Sciuti,  del  Di
  Giovanni, di Sebastiano Guzzone. Ospita,  inoltre,  il   quattro-
  cinquecentesco  bassorilievo della  Zizza  di  pregevole  fattura
  gagginesca, oltre all'intera memoria storica della città  e,  nel
  corso  del 2006, ha ricevuto un finanziamento regionale  per  una
  guida  turistica e donazioni di privati, fra le quali  spicca  un
  pregevolissimo Boucher;

   l'ex  carcere mandamentale è in via di completamento di restauro
  con finanziamento regionale dell'Assessorato Lavori pubblici, col
  vincolo  di destinarlo ad ospitare l'archivio storico, a  cui  si
  aggiungerebbe   una   collezione  di  libri   cinquecenteschi   e
  seicenteschi, per un totale di oltre 4.800 volumi;

   sembra  sia intenzione del sindaco della città di Militello  Val
  di  Catania  di  trasferire gli uffici comunali  nell'attuale  ex
  convento  domenicano  Laganà Campisi  .  Altri  uffici,  inoltre,
  dovrebbero   essere   trasferiti      nell'edificio       dell'ex
  carcere mandamentale. Tale decisione viene giustificata dal fatto
  che  è  necessario sgombrare per lavori di restauro l'ex convento
  benedettino, attuale sede del palazzo municipale;

   per  ospitare  gli  uffici  comunali da  evacuare  ci  sarebbero
  diversi  ambienti  liberi negli edifici delle scuole  elementari,
  delle   scuole  medie,  dell'ex  guardia  medica,  del  complesso
  Bisicchia;

   l'eventuale   decisione   del   sindaco,   quindi,   oltre   che
  pretestuosa,   appare   determinata  da  un   devastante   'cupio
  dissolvi',  specialmente  in  una città  che  può  avere  il  suo
  avvenire solo nel turismo culturale;

   per  sapere se gli Assessori intendano verificare quanto esposto
  in  premessa e impedire, eventualmente, che a Militello in Val di
  Catania,  città inserita nella lista UNESCO, avvenga uno  scempio
  culturale  il  cui danno risulterebbe irreversibile per  l'intera
  comunità siciliana» (151).

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           POGLIESE

    PRESIDENTE  Le interrogazioni testé annunziate saranno  inviate
  al Governo.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   N.   50    Iniziative   volte  a  ripristinare   l'intitolazione
  dell'aeroporto  di Comiso (RG) a Pio La Torre ,  degli  onorevoli
  Cracolici Antonino; Leanza Edoardo; Maira Raimondo; Adamo Giulia
   Presentata il 26/09/08

   N.  51  Interventi presso il Governo nazionale per una revisione
  della  politica  dei  tagli nel settore della  sicurezza ,  degli
  onorevoli Lupo Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Galvagno  Michele;
  Di   Benedetto  Giacomo;  Savona  Riccardo;  Panepinto  Giovanni;
  Speziale Calogero
   Presentata il 30/09/08

   N.  52  Interventi a livello centrale per scongiurare i tagli di
  risorse  finanziarie operati a danno dei comparti di  sicurezza ,
  degli  onorevoli  Fiorenza Cataldo; Rinaldi  Francesco;  Galvagno
  Michele; Barbagallo Giovanni; Laccoto Giuseppe; Ammatuna Roberto;
  Ferrara Massimo
   Presentata il 30/09/08

                       «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che,  con delibera della giunta municipale  di  Comiso
  del  26  agosto  2008,  è  stata  ripristinata  la  intitolazione
  dell'aeroporto  al  gen.  Magliocco,  revocando  parzialmente  la
  delibera  n.  104  del  12 aprile 2007 con  la  quale  era  stato
  intitolato a Pio La Torre;

   COGLIENDO  in questo atto la volontà di selezionare  la  memoria
  storica  rimuovendo  fatti, avvenimenti e personalità  che  hanno
  contribuito  a  costituire  un  nuova  identità  siciliana,   una
  rinnovata  coscienza civile e democratica, intrisa di  valori  di
  pace, di rifiuto della guerra come strumento    di    risoluzione
  dei      conflitti internazionali e della mafia come  sistema  di
  gestione dei conflitti d'interesse economico e sociale;

   RICORDATO che:

   il  progetto  di uso civile dell'aeroporto di Comiso,  voluto  e
  sostenuto   con   apposite   mozioni   dall'Assemblea   regionale
  siciliana,  nasce  dalla straordinaria mobilitazione  del  popolo
  siciliano che vide tra i suoi principali protagonisti e promotore
  proprio  Pio La Torre e che, dunque, l'intestazione al  suo  nome
  nasce  dalla natura nuova della struttura aeroportuale e dal  suo
  uso pacifico al servizio della Sicilia sud orientale;

   gli  aeroporti sono la porta d'ingresso della Regione ed il loro
  nome,   correndo   sulla   bocca  di   passeggeri   nazionali   e
  internazionali, costituisce un significativo biglietto da  visita
  che ne rappresenta l'immagine;

   RIBADITA  la volontà di voler fare della Sicilia una  Terra  non
  sottomessa  alla mafia, attraverso la intitolazione a  nomi  come
  Falcone, Borsellino e, appunto, Pio La Torre, si intende  onorare
  e  trasmettere la memoria di siciliani di alto spessore  umano  e
  civile   che  si  sono  battuti  per  la  civiltà  del   diritto,
  contribuendo alla costruzione di una nuova identità collettiva  e
  a  dare  coscienza  della possibilità di combattere  il  fenomeno
  anche nelle sue implicazioni internazionali;

   VALUTATO,   inoltre,  il  diverso  significato  che  può   avere
  l'intitolazione  di  una struttura militare o  di  una  struttura
  civile,

                               ESPRIME

   l'opinione     dell'assoluta    opportunità     di     mantenere
  l'intitolazione  della  struttura  civile  aperta   al   traffico
  nazionale  e  internazionale,  strumento  di  accoglienza  e   di
  servizio, a una figura che ribadisce la voglia di pace, giustizia
  sociale  e  rifiuto della mafia da parte della maggioranza  della
  popolazione siciliana, sottolineando, quindi, la necessità di  un
  ritorno  all'  intitolazione dell'aeroporto di Comiso  a  Pio  La
  Torre,  espressione  non di una sola parte politica,  ma  memoria
  condivisa  di  un grande siciliano, che ha saputo  con  efficacia
  interpretare la nuova identità della Sicilia;

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  adottare  le opportune iniziative politiche e amministrative
  utili  a ripristinare l'intitolazione dell'aeroporto di Comiso  a
  Pio La Torre» (50);

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  sicurezza  urbana,  intesa come effettivo  contenimento  dei
  fatti criminosi sul territorio, che favorisce la coesione sociale
  e  la  rimozione  dei  fenomeni che disturbano  e  comprimono  la
  libertà dei singoli, è un fattore che incide in modo determinante
  sulla qualità della vita delle persone;

   la  complessiva  domanda di sicurezza che i  cittadini  avanzano
  con   fermezza  e  correttezza  alle  istituzioni,  ivi  compresa
  l'amministrazione regionale, necessita che vengano messe in  atto
  coerentemente  e tempestivamente, politiche, azioni  e  specifici
  interventi  tesi a sconfiggere tali degenerazioni ed a  riportare
  la  convivenza  ai  livelli  ai quali la  nostra  collettività  è
  abituata;

   gli  impegni assunti dal Governo con la firma del patto  per  la
  sicurezza, oltre alla ricerca della massima integrazione  tra  le
  istituzioni   nelle  politiche  di  prevenzione,   educazione   e
  contrasto   ad  ogni  forma  di  illegalità,  prevedevano   anche
  l'impegno  da  parte  del Ministero a realizzare  al  più  presto
  l'allargamento  degli  organici delle forze dell'ordine  presenti
  sul territorio;

   CONSIDERATO che:

   con  il decreto legge n. 112 del 2008 convertito in legge n. 133
  del  2008,  riguardante la manovra correttiva del bilancio  dello
  Stato  per  il triennio 2009/2011, sono stati previsti tagli  per
  oltre  tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della sicurezza
  e della difesa delle amministrazione dello Stato;

   è   stata   prevista  la  riduzione  complessiva  nel   triennio
  dell'organico  delle  forze di polizia e delle  forze  armate  di
  circa  40  mila operatori, conseguenza sia del mancato turn  over
  del  personale sia della sospensione volontaria dal servizio  e/o
  collocamento coatto in pensione per anzianità 'contributiva';

   è  prevista  la  riduzione del 50% all'anno di stanziamenti  per
  remunerare  le  indennità  direttamente connesse  all'operatività
  che,  come è noto, incidono direttamente sui servizi in strada  e
  sul  controllo del territorio; e confermata la mancata previsione
  di  interventi  di  detassazione del  lavoro  straordinario,  già
  concesso al settore privato, e/o delle indennità accessorie;

   è  prevista  la riduzione del 40% della retribuzione  accessoria
  in caso di malattia e infortuni sul lavoro;

   il   provvedimento  contiene  decisioni  che  vanno   in   netta
  controtendenza  con  l'obiettivo  dichiarato  di   collocare   la
  sicurezza  in  cima alle priorità dell'azione di  Governo,  quale
  indispensabile premessa della possibilità di sviluppo  di  questo
  Paese;

   le  organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle  lavoratrici
  del  comparto  sicurezza hanno aperto una vertenza nazionale  per
  sollecitare al Governo la dovuta attenzione per il settore;

   RITENUTO che:

   particolare disappunto genera l'assenza di misure in favore  del
  personale   del  Corpo  nazionale  dei  vigili  del   fuoco,   in
  particolare circa l'equiparazione retributiva e previdenziale con
  gli altri operatori del Corpo di Stato;

   tale  provvedimento è atteso da troppo tempo e  si  rivela  come
  non  più  rinviabile stante il ruolo fondamentale svolto da  tale
  Corpo nella prevenzione e nel soccorso della popolazione civile;

   il  servizio  svolto  dai vigili del fuoco  andrebbe,  pertanto,
  rafforzato  e  reso ancor più efficiente anche col  potenziamento
  delle risorse, dei mezzi e del personale;

   CONSIDERATO,  infine, che è necessario potenziare  gli  organici
  delle  forze  dell'ordine in Sicilia, in  un  momento  in  cui  è
  determinante non dare tregua alle organizzazioni criminali,  dopo
  i  successi conseguiti con gli arresti dei vertici di Cosa Nostra
  e  vista la reazione positiva delle parti sociali e della società
  civile organizzata tutta,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

   ad   intervenire  presso  il  Governo  nazionale  affinché   sia
  profondamente  rivista la politica dei tagli  nel  settore  della
  sicurezza   e   siano   ripristinate  le  condizioni   di   piena
  funzionalità operativa degli apparati;

   ad  intervenire  presso  il  Governo  nazionale  affinché  siano
  onorati gli impegni presi con la sottoscrizione del patto per  la
  sicurezza» (51);

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che è in atto una mobilitazione unitaria di  tutte  le
  organizzazioni  di  rappresentanza  dei  lavoratori  delle  forze
  dell'ordine  e  delle forze armate contro i tagli  delle  risorse
  finanziarie  al  comparto, nell'ambito  della  definizione  della
  manovra  economico-finanziaria  del  Governo  nazionale  per   il
  prossimo triennio;

   RAVVISATA  la  fondatezza dell'allarme lanciato dalla  categoria
  riguardo ad una decurtazione complessiva di circa 3,2 miliardi di
  euro,   indubbiamente   insostenibile  senza   una   profonda   e
  rischiosissima  compromissione del sistema sicurezza  dell'intero
  Paese;

   PRESO  ATTO delle richieste che le forze di polizia e  le  forze
  armate  avanzano  in  ordine  al rientro  delle  risorse  per  il
  funzionamento  degli  uffici,  la  manutenzione  dei  mezzi,   la
  funzionalità delle dotazioni strumentali del personale, nonché il
  superamento  del blocco del turn over che indebolisce  la  stessa
  capacità di garantire controllo e presidio del territorio;

   RILEVATA  la  palese  incongruità  di  un  esecutivo   e   della
  maggioranza  che  lo  sostiene  che  dichiara  l'impegno  per  la
  sicurezza  dei  cittadini e, al contempo,  colpisce  pesantemente
  alle   fondamenta  il  sistema  istituzionale  a  ciò   deputato,
  scaricando  sul comparto e sui livelli retributivi del  personale
  le  inefficienze di una politica fiscale e tributaria che già con
  i  primi  provvedimenti  ha compromesso pesantemente  i  positivi
  risultati di finanza pubblica conseguiti dal precedente governo;

   RITENUTO  che,  al di là dei proclami e delle determinazioni  di
  impatto  mediatico: incursioni nei campi rom, impronte  anche  ai
  bambini,  militari a guardia delle discariche e pronti ad  essere
  dispiegati sulle città, di fatto, sono stati decisi tagli pesanti
  su  quella  che era definita la 'priorità delle priorità';  tagli
  che  lasceranno  in  garage  le  vetture  dei  poliziotti  e  dei
  carabinieri, che non consentiranno di aumentare i contingenti,  e
  che  le  paghe  invece che migliorare, per i  tutori  dell'ordine
  pubblico, rischiano di dimagrire;

   RITENUTO,  altresì, necessario garantire le risorse  finanziarie
  alla sicurezza del territorio, anche come elemento deterrente  ad
  iniziative  di  emergenza ai limiti della legalità,  che  trovano
  consenso  proprio  in  presenza  di  difficoltà  strutturali  del
  sistema istituzionale,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  intervenire  presso  il Governo nazionale  per  il  recupero
  integrale  delle  risorse  decurtate  al  comparto  delle   forze
  dell'ordine  e delle forze armate sin dal bilancio  2009,  tenuto
  conto  delle  pesantissime ripercussioni che i  provvedimenti  in
  oggetto  avrebbero  sul livello di sicurezza anche  nella  nostra
  Regione» (52).

    PRESIDENTE   Avverto che le stesse saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.

   Ai  sensi  dell'articolo 127,  comma 9 del Regolamento  interno,
  do  il  preavviso  di  trenta  minuti  al  fine  delle  eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  aver
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo  altresì che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli    colleghi,   in   attesa   dell'arrivo    in    Aula
  dell'Assessore   per   il  Bilancio  e   le   Finanze,   propongo
  l'inversione  dell'ordine  del  giorno,  passando  al  III  punto
  dell'ordine del giorno.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Formica


  Seguito della discussione del disegno di legge «Istituzione della
   Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-
                    sanitaria regionale» (173/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  del  disegno  di legge n. 173/A  «Istituzione  della
  Conferenza  permanente per la programmazione sanitaria  e  socio-
  sanitaria  regionale».  Invito  i componenti  la  VI  Commissione
   Servizi  sociali  e sanitari  a prendere posto  al  banco  delle
  commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo  che  la  relazione  è  stata  già
  svolta.  Dichiaro aperta la discussione generale.
   Avverto  che  da  questo  momento  decorre  il  termine  fissato
  dall'articolo  112,  comma  5, del  Regolamento  interno  per  la
  presentazione degli emendamenti

   E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis. Ne ha facoltà.

   DE   BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con
  questo   mio  intervento  annuncio  che  il  Gruppo  del  Partito
  Democratico voterà a favore di questo disegno di legge. Il  quale
  nasce  da  una iniziativa che ha portato in Aula un progetto  del
  Governo,  ma  il  testo  è il risultato di una  elaborazione  che
  abbiamo  concorso ad effettuare in Commissione, grazie  anche  ai
  testi  di due analoghi articoli che erano contenuti in un disegno
  di legge a firma dell'onorevole Gucciardi e dell'onorevole Lupo e
  un  disegno  di  legge  a firma di tutti i deputati  del  Partito
  Democratico.
   Il  testo  che  ne  viene  fuori  ha  lo  scopo,  come  è  stato
  illustrato   durante   la  relazione,  di   accelerare   processi
  indispensabili  come quelli del giudizio e dell'eventuale  revoca
  anche  dei  manager ed è un adempimento alla norma nazionale  che
  nel nostro corpo normativo mancava.
   Devo   sottolineare  che,  mentre  in  questa  occasione  questo
  disegno  di  legge  nasce da una iniziativa  del  Parlamento  che
  consta di un solo articolo, i disegni di legge dai quali poi sono
  stati tratti  gli emendamenti, quello degli onorevoli Gucciardi e
  Lupo  e  quello  dei deputati del PD, in realtà  sono  assai  più
  organici,  quindi  si  trova una convergenza  su  questo  singolo
  provvedimento. Da parte nostra c'è, però, il richiamo, ancora una
  volta,  a   volere  affrontare la questione in  termini  organici
  generali.  Abbiamo,  infatti, detto che  questo  emendamento,  da
  parte nostra, il contributo alla discussione, trae origine da  un
  emendamento ai disegni di legge più articolati e più ampi.
     In  questo senso noi da un canto sosteniamo questa iniziativa,
  che   pure  costituisce  un  tassello  di  un  disegno  generale;
  dall'altro  richiamiamo l'attenzione e la necessità di affrontare
  una  discussione  più   generale  del  riordino  complessivo  del
  sistema sanitario che non ha bisogno soltanto di tagli, ma  anche
  di  provvedimenti  di  costruzione  e  di  modifica  dell'assetto
  esistente.
   Nel  merito, questo provvedimento ci trova d'accordo  nell'avere
  individuato   -  ritengo  -  in  forma  originale  nella  Regione
  siciliana, un ruolo ben preciso alla Conferenza permanente per la
  programmazione     socio-sanitaria,    in    quanto     organismo
  rappresentativo delle autonomie locali e di avere poi, in sede di
  Commissione,   provveduto  ad  uno  snellimento   effettivo   dei
  componenti stessi e ad una precisa individuazione delle  funzioni
  che credo l'Aula avrà modo di discutere e di apprezzare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  bene   ha
  ricordato  l'onorevole De Benedictis e cioè che il  provvedimento
  legislativo  che  questa mattina si propone all'approvazione  del
  Parlamento  è  un  piccolo  e un primo tassello  di  un  percorso
  legislativo  che  noi  riteniamo  molto  più  lungo,   molto  più
  approfondito e molto più articolato.
   Tuttavia,  non è un caso che - come è stato già ricordato  -  su
  iniziativa  parlamentare  sono  stati  depositati,  ancor   prima
  dell'iniziativa  del Governo, disegni di legge  che  andavano  in
  questa  direzione; e non è un caso se in questo  nuovo  clima  il
  Partito  Democratico - che ritiene che bisogna creare una  sanità
  vera  e al servizio dei cittadini - abbia proposto  l'istituzione
  di questo organismo fondamentale che è previsto dalla legge dello
  Stato, in particolare dal decreto legislativo 229 del 1999.
   La  sanità della Regione siciliana è afflitta da troppi mali, da
  tanti mali, qualcuno antico,  e da qualche atteggiamento ostinato
  e   superficiale.  Mi  riferisco  in  particolare   alla   scorsa
  legislatura, nella quale ho avuto l'onore di sedere sui banchi di
  questa  Parlamento,  quando sono stati proposti percorsi adeguati
  a  invertire la tendenza di una china che ha portato  al  rischio
  del crack,  di cui in questi giorni più volte l'Assessore per  la
  sanità in carica ha parlato e continua a parlare.
     Dunque, un atteggiamento irresponsabile degli anni passati  su
  un  settore  vitale,  non  soltanto  dal  punto  di  vista  della
  dimensione  finanziaria del problema sanità in  Sicilia  e  delle
  conseguenze  disastrose che questo atteggiamento  superficiale  e
  dissennato  ha  causato, ma anche e soprattutto per  la  mancanza
  della  volontà di comprendere fino in fondo, da parte del  gruppo
  dirigente  di questa Regione nel suo complesso, una  riforma  che
  dal  1992  in  poi  aveva cambiato radicalmente,  e  ha  cambiato
  radicalmente,  il modo di concepire la gestione della  sanità  in
  Sicilia;  e  da questa tribuna più volte ho detto,   in  passato,
  nella  scorsa legislatura ed anche in questa,  come la  necessità
  di  calarsi  in  quei nuovi meccanismi che il nuovo  assetto  del
  servizio  sanitario  nazionale e regionale imponeva  fosse  stato
  inascoltato  da parte di questo Parlamento e dai Governi  che  si
  sono succeduti.
   E  allora, Assessore, questo è il primo piccolo tassello di  una
  inversione  di  tendenza culturale ancor prima che  politica;  mi
  riferisco  a  questo  importante istituto  che  è  la  Conferenza
  permanente  per  la programmazione sanitaria e,  in  particolare,
  oltre  a  quelle che sono le motivazioni che anche il  Governo  e
  l'Assessore dà nella relazione di presentazione al Parlamento, al
  parere indispensabile della Conferenza  per l'eventuale revoca  o
  rimozione, ai sensi dell'articolo 3 bis, commi 6 e 7 del  decreto
  legislativo  502  del 1992, ed alla successiva  dichiarazione  di
  decadenza  dei direttori generali che si siano resi  responsabili
  di  gravi  irregolarità, come prevede dal  1999  la  legge  dello
  Stato.  E oggi il Parlamento è chiamato a superare questo  vulnus
  nel  meccanismo  dell'ordinamento giuridico della nostra  Regione
  con questo piccolo ed importante provvedimento legislativo.
   Ma,  signor  Assessore, signor Presidente,  onorevoli  colleghi,
  ribadisco la necessità che in questa Regione è necessario un iter
  legislativo da proporre a questo Parlamento nell'immediato  molto
  più lungo e articolato.
   La  sanità della Regione necessita di interventi profondi  che,
  in maniera strutturale, diano davvero il senso di ciò che voleva
  la  riforma  del 1992 e del 1999, di una gestione delle  aziende
  sanitarie attraverso le contabilità analitiche, dei controlli di
  gestione, sulla gestione di questa sanità, che non ci  sono  mai
  stati  che,  a tutt'oggi, sfido chiunque a dirmi che sono  stati
  attivati  in qualche azienda sanitaria della nostra  Regione  in
  maniera efficace. Sfido chiunque a dire il contrario rispetto ad
  una gestione delle aziende sanitarie non certamente in linea con
  quelli che sono i canoni della riforma del 1992 e del 1999.
   Sfido  chiunque, signor Presidente - e concludo - a pensare  di
  potere mettere sotto controllo, Assessore, la spesa sanitaria di
  questa  Regione, senza che esista un vero controllo di  gestione
  sulle  aziende sanitarie ed un controllo sulla gestione da parte
  dell'Assessorato sulle spese delle aziende sanitarie.
   Ho  detto  da  questa  tribuna, qualche settimana  fa,  che  né
  l'Assessorato né le aziende sanitarie sono ancora attrezzate per
  svolgere questi importanti controlli.
   Credo che l'articolazione dei percorsi legislativi della nostra
  Regione, nelle prossime settimane, nell'immediatezza di scadenze
  che  sono  troppo delicate per il futuro del Servizio  sanitario
  regionale,  vada  nella direzione di questa riforma  strutturale
  che   noi,   Partito   Democratico,   attraverso   un'iniziativa
  parlamentare,  ci  siamo permessi di proporre all'attenzione  di
  questo Parlamento all'apertura di questa nuova legislatura  che,
  mi auguro, sia davvero una legislatura di riforme.
   Crediamo  che  bisogna  far  presto.  Questo,  Assessore  -  lo
  ribadisco  - è un piccolo segnale che dimostra un'inversione  di
  tendenza. Saremo qui, in Parlamento e fuori da qui a vigilare su
  un  aspetto  che,  davvero, ha creato, in  questi  anni,  troppe
  ferite ai cittadini di questa Regione.
   Stiamo  parlando  dei livelli essenziali di assistenza;  stiamo
  parlando  di  sofferenze che il cittadino siciliano non  avrebbe
  meritato.
   Ho apprezzato - e concludo davvero - quanto detto da lei, anche
  in   maniera  molto  chiara,  sul  fatto  che,  oggi,   bisogna,
  probabilmente, dare un segnale nuovo, di svolta culturale  nella
  sanità della nostra Regione.
   Non  è  sufficiente ed è soprattutto inutile e  drammaticamente
  inutile  che si dia la possibilità di un posto letto in  più  in
  ospedale, di un posto letto per acuti, di un posto letto dove il
  cittadino può andare magari solo a morire.
   Vorremmo,  invece,  che la sanità della  nostra  Regione  abbia
  posti  letto  per  acuti  e non che si  dia  al  cittadino  quel
  livello  di  assistenza  che  le  leggi  della  Regione   devono
  necessariamente dare.
   Preannuncio, quindi, il mio voto favorevole motivato da  quanto
  è stato testé annunciato al Parlamento della nostra Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  non  avendo  altri  deputati
  chiesto  di  parlare, dichiaro chiusa la discussione generale  e
  pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, essendo stati presentati degli emendamenti
  al disegno di legge, l'esame riprenderà nella seduta di domani.
   Pertanto,  la  seduta è rinviata a domani,  giovedì  2  ottobre
  2008, alle ore 10,30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


    I  -Comunicazioni
  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d),
  e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

     N. 50  -  Iniziative  volte  a ripristinare  l'intitolazione
          dell'aeroporto di Comiso (RG) a Pio La Torre.

     N. 51  -  Interventi  presso il Governo  nazionale  per  una
          revisione  della politica dei tagli nel  settore  della
          sicurezza.
     N. 52  -  Interventi  a livello centrale per  scongiurare  i
          tagli  di  risorse  finanziarie  operati  a  danno  dei
          comparti di sicurezza.

    III  -Discussione del disegno di legge:
       - Istituzione della Conferenza permanente per la programmazione
         sanitaria e socio-sanitaria regionale  (n. 173/A) (Seguito)

    IV   -  Discussione del Documento di programmazione  economico-
     finanziaria per gli anni   2009 - 2013
  V  -Elezione di cinque componenti della Commissione di garanzia
  per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
  amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.

                  La seduta è tolta alle ore 13.35

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli