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Resoconto d'Aula della Seduta n. 250 di sabato 30 aprile 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA Edoardo, segretario, dà lettura dei processi verbali  delle
  sedute  numeri  248  e  249 del 29 aprile 2011  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                        Sull'ordine dei lavori


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire per una ragione che credo sia utile chiarire anche  per
  quanto riguarda la modalità dei lavori, ritrovandoci ormai alle ore
  12.00 di giorno 30 aprile.
   Noi  stiamo lavorando su un testo che è già emendato dal  Gov.  1,
  che   ha   tutta   una  serie  di  emendamenti;  stiamo   lavorando
  all'articolo 8, è stato sospeso l'esame dell'articolo 1, sono stati
  approvati  gli articoli dal 2 al 7 e siamo, ripeto, all'articolo  8
  del   testo,  definiamolo  così,  originario.  A  questo  è   stato
  presentato   un   grosso  faldone,  una  voluminosa  documentazione
  costituita  dall'emendamento  GOV  1,  cui  sono  stati  presentati
  ulteriori  emendamenti ai quali, da ultimo, sono stati  consegnati,
  pochi   istanti  fa,  emendamenti  aggiuntivi,  dei   fuori   sacco
  aggiuntivi   del   Governo  e  si  sta  lavorando  per   modificare
  ulteriormente  il testo del GOV 1, con un testo che viene  riferito
  essere  un  librone  che  prevede  tantissime  materie,  tantissime
  riforme, epocali riforme

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di prendere  posto  e  di
  dare  la possibilità all'onorevole Bufardeci di parlare e di essere
  anche ascoltato dalla Presidenza, oltre che da voi.

   BUFARDECI.  Dicevo  Presidente,  che  un  altro  faldone  dovrebbe
  arrivare;  un  altro  faldone  che comporta  -  evidentemente,  per
  l'importanza  dello stesso, al di là del fatto che  siamo  a  poche
  ore,  ribadisco,  dalla fine di questo giorno  -,  che  impone  due
  riflessioni.
   La  prima  di carattere tecnico procedurale. Occorre il tempo  per
  esaminare  tutte queste cose. Un tempo che credo sia  assolutamente
  incompatibile con la data del 30 di aprile, un tempo  che  dovrebbe
  essere  utile  per  potere  almeno leggere,  non  dico  per  potere
  ulteriormente  approfondire e subemendare e tentare  di  migliorare
  quello  che  non  è migliorabile, atteso che parliamo,  l'onorevole
  Leontini qualche giorno fa parlò della Treccani, qui non so  a  che
  cosa siamo arrivati  Non so cosa ci può essere oltre la Treccani.
   E  se  questa è la considerazione di carattere procedurale per  la
  quale, presidente Cascio, noi chiediamo, quindi, un tempo utile per
  fare chiarezza sulla documentazione che dovremmo esaminare, non  so
  con  quale  pretesa, dopo giorni e settimane che  non  si  è  fatto
  nulla,  si  possa farlo tra le ore 12 del mattino del 30  aprile  e
  completarlo,  non so, entro la mezzanotte di oggi, in  meno  di  12
  ore
   La seconda considerazione è quella di contenuto. Questo bilancio -
  è  inutile  che  lo nascondiamo -, perché questa  voce  circola  in
  maniera molto seria e, purtroppo, anche in maniera molto veritiera,
  ha  ancora  un  grande nodo che, al di là della  sua  approvazione,
  siamo  ancora  al  voto  finale  da  rendere  nelle  prossime   ore
  eventualmente, trova un grande problema per quanto riguarda  i  600
  milioni  della sanità, con tutti i problemi che sono conseguenti  e
  con tutti i rischi che ciò comporta.
   Io direi al Governo, direi a quest'Aula che piuttosto che perdersi
  attorno  alle  migliaia di pagine di emendamenti che  sono  già  al
  nostro  esame,  ai  quali  fra  non molto  si  aggiungeranno  altre
  centinaia   di   pagine  sul  nuovo  emendamento   che   scatenerà,
  ovviamente,  almeno la riproposizione degli stessi  emendamenti  al
  nuovo  testo, essendo quello vecchio superato, di fatto, da  questa
  nuova  elaborazione notturna e che ancora non è stata consegnata  a
  quest'Aula,  di  soffermarsi invece su come possa essere  possibile
  superare  la  vicenda all'interno della grande questione  sanitaria
  dei 600 milioni.
   Chiedo  dunque di fermarci facendo la finanziaria più  snella  del
  mondo,  soltanto  per fare bilanciare i conti dal  punto  di  vista
  tecnico  con  il bilancio e niente altro, dopodiché, eventualmente,
  se ci sono questioni di grande rilevanza su cui c'è condivisione, e
  per  le  quali  non  c'è  spesa,  e  noi  ne  abbiamo  una,  signor
  Presidente,  una  in  modo  particolare,  al  di  là  delle  nostre
  battaglie  che  cercheremo  di fare  in  questa  Aula,  per  quanto
  riguarda il ristoro, per esempio, del  caro-carburante' per   tutta
  una  serie  di soggetti della nostra vita produttiva,  dalla  pesca
  all'agricoltura, al trasporto. Noi abbiamo al riguardo  abbiamo  un
  emendamento, per esempio, quello che finalmente consacra in  questa
  Regione,  per  prima, il principio che, tranne tutto quello  che  è
  espressamente vietato, tutte le attività possono essere avviate con
  una  semplice  comunicazione, facendo così la vera  semplificazione
  che  supera  quella  che  abbiamo tentato di  fare  fino  all'altro
  giorno,  che  comunque  postula  il  principio  dell'autorizzazione
  preventiva. Quindi superiamo tutto questo.
   E  allora,  se  vogliamo fare una cosa seria, senza  spesa  e  che
  finalmente  attivi  le  procedure,  attivi  le  spese,   attivi   i
  finanziamenti,  sblocchi le centinaia, per non  dire  migliaia,  di
  pratiche giacenti nei nostri uffici regionali, lavoriamo su quella,
  ma  facciamolo,  Presidente Cascio tenendo conto, ribadisco,  della
  mia  richiesta  di avere il tempo utile per leggere quello  che  ad
  oggi  non  è stato consegnato o quello che è utile leggere,  che  è
  stato  già  consegnato, rispetto al Gov.1, e in ogni caso  lavorare
  perché  quel  bilancio  sul quale pende  questo  problema  dei  600
  milioni  della  sanità,  sul piano vero e reale,  al  di  là  delle
  dichiarazioni  di  ottimismo  e  di  tranquillità,  sia   il   vero
  argomento,  piuttosto che perdere tempo con la pretesa di  fare  in
  dodici ore quello che non si è fatto in cinque anni

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  la
  parola  perché  lo devo a lei, lo devo all'Assemblea,  lo  devo  ai
  siciliani che ci ascoltano.
   Questa  mattina  si è data una rappresentazione mediatica  di  una
  vicenda che ha riguardato la legge di bilancio che, consentitemi di
  dire,  quanto  meno  in  maniera  superficiale,  ha  raccontato  ai
  siciliani che con legge di bilancio - ribadisco  legge di bilancio'
  e non  finanziaria' - avremmo stabilizzato 119 persone.
   Siccome  ci  siamo dati un criterio, ci siamo dati una  regola,  e
  sarebbe  singolare che fossi io la persona che,  in  qualche  modo,
  viene   meno   a   quel  patto  che  si  era  sottoscritto   seppur
  informalmente, e formalmente per le comunicazioni che  ha  dato  il
  Presidente  dell'Assemblea  all'Aula,  che  tutta  la  materia   di
  personale,  materia  urbanistica, eccetera stava  fuori  da  questa
  legge  finanziaria, sarebbe quanto meno singolare che   proprio  io
  venissi meno a quel patto.
   Voglio raccontare, semplicemente e schematicamente, le cose di cui
  stiamo  parlando  perché probabilmente alcuni  colleghi  potrebbero
  essere tratti in inganno.
   Io  non  ho stabilizzato nessuno e non ho presentato alcuna  norma
  che  riguarda  la  stabilizzazione  di  nessuno.  Ho  semplicemente
  presentato  un emendamento che ha trasferito una posta finanziaria,
  che  in  questo momento era, almeno lo sarà fino al 30  giugno,  in
  capo  all'Amministrazione  regionale per  trasferirla  in  capo  al
  capitolo relativo agli Enti Parco, che sono della Regione,  per  le
  spese del personale. Perché? Perché noi abbiamo approvato una legge
  che  consentiva, l'abbiamo già approvata, come l'abbiamo fatta  per
  tutti  gli  ex articolisti, per capirci, della Regione  per  essere
  stabilizzati,  cosa  che è avvenuta nel corso dell'anno  2010.  Con
  quella  legge avevamo autorizzato anche a stabilizzare  gli  stessi
  dipendenti  degli  Enti parco. Quindi c'è una legge  vigente;  quei
  lavoratori  degli  Enti  parco fino ad  oggi  non  si  sono  potuti
  stabilizzare  non  perché non ci sia la legge, che  è  vigente,  ma
  perché  nel capitolo dei bilanci degli enti parco non c'è l'entrata
  certa che ne consenta il processo di stabilizzazione.
   Pertanto,  non stiamo facendo nulla se non una norma  strettamente
  contabile,  non autorizzativa. Dico questo perché ognuno  legge  le
  cose  come vuole, però,  a tutto c'è un limite.
   Per   rispetto  della  Presidenza  e  per  quello  che  lei  aveva
  annunciato all'Aula, ho ritenuto il dovere morale di dire  di  cosa
  stiamo  parlando.  E  mi  dispiace che i giornalisti,  capisco  che
  spesso  la tecnicalità è una questione che attiene agli addetti  ai
  lavori,  ma i giornalisti che hanno raccontato, in  maniera  troppo
  semplicistica, un po' alla  viva il parroco  fanno spesso più danno
  di quanto spesso si immaginano.
   Ripeto: non ho presentato norme che stabilizzano, ho semplicemente
  garantito  un  diritto a persone che già lo hanno  in  forza  delle
  leggi vigenti in questa Regione.

   DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signori  del
  Governo,  se possibile chiederei qualche minuto in più perché  ieri
  non  ho  avuto  la  possibilità di partecipare al  dibattito  sulla
  discussione  generale, anzi mi complimento con lei che  in  quattro
  ore è riuscito a far fare all'Aula quello che in quattro giorni non
  si era potuto fare.
   Lei  veramente,  lo  dico in senso positivo, non  è  assolutamente
  Armao-Mandrake, lei si è dimostrato Mandrake  E' stato  bravissimo,
  un  colpo  di magia, in quattro ore ha fatto quello che  non  si  è
  riusciti a fare in quattro giorni. Le faccio i miei complimenti.
   Premesso  questo,  volevo  esprimere  la  mia  solidarietà  -   se
  l'Assessore  ombra al bilancio, onorevole Cracolici, la  smette  di
  parlare  -,  ai  giornalisti  che  ci  ascoltano  perché  attaccati
  dall'onorevole  Cracolici, dall'Assessore ombra al bilancio,  colui
  che  conosce  tutte le norme del bilancio,  che  non  è  il  nostro
  assessore  Armao che fa da scudo e scudiero e quindi  si  prende  i
  nostri  fulmini, ma quello che ha realmente il cordone della borsa,
  l'assessore  ombra Cracolici  Egli si è lamentato  - effettivamente
  non  è  ombra perché il fisico ce l'ha, e appare quindi  abbastanza
  bene  -,   ha  attaccato i giornalisti i quali hanno  semplicemente
  detto  una  verità, anzi a me è stato insegnato nel 2006, onorevole
  Cracolici,  meglio dieci norme tecniche, questo  è  stato  uno  dei
  consigli  che  mi  diede  allora il Presidente  della  Commissione,
  onorevole Savona:  meglio dieci norme tecniche che non cento  norme
  di spesa .
   Onorevole  Savona,  lei  aveva ragione, l'onorevole  Cracolici  ha
  fatto  una bella stabilizzazione mascherata, ora è stato preso  con
  le  mani nella marmellata e cerca di giustificarsi perché di quelle
  operazioni  ne  avremmo  potute fare tante.  Complimenti  Assessore
  ombra   Effettivamente,  assessore Armao, la  sta  superando,  stia
  attento alla sua poltrona.
   Signor   Presidente,  purtroppo,  dobbiamo  ribadire  che   questo
  Governo,  non  si  offenda nessuno, si sta contraddistinguendo  per
  l'ennesima  volta  come un Governo che sotto il profilo  dei  conti
  pubblici è un Governo di falsari. Ieri avete chiuso un bilancio che
  si  regge  sul nulla, da questa notte state preparando un'ulteriore
  modifica, sarà la quarta, la quinta di un maxi emendamento che darà
  il  colpo di grazia alle casse regionali e probabilmente ci saranno
  tante norme tecniche alla Cracolici, anzi già ce ne sono tante.
   Questa  notte ho cercato di fare una ricerca normativa, presidente
  Savona, ma sono impazzito. Ho due faldoni di ricerca normativa,  ma
  questa  mattina  ho  avuto la lieta novella,  non  ho  dormito  per
  studiare tutti i riferimenti normativi e mi hanno detto che  questa
  notte all'una si è definito il 70% già dell'ulteriore modifica  del
  maxi emendamento che è stato fatto circolare in questi giorni.
   Ma,  signori miei e Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo  a  lei,
  che mi ha messo un bavaglio istituzionale e non mi ha consentito di
  poter  andare  avanti e scovare nel merito punto per  punto  questi
  signori,  lei  che  mi ha messo il bavaglio istituzionale;  allora,
  signori miei, scusatemi, rispetto a questo desidero sapere come  ci
  si  vuole comportare. Perché se in quest'Aula come pare arriverà un
  ulteriore maxi emendamento sostitutivo di quello già esistente, lei
  non  ci  vuole dare neanche tre, quattro ore per cercare di leggere
  questo  libro  dei  sogni,  ma che non  bastano,  perché  solo  per
  verificare,  signor  Presidente,  le  nefandezze  che  ha  previsto
   l'Assessore  ombra'  per recuperare risorse  mascherate  perché  è
  stata  prevista per l'ennesima volta la svendita degli immobili  di
  tutte  le  società, enti, ma nessuno ha previsto tutti quei  debiti
  che  erano  frutto dell'analisi dell'articolo 14 della  finanziaria
  scorsa dove vanno a finire?
   Assessore  ombra quei debiti dove vanno a finire? Visto che  avete
  previsto  la vendita di tutti gli immobili, gli IACP,  non  so  che
  cosa  avete  previsto  stanotte. E allora  avete  previsto  entrate
  fasulle  per  l'ennesima volta. L'esperienza  della  valorizzazione
  insegna. Ma la cosa grave è che non scrivete dove vanno a finire  i
  debiti. E non sono di pari importo, sono ancora superiori.
   E  poi,  assessore  Armao, mi rivolgo a lei questa  volta,  perché
  questa vicenda l'ha seguita lei, perché è una vicenda blasonata.  A
  noi  risulta  che  ancora  non  avete  risolto  il  problema  della
  copertura del buco della sanità.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo di nuovo a  lei.  Ci
  sono due aspetti cruciali che vanno affrontati prima tranne che  in
  quest'Assemblea si voglia fare ulteriore esercitazione.
   Desideriamo  sapere  quale  artifizio  contabile,  quale  Mandrake
  stanotte  ha  suggerito qualche altra soluzione  per  risolvere  il
  problema del buco della sanità.
   Sappiamo che il Commissario dello Stato - è già ormai pubblica  la
  notizia  - ha detto no per l'ennesima volta all'utilizzo dei  fondi
  FAS per coprire il buco della sanità degli anni 2011, 2012 e 2013.
   Ora   scopriremo   le   regolazioni  contabili,   scopriremo   gli
  accantonamenti negativi, gli assessori mi guardano sbalorditi. Sono
  termini che servono per cercare di continuare a nascondere  e  fare
  il  gioco delle tre carte, si dice dalle mie parti. Cioè, se me  li
  danno,  uso  i  FAS; se non me li danno, qui c'è un  accantonamento
  negativo fasullo sul quale cerco di far reggere il bilancio.
   Ma  mi auguro che il Commissario dello Stato faccia giustizia  per
  l'ennesima  volta  su questo ragionamento, perché continuando  così
  questo  Governo che doveva fare trasparenza su questo, legalità  su
  tante  altre  cose, purtroppo, si conferma la brutta fotocopia  dei
  governi precedenti. E io le cose le dico per come stanno.
   Non  posso  dare  la  responsabilità a questo Governo,  ma  do  la
  responsabilità di continuare su quella via dei  falsari' dei  conti
  pubblici  regionali. E non solo. Ma il colpo  di  grazia  lo  state
  dando  tentando  di svendere gli ultimi immobili  che  appartengono
  alle  partecipate, senza porvi il problema di dove vanno  a  finire
  tutti quei debiti.
   E  lei,  assessore Armao, aveva anche proposto di sterilizzare  il
  comma  2, dell'articolo 14, della precedente finanziaria regionale.
  Spostare   i   termini  della  verifica,  lo   dico   ai   colleghi
  parlamentari,  perché è contenuta nelle settanta  norme  di  rinvio
  come modifica di legge.
   L'assessore  Armao  ha  proposto di spostare  ad  ottobre,  quindi
  ancora  dopo la verifica dei conti della situazione finanziaria  di
  tutto  il sistema pubblico regionale allargato, venendo meno ancora
  per l'ennesima volta ad una legge che questo Parlamento ha votato e
  per la quale l'allora assessore Cimino, contrariato su questo tema,
  si  è  aperto finalmente ad un'operazione di trasparenza che questo
  Governo, invece, blocca e continua ad occultare per quanto riguarda
  la situazione debitoria.
   Signor  Presidente, non si può andare avanti più così. Noi notiamo
  che, rispetto già all'impianto del bilancio, e abbiamo detto perché
  falso   e   dove,  abbiamo  parlato  ieri  dei  nove   miliardi   e
  duecentoventi milioni dell'avanzo finanziario utilizzato sempre  in
  modo fantasioso anche con questo Governo di tecnici per cercare  di
  far  tenere  in piedi il bilancio. Oggi, abbiamo tentato  anche  di
  analizzare  le  norme  per  come  si  dovrebbero  sistemare  alcuni
  artifizi. E allora no  Questo Parlamento non può continuare a  dare
  colpi di accetta a quelle che sono le casse regionali.
     Perché, Presidente della Regione, noi abbiamo già utilizzato  in
  tempi  non  sospetti il termine che la politica  ha  utilizzato,  e
  state  continuando  ad utilizzare le casse della  Regione  come  un
   bancomat'  allo scoperto. Quel termine fa parte di un  lancio  ben
  preciso  di   Sicilia  vera',  che ha  lanciato  quel  progetto  di
  demolire  voi,  questo  sistema,  perché  voi  state  demolendo  la
  Sicilia. E allora questo scempio si deve fermare.
   Lo  dico anche a lei, Presidente della Regione, che di certi temi,
  ne ha fatto una battaglia. Si apra a certi principi, non continui a
  proporre  finanziarie che sono una schifezza:  tutte  fotocopie  di
  quelle   precedenti.  Come  continua  a  coprire  certe  nefandezze
  rendendosi  complice? Lei, magari in alcune storie,  non  c'entrava
  nulla,  ma  oggi con questo disegno si dimostra essere complice  di
  certe storie
   Ringrazio lei, signor Presidente dell'Assemblea, per questo minuto
  in  più  che  mi  ha concesso, dicendo che comunque  voglio  andare
  avanti  sull'esame dei nostri emendamenti perché spero  che  questa
  finanziaria non si faccia.
   Questa  è  una finanziaria che darà anche un colpo di grazia  agli
  enti  locali,  ma  su  questo  poi ci misureremo  con   l'assessore
  ombra',  che  è  stato artefice di un disegno  ben  preciso  e  con
  l'Assessore in carica.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, i cinque  minuti  in  più  erano
  frutto  di  un accordo con l'onorevole De Luca per consentirgli  di
  esprimersi sul contenuto della finanziaria perché ancora non  aveva
  avuto la possibilità di farlo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  prima  cosa
  che  dovremmo  cercare di capire è cosa dobbiamo  emendare  e  cosa
  dobbiamo discutere.
   Al  confronto di questo Governo, il principe di Talleyrand rischia
  di diventare un esempio di coerenza ed un esempio di stabilità
   Cosa  deve discutere oggi l'Assemblea? Il maxi emendamento  Gov.1?
  Gli  emendamenti aggiuntivi, quelli fuori sacco? E'  sgradevole  il
  termine   fuori  sacco', dà proprio l'idea che  questa  maggioranza
  stia  saccheggiando  la Sicilia. Adesso vi è  un  altro  gruppo  di
  emendamenti  fuori sacco aggiuntivi'.
   Vorrei sapere dal Presidente dell'Assemblea, se i parlamentari che
  hanno  presentato emendamenti nei modi e nelle forme dovuti, e  che
  sono  racchiusi nei Tomi I, II e III, abbiano il diritto di  vedere
  discussi  i  propri emendamenti, oppure, si possono discutere  solo
  gli  emendamenti di coloro i quali hanno deciso di saccheggiare  la
  finanziaria e quindi hanno deciso di saccheggiare la Sicilia
   Chiedo  al  presidente  Cascio di essere chiaro,  di  informare  i
  deputati  e  di farci sapere cosa dobbiamo discutere  stamattina  e
  questi  emendamenti  a quale finanziaria fanno  riferimento.  Fanno
  riferimento  alle tre, quattro  che abbiamo discusso in Commissione
  Bilancio? Fanno riferimento all'emendamento 891/B, i famigerati  59
  articoli  con centinaia di emendamenti? Fanno riferimento  al  maxi
  emendamento all'891/B che ancora non è giunto in Aula e che  è  già
  stato emendato dai deputati?
   Ciò  presuppone, Presidente Cascio, che vi sono deputati  che  già
  conoscono  questo  emendamento. Sicuramente, frutto  di  trattative
  all'altezza  di  questa Assemblea e in cui si è  discusso  solo  ed
  esclusivamente degli interessi della Sicilia e non degli  interessi
  di chi rappresentava certe situazioni
   Per  non  offrire lo spettacolo indecoroso e vergognoso  che  ieri
  abbiamo  offerto alla Sicilia, di un bilancio che è stato approvato
  senza  che  i  deputati si rendessero conto di quello  che  stavano
  approvando  e  su cui chiedo l'attenzione da parte del  Commissario
  dello  Stato,  io dal presidente Cascio, tutore della  legalità  in
  questa  Assemblea e che vedo molto attento da quando  ho  iniziato,
  chiederei,   innanzitutto,  di  sapere  qual  è  il  percorso   che
  intendiamo  seguire,  quali  i  tempi  che  verranno  concessi   ai
  deputati per potersi pronunziare sulla finanziaria, e quante le ore
  che  verranno concesse per preparare i sub-emendamenti. Se si potrà
  discutere degli emendamenti presentati o se invece come ieri in una
  corsa  contro  il  tempo  e  contro  anche  la  dignità  di  questo
  Parlamento,  si  è  deciso  di  approvare  tutto  senza   dare   la
  possibilità ai deputati di controllare.
   Io  vorrei sottoporre a questa Assemblea degli argomenti che  sono
  sfuggiti  alle  trattative segrete e che  sono  però  problemi  che
  riguardano  il  destino della Sicilia, ad iniziare  dalla  edilizia
  scolastica che, ancora una volta, non viene presa in considerazione
  da  questo  Governo e che vedrà, di qui a qualche  mese,  i  comuni
  chiudere centinaia di scuole nella nostra terra.
   Vorrei  parlare  degli allevatori, caro assessore D'Antrassi,  che
  ancora  una volta non vedono riconosciuti i loro diritti, a partire
  da  coloro  i quali nel 1997 la Regione ha ordinato di abbattere  i
  capi  bovini  e  che oggi, dopo quattordici anni, a  differenza  di
  quanto  è  avvenuto nel Burundi, non hanno ottenuto le rimesse  dei
  capi allora abbattuti.
   E'  un  impegno, l'abbiamo portato in tutte le finanziarie: l'anno
  scorso  l'Assessore  per la salute ne aveva  fatto  una  battaglia,
  oggi,  l'assessore  D'Antrassi, siamo ancora qui  a  sentirci  dire
  dagli  allevatori che pretendono il pagamento di  qualcosa,  di  un
  impegno che la Regione prese nel 1997.
   Vogliamo  sapere  con  i canoni irrigui se il  Governo  regionale,
  nonostante   la   gravissima   crisi   dell'agricoltura,    intende
  aumentarli,  vorremmo sapere se questa Assemblea vuole  riconoscere
  ai  deputati  regionali,  ai senatori, ai  deputati  nazionali,  la
  seconda,  la  terza, il triplo incarico remunerato,  oppure  se  su
  questo vogliamo tagliare
   Ritorno  a  parlare della violenza alle donne. E  io  ritengo  che
  questo  Parlamento dovrebbe approvare una legge che le salvaguardi,
  poiché ad oggi siamo rimasti l'unica regione ad esserne sprovvista.
  Inoltre,  volevo riallacciarmi ad un emendamento che avevo proposto
  al  riguardo,  in  particolare riferendomi a  due  donne  che  sono
  rimaste vittime, in seguito ai famosi e tragici eventi di Avola del
  1968.
   Vede, signor Presidente, ieri sera, allorquando avete letto i miei
  emendamenti  avete sorriso, io al posto vostro non  avrei  sorriso,
  avrei  provato  vergogna a sorridere perché  ci  siamo  trovati  di
  fronte ad un uomo che ha perso la vita per lottare per il movimento
  operaio e perché il riscatto del bracciantato agricolo non solo  in
  Sicilia,  ma in tutta Italia, è iniziato quel 3 dicembre  del  1968
  ad  Avola.  Quelle  donne dopo che per anni sono  stati  utilizzate
  contro  la  Democrazia  Cristiana, contro  i  governi  regionali  e
  nazionali, oggi, continuano ad non ottenere giustizia e per  questo
  motivo,  signor  Presidente, mi appello ancora una volta  alla  sua
  sensibilità per fare in modo che anche queste donne, vittime di  un
  sistema  allora  imperante in cui il latifondismo aveva  soggiogato
  per decenni e per secoli la Sicilia, oggi diventino

   PRESIDENTE.    Grazie   onorevole   Vinciullo,   purtroppo    devo
  interrompere  il  suo  intervento, il tempo a  sua  disposizione  è
  scaduto.
   Per  quanto  riguarda  lo svolgimento dei lavori  d'Aula  odierni,
  comunico  all'Aula che dopo gli interventi sull'ordine dei  lavori,
  riprenderemo  i  nostri lavori dal disegno di  legge  numero  631/A
  (finanziaria)  nel  testo  esitato dalla Commissione  Bilancio;  il
  fascicolo giallo per intenderci, così come avevamo interrotto  ieri
  pomeriggio,  cioè  dall'articolo 8,  e  avevamo  accantonato  anche
  l'articolo 1. Andremo avanti in questo modo.
   Per  quanto  riguarda tutto il resto: di maxi emendamenti,  futuri
  maxi emendamenti, al momento non c'è nulla, c'è un emendamento  del
  Governo, il Gov.1, che è stato presentato nei giorni scorsi, che  è
  stato   ripulito' dalla Presidenza, e sul quale, evidentemente,  il
  Parlamento e il Governo si confronteranno nelle prossime  ore,  per
  decidere se andare avanti anche su quel maxi emendamento o chiudere
  la  finanziaria, così come potremmo chiuderla, avendo approvato  il
  fascicolo giallo per intenderci.
   Per  cui  al  momento  opportuno parleremo  di  un'eventualità  di
  sospensione dei nostri lavori d'Aula per analizzare eventuali  maxi
  emendamenti di riscrittura o quant'altro.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente,  la ringrazio,  sarò  molto  breve,
  approfitto della presenza del Governatore per tentare di sviluppare
  un  ragionamento  che  dovrebbe portarci ad assumersi  ciascuno  le
  proprie responsabilità.
   In  questi  giorni abbiamo fatto un lavoro per quanto riguarda  il
  bilancio,  lei, signor Presidente, ha anche sentito  il  dovere  di
  contingentare i tempi per consentire l'approvazione del bilancio  e
  consentire   ai   siciliani  di  dotarsi  di  uno  strumento   così
  importante.   Ora  è chiaro che, al di là di quello  che  è  facile
  prevedere, perché è fin troppo evidente che si sta lavorando ad una
  nuova  bozza della finanziaria, che sarà riscritta per il 70, l'80,
  il  90  per cento, e penso che una nuova bozza riscritta alle 12.27
  del  30  di  aprile  non  possa essere oggetto  di  approfondimento
  soltanto in Aula, signor Presidente, è inutile pensare che si possa
  continuare così, con un sistema che certamente, mi consenta, signor
  Presidente, non è degno di un Parlamento che ha una tradizione così
  antica e così prestigiosa.
   Noi   andremmo   avanti  navigando  a  vista,  noi   probabilmente
  licenzieremmo  delle norme che nulla hanno a  che  vedere  con  gli
  interessi  dei siciliani, noi cioè faremmo un danno enorme  che  si
  aggiungerebbe  alla  beffa alla quale stiamo assistendo  in  questi
  anni
   Il  Governatore,  cioè  la parte politica  di  questa  squadra  di
  governo,  l'uomo che dovrebbe sentire il bisogno della sintesi,  si
  faccia  carico  di  un'esigenza importante, cerchiamo  di  giungere
  insieme  ad  una sintesi, se da quel percorso che anche  lei  aveva
  indicato  e  al  quale aveva fatto riferimento, signor  Presidente,
  richiamando  il Parlamento, noi dobbiamo cercare di portare  avanti
  gli interessi dei siciliani.
   Si  sussurra che all'interno di questa nuova riscrittura ci sia di
  tutto e di più, in barba a qualunque momento di confronto, in barba
  a  qualunque  momento di incontro. E io penso che i  siciliani  non
  meritino  questo. In un momento assai difficile per tutti,  per  le
  categorie  produttive, sociali, per la sanità,  per  l'artigianato,
  per  il  commercio,  per  gli enti locali,  per  l'agricoltura,  la
  Sicilia  non  merita questo comportamento che devo  necessariamente
  considerare irresponsabile. Così non si può andare avanti  Ciascuno
  si   assuma  la  propria  responsabilità  ed  ai  massimi   livelli
  istituzionali:  il Presidente dell'Assemblea, il  Presidente  della
  Regione  siciliana;  si  facciano carico di questa  responsabilità,
  cerchino  di dare un indirizzo, un programma. Il Governo cerchi  di
  darsi un progetto. Mi rendo conto che vi sono esigenze diverse, che
  ogni  parlamentare  tira  per la giacca il proprio  riferimento  in
  Giunta  o  il  Governatore o il proprio capogruppo, che all'interno
  dei  Gruppi della maggioranza vi è certamente chi pesa di più e chi
  pesa  di  meno   Ma non possono bastare le giustificazioni  addotte
  dall'onorevole Cracolici, che viene qui ad esternare.
     Noi  non siamo interessati a quelle notizie giornalistiche.  Noi
  guardiamo  alla sostanza, onorevole Cracolici, poi  il  tempo  sarà
  galantuomo. Il tempo chiarirà se vi sono derive clientelari  o  no,
  ma  qui, oggi, bisogna affrontare la sostanza; bisogna fare in modo
  che  la  Regione  siciliana  e i siciliani  abbiano  uno  strumento
  importante come la finanziaria che sia di livello, che tenga conto,
  come  voi avete annunciato, dell'esigenza di rigore, ma che dia  ai
  siciliani pochi elementi certi che consentano di potere ripartire.
   Allora,  fermiamoci,  ancora una volta, un attimo.  Lo  faccia  il
  Presidente  della  Regione:  cerchi  di  trovare  quel  momento  di
  sintesi, senza il quale noi non potremo raggiungere il traguardo.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, ho  due  ricordi;
  uno  è  della  mia  infanzia  e lo voglio consegnare  all'onorevole
  Cracolici e all'assessore Armao. Mi diceva mio nonno, quando ancora
  ero  piccolo  che  la migliore parola è quella che  non  si  dice .
  L'altro  ricordo  è  nelle  parole del segretario  provinciale  del
  Partito  Democratico che oggi ha commemorato Pio La Torre:   ci  ha
  lasciato  un patrimonio di valori civili e morali che oggi sembrano
  smarriti e di cui c'è, invece, tanto bisogno .
   Nel  ricordo  di  queste due cose, io voglio fare  la  sintesi  di
  quello   che  è  successo  ieri.   Nei  rapporti  parlamentari   di
  contrapposizione le cose che valgono e che, per quanto ci riguarda,
  sono  imprescindibili  al di là di ognuno  come  si  avvicina  alla
  politica,  sono  i  rapporti umani. E io  ritengo  che  quello  che
  qualcuno  vuole  rompere,  in  questa  azione  che  ci  porta  alla
  responsabilità di votare bilancio e finanziaria, è proprio il venir
  meno  di  questi  valori richiamati dal segretario provinciale  del
  Partito Democratico e dei rapporti umani in questa Assemblea.  Devo
  dire che non sono da meno neanche nei Parlamenti nazionali.
   Allora, da quello che era un inizio di percorso che guardava  alle
  riforme,  che  guardava  agli aspetti forse migliori  della  nostra
  Sicilia,  si è passati alle solite imboscate di qualche  furbo  che
  ritiene   di  essere  prevaricatore  nei  confronti  di   tutti   i
  parlamentari
   Mi  rifaccio,  in  modo particolare perché non ho  molto  tempo  a
  disposizione, a quello che l'onorevole Cracolici - è chiaro che  le
  parole  che  ho detto non si rivolgevano direttamente a  lui  -  ha
  dichiarato,  condannando in un certo senso i  giornalisti  di  fare
  cattiva informazione.
   Se  dovessi scegliere, in via generale, tra l'informazione, quindi
  i giornalisti e i politici, ritengo, che la verità sta sempre dalla
  parte  dei  giornalisti e non dei politici, questo vale  a  livello
  generale.  Anche in questa occasione, ritengo, che  i  giornalisti,
  correttamente,  abbiano  riportato le dichiarazioni,  virgolettate,
  oggi sui giornali e i titoli dei giornali.
   Questa storia è una storia chiara. Questa storia l'abbiamo vissuta
  lo  scorso  anno,  nella finanziaria 2010 e l'abbiamo  vissuta  con
  l'ostracismo che ho dovuto subire, personalmente, e con insulti via
  web di quasi tutti gli impiegati degli enti parco.
   Io mi sono assunto una responsabilità che, oggi, è venuta meno. Ha
  detto  bene l'onorevole Cracolici che esiste una norma  che  dà  la
  possibilità di stabilizzare. Le ricordo, onorevole Cracolici, però,
  che  esiste  pure  una  norma,  che il  Presidente  della  Regione,
  l'onorevole Lombardo, ha voluto, e che blocca tutte le assunzioni e
  le stabilizzazioni, escluse quelle di  Sicilia e servizi'. E questo
  nella finanziaria di qualche anno fa e, segnatamente, in quella del
  2008.
   Allora,  rispetto a quello che lei ha detto in modo  inesatto,  io
  ritengo che il presidente Lombardo debba non solo richiamare quella
  norma,  ma  fermare  questa eventuale definiamola   discrasia   nei
  confronti  di  migliaia di precari che ancora ci sono  nei  meandri
  dei carrozzoni regionali, e si faccia una norma che dica che non si
  può  e  si  ribadisca che non si può stabilizzare  nessuno.  Queste
  trovate,  che certamente non fanno bene al Parlamento e neanche  ai
  rapporti umani, non fanno parte di quelle che sono state le  azioni
  che abbiamo portato avanti fino a ieri sera.
   Mi  dispiace  -  e concludo - signor Presidente, che  la  proposta
  formalizzata  dal  nostro  Capogruppo  alla  Presidenza  sia  stata
  stigmatizzata con una dichiarazione che io ritengo molto grave, per
  il  prosieguo  dei  nostri lavori. Una dichiarazione  che  riguarda
  segnatamente un articolo della finanziaria nel primo blocco  e  che
  questo  Partito, il Popolo della Libertà, siccome ritiene che  alle
  eventuali  dichiarazioni  di  guerra  che  si  vogliono  fare   nei
  confronti   dei  territori,  sarà  baluardo  della   difesa   della
  democrazia,   noi  la  difenderemo  con  tutte  le   nostre   forze
  democratiche e parlamentari che abbiamo a disposizione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  ci  sono   altri   interventi
  sull'ordine dei lavori, ma vorrei capire di quale ordine dei lavori
  parliamo. L'ordine dei lavori l'ho già dettato.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   vorrei
  esprimere  una vibrata protesta, da deputato non da capogruppo,  di
  questo Parlamento nei confronti di questa modalità di gestione,  mi
  dispiace dirlo, della Presidenza.
   Quando si chiede la parola sull'ordine dei lavori, si deve parlare
  sull'ordine  dei  lavori. Qui stiamo facendo discussioni  generali,
  stiamo  parlando  - con tanto rispetto - dei nonni,  di  citazioni,
  abbiamo  parlato di tutti, dei famosi fatti di Avola del  1968,  ma
  sull'ordine dei lavori non si parla  E' da cinque giorni che  siamo
  qui  a  sentire  decine  e  decine  di  interventi  su  tutto:   su
  discussioni generali, su accuse al Governo, su accuse personali, ma
  di ordine dei lavori no. E siamo alle 12.38 del 30 aprile
   Inviterei la Presidenza a fare parlare sull'ordine dei lavori.  Se
  i  deputati  chiedono  di parlare sull'ordine  dei  lavori,  devono
  parlare sull'ordine dei lavori, altrimenti bisogna togliere loro la
  parola, e non cinque minuti per parlare di tutto e di più   Non  si
  può  gestire  così l'Aula, signor Presidente  Non  possiamo  andare
  avanti  così.  E' da cinque giorni che si va avanti  così   E'  una
  tortura  che  noi  subiamo, perché non ci  sono  argomenti  su  cui
  controbattere   o   parlare   La  invito,  signor   Presidente,   a
  contingentare i tempi e a fare parlare solo su ciò su  cui  bisogna
  parlare.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Musotto,  quando  sarà  Presidente
  dell'Assemblea  lei  modificherà il  Regolamento  e  così  avrà  la
  possibilità di gestire l'Aula meglio di me.

   MUSOTTO. Non voglio esserlo, però si può gestire l'aula in maniera
  diversa

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   (Scontri verbali tra l'onorevole Musotto e l'onorevole Vinciullo)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.39, è ripresa alle ore 13.02)

   La seduta è ripresa.

   finanziaria

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Seguito della discussione dei disegni di legge  Bilancio di
   previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2011 e
   bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013  (630-630 bis-630
   ter-630 quater/A) e  Disposizioni programmatiche e correttive per
          l'anno 2011. Legge di stabilità regionale  (631/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-630  ter-
  630  quater/A   Bilancio di previsione della Regione siciliana  per
  l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
  2013  e numero 631/A  Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2011. Legge di stabilità regionale .
   Si riprende l'esame del disegno di legge n. 631/A (finanziaria).
   Ricordo  che  nella seduta n. 249 del 29 aprile 2011  erano  stati
  approvati  gli  articoli  da 2 a 7, ed era  stato  sospeso  l'esame
  dell'articolo 1.
   Si  passa  all'articolo 8. Invito il deputato segretario  a  darne
  lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                               «Art. 8.
       Norme in materia di destinazione ricettivo-alberghiera di
                              fabbricati

   1.  All'articolo 3 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3  e
  successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 3 è aggiunto il
  seguente:

    3  bis.  Previa autorizzazione delle Amministrazioni  competenti,
  nelle zone destinate a verde agricolo è consentito il mutamento  di
  destinazione  d'uso  dei  fabbricati  per  civile  abitazione   e/o
  costruzioni  a servizio dell'agricoltura, quali fabbricati  rurali,
  depositi  agricoli  e  abitazioni rurali  realizzati  con  regolare
  concessione  edilizia,  a  destinazione ricettivo-alberghiera  così
  come  definita dall'articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996,
  n. 27 e successive modifiche ed integrazioni, e di ristorazione ove
  sia verificata la compatibilità ambientale della nuova destinazione
  ed  il  rispetto di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie nonché
  di  sicurezza.  Nelle  zone  agricole  è  ammessa  l'autorizzazione
  all'esercizio stagionale, primaverile ed estivo della  attività  di
  ristorazione  anche in manufatti destinati a civile abitazione  nel
  rispetto  della cubatura esistente e purché la nuova  destinazione,
  ancorché  temporanea, non sia in contrasto con interessi ambientali
  e   con disposizioni sanitarie. Al fine di favorire il recupero dei
  ruderi  e/o fabbricati agricoli dismessi è consentito il cambio  di
  destinazione  d'uso  degli  stessi  nel  rispetto  della   cubatura
  esistente  per l'insediamento delle attività di  bed and breakfast'
  agriturismo ed annesse attività di ristorazione».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo  restando
  che  sappiamo tutti che il testo esitato dalla Commissione è quello
  del  bozzone arancione e quindi gli articoli sono quelli, le chiedo
  di  accantonare cortesemente, per adesso, gli articoli 8 e 9  e  di
  procedere con l'esame dell'articolo 10, che riguarda la riscrittura
  della  parte  contabile  sulle coperture della  sanità,  così  come
  quelle  dei forestali, previste all'articolo 11, dopodiché facciamo
  il punto della situazione con la Presidenza.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   c'è   una   richiesta    di
  accantonamento  sull'articolo 8 che, comunque, ha  una  riscrittura
  intera.
   Prego, onorevole Beninati. Ha facoltà di parlare.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  lasciato  il
  mio  posto all'onorevole Cracolici perché è giusto quale Capogruppo
  dell'attuale maggioranza che intervenga lui.
   Intervengo   quindi  soltanto  per  riagganciarmi   all'intervento
  iniziale  dell'onorevole  Cracolici, approfittando,  sul  tema  dei
  parchi,  del  personale  e via dicendo, anche  della  presenza  del
  Presidente  della  Regione e dell'Assessore  per  il  territorio  e
  l'ambiente, l'assessore Sparma, perché in una giornata come  questa
  avere   due  figure  istituzionali  importanti  del  Governo  della
  Regione,  il  Presidente,  innanzitutto,  e  l'Assessore,   è   una
  occasione che non volevo farmi scappare.
   Signor   Assessore,   la  invito  in  brevissimo   tempo,   signor
  Presidente,  ho  già scritto per due volte - quando  era  insediato
  l'assessore  Di Mauro, ora anche al nuovo assessore  Sparma  -  una
  lettera  e  credo  vada, una volta per tutte,  affrontato  un  tema
  centrale per la Regione, cioè quello dei parchi.
   Poiché,  signor Presidente, in quest'Assemblea sono ormai additato
  come  colui  che  è contro i parchi, vorrei, una volta  per  tutte,
  Assessore,  che  si  affrontasse  il  problema,  come  si  dice,  a
  consuntivo,  cioè  si  faccia  una giornata  di  riflessione  nella
  Commissione di merito sul tema: Quale sviluppo economico i  parchi,
  dal 1991 ad oggi, hanno prodotto in quelle aree
   Secondo  punto. Quante risorse la Regione ha appostato  da  quando
  sono nati fino ad oggi questi istituti?
   Se  non  ricordo male, quando arrivai in Assemblea,  c'erano  sei-
  sette miliardi, oggi non so se sono dodici milioni di euro.
   Terzo  punto. Siccome abbiamo dei conflitti continui con il  mondo
  venatorio,  vorrei  approfittare della presenza  dell'Assessore  ed
  anche  della presenza dell'onorevole Mancuso, perché mi  deste  una
  risposta alla lettera che ho inviato per ben due volte.
   Corre  voce  che  sempre in finanziaria si  voglia  continuare  ad
  istituire parchi. Sinceramente, direi di fermarci per un momento  e
  riflettere.  Se  i parchi devono essere occasione per  lo  sviluppo
  economico  e  sociale del territorio, come era  stato  sancito  nel
  primo  articolo sui parchi dei Nebrodi e delle Madonne, mi  trovate
  d'accordo; se i parchi devono essere lo strumento per continuare  a
  creare  occupazione  a  carico della  Regione,  io  sarò  non  solo
  contrario, ma mi metterò a protestare in maniera pesante perché  in
  quel  modo  non  avremmo  creato sviluppo economico  e  sociale  in
  quell'area,    piuttosto    abbiamo   semplicemente    creato    un
  appesantimento alle casse della Regione.
   Ci lamentiamo sempre che non abbiamo le risorse per far chiudere i
  bilanci  e  poi  continuiamo - e non voglio entrare nel  merito  di
  quello  che  ha  detto l'onorevole Cracolici  -  ad  ingrossare  il
  personale nei parchi che poi non so cosa faccia?
   Alcuni  servizi  potrebbero essere svolti da  organi  che  già  la
  Regione possiede.
   Invito  dunque l'Assessore a farsi carico, alla ripresa dei lavori
  delle Commissioni, di chiedere un incontro con il Presidente e  con
  tutti  i  componenti la Commissione per affrontare  il  tema  dello
  sviluppo futuro dei parchi. Grazie.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, gli articoli  8  e  9  sono
  accantonati.
   Si  passa all'articolo 10.  Invito il deputato segretario a  darne
  lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                               «Art. 10.
           Cofinanziamento regionale della spesa sanitaria.

   1.  Per il triennio 2011-2013, in relazione all'accertamento delle
  entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 2, comma 90,  della
  legge   23  dicembre  2009,  n.  191  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  nonché  dell'articolo 1, comma 832,  della  legge  27
  dicembre  2006,  n. 296, sono disposti, ai sensi dell'articolo  10,
  comma  2,  della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e  successive
  modifiche   ed  integrazioni,  specifici  accantonamenti   negativi
  previsti  nella  tabella   A'  allegata  alla  presente  legge.  Il
  Ragioniere  generale della Regione è autorizzato  ad  iscrivere  in
  bilancio,  con  proprio provvedimento, le relative somme  che  sono
  destinate,  rispettivamente, alla copertura dei debiti sanitari  ed
  al  finanziamento  della maggiore spesa prevista  dall'articolo  1,
  comma  830,  della  legge  27 dicembre  2006,  n.  296  di  cui  ai
  corrispondenti accantonamenti positivi codici 1002 e 1003.

   2.  La  mancata attivazione delle procedure previste dal  comma  1
  entro la data del 31 luglio 2011, comporta che alla copertura della
  rata  di  ammortamento relativa all'anno 2011 si provvede  mediante
  attivazione  delle procedure previste dall'articolo  27,  comma  4,
  della  legge  regionale  23  dicembre  2002,  n.  23  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   3.  In  attuazione  del presente articolo il  Ragioniere  generale
  della Regione è autoriz-zato ad apportare le conseguenti variazioni
  al bilancio della Regione».

   Onorevoli colleghi, comunico che allo stesso sono stati presentati
  i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 10.1, 10.2, 10.3;
  -dagli onorevoli maira, Dina, Caronia e Cordaro: 10.7, 10.6, 10.5,
  10.4;
  -dal Governo: 10.8.

   Comunico,   altresì,   che   è  stato   presentato   dal   Governo
  l'emendamento  10.8.1, di riscrittura dell'articolo  10,  che  così
  recita:

   «L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
   1.  Le  risorse  di  cui  all'intesa tra lo  Stato  e  la  Regione
  siciliana  ai  sensi  dell'articolo 2, comma  90,  della  legge  23
  dicembre  2009, n. 191 e successive modifiche ed integrazioni  sono
  destinate,  per l'esercizio finanziario 2011, al finanziamento  del
  Servizio sanitario regionale.

   2.   A   valere   sulle   disponibilità   dell'U.P.B.   4.3.1.5.4,
  dell'U.P.B.4.2.1.5.1,   dell'  U.P.B.   4.2.1.5.3   e   dell'U.P.B.
  4.2.1.5.5 è accantonata una quota, pari a 605.304 migliaia di euro,
  da  utilizzare in caso di mancato raggiungimento entro il 31 luglio
  2011 dell'intesa prevista al comma precedente.

   3.   In   relazione   all'accertamento  delle  entrate   derivante
  dall'attuazione del comma 1 è disposto, ai sensi dell'articolo  10,
  comma  2,  della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, uno specifico accantonamento  negativo
  previsto  nella  tabella   A'  allegata  alla  presente  legge.  Il
  Ragioniere  generale della Regione è autorizzato  ad  iscrivere  in
  bilancio,  con  proprio provvedimento, le relative somme  che  sono
  destinate  ai pertinenti capitoli del corrispondente accantonamento
  positivo  nonché ad apportare le necessarie variazioni al  bilancio
  della Regione in attuazione del presente articolo».

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo che questa
  riscrittura   sia  accantonata  e,  se  posso  permettermi,   anche
  immediatamente.
   Il  gioco  delle  tre  carte continua ad emergere.  Abbiamo  avuto
  quattro stesure diverse per la copertura del buco della sanità.
   Signor  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Presidente   della
  Regione, c'è un problema formale che riguarda la proiezione per gli
  anni 2012 e 2013 che qui non è stata affrontata.
   Assessore  Armao, lei forse non sarà più assessore in  carica  nel
  2012 in quanto probabilmente si voterà, lei magari non si candiderà
  e  ove si candidasse, forse, non sarebbe eletto. Io, probabilmente,
  mi ricandiderò e forse sarò eletto. E perciò mi preoccupo di sapere
  che cosa succederà negli anni 2012 e 2013, caro assessore Armao.
   Pretendo,  per come è giusto che sia, che sia fatta la  proiezione
  per gli anni 2012 e 2013.
   Gli  effetti finanziari e gli interventi, per come sono i  bilanci
  pluriennali, devono riguardare il triennio e su questo  pretendo  -
  per  la  mia incolumità - di avere la riscrittura ulteriore in  cui
  questo Governo, non a futura memoria, bensì, subito ci dica intanto
  cosa  vuol  fare se le cose rimarranno in questi termini,  per  gli
  anni 2012 e 2013.
   Signor  Presidente  dell'Assemblea, è un  mio  diritto,  perché  i
  bilanci sono triennali e la proiezione della finanziaria ha effetti
  sul  triennio.  Poiché,  il  problema  si  pone,  al  di  là  delle
  barzellette,  sia  per  il 2012 che per il  2013,  dunque,  bisogna
  trovare la soluzione.
   Onorevole  Musotto, queste non sono chiacchiere, bisogna  scrivere
  come si fa fronte per il 2012 e per il 2013.
   Ma vi rendete conto cosa ha scritto il Governo? Nel primo comma ci
  dice  che c'è quell'intesa dalla quale dovrebbero derivare i soldi,
  per quanto riguarda la copertura del buco, comma 1, ma noi sappiamo
  che,  ad oggi, ancora non c'è copertura. E quindi subentra il comma
  1,   vale  a dire se non ci sarà la concretizzazione del  comma  1,
  cioè  se non ci daranno i soldi, non ci consentiranno di utilizzare
  le  risorse del FAS, e quindi bruciamo un miliardo e 800 milioni di
  euro  per le infrastrutture, li bruciamo per la sanità  Ecco perché
  si deve andare a votare.
   Se  questo  non si dovesse verificare il comma 2 cosa prevede?  Di
  prelevare  queste  risorse - badate bene -  dalle  regolamentazioni
  contabili per circa 370 milioni di euro e, per quanto riguarda  poi
  l'altro capitolo, che sono fondi di riserva di parte corrente,  per
  altri  300 milioni di euro cui abbiamo già tolto 50 milioni per  la
  famigerata ex tabella h). Dopodiché, si fa riferimento ad altre due
  UPB  che,  badate  bene, sono 80 milioni di euro destinati  per  il
  Fondo della contrattazione dei dipendenti regionali.
   Non si può fare questa operazione, non si può fare da nessun punto
  di vista  Magari ora il Governo ci darà anche delle spiegazioni, ma
  lo   chiedo  all'Assessore  per  il  bilancio  ombra,  gli  importi
  afferenti a queste UPB, per quanto riguarda il 2010, non sono stati
  aumentati  di  circa 650 milioni per poter far fronte all'eventuale
  ipotesi di non autorizzazione di utilizzo del fondo FAS per  pagare
  il buco della sanità? E' un altro falso anche questa soluzione.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, io gliel'ho chiesto poco  fa  e
  glielo  ribadisco, poi noi possiamo discutere o  non  discutere  di
  tutto,   possiamo  ritirare  tutto,  ma  su  questa  norma,  signor
  Presidente   dell'Assemblea,  la  prego  di  prestare  la   massima
  attenzione.  Le chiedo dunque formalmente che questa schifezza  sia
  ritirata  dopodiché  il Governo, intanto inserisca   la  proiezione
  anche  per  quanto  riguarda il 2012 e il 2013,  poiché,  comunque,
  questi   sono  gli  obblighi  di  legge  e,  quindi,  non  possiamo
  assolutamente consentire né che l'Assessore ombra suggerisca né che
  l'Assessore ufficiale ci proponga una cosa del genere.
   Fatto questo, desidero vedere le differenze e quindi mi riservo di
  intervenire nuovamente perché dagli uffici desidero, anzi  pretendo
  che  mi  forniscano  i  dati contabili del  2010,  del  2011  e  la
  proiezione   per  gli  anni  2012  e  2013.  Tale  che   scopriremo
  sicuramente che questi 650 milioni in più non ci sono

   PRESIDENTE. 605 per l'esattezza.

   DE LUCA. Quelli che sono.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Chiedo di parlare  per  fornire
  delle precisazioni.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  intendo
  rispondere   alle   questioni  tecniche  e   non   alle   scomposte
  considerazioni  dalle  quali mi astengo  dal  replicare.  Mi  trovo
  costretto, pertanto, a dare precisazioni che avevo già reso - e  mi
  scuso con l'Aula - ma, probabilmente, per qualcuno repetita iuvant,
  si  tratta  di  questioni attinenti alla modifica  sostanziale  del
  bilancio del prossimo esercizio.
   Nel   2006,   quando   venne   fissata   la   determinazione    di
  compartecipazione della Regione alla spesa sanitaria e fu  graduata
  in  un  crescendo che terminava nel 2009 si precisò altresì che  le
  refluenze  dei  maggiori  oneri  sarebbero  state  coperte  con  la
  retrocessione  di  risorse scaturenti dalle  accise,  come  è  noto
  accise che la Regione non percepisce direttamente.
   Pertanto,  il legislatore già nel 2006 - e lo ricordo per  qualche
  smemorato  - ha previsto, lo abbiamo detto più volte e  continuo  a
  dire  che le accise non c'entrano con la sanità, ma l'onorevole  De
  Luca  deve rendersi conto che c'è un'intima relazione tra la  spesa
  sanitaria  e  le accise che il legislatore statale ha  fissato,  mi
  ripeto,  mi  dispiace con l'Aula dovere attardarmi a ripetere  cose
  che l'Aula già ben conosce e mi scuso con tutti i deputati.
   Su  questo, dunque, c'è una stretta connessione che dispiegherà  i
  propri  effetti  con  il federalismo fiscale, nel  senso  che,  nel
  momento  in cui chiuderemo - come stiamo chiudendo - l'accordo  con
  lo  Stato, che prevede già l'assegnazione delle accise per la parte
  del  prodotto immesso in consumo in Sicilia e postula, altresì,  la
  restituzione  di  una quota parte delle accise  che  sono,  invece,
  relative  al  prodotto  immesso in consumo  nel  resto  del  Paese,
  ebbene, attraverso queste risorse, l'anno prossimo si potrà coprire
  l'intero  sistema, l'intero gettito preteso dalla  copertura  della
  spesa  sanitaria. Pertanto, andiamo verso un sistema che  avrà  una
  configurazione completamente diversa.
   Oggi  appostare in un modello che, tra qualche settimana, cambierà
  completamente  la  sua fisionomia, sarebbe un  esercizio  solamente
  formale  che,  come è noto, si può anche fare,  ma  non  credo  sia
  necessario  riempire  di orpelli formali un bilancio  che,  invece,
  deve  segnare  -  e  credo  che questa sia la  volontà  dell'intero
  Parlamento  -  che  con  lo Stato i conti sul federalismo  vogliamo
  chiuderli  bene ed al più presto. Pertanto, già dall'anno  prossimo
  saremo  pronti ad un bilancio che avrà una configurazione  diversa,
  perché  ci  saranno tra gli otto e i dieci miliardi di  risorse  in
  più,  ma  ci  saranno anche funzioni in più. Ripeto quindi  che  il
  prossimo bilancio avrà una configurazione completamente diversa.
   Quando  in  premessa  abbiamo  precisato  che  questo  è  l'ultimo
  bilancio  di  una  lunga stagione, nella quale la  Regione  non  ha
  ottenuto quello che le era dovuto ai sensi dello Statuto,  cioè  le
  risorse  di  cui agli articoli 36 e 37 e le risorse  relative  alle
  accise,  a questo punto, signor Presidente, mi scusi, ma devo  fare
  una  precisazione:  so che una Commissione si sta  occupando  della
  modifica  dello Statuto in relazione all'esigenza di prevedere  che
  le  accise  siano  versate alla Sicilia, questo sarà  un  compendio
  formale  allo  Statuto,  che è più che auspicabile,  ma  su  questo
  sovviene  l'articolo 10 della legge costituzionale n. 3  del  2001,
  che  prevede  la  clausola di maggior favore  nei  confronti  delle
  Regioni a Statuto speciale.
   Laddove  ci  sia una clausola che favorisca le regioni  a  statuto
  ordinario, automaticamente questa si applica, anche in deroga  agli
  statuti - essendo legge costituzionale lo può fare - alle Regioni a
  statuto speciale.
   Nulla  osta, ad oggi, che in sede di norme di attuazione, Stato  e
  Regioni  pattuiscano  il trasferimento alle Regioni  delle  risorse
  relative  alle  accise,  sotto questo profilo,  non  credo  che  ci
  possano essere problemi di ordine formale.
   Ecco  perché  abbiamo  configurato,  ripeto,  e  dato  anche   una
  rilevanza  contabile, al fatto che quest'anno si chiude  una  lunga
  parentesi  e  se ne aprirà un'altra l'anno prossimo,  dove  dovremo
  farci  carico  dell'intero  costo  della  sanità  siciliana.  E  il
  ministro  Calderoli negli incontri che abbiamo avuto - qui  c'è  il
  Presidente Lombardo che lo può confermare - ha detto che  dall'anno
  prossimo  la  sanità è sulle vostre spalle , ma ci saranno  risorse
  certamente   adeguate  per  coprirle  e,  quindi,  il  tema   della
  compartecipazione al 42 o al 49 per cento si esaurirà quest'anno e,
  pertanto, va trattato contabilmente solo quest'anno.
   Scusate   se   mi  sono  permesso  di  indulgere  in  precisazioni
  ulteriori, ma, purtroppo, era necessario farlo.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare solo per dire, spero, anzi, sono convinto che dal punto  di
  vista  tecnico,  Assessore, sarà così  come  lei  dice,  perché  al
  contrario   sarebbe   molto   grave,   il   bilancio   diventerebbe
  sostanzialmente un bilancio non veritiero, lontano dalla realtà.
   I capitoli ai quali si fa riferimento riguardano la spesa corrente
  e sono estremamente importanti per l'economia di questa Regione.
   Io  le  raccomando  soltanto un atteggiamento prudente,  assessore
  Armao,   perché   sarebbe  veramente  molto  grave   per   l'intera
  credibilità  della nostra Regione se questo non  accadesse  per  un
  motivo qualunque, per una ragione qualunque.
   Tuttavia,  prendo  atto  del suo rilievo tecnico,  astenendomi  da
  qualunque altra considerazione  politica.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Chiedo  di  parlare  per  una
  replica.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  solo  per
  completare   l'argomentazione   che   attiene   all'ultimo    comma
  dell'articolo.
   L'ultimo  comma  è, appunto, una sorta di situazione  e  soluzione
  contabile  che consente di dimostrare che, nella recondita  ipotesi
  del  mancato inveramento di quanto sancito dai commi  1  e  2,  sul
  piano  contabile ci potrebbe essere un'applicazione di cui al comma
  3.
   Peraltro,  signor  Presidente - mi scusi  per  la  precisazione  -
  trovo, però, non acconcio rispetto al livello dell'autonomia che in
  questa  Aula  è  stata  pensata, esercitata  per  decenni,  evocare
  continuamente quel che dice il Commissario dello Stato.
   Io  non  credo  che ci siano detentori qui, soggetti  che  possano
  riferire  ciò che attiene ad un soggetto che è chiamato a  svolgere
  una valutazione di legittimità sugli atti di quest'Aula.
   Pertanto, credo che sia del tutto inappropriato riferire questioni
  e  valutazioni  che  nessuno  di noi ha  né  la  titolarità  né  la
  conoscenza  approfondita tale da potere riportare ad  altri.  Trovo
  questa una pratica non condivisibile.
   Auspico,  e  sono  certo,  che tutti i  colloqui  che  negli  anni
  l'istituzione autonomistica ha avuto con il Commissario dello Stato
  si  continuino a svolgere come si sono sempre svolti e  cioè  nella
  massima  serenità  e  nel  massimo riconoscimento  della  reciproca
  autonomia.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli collegi,  l'Assessore  si
  arrampica  sugli specchi, lo fa bene, con eleganza, con  un  aplomb
  sempre anglosassone, di questo ne siamo ben lieti e contenti.
   Però,  io  ho fatto già una verifica al volo, e chiedo ai colleghi
  deputati  di fare attenzione solo a questo dato, in modo  tale  che
  ora  si  fermino  per  cinque minuti i lavori - signor  Presidente,
  faccia lei come riterrà opportuno - però, adesso, formalmente,  una
  verifica io la pretendo da parte degli uffici.
   Sull'UPB  43154 nel 2010 erano appostati 800 milioni di euro,  nel
  2011  ce  ne  sono  a malapena 370. Tenete conto  che  il  capitolo
   regolazioni contabili' è un capitolo delicato che viene utilizzato
  per  dare  copertura  a tutta una serie di operazioni  che  non  si
  possono  prevedere  o riguardano anche certe volte  situazioni  che
  spesso  non  si sono potute fare. E' un capitolo  di sfogo',  tanto
  per  intenderci, che non è tanto un capitolo tecnico. E già questo,
  che  era  sempre  di  una certa entità, già nel  2010  era  di  800
  milioni, nel 2011 è di 370 milioni, quasi 500 milioni in meno.
   Andiamo  all'altra  UPB, tanto per essere ora chiari  sui  numeri.
  L'UPB  42151, che è il fondo di riserva di parte corrente, c'è  una
  regione  che  non  ha  fondo di riserva, ma non  può  assolutamente
  pensare  di  avere un bilancio che regga. A che cosa? Il  fondo  di
  riserva  serve  esattamente a tutta un'altra  serie  di  operazioni
  contabili imprevedibili e spesso sono anche forzature, spesso si  è
  utilizzato  questo fondo di riserva come capitolo di  sfogo.  E  lo
  sappiamo.
   Riflettete  anche su quest'altro dato: ci ritroviamo,  per  quanto
  riguarda l'anno 2010, con 31 milioni, per quanto riguarda il  2011,
  con 300 milioni, meno 50 circa utilizzati per la tabella h).
   Allora,  signori  miei, sommate le due poste  principali,  noi  ci
  troviamo  in questo momento con circa 620 milioni perché  le  altre
  due UPB sono fondi per la contrattazione regionale. Ma posto che li
  vogliamo prendere, abbiamo noi 700 milioni in tutto per il 2011,  a
  fronte, nel 2010, di circa il doppio e sono stati utilizzati  tutti
  nel  2010  perché sono capitoli utilizzati come valvola  di  sfogo,
  ebbene,  il Governo ci sta proponendo di mettere, in modo errato  -
  io  l'ho  sottolineato, per me falso contabilmente  -  di  caricare
  l'eventualità del non utilizzo, al di là delle chiacchiere e  delle
  previsioni  dell'assessore Armao, di mettere,  come  copertura  del
  buco  della  sanità, le regolamentazioni contabili e  il  fondo  di
  riserva?
   E   se,  purtroppo,  si  verificherà  che  lo  Stato  non  dovesse
  consentire  l'utilizzo  del  FAS,  a  luglio  di  quest'anno   cosa
  succederà?  Che facciamo? Blocchiamo la spesa, nel frattempo,  come
  avete  sempre fatto come con il gioco delle tre carte?  E  poi  che
  facciamo,  onorevole Presidente della Regione, buttiamo  la  chiave
  dell'Assemblea  e del Governo regionale? Le farebbe piacere  forse,
  presidente Cascio, ma a me questo modo di agire non piace  Questo è
  un  ulteriore  dato falso  Ed è spiegabile guardando i  dati  degli
  ultimi  tre  anni  Non si può andare avanti - ripeto -  con  queste
  norme da falsari
   Le chiedo formalmente di accantonare questa ulteriore porcheria  e
  ce  la discutiamo ancora ulteriormente, perché non è possibile  che
  in  questo  Parlamento da quattro giorni si discuta e si tratti  di
  basse  cose  e  noi ancora qui,  nel cuore della  vicenda   da  cui
  dipende l'esistenza di questa Regione, ci ritroviamo ancora con una
  ennesima proposta
   Io  non ho gli studi universitari del professore Armao, quindi  la
  definisco  porcheria  e, poiché non ho fatto certi studi, non ho il
  linguaggio  adatto  per  esprimere come in gergo  universitario  si
  possa definire questa proposta.
   Pertanto,  le ribadisco, signor Presidente dell'Assemblea,  glielo
  dico anche per l'economicità  dei lavori d'Aula, perché questa è la
  vera questione: risolviamola seriamente non con le chiacchiere. Per
  il resto, credetemi:  non c'è trippa per gatti , come si suol dire,
  non  ce  n'è per nessuno. E mi rivolgo anche al Gruppo  del  PD:  è
  inutile  che  aspettate   la  trippa ,  che  è  prevista  nel  maxi
  emendamento  rielaborato  stanotte.  Non  c'è  trippa  per  gatti
  Almeno,  Assessore ombra per il bilancio, onorevole  Cracolici,  la
  prego,  ci  faccia  una proposta seria per quanto  riguarda  questo
  problema,  dopo  di  che,  se  vi rimane   trippa ,  ve  la  potete
  arrostire anche domani.

   CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo prendere  lo
  spunto  dall'emendamento  10.8.1, di riscrittura  dell'articolo  10
   Cofinanziamento regionale sulla spesa sanitaria in Sicilia .
   Noi  stiamo  chiedendo ad una Sicilia che già è  disastrata  sotto
  l'aspetto  economico e sotto l'aspetto di un'imposizione tributaria
  e  finanziaria  senza precedenti nella storia  politica  di  questo
  Governo,  perché dobbiamo  mettere una pezza  espropriando,  ancora
  una  volta, dalle tasche dei cittadini per la incapacità gestionale
  di questo Governo chiedendo, addirittura, oltre 600 milioni di euro
  per fare bilanciare la spesa sanitaria in Sicilia.
   Nell'ottica di una retorica oramai stantia, anche per  gli  stessi
  giornalisti  che  non  la usano più nemmeno come  luogo  comune  da
  inserire nei titoli dei giornali, della famosa riforma sanitaria in
  Sicilia,  anzi,  della  rivoluzione sanitaria  in  Sicilia,  grazie
  all'apporto del magistrato Massimo Russo, che ha risanato  il  buco
  della sanità lasciato ai tempi di quando c'era un assessore che  si
  chiama Giovanni Pistorio, che era assessore di questa sanità e  che
  ha  lasciato grandi numeri sulla spesa sanitaria in Sicilia, adesso
  chiediamo 600 milioni di euro.
   Vorrei soltanto dire - e prego il Parlamento, se è interessato, se
  non  lo  è, preferisco parlare ai siciliani, rispetto a chi sta  in
  quest'Aula  ed  uso  il doveroso rispetto verso il  Presidente  del
  Parlamento  - che, numeri alla mano, da quando c'è questo  Governo,
  nonostante gli spot televisivi e le marce indietro sull'affidamento
  del  servizio agli ospedali privati, la spesa sanitaria  di  questo
  Governo  è  cresciuta negli ultimi tre anni, nonostante lo  sfascio
  degli  ospedali siciliani e di quello che stanno subendo i pazienti
  siciliani,  pazienti in tutti e due i sensi, che hanno  pazienza  e
  che si rivolgono come pazienti alle strutture ospedaliere.
   Nel  2007 il costo della spesa sanitaria in miliardi era di 8.716;
  nel   2008   era,  con  l'avvento  Lombardo-Russo,  questo   grande
  taumaturgo  della sanità siciliana, di 8.449; nel  2009  di  8.621,
  quindi  un  aumento  di due punti, se volete; nel  2010  di  8.774,
  quindi  un altro punto di aumento; nel 2011, spesa programmata,  di
  8.826.
   Ora,  di  questa rivoluzione sanitaria l'unica cosa che è cambiata
  in  peggio  per  i cittadini è l'elevatissimo costo  della  sanità.
  Avete   distrutto  gli  ospedali,  li  avete  privati  di  identità
  professionale,  li  avete svuotati nella  loro  missione  ed  avete
  determinato  un  aumento  del  buco della  sanità.  Da  Pistorio  a
  Lombardo  ed  a  Russo. Questa è la verità  E ora,  lei,  assessore
  Armao,  ci chiede 600 milioni di euro per che cosa? Per coprire  il
  disastro   che  ha  fatto  l'assessore  Russo  della  sanità   che,
  contrariamente a quello che ha detto nei mesi scorsi in Commissione
  Bilancio  ed in Commissione Sanità, è stato costretto  a  fare  una
  pessima  marcia  indietro, dopo essersi  rivolto  a  quella  sanità
  ospedaliera privata che tanto aveva contrastato
   Presidente  Lombardo, vi vedo allegri, vi vedo gioviali,  vi  vedo
  contenti,  voi  state dissacrando e dissestando  questa  Sicilia  e
  anche  se  noi approvassimo quella finanziaria scarna che  è  stata
  esitata  dalla  Commissione  Bilancio  (il  fascicolo  giallo   per
  intenderci), sarà la peggiore finanziaria e non so se sarà un  male
  per  i siciliani se si farà o meno; in ogni caso, voi non passerete
  alla storia se non come quelli che hanno sfasciato la Sicilia


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.8.1.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

       (La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento dagli
       onorevoli Barbagallo, Buzzanca, Caputo, Corona, Falcone,
                   Limoli, Mineo, Scoma, Vinciullo)

       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 10.8.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 10.8.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone,  Arena,  Aricò,
  Barbagallo,  Bonomo,  Calanducci, Cappadona,  Colianni,  Cracolici,
  Cristaudo,  Currenti,  D'Agostino,  De  Benedictis,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di  Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza,  Forzese,
  Galvagno,  Gentile, Giuffrida, Gucciardi, Laccoto,  Leanza  Nicola,
  Lentini, Lombardo, Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella,
  Musotto,   Nicotra,   Oddo,  Panarello,  Panepinto,   Parlavecchio,
  Picciolo,  Ragusa,  Raia,  Rinaldi, Ruggirello,  Savona,  Speziale,
  Termine.

   Votano no: Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caputo,
  Caronia, Catalano, Cimino, Cordaro, Corona, De Luca, Dina, Falcone,
  Formica,   Leanza   Edoardo,  Leontini,  Limoli,  Maira,   Mancuso,
  Marinese, Mineo, Scilla, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.

   Assenti:   Cascio  Salvatore,  D'Asero,  Di  Benedetto,  Donegani,
  Gennuso,   Greco,   Incardona,  Lo  Giudice,   Minardo,   Pogliese,
  Scammacca, Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

        Presenti           78
        Votanti            77
        Maggioranza   39
        Favorevoli      51
        Contrari          26

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                            «Articolo  11.
               Provvedimenti in materia di forestazione.

   1.  Nelle  more  della  definizione della  riprogrammazione  delle
  risorse  del  Fondo  per le aree sottoutilizzate,  ai  sensi  della
  Deliberazione  CIPE  11  gennaio  2011,  n.  1,  gli  oneri   degli
  interventi  previsti  dalle linee d'azione  4.3  Rinaturalizzazione
  del  territorio, tutela della diversità biologica e  valorizzazione
  della  dimensione sociale, turistica e culturale delle  foreste'  e
  4.4   Utilizzo  tecnologie innovative per la difesa dell'ambiente',
  rispettivamente   pari  a  135.600   migliaia  di  euro  e   68.940
  migliaia  di euro per l'anno 2011, sono posti a carico del bilancio
  della Regione.

   2.  Per  le  finalità  del comma 1, il Ragioniere  generale  della
  Regione è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie  per  il
  finanziamento d'investimenti coerenti con l'articolo 3,  comma  18,
  della legge 24 dicembre 2003, n. 350.

   3. Al verificarsi dei presupposti per il finanziamento delle linee
  d'azione  di  cui al comma 1 con le risorse del Fondo per  le  aree
  sottoutilizzate,  l'autorizzazione di spesa di cui  al  comma  4  è
  ridotta di pari importo.

   4.  In  attuazione  del presente articolo il  Ragioniere  generale
  della  Regione è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni
  al bilancio della Regione.

   5.  Al  personale assunto in attuazione dell'articolo 45 ter della
  legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, come introdotto dall'articolo
  43  della  legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, non si dà  luogo,
  senza  possibilità  di  recupero,  alle  procedure  contrattuali  e
  negoziali relative al triennio economico 2010-2011 e 2012  per  gli
  addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-
  agraria.».

   Comunico   che  allo  stesso  sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   - dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 11.1, 11.2, 11.3, 11.4, 11.5
  e 11.6;
   -  dagli  onorevoli  Maira, Dina, Caronia e Cordaro:  11.7,  11.8,
  11.9, 11.10, 11.11 e 11.12;
   - dal Governo: 11.14;
   - dalla Commissione: 11.13.

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 11.14:

      «L'articolo 11 è sostituito dal seguente:

   Provvedimenti in materia di forestazione  piano straordinario per
   la conservazione, la messa a reddito e la valorizzazione dei beni
      culturali, dei beni forestali e del patrimonio costiero di
                          proprietà regionale

   1.  In  attuazione  della  politica  regionale  unitaria  prevista
  dall'art.  50  della legge regionale 6 agosto  2009,  n.  9  e  dei
  vincoli  di  stabilità  di bilancio disposti  dalla  decisione  del
  Consiglio europeo del 25 marzo 2011, l'amministrazione regionale  è
  autorizzata  a programmare, in coerenza con il Piano nazionale  per
  il  sud  di  cui alla delibera Cipe n. 1 dell'11 gennaio  2011,  un
   Piano straordinario per la conservazione, la messa a reddito e  la
  valorizzazione  dei  beni  culturali,  dei  beni  forestali  e  del
  patrimonio  costiero  di  proprietà  regionale .  L'amministrazione
  presiede  ai  compiti di alta sorveglianza per la  conservazione  e
  tutela  secondo i termini del decreto legislativo 22 gennaio  2004,
  n. 42 e della legge regionale del 6 aprile 1996, n. 16.
   2.  Per  l'applicazione del piano straordinario di cui al comma  1
  l'amministrazione  regionale  è autorizzata  alla  concessione  del
  patrimonio regionale nei settori indicati nello stesso comma con le
  procedure  di  cui  agli  articoli  152  e  seguenti  del   decreto
  legislativo  12  aprile  2006, n. 163, e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  Per  l'attuazione  del  Piano  straordinario  trovano
  applicazione  il Capo II e il Capo III del decreto  legislativo  12
  aprile 2006, n. 163, e successive modifiche ed integrazioni.  e  le
  relative  norme  di  esecuzione e attuazione di  cui  al  D.P.R.  5
  ottobre 2010, n. 207. Per la realizzazione delle finalità di cui al
  comma  1  l'amministrazione  regionale promuove,  anche  a  livello
  internazionale,  la proposta dì studi di fattibilità  da  parte  dì
  privati  nelle  forme previste dal comma 19 dell'articolo  153  del
  decreto  legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modifiche
  ed  integrazioni..  Nelle concessioni gli importi  da  prevedere  a
  titolo di prezzo, a norma dei commi 4 e 5 dell'art. 143 del decreto
  legislativo  12  aprile  2006, n. 163, e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.,  non  potranno essere  superiori  al  20  per  cento
  dell'investimento proposto.
   3.  I bandi di concessione di cui al comma 2 potranno prevedere il
  superamento  del detto limite di prezzo, anche con le  risorse  del
   Programma   Jessica'   e   comunque  entro   il   50   per   cento
  dell'investimento, qualora si utilizzi il personale già  in  carico
  alla  Regione nei medesimi settori alla data di entrata  in  vigore
  della  presente legge. Le modalità di attuazione verranno  definite
  mediante     strumenti    di    contrattazione    negoziata     con
  l'Amministrazione. Detti bandi potranno, altresì,  prevedere,  dopo
  l'aggiudicazione, strumenti di partenariato pubblico privato con  i
  Comuni territorialmente coinvolti anche mediante l'acquisizione  di
  quote  azionarie delle società di progetto di cui all'articolo  156
  del  decreto  legislativo  12 aprile 2006,  n.  163,  e  successive
  modifiche ed integrazioni.
   4. Le disposizioni applicative del presente articolo sono emanate,
  entro  trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge,  con
  decreto del Presidente della Regione.
   5.  Nelle  more  della  definizione delle procedure  previste  dai
  precedenti commi e della riprogrammazione delle risorse  del  Fondo
  per   le  aree  sottoutilizzate  da  effettuarsi  ai  sensi   della
  deliberazione  CIPE  11  gennaio  2011,  n.  1,  la  spesa  per  la
  realizzazione  degli interventi previsti dalle linee  d'azione  4.3
   Rinaturalizzazione   del  territorio,   tutela   della   diversità
  biologica  e  valorizzazione della dimensione sociale, turistica  e
  culturale delle foreste' e 4.4  Utilizzo tecnologie innovative  per
  la difesa dell'ambiente', pari, rispettivamente, a 242.000 migliaia
  di  euro  e  144.000 migliaia di euro per l'anno 2011,  è  posta  a
  carico del bilancio della Regione.
   6.  Per  le  finalità  del comma 1, il Ragioniere  generale  della
  Regione è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie  per  il
  finanziamento d'investimenti coerenti con l'articolo 3,  comma  18,
  della  legge  24  dicembre  2003, n. 350 pari,  rispettivamente,  a
  157.934 migliaia di euro e 140.432 migliaia di euro.
   7. Al verificarsi dei presupposti per il finanziamento delle linee
  d'azione  di  cui al comma 1 con le risorse del Fondo per  le  aree
  sottoutilizzate,  l'autorizzazione di spesa di cui  al  comma  4  è
  ridotta di pari importo.
   8.  In  attuazione  del presente articolo il  Ragioniere  generale
  della  Regione è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni
  al bilancio della Regione.
   9.  Al personale assunto in attuazione degli articoli 45 ter e  46
  della  legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive  modifiche
  ed  integrazioni, non si dà luogo, senza possibilità  di  recupero,
  alle  procedure  contrattuali  e  negoziali  relative  al  triennio
  economico  2010,  2011  e  2012  per  gli  addetti  ai  lavori   di
  sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria.
   10.   Gli   oneri  discendenti  dall'applicazione  del   Contratto
  Collettivo  Nazionale  di Lavoro 2006-2009 del  settore  forestale,
  sono  determinati,  per  l'esercizio finanziario  2011,  in  14.000
  migliaia   di  euro  e  in  2.800  migliaia  di  euro,  a   valere,
  rispettivamente    sulle    disponibilità    dell'U.P.B.10.5.1.3.2,
  capitolo  155318  e  dell'U.P.B. 12.4.1.3.2, capitolo  150536.  Per
  l'esercizio  finanziario 2012, la relativa  spesa,  pari  a  11.000
  migliaia  di  euro  ed  a 2.800 migliaia di euro  trova  riscontro,
  rispettivamente,  nell' U.P.B. 10.5.1.3.2 e U.P.B.  12.4.1.3.2  del
  bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2011-2013».

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   più   che
  sull'articolo 11, chiedo di parlare  per richiamo alle disposizioni
  che poco fa lei ha comunicato all'Aula.
   Lei  ha  detto  che avremmo esaminato il bozzone che usciva  dalla
  Commissione   Bilancio  e  non  avremmo  preso  in   considerazione
  l'emendamento Gov.1.
   L'emendamento  11.14  è  un  emendamento  riscritto  che  contiene
  l'articolo  11  originario della Commissione e  l'articolo  19  del
  Gov.1,  quindi  ritengo  che  non  sia  possibile  tirare  fuori  a
  piacimento dal Gov.1 quello che il Governo ritiene.
   Dobbiamo  ripristinare  quella che era la situazione  che  lei  ha
  dichiarato in Aula e procedere quindi con l'articolo 11 e non anche
  con l'articolo 19 del Gov.1.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  Assessore,  chiedo   che   venga
  accantonato questo emendamento che merita un approfondimento. Vista
  l'importanza,  e  considerato  che si  parla  anche  di  utilizzare
  risorse  comunitarie,  chiedo  che il  Governo  si  convinca  della
  opportunità di accantonare questo articolo.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Onorevoli colleghi,  il  Governo
  ritira i commi 2, 3 e 4. Per cui rimangono in piedi i commi  1,  5,
  6,  7 e 8, vale a dire tutte le norme finanziarie. Saltano le parti
  riguardanti la possibilità di un impiego alternativo.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signori  del
  Governo,  mi rivolgo sia a quello ufficiale sia a quello ombra   Ho
  una  preghiera, signor Presidente dell'Assemblea, potrebbe chiudere
  in una stanza i due assessori ed i due presidenti ombra, Lombardo e
  Leanza, Cracolici ed Armao e farli mettere d'accordo con se stessi?
  Perché  non  siete  più  d'accordo. Non si  sta  capendo  cosa  sta
  succedendo,  assessore Piraino  Ma che figure sono queste   C'è  un
  Governo che presenta un emendamento ulteriore ad un testo e  non  è
  in linea con il Governo ombra che lo sorregge  Assessore Armao, lei
  oggi  veramente ha esagerato  Questo delitto di lesa maestà non  ce
  lo aspettavamo
   Ripeto,  signor  Presidente dell'Assemblea, credo  sia  necessario
  davvero  che lei li faccia mettere d'accordo un attimo,  perché  io
  sono uscito dall'Aula e ho sentito che in una stanza c'è  la trippa
  che  sta bollendo'. E dall'altra stanza, purtroppo, si sentono  gli
  schiamazzi di chi protesta fuori da questo Palazzo. E' come  se  ci
  fosse  ormai una consorteria che, con l'obiettivo di non si sa  che
  cosa,  sta cercando di prendere in modo sbagliato anche la presunta
   trippa' che c'era e vuole dividerla
   Io  chiedo  che  su  questo  modo di procedere  non  solo  ci  sia
  chiarezza, ma che il Governo, signor Presidente dell'Assemblea,  ci
  dica dove vuole arrivare. Se è una prova muscolare, ce lo dica.  Io
  così  -  se i colleghi me lo consentono - chiamo i miei agricoltori
  di  Fiumedinisi, e faccio portare un po'  di prodotti tipici  anche
  per voi e la stampa e ci organizziamo per domani. Io annullo i miei
  comizi,  e  così  ci organizziamo con un po' di  ricotta;  non  so,
  signor Presidente dell'Assemblea, se a lei piace
   Se  lei  modifica  il Regolamento e ci consente di  cucinare  qua,
  allora organizziamo per la stampa, per questo Parlamento, anche una
  bella  mangiata di prodotti tipici al posto di questa   mangiatoia'
  che state tentando di prospettarci.

                          (Proteste in Aula)

   E  anche  su  questo, per carità, cerchiamo di metterci  d'accordo
  sull'ordine dei lavori, signor Presidente, perché se il Governo  al
  posto  di uscire un minuto una carta dal un lato ed un minuto  dopo
  una  carta dall'altra, non si sa con  il gioco delle carte' però  a
  quali  appartengono. Infatti, abbiamo avuto la palese dimostrazione
  che  tra  il Governo ombra ed il Governo ufficiale non ci  sia  più
  sintonia.
   Allora,  si  mettano  d'accordo così noi possiamo  organizzarci  e
  capire,  signor  Presidente,  se  lei  deve  per  l'ennesima  volta
  mettermi  il  bavaglio utilizzando il contingentamento  dei  tempi,
  perché  ora glielo comincio a chiedere io, prima che glielo  chieda
  qualche  altro,  in funzione di quello che vuole fare  il  Governo,
  allora  lei mi uccida per l'ennesima volta e non mi faccia  parlare
  più in questo Parlamento. Perché? Perché comunque ho bisogno ed  ho
  diritto di potere subemendare queste porcherie. Ne ho diritto

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, non perda il controllo. Lungi dalla
  Presidenza mettere il bavaglio. La invito ad utilizzare un tono più
  consono all'Istituzione entro la quale si svolge questo dibattito.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sarebbe  saggio
  temporaneamente  accantonare questo emendamento,  anche  perché  la
  proposta  dell'eliminazione dei commi 2, 3 e 4 non  si  omogeneizza
  con ciò che rimane perché se lei legge anche la lettera degli altri
  commi  sono riferiti in parte ai commi precedenti, quindi,  è  bene
  che,  in  questo  momento,  per evitare  di  fare  cose  confuse  e
  scombinate,  l'emendamento si accantoni e  poi,  eventualmente,  se
  tratteremo  altre cose derivanti dal Gov. 1 magari  lo  tratteremo,
  oppure  successivamente decideremo, ma, nello stesso tempo, potremo
  approfondire  la  materia. Viceversa, così diventa  sicuramente  un
  articolo  monco,  in  quanto aveva una sua  formulazione  organica,
  omogenea  e adesso rimane formulato a metà in quanto nelle premesse
  viene  in  qualche modo cassato, nelle conseguenze viene mantenuto.
  Non mi pare che l'articolo possa rimanere in piedi così.
   Quindi, che si accantoni per un approfondimento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito  una
  cosa al collega Leontini.
   L'emendamento  11.14,  depurato dei commi  ritirati  dal  Governo,
  altro non è che quello già contenuto nel testo del bozzone con  due
  modifiche.
   Prima differenza: l'autorizzazione a predisporre un piano coerente
  con  il  Piano  del Sud, che deve essere in qualche  modo  definito
  dall'accordo  Stato  -  Regione, per consentire  di  introdurre  la
  forestazione anche nel nuovo Piano del Sud che prima o poi,  forse,
  vedrà la luce.
   E'  quindi  una norma che in coerenza con quanto abbiamo  fin  qui
  fatto, cioè utilizzare una parte delle risorse FAS per finanziare i
  piani  di  rinaturalizzazione, dispone l'autorizzazione a  fare  un
  piano coerente con il Piano del Sud.
   Seconda  differenza: le poste finanziarie al nuovo  secondo  comma
  che è il punto 5 cambiano gli importi di copertura.
   Terza differenza: le coperture relative a quegli importi; è quindi
  una norma assolutamente tecnica che non attiene a nulla se non alle
  poste strettamente finanziarie, così come era stato concordato.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo   che
  accantonando  i  commi 2, 3 e 4 si possa proseguire  perché  questo
  articolo  che,  finalmente, vede la luce e che è  stato  frutto  di
  grande  ed  intenso  lavoro  tra i rappresentanti  sindacali  della
  categoria   dei  forestali,  in  quanto,  diciamolo   con   estrema
  chiarezza, diamo spazio ad un accordo fatto nel 2009, per il  quale
  i forestali aspettano da tantissimo tempo.
   Con questo articolo consacriamo in modo definitivo e diamo dignità
  ai  lavoratori forestali, cioè il Governo finalmente ha preso  atto
  che  l'antincendio andava fatto per 151 giornate e che i lavoratori
  dell'Azienda  demanio e foreste potessero avere la  possibilità  di
  spingersi  avanti  nelle giornate lavorative,  così  come  previsto
  dall'accordo 2009.
   Pertanto,  ritengo  che sia importante andare avanti  al  fine  di
  chiudere  finalmente un percorso che ha per tanti anni  trasformato
  il  comparto forestale in una  cenerentola' che ogni anno veniva  a
  chiedere aiuto e sostegno.
   Con  questo  articolo chiudiamo una vertenza durata per tantissimi
  anni;   diamo  risposta  a  tantissime  famiglie  e  a   tantissimi
  lavoratori siciliani. A mio giudizio, quindi, questa mattina  penso
  che  occorra  proseguire,  così come  ha  fatto  bene  oggi  questo
  Governo, anche se è tecnico.
   Non  c'è  certamente in quest'articolo la stessa  filosofia  della
  sanità, pur tuttavia, ritengo che adesso occorra andare avanti  per
  dare  soddisfazione  a  tantissimi  lavoratori  che  aspettano   da
  tantissimo tempo.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  pensavo  di  non
  intervenire,  ma dopo l'intervento dell'onorevole Cracolici,  senza
  alcuna  polemica,  ritengo  che questo  articolo  sia  un  articolo
  totalmente  inutile, anzi ritengo sia un articolo inutile  e  anche
  pericoloso.  Perché l'Amministrazione regionale  ritengo  -  e  per
  amministrazione   regionale   dobbiamo   considerare    l'esecutivo
  regionale,  il  Governo o dobbiamo considerare la burocrazia  della
  Regione siciliana?
   Ritengo che l'Amministrazione regionale non abbia bisogno  di  una
  legge,  di  un articolo di legge per poter attivare le procedure  e
  partecipare  al  Piano del Sud che la Conferenza Stato-Regioni,  il
  Ministro per le Regioni dovrà attuare.
   Penso che il presidente della Giunta della Puglia o della Campania
  o  della  Calabria  non abbiano la necessità  di  dare  un  mandato
  legislativo  per  partecipare  ad una  Conferenza  Stato-Regioni  e
  definire un Piano del Sud
   Mi  viene  da  ridere  a leggere questo primo  comma  laddove,  in
  attuazione    della    politica   unitaria   regionale,    si    dà
  l'autorizzazione a partecipare e a realizzare un Piano del  Sud  in
  coerenza con le volontà del Governo  Penso che questo sia il limite
  minimo di ciò che un Governo possa svolgere e debba portare avanti.
   Ripeto:  questo  è  un articolo non solo inutile,  ma  soprattutto
  pericoloso perché l'Assemblea regionale, il nostro Parlamento  deve
  autorizzare il Governo, ma l'Amministrazione regionale  può  essere
  anche  costretta, i dirigenti della Regione, a predisporre un Piano
  del Sud.
   Ritengo  che  ulteriormente pericoloso  sia  il  primo  capoverso,
  signor  Presidente,  laddove recita al quinto  comma:   Nelle  more
  della  definizione delle procedure previste, il Ragioniere generale
  è  autorizzato  ad  anticipare le risorse del FAS  con  le  risorse
  regionali . E' pericoloso perché o questa Amministrazione  sostiene
  e  motiva un ragionamento che difende il PAR- FAS che il Presidente
  della  Regione ha avuto approvato dal CIPE, dal ministro  Tremonti,
  dall'onorevole  Berlusconi, con le varie  misure  organizzate,  ben
  predisposte  ed  istruite dal Ministero dello  sviluppo  economico,
  oppure  dice  che  quel Piano è carta straccia ed allora  si  rende
  necessario  fare questo ulteriore provvedimento che  considera  non
  chiusa quella trattativa e quella battaglia.
   Ritengo  che l'Amministrazione regionale che già l'anno scorso  ha
  messo  queste risorse nel bilancio della Regione, oggi  deve  poter
  soltanto  attivare  quest'ultimo capoverso  del  quinto  comma  che
  autorizza il dirigente generale ad anticipare le risorse.  E  visto
  che anch'io sono interessato a sapere come è stato fatto il PAR-FAS
  2007-2013,  in  questa nota, caro Presidente,  per  dare  senso  al
  lavoro  che  l'Assemblea regionale egregiamente  ha  svolto  l'anno
  scorso, bisogna anche anticipare, come avete anticipato i fondi per
  i  cantieri  scuola,  i  fondi della legge  obiettivo  delle  opere
  pubbliche  che  quest'Aula, quest'Assemblea, questo  Parlamento  ha
  accettato ed attivato.
   E' assurdo che ancora oggi si debbano tenere ferme quelle opere di
  investimento  che  toccano tutti i comuni della Sicilia  e  che  in
  quest'articolo,  oggi, trovano la piena attuazione anticipando  sia
  le  risorse  per i forestali, ma anticipando anche le  risorse  del
  piano delle opere pubbliche che quest'Assemblea, l'anno scorso, con
  legge regionale ha approvato.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo dire che  sono
  meravigliato  di quanto detto dall'onorevole Cimino,  fino  a  poco
  tempo fa Assessore per il bilancio di questa Regione.
   La tesi non sta né in cielo, né in terra. Mi permetto di dirlo per
  l'amicizia  che mi lega all'amico onorevole Michele Cimino.  Ma  lo
  dico  schiettamente. Non solo non sta né in cielo, né in terra,  ma
  il  collega  non  si  pone un problema serio. Che  cos'è  il  Piano
  nazionale  per  il Sud rispetto alla questione della programmazione
  del  vecchio  PAR-FAS?  E'  come  hanno  sostanzialmente  impostato
  rispetto  alle risorse del 10 per cento e lasciamo stare  il  Piano
  nazionale per il Sud.
    Il gioco delle tre carte' non si sta facendo qui;  il gioco delle
  tre carte' si sta facendo altrove. E tu sai dove, onorevole Cimino:
  si  sta facendo a Roma. Ed è un gioco pericoloso per la Sicilia  e,
  in  questo  caso,  lo  voglio dire, scatenando  l'ira  di  tutti  i
  lavoratori forestali, nei confronti di Roma
   Quest'Aula  e  questo  Governo, invece,  si  stanno  assumendo  la
  responsabilità  rispetto  anche  al  rischio  minimo  che   bisogna
  calcolare  nelle  operazioni che si fanno di  riprogrammazione,  di
  rinegoziazione,  di incontri, di fidarsi di ministri,  di  capi  di
  governo,  per  cercare di dare ad un settore una proiezione  futura
  possibile  e  metterlo evidentemente più a reddito  possibile,  nel
  contempo non smontando un sistema, altrimenti ovviamente mettiamo a
  rischio il lavoro di tanti.
   Non è operazione semplice, caro onorevole Cimino, ex assessore per
  il  bilancio. E quando si parla di anticipazione, se qualcuno  vuol
  dire  in  quest'Aula che le anticipazioni sono solo il rischio  che
  deve  correre  questa Regione, mi indigno, perché sappiamo  che,  a
  questo  punto, vuol dire c'è chi pensa che il rischio lo deve  solo
  correre  questa  Regione e altrove, invece, si  può  far  finta  di
  niente
   Dico  che  è  arrivato  il momento di dire  basta.  Basta,  basta,
  sostenere cose che veramente fanno a pugni con la ragionevolezza  e
  con  la  logica  di  chi, ammesso e concesso che  non  abbia  letto
  l'ultimo foglio di quelle carte, delibera CIPE, Piano nazionale per
  il  sud, come è stato concepito, come si gioca la partita, come  si
  stabilisce la coerenza, qui si vuole giocare a sfasciare  tutto,  a
  sfasciare questa Regione. E non solo.
   Nel contempo, senza alcun riferimento demagogico, si vuole mettere
  in  crisi qualcosa che sappiamo deve essere razionalizzato, cioè il
  comparto forestale.
   Bisogna  avere  il  coraggio di dire queste cose.  Razionalizzarlo
  significa  metterlo  più  in produzione; significa  economia  della
  montagna;  significa fare qualcosa che non sia solo un investimento
  per piantumazione, ma significa mettere a dimora i nostri boschi in
  un  certo  modo,  puntare sulla economia della montagna;  significa
  impegnarci  tutti  per far fare un passo avanti a questo  comparto.
  Invece,  se  continuiamo a dire che tutto è falso,  che  tutto  non
  funziona,  che Roma è attenta, che sta guardando a quest'Isola,  al
  Meridione, con grande attenzione, che qui ci sono invece  il 99 per
  cento  di  falsari,  dove  vogliamo arrivare?  Stiamo  parlando  di
  migliaia  e  migliaia di persone, stiamo parlando dell'economia  di
  quest'Isola.  E  non  si può scambiare tutto questo  con  il  gioco
  politico legittimo, per carità.
   Io  mi  batterò fino in fondo e mi ispiro sempre a  colui  che  ha
  detto  Mi batterò fino in fondo, affinché tu possa esprimere il tuo
  pensiero  liberamente', contraddicendo, criticando. Non si possono,
  però, superare certi limiti e non si possono affermare cose che non
  stanno scritte in alcun piano e che fanno a pugni con le operazioni
  tecnico-finanziarie che siamo costretti a fare e  che  non  avremmo
  voluto fare. Siamo costretti a farlo perché le novità non decise da
  noi,  ci  portano a fidarci poco, a stare attenti e  a  cercare  di
  salvare  capre e cavoli'.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  subemendamenti all'emendamento 11.14:

   - dal Governo:

   subemendamento  11.14.1,  soppressivo  dei  commi   2,   3   e   4
  dell'emendamento 11.14, che così recita:
   «All'emendamento 11.14 sono soppressi i commi 2, 3 e 4»;

   subemendamento 11.14.2 , parzialmente soppressivo del comma 5, che
  così recita:
   «Al  comma  5,  dopo le parole  more  è soppresso  il  periodo  da
   della definizione  sino a  commi e »;

   - dagli onorevoli Bufardeci, Cimino, Aricò, Maira, De Luca, Ragusa
  e Leontini, il subemendamento 11.14.3, aggiuntivo.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Vorrei precisare che  al  quinto
  comma  dell'emendamento  11.14,  si  prevede  la  soppressione  del
  periodo che va da  nella definizione sino a commi'.
   Quindi   il  comma  riscritto  recita  così:   nelle  more   della
  riprogrammazione delle risorse del fondo'.
   E' un adeguamento di tipo tecnico che chiaramente è conseguente al
  ritiro dei tre commi.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  Assessori,
  gli  interventi che mi hanno preceduto mi convincono sempre di  più
  che questo sia un articolo da approfondire seriamente.
   Al  di là della presunzione di voler regolamentare con un semplice
  articolo  una  materia  così complessa, mi  stupisce  come  poi  il
  Governo  faccia subito marcia indietro sopprimendo due o tre  commi
  fondamentali della stessa riscrittura.
   Ritengo  che  ci  sia una volontà forte con questa riscrittura  di
  volere rimettere al centro della forestazione la valorizzazione, la
  messa  a  reddito  della forestazione stessa, la rinaturalizzazione
  che  consentirebbe  realmente  di poter  attingere  anche  a  fondi
  comunitari  per  utilizzare al meglio quella forza  lavoro  che  ha
  acquisito  professionalità, competenza e specificità.  Sono  sempre
  più  convinto  che occorre essere chiari nel dire  le  cose  perché
  questa riscrittura costituisce un incremento dello stanziamento.
   Se  si  legge  l'articolo, se si guarda  la  riscrittura,  c'è  un
  incremento  dello stanziamento che mira a far fronte a  quello  che
  era un impegno preso dal Governo: cioè l'accordo sottoscritto circa
  un  anno  fa  di un'implementazione delle giornate lavorative.  C'è
  anche un comma successivo, credo l'ultimo comma, di far fronte agli
  arretrati contrattuali che riguardano la platea dei forestali.
   Allora:   siamo   d'accordo   sull'impostazione,   d'accordo    ad
  intervenire  sotto  il  profilo  finanziario;  riteniamo   che   la
  retrocessione   del Governo nella soppressione dei  commi  potrebbe
  vanificare un intervento serio.
   Chiedo, quindi, un accantonamento per un approfondimento che  vada
  nella  duplice  direzione:  quella della nuova  reimpostazione  del
  settore  forestale  con  il  tentativo  di  mettere  in  campo   la
  rinaturalizzazione e valorizzazione, e quella di contemperare anche
  le  giuste  esigenze  che  scaturivano dagli  accordi  contrattuali
  fatti. Un approfondimento in questo senso potrà consentire a  tutta
  l'Aula  di  esprimersi al meglio, perché ritengo si  potrà  fornire
  così più chiarezza e più contezza di quello che si sta per fare con
  questa riscrittura.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  collegi,  componenti  del
  Governo,  credo  che in merito a questo emendamento di  riscrittura
  qualche  precisazione  vada  fatta. E va  fatta  rispetto  anche  a
  qualche   strale   che   ha  lanciato  qualche   componente   della
  maggioranza, precisamente, il Presidente Oddo, nel momento  in  cui
  ha ritenuto che forse si sono invertite le posizioni.
   Vorrei  ricordare, innanzitutto, in premessa, che sino  a  qualche
  anno  fa alcuni titoli di giornali  vedevano il PD in una posizione
  assolutamente contrapposta per l'utilizzo di questi fondi nazionali
  che  andassero nella direzione di coprire ovvero di intervenire  su
  queste  misure  di  cui  oggi  stiamo parlando.  Oggi,  invece,  ci
  accorgiamo che la posizione è completamente differente. E'  giusto;
  ci  fa piacere. Significa quello che avevamo detto qualche tempo fa
  e  lo ribadiamo adesso: avevamo ragione. Quindi, qualcuno qui si  è
  ricreduto.
   Vorrei far presente ancora che in Commissione Bilancio il PDL,  il
  Presidente  del  mio Gruppo parlamentare e i suoi componenti  hanno
  dato l'assenso; abbiamo votato l'articolo 11 - non di riscrittura -
  per  dare l'ok  affinché la spesa per i forestali venisse messa  in
  garanzia. Si era detto: facciamo una finanziaria di alcuni articoli
  in cui garantiamo sanità e forestali. Non vedo, quindi, perché oggi
  qualcuno tenta o tenti di attaccare la minoranza che non è  ostile,
  anzi, in questi lavori, forse, la maggioranza dovrebbe mettersi  un
  po' d'accordo al suo interno per cercare di trovare la quadratura a
  questo cerchio che ancora non arriva.
   Qualche precisazione però va anche fatta. Due anni fa, venne fatta
  una  concertazione con i sindacati, l'assessorato  dell'agricoltura
  la fece con i sindacati, per riconoscere l'adeguamento contrattuale
  2009  -2008  -2007  -2006, cioè siamo andati a ritroso   Allora  si
  disse che sarebbero stati pagati quei soldi, cosa che ancora non  è
  stata  fatta se non in minima parte. Dunque, va bene una norma  che
  voglia  apportare  un rimpinguamento di somme in questo  senso,  ma
  lascia perplessi il PDL, caro Presidente Leontini, la norma secondo
  la  quale,  invece,  si  tenta  di bloccare  senza  possibilità  di
  recupero per il futuro adeguamenti contrattuali per i forestali per
  il  2010,   per  il   2011  e per il 2012. Chi  lavora  ha  diritto
  all'adeguamento  contrattuale.  Ecco  perché  su  questa  posizione
  chiediamo un maggiore approfondimento.
   Ha  ragione l'onorevole Dina quando dice: fermiamoci un attimo. Se
  oggi anticipiamo di un minuto o di un'ora una norma soltanto perché
  la dobbiamo incassare e lanciare a qualche agenzia di stampa e dire
  -  abbiamo  fatto la norma dei forestali - a cosa  serve  fare  una
  norma  dei forestali se poi agli stessi non diamo un beneficio,  ma
  precludiamo un diritto?
   Voi sapete perché stiamo intervenendo per legge, onorevole Cimino,
  non  soltanto  per dire che stiamo anticipando i Fondi  FAS  -  non
  c'era  bisogno  di fare questo - ma stiamo intervenendo  per  legge
  perché dobbiamo bloccare con una legge l'adeguamento contrattuale.
   Presidente  Adamo,  è questo che lei vuole? Dobbiamo  bloccare  ai
  forestali   l'adeguamento contrattuale per  il  2010-2011  e  2012?
  Bene,  fatelo,  fatelo; noi non siamo d'accordo su questa  vicenda.
  Allora, ripeto, fermiamoci un attimo. Stiamo bloccando al personale
  in  servizio, in forza degli articoli 45 e 46, senza possibilità di
  recupero,  le  procedure  di adeguamento  contrattuale.  Su  questo
  stiamo   intervenendo.  Fermiamoci  un  attimo;  accantoniamolo   e
  approfondiamo l'intera questione.
   Signor  Presidente,  noi  non  siamo  contrari  alla  formulazione
  originaria perché, anche in Commissione di merito, non abbiamo dato
  prova di ostruzionismo, abbiamo invece dimostrato collaborazione.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  non  tanto  e non soltanto su  questo  articolo  nello
  specifico,  sulle  conseguenze dell'eliminazione  di  alcuni  commi
  dell'articolo,  così come viene riproposto dal Governo  e,  quindi,
  per quanto riguarda questa materia, mi rifaccio alle considerazioni
  dei  colleghi che mi hanno preceduto, ma ho chiesto di  intervenire
  proprio  per  le  considerazioni che ha  fatto  l'onorevole  Cimino
  poc'anzi e devo dire al mio amico Oddo che probabilmente o  non  ha
  letto o non ha letto molto attentamente proprio la delibera CIPE in
  relazione alla questione in argomento.
   Credo  sia una delle poche cose che potrebbero servire ad attivare
  la  spesa  e  a fare giustizia rispetto anche alle tante  cose  che
  andiamo  dicendo,  di  smuovere l'economia, di  operare  finalmente
  investimenti.
   Vorrei  ricordare a me stesso che sarebbe bastato anche  applicare
  la  finanziaria  dell'anno scorso; avremmo  già  fatto  grandissimi
  passi avanti, invece di essere pretenziosi come tentiamo di esserlo
  con  una  finanziaria  che, come abbiamo  detto,  viene  scritta  e
  riscritta ed è  sostanziale.
   Comunico  che sto per presentare un subemendamento nel  quale,  lo
  leggo testualmente  il Ragioniere generale è altresì autorizzato ad
  anticipare  le  risorse relative all'applicazione dell'articolo  26
  della legge 11 del 2010 , cioè  la vecchia finanziaria.
   E  l'articolo 26 - lo ricorderanno i colleghi - è quello  relativo
  ai  progetti obiettivo in favore degli Enti locali, cioè  di  tutti
  quei  progetti  che,  a  partire  dal  comune  di  Acicatena,   Aci
  Sant'Antonio,  Acicastello e così a seguire per tutti,  sono  stati
  inseriti per potere avere quell'intervento che ancora viene atteso,
  per somme che sono state poi - come sappiamo - utilizzate per altro
  e  che  continuano  ad essere utilizzate per altro,  magari  per  i
  cantieri   scuola,  per  altre  cose,  ma  che  potrebbero   essere
  utilizzati  per fare vera riqualificazione, vero investimento,  per
  risolvere in tutta la Sicilia tante questioni, per restaurare,  per
  completare,  per interventi di manutenzione straordinaria,  per  la
  realizzazione  di  impianti  sportivi,  per  restauri;  tutte  cose
  importanti, fondamentali. E' un elenco nutrito di 225 opere. Questa
  è  una cosa che si potrebbe fare immediatamente e che attivando  la
  spesa  risolverebbe  anche tante questioni  e  soprattutto  darebbe
  ossigeno  ai piccoli comuni, che sono beneficiari di quell'articolo
  26  corretto e giusto sul quale l'Aula l'anno passato diede la  sua
  approvazione. Finalmente, esso  potrebbe essere applicato.
   Signor  Presidente, il sub-emendamento che mi accingo a presentare
  vede  la firma non solo dei presidenti dei gruppi parlamentari  del
  PDL  e  del  PID,  ma  anche  di  tanti  altri  deputati,  che  non
  appartengono alla mia parte politica.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero in realtà
  fare  un  intervento che serve forse più a me per  chiarire  alcuni
  aspetti  che  non a volere in qualche modo sviscerare un  tema  che
  chiaramente   ha  tantissime  sfaccettature,  che   soprattutto   è
  particolarmente interessante.
   Dietro a questa norma, infatti, ci sono tantissimi lavoratori  che
  chiaramente con grande trepidazione ed ansia aspettano una risposta
  da questo Parlamento.
   Mi  associo  alla  richiesta fatta dall'onorevole  Dina  di  voler
  accantonare  l'emendamento  proprio  per  poterlo  approfondire  in
  maniera  più compiuta e perché questo emendamento non sia  soltanto
  la fotografia di un momento.
   Ritengo che la politica abbia un compito:  quello di programmare e
  la  programmazione  non si può fermare soltanto all'anno  corrente,
  anche perché è chiaro che stiamo affrontando un bilancio che  è  un
  bilancio pluriennale.
   Chiedo lumi in questo senso - potrei anche aver capito male - ma a
  me  sembra  che  questa  sia  una norma che  riguardi  soltanto  la
  possibilità   di   aumentare  le  giornate  lavorative   a   questi
  lavoratori, cosa sulla quale sono assolutamente d'accordo -  questo
  lo  faccio  come premessa - però soltanto per l'anno 2011,  facendo
  riferimento  a  quelli che sono i fondi che il Governo  aspetta  di
  ricevere,  a seguito degli intercorsi e di quello che ci sarà,  dei
  futuri  incontri con il Governo nazionale, ma che  per  il  momento
  sono  affrontati attraverso operazioni finanziarie che  il  Governo
  fa, in ragione di 242 milioni e 144 milioni di euro dall'altra.
   Allora,  mi chiedo: è chiaro che i lavoratori, a fronte del  fatto
  che  hanno  siglato  con  le organizzazioni sindacali  un  accordo,
  avranno  un aumento delle ore legittime; credo che questa legittima
  richiesta non si potrà fermare nel 2011. Vado più in fondo  e  dico
  che  il  servizio che svolge il personale della forestale, sia  per
  quanto  riguarda la rinaturalizzazione sia per quanto  riguarda  la
  difesa dell'ambiente, non si può certamente fermare al 2011.
   Sono delle attività ritenute valide e meritevoli di finanziamenti,
  addirittura,  contrarre dei mutui perché  si  possa  far  fronte  a
  questa emergenza, aumentando anche le ore dei lavoratori che devono
  essere impiegate e ancora più tempo per farlo al meglio; credo  che
  questa emergenza non si esaurirà solo nel 2011.
   Dall'altra  parte,  mi pongo un problema che  afferisce  più  alla
  sfera  dei  lavoratori: quando al lavoratore, l'anno  prossimo,  la
  Regione  non sarà in grado di potere garantire lo stesso numero  di
  giornate  perché  la  disponibilità  economica,  da  quanto  questo
  emendamento  dice, limitata al 2011, chiedo chi sarà ad  affrontare
  questo problema e come lo si vorrà affrontare?
   So  che  il  Governo  ha assunto impegni rispetto  all'ipotesi  di
  portare  un  disegno di legge che riordini la materia e questo  non
  può altro che vederci assolutamente a favore e collaborativi perché
  ciò avvenga, però, devo pure, dal ruolo di oppositrice costruttiva,
  ritenere  che,  purtroppo, proprio per la forte contrapposizione  e
  per  la  difficoltà insita di quest'Aula non possano scaturire,  in
  tempi rapidi, disegni di legge che ordinino la materia, quindi,  si
  rischia  seriamente  di arrivare al 2012 senza che  questa  riforma
  possa essere approvata.
   A quel punto, mi chiedo: dopo che abbiamo ingenerato, giustamente,
  un'aspettativa di vita perché quando un lavoratore porta a casa uno
  stipendio che non è più quello del 2010, ma è quello del 2011, alla
  luce  di  questo emendamento e, quindi, ha disposto  di  una  somma
  maggiore  per potere dare risposte alla propria famiglia, ritornare
  indietro sarà veramente impossibile e sarebbe criminoso pensare, da
  parte nostra, di non dare una prosecuzione a questa attività.
   Ritengo,  dunque, doveroso un approfondimento perché giusta  è  la
  rivendicazione dei lavoratori e giusta è la risposta che il Governo
  dà  nell'aumentare  le giornate lavorative,  credo  però  sia  pure
  giusta  la  rivendicazione da parte nostra, da  parte  dei  singoli
  deputati  che  vogliono dare una prospettiva  più  certa  a  questi
  lavoratori, e prevederla quindi non soltanto per il 2011, ma  anche
  per   il 2012 e il 2013, così come prevede il documento finanziario
  pluriennale che stiamo trattando.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, mi rivolgo a lei, visto  che  è  inutile
  interloquire con i suoi due assessori presenti.
   L'articolo  67  ter, comma 2, prevede per quanto riguarda  già  la
  Commissione  Bilancio, ma non potrebbe essere altrettanto  che  per
  quanto  riguarda gli atti in Parlamento, che siano  allegati  e  si
  faccia un allegato tecnico agli emendamenti che vengono presentati.
   Signor Presidente, le spiego perché impropriamente e in buona fede
  si  sta  rendendo complice di un plurifalso storico. Quali  sono  i
  documenti che, per ora, ci sono e circolano in Assemblea? Onorevole
  Presidente,  noi abbiamo un allegato a), cui si faceva riferimento,
  dove  si dovrebbero vedere le proiezioni per gli anni 2012 e  2013;
  abbiamo la cosiddetta tabella A, in doppia versione, è double-face.
  La  verifichi  perché ne abbiamo una che prevede la  copertura  per
  quanto riguarda la sanità del 2012 e del 2013 con, badate bene,  il
  finanziamento  previsto per le cosiddette  accise  ed  è  la  prima
  versione; poi, ne abbiamo un'altra versione e questa copre il  2012
  e  il  2013; poi, ce n'è un'altra ancora, simpatica, una  ulteriore
  versione che riguarda solo parzialmente il 2012, che si fa  con  la
  copertura del FAS.
   Ora  mi  si  dirà,  signor Presidente, consultando  i  suoi  sommi
  uffici,  che   l'allegato  A' lo daremo alla fine , plurimodificato
  con  tutta  una serie di cose. Però c'è un fatto, signor Presidente
  dell'Assemblea:  le  faccio la sommatoria  di  quello  che  abbiamo
  votato per quanto riguarda il FAS, per quanto riguarda la copertura
  del buco della sanità.
   Assessore  Piraino,  abbiamo  testé deliberato  di  impegnare  nel
  triennio  un  miliardo e ottocento milioni di euro. Con quest'altro
  emendamento  della  forestale - e mi rivolgo  anche  al  Presidente
  della  Commissione, onorevole Savona, che sa fare bene  i  conti  -
  impegniamo sul FAS altri seicento milioni di euro. Quindi siamo con
  un  miliardo  e  ottocento  per  la sanità,  con  seicento  per  la
  forestale e ce ne andiamo a due miliardi e quattro.
   Se  a  questo  sommiamo  il FAS, Presidente Savona,  che  comunque
  impropriamente è stato inserito nel bilancio nel 2009, che riguarda
  trecentodieci   milioni  circa  e  nel  bilancio  2010,   onorevole
  Presidente,  che sono un miliardo trecentoquarantasei  milioni,  se
  non  sbaglio,  allora,  arriviamo già sul passato  2009-2010  a  un
  miliardo  e  seicento milioni più un miliardo e otto della  sanità,
  più  seicento  milioni per la forestale. Abbiamo  superato,  signor
  Presidente dell'Assemblea, i quattro miliardi di euro
   E  che  è bello questo sorriso. Perché sorride l'assessore  Armao?
  Perché  sa che il fondo inizialmente di quattro miliardi e passa  è
  stato ridotto con la delibera 1 del CIPE del 2011 a tre miliardi  e
  seicento milioni.
   Allora, quando dico che qui stiamo ciarlando, nel vero senso della
  parola  e  che  pretendo che, ad ogni emendamento  o  articolo  che
  approviamo,  desidero  la  parte tecnica per  capire  il  collegato
  complessivo con questi fondi com'è?
   Non  parliamo poi di tutte le voci che ancora sono coperte con  il
  FAS.  Come  se da questo punto di vista il FAS fosse il  cosiddetto
   fondo di San Patrizio .
   Onorevole Presidente, questa è una finanziaria da autonomisti?  Ma
  è  questa  la finanziaria che il suo Governo e lei autonomista  per
  antonomasia  ci  doveva propinare? Ci sta rendendo  ancora  di  più
  schiavi di Roma  Sta consentendo di vendere gli ultimi immobili per
  coprire spese correnti, dopo di che ci rimangono i debiti di quelle
  partecipate, onorevole  Presidente. Dice lei:  ma io che  colpa  ne
  ho ? Lei ha ragione, per carità  Non può però continuare a rendersi
  complice di questa situazione.
   Concludo, signor Presidente, ribadendo la mia richiesta:  desidero
  che   su  questi  emendamenti  e  su  questo  articolato  ci   sia,
  parzialmente, l'allegato  A  in base alle modifiche che ci  vengono
  proposte perché già la sommatoria ci porta a ben oltre.
   Stiamo  facendo, quindi, un falso e stiamo continuando con  queste
  sollecitazioni.
   L'Assessore  Armao  da  questo punto di vista  ci  istiga  a  fare
  continuamente  un  falso. Stiamo continuando ad approvare  articoli
  senza  copertura  finanziaria  E mi dispiace  per  la  forestale  e
  quanto  altro  perché gli stiamo dando un'amara  prospettiva,  cioè
  quella  di  una  copertura parziale, forse  per  quest'anno,  forse
  perché purtroppo le previsioni del buon  Armao meravigliao  non  si
  verificheranno

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  11.14.1, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

      (E' approvato con il voto contrario dell'onorevole De Luca)

   Pongo in votazione l'emendamento 11.14.2, del Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

      (E' approvato con il voto contrario dell'onorevole De Luca)

   Si  passa al subemendamento 11.14.3, degli onorevoli Bufardeci  ed
  altri.

   FORMICA. Dichiaro di apporre la mia firma.

   FALCONE. Anch'io.

   CAPUTO. Anch'io.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  dare attuazione ad una legge della Regione da parte  del
  Governo  è  un  dovere e, nel caso di questa  norma,  è  un  onore.
  Purtroppo, è intervenuta una delibera del CIPE che ha non azzerato,
  come   qualcuno   poc'anzi   ha   detto,   ma   ne   ha   congelato
  sostanzialmente, pur riconoscendo l'impostazione del PAR-FAS  della
  Sicilia,  l'utilizzazione.
   Da  quando  è  stata pubblicata questa delibera, abbiamo  adottato
  modalità operative diverse fino a quando non era stata approvata  e
  mi  trovo costretto a ricordare che è stata più di due mesi e mezzo
  di fronte alla Corte dei Conti per ottenere la registrazione.
   Da  quando, tuttavia, questa delibera è diventata cogente,  non  è
  possibile  utilizzare direttamente per una pur importante,  e  devo
  dare  atto  che  il  Parlamento lo scorso anno ha approvato  questa
  lungimirante  manovra di utilizzazione anche per iniziative  minute
  di  fondi  del FAS. A questo punto, ogni utilizzazione è certamente
  riconducibile a quell'accordo che è previsto come negoziato  frutto
  della delibera CIPE.
   Conseguentemente, prima della nuova rinegoziazione, che darà luogo
  allo  sblocco  dei fondi FAS, Fondi risorse liberate,  relative  al
  vecchio  PAR-FAS  e  fondi relativi al vecchio POR-FESR,  prima  di
  quella data, non possiamo sbloccare le somme.
   Autorizzare  oggi  a sbloccare le somme potrebbe  prefigurare,  di
  fronte  ad  un  atto dello Stato che dice che queste somme  non  si
  possono  utilizzare, profili di responsabilità che, chi  non  vota,
  certamente non ha.
   Pertanto, il parere del Governo è contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto,  la
  delibera  CIPE  non afferma quanto detto dall'Assessore  perché  la
  delibera  CIPE  -  e  l'abbiamo  anche  commentata  in  Commissione
  Bilancio  -  non dice proprio quello che, purtroppo,  ha  affermato
  l'Assessore, anche perché dai verbali della Commissione Bilancio  e
  dai  documenti che l'Assessore ha fornito in Commissione  Bilancio,
  la  delibera  CIPE non è così stroncante dell'attività del  PAR-FAS
  della  Regione. Apre un ragionamento della necessità di un percorso
  di dialogo per una possibilità di modifica e di aggiornamento.
   Poi, mi pare strano che il Governo prima citi il Commissario dello
  Stato, secondo alcuni aspetti, e, poi, richiami il Parlamento su un
  possibile voto della Corte dei Conti.
   Ribadisco  al professore Armao che questo, essendo un  Parlamento,
  non  ha  paura  né  della Corte dei conti né del Commissario  dello
  Stato.
   La  Giunta  di Governo può avere qualche preoccupazione di  questo
  genere, ma il Parlamento penso che sia anche sovrano.
   Sull'altro argomento, ribadisco che il Parlamento, l'anno  scorso,
  con  la  Commissione Bilancio ha esitato un provvedimento di  opere
  pubbliche  immediatamente cantierabili per i comuni della  Sicilia.
  Queste  opere pubbliche, comunque sia il FAR-PAS o comunque sia  il
  Piano  del  Sud, sono spese di investimento, riguardano già  misure
  adottate dal CIPE negli interventi infrastrutturali a favore  delle
  piccole  opere.  Nel nuovo Piano del Sud vi è una voce che riguarda
  le piccole opere a favore dei comuni del sud e, in più, devo dirvi,
  così come giustamente il Governo vuole fare anticipare nel bilancio
  della Regione i fondi per la forestale, per opere che sono comunque
  progetti   cantierabili   e   per  investimenti,   analogamente   e
  politicamente  per rispettare una volontà del singolo parlamentare,
  per  rispettare  una volontà di questo Parlamento,  può  ugualmente
  provvedere   per   i   progetti  esecutivi  già  deliberati   dalla
  Commissione Bilancio e dall'Assemblea regionale l'anno scorso.
   Pensare  di  poter parlare di responsabilità, di negatività  o  di
  provvedimenti che non si possono fare, per i forestali e non per le
  opere pubbliche, mi pare strano. Sono due azioni invece che bene si
  possono  integrare  perché  una fa parte nell'ambito  dei  progetti
  obiettivi e l'altra nell'ambito dei progetti di rinaturalizzazione,
  così  come  già il Governo ha attivato il percorso per  i  cantieri
  scuola  dove  il Presidente Lombardo egregiamente si è  assunto  la
  responsabilità   che,  sebbene  finanziati  nel  FAR-PAS,   li   ha
  anticipati  col bilancio della Regione. Questa materia  riguarda  i
  cantieri scuola, riguarda i forestali, riguarda la legge obiettivo,
  riguarda il rispetto di un piano di attuazione regionale deliberato
  da  questa Assemblea, voluto dal Governo regionale e che oggi, caro
  professore Armao, deve soltanto avere l'apprezzamento dell'Aula per
  dare  una  copertura  temporanea che è una  copertura  di  bilancio
  perché sicuramente nel FAR-PAS queste somme saranno riconosciute.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero questo
  emendamento  firmato dall'onorevole Cimino pericoloso,  ma  proprio
  perché  firmato  dall'onorevole Cimino che era l'assessore  che  ha
  fatto,  diciamo,  le  cose  di cui ha  parlato,  nel  senso  che  è
  competente e conoscente di quello che riguarda il sistema regione.
   Vorrei che avessimo chiare le cose di cui stiamo parlando.
   Noi  ci  troviamo in una situazione un po' folle che è il relativo
  rapporto tra Stato e regioni, Stato e regioni e poi regione Sicilia
  di  un  PAR-AS che doveva iniziare nel 2007 e che siamo al  2011  e
  oggi parliamo di un Piano del Sud che deve ancora avvenire.
   Nel  frattempo, la Sicilia ha approvato un PAR-FAS proprio che  ha
  mandato  alla  negoziazione  con il  Ministero  dell'economia,  col
  Ministero del rapporto Stato-regioni ed è stato approvato dal CIPE.
   Poi  è  stata approvata anche una quota di assegnazione di risorse
  alla  Regione.  In quel PAR-FAS ci sono una serie di misure  alcune
  delle  quali  le abbiamo anticipate per cassa con  i   fondi  della
  Regione.  Mi riferisco alla questione forestali e anche ai cantieri
  scuola e, forse, a qualcos'altro.
   Sostanzialmente, credo che ad oggi tra forestali, cantieri scuola,
  forse siamo attorno a 700 - 800 milioni di anticipazioni.
   Credo  che  oggi stiamo approvando una manovra che sostanzialmente
  anticipa un altro miliardo, di fatto, del PAR-FAS con un PAR-AS che
  nel  frattempo ha avuto registrato dalla Corte dei Conti  nazionale
  il   provvedimento   1.11  del  CIPE  che  sostanzialmente   blocca
  nuovamente tutto e rinvia ad una nuova negoziazione.
   Ora,  chiedere ad un funzionario, al ragioniere generale, e poi  a
  chi  deve dare esecuzione, con questo quadro, di essere autorizzato
  ad  anticipare  in  forza  di una norma che  non  ha  ad  oggi  una
  legittimazione  giuridica per dare esecuzione ad  un  provvedimento
  dell'anno  prima  della Regione, significa mettere il  funzionario,
  oltre   che   contabilmente  coloro  che  dovessero  assumersi   la
  responsabilità di questo provvedimento - perché una cosa era quando
  è  stata  fatta  in  forza di un accordo ancora in  corso  d'opera,
  un'altra  cosa è farlo a seguito della delibera 1.11  del  CIPE  -,
  significa   chiedere   a   quel   funzionario   di   assumersi   la
  responsabilità  patrimoniale in senso diretto  e  alla  Regione  di
  essere  messa  nelle  condizioni di andare alla bancarotta.  Perché
  significa  in  qualche  modo trasformare la  Regione  in  una  mera
  operazione di cassa senza la formale approvazione della  norma  che
  ne consenta l'autorizzazione.
   Noi possiamo fare tutte le cose demagogiche del mondo, mi dispiace
  che  l'onorevole  Cimino sia uscito, ma i  colleghi  che  erano  in
  Commissione  ricorderanno, già noi abbiamo chiesto  al  Governo  di
  ritirare  l'emendamento che era stato predisposto per  il  bilancio
  quando  cancellava  le previsioni finanziarie di  una  parte  della
  programmazione PAR-FAS che era contenuta che poi è stata calata  in
  bilancio.
   Quindi, stiamo mantenendo dei capitoli che sappiamo che in  questo
  momento  non  hanno ancora una certezza giuridica sul  piano  delle
  coperture.
   Chiedere al Governo di essere autorizzato ad anticipare,  pur  per
  opere  pubbliche e che probabilmente saranno coerenti con il  Piano
  del  Sud, ma lo saranno solo dopo formale approvazione, è  fare  un
  atto  di  demagogia  verso  la Sicilia,  farlo  forse  solleticando
  qualche legittima aspettativa del singolo collega, ma è un atto che
  non ha alcun fondamento di fattibilità perché sarebbe come dire che
  la Regione anticipa al posto dello Stato tutto quello che lo Stato,
  comunque, si sa non vuole concedere alla Regione.
   Questa  è  bancarotta   E  in  diritto  c'è  pure  una  condizione
  aggravata che ci può essere anche una bancarotta fraudolenta.
   Non  è  il  nostro caso, ma attenzione a non impazzire. Tutti  noi
  avremmo  voluto che quel Piano avesse avuto esecuzione, ma chiedere
  oggi a qualcuno di anticipare, con questo chiaro di luna, significa
  mettere con le spalle al muro il funzionario che lo fa e la  Giunta
  che lo dovrebbe autorizzare
   Mi pare che, onestamente, sia un atto di pirateria politica non un
  atto di buona amministrazione

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  sono  stato
  uno  dei  parlamentari, probabilmente perché mi posso  appassionare
  solo in occasione delle finanziarie, signor Presidente, qui ci sono
  parlamentari  che  hanno  diritto  di  intervenire,  dare  il  loro
  contributo  solitamente in occasione delle finanziarie e l'articolo
  26 era una grande occasione, una straordinaria occasione, però oggi
  noi  abbiamo due problemi: l'inapplicabilità perché i fondi PAR-FAS
  mancano  e  sulle  200 e passa opere pubbliche  mancherebbero  pure
  altri  70 milioni perché credo ne servano 120 o 140 rispetto ai  70
  che sono nella norma.
   Francamente, io nel pensare alla proposta dei colleghi Bufardeci e
  Cimino, immaginavo qualche cosa di diverso e non quello di caricare
  sulla  Regione qualcosa che non può essere caricato sulla  Regione.
  Però,  Presidente  della Regione, credo che  rispetto  a  tutte  le
  risorse  che  ha la Regione  o che ha fatto intravedere nell'ultima
  finanziaria  alle risorse comunitarie, ai Comuni, alle imprese,  un
  qualche  segnale vada dato, sicuramente non anticipando  questi  70
  milioni,  ma  certamente  va  dato un segnale  di  un'attività  che
  riporti le opere pubbliche come fatto importante in Sicilia,  opere
  pubbliche  peraltro, Assessore Armao, mi si dice che è stata  fatta
  un'anticipazione  sull'articolo  26  -  e  credo  che   sia   stata
  un'anticipazione   intelligente   perchè   riguarda   un'importante
  emergenza monumentale di Trapani, però è chiaro che se si apre  una
  parentesi  di  questo  tipo,  si  deve  porre  complessivamente  il
  problema  di  come ridare senso a quella norma che  ha  creato  non
  poche aspettative.
   Invito, pertanto, l'onorevole Bufardeci a ritirare l'emendamento e
  a  porre  la  questione  su  come utilizzare  le  risorse  e  sulla
  copertura   complessiva   dell'articolo   26,   perché   altrimenti
  rischieremo solo di esserci avventurati in una norma che  ha  fatto
  discutere  molto senza risultati, ma ha soltanto creato  propaganda
  negativa.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  comprendo
  bene   che  non  possiamo  caricare  sul  bilancio  della   Regione
  nell'ipotetico finanziamento da parte dello Stato  del  PAR-FAS   e
  nella conferma delle voci per investimenti negli enti locali.
   Però, vorrei sapere dall'Assessore ed è una precisa domanda:  pare
  che  queste  anticipazioni che non sono possibili per la  copertura
  dell'articolo  26,  siano  invece  state  fatte  per  alcune  opere
  previste  nell'allegata tabella all'articolo  26.  Pertanto,  senza
  norma,  avendo tutto l'elenco della tabella collegata al  26,  pare
  che   il   Governo   abbia  autonomamente   facendo   prendere   la
  responsabilità  al  funzionario, che ne  risponde  patrimonialmente
  direttamente,  finanziato alcune opere.  Vorrei  capire  con  quale
  criterio il Governo ha selezionato le opere? Quanto investimento  e
  anticipazione questo ha comportato per la Regione? E quali sono  le
  opere finanziate?

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire  una
  volta  per tutte, se questi fondi FAS hanno un utilizzo per  alcuni
  settori: vedi la sanità come abbiamo fatto poc'anzi, vedi lo stesso
  problema dei forestali, appena, però, arriva una proposta seria - e
  lei, presidente Lombardo, lei è il Presidente che deve cambiare  la
  Sicilia, è il Presidente che dovrebbe dare risposte serie per  fare
  in  modo  che  questa terra possa davvero rilanciarsi- appena,  noi
  chiediamo che  con questo emendamento presentato da Forza  del  Sud
  si  possa  dare  lavoro, occupazione, dando ossigeno alle  imprese,
  finanziando  quelle opere che già erano state inserite  nell'ultima
  finanziaria votata da questo Parlamento, ci si dice di no.
   Quest'Assemblea  l'anno scorso votò con la  copertura  finanziaria
  dei  FAS la possibilità di realizzare quelle opere. Nel momento  in
  cui  stiamo  di nuovo discutendo della finanziaria del 2011  e  nel
  momento in cui già abbiamo utilizzato quei soldi dei FAS per  altre
  operazioni,  sicuramente importanti, non vedo perché  non  dobbiamo
  dare  la possibilità di finanziare delle opere che nei vari  comuni
  della  Sicilia  potrebbero dare risposte in termini  strutturali  e
  nello stesso tempo risposte in termini economici.
   Presidente  Savona,  non  capisco perché la  Commissione  Bilancio
  abbia  dato  un parere negativo su ciò che è stato già  votato,  di
  fatto, da questo Parlamento.
   L'intervento  dell'onorevole Cracolici e l'intervento  di  qualche
  altro  collega in uno a quello dello stesso Assessore che  ci  crea
  qualche preoccupazione rispetto alle dichiarazioni della Corte  dei
  Conti, rispetto al ruolo del Commissario dello Stato, rispetto alla
  ipotesi  della  bancarotta  fraudolenta,  ma  che  si  interroghino
  veramente  questi  parlamentari e queste forze politiche  di  altre
  situazioni che dovrebbero portare invece a timori del genere
   Altre  porcherie sono state fatte anche nella stessa  finanziaria
  Avete  fatto  soltanto delle riunioni segrete per coprire,  non  so
  quali  interessi, e non avete mai dato il giusto  peso  alle  varie
  attività economiche dell'Isola.
   Nel momento in cui questo Parlamento, grazie all'onorevole Cimino,
  ex  assessore per il bilancio, che ha avuto l'intuito vero - perché
  se l'assessore Cimino dice che la delibera CIPE, signor Presidente,
  non  so se l'assessore Armao l'ha letta bene, può finanziare  anche
  questo   anticipo   -,  non  si  capisce  perché   questo   Governo
  ribaltonista, questo Governo che non dovrebbe governare, ma che  lo
  fa  soltanto  a causa di certi atteggiamenti, deve bloccare  questa
  norma che invece è importante
   Mi  appello quindi ad ogni singolo parlamentare. E' una norma  che
  può  dare davvero risposte; è una norma legittima; è una norma  che
  permetterà lo sviluppo economico; infine, è una norma che dà e  può
  far fare finanziamenti.
   Mi pare che non ci siano motivazioni per poterla bloccare e quindi
  chiedo il voto segreto per questo emendamento.

   GENNUSO. Sono cinque giorni che ripetiamo le stesse cose.

   PRESIDENTE.  Onorevole Gennuso, veramente questo  è  un  argomento
  assolutamente nuovo, introdotto un'ora fa.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,    presidente   della   Regione.    Signor    Presidente
  dell'Assemblea,  onorevoli colleghi, vorrei chiedere  all'onorevole
  Cimino,  ex  assessore  per il bilancio, che ha  presentato  questo
  emendamento di ritirarlo, di ritirarlo, risparmiandoci questo voto,
  più o meno segreto, e comunque inutile, che non ha ragion d'essere,
  signor  Assessore,  onorevoli colleghi. Non ha ragione  d'essere  e
  perché? Ora ricostruisco i fatti per come si sono svolti.
   Questo  Parlamento  e  il  Governo da  me  presieduto,  con  largo
  anticipo  rispetto  a tutte le altre regioni, come  ricorderete,  e
  attirandosi,  devo  dirvi,  una serie  di  polemiche,  più  o  meno
  pretestuose da parte delle regioni inadempienti in ordine a  questo
  argomento, dopo lungo confronto e varie modificazioni, che  a  quel
  piano  la cui redazione, per carità, concordata in Giunta, si  deve
  in  maniera  particolare, all'onorevole Assessore dell'epoca,  cioè
  all'onorevole Michele Cimino, la nostra Regione, con largo anticipo
  rispetto  alle  altre, e dopo averlo modificato più volte,  venendo
  incontro, ripeto, alle richieste, alle esigenze, alle proposte  che
  venivano   dal   Governo,  credo  dalle  attività  produttive   più
  propriamente,  portò  al CIPE questo nostro piano  di  impegno  dei
  fondi  FAS  che,  come  sapete, complessivamente  ammontavano  a  4
  miliardi e 313 milioni.
   In  questo  piano per l'investimento di questi 4  miliardi  e  313
  milioni,  c'erano  tante  voci alle quali facevano  riferimento  le
  cifre per come le avevamo ripartite nel piano.
   Nonostante questo piano sia stato approvato nel luglio del 2009  e
  la  relativa  deliberazione CIPE, invece, è stata pubblicata  sulla
  Gazzetta  ufficiale della Repubblica italiana, nel settembre  2009,
  come ben sanno i colleghi parlamentari, il Governo nazionale non ha
  dato seguito, nonostante l'impegno assunto al massimo livello, dato
  che il CIPE è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri,
  a  che la relativa delibera pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  si
  concretizzasse  con  un  decreto  che  avrebbe  dovuto  imporre  il
  perfezionamento  della  relativa  delibera,   decreto  che  abbiamo
  atteso -invano - sino ad oggi.
   E'  vero,  siamo  intervenuti, anticipando con  la  nostra  cassa,
  alcune  spese, alcuni interventi. L'abbiamo fatto perché  la  tanto
  contestata  rinaturalizzazione, contestata  e  devo  dirvelo  senza
  polemiche,  tanto quanto sarebbe bastato se la contestazione  fosse
  stata  accolta da costringerci a dover dire oggi che ne  difendiamo
  le  aspettative, i bisogni, a 20- 30 mila persone di non  avere  le
  condizioni  per  potere  consentire  loro  di  rinaturalizzare  con
  annesse indennità loro spettanti per questo progetto.
   Abbiamo  investito  queste risorse per fare i famosi  cantieri  di
  lavoro, che è una misura di investimento e sociale al tempo  stesso
  perché  ha  consentito a, più o meno, tutti i comuni  siciliani  di
  realizzare  cinque,  sei,  sette interventi,  di  dare  lavoro  con
  piccoli interventi, piccole forniture, i commercianti locali, oltre
  che   le   piccole  realtà  locali  che  hanno  avuto  il  sollievo
  consistente  in  piccoli  interventi di  manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria.
   Per  quanto  riguarda la voce dei 70 milioni di euro  dedicati  ad
  interventi nei comuni o negli enti locali, di cui ci siamo occupati
  nella finanziaria dell'anno scorso, ne avremmo potuto farne a  meno
  se  questa voce, così come è capitato per i cantieri di lavoro  che
  non  hanno trovato luogo nella legge finanziaria dell'anno  scorso,
  la  n.  11/2010,  questi cantieri di lavoro li  abbiamo  finanziati
  perché  erano  nel  PAR FAS e ci siamo tutelati -  e  lo  ricorderà
  l'assessore  Cimino perché l'abbiamo fatta insieme -, scrivendo  al
  Governo   nazionale,   al  Ministero  delle  attività   produttive,
  sollecitandone  il  decreto  per  sbloccare  queste  opere  e   per
  investire queste risorse.
   Il  Governo  nazionale non ha assolutamente risposto. In  seguito,
  abbiamo  interloquito, scrivendo in questi termini:  ci  aspettiamo
  il  decreto perché non possiamo fare a meno di intervenire; se  non
  ci rispondete di no nell'arco di sette giorni, si sarà attivata una
  sorta  di  silenzio-assenso. Sono passati  più  di  dodici  mesi  e
  nessuno ha risposto. Nessuno ha detto che avrebbe anticipato e  che
  sarebbe  intervenuto anticipando le risorse per  realizzare  quanto
  contenuto in quel piano.
   Non  lo abbiamo fatto per quanto riguarda questa misura per  varie
  ragioni.  Credo  che  una delle ragioni e non vorrei  sbagliarmi  è
  quella  che  avendone  tratto  spunto  dal  PAR  perché  c'era   la
  copertura,  la voce era  Interventi nelle aree urbane o negli  enti
  locali',  però,  la cifra era di 70 milioni e dobbiamo  riconoscere
  con  molta  franchezza  che  i progetti raccolti  o  sollecitati  o
  pervenuti comportavano un investimento più o meno doppio: non so se
  si  trattava  di 134 o di 140, più o meno il doppio di 70  milioni.
  Ecco  una delle ragioni per cui non abbiamo potuto attivare  quella
  misura.
   La  seconda ragione è quella che abbiamo richiesto i progetti agli
  enti  locali in base a delle indicazioni che furono raccolte  credo
  in  uno  degli allegati alla finanziaria, e credo che  parecchi  di
  quei comuni in ordine a quelle opere ancora non hanno presentato  i
  progetti, non hanno risposto o corrisposto a quella nostra istanza;
  qualcuno,   non  uno  o  due,  ma  parecchi  comuni,   non   tutti,
  figuriamoci, ma parecchi comuni.
   Nel  frattempo  cosa succede, succede qualcosa  per  cui  vi  dico
  questo  voto   e  il  dibattito relativo circa l'opportunità  sulla
  quale  conveniamo di realizzare queste opere perde di  significato,
  interviene nel frattempo la delibera dell'11 gennaio 2011,  con  la
  quale ci si notifica che cosa? Che intanto il FAS non ammonta più a
  4  miliardi  313, ma bensì si riduce del 15 per cento,  siamo  a  3
  miliardi  e  600 e qualcosa. Quello che voi dite è stato anticipato
  questo,  questo  e quest'altro per cui la cifra reale  sulla  quale
  discutere  è  abbastanza più ridotta, è vero,  in  ogni  caso,  noi
  potremmo disporre di 3 miliardi e 600 milioni. Abbiamo interloquito
  più  volte  con  il Governo, in questo caso con il  Ministro  delle
  Regioni, che è l'onorevole Fitto, che è stato più volte da noi,  un
  paio di volte,  per parlare della rimodulazione di questo fondo, ma
  anche  per  intervenire su altri argomenti;  abbiamo   avviato  una
  interlocuzione che ci porterà ovviamente a rimodulare.
   Nel  frattempo  che  cosa abbiamo fatto, per  non  toccare  quella
  previsione  che  nel nostro FAS era contenuta e  anche  questo  era
  l'impegno dell'Assemblea e del Governo? Abbiamo fatto ricorso  alla
  Corte dei Conti contro quella benedetta deliberazione. La Corte dei
  Conti  ci ha pensato e ripensato, ci ha fatto attendere più di  due
  mesi,  ma  poi  purtroppo quella delibera CIPE con cui  si  rimette
  tutto  in discussione, donde l'obbligo di rimodulare, per cui prima
  di allora soprattutto dopo la delibera della Corte dei Conti nessun
  ragioniere  generale  o  Assessore  della  Regione  si   sente   di
  autorizzare un solo euro di quel piano, nel frattempo, purtroppo la
  Corte dei Conti approva o meglio vista e registra quel decreto.
   Oggi,  richiamarci a quel piano per il quale nel FAS  non  c'e  la
  sufficiente  copertura finanziaria per come avevamo  progettato  ci
  porterebbe,  se permettete, ad un voto che non serve a  nulla,  che
  metterebbe qualunque ragioniere generale, che ci farebbe  approvare
  qualcosa  che  poi non possiamo attuare  E invece se noi  riteniamo
  che  quegli  interventi  come altri, come  tanti  altri,  siano  da
  finanziare  con  un  FAS  rimodulato, da questo  confronto  tra  il
  Governo della Regione e quello nazionale, sarà posto in primo piano
  perché  si  possa  trovare  quella  copertura  finanziaria  che  ci
  consentirà  di mantenere l'impegno che questa Assemblea ha  assunto
  con se stessa e di cui il Governo regionale si è fatto carico.
   Ecco qual è la ragione. Poi, per carità, diremo che questo va bene
  così,  che  per  quanto riguarda l'altro punto c'è da  rivedere  un
  altro argomento o quant'altro, ma le cose stanno in questi termini.
  E votare o non votare a scrutinio segreto, o con altro sistema, non
  ci  mette certo nelle condizioni di realizzare l'obiettivo al quale
  guardiamo tutti con lo stesso favore.
   Io  vi  ringrazio e mi permetto quindi di formalizzare,  l'ho  già
  fatto  ad  apertura  del  mio intervento, la  richiesta  di  ritiro
  dell'emendamento all'amico onorevole Cimino.

   PRESIDENTE.   Onorevole Cimino, accede alla  richiesta  di  ritiro
  dell'emendamento?

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, purtroppo mi rincresce, ma  non  posso
  ritirare  l'emendamento per una serie di motivazioni:  una,  perché
  negherei il lavoro fatto l'anno scorso; due, perché devo dirle  nel
  suo  intervento  ha  dato le risposte a qualche dubbio  che  potevo
  avere.  Perché  vero  è che il lavoro parlamentare  ha  attivato  a
  favore di quegli interventi per i comuni che oggi non hanno più  la
  possibilità  di  finire un'opera pubblica che era stata  finanziata
  magari  con  la  vecchia Cassa depositi e prestiti,  o  finire  gli
  interventi che sono iniziati nella prima Repubblica e che poi  sono
  stati abbandonati. Quel testo nasceva per progetti esecutivi e  per
  opere  di  completamento. Proprio il fatto che  si  tratta  di  una
  copertura  di  70 milioni, e non di 140, è perché i primi  progetti
  con  una esecutività avanzata sono immediatamente cantierabili, gli
  altri  sono  progetti  che devono poter trovare  la  copertura  con
  accordi di programma che sono previsti in questa delibera CIPE.
   E  onorevole  presidente  della  Regione,  come  ha  sostenuto  il
  professore  Armao  in  Commissione Bilancio,  non  ha  sospeso  gli
  interventi, ma giustamente ha aperto una trattativa tra lo Stato  e
  la Regione, e lo Stato deve poter far valere quel POR FAS del 2007-
  2013 che lei ha presentato unitamente al Presidente Berlusconi e al
  Ministro  Tremonti,  che  oggi firmando  questa  delibera  CIPE  il
  Ministro  Tremonti sottolinea anche quei PAR come  la  Sicilia  che
  hanno   l'istruttoria  favorevole  del  Ministero  dello   sviluppo
  economico,  la presa d'atto del PRE CIPE e del CIPE e che  sono  in
  attesa del decreto, perché vogliono avere una maggiore forza  nella
  contrattualizzazione,  ma noi dobbiamo poter  dire  che  il  lavoro
  della  Sicilia è stato ben fatto, così come per i cantieri  scuola,
  per  la forestale, anche per 70 milioni, e presto 140, a favore dei
  comuni della nostra Regione.
   Per  coerenza, onorevole Presidente, e per il buon lavoro  che  ho
  svolto  all'epoca  come  assessore  di  questo  Governo  non  posso
  rinnegare il mio passato, sostengo il mio emendamento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                      Per richiamo al Regolamento

   PANARELLO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, è la prima volta che mi capita nella
  mia vita di parlamentare di trovarmi di fronte alla votazione di un
  testo  che  sulla base delle considerazioni svolte  dal  Presidente
  della   Regione,  dal  capogruppo  del  PD  e  dall'Assessore   per
  l'economia,  dovrebbe essere considerato inammissibile,  nel  senso
  che  mi si dice, io non la voglio buttare in politica, perché tutte
  le  opinioni  sono necessarie, mi si dice che non  è  attuabile  in
  quanto   i  funzionari  dopo  la  delibera  del  CIPE  e  dopo   il
  pronunciamento  della  Corte dei Conti non lo  possono  mettere  in
  attuazione.  Siccome  c'è  questa  considerazione,  chiederei  alla
  Presidenza    di   fare   un   approfondimento   per    verificarne
  l'ammissibilità. Grazie.

   PRESIDENTE. L'istruttoria è già stata fatta, onorevole  Panarello,
  altrimenti  non  saremmo  qui a discutere, l'avrei  già  dichiarato
  inammissibile un'ora fa, avremmo evitato un'ora di discussione.

   PANARELLO. Mi serviva comunque che restasse agli atti.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento  11.14.3,  degli
  onorevoli Bufardeci ed altri.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo ringraziare
  sia  l'onorevole Cimino che ha proposto questo emendamento  sia  il
  Presidente della Regione, perché finalmente ha detto la  verità,  a
  differenza  degli  assessori, perché in  genere  Lombardo  la  dice
  sempre   la  verità  quando  interviene,  a  differenza  dei   suoi
  assessori.  E devo sottolineare la grande onestà intellettuale  del
  Presidente   Lombardo,   in   quanto   egli   giustamente    chiede
  all'onorevole Cimino di ritirare il suo emendamento, perché i soldi
  previsti  dal  FAS  per questa misura, per questi  progetti  per  i
  comuni  non  ci sono  Onorevole Cimino, non l'ha capito ancora  che
  non  ci  sono quei soldi? Che vuole lei? E allora rispetto a questa
  richiesta, il presidente Lombardo ha fatto bene - giusto Presidente
  -, però le chiedo io un'altra cosa: parliamo del bilancio 2010. Nel
  bilancio  2010,  onorevole Presidente,  noi  abbiamo  a  mala  pena
  previsto un miliardo e trecento milioni, euro più, euro meno,  come
  fondi  FAS.  E  le voglio ricordare, onorevole Presidente,  che  il
  Ragioniere generale della nostra regione senza norma, forse, ma  mi
  auguro  che  ci  sia anche per il 2010, ha autorizzato  l'utilizzo,
  anzi  l'anticipazione  su due voci, ce ne  sono  altre,  ma  quelle
  principali sono due: forestali e sportelli multifunzionali.
   E  allora  delle  due  l'una,  Presidente  della  Regione.  Io  la
  ringrazio  perché lei ha finalmente smentito l'assessore Armao;  io
  di  questo  la  ringrazio, gli revochi pure la delega,  gli  faccia
  cambiare posto perché è inadeguato, perchè i conti non tornano, per
  altre  cose  è  perfetto,  ma per i conti  no   Quindi  cambiategli
  delega,  rivogliamo l'onorevole Cimino. Rispetto a  questo  c'è  un
  dato  principale:  lei,  onorevole  Presidente  della  regione,  ha
  dichiarato  che - in questo momento - c'è un buco nel bilancio  del
  2010  afferente  alle coperture della forestale e  degli  sportelli
  multifunzionali per oltre 250 milioni di euro. Ma lei,  finalmente,
  ha   detto  la  verità  anche  su  un'altra  cosa:  che  tutta   la
  programmazione  che  state facendo con questa  finanziaria  è  iper
  falsa,  perché  se il FAS non è utilizzabile nel 2010  non  capisco
  come possa essere programmabile, utilizzabile nel 2011
   E  allora finalmente, lei ha chiarito qual è il disegno di  questa
  sua  finanziaria:   ni  vuole mannari tutti  a  casa ,   presidente
  Lombardo    Lei  vuol fare impugnare il bilancio della  Regione.  E
  diciamolo  finalmente   Questo però non lo sapeva  l'Assessore  per
  l'economia. Non lo sapeva  E allora rispetto a questo mi faccio  io
  suo portavoce, presidente Lombardo, lei finalmente ci ha portati  a
  questo punto; li ha fatto scannare tutti, li ha fatti girare con un
  piattino  in  questi  quattro giorni e  finalmente  ora,  colpo  di
  teatro, si ufficializza il vero disegno  Siamo ormai pronti,  tutti
  a  casa   Cominciate a stampare fac-simili perché è chiaro,  ormai,
  finalmente,   la  voce  autorevole  del  presidente  Lombardo,   ha
  chiarito,  ha  messo il timbro  Altro che Commissario dello  Stato,
  non c'è bisogno neanche più che discutiamo
   Onorevole  Leontini,  non c'è bisogno che  scriva  al  Commissario
  dello  Stato  perché ormai il Commissario dello Stato ci  segue  in
  diretta  e ha sentito le voci del Presidente della Regione,  tant'è
  vero  che l'assessore Armao è scappato  Non c'è più, se n'è andato,
  è  andato  a  dimettersi, lei ha avuto, presidente Lombardo,  anche
  questa  capacità;  l'assessore Armao  è  in  sala  stampa  che  sta
  comunicando le sue dimissioni
   Concludo,  signor  Presidente, e lo  sa  perché  devo  concludere?
  Perché  dopo  questa autorevole affermazione non c'è più  nulla  da
  fare e non c'è più nulla da dire  Io tolgo il disturbo; so che  lei
  è  contento  e pure il Presidente della Regione; tolgo il  disturbo
  perché ho programmato un bel comizio a Favara ed è giusto che  vada
  a Favara, anzi, se il Presidente della Regione vuole venire con me,
  non  perda  tempo  qui, venga con me e facciamo un  bel  comizio  a
  Favara, dove si vede l'assenza dello Stato e della Regione  E  così
  ormai  li  facciamo  ammazzare fra di loro. Lei  c'è  riuscito  nel
  disegno,  li ha fatti uscire tutti allo scoperto  Complimenti   Ora
  si  è  dimostrato  l'unico fine politico in  Sicilia  e  in  questa
  Assemblea. E non scherzo  Io su questo sono stato sempre chiaro nei
  suoi confronti.
   E  dunque,  cari  colleghi,  è finita la  partita,  ormai  abbiamo
  concluso i nostri lavori.
   Io, signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola, non
  so che diavolo prevede il Regolamento interno, io sono naturalmente
  favorevole a questo emendamento, ma se mi devo astenere per  forza,
  non  me  ne  voglia l'onorevole Cimino, comunque sia  lo  ringrazio
  perché finalmente è riuscito a sollecitare la verità.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   DINA. Chiedo che la votazione dell'emendamento 11.14.3 avvenga per
  scrutinio segreto.

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.14.3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  dagli  onorevoli Bosco, Bufardeci,  Buzzanca,  Caputo,
  Cascio   Salvatore,  Cordaro,  Incardona,  Mineo,   Scilla,   Scoma,
  Vinciullo,    indìco    la   votazione   per    scrutinio    segreto
  dell'emendamento 11.14.3, degli onorevoli Cimino e Bufardeci.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,   Aricò,
  Barbagallo,   Beninati,   Bonomo,   Bosco,   Bufardeci,   Buzzanca,
  Calanducci, Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Catalano,
  Cimino,  Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
  D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di  Guardo,  Di
  Mauro, Dina, Falcone, Faraone, Federico, Ferrara, Formica, Forzese,
  Galvagno, Gennuso, Gentile, Giuffrida, Greco, Gucciardi, Incardona,
  Laccoto,  Leanza  Lino,  Lentini,  Leontini,  Limoli,  Lo  Giudice,
  Lombardo,    Maira,   Mancuso,   Marinello,   Marrocco,   Marziano,
  Mattarella,  Mineo,  Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,  Panepinto,
  Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello,  Scilla,
  Scoma,  Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Si astiene: Fiorenza.

   Assenti:  Campagna,  D'Asero, De Luca, Donegani,  Leanza  Edoardo,
  Lupo, Marinese, Minardo, Pogliese, Savona, Scammacca, Minardo.
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           78
   Votanti             77
   Maggioranza         39
   Favorevoli          27
   Contrari            49
   Astenuto            1

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 11.14  che  è  di  riscrittura
  dell'articolo  11,  così come modificato. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
                               «Art. 12.
       Linea d'azione  Itinerario Ragusa-Catania'. Anticipazione
                               regionale

   1.  Nelle  more  della  definizione della  riprogrammazione  delle
  risorse  del  Fondo  per le aree sottoutilizzate,  ai  sensi  della
  Deliberazione CIPE 11 gennaio 2011, n. 1, per far fronte agli oneri
  relativi  all'intervento  previsto  dalla  linea  di  azione  2.1.a
   Itinerario Ragusa Catania SS 514-SS 194', è autorizzata  a  titolo
  di anticipazione per l'esercizio finanziario 2011 la spesa di 5.000
  migliaia di euro.

   2.  Per  le  finalità  del comma 1, il Ragioniere  generale  della
  Regione è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie  per  il
  finanziamento d'investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo
  3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350.

   3. Al verificarsi dei presupposti per il finanziamento delle linea
  d'azione  di cui al presente articolo con le risorse del Fondo  per
  le  aree sottoutilizzate, l'autorizzazione di spesa di cui al comma
  1 è ridotta di pari importo.

   4.  In  attuazione  del presente articolo, il Ragioniere  generale
  della  Regione è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni
  al bilancio della Regione».

   PRESIDENTE.  Comunico  che allo stesso  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 12.1, 12.2, 12.3, 12.4, 12.5;
   dagli  onorevoli  Maira,  Dina, Caronia e Cordaro:  12.14,  12.13,
  12.12 e 12.11;
   dagli onorevoli Minardo, D'Agostino, Gennuso, Federico e Colianni:
  12.6;
   dall'onorevole Leontini: 12.8;
   dagli  onorevoli Vinciullo, Pogliese, Buzzanca, Caputo e  Falcone:
  12.9, 12.7.

   LEONTINI.  Dichiaro di ritirare gli emendamenti 12.1, 12.2,  12.3,
  12.4, 12.5 e 12.8, a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  per  coerenza,
  perché credo sia un atto di assoluta coerenza, così come ho chiesto
  che gli articoli 8 e 9 fossero sospesi, chiedo che anche l'articolo
  12 - i colleghi capiranno la ragione - venga accantonato e si passi
  agli  articoli successivi sul piano della manovra più  strettamente
  tecnica.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Si  passa all'articolo 13. Invito il deputato segretario  a  darne
  lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                               «Art. 13.
         Pubblicazione informatica delle delibere della Giunta
                               regionale

   1.  Al  fine  di garantire la trasparenza della spesa,  la  Giunta
  regionale  trasmette alla Segreteria generale, entro  sette  giorni
  dall'adozione,   le   delibere  per  la  tempestiva   pubblicazione
  integrale  delle  stesse  sul  sito  ufficiale  della  Regione,  in
  un'apposita rubrica facilmente accessibile. La Segreteria generale,
  con  la  presente legge, assume l'obbligo di trasferire, in formato
  digitale,  le delibere appena adottate. Le delibere che  contengono
  provvedimenti  di  spesa  o  di  nomina  devono  essere  poste   in
  particolare  evidenza, allegando, in caso di nomine, il  curriculum
  del nominato».

   PRESIDENTE.  Comunico  che allo stesso  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 13.4;
   - dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 13.5;
   - dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero e Bosco: 13.2, 13.3 e
  13.1.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 13.4, 13.2, 13.3  e
  13.1 a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 13.5, dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 13.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 14. Invito il deputato segretario  a  darne
  lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                               «Art. 14.
                   Modifiche di norme in materia di
           termini di presentazione di documenti finanziari

   1.  Alla  lettera  a)  del  comma 2 dell'articolo  1  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  le  parole   entro  trenta  giorni  dalla   data   di
  presentazione  alle camere da parte del Consiglio dei  Ministri  di
  quello  nazionale   sono sostituite dalle seguenti:   entro  il  20
  luglio di ciascun anno'.

   2.  All'articolo 3, comma 1, della legge regionale 8 luglio  1977,
  n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le parole  Entro il 31
  maggio  di ciascun anno' sono sostituite dalle seguenti:  Entro  il
  30 giugno di ciascun anno».

   PRESIDENTE.  Comunico  che allo stesso  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 14.1, 14.2 e 14.3;
   dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 14.6, 14.5 e 14.4.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 14.1, 14.2 e 14.3 a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MAIRA.  Dichiaro di ritirare gli emendamenti 14.6, 14.5 e  14.4  a
  mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta, che riprenderà  alle  ore
  16.00.

       (La seduta, sospesa alle 15.09, è ripresa alle ore 16.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere
  posto al banco delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, l'onorevole De Luca dovendo  andare  via  per
  impegni  istituzionali  ha  chiesto di  potere  anticipare  la  sua
  dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Grazie, signor Presidente. Il Presidente della Regione  è
  presente  e  mi  è sufficiente perché per il resto non  c'è  alcuna
  necessità di interlocuzione.
   Onorevoli colleghi, intervengo per dichiarare la mia posizione  su
  questa finanziaria che ormai stiamo per approvare; si tratta di una
  finanziaria ormai stringata perché la volontà di presentare il maxi
  emendamento  del  Governo  non  c'è  più  e  di  questo,  onorevole
  Presidente  della Regione, ne prendiamo atto. Credo sia sicuramente
  la soluzione più saggia perché, almeno, si evita di fare ancora più
  danno  alla  Sicilia  e di dare il colpo finale  alle  casse  della
  Regione siciliana.
   Ho  ricevuto,  però, una telefonata strana che  mi  ha  spinto  ad
  intervenire,  onorevole  Presidente  della  Regione  -  soprattutto
  quindi mi rivolgo a lei. Mi ha telefonato il presidente onorario di
   Sicilia  Vera', il sindaco di Ragusa, Nello Di Pasquale, il  quale
  ha saputo che c'è pronta una rappresaglia per cancellare l'articolo
  12  della  finanziaria, e cioè l'anticipazione dei  fondi  FAS  per
  l'autostrada Ragusa - Catania.  Io, naturalmente, ho detto a  Nello
  Di  Pasquale che non è possibile una cosa del genere, è  vero  Lino
  Leanza?   No   Visto  che,  giustamente,  è  stato  esitato   dalla
  Commissione  di  merito  questo testo, non  approvarlo  avrebbe  il
  frutto  di  una mera rappresaglia politica, una quasi vendetta   Ho
  quindi  rassicurato il mio interlocutore ed ora che sto parlando  -
  almeno  credo  -  col  Presidente ombra, visto  che  il  presidente
  Lombardo è occupato ancora a fare ragionamenti, non si sa di  quale
  natura, credo - ripeto - di poterlo rassicurare circa il fatto  che
  l'Aula  non  farebbe mai una rappresaglia del genere nei  confronti
  della  città  di  Ragusa, e nei confronti di un intero  territorio.
  Soprattutto poi nei confronti dell'onorevole  Leontini, che è stato
  colui che lo ha voluto, ma un plauso va pure all'intera Commissione
  e  al Parlamento che non si presterà, sono sicuro, a questo tipo di
  sollecitazioni
   Rispetto  alla  discussione sui documenti finanziari,  io  mi  ero
  limitato a presentare pochi emendamenti.
   Avevo  previsto  una  serie  di  norme  per  destrutturare  questa
  Regione,  per demolire questo sistema centralistico,  ma  oggi  con
  quelle  che  sono state le conclusioni sia sul bilancio  sia  sulla
  finanziaria,   credo   ci  abbia  pensato   ormai   qualche   altro
  parlamentare a demolire definitivamente questa Regione,  perchè  il
  Governo  regionale  - a mio avviso - confermando  queste  coperture
  finanziarie,  presidente Lombardo, ha di fatto  ufficializzato  il:
   Muoia Sansone con tutti i Filistei»
   Consiglio pertanto ai miei colleghi di cominciare a scegliersi una
  buona  tipografia  per farsi stampare i fac-simili,  in  quanto  il
  Commissario dello Stato impugnerà il bilancio della Regione, poiché
  le  sollecitazioni che sono arrivate nel correggere  o  meglio  nel
  trovare soluzioni vere per le coperture finanziarie, purtroppo, non
  hanno trovato riscontro né da parte dell'assessore  ufficiale'  per
  l'economia, né da quello  ombra'.
   Questo   Parlamento  forse  si  appresta  ad  approvare   l'ultima
  finanziaria di questa legislatura, probabilmente - se è vero quello
  che si ventila, vale a dire il ritiro del maxi-emendamento. Perché,
  onorevole Presidente Lombardo, lei lo ritirerà il maxi emendamento,
  no?  Credo che almeno così si eviterebbe questo ulteriore colpo  di
  grazia alle casse regionali.
   Tra l'altro, proprio su questo, l'assessore Armao ha costruito  un
  sistema di svendita dei beni immobili molto ingegnoso, che potrebbe
  anche  fare  gola  a  qualche  sistema', -  come  è  stato,  signor
  Presidente  dell'Assemblea, per quanto riguarda  il   primo  lotto'
  della  svendita  dei  beni immobili; so che c'è  qualche   sistema'
  pronto  con la bava alla bocca, ma credo che il presidente Lombardo
  eviterà questo ulteriore scempio e quindi si confermerà quello  che
  lei  aveva  annunziato,  e  cioè che la  classe  politica  non  può
  continuare  ad utilizzare le casse della Regione come un   bancomat
  allo scoperto'
   Io  di questo la ringrazio presidente Lombardo, ma, comunque,  non
  avrà  il mio voto favorevole, nonostante questo ulteriore segno  di
  saggezza  da parte sua; non lo avrà perché l'impianto del  bilancio
  parte  male e perché lei che ha voluto quell'articolo 14  -  perché
  lei  lo ha voluto, si ricorda ne abbiamo parlato  - non l'ha  fatto
  attuare  perché  gli articoli 13, 14 e 15 - oggi lo  possiamo  dire
  all'Assemblea - sono stati articoli voluti dal presidente Lombardo.
  Vede,  l'assessore  Armao  è riuscito a  sfuggire  anche  alle  sue
  attenzioni, onorevole Presidente, e questo mi amareggia.
   Rispetto  a  questo  - e concludo - il mio voto  è  contrario,  ma
  soprattutto  quello che devo registrare è che per l'ennesima  volta
  la  Sicilia  ha  avuto  una  finanziaria  che  a  differenza  delle
  precedenti passerà alla storia per essere stata impugnata,  per  la
  prima volta, dal Commissario dello Stato.
   Vi  faccio  proseguire nei lavori, per impegni istituzionali  sono
  costretto a recarmi a Favara.
   Ringrazio   il  Presidente  dell'Assemblea  per  questa  ulteriore
  gentilezza nei miei confronti.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
  della  Regione,  un secondo di attenzione perché  francamente  sono
  perplessa.  C'è  una strana e rara aria di pace alla  chiusura  del
  bilancio  e della finanziaria. Io non sorriderei, non ho voglia  di
  sorridere  e  immagino  che  i  siciliani  non  abbiano  voglia  di
  sorridere.
   Abbiamo  lavorato  con  serietà,  impegno,  tensione  ad  un  maxi
  emendamento alla finanziaria. Ci lavoriamo da tanto tempo. Ci  sono
  tutta una serie di iniziative serie e sensate che siamo disposti  a
  discutere  con  l'opposizione  e da  giorni.  Una  strana  alleanza
  trasversale propone invece di fare in fretta, approvare  in  fretta
  questa  finanziaria, una specie di finanziaria  tecnica:  assessore
  Armao,  lei  non  può  accettare che dopo nove  mesi  da  assessore
  tecnico si approvi una semplice finanziaria tecnica
   E  allora credo sia indispensabile una riunione dei Presidenti dei
  gruppi  parlamentari per capire se è successo  qualcosa  di  nuovo,
  onorevole Cracolici. Se dobbiamo approvare una finanziaria  tecnica
  e andare a fare un picnic è bene che chi decida questo si assuma la
  responsabilità a titolo personale e chiarisca ai cittadini  qual  è
  il piano.
   Signor  Presidente, chiedo dunque in maniera formale una  riunione
  dei Presidenti dei gruppi parlamentari perché ieri sera e fino alle
  due del mattino abbiamo lavorato a un maxiemendamento
   Onorevole Dina, di questo maxiemendamento non se ne sa più niente;
  può  sparire,  ma  che sparisca senza una riunione  di  capigruppo,
  senza  una  riflessione politica, o perché qualcuno deve  andare  a
  fare  il  picnic  o perché siamo stanchi o perché ci  sono  accordi
  trasversali,   come  sempre  in  questa  disgraziata   isola,   che
  scavalcano  i  gruppi,  la  politica,  gli  interessi  del   popolo
  siciliano, questo lo vogliamo sapere
   E  allora  signor Presidente, le chiedo, con assoluta  serenità  e
  decisione,  di  interrompere i lavori, che  a  questo  punto  hanno
  assunto  un  ruolo  ridicolo, siamo stati qui  fino  alle  due  del
  mattino,  e  sono  andata  via da questa riunione  come  capogruppo
  dell'UDC  Verso il Partito della Nazione e mi aspetto di  discutere
  il maxi emendamento che non ho
   Le  ricordo, signor Presidente, tra l'altro, e lo ricordo  ai  due
  vicepresidenti,   che  questa  Assemblea   gode   di   una   grande
  maggioranza,  abbiamo  bocciato  un  emendamento  dell'opposizione,
  perfino a scrutinio segreto
   Di fronte a questo, con quale coraggio noi decidiamo di chiudere e
  andarci a fare un picnic?

   FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE.  Signor  Presidente volevo,  a  nome  dell'UDC  Verso  il
  Partito della Nazione, fare un chiarimento perché ritengo che - mai
  come  oggi - noi abbiamo le idee chiare perché la finanziaria possa
  essere  fatta  nel  modo più snello possibile e  per  tale  ragione
  condividiamo  il  ragionamento politico  del  capogruppo  del  PDL,
  onorevole  Leontini: e cioè che venga fatta una finanziaria  snella
  in modo tale da potere andare avanti nel più breve tempo possibile.
   Pertanto,  condivido ancora una volta e ribadisco il  ragionamento
  fatto  dall'onorevole  Leontini perché si approvi  una  finanziaria
  snella.

   PRESIDENTE. Onorevole Forzese, sarebbe stato meglio chiarire prima
  le  singole posizioni all'interno del vostro Gruppo politico, visto
  che il suo Capogruppo ha detto poc'anzi esattamente il contrario di
  quello da lei testè dichiarato.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 8.1;
   - dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 8.3;
   - dagli onorevoli Ruggirello e Musotto: 8.2.

   Comunico   altresì  che  è  stato  presentato  dalla   Commissione
  l'emendamento  8.4,  sostitutivo dell'articolo  8,  e  preciso  che
  l'emendamento   8.2  degli  onorevoli  Ruggirello   e   Musotto   è
  conseguentemente assorbito.
   Si passa all'emendamento 8.4 della Commissione, che così recita:
     « L'art. 8 è sostituito dal seguente:

     1.   All'articolo  22,  comma  3,  primo  periodo,  della  legge
  regionale   27  dicembre  1978, n. 71  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
     a)   dopo   le   parole   realizzati  con  regolare  concessione
  edilizia     sono   aggiunte   le   seguenti    ovvero   realizzati
  anteriormente al 1967 ;
     b) le parole  da civile abitazione  sono soppresse;
     c)  dopo la parola  ristorazione  sono aggiunte le seguenti:   e
  per   l'insediamento  delle  attività  di   bed   and   breakfast',
  agriturismo ed annesse attività di ristorazione ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto, gli emendamenti 8.2 e 8.3 decadono.

   Si  passa  all'articolo 9. Invito il deputato segretario  a  darne
  lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                               «Art. 9.
            Modifica di norme in materia di turismo rurale

   1. All'articolo 21 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3  e
  successive modifiche ed integrazioni dopo il comma 1 è aggiunto  il
  seguente:

    1 bis. Agli operatori agrituristici, già autorizzati alla data di
  entrata   in   vigore  della  presente  legge,  è   consentita   la
  trasformazione  dell'attività di agriturismo in quella  di  turismo
  rurale.    Limitatamente   agli   agri-campeggi,   in   alternativa
  all'adeguamento,  è  consentita  la  trasformazione  in   complesso
  turistico-ricettivo all'aria aperta nel rispetto  delle  previsioni
  della  legge regionale 13 marzo 1982, n. 14 e successive  modifiche
  ed integrazioni.'.

   2.  Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge  l'Assessore  regionale  per  il  turismo,  lo  sport  e   lo
  spettacolo,   con  proprio  decreto,  disciplina  le  modalità   di
  attuazione del comma 1 bis dell'articolo 21 della legge regionale 3
  del 2010 come introdotto dal comma 1».

   PRESIDENTE.  Comunico  che allo stesso  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 9.4, 9.5 e 9.6;
   dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 9.9, 9.8 e 9.7.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, io  sono  imbarazzato.  Le  chiedo
  scusa, la riscrittura dell' articolo 8 era una riscrittura tecnica,
  l'emendamento 8.2 era un emendamento aggiuntivo all'articolo 9.

   PRESIDENTE.  No,  chiarisco  il  punto.  La  riscrittura   tecnica
  riscrive  interamente  l'articolo 8.  Nel momento  in  cui  con  la
  riscrittura dell'articolo 8, cioè con l'emendamento 8.4 si  cassano
  le  parole  civile abitazione  è ovvio che include il fatto che  si
  possano  ristrutturare le ex cantine. In questo senso  è  superato,
  perché è incluso nella riscrittura dell'articolo 4.

   ADAMO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, le ho fatto una richiesta,  ognuno  si
  assuma  le proprie responsabilità e se le assumano i capigruppo  di
  questa Assemblea.
   Alla  fine,  ognuno  dirà quello che pensa.  Onorevole  Cracolici,
  capogruppo  del  PD,  ho chiesto una riunione  dei  presidenti  dei
  gruppi  parlamentari, l'ho chiesta perché ieri c'è stata fino  alle
  due   di  notte  una  trattativa  sul  maxi  emendamento.  Il  maxi
  emendamento   adesso  sparisce  e  voglio  sapere   perché.   Posso
  chiederle,  signor Presidente, una riunione dei capigruppo?  Vorrei
  sapere  cosa è successo dalle due del mattino ad oggi  che  il  mio
  Gruppo non sa, che io non so

   PRESIDENTE. Onorevole Adamo, non ritengo ci siano le condizioni né
  l'esigenza  di  fare  una  riunione dei  capigruppo.  Peraltro,  un
  componente   del   suo  stesso  gruppo  politico   ha   fatto   una
  dichiarazione  opposta alla sua. La sua è una  richiesta,  che  per
  quanto autorevole, rimane pur sempre una richiesta.

   ADAMO. Signor Presidente, avendo partecipato fino a ieri sera come
  capogruppo, come cittadina, lei non ritiene che dovrei sapere  cosa
  è  successo, per cui il maxi emendamento, a cui avevamo lavorato da
  mesi,  improvvisamente sparisce? E' così grave fare un'interruzione
  di un quarto d'ora dopo avere interrotto i lavori per tanto tempo?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Adamo, abbiamo  interrotto  alle  14.45  e
  ripreso  alle 16.35 proprio per utilizzare questo tempo a chiarirci
  le idee. Siamo esattamente al punto in cui ci siamo lasciati.

   ADAMO.  Onorevoli  colleghi,  le norme  sui  confidi,  per  essere
  chiari.  La  riforma che da tanto tempo questo Governo si  intesta,
  non ha senso, è una  baggianata', una sciocchezza?
   Onorevole  Presidente della Regione, a lei non interessa  il  maxi
  emendamento?  Lei ha una maggioranza che poco fa  ha  bocciato,  ha
  bocciato   perfino  una  richiesta  dell'opposizione  a   scrutinio
  segreto   Non  le  interessa  un'interruzione  per  verificare   la
  possibilità di un maxi emendamento? Una risposta, penso, che me  la
  deve

   PRESIDENTE. Comunico che tutti gli emendamenti all'articolo 9 sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
       Linea d'azione  Itinerario Ragusa-Catania'. Anticipazione
                               regionale

   1.  Nelle  more  della  definizione della  riprogrammazione  delle
  risorse  del  Fondo  per le aree sottoutilizzate,  ai  sensi  della
  Deliberazione CIPE 11 gennaio 2011, n. 1, per far fronte agli oneri
  relativi  all'intervento  previsto  dalla  linea  di  azione  2.1.a
   Itinerario Ragusa Catania SS 514-SS 194', è autorizzata  a  titolo
  di anticipazione per l'esercizio finanziario 2011 la spesa di 5.000
  migliaia di euro.

   2.  Per  le  finalità  del comma 1, il Ragioniere  generale  della
  Regione è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie  per  il
  finanziamento d'investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo
  3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350.

   3. Al verificarsi dei presupposti per il finanziamento delle linea
  d'azione  di cui al presente articolo con le risorse del Fondo  per
  le  aree sottoutilizzate, l'autorizzazione di spesa di cui al comma
  1 è ridotta di pari importo.

   4.  In  attuazione  del presente articolo, il Ragioniere  generale
  della  Regione è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni
  al bilancio della Regione».

   PRESIDENTE.  Comunico  che allo stesso  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 12.1, 12.2, 12.4, 12.5;
   -  dagli  onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 12.14,  12.13,
  12.11, 12.10;
   -   dagli  onorevoli  Minardo,  D'Agostino,  Gennuso,  Federico  e
  Colianni: 12.6;
   - dall'onorevole Leontini: 12.8;
   - dagli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone:
  12.9, 12.7.

   Si passa all'emendamento 12.1, degli onorevoli Leontini ed altri.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 12.14, degli onorevoli Maira ed altri.

   MAIRA. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 12.6, degli onorevoli Minardo ed  altri.
  Lo dichiaro inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.
   Si   passa  all'emendamento  12.8,  dell'onorevole  Leontini.   Lo
  dichiaro inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.
   Si passa all'emendamento 12.9, degli onorevoli Vinciullo ed altri.
  Lo dichiaro inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.
   Si passa all'emendamento 12.7, degli onorevoli Vinciullo ed altri.
  Lo dichiaro inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.
   Pongo,  pertanto,  in votazione l'articolo 12.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
  1.
   Comunico   che  allo  stesso  è  stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento  1.11, interamente sostitutivo dell'articolo  1,  che
  incide sulle Tabelle A, B, C, D,E, F, G, I ed L, che così recita:

                                «Art.1
       Risultati differenziali. Determinazione fondi di riserva.

    1.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera b)  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  e considerati gli effetti della presente  legge,  il
  saldo  netto da finanziare per l'anno 2011 è determinato in termini
  di competenza in 760.588 migliaia di euro.

    2.  Tenuto conto degli effetti della presente legge sul  bilancio
  pluriennale  a legislazione vigente, per l'anno 2012 è  determinato
  un  saldo netto da finanziare pari a 209.512 migliaia di euro,  per
  l'anno  2013  è  determinato un saldo netto da finanziaria  pari  a
  277.609  migliaia di euro. Il Ragioniere generale della  Regione  è
  autorizzato   ad   effettuare   operazioni   finanziarie   per   il
  finanziamento di investimenti coerenti con l'articolo 3, comma  18,
  della  legge  24  dicembre 2003, n. 350 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, per un ammontare complessivo pari a 954.790  migliaia
  di  euro  per l'esercizio finanziario 2011, di 405.000 migliaia  di
  euro per l'esercizio finanziario 2012 e di 565.000 migliaia di euro
  per l'esercizio finanziario 2013.

    3.  Sono  revocate  le  precedenti autorizzazioni  ad  effettuare
  operazioni finanziarie per l'anno 2011 di cui all'articolo 1, comma
  3,  della  legge  regionale  14 maggio  2009,  n.  6  e  successive
  modifiche  ed integrazioni e per l'anno 2012 di cui all'articolo  2
  della  legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
  ed integrazioni.

    4.  L'ammontare  complessivo dei fondi di riserva  per  le  spese
  obbligatorie  e  di  ordine  e  per la riassegnazione  dei  residui
  passivi  di  parte  corrente e in conto  capitale  eliminati  negli
  esercizi  precedenti per perenzione amministrativa,  relativi  alle
  risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario  2011,
  in 450.000 migliaia di euro».

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  debbo
  intervenire anche per un fatto personale, e lo devo ad una  persona
  che  stimo,  ritenendo  che siamo ormai  giunti  al  culmine  della
  esasperazione, in un clima d'Aula teso per il fatto che, da giorni,
  i  colleghi sono qui in Aula per tentare di fare - almeno in ognuno
  di  noi  c'è  l'ambizione di fare qualcosa per migliorare  ciò  che
  esiste. La persona che stimo è la collega Adamo, la quale ha  fatto
  un intervento col cuore

   ADAMO.  L'ho  fatto col cuore e con la testa, un cuore  che  batte
  insieme a quello dei siciliani.

   CRACOLICI. Non volevo offenderla  E il mio ringraziamento va anche
  ai  colleghi  che  hanno lavorato per presentare  emendamenti,  per
  scrivere pezzi di norme.
   Ha  ragione l'onorevole Adamo, noi abbiamo lavorato per  costruire
  una  finanziaria  che  avesse un profilo di  sostegno  all'economia
  vera,   in   un   momento   difficile,   facendo   anche   attività
  straordinaria,  ipotizzando  vendite  di  patrimonio,   ipotizzando
  entrate   straordinarie   per  sostenere  l'economia   in   maniera
  straordinaria;  abbiamo tentato di ragionare anche  per  provare  a
  cambiare  - con quel che si può - nelle condizioni date  in  questa
  Regione,  abbiamo cercato di cambiare con riforme che  provavano  a
  ristrutturare,   a   mettere   in  discussione   le   modalità   di
  funzionamento del sistema.
   C'è stato un emendamento GOV, e la Presidenza ne ha ammesso alcune
  parti,   altre   parti  sono  state  modificate,  ci   sono   delle
  riscritture, ci sono ulteriori proposte che scaturiscono via via  a
  seguito  degli interventi dei colleghi, si è tentato  di  costruire
  una  mediazione d'Aula, e il sottoscritto non considera  la  parola
  mediazione  come una parola d'offesa. Però, c'è un momento  in  cui
  bisogna capire qual è il clima che si determina.
   E  quando si dice, come si è detto, che le riforme dal momento che
  sono  complesse  -  e anche se corrette sul piano  della  procedura
  parlamentare - hanno bisogno, diciamo, di un approfondimento e  ciò
  richiede naturalmente del tempo, e noi oggi abbiamo dei tempi molto
  ristretti   dovendo   approvare  una  finanziaria   entro   termini
  perentori.
   Pertanto,  credo che oggi chi pensava di volere fare  una  riforma
  che   servisse alla Sicilia rimane un po' deluso ed è legittimo che
  lo sia; rimane deluso perché, alla fine, stiamo scegliendo un'altra
  strada  che  forse,  diciamo, rispetto  alle  abitudini  cui  siamo
  abituati  negli ultimi anni ci lascia tutti un po' con  l'amaro  in
  bocca.  Ma forse nella condizione data, ci evita di trasformare  la
  finanziaria  in  una gigantesca  Babele' arrovellata  da  un  clima
  d'Aula   che,   obiettivamente,  è  stato  faticoso,  difficile   e
  complicato in tutti questi giorni.
   Io credo che la collega Adamo e lo dico parlando a tutti noi, deve
  anche rendersi conto che c'è un momento nel quale bisogna scegliere
  una  strada,  io preferisco non fare una finanziaria   marmellata ,
  una  finanziaria  che  serve  ai singoli  deputati,  con  tutto  il
  rispetto,  ma  io assieme a lei e a tanti altri abbiamo  provato  a
  fare  una  finanziaria che servisse non a noi singoli, ma  servisse
  alla Sicilia.
   Ci  è   stato posto un problema formale, sostanziale, politico  in
  cui  si  è detto:   No, queste norme non ci devono stare  , ripeto,
  legittimo  sul piano della procedura, la riforma degli appalti,  le
  questioni  connesse  agli  IACP, le questioni  connesse  alle  IPAB
  piuttosto  che  alle ASI eccetera, lo sviluppo, i Confidi,   perché
  per  mettere  i  soldi nel capitolo Confidi dobbiamo avere  risorse
  straordinarie per finanziarli
   Alla  fine,  quindi, ci sono stati posti dei problemi  politici  e
  formali.  Io credo che di fronte ai problemi o facciamo a spallate,
  ma a spallate fino a quando si può,  o ne prendiamo atto.
   Io  credo  che,  a questo punto, sia meglio che la finanziaria  si
  riduca  ad  una  mera attività tecnico-contabile e si  proceda  con
  leggi  di  settore - e questo chiederò al Governo,  a  partire  dei
  prossimi minuti -, perché credo che da oggi in poi anche il Governo
  dovrà  entrare  in  una logica che non si fa  una  legge  all'anno,
  piuttosto  se ne devono fare diverse durante il normale svolgimento
  dell'attività legislativa.
   E'  un  impegno  su  cui accettiamo una sfida. Io  sono  pronto  a
  raccoglierla. Detto questo, vorrei evitare che si chiudesse  questa
  discussione fra di noi come una discussione un po' folle.
   Noi  ci  abbiamo provato, collega Adamo; ci abbiamo  provato  fino
  agli  ultimi minuti, ma di fronte alle ostilità formali e politiche
  che  renderebbero faticosissimo il percorso di costruzione  di  una
  finanziaria    decifrabile'  dalla  società   siciliana,   dobbiamo
  prendere  atto,  anche per le procedure  cui  siamo  connessi,  che
  questo risultato, al momento, non possiamo raggiungerlo.
   Evitiamo,  però, di fare una finanziaria  arlecchino'  sulla  base
  della singola questione e non di questioni che hanno il respiro che
  devono avere: di interesse generale per la Sicilia.
   Per  questo le ho chiesto di ascoltarmi, capisco la sua  amarezza,
  c'è  altrettanta amarezza in tanti altri deputati, però, credo  che
  questa  finanziaria, così come scaturisce, essendo una  finanziaria
  tecnico-contabile, ci obbliga ad essere più rigorosi e radicali, se
  vogliamo  per  davvero cambiare la Sicilia, se la vogliamo  davvero
  cambiare,  per  fare in modo che le cose, se le vogliamo  cambiare,
  possano  cambiare  senza  trucchi e  senza  giocare  sugli  aspetti
  formali. Attenzione, che pure io ho utilizzato nel passato
   Pertanto, sto dicendo che c'era un'opportunità, potevamo fare  una
  finanziaria  che, al di là dei ruoli, poteva segnare  un  ulteriore
  contributo verso quel cambiamento che ci si aspettava. Si è  scelto
  un'altra  strada,  la  tecnica parlamentare  è  quella  che  è,  ne
  prendiamo  atto,  però  per  quanto mi  riguarda  non  mi  rassegno
  all'idea  che  questa  Sicilia  non possa  cambiare  con  le  leggi
  ordinarie che - mi auguro - si possano fare nei prossimi giorni.
   In  conclusione, ho voluto fare quest'intervento perché  è  giusto
  che ognuno di noi, siccome ci mette la faccia, ed io in questo sono
  un  po' puntiglioso - chiedo scusa al Presidente ell'Assemblea  per
  qualche  secondo in più - sono molto puntiglioso,  ci  tengo  molto
  alla  mia  faccia, per me conta molto quello che sono e quello  che
  appare  di  me, conta molto nel senso che sono una persona  che  se
  prende un impegno, cerca di mantenerlo.
   Sono  deluso perché questa notte avevo avuto la sensazione che  si
  fosse  determinato un risultato, ma prendo atto che quel  risultato
  non si è raggiunto; nella mattinata è intervenuto qualcosa - che  a
  me  sfugge -,  che ha determinato un ripensamento. Ne prendo  atto.
  Che devo fare? Non posso fare altro che consentire alla Regione  di
  avere un bilancio, certo, per cui nessuno potrà dire  la Regione  è
  nel marasma . Ma qui dobbiamo dare certezze ai siciliani.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   ADAMO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Onorevole Adamo, ci sono venti iscritti a parlare.

   ADAMO. Signor Presidente, le chiedo la parola in quanto sono stata
  nominata. Non parlo mai, adesso le chiedo soltanto un minuto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  notoriamente  io
  parlo pochissimo, quindi se rubo un po' di tempo penso di averne il
  diritto.
   Onorevole  Cracolici, lei non ci ha assolutamente provato.  Ci  si
  prova, come abbiamo provato l'anno scorso, con una finanziaria  che
  ci  ha tenuti qui un giorno, una notte ed un giorno, come qualsiasi
  sindaco,  qualsiasi  presidente di provincia, qualsiasi  presidente
  della  Regione  che  si senta tale, a meno che non  faccia  accordi
  incomprensibili ai siciliani.
   Avete   presentato   una  finanziaria  ed  un   emendamento   alla
  finanziaria che abbiamo discusso per giorni, per settimane,  adesso
  è sparito incredibilmente, in maniera invereconda, senza che ci sia
  stato il minimo dibattito, onorevole Cracolici, lo avete deciso voi
  e non sappiamo in quali stanze
   E  non  possiamo dare la colpa all'opposizione che è in minoranza,
  l'opposizione  è   minoranza  e lo ha dimostrato  poco  fa  quando,
  neanche  a scrutinio segreto, è riuscita a far passare una cosa.  E
  questa  maggioranza che, dopo aver lavorato ad  un  emendamento  di
  cambiamento della Sicilia e di investimenti nel campo economico, di
  investimenti nel campo finanziario, di interventi nel  campo  delle
  infrastrutture, io non so perché, ma i siciliani se lo  chiederanno
  perché  ogni  giorno  glielo chiederò e non ho  nessun  bisogno  di
  essere  né  presidente di gruppo parlamentare, né niente,  io  sono
  stata  eletta  dai  cittadini, sono qui come deputato  semplice,  e
  intanto, da questo momento, sono un deputato che vuole sapere,  con
  moderazione, con un linguaggio sereno e con molta calma, com'è  che
  nella  notte,  in  un  pomeriggio, in un  momento  in  cui  abbiamo
  trascorso  un  lungo  pomeriggio e una lunga  serata  e  una  lunga
  nottata,  ed  io  ricordo ai colleghi le notti che abbiamo  passato
  l'anno  scorso  e, alla fine, abbiamo consegnato  alla  Sicilia  un
  progetto ed io mi aspetto che l'assessore Armao, assessore tecnico,
  si  alzi e si indigni e dica perché questa finanziaria deve  essere
  approvata e apra una trattativa con l'opposizione
   Poi,  onorevole  Cracolici, se l'opposizione ci  batterà,  se  non
  saremo  in  grado,  noi  ci  faremo battere,  ma  arrendersi  senza
  combattere è una cosa che, in politica, non esiste, se non ci  sono
  interessi e accordi che nulla hanno a che vedere con la politica
   Se lei questi accordi, e io la stimo altrettanto,  forse è un poco
  stanco  oggi,  forse il motivo per cui la Sicilia  non  ha  mai  un
  cambiamento, un ricambio, perché la sinistra non va mai al potere è
  questo, amici della sinistra  E voi oggi ci dovete spiegare perché,
  oggi  che  siete maggioranza, non siete in grado di  difendere  una
  finanziaria  a  cui  avete collaborato. Lo dovete  dire  ai  vostri
  elettori,  non  a  me. E su questo rifletteremo ogni  giorno,  ogni
  momento  e  ogni  ora,  perché non ho bisogno di  rappresentare  un
  gruppo,  rappresento  gli elettori che mi  hanno  votato  e  voglio
  sapere  che  cosa  è  successo in queste ore,  quali  accordi  sono
  intervenuti. E ogni giorno anche i siciliani se lo chiederanno.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15, con le allegate  tabelle  A,
  B, C, D, E, F, G, I ed L.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                               «Art. 15.
                        Fondi globali e tabelle

   1.  Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
  10  della  legge  regionale  8 luglio  1977,  n.  47  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
  legislativi  che si perfezionano dopo l'approvazione del  bilancio,
  restano determinati per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 nelle
  misure  indicate  nelle Tabelle  A' e  B', allegate  alla  presente
  legge,  rispettivamente per il fondo globale destinato  alle  spese
  correnti  e  per  il fondo globale destinato alle  spese  in  conto
  capitale.

   2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera c),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
  rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
  autorizzate  da  norme  vigenti  e  per  le  quali  nel  precedente
  esercizio   sia  previsto  uno  stanziamento  di  competenza   sono
  stabilite  negli  importi indicati, per l'anno 2011,  nell'allegata
  Tabella  C'.

   3.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera d),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  le  autorizzazioni  di  spesa  recate  dalle   leggi
  indicate  nell'allegata  Tabella  D'  sono  ridotte  degli  importi
  stabiliti, per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, nella Tabella
  medesima.

   4.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera e),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  le  autorizzazioni di spesa  recate  dalle  leggi  a
  carattere  pluriennale  indicate  nell'allegata  Tabella   E'  sono
  rimodulate  degli  importi  stabiliti,  per  ciascuno  degli   anni
  finanziari 2011, 2012 e 2013, nella Tabella medesima.

   5.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera f),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le leggi di spesa indicate nella allegata Tabella  F'
  sono abrogate.

   6.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera g),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,   gli  stanziamenti  autorizzati   in   relazione   a
  disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
  finanziaria sono determinati nell'allegata Tabella  G'.

   7.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera i),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, le spese autorizzate relative agli interventi di  cui
  all'articolo 200, comma 1, della legge regionale 23 dicembre  2000,
  n.  32  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  sono  indicate
  nell'allegata Tabella  I'.

   8.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera l),  della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, gli importi dei nuovi limiti di impegno per  ciascuno
  degli  anni considerati dal bilancio pluriennale, con l'indicazione
  dell'anno  di  decorrenza e dell'anno terminale,  sono  determinati
  nell'allegata Tabella  L'.

   9.  Ai sensi del comma 10 dell'articolo 17 della legge 31 dicembre
  2009,   n.   196   e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   le
  disposizioni della presente legge che comportano nuove  o  maggiori
  spese  hanno  effetto  entro  i limiti  della  spesa  espressamente
  autorizzata  dalle  relative  norme finanziarie.  Con  decreto  del
  Ragioniere  generale  della Regione, da pubblicare  nella  Gazzetta
  ufficiale   della   Regione  siciliana,  è   accertato   l'avvenuto
  raggiungimento  dei  predetti  limiti  di  spesa.  Le  disposizioni
  recanti espresse autorizzazioni di spesa cessano di avere efficacia
  a  decorrere dalla data di pubblicazione del decreto per l'anno  in
  corso alla medesima data».

   PRESIDENTE.  Comunico  che allo stesso  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

   -  dagli  onorevoli  Leontini e Mancuso: 15.1, 15.2,  15.3,  15.4,
  15.5, 15.6, 15.7 e 15.8;
   -  dagli  onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 15.20,  15.19,
  15.18, 15.17, 15.16, 15.15, 15.14, 15.13, 15.12 e 15.11.

   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato  dal  Governo
  l'emendamento Tab.1 di riscrittura delle tabelle A, B, C, D, E,  F,
  G,  I  ed  L, e conseguentemente gli emendamenti Tab.B.1 e  Tab.B.2
  sono assorbiti dalle nuove tabelle, che così recita:

   « Emendamento TAB.1».
   Si passa alla tabella G.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici Tab.G.5;
   - dagli onorevoli Calanducci e Musotto: Tab.G.3;
   - dagli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone:
  Tab.G.4 e Tab.G.1;
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Cimino, Mineo, Scilla e  Incardona:
  Tab.G.7, Tab.G.6;
   -   dagli  onorevoli  Rinaldi,  Galvagno,  Gucciardi  e  Ammatuna:
  Tab.G.2.

   Si passa all'emendamento TAB G5, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   mio
  emendamento  è  semplicemente per esplicitare che noi  abbiamo  una
  previsione di spesa in tabella soltanto per l'anno 2011 per  quanto
  riguarda il trasporto anziani, il mio emendamento quindi interviene
  sul  bilancio triennale, prevedendo che anche per gli anni  2012  e
  2013  debba  essere  data certezza di finanziamento  affinché  agli
  anziani,  che  viaggiano  con  il sistema  del  trasporto  pubblico
  siciliano,  sia data la possibilità di poterlo fare  per  tutto  il
  triennio.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Cordaro,  Parlavecchio,
  Cascio  Salvatore, Beninati e Buzzanca chiedono di apporre la  loro
  firma all'emendamento dell'onorevole Cracolici.
   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, per evitare di fare  confusione,
  le chiedo di ritirare il suo emendamento in quanto l'emendamento di
  riscrittura del Governo della Tabella  G' è più completo.
   Infatti,  sono  previsti appostamenti per 2 milioni  di  euro  per
  ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, mentre nel suo per  il  2011
  non è prevista alcuna somma.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento Tab G5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,
  vista  la  stanchezza si potrebbe rischiare di  fare  qualcosa  che
  invece  non va fatta. Volevo invitare l'Assessore Armao a fare  una
  dichiarazione  nel  senso che il Governo è totalmente  contrario  a
  tutte  le tabelle. Volevo inoltre raccomandare all'Aula la  massima
  attenzione ed invitare  il Governo a dichiarare che è assolutamente
  contrario a tutti gli emendamenti  presentati alla Tabella  G'.  Ci
  deve spiegare, e lo chiedo all'assessore Sparma, di confermare  che
  è  contrario ad un sub- emendamento che sta girando tra gli scranni
  di Sala d'Ercole. Chiedo a tutti di fare molta attenzione.
   Noi  stiamo  seguendo le indicazioni del Governo e vorrei  che  la
  stessa attenzione avessero sia il Governo che tutti i deputati,  in
  modo  da  consentire  che  l'Aula - dopo  quattro  giorni  -  possa
  legiferare in piena convinzione e consapevolezza.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  l'emendamento  presentato dall'onorevole  Cracolici  è,  per  tanti
  aspetti, simile a quello presentato da noi con una differenza  -  e
  non  vorrei  assolutamente  peccare  di  presunzione  e  correggere
  l'onorevole  Cracolici -: che non è prevista, per  quanto  riguarda
  l'anno 2011, la posta di due milioni di euro.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo,  quell'emendamento  è  superato
  perché  c'è  una riscrittura del Governo nella quale sono  previsti
  due milioni di euro per il 2011, 2012 e 2013.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, ma è stato comunicato?  Perché  non
  l'abbiamo sentito  Se lo tengono per loro

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, l'ho comunicato nel  momento  in
  cui   ho  chiesto  all'onorevole  Cracolici  di  ritirare  il   suo
  emendamento, cosa che ha accettato.

   VINCIULLO. Speriamo allora che il Governo chieda di ritirare anche
  il nostro perché vorrà dire che lo condivide.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, è stato presentato un emendamento  di
  riscrittura alla Tabella  G' da parte del Governo. Credo quindi che
  tutti i relativi emendamenti presentati decadano.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Speziale,  la  ringrazio   per   il   suo
  illuminante  intervento - non si diventa Presidente  dell'antimafia
  per caso
   Si   passa   all'emendamento  Tab.G.3,  a  firma  degli  onorevoli
  Calanducci e Musotto.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, di  fronte  ad
  un'armonia  assoluta,  non  posso non ritirarlo,  però  devo  dire,
  perché  l'ho  constatato  personalmente,  che  dopo  una  serie  di
  incontri sia con il Presidente dell'ARS, sia con il direttore,  che
  la posta in essere è alquanto insufficiente.
   Dobbiamo essere chiari: o stabiliamo che non si possono erogare le
  tessere  a  tutti gli anziani della Sicilia che ne  hanno  bisogno,
  oppure dobbiamo provare ad aumentare lo stanziamento.
   Il  mio  emendamento  aveva  la prospettiva  di  giungere  ad  una
  soluzione  ideale, che era quella di dare il servizio gratuitamente
  e  riversare l'onere all'ASP, essendo noi i proprietari dell'intero
  pacchetto  azionario. Penso che si potrebbe  fare  in  questo  modo
  attraverso un regolamento

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calanducci,  credo  che  il  Governo   sia
  contrario  al  suo  emendamento.  Quindi,  la  invito  al   ritiro,
  altrimenti esso va incontro  ad una bocciatura.

   CALANDUCCI.  Signor  Presidente,  essendo  contrario  il  Governo,
  naturalmente sono costretto a ritirarlo però, obiettivamente,  devo
  dire,  che il finanziamento è insufficiente ed è bene che l'Aula ne
  prenda coscienza così come il Governo.
   Signor Presidente, desidero ricordarle che il Presidente di  turno
  in  occasione dello svolgimento di una interrogazione  che  entrava
  nel  merito  della questione, fece sì che l'Assessore si impegnasse
  per  aumentare il finanziamento per 2 milioni di euro. E' bene  che
  questo si sappia.

   CALANDUCCI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento Tab.G.4, degli onorevoli  Vinciullo  ed
  altri.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento Tab.G.7, degli onorevoli  Bufardeci  ed
  altri.

   BUFARDECI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento Tab.G.6, degli onorevoli  Bufardeci  ed
  altri.

   BUFARDECI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento Tab.G.1,  degli  onorevoli
  Vinciullo ed altri.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  Tab.G.2,  degli  onorevoli  Rinaldi,
  Galvagno, Gucciardi e Ammatuna. Lo dichiaro improponibile.
   Comunico  che  è  stato  presentato l'emendamento  Tab.G.8,  dagli
  onorevoli   Formica,  Galvagno,  Barbagallo,  Marinello,  Speziale,
  Buzzanca, Leontini ed altri.

   FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  non
  è  una  nuova  norma,  l'emendamento tende ad offrire  un  servizio
  indispensabile per l'ambiente fornendo gli strumenti necessari alle
  nove   province  siciliane  perché  si  possa  attuare  la   tutela
  dell'ambiente.  Su  ciò vi era un consenso diffuso  e,  quindi,  la
  prego  di  porlo  in  votazione e di consentire  al  Parlamento  di
  esprimersi.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa alla tabella A. La pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla tabella B. La pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla tabella C. La pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla tabella D. La pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla tabella E. La pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla tabella F. La pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla tabella G. La pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla tabella I. La pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla tabella L. La pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa all'emendamento Tab.1, del Governo. Lo pongo in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 15 con le tabelle testè approvate.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'articolo  16.  Invito   il   deputato
  segretario a darne lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                               «Art. 16.
             Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1.  Gli  effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
  derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
  al presente articolo.

   2.  Le  disposizioni  della presente legge si applicano,  ove  non
  diversamente disposto, con decorrenza dall'1 gennaio 2011».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole  resti  seduto;chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
  1  in  precedenza accantonato, Comunico che è stato presentato  dal
  Governo  l'emendamento 1.11, interamente sostitutivo  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'art.  17.  Invito il deputato  segretario  a  darne
  lettura.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

                             «Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo, ai  sensi
  dell'art.  117  del  Regolamento interno,  l'emendamento  117.1  al
  disegno di legge nn. 630-630 bis-630 ter-630 quater/A:
   «All'emendamento  3.31  del ddl 631/A sono apportate  le  seguenti
  modifiche: Dopo le parole  12 maggio 2010, n. 11  sono aggiunte  le
  seguenti  , quantificata in 20.000 migliaia di euro, la riserva  di
  cui  all'ultimo periodo del  comma 4 dell'articolo 76  della  legge
  regionale    26  marzo  2002,  n.  2  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, quantificata in 10.000 migliaia di euro ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi comunico che vi  sarà  un'unica
  dichiarazione di voto sui disegni di legge nn. 631/A e  nn.  630-630
  bis-630 ter-630 quater/A.
   Per  dichiarazione  di voto sono iscritti a parlare  gli  onorevoli
  Panarello,   Buzzanca,  Panepinto,  Forzese,  Fiorenza,  Calanducci,
  Apprendi, Ardizzone, Beninati e Parlavecchio.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  sull'ordine  dei lavori dal momento che, per ragioni  che  io  posso
  anche condividere, è stato deciso di limitare la finanziaria ad  una
  scrittura tecnica.
   Mi  corre l'obbligo però in qualità di Presidente di Commissione  e
  per  avere  svolto  molte sedute insieme agli altri  componenti,  di
  sottoporre  due  problematiche urgenti: una  al  Governo  e  una  al
  Presidente dell'Assemblea.
   La  problematica urgente che sottopongo al Governo è quella che  in
  questi  giorni il Ministero della Pubblica Istruzione ha bandito  le
  borse  di  studio  per le specializzazioni.  In questo  momento,  la
  Sicilia  non  potrà, praticamente, andare avanti  con  le  borse  di
  studio  regionali  perché le Università si  rifiutano  di  accettare
  qualsiasi indicazione che venga dalla Regione, in quanto i  revisori
  dei  conti  emettono parere contrario. Non so quale possa essere  la
  soluzione   a   questo   punto,  ma  chiedo   all'assessore   Russo,
  all'assessore  Armao e al Presidente della Regione di  trovare  loro
  una  soluzione  anche di tipo amministrativo, magari attraverso  una
  variazione di bilancio limitata al 2011, in modo tale che  si  possa
  consentire di superare tale problema che avrebbe ripercussioni gravi
  sui giovani specializzandi.
   L'altro problema che sottopongo al Governo, ma che sollecito  anche
  al  Presidente dell'Assemblea, è quello che di considerare il  fatto
  che  dall'ottobre del 2011 giace pronto per essere   discusso  dall'
  Assemblea un disegno di legge per le fragilità, che consentirebbe di
  risolvere  il  problema  del Dismed di Messina.  Infatti,  devo  far
  rilevare  che  da qui a qualche giorno, circa trecento famiglie  non
  avranno la possibilità di avere l'assistenza per loro necessaria, in
  quanto  il CGA ha già discusso la causa in data 28 aprile. E qui  si
  rischia di chiudere tutto.
   Dal   momento  che  si  parla  di  provvedimenti  da   portare   in
  discussione  in Assemblea con urgenza, io chiedo, signor  Presidente
  dell'Assemblea, e in questo chiedo il conforto anche  dell'Assessore
  per  la  salute, che sia posto al primo punto dell'ordine del giorno
  dell'Aula il disegno di legge cui facevo riferimento poc'anzi.
   Chiaramente,  se  poi si vorranno stralciare alcune  norme  che  si
  stralcino, ma credo che questa sia l'unica possibilità per risolvere
  una  problematica  delicata, che rischia di bloccare  l'attività  di
  riabilitazione a dei bambini che ne hanno necessità urgente. Vi  era
  un emendamento in tal senso al Gov 1 del Governo sul quale vi era un
  accordo di massima, che però è stato ritirato, e quindi non è  stato
  possibile risolvere la questione.
   Pertanto,  chiedo che il disegno di legge sia posto all'ordine  del
  giorno di una delle prossime sedute d'Aula. Grazie.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo   di
  parlare  per  dichiarazione di voto, e dico subito che naturalmente
  il  mio  voto sarà favorevole, perché non sono così sciocco da  non
  capire  o da addebitare al Governo o alla maggioranza di cui faccio
  parte  se  alcune  norme importanti non sono  potute  rientrare  in
  questa finanziaria.
   Fa parte di una scelta legittima che ha fatto l'opposizione di non
  consentire  la  possibilità di discutere norme  importanti  per  la
  Sicilia,   una   scelta   della  quale   bisogna   prendere   atto.
  L'opposizione  si  assumerà  tale  responsabilità  di   fronte   ai
  siciliani.
   Io  le  chiedevo,  signor  Presidente, e lo  chiedevo  anche  agli
  uffici,  di  potere trasformare in ordine del giorno  il  comma  2,
  dell'articolo 42, che riguarda, come diceva il collega Laccoto, una
  norma  già  approvata nella Commissione di merito che consentirebbe
  di coprire lacune molto serie nel campo dell'assistenza ai soggetti
  fragili per consentirne la continuità assistenziale nella provincia
  di  Messina  e  non solo, che è stata svolta fino a questo  momento
  dall'istituto Dismed di Messina.
   Signor  Presidente,  lei  conosce bene la situazione,  perché  nel
  corso  di questa finanziaria ha avuto modo di incontrare i genitori
  dei  ragazzi autistici assistiti da questa struttura che  le  hanno
  rappresentato  l'impossibilità di avere assistenza  adeguata  nella
  nostra Regione e segnatamente nella provincia di Messina.
   Siccome  è  una norma già approvata dalla Commissione  di  merito,
  chiedo  a  lei, signor Presidente, per la parte che le compete,  di
  portare  la  discussione di tale disegno di legge in  Aula  al  più
  presto,  naturalmente  col  consenso  dei  presidenti  dei   gruppi
  parlamentari ai quali mi rivolgo perché dimostrino concretamente la
  sensibilità  che  a  parole  hanno  manifestato  rispetto  ad   una
  situazione così drammatica, che si è determinata nella provincia di
  Messina, e che riguarda non tanto la qualità di questo istituto, le
  persone  che  ci  lavorano,  ma  soprattutto  le  persone  che   ne
  usufruiscono, per l'assistenza che ricevono soprattutto i ragazzi e
  i   bambini  artistici.  Costoro,  com'è  noto,  hanno  bisogno  di
  un'assistenza specialistica continua, di un rapporto di fiducia con
  gli  operatori  e  interromperne l'assistenza per  questi  soggetti
  determinerebbe una regressione drammatica.
   Pertanto, io, nel chiedere di trasformare questa mia richiesta  in
  un  ordine  del giorno, mi appello alla sua sensibilità, presidente
  Cascio,  ma anche alla sensibilità del Presidente della  Regione  e
  del   Governo  e  dell'Assessore  per  la  salute,  oltre  che  dei
  presidenti  dei  gruppi parlamentari, perché sia calendarizzato  al
  più  presto e possa essere votato dall'Aula, onde evitare ulteriori
  sofferenze a queste persone.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio  per
  avermi dato la parola.
   Si  tratta  dell'argomento  che è stato anticipato  dall'onorevole
  Laccoto.  Io voglio ricordare all'Aula, e lo voglio anche  dire  al
  Presidente della Regione, che questo argomento è stato trattato nel
  mese di ottobre ultimo scorso dalla Commissione di merito, dalla VI
  Commissione;  si  tratta di una modifica che si  impone  a  seguito
  dell'approvazione  della  legge  del  2009,  la  cosiddetta,   dico
  cosiddetta non a caso, riforma sanitaria che anche questo guasto ha
  purtroppo determinato.
   Noi  abbiamo  affrontato molto seriamente il  problema  in  quella
  occasione;  c'è  stata una lunga seduta alla quale  ha  partecipato
  l'Assessore  per  la  salute, abbiamo anche  audito  -  l'onorevole
  Laccoto  ha posto per primo il problema - le famiglie e le  diverse
  associazioni,  oltre ai sindacati, e noi in questo momento  abbiamo
  nella   nostra  città,  nella  città  di  Messina,  una  situazione
  veramente  paradossale  per  quello che  riguarda  l'assistenza  ai
  soggetti  autistici.  Mi pare che questo ritardo  nell'approvare  e
  nel  definire  il  percorso sia veramente molto colpevole,  insieme
  agli altri ritardi che noi stiamo accumulando.
   Pertanto, prego lei, signor Presidente dell'Assemblea, di  portare
  in Aula quella norma approvata alla unanimità dalla VI Commissione.
  Non  capisco il motivo per il quale, presidente Laccoto, nonostante
  il lavoro, nonostante la mediazione, nonostante le assicurazioni da
  parte  del  Governo  tramite l'Assessore Russo oggi  noi  ci  siamo
  ritrovati ad affrontare il problema in sede di finanziaria, in  una
  condizione oggettiva di estrema difficoltà in cui versa la  Regione
  siciliana.
   E  allora, con molta rapidità, signor Presidente, la prego a  nome
  dei pazienti, a nome dei familiari, a nome della città di porre con
  urgenza   all'ordine  del  giorno  della  prossima  seduta   questo
  argomento  al  fine di giungere alla definizione del  suo  percorso
  legislativo.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  mi  perdoni se la tedio, ma ovviamente io voterò a favore perché la
  mia tradizione mi impone la disciplina di Gruppo e di partito.
   Onestamente, questo Parlamento riesce a dare senso alle  funzioni,
  alle   prerogative  dei  parlamentari  in  sede   di   finanziaria.
  Probabilmente accadrà, come nella finanziaria del 2010, che assieme
  ad altri colleghi avendo presentato un emendamento diventato norma,
  l'articolo   91,   che   riguarda  i  minori   disabili,   famiglie
  monoreddito, che non hanno avuto la fortuna di avere figli normali,
  eppure,   da   un   anno  provo  disperatamente  a   parlarne   con
  l'Assessorato.
   L'articolo  91 prevedeva la possibilità di intervenire sui  minori
  disabili in ordine alle spese di fisioterapia, di psicomotoria  per
  la  riabilitazione - assessore Armao, lei è stato  aggredito  e  ha
  avuto   tutta   la  mia  solidarietà,  consenta  a  questi   poveri
  parlamentari  di  dire  qualcosa, ora o mai  più,  in  finanziaria,
  ripeto:  ora o mai più. Dicevo, l'articolo 91 non trova attuazione,
  ho   presentato  emendamenti,  lettere,  interrogazioni,  solleciti
  all'assessore Russo. Per la verità, magari parlo con il suo staff e
  non  mi si dà una risposta. E l'elenco potrebbe essere anche lungo,
  onorevole Presidente.
   Ed  è  chiaro che oggi una finanziaria non poteva che essere fatta
  in  questo  modo.  Ognuno di noi pensava di potere  inserire  norme
  importanti  per  la  Sicilia, per le categorie  siciliane.  Non  lo
  abbiamo  fatto.  Io, per esempio, sono preoccupato  dell'infrazione
  che  ogni giorno costa alla Regione centinaia di migliaia di  euro,
  che  riguarda  la  mancata  messa in  funzione  degli  impianti  di
  depurazione. Eppure pare che, sulla carta, abbiamo 850 mila euro da
  utilizzare  nell'APQ  per  gli  impianti  di  depurazione.  Sarebbe
  necessario  immaginare  di costruire dei tavoli  dove  si  evitasse
  l'infrazione  e  al  tempo stesso si evitasse il non  funzionamento
  degli impianti stessi.
   Oggi  si  consuma  una pagina di grande frustrazione,  non  perché
  ognuno  di  noi  aveva da inserire qualche cosa di  basso  profilo.
  Probabilmente,  tutti  siamo sollecitati da  norme  che  non  hanno
  carattere  generale. Avevamo, per esempio, nel Gov  una  norma  che
  riguardava i vigili disabili, c'era pure questa norma che considero
  importante. Avevamo norme di un certo profilo.
   Ora,  signor Presidente - e ho il dovere di dirlo perché oltre  ad
  appartenere  ad  un  partito rappresento un territorio,  piccolo  o
  grande poco importa -: dopo questa finanziaria serve una marcia  in
  più perché, per quanto mi riguarda, visto che appartengo al PD, c'è
  una  sovraesposizione  e rispondiamo magari non  avendone  assoluta
  diretta   responsabilità   di  ciò  che  possono   essere   ritardi
  nell'azione  del  suo  Governo che riguardano anche  e  soprattutto
  l'utilizzo dei fondi comunitari
   Onorevole  Presidente,  noi  dobbiamo capire  come  spendere  quel
  miliardo e 142 milioni.
   In  tutto  questo,  per  non  allungare le  doglianze,  Presidente
  Lombardo,  cari colleghi e caro Presidente dell'Assemblea,  ritengo
  che  se  oggi  la finanziaria è stata una finanziaria  secca  sulla
  quale non c'è dubbio, che sia necessario chiedere al Governo che ci
  aiuti a costruire disegni di legge nelle Commissioni da portare poi
  in  Aula. Altrimenti, il rischio è di rendere ancora più inutile  e
  di   costruire  un'immagine  di  questo  Parlamento  e   dei   suoi
  parlamentari che è fatta semplicemente di persone che non  riescono
  a svolgere il proprio ruolo di parlamentari
   Caro  Presidente,  per  responsabilità e  disciplina  di  partito,
  voterò  questa  finanziaria ribadendo le importanti variazioni  che
  sono state apportate al bilancio, allo strumento finanziario, che è
  stato  volto  a  difendere le categorie deboli  come  gli  studenti
  universitari, come il mondo della scuola, la gestione dei parchi  e
  delle riserve.
   Però,  non  c'è dubbio che ci serve qualcos'altro. Non serve  solo
  questa  dannazione di una settimana in questo Parlamento passata  a
  scrivere  emendamenti,  subemendamenti; serve  qualche  altra  cosa
  perché, altrimenti, per quanto riguarda il mio mondo, esso  non  mi
  capirebbe più, sempre se continua a capirmi e a seguirmi in  questo
  percorso. Grazie.

   FORZESE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  poco  fa  nel
  sentire  il  capogruppo  del  PD,  onorevole  Cracolici,  il  quale
  prendeva  atto  che  qualche  volta bisogna  trovare  l'umiltà  nel
  percepire  che  si  era in procinto di fare un tale  pasticcio  nel
  portare  avanti un qualcosa che, a mio modo di vedere,  ancora  una
  volta  i  siciliani  ne  avrebbero pagate le spese.  Chiaramente  e
  responsabilmente  ne  prendo  atto.  Il  capogruppo  Cracolici   ha
  spiegato  le  ragioni al capogruppo dell'UDC perché, correttamente,
  c'è  un  momento in cui ognuno di noi deve trovare quanto  meno  il
  coraggio  di  dire:   bene, tentiamo di portare avanti  una  breve,
  piccola  finanziaria, calendarizzando tutto ciò  che  poi  dopo  si
  dovrà  necessariamente fare . E tra le cose che devono essere fatte
  chiaramente noi chiediamo la riforma delle IPAB, chiediamo  che  la
  tabella  H,  nonostante  da parte mia  ne sia  stata  richiesta  la
  soppressione   perché   ancora  una   volta,   ribadisco   la   mia
  preoccupazione che qualche volta la tabella H venga utilizzata  per
  far  passare  un sistema poco corretto. Questo ci consentirebbe  di
  vigilare  attentamente  subito dopo questa  seduta,  attraverso  la
  presentazioni di atti ispettivi, o anche attraverso  il  lavoro  da
  svolgere  all'interno  delle Commissioni,  valorizzando  tutta  una
  serie  di  controlli che certamente saranno utili  per  determinare
  alcune  scelte   che  devono  sicuramente  essere  fatte  solo   ed
  esclusivamente  per  migliorare  la  qualità  di  tutti  i   nostri
  concittadini.
   Ed  allora, appellandomi al buon senso, alla ragionevolezza che  è
  in  ciascuno  di  noi, chiaramente, ancora una volta,  vorrei   che
  l'Aula   percepisse  che  bisogna  mettere  da  parte   determinate
  demagogie  e cercare di ridurre i tempi di lavoro. E se il  collega
  Cracolici  avesse  capito che bisognava quanto  meno  rinunciare  a
  questo tipo di politica che ci ha fatto perdere quasi una settimana
  di  tempo,  potevamo tranquillamente, già nell'arco di poco  tempo,
  determinare alcune scelte che finalmente sono state oggi  fatte  in
  quest'Aula  e  che  sicuramente  sono  utili.  Ancora  una   volta,
  ribadisco che gli obiettivi comuni dovrebbero essere - e vorrei che
  questo  messaggio  passasse  - che il  Parlamento  vuole  dare  una
  testimonianza   di   riscatto   e   liberarsi   finalmente    della
  malapolitica.
   Infine,   vorrei   fare   una  breve  dichiarazione   strettamente
  personale.  Non  vi  è  dubbio che ognuno di  è  stato  eletto  dai
  cittadini  e  che  è qui in questo Parlamento per rappresentare  le
  istanze del proprio elettorato ed è questo il suo ruolo.
   Ciascuno  nel  proprio  ruolo,  quindi  sia  da  presidente  o  da
  capogruppo, o da quant'altro, e potrà assolvere al meglio  cercando
  di  rappresentare quella parte di cittadini che lo hanno eletto, ma
  il  ruolo  al  quale si è richiamati non ha senso  se  si  utilizza
  ancora  una  volta un modo di fare politica demagogica  che   serve
  solo  ed  esclusivamente  a creare panico,  a  creare  praticamente
  disaccordi e a danneggiare la nostra Sicilia.
   Pertanto,   ritengo   che   subito   dopo   l'approvazione   della
  finanziaria,  si dovrà necessariamente svolgere una Conferenza  dei
  capigruppo  per calendarizzare le cose che sono state richieste  da
  chi  condividendo l'approvazione di questa finanziaria, si  adoperi
  per concretizzare quelle cose che sono utili alla nostra regione.

   FIORENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIORENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  rappresentanti
  del  Governo, in Sicilia la crisi economica mostra, ogni giorno che
  passa, il suo volto sempre più drammatico.
   Erano  parole studiate approfonditamente perché volevo che  questa
  finanziaria potesse lasciare un segno ed una traccia in una Sicilia
  che   vive  una  condizione  di  grande  confusione  e  un  deficit
  strutturale  che  coinvolge  tutti  i  cittadini  siciliani  ed  in
  particolar modo quelli del comparto produttivo.
   L'auspicio  che  ci potevamo aspettare da questa  finanziaria,  da
  questo  Bilancio  doveva essere quello di abbattere  le  condizioni
  ostative,  cercare  di  fare aumentare il prodotto  interno  lordo,
  cercando,  pertanto, di agevolare prevalentemente  le  imprese,  le
  aziende.
   Ci  ritroviamo, invece, a continuare a sostenere una condizione di
  grande  disagio  e  quattro  giorni,  qualche  nottata  non   hanno
  consentito a questa Assemblea di poter raggiungere - a mio avviso -
  l'obiettivo che ci eravamo prefissati, che era quello di avere  una
  finanziaria  all'interno  della quale  norme  importanti  avrebbero
  potuto dare un ruolo di cambiamento,  di modernità, di sviluppo.
   Ci  ritroviamo,  invece, con un bilancio in  cui  abbiamo  votato,
  avete  votato  perché  io non appartengo a  questa  categoria,  una
  tabella  H, ex tabella H, straordinariamente vergognosa, così  come
  quella  degli  anni  precedenti,  anche  se  c'è  stato  un   lieve
  abbattimento  dei  costi, ma in essa prevale  tuttora  il  concetto
  ancora   di   una  Regione  che  evidentemente  non   sa   prendere
  provvedimenti seri e, a volte, anche coraggiosi e severi anche  nei
  riguardi di molte sacche di sprechi che ancora esistono.
   Allora,  la  prospettiva  per la nostra terra  è  una  prospettiva
  deludente,  ancora  deludente: una sanità che ancora  delude  sotto
  molti  aspetti. Molte cose sono state fatte sicuramente,  ma  molte
  cose ancora potrebbero essere fatte e certamente il clima che si  è
  creato  in  questa  Assemblea non ha favorito  nessun  elemento  di
  innovazione.
   Mi  sarei  aspettato  in questa finanziaria  norme  che  avrebbero
  potuto   riguardare   un   rilancio   del   settore   come   quello
  dell'agricoltura;  mi sarei aspettato in questa  finanziaria  norme
  che  avrebbero  potuto dare un contenimento della spesa  in  quello
  che, a mio avviso, ancora per la Sicilia rappresenta un elemento ed
  una  grande  sacca  di spesa abnorme: il settore  della  formazione
  professionale.
   In  Sicilia noi abbiamo quasi 100 mila dipendenti, tra  diretti  e
  indiretti, 150 mila - vengo corretto; 150 mila stipendi che vengono
  pagati ogni mese dalla Regione siciliana per via diretta e per  via
  indiretta  Certo, è complicato riuscire a fare quadrare i conti  di
  una  politica  forsennata  che,  nel  passato,  ha  gestito  questa
  Regione.
   Oggi,  è  facile  gridare allo scandalo,  è  facile  gridare  alla
  falsità del bilancio, ma evidentemente nessuno riesce a dare, al di
  là delle critiche, quelle che poi sono le risposte concrete.
   Un Governo nazionale che certamente non ci è amico in questa fase,
  che  continua  a  dirci  che  i fondi FAS dovrebbero  rappresentare
  panacea  per  le  strutture, invece le strutture continuano  a  non
  arrivare.
   Allora,  sarebbero  bastate poche cose per cercare  di  compensare
  grandi  elementi  di discontinuità. Uno fra tutti: sarebbe  bastato
  prendere  in  considerazione, ad esempio, un  emendamento  che  era
  quello   dell'apprendistato  professionale,  cioè  inserire   molti
  giovani all'interno delle imprese e lì cercare di fornire loro  una
  vera  formazione,  piuttosto che continuare  a  dare  continuamente
  balzelli ad enti di formazione professionale quasi inesistenti
   Ed  allora, il Governo, adesso, dopo questo voto sulla finanziaria
  che  si dia una mossa; incominci a portare in Aula riforme reali  e
  vere  e  che  questo  Parlamento dimostri di  essere  in  grado  di
  recepire  quanto  più  velocemente possibile.  Perché  il  tempo  a
  disposizione  è scaduto come, d'altra parte, quello mio  in  questo
  momento. Pertanto, nelle prossime settimane, mi attendo dal Governo
  risposte concrete.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.   Signor  Presidente,  rappresentanti   del   Governo,
  onorevoli  colleghi, indubbiamente, dopo cinque giorni di  assoluta
  attenzione e partecipazione ai lavori, almeno per quello che  ci  è
  stato consentito se non assistere a queste continue trattative  nei
  vari  posti  e nei vari luoghi che hanno sortito questo  risultato,
  sicuramente  il risultato è molto deludente. E debbo  dire  che  ho
  apprezzato l'onorevole Adamo per quello che ha detto.
   Naturalmente,  non  farò  mancare  il  mio  voto  favorevole  alla
  finanziaria  perché  obblighi mi costringono in  questa  direzione,
  però,  indubbiamente,  devo  dirle,  è  una  finanziaria  che   non
  accontenta  per  nulla quelle che sono le esigenze  non  tanto  dei
  parlamentari,   perché  infine  i  parlamentari  trasferiscono   le
  necessità  del  territorio, ma soprattutto è  una  finanziaria  che
  mette in dubbio il sistema e i protagonisti.
   Evidentemente, il sistema di queste riunioni lunghe,  lunghissime,
  di  queste  attese  da parte della stragrande maggioranza  di  noi,
  senza  alcuna  partecipazione  attiva  alla  costruzione,  con   un
  risultato  fallimentare  fanno dire che di questo  sistema,  forse,
  bisogna interrogarsi e se c'è qualcosa che va migliorato, è ora  di
  farlo.
   Non  mi  esprimo naturalmente sui protagonisti, sui big che  hanno
  condotto  queste trattative, comunque, io credo che se i  risultati
  debbono   essere  questi,  a  partire  dalla  prossima  finanziaria
  cercheremo di essere più partecipi con un sistema di lavoro  ancora
  più  corale,  lavoro che passa attraverso i Gruppi e attraverso  il
  confronto delle varie componenti della maggioranza.
   Onorevoli  colleghi, ne approfitto anche per dire, e mi  dispiace,
  che  sono  caduti  una serie di emendamenti che,  assieme  ai  miei
  colleghi, in particolare, assieme ai colleghi Arena e D'Agostino ne
  avevamo  presentato  uno  che tentava, più  che  altro,  di  sanare
  un'ingiustizia, o meglio di dare una interpretazione ad  una  legge
  che  già questo Parlamento aveva varato e che, però, non ha trovato
  fedele rispondenza da parte dei dirigenti, i quali, dal canto loro,
  sicuramente  avrebbero  bisogno  di  una  chiarezza  maggiore   del
  legislatore,   e   in  questo  senso  approfitto   della   presenza
  dell'Assessore per l'Agricoltura, per dirle che negli  ultimi  anni
  diverse migliaia di persone hanno trovato, giustamente, rispondenza
  nel lavoro e hanno trovato collocazione nei Consorzi di bonifica.
   Tra  tutte  queste  migliaia solo nove, o  comunque  meno  di  una
  decina,  sono  rimasti  fuori  per un'interpretazione  dubbia,  non
  coerente.  Alcuni sostengono che si possa rimediare,  altri  dicono
  che,  occorra  una norma a chiarimento. Ed allora  a  questo  scopo
  avevamo  presentato  un  emendamento  che  potesse  aiutare   nella
  interpretazione autentica della legge per tentare di sanare  questa
  situazione. Con l'onorevole Arena, abbiamo girato tutti, dico tutti
  gli  assessorati;  abbiamo  parlato con i  vari  dirigenti.  Signor
  Presidente  dell'Assemblea, ci siamo adoperati perché  ci  sentiamo
  impegnati moralmente nei confronti di queste poche persone che sono
  rimaste fuori.
   Attenzione,  non  è solo l'aspetto umanitario che  ci  spingeva  a
  realizzare  questa  opera.  Perché, vedete,  questi  che  sono  gli
  amministrativi erano quelli che facevano le perizie  e  le  perizie
  sono  all'inizio di ogni campagna irrigua per poter strutturare  in
  maniera adeguata la manutenzione e fare funzionare adeguatamente  i
  consorzi di bonifica.
   Io  confido  nella sensibilità dell'assessore D'Antrassi  affinché
  possa,  in qualche maniera, trovare l'interpretazione - perché  può
  farlo,  fonti  legali e autorevoli dicano che  può  farlo  -  e  le
  consegniamo questa richiesta di sanare e permettere all'agricoltura
  di  avere  questo  supporto in più, questa possibilità  irrigua  in
  maniera  ottimale  che, con queste persone amministrative,  si  può
  realizzare.
   Il  secondo  aspetto  ha  trovato la  solidarietà  ad  una  nostra
  proposta,  mia e dell'onorevole Arena e di altri deputati  del  mio
  partito,  indubbiamente generalizzata, circa 50 firme  supportavano
  un  emendamento che interviene sulla riscossione Serit, mi dispiace
  che non c'è l'assessore ma spero che mi possa sentire.
   Io mi sono documentato - naturalmente faccio un altro mestiere, ma
  posso  dire  che  è farina del mio sacco, ho attinto  a  conoscenze
  profonde e cito il professore Vitale che mi ha supportato  -  circa
  la  possibilità  di intervenire legislativamente nella  potestà  di
  organizzare la riscossione, sostenendo che è materia concorrente, e
  l'emendamento chiede di abbattere tutti gli interessi,  le  more  e
  comunque  le pene accessorie per queste cartelle, che sono milioni,
  e  che stanno mettendo in ginocchio la Sicilia. Io mi riferisco non
  solo  ai  soggetti  singoli, ma soprattutto alle  piccole  e  medie
  imprese  che tante volte si vedono chiudere i fidi delle  banche  e
  non possono operare adeguatamente perché, non essendoci possibilità
  di credito, é difficile andare avanti.
   In  questa direzione vorrei impegnare l'assessore Armao, il  quale
  ha  trovato  una  soluzione  che mi aveva  preannunciato  nel  maxi
  emendamento  per  soddisfare  parzialmente  questa  richiesta;   ma
  sicuramente ci sarà possibilità avendo più tempo. Forse, non  tutto
  viene  per  nuocere,  avendo  più tempo  possibilmente  si  trovano
  soluzioni ottimali.
   Grazie   per  la  tolleranza  e  consegno  queste  due   richieste
  all'assessore D'Antrassi e all'assessore Armao.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Apprendi.  Ne  ha
  facoltà.

   APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio  il  mio
  voto favorevole per disciplina di partito, perché appartengo ad  un
  partito,  perché  questo partito ha sostenuto  questa  maggioranza.
  Però devo sottolineare il senso di frustrazione che c'è in me, così
  come  emerge  il senso di frustrazione in ciascuno dei parlamentari
  che qui già mi ha anticipato.
   Viene quasi da ridere che adesso ciascuno dei deputati passerà  da
  questo  scranno per, tra virgolette, raccomandarsi con  l'assessore
  del settore, e dire:  Io avrei voluto questa norma, io avrei voluto
  quell'altra norma, io ne avrei voluto un'altra ancora .
   Ma, di fronte ad una finanziaria senz'anima, Presidente, non magra
  ma  secca, così come è stata definita, mi cominciano a venire molti
  dubbi.  A  noi  ci si chiede - noi siamo 27 parlamentari  -  perché
  sosteniamo  la  Giunta Lombardo, ci si chiede perché sosteniamo  un
  Governo di tecnici.
   Noi  lo sosteniamo - e lo abbiamo sostenuto - perché abbiamo detto
  ai  nostri  elettori  che dovevamo fare le riforme  ma,  in  questa
  circostanza,  non  le stiamo facendo e lo dobbiamo  dire  a  chiara
  voce,  per  onestà,  quell'onestà che  ci  ha  contraddistinto  nel
  sostenere  questa Giunta fino ad ora, che le riforme non  ci  sono,
  abbiamo  perso un'opportunità e siamo tutti responsabili di  essere
  arrivati  all'ultimo  minuto, in zona cesarini,  per  approvare  la
  finanziaria e il bilancio.
   Potevamo  iniziare  per  tempo  a  discutere,  come  dice  il  mio
  capogruppo,  l'onorevole Cracolici, e mediare - non è una  vergogna
  mediare  con la minoranza, perché non sempre ha torto, come  quando
  noi  eravamo  all'opposizione - perché anche la  minoranza  propone
  delle  cose  che vanno analizzate, che vanno discusse e,  se  è  il
  caso, anche accettate. Questo significa essere onesti con se stessi
  e con gli altri e, per quanto mi riguarda, con i nostri elettori.
   Caro  Presidente, sono veramente amareggiato perché significa  che
  oggi   sottoscriviamo  la  debolezza  di  questa  maggioranza.   Ho
  apprezzato  molto  le  cose  dette  dall'onorevole  Adamo.   Questa
  maggioranza aveva il dovere di andare avanti, doveva andare  avanti
  con  le  proprie  proposte  per dare un  segnale  all'esterno,  per
  dimostrare che non abbiamo perso tempo in questi mesi.
   Non  so  cosa diranno gli altri esponenti del mio partito, domani,
  alle assemblee.
   Domani è il primo maggio e, come sempre, andremo a Portella  della
  Ginestra  a  rendere omaggio a coloro che sono stati  uccisi  dalla
  mafia,  e ai compagni e agli amici che ci chiederanno cosa  abbiamo
  messo  in questa finanziaria per andare incontro alle esigenze  dei
  siciliani   noi   diremo   che   ci   siamo   arresi   di    fronte
  all'ostruzionismo del centro-destra.
   Una grave debolezza, signor Presidente.
   Così  come  mi  sono esposto, insieme agli altri  e  ho  sostenuto
  questo Governo, credo che da lunedì si debba riunire la maggioranza
  per verificare se ci sono le condizioni per andare avanti.
   Sono  grato al mio capogruppo, onorevole Cracolici, che  ha  visto
  più  lontano  di  noi  nel senso che pensava  che  potevamo  essere
  battuti;  ma  noi  dovevamo provarci. Avevamo il  dovere,  per  gli
  impegni presi e per l'impegno che anche lei ha preso insieme a noi,
  Presidente, di provarci.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non siamo  nuovi
  ad  un  finale  con colpi di scena, però questo colpo  di  scena  -
  Presidente Cascio - lo condivido perché, forse, qualcosa in Sicilia
  sta  cambiando. Mi trovo da dieci anni in quest'Aula,  e  da  dieci
  anni  non si fanno, se non sporadicamente, leggi di settore. Saremo
  stati costretti, saremo stati portati fino al rush finale, ci  sarà
  stata la spada di Damocle della scadenza del 30 aprile.
   Il  dato  fondamentale è che finalmente questa Assemblea,  con  un
  finale  non  proprio esaltante, e mi riferisco alla tabella  H  che
  rappresentava per l'Assemblea e per la Sicilia, obiettivamente, una
  forzatura, tant'è che quest'Aula ha applaudito, soprattutto  tra  i
  banchi  della sinistra, all'onorevole Cracolici, nella  qualità  di
  capogruppo, quando ha preannunciato il ritiro della tabella  H,  e,
  considerato che la proposta era stata avanzata dal Gruppo UDC,  non
  potevamo non esultare.
   Ma esultavamo anche perché eravamo in perfetta sintonia e in linea
  con le direttive del Governo.
   Il   Governo  aveva  dettato  per  mano,  nel  senso  che  scrive,
  dell'assessore  Armao  delle precise direttive  su  quegli  enti  e
  quelle  associazioni che, inserite in tabella H,  avrebbero  dovuto
  rendicontare.
   Ci  eravamo chiesti allora: come si fa, in Assemblea, a mettere un
   +'  o  un   -'  se la Commissione non è stata nelle condizioni  di
  accertare  se  questi  enti  hanno rendicontato  e  se  le  risorse
  pubbliche  sono  state destinate, sotto il profilo  dell'efficacia,
  dell'efficienza e dell'economicità, come previsto dall'articolo 128
  che quest'Aula aveva votato.
   Siamo  soddisfatti per come è andata a finire  Mi il  conforta  il
  fatto   che  il  Presidente  Lombardo  ha  detto  che  il   Governo
  calendalizzerà,  da  qui a qualche ora, da qui  a  qualche  giorno,
  tutta una serie di leggi di settore, e che finalmente sarà inserita
  anche la riforma dei Servizi sociali e delle IPAB.
   Assessore Armao, io capivo le sue perplessità perché l'Assessorato
  alla Famiglia aveva lavorato con tante difficoltà su una ipotesi di
  riforma.  Ma  percependo che non ci sarebbero stati i tempi,  visto
  che l'Aula era presa da altre cose, aveva presentato quella riforma
  abbastanza  articolata e corposa, e capivo pure le sue  perplessità
  perché occorreva un approfondimento.
   Allora,  che ben venga questa frenata  Che la finanziaria sia  una
  volta  per  tutte  una  finanziaria  L'assessore  Armao,  nei  suoi
  ripetuti  interventi, ebbe a dire che questa sarebbe stata l'ultima
  volta  che  si  fa  una  finanziaria di  tal  genere,  per  ragioni
  economiche e soprattutto per ragioni legislative.
   Io  dico  che  siamo  partiti con il  piede  giusto  e  da  domani
  quest'Aula  deve  mettersi a lavorare sulle leggi  di  settore  per
  poter  dare  risposte, perché le risposte si danno con  le  riforme
  strutturali  e  non  solo  con le norme  di  spesa,  anche  perché,
  attraverso le riforme strutturali, si possono pure percepire  delle
  somme.
   Io ho presentato un ordine del giorno rivolto all'assessore per  i
  Beni  culturali, ma soprattutto all'Assessore per  la  Salute,  che
  riguarda  una norma inserita in finanziaria, la valorizzazione  dei
  beni  immobili.  Il  Prefetto Marino  -  mi  fa  piacere  chiamarlo
  Prefetto  e non Assessore, in questo caso, perché conosce la  città
  di  Messina - sa che nella città di Messina c'è un immobile  di  14
  mila metri quadri, che si chiama, ormai, ex Ospedale Margherita.
   Ebbene,  l'assessore Russo, qualche giorno fa ha dichiarato  -  ci
  sono  le  dichiarazioni  sulla stampa - che quell'immobile  sarebbe
  stato venduto, anche se c'era un progetto, un project financity, ma
  che è andato a male perché i posti letto per la riabilitazione sono
  saltati.
   La  Regione  siciliana, assessore Armao, spende 700 mila  euro  in
  affitti  nel  solo comune di Messina per ospitare i  servizi  della
  biblioteca regionale e della sovrintendenza ai beni culturali.
   Perché  non  trasferire questi uffici nei locali dell'ex  Ospedale
  Margherita?  Questo  significherebbe valorizzare  i  beni  immobili
  della Regione siciliana  Inoltre ritengo che di questa faccenda  se
  ne  debbano occupare solo gli assessori competenti, che  in  questo
  caso sono l'assessore Armao e l'assessore Missineo, e non altri.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  trovo  in
  difficoltà ad intervenire oggi in quest'Aula, perché come  deputato
  entrato in questa Assemblea per la prima volta nel 1996, devo  dire
  obiettivamente  che  una  finanziaria così  striminzita  mi  lascia
  veramente   perplesso,  anche  se  forse  è  utile   nel   contesto
  amministrativo di questa attuale maggioranza di Governo.
   Signor  Presidente,  una  finanziaria  stretta,  striminzita,   si
  giustifica  quando,  nel corso dell'anno, si producono  leggi.  Noi
  invece,  anzi voi avete avuto la capacità in un anno, non  solo  di
  non  fare  le  leggi,  ma  addirittura  di  non  fare  neanche   in
  finanziaria l'indispensabile programmazione che il Governo pone  in
  essere.  La critica sarebbe molto semplice e, devo dire, ci saranno
  altre  sedi  dove farla. Però oggi posso dire che alcuni  articoli,
  che  alcune  norme  che, obiettivamente, mettono  in  crisi  alcuni
  settori   della  nostra  Regione,  in  particolare  la   formazione
  professionale, non me ne vogliate, il Governo doveva  assolutamente
  trattare, se ne doveva interessare.
   Ma in questa finanziaria non c'è nulla
   Io,  per la mia parte, avevo proposto qualcosa ma, non affrontando
  il  Governo  questo tema, signor Presidente della Regione,  vedremo
  circa 1400-1500 persone che non sapranno, tra qualche giorno, quale
  sarà il loro futuro. Si era provato a fare qualche proposta, ma non
  ve ne siete più interessati.
   Assessore Armao, le riforme non si possono fare nella finanziaria,
  e  anticipo  che  farò  immediatamente una proposta  per  i  lavori
  pubblici,  una legge di settore, importantissima e delicata,  e  mi
  chiedo  come mai come non è ancora stata depositata dal Governo,  e
  si  aspetta la finanziaria, sapendo bene che in finanziaria  queste
  norme  non  si  possono  fare,  illudendo  così  le  imprese  e   i
  costruttori  che, addirittura, avevano pure fatto  sapere,  tramite
  gli organi di stampa, che questa riforma era necessaria.
   Sono  stato  per qualche anno presidente della IV Commissione,  ho
  fatto ben due riforme degli appalti in cinque anni. Ebbene si fanno
  per legge e per settore, non si fanno nelle finanziarie.
   Me ne dispiace per l'assessore ai lavori pubblici, che oltre tutto
  è  un  competente ex dirigente della Regione e sa benissimo che  le
  norme di settore non vanno messe in finanziaria.
   Non  comprendo  perché  ha  fatto una riforma  così  importante  e
  necessaria  e non l'ha presentata due mesi prima, quando certamente
  poteva essere discussa.
   Alla  luce  di  questo,  penso di non dover aggiungere  altro,  ma
  invito  il  Governo,  questo  sì,  alla  ripresa  dei  lavori,   ad
  attenzionare questo problema, e mi interesserò di più di quanto  ho
  fatto  ultimamente  alle riforme per dare un aiuto,  non  certo  al
  Governo,  ma forse alla Sicilia. Presenterò immediatamente  qualche
  norma  di  settore, tenuto conto che il Governo non presenta  quasi
  nulla.
   A  questo  punto, ci scommetteremo, ci confronteremo  affinché  si
  possano  fare,  una  volta per tutte, due,  tre  leggi  di  riforme
  importanti.
   Vi  invito,  e  lo  dico con molta onestà, ad  essere  più  celeri
  nell'attivazione della spesa.
   C'è una Regione paralizzata, e mi auguro che non si arrivi più  ad
  approvare  il bilancio con tanto ritardo perché questo è  un  danno
  che   la   Sicilia  non  merita.  Le  situazioni  economiche   sono
  difficilissime,  ma certamente approvare ogni anno  il  bilancio  a
  maggio vuol dire che prima di giugno non diventerà operativo,  vuol
  dire che non si riuscirà a spendere nulla per tre, quattro mesi,  e
  continueremo nella paralisi che la Regione ha oggi.
   Me ne dispiace, ma certamente non avviene per colpa nostra.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sono  chiuse  le  iscrizioni  a
  parlare. Abbiamo ancora venti iscritti a parlare, oltre i venti che
  hanno già parlato.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Parlavecchio. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO.   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione,  assessori, onorevoli colleghi, intanto il  mio  voto  non
  potrà che essere favorevole sul bilancio e sulla finanziaria su cui
  interveniamo. Mi faceva piacere sottolineare tre cose.
   Colgo  l'occasione  che sono stati eliminati diversi  emendamenti,
  come  quello sui lavori pubblici, perché mi vorrei riagganciare  ad
  un  emendamento  che avevo presentato, inerente il personale  della
  Regione  Siciliana. Il Presidente dell'Assemblea, giustamente,  per
  certi  versi,  ha  cancellato  tutti  gli  emendamenti  legati   al
  personale  della Regione, e ritengo che ciò possa essere accettato,
  a  mio  avviso, in quanto tutte le altre norme che non riguardavano
  la finanziaria sono state cassate.
   Ma  questo ci è costato parecchio, e pure il nostro capogruppo  ha
  avuto  qualche  perplessità,  visto il  lavoro  svolto  nei  giorni
  precedenti. Ma siamo d'accordo su questa ipotesi, e siamo d'accordo
  su  una ipotesi che ci vede impegnati, sia come Assemblea Regionale
  Siciliana - che, ricordiamo, è un'Assemblea legislativa - sia  come
  deputati, ma soprattutto come Governo, alla presentazione di  norme
  importanti per lo sviluppo della Sicilia.
   Qualcuno dirà che le norme hanno bisogno di risorse economiche, ma
  possiamo rispondere che le norme possono non avere disponibilità di
  risorse   economiche,  ma  possono  essere  importanti   norme   di
  snellimento o norme che possono contribuire allo sviluppo di quella
  Sicilia che noi vogliamo tanto portare avanti.

            Assume la Presidenza il Vicepresidente FORMICA

   Mi  riferisco  - per fare alcuni esempi, tanto per  essere  vicini
  all'assessore  Piraino - alla riforma delle IPAB, che  è  diventata
  improcrastinabile,  per  non parlare - come  ha  detto  l'onorevole
  Bennati - di una riforma della legge degli appalti in Sicilia, dove
  per  tanto tempo questo Governo e questo Parlamento si sono  spesi,
  ottenendo  ottimi  risultati,  anche distaccandosi  leggermente  da
  quelle  che  sono  le  condizioni nazionali. Per  non  parlare  del
  turismo,   di   una  legge  sull'agricoltura,  di  una   legge   di
  riorganizzazione   dei  dirigenti  regionali,  che   oggi   diventa
  impellente.
   Per   tutti   questi  motivi,  noi  vogliamo  che  il   Presidente
  dell'Assemblea, ma anche il Presidente della Regione, si  impegnino
  ad  una  riorganizzazione, com'è giusto che sia, delle  Commissioni
  legislative, che da domani in poi dovranno iniziare a lavorare, con
  l'aiuto del Governo, su queste leggi di settore e quindi chiedo che
  questo venga fatto al più presto - l'abbiamo più volte chiesto come
  Gruppo parlamentare UDC, ma senza ottenere risposte - e ritengo che
  si  debba fare una riflessione pure per quanto riguarda il problema
  legato alla valutazione delle norme che il Governo deve fare.
   In  questi mesi il Governo dovrà essere impegnato fortemente,  con
  forti  conoscenze,  con  gli Uffici di Gabinetto  e  con  tutta  la
  Dirigenza regionale perché le leggi di settore vengano fatte,  così
  che  poi, l'anno prossimo, potremo fare un bilancio snellissimo con
  una  finanziaria  - riteniamo - la più snella possibile.  Ringrazio
  l'assessore  Armao  per il lavoro svolto in  questo  periodo,  come
  anche tutti gli assessori ed il Presidente della Regione.
   Concludo,  auspicando  che  una  Regione  come  la  nostra   possa
  finalmente  avere  delle  norme e un Parlamento  regionale  che  si
  impegni  per risolvere i problemi dei cittadini siciliani, i  quali
  fuori da queste mura hanno grandissime difficoltà e certe volte noi
  non siamo capaci di dare delle risposte.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Faraone.  Ne  ha
  facoltà.

   FARAONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire per manifestare la mia preoccupazione rispetto al fatto
  che  noi, da oggi, rischiamo di accompagnare ad un Governo  tecnico
  una   maggioranza   parlamentare  tecnica,  e  questo   vuol   dire
  certificare  una  condizione  di  esistenza  in  vita   di   questa
  esperienza, che è una condizione enormemente precaria.
   Lo  dico,  signor  Presidente, perché  quando  abbiamo  deciso  di
  avviare  il  percorso di sostegno al Governo Lombardo,  lo  abbiamo
  fatto  per due ragioni fondamentali: una, tanto decantata dai  miei
  colleghi  di  partito,  e  anche da lei in alcune  interviste,  era
  quella  di  avere  mandato  Cuffaro e Berlusconi   all'opposizione;
  l'altra, per fare le riforme.
   Se  nel  momento  più  importante per poter fare  le  riforme  c'è
  l'approvazione della legge finanziaria, noi rinunciamo  a  fare  le
  riforme   e  costruiamo  una  finanziaria  esclusivamente  tecnica.
  Quindi,  abbiamo già ridotto di gran lunga la motivazione  per  cui
  siamo  qui.  E  non credo, tra l'altro, che tenere  all'opposizione
  Berlusconi e Cuffaro possa essere la ragion d'essere di un partito,
  di  una  forza  politica  e, benché mai, di  un  Governo  che  deve
  amministrare la Sicilia.
   Noi  siamo  in  una condizione in cui il Governo gestisce,  con  i
  poteri  parlamentari ridotti ormai al lumicino,  il  90  per  cento
  della  vita politica regionale, il restante 10 per cento è la  vita
  politica regionale che si gestisce in questa Aula.
   Io  ho  presentato pochissimi emendamenti perché  mi  convincevano
  molto  le  riforme  che i suoi assessori e la maggioranza  politica
  avevano  proposto e che erano nel maxi emendamento -  infatti,  non
  difendo  emendamenti  presentati  dal  sottoscritto,  difendo   gli
  emendamenti  che  voi avevate presentato -, poi si  decide  di  non
  trattarli, e la cosa strana è che da parte dell'opposizione non c'è
  nessuno  intervento, ma di solito è il contrario,  nella  votazione
  finale    della    finanziaria   gli   esponenti   dell'opposizione
  intervengono contro le malefatte della maggioranza.
   Per  cui,  signor  Presidente io credo  che  non  possiamo  essere
  ricordati per una finanziaria che si è limitata a tre cose  perché,
  poi,  al  di là di come noi vogliamo giudicare i media, quello  che
  apparirà  e  che appare, di questa finanziaria sono: la tabella  H,
  che   ha   impegnato  circa  l'ottanta  per  cento  del   dibattito
  parlamentare, incentrato sui circa cinquanta milioni di euro  della
  tabella H, e l'avere utilizzato i fondi per lo sviluppo per  pagare
  la  sanità  e  i forestali. Per questo saremo ricordati  in  questa
  finanziaria,  e  questo  è quello che faceva  il  Governo  Cuffaro-
  Berlusconi.
   Ora   se  dobbiamo  stare  qui  a  sostenere  con  impegno  questa
  esperienza  governativa, dobbiamo fare dell'altro. Lei, da  domani,
  non  vedrà  i  sei per tre' utilizzati dal PD per pubblicizzare  le
  riforme della passata finanziaria, perché sicuro non potevano  fare
  un   sei per tre' dicendo che abbiamo fatto la finanziaria, non  mi
  sembra che sia tanto entusiasmante.
   Non  possiamo  accontentarci  della  gestione  dell'ordinario,  ma
  dobbiamo  avere  la  forza  di  volare  alto  e  di  fare   riforme
  strutturali, altrimenti non c'è motivo per stare qui dentro.  E  il
  tema  delle  elezioni  diventa un tema su cui bisogna  interrogarsi
  concretamente,  come  sbocco utile per  presentare  i  progetti  di
  riforma,  i migliori. Ognuno di noi li metterà in campo, chi  vorrà
  conservare  il  sistema  esistente  e  chi  lo  vorrà  cambiare  si
  confronteranno e chi ha il progetto migliore vince.
   Invece,  il rischio è che noi stiamo qui a galleggiare  fino  alla
  fine  della legislatura, o fino a quando non ci saranno le elezioni
  nazionali, che diventeranno il momento in cui si scappa tutti via.
   Credo  che  non sia questa la nostra missione, credo che  dobbiamo
  subito  creare le condizioni affinché la riforma mancata con questa
  finanziaria si manifesti in alcune riforme possibili.
   Mi  auguro  che  la  prossima  volta, quando  l'assessore  Venturi
  presenterà la riforma delle ASI o verrà presentata la riforma degli
  IACP o degli appalti, non ci sarà la minoranza che dirà che non  si
  deve  trattare e la maggioranza che non le tratterà  visto  che  la
  minoranza non vuole.
   Non   sono  mai  stato  abituato  ad  interpretare  la  democrazia
  parlamentare in questo modo

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  sia
  necessario fare qualche riflessione ad un attimo dall'approvazione,
  dal  voto finale di questa legge finanziaria che, secondo me, è  la
  conclusione  di  una  politica,  di  un  percorso  che  cercava  di
  costruire  una montagna e alla fina ha partorito solo un  topolino.
  Ahimè  E' una delusione come parlamentare.
   E' comunque una constatazione come parte politica di un fallimento
  politico,   istituzionale,  amministrativo,  governativo,   di   un
  percorso  che  non abbiamo condiviso nel metodo così  come  non  lo
  abbiamo  condiviso nel merito. Nel metodo non lo abbiamo  condiviso
  perché,  in effetti, non si è più rispettata la volontà popolare  e
  nel  merito  non  si  è data attuazione a quei grandi  proclami,  a
  quelle enunciazioni che alla fine sono rimaste solo di principio.
   Cosa  si  è  fatto  con  questa finanziaria? Dovevamo  dare  delle
  risposte  importanti a chi, oggi, chiedeva un atto forte di  questo
  Governo;   e  mi  riferisco  alla  formazione  professionale,   che
  aspettava  solo  una o due norme, non una riforma di  settore.  Una
  norma che era il fondo di garanzia, che è stato istituito per legge
  e  che dovevamo soltanto rimpinguare, una norma che accompagnasse i
  pre-pensionamenti  per  misure  di fuoriuscita  che  alleggerissero
  seriamente il bilancio di questa Regione.
   Non  parlo  della  riforma dei consorzi, non mi voglio  addentrare
  sulle  riforme che questo Governo aveva preannunciato  su  tutti  i
  giornali, con assessori che giuravano sull'affermazione delle  loro
  proposte  e che, di riflesso, preannunciavano dimissioni, non  dico
  in   caso  di  bocciature  ma  di  prosecuzione  di  tali  percorsi
  legislativi.
   Invece  siamo  qua   Meno  male che  il  Governo  ha  trovato  una
  opposizione che opposizione non è, una minoranza costruttiva che ha
  consentito di approvare un bilancio, altrimenti per la prima volta,
  dopo trent'anni, non avremmo avuto neanche un bilancio.
   Certo,  c'erano state dette alcune cose importanti, una fra  tutte
  un impegno forte per l'immigrazione che il Governo si era impegnato
  a rispettare, nei confronti del PDL, nei confronti della minoranza.
  In  cambio di questo lasciapassare non abbiamo fatto ostruzionismo,
  abbiamo  ritirato  tutti  gli  emendamenti  e,  purtroppo,  abbiamo
  constatato che anche questo non c'è stato.
   Oggi  cosa  registriamo? Registriamo una maggioranza dilaniata  di
  fatto,  una maggioranza con dei mal di pancia che ieri erano sopiti
  e  oggi  invece sono esplosi in tutta la loro forza, con  tutte  le
  loro  contraddizioni  ponendo sul tappeto un tema:  questo  Governo
  dove vuole andare, cosa vuole fare? Questo Governo quale riforma  o
  quale beneficio sta portando ai siciliani?
   Quando  in  un  Gov.1, che è un maxi emendamento,  si  cercano  di
  mettere una, due, tre, dieci riforme di settore senza passare dalle
  commissioni  per  poi non fare nulla, si dimostra  chiaramente  una
  inefficacia,  ma  diremo una inettitudine che questa  minoranza  ha
  cercato  di  arginare perché anche sul bilancio, se  non  ci  fosse
  stato  il nostro impegno, prima in commissione - abbiamo consentito
  di  varare  un  disegno  di  legge da approvare  in  commissione  -
  diversamente  saremmo  ancora  nell'altra  stanza,  in  Commissione
  Bilancio a discutere sul bilancio e sulla finanziaria.
   In questo senso cosa possiamo registrare?
   Possiamo registrare che siamo veramente al capolinea e, nonostante
  tutte   le   rassicurazioni  che  il  capogruppo  del  partito   di
  maggioranza, ieri di minoranza e oggi di maggioranza, cerca di fare
  nei  confronti  dei  suoi, abbiamo registrato -  e  vado  verso  la
  conclusione  - tutte dichiarazioni di fuoco perché il PD  cerca  di
  smarcarsi  da  un percorso sicuramente negativo che  sarà  valutato
  adeguatamente   poi   dagli  elettori,  che   sarà   valutato   poi
  adeguatamente  dai  siciliani, perché  attenzione,  pacta  servanda
  sunt,  diceva qualche latino e, infatti, si rispettano e il PD  non
  ha   rispettato  né  i  patti  elettorali  né,  al   contempo,   le
  enunciazioni che ha fatto.
   Vedremo,  allora. Auguri, buon lavoro. Purtroppo,  ahimè,  non  ci
  saranno buone risposte per i siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Picciolo.  Ne  ha
  facoltà.

   PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  signori assessori, è con rammarico che faccio questo  mio
  intervento  che  avrebbe  voluto avere  uno  spirito  diverso,  uno
  spirito  che  era  contenuto nei 59 articoli del  maxi  emendamento
  proposto dal Governo, oggi ritirato.
   Chi  vi  parla  non  ha  presentato neanche  un  emendamento,  non
  troverete    la    firma    su    nessun    emendamento,     quindi
  disinteressatamente  si  era  impegnato  a  rispettare  il  mandato
  conferito  dal partito e a votare il maxi emendamento  del  Governo
  che,  secondo me, soddisfaceva i bisogni di innovazione  di  questa
  nostra terra.
   Purtroppo, prendo atto che non è stato possibile  gettare il cuore
  oltre  l'ostacolo' e per spirito di stima personale  nei  confronti
  del  Presidente  Lombardo e del suo Governo e  non  di  spirito  di
  appartenenza  al partito, io darò il mio voto favorevole  a  questa
  finanziaria  e a questo bilancio per consentire il pagamento  degli
  stipendi dei dipendenti regionali. Ma da questo momento in  poi  mi
  ritengo libero, se in futuro non ci saranno le riforme sostanziali,
  strutturali,  promesse  ai  nostri  elettori,  promesse  al  popolo
  siciliano,  dal  mantenere l'appoggio ad una simile  situazione  di
  stallo che non vede prospettive nel medio e nel lungo termine.
   Presidente,  la  prego  con  coraggio,  col  coraggio  che  io  le
  riconosco,  che  è lo spirito, l'unico collante  che  ci  porta  ad
  andare  avanti in questo momento, la prego di imprimere una  svolta
  netta  al  Governo  di questa Regione portando  avanti  non  tutto,
  perché  sarebbe velleitario, ma almeno una parte di queste riforme,
  quelle più importanti, quelle che ci consentiranno di uscire  dalle
  sacche,  di  rilanciare l'economia, di ridare posti di  lavoro,  di
  dare sviluppo a questa terra che ci chiede soprattutto questo.
   Mi sia consentita, infine, una breve nota a favore della Dismed di
  Messina,  un  argomento che è stato toccato da  altri  parlamentari
  messinesi, sicuramente una norma alla quale, Presidente,  la  prego
  di  dare  priorità. E' un fatto che tocca le coscienze di noi  come
  uomini,  non  di noi parlamentari, e privare i ragazzi,  che  hanno
  necessità  di terapie, di una possibile soluzione ai loro problemi,
  in un centro di alta specializzazione quale è quello di Messina,  è
  davvero  un  fatto  grave,  è un fatto  che  va  oltre  i  rapporti
  politici, l'ostruzione, l'opposizione.
   E  pertanto  prego  il Presidente della Regione  e  il  Presidente
  dell'Assemblea di porre al primo punto di una prossima  discussione
  di  un  disegno  di  legge organico, già passato  all'unanimità  in
  Commissione  sanità,  questo  problema  per  cercare  di  dare  una
  soluzione vera ai bisogni della gente, perché noi per questo  siamo
  eletti e a questo mandato ci richiamiamo.

   PRESIDENTE. Onorevole Picciolo, posso assicurarle che, per  quanto
  è  in potere della Presidenza, questa si attiverà per dare risposta
  alla sua richiesta.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che questa
  non  è  la  finanziaria  che abbiamo sognato,  almeno  rispetto  ai
  sacrifici e allo sforzo che vi sono stati in questi giorni. Abbiamo
  assillato  funzionari  e  assessori  con  emendamenti,   una   cosa
  terribile,   questo  c'entra, forse questo  non  ci  può  entrare .
  Tuttavia, questa è una finanziaria rigida, che non accontenta forse
  nessuno,  ma che è in sintonia con il momento storico, economico  e
  finanziario  che vivono questa Nazione e questa Regione  siciliana.
  E'  una  finanziaria  forse  non presentabile  all'esterno,  perché
  tantissima  gente  si aspettava cose importanti,  ci  si  aspettava
  occupazione  nuova, fresca. Arriva una novità  di  sollievo  per  i
  forestali,  è  arrivata al momento opportuno perché  da  tantissimo
  tempo i forestali aspettavano questo grande evento.
   Siamo   tutti  molto  soddisfatti,  ma  il  comparto  agricoltura,
  assessore  D'Antrassi, va ripreso in mano. Lei deve pensare  ad  un
  marchio che possa rappresentare la Sicilia per i nostri prodotti.
   Io provengo da una provincia dove l'agricoltura sostiene la nostra
  economia  provinciale  ed  è  importante  per  noi.  Favorisca   le
  organizzazioni dei produttori, metta in condizione di essere pronti
  e   partecipativi   al  mondo  del  commercio,   al   mondo   delle
  esportazioni.  L'agricoltura ha una grande prospettiva  davanti  se
  vuole affrontarla seriamente. Io spero che lei si possa fare carico
  del PSR perché è importante che vada avanti, che vada soprattutto a
  soddisfare le esigenze dei cittadini e di quelle aziende che  hanno
  posto le opportunità per essere poi finanziate.
   Presidente  Lombardo,  la  sanità  da  lei  decantata,   piuttosto
  richiamata,  molte  volte richiamata, ha  forse  fatto  delle  cose
  importanti,  così  come ha forse fatto delle cose meno  importanti,
  soprattutto per le piccole strutture ospedaliere.
   Io   le  rivolgo  un  invito,  anzi  un  appello:  faccia  sì  che
  l'assessore  Russo  non  dismetta  i  piccoli  ospedali,  i  pronto
  soccorso  perché  ce  n'è bisogno. Faccia, invece,  un'altra  cosa:
  cerchi  di riorganizzare il 118, non è giusto che un'ambulanza  che
  raccoglie un malato lo porti nel primo ospedale più vicino,  ma  va
  portato nel primo ospedale più opportuno.
   Questo è migliorare la sanità siciliana.
   Noi  Ragusani abbiamo finalmente chiuso questa vertenza  e  grazie
  all'assessore  Russo che è venuto in provincia a  tranquillizzarci,
  perché  per  la 514, cioè il collegamento dell'autostrada  Catania-
  Ragusa,  la  Regione siciliana mette a disposizione 240 milioni  di
  euro.
   Adesso, con grande forza, al di là delle appartenenze, ma  con  le
  appartenenze,  bisogna  chiedere a Roma  al  ministro  Tremonti  di
  apporre la firma perché per noi quella infrastruttura è essenziale.
     Così  come, caro Presidente Lombardo, noi aspettiamo  l'apertura
  dell'aeroporto di Comiso.
   Io  so  che lei può fare molto per questa infrastruttura,  vada  a
  Roma,  chieda al ministro Tremonti perché non firma, una volta  per
  tutte, la concessione e l'apertura di questa infrastruttura per  la
  nostra  provincia che, a differenza delle altre province di  questa
  Regione, si è manifestata, perché siamo quasi imprenditori in loco,
  siamo  tutta  gente che lavora dalla mattina alla  sera.  Anche  il
  nostro  modo  di  fare politica è diverso dai  nostri  colleghi,  a
  volte, perché io ho presentato emendamenti a questa finanziaria che
  non  volevano  portare  vantaggi  personali  ma  vantaggi  per   la
  collettività siciliana e anche ragusana.
   Non  dimentichiamo  che  la norma fatta attraverso  la  CRIAS  per
  favorire  i  prestiti per gli acquisti, è passata  ed  è  stato  un
  momento  importante, è stata presentata dall'UDC. E, quindi,  vada,
  per  cortesia, a Roma e spieghi a Tremonti che questa provincia  ha
  bisogno di questa infrastruttura.
   Da  questo momento ci sentiamo tutti impegnati a fare leggi per le
  attività produttive, leggi di settore che servono e devono  servire
  a rilanciare l'economia siciliana perché il momento è particolare e
  se ci stringiamo intorno tutti, politica e non politica, certamente
  dobbiamo avere la capacità e il coraggio di spiegare alla gente - è
  difficile oggi, con i tempi che corrono - che la politica lavora  e
  si sente al servizio dei cittadini.
   Un mio collega ha parlato qui della Serit.
   Io  penso che questo Governo, assessore Armao, debba farsi  carico
  di  questo  grande problema, basta non pagare una bolletta  che  la
  Serit  va a vincolare, va a fermare i mezzi delle aziende e  blocca
  quello che può essere il sogno di una piccola azienda: continuare a
  vivere, a lavorare, a svilupparsi.
   Sono piccoli, ma sono tantissimi i problemi di cui il Governo deve
  farsi  carico se vuole, finalmente, riuscire ad incarnare  il  vero
  esempio  di  una  Regione  che  vuole  uscire  da  una  crisi   ma,
  soprattutto,  di una Regione che vuole pensare ai propri  cittadini
  ribaltando  un  pensiero importante, reinnescando quella  fantasia,
  quel  sogno che tutti i siciliani vogliono avere: posti di  lavoro,
  pensare alle famiglie e alla economia. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito tutti a rimanere nei  tempi
  regolamentari perché le iscrizioni a parlare, che sono chiuse, sono
  tantissime.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  onorevoli
  colleghi, mi atterrò rigidamente ai minuti a me concessi.
   Io  ho  iniziato la mia esperienza parlamentare nel  2006,  quindi
  posso certificare con cognizione di causa esclusivamente quello che
  è  accaduto  all'interno dell'Assemblea regionale in questi  ultimi
  cinque  anni. Ma alcuni miei colleghi, che hanno più esperienza  di
  me, con qualche legislatura in più alle spalle, mi hanno confermato
  che non vi è alcun precedente all'interno di questo Parlamento,  di
  quello  che  è  accaduto oggi, di quello che si sta registrando  in
  quest'Aula:  mai  nella  storia parlamentare  siciliana  era  stata
  presentata  ed  approvata una legge finanziaria così  scarna,  così
  inutile,  così  disastrosa,  con  16  articoli,  alcuni  dei  quali
  assolutamente tecnici, con nessuna norma che immagini  un  percorso
  di  rilancio di una categoria produttiva, di un settore,  a  favore
  dell'artigianato,  dell'industria, del commercio,  del  turismo,  a
  favore   dell'agricoltura,  tutti  settori  in   gravissima   crisi
  congiunturale, non vi è alcuna norma a tutela - come  ha  detto  il
  collega  Falcone - il mondo della formazione professionale che  sta
  attraversando una fase molto delicata.
   Oggi  stiamo  scrivendo una delle pagine più brutte  della  storia
  parlamentare  della nostra Regione a testimonianza dell'incapacità,
  dell'insensibilità di questo Governo.
   Ieri,  è stato lanciato un grido di allarme, riportato da tutti  i
  mass  media regionali e da qualche mass media nazionale che - credo
  -  certifichi  quello che rappresenta il dato più significativo  in
  termini  di  incapacità amministrativa e di blocco  della  macchina
  burocratico-amministrativa  della  Regione:   mi   riferisco   alla
  percentuale  di  utilizzo dei fondi europei  che,  ad  oggi,  hanno
  raggiunto una percentuale di poco superiore al 7 per cento  con  il
  rischio  di disimpegno automatico per fondi pari ad un miliardo  di
  euro entro il 31 dicembre del 2011.
   Ebbene  - mi avvio alla conclusione - qualche giorno fa, quando  è
  stato  presentato,  giovedì 22 scorso,  alle  ore  12.30,  il  maxi
  emendamento  del  Governo, il mio capogruppo,  onorevole  Leontini,
  ebbe modo di definirlo come una sorta di supplemento alla Treccani.
  Io per la prima volta mi sono trovato in dissenso rispetto a quello
  che Innocenzo Leontini ha detto.
   Credo  che  quel  Gov.1  si  potesse definire  un  supplemento  al
  Bignami,  non  certo riferimento alla corposità di quello  che  era
  scritto all'interno di quel maxi emendamento ma in riferimento alla
  valenza scientifica dello stesso.
   Ebbene, oggi, con il ritiro del Gov.1, non siamo né in presenza di
  un  supplemento  alla Treccani né in presenza di un supplemento  al
  Bignami, ci ritroviamo a parlare del nulla poiché questo è il  tema
  della  legge  finanziaria del 2011. Siamo riusciti, siete  riusciti
  per  meglio dire, a presentare una  finanziaria del nulla'. Non era
  certamente questo che la nostra Regione si aspettava e si meritava.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Corona.  Ne  ha
  facoltà.
   La prego di attenersi strettamente ai tempi.

   CORONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, farò un intervento
  e  qualche  considerazione sull'approvazione di questo  bilancio  e
  finanziaria. Credo che stiamo assistendo, come abbiamo fatto l'anno
  scorso  e  due anni fa nella stessa giornata, il 30 aprile,  ad  un
  rito che certamente dobbiamo cercare di migliorare in questa Aula.
   La prima occasione è stata nel 2009, quando il presidente Lombardo
  ha  inaugurato  la  stagione dell'esercizio provvisorio  e  abbiamo
  approvato in zona Cesarini il primo bilancio.
   Allora  ho assistito al dibattito e allo sforzo in questa Aula  da
  parte di tutti i parlamentari, di opposizione e di maggioranza, che
  oggi  sono  qui a ruoli invertiti per cercare di dare  risposte  ai
  Siciliani  e  a  tutti  i  problemi di  questa  Regione,  che  sono
  tantissimi.
   Mentre l'anno scorso, sempre il 30 aprile del 2010, abbiamo  visto
  un  po'  di confusione in più. Abbiamo assistito a tante iniziative
  da  parte  del  Governo,  della Commissione,  da  parte  di  questo
  Parlamento,  una  serie di emendamenti aggiuntivi, sostitutivi,  di
  riscritture,  quasi  una  Torre di Babele;  ma,  alla  fine,  siamo
  riusciti  a  portare  avanti un bilancio  e  una  finanziaria  che,
  certamente,  dovevano cogliere i vari aspetti e le  varie  esigenze
  della realtà siciliana e siamo andati avanti.
   Pensavo  che  quest'anno,  al terzo bilancio,  le  cose  potessero
  andare  meglio  e,  per  la verità, devo dare  atto  al  presidente
  Lombardo che abbiamo migliorato rispetto agli anni precedenti.
   Però,  c'è da registrare una insoddisfazione da parte di tutti,  a
  cominciare  dal Presidente Lombardo, di tutto il suo Governo  e  di
  tutti   gli   assessori,  della  sua  stessa  maggioranza   e   noi
  dell'opposizione  che, pur avendo svolto con  coscienza  il  nostro
  ruolo, non siamo riusciti ad incidere, attraverso questo bilancio e
  questa  finanziaria, e a dare un colpo d'ala  per  fare  sperare  e
  sognare  i  tanti  siciliani  che si aspettano  da  questo  Governo
  veramente qualche cosa di più.
   Io  credo  che  se  il Presidente della Regione  e  tutti  i  suoi
  assessori  da domani si impegneranno ad ascoltare e a rileggere  il
  dibattito  svoltosi  in questi giorni in questa Aula,  specialmente
  sul  voto  finale, potrebbero cominciare a mettere mano al bilancio
  del 2012 in tempo, per non arrivare in zona Cesarini e cominciare a
  portare  avanti  una serie di iniziative legislative  per  fare  le
  leggi di riforma, quelle riforme che hanno spinto gli amici del  PD
  a  diventare  maggioranza e a fare questo ribaltone  nell'interesse
  dei siciliani.
   Oggi,  se  ascoltiamo i singoli interventi della  maggioranza,  ci
  rendiamo   conto  che  approvano  questo  bilancio  per  senso   di
  responsabilità, ma sono tutti insoddisfatti. Non c'è dubbio, chi fa
  politica  deve  essere insoddisfatto; ognuno di noi è insoddisfatto
  delle  proprie azioni, però deve avere la coscienza a posto e  deve
  cercare di fare il massimo possibile.
   Credo che qui il massimo possibile non sia stato fatto.
   Se   oggi   registriamo  tutti  questo,  dobbiamo   impegnarci   a
  migliorare.  Quindi  da domani, invito in tal senso  il  Presidente
  della  Regione,  il suo Governo e quest'Aula, a mettere  mano  alle
  riforme  per  dare  risposte ai cittadini della  nostra  Regione  e
  risolvere i tanti problemi affrontando i bisogni di chi soffre.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Scilla.  Ne  ha
  facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che  non
  volevo  neanche intervenire perché, di fatto, è inutile intervenire
  in  quest'Assemblea, fatto per niente positivo  anzi  assolutamente
  negativo. Mentre vedo che c'è nell'aria l'atteggiamento di  chi  ha
  raggiunto,  comunque, un risultato - e il Presidente Lombardo,  per
  primo - mi rendo conto che per la Sicilia non c'è futuro perché non
  c'è  una  classe dirigente in grado di affrontare i reali  problemi
  dei quali soffre la nostra Isola.
   E'  emerso un dato preoccupante. Tutti i novanta parlamentari, chi
  più,  chi  meno, è convinto di avere un ruolo. Mi rendo  conto,  ma
  dobbiamo  rendercene conto tutti, che questo ruolo, oggettivamente,
  non  c'è  Ci sono tre, quattro, cinque big che si riuniscono e  poi
  decidono,  a  proprio  piacimento, le sorti e  le  strategie  della
  nostra Isola.
   Questo  - e parlo a titolo personale perché non so come la pensino
  i  colleghi  del  mio  Gruppo  - è un fatto  inaccettabile.  Vorrei
  capire,  Presidente Lombardo, nel momento in cui lei  dichiara  che
  dobbiamo  cambiare la Sicilia, che bisogna invertire la rotta,  che
  bisogna potenziare i settori produttivi, e assessore D'Antrassi, mi
  pare abbia preso impegni con il sottoscritto a Roma e a Palermo, in
  Assemblea  -  e  non  mi prendete per pazzo  se  io  ho  sempre  un
  riferimento  a chi lavora, a chi produce in Sicilia,  non  mi  devo
  vergognare  io,  si  deve  vergognare  chi  non  comprende  -   sul
  contributo  per  il  caro-gasolio'. Senza questo  si  colpisce  una
  categoria  produttiva che paga le tasse e che permette di  produrre
  PIL;  una categoria che ha dimostrato, nel Canale di Sicilia,  come
  si è anche solidali; ha dimostrato, con i soccorsi in mare, come si
  fa  a  salvare tante vite umane perdendo reddito, perché ogni volta
  che si interrompe una battuta di pesca perde reddito sia l'armatore
  sia  il  pescatore.  Questo all'Aula non  interessa   A  quest'Aula
  interessa altro
   A  quest'Aula interessa, per esempio, finanziare non so quali enti
  per produrre, non so che cosa  A questo gioco, non ci stiamo perché
  bisogna davvero invertire la rotta.
   Voglio  capire cosa direte agli operatori della formazione che  in
  questo momento stanno protestando e sono sui tetti dell'Assessorato
  che fa capo all'assessore Centorrino.
   Sono  uno di quei pochissimi parlamentari che non ha assolutamente
  nulla a che spartire con la formazione. Non ho enti, non ho moglie,
  non ho amici né fratelli che lavorano nella formazione.
   La colpa della crisi di questa settore non è certo dei lavoratori,
  ma  della  politica  che li ha ingannati, li ha  sfruttati,  li  ha
  illusi,  li  ha  utilizzati e ora li ha lasciati  completamente  da
  soli.
   Ci  sono  lavoratori  della  formazione  che  da  dieci  mesi  non
  percepiscono lo stipendio.
   E'  una  vergogna il bilancio che avete presentato, è una vergogna
  la  finanziaria che vi state accingendo a votare  Non avete dignità
  politica, non avete spina dorsale, questo modo di fare politica non
  h  consentito solo perché poi, alla fine della notte, ci  sono  gli
  incontri  di chi si crede padrone di questo Parlamento e decide  di
  chiudere gli accordi.
   C'era  un  maxi emendamento che doveva venire in Aula,  nel  quale
  erano  previsti, ad esempio, i soldi per la costruzione dei  porti,
  per  dragare i porti. Avete fatto un giro per la Sicilia per vedere
  in  che  stato  si  trovano il lungomare  e  i  porti  delle  città
  portuali?
   Avete  ingannato  l'onorevole Adamo - noi  di  Forza  del  Sud  le
  abbiamo   detto  che  la  stavano  ingannando  ancora  una   volta,
  prendendola in giro - le avete fatto togliere nove milioni di  euro
  dal  bilancio della Regione appostati per fare quelle opere dicendo
  che  li avreste inseriti nelle norme di sviluppo della finanziaria;
  poi,  tutto  ad  un  tratto, questo non si verifica  lasciando,  in
  questo  caso, i comuni da soli a non potere dare risposte.  Avevamo
  proposto  un  emendamento per sbloccare i fondi di cui all'articolo
  26 dell'ultima finanziaria; ma anche questo non è stato fatto.
   Non  so  se essere deluso, arrabbiato o mortificato, ma dovrebbero
  esserlo  di  più  i  colleghi  del  PD  i  quali  tutti,  nei  loro
  interventi, hanno detto che  voteranno questa finanziaria,  non  so
  rispetto  a quale patto d'onore. Però sono consapevoli  che  è  una
  finanziaria che non dà assolutamente nulla alla Sicilia, anzi  crea
  ancora blocchi, crea ancora problemi.
   E'  vergognoso  vedere come deputati, usciti da quest'Aula,  nelle
  loro dichiarazioni parlano di difendere i settori produttivi

   PRESIDENTE. Onorevole Scilla, la prego di concludere.

   SCILLA.  Sto  concludendo, signor Presidente. Mi  consenta  questo
  sfogo, mi consenta di finire questo mio intervento

   LEANZA NICOLA. Basta, onorevole Scilla

   SCILLA. Onorevole Leanza, lei non deve dire  basta' perché  è  uno
  dei  principali responsabili di quello che è stato fatto in  questo
  Parlamento. Aggiungo, e concludo, che la responsabilità non è  solo
  dell'onorevole   Leanza   ma  anche  dell'onorevole   Cracolici   e
  dell'onorevole Mancuso

    (A conclusione dell'intervento, accesi diverbi tra l'onorevole
                     Scilla e l'onorevole Mancuso)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.01, è ripresa alle ore19.04)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  abbiamo  assistito  in   questa
  giornata  a  tensioni notevoli, tra l'altro eravamo  in  regime  di
  tempi contingentati come annunciato dalla Presidenza.
   Non voglio strozzare il dibattito, però vorrei invitare i colleghi
  che sono iscritti a parlare, a voler ritirare la loro iscrizione  e
  lasciare  ai  capigruppo  e ai vice capigruppo  la  possibilità  di
  intervenire. Lancio il messaggio alla sensibilità dei colleghi  che
  vogliono ritirarsi.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   RAIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. La prego, onorevole Raia, di  rimanere
  assolutamente nei tempi previsti.

   RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissima anche
  perché  voglio  rispettare non solamente quest'Aula,  ma  anche  me
  stessa.  E'  chiaro  che  la situazione nella  quale  siamo  non  è
  piacevole e non piace a nessuno di noi. Quello che è successo  poco
  fa denota nervosismo, stanchezza e anche non contentezza per quello
  che è successo.
     E'  chiaro  che questo triste epilogo in qualche  modo  era  già
  scritto perché c'è stato, da parte di tanti, e soprattutto da parte
  di   quelli   che  dicono  di  essere  minoranza  costruttiva,   un
  ostruzionismo pesante che ci ha portati anche a questo,  a  fare  a
  stento  un bilancio importante per alcune cose, ma non si arriva  a
  fare  la finanziaria perché non c'è quella responsabilità che tanti
  hanno  richiamato nei loro interventi parlando di volere bene  alla
  Sicilia  e  ai  siciliani;  ma, mentre  parlavano  di  questo,  nel
  frattempo pensavano a come non dare uno strumento finanziario  alla
  Sicilia che ne ha tanto bisogno.
   Quando si parla di questo, molti di noi abusiamo delle parole  qui
  dentro perché per me, che sono alla prima legislatura come molti di
  noi,  da  tre  anni  sento  citare molte  volte   la  Sicilia  e  i
  siciliani', il bene di questi e il bene degli altri, il bene  delle
  aziende, il bene dei produttori e di quant'altro.
   Però,  in  questo momento, in questa situazione non si è stati  in
  grado di chiudere un percorso.
   La  finanziaria rappresenta, nella situazione data, quello che era
  possibile fare.
   Si  è  fatta una cosa importante per i forestali: si è riusciti  a
  portare   a   casa   quell'accordo  sottoscritto   nel   2009   per
  responsabilità  del Governo, di questa maggioranza,  ma  non  si  è
  fatto null'altro.
   E non si poteva fare null'altro perché si è giocato
   Siamo  arrivati  a  questo perché qualcuno ha giocato,  mentre  si
  potevano  dare  le  giuste risposte alla Sicilia,  all'agricoltura,
  alle imprese che manifestano e protestano per la pesante situazione
  economica  e  sociale. E c'è stata la responsabilità anche  di  chi
  pensa  di fare l'opposizione in questo Parlamento, e di farla bene,
  mentre  hanno  fatto  un'opposizione che in questo  modo  mette  in
  ginocchio la Sicilia.
   Credo  dunque che il Governo, questo Governo tecnico,  il  Governo
  delle  riforme  sostenuto dal Partito Democratico debba  avere  uno
  slancio dimostrando quella discontinuità forte che, invece, ci deve
  essere,  riprendendo  quei  disegni di legge  che  vanno  in  aiuto
  all'economia  siciliana. E ci sono pure tanti  emendamenti,  tanti,
  fatti  da parlamentari - e non è che qui c'è qualcuno che  parla  e
  pensa  solo  a sè stesso, non è così, anzi per quanto mi  riguarda,
  ognuno porta le esigenze del territorio, di una economia.
   Io ho presentato alcuni emendamenti che riguardano, ad esempio, la
  situazione agrumicola.
   Qui  con  l'Assessore abbiamo parlato più volte  della  situazione
  agrumicola  e del dramma che vive questa realtà, che  è  quella  di
  essere colpita dal virus della tristezza e dal punteruolo rosso che
  ha colpito le palme. Io penso che è un'emergenza, che va affrontata
  e  credo  che il Governo debba immediatamente dare una risposta  al
  fatto  che non si è fatta una finanziaria per come la volevamo,  ma
  deve  dare una risposta di slancio, mettendo in campo quelle  norme
  che  parlano  veramente ad un'economia messa in  ginocchio,  quella
  agricola, quella delle imprese artigiane, dei commercianti,  e  che
  rimetta  in  moto quel sistema economico che tutti quanti  vogliamo
  veramente che accada da qui ai prossimi mesi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  la ringrazio  per  avermi  dato  la
  parola.
   Intervengo  perché  anch'io sono amareggiato del  fatto  che,  pur
  presentando  emendamenti e sub emendamenti che  potevano  dare  una
  svolta,  ad  esempio, alla riforma sulla formazione  professionale,
  certo  non  ci sono rimasto bene. Però ho presentato un ordine  del
  giorno  che  va a rilanciare e a dare un indirizzo, se  l'assessore
  Centorrino me lo consente, alla formazione.
   Occorre  riformare immediatamente e preparare una norma che  possa
  finalmente  mettere  fine  a  questo  annoso  problema.  Certo,  il
  problema  non  è  di questo Governo, ma sicuramente  nell'arco  dei
  trent'anni da quando è stata costituita, da quando è stata  normata
  la legge sulla formazione, le cose non sono andate bene.
   Il  mio  gruppo, il Gruppo parlamentare UDC, ha sempre manifestato
  dissenso su questo.
   Ora,  da  qualche settimana, i lavoratori di alcuni enti  che  non
  hanno  visto accreditate le proprie ore si sentono veramente  fuori
  dal  mondo  del lavoro. Tutti siamo solidali, solidale è  stata  la
  Commissione  che per tanto tempo è stata impegnata nel  cercare  di
  risolvere questo annoso problema.
   Caro   Assessore,  caro  Governo,  cercate  di  dare  un  impulso,
  un'attenzione a questo mondo.
   La  politica  ha  creato  questo  fenomeno  brutto,  cerchiamo  di
  portarlo   su  un  percorso  virtuoso  che  possa  veramente   dare
  quell'immagine  di  formazione vera, con progetti  innovativi,  che
  possa   dare  veramente  ai  lavoratori  la  certezza  di  ricevere
  mensilmente lo stipendio per poter soddisfare i bisogni delle  loro
  famiglie.
   Su  questo, Assessore, penso che il Governo debba battersi,  e  il
  nostro  partito  non transigerà nel porre nella  giusta  attenzione
  questo  mondo,  che è un mondo importante, un mondo che  per  tanti
  anni ha dato carattere e fiducia alla politica e ai governi che  si
  sono succeduti nel tempo.
   Io  vorrei citare solo un pensiero che ci ha trasmesso Aldo  Moro,
  grande statista, il quale diceva che questo Paese non si salverà se
  la  stagione  dei  diritti, dei doveri e della libertà  si  renderà
  effimera, se non si raggiungerà un vero senso del dovere.
   Questo  dovere il nostro Parlamento devono assumerlo pensando  che
  il  Governo non ha tutte le colpe che gli si vogliono addossare, ma
  certamente vuole risolvere i problemi.
   Noi lo dobbiamo aiutare perché è giusto che sia così. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Lentini, anche per aver  rispettato
  abbondantemente i tempi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, nonostante la  stanchezza  di  tanti
  giorni  trascorsi qui in Aula e altrettanto presso le  Commissioni,
  sia  di quelle di merito sia in Commissione Bilancio, devo dire che
  questo  epilogo me lo aspettavo. Me lo aspettavo perché, purtroppo,
  accade  quando  si vuole in qualche modo forzatamente  cambiare  il
  corso  di  ciò  che  è stato deciso in maniera  democratica,  e  mi
  riferisco  al  voto  che  ha fatto sì che questo  Presidente  della
  Regione  e  la  maggioranza che lo sosteneva o lo ha condotto  qui,
  quando  tutto  questo è stato ribaltato il corso delle  cose  si  è
  modificato  e  a  quel  punto nulla avrebbe  più  seguito  un  iter
  normale.
   Ecco  che oggi ci troviamo ad approvare una finanziaria, o  meglio
  ad  approvare una  non finanziaria', io la definirei così. Poc'anzi
  mi venivano in mente delle frasi, come se fossero dei titoli. Io la
  definirei   una   finanziaria  con   un  saldo  di  fine   stagione
  elettorale'.
   Questo  è  un periodo in cui noi abbiamo avvertito, attraverso  le
  indicazioni del Governo che chiaramente si è espresso più volte con
  l'obiettivo di dare vita a delle riforme, che invece man mano,  per
  ragioni  varie e svariate, tutte le iniziative - anche  di  pregio,
  anche  lodevoli,  anche  virtuose, prese dai  singoli  assessori  -
  trovavano poi un inspiegabile stop, un arresto.
   Mi  riferisco alla spesa dei fondi comunitari che sembra lì lì per
  concretizzarsi  e  poi,  non si capisce  perché,  tutto  questo  si
  arresta; mi riferisco al fatto che importanti decreti vengono posti
  in  essere  e poi non producono effetti; mi riferisco a  tantissime
  iniziative  che  hanno a che vedere con il lavoro; mi  riferisco  a
  tantissime mancate stabilizzazioni.
   Poi,  di  botto,  cosa  succede? Si  arriva  ad  una  finanziaria,
  l'occasione  nella  quale  il  Governo  deve  dare  prova  del  suo
  comportamento riformista e performante.
   Ebbene,  oggi  la  montagna  ha  partorito  ancora  una  volta  un
  topolino.
   Grandi  sforzi, tantissimi fogli, posso dire che nelle  ultime  24
  ore  mi sono state date almeno 500 copie diverse di emendamenti che
  avevano  lo stesso oggetto. E tutto questo per poi partorire  cosa?
  Per  partorire una norma assolutamente esigua, una norma essenziale
  ma  soprattutto  inutile dal punto di vista delle  risposte  che  i
  siciliani  oggi  aspettano. Da questa norma  ci  aspettavamo  tutti
  sicuramente   uno  scontro  o  comunque,  come  diceva  l'onorevole
  Cracolici,  una trattativa dalla quale potesse uscire  qualcosa  di
  utile per i siciliani, con un apporto costruttivo che io continuo a
  sostenere. Perché, nonostante tutto, abbiamo continuato a  proporre
  emendamenti  che  andavano a riscrivere, secondo quello  che  è  il
  nostro  modo  di  vedere, la formazione e temi  importanti  come  i
  consorzi  di  bonifica e tanti altri. Lo sforzo  lo  abbiamo  fatto
  tutti, cari colleghi.
   Il  problema è che, purtroppo, un dato inequivocabile è che questa
  maggioranza posticcia, che doveva partorire le riforme, è crollata.
  E'  crollata  davanti alla pressione delle clientele, perché  avere
  parlato  per ore soltanto degli spostamenti - più o meno  50  mila,
  100  mila  -  per  finanziare  quella o  quell'altra  associazione,
  sicuramente  non  è stato uno spettacolo decoroso,  ma  soprattutto
  utile per la risoluzione dei problemi importanti.
   Diceva  poco fa il collega che ci sono lavoratori della formazione
  che stanno su un tetto.
   Ho  ricevuto la telefonata di un lavoratore che mi diceva  che  si
  trova  sul  tetto  dell'assessorato. Rimango attonita  e  sconvolta
  rispetto  a  questo; davanti a una Sicilia che urla, la risposta  è
   faremo  le  leggi  di  settore .  Credo  che  sia  poco,  che  sia
  assolutamente insufficiente.
      E  devo  dire  che  pure  rispetto  al  tema  del  lavoro  sono
  estremamente scontenta, anche perché -  lasciatemelo dire - ci sono
  degli  ordini  del  giorno che in qualche  modo  cercano  di  porre
  giustizia  ad  alcune profonde ingiustizie compiute durante  questa
  finanziaria.
     Signor Presidente, quando la Presidenza si è espressa in maniera
  inequivocabile dicendo che la materia del lavoro non sarebbe  stata
  trattata,   ci  siamo  adeguati  tutti.  Ebbene,  a  cosa   abbiamo
  assistito?  Ieri  è  stata votata una norma del  bilancio  con  cui
  abbiamo permesso la stabilizzazione di 120 persone. Per carità,  io
  non  sarò  mai  contro la stabilizzazione di soggetti precari,  noi
  abbiamo  lavorato  sempre in questo senso. Però, dall'altra  parte,
  abbiamo  anche  altri lavoratori e altri soggetti  che,  per  tanti
  anni, hanno fatto la formazione: mi riferisco agli ex corsisti  del
  CIAPI  che  sono  rimasti  appesi  di  finanziaria  in  finanziaria
  cercando la possibilità di spendere le proprie professionalità, che
  abbiamo  formato noi Regione siciliana, con i fondi della  Comunità
  europea  e  che oggi potrebbero diventare una risorsa per  spendere
  quei  famosi fondi della Comunità europea - mi riferisco  al  fondo
  sociale europeo - che ci consentirebbero di dare sviluppo a  questa
  Sicilia.
   Avrei  tantissimo da dire, ma è giusto non poterlo  fare.  Abbiamo
  avuto  giorni  di  grande tensione e siamo tutti  un  po'  stanchi.
  Vorrei soltanto dire che la grande delusione che stasera i colleghi
  del PD provano non può essere una giustificazione per l'avere fatto
  delle scelte.
   Il PD, insieme al resto della maggioranza che ha appoggiato questo
  Governo, ha creduto in un progetto che non esiste, lo dimostrano  i
  fatti,   siano   consequenziali  e  non  cerchino   giustificazioni
  nell'opposizione  che ha fatto il suo giusto ruolo,  e  in  termini
  assolutamente  costruttivi  e non distruttivi.  Non  accettiamo  di
  essere  additati come coloro i quali hanno voluto mandare  all'aria
  qualcosa  di  buono; abbiamo cooperato, e ne sono testimoni  tutti,
  affinché  si potessero produrre delle norme giuste e legittime,  mi
  permetto di dire.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Marinello.  Ne  ha
  facoltà.

   MARINELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   sono
  intervenuto  durante  il dibattito sul bilancio  perché  speravo  e
  auspicavo che prevalesse il senso della ragione che ognuno  di  noi
  dovrebbe  avere prima ancora di arrivare qui in Parlamento,  perché
  questo  è  un  Parlamento non è un consiglio di  quartiere,  e  con
  questo  non voglio offendere un consiglio di quartiere, neanche  un
  consiglio di un piccolo comune, è un Parlamento.
   Devo   dire   che   sono   rimasto  fortemente   amareggiato   per
  l'atteggiamento   di   tanti  parlamentari,   mi   rammarica   dire
  dell'opposizione  in  questo momento, in  questa  Aula,  per  tutto
  quello  che  è avvenuto, per tutte le passerelle che si sono  fatte
  dove tutti hanno gridato allo scandalo. Però, nel momento in cui ci
  poteva essere un confronto vero su una norma importante, qual è  la
  legge di stabilità - che è una norma non solo di accompagnamento al
  bilancio e di contenimento della spesa, anche perché è sempre stato
  così  sia  in  Sicilia che fuori dalla Sicilia, quindi quando  dico
  fuori  dalla Sicilia mi riferisco al Parlamento nazionale -, quando
  avrebbe  potuto esserci un aggiustamento di qualche norma per  dare
  risposte  serie, corpose, responsabili ai settori produttivi  della
  nostra Regione, al mondo del lavoro, a chi sta fuori da qui, questo
  purtroppo non è stato consentito.
   Io  devo dire che voterò per senso di responsabilità, ma solo  per
  questo, e non voterei una delle norme contenute in questa legge  di
  stabilità;  in particolare mi riferisco all'articolo 8  che  reputo
  una  vergogna di quel che si è consumato, nella quale  è  stabilito
  che  destiniamo dei terreni agricoli - facendoli diventare  oggetto
  di  speculazione  - al cosiddetto mercantilismo, il  mercenario  di
  turno che passa. Pensavo che, dopo il confronto che c'è stato, alla
  fine  prevalesse  il senso della ragione, della responsabilità,  il
  buon  senso,  il mandato imperativo, il senso del Governo  e  dello
  Stato,  ma  devo  dire l'opposizione non l'ha  avuto  in  tutta  la
  discussione sia sul bilancio che sulla finanziaria; si è fatto solo
  ed esclusivamente passerella. Qualcuno ha aggredito.
   Io  giudico anche l'azione propositiva: se ci sono emendamenti che
  possono  aiutare i settori produttivi e l'economia  siciliana  sono
  propenso a che questo avvenga, ma non ci è stato consentito.
   Penso   che  sia  la  prima  volta  nella  storia  del  Parlamento
  siciliano,  ma  anche del Parlamento nazionale, che  in  una  legge
  finanziaria  non  si  possono fare norme di aggiustamento  non  sul
  piano  finanziario, ma sul piano del merito. Purtroppo,  quando  si
  fanno  le  leggi, leggi di riforma, spesso - come tutti sappiamo  -
  alcune  siamo riuscite a portarle in porto nell'interesse generale,
  sacrificando con grande senso di responsabilità anche  rispetto  ad
  un  fatto  elettorale e politico, perché questa Regione  soffre  di
  trent'anni di malgoverno, dato che il nostro bilancio -  nessuno  o
  pochi  dei colleghi che mi hanno preceduto lo hanno detto  -  è  un
  bilancio a norma invariata.
   In  questo  bilancio, di fatto, abbiamo tante di quelle  leggi  di
  spesa  che bloccano non consentendo di far fare un salto di qualità
  alla  Sicilia e alla sua economia. Mi sarei aspettato il  senso  di
  responsabilità per ragionare nel merito, non di norme di spesa  che
  non  possiamo  fare, è inutile nascondercelo, perché trent'anni  di
  malgoverno  hanno  creato  sacche  di  mala  gestione,  sacche   di
  precariato, anziché pensare - e io penso ad una cosa, nessuno lo ha
  detto del centro-destra, perché non lo diciamo con chiarezza che il
  Governo  nazionale, di fatto, ha paralizzato l'economia  di  questa
  Regione?  E  l'ha  paralizzata una per tutte.  Ne  ricordo  una  in
  particolare, un APQ sottoscritto tra Stato e Regione tanti anni  or
  sono con progetti cantierabili già pronti ad andare a gara. Orbene,
  il ministro Tremonti, il ministro Fitto e il direttore generale del
  Ministero dello sviluppo economico - lo dicevano poc'anzi -  hanno,
  di  fatto,  bloccato  le  infrastrutture  per  quanto  riguarda  il
  trasporto marittimo, 640 mila euro di accordo sottoscritto.
   Oggi il ministero blocca tutto perché deve rinegoziare. Il termine
  che utilizza è questo: bisogna riprogrammare la spesa.
   Queste   sono  grandi  responsabilità  che  il  centro-destra   ha
  perpetrato
   Signor Presidente, io non sono intervenuto durante i sei giorni in
  cui  ci avete inchiodato vergognosamente, senza alcuna proposta  in
  quest'Aula  -  vorrei  avere qualche  minuto  in  più  -  ci  avete
  inchiodato  qui  per  non  fare  nulla,  senza  proporre  nulla  di
  innovativo, e lo dico con grande senso di responsabilità.
   Il mio intervento doveva avere un taglio più polemico, ma il ruolo
  di  parlamentare  porta anche ad un senso di responsabilità  ed  il
  senso di responsabilità dobbiamo averlo tutti. Il Governo nazionale
  si  deve prendere la responsabilità di paralizzare l'economia della
  Sicilia  e  del  Meridione.  Ho fatto un  esempio:  pur  avendo  un
  organismo proprio, il comitato paritetico, ha di fatto bloccato  le
  iniziative di investimento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Marinello, la prego di  concludere  il  suo
  intervento.

   MARINELLO. Signor Presidente, mi conceda un altro minuto e  chiudo
  il mio intervento.
   Io non sono mai intervenuto, a differenza di altri che hanno fatto
  solo   passerella  per  sei  giorni  da  questo  podio,  non  certo
  nell'interesse della Sicilia e dei Siciliani, ma nell'interesse non
  si  sa di chi, forse del padrone, del Capo, per bloccare l'economia
  della nostra Isola
   Presidente  della Regione, bisogna incatenarsi davanti  a  Palazzo
  Chigi,  davanti  al palazzo del Governo nazionale, far  sapere  non
  solo  ai  Siciliani,  ma all'Italia intera quello  che  il  Governo
  nazionale  sta  facendo  contro l'interesse  della  Sicilia  e  dei
  Siciliani, bloccando pure tutti gli accordi che erano ..

   PRESIDENTE. Onorevole Marinello, concluda

   MARINELLO. Sono queste   ..

   PRESIDENTE.  Onorevole Marinello, non posso  darle  altri  minuti,
  gliene ho dati altre tre.
   La prego di concludere, la invito a concludere.
   Onorevole Marinello, la prego, assuma un atteggiamento consono.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole Cascio, veda di farci recuperare il tempo, non so quanto
  utilmente impiegato dall'onorevole Marinello.

   CASCIO  SALVATORE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sarò
  veloce e rapido per compensare il tempo dell'onorevole Marinello.

   MARINELLO. Presidente, si deve vergognare

   PRESIDENTE.   Onorevole  Marinello,  le  do  un   primo   richiamo
  ufficiale.
   Prego, onorevole Cascio.

   CASCIO  SALVATORE. Grazie Presidente, però, non posso parlare  con
  questo  rumore  di  sottofondo; pensavo  che  in  quest'Aula  fosse
  tornata  la  calma;  invece, a quanto pare gli  animi  sono  ancora
  accesi.  Io  penso che questa sia l'Aula dell'Assemblea  regionale,
  non  è certamente l'Aula di un Consiglio comunale ma nemmeno l'Aula
  di   Montecitorio,  quindi  mi  atterrò  a  temi   che   riguardano
  strettamente questo Parlamento.
   Il  primo tema è una dichiarazione di voto, ed è un voto contrario
  a  questo  bilancio  e  a  questa finanziaria,  un  voto  contrario
  convinto sia sul piano tecnico che sul piano politico.
   Io  sono  abituato  in quest'Aula, come tanti altri  colleghi,  ad
  ascoltare molto spesso l'onorevole Maira, presidente del mio gruppo
  parlamentare,  e  l'onorevole Leontini, che fanno  un  ragionamento
  lucido, politico e dotto sulla materia della finanziaria e così  il
  Governo; però, ahimè, per fortuna o per sfortuna, questa volta  non
  possono   essere  efficaci  nel  ragionamento  che  altri  colleghi
  dell'opposizione   hanno   fatto.  Mi  riferisco   al   fatto   che
  l'opposizione,  onorevole Cracolici, o meglio l'opposizione  per  i
  siciliani,  quella  che  i  siciliani hanno  voluto  opposizione  e
  maggioranza di questo Governo, è diventata garibaldina d'un tratto,
  infatti tutti sono venuti su questo pulpito a dire:  obbedisco .
   Io  uso, invece, un termine alla  Catalano', che era un comico  di
  vecchia memoria:  Non capisco ma mi adeguo ; sarebbe meglio  perché
  molti deputati hanno manifestato il loro profondo dissenso a questa
  finanziaria ma, soprattutto, la loro delusione.
   Dal  punto  di  vista tecnico, non ci possiamo prendere  in  giro.
  Questa è una farsa, non è una finanziaria, la finanziaria vera  era
  quella del maxiemendamento, era quella per cui tutti noi - bene  ha
  fatto  l'onorevole Adamo a sollevare il problema - avevamo lavorato
  in queste ultime notti.
   Oggi, per la prima volta nella storia dell'Assemblea regionale, si
  fa  una  finanziaria che potrei definire ibrida, né carne né pesce,
  frutto di questa coalizione, del coacervo di questa coalizione, del
  fatto  che  questa coalizione naviga a vista. E mi riferisco,  caro
  assessore  per  le  risorse agricole, ai temi  che  riguardano  gli
  agricoltori;  cosa  andrà a dire loro sui mutui,  sui  fidi,  sulle
  cambiali agrarie, che cosa porteranno a casa gli agricoltori?
   L'agricoltura  è  stata  stralciata  da  questa  finanziaria;  una
  finanziaria  che  non è di rigore perché nella  tabella  H  abbiamo
  visto  crescere  a  dismisura le spese per enti  vari;  non  è  una
  finanziaria  di  rigore  perché non si può chiamare  rigore,  ed  è
  ridicolo, abolire la figura del difensore civico: questo  ha  fatto
  l'Aula  per  tagliare  le spese. Se poi andiamo  a  fare  un  reale
  monitoraggio  di  qual  è la situazione dei  Comuni  sul  difensore
  civico capiamo che è infinitesimale la figura del difensore civico,
  vi sono comuni che non hanno proprio questa figura.
   Così sui temi del precariato e della formazione, però la cosa  più
  bella  e la pantomima di questa Aula. Caro onorevole Cracolici  lei
  ci  ha  detto  una  volta  a voi manca il know  how,  il  know  how
  dell'opposizione. Oggi io le dico che lei non ha il know how  della
  maggioranza. E non lo ha per una semplice ragione, perché ha  fatto
  un  autogol assieme al presidente Lombardo storico. Quando, per  la
  prima  volta, non riesce a cementare con un fatto politico mettendo
  dentro  contenuti  politici e abdicando a quel  know  how  che  noi
  abbiamo  acquisito, che è quello dell'opposizione, lei ha perso  la
  sua battaglia assieme al presidente Lombardo.
   Mi  dispiace, onorevole Faraone, lei non può fare poster 6 per  3,
  giustamente, però può fare un francobollo commemorativo della  fine
  di questa legislatura.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo deciso
  di non parlare, tant'é che mi sono iscritto fra gli ultimi. Pensavo
  di  non  parlare per ragioni di carattere umanitario, per senso  di
  pietas  cristiana,  ma  sono  stato  spinto  ad  intervenire  dagli
  interventi  di  tanti colleghi che hanno, sin  dal  primo  momento,
  creduto in maniera decisa e forte a questa maggioranza.
   Non mi riferisco a questa alleanza politica, perché sono uno che é
  d'accordo  con  questa  alleanza  politica  tant'é  che   nel   mio
  territorio la pratichiamo convintamene, cerchiamo di mettere il PDL
  all'opposizione costituendo un raggruppamento di tutte le forze che
  vogliono essere realmente alternative al sistema di potere che  c'è
  stato  finora.  Ma  non  ho  mai creduto  a  questo  Governo,  alle
  prospettive, al progetto che si è dato, a come si é organizzato,  a
  come é stato messo in piedi.
   Ho   sentito  da  colleghi  fortemente  convinti,  grandi   dubbi,
  perplessità, ripensamenti; se dovessimo prendere, al  di  là  della
  disciplina di partito, il senso e il contenuto degli interventi che
  abbiamo sentito, il Presidente della Regione dovrebbe prendere atto
  che  non  c'è  più  una  maggioranza con il  sostegno  del  Partito
  Democratico,  al  di  là dico della disciplina di  partito,  perché
  anche  io, solo per questa ragione, voterò questa legge finanziaria
  e questo bilancio.
   Nei  prossimi  giorni noi dovremo fare una riflessione  che  dovrà
  tenere  conto anche del livello di questa finanziaria e  di  questo
  dibattito che si sta svolgendo in Aula.
   L'anno scorso abbiamo detto ai siciliani che si stava facendo  una
  finanziaria delle riforme e abbiamo messo tanti manifesti.  Qualche
  manifesto  di  questi  mi ha fatto vergognare nel  vederlo  affisso
  perché  era una presa in giro, come quello che diceva che   l'acqua
  ritorna  pubblica , e sapevamo che non era così. Io mi  auguro  che
  ritornerà  pubblica con il referendum nazionale che si farà  e  che
  spero  vinceremo. Tante riforme annunciate, nessuna  applicata;  un
  Governo  che si è specializzato nella gestione, sindaci,  revisori,
  commissioni, nomine; su questo credo che si sia raggiunto  un  buon
  livello di governo, ma non certo - come dicevano i colleghi del mio
  stesso Gruppo parlamentare - per la capacità di attuare le riforme,
  per la capacità di cambiare la Sicilia.
   L'onorevole  Apprendi diceva una finanziaria senz'anima,  io  dico
  una  finanziaria  senza cuore, senza progetto e  senza  prospettiva
  politica, una finanziaria per tirare a campare.
   Cosa    diremo   ai   siciliani?   Che   siamo   stati    ostaggio
  dell'opposizione
   E, viva Dio, l'opposizione che fa il suo mestiere, e il presidente
  Cascio  che aveva minacciato di stralciare le norme? Perché non  lo
  ha fatto, almeno avrebbe potuto dire che noi le avevamo proposte
   In  bilancio siamo riusciti a difendere alcune cose importanti:  i
  consultori,  il  trasporto  degli  anziani,  gli  ERSU,  la  scuola
  pubblica, le risorse in favore dei comuni.
   Sicuramente,  nel bilancio abbiamo portato a casa dei risultati.
   Abbiamo,  poi, una finanziaria che non parla dei ceti  produttivi,
  non  parla dei problemi della Sicilia, non parla degli agricoltori,
  non parla di niente sul piano dello sviluppo.
   Il  fatto, forse, che non si sia presentato l'emendamento  Gov1  -
  permettetemi di dire - o il Gov.1 bis o 1 ter è stato una  fortuna,
  non per la parte riguardante lo sviluppo e la crescita economica ma
  per  le altre cose che conteneva. Si bloccano i contratti e poi c'è
  l'emendamento con cui si aumentano lo straordinario e le  indennità
  ad  alcune  categorie di dipendenti; si metteva in  discussione  il
  Parco  archeologico della città di Agrigento e abbiamo raccolto  le
  firme di mezza Aula per il ritiro di quella proposta; c'erano norme
  pericolose  in materia di rifiuti. Ero attrezzato con la  relazione
   Pecorella',  per  leggere quello che il Presidente  e  l'assessore
  Russo  avevano detto; una norma non ancora applicata e che  già  si
  voleva cambiare per effetto di alcune pressioni.
   Credo  che  questa  finanziaria serva forse ad avviare  una  seria
  riflessione politica all'interno della maggioranza. Non so se siamo
  al  capolinea,  ma la riflessione politica serve ed  io  voterò  la
  finanziaria per le ragioni, da me esposte, di serietà e  legate  ad
  una scelta di partito.
   Forse questa finanziaria viene salvata solo dalla coerenza e dalla
  seria   formazione   politica  di  tanti   deputati   del   Partito
  Democratico.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  presidente  Lombardo, lo hanno già detto tanti  esponenti  del  PD,
  finanziaria senz'anima, finanziaria senza cuore, finanziaria  senza
  progetto.  Insieme alla legittima soddisfazione di chi oggi  svolge
  un  ruolo  di opposizione nella certificazione che oggi avviene  in
  quest'Aula dell'azione fallimentare di questo Governo e  di  questa
  finanziaria,  dal  punto di vista politico  non  posso  che  essere
  soddisfatto  per questo risultato così negativo al  quale  aggiungo
  anche  un po' di amarezza per la carta sprecata, montagne di carta,
  montagne  di  emendamenti, faldoni interi di Gov.1,  Gov.2,  Gov.3,
  emendamenti  fuori  sacco, quanta carta distribuita,  quanta  carta
  fotocopiata,  quanto lavoro dei dipendenti - che ringrazio  -,  dei
  funzionari,  di  tutti i dipendenti di questa Assemblea  per,  poi,
  partorire cosa, presidente Lombardo?
   Provo  amarezza  perché,  insieme a quella soddisfazione  politica
  alla  quale  facevo cenno, non posso non pensare che  nello  scorso
  mese, era l'inizio di marzo, si discuteva dell'ordine dei lavori in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. In quella  sede
  fu  da  noi  sollecitato e lei rispose che entro il mese  di  marzo
  sarebbe stato in Aula per fare bilancio e finanziaria.
   Sappiamo  tutti  come è andata. Sappiamo che siamo arrivati  oggi,
  ormai  in  limine litis, come dicono i giuristi, al 30  aprile  per
  votare cosa?
   Per votare la presa d'atto di un fallimento.
   Allora  io,  insieme  a questo però, mi permetto  di  fare  alcune
  brevissime considerazioni.
   Abbiamo  perso comunque un'occasione, presidente Lombardo, Governo
  e  deputati, colleghi di maggioranza e di opposizione; bastava  non
  continuare  in  questa presunzione di fare bilancio e  finanziaria,
  bastava restare con i piedi per terra, consapevoli dei numeri e dei
  conti negativi che abbiamo per fare, eventualmente, qualche piccola
  riforma senza costo.
   Oggi,  potremmo  andarcene da quest'Aula,  presidente  Lombardo  e
  colleghi, tutti soddisfatti, convinti comunque di avere speso  bene
  queste  cinque  giornate che, invece, sono costate tantissimo  alla
  democrazia  e  al sistema delle istituzioni, ma non hanno  prodotto
  niente sul piano pratico ai siciliani. Se solo avessimo messo mano,
  ad  esempio,  a  quella riforma che tante volte ho  avuto  modo  di
  ricordare,   della   sburocratizzazione,   della   semplificazione,
  superando la logica dell'autorizzazione preventiva
   Vede,  caro  assessore Armao, lei potrà sbattere la  testa,  potrà
  dissentire - tutto legittimo, tutto quello che vuole - ma il lavoro
  che  è  stato portato all'attenzione in tutti questi giorni  è  ben
  meno  di un topolino, é assolutamente nulla rispetto alle esigenze
  Si  potevano  fare  altre cose, qualche riforma  di  settore  vera,
  qualche  cosa  che  potesse  migliorare.  Ad  esempio,  si   poteva
  risolvere   la  questione  del  DURC  nella  formazione,  assessore
  Centorrino, che ci voleva  Non costava niente, un articolino di tre
  righe  per fare un esempio, invece di farlo valere tre mesi,  farlo
  valere sei mesi.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. E' una legge nazionale, cosa dice

   BUFARDECI. Non è così, mi spiace dissentire, assessore Centorrino,
  non  è  una  legge  nazionale che impone la durata  dei  tre  mesi.
  Verifichi  meglio, è stato già modificato, come è stato  modificato
  per  gli  appalti può essere modificato in qualunque altro  settore
  tranquillamente.  Poteva  essere  fatta  una  modifica  per  quanto
  riguarda  gli OSS e gli OSA, potevano essere fatte piccole  riforme
  che   avrebbero   comunque  eliminato  qualche  stortura,   qualche
  problema,  sicuramente  poteva  essere  meglio  impiegata  l'azione
  defatigante di questi cinque giorni che non ha prodotto niente.
   Concludo, Presidente Lombardo, dicendo, come ho fatto tante  volte
  anche quando ero seduto nei banchi del Governo, che lei ha solo  un
  compito  da  svolgere, lei e la sua Giunta: quello di  attivare  la
  spesa.
   Il  problema del Governo, ribadisco, sono questo bilancio e questa
  finanziaria, per i quali abbiamo perduto giornate di lavoro e carta
  appresso ai tagli alle uscite per parlare tre giorni di una tabella
  che  vale sì e no 40 milioni rispetto ad un bilancio di 26 miliardi
  e  mezzo,  con  i problemi che ci stanno procurando i  600  milioni
  della  sanità,  si può risolvere solo se arrivano investimenti,  se
  attiviamo  la spesa, se spendiamo i fondi comunitari, se  svuotiamo
  le  pratiche che sono ferme negli uffici, se attraiamo investimenti
  invece di farli scappare come sta accadendo, per esempio, nella mia
  città  e  nella  mia  provincia, sia per quanto  riguarda  la  zona
  industriale.  Mi  riferisco, come lei ben sa,  al  rigassificatore,
  così  come  mi  riferisco  ai  tanti investimenti  anche  in  campo
  turistico  che riguardano il mio territorio, sia per la  portualità
  sia per gli insediamenti golfistici.
   Ma  se noi li facciamo scappare e non spendiamo i fondi comunitari
  che  sono  praticamente ancora ad una cifra  all'unità  per  quanto
  riguarda  la spesa, è evidente che non facciamo entrate  e  se  non
  facciamo  entrate  non  facciamo Irap, se non  facciamo  consumo  e
  sviluppo  non  facciamo ricchezza e resteremo a questa  finanziaria
  senza anima.
   Credo  che abbia ragione l'onorevole Salvatore Cascio quando  dice
  che  può  essere il francobollo che certifica la fine -  in  questo
  caso, sarebbe un bene - di una attività amministrativa negativa.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, non posso che  riconoscere  il
  rammarico di molti colleghi e mio stesso per non essere riusciti  a
  fare di più di quanto avremmo voluto.
   Tuttavia, darò il voto favorevole a questa finanziaria, ma  voglio
  precisare  che non lo farò per disciplina di partito, non  lo  farò
  alla  cieca o per obbedienza, lo farò per convinzione e perché  non
  voglio  fingere di non sapere perché siamo arrivati a questo punto.
  Non  voglio  fingere di non sapere che siamo chiusi qua  da  cinque
  giorni attraverso e grazie ad un ostruzionismo sistematico da parte
  dell'opposizione che, esercitando legittimamente le sue prerogative
  e  utilizzando  le  facoltà che un Regolamento, nato  e  votato  al
  consociativismo, mi consenta, ha impedito che cose utili  venissero
  fatte  e  l'ho  fatto  con  chiarezza,  ma  altre  volte  con  poca
  chiarezza.
   Tutti  quanti sappiamo che la riforma degli appalti, che  è  stata
  giudicata  e sarebbe stata giudicata un buon risultato  per  tutti,
  chiesta  e voluta dalle categorie produttive, poteva essere esitata
  oggi. E tutti quanti sappiamo, almeno molti di noi sanno e ne  sono
  stati  testimoni,  che c'è stato, in un preciso momento  di  queste
  giornate,  un diniego a questa eventualità, a procedere  in  questa
  direzione  da  parte  degli esponenti della minoranza.  Lo  abbiamo
  sentito  con  le nostre orecchie, io con le mie, signor Presidente,
  lei  con  le sue, e molti altri deputati, qui seduti, con le  loro,
  che  su  questa  riforma  in  particolare  -  ripeto,  una  riforma
  condivisa, chiusa, che non merita dubbi, sarebbe stata un'occasione
  per  svoltare  in  un  sistema critico  e  complesso  dell'economia
  siciliana  -  è stato detto  no . Ed é stato detto no  sapendo  che
  questo avrebbe messo in difficoltà noi, certamente - e quando  dico
  noi  dico  il  Parlamento,  perché è  una  sconfitta  per  l'intero
  Parlamento non aver approvare una legge utile - ma avrebbe messo in
  difficoltà la Sicilia.
   Io  non  capisco come alcuni esponenti dell'opposizione,  che  più
  volte  si  sono prodotti ripetutamente nelle stesse frasi,  possano
  compiacersi  del  fatto che questa Assemblea  abbia   partorito  un
  topolino .  Credo  che  consegnare ai Siciliani  un  risultato  non
  all'altezza delle loro aspettative sia una responsabilità di  tutti
  quelli  che si sono adoperati perché così fosse. E questo lo vedono
  tutti,   perché  l'ostruzionismo  col  quale  si  è  lavorato   per
  raggiungere questo risultato, sarà pure un buon risultato sul piano
  della  tecnica parlamentare, sarà pure un buon risultato sul  piano
  del cinismo politico, ma non è un buon risultato per la Sicilia,  e
  non  è  un  esito  di cui ci possiamo addossare la  responsabilità,
  perché  quello  che abbiamo fatto è produrre norme contenute  nella
  proposta  esitata  dalla  Commissione che è  stata  esaminata  oggi
  pomeriggio,  ma  che  sono ed erano contenute nell'emendamento  del
  Governo  che conteneva norme importanti delle quali avremmo  potuto
  essere  tutti  quanti  fieri, compiendo un  servizio  utile  per  i
  siciliani.
   Se  ciò  non  è  avvenuto, e non voglio fingere di non  sapere,  è
  perché  non  lo  si  è  voluto e certo non lo abbiamo  voluto  noi.
  Dopodiché,  signor  Presidente, sono abituato a fare  di  necessità
  virtù  e  a  cogliere le opportunità: se questa è  la  volta  buona
  perché il Parlamento finalmente esiti una finanziaria più attinente
  al senso che la legge assegna alla finanziaria, che non è una norma
  di  sviluppo,  che  non è come siamo stati abituati   a  fare,  una
  omnibus in cui caricare tutte le aspettative e le potenzialità, che
  è  una legge di contenimento e di riordino della spesa, bene,  -  e
  sottolineo,  fra  parentesi,  che  vi  erano  norme  che  avrebbero
  consentito minori spese e maggiori entrate a beneficio del bilancio
  della    Regione   -   questo   Parlamento,   con   l'ostruzionismo
  dell'opposizione  che ora si vanta di un simile  risultato,  non  è
  stato  in condizione di esitare questo utile prodotto che era stato
  messo in cantiere.

             (Assume la Presidenza il  Presidente CASCIO)

   Se  ciò  è  avvenuto,  non mi fa velo per  non  sapere  che  altre
  opportunità  abbiamo davanti e qui mi rivolgo  al  Governo  e  alla
  maggioranza.  Non credo che questo sia il momento  per  pensare  di
  avere perduto l'occasione o che questa era l'ultima spiaggia.
   Trovo   questo   atteggiamento,   cari   colleghi,   assolutamente
  sbagliato.   Siamo   un  Parlamento  che  ha  la   possibilità   di
  riconquistare la dignità piena del proprio ruolo che  è  quello  di
  fare leggi, non è quello di fare omnibus finanziarie.
   Allora,  come  molti  hanno  segnalato  e  in  maniera  anche  più
  proficua,  più  giusta,  più appropriata e più  coordinata,  faremo
  leggi: faremo la legge di riordino degli IACP, la legge di riordino
  delle ASI, le leggi che servono al mondo dell'agricoltura, le leggi
  che  servono  alla valorizzazione del patrimonio della Regione,  le
  leggi che servono a migliorare il sistema dei rifiuti, le leggi che
  servono  a dare assistenza, attraverso le RSA che oggi non esistono
  e  attraverso gli hospice che oggi sono insufficienti, a chi ne  ha
  bisogno. Faremo il nostro dovere.
   Se  questo è, attraverso un processo che non abbiamo voluto e  che
  ha delle conseguenze negative, ma è un risultato che ci può portare
  alla  riconquista di un ruolo di dignità, bene, intanto voterò  con
  convinzione  questa  finanziaria e con ancora più  convinzione  per
  quello che da domani saremo in grado di fare.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Assessori, Presidente della  Regione,
  onorevoli colleghi, la terza finanziaria dell'era Lombardo  produce
  il  terzo  fallimento,  un fallimento di proporzioni  questa  volta
  difficilmente  immaginabili. Ce lo dirà non  tanto  la  storia  che
  presto sarà scritta, quanto la cronaca delle prossime settimane. In
  queste  settimane  di bilancio, di finanziaria e  di  documenti  di
  programma  economico,  abbiamo notato, coloro  che  come  me  hanno
  vissuto    questo    Palazzo   con   grande    intensità,    grande
  disorientamento,  disorientamento  in  tanti,  in  quasi  tutti   i
  deputati della maggioranza, che non capivano se vi fosse una  regia
  di  carattere economico, di carattere finanziario, se vi fosse  una
  regia politica dietro questo documento programmatico.
   Il  disorientamento si è trasformato in queste ore in imbarazzo  e
  direi  quasi in vergogna, perché il terzo fallimento di finanziaria
  che oggi il governo Lombardo partorirà finisce per essere deludente
  e  disastroso non soltanto per questo Parlamento ma soprattutto per
  la  Sicilia  e per tutti coloro che aspettano risposte.  Lacrime  e
  sangue per gli enti locali  E poi
   Poi  nessuna risposta per la formazione, nessuna risposta  per  le
  categorie  svantaggiate,  per  i disabili,  per  l'istruzione,  per
  l'università, per l'economia, nessuna risposta per lo sviluppo  Non
  voglio fare l'elenco perché sarebbe infinito.
   Cari  colleghi, è difficile per noi dell'opposizione  intervenire,
  non  solo perché si assiste ad interventi farneticanti, come quello
  al  quale ho appena assistito del collega De Benedictis, che forse,
  per  stanchezza, ha detto tutto e il contrario di tutto, perché non
  è   possibile   affermare  che  l'opposizione  ha   inchiodato   la
  maggioranza e non ha fatto approvare una finanziaria migliore.
   E'  ridicolo   Siamo in trenta, siete in sessanta e  allora  siete
  incapaci,  non siete stati in condizione di garantire gli interessi
  dei siciliani.
   A  differenza di tanti uomini della maggioranza che ho  apprezzato
  perché  hanno  ammesso,  presidente  Lombardo,  che  voteranno   la
  finanziaria  solo per disciplina di partito e sono  tutti  o  quasi
  tutti quelli che hanno parlato nel PD e anche nell'MPA, io dico che
  la vicenda dell'onorevole Adamo è emblematica. L'onorevole Adamo si
  è battuta per la realizzazione di infrastrutture nei porti, c'erano
  nove milioni di euro che potevano essere investiti e la maggioranza
  li ha cestinati.
   Questa è una vergogna, per non parlare di tutte le altre vergogne,
  se non fosse che l'onorevole Adamo fa parte, essendo rappresentante
  dell'UDC,  di questa maggioranza raccogliticcia e ribaltonista  che
  ci sta portando in un baratro.
   E,  allora,  qui il tema è assai delicato. I minuti a disposizione
  sono pochi.
   Voi  avete parlato di tempistica, ma ci avete portato con  l'acqua
  alla  gola.  Chi ha portato la finanziaria in Aula  il  30  aprile?
  Forse l'opposizione?
   Avete  chiesto  tre  proroghe dell'esercizio provvisorio  e  avete
  fatto  ridere  la  Sicilia, quel poco di Sicilia  a  cui  resta  da
  ridere, visto che è ormai tutta nella disperazione.
   Sarebbe sbagliato andare contro gli assessori che hanno dimostrato
  grande   disponibilità   in   Aula  e  grande   sensibilità   anche
  nell'approccio con l'opposizione.
   Continuo  a  dire che il problema è politico, e certamente,  oggi,
  viene  fuori una realtà inconfutabile: questa maggioranza è  divisa
  ed  è incapace di fare leggi, figuriamoci se è capace di fare leggi
  di  riforma.  Onorevole  De Benedictis, le leggi  di  settore  sono
  necessarie, così come la riforma della legge sugli appalti, ma  non
  è materia di finanziaria.
   Lei  offende il Parlamento perché la legge di riforma delle  opere
  pubbliche  deve  andare  prima  in IV  Commissione  e  deve  essere
  trattata  in  quella sede, e solo dopo deve venire  in  Aula,  come
  tutte  le altre leggi di settore che da anni annunciate e  che  non
  riuscite a portare a buon fine. Come la legge sui rifiuti - ma  lei
  forse  ha dimenticato perché l'ha citata tra quelle da fare   -,  o
  come  quella  sulla sanità, che successivamente è stata  stravolta,
  non  venga  votata  anche  da  noi  del  PID,  da  noi  opposizione
  responsabile.  Volevamo fare una finanziaria di sviluppo,  volevamo
  contribuire  a  dare,  insieme  a  questo  Governo  incapace,   per
  sopperire alla vostre mancanze, un aiuto ai siciliani.
   Oggi  si certifica che non siete in grado di fare leggi, non siete
  in condizione di fare riforme.
   Oggi  noi  restiamo convinti, più di prima, che l'unica  soluzione
  per  la  Sicilia  sia quella di tornare a votare  e  restituire  un
  Governo realmente aderente alla volontà dei siciliani.
   Tuttavia, noi, come opposizione responsabile, saremo in condizione
  di  portare in Aula le leggi di settore e saremo pronti a valutare,
  qualora siano leggi buone, e anche a favorirne l'iter parlamentare.
   Oggi  chiudiamo  con  amarezza. Il nostro pensiero  è  rivolto  ai
  siciliani, è rivolto a quelle categorie di precari che, ancora  una
  volta,  sono  state  prese in giro, è rivolto a  tutti  coloro  che
  attendevano  risposte  da  una  finanziaria,  e  non  le   avranno.
  Rivolgiamo il nostro pensiero e sogniamo di mandarvi a casa  perché
  la  Sicilia possa tornare presto alla politica e alle cose vere che
  i siciliani aspettano.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
  facoltà.

   LEANZA   NICOLA.  Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  avevo deciso di non  intervenire,  anche  per
  rispetto  del  Parlamento, considerato che da cinque  giorni  tanti
  colleghi  sono stati costretti a stare in quest'Aula, magari  senza
  poter dire la propria.
   Ho  pensato, però, viste le cose che sono successe, di dare un mio
  contributo, soprattutto un contributo di verità, perché ritengo che
  lo  spettacolo  che  è stato dato in quest'Aula nelle  ultime  tre,
  quattro  ore,  non  è  certamente  degno  di  un'istituzione   come
  l'Assemblea regionale siciliana.
   Non  è  possibile, signor Presidente, che in Aula  possa  accadere
  quello che poco fa è accaduto.
   Non  è  possibile  che  il dibattito diventi  cattiveria,  che  il
  dibattito divenga livore, che il dibattito diventi rancore, che  il
  confronto diventi astioso. Non è assolutamente possibile  Ognuno di
  noi,  nel  momento  in cui è stato eletto, si è presentato  con  la
  propria faccia agli elettori, ha assunto una grande responsabilità,
  quella di fare per intero il proprio dovere e di servire la propria
  terra e i siciliani.
   In   questi  giorni  abbiamo  tentato  seriamente  di   fare   una
  finanziaria  con  delle  riforme  per  l'interesse  della  Sicilia,
  abbiamo tentato con moltissima volontà, con molto cuore e con molta
  testa.  Ci  siamo confrontati con l'opposizione, con la  minoranza,
  con  grandissima  serietà e lo abbiamo fatto sia dentro  che  fuori
  quest'Aula.
   Ieri sera, a mezzanotte, io mi sono vergognato di me stesso perché
  avevo, per l'ennesima volta, rinunciato a parlare con mia figlia  -
  che  ha dieci anni - dicendole che l'avrei richiamata dopo.  E  non
  l'ho  più  richiamata. E lei, a mezzanotte, mi  ha  detto   ti  sto
  chiamando  solo  per darti la buona notte, papà   Mi  sono  sentito
  veramente  piccolo, piccolo, e mi è dispiaciuto moltissimo  pensare
  che avevo dato a mia figlia quel tipo di dolore.
   Fino  a  questo momento, pensavo di avere fatto per intero il  mio
  dovere;  ma  le cose che ha detto l'onorevole Scilla, le  cose  che
  hanno  detto altri amici, mi hanno fatto credere che forse  abbiamo
  sbagliato in qualche cosa, forse c'è mala fede nella nostra azione.
   Noi  abbiamo lavorato per una finanziaria delle riforme - io  sono
  da  dieci anni in questa Assemblea - e abbiamo fatto una scelta:  o
  le  riforme  vere,  quelle  che  danno  veramente  i  frutti  senza
  demagogia,  populismo  e qualunquismo, o fare  la  finanziaria  che
  stiamo per fare.
   Ma  questa  non è stata la scelta né della maggioranza  e  neanche
  della  minoranza, perchè ognuno fa il proprio dovere, fa la propria
  azione.
   Si  è  tanto  parlato di quel maxi emendamento, dalla  maggioranza
  alla  minoranza, oggi vedo che a gran parte di coloro che ne  hanno
  parlato  come  salvifico della Sicilia - il che vuol  dire  che  il
  Governo,  il  Presidente, l'assessore Armao e tutti  gli  assessori
  avevano visto giusto - di punto in bianco oggi manca, non lo  vuole
  nessuno, ma manca a tutti.
   Abbiamo  parlato per ore ed ore sull'ordine dei lavori, per  fatto
  personale,  sul  nulla.  E, nel momento in cui  potevamo  dare  una
  svolta,  non  l'abbiamo data perché ci manca il  maxi  emendamento.
  Amici  miei,  dobbiamo deciderci una volta per  tutte,  o  il  maxi
  emendamento andava bene e allora lavoravamo sul merito, o  il  maxi
  emendamento   non   è   andato  bene,  e   allora   lavoreremo   su
  qualcos'altro, su una finanziaria secca.
   Onorevole  Pogliese,  lei è qui da quattro anni,  io  ci  sono  da
  dieci,  e  ritengo che magari potevamo fare una buona  finanziaria;
  ma,  nel momento in cui avessimo tolto dalla finanziaria la riforma
  degli  IACP,  la  riforma delle ASI, la riforma degli  appalti,  la
  riforma  dell'agricoltura e altre, sarebbero  rimaste  solo  alcune
  parti  importanti che sarebbero diventate il cavallo  di  battaglia
  indecente, il vagone, il treno per l'assalto alla diligenza. E così
  non   è  avvenuto,  perché  quell'assalto  alla  diligenza  sarebbe
  avvenuto solo nell'interesse di chi l'avesse proposto; invece  così
  molti  di  quei  signori che volevano assaltare la  diligenza  sono
  rimasti  delusi. Per carità, tutti quanti siamo abbastanza  delusi,
  ma  così  non  abbiamo  consentito alla stragrande  maggioranza  di
  utilizzare questo percorso esclusivamente per fare altro.
   E' stata una scelta, una scelta quasi dovuta, una scelta convinta,
  se volete, ma è stata la scelta.
   Allora,  io  ho  rispettato  fino in fondo  l'azione  che  abbiamo
  condotto  assieme alla minoranza, in alcuni momenti. L'accordo  che
  abbiamo   chiuso   in  Commissione,  lo  abbiamo  rispettato   fino
  all'ultimo  perché era un accordo della Commissione. Abbiamo  fatto
  un  bilancio rigoroso, che ha evitato tanti sprechi e, soprattutto,
  che ha messo al sicuro i conti di questa Regione.
   Abbiamo  pensato  in quel bilancio alla scuola, alla  cultura,  ai
  servizi  sociali, all'economia; abbiamo cercato in qualche modo  di
  dare delle risposte.
   In questa finanziaria, anche in questa piccola, abbiamo dato delle
  risposte ai forestali e alla sanità; potevamo fare molto di più  ma
  non è stato possibile.
   A  questo punto ritengo assolutamente giusto che il Governo - e mi
  rivolgo al Presidente Lombardo - faccia una scelta chiara e  netta,
  di  investire  l'Aula  immediatamente di 7-8 disegni  di  legge  di
  settore, a partire da quelli sulla formazione professionale,  sugli
  appalti,  sull'agricoltura, la riforma delle ASI, la riforma  degli
  IACP.  Consentiamo a quest'Aula, fatta di deputati  che  hanno  una
  grande  voglia di lavorare, di esprimersi nel merito.  Facciamo  in
  modo che finalmente questa terra possa avere delle leggi di settore
  e non obbligatoriamente leggi omnibus.
   Ci abbiamo provato, onorevole Leontini.
   Sarebbe  stato bello, stasera, approvare quattro o cinque articoli
  importanti.
   Sarebbe  stato  bello, ma forse impossibile, e anche  noi  abbiamo
  fatto i nostri errori.
   Certamente,  dal punto di vista formale poteva essere fatto  tutto
  molto  meglio, però alla fine è andata così. Allora,  cerchiamo  di
  reagire nei confronti di quelle persone che stanno fuori, di  tutti
  coloro che oggi vivono un momento di grande difficoltà. Lo possiamo
  fare  solo  in  un  unico  modo, signor Presidente  della  Regione,
  rimboccandoci  le  maniche,  lavorando  seriamente  e  impegnandoci
  rispetto   alle   leggi  che,  mi  auguro,  il  Governo   definisca
  immediatamente affinché martedì prossimo possano arrivare in questo
  Parlamento.
   Signor  Presidente della Regione, glielo dico con tutto il  cuore,
  se  vede  che con questa maggioranza non si può arrivare a fare  le
  riforme  necessarie,  non si può operare un'azione  di  cambiamento
  reale  -  lo  dico a lei e ai dodici assessori preparati  -  allora
  stacchiamo  la  spina,  andiamo  a votare  e  rendiamo  conto  alla
  Regione,  rendiamo  conto  ai siciliani di  quello  che  non  siamo
  riusciti o che non vogliamo riuscire a fare.

                              (Applausi)

   Mi  è  dispiaciuto  molto - mi riferisco al  mio  partito  che  ha
  reagito  seriamente votando costantemente, spesso anche  con  molti
  dubbi,  con  molte  perplessità, molti si sono arrabbiati,  abbiamo
  avuto momenti di tensione, ma alla fine abbiamo lavorato tutti  per
  il  bene  comune -, mi è dispiaciuto - e il mio partito, in  questo
  caso,  non si è mosso né ha mosso critica - che chi mi ha preceduto
  ha  detto  che c'è un  mal di pancia' all'interno del mio  partito.
  Così non è.
   In  questi  cinque giorni sono stato vicino ad alcuni parlamentari
  di  altri partiti della maggioranza e devo dare atto - lo dico  con
  molta  onestà  -  che  in questa vicenda, se c'è  qualcuno  che  ha
  lavorato  senza  se  e  senza ma, con un  impegno  costante,  senza
  pretendere nulla per sé, ma nell'interesse dei siciliani,  è  stato
  l'onorevole Cracolici, il quale lo ha fatto con amore e con  grande
  senso  di responsabilità. Mi dispiace se qualcuno pensa che stasera
  l'onorevole Cracolici abbia avuto qualche battuta di arresto. Resta
  un grande personaggio ed è stato determinante per portare a termine
  una buona finanziaria e un buon bilancio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto  devo  le
  mie  scuse  al Parlamento, alla Presidenza, a tutti i  presenti  in
  quest'Aula  e  a  chi  ci  ha  visto da  casa  per  l'atteggiamento
  indecente  che  io e qualche collega abbiamo tenuto,  poi  i  fatti
  soggettivi e personali saranno altre cose.
   Rispetto  a  questo,  invece, voglio fare  una  riflessione  e  mi
  rifaccio al detto di mio nonno che stamattina richiamavo, il  quale
  mi  diceva  che la migliore parola è quella che non  si  dice.  C'è
  anche  un  insegnamento nella mia vita militare,  perché  ho  fatto
  quella scuola, che non si spara mai quando si vede una croce rossa,
  e  in  questo momento il Governo rappresenta una croce  rossa  alla
  tutti hanno sparato, soprattutto chi questo Governo lo sostiene.
   E'  indecente sentire che si votano la finanziaria e  il  bilancio
  per  disciplina  di  partito. Vorrei vedere questo  regolamento  di
  disciplina  che avete, perché il regolamento di disciplina  non  lo
  avete  adottato nel rispetto del vostro capogruppo anzi,  lo  avete
  bersagliato facendogli assumere delle responsabilità immani e  poi,
  da  questo pulpito, lo avete accusato di un atteggiamento e, forse,
  non  ha assolutamente responsabilità per un insuccesso che è  tutto
  di un partito che non ha saputo fare sintesi.
   Quando un aereo va in overbooking, cioè non trovano posto tutti  i
  passeggeri, il comandante prende due decisioni: o lascia a terra  i
  passeggeri  in  overbooking  o non fa partire  l'aereo.  E  stasera
  l'aereo  non  è  partito, è rimasto a terra, e non ha  portato  nei
  cieli  i  sogni  -  legittimi,  per  carità  -  di  quasi  tutti  i
  parlamentari. Forse qualcuno il risentimento lo ha fatto sentire da
  questo  pulpito, qualcun altro l'azione violenta la fa sentire  con
  le  parole,  qualcun altro gridando; ma questa non è  la  politica,
  perché la politica si farà tra qualche ora, dopo che si sarà votato
  nulla.
   Voi  darete un voto per disciplina di partito, ma ad un  risultato
  politico  solo per disciplina di partito nessuno ci  crede  più,  a
  questo  Governo  nessuno  ci crede più,  perché  non  c'è  un  voto
  politico  di  un  partito,  c'è  la  disciplina  di  partito,   una
  disciplina antica, vecchia che riguarda forse la storia,  forse  la
  grande storia di un grande partito che non c'è più.
   Rispetto  a questo, rispetto alle intemperanze - perché  non  sono
  riuscito  a  dare  200  mila euro al Castello Normanno  di  Adrano,
  allora  farò di tutto per distruggere tutto, addirittura contro  il
  mio  partito - la politica è un'altra cosa, la politica è  guardare
  lontano e il mio partito ha un dovere.
   Il  dovere del mio partito non è quello che poc'anzi ha  detto  in
  sintesi,  immagino  giustamente dal suo punto di vista  l'onorevole
  Leanza, cioè di chiudere questa fase e, da domani, aprirne un'altra
  che  è  di  prospettiva,  che è di nuova storia,  che  è  di  nuove
  riforme.
   Si  sono  stancati  tutti  ad ascoltare  queste  parole,  si  sono
  stancati soprattutto quelli che in questo momento manifestano fuori
  da  questo Palazzo, si sono stancati anche quelli lontano da questo
  Palazzo  che  ci  stanno guardando e rispetto a questo  abbiamo  il
  dovere,  il  mio  partito  ha il dovere,  di  stigmatizzare  questo
  momento. Noi non possiamo guardare a nessuna prospettiva, la nostra
  prospettiva è quella di depositare - per i motivi che qui  in  Aula
  stiamo  vivendo  in  queste ore - la mozione di sfiducia  a  questo
  Governo,   e  lo  dobbiamo  fare  domani  mattina,  dove   qui   la
  responsabilità dei parlamentari, soprattutto di opposizione, è  una
  responsabilità politica.
   Il  Governo,  se  vuole,  può continuare  nell'insuccesso.  Questo
  Governo,  politicamente,  ha un solo dovere,  il  Presidente  della
  Regione ha un solo dovere: chiudere una fase, quella del cosiddetto
  Governo  tecnico e, se ha la forza, costituire il Governo  politico
  per quest'Isola.
   Questa è la fase politica che voi dovete affrontare.
   Noi  dobbiamo  affrontare, senza ombra di dubbio, quella  di  dire
   basta   e di metterci in discussione con i Siciliani. Qualcuno  in
  quest'Aula pensa ancora di meritare questo scranno?
   Forse intimamente sì, ma questo lo devono dire i Siciliani  Questo
  lo  devono  dire  le persone che scrivono il nostro  cognome  nella
  scheda  elettorale  Noi non abbiamo la disciplina di partito perché
  noi  siamo  il  partito  della libertà. E nella  libertà  decidiamo
  secondo  coscienza,  e  non secondo quello  che  è  scritto  in  un
  regolamento  che  ci  disciplina. Questo è stato  detto  da  questo
  pulpito.
   Già  da domani mattina, l'azione del mio partito sarà quella della
  politica, non di guardare tra due, tre mesi e trasferire  ancora  i
  sogni ai Siciliani.
   I  Siciliani ritengono di dovere scegliere anticipatamente  quelli
  che devono essere i loro rappresentanti; rappresentanti che, forse,
  saranno  più bravi di noi, più riformisti di noi e, forse,  daranno
  non solo speranze ma concretezza al futuro della nostra Terra.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, il collega che mi ha preceduto,  nel
  suo  legittimo  intervento,  ha usato l'aggettivo   indecente ,  ma
   indecenza   non credo che sia una parola consona in un Parlamento.
  Con  tutta  la simpatia e la stima che ho per l'onorevole  Mancuso,
  ritengo   inopportuno  che  abbia  rappresentato   come   indecente
  un'affermazione che abbiamo fatto io e qualche altro collega, circa
  il  fatto  che avremmo votato bilancio e finanziaria per disciplina
  di partito.
   Chiaramente,  la  rappresentazione della datio non  ricevuta,  del
  corrispettivo  che  era  quello di  200  mila  euro,  mi  porta  ad
  intervenire.  L'ho  fatto,  anche con  una  certa  difficoltà,  per
  annunciare  il  voto  per  disciplina  di  partito,  e  non   posso
  consentire   all'onorevole   Mancuso  una  rappresentazione   quasi
  meschina di una dichiarazione sofferta di voto.
   Veda, onorevole Mancuso, io appartengo alla tradizione del Partito
  Comunista,  una  tradizione che non era di  cervelli  all'ammasso .
  Questa   finanziaria,  così  secca,  non  mi  ha  convinto.   Avevo
  presentato qualche emendamento, come dice qualcuno,  intelligente ,
  ne  avevo  fatto valutare prima il livello di intelligenza.  Questo
  Governo  l'ho  sostenuto già dalla prima ora. Ho  detto  in  alcune
  dichiarazioni  che non sono un frequentatore abituale  del  Palazzo
  della  Presidenza,  che non sono beneficiario  di  nulla.  Ma  sono
  convinto che questo Governo ha avuto - uso una frase che sta  nella
  tradizione   comunista  -  e  continua  ad  avere  la  sua   spinta
  propulsiva.
   Oggi, però, onorevole Mancuso, comprendo anche questo tentativo di
  isolare  i  peones, quelli che, alla fine, stanno fuori  dal  coro,
  perché nel suo ragionamento c'è questo tentativo di far saltare gli
  accordi  notturni, quelli che alla fine decidono di svuotare  tutto
  per semplificare i passaggi parlamentari.
   Devo  dire  che  il  voto per disciplina  di  partito  è  un  atto
  coraggioso  perché  diciamo al Governo che lo abbiamo  sostenuto  e
  continueremo  a  farlo fin quando gli organismi di  partito  ce  lo
  diranno,  ma  gli chiediamo di fare di più. Non si  possono  tenere
  ancora  senza  decreti  asili nido, con il  rischio  di  perdere  1
  miliardo 140 milioni di euro dei Fondi comunitari.
   Sono  uno  dei novanta deputati, anzi mi considero il novantesimo,
  ma vivo in un territorio dove c'è bisogno, dove c'è disperazione, e
  rappresento queste persone, onorevole Mancuso, non quelle  dei  200
  mila euro
   Qualche  finanziaria  e qualche assestamento  di  bilancio  li  ho
  fatti.
   Posso  dirle  semplicemente, onorevole Mancuso, che quei  soggetti
  politici  che  hanno  dichiarato che, per  disciplina  di  partito,
  stasera  voteranno  bilancio e finanziaria, non  siamo  quelli  che
  abbiamo  costruito maxi emendamenti con la bava  alla  bocca  della
  tabella H.
   Noi  non  siamo quelli della tabella H, siamo persone serie  e  ci
  indigniamo  quando, a volte, il Governo è in ritardo. Comprendiamo,
  però,  che  non  c'è  altra soluzione a questo  Governo  in  questo
  Parlamento, fino a quando sarà possibile reggere.
   Quello  che  chiediamo è che ci sia un'accelerazione, che  ci  sia
  un'attenzione  particolare al mondo che ha  bisogno,  all'emergenza
  siciliana.
   Dopo,  è  chiaro che tutti sapevamo che il 30 aprile si  approvava
  questo  benedetto  bilancio.  Sappiamo  che  è  il  frutto  di   un
  atteggiamento  di attacco e di sconfinamento da parte  del  Governo
  Berlusconi. E siamo stati in attesa, per giorni, della lettera  sui
  fondi  FAS  per coprire le spese della sanità, ma al  tempo  stesso
  abbiamo visto anche eccessivo dilettantismo in alcuni momenti.
   Quando  un  parlamentare vuole inserire una norma in  finanziaria,
  non  sta  oltraggiando nessuno. Fa parte delle regole  e  fa  parte
  della ragione per cui ci hanno eletto.
   Noi   siamo  legislatori   C'è  chi  si  appassiona  all'idea  del
  legislatore,   c'è   chi  si  appassiona  all'idea   del   Governo,
  dell'amministrare comunque e sempre.
   Caro  Presidente Lombardo, ribadisco le ragioni mie e degli altri,
  senza  avere  un atteggiamento indecente, ma semplicemente  con  la
  correttezza  di  chi,  pur  sapendo  di  dovere  pagare  da  questa
  esperienza, se non saprà volare alto, un costo altissimo dal  punto
  di vista personale e politico.
   Ribadisco,  a  nome  degli altri, che votiamo  per  disciplina  di
  partito, un partito che non é quello della libertà vigilata ma  era
  un partito della libertà vera, era il Partito Comunista.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 631/A

   PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del  disegno  di
  legge numero 631/A.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.

   DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia impressione  è
  che  la  data  di oggi non sia una data da sottovalutare.  Come  ha
  sottolineato  un  mio  collega  di partito,  l'onorevole  Salvatore
  Cascio,  è  una data significativa, è lo spartiacque fra  la  prima
  fase del Governo Lombardo e la seconda fase.
   Per cosa si caratterizza la seconda fase, quella attuale?
   Galleggiare   sul  nulla,  sulle  macerie;  si  caratterizza   per
  l'insipienza  e  l'ignavia  di  una  maggioranza  che  non  ha  una
  proposta,  che non ha un progetto. E quale era la prima  fase?  Era
  migliore?
   E'  stata  quella della distruzione dei partiti, della distruzione
  dei    Gruppi   parlamentari,   del   saccheggio   delle   risorse,
  dell'occupazione del potere.
   In questa operatività è venuto fuori il disastro di oggi, sorretto
  da una ipocrisia, l'ipocrisia del Partito Democratico che finora ha
  avuto davanti la foglia di fico delle riforme.
   Stasera,  ahimé, questa foglia di fico è scomparsa:  non  ci  sono
  riforme,  non  c'è  niente, non funziona niente,  la  paralisi  più
  totale.  Siamo  di  fronte ad un disastro di cui  bisogna  prendere
  atto, un disastro non solo gestionale, ma fondamentalmente politico
  e  anche etico, perché siamo di fronte al tentativo di sopravvivere
  alle cose che non funzionano, di sopravvivere al nulla e al niente,
  e  questo  è  grave   Ma lo certifica la finanziaria,  inizialmente
  velleitaria, poi dimagrita e striminzita, senza anima né  progetto,
  poi  è stato tentato di mettere tanta trippa ed è venuto fuori   il
  gioco delle tre carte  perché è velleitario che un Governo pensi di
  caricare tutto e il contrario di tutto sulla finanziaria.
   Il  tempo trascorso dall'inizio dell'anno ad oggi è stato occupato
  nella   non   gestione,   nel   non  governo,   nella   insipienza,
  nell'ignavia, con fondi comunitari che potevano essere spesi e  non
  sono  stati  spesi, con una gestione che poteva essere  portata  ai
  massimi  livelli attivando la spesa per dare una spinta  propulsiva
  al nostro sistema produttivo. Ma questo non è stato fatto.
   Poi si arriva alla finanziaria. Dal mese di ottobre la Commissione
  tenta  di  affrontare  il  grande tema,  ma  non  ci  si  è  voluti
  confrontare   ed   è  veramente  ridicolo  volere   scaricare   ora
  sull'opposizione il fatto che si fa una finanziaria striminzita.
   Allora, è il momento di passare all'operazione verità.
   Io  voglio  raccogliere l'invito che ha fatto l'onorevole  Leanza,
  voglio  sostenere  questo invito: è l'ora  di  staccare  la  spina.
  Nessuno  è  affezionato  a  questa diligenza,  che  se  la  tengano
  stretta,  perché  è una diligenza del vuoto e del  nulla  e  questa
  finanziaria  ha prodotto vuoto e nulla  Ha prodotto  uno  strumento
  contabile  che servirà alla Sicilia per sopravvivere nei  giorni  a
  venire,  con tagli alle autonomie locali, con una compartecipazione
  sanitaria  garantita da entrate incerte, con  un  bilancio  su  cui
  dovremo ritornare già a luglio. E' scritto nelle cose
   Infatti,   se   leggete  bene  l'emendamento  che   sostanzia   la
  compartecipazione   sanitaria,  quindi  la  ricerca   della   fonte
  finanziaria   per  coprire  quel  cespite,  c'è  il   rischio,   se
  l'accantonamento passivo non diventa attivo entro luglio, di dovere
  procedere al riassestamento del bilancio perché è un bilancio  dove
  mancheranno  i  fondi. E, poi, le cose mancate: piccoli  interventi
  importanti  sulla  formazione  professionale  che  potevano  essere
  fondamentali, interventi per l'agricoltura, interventi per il mondo
  produttivo,  piccole cose perché le grandi scelte di settore  vanno
  costruite  nelle  commissioni  di  merito.  Non  si  può   lavorare
  improvvisando,  non  si  può  lavorare  con  le  scorribande  degli
  emendamenti dell'ultima ora senza che ognuno di noi possa  dare  il
  suo   contributo,   senza   che  i  gruppi   parlamentari   possano
  confrontarsi per trasfondere dentro i disegni di legge  di  settore
  quelle  che  sono  le  istanze e i bisogni  che  intendiamo  sempre
  rappresentare.
   Signor  Presidente,  siamo di fronte ad  una  finanziaria  che  ci
  lascia con tanto amaro in bocca per le piccole cose che si potevano
  correggere. Siamo convinti che il velleitarismo non serve, il voler
  calare tutto dentro è un alibi e questo lo vogliamo denunciare.
   Siamo  pronti  da  qui  a  dopo, a fin quando  questa  legislatura
  durerà, a lavorare per cose serie, per leggi di settore, per quelle
  riforme che finora sono state solo annunciate e che qualche partito
  vuole  utilizzare come scudo e come foglia di fico per non prendere
  atto del fallimento complessivo del Governo e della maggioranza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo  della
  Regione,  ho  sentito  tanti interventi stasera  che,  secondo  me,
  dovrebbero  fare  riflettere prima di  tutto  il  Presidente  della
  Regione.
   Onorevole  Presidente,  ci sono nella vita   di  un  uomo,  di  un
  Parlamento, di una comunità, delle date storiche che danno il segno
  della   coincidenza   degli  eventi.  Oggi   ricorre   l'assassinio
  dell'onorevole  Pio  La  Torre, segretario  regionale  del  Partito
  Comunista,  e  del  suo autista, accompagnatore signor  Rosario  Di
  Salvo. Oggi è la data in cui il Parlamento si appresta a votare  la
  finanziaria  e  il bilancio. Io sono convinto che lei,  Presidente,
  non  ha  fatto nemmeno memoria della coincidenza dei due eventi  in
  capo al 30 aprile.
   Se  lo avesse fatto, signor Presidente, avrebbe mandato, lei e  il
  suo  Governo,  un  segnale  diverso alla  Sicilia:  un  segnale  di
  rilancio  culturale, di rilancio politico, di rilancio di un'azione
  di governo.
   Lei, oggi, manda un segnale totalmente diverso ad una Sicilia  che
  ha  tanto  bisogno di legalità, che ha tanto bisogno di un  governo
  forte, autorevole.
   Per  rubare  una frase al presidente della Commissione  Antimafia,
  devo  chiedere:  che messaggio di legalità lanciate  alla  Sicilia,
  quando  nessuno  di voi si è ricordato di finanziare  quella  legge
  antimafia  che  questo  Parlamento  ha  votato  e  che   ha   avuto
  l'apprezzamento  del  procuratore della  Repubblica  e  capo  della
  direzione nazionale antimafia, dottore Pietro Grasso?
   Signor Presidente, questo è un brutto segnale e io invito tutti  i
  colleghi della sinistra a dare un'occhiata alla rassegna stampa e a
  leggere  l'editoriale di un tale Claudio Fava  che,  indubbiamente,
  lancia  un  messaggio pesante, carico di interrogativi con  giudizi
  non lusinghieri, dal punto di vista politico e morale, ad una parte
  di questo parlamento e pure ad una parte di questo Governo.
   Io  mi  preoccuperei, Presidente e Governo di questa  Regione,  di
  quello che è successo qui in Aula, che è qualcosa di ben diverso  e
  che va al di là del Gov.1, del Gov.2, del Gov.3, della finanziaria,
  dei  capitoli,  degli emendamenti. Qui oggi c'è il  crollo  di  una
  maggioranza,  dal  punto di vista non numerico  ma  della  coesione
  morale  e  degli  obiettivi di sostegno di  questa  maggioranza  al
  Governo.
   Oggi   parlamentari  della  sua  maggioranza  l'hanno   aspramente
  criticata,  non  hanno apprezzato l'operato del loro  capogruppo  e
  hanno  individuato,  in pochi parlamentari di  questa  maggioranza,
  coloro  che  hanno  costretto, per dovere  di  partito  e  non  per
  emozione, per convinzione, per entusiasmo, per passione,  a  votare
  questa finanziaria.
   Lei dovrebbe interrogarsi, signor Presidente della Regione, perché
  so  che lei ascolta anche quando fa finta di non ascoltare,  è  nel
  suo  stile,  lei  oggi deve prendere atto che è  sostenuto  per  un
  obbligo  e non per un sentimento. Questa è la fine politica  di  un
  uomo di Governo.
   Quando  si vota perché si è costretti e non perché lo si sente,  è
  la  fine  di  questo  Governo  e non è  perché  lo  sta  decretando
  qualcuno, perché oggi è bene che qualcuno faccia mente locale.
   Signor   Presidente  dell'Assemblea,  probabilmente  questa   sarà
  l'ultima finanziaria di questo Parlamento, se è vero come  è  vero,
  nel  sentire e sondare gli umori dei parlamentari, che siamo  tutti
  convinti che questa è l'ultima finanziaria perché andremo a votare.
  E  se  lo  dice  l'onorevole Lino Leanza, che di questo  Governo  è
  veramente  lo  scudiero e lo strenuo difensore, questa  è  l'ultima
  finanziaria in quanto è venuto il momento di andare a votare.
   Ci   sono   vicende  siciliane,  principalmente   politiche,   che
  registrano  la  mancanza  di  una  cultura  di  governo  di  questa
  dirigenza e di questo schieramento che lasciano prevedere che

   PRESIDENTE.    Onorevole   Caputo,   la   prego   di    concludere
  immediatamente.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, solo un messaggio di  solidarietà  ai
  lavoratori  del CEFOP per i quali questo Governo non è  riuscito  a
  trovare una minima soluzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio ringraziare
  il  Presidente  Lombardo perché questa sera sta  dando  una  grande
  opportunità  a tutti noi, l'opportunità del primato della  politica
  perché  quando  giorni fa l'assessore Armao ha  regalato  una  mela
  all'onorevole De Luca, la mia considerazione era quella  che  siamo
  proprio alla frutta.
   Oggi,  grazie a lei, Presidente, abbiamo la certezza  del  primato
  della  politica e di ciò che vuol dire far governare la Sicilia  al
  Partito  Democratico  e  di ciò che vuol  dire  fare  governare  la
  Sicilia a dei tecnici. Un governo tecnico che in tanti hanno  visto
  come la panacea di tutti i mali.
   Onorevole  Presidente  della Regione, penso  proprio  che  sarebbe
  stato meglio che lei fosse venuto in quest'Aula da solo con le  sue
  belle dodici statuine.
   Non  vi  è  stato un intervento, non vi è stata una  proposta,  ma
  ancor  di più devo dirvi, non vi è stato, per la prima volta  nella
  storia, un richiamo da parte del Presidente dell'Assemblea affinché
  un  deputato non si avvicinasse ai banchi del Governo per conferire
  dei  problemi  del  proprio  territorio,  nessun  deputato  né   di
  maggioranza né di opposizione si è avvicinato per chiedere  notizie
  delle problematiche che attengono ai propri elettori, che attengono
  alla Sicilia.
   Questo  è un vero problema, caro Presidente, perché quando  si  fa
  una  legge,  quando  si fa una finanziaria,  ci  si  confronta,  si
  pongono  dei  problemi, si lavora insieme,  si  cerca  di  dare  le
  risposte  che attendono i siciliani.
   Con  la  grande freddezza e con la grande separazione che  abbiamo
  visto  in  questi giorni è venuta fuori una finanziaria  che  è  la
  finanziaria del tradimento e della inadeguatezza.
   Tradimento,  perché  vi  è stato un tradimento  nella  sua  stessa
  maggioranza,  va  data da me la solidarietà  al  capogruppo  di  un
  partito della sua maggioranza, l'onorevole Giulia Adamo, che  aveva
  sottoposto  dei  problemi  che,  francamente,  anch'io  condividevo
  pienamente,  quello  che riguarda i porti, e poteva  dare  risposte
  serie  al  nostro territorio, così come i porti della provincia  di
  Trapani, quelli della provincia di Agrigento e, comunque,  i  porti
  della nostra regione.
   Non solo, quindi, non è stata informata dell'accordo raggiunto che
  rompeva, di fatto, gli schemi, non è stata informata di un percorso
  ben  diverso rispetto a quello che la sua maggioranza si  era  dato
  rispetto a problematiche che alcuni territori avevano attenzionato.
   E' un tradimento anche nei confronti dell'Aula perché quella legge-
  obiettivo   che  i  parlamentari  l'anno  scorso  hanno  fortemente
  attenzionato,   quest'oggi,   probabilmente,   perché   era   prima
  dell'accordo  che bocciava il maxi emendamento, ha determinato  non
  solo  la  bocciatura  di  quella proposta  di  anticipazione  delle
  risorse,  così  come  è  stata fatta  per  altri  elementi,  ma  ha
  determinato,  di  fatto,  un notevole ritardo  per  gli  interventi
  infrastrutturali  in  favore dei comuni, delle amministrazioni  del
  nostro territorio.
   E' una finanziaria del tradimento perché la legge non è uguale per
  tutti.
   L'articolo  3 della Costituzione recita che la legge è uguale  per
  tutti.  In  questo  Parlamento si è pensato di stabilizzare  alcuni
  lavoratori  di  una parte ben determinata di un bacino  elettorale;
  non  si  è pensato, invece, ai lavoratori dei dissalatori,  come  i
  dissalatori di Porto Empedocle o di Gela, o ai precari che meritano
  la  stabilizzazione, ai lavoratori dell'ESA o a coloro che lavorano
  negli   enti  di  formazione  professionale.  Non  avranno  nessuna
  risposta.  E' un tradimento a chi aspetta risposte forti,  come  la
  provincia  di  Agrigento  con la sua cattedrale  e  il  suo  centro
  storico.
   Speravo tanto che i tecnici dessero impulso anche alla finanziaria
  che approvammo l'anno scorso; ma non ne hanno neanche tenuto conto.
   L'assessore  Armao  cerca di sbeffeggiare il  mio  intervento,  ma
  dobbiamo finirla di prenderci in giro perché le leggi le conosciamo
  bene e devono essere rispettate da tutti.
   Avevo già detto, all'inizio dell'esame di questa finanziaria,  che
  sarebbe andata a finire in questo modo, che il Governo poteva  fare
  soltanto una finanziaria tecnica perché, di fatto, non vi  era  una
  maggioranza  né  vi era un lavoro della commissione preliminare  al
  raggiungimento degli obiettivi.
   Non continuiamo a prendere in giro il Parlamento perché non si può
  dire  che quest'Aula sarà chiamata a fare leggi di settore, non  si
  può dire che quest'Aula potrà fare leggi.
   Basta  leggere la tabella B  Interventi per lo sviluppo nel  2011-
  2013': zero; Fondi globali: zero.
   Le  leggi  di settore e di sviluppo non si possono fare  senza  le
  risorse inserite nelle tabelle.
   In più, non continuiamo a prenderci in giro presentando ordini del
  giorno che, di fatto, non servono a niente, servono soltanto a dire
  agli  elettori  che si è fatta una proposta di cui il  Governo  non
  terrà  conto  perché,  come  ha detto bene  l'onorevole  Panepinto,
  diversi articoli di questa finanziaria, anche quelli che non  hanno
  la copertura dei fondi Fas, quelli che hanno come copertura i fondi
  di   leggi  regionali,  non  hanno  avuto  attuazione,  e  così  le
  problematiche  nel  settore della sanità. Ma lo  potrà  sicuramente
  confermare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adamo.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevole Adamo, non vorrei essere costretto a togliere la parola,
  però gli interventi devono essere contenuti nei cinque minuti.
   Non  mi  piace  togliere la parola. Dovreste  aiutarmi  a  gestire
  meglio i lavori d'Aula. Abbiamo 42 interventi per dichiarazione  di
  voto,  più  la  replica  del  Governo. Chiedo,  quindi,  la  vostra
  collaborazione.

   ADAMO.  Signor Presidente, non ho mai sforato i tempi.  Credo  sia
  utile e importante ricordare i fatti: il Governo ha presentato, con
  enorme ritardo, la finanziaria e il bilancio.
   Questo  certamente  è un problema, ma non è  la  prima  volta  che
  accade.
   Ricordo  a  tutti  i colleghi che l'anno scorso  abbiamo  concluso
  l'esame e la votazione del bilancio, mi pare nel pomeriggio  dell'1
  maggio,  dopo un appassionato dibattito sui fatti, sui  progetti  e
  sulle  questioni.  Alcune  proposte, assessore  Armao,  sono  state
  approvate, altre sono state bocciate; alcune iniziative hanno avuto
  il consenso dell'Aula, altre iniziative sono state bocciate.
   Ritengo che questo normalmente avvenga nei parlamenti degli  Stati
  che godono del sistema democratico, e questo deve accadere anche da
  noi.
   Fino  a ieri, alle ore 2.00, abbiamo lavorato, ci siamo impegnati,
  ognuno  di noi ha fatto delle proposte, qualcuno ricorda  i  porti,
  ricorderei i progetti a sostegno dei comuni che intervengono  sulle
  infrastrutture,  i  confidi,  le norme sull'agricoltura,  le  norme
  sulla  solidarietà, la riforma delle IPAB, una  serie  notevole  di
  proposte.
   Io   metterò   su  internet  la  nostra  proposta,   ogni   Gruppo
  parlamentare può mettere la sua e vediamo quali erano  e  se  erano
  delle  proposte vergognose e, comunque, se le proposte vengono  poi
  bocciate,  chi  le  propone se ne assume la responsabilità  -  così
  funziona  la  politica, non so se dobbiamo  ritornare  a  fare  una
  riflessione su cos'è la politica -. La politica funzione  così:  io
  faccio  una proposta e mi assumo la responsabilità di farla con  il
  mio  Gruppo,  con  la mia politica; chi è contrario  si  assume  la
  responsabilità  di  bocciarla. Funziona così, ha funzionato  sempre
  così.
   Quest'anno,  a  quanto pare, la cosa è diversa  e  da  stamattina,
  veramente da qualche giorno, c'erano questi sussurri sulla volontà,
  in  realtà  sulla  decisione presa - non si  sa  bene  dove  -  del
  Governo, di vari Gruppi - non sappiamo quali - di non fare la  cosa
  più normale del mondo: andare in Parlamento e discutere. Questo  si
  fa: si va in Parlamento e si discute; ci si confronta, ci si assume
  le proprie responsabilità davanti ai cittadini.
   Invece, la proposta che circolava, effettivamente, era quella  che
  sarebbe stata ritirata.
   Qualcuno pensa che io sia offesa, onorevole Cimino, del fatto  che
  non  sono  stata informata. Preferirei morire prima di pensare  che
  qualcuno si può permettere di farmi una proposta del genere.  A  me
  proposte del genere non le può fare nessuno.
   La proposta di riunirci in corridoio e fare finta di lavorare per,
  poi,  dire  sai, ritiriamo , questa proposta a me non la  può  fare
  nessuno  e sono orgogliosa di poterlo dire. Mai nessuno  me  ne  ha
  fatto  e nessuno me ne farà mai  Non è, quindi, che sono offesa  né
  cambierò  per questo, né per questo diventerò furba e  la  prossima
  volta  andrò  ad orecchiare per saperlo perché queste cose  non  le
  voglio sapere. Io queste cose le voglio denunciare, su queste  cose
  mi voglio indignare
   E se sono qui stasera in assoluta solitudine non pensiate, nessuno
  di  voi,  di avere fatto interventi politici. Avete fatto un  gioco
  delle  parti  vergognoso  perché  se  c'era  uno  che  voleva  fare
  politica,  oggi,  in quest'Aula, quando ho chiesto  un'interruzione
  per  riflettere  perché  di  colpo  l'Aula  apprende  che  il  maxi
  emendamento  è  ritirato, non lo si discute, tutte le  persone  che
  hanno  lavorato con noi, che hanno fatto proposte, che si aspettano
  norme, leggi, possono stare tranquille, non si farà niente e questo
  avviene senza discussione, anche l'opposizione avrebbe dovuto dire:
   La sosteniamo noi questa proposta .
   Questo avrebbe dovuto dire un'opposizione degna di questo nome. Ma
  noi,   purtroppo,  in  Sicilia  non  abbiamo  né  un   Governo   né
  un'opposizione degna di questo nome e questo è tragico, questo  per
  me  è  triste e se sono qua a dire queste cose non è certo per fare
  politica,   o  meglio,  è  per  fare  quella  politica   in   senso
  aristotelico, forse, ed alto in cui credo e in cui sono sicura  che
  i   cittadini  credono  nella  ricerca  del  bene  comune  e  nella
  convinzione  che, fuori da quest'Aula, le persone  queste  cose  le
  capiscono,  le  sentono, s'indignano e pensano le stesse  cose  che
  penso  io  e, chiaramente, a titolo personale. Non ho accettato  di
  fare  parte dell'UDC certo per fare il capogruppo. Il problema  con
  l'UDC  me lo vedrò nelle sedi opportune. Qui, chiaramente, parlo  a
  titolo  personale. E a titolo personale dico che  un  Governo  che,
  dopo  sette mesi, consegna una finanziaria tecnica non è  degno  di
  governare. Pertanto, voterò contro.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Adamo, anche per essere  riuscita  a
  gestire bene il suo spazio.

   ADAMO. Lo faccio sempre.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  innanzitutto
  comincio  col  dire che sono dispiaciuto nel vedere il  Governo  in
  difficoltà e l'Aula polemizzare oggi piuttosto che dibattere  sulle
  cose  fatte o non fatte e sono dispiaciuto, certamente, per l'esito
  di  questa  sessione di dibattito sul bilancio e sulla finanziaria.
  Ma  voglio dire con molta chiarezza e con molta serenità che il mio
  voto  sarà,  invece,  convinto  e  senza  remore  e  sarà  un  voto
  certamente  favorevole. Certo, non per difendere questa finanziaria
  e  questo bilancio, anche se sul bilancio credo che ci sia poco  da
  dire e, invece, con molta soddisfazione dovremmo qui evidenziare lo
  sforzo che si è fatto di contenere la spesa, di evitare gli sprechi
  del passato, di provare ad invertire la rotta.
   Ma, certo, un po' di delusione per la finanziaria c'è e, tuttavia,
  il  voto  è  convintamente favorevole per quello che il Governo  ha
  fatto e perché il Governo merita, comunque, di andare avanti per le
  tante  cose  fatte  e  non  può  essere  giudicato  oggi  solo   ed
  esclusivamente  per  una  finanziaria che  avevamo  definito  -  io
  l'avevo  definita  nel mio intervento, all'apertura  dei  lavori  -
  striminzita,  che  arrivava  dalla  Commissione  in  Aula  e   che,
  purtroppo, esce striminzita anche da quest'Aula.
   E'  certamente una brutta finanziaria - nonostante un bilancio  di
  contenimento,  ripeto positivo - che dà, però, poche risposte,  non
  avendone  date nello strumento finanziario, e quindi  non  possiamo
  essere  assolutamente  soddisfatti. Dobbiamo  cercare  di  evitare,
  però,  che  questa finanziaria e questo dibattito creino condizioni
  di   estrema  debolezza,  segnali  di  debolezza  che  partono   da
  quest'Aula  e che, chiaramente, da domani arriveranno in  tutta  la
  nostra  Regione e non solo, perché il più grande obiettivo che  noi
  qui   dobbiamo  avere  è,  comunque,  quello  di  difendere  questa
  esperienza governativa e questo Governo, al di là della scelta  che
  oggi quest'Aula ha fatto, nel tentativo di ricominciare domani  con
  una marcia che deve essere certamente diversa.
   Lo dico perché il Governo non ha nessuna colpa di questo voto oggi
  in  quest'Aula,  perché  il  Governo il  maxi  emendamento  l'aveva
  votato,  l'aveva  presentato, ce l'ha  sottoposto  all'analisi,  lo
  abbiamo  avuto  nelle  mani,  ce  lo  siamo  rigirato,  lo  abbiamo
  completato,  lo  abbiamo  innovato, lo abbiamo,  probabilmente,  in
  parte  anche  criticato,  ma  il  Governo  è  venuto  con  un  maxi
  emendamento alla finanziaria uscito dalla commissione molto corposo
  e  molto  nutrito,  pieno  di  idee, pieno  di  riforme,  pieno  di
  cambiamenti.
     Se  c'è  stata  una  inadempienza  non  è  del  Governo,  signor
  Presidente; questa inadempienza oggi è la rappresentazione plastica
  della  crisi che c'è in quest'Aula e, ovviamente, se è vero che  il
  testo  presentato dal Governo era anche abbastanza ampio, pieno  di
  grandi  novità,  forse anche di troppe riforme,  noi  possiamo  qui
  dibattere  sull'opportunità di fare le riforme in  finanziaria,  ma
  certamente  non  possiamo nasconderci sotto la  sabbia  negando  il
  fatto  che  il  Governo ci ha messo davanti a  degli  argomenti  da
  dibattere,  da  discutere e noi non abbiamo avuto,  la  voglia,  la
  forza  e  forse  anche l'intelligenza di accettare la  sfida  e  di
  andare avanti in Aula, anche se era l'ultimo giorno o il penultimo.
   E'  mancata  l'Aula, signor Presidente, e non so se dietro  questo
  atteggiamento ci sia il tentativo, consapevole o meno - da qualcuno
  consapevole,  forse, da altre parti inconsapevole -  di  indebolire
  l'esperienza governativa.
   Signor  Presidente, questo tentativo costante, continuo di accordi
  che poi si rivelano inutili dentro e nelle segrete stanze di questo
  Palazzo, la gestione sterile dei rapporti parlamentari che  abbiamo
  registrato,   l'errore  clamoroso  di  uscire  dalla   Commissione,
  presidente  Savona, senza una  finanziaria vera come  è  prassi  di
  questo  Parlamento e come era giusto che fosse e credo, Presidente,
  che  noi  non lo dovremo permettere mai più, perché lì è  stato  il
  vero  grande errore da chi ci è stato suggerito e a chi la prossima
  volta risponderemo che mai lo consentiremo, non rinunciando mai più
  a  nessuna prerogativa né di parlamentare, neppure di componente di
  commissione.  Eppure abbiamo rinunciato di scegliere e  ha  ragione
  l'onorevole Adamo a protestare, perché non si fa così
   Forse,   Signor   Presidente,   questo   è   il   fallimento   del
  consociativismo  che  anima  le prassi  di  questo  Parlamento,  le
  decisioni  più importanti. Io dico di no  E sa perché dico  di  no
  Perché  il  bilancio  lo abbiamo approvato dialogando  e  parlando,
  confrontando le opposte debolezze e le opposte forze,  non  abbiamo
  voluto farla la finanziaria, è stata una scelta consapevole di  non
  farla.  Non  è  vero che non è stato possibile, non abbiamo  voluto
  farla.
   E'  questo  che dobbiamo sapere e dal fallimento di questa  prassi
  parlamentare dire che, forse, adesso - anzi sicuramente - occorre ,
  signor  Presidente,  e lei di questo deve essere  anche  garante  e
  promotore,  una  nuova dialettica, occorrono nuove  collaborazioni,
  occorrono  nuove logiche e nuove intese, signor Presidente,  perché
  non  si  può  ripetere  l'errore  e  non  si  possono  ripetere   i
  comportamenti   che  si  sono  registrati  in  questi   giorni.   I
  parlamentari colleghi devono sapere che ognuno di noi é depositario
  di  un  voto che vale tanto quanto quello dell'altro collega e  che
  deleghe in bianco non se ne devono dare più a nessuno se poi non si
  è capaci di raggiungere risultati.
   Queste  sono  le lezioni che dobbiamo avere oggi come risposta  da
  questo  comportamento e dall'Aula e dai modi in cui abbiamo gestito
  questa fase.
   Ho  difficoltà a capire perché abbiamo rinunciato ad approvare  la
  legge  di riforma sui lavori pubblici piuttosto che quella dell'ASI
  o  IACP,  ma soprattutto ho difficoltà a capire perché non  abbiamo
  voluto  fare  almeno  la  legge  sullo  sviluppo  e  la  legge  che
  finanziava il credito di imposta. Questa è la grandissima colpa  di
  questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  D'Agostino.  E'  iscritto  parlare
  l'onorevole Marrocco. Ne ha facoltà.

   MARROCCO.  Grazie  Presidente, penso che  abbiamo  vissuto  giorni
  estenuanti,  forse  non fra i migliori di questa legislatura,  anzi
  sicuramente,   caratterizzati  da  atteggiamenti  o  meglio   dalla
  mancanza di un certo stile che dovrebbe contraddistinguere il ruolo
  del parlamentare, il ruolo politico, istituzionale di chi viene qui
  per  difendere  gli interessi di un territorio. Sono  stati  giorni
  sicuramente  difficili che dimostrano come il fallimento  politico-
  culturale  forse di una generazione e di un Paese, di una comunità,
  di  una  società  passi anche e soprattutto attraverso  quello  che
  accade  nelle  Aule parlamentari che sono lo specchio della  nostra
  società.
   Quel  fallimento  politico-culturale che  passa  anche  attraverso
  percorsi  che,  ahimé,  oggi  dovrebbero  farci  ragionare,   farci
  riflettere che sicuramente non sono stati dei migliori.
   E  allora a me piace iniziare questo intervento partendo da quello
  che dovrebbe essere invece la mia conclusione e cioè dichiarando il
  voto  favorevole di Futuro e Libertà e non un voto  favorevole  per
  disciplina di partito, ma un voto convinto e per quanto sia poco il
  tempo  che  ho  a disposizione, signor Presidente, vorrei  spiegare
  perché  il  mio  e quello di Futuro e Libertà è un  voto  convinto.
  Perché  il  percorso  di questa finanziaria  è  stato  un  percorso
  complicato,  caratterizzato forse da un  metodo  sbagliato,  perché
  quello che ha presentato il Governo, il famoso emendamento Gov.1 al
  suo  interno  presentava  elementi  enormemente  positivi,  facendo
  riferimento soprattutto a quelle norme di sviluppo, di  rigore,  ma
  quando  poi  anche  questo  regolamento  di  Aula,  Presidente,  ci
  costringe  ad  una  forse  forzata mediazione,  ad  una  mediazione
  estenuante,   quando  poi,  io  ho  partecipato  come   capogruppo,
  Presidente,  alla  riunione  di  questa  notte,  la  mediazione  ti
  costringe  a eliminare quelle norme di rigore, Futuro e Libertà  ha
  proposto norme che per la maggior parte erano norme di eliminazione
  di enti inutili, che erano norme di risparmio della spesa, e quando
  la  mediazione, Presidente, in nome di una mediazione  che  io  non
  condivido  porta  a  questo, snatura quello che  doveva  essere  lo
  spirito  di  una  finanziaria in un momento difficile  come  quello
  odierno, una finanziaria di sviluppo e di rigore, quando il  rigore
  non  c'è più, quando la finanziaria diventa un insieme di prebende,
  allora  ecco  perché diventa convinto il voto a questa finanziaria.
  Forse era meglio fermarci, resettare, forse è meglio ragionare  con
  le  leggi  di  settore, se questa doveva essere una finanziaria  da
  sottoporre all'Aula allora evitiamo il compromesso ai ribassi.
   Questo  significa, Presidente, anche dare grande responsabilità  a
  questo Governo da oggi, e sono sicuro che il Presidente Lombardo lo
  dirà  nel  suo intervento, da oggi dovrà dire quali sono in  punti,
  gli  obiettivi  attraverso  cui parlerà concretamente  alla  nostra
  Sicilia,  ossia le leggi di settore, leggi che atterranno  ai  temi
  dell'urbanistica, ai temi della riforma degli appalti, ai temi  del
  turismo,  ai  temi della formazione. In riferimento a  questi  temi
  abbiamo un grande dovere, Presidente, quello di non aspettare  più,
  perché  mentre  noi parliamo - forse troppo - fuori da questa  Aula
  c'è chi, invece, aspetta risposte importanti.
   Allora ecco perché questo è un voto convinto. Forse avremmo  fatto
  sicuramente  bene,  avremmo  potuto fare  tanto  meglio,  ma  forse
  avremmo  fatto tanto peggio, per cui in questo senso ci esprimiamo.
  Ci  esprimiamo pensando, sperando, augurandoci che, da  domani,  in
  questa   Aula   si   torni  a  fare  politica,   alta,   attraverso
  l'espressione   del   nostro   ruolo,  all'interno   delle   nostre
  commissioni, discutendo e parlando dei problemi della gente  e  dei
  disegni di legge che il Governo presenterà al Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, io frequento questa  Aula  ormai  da
  qualche  anno, da più da qualche anno, e nella mia lunga esperienza
  non  mi  era mai capitato, veramente mai capitato, di assistere  ad
  una  simile conduzione della legge di bilancio e finanziaria, anche
  e  soprattutto  accentuatasi negli ultimi periodi per  l'incapacità
  del Governo e per la farraginosità dei regolamenti di fare leggi di
  settore,  che  vengono annunziate costantemente e  che,  di  fatto,
  difficilmente  si sono realizzate, per cui giocoforza  ci  consente
  ogni  volta il lavoro e tutto lo scibile delle cose da fare   nella
  finanziaria.
   Ora,   in   virtù   di   questo,  l'avere  scelto   di   prorogare
  l'approvazione della finanziaria con ben due esercizi provvisori da
  noi  denunziati non ora, bensì a dicembre quando si sarebbe  dovuta
  approvare  la  finanziaria,  e  presentarsi  all'approvazione   del
  bilancio  e  della finanziaria a quattro giorni della  scadenza  di
  legge  è  stato un atto suicida. E non valgono le ragioni che  sono
  state  addotte qui dal Governo e, cioè, il fatto che  si  attendeva
  ciò che non è arrivato né  poteva arrivare né arriverà. Infatti  si
  chiedeva  al  Governo nazionale l'autorizzazione  ad  utilizzare  i
  fondi   FAS,  che  il  Governo  non  poteva  dare,  e  si  chiedeva
  l'autorizzazione - portando ad esempio una delibera CIPE secondo la
  quale  i  fondi FAS per le altri regioni possono essere  utilizzati
  per  coprire il buco della sanità - di utilizzare, invece, i  fondi
  FAS per la Sicilia per la compartecipazione alla spesa sanitaria.
   Allora, in virtù di questo, dopo avere fatto l'errore clamoroso di
  portare, come del resto era avvenuto l'anno scorso e non c'erano  i
  FAS  da utilizzare, come del resto era avvenuto il primo anno e non
  c'erano  i  FAS  da utilizzare, ma anche il primo  anno  di  questa
  maggioranza  del Governo Lombardo, anche il secondo  anno  e  anche
  quest'anno si approvano bilancio e finanziaria ad aprile o il primo
  di  maggio. Non è vero, quindi, che quest'anno si è dovuti arrivare
  al  30  di aprile per approvare la finanziaria per il problema  dei
  fondi FAS.
   L'anno scorso non c'era  Due anni fa non c'era, certamente
   Era  una scelta politica, una scelta contro la Sicilia, contro  il
  Parlamento, perché si pensa, da chi ha ideato questo percorso,  che
  portare  90  parlamentari  all'ultimo istante  può  raggiungere  il
  risultato di fare approvare qualsiasi cosa. Non è stato così
   E,  poi, la conduzione in questi giorni; una conduzione che - come
  dicevo  all'inizio - mi ha lasciato allibito. Nel lungo periodo  in
  cui ho frequentato quest'Aula, non ho mai visto una conduzione così
  altalenante, con 5, 6 teste che intervenivano di volta in volta.  E
  lasciatemelo  dire,  mi fa specie che ci sia stato  un  attacco  da
  parte della maggioranza alla conduzione dell'onorevole Cracolici.
   Mi  fa specie perché chi, come me e come altri, ha cercato di dare
  il  proprio contributo, si è reso conto che non c'era una testa che
  ragionava  ma  c'erano cinque teste, spesso in contraddizione,  che
  hanno portato a questo risultato.
   Noi  non  siamo  orgogliosi di questo risultato. L'abbiamo  subìto
  perché  secondo  noi,  e concludo signor Presidente,  non  ci  sono
  ostacoli  di  fronte al buon senso di alcune norme che  potevano  e
  dovevano essere approvate. Potevano essere approvate  Non c'è stato
  alcuno  che  ha messo veti su nulla; solo che, a forza di  chiedere
  l'impossibile,  si  sa  in partenza che non  si  vuole  raggiungere
  l'obiettivo.  Era,  forse,  questo  l'obiettivo  delle  più   teste
  pensanti   che   sono  intervenute  nella  conduzione   di   questa
  finanziaria: non fare raggiungere l'obiettivo di approvare le norme
  approvabili.
   Ed  è  il  fallimento  più grande di questo Governo  e  di  questa
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente,  prendo  l'impegno  di  rispettare  il
  termine  che  mi assegnerà per il mio intervento, di dieci  minuti,
  visto  che,  per  par  condicio, abbiamo fatto parlare  per  undici
  minuti il collega Leanza, almeno dieci toccano a me. Scherzo  Spero
  di stare dentro i cinque minuti che sono miei.
   Salto  a  piè pari, perché altrimenti non posso rispettare  questo
  termine, la storia di questa finanziaria  e di questo bilancio.
   Certo,  se il Governo ci avesse dato ascolto a gennaio,  e  poi  a
  febbraio,  e poi a marzo, e poi ai primi di aprile, quando  abbiamo
  insistito  perché non si facesse ricorso all'esercizio provvisorio,
  ma  si andasse direttamente in commissione e in Aula per affrontare
  gli  strumenti  di bilancio, non saremmo arrivati ad  oggi.  E  non
  saremmo  nemmeno arrivati alle tensioni, verbali e non,  che  hanno
  contraddistinto i lavori dell'Aula oggi. Tutto questo ci ha portato
  ad  una  serie di diatribe, sia sul bilancio che sulla finanziaria,
  che non fanno bene ad alcuno.
   Sul bilancio, occorre confessare che ci siamo concentrati tutti su
  questa  tabella  H,  I  o  L,  non ha importanza  la  denominazione
  letterale,  ci  siamo concentrati tanto e abbiamo tanto  tirato  la
  corda,  chi aveva la borsa in mano e chi cercava di farla allargare
  e  a  volte  riceveva dei no, anche se - consentitemi, lo  dico  in
  maniera  bonaria  - ha aiutato ad infervorare gli  animi,  per  uno
  strumento di bilancio sostanzialmente minimale e stupido perché,  a
  fronte  di un bilancio, credo, di 25 miliardi di euro, l'attenzione
  dell'opinione pubblica, grazie anche alla nostra stupidaggine, si è
  concentrata su questa tabella che era di 62 milioni di euro, ma  di
  cui 50 sono quasi tutte spese obbligatorie.
   Alla  fine la discrezionalità e l'interesse politico dei  deputati
  si è ridotto ad una minima cosa rispetto alla massa del bilancio  e
  rispetto  alla  massa  della tabella. Siamo stati  bravi  perché  è
  andato  all'attenzione  dei  giornali,  in  maniera  specifica,  il
  contributo a questa o quella associazione, il riferimento  politico
  di  questo o quell'altro ente. Tutto questo non giova alla politica
  siciliana, non giova ai deputati, non giova al Governo, non giova a
  quest'Aula. Cosa vuol dire?
   L'anno prossimo dovremo cercare di essere più prudenti nei giudizi
  e nei comportamenti per il bene di tutti.
   Andiamo adesso alla legge finanziaria, e vorrei cominciare con una
  battuta  all'onorevole Giulia Adamo, la quale, nel  corso  del  suo
  intervento,  si  è  chiesta  cosa fosse  successo  tra  stanotte  e
  stamattina,  dicendo che nessuno le aveva detto  niente  e  di  non
  riuscire a valutare cosa fosse successo.
   Giulia,  sollecito i tuoi ricordi scolastici. Ricordi la fiaba  di
  Fedro?

   ADAMO. Quale?

   MAIRA. Quella della rana e del bue. La rana bevette tanto e mangiò
  tanto,  non  avendo  il  senso  della  sazietà   che  alla  fine  è
  scoppiata. E' quello che è successo con la nostra finanziaria.
   Il Governo, la maggioranza, poi cercheremo di capire chi di queste
  due  strutture,  ha messo tante di quelle cose e  in  maniera  così
  maldestra e soprattutto in maniera così temporalmente sbagliata che
  le grandi riforme sono arrivate sino a stamattina.
   Si  è  messa  tanta di quella carne al fuoco che la finanziaria  è
  implosa,  non per colpa dell'opposizione ma per l'ingordigia  della
  maggioranza, del Governo o di tutti e due.
   Sono  contento  che la finanziaria non sia stata  approvata.  Sono
  contento  perché  questo  consentirà  all'Aula  e  ai  deputati  di
  riappropriarsi  di  un  ruolo per fare le riforme  di  settore,  le
  grandi  riforme  alle quali anche l'opposizione vuole  partecipare,
  che  consentano  quel  confronto con  la  società  civile,  con  le
  categorie, con le associazioni, con le commissioni di merito e  con
  l'Aula,  che  sono  lo  strumento di  democrazia  perfetta  in  una
  democrazia  parlamentare che consente di fare le leggi, soprattutto
  delle grandi riforme.
   Ci lamentiamo tutti che non abbiamo dato immediata risposta a quel
  problema o a quell'altro.
   Chi ci impedisce dalla prossima settimana di cominciare a riunirci
  e  mettere  mano  alle risposte che la Sicilia  merita  e  che  noi
  abbiamo  l'obbligo   e  il dovere di dare. Smettiamola  di  cercare
  intorno  al significato di questa mancata finanziaria dalle  grandi
  prospettive.
   Non poteva essere, e meno male che non c'è stata.
   Il  Gruppo parlamentare del PID non voterà né la finanziaria né il
  bilancio  per  le  cose che ho detto prima  e  che  hanno  detto  i
  colleghi  di gruppo che mi hanno preceduto, impegnandoci  però  con
  grande  serietà e mettendo da parte il ruolo privo di senso,  se  è
  un'opposizione fine a sé stessa, di mettere mano alle riforme.
   Il  Gruppo del PID è pronto, ha le sue idee, ha i suoi disegni  di
  legge pronti per essere presentati.
   Su  questo  siamo perfettamente in linea con chi vuole  le  grandi
  riforme in Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Musotto.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSOTTO.   Signor  Presidente,  signori  del  Governo,   onorevoli
  colleghi, c'è un adagio che, sovente, nelle discussioni fra di noi,
  per  cui  si  dice che la politica è lontana dalla  civiltà,  dalla
  società che dovrebbe rappresentare.
   Invece  credo  che  stasera e in questi giorni,  abbiamo  dato  la
  rappresentazione  di ciò che avviene intorno  a  noi,  cioè  grandi
  inquietudini, incertezze, pochi punti di riferimento,  molte  volte
  poche idee chiare anche se c'è buona volontà e buona fede, e quindi
  una  discussione  complessa, complicata,  stasera  abbiamo  sentito
  delle  motivazioni  a  sostegno  della  finanziaria  o  contro   la
  finanziaria  che si contraddicevano, chi diceva una cosa  piuttosto
  che un'alta.
   Devo dire, caro Maira, che con il tuo intervento sei stato l'unico
  positivo.  Forse perché siamo nati vicino, tanti anni  fa,  abbiamo
  percorso una lunga parte della nostra vita, ma siamo così. Io  sono
  positivo   Il  cupio  dissolvi,  il piangerci  addosso,  l'invitare
  Lombardo  a  staccare la spina o fare altri discorsi di catastrofi,
  sono discorsi inutili  Ci dovremmo dimettere se fossimo coerenti.
   Io  faccio  riferimento  - per quanto riguarda  la  finanziaria  è
  inutile star lì a dire cosa abbiamo fatto - al maxi emendamento, il
  Gov.1,  che è uscito dalla Commissione, e vorrei dire soltanto  che
  il contesto oggettivo della Commissione Bilancio non è un contesto,
  dal  punto di vista numerico,  favorevole al Governo; anche lì  c'è
  una situazione di difficoltà nella procedura legislativa.
   Anche questa è un ragione, forse si dovrebbe porre rimedio pure lì
  e  fare  in modo che la Commissione Bilancio sia espressione  della
  maggioranza che appoggia il Governo Lombardo.
   Stasera, su suggerimento di un collega che ha molta più esperienza
  di   me  per  la  sua  vita  parlamentare  all'Assemblea  regionale
  siciliana,  ho  letto la legge istitutiva della  finanziaria  nella
  Regione siciliana, la legge 10 del 1999 che, tra l'altro, porta  la
  firma di un grande assessore al bilancio, che non è amico mio ma  è
  una persona che stimo tantissimo, l'onorevole Franco Piro.
   La  finanziaria è stata istituita  per il contenimento delle spese
  e  per individuare nuove entrate, e basta  Tutto il resto è poesia
  Tutto  ciò  che  è  avvenuto negli anni, in  cui  ha  rappresentato
  nient'altro  che una legge omnibus, dove ognuno all'ultimo  minuto,
  nell'ultimo  emendamento  che  girava  in  fotocopia  in  Aula,  ha
  infilato qualcosa, e quindi ci si è infilato di tutto e di più
   Dopo di che questo mostro terribile della tabella H; un mostro  su
  cui  ci  siamo  accapigliati tutti, opposizione e  maggioranza.  E'
  inutile   fare  moralismi,  è  inutile  dire   ma  io   non   avevo
  emendamenti .
   In  effetti  io  non ne avevo, mi hanno telefonato  dopo   come  è
  finita? .  Non  sapevo neanche di cosa si trattava  perché  siccome
  nessuno mi ha sollecitato prima, io non ho seguito, e poi tutti  ma
  come è finita quella cosa, .. mi avevano promesso .
   La  tabella H è il mostro peggiore che si è rappresentato,  ma  la
  legge  finanziaria deve individuare il contenimento della  spesa  e
  deve  individuare nuove entrate. Questo è lo spirito  Quello che  è
  successo va contro una legge della Regione siciliana. Quindi, quali
  grandi capacità
   Ognuno  qui piange perché  questa è la quindicesima finanziaria  e
  mai come oggi ho sofferto, ho visto cose terribili, ho visto quello
  che  è  successo, questo Governo Lombardo ne ha fatte  di  tutti  i
  modi .  Io devo dire che apprezzo moltissimo, anche se mi ha  detto
  tante  male parole, la collega Giulia Adamo, che è coerente con  le
  sue  posizioni, la quale giustamente riteneva di poter  dare  delle
  risposte  concrete  al  territorio  per  problemi  ancestrali   che
  riguardano le infrastrutture portuali della nostra Sicilia.
   Tanti,  ma tanti di noi avrebbero voluto inserire tante cose.  Ciò
  non  è  potuto  avvenire.  Perché non  è  potuto  avvenire?  Non  è
  avvenuto, punto e basta  Questa è la finanziaria che oggi bisognava
  fare.
   Io voto a favore, non posso farne a meno, non già perché la mia  è
  una scelta obbligata, la mia è stata una scelta di due anni fa, per
  l'MPA,   per   il   governo  Lombardo  e  per  Raffaele   Lombardo,
  indubbiamente un uomo difficile, ma certamente non è  un  uomo  che
  stacca  la spina di fronte alle difficoltà, altrimenti non  avrebbe
  mai il mio appoggio.
   Devo  dire  che i parlamentari dell'MPA sono pronti a  lottare,  a
  combattere  e,  soprattutto, ad andare avanti su  quelle  leggi  di
  riforma che tutti noi conosciamo e che sono state qui elencate.
   Si  parla  sempre,  signor assessore, di formazione;  facciamo  la
  formazione, i rifiuti, l'agricoltura, io sono anche un  modesto  ma
  appassionato  perito  agro-tecnico, e spero finalmente  di  potermi
  dedicare  prima  o  dopo  all'agricoltura  -  sono  braccia   tolte
  all'agricoltura -.
   Voglio  dire una cosa, signor Presidente, e mi rivolgo a  lei  che
  oggi  ha  ritenuto  che io avessi voluto fare un attacco  nei  suoi
  confronti. Lei deve sapere una cosa. Io nella mia vita ho dei punti
  di  riferimento,  innanzi tutto la storia della  mia  famiglia.  Il
  primo   Musotto  si  è  seduto  negli  scranni  del  Parlamento   a
  Montecitorio  nel  1924, fra poco festeggiamo  il  centenario.  C'è
  stato  mio  nonno, mio padre; un mio bisnonno è stato,  anche  qui,
  costituente per lo Statuto.
   Io ho un profondo distacco dalle cose del mondo.
   Sul mio tavolo ci sono due volumi fondamentali, che sono Socrate o
  l'opera omnia di Sciascia.
   Sono  un  uomo  profondamente distaccato  dalle  cose  del  mondo.
  Socrate  dice sempre:  Conosci te stesso  e a questo finalmente,  a
  64  anni, sono arrivato. Sono distaccato, quindi non ho particolari
  velleità. Faccio delle battaglie fin tanto che ci credo, fin quando
  mi  è  possibile,  fin quando, malgrado quello  che  pensa  l'amico
  Vinciullo, ne avrò la forza, l'intelligenza, la voglia e una grande
  forza,  molte esageratamente più di quanto mi è possibile.  Quindi,
  sarò  accanto  a Raffaele Lombardo, per quello che è possibile,  ma
  positivamente.
   Mi  ha fatto piacere, caro Maira, quello che mi hai detto. Mi  hai
  detto  guardiamo avanti .
   D'ora  in  poi  dobbiamo essere spietati, duri, nei confronti  del
  governo  Lombardo e anche nei confronti degli assessori, stimolarli
  a dare risposte, a fare le leggi di riforma.
   Una  cosa  sola  io chiedo, e lo chiedo all'Aula: la  riforma  del
  Regolamento.
   Signor  Presidente, parliamo troppo, ci parliamo  troppo  addosso,
  perdiamo giornate intere a parlare di cose inutili  Ognuno  di  noi
  pensa  che  da  casa  la gente ci guarda alla  televisione,  ma  le
  persone attendono risposte.
   Il  primo maggio dell'anno scorso, concludendo il mio discorso, mi
  rifeci  ad  un incontro che avevo avuto con l'onorevole Leontini  e
  dissi   dobbiamo  fare  la riforma . La dobbiamo  fare.  Siamo  gli
  ultimi,  credo,  della Terra a passare il 90 per cento  del  nostro
  tempo  a discutere, a scontrarci, a dirci brutte parole, ogni tanto
  venendo   alle  mani,  ma  perché  non  lavoriamo  di   più   nelle
  Commissioni?
   Facciamo  passare queste leggi di riforma, i tanti,  i  tantissimi
  disegni di legge che certamente il Governo e l'Aula faranno e là ci
  dobbiamo    confrontare.   Non   dobbiamo   scontrarci,    dobbiamo
  confrontarci. Questo Regolamento prevede esclusivamente l'inciucio,
  la  mediazione drammatica, come abbiamo visto ieri sera. Io non  la
  capisco,  apprezzo  il confronto ma non per trovare  per  forza  la
  mediazione  che  non  si troverà mai, tenuto conto  che  ognuno  ha
  esperienze,  ha  una  storia personale e questo,  purtroppo,  è  un
  regolamento che funziona male.
   Non   era   un  appunto  rivolto  a  lei,  assolutamente,   signor
  Presidente, non mi permetterei mai. Però indubbiamente un appunto a
  questo  regolamento  bisogna farlo. Vediamo  di  lavorare  tutti  e
  vediamo  di  lavorare  ognuno nel proprio ruolo.  Vediamo  di  fare
  quelle leggi di settore fondamentali.
   Se  non  saremo capaci, se non saremo riusciti a dare risposte  ai
  siciliani, ci prenderemo, soprattutto il presidente Lombardo  e  il
  suo governo con gli assessori si prenderà, le giuste critiche.

   PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Musotto, colgo il  suo  spunto
  per  garantirle  che convocherò la Commissione per  il  Regolamento
  che,  come  lei sa, si occupa di eventuali modifiche al Regolamento
  stesso.  Però, voglio contestualmente ricordarle che, nella  seduta
  di   ieri,   questa   Presidenza  ha  preso   una   decisione   sul
  contingentamento  dei  tempi, che non ha  precedenti,  quanto  meno
  nella  storia  recente di questo Parlamento. Non  ho  memoria,  gli
  uffici  non  trasferiscono memoria di contingentamento  dei  tempi,
  quanto meno nelle ultime tre legislature.
   Quanto  è  possibile, a norma di Regolamento,  è  stato  fatto  da
  questa Presidenza.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, dico subito che approveremo un  bilancio
  ed  una finanziaria  che per noi rappresentano un punto di partenza
  utile  per  affrontare da subito le riforme di cui  la  Sicilia  ha
  bisogno, con urgenza, a partire dalle prossime settimane, e  questo
  è  un  impegno  che chiediamo con determinazione al  Governo  e  al
  Presidente della Regione in particolare.
   Ma  è  pure  bene dire perché non è stato possibile approvare  già
  stasera  queste riforme, importanti per noi, di cui la  Sicilia  ha
  bisogno e che sarebbero indubbiamente servite ai siciliani,  almeno
  per  affrontare alcune delle emergenze che la nostra regione  vive,
  viste le condizioni in cui purtroppo si ritrova dopo troppi anni di
  governo  di centro-destra, che ricordiamo bene, e anche  a  seguito
  della   politica   antimeridionale  che   il   governo   Berlusconi
  giornalmente porta avanti contro questa Regione, in particolare.
   Ci troviamo in queste condizioni perché, come maggioranza, abbiamo
  deciso   di   aprire   un  confronto  positivo,   costruttivo   con
  l'opposizione confidando nel fatto che, attraverso il confronto, si
  potesse arrivare a migliorare il contenuto di alcune riforme, e ciò
  a  partire dalla Commissione Bilancio, dove abbiamo deciso  di  non
  esercitare  prove  muscolari  ma di  tentare  una  mediazione,  nel
  convincimento  che  così  si potesse meglio  mettere  a  punto  una
  posizione condivisa su diversi settori, su diversi temi, su diversi
  argomenti per rispondere ai bisogni della nostra Isola.
   Così  purtroppo  non è stato, perché nonostante la buona  volontà,
  l'apertura al confronto della maggioranza e del Governo, alla  fine
  l'opposizione  ha mostrato il vero volto, inviando  questa  mattina
  anche  al Presidente dell'Assemblea una lettera nella quale esprime
  un giudizio di merito totalmente negativo rispetto a quelle riforme
  che,   invece,   per   noi  rappresentavano  e   rappresentano   un
  avanzamento, un miglioramento delle condizioni economiche e sociali
  della  nostra Isola. Una lettera con la quale l'opposizione  chiede
  espressamente alla Presidenza dell'Assemblea, che ha garantito, con
  il  Presidente Cascio, una posizione di equilibrio durante l'intero
  dibattito parlamentare, di espungere dal testo gli articoli 3,  27,
  34,  37  e  altri  che  riguardano, ad esempio,  la  riforma  degli
  Istituti  autonomi  case  popolari,  delle  ASI,  delle  IPAB,   ma
  altrettanto riguardano gli ATO, il tema dei rifiuti, riguardano  la
  riforma  di  alcuni  importanti enti del settore  dell'agricoltura,
  riguardano per esempio la riforma della legge sugli appalti.
   Oggi, proprio nel giorno in cui si commemora Pio La Torre, sarebbe
  stato  importante approvare la riforma della legge  degli  appalti,
  che  purtroppo  troppo spesso si presta, nelle  condizioni  in  cui
  attualmente  si trova, a ribassi che pregiudicano le condizioni  di
  vita  e  di  lavoro di tanti lavoratori e rappresentano un  terreno
  fertile, in determinate circostanze, per infiltrazioni mafiose.
   Perché  tutto  questo non si è fatto alla luce del giorno?  Perché
  ieri sera l'opposizione non ha avuto il coraggio di dire quello che
  pensava realmente per portarci alle ore 21.35 ad approvare, adesso,
  quello che è possibile fare, un bilancio e una finanziaria che, per
  senso  di  responsabilità, dobbiamo approvare, ma  che  ci  mettono
  anche  nelle condizioni di rilanciare un confronto positivo, utile,
  un'azione  programmatica  forte,  riformista  per  cambiare  questa
  terra.
   Io  credo che se un errore abbiamo fatto è stato quello di tentare
  di  aprire un confronto costruttivo con l'opposizione. Ma di questo
  non  mi  pento perché credo che quando si cerca di mettere a  fuoco
  riforme utili per tutti i siciliani è sempre bene tentare di farlo,
  di  concerto  con  tutte le forze politiche che siedono  in  questo
  Parlamento.
   Ci siamo mossi in una condizione di grande difficoltà, 200 milioni
  di  tagli  imposti dall'ultima manovra Tremonti al  bilancio  della
  Regione siciliana hanno pesato in maniera drammatica in un bilancio
  già  dissestato  da  finanziarie e  bilanci  approvati  negli  anni
  precedenti  dal  centro-destra  che  hanno  ridotto  alla   miseria
  quest'Isola.
   Ci  siamo  mossi in una condizione di grande difficoltà, visto  il
  blocco  dei  fondi  FAS,  un  diritto per  la  Sicilia,  mentre  si
  continuano  ad  utilizzare i fondi FAS per  pagare  le  multe  agli
  allevatori  del Nord si bloccano i fondi FAS. Il governo Berlusconi
  -  Tremonti  blocca i fondi FAS per l'agricoltura del  Mezzogiorno,
  della  nostra  Regione, rischiando di mettere in  ginocchio  interi
  settori   come quello, ad esempio, della forestale, un  settore  al
  quale,  invece,  siamo  riusciti a dare risposta  anche  in  questo
  bilancio,   che,  per  quanto  di  rigore,  contiene  anche   delle
  previsioni  di  miglioramento per alcuni settori che riguardano  ad
  esempio l'istruzione, l'università, le politiche sociali, gli  enti
  locali  - che siamo riusciti a non penalizzare -, il settore  della
  forestale.
   Un  bilancio che va in direzione del risanamento e del  rigore  ma
  che  non  penalizza le fasce deboli, che non penalizza lo sviluppo,
  che crea le pre-condizioni per poter attuare quelle riforme per  la
  crescita e lo sviluppo di cui prima parlavo.
   Aggiungo  un'ultima cosa. Se qualcuno si illude che rinunceremo  a
  portare avanti la nostra azione riformista per il cambiamento della
  Sicilia,  si sbaglia. Da domani si comincia a lavorare con maggiore
  impegno,  con maggiore determinazione e anche per questo  chiediamo
  al Presidente della Regione, in prima persona, un impegno serio per
  realizzare  le riforme di cui la Sicilia ha bisogno, per affrontare
  le  emergenze  economiche e sociali che sono  sotto  gli  occhi  di
  tutti,  a partire dalla formazione professionale a tutti gli  altri
  settori  in crisi, e anche per questo chiediamo con grande  lealtà,
  con  grande franchezza, con grande determinazione al Governo  della
  Regione  quel  cambio di passo che, come Partito  Democratico,  non
  solo tante volte abbiamo chiesto ma ci siamo impegnati a realizzare
  insieme.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Leontini.  Ne  ha
  facoltà.
   Quello dell'onorevole Leontini è il penultimo intervento. L'ultimo
  è  quello  dell'onorevole Cracolici e poi ci sarà  la  replica  del
  Governo.

   LEONTINI.  Io  non  so dove abbia vissuto l'onorevole  Lupo  negli
  ultimi mesi

   LUPO.  Come dove? Chiedo di parlare per fatto personale,  così  le
  dico dove ho vissuto.

   LEONTINI.  Stavo esprimendo un concetto di carattere politico.  Ho
  detto   io non so dove l'onorevole Lupo abbia vissuto negli  ultimi
  mesi ,  per  esprimere  un giudizio sulle attività  parlamentari  e
  politiche come quello che ha testè espresso.
   Mi  esprimo  per   pillole.  Per cinque  mesi  questo  Governo  ha
  procrastinato  l'invio  di un bilancio e  di  una  finanziaria;  ha
  prodotto due esercizi provvisori graditi all'onorevole Lupo, per il
  bene  dei  siciliani,  benefattore dei siciliani,  con  l'esercizio
  provvisorio  per cinque mesi. Dopodiché, gli ultimi cinque  giorni,
  piombano   in   questa  Aula  la  finanziaria  e  il   bilancio   e
  l'opposizione sarebbe responsabile di chissà quale perdita di tempo
  perché  avrebbe dovuto, negli ultimi cinque giorni, recuperare  gli
  ultimi  sette  mesi. Questo Parlamento composto da una  maggioranza
  che,  per sette mesi, è stata supina, silenziosa, ha portato avanti
  la  logica  della  sopportazione dell'esercizio  provvisorio,  oggi
  avrebbe  dovuto  essere  riscattata  dalla  minoranza  che   doveva
  riparare a questo guasto durato sette mesi e tre anni.
   La  verità è che la classe politica ha due referenti: un referente
  esterno e un referente interno.
   Il  referente  esterno sono i blocchi sociali,  le  categorie,  le
  classi  cui  ci  si  riferisce  con l'attività  parlamentare  e  di
  governo; il referente interno è la classe parlamentare.
   Oggi  pomeriggio, su 46 interventi, 30 interventi  dall'interno  e
  dal  seno  della  maggioranza sono stati negativi e  quindi  è  una
  bocciatura  della  politica  di  questa  maggioranza  e  di  questo
  Governo.
   Al  di  fuori  di  questo Palazzo, una sola  categoria  che  abbia
  espresso un parere positivo non c'è.
   E'   il   fallimento  di  un  itinerario.  E'  il  fallimento   di
  un'esperienza  di  governo. E' la ragione che poc'anzi  l'onorevole
  Leanza esprimeva.
   A questo punto, venuta meno la necessità di questa formula che non
  è gradita qui dentro, che non ha plausi né consensi all'esterno, la
  necessità è quella di chiedere la verifica al consenso elettorale.
   O  ci  si dimette oppure si continua, nei confronti della Sicilia,
  ad   esercitare  quel  ruolo  che  solo  l'onorevole  Lupo  non  ha
  riconosciuto   perché  ben  trenta  interventi  hanno  sottolineato
  negativamente,  dando la colpa ai boss dell'Aula, a  Cracolici.  E'
  mio  avversario  ma è mio amico, e non posso dargli  colpe  se  non
  quelle di avere esercitato un ruolo.
   Certo chi esercita un ruolo ha responsabilità; chi non ne esercita
  è   irresponsabile.  E  quindi,  è  accaduto  che   molte   persone
  irresponsabilmente,   caro  Presidente,  hanno   espresso   giudizi
  gratuiti.
   Il  bilancio,  un bilancio negativo, fondato ancora una  volta  su
  entrate  fasulle; 472 milioni di euro per entrate in conto capitale
  derivanti  dalla  vendita  degli  immobili.  Per  la  terza   volta
  consecutiva una posta destituita di fondamento.
   Votiamo  contro un bilancio nel quale abbiamo imposto la riduzione
  della   spesa  e  alcuni  grandi  argomenti  come  quello  relativo
  all'università  che è l'unico che ci è riuscito di inserire,  fatta
  salva, poi, la possibilità in finanziaria di integrare, venuta meno
  per l'ingordigia della maggioranza.
   Testi  riscritti,  molteplici, numerosi,  una  serie  infinita  di
  emendamenti, micro emendamenti, subemendamenti, persino,  onorevole
  Lupo, stanotte un bel tomo di 92 pagine che ho studiato fino alle 5
  e  20 del mattino e, rispetto al quale, ho trovato sette disegni di
  legge  organici di riforma che proprio lei, assieme a me,  dovrebbe
  gradire  che, invece di essere, io e lei poi chiamati  boss d'Aula
  da   qualche  sprovveduto,  dovremmo  consentire  a  quest'Aula  di
  apprezzare  attraverso i regolamenti e le competenze  previste,  le
  Commissioni  e  l'eguale  diritto  mio,  suo  e  dei  colleghi,  di
  esercitare   la   propria  competenza  e  il   proprio   ruolo   di
  rappresentanti del popolo.
   E,  allora, smettiamola con queste elucubrazioni. E' un fallimento
  conclamato,   interno   ed  esterno,  una  politica   svuotata   di
  significato. Faccio i complimenti all'assessore Armao che  è  stato
  paziente  e presente a tutte le nostre interlocuzioni e  non  si  è
  recato  in  Inghilterra alle nozze di William e  Kate,  alle  quali
  avrebbe  potuto  essere invitato per la sua  eleganza  inglese  che
  sempre gli riconosco, e per questo lo sottolineo positivamente.  Ma
  devo  dire  che,  quando per amore di polemica - e finisco,  signor
  Presidente  -  si  rinnega  la  storia  è  negativo:   nomina  sunt
  consequentia rerum . Quando ci si chiamava comunisti ci si chiamava
  comunisti, dopodiché si decise di cambiare nome perché  nomina sunt
  consequentia  rerum ,  Partito  Democratico  di  Sinistra  PDS,  DS
  Democratici  di  sinistra,  PD  Partito  Democratico.   Ieri,   non
  democratici oggi democratici, onorevole Panepinto.
   Per polemizzare con l'onorevole Mancuso, non si rovescia la storia
  come  un  secchio d'acqua, non si rivendicano bandiere che si  sono
  ammainate. E' veramente deplorevole fare questo
   Si  riconosca, invece, che la polemica a volte altera gli animi e,
  quindi, altera anche i riferimenti alla storia, alla cultura,  alle
  sensibilità e a tutto ciò che noi, attraverso la nostra sensibilità
  di politici e la nostra attività di parlamentari, rappresentiamo.
   Per  il  resto,  riteniamo  che non ci sono  in  quest'Aula  ruoli
  negativi.  Il Parlamento ha esercitato il suo ruolo; il Governo  ha
  presentato  la finanziaria e il bilancio gli ultimi sei giorni;  il
  Parlamento  non  ha  colpe, ha utilizzato  i  tempi  che  gli  sono
  consentiti  e  si  è  confrontato. Quindi,  è  inutile  che  alcuni
  colleghi dicano che questa classe parlamentare ha fallito.
   Questo  Governo,  caro  collega D'Agostino,  si  regge  perché  in
  quest'Aula c'è qualcuno che lo regge. Per il resto, stasera abbiamo
  appreso che quest'Aula comincia a dichiarare di non volerlo reggere
  e  fuori  da  quest'Aula  e  da  questo  Palazzo  nessuno  oggi  ha
  applaudito.
   Questo  è  il  quadro e la fotografia di una politica  fallita  e,
  quindi, di una necessità importante per la cronaca, per la politica
  e, speriamo, per la storia futura.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho  scritto
  alcun  appunto.  Chiudo  gli interventi dei  colleghi,  seguirà  il
  Governo. Sono stanco come tutti i colleghi, forse un po' più stanco
  rispetto  a  buona parte dei colleghi, avendo la responsabilità  di
  fare  quel  lavoro  anche  fuori onda,  fuori  dal  canale  che  ci
  riprende,  cercando  di costruire sintesi, di provare  a  costruire
  tentativi  di equilibrio; è il lavoro che spetta fare a chi  ha  la
  responsabilità  di  dirigere  un gruppo  e  che  si  è  assunto  la
  responsabilità di dare una mano in maniera seria, cosa di  cui  non
  sono  pentito,  a  questo Governo. Devo dire che stasera  mi  sento
  obiettivamente un po' un marziano, lo dico perché ho  avvertito  in
  tanti  colleghi,  anche  del mio partito,  delusione  e  malessere,
  legittimi,  ma  ho  una valutazione completamente diversa  rispetto
  anche ad alcuni colleghi del mio Gruppo.
   Sono  abituato  a  dire le cose che  penso, non mi  nascondo,  non
  faccio  finta,  non amo la politica del  non prenderla  di  petto .
  Forse è un mio limite, ma sono fatto così e non cambio certamente a
  49  anni.  Considero la finanziaria e il bilancio  che  stiamo  per
  approvare  una  prova di una maggioranza seria.  Perché  do  questo
  giudizio?
   Noi  ci abbiamo provato sapendo che, obiettivamente, avremmo fatto
  qualche forzatura regolamentare e abbiamo sperato che la minoranza,
  in uno sforzo comune, come per dire  proviamo ad accettare la sfida
  del  cambiamento  di alcuni pezzi di sistema Sicilia,  proviamo  ad
  utilizzare  questa  finanziaria per mettere  mano  ad  alcuni  nodi
  strutturali .
   Faccio  un  esempio  per tutti, che può sembrare  una  cosa  quasi
  personale, ma non lo è, credetemi, tutti noi siamo consapevoli  che
  c'è  un  ente che si chiama ESA, un ente che va avanti per inerzia,
  che  ha esaurito la sua funzione forse una ventina di anni fa e che
  va  avanti, come dire, in nome di una tradizione. Provare a fare un
  ragionamento  su  come  cambiare un pezzo  dell'organizzazione  del
  sistema e della struttura burocratica di questa Regione oppure  gli
  IACP,  la  Sicilia  è l'unica regione d'Italia che  ha  ancora  gli
  Istituti autonomi case popolari, l'unica regione d'Italia.
   Nelle altre regioni siamo già alla terza generazione di riforme  e
  qui abbiamo ancora gli Istituti autonomi case popolari, perché? Gli
  IACP  non servono a fare le case, perché ormai non se ne fanno  più
  soprattutto nelle grandi città, né a dare occupazione,  ma  servono
  sostanzialmente a gestire un pezzo del sistema di potere  politico:
  nomine,  consulenti legali per i contenziosi, commissari e consigli
  di amministrazione. In alcuni casi, non è questo il punto; il punto
  è che servono molto spesso a questo.
   Le  ASI,  cosa sono le ASI? Cosa è la struttura complessiva  delle
  IPAB in Sicilia?
   Insomma, proviamo a mettere mano ad alcuni nodi di questa  Regione
  e abbiamo posto il tema.
   La  riforma  degli  appalti: sappiamo  che  in  Sicilia  tutti  si
  lamentano,  tutti  gridano  al rischio  che,  paradossalmente,  con
  l'attuale  sistema viene favorita l'impresa che ha più capitali  e,
  in  genere,  l'impresa che ha più capitali in una Regione  come  la
  nostra  non è l'impresa più solida, ma è l'impresa che ha capitali,
  come dire, illeciti che può consentire di drogare il mercato.
   Bene,  proviamo  a fare queste cose. Noi abbiamo detto  dal  primo
  momento   vogliamo  fare una finanziaria di riforma,  ma  anche  di
  rigore ,  lo voglio dire attraverso questa televisione - visto  che
  ormai  parliamo  solo per le televisioni - ed  è  la  prima  volta,
  quest'anno, a mia memoria, da quando sono deputato in Assemblea che
  la  famigerata tabella H - di cui si parla ancora e che non  esiste
  più, noi parliamo dei morti facendoli vivere, è la prima volta  che
  utilizzo  la  metafora della famigerata tabella H -,  nel  bilancio
  della  Regione viene approvata con un taglio del 10 per  cento  sul
  totale  complessivo, è costata mediamente intorno ai 55, ogni  anno
  cresceva, 60, 62 (che, poi, non è che sono tutti contributi),  però
  quest'anno  siamo riusciti a dare un messaggio dicendo  proviamo  a
  liberare risorse per cercare, in qualche modo, a dare una mano alla
  Regione  che non ce la fa in questi settori . Bene,  io  credo  che
  sia  il bilancio che la finanziaria avrebbero potuto fare questo  -
  con il bilancio abbiamo affrontato alcuni nodi quali la scuola,  la
  cultura,  la  spesa sociale, il diritto allo studio -  cercando  di
  fare  una  manovra politica, ma allo stesso tempo cercando  con  la
  finanziaria di agire sul piano delle riforme.
   Stamattina   la  minoranza  ci  ha  fatto  sapere  che   non   era
  disponibile.
   Cosa  avremmo dovuto fare? Abbiamo fatto quello che fa  una  buona
  maggioranza:  una finanziaria per davvero finanziaria nella  misura
  in  cui in Sicilia, come diceva l'onorevole Musotto, la finanziaria
  non  ha i compiti che ha la finanziaria nazionale che, tra l'altro,
  è   stata  cambiata  e  oggi  si  chiama  legge  di  stabilità;  la
  finanziaria in Sicilia ha una funzione completamente diversa.
   Qual  è il danno che abbiamo prodotto con questa finanziaria  alla
  Sicilia?
   Voglio dare una cattiva notizia all'onorevole Formica, perché  lui
  ha detto una cosa.
   In  realtà,  quello che ha ispirato una parte della  battaglia  di
  opposizione, legittima, cioè pensare di metterci con  la  corda  al
  collo, qual è la corda al collo?
   Che il Governo nazionale, il quale pure ha riconosciuto a tutte le
  regioni di Italia, sulla sofferenza sanitaria, l'utilizzo dei fondi
  FAS  per  recuperare un parte del debito, in Sicilia questo diritto
  riconosciuto  ad  altri e rispetto al quale oggi non  parliamo  del
  nostro  disavanzo,  parliamo dei mutui autorizzati  dallo  Stato  e
  delle  rate  di  mutuo  che pagheremmo con i fondi  FAS,  bene,  il
  Governo nazionale pensa di tenere la Sicilia con la corda al collo.
     Voglio darle una cattiva notizia, vede onorevole Formica, con il
  bilancio  che  stiamo approvando  noi ci batteremo con  il  Governo
  nazionale perché ci dia i soldi, ma non si illuda, anche se non  ce
  li  dà  siamo  nelle condizioni di fare fronte perché,  dopo  molti
  anni, questo bilancio ci dà 150 milioni in più nel Fondo di riserva
  e  ci  dà  circa  200  milioni di euro  in  più  nelle  regolazioni
  contabili  che potranno fare fronte al tentativo di decapitare  sul
  piano istituzionale questa esperienza di Governo.
   Quindi,   voglio   rassicurare   tutti.   Abbiamo   fatto   questa
  finanziaria,  una  finanziaria di rigore che,  allo  stesso  tempo,
  affronta i nodi che riguardano alcune categorie produttive.
   Certo,  avremmo potuto fare di più. Avremmo potuto  occuparci  dei
  confidi,  delle imprese che aspettano i soldi sempre  dei  confidi,
  misurarci  sulle  politiche  per gli investimenti,  il  credito  di
  imposta,  con  nuove  entrate, alcune  attraverso  la  cessione  di
  crediti che, in qualche modo, vanteremo nei prossimi anni da  parte
  dell'ENI,  ma  allo stesso tempo con la valorizzazione immobiliare,
  anche   con  la  vendita  delle  case  e  di  tutto  il  patrimonio
  immobiliare ex IACP.
   Avremmo  potuto  farlo, non ci è stato consentito per  la  tecnica
  parlamentare.
   La  minoranza ha fatto il suo lavoro, io non lo contesto; certo la
  minoranza in Sicilia si è caratterizzata per lasciare le cose  come
  stanno, meglio non cambiare nulla.
   Questa  minoranza in Sicilia ha come prospettiva  il  mantenimento
  delle cose così come sono.
   Questo  ci  divide  profondamente,  questa  è  la  sfida  che  noi
  continuiamo a portare avanti.
   Sono  sicuro  che  già fra qualche minuto il  Governo,  quando  si
  riunirà  per  dare  attuazione  alla  finanziaria  e  al  bilancio,
  approverà  i disegni di legge necessari perché, sin dalla  prossima
  settimana,  già  nelle  prossime ore, questo Parlamento  si  misuri
  sulle  sfide:  legge  sugli appalti, legge di riforma  degli  IACP,
  legge  sullo sviluppo. Poi ci divideremo in un modo o in un  altro,
  ma  questa  sera non sono tra quelli che si sentono sofferenti  per
  come stiamo uscendo da quest'Aula.

   PRESIDENTE.  Per il Governo ha chiesto di parlare l'assessore  per
  le   infrastrutture  Pietro  Carmelo  Russo,  poi  l'assessore  per
  l'economia, indi il Presidente della Regione.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Russo.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, intervengo  perché
  stasera  nel  dibattito uno degli argomenti  che  è  stato  da  più
  deputati  affrontato  è stato quello dell'emendamento  relativo  al
  recepimento in Sicilia del codice dei contratti.
   Si  è  rilevato che questa norma era inappropriata in questa  sede
  perché era una legge di settore.
   Io che sono burocrate per formazione e lo sono stato per attività,
  rilevo  una  lettura assolutamente burocratica  della  politica,  e
  rilevo una cosa ben più grave: la tutela dell'integrità burocratica
  dell'esercizio  della  potestà  legislativa  da  parte  di  novelle
  vestali  della  verginità assai dubbia ha  trascurato  di  leggerlo
  quell'emendamento perché non conteneva soltanto il recepimento  dei
  codici  dei  contratti,  forse quella era  una  norma  di  settore,
  conteneva  norme  di ostacolo all'infiltrazione  della  criminalità
  organizzata.
   Questo  non  è stato approvato stasera, commi da 3 a 8,  andate  a
  leggerli. Il mancato esame della legge sugli appalti è stata  posta
  come  condizione  per  la  prosecuzione  dei  lavori  d'Aula  sulla
  finanziaria a scomputo di un opportunismo inappropriato.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, queste  accuse  non  fanno  bene  al
  Parlamento

   PRESIDENTE.   Assessore   Russo,   faccia   il   suo    intervento
  tranquillamente, ma la prego di essere più cauto.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Le  norme  sugli appalti contestavano  e  limitavano  il
  ricorso  all'eccesso  di ribasso; l'eccesso di  ribasso  altro  non
  significa  se non progetti sbagliati ed opere incompiute, sabbia al
  posto  del  cemento,  lavoro  in  nero  e  sicurezza  azzerata  nei
  cantieri, ed infine riciclaggio di Cosa Nostra.
   Sono  convinto che su questo occorra lavorare; sono  convinto  che
  potremo farlo; sono convinto che il presidente della IV Commissione
  di  cui conosco l'operosità, per quanto ora mi contesti, convocherà
  immediatamente, senza nemmeno attendere il deposito  da  parte  del
  Governo  del  disegno di legge in materia di appalti, le  categorie
  sociali  e  le categorie produttive  che queste norme avevano  così
  fortemente invocate; convochi immediatamente, la prego, e  non  uso
  mai il termine pregare rivolto ad una persona ma stasera lo faccio,
  convochi immediatamente per sentirli, lunedì prossimo, la prego, lo
  dico  per  la  seconda  volta,  CNA,  Confartigianato,  Lega  delle
  cooperative,  ANCE, CISL, CGIL, UIL, Consulta degli  ordini,  tutti
  quelli  che hanno sottoscritto questo disegno di legge  che  non  è
  solo  il  disegno  di  legge  del  Governo  ma  è  delle  categorie
  produttive.
   Io,  personalmente,  queste persone, queste organizzazioni  le  ho
  obbligate  a  lavorare  pancia  a  terra,  per  redigere  un  testo
  condiviso  da  tutti,  ecco perché non è  stato  presentato  prima,
  perché  non era mai accaduto che tutti condividessero una norma  di
  questo tipo. Sono convinto che il Parlamento, nelle sue Commissioni
  e  in Aula, saprà, rapidamente, porre rimedio ad un problema che si
  è creato.
   E' un problema tecnico, perché l'8 giugno entra in vigore il nuovo
  regolamento di esecuzione degli appalti, il DPR n. 207 del 2010,  e
  non saremo più in condizione di gestire le gare.
   E' un problema tecnico perché, come ci ha scritto ANCE Sicilia, in
  quell'emendamento non c'erano le condizioni per accelerare la spesa
  2007/2013,   era   il  penultimo  comma,  dove  si   ammetteva   il
  finanziamento anche a progetti preliminari, superando così la crisi
  degli  enti  locali  che non possono pagarsi i progetti  esecutivi.
  C'era anche questo e questo non c'è
   E' un problema politico perché centinaia di migliaia di lavoratori
  attendono  un gesto di consapevolezza da parte del Governo,  e  poi
  dell'Aula, che su questo devono lavorare insieme.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   MANCUSO. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella qualità  di
  presidente  della IV Commissione devo rassegnare al  Parlamento  la
  storia di molte cose che questa sera ha detto l'assessore Russo,  e
  che il presidente della IV Commissione ha detto, seduto nella sedia
  della  Commissione, quando si affrontava la riforma  degli  appalti
  portata in Aula dall'assessore Gentile.
   Ricordo  che,  da presidente della Commissione, ho  votato  contro
  quella  norma per le stesse ragioni che oggi l'assessore  Russo  ha
  consegnato all'Aula. Ed è passato un anno e qualche mese.
   Il Governo ha insistito con l'assessore Gentile e ha messo in atto
  una norma inaccettabile.
   E  l'ultima  norma  che viene utilizzata in  Sicilia,  l'ha  fatta
  questo   Governo,  aiutando  quelle  persone  che   oggi   denuncia
  l'assessore  Russo.  Da  quel giorno,  la  IV  Commissione  non  ha
  ricevuto più nulla circa un'eventuale riforma degli appalti. Ne  ho
  sentito parlare dai giornali e mi ha avvertito telefonicamente,  in
  queste vacanze di Pasqua, con grande garbo, l'assessore Russo.
   Non ho mai avuto notizie  Mai
   Il  testo non è ancora depositato presso la Segreteria generale di
  questo  Parlamento ma, per quanto mi riguarda, anche  senza  testo,
  estrapolandolo  dal  maxi emendamento che è  stato  presentato,  mi
  attiverò  per firmare personalmente e depositare domani mattina  un
  disegno  di  legge, considerato che il Governo ancora oggi  non  ha
  depositato alcun testo.
   Rispetto   a  questo,  nella  qualità  di  presidente   della   IV
  Commissione,  così come ieri il Presidente di questa  Assemblea  ha
  stabilito, questo disegno di legge avrà certamente un percorso, non
  solo velocizzato, ma anche molto celere per arrivare in quest'Aula.
   Quello   che  ha  detto  l'assessore  Russo  mi  amareggia  perché
  evidentemente  non  ha  seguito  le  puntate  precedenti.   La   IV
  Commissione  è  stata vittima dell'atteggiamento del Governo  nella
  riforma degli appalti; e non dico l'opposizione o la maggioranza ma
  la  IV Commissione, che è stata violentata in questo Parlamento con
  una norma che, purtroppo, ha continuato a favorire illegittimità  e
  atteggiamenti che hanno a che fare con la criminalità organizzata.
   Ritengo  che l'appello dell'assessore Russo possa essere condiviso
  e  che  l'atteggiamento di ieri sera non è  stato,  come  le  hanno
  riferito,  bere o affogare : la responsabilità di chi non ha voluto
  portare  avanti questo disegno di legge è ascritta a  tutti  coloro
  che  non  hanno voluto attivare un'azione parlamentare. Noi abbiamo
  sempre rispettato, nella qualità di presidenti di commissione e  di
  parlamentari, le azioni volute dalla Conferenza dei capigruppo.

   GENTILE. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GENTILE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio  ricordare
  all'Aula    che    quando   ero   preposto   l'assessorato    delle
  infrastrutture,  ci  siamo trovati con una nota  della  Commissione
  Europea  che  ci  imponeva di cambiare i criteri di  aggiudicazione
  degli appalti.
   Ebbene,  abbiamo  cambiato  i criteri di  aggiudicazione,  secondo
  quanto  previsto  dalla normativa nazionale, e  avevamo  introdotto
  delle  novità  che sono state poi stralciate dal Commissario  dello
  Stato.  In  un  primo momento, quando il disegno di legge  è  stato
  portato  in  Commissione, il presidente Mancuso -  che  ha  memoria
  corta  -  aveva  votato  favorevolmente  e  poi  in  Aula,  facendo
  opposizione, che sa fare bene, ha votato contro.
   Il  Governo, in quella occasione, ha fatto il proprio lavoro e  ha
  sbloccato  i Fondi europei, proprio apportando quella modifica  con
  quella  legge  tampone , e l'avevamo detto che si trattava  di  una
  legge tampone e che bisognava ritornare in Aula per fare la riforma
  dei lavori pubblici.

   MAIRA.   Signor  Presidente,  chiedo  di  intervenire  per   fatto
  personale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Maira, non  mi  pare  che  qualcuno  abbia
  parlato di lei.

   MAIRA.  Signor  Presidente, chiedo formalmente  che  riprenda  lei
  l'assessore  Russo, perché ha detto cose inaccettabili  per  questo
  Parlamento. E' un assessore tecnico, non è nemmeno deputato. Faccia
  l'assessore tecnico

   PRESIDENTE.  Onorevole  Maira,  l'assessore  Russo  ha  fatto  una
  considerazione politica.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


          Riprende l'esame del disegno di legge numero 631/A

   Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, avvocato Armao.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,   l'approvazione  del  bilancio   e   della   finanziaria
  rappresenta un passo fondamentale nel cammino del risanamento.
   Senza  enfasi  possiamo  dire  che  l'Assemblea  oggi  approva  il
  bilancio più difficile, molto probabilmente il più difficile  della
  storia  dell'Autonomia  - sono le condizioni  economiche  giunte  e
  precipitate  su questo bilancio che lo rendono tale - perché  si  è
  riusciti a contenere le spese senza nuove tasse per i cittadini, in
  una  congiuntura  economica difficile,  con  un'esigenza  forte  di
  risanamento  che  ci  viene dall'Europa, che ci  viene  dal  nostro
  Paese.
   E'   la  prima  volta  -  lo  diceva  poc'anzi  anche  l'onorevole
  Cracolici, e credo che sia questo il suo pensiero - che il bilancio
  è  più  importante della finanziaria perché è sul bilancio  che  si
  sono esercitate le azioni di risanamento più decise, più puntuali.
   Senza i conti e le carte in regola - lo ripeto, e credo che sia la
  consapevolezza  di tutti noi - non abbiamo nessuna credibilità  nel
  pretendere  quello che è giusto per la Sicilia, cioè un federalismo
  equo  e solidale. Il bilancio si attesta a ben 27 miliardi di euro,
  ed  è  una  finanziaria che si è dovuta tenere snella  per  effetto
  della troppa, troppo serrata dialettica parlamentare.
   Un  documento, quest'ultimo, che accompagna scelte decisive,  come
  quella  fatta  nel  settore  della  compartecipazione  alla   spesa
  sanitaria,  nella prospettiva di un federalismo fiscale  che  vedrà
  mutare profondamente il bilancio della Regione.
   Si  tratta  degli  ultimi documenti finanziari, quelli  di  questa
  sera,  di  una  lunga  stagione  di inattuazione  delle  previsioni
  finanziarie,  degli  articoli 36, 37 e 38 dello  Statuto,  con  una
  crescente  compartecipazione al finanziamento del sistema sanitario
  che  incide sul bilancio per oltre il 45 per cento. Quasi  duecento
  milioni  di  minori spese, il contenimento delle risorse  della  ex
  tabella  H per oltre quattro milioni di euro, tabella sulla  quale,
  purtroppo si poteva fare prima e cedere di meno, dopo che  per  tre
  anni  consecutivi  la  spesa si è attestata a sessanta  milioni  di
  euro,  e  - cosa che certamente mi fa piacere - il Governo, proprio
  ieri,  ha  presentato un emendamento per la soppressione di  queste
  forme di assegnazione di risorse, e credo che su questo si crea  un
  punto   che   sarà  di  considerazione  per  i  prossimi   esercizi
  finanziari.
   Adesso  entriamo  nel  pieno  della  nuova  fase  del  federalismo
  fiscale,  che si chiuderà con l'accordo che dovremo concludere  nei
  prossimi mesi con lo Stato.
   Il bilancio regionale del 2012 avrà una dimensione incrementata di
  oltre il 30 per cento, dovrà farsi carico dell'intero finanziamento
  del  servizio sanitario, con nuove entrate e nuove funzioni, e sarà
  incentrato sull'autosufficienza finanziaria.
   Il  nuovo  bilancio avrà anche una nuova legislazione, a tal  fine
  nelle  prossime  settimane si avvierà la riforma della  contabilità
  rinnovata della nostra Regione.
   Dopo il risanamento si deve passare alla crescita, e credo che  su
  questo c'erano delle proposte condivise e condivisibili nel disegno
  di  legge  e,  personalmente  mi  rincresce  che  non  hanno  avuto
  accoglimento. Molti dei detrattori, in privato, mi hanno e ci hanno
  riservato  i  complimenti  per le soluzioni  individuate,  e  anche
  proposte  elaborate  dagli altri assessori,  hanno  trovato,  anche
  nella società, un ampia condivisione.
   Sono  certo  che il Parlamento saprà cogliere questa condivisione,
  questa  occasione di raccolta di consenso anche tra  le  categorie,
  nella società, per legiferare tempestivamente dopo ampio ma serrato
  dibattito parlamentare. A questo punto il Governo procederà,  credo
  questa  sera signor Presidente, alla adozione dei disegni di  legge
  da   presentare  immediatamente  all'Assemblea  affinché  la  parte
  concernente lo sviluppo sia sottoposta all'Aula per una  tempestiva
  deliberazione  favorevole,  ovviamente  dopo  gli   apporti   e   i
  contributi  che tutte le forze politiche sapranno dare per  fornire
  un  servizio  alla Sicilia. Il Parlamento li approvi  presto,  solo
  così  potrà rispondere alle domande della Sicilia che attende delle
  iniziative legislative per gli investimenti.
   La  semplificazione, il taglio ulteriore dei costi, la riforma dei
  contratti  pubblici, il riordino di importanti settori, il  credito
  d'imposta,  che  è  una straordinaria iniziativa collegata  ad  una
  legge  approvata da questo Parlamento, che attende ancora di  avere
  piena  attuazione,  e  che nei prossimi giorni,  se  lo  Stato  non
  sbloccherà le risorse, rischia di avere un altro differimento, cosa
  che certamente né le imprese né i lavoratori attendono.
   Sono  riforme coraggiose, forse per alcuni scomode, ma  certamente
  riforme  che danno un taglio ai costi e danno servizi ai cittadini.
  Le  vicende della legge sulla semplificazione - e credo che  questo
  sia un buon precedente - dimostrano che si può fare presto, che  si
  può  approvare in pochi giorni una riforma importante e  di  grande
  rilevanza per il Paese e per le imprese.
   Non  resta  che auspicare che in quest'Aula prevalga  il  coraggio
  delle riforme, quel coraggio che - credo - il Governo ha avuto  nel
  redigere   un   documento  che  probabilmente  sarà  stato   ampio,
  articolato, ma che certamente nessuno può evocare il dubbio che non
  sia  improntato  alla riforma, al cambiamento, alla  riduzione  dei
  costi.  Come  tutte le riforme, le riforme sono perfettibili,  dopo
  ampia discussione; ma bisogna far presto perché la Sicilia non  può
  più  attendere. Non può più attendere il cambiamento. Non  può  più
  attendere di essere credibile in Italia e in Europa.
   Fuori  dalle  polemiche,  che  sono sempre  improprie  in  momenti
  difficili  per  l'economia, come quelli  che  viviamo,  penso  che,
  attraverso  queste  riforme, potremo trovare  uniti  il  Governo  e
  l'Assemblea nell'interesse della Sicilia.
   Un'ultima  considerazione vorrei riservare a  talune  osservazioni
  che sono state fatte dagli onorevoli Cimino e Bufardeci, con alcune
  critiche che trovo non coerenti con il merito delle proposte che il
  Governo faceva.
   Ebbene, non siamo noi, rispetto ad un tentativo di trasformare  le
  vittime,  e  cioè  i  siciliani, in carnefici,  ad  avere  bloccato
  l'utilizzo dei fondi FAS. E' stata una scelta del Governo nazionale
  di  bloccare l'unico piano che aveva una praticabilità finanziaria,
  il piano della Sicilia.
   Avevamo invocato che col piano per il Sud non si bloccasse, fino a
  quando si negoziasse nuovamente, la spesa. Il Governo nazionale - e
  voi  avete interlocuzioni in quel Governo più di chiunque altro  in
  questa  Aula, probabilmente - ha deciso di bloccare le risorse  per
  la  Sicilia,  e  su  questo  credo che nulla  possa  ascriversi  al
  Governo. Certamente, insieme potremo fare spinta e propulsione  per
  ottenere   risultati  confacenti  rispetto  alle  aspettative   dei
  siciliani.
   Infine,  mi  rifaccio  all'ottimismo istituzionale  dell'onorevole
  Maira, che ho molto apprezzato, così come dell'onorevole Musotto  e
  dell'onorevole Lupo: tutti credono e sono convinti,  piuttosto  che
  lanciare  sproloqui  contro  le maggioranze,  contro  i  Governi  e
  pensare  nel  chiuso  dei salotti della politica  a  come  cambiare
  assetti  governativi, che l'Assemblea debba accettare la sfida  del
  cambiamento,  la  sfida delle riforme. Ne ha i  numeri,  ne  ha  le
  capacità, ne ha la dignità, ne ha la storia. E su questo credo  che
  il Governo non attende altro che essere invitato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico  che,  d'intesa  con  il
  Presidente   della   IV   Commissione,  la   Presidenza   stralcerà
  dall'emendamento Gov.1 la riforma sugli appalti, che quindi sarà la
  prossima settimana inviata alla Commissione di merito.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  ringrazio  tutti coloro, quanti in  maniera  particolare
  hanno   voluto,   con   correttezza  e   anche   con   dovizia   di
  argomentazioni,   offrire  un  contributo  a   questo   lunghissimo
  dibattito  che  precede il voto, che da qui  a  qualche  minuto  ci
  accingiamo ad esprimere.
   Certo, anch'io per la verità, pur avendo partecipato soltanto alla
  fase  finale  di questo lungo e defatigante lavoro  e  impegno,  mi
  sarei  augurato con molta franchezza che ieri sera, a  seguito  del
  lungo  confronto che si è avuto nella stanza del Presidente Cascio,
  in  questa finanziaria trovassero spazio le tante riforme, i  tanti
  emendamenti,  i tanti articoli che, certo, avrebbero attribuito  un
  profilo  diverso  a  questa  legge  finanziaria  che  comunque   ci
  accingiamo ad approvare.
   Condivido,  quindi,  non posso che condividere  il  rammarico,  la
  delusione  che  ho  visto serpeggiare e che ha ispirato  non  pochi
  degli interventi che hanno preceduto in questo pomeriggio il mio.
   Però,  potremmo  evidenziare anche gli elementi di positività  che
  sono  ispirati all'obiettivo di rigore che ci prefiggevamo,  e  che
  abbiamo pienamente raggiunto, nonostante il richiamo dell'onorevole
  Musotto  -  che  ringrazio e che affettuosamente abbraccio  -  alla
  legge  Piro  del  1999,  su quello che è il ruolo  effettivo  della
  finanziaria. Io credo che all'interno di questa Assemblea, ma anche
  nel  dibattito politico attraverso i giornali, almeno una volta  al
  mese abbiamo l'occasione per confrontarci su questa esperienza,  ma
  piuttosto che evidenziare le criticità, che pure ci sono in  questa
  triennale  esperienza  politica e di  Governo,  voglio  sicuramente
  ricordare le positività.
   Posso dire sicuramente che è una esperienza diversa.
   Il  Presidente Musotto e tanti di voi hanno fatto il  confronto  a
  proposito  di  questo  o  di  quell'altro  elemento  affiorato  nel
  dibattito, con quanto è successo venti e trenta anni fa.
   Io,  25  anni  fa circa, più o meno di questi tempi, feci  il  mio
  ingresso  e  in  questa Aula, poi ho seguito e  ho  letto,  per  la
  verità,  quanto  ha  preceduto  e  quanto  ha  seguito  quella  mia
  esperienza,  anche  di Governo. Non c'è dubbio che  un  taglio,  se
  volete  autonomista,  ma  -  se volete -  di  riforme  sostanziali,
  radicali,  difficilissime e faticosissime non poteva  non  portarsi
  dietro  tante  incomprensioni, non poteva non far registrare  tanti
  ostacoli e sicuramente tante aggressioni.
   E  ci siamo trovati, nei giorni scorsi - ripeto, io ho partecipato
  da  ieri  mattina  -  a  confrontarci, forse  un  po'  con  qualche
  illusione  ieri sera, ma anche con una realtà, onorevoli  colleghi,
  perché  quando  poi si devono fare delle scelte così  importanti  e
  significative  o  quando si hanno dei termini - il nostro  termine,
  teoricamente,  starebbe per scadere, ma l'anno  scorso  la  tirammo
  sino  al  pomeriggio del primo maggio, oggi ce  la  faremo,  spero,
  prima della fatidica mezzanotte - non ci si può che, al di là degli
  auspici,  dei desideri, dell'ottimo, che pure è nemico  del  buono,
  che fare i conti con la realtà.
   E con la realtà che è sotto i nostri occhi, che si può toccare con
  mano,  non con quella di cui sentiamo parlare, con qualche riga  di
  giornale,  qualche  storia  sulle presunte  stabilizzazioni.  E  la
  realtà  sono  questi quattro, cinque volumi, non so  se  si  tratta
  complessivamente di mille pagine, di duecento articoli tra commi  e
  emendamenti, duemila argomenti di dibattito possibile, che  avremmo
  dovuto  iniziare  oggi, in tarda mattinata, per concludere  non  so
  quando.
   Una montagna di carta sotto la quale, parliamoci chiaro, sarebbero
  state  seppellite  le  buone  intenzioni  e  pure  gli  spunti   di
  straordinaria riforma che, probabilmente impropriamente,  pensavamo
  di imbarcare in questa legge finanziaria.
   Onorevoli colleghi, anche io ho contribuito a che questo  malloppo
  diventasse  così voluminoso ma, se posso permettermi,  nessuno  può
  offendersi  perché molti di voi avranno partecipato alla  redazione
  di   emendamenti   importanti;  ma  molti  di  questi   emendamenti
  riguardano   sanatorie,   riguardano  stabilizzazioni,   riguardano
  contributi. Questa è la realtà delle cose.
   Poi,  per carità, possiamo anche lamentarci del fatto che  abbiamo
  trascurato gli appalti piuttosto che lo sviluppo industriale, ma la
  realtà è questa. Quelle riforme, se avessimo avviato un confronto e
  un   dibattito  -  maggioranza  o  non  maggioranza,   con   questo
  regolamento parlamentare che consente di fare dichiarazioni di voto
  per  diverse ore, non so se sono iniziate alle ore 15.00 o alle ore
  16.00 di ieri e forse si concludono col voto prima di mezzanotte  -
  avevamo pensato, senza troppe illusioni, che una qualche intesa  ci
  avrebbe consentito di portare a casa alcune riforme importanti.
   Io  avevo  colto  negli interventi e nel confronto  di  ieri  sera
  questa disponibilità.
   Ma  non  c'è dubbio che poi è maturata una volontà diversa  che  è
  stata,  onestamente e correttamente, messa nero su  bianco  in  una
  nota - non è stata nascosta dietro gli ostruzionismi -, che metteva
  in  discussione  praticamente un po' di tutto, dagli  appalti  alle
  IPAB,  alle Opere Pie, alla grande semplificazione e concentrazione
  di enti che avremmo potuto compiere in materia di agricoltura.
   Si  sappia che con una sola norma - ve lo dice chi viene  accusato
  di  nominare  a  gogò  e  a iosa gente dovunque  -  avremmo  potuto
  risparmiarci consiglieri di amministrazione; l'onorevole  Cracolici
  ha  citato l'ESA, che forse è il più importante di questi enti,  ma
  ve  ne sono tanti altri che si potevano unificare in un unico  ente
  che promuovesse in agricoltura lo sviluppo e l'innovazione.
   E,  peraltro, pur cominciando ad aderire a questa ipotesi  che  si
  arrivasse ad una finanziaria che sta assolvendo in fondo  a  quella
  che  è la sua funzione propria, e che si sta distaccando invece  da
  quella che è stata negli ultimi anni una funzione impropria di  una
  legge,  che  è l'unica che questa Assemblea riesce ad approvare,  o
  quasi,  nel  corso  di  un  anno. Se soltanto  per  un  momento  ci
  riflettiamo,  così  non  è stato, pur non entrando  nel  merito  di
  riforme  che  sarebbero  state controverse,  oggetto  di  dibattito
  peraltro - il realismo ci deve far vedere anche questo - non  pochi
  sono stati, signor Presidente, gli episodi di rissa, di aggressione
  tra  parlamentari. E, mi permetta di chiederglielo, lei fa  bene  a
  dare  spazio  a tutti, a contingentare quanto può, ma la  prego  di
  richiamare  i colleghi parlamentari affinché, quanto  meno  fra  di
  noi,  ci  risparmiamo  gli insulti che sistematicamente  volano  in
  quest'Aula.  Non so chi stamattina, credo l'onorevole  Mancuso,  ha
  parlato richiamando rapporti umani e di rispetto reciproco,  quindi
  evitiamo di insultarci. E quando dovessimo per un momento distrarci
  dando sfogo ad ansie o a rabbie represse, signor Presidente, faccia
  in  modo  che  veniamo  richiamati  e,  se  serve,  allontanati  da
  quest'Aula.
   Realisticamente, quindi, abbiamo preso atto di quella che  era  la
  realtà per cui oggi o stasera o di pomeriggio lamentarci perché  la
  maggioranza, pur avendo i numeri, per carità, messi a  profitto  in
  occasione  di  un  emendamento per il  quale  è  stato  chiesto  lo
  scrutinio  segreto, avrebbero prodotto che cosa? Duemilacinquecento
  votazioni, dopo che, su ogni emendamento, si fossero registrati 32,
  18,  24,  non  so  se sarebbe stato possibile,  in  quel  caso,  il
  contingentamento,  interventi di cinque  minuti  o  su  di  lì  per
  arrivare, fra una settimana, per affidare, anche stavolta,  ad  una
  funzione  impropria quello che è l'obiettivo della finanziaria   Se
  vogliamo  continuare  ad  esprimere  anche  per  questo  il  nostro
  rammarico facciamolo pure, per carità
   Devo  dire  con  franchezza,  signor  Presidente,  che  a  seguito
  dell'intervento  dell'assessore Pier  Carmelo  Russo,  ma  anche  a
  seguito  di  quello  che abbiamo visto, appalti,  una  norma  sulla
  formazione,  la  garanzia per gli occupati,  le  aree  di  sviluppo
  industriale  -  quanto  meno ci sarà un  solo  commissario  anziché
  dieci, meglio così - e altrettanto dicasi per gli Istituti autonomi
  Case  popolari piuttosto che le Ipab, le tante norme  sulle  quali,
  per  la verità, credo che fossimo d'accordo tutti, se non ci  fosse
  stato  questo  appesantimento che riguarda  lo  sviluppo,  confidi,
  garanzie e quant'altro, agricoltura, parchi, urbanistica. C'è stato
  un  impegno  preciso  che viene confermato da lei,  oltre  che  dal
  presidente  della  relativa e corrispondente  Commissione,  che,  a
  partire  dal  9  maggio,  lo  sviluppo,  insieme  agli  appalti   e
  quant'altro  -  questo mi sono sentito dire in termini  di  impegno
  preciso   -  saranno  oggetto  di  confronto,  voto  favorevole   o
  contrario,  ma sottratti ad un ostruzionismo che, francamente,  non
  credo  che  compete a chi vuole dimostrare il necessario  senso  di
  responsabilità.
   Onorevoli  colleghi, non so quando abbiamo presentato il bilancio,
  cinque  mesi fa, quattro, sei, a ottobre o quant'altro;  ma  perché
  siamo  andati avanti? Per pigrizia? Perché la Commissione  Bilancio
  non  si è riunita? Perché è mancato il numero legale? Il perché  lo
  sapete  perfettamente e questo, vedete, deve diventare  oggetto  di
  riflessione, credo, di tutti, di chi la pensa come me e di  chi  la
  pensa in maniera diametralmente opposta; oggi governa chi vi parla,
  domani  governeranno indubbiamente altri. Ma qua  c'è  da  prendere
  atto  molto  serenamente  di  un  atteggiamento  che,  definire  di
  ostilità   da   parte  del  nostro  Governo,  non  è  assolutamente
  eccessivo.
   Abbiamo iniziato un confronto, a proposito di federalismo, per  il
  quale, grazie a Dio, abbiamo imposto, posso permettermi di dirlo  -
  sarà stato l'agosto del 2008 - che, nella legge 42 sul federalismo,
  venisse  posta  la  condizione che le Regioni  a  Statuto  speciale
  bilateralmente se lo costruissero questo rapporto e questo  decreto
  attuativo per cui, finalmente, dopo lunghe attese e mille  incontri
  a  piazza San Lorenzo in Lucina, abbiamo avuto, la settimana scorsa
  -  non  questa ma la precedente - i numeri a proposito dei costi  e
  dei trasferimenti o, meglio, dei tributi da incassare che avrebbero
  dovuto  essere corrispondenti, trasferitici in un clima  di  grande
  simpatia  e  di  amicizia per governare più sanità, ma  soprattutto
  scuola.
   Poi ci siamo fatti i conti perché era giusto verificare - guai  se
  avessimo sottoscritto e detto direttamente di sì, che c'era, quanto
  meno,  un  divario,  non voglio dire un tentativo di fregatura,  di
  qualche  centinaio di milioni di euro - e, ovviamente,  le  entrate
  proposte  erano ampiamente sopravvalutate e le spese  che  dovremmo
  affrontare  quando  quelle  funzioni  ci  saranno  trasferite  sono
  sicuramente sottovalutate. Certo, questo non viene prima di  questo
  bilancio  e  di questa finanziaria, potrà venire - mi  pare  che  è
  stata  richiesta una proroga di qualche mese - fra quindici giorni,
  fra  un  mese, ma dobbiamo farli combaciare questi compiti  con  un
  Governo  e con un ministro che, se tutto va bene - ma noi molleremo
  solo  in  quel  momento  -  farà sì che  almeno  entrate  e  uscite
  corrispondano.  Non ci regaleranno un euro in  più,  ma  certo  non
  accetteremo  un  accordo con un euro in meno. Per non  parlare  del
  fondo FAS, onorevole Cimino.
   Quanti  confronti  facemmo  prima di quel  luglio  del  2009,  per
  aggiustare,  ritoccare, rivedere, aderendo alle tante proposte  che
  ci  venivano  dal Governo, dal CIPE, dal Ministero  delle  attività
  produttive?  Il  15  per cento di quel FAS ci è stato  garbatamente
  soffiato.  Abbiamo  avuto  l'impegno  a  rimodularlo  un  mese  fa,
  quindici giorni fa; fino a ieri abbiamo avuto l'impegno da parte di
  questo  Governo, e non so se è il Governo dello Stato  Italiano  si
  comporta come il Governo certamente di una parte politica che è  il
  mille  volte  ribadito assenso di un ufficio legislativo  e  legale
  dell'economia, sulla sostenibilità della copertura finanziaria  col
  FAS  dei  nostri  mutui  di una sanità che -  critichiamola  quanto
  vogliamo  -  comunque, ci mette al primo posto per la conquista  di
  una  serie  di  obiettivi positivi che ci consentono  non  solo  di
  attuare  e di rispettare il piano di rientro, ma di andare oltre  e
  di  fronteggiare  che  cosa,  se non la  spesa  per  la  cosiddetta
  rinaturalizzazione;  il piano di rientro lo abbiamo  adottato  toto
  corde e cerchiamo di rispettarlo.
   Si  tratta,  ovviamente,  di  una  faticosissima  manovra  che  ci
  consente  e  ci costringe, per carità, ad aggiustare le tante  cose
  che  si  sono costruite in trent'anni, in venticinque  anni  e  che
  abbiamo  il  dovere e il diritto di aggiustare ora;  mentre  per  i
  forestali,  come  per qualunque altra categoria, questa  Assemblea,
  rispetto  ad  una  proposta  di  questo  Governo,  quanto  meno  ha
  approvato  una legge di blocco delle assunzioni che  fa  sì  che  i
  nostri  uomini del sistema forestale, che sono diverse  migliaia  e
  decine  di  migliaia,  non siano cresciuti; ma  loro  lavorano  nel
  settore della rinaturalizzazione che, certamente, fino a quando,  e
  presto   dobbiamo   farlo,  onorevoli  colleghi,  tutti,   deputati
  dell'Assemblea  e  colleghi di Giunta, fino a  quando  -  e  questo
  avverrà  presto,  non passeranno lustri - non dovremo  fronteggiare
  questa spesa con le risorse del nostro bilancio. E, a proposito  di
  questo  confronto  col Governo nazionale, siamo stati  costretti  a
  ricorrere,  o  a  difenderci, presso la  Corte  Costituzionale  per
  rivendicare  ed ottenere entrate tributarie che ci venivano  negate
  con un principio di autonomia, relativamente ad esempio alla nomina
  dei  nostri  dirigenti,  per cui la Corte Costituzionale,  rispetto
  alla  pretesa  di  questo  Governo,  cosiddetto  federalista,   che
  pretendeva  di  imporci  leggi nazionali e  centraliste,  la  Corte
  Costituzionale, finalmente, ci ha voluto dare ragione.
   Lungo questa strada delle riforme, onorevoli colleghi, tutti  voi,
  chi  vota  perché  gli  piace, chi perché sente  la  disciplina  di
  amicizia  o  di  partito o quant'altro, ma su questa  strada  delle
  riforme o si va avanti, come ho avuto modo di dire, o non ha  senso
  che  qua  ci  si continui - consentitemi di usare un  termine  -  a
  sacrificare.
   Io  non  credo che gli assessori tecnici e chi vi parla abbiano  -
  diamo  un'occhiata ai numeri, ai numeri dei componenti  dei  gruppi
  piuttosto che dei consensi, quelli per ora li affidiamo ai sondaggi
  -  avuto  guadagni  sul  piano politico  piuttosto  che  sul  piano
  elettorale;  credo  che  abbiano avuto attacchi  notevolissimi  sul
  piano  politico,  sul piano elettorale, sul piano familiare  e  sul
  piano personale.
   Per  cui,  se con efficacia e determinazione, per carità  ciascuno
  dai  propri  posti e assicurando i propri ruoli, ci sentiamo  senza
  infingimenti di andare avanti, allora ha un senso andare avanti.
   L'onorevole Musotto ha detto una cosa molta saggia e il Presidente
  Cascio  ha  fatto  bene, in tal senso, a recepirla  impegnandosi  a
  convocare la Commissione per il Regolamento.
   Onorevoli  colleghi,  oggi  chi vi parla  sta  governando,  domani
  governeranno  altri;  questo  è  un  regolamento  antidiluviano  da
  consociativismo  intollerabile. Non si può andare avanti  così  per
  giorni e giorni per approvare una legge. Vale per voi.

   CRACOLICI. Prima c'erano i partiti

   LOMBARDO,  presidente  della Regione. Va  bene,  prima  c'erano  i
  partiti; ma, anche quando c'erano i partiti, c'erano un clima e  un
  sistema profondamente diversi.

   ADAMO. Si fa nei comuni e nelle province

   LOMBARDO,  presidente  della Regione. Così  come,  parliamoci  con
  molta  chiarezza,  signor Presidente e onorevoli colleghi,  diciamo
  che  abbiamo  perso  molto tempo per questa  tabella  H,  ci  siamo
  esauriti  sulla tabella H. Non lo so, avrò sponsorizzato  tante  di
  queste  istituzioni culturali, solidaristiche, eccetera che  stanno
  nella tabella H, forse non ce n'è neanche una, a molte tengo, ve lo
  dico  con  molta  franchezza, riguardano gli invalidi  come  i  non
  vedenti, riguardano il banco alimentare come tante altre cose,  non
  so quante altre ce ne siano.
   Insomma,  se noi cominciassimo a regolamentarla diversamente  dopo
  questo  bilancio  di  stasera  la  finanziaria,  magari,  onorevole
  Mancuso,  lei  che  dice  sì,  la  settimana  prossima,  non   sarà
  competenza sua perché non è la sua Commissione, ma è competenza  di
  tutti, secondo me non sbaglieremmo.
   Così  come se la Commissione Bilancio ha fatto male, o noi abbiamo
  fatto  male,  a non licenziare bilancio e finanziaria  per  intero,
  anche  lì  c'è  da  vedere qualcosa e, mi  dicono,  i  numeri,  gli
  equilibri  e le rappresentanze dei partiti, non so se anche  lì  si
  ripete  questa maggioranza di 60, 59, 58, 13, 7, 44.  Non  diamo  i
  numeri del Super Enalotto, signor Presidente, anche qui veda lei.
   Ciononostante,  talvolta dico a me stesso  ma com'é,  non  abbiamo
  fatto tante riforme?
   Non lo so, se questa macchina, come carburante, ha le riforme. Per
  me  le  ha,  quelle  radicali  e  importanti,  e  soltanto  qualche
  settimana  fa abbiamo approvato una importantissima riforma  che  è
  quella  della semplificazione burocratica. Si tratta ora  di  farla
  funzionare, non c'è dubbio, dipende non solo, ahimè, da tutti  noi,
  è  una  legge elettorale che non è certamente la summa di tutte  le
  riforme  elettorali. Manca, ad esempio, un elemento  sul  quale  vi
  inviterei a tornare, visto che si applica l'anno prossimo  -  e  lo
  dico apertamente -, è quello che consente la seconda preferenza  di
  genere;   ma  la  legge  elettorale  è  stata  un'altra   conquista
  importante di questa Assemblea.
   Però,  siccome ve lo dico io per primo che o c'è la determinazione
  e la volontà forte di andare avanti sulla strada irta di ostacoli e
  tutta  in  salita  delle  riforme e del buon  governo,  non  voglio
  introdurre  elementi di polemica anche perché  poi  si  intrecciano
  responsabilità,  chi  c'era  prima e chi  c'era  dopo  alla  sanità
  piuttosto  che  agli  enti locali, si diceva  una  volta   lasciamo
  perdere cosa c'era e cosa non c'era, cosa sappiamo fare e cosa  non
  sappiamo fare .
   Non  c'è  dubbio che, prima di ogni sondaggio più o meno aperto  a
  tutti o riservato ai pochi e a qualunque riconsiderazione o mal  di
  pancia,  dico  con  molta franchezza che o noi  confermiamo  questa
  forte  determinazione, questa volontà forte di andare avanti  sulla
  strada  delle riforme, e io, con tutto il rispetto, non  intravedo,
  pur nel rispetto di tutta l'Assemblea e del contributo fondamentale
  che in termini critici, di emendamenti, di soppressioni, di ipotesi
  e  di  proposte  che vengono da quanti questo processo  di  riforme
  forse  non condividono, non posso che rivolgermi a quanti  mi  sono
  trovato   a  fianco  perché  queste  riforme,  fino  ad  oggi,   si
  realizzassero.
   Allora,  la  mia  non  è una sfida ma è un richiamo  al  senso  di
  responsabilità.
   O  noi, anche con questo voto di stasera - non c'è bisogno  né  di
  raccogliere firme per mozioni di sfiducia, potrebbe essere vano, né
  di  fare  referendum o quant'altro - abbiamo da votare il bilancio,
  possiamo  votarlo, possiamo non votarlo, votiamolo  solo  se  siamo
  determinati ad andare avanti, senza esitazioni. Ed io non  richiamo
  nessuno  né  alla disciplina di una coscienza né di una politica  e
  neppure di un partito, né posso consentire che si carichino croci a
  proposito di disciplina di partito.
   Abbiamo  il coraggio di assumere le nostre decisioni, ciascuno  di
  noi  dinanzi alla nostra coscienza di uomini, e di uomini  politici
  oltre  che  di deputati. Ma lasciamo perdere perché - si capisce  -
  potrebbe  anche nuocergli di esprimere congratulazioni  per  Giulia
  Adamo   piuttosto  che  per  Francesco  Musotto,   a   cui   voglio
  particolarmente bene, a cui mi accomunano tante cose, salvo gli avi
  così altolocati e importanti. Cracolici non mi ha mai, mai, chiesto
  una   cosa   che  potesse  iscriversi   nell'ambito  dell'interesse
  squallido  della bottega o del partito o dell'interesse elettorale,
  non parliamo di altre fetenzie.
   Allora,  la disciplina sentiamola rispetto a noi stessi  piuttosto
  che  al  capo, a questo o a quell'altro, e non fate dire da me  che
  c'è  bisogno di staccare la spina. Se qualcuno pensa che ci sia  da
  staccarla  non voti il bilancio. Non è tempo né di furbizie  né  di
  doppiogiochismi né di esitazioni. Lo voti, se vuole  andare  avanti
  lungo questa strada; in caso contrario, se ci saranno le condizioni
  e  i  numeri  procederemo, altrimenti torneremo a  rivolgerci  agli
  elettori,  ciascuno  con  i  propri  argomenti  ma  certamente  non
  consentendo  che  la  nostra esperienza e la nostra  buona  volontà
  vengano,  per un solo momento, inquinate o messe in discussione  da
  nessun  compromesso, da nessun patteggiamento, per restare qui  per
  un solo secondo ancora.
   Vi ringrazio e vi chiedo scusa per il tono che ho alzato.

                         (Applausi prolungati)

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   la   Presidenza   trasferirà
  d'ufficio,  così  come ho detto, la legge di  riforma  del  settore
  degli  appalti  alla IV commissione e la norma  che  riguardava  la
  formazione  professionale alla V commissione, dopodiché, Presidente
  Lombardo,  tutte le altre norme che facevano parte  del  Gov.1  che
  risultano  prioritarie  per  il  Governo,  gradirei  una  conferma,
  ovviamente,  della  Presidenza della Regione  nel  giro  di  alcuni
  giorni,   in  maniera  tale  che  abbiano  anche  loro  la   corsia
  privilegiata in Assemblea, nel senso che non c'è bisogno di note di
  proposizione basta una nota in cui mi si conferma che una legga  ha
  priorità rispetto ad un'altra.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente  della Regione. Signor  Presidente,  accolgo
  immediatamente questo suo invito e le dico che, nel corso di questa
  breve riunione di Giunta che noi faremo, spezzetteremo o estrarremo
  da  questa macro finanziaria, maxi emendamento, Gov1, quello che è,
  le  leggi  di riforma che consegneremo all'Assemblea. Indubbiamente
  tutti  i confronti e le verifiche che servono li faremo ma tutti  i
  temi  di  cui  abbiamo  detto in questo nostro  intervento  saranno
  oggetto di un disegno di legge che, in fondo, è già scritto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo ancora lavoro da fare,  la
  seduta non è finita.
   Comunico  che  è  stato  presentato dalla  Commissione,  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.12:

   «Nel Prospetto allegato sono apportate le seguenti modifiche:

   Nella voce delle minori spese  Trasferimenti EE.LL.  sostituire le
  cifre   38.214,  714.716, 115.596  con le cifre   34.464,  688.466,
  85.596
   Nella  voce  delle maggiori spese   Articolo 1- Nuovo  ricorso  al
  mercato  anno  2013    sostituire le cifre  0, 0,  76.425   con  le
  cifre  0, 0, 70.786
   Nella  voce  delle maggiori spese   Nuovo ricorso al  mercato  per
  finanziamento  interventi  in  materia  di    sostituire  le  cifre
   21.633, 26.253, 26.253  con le cifre  31.319, 38.008, 38.008
   Nella  voce  delle maggiori spese   Ripristino fondi  di  riserva
  sostituire  le  cifre   351.252, 595.672,  235.289   con  le  cifre
   337.816, 557.667, 199.173
   Eliminare  nella  parte  Ricorso al mercato autorizzato   la  voce
   Articolo 8, comma 2 Fondo investimenti da Bei .
   Sono conseguentemente rideterminati i relativi totali».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                     +Disposizioni programmatiche
  e correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale» (631/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge numero 631/A «Disposizioni programmatiche  e
  correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale.»
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Ammatuna,   Apprendi,  Ardizzone,   Arena,   Aricò,
  Barbagallo,  Bonomo,  Calanducci, Cappadona,  Colianni,  Cracolici,
  Cristaudo,  Currenti,  D'Agostino,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Faraone,  Federico,   Ferrara,
  Fiorenza,  Forzese, Galvagno, Gennuso, Gentile,  Giuffrida,  Greco,
  Gucciardi,  Laccoto,  Leanza  Nicola, Lentini,  Lo  Giudice,  Lupo,
  Marinello,  Marrocco, Marziano, Musotto, Nicotra, Oddo,  Panarello,
  Panepinto,   Parlavecchio,   Picciolo,   Ragusa,   Raia,   Rinaldi,
  Ruggirello, Savona, Speziale, Termine.

   Votano  no: Adamo, Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna,
  Caputo,  Caronia, Cascio Salvatore, Cimino, Cordaro, Corona,  Dina,
  Falcone,   Formica,  Leanza  Edoardo,  Leontini,  Maira,   Mancuso,
  Pogliese, Scilla, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.

   Assenti: Catalano, D'Asero, De Luca, Donegani, Incardona,  Limoli,
  Lombardo, Marinese, Mattarella, Minardo, Mineo, Scammacca, Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti     .77
   Votanti    ......76
   Maggioranza   .39
   Favorevoli    .52
   Contrari     .24

                         (L'Assemblea approva)

   Si passa alla Nota di variazioni.
   Onorevoli  colleghi, la Presidenza comunica la  sospensione  della
  seduta per qualche minuto, per consentire alla Giunta di Governo di
  approvare  e  presentare all'Assemblea la  Nota  di  variazioni  al
  bilancio  conseguentemente all'approvazione della legge finanziaria
  ed alla Commissione Bilancio di esprimere il relativo parere.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 23.10)

   La seduta è ripresa

   Pongo  in votazione la Nota di variazione, con il relativo  parere
  della Commissione Bilancio.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Emendamenti presentati ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
                                interno

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  comunico   che   sono   stati
  presentati, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento  interno,  i
  seguenti emendamenti:
   - dal Governo:
   emendamento 117.2:
   All'emendamento  Comm.1.R.bis2, capitolo 105706 (ISEL)  sostituire
   +100-10=90  con  +100 ;

   emendamento 117.3:

   All'emendamento Tab.B.3318 sostituire le parole  U.P.B. 6.2.1.3.5,
  capitolo 184103  con le parole  U.P.B. 9.2.1.3.2, capitolo 373344 ;

   - dalla Commissione:
   emendamento 117.10:
   «All'emendamento Comm.1.R.bis, al capitolo 473718, alla fine della
  DENOMINAZIONE  aggiungere  e ad ASD Palermo  Rugby  Club  2005  per
  150 »;

   emendamento 117.8:
   «All'emendamento Comm.1.R.bis, al capitolo 473718, alla fine della
  DENOMINAZIONE aggiungere  e ad ASD San Gregorio CT Rugby per 120 »;

   emendamento 117.9:

   «All'emendamento Comm.1.R.bis, all'UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183728
  aggiungere dopo le parole  alimentare onlus  le parole  di cui  100
  al Banco delle Opere di Carità »;

   emendamento 117.6:
   «All'emendamento  Comm.1.R.bis, all'U.P.B. 13.2.1.3.7  -  Capitolo
  377722  aggiungere le parole  di cui 30 all'Associazione  Culturale
  Orchestra Filarmonica Siciliana F. Ferrara e 30 al Conservatorio di
  Musica Vincenzo Bellini di Palermo »;

   emendamento 117.4:
   «All'emendamento  Comm.1.R.bis, all'U.P.B.  3.2.1.3.7  -  Capitolo
  377710 dopo la parola  specifiche  aggiungere  di cui 150 al  RISES
  (PA) e 150 al SEGE (PA)»;

   emendamento 117.5:

   «All'emendamento  Comm.1.R.bis, all'U.P.B.  6.2.1.3.1  -  Capitolo
  183709,  alla  fine  della DENOMINAZIONE  dopo  la  parola   ONMIC
  aggiungere  di cui 315 per ANMIC »;

   emendamento 117.11:
   «Al capitolo 104534 della UPB 1.2.1.1.2, dopo le parole  spese per
  il  funzionamento   e  prima delle parole  del Comitato  regionale
  sono inserite le parole  e le attività istituzionali »;

   emendamento 117.7:
   «Nell'emendamento Comm.1.R.bis il capitolo 642046  è da intendersi
  642056».

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.2. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.3. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.4. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.5. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.6. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.7. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.8. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.9. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.10. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 117.11. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
               Annunzio e votazione di ordini del giorno


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   numero  362  Ristrutturazione e riapertura delle Terme di Sclafani
  Bagni (PA) , dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero 364  Urgenti interventi necessari a ripristinare le normali
  condizioni   di   percorribilità  per  le  strade  provinciali   di
  riferimento  nei  territori  di  Agrigento,  Palermo  e   Trapani ,
  dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  366   Utilizzo di fondi a favore delle aree  artigianali ,
  dell'onorevole Vinciullo;

   numero  368  Provvedimenti atti a completare il risanamento  delle
  costruzioni  private colpite  dal  terremoto del 13 e  16  dicembre
  1990 , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  376  Iniziative per il mantenimento dell'attuale struttura
  organizzativa del Genio civile in Sicilia , dell'onorevole Fiorenza
  ed altri;

   numero  380   Interventi  in favore del mantenimento  dei  diritti
  economici  degli appartenenti alle Forze dell'ordine della  Polizia
  di Stato , dell'onorevole Caputo;

   numero  390   Interventi a sostegno dell'assegnazione all'Istituto
  sperimentale  zootecnico per la Sicilia della Società  dell'azienda
  agricola  Suvignano  s.r.l. confiscata  al  boss  di  Cosa  nostra'
  Francesco Piazza , dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  395   Iniziative  per contrastare  la  crisi  economica  e
  sociale della Regione , dell'onorevole Lupo ed altri;

   numero  396  Assegnazione al Comune di Monreale (PA) dell'immobile
  ex  poligono  di  tiro  di  proprietà dello Stato ,  dell'onorevole
  Caputo ed altri;

   numero   405    Iniziative  a  livello  centrale  affinché   venga
  riconosciuto  l'esercizio del diritto allo  sciopero  al  personale
  appartenente  ai  ruoli  della Polizia  di  Stato ,  dell'onorevole
  Caputo ed altri;

   numero  406   Attivazione di progetti di educazione a  difesa  dei
  bambini in tenera età , degli onorevoli Vinciullo e Oddo;

   numero  408   Attivazione della misura 215 del  PSR  2007-2013  in
  favore   delle  aziende  agricole  e  zootecniche  della  Regione ,
  dell'onorevole Vinciullo;

   numero  410   Modifiche  al  nuovo  assetto  delle  Soprintendenze
  siciliane , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  411   Misure per contrastare la progressiva e ineluttabile
  crisi della pesca', dell'onorevole Vinciullo;

   numero  412   Misure  a  tutela  della  privacy  degli  utenti  di
  Facebook , degli onorevoli Vinciullo e Pogliese;

   numero  414   Nomina dei presidenti degli UREGA delle province  di
  Siracusa e Ragusa , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  419  Apertura dell'ufficio polifunzionale provinciale  del
  '118' in provincia di Siracusa , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  420   Opportunità  di dotare la postazione  del  '118'  di
  Ortigia   (SR)   di  apposita  automedicalizzata ,   dell'onorevole
  Vinciullo;

   numero  425   Interventi  urgenti per il potenziamento strutturale
  ed  organico  dell'ospedale di Corleone (PA) a tutela  del  diritto
  alla   salute   dei   cittadini   del   comprensorio   corleonese ,
  dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  426  Misure atte a contenere il propagarsi del diabete  in
  Sicilia , dell'onorevole Vinciullo;

   numero 427  Iniziative a livello comunitario per la regimentazione
  delle   acque  intorno  alle  isole  Pelagie ,  dell'onorevole   Di
  Benedetto ed altri;

   numero 428  Interventi urgenti per garantire il sostegno a Valeria
  Grasso  imprenditrice  vittima  di 'Cosa  nostra' ,  dell'onorevole
  Caputo;

   numero  430  Interventi urgenti per la variazione territoriale  di
  rettifica  dei  confini tra i Comuni di Trabia e  Termini   Imerese
  (PA) , dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  431  Interventi urgenti per la  crisi del mercato agricolo
  e   olivicolo  del  territorio  della  Valle  del  Belice  (PA)   e
  Castelvetrano (TP) , dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero 432  Interventi urgenti per il settore agricolo finalizzati
  alla  riduzione  degli oneri previdenziali a carico  delle  aziende
  ricadenti  in  aree  montane  e nelle  regioni  ex  Obiettivo  1  e
  all'azzeramento  delle accise per i carburanti  ad  uso  agricolo ,
  dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  436   Iniziative  a  livello  centrale  a  sostegno  della
   Tecnosistemi s.p.a. , dell'onorevole Cracolici ed altri;

   numero  437   Commissariamento della CRIAS e revoca del  direttore
  facente funzione , dell'onorevole Beninati;

   numero   438   Iniziative  a  sostegno  dell'attività  faunistico-
  venatoria in Sicilia , dell'onorevole Beninati ed altri;

   numero  440   Iniziative  per la revisione  dei  confini  e  della
  regolamentazione  della  riserva  naturale  'Oasi   del   Simeto' ,
  dell'onorevole Mancuso ed altri;

   numero 450  Ritiro dell'avviso pubblico per la concessione in  via
  sperimentale di contributi in favore di organismi del terzo settore
  che  attuano  azioni  di contrasto alle vecchie  e  nuove  povertà.
  Intervento  a  sostegno  dell'occupazione delle  fasce  deboli  del
  mercato del lavoro , dell'onorevole Cracolici ed altri;

   numero  451  Interventi diretti al blocco della maxi spesa  da  12
  milioni  di  euro per il progetto di informatizzazione IRIDE  e  di
  tutti  i  finanziamenti  per  progetti  informatici  affidati  alla
  'Sicilia e-Servizi s.p.a.' , dell'onorevole Caputo;

   numero  452  Modifica dei componenti l'Osservatorio regionale  per
  l'appropriatezza   delle  prestazioni  sanitarie ,   dell'onorevole
  Vinciullo;

   numero   453    Chiarimenti  sul  progetto   di   riorganizzazione
  dell'IRFIS , dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  454   Interventi  per  il potenziamento  dei  collegamenti
  regionali su gomma , dell'onorevole Ferrara;

   numero 455  Iniziative di sostegno ai cristiani in molte parti del
  mondo , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  456  Ingiusta riduzione dell'operatività dell'eliambulanza
  '118'    dell'Azienda   ospedaliera   Cannizzaro    di    Catania ,
  dell'onorevole Vinciullo;

   numero  457   Iniziative a sostegno della  provincia  di  Siracusa
  esclusa  nell'attribuzione del contributo di cui all'art. 6,  comma
  5, della l.r. 5 dicembre 2007, n. 252, dell'onorevole Vinciullo;

   numero   458   Interventi  urgenti  per  fronteggiare   lo   stato
  d'emergenza    per    l'eccezionale   afflusso    di    immigrati ,
  dell'onorevole Ragusa;

   numero  460   Opportune  modifiche  nell'attribuzione  dei   fondi
  previsti   dal  PO  FESR  Sicilia  2001/2013  Obiettivo   operativo
  1.1.4.2. , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  461   Iniziative per impedire l'abbandono  del  territorio
  della   provincia   di  Siracusa  da  parte  di   molte   compagnie
  assicurative , dell'onorevole Vinciullo;

   numero   462    Interventi  a  favore  dei  pazienti  affetti   da
  coagulopatia , degli onorevoli Vinciullo e Pogliese;

   numero  463  Modifica dell'art. 27, comma 6, della l.r. n. 19  del
  2005  per  migliorare  le  linee  di  collegamento  tra  Marsala  e
  l'aeroporto di Trapani-Birgi , dell'onorevole Ruggirello;

   numero  465  Iniziative per rendere operante in Sicilia l'istituto
  del  lavoro  di  pubblica  utilità , degli  onorevoli  Vinciullo  e
  Pogliese;

   numero  468   Iniziative a sostegno del personale  già  dipendente
  della 'Federico II Musei , dell'onorevole Savona;

   numero  472   Azioni  volte  alla  stabilizzazione  del  personale
  precario  degli  enti  locali  e  riguardanti  il  concorso   delle
  autonomie locali al patto di stabilità , dell'onorevole Lentini  ed
  altri;

   numero  474  Misure per consentire il pagamento da parte  di  enti
  pubblici  delle fatture emesse da aziende private in  provincia  di
  Siracusa  , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  475  Modifica del piano di rientro sanitario a favore  del
  personale   ASP   della  provincia  di  Siracusa ,   dell'onorevole
  Vinciullo;

   numero  478   Interventi a sostegno del mantenimento  dei  livelli
  occupazionali   del   personale  del   settore   della   formazione
  professionale.  Costituzione  dell'Agenzia  Unica ,  dell'onorevole
  Caputo ed altri;

   numero  481  Iniziative a sostegno dei comuni siciliani in materia
  di   accoglienza  di  minori  stranieri  non  accompagnati ,  degli
  onorevoli Vinciullo e Pogliese;

   numero  482   Iniziative  a  favore dei lavoratori  della  società
  'Parco  scientifico  e tecnologico della Sicilia  s.c.p.a' ,  degli
  onorevoli Vinciullo e Pogliese;

   numero 483  Riesame delle istanze  presentate con riferimento alla
  Misura   3.3.  'Porti,  luoghi  di  sbarco  e  ripari  di  pesca' ,
  dell'onorevole Vinciullo;

   numero  484  Provvedimenti per porre fine ai disagi in cui versano
  gli  Ispettori  del  lavoro in Sicilia   e  per  avviare  a  rapida
  soluzione la vertenza in corso , dell'onorevole Vinciullo;

   numero 485  Proroga dei termini in materia di assegnazione di aree
  per le zone artigianali , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  486  Interventi urgenti per il rifacimento e la  messa  in
  sicurezza  della strada provinciale Tremonzelli Portella  -  Pero ,
  dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  487   Iniziative in ordine al decreto 20 gennaio   2011  -
  Approvazione  del bando pubblico per l'attivazione della  linea  di
  intervento   3.3.1.4.  del  P.O.  FESR  2007/2013 ,  dell'onorevole
  Ruggirello;

   numero 488  Iniziative per la realizzazione dell'autostrada Ragusa-
  Catania , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  489   Nomina  del  collaudatore  statico  dei  lavori   di
  ristrutturazione  della  Chiesa Madre di Palazzolo  Acreide  (SR) ,
  dell'onorevole Vinciullo;

   numero  490  Interventi urgenti per il rifacimento e la  messa  in
  sicurezza  della  strada provinciale SP Tremonzelli Portella-Pero ,
  dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  491   Interventi urgenti a sostegno delle aree artigianali
  ex SIRAP , dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  492  Interventi a favore dell'istituzione della fondazione
  per Norman Zarcone , dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero 493  Iniziative per contrastare la riduzione del numero dei
  volontari   impegnati   nella  protezione   civile   in   Sicilia ,
  dell'onorevole Vinciullo;

   numero   494   Restauro  della  Chiesa  Madre  di  Lentini  (SR) ,
  dell'onorevole Vinciullo;

   numero   495   Approvazione  del  piano  generale  degli  impianti
  pubblicitari nei comuni siciliani , dell'onorevole Apprendi;

   numero 496  Interventi urgenti a favore dei trasporti in Sicilia ,
  dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  497   Riconversione dell'ex ospedale Regina Margherita  di
  Messina in  Cittadella della cultura' , dell'onorevole Ardizzone ed
  altri;

   numero  498   Iniziative a livello centrale per  la  tutela  delle
  televisioni locali , dell'onorevole Vinciullo;

   numero 499  Pagamento degli arretrati e rinnovo del contratto  per
  i lavoratori agro-forestali , dell'onorevole Vinciullo;

   numero  500   Iniziative legislative per consentire l'abbattimento
  selettivo della fauna selvatica dei  suidi' , degli onorevoli Aricò
  e Caputo;

   numero  501  Interventi urgenti per la strutturazione dei  servizi
  collaterali  delle  riserve  naturali  della  Regione  siciliana  -
  progetto PTTA 85 ,  dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero   502    Approvazione  del  piano   regionale   faunistico-
  venatorio , dell'onorevole Ruggirello;

   numero  503   Istituzione della vicedirigenza nell'Amministrazione
  regionale , dell'onorevole Ruggirello;

   numero  504   Potenziamento degli interventi di soccorso  in  mare
  nell'arcipelago delle isole Egadi ,  dell'onorevole Ruggirello;

   numero   505    Iniziative   a   tutela   della   trasparenza    e
  dell'imparzialità del Servizio sanitario regionale , dell'onorevole
  Forzese ed altri;

   numero  506   Interventi  per istituire la  festa  del  Santissimo
  Crocifisso  di Monreale (PA) , dell'onorevole Caputo;

   numero  507   Destinazione delle risorse di  cui  al  capitolo  n.
  100328   per   la   costruzione  dell'ospedale  'Dono   di   Dio' ,
  dell'onorevole Lupo;

   numero  508   Iniziative  per eliminare le presunte  illegittimità
  registratesi  nell'avvicendamento tra  S.I.S.E.  e  S.E.U.S.  nella
  gestione del '118' , dell'onorevole Forzese ed altri;

   numero  509  Ripristino del buono sociale , dell'onorevole Nicotra
  ed altri;

   numero  510  Stabilizzazione del personale ASU e PUC delle aziende
  ospedaliere policlinici universitari ,  dell'onorevole  Lentini  ed
  altri;

   numero  511   Capillare distribuzione dei buoni per l'acquisto  di
  prodotti senza glutine , dell'onorevole Nicotra ed altri;

   numero 512  Interventi per l'annessione della frazione Portella di
  Mare  al  territorio del Comune di Villabate (PA) ,  dell'onorevole
  Caputo ed altri;

   numero 513  Interventi urgenti per provvedere al pagamento   degli
  oneri  di   straordinario   prestato dai  Vigili  del  Fuoco  nelle
  operazioni  di  soccorso  a Giampilieri e Scaletta  Zanclea   (ME),
  dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  514   Pagamento delle retribuzioni arretrate al  personale
  del  centro  socio-assistenziale  Sciacca-Baratta' di Patti  (ME) ,
  dell'onorevole Corona ed altri;

   numero   515    Interventi   per  il  risanamento   di   Messina ,
  dell'onorevole Beninati ed altri;

   numero  516   Risorse a favore delle scuole di servizio  sociale ,
  dell'onorevole Giuffrida;

   numero   517    Iniziative  in  ordine  al  Consorzio   autostrade
  siciliane , dell'onorevole Panarello ed altri;

   numero  518   Interventi  a  sostegno  dei  lavoratori  GESIP  per
  garantire i livelli occupazionali e il pagamento delle retribuzioni
  e l'erogazione dei servizi , dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  519  Iniziative per la revoca dei provvedimenti di  nomina
  dei  commissari  adottati dall'ARRA per la consegna degli  impianti
  idrici , degli onorevoli Panepinto e Apprendi;

   numero  520  Applicazione delle garanzie previste per i lavoratori
  della   formazione  professionale  ai  lavoratori  degli  sportelli
  multifunzionali , dell'onorevole Lentini;

   numero  521   Stipula di convenzione con l'INPS per la  disciplina
  delle  funzioni  di  accertamento  dell'invalidità  civile ,  degli
  onorevoli Panepinto e Apprendi;

   numero  522  Pronta efficacia degli interventi previsti nei  piani
  di zona , dell'onorevole Panepinto;

   numero  523  Rivalutazione e adeguamento delle rette e conseguente
  erogazione   delle   anticipazioni   trimestrali   ai   centri   di
  riabilitazione , dell'onorevole Giuffrida;

   numero  524   Iniziative in materia di formazione  professionale ,
  degli onorevoli Vinciullo e Pogliese;

   numero 525  Iniziative a livello centrale per impedire il rilascio
  di  nuove autorizzazioni per ricerche ed estrazioni petrolifere  al
  largo della Regione , dell'onorevole Marrocco ed altri;

   numero  526  Iniziative urgenti al fine di garantire il  pagamento
  delle competenze per il 2009-2010 relativamente agli interventi per
  la frana di Giampilieri (ME) , dell'onorevole Apprendi:

   numero  527   Costituzione  di  una  Commissione  parlamentare  di
  indagine  sull'utilizzo dei finanziamenti e sulla  attività  svolta
  dalle  istituzioni  di  cui  alla ex tabella  H ,  degli  onorevoli
  Barbagallo, Termine, Panepinto ed altri;

   numero  528  Contributi ai Consorzi di Comuni per la gestione  dei
  beni   confiscati  alla  criminalità  organizzata ,  dell'onorevole
  Caputo ed altri;

   numero  529   Interventi a sostegno del mantenimento  dei  livelli
  occupazionali   del   personale  del   settore   della   formazione
  professionale di cui alla legge regionale n. 24 del 1976  -  Nomina
  di  un funzionario delegato per l'erogazione delle retribuzioni  ai
  singoli lavoratori , dell'onorevole Caputo ed altri;

   numero  530   Opportune iniziative allo scopo di  provvedere  alla
  risoluzione  dei problemi relativi al riconoscimento e all'utilizzo
  del  titolo  di diploma di Stato di post qualifica di  tecnico  dei
  servizi sociali , dell'onorevole Di Benedetto ed altri;

   numero  531   Interventi allo scopo di conoscere gli incarichi  di
  consulenza  e  collaborazione conferiti in seno all'Amministrazione
  regionale , degli onorevoli Di Benedetto Galvagno ed altri;

   numero 532  Regimentazione delle acque intorno alle isole Pelagie
  degli onorevoli Di Benedetto, Galvagno ed altri;

   numero 533  Apertura di uno stabilimento della GE.T.S. a Catania ,
  dell'onorevole Pogliese ed altri;

   numero  534   Iniziativa  a sostegno del personale  della  Società
  Dussmann , dell'onorevole Pogliese ed altri;

   numero  535   Iniziative  sulla  quantificazione  dei  canoni   di
  concessione   delle   aree  demaniali  marittime ,   dell'onorevole
  Marrocco ed altri;

   numero  536  Iniziative a sostegno del personale dell'ESA ,  degli
  onorevoli Aricò e Lo Giudice;

   numero  537   Iniziative  per impedire il pagamento  del  pedaggio
  nelle autostrade siciliane , dell'onorevole Apprendi;

   numero  538   Iniziative  per l'ATM di Messina ,  degli  onorevoli
  Leontini ed altri;

   numero    539    Garanzia  per  il  personale   della   formazione
  professionale , dell'onorevole Lentini ed altri;

   numero  540   Sostegno ad associazioni regionali ,  dell'onorevole
  Savona;

   numero  541  Sostegno alle isole di Lampedusa e Pantelleria  e  al
  comune di Mineo (CT) , dell'onorevole Savona;

   numero   542    Risorse   per   i   poliambulatori   accreditati ,
  dell'onorevole Savona;

   numero  543   Iniziative in materia di formazione  professionale ,
  degli onorevoli Dina, Lupo, Gucciardi, Cracolici ed altri;

   numero 544  Iniziative in ordine al trasferimento di risorse  agli
  enti locali , dell'onorevole Dina ed altri;

   numero  545   Rimodulazione del piano di sviluppo  rurale  Sicilia
  (PSR), convocazione della Conferenza regionale degli Stati generali
  dell'agricoltura , dell'onorevole Bufardeci ed altri;

   numero  546    Iniziative  a favore dell'ingresso  nel  mondo  del
  lavoro  di alcune categorie svantaggiate , degli onorevoli Caronia,
  Dina ed altri;

   numero  547   Impiego  dei  lavoratori  Gesip  della  Multiservizi
  s.p.a. , dell'onorevole Caronia ed altri;

   numero  548   Interventi urgenti mirati a rilanciare l'immagine  e
  l'economia  dei  comuni di Lampedusa, Pantelleria  e  Mineo  (CT) ,
  degli onorevoli Cimino, Bufardeci, Incardona e altri ;

   numero  549   Inserimento  dei comuni di  Enna,  Piazza  Armerina,
  Barrafranca e Villarosa nella  Zona franca per la Legalità' , degli
  onorevoli Galvagno e Termine;

   numero 550  Sostegno ai comuni di Lampedusa, Pantelleria, Mineo  e
  Caltanissetta , degli onorevoli Falcone,Vinciullo ed altri;

   numero  551   Iniziative a sostegno del personale dei consorzi  di
  bonifica  che  ha prestato servizio nel triennio 2007-2009 ,  degli
  onorevoli Calanducci, Arena, D'Agostino ed altri;

   numero  552  Conferma della postazione  118' del Comune di Raddusa
  (CT) ,  degli  onorevoli Falcone, Vinciullo, Pogliese,  Buzzanca  e
  Caputo;

   numero  553   Iniziative  atte  allo  sviluppo  dell'imprenditoria
  giovanile   e   femminile ,  degli  onorevoli  Pogliese,   Falcone,
  Vinciullo, Buzzanca e Caputo;

   numero   554   Erogazione  degli  aiuti  alle  imprese  ai   sensi
  dell'articolo  37 della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.  32 ,
  dell'onorevole Ruggirello. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  nel  Comune  di Sclafani  Bagni  (PA)  insiste  uno
  stabilimento  termale  le  cui  origini  risalgono  al  1847,   che
  necessita  di interventi di ristrutturazione in quanto  le  attuali
  condizioni strutturali non lo rendono funzionante né accessibile al
  pubblico.  Tant'è vero che lo stabilimento è chiuso da oltre  dieci
  anni;

   considerato  che le proprietà terapeutiche e curative delle  acque
  termali  che provengono dalla sorgente sotto il monte in cui  sorge
  Chiusa  Sclafani sono state accertate, confermate ed avvalorate  da
  esperti del settore geologico, idrogeologico e farmaceutico;

   ritenuto che:

   la  struttura  è  unica nel territorio madonita e rappresenterebbe
  un'attrazione  turistica,  stante anche la  splendida  collocazione
  paesaggistica in cui è inserita;

   la  riapertura delle terme rappresenterebbe anche un'occasione  di
  sviluppo economico e sociale del comprensorio,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire per la ristrutturazione e per la riapertura  dello
  stabilimento  delle Terme di Sclafani Bagni affinché  il  complesso
  termale diventi la struttura apprezzata ed efficiente di un tempo».
  (362)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  il fiume Belice, un fiume lungo 107 chilometri  (il
  terzo della Regione siciliana), con un bacino idrografico di 964 km
  quadrati,  attraversa  il  territorio  di  tre  province:  Trapani,
  Agrigento e Palermo, risentendo del regime tipico dei corsi d'acqua
  siciliani, ovvero torrentizio, con magre quasi totali in estate,  e
  che invece spesso registra grosse piene in autunno e inverno;

   considerato che:

   la  mancanza di una programmata ed adeguata manutenzione del fiume
  - che dagli anni '80 lungo il suo percorso attraversa anche la diga
  Garda - da oltre 20 anni (ramo sinistro e confluenza) e addirittura
  40  anni (ramo destro), ha comportato che l'alveo risultasse  ormai
  ostruito  da materiale detritico, proveniente dai valloni affluenti
  e  dalla  folta vegetazione spontanea che ne ha invaso il letto,  e
  che,  in  particolar  modo dal 2002 in poi,  essendo  aumentata  la
  piovosità, il corso d'acqua del fiume Belice è andato in crisi, non
  essendo  la  sua  sezione  sufficiente a poter  recepire  le  acque
  meteoriche  provenienti dai vari torrenti e le acque svasate  dalla
  diga in questione;

   per  tali motivazioni, dal 2002 ad oggi, nel territorio dei Comuni
  di  Poggioreale  (TP), ove appunto avviene la  confluenza  dei  due
  rami, si sono verificate diverse esondazioni, con gravi danni per i
  territori e per le colture ivi praticate, e che analoghe situazioni
  si sono verificate anche nei territori delle province di Palermo  e
  di  Agrigento, dove si è ultimamente registrato l'allagamento delle
  terme  di  Acqua  Pia  di Montevago, dell'area attrezzata  e  della
  stessa sorgente delle acque fino ad un livello di oltre due metri;

   considerato   altresì  che  nel  2005,  a  seguito  di   richiesta
  dell'Amministrazione comunale di Poggioreale, venne  dichiarato  lo
  stato di calamità naturale;

   considerato ancora che:

   nessun  intervento radicale risulta mai essere  stato  adottato  e
  realizzato  e  che,  da  quelle date ad oggi,  é  stato  unicamente
  effettuato  qualche intervento di somma urgenza per la manutenzione
  e  pulizia  di  piccoli  tratti del fiume,  mentre  innumerevoli  e
  frequenti  sono  state  le  segnalazioni,  denunce,  richieste   di
  interventi,  dirette  a  quanti  ne  avessero  competenza  a  poter
  intervenire  per  mettere  in cantiere un programma  di  interventi
  volto  all'effettiva  mitigazione  del  rischio  che,  non  solo  i
  territori, ma anche le popolazioni che lo abitano, affrontano  ogni
  volta che il fenomeno delle esondazioni si ripresenta;

   nello scorso inverno 2009/2010, a seguito dell'eccezionalità delle
  piogge,  il  fenomeno di esondazione si è ripetuto più  volte,  con
  notevoli  ed irreparabili danni per le colture, così che,  anche  a
  seguito  delle  numerose  segnalazioni  pervenute  da  parte  degli
  agricoltori, l'Amministrazione comunale di Poggioreale ha richiesto
  alla Regione siciliana lo stato di calamità naturale (vedi delibera
  di Giunta municipale n. 18 del 5 marzo 2010);

   vista   la   grave  situazione  nella  quale  versano  le   strade
  provinciali  (in  particolare la SP 27 e la SP  30),  con  delicati
  risvolti  sotto  il  profilo della sicurezza, costituendo  'via  di
  fuga' in caso di gravi calamità naturali;

   al  fine  di  poter  definitivamente  rimuovere  ed  eliminare  la
  situazione  di  grave  incombente  pericolo  e  continua   minaccia
  creatasi,  nonché  i rischi di calamità ricorrenti  a  causa  delle
  mutate condizioni climatiche, occorre individuare modalità e  mezzi
  che  consentano di eseguire urgentemente interventi  di  pulizia  e
  risagomatura  lungo il tratto del fiume Belice  che  interessa,  in
  particolar modo, il territorio del comune di Poggioreale  ma  anche
  quelli  di  Salaparuta, Partanna e Castelvetrano  in  provincia  di
  Trapani,  Montevago  e  Santa Margherita  Belice  in  provincia  di
  Agrigento, Contessa Entellina, Roccamena e Monreale in provincia di
  Palermo,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  urgentemente al fine di ripristinare  le  normali
  condizioni   di   percorribilità  per  le  strade  provinciali   di
  riferimento per tale territorio». (364)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  decreto del dirigente generale n. 1884/35 dell'ex Assessorato
  regionale  Cooperazione, commercio, artigianato e  pesca,  è  stata
  approvata  la  graduatoria delle istanze ammesse, presentate  dalle
  amministrazioni  comunali,  riguardanti  gli  interventi  di  nuova
  realizzazione e/o completamenti e riqualificazione e centri servizi
  nelle aree artigianali;

   con il predetto D.D.G. i progetti ammessi a finanziamento sono  56
  per   un  fabbisogno  finanziario  complessivo  di  140.809.528,16.
  Attualmente  la copertura finanziaria complessiva per finanziare  i
  progetti  inseriti  nella  sopra  citata  graduatoria  è  di   euro
  115.648.775,00, resa disponibile da fondi regionali  (11.000.000,00
  euro)  e  dalle  delibere  di Giunta  regionale  n.  83  e  n.  66,
  rispettivamente  del 6 marzo 2009 e del 18 marzo  2010,  che  hanno
  concesso la possibilità di utilizzare tutti i fondi previsti nel PO
  Fesr  2007/2013 linea d'intervento 5.1.2.2 e 5.1.2.3  categoria  78
  (104.648.775,00 euro);

   preso  atto che, con la dotazione finanziaria attuale, sono  stati
  finanziati n. 46 progetti e che per poter finanziare i restanti  10
  interventi  inseriti  nella graduatoria di  cui  sopra  necessitano
  25.160.753,16 euro;

   tenuto conto che:

   l'applicazione di quanto stabilito dalle sopra citate delibere  di
  Giunta n. 83 e n. 66 non permette il finanziamento di 10 interventi
  ritenuti ammissibili e finanziabili dal Dipartimento delle Attività
  produttive,   causando   quindi  un  danno   rilevante   a   quelle
  amministrazioni comunali che speravano in tali finanziamenti per il
  rilancio delle proprie aree artigianali;

   le  uniche  graduatorie attive sono quelle de quibus e che  non  è
  pensabile  che  possano  essere attivate  e  rese  operative  altre
  graduatorie  che sarebbero suscettibili di ricorso da  parte  degli
  enti locali già in graduatoria;

   considerato che:

   le linee d'intervento 5.1.2.1 - 5.1.2.2 (linee accorpate), 5.1.2.3
  e  5.1.2.5  del  P.O. Fesr 2007/2013 prevedono aiuti  alle  imprese
  artigianali  insediate  in aree PIP per un importo  di  circa  euro
  30.000.000,00,  che,  a quanto è dato sapere,  non  possono  essere
  impegnate  interamente in quanto, a seguito  del  bando  pubblicato
  nella  Gazzetta  Ufficiale della Regione siciliana  n.  66  del  31
  dicembre  2009, sono pervenute soltanto due istanze  per  circa  un
  milione di euro e che di conseguenza si rischia di restituire  alla
  Comunità europea le somme non utilizzate;

   invece, nella linea d'intervento 5.1.2.2. (completamento) e  nella
  linea  d'intervento 5.1.2.3. (nuovi investimenti) vi sono  numerosi
  progetti  di  comuni  quali, ad esempio, Augusta,  Melilli,  Piazza
  Armerina,   Caltagirone,  Ucria,  Basicò  ed  altri   ancora,   che
  potrebbero essere finanziati;

   inoltre,  si  fa  presente che tutte le linee  d'intervento  sopra
  citate  fanno parte dell'obiettivo operativo 5.1.2, che prevede  la
  realizzazione e lo sviluppo delle aree artigianali ed industriali,

                   impegna il Governo della Regione

   qualora   i   fondi  previsti  non  potessero  essere   utilizzati
  nell'ambito  della linea P.O. 5.1.2.1., ad utilizzarli  nell'ambito
  delle linee P.O. 5.1.2.2. e P.O. 5.1.2.3.». (366)

   (per     i     testi    degli    ordini    del    giorno,     vedi
  www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/ordinidelgiorno )

   Dichiaro improponibile l'ordine del giorno numero 388.
   Il  Governo ha accolto come raccomandazione tutti gli altri ordini
  del giorno.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sugli ordini del giorno a mia firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che si sia
  avviata   una  fase  nuova  da  stasera,  e  lo  dico  in   maniera
  ottimistica.  Pongo  molta attenzione agli  ordini  del  giorno  e,
  proprio  per dare la possibilità di pronunciarsi, se c'è  l'accordo
  dell'Aula, d'intesa con il Governo, su alcuni ordini del  giorno  -
  lo  so  che  è  irrituale, signor Segretario  generale  -,  se  c'è
  l'accordo  unanime,  si stabilisce che, in una settimana,  d'intesa
  con  gli  assessori  che possono vedere  i vari ordini  del  giorno
  perché  tutto  il  lavoro fatto va perso,  se  c'è  una  intesa  di
  carattere generale, diamo significato anche a quello che facciamo.
   Sono  stai  accettati come raccomandazione ed io ho  lavorato  sui
  miei ordini del giorno.
   Poi, mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. La Presidenza ritiene di dovere richiamare la  lettera
  dello spirito del Regolamento interno circa le corrette modalità di
  presentazione di svolgimento degli ordini del giorno e ciò vale  da
  questa seduta in poi, visto che apriamo una fase nuova.
   Pertanto,  contrariamente alla prassi finora invalsa, a norma  del
  combinato  disposto   degli  articoli 124  e  125  del  Regolamento
  interno ARS, eventuali ordini del giorno concernenti la materia  in
  discussione  potranno  da ora in poi essere depositati  e  ricevuti
  dagli  Uffici  esclusivamente a condizione  che,  nella  seduta  di
  riferimento, l'Assemblea tratti materia attinente all'oggetto   dei
  citati atti di indirizzo politico.
   Quanto  precede, all'evidenza, per evitare surrettizi  aggiramenti
  della  normativa regolamentare in materia della presentazione delle
  mozioni,  le  quali,  come è noto, a differenza  degli  ordini  del
  giorno,  necessitano del prescritto quorum di firme, sono  atti  di
  indirizzo  politico  autonomi e, dunque, il loro  iter  procedurale
  prescinde dall'attinenza con gli argomenti iscritti all'ordine  del
  giorno di ciascuna seduta d'Aula.

   Così rimane stabilito.

   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
   630-630bis-630ter 630quater/A

   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013»
                  (630-630 bis-630 ter-630 quater/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno  di  legge  «Bilancio  di  previsione  della  Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
  triennio 2011-2013» (630-630 bis-630 ter-630 quater/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Ammatuna,   Apprendi,  Ardizzone,   Arena,   Aricò,
  Barbagallo,  Bonomo,  Calanducci, Cappadona,  Colianni,  Cracolici,
  Cristaudo,  D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di  Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza,  Forzese,
  Galvagno,  Gennuso, Gentile, Giuffrida, Greco, Gucciardi,  Laccoto,
  Leanza  Nicola,  Lentini,  Lo Giudice, Lupo,  Marinello,  Marinese,
  Marrocco,  Marziano, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,  Panepinto,
  Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello,  Savona,
  Speziale, Termine.

   Votano no: Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caputo,
  Cascio   Salvatore,  Cimino,  Cordaro,  Corona,  Falcone,  Formica,
  Leontini,  Maira,  Mancuso, Pogliese, Scilla,  Scoma,  Torregrossa,
  Vinciullo.

   Assenti:  Adamo,  Caronia, Catalano, Currenti, D'Asero,  De  Luca,
  Dina,   Donegani,  Incardona,  Leanza  Edoardo,  Limoli,  Lombardo,
  Mattarella, Minardo, Mineo, Scammacca, Vitrano.

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

        Presenti           73
        Votanti            72
        Maggioranza   37
        Favorevoli       52
        Contrari           20

                         (L'Assemblea approva)

     Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  10  maggio
  2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione della proposta di modifica dell'art. 153 del
  Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. III)

  III   -Svolgimento,  ai  sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
   Regolamento  interno, di interrogazioni e di interpellanza  della
   Rubrica  Famiglia, politiche sociali, lavoro .

                   La seduta è tolta alle ore 23.16

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli