Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA Edoardo, segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 248 e 249 del 29 aprile 2011 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Sull'ordine dei lavori
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per una ragione che credo sia utile chiarire anche per
quanto riguarda la modalità dei lavori, ritrovandoci ormai alle ore
12.00 di giorno 30 aprile.
Noi stiamo lavorando su un testo che è già emendato dal Gov. 1,
che ha tutta una serie di emendamenti; stiamo lavorando
all'articolo 8, è stato sospeso l'esame dell'articolo 1, sono stati
approvati gli articoli dal 2 al 7 e siamo, ripeto, all'articolo 8
del testo, definiamolo così, originario. A questo è stato
presentato un grosso faldone, una voluminosa documentazione
costituita dall'emendamento GOV 1, cui sono stati presentati
ulteriori emendamenti ai quali, da ultimo, sono stati consegnati,
pochi istanti fa, emendamenti aggiuntivi, dei fuori sacco
aggiuntivi del Governo e si sta lavorando per modificare
ulteriormente il testo del GOV 1, con un testo che viene riferito
essere un librone che prevede tantissime materie, tantissime
riforme, epocali riforme
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di prendere posto e di
dare la possibilità all'onorevole Bufardeci di parlare e di essere
anche ascoltato dalla Presidenza, oltre che da voi.
BUFARDECI. Dicevo Presidente, che un altro faldone dovrebbe
arrivare; un altro faldone che comporta - evidentemente, per
l'importanza dello stesso, al di là del fatto che siamo a poche
ore, ribadisco, dalla fine di questo giorno -, che impone due
riflessioni.
La prima di carattere tecnico procedurale. Occorre il tempo per
esaminare tutte queste cose. Un tempo che credo sia assolutamente
incompatibile con la data del 30 di aprile, un tempo che dovrebbe
essere utile per potere almeno leggere, non dico per potere
ulteriormente approfondire e subemendare e tentare di migliorare
quello che non è migliorabile, atteso che parliamo, l'onorevole
Leontini qualche giorno fa parlò della Treccani, qui non so a che
cosa siamo arrivati Non so cosa ci può essere oltre la Treccani.
E se questa è la considerazione di carattere procedurale per la
quale, presidente Cascio, noi chiediamo, quindi, un tempo utile per
fare chiarezza sulla documentazione che dovremmo esaminare, non so
con quale pretesa, dopo giorni e settimane che non si è fatto
nulla, si possa farlo tra le ore 12 del mattino del 30 aprile e
completarlo, non so, entro la mezzanotte di oggi, in meno di 12
ore
La seconda considerazione è quella di contenuto. Questo bilancio -
è inutile che lo nascondiamo -, perché questa voce circola in
maniera molto seria e, purtroppo, anche in maniera molto veritiera,
ha ancora un grande nodo che, al di là della sua approvazione,
siamo ancora al voto finale da rendere nelle prossime ore
eventualmente, trova un grande problema per quanto riguarda i 600
milioni della sanità, con tutti i problemi che sono conseguenti e
con tutti i rischi che ciò comporta.
Io direi al Governo, direi a quest'Aula che piuttosto che perdersi
attorno alle migliaia di pagine di emendamenti che sono già al
nostro esame, ai quali fra non molto si aggiungeranno altre
centinaia di pagine sul nuovo emendamento che scatenerà,
ovviamente, almeno la riproposizione degli stessi emendamenti al
nuovo testo, essendo quello vecchio superato, di fatto, da questa
nuova elaborazione notturna e che ancora non è stata consegnata a
quest'Aula, di soffermarsi invece su come possa essere possibile
superare la vicenda all'interno della grande questione sanitaria
dei 600 milioni.
Chiedo dunque di fermarci facendo la finanziaria più snella del
mondo, soltanto per fare bilanciare i conti dal punto di vista
tecnico con il bilancio e niente altro, dopodiché, eventualmente,
se ci sono questioni di grande rilevanza su cui c'è condivisione, e
per le quali non c'è spesa, e noi ne abbiamo una, signor
Presidente, una in modo particolare, al di là delle nostre
battaglie che cercheremo di fare in questa Aula, per quanto
riguarda il ristoro, per esempio, del caro-carburante' per tutta
una serie di soggetti della nostra vita produttiva, dalla pesca
all'agricoltura, al trasporto. Noi abbiamo al riguardo abbiamo un
emendamento, per esempio, quello che finalmente consacra in questa
Regione, per prima, il principio che, tranne tutto quello che è
espressamente vietato, tutte le attività possono essere avviate con
una semplice comunicazione, facendo così la vera semplificazione
che supera quella che abbiamo tentato di fare fino all'altro
giorno, che comunque postula il principio dell'autorizzazione
preventiva. Quindi superiamo tutto questo.
E allora, se vogliamo fare una cosa seria, senza spesa e che
finalmente attivi le procedure, attivi le spese, attivi i
finanziamenti, sblocchi le centinaia, per non dire migliaia, di
pratiche giacenti nei nostri uffici regionali, lavoriamo su quella,
ma facciamolo, Presidente Cascio tenendo conto, ribadisco, della
mia richiesta di avere il tempo utile per leggere quello che ad
oggi non è stato consegnato o quello che è utile leggere, che è
stato già consegnato, rispetto al Gov.1, e in ogni caso lavorare
perché quel bilancio sul quale pende questo problema dei 600
milioni della sanità, sul piano vero e reale, al di là delle
dichiarazioni di ottimismo e di tranquillità, sia il vero
argomento, piuttosto che perdere tempo con la pretesa di fare in
dodici ore quello che non si è fatto in cinque anni
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la
parola perché lo devo a lei, lo devo all'Assemblea, lo devo ai
siciliani che ci ascoltano.
Questa mattina si è data una rappresentazione mediatica di una
vicenda che ha riguardato la legge di bilancio che, consentitemi di
dire, quanto meno in maniera superficiale, ha raccontato ai
siciliani che con legge di bilancio - ribadisco legge di bilancio'
e non finanziaria' - avremmo stabilizzato 119 persone.
Siccome ci siamo dati un criterio, ci siamo dati una regola, e
sarebbe singolare che fossi io la persona che, in qualche modo,
viene meno a quel patto che si era sottoscritto seppur
informalmente, e formalmente per le comunicazioni che ha dato il
Presidente dell'Assemblea all'Aula, che tutta la materia di
personale, materia urbanistica, eccetera stava fuori da questa
legge finanziaria, sarebbe quanto meno singolare che proprio io
venissi meno a quel patto.
Voglio raccontare, semplicemente e schematicamente, le cose di cui
stiamo parlando perché probabilmente alcuni colleghi potrebbero
essere tratti in inganno.
Io non ho stabilizzato nessuno e non ho presentato alcuna norma
che riguarda la stabilizzazione di nessuno. Ho semplicemente
presentato un emendamento che ha trasferito una posta finanziaria,
che in questo momento era, almeno lo sarà fino al 30 giugno, in
capo all'Amministrazione regionale per trasferirla in capo al
capitolo relativo agli Enti Parco, che sono della Regione, per le
spese del personale. Perché? Perché noi abbiamo approvato una legge
che consentiva, l'abbiamo già approvata, come l'abbiamo fatta per
tutti gli ex articolisti, per capirci, della Regione per essere
stabilizzati, cosa che è avvenuta nel corso dell'anno 2010. Con
quella legge avevamo autorizzato anche a stabilizzare gli stessi
dipendenti degli Enti parco. Quindi c'è una legge vigente; quei
lavoratori degli Enti parco fino ad oggi non si sono potuti
stabilizzare non perché non ci sia la legge, che è vigente, ma
perché nel capitolo dei bilanci degli enti parco non c'è l'entrata
certa che ne consenta il processo di stabilizzazione.
Pertanto, non stiamo facendo nulla se non una norma strettamente
contabile, non autorizzativa. Dico questo perché ognuno legge le
cose come vuole, però, a tutto c'è un limite.
Per rispetto della Presidenza e per quello che lei aveva
annunciato all'Aula, ho ritenuto il dovere morale di dire di cosa
stiamo parlando. E mi dispiace che i giornalisti, capisco che
spesso la tecnicalità è una questione che attiene agli addetti ai
lavori, ma i giornalisti che hanno raccontato, in maniera troppo
semplicistica, un po' alla viva il parroco fanno spesso più danno
di quanto spesso si immaginano.
Ripeto: non ho presentato norme che stabilizzano, ho semplicemente
garantito un diritto a persone che già lo hanno in forza delle
leggi vigenti in questa Regione.
DE LUCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del
Governo, se possibile chiederei qualche minuto in più perché ieri
non ho avuto la possibilità di partecipare al dibattito sulla
discussione generale, anzi mi complimento con lei che in quattro
ore è riuscito a far fare all'Aula quello che in quattro giorni non
si era potuto fare.
Lei veramente, lo dico in senso positivo, non è assolutamente
Armao-Mandrake, lei si è dimostrato Mandrake E' stato bravissimo,
un colpo di magia, in quattro ore ha fatto quello che non si è
riusciti a fare in quattro giorni. Le faccio i miei complimenti.
Premesso questo, volevo esprimere la mia solidarietà - se
l'Assessore ombra al bilancio, onorevole Cracolici, la smette di
parlare -, ai giornalisti che ci ascoltano perché attaccati
dall'onorevole Cracolici, dall'Assessore ombra al bilancio, colui
che conosce tutte le norme del bilancio, che non è il nostro
assessore Armao che fa da scudo e scudiero e quindi si prende i
nostri fulmini, ma quello che ha realmente il cordone della borsa,
l'assessore ombra Cracolici Egli si è lamentato - effettivamente
non è ombra perché il fisico ce l'ha, e appare quindi abbastanza
bene -, ha attaccato i giornalisti i quali hanno semplicemente
detto una verità, anzi a me è stato insegnato nel 2006, onorevole
Cracolici, meglio dieci norme tecniche, questo è stato uno dei
consigli che mi diede allora il Presidente della Commissione,
onorevole Savona: meglio dieci norme tecniche che non cento norme
di spesa .
Onorevole Savona, lei aveva ragione, l'onorevole Cracolici ha
fatto una bella stabilizzazione mascherata, ora è stato preso con
le mani nella marmellata e cerca di giustificarsi perché di quelle
operazioni ne avremmo potute fare tante. Complimenti Assessore
ombra Effettivamente, assessore Armao, la sta superando, stia
attento alla sua poltrona.
Signor Presidente, purtroppo, dobbiamo ribadire che questo
Governo, non si offenda nessuno, si sta contraddistinguendo per
l'ennesima volta come un Governo che sotto il profilo dei conti
pubblici è un Governo di falsari. Ieri avete chiuso un bilancio che
si regge sul nulla, da questa notte state preparando un'ulteriore
modifica, sarà la quarta, la quinta di un maxi emendamento che darà
il colpo di grazia alle casse regionali e probabilmente ci saranno
tante norme tecniche alla Cracolici, anzi già ce ne sono tante.
Questa notte ho cercato di fare una ricerca normativa, presidente
Savona, ma sono impazzito. Ho due faldoni di ricerca normativa, ma
questa mattina ho avuto la lieta novella, non ho dormito per
studiare tutti i riferimenti normativi e mi hanno detto che questa
notte all'una si è definito il 70% già dell'ulteriore modifica del
maxi emendamento che è stato fatto circolare in questi giorni.
Ma, signori miei e Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo a lei,
che mi ha messo un bavaglio istituzionale e non mi ha consentito di
poter andare avanti e scovare nel merito punto per punto questi
signori, lei che mi ha messo il bavaglio istituzionale; allora,
signori miei, scusatemi, rispetto a questo desidero sapere come ci
si vuole comportare. Perché se in quest'Aula come pare arriverà un
ulteriore maxi emendamento sostitutivo di quello già esistente, lei
non ci vuole dare neanche tre, quattro ore per cercare di leggere
questo libro dei sogni, ma che non bastano, perché solo per
verificare, signor Presidente, le nefandezze che ha previsto
l'Assessore ombra' per recuperare risorse mascherate perché è
stata prevista per l'ennesima volta la svendita degli immobili di
tutte le società, enti, ma nessuno ha previsto tutti quei debiti
che erano frutto dell'analisi dell'articolo 14 della finanziaria
scorsa dove vanno a finire?
Assessore ombra quei debiti dove vanno a finire? Visto che avete
previsto la vendita di tutti gli immobili, gli IACP, non so che
cosa avete previsto stanotte. E allora avete previsto entrate
fasulle per l'ennesima volta. L'esperienza della valorizzazione
insegna. Ma la cosa grave è che non scrivete dove vanno a finire i
debiti. E non sono di pari importo, sono ancora superiori.
E poi, assessore Armao, mi rivolgo a lei questa volta, perché
questa vicenda l'ha seguita lei, perché è una vicenda blasonata. A
noi risulta che ancora non avete risolto il problema della
copertura del buco della sanità.
Signor Presidente dell'Assemblea, mi rivolgo di nuovo a lei. Ci
sono due aspetti cruciali che vanno affrontati prima tranne che in
quest'Assemblea si voglia fare ulteriore esercitazione.
Desideriamo sapere quale artifizio contabile, quale Mandrake
stanotte ha suggerito qualche altra soluzione per risolvere il
problema del buco della sanità.
Sappiamo che il Commissario dello Stato - è già ormai pubblica la
notizia - ha detto no per l'ennesima volta all'utilizzo dei fondi
FAS per coprire il buco della sanità degli anni 2011, 2012 e 2013.
Ora scopriremo le regolazioni contabili, scopriremo gli
accantonamenti negativi, gli assessori mi guardano sbalorditi. Sono
termini che servono per cercare di continuare a nascondere e fare
il gioco delle tre carte, si dice dalle mie parti. Cioè, se me li
danno, uso i FAS; se non me li danno, qui c'è un accantonamento
negativo fasullo sul quale cerco di far reggere il bilancio.
Ma mi auguro che il Commissario dello Stato faccia giustizia per
l'ennesima volta su questo ragionamento, perché continuando così
questo Governo che doveva fare trasparenza su questo, legalità su
tante altre cose, purtroppo, si conferma la brutta fotocopia dei
governi precedenti. E io le cose le dico per come stanno.
Non posso dare la responsabilità a questo Governo, ma do la
responsabilità di continuare su quella via dei falsari' dei conti
pubblici regionali. E non solo. Ma il colpo di grazia lo state
dando tentando di svendere gli ultimi immobili che appartengono
alle partecipate, senza porvi il problema di dove vanno a finire
tutti quei debiti.
E lei, assessore Armao, aveva anche proposto di sterilizzare il
comma 2, dell'articolo 14, della precedente finanziaria regionale.
Spostare i termini della verifica, lo dico ai colleghi
parlamentari, perché è contenuta nelle settanta norme di rinvio
come modifica di legge.
L'assessore Armao ha proposto di spostare ad ottobre, quindi
ancora dopo la verifica dei conti della situazione finanziaria di
tutto il sistema pubblico regionale allargato, venendo meno ancora
per l'ennesima volta ad una legge che questo Parlamento ha votato e
per la quale l'allora assessore Cimino, contrariato su questo tema,
si è aperto finalmente ad un'operazione di trasparenza che questo
Governo, invece, blocca e continua ad occultare per quanto riguarda
la situazione debitoria.
Signor Presidente, non si può andare avanti più così. Noi notiamo
che, rispetto già all'impianto del bilancio, e abbiamo detto perché
falso e dove, abbiamo parlato ieri dei nove miliardi e
duecentoventi milioni dell'avanzo finanziario utilizzato sempre in
modo fantasioso anche con questo Governo di tecnici per cercare di
far tenere in piedi il bilancio. Oggi, abbiamo tentato anche di
analizzare le norme per come si dovrebbero sistemare alcuni
artifizi. E allora no Questo Parlamento non può continuare a dare
colpi di accetta a quelle che sono le casse regionali.
Perché, Presidente della Regione, noi abbiamo già utilizzato in
tempi non sospetti il termine che la politica ha utilizzato, e
state continuando ad utilizzare le casse della Regione come un
bancomat' allo scoperto. Quel termine fa parte di un lancio ben
preciso di Sicilia vera', che ha lanciato quel progetto di
demolire voi, questo sistema, perché voi state demolendo la
Sicilia. E allora questo scempio si deve fermare.
Lo dico anche a lei, Presidente della Regione, che di certi temi,
ne ha fatto una battaglia. Si apra a certi principi, non continui a
proporre finanziarie che sono una schifezza: tutte fotocopie di
quelle precedenti. Come continua a coprire certe nefandezze
rendendosi complice? Lei, magari in alcune storie, non c'entrava
nulla, ma oggi con questo disegno si dimostra essere complice di
certe storie
Ringrazio lei, signor Presidente dell'Assemblea, per questo minuto
in più che mi ha concesso, dicendo che comunque voglio andare
avanti sull'esame dei nostri emendamenti perché spero che questa
finanziaria non si faccia.
Questa è una finanziaria che darà anche un colpo di grazia agli
enti locali, ma su questo poi ci misureremo con l'assessore
ombra', che è stato artefice di un disegno ben preciso e con
l'Assessore in carica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i cinque minuti in più erano
frutto di un accordo con l'onorevole De Luca per consentirgli di
esprimersi sul contenuto della finanziaria perché ancora non aveva
avuto la possibilità di farlo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la prima cosa
che dovremmo cercare di capire è cosa dobbiamo emendare e cosa
dobbiamo discutere.
Al confronto di questo Governo, il principe di Talleyrand rischia
di diventare un esempio di coerenza ed un esempio di stabilità
Cosa deve discutere oggi l'Assemblea? Il maxi emendamento Gov.1?
Gli emendamenti aggiuntivi, quelli fuori sacco? E' sgradevole il
termine fuori sacco', dà proprio l'idea che questa maggioranza
stia saccheggiando la Sicilia. Adesso vi è un altro gruppo di
emendamenti fuori sacco aggiuntivi'.
Vorrei sapere dal Presidente dell'Assemblea, se i parlamentari che
hanno presentato emendamenti nei modi e nelle forme dovuti, e che
sono racchiusi nei Tomi I, II e III, abbiano il diritto di vedere
discussi i propri emendamenti, oppure, si possono discutere solo
gli emendamenti di coloro i quali hanno deciso di saccheggiare la
finanziaria e quindi hanno deciso di saccheggiare la Sicilia
Chiedo al presidente Cascio di essere chiaro, di informare i
deputati e di farci sapere cosa dobbiamo discutere stamattina e
questi emendamenti a quale finanziaria fanno riferimento. Fanno
riferimento alle tre, quattro che abbiamo discusso in Commissione
Bilancio? Fanno riferimento all'emendamento 891/B, i famigerati 59
articoli con centinaia di emendamenti? Fanno riferimento al maxi
emendamento all'891/B che ancora non è giunto in Aula e che è già
stato emendato dai deputati?
Ciò presuppone, Presidente Cascio, che vi sono deputati che già
conoscono questo emendamento. Sicuramente, frutto di trattative
all'altezza di questa Assemblea e in cui si è discusso solo ed
esclusivamente degli interessi della Sicilia e non degli interessi
di chi rappresentava certe situazioni
Per non offrire lo spettacolo indecoroso e vergognoso che ieri
abbiamo offerto alla Sicilia, di un bilancio che è stato approvato
senza che i deputati si rendessero conto di quello che stavano
approvando e su cui chiedo l'attenzione da parte del Commissario
dello Stato, io dal presidente Cascio, tutore della legalità in
questa Assemblea e che vedo molto attento da quando ho iniziato,
chiederei, innanzitutto, di sapere qual è il percorso che
intendiamo seguire, quali i tempi che verranno concessi ai
deputati per potersi pronunziare sulla finanziaria, e quante le ore
che verranno concesse per preparare i sub-emendamenti. Se si potrà
discutere degli emendamenti presentati o se invece come ieri in una
corsa contro il tempo e contro anche la dignità di questo
Parlamento, si è deciso di approvare tutto senza dare la
possibilità ai deputati di controllare.
Io vorrei sottoporre a questa Assemblea degli argomenti che sono
sfuggiti alle trattative segrete e che sono però problemi che
riguardano il destino della Sicilia, ad iniziare dalla edilizia
scolastica che, ancora una volta, non viene presa in considerazione
da questo Governo e che vedrà, di qui a qualche mese, i comuni
chiudere centinaia di scuole nella nostra terra.
Vorrei parlare degli allevatori, caro assessore D'Antrassi, che
ancora una volta non vedono riconosciuti i loro diritti, a partire
da coloro i quali nel 1997 la Regione ha ordinato di abbattere i
capi bovini e che oggi, dopo quattordici anni, a differenza di
quanto è avvenuto nel Burundi, non hanno ottenuto le rimesse dei
capi allora abbattuti.
E' un impegno, l'abbiamo portato in tutte le finanziarie: l'anno
scorso l'Assessore per la salute ne aveva fatto una battaglia,
oggi, l'assessore D'Antrassi, siamo ancora qui a sentirci dire
dagli allevatori che pretendono il pagamento di qualcosa, di un
impegno che la Regione prese nel 1997.
Vogliamo sapere con i canoni irrigui se il Governo regionale,
nonostante la gravissima crisi dell'agricoltura, intende
aumentarli, vorremmo sapere se questa Assemblea vuole riconoscere
ai deputati regionali, ai senatori, ai deputati nazionali, la
seconda, la terza, il triplo incarico remunerato, oppure se su
questo vogliamo tagliare
Ritorno a parlare della violenza alle donne. E io ritengo che
questo Parlamento dovrebbe approvare una legge che le salvaguardi,
poiché ad oggi siamo rimasti l'unica regione ad esserne sprovvista.
Inoltre, volevo riallacciarmi ad un emendamento che avevo proposto
al riguardo, in particolare riferendomi a due donne che sono
rimaste vittime, in seguito ai famosi e tragici eventi di Avola del
1968.
Vede, signor Presidente, ieri sera, allorquando avete letto i miei
emendamenti avete sorriso, io al posto vostro non avrei sorriso,
avrei provato vergogna a sorridere perché ci siamo trovati di
fronte ad un uomo che ha perso la vita per lottare per il movimento
operaio e perché il riscatto del bracciantato agricolo non solo in
Sicilia, ma in tutta Italia, è iniziato quel 3 dicembre del 1968
ad Avola. Quelle donne dopo che per anni sono stati utilizzate
contro la Democrazia Cristiana, contro i governi regionali e
nazionali, oggi, continuano ad non ottenere giustizia e per questo
motivo, signor Presidente, mi appello ancora una volta alla sua
sensibilità per fare in modo che anche queste donne, vittime di un
sistema allora imperante in cui il latifondismo aveva soggiogato
per decenni e per secoli la Sicilia, oggi diventino
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vinciullo, purtroppo devo
interrompere il suo intervento, il tempo a sua disposizione è
scaduto.
Per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori d'Aula odierni,
comunico all'Aula che dopo gli interventi sull'ordine dei lavori,
riprenderemo i nostri lavori dal disegno di legge numero 631/A
(finanziaria) nel testo esitato dalla Commissione Bilancio; il
fascicolo giallo per intenderci, così come avevamo interrotto ieri
pomeriggio, cioè dall'articolo 8, e avevamo accantonato anche
l'articolo 1. Andremo avanti in questo modo.
Per quanto riguarda tutto il resto: di maxi emendamenti, futuri
maxi emendamenti, al momento non c'è nulla, c'è un emendamento del
Governo, il Gov.1, che è stato presentato nei giorni scorsi, che è
stato ripulito' dalla Presidenza, e sul quale, evidentemente, il
Parlamento e il Governo si confronteranno nelle prossime ore, per
decidere se andare avanti anche su quel maxi emendamento o chiudere
la finanziaria, così come potremmo chiuderla, avendo approvato il
fascicolo giallo per intenderci.
Per cui al momento opportuno parleremo di un'eventualità di
sospensione dei nostri lavori d'Aula per analizzare eventuali maxi
emendamenti di riscrittura o quant'altro.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, la ringrazio, sarò molto breve,
approfitto della presenza del Governatore per tentare di sviluppare
un ragionamento che dovrebbe portarci ad assumersi ciascuno le
proprie responsabilità.
In questi giorni abbiamo fatto un lavoro per quanto riguarda il
bilancio, lei, signor Presidente, ha anche sentito il dovere di
contingentare i tempi per consentire l'approvazione del bilancio e
consentire ai siciliani di dotarsi di uno strumento così
importante. Ora è chiaro che, al di là di quello che è facile
prevedere, perché è fin troppo evidente che si sta lavorando ad una
nuova bozza della finanziaria, che sarà riscritta per il 70, l'80,
il 90 per cento, e penso che una nuova bozza riscritta alle 12.27
del 30 di aprile non possa essere oggetto di approfondimento
soltanto in Aula, signor Presidente, è inutile pensare che si possa
continuare così, con un sistema che certamente, mi consenta, signor
Presidente, non è degno di un Parlamento che ha una tradizione così
antica e così prestigiosa.
Noi andremmo avanti navigando a vista, noi probabilmente
licenzieremmo delle norme che nulla hanno a che vedere con gli
interessi dei siciliani, noi cioè faremmo un danno enorme che si
aggiungerebbe alla beffa alla quale stiamo assistendo in questi
anni
Il Governatore, cioè la parte politica di questa squadra di
governo, l'uomo che dovrebbe sentire il bisogno della sintesi, si
faccia carico di un'esigenza importante, cerchiamo di giungere
insieme ad una sintesi, se da quel percorso che anche lei aveva
indicato e al quale aveva fatto riferimento, signor Presidente,
richiamando il Parlamento, noi dobbiamo cercare di portare avanti
gli interessi dei siciliani.
Si sussurra che all'interno di questa nuova riscrittura ci sia di
tutto e di più, in barba a qualunque momento di confronto, in barba
a qualunque momento di incontro. E io penso che i siciliani non
meritino questo. In un momento assai difficile per tutti, per le
categorie produttive, sociali, per la sanità, per l'artigianato,
per il commercio, per gli enti locali, per l'agricoltura, la
Sicilia non merita questo comportamento che devo necessariamente
considerare irresponsabile. Così non si può andare avanti Ciascuno
si assuma la propria responsabilità ed ai massimi livelli
istituzionali: il Presidente dell'Assemblea, il Presidente della
Regione siciliana; si facciano carico di questa responsabilità,
cerchino di dare un indirizzo, un programma. Il Governo cerchi di
darsi un progetto. Mi rendo conto che vi sono esigenze diverse, che
ogni parlamentare tira per la giacca il proprio riferimento in
Giunta o il Governatore o il proprio capogruppo, che all'interno
dei Gruppi della maggioranza vi è certamente chi pesa di più e chi
pesa di meno Ma non possono bastare le giustificazioni addotte
dall'onorevole Cracolici, che viene qui ad esternare.
Noi non siamo interessati a quelle notizie giornalistiche. Noi
guardiamo alla sostanza, onorevole Cracolici, poi il tempo sarà
galantuomo. Il tempo chiarirà se vi sono derive clientelari o no,
ma qui, oggi, bisogna affrontare la sostanza; bisogna fare in modo
che la Regione siciliana e i siciliani abbiano uno strumento
importante come la finanziaria che sia di livello, che tenga conto,
come voi avete annunciato, dell'esigenza di rigore, ma che dia ai
siciliani pochi elementi certi che consentano di potere ripartire.
Allora, fermiamoci, ancora una volta, un attimo. Lo faccia il
Presidente della Regione: cerchi di trovare quel momento di
sintesi, senza il quale noi non potremo raggiungere il traguardo.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor presidente, onorevoli colleghi, ho due ricordi;
uno è della mia infanzia e lo voglio consegnare all'onorevole
Cracolici e all'assessore Armao. Mi diceva mio nonno, quando ancora
ero piccolo che la migliore parola è quella che non si dice .
L'altro ricordo è nelle parole del segretario provinciale del
Partito Democratico che oggi ha commemorato Pio La Torre: ci ha
lasciato un patrimonio di valori civili e morali che oggi sembrano
smarriti e di cui c'è, invece, tanto bisogno .
Nel ricordo di queste due cose, io voglio fare la sintesi di
quello che è successo ieri. Nei rapporti parlamentari di
contrapposizione le cose che valgono e che, per quanto ci riguarda,
sono imprescindibili al di là di ognuno come si avvicina alla
politica, sono i rapporti umani. E io ritengo che quello che
qualcuno vuole rompere, in questa azione che ci porta alla
responsabilità di votare bilancio e finanziaria, è proprio il venir
meno di questi valori richiamati dal segretario provinciale del
Partito Democratico e dei rapporti umani in questa Assemblea. Devo
dire che non sono da meno neanche nei Parlamenti nazionali.
Allora, da quello che era un inizio di percorso che guardava alle
riforme, che guardava agli aspetti forse migliori della nostra
Sicilia, si è passati alle solite imboscate di qualche furbo che
ritiene di essere prevaricatore nei confronti di tutti i
parlamentari
Mi rifaccio, in modo particolare perché non ho molto tempo a
disposizione, a quello che l'onorevole Cracolici - è chiaro che le
parole che ho detto non si rivolgevano direttamente a lui - ha
dichiarato, condannando in un certo senso i giornalisti di fare
cattiva informazione.
Se dovessi scegliere, in via generale, tra l'informazione, quindi
i giornalisti e i politici, ritengo, che la verità sta sempre dalla
parte dei giornalisti e non dei politici, questo vale a livello
generale. Anche in questa occasione, ritengo, che i giornalisti,
correttamente, abbiano riportato le dichiarazioni, virgolettate,
oggi sui giornali e i titoli dei giornali.
Questa storia è una storia chiara. Questa storia l'abbiamo vissuta
lo scorso anno, nella finanziaria 2010 e l'abbiamo vissuta con
l'ostracismo che ho dovuto subire, personalmente, e con insulti via
web di quasi tutti gli impiegati degli enti parco.
Io mi sono assunto una responsabilità che, oggi, è venuta meno. Ha
detto bene l'onorevole Cracolici che esiste una norma che dà la
possibilità di stabilizzare. Le ricordo, onorevole Cracolici, però,
che esiste pure una norma, che il Presidente della Regione,
l'onorevole Lombardo, ha voluto, e che blocca tutte le assunzioni e
le stabilizzazioni, escluse quelle di Sicilia e servizi'. E questo
nella finanziaria di qualche anno fa e, segnatamente, in quella del
2008.
Allora, rispetto a quello che lei ha detto in modo inesatto, io
ritengo che il presidente Lombardo debba non solo richiamare quella
norma, ma fermare questa eventuale definiamola discrasia nei
confronti di migliaia di precari che ancora ci sono nei meandri
dei carrozzoni regionali, e si faccia una norma che dica che non si
può e si ribadisca che non si può stabilizzare nessuno. Queste
trovate, che certamente non fanno bene al Parlamento e neanche ai
rapporti umani, non fanno parte di quelle che sono state le azioni
che abbiamo portato avanti fino a ieri sera.
Mi dispiace - e concludo - signor Presidente, che la proposta
formalizzata dal nostro Capogruppo alla Presidenza sia stata
stigmatizzata con una dichiarazione che io ritengo molto grave, per
il prosieguo dei nostri lavori. Una dichiarazione che riguarda
segnatamente un articolo della finanziaria nel primo blocco e che
questo Partito, il Popolo della Libertà, siccome ritiene che alle
eventuali dichiarazioni di guerra che si vogliono fare nei
confronti dei territori, sarà baluardo della difesa della
democrazia, noi la difenderemo con tutte le nostre forze
democratiche e parlamentari che abbiamo a disposizione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono altri interventi
sull'ordine dei lavori, ma vorrei capire di quale ordine dei lavori
parliamo. L'ordine dei lavori l'ho già dettato.
MUSOTTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
esprimere una vibrata protesta, da deputato non da capogruppo, di
questo Parlamento nei confronti di questa modalità di gestione, mi
dispiace dirlo, della Presidenza.
Quando si chiede la parola sull'ordine dei lavori, si deve parlare
sull'ordine dei lavori. Qui stiamo facendo discussioni generali,
stiamo parlando - con tanto rispetto - dei nonni, di citazioni,
abbiamo parlato di tutti, dei famosi fatti di Avola del 1968, ma
sull'ordine dei lavori non si parla E' da cinque giorni che siamo
qui a sentire decine e decine di interventi su tutto: su
discussioni generali, su accuse al Governo, su accuse personali, ma
di ordine dei lavori no. E siamo alle 12.38 del 30 aprile
Inviterei la Presidenza a fare parlare sull'ordine dei lavori. Se
i deputati chiedono di parlare sull'ordine dei lavori, devono
parlare sull'ordine dei lavori, altrimenti bisogna togliere loro la
parola, e non cinque minuti per parlare di tutto e di più Non si
può gestire così l'Aula, signor Presidente Non possiamo andare
avanti così. E' da cinque giorni che si va avanti così E' una
tortura che noi subiamo, perché non ci sono argomenti su cui
controbattere o parlare La invito, signor Presidente, a
contingentare i tempi e a fare parlare solo su ciò su cui bisogna
parlare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Musotto, quando sarà Presidente
dell'Assemblea lei modificherà il Regolamento e così avrà la
possibilità di gestire l'Aula meglio di me.
MUSOTTO. Non voglio esserlo, però si può gestire l'aula in maniera
diversa
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
(Scontri verbali tra l'onorevole Musotto e l'onorevole Vinciullo)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.39, è ripresa alle ore 13.02)
La seduta è ripresa.
finanziaria
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione dei disegni di legge Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2011 e
bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013 (630-630 bis-630
ter-630 quater/A) e Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2011. Legge di stabilità regionale (631/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione dei disegni di legge numeri 630-630 bis-630 ter-
630 quater/A Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-
2013 e numero 631/A Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2011. Legge di stabilità regionale .
Si riprende l'esame del disegno di legge n. 631/A (finanziaria).
Ricordo che nella seduta n. 249 del 29 aprile 2011 erano stati
approvati gli articoli da 2 a 7, ed era stato sospeso l'esame
dell'articolo 1.
Si passa all'articolo 8. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Art. 8.
Norme in materia di destinazione ricettivo-alberghiera di
fabbricati
1. All'articolo 3 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3 e
successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 3 è aggiunto il
seguente:
3 bis. Previa autorizzazione delle Amministrazioni competenti,
nelle zone destinate a verde agricolo è consentito il mutamento di
destinazione d'uso dei fabbricati per civile abitazione e/o
costruzioni a servizio dell'agricoltura, quali fabbricati rurali,
depositi agricoli e abitazioni rurali realizzati con regolare
concessione edilizia, a destinazione ricettivo-alberghiera così
come definita dall'articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 27 e successive modifiche ed integrazioni, e di ristorazione ove
sia verificata la compatibilità ambientale della nuova destinazione
ed il rispetto di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie nonché
di sicurezza. Nelle zone agricole è ammessa l'autorizzazione
all'esercizio stagionale, primaverile ed estivo della attività di
ristorazione anche in manufatti destinati a civile abitazione nel
rispetto della cubatura esistente e purché la nuova destinazione,
ancorché temporanea, non sia in contrasto con interessi ambientali
e con disposizioni sanitarie. Al fine di favorire il recupero dei
ruderi e/o fabbricati agricoli dismessi è consentito il cambio di
destinazione d'uso degli stessi nel rispetto della cubatura
esistente per l'insediamento delle attività di bed and breakfast'
agriturismo ed annesse attività di ristorazione».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando
che sappiamo tutti che il testo esitato dalla Commissione è quello
del bozzone arancione e quindi gli articoli sono quelli, le chiedo
di accantonare cortesemente, per adesso, gli articoli 8 e 9 e di
procedere con l'esame dell'articolo 10, che riguarda la riscrittura
della parte contabile sulle coperture della sanità, così come
quelle dei forestali, previste all'articolo 11, dopodiché facciamo
il punto della situazione con la Presidenza.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta di
accantonamento sull'articolo 8 che, comunque, ha una riscrittura
intera.
Prego, onorevole Beninati. Ha facoltà di parlare.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho lasciato il
mio posto all'onorevole Cracolici perché è giusto quale Capogruppo
dell'attuale maggioranza che intervenga lui.
Intervengo quindi soltanto per riagganciarmi all'intervento
iniziale dell'onorevole Cracolici, approfittando, sul tema dei
parchi, del personale e via dicendo, anche della presenza del
Presidente della Regione e dell'Assessore per il territorio e
l'ambiente, l'assessore Sparma, perché in una giornata come questa
avere due figure istituzionali importanti del Governo della
Regione, il Presidente, innanzitutto, e l'Assessore, è una
occasione che non volevo farmi scappare.
Signor Assessore, la invito in brevissimo tempo, signor
Presidente, ho già scritto per due volte - quando era insediato
l'assessore Di Mauro, ora anche al nuovo assessore Sparma - una
lettera e credo vada, una volta per tutte, affrontato un tema
centrale per la Regione, cioè quello dei parchi.
Poiché, signor Presidente, in quest'Assemblea sono ormai additato
come colui che è contro i parchi, vorrei, una volta per tutte,
Assessore, che si affrontasse il problema, come si dice, a
consuntivo, cioè si faccia una giornata di riflessione nella
Commissione di merito sul tema: Quale sviluppo economico i parchi,
dal 1991 ad oggi, hanno prodotto in quelle aree
Secondo punto. Quante risorse la Regione ha appostato da quando
sono nati fino ad oggi questi istituti?
Se non ricordo male, quando arrivai in Assemblea, c'erano sei-
sette miliardi, oggi non so se sono dodici milioni di euro.
Terzo punto. Siccome abbiamo dei conflitti continui con il mondo
venatorio, vorrei approfittare della presenza dell'Assessore ed
anche della presenza dell'onorevole Mancuso, perché mi deste una
risposta alla lettera che ho inviato per ben due volte.
Corre voce che sempre in finanziaria si voglia continuare ad
istituire parchi. Sinceramente, direi di fermarci per un momento e
riflettere. Se i parchi devono essere occasione per lo sviluppo
economico e sociale del territorio, come era stato sancito nel
primo articolo sui parchi dei Nebrodi e delle Madonne, mi trovate
d'accordo; se i parchi devono essere lo strumento per continuare a
creare occupazione a carico della Regione, io sarò non solo
contrario, ma mi metterò a protestare in maniera pesante perché in
quel modo non avremmo creato sviluppo economico e sociale in
quell'area, piuttosto abbiamo semplicemente creato un
appesantimento alle casse della Regione.
Ci lamentiamo sempre che non abbiamo le risorse per far chiudere i
bilanci e poi continuiamo - e non voglio entrare nel merito di
quello che ha detto l'onorevole Cracolici - ad ingrossare il
personale nei parchi che poi non so cosa faccia?
Alcuni servizi potrebbero essere svolti da organi che già la
Regione possiede.
Invito dunque l'Assessore a farsi carico, alla ripresa dei lavori
delle Commissioni, di chiedere un incontro con il Presidente e con
tutti i componenti la Commissione per affrontare il tema dello
sviluppo futuro dei parchi. Grazie.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, gli articoli 8 e 9 sono
accantonati.
Si passa all'articolo 10. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Art. 10.
Cofinanziamento regionale della spesa sanitaria.
1. Per il triennio 2011-2013, in relazione all'accertamento delle
entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 2, comma 90, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191 e successive modifiche ed
integrazioni nonché dell'articolo 1, comma 832, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, sono disposti, ai sensi dell'articolo 10,
comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, specifici accantonamenti negativi
previsti nella tabella A' allegata alla presente legge. Il
Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad iscrivere in
bilancio, con proprio provvedimento, le relative somme che sono
destinate, rispettivamente, alla copertura dei debiti sanitari ed
al finanziamento della maggiore spesa prevista dall'articolo 1,
comma 830, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 di cui ai
corrispondenti accantonamenti positivi codici 1002 e 1003.
2. La mancata attivazione delle procedure previste dal comma 1
entro la data del 31 luglio 2011, comporta che alla copertura della
rata di ammortamento relativa all'anno 2011 si provvede mediante
attivazione delle procedure previste dall'articolo 27, comma 4,
della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23 e successive
modifiche ed integrazioni.
3. In attuazione del presente articolo il Ragioniere generale
della Regione è autoriz-zato ad apportare le conseguenti variazioni
al bilancio della Regione».
Onorevoli colleghi, comunico che allo stesso sono stati presentati
i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 10.1, 10.2, 10.3;
-dagli onorevoli maira, Dina, Caronia e Cordaro: 10.7, 10.6, 10.5,
10.4;
-dal Governo: 10.8.
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 10.8.1, di riscrittura dell'articolo 10, che così
recita:
«L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
1. Le risorse di cui all'intesa tra lo Stato e la Regione
siciliana ai sensi dell'articolo 2, comma 90, della legge 23
dicembre 2009, n. 191 e successive modifiche ed integrazioni sono
destinate, per l'esercizio finanziario 2011, al finanziamento del
Servizio sanitario regionale.
2. A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 4.3.1.5.4,
dell'U.P.B.4.2.1.5.1, dell' U.P.B. 4.2.1.5.3 e dell'U.P.B.
4.2.1.5.5 è accantonata una quota, pari a 605.304 migliaia di euro,
da utilizzare in caso di mancato raggiungimento entro il 31 luglio
2011 dell'intesa prevista al comma precedente.
3. In relazione all'accertamento delle entrate derivante
dall'attuazione del comma 1 è disposto, ai sensi dell'articolo 10,
comma 2, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, uno specifico accantonamento negativo
previsto nella tabella A' allegata alla presente legge. Il
Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad iscrivere in
bilancio, con proprio provvedimento, le relative somme che sono
destinate ai pertinenti capitoli del corrispondente accantonamento
positivo nonché ad apportare le necessarie variazioni al bilancio
della Regione in attuazione del presente articolo».
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo che questa
riscrittura sia accantonata e, se posso permettermi, anche
immediatamente.
Il gioco delle tre carte continua ad emergere. Abbiamo avuto
quattro stesure diverse per la copertura del buco della sanità.
Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole Presidente della
Regione, c'è un problema formale che riguarda la proiezione per gli
anni 2012 e 2013 che qui non è stata affrontata.
Assessore Armao, lei forse non sarà più assessore in carica nel
2012 in quanto probabilmente si voterà, lei magari non si candiderà
e ove si candidasse, forse, non sarebbe eletto. Io, probabilmente,
mi ricandiderò e forse sarò eletto. E perciò mi preoccupo di sapere
che cosa succederà negli anni 2012 e 2013, caro assessore Armao.
Pretendo, per come è giusto che sia, che sia fatta la proiezione
per gli anni 2012 e 2013.
Gli effetti finanziari e gli interventi, per come sono i bilanci
pluriennali, devono riguardare il triennio e su questo pretendo -
per la mia incolumità - di avere la riscrittura ulteriore in cui
questo Governo, non a futura memoria, bensì, subito ci dica intanto
cosa vuol fare se le cose rimarranno in questi termini, per gli
anni 2012 e 2013.
Signor Presidente dell'Assemblea, è un mio diritto, perché i
bilanci sono triennali e la proiezione della finanziaria ha effetti
sul triennio. Poiché, il problema si pone, al di là delle
barzellette, sia per il 2012 che per il 2013, dunque, bisogna
trovare la soluzione.
Onorevole Musotto, queste non sono chiacchiere, bisogna scrivere
come si fa fronte per il 2012 e per il 2013.
Ma vi rendete conto cosa ha scritto il Governo? Nel primo comma ci
dice che c'è quell'intesa dalla quale dovrebbero derivare i soldi,
per quanto riguarda la copertura del buco, comma 1, ma noi sappiamo
che, ad oggi, ancora non c'è copertura. E quindi subentra il comma
1, vale a dire se non ci sarà la concretizzazione del comma 1,
cioè se non ci daranno i soldi, non ci consentiranno di utilizzare
le risorse del FAS, e quindi bruciamo un miliardo e 800 milioni di
euro per le infrastrutture, li bruciamo per la sanità Ecco perché
si deve andare a votare.
Se questo non si dovesse verificare il comma 2 cosa prevede? Di
prelevare queste risorse - badate bene - dalle regolamentazioni
contabili per circa 370 milioni di euro e, per quanto riguarda poi
l'altro capitolo, che sono fondi di riserva di parte corrente, per
altri 300 milioni di euro cui abbiamo già tolto 50 milioni per la
famigerata ex tabella h). Dopodiché, si fa riferimento ad altre due
UPB che, badate bene, sono 80 milioni di euro destinati per il
Fondo della contrattazione dei dipendenti regionali.
Non si può fare questa operazione, non si può fare da nessun punto
di vista Magari ora il Governo ci darà anche delle spiegazioni, ma
lo chiedo all'Assessore per il bilancio ombra, gli importi
afferenti a queste UPB, per quanto riguarda il 2010, non sono stati
aumentati di circa 650 milioni per poter far fronte all'eventuale
ipotesi di non autorizzazione di utilizzo del fondo FAS per pagare
il buco della sanità? E' un altro falso anche questa soluzione.
Signor Presidente dell'Assemblea, io gliel'ho chiesto poco fa e
glielo ribadisco, poi noi possiamo discutere o non discutere di
tutto, possiamo ritirare tutto, ma su questa norma, signor
Presidente dell'Assemblea, la prego di prestare la massima
attenzione. Le chiedo dunque formalmente che questa schifezza sia
ritirata dopodiché il Governo, intanto inserisca la proiezione
anche per quanto riguarda il 2012 e il 2013, poiché, comunque,
questi sono gli obblighi di legge e, quindi, non possiamo
assolutamente consentire né che l'Assessore ombra suggerisca né che
l'Assessore ufficiale ci proponga una cosa del genere.
Fatto questo, desidero vedere le differenze e quindi mi riservo di
intervenire nuovamente perché dagli uffici desidero, anzi pretendo
che mi forniscano i dati contabili del 2010, del 2011 e la
proiezione per gli anni 2012 e 2013. Tale che scopriremo
sicuramente che questi 650 milioni in più non ci sono
PRESIDENTE. 605 per l'esattezza.
DE LUCA. Quelli che sono.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per fornire
delle precisazioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, intendo
rispondere alle questioni tecniche e non alle scomposte
considerazioni dalle quali mi astengo dal replicare. Mi trovo
costretto, pertanto, a dare precisazioni che avevo già reso - e mi
scuso con l'Aula - ma, probabilmente, per qualcuno repetita iuvant,
si tratta di questioni attinenti alla modifica sostanziale del
bilancio del prossimo esercizio.
Nel 2006, quando venne fissata la determinazione di
compartecipazione della Regione alla spesa sanitaria e fu graduata
in un crescendo che terminava nel 2009 si precisò altresì che le
refluenze dei maggiori oneri sarebbero state coperte con la
retrocessione di risorse scaturenti dalle accise, come è noto
accise che la Regione non percepisce direttamente.
Pertanto, il legislatore già nel 2006 - e lo ricordo per qualche
smemorato - ha previsto, lo abbiamo detto più volte e continuo a
dire che le accise non c'entrano con la sanità, ma l'onorevole De
Luca deve rendersi conto che c'è un'intima relazione tra la spesa
sanitaria e le accise che il legislatore statale ha fissato, mi
ripeto, mi dispiace con l'Aula dovere attardarmi a ripetere cose
che l'Aula già ben conosce e mi scuso con tutti i deputati.
Su questo, dunque, c'è una stretta connessione che dispiegherà i
propri effetti con il federalismo fiscale, nel senso che, nel
momento in cui chiuderemo - come stiamo chiudendo - l'accordo con
lo Stato, che prevede già l'assegnazione delle accise per la parte
del prodotto immesso in consumo in Sicilia e postula, altresì, la
restituzione di una quota parte delle accise che sono, invece,
relative al prodotto immesso in consumo nel resto del Paese,
ebbene, attraverso queste risorse, l'anno prossimo si potrà coprire
l'intero sistema, l'intero gettito preteso dalla copertura della
spesa sanitaria. Pertanto, andiamo verso un sistema che avrà una
configurazione completamente diversa.
Oggi appostare in un modello che, tra qualche settimana, cambierà
completamente la sua fisionomia, sarebbe un esercizio solamente
formale che, come è noto, si può anche fare, ma non credo sia
necessario riempire di orpelli formali un bilancio che, invece,
deve segnare - e credo che questa sia la volontà dell'intero
Parlamento - che con lo Stato i conti sul federalismo vogliamo
chiuderli bene ed al più presto. Pertanto, già dall'anno prossimo
saremo pronti ad un bilancio che avrà una configurazione diversa,
perché ci saranno tra gli otto e i dieci miliardi di risorse in
più, ma ci saranno anche funzioni in più. Ripeto quindi che il
prossimo bilancio avrà una configurazione completamente diversa.
Quando in premessa abbiamo precisato che questo è l'ultimo
bilancio di una lunga stagione, nella quale la Regione non ha
ottenuto quello che le era dovuto ai sensi dello Statuto, cioè le
risorse di cui agli articoli 36 e 37 e le risorse relative alle
accise, a questo punto, signor Presidente, mi scusi, ma devo fare
una precisazione: so che una Commissione si sta occupando della
modifica dello Statuto in relazione all'esigenza di prevedere che
le accise siano versate alla Sicilia, questo sarà un compendio
formale allo Statuto, che è più che auspicabile, ma su questo
sovviene l'articolo 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001,
che prevede la clausola di maggior favore nei confronti delle
Regioni a Statuto speciale.
Laddove ci sia una clausola che favorisca le regioni a statuto
ordinario, automaticamente questa si applica, anche in deroga agli
statuti - essendo legge costituzionale lo può fare - alle Regioni a
statuto speciale.
Nulla osta, ad oggi, che in sede di norme di attuazione, Stato e
Regioni pattuiscano il trasferimento alle Regioni delle risorse
relative alle accise, sotto questo profilo, non credo che ci
possano essere problemi di ordine formale.
Ecco perché abbiamo configurato, ripeto, e dato anche una
rilevanza contabile, al fatto che quest'anno si chiude una lunga
parentesi e se ne aprirà un'altra l'anno prossimo, dove dovremo
farci carico dell'intero costo della sanità siciliana. E il
ministro Calderoli negli incontri che abbiamo avuto - qui c'è il
Presidente Lombardo che lo può confermare - ha detto che dall'anno
prossimo la sanità è sulle vostre spalle , ma ci saranno risorse
certamente adeguate per coprirle e, quindi, il tema della
compartecipazione al 42 o al 49 per cento si esaurirà quest'anno e,
pertanto, va trattato contabilmente solo quest'anno.
Scusate se mi sono permesso di indulgere in precisazioni
ulteriori, ma, purtroppo, era necessario farlo.
BUZZANCA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare solo per dire, spero, anzi, sono convinto che dal punto di
vista tecnico, Assessore, sarà così come lei dice, perché al
contrario sarebbe molto grave, il bilancio diventerebbe
sostanzialmente un bilancio non veritiero, lontano dalla realtà.
I capitoli ai quali si fa riferimento riguardano la spesa corrente
e sono estremamente importanti per l'economia di questa Regione.
Io le raccomando soltanto un atteggiamento prudente, assessore
Armao, perché sarebbe veramente molto grave per l'intera
credibilità della nostra Regione se questo non accadesse per un
motivo qualunque, per una ragione qualunque.
Tuttavia, prendo atto del suo rilievo tecnico, astenendomi da
qualunque altra considerazione politica.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per una
replica.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, solo per
completare l'argomentazione che attiene all'ultimo comma
dell'articolo.
L'ultimo comma è, appunto, una sorta di situazione e soluzione
contabile che consente di dimostrare che, nella recondita ipotesi
del mancato inveramento di quanto sancito dai commi 1 e 2, sul
piano contabile ci potrebbe essere un'applicazione di cui al comma
3.
Peraltro, signor Presidente - mi scusi per la precisazione -
trovo, però, non acconcio rispetto al livello dell'autonomia che in
questa Aula è stata pensata, esercitata per decenni, evocare
continuamente quel che dice il Commissario dello Stato.
Io non credo che ci siano detentori qui, soggetti che possano
riferire ciò che attiene ad un soggetto che è chiamato a svolgere
una valutazione di legittimità sugli atti di quest'Aula.
Pertanto, credo che sia del tutto inappropriato riferire questioni
e valutazioni che nessuno di noi ha né la titolarità né la
conoscenza approfondita tale da potere riportare ad altri. Trovo
questa una pratica non condivisibile.
Auspico, e sono certo, che tutti i colloqui che negli anni
l'istituzione autonomistica ha avuto con il Commissario dello Stato
si continuino a svolgere come si sono sempre svolti e cioè nella
massima serenità e nel massimo riconoscimento della reciproca
autonomia.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli collegi, l'Assessore si
arrampica sugli specchi, lo fa bene, con eleganza, con un aplomb
sempre anglosassone, di questo ne siamo ben lieti e contenti.
Però, io ho fatto già una verifica al volo, e chiedo ai colleghi
deputati di fare attenzione solo a questo dato, in modo tale che
ora si fermino per cinque minuti i lavori - signor Presidente,
faccia lei come riterrà opportuno - però, adesso, formalmente, una
verifica io la pretendo da parte degli uffici.
Sull'UPB 43154 nel 2010 erano appostati 800 milioni di euro, nel
2011 ce ne sono a malapena 370. Tenete conto che il capitolo
regolazioni contabili' è un capitolo delicato che viene utilizzato
per dare copertura a tutta una serie di operazioni che non si
possono prevedere o riguardano anche certe volte situazioni che
spesso non si sono potute fare. E' un capitolo di sfogo', tanto
per intenderci, che non è tanto un capitolo tecnico. E già questo,
che era sempre di una certa entità, già nel 2010 era di 800
milioni, nel 2011 è di 370 milioni, quasi 500 milioni in meno.
Andiamo all'altra UPB, tanto per essere ora chiari sui numeri.
L'UPB 42151, che è il fondo di riserva di parte corrente, c'è una
regione che non ha fondo di riserva, ma non può assolutamente
pensare di avere un bilancio che regga. A che cosa? Il fondo di
riserva serve esattamente a tutta un'altra serie di operazioni
contabili imprevedibili e spesso sono anche forzature, spesso si è
utilizzato questo fondo di riserva come capitolo di sfogo. E lo
sappiamo.
Riflettete anche su quest'altro dato: ci ritroviamo, per quanto
riguarda l'anno 2010, con 31 milioni, per quanto riguarda il 2011,
con 300 milioni, meno 50 circa utilizzati per la tabella h).
Allora, signori miei, sommate le due poste principali, noi ci
troviamo in questo momento con circa 620 milioni perché le altre
due UPB sono fondi per la contrattazione regionale. Ma posto che li
vogliamo prendere, abbiamo noi 700 milioni in tutto per il 2011, a
fronte, nel 2010, di circa il doppio e sono stati utilizzati tutti
nel 2010 perché sono capitoli utilizzati come valvola di sfogo,
ebbene, il Governo ci sta proponendo di mettere, in modo errato -
io l'ho sottolineato, per me falso contabilmente - di caricare
l'eventualità del non utilizzo, al di là delle chiacchiere e delle
previsioni dell'assessore Armao, di mettere, come copertura del
buco della sanità, le regolamentazioni contabili e il fondo di
riserva?
E se, purtroppo, si verificherà che lo Stato non dovesse
consentire l'utilizzo del FAS, a luglio di quest'anno cosa
succederà? Che facciamo? Blocchiamo la spesa, nel frattempo, come
avete sempre fatto come con il gioco delle tre carte? E poi che
facciamo, onorevole Presidente della Regione, buttiamo la chiave
dell'Assemblea e del Governo regionale? Le farebbe piacere forse,
presidente Cascio, ma a me questo modo di agire non piace Questo è
un ulteriore dato falso Ed è spiegabile guardando i dati degli
ultimi tre anni Non si può andare avanti - ripeto - con queste
norme da falsari
Le chiedo formalmente di accantonare questa ulteriore porcheria e
ce la discutiamo ancora ulteriormente, perché non è possibile che
in questo Parlamento da quattro giorni si discuta e si tratti di
basse cose e noi ancora qui, nel cuore della vicenda da cui
dipende l'esistenza di questa Regione, ci ritroviamo ancora con una
ennesima proposta
Io non ho gli studi universitari del professore Armao, quindi la
definisco porcheria e, poiché non ho fatto certi studi, non ho il
linguaggio adatto per esprimere come in gergo universitario si
possa definire questa proposta.
Pertanto, le ribadisco, signor Presidente dell'Assemblea, glielo
dico anche per l'economicità dei lavori d'Aula, perché questa è la
vera questione: risolviamola seriamente non con le chiacchiere. Per
il resto, credetemi: non c'è trippa per gatti , come si suol dire,
non ce n'è per nessuno. E mi rivolgo anche al Gruppo del PD: è
inutile che aspettate la trippa , che è prevista nel maxi
emendamento rielaborato stanotte. Non c'è trippa per gatti
Almeno, Assessore ombra per il bilancio, onorevole Cracolici, la
prego, ci faccia una proposta seria per quanto riguarda questo
problema, dopo di che, se vi rimane trippa , ve la potete
arrostire anche domani.
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo prendere lo
spunto dall'emendamento 10.8.1, di riscrittura dell'articolo 10
Cofinanziamento regionale sulla spesa sanitaria in Sicilia .
Noi stiamo chiedendo ad una Sicilia che già è disastrata sotto
l'aspetto economico e sotto l'aspetto di un'imposizione tributaria
e finanziaria senza precedenti nella storia politica di questo
Governo, perché dobbiamo mettere una pezza espropriando, ancora
una volta, dalle tasche dei cittadini per la incapacità gestionale
di questo Governo chiedendo, addirittura, oltre 600 milioni di euro
per fare bilanciare la spesa sanitaria in Sicilia.
Nell'ottica di una retorica oramai stantia, anche per gli stessi
giornalisti che non la usano più nemmeno come luogo comune da
inserire nei titoli dei giornali, della famosa riforma sanitaria in
Sicilia, anzi, della rivoluzione sanitaria in Sicilia, grazie
all'apporto del magistrato Massimo Russo, che ha risanato il buco
della sanità lasciato ai tempi di quando c'era un assessore che si
chiama Giovanni Pistorio, che era assessore di questa sanità e che
ha lasciato grandi numeri sulla spesa sanitaria in Sicilia, adesso
chiediamo 600 milioni di euro.
Vorrei soltanto dire - e prego il Parlamento, se è interessato, se
non lo è, preferisco parlare ai siciliani, rispetto a chi sta in
quest'Aula ed uso il doveroso rispetto verso il Presidente del
Parlamento - che, numeri alla mano, da quando c'è questo Governo,
nonostante gli spot televisivi e le marce indietro sull'affidamento
del servizio agli ospedali privati, la spesa sanitaria di questo
Governo è cresciuta negli ultimi tre anni, nonostante lo sfascio
degli ospedali siciliani e di quello che stanno subendo i pazienti
siciliani, pazienti in tutti e due i sensi, che hanno pazienza e
che si rivolgono come pazienti alle strutture ospedaliere.
Nel 2007 il costo della spesa sanitaria in miliardi era di 8.716;
nel 2008 era, con l'avvento Lombardo-Russo, questo grande
taumaturgo della sanità siciliana, di 8.449; nel 2009 di 8.621,
quindi un aumento di due punti, se volete; nel 2010 di 8.774,
quindi un altro punto di aumento; nel 2011, spesa programmata, di
8.826.
Ora, di questa rivoluzione sanitaria l'unica cosa che è cambiata
in peggio per i cittadini è l'elevatissimo costo della sanità.
Avete distrutto gli ospedali, li avete privati di identità
professionale, li avete svuotati nella loro missione ed avete
determinato un aumento del buco della sanità. Da Pistorio a
Lombardo ed a Russo. Questa è la verità E ora, lei, assessore
Armao, ci chiede 600 milioni di euro per che cosa? Per coprire il
disastro che ha fatto l'assessore Russo della sanità che,
contrariamente a quello che ha detto nei mesi scorsi in Commissione
Bilancio ed in Commissione Sanità, è stato costretto a fare una
pessima marcia indietro, dopo essersi rivolto a quella sanità
ospedaliera privata che tanto aveva contrastato
Presidente Lombardo, vi vedo allegri, vi vedo gioviali, vi vedo
contenti, voi state dissacrando e dissestando questa Sicilia e
anche se noi approvassimo quella finanziaria scarna che è stata
esitata dalla Commissione Bilancio (il fascicolo giallo per
intenderci), sarà la peggiore finanziaria e non so se sarà un male
per i siciliani se si farà o meno; in ogni caso, voi non passerete
alla storia se non come quelli che hanno sfasciato la Sicilia
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.8.1.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento dagli
onorevoli Barbagallo, Buzzanca, Caputo, Corona, Falcone,
Limoli, Mineo, Scoma, Vinciullo)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 10.8.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 10.8.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Bonomo, Calanducci, Cappadona, Colianni, Cracolici,
Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza, Forzese,
Galvagno, Gentile, Giuffrida, Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola,
Lentini, Lombardo, Lupo, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella,
Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,
Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona, Speziale,
Termine.
Votano no: Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caputo,
Caronia, Catalano, Cimino, Cordaro, Corona, De Luca, Dina, Falcone,
Formica, Leanza Edoardo, Leontini, Limoli, Maira, Mancuso,
Marinese, Mineo, Scilla, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.
Assenti: Cascio Salvatore, D'Asero, Di Benedetto, Donegani,
Gennuso, Greco, Incardona, Lo Giudice, Minardo, Pogliese,
Scammacca, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 78
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 51
Contrari 26
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Provvedimenti in materia di forestazione.
1. Nelle more della definizione della riprogrammazione delle
risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, ai sensi della
Deliberazione CIPE 11 gennaio 2011, n. 1, gli oneri degli
interventi previsti dalle linee d'azione 4.3 Rinaturalizzazione
del territorio, tutela della diversità biologica e valorizzazione
della dimensione sociale, turistica e culturale delle foreste' e
4.4 Utilizzo tecnologie innovative per la difesa dell'ambiente',
rispettivamente pari a 135.600 migliaia di euro e 68.940
migliaia di euro per l'anno 2011, sono posti a carico del bilancio
della Regione.
2. Per le finalità del comma 1, il Ragioniere generale della
Regione è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per il
finanziamento d'investimenti coerenti con l'articolo 3, comma 18,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
3. Al verificarsi dei presupposti per il finanziamento delle linee
d'azione di cui al comma 1 con le risorse del Fondo per le aree
sottoutilizzate, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 4 è
ridotta di pari importo.
4. In attuazione del presente articolo il Ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni
al bilancio della Regione.
5. Al personale assunto in attuazione dell'articolo 45 ter della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, come introdotto dall'articolo
43 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, non si dà luogo,
senza possibilità di recupero, alle procedure contrattuali e
negoziali relative al triennio economico 2010-2011 e 2012 per gli
addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-
agraria.».
Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 11.1, 11.2, 11.3, 11.4, 11.5
e 11.6;
- dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 11.7, 11.8,
11.9, 11.10, 11.11 e 11.12;
- dal Governo: 11.14;
- dalla Commissione: 11.13.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 11.14:
«L'articolo 11 è sostituito dal seguente:
Provvedimenti in materia di forestazione piano straordinario per
la conservazione, la messa a reddito e la valorizzazione dei beni
culturali, dei beni forestali e del patrimonio costiero di
proprietà regionale
1. In attuazione della politica regionale unitaria prevista
dall'art. 50 della legge regionale 6 agosto 2009, n. 9 e dei
vincoli di stabilità di bilancio disposti dalla decisione del
Consiglio europeo del 25 marzo 2011, l'amministrazione regionale è
autorizzata a programmare, in coerenza con il Piano nazionale per
il sud di cui alla delibera Cipe n. 1 dell'11 gennaio 2011, un
Piano straordinario per la conservazione, la messa a reddito e la
valorizzazione dei beni culturali, dei beni forestali e del
patrimonio costiero di proprietà regionale . L'amministrazione
presiede ai compiti di alta sorveglianza per la conservazione e
tutela secondo i termini del decreto legislativo 22 gennaio 2004,
n. 42 e della legge regionale del 6 aprile 1996, n. 16.
2. Per l'applicazione del piano straordinario di cui al comma 1
l'amministrazione regionale è autorizzata alla concessione del
patrimonio regionale nei settori indicati nello stesso comma con le
procedure di cui agli articoli 152 e seguenti del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modifiche ed
integrazioni Per l'attuazione del Piano straordinario trovano
applicazione il Capo II e il Capo III del decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, e successive modifiche ed integrazioni. e le
relative norme di esecuzione e attuazione di cui al D.P.R. 5
ottobre 2010, n. 207. Per la realizzazione delle finalità di cui al
comma 1 l'amministrazione regionale promuove, anche a livello
internazionale, la proposta dì studi di fattibilità da parte dì
privati nelle forme previste dal comma 19 dell'articolo 153 del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modifiche
ed integrazioni.. Nelle concessioni gli importi da prevedere a
titolo di prezzo, a norma dei commi 4 e 5 dell'art. 143 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modifiche ed
integrazioni., non potranno essere superiori al 20 per cento
dell'investimento proposto.
3. I bandi di concessione di cui al comma 2 potranno prevedere il
superamento del detto limite di prezzo, anche con le risorse del
Programma Jessica' e comunque entro il 50 per cento
dell'investimento, qualora si utilizzi il personale già in carico
alla Regione nei medesimi settori alla data di entrata in vigore
della presente legge. Le modalità di attuazione verranno definite
mediante strumenti di contrattazione negoziata con
l'Amministrazione. Detti bandi potranno, altresì, prevedere, dopo
l'aggiudicazione, strumenti di partenariato pubblico privato con i
Comuni territorialmente coinvolti anche mediante l'acquisizione di
quote azionarie delle società di progetto di cui all'articolo 156
del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive
modifiche ed integrazioni.
4. Le disposizioni applicative del presente articolo sono emanate,
entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge, con
decreto del Presidente della Regione.
5. Nelle more della definizione delle procedure previste dai
precedenti commi e della riprogrammazione delle risorse del Fondo
per le aree sottoutilizzate da effettuarsi ai sensi della
deliberazione CIPE 11 gennaio 2011, n. 1, la spesa per la
realizzazione degli interventi previsti dalle linee d'azione 4.3
Rinaturalizzazione del territorio, tutela della diversità
biologica e valorizzazione della dimensione sociale, turistica e
culturale delle foreste' e 4.4 Utilizzo tecnologie innovative per
la difesa dell'ambiente', pari, rispettivamente, a 242.000 migliaia
di euro e 144.000 migliaia di euro per l'anno 2011, è posta a
carico del bilancio della Regione.
6. Per le finalità del comma 1, il Ragioniere generale della
Regione è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per il
finanziamento d'investimenti coerenti con l'articolo 3, comma 18,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350 pari, rispettivamente, a
157.934 migliaia di euro e 140.432 migliaia di euro.
7. Al verificarsi dei presupposti per il finanziamento delle linee
d'azione di cui al comma 1 con le risorse del Fondo per le aree
sottoutilizzate, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 4 è
ridotta di pari importo.
8. In attuazione del presente articolo il Ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni
al bilancio della Regione.
9. Al personale assunto in attuazione degli articoli 45 ter e 46
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche
ed integrazioni, non si dà luogo, senza possibilità di recupero,
alle procedure contrattuali e negoziali relative al triennio
economico 2010, 2011 e 2012 per gli addetti ai lavori di
sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria.
10. Gli oneri discendenti dall'applicazione del Contratto
Collettivo Nazionale di Lavoro 2006-2009 del settore forestale,
sono determinati, per l'esercizio finanziario 2011, in 14.000
migliaia di euro e in 2.800 migliaia di euro, a valere,
rispettivamente sulle disponibilità dell'U.P.B.10.5.1.3.2,
capitolo 155318 e dell'U.P.B. 12.4.1.3.2, capitolo 150536. Per
l'esercizio finanziario 2012, la relativa spesa, pari a 11.000
migliaia di euro ed a 2.800 migliaia di euro trova riscontro,
rispettivamente, nell' U.P.B. 10.5.1.3.2 e U.P.B. 12.4.1.3.2 del
bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2011-2013».
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più che
sull'articolo 11, chiedo di parlare per richiamo alle disposizioni
che poco fa lei ha comunicato all'Aula.
Lei ha detto che avremmo esaminato il bozzone che usciva dalla
Commissione Bilancio e non avremmo preso in considerazione
l'emendamento Gov.1.
L'emendamento 11.14 è un emendamento riscritto che contiene
l'articolo 11 originario della Commissione e l'articolo 19 del
Gov.1, quindi ritengo che non sia possibile tirare fuori a
piacimento dal Gov.1 quello che il Governo ritiene.
Dobbiamo ripristinare quella che era la situazione che lei ha
dichiarato in Aula e procedere quindi con l'articolo 11 e non anche
con l'articolo 19 del Gov.1.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, Assessore, chiedo che venga
accantonato questo emendamento che merita un approfondimento. Vista
l'importanza, e considerato che si parla anche di utilizzare
risorse comunitarie, chiedo che il Governo si convinca della
opportunità di accantonare questo articolo.
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevoli colleghi, il Governo
ritira i commi 2, 3 e 4. Per cui rimangono in piedi i commi 1, 5,
6, 7 e 8, vale a dire tutte le norme finanziarie. Saltano le parti
riguardanti la possibilità di un impiego alternativo.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del
Governo, mi rivolgo sia a quello ufficiale sia a quello ombra Ho
una preghiera, signor Presidente dell'Assemblea, potrebbe chiudere
in una stanza i due assessori ed i due presidenti ombra, Lombardo e
Leanza, Cracolici ed Armao e farli mettere d'accordo con se stessi?
Perché non siete più d'accordo. Non si sta capendo cosa sta
succedendo, assessore Piraino Ma che figure sono queste C'è un
Governo che presenta un emendamento ulteriore ad un testo e non è
in linea con il Governo ombra che lo sorregge Assessore Armao, lei
oggi veramente ha esagerato Questo delitto di lesa maestà non ce
lo aspettavamo
Ripeto, signor Presidente dell'Assemblea, credo sia necessario
davvero che lei li faccia mettere d'accordo un attimo, perché io
sono uscito dall'Aula e ho sentito che in una stanza c'è la trippa
che sta bollendo'. E dall'altra stanza, purtroppo, si sentono gli
schiamazzi di chi protesta fuori da questo Palazzo. E' come se ci
fosse ormai una consorteria che, con l'obiettivo di non si sa che
cosa, sta cercando di prendere in modo sbagliato anche la presunta
trippa' che c'era e vuole dividerla
Io chiedo che su questo modo di procedere non solo ci sia
chiarezza, ma che il Governo, signor Presidente dell'Assemblea, ci
dica dove vuole arrivare. Se è una prova muscolare, ce lo dica. Io
così - se i colleghi me lo consentono - chiamo i miei agricoltori
di Fiumedinisi, e faccio portare un po' di prodotti tipici anche
per voi e la stampa e ci organizziamo per domani. Io annullo i miei
comizi, e così ci organizziamo con un po' di ricotta; non so,
signor Presidente dell'Assemblea, se a lei piace
Se lei modifica il Regolamento e ci consente di cucinare qua,
allora organizziamo per la stampa, per questo Parlamento, anche una
bella mangiata di prodotti tipici al posto di questa mangiatoia'
che state tentando di prospettarci.
(Proteste in Aula)
E anche su questo, per carità, cerchiamo di metterci d'accordo
sull'ordine dei lavori, signor Presidente, perché se il Governo al
posto di uscire un minuto una carta dal un lato ed un minuto dopo
una carta dall'altra, non si sa con il gioco delle carte' però a
quali appartengono. Infatti, abbiamo avuto la palese dimostrazione
che tra il Governo ombra ed il Governo ufficiale non ci sia più
sintonia.
Allora, si mettano d'accordo così noi possiamo organizzarci e
capire, signor Presidente, se lei deve per l'ennesima volta
mettermi il bavaglio utilizzando il contingentamento dei tempi,
perché ora glielo comincio a chiedere io, prima che glielo chieda
qualche altro, in funzione di quello che vuole fare il Governo,
allora lei mi uccida per l'ennesima volta e non mi faccia parlare
più in questo Parlamento. Perché? Perché comunque ho bisogno ed ho
diritto di potere subemendare queste porcherie. Ne ho diritto
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, non perda il controllo. Lungi dalla
Presidenza mettere il bavaglio. La invito ad utilizzare un tono più
consono all'Istituzione entro la quale si svolge questo dibattito.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe saggio
temporaneamente accantonare questo emendamento, anche perché la
proposta dell'eliminazione dei commi 2, 3 e 4 non si omogeneizza
con ciò che rimane perché se lei legge anche la lettera degli altri
commi sono riferiti in parte ai commi precedenti, quindi, è bene
che, in questo momento, per evitare di fare cose confuse e
scombinate, l'emendamento si accantoni e poi, eventualmente, se
tratteremo altre cose derivanti dal Gov. 1 magari lo tratteremo,
oppure successivamente decideremo, ma, nello stesso tempo, potremo
approfondire la materia. Viceversa, così diventa sicuramente un
articolo monco, in quanto aveva una sua formulazione organica,
omogenea e adesso rimane formulato a metà in quanto nelle premesse
viene in qualche modo cassato, nelle conseguenze viene mantenuto.
Non mi pare che l'articolo possa rimanere in piedi così.
Quindi, che si accantoni per un approfondimento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito una
cosa al collega Leontini.
L'emendamento 11.14, depurato dei commi ritirati dal Governo,
altro non è che quello già contenuto nel testo del bozzone con due
modifiche.
Prima differenza: l'autorizzazione a predisporre un piano coerente
con il Piano del Sud, che deve essere in qualche modo definito
dall'accordo Stato - Regione, per consentire di introdurre la
forestazione anche nel nuovo Piano del Sud che prima o poi, forse,
vedrà la luce.
E' quindi una norma che in coerenza con quanto abbiamo fin qui
fatto, cioè utilizzare una parte delle risorse FAS per finanziare i
piani di rinaturalizzazione, dispone l'autorizzazione a fare un
piano coerente con il Piano del Sud.
Seconda differenza: le poste finanziarie al nuovo secondo comma
che è il punto 5 cambiano gli importi di copertura.
Terza differenza: le coperture relative a quegli importi; è quindi
una norma assolutamente tecnica che non attiene a nulla se non alle
poste strettamente finanziarie, così come era stato concordato.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
accantonando i commi 2, 3 e 4 si possa proseguire perché questo
articolo che, finalmente, vede la luce e che è stato frutto di
grande ed intenso lavoro tra i rappresentanti sindacali della
categoria dei forestali, in quanto, diciamolo con estrema
chiarezza, diamo spazio ad un accordo fatto nel 2009, per il quale
i forestali aspettano da tantissimo tempo.
Con questo articolo consacriamo in modo definitivo e diamo dignità
ai lavoratori forestali, cioè il Governo finalmente ha preso atto
che l'antincendio andava fatto per 151 giornate e che i lavoratori
dell'Azienda demanio e foreste potessero avere la possibilità di
spingersi avanti nelle giornate lavorative, così come previsto
dall'accordo 2009.
Pertanto, ritengo che sia importante andare avanti al fine di
chiudere finalmente un percorso che ha per tanti anni trasformato
il comparto forestale in una cenerentola' che ogni anno veniva a
chiedere aiuto e sostegno.
Con questo articolo chiudiamo una vertenza durata per tantissimi
anni; diamo risposta a tantissime famiglie e a tantissimi
lavoratori siciliani. A mio giudizio, quindi, questa mattina penso
che occorra proseguire, così come ha fatto bene oggi questo
Governo, anche se è tecnico.
Non c'è certamente in quest'articolo la stessa filosofia della
sanità, pur tuttavia, ritengo che adesso occorra andare avanti per
dare soddisfazione a tantissimi lavoratori che aspettano da
tantissimo tempo.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavo di non
intervenire, ma dopo l'intervento dell'onorevole Cracolici, senza
alcuna polemica, ritengo che questo articolo sia un articolo
totalmente inutile, anzi ritengo sia un articolo inutile e anche
pericoloso. Perché l'Amministrazione regionale ritengo - e per
amministrazione regionale dobbiamo considerare l'esecutivo
regionale, il Governo o dobbiamo considerare la burocrazia della
Regione siciliana?
Ritengo che l'Amministrazione regionale non abbia bisogno di una
legge, di un articolo di legge per poter attivare le procedure e
partecipare al Piano del Sud che la Conferenza Stato-Regioni, il
Ministro per le Regioni dovrà attuare.
Penso che il presidente della Giunta della Puglia o della Campania
o della Calabria non abbiano la necessità di dare un mandato
legislativo per partecipare ad una Conferenza Stato-Regioni e
definire un Piano del Sud
Mi viene da ridere a leggere questo primo comma laddove, in
attuazione della politica unitaria regionale, si dà
l'autorizzazione a partecipare e a realizzare un Piano del Sud in
coerenza con le volontà del Governo Penso che questo sia il limite
minimo di ciò che un Governo possa svolgere e debba portare avanti.
Ripeto: questo è un articolo non solo inutile, ma soprattutto
pericoloso perché l'Assemblea regionale, il nostro Parlamento deve
autorizzare il Governo, ma l'Amministrazione regionale può essere
anche costretta, i dirigenti della Regione, a predisporre un Piano
del Sud.
Ritengo che ulteriormente pericoloso sia il primo capoverso,
signor Presidente, laddove recita al quinto comma: Nelle more
della definizione delle procedure previste, il Ragioniere generale
è autorizzato ad anticipare le risorse del FAS con le risorse
regionali . E' pericoloso perché o questa Amministrazione sostiene
e motiva un ragionamento che difende il PAR- FAS che il Presidente
della Regione ha avuto approvato dal CIPE, dal ministro Tremonti,
dall'onorevole Berlusconi, con le varie misure organizzate, ben
predisposte ed istruite dal Ministero dello sviluppo economico,
oppure dice che quel Piano è carta straccia ed allora si rende
necessario fare questo ulteriore provvedimento che considera non
chiusa quella trattativa e quella battaglia.
Ritengo che l'Amministrazione regionale che già l'anno scorso ha
messo queste risorse nel bilancio della Regione, oggi deve poter
soltanto attivare quest'ultimo capoverso del quinto comma che
autorizza il dirigente generale ad anticipare le risorse. E visto
che anch'io sono interessato a sapere come è stato fatto il PAR-FAS
2007-2013, in questa nota, caro Presidente, per dare senso al
lavoro che l'Assemblea regionale egregiamente ha svolto l'anno
scorso, bisogna anche anticipare, come avete anticipato i fondi per
i cantieri scuola, i fondi della legge obiettivo delle opere
pubbliche che quest'Aula, quest'Assemblea, questo Parlamento ha
accettato ed attivato.
E' assurdo che ancora oggi si debbano tenere ferme quelle opere di
investimento che toccano tutti i comuni della Sicilia e che in
quest'articolo, oggi, trovano la piena attuazione anticipando sia
le risorse per i forestali, ma anticipando anche le risorse del
piano delle opere pubbliche che quest'Assemblea, l'anno scorso, con
legge regionale ha approvato.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo dire che sono
meravigliato di quanto detto dall'onorevole Cimino, fino a poco
tempo fa Assessore per il bilancio di questa Regione.
La tesi non sta né in cielo, né in terra. Mi permetto di dirlo per
l'amicizia che mi lega all'amico onorevole Michele Cimino. Ma lo
dico schiettamente. Non solo non sta né in cielo, né in terra, ma
il collega non si pone un problema serio. Che cos'è il Piano
nazionale per il Sud rispetto alla questione della programmazione
del vecchio PAR-FAS? E' come hanno sostanzialmente impostato
rispetto alle risorse del 10 per cento e lasciamo stare il Piano
nazionale per il Sud.
Il gioco delle tre carte' non si sta facendo qui; il gioco delle
tre carte' si sta facendo altrove. E tu sai dove, onorevole Cimino:
si sta facendo a Roma. Ed è un gioco pericoloso per la Sicilia e,
in questo caso, lo voglio dire, scatenando l'ira di tutti i
lavoratori forestali, nei confronti di Roma
Quest'Aula e questo Governo, invece, si stanno assumendo la
responsabilità rispetto anche al rischio minimo che bisogna
calcolare nelle operazioni che si fanno di riprogrammazione, di
rinegoziazione, di incontri, di fidarsi di ministri, di capi di
governo, per cercare di dare ad un settore una proiezione futura
possibile e metterlo evidentemente più a reddito possibile, nel
contempo non smontando un sistema, altrimenti ovviamente mettiamo a
rischio il lavoro di tanti.
Non è operazione semplice, caro onorevole Cimino, ex assessore per
il bilancio. E quando si parla di anticipazione, se qualcuno vuol
dire in quest'Aula che le anticipazioni sono solo il rischio che
deve correre questa Regione, mi indigno, perché sappiamo che, a
questo punto, vuol dire c'è chi pensa che il rischio lo deve solo
correre questa Regione e altrove, invece, si può far finta di
niente
Dico che è arrivato il momento di dire basta. Basta, basta,
sostenere cose che veramente fanno a pugni con la ragionevolezza e
con la logica di chi, ammesso e concesso che non abbia letto
l'ultimo foglio di quelle carte, delibera CIPE, Piano nazionale per
il sud, come è stato concepito, come si gioca la partita, come si
stabilisce la coerenza, qui si vuole giocare a sfasciare tutto, a
sfasciare questa Regione. E non solo.
Nel contempo, senza alcun riferimento demagogico, si vuole mettere
in crisi qualcosa che sappiamo deve essere razionalizzato, cioè il
comparto forestale.
Bisogna avere il coraggio di dire queste cose. Razionalizzarlo
significa metterlo più in produzione; significa economia della
montagna; significa fare qualcosa che non sia solo un investimento
per piantumazione, ma significa mettere a dimora i nostri boschi in
un certo modo, puntare sulla economia della montagna; significa
impegnarci tutti per far fare un passo avanti a questo comparto.
Invece, se continuiamo a dire che tutto è falso, che tutto non
funziona, che Roma è attenta, che sta guardando a quest'Isola, al
Meridione, con grande attenzione, che qui ci sono invece il 99 per
cento di falsari, dove vogliamo arrivare? Stiamo parlando di
migliaia e migliaia di persone, stiamo parlando dell'economia di
quest'Isola. E non si può scambiare tutto questo con il gioco
politico legittimo, per carità.
Io mi batterò fino in fondo e mi ispiro sempre a colui che ha
detto Mi batterò fino in fondo, affinché tu possa esprimere il tuo
pensiero liberamente', contraddicendo, criticando. Non si possono,
però, superare certi limiti e non si possono affermare cose che non
stanno scritte in alcun piano e che fanno a pugni con le operazioni
tecnico-finanziarie che siamo costretti a fare e che non avremmo
voluto fare. Siamo costretti a farlo perché le novità non decise da
noi, ci portano a fidarci poco, a stare attenti e a cercare di
salvare capre e cavoli'.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti all'emendamento 11.14:
- dal Governo:
subemendamento 11.14.1, soppressivo dei commi 2, 3 e 4
dell'emendamento 11.14, che così recita:
«All'emendamento 11.14 sono soppressi i commi 2, 3 e 4»;
subemendamento 11.14.2 , parzialmente soppressivo del comma 5, che
così recita:
«Al comma 5, dopo le parole more è soppresso il periodo da
della definizione sino a commi e »;
- dagli onorevoli Bufardeci, Cimino, Aricò, Maira, De Luca, Ragusa
e Leontini, il subemendamento 11.14.3, aggiuntivo.
ARMAO, assessore per l'economia. Vorrei precisare che al quinto
comma dell'emendamento 11.14, si prevede la soppressione del
periodo che va da nella definizione sino a commi'.
Quindi il comma riscritto recita così: nelle more della
riprogrammazione delle risorse del fondo'.
E' un adeguamento di tipo tecnico che chiaramente è conseguente al
ritiro dei tre commi.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
gli interventi che mi hanno preceduto mi convincono sempre di più
che questo sia un articolo da approfondire seriamente.
Al di là della presunzione di voler regolamentare con un semplice
articolo una materia così complessa, mi stupisce come poi il
Governo faccia subito marcia indietro sopprimendo due o tre commi
fondamentali della stessa riscrittura.
Ritengo che ci sia una volontà forte con questa riscrittura di
volere rimettere al centro della forestazione la valorizzazione, la
messa a reddito della forestazione stessa, la rinaturalizzazione
che consentirebbe realmente di poter attingere anche a fondi
comunitari per utilizzare al meglio quella forza lavoro che ha
acquisito professionalità, competenza e specificità. Sono sempre
più convinto che occorre essere chiari nel dire le cose perché
questa riscrittura costituisce un incremento dello stanziamento.
Se si legge l'articolo, se si guarda la riscrittura, c'è un
incremento dello stanziamento che mira a far fronte a quello che
era un impegno preso dal Governo: cioè l'accordo sottoscritto circa
un anno fa di un'implementazione delle giornate lavorative. C'è
anche un comma successivo, credo l'ultimo comma, di far fronte agli
arretrati contrattuali che riguardano la platea dei forestali.
Allora: siamo d'accordo sull'impostazione, d'accordo ad
intervenire sotto il profilo finanziario; riteniamo che la
retrocessione del Governo nella soppressione dei commi potrebbe
vanificare un intervento serio.
Chiedo, quindi, un accantonamento per un approfondimento che vada
nella duplice direzione: quella della nuova reimpostazione del
settore forestale con il tentativo di mettere in campo la
rinaturalizzazione e valorizzazione, e quella di contemperare anche
le giuste esigenze che scaturivano dagli accordi contrattuali
fatti. Un approfondimento in questo senso potrà consentire a tutta
l'Aula di esprimersi al meglio, perché ritengo si potrà fornire
così più chiarezza e più contezza di quello che si sta per fare con
questa riscrittura.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli collegi, componenti del
Governo, credo che in merito a questo emendamento di riscrittura
qualche precisazione vada fatta. E va fatta rispetto anche a
qualche strale che ha lanciato qualche componente della
maggioranza, precisamente, il Presidente Oddo, nel momento in cui
ha ritenuto che forse si sono invertite le posizioni.
Vorrei ricordare, innanzitutto, in premessa, che sino a qualche
anno fa alcuni titoli di giornali vedevano il PD in una posizione
assolutamente contrapposta per l'utilizzo di questi fondi nazionali
che andassero nella direzione di coprire ovvero di intervenire su
queste misure di cui oggi stiamo parlando. Oggi, invece, ci
accorgiamo che la posizione è completamente differente. E' giusto;
ci fa piacere. Significa quello che avevamo detto qualche tempo fa
e lo ribadiamo adesso: avevamo ragione. Quindi, qualcuno qui si è
ricreduto.
Vorrei far presente ancora che in Commissione Bilancio il PDL, il
Presidente del mio Gruppo parlamentare e i suoi componenti hanno
dato l'assenso; abbiamo votato l'articolo 11 - non di riscrittura -
per dare l'ok affinché la spesa per i forestali venisse messa in
garanzia. Si era detto: facciamo una finanziaria di alcuni articoli
in cui garantiamo sanità e forestali. Non vedo, quindi, perché oggi
qualcuno tenta o tenti di attaccare la minoranza che non è ostile,
anzi, in questi lavori, forse, la maggioranza dovrebbe mettersi un
po' d'accordo al suo interno per cercare di trovare la quadratura a
questo cerchio che ancora non arriva.
Qualche precisazione però va anche fatta. Due anni fa, venne fatta
una concertazione con i sindacati, l'assessorato dell'agricoltura
la fece con i sindacati, per riconoscere l'adeguamento contrattuale
2009 -2008 -2007 -2006, cioè siamo andati a ritroso Allora si
disse che sarebbero stati pagati quei soldi, cosa che ancora non è
stata fatta se non in minima parte. Dunque, va bene una norma che
voglia apportare un rimpinguamento di somme in questo senso, ma
lascia perplessi il PDL, caro Presidente Leontini, la norma secondo
la quale, invece, si tenta di bloccare senza possibilità di
recupero per il futuro adeguamenti contrattuali per i forestali per
il 2010, per il 2011 e per il 2012. Chi lavora ha diritto
all'adeguamento contrattuale. Ecco perché su questa posizione
chiediamo un maggiore approfondimento.
Ha ragione l'onorevole Dina quando dice: fermiamoci un attimo. Se
oggi anticipiamo di un minuto o di un'ora una norma soltanto perché
la dobbiamo incassare e lanciare a qualche agenzia di stampa e dire
- abbiamo fatto la norma dei forestali - a cosa serve fare una
norma dei forestali se poi agli stessi non diamo un beneficio, ma
precludiamo un diritto?
Voi sapete perché stiamo intervenendo per legge, onorevole Cimino,
non soltanto per dire che stiamo anticipando i Fondi FAS - non
c'era bisogno di fare questo - ma stiamo intervenendo per legge
perché dobbiamo bloccare con una legge l'adeguamento contrattuale.
Presidente Adamo, è questo che lei vuole? Dobbiamo bloccare ai
forestali l'adeguamento contrattuale per il 2010-2011 e 2012?
Bene, fatelo, fatelo; noi non siamo d'accordo su questa vicenda.
Allora, ripeto, fermiamoci un attimo. Stiamo bloccando al personale
in servizio, in forza degli articoli 45 e 46, senza possibilità di
recupero, le procedure di adeguamento contrattuale. Su questo
stiamo intervenendo. Fermiamoci un attimo; accantoniamolo e
approfondiamo l'intera questione.
Signor Presidente, noi non siamo contrari alla formulazione
originaria perché, anche in Commissione di merito, non abbiamo dato
prova di ostruzionismo, abbiamo invece dimostrato collaborazione.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire non tanto e non soltanto su questo articolo nello
specifico, sulle conseguenze dell'eliminazione di alcuni commi
dell'articolo, così come viene riproposto dal Governo e, quindi,
per quanto riguarda questa materia, mi rifaccio alle considerazioni
dei colleghi che mi hanno preceduto, ma ho chiesto di intervenire
proprio per le considerazioni che ha fatto l'onorevole Cimino
poc'anzi e devo dire al mio amico Oddo che probabilmente o non ha
letto o non ha letto molto attentamente proprio la delibera CIPE in
relazione alla questione in argomento.
Credo sia una delle poche cose che potrebbero servire ad attivare
la spesa e a fare giustizia rispetto anche alle tante cose che
andiamo dicendo, di smuovere l'economia, di operare finalmente
investimenti.
Vorrei ricordare a me stesso che sarebbe bastato anche applicare
la finanziaria dell'anno scorso; avremmo già fatto grandissimi
passi avanti, invece di essere pretenziosi come tentiamo di esserlo
con una finanziaria che, come abbiamo detto, viene scritta e
riscritta ed è sostanziale.
Comunico che sto per presentare un subemendamento nel quale, lo
leggo testualmente il Ragioniere generale è altresì autorizzato ad
anticipare le risorse relative all'applicazione dell'articolo 26
della legge 11 del 2010 , cioè la vecchia finanziaria.
E l'articolo 26 - lo ricorderanno i colleghi - è quello relativo
ai progetti obiettivo in favore degli Enti locali, cioè di tutti
quei progetti che, a partire dal comune di Acicatena, Aci
Sant'Antonio, Acicastello e così a seguire per tutti, sono stati
inseriti per potere avere quell'intervento che ancora viene atteso,
per somme che sono state poi - come sappiamo - utilizzate per altro
e che continuano ad essere utilizzate per altro, magari per i
cantieri scuola, per altre cose, ma che potrebbero essere
utilizzati per fare vera riqualificazione, vero investimento, per
risolvere in tutta la Sicilia tante questioni, per restaurare, per
completare, per interventi di manutenzione straordinaria, per la
realizzazione di impianti sportivi, per restauri; tutte cose
importanti, fondamentali. E' un elenco nutrito di 225 opere. Questa
è una cosa che si potrebbe fare immediatamente e che attivando la
spesa risolverebbe anche tante questioni e soprattutto darebbe
ossigeno ai piccoli comuni, che sono beneficiari di quell'articolo
26 corretto e giusto sul quale l'Aula l'anno passato diede la sua
approvazione. Finalmente, esso potrebbe essere applicato.
Signor Presidente, il sub-emendamento che mi accingo a presentare
vede la firma non solo dei presidenti dei gruppi parlamentari del
PDL e del PID, ma anche di tanti altri deputati, che non
appartengono alla mia parte politica.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero in realtà
fare un intervento che serve forse più a me per chiarire alcuni
aspetti che non a volere in qualche modo sviscerare un tema che
chiaramente ha tantissime sfaccettature, che soprattutto è
particolarmente interessante.
Dietro a questa norma, infatti, ci sono tantissimi lavoratori che
chiaramente con grande trepidazione ed ansia aspettano una risposta
da questo Parlamento.
Mi associo alla richiesta fatta dall'onorevole Dina di voler
accantonare l'emendamento proprio per poterlo approfondire in
maniera più compiuta e perché questo emendamento non sia soltanto
la fotografia di un momento.
Ritengo che la politica abbia un compito: quello di programmare e
la programmazione non si può fermare soltanto all'anno corrente,
anche perché è chiaro che stiamo affrontando un bilancio che è un
bilancio pluriennale.
Chiedo lumi in questo senso - potrei anche aver capito male - ma a
me sembra che questa sia una norma che riguardi soltanto la
possibilità di aumentare le giornate lavorative a questi
lavoratori, cosa sulla quale sono assolutamente d'accordo - questo
lo faccio come premessa - però soltanto per l'anno 2011, facendo
riferimento a quelli che sono i fondi che il Governo aspetta di
ricevere, a seguito degli intercorsi e di quello che ci sarà, dei
futuri incontri con il Governo nazionale, ma che per il momento
sono affrontati attraverso operazioni finanziarie che il Governo
fa, in ragione di 242 milioni e 144 milioni di euro dall'altra.
Allora, mi chiedo: è chiaro che i lavoratori, a fronte del fatto
che hanno siglato con le organizzazioni sindacali un accordo,
avranno un aumento delle ore legittime; credo che questa legittima
richiesta non si potrà fermare nel 2011. Vado più in fondo e dico
che il servizio che svolge il personale della forestale, sia per
quanto riguarda la rinaturalizzazione sia per quanto riguarda la
difesa dell'ambiente, non si può certamente fermare al 2011.
Sono delle attività ritenute valide e meritevoli di finanziamenti,
addirittura, contrarre dei mutui perché si possa far fronte a
questa emergenza, aumentando anche le ore dei lavoratori che devono
essere impiegate e ancora più tempo per farlo al meglio; credo che
questa emergenza non si esaurirà solo nel 2011.
Dall'altra parte, mi pongo un problema che afferisce più alla
sfera dei lavoratori: quando al lavoratore, l'anno prossimo, la
Regione non sarà in grado di potere garantire lo stesso numero di
giornate perché la disponibilità economica, da quanto questo
emendamento dice, limitata al 2011, chiedo chi sarà ad affrontare
questo problema e come lo si vorrà affrontare?
So che il Governo ha assunto impegni rispetto all'ipotesi di
portare un disegno di legge che riordini la materia e questo non
può altro che vederci assolutamente a favore e collaborativi perché
ciò avvenga, però, devo pure, dal ruolo di oppositrice costruttiva,
ritenere che, purtroppo, proprio per la forte contrapposizione e
per la difficoltà insita di quest'Aula non possano scaturire, in
tempi rapidi, disegni di legge che ordinino la materia, quindi, si
rischia seriamente di arrivare al 2012 senza che questa riforma
possa essere approvata.
A quel punto, mi chiedo: dopo che abbiamo ingenerato, giustamente,
un'aspettativa di vita perché quando un lavoratore porta a casa uno
stipendio che non è più quello del 2010, ma è quello del 2011, alla
luce di questo emendamento e, quindi, ha disposto di una somma
maggiore per potere dare risposte alla propria famiglia, ritornare
indietro sarà veramente impossibile e sarebbe criminoso pensare, da
parte nostra, di non dare una prosecuzione a questa attività.
Ritengo, dunque, doveroso un approfondimento perché giusta è la
rivendicazione dei lavoratori e giusta è la risposta che il Governo
dà nell'aumentare le giornate lavorative, credo però sia pure
giusta la rivendicazione da parte nostra, da parte dei singoli
deputati che vogliono dare una prospettiva più certa a questi
lavoratori, e prevederla quindi non soltanto per il 2011, ma anche
per il 2012 e il 2013, così come prevede il documento finanziario
pluriennale che stiamo trattando.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, mi rivolgo a lei, visto che è inutile
interloquire con i suoi due assessori presenti.
L'articolo 67 ter, comma 2, prevede per quanto riguarda già la
Commissione Bilancio, ma non potrebbe essere altrettanto che per
quanto riguarda gli atti in Parlamento, che siano allegati e si
faccia un allegato tecnico agli emendamenti che vengono presentati.
Signor Presidente, le spiego perché impropriamente e in buona fede
si sta rendendo complice di un plurifalso storico. Quali sono i
documenti che, per ora, ci sono e circolano in Assemblea? Onorevole
Presidente, noi abbiamo un allegato a), cui si faceva riferimento,
dove si dovrebbero vedere le proiezioni per gli anni 2012 e 2013;
abbiamo la cosiddetta tabella A, in doppia versione, è double-face.
La verifichi perché ne abbiamo una che prevede la copertura per
quanto riguarda la sanità del 2012 e del 2013 con, badate bene, il
finanziamento previsto per le cosiddette accise ed è la prima
versione; poi, ne abbiamo un'altra versione e questa copre il 2012
e il 2013; poi, ce n'è un'altra ancora, simpatica, una ulteriore
versione che riguarda solo parzialmente il 2012, che si fa con la
copertura del FAS.
Ora mi si dirà, signor Presidente, consultando i suoi sommi
uffici, che l'allegato A' lo daremo alla fine , plurimodificato
con tutta una serie di cose. Però c'è un fatto, signor Presidente
dell'Assemblea: le faccio la sommatoria di quello che abbiamo
votato per quanto riguarda il FAS, per quanto riguarda la copertura
del buco della sanità.
Assessore Piraino, abbiamo testé deliberato di impegnare nel
triennio un miliardo e ottocento milioni di euro. Con quest'altro
emendamento della forestale - e mi rivolgo anche al Presidente
della Commissione, onorevole Savona, che sa fare bene i conti -
impegniamo sul FAS altri seicento milioni di euro. Quindi siamo con
un miliardo e ottocento per la sanità, con seicento per la
forestale e ce ne andiamo a due miliardi e quattro.
Se a questo sommiamo il FAS, Presidente Savona, che comunque
impropriamente è stato inserito nel bilancio nel 2009, che riguarda
trecentodieci milioni circa e nel bilancio 2010, onorevole
Presidente, che sono un miliardo trecentoquarantasei milioni, se
non sbaglio, allora, arriviamo già sul passato 2009-2010 a un
miliardo e seicento milioni più un miliardo e otto della sanità,
più seicento milioni per la forestale. Abbiamo superato, signor
Presidente dell'Assemblea, i quattro miliardi di euro
E che è bello questo sorriso. Perché sorride l'assessore Armao?
Perché sa che il fondo inizialmente di quattro miliardi e passa è
stato ridotto con la delibera 1 del CIPE del 2011 a tre miliardi e
seicento milioni.
Allora, quando dico che qui stiamo ciarlando, nel vero senso della
parola e che pretendo che, ad ogni emendamento o articolo che
approviamo, desidero la parte tecnica per capire il collegato
complessivo con questi fondi com'è?
Non parliamo poi di tutte le voci che ancora sono coperte con il
FAS. Come se da questo punto di vista il FAS fosse il cosiddetto
fondo di San Patrizio .
Onorevole Presidente, questa è una finanziaria da autonomisti? Ma
è questa la finanziaria che il suo Governo e lei autonomista per
antonomasia ci doveva propinare? Ci sta rendendo ancora di più
schiavi di Roma Sta consentendo di vendere gli ultimi immobili per
coprire spese correnti, dopo di che ci rimangono i debiti di quelle
partecipate, onorevole Presidente. Dice lei: ma io che colpa ne
ho ? Lei ha ragione, per carità Non può però continuare a rendersi
complice di questa situazione.
Concludo, signor Presidente, ribadendo la mia richiesta: desidero
che su questi emendamenti e su questo articolato ci sia,
parzialmente, l'allegato A in base alle modifiche che ci vengono
proposte perché già la sommatoria ci porta a ben oltre.
Stiamo facendo, quindi, un falso e stiamo continuando con queste
sollecitazioni.
L'Assessore Armao da questo punto di vista ci istiga a fare
continuamente un falso. Stiamo continuando ad approvare articoli
senza copertura finanziaria E mi dispiace per la forestale e
quanto altro perché gli stiamo dando un'amara prospettiva, cioè
quella di una copertura parziale, forse per quest'anno, forse
perché purtroppo le previsioni del buon Armao meravigliao non si
verificheranno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
11.14.1, del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato con il voto contrario dell'onorevole De Luca)
Pongo in votazione l'emendamento 11.14.2, del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato con il voto contrario dell'onorevole De Luca)
Si passa al subemendamento 11.14.3, degli onorevoli Bufardeci ed
altri.
FORMICA. Dichiaro di apporre la mia firma.
FALCONE. Anch'io.
CAPUTO. Anch'io.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, dare attuazione ad una legge della Regione da parte del
Governo è un dovere e, nel caso di questa norma, è un onore.
Purtroppo, è intervenuta una delibera del CIPE che ha non azzerato,
come qualcuno poc'anzi ha detto, ma ne ha congelato
sostanzialmente, pur riconoscendo l'impostazione del PAR-FAS della
Sicilia, l'utilizzazione.
Da quando è stata pubblicata questa delibera, abbiamo adottato
modalità operative diverse fino a quando non era stata approvata e
mi trovo costretto a ricordare che è stata più di due mesi e mezzo
di fronte alla Corte dei Conti per ottenere la registrazione.
Da quando, tuttavia, questa delibera è diventata cogente, non è
possibile utilizzare direttamente per una pur importante, e devo
dare atto che il Parlamento lo scorso anno ha approvato questa
lungimirante manovra di utilizzazione anche per iniziative minute
di fondi del FAS. A questo punto, ogni utilizzazione è certamente
riconducibile a quell'accordo che è previsto come negoziato frutto
della delibera CIPE.
Conseguentemente, prima della nuova rinegoziazione, che darà luogo
allo sblocco dei fondi FAS, Fondi risorse liberate, relative al
vecchio PAR-FAS e fondi relativi al vecchio POR-FESR, prima di
quella data, non possiamo sbloccare le somme.
Autorizzare oggi a sbloccare le somme potrebbe prefigurare, di
fronte ad un atto dello Stato che dice che queste somme non si
possono utilizzare, profili di responsabilità che, chi non vota,
certamente non ha.
Pertanto, il parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
CIMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto, la
delibera CIPE non afferma quanto detto dall'Assessore perché la
delibera CIPE - e l'abbiamo anche commentata in Commissione
Bilancio - non dice proprio quello che, purtroppo, ha affermato
l'Assessore, anche perché dai verbali della Commissione Bilancio e
dai documenti che l'Assessore ha fornito in Commissione Bilancio,
la delibera CIPE non è così stroncante dell'attività del PAR-FAS
della Regione. Apre un ragionamento della necessità di un percorso
di dialogo per una possibilità di modifica e di aggiornamento.
Poi, mi pare strano che il Governo prima citi il Commissario dello
Stato, secondo alcuni aspetti, e, poi, richiami il Parlamento su un
possibile voto della Corte dei Conti.
Ribadisco al professore Armao che questo, essendo un Parlamento,
non ha paura né della Corte dei conti né del Commissario dello
Stato.
La Giunta di Governo può avere qualche preoccupazione di questo
genere, ma il Parlamento penso che sia anche sovrano.
Sull'altro argomento, ribadisco che il Parlamento, l'anno scorso,
con la Commissione Bilancio ha esitato un provvedimento di opere
pubbliche immediatamente cantierabili per i comuni della Sicilia.
Queste opere pubbliche, comunque sia il FAR-PAS o comunque sia il
Piano del Sud, sono spese di investimento, riguardano già misure
adottate dal CIPE negli interventi infrastrutturali a favore delle
piccole opere. Nel nuovo Piano del Sud vi è una voce che riguarda
le piccole opere a favore dei comuni del sud e, in più, devo dirvi,
così come giustamente il Governo vuole fare anticipare nel bilancio
della Regione i fondi per la forestale, per opere che sono comunque
progetti cantierabili e per investimenti, analogamente e
politicamente per rispettare una volontà del singolo parlamentare,
per rispettare una volontà di questo Parlamento, può ugualmente
provvedere per i progetti esecutivi già deliberati dalla
Commissione Bilancio e dall'Assemblea regionale l'anno scorso.
Pensare di poter parlare di responsabilità, di negatività o di
provvedimenti che non si possono fare, per i forestali e non per le
opere pubbliche, mi pare strano. Sono due azioni invece che bene si
possono integrare perché una fa parte nell'ambito dei progetti
obiettivi e l'altra nell'ambito dei progetti di rinaturalizzazione,
così come già il Governo ha attivato il percorso per i cantieri
scuola dove il Presidente Lombardo egregiamente si è assunto la
responsabilità che, sebbene finanziati nel FAR-PAS, li ha
anticipati col bilancio della Regione. Questa materia riguarda i
cantieri scuola, riguarda i forestali, riguarda la legge obiettivo,
riguarda il rispetto di un piano di attuazione regionale deliberato
da questa Assemblea, voluto dal Governo regionale e che oggi, caro
professore Armao, deve soltanto avere l'apprezzamento dell'Aula per
dare una copertura temporanea che è una copertura di bilancio
perché sicuramente nel FAR-PAS queste somme saranno riconosciute.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero questo
emendamento firmato dall'onorevole Cimino pericoloso, ma proprio
perché firmato dall'onorevole Cimino che era l'assessore che ha
fatto, diciamo, le cose di cui ha parlato, nel senso che è
competente e conoscente di quello che riguarda il sistema regione.
Vorrei che avessimo chiare le cose di cui stiamo parlando.
Noi ci troviamo in una situazione un po' folle che è il relativo
rapporto tra Stato e regioni, Stato e regioni e poi regione Sicilia
di un PAR-AS che doveva iniziare nel 2007 e che siamo al 2011 e
oggi parliamo di un Piano del Sud che deve ancora avvenire.
Nel frattempo, la Sicilia ha approvato un PAR-FAS proprio che ha
mandato alla negoziazione con il Ministero dell'economia, col
Ministero del rapporto Stato-regioni ed è stato approvato dal CIPE.
Poi è stata approvata anche una quota di assegnazione di risorse
alla Regione. In quel PAR-FAS ci sono una serie di misure alcune
delle quali le abbiamo anticipate per cassa con i fondi della
Regione. Mi riferisco alla questione forestali e anche ai cantieri
scuola e, forse, a qualcos'altro.
Sostanzialmente, credo che ad oggi tra forestali, cantieri scuola,
forse siamo attorno a 700 - 800 milioni di anticipazioni.
Credo che oggi stiamo approvando una manovra che sostanzialmente
anticipa un altro miliardo, di fatto, del PAR-FAS con un PAR-AS che
nel frattempo ha avuto registrato dalla Corte dei Conti nazionale
il provvedimento 1.11 del CIPE che sostanzialmente blocca
nuovamente tutto e rinvia ad una nuova negoziazione.
Ora, chiedere ad un funzionario, al ragioniere generale, e poi a
chi deve dare esecuzione, con questo quadro, di essere autorizzato
ad anticipare in forza di una norma che non ha ad oggi una
legittimazione giuridica per dare esecuzione ad un provvedimento
dell'anno prima della Regione, significa mettere il funzionario,
oltre che contabilmente coloro che dovessero assumersi la
responsabilità di questo provvedimento - perché una cosa era quando
è stata fatta in forza di un accordo ancora in corso d'opera,
un'altra cosa è farlo a seguito della delibera 1.11 del CIPE -,
significa chiedere a quel funzionario di assumersi la
responsabilità patrimoniale in senso diretto e alla Regione di
essere messa nelle condizioni di andare alla bancarotta. Perché
significa in qualche modo trasformare la Regione in una mera
operazione di cassa senza la formale approvazione della norma che
ne consenta l'autorizzazione.
Noi possiamo fare tutte le cose demagogiche del mondo, mi dispiace
che l'onorevole Cimino sia uscito, ma i colleghi che erano in
Commissione ricorderanno, già noi abbiamo chiesto al Governo di
ritirare l'emendamento che era stato predisposto per il bilancio
quando cancellava le previsioni finanziarie di una parte della
programmazione PAR-FAS che era contenuta che poi è stata calata in
bilancio.
Quindi, stiamo mantenendo dei capitoli che sappiamo che in questo
momento non hanno ancora una certezza giuridica sul piano delle
coperture.
Chiedere al Governo di essere autorizzato ad anticipare, pur per
opere pubbliche e che probabilmente saranno coerenti con il Piano
del Sud, ma lo saranno solo dopo formale approvazione, è fare un
atto di demagogia verso la Sicilia, farlo forse solleticando
qualche legittima aspettativa del singolo collega, ma è un atto che
non ha alcun fondamento di fattibilità perché sarebbe come dire che
la Regione anticipa al posto dello Stato tutto quello che lo Stato,
comunque, si sa non vuole concedere alla Regione.
Questa è bancarotta E in diritto c'è pure una condizione
aggravata che ci può essere anche una bancarotta fraudolenta.
Non è il nostro caso, ma attenzione a non impazzire. Tutti noi
avremmo voluto che quel Piano avesse avuto esecuzione, ma chiedere
oggi a qualcuno di anticipare, con questo chiaro di luna, significa
mettere con le spalle al muro il funzionario che lo fa e la Giunta
che lo dovrebbe autorizzare
Mi pare che, onestamente, sia un atto di pirateria politica non un
atto di buona amministrazione
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono stato
uno dei parlamentari, probabilmente perché mi posso appassionare
solo in occasione delle finanziarie, signor Presidente, qui ci sono
parlamentari che hanno diritto di intervenire, dare il loro
contributo solitamente in occasione delle finanziarie e l'articolo
26 era una grande occasione, una straordinaria occasione, però oggi
noi abbiamo due problemi: l'inapplicabilità perché i fondi PAR-FAS
mancano e sulle 200 e passa opere pubbliche mancherebbero pure
altri 70 milioni perché credo ne servano 120 o 140 rispetto ai 70
che sono nella norma.
Francamente, io nel pensare alla proposta dei colleghi Bufardeci e
Cimino, immaginavo qualche cosa di diverso e non quello di caricare
sulla Regione qualcosa che non può essere caricato sulla Regione.
Però, Presidente della Regione, credo che rispetto a tutte le
risorse che ha la Regione o che ha fatto intravedere nell'ultima
finanziaria alle risorse comunitarie, ai Comuni, alle imprese, un
qualche segnale vada dato, sicuramente non anticipando questi 70
milioni, ma certamente va dato un segnale di un'attività che
riporti le opere pubbliche come fatto importante in Sicilia, opere
pubbliche peraltro, Assessore Armao, mi si dice che è stata fatta
un'anticipazione sull'articolo 26 - e credo che sia stata
un'anticipazione intelligente perchè riguarda un'importante
emergenza monumentale di Trapani, però è chiaro che se si apre una
parentesi di questo tipo, si deve porre complessivamente il
problema di come ridare senso a quella norma che ha creato non
poche aspettative.
Invito, pertanto, l'onorevole Bufardeci a ritirare l'emendamento e
a porre la questione su come utilizzare le risorse e sulla
copertura complessiva dell'articolo 26, perché altrimenti
rischieremo solo di esserci avventurati in una norma che ha fatto
discutere molto senza risultati, ma ha soltanto creato propaganda
negativa.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo
bene che non possiamo caricare sul bilancio della Regione
nell'ipotetico finanziamento da parte dello Stato del PAR-FAS e
nella conferma delle voci per investimenti negli enti locali.
Però, vorrei sapere dall'Assessore ed è una precisa domanda: pare
che queste anticipazioni che non sono possibili per la copertura
dell'articolo 26, siano invece state fatte per alcune opere
previste nell'allegata tabella all'articolo 26. Pertanto, senza
norma, avendo tutto l'elenco della tabella collegata al 26, pare
che il Governo abbia autonomamente facendo prendere la
responsabilità al funzionario, che ne risponde patrimonialmente
direttamente, finanziato alcune opere. Vorrei capire con quale
criterio il Governo ha selezionato le opere? Quanto investimento e
anticipazione questo ha comportato per la Regione? E quali sono le
opere finanziate?
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire una
volta per tutte, se questi fondi FAS hanno un utilizzo per alcuni
settori: vedi la sanità come abbiamo fatto poc'anzi, vedi lo stesso
problema dei forestali, appena, però, arriva una proposta seria - e
lei, presidente Lombardo, lei è il Presidente che deve cambiare la
Sicilia, è il Presidente che dovrebbe dare risposte serie per fare
in modo che questa terra possa davvero rilanciarsi- appena, noi
chiediamo che con questo emendamento presentato da Forza del Sud
si possa dare lavoro, occupazione, dando ossigeno alle imprese,
finanziando quelle opere che già erano state inserite nell'ultima
finanziaria votata da questo Parlamento, ci si dice di no.
Quest'Assemblea l'anno scorso votò con la copertura finanziaria
dei FAS la possibilità di realizzare quelle opere. Nel momento in
cui stiamo di nuovo discutendo della finanziaria del 2011 e nel
momento in cui già abbiamo utilizzato quei soldi dei FAS per altre
operazioni, sicuramente importanti, non vedo perché non dobbiamo
dare la possibilità di finanziare delle opere che nei vari comuni
della Sicilia potrebbero dare risposte in termini strutturali e
nello stesso tempo risposte in termini economici.
Presidente Savona, non capisco perché la Commissione Bilancio
abbia dato un parere negativo su ciò che è stato già votato, di
fatto, da questo Parlamento.
L'intervento dell'onorevole Cracolici e l'intervento di qualche
altro collega in uno a quello dello stesso Assessore che ci crea
qualche preoccupazione rispetto alle dichiarazioni della Corte dei
Conti, rispetto al ruolo del Commissario dello Stato, rispetto alla
ipotesi della bancarotta fraudolenta, ma che si interroghino
veramente questi parlamentari e queste forze politiche di altre
situazioni che dovrebbero portare invece a timori del genere
Altre porcherie sono state fatte anche nella stessa finanziaria
Avete fatto soltanto delle riunioni segrete per coprire, non so
quali interessi, e non avete mai dato il giusto peso alle varie
attività economiche dell'Isola.
Nel momento in cui questo Parlamento, grazie all'onorevole Cimino,
ex assessore per il bilancio, che ha avuto l'intuito vero - perché
se l'assessore Cimino dice che la delibera CIPE, signor Presidente,
non so se l'assessore Armao l'ha letta bene, può finanziare anche
questo anticipo -, non si capisce perché questo Governo
ribaltonista, questo Governo che non dovrebbe governare, ma che lo
fa soltanto a causa di certi atteggiamenti, deve bloccare questa
norma che invece è importante
Mi appello quindi ad ogni singolo parlamentare. E' una norma che
può dare davvero risposte; è una norma legittima; è una norma che
permetterà lo sviluppo economico; infine, è una norma che dà e può
far fare finanziamenti.
Mi pare che non ci siano motivazioni per poterla bloccare e quindi
chiedo il voto segreto per questo emendamento.
GENNUSO. Sono cinque giorni che ripetiamo le stesse cose.
PRESIDENTE. Onorevole Gennuso, veramente questo è un argomento
assolutamente nuovo, introdotto un'ora fa.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente
dell'Assemblea, onorevoli colleghi, vorrei chiedere all'onorevole
Cimino, ex assessore per il bilancio, che ha presentato questo
emendamento di ritirarlo, di ritirarlo, risparmiandoci questo voto,
più o meno segreto, e comunque inutile, che non ha ragion d'essere,
signor Assessore, onorevoli colleghi. Non ha ragione d'essere e
perché? Ora ricostruisco i fatti per come si sono svolti.
Questo Parlamento e il Governo da me presieduto, con largo
anticipo rispetto a tutte le altre regioni, come ricorderete, e
attirandosi, devo dirvi, una serie di polemiche, più o meno
pretestuose da parte delle regioni inadempienti in ordine a questo
argomento, dopo lungo confronto e varie modificazioni, che a quel
piano la cui redazione, per carità, concordata in Giunta, si deve
in maniera particolare, all'onorevole Assessore dell'epoca, cioè
all'onorevole Michele Cimino, la nostra Regione, con largo anticipo
rispetto alle altre, e dopo averlo modificato più volte, venendo
incontro, ripeto, alle richieste, alle esigenze, alle proposte che
venivano dal Governo, credo dalle attività produttive più
propriamente, portò al CIPE questo nostro piano di impegno dei
fondi FAS che, come sapete, complessivamente ammontavano a 4
miliardi e 313 milioni.
In questo piano per l'investimento di questi 4 miliardi e 313
milioni, c'erano tante voci alle quali facevano riferimento le
cifre per come le avevamo ripartite nel piano.
Nonostante questo piano sia stato approvato nel luglio del 2009 e
la relativa deliberazione CIPE, invece, è stata pubblicata sulla
Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, nel settembre 2009,
come ben sanno i colleghi parlamentari, il Governo nazionale non ha
dato seguito, nonostante l'impegno assunto al massimo livello, dato
che il CIPE è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri,
a che la relativa delibera pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale si
concretizzasse con un decreto che avrebbe dovuto imporre il
perfezionamento della relativa delibera, decreto che abbiamo
atteso -invano - sino ad oggi.
E' vero, siamo intervenuti, anticipando con la nostra cassa,
alcune spese, alcuni interventi. L'abbiamo fatto perché la tanto
contestata rinaturalizzazione, contestata e devo dirvelo senza
polemiche, tanto quanto sarebbe bastato se la contestazione fosse
stata accolta da costringerci a dover dire oggi che ne difendiamo
le aspettative, i bisogni, a 20- 30 mila persone di non avere le
condizioni per potere consentire loro di rinaturalizzare con
annesse indennità loro spettanti per questo progetto.
Abbiamo investito queste risorse per fare i famosi cantieri di
lavoro, che è una misura di investimento e sociale al tempo stesso
perché ha consentito a, più o meno, tutti i comuni siciliani di
realizzare cinque, sei, sette interventi, di dare lavoro con
piccoli interventi, piccole forniture, i commercianti locali, oltre
che le piccole realtà locali che hanno avuto il sollievo
consistente in piccoli interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria.
Per quanto riguarda la voce dei 70 milioni di euro dedicati ad
interventi nei comuni o negli enti locali, di cui ci siamo occupati
nella finanziaria dell'anno scorso, ne avremmo potuto farne a meno
se questa voce, così come è capitato per i cantieri di lavoro che
non hanno trovato luogo nella legge finanziaria dell'anno scorso,
la n. 11/2010, questi cantieri di lavoro li abbiamo finanziati
perché erano nel PAR FAS e ci siamo tutelati - e lo ricorderà
l'assessore Cimino perché l'abbiamo fatta insieme -, scrivendo al
Governo nazionale, al Ministero delle attività produttive,
sollecitandone il decreto per sbloccare queste opere e per
investire queste risorse.
Il Governo nazionale non ha assolutamente risposto. In seguito,
abbiamo interloquito, scrivendo in questi termini: ci aspettiamo
il decreto perché non possiamo fare a meno di intervenire; se non
ci rispondete di no nell'arco di sette giorni, si sarà attivata una
sorta di silenzio-assenso. Sono passati più di dodici mesi e
nessuno ha risposto. Nessuno ha detto che avrebbe anticipato e che
sarebbe intervenuto anticipando le risorse per realizzare quanto
contenuto in quel piano.
Non lo abbiamo fatto per quanto riguarda questa misura per varie
ragioni. Credo che una delle ragioni e non vorrei sbagliarmi è
quella che avendone tratto spunto dal PAR perché c'era la
copertura, la voce era Interventi nelle aree urbane o negli enti
locali', però, la cifra era di 70 milioni e dobbiamo riconoscere
con molta franchezza che i progetti raccolti o sollecitati o
pervenuti comportavano un investimento più o meno doppio: non so se
si trattava di 134 o di 140, più o meno il doppio di 70 milioni.
Ecco una delle ragioni per cui non abbiamo potuto attivare quella
misura.
La seconda ragione è quella che abbiamo richiesto i progetti agli
enti locali in base a delle indicazioni che furono raccolte credo
in uno degli allegati alla finanziaria, e credo che parecchi di
quei comuni in ordine a quelle opere ancora non hanno presentato i
progetti, non hanno risposto o corrisposto a quella nostra istanza;
qualcuno, non uno o due, ma parecchi comuni, non tutti,
figuriamoci, ma parecchi comuni.
Nel frattempo cosa succede, succede qualcosa per cui vi dico
questo voto e il dibattito relativo circa l'opportunità sulla
quale conveniamo di realizzare queste opere perde di significato,
interviene nel frattempo la delibera dell'11 gennaio 2011, con la
quale ci si notifica che cosa? Che intanto il FAS non ammonta più a
4 miliardi 313, ma bensì si riduce del 15 per cento, siamo a 3
miliardi e 600 e qualcosa. Quello che voi dite è stato anticipato
questo, questo e quest'altro per cui la cifra reale sulla quale
discutere è abbastanza più ridotta, è vero, in ogni caso, noi
potremmo disporre di 3 miliardi e 600 milioni. Abbiamo interloquito
più volte con il Governo, in questo caso con il Ministro delle
Regioni, che è l'onorevole Fitto, che è stato più volte da noi, un
paio di volte, per parlare della rimodulazione di questo fondo, ma
anche per intervenire su altri argomenti; abbiamo avviato una
interlocuzione che ci porterà ovviamente a rimodulare.
Nel frattempo che cosa abbiamo fatto, per non toccare quella
previsione che nel nostro FAS era contenuta e anche questo era
l'impegno dell'Assemblea e del Governo? Abbiamo fatto ricorso alla
Corte dei Conti contro quella benedetta deliberazione. La Corte dei
Conti ci ha pensato e ripensato, ci ha fatto attendere più di due
mesi, ma poi purtroppo quella delibera CIPE con cui si rimette
tutto in discussione, donde l'obbligo di rimodulare, per cui prima
di allora soprattutto dopo la delibera della Corte dei Conti nessun
ragioniere generale o Assessore della Regione si sente di
autorizzare un solo euro di quel piano, nel frattempo, purtroppo la
Corte dei Conti approva o meglio vista e registra quel decreto.
Oggi, richiamarci a quel piano per il quale nel FAS non c'e la
sufficiente copertura finanziaria per come avevamo progettato ci
porterebbe, se permettete, ad un voto che non serve a nulla, che
metterebbe qualunque ragioniere generale, che ci farebbe approvare
qualcosa che poi non possiamo attuare E invece se noi riteniamo
che quegli interventi come altri, come tanti altri, siano da
finanziare con un FAS rimodulato, da questo confronto tra il
Governo della Regione e quello nazionale, sarà posto in primo piano
perché si possa trovare quella copertura finanziaria che ci
consentirà di mantenere l'impegno che questa Assemblea ha assunto
con se stessa e di cui il Governo regionale si è fatto carico.
Ecco qual è la ragione. Poi, per carità, diremo che questo va bene
così, che per quanto riguarda l'altro punto c'è da rivedere un
altro argomento o quant'altro, ma le cose stanno in questi termini.
E votare o non votare a scrutinio segreto, o con altro sistema, non
ci mette certo nelle condizioni di realizzare l'obiettivo al quale
guardiamo tutti con lo stesso favore.
Io vi ringrazio e mi permetto quindi di formalizzare, l'ho già
fatto ad apertura del mio intervento, la richiesta di ritiro
dell'emendamento all'amico onorevole Cimino.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, accede alla richiesta di ritiro
dell'emendamento?
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, purtroppo mi rincresce, ma non posso
ritirare l'emendamento per una serie di motivazioni: una, perché
negherei il lavoro fatto l'anno scorso; due, perché devo dirle nel
suo intervento ha dato le risposte a qualche dubbio che potevo
avere. Perché vero è che il lavoro parlamentare ha attivato a
favore di quegli interventi per i comuni che oggi non hanno più la
possibilità di finire un'opera pubblica che era stata finanziata
magari con la vecchia Cassa depositi e prestiti, o finire gli
interventi che sono iniziati nella prima Repubblica e che poi sono
stati abbandonati. Quel testo nasceva per progetti esecutivi e per
opere di completamento. Proprio il fatto che si tratta di una
copertura di 70 milioni, e non di 140, è perché i primi progetti
con una esecutività avanzata sono immediatamente cantierabili, gli
altri sono progetti che devono poter trovare la copertura con
accordi di programma che sono previsti in questa delibera CIPE.
E onorevole presidente della Regione, come ha sostenuto il
professore Armao in Commissione Bilancio, non ha sospeso gli
interventi, ma giustamente ha aperto una trattativa tra lo Stato e
la Regione, e lo Stato deve poter far valere quel POR FAS del 2007-
2013 che lei ha presentato unitamente al Presidente Berlusconi e al
Ministro Tremonti, che oggi firmando questa delibera CIPE il
Ministro Tremonti sottolinea anche quei PAR come la Sicilia che
hanno l'istruttoria favorevole del Ministero dello sviluppo
economico, la presa d'atto del PRE CIPE e del CIPE e che sono in
attesa del decreto, perché vogliono avere una maggiore forza nella
contrattualizzazione, ma noi dobbiamo poter dire che il lavoro
della Sicilia è stato ben fatto, così come per i cantieri scuola,
per la forestale, anche per 70 milioni, e presto 140, a favore dei
comuni della nostra Regione.
Per coerenza, onorevole Presidente, e per il buon lavoro che ho
svolto all'epoca come assessore di questo Governo non posso
rinnegare il mio passato, sostengo il mio emendamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per richiamo al Regolamento
PANARELLO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, è la prima volta che mi capita nella
mia vita di parlamentare di trovarmi di fronte alla votazione di un
testo che sulla base delle considerazioni svolte dal Presidente
della Regione, dal capogruppo del PD e dall'Assessore per
l'economia, dovrebbe essere considerato inammissibile, nel senso
che mi si dice, io non la voglio buttare in politica, perché tutte
le opinioni sono necessarie, mi si dice che non è attuabile in
quanto i funzionari dopo la delibera del CIPE e dopo il
pronunciamento della Corte dei Conti non lo possono mettere in
attuazione. Siccome c'è questa considerazione, chiederei alla
Presidenza di fare un approfondimento per verificarne
l'ammissibilità. Grazie.
PRESIDENTE. L'istruttoria è già stata fatta, onorevole Panarello,
altrimenti non saremmo qui a discutere, l'avrei già dichiarato
inammissibile un'ora fa, avremmo evitato un'ora di discussione.
PANARELLO. Mi serviva comunque che restasse agli atti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 11.14.3, degli
onorevoli Bufardeci ed altri.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo ringraziare
sia l'onorevole Cimino che ha proposto questo emendamento sia il
Presidente della Regione, perché finalmente ha detto la verità, a
differenza degli assessori, perché in genere Lombardo la dice
sempre la verità quando interviene, a differenza dei suoi
assessori. E devo sottolineare la grande onestà intellettuale del
Presidente Lombardo, in quanto egli giustamente chiede
all'onorevole Cimino di ritirare il suo emendamento, perché i soldi
previsti dal FAS per questa misura, per questi progetti per i
comuni non ci sono Onorevole Cimino, non l'ha capito ancora che
non ci sono quei soldi? Che vuole lei? E allora rispetto a questa
richiesta, il presidente Lombardo ha fatto bene - giusto Presidente
-, però le chiedo io un'altra cosa: parliamo del bilancio 2010. Nel
bilancio 2010, onorevole Presidente, noi abbiamo a mala pena
previsto un miliardo e trecento milioni, euro più, euro meno, come
fondi FAS. E le voglio ricordare, onorevole Presidente, che il
Ragioniere generale della nostra regione senza norma, forse, ma mi
auguro che ci sia anche per il 2010, ha autorizzato l'utilizzo,
anzi l'anticipazione su due voci, ce ne sono altre, ma quelle
principali sono due: forestali e sportelli multifunzionali.
E allora delle due l'una, Presidente della Regione. Io la
ringrazio perché lei ha finalmente smentito l'assessore Armao; io
di questo la ringrazio, gli revochi pure la delega, gli faccia
cambiare posto perché è inadeguato, perchè i conti non tornano, per
altre cose è perfetto, ma per i conti no Quindi cambiategli
delega, rivogliamo l'onorevole Cimino. Rispetto a questo c'è un
dato principale: lei, onorevole Presidente della regione, ha
dichiarato che - in questo momento - c'è un buco nel bilancio del
2010 afferente alle coperture della forestale e degli sportelli
multifunzionali per oltre 250 milioni di euro. Ma lei, finalmente,
ha detto la verità anche su un'altra cosa: che tutta la
programmazione che state facendo con questa finanziaria è iper
falsa, perché se il FAS non è utilizzabile nel 2010 non capisco
come possa essere programmabile, utilizzabile nel 2011
E allora finalmente, lei ha chiarito qual è il disegno di questa
sua finanziaria: ni vuole mannari tutti a casa , presidente
Lombardo Lei vuol fare impugnare il bilancio della Regione. E
diciamolo finalmente Questo però non lo sapeva l'Assessore per
l'economia. Non lo sapeva E allora rispetto a questo mi faccio io
suo portavoce, presidente Lombardo, lei finalmente ci ha portati a
questo punto; li ha fatto scannare tutti, li ha fatti girare con un
piattino in questi quattro giorni e finalmente ora, colpo di
teatro, si ufficializza il vero disegno Siamo ormai pronti, tutti
a casa Cominciate a stampare fac-simili perché è chiaro, ormai,
finalmente, la voce autorevole del presidente Lombardo, ha
chiarito, ha messo il timbro Altro che Commissario dello Stato,
non c'è bisogno neanche più che discutiamo
Onorevole Leontini, non c'è bisogno che scriva al Commissario
dello Stato perché ormai il Commissario dello Stato ci segue in
diretta e ha sentito le voci del Presidente della Regione, tant'è
vero che l'assessore Armao è scappato Non c'è più, se n'è andato,
è andato a dimettersi, lei ha avuto, presidente Lombardo, anche
questa capacità; l'assessore Armao è in sala stampa che sta
comunicando le sue dimissioni
Concludo, signor Presidente, e lo sa perché devo concludere?
Perché dopo questa autorevole affermazione non c'è più nulla da
fare e non c'è più nulla da dire Io tolgo il disturbo; so che lei
è contento e pure il Presidente della Regione; tolgo il disturbo
perché ho programmato un bel comizio a Favara ed è giusto che vada
a Favara, anzi, se il Presidente della Regione vuole venire con me,
non perda tempo qui, venga con me e facciamo un bel comizio a
Favara, dove si vede l'assenza dello Stato e della Regione E così
ormai li facciamo ammazzare fra di loro. Lei c'è riuscito nel
disegno, li ha fatti uscire tutti allo scoperto Complimenti Ora
si è dimostrato l'unico fine politico in Sicilia e in questa
Assemblea. E non scherzo Io su questo sono stato sempre chiaro nei
suoi confronti.
E dunque, cari colleghi, è finita la partita, ormai abbiamo
concluso i nostri lavori.
Io, signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola, non
so che diavolo prevede il Regolamento interno, io sono naturalmente
favorevole a questo emendamento, ma se mi devo astenere per forza,
non me ne voglia l'onorevole Cimino, comunque sia lo ringrazio
perché finalmente è riuscito a sollecitare la verità.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
DINA. Chiedo che la votazione dell'emendamento 11.14.3 avvenga per
scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 11.14.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Caputo,
Cascio Salvatore, Cordaro, Incardona, Mineo, Scilla, Scoma,
Vinciullo, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 11.14.3, degli onorevoli Cimino e Bufardeci.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Buzzanca,
Calanducci, Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Catalano,
Cimino, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, Falcone, Faraone, Federico, Ferrara, Formica, Forzese,
Galvagno, Gennuso, Gentile, Giuffrida, Greco, Gucciardi, Incardona,
Laccoto, Leanza Lino, Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice,
Lombardo, Maira, Mancuso, Marinello, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Mineo, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Scilla,
Scoma, Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Si astiene: Fiorenza.
Assenti: Campagna, D'Asero, De Luca, Donegani, Leanza Edoardo,
Lupo, Marinese, Minardo, Pogliese, Savona, Scammacca, Minardo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 78
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 27
Contrari 49
Astenuto 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 11.14 che è di riscrittura
dell'articolo 11, così come modificato. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Linea d'azione Itinerario Ragusa-Catania'. Anticipazione
regionale
1. Nelle more della definizione della riprogrammazione delle
risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, ai sensi della
Deliberazione CIPE 11 gennaio 2011, n. 1, per far fronte agli oneri
relativi all'intervento previsto dalla linea di azione 2.1.a
Itinerario Ragusa Catania SS 514-SS 194', è autorizzata a titolo
di anticipazione per l'esercizio finanziario 2011 la spesa di 5.000
migliaia di euro.
2. Per le finalità del comma 1, il Ragioniere generale della
Regione è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per il
finanziamento d'investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo
3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
3. Al verificarsi dei presupposti per il finanziamento delle linea
d'azione di cui al presente articolo con le risorse del Fondo per
le aree sottoutilizzate, l'autorizzazione di spesa di cui al comma
1 è ridotta di pari importo.
4. In attuazione del presente articolo, il Ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni
al bilancio della Regione».
PRESIDENTE. Comunico che allo stesso sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 12.1, 12.2, 12.3, 12.4, 12.5;
dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 12.14, 12.13,
12.12 e 12.11;
dagli onorevoli Minardo, D'Agostino, Gennuso, Federico e Colianni:
12.6;
dall'onorevole Leontini: 12.8;
dagli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone:
12.9, 12.7.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 12.1, 12.2, 12.3,
12.4, 12.5 e 12.8, a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per coerenza,
perché credo sia un atto di assoluta coerenza, così come ho chiesto
che gli articoli 8 e 9 fossero sospesi, chiedo che anche l'articolo
12 - i colleghi capiranno la ragione - venga accantonato e si passi
agli articoli successivi sul piano della manovra più strettamente
tecnica.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 13. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Art. 13.
Pubblicazione informatica delle delibere della Giunta
regionale
1. Al fine di garantire la trasparenza della spesa, la Giunta
regionale trasmette alla Segreteria generale, entro sette giorni
dall'adozione, le delibere per la tempestiva pubblicazione
integrale delle stesse sul sito ufficiale della Regione, in
un'apposita rubrica facilmente accessibile. La Segreteria generale,
con la presente legge, assume l'obbligo di trasferire, in formato
digitale, le delibere appena adottate. Le delibere che contengono
provvedimenti di spesa o di nomina devono essere poste in
particolare evidenza, allegando, in caso di nomine, il curriculum
del nominato».
PRESIDENTE. Comunico che allo stesso sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 13.4;
- dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 13.5;
- dagli onorevoli Leontini, Mancuso, D'Asero e Bosco: 13.2, 13.3 e
13.1.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 13.4, 13.2, 13.3 e
13.1 a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 13.5, dell'onorevole Maira.
MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Art. 14.
Modifiche di norme in materia di
termini di presentazione di documenti finanziari
1. Alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 1 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni le parole entro trenta giorni dalla data di
presentazione alle camere da parte del Consiglio dei Ministri di
quello nazionale sono sostituite dalle seguenti: entro il 20
luglio di ciascun anno'.
2. All'articolo 3, comma 1, della legge regionale 8 luglio 1977,
n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le parole Entro il 31
maggio di ciascun anno' sono sostituite dalle seguenti: Entro il
30 giugno di ciascun anno».
PRESIDENTE. Comunico che allo stesso sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 14.1, 14.2 e 14.3;
dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 14.6, 14.5 e 14.4.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 14.1, 14.2 e 14.3 a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MAIRA. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 14.6, 14.5 e 14.4 a
mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 14. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, che riprenderà alle ore
16.00.
(La seduta, sospesa alle 15.09, è ripresa alle ore 16.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere
posto al banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, l'onorevole De Luca dovendo andare via per
impegni istituzionali ha chiesto di potere anticipare la sua
dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Grazie, signor Presidente. Il Presidente della Regione è
presente e mi è sufficiente perché per il resto non c'è alcuna
necessità di interlocuzione.
Onorevoli colleghi, intervengo per dichiarare la mia posizione su
questa finanziaria che ormai stiamo per approvare; si tratta di una
finanziaria ormai stringata perché la volontà di presentare il maxi
emendamento del Governo non c'è più e di questo, onorevole
Presidente della Regione, ne prendiamo atto. Credo sia sicuramente
la soluzione più saggia perché, almeno, si evita di fare ancora più
danno alla Sicilia e di dare il colpo finale alle casse della
Regione siciliana.
Ho ricevuto, però, una telefonata strana che mi ha spinto ad
intervenire, onorevole Presidente della Regione - soprattutto
quindi mi rivolgo a lei. Mi ha telefonato il presidente onorario di
Sicilia Vera', il sindaco di Ragusa, Nello Di Pasquale, il quale
ha saputo che c'è pronta una rappresaglia per cancellare l'articolo
12 della finanziaria, e cioè l'anticipazione dei fondi FAS per
l'autostrada Ragusa - Catania. Io, naturalmente, ho detto a Nello
Di Pasquale che non è possibile una cosa del genere, è vero Lino
Leanza? No Visto che, giustamente, è stato esitato dalla
Commissione di merito questo testo, non approvarlo avrebbe il
frutto di una mera rappresaglia politica, una quasi vendetta Ho
quindi rassicurato il mio interlocutore ed ora che sto parlando -
almeno credo - col Presidente ombra, visto che il presidente
Lombardo è occupato ancora a fare ragionamenti, non si sa di quale
natura, credo - ripeto - di poterlo rassicurare circa il fatto che
l'Aula non farebbe mai una rappresaglia del genere nei confronti
della città di Ragusa, e nei confronti di un intero territorio.
Soprattutto poi nei confronti dell'onorevole Leontini, che è stato
colui che lo ha voluto, ma un plauso va pure all'intera Commissione
e al Parlamento che non si presterà, sono sicuro, a questo tipo di
sollecitazioni
Rispetto alla discussione sui documenti finanziari, io mi ero
limitato a presentare pochi emendamenti.
Avevo previsto una serie di norme per destrutturare questa
Regione, per demolire questo sistema centralistico, ma oggi con
quelle che sono state le conclusioni sia sul bilancio sia sulla
finanziaria, credo ci abbia pensato ormai qualche altro
parlamentare a demolire definitivamente questa Regione, perchè il
Governo regionale - a mio avviso - confermando queste coperture
finanziarie, presidente Lombardo, ha di fatto ufficializzato il:
Muoia Sansone con tutti i Filistei»
Consiglio pertanto ai miei colleghi di cominciare a scegliersi una
buona tipografia per farsi stampare i fac-simili, in quanto il
Commissario dello Stato impugnerà il bilancio della Regione, poiché
le sollecitazioni che sono arrivate nel correggere o meglio nel
trovare soluzioni vere per le coperture finanziarie, purtroppo, non
hanno trovato riscontro né da parte dell'assessore ufficiale' per
l'economia, né da quello ombra'.
Questo Parlamento forse si appresta ad approvare l'ultima
finanziaria di questa legislatura, probabilmente - se è vero quello
che si ventila, vale a dire il ritiro del maxi-emendamento. Perché,
onorevole Presidente Lombardo, lei lo ritirerà il maxi emendamento,
no? Credo che almeno così si eviterebbe questo ulteriore colpo di
grazia alle casse regionali.
Tra l'altro, proprio su questo, l'assessore Armao ha costruito un
sistema di svendita dei beni immobili molto ingegnoso, che potrebbe
anche fare gola a qualche sistema', - come è stato, signor
Presidente dell'Assemblea, per quanto riguarda il primo lotto'
della svendita dei beni immobili; so che c'è qualche sistema'
pronto con la bava alla bocca, ma credo che il presidente Lombardo
eviterà questo ulteriore scempio e quindi si confermerà quello che
lei aveva annunziato, e cioè che la classe politica non può
continuare ad utilizzare le casse della Regione come un bancomat
allo scoperto'
Io di questo la ringrazio presidente Lombardo, ma, comunque, non
avrà il mio voto favorevole, nonostante questo ulteriore segno di
saggezza da parte sua; non lo avrà perché l'impianto del bilancio
parte male e perché lei che ha voluto quell'articolo 14 - perché
lei lo ha voluto, si ricorda ne abbiamo parlato - non l'ha fatto
attuare perché gli articoli 13, 14 e 15 - oggi lo possiamo dire
all'Assemblea - sono stati articoli voluti dal presidente Lombardo.
Vede, l'assessore Armao è riuscito a sfuggire anche alle sue
attenzioni, onorevole Presidente, e questo mi amareggia.
Rispetto a questo - e concludo - il mio voto è contrario, ma
soprattutto quello che devo registrare è che per l'ennesima volta
la Sicilia ha avuto una finanziaria che a differenza delle
precedenti passerà alla storia per essere stata impugnata, per la
prima volta, dal Commissario dello Stato.
Vi faccio proseguire nei lavori, per impegni istituzionali sono
costretto a recarmi a Favara.
Ringrazio il Presidente dell'Assemblea per questa ulteriore
gentilezza nei miei confronti.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente
della Regione, un secondo di attenzione perché francamente sono
perplessa. C'è una strana e rara aria di pace alla chiusura del
bilancio e della finanziaria. Io non sorriderei, non ho voglia di
sorridere e immagino che i siciliani non abbiano voglia di
sorridere.
Abbiamo lavorato con serietà, impegno, tensione ad un maxi
emendamento alla finanziaria. Ci lavoriamo da tanto tempo. Ci sono
tutta una serie di iniziative serie e sensate che siamo disposti a
discutere con l'opposizione e da giorni. Una strana alleanza
trasversale propone invece di fare in fretta, approvare in fretta
questa finanziaria, una specie di finanziaria tecnica: assessore
Armao, lei non può accettare che dopo nove mesi da assessore
tecnico si approvi una semplice finanziaria tecnica
E allora credo sia indispensabile una riunione dei Presidenti dei
gruppi parlamentari per capire se è successo qualcosa di nuovo,
onorevole Cracolici. Se dobbiamo approvare una finanziaria tecnica
e andare a fare un picnic è bene che chi decida questo si assuma la
responsabilità a titolo personale e chiarisca ai cittadini qual è
il piano.
Signor Presidente, chiedo dunque in maniera formale una riunione
dei Presidenti dei gruppi parlamentari perché ieri sera e fino alle
due del mattino abbiamo lavorato a un maxiemendamento
Onorevole Dina, di questo maxiemendamento non se ne sa più niente;
può sparire, ma che sparisca senza una riunione di capigruppo,
senza una riflessione politica, o perché qualcuno deve andare a
fare il picnic o perché siamo stanchi o perché ci sono accordi
trasversali, come sempre in questa disgraziata isola, che
scavalcano i gruppi, la politica, gli interessi del popolo
siciliano, questo lo vogliamo sapere
E allora signor Presidente, le chiedo, con assoluta serenità e
decisione, di interrompere i lavori, che a questo punto hanno
assunto un ruolo ridicolo, siamo stati qui fino alle due del
mattino, e sono andata via da questa riunione come capogruppo
dell'UDC Verso il Partito della Nazione e mi aspetto di discutere
il maxi emendamento che non ho
Le ricordo, signor Presidente, tra l'altro, e lo ricordo ai due
vicepresidenti, che questa Assemblea gode di una grande
maggioranza, abbiamo bocciato un emendamento dell'opposizione,
perfino a scrutinio segreto
Di fronte a questo, con quale coraggio noi decidiamo di chiudere e
andarci a fare un picnic?
FORZESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente volevo, a nome dell'UDC Verso il
Partito della Nazione, fare un chiarimento perché ritengo che - mai
come oggi - noi abbiamo le idee chiare perché la finanziaria possa
essere fatta nel modo più snello possibile e per tale ragione
condividiamo il ragionamento politico del capogruppo del PDL,
onorevole Leontini: e cioè che venga fatta una finanziaria snella
in modo tale da potere andare avanti nel più breve tempo possibile.
Pertanto, condivido ancora una volta e ribadisco il ragionamento
fatto dall'onorevole Leontini perché si approvi una finanziaria
snella.
PRESIDENTE. Onorevole Forzese, sarebbe stato meglio chiarire prima
le singole posizioni all'interno del vostro Gruppo politico, visto
che il suo Capogruppo ha detto poc'anzi esattamente il contrario di
quello da lei testè dichiarato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 8.1;
- dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 8.3;
- dagli onorevoli Ruggirello e Musotto: 8.2.
Comunico altresì che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 8.4, sostitutivo dell'articolo 8, e preciso che
l'emendamento 8.2 degli onorevoli Ruggirello e Musotto è
conseguentemente assorbito.
Si passa all'emendamento 8.4 della Commissione, che così recita:
« L'art. 8 è sostituito dal seguente:
1. All'articolo 22, comma 3, primo periodo, della legge
regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche ed
integrazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo le parole realizzati con regolare concessione
edilizia sono aggiunte le seguenti ovvero realizzati
anteriormente al 1967 ;
b) le parole da civile abitazione sono soppresse;
c) dopo la parola ristorazione sono aggiunte le seguenti: e
per l'insediamento delle attività di bed and breakfast',
agriturismo ed annesse attività di ristorazione ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto, gli emendamenti 8.2 e 8.3 decadono.
Si passa all'articolo 9. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Art. 9.
Modifica di norme in materia di turismo rurale
1. All'articolo 21 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 3 e
successive modifiche ed integrazioni dopo il comma 1 è aggiunto il
seguente:
1 bis. Agli operatori agrituristici, già autorizzati alla data di
entrata in vigore della presente legge, è consentita la
trasformazione dell'attività di agriturismo in quella di turismo
rurale. Limitatamente agli agri-campeggi, in alternativa
all'adeguamento, è consentita la trasformazione in complesso
turistico-ricettivo all'aria aperta nel rispetto delle previsioni
della legge regionale 13 marzo 1982, n. 14 e successive modifiche
ed integrazioni.'.
2. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge l'Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo
spettacolo, con proprio decreto, disciplina le modalità di
attuazione del comma 1 bis dell'articolo 21 della legge regionale 3
del 2010 come introdotto dal comma 1».
PRESIDENTE. Comunico che allo stesso sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 9.4, 9.5 e 9.6;
dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 9.9, 9.8 e 9.7.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io sono imbarazzato. Le chiedo
scusa, la riscrittura dell' articolo 8 era una riscrittura tecnica,
l'emendamento 8.2 era un emendamento aggiuntivo all'articolo 9.
PRESIDENTE. No, chiarisco il punto. La riscrittura tecnica
riscrive interamente l'articolo 8. Nel momento in cui con la
riscrittura dell'articolo 8, cioè con l'emendamento 8.4 si cassano
le parole civile abitazione è ovvio che include il fatto che si
possano ristrutturare le ex cantine. In questo senso è superato,
perché è incluso nella riscrittura dell'articolo 4.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, le ho fatto una richiesta, ognuno si
assuma le proprie responsabilità e se le assumano i capigruppo di
questa Assemblea.
Alla fine, ognuno dirà quello che pensa. Onorevole Cracolici,
capogruppo del PD, ho chiesto una riunione dei presidenti dei
gruppi parlamentari, l'ho chiesta perché ieri c'è stata fino alle
due di notte una trattativa sul maxi emendamento. Il maxi
emendamento adesso sparisce e voglio sapere perché. Posso
chiederle, signor Presidente, una riunione dei capigruppo? Vorrei
sapere cosa è successo dalle due del mattino ad oggi che il mio
Gruppo non sa, che io non so
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, non ritengo ci siano le condizioni né
l'esigenza di fare una riunione dei capigruppo. Peraltro, un
componente del suo stesso gruppo politico ha fatto una
dichiarazione opposta alla sua. La sua è una richiesta, che per
quanto autorevole, rimane pur sempre una richiesta.
ADAMO. Signor Presidente, avendo partecipato fino a ieri sera come
capogruppo, come cittadina, lei non ritiene che dovrei sapere cosa
è successo, per cui il maxi emendamento, a cui avevamo lavorato da
mesi, improvvisamente sparisce? E' così grave fare un'interruzione
di un quarto d'ora dopo avere interrotto i lavori per tanto tempo?
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, abbiamo interrotto alle 14.45 e
ripreso alle 16.35 proprio per utilizzare questo tempo a chiarirci
le idee. Siamo esattamente al punto in cui ci siamo lasciati.
ADAMO. Onorevoli colleghi, le norme sui confidi, per essere
chiari. La riforma che da tanto tempo questo Governo si intesta,
non ha senso, è una baggianata', una sciocchezza?
Onorevole Presidente della Regione, a lei non interessa il maxi
emendamento? Lei ha una maggioranza che poco fa ha bocciato, ha
bocciato perfino una richiesta dell'opposizione a scrutinio
segreto Non le interessa un'interruzione per verificare la
possibilità di un maxi emendamento? Una risposta, penso, che me la
deve
PRESIDENTE. Comunico che tutti gli emendamenti all'articolo 9 sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Linea d'azione Itinerario Ragusa-Catania'. Anticipazione
regionale
1. Nelle more della definizione della riprogrammazione delle
risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, ai sensi della
Deliberazione CIPE 11 gennaio 2011, n. 1, per far fronte agli oneri
relativi all'intervento previsto dalla linea di azione 2.1.a
Itinerario Ragusa Catania SS 514-SS 194', è autorizzata a titolo
di anticipazione per l'esercizio finanziario 2011 la spesa di 5.000
migliaia di euro.
2. Per le finalità del comma 1, il Ragioniere generale della
Regione è autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per il
finanziamento d'investimenti coerenti con il comma 18 dell'articolo
3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350.
3. Al verificarsi dei presupposti per il finanziamento delle linea
d'azione di cui al presente articolo con le risorse del Fondo per
le aree sottoutilizzate, l'autorizzazione di spesa di cui al comma
1 è ridotta di pari importo.
4. In attuazione del presente articolo, il Ragioniere generale
della Regione è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni
al bilancio della Regione».
PRESIDENTE. Comunico che allo stesso sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 12.1, 12.2, 12.4, 12.5;
- dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 12.14, 12.13,
12.11, 12.10;
- dagli onorevoli Minardo, D'Agostino, Gennuso, Federico e
Colianni: 12.6;
- dall'onorevole Leontini: 12.8;
- dagli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone:
12.9, 12.7.
Si passa all'emendamento 12.1, degli onorevoli Leontini ed altri.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.14, degli onorevoli Maira ed altri.
MAIRA. Dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.6, degli onorevoli Minardo ed altri.
Lo dichiaro inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 12.8, dell'onorevole Leontini. Lo
dichiaro inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 12.9, degli onorevoli Vinciullo ed altri.
Lo dichiaro inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 12.7, degli onorevoli Vinciullo ed altri.
Lo dichiaro inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 12. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
1.
Comunico che allo stesso è stato presentato dal Governo
l'emendamento 1.11, interamente sostitutivo dell'articolo 1, che
incide sulle Tabelle A, B, C, D,E, F, G, I ed L, che così recita:
«Art.1
Risultati differenziali. Determinazione fondi di riserva.
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, e considerati gli effetti della presente legge, il
saldo netto da finanziare per l'anno 2011 è determinato in termini
di competenza in 760.588 migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2012 è determinato
un saldo netto da finanziare pari a 209.512 migliaia di euro, per
l'anno 2013 è determinato un saldo netto da finanziaria pari a
277.609 migliaia di euro. Il Ragioniere generale della Regione è
autorizzato ad effettuare operazioni finanziarie per il
finanziamento di investimenti coerenti con l'articolo 3, comma 18,
della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e successive modifiche ed
integrazioni, per un ammontare complessivo pari a 954.790 migliaia
di euro per l'esercizio finanziario 2011, di 405.000 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2012 e di 565.000 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2013.
3. Sono revocate le precedenti autorizzazioni ad effettuare
operazioni finanziarie per l'anno 2011 di cui all'articolo 1, comma
3, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 e successive
modifiche ed integrazioni e per l'anno 2012 di cui all'articolo 2
della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 e successive modifiche
ed integrazioni.
4. L'ammontare complessivo dei fondi di riserva per le spese
obbligatorie e di ordine e per la riassegnazione dei residui
passivi di parte corrente e in conto capitale eliminati negli
esercizi precedenti per perenzione amministrativa, relativi alle
risorse regionali, è determinato, nell'esercizio finanziario 2011,
in 450.000 migliaia di euro».
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che debbo
intervenire anche per un fatto personale, e lo devo ad una persona
che stimo, ritenendo che siamo ormai giunti al culmine della
esasperazione, in un clima d'Aula teso per il fatto che, da giorni,
i colleghi sono qui in Aula per tentare di fare - almeno in ognuno
di noi c'è l'ambizione di fare qualcosa per migliorare ciò che
esiste. La persona che stimo è la collega Adamo, la quale ha fatto
un intervento col cuore
ADAMO. L'ho fatto col cuore e con la testa, un cuore che batte
insieme a quello dei siciliani.
CRACOLICI. Non volevo offenderla E il mio ringraziamento va anche
ai colleghi che hanno lavorato per presentare emendamenti, per
scrivere pezzi di norme.
Ha ragione l'onorevole Adamo, noi abbiamo lavorato per costruire
una finanziaria che avesse un profilo di sostegno all'economia
vera, in un momento difficile, facendo anche attività
straordinaria, ipotizzando vendite di patrimonio, ipotizzando
entrate straordinarie per sostenere l'economia in maniera
straordinaria; abbiamo tentato di ragionare anche per provare a
cambiare - con quel che si può - nelle condizioni date in questa
Regione, abbiamo cercato di cambiare con riforme che provavano a
ristrutturare, a mettere in discussione le modalità di
funzionamento del sistema.
C'è stato un emendamento GOV, e la Presidenza ne ha ammesso alcune
parti, altre parti sono state modificate, ci sono delle
riscritture, ci sono ulteriori proposte che scaturiscono via via a
seguito degli interventi dei colleghi, si è tentato di costruire
una mediazione d'Aula, e il sottoscritto non considera la parola
mediazione come una parola d'offesa. Però, c'è un momento in cui
bisogna capire qual è il clima che si determina.
E quando si dice, come si è detto, che le riforme dal momento che
sono complesse - e anche se corrette sul piano della procedura
parlamentare - hanno bisogno, diciamo, di un approfondimento e ciò
richiede naturalmente del tempo, e noi oggi abbiamo dei tempi molto
ristretti dovendo approvare una finanziaria entro termini
perentori.
Pertanto, credo che oggi chi pensava di volere fare una riforma
che servisse alla Sicilia rimane un po' deluso ed è legittimo che
lo sia; rimane deluso perché, alla fine, stiamo scegliendo un'altra
strada che forse, diciamo, rispetto alle abitudini cui siamo
abituati negli ultimi anni ci lascia tutti un po' con l'amaro in
bocca. Ma forse nella condizione data, ci evita di trasformare la
finanziaria in una gigantesca Babele' arrovellata da un clima
d'Aula che, obiettivamente, è stato faticoso, difficile e
complicato in tutti questi giorni.
Io credo che la collega Adamo e lo dico parlando a tutti noi, deve
anche rendersi conto che c'è un momento nel quale bisogna scegliere
una strada, io preferisco non fare una finanziaria marmellata ,
una finanziaria che serve ai singoli deputati, con tutto il
rispetto, ma io assieme a lei e a tanti altri abbiamo provato a
fare una finanziaria che servisse non a noi singoli, ma servisse
alla Sicilia.
Ci è stato posto un problema formale, sostanziale, politico in
cui si è detto: No, queste norme non ci devono stare , ripeto,
legittimo sul piano della procedura, la riforma degli appalti, le
questioni connesse agli IACP, le questioni connesse alle IPAB
piuttosto che alle ASI eccetera, lo sviluppo, i Confidi, perché
per mettere i soldi nel capitolo Confidi dobbiamo avere risorse
straordinarie per finanziarli
Alla fine, quindi, ci sono stati posti dei problemi politici e
formali. Io credo che di fronte ai problemi o facciamo a spallate,
ma a spallate fino a quando si può, o ne prendiamo atto.
Io credo che, a questo punto, sia meglio che la finanziaria si
riduca ad una mera attività tecnico-contabile e si proceda con
leggi di settore - e questo chiederò al Governo, a partire dei
prossimi minuti -, perché credo che da oggi in poi anche il Governo
dovrà entrare in una logica che non si fa una legge all'anno,
piuttosto se ne devono fare diverse durante il normale svolgimento
dell'attività legislativa.
E' un impegno su cui accettiamo una sfida. Io sono pronto a
raccoglierla. Detto questo, vorrei evitare che si chiudesse questa
discussione fra di noi come una discussione un po' folle.
Noi ci abbiamo provato, collega Adamo; ci abbiamo provato fino
agli ultimi minuti, ma di fronte alle ostilità formali e politiche
che renderebbero faticosissimo il percorso di costruzione di una
finanziaria decifrabile' dalla società siciliana, dobbiamo
prendere atto, anche per le procedure cui siamo connessi, che
questo risultato, al momento, non possiamo raggiungerlo.
Evitiamo, però, di fare una finanziaria arlecchino' sulla base
della singola questione e non di questioni che hanno il respiro che
devono avere: di interesse generale per la Sicilia.
Per questo le ho chiesto di ascoltarmi, capisco la sua amarezza,
c'è altrettanta amarezza in tanti altri deputati, però, credo che
questa finanziaria, così come scaturisce, essendo una finanziaria
tecnico-contabile, ci obbliga ad essere più rigorosi e radicali, se
vogliamo per davvero cambiare la Sicilia, se la vogliamo davvero
cambiare, per fare in modo che le cose, se le vogliamo cambiare,
possano cambiare senza trucchi e senza giocare sugli aspetti
formali. Attenzione, che pure io ho utilizzato nel passato
Pertanto, sto dicendo che c'era un'opportunità, potevamo fare una
finanziaria che, al di là dei ruoli, poteva segnare un ulteriore
contributo verso quel cambiamento che ci si aspettava. Si è scelto
un'altra strada, la tecnica parlamentare è quella che è, ne
prendiamo atto, però per quanto mi riguarda non mi rassegno
all'idea che questa Sicilia non possa cambiare con le leggi
ordinarie che - mi auguro - si possano fare nei prossimi giorni.
In conclusione, ho voluto fare quest'intervento perché è giusto
che ognuno di noi, siccome ci mette la faccia, ed io in questo sono
un po' puntiglioso - chiedo scusa al Presidente ell'Assemblea per
qualche secondo in più - sono molto puntiglioso, ci tengo molto
alla mia faccia, per me conta molto quello che sono e quello che
appare di me, conta molto nel senso che sono una persona che se
prende un impegno, cerca di mantenerlo.
Sono deluso perché questa notte avevo avuto la sensazione che si
fosse determinato un risultato, ma prendo atto che quel risultato
non si è raggiunto; nella mattinata è intervenuto qualcosa - che a
me sfugge -, che ha determinato un ripensamento. Ne prendo atto.
Che devo fare? Non posso fare altro che consentire alla Regione di
avere un bilancio, certo, per cui nessuno potrà dire la Regione è
nel marasma . Ma qui dobbiamo dare certezze ai siciliani.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
ADAMO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, ci sono venti iscritti a parlare.
ADAMO. Signor Presidente, le chiedo la parola in quanto sono stata
nominata. Non parlo mai, adesso le chiedo soltanto un minuto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, notoriamente io
parlo pochissimo, quindi se rubo un po' di tempo penso di averne il
diritto.
Onorevole Cracolici, lei non ci ha assolutamente provato. Ci si
prova, come abbiamo provato l'anno scorso, con una finanziaria che
ci ha tenuti qui un giorno, una notte ed un giorno, come qualsiasi
sindaco, qualsiasi presidente di provincia, qualsiasi presidente
della Regione che si senta tale, a meno che non faccia accordi
incomprensibili ai siciliani.
Avete presentato una finanziaria ed un emendamento alla
finanziaria che abbiamo discusso per giorni, per settimane, adesso
è sparito incredibilmente, in maniera invereconda, senza che ci sia
stato il minimo dibattito, onorevole Cracolici, lo avete deciso voi
e non sappiamo in quali stanze
E non possiamo dare la colpa all'opposizione che è in minoranza,
l'opposizione è minoranza e lo ha dimostrato poco fa quando,
neanche a scrutinio segreto, è riuscita a far passare una cosa. E
questa maggioranza che, dopo aver lavorato ad un emendamento di
cambiamento della Sicilia e di investimenti nel campo economico, di
investimenti nel campo finanziario, di interventi nel campo delle
infrastrutture, io non so perché, ma i siciliani se lo chiederanno
perché ogni giorno glielo chiederò e non ho nessun bisogno di
essere né presidente di gruppo parlamentare, né niente, io sono
stata eletta dai cittadini, sono qui come deputato semplice, e
intanto, da questo momento, sono un deputato che vuole sapere, con
moderazione, con un linguaggio sereno e con molta calma, com'è che
nella notte, in un pomeriggio, in un momento in cui abbiamo
trascorso un lungo pomeriggio e una lunga serata e una lunga
nottata, ed io ricordo ai colleghi le notti che abbiamo passato
l'anno scorso e, alla fine, abbiamo consegnato alla Sicilia un
progetto ed io mi aspetto che l'assessore Armao, assessore tecnico,
si alzi e si indigni e dica perché questa finanziaria deve essere
approvata e apra una trattativa con l'opposizione
Poi, onorevole Cracolici, se l'opposizione ci batterà, se non
saremo in grado, noi ci faremo battere, ma arrendersi senza
combattere è una cosa che, in politica, non esiste, se non ci sono
interessi e accordi che nulla hanno a che vedere con la politica
Se lei questi accordi, e io la stimo altrettanto, forse è un poco
stanco oggi, forse il motivo per cui la Sicilia non ha mai un
cambiamento, un ricambio, perché la sinistra non va mai al potere è
questo, amici della sinistra E voi oggi ci dovete spiegare perché,
oggi che siete maggioranza, non siete in grado di difendere una
finanziaria a cui avete collaborato. Lo dovete dire ai vostri
elettori, non a me. E su questo rifletteremo ogni giorno, ogni
momento e ogni ora, perché non ho bisogno di rappresentare un
gruppo, rappresento gli elettori che mi hanno votato e voglio
sapere che cosa è successo in queste ore, quali accordi sono
intervenuti. E ogni giorno anche i siciliani se lo chiederanno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 15, con le allegate tabelle A,
B, C, D, E, F, G, I ed L.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Art. 15.
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui all'articolo
10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni, per il finanziamento dei provvedimenti
legislativi che si perfezionano dopo l'approvazione del bilancio,
restano determinati per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 nelle
misure indicate nelle Tabelle A' e B', allegate alla presente
legge, rispettivamente per il fondo globale destinato alle spese
correnti e per il fondo globale destinato alle spese in conto
capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per l'eventuale
rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in conto capitale
autorizzate da norme vigenti e per le quali nel precedente
esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza sono
stabilite negli importi indicati, per l'anno 2011, nell'allegata
Tabella C'.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi
indicate nell'allegata Tabella D' sono ridotte degli importi
stabiliti, per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, nella Tabella
medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a
carattere pluriennale indicate nell'allegata Tabella E' sono
rimodulate degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni
finanziari 2011, 2012 e 2013, nella Tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le leggi di spesa indicate nella allegata Tabella F'
sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, gli stanziamenti autorizzati in relazione a
disposizioni di legge la cui quantificazione è demandata alla legge
finanziaria sono determinati nell'allegata Tabella G'.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, le spese autorizzate relative agli interventi di cui
all'articolo 200, comma 1, della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32 e successive modifiche ed integrazioni, sono indicate
nell'allegata Tabella I'.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni, gli importi dei nuovi limiti di impegno per ciascuno
degli anni considerati dal bilancio pluriennale, con l'indicazione
dell'anno di decorrenza e dell'anno terminale, sono determinati
nell'allegata Tabella L'.
9. Ai sensi del comma 10 dell'articolo 17 della legge 31 dicembre
2009, n. 196 e successive modifiche ed integrazioni, le
disposizioni della presente legge che comportano nuove o maggiori
spese hanno effetto entro i limiti della spesa espressamente
autorizzata dalle relative norme finanziarie. Con decreto del
Ragioniere generale della Regione, da pubblicare nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana, è accertato l'avvenuto
raggiungimento dei predetti limiti di spesa. Le disposizioni
recanti espresse autorizzazioni di spesa cessano di avere efficacia
a decorrere dalla data di pubblicazione del decreto per l'anno in
corso alla medesima data».
PRESIDENTE. Comunico che allo stesso sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 15.1, 15.2, 15.3, 15.4,
15.5, 15.6, 15.7 e 15.8;
- dagli onorevoli Maira, Dina, Caronia e Cordaro: 15.20, 15.19,
15.18, 15.17, 15.16, 15.15, 15.14, 15.13, 15.12 e 15.11.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento Tab.1 di riscrittura delle tabelle A, B, C, D, E, F,
G, I ed L, e conseguentemente gli emendamenti Tab.B.1 e Tab.B.2
sono assorbiti dalle nuove tabelle, che così recita:
« Emendamento TAB.1».
Si passa alla tabella G.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cracolici Tab.G.5;
- dagli onorevoli Calanducci e Musotto: Tab.G.3;
- dagli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone:
Tab.G.4 e Tab.G.1;
- dagli onorevoli Bufardeci, Cimino, Mineo, Scilla e Incardona:
Tab.G.7, Tab.G.6;
- dagli onorevoli Rinaldi, Galvagno, Gucciardi e Ammatuna:
Tab.G.2.
Si passa all'emendamento TAB G5, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
emendamento è semplicemente per esplicitare che noi abbiamo una
previsione di spesa in tabella soltanto per l'anno 2011 per quanto
riguarda il trasporto anziani, il mio emendamento quindi interviene
sul bilancio triennale, prevedendo che anche per gli anni 2012 e
2013 debba essere data certezza di finanziamento affinché agli
anziani, che viaggiano con il sistema del trasporto pubblico
siciliano, sia data la possibilità di poterlo fare per tutto il
triennio.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cordaro, Parlavecchio,
Cascio Salvatore, Beninati e Buzzanca chiedono di apporre la loro
firma all'emendamento dell'onorevole Cracolici.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, per evitare di fare confusione,
le chiedo di ritirare il suo emendamento in quanto l'emendamento di
riscrittura del Governo della Tabella G' è più completo.
Infatti, sono previsti appostamenti per 2 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, mentre nel suo per il 2011
non è prevista alcuna somma.
CRACOLICI. Dichiaro di ritirare l'emendamento Tab G5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
vista la stanchezza si potrebbe rischiare di fare qualcosa che
invece non va fatta. Volevo invitare l'Assessore Armao a fare una
dichiarazione nel senso che il Governo è totalmente contrario a
tutte le tabelle. Volevo inoltre raccomandare all'Aula la massima
attenzione ed invitare il Governo a dichiarare che è assolutamente
contrario a tutti gli emendamenti presentati alla Tabella G'. Ci
deve spiegare, e lo chiedo all'assessore Sparma, di confermare che
è contrario ad un sub- emendamento che sta girando tra gli scranni
di Sala d'Ercole. Chiedo a tutti di fare molta attenzione.
Noi stiamo seguendo le indicazioni del Governo e vorrei che la
stessa attenzione avessero sia il Governo che tutti i deputati, in
modo da consentire che l'Aula - dopo quattro giorni - possa
legiferare in piena convinzione e consapevolezza.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'emendamento presentato dall'onorevole Cracolici è, per tanti
aspetti, simile a quello presentato da noi con una differenza - e
non vorrei assolutamente peccare di presunzione e correggere
l'onorevole Cracolici -: che non è prevista, per quanto riguarda
l'anno 2011, la posta di due milioni di euro.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, quell'emendamento è superato
perché c'è una riscrittura del Governo nella quale sono previsti
due milioni di euro per il 2011, 2012 e 2013.
VINCIULLO. Signor Presidente, ma è stato comunicato? Perché non
l'abbiamo sentito Se lo tengono per loro
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, l'ho comunicato nel momento in
cui ho chiesto all'onorevole Cracolici di ritirare il suo
emendamento, cosa che ha accettato.
VINCIULLO. Speriamo allora che il Governo chieda di ritirare anche
il nostro perché vorrà dire che lo condivide.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, è stato presentato un emendamento di
riscrittura alla Tabella G' da parte del Governo. Credo quindi che
tutti i relativi emendamenti presentati decadano.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la ringrazio per il suo
illuminante intervento - non si diventa Presidente dell'antimafia
per caso
Si passa all'emendamento Tab.G.3, a firma degli onorevoli
Calanducci e Musotto.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, di fronte ad
un'armonia assoluta, non posso non ritirarlo, però devo dire,
perché l'ho constatato personalmente, che dopo una serie di
incontri sia con il Presidente dell'ARS, sia con il direttore, che
la posta in essere è alquanto insufficiente.
Dobbiamo essere chiari: o stabiliamo che non si possono erogare le
tessere a tutti gli anziani della Sicilia che ne hanno bisogno,
oppure dobbiamo provare ad aumentare lo stanziamento.
Il mio emendamento aveva la prospettiva di giungere ad una
soluzione ideale, che era quella di dare il servizio gratuitamente
e riversare l'onere all'ASP, essendo noi i proprietari dell'intero
pacchetto azionario. Penso che si potrebbe fare in questo modo
attraverso un regolamento
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, credo che il Governo sia
contrario al suo emendamento. Quindi, la invito al ritiro,
altrimenti esso va incontro ad una bocciatura.
CALANDUCCI. Signor Presidente, essendo contrario il Governo,
naturalmente sono costretto a ritirarlo però, obiettivamente, devo
dire, che il finanziamento è insufficiente ed è bene che l'Aula ne
prenda coscienza così come il Governo.
Signor Presidente, desidero ricordarle che il Presidente di turno
in occasione dello svolgimento di una interrogazione che entrava
nel merito della questione, fece sì che l'Assessore si impegnasse
per aumentare il finanziamento per 2 milioni di euro. E' bene che
questo si sappia.
CALANDUCCI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento Tab.G.4, degli onorevoli Vinciullo ed
altri.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento Tab.G.7, degli onorevoli Bufardeci ed
altri.
BUFARDECI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento Tab.G.6, degli onorevoli Bufardeci ed
altri.
BUFARDECI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento Tab.G.1, degli onorevoli
Vinciullo ed altri.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento Tab.G.2, degli onorevoli Rinaldi,
Galvagno, Gucciardi e Ammatuna. Lo dichiaro improponibile.
Comunico che è stato presentato l'emendamento Tab.G.8, dagli
onorevoli Formica, Galvagno, Barbagallo, Marinello, Speziale,
Buzzanca, Leontini ed altri.
FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento non
è una nuova norma, l'emendamento tende ad offrire un servizio
indispensabile per l'ambiente fornendo gli strumenti necessari alle
nove province siciliane perché si possa attuare la tutela
dell'ambiente. Su ciò vi era un consenso diffuso e, quindi, la
prego di porlo in votazione e di consentire al Parlamento di
esprimersi.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla tabella A. La pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla tabella B. La pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla tabella C. La pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla tabella D. La pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla tabella E. La pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla tabella F. La pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla tabella G. La pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla tabella I. La pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla tabella L. La pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'emendamento Tab.1, del Governo. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15 con le tabelle testè approvate.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 16. Invito il deputato
segretario a darne lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Art. 16.
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa copertura
derivanti dalla presente legge sono indicati nel prospetto allegato
al presente articolo.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, ove non
diversamente disposto, con decorrenza dall'1 gennaio 2011».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo
1 in precedenza accantonato, Comunico che è stato presentato dal
Governo l'emendamento 1.11, interamente sostitutivo dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'art. 17. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo, ai sensi
dell'art. 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1 al
disegno di legge nn. 630-630 bis-630 ter-630 quater/A:
«All'emendamento 3.31 del ddl 631/A sono apportate le seguenti
modifiche: Dopo le parole 12 maggio 2010, n. 11 sono aggiunte le
seguenti , quantificata in 20.000 migliaia di euro, la riserva di
cui all'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo 76 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni, quantificata in 10.000 migliaia di euro ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi comunico che vi sarà un'unica
dichiarazione di voto sui disegni di legge nn. 631/A e nn. 630-630
bis-630 ter-630 quater/A.
Per dichiarazione di voto sono iscritti a parlare gli onorevoli
Panarello, Buzzanca, Panepinto, Forzese, Fiorenza, Calanducci,
Apprendi, Ardizzone, Beninati e Parlavecchio.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori dal momento che, per ragioni che io posso
anche condividere, è stato deciso di limitare la finanziaria ad una
scrittura tecnica.
Mi corre l'obbligo però in qualità di Presidente di Commissione e
per avere svolto molte sedute insieme agli altri componenti, di
sottoporre due problematiche urgenti: una al Governo e una al
Presidente dell'Assemblea.
La problematica urgente che sottopongo al Governo è quella che in
questi giorni il Ministero della Pubblica Istruzione ha bandito le
borse di studio per le specializzazioni. In questo momento, la
Sicilia non potrà, praticamente, andare avanti con le borse di
studio regionali perché le Università si rifiutano di accettare
qualsiasi indicazione che venga dalla Regione, in quanto i revisori
dei conti emettono parere contrario. Non so quale possa essere la
soluzione a questo punto, ma chiedo all'assessore Russo,
all'assessore Armao e al Presidente della Regione di trovare loro
una soluzione anche di tipo amministrativo, magari attraverso una
variazione di bilancio limitata al 2011, in modo tale che si possa
consentire di superare tale problema che avrebbe ripercussioni gravi
sui giovani specializzandi.
L'altro problema che sottopongo al Governo, ma che sollecito anche
al Presidente dell'Assemblea, è quello che di considerare il fatto
che dall'ottobre del 2011 giace pronto per essere discusso dall'
Assemblea un disegno di legge per le fragilità, che consentirebbe di
risolvere il problema del Dismed di Messina. Infatti, devo far
rilevare che da qui a qualche giorno, circa trecento famiglie non
avranno la possibilità di avere l'assistenza per loro necessaria, in
quanto il CGA ha già discusso la causa in data 28 aprile. E qui si
rischia di chiudere tutto.
Dal momento che si parla di provvedimenti da portare in
discussione in Assemblea con urgenza, io chiedo, signor Presidente
dell'Assemblea, e in questo chiedo il conforto anche dell'Assessore
per la salute, che sia posto al primo punto dell'ordine del giorno
dell'Aula il disegno di legge cui facevo riferimento poc'anzi.
Chiaramente, se poi si vorranno stralciare alcune norme che si
stralcino, ma credo che questa sia l'unica possibilità per risolvere
una problematica delicata, che rischia di bloccare l'attività di
riabilitazione a dei bambini che ne hanno necessità urgente. Vi era
un emendamento in tal senso al Gov 1 del Governo sul quale vi era un
accordo di massima, che però è stato ritirato, e quindi non è stato
possibile risolvere la questione.
Pertanto, chiedo che il disegno di legge sia posto all'ordine del
giorno di una delle prossime sedute d'Aula. Grazie.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
parlare per dichiarazione di voto, e dico subito che naturalmente
il mio voto sarà favorevole, perché non sono così sciocco da non
capire o da addebitare al Governo o alla maggioranza di cui faccio
parte se alcune norme importanti non sono potute rientrare in
questa finanziaria.
Fa parte di una scelta legittima che ha fatto l'opposizione di non
consentire la possibilità di discutere norme importanti per la
Sicilia, una scelta della quale bisogna prendere atto.
L'opposizione si assumerà tale responsabilità di fronte ai
siciliani.
Io le chiedevo, signor Presidente, e lo chiedevo anche agli
uffici, di potere trasformare in ordine del giorno il comma 2,
dell'articolo 42, che riguarda, come diceva il collega Laccoto, una
norma già approvata nella Commissione di merito che consentirebbe
di coprire lacune molto serie nel campo dell'assistenza ai soggetti
fragili per consentirne la continuità assistenziale nella provincia
di Messina e non solo, che è stata svolta fino a questo momento
dall'istituto Dismed di Messina.
Signor Presidente, lei conosce bene la situazione, perché nel
corso di questa finanziaria ha avuto modo di incontrare i genitori
dei ragazzi autistici assistiti da questa struttura che le hanno
rappresentato l'impossibilità di avere assistenza adeguata nella
nostra Regione e segnatamente nella provincia di Messina.
Siccome è una norma già approvata dalla Commissione di merito,
chiedo a lei, signor Presidente, per la parte che le compete, di
portare la discussione di tale disegno di legge in Aula al più
presto, naturalmente col consenso dei presidenti dei gruppi
parlamentari ai quali mi rivolgo perché dimostrino concretamente la
sensibilità che a parole hanno manifestato rispetto ad una
situazione così drammatica, che si è determinata nella provincia di
Messina, e che riguarda non tanto la qualità di questo istituto, le
persone che ci lavorano, ma soprattutto le persone che ne
usufruiscono, per l'assistenza che ricevono soprattutto i ragazzi e
i bambini artistici. Costoro, com'è noto, hanno bisogno di
un'assistenza specialistica continua, di un rapporto di fiducia con
gli operatori e interromperne l'assistenza per questi soggetti
determinerebbe una regressione drammatica.
Pertanto, io, nel chiedere di trasformare questa mia richiesta in
un ordine del giorno, mi appello alla sua sensibilità, presidente
Cascio, ma anche alla sensibilità del Presidente della Regione e
del Governo e dell'Assessore per la salute, oltre che dei
presidenti dei gruppi parlamentari, perché sia calendarizzato al
più presto e possa essere votato dall'Aula, onde evitare ulteriori
sofferenze a queste persone.
BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio per
avermi dato la parola.
Si tratta dell'argomento che è stato anticipato dall'onorevole
Laccoto. Io voglio ricordare all'Aula, e lo voglio anche dire al
Presidente della Regione, che questo argomento è stato trattato nel
mese di ottobre ultimo scorso dalla Commissione di merito, dalla VI
Commissione; si tratta di una modifica che si impone a seguito
dell'approvazione della legge del 2009, la cosiddetta, dico
cosiddetta non a caso, riforma sanitaria che anche questo guasto ha
purtroppo determinato.
Noi abbiamo affrontato molto seriamente il problema in quella
occasione; c'è stata una lunga seduta alla quale ha partecipato
l'Assessore per la salute, abbiamo anche audito - l'onorevole
Laccoto ha posto per primo il problema - le famiglie e le diverse
associazioni, oltre ai sindacati, e noi in questo momento abbiamo
nella nostra città, nella città di Messina, una situazione
veramente paradossale per quello che riguarda l'assistenza ai
soggetti autistici. Mi pare che questo ritardo nell'approvare e
nel definire il percorso sia veramente molto colpevole, insieme
agli altri ritardi che noi stiamo accumulando.
Pertanto, prego lei, signor Presidente dell'Assemblea, di portare
in Aula quella norma approvata alla unanimità dalla VI Commissione.
Non capisco il motivo per il quale, presidente Laccoto, nonostante
il lavoro, nonostante la mediazione, nonostante le assicurazioni da
parte del Governo tramite l'Assessore Russo oggi noi ci siamo
ritrovati ad affrontare il problema in sede di finanziaria, in una
condizione oggettiva di estrema difficoltà in cui versa la Regione
siciliana.
E allora, con molta rapidità, signor Presidente, la prego a nome
dei pazienti, a nome dei familiari, a nome della città di porre con
urgenza all'ordine del giorno della prossima seduta questo
argomento al fine di giungere alla definizione del suo percorso
legislativo.
PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
mi perdoni se la tedio, ma ovviamente io voterò a favore perché la
mia tradizione mi impone la disciplina di Gruppo e di partito.
Onestamente, questo Parlamento riesce a dare senso alle funzioni,
alle prerogative dei parlamentari in sede di finanziaria.
Probabilmente accadrà, come nella finanziaria del 2010, che assieme
ad altri colleghi avendo presentato un emendamento diventato norma,
l'articolo 91, che riguarda i minori disabili, famiglie
monoreddito, che non hanno avuto la fortuna di avere figli normali,
eppure, da un anno provo disperatamente a parlarne con
l'Assessorato.
L'articolo 91 prevedeva la possibilità di intervenire sui minori
disabili in ordine alle spese di fisioterapia, di psicomotoria per
la riabilitazione - assessore Armao, lei è stato aggredito e ha
avuto tutta la mia solidarietà, consenta a questi poveri
parlamentari di dire qualcosa, ora o mai più, in finanziaria,
ripeto: ora o mai più. Dicevo, l'articolo 91 non trova attuazione,
ho presentato emendamenti, lettere, interrogazioni, solleciti
all'assessore Russo. Per la verità, magari parlo con il suo staff e
non mi si dà una risposta. E l'elenco potrebbe essere anche lungo,
onorevole Presidente.
Ed è chiaro che oggi una finanziaria non poteva che essere fatta
in questo modo. Ognuno di noi pensava di potere inserire norme
importanti per la Sicilia, per le categorie siciliane. Non lo
abbiamo fatto. Io, per esempio, sono preoccupato dell'infrazione
che ogni giorno costa alla Regione centinaia di migliaia di euro,
che riguarda la mancata messa in funzione degli impianti di
depurazione. Eppure pare che, sulla carta, abbiamo 850 mila euro da
utilizzare nell'APQ per gli impianti di depurazione. Sarebbe
necessario immaginare di costruire dei tavoli dove si evitasse
l'infrazione e al tempo stesso si evitasse il non funzionamento
degli impianti stessi.
Oggi si consuma una pagina di grande frustrazione, non perché
ognuno di noi aveva da inserire qualche cosa di basso profilo.
Probabilmente, tutti siamo sollecitati da norme che non hanno
carattere generale. Avevamo, per esempio, nel Gov una norma che
riguardava i vigili disabili, c'era pure questa norma che considero
importante. Avevamo norme di un certo profilo.
Ora, signor Presidente - e ho il dovere di dirlo perché oltre ad
appartenere ad un partito rappresento un territorio, piccolo o
grande poco importa -: dopo questa finanziaria serve una marcia in
più perché, per quanto mi riguarda, visto che appartengo al PD, c'è
una sovraesposizione e rispondiamo magari non avendone assoluta
diretta responsabilità di ciò che possono essere ritardi
nell'azione del suo Governo che riguardano anche e soprattutto
l'utilizzo dei fondi comunitari
Onorevole Presidente, noi dobbiamo capire come spendere quel
miliardo e 142 milioni.
In tutto questo, per non allungare le doglianze, Presidente
Lombardo, cari colleghi e caro Presidente dell'Assemblea, ritengo
che se oggi la finanziaria è stata una finanziaria secca sulla
quale non c'è dubbio, che sia necessario chiedere al Governo che ci
aiuti a costruire disegni di legge nelle Commissioni da portare poi
in Aula. Altrimenti, il rischio è di rendere ancora più inutile e
di costruire un'immagine di questo Parlamento e dei suoi
parlamentari che è fatta semplicemente di persone che non riescono
a svolgere il proprio ruolo di parlamentari
Caro Presidente, per responsabilità e disciplina di partito,
voterò questa finanziaria ribadendo le importanti variazioni che
sono state apportate al bilancio, allo strumento finanziario, che è
stato volto a difendere le categorie deboli come gli studenti
universitari, come il mondo della scuola, la gestione dei parchi e
delle riserve.
Però, non c'è dubbio che ci serve qualcos'altro. Non serve solo
questa dannazione di una settimana in questo Parlamento passata a
scrivere emendamenti, subemendamenti; serve qualche altra cosa
perché, altrimenti, per quanto riguarda il mio mondo, esso non mi
capirebbe più, sempre se continua a capirmi e a seguirmi in questo
percorso. Grazie.
FORZESE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa nel
sentire il capogruppo del PD, onorevole Cracolici, il quale
prendeva atto che qualche volta bisogna trovare l'umiltà nel
percepire che si era in procinto di fare un tale pasticcio nel
portare avanti un qualcosa che, a mio modo di vedere, ancora una
volta i siciliani ne avrebbero pagate le spese. Chiaramente e
responsabilmente ne prendo atto. Il capogruppo Cracolici ha
spiegato le ragioni al capogruppo dell'UDC perché, correttamente,
c'è un momento in cui ognuno di noi deve trovare quanto meno il
coraggio di dire: bene, tentiamo di portare avanti una breve,
piccola finanziaria, calendarizzando tutto ciò che poi dopo si
dovrà necessariamente fare . E tra le cose che devono essere fatte
chiaramente noi chiediamo la riforma delle IPAB, chiediamo che la
tabella H, nonostante da parte mia ne sia stata richiesta la
soppressione perché ancora una volta, ribadisco la mia
preoccupazione che qualche volta la tabella H venga utilizzata per
far passare un sistema poco corretto. Questo ci consentirebbe di
vigilare attentamente subito dopo questa seduta, attraverso la
presentazioni di atti ispettivi, o anche attraverso il lavoro da
svolgere all'interno delle Commissioni, valorizzando tutta una
serie di controlli che certamente saranno utili per determinare
alcune scelte che devono sicuramente essere fatte solo ed
esclusivamente per migliorare la qualità di tutti i nostri
concittadini.
Ed allora, appellandomi al buon senso, alla ragionevolezza che è
in ciascuno di noi, chiaramente, ancora una volta, vorrei che
l'Aula percepisse che bisogna mettere da parte determinate
demagogie e cercare di ridurre i tempi di lavoro. E se il collega
Cracolici avesse capito che bisognava quanto meno rinunciare a
questo tipo di politica che ci ha fatto perdere quasi una settimana
di tempo, potevamo tranquillamente, già nell'arco di poco tempo,
determinare alcune scelte che finalmente sono state oggi fatte in
quest'Aula e che sicuramente sono utili. Ancora una volta,
ribadisco che gli obiettivi comuni dovrebbero essere - e vorrei che
questo messaggio passasse - che il Parlamento vuole dare una
testimonianza di riscatto e liberarsi finalmente della
malapolitica.
Infine, vorrei fare una breve dichiarazione strettamente
personale. Non vi è dubbio che ognuno di è stato eletto dai
cittadini e che è qui in questo Parlamento per rappresentare le
istanze del proprio elettorato ed è questo il suo ruolo.
Ciascuno nel proprio ruolo, quindi sia da presidente o da
capogruppo, o da quant'altro, e potrà assolvere al meglio cercando
di rappresentare quella parte di cittadini che lo hanno eletto, ma
il ruolo al quale si è richiamati non ha senso se si utilizza
ancora una volta un modo di fare politica demagogica che serve
solo ed esclusivamente a creare panico, a creare praticamente
disaccordi e a danneggiare la nostra Sicilia.
Pertanto, ritengo che subito dopo l'approvazione della
finanziaria, si dovrà necessariamente svolgere una Conferenza dei
capigruppo per calendarizzare le cose che sono state richieste da
chi condividendo l'approvazione di questa finanziaria, si adoperi
per concretizzare quelle cose che sono utili alla nostra regione.
FIORENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti
del Governo, in Sicilia la crisi economica mostra, ogni giorno che
passa, il suo volto sempre più drammatico.
Erano parole studiate approfonditamente perché volevo che questa
finanziaria potesse lasciare un segno ed una traccia in una Sicilia
che vive una condizione di grande confusione e un deficit
strutturale che coinvolge tutti i cittadini siciliani ed in
particolar modo quelli del comparto produttivo.
L'auspicio che ci potevamo aspettare da questa finanziaria, da
questo Bilancio doveva essere quello di abbattere le condizioni
ostative, cercare di fare aumentare il prodotto interno lordo,
cercando, pertanto, di agevolare prevalentemente le imprese, le
aziende.
Ci ritroviamo, invece, a continuare a sostenere una condizione di
grande disagio e quattro giorni, qualche nottata non hanno
consentito a questa Assemblea di poter raggiungere - a mio avviso -
l'obiettivo che ci eravamo prefissati, che era quello di avere una
finanziaria all'interno della quale norme importanti avrebbero
potuto dare un ruolo di cambiamento, di modernità, di sviluppo.
Ci ritroviamo, invece, con un bilancio in cui abbiamo votato,
avete votato perché io non appartengo a questa categoria, una
tabella H, ex tabella H, straordinariamente vergognosa, così come
quella degli anni precedenti, anche se c'è stato un lieve
abbattimento dei costi, ma in essa prevale tuttora il concetto
ancora di una Regione che evidentemente non sa prendere
provvedimenti seri e, a volte, anche coraggiosi e severi anche nei
riguardi di molte sacche di sprechi che ancora esistono.
Allora, la prospettiva per la nostra terra è una prospettiva
deludente, ancora deludente: una sanità che ancora delude sotto
molti aspetti. Molte cose sono state fatte sicuramente, ma molte
cose ancora potrebbero essere fatte e certamente il clima che si è
creato in questa Assemblea non ha favorito nessun elemento di
innovazione.
Mi sarei aspettato in questa finanziaria norme che avrebbero
potuto riguardare un rilancio del settore come quello
dell'agricoltura; mi sarei aspettato in questa finanziaria norme
che avrebbero potuto dare un contenimento della spesa in quello
che, a mio avviso, ancora per la Sicilia rappresenta un elemento ed
una grande sacca di spesa abnorme: il settore della formazione
professionale.
In Sicilia noi abbiamo quasi 100 mila dipendenti, tra diretti e
indiretti, 150 mila - vengo corretto; 150 mila stipendi che vengono
pagati ogni mese dalla Regione siciliana per via diretta e per via
indiretta Certo, è complicato riuscire a fare quadrare i conti di
una politica forsennata che, nel passato, ha gestito questa
Regione.
Oggi, è facile gridare allo scandalo, è facile gridare alla
falsità del bilancio, ma evidentemente nessuno riesce a dare, al di
là delle critiche, quelle che poi sono le risposte concrete.
Un Governo nazionale che certamente non ci è amico in questa fase,
che continua a dirci che i fondi FAS dovrebbero rappresentare
panacea per le strutture, invece le strutture continuano a non
arrivare.
Allora, sarebbero bastate poche cose per cercare di compensare
grandi elementi di discontinuità. Uno fra tutti: sarebbe bastato
prendere in considerazione, ad esempio, un emendamento che era
quello dell'apprendistato professionale, cioè inserire molti
giovani all'interno delle imprese e lì cercare di fornire loro una
vera formazione, piuttosto che continuare a dare continuamente
balzelli ad enti di formazione professionale quasi inesistenti
Ed allora, il Governo, adesso, dopo questo voto sulla finanziaria
che si dia una mossa; incominci a portare in Aula riforme reali e
vere e che questo Parlamento dimostri di essere in grado di
recepire quanto più velocemente possibile. Perché il tempo a
disposizione è scaduto come, d'altra parte, quello mio in questo
momento. Pertanto, nelle prossime settimane, mi attendo dal Governo
risposte concrete.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, rappresentanti del Governo,
onorevoli colleghi, indubbiamente, dopo cinque giorni di assoluta
attenzione e partecipazione ai lavori, almeno per quello che ci è
stato consentito se non assistere a queste continue trattative nei
vari posti e nei vari luoghi che hanno sortito questo risultato,
sicuramente il risultato è molto deludente. E debbo dire che ho
apprezzato l'onorevole Adamo per quello che ha detto.
Naturalmente, non farò mancare il mio voto favorevole alla
finanziaria perché obblighi mi costringono in questa direzione,
però, indubbiamente, devo dirle, è una finanziaria che non
accontenta per nulla quelle che sono le esigenze non tanto dei
parlamentari, perché infine i parlamentari trasferiscono le
necessità del territorio, ma soprattutto è una finanziaria che
mette in dubbio il sistema e i protagonisti.
Evidentemente, il sistema di queste riunioni lunghe, lunghissime,
di queste attese da parte della stragrande maggioranza di noi,
senza alcuna partecipazione attiva alla costruzione, con un
risultato fallimentare fanno dire che di questo sistema, forse,
bisogna interrogarsi e se c'è qualcosa che va migliorato, è ora di
farlo.
Non mi esprimo naturalmente sui protagonisti, sui big che hanno
condotto queste trattative, comunque, io credo che se i risultati
debbono essere questi, a partire dalla prossima finanziaria
cercheremo di essere più partecipi con un sistema di lavoro ancora
più corale, lavoro che passa attraverso i Gruppi e attraverso il
confronto delle varie componenti della maggioranza.
Onorevoli colleghi, ne approfitto anche per dire, e mi dispiace,
che sono caduti una serie di emendamenti che, assieme ai miei
colleghi, in particolare, assieme ai colleghi Arena e D'Agostino ne
avevamo presentato uno che tentava, più che altro, di sanare
un'ingiustizia, o meglio di dare una interpretazione ad una legge
che già questo Parlamento aveva varato e che, però, non ha trovato
fedele rispondenza da parte dei dirigenti, i quali, dal canto loro,
sicuramente avrebbero bisogno di una chiarezza maggiore del
legislatore, e in questo senso approfitto della presenza
dell'Assessore per l'Agricoltura, per dirle che negli ultimi anni
diverse migliaia di persone hanno trovato, giustamente, rispondenza
nel lavoro e hanno trovato collocazione nei Consorzi di bonifica.
Tra tutte queste migliaia solo nove, o comunque meno di una
decina, sono rimasti fuori per un'interpretazione dubbia, non
coerente. Alcuni sostengono che si possa rimediare, altri dicono
che, occorra una norma a chiarimento. Ed allora a questo scopo
avevamo presentato un emendamento che potesse aiutare nella
interpretazione autentica della legge per tentare di sanare questa
situazione. Con l'onorevole Arena, abbiamo girato tutti, dico tutti
gli assessorati; abbiamo parlato con i vari dirigenti. Signor
Presidente dell'Assemblea, ci siamo adoperati perché ci sentiamo
impegnati moralmente nei confronti di queste poche persone che sono
rimaste fuori.
Attenzione, non è solo l'aspetto umanitario che ci spingeva a
realizzare questa opera. Perché, vedete, questi che sono gli
amministrativi erano quelli che facevano le perizie e le perizie
sono all'inizio di ogni campagna irrigua per poter strutturare in
maniera adeguata la manutenzione e fare funzionare adeguatamente i
consorzi di bonifica.
Io confido nella sensibilità dell'assessore D'Antrassi affinché
possa, in qualche maniera, trovare l'interpretazione - perché può
farlo, fonti legali e autorevoli dicano che può farlo - e le
consegniamo questa richiesta di sanare e permettere all'agricoltura
di avere questo supporto in più, questa possibilità irrigua in
maniera ottimale che, con queste persone amministrative, si può
realizzare.
Il secondo aspetto ha trovato la solidarietà ad una nostra
proposta, mia e dell'onorevole Arena e di altri deputati del mio
partito, indubbiamente generalizzata, circa 50 firme supportavano
un emendamento che interviene sulla riscossione Serit, mi dispiace
che non c'è l'assessore ma spero che mi possa sentire.
Io mi sono documentato - naturalmente faccio un altro mestiere, ma
posso dire che è farina del mio sacco, ho attinto a conoscenze
profonde e cito il professore Vitale che mi ha supportato - circa
la possibilità di intervenire legislativamente nella potestà di
organizzare la riscossione, sostenendo che è materia concorrente, e
l'emendamento chiede di abbattere tutti gli interessi, le more e
comunque le pene accessorie per queste cartelle, che sono milioni,
e che stanno mettendo in ginocchio la Sicilia. Io mi riferisco non
solo ai soggetti singoli, ma soprattutto alle piccole e medie
imprese che tante volte si vedono chiudere i fidi delle banche e
non possono operare adeguatamente perché, non essendoci possibilità
di credito, é difficile andare avanti.
In questa direzione vorrei impegnare l'assessore Armao, il quale
ha trovato una soluzione che mi aveva preannunciato nel maxi
emendamento per soddisfare parzialmente questa richiesta; ma
sicuramente ci sarà possibilità avendo più tempo. Forse, non tutto
viene per nuocere, avendo più tempo possibilmente si trovano
soluzioni ottimali.
Grazie per la tolleranza e consegno queste due richieste
all'assessore D'Antrassi e all'assessore Armao.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Apprendi. Ne ha
facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il mio
voto favorevole per disciplina di partito, perché appartengo ad un
partito, perché questo partito ha sostenuto questa maggioranza.
Però devo sottolineare il senso di frustrazione che c'è in me, così
come emerge il senso di frustrazione in ciascuno dei parlamentari
che qui già mi ha anticipato.
Viene quasi da ridere che adesso ciascuno dei deputati passerà da
questo scranno per, tra virgolette, raccomandarsi con l'assessore
del settore, e dire: Io avrei voluto questa norma, io avrei voluto
quell'altra norma, io ne avrei voluto un'altra ancora .
Ma, di fronte ad una finanziaria senz'anima, Presidente, non magra
ma secca, così come è stata definita, mi cominciano a venire molti
dubbi. A noi ci si chiede - noi siamo 27 parlamentari - perché
sosteniamo la Giunta Lombardo, ci si chiede perché sosteniamo un
Governo di tecnici.
Noi lo sosteniamo - e lo abbiamo sostenuto - perché abbiamo detto
ai nostri elettori che dovevamo fare le riforme ma, in questa
circostanza, non le stiamo facendo e lo dobbiamo dire a chiara
voce, per onestà, quell'onestà che ci ha contraddistinto nel
sostenere questa Giunta fino ad ora, che le riforme non ci sono,
abbiamo perso un'opportunità e siamo tutti responsabili di essere
arrivati all'ultimo minuto, in zona cesarini, per approvare la
finanziaria e il bilancio.
Potevamo iniziare per tempo a discutere, come dice il mio
capogruppo, l'onorevole Cracolici, e mediare - non è una vergogna
mediare con la minoranza, perché non sempre ha torto, come quando
noi eravamo all'opposizione - perché anche la minoranza propone
delle cose che vanno analizzate, che vanno discusse e, se è il
caso, anche accettate. Questo significa essere onesti con se stessi
e con gli altri e, per quanto mi riguarda, con i nostri elettori.
Caro Presidente, sono veramente amareggiato perché significa che
oggi sottoscriviamo la debolezza di questa maggioranza. Ho
apprezzato molto le cose dette dall'onorevole Adamo. Questa
maggioranza aveva il dovere di andare avanti, doveva andare avanti
con le proprie proposte per dare un segnale all'esterno, per
dimostrare che non abbiamo perso tempo in questi mesi.
Non so cosa diranno gli altri esponenti del mio partito, domani,
alle assemblee.
Domani è il primo maggio e, come sempre, andremo a Portella della
Ginestra a rendere omaggio a coloro che sono stati uccisi dalla
mafia, e ai compagni e agli amici che ci chiederanno cosa abbiamo
messo in questa finanziaria per andare incontro alle esigenze dei
siciliani noi diremo che ci siamo arresi di fronte
all'ostruzionismo del centro-destra.
Una grave debolezza, signor Presidente.
Così come mi sono esposto, insieme agli altri e ho sostenuto
questo Governo, credo che da lunedì si debba riunire la maggioranza
per verificare se ci sono le condizioni per andare avanti.
Sono grato al mio capogruppo, onorevole Cracolici, che ha visto
più lontano di noi nel senso che pensava che potevamo essere
battuti; ma noi dovevamo provarci. Avevamo il dovere, per gli
impegni presi e per l'impegno che anche lei ha preso insieme a noi,
Presidente, di provarci.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non siamo nuovi
ad un finale con colpi di scena, però questo colpo di scena -
Presidente Cascio - lo condivido perché, forse, qualcosa in Sicilia
sta cambiando. Mi trovo da dieci anni in quest'Aula, e da dieci
anni non si fanno, se non sporadicamente, leggi di settore. Saremo
stati costretti, saremo stati portati fino al rush finale, ci sarà
stata la spada di Damocle della scadenza del 30 aprile.
Il dato fondamentale è che finalmente questa Assemblea, con un
finale non proprio esaltante, e mi riferisco alla tabella H che
rappresentava per l'Assemblea e per la Sicilia, obiettivamente, una
forzatura, tant'è che quest'Aula ha applaudito, soprattutto tra i
banchi della sinistra, all'onorevole Cracolici, nella qualità di
capogruppo, quando ha preannunciato il ritiro della tabella H, e,
considerato che la proposta era stata avanzata dal Gruppo UDC, non
potevamo non esultare.
Ma esultavamo anche perché eravamo in perfetta sintonia e in linea
con le direttive del Governo.
Il Governo aveva dettato per mano, nel senso che scrive,
dell'assessore Armao delle precise direttive su quegli enti e
quelle associazioni che, inserite in tabella H, avrebbero dovuto
rendicontare.
Ci eravamo chiesti allora: come si fa, in Assemblea, a mettere un
+' o un -' se la Commissione non è stata nelle condizioni di
accertare se questi enti hanno rendicontato e se le risorse
pubbliche sono state destinate, sotto il profilo dell'efficacia,
dell'efficienza e dell'economicità, come previsto dall'articolo 128
che quest'Aula aveva votato.
Siamo soddisfatti per come è andata a finire Mi il conforta il
fatto che il Presidente Lombardo ha detto che il Governo
calendalizzerà, da qui a qualche ora, da qui a qualche giorno,
tutta una serie di leggi di settore, e che finalmente sarà inserita
anche la riforma dei Servizi sociali e delle IPAB.
Assessore Armao, io capivo le sue perplessità perché l'Assessorato
alla Famiglia aveva lavorato con tante difficoltà su una ipotesi di
riforma. Ma percependo che non ci sarebbero stati i tempi, visto
che l'Aula era presa da altre cose, aveva presentato quella riforma
abbastanza articolata e corposa, e capivo pure le sue perplessità
perché occorreva un approfondimento.
Allora, che ben venga questa frenata Che la finanziaria sia una
volta per tutte una finanziaria L'assessore Armao, nei suoi
ripetuti interventi, ebbe a dire che questa sarebbe stata l'ultima
volta che si fa una finanziaria di tal genere, per ragioni
economiche e soprattutto per ragioni legislative.
Io dico che siamo partiti con il piede giusto e da domani
quest'Aula deve mettersi a lavorare sulle leggi di settore per
poter dare risposte, perché le risposte si danno con le riforme
strutturali e non solo con le norme di spesa, anche perché,
attraverso le riforme strutturali, si possono pure percepire delle
somme.
Io ho presentato un ordine del giorno rivolto all'assessore per i
Beni culturali, ma soprattutto all'Assessore per la Salute, che
riguarda una norma inserita in finanziaria, la valorizzazione dei
beni immobili. Il Prefetto Marino - mi fa piacere chiamarlo
Prefetto e non Assessore, in questo caso, perché conosce la città
di Messina - sa che nella città di Messina c'è un immobile di 14
mila metri quadri, che si chiama, ormai, ex Ospedale Margherita.
Ebbene, l'assessore Russo, qualche giorno fa ha dichiarato - ci
sono le dichiarazioni sulla stampa - che quell'immobile sarebbe
stato venduto, anche se c'era un progetto, un project financity, ma
che è andato a male perché i posti letto per la riabilitazione sono
saltati.
La Regione siciliana, assessore Armao, spende 700 mila euro in
affitti nel solo comune di Messina per ospitare i servizi della
biblioteca regionale e della sovrintendenza ai beni culturali.
Perché non trasferire questi uffici nei locali dell'ex Ospedale
Margherita? Questo significherebbe valorizzare i beni immobili
della Regione siciliana Inoltre ritengo che di questa faccenda se
ne debbano occupare solo gli assessori competenti, che in questo
caso sono l'assessore Armao e l'assessore Missineo, e non altri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi trovo in
difficoltà ad intervenire oggi in quest'Aula, perché come deputato
entrato in questa Assemblea per la prima volta nel 1996, devo dire
obiettivamente che una finanziaria così striminzita mi lascia
veramente perplesso, anche se forse è utile nel contesto
amministrativo di questa attuale maggioranza di Governo.
Signor Presidente, una finanziaria stretta, striminzita, si
giustifica quando, nel corso dell'anno, si producono leggi. Noi
invece, anzi voi avete avuto la capacità in un anno, non solo di
non fare le leggi, ma addirittura di non fare neanche in
finanziaria l'indispensabile programmazione che il Governo pone in
essere. La critica sarebbe molto semplice e, devo dire, ci saranno
altre sedi dove farla. Però oggi posso dire che alcuni articoli,
che alcune norme che, obiettivamente, mettono in crisi alcuni
settori della nostra Regione, in particolare la formazione
professionale, non me ne vogliate, il Governo doveva assolutamente
trattare, se ne doveva interessare.
Ma in questa finanziaria non c'è nulla
Io, per la mia parte, avevo proposto qualcosa ma, non affrontando
il Governo questo tema, signor Presidente della Regione, vedremo
circa 1400-1500 persone che non sapranno, tra qualche giorno, quale
sarà il loro futuro. Si era provato a fare qualche proposta, ma non
ve ne siete più interessati.
Assessore Armao, le riforme non si possono fare nella finanziaria,
e anticipo che farò immediatamente una proposta per i lavori
pubblici, una legge di settore, importantissima e delicata, e mi
chiedo come mai come non è ancora stata depositata dal Governo, e
si aspetta la finanziaria, sapendo bene che in finanziaria queste
norme non si possono fare, illudendo così le imprese e i
costruttori che, addirittura, avevano pure fatto sapere, tramite
gli organi di stampa, che questa riforma era necessaria.
Sono stato per qualche anno presidente della IV Commissione, ho
fatto ben due riforme degli appalti in cinque anni. Ebbene si fanno
per legge e per settore, non si fanno nelle finanziarie.
Me ne dispiace per l'assessore ai lavori pubblici, che oltre tutto
è un competente ex dirigente della Regione e sa benissimo che le
norme di settore non vanno messe in finanziaria.
Non comprendo perché ha fatto una riforma così importante e
necessaria e non l'ha presentata due mesi prima, quando certamente
poteva essere discussa.
Alla luce di questo, penso di non dover aggiungere altro, ma
invito il Governo, questo sì, alla ripresa dei lavori, ad
attenzionare questo problema, e mi interesserò di più di quanto ho
fatto ultimamente alle riforme per dare un aiuto, non certo al
Governo, ma forse alla Sicilia. Presenterò immediatamente qualche
norma di settore, tenuto conto che il Governo non presenta quasi
nulla.
A questo punto, ci scommetteremo, ci confronteremo affinché si
possano fare, una volta per tutte, due, tre leggi di riforme
importanti.
Vi invito, e lo dico con molta onestà, ad essere più celeri
nell'attivazione della spesa.
C'è una Regione paralizzata, e mi auguro che non si arrivi più ad
approvare il bilancio con tanto ritardo perché questo è un danno
che la Sicilia non merita. Le situazioni economiche sono
difficilissime, ma certamente approvare ogni anno il bilancio a
maggio vuol dire che prima di giugno non diventerà operativo, vuol
dire che non si riuscirà a spendere nulla per tre, quattro mesi, e
continueremo nella paralisi che la Regione ha oggi.
Me ne dispiace, ma certamente non avviene per colpa nostra.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono chiuse le iscrizioni a
parlare. Abbiamo ancora venti iscritti a parlare, oltre i venti che
hanno già parlato.
E' iscritto a parlare l'onorevole Parlavecchio. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, assessori, onorevoli colleghi, intanto il mio voto non
potrà che essere favorevole sul bilancio e sulla finanziaria su cui
interveniamo. Mi faceva piacere sottolineare tre cose.
Colgo l'occasione che sono stati eliminati diversi emendamenti,
come quello sui lavori pubblici, perché mi vorrei riagganciare ad
un emendamento che avevo presentato, inerente il personale della
Regione Siciliana. Il Presidente dell'Assemblea, giustamente, per
certi versi, ha cancellato tutti gli emendamenti legati al
personale della Regione, e ritengo che ciò possa essere accettato,
a mio avviso, in quanto tutte le altre norme che non riguardavano
la finanziaria sono state cassate.
Ma questo ci è costato parecchio, e pure il nostro capogruppo ha
avuto qualche perplessità, visto il lavoro svolto nei giorni
precedenti. Ma siamo d'accordo su questa ipotesi, e siamo d'accordo
su una ipotesi che ci vede impegnati, sia come Assemblea Regionale
Siciliana - che, ricordiamo, è un'Assemblea legislativa - sia come
deputati, ma soprattutto come Governo, alla presentazione di norme
importanti per lo sviluppo della Sicilia.
Qualcuno dirà che le norme hanno bisogno di risorse economiche, ma
possiamo rispondere che le norme possono non avere disponibilità di
risorse economiche, ma possono essere importanti norme di
snellimento o norme che possono contribuire allo sviluppo di quella
Sicilia che noi vogliamo tanto portare avanti.
Assume la Presidenza il Vicepresidente FORMICA
Mi riferisco - per fare alcuni esempi, tanto per essere vicini
all'assessore Piraino - alla riforma delle IPAB, che è diventata
improcrastinabile, per non parlare - come ha detto l'onorevole
Bennati - di una riforma della legge degli appalti in Sicilia, dove
per tanto tempo questo Governo e questo Parlamento si sono spesi,
ottenendo ottimi risultati, anche distaccandosi leggermente da
quelle che sono le condizioni nazionali. Per non parlare del
turismo, di una legge sull'agricoltura, di una legge di
riorganizzazione dei dirigenti regionali, che oggi diventa
impellente.
Per tutti questi motivi, noi vogliamo che il Presidente
dell'Assemblea, ma anche il Presidente della Regione, si impegnino
ad una riorganizzazione, com'è giusto che sia, delle Commissioni
legislative, che da domani in poi dovranno iniziare a lavorare, con
l'aiuto del Governo, su queste leggi di settore e quindi chiedo che
questo venga fatto al più presto - l'abbiamo più volte chiesto come
Gruppo parlamentare UDC, ma senza ottenere risposte - e ritengo che
si debba fare una riflessione pure per quanto riguarda il problema
legato alla valutazione delle norme che il Governo deve fare.
In questi mesi il Governo dovrà essere impegnato fortemente, con
forti conoscenze, con gli Uffici di Gabinetto e con tutta la
Dirigenza regionale perché le leggi di settore vengano fatte, così
che poi, l'anno prossimo, potremo fare un bilancio snellissimo con
una finanziaria - riteniamo - la più snella possibile. Ringrazio
l'assessore Armao per il lavoro svolto in questo periodo, come
anche tutti gli assessori ed il Presidente della Regione.
Concludo, auspicando che una Regione come la nostra possa
finalmente avere delle norme e un Parlamento regionale che si
impegni per risolvere i problemi dei cittadini siciliani, i quali
fuori da queste mura hanno grandissime difficoltà e certe volte noi
non siamo capaci di dare delle risposte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Faraone. Ne ha
facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per manifestare la mia preoccupazione rispetto al fatto
che noi, da oggi, rischiamo di accompagnare ad un Governo tecnico
una maggioranza parlamentare tecnica, e questo vuol dire
certificare una condizione di esistenza in vita di questa
esperienza, che è una condizione enormemente precaria.
Lo dico, signor Presidente, perché quando abbiamo deciso di
avviare il percorso di sostegno al Governo Lombardo, lo abbiamo
fatto per due ragioni fondamentali: una, tanto decantata dai miei
colleghi di partito, e anche da lei in alcune interviste, era
quella di avere mandato Cuffaro e Berlusconi all'opposizione;
l'altra, per fare le riforme.
Se nel momento più importante per poter fare le riforme c'è
l'approvazione della legge finanziaria, noi rinunciamo a fare le
riforme e costruiamo una finanziaria esclusivamente tecnica.
Quindi, abbiamo già ridotto di gran lunga la motivazione per cui
siamo qui. E non credo, tra l'altro, che tenere all'opposizione
Berlusconi e Cuffaro possa essere la ragion d'essere di un partito,
di una forza politica e, benché mai, di un Governo che deve
amministrare la Sicilia.
Noi siamo in una condizione in cui il Governo gestisce, con i
poteri parlamentari ridotti ormai al lumicino, il 90 per cento
della vita politica regionale, il restante 10 per cento è la vita
politica regionale che si gestisce in questa Aula.
Io ho presentato pochissimi emendamenti perché mi convincevano
molto le riforme che i suoi assessori e la maggioranza politica
avevano proposto e che erano nel maxi emendamento - infatti, non
difendo emendamenti presentati dal sottoscritto, difendo gli
emendamenti che voi avevate presentato -, poi si decide di non
trattarli, e la cosa strana è che da parte dell'opposizione non c'è
nessuno intervento, ma di solito è il contrario, nella votazione
finale della finanziaria gli esponenti dell'opposizione
intervengono contro le malefatte della maggioranza.
Per cui, signor Presidente io credo che non possiamo essere
ricordati per una finanziaria che si è limitata a tre cose perché,
poi, al di là di come noi vogliamo giudicare i media, quello che
apparirà e che appare, di questa finanziaria sono: la tabella H,
che ha impegnato circa l'ottanta per cento del dibattito
parlamentare, incentrato sui circa cinquanta milioni di euro della
tabella H, e l'avere utilizzato i fondi per lo sviluppo per pagare
la sanità e i forestali. Per questo saremo ricordati in questa
finanziaria, e questo è quello che faceva il Governo Cuffaro-
Berlusconi.
Ora se dobbiamo stare qui a sostenere con impegno questa
esperienza governativa, dobbiamo fare dell'altro. Lei, da domani,
non vedrà i sei per tre' utilizzati dal PD per pubblicizzare le
riforme della passata finanziaria, perché sicuro non potevano fare
un sei per tre' dicendo che abbiamo fatto la finanziaria, non mi
sembra che sia tanto entusiasmante.
Non possiamo accontentarci della gestione dell'ordinario, ma
dobbiamo avere la forza di volare alto e di fare riforme
strutturali, altrimenti non c'è motivo per stare qui dentro. E il
tema delle elezioni diventa un tema su cui bisogna interrogarsi
concretamente, come sbocco utile per presentare i progetti di
riforma, i migliori. Ognuno di noi li metterà in campo, chi vorrà
conservare il sistema esistente e chi lo vorrà cambiare si
confronteranno e chi ha il progetto migliore vince.
Invece, il rischio è che noi stiamo qui a galleggiare fino alla
fine della legislatura, o fino a quando non ci saranno le elezioni
nazionali, che diventeranno il momento in cui si scappa tutti via.
Credo che non sia questa la nostra missione, credo che dobbiamo
subito creare le condizioni affinché la riforma mancata con questa
finanziaria si manifesti in alcune riforme possibili.
Mi auguro che la prossima volta, quando l'assessore Venturi
presenterà la riforma delle ASI o verrà presentata la riforma degli
IACP o degli appalti, non ci sarà la minoranza che dirà che non si
deve trattare e la maggioranza che non le tratterà visto che la
minoranza non vuole.
Non sono mai stato abituato ad interpretare la democrazia
parlamentare in questo modo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che sia
necessario fare qualche riflessione ad un attimo dall'approvazione,
dal voto finale di questa legge finanziaria che, secondo me, è la
conclusione di una politica, di un percorso che cercava di
costruire una montagna e alla fina ha partorito solo un topolino.
Ahimè E' una delusione come parlamentare.
E' comunque una constatazione come parte politica di un fallimento
politico, istituzionale, amministrativo, governativo, di un
percorso che non abbiamo condiviso nel metodo così come non lo
abbiamo condiviso nel merito. Nel metodo non lo abbiamo condiviso
perché, in effetti, non si è più rispettata la volontà popolare e
nel merito non si è data attuazione a quei grandi proclami, a
quelle enunciazioni che alla fine sono rimaste solo di principio.
Cosa si è fatto con questa finanziaria? Dovevamo dare delle
risposte importanti a chi, oggi, chiedeva un atto forte di questo
Governo; e mi riferisco alla formazione professionale, che
aspettava solo una o due norme, non una riforma di settore. Una
norma che era il fondo di garanzia, che è stato istituito per legge
e che dovevamo soltanto rimpinguare, una norma che accompagnasse i
pre-pensionamenti per misure di fuoriuscita che alleggerissero
seriamente il bilancio di questa Regione.
Non parlo della riforma dei consorzi, non mi voglio addentrare
sulle riforme che questo Governo aveva preannunciato su tutti i
giornali, con assessori che giuravano sull'affermazione delle loro
proposte e che, di riflesso, preannunciavano dimissioni, non dico
in caso di bocciature ma di prosecuzione di tali percorsi
legislativi.
Invece siamo qua Meno male che il Governo ha trovato una
opposizione che opposizione non è, una minoranza costruttiva che ha
consentito di approvare un bilancio, altrimenti per la prima volta,
dopo trent'anni, non avremmo avuto neanche un bilancio.
Certo, c'erano state dette alcune cose importanti, una fra tutte
un impegno forte per l'immigrazione che il Governo si era impegnato
a rispettare, nei confronti del PDL, nei confronti della minoranza.
In cambio di questo lasciapassare non abbiamo fatto ostruzionismo,
abbiamo ritirato tutti gli emendamenti e, purtroppo, abbiamo
constatato che anche questo non c'è stato.
Oggi cosa registriamo? Registriamo una maggioranza dilaniata di
fatto, una maggioranza con dei mal di pancia che ieri erano sopiti
e oggi invece sono esplosi in tutta la loro forza, con tutte le
loro contraddizioni ponendo sul tappeto un tema: questo Governo
dove vuole andare, cosa vuole fare? Questo Governo quale riforma o
quale beneficio sta portando ai siciliani?
Quando in un Gov.1, che è un maxi emendamento, si cercano di
mettere una, due, tre, dieci riforme di settore senza passare dalle
commissioni per poi non fare nulla, si dimostra chiaramente una
inefficacia, ma diremo una inettitudine che questa minoranza ha
cercato di arginare perché anche sul bilancio, se non ci fosse
stato il nostro impegno, prima in commissione - abbiamo consentito
di varare un disegno di legge da approvare in commissione -
diversamente saremmo ancora nell'altra stanza, in Commissione
Bilancio a discutere sul bilancio e sulla finanziaria.
In questo senso cosa possiamo registrare?
Possiamo registrare che siamo veramente al capolinea e, nonostante
tutte le rassicurazioni che il capogruppo del partito di
maggioranza, ieri di minoranza e oggi di maggioranza, cerca di fare
nei confronti dei suoi, abbiamo registrato - e vado verso la
conclusione - tutte dichiarazioni di fuoco perché il PD cerca di
smarcarsi da un percorso sicuramente negativo che sarà valutato
adeguatamente poi dagli elettori, che sarà valutato poi
adeguatamente dai siciliani, perché attenzione, pacta servanda
sunt, diceva qualche latino e, infatti, si rispettano e il PD non
ha rispettato né i patti elettorali né, al contempo, le
enunciazioni che ha fatto.
Vedremo, allora. Auguri, buon lavoro. Purtroppo, ahimè, non ci
saranno buone risposte per i siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Picciolo. Ne ha
facoltà.
PICCIOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, signori assessori, è con rammarico che faccio questo mio
intervento che avrebbe voluto avere uno spirito diverso, uno
spirito che era contenuto nei 59 articoli del maxi emendamento
proposto dal Governo, oggi ritirato.
Chi vi parla non ha presentato neanche un emendamento, non
troverete la firma su nessun emendamento, quindi
disinteressatamente si era impegnato a rispettare il mandato
conferito dal partito e a votare il maxi emendamento del Governo
che, secondo me, soddisfaceva i bisogni di innovazione di questa
nostra terra.
Purtroppo, prendo atto che non è stato possibile gettare il cuore
oltre l'ostacolo' e per spirito di stima personale nei confronti
del Presidente Lombardo e del suo Governo e non di spirito di
appartenenza al partito, io darò il mio voto favorevole a questa
finanziaria e a questo bilancio per consentire il pagamento degli
stipendi dei dipendenti regionali. Ma da questo momento in poi mi
ritengo libero, se in futuro non ci saranno le riforme sostanziali,
strutturali, promesse ai nostri elettori, promesse al popolo
siciliano, dal mantenere l'appoggio ad una simile situazione di
stallo che non vede prospettive nel medio e nel lungo termine.
Presidente, la prego con coraggio, col coraggio che io le
riconosco, che è lo spirito, l'unico collante che ci porta ad
andare avanti in questo momento, la prego di imprimere una svolta
netta al Governo di questa Regione portando avanti non tutto,
perché sarebbe velleitario, ma almeno una parte di queste riforme,
quelle più importanti, quelle che ci consentiranno di uscire dalle
sacche, di rilanciare l'economia, di ridare posti di lavoro, di
dare sviluppo a questa terra che ci chiede soprattutto questo.
Mi sia consentita, infine, una breve nota a favore della Dismed di
Messina, un argomento che è stato toccato da altri parlamentari
messinesi, sicuramente una norma alla quale, Presidente, la prego
di dare priorità. E' un fatto che tocca le coscienze di noi come
uomini, non di noi parlamentari, e privare i ragazzi, che hanno
necessità di terapie, di una possibile soluzione ai loro problemi,
in un centro di alta specializzazione quale è quello di Messina, è
davvero un fatto grave, è un fatto che va oltre i rapporti
politici, l'ostruzione, l'opposizione.
E pertanto prego il Presidente della Regione e il Presidente
dell'Assemblea di porre al primo punto di una prossima discussione
di un disegno di legge organico, già passato all'unanimità in
Commissione sanità, questo problema per cercare di dare una
soluzione vera ai bisogni della gente, perché noi per questo siamo
eletti e a questo mandato ci richiamiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Picciolo, posso assicurarle che, per quanto
è in potere della Presidenza, questa si attiverà per dare risposta
alla sua richiesta.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che questa
non è la finanziaria che abbiamo sognato, almeno rispetto ai
sacrifici e allo sforzo che vi sono stati in questi giorni. Abbiamo
assillato funzionari e assessori con emendamenti, una cosa
terribile, questo c'entra, forse questo non ci può entrare .
Tuttavia, questa è una finanziaria rigida, che non accontenta forse
nessuno, ma che è in sintonia con il momento storico, economico e
finanziario che vivono questa Nazione e questa Regione siciliana.
E' una finanziaria forse non presentabile all'esterno, perché
tantissima gente si aspettava cose importanti, ci si aspettava
occupazione nuova, fresca. Arriva una novità di sollievo per i
forestali, è arrivata al momento opportuno perché da tantissimo
tempo i forestali aspettavano questo grande evento.
Siamo tutti molto soddisfatti, ma il comparto agricoltura,
assessore D'Antrassi, va ripreso in mano. Lei deve pensare ad un
marchio che possa rappresentare la Sicilia per i nostri prodotti.
Io provengo da una provincia dove l'agricoltura sostiene la nostra
economia provinciale ed è importante per noi. Favorisca le
organizzazioni dei produttori, metta in condizione di essere pronti
e partecipativi al mondo del commercio, al mondo delle
esportazioni. L'agricoltura ha una grande prospettiva davanti se
vuole affrontarla seriamente. Io spero che lei si possa fare carico
del PSR perché è importante che vada avanti, che vada soprattutto a
soddisfare le esigenze dei cittadini e di quelle aziende che hanno
posto le opportunità per essere poi finanziate.
Presidente Lombardo, la sanità da lei decantata, piuttosto
richiamata, molte volte richiamata, ha forse fatto delle cose
importanti, così come ha forse fatto delle cose meno importanti,
soprattutto per le piccole strutture ospedaliere.
Io le rivolgo un invito, anzi un appello: faccia sì che
l'assessore Russo non dismetta i piccoli ospedali, i pronto
soccorso perché ce n'è bisogno. Faccia, invece, un'altra cosa:
cerchi di riorganizzare il 118, non è giusto che un'ambulanza che
raccoglie un malato lo porti nel primo ospedale più vicino, ma va
portato nel primo ospedale più opportuno.
Questo è migliorare la sanità siciliana.
Noi Ragusani abbiamo finalmente chiuso questa vertenza e grazie
all'assessore Russo che è venuto in provincia a tranquillizzarci,
perché per la 514, cioè il collegamento dell'autostrada Catania-
Ragusa, la Regione siciliana mette a disposizione 240 milioni di
euro.
Adesso, con grande forza, al di là delle appartenenze, ma con le
appartenenze, bisogna chiedere a Roma al ministro Tremonti di
apporre la firma perché per noi quella infrastruttura è essenziale.
Così come, caro Presidente Lombardo, noi aspettiamo l'apertura
dell'aeroporto di Comiso.
Io so che lei può fare molto per questa infrastruttura, vada a
Roma, chieda al ministro Tremonti perché non firma, una volta per
tutte, la concessione e l'apertura di questa infrastruttura per la
nostra provincia che, a differenza delle altre province di questa
Regione, si è manifestata, perché siamo quasi imprenditori in loco,
siamo tutta gente che lavora dalla mattina alla sera. Anche il
nostro modo di fare politica è diverso dai nostri colleghi, a
volte, perché io ho presentato emendamenti a questa finanziaria che
non volevano portare vantaggi personali ma vantaggi per la
collettività siciliana e anche ragusana.
Non dimentichiamo che la norma fatta attraverso la CRIAS per
favorire i prestiti per gli acquisti, è passata ed è stato un
momento importante, è stata presentata dall'UDC. E, quindi, vada,
per cortesia, a Roma e spieghi a Tremonti che questa provincia ha
bisogno di questa infrastruttura.
Da questo momento ci sentiamo tutti impegnati a fare leggi per le
attività produttive, leggi di settore che servono e devono servire
a rilanciare l'economia siciliana perché il momento è particolare e
se ci stringiamo intorno tutti, politica e non politica, certamente
dobbiamo avere la capacità e il coraggio di spiegare alla gente - è
difficile oggi, con i tempi che corrono - che la politica lavora e
si sente al servizio dei cittadini.
Un mio collega ha parlato qui della Serit.
Io penso che questo Governo, assessore Armao, debba farsi carico
di questo grande problema, basta non pagare una bolletta che la
Serit va a vincolare, va a fermare i mezzi delle aziende e blocca
quello che può essere il sogno di una piccola azienda: continuare a
vivere, a lavorare, a svilupparsi.
Sono piccoli, ma sono tantissimi i problemi di cui il Governo deve
farsi carico se vuole, finalmente, riuscire ad incarnare il vero
esempio di una Regione che vuole uscire da una crisi ma,
soprattutto, di una Regione che vuole pensare ai propri cittadini
ribaltando un pensiero importante, reinnescando quella fantasia,
quel sogno che tutti i siciliani vogliono avere: posti di lavoro,
pensare alle famiglie e alla economia. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, invito tutti a rimanere nei tempi
regolamentari perché le iscrizioni a parlare, che sono chiuse, sono
tantissime.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pogliese. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, mi atterrò rigidamente ai minuti a me concessi.
Io ho iniziato la mia esperienza parlamentare nel 2006, quindi
posso certificare con cognizione di causa esclusivamente quello che
è accaduto all'interno dell'Assemblea regionale in questi ultimi
cinque anni. Ma alcuni miei colleghi, che hanno più esperienza di
me, con qualche legislatura in più alle spalle, mi hanno confermato
che non vi è alcun precedente all'interno di questo Parlamento, di
quello che è accaduto oggi, di quello che si sta registrando in
quest'Aula: mai nella storia parlamentare siciliana era stata
presentata ed approvata una legge finanziaria così scarna, così
inutile, così disastrosa, con 16 articoli, alcuni dei quali
assolutamente tecnici, con nessuna norma che immagini un percorso
di rilancio di una categoria produttiva, di un settore, a favore
dell'artigianato, dell'industria, del commercio, del turismo, a
favore dell'agricoltura, tutti settori in gravissima crisi
congiunturale, non vi è alcuna norma a tutela - come ha detto il
collega Falcone - il mondo della formazione professionale che sta
attraversando una fase molto delicata.
Oggi stiamo scrivendo una delle pagine più brutte della storia
parlamentare della nostra Regione a testimonianza dell'incapacità,
dell'insensibilità di questo Governo.
Ieri, è stato lanciato un grido di allarme, riportato da tutti i
mass media regionali e da qualche mass media nazionale che - credo
- certifichi quello che rappresenta il dato più significativo in
termini di incapacità amministrativa e di blocco della macchina
burocratico-amministrativa della Regione: mi riferisco alla
percentuale di utilizzo dei fondi europei che, ad oggi, hanno
raggiunto una percentuale di poco superiore al 7 per cento con il
rischio di disimpegno automatico per fondi pari ad un miliardo di
euro entro il 31 dicembre del 2011.
Ebbene - mi avvio alla conclusione - qualche giorno fa, quando è
stato presentato, giovedì 22 scorso, alle ore 12.30, il maxi
emendamento del Governo, il mio capogruppo, onorevole Leontini,
ebbe modo di definirlo come una sorta di supplemento alla Treccani.
Io per la prima volta mi sono trovato in dissenso rispetto a quello
che Innocenzo Leontini ha detto.
Credo che quel Gov.1 si potesse definire un supplemento al
Bignami, non certo riferimento alla corposità di quello che era
scritto all'interno di quel maxi emendamento ma in riferimento alla
valenza scientifica dello stesso.
Ebbene, oggi, con il ritiro del Gov.1, non siamo né in presenza di
un supplemento alla Treccani né in presenza di un supplemento al
Bignami, ci ritroviamo a parlare del nulla poiché questo è il tema
della legge finanziaria del 2011. Siamo riusciti, siete riusciti
per meglio dire, a presentare una finanziaria del nulla'. Non era
certamente questo che la nostra Regione si aspettava e si meritava.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha
facoltà.
La prego di attenersi strettamente ai tempi.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, farò un intervento
e qualche considerazione sull'approvazione di questo bilancio e
finanziaria. Credo che stiamo assistendo, come abbiamo fatto l'anno
scorso e due anni fa nella stessa giornata, il 30 aprile, ad un
rito che certamente dobbiamo cercare di migliorare in questa Aula.
La prima occasione è stata nel 2009, quando il presidente Lombardo
ha inaugurato la stagione dell'esercizio provvisorio e abbiamo
approvato in zona Cesarini il primo bilancio.
Allora ho assistito al dibattito e allo sforzo in questa Aula da
parte di tutti i parlamentari, di opposizione e di maggioranza, che
oggi sono qui a ruoli invertiti per cercare di dare risposte ai
Siciliani e a tutti i problemi di questa Regione, che sono
tantissimi.
Mentre l'anno scorso, sempre il 30 aprile del 2010, abbiamo visto
un po' di confusione in più. Abbiamo assistito a tante iniziative
da parte del Governo, della Commissione, da parte di questo
Parlamento, una serie di emendamenti aggiuntivi, sostitutivi, di
riscritture, quasi una Torre di Babele; ma, alla fine, siamo
riusciti a portare avanti un bilancio e una finanziaria che,
certamente, dovevano cogliere i vari aspetti e le varie esigenze
della realtà siciliana e siamo andati avanti.
Pensavo che quest'anno, al terzo bilancio, le cose potessero
andare meglio e, per la verità, devo dare atto al presidente
Lombardo che abbiamo migliorato rispetto agli anni precedenti.
Però, c'è da registrare una insoddisfazione da parte di tutti, a
cominciare dal Presidente Lombardo, di tutto il suo Governo e di
tutti gli assessori, della sua stessa maggioranza e noi
dell'opposizione che, pur avendo svolto con coscienza il nostro
ruolo, non siamo riusciti ad incidere, attraverso questo bilancio e
questa finanziaria, e a dare un colpo d'ala per fare sperare e
sognare i tanti siciliani che si aspettano da questo Governo
veramente qualche cosa di più.
Io credo che se il Presidente della Regione e tutti i suoi
assessori da domani si impegneranno ad ascoltare e a rileggere il
dibattito svoltosi in questi giorni in questa Aula, specialmente
sul voto finale, potrebbero cominciare a mettere mano al bilancio
del 2012 in tempo, per non arrivare in zona Cesarini e cominciare a
portare avanti una serie di iniziative legislative per fare le
leggi di riforma, quelle riforme che hanno spinto gli amici del PD
a diventare maggioranza e a fare questo ribaltone nell'interesse
dei siciliani.
Oggi, se ascoltiamo i singoli interventi della maggioranza, ci
rendiamo conto che approvano questo bilancio per senso di
responsabilità, ma sono tutti insoddisfatti. Non c'è dubbio, chi fa
politica deve essere insoddisfatto; ognuno di noi è insoddisfatto
delle proprie azioni, però deve avere la coscienza a posto e deve
cercare di fare il massimo possibile.
Credo che qui il massimo possibile non sia stato fatto.
Se oggi registriamo tutti questo, dobbiamo impegnarci a
migliorare. Quindi da domani, invito in tal senso il Presidente
della Regione, il suo Governo e quest'Aula, a mettere mano alle
riforme per dare risposte ai cittadini della nostra Regione e
risolvere i tanti problemi affrontando i bisogni di chi soffre.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha
facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che non
volevo neanche intervenire perché, di fatto, è inutile intervenire
in quest'Assemblea, fatto per niente positivo anzi assolutamente
negativo. Mentre vedo che c'è nell'aria l'atteggiamento di chi ha
raggiunto, comunque, un risultato - e il Presidente Lombardo, per
primo - mi rendo conto che per la Sicilia non c'è futuro perché non
c'è una classe dirigente in grado di affrontare i reali problemi
dei quali soffre la nostra Isola.
E' emerso un dato preoccupante. Tutti i novanta parlamentari, chi
più, chi meno, è convinto di avere un ruolo. Mi rendo conto, ma
dobbiamo rendercene conto tutti, che questo ruolo, oggettivamente,
non c'è Ci sono tre, quattro, cinque big che si riuniscono e poi
decidono, a proprio piacimento, le sorti e le strategie della
nostra Isola.
Questo - e parlo a titolo personale perché non so come la pensino
i colleghi del mio Gruppo - è un fatto inaccettabile. Vorrei
capire, Presidente Lombardo, nel momento in cui lei dichiara che
dobbiamo cambiare la Sicilia, che bisogna invertire la rotta, che
bisogna potenziare i settori produttivi, e assessore D'Antrassi, mi
pare abbia preso impegni con il sottoscritto a Roma e a Palermo, in
Assemblea - e non mi prendete per pazzo se io ho sempre un
riferimento a chi lavora, a chi produce in Sicilia, non mi devo
vergognare io, si deve vergognare chi non comprende - sul
contributo per il caro-gasolio'. Senza questo si colpisce una
categoria produttiva che paga le tasse e che permette di produrre
PIL; una categoria che ha dimostrato, nel Canale di Sicilia, come
si è anche solidali; ha dimostrato, con i soccorsi in mare, come si
fa a salvare tante vite umane perdendo reddito, perché ogni volta
che si interrompe una battuta di pesca perde reddito sia l'armatore
sia il pescatore. Questo all'Aula non interessa A quest'Aula
interessa altro
A quest'Aula interessa, per esempio, finanziare non so quali enti
per produrre, non so che cosa A questo gioco, non ci stiamo perché
bisogna davvero invertire la rotta.
Voglio capire cosa direte agli operatori della formazione che in
questo momento stanno protestando e sono sui tetti dell'Assessorato
che fa capo all'assessore Centorrino.
Sono uno di quei pochissimi parlamentari che non ha assolutamente
nulla a che spartire con la formazione. Non ho enti, non ho moglie,
non ho amici né fratelli che lavorano nella formazione.
La colpa della crisi di questa settore non è certo dei lavoratori,
ma della politica che li ha ingannati, li ha sfruttati, li ha
illusi, li ha utilizzati e ora li ha lasciati completamente da
soli.
Ci sono lavoratori della formazione che da dieci mesi non
percepiscono lo stipendio.
E' una vergogna il bilancio che avete presentato, è una vergogna
la finanziaria che vi state accingendo a votare Non avete dignità
politica, non avete spina dorsale, questo modo di fare politica non
h consentito solo perché poi, alla fine della notte, ci sono gli
incontri di chi si crede padrone di questo Parlamento e decide di
chiudere gli accordi.
C'era un maxi emendamento che doveva venire in Aula, nel quale
erano previsti, ad esempio, i soldi per la costruzione dei porti,
per dragare i porti. Avete fatto un giro per la Sicilia per vedere
in che stato si trovano il lungomare e i porti delle città
portuali?
Avete ingannato l'onorevole Adamo - noi di Forza del Sud le
abbiamo detto che la stavano ingannando ancora una volta,
prendendola in giro - le avete fatto togliere nove milioni di euro
dal bilancio della Regione appostati per fare quelle opere dicendo
che li avreste inseriti nelle norme di sviluppo della finanziaria;
poi, tutto ad un tratto, questo non si verifica lasciando, in
questo caso, i comuni da soli a non potere dare risposte. Avevamo
proposto un emendamento per sbloccare i fondi di cui all'articolo
26 dell'ultima finanziaria; ma anche questo non è stato fatto.
Non so se essere deluso, arrabbiato o mortificato, ma dovrebbero
esserlo di più i colleghi del PD i quali tutti, nei loro
interventi, hanno detto che voteranno questa finanziaria, non so
rispetto a quale patto d'onore. Però sono consapevoli che è una
finanziaria che non dà assolutamente nulla alla Sicilia, anzi crea
ancora blocchi, crea ancora problemi.
E' vergognoso vedere come deputati, usciti da quest'Aula, nelle
loro dichiarazioni parlano di difendere i settori produttivi
PRESIDENTE. Onorevole Scilla, la prego di concludere.
SCILLA. Sto concludendo, signor Presidente. Mi consenta questo
sfogo, mi consenta di finire questo mio intervento
LEANZA NICOLA. Basta, onorevole Scilla
SCILLA. Onorevole Leanza, lei non deve dire basta' perché è uno
dei principali responsabili di quello che è stato fatto in questo
Parlamento. Aggiungo, e concludo, che la responsabilità non è solo
dell'onorevole Leanza ma anche dell'onorevole Cracolici e
dell'onorevole Mancuso
(A conclusione dell'intervento, accesi diverbi tra l'onorevole
Scilla e l'onorevole Mancuso)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19.01, è ripresa alle ore19.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo assistito in questa
giornata a tensioni notevoli, tra l'altro eravamo in regime di
tempi contingentati come annunciato dalla Presidenza.
Non voglio strozzare il dibattito, però vorrei invitare i colleghi
che sono iscritti a parlare, a voler ritirare la loro iscrizione e
lasciare ai capigruppo e ai vice capigruppo la possibilità di
intervenire. Lancio il messaggio alla sensibilità dei colleghi che
vogliono ritirarsi.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
RAIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La prego, onorevole Raia, di rimanere
assolutamente nei tempi previsti.
RAIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissima anche
perché voglio rispettare non solamente quest'Aula, ma anche me
stessa. E' chiaro che la situazione nella quale siamo non è
piacevole e non piace a nessuno di noi. Quello che è successo poco
fa denota nervosismo, stanchezza e anche non contentezza per quello
che è successo.
E' chiaro che questo triste epilogo in qualche modo era già
scritto perché c'è stato, da parte di tanti, e soprattutto da parte
di quelli che dicono di essere minoranza costruttiva, un
ostruzionismo pesante che ci ha portati anche a questo, a fare a
stento un bilancio importante per alcune cose, ma non si arriva a
fare la finanziaria perché non c'è quella responsabilità che tanti
hanno richiamato nei loro interventi parlando di volere bene alla
Sicilia e ai siciliani; ma, mentre parlavano di questo, nel
frattempo pensavano a come non dare uno strumento finanziario alla
Sicilia che ne ha tanto bisogno.
Quando si parla di questo, molti di noi abusiamo delle parole qui
dentro perché per me, che sono alla prima legislatura come molti di
noi, da tre anni sento citare molte volte la Sicilia e i
siciliani', il bene di questi e il bene degli altri, il bene delle
aziende, il bene dei produttori e di quant'altro.
Però, in questo momento, in questa situazione non si è stati in
grado di chiudere un percorso.
La finanziaria rappresenta, nella situazione data, quello che era
possibile fare.
Si è fatta una cosa importante per i forestali: si è riusciti a
portare a casa quell'accordo sottoscritto nel 2009 per
responsabilità del Governo, di questa maggioranza, ma non si è
fatto null'altro.
E non si poteva fare null'altro perché si è giocato
Siamo arrivati a questo perché qualcuno ha giocato, mentre si
potevano dare le giuste risposte alla Sicilia, all'agricoltura,
alle imprese che manifestano e protestano per la pesante situazione
economica e sociale. E c'è stata la responsabilità anche di chi
pensa di fare l'opposizione in questo Parlamento, e di farla bene,
mentre hanno fatto un'opposizione che in questo modo mette in
ginocchio la Sicilia.
Credo dunque che il Governo, questo Governo tecnico, il Governo
delle riforme sostenuto dal Partito Democratico debba avere uno
slancio dimostrando quella discontinuità forte che, invece, ci deve
essere, riprendendo quei disegni di legge che vanno in aiuto
all'economia siciliana. E ci sono pure tanti emendamenti, tanti,
fatti da parlamentari - e non è che qui c'è qualcuno che parla e
pensa solo a sè stesso, non è così, anzi per quanto mi riguarda,
ognuno porta le esigenze del territorio, di una economia.
Io ho presentato alcuni emendamenti che riguardano, ad esempio, la
situazione agrumicola.
Qui con l'Assessore abbiamo parlato più volte della situazione
agrumicola e del dramma che vive questa realtà, che è quella di
essere colpita dal virus della tristezza e dal punteruolo rosso che
ha colpito le palme. Io penso che è un'emergenza, che va affrontata
e credo che il Governo debba immediatamente dare una risposta al
fatto che non si è fatta una finanziaria per come la volevamo, ma
deve dare una risposta di slancio, mettendo in campo quelle norme
che parlano veramente ad un'economia messa in ginocchio, quella
agricola, quella delle imprese artigiane, dei commercianti, e che
rimetta in moto quel sistema economico che tutti quanti vogliamo
veramente che accada da qui ai prossimi mesi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la
parola.
Intervengo perché anch'io sono amareggiato del fatto che, pur
presentando emendamenti e sub emendamenti che potevano dare una
svolta, ad esempio, alla riforma sulla formazione professionale,
certo non ci sono rimasto bene. Però ho presentato un ordine del
giorno che va a rilanciare e a dare un indirizzo, se l'assessore
Centorrino me lo consente, alla formazione.
Occorre riformare immediatamente e preparare una norma che possa
finalmente mettere fine a questo annoso problema. Certo, il
problema non è di questo Governo, ma sicuramente nell'arco dei
trent'anni da quando è stata costituita, da quando è stata normata
la legge sulla formazione, le cose non sono andate bene.
Il mio gruppo, il Gruppo parlamentare UDC, ha sempre manifestato
dissenso su questo.
Ora, da qualche settimana, i lavoratori di alcuni enti che non
hanno visto accreditate le proprie ore si sentono veramente fuori
dal mondo del lavoro. Tutti siamo solidali, solidale è stata la
Commissione che per tanto tempo è stata impegnata nel cercare di
risolvere questo annoso problema.
Caro Assessore, caro Governo, cercate di dare un impulso,
un'attenzione a questo mondo.
La politica ha creato questo fenomeno brutto, cerchiamo di
portarlo su un percorso virtuoso che possa veramente dare
quell'immagine di formazione vera, con progetti innovativi, che
possa dare veramente ai lavoratori la certezza di ricevere
mensilmente lo stipendio per poter soddisfare i bisogni delle loro
famiglie.
Su questo, Assessore, penso che il Governo debba battersi, e il
nostro partito non transigerà nel porre nella giusta attenzione
questo mondo, che è un mondo importante, un mondo che per tanti
anni ha dato carattere e fiducia alla politica e ai governi che si
sono succeduti nel tempo.
Io vorrei citare solo un pensiero che ci ha trasmesso Aldo Moro,
grande statista, il quale diceva che questo Paese non si salverà se
la stagione dei diritti, dei doveri e della libertà si renderà
effimera, se non si raggiungerà un vero senso del dovere.
Questo dovere il nostro Parlamento devono assumerlo pensando che
il Governo non ha tutte le colpe che gli si vogliono addossare, ma
certamente vuole risolvere i problemi.
Noi lo dobbiamo aiutare perché è giusto che sia così. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini, anche per aver rispettato
abbondantemente i tempi.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, nonostante la stanchezza di tanti
giorni trascorsi qui in Aula e altrettanto presso le Commissioni,
sia di quelle di merito sia in Commissione Bilancio, devo dire che
questo epilogo me lo aspettavo. Me lo aspettavo perché, purtroppo,
accade quando si vuole in qualche modo forzatamente cambiare il
corso di ciò che è stato deciso in maniera democratica, e mi
riferisco al voto che ha fatto sì che questo Presidente della
Regione e la maggioranza che lo sosteneva o lo ha condotto qui,
quando tutto questo è stato ribaltato il corso delle cose si è
modificato e a quel punto nulla avrebbe più seguito un iter
normale.
Ecco che oggi ci troviamo ad approvare una finanziaria, o meglio
ad approvare una non finanziaria', io la definirei così. Poc'anzi
mi venivano in mente delle frasi, come se fossero dei titoli. Io la
definirei una finanziaria con un saldo di fine stagione
elettorale'.
Questo è un periodo in cui noi abbiamo avvertito, attraverso le
indicazioni del Governo che chiaramente si è espresso più volte con
l'obiettivo di dare vita a delle riforme, che invece man mano, per
ragioni varie e svariate, tutte le iniziative - anche di pregio,
anche lodevoli, anche virtuose, prese dai singoli assessori -
trovavano poi un inspiegabile stop, un arresto.
Mi riferisco alla spesa dei fondi comunitari che sembra lì lì per
concretizzarsi e poi, non si capisce perché, tutto questo si
arresta; mi riferisco al fatto che importanti decreti vengono posti
in essere e poi non producono effetti; mi riferisco a tantissime
iniziative che hanno a che vedere con il lavoro; mi riferisco a
tantissime mancate stabilizzazioni.
Poi, di botto, cosa succede? Si arriva ad una finanziaria,
l'occasione nella quale il Governo deve dare prova del suo
comportamento riformista e performante.
Ebbene, oggi la montagna ha partorito ancora una volta un
topolino.
Grandi sforzi, tantissimi fogli, posso dire che nelle ultime 24
ore mi sono state date almeno 500 copie diverse di emendamenti che
avevano lo stesso oggetto. E tutto questo per poi partorire cosa?
Per partorire una norma assolutamente esigua, una norma essenziale
ma soprattutto inutile dal punto di vista delle risposte che i
siciliani oggi aspettano. Da questa norma ci aspettavamo tutti
sicuramente uno scontro o comunque, come diceva l'onorevole
Cracolici, una trattativa dalla quale potesse uscire qualcosa di
utile per i siciliani, con un apporto costruttivo che io continuo a
sostenere. Perché, nonostante tutto, abbiamo continuato a proporre
emendamenti che andavano a riscrivere, secondo quello che è il
nostro modo di vedere, la formazione e temi importanti come i
consorzi di bonifica e tanti altri. Lo sforzo lo abbiamo fatto
tutti, cari colleghi.
Il problema è che, purtroppo, un dato inequivocabile è che questa
maggioranza posticcia, che doveva partorire le riforme, è crollata.
E' crollata davanti alla pressione delle clientele, perché avere
parlato per ore soltanto degli spostamenti - più o meno 50 mila,
100 mila - per finanziare quella o quell'altra associazione,
sicuramente non è stato uno spettacolo decoroso, ma soprattutto
utile per la risoluzione dei problemi importanti.
Diceva poco fa il collega che ci sono lavoratori della formazione
che stanno su un tetto.
Ho ricevuto la telefonata di un lavoratore che mi diceva che si
trova sul tetto dell'assessorato. Rimango attonita e sconvolta
rispetto a questo; davanti a una Sicilia che urla, la risposta è
faremo le leggi di settore . Credo che sia poco, che sia
assolutamente insufficiente.
E devo dire che pure rispetto al tema del lavoro sono
estremamente scontenta, anche perché - lasciatemelo dire - ci sono
degli ordini del giorno che in qualche modo cercano di porre
giustizia ad alcune profonde ingiustizie compiute durante questa
finanziaria.
Signor Presidente, quando la Presidenza si è espressa in maniera
inequivocabile dicendo che la materia del lavoro non sarebbe stata
trattata, ci siamo adeguati tutti. Ebbene, a cosa abbiamo
assistito? Ieri è stata votata una norma del bilancio con cui
abbiamo permesso la stabilizzazione di 120 persone. Per carità, io
non sarò mai contro la stabilizzazione di soggetti precari, noi
abbiamo lavorato sempre in questo senso. Però, dall'altra parte,
abbiamo anche altri lavoratori e altri soggetti che, per tanti
anni, hanno fatto la formazione: mi riferisco agli ex corsisti del
CIAPI che sono rimasti appesi di finanziaria in finanziaria
cercando la possibilità di spendere le proprie professionalità, che
abbiamo formato noi Regione siciliana, con i fondi della Comunità
europea e che oggi potrebbero diventare una risorsa per spendere
quei famosi fondi della Comunità europea - mi riferisco al fondo
sociale europeo - che ci consentirebbero di dare sviluppo a questa
Sicilia.
Avrei tantissimo da dire, ma è giusto non poterlo fare. Abbiamo
avuto giorni di grande tensione e siamo tutti un po' stanchi.
Vorrei soltanto dire che la grande delusione che stasera i colleghi
del PD provano non può essere una giustificazione per l'avere fatto
delle scelte.
Il PD, insieme al resto della maggioranza che ha appoggiato questo
Governo, ha creduto in un progetto che non esiste, lo dimostrano i
fatti, siano consequenziali e non cerchino giustificazioni
nell'opposizione che ha fatto il suo giusto ruolo, e in termini
assolutamente costruttivi e non distruttivi. Non accettiamo di
essere additati come coloro i quali hanno voluto mandare all'aria
qualcosa di buono; abbiamo cooperato, e ne sono testimoni tutti,
affinché si potessero produrre delle norme giuste e legittime, mi
permetto di dire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marinello. Ne ha
facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono
intervenuto durante il dibattito sul bilancio perché speravo e
auspicavo che prevalesse il senso della ragione che ognuno di noi
dovrebbe avere prima ancora di arrivare qui in Parlamento, perché
questo è un Parlamento non è un consiglio di quartiere, e con
questo non voglio offendere un consiglio di quartiere, neanche un
consiglio di un piccolo comune, è un Parlamento.
Devo dire che sono rimasto fortemente amareggiato per
l'atteggiamento di tanti parlamentari, mi rammarica dire
dell'opposizione in questo momento, in questa Aula, per tutto
quello che è avvenuto, per tutte le passerelle che si sono fatte
dove tutti hanno gridato allo scandalo. Però, nel momento in cui ci
poteva essere un confronto vero su una norma importante, qual è la
legge di stabilità - che è una norma non solo di accompagnamento al
bilancio e di contenimento della spesa, anche perché è sempre stato
così sia in Sicilia che fuori dalla Sicilia, quindi quando dico
fuori dalla Sicilia mi riferisco al Parlamento nazionale -, quando
avrebbe potuto esserci un aggiustamento di qualche norma per dare
risposte serie, corpose, responsabili ai settori produttivi della
nostra Regione, al mondo del lavoro, a chi sta fuori da qui, questo
purtroppo non è stato consentito.
Io devo dire che voterò per senso di responsabilità, ma solo per
questo, e non voterei una delle norme contenute in questa legge di
stabilità; in particolare mi riferisco all'articolo 8 che reputo
una vergogna di quel che si è consumato, nella quale è stabilito
che destiniamo dei terreni agricoli - facendoli diventare oggetto
di speculazione - al cosiddetto mercantilismo, il mercenario di
turno che passa. Pensavo che, dopo il confronto che c'è stato, alla
fine prevalesse il senso della ragione, della responsabilità, il
buon senso, il mandato imperativo, il senso del Governo e dello
Stato, ma devo dire l'opposizione non l'ha avuto in tutta la
discussione sia sul bilancio che sulla finanziaria; si è fatto solo
ed esclusivamente passerella. Qualcuno ha aggredito.
Io giudico anche l'azione propositiva: se ci sono emendamenti che
possono aiutare i settori produttivi e l'economia siciliana sono
propenso a che questo avvenga, ma non ci è stato consentito.
Penso che sia la prima volta nella storia del Parlamento
siciliano, ma anche del Parlamento nazionale, che in una legge
finanziaria non si possono fare norme di aggiustamento non sul
piano finanziario, ma sul piano del merito. Purtroppo, quando si
fanno le leggi, leggi di riforma, spesso - come tutti sappiamo -
alcune siamo riuscite a portarle in porto nell'interesse generale,
sacrificando con grande senso di responsabilità anche rispetto ad
un fatto elettorale e politico, perché questa Regione soffre di
trent'anni di malgoverno, dato che il nostro bilancio - nessuno o
pochi dei colleghi che mi hanno preceduto lo hanno detto - è un
bilancio a norma invariata.
In questo bilancio, di fatto, abbiamo tante di quelle leggi di
spesa che bloccano non consentendo di far fare un salto di qualità
alla Sicilia e alla sua economia. Mi sarei aspettato il senso di
responsabilità per ragionare nel merito, non di norme di spesa che
non possiamo fare, è inutile nascondercelo, perché trent'anni di
malgoverno hanno creato sacche di mala gestione, sacche di
precariato, anziché pensare - e io penso ad una cosa, nessuno lo ha
detto del centro-destra, perché non lo diciamo con chiarezza che il
Governo nazionale, di fatto, ha paralizzato l'economia di questa
Regione? E l'ha paralizzata una per tutte. Ne ricordo una in
particolare, un APQ sottoscritto tra Stato e Regione tanti anni or
sono con progetti cantierabili già pronti ad andare a gara. Orbene,
il ministro Tremonti, il ministro Fitto e il direttore generale del
Ministero dello sviluppo economico - lo dicevano poc'anzi - hanno,
di fatto, bloccato le infrastrutture per quanto riguarda il
trasporto marittimo, 640 mila euro di accordo sottoscritto.
Oggi il ministero blocca tutto perché deve rinegoziare. Il termine
che utilizza è questo: bisogna riprogrammare la spesa.
Queste sono grandi responsabilità che il centro-destra ha
perpetrato
Signor Presidente, io non sono intervenuto durante i sei giorni in
cui ci avete inchiodato vergognosamente, senza alcuna proposta in
quest'Aula - vorrei avere qualche minuto in più - ci avete
inchiodato qui per non fare nulla, senza proporre nulla di
innovativo, e lo dico con grande senso di responsabilità.
Il mio intervento doveva avere un taglio più polemico, ma il ruolo
di parlamentare porta anche ad un senso di responsabilità ed il
senso di responsabilità dobbiamo averlo tutti. Il Governo nazionale
si deve prendere la responsabilità di paralizzare l'economia della
Sicilia e del Meridione. Ho fatto un esempio: pur avendo un
organismo proprio, il comitato paritetico, ha di fatto bloccato le
iniziative di investimento.
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, la prego di concludere il suo
intervento.
MARINELLO. Signor Presidente, mi conceda un altro minuto e chiudo
il mio intervento.
Io non sono mai intervenuto, a differenza di altri che hanno fatto
solo passerella per sei giorni da questo podio, non certo
nell'interesse della Sicilia e dei Siciliani, ma nell'interesse non
si sa di chi, forse del padrone, del Capo, per bloccare l'economia
della nostra Isola
Presidente della Regione, bisogna incatenarsi davanti a Palazzo
Chigi, davanti al palazzo del Governo nazionale, far sapere non
solo ai Siciliani, ma all'Italia intera quello che il Governo
nazionale sta facendo contro l'interesse della Sicilia e dei
Siciliani, bloccando pure tutti gli accordi che erano ..
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, concluda
MARINELLO. Sono queste ..
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, non posso darle altri minuti,
gliene ho dati altre tre.
La prego di concludere, la invito a concludere.
Onorevole Marinello, la prego, assuma un atteggiamento consono.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Cascio, veda di farci recuperare il tempo, non so quanto
utilmente impiegato dall'onorevole Marinello.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
veloce e rapido per compensare il tempo dell'onorevole Marinello.
MARINELLO. Presidente, si deve vergognare
PRESIDENTE. Onorevole Marinello, le do un primo richiamo
ufficiale.
Prego, onorevole Cascio.
CASCIO SALVATORE. Grazie Presidente, però, non posso parlare con
questo rumore di sottofondo; pensavo che in quest'Aula fosse
tornata la calma; invece, a quanto pare gli animi sono ancora
accesi. Io penso che questa sia l'Aula dell'Assemblea regionale,
non è certamente l'Aula di un Consiglio comunale ma nemmeno l'Aula
di Montecitorio, quindi mi atterrò a temi che riguardano
strettamente questo Parlamento.
Il primo tema è una dichiarazione di voto, ed è un voto contrario
a questo bilancio e a questa finanziaria, un voto contrario
convinto sia sul piano tecnico che sul piano politico.
Io sono abituato in quest'Aula, come tanti altri colleghi, ad
ascoltare molto spesso l'onorevole Maira, presidente del mio gruppo
parlamentare, e l'onorevole Leontini, che fanno un ragionamento
lucido, politico e dotto sulla materia della finanziaria e così il
Governo; però, ahimè, per fortuna o per sfortuna, questa volta non
possono essere efficaci nel ragionamento che altri colleghi
dell'opposizione hanno fatto. Mi riferisco al fatto che
l'opposizione, onorevole Cracolici, o meglio l'opposizione per i
siciliani, quella che i siciliani hanno voluto opposizione e
maggioranza di questo Governo, è diventata garibaldina d'un tratto,
infatti tutti sono venuti su questo pulpito a dire: obbedisco .
Io uso, invece, un termine alla Catalano', che era un comico di
vecchia memoria: Non capisco ma mi adeguo ; sarebbe meglio perché
molti deputati hanno manifestato il loro profondo dissenso a questa
finanziaria ma, soprattutto, la loro delusione.
Dal punto di vista tecnico, non ci possiamo prendere in giro.
Questa è una farsa, non è una finanziaria, la finanziaria vera era
quella del maxiemendamento, era quella per cui tutti noi - bene ha
fatto l'onorevole Adamo a sollevare il problema - avevamo lavorato
in queste ultime notti.
Oggi, per la prima volta nella storia dell'Assemblea regionale, si
fa una finanziaria che potrei definire ibrida, né carne né pesce,
frutto di questa coalizione, del coacervo di questa coalizione, del
fatto che questa coalizione naviga a vista. E mi riferisco, caro
assessore per le risorse agricole, ai temi che riguardano gli
agricoltori; cosa andrà a dire loro sui mutui, sui fidi, sulle
cambiali agrarie, che cosa porteranno a casa gli agricoltori?
L'agricoltura è stata stralciata da questa finanziaria; una
finanziaria che non è di rigore perché nella tabella H abbiamo
visto crescere a dismisura le spese per enti vari; non è una
finanziaria di rigore perché non si può chiamare rigore, ed è
ridicolo, abolire la figura del difensore civico: questo ha fatto
l'Aula per tagliare le spese. Se poi andiamo a fare un reale
monitoraggio di qual è la situazione dei Comuni sul difensore
civico capiamo che è infinitesimale la figura del difensore civico,
vi sono comuni che non hanno proprio questa figura.
Così sui temi del precariato e della formazione, però la cosa più
bella e la pantomima di questa Aula. Caro onorevole Cracolici lei
ci ha detto una volta a voi manca il know how, il know how
dell'opposizione. Oggi io le dico che lei non ha il know how della
maggioranza. E non lo ha per una semplice ragione, perché ha fatto
un autogol assieme al presidente Lombardo storico. Quando, per la
prima volta, non riesce a cementare con un fatto politico mettendo
dentro contenuti politici e abdicando a quel know how che noi
abbiamo acquisito, che è quello dell'opposizione, lei ha perso la
sua battaglia assieme al presidente Lombardo.
Mi dispiace, onorevole Faraone, lei non può fare poster 6 per 3,
giustamente, però può fare un francobollo commemorativo della fine
di questa legislatura.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo deciso
di non parlare, tant'é che mi sono iscritto fra gli ultimi. Pensavo
di non parlare per ragioni di carattere umanitario, per senso di
pietas cristiana, ma sono stato spinto ad intervenire dagli
interventi di tanti colleghi che hanno, sin dal primo momento,
creduto in maniera decisa e forte a questa maggioranza.
Non mi riferisco a questa alleanza politica, perché sono uno che é
d'accordo con questa alleanza politica tant'é che nel mio
territorio la pratichiamo convintamene, cerchiamo di mettere il PDL
all'opposizione costituendo un raggruppamento di tutte le forze che
vogliono essere realmente alternative al sistema di potere che c'è
stato finora. Ma non ho mai creduto a questo Governo, alle
prospettive, al progetto che si è dato, a come si é organizzato, a
come é stato messo in piedi.
Ho sentito da colleghi fortemente convinti, grandi dubbi,
perplessità, ripensamenti; se dovessimo prendere, al di là della
disciplina di partito, il senso e il contenuto degli interventi che
abbiamo sentito, il Presidente della Regione dovrebbe prendere atto
che non c'è più una maggioranza con il sostegno del Partito
Democratico, al di là dico della disciplina di partito, perché
anche io, solo per questa ragione, voterò questa legge finanziaria
e questo bilancio.
Nei prossimi giorni noi dovremo fare una riflessione che dovrà
tenere conto anche del livello di questa finanziaria e di questo
dibattito che si sta svolgendo in Aula.
L'anno scorso abbiamo detto ai siciliani che si stava facendo una
finanziaria delle riforme e abbiamo messo tanti manifesti. Qualche
manifesto di questi mi ha fatto vergognare nel vederlo affisso
perché era una presa in giro, come quello che diceva che l'acqua
ritorna pubblica , e sapevamo che non era così. Io mi auguro che
ritornerà pubblica con il referendum nazionale che si farà e che
spero vinceremo. Tante riforme annunciate, nessuna applicata; un
Governo che si è specializzato nella gestione, sindaci, revisori,
commissioni, nomine; su questo credo che si sia raggiunto un buon
livello di governo, ma non certo - come dicevano i colleghi del mio
stesso Gruppo parlamentare - per la capacità di attuare le riforme,
per la capacità di cambiare la Sicilia.
L'onorevole Apprendi diceva una finanziaria senz'anima, io dico
una finanziaria senza cuore, senza progetto e senza prospettiva
politica, una finanziaria per tirare a campare.
Cosa diremo ai siciliani? Che siamo stati ostaggio
dell'opposizione
E, viva Dio, l'opposizione che fa il suo mestiere, e il presidente
Cascio che aveva minacciato di stralciare le norme? Perché non lo
ha fatto, almeno avrebbe potuto dire che noi le avevamo proposte
In bilancio siamo riusciti a difendere alcune cose importanti: i
consultori, il trasporto degli anziani, gli ERSU, la scuola
pubblica, le risorse in favore dei comuni.
Sicuramente, nel bilancio abbiamo portato a casa dei risultati.
Abbiamo, poi, una finanziaria che non parla dei ceti produttivi,
non parla dei problemi della Sicilia, non parla degli agricoltori,
non parla di niente sul piano dello sviluppo.
Il fatto, forse, che non si sia presentato l'emendamento Gov1 -
permettetemi di dire - o il Gov.1 bis o 1 ter è stato una fortuna,
non per la parte riguardante lo sviluppo e la crescita economica ma
per le altre cose che conteneva. Si bloccano i contratti e poi c'è
l'emendamento con cui si aumentano lo straordinario e le indennità
ad alcune categorie di dipendenti; si metteva in discussione il
Parco archeologico della città di Agrigento e abbiamo raccolto le
firme di mezza Aula per il ritiro di quella proposta; c'erano norme
pericolose in materia di rifiuti. Ero attrezzato con la relazione
Pecorella', per leggere quello che il Presidente e l'assessore
Russo avevano detto; una norma non ancora applicata e che già si
voleva cambiare per effetto di alcune pressioni.
Credo che questa finanziaria serva forse ad avviare una seria
riflessione politica all'interno della maggioranza. Non so se siamo
al capolinea, ma la riflessione politica serve ed io voterò la
finanziaria per le ragioni, da me esposte, di serietà e legate ad
una scelta di partito.
Forse questa finanziaria viene salvata solo dalla coerenza e dalla
seria formazione politica di tanti deputati del Partito
Democratico.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
presidente Lombardo, lo hanno già detto tanti esponenti del PD,
finanziaria senz'anima, finanziaria senza cuore, finanziaria senza
progetto. Insieme alla legittima soddisfazione di chi oggi svolge
un ruolo di opposizione nella certificazione che oggi avviene in
quest'Aula dell'azione fallimentare di questo Governo e di questa
finanziaria, dal punto di vista politico non posso che essere
soddisfatto per questo risultato così negativo al quale aggiungo
anche un po' di amarezza per la carta sprecata, montagne di carta,
montagne di emendamenti, faldoni interi di Gov.1, Gov.2, Gov.3,
emendamenti fuori sacco, quanta carta distribuita, quanta carta
fotocopiata, quanto lavoro dei dipendenti - che ringrazio -, dei
funzionari, di tutti i dipendenti di questa Assemblea per, poi,
partorire cosa, presidente Lombardo?
Provo amarezza perché, insieme a quella soddisfazione politica
alla quale facevo cenno, non posso non pensare che nello scorso
mese, era l'inizio di marzo, si discuteva dell'ordine dei lavori in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. In quella sede
fu da noi sollecitato e lei rispose che entro il mese di marzo
sarebbe stato in Aula per fare bilancio e finanziaria.
Sappiamo tutti come è andata. Sappiamo che siamo arrivati oggi,
ormai in limine litis, come dicono i giuristi, al 30 aprile per
votare cosa?
Per votare la presa d'atto di un fallimento.
Allora io, insieme a questo però, mi permetto di fare alcune
brevissime considerazioni.
Abbiamo perso comunque un'occasione, presidente Lombardo, Governo
e deputati, colleghi di maggioranza e di opposizione; bastava non
continuare in questa presunzione di fare bilancio e finanziaria,
bastava restare con i piedi per terra, consapevoli dei numeri e dei
conti negativi che abbiamo per fare, eventualmente, qualche piccola
riforma senza costo.
Oggi, potremmo andarcene da quest'Aula, presidente Lombardo e
colleghi, tutti soddisfatti, convinti comunque di avere speso bene
queste cinque giornate che, invece, sono costate tantissimo alla
democrazia e al sistema delle istituzioni, ma non hanno prodotto
niente sul piano pratico ai siciliani. Se solo avessimo messo mano,
ad esempio, a quella riforma che tante volte ho avuto modo di
ricordare, della sburocratizzazione, della semplificazione,
superando la logica dell'autorizzazione preventiva
Vede, caro assessore Armao, lei potrà sbattere la testa, potrà
dissentire - tutto legittimo, tutto quello che vuole - ma il lavoro
che è stato portato all'attenzione in tutti questi giorni è ben
meno di un topolino, é assolutamente nulla rispetto alle esigenze
Si potevano fare altre cose, qualche riforma di settore vera,
qualche cosa che potesse migliorare. Ad esempio, si poteva
risolvere la questione del DURC nella formazione, assessore
Centorrino, che ci voleva Non costava niente, un articolino di tre
righe per fare un esempio, invece di farlo valere tre mesi, farlo
valere sei mesi.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. E' una legge nazionale, cosa dice
BUFARDECI. Non è così, mi spiace dissentire, assessore Centorrino,
non è una legge nazionale che impone la durata dei tre mesi.
Verifichi meglio, è stato già modificato, come è stato modificato
per gli appalti può essere modificato in qualunque altro settore
tranquillamente. Poteva essere fatta una modifica per quanto
riguarda gli OSS e gli OSA, potevano essere fatte piccole riforme
che avrebbero comunque eliminato qualche stortura, qualche
problema, sicuramente poteva essere meglio impiegata l'azione
defatigante di questi cinque giorni che non ha prodotto niente.
Concludo, Presidente Lombardo, dicendo, come ho fatto tante volte
anche quando ero seduto nei banchi del Governo, che lei ha solo un
compito da svolgere, lei e la sua Giunta: quello di attivare la
spesa.
Il problema del Governo, ribadisco, sono questo bilancio e questa
finanziaria, per i quali abbiamo perduto giornate di lavoro e carta
appresso ai tagli alle uscite per parlare tre giorni di una tabella
che vale sì e no 40 milioni rispetto ad un bilancio di 26 miliardi
e mezzo, con i problemi che ci stanno procurando i 600 milioni
della sanità, si può risolvere solo se arrivano investimenti, se
attiviamo la spesa, se spendiamo i fondi comunitari, se svuotiamo
le pratiche che sono ferme negli uffici, se attraiamo investimenti
invece di farli scappare come sta accadendo, per esempio, nella mia
città e nella mia provincia, sia per quanto riguarda la zona
industriale. Mi riferisco, come lei ben sa, al rigassificatore,
così come mi riferisco ai tanti investimenti anche in campo
turistico che riguardano il mio territorio, sia per la portualità
sia per gli insediamenti golfistici.
Ma se noi li facciamo scappare e non spendiamo i fondi comunitari
che sono praticamente ancora ad una cifra all'unità per quanto
riguarda la spesa, è evidente che non facciamo entrate e se non
facciamo entrate non facciamo Irap, se non facciamo consumo e
sviluppo non facciamo ricchezza e resteremo a questa finanziaria
senza anima.
Credo che abbia ragione l'onorevole Salvatore Cascio quando dice
che può essere il francobollo che certifica la fine - in questo
caso, sarebbe un bene - di una attività amministrativa negativa.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, non posso che riconoscere il
rammarico di molti colleghi e mio stesso per non essere riusciti a
fare di più di quanto avremmo voluto.
Tuttavia, darò il voto favorevole a questa finanziaria, ma voglio
precisare che non lo farò per disciplina di partito, non lo farò
alla cieca o per obbedienza, lo farò per convinzione e perché non
voglio fingere di non sapere perché siamo arrivati a questo punto.
Non voglio fingere di non sapere che siamo chiusi qua da cinque
giorni attraverso e grazie ad un ostruzionismo sistematico da parte
dell'opposizione che, esercitando legittimamente le sue prerogative
e utilizzando le facoltà che un Regolamento, nato e votato al
consociativismo, mi consenta, ha impedito che cose utili venissero
fatte e l'ho fatto con chiarezza, ma altre volte con poca
chiarezza.
Tutti quanti sappiamo che la riforma degli appalti, che è stata
giudicata e sarebbe stata giudicata un buon risultato per tutti,
chiesta e voluta dalle categorie produttive, poteva essere esitata
oggi. E tutti quanti sappiamo, almeno molti di noi sanno e ne sono
stati testimoni, che c'è stato, in un preciso momento di queste
giornate, un diniego a questa eventualità, a procedere in questa
direzione da parte degli esponenti della minoranza. Lo abbiamo
sentito con le nostre orecchie, io con le mie, signor Presidente,
lei con le sue, e molti altri deputati, qui seduti, con le loro,
che su questa riforma in particolare - ripeto, una riforma
condivisa, chiusa, che non merita dubbi, sarebbe stata un'occasione
per svoltare in un sistema critico e complesso dell'economia
siciliana - è stato detto no . Ed é stato detto no sapendo che
questo avrebbe messo in difficoltà noi, certamente - e quando dico
noi dico il Parlamento, perché è una sconfitta per l'intero
Parlamento non aver approvare una legge utile - ma avrebbe messo in
difficoltà la Sicilia.
Io non capisco come alcuni esponenti dell'opposizione, che più
volte si sono prodotti ripetutamente nelle stesse frasi, possano
compiacersi del fatto che questa Assemblea abbia partorito un
topolino . Credo che consegnare ai Siciliani un risultato non
all'altezza delle loro aspettative sia una responsabilità di tutti
quelli che si sono adoperati perché così fosse. E questo lo vedono
tutti, perché l'ostruzionismo col quale si è lavorato per
raggiungere questo risultato, sarà pure un buon risultato sul piano
della tecnica parlamentare, sarà pure un buon risultato sul piano
del cinismo politico, ma non è un buon risultato per la Sicilia, e
non è un esito di cui ci possiamo addossare la responsabilità,
perché quello che abbiamo fatto è produrre norme contenute nella
proposta esitata dalla Commissione che è stata esaminata oggi
pomeriggio, ma che sono ed erano contenute nell'emendamento del
Governo che conteneva norme importanti delle quali avremmo potuto
essere tutti quanti fieri, compiendo un servizio utile per i
siciliani.
Se ciò non è avvenuto, e non voglio fingere di non sapere, è
perché non lo si è voluto e certo non lo abbiamo voluto noi.
Dopodiché, signor Presidente, sono abituato a fare di necessità
virtù e a cogliere le opportunità: se questa è la volta buona
perché il Parlamento finalmente esiti una finanziaria più attinente
al senso che la legge assegna alla finanziaria, che non è una norma
di sviluppo, che non è come siamo stati abituati a fare, una
omnibus in cui caricare tutte le aspettative e le potenzialità, che
è una legge di contenimento e di riordino della spesa, bene, - e
sottolineo, fra parentesi, che vi erano norme che avrebbero
consentito minori spese e maggiori entrate a beneficio del bilancio
della Regione - questo Parlamento, con l'ostruzionismo
dell'opposizione che ora si vanta di un simile risultato, non è
stato in condizione di esitare questo utile prodotto che era stato
messo in cantiere.
(Assume la Presidenza il Presidente CASCIO)
Se ciò è avvenuto, non mi fa velo per non sapere che altre
opportunità abbiamo davanti e qui mi rivolgo al Governo e alla
maggioranza. Non credo che questo sia il momento per pensare di
avere perduto l'occasione o che questa era l'ultima spiaggia.
Trovo questo atteggiamento, cari colleghi, assolutamente
sbagliato. Siamo un Parlamento che ha la possibilità di
riconquistare la dignità piena del proprio ruolo che è quello di
fare leggi, non è quello di fare omnibus finanziarie.
Allora, come molti hanno segnalato e in maniera anche più
proficua, più giusta, più appropriata e più coordinata, faremo
leggi: faremo la legge di riordino degli IACP, la legge di riordino
delle ASI, le leggi che servono al mondo dell'agricoltura, le leggi
che servono alla valorizzazione del patrimonio della Regione, le
leggi che servono a migliorare il sistema dei rifiuti, le leggi che
servono a dare assistenza, attraverso le RSA che oggi non esistono
e attraverso gli hospice che oggi sono insufficienti, a chi ne ha
bisogno. Faremo il nostro dovere.
Se questo è, attraverso un processo che non abbiamo voluto e che
ha delle conseguenze negative, ma è un risultato che ci può portare
alla riconquista di un ruolo di dignità, bene, intanto voterò con
convinzione questa finanziaria e con ancora più convinzione per
quello che da domani saremo in grado di fare.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Assessori, Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, la terza finanziaria dell'era Lombardo produce
il terzo fallimento, un fallimento di proporzioni questa volta
difficilmente immaginabili. Ce lo dirà non tanto la storia che
presto sarà scritta, quanto la cronaca delle prossime settimane. In
queste settimane di bilancio, di finanziaria e di documenti di
programma economico, abbiamo notato, coloro che come me hanno
vissuto questo Palazzo con grande intensità, grande
disorientamento, disorientamento in tanti, in quasi tutti i
deputati della maggioranza, che non capivano se vi fosse una regia
di carattere economico, di carattere finanziario, se vi fosse una
regia politica dietro questo documento programmatico.
Il disorientamento si è trasformato in queste ore in imbarazzo e
direi quasi in vergogna, perché il terzo fallimento di finanziaria
che oggi il governo Lombardo partorirà finisce per essere deludente
e disastroso non soltanto per questo Parlamento ma soprattutto per
la Sicilia e per tutti coloro che aspettano risposte. Lacrime e
sangue per gli enti locali E poi
Poi nessuna risposta per la formazione, nessuna risposta per le
categorie svantaggiate, per i disabili, per l'istruzione, per
l'università, per l'economia, nessuna risposta per lo sviluppo Non
voglio fare l'elenco perché sarebbe infinito.
Cari colleghi, è difficile per noi dell'opposizione intervenire,
non solo perché si assiste ad interventi farneticanti, come quello
al quale ho appena assistito del collega De Benedictis, che forse,
per stanchezza, ha detto tutto e il contrario di tutto, perché non
è possibile affermare che l'opposizione ha inchiodato la
maggioranza e non ha fatto approvare una finanziaria migliore.
E' ridicolo Siamo in trenta, siete in sessanta e allora siete
incapaci, non siete stati in condizione di garantire gli interessi
dei siciliani.
A differenza di tanti uomini della maggioranza che ho apprezzato
perché hanno ammesso, presidente Lombardo, che voteranno la
finanziaria solo per disciplina di partito e sono tutti o quasi
tutti quelli che hanno parlato nel PD e anche nell'MPA, io dico che
la vicenda dell'onorevole Adamo è emblematica. L'onorevole Adamo si
è battuta per la realizzazione di infrastrutture nei porti, c'erano
nove milioni di euro che potevano essere investiti e la maggioranza
li ha cestinati.
Questa è una vergogna, per non parlare di tutte le altre vergogne,
se non fosse che l'onorevole Adamo fa parte, essendo rappresentante
dell'UDC, di questa maggioranza raccogliticcia e ribaltonista che
ci sta portando in un baratro.
E, allora, qui il tema è assai delicato. I minuti a disposizione
sono pochi.
Voi avete parlato di tempistica, ma ci avete portato con l'acqua
alla gola. Chi ha portato la finanziaria in Aula il 30 aprile?
Forse l'opposizione?
Avete chiesto tre proroghe dell'esercizio provvisorio e avete
fatto ridere la Sicilia, quel poco di Sicilia a cui resta da
ridere, visto che è ormai tutta nella disperazione.
Sarebbe sbagliato andare contro gli assessori che hanno dimostrato
grande disponibilità in Aula e grande sensibilità anche
nell'approccio con l'opposizione.
Continuo a dire che il problema è politico, e certamente, oggi,
viene fuori una realtà inconfutabile: questa maggioranza è divisa
ed è incapace di fare leggi, figuriamoci se è capace di fare leggi
di riforma. Onorevole De Benedictis, le leggi di settore sono
necessarie, così come la riforma della legge sugli appalti, ma non
è materia di finanziaria.
Lei offende il Parlamento perché la legge di riforma delle opere
pubbliche deve andare prima in IV Commissione e deve essere
trattata in quella sede, e solo dopo deve venire in Aula, come
tutte le altre leggi di settore che da anni annunciate e che non
riuscite a portare a buon fine. Come la legge sui rifiuti - ma lei
forse ha dimenticato perché l'ha citata tra quelle da fare -, o
come quella sulla sanità, che successivamente è stata stravolta,
non venga votata anche da noi del PID, da noi opposizione
responsabile. Volevamo fare una finanziaria di sviluppo, volevamo
contribuire a dare, insieme a questo Governo incapace, per
sopperire alla vostre mancanze, un aiuto ai siciliani.
Oggi si certifica che non siete in grado di fare leggi, non siete
in condizione di fare riforme.
Oggi noi restiamo convinti, più di prima, che l'unica soluzione
per la Sicilia sia quella di tornare a votare e restituire un
Governo realmente aderente alla volontà dei siciliani.
Tuttavia, noi, come opposizione responsabile, saremo in condizione
di portare in Aula le leggi di settore e saremo pronti a valutare,
qualora siano leggi buone, e anche a favorirne l'iter parlamentare.
Oggi chiudiamo con amarezza. Il nostro pensiero è rivolto ai
siciliani, è rivolto a quelle categorie di precari che, ancora una
volta, sono state prese in giro, è rivolto a tutti coloro che
attendevano risposte da una finanziaria, e non le avranno.
Rivolgiamo il nostro pensiero e sogniamo di mandarvi a casa perché
la Sicilia possa tornare presto alla politica e alle cose vere che
i siciliani aspettano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, avevo deciso di non intervenire, anche per
rispetto del Parlamento, considerato che da cinque giorni tanti
colleghi sono stati costretti a stare in quest'Aula, magari senza
poter dire la propria.
Ho pensato, però, viste le cose che sono successe, di dare un mio
contributo, soprattutto un contributo di verità, perché ritengo che
lo spettacolo che è stato dato in quest'Aula nelle ultime tre,
quattro ore, non è certamente degno di un'istituzione come
l'Assemblea regionale siciliana.
Non è possibile, signor Presidente, che in Aula possa accadere
quello che poco fa è accaduto.
Non è possibile che il dibattito diventi cattiveria, che il
dibattito divenga livore, che il dibattito diventi rancore, che il
confronto diventi astioso. Non è assolutamente possibile Ognuno di
noi, nel momento in cui è stato eletto, si è presentato con la
propria faccia agli elettori, ha assunto una grande responsabilità,
quella di fare per intero il proprio dovere e di servire la propria
terra e i siciliani.
In questi giorni abbiamo tentato seriamente di fare una
finanziaria con delle riforme per l'interesse della Sicilia,
abbiamo tentato con moltissima volontà, con molto cuore e con molta
testa. Ci siamo confrontati con l'opposizione, con la minoranza,
con grandissima serietà e lo abbiamo fatto sia dentro che fuori
quest'Aula.
Ieri sera, a mezzanotte, io mi sono vergognato di me stesso perché
avevo, per l'ennesima volta, rinunciato a parlare con mia figlia -
che ha dieci anni - dicendole che l'avrei richiamata dopo. E non
l'ho più richiamata. E lei, a mezzanotte, mi ha detto ti sto
chiamando solo per darti la buona notte, papà Mi sono sentito
veramente piccolo, piccolo, e mi è dispiaciuto moltissimo pensare
che avevo dato a mia figlia quel tipo di dolore.
Fino a questo momento, pensavo di avere fatto per intero il mio
dovere; ma le cose che ha detto l'onorevole Scilla, le cose che
hanno detto altri amici, mi hanno fatto credere che forse abbiamo
sbagliato in qualche cosa, forse c'è mala fede nella nostra azione.
Noi abbiamo lavorato per una finanziaria delle riforme - io sono
da dieci anni in questa Assemblea - e abbiamo fatto una scelta: o
le riforme vere, quelle che danno veramente i frutti senza
demagogia, populismo e qualunquismo, o fare la finanziaria che
stiamo per fare.
Ma questa non è stata la scelta né della maggioranza e neanche
della minoranza, perchè ognuno fa il proprio dovere, fa la propria
azione.
Si è tanto parlato di quel maxi emendamento, dalla maggioranza
alla minoranza, oggi vedo che a gran parte di coloro che ne hanno
parlato come salvifico della Sicilia - il che vuol dire che il
Governo, il Presidente, l'assessore Armao e tutti gli assessori
avevano visto giusto - di punto in bianco oggi manca, non lo vuole
nessuno, ma manca a tutti.
Abbiamo parlato per ore ed ore sull'ordine dei lavori, per fatto
personale, sul nulla. E, nel momento in cui potevamo dare una
svolta, non l'abbiamo data perché ci manca il maxi emendamento.
Amici miei, dobbiamo deciderci una volta per tutte, o il maxi
emendamento andava bene e allora lavoravamo sul merito, o il maxi
emendamento non è andato bene, e allora lavoreremo su
qualcos'altro, su una finanziaria secca.
Onorevole Pogliese, lei è qui da quattro anni, io ci sono da
dieci, e ritengo che magari potevamo fare una buona finanziaria;
ma, nel momento in cui avessimo tolto dalla finanziaria la riforma
degli IACP, la riforma delle ASI, la riforma degli appalti, la
riforma dell'agricoltura e altre, sarebbero rimaste solo alcune
parti importanti che sarebbero diventate il cavallo di battaglia
indecente, il vagone, il treno per l'assalto alla diligenza. E così
non è avvenuto, perché quell'assalto alla diligenza sarebbe
avvenuto solo nell'interesse di chi l'avesse proposto; invece così
molti di quei signori che volevano assaltare la diligenza sono
rimasti delusi. Per carità, tutti quanti siamo abbastanza delusi,
ma così non abbiamo consentito alla stragrande maggioranza di
utilizzare questo percorso esclusivamente per fare altro.
E' stata una scelta, una scelta quasi dovuta, una scelta convinta,
se volete, ma è stata la scelta.
Allora, io ho rispettato fino in fondo l'azione che abbiamo
condotto assieme alla minoranza, in alcuni momenti. L'accordo che
abbiamo chiuso in Commissione, lo abbiamo rispettato fino
all'ultimo perché era un accordo della Commissione. Abbiamo fatto
un bilancio rigoroso, che ha evitato tanti sprechi e, soprattutto,
che ha messo al sicuro i conti di questa Regione.
Abbiamo pensato in quel bilancio alla scuola, alla cultura, ai
servizi sociali, all'economia; abbiamo cercato in qualche modo di
dare delle risposte.
In questa finanziaria, anche in questa piccola, abbiamo dato delle
risposte ai forestali e alla sanità; potevamo fare molto di più ma
non è stato possibile.
A questo punto ritengo assolutamente giusto che il Governo - e mi
rivolgo al Presidente Lombardo - faccia una scelta chiara e netta,
di investire l'Aula immediatamente di 7-8 disegni di legge di
settore, a partire da quelli sulla formazione professionale, sugli
appalti, sull'agricoltura, la riforma delle ASI, la riforma degli
IACP. Consentiamo a quest'Aula, fatta di deputati che hanno una
grande voglia di lavorare, di esprimersi nel merito. Facciamo in
modo che finalmente questa terra possa avere delle leggi di settore
e non obbligatoriamente leggi omnibus.
Ci abbiamo provato, onorevole Leontini.
Sarebbe stato bello, stasera, approvare quattro o cinque articoli
importanti.
Sarebbe stato bello, ma forse impossibile, e anche noi abbiamo
fatto i nostri errori.
Certamente, dal punto di vista formale poteva essere fatto tutto
molto meglio, però alla fine è andata così. Allora, cerchiamo di
reagire nei confronti di quelle persone che stanno fuori, di tutti
coloro che oggi vivono un momento di grande difficoltà. Lo possiamo
fare solo in un unico modo, signor Presidente della Regione,
rimboccandoci le maniche, lavorando seriamente e impegnandoci
rispetto alle leggi che, mi auguro, il Governo definisca
immediatamente affinché martedì prossimo possano arrivare in questo
Parlamento.
Signor Presidente della Regione, glielo dico con tutto il cuore,
se vede che con questa maggioranza non si può arrivare a fare le
riforme necessarie, non si può operare un'azione di cambiamento
reale - lo dico a lei e ai dodici assessori preparati - allora
stacchiamo la spina, andiamo a votare e rendiamo conto alla
Regione, rendiamo conto ai siciliani di quello che non siamo
riusciti o che non vogliamo riuscire a fare.
(Applausi)
Mi è dispiaciuto molto - mi riferisco al mio partito che ha
reagito seriamente votando costantemente, spesso anche con molti
dubbi, con molte perplessità, molti si sono arrabbiati, abbiamo
avuto momenti di tensione, ma alla fine abbiamo lavorato tutti per
il bene comune -, mi è dispiaciuto - e il mio partito, in questo
caso, non si è mosso né ha mosso critica - che chi mi ha preceduto
ha detto che c'è un mal di pancia' all'interno del mio partito.
Così non è.
In questi cinque giorni sono stato vicino ad alcuni parlamentari
di altri partiti della maggioranza e devo dare atto - lo dico con
molta onestà - che in questa vicenda, se c'è qualcuno che ha
lavorato senza se e senza ma, con un impegno costante, senza
pretendere nulla per sé, ma nell'interesse dei siciliani, è stato
l'onorevole Cracolici, il quale lo ha fatto con amore e con grande
senso di responsabilità. Mi dispiace se qualcuno pensa che stasera
l'onorevole Cracolici abbia avuto qualche battuta di arresto. Resta
un grande personaggio ed è stato determinante per portare a termine
una buona finanziaria e un buon bilancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto devo le
mie scuse al Parlamento, alla Presidenza, a tutti i presenti in
quest'Aula e a chi ci ha visto da casa per l'atteggiamento
indecente che io e qualche collega abbiamo tenuto, poi i fatti
soggettivi e personali saranno altre cose.
Rispetto a questo, invece, voglio fare una riflessione e mi
rifaccio al detto di mio nonno che stamattina richiamavo, il quale
mi diceva che la migliore parola è quella che non si dice. C'è
anche un insegnamento nella mia vita militare, perché ho fatto
quella scuola, che non si spara mai quando si vede una croce rossa,
e in questo momento il Governo rappresenta una croce rossa alla
tutti hanno sparato, soprattutto chi questo Governo lo sostiene.
E' indecente sentire che si votano la finanziaria e il bilancio
per disciplina di partito. Vorrei vedere questo regolamento di
disciplina che avete, perché il regolamento di disciplina non lo
avete adottato nel rispetto del vostro capogruppo anzi, lo avete
bersagliato facendogli assumere delle responsabilità immani e poi,
da questo pulpito, lo avete accusato di un atteggiamento e, forse,
non ha assolutamente responsabilità per un insuccesso che è tutto
di un partito che non ha saputo fare sintesi.
Quando un aereo va in overbooking, cioè non trovano posto tutti i
passeggeri, il comandante prende due decisioni: o lascia a terra i
passeggeri in overbooking o non fa partire l'aereo. E stasera
l'aereo non è partito, è rimasto a terra, e non ha portato nei
cieli i sogni - legittimi, per carità - di quasi tutti i
parlamentari. Forse qualcuno il risentimento lo ha fatto sentire da
questo pulpito, qualcun altro l'azione violenta la fa sentire con
le parole, qualcun altro gridando; ma questa non è la politica,
perché la politica si farà tra qualche ora, dopo che si sarà votato
nulla.
Voi darete un voto per disciplina di partito, ma ad un risultato
politico solo per disciplina di partito nessuno ci crede più, a
questo Governo nessuno ci crede più, perché non c'è un voto
politico di un partito, c'è la disciplina di partito, una
disciplina antica, vecchia che riguarda forse la storia, forse la
grande storia di un grande partito che non c'è più.
Rispetto a questo, rispetto alle intemperanze - perché non sono
riuscito a dare 200 mila euro al Castello Normanno di Adrano,
allora farò di tutto per distruggere tutto, addirittura contro il
mio partito - la politica è un'altra cosa, la politica è guardare
lontano e il mio partito ha un dovere.
Il dovere del mio partito non è quello che poc'anzi ha detto in
sintesi, immagino giustamente dal suo punto di vista l'onorevole
Leanza, cioè di chiudere questa fase e, da domani, aprirne un'altra
che è di prospettiva, che è di nuova storia, che è di nuove
riforme.
Si sono stancati tutti ad ascoltare queste parole, si sono
stancati soprattutto quelli che in questo momento manifestano fuori
da questo Palazzo, si sono stancati anche quelli lontano da questo
Palazzo che ci stanno guardando e rispetto a questo abbiamo il
dovere, il mio partito ha il dovere, di stigmatizzare questo
momento. Noi non possiamo guardare a nessuna prospettiva, la nostra
prospettiva è quella di depositare - per i motivi che qui in Aula
stiamo vivendo in queste ore - la mozione di sfiducia a questo
Governo, e lo dobbiamo fare domani mattina, dove qui la
responsabilità dei parlamentari, soprattutto di opposizione, è una
responsabilità politica.
Il Governo, se vuole, può continuare nell'insuccesso. Questo
Governo, politicamente, ha un solo dovere, il Presidente della
Regione ha un solo dovere: chiudere una fase, quella del cosiddetto
Governo tecnico e, se ha la forza, costituire il Governo politico
per quest'Isola.
Questa è la fase politica che voi dovete affrontare.
Noi dobbiamo affrontare, senza ombra di dubbio, quella di dire
basta e di metterci in discussione con i Siciliani. Qualcuno in
quest'Aula pensa ancora di meritare questo scranno?
Forse intimamente sì, ma questo lo devono dire i Siciliani Questo
lo devono dire le persone che scrivono il nostro cognome nella
scheda elettorale Noi non abbiamo la disciplina di partito perché
noi siamo il partito della libertà. E nella libertà decidiamo
secondo coscienza, e non secondo quello che è scritto in un
regolamento che ci disciplina. Questo è stato detto da questo
pulpito.
Già da domani mattina, l'azione del mio partito sarà quella della
politica, non di guardare tra due, tre mesi e trasferire ancora i
sogni ai Siciliani.
I Siciliani ritengono di dovere scegliere anticipatamente quelli
che devono essere i loro rappresentanti; rappresentanti che, forse,
saranno più bravi di noi, più riformisti di noi e, forse, daranno
non solo speranze ma concretezza al futuro della nostra Terra.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
PANEPINTO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, il collega che mi ha preceduto, nel
suo legittimo intervento, ha usato l'aggettivo indecente , ma
indecenza non credo che sia una parola consona in un Parlamento.
Con tutta la simpatia e la stima che ho per l'onorevole Mancuso,
ritengo inopportuno che abbia rappresentato come indecente
un'affermazione che abbiamo fatto io e qualche altro collega, circa
il fatto che avremmo votato bilancio e finanziaria per disciplina
di partito.
Chiaramente, la rappresentazione della datio non ricevuta, del
corrispettivo che era quello di 200 mila euro, mi porta ad
intervenire. L'ho fatto, anche con una certa difficoltà, per
annunciare il voto per disciplina di partito, e non posso
consentire all'onorevole Mancuso una rappresentazione quasi
meschina di una dichiarazione sofferta di voto.
Veda, onorevole Mancuso, io appartengo alla tradizione del Partito
Comunista, una tradizione che non era di cervelli all'ammasso .
Questa finanziaria, così secca, non mi ha convinto. Avevo
presentato qualche emendamento, come dice qualcuno, intelligente ,
ne avevo fatto valutare prima il livello di intelligenza. Questo
Governo l'ho sostenuto già dalla prima ora. Ho detto in alcune
dichiarazioni che non sono un frequentatore abituale del Palazzo
della Presidenza, che non sono beneficiario di nulla. Ma sono
convinto che questo Governo ha avuto - uso una frase che sta nella
tradizione comunista - e continua ad avere la sua spinta
propulsiva.
Oggi, però, onorevole Mancuso, comprendo anche questo tentativo di
isolare i peones, quelli che, alla fine, stanno fuori dal coro,
perché nel suo ragionamento c'è questo tentativo di far saltare gli
accordi notturni, quelli che alla fine decidono di svuotare tutto
per semplificare i passaggi parlamentari.
Devo dire che il voto per disciplina di partito è un atto
coraggioso perché diciamo al Governo che lo abbiamo sostenuto e
continueremo a farlo fin quando gli organismi di partito ce lo
diranno, ma gli chiediamo di fare di più. Non si possono tenere
ancora senza decreti asili nido, con il rischio di perdere 1
miliardo 140 milioni di euro dei Fondi comunitari.
Sono uno dei novanta deputati, anzi mi considero il novantesimo,
ma vivo in un territorio dove c'è bisogno, dove c'è disperazione, e
rappresento queste persone, onorevole Mancuso, non quelle dei 200
mila euro
Qualche finanziaria e qualche assestamento di bilancio li ho
fatti.
Posso dirle semplicemente, onorevole Mancuso, che quei soggetti
politici che hanno dichiarato che, per disciplina di partito,
stasera voteranno bilancio e finanziaria, non siamo quelli che
abbiamo costruito maxi emendamenti con la bava alla bocca della
tabella H.
Noi non siamo quelli della tabella H, siamo persone serie e ci
indigniamo quando, a volte, il Governo è in ritardo. Comprendiamo,
però, che non c'è altra soluzione a questo Governo in questo
Parlamento, fino a quando sarà possibile reggere.
Quello che chiediamo è che ci sia un'accelerazione, che ci sia
un'attenzione particolare al mondo che ha bisogno, all'emergenza
siciliana.
Dopo, è chiaro che tutti sapevamo che il 30 aprile si approvava
questo benedetto bilancio. Sappiamo che è il frutto di un
atteggiamento di attacco e di sconfinamento da parte del Governo
Berlusconi. E siamo stati in attesa, per giorni, della lettera sui
fondi FAS per coprire le spese della sanità, ma al tempo stesso
abbiamo visto anche eccessivo dilettantismo in alcuni momenti.
Quando un parlamentare vuole inserire una norma in finanziaria,
non sta oltraggiando nessuno. Fa parte delle regole e fa parte
della ragione per cui ci hanno eletto.
Noi siamo legislatori C'è chi si appassiona all'idea del
legislatore, c'è chi si appassiona all'idea del Governo,
dell'amministrare comunque e sempre.
Caro Presidente Lombardo, ribadisco le ragioni mie e degli altri,
senza avere un atteggiamento indecente, ma semplicemente con la
correttezza di chi, pur sapendo di dovere pagare da questa
esperienza, se non saprà volare alto, un costo altissimo dal punto
di vista personale e politico.
Ribadisco, a nome degli altri, che votiamo per disciplina di
partito, un partito che non é quello della libertà vigilata ma era
un partito della libertà vera, era il Partito Comunista.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
631/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge numero 631/A.
E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia impressione è
che la data di oggi non sia una data da sottovalutare. Come ha
sottolineato un mio collega di partito, l'onorevole Salvatore
Cascio, è una data significativa, è lo spartiacque fra la prima
fase del Governo Lombardo e la seconda fase.
Per cosa si caratterizza la seconda fase, quella attuale?
Galleggiare sul nulla, sulle macerie; si caratterizza per
l'insipienza e l'ignavia di una maggioranza che non ha una
proposta, che non ha un progetto. E quale era la prima fase? Era
migliore?
E' stata quella della distruzione dei partiti, della distruzione
dei Gruppi parlamentari, del saccheggio delle risorse,
dell'occupazione del potere.
In questa operatività è venuto fuori il disastro di oggi, sorretto
da una ipocrisia, l'ipocrisia del Partito Democratico che finora ha
avuto davanti la foglia di fico delle riforme.
Stasera, ahimé, questa foglia di fico è scomparsa: non ci sono
riforme, non c'è niente, non funziona niente, la paralisi più
totale. Siamo di fronte ad un disastro di cui bisogna prendere
atto, un disastro non solo gestionale, ma fondamentalmente politico
e anche etico, perché siamo di fronte al tentativo di sopravvivere
alle cose che non funzionano, di sopravvivere al nulla e al niente,
e questo è grave Ma lo certifica la finanziaria, inizialmente
velleitaria, poi dimagrita e striminzita, senza anima né progetto,
poi è stato tentato di mettere tanta trippa ed è venuto fuori il
gioco delle tre carte perché è velleitario che un Governo pensi di
caricare tutto e il contrario di tutto sulla finanziaria.
Il tempo trascorso dall'inizio dell'anno ad oggi è stato occupato
nella non gestione, nel non governo, nella insipienza,
nell'ignavia, con fondi comunitari che potevano essere spesi e non
sono stati spesi, con una gestione che poteva essere portata ai
massimi livelli attivando la spesa per dare una spinta propulsiva
al nostro sistema produttivo. Ma questo non è stato fatto.
Poi si arriva alla finanziaria. Dal mese di ottobre la Commissione
tenta di affrontare il grande tema, ma non ci si è voluti
confrontare ed è veramente ridicolo volere scaricare ora
sull'opposizione il fatto che si fa una finanziaria striminzita.
Allora, è il momento di passare all'operazione verità.
Io voglio raccogliere l'invito che ha fatto l'onorevole Leanza,
voglio sostenere questo invito: è l'ora di staccare la spina.
Nessuno è affezionato a questa diligenza, che se la tengano
stretta, perché è una diligenza del vuoto e del nulla e questa
finanziaria ha prodotto vuoto e nulla Ha prodotto uno strumento
contabile che servirà alla Sicilia per sopravvivere nei giorni a
venire, con tagli alle autonomie locali, con una compartecipazione
sanitaria garantita da entrate incerte, con un bilancio su cui
dovremo ritornare già a luglio. E' scritto nelle cose
Infatti, se leggete bene l'emendamento che sostanzia la
compartecipazione sanitaria, quindi la ricerca della fonte
finanziaria per coprire quel cespite, c'è il rischio, se
l'accantonamento passivo non diventa attivo entro luglio, di dovere
procedere al riassestamento del bilancio perché è un bilancio dove
mancheranno i fondi. E, poi, le cose mancate: piccoli interventi
importanti sulla formazione professionale che potevano essere
fondamentali, interventi per l'agricoltura, interventi per il mondo
produttivo, piccole cose perché le grandi scelte di settore vanno
costruite nelle commissioni di merito. Non si può lavorare
improvvisando, non si può lavorare con le scorribande degli
emendamenti dell'ultima ora senza che ognuno di noi possa dare il
suo contributo, senza che i gruppi parlamentari possano
confrontarsi per trasfondere dentro i disegni di legge di settore
quelle che sono le istanze e i bisogni che intendiamo sempre
rappresentare.
Signor Presidente, siamo di fronte ad una finanziaria che ci
lascia con tanto amaro in bocca per le piccole cose che si potevano
correggere. Siamo convinti che il velleitarismo non serve, il voler
calare tutto dentro è un alibi e questo lo vogliamo denunciare.
Siamo pronti da qui a dopo, a fin quando questa legislatura
durerà, a lavorare per cose serie, per leggi di settore, per quelle
riforme che finora sono state solo annunciate e che qualche partito
vuole utilizzare come scudo e come foglia di fico per non prendere
atto del fallimento complessivo del Governo e della maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, ho sentito tanti interventi stasera che, secondo me,
dovrebbero fare riflettere prima di tutto il Presidente della
Regione.
Onorevole Presidente, ci sono nella vita di un uomo, di un
Parlamento, di una comunità, delle date storiche che danno il segno
della coincidenza degli eventi. Oggi ricorre l'assassinio
dell'onorevole Pio La Torre, segretario regionale del Partito
Comunista, e del suo autista, accompagnatore signor Rosario Di
Salvo. Oggi è la data in cui il Parlamento si appresta a votare la
finanziaria e il bilancio. Io sono convinto che lei, Presidente,
non ha fatto nemmeno memoria della coincidenza dei due eventi in
capo al 30 aprile.
Se lo avesse fatto, signor Presidente, avrebbe mandato, lei e il
suo Governo, un segnale diverso alla Sicilia: un segnale di
rilancio culturale, di rilancio politico, di rilancio di un'azione
di governo.
Lei, oggi, manda un segnale totalmente diverso ad una Sicilia che
ha tanto bisogno di legalità, che ha tanto bisogno di un governo
forte, autorevole.
Per rubare una frase al presidente della Commissione Antimafia,
devo chiedere: che messaggio di legalità lanciate alla Sicilia,
quando nessuno di voi si è ricordato di finanziare quella legge
antimafia che questo Parlamento ha votato e che ha avuto
l'apprezzamento del procuratore della Repubblica e capo della
direzione nazionale antimafia, dottore Pietro Grasso?
Signor Presidente, questo è un brutto segnale e io invito tutti i
colleghi della sinistra a dare un'occhiata alla rassegna stampa e a
leggere l'editoriale di un tale Claudio Fava che, indubbiamente,
lancia un messaggio pesante, carico di interrogativi con giudizi
non lusinghieri, dal punto di vista politico e morale, ad una parte
di questo parlamento e pure ad una parte di questo Governo.
Io mi preoccuperei, Presidente e Governo di questa Regione, di
quello che è successo qui in Aula, che è qualcosa di ben diverso e
che va al di là del Gov.1, del Gov.2, del Gov.3, della finanziaria,
dei capitoli, degli emendamenti. Qui oggi c'è il crollo di una
maggioranza, dal punto di vista non numerico ma della coesione
morale e degli obiettivi di sostegno di questa maggioranza al
Governo.
Oggi parlamentari della sua maggioranza l'hanno aspramente
criticata, non hanno apprezzato l'operato del loro capogruppo e
hanno individuato, in pochi parlamentari di questa maggioranza,
coloro che hanno costretto, per dovere di partito e non per
emozione, per convinzione, per entusiasmo, per passione, a votare
questa finanziaria.
Lei dovrebbe interrogarsi, signor Presidente della Regione, perché
so che lei ascolta anche quando fa finta di non ascoltare, è nel
suo stile, lei oggi deve prendere atto che è sostenuto per un
obbligo e non per un sentimento. Questa è la fine politica di un
uomo di Governo.
Quando si vota perché si è costretti e non perché lo si sente, è
la fine di questo Governo e non è perché lo sta decretando
qualcuno, perché oggi è bene che qualcuno faccia mente locale.
Signor Presidente dell'Assemblea, probabilmente questa sarà
l'ultima finanziaria di questo Parlamento, se è vero come è vero,
nel sentire e sondare gli umori dei parlamentari, che siamo tutti
convinti che questa è l'ultima finanziaria perché andremo a votare.
E se lo dice l'onorevole Lino Leanza, che di questo Governo è
veramente lo scudiero e lo strenuo difensore, questa è l'ultima
finanziaria in quanto è venuto il momento di andare a votare.
Ci sono vicende siciliane, principalmente politiche, che
registrano la mancanza di una cultura di governo di questa
dirigenza e di questo schieramento che lasciano prevedere che
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, la prego di concludere
immediatamente.
CAPUTO. Signor Presidente, solo un messaggio di solidarietà ai
lavoratori del CEFOP per i quali questo Governo non è riuscito a
trovare una minima soluzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio ringraziare
il Presidente Lombardo perché questa sera sta dando una grande
opportunità a tutti noi, l'opportunità del primato della politica
perché quando giorni fa l'assessore Armao ha regalato una mela
all'onorevole De Luca, la mia considerazione era quella che siamo
proprio alla frutta.
Oggi, grazie a lei, Presidente, abbiamo la certezza del primato
della politica e di ciò che vuol dire far governare la Sicilia al
Partito Democratico e di ciò che vuol dire fare governare la
Sicilia a dei tecnici. Un governo tecnico che in tanti hanno visto
come la panacea di tutti i mali.
Onorevole Presidente della Regione, penso proprio che sarebbe
stato meglio che lei fosse venuto in quest'Aula da solo con le sue
belle dodici statuine.
Non vi è stato un intervento, non vi è stata una proposta, ma
ancor di più devo dirvi, non vi è stato, per la prima volta nella
storia, un richiamo da parte del Presidente dell'Assemblea affinché
un deputato non si avvicinasse ai banchi del Governo per conferire
dei problemi del proprio territorio, nessun deputato né di
maggioranza né di opposizione si è avvicinato per chiedere notizie
delle problematiche che attengono ai propri elettori, che attengono
alla Sicilia.
Questo è un vero problema, caro Presidente, perché quando si fa
una legge, quando si fa una finanziaria, ci si confronta, si
pongono dei problemi, si lavora insieme, si cerca di dare le
risposte che attendono i siciliani.
Con la grande freddezza e con la grande separazione che abbiamo
visto in questi giorni è venuta fuori una finanziaria che è la
finanziaria del tradimento e della inadeguatezza.
Tradimento, perché vi è stato un tradimento nella sua stessa
maggioranza, va data da me la solidarietà al capogruppo di un
partito della sua maggioranza, l'onorevole Giulia Adamo, che aveva
sottoposto dei problemi che, francamente, anch'io condividevo
pienamente, quello che riguarda i porti, e poteva dare risposte
serie al nostro territorio, così come i porti della provincia di
Trapani, quelli della provincia di Agrigento e, comunque, i porti
della nostra regione.
Non solo, quindi, non è stata informata dell'accordo raggiunto che
rompeva, di fatto, gli schemi, non è stata informata di un percorso
ben diverso rispetto a quello che la sua maggioranza si era dato
rispetto a problematiche che alcuni territori avevano attenzionato.
E' un tradimento anche nei confronti dell'Aula perché quella legge-
obiettivo che i parlamentari l'anno scorso hanno fortemente
attenzionato, quest'oggi, probabilmente, perché era prima
dell'accordo che bocciava il maxi emendamento, ha determinato non
solo la bocciatura di quella proposta di anticipazione delle
risorse, così come è stata fatta per altri elementi, ma ha
determinato, di fatto, un notevole ritardo per gli interventi
infrastrutturali in favore dei comuni, delle amministrazioni del
nostro territorio.
E' una finanziaria del tradimento perché la legge non è uguale per
tutti.
L'articolo 3 della Costituzione recita che la legge è uguale per
tutti. In questo Parlamento si è pensato di stabilizzare alcuni
lavoratori di una parte ben determinata di un bacino elettorale;
non si è pensato, invece, ai lavoratori dei dissalatori, come i
dissalatori di Porto Empedocle o di Gela, o ai precari che meritano
la stabilizzazione, ai lavoratori dell'ESA o a coloro che lavorano
negli enti di formazione professionale. Non avranno nessuna
risposta. E' un tradimento a chi aspetta risposte forti, come la
provincia di Agrigento con la sua cattedrale e il suo centro
storico.
Speravo tanto che i tecnici dessero impulso anche alla finanziaria
che approvammo l'anno scorso; ma non ne hanno neanche tenuto conto.
L'assessore Armao cerca di sbeffeggiare il mio intervento, ma
dobbiamo finirla di prenderci in giro perché le leggi le conosciamo
bene e devono essere rispettate da tutti.
Avevo già detto, all'inizio dell'esame di questa finanziaria, che
sarebbe andata a finire in questo modo, che il Governo poteva fare
soltanto una finanziaria tecnica perché, di fatto, non vi era una
maggioranza né vi era un lavoro della commissione preliminare al
raggiungimento degli obiettivi.
Non continuiamo a prendere in giro il Parlamento perché non si può
dire che quest'Aula sarà chiamata a fare leggi di settore, non si
può dire che quest'Aula potrà fare leggi.
Basta leggere la tabella B Interventi per lo sviluppo nel 2011-
2013': zero; Fondi globali: zero.
Le leggi di settore e di sviluppo non si possono fare senza le
risorse inserite nelle tabelle.
In più, non continuiamo a prenderci in giro presentando ordini del
giorno che, di fatto, non servono a niente, servono soltanto a dire
agli elettori che si è fatta una proposta di cui il Governo non
terrà conto perché, come ha detto bene l'onorevole Panepinto,
diversi articoli di questa finanziaria, anche quelli che non hanno
la copertura dei fondi Fas, quelli che hanno come copertura i fondi
di leggi regionali, non hanno avuto attuazione, e così le
problematiche nel settore della sanità. Ma lo potrà sicuramente
confermare.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha
facoltà.
Onorevole Adamo, non vorrei essere costretto a togliere la parola,
però gli interventi devono essere contenuti nei cinque minuti.
Non mi piace togliere la parola. Dovreste aiutarmi a gestire
meglio i lavori d'Aula. Abbiamo 42 interventi per dichiarazione di
voto, più la replica del Governo. Chiedo, quindi, la vostra
collaborazione.
ADAMO. Signor Presidente, non ho mai sforato i tempi. Credo sia
utile e importante ricordare i fatti: il Governo ha presentato, con
enorme ritardo, la finanziaria e il bilancio.
Questo certamente è un problema, ma non è la prima volta che
accade.
Ricordo a tutti i colleghi che l'anno scorso abbiamo concluso
l'esame e la votazione del bilancio, mi pare nel pomeriggio dell'1
maggio, dopo un appassionato dibattito sui fatti, sui progetti e
sulle questioni. Alcune proposte, assessore Armao, sono state
approvate, altre sono state bocciate; alcune iniziative hanno avuto
il consenso dell'Aula, altre iniziative sono state bocciate.
Ritengo che questo normalmente avvenga nei parlamenti degli Stati
che godono del sistema democratico, e questo deve accadere anche da
noi.
Fino a ieri, alle ore 2.00, abbiamo lavorato, ci siamo impegnati,
ognuno di noi ha fatto delle proposte, qualcuno ricorda i porti,
ricorderei i progetti a sostegno dei comuni che intervengono sulle
infrastrutture, i confidi, le norme sull'agricoltura, le norme
sulla solidarietà, la riforma delle IPAB, una serie notevole di
proposte.
Io metterò su internet la nostra proposta, ogni Gruppo
parlamentare può mettere la sua e vediamo quali erano e se erano
delle proposte vergognose e, comunque, se le proposte vengono poi
bocciate, chi le propone se ne assume la responsabilità - così
funziona la politica, non so se dobbiamo ritornare a fare una
riflessione su cos'è la politica -. La politica funzione così: io
faccio una proposta e mi assumo la responsabilità di farla con il
mio Gruppo, con la mia politica; chi è contrario si assume la
responsabilità di bocciarla. Funziona così, ha funzionato sempre
così.
Quest'anno, a quanto pare, la cosa è diversa e da stamattina,
veramente da qualche giorno, c'erano questi sussurri sulla volontà,
in realtà sulla decisione presa - non si sa bene dove - del
Governo, di vari Gruppi - non sappiamo quali - di non fare la cosa
più normale del mondo: andare in Parlamento e discutere. Questo si
fa: si va in Parlamento e si discute; ci si confronta, ci si assume
le proprie responsabilità davanti ai cittadini.
Invece, la proposta che circolava, effettivamente, era quella che
sarebbe stata ritirata.
Qualcuno pensa che io sia offesa, onorevole Cimino, del fatto che
non sono stata informata. Preferirei morire prima di pensare che
qualcuno si può permettere di farmi una proposta del genere. A me
proposte del genere non le può fare nessuno.
La proposta di riunirci in corridoio e fare finta di lavorare per,
poi, dire sai, ritiriamo , questa proposta a me non la può fare
nessuno e sono orgogliosa di poterlo dire. Mai nessuno me ne ha
fatto e nessuno me ne farà mai Non è, quindi, che sono offesa né
cambierò per questo, né per questo diventerò furba e la prossima
volta andrò ad orecchiare per saperlo perché queste cose non le
voglio sapere. Io queste cose le voglio denunciare, su queste cose
mi voglio indignare
E se sono qui stasera in assoluta solitudine non pensiate, nessuno
di voi, di avere fatto interventi politici. Avete fatto un gioco
delle parti vergognoso perché se c'era uno che voleva fare
politica, oggi, in quest'Aula, quando ho chiesto un'interruzione
per riflettere perché di colpo l'Aula apprende che il maxi
emendamento è ritirato, non lo si discute, tutte le persone che
hanno lavorato con noi, che hanno fatto proposte, che si aspettano
norme, leggi, possono stare tranquille, non si farà niente e questo
avviene senza discussione, anche l'opposizione avrebbe dovuto dire:
La sosteniamo noi questa proposta .
Questo avrebbe dovuto dire un'opposizione degna di questo nome. Ma
noi, purtroppo, in Sicilia non abbiamo né un Governo né
un'opposizione degna di questo nome e questo è tragico, questo per
me è triste e se sono qua a dire queste cose non è certo per fare
politica, o meglio, è per fare quella politica in senso
aristotelico, forse, ed alto in cui credo e in cui sono sicura che
i cittadini credono nella ricerca del bene comune e nella
convinzione che, fuori da quest'Aula, le persone queste cose le
capiscono, le sentono, s'indignano e pensano le stesse cose che
penso io e, chiaramente, a titolo personale. Non ho accettato di
fare parte dell'UDC certo per fare il capogruppo. Il problema con
l'UDC me lo vedrò nelle sedi opportune. Qui, chiaramente, parlo a
titolo personale. E a titolo personale dico che un Governo che,
dopo sette mesi, consegna una finanziaria tecnica non è degno di
governare. Pertanto, voterò contro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Adamo, anche per essere riuscita a
gestire bene il suo spazio.
ADAMO. Lo faccio sempre.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
comincio col dire che sono dispiaciuto nel vedere il Governo in
difficoltà e l'Aula polemizzare oggi piuttosto che dibattere sulle
cose fatte o non fatte e sono dispiaciuto, certamente, per l'esito
di questa sessione di dibattito sul bilancio e sulla finanziaria.
Ma voglio dire con molta chiarezza e con molta serenità che il mio
voto sarà, invece, convinto e senza remore e sarà un voto
certamente favorevole. Certo, non per difendere questa finanziaria
e questo bilancio, anche se sul bilancio credo che ci sia poco da
dire e, invece, con molta soddisfazione dovremmo qui evidenziare lo
sforzo che si è fatto di contenere la spesa, di evitare gli sprechi
del passato, di provare ad invertire la rotta.
Ma, certo, un po' di delusione per la finanziaria c'è e, tuttavia,
il voto è convintamente favorevole per quello che il Governo ha
fatto e perché il Governo merita, comunque, di andare avanti per le
tante cose fatte e non può essere giudicato oggi solo ed
esclusivamente per una finanziaria che avevamo definito - io
l'avevo definita nel mio intervento, all'apertura dei lavori -
striminzita, che arrivava dalla Commissione in Aula e che,
purtroppo, esce striminzita anche da quest'Aula.
E' certamente una brutta finanziaria - nonostante un bilancio di
contenimento, ripeto positivo - che dà, però, poche risposte, non
avendone date nello strumento finanziario, e quindi non possiamo
essere assolutamente soddisfatti. Dobbiamo cercare di evitare,
però, che questa finanziaria e questo dibattito creino condizioni
di estrema debolezza, segnali di debolezza che partono da
quest'Aula e che, chiaramente, da domani arriveranno in tutta la
nostra Regione e non solo, perché il più grande obiettivo che noi
qui dobbiamo avere è, comunque, quello di difendere questa
esperienza governativa e questo Governo, al di là della scelta che
oggi quest'Aula ha fatto, nel tentativo di ricominciare domani con
una marcia che deve essere certamente diversa.
Lo dico perché il Governo non ha nessuna colpa di questo voto oggi
in quest'Aula, perché il Governo il maxi emendamento l'aveva
votato, l'aveva presentato, ce l'ha sottoposto all'analisi, lo
abbiamo avuto nelle mani, ce lo siamo rigirato, lo abbiamo
completato, lo abbiamo innovato, lo abbiamo, probabilmente, in
parte anche criticato, ma il Governo è venuto con un maxi
emendamento alla finanziaria uscito dalla commissione molto corposo
e molto nutrito, pieno di idee, pieno di riforme, pieno di
cambiamenti.
Se c'è stata una inadempienza non è del Governo, signor
Presidente; questa inadempienza oggi è la rappresentazione plastica
della crisi che c'è in quest'Aula e, ovviamente, se è vero che il
testo presentato dal Governo era anche abbastanza ampio, pieno di
grandi novità, forse anche di troppe riforme, noi possiamo qui
dibattere sull'opportunità di fare le riforme in finanziaria, ma
certamente non possiamo nasconderci sotto la sabbia negando il
fatto che il Governo ci ha messo davanti a degli argomenti da
dibattere, da discutere e noi non abbiamo avuto, la voglia, la
forza e forse anche l'intelligenza di accettare la sfida e di
andare avanti in Aula, anche se era l'ultimo giorno o il penultimo.
E' mancata l'Aula, signor Presidente, e non so se dietro questo
atteggiamento ci sia il tentativo, consapevole o meno - da qualcuno
consapevole, forse, da altre parti inconsapevole - di indebolire
l'esperienza governativa.
Signor Presidente, questo tentativo costante, continuo di accordi
che poi si rivelano inutili dentro e nelle segrete stanze di questo
Palazzo, la gestione sterile dei rapporti parlamentari che abbiamo
registrato, l'errore clamoroso di uscire dalla Commissione,
presidente Savona, senza una finanziaria vera come è prassi di
questo Parlamento e come era giusto che fosse e credo, Presidente,
che noi non lo dovremo permettere mai più, perché lì è stato il
vero grande errore da chi ci è stato suggerito e a chi la prossima
volta risponderemo che mai lo consentiremo, non rinunciando mai più
a nessuna prerogativa né di parlamentare, neppure di componente di
commissione. Eppure abbiamo rinunciato di scegliere e ha ragione
l'onorevole Adamo a protestare, perché non si fa così
Forse, Signor Presidente, questo è il fallimento del
consociativismo che anima le prassi di questo Parlamento, le
decisioni più importanti. Io dico di no E sa perché dico di no
Perché il bilancio lo abbiamo approvato dialogando e parlando,
confrontando le opposte debolezze e le opposte forze, non abbiamo
voluto farla la finanziaria, è stata una scelta consapevole di non
farla. Non è vero che non è stato possibile, non abbiamo voluto
farla.
E' questo che dobbiamo sapere e dal fallimento di questa prassi
parlamentare dire che, forse, adesso - anzi sicuramente - occorre ,
signor Presidente, e lei di questo deve essere anche garante e
promotore, una nuova dialettica, occorrono nuove collaborazioni,
occorrono nuove logiche e nuove intese, signor Presidente, perché
non si può ripetere l'errore e non si possono ripetere i
comportamenti che si sono registrati in questi giorni. I
parlamentari colleghi devono sapere che ognuno di noi é depositario
di un voto che vale tanto quanto quello dell'altro collega e che
deleghe in bianco non se ne devono dare più a nessuno se poi non si
è capaci di raggiungere risultati.
Queste sono le lezioni che dobbiamo avere oggi come risposta da
questo comportamento e dall'Aula e dai modi in cui abbiamo gestito
questa fase.
Ho difficoltà a capire perché abbiamo rinunciato ad approvare la
legge di riforma sui lavori pubblici piuttosto che quella dell'ASI
o IACP, ma soprattutto ho difficoltà a capire perché non abbiamo
voluto fare almeno la legge sullo sviluppo e la legge che
finanziava il credito di imposta. Questa è la grandissima colpa di
questo Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole D'Agostino. E' iscritto parlare
l'onorevole Marrocco. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Grazie Presidente, penso che abbiamo vissuto giorni
estenuanti, forse non fra i migliori di questa legislatura, anzi
sicuramente, caratterizzati da atteggiamenti o meglio dalla
mancanza di un certo stile che dovrebbe contraddistinguere il ruolo
del parlamentare, il ruolo politico, istituzionale di chi viene qui
per difendere gli interessi di un territorio. Sono stati giorni
sicuramente difficili che dimostrano come il fallimento politico-
culturale forse di una generazione e di un Paese, di una comunità,
di una società passi anche e soprattutto attraverso quello che
accade nelle Aule parlamentari che sono lo specchio della nostra
società.
Quel fallimento politico-culturale che passa anche attraverso
percorsi che, ahimé, oggi dovrebbero farci ragionare, farci
riflettere che sicuramente non sono stati dei migliori.
E allora a me piace iniziare questo intervento partendo da quello
che dovrebbe essere invece la mia conclusione e cioè dichiarando il
voto favorevole di Futuro e Libertà e non un voto favorevole per
disciplina di partito, ma un voto convinto e per quanto sia poco il
tempo che ho a disposizione, signor Presidente, vorrei spiegare
perché il mio e quello di Futuro e Libertà è un voto convinto.
Perché il percorso di questa finanziaria è stato un percorso
complicato, caratterizzato forse da un metodo sbagliato, perché
quello che ha presentato il Governo, il famoso emendamento Gov.1 al
suo interno presentava elementi enormemente positivi, facendo
riferimento soprattutto a quelle norme di sviluppo, di rigore, ma
quando poi anche questo regolamento di Aula, Presidente, ci
costringe ad una forse forzata mediazione, ad una mediazione
estenuante, quando poi, io ho partecipato come capogruppo,
Presidente, alla riunione di questa notte, la mediazione ti
costringe a eliminare quelle norme di rigore, Futuro e Libertà ha
proposto norme che per la maggior parte erano norme di eliminazione
di enti inutili, che erano norme di risparmio della spesa, e quando
la mediazione, Presidente, in nome di una mediazione che io non
condivido porta a questo, snatura quello che doveva essere lo
spirito di una finanziaria in un momento difficile come quello
odierno, una finanziaria di sviluppo e di rigore, quando il rigore
non c'è più, quando la finanziaria diventa un insieme di prebende,
allora ecco perché diventa convinto il voto a questa finanziaria.
Forse era meglio fermarci, resettare, forse è meglio ragionare con
le leggi di settore, se questa doveva essere una finanziaria da
sottoporre all'Aula allora evitiamo il compromesso ai ribassi.
Questo significa, Presidente, anche dare grande responsabilità a
questo Governo da oggi, e sono sicuro che il Presidente Lombardo lo
dirà nel suo intervento, da oggi dovrà dire quali sono in punti,
gli obiettivi attraverso cui parlerà concretamente alla nostra
Sicilia, ossia le leggi di settore, leggi che atterranno ai temi
dell'urbanistica, ai temi della riforma degli appalti, ai temi del
turismo, ai temi della formazione. In riferimento a questi temi
abbiamo un grande dovere, Presidente, quello di non aspettare più,
perché mentre noi parliamo - forse troppo - fuori da questa Aula
c'è chi, invece, aspetta risposte importanti.
Allora ecco perché questo è un voto convinto. Forse avremmo fatto
sicuramente bene, avremmo potuto fare tanto meglio, ma forse
avremmo fatto tanto peggio, per cui in questo senso ci esprimiamo.
Ci esprimiamo pensando, sperando, augurandoci che, da domani, in
questa Aula si torni a fare politica, alta, attraverso
l'espressione del nostro ruolo, all'interno delle nostre
commissioni, discutendo e parlando dei problemi della gente e dei
disegni di legge che il Governo presenterà al Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, io frequento questa Aula ormai da
qualche anno, da più da qualche anno, e nella mia lunga esperienza
non mi era mai capitato, veramente mai capitato, di assistere ad
una simile conduzione della legge di bilancio e finanziaria, anche
e soprattutto accentuatasi negli ultimi periodi per l'incapacità
del Governo e per la farraginosità dei regolamenti di fare leggi di
settore, che vengono annunziate costantemente e che, di fatto,
difficilmente si sono realizzate, per cui giocoforza ci consente
ogni volta il lavoro e tutto lo scibile delle cose da fare nella
finanziaria.
Ora, in virtù di questo, l'avere scelto di prorogare
l'approvazione della finanziaria con ben due esercizi provvisori da
noi denunziati non ora, bensì a dicembre quando si sarebbe dovuta
approvare la finanziaria, e presentarsi all'approvazione del
bilancio e della finanziaria a quattro giorni della scadenza di
legge è stato un atto suicida. E non valgono le ragioni che sono
state addotte qui dal Governo e, cioè, il fatto che si attendeva
ciò che non è arrivato né poteva arrivare né arriverà. Infatti si
chiedeva al Governo nazionale l'autorizzazione ad utilizzare i
fondi FAS, che il Governo non poteva dare, e si chiedeva
l'autorizzazione - portando ad esempio una delibera CIPE secondo la
quale i fondi FAS per le altri regioni possono essere utilizzati
per coprire il buco della sanità - di utilizzare, invece, i fondi
FAS per la Sicilia per la compartecipazione alla spesa sanitaria.
Allora, in virtù di questo, dopo avere fatto l'errore clamoroso di
portare, come del resto era avvenuto l'anno scorso e non c'erano i
FAS da utilizzare, come del resto era avvenuto il primo anno e non
c'erano i FAS da utilizzare, ma anche il primo anno di questa
maggioranza del Governo Lombardo, anche il secondo anno e anche
quest'anno si approvano bilancio e finanziaria ad aprile o il primo
di maggio. Non è vero, quindi, che quest'anno si è dovuti arrivare
al 30 di aprile per approvare la finanziaria per il problema dei
fondi FAS.
L'anno scorso non c'era Due anni fa non c'era, certamente
Era una scelta politica, una scelta contro la Sicilia, contro il
Parlamento, perché si pensa, da chi ha ideato questo percorso, che
portare 90 parlamentari all'ultimo istante può raggiungere il
risultato di fare approvare qualsiasi cosa. Non è stato così
E, poi, la conduzione in questi giorni; una conduzione che - come
dicevo all'inizio - mi ha lasciato allibito. Nel lungo periodo in
cui ho frequentato quest'Aula, non ho mai visto una conduzione così
altalenante, con 5, 6 teste che intervenivano di volta in volta. E
lasciatemelo dire, mi fa specie che ci sia stato un attacco da
parte della maggioranza alla conduzione dell'onorevole Cracolici.
Mi fa specie perché chi, come me e come altri, ha cercato di dare
il proprio contributo, si è reso conto che non c'era una testa che
ragionava ma c'erano cinque teste, spesso in contraddizione, che
hanno portato a questo risultato.
Noi non siamo orgogliosi di questo risultato. L'abbiamo subìto
perché secondo noi, e concludo signor Presidente, non ci sono
ostacoli di fronte al buon senso di alcune norme che potevano e
dovevano essere approvate. Potevano essere approvate Non c'è stato
alcuno che ha messo veti su nulla; solo che, a forza di chiedere
l'impossibile, si sa in partenza che non si vuole raggiungere
l'obiettivo. Era, forse, questo l'obiettivo delle più teste
pensanti che sono intervenute nella conduzione di questa
finanziaria: non fare raggiungere l'obiettivo di approvare le norme
approvabili.
Ed è il fallimento più grande di questo Governo e di questa
maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, prendo l'impegno di rispettare il
termine che mi assegnerà per il mio intervento, di dieci minuti,
visto che, per par condicio, abbiamo fatto parlare per undici
minuti il collega Leanza, almeno dieci toccano a me. Scherzo Spero
di stare dentro i cinque minuti che sono miei.
Salto a piè pari, perché altrimenti non posso rispettare questo
termine, la storia di questa finanziaria e di questo bilancio.
Certo, se il Governo ci avesse dato ascolto a gennaio, e poi a
febbraio, e poi a marzo, e poi ai primi di aprile, quando abbiamo
insistito perché non si facesse ricorso all'esercizio provvisorio,
ma si andasse direttamente in commissione e in Aula per affrontare
gli strumenti di bilancio, non saremmo arrivati ad oggi. E non
saremmo nemmeno arrivati alle tensioni, verbali e non, che hanno
contraddistinto i lavori dell'Aula oggi. Tutto questo ci ha portato
ad una serie di diatribe, sia sul bilancio che sulla finanziaria,
che non fanno bene ad alcuno.
Sul bilancio, occorre confessare che ci siamo concentrati tutti su
questa tabella H, I o L, non ha importanza la denominazione
letterale, ci siamo concentrati tanto e abbiamo tanto tirato la
corda, chi aveva la borsa in mano e chi cercava di farla allargare
e a volte riceveva dei no, anche se - consentitemi, lo dico in
maniera bonaria - ha aiutato ad infervorare gli animi, per uno
strumento di bilancio sostanzialmente minimale e stupido perché, a
fronte di un bilancio, credo, di 25 miliardi di euro, l'attenzione
dell'opinione pubblica, grazie anche alla nostra stupidaggine, si è
concentrata su questa tabella che era di 62 milioni di euro, ma di
cui 50 sono quasi tutte spese obbligatorie.
Alla fine la discrezionalità e l'interesse politico dei deputati
si è ridotto ad una minima cosa rispetto alla massa del bilancio e
rispetto alla massa della tabella. Siamo stati bravi perché è
andato all'attenzione dei giornali, in maniera specifica, il
contributo a questa o quella associazione, il riferimento politico
di questo o quell'altro ente. Tutto questo non giova alla politica
siciliana, non giova ai deputati, non giova al Governo, non giova a
quest'Aula. Cosa vuol dire?
L'anno prossimo dovremo cercare di essere più prudenti nei giudizi
e nei comportamenti per il bene di tutti.
Andiamo adesso alla legge finanziaria, e vorrei cominciare con una
battuta all'onorevole Giulia Adamo, la quale, nel corso del suo
intervento, si è chiesta cosa fosse successo tra stanotte e
stamattina, dicendo che nessuno le aveva detto niente e di non
riuscire a valutare cosa fosse successo.
Giulia, sollecito i tuoi ricordi scolastici. Ricordi la fiaba di
Fedro?
ADAMO. Quale?
MAIRA. Quella della rana e del bue. La rana bevette tanto e mangiò
tanto, non avendo il senso della sazietà che alla fine è
scoppiata. E' quello che è successo con la nostra finanziaria.
Il Governo, la maggioranza, poi cercheremo di capire chi di queste
due strutture, ha messo tante di quelle cose e in maniera così
maldestra e soprattutto in maniera così temporalmente sbagliata che
le grandi riforme sono arrivate sino a stamattina.
Si è messa tanta di quella carne al fuoco che la finanziaria è
implosa, non per colpa dell'opposizione ma per l'ingordigia della
maggioranza, del Governo o di tutti e due.
Sono contento che la finanziaria non sia stata approvata. Sono
contento perché questo consentirà all'Aula e ai deputati di
riappropriarsi di un ruolo per fare le riforme di settore, le
grandi riforme alle quali anche l'opposizione vuole partecipare,
che consentano quel confronto con la società civile, con le
categorie, con le associazioni, con le commissioni di merito e con
l'Aula, che sono lo strumento di democrazia perfetta in una
democrazia parlamentare che consente di fare le leggi, soprattutto
delle grandi riforme.
Ci lamentiamo tutti che non abbiamo dato immediata risposta a quel
problema o a quell'altro.
Chi ci impedisce dalla prossima settimana di cominciare a riunirci
e mettere mano alle risposte che la Sicilia merita e che noi
abbiamo l'obbligo e il dovere di dare. Smettiamola di cercare
intorno al significato di questa mancata finanziaria dalle grandi
prospettive.
Non poteva essere, e meno male che non c'è stata.
Il Gruppo parlamentare del PID non voterà né la finanziaria né il
bilancio per le cose che ho detto prima e che hanno detto i
colleghi di gruppo che mi hanno preceduto, impegnandoci però con
grande serietà e mettendo da parte il ruolo privo di senso, se è
un'opposizione fine a sé stessa, di mettere mano alle riforme.
Il Gruppo del PID è pronto, ha le sue idee, ha i suoi disegni di
legge pronti per essere presentati.
Su questo siamo perfettamente in linea con chi vuole le grandi
riforme in Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musotto. Ne ha
facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli
colleghi, c'è un adagio che, sovente, nelle discussioni fra di noi,
per cui si dice che la politica è lontana dalla civiltà, dalla
società che dovrebbe rappresentare.
Invece credo che stasera e in questi giorni, abbiamo dato la
rappresentazione di ciò che avviene intorno a noi, cioè grandi
inquietudini, incertezze, pochi punti di riferimento, molte volte
poche idee chiare anche se c'è buona volontà e buona fede, e quindi
una discussione complessa, complicata, stasera abbiamo sentito
delle motivazioni a sostegno della finanziaria o contro la
finanziaria che si contraddicevano, chi diceva una cosa piuttosto
che un'alta.
Devo dire, caro Maira, che con il tuo intervento sei stato l'unico
positivo. Forse perché siamo nati vicino, tanti anni fa, abbiamo
percorso una lunga parte della nostra vita, ma siamo così. Io sono
positivo Il cupio dissolvi, il piangerci addosso, l'invitare
Lombardo a staccare la spina o fare altri discorsi di catastrofi,
sono discorsi inutili Ci dovremmo dimettere se fossimo coerenti.
Io faccio riferimento - per quanto riguarda la finanziaria è
inutile star lì a dire cosa abbiamo fatto - al maxi emendamento, il
Gov.1, che è uscito dalla Commissione, e vorrei dire soltanto che
il contesto oggettivo della Commissione Bilancio non è un contesto,
dal punto di vista numerico, favorevole al Governo; anche lì c'è
una situazione di difficoltà nella procedura legislativa.
Anche questa è un ragione, forse si dovrebbe porre rimedio pure lì
e fare in modo che la Commissione Bilancio sia espressione della
maggioranza che appoggia il Governo Lombardo.
Stasera, su suggerimento di un collega che ha molta più esperienza
di me per la sua vita parlamentare all'Assemblea regionale
siciliana, ho letto la legge istitutiva della finanziaria nella
Regione siciliana, la legge 10 del 1999 che, tra l'altro, porta la
firma di un grande assessore al bilancio, che non è amico mio ma è
una persona che stimo tantissimo, l'onorevole Franco Piro.
La finanziaria è stata istituita per il contenimento delle spese
e per individuare nuove entrate, e basta Tutto il resto è poesia
Tutto ciò che è avvenuto negli anni, in cui ha rappresentato
nient'altro che una legge omnibus, dove ognuno all'ultimo minuto,
nell'ultimo emendamento che girava in fotocopia in Aula, ha
infilato qualcosa, e quindi ci si è infilato di tutto e di più
Dopo di che questo mostro terribile della tabella H; un mostro su
cui ci siamo accapigliati tutti, opposizione e maggioranza. E'
inutile fare moralismi, è inutile dire ma io non avevo
emendamenti .
In effetti io non ne avevo, mi hanno telefonato dopo come è
finita? . Non sapevo neanche di cosa si trattava perché siccome
nessuno mi ha sollecitato prima, io non ho seguito, e poi tutti ma
come è finita quella cosa, .. mi avevano promesso .
La tabella H è il mostro peggiore che si è rappresentato, ma la
legge finanziaria deve individuare il contenimento della spesa e
deve individuare nuove entrate. Questo è lo spirito Quello che è
successo va contro una legge della Regione siciliana. Quindi, quali
grandi capacità
Ognuno qui piange perché questa è la quindicesima finanziaria e
mai come oggi ho sofferto, ho visto cose terribili, ho visto quello
che è successo, questo Governo Lombardo ne ha fatte di tutti i
modi . Io devo dire che apprezzo moltissimo, anche se mi ha detto
tante male parole, la collega Giulia Adamo, che è coerente con le
sue posizioni, la quale giustamente riteneva di poter dare delle
risposte concrete al territorio per problemi ancestrali che
riguardano le infrastrutture portuali della nostra Sicilia.
Tanti, ma tanti di noi avrebbero voluto inserire tante cose. Ciò
non è potuto avvenire. Perché non è potuto avvenire? Non è
avvenuto, punto e basta Questa è la finanziaria che oggi bisognava
fare.
Io voto a favore, non posso farne a meno, non già perché la mia è
una scelta obbligata, la mia è stata una scelta di due anni fa, per
l'MPA, per il governo Lombardo e per Raffaele Lombardo,
indubbiamente un uomo difficile, ma certamente non è un uomo che
stacca la spina di fronte alle difficoltà, altrimenti non avrebbe
mai il mio appoggio.
Devo dire che i parlamentari dell'MPA sono pronti a lottare, a
combattere e, soprattutto, ad andare avanti su quelle leggi di
riforma che tutti noi conosciamo e che sono state qui elencate.
Si parla sempre, signor assessore, di formazione; facciamo la
formazione, i rifiuti, l'agricoltura, io sono anche un modesto ma
appassionato perito agro-tecnico, e spero finalmente di potermi
dedicare prima o dopo all'agricoltura - sono braccia tolte
all'agricoltura -.
Voglio dire una cosa, signor Presidente, e mi rivolgo a lei che
oggi ha ritenuto che io avessi voluto fare un attacco nei suoi
confronti. Lei deve sapere una cosa. Io nella mia vita ho dei punti
di riferimento, innanzi tutto la storia della mia famiglia. Il
primo Musotto si è seduto negli scranni del Parlamento a
Montecitorio nel 1924, fra poco festeggiamo il centenario. C'è
stato mio nonno, mio padre; un mio bisnonno è stato, anche qui,
costituente per lo Statuto.
Io ho un profondo distacco dalle cose del mondo.
Sul mio tavolo ci sono due volumi fondamentali, che sono Socrate o
l'opera omnia di Sciascia.
Sono un uomo profondamente distaccato dalle cose del mondo.
Socrate dice sempre: Conosci te stesso e a questo finalmente, a
64 anni, sono arrivato. Sono distaccato, quindi non ho particolari
velleità. Faccio delle battaglie fin tanto che ci credo, fin quando
mi è possibile, fin quando, malgrado quello che pensa l'amico
Vinciullo, ne avrò la forza, l'intelligenza, la voglia e una grande
forza, molte esageratamente più di quanto mi è possibile. Quindi,
sarò accanto a Raffaele Lombardo, per quello che è possibile, ma
positivamente.
Mi ha fatto piacere, caro Maira, quello che mi hai detto. Mi hai
detto guardiamo avanti .
D'ora in poi dobbiamo essere spietati, duri, nei confronti del
governo Lombardo e anche nei confronti degli assessori, stimolarli
a dare risposte, a fare le leggi di riforma.
Una cosa sola io chiedo, e lo chiedo all'Aula: la riforma del
Regolamento.
Signor Presidente, parliamo troppo, ci parliamo troppo addosso,
perdiamo giornate intere a parlare di cose inutili Ognuno di noi
pensa che da casa la gente ci guarda alla televisione, ma le
persone attendono risposte.
Il primo maggio dell'anno scorso, concludendo il mio discorso, mi
rifeci ad un incontro che avevo avuto con l'onorevole Leontini e
dissi dobbiamo fare la riforma . La dobbiamo fare. Siamo gli
ultimi, credo, della Terra a passare il 90 per cento del nostro
tempo a discutere, a scontrarci, a dirci brutte parole, ogni tanto
venendo alle mani, ma perché non lavoriamo di più nelle
Commissioni?
Facciamo passare queste leggi di riforma, i tanti, i tantissimi
disegni di legge che certamente il Governo e l'Aula faranno e là ci
dobbiamo confrontare. Non dobbiamo scontrarci, dobbiamo
confrontarci. Questo Regolamento prevede esclusivamente l'inciucio,
la mediazione drammatica, come abbiamo visto ieri sera. Io non la
capisco, apprezzo il confronto ma non per trovare per forza la
mediazione che non si troverà mai, tenuto conto che ognuno ha
esperienze, ha una storia personale e questo, purtroppo, è un
regolamento che funziona male.
Non era un appunto rivolto a lei, assolutamente, signor
Presidente, non mi permetterei mai. Però indubbiamente un appunto a
questo regolamento bisogna farlo. Vediamo di lavorare tutti e
vediamo di lavorare ognuno nel proprio ruolo. Vediamo di fare
quelle leggi di settore fondamentali.
Se non saremo capaci, se non saremo riusciti a dare risposte ai
siciliani, ci prenderemo, soprattutto il presidente Lombardo e il
suo governo con gli assessori si prenderà, le giuste critiche.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Musotto, colgo il suo spunto
per garantirle che convocherò la Commissione per il Regolamento
che, come lei sa, si occupa di eventuali modifiche al Regolamento
stesso. Però, voglio contestualmente ricordarle che, nella seduta
di ieri, questa Presidenza ha preso una decisione sul
contingentamento dei tempi, che non ha precedenti, quanto meno
nella storia recente di questo Parlamento. Non ho memoria, gli
uffici non trasferiscono memoria di contingentamento dei tempi,
quanto meno nelle ultime tre legislature.
Quanto è possibile, a norma di Regolamento, è stato fatto da
questa Presidenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, dico subito che approveremo un bilancio
ed una finanziaria che per noi rappresentano un punto di partenza
utile per affrontare da subito le riforme di cui la Sicilia ha
bisogno, con urgenza, a partire dalle prossime settimane, e questo
è un impegno che chiediamo con determinazione al Governo e al
Presidente della Regione in particolare.
Ma è pure bene dire perché non è stato possibile approvare già
stasera queste riforme, importanti per noi, di cui la Sicilia ha
bisogno e che sarebbero indubbiamente servite ai siciliani, almeno
per affrontare alcune delle emergenze che la nostra regione vive,
viste le condizioni in cui purtroppo si ritrova dopo troppi anni di
governo di centro-destra, che ricordiamo bene, e anche a seguito
della politica antimeridionale che il governo Berlusconi
giornalmente porta avanti contro questa Regione, in particolare.
Ci troviamo in queste condizioni perché, come maggioranza, abbiamo
deciso di aprire un confronto positivo, costruttivo con
l'opposizione confidando nel fatto che, attraverso il confronto, si
potesse arrivare a migliorare il contenuto di alcune riforme, e ciò
a partire dalla Commissione Bilancio, dove abbiamo deciso di non
esercitare prove muscolari ma di tentare una mediazione, nel
convincimento che così si potesse meglio mettere a punto una
posizione condivisa su diversi settori, su diversi temi, su diversi
argomenti per rispondere ai bisogni della nostra Isola.
Così purtroppo non è stato, perché nonostante la buona volontà,
l'apertura al confronto della maggioranza e del Governo, alla fine
l'opposizione ha mostrato il vero volto, inviando questa mattina
anche al Presidente dell'Assemblea una lettera nella quale esprime
un giudizio di merito totalmente negativo rispetto a quelle riforme
che, invece, per noi rappresentavano e rappresentano un
avanzamento, un miglioramento delle condizioni economiche e sociali
della nostra Isola. Una lettera con la quale l'opposizione chiede
espressamente alla Presidenza dell'Assemblea, che ha garantito, con
il Presidente Cascio, una posizione di equilibrio durante l'intero
dibattito parlamentare, di espungere dal testo gli articoli 3, 27,
34, 37 e altri che riguardano, ad esempio, la riforma degli
Istituti autonomi case popolari, delle ASI, delle IPAB, ma
altrettanto riguardano gli ATO, il tema dei rifiuti, riguardano la
riforma di alcuni importanti enti del settore dell'agricoltura,
riguardano per esempio la riforma della legge sugli appalti.
Oggi, proprio nel giorno in cui si commemora Pio La Torre, sarebbe
stato importante approvare la riforma della legge degli appalti,
che purtroppo troppo spesso si presta, nelle condizioni in cui
attualmente si trova, a ribassi che pregiudicano le condizioni di
vita e di lavoro di tanti lavoratori e rappresentano un terreno
fertile, in determinate circostanze, per infiltrazioni mafiose.
Perché tutto questo non si è fatto alla luce del giorno? Perché
ieri sera l'opposizione non ha avuto il coraggio di dire quello che
pensava realmente per portarci alle ore 21.35 ad approvare, adesso,
quello che è possibile fare, un bilancio e una finanziaria che, per
senso di responsabilità, dobbiamo approvare, ma che ci mettono
anche nelle condizioni di rilanciare un confronto positivo, utile,
un'azione programmatica forte, riformista per cambiare questa
terra.
Io credo che se un errore abbiamo fatto è stato quello di tentare
di aprire un confronto costruttivo con l'opposizione. Ma di questo
non mi pento perché credo che quando si cerca di mettere a fuoco
riforme utili per tutti i siciliani è sempre bene tentare di farlo,
di concerto con tutte le forze politiche che siedono in questo
Parlamento.
Ci siamo mossi in una condizione di grande difficoltà, 200 milioni
di tagli imposti dall'ultima manovra Tremonti al bilancio della
Regione siciliana hanno pesato in maniera drammatica in un bilancio
già dissestato da finanziarie e bilanci approvati negli anni
precedenti dal centro-destra che hanno ridotto alla miseria
quest'Isola.
Ci siamo mossi in una condizione di grande difficoltà, visto il
blocco dei fondi FAS, un diritto per la Sicilia, mentre si
continuano ad utilizzare i fondi FAS per pagare le multe agli
allevatori del Nord si bloccano i fondi FAS. Il governo Berlusconi
- Tremonti blocca i fondi FAS per l'agricoltura del Mezzogiorno,
della nostra Regione, rischiando di mettere in ginocchio interi
settori come quello, ad esempio, della forestale, un settore al
quale, invece, siamo riusciti a dare risposta anche in questo
bilancio, che, per quanto di rigore, contiene anche delle
previsioni di miglioramento per alcuni settori che riguardano ad
esempio l'istruzione, l'università, le politiche sociali, gli enti
locali - che siamo riusciti a non penalizzare -, il settore della
forestale.
Un bilancio che va in direzione del risanamento e del rigore ma
che non penalizza le fasce deboli, che non penalizza lo sviluppo,
che crea le pre-condizioni per poter attuare quelle riforme per la
crescita e lo sviluppo di cui prima parlavo.
Aggiungo un'ultima cosa. Se qualcuno si illude che rinunceremo a
portare avanti la nostra azione riformista per il cambiamento della
Sicilia, si sbaglia. Da domani si comincia a lavorare con maggiore
impegno, con maggiore determinazione e anche per questo chiediamo
al Presidente della Regione, in prima persona, un impegno serio per
realizzare le riforme di cui la Sicilia ha bisogno, per affrontare
le emergenze economiche e sociali che sono sotto gli occhi di
tutti, a partire dalla formazione professionale a tutti gli altri
settori in crisi, e anche per questo chiediamo con grande lealtà,
con grande franchezza, con grande determinazione al Governo della
Regione quel cambio di passo che, come Partito Democratico, non
solo tante volte abbiamo chiesto ma ci siamo impegnati a realizzare
insieme.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
Quello dell'onorevole Leontini è il penultimo intervento. L'ultimo
è quello dell'onorevole Cracolici e poi ci sarà la replica del
Governo.
LEONTINI. Io non so dove abbia vissuto l'onorevole Lupo negli
ultimi mesi
LUPO. Come dove? Chiedo di parlare per fatto personale, così le
dico dove ho vissuto.
LEONTINI. Stavo esprimendo un concetto di carattere politico. Ho
detto io non so dove l'onorevole Lupo abbia vissuto negli ultimi
mesi , per esprimere un giudizio sulle attività parlamentari e
politiche come quello che ha testè espresso.
Mi esprimo per pillole. Per cinque mesi questo Governo ha
procrastinato l'invio di un bilancio e di una finanziaria; ha
prodotto due esercizi provvisori graditi all'onorevole Lupo, per il
bene dei siciliani, benefattore dei siciliani, con l'esercizio
provvisorio per cinque mesi. Dopodiché, gli ultimi cinque giorni,
piombano in questa Aula la finanziaria e il bilancio e
l'opposizione sarebbe responsabile di chissà quale perdita di tempo
perché avrebbe dovuto, negli ultimi cinque giorni, recuperare gli
ultimi sette mesi. Questo Parlamento composto da una maggioranza
che, per sette mesi, è stata supina, silenziosa, ha portato avanti
la logica della sopportazione dell'esercizio provvisorio, oggi
avrebbe dovuto essere riscattata dalla minoranza che doveva
riparare a questo guasto durato sette mesi e tre anni.
La verità è che la classe politica ha due referenti: un referente
esterno e un referente interno.
Il referente esterno sono i blocchi sociali, le categorie, le
classi cui ci si riferisce con l'attività parlamentare e di
governo; il referente interno è la classe parlamentare.
Oggi pomeriggio, su 46 interventi, 30 interventi dall'interno e
dal seno della maggioranza sono stati negativi e quindi è una
bocciatura della politica di questa maggioranza e di questo
Governo.
Al di fuori di questo Palazzo, una sola categoria che abbia
espresso un parere positivo non c'è.
E' il fallimento di un itinerario. E' il fallimento di
un'esperienza di governo. E' la ragione che poc'anzi l'onorevole
Leanza esprimeva.
A questo punto, venuta meno la necessità di questa formula che non
è gradita qui dentro, che non ha plausi né consensi all'esterno, la
necessità è quella di chiedere la verifica al consenso elettorale.
O ci si dimette oppure si continua, nei confronti della Sicilia,
ad esercitare quel ruolo che solo l'onorevole Lupo non ha
riconosciuto perché ben trenta interventi hanno sottolineato
negativamente, dando la colpa ai boss dell'Aula, a Cracolici. E'
mio avversario ma è mio amico, e non posso dargli colpe se non
quelle di avere esercitato un ruolo.
Certo chi esercita un ruolo ha responsabilità; chi non ne esercita
è irresponsabile. E quindi, è accaduto che molte persone
irresponsabilmente, caro Presidente, hanno espresso giudizi
gratuiti.
Il bilancio, un bilancio negativo, fondato ancora una volta su
entrate fasulle; 472 milioni di euro per entrate in conto capitale
derivanti dalla vendita degli immobili. Per la terza volta
consecutiva una posta destituita di fondamento.
Votiamo contro un bilancio nel quale abbiamo imposto la riduzione
della spesa e alcuni grandi argomenti come quello relativo
all'università che è l'unico che ci è riuscito di inserire, fatta
salva, poi, la possibilità in finanziaria di integrare, venuta meno
per l'ingordigia della maggioranza.
Testi riscritti, molteplici, numerosi, una serie infinita di
emendamenti, micro emendamenti, subemendamenti, persino, onorevole
Lupo, stanotte un bel tomo di 92 pagine che ho studiato fino alle 5
e 20 del mattino e, rispetto al quale, ho trovato sette disegni di
legge organici di riforma che proprio lei, assieme a me, dovrebbe
gradire che, invece di essere, io e lei poi chiamati boss d'Aula
da qualche sprovveduto, dovremmo consentire a quest'Aula di
apprezzare attraverso i regolamenti e le competenze previste, le
Commissioni e l'eguale diritto mio, suo e dei colleghi, di
esercitare la propria competenza e il proprio ruolo di
rappresentanti del popolo.
E, allora, smettiamola con queste elucubrazioni. E' un fallimento
conclamato, interno ed esterno, una politica svuotata di
significato. Faccio i complimenti all'assessore Armao che è stato
paziente e presente a tutte le nostre interlocuzioni e non si è
recato in Inghilterra alle nozze di William e Kate, alle quali
avrebbe potuto essere invitato per la sua eleganza inglese che
sempre gli riconosco, e per questo lo sottolineo positivamente. Ma
devo dire che, quando per amore di polemica - e finisco, signor
Presidente - si rinnega la storia è negativo: nomina sunt
consequentia rerum . Quando ci si chiamava comunisti ci si chiamava
comunisti, dopodiché si decise di cambiare nome perché nomina sunt
consequentia rerum , Partito Democratico di Sinistra PDS, DS
Democratici di sinistra, PD Partito Democratico. Ieri, non
democratici oggi democratici, onorevole Panepinto.
Per polemizzare con l'onorevole Mancuso, non si rovescia la storia
come un secchio d'acqua, non si rivendicano bandiere che si sono
ammainate. E' veramente deplorevole fare questo
Si riconosca, invece, che la polemica a volte altera gli animi e,
quindi, altera anche i riferimenti alla storia, alla cultura, alle
sensibilità e a tutto ciò che noi, attraverso la nostra sensibilità
di politici e la nostra attività di parlamentari, rappresentiamo.
Per il resto, riteniamo che non ci sono in quest'Aula ruoli
negativi. Il Parlamento ha esercitato il suo ruolo; il Governo ha
presentato la finanziaria e il bilancio gli ultimi sei giorni; il
Parlamento non ha colpe, ha utilizzato i tempi che gli sono
consentiti e si è confrontato. Quindi, è inutile che alcuni
colleghi dicano che questa classe parlamentare ha fallito.
Questo Governo, caro collega D'Agostino, si regge perché in
quest'Aula c'è qualcuno che lo regge. Per il resto, stasera abbiamo
appreso che quest'Aula comincia a dichiarare di non volerlo reggere
e fuori da quest'Aula e da questo Palazzo nessuno oggi ha
applaudito.
Questo è il quadro e la fotografia di una politica fallita e,
quindi, di una necessità importante per la cronaca, per la politica
e, speriamo, per la storia futura.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho scritto
alcun appunto. Chiudo gli interventi dei colleghi, seguirà il
Governo. Sono stanco come tutti i colleghi, forse un po' più stanco
rispetto a buona parte dei colleghi, avendo la responsabilità di
fare quel lavoro anche fuori onda, fuori dal canale che ci
riprende, cercando di costruire sintesi, di provare a costruire
tentativi di equilibrio; è il lavoro che spetta fare a chi ha la
responsabilità di dirigere un gruppo e che si è assunto la
responsabilità di dare una mano in maniera seria, cosa di cui non
sono pentito, a questo Governo. Devo dire che stasera mi sento
obiettivamente un po' un marziano, lo dico perché ho avvertito in
tanti colleghi, anche del mio partito, delusione e malessere,
legittimi, ma ho una valutazione completamente diversa rispetto
anche ad alcuni colleghi del mio Gruppo.
Sono abituato a dire le cose che penso, non mi nascondo, non
faccio finta, non amo la politica del non prenderla di petto .
Forse è un mio limite, ma sono fatto così e non cambio certamente a
49 anni. Considero la finanziaria e il bilancio che stiamo per
approvare una prova di una maggioranza seria. Perché do questo
giudizio?
Noi ci abbiamo provato sapendo che, obiettivamente, avremmo fatto
qualche forzatura regolamentare e abbiamo sperato che la minoranza,
in uno sforzo comune, come per dire proviamo ad accettare la sfida
del cambiamento di alcuni pezzi di sistema Sicilia, proviamo ad
utilizzare questa finanziaria per mettere mano ad alcuni nodi
strutturali .
Faccio un esempio per tutti, che può sembrare una cosa quasi
personale, ma non lo è, credetemi, tutti noi siamo consapevoli che
c'è un ente che si chiama ESA, un ente che va avanti per inerzia,
che ha esaurito la sua funzione forse una ventina di anni fa e che
va avanti, come dire, in nome di una tradizione. Provare a fare un
ragionamento su come cambiare un pezzo dell'organizzazione del
sistema e della struttura burocratica di questa Regione oppure gli
IACP, la Sicilia è l'unica regione d'Italia che ha ancora gli
Istituti autonomi case popolari, l'unica regione d'Italia.
Nelle altre regioni siamo già alla terza generazione di riforme e
qui abbiamo ancora gli Istituti autonomi case popolari, perché? Gli
IACP non servono a fare le case, perché ormai non se ne fanno più
soprattutto nelle grandi città, né a dare occupazione, ma servono
sostanzialmente a gestire un pezzo del sistema di potere politico:
nomine, consulenti legali per i contenziosi, commissari e consigli
di amministrazione. In alcuni casi, non è questo il punto; il punto
è che servono molto spesso a questo.
Le ASI, cosa sono le ASI? Cosa è la struttura complessiva delle
IPAB in Sicilia?
Insomma, proviamo a mettere mano ad alcuni nodi di questa Regione
e abbiamo posto il tema.
La riforma degli appalti: sappiamo che in Sicilia tutti si
lamentano, tutti gridano al rischio che, paradossalmente, con
l'attuale sistema viene favorita l'impresa che ha più capitali e,
in genere, l'impresa che ha più capitali in una Regione come la
nostra non è l'impresa più solida, ma è l'impresa che ha capitali,
come dire, illeciti che può consentire di drogare il mercato.
Bene, proviamo a fare queste cose. Noi abbiamo detto dal primo
momento vogliamo fare una finanziaria di riforma, ma anche di
rigore , lo voglio dire attraverso questa televisione - visto che
ormai parliamo solo per le televisioni - ed è la prima volta,
quest'anno, a mia memoria, da quando sono deputato in Assemblea che
la famigerata tabella H - di cui si parla ancora e che non esiste
più, noi parliamo dei morti facendoli vivere, è la prima volta che
utilizzo la metafora della famigerata tabella H -, nel bilancio
della Regione viene approvata con un taglio del 10 per cento sul
totale complessivo, è costata mediamente intorno ai 55, ogni anno
cresceva, 60, 62 (che, poi, non è che sono tutti contributi), però
quest'anno siamo riusciti a dare un messaggio dicendo proviamo a
liberare risorse per cercare, in qualche modo, a dare una mano alla
Regione che non ce la fa in questi settori . Bene, io credo che
sia il bilancio che la finanziaria avrebbero potuto fare questo -
con il bilancio abbiamo affrontato alcuni nodi quali la scuola, la
cultura, la spesa sociale, il diritto allo studio - cercando di
fare una manovra politica, ma allo stesso tempo cercando con la
finanziaria di agire sul piano delle riforme.
Stamattina la minoranza ci ha fatto sapere che non era
disponibile.
Cosa avremmo dovuto fare? Abbiamo fatto quello che fa una buona
maggioranza: una finanziaria per davvero finanziaria nella misura
in cui in Sicilia, come diceva l'onorevole Musotto, la finanziaria
non ha i compiti che ha la finanziaria nazionale che, tra l'altro,
è stata cambiata e oggi si chiama legge di stabilità; la
finanziaria in Sicilia ha una funzione completamente diversa.
Qual è il danno che abbiamo prodotto con questa finanziaria alla
Sicilia?
Voglio dare una cattiva notizia all'onorevole Formica, perché lui
ha detto una cosa.
In realtà, quello che ha ispirato una parte della battaglia di
opposizione, legittima, cioè pensare di metterci con la corda al
collo, qual è la corda al collo?
Che il Governo nazionale, il quale pure ha riconosciuto a tutte le
regioni di Italia, sulla sofferenza sanitaria, l'utilizzo dei fondi
FAS per recuperare un parte del debito, in Sicilia questo diritto
riconosciuto ad altri e rispetto al quale oggi non parliamo del
nostro disavanzo, parliamo dei mutui autorizzati dallo Stato e
delle rate di mutuo che pagheremmo con i fondi FAS, bene, il
Governo nazionale pensa di tenere la Sicilia con la corda al collo.
Voglio darle una cattiva notizia, vede onorevole Formica, con il
bilancio che stiamo approvando noi ci batteremo con il Governo
nazionale perché ci dia i soldi, ma non si illuda, anche se non ce
li dà siamo nelle condizioni di fare fronte perché, dopo molti
anni, questo bilancio ci dà 150 milioni in più nel Fondo di riserva
e ci dà circa 200 milioni di euro in più nelle regolazioni
contabili che potranno fare fronte al tentativo di decapitare sul
piano istituzionale questa esperienza di Governo.
Quindi, voglio rassicurare tutti. Abbiamo fatto questa
finanziaria, una finanziaria di rigore che, allo stesso tempo,
affronta i nodi che riguardano alcune categorie produttive.
Certo, avremmo potuto fare di più. Avremmo potuto occuparci dei
confidi, delle imprese che aspettano i soldi sempre dei confidi,
misurarci sulle politiche per gli investimenti, il credito di
imposta, con nuove entrate, alcune attraverso la cessione di
crediti che, in qualche modo, vanteremo nei prossimi anni da parte
dell'ENI, ma allo stesso tempo con la valorizzazione immobiliare,
anche con la vendita delle case e di tutto il patrimonio
immobiliare ex IACP.
Avremmo potuto farlo, non ci è stato consentito per la tecnica
parlamentare.
La minoranza ha fatto il suo lavoro, io non lo contesto; certo la
minoranza in Sicilia si è caratterizzata per lasciare le cose come
stanno, meglio non cambiare nulla.
Questa minoranza in Sicilia ha come prospettiva il mantenimento
delle cose così come sono.
Questo ci divide profondamente, questa è la sfida che noi
continuiamo a portare avanti.
Sono sicuro che già fra qualche minuto il Governo, quando si
riunirà per dare attuazione alla finanziaria e al bilancio,
approverà i disegni di legge necessari perché, sin dalla prossima
settimana, già nelle prossime ore, questo Parlamento si misuri
sulle sfide: legge sugli appalti, legge di riforma degli IACP,
legge sullo sviluppo. Poi ci divideremo in un modo o in un altro,
ma questa sera non sono tra quelli che si sentono sofferenti per
come stiamo uscendo da quest'Aula.
PRESIDENTE. Per il Governo ha chiesto di parlare l'assessore per
le infrastrutture Pietro Carmelo Russo, poi l'assessore per
l'economia, indi il Presidente della Regione.
Ha facoltà di parlare l'assessore Russo.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, intervengo perché
stasera nel dibattito uno degli argomenti che è stato da più
deputati affrontato è stato quello dell'emendamento relativo al
recepimento in Sicilia del codice dei contratti.
Si è rilevato che questa norma era inappropriata in questa sede
perché era una legge di settore.
Io che sono burocrate per formazione e lo sono stato per attività,
rilevo una lettura assolutamente burocratica della politica, e
rilevo una cosa ben più grave: la tutela dell'integrità burocratica
dell'esercizio della potestà legislativa da parte di novelle
vestali della verginità assai dubbia ha trascurato di leggerlo
quell'emendamento perché non conteneva soltanto il recepimento dei
codici dei contratti, forse quella era una norma di settore,
conteneva norme di ostacolo all'infiltrazione della criminalità
organizzata.
Questo non è stato approvato stasera, commi da 3 a 8, andate a
leggerli. Il mancato esame della legge sugli appalti è stata posta
come condizione per la prosecuzione dei lavori d'Aula sulla
finanziaria a scomputo di un opportunismo inappropriato.
MANCUSO. Signor Presidente, queste accuse non fanno bene al
Parlamento
PRESIDENTE. Assessore Russo, faccia il suo intervento
tranquillamente, ma la prego di essere più cauto.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Le norme sugli appalti contestavano e limitavano il
ricorso all'eccesso di ribasso; l'eccesso di ribasso altro non
significa se non progetti sbagliati ed opere incompiute, sabbia al
posto del cemento, lavoro in nero e sicurezza azzerata nei
cantieri, ed infine riciclaggio di Cosa Nostra.
Sono convinto che su questo occorra lavorare; sono convinto che
potremo farlo; sono convinto che il presidente della IV Commissione
di cui conosco l'operosità, per quanto ora mi contesti, convocherà
immediatamente, senza nemmeno attendere il deposito da parte del
Governo del disegno di legge in materia di appalti, le categorie
sociali e le categorie produttive che queste norme avevano così
fortemente invocate; convochi immediatamente, la prego, e non uso
mai il termine pregare rivolto ad una persona ma stasera lo faccio,
convochi immediatamente per sentirli, lunedì prossimo, la prego, lo
dico per la seconda volta, CNA, Confartigianato, Lega delle
cooperative, ANCE, CISL, CGIL, UIL, Consulta degli ordini, tutti
quelli che hanno sottoscritto questo disegno di legge che non è
solo il disegno di legge del Governo ma è delle categorie
produttive.
Io, personalmente, queste persone, queste organizzazioni le ho
obbligate a lavorare pancia a terra, per redigere un testo
condiviso da tutti, ecco perché non è stato presentato prima,
perché non era mai accaduto che tutti condividessero una norma di
questo tipo. Sono convinto che il Parlamento, nelle sue Commissioni
e in Aula, saprà, rapidamente, porre rimedio ad un problema che si
è creato.
E' un problema tecnico, perché l'8 giugno entra in vigore il nuovo
regolamento di esecuzione degli appalti, il DPR n. 207 del 2010, e
non saremo più in condizione di gestire le gare.
E' un problema tecnico perché, come ci ha scritto ANCE Sicilia, in
quell'emendamento non c'erano le condizioni per accelerare la spesa
2007/2013, era il penultimo comma, dove si ammetteva il
finanziamento anche a progetti preliminari, superando così la crisi
degli enti locali che non possono pagarsi i progetti esecutivi.
C'era anche questo e questo non c'è
E' un problema politico perché centinaia di migliaia di lavoratori
attendono un gesto di consapevolezza da parte del Governo, e poi
dell'Aula, che su questo devono lavorare insieme.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
MANCUSO. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella qualità di
presidente della IV Commissione devo rassegnare al Parlamento la
storia di molte cose che questa sera ha detto l'assessore Russo, e
che il presidente della IV Commissione ha detto, seduto nella sedia
della Commissione, quando si affrontava la riforma degli appalti
portata in Aula dall'assessore Gentile.
Ricordo che, da presidente della Commissione, ho votato contro
quella norma per le stesse ragioni che oggi l'assessore Russo ha
consegnato all'Aula. Ed è passato un anno e qualche mese.
Il Governo ha insistito con l'assessore Gentile e ha messo in atto
una norma inaccettabile.
E l'ultima norma che viene utilizzata in Sicilia, l'ha fatta
questo Governo, aiutando quelle persone che oggi denuncia
l'assessore Russo. Da quel giorno, la IV Commissione non ha
ricevuto più nulla circa un'eventuale riforma degli appalti. Ne ho
sentito parlare dai giornali e mi ha avvertito telefonicamente, in
queste vacanze di Pasqua, con grande garbo, l'assessore Russo.
Non ho mai avuto notizie Mai
Il testo non è ancora depositato presso la Segreteria generale di
questo Parlamento ma, per quanto mi riguarda, anche senza testo,
estrapolandolo dal maxi emendamento che è stato presentato, mi
attiverò per firmare personalmente e depositare domani mattina un
disegno di legge, considerato che il Governo ancora oggi non ha
depositato alcun testo.
Rispetto a questo, nella qualità di presidente della IV
Commissione, così come ieri il Presidente di questa Assemblea ha
stabilito, questo disegno di legge avrà certamente un percorso, non
solo velocizzato, ma anche molto celere per arrivare in quest'Aula.
Quello che ha detto l'assessore Russo mi amareggia perché
evidentemente non ha seguito le puntate precedenti. La IV
Commissione è stata vittima dell'atteggiamento del Governo nella
riforma degli appalti; e non dico l'opposizione o la maggioranza ma
la IV Commissione, che è stata violentata in questo Parlamento con
una norma che, purtroppo, ha continuato a favorire illegittimità e
atteggiamenti che hanno a che fare con la criminalità organizzata.
Ritengo che l'appello dell'assessore Russo possa essere condiviso
e che l'atteggiamento di ieri sera non è stato, come le hanno
riferito, bere o affogare : la responsabilità di chi non ha voluto
portare avanti questo disegno di legge è ascritta a tutti coloro
che non hanno voluto attivare un'azione parlamentare. Noi abbiamo
sempre rispettato, nella qualità di presidenti di commissione e di
parlamentari, le azioni volute dalla Conferenza dei capigruppo.
GENTILE. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GENTILE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio ricordare
all'Aula che quando ero preposto l'assessorato delle
infrastrutture, ci siamo trovati con una nota della Commissione
Europea che ci imponeva di cambiare i criteri di aggiudicazione
degli appalti.
Ebbene, abbiamo cambiato i criteri di aggiudicazione, secondo
quanto previsto dalla normativa nazionale, e avevamo introdotto
delle novità che sono state poi stralciate dal Commissario dello
Stato. In un primo momento, quando il disegno di legge è stato
portato in Commissione, il presidente Mancuso - che ha memoria
corta - aveva votato favorevolmente e poi in Aula, facendo
opposizione, che sa fare bene, ha votato contro.
Il Governo, in quella occasione, ha fatto il proprio lavoro e ha
sbloccato i Fondi europei, proprio apportando quella modifica con
quella legge tampone , e l'avevamo detto che si trattava di una
legge tampone e che bisognava ritornare in Aula per fare la riforma
dei lavori pubblici.
MAIRA. Signor Presidente, chiedo di intervenire per fatto
personale.
PRESIDENTE. Onorevole Maira, non mi pare che qualcuno abbia
parlato di lei.
MAIRA. Signor Presidente, chiedo formalmente che riprenda lei
l'assessore Russo, perché ha detto cose inaccettabili per questo
Parlamento. E' un assessore tecnico, non è nemmeno deputato. Faccia
l'assessore tecnico
PRESIDENTE. Onorevole Maira, l'assessore Russo ha fatto una
considerazione politica.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende l'esame del disegno di legge numero 631/A
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, avvocato Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'approvazione del bilancio e della finanziaria
rappresenta un passo fondamentale nel cammino del risanamento.
Senza enfasi possiamo dire che l'Assemblea oggi approva il
bilancio più difficile, molto probabilmente il più difficile della
storia dell'Autonomia - sono le condizioni economiche giunte e
precipitate su questo bilancio che lo rendono tale - perché si è
riusciti a contenere le spese senza nuove tasse per i cittadini, in
una congiuntura economica difficile, con un'esigenza forte di
risanamento che ci viene dall'Europa, che ci viene dal nostro
Paese.
E' la prima volta - lo diceva poc'anzi anche l'onorevole
Cracolici, e credo che sia questo il suo pensiero - che il bilancio
è più importante della finanziaria perché è sul bilancio che si
sono esercitate le azioni di risanamento più decise, più puntuali.
Senza i conti e le carte in regola - lo ripeto, e credo che sia la
consapevolezza di tutti noi - non abbiamo nessuna credibilità nel
pretendere quello che è giusto per la Sicilia, cioè un federalismo
equo e solidale. Il bilancio si attesta a ben 27 miliardi di euro,
ed è una finanziaria che si è dovuta tenere snella per effetto
della troppa, troppo serrata dialettica parlamentare.
Un documento, quest'ultimo, che accompagna scelte decisive, come
quella fatta nel settore della compartecipazione alla spesa
sanitaria, nella prospettiva di un federalismo fiscale che vedrà
mutare profondamente il bilancio della Regione.
Si tratta degli ultimi documenti finanziari, quelli di questa
sera, di una lunga stagione di inattuazione delle previsioni
finanziarie, degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto, con una
crescente compartecipazione al finanziamento del sistema sanitario
che incide sul bilancio per oltre il 45 per cento. Quasi duecento
milioni di minori spese, il contenimento delle risorse della ex
tabella H per oltre quattro milioni di euro, tabella sulla quale,
purtroppo si poteva fare prima e cedere di meno, dopo che per tre
anni consecutivi la spesa si è attestata a sessanta milioni di
euro, e - cosa che certamente mi fa piacere - il Governo, proprio
ieri, ha presentato un emendamento per la soppressione di queste
forme di assegnazione di risorse, e credo che su questo si crea un
punto che sarà di considerazione per i prossimi esercizi
finanziari.
Adesso entriamo nel pieno della nuova fase del federalismo
fiscale, che si chiuderà con l'accordo che dovremo concludere nei
prossimi mesi con lo Stato.
Il bilancio regionale del 2012 avrà una dimensione incrementata di
oltre il 30 per cento, dovrà farsi carico dell'intero finanziamento
del servizio sanitario, con nuove entrate e nuove funzioni, e sarà
incentrato sull'autosufficienza finanziaria.
Il nuovo bilancio avrà anche una nuova legislazione, a tal fine
nelle prossime settimane si avvierà la riforma della contabilità
rinnovata della nostra Regione.
Dopo il risanamento si deve passare alla crescita, e credo che su
questo c'erano delle proposte condivise e condivisibili nel disegno
di legge e, personalmente mi rincresce che non hanno avuto
accoglimento. Molti dei detrattori, in privato, mi hanno e ci hanno
riservato i complimenti per le soluzioni individuate, e anche
proposte elaborate dagli altri assessori, hanno trovato, anche
nella società, un ampia condivisione.
Sono certo che il Parlamento saprà cogliere questa condivisione,
questa occasione di raccolta di consenso anche tra le categorie,
nella società, per legiferare tempestivamente dopo ampio ma serrato
dibattito parlamentare. A questo punto il Governo procederà, credo
questa sera signor Presidente, alla adozione dei disegni di legge
da presentare immediatamente all'Assemblea affinché la parte
concernente lo sviluppo sia sottoposta all'Aula per una tempestiva
deliberazione favorevole, ovviamente dopo gli apporti e i
contributi che tutte le forze politiche sapranno dare per fornire
un servizio alla Sicilia. Il Parlamento li approvi presto, solo
così potrà rispondere alle domande della Sicilia che attende delle
iniziative legislative per gli investimenti.
La semplificazione, il taglio ulteriore dei costi, la riforma dei
contratti pubblici, il riordino di importanti settori, il credito
d'imposta, che è una straordinaria iniziativa collegata ad una
legge approvata da questo Parlamento, che attende ancora di avere
piena attuazione, e che nei prossimi giorni, se lo Stato non
sbloccherà le risorse, rischia di avere un altro differimento, cosa
che certamente né le imprese né i lavoratori attendono.
Sono riforme coraggiose, forse per alcuni scomode, ma certamente
riforme che danno un taglio ai costi e danno servizi ai cittadini.
Le vicende della legge sulla semplificazione - e credo che questo
sia un buon precedente - dimostrano che si può fare presto, che si
può approvare in pochi giorni una riforma importante e di grande
rilevanza per il Paese e per le imprese.
Non resta che auspicare che in quest'Aula prevalga il coraggio
delle riforme, quel coraggio che - credo - il Governo ha avuto nel
redigere un documento che probabilmente sarà stato ampio,
articolato, ma che certamente nessuno può evocare il dubbio che non
sia improntato alla riforma, al cambiamento, alla riduzione dei
costi. Come tutte le riforme, le riforme sono perfettibili, dopo
ampia discussione; ma bisogna far presto perché la Sicilia non può
più attendere. Non può più attendere il cambiamento. Non può più
attendere di essere credibile in Italia e in Europa.
Fuori dalle polemiche, che sono sempre improprie in momenti
difficili per l'economia, come quelli che viviamo, penso che,
attraverso queste riforme, potremo trovare uniti il Governo e
l'Assemblea nell'interesse della Sicilia.
Un'ultima considerazione vorrei riservare a talune osservazioni
che sono state fatte dagli onorevoli Cimino e Bufardeci, con alcune
critiche che trovo non coerenti con il merito delle proposte che il
Governo faceva.
Ebbene, non siamo noi, rispetto ad un tentativo di trasformare le
vittime, e cioè i siciliani, in carnefici, ad avere bloccato
l'utilizzo dei fondi FAS. E' stata una scelta del Governo nazionale
di bloccare l'unico piano che aveva una praticabilità finanziaria,
il piano della Sicilia.
Avevamo invocato che col piano per il Sud non si bloccasse, fino a
quando si negoziasse nuovamente, la spesa. Il Governo nazionale - e
voi avete interlocuzioni in quel Governo più di chiunque altro in
questa Aula, probabilmente - ha deciso di bloccare le risorse per
la Sicilia, e su questo credo che nulla possa ascriversi al
Governo. Certamente, insieme potremo fare spinta e propulsione per
ottenere risultati confacenti rispetto alle aspettative dei
siciliani.
Infine, mi rifaccio all'ottimismo istituzionale dell'onorevole
Maira, che ho molto apprezzato, così come dell'onorevole Musotto e
dell'onorevole Lupo: tutti credono e sono convinti, piuttosto che
lanciare sproloqui contro le maggioranze, contro i Governi e
pensare nel chiuso dei salotti della politica a come cambiare
assetti governativi, che l'Assemblea debba accettare la sfida del
cambiamento, la sfida delle riforme. Ne ha i numeri, ne ha le
capacità, ne ha la dignità, ne ha la storia. E su questo credo che
il Governo non attende altro che essere invitato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, d'intesa con il
Presidente della IV Commissione, la Presidenza stralcerà
dall'emendamento Gov.1 la riforma sugli appalti, che quindi sarà la
prossima settimana inviata alla Commissione di merito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ringrazio tutti coloro, quanti in maniera particolare
hanno voluto, con correttezza e anche con dovizia di
argomentazioni, offrire un contributo a questo lunghissimo
dibattito che precede il voto, che da qui a qualche minuto ci
accingiamo ad esprimere.
Certo, anch'io per la verità, pur avendo partecipato soltanto alla
fase finale di questo lungo e defatigante lavoro e impegno, mi
sarei augurato con molta franchezza che ieri sera, a seguito del
lungo confronto che si è avuto nella stanza del Presidente Cascio,
in questa finanziaria trovassero spazio le tante riforme, i tanti
emendamenti, i tanti articoli che, certo, avrebbero attribuito un
profilo diverso a questa legge finanziaria che comunque ci
accingiamo ad approvare.
Condivido, quindi, non posso che condividere il rammarico, la
delusione che ho visto serpeggiare e che ha ispirato non pochi
degli interventi che hanno preceduto in questo pomeriggio il mio.
Però, potremmo evidenziare anche gli elementi di positività che
sono ispirati all'obiettivo di rigore che ci prefiggevamo, e che
abbiamo pienamente raggiunto, nonostante il richiamo dell'onorevole
Musotto - che ringrazio e che affettuosamente abbraccio - alla
legge Piro del 1999, su quello che è il ruolo effettivo della
finanziaria. Io credo che all'interno di questa Assemblea, ma anche
nel dibattito politico attraverso i giornali, almeno una volta al
mese abbiamo l'occasione per confrontarci su questa esperienza, ma
piuttosto che evidenziare le criticità, che pure ci sono in questa
triennale esperienza politica e di Governo, voglio sicuramente
ricordare le positività.
Posso dire sicuramente che è una esperienza diversa.
Il Presidente Musotto e tanti di voi hanno fatto il confronto a
proposito di questo o di quell'altro elemento affiorato nel
dibattito, con quanto è successo venti e trenta anni fa.
Io, 25 anni fa circa, più o meno di questi tempi, feci il mio
ingresso e in questa Aula, poi ho seguito e ho letto, per la
verità, quanto ha preceduto e quanto ha seguito quella mia
esperienza, anche di Governo. Non c'è dubbio che un taglio, se
volete autonomista, ma - se volete - di riforme sostanziali,
radicali, difficilissime e faticosissime non poteva non portarsi
dietro tante incomprensioni, non poteva non far registrare tanti
ostacoli e sicuramente tante aggressioni.
E ci siamo trovati, nei giorni scorsi - ripeto, io ho partecipato
da ieri mattina - a confrontarci, forse un po' con qualche
illusione ieri sera, ma anche con una realtà, onorevoli colleghi,
perché quando poi si devono fare delle scelte così importanti e
significative o quando si hanno dei termini - il nostro termine,
teoricamente, starebbe per scadere, ma l'anno scorso la tirammo
sino al pomeriggio del primo maggio, oggi ce la faremo, spero,
prima della fatidica mezzanotte - non ci si può che, al di là degli
auspici, dei desideri, dell'ottimo, che pure è nemico del buono,
che fare i conti con la realtà.
E con la realtà che è sotto i nostri occhi, che si può toccare con
mano, non con quella di cui sentiamo parlare, con qualche riga di
giornale, qualche storia sulle presunte stabilizzazioni. E la
realtà sono questi quattro, cinque volumi, non so se si tratta
complessivamente di mille pagine, di duecento articoli tra commi e
emendamenti, duemila argomenti di dibattito possibile, che avremmo
dovuto iniziare oggi, in tarda mattinata, per concludere non so
quando.
Una montagna di carta sotto la quale, parliamoci chiaro, sarebbero
state seppellite le buone intenzioni e pure gli spunti di
straordinaria riforma che, probabilmente impropriamente, pensavamo
di imbarcare in questa legge finanziaria.
Onorevoli colleghi, anche io ho contribuito a che questo malloppo
diventasse così voluminoso ma, se posso permettermi, nessuno può
offendersi perché molti di voi avranno partecipato alla redazione
di emendamenti importanti; ma molti di questi emendamenti
riguardano sanatorie, riguardano stabilizzazioni, riguardano
contributi. Questa è la realtà delle cose.
Poi, per carità, possiamo anche lamentarci del fatto che abbiamo
trascurato gli appalti piuttosto che lo sviluppo industriale, ma la
realtà è questa. Quelle riforme, se avessimo avviato un confronto e
un dibattito - maggioranza o non maggioranza, con questo
regolamento parlamentare che consente di fare dichiarazioni di voto
per diverse ore, non so se sono iniziate alle ore 15.00 o alle ore
16.00 di ieri e forse si concludono col voto prima di mezzanotte -
avevamo pensato, senza troppe illusioni, che una qualche intesa ci
avrebbe consentito di portare a casa alcune riforme importanti.
Io avevo colto negli interventi e nel confronto di ieri sera
questa disponibilità.
Ma non c'è dubbio che poi è maturata una volontà diversa che è
stata, onestamente e correttamente, messa nero su bianco in una
nota - non è stata nascosta dietro gli ostruzionismi -, che metteva
in discussione praticamente un po' di tutto, dagli appalti alle
IPAB, alle Opere Pie, alla grande semplificazione e concentrazione
di enti che avremmo potuto compiere in materia di agricoltura.
Si sappia che con una sola norma - ve lo dice chi viene accusato
di nominare a gogò e a iosa gente dovunque - avremmo potuto
risparmiarci consiglieri di amministrazione; l'onorevole Cracolici
ha citato l'ESA, che forse è il più importante di questi enti, ma
ve ne sono tanti altri che si potevano unificare in un unico ente
che promuovesse in agricoltura lo sviluppo e l'innovazione.
E, peraltro, pur cominciando ad aderire a questa ipotesi che si
arrivasse ad una finanziaria che sta assolvendo in fondo a quella
che è la sua funzione propria, e che si sta distaccando invece da
quella che è stata negli ultimi anni una funzione impropria di una
legge, che è l'unica che questa Assemblea riesce ad approvare, o
quasi, nel corso di un anno. Se soltanto per un momento ci
riflettiamo, così non è stato, pur non entrando nel merito di
riforme che sarebbero state controverse, oggetto di dibattito
peraltro - il realismo ci deve far vedere anche questo - non pochi
sono stati, signor Presidente, gli episodi di rissa, di aggressione
tra parlamentari. E, mi permetta di chiederglielo, lei fa bene a
dare spazio a tutti, a contingentare quanto può, ma la prego di
richiamare i colleghi parlamentari affinché, quanto meno fra di
noi, ci risparmiamo gli insulti che sistematicamente volano in
quest'Aula. Non so chi stamattina, credo l'onorevole Mancuso, ha
parlato richiamando rapporti umani e di rispetto reciproco, quindi
evitiamo di insultarci. E quando dovessimo per un momento distrarci
dando sfogo ad ansie o a rabbie represse, signor Presidente, faccia
in modo che veniamo richiamati e, se serve, allontanati da
quest'Aula.
Realisticamente, quindi, abbiamo preso atto di quella che era la
realtà per cui oggi o stasera o di pomeriggio lamentarci perché la
maggioranza, pur avendo i numeri, per carità, messi a profitto in
occasione di un emendamento per il quale è stato chiesto lo
scrutinio segreto, avrebbero prodotto che cosa? Duemilacinquecento
votazioni, dopo che, su ogni emendamento, si fossero registrati 32,
18, 24, non so se sarebbe stato possibile, in quel caso, il
contingentamento, interventi di cinque minuti o su di lì per
arrivare, fra una settimana, per affidare, anche stavolta, ad una
funzione impropria quello che è l'obiettivo della finanziaria Se
vogliamo continuare ad esprimere anche per questo il nostro
rammarico facciamolo pure, per carità
Devo dire con franchezza, signor Presidente, che a seguito
dell'intervento dell'assessore Pier Carmelo Russo, ma anche a
seguito di quello che abbiamo visto, appalti, una norma sulla
formazione, la garanzia per gli occupati, le aree di sviluppo
industriale - quanto meno ci sarà un solo commissario anziché
dieci, meglio così - e altrettanto dicasi per gli Istituti autonomi
Case popolari piuttosto che le Ipab, le tante norme sulle quali,
per la verità, credo che fossimo d'accordo tutti, se non ci fosse
stato questo appesantimento che riguarda lo sviluppo, confidi,
garanzie e quant'altro, agricoltura, parchi, urbanistica. C'è stato
un impegno preciso che viene confermato da lei, oltre che dal
presidente della relativa e corrispondente Commissione, che, a
partire dal 9 maggio, lo sviluppo, insieme agli appalti e
quant'altro - questo mi sono sentito dire in termini di impegno
preciso - saranno oggetto di confronto, voto favorevole o
contrario, ma sottratti ad un ostruzionismo che, francamente, non
credo che compete a chi vuole dimostrare il necessario senso di
responsabilità.
Onorevoli colleghi, non so quando abbiamo presentato il bilancio,
cinque mesi fa, quattro, sei, a ottobre o quant'altro; ma perché
siamo andati avanti? Per pigrizia? Perché la Commissione Bilancio
non si è riunita? Perché è mancato il numero legale? Il perché lo
sapete perfettamente e questo, vedete, deve diventare oggetto di
riflessione, credo, di tutti, di chi la pensa come me e di chi la
pensa in maniera diametralmente opposta; oggi governa chi vi parla,
domani governeranno indubbiamente altri. Ma qua c'è da prendere
atto molto serenamente di un atteggiamento che, definire di
ostilità da parte del nostro Governo, non è assolutamente
eccessivo.
Abbiamo iniziato un confronto, a proposito di federalismo, per il
quale, grazie a Dio, abbiamo imposto, posso permettermi di dirlo -
sarà stato l'agosto del 2008 - che, nella legge 42 sul federalismo,
venisse posta la condizione che le Regioni a Statuto speciale
bilateralmente se lo costruissero questo rapporto e questo decreto
attuativo per cui, finalmente, dopo lunghe attese e mille incontri
a piazza San Lorenzo in Lucina, abbiamo avuto, la settimana scorsa
- non questa ma la precedente - i numeri a proposito dei costi e
dei trasferimenti o, meglio, dei tributi da incassare che avrebbero
dovuto essere corrispondenti, trasferitici in un clima di grande
simpatia e di amicizia per governare più sanità, ma soprattutto
scuola.
Poi ci siamo fatti i conti perché era giusto verificare - guai se
avessimo sottoscritto e detto direttamente di sì, che c'era, quanto
meno, un divario, non voglio dire un tentativo di fregatura, di
qualche centinaio di milioni di euro - e, ovviamente, le entrate
proposte erano ampiamente sopravvalutate e le spese che dovremmo
affrontare quando quelle funzioni ci saranno trasferite sono
sicuramente sottovalutate. Certo, questo non viene prima di questo
bilancio e di questa finanziaria, potrà venire - mi pare che è
stata richiesta una proroga di qualche mese - fra quindici giorni,
fra un mese, ma dobbiamo farli combaciare questi compiti con un
Governo e con un ministro che, se tutto va bene - ma noi molleremo
solo in quel momento - farà sì che almeno entrate e uscite
corrispondano. Non ci regaleranno un euro in più, ma certo non
accetteremo un accordo con un euro in meno. Per non parlare del
fondo FAS, onorevole Cimino.
Quanti confronti facemmo prima di quel luglio del 2009, per
aggiustare, ritoccare, rivedere, aderendo alle tante proposte che
ci venivano dal Governo, dal CIPE, dal Ministero delle attività
produttive? Il 15 per cento di quel FAS ci è stato garbatamente
soffiato. Abbiamo avuto l'impegno a rimodularlo un mese fa,
quindici giorni fa; fino a ieri abbiamo avuto l'impegno da parte di
questo Governo, e non so se è il Governo dello Stato Italiano si
comporta come il Governo certamente di una parte politica che è il
mille volte ribadito assenso di un ufficio legislativo e legale
dell'economia, sulla sostenibilità della copertura finanziaria col
FAS dei nostri mutui di una sanità che - critichiamola quanto
vogliamo - comunque, ci mette al primo posto per la conquista di
una serie di obiettivi positivi che ci consentono non solo di
attuare e di rispettare il piano di rientro, ma di andare oltre e
di fronteggiare che cosa, se non la spesa per la cosiddetta
rinaturalizzazione; il piano di rientro lo abbiamo adottato toto
corde e cerchiamo di rispettarlo.
Si tratta, ovviamente, di una faticosissima manovra che ci
consente e ci costringe, per carità, ad aggiustare le tante cose
che si sono costruite in trent'anni, in venticinque anni e che
abbiamo il dovere e il diritto di aggiustare ora; mentre per i
forestali, come per qualunque altra categoria, questa Assemblea,
rispetto ad una proposta di questo Governo, quanto meno ha
approvato una legge di blocco delle assunzioni che fa sì che i
nostri uomini del sistema forestale, che sono diverse migliaia e
decine di migliaia, non siano cresciuti; ma loro lavorano nel
settore della rinaturalizzazione che, certamente, fino a quando, e
presto dobbiamo farlo, onorevoli colleghi, tutti, deputati
dell'Assemblea e colleghi di Giunta, fino a quando - e questo
avverrà presto, non passeranno lustri - non dovremo fronteggiare
questa spesa con le risorse del nostro bilancio. E, a proposito di
questo confronto col Governo nazionale, siamo stati costretti a
ricorrere, o a difenderci, presso la Corte Costituzionale per
rivendicare ed ottenere entrate tributarie che ci venivano negate
con un principio di autonomia, relativamente ad esempio alla nomina
dei nostri dirigenti, per cui la Corte Costituzionale, rispetto
alla pretesa di questo Governo, cosiddetto federalista, che
pretendeva di imporci leggi nazionali e centraliste, la Corte
Costituzionale, finalmente, ci ha voluto dare ragione.
Lungo questa strada delle riforme, onorevoli colleghi, tutti voi,
chi vota perché gli piace, chi perché sente la disciplina di
amicizia o di partito o quant'altro, ma su questa strada delle
riforme o si va avanti, come ho avuto modo di dire, o non ha senso
che qua ci si continui - consentitemi di usare un termine - a
sacrificare.
Io non credo che gli assessori tecnici e chi vi parla abbiano -
diamo un'occhiata ai numeri, ai numeri dei componenti dei gruppi
piuttosto che dei consensi, quelli per ora li affidiamo ai sondaggi
- avuto guadagni sul piano politico piuttosto che sul piano
elettorale; credo che abbiano avuto attacchi notevolissimi sul
piano politico, sul piano elettorale, sul piano familiare e sul
piano personale.
Per cui, se con efficacia e determinazione, per carità ciascuno
dai propri posti e assicurando i propri ruoli, ci sentiamo senza
infingimenti di andare avanti, allora ha un senso andare avanti.
L'onorevole Musotto ha detto una cosa molta saggia e il Presidente
Cascio ha fatto bene, in tal senso, a recepirla impegnandosi a
convocare la Commissione per il Regolamento.
Onorevoli colleghi, oggi chi vi parla sta governando, domani
governeranno altri; questo è un regolamento antidiluviano da
consociativismo intollerabile. Non si può andare avanti così per
giorni e giorni per approvare una legge. Vale per voi.
CRACOLICI. Prima c'erano i partiti
LOMBARDO, presidente della Regione. Va bene, prima c'erano i
partiti; ma, anche quando c'erano i partiti, c'erano un clima e un
sistema profondamente diversi.
ADAMO. Si fa nei comuni e nelle province
LOMBARDO, presidente della Regione. Così come, parliamoci con
molta chiarezza, signor Presidente e onorevoli colleghi, diciamo
che abbiamo perso molto tempo per questa tabella H, ci siamo
esauriti sulla tabella H. Non lo so, avrò sponsorizzato tante di
queste istituzioni culturali, solidaristiche, eccetera che stanno
nella tabella H, forse non ce n'è neanche una, a molte tengo, ve lo
dico con molta franchezza, riguardano gli invalidi come i non
vedenti, riguardano il banco alimentare come tante altre cose, non
so quante altre ce ne siano.
Insomma, se noi cominciassimo a regolamentarla diversamente dopo
questo bilancio di stasera la finanziaria, magari, onorevole
Mancuso, lei che dice sì, la settimana prossima, non sarà
competenza sua perché non è la sua Commissione, ma è competenza di
tutti, secondo me non sbaglieremmo.
Così come se la Commissione Bilancio ha fatto male, o noi abbiamo
fatto male, a non licenziare bilancio e finanziaria per intero,
anche lì c'è da vedere qualcosa e, mi dicono, i numeri, gli
equilibri e le rappresentanze dei partiti, non so se anche lì si
ripete questa maggioranza di 60, 59, 58, 13, 7, 44. Non diamo i
numeri del Super Enalotto, signor Presidente, anche qui veda lei.
Ciononostante, talvolta dico a me stesso ma com'é, non abbiamo
fatto tante riforme?
Non lo so, se questa macchina, come carburante, ha le riforme. Per
me le ha, quelle radicali e importanti, e soltanto qualche
settimana fa abbiamo approvato una importantissima riforma che è
quella della semplificazione burocratica. Si tratta ora di farla
funzionare, non c'è dubbio, dipende non solo, ahimè, da tutti noi,
è una legge elettorale che non è certamente la summa di tutte le
riforme elettorali. Manca, ad esempio, un elemento sul quale vi
inviterei a tornare, visto che si applica l'anno prossimo - e lo
dico apertamente -, è quello che consente la seconda preferenza di
genere; ma la legge elettorale è stata un'altra conquista
importante di questa Assemblea.
Però, siccome ve lo dico io per primo che o c'è la determinazione
e la volontà forte di andare avanti sulla strada irta di ostacoli e
tutta in salita delle riforme e del buon governo, non voglio
introdurre elementi di polemica anche perché poi si intrecciano
responsabilità, chi c'era prima e chi c'era dopo alla sanità
piuttosto che agli enti locali, si diceva una volta lasciamo
perdere cosa c'era e cosa non c'era, cosa sappiamo fare e cosa non
sappiamo fare .
Non c'è dubbio che, prima di ogni sondaggio più o meno aperto a
tutti o riservato ai pochi e a qualunque riconsiderazione o mal di
pancia, dico con molta franchezza che o noi confermiamo questa
forte determinazione, questa volontà forte di andare avanti sulla
strada delle riforme, e io, con tutto il rispetto, non intravedo,
pur nel rispetto di tutta l'Assemblea e del contributo fondamentale
che in termini critici, di emendamenti, di soppressioni, di ipotesi
e di proposte che vengono da quanti questo processo di riforme
forse non condividono, non posso che rivolgermi a quanti mi sono
trovato a fianco perché queste riforme, fino ad oggi, si
realizzassero.
Allora, la mia non è una sfida ma è un richiamo al senso di
responsabilità.
O noi, anche con questo voto di stasera - non c'è bisogno né di
raccogliere firme per mozioni di sfiducia, potrebbe essere vano, né
di fare referendum o quant'altro - abbiamo da votare il bilancio,
possiamo votarlo, possiamo non votarlo, votiamolo solo se siamo
determinati ad andare avanti, senza esitazioni. Ed io non richiamo
nessuno né alla disciplina di una coscienza né di una politica e
neppure di un partito, né posso consentire che si carichino croci a
proposito di disciplina di partito.
Abbiamo il coraggio di assumere le nostre decisioni, ciascuno di
noi dinanzi alla nostra coscienza di uomini, e di uomini politici
oltre che di deputati. Ma lasciamo perdere perché - si capisce -
potrebbe anche nuocergli di esprimere congratulazioni per Giulia
Adamo piuttosto che per Francesco Musotto, a cui voglio
particolarmente bene, a cui mi accomunano tante cose, salvo gli avi
così altolocati e importanti. Cracolici non mi ha mai, mai, chiesto
una cosa che potesse iscriversi nell'ambito dell'interesse
squallido della bottega o del partito o dell'interesse elettorale,
non parliamo di altre fetenzie.
Allora, la disciplina sentiamola rispetto a noi stessi piuttosto
che al capo, a questo o a quell'altro, e non fate dire da me che
c'è bisogno di staccare la spina. Se qualcuno pensa che ci sia da
staccarla non voti il bilancio. Non è tempo né di furbizie né di
doppiogiochismi né di esitazioni. Lo voti, se vuole andare avanti
lungo questa strada; in caso contrario, se ci saranno le condizioni
e i numeri procederemo, altrimenti torneremo a rivolgerci agli
elettori, ciascuno con i propri argomenti ma certamente non
consentendo che la nostra esperienza e la nostra buona volontà
vengano, per un solo momento, inquinate o messe in discussione da
nessun compromesso, da nessun patteggiamento, per restare qui per
un solo secondo ancora.
Vi ringrazio e vi chiedo scusa per il tono che ho alzato.
(Applausi prolungati)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza trasferirà
d'ufficio, così come ho detto, la legge di riforma del settore
degli appalti alla IV commissione e la norma che riguardava la
formazione professionale alla V commissione, dopodiché, Presidente
Lombardo, tutte le altre norme che facevano parte del Gov.1 che
risultano prioritarie per il Governo, gradirei una conferma,
ovviamente, della Presidenza della Regione nel giro di alcuni
giorni, in maniera tale che abbiano anche loro la corsia
privilegiata in Assemblea, nel senso che non c'è bisogno di note di
proposizione basta una nota in cui mi si conferma che una legga ha
priorità rispetto ad un'altra.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, accolgo
immediatamente questo suo invito e le dico che, nel corso di questa
breve riunione di Giunta che noi faremo, spezzetteremo o estrarremo
da questa macro finanziaria, maxi emendamento, Gov1, quello che è,
le leggi di riforma che consegneremo all'Assemblea. Indubbiamente
tutti i confronti e le verifiche che servono li faremo ma tutti i
temi di cui abbiamo detto in questo nostro intervento saranno
oggetto di un disegno di legge che, in fondo, è già scritto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo ancora lavoro da fare, la
seduta non è finita.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.12:
«Nel Prospetto allegato sono apportate le seguenti modifiche:
Nella voce delle minori spese Trasferimenti EE.LL. sostituire le
cifre 38.214, 714.716, 115.596 con le cifre 34.464, 688.466,
85.596
Nella voce delle maggiori spese Articolo 1- Nuovo ricorso al
mercato anno 2013 sostituire le cifre 0, 0, 76.425 con le
cifre 0, 0, 70.786
Nella voce delle maggiori spese Nuovo ricorso al mercato per
finanziamento interventi in materia di sostituire le cifre
21.633, 26.253, 26.253 con le cifre 31.319, 38.008, 38.008
Nella voce delle maggiori spese Ripristino fondi di riserva
sostituire le cifre 351.252, 595.672, 235.289 con le cifre
337.816, 557.667, 199.173
Eliminare nella parte Ricorso al mercato autorizzato la voce
Articolo 8, comma 2 Fondo investimenti da Bei .
Sono conseguentemente rideterminati i relativi totali».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
+Disposizioni programmatiche
e correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale» (631/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 631/A «Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità regionale.»
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Bonomo, Calanducci, Cappadona, Colianni, Cracolici,
Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara,
Fiorenza, Forzese, Galvagno, Gennuso, Gentile, Giuffrida, Greco,
Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Lo Giudice, Lupo,
Marinello, Marrocco, Marziano, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello,
Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi,
Ruggirello, Savona, Speziale, Termine.
Votano no: Adamo, Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna,
Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Cimino, Cordaro, Corona, Dina,
Falcone, Formica, Leanza Edoardo, Leontini, Maira, Mancuso,
Pogliese, Scilla, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.
Assenti: Catalano, D'Asero, De Luca, Donegani, Incardona, Limoli,
Lombardo, Marinese, Mattarella, Minardo, Mineo, Scammacca, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti .77
Votanti ......76
Maggioranza .39
Favorevoli .52
Contrari .24
(L'Assemblea approva)
Si passa alla Nota di variazioni.
Onorevoli colleghi, la Presidenza comunica la sospensione della
seduta per qualche minuto, per consentire alla Giunta di Governo di
approvare e presentare all'Assemblea la Nota di variazioni al
bilancio conseguentemente all'approvazione della legge finanziaria
ed alla Commissione Bilancio di esprimere il relativo parere.
(La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 23.10)
La seduta è ripresa
Pongo in votazione la Nota di variazione, con il relativo parere
della Commissione Bilancio.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Emendamenti presentati ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, i
seguenti emendamenti:
- dal Governo:
emendamento 117.2:
All'emendamento Comm.1.R.bis2, capitolo 105706 (ISEL) sostituire
+100-10=90 con +100 ;
emendamento 117.3:
All'emendamento Tab.B.3318 sostituire le parole U.P.B. 6.2.1.3.5,
capitolo 184103 con le parole U.P.B. 9.2.1.3.2, capitolo 373344 ;
- dalla Commissione:
emendamento 117.10:
«All'emendamento Comm.1.R.bis, al capitolo 473718, alla fine della
DENOMINAZIONE aggiungere e ad ASD Palermo Rugby Club 2005 per
150 »;
emendamento 117.8:
«All'emendamento Comm.1.R.bis, al capitolo 473718, alla fine della
DENOMINAZIONE aggiungere e ad ASD San Gregorio CT Rugby per 120 »;
emendamento 117.9:
«All'emendamento Comm.1.R.bis, all'UPB 6.2.1.3.1 - capitolo 183728
aggiungere dopo le parole alimentare onlus le parole di cui 100
al Banco delle Opere di Carità »;
emendamento 117.6:
«All'emendamento Comm.1.R.bis, all'U.P.B. 13.2.1.3.7 - Capitolo
377722 aggiungere le parole di cui 30 all'Associazione Culturale
Orchestra Filarmonica Siciliana F. Ferrara e 30 al Conservatorio di
Musica Vincenzo Bellini di Palermo »;
emendamento 117.4:
«All'emendamento Comm.1.R.bis, all'U.P.B. 3.2.1.3.7 - Capitolo
377710 dopo la parola specifiche aggiungere di cui 150 al RISES
(PA) e 150 al SEGE (PA)»;
emendamento 117.5:
«All'emendamento Comm.1.R.bis, all'U.P.B. 6.2.1.3.1 - Capitolo
183709, alla fine della DENOMINAZIONE dopo la parola ONMIC
aggiungere di cui 315 per ANMIC »;
emendamento 117.11:
«Al capitolo 104534 della UPB 1.2.1.1.2, dopo le parole spese per
il funzionamento e prima delle parole del Comitato regionale
sono inserite le parole e le attività istituzionali »;
emendamento 117.7:
«Nell'emendamento Comm.1.R.bis il capitolo 642046 è da intendersi
642056».
Pongo in votazione l'emendamento 117.2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.6. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.7. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.8. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.9. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.10. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 117.11. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Annunzio e votazione di ordini del giorno
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
numero 362 Ristrutturazione e riapertura delle Terme di Sclafani
Bagni (PA) , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 364 Urgenti interventi necessari a ripristinare le normali
condizioni di percorribilità per le strade provinciali di
riferimento nei territori di Agrigento, Palermo e Trapani ,
dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 366 Utilizzo di fondi a favore delle aree artigianali ,
dell'onorevole Vinciullo;
numero 368 Provvedimenti atti a completare il risanamento delle
costruzioni private colpite dal terremoto del 13 e 16 dicembre
1990 , dell'onorevole Vinciullo;
numero 376 Iniziative per il mantenimento dell'attuale struttura
organizzativa del Genio civile in Sicilia , dell'onorevole Fiorenza
ed altri;
numero 380 Interventi in favore del mantenimento dei diritti
economici degli appartenenti alle Forze dell'ordine della Polizia
di Stato , dell'onorevole Caputo;
numero 390 Interventi a sostegno dell'assegnazione all'Istituto
sperimentale zootecnico per la Sicilia della Società dell'azienda
agricola Suvignano s.r.l. confiscata al boss di Cosa nostra'
Francesco Piazza , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 395 Iniziative per contrastare la crisi economica e
sociale della Regione , dell'onorevole Lupo ed altri;
numero 396 Assegnazione al Comune di Monreale (PA) dell'immobile
ex poligono di tiro di proprietà dello Stato , dell'onorevole
Caputo ed altri;
numero 405 Iniziative a livello centrale affinché venga
riconosciuto l'esercizio del diritto allo sciopero al personale
appartenente ai ruoli della Polizia di Stato , dell'onorevole
Caputo ed altri;
numero 406 Attivazione di progetti di educazione a difesa dei
bambini in tenera età , degli onorevoli Vinciullo e Oddo;
numero 408 Attivazione della misura 215 del PSR 2007-2013 in
favore delle aziende agricole e zootecniche della Regione ,
dell'onorevole Vinciullo;
numero 410 Modifiche al nuovo assetto delle Soprintendenze
siciliane , dell'onorevole Vinciullo;
numero 411 Misure per contrastare la progressiva e ineluttabile
crisi della pesca', dell'onorevole Vinciullo;
numero 412 Misure a tutela della privacy degli utenti di
Facebook , degli onorevoli Vinciullo e Pogliese;
numero 414 Nomina dei presidenti degli UREGA delle province di
Siracusa e Ragusa , dell'onorevole Vinciullo;
numero 419 Apertura dell'ufficio polifunzionale provinciale del
'118' in provincia di Siracusa , dell'onorevole Vinciullo;
numero 420 Opportunità di dotare la postazione del '118' di
Ortigia (SR) di apposita automedicalizzata , dell'onorevole
Vinciullo;
numero 425 Interventi urgenti per il potenziamento strutturale
ed organico dell'ospedale di Corleone (PA) a tutela del diritto
alla salute dei cittadini del comprensorio corleonese ,
dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 426 Misure atte a contenere il propagarsi del diabete in
Sicilia , dell'onorevole Vinciullo;
numero 427 Iniziative a livello comunitario per la regimentazione
delle acque intorno alle isole Pelagie , dell'onorevole Di
Benedetto ed altri;
numero 428 Interventi urgenti per garantire il sostegno a Valeria
Grasso imprenditrice vittima di 'Cosa nostra' , dell'onorevole
Caputo;
numero 430 Interventi urgenti per la variazione territoriale di
rettifica dei confini tra i Comuni di Trabia e Termini Imerese
(PA) , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 431 Interventi urgenti per la crisi del mercato agricolo
e olivicolo del territorio della Valle del Belice (PA) e
Castelvetrano (TP) , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 432 Interventi urgenti per il settore agricolo finalizzati
alla riduzione degli oneri previdenziali a carico delle aziende
ricadenti in aree montane e nelle regioni ex Obiettivo 1 e
all'azzeramento delle accise per i carburanti ad uso agricolo ,
dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 436 Iniziative a livello centrale a sostegno della
Tecnosistemi s.p.a. , dell'onorevole Cracolici ed altri;
numero 437 Commissariamento della CRIAS e revoca del direttore
facente funzione , dell'onorevole Beninati;
numero 438 Iniziative a sostegno dell'attività faunistico-
venatoria in Sicilia , dell'onorevole Beninati ed altri;
numero 440 Iniziative per la revisione dei confini e della
regolamentazione della riserva naturale 'Oasi del Simeto' ,
dell'onorevole Mancuso ed altri;
numero 450 Ritiro dell'avviso pubblico per la concessione in via
sperimentale di contributi in favore di organismi del terzo settore
che attuano azioni di contrasto alle vecchie e nuove povertà.
Intervento a sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del
mercato del lavoro , dell'onorevole Cracolici ed altri;
numero 451 Interventi diretti al blocco della maxi spesa da 12
milioni di euro per il progetto di informatizzazione IRIDE e di
tutti i finanziamenti per progetti informatici affidati alla
'Sicilia e-Servizi s.p.a.' , dell'onorevole Caputo;
numero 452 Modifica dei componenti l'Osservatorio regionale per
l'appropriatezza delle prestazioni sanitarie , dell'onorevole
Vinciullo;
numero 453 Chiarimenti sul progetto di riorganizzazione
dell'IRFIS , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 454 Interventi per il potenziamento dei collegamenti
regionali su gomma , dell'onorevole Ferrara;
numero 455 Iniziative di sostegno ai cristiani in molte parti del
mondo , dell'onorevole Vinciullo;
numero 456 Ingiusta riduzione dell'operatività dell'eliambulanza
'118' dell'Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania ,
dell'onorevole Vinciullo;
numero 457 Iniziative a sostegno della provincia di Siracusa
esclusa nell'attribuzione del contributo di cui all'art. 6, comma
5, della l.r. 5 dicembre 2007, n. 252, dell'onorevole Vinciullo;
numero 458 Interventi urgenti per fronteggiare lo stato
d'emergenza per l'eccezionale afflusso di immigrati ,
dell'onorevole Ragusa;
numero 460 Opportune modifiche nell'attribuzione dei fondi
previsti dal PO FESR Sicilia 2001/2013 Obiettivo operativo
1.1.4.2. , dell'onorevole Vinciullo;
numero 461 Iniziative per impedire l'abbandono del territorio
della provincia di Siracusa da parte di molte compagnie
assicurative , dell'onorevole Vinciullo;
numero 462 Interventi a favore dei pazienti affetti da
coagulopatia , degli onorevoli Vinciullo e Pogliese;
numero 463 Modifica dell'art. 27, comma 6, della l.r. n. 19 del
2005 per migliorare le linee di collegamento tra Marsala e
l'aeroporto di Trapani-Birgi , dell'onorevole Ruggirello;
numero 465 Iniziative per rendere operante in Sicilia l'istituto
del lavoro di pubblica utilità , degli onorevoli Vinciullo e
Pogliese;
numero 468 Iniziative a sostegno del personale già dipendente
della 'Federico II Musei , dell'onorevole Savona;
numero 472 Azioni volte alla stabilizzazione del personale
precario degli enti locali e riguardanti il concorso delle
autonomie locali al patto di stabilità , dell'onorevole Lentini ed
altri;
numero 474 Misure per consentire il pagamento da parte di enti
pubblici delle fatture emesse da aziende private in provincia di
Siracusa , dell'onorevole Vinciullo;
numero 475 Modifica del piano di rientro sanitario a favore del
personale ASP della provincia di Siracusa , dell'onorevole
Vinciullo;
numero 478 Interventi a sostegno del mantenimento dei livelli
occupazionali del personale del settore della formazione
professionale. Costituzione dell'Agenzia Unica , dell'onorevole
Caputo ed altri;
numero 481 Iniziative a sostegno dei comuni siciliani in materia
di accoglienza di minori stranieri non accompagnati , degli
onorevoli Vinciullo e Pogliese;
numero 482 Iniziative a favore dei lavoratori della società
'Parco scientifico e tecnologico della Sicilia s.c.p.a' , degli
onorevoli Vinciullo e Pogliese;
numero 483 Riesame delle istanze presentate con riferimento alla
Misura 3.3. 'Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca' ,
dell'onorevole Vinciullo;
numero 484 Provvedimenti per porre fine ai disagi in cui versano
gli Ispettori del lavoro in Sicilia e per avviare a rapida
soluzione la vertenza in corso , dell'onorevole Vinciullo;
numero 485 Proroga dei termini in materia di assegnazione di aree
per le zone artigianali , dell'onorevole Vinciullo;
numero 486 Interventi urgenti per il rifacimento e la messa in
sicurezza della strada provinciale Tremonzelli Portella - Pero ,
dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 487 Iniziative in ordine al decreto 20 gennaio 2011 -
Approvazione del bando pubblico per l'attivazione della linea di
intervento 3.3.1.4. del P.O. FESR 2007/2013 , dell'onorevole
Ruggirello;
numero 488 Iniziative per la realizzazione dell'autostrada Ragusa-
Catania , dell'onorevole Vinciullo;
numero 489 Nomina del collaudatore statico dei lavori di
ristrutturazione della Chiesa Madre di Palazzolo Acreide (SR) ,
dell'onorevole Vinciullo;
numero 490 Interventi urgenti per il rifacimento e la messa in
sicurezza della strada provinciale SP Tremonzelli Portella-Pero ,
dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 491 Interventi urgenti a sostegno delle aree artigianali
ex SIRAP , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 492 Interventi a favore dell'istituzione della fondazione
per Norman Zarcone , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 493 Iniziative per contrastare la riduzione del numero dei
volontari impegnati nella protezione civile in Sicilia ,
dell'onorevole Vinciullo;
numero 494 Restauro della Chiesa Madre di Lentini (SR) ,
dell'onorevole Vinciullo;
numero 495 Approvazione del piano generale degli impianti
pubblicitari nei comuni siciliani , dell'onorevole Apprendi;
numero 496 Interventi urgenti a favore dei trasporti in Sicilia ,
dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 497 Riconversione dell'ex ospedale Regina Margherita di
Messina in Cittadella della cultura' , dell'onorevole Ardizzone ed
altri;
numero 498 Iniziative a livello centrale per la tutela delle
televisioni locali , dell'onorevole Vinciullo;
numero 499 Pagamento degli arretrati e rinnovo del contratto per
i lavoratori agro-forestali , dell'onorevole Vinciullo;
numero 500 Iniziative legislative per consentire l'abbattimento
selettivo della fauna selvatica dei suidi' , degli onorevoli Aricò
e Caputo;
numero 501 Interventi urgenti per la strutturazione dei servizi
collaterali delle riserve naturali della Regione siciliana -
progetto PTTA 85 , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 502 Approvazione del piano regionale faunistico-
venatorio , dell'onorevole Ruggirello;
numero 503 Istituzione della vicedirigenza nell'Amministrazione
regionale , dell'onorevole Ruggirello;
numero 504 Potenziamento degli interventi di soccorso in mare
nell'arcipelago delle isole Egadi , dell'onorevole Ruggirello;
numero 505 Iniziative a tutela della trasparenza e
dell'imparzialità del Servizio sanitario regionale , dell'onorevole
Forzese ed altri;
numero 506 Interventi per istituire la festa del Santissimo
Crocifisso di Monreale (PA) , dell'onorevole Caputo;
numero 507 Destinazione delle risorse di cui al capitolo n.
100328 per la costruzione dell'ospedale 'Dono di Dio' ,
dell'onorevole Lupo;
numero 508 Iniziative per eliminare le presunte illegittimità
registratesi nell'avvicendamento tra S.I.S.E. e S.E.U.S. nella
gestione del '118' , dell'onorevole Forzese ed altri;
numero 509 Ripristino del buono sociale , dell'onorevole Nicotra
ed altri;
numero 510 Stabilizzazione del personale ASU e PUC delle aziende
ospedaliere policlinici universitari , dell'onorevole Lentini ed
altri;
numero 511 Capillare distribuzione dei buoni per l'acquisto di
prodotti senza glutine , dell'onorevole Nicotra ed altri;
numero 512 Interventi per l'annessione della frazione Portella di
Mare al territorio del Comune di Villabate (PA) , dell'onorevole
Caputo ed altri;
numero 513 Interventi urgenti per provvedere al pagamento degli
oneri di straordinario prestato dai Vigili del Fuoco nelle
operazioni di soccorso a Giampilieri e Scaletta Zanclea (ME),
dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 514 Pagamento delle retribuzioni arretrate al personale
del centro socio-assistenziale Sciacca-Baratta' di Patti (ME) ,
dell'onorevole Corona ed altri;
numero 515 Interventi per il risanamento di Messina ,
dell'onorevole Beninati ed altri;
numero 516 Risorse a favore delle scuole di servizio sociale ,
dell'onorevole Giuffrida;
numero 517 Iniziative in ordine al Consorzio autostrade
siciliane , dell'onorevole Panarello ed altri;
numero 518 Interventi a sostegno dei lavoratori GESIP per
garantire i livelli occupazionali e il pagamento delle retribuzioni
e l'erogazione dei servizi , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 519 Iniziative per la revoca dei provvedimenti di nomina
dei commissari adottati dall'ARRA per la consegna degli impianti
idrici , degli onorevoli Panepinto e Apprendi;
numero 520 Applicazione delle garanzie previste per i lavoratori
della formazione professionale ai lavoratori degli sportelli
multifunzionali , dell'onorevole Lentini;
numero 521 Stipula di convenzione con l'INPS per la disciplina
delle funzioni di accertamento dell'invalidità civile , degli
onorevoli Panepinto e Apprendi;
numero 522 Pronta efficacia degli interventi previsti nei piani
di zona , dell'onorevole Panepinto;
numero 523 Rivalutazione e adeguamento delle rette e conseguente
erogazione delle anticipazioni trimestrali ai centri di
riabilitazione , dell'onorevole Giuffrida;
numero 524 Iniziative in materia di formazione professionale ,
degli onorevoli Vinciullo e Pogliese;
numero 525 Iniziative a livello centrale per impedire il rilascio
di nuove autorizzazioni per ricerche ed estrazioni petrolifere al
largo della Regione , dell'onorevole Marrocco ed altri;
numero 526 Iniziative urgenti al fine di garantire il pagamento
delle competenze per il 2009-2010 relativamente agli interventi per
la frana di Giampilieri (ME) , dell'onorevole Apprendi:
numero 527 Costituzione di una Commissione parlamentare di
indagine sull'utilizzo dei finanziamenti e sulla attività svolta
dalle istituzioni di cui alla ex tabella H , degli onorevoli
Barbagallo, Termine, Panepinto ed altri;
numero 528 Contributi ai Consorzi di Comuni per la gestione dei
beni confiscati alla criminalità organizzata , dell'onorevole
Caputo ed altri;
numero 529 Interventi a sostegno del mantenimento dei livelli
occupazionali del personale del settore della formazione
professionale di cui alla legge regionale n. 24 del 1976 - Nomina
di un funzionario delegato per l'erogazione delle retribuzioni ai
singoli lavoratori , dell'onorevole Caputo ed altri;
numero 530 Opportune iniziative allo scopo di provvedere alla
risoluzione dei problemi relativi al riconoscimento e all'utilizzo
del titolo di diploma di Stato di post qualifica di tecnico dei
servizi sociali , dell'onorevole Di Benedetto ed altri;
numero 531 Interventi allo scopo di conoscere gli incarichi di
consulenza e collaborazione conferiti in seno all'Amministrazione
regionale , degli onorevoli Di Benedetto Galvagno ed altri;
numero 532 Regimentazione delle acque intorno alle isole Pelagie
degli onorevoli Di Benedetto, Galvagno ed altri;
numero 533 Apertura di uno stabilimento della GE.T.S. a Catania ,
dell'onorevole Pogliese ed altri;
numero 534 Iniziativa a sostegno del personale della Società
Dussmann , dell'onorevole Pogliese ed altri;
numero 535 Iniziative sulla quantificazione dei canoni di
concessione delle aree demaniali marittime , dell'onorevole
Marrocco ed altri;
numero 536 Iniziative a sostegno del personale dell'ESA , degli
onorevoli Aricò e Lo Giudice;
numero 537 Iniziative per impedire il pagamento del pedaggio
nelle autostrade siciliane , dell'onorevole Apprendi;
numero 538 Iniziative per l'ATM di Messina , degli onorevoli
Leontini ed altri;
numero 539 Garanzia per il personale della formazione
professionale , dell'onorevole Lentini ed altri;
numero 540 Sostegno ad associazioni regionali , dell'onorevole
Savona;
numero 541 Sostegno alle isole di Lampedusa e Pantelleria e al
comune di Mineo (CT) , dell'onorevole Savona;
numero 542 Risorse per i poliambulatori accreditati ,
dell'onorevole Savona;
numero 543 Iniziative in materia di formazione professionale ,
degli onorevoli Dina, Lupo, Gucciardi, Cracolici ed altri;
numero 544 Iniziative in ordine al trasferimento di risorse agli
enti locali , dell'onorevole Dina ed altri;
numero 545 Rimodulazione del piano di sviluppo rurale Sicilia
(PSR), convocazione della Conferenza regionale degli Stati generali
dell'agricoltura , dell'onorevole Bufardeci ed altri;
numero 546 Iniziative a favore dell'ingresso nel mondo del
lavoro di alcune categorie svantaggiate , degli onorevoli Caronia,
Dina ed altri;
numero 547 Impiego dei lavoratori Gesip della Multiservizi
s.p.a. , dell'onorevole Caronia ed altri;
numero 548 Interventi urgenti mirati a rilanciare l'immagine e
l'economia dei comuni di Lampedusa, Pantelleria e Mineo (CT) ,
degli onorevoli Cimino, Bufardeci, Incardona e altri ;
numero 549 Inserimento dei comuni di Enna, Piazza Armerina,
Barrafranca e Villarosa nella Zona franca per la Legalità' , degli
onorevoli Galvagno e Termine;
numero 550 Sostegno ai comuni di Lampedusa, Pantelleria, Mineo e
Caltanissetta , degli onorevoli Falcone,Vinciullo ed altri;
numero 551 Iniziative a sostegno del personale dei consorzi di
bonifica che ha prestato servizio nel triennio 2007-2009 , degli
onorevoli Calanducci, Arena, D'Agostino ed altri;
numero 552 Conferma della postazione 118' del Comune di Raddusa
(CT) , degli onorevoli Falcone, Vinciullo, Pogliese, Buzzanca e
Caputo;
numero 553 Iniziative atte allo sviluppo dell'imprenditoria
giovanile e femminile , degli onorevoli Pogliese, Falcone,
Vinciullo, Buzzanca e Caputo;
numero 554 Erogazione degli aiuti alle imprese ai sensi
dell'articolo 37 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 ,
dell'onorevole Ruggirello. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nel Comune di Sclafani Bagni (PA) insiste uno
stabilimento termale le cui origini risalgono al 1847, che
necessita di interventi di ristrutturazione in quanto le attuali
condizioni strutturali non lo rendono funzionante né accessibile al
pubblico. Tant'è vero che lo stabilimento è chiuso da oltre dieci
anni;
considerato che le proprietà terapeutiche e curative delle acque
termali che provengono dalla sorgente sotto il monte in cui sorge
Chiusa Sclafani sono state accertate, confermate ed avvalorate da
esperti del settore geologico, idrogeologico e farmaceutico;
ritenuto che:
la struttura è unica nel territorio madonita e rappresenterebbe
un'attrazione turistica, stante anche la splendida collocazione
paesaggistica in cui è inserita;
la riapertura delle terme rappresenterebbe anche un'occasione di
sviluppo economico e sociale del comprensorio,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire per la ristrutturazione e per la riapertura dello
stabilimento delle Terme di Sclafani Bagni affinché il complesso
termale diventi la struttura apprezzata ed efficiente di un tempo».
(362)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il fiume Belice, un fiume lungo 107 chilometri (il
terzo della Regione siciliana), con un bacino idrografico di 964 km
quadrati, attraversa il territorio di tre province: Trapani,
Agrigento e Palermo, risentendo del regime tipico dei corsi d'acqua
siciliani, ovvero torrentizio, con magre quasi totali in estate, e
che invece spesso registra grosse piene in autunno e inverno;
considerato che:
la mancanza di una programmata ed adeguata manutenzione del fiume
- che dagli anni '80 lungo il suo percorso attraversa anche la diga
Garda - da oltre 20 anni (ramo sinistro e confluenza) e addirittura
40 anni (ramo destro), ha comportato che l'alveo risultasse ormai
ostruito da materiale detritico, proveniente dai valloni affluenti
e dalla folta vegetazione spontanea che ne ha invaso il letto, e
che, in particolar modo dal 2002 in poi, essendo aumentata la
piovosità, il corso d'acqua del fiume Belice è andato in crisi, non
essendo la sua sezione sufficiente a poter recepire le acque
meteoriche provenienti dai vari torrenti e le acque svasate dalla
diga in questione;
per tali motivazioni, dal 2002 ad oggi, nel territorio dei Comuni
di Poggioreale (TP), ove appunto avviene la confluenza dei due
rami, si sono verificate diverse esondazioni, con gravi danni per i
territori e per le colture ivi praticate, e che analoghe situazioni
si sono verificate anche nei territori delle province di Palermo e
di Agrigento, dove si è ultimamente registrato l'allagamento delle
terme di Acqua Pia di Montevago, dell'area attrezzata e della
stessa sorgente delle acque fino ad un livello di oltre due metri;
considerato altresì che nel 2005, a seguito di richiesta
dell'Amministrazione comunale di Poggioreale, venne dichiarato lo
stato di calamità naturale;
considerato ancora che:
nessun intervento radicale risulta mai essere stato adottato e
realizzato e che, da quelle date ad oggi, é stato unicamente
effettuato qualche intervento di somma urgenza per la manutenzione
e pulizia di piccoli tratti del fiume, mentre innumerevoli e
frequenti sono state le segnalazioni, denunce, richieste di
interventi, dirette a quanti ne avessero competenza a poter
intervenire per mettere in cantiere un programma di interventi
volto all'effettiva mitigazione del rischio che, non solo i
territori, ma anche le popolazioni che lo abitano, affrontano ogni
volta che il fenomeno delle esondazioni si ripresenta;
nello scorso inverno 2009/2010, a seguito dell'eccezionalità delle
piogge, il fenomeno di esondazione si è ripetuto più volte, con
notevoli ed irreparabili danni per le colture, così che, anche a
seguito delle numerose segnalazioni pervenute da parte degli
agricoltori, l'Amministrazione comunale di Poggioreale ha richiesto
alla Regione siciliana lo stato di calamità naturale (vedi delibera
di Giunta municipale n. 18 del 5 marzo 2010);
vista la grave situazione nella quale versano le strade
provinciali (in particolare la SP 27 e la SP 30), con delicati
risvolti sotto il profilo della sicurezza, costituendo 'via di
fuga' in caso di gravi calamità naturali;
al fine di poter definitivamente rimuovere ed eliminare la
situazione di grave incombente pericolo e continua minaccia
creatasi, nonché i rischi di calamità ricorrenti a causa delle
mutate condizioni climatiche, occorre individuare modalità e mezzi
che consentano di eseguire urgentemente interventi di pulizia e
risagomatura lungo il tratto del fiume Belice che interessa, in
particolar modo, il territorio del comune di Poggioreale ma anche
quelli di Salaparuta, Partanna e Castelvetrano in provincia di
Trapani, Montevago e Santa Margherita Belice in provincia di
Agrigento, Contessa Entellina, Roccamena e Monreale in provincia di
Palermo,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire urgentemente al fine di ripristinare le normali
condizioni di percorribilità per le strade provinciali di
riferimento per tale territorio». (364)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto del dirigente generale n. 1884/35 dell'ex Assessorato
regionale Cooperazione, commercio, artigianato e pesca, è stata
approvata la graduatoria delle istanze ammesse, presentate dalle
amministrazioni comunali, riguardanti gli interventi di nuova
realizzazione e/o completamenti e riqualificazione e centri servizi
nelle aree artigianali;
con il predetto D.D.G. i progetti ammessi a finanziamento sono 56
per un fabbisogno finanziario complessivo di 140.809.528,16.
Attualmente la copertura finanziaria complessiva per finanziare i
progetti inseriti nella sopra citata graduatoria è di euro
115.648.775,00, resa disponibile da fondi regionali (11.000.000,00
euro) e dalle delibere di Giunta regionale n. 83 e n. 66,
rispettivamente del 6 marzo 2009 e del 18 marzo 2010, che hanno
concesso la possibilità di utilizzare tutti i fondi previsti nel PO
Fesr 2007/2013 linea d'intervento 5.1.2.2 e 5.1.2.3 categoria 78
(104.648.775,00 euro);
preso atto che, con la dotazione finanziaria attuale, sono stati
finanziati n. 46 progetti e che per poter finanziare i restanti 10
interventi inseriti nella graduatoria di cui sopra necessitano
25.160.753,16 euro;
tenuto conto che:
l'applicazione di quanto stabilito dalle sopra citate delibere di
Giunta n. 83 e n. 66 non permette il finanziamento di 10 interventi
ritenuti ammissibili e finanziabili dal Dipartimento delle Attività
produttive, causando quindi un danno rilevante a quelle
amministrazioni comunali che speravano in tali finanziamenti per il
rilancio delle proprie aree artigianali;
le uniche graduatorie attive sono quelle de quibus e che non è
pensabile che possano essere attivate e rese operative altre
graduatorie che sarebbero suscettibili di ricorso da parte degli
enti locali già in graduatoria;
considerato che:
le linee d'intervento 5.1.2.1 - 5.1.2.2 (linee accorpate), 5.1.2.3
e 5.1.2.5 del P.O. Fesr 2007/2013 prevedono aiuti alle imprese
artigianali insediate in aree PIP per un importo di circa euro
30.000.000,00, che, a quanto è dato sapere, non possono essere
impegnate interamente in quanto, a seguito del bando pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 66 del 31
dicembre 2009, sono pervenute soltanto due istanze per circa un
milione di euro e che di conseguenza si rischia di restituire alla
Comunità europea le somme non utilizzate;
invece, nella linea d'intervento 5.1.2.2. (completamento) e nella
linea d'intervento 5.1.2.3. (nuovi investimenti) vi sono numerosi
progetti di comuni quali, ad esempio, Augusta, Melilli, Piazza
Armerina, Caltagirone, Ucria, Basicò ed altri ancora, che
potrebbero essere finanziati;
inoltre, si fa presente che tutte le linee d'intervento sopra
citate fanno parte dell'obiettivo operativo 5.1.2, che prevede la
realizzazione e lo sviluppo delle aree artigianali ed industriali,
impegna il Governo della Regione
qualora i fondi previsti non potessero essere utilizzati
nell'ambito della linea P.O. 5.1.2.1., ad utilizzarli nell'ambito
delle linee P.O. 5.1.2.2. e P.O. 5.1.2.3.». (366)
(per i testi degli ordini del giorno, vedi
www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/ordinidelgiorno )
Dichiaro improponibile l'ordine del giorno numero 388.
Il Governo ha accolto come raccomandazione tutti gli altri ordini
del giorno.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sugli ordini del giorno a mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che si sia
avviata una fase nuova da stasera, e lo dico in maniera
ottimistica. Pongo molta attenzione agli ordini del giorno e,
proprio per dare la possibilità di pronunciarsi, se c'è l'accordo
dell'Aula, d'intesa con il Governo, su alcuni ordini del giorno -
lo so che è irrituale, signor Segretario generale -, se c'è
l'accordo unanime, si stabilisce che, in una settimana, d'intesa
con gli assessori che possono vedere i vari ordini del giorno
perché tutto il lavoro fatto va perso, se c'è una intesa di
carattere generale, diamo significato anche a quello che facciamo.
Sono stai accettati come raccomandazione ed io ho lavorato sui
miei ordini del giorno.
Poi, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. La Presidenza ritiene di dovere richiamare la lettera
dello spirito del Regolamento interno circa le corrette modalità di
presentazione di svolgimento degli ordini del giorno e ciò vale da
questa seduta in poi, visto che apriamo una fase nuova.
Pertanto, contrariamente alla prassi finora invalsa, a norma del
combinato disposto degli articoli 124 e 125 del Regolamento
interno ARS, eventuali ordini del giorno concernenti la materia in
discussione potranno da ora in poi essere depositati e ricevuti
dagli Uffici esclusivamente a condizione che, nella seduta di
riferimento, l'Assemblea tratti materia attinente all'oggetto dei
citati atti di indirizzo politico.
Quanto precede, all'evidenza, per evitare surrettizi aggiramenti
della normativa regolamentare in materia della presentazione delle
mozioni, le quali, come è noto, a differenza degli ordini del
giorno, necessitano del prescritto quorum di firme, sono atti di
indirizzo politico autonomi e, dunque, il loro iter procedurale
prescinde dall'attinenza con gli argomenti iscritti all'ordine del
giorno di ciascuna seduta d'Aula.
Così rimane stabilito.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
630-630bis-630ter 630quater/A
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013»
(630-630 bis-630 ter-630 quater/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il
triennio 2011-2013» (630-630 bis-630 ter-630 quater/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Bonomo, Calanducci, Cappadona, Colianni, Cracolici,
Cristaudo, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Fiorenza, Forzese,
Galvagno, Gennuso, Gentile, Giuffrida, Greco, Gucciardi, Laccoto,
Leanza Nicola, Lentini, Lo Giudice, Lupo, Marinello, Marinese,
Marrocco, Marziano, Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona,
Speziale, Termine.
Votano no: Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Caputo,
Cascio Salvatore, Cimino, Cordaro, Corona, Falcone, Formica,
Leontini, Maira, Mancuso, Pogliese, Scilla, Scoma, Torregrossa,
Vinciullo.
Assenti: Adamo, Caronia, Catalano, Currenti, D'Asero, De Luca,
Dina, Donegani, Incardona, Leanza Edoardo, Limoli, Lombardo,
Mattarella, Minardo, Mineo, Scammacca, Vitrano.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 73
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 52
Contrari 20
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 10 maggio
2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Discussione della proposta di modifica dell'art. 153 del
Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. III)
III -Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanza della
Rubrica Famiglia, politiche sociali, lavoro .
La seduta è tolta alle ore 23.16
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli