Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:
Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente a seguito della sospensione dell'onorevole Gaspare
Vitrano dalla carica di deputato regionale (art. 3 legge n. 30/94).
Do lettura della nota a firma del Vicepresidente anziano della
Commissione Verifica poteri, onorevole Giuseppe Arena, del 10
maggio 2011, prot. n. 169/AULA di pari data:
On. Presidente dell'Assemblea
Gabinetto
S E D E
Si comunica che, a seguito della sospensione dell'onorevole
Gaspare Vitrano dalla carica di deputato regionale, la Commissione
Verifica poteri, nella seduta del 10 maggio 2011, in applicazione
della legge n. 30/94, ai sensi dell'articolo 3 della medesima legge
e del combinato disposto dell'articolo 4, parte seconda, dello
Statuto della Regione e della sezione IV del Regolamento interno
dell'Assemblea, esperiti i necessari accertamenti ai sensi
dell'art. 60 della legge regionale n. 29 del 1951 (legge elettorale
siciliana), ha deliberato di affidare l'esercizio temporaneo delle
funzioni di deputato regionale supplente al candidato PANTUSO
Salvino, il quale, nella lista provinciale avente il contrassegno
Partito Democratico - Finocchiaro Presidente per il collegio di
Palermo, lista in cui era stato eletto l'onorevole Vitrano, sospeso
dalla carica di deputato regionale con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 3 maggio 2011, pervenuto a questa
Assemblea regionale il 6 maggio successivo, segue immediatamente,
con voti 5.347, l'ultimo dei proclamati eletti, onorevole
Mattarella.
Tanto si comunica per i successivi adempimenti di competenza.
Il Vicepresidente anziano
della Commissione Verifica Poteri
(On. Giuseppe Arena)
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
PRESIDENTE. Dichiaro, quindi, supplente per il temporaneo
esercizio delle funzioni di deputato dell'Assemblea regionale
siciliana l'onorevole PANTUSO Salvino, fatta salva la sussistenza
di motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di venti giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modifiche ed integrazioni.
(L'onorevole Pantuso entra in Aula)
PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Pantuso è presente in Aula, lo
invito a prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento stabilita dall'articolo 6
delle Norme di attuazione dello Statuto siciliano:
"Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana".
L'onorevole Pantuso pronuncia a voce alta le parole: "Lo giuro .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro immesso l'onorevole
Pantuso nelle funzioni di deputato supplente dell'Assemblea
regionale siciliana.
VINCIULLO, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali delle
sedute n. 250 e n. 251 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della scuola media
statale
Vincenzo Pipitone' di Marsala (TP)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero rivolgere un indirizzo di
saluto ai docenti e agli studenti della scuola media statale
Vincenzo Pipitone' di Marsala che oggi assistono ai lavori
parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo:
- gli onorevoli Bonomo e Musotto il 10 e l'11 maggio 2011;
- gli onorevoli Picciolo e Barbagallo per oggi;
- l'onorevole Ferrara dal 12 al 20 maggio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico, altresì, che sono in missione per motivi
istituzionali: l'onorevole Cordaro l'11 e il 12 maggio 2011;
l'onorevole Buzzanca il 12 maggio 2011.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, il Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore per
la Salute, la risposta scritta alla interrogazione n. 1676
Chiarimenti sulla mancata sottoposizione delle linee guida sulle
case di maternità al preventivo parere della VI Commissione
legislativa permanente dell'ARS .
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Riconoscimento e promozione della Scuola Alfamediale» (n. 712)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Oddo,
Cracolici, Lupo, Panarello, Gucciardi, Adamo, Marrocco, Ferrara,
Ruggirello, Lo Giudice, Marziano, Mattarella e Rinaldi in data 26
aprile 2011
«Aiuti alle imprese di pesca. Modifiche ed integrazioni al comma
5, articolo 2, della legge regionale n. 16/2008 e abrogazione
dell'articolo 14 della legge regionale n. 15/2008» (n. 713)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Oddo,
Apprendi, Marinello e Donegani in data 26 aprile 2011.
«Contributo alle associazioni di volontariato per la tassa di
circolazione» (n. 714)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Minardo in
data 26 aprile 2011.
«Iniziative di valorizzazione e tutela degli alberi monumentali e
della flora spontanea in Sicilia» (n. 715)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Minardo in
data 26 aprile 2011.
«Norme sulla riqualificazione della dirigenza e del personale
tecnico del Corpo forestale della Regione» (n. 716)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Minardo,
Greco, Torregrossa e Speziale in data 26 aprile 2011.
«Nuove norme in materia di contenimento della fauna selvatica» (n.
717)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò in
data 2 maggio 2011.
«Istituzione dell'Agenzia regionale per i beni confiscati alla
criminalità organizzata» (n. 718)
- di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Speziale,
Cordaro, Caputo, Corona, Adamo e Marrocco in data 2 maggio 2011.
«Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
successive modifiche ed integrazioni» (n. 719)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Mancuso in
data 3 maggio 2011.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
competenti Commissioni:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
successive modifiche ed integrazioni» (n. 719)
- di iniziativa parlamentare, presentato in data 3 maggio 2011 e
inviato in data 3 maggio 2011.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Norme in materia di formazione professionale» (n. 720)
- di iniziativa parlamentare, presentato il 4 maggio 2011 e
inviato il 4 maggio 2011.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Ente regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU) di
Catania - Designazione Presidente (n. 148/I)
pervenuto in data 29 aprile 2011 e inviato in data 6 maggio 2011.
Istituto Autonomo Case Popolari di Ragusa. Designazione componente
del collegio dei sindaci. (n. 149/I)
pervenuto in data 9 maggio 2011 e inviato in data 9 maggio 2011.
Ente Autonomo Fiera di Messina. Designazione componente effettivo
e componente supplente in seno al collegio dei revisori dei conti.
(n. 150/I)
pervenuto in data 9 maggio 2011 e inviato in data 9 maggio 2011.
Istituto Autonomo Case Popolari di Agrigento. Designazione
componente del collegio dei sindaci. (n. 151/I)
pervenuto in data 9 maggio 2011 e inviato in data 9 maggio 2011.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, con ricorso notificato il 9 maggio 2011, ha impugnato
l'articolo 3, comma 1, della deliberazione legislativa recante
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013
(ddl nn. 630-630 bis-630 ter-630 quater) approvata dall'Assemblea
il 30 aprile 2011, nelle parti in cui si considera spesa
obbligatoria e d'ordine quella del capitolo 108149 inserito
nell'elenco 1 annesso allo stato di previsione della spesa per
violazione dell'articolo 81, terzo e quarto comma, della
Costituzione.
Comunicazione di adozione di documento da parte della Giunta
regionale
PRESIDENTE. Comunico che la Giunta regionale, nella seduta del 12
aprile 2011, ha adottato il documento P.O. FESR Sicilia 2007-2013.
Rimodulazione. Completamento e definizione della fase di
riprogrammazione avviata nel 2010 .
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
VINCIULLO, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che dopo il disastro ecologico della
piattaforma DEEPWATER, che nell'aprile del 2010 sversò milioni di
barili di petrolio nelle acque del Golfo del Messico, numerose
furono le iniziative portate avanti da organizzazioni, associazioni
e singoli cittadini per salvaguardare le coste siciliane da
catastrofi simili che potrebbero essere causate dalla presenza di
piattaforme estrattive nel Mediterraneo, a ridosso della Isola;
preso atto che:
in tal senso si era mosso il Ministero dello sviluppo economico
che aveva respinto una istanza di una società petrolifera per la
ricerca di idrocarburi nelle acque territoriali siciliane;
lo stesso Governo regionale, con propria nota inviata al Governo
nazionale, aveva dichiarato 'la netta contrarietà al rilascio di
autorizzazioni alla ricerca di idrocarburi nel Mare Mediterraneo
nelle vicinanze della Sicilia';
rilevato che:
nonostante queste nette prese di posizione, il mare intorno alla
Sicilia rischia di diventare un enorme e mostruoso campo di
trivellazioni;
la società TRANSUNION ITALIA ha già iniziato i sondaggi dei
fondali nelle acque antistanti il Comune di Pozzallo, mentre la
Società AUDAX, la prossima estate, già comincerà le trivellazioni a
13 miglia da Pantelleria. La SHELL, addirittura, ha già previsto di
poter estrarre oltre 150 mila barili di petrolio al giorno grazie
alle sue piattaforme che dovrebbero iniziare a perforare di fronte
alle spiagge siciliane;
a queste società estrattive occorre aggiungerne almeno altre 100,
tante quanti sono i permessi di ricerca di idrocarburi richiesti o
vigenti nel Mediterraneo;
tenuto conto che:
appare evidente che, nonostante i divieti e le restrizioni, le
grosse multinazionali petrolifere continuano a vedere la Sicilia
come un'enorme fonte da sfruttare per i propri interessi, non
curandosene dei rischi cui sottopongono milioni di siciliani;
il loro cinismo si può evidenziare da quanto dichiarato dalla
CYGAM, una delle multinazionali del petrolio, che, nel suo ultimo
rapporto annuale, evidenzia come il nostro Paese sia 'il migliore
per l'estrazione di petrolio off-shore, alla luce della totale
assenza di restrizioni e limiti al rimpatrio dei profitti'. Come se
ciò non bastasse come esempio di disprezzo delle più elementari
norme di rispetto verso gli Stati esteri, basta leggere quanto
scrive la NORTHEM PETROLEUM in una propria comunicazione: 'la
legislazione italiana che vieta le trivellazioni off-shore entro le
12 miglia dalla costa avrà un effetto irrilevante sugli assetti
della Compagnia';
considerato che:
a prescindere dall'insormontabile problema ecologico, le stesse
royalty chieste dall'Italia alle società estrattive sono fonti di
vergognose speculazioni;
il 4% richiesto dal nostro Paese è una percentuale ridicola, da
teatro comico, rispetto a quanto le società petrolifere sono
costrette a versare ad altri Paesi che ospitano le loro piattaforme
estrattifere: l'85% alla Libia e all'Indonesia, l'80% alla Russia e
Norvegia, il 60% all'Alaska e il 50 % al Canada;
come se tutto ciò non fosse sufficiente a dimostrare
l'antieconomicità per il Paese delle concessioni alle trivellazioni
nei mari, occorre aggiungere che siamo l'unico Stato al mondo a
concedere una franchigia di 150.000 barili all'anno alle società
estrattifere: al di sotto di questa soglia non si paga nulla,
neanche quel ridicolo 4%. E' ovvio che tutto ciò lascia ampi
margini alle speculazioni per chi, come dimostrato precedentemente,
non si pone alcun tipo di scrupolo, pur di raggiungere alti margini
di profitto;
visto che è diritto-dovere della politica tutelare il territorio
che si governa ed impedire, con tutti i mezzi che la Costituzione e
la legge mettono a disposizione, che interessi economici prendano
il sopravvento sulla logica e sul buonsenso;
per sapere:
se non ritengano urgente ed improcrastinabile disporre una
verifica sulle concessioni rilasciate, o in itinere, a tutte le
società petrolifere che intendono operare nel 'Mare Nostrum';
se non ritengano opportuno intervenire, presso il Governo
nazionale, al fine di impedire, con apposita legge, le
trivellazioni nelle acque siciliane senza limiti di miglia;
se non ritengano doveroso, nei confronti del popolo siciliano,
impedire qualsiasi istallazione di piattaforme petrolifere che
potrebbero causare catastrofi ecologiche come quella avvenuta nel
2010 nelle acque del Golfo del Messico». (1855)
VINCIULLO - POGLIESE - FALCONE - BUZZANCA - CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
ai servizi per le tossicodipendenze (SerT) sono demandate le
attività di prevenzione primaria, cura, prevenzione patologiche
correlate, riabilitazione e reinserimento sociale e lavorativo
delle vittime di dipendenza da sostanze stupefacenti e alcoliche;
l'importanza dei servizi offerti dai SerT è fondamentale
nell'ottica di recupero dei tossicodipendenti e delle vittime
dell'alcool, vittime sempre più numerose soprattutto nei giovani.
Sono proprio i SerT, per esempio, che distribuiscono il metadone,
unico farmaco che attenua le crisi di dipendenza dei
tossicodipendenti;
infatti, i dati rilevati dal Ministero della salute sull'utenza
dei SerT indicano un aumento dell'utenza e delle patologie
correlate alle dipendenze sia di droghe che di sostanze alcoliche
proprio nella fascia di età tra i 13 e i 25 anni;
considerato che:
secondo quanto previsto dal dipartimento politiche antidroga della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, ogni distretto sanitario
dovrebbe coprire circa 100.000 utenze;
alla data odierna, la copertura del territorio regionale da parte
dei Sert è assolutamente insufficiente;
per citare un esempio, la città di Palermo ha 5 centri SerT per
una copertura di circa 700.000 abitanti;
tenuto conto che:
sembrerebbe che l'Assessorato Salute abbia intenzione di
ridimensionare il numero dei SerT in Sicilia, riducendo a Palermo
gli attuali 5 a 3;
se tale notizia dovesse essere confermata, appare evidente che si
creerebbe una disfunzione sanitaria e sociale di proporzioni
inimmaginabili. Basti pensare alla migrazione, verso le strutture
aperte e con mezzi propri, da parte di utenti sotto effetto di
stupefacenti;
per sapere:
se corrisponda al vero che l'Assessorato regionale Salute abbia
intenzione di ridimensionare i servizi per le tossicodipendenze
(SerT) nel territorio siciliano;
se non ritengano assolutamente necessario, se tale notizia dovesse
essere confermata, evitare il ridimensionamento del numero dei SerT
in Sicilia, alla luce dell'aumento delle patologie, soprattutto tra
i giovani, legate all'uso di droghe e alcool». (1861)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
a seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5, legge di riordino del servizio sanitario regionale,
l'azienda ospedaliera Civico di Palermo è stata identificata come
azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta
specializzazione;
l'ARNAS Civico svolge una funzione ormai insostituibile
all'interno dell'offerta sanitaria regionale e che la stessa
struttura assicura prioritariamente assistenza sanitaria complessa
all'intero bacino della provincia di Palermo;
qualsiasi attività di potenziamento dei servizi sanitari della
rete regionale non può prevedere l'esclusione di un'azienda come
l'ARNAS Civico;
a seguito dell'indagine conoscitiva condotta dall'Assessorato
regionale Salute finalizzata al potenziamento della piattaforma
regionale dei tomografi PETTC, che a breve andrà a gara, si è
determinata l'assenza della PET-TC tra le UU.OO.CC. di medicina
nucleare esistenti in Sicilia esclusivamente presso l'ARNAS di
Palermo;
considerato che:
la previsione della piattaforma regionale prevede un
potenziamento, forse eccessivo, di una terza PET all'ospedale
Cannizzaro di Catania ove è possibile trovare assistenza per la
prestazione anche all'ARNAS Garibaldi; inoltre, la nuova
piattaforma individua presso le aziende di Ragusa e Trapani
l'istituzione della PET in assenza ad oggi di unità operative di
medicina nucleare;
la previsione di servizio PET presso l'ospedale di Ragusa è
comprensibile alla luce del finanziamento di due gamma camere, cosa
non prevista a Trapani dove la PET-TC è implementata come unica
strumentazione medico-nucleare, come se per analogia in radiologia
si potesse prevedere un reparto dotato di risonanza magnetica senza
una strumentazione e una competenza maturata di radiologia
tradizionale;
questa determinazione risulta davvero inspiegabile al paziente
che afferisce al Polo oncologico di terzo livello dell'ARNAS di
Palermo, specie data la possibilità di ospitare la nuova
strumentazione all'interno di una UOC di medicina nucleare che dà
certezza, sulla scorta dei dati storicamente conseguiti e
misurabili, delle necessarie competenze professionali e gestionali
acquisite e di pieno ed immediato utilizzo della PET-TC;
rilevato che:
il paziente oncologico dell'ARNAS di Palermo, difficilmente, potrà
comprendere le ragioni per cui dovrà subire una interruzione della
continuità assistenziale presso il suo ospedale, dove ha effettuato
la diagnosi ed è stato trattato chirurgicamente e/o con
chemioterapia e/o con radioterapia, ma dove non potrà continuare ad
essere assistito per una corretta stadiazione o per valutare
precocemente se sta rispondendo alla terapia per mancanza della PET-
TC;
in medicina la PET segna un 'prima' ed 'un dopo', a cui consegue
una gerarchia qualitativa tra le aziende sanitarie in cui è
attivata e quelle in cui non lo è, appare inverosimile che proprio
in un'ARNAS con un polo oncologico di III livello non si preveda
l'attivazione del servizio;
per sapere:
quali siano le ragioni che hanno determinato una programmazione di
interventi di potenziamento della rete ospedaliera regionale che
discrimina le peculiarità di alta specializzazione dell'UOC di
medicina nucleare dell'ARNAS di Palermo;
se non ritengano opportuno rivedere la previsione della
piattaforma regionale di PET-TC per evitare una siffatta
'razionalizzazione' dell'offerta clinica della PET-TC a Palermo,
restituendo nelle scelte centralità al paziente piuttosto che a
considerazioni altre;
se non ritengano, infine, che vi possano essere atteggiamenti
lesivi dell'interesse del paziente, il quale gode il pieno diritto
di essere assistito pienamente nella struttura sanitaria in cui ha
iniziato la già difficile condizione di malato». (1865)
DINA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
in data 23 marzo 2011 è stato approvato in Aula il disegno di
legge nn. 520-144 bis/A, dal titolo Disposizioni per la
trasparenza, l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica
amministrazione e l'agevolazione delle iniziative economiche.
Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino e la
semplificazione della legislazione regionale';
lo stesso disegno di legge, in data 5 aprile 2011, è diventato
legge regionale n. 5/2011;
preso atto che:
in data 22 marzo 2011, il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana ha impugnato gli articoli 11, 16, 17, 18 e 21 della
suddetta legge;
lo stesso Commissario dello Stato, in data 23 marzo 2011, con
propria nota n. 484/11, indirizzata all'ufficio legislativo e
legale della Presidenza della Regione, chiedeva chiarimenti e, in
particolare, dell'emendamento A 2.1;
nello specifico, il rappresentante dello Stato chiedeva ( ) quali
siano le finalità istituzionali del Consorzio autostrade siciliane
e se le stesse permangono, atteso che con decreto del Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata dichiarata la
decadenza del Consorzio dalla concessione di costruzione ed
esercizio delle Autostrade A 18 e A 20';
nella nota veniva altresì richiesto se il contratto collettivo di
lavoro applicato ai dipendenti del Consorzio è diverso, quindi con
oneri maggiori, rispetto a quello dei dipendenti regionali.
Inoltre, il Commissario dello Stato chiedeva il numero e le
qualifiche dei dipendenti del Consorzio stesso e quanti di essi
sono con contratto a tempo determinato e quanti a quello a tempo
indeterminato;
rilevato che appare evidente che davanti a tali precise ed urgenti
richieste tecniche, da parte del più alto rappresentante dello
Stato in Sicilia, si attivasse l'ufficio cui è demandato,
all'interno della struttura regionale, proprio il controllo e la
vigilanza sul Consorzio autostrade siciliane, cioè il Dipartimento
delle infrastrutture e mobilità, Servizio 13;
constatato che invece si attivava il capo di gabinetto
dell'Assessore per le infrastrutture che, con nota n. 37821/GAB del
20 aprile 2011, sollecitava la direzione del Consorzio autostrade
siciliane ad inviare, a stretto giro di posta ed allo stesso
ufficio di gabinetto, tutti i dati sul personale in atto in
servizio ed in particolare di ( ) far pervenire, entro il termine
perentorio di giorni tre dalla ricezione della presente, a mezzo
fax, copia dei provvedimenti di assunzione per mobilità presso il
Consorzio. Ne successivi sette giorni si chiede di far pervenire
copia delle sentenze con le quali il Consorzio è stato condannato
all'inquadramento per mansioni superiori in favore dei propri
dipendenti. Tali sentenze dovranno essere correlate anche dai
ricorsi accolti, dalle difese svolte dal Consorzio, nonché dagli
eventuali atti di appello proposti avverso dette pronunce. Ove non
sia stato proposto gravame in appello, dovrà essere precisato se le
sentenze in questione abbiano acquisito efficacia di cosa
giudicata, e per quale ragione non si sia proceduto a tale appello.
Entro gli ulteriori otto giorni dovranno essere trasmessi i ricorsi
pendenti in analoga materia';
visto che la scelta dell'Assessore per le infrastrutture di
ignorare il suo stesso dipartimento preposto a tali compiti (la
nota di risposta non è stata neanche inviata per conoscenza) viola
apertamente la legge 10 del 2000, che conferisce funzioni e compiti
all'interno della struttura regionale, legge nata proprio per
evitare ingerenze nelle attività burocratiche, soprattutto da parte
della politica;
per sapere:
per quale motivo la nota del Commissario dello Stato per la
Regione siciliana n. 484/11 del 23 marzo 2011 è stata trattata dal
capo di gabinetto dell'Assessore per le infrastrutture, ignorando
volutamente il proprio dipartimento delle infrastrutture e
mobilità, Servizio 13, cui è demandato il controllo e la vigilanza
sul Consorzio autostrade siciliane;
se dietro tale comportamento, in palese violazione della legge 10
del 2000, non vi sia un voluto tentativo, da parte della politica,
di ingerirsi nella gestione e controllo degli enti partecipati;
se vi siano, oltre a quella del 20 aprile del 2011, altre note e/o
corrispondenza in itinere da parte dell'ufficio di gabinetto delle
infrastrutture, riguardanti tale vicenda, ad oggi non note». (1866)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
in data 4 ottobre 2010, la Giunta regionale, con deliberazione n.
350 del 4 ottobre 2010, approvava l'atto di indirizzo sulla
riorganizzazione del sistema formazione professionale nella
Regione Sicilia';
tale documento nasce da un percorso di contrattazione, durato
mesi, tra l'Assessorato Istruzione e le organizzazioni sindacali;
alla luce di quanto sopra, l'Assessorato Istruzione ha emanato,
con avviso pubblico n. 29 del 22 ottobre 2010, le direttive per la
programmazione e presentazione delle proposte formative a valere
del PROF 2011';
successivamente, la commissione regionale per l'impiego ha
approvato il PROF 2011 provvisorio per complessive 1.923.000 ore di
formazione, per un totale complessivo di circa 261 milioni di euro;
preso atto che:
l'Assessorato Istruzione, dopo l'approvazione del PROF 2011, ha
pubblicato l'avviso n. 5/2011 dove, al suo interno, si riscontrano
alcune incongruenze con quanto stabilito dalla delibera n. 350 su
menzionata;
tali discrasie riguardano il parametro unico' ora/corso
omnicomprensivo dei costi delle sedi di coordinamento regionali e
degli allievi. Tali costi, nella richiamata delibera n. 350,
restavano correttamente distinti. Successivamente, in sede di
commissione regionale per l'impiego del 21 marzo 2011, alcuni
componenti della CRI facevano rilevare in verbale l'incongruenza
tra quanto contenuto nella delibera n. 350, l'avviso pubblico n. 29
(dove il punto 3 è stato integralmente riportato), e l'avviso
5/2011. Precisamente, nel corso dei lavori fu rilevata lo
stravolgimento, da parte dell'Assessorato, di quanto deliberato
dalla Giunta su proposta dello stesso' e gli atti successivamente
adottati;
ad aggravare ulteriormente lo stato di incertezza per l'avvio dei
corsi, intervenivano due ulteriori fattori:
la proposta dell'Assessorato di un PROF con il 70 per cento delle
ore prive di costo;
il congelamento' delle attività di taluni enti di formazione,
senza che in alcun modo venisse specificata la modalità di tutela
per i lavoratori prevista per legge;
considerato che:
l'applicazione del parametro unico omnicomprensivo, determinerà un
esubero di circa 650 lavoratori ed una conseguente possibilità di
assunzione di 580 per effetto dello spostamento di circa 17 milioni
di euro da enti sopra parametrati verso enti sottoparametrati;
la fissazione del parametro a 135 ora/corso non è stata preceduta
da una dettagliata e preventiva analisi dei costi come
espressamente previsto dalla delibera n. 350 né sono stati
individuati, preventivamente, correttivi ai fini delle garanzie
occupazionali previste dalle vigenti normative;
sussiste il mancato rispetto del punto 10 della delibera n. 350
che integra la violazione dell'art. 2 della l.r. 1 settembre 1993,
n. 25, e dell'articolo 39 della l.r. 23 dicembre 2002, n. 23,
nonché dell'art. 16 della l.r. 27/91 laddove, a parità di
finanziamento assegnato, l'assessore non prevede la riassegnazione
delle attività già in capo agli enti destinatari di
definanziamento, eludendo, tra l'altro, anche il precetto normativo
contenuto nel richiamato art. 2 della l.r. 1 settembre 1993 che
garantisce la continuità lavorativa del personale della formazione
professionale con contratto a tempo indeterminato ed iscritto
all'albo regionale di cui all'art. 14 della l.r. 24/76, poiché
l'utilizzo delle risorse derivanti dai definanziamento e trasferite
sul fondo di garanzia non assicura il mantenimento dei posti di
lavoro ma solo l'esercizio di uno strumento transitorio;
l'effetto del taglio del 30 per cento del volume dell'attività
formativa provocherà un ulteriore esubero di personale pari a circa
2000 unità che si sommano ai 650 succitati;
per l'effetto congiunto dell'applicazione del parametro unico e
del taglio del 30 per cento dei 2650 esuberi previsti, a
legislazione vigente, il fondo di garanzia, istituito con l'art.
132 della l.r. 4/2003 potrà accogliere solamente i costi del
personale assunto entro il 31 dicembre 2002, provocando, di fatto,
la collocazione a zero ore e a zero euro di tutti i lavoratori che
hanno una assunzione compresa tra il 31 dicembre 2002 e il 31
dicembre 2008. Ancorché il fondo di garanzia venisse finanziato
(con aggravio sul bilancio regionale) ed i benefici estesi al
personale di cui sopra, dopo l'assistenza al reddito per 5 anni i
lavoratori con debito previdenziale' superiore ad anni 5
verrebbero espulsi dal sistema;
la modifica non ben chiara del dispositivo concernente l'utilizzo
del Fondo di garanzia, causerebbe un conseguente certo aggravio di
spesa a carico del bilancio della Regione;
per gli enti sottoposti a procedura di revoca dell'accreditamento
si prevede un'ammissione con riserva facendo ricorso ad
argomentazioni tecnico-giuridiche non chiare;
la situazione di precarietà che così si è venuta a creare, viene
ulteriormente aggravata dal ritardo nell'attuazione del protocollo
d'intesa del 4 novembre 2010 riguardante i servizi
formativi/sportelli multifunzionali per i quali permane ancora un
congruo numero di lavoratori in esubero da ricollocare e resta
ancora da definire l'esigibilità di istituti contrattuali come la
malattia, la maternità, i congedi matrimoniali e i permessi
sindacali. Per la copertura dei costi di tali istituti, per i quali
l'autorità di gestione pro tempore non ne prevedeva l'ammissibilità
a rendicontazione di fondi FSE e PAR-FAS, l'Assessore per la
famiglia si era impegnato ad istituire idoneo capitolo di bilancio.
Tale problematica esploderà anche nell'ambito del PROF qualora
cofinanziato con risorse a valere sul FSE e non è ancora trattata
nell'accordo quadro sulla buona formazione';
per sapere:
se non ritengano urgente ripristinare il rispetto del quadro
normativo vigente ed a rendere coerenti gli atti e i provvedimenti
adottati dall'Assessore e dal dirigente generale del dipartimento
istruzione, anche in ordine al PROF 2011, alla delibera di Giunta
n. 350 del 4 ottobre 2010;
se non ritengano opportuno prevedere, per gli enti in sofferenza
inseriti nel PROF 2011 con riserva o che hanno avuto congelata la
propria posizione, l'immediata attivazione di un tavolo permanente
nel quale definire un percorso certo per la garanzia occupazionale
e contemporaneamente la nomina di un funzionario delegato che
provveda all'avvio delle attività e alla immediata erogazione delle
retribuzioni, fatte salve le conclusioni delle procedure di revoca
dell'accreditamento già avviate dal competente dipartimento;
se non ritengano utile, per tutte le retribuzioni maturate e non
erogate al 31 dicembre 2010, emanare un provvedimento che
garantisca l'integrazione dei finanziamenti già erogati, per la
spesa del personale, anche con le economie reiscritte in bilancio
ai sensi dell'art. 9 della l.r. 21/2007;
se non ritengano che la soppressione della commissione regionale
per l'impiego, proposta in finanziaria, sia un modo surrettizio di
eludere ogni forma di controllo delle parti sociali, senza, di
contro, realizzare un più efficiente governo delle problematiche
afferenti al lavoro ed alla formazione professionale» (1867)
VINCIULLO - POGLIESE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
VINCIULLO, segretario f.f.:
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:
l'Associazione regionale allevatori della Sicilia (A.R.A.S.) opera
da 40 anni, su delega dello Stato e della Regione siciliana, ed
attua la selezione del bestiame e l'assistenza agronomico-
veterinaria in
oltre cinquemila aziende zootecniche, interessando oltre il 70%
degli allevamenti siciliani;
l'Associazione regionale allevatori della Sicilia, ha alle proprie
dipendenze, a tempo indeterminato, circa 180 lavoratori (tecnici,
agronomi, veterinari, agrotecnici, periti agrari ed amministrativi)
nonché un elevato numero di tecnici in convenzione libero-
professionale (oltre il 30%);
rilevato che:
da alcuni anni la struttura dell'A.R.A.S. ha avuto un collasso
organizzativo, finanziario ed amministrativo, tanto da determinare
dal 28 dicembre 2009 la nomina di un commissario da parte
dell'Associazione italiana allevatori (A.I.A.), con conseguente
destituzione del presidente, della giunta e del consiglio
direttivo;
dal 6 gennaio 2010 la gestione dell'A.R.A.S. è stata affidata ad
un commissario e a tutt'oggi non registra alcun miglioramento;
considerato che:
tale gestione ha aggravato ulteriormente il deficit di bilancio
dell'associazione regionale allevatori della Sicilia;
la mancata erogazione degli emolumenti al personale dipendente e
convenzionato, ormai da diversi mesi, ha costretto i tecnici ad
anticipare mensilmente di tasca propria, pur senza percepire
emolumenti, le spese di trasporto, automezzi e carburante per
potere effettuare le periodiche visite mensili nelle aziende
zootecniche;
atteso che:
lo stato permanente di crisi organizzativa, funzionale e
finanziaria dell'associazione regionale allevatori della Sicilia
potrebbe recare danno agli allevatori in assistenza tecnica che,
con la sospensione o scadimento dei servizi già svolti
dall'A.R.A.S., possono perdere i vantaggi economico-produttivi
acquisiti ed il raccordo con la migliore zootecnia italiana, e che
si possono disperdere i tecnici adibiti dall'associazione per
l'assistenza a dette aziende;
ritenuto che occorre tempestivamente e responsabilmente ridare
nuova e corretta rotta organizzativa ai servizi delegati rivolti al
comparto zootecnico siciliano e rimediare alle gravissime mancanze
e danno degli allevatori siciliani e al personale tecnico
dell'associazione regionale allevatori della Sicilia addetto a tale
attività;
per sapere:
quali iniziative, con l'urgenza del caso, intenda intraprendere
per il rilancio dell'A.R.A.S. a salvaguardia degli allevatori e del
personale;
se intenda dare piena ed immediata applicazione della legge
regionale n. 33/96, art. 15, che integra la legge regionale n.
12/89, che prevede l'accorpamento delle funzioni, del personale,
delle sedi e delle attrezzature dell'associazione regionale
allevatori della Sicilia all'istituto sperimentale zootecnico
Sicilia». (1856)
CAPUTO - POGLIESE - FALCONE
«Al Presidente della Regione, premesso che l'approvvigionamento e
la distribuzione idrica nel comune di Nicolosi è da parecchi mesi
in una situazione critica a causa della presenza nell'acqua di
valori di manganese e vanadio superiori ai limiti fissati dal
d.lgs. n. 31/2001;
considerato che:
tale situazione è stata accertata a seguito delle analisi
effettuate più volte dall'ASP di Catania;
l'ordinanza di divieto dell'uso dell'acqua a fini potabili è
assolutamente temporanea e per periodi limitati;
ritenuto che:
per risolvere definitivamente il problema è necessario realizzare
un impianto di demanganizzazione;
il sindaco di Nicolosi ha richiesto il relativo finanziamento
facendo presente che, in caso di sospensione definitiva del
servizio di distribuzione, si determinerebbero gravi pregiudizi per
l'igiene, la sanità e la salute pubblica;
l'ufficio della protezione civile di Catania ha valutato l'opera
come necessaria ed urgente per una risoluzione definitiva delle
predette problematiche;
per sapere le ragioni per le quali non sia stato possibile
accogliere la richiesta di finanziamento di un impianto di
demanganizzazione dell'acqua nonostante lo stato di criticità
ampiamente documentato dal sindaco di Nicolosi e degli uffici
periferici della Regione». (1857)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che l'interrogante in data 11 marzo 2010
presentava interrogazione di analogo argomento per avere notizie
sulla soppressione del collegamento Floresta Messina e nel contempo
per chiedere la convocazione urgente della società e dei sindaci
interessati;
premesso inoltre che, con nota a firma dell'Assessore pro tempore,
onorevole Luigi Gentile, prot. 2482/gab, l'Assessorato regionale
per le Infrastrutture e la mobilità rispondeva che, a seguito di
contratto e secondo clausole in esso scritte, è facoltà della
società Interbus spa nel razionalizzare le corse degli autobus,
sospendere una o più corse;
ritenuto che, trattandosi di servizio pubblico, anche in
attuazione alla citata norma, non possono, senza preventiva
istruttoria e conseguente autorizzazione, essere eliminate corse,
altrimenti si consentirebbe la eliminazione di tutte le corse che
non trasportano - a giudizio dei concessionari, che certamente sono
di parte - un numero sufficiente di persone, con la conseguenza che
verrebbero a cessare la gran parte dei collegamenti nei comuni più
disagiati;
considerato che il mantenimento costante di un collegamento è
condizione essenziale per lo sviluppo economico, turistico e
sociale delle aree servite;
ritenuto ancora che sopprimere anche solo un corsa di un
collegamento arreca di fatto grave nocumento alle popolazioni che
lo subiscono;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere al
fine di ripristinare la corsa del collegamento Messina-Floresta
affinché le comunità da esso attraversate possano continuare a
sperare in una crescita certa delle condizioni sociali ed
economiche». (1858)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
a seguito degli eventi alluvionali che si sono verificati nella
riviera ionica della provincia di Messina, la strada statale 114,
all'altezza del Capo S. Alessio, a causa di una frana è interrotta
da alcune settimane;
tale situazione provoca forti disagi alle popolazioni locali, alle
attività produttive nonché il blocco del traffico veicolare;
a fronte di tale situazione, nonostante il notevole lasso di tempo
trascorso, non è stato posto in essere alcun intervento;
per sapere, nell'ambito delle rispettive competenze, quali
provvedimenti urgenti intendano adottare per far fronte ai danni
causati da detti eventi alluvionali e per ripristinare la viabilità
su detta arteria stradale, richiedendo l'immediato intervento della
protezione civile». (1859)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CURRENTI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
la Giunta Lombardo ha conferito 6 incarichi dirigenziali generali
a soggetti esterni all'amministrazione regionale;
ciò appare in totale spregio del limite del 10% previsto in sede
nazionale nonché del conflitto di attribuzione innanzi alla Corte
Costituzionale, proposto dal Governo nazionale contro la Regione
siciliana proprio in riferimento alle precedenti nomine di
dirigenti generali esterni, sebbene conclusosi a favore di
quest'ultima;
considerato che:
l'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana, con nota
prot. n 3639 del 9 febbraio 2011, aveva prospettato la concreta
possibilità che le nomine de quo potessero essere impugnate in via
giurisdizionale e che in quella sede potesse essere sollevata la
questione di legittimità costituzionale della normativa regionale;
con tale indirizzo, di fatto, l'Ufficio legislativo e legale
implicitamente aveva confermato l'inopportunità della nomina degli
ultimi tre dirigenti generali esterni all'amministrazione in
aggiunta ai tre già nominati;
ritenuto che:
le predette nomine escludono i numerosi dirigenti interni dotati
delle conoscenze e delle esperienze specifiche necessarie per
ricoprire l'incarico di direttore generale;
sono fonte di ingiustificato esborso aggiuntivo a carico delle
casse erariali;
i soggetti esterni nominati, in qualche caso, non sembrano
possedere i requisiti normativi e professionali previsti per
ottenere il conferimento di un incarico dirigenziale generali;
per sapere per quali ragioni si conferiscano incarichi
dirigenziali esterni di dubbia legittimità e non si utilizzino i
soggetti interni idonei allo svolgimento di tali incarichi». (1860)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
BARBAGALLO-FERRARA-AMMATUNA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia e le
politiche sociali e all'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica, premesso che:
alcune notizie di stampa dei quotidiani locali riportavano la
notizia della possibilità di un trasferimento del campo rom dalla
zona adiacente il Parco della Favorita, ove attualmente insiste,
all'interno dei terreni confiscati alla mafia;
a seguito di tale notizia i residenti della zona del Fondo
Chiaranda a Falsomiele hanno espresso al vicepresidente della terza
circoscrizione la loro contrarietà alla collocazione del campo rom
nei predetti luoghi in quanto la zona è priva ancora di adeguati
servizi pubblici e che, pertanto, la collocazione dei rom potrebbe
ulteriormente aggravare lo stato di disagio sociale della zona;
considerato che è necessario intervenire per eliminare lo stato di
degrado in cui versa il quartiere intorno alla zona di Fondo
Chiaranda (Falsomiele) e che la collocazione di un campo rom
comporterebbe un ulteriore peggioramento dello stato dei luoghi in
quanto non vi sono sufficienti strutture e servizi in grado di
ospitare la collocazione della predetta etnia;
ritenuto che i residenti hanno manifestato il loro dissenso e
contrarietà alla collocazione di un campo rom;
per sapere:
se vi siano provvedimenti circa il trasferimento della comunità
rom presso la zona di Fondo Chiaranda;
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare per
eliminare lo stato di degrado del predetto quartiere». (1862)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo, premesso che:
la Sicilia, per le sue bellezze naturali e per le caratteristiche
geografiche, è meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo;
in particolare, le isole siciliane godono di notevole affluenza da
parte di turisti stranieri e naturali;
pur tuttavia, alcune delle nostre isole nn sono dotate di sistemi
di ancoraggio per diportisti. In particolare l'isola di Alicudi non
ha un vero e proprio approdo per i diportisti. Ciò provoca, oltre a
disagi, anche nocumento alle attività economiche legate al turismo;
a Filicudi, a nord di Capo Graziano, è stato realizzato un pontile
di cemento che permette l'ormeggio a piccole imbarcazioni; mentre
ad Alicudi mancano gli ormeggi e rimane la più isolata delle Eolie;
considerato che:
consentire l'approdo delle imbarcazioni da diporto determinerebbe
un vantaggio per le isole in quanto verrebbe incrementata la
presenza di turisti;
in questo modo verrebbe potenziato anche lo sviluppo economico
locale;
ritenuto che risulta necessario provvedere alla realizzazione
delle strutture per consentire l'approdo delle imbarcazioni;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare per
consentire l'approdo delle imbarcazioni nell'isola di Alicudi;
i motivi che ad oggi abbiano impedito ai diportisti di approdare e
quali provvedimenti abbiano adottato in merito alla realizzazione
delle infrastrutture necessarie per garantire l'approdo
sull'isola». (1863)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il presidio medico Civico di Palermo è stato escluso dalla
programmazione regionale della spesa pubblica a valere sui fondi
del PO FESR, asse VI, alta tecnologia per la piattaforma regionale
delle PET-TC;
conseguentemente l'azienda di Palermo verrà privata di un
importante strumento tecnologico e di avanguardia e ciò determinerà
un arretramento dell'azienda rispetto alle altre aziende di rilievo
nazionale presenti in Sicilia;
il programma di spesa prevede, altresì, l'inserimento di
apparecchiature PET-TC in aziende sanitarie dove non esistono unità
operative di medicina nucleare;
considerato che:
la scelta di escludere l'azienda di Palermo, già dotata di unità
di medicina nucleare con personale altamente qualificato
dall'acquisizione di apparecchiature PET-TC appare non giustificata
e non fondata su validi argomenti se si considera, invece, la
previsione di spesa per le medesime apparecchiature in strutture
ospedaliere che non hanno unità di medicina nucleare;
il presidio ospedaliero Civico di Palermo rappresenta un polo
oncologico di terzo livello ove è in costruzione un nuovo
padiglione oncologico;
ritenuto che:
tale situazione determina un grave danno al diritto alla salute
dei pazienti in cura presso l'ospedale Civico di Palermo in quanto
verrebbe loro meno la continuità assistenziale;
la scelta di escludere l'ARNAS di Palermo non è fondata su criteri
di razionalizzazione della spesa pubblica poiché nel programma di
spesa è previsto l'inserimento delle apparecchiature PET-TC presso
presìdi non dotati di unità di medicina nucleare;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato per inserire nel predetto
programma di spesa l'assegnazione di una PET-TC per l'ARNAS Civico
di Palermo;
quali provvedimenti siano stati adottati per tutelare il diritto
alla salute dei pazienti in cura presso l'ARNAS di Palermo e per
garantire loro una continuità assistenziale presso il proprio
ospedale». (1864)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, premesso che la società Ribera Resort s.r.l di Stefano
Arvati, secondo quanto si apprende dagli organi di stampa, ha
presentato al comune di Ribera (AG) un progetto per la
realizzazione di un 'Resort' che comprende tra l'altro la
costruzione e vendita di ville;
considerato che:
l'area interessata è classificata nel piano regolatore generale,
recentemente approvato, zona agricola;
la realizzazione dell'opera necessita della variante di
destinazione d'uso dei terreni;
nel piano regolatore generale di Ribera sono già individuate e non
ancora utilizzate aree a destinazione turistico-alberghiera e
residenziale;
rilevato che:
alla luce di quanto detto, appare fondato il dubbio che la società
Ribera Resort s.r.l abbia un intento esclusivamente speculativo ed
immobiliare senza creare occasioni di sviluppo e di crescita del
territorio;
la società responsabile dell'iniziativa non ha alcuna esperienza
nel settore turistico - alberghiero;
da notizie apparse sul settimanale 'Paese mio' di Ribera si
afferma che il Presidente Lombardo avrebbe avuto un incontro con i
rappresentanti del progetto fornendo rassicurazioni relativamente
ad una celere approvazione del progetto da parte del competente
Assessorato;
per sapere:
se risponda al vero, come riportato dagli organi di stampa, che il
Presidente della Regione in un incontro avuto con la società
avrebbe garantito il suo intervento per una celere approvazione
dell'iter burocratico del progetto;
quali iniziative intendano adottare al fine di salvaguardare il
territorio di Ribera e il rispetto delle norme urbanistiche dal
pericolo di eventuali speculazioni edilizie». 1868)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per la salute, premesso che:
la RSA Flavia Martinez di Pietraperzia, che nasce per accogliere
fino a 40 ospiti disabili e anziani non autosufficienti, che è
dislocata su quattro livelli, offre un servizio di fisioterapia, un
servizio di guardia medica dell'ASP, un servizio di geriatria (due
giorni alla settimana) e un servizio di psichiatria (due ore alla
settimana);
in atto nella struttura lavorano 32 dipendenti gestiti dalla
cooperativa Domus di Catania, la quale fa parte del consorzio di
cooperative SI.SI.FO;
detta cooperativa si insediava l'11 novembre 2010 a seguito di un
tavolo tecnico svoltosi alla presenza, tra gli altri,
dell'assessore Massimo Russo e del direttore dell'ASP di Enna,
dottor Nicola Baldari;
contestualmente l'Assessore prorogava l'affidamento del servizio
alla medesima compartiva Domus fino al 10 maggio 2011. Incaricava,
altresì, il direttore Baldari di preparare un bando di gara
relativo allo stesso servizio per un periodo di tre anni (più uno
eventuale di proroga), al fine di garantire la continuità
dell'assistenza e la salvaguardia dei posti di lavoro;
si precisa che mentre avveniva tutto ciò nella RSA erano presenti
32 degenti;
la gara d'appalto veniva pubblicata nella GURS del 24 dicembre
2010 e fissava come termine ultimo per la presentazione delle
offerte il 2 febbraio 2011;
l'ASP ha valutato le offerte presentate carenti della
documentazione richiesta. Venendo meno la partecipazione alla gara
di ditte in possesso dei requisiti previsti, la gara è andata
deserta;
appreso che:
inspiegabilmente, una quindicina di pazienti sono stati dimessi a
seguito di telegramma inviato alla Direzione del Distretto di
Piazza Armerina;
in detto telegramma si segnalavano strutture private nelle quali
gli interessati avrebbero potuto trovare ricovero;
constatato che:
tra le numerosissime lamentele per il suddetto bando di gara una
in particolare riguardava la retta giornaliera pari a euro 87,00
(il decreto assessoriale del 24 ottobre 2010 fissa una retta di
111,80 al giorno per i primi due mesi e di euro 106,20 per i dieci
mesi successivi);
la RSA di Pietraperzia è stata dimensionata per accogliere un
numero di 40 pazienti non autosufficienti, in perfetta sintonia con
l'indirizzo assessoriale che mira al raggiungimento di 98 posti da
attivare complessivamente nella Provincia di Enna (vedi dec. Ass.
24 maggio 2010);
l'importo della gara non sarebbe riuscito a coprire, pertanto,
nemmeno i costi minimi previsti dal CCNL delle cooperative sociali
e standard del decreto assessoriale per le RSA annuo destinato ai
dipendenti in organico attualmente a Pietraperzia;
appreso che l'ASP di Enna ha già bandito un cottimo fiduciario per
l'affidamento in urgenza del servizio di gestione della RSA di
Pietraperzia per il fabbisogno aziendale di 4 mesi, con condizioni
uguali o forse peggiori rispetto a quelle del bando di gara andata
deserta;
per sapere:
come mai non sia stato pubblicato un nuovo bando di gara e
comunque, nelle more, perché non sia stato prorogato il servizio
alla cooperativa che attualmente lo svolge, stante che il cottimo
fiduciario consente alla ditta aggiudicatrice la possibilità della
flessibilità sui lavoratori, condizione che certo non garantisce
gli attuali standard occupazionali;
se non intenda disporre un'ispezione al fine di accertare la
presenza di eventuali incongruenze nel bando di gara, sia di quella
andata deserta, sia in quello inerente il cottimo fiduciario;
se non intenda bloccare il nuovo bando al fine di verificare tutte
le procedure che affiderebbero al nuovo servizio di cottimo una
media di 20 degenti. E' facilmente riscontrabile che nella RSA di
Pietraperzia (prima della dimissione dei pazienti a mezzo
telegramma) erano presenti in media 25/26 pazienti e che si tratta
di un servizio di cui il territorio ha assolutamente bisogno, oltre
a salvaguardare i livelli occupazionali fin qui garantiti». (1869)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
COLIANNI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali, premesso che:
in una lettera inviata il 3 maggio scorso all'assessore regionale
per le Autonomie locali dal segretario generale della Cgil Funzione
pubblica Sicilia si segnalano anomalie nelle procedure di
conferimento degli incarichi dirigenziali in attuazione della l.r.
19/2008';
nella nota, l'organizzazione sindacale spiega di avere avviato a
partire dal mese di gennaio una ricognizione presso i Dipartimenti
regionali in merito alle istanze pervenute per la copertura delle
postazioni dirigenziali disponibili ed alle valutazioni espresse
dai Dirigenti generali in esito alle nomine effettuate, così come
testualmente riportato nei decreti di conferimento redatti sulla
base dello schema fornito dal Dipartimento della Funzione Pubblica;
i risultati di tale ricognizione, sempre secondo la Cgil-Fp hanno
evidenziato un quadro preoccupante di gravi irregolarità derivanti
dalla totale mancanza - se si eccettuano due casi isolati per due
postazioni - di atti istruttori o di tracce e percorsi'
valutativi, che appaiono essere stati omessi dai Dirigenti
generali, contrariamente a quanto dagli stessi affermato nei
decreti di nomina';
a detta dell'organizzazione di categoria, da ciò consegue che i
conferimenti degli incarichi, basati allo stato dei fatti su
valutazioni dichiarate, ma senza riscontri e, per di più, privi
anche di adeguate motivazioni, sarebbero stati effettuati in modo
del tutto arbitrario e non trasparente, e, a cascata, essi
potrebbero in atto comportare, tra l'altro, vantaggi di carriera e
l'erogazione di indennità potenzialmente indebite, valutabili nel
complesso a ben oltre 30 milioni di euro, per giunta pensionabili,
in favore di taluni ed a discapito di altri, suscettibili di
produrre danno risarcibile';
in conclusione, sempre secondo la Cgil-Fp, emerge il generale
travisamento della stessa legge regionale 10/2000, articolo 6,
comma 2, nonché, addirittura, una diffusa pratica di assegnazione
di incarichi a dirigenti che neppure hanno presentato la domanda
per l'incarico loro attribuito';
considerato che la Cgil-Fp considera intollerabile e scandalosa
la situazione venutasi a creare ad opera dei Dirigenti generali,
con il beneplacito del potere politico' e chiede l'avvio di ogni
iniziativa tendente a ripristinare il rispetto delle regole;
per sapere se quanto denunciato dall'organizzazione sindacale
corrisponda al vero e quali provvedimenti intendano adottare per
accertare eventuali violazioni». (1870)
MATTARELLA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata l'interpellanza numero
112 «Indicazioni in merito alle iniziative del Governo per la
celebrazione dei duecento anni della Costituzione siciliana del
1812». Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il costituzionalismo europeo ha avuto importanti riflessi in
Sicilia, con l'approvazione della Costituzione siciliana del 1812,
che rese la Sicilia il primo stato preunitario a dotarsi di un
carta costituzionale moderna;
la Costituzione siciliana del 1812 abolì i diritti feudali ed
istituì il primo esempio di parlamento bicamerale in Italia;
considerato che:
la Costituzione siciliana riconnesse l'isola all'Europa e fu
persino d'ispirazione per il successivo costituzionalismo,
trattandosi di una carta costituzionale votata e non ottriata
(concessa dal sovrano);
l'identità siciliana ha ricevuto un contributo determinante dalla
Carta del 1812, che, per la prima volta in Italia, introduceva il
principio della divisione e della distinzione di ruoli fra potere
legislativo, esecutivo e giudiziario, ponendo la Sicilia
all'avanguardia nel mediterraneo;
per conoscere:
quali iniziative intenda predisporre, insieme all'Assessore per i
beni culturali e l'identità siciliana, per celebrare degnamente nel
corso del 2012 i duecento anni della carta costituzionale
siciliana, come componente determinante dell'identità e della
storia politica e culturale dell'Isola;
come saranno concretamente coinvolte le altre istituzioni dello
Stato centrale e dell'Unione europea, considerata l'indubbia
rilevanza nazionale e continentale dell'evento celebrato». (112)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
FERRARA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 263 «Predisposizione del disegno di legge di iniziativa
governativa sulla partecipazione della Regione all'Unione europea,
di cui all'art. 8 della l.r. n. 10 del 2010», degli onorevoli
Ferrara, Ammatuna, Galvagno, Lupo e Barbagallo, presentata il 27
aprile 2011
numero 264 «Iniziative per la salvaguardia dei fondali siciliani
ed il blocco dei permessi di ricerca di petrolio ed idrocarburi in
Sicilia», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Gucciardi, Digiacomo e
Oddo, presentata il 29 aprile 2011. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che è condivisa da ampi settori della società siciliana
la necessità di procedere ad una profonda rivisitazione e
all'ampliamento delle competenze autonomistiche anche attraverso la
formulazione di un contratto istituzionale con l'Unione europea;
considerato che i diritti del popolo siciliano devono essere
affermati sempre più per mezzo di un reciproco, leale patto anche
con le istituzioni comunitarie;
rilevato che nel quadro della riforma delle istituzioni
repubblicane in senso federale, la Regione siciliana è chiamata ad
inserirsi nel processo recentemente attuato con un progetto
autoctono che, nell'esprimere la propria identità collettiva, sia
teso a ridefinire tutti i rapporti oggi esistenti con l'Unione
europea;
atteso che:
la proposizione di un nuova, moderna, originale ed avanzata
impostazione di autonomia, che meglio rappresenti le mutate
esigenze dell'Isola e ne tuteli la cultura e l'identità in Europa,
deve realizzarsi per mezzo:
1) di un'effettiva continuità territoriale, per le persone e per
le merci, con l'Europa;
2) di una nuova concezione dignitosa del lavoro, che sia visto non
più come una conquista, ma come un diritto dei siciliani ad un
futuro di serenità e prosperità, al pari degli altri cittadini
europei,
impegna il Governo della Regione
a provvedere quanto prima per la predisposizione del testo della
'Legge sulla partecipazione della Regione all'Unione europea', come
previsto dall'art. 8 della legge regionale 20 aprile 2010, n. 10,
che impone all'Esecutivo di presentare un'iniziativa legislativa
entro il 30 aprile di ogni anno. Oltre a coordinare l'ordinamento
regionale con quello comunitario, è infatti opportuno che si avvii
un processo finalizzato ad inserire nel disegno di legge per
l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione
europea anche le succitate istanze, nel quadro di un iter che
consenta un maggiore coordinamento tra Regione ed Unione europea,
anche attraverso la previsione di nuovi organismi paritetici e di
strumenti volti a far valere il principio pattizio anche nei
rapporti con le istituzioni comunitarie». (263)
FERRARA-AMMATUNA-GALVAGNO-LUPO-BARBAGALLO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che alcune compagnie petrolifere hanno presentato istanze
di permesso di ricerca ai fini di future trivellazioni off-shore al
largo delle coste iblee, dell'isola di Pantelleria e
dell'arcipelago delle Egadi;
considerato che le attività di ricerca, soprattutto di estrazione,
comportano non pochi rischi di danno ambientale, e che i territori
di Pantelleria, delle isole Egadi e della provincia di Ragusa sono
particolarmente ricchi di monumenti, di beni artistici,
archeologici e paesaggistici di grande importanza;
rilevato che la natura di mare intercontinentale del Mediterraneo
renderebbe altissimo il rischio di inquinare un vastissimo
ecosistema in caso di incidenti, anche modesta entità, e che la
costa meridionale della Sicilia e le vicine isole minori
rappresentano veri e propri santuari della biodiversità, il cui
ruolo per la riproduzione del grande squalo bianco, per
l'alimentazione delle balenottere e per la riproduzione delle
tartarughe marine, è ormai riconosciuto;
atteso che:
il Canale di Sicilia, punto d'incontro tra il bacino orientale e
quello occidentale del Mediterraneo, dove confluiscono sia le
specie ittiche di origine atlantica, sia quelle che risalgono dal
Golfo di Suez, rappresenta un punto privilegiato quanto mai
delicato per la biodiversità del Mediterraneo, che le trivellazioni
metterebbero a rischio in modo gravissimo;
i fondali marini nel Mediterraneo brulicano di vita, con specie
uniche, endemiche del 'Mare Nostrum', che le trivellazioni
porrebbero oggettivamente in pericolo, non essendo conducente la
giustificazione della distanza dalla costa, che è semmai
un'aggravante, dal momento che maggiore è la distanza dal
bagnasciuga, più sviluppato e vulnerabile è l'ecosistema,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi, per le proprie competenze, a bloccare il permesso di
ricerca di petrolio e idrocarburi in tutti i mari prospicienti la
Sicilia e particolarmente in quelli prospicienti i territori della
provincia di Ragusa, le isole Egadi e l'isola di Pantelleria, per
tutta l'estensione delle acque territoriali italiane, in quanto in
assoluto contrasto con il modello di sviluppo previsto dai
distretti culturali siciliani e con il Piano paesaggistico
regionale». (264)
FERRARA-AMMATUNA-GUCCIARDI-DI GIACOMO-ODDO
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di decreto di nomina di componente della
Commissione per il Regolamento
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 259 del 6 maggio 2011,
l'onorevole Francesco Musotto è nominato componente della
Commissione per il Regolamento, in sostituzione dell'onorevole
Nicola Leanza, automaticamente decaduto da componente della stessa.
Ne do lettura:
«I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che, a seguito della sua nomina ad Assessore
regionale, l'onorevole Nicola Leanza era automaticamente decaduto,
ai sensi del comma 2 dell'articolo 37 bis del Regolamento interno
dell'Assemblea, dalla carica di componente della Commissione per
il Regolamento;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Francesco MUSOTTO è nominato componente della
Commissione per il Regolamento, in sostituzione dell'onorevole
Nicola Leanza, automaticamente decaduto da componente della
stessa.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 6 maggio 2011»
Comunicazione di decreto di nomina di componente della VI
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 261 del 6 maggio 2011,
l'onorevole Roberto Corona è nominato componente della VI
Commissione legislativa permanente Servizi sociali e sanitari ,
in sostituzione dell'onorevole Torregrossa, dimissionario.
Ne do lettura:
«I L P R E S I D E N T E
VISTE le dimissioni dell'onorevole Raimondo Torregrossa da
componente della VI Commissione legislativa permanente Servizi
sociali e sanitari , datate 27 aprile 2011 e pervenute in pari
data (protocollate al n. 4231/AulaPg del 2 maggio 2011);
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Il Popolo della
Libertà al quale l'on. Torregrossa appartiene;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Roberto CORONA è nominato componente della VI
Commissione legislativa permanente Servizi sociali e sanitari ,
in sostituzione dell'on.le Torregrossa, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 6 maggio 2011»
Comunicazione di decreto di nomina di Commissione parlamentare
speciale
d'indagine e di studio sulla formazione professionale
PRESIDENTE. Comunico che con DPA n. 258 del 6 maggio 2011, è
nominata la Commissione parlamentare speciale d'indagine e di
studio sulla formazione professionale con i compiti stabiliti
dall'ordine del giorno n. 128 in premessa citato. Ne do lettura:
«I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n.
81 del 2 aprile 2009, ha approvato l'ordine del giorno n. 128, con
il quale si invita il Presidente dell'Assemblea ad istituire, ai
sensi dell'articolo 29 ter del Regolamento interno dell'A.R.S.,
una commissione di indagine e di studio sulla formazione
professionale;
CONSIDERATO che nell'ordine del giorno sopra citato è stato
stabilito in mesi tre il termine entro il quale detta commissione
deve riferire all'Assemblea sui risultati dell'indagine;
VISTE le designazioni pervenute dai Gruppi parlamentari;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea, e specialmente gli
articoli 29 e 29 ter,
D E C R E T A
è nominata la Commissione parlamentare speciale d'indagine e di
studio sulla formazione professionale con i compiti stabiliti
dall'ordine del giorno n. 128 in premessa citato.
La Commissione è composta dai deputati: Arena Giuseppe; Cimino
Michele; Digiacomo Giuseppe; Dina Antonino; Falcone Marco;
Fiorenza Cataldo; Gentile Luigi; Giuffrida Salvatore; Gucciardi
Baldassare; Panarello Filippo; Torregrossa Raimondo.
La Commissione dovrà riferire per iscritto all'Assemblea sui
risultati dell'indagine e dello studio entro il termine di mesi
tre dal momento della costituzione.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 6
maggio 2011»
Comunicazione di decreto di nomina della Commissione parlamentare
speciale
d'indagine sul piano di informatizzazione della Regione siciliana
PRESIDENTE. Comunico che con DPA n. 260 del 6 maggio 2011, è
nominata la Commissione parlamentare speciale d'indagine sul piano
di informatizzazione della Regione siciliana, con particolare
riferimento agli affidamenti alla società Sicilia e-Servizi
s.p.a. , con i compiti stabiliti dalla mozione n. 183 in premessa
citata.
«I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n.
173 del 19 maggio 2010, ha approvato la mozione n. 183, con la
quale si invita il Presidente dell'Assemblea ad istituire, ai
sensi degli articoli 29 e 29 ter del Regolamento interno
dell'A.R.S., una commissione di indagine sul piano di
informatizzazione della Regione siciliana, con particolare
riferimento agli affidamenti alla società Sicilia e-Servizi
s.p.a. ;
CONSIDERATO che nella mozione sopracitata non è stato indicato
il termine entro il quale detta commissione debba riferire
all'Assemblea sui risultati dell'indagine;
VISTE le designazioni pervenute dai Gruppi parlamentari;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea, e segnatamente gli
articoli 29 e 29 ter, nonchè l'articolo 29 bis per il termine
entro cui la commissione è tenuta a riferire all'Assemblea,
D E C R E T A
è nominata la Commissione parlamentare speciale d'indagine sul
piano di informatizzazione della Regione siciliana, con
particolare riferimento agli affidamenti alla società Sicilia e-
Servizi s.p.a. , con i compiti stabiliti dalla mozione n. 183 in
premessa citata.
La Commissione è composta dai deputati: Caronia Maria Anna; De
Benedictis Roberto; Di Benedetto Giacomo; Di Mauro Roberto;
Leontini Innocenzo; Mancuso Fabio; Marrocco Livio; Mineo
Francesco; Parlavecchio Mario; Picciolo Giuseppe; Savona Riccardo.
La Commissione dovrà riferire per iscritto all'Assemblea sui
risultati dell'indagine entro il termine di mesi due dal momento
della costituzione.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 6 maggio
2011»
Comunicazione di superamento di atti ispettivi e/o politici
PRESIDENTE. Comunico che: a seguito dell'accettazione come
raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta d'Assemblea n.
250 del 30 aprile 2011 degli ordini del giorno:
- numeri: 368, 390, 406, 410, 412, 426, 437, 452, 462, 465, 474,
475, 481, 482, 483, 484, 485, 488, 489, 522, sono da intendersi
rispettivamente superate, perchè di identico contenuto le
interrogazioni numeri: 1201, 274, 1444, 1450, 1459, 1513, 1705,
1653, 1750, 1763, 1778, 1795, 1818, 1817, 1816, 1815, 1814, 1835,
1840, 1716;
- numeri 498 e 499, sono da intendersi rispettivamente precluse,
perchè di identico contenuto, le interrogazioni numeri 1853 e 1854;
- numero 427 è, altresì, da intendersi superata, perchè di
identico contenuto, la mozione numero 235.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio dell'ordine del giorno numero 555
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, a firma degli
onorevoli Cracolici, Leanza Nicola e Lentini, l'ordine del giorno
n. 555 «Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate della
delibera legislativa numeri 630-630 bis-630 ter-630 quater
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013 ».
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte costituzionale nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del potere di promulgazione dello stesso Presidente,
provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;
premesso che la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito
che il Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative, ma
anche tramite atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del
giorno);
premesso che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 250
del 30 aprile 2011 ha approvato la deliberazione legislativa
recante Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2011e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013
(disegno di legge nn. 630-630 bis-630 ter-630 quater);
considerato che la citata deliberazione, è stata impugnata in modo
parziale dal Commissario dello Stato con ricorso proposto alla
Corte costituzionale e notificato al Presidente della Regione in
data 9 maggio 2011;
ritenuto che occorre conciliare l'esigenza che la suddetta
deliberazione sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente
della Regione con l'altra esigenza che discende dall'opportunità di
consentire che la Corte costituzionale si pronunci sulle norme
censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la
deliberazione legislativa approvata nella seduta n. 250 del 30
aprile 2011 recante Bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2011e bilancio pluriennale per il triennio
2011-2013. (disegno di legge nn. 630-630 bis-630 ter-630 quater)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Con il voto contrario dell'onorevole De Luca.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione della proposta di modifica dell'art. 153 del
Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. III)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del
giorno Discussione della proposta di modifica dell'art. 153 del
Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. III) .
Invito i componenti della Commissione per il Regolamento a
prendere posto nell'apposito banco.
Ricordo che, ai sensi dell'art. 39, comma 3, del Regolamento
interno, per l'approvazione delle modifiche del Regolamento
medesimo, è prevista la deliberazione a maggioranza assoluta dei
componenti dell'Assemblea (46).
Onorevoli colleghi, com'è noto, per consuetudine parlamentare, la
mozione, dopo il suo annuncio e dopo la sua lettura ai sensi
dell'articolo 153 del Regolamento interno dell'ARS, è demandata
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione, in ossequio al
principio generale della programmazione dei lavori, di cui agli
articoli 90 ter e seguenti dello stesso Regolamento interno.
Appare, quindi, opportuno codificare la suddetta prassi con la
consequenziale proposta di modifica all'articolo 153. Per quanto
sopra si confida nella rapida approvazione.
Do lettura della proposta di modifica:
«L'articolo 153 del Regolamento interno dell'ARS è sostituito con
il seguente:
Art. 153
1. La mozione, una volta letta all'Assemblea a termini
dell'articolo 83, lettera d), del presente Regolamento, non può più
essere ritirata se 5 o più deputati vi si oppongano e la
determinazione della relativa data di discussione è demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ai sensi del Capo
I bis del Titolo III del presente Regolamento ».
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione la proposta di modifica
dell'art. 153 del Regolamento interno.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Avverto che la votazione finale del Documento III avverrà in una
seduta successiva.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanza della rubrica
Famiglia, politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanza della rubrica
Famiglia, politiche sociali e lavoro .
Si procede con l'interrogazione numero 1260 «Chiarimenti in ordine
alla mancata esecuzione del contratto di lavoro dei dipendenti del
Ciapi di Palermo e Priolo Gargallo (SR)», a firma dell'onorevole
Marziano. Ne do lettura:
«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che nel marzo 2007 e, successivamente, nell'ottobre 2008 è
stato rinnovato, ma mai reso esecutivo, il contratto di lavoro dei
dipendenti del Ciapi di Palermo e Priolo Gargallo (SR), scaduto nel
dicembre 1999;
ricordato che il 28 dicembre 2009 il contratto è stato depositato
dall'Assessore per il lavoro presso la segreteria di Giunta del
Governo per essere deliberato e da allora è in attesa di essere
inserito all'ordine del giorno della stessa per il parere
vincolante necessario per renderlo esecutivo (art. 3, l.r. 10
aprile 1978, n. 2);
rilevato che l'accordo prevede che i costi contrattuali, oneri
previdenziali e assistenziali compresi, siano a totale carico dei
bilanci dei due Ciapi, senza pertanto alcun onere finanziario a
carico del bilancio della Regione, così come è stato confermato e
certificato dalle relazioni dei collegi dei revisori e dai
responsabili legali dei due enti;
ricordato che un emendamento, a firma degli onorevoli Lupo-
Marziano al disegno di legge per il bilancio 2010 voleva ridurre a
1 milione di euro la cifra per fare fronte a tali esigenze e che un
successivo ordine del giorno (n. 353), accettato come
raccomandazione, vincolava la suddetta cifra a tale utilizzo;
per sapere quale motivo impedisca l'inserimento all'ordine del
giorno della Giunta di Governo di tale ipotesi di rinnovo
contrattuale, firmata dalle parti e regolarmente approvata dagli
organi statutari e di controllo dei due enti, nonostante tutte le
assicurazioni fin qui fornite in merito al procedere della
pratica». (1260)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione
dell'onorevole Marziano riguarda la richiesta di chiarimenti.
In ordine ai tempi dell'interrogazione, ancora non era approvato
il contratto di lavoro dei dipendenti del CIAPI di Palermo e di
Priolo Gargallo. Posso assicurare l'Assemblea e l'onorevole
Marziano che il contratto è stato approvato perché la Giunta, a suo
tempo, nella seduta del 30 dicembre 2010, con la deliberazione n.
498 ha dato parere favorevole per il rinnovo del contratto del
Ciapi e, quindi, il contratto è stato successivamente, per mano dei
due presidenti, sottoscritto e firmato. Pertanto, a questa
interrogazione si può rispondere positivamente che il contratto è
stato firmato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marziano per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MARZIANO. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto della
risposta dell'assessore per la parte che riguarda l'applicazione
delle norme contrattuali che sanano una fase di sofferenza nel
rapporto tra il centro interaziendale di addestramento
professionale e i lavoratori.
C'è da dire che per il recupero del pregresso questa Assemblea, su
proposta mia e dell'onorevole Lupo, nel bilancio dell'anno scorso
ha appostato una cifra che deve essere utilizzata, signor
Assessore, unicamente per il recupero delle somme pregresse e che
non può né deve essere utilizzata per fare fronte ai bisogni
ordinari del Ciapi, perché lo spirito dell'emendamento era quello
di recuperare il pregresso. Quindi, ove la somma, che prima era
stata chiesta per due milioni e settecento mila euro e poi ridotta
ad un milione, sia stata utilizzata esclusivamente per questo scopo
mi dichiaro soddisfatto anche in questo caso. Nel caso in cui non
lo sia, la invito a verificare se ci sono ancora sofferenze
contrattuali da parte dei lavoratori del Ciapi.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1410 «Iniziative in
materia fiscale in favore delle famiglie e delle imprese
siciliane», degli onorevoli Vinciullo, Pogliese, Buzzanca e
Falcone. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la Sicilia è ad oggi la Regione d'Italia che maggiormente ha
subito gli effetti della crisi economica che sta attanagliando le
famiglie italiane;
nel 2009, secondo quanto emerge dall'ultima 'Relazione generale
sulla situazione economica del Paese', pubblicata dal Ministero
dell'economia e delle finanze, l'INPS ha erogato, solamente in
Sicilia, 131.240 pensioni e assegni sociali, per un totale di
586,59 milioni di euro;
constatato che:
il rapporto tra le pensioni erogate rispetto alla popolazione di
ultrasessantacinquenni è maggiore in Sicilia rispetto alle altre
regioni d'Italia ma non raggiunge quei risultati disastrosi di
altre regioni del Meridione;
dalla relazione in parola la Sicilia risulta in coda alla
classifica degli investimenti per abitante, con una spesa, nel
2009, di appena 137 euro pro capite a dispetto dei 1.054 euro pro
capite della Valle D'Aosta;
nello stesso anno, la spesa in termini pro capite erogata dagli
enti locali nel Mezzogiorno, pari a 281 milioni, è risultata
inferiore alla media nazionale, a quota 298 milioni;
visto che:
il Ministero dell'economia, nella 'Relazione generale sulla
situazione economica del Paese', evidenzia come, al 31 dicembre
2009, dei 2,6 miliardi di euro di investimenti approvati tra il
2000 e il 2006, attraverso la stipula di 15 contratti di programma,
solamente lo 0,7% dell'intera somma, appena 16,6 milioni di euro,
risulta effettivamente erogata in Sicilia;
a fine 2008 gli investimenti effettuati nell'Isola sono stati 14,6
milioni di euro, mentre nel 2009 sono stati appena 2 milioni, a
dispetto di altre regioni che in valori assoluti hanno percepito
somme fino a 13 milioni;
per sapere:
se non ritengano urgente e necessario modificare il sistema di
fiscalità vigente attraverso norme agevolate in favore delle
famiglie siciliane che si trovano a vivere un momento di crisi
aspro e prolungato;
se non ritengano utile avviare una politica economica a favore
delle imprese e di tutte le attività commerciali che giornalmente
devono confrontarsi con il calo delle vendite legato alla crisi
economica delle famiglie, costrette oramai a contenere anche
l'acquisto di beni di prima necessità». (1410)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'interrogazione
dell'onorevole Vinciullo si chiede al Governo se in materia fiscale
abbia delle iniziative in favore delle famiglie e delle imprese
siciliane.
Naturalmente, il fatto che vi siano le famiglie significa che
l'interrogazione riguarda anche l'Assessorato che ho la
responsabilità di guidare.
Dico subito che per quanto riguarda, invece, la politica economica
in favore delle imprese dovrebbe essere l'Assessorato dell'economia
o quello delle infrastrutture o altri assessorati, come quello dei
lavori pubblici, a dare una risposta più puntuale della mia.
Noi diciamo che, purtroppo, l'unico punto sul quale la Regione
poteva intervenire era la diminuzione della percentuale di
addizionale IRPEF.
In questo caso, però, il Governo non ha potuto operare alcuna
manovra in riduzione della percentuale IRPEF per la semplice
ragione che abbiamo dovuto impegnare quelle somme - com'è noto
all'Assemblea - per ripianare la situazione deficitaria della
sanità. Cosa che è stata in maniera positiva non solo avviata, ma
anche parzialmente e quasi ora completamente realizzata; quindi, da
questo punto di vista, naturalmente si è dovuto fare una scelta di
natura politica dove c'era la maggiore urgenza che ci avrebbe fatto
penalizzare da parte dello Stato.
Non c'è dubbio che la sottolineatura dell'onorevole Vinciullo in
ordine alla necessità di operare una attenzione particolare nei
confronti della fiscalità a favore della famiglia è raccolta dal
Governo; al tempo stesso, però, bisogna che si possa attendere il
risanamento completo della sanità per poi potere prendere in
considerazione quella unica possibilità di manovra, tenuto conto
che poi, peraltro, non possiamo mettere nuove imposte o togliere
imposte che sono dello Stato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, non posso non dichiararmi ancora una volta
insoddisfatto della risposta del Governo, intanto perché,
giustamente, l'assessore ha dovuto fare presente che questa
interrogazione, anziché essere inviata dal Presidente della Regione
a chi ha maggiori competenze sulle vicende, cioè l'assessore per
l'economia oppure l'assessore per le attività produttive, è stato
inviata all'Assessorato della famiglia che ha pur esso delle
responsabilità, ma limitate rispetto ad altri Assessorati che hanno
maggiori competenze nella vicenda.
Prendo atto della volontà che il Governo ha espresso comunque,
attraverso le parole dell'assessore Piraino, di recepire le istanze
provenienti da questa mia interrogazione.
Speriamo di non dover ripianare l'anno prossimo l'ennesimo buco
della sanità, perché quello che è venuto fuori oggi da parte
dell'assessore Piraino è la verità triste e amara che questo
Governo spesso continua a negare: il fatto, cioè, che, nonostante
la riforma, nonostante i tagli, nonostante si faccia la fila ai
pronto soccorsi per ore intere, nonostante si siano tagliati
ospedali, nonostante si siano tagliati posti-letto, continua una
emorragia di flussi finanziari verso l'Assessorato della Salute che
non è cambiato e continua ad essere un pozzo senza fondo, mettendo
in discussione il rilancio della nostra economia.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1538 «Notizie
urgenti in merito ai ritardi dei pagamenti a favore della struttura
Oasi Maria SS' di Troina (EN)», degli onorevoli Cordaro e Maira.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e all'
Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
l'Oasi Maria SS si presenta ad oggi come il migliore centro
sperimentale in materia di ritardo mentale e involuzione celebrale
senile, operante in tutta la Regione siciliana;
grazie alla presenza di un gruppo ardimentoso di giovani
volontari, la struttura gode altresì di una scuola sperimentale e
di un istituto di ricovero e cura che mira alla promozione e
sviluppo di una nuova dimensione nazionale per quei soggetti
'deboli' che, avendo una intelligenza 'ridotta', si ritrovano
purtroppo ai margini della società civile;
i servizi socio-sanitari offerti dalla 'Oasi città aperta' sono di
alta specializzazione e rivolti non solo alle persone affette da
ritardo mentale, involuzione celebrale senile e patologie
correlate, ma anche alle famiglie dei malati, le quali vengono
accompagnate professionalmente lungo il difficile percorso
abilitativo e riabilitativo;
l'Oasi è anche riconosciuto centro di ricerca di livello
nazionale;
viene garantita sia l'ospitalità sia l'utilizzo dei migliori
protocolli diagnostici e riabilitativi messi a disposizione dalla
ricerca scientifica e clinica più all'avanguardia, affinché vengano
garantiti i livelli essenziali di assistenza (LEA) e la promozione
della salute, dove sono contemplati nell'ambito del piano sanitario
regionale;
considerato che negli ultimi mesi la struttura 'Oasi città aperta'
ha subito un grosso disagio per la mancanza di avvenuti pagamenti,
con grandi difficoltà gli operatori di tale struttura hanno dovuto
portare avanti la loro 'mission', tutti questi mesi anche gli
utenti affetti da 'patologie gravi', si sono ritrovati a far i
conti con queste avversità;
per sapere:
se ritengano ammissibile che una simile struttura sia costretta
ancora a subire gli ingiustificati ritardi dell'amministrazione
regionale in ordine ai rimborsi dovuti per l'erogazione dei servizi
socio-sanitari;
in caso contrario, che cosa intendano fare per impedire che le
gravi lacune del sistema economico regionale conducano
inevitabilmente alla crisi e al declino di tale struttura, la
quale, oltre al pregevole impegno assunto verso queste disarmanti
patologie, concorrano allo sviluppo e al pregresso scientifico
dell'intero territorio regionale». (1538)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, signori deputati, l'interrogazione
numero 1538, presentata dagli onorevoli Cordaro e Maira, riguarda
il ritardo nei pagamenti verificatosi nel 2010 in ordine ai servizi
offerti dall'Oasi Maria SS' di Troina.
Devo precisare che, in realtà, non si tratta di nessun ritardo,
per lo meno da parte dell'Assessorato della famiglia, perché questi
impegni per corrispondere ai servizi offerti dall'Oasi Maria SS di
Troina erano stati assunti all'interno di una convenzione stipulata
con l'Assessorato della sanità e l'Assessorato della famiglia da
parte dell'Oasi di Troina.
Senonché nella convenzione era previsto che la registrazione della
convenzione onerosa fosse, sia per gli aspetti sanitari che per gli
aspetti socio-politici, affidata all'Assessorato della sanità.
Per una serie di questioni insorte nell'interpretazione della
convenzione stessa, l'Assessorato della sanità ha impiegato un
certo tempo, che ha richiesto anche una serie di interventi nostri
per chiarire alcune situazioni che, invece, non risultavano chiare
all'Assessorato.
Finalmente tutto questo è avvenuto, finalmente la registrazione è
avvenuta. E siccome l'Assessorato politiche sociali aveva messo da
parte il corrispettivo per i servizi forniti dall'Oasi Maria SS'
di Troina l'anno scorso, adesso si tratta solo di verificare che i
servizi siano stati resi secondo i protocolli necessari e, quanto
prima, le somme appostate e già impegnate saranno erogate.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Maira per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MAIRA. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1498 «Interventi
finanziari per le IPAB siciliane», dell'onorevole Corona. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
è ormai da decenni che la situazione finanziaria delle IPAB
siciliane va sempre più peggiorando: tutto ciò è dovuto al sempre
minore trasferimento di risorse che la Regione eroga loro, ormai
insufficiente a garantire perfino ai dipendenti il contratto di
lavoro degli enti locali ed il rispetto delle norme di contabilità
pubblica;
considerato che la situazione è così grave che la quasi totalità
delle IPAB non riesce più a pagare al personale gli stipendi ormai
da molti mesi, alcune addirittura da più di 3 anni, e che,
nonostante ciò, si continua ad assicurare, con senso di
responsabilità, il servizio all'utenza;
considerato inoltre che gli amministratori delle IPAB non
percepiscono alcuna indennità e svolgono il loro ruolo con spirito
di servizio sociale e che ci sono tantissimi commissari, nominati
da questo Governo, che invece gravano sui bilanci degli enti;
ritenuto imprescindibile ed improrogabile un intervento del
Governo regionale finalizzato ad una riforma globale delle stesse
che tenga conto dell'insostituibile ruolo che rivestono per le
comunità ove sono allocate; infatti, esse forniscono prestazioni
socio-assistenziali a favore di anziani, minori, disabili e
soggetti deboli;
evidenziato che la Regione siciliana ad oggi non ha provveduto al
riordino del sistema delle IPAB secondo quanto previsto dal decreto
legislativo 4 maggio 2001, n. 207;
appreso che nel 2009 il Governo regionale aveva impiegato la
stratosferica somma di 150 milioni di euro solo per consulenze,
incarichi e nomine, per una pletora di 14.000 addetti, che non si
sa quali ruoli speciali rivestano che non possono essere svolti da
personale interno alla Regione, mentre è ormai a conoscenza di
tutti che per la sistemazione e riorganizzazione delle IPAB
occorrerebbero circa 30 milioni di euro, una cifra infinitamente
inferiore;
per sapere se intendano:
adottare con urgenza, nella prossima sessione di bilancio della
Regione, provvedimenti normativi ed economici che tendano alla
soluzione di quanto espresso in premessa e che aiutino le IPAB a
trovare l'equilibrio finanziario con immediatezza;
adottare urgentissime iniziative tendenti a chiudere il
contenzioso delle IPAB nei confronti dei lavoratori dipendenti;
adottare, infine, urgenti iniziative legislative per
l'applicazione di quanto prescritto dal Titolo V della l.r. 9
maggio 1986, n. 22, ed in particolare le disposizioni di cui agli
articoli da 30 a 43, pianificando l'estinzione o la fusione degli
enti che non svolgono attività consone o che non riescono a
raggiungere gli obiettivi di legge ed a rilanciare le attività
degli enti predetti, definendo un censimento e la riqualificazione
dei loro patrimoni anche attraverso la stipula di apposite
convenzioni con i comuni ed il servizio sanitario regionale».
(1498)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, signori deputati, l'interrogazione n.
1498 dell'onorevole Corona riguarda gli interventi finanziari in
favore delle IPAB. Come tutti voi sapete, si tratta di un tema che
è all'ordine del giorno dell'Assemblea nel senso che era oggetto di
uno degli articoli del maxi emendamento alla legge finanziaria;
questo articolo, così come tutti gli altri contenuti in quel
documento, fu poi cassato dall'Aula durante i lavori di
approvazione della finanziaria stessa.
Successivamente, il Governo ha presentato un disegno di legge di
riforma delle IPAB.
La situazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e
beneficenza è una situazione da tutti conosciuta che qui,
puntualmente, l'onorevole Corona ha ricordato; una situazione
abbastanza disastrosa di un complesso di organismi che, invece,
potrebbero essere uno dei punti di riferimento fondamentali dei
servizi socio-assistenziali della nostra Regione.
Come ho detto, é stato già presentato il disegno di legge
governativo - mi auguro che l'Assemblea lo discuta quanto prima -,
un disegno di legge di riforma strutturale che prevede una nuova
configurazione giuridica delle IPAB e una nuova forma di governance
delle IPAB, perché il disastro è frutto della inadeguatezza del
modello organizzativo a cui le IPAB sono costrette ancora, in base
alla legge 22 del 1986. E, pertanto, é necessario superare questa
dimensione.
Naturalmente, non basta solo una legge di riforma complessiva ma
bisogna affrontare, poi, la situazione o le situazioni molto
delicate che registrano disavanzi finanziari di notevole importanza
in alcuni casi, registrano perdita di capacità di servizio, per
così dire, di alcune IPAB che, in certe circostanze, non riescono
più a fornire un reale servizio e, quindi, tutto questo ci fa
interrogare circa la necessità di ristrutturare o, addirittura, di
estinguere o di accorpare delle IPAB.
I problemi sono molto complessi perché vi sono pure problemi di
personale, di circa duemila persone che dipendono, a tempo
indeterminato, dalle IPAB, e di una serie di altri dipendenti che
oggi, purtroppo, spesso fanno un lavoro non adeguato al servizio
che possono rendere.
Ultimamente, come forse avrete potuto leggere sui giornali oltre
che da informative istituzionali, io ho cercato di indirizzare
verso le IPAB una utenza costituita dai migranti che provengono dal
Maghreb. Questa situazione potrebbe aiutare in qualche modo a far
sì che le varie IPAB che hanno disponibilità e sono sottoutilizzate
prestino i loro servizi.
Naturalmente, qui abbiamo un problema che è bene che l'Assemblea
conosca: noi, con molta generosità, abbiamo chiamato le IPAB ad
intervenire in questo settore anche con quell'intento a cui facevo
riferimento. Però dobbiamo sapere che le rette per queste
accoglienze, per questi ricoveri, per queste ospitalità, dovranno
essere rimborsate dallo Stato; quindi dovremo essere vigili nel
chiedere allo Stato di rimborsare il corrispettivo che viene pagato
per qualunque ricovero di un immigrato in qualunque altra parte
d'Italia.
Detto questo, mi auguro che con l'aiuto dell'Assemblea potremo al
più presto affrontare e definire la legge di riforma e poi avviare
un processo concreto di ristrutturazione per arrivare a quel numero
di IPAB che, per territorio, per funzioni e per servizio esplicato,
abbiano la capacità poi di sopravvivere e diventare un punto di
riferimento per l'erogazione di servizi sociali importanti che
spesso soltanto una istituzione che ha una storia, che ha una
tradizione, che ha anche un know how tecnologico, è in grado di
dare e che noi purtroppo, se continua così questo andamento,
vedremo via via deperire e perdere di significato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Corona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Piraino,
grazie per la sua puntuale risposta. Finalmente, grazie alla sua
alta qualificazione professionale e tecnica è entrato dentro un
problema che la Regione trascina da lunghi anni.
Avere deciso di riformare la legge delle IPAB in Sicilia, datata
da oltre trent'anni, significa porre attenzione nei confronti di
strutture che nel tempo hanno reso importanti servizi assistenziali
ai più deboli in tutti i settori dell'assistenza.
Sin dall'inizio di questa legislatura, io sono intervenuto più
volte attraverso interrogazioni, attraverso ordini del giorno, non
ultimo quello approvato nell'ultima seduta in occasione
dell'approvazione della legge finanziaria, per mettere al centro
queste problematiche.
Le IPAB, come lei, assessore, giustamente ha detto, dovranno
essere rimodulate perché nella nostra Regione abbiamo 65 strutture
che offrono servizi qualificati ma che non sono nelle condizioni di
mettere a sistema, all'interno di un mercato che ormai soffre per
la concorrenza dei privati, in quanto le strutture assistenziali
pubbliche lasciano il tempo che trovano in un momento in cui si è
guardato oltre queste strutture, si è guardato soprattutto ai
privati, specialmente nel settore dell'assistenza per gli anziani,
e anche in diversi altri servizi che, in passato, sono stati
forniti dalle IPAB. Per cui, ben venga questo disegno di legge.
Certamente avremo modo di approfondirlo nella apposita Commissione
prima che vada all'esame dell'Aula perché gli spunti sono
importanti; ma soprattutto io credo che dovremmo cercare di
inserire, con collegamenti precisi, queste IPAB - quelle,
naturalmente, che resteranno nel territorio della nostra Regione -
dato che tantissime, come dice lei, hanno un disavanzo economico
perché purtroppo, nel tempo, i contributi non sono stati
finalizzati a precisi interventi. Ma, soprattutto, dobbiamo dire
che i contributi sono stati strabici sul territorio perché alcune
IPAB hanno avuto delle attenzioni sempre costanti mentre altre
IPAB, invece, sono state trascurate nel tempo, per cui il disavanzo
è cresciuto a dismisura.
Ebbene, il personale ha svolto servizi qualificati, e di questo va
dato atto al personale, a questi duemila addetti che, ancora oggi,
pur vantando crediti nei confronti delle IPAB per mesi e mesi di
ritardo nel pagamento di prestazioni e di stipendi, continuano con
grande senso di responsabilità ad assicurare i servizi all'utenza.
Certo, la governance dovrà essere rivista perché le strutture oggi
sono quasi tutte commissariate e i commissari sono a carico della
Regione. Dobbiamo guardare, visto che si tratta di assistenza socio-
sanitaria, se è il caso di passare a possibili iniziative da
svolgersi nel campo delle ASP - un collegamento con le ASP
certamente importante, quindi con le strutture sanitarie sul
territorio -, ma soprattutto occorre agevolare un futuro a questi
dipendenti che oggi subiscono, dal punto di vista psicologico,
danni alla loro salute, oltre che alle loro condizioni economiche.
Ringrazio l'assessore e sono convinto che, in Commissione,
troveremo il modo di integrare le sue proposte per arrivare in
tempi brevi ad una legge di riforma delle IPAB che, ritengo,
possono ancora recitare un ruolo importante a favore dei più deboli
della nostra Regione.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dei firmatari, la interrogazione
numero 1708 «Notizie sulla gestione delle IPAB in Sicilia, con
particolare riferimento all'educando Regina Elena e al
conservatorio Santa Casa della Grazia di Catania», degli onorevoli
Raia e Di Guardo, è trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
Si passa allo svolgimento della interpellanza numero 105 «Ritiro
del D.A. 2561/2010 e del D.D.G. 2679/2010 in materia di contributi
in favore di organismi del terzo settore che attuano azioni di
contrasto alle vecchie e nuove povertà - Interventi a sostegno
dell'occupazione delle fasce deboli del mercato del lavoro»,
dell'onorevole Faraone.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
nella GURS n. 57 del 31 dicembre 2010 è stato dato avviso, da
parte dell'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro, della pubblicazione del decreto assessoriale n. 2561
del 22 dicembre 2010 e del decreto del dirigente generale n. 2619
del 23 dicembre 2010 circa i criteri e le modalità per l'erogazione
di contributi in favore degli organismi del terzo settore che
attuano azioni di contrasto alle vecchie e nuove povertà -
interventi a sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del
mercato del lavoro;
detti decreti determinano i criteri e le modalità per l'utilizzo
della somma residua, pari ad euro 6.500.000,00, risultante dal
precedente decreto, precisamente il DA n. 1146 del 31 maggio 2010,
con il quale, precedentemente, erano state date disposizioni per
'l'erogazione di contributi da destinare a sperimentazioni urgenti
di contrasto alle vecchie e nuove povertà' per complessivi euro
13.545.342,00, al fine di impegnare la complessiva somma
disponibile di euro 20.320.536,00;
considerato che:
dalla lettura comparata dei due decreti assessoriali (il n. 1146
del 31 maggio 2010 e il n. 2561 del 22 dicembre 2010), e
conseguentemente dei due decreti del dirigente generale (il n. 1149
del 3 giugno 2010 e il n. 2619 del 23 dicembre 2010), emergono
divergenze sostanziali in ordine a diversi aspetti non secondari e
sugli stessi requisiti posti alla base della chiamata a progetto
delle diverse iniziative, divergenze che generano più che legittimi
dubbi sulla correttezza e trasparenza della procedura attivata;
è quindi, in re ipsa, che, nella considerazione che l'utilizzo
della somma residua pari ad euro 6.500.000,00 avvenuta con il DA n.
2561 del 22 dicembre 2010, risulta, per l'appunto, residua, dello
stanziamento complessivamente disponibile di euro 20.320.536,00 di
cui, con D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010, si era 'ritenuto al
momento, di determinare i criteri e le modalità per l'utilizzo
della somma di euro 12 milioni (successivamente diventati
13.545.342,00 con D.A. n. 1969 del 21 settembre 2010), (...)
rinviando a successivo provvedimento la definizione dei criteri per
l'utilizzo della residua somma, fino a concorrenza dell'importo
complessivo, a seguito dell'accertamento definitivo delle economie
disponibili' - alla programmazione del suo utilizzo non può che
seguire logicamente la stessa coerenza normativa e impostazione
criteriale, salvo diversa valutazione di discostamento
opportunamente motivata in maniera trasparente, comunicata a
seguito di eventuali criticità riscontrate;
in effetti, di attenersi a tale coerenza logico-normativa, è
chiaramente detto con il D.A. n. 2561 del 22 dicembre 2010 laddove,
correttamente, si dichiara di ritenere 'in conformità a quanto
stabilito dal D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010 di dovere determinare
i criteri e le modalità per l'utilizzo della somma residua pari ad
euro 6.500.000,00 (...)' salvo poi, specialmente con D.D.G. n. 2619
del 23 dicembre 2010, discostarsi clamorosamente dalla precedente
impostazione e dallo stesso atto di indirizzo;
ritenuto, quindi, comparativamente:
le stesse finalità che, anche e solo terminologicamente, ma non
solo , pur trattandosi della stessa fattispecie, sono tuttavia
diverse nel D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010, laddove, per esempio,
all'articolo 1 si autorizza 'ad emanare apposito avviso pubblico
per l'erogazione di contributi da destinare a sperimentazioni
urgenti di contrasto alle vecchie e nuove povertà, (...)', dalle
finalità, invece, di cui all'articolo 1 del DA n. 2561/2010,
laddove si autorizza, al contrario, 'ad emanare apposito avviso
pubblico per l'erogazione di contributi da destinare ad interventi
a sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del mercato del
lavoro, (...)';
l'articolo 3 del DA n. 1146 del 31 maggio 2010 prescrive che 'i
progetti potranno essere presentati da enti (...) che operino nel
territorio della Regione siciliana, posseggano un'autonoma
identificazione fiscale e siano costituiti da almeno 5 anni' con
l'art. 3 del D.A. n. 2561 del 22 dicembre 2010 che dispone
analogamente;
l'articolo 3 dell'allegato al D.D.G n. 1149 del 3.06.2010,
coerentemente con l'indirizzo espresso con DA n. 1146/2010, dispone
che: 'Sono ammessi a presentare domanda i soggetti (...) che
possiedono una autonoma identificazione fiscale e che siano
costituiti da almeno 5 anni (...)' anche nel caso 'di costituzione
di ATS' mentre l'articolo 3, allegato al D.D.G. n. 2619 del
23.12.2010, invece, diversamente dalle indicazioni espresse dal
D.A. n. 2561/2010 (e dal precedente Avviso), dispone, motu proprio,
che gli 'enti ammessi a presentare domanda debbono essere
costituiti da almeno cinque anni' ma debbono 'dimostrare una
esperienza documentata di almeno tre anni nella realizzazione di
progetti a sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del mercato
del lavoro (...)' anche 'Nel caso di costituzione di ATS';
ancora l'articolo 3 del 1 avviso di cui al DDG n. 1149/2010
prescrive che: 'Il capofila e gli operatori devono altresì
dimostrare di mantenere, in relazione ai destinatari degli
interventi proposti, relazioni stabili con il territorio dove
intendono operare (...)' e che a tal fine 'i progetti devono essere
accompagnati da lettere di interessamento da parte di enti locali
non partecipanti alla ATS, che testimonino una condivisione del
progetto. La presenza di tali lettere è oggetto di valutazione
nell'ambito della significatività della rete sul territorio e
capacità di reperire risorse aggiuntive oltre al cofinanziamento
previsto' mentre, con il 2 Avviso di cui al DDG n. 2619/2010, tale
prescrizione è assente;
l'articolo 9 del DDG n. 1149 del 3 giugno 2010 disciplina
l'ammissibilità e la valutazione dei progetti secondo una griglia
elaborata che è diverso dall'articolo 13 del DDG n. 2619 del 23
dicembre 2010 che prevede un'altra griglia di valutazione;
l'articolo 14 del DDG 1149 del 3 giugno 2010 prevede la
costituzione di un comitato di monitoraggio e valutazione per le
attività di controllo e revoca del contributo, sia in 'in itinere
che con valutazione ex post', che, a differenza dell'avviso di cui
al DDG n. 2619 del 23 dicembre 2010, dove non è più previsto che i
compiti e le funzioni assegnate al comitato precedentemente
costituito siano estesi anche alle attività progettuali da
finanziare con il nuovo avviso;
preso atto che tali e tante discrasie non sono giustificate né,
vieppiù, legittime per i discostamenti operati dal dirigente
generale con proprio decreto n. 2619/2010 rispetto all'atto di
indirizzo dell'Assessore avvenuto con D.A. 2561/2010, e che
potrebbero essere oggetto di ricorso in via giurisdizionale e sono
senz'altro censurabili sotto il profilo politico;
considerato che:
trattandosi la materia di 'sperimentazione urgente di contrasto
alle vecchie e nuove povertà', è il caso che l'Assessore relazioni
compiutamente sui risultati conseguiti in esito alla prima tranche
di contributi concessi a seguito dei DA 1146 e 1149/2010, prima che
si proceda ulteriormente;
l'eco scaturito da detto bando, anche in ordine a diversi altri
profili connessi alle modalità costitutive di un apposito
(ulteriore) comitato tecnico di valutazione, ai suoi poteri e alla
discrezionalità insindacabile - come se fosse una giuria di un
concorso letterario e/o musicale -, lasciano più che consistenti
dubbi sulla reale imparzialità dell'azione amministrativa con
altrettanti dubbi sulle recondite finalità ex post e cioè che,
anziché trattarsi di provvedimenti estemporanei, straordinari e
urgenti una tantum a sostegno di fasce deboli della popolazione, si
tratti, invece, come peraltro è detto all'articolo 1 del DA
2619/2010, di 'contributi da destinare ad interventi a sostegno
dell'occupazione delle fasce deboli del mercato del lavoro, (...)',
e quindi alimentano illusorie aspettative di nuovo precariato.
Delle due una: o si tratta di materia attinente 'a sperimentazioni
urgenti di contrasto alle vecchie e nuove povertà' o si tratta di
materia connessa a 'interventi a sostegno dell'occupazione delle
fasce deboli del mercato del lavoro,(...)' e quindi, se è materia
diversa, deve essere trattata con tutt'altri fondi e con tutt'altra
logica e normativa di riferimento;
per conoscere il reale intendimento del Governo circa il ritiro o
meno del DA n. 2561 del 22 dicembre 2010 e, conseguentemente, del
DDG n. 2619 del 23 dicembre 2010». (105)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere alla
interpellanza.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interpellanza
dell'onorevole Davide Faraone riguarda un Avviso pubblico che io
avevo fatto nel novembre - dicembre scorso, non ricordo con
precisione, e che riguardava la messa a bando di circa 6 milioni di
euro del fondo della 328 - fondo sociale - per poter intervenire in
casi di povertà estrema, come si esprime la legge 328.
Questo Avviso, per un incredibile equivoco, addirittura
paradossale dal punto di vista dei numeri, è stato indicato dalla
stampa come un avviso che avrebbe determinato 8.800, e non so
quanti decimali, di nuovi precari nell'ambito della regione
siciliana. Cifra totalmente fuori dal contesto perché, se si fosse
fatta una semplice divisione dei sei milioni di euro circa per un
assegno da dare agli stagisti, impegnati presso imprese private, di
circa 700 - 800 euro al mese avrebbe implicato qualcosa come circa
600 persone impegnate in questa attività di inserimento sociale per
categorie estremamente disagiate, quali disabili psichici, disabili
fisici, disagiati sociali, cioè persone appartenenti a nuclei
familiari numerosi con unico reddito familiare, licenziati e
quant'altro.
Questo Avviso pubblico era un avviso, come dice il Fondo a cui
veniva attinto, per intervenire in maniera assistenziale nei
confronti di disagiati, degli ultimi che non avevano altre fonti di
reddito e di sostentamento e per cercare, come indica tutta la
sociologia più avanzata, di riuscire a far inserire qualcuno di
costoro anche nel processo lavorativo.
Purtroppo, l'equivoco a cui facevo riferimento introduttivamente
ha fatto sì che si creasse un dibattito, a mio giudizio improprio,
motivato dalla preoccupazione di creare nuovo precariato.
Per discuterne con i rappresentanti del terzo settore, dei
sindacati, del mondo dell'impresa, abbiamo continuato a fare degli
incontri; l'avviso pubblico è stato allora sottoposto e oggi è in
via di correzione, con alcuni correttivi che sono stati suggeriti;
per cui la mia intenzione, dopo una revisione finale che ancora non
ho fatto, è di pubblicarlo.
Dico questo però con qualche preoccupazione, e lo dico proprio
all'onorevole Davide Faraone, del quale leggevo dichiarazioni ieri
su un quotidiano che mi preoccupano enormemente. Poiché mi accingo
a mettere a bando del Fondo sociale europeo una tranche di circa 50
milioni, che è una tranche di soldi che sono finalizzati, come il
Fondo sociale europeo esige, alla formazione e alla assistenza
sociale, le sue dichiarazioni mi sono suonate un po' stridenti con
questa precisa finalità normativa, a cui non possiamo derogare,
perché non possiamo fare altro che questo, e le indicazioni
dell'onorevole Faraone ieri venivano date come alternative alla
possibilità di impiegare questi soldi in direzione assistenziale.
Capisco che le esigenze cui faceva riferimento l'illustre
parlamentare sono delle esigenze sacrosante e da me assolutamente
condivise, nel senso che bisogna riuscire a impegnare quanto più
risorse possibili verso le imprese, verso i meritevoli, verso i
cervelli che in Sicilia spesso sono costretti ad emigrare verso
altre Regioni oppure altri Paesi. Però questo, a parte la
circostanza non secondaria che l'Assessorato che ho la
responsabilità di guidare, per le disponibilità che aveva, ha già
impegnato per il 2011 e il 2012 circa 160 milioni di incentivi in
questa direzione specifica, che sono aiuti per l'inserimento nel
mondo del lavoro che, però, costituisce un indirizzo politico
completamente diverso e non oggetto del finanziamento dei fondi a
cui fanno riferimento sia i fondi FAS sia i fondi della 322.
Mi auguro, quindi, che anche in questa circostanza, naturalmente
avendo tutta la disponibilità ad approfondire con l'Assemblea, ma
con l'onorevole Faraone anche in termini personali, i contenuti di
queste scelte dell'Assessorato, che non si cada in un equivoco che
ci impedisce di impegnare dei fondi che, peraltro, andrebbero
perenti se non saranno spesi entro il 31 dicembre di quest'anno e
che non possono comunque essere spesi in maniera diversa e con
finalità diverse da quelle scelte dall'Assessorato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Faraone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giustamente
l'assessore Piratino ha attualizzato l'interrogazione che è datata
nel senso che l'assessore dice che andrà riscritto il bando a cui
fa riferimento la mia interpellanza, modificandolo dopo l'incontro
con le associazioni di categoria, dopodiché ha posto la questione
che fa riferimento ad un ulteriore bando che il suo assessorato era
in procinto di pubblicare in Gazzetta Ufficiale e che, secondo me,
aveva le stesse caratteristiche e gli stessi vizi - e ora spiego il
perché, rapidamente - dell'avviso che ho contestato la prima volta.
Noi dobbiamo cercare di evitare di ripetere gli errori commessi in
passato.
La modalità prevista nel bando che era pubblicato e che è oggetto
dell'interpellanza era la stessa modalità che ha visto nascere le
cooperative sociali e lo strumento dei piani di inserimento
professionali, i Pip - oggi Società Trinacria -, tremila Pip
assunti e stabilizzati in una società a intero capitale pubblico.
Le modalità, allora, furono perfettamente queste; l'intendimento
del legislatore era uno; l'intendimento dell'assessore che aveva
reso attuativa la legge confermava quella modalità e
quell'obiettivo.
Nella pratica, una volta che queste associazioni avviarono il
lavoro in carico alla pubblica amministrazione, seppur mediate da
associazioni o cooperative, quegli anni o quei mesi in cui questo
lavoro si svolse, servirono per costruire e sindacalizzare quella
istanza delle singole persone, che diventa un'istanza collettiva,
una protesta di piazza ed è diventato un posto di lavoro regionale.
Ora, io vorrei evitare che questo si ripetesse, dando la
possibilità alle persone a cui lei si rivolge di reinserirsi,
perché è chiaro che le modalità di reinserimento devono essere
garantite - la legge, lo Stato sociale, la nostra cultura ci spinge
a reinserirli - e, al tempo stesso, dando un'opportunità alle
imprese. Una cosa importante, quindi, che le chiedo d'ora in avanti
- l'ha fatto successivamente e credo che è stato utile farlo - è il
tema della concertazione.
Quando c'è la concertazione, molti errori che si pensa di non
commettere, invece poi riesce a evitarli; la seconda questione che
le pongo riguarda i bandi.
Non so se lei lo ha fatto, ma io ho letto bene il bando che era in
pubblicazione per la Gazzetta Ufficiale.
Ad esempio, è vero che la legge obbliga e vincola per alcune
categorie particolari, lo stanziamento e il finanziamento. Se lei
va a guardare, però, come erano distribuiti quei milioni di euro
nell'ultimo avviso, si renderà conto che in percentuale, ad esempio
sull'immigrazione, era dato il dieci per cento del finanziamento;
su altre categorie che, in questo momento, non reputo all'ordine
del giorno, come argomenti su cui, invece, ci sono delle emergenze
vere - gli sbarchi a Lampedusa lo dimostrano - era dato l'80 per
cento del finanziamento.
Poi si inserirono le IPAB, una novità. Poiché sappiamo che le IPAB
hanno dei debiti che devono essere pagati rispetto alle gestioni
passate, mi sembrava inopportuno utilizzare le risorse senza avere
prima risanato la situazione delle IPAB, non per i soldi che
sarebbero serviti per risanare le IPAB stesse, perché lei sa bene
che erano utilizzati, invece, per altro personale reclutato in
maniera differente con questa modalità di bando.
La invito, assessore Piraino, a capire che, quando si tocca questa
materia, si sa da dove si inizia ma occorre pure immaginare dove si
va a finire, altrimenti rischiamo altri modelli e non ce li
possiamo più permettere; negli enti locali, infatti, si comincerà a
tagliare gli orari di lavoro, si comincerà a ragionare di
licenziamenti. Non possiamo più permetterci sbocchi nell'ambito del
precariato, si deve mantenere sempre il tema della concertazione;
questo bando era in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e questo
non é stato concertato di nuovo; non so se con lei era stato
concertato ma sicuramente non era stato concertato con le parti
sociali.
La terza cosa è di rendere questi produttivi per le imprese, per i
soggetti che si devono reintegrare e, soprattutto, attuali coi
momenti. Questo bando, se fosse stato finalizzato, quasi per
intero, al tema dell'immigrazione, sarebbe stato veramente attuale,
perché con tutta questa gente che viene qui e con la Regione
siciliana che dice di non avere un euro e con lo Stato che non
spende un euro in quest'ambito - abbiamo fatto qualcosa in
finanziaria - avevamo una misura importantissima che potevamo
utilizzare. Se lei va a guardare come erano distribuiti i 60
milioni sull'immigrazione, si accorge che era destinato non più del
10 per cento del finanziamento.
Su queste cose ho uno spirito molto collaborativo. Credo, però,
che, per collaborare le forze sociali, le forze parlamentari e le
forze politiche devono conoscere i bandi prima della loro
pubblicazione. Se poi vanno in pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale, per noi l'unico strumento per potere contrastare
strumenti ai quali non si é partecipato é la stampa. Pertanto uno
deve dichiarare questo bando non va bene ; se invece la
concertazione é fatta prima, probabilmente si possono dare dei
suggerimenti utili.
Mi dichiaro soddisfatto.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BENINATI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per avermi
dato la parola.
Prendo spunto dalla recente approvazione della legge finanziaria
per sollevare un problema che anche lei conosce, signor Presidente,
facendo parte della mia provincia, la provincia di Messina; ma vale
anche per le altre province in generale.
All'articolo 3, comma 4, della finanziaria - sarà stato
inavvertitamente o per altra ragione, io ho seguito quasi tutti i
lavori dell'Aula, purtroppo sono arrivato circa cinque minuti dopo
con quasi tutto il Gruppo PDL - ci siamo trovati di colpo la
soppressione di un insieme di riserve e vorrei capire - poi ognuno
se ne assume le responsabilità, in modo particolare di una, ma vale
anche per altre perché qui ne sono state tolte diverse - come mai
sono state mantenute alcune riserve dai fondi delle autonomie
locali (poi, anno dopo anno, sono state fatte delle riserve con
legge secondo cui venivano utilizzati i fondi per quella legge).
Ora, il Governo non può fare questo, c'è un limite di decenza: non
più lontano di un anno fa, con grande sofferenza in questa Aula, ha
elemosinato - perché, alla fine, abbiamo fatto una elemosina - 400
cento milioni di euro al personale della Pumex, con la legge
finanziaria del 2010,
PRESIDENTE. Onorevole, sono 400 mila euro.
BENINATI. Quattrocento mila euro per lavoratori, ricordo a tutti,
che hanno subìto giustamente - le isole Eolie fanno parte
dell'Unesco - la chiusura dell'azienda Pumex, forse la più florida
della Sicilia. E queste persone sono state beffate due volte: la
prima, perché l'azienda era solida, non era in crisi; la seconda,
perchè hanno fatto un bene sociale e si sono sentiti dire da tutti
state tranquilli che verrete sistemati, quanto meno regolarizzati,
con dei progetti o con delle iniziative di cui la Regione se ne
farà carico .
Nel riconoscere le isole Eolie come patrimonio dell'Unesco, come
minimo questi lavoratori andavano salvaguardati. Inutile dire - lei
lo sa, signor Presidente - che per uno o due anni si è perso tempo,
il problema non si è risolto. L'anno scorso, finalmente, il
Presidente della Regione per primo condivise di trovare una
soluzione insieme a tutti noi.
Bene, neanche dodici mesi questa legge è riuscita a durare E' una
vergogna inaudita
Io mi tiro fuori da questa vergogna perché una cosa del genere non
doveva accadere: abbiamo preso in giro 37 o 38 lavoratori mettendo
soldi l'altro anno e togliendoglieli quest'anno.
Il Parlamento e, in particolare, questo Governo, è stato capace di
ciò.
In particolare, me ne scuso, non vedo presente l'assessore Armao,
non sa neanche quello che scrive molte volte; tanto lui toglie,
mette, fa quello che vuole, ma non si rende conto del danno che ha
fatto a 37 persone che, dopo anni, avevano avuto questo
riconoscimento dall'Assemblea regionale e dal Governo e ora il
Governo stesso glielo toglie appena dodici mesi dopo.
Signor Presidente, poi ci sono altre norme, non sto qui a dire;
c'è pure una vecchia norma, quella di Ragusa Ibla, tutti sanno che
è importantissima. Preannuncio, pertanto, che nel primo disegno di
legge che verrà all'esame di quest'Aula, sottoscriverò
l'abrogazione del comma 4 dell'articolo 3; quel comma va tolto, è
stato una forzatura di questo Governo, di questa Assemblea.
Ringrazio il Presidente della Regione, qui presente, che ricorda
bene come l'anno scorso sposò con tutti noi il problema della
Pumex; quest'anno, il suo Governo, a sua insaputa mi auguro, ha già
tolto quella miseria che era stata data ai lavoratori. Su questo
pongo un problema serio.
L'Assemblea regionale non può, a distanza di dodici mesi, dopo una
conquista che era stata fatta grazie a tutti, togliere risorse di
colpo, sposando, come si dice in gergo, il gioco delle tre carte.
A questo gioco io non ci sto, e non perché è un problema che
riguarda la mia provincia, perché è un problema sociale, di tutti.
Anticipo, signor Presidente, che sul primo disegno di legge che
arriverà in Aula, di qualunque materia si tratti, chiederò che
venga abrogato quel comma.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, colgo
l'occasione per intervenire prima dell'approvazione dell'ordine del
giorno - e saluto il Presidente Lombardo che è presente stasera in
Aula - per la promulgazione delle leggi sia di bilancio che di
finanziaria, e porre un problema in maniera molto pacata. Ho già
avuto modo di rappresentare il mio disappunto nei confronti della
Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana per quel che è
successo la notte, a conclusione dei lavori, quando, con l'articolo
117 del Regolamento, dovevamo approvare delle norme di
coordinamento, delle correzioni, degli aggiustamenti tecnici per
poi procedere alla votazione finale dei due disegni di legge.
Bene, signor Presidente, in quella sede sono state introdotte, con
l'articolo 117, delle norme sostanziali e il Segretario generale e
il Vicesegretario generale mi insegnano e ci dicono che queste
norme non potevano né dovevano essere inserite.
Ma la cosa più grave - qua lo dico anche all'assessore Armao,
presente - è che abbiamo commesso due errori: uno di ordine
politico e uno di ordine tecnico.
Andiamo all'ordine politico. L'anno prossimo, vedremo
l'impazzimento di 90 deputati. Perchè?
Se quest'anno avevamo detto che la tabella H non può avere
ulteriori incrementi, ulteriori inserimenti, con questo escamotage
abbiamo consentito che sono entrati altri otto enti - togliendone
altri, è vero -, ma abbiamo posto in essere delle norme che sono
diventate norme provvedimento sostituendoci ai vari assessori
regionali.
Cosa succederà? Domani nei confronti dell'assessore alla famiglia,
ad esempio, che ha vari capitoli di spesa io, da deputato, dirò
questi capitoli li assegniamo a Tizio, a Filano, a Martino e a
Sempronio , esonerandolo da ogni tipo di responsabilità e di
titolarità gestionale in merito a questi capitoli, perché così ha
fatto l'Assemblea regionale.
Questo è un fatto politico, a mio avviso sbagliato. Ma andiamo
all'errore.
Con l'articolo 117 del Regolamento abbiamo introdotto altre
diciture alle denominazioni. Ma il bilancio è una legge a
legislazione vigente , ogni capitolo di spesa ha un suo richiamo
squisitamente normativo, per cui quel capitolo di spesa non può
essere assolutamente modificato con un emendamento alla legge di
bilancio Ne ho già parlato con l'onorevole Mancuso, presidente
della IV Commissione, a cui ho chiesto che venga fatta una
risoluzione in Commissione - e lui ha concordato - per bloccare
l'erogazione di questi contributi. Perché?
Intanto, perchè non discendono da una norma. Il bilancio viene
fatto, come dicevo, a legislazione vigente; la modifica con
l'inserimento di queste nuove diciture, di questi nuovi enti, di
questi nuovi soggetti che allargano la platea della ex tabella H, è
stata fatta con emendamenti al bilancio, al di là che poi è stato
fatto con l'articolo 117, per cui il Presidente Cascio non avrebbe
mai dovuto consentire tale inserimento. Ecco perché il mio
disappunto.
L'ho manifestato; mi sono spinto addirittura a dire che non so se
devo presentare una mozione di censura nei confronti del Presidente
Cascio.
Certo, io credo che il Presidente Cascio vorrà ritornare su
questo.
Non entro nel merito, poi, del fatto che è stata agevolata qualche
associazione sportiva di una serie inferiore rispetto a chi gioca
in una serie superiore. Ma invito questa Presidenza a rivedere ciò,
per cui chiederò specificatamente alla IV Commissione e al
presidente Mancuso che venga posta in essere una risoluzione che
blocchi queste erogazioni perché non sono somme che discendono da
una norma di legge preesistente o successiva. E, siccome il
bilancio viene posto in essere a legislazione vigente, a quel
momento non vi erano altre norme. Quegli emendamenti - poi mi
confronterò anche con la Segreteria generale dell'Assemblea
regionale siciliana - a quel momento non potevano essere nemmeno
accolti per un motivo specifico, perché non discendevano da una
norma di legge che, eventualmente, doveva essere la finanziaria. Da
qui, ripeto, il mio disappunto.
Vorrei concludere dicendo che ha ragione l'onorevole Beninati.
Assessore Armao, abbiamo tolto delle riserve, alcune di
fondamentale importanza per la Sicilia e per settori o enti locali
di questa Sicilia. La prego di rifletterci un attimo, di
approfondire la questione e, laddove è possibile, di correggere un
percorso che - attenzione - se viene corretto, viene migliorato,
senza fare torto a nessuno.
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, torno nuovamente a chiederle,
visto che lei ha parlato di alcune sostituzioni nelle varie
Commissioni, di tenere conto del fatto che da settembre chiedo di
essere inserito in IV Commissione per sostituzione e da settembre
non riesco ad avere una risposta.
Il presidente del mio Gruppo parlamentare, onorevole Giulia Adamo,
ha scritto una nota, trasmessa qualche tempo fa, per la mia
sostituzione in IV Commissione. Non è avvenuto assolutamente nulla.
Ho fatto un intervento in Aula, questo è il secondo che faccio, mi
appello alle prerogative di deputato regionale di essere inserito
in sostituzione in IV Commissione. Chiedo di potere svolgere il mio
lavoro, cosa che da settembre mi è impedito di fare.
Si parla di censura al Presidente dell'Assemblea. Cosa devo fare
per essere ascoltato dal Presidente dell'Assemblea? A chi mi devo
rivolgere?
Capisco che gli appelli formali, ufficiali, continuano a non
essere ascoltati. Vorrei che mi si spieghi perché si continua ad
operare in questo modo all'interno dell'Assemblea.
Lo chiedo a lei, Presidente, perché vorrei - lo chiedo
cortesemente - una risposta ufficiale dato che non capisco più,
continuo a non comprendere perché mi si impedisca di porre in
essere le mie prerogative parlamentari. Se ci dovesse essere
qualche impedimento vorrei saperlo, in tal caso dovrei agire in
maniera diversa e non lo voglio fare.
Glielo chiedo cortesemente, per l'ultima volta, dopodiché non
interverrò più su questo argomento. Non si possono mortificare i
deputai regionali, che hanno delle prerogative
Lei, Presidente, è un deputato regionale e quindi deve darmi la
possibilità di avere almeno una risposta. Non ritengo di essere
diverso da qualcuno o dagli ottantanove deputati regionali che sono
presenti in questa Assemblea e ritengo di essere trattato in
maniera non normale. La metto così
La prego signor Presidente, nella prossima convocazione
dell'Assemblea, cioè domani, di sapere almeno il motivo del perché,
dopo mesi e mesi di insistenza, non riesco ad ottenere una
risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Parlavecchio, stia pur certo che la
Presidenza si attiverà a che, entro la seduta di domani, lei abbia
le motivazioni ufficiali e le spiegazioni di cui ha chiesto conto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Colianni.
COLIANNI. Rinuncio ad intervenire.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, intervengo per due ragioni, che
espongo velocemente.
Una riguarda l'uso improprio dell'articolo 117 del Regolamento
interno.
Non entro nel merito di ciò che è stato integrato o modificato,
però, signor Presidente, devo rappresentarle il malessere del
Parlamento che, a un certo punto, diventa quasi una bisca
clandestina, dove si truccano le carte alla fine. Dell'articolo 117
non si può fare l'uso che se ne è fatto. Ripeto, non entro nel
merito e non voglio aprire polemiche con nessuno, voglio lasciare
tracce invece in anonimi resoconti parlamentari di questa mia
fastidiosa conoscenza di un uso improprio, sbagliato, nelle ore
notturne, di un articolo 117 che, certamente - così come la norma
prevede - non può essere impiegato per introdurre, per altro nella
legge di bilancio, norme che iscrivono nuovi capitoli per nuovi
enti o associazioni beneficiarie di contributi.
Per cui, signor Presidente, qualora questo Parlamento dovesse,
come ci auguriamo tutti, arrivare alla sua scadenza naturale,
evitiamo di dare l'impressione che, con un po' di ipocrisia, ci
rappresentiamo come il Parlamento più antico del mondo, ma alle
volte facciamo uso dei trucchi più antichi e beceri del mondo.
Detto questo, io voglio rappresentare velocemente all'assessore
per l'economia che i comuni che sono chiamati ad approvare i propri
bilanci si ritrovano in una situazione di grande confusione perché
noi abbiamo garantito, prima in Commissione Bilancio, poi con le
sue rassicurazioni e anche con la presenza di tecnici, che i comuni
avrebbero ricevuto, nonostante il taglio complessivo del Fondo,
eliminando le riserve, i trasferimenti del 2010.
Però, diversi amministratori mi rappresentano che pare che
verrebbe tagliato il trasporto per gli alunni pendolari; cosa che,
oltre ad essere un violento attacco al già vilipeso diritto allo
studio, metterebbe in ginocchio quei servizi. Per cui ritengo che
occorre fare immediatamente una comunicazione, anche attraverso i
mass-media, e quindi assieme all'assessore per le autonomie locali,
che si manterranno i trasferimenti del 2010 dando certezza sui
trasferimenti delle risorse relative al trasporto di alunni
pendolari.
Io la prego, Assessore, perché altrimenti, come per l'articolo
117, rischiamo di non essere più credibili, né il Governo, né la
Commissione Bilancio, né il Parlamento, perché a tutti abbiamo
detto che non sarebbero diminuite di un centesimo le assegnazioni
di risorse dell'anno precedente.
Va tenuto, e questo lei lo sa benissimo, Assessore, che i comuni,
soprattutto nelle aree interne e soprattutto nelle aree che non
sono le grandi città metropolitane, rappresentano l'unica presenza
dello Stato e, quindi, l'unica presenza istituzionale in grado di
garantire i diritti elementari dei cittadini, in questo caso di
alunni minorenni, che hanno bisogno delle risorse per potere
raggiungere i loro istituti scolastici.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, domani si riunirà la Commissione
Bilancio e quindi lei avrà modo, in Commissione, di proporre il
ripristino dei fondi ingiustamente tagliati e credo che l'assessore
Armao sarà ben lieto, vista l'esigua somma di 400 mila euro, di
ripristinare il fondo.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
quest'ultima finanziaria abbia creato danni enormi sul territorio
siciliano perché l'articolo 3, comma 4, ha annullato i fondi di
riserva. Noi ci stiamo prodigando per recuperare quello che è ormai
diventato il leitmotiv della provincia di Ragusa, la legge su
Ibla'.
Andremo in IV Commissione e faremo una proposta di legge per
annullare l'avvenuta retrocessione dei fondi di riserva. Ma io
ritengo, Assessore, e penso che sia un gesto maturo, intelligente e
quanto mai opportuno, che se ne facesse carico il Governo perché è
chiaro che noi faremo la nostra parte, avremo un ruolo in questa
storia e quindi porteremo avanti la nostra battaglia. E siccome
questa storia in provincia di Ragusa è stata interpretata
malissimo, devo dire che lei, a sua insaputa, è diventato famoso
perché è arrivato in provincia di Ragusa e ha attuato il piano
paesistico - l'unica provincia siciliana che ha il piano paesistico
- limitando enormemente lo sviluppo di questo territorio. Dopo di
che, cambiando delega, diventa assessore per l'economia e, cosa
importante, quanto mai non gradita dal territorio, annulla la legge
su Ibla'.
Ora, si renda conto della sua attività e della nostra attività,
perché noi siamo in difesa del territorio e lo vogliamo promuovere
a tutti i livelli, come meglio possiamo, in quest'Aula e sul
territorio. Ecco perché le dico che a questo punto - mi dispiace
che il Presidente Lombardo sia andato via perché noi faremo il
nostro gioco, il nostro ruolo, e proietteremo questa norma per far
sì che la legislatura torni ad essere attiva - è quanto mai
indispensabile che il Governo dia un segnale perché non deve
dimenticare che in questo governo tecnico, che sosteniamo, abbiamo
un peso abbastanza importante.
Non parlando di norme ma parlando di cose semplici, la politica ha
un senso e penso che il Governo debba avere la capacità di prendere
in mano questa situazione.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, solo per ricordare all'assessore Armao
che, nell'esame del bilancio e finanziaria di quest'anno, le cose
sono andate nel verso sbagliato.
L'UDC proponeva, per la Comunità S. Egidio e la Comunità Luigi
Sturzo di Messina, l'inserimento nell'allegato 1 della tabella B.
Si tratta di volontari che si occupano di cerebrolesi.
Oggi, alla luce di questo, ci accorgiamo - perché la confusione è
fatale - che tre enti, con nome e cognome, fanno parte di questa
tabella B. Questo è un fatto gravissimo.
Il collega non ha avuto il coraggio di dirlo, ma il coraggio ce
l'ho io. Perché quando si parla di associazioni di cerebrolesi,
quando si parla di soggetti che hanno bisogno delle persone per
bene, è una cosa vergognosa che non bisogna mai fare
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, la invito alla calma.
LENTINI. dare contributi ad associazioni che non ne hanno
bisogno, mettendo da parte la Comunità S. Egidio e la Comunità
Luigi Sturzo' di Messina, è una vergogna Non è giusto, bisogna
tornare indietro, bisogna modificare la tabella bisogna annullarla
dando i contributi alle persone perbene, perché là, dentro quella
tabella, ci sono associazioni che realmente hanno bisogno del
contributo della Regione siciliana. Ed è giusto che sia così.
Però, approfittare sbandierando a destra e sinistra che il
Commissario dello Stato avrebbe potuto bocciare la norma che
prevedeva l'inserimento di nuove associazioni nel contesto della
tabella e poi scoprire, invece, che tre nuovi enti sono stati
inseriti nella tabella B
Assessore Armao, le confermo che per i tre nuovi enti, così come
le dicevo prima che ero sicuro, che avevo la certezza che andava a
finire così, è finita così.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vorrei intanto fare riferimento all'evocato bilancio che
quest'Aula ha opportunamente approvato e alla finanziaria che,
oggettivamente, stante la scelta di percorrere un iter che ne
avrebbe consentito la più celere approvazione, comunque è un
bilancio che ha consentito un risparmio significativo. Lo dicevamo
ieri, siamo ad una spesa inferiore a quella del 2001. Il che è una
scelta di risanamento che, con l'aiuto di tutto il Parlamento,
abbiamo e dobbiamo fare per dare alla Sicilia una credibilità nuova
al tavolo del negoziato sul federalismo fiscale.
L'abbiamo più volte ripetuto: senza conti e carte in regola la
Sicilia non ha alcuna possibilità di pretendere un federalismo equo
e solidale, così come invece deve essere messa in condizioni di
fare.
E' per questo, quindi, che possiamo sottolineare che il bilancio è
rimasto esente da censure e come tale andrà portato avanti.
Certo, manca tutta la parte, in finanziaria, dello sviluppo, come
è stato opportunamente sottolineato da più parti politiche, sia di
maggioranza che di opposizione. Su questo con la collaborazione, il
contributo e il confronto sereno tra le forze politiche, sono
convinto che riusciremo entro breve termine a portare a compimento
quel percorso che si era immaginato di svolgere in finanziaria, ma
che invece, più opportunamente, potrà svolgersi nelle commissioni
di merito con l'unico impegno di fare presto e, possibilmente, fare
bene.
Mi riferisco adesso ad alcune questioni che, giustamente, sono
state sollevate - credo - nella sede opportuna e con la pacatezza
opportuna.
Ho dovuto puntualizzare, come peraltro è stato condiviso dalle
forze politiche di maggioranza che hanno votato questo bilancio,
che noi non abbiamo inteso sopprimere in alcun modo le voci che
prima facevano parte delle riserve. Abbiamo inteso delegificare la
materia per semplificare, snellire, rendere più plastico il
rapporto tra Amministrazioni locali e Regione.
Do un dato: su 900 milioni di euro, quasi quattrocento milioni
erano destinati alle riserve - con questo non voglio entrare nella
riserva di Ragusa Ibla, che era ed è una riserva sacrosanta - ma
quello che si è inteso rimuovere è questo blocco delle riserve che
dimezzava sostanzialmente il fondo per le autonomie svolgendo una
funzione distorsiva rispetto ad un fondo che deve rimanere il più
possibile globale.
E allora, questo non ha voluto dire che non verranno più
finanziate le iniziative che prima erano destinate alle riserve.
Abbiamo introdotto un meccanismo che ascrive al rapporto dialogico
tra la Conferenza Regione - Autonomie locali e l'assessore per le
autonomie per stabilire i criteri in base ai quali continuare a
riservare una quota parte, il più possibile circoscritta
evidentemente, di risorse da destinare alle vecchie riserve e
invece destinare tutto il resto ai comuni.
Ovviamente, il Parlamento è libero di ripristinare tutti i vincoli
legislativi che possono essere dati all'azione amministrativa.
Tuttavia, ancorché non sia necessaria una norma, si può in via
amministrativa, attraverso questa interlocuzione che potrà
svolgersi dalla prossima settimana - è più che auspicabile, domani
in Commissione Bilancio se ne potrà parlare -, intendo assumere la
responsabilità - che, come è noto, mi vedono rifuggire
dall'assumere impegni formali - di chiedere all'assessore per le
autonomie locali di provvedere ad individuare nel più breve tempo
possibile, nell'interlocuzione con la Conferenza Regione -
Autonomie locali gli impegni, i criteri, i presupposti per dare
luogo ad alcune riserve di risorse da destinare a questa o
quell'altra realtà territoriale che merita uno sforzo finanziario
dedicato, così come auspichiamo tutti che possa essere quello
rivolto a Ragusa Ibla. In questo senso non credo che vada a mia
responsabilità negativa, semmai positiva, l'avere adottato il piano
paesaggistico.
Il piano paesaggistico di Ragusa è, analogamente a quello che
esiste per le isole Eolie e per Trapani, un piano paesaggistico che
tutela uno dei territori più belli, non dico della Sicilia, non
dico d'Italia, ma dell'intero Mediterraneo, e sono certo che tutti
i ragusani sono orgogliosi di potere tramandare un territorio
straordinario ai propri figli e alla eredità dei cittadini del
mondo che potranno vedere quanto questo territorio ha in sé le
tracce del tempo rimaste immutate.
Un'ultima questione sulle puntualizzazioni che sono state svolte
in ordine alla cosiddetta ex tabella H. Voi sapete che il Governo
ha proposto la soppressione di questa voce e poi ha dovuto prendere
atto che l'Assemblea si era invece orientata verso un ripristino,
sebbene con un contenimento di oltre 5 milioni di euro, questo è
opportuno evidenziarlo, quindi anche qui si sono conseguiti
risparmi che, credo, vadano comunque messi tra le cose positive
conseguite dall'Assemblea. Certamente sarebbe stato meglio
eliminare queste voci e procedere con l'articolo 128, come per
esempio avevano opportunamente evidenziato l'onorevole Ardizzone e
l'intero Gruppo UDC. Ma su questo ci potremo muovere certamente nel
prossimo esercizio.
Tuttavia, per quanto concerne l'articolo 117 del Regolamento
interno, il Governo ha proposto soltanto due emendamenti ai sensi
dell'articolo 117: uno, concernente una riserva, su sollecitazione
dell'assessore Piraino, per quanto riguarda il fondo per le
autonomie locali riguardante il trasporto disabili e l'altro
riguardante il rimpinguamento delle voci per il fondo antiracket,
alle associazioni antiracket. Quindi gli unici emendamenti ai sensi
dell'articolo 117 che sono stati richiesti, presentati e firmati
dal Governo sono questi.
Gli altri sono stati poi decisi. Quindi il Governo formalmente non
li ha richiesti.
LENTINI. Le aziende nuove che non dovevano entrare, la colpa è del
Parlamento?
ARMAO, assessore per l'economia. Ripeto, in ogni caso il Governo
ha richiesto soltanto questi due emendamenti ai sensi dell'articolo
117 e si assume chiaramente la responsabilità di queste due
correzioni che, appunto, avevano un profilo squisitamente formale,
come prevede l'articolo 117 del Regolamento interno.
Per il resto, ripeto, abbiamo tutto il tempo, approvato il
bilancio, di impostare una nuova politica degli incentivi verso le
associazioni che non può più essere questa della tabella H che
credo sia ormai, con ampia condivisione tra le forze politiche, uno
strumento vecchio, inadeguato e certamente non più conforme ai
principi evolutivi dell'azione amministrativa che prevedono la
predeterminazione dei parametri di riferimento, la quantificazione
preventiva delle risorse da destinare ai beneficiari. Pertanto, in
questo senso auspico che presto anche in Commissione Bilancio si
individuino forme nuove partendo per esempio dall'articolo 128
della scorsa finanziaria per dare una soluzione: mantenere
l'incentivo alle pregevoli iniziative che si svolgono in Sicilia e
dall'altro, però, renderlo più oggettivo, meno riconducibile alla
decisione che in questa Aula si pone in essere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come ricordate, la Presidenza
aveva comunicato, durante i lavori di approvazione della legge
finanziaria, che si sarebbe data la precedenza, vista anche
l'urgenza e la rilevanza sociale del fenomeno, a due disegni di
legge: quello sulla formazione professionale e quello riguardante
la riforma degli appalti.
Pur tuttavia, su richiesta pure della Commissione Bilancio di
vedere di approfondire al meglio il disegno di legge sulla
formazione professionale, domani la Commissione stessa si riunirà
per esaminare il testo del disegno di legge e, successivamente,
alle ore 15.00, si terrà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per attenzionare anche l'eventuale parere della
Commissione Bilancio o su altri disegni di legge che dovessero
pervenire.
Informo che, nel caso in cui la Commissione Bilancio esprimerà
domani il parere di competenza sul disegno di legge relativo alla
formazione professionale, quest'ultimo sarà iscritto all'ordine del
giorno per essere incardinato.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì, 11 maggio 2011, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 263 - Predisposizione del disegno di legge di iniziativa
governativa sulla partecipazione della Regione all'Unione
europea, di cui all'art. 8 della l.r. n. 10 del 2010 .
FERRARA - AMMATUNA - GALVAGNO - LUPO-
BARBAGALLO
N. 264 - Iniziative per la salvaguardia dei fondali siciliani
ed il blocco dei permessi di ricerca di petrolio ed
idrocarburi in Sicilia. .
FERRARA - AMMATUNA - GUCCIARDI - DIGIACOMO -
ODDO
III -Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni della rubrica
Infrastrutture e mobilità
Interrogazioni:
N. 1729 - Chiarimenti sull'attività del genio civile di Trapani.
Firmatario: Marrocco Livio
N. 1733 - Misure per fronteggiare i disagi nei collegamenti
marittimi tra l'isola di Marettimo e la Sicilia.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1769 - Notizie sui lavori di completamento della struttura di
base per la pratica del nuoto a Lampedusa.
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
N. 1796 - Chiarimenti sui continui disservizi nei collegamenti
marittimi con le isole minori.
Firmatari: Federico Giuseppe; Vinciullo Vincenzo; Parlavecchio
Mario; Ferrara Massimo; Digiacomo Giuseppe; Cascio Salvatore; Lo
Giudice Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Panarello Filippo; Speziale
Calogero; Lentini Salvatore
N. 1819 - Chiarimenti in ordine all'erogazione dei contributi
integrativi per il pagamento dei canoni di locazione ex art. 11
della legge n. 431 del 1998.
Firmatari: Calanducci Francesco; Gennuso Giuseppe; Musotto
Francesco; Arena Giuseppe; Catalano Santo
N. 1835 - Iniziative per accelerare la realizzazione
dell'autostrada Ragusa-Catania.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
IV - Votazione finale della proposta di modifica dell'art. 153 del
Regolamento interno dell'Assemblea (DOC III)
La seduta è tolta alle ore 18.52
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Salute»
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
nella GURS del 24 dicembre 2010 sono state pubblicate le linee
guida sulle 'case di maternità';
le 'case di maternità' sono strutture extraospedaliere, non
medicalizzate, con caratteristiche abitative non di tipo sanitario,
ma assimilate a case di civile abitazione, con un'assistenza in
grado di garantire un parto naturale sicuro;
l'obiettivo di queste strutture è quello di ridurre i parti
cesarei;
considerato che:
la prima 'casa di maternità' è stata aperta a Vittoria (RG) nel
2008;
l'Assessorato regionale della salute non ha riscontrato le note
inviate, a tal riguardo, dall'ex AUSL di Ragusa, ma è intervenuto
soltanto per disporne la chiusura a seguito di un intervento dei
NAS;
ritenuto che:
le predette linee guida sono quantomeno discutibili, poiché
trattano le 'case di maternità' come strutture sanitarie ed
impongono degli standard che rendono quasi impossibile l'apertura
di tali strutture;
nulla è specificato nelle linee guida riguardo alle spese del
parto nelle 'case di maternità', ed in particolare se siano a
totale carico o meno del servizio sanitario;
le disposizioni di legge vigenti prevedono un confronto con la
competente Commissione legislativa pervenute dall'ARS per il
preventivo parere;
per sapere le ragioni per le quali le linee guida non siano state
sottoposte al parere della VI Commissione legislativa dell'ARS
'Servizi sociali e sanitari'». (1676)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Barbagallo chiede chiarimenti sulla mancata
sottoposizione delle linee guida sulle case di maternità al
preventivo parere della VI Commissione legislativa permanente
dell'ARS, si rappresenta quanto segue.
In data 24 dicembre 2010 sono state pubblicate nella G.U.R.S. le
linee guida di cui al decreto assessoriale 19 novembre 2010
relative al processo autorizzativo delle case di maternità intese
come strutture di accoglienza extraospedaliera che offrono ambiente
idoneo allo svolgimento del fenomeno parto secondo una dimensione
logistica e psico-relazionale riconducibile alle condizioni
domiciliari, spogliando l'evento stesso di tutti quei profili
assistenziali prettamente nosocomiali che nella normalità non
necessitano trattandosi di fenomeno biologico e non patologico. Le
finalità di fondo sono quindi:
1) ricollocare il parto in ambito bio-sociale;
2) creare un luogo protetto per l'evento;
3) garantire livelli di sicurezza per madre e nascituro;
4) favorire la libertà di scelta;
5) salvaguardare lo stretto rapporto tra genitori e neonato.
Pur trattandosi di un fenomeno biologico, il percorso di
assistenza al parto afferisce profondamente alla materia sanitaria
in quanto strettamente legato alle condizioni cliniche della
gestante che può essere affetta da innumerevoli patologie, aver
condotto una gravidanza a rischio o aver concepito una qualche
anomalia genetica.
Per questo, pur trattandosi di un fenomeno biologico, l'O.M.S. ha
individuato nell'assistenza al parto uno degli eventi sentinella
più sensibili per descrivere il livello di inefficienza di un
sistema sanitario.
Per questo il decreto in parola ha voluto indicare nel dettaglio i
requisiti tecnici ed organizzativi delle case di maternità
prefigurando uno scenario che offra tutte le garanzie di sicurezza,
operative e di vigilanza pre e post partum, al fine di scongiurare
le complicazioni che posso insorgere anche nel corso delle
gravidanze più tranquille.
Il livello di qualità cui tutto il sistema deve tendere non può,
pertanto, fare a meno di standard di riferimento, indipendentemente
dalle aspettative di esercizio maturate da eventuali operatori che
volessero impegnarsi in tale servizio.
Proprio per questo, come recita lo stesso D.A. 19 dicembre 2010,
il provvedimento è stato reso in armonia con il precedente decreto
assessoriale n.890/2002, che peraltro integra, in quanto delinea
requisiti in quello non trattati e che a suo tempo la VI
Commissione dell'A.R.S. ebbe modo di valutare ed apprezzare senza
avanzare ipotesi di esclusione, nella fattispecie, all'obbligo di
standard valevoli per tali strutture».
L'Assessore
dott. Massimo Russo