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Resoconto d'Aula della Seduta n. 252 di martedì 10 maggio 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
                               supplente

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  I  punto  dell'ordine   del   giorno:
  Affidamento   temporaneo  delle  funzioni  di  deputato   regionale
  supplente  a  seguito  della  sospensione  dell'onorevole   Gaspare
  Vitrano dalla carica di deputato regionale (art. 3 legge n. 30/94).
   Do  lettura  della nota a firma del Vicepresidente  anziano  della
  Commissione  Verifica  poteri, onorevole  Giuseppe  Arena,  del  10
  maggio 2011, prot. n. 169/AULA di pari data:

                                       On. Presidente dell'Assemblea
                                                           Gabinetto
                                                             S E D E

   Si  comunica  che,  a  seguito  della  sospensione  dell'onorevole
  Gaspare  Vitrano dalla carica di deputato regionale, la Commissione
  Verifica  poteri, nella seduta del 10 maggio 2011, in  applicazione
  della legge n. 30/94, ai sensi dell'articolo 3 della medesima legge
  e  del  combinato  disposto dell'articolo 4, parte  seconda,  dello
  Statuto  della  Regione e della sezione IV del Regolamento  interno
  dell'Assemblea,   esperiti  i  necessari  accertamenti   ai   sensi
  dell'art. 60 della legge regionale n. 29 del 1951 (legge elettorale
  siciliana), ha deliberato di affidare l'esercizio temporaneo  delle
  funzioni  di  deputato  regionale supplente  al  candidato  PANTUSO
  Salvino,  il  quale, nella lista provinciale avente il contrassegno
   Partito  Democratico - Finocchiaro Presidente  per il collegio  di
  Palermo, lista in cui era stato eletto l'onorevole Vitrano, sospeso
  dalla  carica di deputato regionale con decreto del Presidente  del
  Consiglio  dei  Ministri  del 3 maggio  2011,  pervenuto  a  questa
  Assemblea  regionale il 6 maggio successivo, segue  immediatamente,
  con   voti   5.347,   l'ultimo  dei  proclamati  eletti,  onorevole
  Mattarella.
   Tanto si comunica per i successivi adempimenti di competenza.

                                           Il Vicepresidente anziano

                                   della Commissione Verifica Poteri

                                               (On. Giuseppe Arena)

   Non   sorgendo   osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione  per la verifica dei poteri.

   PRESIDENTE.   Dichiaro,  quindi,  supplente  per   il   temporaneo
  esercizio  delle  funzioni  di  deputato  dell'Assemblea  regionale
  siciliana  l'onorevole PANTUSO Salvino, fatta salva la  sussistenza
  di motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
  conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da oggi decorre il termine di venti  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste   o   reclami   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29 e successive modifiche ed integrazioni.

                 (L'onorevole  Pantuso entra in Aula)

   PRESIDENTE.  Poiché  l'onorevole Pantuso è presente  in  Aula,  lo
  invito a prestare il giuramento di rito.
   Do lettura della formula del giuramento stabilita dall'articolo  6
  delle Norme di attuazione dello Statuto siciliano:
   "Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di osservare  lealmente  le leggi dello Stato e della Regione e  di
  esercitare  con coscienza le funzioni inerenti  al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana".

   L'onorevole  Pantuso  pronuncia a voce alta le parole: "Lo giuro .

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  dichiaro  immesso  l'onorevole
  Pantuso   nelle   funzioni  di  deputato  supplente  dell'Assemblea
  regionale siciliana.

   VINCIULLO, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali  delle
  sedute n. 250 e n. 251 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
  approvati.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti della scuola media
                                statale
                   Vincenzo Pipitone' di Marsala (TP)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero rivolgere un indirizzo di
  saluto  ai  docenti  e  agli studenti della  scuola  media  statale
   Vincenzo  Pipitone'  di  Marsala  che  oggi  assistono  ai  lavori
  parlamentari dell'Assemblea regionale siciliana.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo:
   - gli onorevoli Bonomo e Musotto il 10 e l'11 maggio 2011;
   - gli onorevoli Picciolo e Barbagallo per oggi;
   - l'onorevole Ferrara dal 12 al 20 maggio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico, altresì, che sono in  missione  per  motivi
  istituzionali:  l'onorevole Cordaro  l'11  e  il  12  maggio  2011;
  l'onorevole Buzzanca il 12 maggio 2011.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  il  Presidente dà il preavviso di trenta minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento  elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  la   Salute,  la  risposta  scritta  alla  interrogazione  n.  1676
   Chiarimenti sulla mancata sottoposizione delle linee  guida  sulle
  case  di  maternità  al  preventivo  parere  della  VI  Commissione
  legislativa permanente dell'ARS .
   Firmatario: Barbagallo Giovanni.
   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Riconoscimento e promozione della Scuola Alfamediale» (n. 712)
   -  di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Oddo,
  Cracolici,  Lupo,  Panarello, Gucciardi, Adamo, Marrocco,  Ferrara,
  Ruggirello, Lo Giudice, Marziano, Mattarella e Rinaldi in  data  26
  aprile  2011

   «Aiuti  alle imprese di pesca. Modifiche ed integrazioni al  comma
  5,  articolo  2,  della  legge regionale n. 16/2008  e  abrogazione
  dell'articolo 14 della legge regionale n. 15/2008» (n. 713)
   -  di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Oddo,
  Apprendi, Marinello e Donegani in data 26 aprile 2011.

   «Contributo  alle associazioni di volontariato  per  la  tassa  di
  circolazione» (n. 714)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Minardo in
  data 26 aprile 2011.

   «Iniziative di valorizzazione e tutela degli alberi monumentali  e
  della flora spontanea in Sicilia» (n. 715)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Minardo in
  data 26 aprile 2011.

   «Norme  sulla  riqualificazione della dirigenza  e  del  personale
  tecnico del Corpo forestale della Regione» (n. 716)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Minardo,
  Greco, Torregrossa e Speziale in data 26 aprile 2011.

   «Nuove norme in materia di contenimento della fauna selvatica» (n.
  717)
   -  di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò  in
  data 2 maggio 2011.

   «Istituzione  dell'Agenzia regionale per i  beni  confiscati  alla
  criminalità organizzata» (n. 718)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Speziale,
  Cordaro, Caputo, Corona, Adamo e Marrocco in data 2 maggio 2011.

   «Recepimento  del decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.  163  e
  successive modifiche ed integrazioni» (n. 719)
   - di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Mancuso in
  data 3 maggio 2011.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
                               di legge
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico  i disegni di legge presentati e inviati alle
  competenti Commissioni:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   «Recepimento  del decreto legislativo 12 aprile  2006,  n.  163  e
  successive modifiche ed integrazioni» (n. 719)

   -  di iniziativa parlamentare, presentato in data 3 maggio 2011  e
  inviato in data 3 maggio 2011.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Norme in materia di formazione professionale»  (n. 720)
   -  di  iniziativa  parlamentare, presentato il  4  maggio  2011  e
  inviato il 4 maggio 2011.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Ente regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU)  di
  Catania - Designazione Presidente (n. 148/I)
   pervenuto in data 29 aprile 2011 e inviato in data 6 maggio 2011.

   Istituto Autonomo Case Popolari di Ragusa. Designazione componente
  del collegio dei sindaci. (n. 149/I)
   pervenuto in data 9 maggio 2011 e inviato in data 9 maggio 2011.

   Ente  Autonomo Fiera di Messina. Designazione componente effettivo
  e  componente supplente in seno al collegio dei revisori dei conti.
  (n. 150/I)
   pervenuto in data 9 maggio 2011 e inviato in data 9 maggio 2011.

   Istituto   Autonomo  Case  Popolari  di  Agrigento.   Designazione
  componente del collegio dei sindaci. (n. 151/I)
   pervenuto in data 9 maggio 2011 e inviato in data 9 maggio 2011.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana,  con ricorso notificato il 9 maggio 2011,  ha  impugnato
  l'articolo  3,  comma  1, della deliberazione  legislativa  recante
   Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio  2011-2013
  (ddl  nn.  630-630 bis-630 ter-630 quater) approvata dall'Assemblea
  il   30  aprile  2011,  nelle  parti  in  cui  si  considera  spesa
  obbligatoria  e  d'ordine  quella  del  capitolo  108149   inserito
  nell'elenco  1  annesso allo stato di previsione  della  spesa  per
  violazione   dell'articolo  81,  terzo  e   quarto   comma,   della
  Costituzione.

     Comunicazione di adozione di documento da parte della Giunta
                               regionale

   PRESIDENTE. Comunico che la Giunta regionale, nella seduta del  12
  aprile 2011, ha adottato il documento  P.O. FESR Sicilia 2007-2013.
  Rimodulazione.   Completamento  e   definizione   della   fase   di
  riprogrammazione avviata nel 2010 .

   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   VINCIULLO, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,   premesso  che  dopo  il  disastro   ecologico   della
  piattaforma DEEPWATER, che nell'aprile del 2010 sversò  milioni  di
  barili  di  petrolio  nelle acque del Golfo del  Messico,  numerose
  furono le iniziative portate avanti da organizzazioni, associazioni
  e  singoli  cittadini  per  salvaguardare  le  coste  siciliane  da
  catastrofi  simili che potrebbero essere causate dalla presenza  di
  piattaforme estrattive nel Mediterraneo, a ridosso della Isola;

   preso atto che:

   in  tal  senso si era mosso il Ministero dello sviluppo  economico
  che  aveva respinto una istanza di una società petrolifera  per  la
  ricerca di idrocarburi nelle acque territoriali siciliane;

   lo  stesso Governo regionale, con propria nota inviata al  Governo
  nazionale,  aveva dichiarato 'la netta contrarietà al  rilascio  di
  autorizzazioni  alla ricerca di idrocarburi nel  Mare  Mediterraneo
  nelle vicinanze della Sicilia';

   rilevato che:

   nonostante  queste nette prese di posizione, il mare intorno  alla
  Sicilia  rischia  di  diventare un  enorme  e  mostruoso  campo  di
  trivellazioni;

   la  società  TRANSUNION  ITALIA ha già  iniziato  i  sondaggi  dei
  fondali  nelle  acque antistanti il Comune di Pozzallo,  mentre  la
  Società AUDAX, la prossima estate, già comincerà le trivellazioni a
  13 miglia da Pantelleria. La SHELL, addirittura, ha già previsto di
  poter  estrarre oltre 150 mila barili di petrolio al giorno  grazie
  alle  sue piattaforme che dovrebbero iniziare a perforare di fronte
  alle spiagge siciliane;

   a  queste società estrattive occorre aggiungerne almeno altre 100,
  tante quanti sono i permessi di ricerca di idrocarburi richiesti  o
  vigenti nel Mediterraneo;

   tenuto conto che:

   appare  evidente  che, nonostante i divieti e le  restrizioni,  le
  grosse  multinazionali petrolifere continuano a vedere  la  Sicilia
  come  un'enorme  fonte  da sfruttare per i  propri  interessi,  non
  curandosene dei rischi cui sottopongono milioni di siciliani;

   il  loro  cinismo  si può evidenziare da quanto  dichiarato  dalla
  CYGAM,  una delle multinazionali del petrolio, che, nel suo  ultimo
  rapporto  annuale, evidenzia come il nostro Paese sia 'il  migliore
  per  l'estrazione  di petrolio off-shore, alla  luce  della  totale
  assenza di restrizioni e limiti al rimpatrio dei profitti'. Come se
  ciò  non  bastasse come esempio di disprezzo delle  più  elementari
  norme  di  rispetto  verso gli Stati esteri, basta  leggere  quanto
  scrive  la  NORTHEM  PETROLEUM in una  propria  comunicazione:  'la
  legislazione italiana che vieta le trivellazioni off-shore entro le
  12  miglia  dalla costa avrà un effetto irrilevante  sugli  assetti
  della Compagnia';

   considerato che:

   a  prescindere dall'insormontabile problema ecologico,  le  stesse
  royalty  chieste dall'Italia alle società estrattive sono fonti  di
  vergognose speculazioni;

   il  4%  richiesto dal nostro Paese è una percentuale ridicola,  da
  teatro  comico,  rispetto  a  quanto le  società  petrolifere  sono
  costrette a versare ad altri Paesi che ospitano le loro piattaforme
  estrattifere: l'85% alla Libia e all'Indonesia, l'80% alla Russia e
  Norvegia, il 60% all'Alaska e il 50 % al Canada;

   come   se   tutto   ciò   non  fosse  sufficiente   a   dimostrare
  l'antieconomicità per il Paese delle concessioni alle trivellazioni
  nei  mari,  occorre aggiungere che siamo l'unico Stato al  mondo  a
  concedere  una franchigia di 150.000 barili all'anno  alle  società
  estrattifere:  al  di sotto di questa soglia  non  si  paga  nulla,
  neanche  quel  ridicolo  4%. E' ovvio che  tutto  ciò  lascia  ampi
  margini alle speculazioni per chi, come dimostrato precedentemente,
  non si pone alcun tipo di scrupolo, pur di raggiungere alti margini
  di profitto;

   visto  che  è diritto-dovere della politica tutelare il territorio
  che si governa ed impedire, con tutti i mezzi che la Costituzione e
  la  legge  mettono a disposizione, che interessi economici prendano
  il sopravvento sulla logica e sul buonsenso;

   per sapere:

   se   non  ritengano  urgente  ed  improcrastinabile  disporre  una
  verifica  sulle concessioni rilasciate, o in itinere,  a  tutte  le
  società petrolifere che intendono operare nel 'Mare Nostrum';

   se   non   ritengano  opportuno  intervenire,  presso  il  Governo
  nazionale,   al   fine   di  impedire,  con  apposita   legge,   le
  trivellazioni nelle acque siciliane senza limiti di miglia;

   se  non  ritengano  doveroso, nei confronti del popolo  siciliano,
  impedire  qualsiasi  istallazione di  piattaforme  petrolifere  che
  potrebbero  causare catastrofi ecologiche come quella avvenuta  nel
  2010 nelle acque del Golfo del Messico». (1855)

                   VINCIULLO - POGLIESE - FALCONE - BUZZANCA - CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   ai  servizi  per  le  tossicodipendenze (SerT) sono  demandate  le
  attività  di  prevenzione  primaria, cura, prevenzione  patologiche
  correlate,  riabilitazione  e reinserimento  sociale  e  lavorativo
  delle vittime di dipendenza da sostanze stupefacenti e alcoliche;

   l'importanza   dei  servizi  offerti  dai  SerT   è   fondamentale
  nell'ottica  di  recupero  dei tossicodipendenti  e  delle  vittime
  dell'alcool,  vittime sempre più numerose soprattutto nei  giovani.
  Sono  proprio i SerT, per esempio, che distribuiscono il  metadone,
  unico   farmaco   che   attenua  le   crisi   di   dipendenza   dei
  tossicodipendenti;

   infatti,  i  dati rilevati dal Ministero della salute  sull'utenza
  dei   SerT  indicano  un  aumento  dell'utenza  e  delle  patologie
  correlate  alle dipendenze sia di droghe che di sostanze  alcoliche
  proprio nella fascia di età tra i 13 e i 25 anni;

   considerato che:

   secondo quanto previsto dal dipartimento politiche antidroga della
  Presidenza  del  Consiglio dei Ministri, ogni  distretto  sanitario
  dovrebbe coprire circa 100.000 utenze;

   alla  data odierna, la copertura del territorio regionale da parte
  dei Sert è assolutamente insufficiente;

   per  citare un esempio, la città di Palermo ha 5 centri  SerT  per
  una copertura di circa 700.000 abitanti;

   tenuto conto che:

   sembrerebbe   che   l'Assessorato  Salute  abbia   intenzione   di
  ridimensionare il numero dei SerT in Sicilia, riducendo  a  Palermo
  gli attuali 5 a 3;

   se  tale notizia dovesse essere confermata, appare evidente che si
  creerebbe  una  disfunzione  sanitaria  e  sociale  di  proporzioni
  inimmaginabili. Basti pensare alla migrazione, verso  le  strutture
  aperte  e  con  mezzi propri, da parte di utenti sotto  effetto  di
  stupefacenti;

   per sapere:

   se  corrisponda al vero che l'Assessorato regionale  Salute  abbia
  intenzione  di  ridimensionare i servizi per  le  tossicodipendenze
  (SerT) nel territorio siciliano;

   se non ritengano assolutamente necessario, se tale notizia dovesse
  essere confermata, evitare il ridimensionamento del numero dei SerT
  in Sicilia, alla luce dell'aumento delle patologie, soprattutto tra
  i giovani, legate all'uso di droghe e alcool». (1861)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   a  seguito dell'entrata in vigore della legge regionale 14  aprile
  2009,  n.  5,  legge di riordino del servizio sanitario  regionale,
  l'azienda  ospedaliera Civico di Palermo è stata identificata  come
  azienda    ospedaliera   di   rilievo   nazionale   e    di    alta
  specializzazione;

   l'ARNAS   Civico   svolge   una  funzione   ormai   insostituibile
  all'interno  dell'offerta  sanitaria  regionale  e  che  la  stessa
  struttura  assicura prioritariamente assistenza sanitaria complessa
  all'intero bacino della provincia di Palermo;

   qualsiasi  attività  di potenziamento dei servizi  sanitari  della
  rete  regionale  non può prevedere l'esclusione di un'azienda  come
  l'ARNAS Civico;

   a  seguito  dell'indagine  conoscitiva  condotta  dall'Assessorato
  regionale  Salute  finalizzata al potenziamento  della  piattaforma
  regionale  dei  tomografi PETTC, che a breve andrà  a  gara,  si  è
  determinata  l'assenza  della PET-TC tra le UU.OO.CC.  di  medicina
  nucleare  esistenti  in Sicilia esclusivamente  presso  l'ARNAS  di
  Palermo;

   considerato che:

   la    previsione   della   piattaforma   regionale   prevede    un
  potenziamento,  forse  eccessivo, di  una  terza  PET  all'ospedale
  Cannizzaro  di  Catania ove è possibile trovare assistenza  per  la
  prestazione   anche   all'ARNAS  Garibaldi;   inoltre,   la   nuova
  piattaforma  individua  presso  le  aziende  di  Ragusa  e  Trapani
  l'istituzione  della PET in assenza ad oggi di unità  operative  di
  medicina nucleare;

   la  previsione  di  servizio PET presso  l'ospedale  di  Ragusa  è
  comprensibile alla luce del finanziamento di due gamma camere, cosa
  non  prevista  a Trapani dove la PET-TC è implementata  come  unica
  strumentazione medico-nucleare, come se per analogia in  radiologia
  si potesse prevedere un reparto dotato di risonanza magnetica senza
  una   strumentazione  e  una  competenza  maturata  di   radiologia
  tradizionale;

   questa  determinazione  risulta davvero inspiegabile  al  paziente
  che  afferisce  al Polo oncologico di terzo livello  dell'ARNAS  di
  Palermo,   specie  data  la  possibilità  di  ospitare   la   nuova
  strumentazione all'interno di una UOC di medicina nucleare  che  dà
  certezza,   sulla  scorta  dei  dati  storicamente   conseguiti   e
  misurabili, delle necessarie competenze professionali e  gestionali
  acquisite e di pieno ed immediato utilizzo della PET-TC;

   rilevato che:

   il paziente oncologico dell'ARNAS di Palermo, difficilmente, potrà
  comprendere le ragioni per cui dovrà subire una interruzione  della
  continuità assistenziale presso il suo ospedale, dove ha effettuato
  la   diagnosi   ed  è  stato  trattato  chirurgicamente   e/o   con
  chemioterapia e/o con radioterapia, ma dove non potrà continuare ad
  essere  assistito  per  una  corretta stadiazione  o  per  valutare
  precocemente se sta rispondendo alla terapia per mancanza della PET-
  TC;

   in  medicina la PET segna un 'prima' ed 'un dopo', a cui  consegue
  una  gerarchia  qualitativa  tra le  aziende  sanitarie  in  cui  è
  attivata e quelle in cui non lo è, appare inverosimile che  proprio
  in  un'ARNAS con un polo oncologico di III livello non  si  preveda
  l'attivazione del servizio;

   per sapere:

   quali siano le ragioni che hanno determinato una programmazione di
  interventi  di  potenziamento della rete ospedaliera regionale  che
  discrimina  le  peculiarità  di alta specializzazione  dell'UOC  di
  medicina nucleare dell'ARNAS di Palermo;

   se   non   ritengano   opportuno  rivedere  la  previsione   della
  piattaforma   regionale  di  PET-TC  per   evitare   una   siffatta
  'razionalizzazione' dell'offerta clinica della  PET-TC  a  Palermo,
  restituendo  nelle scelte centralità al paziente  piuttosto  che  a
  considerazioni altre;

   se  non  ritengano,  infine, che vi possano  essere  atteggiamenti
  lesivi  dell'interesse del paziente, il quale gode il pieno diritto
  di  essere assistito pienamente nella struttura sanitaria in cui ha
  iniziato la già difficile condizione di malato». (1865)
                                                                 DINA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   in  data  23  marzo 2011 è stato approvato in Aula il  disegno  di
  legge   nn.  520-144  bis/A,  dal  titolo   Disposizioni   per   la
  trasparenza,   l'efficienza,  l'informatizzazione  della   pubblica
  amministrazione  e  l'agevolazione  delle  iniziative   economiche.
  Disposizioni  per il contrasto alla corruzione ed alla  criminalità
  organizzata  di stampo mafioso. Disposizioni per il riordino  e  la
  semplificazione della legislazione regionale';

   lo  stesso  disegno di legge, in data 5 aprile 2011,  è  diventato
  legge regionale n. 5/2011;

   preso atto che:

   in  data  22 marzo 2011, il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana  ha  impugnato gli articoli 11, 16, 17,  18  e  21  della
  suddetta legge;

   lo  stesso  Commissario dello Stato, in data 23  marzo  2011,  con
  propria  nota  n.  484/11,  indirizzata all'ufficio  legislativo  e
  legale della Presidenza della Regione, chiedeva chiarimenti  e,  in
  particolare, dell'emendamento A 2.1;

   nello specifico, il rappresentante dello Stato chiedeva  ( ) quali
  siano  le finalità istituzionali del Consorzio autostrade siciliane
  e  se  le  stesse permangono, atteso che con decreto del  Ministero
  delle   Infrastrutture  e  dei  Trasporti è  stata  dichiarata   la
  decadenza  del  Consorzio  dalla  concessione  di  costruzione   ed
  esercizio delle Autostrade A 18 e A 20';

   nella nota veniva altresì richiesto se il contratto collettivo  di
  lavoro applicato ai dipendenti del Consorzio è diverso, quindi  con
  oneri   maggiori,  rispetto  a  quello  dei  dipendenti  regionali.
  Inoltre,  il  Commissario  dello Stato  chiedeva  il  numero  e  le
  qualifiche  dei  dipendenti del Consorzio stesso e quanti  di  essi
  sono  con contratto a tempo determinato e quanti a quello  a  tempo
  indeterminato;

   rilevato che appare evidente che davanti a tali precise ed urgenti
  richieste  tecniche,  da  parte del più alto  rappresentante  dello
  Stato   in   Sicilia,  si  attivasse  l'ufficio  cui  è  demandato,
  all'interno  della struttura regionale, proprio il controllo  e  la
  vigilanza  sul Consorzio autostrade siciliane, cioè il Dipartimento
  delle infrastrutture e mobilità, Servizio 13;

   constatato   che   invece  si  attivava  il  capo   di   gabinetto
  dell'Assessore per le infrastrutture che, con nota n. 37821/GAB del
  20  aprile  2011, sollecitava la direzione del Consorzio autostrade
  siciliane  ad  inviare,  a stretto giro di  posta  ed  allo  stesso
  ufficio  di  gabinetto,  tutti i dati  sul  personale  in  atto  in
  servizio ed in particolare di  ( ) far pervenire, entro il  termine
  perentorio  di giorni tre dalla ricezione della presente,  a  mezzo
  fax,  copia dei provvedimenti di assunzione per mobilità presso  il
  Consorzio.  Ne  successivi sette giorni si chiede di far  pervenire
  copia  delle sentenze con le quali il Consorzio è stato  condannato
  all'inquadramento  per  mansioni superiori  in  favore  dei  propri
  dipendenti.  Tali  sentenze  dovranno essere  correlate  anche  dai
  ricorsi  accolti, dalle difese svolte dal Consorzio,  nonché  dagli
  eventuali atti di appello proposti avverso dette pronunce. Ove  non
  sia stato proposto gravame in appello, dovrà essere precisato se le
  sentenze   in  questione  abbiano  acquisito  efficacia   di   cosa
  giudicata, e per quale ragione non si sia proceduto a tale appello.
  Entro gli ulteriori otto giorni dovranno essere trasmessi i ricorsi
  pendenti in analoga materia';

   visto  che  la  scelta  dell'Assessore per  le  infrastrutture  di
  ignorare  il  suo stesso dipartimento preposto a tali  compiti  (la
  nota  di risposta non è stata neanche inviata per conoscenza) viola
  apertamente la legge 10 del 2000, che conferisce funzioni e compiti
  all'interno  della  struttura regionale,  legge  nata  proprio  per
  evitare ingerenze nelle attività burocratiche, soprattutto da parte
  della politica;

   per sapere:

   per  quale  motivo  la nota del Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione siciliana n. 484/11 del 23 marzo 2011 è stata trattata  dal
  capo  di  gabinetto dell'Assessore per le infrastrutture, ignorando
  volutamente   il   proprio  dipartimento  delle  infrastrutture   e
  mobilità,  Servizio 13, cui è demandato il controllo e la vigilanza
  sul Consorzio autostrade siciliane;

   se  dietro tale comportamento, in palese violazione della legge 10
  del  2000, non vi sia un voluto tentativo, da parte della politica,
  di ingerirsi nella gestione e controllo degli enti partecipati;

   se vi siano, oltre a quella del 20 aprile del 2011, altre note e/o
  corrispondenza in itinere da parte dell'ufficio di gabinetto  delle
  infrastrutture, riguardanti tale vicenda, ad oggi non note». (1866)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   in  data 4 ottobre 2010, la Giunta regionale, con deliberazione n.
  350  del  4  ottobre  2010,  approvava l'atto  di  indirizzo  sulla
   riorganizzazione   del  sistema  formazione  professionale   nella
  Regione Sicilia';

   tale  documento  nasce  da un percorso di  contrattazione,  durato
  mesi, tra l'Assessorato Istruzione e le organizzazioni sindacali;

   alla  luce  di quanto sopra, l'Assessorato Istruzione ha  emanato,
  con avviso pubblico n. 29 del 22 ottobre 2010, le  direttive per la
  programmazione  e presentazione delle proposte formative  a  valere
  del PROF 2011';

   successivamente,  la  commissione  regionale  per   l'impiego   ha
  approvato il PROF 2011 provvisorio per complessive 1.923.000 ore di
  formazione, per un totale complessivo di circa 261 milioni di euro;

   preso atto che:

   l'Assessorato  Istruzione, dopo l'approvazione del PROF  2011,  ha
  pubblicato  l'avviso n. 5/2011 dove, al suo interno, si riscontrano
  alcune  incongruenze con quanto stabilito dalla delibera n. 350  su
  menzionata;

   tali   discrasie   riguardano  il   parametro   unico'   ora/corso
  omnicomprensivo dei costi delle sedi di coordinamento  regionali  e
  degli  allievi.  Tali  costi,  nella richiamata  delibera  n.  350,
  restavano  correttamente  distinti.  Successivamente,  in  sede  di
  commissione  regionale  per l'impiego del  21  marzo  2011,  alcuni
  componenti  della  CRI facevano rilevare in verbale  l'incongruenza
  tra quanto contenuto nella delibera n. 350, l'avviso pubblico n. 29
  (dove  il  punto  3  è stato integralmente riportato),  e  l'avviso
  5/2011.   Precisamente,  nel  corso  dei  lavori  fu  rilevata   lo
  stravolgimento,  da  parte dell'Assessorato, di  quanto  deliberato
  dalla  Giunta  su proposta dello stesso' e gli atti successivamente
  adottati;
   ad  aggravare ulteriormente lo stato di incertezza per l'avvio dei
  corsi, intervenivano due ulteriori fattori:
   la  proposta dell'Assessorato di un PROF con il 70 per cento delle
  ore prive di costo;
   il   congelamento'  delle attività di taluni enti  di  formazione,
  senza  che in alcun modo venisse specificata la modalità di  tutela
  per i lavoratori prevista per legge;

   considerato che:

   l'applicazione del parametro unico omnicomprensivo, determinerà un
  esubero  di circa 650 lavoratori ed una conseguente possibilità  di
  assunzione di 580 per effetto dello spostamento di circa 17 milioni
  di euro da enti sopra parametrati verso enti sottoparametrati;

   la  fissazione del parametro a 135 ora/corso non è stata preceduta
  da   una   dettagliata  e  preventiva  analisi   dei   costi   come
  espressamente  previsto  dalla  delibera  n.  350  né  sono   stati
  individuati,  preventivamente, correttivi ai  fini  delle  garanzie
  occupazionali previste dalle vigenti normative;

   sussiste  il mancato rispetto del punto 10 della delibera  n.  350
  che  integra la violazione dell'art. 2 della l.r. 1 settembre 1993,
  n.  25,  e  dell'articolo 39 della l.r. 23 dicembre  2002,  n.  23,
  nonché  dell'art.  16  della  l.r.  27/91  laddove,  a  parità   di
  finanziamento  assegnato, l'assessore non prevede la riassegnazione
  delle   attività   già   in   capo   agli   enti   destinatari   di
  definanziamento, eludendo, tra l'altro, anche il precetto normativo
  contenuto  nel  richiamato art. 2 della l.r. 1 settembre  1993  che
  garantisce  la continuità lavorativa del personale della formazione
  professionale  con  contratto  a tempo  indeterminato  ed  iscritto
  all'albo  regionale  di cui all'art. 14 della  l.r.  24/76,  poiché
  l'utilizzo delle risorse derivanti dai definanziamento e trasferite
  sul  fondo  di garanzia non assicura il mantenimento dei  posti  di
  lavoro ma solo l'esercizio di uno strumento transitorio;

   l'effetto  del  taglio  del 30 per cento del volume  dell'attività
  formativa provocherà un ulteriore esubero di personale pari a circa
  2000 unità che si sommano ai 650 succitati;

   per  l'effetto congiunto dell'applicazione del parametro  unico  e
  del  taglio  del  30  per  cento  dei  2650  esuberi  previsti,   a
  legislazione  vigente, il fondo di garanzia, istituito  con  l'art.
  132  della  l.r.  4/2003  potrà accogliere solamente  i  costi  del
  personale assunto entro il 31 dicembre 2002, provocando, di  fatto,
  la  collocazione a zero ore e a zero euro di tutti i lavoratori che
  hanno  una  assunzione compresa tra il 31 dicembre  2002  e  il  31
  dicembre  2008.  Ancorché il fondo di garanzia  venisse  finanziato
  (con  aggravio  sul  bilancio regionale) ed i  benefici  estesi  al
  personale di cui sopra, dopo l'assistenza al reddito per 5  anni  i
  lavoratori  con   debito  previdenziale'  superiore   ad   anni   5
  verrebbero espulsi dal sistema;

   la  modifica non ben chiara del dispositivo concernente l'utilizzo
  del Fondo di garanzia, causerebbe un conseguente certo aggravio  di
  spesa a carico del bilancio della Regione;

   per  gli enti sottoposti a procedura di revoca dell'accreditamento
  si   prevede   un'ammissione  con  riserva   facendo   ricorso   ad
  argomentazioni tecnico-giuridiche non chiare;

   la  situazione di precarietà che così si è venuta a creare,  viene
  ulteriormente aggravata dal ritardo nell'attuazione del  protocollo
  d'intesa    del   4   novembre   2010   riguardante    i    servizi
  formativi/sportelli multifunzionali per i quali permane  ancora  un
  congruo  numero  di  lavoratori in esubero da ricollocare  e  resta
  ancora  da definire l'esigibilità di istituti contrattuali come  la
  malattia,  la  maternità,  i  congedi  matrimoniali  e  i  permessi
  sindacali. Per la copertura dei costi di tali istituti, per i quali
  l'autorità di gestione pro tempore non ne prevedeva l'ammissibilità
  a  rendicontazione  di  fondi  FSE e PAR-FAS,  l'Assessore  per  la
  famiglia si era impegnato ad istituire idoneo capitolo di bilancio.
  Tale  problematica  esploderà anche nell'ambito  del  PROF  qualora
  cofinanziato  con risorse a valere sul FSE e non è ancora  trattata
  nell'accordo quadro sulla  buona formazione';

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente ripristinare il  rispetto  del  quadro
  normativo  vigente ed a rendere coerenti gli atti e i provvedimenti
  adottati  dall'Assessore e dal dirigente generale del  dipartimento
  istruzione, anche in ordine al PROF 2011, alla delibera  di  Giunta
  n. 350 del 4 ottobre 2010;

   se  non  ritengano opportuno prevedere, per gli enti in sofferenza
  inseriti  nel PROF 2011 con riserva o che hanno avuto congelata  la
  propria  posizione, l'immediata attivazione di un tavolo permanente
  nel  quale definire un percorso certo per la garanzia occupazionale
  e  contemporaneamente  la  nomina di un  funzionario  delegato  che
  provveda all'avvio delle attività e alla immediata erogazione delle
  retribuzioni, fatte salve le conclusioni delle procedure di  revoca
  dell'accreditamento già avviate dal competente dipartimento;

   se  non ritengano utile, per tutte le retribuzioni maturate e  non
  erogate   al  31  dicembre  2010,  emanare  un  provvedimento   che
  garantisca  l'integrazione dei finanziamenti già  erogati,  per  la
  spesa  del personale, anche con le economie reiscritte in  bilancio
  ai sensi dell'art. 9 della l.r. 21/2007;

   se  non  ritengano che la soppressione della commissione regionale
  per l'impiego, proposta in finanziaria, sia un modo surrettizio  di
  eludere  ogni  forma  di controllo delle parti sociali,  senza,  di
  contro,  realizzare  un più efficiente governo delle  problematiche
  afferenti al lavoro ed alla formazione professionale» (1867)

                                                 VINCIULLO - POGLIESE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il  deputato  segretario  a  dare  lettura  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   VINCIULLO, segretario f.f.:

   «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:

   l'Associazione regionale allevatori della Sicilia (A.R.A.S.) opera
  da  40  anni,  su delega dello Stato e della Regione siciliana,  ed
  attua   la   selezione  del  bestiame  e  l'assistenza  agronomico-
  veterinaria in
   oltre  cinquemila aziende zootecniche, interessando oltre  il  70%
  degli allevamenti siciliani;

   l'Associazione regionale allevatori della Sicilia, ha alle proprie
  dipendenze,  a tempo indeterminato, circa 180 lavoratori  (tecnici,
  agronomi, veterinari, agrotecnici, periti agrari ed amministrativi)
  nonché   un  elevato  numero  di  tecnici  in  convenzione  libero-
  professionale (oltre il 30%);

   rilevato che:

   da  alcuni  anni la struttura dell'A.R.A.S. ha avuto  un  collasso
  organizzativo, finanziario ed amministrativo, tanto da  determinare
  dal  28  dicembre  2009  la  nomina  di  un  commissario  da  parte
  dell'Associazione  italiana allevatori  (A.I.A.),  con  conseguente
  destituzione   del  presidente,  della  giunta  e   del   consiglio
  direttivo;

   dal  6 gennaio 2010 la gestione dell'A.R.A.S. è stata affidata  ad
  un commissario e a tutt'oggi non registra alcun miglioramento;

   considerato che:

   tale  gestione ha aggravato ulteriormente il deficit  di  bilancio
  dell'associazione regionale allevatori della Sicilia;

   la  mancata erogazione degli emolumenti al personale dipendente  e
  convenzionato,  ormai da diversi mesi, ha costretto  i  tecnici  ad
  anticipare  mensilmente  di  tasca  propria,  pur  senza  percepire
  emolumenti,  le  spese  di trasporto, automezzi  e  carburante  per
  potere  effettuare  le  periodiche  visite  mensili  nelle  aziende
  zootecniche;

   atteso che:

   lo   stato   permanente  di  crisi  organizzativa,  funzionale   e
  finanziaria  dell'associazione regionale allevatori  della  Sicilia
  potrebbe  recare danno agli allevatori in assistenza  tecnica  che,
  con   la   sospensione   o  scadimento  dei  servizi   già   svolti
  dall'A.R.A.S.,  possono  perdere  i  vantaggi  economico-produttivi
  acquisiti ed il raccordo con la migliore zootecnia italiana, e  che
  si  possono  disperdere  i  tecnici adibiti  dall'associazione  per
  l'assistenza a dette aziende;

   ritenuto  che  occorre  tempestivamente e responsabilmente  ridare
  nuova e corretta rotta organizzativa ai servizi delegati rivolti al
  comparto  zootecnico siciliano e rimediare alle gravissime mancanze
  e   danno   degli  allevatori  siciliani  e  al  personale  tecnico
  dell'associazione regionale allevatori della Sicilia addetto a tale
  attività;

   per sapere:

   quali  iniziative,  con l'urgenza del caso, intenda  intraprendere
  per il rilancio dell'A.R.A.S. a salvaguardia degli allevatori e del
  personale;

   se  intenda  dare  piena  ed  immediata applicazione  della  legge
  regionale  n.  33/96, art. 15, che integra la  legge  regionale  n.
  12/89,  che  prevede l'accorpamento delle funzioni, del  personale,
  delle   sedi  e  delle  attrezzature  dell'associazione   regionale
  allevatori   della  Sicilia  all'istituto  sperimentale  zootecnico
  Sicilia». (1856)

                                          CAPUTO - POGLIESE - FALCONE

   «Al Presidente della Regione, premesso che l'approvvigionamento  e
  la  distribuzione idrica nel comune di Nicolosi è da parecchi  mesi
  in  una  situazione  critica a causa della presenza  nell'acqua  di
  valori  di  manganese  e vanadio superiori ai  limiti  fissati  dal
  d.lgs. n. 31/2001;

   considerato che:
   tale   situazione  è  stata  accertata  a  seguito  delle  analisi
  effettuate più volte dall'ASP di Catania;

   l'ordinanza  di  divieto dell'uso dell'acqua  a  fini  potabili  è
  assolutamente temporanea e per periodi limitati;

   ritenuto che:

   per  risolvere definitivamente il problema è necessario realizzare
  un impianto di demanganizzazione;

   il  sindaco  di  Nicolosi  ha richiesto il relativo  finanziamento
  facendo  presente  che,  in  caso  di  sospensione  definitiva  del
  servizio di distribuzione, si determinerebbero gravi pregiudizi per
  l'igiene, la sanità e la salute pubblica;

   l'ufficio  della protezione civile di Catania ha valutato  l'opera
  come  necessaria  ed urgente per una risoluzione  definitiva  delle
  predette problematiche;

   per  sapere  le  ragioni  per le quali  non  sia  stato  possibile
  accogliere  la  richiesta  di  finanziamento  di  un  impianto   di
  demanganizzazione  dell'acqua  nonostante  lo  stato  di  criticità
  ampiamente  documentato  dal sindaco di  Nicolosi  e  degli  uffici
  periferici della Regione». (1857)

                                                           BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità, premesso che l'interrogante in data 11 marzo  2010
  presentava  interrogazione di analogo argomento per  avere  notizie
  sulla soppressione del collegamento Floresta Messina e nel contempo
  per  chiedere la convocazione urgente della società e  dei  sindaci
  interessati;

   premesso inoltre che, con nota a firma dell'Assessore pro tempore,
  onorevole  Luigi  Gentile, prot. 2482/gab, l'Assessorato  regionale
  per  le  Infrastrutture e la mobilità rispondeva che, a seguito  di
  contratto  e  secondo  clausole in esso scritte,  è  facoltà  della
  società  Interbus  spa nel razionalizzare le corse  degli  autobus,
  sospendere una o più corse;

   ritenuto   che,  trattandosi  di  servizio  pubblico,   anche   in
  attuazione   alla  citata  norma,  non  possono,  senza  preventiva
  istruttoria  e conseguente autorizzazione, essere eliminate  corse,
  altrimenti si consentirebbe la eliminazione di tutte le  corse  che
  non trasportano - a giudizio dei concessionari, che certamente sono
  di parte - un numero sufficiente di persone, con la conseguenza che
  verrebbero a cessare la gran parte dei collegamenti nei comuni  più
  disagiati;

   considerato  che  il mantenimento costante di  un  collegamento  è
  condizione  essenziale  per  lo  sviluppo  economico,  turistico  e
  sociale delle aree servite;

   ritenuto  ancora  che  sopprimere  anche  solo  un  corsa  di   un
  collegamento  arreca di fatto grave nocumento alle popolazioni  che
  lo subiscono;

   per sapere quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere  al
  fine  di  ripristinare  la corsa del collegamento  Messina-Floresta
  affinché  le  comunità  da esso attraversate possano  continuare  a
  sperare   in  una  crescita  certa  delle  condizioni  sociali   ed
  economiche». (1858)
                                                               CORONA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   a  seguito  degli eventi alluvionali che si sono verificati  nella
  riviera  ionica della provincia di Messina, la strada statale  114,
  all'altezza del Capo S. Alessio, a causa di una frana è  interrotta
  da alcune settimane;

   tale situazione provoca forti disagi alle popolazioni locali, alle
  attività produttive nonché il blocco del traffico veicolare;

   a fronte di tale situazione, nonostante il notevole lasso di tempo
  trascorso, non è stato posto in essere alcun intervento;

   per   sapere,  nell'ambito  delle  rispettive  competenze,   quali
  provvedimenti  urgenti intendano adottare per far fronte  ai  danni
  causati da detti eventi alluvionali e per ripristinare la viabilità
  su detta arteria stradale, richiedendo l'immediato intervento della
  protezione civile». (1859)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             CURRENTI

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   la  Giunta Lombardo ha conferito 6 incarichi dirigenziali generali
  a soggetti esterni all'amministrazione regionale;

   ciò  appare in totale spregio del limite del 10% previsto in  sede
  nazionale  nonché del conflitto di attribuzione innanzi alla  Corte
  Costituzionale,  proposto dal Governo nazionale contro  la  Regione
  siciliana   proprio  in  riferimento  alle  precedenti  nomine   di
  dirigenti   generali  esterni,  sebbene  conclusosi  a  favore   di
  quest'ultima;

   considerato che:

   l'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana,  con  nota
  prot.  n  3639 del 9 febbraio 2011, aveva prospettato  la  concreta
  possibilità che le nomine de quo potessero essere impugnate in  via
  giurisdizionale  e che in quella sede potesse essere  sollevata  la
  questione di legittimità costituzionale della normativa regionale;

   con  tale  indirizzo,  di fatto, l'Ufficio  legislativo  e  legale
  implicitamente aveva confermato l'inopportunità della nomina  degli
  ultimi  tre  dirigenti  generali  esterni  all'amministrazione   in
  aggiunta ai tre già nominati;

   ritenuto che:

   le  predette nomine escludono i numerosi dirigenti interni  dotati
  delle  conoscenze  e  delle  esperienze specifiche  necessarie  per
  ricoprire l'incarico di direttore generale;

   sono  fonte  di ingiustificato esborso aggiuntivo a  carico  delle
  casse erariali;

   i  soggetti  esterni  nominati,  in  qualche  caso,  non  sembrano
  possedere  i  requisiti  normativi  e  professionali  previsti  per
  ottenere il conferimento di un incarico dirigenziale generali;

   per   sapere   per   quali   ragioni  si  conferiscano   incarichi
  dirigenziali  esterni di dubbia legittimità e non si  utilizzino  i
  soggetti interni idonei allo svolgimento di tali incarichi». (1860)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                          BARBAGALLO-FERRARA-AMMATUNA

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia e  le
  politiche  sociali  e all'Assessore per le autonomie  locali  e  la
  funzione pubblica, premesso che:

   alcune  notizie  di  stampa dei quotidiani locali  riportavano  la
  notizia  della possibilità di un trasferimento del campo rom  dalla
  zona  adiacente  il Parco della Favorita, ove attualmente  insiste,
  all'interno dei terreni confiscati alla mafia;

   a  seguito  di  tale  notizia i residenti  della  zona  del  Fondo
  Chiaranda a Falsomiele hanno espresso al vicepresidente della terza
  circoscrizione la loro contrarietà alla collocazione del campo  rom
  nei  predetti luoghi in quanto la zona è priva ancora  di  adeguati
  servizi  pubblici e che, pertanto, la collocazione dei rom potrebbe
  ulteriormente aggravare lo stato di disagio sociale della zona;

   considerato che è necessario intervenire per eliminare lo stato di
  degrado  in  cui  versa il quartiere intorno  alla  zona  di  Fondo
  Chiaranda  (Falsomiele)  e  che la collocazione  di  un  campo  rom
  comporterebbe un ulteriore peggioramento dello stato dei luoghi  in
  quanto  non  vi sono sufficienti strutture e servizi  in  grado  di
  ospitare la collocazione della predetta etnia;

   ritenuto  che  i  residenti hanno manifestato il loro  dissenso  e
  contrarietà alla collocazione di un campo rom;

   per sapere:

   se  vi  siano provvedimenti circa il trasferimento della  comunità
  rom presso la zona di Fondo Chiaranda;

   quali  provvedimenti  abbiano adottato o  intendano  adottare  per
  eliminare lo stato di degrado del predetto quartiere». (1862)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità  e  all'Assessore per il turismo,  lo  sport  e  lo
  spettacolo, premesso che:

   la  Sicilia, per le sue bellezze naturali e per le caratteristiche
  geografiche, è meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo;

   in particolare, le isole siciliane godono di notevole affluenza da
  parte di turisti stranieri e naturali;

   pur  tuttavia, alcune delle nostre isole nn sono dotate di sistemi
  di ancoraggio per diportisti. In particolare l'isola di Alicudi non
  ha un vero e proprio approdo per i diportisti. Ciò provoca, oltre a
  disagi, anche nocumento alle attività economiche legate al turismo;

   a Filicudi, a nord di Capo Graziano, è stato realizzato un pontile
  di  cemento che permette l'ormeggio a piccole imbarcazioni;  mentre
  ad Alicudi mancano gli ormeggi e rimane la più isolata delle Eolie;

   considerato che:

   consentire  l'approdo delle imbarcazioni da diporto determinerebbe
  un  vantaggio  per  le  isole in quanto  verrebbe  incrementata  la
  presenza di turisti;

   in  questo  modo  verrebbe potenziato anche lo sviluppo  economico
  locale;

   ritenuto  che  risulta  necessario provvedere  alla  realizzazione
  delle strutture per consentire l'approdo delle imbarcazioni;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano adottato o  intendano  adottare  per
  consentire l'approdo delle imbarcazioni nell'isola di Alicudi;

   i motivi che ad oggi abbiano impedito ai diportisti di approdare e
  quali  provvedimenti abbiano adottato in merito alla  realizzazione
  delle    infrastrutture   necessarie   per   garantire    l'approdo
  sull'isola». (1863)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   il  presidio  medico  Civico  di Palermo  è  stato  escluso  dalla
  programmazione  regionale della spesa pubblica a valere  sui  fondi
  del  PO FESR, asse VI, alta tecnologia per la piattaforma regionale
  delle PET-TC;

   conseguentemente  l'azienda  di  Palermo  verrà  privata   di   un
  importante strumento tecnologico e di avanguardia e ciò determinerà
  un arretramento dell'azienda rispetto alle altre aziende di rilievo
  nazionale presenti in Sicilia;

   il   programma   di  spesa  prevede,  altresì,  l'inserimento   di
  apparecchiature PET-TC in aziende sanitarie dove non esistono unità
  operative di medicina nucleare;

   considerato che:

   la  scelta di escludere l'azienda di Palermo, già dotata di  unità
  di   medicina   nucleare   con  personale   altamente   qualificato
  dall'acquisizione di apparecchiature PET-TC appare non giustificata
  e  non  fondata  su  validi argomenti se si considera,  invece,  la
  previsione  di spesa per le medesime apparecchiature  in  strutture
  ospedaliere che non hanno unità di medicina nucleare;

   il  presidio  ospedaliero Civico di Palermo  rappresenta  un  polo
  oncologico  di  terzo  livello  ove  è  in  costruzione  un   nuovo
  padiglione oncologico;

   ritenuto che:

   tale  situazione determina un grave danno al diritto  alla  salute
  dei  pazienti in cura presso l'ospedale Civico di Palermo in quanto
  verrebbe loro meno la continuità assistenziale;

   la scelta di escludere l'ARNAS di Palermo non è fondata su criteri
  di  razionalizzazione della spesa pubblica poiché nel programma  di
  spesa  è previsto l'inserimento delle apparecchiature PET-TC presso
  presìdi non dotati di unità di medicina nucleare;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano adottato per inserire  nel  predetto
  programma di spesa l'assegnazione di una PET-TC per l'ARNAS  Civico
  di Palermo;

   quali  provvedimenti siano stati adottati per tutelare il  diritto
  alla  salute dei pazienti in cura presso l'ARNAS di Palermo  e  per
  garantire  loro  una  continuità assistenziale  presso  il  proprio
  ospedale». (1864)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana,  premesso che la società Ribera Resort s.r.l di  Stefano
  Arvati,  secondo  quanto si apprende dagli  organi  di  stampa,  ha
  presentato   al   comune  di  Ribera  (AG)  un  progetto   per   la
  realizzazione  di  un  'Resort'  che  comprende  tra   l'altro   la
  costruzione e vendita di ville;

   considerato che:

   l'area  interessata è classificata nel piano regolatore  generale,
  recentemente approvato, zona agricola;

   la   realizzazione   dell'opera  necessita   della   variante   di
  destinazione d'uso dei terreni;

   nel piano regolatore generale di Ribera sono già individuate e non
  ancora  utilizzate  aree  a  destinazione  turistico-alberghiera  e
  residenziale;

   rilevato che:

   alla luce di quanto detto, appare fondato il dubbio che la società
  Ribera Resort s.r.l abbia un intento esclusivamente speculativo  ed
  immobiliare  senza creare occasioni di sviluppo e di  crescita  del
  territorio;

   la  società  responsabile dell'iniziativa non ha alcuna esperienza
  nel settore turistico - alberghiero;

   da  notizie  apparse  sul settimanale 'Paese  mio'  di  Ribera  si
  afferma che il Presidente Lombardo avrebbe avuto un incontro con  i
  rappresentanti  del progetto fornendo rassicurazioni  relativamente
  ad  una  celere  approvazione del progetto da parte del  competente
  Assessorato;

   per sapere:

   se risponda al vero, come riportato dagli organi di stampa, che il
  Presidente  della  Regione  in un incontro  avuto  con  la  società
  avrebbe  garantito  il suo intervento per una  celere  approvazione
  dell'iter burocratico del progetto;

   quali  iniziative  intendano adottare al fine di salvaguardare  il
  territorio  di  Ribera e il rispetto delle norme  urbanistiche  dal
  pericolo di eventuali speculazioni edilizie». 1868)

                                                         DI BENEDETTO

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   la  RSA  Flavia Martinez di Pietraperzia, che nasce per accogliere
  fino  a  40  ospiti disabili e anziani non autosufficienti,  che  è
  dislocata su quattro livelli, offre un servizio di fisioterapia, un
  servizio di guardia medica dell'ASP, un servizio di geriatria  (due
  giorni  alla settimana) e un servizio di psichiatria (due ore  alla
  settimana);

   in  atto  nella  struttura  lavorano 32 dipendenti  gestiti  dalla
  cooperativa  Domus di Catania, la quale fa parte del  consorzio  di
  cooperative SI.SI.FO;

   detta cooperativa si insediava l'11 novembre 2010 a seguito di  un
  tavolo   tecnico   svoltosi   alla   presenza,   tra   gli   altri,
  dell'assessore  Massimo  Russo e del direttore  dell'ASP  di  Enna,
  dottor Nicola Baldari;

   contestualmente l'Assessore prorogava l'affidamento  del  servizio
  alla  medesima compartiva Domus fino al 10 maggio 2011. Incaricava,
  altresì,  il  direttore  Baldari di  preparare  un  bando  di  gara
  relativo  allo stesso servizio per un periodo di tre anni (più  uno
  eventuale   di  proroga),  al  fine  di  garantire  la   continuità
  dell'assistenza e la salvaguardia dei posti di lavoro;

   si  precisa che mentre avveniva tutto ciò nella RSA erano presenti
  32 degenti;

   la  gara  d'appalto veniva pubblicata nella GURS del  24  dicembre
  2010  e  fissava  come  termine ultimo per la  presentazione  delle
  offerte il 2 febbraio 2011;

   l'ASP   ha   valutato   le   offerte  presentate   carenti   della
  documentazione richiesta. Venendo meno la partecipazione alla  gara
  di  ditte  in  possesso dei requisiti previsti, la  gara  è  andata
  deserta;

   appreso che:

   inspiegabilmente, una quindicina di pazienti sono stati dimessi  a
  seguito  di  telegramma  inviato alla Direzione  del  Distretto  di
  Piazza Armerina;

   in  detto telegramma si segnalavano strutture private nelle  quali
  gli interessati avrebbero potuto trovare ricovero;

   constatato che:

   tra  le numerosissime lamentele per il suddetto bando di gara  una
  in  particolare riguardava la retta giornaliera pari a  euro  87,00
  (il  decreto  assessoriale del 24 ottobre 2010 fissa una  retta  di
  111,80 al giorno per i primi due mesi e di euro 106,20 per i  dieci
  mesi successivi);

   la  RSA  di  Pietraperzia è stata dimensionata per  accogliere  un
  numero di 40 pazienti non autosufficienti, in perfetta sintonia con
  l'indirizzo assessoriale che mira al raggiungimento di 98 posti  da
  attivare  complessivamente nella Provincia di Enna (vedi dec.  Ass.
  24 maggio 2010);

   l'importo  della  gara non sarebbe riuscito a  coprire,  pertanto,
  nemmeno  i costi minimi previsti dal CCNL delle cooperative sociali
  e  standard del decreto assessoriale per le RSA annuo destinato  ai
  dipendenti in organico attualmente a Pietraperzia;

   appreso che l'ASP di Enna ha già bandito un cottimo fiduciario per
  l'affidamento  in  urgenza del servizio di gestione  della  RSA  di
  Pietraperzia per il fabbisogno aziendale di 4 mesi, con  condizioni
  uguali  o forse peggiori rispetto a quelle del bando di gara andata
  deserta;

   per sapere:

   come  mai  non  sia  stato pubblicato un nuovo  bando  di  gara  e
  comunque,  nelle more, perché non sia stato prorogato  il  servizio
  alla  cooperativa che attualmente lo svolge, stante che il  cottimo
  fiduciario consente alla ditta aggiudicatrice la possibilità  della
  flessibilità  sui lavoratori, condizione che certo  non  garantisce
  gli attuali standard occupazionali;

   se  non  intenda  disporre un'ispezione al fine  di  accertare  la
  presenza di eventuali incongruenze nel bando di gara, sia di quella
  andata deserta, sia in quello inerente il cottimo fiduciario;

   se non intenda bloccare il nuovo bando al fine di verificare tutte
  le  procedure  che affiderebbero al nuovo servizio di  cottimo  una
  media  di 20 degenti. E' facilmente riscontrabile che nella RSA  di
  Pietraperzia   (prima  della  dimissione  dei  pazienti   a   mezzo
  telegramma) erano presenti in media 25/26 pazienti e che si  tratta
  di un servizio di cui il territorio ha assolutamente bisogno, oltre
  a salvaguardare i livelli occupazionali fin qui garantiti». (1869)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             COLIANNI

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali, premesso che:

   in  una lettera inviata il 3 maggio scorso all'assessore regionale
  per le Autonomie locali dal segretario generale della Cgil Funzione
  pubblica   Sicilia  si  segnalano   anomalie  nelle  procedure   di
  conferimento degli incarichi dirigenziali in attuazione della  l.r.
  19/2008';

   nella nota, l'organizzazione sindacale spiega di avere avviato   a
  partire  dal mese di gennaio una ricognizione presso i Dipartimenti
  regionali  in merito alle istanze pervenute per la copertura  delle
  postazioni  dirigenziali disponibili ed alle  valutazioni  espresse
  dai  Dirigenti generali in esito alle nomine effettuate, così  come
  testualmente  riportato nei decreti di conferimento  redatti  sulla
  base dello schema fornito dal Dipartimento della Funzione Pubblica;

   i risultati di tale ricognizione, sempre secondo la Cgil-Fp  hanno
  evidenziato un quadro preoccupante di gravi irregolarità  derivanti
  dalla  totale mancanza - se si eccettuano due casi isolati per  due
  postazioni   -  di  atti  istruttori  o  di   tracce  e   percorsi'
  valutativi,   che  appaiono  essere  stati  omessi  dai   Dirigenti
  generali,  contrariamente  a  quanto  dagli  stessi  affermato  nei
  decreti di nomina';

   a  detta dell'organizzazione di categoria, da ciò consegue che   i
  conferimenti  degli  incarichi, basati  allo  stato  dei  fatti  su
  valutazioni  dichiarate, ma senza riscontri e, per  di  più,  privi
  anche  di adeguate motivazioni, sarebbero stati effettuati in  modo
  del  tutto  arbitrario  e  non  trasparente,  e,  a  cascata,  essi
  potrebbero in atto comportare, tra l'altro, vantaggi di carriera  e
  l'erogazione  di indennità potenzialmente indebite, valutabili  nel
  complesso  a ben oltre 30 milioni di euro, per giunta pensionabili,
  in  favore  di  taluni  ed  a discapito di altri,  suscettibili  di
  produrre danno risarcibile';

   in  conclusione,  sempre secondo la Cgil-Fp,  emerge  il  generale
  travisamento  della  stessa legge regionale  10/2000,  articolo  6,
  comma  2,  nonché, addirittura, una diffusa pratica di assegnazione
  di  incarichi a dirigenti che neppure hanno presentato  la  domanda
  per l'incarico loro attribuito';

   considerato  che la Cgil-Fp considera  intollerabile e  scandalosa
  la  situazione  venutasi a creare ad opera dei Dirigenti  generali,
  con  il  beneplacito del potere politico' e chiede l'avvio di  ogni
  iniziativa tendente a ripristinare il rispetto delle regole;

   per  sapere  se  quanto  denunciato dall'organizzazione  sindacale
  corrisponda  al vero e quali provvedimenti intendano  adottare  per
  accertare eventuali violazioni». (1870)

                                                           MATTARELLA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata l'interpellanza numero
  112  «Indicazioni  in merito alle iniziative  del  Governo  per  la
  celebrazione  dei  duecento anni della Costituzione  siciliana  del
  1812». Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  costituzionalismo  europeo  ha avuto  importanti  riflessi  in
  Sicilia, con l'approvazione della Costituzione siciliana del  1812,
  che  rese  la  Sicilia il primo stato preunitario a dotarsi  di  un
  carta costituzionale moderna;

   la  Costituzione  siciliana del 1812 abolì i  diritti  feudali  ed
  istituì il primo esempio di parlamento bicamerale in Italia;

   considerato che:

   la  Costituzione  siciliana riconnesse  l'isola  all'Europa  e  fu
  persino   d'ispirazione   per   il  successivo   costituzionalismo,
  trattandosi  di  una  carta costituzionale votata  e  non  ottriata
  (concessa dal sovrano);

   l'identità siciliana ha ricevuto un contributo determinante  dalla
  Carta  del 1812, che, per la prima volta in Italia, introduceva  il
  principio  della divisione e della distinzione di ruoli fra  potere
  legislativo,   esecutivo   e  giudiziario,   ponendo   la   Sicilia
  all'avanguardia nel mediterraneo;

   per conoscere:

   quali iniziative intenda predisporre, insieme all'Assessore per  i
  beni culturali e l'identità siciliana, per celebrare degnamente nel
  corso   del   2012  i  duecento  anni  della  carta  costituzionale
  siciliana,  come  componente  determinante  dell'identità  e  della
  storia politica e culturale dell'Isola;

   come  saranno  concretamente coinvolte le altre istituzioni  dello
  Stato   centrale  e  dell'Unione  europea,  considerata  l'indubbia
  rilevanza nazionale e continentale dell'evento celebrato». (112)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              FERRARA

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  263  «Predisposizione del disegno di legge  di  iniziativa
  governativa sulla partecipazione della Regione all'Unione  europea,
  di  cui  all'art.  8  della l.r. n. 10 del 2010»,  degli  onorevoli
  Ferrara,  Ammatuna, Galvagno, Lupo e Barbagallo, presentata  il  27
  aprile 2011

   numero  264 «Iniziative per la salvaguardia dei fondali  siciliani
  ed  il blocco dei permessi di ricerca di petrolio ed idrocarburi in
  Sicilia», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Gucciardi, Digiacomo e
  Oddo, presentata il 29 aprile 2011. Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che è condivisa da ampi settori della società  siciliana
  la   necessità  di  procedere  ad  una  profonda  rivisitazione   e
  all'ampliamento delle competenze autonomistiche anche attraverso la
  formulazione di un contratto istituzionale con l'Unione europea;

   considerato  che  i  diritti del popolo  siciliano  devono  essere
  affermati  sempre più per mezzo di un reciproco, leale patto  anche
  con le istituzioni comunitarie;

   rilevato   che   nel   quadro  della  riforma  delle   istituzioni
  repubblicane in senso federale, la Regione siciliana è chiamata  ad
  inserirsi  nel  processo  recentemente  attuato  con  un   progetto
  autoctono  che, nell'esprimere la propria identità collettiva,  sia
  teso  a  ridefinire  tutti i rapporti oggi esistenti  con  l'Unione
  europea;

   atteso che:

   la  proposizione  di  un  nuova, moderna,  originale  ed  avanzata
  impostazione  di  autonomia,  che  meglio  rappresenti  le   mutate
  esigenze dell'Isola e ne tuteli la cultura e l'identità in  Europa,
  deve realizzarsi per mezzo:

   1)  di un'effettiva continuità territoriale, per le persone e  per
  le merci, con l'Europa;

   2) di una nuova concezione dignitosa del lavoro, che sia visto non
  più  come  una  conquista, ma come un diritto dei siciliani  ad  un
  futuro  di  serenità  e prosperità, al pari degli  altri  cittadini
  europei,

                   impegna il Governo della Regione

   a  provvedere quanto prima per la predisposizione del testo  della
  'Legge sulla partecipazione della Regione all'Unione europea', come
  previsto dall'art. 8 della legge regionale 20 aprile 2010,  n.  10,
  che  impone  all'Esecutivo di presentare un'iniziativa  legislativa
  entro  il  30 aprile di ogni anno. Oltre a coordinare l'ordinamento
  regionale con quello comunitario, è infatti opportuno che si  avvii
  un  processo  finalizzato  ad inserire nel  disegno  di  legge  per
  l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione
  europea  anche  le succitate istanze, nel quadro  di  un  iter  che
  consenta  un maggiore coordinamento tra Regione ed Unione  europea,
  anche attraverso la previsione di nuovi organismi paritetici  e  di
  strumenti  volti  a  far  valere il principio  pattizio  anche  nei
  rapporti con le istituzioni comunitarie». (263)
                            FERRARA-AMMATUNA-GALVAGNO-LUPO-BARBAGALLO

                           «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che alcune compagnie petrolifere hanno presentato istanze
  di permesso di ricerca ai fini di future trivellazioni off-shore al
  largo   delle   coste   iblee,   dell'isola   di   Pantelleria    e
  dell'arcipelago delle Egadi;

   considerato che le attività di ricerca, soprattutto di estrazione,
  comportano non pochi rischi di danno ambientale, e che i  territori
  di  Pantelleria, delle isole Egadi e della provincia di Ragusa sono
  particolarmente   ricchi   di   monumenti,   di   beni   artistici,
  archeologici e paesaggistici di grande importanza;

   rilevato  che la natura di mare intercontinentale del Mediterraneo
  renderebbe   altissimo  il  rischio  di  inquinare  un   vastissimo
  ecosistema  in caso di incidenti, anche modesta entità,  e  che  la
  costa   meridionale  della  Sicilia  e  le  vicine   isole   minori
  rappresentano  veri  e propri santuari della biodiversità,  il  cui
  ruolo   per   la  riproduzione  del  grande  squalo   bianco,   per
  l'alimentazione  delle  balenottere e  per  la  riproduzione  delle
  tartarughe marine, è ormai riconosciuto;

   atteso che:

   il  Canale di Sicilia, punto d'incontro tra il bacino orientale  e
  quello  occidentale  del  Mediterraneo, dove  confluiscono  sia  le
  specie  ittiche di origine atlantica, sia quelle che risalgono  dal
  Golfo  di  Suez,  rappresenta  un  punto  privilegiato  quanto  mai
  delicato per la biodiversità del Mediterraneo, che le trivellazioni
  metterebbero a rischio in modo gravissimo;

   i  fondali  marini nel Mediterraneo brulicano di vita, con  specie
  uniche,   endemiche  del  'Mare  Nostrum',  che  le   trivellazioni
  porrebbero  oggettivamente in pericolo, non essendo  conducente  la
  giustificazione   della  distanza  dalla  costa,   che   è   semmai
  un'aggravante,  dal  momento  che  maggiore  è  la   distanza   dal
  bagnasciuga, più sviluppato e vulnerabile è l'ecosistema,

                   impegna il Governo della Regione

   ad attivarsi, per le proprie competenze, a bloccare il permesso di
  ricerca  di petrolio e idrocarburi in tutti i mari prospicienti  la
  Sicilia e particolarmente in quelli prospicienti i territori  della
  provincia  di Ragusa, le isole Egadi e l'isola di Pantelleria,  per
  tutta l'estensione delle acque territoriali italiane, in quanto  in
  assoluto  contrasto  con  il  modello  di  sviluppo  previsto   dai
  distretti   culturali  siciliani  e  con  il  Piano   paesaggistico
  regionale». (264)

                           FERRARA-AMMATUNA-GUCCIARDI-DI GIACOMO-ODDO

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

        Comunicazione di decreto di nomina di componente della
                    Commissione per il Regolamento

   PRESIDENTE.  Comunico che con decreto n. 259 del  6  maggio  2011,
  l'onorevole   Francesco   Musotto  è  nominato   componente   della
  Commissione  per  il  Regolamento, in  sostituzione  dell'onorevole
  Nicola Leanza, automaticamente decaduto da componente della stessa.
  Ne do lettura:

                      «I L    P R E S I D E N T E

   CONSIDERATO  che,   a  seguito della   sua  nomina  ad  Assessore
  regionale, l'onorevole Nicola Leanza era automaticamente decaduto,
  ai  sensi del comma 2 dell'articolo 37 bis del Regolamento interno
  dell'Assemblea,  dalla carica di componente della Commissione  per
  il Regolamento;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole   Francesco  MUSOTTO  è  nominato  componente   della
  Commissione  per  il  Regolamento, in sostituzione  dell'onorevole
  Nicola  Leanza,  automaticamente  decaduto  da  componente   della
  stessa.

   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
                                             Palermo, 6 maggio 2011»

       Comunicazione di decreto di nomina di componente della VI
                        Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che con decreto n. 261 del 6  maggio  2011,
  l'onorevole  Roberto  Corona  è  nominato  componente   della   VI
  Commissione  legislativa permanente  Servizi sociali e  sanitari ,
  in sostituzione dell'onorevole Torregrossa, dimissionario.
   Ne do lettura:
                      «I L    P R E S I D E N T E

   VISTE  le  dimissioni  dell'onorevole  Raimondo  Torregrossa   da
  componente  della  VI Commissione legislativa permanente   Servizi
  sociali  e  sanitari , datate 27 aprile 2011 e pervenute  in  pari
  data (protocollate al n. 4231/AulaPg del 2 maggio 2011);

   CONSIDERATO che  occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la  designazione del Gruppo parlamentare  Il Popolo  della
  Libertà  al quale l'on. Torregrossa appartiene;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Roberto  CORONA  è  nominato  componente  della   VI
  Commissione  legislativa permanente  Servizi sociali e  sanitari ,
  in sostituzione dell'on.le Torregrossa, dimissionario.
   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo, 6 maggio 2011»

    Comunicazione di decreto di nomina di Commissione parlamentare
                               speciale
         d'indagine e di studio sulla formazione professionale

   PRESIDENTE.  Comunico che con DPA n. 258 del  6  maggio  2011,  è
  nominata  la  Commissione parlamentare speciale  d'indagine  e  di
  studio  sulla  formazione professionale con  i  compiti  stabiliti
  dall'ordine del giorno  n. 128 in premessa citato. Ne do lettura:

                      «I L    P R E S I D E N T E

   CONSIDERATO  che l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n.
  81 del 2 aprile 2009, ha approvato l'ordine del giorno n. 128, con
  il  quale si invita il Presidente dell'Assemblea ad istituire,  ai
  sensi  dell'articolo  29 ter del Regolamento interno  dell'A.R.S.,
  una   commissione  di  indagine   e  di  studio  sulla  formazione
  professionale;

   CONSIDERATO  che   nell'ordine del giorno sopra  citato  è  stato
  stabilito  in mesi tre il termine entro il quale detta commissione
  deve riferire all'Assemblea sui risultati dell'indagine;

   VISTE le designazioni pervenute dai Gruppi parlamentari;

   VISTO  il Regolamento interno dell'Assemblea, e specialmente  gli
  articoli 29 e 29 ter,

                             D E C R E T A

   è nominata la Commissione parlamentare speciale  d'indagine  e di
  studio  sulla  formazione professionale con  i  compiti  stabiliti
  dall'ordine del giorno  n. 128 in premessa citato.

   La  Commissione  è composta dai deputati: Arena Giuseppe;  Cimino
  Michele;   Digiacomo  Giuseppe;  Dina  Antonino;  Falcone   Marco;
  Fiorenza  Cataldo;  Gentile Luigi; Giuffrida Salvatore;  Gucciardi
  Baldassare; Panarello Filippo; Torregrossa Raimondo.

   La  Commissione  dovrà riferire per iscritto   all'Assemblea  sui
  risultati  dell'indagine  e dello studio entro il termine di  mesi
  tre dal momento della costituzione.
   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

                                                       Palermo,    6
                                              maggio 2011»

   Comunicazione di decreto di nomina della Commissione parlamentare
                               speciale
   d'indagine sul piano di informatizzazione della Regione siciliana

   PRESIDENTE.  Comunico che con DPA n. 260 del  6  maggio  2011,  è
  nominata la Commissione parlamentare speciale d'indagine sul piano
  di  informatizzazione  della  Regione siciliana,  con  particolare
  riferimento  agli  affidamenti  alla  società   Sicilia  e-Servizi
  s.p.a. ,  con i compiti stabiliti dalla mozione n. 183 in premessa
  citata.

                      «I L    P R E S I D E N T E

   CONSIDERATO  che l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n.
  173  del 19 maggio 2010, ha approvato la mozione  n. 183,  con  la
  quale  si  invita  il Presidente dell'Assemblea ad  istituire,  ai
  sensi   degli  articoli  29  e  29  ter  del  Regolamento  interno
  dell'A.R.S.,   una   commissione  di   indagine   sul   piano   di
  informatizzazione   della  Regione  siciliana,   con   particolare
  riferimento  agli  affidamenti  alla  società   Sicilia  e-Servizi
  s.p.a. ;

   CONSIDERATO  che  nella mozione sopracitata non è stato  indicato
  il  termine  entro  il  quale  detta  commissione  debba  riferire
  all'Assemblea sui risultati dell'indagine;

   VISTE le designazioni pervenute dai Gruppi parlamentari;

   VISTO  il Regolamento interno dell'Assemblea, e segnatamente  gli
  articoli  29  e  29 ter, nonchè l'articolo 29 bis per  il  termine
  entro cui la commissione è tenuta a riferire all'Assemblea,

   D E C R E T A

   è  nominata  la Commissione parlamentare speciale d'indagine  sul
  piano   di   informatizzazione  della   Regione   siciliana,   con
  particolare riferimento agli affidamenti alla società  Sicilia  e-
  Servizi s.p.a. , con i compiti stabiliti dalla mozione n.  183  in
  premessa citata.

   La  Commissione è composta dai deputati: Caronia Maria  Anna;  De
  Benedictis  Roberto;  Di  Benedetto  Giacomo;  Di  Mauro  Roberto;
  Leontini   Innocenzo;   Mancuso  Fabio;  Marrocco   Livio;   Mineo
  Francesco; Parlavecchio Mario; Picciolo Giuseppe; Savona Riccardo.

   La  Commissione  dovrà  riferire per iscritto  all'Assemblea  sui
  risultati  dell'indagine entro il termine di mesi due dal  momento
  della costituzione.
   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
                                                  Palermo, 6  maggio
                                               2011»

      Comunicazione di superamento di atti ispettivi e/o politici

   PRESIDENTE.   Comunico  che:  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta d'Assemblea  n.
  250 del 30 aprile 2011  degli ordini del giorno:

   -  numeri: 368, 390, 406, 410, 412, 426, 437, 452, 462, 465,  474,
  475,  481,  482, 483, 484, 485, 488, 489, 522, sono  da  intendersi
  rispettivamente   superate,  perchè  di   identico   contenuto   le
  interrogazioni  numeri: 1201, 274,  1444, 1450, 1459,  1513,  1705,
  1653,   1750, 1763, 1778, 1795, 1818, 1817, 1816, 1815, 1814, 1835,
  1840, 1716;

   -  numeri  498 e 499, sono da intendersi rispettivamente precluse,
  perchè di identico contenuto, le interrogazioni numeri 1853 e 1854;

   -  numero  427  è,  altresì,  da intendersi  superata,  perchè  di
  identico contenuto, la mozione numero 235.

   L'Assemblea ne prende atto.

              Annunzio dell'ordine del giorno numero 555

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato,  a  firma  degli
  onorevoli  Cracolici, Leanza Nicola e Lentini, l'ordine del  giorno
  n.  555 «Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate  della
  delibera   legislativa  numeri  630-630  bis-630   ter-630   quater
   Bilancio   di  previsione  della  Regione  siciliana  per   l'anno
  finanziario 2011e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013 ».
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la Corte costituzionale nella sentenza  n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del potere di promulgazione dello stesso  Presidente,
  provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;

   premesso che la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito
  che il Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo  di
  promulgazione da esercitare, non solo con delibere legislative,  ma
  anche  tramite  atti  di indirizzo espliciti (mozioni,  ordini  del
  giorno);

   premesso che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta  n.  250
  del  30  aprile  2011  ha  approvato la  deliberazione  legislativa
  recante  Bilancio di previsione della Regione siciliana per  l'anno
  finanziario  2011e bilancio pluriennale per il triennio  2011-2013
  (disegno di legge nn. 630-630 bis-630 ter-630 quater);

   considerato che la citata deliberazione, è stata impugnata in modo
  parziale  dal  Commissario dello Stato con  ricorso  proposto  alla
  Corte  costituzionale e notificato al Presidente della  Regione  in
  data 9 maggio 2011;

   ritenuto   che  occorre  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  deliberazione sia promulgata, sia pur parzialmente, dal  Presidente
  della Regione con l'altra esigenza che discende dall'opportunità di
  consentire  che  la  Corte costituzionale si pronunci  sulle  norme
  censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a   promulgare,   con  l'omissione  delle  parti   impugnate,   la
  deliberazione  legislativa approvata nella seduta  n.  250  del  30
  aprile 2011 recante  Bilancio di previsione della Regione siciliana
  per  l'anno finanziario 2011e bilancio pluriennale per il  triennio
  2011-2013.  (disegno di legge nn. 630-630 bis-630 ter-630 quater)».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con il voto contrario dell'onorevole De Luca.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Discussione della proposta di modifica dell'art. 153 del
             Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. III)

   PRESIDENTE.    Si    passa   al   II   punto    dell'ordine    del
  giorno Discussione  della proposta di modifica  dell'art.  153  del
  Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. III) .
   Invito  i  componenti  della  Commissione  per  il  Regolamento  a
  prendere posto nell'apposito banco.
   Ricordo  che,  ai  sensi dell'art. 39, comma  3,  del  Regolamento
  interno,   per  l'approvazione  delle  modifiche  del   Regolamento
  medesimo,  è  prevista la deliberazione a maggioranza assoluta  dei
  componenti dell'Assemblea (46).
   Onorevoli colleghi, com'è noto, per consuetudine parlamentare,  la
  mozione,  dopo  il  suo annuncio e dopo la sua  lettura   ai  sensi
  dell'articolo  153  del Regolamento interno dell'ARS,  è  demandata
  alla  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari  per  la
  determinazione della relativa data di discussione, in  ossequio  al
  principio  generale della programmazione dei lavori,  di  cui  agli
  articoli 90 ter e seguenti dello stesso Regolamento interno.
   Appare,  quindi, opportuno codificare la suddetta  prassi  con  la
  consequenziale  proposta di modifica all'articolo 153.  Per  quanto
  sopra si confida nella rapida approvazione.
   Do lettura della proposta di modifica:

   «L'articolo 153 del Regolamento interno dell'ARS è sostituito  con
  il seguente:

                                Art. 153
   1.   La   mozione,  una  volta  letta  all'Assemblea   a   termini
  dell'articolo 83, lettera d), del presente Regolamento, non può più
  essere  ritirata  se  5  o  più  deputati  vi  si  oppongano  e  la
  determinazione della relativa data di discussione è  demandata alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ai sensi del Capo
  I bis del Titolo III del presente Regolamento ».

   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione la proposta di  modifica
  dell'art. 153 del Regolamento interno.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Avverto che la votazione finale del Documento III avverrà  in  una
  seduta successiva.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
      interno, di interrogazioni e di interpellanza della rubrica
                 Famiglia, politiche sociali e lavoro

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanza  della   rubrica
   Famiglia, politiche sociali e lavoro .
   Si procede con l'interrogazione numero 1260 «Chiarimenti in ordine
  alla mancata esecuzione del contratto di lavoro dei dipendenti  del
  Ciapi  di  Palermo e Priolo Gargallo (SR)», a firma  dell'onorevole
  Marziano. Ne do lettura:

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso che nel marzo 2007 e, successivamente, nell'ottobre 2008 è
  stato rinnovato, ma mai reso esecutivo, il contratto di lavoro  dei
  dipendenti del Ciapi di Palermo e Priolo Gargallo (SR), scaduto nel
  dicembre 1999;

   ricordato  che il 28 dicembre 2009 il contratto è stato depositato
  dall'Assessore  per il lavoro presso la segreteria  di  Giunta  del
  Governo  per  essere deliberato e da allora è in attesa  di  essere
  inserito   all'ordine  del  giorno  della  stessa  per  il   parere
  vincolante  necessario  per renderlo esecutivo  (art.  3,  l.r.  10
  aprile 1978, n. 2);

   rilevato  che  l'accordo prevede che i costi  contrattuali,  oneri
  previdenziali e assistenziali compresi, siano a totale  carico  dei
  bilanci  dei  due Ciapi, senza pertanto alcun onere  finanziario  a
  carico  del bilancio della Regione, così come è stato confermato  e
  certificato  dalle  relazioni  dei  collegi  dei  revisori  e   dai
  responsabili legali dei due enti;

   ricordato  che  un  emendamento, a  firma  degli  onorevoli  Lupo-
  Marziano al disegno di legge per il bilancio 2010 voleva ridurre  a
  1 milione di euro la cifra per fare fronte a tali esigenze e che un
  successivo   ordine   del   giorno   (n.   353),   accettato   come
  raccomandazione, vincolava la suddetta cifra a tale utilizzo;

   per  sapere  quale motivo impedisca l'inserimento  all'ordine  del
  giorno   della  Giunta  di  Governo  di  tale  ipotesi  di  rinnovo
  contrattuale,  firmata dalle parti e regolarmente  approvata  dagli
  organi  statutari e di controllo dei due enti, nonostante tutte  le
  assicurazioni  fin  qui  fornite  in  merito  al  procedere   della
  pratica». (1260)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente,  onorevoli deputati,  l'interrogazione
  dell'onorevole Marziano riguarda la richiesta di chiarimenti.
   In  ordine  ai tempi dell'interrogazione, ancora non era approvato
  il  contratto  di lavoro dei dipendenti del CIAPI di Palermo  e  di
  Priolo   Gargallo.  Posso  assicurare  l'Assemblea  e   l'onorevole
  Marziano che il contratto è stato approvato perché la Giunta, a suo
  tempo,  nella seduta del 30 dicembre 2010, con la deliberazione  n.
  498  ha  dato  parere favorevole per il rinnovo del  contratto  del
  Ciapi e, quindi, il contratto è stato successivamente, per mano dei
  due   presidenti,  sottoscritto  e  firmato.  Pertanto,  a   questa
  interrogazione si può rispondere positivamente che il  contratto  è
  stato firmato.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marziano   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MARZIANO.   Signor  Presidente,  mi  dichiaro  soddisfatto   della
  risposta  dell'assessore  per la parte che riguarda  l'applicazione
  delle  norme  contrattuali che sanano una fase  di  sofferenza  nel
  rapporto    tra   il   centro   interaziendale   di   addestramento
  professionale e i lavoratori.
   C'è da dire che per il recupero del pregresso questa Assemblea, su
  proposta  mia e dell'onorevole Lupo, nel bilancio dell'anno  scorso
  ha   appostato  una  cifra  che  deve  essere  utilizzata,   signor
  Assessore, unicamente per il recupero delle somme pregresse  e  che
  non  può  né  deve  essere utilizzata per fare  fronte  ai  bisogni
  ordinari  del Ciapi, perché lo spirito dell'emendamento era  quello
  di  recuperare  il pregresso. Quindi, ove la somma, che  prima  era
  stata  chiesta per due milioni e settecento mila euro e poi ridotta
  ad un milione, sia stata utilizzata esclusivamente per questo scopo
  mi  dichiaro soddisfatto anche in questo caso. Nel caso in cui  non
  lo  sia,  la  invito  a  verificare se ci  sono  ancora  sofferenze
  contrattuali da parte dei lavoratori del Ciapi.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1410 «Iniziative in
  materia   fiscale  in  favore  delle  famiglie  e   delle   imprese
  siciliane»,  degli  onorevoli  Vinciullo,  Pogliese,   Buzzanca   e
  Falcone. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  Sicilia  è  ad  oggi la Regione d'Italia che  maggiormente  ha
  subito  gli effetti della crisi economica che sta attanagliando  le
  famiglie italiane;

   nel  2009,  secondo quanto emerge dall'ultima 'Relazione  generale
  sulla  situazione  economica del Paese', pubblicata  dal  Ministero
  dell'economia  e  delle  finanze, l'INPS ha erogato,  solamente  in
  Sicilia,  131.240  pensioni e assegni sociali,  per  un  totale  di
  586,59 milioni di euro;

   constatato che:

   il  rapporto tra le pensioni erogate rispetto alla popolazione  di
  ultrasessantacinquenni è maggiore in Sicilia  rispetto  alle  altre
  regioni  d'Italia  ma  non raggiunge quei risultati  disastrosi  di
  altre regioni del Meridione;

   dalla  relazione  in  parola  la  Sicilia  risulta  in  coda  alla
  classifica  degli  investimenti per abitante, con  una  spesa,  nel
  2009,  di appena 137 euro pro capite a dispetto dei 1.054 euro  pro
  capite della Valle D'Aosta;

   nello  stesso  anno, la spesa in termini pro capite erogata  dagli
  enti  locali  nel  Mezzogiorno, pari a  281  milioni,  è  risultata
  inferiore alla media nazionale, a quota 298 milioni;

   visto che:

   il   Ministero  dell'economia,  nella  'Relazione  generale  sulla
  situazione  economica del Paese', evidenzia come,  al  31  dicembre
  2009,  dei  2,6 miliardi di euro di investimenti approvati  tra  il
  2000 e il 2006, attraverso la stipula di 15 contratti di programma,
  solamente lo 0,7% dell'intera somma, appena 16,6 milioni  di  euro,
  risulta effettivamente erogata in Sicilia;

   a fine 2008 gli investimenti effettuati nell'Isola sono stati 14,6
  milioni  di  euro, mentre nel 2009 sono stati appena 2  milioni,  a
  dispetto  di  altre regioni che in valori assoluti hanno  percepito
  somme fino a 13 milioni;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente e necessario modificare il  sistema  di
  fiscalità  vigente  attraverso  norme  agevolate  in  favore  delle
  famiglie  siciliane  che si trovano a vivere un  momento  di  crisi
  aspro e prolungato;

   se  non  ritengano utile avviare una politica economica  a  favore
  delle  imprese e di tutte le attività commerciali che  giornalmente
  devono  confrontarsi con il calo delle vendite  legato  alla  crisi
  economica  delle  famiglie,  costrette  oramai  a  contenere  anche
  l'acquisto di beni di prima necessità». (1410)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, con l'interrogazione
  dell'onorevole Vinciullo si chiede al Governo se in materia fiscale
  abbia  delle  iniziative in favore delle famiglie e  delle  imprese
  siciliane.
   Naturalmente,  il  fatto  che vi siano le famiglie  significa  che
  l'interrogazione   riguarda   anche   l'Assessorato   che   ho   la
  responsabilità di guidare.
   Dico subito che per quanto riguarda, invece, la politica economica
  in favore delle imprese dovrebbe essere l'Assessorato dell'economia
  o  quello delle infrastrutture o altri assessorati, come quello dei
  lavori pubblici, a dare una risposta più puntuale della mia.
   Noi  diciamo  che, purtroppo, l'unico punto sul quale  la  Regione
  poteva   intervenire  era  la  diminuzione  della  percentuale   di
  addizionale IRPEF.
   In  questo  caso,  però, il Governo non ha potuto  operare  alcuna
  manovra  in  riduzione  della percentuale  IRPEF  per  la  semplice
  ragione  che  abbiamo dovuto impegnare quelle somme  -  com'è  noto
  all'Assemblea  -  per  ripianare la  situazione  deficitaria  della
  sanità.  Cosa che è stata in maniera positiva non solo avviata,  ma
  anche parzialmente e quasi ora completamente realizzata; quindi, da
  questo punto di vista, naturalmente si è dovuto fare una scelta  di
  natura politica dove c'era la maggiore urgenza che ci avrebbe fatto
  penalizzare da parte dello Stato.
   Non  c'è dubbio che la sottolineatura dell'onorevole Vinciullo  in
  ordine  alla  necessità di operare una attenzione  particolare  nei
  confronti  della fiscalità a favore della famiglia è  raccolta  dal
  Governo;  al tempo stesso, però, bisogna che si possa attendere  il
  risanamento  completo  della  sanità per  poi  potere  prendere  in
  considerazione  quella unica possibilità di manovra,  tenuto  conto
  che  poi,  peraltro, non possiamo mettere nuove imposte o  togliere
  imposte che sono dello Stato.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,    non   posso   non  dichiararmi   ancora   una   volta
  insoddisfatto   della   risposta  del  Governo,   intanto   perché,
  giustamente,  l'assessore  ha  dovuto  fare  presente  che   questa
  interrogazione, anziché essere inviata dal Presidente della Regione
  a  chi  ha maggiori competenze sulle vicende, cioè l'assessore  per
  l'economia oppure l'assessore per le attività produttive,  è  stato
  inviata  all'Assessorato  della famiglia  che  ha  pur  esso  delle
  responsabilità, ma limitate rispetto ad altri Assessorati che hanno
  maggiori competenze nella vicenda.
   Prendo  atto  della  volontà che il Governo ha espresso  comunque,
  attraverso le parole dell'assessore Piraino, di recepire le istanze
  provenienti da questa mia interrogazione.
   Speriamo  di  non dover ripianare l'anno prossimo l'ennesimo  buco
  della  sanità,  perché  quello che è venuto  fuori  oggi  da  parte
  dell'assessore  Piraino  è  la verità triste  e  amara  che  questo
  Governo  spesso continua a negare: il fatto, cioè, che,  nonostante
  la  riforma, nonostante i tagli, nonostante si faccia  la  fila  ai
  pronto  soccorsi  per  ore  intere, nonostante  si  siano  tagliati
  ospedali,  nonostante si siano tagliati posti-letto,  continua  una
  emorragia di flussi finanziari verso l'Assessorato della Salute che
  non  è cambiato e continua ad essere un pozzo senza fondo, mettendo
  in discussione il rilancio della nostra economia.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  numero  1538  «Notizie
  urgenti in merito ai ritardi dei pagamenti a favore della struttura
   Oasi Maria SS' di Troina (EN)», degli onorevoli Cordaro e Maira.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e  all'
  Assessore  per  la  famiglia, le politiche  sociali  e  il  lavoro,
  premesso che:

   l'Oasi  Maria  SS  si  presenta ad oggi come  il  migliore  centro
  sperimentale in materia di ritardo mentale e involuzione  celebrale
  senile, operante in tutta la Regione siciliana;

   grazie   alla  presenza  di  un  gruppo  ardimentoso  di   giovani
  volontari,  la struttura gode altresì di una scuola sperimentale  e
  di  un  istituto  di  ricovero e cura che mira  alla  promozione  e
  sviluppo  di  una  nuova  dimensione nazionale  per  quei  soggetti
  'deboli'  che,  avendo  una intelligenza  'ridotta',  si  ritrovano
  purtroppo ai margini della società civile;

   i servizi socio-sanitari offerti dalla 'Oasi città aperta' sono di
  alta  specializzazione e rivolti non solo alle persone  affette  da
  ritardo   mentale,   involuzione  celebrale  senile   e   patologie
  correlate,  ma  anche alle famiglie dei malati,  le  quali  vengono
  accompagnate   professionalmente  lungo   il   difficile   percorso
  abilitativo e riabilitativo;

   l'Oasi   è  anche  riconosciuto  centro  di  ricerca  di   livello
  nazionale;

   viene  garantita  sia  l'ospitalità sia  l'utilizzo  dei  migliori
  protocolli  diagnostici e riabilitativi messi a disposizione  dalla
  ricerca scientifica e clinica più all'avanguardia, affinché vengano
  garantiti  i livelli essenziali di assistenza (LEA) e la promozione
  della salute, dove sono contemplati nell'ambito del piano sanitario
  regionale;

   considerato che negli ultimi mesi la struttura 'Oasi città aperta'
  ha  subito un grosso disagio per la mancanza di avvenuti pagamenti,
  con  grandi difficoltà gli operatori di tale struttura hanno dovuto
  portare  avanti  la  loro 'mission', tutti questi  mesi  anche  gli
  utenti  affetti  da 'patologie gravi', si sono ritrovati  a  far  i
  conti con queste avversità;
   per sapere:

   se  ritengano  ammissibile che una simile struttura sia  costretta
  ancora  a  subire  gli  ingiustificati ritardi dell'amministrazione
  regionale in ordine ai rimborsi dovuti per l'erogazione dei servizi
  socio-sanitari;

   in  caso  contrario, che cosa intendano fare per impedire  che  le
  gravi    lacune   del   sistema   economico   regionale   conducano
  inevitabilmente  alla  crisi e al declino  di  tale  struttura,  la
  quale,  oltre al pregevole impegno assunto verso queste  disarmanti
  patologie,  concorrano  allo sviluppo e  al  pregresso  scientifico
  dell'intero territorio regionale». (1538)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.   Signor  Presidente,  signori  deputati,  l'interrogazione
  numero  1538, presentata dagli onorevoli Cordaro e Maira,  riguarda
  il ritardo nei pagamenti verificatosi nel 2010 in ordine ai servizi
  offerti dall'Oasi  Maria SS' di Troina.
   Devo  precisare  che, in realtà, non si tratta di nessun  ritardo,
  per lo meno da parte dell'Assessorato della famiglia, perché questi
  impegni per corrispondere ai servizi offerti dall'Oasi Maria SS  di
  Troina erano stati assunti all'interno di una convenzione stipulata
  con  l'Assessorato della sanità e l'Assessorato della  famiglia  da
  parte dell'Oasi di Troina.
   Senonché nella convenzione era previsto che la registrazione della
  convenzione onerosa fosse, sia per gli aspetti sanitari che per gli
  aspetti socio-politici, affidata all'Assessorato della sanità.
   Per  una  serie  di  questioni insorte nell'interpretazione  della
  convenzione  stessa,  l'Assessorato della sanità  ha  impiegato  un
  certo  tempo, che ha richiesto anche una serie di interventi nostri
  per  chiarire alcune situazioni che, invece, non risultavano chiare
  all'Assessorato.
   Finalmente tutto questo è avvenuto, finalmente la registrazione  è
  avvenuta. E siccome l'Assessorato politiche sociali aveva messo  da
  parte  il corrispettivo per i servizi forniti dall'Oasi  Maria  SS'
  di Troina l'anno scorso, adesso si tratta solo di verificare che  i
  servizi  siano stati resi secondo i protocolli necessari e,  quanto
  prima, le somme appostate e già impegnate saranno erogate.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Maira   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MAIRA. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 1498  «Interventi
  finanziari  per le IPAB siciliane», dell'onorevole  Corona.  Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   è  ormai  da  decenni  che  la situazione finanziaria  delle  IPAB
  siciliane  va sempre più peggiorando: tutto ciò è dovuto al  sempre
  minore  trasferimento di risorse che la Regione eroga  loro,  ormai
  insufficiente  a  garantire perfino ai dipendenti il  contratto  di
  lavoro  degli enti locali ed il rispetto delle norme di contabilità
  pubblica;

   considerato  che la situazione è così grave che la quasi  totalità
  delle  IPAB non riesce più a pagare al personale gli stipendi ormai
  da  molti  mesi,  alcune  addirittura da più  di  3  anni,  e  che,
  nonostante   ciò,  si  continua  ad  assicurare,   con   senso   di
  responsabilità, il servizio all'utenza;

   considerato  inoltre  che  gli  amministratori  delle   IPAB   non
  percepiscono alcuna indennità e svolgono il loro ruolo con  spirito
  di  servizio sociale e che ci sono tantissimi commissari,  nominati
  da questo Governo, che invece gravano sui bilanci degli enti;

   ritenuto  imprescindibile  ed  improrogabile  un  intervento   del
  Governo  regionale finalizzato ad una riforma globale delle  stesse
  che  tenga  conto  dell'insostituibile ruolo che rivestono  per  le
  comunità  ove  sono allocate; infatti, esse forniscono  prestazioni
  socio-assistenziali  a  favore  di  anziani,  minori,  disabili   e
  soggetti deboli;

   evidenziato che la Regione siciliana ad oggi non ha provveduto  al
  riordino del sistema delle IPAB secondo quanto previsto dal decreto
  legislativo 4 maggio 2001, n. 207;

   appreso  che  nel  2009 il Governo regionale  aveva  impiegato  la
  stratosferica  somma  di 150 milioni di euro solo  per  consulenze,
  incarichi e nomine, per una pletora di 14.000 addetti, che  non  si
  sa  quali ruoli speciali rivestano che non possono essere svolti da
  personale  interno  alla Regione, mentre è ormai  a  conoscenza  di
  tutti  che  per  la  sistemazione  e  riorganizzazione  delle  IPAB
  occorrerebbero  circa 30 milioni di euro, una  cifra  infinitamente
  inferiore;

   per sapere se intendano:

   adottare  con  urgenza, nella prossima sessione di bilancio  della
  Regione,  provvedimenti  normativi ed economici  che  tendano  alla
  soluzione  di quanto espresso in premessa e che aiutino le  IPAB  a
  trovare l'equilibrio finanziario con immediatezza;

   adottare   urgentissime   iniziative  tendenti   a   chiudere   il
  contenzioso delle IPAB nei confronti dei lavoratori dipendenti;

   adottare,    infine,    urgenti   iniziative    legislative    per
  l'applicazione  di  quanto prescritto dal Titolo  V  della  l.r.  9
  maggio  1986, n. 22, ed in particolare le disposizioni di cui  agli
  articoli  da 30 a 43, pianificando l'estinzione o la fusione  degli
  enti  che  non  svolgono attività consone  o  che  non  riescono  a
  raggiungere  gli  obiettivi di legge ed a  rilanciare  le  attività
  degli  enti predetti, definendo un censimento e la riqualificazione
  dei   loro  patrimoni  anche  attraverso  la  stipula  di  apposite
  convenzioni  con  i  comuni  ed il servizio  sanitario  regionale».
  (1498)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, signori deputati, l'interrogazione  n.
  1498  dell'onorevole Corona riguarda gli interventi  finanziari  in
  favore delle IPAB. Come tutti voi sapete, si tratta di un tema  che
  è all'ordine del giorno dell'Assemblea nel senso che era oggetto di
  uno  degli  articoli  del maxi emendamento alla legge  finanziaria;
  questo  articolo,  così  come tutti gli  altri  contenuti  in  quel
  documento,   fu  poi  cassato  dall'Aula  durante   i   lavori   di
  approvazione della finanziaria stessa.
   Successivamente, il Governo ha presentato un disegno di  legge  di
  riforma delle IPAB.
   La   situazione  delle  istituzioni  pubbliche  di  assistenza   e
  beneficenza  è  una  situazione  da  tutti  conosciuta   che   qui,
  puntualmente,  l'onorevole  Corona  ha  ricordato;  una  situazione
  abbastanza  disastrosa  di un complesso di organismi  che,  invece,
  potrebbero  essere  uno dei punti di riferimento  fondamentali  dei
  servizi socio-assistenziali della nostra Regione.
   Come  ho  detto,  é  stato  già presentato  il  disegno  di  legge
  governativo - mi auguro che l'Assemblea lo discuta quanto prima  -,
  un  disegno di legge di riforma strutturale che prevede  una  nuova
  configurazione giuridica delle IPAB e una nuova forma di governance
  delle  IPAB,  perché il disastro è frutto della  inadeguatezza  del
  modello organizzativo a cui le IPAB sono costrette ancora, in  base
  alla  legge 22 del 1986. E, pertanto, é necessario superare  questa
  dimensione.
   Naturalmente,  non basta solo una legge di riforma complessiva  ma
  bisogna  affrontare,  poi,  la situazione  o  le  situazioni  molto
  delicate che registrano disavanzi finanziari di notevole importanza
  in  alcuni  casi, registrano perdita di capacità di  servizio,  per
  così  dire, di alcune IPAB che, in certe circostanze, non  riescono
  più  a  fornire  un reale servizio e, quindi, tutto  questo  ci  fa
  interrogare circa la necessità di ristrutturare o, addirittura,  di
  estinguere o di accorpare delle IPAB.
   I  problemi  sono molto complessi perché vi sono pure problemi  di
  personale,  di  circa  duemila  persone  che  dipendono,  a   tempo
  indeterminato,  dalle IPAB, e di una serie di altri dipendenti  che
  oggi,  purtroppo, spesso fanno un lavoro non adeguato  al  servizio
  che possono rendere.
   Ultimamente,  come forse avrete potuto leggere sui giornali  oltre
  che  da  informative  istituzionali, io ho cercato  di  indirizzare
  verso le IPAB una utenza costituita dai migranti che provengono dal
  Maghreb. Questa situazione potrebbe aiutare in qualche modo  a  far
  sì che le varie IPAB che hanno disponibilità e sono sottoutilizzate
  prestino i loro servizi.
   Naturalmente,  qui abbiamo un problema che è bene che  l'Assemblea
  conosca:  noi, con molta generosità, abbiamo chiamato  le  IPAB  ad
  intervenire in questo settore anche con quell'intento a cui  facevo
  riferimento.  Però  dobbiamo  sapere  che  le  rette   per   queste
  accoglienze,  per questi ricoveri, per queste ospitalità,  dovranno
  essere  rimborsate  dallo Stato; quindi dovremo essere  vigili  nel
  chiedere allo Stato di rimborsare il corrispettivo che viene pagato
  per  qualunque  ricovero di un immigrato in qualunque  altra  parte
  d'Italia.
   Detto questo, mi auguro che con l'aiuto dell'Assemblea potremo  al
  più  presto affrontare e definire la legge di riforma e poi avviare
  un processo concreto di ristrutturazione per arrivare a quel numero
  di IPAB che, per territorio, per funzioni e per servizio esplicato,
  abbiano  la capacità poi di  sopravvivere e diventare un  punto  di
  riferimento  per  l'erogazione di servizi  sociali  importanti  che
  spesso  soltanto  una istituzione che ha una  storia,  che  ha  una
  tradizione,  che ha anche un know how tecnologico, è  in  grado  di
  dare  e  che  noi  purtroppo, se continua  così  questo  andamento,
  vedremo via via deperire e perdere di significato.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Corona   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   CORONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Piraino,
  grazie  per la sua puntuale risposta. Finalmente, grazie  alla  sua
  alta  qualificazione professionale e tecnica è  entrato  dentro  un
  problema che la Regione trascina da lunghi anni.
   Avere  deciso di riformare la legge delle IPAB in Sicilia,  datata
  da  oltre  trent'anni, significa porre attenzione nei confronti  di
  strutture che nel tempo hanno reso importanti servizi assistenziali
  ai più deboli in tutti i settori dell'assistenza.
   Sin  dall'inizio  di questa legislatura, io sono  intervenuto  più
  volte attraverso interrogazioni, attraverso ordini del giorno,  non
  ultimo   quello   approvato   nell'ultima   seduta   in   occasione
  dell'approvazione  della legge finanziaria, per mettere  al  centro
  queste problematiche.
   Le  IPAB,  come  lei,  assessore, giustamente ha  detto,  dovranno
  essere  rimodulate perché nella nostra Regione abbiamo 65 strutture
  che offrono servizi qualificati ma che non sono nelle condizioni di
  mettere  a sistema, all'interno di un mercato che ormai soffre  per
  la  concorrenza  dei privati, in quanto le strutture  assistenziali
  pubbliche lasciano il tempo che trovano in un momento in cui  si  è
  guardato  oltre  queste  strutture, si è  guardato  soprattutto  ai
  privati,  specialmente nel settore dell'assistenza per gli anziani,
  e  anche  in  diversi  altri servizi che, in  passato,  sono  stati
  forniti dalle IPAB. Per cui, ben venga questo disegno di legge.
   Certamente avremo modo di approfondirlo nella apposita Commissione
  prima   che  vada  all'esame  dell'Aula  perché  gli  spunti   sono
  importanti;  ma  soprattutto  io  credo  che  dovremmo  cercare  di
  inserire,   con  collegamenti  precisi,  queste  IPAB   -   quelle,
  naturalmente, che resteranno nel territorio della nostra Regione  -
  dato  che  tantissime, come dice lei, hanno un disavanzo  economico
  perché   purtroppo,  nel  tempo,  i  contributi  non   sono   stati
  finalizzati  a precisi interventi. Ma, soprattutto,  dobbiamo  dire
  che  i  contributi sono stati strabici sul territorio perché alcune
  IPAB  hanno  avuto  delle attenzioni sempre costanti  mentre  altre
  IPAB, invece, sono state trascurate nel tempo, per cui il disavanzo
  è cresciuto a dismisura.
   Ebbene, il personale ha svolto servizi qualificati, e di questo va
  dato  atto al personale, a questi duemila addetti che, ancora oggi,
  pur  vantando crediti nei confronti delle IPAB per mesi e  mesi  di
  ritardo nel pagamento di prestazioni e di stipendi, continuano  con
  grande senso di responsabilità ad assicurare i servizi all'utenza.
   Certo, la governance dovrà essere rivista perché le strutture oggi
  sono  quasi tutte commissariate e i commissari sono a carico  della
  Regione. Dobbiamo guardare, visto che si tratta di assistenza socio-
  sanitaria,  se  è  il  caso  di passare a possibili  iniziative  da
  svolgersi  nel  campo  delle  ASP -  un  collegamento  con  le  ASP
  certamente  importante,  quindi  con  le  strutture  sanitarie  sul
  territorio -, ma soprattutto occorre agevolare un futuro  a  questi
  dipendenti  che  oggi  subiscono, dal punto di  vista  psicologico,
  danni alla loro salute, oltre che alle loro condizioni economiche.
   Ringrazio   l'assessore  e  sono  convinto  che,  in  Commissione,
  troveremo  il  modo di integrare le sue proposte  per  arrivare  in
  tempi  brevi  ad  una  legge di riforma delle  IPAB  che,  ritengo,
  possono ancora recitare un ruolo importante a favore dei più deboli
  della nostra Regione.

   PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dei firmatari, la interrogazione
  numero  1708  «Notizie sulla gestione delle IPAB  in  Sicilia,  con
  particolare   riferimento   all'educando   Regina   Elena   e    al
  conservatorio Santa Casa della Grazia di Catania», degli  onorevoli
  Raia e Di Guardo, è trasformata in interrogazione con richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa allo svolgimento della interpellanza numero 105  «Ritiro
  del  D.A. 2561/2010 e del D.D.G. 2679/2010 in materia di contributi
  in  favore  di  organismi del terzo settore che attuano  azioni  di
  contrasto  alle  vecchie e nuove povertà -  Interventi  a  sostegno
  dell'occupazione  delle  fasce  deboli  del  mercato  del  lavoro»,
  dell'onorevole Faraone.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   nella  GURS  n.  57 del 31 dicembre 2010 è stato dato  avviso,  da
  parte  dell'Assessorato della famiglia, delle politiche  sociali  e
  del  lavoro, della pubblicazione del decreto assessoriale  n.  2561
  del  22 dicembre 2010 e del decreto del dirigente generale n.  2619
  del 23 dicembre 2010 circa i criteri e le modalità per l'erogazione
  di  contributi  in  favore degli organismi del  terzo  settore  che
  attuano  azioni  di  contrasto  alle  vecchie  e  nuove  povertà  -
  interventi  a  sostegno  dell'occupazione delle  fasce  deboli  del
  mercato del lavoro;

   detti  decreti determinano i criteri e le modalità per  l'utilizzo
  della  somma  residua,  pari ad euro 6.500.000,00,  risultante  dal
  precedente decreto, precisamente il DA n. 1146 del 31 maggio  2010,
  con  il  quale, precedentemente, erano state date disposizioni  per
  'l'erogazione di contributi da destinare a sperimentazioni  urgenti
  di  contrasto  alle vecchie e nuove povertà' per  complessivi  euro
  13.545.342,00,   al   fine  di  impegnare  la   complessiva   somma
  disponibile di euro 20.320.536,00;

   considerato che:

   dalla  lettura comparata dei due decreti assessoriali (il n.  1146
  del  31  maggio  2010  e  il  n. 2561  del  22  dicembre  2010),  e
  conseguentemente dei due decreti del dirigente generale (il n. 1149
  del  3  giugno  2010 e il n. 2619 del 23 dicembre  2010),  emergono
  divergenze sostanziali in ordine a diversi aspetti non secondari  e
  sugli  stessi requisiti posti alla base della chiamata  a  progetto
  delle diverse iniziative, divergenze che generano più che legittimi
  dubbi sulla correttezza e trasparenza della procedura attivata;

   è  quindi,  in  re ipsa, che, nella considerazione che  l'utilizzo
  della somma residua pari ad euro 6.500.000,00 avvenuta con il DA n.
  2561  del 22 dicembre 2010, risulta, per l'appunto, residua,  dello
  stanziamento complessivamente disponibile di euro 20.320.536,00  di
  cui,  con  D.A.  n.  1146 del 31 maggio 2010, si era  'ritenuto  al
  momento,  di  determinare  i criteri e le modalità  per  l'utilizzo
  della   somma   di  euro  12  milioni  (successivamente   diventati
  13.545.342,00  con  D.A.  n.  1969 del 21  settembre  2010),  (...)
  rinviando a successivo provvedimento la definizione dei criteri per
  l'utilizzo  della  residua  somma, fino a concorrenza  dell'importo
  complessivo, a seguito dell'accertamento definitivo delle  economie
  disponibili'  - alla programmazione del suo utilizzo  non  può  che
  seguire  logicamente  la stessa coerenza normativa  e  impostazione
  criteriale,    salvo   diversa   valutazione    di    discostamento
  opportunamente  motivata  in  maniera  trasparente,  comunicata   a
  seguito di eventuali criticità riscontrate;

   in  effetti,  di  attenersi  a tale coerenza  logico-normativa,  è
  chiaramente detto con il D.A. n. 2561 del 22 dicembre 2010 laddove,
  correttamente,  si  dichiara di ritenere 'in  conformità  a  quanto
  stabilito dal D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010 di dovere determinare
  i  criteri e le modalità per l'utilizzo della somma residua pari ad
  euro 6.500.000,00 (...)' salvo poi, specialmente con D.D.G. n. 2619
  del  23  dicembre 2010, discostarsi clamorosamente dalla precedente
  impostazione e dallo stesso atto di indirizzo;

   ritenuto, quindi, comparativamente:

   le  stesse finalità che, anche e solo terminologicamente,  ma  non
  solo ,  pur  trattandosi  della stessa fattispecie,  sono  tuttavia
  diverse  nel D.A. n. 1146 del 31 maggio 2010, laddove, per esempio,
  all'articolo  1  si autorizza 'ad emanare apposito avviso  pubblico
  per  l'erogazione  di  contributi da  destinare  a  sperimentazioni
  urgenti  di  contrasto alle vecchie e nuove povertà, (...)',  dalle
  finalità,  invece,  di  cui all'articolo 1  del  DA  n.  2561/2010,
  laddove  si  autorizza, al contrario, 'ad emanare  apposito  avviso
  pubblico  per l'erogazione di contributi da destinare ad interventi
  a  sostegno  dell'occupazione delle fasce deboli  del  mercato  del
  lavoro, (...)';

   l'articolo  3 del DA n. 1146 del 31 maggio 2010 prescrive  che  'i
  progetti  potranno essere presentati da enti (...) che operino  nel
  territorio   della   Regione  siciliana,   posseggano   un'autonoma
  identificazione fiscale e siano costituiti da almeno  5  anni'  con
  l'art.  3  del  D.A.  n.  2561  del 22 dicembre  2010  che  dispone
  analogamente;

   l'articolo  3  dell'allegato  al  D.D.G  n.  1149  del  3.06.2010,
  coerentemente con l'indirizzo espresso con DA n. 1146/2010, dispone
  che:  'Sono  ammessi  a  presentare domanda i  soggetti  (...)  che
  possiedono  una  autonoma  identificazione  fiscale  e  che   siano
  costituiti  da almeno 5 anni (...)' anche nel caso 'di costituzione
  di  ATS'  mentre  l'articolo 3, allegato  al  D.D.G.  n.  2619  del
  23.12.2010,  invece,  diversamente dalle indicazioni  espresse  dal
  D.A. n. 2561/2010 (e dal precedente Avviso), dispone, motu proprio,
  che   gli  'enti  ammessi  a  presentare  domanda  debbono   essere
  costituiti  da  almeno  cinque anni'  ma  debbono  'dimostrare  una
  esperienza  documentata di almeno tre anni nella  realizzazione  di
  progetti a sostegno dell'occupazione delle fasce deboli del mercato
  del lavoro (...)' anche 'Nel caso di costituzione di ATS';

   ancora  l'articolo  3  del 1  avviso di cui al  DDG  n.  1149/2010
  prescrive  che:  'Il  capofila  e  gli  operatori  devono   altresì
  dimostrare   di  mantenere,  in  relazione  ai  destinatari   degli
  interventi  proposti,  relazioni stabili  con  il  territorio  dove
  intendono operare (...)' e che a tal fine 'i progetti devono essere
  accompagnati da lettere di interessamento da parte di  enti  locali
  non  partecipanti  alla ATS, che testimonino una  condivisione  del
  progetto.  La  presenza  di tali lettere è oggetto  di  valutazione
  nell'ambito  della  significatività della  rete  sul  territorio  e
  capacità  di  reperire risorse aggiuntive oltre al  cofinanziamento
  previsto' mentre, con il 2  Avviso di cui al DDG n. 2619/2010, tale
  prescrizione è assente;

   l'articolo  9  del  DDG  n.  1149 del  3  giugno  2010  disciplina
  l'ammissibilità e la valutazione dei progetti secondo  una  griglia
  elaborata  che è diverso dall'articolo 13 del DDG n.  2619  del  23
  dicembre 2010 che prevede un'altra griglia di valutazione;

   l'articolo  14  del  DDG  1149  del  3  giugno  2010  prevede   la
  costituzione  di un comitato di monitoraggio e valutazione  per  le
  attività  di controllo e revoca del contributo, sia in 'in  itinere
  che  con valutazione ex post', che, a differenza dell'avviso di cui
  al DDG n. 2619 del 23 dicembre 2010, dove non è più previsto che  i
  compiti   e  le  funzioni  assegnate  al  comitato  precedentemente
  costituito   siano  estesi  anche  alle  attività  progettuali   da
  finanziare con il nuovo avviso;

   preso  atto  che tali e tante discrasie non sono giustificate  né,
  vieppiù,  legittime  per  i  discostamenti  operati  dal  dirigente
  generale  con  proprio  decreto n. 2619/2010 rispetto  all'atto  di
  indirizzo  dell'Assessore  avvenuto  con  D.A.  2561/2010,  e   che
  potrebbero essere oggetto di ricorso in via giurisdizionale e  sono
  senz'altro censurabili sotto il profilo politico;

   considerato che:

   trattandosi  la materia di 'sperimentazione urgente  di  contrasto
  alle  vecchie e nuove povertà', è il caso che l'Assessore relazioni
  compiutamente sui risultati conseguiti in esito alla prima  tranche
  di contributi concessi a seguito dei DA 1146 e 1149/2010, prima che
  si proceda ulteriormente;

   l'eco  scaturito da detto bando, anche in ordine a  diversi  altri
  profili   connessi  alle  modalità  costitutive  di   un   apposito
  (ulteriore) comitato tecnico di valutazione, ai suoi poteri e  alla
  discrezionalità  insindacabile - come se fosse  una  giuria  di  un
  concorso  letterario e/o musicale -, lasciano più  che  consistenti
  dubbi  sulla  reale  imparzialità  dell'azione  amministrativa  con
  altrettanti  dubbi sulle recondite finalità ex  post  e  cioè  che,
  anziché  trattarsi  di provvedimenti estemporanei,  straordinari  e
  urgenti una tantum a sostegno di fasce deboli della popolazione, si
  tratti,  invece,  come  peraltro è  detto  all'articolo  1  del  DA
  2619/2010,  di  'contributi da destinare ad interventi  a  sostegno
  dell'occupazione delle fasce deboli del mercato del lavoro, (...)',
  e  quindi  alimentano  illusorie aspettative di  nuovo  precariato.
  Delle  due una: o si tratta di materia attinente 'a sperimentazioni
  urgenti  di contrasto alle vecchie e nuove povertà' o si tratta  di
  materia  connessa  a 'interventi a sostegno dell'occupazione  delle
  fasce  deboli del mercato del lavoro,(...)' e quindi, se è  materia
  diversa, deve essere trattata con tutt'altri fondi e con tutt'altra
  logica e normativa di riferimento;

   per conoscere il reale intendimento del Governo circa il ritiro  o
  meno  del DA n. 2561 del 22 dicembre 2010 e, conseguentemente,  del
  DDG n. 2619 del 23 dicembre 2010». (105)

   Ha   facoltà   di   parlare  l'assessore   per   rispondere   alla
  interpellanza.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  l'interpellanza
  dell'onorevole  Davide Faraone riguarda un Avviso pubblico  che  io
  avevo  fatto  nel  novembre  - dicembre  scorso,  non  ricordo  con
  precisione, e che riguardava la messa a bando di circa 6 milioni di
  euro del fondo della 328 - fondo sociale - per poter intervenire in
  casi di povertà estrema, come si esprime la legge 328.
   Questo   Avviso,   per   un   incredibile  equivoco,   addirittura
  paradossale  dal punto di vista dei numeri, è stato indicato  dalla
  stampa  come  un  avviso che avrebbe determinato 8.800,  e  non  so
  quanti   decimali,  di  nuovi  precari  nell'ambito  della  regione
  siciliana. Cifra totalmente fuori dal contesto perché, se si  fosse
  fatta  una semplice divisione dei sei milioni di euro circa per  un
  assegno da dare agli stagisti, impegnati presso imprese private, di
  circa  700 - 800 euro al mese avrebbe implicato qualcosa come circa
  600 persone impegnate in questa attività di inserimento sociale per
  categorie estremamente disagiate, quali disabili psichici, disabili
  fisici,  disagiati  sociali,  cioè persone  appartenenti  a  nuclei
  familiari  numerosi  con  unico  reddito  familiare,  licenziati  e
  quant'altro.
   Questo  Avviso pubblico era un avviso, come dice il  Fondo  a  cui
  veniva  attinto,  per  intervenire  in  maniera  assistenziale  nei
  confronti di disagiati, degli ultimi che non avevano altre fonti di
  reddito  e  di  sostentamento e per cercare, come indica  tutta  la
  sociologia  più  avanzata, di riuscire a far inserire  qualcuno  di
  costoro anche nel processo lavorativo.
   Purtroppo,  l'equivoco a cui facevo riferimento  introduttivamente
  ha  fatto sì che si creasse un dibattito, a mio giudizio improprio,
  motivato dalla preoccupazione di creare nuovo precariato.
   Per  discuterne  con  i  rappresentanti  del  terzo  settore,  dei
  sindacati, del mondo dell'impresa, abbiamo continuato a fare  degli
  incontri; l'avviso pubblico è stato allora sottoposto e oggi  è  in
  via  di correzione, con alcuni correttivi che sono stati suggeriti;
  per cui la mia intenzione, dopo una revisione finale che ancora non
  ho fatto, è di pubblicarlo.
   Dico  questo  però con qualche preoccupazione, e lo  dico  proprio
  all'onorevole Davide Faraone, del quale leggevo dichiarazioni  ieri
  su  un quotidiano che mi preoccupano enormemente. Poiché mi accingo
  a mettere a bando del Fondo sociale europeo una tranche di circa 50
  milioni, che è una tranche di soldi che sono finalizzati,  come  il
  Fondo  sociale  europeo esige, alla formazione  e  alla  assistenza
  sociale, le sue dichiarazioni mi sono suonate un po' stridenti  con
  questa  precisa  finalità normativa, a cui non  possiamo  derogare,
  perché  non  possiamo  fare  altro che  questo,  e  le  indicazioni
  dell'onorevole  Faraone ieri venivano date  come  alternative  alla
  possibilità di impiegare questi soldi in direzione assistenziale.
   Capisco   che  le  esigenze  cui  faceva  riferimento   l'illustre
  parlamentare  sono delle esigenze sacrosante e da me  assolutamente
  condivise,  nel senso che bisogna riuscire a impegnare  quanto  più
  risorse  possibili  verso le imprese, verso i meritevoli,  verso  i
  cervelli  che  in Sicilia spesso sono costretti ad  emigrare  verso
  altre  Regioni  oppure  altri  Paesi.  Però  questo,  a  parte   la
  circostanza   non   secondaria  che   l'Assessorato   che   ho   la
  responsabilità di guidare, per le disponibilità che aveva,  ha  già
  impegnato  per il 2011 e il 2012 circa 160 milioni di incentivi  in
  questa  direzione  specifica, che sono aiuti per l'inserimento  nel
  mondo  del  lavoro  che,  però, costituisce un  indirizzo  politico
  completamente diverso e non oggetto del finanziamento dei  fondi  a
  cui fanno riferimento sia i fondi FAS sia i fondi della 322.
   Mi  auguro,  quindi, che anche in questa circostanza, naturalmente
  avendo  tutta la disponibilità ad approfondire con l'Assemblea,  ma
  con l'onorevole Faraone anche in termini personali, i contenuti  di
  queste scelte dell'Assessorato, che non si cada in un equivoco  che
  ci  impedisce  di  impegnare  dei fondi che,  peraltro,  andrebbero
  perenti  se non saranno spesi entro il 31 dicembre di quest'anno  e
  che  non  possono comunque essere spesi in maniera  diversa  e  con
  finalità diverse da quelle scelte dall'Assessorato.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Faraone   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   FARAONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   giustamente
  l'assessore Piratino ha attualizzato l'interrogazione che è  datata
  nel  senso che l'assessore dice che andrà riscritto il bando a  cui
  fa  riferimento la mia interpellanza, modificandolo dopo l'incontro
  con  le  associazioni di categoria, dopodiché ha posto la questione
  che fa riferimento ad un ulteriore bando che il suo assessorato era
  in  procinto di pubblicare in Gazzetta Ufficiale e che, secondo me,
  aveva le stesse caratteristiche e gli stessi vizi - e ora spiego il
  perché, rapidamente - dell'avviso che ho contestato la prima volta.
   Noi dobbiamo cercare di evitare di ripetere gli errori commessi in
  passato.
   La  modalità prevista nel bando che era pubblicato e che è oggetto
  dell'interpellanza era la stessa modalità che ha visto  nascere  le
  cooperative  sociali  e  lo  strumento  dei  piani  di  inserimento
  professionali,  i  Pip  -  oggi Società Trinacria  -,  tremila  Pip
  assunti  e  stabilizzati in una società a intero capitale pubblico.
  Le  modalità,  allora, furono perfettamente queste;  l'intendimento
  del  legislatore era uno; l'intendimento dell'assessore  che  aveva
  reso   attuativa   la   legge   confermava   quella   modalità    e
  quell'obiettivo.
   Nella  pratica,  una  volta che queste associazioni  avviarono  il
  lavoro  in carico alla pubblica amministrazione, seppur mediate  da
  associazioni o cooperative, quegli anni o quei mesi in  cui  questo
  lavoro  si svolse, servirono per costruire e sindacalizzare  quella
  istanza  delle singole persone, che diventa un'istanza  collettiva,
  una protesta di piazza ed è diventato un posto di lavoro regionale.
   Ora,  io  vorrei  evitare  che  questo  si  ripetesse,  dando   la
  possibilità   alle  persone a cui lei si  rivolge  di  reinserirsi,
  perché  è  chiaro  che le modalità di reinserimento  devono  essere
  garantite - la legge, lo Stato sociale, la nostra cultura ci spinge
  a  reinserirli  -  e,  al tempo stesso, dando  un'opportunità  alle
  imprese. Una cosa importante, quindi, che le chiedo d'ora in avanti
  - l'ha fatto successivamente e credo che è stato utile farlo - è il
  tema della concertazione.
   Quando  c'è  la concertazione, molti errori che si  pensa  di  non
  commettere, invece poi riesce a evitarli; la seconda questione  che
  le pongo riguarda  i bandi.
   Non so se lei lo ha fatto, ma io ho letto bene il bando che era in
  pubblicazione per la Gazzetta Ufficiale.
   Ad  esempio,  è  vero  che la legge obbliga e vincola  per  alcune
  categorie particolari, lo stanziamento e il finanziamento.  Se  lei
  va  a  guardare, però, come erano distribuiti quei milioni di  euro
  nell'ultimo avviso, si renderà conto che in percentuale, ad esempio
  sull'immigrazione,  era dato il dieci per cento del  finanziamento;
  su  altre  categorie che, in questo momento, non reputo  all'ordine
  del  giorno, come argomenti su cui, invece, ci sono delle emergenze
  vere  -  gli sbarchi a Lampedusa lo dimostrano - era dato l'80  per
  cento del finanziamento.
   Poi si inserirono le IPAB, una novità. Poiché sappiamo che le IPAB
  hanno  dei  debiti che devono essere pagati rispetto alle  gestioni
  passate, mi sembrava inopportuno utilizzare le risorse senza  avere
  prima  risanato  la  situazione delle IPAB, non  per  i  soldi  che
  sarebbero serviti per risanare le IPAB stesse, perché lei  sa  bene
  che  erano  utilizzati,  invece, per altro personale  reclutato  in
  maniera differente con questa modalità di bando.
   La invito, assessore Piraino, a capire che, quando si tocca questa
  materia, si sa da dove si inizia ma occorre pure immaginare dove si
  va  a  finire,  altrimenti rischiamo altri  modelli  e  non  ce  li
  possiamo più permettere; negli enti locali, infatti, si comincerà a
  tagliare  gli  orari  di  lavoro,  si  comincerà  a  ragionare   di
  licenziamenti. Non possiamo più permetterci sbocchi nell'ambito del
  precariato,  si  deve mantenere sempre il tema della concertazione;
  questo  bando era in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale  e  questo
  non  é  stato  concertato di nuovo; non so se  con  lei  era  stato
  concertato  ma sicuramente non era stato concertato  con  le  parti
  sociali.
   La terza cosa è di rendere questi produttivi per le imprese, per i
  soggetti  che  si  devono reintegrare e, soprattutto,  attuali  coi
  momenti.  Questo  bando,  se  fosse stato  finalizzato,  quasi  per
  intero, al tema dell'immigrazione, sarebbe stato veramente attuale,
  perché  con  tutta  questa gente che viene qui  e  con  la  Regione
  siciliana  che  dice di non avere un euro e con lo  Stato  che  non
  spende  un  euro  in  quest'ambito  -  abbiamo  fatto  qualcosa  in
  finanziaria  -  avevamo  una  misura importantissima  che  potevamo
  utilizzare.  Se  lei  va  a guardare come erano  distribuiti  i  60
  milioni sull'immigrazione, si accorge che era destinato non più del
  10 per cento del finanziamento.
   Su  queste  cose ho uno spirito molto collaborativo. Credo,  però,
  che, per collaborare le forze sociali,  le forze parlamentari e  le
  forze   politiche  devono  conoscere  i  bandi  prima  della   loro
  pubblicazione.  Se  poi  vanno  in  pubblicazione  nella   Gazzetta
  Ufficiale,   per  noi  l'unico  strumento  per  potere  contrastare
  strumenti  ai quali non si é partecipato é la stampa. Pertanto  uno
  deve   dichiarare   questo  bando  non  va  bene ;  se  invece   la
  concertazione  é  fatta prima, probabilmente si  possono  dare  dei
  suggerimenti utili.
   Mi dichiaro soddisfatto.
      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BENINATI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per avermi
  dato la parola.
   Prendo  spunto dalla recente approvazione della legge  finanziaria
  per sollevare un problema che anche lei conosce, signor Presidente,
  facendo parte della mia provincia, la provincia di Messina; ma vale
  anche per le altre province in generale.
   All'articolo   3,  comma  4,  della  finanziaria  -   sarà   stato
  inavvertitamente o per altra ragione, io ho seguito quasi  tutti  i
  lavori dell'Aula, purtroppo sono arrivato circa cinque minuti  dopo
  con  quasi  tutto  il  Gruppo PDL - ci siamo trovati  di  colpo  la
  soppressione di un insieme di riserve e vorrei  capire - poi ognuno
  se ne assume le responsabilità, in modo particolare di una, ma vale
  anche  per altre perché qui ne sono state tolte diverse - come  mai
  sono  state  mantenute  alcune riserve dai  fondi  delle  autonomie
  locali  (poi,  anno dopo anno, sono state fatte delle  riserve  con
  legge secondo cui venivano utilizzati i fondi per quella legge).
   Ora, il Governo non può fare questo, c'è un limite di decenza: non
  più lontano di un anno fa, con grande sofferenza in questa Aula, ha
  elemosinato - perché, alla fine, abbiamo fatto una elemosina -  400
  cento  milioni  di  euro al personale della  Pumex,  con  la  legge
  finanziaria del 2010,

   PRESIDENTE. Onorevole, sono 400 mila euro.

   BENINATI. Quattrocento mila euro per lavoratori, ricordo a  tutti,
  che   hanno  subìto  giustamente  -  le  isole  Eolie  fanno  parte
  dell'Unesco - la chiusura dell'azienda Pumex, forse la più  florida
  della  Sicilia. E queste persone sono state beffate due  volte:  la
  prima,  perché l'azienda era solida, non era in crisi; la  seconda,
  perchè hanno fatto un bene sociale e si sono sentiti dire da  tutti
   state tranquilli che verrete sistemati, quanto meno regolarizzati,
  con  dei  progetti o con delle iniziative di cui la Regione  se  ne
  farà carico .
   Nel  riconoscere le isole Eolie come patrimonio dell'Unesco,  come
  minimo questi lavoratori andavano salvaguardati. Inutile dire - lei
  lo sa, signor Presidente - che per uno o due anni si è perso tempo,
  il  problema  non  si  è  risolto. L'anno  scorso,  finalmente,  il
  Presidente  della  Regione  per  primo  condivise  di  trovare  una
  soluzione insieme a tutti noi.
   Bene, neanche dodici mesi questa legge è riuscita a durare  E' una
  vergogna inaudita
   Io mi tiro fuori da questa vergogna perché una cosa del genere non
  doveva  accadere: abbiamo preso in giro 37 o 38 lavoratori mettendo
  soldi l'altro anno e togliendoglieli quest'anno.
   Il Parlamento e, in particolare, questo Governo, è stato capace di
  ciò.
   In  particolare, me ne scuso, non vedo presente l'assessore Armao,
  non  sa  neanche quello che scrive molte volte; tanto  lui  toglie,
  mette, fa quello che vuole, ma non si rende conto del danno che  ha
  fatto   a   37  persone  che,  dopo  anni,  avevano  avuto   questo
  riconoscimento  dall'Assemblea regionale e dal  Governo  e  ora  il
  Governo stesso glielo toglie appena dodici mesi dopo.
   Signor  Presidente, poi ci sono altre norme, non sto qui  a  dire;
  c'è pure una vecchia norma, quella  di Ragusa Ibla, tutti sanno che
  è  importantissima. Preannuncio, pertanto, che nel primo disegno di
  legge    che   verrà   all'esame   di   quest'Aula,   sottoscriverò
  l'abrogazione del comma 4 dell'articolo 3; quel comma va  tolto,  è
  stato una forzatura di questo Governo, di questa Assemblea.
   Ringrazio  il Presidente della Regione, qui presente, che  ricorda
  bene  come  l'anno  scorso sposò con tutti noi  il  problema  della
  Pumex; quest'anno, il suo Governo, a sua insaputa mi auguro, ha già
  tolto  quella miseria che era stata data ai lavoratori.  Su  questo
  pongo un problema serio.
   L'Assemblea regionale non può, a distanza di dodici mesi, dopo una
  conquista  che era stata fatta grazie a tutti, togliere risorse  di
  colpo, sposando, come si dice in gergo, il gioco delle tre carte.
   A  questo  gioco  io non ci sto, e non perché è  un  problema  che
  riguarda la mia provincia, perché è un problema sociale, di tutti.
   Anticipo,  signor Presidente, che sul primo disegno di  legge  che
  arriverà  in  Aula, di qualunque materia si tratti,   chiederò  che
  venga abrogato quel comma.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  colgo
  l'occasione per intervenire prima dell'approvazione dell'ordine del
  giorno - e saluto il Presidente Lombardo che è presente stasera  in
  Aula  -  per  la promulgazione delle leggi sia di bilancio  che  di
  finanziaria,  e porre un problema in maniera molto pacata.  Ho  già
  avuto  modo di rappresentare il mio disappunto nei confronti  della
  Presidenza  dell'Assemblea  regionale  siciliana  per  quel  che  è
  successo la notte, a conclusione dei lavori, quando, con l'articolo
  117   del   Regolamento,   dovevamo  approvare   delle   norme   di
  coordinamento,  delle correzioni, degli aggiustamenti  tecnici  per
  poi procedere alla votazione finale dei due disegni di legge.
   Bene, signor Presidente, in quella sede sono state introdotte, con
  l'articolo 117, delle norme sostanziali e il Segretario generale  e
  il  Vicesegretario  generale mi insegnano e ci  dicono  che  queste
  norme non potevano né dovevano essere inserite.
   Ma  la  cosa  più  grave - qua lo dico anche all'assessore  Armao,
  presente  -  è  che  abbiamo commesso due  errori:  uno  di  ordine
  politico e uno di ordine tecnico.
   Andiamo    all'ordine   politico.   L'anno    prossimo,    vedremo
   l'impazzimento  di 90 deputati. Perchè?
   Se  quest'anno  avevamo  detto che la  tabella  H  non  può  avere
  ulteriori  incrementi, ulteriori inserimenti, con questo escamotage
  abbiamo  consentito che sono entrati altri otto enti -  togliendone
  altri,  è  vero -, ma abbiamo posto in essere delle norme che  sono
  diventate  norme  provvedimento  sostituendoci  ai  vari  assessori
  regionali.
   Cosa succederà? Domani nei confronti dell'assessore alla famiglia,
  ad  esempio,  che ha vari capitoli di spesa io, da  deputato,  dirò
   questi  capitoli li assegniamo a Tizio, a Filano, a  Martino  e  a
  Sempronio ,  esonerandolo  da  ogni tipo  di  responsabilità  e  di
  titolarità gestionale in merito a questi capitoli, perché  così  ha
  fatto l'Assemblea regionale.
   Questo  è  un fatto politico, a mio avviso sbagliato.  Ma  andiamo
  all'errore.
   Con  l'articolo  117  del  Regolamento  abbiamo  introdotto  altre
  diciture  alle  denominazioni.  Ma  il  bilancio  è  una  legge   a
  legislazione  vigente , ogni capitolo di spesa ha un  suo  richiamo
  squisitamente  normativo, per cui quel capitolo di  spesa  non  può
  essere  assolutamente modificato con un emendamento alla  legge  di
  bilancio   Ne  ho  già parlato con l'onorevole Mancuso,  presidente
  della  IV  Commissione,  a  cui  ho chiesto  che  venga  fatta  una
  risoluzione  in  Commissione - e lui ha concordato -  per  bloccare
  l'erogazione di questi contributi. Perché?
   Intanto,  perchè  non discendono da una norma. Il  bilancio  viene
  fatto,  come  dicevo,  a  legislazione  vigente;  la  modifica  con
  l'inserimento  di queste nuove diciture, di questi nuovi  enti,  di
  questi nuovi soggetti che allargano la platea della ex tabella H, è
  stata  fatta con emendamenti al bilancio, al di là che poi è  stato
  fatto  con l'articolo 117, per cui il Presidente Cascio non avrebbe
  mai   dovuto  consentire  tale  inserimento.  Ecco  perché  il  mio
  disappunto.
   L'ho manifestato; mi sono spinto addirittura a dire che non so  se
  devo presentare una mozione di censura nei confronti del Presidente
  Cascio.
   Certo,  io  credo  che  il Presidente Cascio  vorrà  ritornare  su
  questo.
   Non entro nel merito, poi, del fatto che è stata agevolata qualche
  associazione sportiva di una serie inferiore rispetto a  chi  gioca
  in una serie superiore. Ma invito questa Presidenza a rivedere ciò,
  per  cui  chiederò  specificatamente  alla  IV  Commissione  e   al
  presidente  Mancuso che venga posta in essere una  risoluzione  che
  blocchi  queste erogazioni perché non sono somme che discendono  da
  una  norma  di  legge  preesistente o  successiva.  E,  siccome  il
  bilancio  viene  posto  in essere a legislazione  vigente,  a  quel
  momento  non  vi  erano altre norme. Quegli emendamenti  -  poi  mi
  confronterò   anche  con  la  Segreteria  generale   dell'Assemblea
  regionale  siciliana - a quel momento non potevano  essere  nemmeno
  accolti  per  un motivo specifico, perché non discendevano  da  una
  norma di legge che, eventualmente, doveva essere la finanziaria. Da
  qui, ripeto, il mio disappunto.
   Vorrei concludere dicendo che ha ragione l'onorevole Beninati.
   Assessore   Armao,   abbiamo  tolto  delle  riserve,   alcune   di
  fondamentale importanza per la Sicilia e per settori o enti  locali
  di   questa  Sicilia.  La  prego  di  rifletterci  un  attimo,   di
  approfondire la questione e, laddove è possibile, di correggere  un
  percorso  che  - attenzione - se viene corretto, viene  migliorato,
  senza fare torto a nessuno.

   PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO.  Signor  Presidente, torno nuovamente  a  chiederle,
  visto  che  lei  ha  parlato  di alcune  sostituzioni  nelle  varie
  Commissioni, di tenere conto del fatto che da settembre  chiedo  di
  essere  inserito in IV Commissione per sostituzione e da  settembre
  non riesco ad avere una risposta.
   Il presidente del mio Gruppo parlamentare, onorevole Giulia Adamo,
  ha  scritto  una  nota,  trasmessa qualche tempo  fa,  per  la  mia
  sostituzione in IV Commissione. Non è avvenuto assolutamente nulla.
  Ho  fatto un intervento in Aula, questo è il secondo che faccio, mi
  appello  alle prerogative di deputato regionale di essere  inserito
  in sostituzione in IV Commissione. Chiedo di potere svolgere il mio
  lavoro, cosa che da settembre mi è impedito di fare.
   Si  parla di censura al Presidente dell'Assemblea. Cosa devo  fare
  per  essere ascoltato dal Presidente dell'Assemblea? A chi mi  devo
  rivolgere?
   Capisco  che  gli  appelli formali, ufficiali,  continuano  a  non
  essere  ascoltati. Vorrei che mi si spieghi perché si  continua  ad
  operare in questo modo all'interno dell'Assemblea.
   Lo   chiedo   a  lei,  Presidente,  perché  vorrei  -  lo   chiedo
  cortesemente  -  una risposta ufficiale dato che non  capisco  più,
  continuo  a  non  comprendere perché mi si impedisca  di  porre  in
  essere  le  mie  prerogative parlamentari.  Se  ci  dovesse  essere
  qualche  impedimento vorrei saperlo, in tal caso  dovrei  agire  in
  maniera diversa e non lo voglio fare.
   Glielo  chiedo  cortesemente, per l'ultima  volta,  dopodiché  non
  interverrò  più su questo argomento. Non si possono  mortificare  i
  deputai regionali, che hanno delle prerogative
   Lei,  Presidente, è un deputato regionale e quindi deve  darmi  la
  possibilità  di  avere almeno una risposta. Non ritengo  di  essere
  diverso da qualcuno o dagli ottantanove deputati regionali che sono
  presenti  in  questa  Assemblea e ritengo  di  essere  trattato  in
  maniera non normale. La metto così
   La   prego   signor   Presidente,  nella   prossima   convocazione
  dell'Assemblea, cioè domani, di sapere almeno il motivo del perché,
  dopo  mesi  e  mesi  di  insistenza, non  riesco  ad  ottenere  una
  risposta.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Parlavecchio,  stia  pur  certo   che   la
  Presidenza si attiverà a che, entro la seduta di domani, lei  abbia
  le motivazioni ufficiali e le spiegazioni di cui ha chiesto conto.

   Ha chiesto di parlare l'onorevole Colianni.

   COLIANNI.  Rinuncio ad intervenire.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, intervengo per  due  ragioni,  che
  espongo velocemente.
   Una  riguarda  l'uso improprio dell'articolo 117  del  Regolamento
  interno.
   Non  entro  nel merito di ciò che è stato integrato o  modificato,
  però,  signor  Presidente,  devo rappresentarle  il  malessere  del
  Parlamento  che,  a  un  certo  punto,  diventa  quasi  una   bisca
  clandestina, dove si truccano le carte alla fine. Dell'articolo 117
  non  si  può  fare l'uso che se ne è fatto. Ripeto, non  entro  nel
  merito  e  non voglio aprire polemiche con nessuno, voglio lasciare
  tracce  invece  in  anonimi resoconti parlamentari  di  questa  mia
  fastidiosa  conoscenza di un uso improprio,  sbagliato,  nelle  ore
  notturne, di un articolo 117 che, certamente - così come  la  norma
  prevede - non può essere impiegato per introdurre, per altro  nella
  legge  di  bilancio, norme che iscrivono nuovi capitoli  per  nuovi
  enti o associazioni beneficiarie di contributi.
   Per  cui,  signor  Presidente, qualora questo Parlamento  dovesse,
  come  ci  auguriamo  tutti, arrivare alla  sua  scadenza  naturale,
  evitiamo  di  dare l'impressione che, con un po' di  ipocrisia,  ci
  rappresentiamo  come il Parlamento più antico del  mondo,  ma  alle
  volte facciamo uso dei trucchi più antichi e beceri del mondo.
   Detto  questo,  io voglio rappresentare velocemente  all'assessore
  per l'economia che i comuni che sono chiamati ad approvare i propri
  bilanci si ritrovano in una situazione di grande confusione  perché
  noi  abbiamo garantito, prima in Commissione Bilancio, poi  con  le
  sue rassicurazioni e anche con la presenza di tecnici, che i comuni
  avrebbero  ricevuto,  nonostante il taglio complessivo  del  Fondo,
  eliminando le riserve, i trasferimenti del 2010.
   Però,  diversi  amministratori  mi  rappresentano  che  pare   che
  verrebbe tagliato il trasporto per gli alunni pendolari; cosa  che,
  oltre  ad  essere un violento attacco al già vilipeso diritto  allo
  studio,  metterebbe in ginocchio quei servizi. Per cui ritengo  che
  occorre  fare immediatamente una comunicazione, anche attraverso  i
  mass-media, e quindi assieme all'assessore per le autonomie locali,
  che  si  manterranno  i trasferimenti del 2010 dando  certezza  sui
  trasferimenti  delle  risorse  relative  al  trasporto  di   alunni
  pendolari.
   Io  la  prego,  Assessore, perché altrimenti, come per  l'articolo
  117,  rischiamo di non essere più credibili, né il Governo,  né  la
  Commissione  Bilancio,  né il Parlamento, perché  a  tutti  abbiamo
  detto  che  non sarebbero diminuite di un centesimo le assegnazioni
  di risorse dell'anno precedente.
   Va  tenuto, e questo lei lo sa benissimo, Assessore, che i comuni,
  soprattutto  nelle aree interne e soprattutto nelle  aree  che  non
  sono  le grandi città metropolitane, rappresentano l'unica presenza
  dello  Stato e, quindi, l'unica presenza istituzionale in grado  di
  garantire  i  diritti elementari dei cittadini, in questo  caso  di
  alunni  minorenni,  che  hanno bisogno  delle  risorse  per  potere
  raggiungere i loro istituti scolastici.

   PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, domani si riunirà la  Commissione
  Bilancio  e  quindi lei avrà modo, in Commissione, di  proporre  il
  ripristino dei fondi ingiustamente tagliati e credo che l'assessore
  Armao  sarà  ben lieto, vista l'esigua somma di 400 mila  euro,  di
  ripristinare il fondo.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  ritengo  che
  quest'ultima  finanziaria abbia creato danni enormi sul  territorio
  siciliano  perché l'articolo 3, comma 4, ha annullato  i  fondi  di
  riserva. Noi ci stiamo prodigando per recuperare quello che è ormai
  diventato  il  leitmotiv della provincia di  Ragusa,  la  legge  su
   Ibla'.
   Andremo  in  IV  Commissione e faremo una proposta  di  legge  per
  annullare  l'avvenuta retrocessione dei fondi  di  riserva.  Ma  io
  ritengo, Assessore, e penso che sia un gesto maturo, intelligente e
  quanto mai opportuno, che se ne facesse carico il Governo perché  è
  chiaro  che noi faremo la nostra parte, avremo un ruolo  in  questa
  storia  e  quindi porteremo avanti la nostra battaglia.  E  siccome
  questa   storia  in  provincia  di  Ragusa  è  stata   interpretata
  malissimo,  devo  dire che lei, a sua insaputa, è diventato  famoso
  perché  è  arrivato in provincia di Ragusa e ha  attuato  il  piano
  paesistico - l'unica provincia siciliana che ha il piano paesistico
  -  limitando enormemente lo sviluppo di questo territorio. Dopo  di
  che,  cambiando  delega, diventa assessore per l'economia  e,  cosa
  importante, quanto mai non gradita dal territorio, annulla la legge
  su  Ibla'.
   Ora,  si  renda conto della sua attività e della nostra  attività,
  perché  noi siamo in difesa del territorio e lo vogliamo promuovere
  a  tutti  i  livelli,  come meglio possiamo, in  quest'Aula  e  sul
  territorio.  Ecco perché le dico che a questo punto -  mi  dispiace
  che  il  Presidente Lombardo sia andato via perché  noi  faremo  il
  nostro gioco, il nostro ruolo, e proietteremo questa norma per  far
  sì  che  la  legislatura  torni ad essere attiva  -  è  quanto  mai
  indispensabile  che  il  Governo dia un  segnale  perché  non  deve
  dimenticare che in questo governo tecnico, che sosteniamo,  abbiamo
  un peso abbastanza importante.
   Non parlando di norme ma parlando di cose semplici, la politica ha
  un senso e penso che il Governo debba avere la capacità di prendere
  in mano questa situazione.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, solo per ricordare all'assessore Armao
  che,  nell'esame del bilancio e finanziaria di quest'anno, le  cose
  sono andate nel verso sbagliato.
   L'UDC  proponeva,  per la Comunità S. Egidio e la  Comunità  Luigi
  Sturzo  di Messina, l'inserimento nell'allegato 1 della tabella  B.
  Si tratta di volontari che si occupano di cerebrolesi.
   Oggi, alla luce di questo, ci accorgiamo - perché la confusione  è
  fatale  -  che tre enti, con nome e cognome, fanno parte di  questa
  tabella B. Questo è un fatto gravissimo.
   Il  collega  non ha avuto il coraggio di dirlo, ma il coraggio  ce
  l'ho  io.  Perché  quando si parla di associazioni di  cerebrolesi,
  quando  si  parla di soggetti che hanno bisogno delle  persone  per
  bene, è una cosa vergognosa che non bisogna mai fare

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, la invito alla calma.

   LENTINI.   dare  contributi  ad  associazioni  che  non  ne  hanno
  bisogno,  mettendo  da parte la Comunità S. Egidio  e  la  Comunità
   Luigi  Sturzo'  di Messina, è una vergogna  Non è giusto,  bisogna
  tornare  indietro, bisogna modificare la tabella bisogna annullarla
  dando  i contributi alle persone perbene, perché là, dentro  quella
  tabella,  ci  sono  associazioni che realmente  hanno  bisogno  del
  contributo della Regione siciliana. Ed è giusto che sia così.
   Però,  approfittare  sbandierando  a  destra  e  sinistra  che  il
  Commissario  dello  Stato  avrebbe potuto  bocciare  la  norma  che
  prevedeva  l'inserimento di nuove associazioni nel  contesto  della
  tabella  e  poi  scoprire, invece, che tre nuovi  enti  sono  stati
  inseriti nella tabella B
   Assessore  Armao, le confermo che per i tre nuovi enti, così  come
  le dicevo prima che ero sicuro, che avevo la certezza che andava  a
  finire così, è finita così.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, vorrei intanto fare riferimento all'evocato bilancio  che
  quest'Aula  ha  opportunamente approvato e  alla  finanziaria  che,
  oggettivamente,  stante  la scelta di percorrere  un  iter  che  ne
  avrebbe  consentito  la  più  celere approvazione,  comunque  è  un
  bilancio  che ha consentito un risparmio significativo. Lo dicevamo
  ieri, siamo ad una spesa inferiore a quella del 2001. Il che è  una
  scelta  di  risanamento che, con l'aiuto di  tutto  il  Parlamento,
  abbiamo e dobbiamo fare per dare alla Sicilia una credibilità nuova
  al tavolo del negoziato sul federalismo fiscale.
   L'abbiamo  più volte ripetuto: senza conti e carte  in  regola  la
  Sicilia non ha alcuna possibilità di pretendere un federalismo equo
  e  solidale,  così come invece deve essere messa in  condizioni  di
  fare.
   E' per questo, quindi, che possiamo sottolineare che il bilancio è
  rimasto esente da censure e come tale andrà portato avanti.
   Certo, manca tutta la parte, in finanziaria, dello sviluppo,  come
  è  stato opportunamente sottolineato da più parti politiche, sia di
  maggioranza che di opposizione. Su questo con la collaborazione, il
  contributo  e  il  confronto sereno tra le  forze  politiche,  sono
  convinto  che riusciremo entro breve termine a portare a compimento
  quel percorso che si era immaginato di svolgere in finanziaria,  ma
  che  invece,  più opportunamente, potrà svolgersi nelle commissioni
  di merito con l'unico impegno di fare presto e, possibilmente, fare
  bene.
   Mi  riferisco  adesso ad alcune questioni che,  giustamente,  sono
  state  sollevate - credo - nella sede opportuna e con la  pacatezza
  opportuna.
   Ho  dovuto  puntualizzare, come peraltro è stato  condiviso  dalle
  forze  politiche  di maggioranza che hanno votato questo  bilancio,
  che  noi  non abbiamo inteso sopprimere in alcun modo le  voci  che
  prima facevano parte delle riserve. Abbiamo inteso delegificare  la
  materia  per  semplificare,  snellire,  rendere  più  plastico   il
  rapporto tra Amministrazioni locali e Regione.
   Do  un  dato:  su 900 milioni di euro, quasi quattrocento  milioni
  erano  destinati alle riserve - con questo non voglio entrare nella
  riserva  di Ragusa Ibla, che era ed è una riserva sacrosanta  -  ma
  quello che si è inteso rimuovere è questo blocco delle riserve  che
  dimezzava  sostanzialmente il fondo per le autonomie svolgendo  una
  funzione distorsiva rispetto ad un fondo che deve rimanere  il  più
  possibile globale.
   E  allora,  questo  non  ha  voluto  dire  che  non  verranno  più
  finanziate  le  iniziative che prima erano destinate alle  riserve.
  Abbiamo  introdotto un meccanismo che ascrive al rapporto dialogico
  tra  la Conferenza Regione - Autonomie locali e l'assessore per  le
  autonomie  per  stabilire i criteri in base ai quali  continuare  a
  riservare   una   quota   parte,  il  più  possibile   circoscritta
  evidentemente,  di  risorse da destinare  alle  vecchie  riserve  e
  invece destinare tutto il resto ai comuni.
   Ovviamente, il Parlamento è libero di ripristinare tutti i vincoli
  legislativi  che  possono  essere dati  all'azione  amministrativa.
  Tuttavia,  ancorché non sia necessaria una norma,  si  può  in  via
  amministrativa,   attraverso  questa   interlocuzione   che   potrà
  svolgersi dalla prossima settimana - è più che auspicabile,  domani
  in  Commissione Bilancio se ne potrà parlare -, intendo assumere la
  responsabilità   -   che,  come  è  noto,   mi   vedono   rifuggire
  dall'assumere  impegni formali - di chiedere all'assessore  per  le
  autonomie  locali di provvedere ad individuare nel più breve  tempo
  possibile,   nell'interlocuzione  con  la  Conferenza   Regione   -
  Autonomie  locali  gli impegni, i criteri, i presupposti  per  dare
  luogo  ad  alcune  riserve  di risorse  da  destinare  a  questa  o
  quell'altra  realtà territoriale che merita uno sforzo  finanziario
  dedicato,  così  come  auspichiamo tutti che  possa  essere  quello
  rivolto  a  Ragusa Ibla. In questo senso non credo che vada  a  mia
  responsabilità negativa, semmai positiva, l'avere adottato il piano
  paesaggistico.
   Il  piano  paesaggistico di Ragusa è, analogamente  a  quello  che
  esiste per le isole Eolie e per Trapani, un piano paesaggistico che
  tutela  uno  dei territori più belli, non dico della  Sicilia,  non
  dico  d'Italia, ma dell'intero Mediterraneo, e sono certo che tutti
  i  ragusani  sono  orgogliosi di potere  tramandare  un  territorio
  straordinario  ai  propri figli e alla eredità  dei  cittadini  del
  mondo  che  potranno vedere quanto questo territorio ha  in  sé  le
  tracce del tempo rimaste immutate.
   Un'ultima  questione sulle puntualizzazioni che sono state  svolte
  in  ordine alla cosiddetta ex tabella H. Voi sapete che il  Governo
  ha proposto la soppressione di questa voce e poi ha dovuto prendere
  atto  che  l'Assemblea si era invece orientata verso un ripristino,
  sebbene  con un contenimento di oltre 5 milioni di euro,  questo  è
  opportuno   evidenziarlo,  quindi  anche  qui  si  sono  conseguiti
  risparmi  che,  credo, vadano comunque messi tra le  cose  positive
  conseguite   dall'Assemblea.  Certamente   sarebbe   stato   meglio
  eliminare  queste  voci e procedere con l'articolo  128,  come  per
  esempio avevano opportunamente evidenziato l'onorevole Ardizzone  e
  l'intero Gruppo UDC. Ma su questo ci potremo muovere certamente nel
  prossimo esercizio.
   Tuttavia,  per  quanto  concerne l'articolo  117  del  Regolamento
  interno,  il Governo ha proposto soltanto due emendamenti ai  sensi
  dell'articolo  117: uno, concernente una riserva, su sollecitazione
  dell'assessore  Piraino,  per  quanto  riguarda  il  fondo  per  le
  autonomie  locali  riguardante  il  trasporto  disabili  e  l'altro
  riguardante  il rimpinguamento delle voci per il fondo  antiracket,
  alle associazioni antiracket. Quindi gli unici emendamenti ai sensi
  dell'articolo  117 che sono stati richiesti, presentati  e  firmati
  dal Governo sono questi.
   Gli altri sono stati poi decisi. Quindi il Governo formalmente non
  li ha richiesti.

   LENTINI. Le aziende nuove che non dovevano entrare, la colpa è del
  Parlamento?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Ripeto, in ogni caso il  Governo
  ha richiesto soltanto questi due emendamenti ai sensi dell'articolo
  117  e  si  assume  chiaramente  la responsabilità  di  queste  due
  correzioni che, appunto, avevano un profilo squisitamente  formale,
  come prevede l'articolo 117 del Regolamento interno.
   Per  il  resto,  ripeto,  abbiamo tutto  il  tempo,  approvato  il
  bilancio, di impostare una nuova politica degli incentivi verso  le
  associazioni  che  non può più essere questa della  tabella  H  che
  credo sia ormai, con ampia condivisione tra le forze politiche, uno
  strumento  vecchio,  inadeguato e certamente non  più  conforme  ai
  principi  evolutivi  dell'azione amministrativa  che  prevedono  la
  predeterminazione dei parametri di riferimento, la  quantificazione
  preventiva delle risorse da destinare ai beneficiari. Pertanto,  in
  questo  senso auspico che presto anche in Commissione  Bilancio  si
  individuino  forme  nuove  partendo per esempio  dall'articolo  128
  della   scorsa  finanziaria  per  dare  una  soluzione:   mantenere
  l'incentivo alle pregevoli iniziative che si svolgono in Sicilia  e
  dall'altro,  però, renderlo più oggettivo, meno riconducibile  alla
  decisione che in questa Aula si pone in essere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, come  ricordate,  la  Presidenza
  aveva  comunicato,  durante i lavori di  approvazione  della  legge
  finanziaria,  che  si  sarebbe  data  la  precedenza,  vista  anche
  l'urgenza  e  la rilevanza sociale del fenomeno, a due  disegni  di
  legge:  quello sulla formazione professionale e quello  riguardante
  la riforma degli appalti.
   Pur  tuttavia,  su  richiesta pure della Commissione  Bilancio  di
  vedere  di  approfondire  al  meglio  il  disegno  di  legge  sulla
  formazione  professionale, domani la Commissione stessa si  riunirà
  per  esaminare  il  testo del disegno di legge e,  successivamente,
  alle  ore 15.00, si terrà  la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  per  attenzionare  anche  l'eventuale  parere   della
  Commissione  Bilancio  o su altri disegni di  legge  che  dovessero
  pervenire.
   Informo  che,  nel  caso in cui la Commissione Bilancio  esprimerà
  domani  il parere di competenza sul disegno di legge relativo  alla
  formazione professionale, quest'ultimo sarà iscritto all'ordine del
  giorno per essere incardinato.
     La  seduta è rinviata a domani, mercoledì, 11 maggio 2011,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -  Comunicazioni

  II   -   Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   N. 263   -    Predisposizione del disegno di legge di iniziativa
         governativa sulla partecipazione della Regione  all'Unione
         europea, di cui all'art. 8 della l.r. n. 10 del 2010 .

                              FERRARA - AMMATUNA - GALVAGNO - LUPO-
                                                         BARBAGALLO

   N. 264  -   Iniziative per la salvaguardia dei fondali siciliani
         ed  il  blocco  dei  permessi di ricerca  di  petrolio  ed
         idrocarburi in Sicilia. .

                       FERRARA - AMMATUNA - GUCCIARDI - DIGIACOMO -
                                                               ODDO

  III   -Svolgimento,  ai  sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
  Regolamento    interno,    di   interrogazioni    della    rubrica
   Infrastrutture e mobilità

           Interrogazioni:

   N. 1729 - Chiarimenti sull'attività del genio civile di Trapani.
   Firmatario: Marrocco Livio

   N.  1733   -  Misure  per fronteggiare i disagi  nei  collegamenti
  marittimi tra l'isola di Marettimo e la Sicilia.
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1769 - Notizie sui lavori di completamento della struttura  di
  base per la pratica del nuoto a Lampedusa.
   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   N.  1796  -  Chiarimenti sui continui disservizi nei  collegamenti
  marittimi con le isole minori.
   Firmatari:  Federico  Giuseppe; Vinciullo  Vincenzo;  Parlavecchio
  Mario;  Ferrara Massimo; Digiacomo Giuseppe; Cascio  Salvatore;  Lo
  Giudice  Giuseppe;  Fiorenza Cataldo; Panarello  Filippo;  Speziale
  Calogero; Lentini Salvatore

   N.  1819  -  Chiarimenti in ordine all'erogazione  dei  contributi
  integrativi  per il pagamento dei canoni di locazione  ex  art.  11
  della legge n. 431 del 1998.
   Firmatari:   Calanducci  Francesco;  Gennuso   Giuseppe;   Musotto
  Francesco; Arena Giuseppe; Catalano Santo

   N.   1835   -   Iniziative   per   accelerare   la   realizzazione
  dell'autostrada Ragusa-Catania.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

  IV  - Votazione finale della proposta di modifica dell'art. 153 del
   Regolamento interno dell'Assemblea  (DOC III)

                   La seduta è tolta alle ore 18.52

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposta scritta ad interrogazione  -  Rubrica «Salute»

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  salute, premesso che:

   nella  GURS  del 24 dicembre 2010 sono state pubblicate  le  linee
  guida sulle 'case di maternità';

   le  'case  di  maternità'  sono  strutture  extraospedaliere,  non
  medicalizzate, con caratteristiche abitative non di tipo sanitario,
  ma  assimilate  a  case di civile abitazione, con un'assistenza  in
  grado di garantire un parto naturale sicuro;

   l'obiettivo  di  queste  strutture è quello  di  ridurre  i  parti
  cesarei;

   considerato che:

   la  prima  'casa di maternità' è stata aperta a Vittoria (RG)  nel
  2008;

   l'Assessorato  regionale della salute non ha riscontrato  le  note
  inviate,  a  tal riguardo, dall'ex AUSL di Ragusa, ma è intervenuto
  soltanto  per  disporne la chiusura a seguito di un intervento  dei
  NAS;

   ritenuto che:

   le  predette  linee  guida  sono  quantomeno  discutibili,  poiché
  trattano  le  'case  di  maternità'  come  strutture  sanitarie  ed
  impongono  degli standard che rendono quasi impossibile  l'apertura
  di tali strutture;

   nulla  è  specificato nelle linee guida riguardo  alle  spese  del
  parto  nelle  'case  di maternità', ed in particolare  se  siano  a
  totale carico o meno del servizio sanitario;

   le  disposizioni  di legge vigenti prevedono un confronto  con  la
  competente  Commissione  legislativa  pervenute  dall'ARS  per   il
  preventivo parere;

   per  sapere le ragioni per le quali le linee guida non siano state
  sottoposte  al  parere  della VI Commissione  legislativa  dell'ARS
  'Servizi sociali e sanitari'». (1676)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Barbagallo chiede chiarimenti sulla  mancata
  sottoposizione  delle  linee  guida  sulle  case  di  maternità  al
  preventivo  parere  della  VI  Commissione  legislativa  permanente
  dell'ARS, si rappresenta quanto segue.
   In  data 24 dicembre 2010 sono state pubblicate nella G.U.R.S.  le
  linee  guida  di  cui  al  decreto assessoriale  19  novembre  2010
  relative  al processo autorizzativo delle case di maternità  intese
  come strutture di accoglienza extraospedaliera che offrono ambiente
  idoneo  allo svolgimento del fenomeno parto secondo una  dimensione
  logistica   e   psico-relazionale  riconducibile  alle   condizioni
  domiciliari,  spogliando  l'evento stesso  di  tutti  quei  profili
  assistenziali  prettamente  nosocomiali  che  nella  normalità  non
  necessitano trattandosi di fenomeno biologico e non patologico.  Le
  finalità di fondo sono quindi:
   1) ricollocare il parto in ambito bio-sociale;
   2) creare un luogo protetto per l'evento;
   3) garantire livelli di sicurezza per madre e nascituro;
   4) favorire la libertà di scelta;
   5) salvaguardare lo stretto rapporto tra genitori e neonato.
   Pur   trattandosi  di  un  fenomeno  biologico,  il  percorso   di
  assistenza al parto afferisce profondamente alla materia  sanitaria
  in  quanto  strettamente  legato  alle  condizioni  cliniche  della
  gestante  che  può essere affetta da innumerevoli  patologie,  aver
  condotto  una  gravidanza a rischio o aver  concepito  una  qualche
  anomalia genetica.
   Per questo, pur trattandosi di un fenomeno biologico, l'O.M.S.  ha
  individuato  nell'assistenza al parto uno degli  eventi  sentinella
  più  sensibili  per  descrivere il livello di  inefficienza  di  un
  sistema sanitario.
   Per questo il decreto in parola ha voluto indicare nel dettaglio i
  requisiti   tecnici  ed  organizzativi  delle  case  di   maternità
  prefigurando uno scenario che offra tutte le garanzie di sicurezza,
  operative  e di vigilanza pre e post partum, al fine di scongiurare
  le   complicazioni  che  posso  insorgere  anche  nel  corso  delle
  gravidanze più tranquille.
   Il  livello di qualità cui tutto il sistema deve tendere non  può,
  pertanto, fare a meno di standard di riferimento, indipendentemente
  dalle aspettative di esercizio maturate da eventuali operatori  che
  volessero impegnarsi in tale servizio.
   Proprio  per questo, come recita lo stesso D.A. 19 dicembre  2010,
  il  provvedimento è stato reso in armonia con il precedente decreto
  assessoriale  n.890/2002, che peraltro integra, in  quanto  delinea
  requisiti  in  quello  non  trattati  e  che  a  suo  tempo  la  VI
  Commissione  dell'A.R.S. ebbe modo di valutare ed apprezzare  senza
  avanzare  ipotesi di esclusione, nella fattispecie, all'obbligo  di
  standard valevoli per tali strutture».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo