Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute 253 e 254 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
i quotidiani Giornale di Sicilia' e La Sicilia' hanno pubblicato,
in data odierna, due pagine a pagamento nelle quali il commissario
dell'A.R.A.S. (associazione regionale allevatori siciliani)
pubblicizza i risultati del proprio operato alla guida
dell'associazione;
l'ARAS è un ente finanziato dalla Regione siciliana nell'ambito
del programma regionale di miglioramento e di sviluppo della
zootecnia regionale: nel 2010, lo stanziamento di bilancio è stato
di 4.700.000,00 euro;
la stessa associazione beneficia di contributi dello Stato per
quasi 5 milioni di euro;
per sapere:
quale sia stato il costo sostenuto dall'ARAS per la pubblicazione
sui suddetti quotidiani;
se l'acquisto di due pagine sui maggiori quotidiani siciliani
rientri nella politica di contenimento dei costi ostentata dal
commissario;
a quanto ammontino gli stipendi arretrati del personale
dell'associazione;
se la propalazione delle opinioni personali del commissario
dell'ARAS circa gli emolumenti spettanti ai deputati regionali, i
doveri istituzionali di questi ultimi e il loro spirito di servizio
rientri nei compiti istituzionali dell'associazione e se la Regione
siciliana eroghi fondi pubblici a tal fine;
quali iniziative intendano assumere nei confronti del commissario
Chiarelli per le interviste rilasciate a pagamento, polemizzando
con i deputati dell'Assemblea regionale». (1872)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
LUPO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la funzione
pubblica e le autonomie locali, premesso che:
l'area della vice-dirigenza nel settore pubblico è prevista dalla
vigente normativa (articolo 17 bis decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165), demandando alla contrattazione collettiva
l'istituzione e la regolazione della stessa;
per effetto del meccanismo del rinvio dinamico' contenuto nelle
autonome norme regionali tale previsione opera automaticamente
anche per il personale della Regione siciliana;
nell'ordinamento delle carriere del personale della Regione
siciliana, le posizioni corrispondenti a quelle previste dalla
normativa nazionale sono quelle individuate come D3, D4 e D5;
numerose e concordanti pronunce giurisprudenziali confermano
l'obbligo, per la Regione siciliana, di riconoscere l'area della
vice dirigenza ed adottare i provvedimenti conseguenti;
ritenuto che:
al fine di prevenire ulteriori contenziosi, che vedrebbero
nuovamente soccombente l'Amministrazione regionale, occorra una
specifica azione da parte del Governo, volta a porre in essere gli
atti di competenza;
per sapere:
quale sia, in dettaglio, l'attuale situazione giuridica dei
soggetti interessati dall'istituzione dell'area;
quali iniziative il Governo intenda adottare per dare attuazione
alle previsioni normative e contrattuali, come precisate e ribadite
in sede giurisprudenziale, onde pervenire all'istituzione dell'area
della vice dirigenza». (1876)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
GIUFFRIDA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
nella notte tra il 9 ed il 10 maggio 2011 si è verificato a
Borgetto (PA) un atto di indubbia natura intimidatoria ai danni del
Sindaco, Giuseppe Davì;
purtroppo tale fatto gravissimo non rappresenta un caso isolato,
atteso che lo scorso anno uguali episodi hanno interessato
l'Amministrazione locale;
tali atti non devono essere circoscritti esclusivamente come atti
isolati e legati all'ambito comunale, ma dovrebbero avere una
visione più ampia ed una strategia da parte della mafia diretta ad
intimidire i pubblici amministratori ed a condizionare le attività
economiche del territorio;
considerato che:
tali episodi potrebbero essere di natura offensiva mafiosa;
atti di intimidazione, anche nei mesi scorsi, sono stati rivolti
ad altri amministratori locali di altri comuni della provincia di
Palermo;
ritenuto che occorrono azioni di tutela del territorio e delle
pubbliche Amministrazioni;
per sapere:
quali provvedimenti il Governo della Regione abbia adottato o
intenda adottare al fine di tutelare il territorio e le pubbliche
amministrazioni;
quali provvedimenti il Governo della Regione ha adottato o
intenderà adottare in merito a quanto recentemente accaduto a danno
del Sindaco di Borgetto (PA)». (1877)
CAPUTO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, all'Assessore per la salute e all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che con
l'interpellanza n. 66 del 29 luglio 2009 - 'Notizie sulla
compatibilità ambientale del progetto 'Iniziativa Sealine
Tirrenica' della società Snam Rete Gas s.p.a. nel comune di
Monforte San Giorgio (ME)', lo scrivente chiedeva notizie, a
sostegno delle legittime iniziative intraprese dal sindaco e del
consiglio comunale del comune di Monforte San Giorgio,
all'Assessore per il territorio e l'ambiente su quali provvedimenti
urgenti intendesse intraprendere al fine di salvaguardare la salute
e il grave pericolo per l'incolumità dei cittadini del comune di
Monforte San Giorgio e dei comuni limitrofi fortemente minacciati
dalla richiesta della società Snam Rete Gas s.p.a. di procedere
all'avvio del progetto 'Iniziativa Sealine Tirrenica' che
ulteriormente appesantirebbe un comprensorio già ad alto rischio
ambientale;
premesso inoltre che, con nota 3 gennaio 2011 prot. n. 14 del
Comune di Monforte San Giorgio inviata, tra gli altri, ai Ministeri
ed agli Assessorati regionali competenti, il sindaco, nel reiterare
agli enti in indirizzo la forte contrarietà al progetto da parte
dell'amministrazione comunale tutta, invitava gli organi in
indirizzo a procedere, alla luce delle osservazioni ivi contenute,
ad attenersi al disposto legislativo e conseguentemente considerare
decaduta la richiesta di SNAM relativa alla 'Iniziativa Sealine
Tirrenica';
verificato che sussistono tutti gli elementi di legge affinché la
richiesta del sindaco venga accettata;
considerato che:
la presenza nell'area di numerosi impianti, caratterizzati da
forte rischio ambientale nella zona compresa tra Monforte San
Giorgio e Milazzo, dovrebbe certamente attenzionare gli enti
responsabili del rilascio dell'autorizzazione ad una valutazione
più attenta, in quanto l'area, già fortemente danneggiata dai
numerosi impianti, come peraltro già confermato da relazioni della
Protezione civile regionale e nazionale, ha bisogno soltanto di
investimenti atti a diminuire l'impatto che queste realtà già
producono e non certamente l'inserimento di nuove emissioni dannose
per la salute della popolazione;
nel ribadire tutti gli elementi costitutivi della interpellanza n.
66 del 29 luglio 2009 a firma dello scrivente interrogante a
seguito della quale, a distanza di quasi due anni, questo Governo
non ha ancora predisposto alcun intervento;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere in
autotutela, alla luce delle osservazioni contenute nella nota 3
gennaio 2011 prot. n. 14 del comune di Monforte San Giorgio, a
firma del sindaco ed assolutamente condivise dallo scrivente
interrogante, nell'attenersi al disposto legislativo e
conseguentemente considerare decaduta la richiesta di SNAM relativa
alla 'Iniziativa Sealine Tirrenica', che, oltre a riportare nella
legalità un procedimento ormai illegittimo, consentirebbe di
eliminare un'ulteriore attività, assolutamente ingiustificata dal
punto di vista della creazione di posti di lavoro, impattante dal
punto di vista ambientale e della salute ed incolumità pubblica, in
un'area che, tra l'altro, subisce già, oltre all'effetto nocivo di
attività esistenti, anche la violenza della natura che in questi
ultimi anni ha prodotto fenomeni atmosferici che hanno provocato
dissesti idrogeologici con numerose frane, piogge alluvionali,
mareggiate che hanno provocato l'aumento dell'erosione della costa
che mal si conciliano con la richiesta di nuove autorizzazioni».
(1874)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)
CORONA
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
in una lettera inviata alcuni giorni fa dai dipendenti dell'ente
'Fiera del Mediterraneo' all'Assessore per le attività produttive
si denuncia che: 'nonostante i vari proclami enunciati dai
protagonisti istituzionali, quali la Regione, il Comune, e anche
dalle organizzazioni imprenditoriali coinvolte per un fantomatico
rilancio dell'Ente, rimasto sulla carta, nessuna soluzione politico-
istituzionale è stata portata a compimento. Al contrario, in luogo
di certificare il fallimento di queste iniziative e,
contestualmente, avviare procedure concludenti circa la
salvaguardia dei livelli occupazionali del personale presso altri
Enti regionali, si favorisce la realizzazione, a cura di terzi, di
inutili iniziative espositive che nulla di positivo aggiungono alle
drammatiche vicende dell'Ente';
nella nota, i lavoratori dell'Ente fanno riferimento, in
particolare, all'evento 'Expo-Sicilia 2011' e riferiscono che su
tale iniziativa 'appresa dalla stampa, non è mai stato raggiunto
nessun accordo con gli organizzatori, né con i sindacati, né con il
Commissario Straordinario, per qualsiasi prestazione lavorativa a
beneficio della manifestazione';
i lavoratori denunciano che 'tra i responsabili della
manifestazione Expo-Sicilia 2011' vi sono soggetti già a conoscenza
dell'Ente, in qualità di debitori. Ad esempio la società Sergio La
Piana', debitrice di 36.000,00. Ciò che inquieta è, però, come si
possa consentire di mettere in piedi una manifestazione i cui
introiti verranno sicuramente pignorati dalla moltitudine di
creditori che tristemente l'Ente vanta';
scrivono ancora i dipendenti: 'Non è pensabile che si possa
continuare ad organizzare manifestazioni in un quartiere fieristico
inagibile, senza il coinvolgimento pieno e legittimo del personale,
con un macigno di esposizione debitoria (euro 20.000.000,00) e con
introiti che - quando anche sfuggano ai creditori - soddisfino
unicamente le spettanze dei consulenti, ancora incredibilmente
presenti un una simile situazione, e del Commissario Straordinario,
poiché previsto dalla legge';
i 35 dipendenti ritengono 'tutto ciò inutile e dannoso, oltre che
di basso profilo e incomprensibile' e sottolineano che 'gli ultimi
due passaggi legislativi dovevano contenere previsioni di
ricollocamento del personale che sono state puntualmente disattese.
Mentre - è il caso di ribadirlo - ogni iniziativa tendente a
coinvolgere i privati per la ripresa dell'attività fieristica è
miseramente naufragata. E il Comune ha ritirato la concessione
trentennale che avrebbe dovuto rappresentare il fondamento del
rilancio';
nella nota, infine, i dipendenti invitano l'assessore delle
Attività Produttive 'a prendere atto definitivamente di questi
insuccessi; a porre fine a questo insopportabile equivoco della
realizzazione di inutili e perniciose mostre di qualsivoglia natura
all'interno del quartiere fieristico; e di affrontare con
risolutezza e definitivamente il problema del ricollocamento del
personale presso altri Enti regionali';
considerato che:
i gravi fatti sopra esposti sono stati preceduti, lo scorso
novembre, dal fallimento anche dell'ultimo tentativo di organizzare
la fiera campionaria 2010, nonostante la decisione del commissario
straordinario di prorogare la scadenza per negoziare l'assegnazione
della manifestazione;
in quell'occasione, l'Assessore sostenne che, a quel punto,
nonostante fosse stato fatto 'tutto il possibile per salvare la
storica fiera del Mediterraneo', il commissario straordinario
avrebbe dovuto 'necessariamente portare a termine il suo mandato
mettendo in liquidazione la Fiera'. Sulla sorte dei dipendenti,
l'assessore promise che se ne sarebbe 'parlato in giunta per
salvaguardare i livelli occupazionali';
per sapere:
se i fatti recenti denunciati dai dipendenti corrispondano al
vero;
se il Governo non ritengano urgente e indifferibile occuparsi
della soluzione di questa vicenda adottando opportuni provvedimenti
sia relativamente all'utilizzo della struttura che dei dipendenti».
(1871)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
MATTARELLA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il dipartimento dei vigili del fuoco del Ministero degli interni
ha richiesto il rimborso delle spese sostenute dal corpo nazionale
dei vigili del fuoco per le attività svolte nel periodo 2009 - 2010
nel territorio della provincia di Messina, quantificate, allo
stato, in complessivi euro 17.417.475,00;
è notorio il grande sforzo operato dal detto dipartimento nelle
varie fasi degli eventi calamitosi in argomento, in occasione dei
quali venne inviato, nell'immediato, un forte contingente di
uomini, mezzi e materiali, mentre furono tenuti attivi, in quel
territorio, per lungo tempo consistenti presidi operativi;
il corpo nazionale dei vigili del fuoco ha assicurato, con la
propria attività di soccorso, il superamento della grave emergenza,
con conseguente impiego di significative risorse umane, nonché di
risorse strumentali che necessitano di essere urgentemente e
integralmente reintegrate;
l'efficacia del dispositivo di soccorso ha determinato, in capo al
dipartimento, ingenti costi, in particolare, relativi alle
prestazioni di lavoro straordinario effettuate dal personale del
corpo nazionale impegnato (analiticamente documentato con la nota
n. 17796 del 6 dicembre 2010 dalla Direzione regionale della
Sicilia), a fronte dei quali è stata disposta, ad oggi, soltanto
l'assegnazione di euro 1.000.000,00 che si rileva assolutamente
insufficiente anche per il pagamento dei soli emolumenti maturati
dal personale nei primi giorni di attività;
il completo pagamento delle spettanze all'unità del corpo
nazionale impiegato, ad oltre diciotto mesi dall'evento
emergenziale, non può essere ulteriormente rinviato e si rende
necessario che il Presidente della Regione, in qualità di
commissario, provveda all'assegnazione dell'importo di euro
17.417.475,00;
per sapere se intenda provvedere, in tempi brevi e nei termini
sopra esposti, al fine di soddisfare le legittime aspettative dei
Vigili del fuoco che hanno dato prova di abnegazione, spirito di
sacrificio ed efficienza in occasione delle emergenze citate in
premessa». (1873)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CURRENTI
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:
a seguito di interrogazione parlamentare n. 43, presentata dallo
scrivente in data 9 luglio 2008 e concernente 'Interventi per la
definizione della pratica di aggiudicazione relativa ad alcuni
immobili siti nel comune di Centuripe (EN) di proprietà del
Consorzio agrario di Enna' nella seduta d'Aula n. 41 del 25
novembre 2008 è stata data una risposta vaga se non 'omertosa' da
parte dell'Assessore pro tempore;
nello specifico, tra i rilievi contenuti nell'atto ispettivo si
evidenziava che 'con raccomandata del 24 giugno 2006,
l'aggiudicatario provvisorio della gara, con lettera diretta al
commissario liquidatore del Consorzio agrario di Enna e al
competente Assessorato dell'agricoltura e foreste, a distanza di
due anni dalla aggiudicazione provvisoria, chiedeva il
completamento della procedura di aggiudicazione o la restituzione
della somma di euro 24.000,00, oltre gli interessi legali e la
rivalutazione monetaria, in considerazione del fatto che gli
immobili oggetto della vendita risultavano ulteriormente
deteriorati';
ciò nonostante, nella risposta pervenuta da parte dell'Assessorato
non v'è alcun cenno alla predetta raccomandata dell'aggiudicatario
provvisorio della gara, né tanto meno motivazione alcuna sul
mancato riscontro ad essa, ma ci si limita a sottolineare che in
data 14 luglio 2007 è pervenuta, presso l'assessorato comunicazione
da parte del signor Iacona Vito, unico offerente ritenuto
accettabile dal Commissario liquidatore, di rinuncia formale
all'acquisto degli immobili di proprietà del Consorzio agrario di
Enna e che il Dipartimento Interventi Infrastrutturali, con nota n.
10375 del 3/12/07, previa trasmissione della perizia di stima del
valore dei beni e con l'osservanza delle massime garanzie a tutela
degli interessi del ceto creditorio, ha autorizzato lo stesso
Consorzio all'esperimento della richiesta trattativa privata';
atteso che:
il suddetto concorrente per l'acquisto degli immobili in oggetto
aveva offerto la somma di euro 120.000,00 e versato al consorzio
agrario di Enna, già nel novembre 2004, la somma di euro 24.000,00
quale garanzia prescritta in attesa della autorizzazione del
competente ex Assessorato Agricoltura;
per sapere:
per quali ragioni non si sia mai provveduto a rispondere alla
citata raccomandata del 24 giugno 2006;
se risponda al vero che gli immobili sono stati venduti per
85.000,00 euro, contro la precedente offerta di euro 120.000,00;
se non ritenga di dover trasmettere tutti gli atti relativi alla
pratica di aggiudicazione degli immobili di proprietà del consorzio
agrario di Enna alla Procura della Corte dei conti, per presunto
danno erariale». (1875)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GALVAGNO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 265 «Impegno del Governo della Regione ad organizzare le
celebrazioni dei duecento anni della Costituzione siciliana del
1812», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Gucciardi e Mattarella,
presentata l'11 maggio 2011;
- numero 266 «Proroga dei termini del bando per l'attivazione
della linea d'intervento 3.3.1.4. del PO FESR 2007/2013 e modifica
della documentazione richiesta», degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Apprendi, Caputo, Colianni, Marinello, Donegani, De Benedictis e
Raia, presentata l'11 maggio 2011. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il costituzionalismo europeo ha avuto importanti riflessi
nell'Isola con la Costituzione siciliana del 1812, che fece della
Sicilia il primo Stato preunitario a dotarsi di una Carta
costituzionale moderna, persino più avanzata di molti documenti
coevi e successivi di ispirazione giacobina o anglosassone;
la Costituzione siciliana del 1812 abolì i diritti feudali ed
introdusse il primo esempio di bicameralismo in Italia, assorbendo
in due camere, una elettiva ed una vitalizia, i tre bracci del
preesistente Parlamento siciliano, uno dei più antichi al mondo;
considerato che:
la Costituzione siciliana riconnesse l'Isola all'Europa e fu
d'ispirazione per il successivo costituzionalismo, trattandosi di
una Carta fondamentale, votata e non ottriata (concessa dal
sovrano), in controtendenza a quanto avveniva e sarebbe avvenuto in
Europa ed in Italia, dove lo Statuto albertino del 1848 sarebbe
stato ancora 'graziosamente' accordato ai sudditi dal re e non
approvato da un Parlamento;
l'identità siciliana ha ricevuto un contributo determinante dalla
Carta del 1812, che, per la prima volta in Italia, introduceva il
principio della divisione e della distinzione di ruoli fra potere
legislativo, esecutivo e giudiziario, ponendo la Sicilia
all'avanguardia nel Mediterraneo ed al centro della storia del
diritto italiano,
impegna il Governo della Regione
a predisporre un calendario di iniziative per celebrare in modo
adeguato, nel corso del 2012, i duecento anni della Carta
costituzionale siciliana, in quanto componente determinante
dell'identità e della storia politica e culturale dell'Isola, con
il coinvolgimento delle alte Istituzioni centrali dello Stato e di
quelle dell'Unione europea, considerata l'indubbia rilevanza
nazionale e continentale dell'evento celebrato e la necessità di
diffondere tra i siciliani la consapevolezza di un traguardo
storico di cui è bene andar fieri». (265)
FERRARA-AMMATUNA-GUCCIARDI-MATTARELLA
«L'Assemblea regionale siciliana
visto il Programma operativo FESR Sicilia 2007/2013, adottato con
decisione della Commissione europea C (2007) n. 4249 del 7
settembre 2007;
visto l'asse 3 del P.O. FESR 2007/2013: Valorizzazione delle
identità culturali e delle risorse paesaggistico-ambientali per
l'attrattività turistica e lo sviluppo;
visto l'obiettivo specifico 3.3 e l'obiettivo operativo 3.3.1;
vista la linea di intervento 3.3.1.4: Azioni per l'attivazione, la
riqualificazione e l'ampliamento dell'offerta ricettiva locale e
delle correlate attività di completamento, da realizzarsi nelle
aree a vocazione turistica, mediante riconversione e/o
riqualificazione del patrimonio immobiliare già esistente, con
particolare riferimento ad edifici storici e di pregio siti nei
centri storici, nei borghi marinari, ed agli edifici della
tradizione rurale, garantendone le condizioni di accessibilità alla
pubblica fruizione ed in relazione alla capacità dei territori di
sopportare il carico antropico derivante dai predetti insediamenti
produttivi e con processi produttivi rispettosi dell'ambiente;
visto il bando pubblico per l'attivazione, riqualificazione e
ampliamento dell'offerta ricettiva locale, PO FESR 2007/2013, linea
d'intervento 3.3.1.4., Asse 3, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana n. 6 del 4 febbraio 2011;
vista la circolare 6 aprile 2011, n. 3 dell'Assessorato delle
attività produttive pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana n. 17 del 15 aprile 2011;
considerato che, ai sensi degli articoli 8 e 12 del bando, è
previsto che le domande di finanziamento contengano il progetto
definitivo munito di tutte le autorizzazioni e i pareri;
considerato il costo rilevante, in termini di denaro e di tempo,
che le imprese devono sostenere per ottenere le autorizzazioni o le
concessioni edilizie senza alcuna certezza in merito
all'ottenimento dei finanziamenti richiesti;
ritenuto che per un principio generale ma in specie oggi, per
superare la grave crisi economica in cui versa la Sicilia, è
necessario dare sicurezze agli investitori;
considerato che:
la recentissima circolare n. 3 dell'Assessorato sopra citata ha
evidenziato la possibilità, non espressamente prevista nel bando,
per le imprese di avvalersi, nei casi contemplati dalla normativa
vigente, della DIA (dichiarazione inizio attività);
come descritto nella menzionata circolare n. 3 del Servizio 4
dell'Assessorato, la DIA deve essere presentata agli uffici
competenti dei Comuni almeno trenta giorni prima della scadenza del
bando, accorciando in tal modo i tempi a disposizione per la
redazione dei progetti esecutivi;
ritenuto che i chiarimenti della circolare abbiano in realtà
sensibilmente e improvvisamente modificato i termini per la
redazione dei progetti,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'assessore per le attività produttive
a prorogare i termini di presentazione delle domande di almeno
trenta giorni rispetto alla data ultima prevista dal bando;
a modificare la parte relativa alla documentazione richiesta alle
imprese per partecipare al bando, con la previsione che le medesime
dimostrino di avere inoltrato alle autorità competenti la richiesta
di autorizzazione o concessione edilizia per il progetto
definitivo, posticipando la consegna delle suddette autorizzazioni
o concessioni ad un momento successivo alla prima verifica di
ammissibilità da parte del responsabile della linea d'intervento».
(266)
ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-CAPUTO-COLIANNI-
MARINELLO-DONEGANI-DE BENEDICTIS-RAIA
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Superamento della interrogazione numero 1867
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione come
raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta d'Assemblea n.
250 del 30 aprile 2011, dell'ordine del giorno n. 524 Iniziative
in materia di formazione professionale', è da intendersi superata,
perchè di identico contenuto, l'interrogazione n. 1867 Notizie
sulla riorganizzazione del nuovo sistema di formazione
professionale nella Regione siciliana', a firma degli onorevoli
Vinciullo e Pogliese, annunziata nella seduta n. 252 del 10 maggio
2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 10 maggio 2011, pervenuta
l'11 maggio successivo e protocollata al n. 4542/AulaPg del 12
maggio 2011, l'onorevole Salvino Pantuso ha dichiarato, a norma
dell'art. 23 del Regolamento interno dell'Assemblea, che intende
appartenere al Gruppo parlamentare Partito Democratico' (P.D.).
Pertanto, a seguito della superiore adesione, a far data dall'11
maggio 2011, l'onorevole Pantuso cessa contestualmente di far parte
del Gruppo Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Aricò per oggi;
- Speziale, Termine e Ammatuna dal 17 al 18 maggio 2011;
- Digiacomo per la corrente settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 17 maggio 2011,
sotto la Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole
Francesco Cascio, presenti il Vicepresidente vicario, onorevole
Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo, con la partecipazione
del Presidente della Regione, dell'Assessore per l'economia,
professore avvocato Gaetano Armao, dell'Assessore per l'istruzione
e la formazione professionale, prof. Centorrino, e del Presidente
della Commissione Bilancio , ha deliberato all'unanimità il
seguente programma-calendario dei lavori parlamentari:
Aula
L'Aula terrà seduta nella corrente settimana (17, 18 e 19 maggio
2011) e, all'occorrenza, il 24 maggio 2011; poi, il 31 maggio e l'1
giugno 2011 e quindi il 7, l'8 e il 9 giugno successivi, per la
discussione dei seguenti disegni di legge:
- Norme in materia di formazione professionale (n. 720/A), già
iscritto all'ordine del giorno);
- Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili (n. 582/A);
- Norme sull'insegnamento della storia della Sicilia e
dell'identità siciliana nelle scuole (n. 635/A).
Commissioni
Le Commissioni daranno priorità, nell'ambito delle rispettive
competenze, all'esame dei seguenti disegni di legge:
- riforma degli appalti;
- riforma ASI;
- Disegno di legge voto per la modifica dello Statuto siciliano
(n. 702).
Con riferimento al disegno di legge n. 724 di iniziativa
parlamentare, contenente normativa di cui all'emendamento
governativo, presentato durante la scorsa sessione di bilancio,
ferma restando l'intenzione di assicurare allo stesso un iter
prioritario, la Presidenza ne sta valutando i profili attinenti
alla corretta individuazione delle sedi istruttorie ed ai suoi
contenuti sotto il profilo della copertura finanziaria.
La Conferenza ha preso atto della comunicazione della Presidenza
circa l'avvio delle procedure di rinnovo delle Commissioni
legislative permanenti e della Commissione permanente per l'esame
delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 720/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi nel
settore
della formazione professionale» (720/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge n. 720/A «Interventi nel
settore della formazione professionale».
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta precedente era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli. Do lettura
dell'articolo 1:
«Art. 1.
Interventi nel settore della formazione professionale
1. L'articolo 132 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, h
così modificato:
a) al comma 1 sono apportate le seguenti modifiche:
1) dopo le parole personale dipendente' sono aggiunte le parole
docente e non docente';
2) dopo le parole formazione professionale' sono aggiunte le
parole e comunque avviato ai sensi della legge regionale 6 marzo
1976, n. 24, e impegnato in interventi formativi, servizi di
orientamento e dell'obbligo d'istruzione e formazione e degli
sportelli multifunzionali';
3) dopo le parole dell'articolo 14 della legge regionale 6 marzo
1976, n. 24' sono aggiunte le parole e successive modifiche e
integrazioni';
b) al comma 3 sono apportate le seguenti modifiche:
1) dopo la parola 'benefici' sono aggiunte le parole riconosciuti
ed erogati con risorse a carico del fondo di garanzia del personale
della formazione professionale';
2) dopo le parole '60 mesi' sono aggiunte le parole 'e sono
destinati al personale a tempo indeterminato assunto, nel rispetto
della normativa vigente e iscritto all'albo di cui all'articolo 14
della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e successive modifiche ed
integrazioni'.
2. I benefici di cui all'articolo 132 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4, sono riferiti al personale assunto a tempo
indeterminato, nel rispetto della normativa vigente, entro il 31
dicembre 2008.
3. L'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale è autorizzato ai sensi del comma 3 dell'articolo 6
della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, ad apportare modifiche
al piano regionale dell'offerta formativa, anche di natura
finanziaria, in attuazione del comma 3 dell'articolo 39 della legge
regionale 23 dicembre 2002, n. 23, utilizzando anche le economie
reiscritte in bilancio in coerenza con l'articolo 9 della legge
regionale 8 novembre 2007, n. 21.
4. Nel fondo di garanzia di cui all'articolo 132 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4, e successive modifiche ed
integrazioni, dal 2011 al 2016 affluiscono, nel rispetto della
normativa vigente, tutti i definanziamenti o le somme annualmente
non utilizzate del Piano Regionale dell'Offerta Formativa relative
al personale di cui al medesimo articolo 132. Alle relative
variazioni si provvede con decreto del Ragioniere generale della
Regione.
5. L'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale è, altresì, autorizzato ad utilizzare il fondo di
garanzia, a richiesta dei lavoratori e previa concertazione
sindacale, anche per interventi di accompagnamento alla fuoriuscita
del personale di cui all'articolo 132 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4, e successive modifiche ed integrazioni,
impegnato nel settore medesimo in possesso dei requisiti stabiliti
con delibera di Giunta regionale».
Onorevoli colleghi, invito quanti volessero farlo ad iscriversi a
parlare.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, vorrei fare solamente una notazione,
non so se gli uffici glielo hanno comunicato ma, erroneamente, non
risulta su due emendamenti l'apposizione della mia firma.
Poiché ho avuto modo di accertare con gli uffici che
effettivamente manca la mia firma e, visto che ero stato uno degli
artefici di questi due emendamenti, A3 e A4, prego la Presidenza di
prendere nota che io ero il secondo firmatario di questi due
emendamenti, e di porre rimedio in conseguenza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Beninati. La Presidenza ne prenderà
nota, ovviamente, e si provvederà a verificare quanto da lei detto
e a correggere eventualmente e ad aggiungere la sua firma.
Onorevoli colleghi, comunico all'Aula che la Presidenza si
riserverà - vista la complessità e la delicatezza del disegno di
legge che stiamo affrontando e anche in virtù del fatto che ci sono
diversi aspetti normativi molto delicati - di decidere in merito al
complesso degli emendamenti presentati.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, vorrei approfittare, prima di
iniziare la discussione generale, per chiedere all'assessore
Centorrino quali sono i motivi che hanno ostacolato ad oggi il
Piano Regionale dell'Offerta Formativa (PROF) 2011, e quali sono le
motivazioni che ancora non lo fanno partire. Mi risulta, infatti,
signor assessore, che sono arrivate e continuano ad arrivare ai
dipendenti parecchie lettere per la messa in mobilità. Poiché si
sta creando un certo allarmismo che, sono sicuro, rientrerà subito,
sarebbe opportuno accelerare i tempi e dare risposta agli
interessati.
Io non so cosa sia successo e quali siano i motivi che hanno
ostacolato il percorso. Ma, prima che si inizi la discussione
generale, vorrei che l'assessore chiarisse questo aspetto, così
almeno tutti i lavoratori sapranno a cosa vanno incontro e quali
saranno i tempi.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Grazie, onorevole Campagna, per la sua domanda che
mi permette di chiarire alcuni punti che ineriscono alla
discussione di oggi. Il PROF 2011, probabilmente, è già in
dirittura di partenza: è stato fatto il decreto assessoriale e sta
per essere completato il decreto del direttore generale.
In effetti, abbiamo accumulato alcuni ritardi, e vorrei esprimerne
le ragioni.
La prima ragione è che noi siamo partiti da un bilancio che non
voleva considerare la formazione professionale come voce da
finanziare con la spesa regionale, tant'è vero che all'inizio la
formazione professionale aveva zero in bilancio. Di fronte ad
alcune legittime proteste, questo zero è diventato 100, poi è
diventato 120; solo per ultimo è diventato 185, una cifra comunque
inferiore rispetto a quello che era il costo complessivo da noi
preventivato. Pensavamo di potere colmare questo costo, e lo
pensiamo ancora, attraverso il ricorso ai fondi europei o
attraverso un'eventuale integrazione di spesa regionale. Resta il
fatto che questo ci ha relativamente penalizzato.
Il secondo punto che desta queste fibrillazioni sta nel fatto che
quest'anno abbiamo adottato un criterio che ritengo assolutamente
giusto, che fa giustizia di una serie di scorrettezze del passato:
il criterio di stabilire un parametro unico di retribuzione per
tutti gli enti.
Questo, però, ha fatto sì che alcuni enti in questo momento nei
loro conti si trovino in difficoltà, in quanto hanno un parametro
inferiore rispetto a quello di cui finora avevano goduto, mentre
altri enti si trovano in un momento di particolare benessere perché
stanno ricevendo una somma maggiore rispetto a quella che avevano
ricevuto in passato.
Ovviamente, come sempre avviene quando si applica una riforma di
questo genere, non è facile riuscire a distribuire in maniera
eguale tutti i benefici. Ma secondo le nostre previsioni tutto
quello che dovrebbe andare, in termini di mobilità, per gli enti
che avevano un parametro superiore a quello che è stato stabilito,
dovrebbe essere rimesso in bilancio con un aumento di assunzioni da
parte degli enti che avranno ora un parametro superiore rispetto a
quello di cui avevano finora goduto.
L'ultima difficoltà che riguarda il ritardo sta nel fatto che sono
intervenute delle disposizioni da parte del Bilancio, con
riferimento alle rendicontazioni, che ci impongono di pagare solo
in presenza di rendicontazioni. Questo è un criterio molto rigido
che stiamo cercando di alleggerire in maniera tale da poter
distinguere tra enti che hanno presentato la rendicontazione, enti
che hanno avuto riconosciuta la rendicontazione, enti che hanno
presentato la rendicontazione ma non l'hanno ancora avuta
riconosciuta ed enti che devono presentarla.
L'ultima difficoltà - ed è una difficoltà che, se dovesse passare
un emendamento che mi sono permesso di presentare come Governo,
potrebbe essere superata - nasce dal fatto che la legge ci impone
di pagare soltanto due mesi prima l'avvio del PROF. Non c'è dubbio
che, in questo caso, siamo noi ad essere in ritardo.
Mi sono permesso di presentare un emendamento in cui chiedo che
questa norma sia corretta, permettendo così di pagare gli stipendi
dei mesi di gennaio e di febbraio.
MARINESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore vorrei
chiederle un'informazione. Il decreto assessoriale è già stato
registrato dalla Ragioneria, quindi ora dovrebbe essere il
dirigente generale a fare gli atti consequenziali. Da quel che
risulta, però, il dirigente generale sembra che ancora non sia
stato contrattualizzato
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. E' stato contrattualizzato da circa un mese.
MARINESE. Quindi, sotto questo aspetto possiamo stare tranquilli?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Assolutamente sì.
SCOMA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCOMA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio approfittare
di questo momento per intervenire - non vorrei che questo si
trasformasse in un question time con l'assessore - ma stiamo per
aprire una discussione che investe circa ottomila persone che oggi
lavorano nell'ambito della formazione e la cosa che ci sta più a
cuore certamente oggi, come diceva il collega Campagna, è la
vicenda relativa alle numerose lettere di messa in mobilità del
personale che sono state già inviate.
Prima di cominciare a parlare di come risolvere il problema che è
oggetto del disegno di legge composto da due articoli, l'assessore
ci dovrebbe spiegare cosa ha fatto in questi quasi due anni da
assessore per la formazione, come ha affrontato il problema e come
spera di risolverlo.
I fatti accaduti da due anni a questa parte, a mio parere, hanno
segnato profondamente un settore importante dell'economia siciliana
e non crediamo che in quasi due anni di lavoro ci siano stati
risultati soddisfacenti che abbiano potuto dare tranquillità ad un
settore, ad un comparto importante per la nostra economia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Beninati. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
all'assessore facendo riferimento all'articolo 1. Tutta la
Commissione, me compreso, ha preso atto della proposta del
Governo, quale risulta dalla riscrittura, ed è uscito fuori un
articolo che certo, fermo restando i dubbi su alcune cose,
sembrerebbe l'unica proposta, in questo momento, da potere prendere
in considerazione in quest'Aula. In quella sede ho posto due
problemi che sono stati poi oggetto di due emendamenti, quelli a
cui stranamente mancava la mia firma e sui quali oggi comunque
abbiamo chiarito che la mia firma c'è. Ebbene, io vorrei richiamare
l'attenzione su un primo punto.
Ho sentito dire più volte che il Commissario dello Stato potrebbe
impugnare un articolo che riscrive o mette delle regole sulla
validità del DURC per questa vicenda.
Ricordo a quest'Aula - ecco perché ho posto per primo l'attenzione
sulla possibilità di cambiare la validità del DURC - che é
paradossale per la Regione, come dice giustamente l'assessore per
motivi che non sto qui a dire e non conosco il motivo del ritardo
nei tempi che si é accumulato; è ovvio che, guardando avanti,
l'obiettivo è garantire che, appena partiranno i corsi, tutti gli
enti siano in grado di partire. Allora, io credo che non ci sia
nulla di male, anzi è doveroso per la Regione, che la valenza del
DURC, il documento contributivo di questi enti, non sia mensile,
come finora è stato, ma, anche alla luce di quanto ho detto prima,
sia più lunga, altrimenti non ce ne usciamo.
Ricordo pure all'Aula che, secondo il meccanismo di pagamento
della formazione da parte della Regione per attivare questo
processo, è ovvio che è la Regione stessa che paga; per cui,
siccome la Regione non paga mensilmente ma paga una volta o due
volte l'anno, scrivere che il DURC ha validità sei mesi credo sia
una cosa fattibile.
Ripeto, nella legge sugli appalti del 2002 - allora io ero
presidente della IV Commissione e curai quella legge - abbiamo
scritto che il DURC per gli appalti ha una validità di tre mesi,
per cui non c'è nessuno che possa dire qualcosa se vogliamo
cambiarlo, portandone la validità a 4, a 5 o addirittura a 8 mesi,
non succede nulla. In questo caso, scrivere una norma simile
agevolerebbe l'Assessorato, in particolar modo l'assessore, nel
risolvere qualche problema che quasi certamente, partendo la
Formazione ormai non prima del mese di giugno, quasi tutti gli enti
avranno.
Qual è la ragione di scrivere questo articolo?
Per l'anno 2011 - indubbiamente non c'è scritto per quale anno, ma
varrebbe per sempre - il DURC per la formazione ha validità
semestrale: é questo il primo emendamento che ho formalizzato e che
credo verrà attenzionato dall'Aula.
C'è, poi, un altro problema che l'Aula non deve dimenticare: dei
sette, ottomila impiegati in questa attività, circa il 20 per cento
è impegnato in quattro corsi che sono bloccati per ricorsi, per
vicende complesse. Indubbiamente, per questo personale regolarmente
assunto dal 2008 c'è un problema: quando la formazione partirà, vi
saranno enti che, bene o male, vedranno qualche soldo, mentre altri
in questo momento soffrono per essere stati trascinati dalla
situazione economica dell'ente. Pertanto ho formalizzato un
emendamento, insieme ad altri colleghi, per dare un'opportunità per
i mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio, mesi in cui
gli altri enti partiranno con l'attività. Siccome, nel caso
peggiore, questi lavoratori andranno in mobilità se la vertenza si
chiuderà in un senso o nell'altro, per cui gli enti non avranno più
motivo di esistere e, quindi, con la norma entreranno nel fondo di
garanzia e con l'80 per cento dello stipendio, a questo punto io
propongo, insieme ad altri colleghi, di valutare se è possibile non
fare soffrire ancora di più queste persone che purtroppo, da mesi,
non prendono un euro (parliamo dei mesi di settembre, ottobre, non
entriamo nel 2010 ma certamente per il 2011).
Nella peggiore della ipotesi, ripeto, si è scritta una norma
secondo cui hanno almeno l'80 per cento. Se l'attività dei corsi
partirà dopo che saranno concluse le vicende giudiziarie in un
senso o nell'altro, bene; se i corsi non partiranno, queste persone
dovranno avere l'80 per cento in ogni caso in quanto transiteranno
in mobilità nel fondo di garanzia.
Pertanto, nel condividere lo spirito con cui tutta la V
Commissione, all'unanimità, ha proposto il disegno di legge, invito
il Governo a fare una riflessione su questi due emendamenti in
quanto sono non nell'interesse di qualcuno, ma darebbero un minimo
di sollievo ad una realtà che si trova in difficoltà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, preliminarmente non so se lei ritiene
opportuno che questa sera si faccia come per le procedure dei piani
regolatori generali nei Consigli comunali, cioè si faccia una
verifica per vedere se c'è un conflitto di interessi, come si fa
nei Consigli comunali, tra i consiglieri e le proposte di modifica
sottoposte alla valutazione e all'attenzione di un Consiglio
comunale.
Questa mia affermazione non è casuale perché stasera parliamo di
un argomento che è una delle pagine peggiori della politica
siciliana degli ultimi dieci anni; un conflitto di interessi
evidente che in qualunque Consiglio comunale impedirebbe ai
consiglieri comunali, in quel caso, di trattare semplicemente un
piano regolatore generale.
Se si applicasse lo stesso principio in quest'Aula, cioè un
eventuale conflitto di interessi collegato al terzo grado di
parentela, non so se nel nostro Parlamento ci sarebbe più una
maggioranza per trattare questo argomento. Voglio dirlo con
chiarezza perché io non parteciperò al dibattito su questo disegno
di legge, anche perché l'assessore Centorrino, dopo due anni, ci
doveva presentare una riforma che non è arrivata. Assessore, lei
comincia a deluderci perché quella di stasera è una semplice e
doverosa estensione della legge 24, con cui la politica si è
occupata del destino di quasi ottomila persone in questi anni, e
c'è qualche dato che adesso vi fornirò.
Assessore, a differenza di altri stasera le consegnerò un report
preciso sull'andamento di spesa sulla formazione e sugli sportelli
multifunzionali, non solo, le fornirò pure quella che è la mia
modestissima proposta visto che - mi auguro - lei continuerà ad
occuparsi di questa materia portando una riforma organica al
Parlamento. Perché non voglio partecipare a questo dibattito?
Per un motivo semplice e quest'Aula è giusto che lo sappia, anche
se lo sapete già. Ed è il report che io consegnerò alla stampa
quando uscirò e che consegnerò all'assessore.
Nel 2003, spesa per la legge 24 e sportelli multifunzionali: 116
milioni di euro.
Nel 2004: 154 milioni di euro.
Nel 2005: 119 milioni di euro perché si scorpora nel 2005, come
qualcuno di voi ricorda, la spesa per gli sportelli
multifunzionali. E parte il parallelismo: 119 milioni di spesa solo
per la legge 24 e parte la grande insaccata degli sportelli
multifunzionali che già al debutto, nel 2005, si spende a malapena
48 milioni di euro.
Andiamo al 2006: la spesa per la legge 24 sale a 208 milioni,
mentre per gli sportelli multifunzionali sale a 52 milioni.
Nel 2007: la spesa per la legge 24 sale a 214 milioni, per gli
sportelli multifunzionali sale a 57 milioni.
Nel 2008: la spesa per la legge 24 sale a 233 milioni di euro, per
gli sportelli multifunzionali sale a 62 milioni di euro.
Nel 2009: la spesa per la legge 24 sale a 277 milioni di euro, per
gli sportelli multifunzionali sale a 69 milioni di euro.
Colleghi, nel 2010 abbiamo 277 milioni - ma è un dato impreciso
perché ancora mancano, lei lo sa assessore, dei rendiconti - per la
legge 24 e si è partiti con 116 milioni nel 2003 Mentre per gli
sportelli multifunzionali la previsione è 84 milioni. E allora si
sono spesi in tutto, oggi nel 2010, come programmazione, 355
milioni di euro a fronte di una spesa complessiva di 116 milioni
Ciò significa che dal 2003 al 2010 abbiamo aumentato la spesa per
la legge 24 e gli sportelli multifunzionali di appena 250 milioni
di euro: bancomat della politica
Rispetto a questo dato, francamente io mi astengo, non me la
sento. Poi toglierò il disturbo non perché mi senta in conflitto di
interesse - questo, probabilmente, è un tema che deve riguardare
tanti altri - ma perché, rispetto a questo dato chiaro, evidente, e
oggi non so cosa il Parlamento vorrà fare, mi auguro che quanto
meno si estendano le garanzie a quella povera gente che è stata
irretita da questo sistema e che da dieci, quindici mesi non prende
lo stipendio.
Almeno fate questo atto di bontà.
Però, non posso - e concludo, signor Presidente - non solo
occuparmi di questo tema che è già vergognoso per i dati che ho
esposto, ma rispetto all'impegno del Governo, assessore Centorrino,
che doveva presentare una riforma organica. Invece, lei presenta un
ulteriore provvedimento tappabuchi di un solo articolo, che
riguarda l'estensione del fondo di garanzia, che io ritengo
indispensabile dopo che sono state tenute al guinzaglio ottomila
persone assunte a tempo indeterminato e cinquemila - questi sono i
numeri - con rapporto atipico.
Nella formazione abbiamo superato i tredicimila dipendenti tra
rapporto di lavoro a tempo indeterminato e rapporto di lavoro
atipico. Questa è la vergogna della politica siciliana
Ecco perché non voglio più partecipare a questa discussione.
Assessore, le consegno la mia proposta di riforma che, comunque,
sarò ben lieto di potere discutere finalmente nelle sedi opportune
perché la prossima settimana diventerà un disegno di legge
accompagnato da tutti i numeri che ho citato, numeri derivanti da
fonti autorevoli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, siamo
consapevoli di essere di fronte ad un intervento legislativo
emergenziale. Di questo si tratta: di un pronto soccorso per un
ammalato che, ahimè, poteva essere trattato con grande attenzione,
con tanta sagacia e con interventi mirati, anche poco invasivi,
poco cruenti. Siamo al limite di un intervento quasi da
rianimazione per una realtà complessa, non semplice - ho ascoltato
con attenzione l'intervento dell'onorevole De Luca -, una realtà
che è sotto gli occhi di tutti, ma per la quale una oculatezza
nella gestione e una tempistica adeguata avrebbero sicuramente
consentito di non arrivare al punto in cui siamo, all'agonia.
L'agonia di un settore che sicuramente andava riformato.
Abbiamo ascoltato per tanto tempo annunci di riforme, annunci di
interventi radicali. Il leitmotiv di questi ultimi governi è stato
caratterizzato dall'effetto annuncio: riformeremo , faremo ,
tant'é che in molti si sono nascosti dietro questa foglia di fico.
Comunque, si paga lo scotto di questo continuo rinvio, di questa
disattenzione, di questa insipienza, di questa ignavia, di volere
far andare avanti le cose così per come devono andare senza la
capacità di governare, di dirigere, di correggere.
Il tempo passato era maturo per un cambiamento. Ora siamo in
emergenza e interveniamo con il fondo di garanzia per allargare una
opportunità di salvaguardia dei livelli, non solo occupazionali,
dei lavoratori che transitano in un ammortizzatore sociale, ma
garantiamo la sopravvivenza ai lavoratori stessi.
Presidenza del Presidente Cascio
Contempliamo pure la possibilità di fare confluire in questo
fondo, che viene portato alla data del 31 dicembre 2008, tutte le
tre linee di finanziamento, dall'OIF agli sportelli, alla legge 24,
alla formazione. Viene ipotizzata la possibilità che i
finanziamenti confluiscano nel Fondo e che si possano porre in
essere tutte le norme previste per quanto attiene i finanziamenti
dei corsi; anche la possibilità che le ore possano essere
utilizzate dagli altri enti.
Siamo, comunque, di fronte ad un'emergenza, una emergenza grave,
perché le criticità sussistono tutte. Sono criticità non solo di
natura finanziaria, perché paradossalmente, con un po' di
lungimiranza e di attenzione, i fondi comunitari, i fondi del Fondo
Sociale Europeo, potevano consentire di dare una copertura adeguata
sottraendo così alla copertura del bilancio gli interventi di cui
discutiamo. Invece, abbiamo dovuto impegnare il bilancio regionale
per circa 194 milioni di euro, che finanziano soltanto il 70 per
cento dell'intero PROF; l'ulteriore 30 per cento è demandato ad una
copertura con il Fondo sociale che è di là da venire.
Questa è la prima criticità che mette in subbuglio gli enti, che
entrano in fibrillazione e mettono in moto i meccanismi di
mobilità.
Altra criticità è quella degli esuberi, del deficit strutturale
per alcuni enti, legato forse ad un soprannumero per quanto
riguarda il personale assunto; soprannumero collegato anche alle
ore che erano state pensate. E'un esubero legato pure alla scelta
estemporanea e improvvisata del parametro unico che determinerà
esuberi per gli enti storici e carenza di personale per gli enti
nuovi, da qui questa necessità, poi, di dovere contemperare come
vasi comunicanti le due realtà.
Una grande confusione, un mare magnum dove non ci si capisce più.
E scoppia la rivolta; scoppia la protesta, legittima, dei
lavoratori che hanno acquisito professionalità e che aspettano
sempre gli interventi del Governo, un Governo che dorme, un Governo
che non è attento soprattutto per quanto riguarda il possibile
rischio - e questo è un fatto di una gravità estrema, è un'offesa
al bisogno della Sicilia - di dover disimpegnare fondi dai fondi
comunitari da restituire a Bruxelles quando potevano essere
utilizzati. Glielo assicuro io, assessore Armao, non si meravigli
perché è così.
Parlo di un bando divenuto famoso in tutta la Sicilia, il
cosiddetto bando di Futuro Semplice , che era una opportunità per
fare confluire in quella progettualità gli esuberi strutturali di
determinati enti; circa 500-600 dipendenti, che avrebbero potuto
confluire in questo progetto ed essere utilizzati attraverso i
fondi comunitari. Ebbene, questo bando, pubblicato e quasi in fase
di aggiudicazione, viene revocato e si capisce, da un'analisi
attenta delle motivazioni addotte dal dirigente generale, che siamo
di fronte ad una conflittualità politica, ad un fatto strano: il
dirigente generale viene contestato dal Presidente della Regione, e
si procede alla revoca del finanziamento restituendo a Bruxelles 40
milioni di Fondo Sociale Europeo che avrebbero consentito di fare
fronte a esuberi che rischiano la mobilità. Tutte queste criticità
non vengono risolte con l'allargamento del Fondo di assistenza.
Occorre un rinsavimento del Governo che prenda a cuore il problema,
avvii gli atti amministrativi necessari e, se é il caso, si ritorni
in Aula per mettere a regime tutto il sistema della formazione, se
occorreranno altri interventi legislativi. In questo confidiamo e
per questo, come Partito dei Popolari di Italia Domani, diamo la
disponibilità assoluta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, abbiamo già parlato più volte dicendo che questa è una
legge tampone che cercherà sicuramente, in queste ore, di mettere
un freno ad una conduzione che finora è stata poco chiara.
Però, signor Presidente, non è possibile che di questo piangano le
conseguenze i lavoratori - io ho avuto la possibilità in questi
giorni, in questi mesi, di affrontare l'argomento con tanta
passione -, non è possibile che il dilungarsi dei tempi metta in
difficoltà le famiglie di questa platea di lavoratori che ogni
giorni reclamano e si confidano con la politica per cercare di
trovare una soluzione.
Negli anni passati la politica è stata quella che ha creato questo
mondo, la politica è quella che è chiamata a risolverlo quanto
prima.
Sono stati presentati 77 emendamenti, assessore. Ci sono
emendamenti che, secondo me, si possono sicuramente intercettare
per cercare di definire questo disegno di legge e, poi, affrontare
una legge di riforma che possa entrare nei meandri delle norme che
si sono stratificate nel tempo.
Io non penso che il Parlamento sia contrario a risolvere il
problema; ogni giorno che passa è un problema in più per i
lavoratori. E mi auguro che a partire dalla discussione generale -
entreremo poi nel merito, articolo per articolo - affronteremo gli
emendamenti che si presenteranno.
Ci sono emendamenti che vanno ad aiutare alcuni enti che, rispetto
agli anni passati, hanno avuto una certa linea; da quest'anno
diciamo che è un percorso tortuoso, un percorso a cui
l'Amministrazione regionale vuole mettere finalmente fine e, da
questo punto di vista, c'è pure una ragione. Però, assessore e
signori deputati, oggi dobbiamo affrontare il tema, non possiamo
mettere in difficoltà gli enti a partire da quest'anno, ma dire
basta e mettere un punto per la futura attività formativa.
Vediamo di inserirci in un contesto leale, in cui la politica possa
dare veramente risposta a questi lavoratori che più di noi ne hanno
bisogno.
Interverrò sugli emendamenti non appena andremo a trattare
l'articolo 1 e su questo sicuramente cercherò di fare opera di
persuasione. Ci sono tanti colleghi, tanti deputati che hanno lena
di risolvere questo problema. E' vero che negli anni c'è stato chi
ne ha approfittato, ma non per questo possiamo fermarci e buttarci
addosso responsabilità. Io, da neofita, sono deputato da tre anni,
non mi sento colpevole ma siccome faccio parte della politica, mi
assumo anch'io la responsabilità.
Oggi siedo in Parlamento e voglio affrontare e risolvere il
problema insieme agli altri, e negli emendamenti ci sono le
possibilità per risolverlo.
Mi auguro che il Parlamento sia propenso a votare favorevolmente
alcuni emendamenti che porteranno beneficio ai lavoratori e alle
loro famiglie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Buzzanca.
Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che
noi abbiamo vissuto insieme a lei, assessore Centorrino, e forse
più di lei, questo problema e ci rendiamo conto che in questo
momento sono molti i lavoratori che aspettano dall'Aula una
risposta e, soprattutto, aspettano dal Governo un comportamento
univoco. Ci rendiamo conto, altresì, che sono stati adottati,
attraverso la delibera di Giunta, dei parametri che in qualche
maniera dovrebbero garantire la possibilità di assorbire gli enti
più piccoli, che provengono o che dovranno provenire, negli enti
più grandi, quella messa in mobilità di un numero di personale che,
inevitabilmente, si dovrà verificare in rapporto ad una delibera
che, fissati dei parametri, avrebbe dovuto consentire - ma alla
fine, poi, non consentirà - il reale assorbimento del personale
che, dagli enti più piccoli, dovrà passare agli enti più grandi,
proprio perché quel parametro, pur avendo un tetto massimo, non
consente di sforare rispetto all'anno precedente; nella somma per
ciascun ente è evidente che noi dobbiamo prevedere, al contrario,
un meccanismo che ci consenta di non mettere in mobilità del
personale che, poi, non si sa che fine farà. Signor assessore, io
capisco che la materia è assai delicata.
Mi rendo conto che vi sono stati, da parte del Governo, diversi
tentativi per superare gli ostacoli che provenivano da una certa
gestione e anche dal blocco sostanziale del percorso formativo in
Sicilia, al di là di quelli che sono stati i fatti del passato, al
di là di quelli che sono stati gli interventi in questo settore che
hanno formato o no il personale e che sono stati o no aderenti -
noi pensiamo in molti casi di no - ai bisogni reali per una
mancanza di programmazione di pianificazione o anche di volontà
politica. Ma oggi occorre rendere la materia il più possibile
aderente ai bisogni di questo personale che aspetta un segnale da
noi, che aspetta dall'Assemblea un momento di chiarezza ma che,
soprattutto, abbia la certezza che vi è un percorso chiaro, certo,
senza fare ricorso a questo o a quell'altro esponente politico di
questo o di quell'altro partito per avere riconosciuto ciò che noi,
oggi, riteniamo un diritto sacrosanto.
Assessore Centorrino, mi rendo conto che lei è tirato per la
giacca da molti parlamentari - in questo momento, ad esempio, c'è
l'onorevole Rinaldi che sicuramente avrà da suggerirle qualcosa -,
però questa è una materia troppo delicata per essere licenziata
superficialmente; approfondiamola nella giusta misura
La delibera che riguarda i parametri sia realmente una delibera
che tiene conto della possibilità che i fondi arrivino, poi, con
quella garanzia che consenta la mobilità per quei soggetti che,
poi, inevitabilmente, dovranno sopportare questa difficoltà, che è
una difficoltà obiettiva.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Parlavecchio. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, io
interverrò brevemente, forse anche in un momento anticipato della
discussione. Però, vorrei sottolineare all'assessore - che ritengo
sia in Aula e, comunque, va bene così - una mia preoccupazione per
il Fondo di garanzia perché non capisco come mai, pure durante la
discussione che è avvenuta in Commissione, non si sia posto un
problema che mi sembra salti agli occhi in maniera molto forte.
Mi spiego meglio e su questo vorrei che l'assessore poi dia una
risposta.
Si parla di questo Fondo di garanzia attivabile dal 2011 al 2016,
quindi abbiamo cinque anni su cui potere lavorare: mi chiedo e
chiedo, immaginando di essere un dipendente della formazione, cosa
potrebbe succedermi nei prossimi cinque anni.
Torno a dire, la Commissione avrà valutato attentamente una
situazione del genere.
Però vorrei sentire dalla voce dell'assessore, dato che i cinque
anni mi lasciano particolarmente perplesso, cosa succederà dopo
questi cinque anni e poi, ancora, vorrei capire se il Fondo
servirà a pagare i lavoratori. Però, da lavoratore, penso che un
lavoratore debba anche essere impegnato nel lavoro che fa e,
quindi, vorrei essere tranquillizzato che questi lavoratori - pur
essendo pagati, ed è giusto che lo siano - siano anche impegnati in
un lavoro, altrimenti - anche se magari tutto ciò non può essere
definito per norma perché c'è la legge Biagi e quant'altro, come mi
spiegava qualcuno - forse sarebbe meglio utilizzarli in maniera
diversa e farli emergere ancora di più rispetto a quello che è
scritto nel comma 5. Siccome ho letto gli emendamenti al testo che
noi discutiamo, anche se avremmo voluto discutere di qualcosa di
diverso e di più corposo, questi emendamenti non toccano
assolutamente un settore che, secondo me, è fortemente impegnativo
per il Governo e fortemente impegnativo per quello che andremo ad
approvare. Quindi, ritornerò sull'argomento nel momento in cui
avremo la possibilità di discuterne.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare nella discussione generale
l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, in realtà mi ripeterò rispetto ad
alcune affermazioni dell'onorevole Dina, ma ritengo opportuno
chiarire che l'impostazione che il Gruppo del PID ha assunto sia in
commissione sia qui in Aula, in merito ad una problematica così
delicata e importante quale la formazione professionale, ha visto
il nostro contributo assolutamente fattivo come opposizione
responsabile e costruttiva. Però mi corre l'obbligo di evidenziare
alcune storture.
Da mesi, se non da anni, in Commissione Lavoro auspicavamo che una
riforma organica della formazione professionale fosse portata
quanto meno dal Governo, il cosiddetto Governo delle riforme. Io
ritengo che questo intento che il Governo doveva portare avanti, in
quanto lo ha professato in tutte le sedi possibili, non sia stato
assolutamente sfiorato neanche con questo disegno di legge che,
seppur utile, per quel che riguarda le garanzie occupazionali verso
le quali noi non potremmo essere mai contrari, ha soltanto
l'obiettivo di creare una sorta di paracadute, seppur temporaneo, e
sicuramente non di auspicio per un lavoratore che tale si definisca
e che, quindi, non affronti in maniera organica un tema complesso.
Continuo a pensare che la formazione in Sicilia può diventare e
debba diventare il fiore all'occhiello da cui rilanciare l'attività
politica del Governo e della Regione perché quando noi pensiamo di
risolvere il problema della formazione professionale mandando il
personale in esubero nel Fondo di garanzia e anzi, come dire, ci
arrovelliamo per trovare modi e metodi per aumentare il plafond
economico di questo Fondo, abbiamo consegnato il settore della
formazione alla macelleria sociale . Purtroppo è così, perché è
chiaro che quelle formule di garanzia previste dalla legge vigente
e ribadite nella norma oggi in discussione riguardano cinque anni
di vita di un personale che, dopo quel tempo, non avrebbe,
chiaramente, nessun tipo di garanzia.
Oltretutto, ritengo emblematico come in questi giorni l'assessore
Centorrino, così come i funzionari e il Governo tutto, sia stato
più volte sollecitato da parte dei lavoratori che, per le ragioni
che sono state esplicitate anche negli altri interventi, si
ritrovano da mesi senza stipendio.
Io vorrei raccontare, brevissimamente, la storia di una persona
che mi ha telefonato l'altro giorno, proprio mentre in Aula stavamo
per incardinare il disegno di legge: questa persona, un lavoratore
del CEFOP, mi ha detto di trovarsi disperato sopra il tetto
dell'assessorato.
Penso che sia estremamente grave, che sia gravissimo che oggi un
docente, un ex docente della formazione, quindi una persona che ha
sicuramente un livello culturale, una dignità di lavoratore, si sia
ridotto a trovarsi sopra il tetto di un assessorato per protestare
e per evidenziare uno stato di povertà, perché di quello si tratta
dato che vi sono persone che, non percependo lo stipendio da dodici
mesi, si trovano oggi in una situazione di nuova povertà.
Io credo, e così il gruppo parlamentare a cui appartengo, che
questo disegno di legge, sebbene abbia in sé degli elementi che
valuto positivamente, non è affatto rispondente alle esigenze di un
comparto e di alcune categorie che in questi giorni vivono una
situazione drammatica, quella di non sapere di cosa ne sarà del
loro futuro.
Ritengo, altresì, indispensabile che nel disegno di legge venga
inserito un emendamento, e noi del PID ne abbiamo proposto uno, che
contemperi la possibilità di far partire nelle attività di
formazione anche quegli enti che oggi si trovano in una situazione
di difficoltà, perché se sono stati ammessi al PROF, se sono stati
ammessi al Piano regionale dell'offerta formativa, in attesa che ci
sia una sentenza del TAR dove sono pendenti alcuni ricorsi, ritengo
che questi soggetti al pari degli altri debbano potere continuare a
svolgere l'attività di lavoratori. E non credo che sia corretto
relegarli in una condizione di destinatari di misure di sostegno al
reddito, perché quando si andrà a percepire l'80 per cento, così
come il Fondo di garanzia prevede, non essendo tra l'altro
impiegati in attività formative, avremo relegato queste persone dal
ruolo di lavoratori a quello di soggetti assistiti.
Penso che oggi in Sicilia ci sia bisogno di lavoro e non di
assistenza, perché la formazione possa diventare realmente quel
fiore all'occhiello che noi da tempo auspichiamo.
Sarebbe opportuno che il Governo approfondisca in maniera rapida,
anzi rapidissima, un testo di riforma reale e serio, perché della
legge 24 ciò che di buono c'è venga lasciato e ciò che non c'è di
buono venga modificato, affinché la formazione professionale possa
diventare un volano vero di sviluppo qualora intercetti le
professioni e i lavori realmente utili al mondo del lavoro.
Noi abbiamo reclamato più volte la presenza della rappresentanza
datoriale perché vengano a rappresentare, non solo in V
Commissione, ma soprattutto al Governo, e che il Governo poi se ne
faccia carico, i profili professionali che servono oggi alla
Sicilia per uno sviluppo reale.
Si parla di turismo, si parla di fotovoltaico, di energia
rinnovabile.
Sarebbe ed è obbligatorio per il Governo della Regione, che si
dice delle riforme , proporre offerte formative che siano utili a
chi frequenta i corsi, perché la formazione non sia una utilità
solo per chi forma, ma anche per chi è formato.
Quando un lavoratore ha fatto un percorso formativo che poi lo
immette nel mondo del lavoro, questa é la mission più importante
che possa essere portata avanti.
Ecco perché ritengo che questo disegno di legge, seppur votato,
vada assolutamente implementato con alcune norme; diversamente
avremo prodotto una ulteriore sterile norma che, accompagnandosi a
quello che è stato il percorso della finanziaria, non sarà in grado
di dare risposte alla moltitudine di lavoratori che oggi sono
davanti al Parlamento siciliano in attesa di una risposta, anche da
parte del Governo. Per cui esorto l'assessore a voler prevedere in
questo disegno di legge alcuni emendamenti che tengano conto di una
platea di soggetti che oggi reclamano il diritto-dovere di
lavorare, non di essere assistiti.
Io mi auguro che ci sia la sensibilità da parte dell'assessore,
come ha dimostrato in altre occasioni, di valutare seriamente
queste ipotesi - che come PID abbiamo proposto in alcuni
emendamenti - e che quindi le faccia proprie, se gli emendamenti
saranno considerati ammissibili, affinché non si lasci la platea di
soggetti che oggi aspettano una risposta, inascoltata e soprattutto
ancora affamata dal bisogno, affrancandola dalla precarietà nella
quale purtroppo oggi vive.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Marinese. Ne ha facoltà.
MARINESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza dell'assessore Armao per capire una determinata
situazione, e mi ricollego al discorso dell'onorevole Buzzanca: si
parla del parametro unico, che è di 135 euro per ogni ora corso.
Successivamente é intervenuta una delibera di Giunta, la quale ha
stabilito che, in effetti, il monte economico del 2011 non deve
superare quello del 2010; aggiunge, però, che non lo deve superare
per ogni singolo ente. Cosa significa? Che l'ente piccolo che,
l'anno scorso, aveva un parametro di 85-90 euro, oggi non può
usufruire del parametro di 135 euro, ma rimane a 80-90 euro, quindi
non è in grado di sopperire alla mobilità che l'ente grosso, che
aveva un parametro di 180 euro, oggi è costretto a fare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito ad abbassare il tono
della voce per consentire all'onorevole Marinese di svolgere il
proprio intervento.
MARINESE. Per cui significa che questo parametro, di 135 euro, ad
oggi, è fittizio.
Ma nel momento in cui il parametro è fissato per gli enti piccoli
ed è ritornato ad essere quello di prima, effettivamente si faranno
delle economie pari, ad occhio e croce, a quindici milioni di euro,
che non andranno a beneficio degli enti più grossi che, invece,
dovranno abbassare il parametro.
Allora, chiedo all'assessore Centorrino e soprattutto
all'assessore Armao: questi quindici milioni di euro di economie
che verrebbero adoperate per effetto della diminuzione del
parametro, dove vanno a finire? Vanno a finire nel Fondo di
garanzia o rientrano nuovamente nella cassa regionale per altre
cose?
Questo è importante perché il Fondo di garanzia, a parte quello
che è stato messo già in bilancio, è implementato dagli enti
eventualmente definanziati. Quindi rimane fermo solo ed
esclusivamente allo stanziamento che è stato fatto nel 2011, ma non
viene implementato da nessun'altra parte.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, consegno
ufficialmente all'assessore Centorrino il documento che ho
annunciato che fa parte di un piccolo libro, il libro bianco degli
sprechi della Regione siciliana, alias alcune vergogne della
Regione siciliana .
E' un piccolo capitolo che riguarda sia i dati che ho snocciolato
poco fa sia la proposta di riforma che, dal nostro punto di vista,
invece, va al più presto fatta per dare una risposta immediata ai
lavoratori
MANCUSO. E' irrituale.
DE LUCA che sono stati reclutati dal nostro Gruppo Sicilia Vera
CRACOLICI. Dal nostro Gruppo?
DE LUCA autorevolmente rappresentato in questo Parlamento
dall'onorevole Cateno De Luca, da un solo parlamentare.
CRACOLICI. Dal suo Gruppo.
DE LUCA. Da un solo parlamentare. Da questo punto di vista non
abbiamo lanciato appelli per fare aderire altri colleghi
parlamentari. Siccome, e concludo, mi è stato chiesto da più
colleghi la copia, sul nostro sito www.siciliavera.com già lo
potete scaricare e quindi potete avere una copia autentica di
questo documento. Grazie, signor Presidente.
Assessore Centorrino, le consegno ufficialmente la copia di quanto
ho detto e della nostra proposta di riforma e chiedo agli Uffici di
prendere nota che io sto lasciando il Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Panarello. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
numerosi deputati, alcuni anche di lungo corso, i quali chiedevano
all'assessore Centorrino come mai si fosse arrivati a questa
situazione drammatica nella formazione professionale. Naturalmente,
sono colleghi che io immagino si siano dimenticati dei loro
precedenti parlamentari e siccome adesso sono all'opposizione è
come se fossero entrati oggi, per la prima volta, in Parlamento,
compreso l'onorevole De Luca, che avendo letto quel report che
segnala, diciamo così, gli sprechi e la dissennatezza con cui si è
operato nel settore della formazione, ha dimenticato di dire che in
tutti quegli anni lui era un esponente della maggioranza, salvo poi
ogni tanto denudarsi o fare qualche show.
E, allora, siccome la situazione è drammatica .
DE LUCA. Signor Presidente, chiedo di intervenire,
successivamente, per fatto personale.
MARZIANO. Sei un cabarettista
PANARELLO. Siccome la situazione è molto seria e, come è stato
ricordato, ci sono persone che da mesi non prendono lo stipendio,
c'è una condizione di disagio in tutto il comparto. Gli enti che
hanno operato con oculatezza, nel corso di questi anni, rischiano
di essere travolti al pari di enti che sono stati emanazione pura e
semplice di consorterie politiche e che, quindi, hanno gestito gli
enti di formazione come se fossero le segreterie politiche di
questo o quel parlamentare; ma rischiano tutti di essere travolti,
persone che operano da trent'anni nella formazione rischiano di
essere travolte al pari di chi opera in questo settore da tre o
quattro anni.
Quindi, c'è una situazione grave, ma proprio perché è grave
occorrerebbe un atteggiamento serio da parte di tutti coloro che
davvero vogliono tentare di arginare i disastri che si sono fatti
nel corso degli anni e tentare di salvaguardare il lavoro delle
persone e anche la retribuzione, facendo in modo che questo settore
ritorni ad avere una missione, e non essere semplicemente una sorta
di ammortizzatore sociale. Ecco perché chiedere conto ipocritamente
all'assessore Centorrino di quello che è successo negli anni
passati credo che sia un modo per tentare di fare propaganda, per
scaricare su altri responsabilità che provengono da persone, da
parlamentari, da gruppi politici che hanno pensato di utilizzare la
spesa pubblica, anche nel campo della formazione, non per formare i
siciliani, non per renderli più qualificati sul mercato del lavoro,
ma puramente e semplicemente per fare operazioni clientelari.
L'assessore Centorrino ha ereditato questa situazione. Credo che
abbia il merito e si possa vantare di non avere accreditato nuovi
enti, di non avere promosso nuove clientele e di avere tentato di
operare per salvare la missione formativa in Sicilia, di cui
comunque c'è bisogno, di renderla coerente con le finalità del
Fondo sociale europeo e prospettare una soluzione positiva per un
settore che non può essere retto dal bilancio regionale. Questo è
il tema sul quale dobbiamo riflettere.
La norma che è stata presentata dal Governo, poi esaminata con
serietà e con rigore nella Commissione Lavoro, ha la finalità di
attivare un istituto, il Fondo di garanzia, che esiste da quando è
stata normata la formazione professionale in Sicilia, che ha quelle
caratteristiche perché allora si immaginava che il settore e il
numero di persone impegnate fosse molto inferiore a quello al quale
si è giunti con dissennatezza.
Però, al netto di tutti gli approfondimenti da fare, anche per
evitare che si favoriscano, pur senza volerlo, situazioni che
possono diventare ingestibili, credo che sia una norma giusta, un
tentativo doveroso da parte del Parlamento di assicurare uno
strumento, che per definizione non può che essere transitorio, a
coloro che dovessero restare fuori dal processo produttivo, mentre
deve andare a regime il progetto del Governo e dell'assessore
Centorrino di utilizzare al meglio le risorse che vengono dal Fondo
sociale europeo, non solo per garantire le persone ma anche per
fare formazione in maniera più efficace e moderna. Sostanziare un
progetto di riforma che coloro che vi erano prima non hanno mai
pensato di affrontare perché hanno sempre voluto e praticato l'idea
che, attraverso le risorse della Regione, si potesse espandere a
dismisura, al di là delle necessità dei disoccupati o dei giovani
siciliani, il settore della formazione ingrassando coloro che lo
gestivano e operando per costruire clientele.
Credo che questa fase non sia più riproponibile, qualunque sia il
Governo, tenuto conto dei vincoli che ormai tutte le
amministrazioni pubbliche hanno. E, quindi, con serietà, con
rigore, con fatica, chiamando a concorso gli operatori seri e gli
enti di formazione che vogliono rinnovare la loro missione a
concorrere, occorre superare questa condizione di emergenza e
traguardare una formazione professionale che sia effettivamente
utile per i siciliani.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 720/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per fatto personale
DE LUCA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, le concedo un minuto. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che una
certa cultura vetero-comunista deve per forza mettere qualcuno sul
banco degli imputati.
Io non l'ho fatto nei confronti dell'assessore Centorrino, in
quanto non aveva bisogno di uno scarso avvocato d'ufficio, tanto è
vero che ho citato dati che risalgono all'anno 2003.
Quindi, pregherei il collega che mi ha preceduto, il quale non
merita neanche di essere citato, di ricordare le battaglie che in
tempi non sospetti già De Luca ha fatto, da quando si è insediato
in questo Parlamento. Per quanto riguarda la formazione e
quant'altro, vorrei ricordare all'onorevole, di cui non ricordo il
nome, che già nel 2006 abbiamo iniziato questa battaglia -
Marziano, non fare il grillino - per evitare queste cose, e non
solo.
Ricordo quel caso citato da quel collega che fu proprio per
protestare contro un atto che ritenevamo illegittimo e che
riguardava il mio defenestramento dalla Commissione Bilancio.
Fatto, signor Presidente, e concludo, che a quanto pare si
verificherà di nuovo, quando ci sarà il rimescolamento delle carte
per il rinnovo della composizione delle Commissioni, con una
differenza: state tranquilli, se allora ho fatto quel gesto ora
sono maturato un poco e non lo rifarò più.
Lo dico per rispondere comunque sempre a quel collega che non
merita di essere nominato.
Io non ho partecipato né a maggioranze a cui faceva riferimento
quel collega né sono mai stato in quel sistema, e lo sanno tutti.
Lui deve rivolgere lo sguardo nei confronti, comunque, sempre dei
banchi dell'opposizione, dove probabilmente su questo tema c'è chi
può dare lezioni a me e all'intera maggioranza.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 720/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende la discussione sul disegno di legge numero 720/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Bufardeci. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché, quale componente della V Commissione che si sta
occupando di questo disegno di legge, anche a me è stato chiesto di
firmarlo, cosa che ho fatto. Ma vorrei precisare che l'ho fatto per
una ragione di fondo, che è quella di impegnarmi e di voler
appartenere a quel gruppo di deputati che stanno tentando di dare
una risposta ad una situazione di grande pregiudizio, di grande
difficoltà, di grande crisi, che stanno tentando - se vogliamo
parlare non in politichese ma in termini ancora più chiari - di
mettere una pezza alla situazione disastrosa che vive il mondo
della formazione.
A questo sforzo ho aggiunto la mia firma partecipando ai lavori
nella convinzione però che questo disegno di legge debba essere
effettivamente il più stringato possibile, un testo asciutto, un
testo che non deve essere gravato da troppi vagoni o da nuovi
tentativi di appesantire una spesa già assolutamente folle, per
troppi versi improduttiva, e che, addirittura, comporta anche
grandi rischi di disimpegno, in termini automatici, di risorse del
Fondo sociale europeo.
Quindi, intervengo per dire che questo testo può essere soltanto
migliorato con emendamenti che non costano nulla, con emendamenti
che non appesantiscono. Ma laddove - come ho letto nel caso di
alcuni articoli, anzi di molti articoli aggiuntivi - si pensi di
gravare ulteriormente facendo rientrare nel mondo degli occupati
troppo persone, in alcuni casi centinaia di persone, credo che
l'Aula non possa permettersi questo. Non possiamo, da un canto,
parlare di una situazione di grande difficoltà e, poi, operare come
se tutto andasse bene e si fosse in un'epoca, per fortuna
trascorsa, in cui i corsi venivano regalati per fare occupazione,
per fare assunzioni, ma certamente non per fare vera formazione nel
senso della qualità e della crescita complessiva della nostra
Regione.
Alcuni emendamenti, come quelli che abbiamo presentato, mi rivolgo
in maniera particolare all'Assessore ma ovviamente a tutti i
colleghi, non costano nulla e possono essere di significato.
Assessore, una volta avevamo quasi polemizzato e me ne dispiace
per la stima e la simpatia che ho nei suoi confronti, ne parlammo
in occasione della finanziaria quando presentai un emendamento a
proposito del DURC. Ebbene, qualcuno sostenne che non era di nostra
competenza ed io replicai che era nostra competenza e quindi
abbiamo presentato e fatto nostro l'emendamento, con il quale la
validità del DURC è riferita al tempo dell'ultima erogazione delle
percentuali di finanziamento per evitare il ripetersi di una
validità trimestrale, causa per molti versi dei problemi che
viviamo oggi.
Assessore, vorrei che mi seguisse su questi due punti perché ho
piacere che il Governo possa dare il parere favorevole in quanto
nell'emendamento che assegna alla sua funzione, assessore, la
nomina del funzionario che deve preoccuparsi del pagamento del
personale assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008
degli enti ammessi con riserva in misura dell'80 per cento, non
vogliamo lasciare che questo termine e questa facoltà siano
astratti.
A tal proposito, abbiamo presentato un emendamento che le assegna
un termine di venti giorni, potrà essere venti o trenta, ma un
termine va dato, altrimenti si corre il rischio di una norma
astratta.
Alla stessa maniera, assessore, la invito a dare il parere
favorevole ad un emendamento che abbiamo presentato relativamente
alla questione che, sempre più, oggi è all'attenzione delle tante
famiglie dei dipendenti degli enti di formazione che vivono il
dramma di non essere pagati da tanti mesi, subendo pure
l'umiliazione evidente della quotidianità.
Signor Presidente, mi rivolgo anche a lei, come è noto il Piano
famiglia predisposto dall'ABI ha portato recentemente il Governo
nazionale ad introdurre alcuni benefici in termini di sospensione
dei pagamenti delle rate dei mutui fino a 150 mila euro. Voi sapete
che queste fattispecie si applicano ai casi di soggetti perdenti
posto, soggetti che vanno in mobilità o che sono cassa-integrati,
nuclei familiari che documentano la riduzione del reddito
familiare.
Con questo emendamento noi chiediamo che il personale della
formazione, se oggi va in banca e risulta regolarmente occupato e,
quindi, non beneficiario delle eventuali agevolazioni alle quali
sto facendo riferimento - Piano famiglia, pacchetto ABI -
attestando con un prospetto i redditi effettivamente ricevuti possa
godere, al pari dei cassintegrati e dei soggetti in mobilità, di
queste agevolazioni.
Signor Presidente dell'Assemblea, assessore e colleghi tutti,
vorrei che questo disegno di legge che, ribadisco, è una pezza ad
una situazione drammatica, come pezza è, giustamente, l'ampliare il
termine da due mesi antecedenti l'avvio del PROF a tutto il tempo
che precede l'avvio di questo benedetto o maledetto PROF, possa
dare riparo a questa situazione drammatica, ma senza gravare
ulteriormente di assunzioni o di carichi che non ci possiamo
permettere, migliorando il testo con emendamenti come quelli che ho
indicato e che abbiamo presentato come Forza del Sud, che non
costano nulla ma che sono migliorativi, in termini temporali o di
agevolazioni sociali ai lavoratori che da tanti mesi non
percepiscono lo stipendio e che, però, con questo emendamento
potrebbero beneficiare del Piano famiglia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Centorrino, io ho ascoltato gli interventi dei colleghi che hanno
usato termini emergenziali: dramma, disagio, emergenza, pericolo
per le persone. E devo dire che sono tutti riduttivi rispetto alla
situazione che questo Governo ha creato. Devo solo ricordare, per
evitare che qualcuno possa ascriversi meriti che non competono o,
addirittura, parlare di riforme epocali come quelle della sanità o
dei rifiuti, i cui effetti disastrosi sono sotto gli occhi di
tutti, che, a fronte di lavoratori che da quindici mesi non
percepiscono stipendi e che hanno vissuto situazioni drammatiche di
protesta - dai tetti dell'assessorato fino ad incatenarsi davanti
ad uffici pubblici, alle proteste qui o a stare per due mesi in una
tenda di fronte il Palazzo della Presidenza della Regione o ancora
altri gesti clamorosi per richiamare l'attenzione di un Governo
totalmente assente, oggi siamo qui a parlare non di riforma della
formazione ma di una parziale soluzione agli effetti disastrosi che
avete creato.
Siamo qui grazie ad un disegno di legge di iniziativa
parlamentare. Qui non parliamo di un disegno di legge del Governo
di questa Regione, attento alle emergenze della Sicilia e, quindi,
pronto con una norma da sottoporre al Parlamento, a risolvere il
problema della formazione e dei lavoratori. Se fosse stato per
questo Governo, probabilmente i lavoratori sarebbero ancora sui
tetti o per le strade o sotto le tende o a fare gesti ancora più
gravi di quelli che hanno posto in essere.
Il Governo ha dimostrato totale incapacità ad affrontare questa
situazione di emergenza e lo dico interpretando i sentimenti delle
centinaia e centinaia di lavoratori che abbiamo incontrato.
Noi siamo andati incontro a questi lavoratori che ci hanno
ascoltato perché hanno capito da che parte sta l'attenzione del
Parlamento e da che parte sta la disattenzione di questo Governo.
Nonostante lei, assessore, si sia attorniato di consulenti di
grande preparazione, come se il suo Assessorato non avesse
dirigenti in grado di affrontare il problema della formazione in
Sicilia in maniera corretta, non avete neanche avuto la sensibilità
di sottoporre al Parlamento un disegno di legge che sia il frutto
del lavoro di questo Governo.
Io mi auguro che questo disegno di legge venga approvato nei tempi
più brevi possibili e che sia limitato a pochi articoli perché,
senza infingimento alcuno, tutti sappiamo - dato che tutti parliamo
con gli Uffici e tutti ascoltiamo i ragionamenti che pervengono ai
Gruppi parlamentari o al Parlamento in generale - che questo è un
disegno di legge attenzionato dagli organi preposti al controllo
delle norme approvate dal Parlamento.
Mi auguro e farò di tutto, per quanto riguarda il mio impegno e
quello del Gruppo del PDL, affinché sia un disegno di legge che
affronti al cuore i problemi e li risolva, come quelli dei
lavoratori del CEFOP, oltre mille lavoratori dimenticati da questo
Governo e segnatamente da lei assessore, da lei e dal suo direttore
generale. Non avete proposto alcuna soluzione e vi siete
disinteressati del dramma di queste persone. Adesso, come sempre, è
il Parlamento che pone un rimedio, al di là dei partiti o al di là
delle differenziazioni, perché vogliamo dare un segnale a queste
persone affinché capiscano che la politica, qualche volta, è dalla
parte della gente e non soltanto dentro il Palazzo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ritengo
che la seduta di oggi sia molto importante perché si interviene su
un tema sentito, su un tema che francamente diversi governi, nel
tempo, hanno pensato di poter riformare e innovare secondo le
esigenze della vera formazione che merita la nostra Regione; una
Formazione collegata col mondo della ricerca, col mondo
dell'innovazione, col mondo delle categorie produttive,
dell'impresa privata e non solo di quella pubblica. Questo mondo
aspettava e voleva, ritengo, una riforma di settore forte che
potesse collegare la nostra Regione con la formazione delle altre
regioni, a maggior ragione con quella formazione che dopo un corso
riesce a creare le condizioni di un'occupazione, di un posto di
lavoro.
Per questo ritengo che la formazione e la capacità degli enti di
formazione, oggi, deve essere collegata più che sul personale
assunto, più sulle ore, sulle classi, sulla capacità di chi ha
avuto modo di frequentare quei corsi anche di avere poi
un'opportunità in più, una marcia in più per trovare un posto nel
mondo del lavoro.
La seduta di quest'oggi è importante perché va ad affrontare un
primo tema che, di fatto, è collegato con altri temi importanti che
questa Assemblea dovrà prendere atto di seguire e già, in passato,
si era pensato di trovare le condizioni per una soluzione vera, per
una soluzione dignitosa.
Dico ciò perché ritengo che oggi siamo pronti ad esitare un
provvedimento che crea un momento di serenità con il cosiddetto
Fondo di garanzia.
Ma questo Fondo di garanzia riesce a creare un progetto, una
soluzione vera per chi vuole creare una formazione a lunga
distanza, per chi vuole creare una formazione vera che possa, di
fatto, avere una garanzia seria sul lavoro e sull'impegno che si va
a definire? Perché noi dobbiamo, da qui a breve, sapere che
soluzione dare ai dipendenti delle società collegate con la Regione
siciliana.
La Commissione Bilancio deve discutere e approfondire l'articolo
20 della finanziaria, che tiene conto dell'accorpamento tra le
varie società e quelle stesse società che hanno del personale che,
guarda caso, domani potrà finire in un ulteriore Fondo di garanzia
perché non si riesce a dare una giusta mission, una giusta
attività di lavoro che sia produttiva per la Regione. Cosa che, da
qui a breve, probabilmente si verificherà pure per i dipendenti
della Regione siciliana stessa, nel momento in cui non si riuscirà
a creare un'organizzazione e un chiaro elemento di lavoro e di
sviluppo.
La formazione in Sicilia, come bene diceva chi mi ha preceduto,
negli anni è stata, probabilmente, fortemente saccheggiata dal
mondo della politica e oggi rischia di diventare un ammortizzatore
sociale. Io ritengo che dentro la stessa formazione in Sicilia vi
siano tante luci, vi siano anche elementi di positività, di gente
che lavora e che ha saputo creare le condizioni perché realmente
questa Regione potesse servirsi di uno strumento formativo valido.
Per fare questo dobbiamo supportare l'emendamento che il collega
Bufardeci ha evidenziato sul documento unico di regolarità
contabile, sul DURC, perché è assurdo pensare che qualche ente che
ha la Regione come debitrice è in difficoltà a presentare il DURC
e, guarda caso, poi è in difficoltà anche a proseguire la propria
missione, la propria attività formativa; così come è assurdo non
estendere ai lavoratori, che hanno dei contratti con gli enti di
formazione, la garanzia per i mutui per la prima casa o la garanzia
per poter mandare i figli a scuola o all'università dove ritengono
sia più consono e più corretto.
In tutto questo oggi siamo qui, subito dopo quella finanziaria
stringata e tecnica, per discutere la prima riforma. Questa doveva
essere la prima seduta, dopo la finanziaria, per discutere della
prima riforma che era quella, probabilmente, più importante
riguardante il mondo della formazione.
Concludo, Presidente, dicendo che questa non è una riforma, non è
sicuramente la riforma che i siciliani si attendevano o speravano
di avere creando un rapporto diretto con il mondo delle
associazioni, che hanno e credono fortemente in quelle giovani leve
che vengono formate nel corso degli anni dagli enti di formazione,
a cui oggi invece garantiamo solo la provvisorietà di un mondo che
merita, invece, una grande volontà di creare le condizioni per la
stabilità di un settore. Una programmazione seria, una
programmazione vera, che il mondo della formazione sicuramente
merita e, probabilmente, quell'intesa con la Commissione
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, la ringrazio; il tempo a sua
disposizione è terminato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Colianni. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
intervengo per dirvi che, obiettivamente, sono veramente deluso da
questo dibattito parlamentare.
Sono molto deluso perché l'onorevole Cateno De Luca abbandona
l'Aula, colpito sulla strada di Damasco, come quelle collegiali per
troppo tempo in clausura, liberato dalle catene, adesso sente di
essere un poco come San Paolo Redento; l'onorevole Caputo, in preda
a questa sindrome oppositoria come se non fosse mai stato in
quest'Aula, ci viene a raccontare che questo Governo sta compiendo
disastri. E devo aggiungere che, quando qualcuno diceva che questa
classe dirigente ha delle responsabilità, mi sentirei di dire che,
o da protagonisti o da comparse, e le comparse si lamentano di non
essere protagoniste, per intero, per novanta su novanta, hanno
consumato e sono stati commensali, oltre che preparatori e
cucinieri di questa importante categoria formativa.
Vedete, amici, se il Parlamento avesse la capacità di fare
autocritica rispetto a questo grande misfatto, che è tutto
siciliano, della formazione e facesse un'attenta riflessione,
probabilmente farebbe cosa degna e giusta.
Assessore, vorrei parlare proprio con lei e con il Parlamento per
suggerirle alcune cose che ritengo utili. Intanto, basta con le
chiacchiere: diamo i soldi a coloro i quali non riescono a vivere
in questo momento; assumiamoci le responsabilità di questa politica
sbagliata, poco corretta; questa politica che ha creduto di
trovare, nella formazione, l'unico appiglio per dare qualche posto
di lavoro facendo enti collaterali, limitrofi e amici.
Allora, le dico che probabilmente dobbiamo disgregare per
riaggregare il sistema.
Intanto, diamo i soldi a chi soffre un momento di grande
difficoltà economica. Basta con le chiacchiere E questo è quello
che lei ci sta proponendo in maniera assolutamente seria.
Problema diverso è l'aspetto formativo. Noi dobbiamo farci una
domanda: serve la formazione in Sicilia?
Io penso che la formazione in Sicilia serva, il bisogno di
formazione serve; è un problema di ridefinire complessivamente il
sistema. Assessore, se mi è consentito dire una cosa che le potrà
sembrare trasgressiva rispetto a quello che le hanno detto gli
altri, io penso che dobbiamo liberalizzare il sistema, non dobbiamo
chiudere il sistema perché abbiamo creato un sistema chiuso della
formazione. Qui il problema non è soltanto di garantire i soldi ad
un sistema che abbiamo contribuito tutti a creare, bensì è capire
come dobbiamo dare libertà, come dobbiamo liberare un sistema che è
assolutamente ingessato da interessi atavici
Allora, io penso che, da una parte, dobbiamo aggregare per
risparmiare, da una parte dobbiamo innalzare i livelli di qualità
del sistema, da una parte dobbiamo creare le condizioni di una
griglia di qualità partecipativa alla formazione che possa
consentire a coloro i quali vogliono fare formazione seria - così
come tanta formazione seria, per la verità, si è pure fatta tra
tutti questi enti - possano rientrare nel sistema. E poi mi lasci
dire: Ma mi spiegate perché la formazione non deve fare formazione
in sanità? Non pensate che una delle risposte sia quella di evitare
questo scorporo incredibile per cui in Sicilia la Sanità forma i
sanitari, la Formazione forma tutto il resto?
E' possibile immaginare una nuova formazione fatta di
collateralità e di collaborazione con le università? E' possibile,
in questo sistema, immaginare una formazione della solidarietà
verso gli immigrati attingendo a fondi non solo comunitari, che
finiscono, ma a fondi dello Stato strutturali?
E' possibile immaginare una formazione per il servizio civile?
E' possibile, invece di ragionare in termini sciocchi, stupidi in
questo Parlamento di interessi per attribuire responsabilità che
appartengono a tutti noi, attribuire responsabilità all'assessore
Centorrino - persona degna e qualificata - che certamente non ha?
Ecco perché, assessore, superata questa fase che sarà votata a
larga maggioranza - anzi, lei avrà il 100 per cento dei voti del
Parlamento - mettiamoci a lavorare seriamente per dare lavoro, per
fare una riforma della formazione a questa Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare nella discussione generale
l'onorevole Marziano. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho una
preoccupazione, e la voglio manifestare: la marea di emendamenti
che sono stati presentati al disegno di legge, il cui contenuto per
alcuni di essi e il rigore sulla tempistica che abbiamo imposto e
cioè il passaggio nelle altre commissioni rischia un dilatamento
dei tempi di approvazione di questo disegno di legge che potrebbe
tradire lo spirito che si era determinato in V Commissione.
Infatti, la Commissione, recependo il testo che era stato
presentato dal Governo nel provvedimento Gov1 e trasformandolo in
disegno di legge della commissione, aveva operato una sorta di
presa d'atto della gravità e della drammaticità della situazione in
generale, ma anche della drammaticità e dell'urgenza che si
approvassero alcune norme che, certo, non sono la riforma - nessuno
pensa di portela chiamare così - ma che ottemperavano ad alcuni
obiettivi e ad alcuni bisogni. In poche ore la Commissione ha
approvato un testo che ottemperava a quelle esigenze che erano
state poste, ed io speravo che, almeno in questa occasione, in
questa Aula ci saremmo evitati interventi da disco rotto che
sento sempre fare, quelli che potrei descrivere prima ancora che si
cominci a parlare: il governo attuale è cattivissimo, ha fatto
tutte le cose peggiori del mondo, mentre quelli precedenti erano il
meglio che si poteva esprimere Poi, non si capisce, caro collega
Buzzanca o collega Caputo, chi ha determinato questa situazione di
trovare disastro, chi ha portato la situazione ad essere al punto
di non ritorno con assunzioni incontrollate, che hanno portato
negli ultimi anni non negli ultimi 20, ma negli ultimi 4 anni, al
raddoppio degli addetti, a coprire gli spazi che si aprivano con
gli sportelli multifunzione e con nuovi assunzioni. C'è un mare di
illegalità in questo mondo e non può essere certo attribuito a
questo assessore e a questo governo
Speravamo di evitarci l'ennesima sceneggiata del collega De Luca,
che questa volta non si è spogliato, ma ne ha trovato una delle
sue. Ci sono dei momenti in cui bisogna essere assolutamente seri.
Il disegno di legge che non è la riforma ottempera ad alcune
esigenze: ripristinare e rifinanziare il Fondo di garanzia dando un
minimo di certezza di paracadute ai lavoratori di quei quattro
enti che hanno ancora i corsi in fase di attuazione; avviare un
percorso, un inizio di accompagnamento - con le risorse adeguate e
con il confronto con lo Stato - in quanto la Sicilia non può fare
cassa integrazione, ovvero mobilità, non può fare ammortizzatori
sociali suoi,. Pertanto, è necessario avviare un percorso per il
quale ci vogliono riforme concordate con lo Stato.
Infine, penso che invece della montagna di emendamenti, della
marea di emendamenti presentati, soltanto uno vada assolutamente
tenuto in considerazione, perché se non approviamo il meccanismo
dei 4 mesi precedenti all'avvio del PROF è chiaro che salta lo
stipendio di almeno due mesi per i lavoratori, che non avrebbero
come risparmio forzoso, ma perderebbero le mensilità pregresse e
avrebbero seri problemi.
Penso dunque che mai come in questo caso, signor Presidente:
l'ottimo è nemico del buono. Noi oggi abbiamo il dovere di
procedere prima che sia possibile all'approvazione di questo
disegno di legge per l'obiettivo che esso ha, procedere all'avvio
il più velocemente possibile del PROF 2011, con il recupero dei due
mesi di arretrati, in modo da ridare serenità ad un settore e ai
lavoratori che ci vivono e ci lavorano, che vivono non nel disagio
ma nel dramma. Avviare, infine, una vera riforma della formazione
professionale che salvaguardando le prospettive di vita e di lavoro
dei suoi addetti, ritorni ad essere uno strumento flessibile e
fortemente legato all'esigenza del mondo dell'economia e del
lavoro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marziano, prima di dare la parola al
presidente Formica, volevo dare alcune notizie all'Aula in maniera
tale da potersi ognuno di noi organizzare.
Stasera si svolgerà la discussione generale e risultano iscritti a
parlare alcuni colleghi, dopo di che ci sarà la replica del
Governo.
Quindi, l'Aula verrà rinviata a domani alle 16,00 per le votazioni
sull'articolo 1.
Con riferimento agli emendamenti aggiuntivi presentati e contenuti
nel fascicolo distribuito, gli stessi aggiuntivi saranno trattati
allorché la Commissione V e l'Aula affronteranno complessivamente
la materia della riforma della formazione professionale.
In linea di massima, ovviamente, salvo alcune riscritture che da
qui a domani insieme al Governo faremo.
Questa decisione è stata assunta sulla base delle seguenti
considerazioni:
a) tali emendamenti attengono ad una riforma organica del sistema
della formazione professionale - peraltro molti di voi hanno
ripetuto questo concetto - che non viene affrontata dal disegno di
legge in esame;
b) l'esigenza da tutti condivisa prima in Commissione di merito e
oggi in conferenza dei capigruppo che è quella di approvare
prioritariamente la singola norma contenuta nel testo con limitate
e necessarie riformulazioni;
c) gli stessi emendamenti non sono stati formalmente presentati
nelle Commissioni e quindi discussi nelle Commissioni di merito;
d) molti di tali emendamenti presentano profili finanziari o di
spesa che richiedono una valutazione in Commissione bilancio;
e) alcuni di tali emendamenti affrontano tematiche già risolte dal
testo dell'articolato.
Infine in base agli accordi raggiunti, l'Aula esaminerà
l'emendamento A.1 sulle borse di studio delle scuole di
specializzazione in materia sanitaria, già positivamente valutato
dalla Commissione bilancio e l'emendamento A.6, sui trasferimenti
alle province per attività venatoria.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor presidente, onorevoli colleghi, mi scuso già in
anticipo se prenderò qualche minuto in più. Ma proprio perché la
seduta di oggi io reputo sia una seduta importante per l'argomento
che tratta ebbene che ognuno di noi sia consapevole delle cose che
dice, delle cose che esamina e delle cose che sono state dette in
questa Aula. Inutile che molti colleghi oggi diventati, colleghi di
maggioranza, una volta colleghi di opposizione, appena eletti
colleghi di opposizione, si lamentino del fatto che ci sono stati
degli interventi che scaricano alcune grandi responsabilità
sull'azione di governo.
Allora, è bene fare un minimo di cronistoria.
Vede, signor Presidente, anche io mi sono trovato nel lontano
dicembre del 2006 a ricoprire la carica di assessore per il lavoro
e la formazione professionale, anche io appena insediato a fine
anno 2006 mi sono trovato di fronte ai problemi con i quali si sono
dovuti confrontare anche gli altri assessori che si sono succeduti
dopo di me e i problemi erano sempre gli stessi, signor Presidente
e colleghi, erano la mancanza di un'adeguata copertura, i problemi
erano che spesso si doveva far fronte anche a delle coperture
mancanti sui piani precedenti, i problemi erano che sostanzialmente
spesso mancavano i soldini per dare risposte a tutti.
Ebbene, cari colleghi, sin dal primo momento il sottoscritto si è
messo a lavorare, l'ha fatto con l'Aula, l'ha fatto con tutti i
novanta deputati e ha trovato le risorse dall'Aula per dare
copertura al piano formativo, per risolvere i problemi che
discendevano anche da mancate coperture degli anni precedenti e nel
giro di venti giorni a esitare un primo PROF, venti giorni, e
nell'anno successivo un secondo PROF, interamente coperti. Come? Da
un lato, lavorando con il Parlamento, e lavorando in maniera seria,
dall'altro lato, facendo approvare una norma nel novembre del 2007,
che consentiva finalmente di recuperare quelle risorse forse pari a
oltre centomilioni di euro che giacevano e in parte giacciono
inutilizzate nelle casse degli enti da decenni, inutilizzate in
quanto mancavano e mancano i rendiconti, la rendicontazione, per
cui agli enti veniva anticipato l'80 per cento, gli enti
utilizzavano quell'80 per cento, il 20 per cento veniva erogato a
rendicontazione avvenuta. Ma siccome quell'80 per cento era più che
sufficiente per avviare i corsi, il 20 per cento che stava lì
inutilizzato dagli enti e dalla Regione, e mancava quindi alle
casse, al bilancio della Regione.
Grazie a questi provvedimenti siamo riusciti a esitare dei piani
che hanno avuto copertura integrale. Contestualmente, ci siamo
resi conto anche noi allora che il sistema andava riformato, che il
sistema non poteva continuare con una progressione infinita e già
da allora con una interlocuzione continua con il Governo nazionale,
avevamo intravisto e concordato gli strumenti per sgravare il
bilancio della Regione, da un lato, di almeno duemila
prepensionamenti che assolutamente erano e sono compatibili con le
misure messe in campo dal Governo nazionale assolutamente ed è a
questo riguardo è strano che il direttore del Ministero del lavoro
si meravigliava su come mai la Regione Sicilia e gli enti della
formazione non avessero presentato al Ministero alcuna domanda, e
ne potevano presentare fino a duemila, per utilizzare gli
ammortizzatori in deroga e gli strumenti di accompagnamento alla
pensione per avviare i prepensionamenti.
Contestualmente, debbo dire - perché lo debbo dire per forza - che
il sottoscritto essendo a fine del quinquennio non ha potuto
usufruire di un centesimo del Fondo sociale europeo in quanto lo
stesso era stato integralmente utilizzato. Ciononostante non ci
sono stati problemi di sorta.
Non si capisce perché ed è bene che l'Aula rifletta, non si
capisce perché durante questi tre anni in cui c'è l'intero Fondo
sociale europeo che nel frattempo era stato portato grazie agli
interventi anche forti del sottoscritto e dell'onorevole Leanza al
21 per cento dell'intero POR ed eravamo l'unica Regione che era
arrivata a questa percentuale, e quindi con duemiliardi di euro a
disposizione, duemiliardi di euro a disposizione, non si capisce
perché per questi tre anni non si sono voluti utilizzare queste
risorse per coprire il PROT per almeno cento, centodiecimilioni di
euro che potevano e possono essere integralmente riversati sul
Fondo sociale europeo.
Non si capisce perché per arrivare a questa situazione dopo tre
anni, in un momento in cui c'è il rischio concreto che migliaia di
lavoratori per incapacità, per atti mancanti, per decisioni non
prese da parte del Governo, rischiano di andare a casa. Non si
capisce perché alcuni strumenti, che tuttora, signor Presidente,
possono essere messi in campo e ci farebbero risparmiare almeno 55
milioni di euro subito e, quindi, troveremmo l'intera copertura per
il Piano, perché aggiunto ai 184 milioni ci sarebbe l'intera
copertura per il Piano, ci si continua a intestardire a non volere
assumere i provvedimenti in via amministrativa che assolutamente
possono essere assunti.
Oggi questa norma è fondamentale, e concludo, signor Presidente
(avevo chiesto venia, ma era indispensabile), oggi questa norma è
indispensabile per tappare un buco, per mettere un punto fermo, per
dare certezze a questo mondo.
Voglio avvertire i colleghi e voglio avvertire anche la
Presidenza, da questo punto di vista, di stare attenti quindi a
come scrivere questa norma, perché noi non abbiamo il dovere di
esitare una norma purché sia e lavarcene le mani, se poi questa
norma non passa al vaglio di legittimità Abbiamo il dovere di
esitare una norma che abbia tutti i crismi della legittimità e che
possa essere pubblicata perché non possiamo scaricarci di
responsabilità.
Abbiamo dunque il dovere di approfondire, di mettere in campo una
norma che sia veramente una norma di salvaguardia e che non
scarichi la responsabilità di un Parlamento che, invece, oggi e
domani, responsabilmente deve approfondire tutti gli aspetti legati
alla norma per dare certezze non per lavarsi le mani, perché se ci
laviamo le mani faremo un danno incalcolabile e sostanzialmente
difficilmente potremo intervenire successivamente.
Quindi, attenzione Studiamo bene la norma, adeguiamola ai criteri
di legittimità, alle normative nazionali in materia, per non dare
adito a nessuno di dire: io l'ho fatta, poi non è colpa mia.
Dobbiamo farla e farla in modo che sia una norma a regime.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ha
ragione il presidente Formica, dobbiamo assumerci le
responsabilità. Dobbiamo assumerci la responsabilità perché il
danno che avete creato, presidente Formica è incommensurabile
FORMICA. Noi?
APPRENDI. Sì, il danno l'avete creato voi
FORMICA. Allora non hai ascoltato, tre anni di disastri avete
fatto
APPRENDI Il danno l'avete creato voi, io ho ascoltato bene
Sono stanco di sentire voi con la vostra demagogia, perché voi
volete fare sentire la vostra voce fuori a chi sta protestando,
cercando di infangare chi sta, invece, pensando di poter dare una
risposta seria, non carica di demagogie come fate voi.
Voi avete creato un disastro, chi ha amministrato questa Regione
ha creato un disastro, non solo con la formazione, l'ha fatto con
la forestale, l'ha fatto con gli ATO, l'ha fatto con tutte quelle
agenzie ed enti collegati perché si facevano questi uffici e si
aggirava l'ostacolo dell'assunzione per concorso. E ciascuno ci ha
messo i suoi e ciascuno, al di là dei parenti, della battuta
dell'onorevole De Luca, al di là dei parenti, ci sono settime
generazioni di amici
Questa è la verità. E adesso noi ci troviamo a dover affrontare un
problema che è serio. Ma voi lo pensate che, malgrado nel 2008 si
fece una legge, dove si diceva di non assumere più nessuno nella
formazione, si è continuato ad assumere? E non paga nessuno, gli
unici a pagare sono i lavoratori che devono prendere lo stipendio
perché con quei soldi molti hanno pagato i contratti, Cococo,
Cicici, e una serie di contratti per aumentare la clientela.
Granai, granai di voti per tutti. Granai di voti per tutti.
E, allora, oggi dobbiamo avere il coraggio di porre fine. Basta
Basta Perché adesso, con quel disastro, quella formazione che noi
auspicavamo avesse un ruolo importante così come è negli altri
Paesi d'Europa - la formazione è importante, altroché me lo
insegnate voi -, la formazione è importante. E' importante per quei
giovani che vogliono affacciarsi nel Mediterraneo, per quei giovani
che vogliono andare in Europa. E' importantissima. Ma questa non ha
funzionato, non ha funzionato.
Chissà quanti di voi, colleghi, che come me girate il territorio e
siete impegnati, quante volte vi è stato detto in qualche azienda
ma sa, io avrei bisogno di uno specialista di un settore. Non lo
trovo, lo prendo e me lo formo io a spese mie .
Perché abbiamo fatto una formazione che non serviva al Paese, che
non serviva ai nostri ragazzi.
Abbiamo fatto sì, qualcuno lo ha detto poco fa, dice che oggi
diventa ammortizzatore sociale. No, era già una parte di questa
formazione ammortizzatore sociale è stata usata così per clientele
e ammortizzatore sociale, una parte di questa formazione. Poi è
chiaro non si può fare di un'erba un fascio. Ci sono stati enti
corretti, enti che hanno lavorato, e lo stanno dimostrando perché
pagano gli stipendi, perché hanno osservato le regole del fisco.
Quegli enti non possono essere messi insieme a tutti gli altri.
Concludo, signor Presidente e assessore, auspicando che domani
quando entreremo nel merito potremo esitare un testo che, intanto,
dia immediate risposte a chi sta aspettando, a chi in questo
momento soffre e soffre non per colpa propria.
La stessa vicenda io l'ho affrontata con i dipendenti degli ATO e
con quanti altri. Dobbiamo avere il coraggio però di dire adesso
si gira pagina . Pensiamo al sistema Paese, pensiamo alla Sicilia.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Pogliese, volevo fare un appello alla puntualità per
i lavori di domani.
Domani è convocata per le ore 10.00 la Commissione Bilancio, che
si occuperà del disegno di legge di riforma del settore dei lavori
pubblici. Alle ore 12.00 la Commissione per il Regolamento, già
convocata. Alle ore 16.00 la Commissione Verifica poteri e alle ore
16.30 l'Aula che sarà convocata alla fine di questa seduta.
Pertanto, volevo fare un appello ai colleghi di essere presenti e
puntuali nelle varie sedi di lavoro per evitare di fare slittare
tutti gli altri appuntamenti.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pogliese.
Presidenza del Vicepresidente Formica
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
io sarò estremamente sintetico, ma mi sembra assolutamente doveroso
fare alcune brevissime riflessioni in merito ad un disegno di legge
che, come è stato da molti colleghi che si sono alternati prima di
me evidenziato, non rappresenta certamente la soluzione di tutti i
gravosi problemi che attraversano trasversalmente il mondo della
formazione professionale, ma rappresenta una soluzione tampone di
cui si sentiva, comunque, fortemente l'esigenza in attesa di una
riforma organica della formazione professionale che mi auguro di
qui a breve possa essere all'interno di questa Aula, e prima ancora
all'interno delle Commissioni competenti, incardinata.
Ecco, quindi, perché ritengo sia assolutamente condivisibile
questo disegno di legge di iniziativa parlamentare laddove si
individuano finanziamenti aggiuntivi al Fondo di garanzia, laddove
si individuano ulteriori possibilità di estensione della disciplina
del Fondo di garanzia, estendendo quindi questa opportunità anche a
coloro i quali assunti entro il 31 dicembre 2008 e utilizzati anche
per interventi formativi, vedi il servizio di orientamento, e anche
per l'obbligo dell'istruzione e della formazione. Essendo
assolutamente prioritario all'interno di questo Parlamento il
percorso di tutela dei lavoratori del mondo della formazione
professionale.
Laddove su questa tematica la politica, in maniera probabilmente
trasversale, ha oggettive responsabilità, medesime responsabilità
non sono certamente ascrivibili agli ottomila lavoratori del mondo
della formazione professionale che meritano particolare attenzione.
In merito agli emendamenti prendo atto di quello che ha detto il
Presidente dell'Assemblea.
Mi auguro però che nel successivo disegno di legge di riforma
organica della formazione professionale si presti adeguata
attenzione ad alcune tematiche.
Penso, per esempio, a quella evidenziata dal collega Beninati e da
altri colleghi che dopo di lui si sono alternati, in riferimento
alla possibilità dell'estensione del DURC che, ove sia possibile
individuare una soluzione tecnicamente ineccepibile, credo che
rappresenti una strada obbligata nel tentativo di risolvere alcuni
problemi che vengono affrontati quotidianamente dagli enti di
formazione; problemi che non sono totalmente ascrivibili alla
responsabilità degli stessi enti.
Pertanto, concludo, signor Presidente, ma non posso fare a meno di
esternare alcune brevissime riflessioni in merito ad alcuni
passaggi che il collega Apprendi ha fatto in riferimento ad una
esperienza assessoriale, amministrativa e politica del mio collega
onorevole Formica, che credo siano assolutamente ingenerosi.
Io ho vissuto quell'esperienza parlamentare essendo stato eletto
per la prima volta nel 2006, ho vissuto quindi a fianco
dell'onorevole Formica quella esperienza e credo sia assolutamente
oggettivo dire che quei piani sono stati puntualmente finanziati,
sono stati coperti, gli stipendi sono stati puntualmente pagati.
Sono state individuate risorse aggiuntive attraverso una legge che
l'onorevole Formica fece approvare all'interno di questa Aula,
recuperando milioni di euro e permettendo il finanziamento di quei
piani.
Credo che quelle esternazioni del collega Apprendi siano
assolutamente prive di ogni fondamento.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 1 di
questa legge che, per altro ha detto bene l'onorevole Caputo, è
stata presentata dalla Commissione, dai colleghi che appunto hanno
apposto la firma, è il fallimento della politica di riforma tanto
dichiarata dalla cosiddetta maggioranza.
Perché noi ci saremmo aspettati in questa Aula una vera legge di
riforma, una legge di riforma dove, sulla carta, 60 parlamentari su
90, potevano sostenerla con un'azione parlamentare soprattutto in
un periodo dove già il bilancio è stato affrontato, è stato votato
e dove già le risorse sono allocate in quel bilancio
Invece, rispetto alle dichiarazioni che sono state fatte dai
colleghi, c'è un attacco penso anche suicida, soprattutto dei
colleghi del Partito democratico.
Criticano così tanto quello che è successo a modo loro,
un'attività di formazione clientelare, un'attività di azione
politica che ha messo la Sicilia in ginocchio.
Io farei una riflessione anche perché la posso fare, signor
Presidente, non ho parenti, né amici, né segnalati in nessun centro
di formazione; quindi la posso fare, libero da quello che può
essere il pensiero di un singolo parlamentare.
Penso che i colleghi del Partito Democratico facevano un attacco
ai loro colleghi parlamentari regionali e nazionali perché mi
sembra alla luce del sole, le attività e le cointeressenze di
familiari di deputati regionali e nazionali della maggioranza che
sono lontani nel tempo, da circa venti anni, legittimamente
svolgono un lavoro al servizio della formazione.
Io non ho capito, in particolare, l'onorevole Panarello e
l'onorevole Apprendi, per quale motivo hanno sferrato questo
attacco nei confronti dei loro stessi colleghi che, legittimamente,
hanno sempre avviato e sostenuto un percorso che riguardava una
platea di ottomila addetti.
Rispetto a questo, non riesco a comprendere per quale motivo oggi
c'è la polemica di molti nei confronti di questi lavoratori.
Sappiamo tutti che l'articolo 1 è un pannicello caldo rispetto
alle problematiche.
Sappiamo tutti che questo articolo 1, non solo non serve a
chiudere la questione, ma serve a rinviarla.
Molti si sono presi l'impegno per una legge di riforma. Vedremo,
aspetteremo quelle che sono le eventuali novità che il Governo
vuole rassegnare all'Aula. Ma quello che mi meraviglia è che dalle
parole dei colleghi, forse, ancora non c'è la consapevolezza della
situazione: il comma 5 dell'articolo 1 parla, in linea generale, di
fuoriuscita del personale.
Quindi, ci rendiamo conto che qui stiamo parlando di lavoratori
che sono vicini all'età pensionabile? Alla possibilità di finire il
loro percorso di lavoro? Che lavorano da più di venti anni nella
formazione? Ci rendiamo conto che queste sono famiglie formate, che
vivono di quella sostanza?
Oppure ancora qualcuno ritiene di attaccare i lavoratori che sono
figli della clientela, sono figli dei deputati che li hanno voluti
sfruttare, sono figli di una situazione che non è più sostenibile?
Ma cosa non è sostenibile? L'unica cosa che deve essere
sostenibile è la definitiva stabilizzazione di soggetti che hanno
svolto un lavoro per anni, hanno un contratto a tempo determinato e
vogliono la certezza del loro futuro.
Tutte le belle parole, dobbiamo chiudere , ma chiudere cosa?
Questo è successo negli ultimi dieci anni, con i numeri che ha
detto l'onorevole De Luca, che non mi sorprendono.
Che significa che un governo regionale, l'Assemblea regionale
hanno puntato lo sviluppo nella nostra terra su quello che è il
comparto formazione?
Ma cosa c'è di male? Se qualcuno - come è stato detto da questo
pulpito - ha fatto cose irregolari, la responsabilità penale è
personale. Non ci può essere un attacco, ogni volta che si parla di
formazione, a sacche di potere, a clientele.
Io sono uno, come le ho detto, a cui non frega nulla del
comparto della formazione.
E' mai possibile che la vera demagogia venga da parte di chi, fino
a ieri, faceva l'opposizione e, quindi, lo faceva perché era
opposizione, ma oggi la maggioranza di essi non ha la
responsabilità di dire che ci sono ottomila persone che devono
chiudere con il passato, bello o brutto che sia. La polemica
continua.
Allora, signor Presidente, per quanto mi riguarda, l'articolo 1
non risolverà nulla. Io domani delegherò i miei colleghi a
sostenere questo articolo, in una votazione che lascia il tempo che
trova.
Spero di trovare la responsabilità, soprattutto della maggioranza,
di portare avanti veramente una legge di riforma che abbia come
priorità, innanzitutto, la stabilizzazione delle ottomila persone.
Se qualcuno, poi, è stato assunto fuori dalle norme è chiaro che
non deve essere preso in considerazione ma, nello stesso tempo, di
chiudere una partita, dove non se ne più di sentire demagogie, da
questo pulpito, soprattutto da quei soggetti che appartengono a
partiti che, di questa azione politica, non solo hanno avuto dei
vantaggi legittimi ma ne hanno usufruito anche sotto il profilo
elettorale legittimamente con persone che hanno svolto il loro
lavoro e lo hanno fatto perché la politica ha scelto, perché la
politica ha investito in quel settore.
Se poi qualcosa è andato male o hanno fatto male, o qualcuno si è
appropriato indebitamente di denari della Regione, quello non
spetta al Parlamento neanche alla politica, ma neanche ai tribuni
di turno, perché i tribuni di turno riescono certamente ad
inquinare quello che può essere un processo di sviluppo per questa
regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha
facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che sto
intervenendo in uno stato quasi confusionale, perché se da un lato
c'è la tragedia che stanno vivendo circa ottomila persone,
dall'altro lato non riesco a capire qual è la soluzione che questo
Governo e questo Parlamento stanno preparando rispetto al problema
che è davvero grande.
Io sono tra quelli che possono, sicuramente, porre la domanda
all'assessore Centorrino, perché sono alla mia prima esperienza
parlamentare e perché, in senso assoluto, sono, probabilmente, a
sentire i colleghi, tra i pochissimi che non hanno nulla a che
spartire con la formazione, ripeto, in senso assoluto. Però, so
anche - ed è giusto che lo dica, perché lo penso - che l'assessore
Centorrino non ha contribuito ad aumentare il numero degli enti
accreditati; so anche che l'assessore Centorrino, sicuramente, non
ha contribuito ad aumentare sprechi e clientele. Però, nel momento
in cui la Sicilia vive questo dramma, noi utilizziamo duecento
milioni per quest'anno, per la formazione senza poi,
qualitativamente, produrre nulla, perché tutti siamo assolutamente
d'accordo che la formazione serve anche come strumento di sviluppo.
Assessore Centorrino, fatta questa debita premessa, vorrei capire
qual è la soluzione che sta proponendo il Governo Lombardo; qual è
la risposta della riforma della formazione professionale.
Non è certamente il disegno di legge che dovremmo approvare questa
sera, non c'entra nulla col dramma della formazione. Ripeto,
ottomila soggetti che rischiano il posto; i lavoratori del CEFOP da
più di un anno che non percepiscono lo stipendio.
Al di là delle responsabilità che, probabilmente, vanno ricercate
in tutto l'arco costituzionale, perché nessuno può fare lezione ad
altri, perché proprio nel mondo della sinistra, come è stato
ripetuto da questo podio, ci sono elementi che hanno fatto le loro
fortune nel mondo della formazione ed oggi quei soggetti che sono
stati utilizzati, caro assessore Centorrino, sono praticamente
abbandonati, perché lei, sicuramente, la penserà come me. Non
comprendo cosa c'entra il disegno di legge numero 720 che abbiamo
all'approvazione, rispetto al grave dramma della formazione.
Oggi noi stiamo proponendo al Parlamento, in sintesi, di fare che
cosa? Di ampliare questo Fondo di garanzia, per cinque anni,
allargarlo al personale docente e non docente, allargarlo anziché a
chi è stato assunto fino al 2002 fino al 31 dicembre 2008 e
allargarlo a tutti gli strumenti formativi, quindi, anche agli
sportelli multifunzionali.
Questo è quello che stiamo proponendo a questo Parlamento.
Addirittura, se non ho compreso male, la Presidenza ha stralciato
tutti gli emendamenti, quindi, se c'è la possibilità, come abbiamo
fatto noi, di Forza del Sud, di cercare di migliorare quel testo,
rispetto per esempio al DURC, rispetto per esempio al fatto che il
PROF del 2011 deve partire e deve partire in maniera seria,
coinvolgendo tutti gli enti, perché può sembrare strano, io non
voglio assolutamente difendere il Cefop.
Ribadisco: non c'entro nulla con la formazione, ma è stata fatta
davvero una attenta analisi e soltanto questo ente è nelle
condizioni di non potere più, sono cinque, ma a questo punto, caro
assessore Centorrino, è innaturale porsi una domanda: ma non è che
qualcuno che ha interessi dentro la formazione vorrebbe eliminare
questi cinque enti? Sicuramente quello più importante è il Cefop
perché magari pensa poi, successivamente, ad una distribuzione di
questo monte ore o di questi corsi.
Oggi va studiata e questo Governo riformista che l'ha lasciata
solo, caro Assessore Centorrino, non lo sta sostenendo né il
governatore Lombardo che ha assunto degli impegni ben precisi e
neanche i partiti che dovrebbero sostenere questo Governo. Lei è
solo insieme a questo nuovo direttore che - bontà sua - è stato
nominato, arriva dal Piemonte, che ben venga dal Piemonte, non ho
compreso quello che ha fatto e quello che vuole fare perché oggi
abbiamo un sistema che sta crollando.
Bisogna scindere il destino dei lavoratori dal destino degli enti.
Sono due cose completamente diverse. Va bene il fondo di garanzia,
va bene allargarlo, va bene avere questo salvataggio ma dobbiamo
pensare ad assicurare, facendo un ragionamento complessivo,
riequilibrando tutto il sistema tra enti che dovranno rimanere e
tutti i lavoratori della formazione, considerando anche la
riduzione del 30%, il taglio che è stato fatto rispetto alle
necessarie esigenze finanziarie.
In quel contesto bisogna riequilibrare il settore perché è vero
che oggi si è creato un mostro ma è altrettanto vero che non si può
risolvere la problematica facendo pagare i lavoratori.
Per quanto mi riguarda, per quanto riguarda Forza del Sud, noi
saremo in Aula domani a votare questo disegno di legge ma
consapevoli di non produrre nessun effetto in senso assoluto
rispetto a questo grave problema.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Torregrossa. Ne ha
facoltà.
TORREGROSSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
ascoltato con grande attenzione tutti gli interventi che sono stati
appassionati, intelligenti, ma anche polemici.
Mi domando se molti dei miei colleghi abbiano mai parlato con
questi lavoratori perché tutti siamo pronti a dire che la
formazione è importante, tutti siamo pronti a dire che dobbiamo
tutelare i lavoratori, però, è anche vero che, forse, passiamo
tempo a criticarci, passiamo tempo ad addebitare responsabilità a
una classe politica che c'è stata fino a qualche anno fa o ad una
classe politica che, in questo momento, si trova alla maggioranza
di questo Governo.
Il Presidente Lombardo, più volte, si vanta di volere portare
avanti un Governo di riforme, però, è altrettanto vero che le
riforme epocali che il Governo Lombardo pubblicizza - e faccio
riferimento a quella della sanità, a quella dei rifiuti o alla
semplificazione - sono delle riforme nate in Aula, sono delle
riforme che, in realtà, non hanno dato gli effetti sperati.
A proposito di sanità, stamattina leggevo un articolo dove si
indicava un risparmio nella spesa sanitaria siciliana ma, al
contempo, degli amici mi hanno telefonato dicendo che mancavano i
posti in ospedale e, pur avendo la gamba rotta, sono dovuti tornare
a casa.
La stessa cosa funziona per quanto riguarda la riforma degli ATO,
basta fare un giro per le nostre città e ci accorgiamo che ci sono
cumuli e cumuli di spazzatura. Mi auguro che la riforma della
semplificazione possa avere una fortuna migliore.
Faccio queste considerazioni perché poco fa il Presidente Cascio
ha detto che nelle prossime ore, lei, Assessore, provvederà a
sintetizzare degli emendamenti e, quindi, ad ipotizzare un
miglioramento di questa legge che è qui in discussione, legge che è
dovuta, che noi del PDL sicuramente appoggeremo perché abbiamo un
grande rispetto dei lavoratori, molti che vanno avanti da più di 20
anni - diceva il mio collega - e sono prossimi alla pensione, molti
lavoratori che si sono sostituiti ai servizi essenziali forniti dai
dipendenti regionali e faccio riferimento agli sportelli di
formazione, agli ex uffici provinciali del lavoro.
Noi andremo ad appoggiare, sicuramente, questa legge ma, al
contempo, ci auguriamo che quello che uscirà dal suo lavoro sarà un
emendamento, un maxi emendamento, probabilmente, che tenga conto
delle esigenze reali di tutti i lavoratori, senza polemiche, senza
addebitare, ad una classe dirigente oppure ad un'altra, l'aumento
della spesa.
Oggi, noi abbiamo questi lavoratori, dobbiamo, semmai, stare
attenti.
Assessore, la invito a parlare con l'Assessore per la Sanità,
perché oggi ho letto che la dottoressa Borsellino stava dando
l'autorizzazione o, comunque, ha dato l'autorizzazione per corsi di
formazione per 2.600 operatori OSA nella Sanità e dobbiamo stare
attenti: non vorrei che, in qualche modo, si creassero ulteriori
precari, sia come formatori che come lavoratori.
Pertanto, concludo, Assessore, invitandola nel suo intervento di
replica a fornire una data certa per la legge di riforma della
formazione di cui questa Regione ha effettivamente bisogno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, caro assessore
Centorrino, poco fa l'onorevole De Luca, a cui comunque va sempre
il nostro affetto, sollevava problemi di incompatibilità con
parecchi Assessori; io lo volevo rassicurare che, questo problema,
non mi riguarda né da vicino né, tanto meno, da lontano.
Così come non mi riguarda la vicenda accennata dal mio amico,
onorevole Paolo Colianni, laddove diceva; Beh, nel passato c'è
stata una condivisione o da protagonista o da comprimario .
Bene, in questa vicenda, io non ci sono stato né da protagonista
né, tanto meno, da comprimario.
Però, è chiaro che il problema va risolto e, questa sera, va
risolto definitivamente nell'interesse dei lavoratori,
nell'interesse, anche, degli studenti che devono frequentare questi
corsi.
Assessore Centorrino, apprezzo sempre quello che lei fa perché so
che lo fa con passione perché crede in quello che fa, tuttavia,
speravamo in una legge più completa - e ora le dico perché -
speravamo in qualcosa di più definitivo anche perché lei ha le
competenze giuste, le capacità giuste per poter dar vita ad un
testo più complessivo sulla vicenda.
Tuttavia, non possiamo non salutare con soddisfazione questo
disegno di legge e non possiamo, fin da adesso, assicurare il voto
favorevole del PDL all'approvazione di questo provvedimento
cercando di venire incontro un po' a quelli che sono alcuni aspetti
a cui questo disegno di legge, non ha del tutto risposto.
A differenza di altre volte in cui ho presentato decine di
emendamenti, questa volta mi sono limitato soltanto a presentarne
uno e su questo, Presidente dell'Assemblea, terrei che domani si
discutesse e vorrei che anche i colleghi lo approvassero; si tratta
dell'emendamento che tende ad assicurare la continuità retributiva
a tutti coloro i quali, come lei sa meglio di me, Assessore,
essendo passati ampiamente due mesi, rischiano, in attesa
dell'approvazione dell'avvio del POF 2011 di rimanere senza
stipendio ed è chiaro che chi come me proviene dal mondo del lavoro
- faccio il docente - sa cosa significa rimanere qualche mese senza
stipendio.
Su questo emendamento io mi soffermerò a lungo domani, spero che
il Governo lo possa accogliere anche perché non mi pare che sia un
emendamento che prevede l'impegno di nuove spese.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Va bene, onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Mi fa particolarmente piacere constatare che anche lei
la pensa come me su questa vicenda ed allora su alcune cose
dobbiamo vedere di soffermarci e di discutere.
Tanti colleghi, giustamente, prima di me hanno sollevato il
problema del DURC e della impossibilità che noi abbiamo di pagare
il personale docente e molti hanno sottolineato come non si tratta
soltanto di annualità dell'anno in corso ma anche di mensilità
precedenti.
Quando sono stato Assessore ho fatto una cosa semplicissima di
fronte a ditte che non volevano produrre il DURC, non potevano
produrre il DURC, ho provveduto a pagare, intanto, il personale,
gli operai, i lavoratori; è una cosa che l'amministrazione
regionale può fare benissimo nominando i propri funzionari
commissari in ogni ente e defalcando la somma destinata al
personale in maniera tale che le somme possano essere date
direttamente ai lavoratori, in maniera tale che il personale possa
essere pagato e quindi possa continuare a sopravvivere, perché di
questo si tratta quando ci troviamo di fronte a dipendenti di enti
statali e non o, addirittura, dipendenti dello Stato o della
Regione.
Quindi, credo che il problema del DURC vada superato svincolando
il personale dalle problematiche legate all'azienda che sono altre
legate agli affitti, ai telefoni e a tutto quello che volete voi,
ma in questo modo noi dobbiamo necessariamente separare il
personale dal resto delle spese.
Poi, è chiaro che la riforma doveva prevedere possibilmente un
momento di incontro con gli istituti professionali di Stato, che
lei sa meglio di me essere in questo periodo con carenza di alunni
e, invece, la formazione professionale ancora ha alunni a cui dare
le proprie indicazioni dal punto di vista didattico.
Si poteva pensare e si deve pensare ad utilizzare questi locali in
maniera tale da risparmiare e in maniera tale che questi corsi di
formazione possano essere svolti in luoghi sicuri, spesso si
svolgono presso garage, locali fatiscenti, locali che vengono
pagati a costi esorbitanti, ospitano questi ragazzi in una
situazione di assoluta insicurezza.
Poi, non solo ai ragazzi ma bisogna pensare alla stabilizzazione
del personale, bisogna cercare di garantire i posti di lavoro a
tutti coloro i quali, alla data che è stato individuata, il 31
dicembre 2008, avevano i requisiti per potere fare i docenti, per
potere essere personale assunto a tempo indeterminato, quindi,
bisogna agevolare l'esodo di coloro che hanno già l'età di andare
in pensione.
Non si capisce perché c'è questa piccola casta' di lavoratori
molti dei quali da anni hanno già raggiunto la possibilità di
andare in pensione e continuano a rimanere in servizio, in questo
modo mettendo in discussione il posto di lavoro per coloro che,
invece, sono giovanissimi.
Bisogna cercare di agevolare l'esodo di coloro ai quali manca solo
qualche anno alla pensione per cercare di snellire e, soprattutto,
di rendere meno pesante il costo del personale, bisogna pensare
alla riqualificazione di questo personale che possiamo utilizzare
in altri compiti.
E' chiaro che sono tante le cose che avremmo potuto fare e sono
tante le cose che ci impegneremo a fare per il futuro, intanto una
nota positiva, alla fine, questo parlamento la trarrà domani
approvando una legge che dia finalmente sicurezza e stabilita a
quanti da anni, con grande impegno, con grande capacità e grande
professionalità lavorano nel mondo della formazione professionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, credo
che, considerata la portata della norma, non penso che dovremmo
fare molti commenti o dilungarci in riflessioni poiché molto si è
detto, soltanto qualche personale riflessione in merito a questa
norma, assessore Centorrino.
Credo che chiaramente non siamo di fronte ad una legge di riforma,
è sotto gli occhi di tutti, è una legge tampone che serve per
fronteggiare una crisi in cui alcuni enti si stanno trovando, sono
alcuni enti che, oltre al CEFOP, a mio avviso, sono degli enti che
hanno oggi un soprannumero, un sovraccarico di personale. Non sono
soltanto quegli enti congelati, sono anche altri enti quegli enti
che hanno, in questi anni, dobbiamo dire, senza entrare nel merito,
senza cercare di trovare criminalizzazioni perché - attenzione -
non è mai piacevole né carino, io dico, cercare di puntare il dito
per scaricare agli altri, molte volte, le proprie responsabilità
Non è carino perché dobbiamo dire, Assessore - qua è giusto che lo
diciamo e lo sottolineiamo - che dal 2008 in poi, dal 2009,
soprattutto, al 2010, pare che gli uffici provinciali del lavoro
abbiano registrato ben 800 nuove assunzioni a tempo indeterminato.
Delle due l'una: o i problemi sono della vecchia amministrazione o
sono della nuova. Allora, noi siamo qua a dire che abbiamo una
legge che non è una legge di riforma, lo abbiamo detto ma è una
legge che serve per accompagnare o per garantire quelle persone che
si trovano in un ente o in enti in sofferenza o accompagnare a
percorsi di pensionamento, di fuoriuscita, di prepensionamenti che
possano, in un certo modo, alleggerire il sistema della formazione
in Sicilia.
C'è un problema però, Assessore, e qua lo dobbiamo dire: oggi c'è
una nota, un articolo in un quotidiano locale che sottolinea come
anche l'Assessorato alla Salute si sta preparando per bandire corsi
per 2.600 nuovi operatori socio-sanitari. Quindi 2.600 sono circa
180, 170 nuovi corsi di formazione professionale per 1.000 ore.
A questo punto io dico, non è il tema perché abbiamo detto che il
tema è un solo articolo, il bacino di fuoriuscita, il bacino di
garanzia e poi dirò una cosa, per entrare proprio nel tema, però
perché dobbiamo bloccare la formazione degli OSA soltanto ad una
limitatissima platea di enti accreditati presso l'Assessorato della
Salute e non consentiamo, invece, che gli enti di formazione,
piuttosto che mettere in mobilità, pagare le persone per non
lavorare, non consentiamo, invece, a queste persone, a questi
formatori, a questi docenti e non docenti, così come dicono alcuni
emendamenti anche del Governo, di consentire che possano essere
riqualificati e che gli enti di formazione accreditati con
l'Assessorato alla Formazione possano, invece, essi stessi,
procedere a formare questo personale perché per un domani possa
essere avviato o inserito nel mondo del lavoro.
Assessore, lei sta procedendo in via amministrativa alle varie
riforme perché se vediamo con varie delibere di Giunta di Governo,
sono stati stabiliti dei paletti e paletti anche importanti, quale,
ad esempio, quello del parametro unico, i famosi 135 euro che, a
mio avviso, è un principio giusto, attenzione, perché non è giusto
che ci siano degli enti che abbiano appesantito le proprie casse,
le proprie strutture, se vogliamo, rispetto ad altri enti che sono
stati virtuosi, alcuni enti, invece, che, per attenersi ai
parametri stabiliti dall'Assessorato, poi, alla fine, invece, si
vedono penalizzati.
Allora, delle due l'una: o stabiliamo delle regole per tutti
certe, di legalità, di legittimità, oppure scadiamo sempre nella
illegittimità.
E allora che ben venga il parametro unico Però, posto questo,
assessore, noi dobbiamo guardare bene a questo fondo di garanzia.
Io ho presentato due emendamenti, uno dei quali provocatorio, che
vorrebbe abrogare la data del 31 dicembre 2008. Ma l'altro, invece,
prevede di estendere la garanzia - e invito il Governo e i partiti
di maggioranza a riflettere - a quei lavoratori, docenti o non
docenti che, seppure assunti in forza di provvedimenti
giurisdizionali o extra giudiziali, quindi anche a seguito di
accordi dinanzi all'Ufficio provinciale del lavoro, abbiano
iniziato il loro rapporto lavorativo ante 31 dicembre 2008. E
comunque, tale rapporto lavorativo si è sostanziato a seguito di
leggi violate, perché sappiamo tutti che quando un rapporto di
lavoro si è perpetuato nel tempo, è reiterato nel tempo a seguito
di proroghe, comunque va consolidato e comunque, per legge, non può
non essere riconosciuto.
Allora, dobbiamo cercare di capire, perché qua non stiamo
allargando l'elenco della formazione professionale, l'elenco unico
degli appartenenti alla formazione professionale, per cui diciamo
che tutti coloro che sono stati assunti dopo il 31 dicembre 2008,
va bene. Qua non lo sta dicendo il Governo.
Dobbiamo però sanare un vulnus che rischia per alcuni operatori
della formazione che lavorano da cinque, da dieci anni, con
contratti a tempo determinato e che poi, a seguito di un
provvedimento giurisdizionale e non, sono stati stabilizzati. Dico
che questi operatori non devono essere penalizzati.
Concludo, signor Presidente, e dico che, sebbene sia una norma,
non è una legge di riforma, comunque è qualcosa, con l'invito però
che il Governo al più presto metta mano a qualche norma che possa
guardare in prospettiva e dare una formazione che serva a questa
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha
facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, credo
che attorno a questo disegno di legge ci sia una grandissima
attesa, e quando c'è grande attesa bisogna prendere atto che c'è
una grandissima insoddisfazione. E mi riferisco al provvedimento
che non è altro che una norma con un solo articolo, e che
certamente poteva fare di più.
Sono convinto che l'assessore Centorrino, anche per la sua
competenza da tecnico e da persona che da sempre si è occupata di
formazione universitaria poteva, all'interno di questo Governo,
dare un contributo ancor più grande rispetto a queste attese.
E' stato uno sforzo un po' stitico, assessore Centorrino, rispetto
al mondo della formazione. E come se noi facessimo una legge di
riforma sanitaria che riguarda soltanto i medici ed il personale
sanitario e non guardassimo alle esigenze del malato, cioè chi ha
bisogno di essere curato.
Allora, Assessore, come parlamentari dobbiamo dare certezza ai
diritti dei lavoratori, e ci assumiamo tutta la nostra
responsabilità anche se qui qualcuno confonde un po' i ruoli di
ciascuno di noi e parla di commensali attorno alla tavola bandita
della formazione. Io non mi sono mai seduto a questa tavola, per
cui questa battuta non la condivido, ma anche per rispettare tutti
gli altri colleghi che qui svolgono un ruolo importante e fanno
politica al servizio del territorio.
Io sono tra quelli che ritiene ci debba essere il primato della
politica, che significa guardare agli interessi generali e cercare
di dare risposte al territorio. E, allora, non mi scandalizzo
quando un politico si occupa anche di formazione e da suggerimenti
giusti per migliorare la qualità della formazione.
Assessore, credo che ci sarebbe bisogno veramente, più che di una
norma secca, di una legge che riveda un po' questo settore. Sono
convinto che, se qualche collega che oggi fa parte della
maggioranza e nel passato svolgeva un ruolo di opposizione, non è
riuscito ad incidere, è perché credo che una buona opposizione può
anche dare degli indirizzi ad un governo, Non condivido il fatto
che Lei in questi anni abbia chiuso gli accreditamenti, perché
questo non significa aver fatto una buona gestione della formazione
nella nostra Regione, perché si vogliono mantenere determinati
privilegi, se questi privilegi ci sono stati e ci sono così come
dicono alcuni parlamentari di questa maggioranza.
Sarebbe stato più giusto, forse, tagliare alcuni accreditamenti
per quegli enti che magari hanno svolto un ruolo clientelare e non
in direzione di un'alta formazione per il nostro territorio, per il
nostro mondo del lavoro, per le imprese. Credo che ci sia necessità
in questa Regione di continuare ad occuparsi della formazione
professionale, perché tra quelli che sostiene che non spende mai
abbastanza per formare a favore di chi vuole svolgere un ruolo
importante nel mondo del lavoro.
Credo che se noi oggi spendiamo una cifra considerevole per la
formazione, se i benefici sono certamente tanti, dovremmo spendere
di più se, invece, i costi sono non parametrati ad una effettiva
esigenza del territorio e ad una qualità della formazione. Allora,
possiamo benissimo spendere meno, oppure tagliare i rami secchi,
oppure eventualmente ridurre i costi che sono improduttivi. Noi
dobbiamo sì guardare alle esigenze e ai diritti di questi
lavoratori, ma dobbiamo soprattutto guardare alle prospettive, al
loro futuro.
Camminando in questi giorni per il territorio, ho incontrato
diversi dipendenti di enti di formazione professionale che mi
chiedevano notizie, oltre che sulle loro spettanze, sulle loro
prospettive, sul loro futuro. Dobbiamo dire ai dipendenti di questi
enti di formazione che dovranno avere la certezza nel futuro e
dovranno riqualificarsi, perché certamente bisogna fare formazione
di qualità, ma deve essere la politica a dare queste indicazioni.
Assessore, noi saremo accanto a questo disegno di legge perché ci
rendiamo conto che dobbiamo dare delle risposte ai tanti lavoratori
che hanno bisogno di avere certezza dei loro diritti e delle loro
prospettive, ma sappiamo anche che abbiamo tanto lavoro da fare per
far sì che questa Regione si intesti una battaglia di riforma per
una legge che deve guardare ad una formazione di qualità, di intesa
con le università e col mondo delle scuole professionali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi assessore Centorrino,
penso che l'eccessiva drammatizzazione non aiuta così come neppure
la superficialità e la sottovalutazione di quello che stiamo
vivendo, senza escludere evidentemente - come alcuni colleghi hanno
tentato di fare - responsabilità del passato. Ma questo non
significa che non dobbiamo trovare la via virtuosa.
Assessore, vorrei riferirmi innanzitutto a Lei, non la invidio per
quello che in questa fase sta tentando di gestire con estrema
cautela e con intelligenza.
Ma tre questioni possono aiutare a riflettere, perché è questo che
dovremmo fare in questa seduta: se poi dobbiamo improvvisare
comizietti, li improvvisiamo
Non penso che tutto sommato abbiamo questa esigenza, perché noi
abbiamo un sistema che, sostanzialmente, dobbiamo rendere più
aderente alle esigenze del mercato del lavoro, che è un mercato del
lavoro in grave sofferenza. Quindi, quel poco che riesce - tutto
sommato - anche come esigenza, ad esprimere dovremmo essere pronti
ad acchiapparla con grande tempestività, e parliamo di qualità
dell'offerta formativa perché, detta così, può sembrare veramente
qualcosa di vuoto se non diciamo che la qualità dell'offerta
formativa, a prescindere dalle buone professionalità di cui
disponiamo, va agganciata necessariamente a questo mercato, così
com'è, nella situazione di criticità che stiamo vivendo. E questo è
un punto su cui si sta basando il lavoro di questo Governo, con
tutte le difficoltà che questo comporta.
La seconda questione è avere le idee chiare su come intervenire
rispetto alle garanzie per il lavoratore ed in questo momento, mi
permetto di dire ad alcuni colleghi, a parte l'aver tirato nel
passato il sasso per nascondere oggi la mano, il problema è come
garantire coloro che in quell'ambito hanno costruito e messo su
famiglia.
E' inutile che ci giriamo intorno. Io vado in maniera molto
lineare ad affrontare questa questione perché non è possibile che,
anche rispetto ad analisi di questo tipo, noi abbiamo un approccio
timido. Dobbiamo capire, a prescindere dalle furbate, a prescindere
- poco fa ho sentito un collega, non c'è quindi non lo cito perché
non mi sembra nemmeno corretto, per stile e per rispetto
istituzionale - che parlava di se c'è chi conosce eventuali reati
commessi vada altrove a ...
Ma non siamo qua per discutere di questo Non è un problema di chi
ha commesso reati perché non mi pare che siamo un organo che può,
da questo punto di vista, se non qualora vengano evidentemente a
configurarsi alcuni reati, fare il proprio dovere fino in fondo.
Qui stiamo parlando di scelte e di opportunità politica fatte ieri
e che oggi dobbiamo necessariamente fare per vedere di stabilizzare
un sistema, di renderlo funzionale, di renderlo - come è stato
definito - una buona formazione e, nel contempo, fare i conti con
quelle che sono anche le emergenze di ciò che può accadere facendo
questo.
Guardate, la cosa che più mi intriga è l'aspetto di cosa può
significare, per esempio, un impianto di pianificazione a tutti gli
effetti pluriennale della logica dell'offerta formativa, del piano
dell'offerta formativa.
Noi, gradualmente dobbiamo arrivarci perché non è possibile che
ogni anno, rispetto anche a ciò che ci portiamo dietro da tempo,
non riusciamo a tirar fuori una pianificazione che abbia una certa
stabilità e che dia certezza a tutti coloro che operano in questo
settore e che, quindi, di fatto hanno un rapporto con la Regione
siciliana.
Questo è uno dei punti che non ho sentito sottolineare, ma mi
sembra estremamente importante arrivare ad una pluriennalità. La
famosa ipotesi dei piani nell'offerta formativa su scala triennale
mi convince moltissimo ed io, dato che questa sera ho la
possibilità di parlare con il Governo a prescindere da altri
momenti, desidero sottolinearla.
Poi c'è l'altro aspetto della norma in discussione. Personalmente
non enfatizzerei.
Noi stiamo tirando fuori idee integrative rispetto ad una
legislazione complessiva che può riguardare, per esempio, le misure
atte all'accompagnamento per la fuoriuscita.
E' bene che ci dotiamo di un qualcosa che ci metta nelle
condizioni di essere - attenzione - nemmeno complementari, ma
integrativi rispetto a quella che è la legislazione di settore, che
evidentemente è quella statale. E mi pare che rispetto a questo,
tutto sommato ci siamo.
Ora, convinciamocene noi stessi perché io sento spesso da questo
pulpito, o da questo podio, il richiamo a chi deve controllare il
profilo di costituzionalità delle nostre norme. Io ho grande
rispetto per il ruolo del Commissariato dello Stato in Sicilia, ma
penso che ognuno deve svolgere il proprio ruolo senza pensare di
tirare giacche a destra e a sinistra, e senza comunque che quel
ruolo vada più verso una formula di presenza in Sicilia di
Commissariato di Governo, piuttosto che di Commissariato dello
Stato. Perché un giorno di questi, anche di comune accordo, una
discussione per quanto concerne il controllo sulla legislazione
regionale da parte del Commissariato dello Stato va fatto. Altrove,
e i colleghi lo sanno, non esiste più un Commissariato di Governo.
In Sicilia c'è ancora il Commissariato dello Stato su cui credo che
noi dovremmo soffermarci, anche con una apposita seduta d'Aula, per
dibattere e approfondire, nel pieno rispetto del ruolo di questa
istituzione, ma nel pieno rispetto anche di quelle che sono le
nostre prerogative.
Nessuno di noi ha chiara la rotta che dobbiamo, a prescindere da
tutto, segnare.
Signor Presidente, lo dico con grande rispetto, cautela, prudenza e
pacatezza, questo vale anche per la magistratura contabile che,
ovviamente, interviene per quanto concerne la legittimità in
materia di leggi che disciplinano la contabilità, e noi per primi,
come legislatori, abbiamo scelto tempo fa di percorrere determinate
vie e fare determinate scelte. Ritengo che il controllo di
legittimità deve rimanere entro un ambito ben disciplinato,
altrimenti qualcosa può sembrare anche un po' fuori dalle righe.
Capisco che è un argomento molto complesso e molto delicato, ma a
me sembra che spesso - lo dico senza arrogarmi alcun diritto, né
scimmiottando giuristi, né scimmiottando alcunché - si debordi
rispetto anche al controllo di legittimità, rispetto anche a tutto
ciò che è la delicata materia della contabilità.
Rispetto a questa norma, dicevo, bisogna fare attenzione a
drammatizzare. L'articolo 132, l'articolo su cui noi stiamo
fondando parte di questo disegno di legge, fa parte del nostro
ordinamento, e in un linguaggio chiaro si chiama sostegno del
reddito. Noi ci muoviamo su quel solco, non ci stiamo inventando
niente al di fuori della legislazione concorrente, e al di fuori
dei nostri poteri previsti dallo Statuto della Regione siciliana.
Non voglio convincere nessuno, ma mi sembra opportuno muoversi con
grande determinazione e con la schiena dritta. Senza supponenza,
con grande umiltà stiamo tentando di dotarci di qualcosa che ci
serve ad integrare quanto già previsto da norme statali, che serve
anche a ragionare per quanto concerne l'utilizzo di quelle stesse
norme e le eventuali deroghe, sapendo che noi vogliamo fare
semplicemente la nostra parte per garantire ulteriormente i
lavoratori della formazione professionale.
Diciamolo con estrema serietà, se poi vogliamo attrezzare
speculazioni, strumentalizzazioni e demagogie c'è sempre tempo, ma
il livello dovrebbe essere questo e l'asticella dovrebbe essere la
più alta possibile. E con questa convinzione noi ci accingiamo a
dare un voto favorevole anche a questo disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ho
ascoltato con attenzione il dibattito su questo testo brevissimo,
un testo di un solo articolo, di appena cinque commi o poco più, a
seconda di quella che potrebbe essere la stesura finale e abbiamo
appreso, tutti, da interventi più o meno interessanti, e non c'è
alcuno spirito polemico nel mio ragionamento.
Appare evidente che non si tratta di una legge di riforma del
settore.
L'assessore é impegnato da mesi, in via amministrativa, con gli
strumenti consentiti dall'ordinamento giuridico a preparare una
fase diversa che, probabilmente, approderà, mi auguro, nelle
settimane e nei mesi a venire, in una legge di riforma organica del
delicato e complesso settore della formazione professionale,
disattesa per troppi anni, che oggi si trova in una situazione
quasi da capolinea.
Sono consapevole che questo non è il momento delle polemiche, ma
il momento della assoluta razionalità e della più assoluta
comunione di intenti, per affrontare una emergenza che riguarda il
dramma di migliaia di lavoratori e riguarda, per non far populismo
e demagogia, un settore rispetto al quale la Regione siciliana, e
questo Parlamento, non possono assumersi la responsabilità di far
finta che non ci sia un problema tanto grave, sia dal punto di
vista dei livelli occupazionali, sia dal punto di vista della
qualità della formazione che andiamo a costruire in Sicilia, e che
consentiamo possa essere realizzata in Sicilia.
Questa non è una legge di riforma del settore, è un testo semplice
nella sua stesura - e lei, assessore, ha fatto bene a dirlo in più
occasioni, sia pubbliche che private - è un testo che non va
enfatizzato, un testo che serve esattamente a correggere ed a
integrare alcune norme che già esistono nell'ordinamento, nel più
assoluto rispetto della normativa vigente statale e regionale.
Quindi, uno strumento che aggiunge ciò che serve in questo
momento, uno strumento che, a mio avviso, è errato definire di
natura previdenziale. E' più uno strumento di aiuto al reddito,
finalizzato esclusivamente e tassativamente - ci tengo a fare tale
precisazione da questo scranno - a momenti di difficoltà estrema
che vivono gli Enti nel comparto della formazione professionale, in
attesa di una ricollocazione di questi lavoratori, di una
riqualificazione, e non certamente per finalità che esulano da
quelle che sono le competenze legislative di questa Regione.
Nel più assoluto rispetto di quelle che sono le norme
dell'ordinamento giuridico, nel suo complesso, noi abbiamo la
necessità, oggi, di dotare il comparto della formazione
professionale di queste norme semplici che possono dare una
garanzia ed una tutela ulteriore al lavoratore, integrativa
rispetto a quella che già esiste.
Nulla di straordinario, signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessore, ma qualcosa che rientra esattamente in quelle che sono
le prerogative statutarie di questa Regione e che rientrano in
quelli che sono i diritti dei lavoratori e le esigenze di un
comparto, oggi, estremamente in difficoltà.
Abbiamo parlato, è giusto che sia, e ragionato questo pomeriggio,
di un testo di legge, probabilmente, qualche volta enfatizzandolo
più del necessario.
In questo momento, quando proviamo a scrivere una norma, un
emendamento, o integrare perfino una parte banale di un comma,
dobbiamo aver presente ciò che si consuma fuori dalle pareti di
questo Palazzo.
Qualche volta mi sono detto - e noi che siamo deputati da pochi
anni lo sappiamo forse meglio di altri - che le pareti di questo
Palazzo sono troppo spesse.
Ciò che accade fuori si trasforma in una sorta di psicodramma.
Vorrei capire, lo dico a me stesso e lo dico con grande senso di
responsabilità, che cosa pensano i lavoratori ascoltando un
dibattito lungo, legittimo, corretto, ma che probabilmente non
hanno capito e compreso appieno nella loro dimensione di
lavoratori, nella loro dimensione umana e quindi dovremmo fare in
modo che le pareti di questo Palazzo, del Parlamento più antico
d'Europa, fossero meno spesse, che si ascoltasse di più, che si
sentisse di più ciò che c'è fuori da questo Palazzo, i drammi
umani, i drammi civili, professionali che si vivono in questo
momento fuori da qui.
Io l'ho avvertito, e l'ho detto pubblicamente con un comunicato di
cui mi sono assunto la responsabilità, vivo sul territorio e ho
registrato in queste settimane un aumento costante della tensione.
I lavoratori, per responsabilità di nessuno - e quindi vorrei che
fosse una riflessione di tutti, per affrontare meglio il problema
della formazione professionale nel suo complesso - non si sentono
ascoltati e guardate che è davvero difficile parlare con lavoratori
che da 12, 13, 14 mesi non percepiscono lo stipendio, pur andando
ogni giorno, costantemente, a lavorare.
Allora, senza demagogia e populismo, ci sono delle situazioni che,
obiettivamente, un Parlamento ed un Governo non possono non tenere
nella giusta considerazione; questa legge risolve uno dei problemi
della formazione professionale ha. Questo testo, assessore, le da
uno strumento, uno soltanto che le può consentire di affrontare con
più determinazione, domani, il problema complessivo della
formazione professionale, che comunque va affrontato e risolto
anche con altri interventi e con altri strumenti.
Però, credo che abbiamo un maggior dovere di ascoltare ciò che c'è
fuori da questo Palazzo, di ascoltare di più i lavoratori e di
affrontare con più determinazione e più tempestività i problemi che
vive e che affliggono questa nostra Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci alcun altro deputato
iscritto a parlare, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 18
maggio 2011, alle ore 16.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 265 - Impegno del Governo della Regione ad organizzare le
celebrazioni dei duecento anni della Costituzione
siciliana del 1812.
FERRARA - AMMATUNA - GUCCIARDI - MATTARELLA
N. 266 - Proroga dei termini del bando per l'attivazione della
linea d'intervento 3.3.1.4. del PO FESR 2007/2013 e
modifica della documentazione richiesta.
ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - CAPUTO - COLIANNI - MARINELLO -
DONEGANI - DE BENEDICTIS - RAIA
III -Discussione dei disegni di legge:
- Interventi nel settore della formazione professionale. (n.
720/A) (Seguito)
- Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili. (n. 582/A)
- Norme sull'insegnamento della storia, della letteratura e della
lingua siciliana nelle scuole. (nn. 635-588-344-149/A)
IV - Votazione finale della proposta di modifica dell'art. 153 del
Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. III)
La seduta è tolta alle ore 20.58
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli