Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 255 di martedì 17 maggio 2011
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura dei processi verbali  delle
  sedute  253  e  254  che, non sorgendo osservazioni,  si  intendono
  approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   i  quotidiani Giornale di Sicilia' e La Sicilia' hanno pubblicato,
  in  data odierna, due pagine a pagamento nelle quali il commissario
  dell'A.R.A.S.   (associazione   regionale   allevatori   siciliani)
  pubblicizza   i   risultati   del  proprio   operato   alla   guida
  dell'associazione;

   l'ARAS  è  un  ente finanziato dalla Regione siciliana nell'ambito
  del  programma  regionale  di miglioramento  e  di  sviluppo  della
  zootecnia regionale: nel 2010, lo stanziamento di bilancio è  stato
  di 4.700.000,00 euro;

   la  stessa  associazione beneficia di contributi dello  Stato  per
  quasi 5 milioni di euro;

   per sapere:

   quale  sia stato il costo sostenuto dall'ARAS per la pubblicazione
  sui suddetti quotidiani;

   se  l'acquisto  di  due  pagine sui maggiori quotidiani  siciliani
  rientri  nella  politica di contenimento dei  costi  ostentata  dal
  commissario;

   a   quanto   ammontino  gli  stipendi  arretrati   del   personale
  dell'associazione;

   se  la  propalazione  delle  opinioni  personali  del  commissario
  dell'ARAS  circa gli emolumenti spettanti ai deputati regionali,  i
  doveri istituzionali di questi ultimi e il loro spirito di servizio
  rientri nei compiti istituzionali dell'associazione e se la Regione
  siciliana eroghi fondi pubblici a tal fine;

   quali  iniziative intendano assumere nei confronti del commissario
  Chiarelli  per  le interviste rilasciate a pagamento,  polemizzando
  con i deputati dell'Assemblea regionale». (1872)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 LUPO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  la  funzione
  pubblica e le autonomie locali, premesso che:

   l'area della vice-dirigenza nel settore pubblico è prevista  dalla
  vigente  normativa  (articolo 17 bis decreto legislativo  30  marzo
  2001,   n.   165),   demandando   alla  contrattazione   collettiva
  l'istituzione e la regolazione della stessa;

   per  effetto  del meccanismo del rinvio dinamico' contenuto  nelle
  autonome  norme  regionali  tale previsione  opera  automaticamente
  anche per il personale della Regione siciliana;

   nell'ordinamento  delle  carriere  del  personale  della   Regione
  siciliana,  le  posizioni corrispondenti a  quelle  previste  dalla
  normativa nazionale sono quelle individuate come D3, D4 e D5;

   numerose   e  concordanti  pronunce  giurisprudenziali  confermano
  l'obbligo,  per la Regione siciliana, di riconoscere  l'area  della
  vice dirigenza ed adottare i provvedimenti conseguenti;

   ritenuto che:

   al   fine  di  prevenire  ulteriori  contenziosi,  che  vedrebbero
  nuovamente  soccombente  l'Amministrazione regionale,  occorra  una
  specifica azione da parte del Governo, volta a porre in essere  gli
  atti di competenza;

   per sapere:

   quale  sia,  in  dettaglio,  l'attuale  situazione  giuridica  dei
  soggetti interessati dall'istituzione dell'area;

   quali  iniziative il Governo intenda adottare per dare  attuazione
  alle previsioni normative e contrattuali, come precisate e ribadite
  in sede giurisprudenziale, onde pervenire all'istituzione dell'area
  della vice dirigenza». (1876)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            GIUFFRIDA

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   nella  notte  tra  il 9 ed il 10 maggio 2011  si  è  verificato  a
  Borgetto (PA) un atto di indubbia natura intimidatoria ai danni del
  Sindaco, Giuseppe Davì;

   purtroppo  tale fatto gravissimo non rappresenta un caso  isolato,
  atteso   che  lo  scorso  anno  uguali  episodi  hanno  interessato
  l'Amministrazione locale;

   tali  atti non devono essere circoscritti esclusivamente come atti
  isolati  e  legati  all'ambito comunale, ma  dovrebbero  avere  una
  visione più ampia ed una strategia da parte della mafia diretta  ad
  intimidire i pubblici amministratori ed a condizionare le  attività
  economiche del territorio;

   considerato che:

   tali episodi potrebbero essere di natura offensiva mafiosa;

   atti  di  intimidazione, anche nei mesi scorsi, sono stati rivolti
  ad  altri amministratori locali di altri comuni della provincia  di
  Palermo;

   ritenuto  che  occorrono azioni di tutela del territorio  e  delle
  pubbliche Amministrazioni;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  il Governo della Regione  abbia  adottato  o
  intenda  adottare al fine di tutelare il territorio e le  pubbliche
  amministrazioni;

   quali  provvedimenti  il  Governo  della  Regione  ha  adottato  o
  intenderà adottare in merito a quanto recentemente accaduto a danno
  del Sindaco di Borgetto (PA)». (1877)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente,  all'Assessore  per  la  salute  e  all'Assessore   per
  l'energia  e  i  servizi  di  pubblica utilità,  premesso  che  con
  l'interpellanza  n.   66  del  29  luglio  2009  -  'Notizie  sulla
  compatibilità   ambientale   del   progetto   'Iniziativa   Sealine
  Tirrenica'  della  società  Snam Rete  Gas  s.p.a.  nel  comune  di
  Monforte  San  Giorgio  (ME)',  lo scrivente  chiedeva  notizie,  a
  sostegno  delle legittime iniziative intraprese dal sindaco  e  del
  consiglio   comunale   del   comune  di   Monforte   San   Giorgio,
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente su quali provvedimenti
  urgenti intendesse intraprendere al fine di salvaguardare la salute
  e  il  grave pericolo per l'incolumità dei cittadini del comune  di
  Monforte  San Giorgio e dei comuni limitrofi fortemente  minacciati
  dalla  richiesta  della società Snam Rete Gas s.p.a.  di  procedere
  all'avvio   del   progetto  'Iniziativa  Sealine   Tirrenica'   che
  ulteriormente  appesantirebbe un comprensorio già ad  alto  rischio
  ambientale;

   premesso  inoltre che, con nota 3 gennaio 2011  prot.  n.  14  del
  Comune di Monforte San Giorgio inviata, tra gli altri, ai Ministeri
  ed agli Assessorati regionali competenti, il sindaco, nel reiterare
  agli  enti in indirizzo la forte contrarietà al progetto  da  parte
  dell'amministrazione  comunale  tutta,  invitava  gli   organi   in
  indirizzo  a procedere, alla luce delle osservazioni ivi contenute,
  ad attenersi al disposto legislativo e conseguentemente considerare
  decaduta  la  richiesta di SNAM relativa alla  'Iniziativa  Sealine
  Tirrenica';

   verificato che sussistono tutti gli elementi di legge affinché  la
  richiesta del sindaco venga accettata;

   considerato che:

   la  presenza  nell'area  di numerosi impianti,  caratterizzati  da
  forte  rischio  ambientale  nella zona compresa  tra  Monforte  San
  Giorgio  e  Milazzo,  dovrebbe  certamente  attenzionare  gli  enti
  responsabili  del rilascio dell'autorizzazione ad  una  valutazione
  più  attenta,  in  quanto  l'area, già fortemente  danneggiata  dai
  numerosi impianti, come peraltro già confermato da relazioni  della
  Protezione  civile  regionale e nazionale, ha bisogno  soltanto  di
  investimenti  atti  a  diminuire l'impatto che  queste  realtà  già
  producono e non certamente l'inserimento di nuove emissioni dannose
  per la salute della popolazione;

   nel ribadire tutti gli elementi costitutivi della interpellanza n.
  66  del  29  luglio  2009  a firma dello scrivente  interrogante  a
  seguito  della quale, a distanza di quasi due anni, questo  Governo
  non ha ancora predisposto alcun intervento;

   per sapere quali provvedimenti urgenti intendano intraprendere  in
  autotutela,  alla luce delle osservazioni contenute  nella  nota  3
  gennaio  2011  prot. n. 14 del comune di Monforte  San  Giorgio,  a
  firma  del  sindaco  ed  assolutamente  condivise  dallo  scrivente
  interrogante,    nell'attenersi   al   disposto    legislativo    e
  conseguentemente considerare decaduta la richiesta di SNAM relativa
  alla  'Iniziativa Sealine Tirrenica', che, oltre a riportare  nella
  legalità  un  procedimento  ormai  illegittimo,  consentirebbe   di
  eliminare  un'ulteriore attività, assolutamente ingiustificata  dal
  punto  di vista della creazione di posti di lavoro, impattante  dal
  punto di vista ambientale e della salute ed incolumità pubblica, in
  un'area che, tra l'altro, subisce già, oltre all'effetto nocivo  di
  attività  esistenti, anche la violenza della natura che  in  questi
  ultimi  anni  ha prodotto fenomeni atmosferici che hanno  provocato
  dissesti  idrogeologici  con  numerose frane,  piogge  alluvionali,
  mareggiate che hanno provocato l'aumento dell'erosione della  costa
  che  mal  si  conciliano con la richiesta di nuove autorizzazioni».
  (1874)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)

                                                               CORONA

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   in  una  lettera inviata alcuni giorni fa dai dipendenti dell'ente
  'Fiera  del  Mediterraneo' all'Assessore per le attività produttive
  si   denuncia  che:  'nonostante  i  vari  proclami  enunciati  dai
  protagonisti  istituzionali, quali la Regione, il Comune,  e  anche
  dalle  organizzazioni imprenditoriali coinvolte per un  fantomatico
  rilancio dell'Ente, rimasto sulla carta, nessuna soluzione politico-
  istituzionale è stata portata a compimento. Al contrario, in  luogo
  di    certificare   il   fallimento   di   queste   iniziative   e,
  contestualmente,   avviare   procedure   concludenti    circa    la
  salvaguardia  dei livelli occupazionali del personale presso  altri
  Enti regionali, si favorisce la realizzazione, a cura di terzi,  di
  inutili iniziative espositive che nulla di positivo aggiungono alle
  drammatiche vicende dell'Ente';

   nella   nota,   i  lavoratori  dell'Ente  fanno  riferimento,   in
  particolare,  all'evento 'Expo-Sicilia 2011' e riferiscono  che  su
  tale  iniziativa  'appresa dalla stampa, non è mai stato  raggiunto
  nessun accordo con gli organizzatori, né con i sindacati, né con il
  Commissario  Straordinario, per qualsiasi prestazione lavorativa  a
  beneficio della manifestazione';

   i   lavoratori   denunciano   che  'tra   i   responsabili   della
  manifestazione Expo-Sicilia 2011' vi sono soggetti già a conoscenza
  dell'Ente, in qualità di debitori. Ad esempio la società Sergio  La
  Piana',  debitrice di 36.000,00. Ciò che inquieta è, però, come  si
  possa  consentire  di  mettere in piedi una  manifestazione  i  cui
  introiti  verranno  sicuramente  pignorati  dalla  moltitudine   di
  creditori che tristemente l'Ente vanta';

   scrivono  ancora  i  dipendenti: 'Non è  pensabile  che  si  possa
  continuare ad organizzare manifestazioni in un quartiere fieristico
  inagibile, senza il coinvolgimento pieno e legittimo del personale,
  con  un macigno di esposizione debitoria (euro 20.000.000,00) e con
  introiti  che  -  quando anche sfuggano ai creditori  -  soddisfino
  unicamente  le  spettanze  dei consulenti,  ancora  incredibilmente
  presenti un una simile situazione, e del Commissario Straordinario,
  poiché previsto dalla legge';

   i  35 dipendenti ritengono 'tutto ciò inutile e dannoso, oltre che
  di  basso profilo e incomprensibile' e sottolineano che 'gli ultimi
  due   passaggi   legislativi  dovevano  contenere   previsioni   di
  ricollocamento del personale che sono state puntualmente disattese.
  Mentre  -  è  il  caso  di ribadirlo - ogni iniziativa  tendente  a
  coinvolgere  i  privati per la ripresa dell'attività  fieristica  è
  miseramente  naufragata.  E il Comune ha  ritirato  la  concessione
  trentennale  che  avrebbe dovuto rappresentare  il  fondamento  del
  rilancio';

   nella  nota,  infine,  i  dipendenti  invitano  l'assessore  delle
  Attività  Produttive  'a  prendere atto definitivamente  di  questi
  insuccessi;  a  porre fine a questo insopportabile  equivoco  della
  realizzazione di inutili e perniciose mostre di qualsivoglia natura
  all'interno   del  quartiere  fieristico;  e  di   affrontare   con
  risolutezza  e  definitivamente il problema del ricollocamento  del
  personale presso altri Enti regionali';

   considerato che:

   i  gravi  fatti  sopra  esposti sono stati  preceduti,  lo  scorso
  novembre, dal fallimento anche dell'ultimo tentativo di organizzare
  la  fiera campionaria 2010, nonostante la decisione del commissario
  straordinario di prorogare la scadenza per negoziare l'assegnazione
  della manifestazione;

   in  quell'occasione,  l'Assessore  sostenne  che,  a  quel  punto,
  nonostante  fosse stato fatto 'tutto il possibile  per  salvare  la
  storica  fiera  del  Mediterraneo',  il  commissario  straordinario
  avrebbe  dovuto 'necessariamente portare a termine il  suo  mandato
  mettendo  in  liquidazione la Fiera'. Sulla sorte  dei  dipendenti,
  l'assessore  promise  che  se ne sarebbe  'parlato  in  giunta  per
  salvaguardare i livelli occupazionali';

   per sapere:

   se  i  fatti  recenti denunciati dai dipendenti  corrispondano  al
  vero;

   se  il  Governo  non  ritengano urgente e indifferibile  occuparsi
  della soluzione di questa vicenda adottando opportuni provvedimenti
  sia relativamente all'utilizzo della struttura che dei dipendenti».
  (1871)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           MATTARELLA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  dipartimento dei vigili del fuoco del Ministero degli  interni
  ha  richiesto il rimborso delle spese sostenute dal corpo nazionale
  dei vigili del fuoco per le attività svolte nel periodo 2009 - 2010
  nel  territorio  della  provincia di  Messina,  quantificate,  allo
  stato, in complessivi euro 17.417.475,00;

   è  notorio  il grande sforzo operato dal detto dipartimento  nelle
  varie  fasi degli eventi calamitosi in argomento, in occasione  dei
  quali  venne  inviato,  nell'immediato,  un  forte  contingente  di
  uomini,  mezzi  e materiali, mentre furono tenuti attivi,  in  quel
  territorio, per lungo tempo consistenti presidi operativi;

   il  corpo  nazionale  dei vigili del fuoco ha assicurato,  con  la
  propria attività di soccorso, il superamento della grave emergenza,
  con  conseguente impiego di significative risorse umane, nonché  di
  risorse  strumentali  che  necessitano  di  essere  urgentemente  e
  integralmente reintegrate;

   l'efficacia del dispositivo di soccorso ha determinato, in capo al
  dipartimento,   ingenti  costi,  in  particolare,   relativi   alle
  prestazioni  di lavoro straordinario effettuate dal  personale  del
  corpo  nazionale impegnato (analiticamente documentato con la  nota
  n.  17796  del  6  dicembre  2010 dalla Direzione  regionale  della
  Sicilia),  a  fronte dei quali è stata disposta, ad oggi,  soltanto
  l'assegnazione  di  euro 1.000.000,00 che si  rileva  assolutamente
  insufficiente  anche per il pagamento dei soli emolumenti  maturati
  dal personale nei primi giorni di attività;

   il   completo  pagamento  delle  spettanze  all'unità  del   corpo
  nazionale   impiegato,   ad   oltre   diciotto   mesi   dall'evento
  emergenziale,  non  può essere ulteriormente rinviato  e  si  rende
  necessario   che  il  Presidente  della  Regione,  in  qualità   di
  commissario,   provveda  all'assegnazione  dell'importo   di   euro
  17.417.475,00;

   per  sapere  se intenda provvedere, in tempi brevi e  nei  termini
  sopra  esposti, al fine di soddisfare le legittime aspettative  dei
  Vigili  del  fuoco che hanno dato prova di abnegazione, spirito  di
  sacrificio  ed  efficienza in occasione delle emergenze  citate  in
  premessa». (1873)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             CURRENTI

   «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che:

   a  seguito di interrogazione parlamentare n. 43, presentata  dallo
  scrivente  in data 9 luglio 2008 e concernente 'Interventi  per  la
  definizione  della  pratica di aggiudicazione  relativa  ad  alcuni
  immobili  siti  nel  comune  di Centuripe  (EN)  di  proprietà  del
  Consorzio  agrario  di  Enna' nella seduta  d'Aula  n.  41  del  25
  novembre  2008 è stata data una risposta vaga se non 'omertosa'  da
  parte dell'Assessore pro tempore;

   nello  specifico, tra i rilievi contenuti nell'atto  ispettivo  si
  evidenziava   che   'con   raccomandata   del   24   giugno   2006,
  l'aggiudicatario  provvisorio della gara, con  lettera  diretta  al
  commissario  liquidatore  del  Consorzio  agrario  di  Enna  e   al
  competente  Assessorato dell'agricoltura e foreste, a  distanza  di
  due   anni   dalla   aggiudicazione   provvisoria,   chiedeva    il
  completamento  della procedura di aggiudicazione o la  restituzione
  della  somma  di euro 24.000,00, oltre gli interessi  legali  e  la
  rivalutazione  monetaria,  in  considerazione  del  fatto  che  gli
  immobili    oggetto   della   vendita   risultavano   ulteriormente
  deteriorati';

   ciò nonostante, nella risposta pervenuta da parte dell'Assessorato
  non  v'è alcun cenno alla predetta raccomandata dell'aggiudicatario
  provvisorio  della  gara,  né  tanto meno  motivazione  alcuna  sul
  mancato  riscontro ad essa, ma ci si limita a sottolineare che   in
  data 14 luglio 2007 è pervenuta, presso l'assessorato comunicazione
  da   parte   del  signor  Iacona  Vito,  unico  offerente  ritenuto
  accettabile  dal  Commissario  liquidatore,  di  rinuncia   formale
  all'acquisto degli immobili di proprietà del Consorzio  agrario  di
  Enna e che il Dipartimento Interventi Infrastrutturali, con nota n.
  10375  del 3/12/07, previa trasmissione della perizia di stima  del
  valore  dei beni e con l'osservanza delle massime garanzie a tutela
  degli  interessi  del  ceto creditorio, ha  autorizzato  lo  stesso
  Consorzio all'esperimento della richiesta trattativa privata';

   atteso che:

   il  suddetto concorrente per l'acquisto degli immobili in  oggetto
  aveva  offerto la somma di euro 120.000,00 e versato  al  consorzio
  agrario  di Enna, già nel novembre 2004, la somma di euro 24.000,00
  quale  garanzia  prescritta  in  attesa  della  autorizzazione  del
  competente ex Assessorato Agricoltura;

   per sapere:

   per  quali  ragioni  non si sia mai provveduto a  rispondere  alla
  citata raccomandata del 24 giugno 2006;

   se  risponda  al  vero  che gli immobili sono  stati  venduti  per
  85.000,00 euro, contro la precedente offerta di euro 120.000,00;

   se  non ritenga di dover trasmettere tutti gli atti relativi  alla
  pratica di aggiudicazione degli immobili di proprietà del consorzio
  agrario  di  Enna alla Procura della Corte dei conti, per  presunto
  danno erariale». (1875)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             GALVAGNO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   -  numero 265 «Impegno del Governo della Regione ad organizzare le
  celebrazioni  dei  duecento anni della Costituzione  siciliana  del
  1812»,  degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Gucciardi e  Mattarella,
  presentata l'11 maggio 2011;

   -  numero  266  «Proroga dei termini del bando  per  l'attivazione
  della  linea d'intervento 3.3.1.4. del PO FESR 2007/2013 e modifica
  della  documentazione richiesta», degli onorevoli Oddo,  Cracolici,
  Apprendi,  Caputo, Colianni, Marinello, Donegani, De  Benedictis  e
  Raia, presentata l'11 maggio 2011. Ne do lettura:

                           «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il   costituzionalismo  europeo  ha  avuto   importanti   riflessi
  nell'Isola  con la Costituzione siciliana del 1812, che fece  della
  Sicilia  il  primo  Stato  preunitario  a  dotarsi  di  una   Carta
  costituzionale  moderna, persino più avanzata  di  molti  documenti
  coevi e successivi di ispirazione giacobina o anglosassone;

   la  Costituzione  siciliana del 1812 abolì i  diritti  feudali  ed
  introdusse  il primo esempio di bicameralismo in Italia, assorbendo
  in  due  camere,  una elettiva ed una vitalizia, i tre  bracci  del
  preesistente Parlamento siciliano, uno dei più antichi al mondo;

   considerato che:

   la  Costituzione  siciliana riconnesse  l'Isola  all'Europa  e  fu
  d'ispirazione  per il successivo costituzionalismo, trattandosi  di
  una  Carta  fondamentale,  votata  e  non  ottriata  (concessa  dal
  sovrano), in controtendenza a quanto avveniva e sarebbe avvenuto in
  Europa  ed  in  Italia, dove lo Statuto albertino del 1848  sarebbe
  stato  ancora  'graziosamente' accordato ai sudditi dal  re  e  non
  approvato da un Parlamento;

   l'identità siciliana ha ricevuto un contributo determinante  dalla
  Carta  del 1812, che, per la prima volta in Italia, introduceva  il
  principio  della divisione e della distinzione di ruoli fra  potere
  legislativo,   esecutivo   e  giudiziario,   ponendo   la   Sicilia
  all'avanguardia  nel  Mediterraneo ed al centro  della  storia  del
  diritto italiano,

                   impegna il Governo della Regione

   a  predisporre un calendario di iniziative per celebrare  in  modo
  adeguato,  nel  corso  del  2012,  i  duecento  anni  della   Carta
  costituzionale   siciliana,  in  quanto   componente   determinante
  dell'identità  e della storia politica e culturale dell'Isola,  con
  il  coinvolgimento delle alte Istituzioni centrali dello Stato e di
  quelle   dell'Unione  europea,  considerata  l'indubbia   rilevanza
  nazionale  e  continentale dell'evento celebrato e la necessità  di
  diffondere  tra  i  siciliani  la consapevolezza  di  un  traguardo
  storico di cui è bene andar fieri». (265)

                                FERRARA-AMMATUNA-GUCCIARDI-MATTARELLA

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   visto il Programma operativo FESR Sicilia 2007/2013, adottato  con
  decisione  della  Commissione  europea  C  (2007)  n.  4249  del  7
  settembre 2007;

   visto  l'asse  3  del  P.O. FESR 2007/2013:  Valorizzazione  delle
  identità  culturali  e  delle risorse paesaggistico-ambientali  per
  l'attrattività turistica e lo sviluppo;

   visto l'obiettivo specifico 3.3 e l'obiettivo operativo 3.3.1;

   vista la linea di intervento 3.3.1.4: Azioni per l'attivazione, la
  riqualificazione  e l'ampliamento dell'offerta ricettiva  locale  e
  delle  correlate  attività di completamento, da  realizzarsi  nelle
  aree   a   vocazione   turistica,   mediante   riconversione    e/o
  riqualificazione  del  patrimonio immobiliare  già  esistente,  con
  particolare  riferimento ad edifici storici e di  pregio  siti  nei
  centri  storici,  nei  borghi  marinari,  ed  agli  edifici   della
  tradizione rurale, garantendone le condizioni di accessibilità alla
  pubblica  fruizione ed in relazione alla capacità dei territori  di
  sopportare  il carico antropico derivante dai predetti insediamenti
  produttivi e con processi produttivi rispettosi dell'ambiente;

   visto  il  bando  pubblico per l'attivazione,  riqualificazione  e
  ampliamento dell'offerta ricettiva locale, PO FESR 2007/2013, linea
  d'intervento 3.3.1.4., Asse 3, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana n. 6 del 4 febbraio 2011;

   vista  la  circolare  6  aprile 2011, n. 3 dell'Assessorato  delle
  attività  produttive  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione siciliana n. 17 del 15 aprile 2011;

   considerato  che,  ai sensi degli articoli 8 e  12  del  bando,  è
  previsto  che  le domande di finanziamento contengano  il  progetto
  definitivo munito di tutte le autorizzazioni e i pareri;

   considerato il costo rilevante, in termini di denaro e  di  tempo,
  che le imprese devono sostenere per ottenere le autorizzazioni o le
  concessioni    edilizie   senza   alcuna   certezza    in    merito
  all'ottenimento dei finanziamenti richiesti;

   ritenuto  che  per  un principio generale ma in specie  oggi,  per
  superare  la  grave  crisi economica in cui  versa  la  Sicilia,  è
  necessario dare sicurezze agli investitori;

   considerato che:

   la  recentissima circolare n. 3 dell'Assessorato sopra  citata  ha
  evidenziato la possibilità, non espressamente prevista  nel  bando,
  per  le  imprese di avvalersi, nei casi contemplati dalla normativa
  vigente, della DIA (dichiarazione inizio attività);

   come  descritto  nella menzionata circolare n. 3  del  Servizio  4
  dell'Assessorato,  la  DIA  deve  essere  presentata  agli   uffici
  competenti dei Comuni almeno trenta giorni prima della scadenza del
  bando,  accorciando  in  tal modo i tempi  a  disposizione  per  la
  redazione dei progetti esecutivi;

   ritenuto  che  i  chiarimenti della circolare  abbiano  in  realtà
  sensibilmente  e  improvvisamente  modificato  i  termini  per   la
  redazione dei progetti,

                   impegna il Governo della Regione
           e per esso l'assessore per le attività produttive

   a  prorogare  i termini di presentazione delle domande  di  almeno
  trenta giorni rispetto alla data ultima prevista dal bando;

   a  modificare la parte relativa alla documentazione richiesta alle
  imprese per partecipare al bando, con la previsione che le medesime
  dimostrino di avere inoltrato alle autorità competenti la richiesta
  di   autorizzazione  o  concessione  edilizia   per   il   progetto
  definitivo,  posticipando la consegna delle suddette autorizzazioni
  o  concessioni  ad  un momento successivo alla  prima  verifica  di
  ammissibilità  da parte del responsabile della linea d'intervento».
  (266)

                             ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-CAPUTO-COLIANNI-
                                MARINELLO-DONEGANI-DE BENEDICTIS-RAIA

   Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

             Superamento della interrogazione numero 1867

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta d'Assemblea  n.
  250  del  30 aprile 2011, dell'ordine del giorno n. 524  Iniziative
  in  materia di formazione professionale', è da intendersi superata,
  perchè  di  identico contenuto, l'interrogazione n.  1867   Notizie
  sulla    riorganizzazione   del   nuovo   sistema   di   formazione
  professionale  nella  Regione siciliana', a firma  degli  onorevoli
  Vinciullo e Pogliese, annunziata nella seduta n. 252 del 10  maggio
  2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 10 maggio 2011,  pervenuta
  l'11  maggio  successivo e protocollata al n.  4542/AulaPg  del  12
  maggio  2011,  l'onorevole Salvino Pantuso ha dichiarato,  a  norma
  dell'art.  23 del Regolamento interno dell'Assemblea,  che  intende
  appartenere al Gruppo parlamentare  Partito Democratico' (P.D.).
   Pertanto,  a seguito della superiore adesione, a far data  dall'11
  maggio 2011, l'onorevole Pantuso cessa contestualmente di far parte
  del Gruppo Misto.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
   - Aricò per oggi;
   - Speziale, Termine e Ammatuna dal 17 al 18 maggio 2011;
   - Digiacomo per la corrente settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
                dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 17 maggio 2011,
  sotto   la  Presidenza  del  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole
  Francesco  Cascio,  presenti il Vicepresidente  vicario,  onorevole
  Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo, con la partecipazione
  del   Presidente  della  Regione,  dell'Assessore  per  l'economia,
  professore  avvocato Gaetano Armao, dell'Assessore per l'istruzione
  e  la  formazione professionale, prof. Centorrino, e del Presidente
  della  Commissione   Bilancio ,  ha  deliberato  all'unanimità   il
  seguente programma-calendario dei lavori parlamentari:
   Aula
   L'Aula  terrà seduta nella corrente settimana (17, 18 e 19  maggio
  2011) e, all'occorrenza, il 24 maggio 2011; poi, il 31 maggio e l'1
  giugno  2011  e quindi il 7, l'8 e il 9 giugno successivi,  per  la
  discussione dei seguenti disegni di legge:
   -   Norme in materia di formazione professionale  (n. 720/A),  già
  iscritto all'ordine del giorno);
   -   Riorganizzazione  e  potenziamento  della  rete  regionale  di
  residenzialità per i soggetti fragili  (n. 582/A);
   -    Norme   sull'insegnamento  della  storia  della   Sicilia   e
  dell'identità siciliana nelle scuole  (n. 635/A).
   Commissioni
   Le  Commissioni  daranno  priorità, nell'ambito  delle  rispettive
  competenze, all'esame dei seguenti disegni di legge:
   - riforma degli appalti;
   - riforma ASI;
   -   Disegno di legge voto per la modifica dello Statuto siciliano
  (n. 702).
   Con   riferimento  al  disegno  di  legge  n.  724  di  iniziativa
  parlamentare,   contenente   normativa   di   cui   all'emendamento
  governativo,  presentato durante la scorsa  sessione  di  bilancio,
  ferma  restando  l'intenzione di assicurare  allo  stesso  un  iter
  prioritario,  la  Presidenza ne sta valutando i  profili  attinenti
  alla  corretta  individuazione delle sedi istruttorie  ed  ai  suoi
  contenuti sotto il profilo della copertura finanziaria.
   La  Conferenza ha preso atto della comunicazione della  Presidenza
  circa   l'avvio  delle  procedure  di  rinnovo  delle   Commissioni
  legislative  permanenti e della Commissione permanente per  l'esame
  delle questioni concernenti l'attività dell'Unione europea.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Seguito della discussione del disegno di legge n. 720/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi nel
                                settore
                della formazione professionale» (720/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del disegno di legge n. 720/A  «Interventi  nel
  settore della formazione professionale».
   Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta precedente era  stato
  approvato  il  passaggio  all'esame  degli  articoli.  Do   lettura
  dell'articolo 1:

                              «Art. 1.
         Interventi nel settore della formazione professionale

   1.  L'articolo 132 della legge regionale 16 aprile 2003, n.  4,  h
  così modificato:

   a) al comma 1 sono apportate le seguenti modifiche:

   1)  dopo  le parole personale dipendente' sono aggiunte le  parole
  docente e non docente';

   2)  dopo  le  parole formazione professionale'  sono  aggiunte  le
  parole  e comunque avviato ai sensi della legge regionale  6  marzo
  1976,  n.  24,  e  impegnato in interventi  formativi,  servizi  di
  orientamento  e  dell'obbligo d'istruzione  e  formazione  e  degli
  sportelli multifunzionali';

   3)  dopo le parole dell'articolo 14 della legge regionale 6  marzo
  1976,  n.  24'  sono  aggiunte le parole e successive  modifiche  e
  integrazioni';

   b) al comma 3 sono apportate le seguenti modifiche:

   1)  dopo la parola 'benefici' sono aggiunte le parole riconosciuti
  ed erogati con risorse a carico del fondo di garanzia del personale
  della formazione professionale';

   2)  dopo  le  parole  '60 mesi' sono aggiunte le  parole  'e  sono
  destinati al personale a tempo indeterminato assunto, nel  rispetto
  della normativa vigente e iscritto all'albo di cui all'articolo  14
  della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e successive modifiche ed
  integrazioni'.

   2.  I  benefici di cui all'articolo 132 della legge  regionale  16
  aprile  2003,  n.  4, sono riferiti al personale  assunto  a  tempo
  indeterminato, nel rispetto della normativa vigente,  entro  il  31
  dicembre 2008.

   3.   L'Assessore  regionale  per  l'istruzione  e  la   formazione
  professionale  è  autorizzato ai sensi del comma 3 dell'articolo  6
  della  legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, ad apportare  modifiche
  al   piano  regionale  dell'offerta  formativa,  anche  di   natura
  finanziaria, in attuazione del comma 3 dell'articolo 39 della legge
  regionale  23 dicembre 2002, n. 23, utilizzando anche  le  economie
  reiscritte  in  bilancio in coerenza con l'articolo 9  della  legge
  regionale 8 novembre 2007, n. 21.

   4.  Nel  fondo  di  garanzia di cui all'articolo 132  della  legge
  regionale  16  aprile  2003,  n.  4,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  dal  2011 al 2016 affluiscono,  nel  rispetto  della
  normativa  vigente, tutti i definanziamenti o le somme  annualmente
  non  utilizzate del Piano Regionale dell'Offerta Formativa relative
  al  personale  di  cui  al  medesimo articolo  132.  Alle  relative
  variazioni  si  provvede con decreto del Ragioniere generale  della
  Regione.

   5.   L'Assessore  regionale  per  l'istruzione  e  la   formazione
  professionale  è, altresì, autorizzato ad utilizzare  il  fondo  di
  garanzia,   a  richiesta  dei  lavoratori  e  previa  concertazione
  sindacale, anche per interventi di accompagnamento alla fuoriuscita
  del  personale  di  cui all'articolo 132 della legge  regionale  16
  aprile   2003,  n.  4,  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,
  impegnato  nel settore medesimo in possesso dei requisiti stabiliti
  con delibera di Giunta regionale».

   Onorevoli colleghi, invito quanti volessero farlo ad iscriversi  a
  parlare.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, vorrei fare solamente una notazione,
  non  so se gli uffici glielo hanno comunicato ma, erroneamente, non
  risulta su due emendamenti l'apposizione della mia firma.
   Poiché   ho   avuto  modo  di  accertare  con   gli   uffici   che
  effettivamente manca la mia firma e, visto che ero stato uno  degli
  artefici di questi due emendamenti, A3 e A4, prego la Presidenza di
  prendere  nota  che  io  ero il secondo firmatario  di  questi  due
  emendamenti, e di porre rimedio in conseguenza.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Beninati. La Presidenza ne  prenderà
  nota,  ovviamente, e si provvederà a verificare quanto da lei detto
  e a correggere eventualmente e ad aggiungere la sua firma.
   Onorevoli  colleghi,  comunico  all'Aula  che  la  Presidenza   si
  riserverà  - vista la complessità e la delicatezza del  disegno  di
  legge che stiamo affrontando e anche in virtù del fatto che ci sono
  diversi aspetti normativi molto delicati - di decidere in merito al
  complesso degli emendamenti presentati.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA.  Signor  Presidente,  vorrei  approfittare,   prima   di
  iniziare   la  discussione  generale,  per  chiedere  all'assessore
  Centorrino  quali  sono i motivi che hanno ostacolato  ad  oggi  il
  Piano Regionale dell'Offerta Formativa (PROF) 2011, e quali sono le
  motivazioni  che ancora non lo fanno partire. Mi risulta,  infatti,
  signor  assessore, che sono arrivate e continuano  ad  arrivare  ai
  dipendenti  parecchie lettere per la messa in mobilità.  Poiché  si
  sta creando un certo allarmismo che, sono sicuro, rientrerà subito,
  sarebbe   opportuno  accelerare  i  tempi  e  dare  risposta   agli
  interessati.
   Io  non  so  cosa  sia successo e quali siano i motivi  che  hanno
  ostacolato  il  percorso.  Ma, prima che si  inizi  la  discussione
  generale,  vorrei  che l'assessore chiarisse questo  aspetto,  così
  almeno  tutti i lavoratori  sapranno a cosa vanno incontro e  quali
  saranno i tempi.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Grazie, onorevole Campagna, per la sua  domanda  che
  mi   permette   di  chiarire  alcuni  punti  che  ineriscono   alla
  discussione  di  oggi.  Il  PROF  2011,  probabilmente,  è  già  in
  dirittura di partenza: è stato fatto il decreto assessoriale e  sta
  per essere completato il decreto del direttore generale.
   In effetti, abbiamo accumulato alcuni ritardi, e vorrei esprimerne
  le ragioni.
   La  prima ragione è che noi siamo partiti da un bilancio  che  non
  voleva  considerare  la  formazione  professionale  come  voce   da
  finanziare  con la spesa regionale, tant'è vero che  all'inizio  la
  formazione  professionale  aveva zero in  bilancio.  Di  fronte  ad
  alcune  legittime  proteste, questo zero è  diventato  100,  poi  è
  diventato 120; solo per ultimo è diventato 185, una cifra  comunque
  inferiore  rispetto  a quello che era il costo complessivo  da  noi
  preventivato.  Pensavamo  di  potere colmare  questo  costo,  e  lo
  pensiamo   ancora,  attraverso  il  ricorso  ai  fondi  europei   o
  attraverso un'eventuale integrazione di spesa regionale.  Resta  il
  fatto che questo ci ha relativamente penalizzato.
   Il  secondo punto che desta queste fibrillazioni sta nel fatto che
  quest'anno  abbiamo adottato un criterio che ritengo  assolutamente
  giusto,  che fa giustizia di una serie di scorrettezze del passato:
  il  criterio  di  stabilire un parametro unico di retribuzione  per
  tutti gli enti.
   Questo,  però, ha fatto sì che alcuni enti in questo  momento  nei
  loro  conti si trovino in difficoltà, in quanto hanno un  parametro
  inferiore  rispetto a quello di cui finora avevano  goduto,  mentre
  altri enti si trovano in un momento di particolare benessere perché
  stanno  ricevendo una somma maggiore rispetto a quella che  avevano
  ricevuto in passato.
   Ovviamente, come sempre avviene quando si applica una  riforma  di
  questo  genere,  non  è  facile riuscire a distribuire  in  maniera
  eguale  tutti  i  benefici. Ma secondo le nostre  previsioni  tutto
  quello  che dovrebbe andare, in termini di mobilità, per  gli  enti
  che  avevano un parametro superiore a quello che è stato stabilito,
  dovrebbe essere rimesso in bilancio con un aumento di assunzioni da
  parte degli enti che avranno ora un parametro superiore rispetto  a
  quello di cui avevano finora goduto.
   L'ultima difficoltà che riguarda il ritardo sta nel fatto che sono
  intervenute   delle  disposizioni  da  parte  del   Bilancio,   con
  riferimento  alle rendicontazioni, che ci impongono di pagare  solo
  in  presenza di rendicontazioni. Questo è un criterio molto  rigido
  che  stiamo  cercando  di  alleggerire in  maniera  tale  da  poter
  distinguere tra enti che hanno presentato la rendicontazione,  enti
  che  hanno  avuto riconosciuta la rendicontazione, enti  che  hanno
  presentato   la  rendicontazione  ma  non  l'hanno   ancora   avuta
  riconosciuta ed enti che devono presentarla.
   L'ultima difficoltà - ed è una difficoltà che, se dovesse  passare
  un  emendamento  che mi sono permesso di presentare  come  Governo,
  potrebbe  essere superata - nasce dal fatto che la legge ci  impone
  di  pagare soltanto due mesi prima l'avvio del PROF. Non c'è dubbio
  che, in questo caso, siamo noi ad essere in ritardo.
   Mi  sono  permesso di presentare un emendamento in cui chiedo  che
  questa norma sia corretta, permettendo così di pagare gli  stipendi
  dei mesi di gennaio e di febbraio.

   MARINESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore  vorrei
  chiederle  un'informazione. Il decreto  assessoriale  è  già  stato
  registrato  dalla  Ragioneria,  quindi  ora  dovrebbe   essere   il
  dirigente  generale  a fare gli atti consequenziali.  Da  quel  che
  risulta,  però,  il dirigente generale sembra che  ancora  non  sia
  stato contrattualizzato

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. E' stato contrattualizzato da circa un mese.

   MARINESE. Quindi, sotto questo aspetto possiamo stare tranquilli?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Assolutamente sì.

   SCOMA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCOMA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio approfittare
  di  questo  momento  per intervenire - non  vorrei  che  questo  si
  trasformasse  in un question time con l'assessore - ma  stiamo  per
  aprire una discussione che investe circa ottomila persone che  oggi
  lavorano  nell'ambito della formazione e la cosa che ci sta  più  a
  cuore  certamente  oggi,  come diceva il  collega  Campagna,  è  la
  vicenda  relativa alle numerose lettere di messa  in  mobilità  del
  personale che sono state già inviate.
   Prima di cominciare a parlare di come risolvere il problema che  è
  oggetto  del disegno di legge composto da due articoli, l'assessore
  ci  dovrebbe  spiegare cosa ha fatto in questi quasi  due  anni  da
  assessore per la formazione, come ha affrontato il problema e  come
  spera di risolverlo.
   I  fatti accaduti da due anni a questa parte, a mio parere,  hanno
  segnato profondamente un settore importante dell'economia siciliana
  e  non  crediamo  che in quasi due anni di lavoro  ci  siano  stati
  risultati soddisfacenti che abbiano potuto dare tranquillità ad  un
  settore, ad un comparto importante per la nostra economia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Beninati. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   rivolgo
  all'assessore  facendo  riferimento  all'articolo   1.   Tutta   la
  Commissione,  me  compreso,  ha   preso  atto  della  proposta  del
  Governo,  quale  risulta dalla riscrittura, ed è  uscito  fuori  un
  articolo  che  certo,  fermo  restando  i  dubbi  su  alcune  cose,
  sembrerebbe l'unica proposta, in questo momento, da potere prendere
  in  considerazione  in  quest'Aula. In quella  sede  ho  posto  due
  problemi  che sono stati poi oggetto di due emendamenti,  quelli  a
  cui  stranamente  mancava la mia firma e sui  quali  oggi  comunque
  abbiamo chiarito che la mia firma c'è. Ebbene, io vorrei richiamare
  l'attenzione su un primo punto.
   Ho  sentito dire più volte che il Commissario dello Stato potrebbe
  impugnare  un  articolo  che riscrive o mette  delle  regole  sulla
  validità del DURC per questa vicenda.
   Ricordo a quest'Aula - ecco perché ho posto per primo l'attenzione
  sulla  possibilità  di  cambiare la  validità  del  DURC  -  che  é
  paradossale  per la Regione, come dice giustamente l'assessore  per
  motivi  che non sto qui a dire e non conosco il motivo del  ritardo
  nei  tempi  che  si  é accumulato; è ovvio che,  guardando  avanti,
  l'obiettivo è garantire che, appena partiranno i corsi,  tutti  gli
  enti  siano  in grado di partire. Allora, io credo che non  ci  sia
  nulla di male, anzi è doveroso per  la Regione, che la valenza  del
  DURC,  il  documento contributivo di questi enti, non sia  mensile,
  come  finora è stato, ma, anche alla luce di quanto ho detto prima,
  sia più lunga, altrimenti non ce ne usciamo.
   Ricordo  pure  all'Aula  che, secondo il meccanismo  di  pagamento
  della  formazione  da  parte  della  Regione  per  attivare  questo
  processo,  è  ovvio  che è la Regione stessa  che  paga;  per  cui,
  siccome  la  Regione non paga mensilmente ma paga una volta  o  due
  volte  l'anno, scrivere che il DURC ha validità sei mesi credo  sia
  una cosa fattibile.
   Ripeto,  nella  legge  sugli appalti del  2002  -  allora  io  ero
  presidente  della  IV Commissione e curai quella  legge  -  abbiamo
  scritto  che il DURC per gli appalti ha una validità di  tre  mesi,
  per  cui  non  c'è  nessuno  che possa dire  qualcosa  se  vogliamo
  cambiarlo, portandone la validità a 4, a 5 o addirittura a 8  mesi,
  non  succede  nulla.  In  questo caso, scrivere  una  norma  simile
  agevolerebbe  l'Assessorato, in particolar  modo  l'assessore,  nel
  risolvere  qualche  problema  che  quasi  certamente,  partendo  la
  Formazione ormai non prima del mese di giugno, quasi tutti gli enti
  avranno.
   Qual è la ragione di scrivere questo articolo?
   Per l'anno 2011 - indubbiamente non c'è scritto per quale anno, ma
  varrebbe  per  sempre  -  il  DURC per la  formazione  ha  validità
  semestrale: é questo il primo emendamento che ho formalizzato e che
  credo verrà attenzionato dall'Aula.
   C'è,  poi, un altro problema che l'Aula non deve dimenticare:  dei
  sette, ottomila impiegati in questa attività, circa il 20 per cento
  è  impegnato  in quattro corsi che sono bloccati per  ricorsi,  per
  vicende complesse. Indubbiamente, per questo personale regolarmente
  assunto dal 2008 c'è un problema: quando la formazione partirà,  vi
  saranno enti che, bene o male, vedranno qualche soldo, mentre altri
  in  questo  momento  soffrono  per essere  stati  trascinati  dalla
  situazione   economica  dell'ente.  Pertanto  ho  formalizzato   un
  emendamento, insieme ad altri colleghi, per dare un'opportunità per
  i  mesi  di gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio, mesi in  cui
  gli  altri  enti  partiranno  con  l'attività.  Siccome,  nel  caso
  peggiore, questi lavoratori andranno in mobilità se la vertenza  si
  chiuderà in un senso o nell'altro, per cui gli enti non avranno più
  motivo di esistere e, quindi, con la norma entreranno nel fondo  di
  garanzia  e con l'80 per cento dello stipendio, a questo  punto  io
  propongo, insieme ad altri colleghi, di valutare se è possibile non
  fare  soffrire ancora di più queste persone che purtroppo, da mesi,
  non  prendono un euro (parliamo dei mesi di settembre, ottobre, non
  entriamo nel 2010 ma certamente per il 2011).
   Nella  peggiore  della ipotesi, ripeto, si  è  scritta  una  norma
  secondo  cui hanno almeno l'80 per cento. Se l'attività  dei  corsi
  partirà  dopo  che  saranno concluse le vicende giudiziarie  in  un
  senso o nell'altro, bene; se i corsi non partiranno, queste persone
  dovranno  avere l'80 per cento in ogni caso in quanto transiteranno
  in mobilità nel fondo di garanzia.
   Pertanto,  nel  condividere  lo  spirito  con  cui  tutta   la   V
  Commissione, all'unanimità, ha proposto il disegno di legge, invito
  il  Governo  a  fare una riflessione su questi due  emendamenti  in
  quanto  sono non nell'interesse di qualcuno, ma darebbero un minimo
  di sollievo ad una realtà che si trova in difficoltà.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, preliminarmente non so se lei ritiene
  opportuno che questa sera si faccia come per le procedure dei piani
  regolatori  generali  nei Consigli comunali,  cioè  si  faccia  una
  verifica  per vedere se c'è un conflitto di interessi, come  si  fa
  nei  Consigli comunali, tra i consiglieri e le proposte di modifica
  sottoposte  alla  valutazione  e  all'attenzione  di  un  Consiglio
  comunale.
   Questa  mia affermazione non è casuale perché stasera parliamo  di
  un  argomento  che  è  una  delle pagine  peggiori  della  politica
  siciliana  degli  ultimi  dieci anni;  un  conflitto  di  interessi
  evidente  che  in  qualunque  Consiglio  comunale  impedirebbe   ai
  consiglieri  comunali, in quel caso, di trattare  semplicemente  un
  piano regolatore generale.
   Se  si  applicasse  lo  stesso principio in  quest'Aula,  cioè  un
  eventuale  conflitto  di  interessi collegato  al  terzo  grado  di
  parentela,  non  so  se nel nostro Parlamento ci  sarebbe  più  una
  maggioranza  per  trattare  questo  argomento.  Voglio  dirlo   con
  chiarezza perché io non parteciperò al dibattito su questo  disegno
  di  legge, anche perché l'assessore Centorrino, dopo due  anni,  ci
  doveva  presentare una riforma che non è arrivata.  Assessore,  lei
  comincia  a  deluderci perché quella di stasera è  una  semplice  e
  doverosa  estensione  della legge 24, con  cui  la  politica  si  è
  occupata  del destino di quasi ottomila persone in questi  anni,  e
  c'è qualche dato che adesso vi fornirò.
   Assessore, a differenza di altri stasera le consegnerò  un  report
  preciso  sull'andamento di spesa sulla formazione e sugli sportelli
  multifunzionali,  non solo, le fornirò pure quella  che  è  la  mia
  modestissima  proposta visto che - mi auguro -  lei  continuerà  ad
  occuparsi  di  questa  materia portando  una  riforma  organica  al
  Parlamento. Perché non voglio partecipare a questo dibattito?
   Per  un motivo semplice e quest'Aula è giusto che lo sappia, anche
  se  lo  sapete  già. Ed è il report che io consegnerò  alla  stampa
  quando uscirò e che consegnerò all'assessore.
   Nel  2003, spesa per la legge 24 e sportelli multifunzionali:  116
  milioni di euro.
   Nel 2004: 154 milioni di euro.
   Nel  2005:  119 milioni di euro perché si scorpora nel 2005,  come
  qualcuno   di   voi   ricorda,   la   spesa   per   gli   sportelli
  multifunzionali. E parte il parallelismo: 119 milioni di spesa solo
  per  la  legge  24  e  parte  la grande insaccata  degli  sportelli
  multifunzionali che già al debutto, nel 2005, si spende a  malapena
  48 milioni di euro.
   Andiamo  al  2006: la spesa per la legge 24 sale  a  208  milioni,
  mentre per gli sportelli multifunzionali sale a 52 milioni.
   Nel  2007:  la spesa per la legge 24 sale a 214 milioni,  per  gli
  sportelli multifunzionali sale a 57 milioni.
   Nel 2008: la spesa per la legge 24 sale a 233 milioni di euro, per
  gli sportelli multifunzionali sale a 62 milioni di euro.
   Nel 2009: la spesa per la legge 24 sale a 277 milioni di euro, per
  gli sportelli multifunzionali sale a 69 milioni di euro.
   Colleghi,  nel  2010 abbiamo 277 milioni - ma è un dato  impreciso
  perché ancora mancano, lei lo sa assessore, dei rendiconti - per la
  legge  24 e si è partiti con 116 milioni nel 2003  Mentre  per  gli
  sportelli  multifunzionali la previsione è 84 milioni. E allora  si
  sono  spesi  in  tutto,  oggi nel 2010,  come  programmazione,  355
  milioni di euro a fronte di una spesa complessiva di 116 milioni
   Ciò  significa che dal 2003 al 2010 abbiamo aumentato la spesa per
  la  legge 24 e gli sportelli multifunzionali di appena 250  milioni
  di euro: bancomat della politica
   Rispetto  a  questo  dato, francamente io mi astengo,  non  me  la
  sento. Poi toglierò il disturbo non perché mi senta in conflitto di
  interesse  -  questo, probabilmente, è un tema che deve  riguardare
  tanti altri - ma perché, rispetto a questo dato chiaro, evidente, e
  oggi  non  so cosa il Parlamento vorrà fare, mi auguro  che  quanto
  meno  si  estendano le garanzie a quella povera gente che  è  stata
  irretita da questo sistema e che da dieci, quindici mesi non prende
  lo stipendio.
   Almeno fate questo atto di bontà.
   Però,  non  posso  -  e  concludo, signor Presidente  -  non  solo
  occuparmi  di questo tema che è già vergognoso per i  dati  che  ho
  esposto, ma rispetto all'impegno del Governo, assessore Centorrino,
  che doveva presentare una riforma organica. Invece, lei presenta un
  ulteriore  provvedimento  tappabuchi  di  un  solo  articolo,   che
  riguarda  l'estensione  del  fondo  di  garanzia,  che  io  ritengo
  indispensabile  dopo  che sono state tenute al guinzaglio  ottomila
  persone assunte a tempo indeterminato e cinquemila - questi sono  i
  numeri - con rapporto atipico.
   Nella  formazione  abbiamo superato i tredicimila  dipendenti  tra
  rapporto  di  lavoro  a tempo indeterminato e  rapporto  di  lavoro
  atipico. Questa è la vergogna della politica siciliana
   Ecco perché non voglio più partecipare a questa discussione.
   Assessore,  le consegno la mia proposta di riforma che,  comunque,
  sarò  ben lieto di potere discutere finalmente nelle sedi opportune
  perché  la  prossima  settimana  diventerà  un  disegno  di   legge
  accompagnato  da tutti i numeri che ho citato, numeri derivanti  da
  fonti autorevoli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  assessore,  siamo
  consapevoli  di  essere  di  fronte ad  un  intervento  legislativo
  emergenziale.  Di questo si tratta: di un pronto  soccorso  per  un
  ammalato  che, ahimè, poteva essere trattato con grande attenzione,
  con  tanta  sagacia e con interventi mirati, anche  poco  invasivi,
  poco   cruenti.  Siamo  al  limite  di  un  intervento   quasi   da
  rianimazione per una realtà complessa, non semplice - ho  ascoltato
  con  attenzione l'intervento dell'onorevole De Luca -,  una  realtà
  che  è  sotto  gli occhi di tutti, ma per la quale  una  oculatezza
  nella  gestione  e  una  tempistica adeguata avrebbero  sicuramente
  consentito  di  non  arrivare al punto in  cui  siamo,  all'agonia.
  L'agonia di un settore che sicuramente andava riformato.
   Abbiamo  ascoltato per tanto tempo annunci di riforme, annunci  di
  interventi radicali. Il leitmotiv di questi ultimi governi è  stato
  caratterizzato  dall'effetto  annuncio:   riformeremo ,    faremo ,
  tant'é che in molti si sono nascosti dietro questa foglia di  fico.
  Comunque,  si paga lo scotto di questo continuo rinvio,  di  questa
  disattenzione, di questa insipienza, di questa ignavia,  di  volere
  far  andare  avanti le cose così per come devono  andare  senza  la
  capacità di governare, di dirigere, di correggere.
   Il  tempo  passato  era maturo per un cambiamento.  Ora  siamo  in
  emergenza e interveniamo con il fondo di garanzia per allargare una
  opportunità  di  salvaguardia dei livelli, non solo  occupazionali,
  dei  lavoratori  che  transitano in un ammortizzatore  sociale,  ma
  garantiamo la sopravvivenza ai lavoratori stessi.

                   Presidenza del Presidente Cascio

   Contempliamo  pure  la  possibilità di fare  confluire  in  questo
  fondo,  che viene portato alla data del 31 dicembre 2008, tutte  le
  tre linee di finanziamento, dall'OIF agli sportelli, alla legge 24,
  alla   formazione.   Viene  ipotizzata   la   possibilità   che   i
  finanziamenti  confluiscano nel Fondo e che  si  possano  porre  in
  essere  tutte  le norme previste per quanto attiene i finanziamenti
  dei   corsi;  anche  la  possibilità  che  le  ore  possano  essere
  utilizzate dagli altri enti.
   Siamo,  comunque, di fronte ad un'emergenza, una emergenza  grave,
  perché  le criticità sussistono tutte. Sono criticità non  solo  di
  natura   finanziaria,  perché  paradossalmente,  con  un   po'   di
  lungimiranza e di attenzione, i fondi comunitari, i fondi del Fondo
  Sociale Europeo, potevano consentire di dare una copertura adeguata
  sottraendo così alla copertura del bilancio gli interventi  di  cui
  discutiamo. Invece, abbiamo dovuto impegnare il bilancio  regionale
  per  circa 194 milioni di euro, che finanziano soltanto il  70  per
  cento dell'intero PROF; l'ulteriore 30 per cento è demandato ad una
  copertura con il Fondo sociale che è di là da venire.
   Questa  è la prima criticità che mette in subbuglio gli enti,  che
  entrano  in  fibrillazione  e  mettono  in  moto  i  meccanismi  di
  mobilità.
   Altra  criticità  è quella degli esuberi, del deficit  strutturale
  per  alcuni  enti,  legato  forse ad  un  soprannumero  per  quanto
  riguarda  il personale assunto; soprannumero collegato  anche  alle
  ore  che erano state pensate. E'un esubero legato pure alla  scelta
  estemporanea  e  improvvisata del parametro unico  che  determinerà
  esuberi  per gli enti storici e carenza di personale per  gli  enti
  nuovi,  da  qui questa necessità, poi, di dovere contemperare  come
  vasi comunicanti le due realtà.
   Una  grande confusione, un mare magnum dove non ci si capisce più.
  E   scoppia  la  rivolta;  scoppia  la  protesta,  legittima,   dei
  lavoratori  che  hanno acquisito professionalità  e  che  aspettano
  sempre gli interventi del Governo, un Governo che dorme, un Governo
  che  non  è  attento soprattutto per quanto riguarda  il  possibile
  rischio  -  e questo è un fatto di una gravità estrema, è un'offesa
  al  bisogno della Sicilia - di dover disimpegnare fondi  dai  fondi
  comunitari  da  restituire  a  Bruxelles  quando  potevano   essere
  utilizzati.  Glielo assicuro io, assessore Armao, non si  meravigli
  perché è così.
   Parlo  di  un  bando  divenuto famoso  in  tutta  la  Sicilia,  il
  cosiddetto bando di  Futuro Semplice , che era una opportunità  per
  fare  confluire in quella progettualità gli esuberi strutturali  di
  determinati  enti; circa 500-600 dipendenti, che  avrebbero  potuto
  confluire  in  questo  progetto ed essere utilizzati  attraverso  i
  fondi comunitari. Ebbene, questo bando, pubblicato e quasi in  fase
  di  aggiudicazione,  viene  revocato e si  capisce,  da  un'analisi
  attenta delle motivazioni addotte dal dirigente generale, che siamo
  di  fronte  ad una conflittualità politica, ad un fatto strano:  il
  dirigente generale viene contestato dal Presidente della Regione, e
  si procede alla revoca del finanziamento restituendo a Bruxelles 40
  milioni  di Fondo Sociale Europeo che avrebbero consentito di  fare
  fronte  a esuberi che rischiano la mobilità. Tutte queste criticità
  non  vengono  risolte con l'allargamento del Fondo  di  assistenza.
  Occorre un rinsavimento del Governo che prenda a cuore il problema,
  avvii gli atti amministrativi necessari e, se é il caso, si ritorni
  in  Aula per mettere a regime tutto il sistema della formazione, se
  occorreranno  altri interventi legislativi. In questo confidiamo  e
  per  questo, come Partito dei Popolari di Italia Domani,  diamo  la
  disponibilità assoluta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, abbiamo già parlato più volte dicendo che questa è  una
  legge  tampone  che cercherà sicuramente, in queste ore, di mettere
  un freno ad una conduzione che finora è stata poco chiara.
   Però, signor Presidente, non è possibile che di questo piangano le
  conseguenze  i  lavoratori - io ho avuto la possibilità  in  questi
  giorni,  in  questi  mesi,  di  affrontare  l'argomento  con  tanta
  passione  -, non è possibile che il dilungarsi dei tempi  metta  in
  difficoltà  le  famiglie di questa platea di  lavoratori  che  ogni
  giorni  reclamano  e si confidano con la politica  per  cercare  di
  trovare una soluzione.
   Negli anni passati la politica è stata quella che ha creato questo
  mondo,  la  politica  è quella che è chiamata a  risolverlo  quanto
  prima.
   Sono   stati  presentati  77  emendamenti,  assessore.   Ci   sono
  emendamenti  che,  secondo me, si possono sicuramente  intercettare
  per cercare di definire questo disegno di  legge e, poi, affrontare
  una  legge di riforma che possa entrare nei meandri delle norme che
  si sono stratificate nel tempo.
   Io  non  penso  che  il Parlamento sia contrario  a  risolvere  il
  problema;  ogni  giorno  che passa è  un  problema  in  più  per  i
  lavoratori. E mi auguro che a partire dalla discussione generale  -
  entreremo poi nel merito, articolo per articolo - affronteremo  gli
  emendamenti che si presenteranno.
   Ci sono emendamenti che vanno ad aiutare alcuni enti che, rispetto
  agli  anni  passati,  hanno avuto una certa  linea;  da  quest'anno
  diciamo   che   è   un  percorso  tortuoso,  un  percorso   a   cui
  l'Amministrazione  regionale vuole mettere finalmente  fine  e,  da
  questo  punto  di  vista, c'è pure una ragione. Però,  assessore  e
  signori  deputati, oggi dobbiamo affrontare il tema,  non  possiamo
  mettere  in  difficoltà gli enti a partire da quest'anno,  ma  dire
   basta   e  mettere  un  punto  per la futura  attività  formativa.
  Vediamo di inserirci in un contesto leale, in cui la politica possa
  dare veramente risposta a questi lavoratori che più di noi ne hanno
  bisogno.
   Interverrò  sugli  emendamenti  non  appena  andremo  a   trattare
  l'articolo  1  e su questo sicuramente cercherò di  fare  opera  di
  persuasione. Ci sono tanti colleghi, tanti deputati che hanno  lena
  di  risolvere questo problema. E' vero che negli anni c'è stato chi
  ne  ha approfittato, ma non per questo possiamo fermarci e buttarci
  addosso responsabilità. Io, da neofita, sono deputato da tre  anni,
  non  mi sento colpevole ma siccome faccio parte della politica,  mi
  assumo anch'io la responsabilità.
   Oggi  siedo  in  Parlamento  e voglio affrontare  e  risolvere  il
  problema  insieme  agli  altri,  e negli  emendamenti  ci  sono  le
  possibilità per risolverlo.
   Mi  auguro  che il Parlamento sia propenso a votare favorevolmente
  alcuni  emendamenti che porteranno beneficio ai lavoratori  e  alle
  loro famiglie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Buzzanca.
   Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire che
  noi  abbiamo vissuto insieme a lei, assessore Centorrino,  e  forse
  più  di  lei,  questo problema e ci rendiamo conto  che  in  questo
  momento  sono  molti  i  lavoratori  che  aspettano  dall'Aula  una
  risposta  e,  soprattutto, aspettano dal Governo  un  comportamento
  univoco.  Ci  rendiamo  conto, altresì, che  sono  stati  adottati,
  attraverso  la  delibera di Giunta, dei parametri  che  in  qualche
  maniera  dovrebbero garantire la possibilità di assorbire gli  enti
  più  piccoli, che provengono o che dovranno provenire,  negli  enti
  più grandi, quella messa in mobilità di un numero di personale che,
  inevitabilmente, si dovrà verificare in rapporto  ad  una  delibera
  che,  fissati dei parametri, avrebbe dovuto consentire  -  ma  alla
  fine,  poi,  non consentirà - il reale assorbimento  del  personale
  che,  dagli  enti più piccoli, dovrà passare agli enti più  grandi,
  proprio  perché  quel parametro, pur avendo un tetto  massimo,  non
  consente  di sforare rispetto all'anno precedente; nella somma  per
  ciascun  ente è evidente che noi dobbiamo prevedere, al  contrario,
  un  meccanismo  che  ci  consenta di non mettere  in  mobilità  del
  personale  che, poi, non si sa che fine farà. Signor assessore,  io
  capisco che la materia è assai delicata.
   Mi  rendo  conto che vi sono stati, da parte del Governo,  diversi
  tentativi  per superare gli ostacoli che provenivano da  una  certa
  gestione  e anche dal blocco sostanziale del percorso formativo  in
  Sicilia, al di là di quelli che sono stati i fatti del passato,  al
  di là di quelli che sono stati gli interventi in questo settore che
  hanno  formato o no il personale e che sono stati o no  aderenti  -
  noi  pensiamo  in  molti  casi di no - ai  bisogni  reali  per  una
  mancanza  di  programmazione di pianificazione o anche  di  volontà
  politica.  Ma  oggi  occorre rendere la materia  il  più  possibile
  aderente  ai bisogni di questo personale che aspetta un segnale  da
  noi,  che  aspetta dall'Assemblea un momento di chiarezza  ma  che,
  soprattutto, abbia la certezza che vi è un percorso chiaro,  certo,
  senza  fare ricorso a questo o a quell'altro esponente politico  di
  questo o di quell'altro partito per avere riconosciuto ciò che noi,
  oggi, riteniamo un diritto sacrosanto.
   Assessore  Centorrino, mi rendo conto che  lei  è  tirato  per  la
  giacca  da molti parlamentari - in questo momento, ad esempio,  c'è
  l'onorevole Rinaldi che sicuramente avrà da suggerirle qualcosa  -,
  però  questa  è  una materia troppo delicata per essere  licenziata
  superficialmente; approfondiamola nella giusta misura
   La  delibera  che riguarda i parametri sia realmente una  delibera
  che  tiene conto della possibilità che i fondi arrivino,  poi,  con
  quella  garanzia  che consenta la mobilità per quei  soggetti  che,
  poi, inevitabilmente, dovranno sopportare questa difficoltà, che  è
  una difficoltà obiettiva.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Parlavecchio. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, io
  interverrò  brevemente, forse anche in un momento anticipato  della
  discussione. Però, vorrei sottolineare all'assessore - che  ritengo
  sia  in Aula e, comunque, va bene così - una mia preoccupazione per
  il  Fondo di garanzia perché non capisco come mai, pure durante  la
  discussione  che  è avvenuta in Commissione, non si  sia  posto  un
  problema che mi sembra salti agli occhi in maniera molto forte.
   Mi  spiego meglio e su questo vorrei che l'assessore poi  dia  una
  risposta.
   Si  parla di questo Fondo di garanzia attivabile dal 2011 al 2016,
  quindi  abbiamo  cinque anni su cui potere lavorare:  mi  chiedo  e
  chiedo, immaginando di essere un dipendente della formazione,  cosa
  potrebbe succedermi nei prossimi  cinque anni.
   Torno  a  dire,  la  Commissione avrà  valutato  attentamente  una
  situazione del genere.
   Però  vorrei sentire dalla voce dell'assessore, dato che i  cinque
  anni  mi  lasciano particolarmente perplesso, cosa  succederà  dopo
  questi  cinque   anni  e poi, ancora, vorrei  capire  se  il  Fondo
  servirà  a pagare i lavoratori. Però, da lavoratore, penso  che  un
  lavoratore  debba  anche essere impegnato  nel  lavoro  che  fa  e,
  quindi, vorrei essere tranquillizzato che questi lavoratori  -  pur
  essendo pagati, ed è giusto che lo siano - siano anche impegnati in
  un  lavoro,  altrimenti - anche se magari tutto ciò non può  essere
  definito per norma perché c'è la legge Biagi e quant'altro, come mi
  spiegava  qualcuno  - forse sarebbe meglio utilizzarli  in  maniera
  diversa  e  farli emergere ancora di più rispetto a  quello  che  è
  scritto nel comma 5. Siccome ho letto gli emendamenti al testo  che
  noi  discutiamo, anche se avremmo voluto discutere di  qualcosa  di
  diverso   e   di  più  corposo,  questi  emendamenti  non   toccano
  assolutamente un settore che, secondo me, è fortemente  impegnativo
  per  il Governo e fortemente impegnativo per quello che andremo  ad
  approvare.  Quindi,  ritornerò sull'argomento nel  momento  in  cui
  avremo la possibilità di discuterne.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Caronia. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, in realtà mi  ripeterò  rispetto  ad
  alcune  affermazioni  dell'onorevole  Dina,  ma  ritengo  opportuno
  chiarire che l'impostazione che il Gruppo del PID ha assunto sia in
  commissione  sia  qui in Aula, in merito ad una  problematica  così
  delicata  e importante quale la formazione professionale, ha  visto
  il   nostro   contributo  assolutamente  fattivo  come  opposizione
  responsabile e costruttiva. Però mi corre l'obbligo di  evidenziare
  alcune storture.
   Da mesi, se non da anni, in Commissione Lavoro auspicavamo che una
  riforma  organica  della  formazione  professionale  fosse  portata
  quanto  meno  dal Governo, il cosiddetto Governo delle riforme.  Io
  ritengo che questo intento che il Governo doveva portare avanti, in
  quanto  lo ha professato in tutte le sedi possibili, non sia  stato
  assolutamente  sfiorato neanche con questo disegno di   legge  che,
  seppur utile, per quel che riguarda le garanzie occupazionali verso
  le  quali  noi  non  potremmo  essere  mai  contrari,  ha  soltanto
  l'obiettivo di creare una sorta di paracadute, seppur temporaneo, e
  sicuramente non di auspicio per un lavoratore che tale si definisca
  e che, quindi, non affronti in maniera organica un tema complesso.
   Continuo  a  pensare che la formazione in Sicilia può diventare  e
  debba diventare il fiore all'occhiello da cui rilanciare l'attività
  politica del Governo e della Regione perché quando noi pensiamo  di
  risolvere  il problema della formazione professionale  mandando  il
  personale  in esubero nel Fondo di garanzia e anzi, come  dire,  ci
  arrovelliamo  per  trovare modi e metodi per aumentare  il  plafond
  economico  di  questo Fondo, abbiamo consegnato  il  settore  della
  formazione  alla  macelleria sociale . Purtroppo è così,  perché  è
  chiaro  che quelle formule di garanzia previste dalla legge vigente
  e  ribadite nella norma oggi in discussione riguardano cinque  anni
  di  vita  di  un  personale  che, dopo  quel  tempo,  non  avrebbe,
  chiaramente, nessun tipo di garanzia.
   Oltretutto,  ritengo emblematico come in questi giorni l'assessore
  Centorrino,  così come i funzionari e il Governo tutto,  sia  stato
  più  volte sollecitato da parte dei lavoratori che, per le  ragioni
  che  sono  state  esplicitate  anche  negli  altri  interventi,  si
  ritrovano da mesi senza stipendio.
   Io  vorrei  raccontare, brevissimamente, la storia di una  persona
  che mi ha telefonato l'altro giorno, proprio mentre in Aula stavamo
  per  incardinare il disegno di legge: questa persona, un lavoratore
  del  CEFOP,  mi  ha  detto  di trovarsi disperato  sopra  il  tetto
  dell'assessorato.
   Penso  che sia estremamente grave, che sia gravissimo che oggi  un
  docente, un ex docente della formazione, quindi una persona che  ha
  sicuramente un livello culturale, una dignità di lavoratore, si sia
  ridotto  a trovarsi sopra il tetto di un assessorato per protestare
  e  per evidenziare uno stato di povertà, perché di quello si tratta
  dato che vi sono persone che, non percependo lo stipendio da dodici
  mesi, si trovano oggi in una situazione di nuova povertà.
   Io  credo,  e  così il gruppo parlamentare a cui  appartengo,  che
  questo  disegno  di legge, sebbene abbia in sé degli  elementi  che
  valuto positivamente, non è affatto rispondente alle esigenze di un
  comparto  e  di  alcune categorie che in questi giorni  vivono  una
  situazione  drammatica,  quella di non sapere di cosa ne  sarà  del
  loro futuro.
   Ritengo,  altresì, indispensabile che nel disegno di  legge  venga
  inserito un emendamento, e noi del PID ne abbiamo proposto uno, che
  contemperi  la  possibilità  di  far  partire  nelle  attività   di
  formazione  anche quegli enti che oggi si trovano in una situazione
  di  difficoltà, perché se sono stati ammessi al PROF, se sono stati
  ammessi al Piano regionale dell'offerta formativa, in attesa che ci
  sia una sentenza del TAR dove sono pendenti alcuni ricorsi, ritengo
  che questi soggetti al pari degli altri debbano potere continuare a
  svolgere  l'attività di lavoratori. E non credo  che  sia  corretto
  relegarli in una condizione di destinatari di misure di sostegno al
  reddito,  perché quando si andrà a percepire l'80 per  cento,  così
  come  il  Fondo  di  garanzia  prevede,  non  essendo  tra  l'altro
  impiegati in attività formative, avremo relegato queste persone dal
  ruolo di lavoratori a quello di soggetti assistiti.
   Penso  che  oggi  in Sicilia ci sia bisogno di  lavoro  e  non  di
  assistenza,  perché  la formazione possa diventare  realmente  quel
  fiore all'occhiello che noi da tempo auspichiamo.
   Sarebbe  opportuno che il Governo approfondisca in maniera rapida,
  anzi  rapidissima, un testo di riforma reale e serio, perché  della
  legge  24 ciò che di buono c'è venga lasciato e ciò che non c'è  di
  buono  venga modificato, affinché la formazione professionale possa
  diventare  un  volano  vero  di  sviluppo  qualora  intercetti   le
  professioni e i lavori realmente utili al mondo del lavoro.
   Noi  abbiamo  reclamato più volte la presenza della rappresentanza
  datoriale   perché  vengano  a  rappresentare,  non   solo   in   V
  Commissione, ma soprattutto al Governo, e che il Governo poi se  ne
  faccia  carico,  i  profili professionali  che  servono  oggi  alla
  Sicilia per uno sviluppo reale.
   Si  parla  di  turismo,  si  parla  di  fotovoltaico,  di  energia
  rinnovabile.
   Sarebbe  ed  è obbligatorio per il Governo della Regione,  che  si
  dice  delle riforme , proporre offerte formative che siano utili  a
  chi  frequenta  i corsi, perché la formazione non sia  una  utilità
  solo per chi forma, ma anche per chi è formato.
   Quando  un  lavoratore ha fatto un percorso formativo che  poi  lo
  immette  nel  mondo del lavoro, questa é la mission più  importante
  che possa essere portata avanti.
   Ecco  perché  ritengo che questo disegno di legge, seppur  votato,
  vada  assolutamente  implementato con  alcune  norme;  diversamente
  avremo prodotto una ulteriore sterile norma che, accompagnandosi  a
  quello che è stato il percorso della finanziaria, non sarà in grado
  di  dare  risposte  alla moltitudine di lavoratori  che  oggi  sono
  davanti al Parlamento siciliano in attesa di una risposta, anche da
  parte del Governo. Per cui esorto l'assessore a voler prevedere  in
  questo disegno di legge alcuni emendamenti che tengano conto di una
  platea  di  soggetti  che  oggi  reclamano  il  diritto-dovere   di
  lavorare, non di essere assistiti.
   Io  mi  auguro  che ci sia la sensibilità da parte dell'assessore,
  come  ha  dimostrato  in  altre occasioni, di  valutare  seriamente
  queste   ipotesi  -  che  come   PID  abbiamo  proposto  in  alcuni
  emendamenti  -  e che quindi le faccia proprie, se gli  emendamenti
  saranno considerati ammissibili, affinché non si lasci la platea di
  soggetti che oggi aspettano una risposta, inascoltata e soprattutto
  ancora  affamata dal bisogno, affrancandola dalla precarietà  nella
  quale purtroppo oggi vive.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Marinese. Ne ha facoltà.

   MARINESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza   dell'assessore   Armao  per   capire   una   determinata
  situazione, e mi ricollego al discorso dell'onorevole Buzzanca:  si
  parla del parametro unico, che è di 135 euro  per ogni ora corso.
   Successivamente é intervenuta una delibera di Giunta, la quale  ha
  stabilito  che, in effetti, il monte economico del  2011  non  deve
  superare  quello del 2010; aggiunge, però, che non lo deve superare
  per  ogni  singolo  ente. Cosa significa? Che l'ente  piccolo  che,
  l'anno  scorso,  aveva un parametro di 85-90  euro,  oggi  non  può
  usufruire del parametro di 135 euro, ma rimane a 80-90 euro, quindi
  non  è  in grado di sopperire alla mobilità che l'ente grosso,  che
  aveva un parametro di 180 euro, oggi è costretto a fare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vi invito ad  abbassare  il  tono
  della  voce  per consentire all'onorevole Marinese di  svolgere  il
  proprio intervento.

   MARINESE. Per cui significa che questo parametro, di 135 euro,  ad
  oggi, è fittizio.
   Ma  nel momento in cui il parametro è fissato per gli enti piccoli
  ed è ritornato ad essere quello di prima, effettivamente si faranno
  delle economie pari, ad occhio e croce, a quindici milioni di euro,
  che  non  andranno a beneficio degli enti più grossi  che,  invece,
  dovranno abbassare il parametro.
   Allora,    chiedo   all'assessore   Centorrino    e    soprattutto
  all'assessore  Armao: questi quindici milioni di euro  di  economie
  che   verrebbero  adoperate  per  effetto  della  diminuzione   del
  parametro,  dove  vanno  a finire? Vanno  a  finire  nel  Fondo  di
  garanzia  o  rientrano nuovamente nella cassa regionale  per  altre
  cose?
   Questo  è  importante perché il Fondo di garanzia, a parte  quello
  che  è  stato  messo  già  in bilancio, è implementato  dagli  enti
  eventualmente   definanziati.   Quindi   rimane   fermo   solo   ed
  esclusivamente allo stanziamento che è stato fatto nel 2011, ma non
  viene implementato da nessun'altra parte.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   consegno
  ufficialmente   all'assessore  Centorrino  il  documento   che   ho
  annunciato che fa parte di un piccolo libro,  il libro bianco degli
  sprechi  della  Regione  siciliana,  alias  alcune  vergogne  della
  Regione siciliana .
   E'  un piccolo capitolo che riguarda sia i dati che ho snocciolato
  poco  fa sia la proposta di riforma che, dal nostro punto di vista,
  invece,  va al più presto fatta per dare una risposta immediata  ai
  lavoratori

   MANCUSO. E' irrituale.

   DE  LUCA   che sono stati reclutati dal nostro Gruppo Sicilia Vera

   CRACOLICI. Dal nostro Gruppo?

   DE  LUCA     autorevolmente  rappresentato  in  questo  Parlamento
  dall'onorevole Cateno De Luca, da un solo parlamentare.

   CRACOLICI. Dal suo Gruppo.

   DE  LUCA.  Da un solo parlamentare. Da questo punto di  vista  non
  abbiamo   lanciato   appelli  per  fare  aderire   altri   colleghi
  parlamentari.  Siccome,  e concludo, mi  è  stato  chiesto  da  più
  colleghi  la  copia,  sul  nostro sito www.siciliavera.com  già  lo
  potete  scaricare  e  quindi potete avere una  copia  autentica  di
  questo documento. Grazie, signor Presidente.
   Assessore Centorrino, le consegno ufficialmente la copia di quanto
  ho detto e della nostra proposta di riforma e chiedo agli Uffici di
  prendere nota che io sto lasciando il Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Panarello. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  numerosi  deputati, alcuni anche di lungo corso, i quali chiedevano
  all'assessore  Centorrino  come mai  si  fosse  arrivati  a  questa
  situazione drammatica nella formazione professionale. Naturalmente,
  sono  colleghi  che  io  immagino si  siano  dimenticati  dei  loro
  precedenti  parlamentari e siccome adesso  sono  all'opposizione  è
  come  se  fossero entrati oggi, per la prima volta, in  Parlamento,
  compreso  l'onorevole  De Luca, che avendo letto  quel  report  che
  segnala, diciamo così, gli sprechi e la dissennatezza con cui si  è
  operato nel settore della formazione, ha dimenticato di dire che in
  tutti quegli anni lui era un esponente della maggioranza, salvo poi
  ogni tanto denudarsi o fare qualche show.
   E, allora, siccome la situazione è drammatica  .

   DE    LUCA.    Signor    Presidente,   chiedo   di    intervenire,
  successivamente,  per fatto personale.

   MARZIANO. Sei un cabarettista

   PANARELLO.  Siccome la situazione è molto seria e,  come  è  stato
  ricordato,  ci sono persone che da mesi non prendono lo  stipendio,
  c'è  una  condizione di disagio in tutto il comparto. Gli enti  che
  hanno  operato con oculatezza, nel corso di questi anni,  rischiano
  di essere travolti al pari di enti che sono stati emanazione pura e
  semplice di consorterie politiche e che, quindi, hanno gestito  gli
  enti  di  formazione  come  se fossero le segreterie  politiche  di
  questo  o quel parlamentare; ma rischiano tutti di essere travolti,
  persone  che  operano da trent'anni nella formazione  rischiano  di
  essere  travolte al pari di chi opera in questo settore  da  tre  o
  quattro anni.
   Quindi,  c'è  una  situazione grave, ma  proprio  perché  è  grave
  occorrerebbe  un atteggiamento serio da parte di tutti  coloro  che
  davvero  vogliono tentare di arginare i disastri che si sono  fatti
  nel  corso  degli anni e tentare di salvaguardare il  lavoro  delle
  persone e anche la retribuzione, facendo in modo che questo settore
  ritorni ad avere una missione, e non essere semplicemente una sorta
  di ammortizzatore sociale. Ecco perché chiedere conto ipocritamente
  all'assessore  Centorrino  di quello  che  è  successo  negli  anni
  passati  credo che sia un modo per tentare di fare propaganda,  per
  scaricare  su  altri responsabilità che provengono da  persone,  da
  parlamentari, da gruppi politici che hanno pensato di utilizzare la
  spesa pubblica, anche nel campo della formazione, non per formare i
  siciliani, non per renderli più qualificati sul mercato del lavoro,
  ma puramente e semplicemente per fare operazioni clientelari.
   L'assessore Centorrino ha ereditato questa situazione.  Credo  che
  abbia  il  merito e si possa vantare di non avere accreditato nuovi
  enti,  di non avere promosso nuove clientele e di avere tentato  di
  operare  per  salvare  la missione formativa  in  Sicilia,  di  cui
  comunque  c'è  bisogno, di renderla coerente con  le  finalità  del
  Fondo  sociale europeo e prospettare una soluzione positiva per  un
  settore che non può essere retto dal bilancio regionale.  Questo  è
  il tema sul quale dobbiamo riflettere.
   La  norma  che  è stata presentata dal Governo, poi esaminata  con
  serietà  e  con rigore nella Commissione Lavoro, ha la finalità  di
  attivare un istituto, il Fondo di garanzia, che esiste da quando  è
  stata normata la formazione professionale in Sicilia, che ha quelle
  caratteristiche  perché allora si immaginava che il  settore  e  il
  numero di persone impegnate fosse molto inferiore a quello al quale
  si è giunti con dissennatezza.
   Però,  al  netto di tutti gli approfondimenti da fare,  anche  per
  evitare  che  si  favoriscano, pur senza  volerlo,  situazioni  che
  possono  diventare ingestibili, credo che sia una norma giusta,  un
  tentativo  doveroso  da  parte  del Parlamento  di  assicurare  uno
  strumento,  che  per definizione non può che essere transitorio,  a
  coloro  che dovessero restare fuori dal processo produttivo, mentre
  deve  andare  a  regime  il progetto del Governo  e  dell'assessore
  Centorrino di utilizzare al meglio le risorse che vengono dal Fondo
  sociale  europeo, non solo per garantire le persone  ma  anche  per
  fare  formazione in maniera più efficace e moderna. Sostanziare  un
  progetto  di  riforma che coloro che vi erano prima non  hanno  mai
  pensato di affrontare perché hanno sempre voluto e praticato l'idea
  che,  attraverso le risorse della Regione, si potesse  espandere  a
  dismisura,  al di là delle necessità dei disoccupati o dei  giovani
  siciliani,  il settore della formazione ingrassando coloro  che  lo
  gestivano e operando per costruire clientele.
   Credo che questa fase non sia più riproponibile, qualunque sia  il
  Governo,   tenuto   conto   dei  vincoli   che   ormai   tutte   le
  amministrazioni  pubbliche  hanno.  E,  quindi,  con  serietà,  con
  rigore, con fatica, chiamando a concorso gli operatori seri  e  gli
  enti  di  formazione  che vogliono rinnovare  la  loro  missione  a
  concorrere,  occorre  superare questa  condizione  di  emergenza  e
  traguardare  una  formazione professionale che  sia  effettivamente
  utile per i siciliani.

   Seguito della discussione del disegno di legge n. 720/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                          Per fatto personale

   DE LUCA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, le  concedo  un  minuto.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco  che  una
  certa cultura vetero-comunista deve per forza mettere qualcuno  sul
  banco degli imputati.
   Io  non  l'ho  fatto nei confronti dell'assessore  Centorrino,  in
  quanto non aveva bisogno di uno scarso avvocato d'ufficio, tanto  è
  vero che ho citato dati che risalgono all'anno 2003.
   Quindi,  pregherei il collega che mi ha preceduto,  il  quale  non
  merita  neanche di essere citato, di ricordare le battaglie che  in
  tempi  non  sospetti già De Luca ha fatto, da quando si è insediato
  in   questo  Parlamento.  Per  quanto  riguarda  la  formazione   e
  quant'altro, vorrei ricordare all'onorevole, di cui non ricordo  il
  nome,  che  già  nel  2006  abbiamo  iniziato  questa  battaglia  -
  Marziano,  non fare il grillino - per evitare queste  cose,  e  non
  solo.
   Ricordo  quel  caso  citato da quel collega  che  fu  proprio  per
  protestare  contro  un  atto  che  ritenevamo  illegittimo  e   che
  riguardava il mio defenestramento dalla Commissione Bilancio.
   Fatto,  signor  Presidente,  e concludo,  che  a  quanto  pare  si
  verificherà di nuovo, quando ci sarà il rimescolamento delle  carte
  per  il  rinnovo  della  composizione delle  Commissioni,  con  una
  differenza:  state tranquilli, se allora ho fatto  quel  gesto  ora
  sono maturato un poco e non lo rifarò più.
   Lo  dico  per  rispondere comunque sempre a quel collega  che  non
  merita di essere nominato.
   Io  non  ho  partecipato né a maggioranze a cui faceva riferimento
  quel  collega né sono mai stato in quel sistema, e lo sanno  tutti.
  Lui  deve rivolgere lo sguardo nei confronti, comunque, sempre  dei
  banchi dell'opposizione, dove probabilmente su questo tema c'è  chi
  può dare lezioni a me e all'intera maggioranza.

   Riprende la discussione del disegno di legge n. 720/A

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Riprende la discussione sul disegno di legge numero 720/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Bufardeci. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire perché, quale componente della V Commissione che si sta
  occupando di questo disegno di legge, anche a me è stato chiesto di
  firmarlo, cosa che ho fatto. Ma vorrei precisare che l'ho fatto per
  una  ragione  di  fondo,  che è quella di  impegnarmi  e  di  voler
  appartenere a quel gruppo di deputati che stanno tentando  di  dare
  una  risposta  ad una situazione di grande pregiudizio,  di  grande
  difficoltà,  di  grande crisi, che stanno tentando  -  se  vogliamo
  parlare  non  in politichese ma in termini ancora più chiari  -  di
  mettere  una  pezza alla situazione disastrosa che  vive  il  mondo
  della formazione.
   A  questo  sforzo ho aggiunto la mia firma partecipando ai  lavori
  nella  convinzione  però che questo disegno di legge  debba  essere
  effettivamente  il più stringato possibile, un testo  asciutto,  un
  testo  che  non  deve essere gravato da troppi vagoni  o  da  nuovi
  tentativi  di  appesantire una spesa già assolutamente  folle,  per
  troppi  versi  improduttiva,  e che,  addirittura,  comporta  anche
  grandi rischi di disimpegno, in termini automatici, di risorse  del
  Fondo sociale europeo.
   Quindi,  intervengo per dire che questo testo può essere  soltanto
  migliorato  con emendamenti che non costano nulla, con  emendamenti
  che  non  appesantiscono. Ma laddove - come ho letto  nel  caso  di
  alcuni  articoli, anzi di molti articoli aggiuntivi - si  pensi  di
  gravare  ulteriormente facendo rientrare nel mondo  degli  occupati
  troppo  persone,  in  alcuni casi centinaia di persone,  credo  che
  l'Aula  non  possa permettersi questo. Non possiamo, da  un  canto,
  parlare di una situazione di grande difficoltà e, poi, operare come
  se  tutto  andasse  bene  e  si  fosse  in  un'epoca,  per  fortuna
  trascorsa,  in cui i corsi venivano regalati per fare  occupazione,
  per fare assunzioni, ma certamente non per fare vera formazione nel
  senso  della  qualità  e  della crescita complessiva  della  nostra
  Regione.
   Alcuni emendamenti, come quelli che abbiamo presentato, mi rivolgo
  in  maniera  particolare all'Assessore  ma  ovviamente  a  tutti  i
  colleghi, non costano nulla e possono essere di significato.
   Assessore,  una volta avevamo quasi polemizzato e me  ne  dispiace
  per  la  stima e la simpatia che ho nei suoi confronti, ne parlammo
  in  occasione  della finanziaria quando presentai un emendamento  a
  proposito del DURC. Ebbene, qualcuno sostenne che non era di nostra
  competenza  ed  io  replicai  che era nostra  competenza  e  quindi
  abbiamo  presentato e fatto nostro l'emendamento, con il  quale  la
  validità del DURC è riferita al tempo dell'ultima erogazione  delle
  percentuali  di  finanziamento per  evitare  il  ripetersi  di  una
  validità  trimestrale,  causa  per molti  versi  dei  problemi  che
  viviamo oggi.
   Assessore,  vorrei che mi seguisse su questi due punti  perché  ho
  piacere  che il Governo possa dare il parere favorevole  in  quanto
  nell'emendamento  che  assegna alla  sua  funzione,  assessore,  la
  nomina  del  funzionario che deve preoccuparsi  del  pagamento  del
  personale  assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre  2008
  degli  enti  ammessi con riserva in misura dell'80 per  cento,  non
  vogliamo  lasciare  che  questo  termine  e  questa  facoltà  siano
  astratti.
   A  tal proposito, abbiamo presentato un emendamento che le assegna
  un  termine  di  venti giorni, potrà essere venti o trenta,  ma  un
  termine  va  dato,  altrimenti si corre il  rischio  di  una  norma
  astratta.
   Alla  stessa  maniera,  assessore, la  invito  a  dare  il  parere
  favorevole  ad  un emendamento che abbiamo presentato relativamente
  alla  questione che, sempre più, oggi è all'attenzione delle  tante
  famiglie  dei  dipendenti degli enti di formazione  che  vivono  il
  dramma   di   non  essere  pagati  da  tanti  mesi,  subendo   pure
  l'umiliazione evidente della quotidianità.
   Signor  Presidente, mi rivolgo anche a lei, come è noto  il  Piano
  famiglia  predisposto dall'ABI ha portato recentemente  il  Governo
  nazionale  ad introdurre alcuni benefici in termini di  sospensione
  dei pagamenti delle rate dei mutui fino a 150 mila euro. Voi sapete
  che  queste  fattispecie si applicano ai casi di soggetti  perdenti
  posto,  soggetti  che vanno in mobilità o che sono cassa-integrati,
  nuclei   familiari  che  documentano  la  riduzione   del   reddito
  familiare.
   Con  questo  emendamento  noi chiediamo  che  il  personale  della
  formazione, se oggi va in banca e risulta regolarmente occupato  e,
  quindi,  non beneficiario delle eventuali agevolazioni  alle  quali
  sto   facendo  riferimento  -  Piano  famiglia,  pacchetto  ABI   -
  attestando con un prospetto i redditi effettivamente ricevuti possa
  godere,  al  pari dei cassintegrati e dei soggetti in mobilità,  di
  queste agevolazioni.
   Signor  Presidente  dell'Assemblea, assessore  e  colleghi  tutti,
  vorrei  che questo disegno di legge che, ribadisco, è una pezza  ad
  una situazione drammatica, come pezza è, giustamente, l'ampliare il
  termine  da due mesi antecedenti l'avvio del PROF a tutto il  tempo
  che  precede  l'avvio di questo benedetto o maledetto  PROF,  possa
  dare  riparo  a  questa  situazione drammatica,  ma  senza  gravare
  ulteriormente  di  assunzioni  o di carichi  che  non  ci  possiamo
  permettere, migliorando il testo con emendamenti come quelli che ho
  indicato  e  che  abbiamo presentato come Forza del  Sud,  che  non
  costano nulla ma che sono migliorativi, in termini temporali  o  di
  agevolazioni   sociali  ai  lavoratori  che  da  tanti   mesi   non
  percepiscono  lo  stipendio  e che, però,  con  questo  emendamento
  potrebbero beneficiare del Piano famiglia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessore
  Centorrino, io ho ascoltato gli interventi dei colleghi  che  hanno
  usato  termini  emergenziali: dramma, disagio, emergenza,  pericolo
  per  le persone. E devo dire che sono tutti riduttivi rispetto alla
  situazione  che questo Governo ha creato. Devo solo ricordare,  per
  evitare  che qualcuno possa ascriversi meriti che non competono  o,
  addirittura, parlare di riforme epocali come quelle della sanità  o
  dei  rifiuti,  i  cui effetti disastrosi sono sotto  gli  occhi  di
  tutti,  che,  a  fronte  di lavoratori che  da  quindici  mesi  non
  percepiscono stipendi e che hanno vissuto situazioni drammatiche di
  protesta  - dai tetti dell'assessorato fino ad incatenarsi  davanti
  ad uffici pubblici, alle proteste qui o a stare per due mesi in una
  tenda  di fronte il Palazzo della Presidenza della Regione o ancora
  altri  gesti  clamorosi per richiamare l'attenzione di  un  Governo
  totalmente  assente, oggi siamo qui a parlare non di riforma  della
  formazione ma di una parziale soluzione agli effetti disastrosi che
  avete creato.
   Siamo   qui   grazie  ad  un  disegno  di  legge   di   iniziativa
  parlamentare. Qui non parliamo di un disegno di legge  del  Governo
  di  questa Regione, attento alle emergenze della Sicilia e, quindi,
  pronto  con  una norma da sottoporre al Parlamento, a risolvere  il
  problema  della  formazione e dei lavoratori. Se  fosse  stato  per
  questo  Governo,  probabilmente i lavoratori sarebbero  ancora  sui
  tetti  o  per le strade o sotto le tende o a fare gesti ancora  più
  gravi di quelli che hanno posto in essere.
   Il  Governo  ha dimostrato totale incapacità ad affrontare  questa
  situazione di emergenza e lo dico interpretando i sentimenti  delle
  centinaia e centinaia di lavoratori che abbiamo incontrato.
   Noi  siamo  andati  incontro  a questi  lavoratori  che  ci  hanno
  ascoltato  perché  hanno capito da che parte sta  l'attenzione  del
  Parlamento e da che parte sta la disattenzione di questo Governo.
   Nonostante  lei,  assessore, si sia attorniato  di  consulenti  di
  grande   preparazione,  come  se  il  suo  Assessorato  non  avesse
  dirigenti  in  grado di affrontare il problema della formazione  in
  Sicilia in maniera corretta, non avete neanche avuto la sensibilità
  di  sottoporre al Parlamento un disegno di legge che sia il  frutto
  del lavoro di questo Governo.
   Io mi auguro che questo disegno di legge venga approvato nei tempi
  più  brevi  possibili e che sia limitato a pochi  articoli  perché,
  senza infingimento alcuno, tutti sappiamo - dato che tutti parliamo
  con gli Uffici e tutti ascoltiamo i ragionamenti che pervengono  ai
  Gruppi parlamentari o al Parlamento in generale - che questo  è  un
  disegno  di  legge attenzionato dagli organi preposti al  controllo
  delle norme approvate dal Parlamento.
   Mi  auguro  e farò di tutto, per quanto riguarda il mio impegno  e
  quello  del  Gruppo del PDL, affinché sia un disegno di  legge  che
  affronti  al  cuore  i  problemi e  li  risolva,  come  quelli  dei
  lavoratori del CEFOP, oltre mille lavoratori dimenticati da  questo
  Governo e segnatamente da lei assessore, da lei e dal suo direttore
  generale.   Non  avete  proposto  alcuna  soluzione  e   vi   siete
  disinteressati del dramma di queste persone. Adesso, come sempre, è
  il  Parlamento che pone un rimedio, al di là dei partiti o al di là
  delle  differenziazioni, perché vogliamo dare un segnale  a  queste
  persone affinché capiscano che la politica, qualche volta, è  dalla
  parte della gente e non soltanto dentro il Palazzo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ritengo
  che la seduta di oggi sia molto importante perché si interviene  su
  un  tema  sentito, su un tema che francamente diversi governi,  nel
  tempo,  hanno  pensato  di poter riformare e  innovare  secondo  le
  esigenze  della vera formazione che merita la nostra  Regione;  una
  Formazione   collegata   col  mondo  della   ricerca,   col   mondo
  dell'innovazione,    col   mondo   delle   categorie    produttive,
  dell'impresa  privata e non solo di quella pubblica.  Questo  mondo
  aspettava  e  voleva,  ritengo, una riforma di  settore  forte  che
  potesse  collegare la nostra Regione con la formazione delle  altre
  regioni, a maggior ragione con quella formazione che dopo un  corso
  riesce  a  creare le condizioni di un'occupazione, di un  posto  di
  lavoro.
   Per  questo ritengo che la formazione e la capacità degli enti  di
  formazione,  oggi,  deve essere collegata  più  che  sul  personale
  assunto,  più  sulle ore, sulle classi, sulla capacità  di  chi  ha
  avuto   modo  di  frequentare  quei  corsi  anche  di   avere   poi
  un'opportunità in più, una marcia in più per trovare un  posto  nel
  mondo del lavoro.
   La  seduta  di quest'oggi è importante perché va ad affrontare  un
  primo tema che, di fatto, è collegato con altri temi importanti che
  questa  Assemblea dovrà prendere atto di seguire e già, in passato,
  si era pensato di trovare le condizioni per una soluzione vera, per
  una soluzione dignitosa.
   Dico  ciò  perché  ritengo che oggi siamo  pronti  ad  esitare  un
  provvedimento  che  crea un momento di serenità con  il  cosiddetto
  Fondo di garanzia.
   Ma  questo  Fondo  di garanzia riesce a creare  un  progetto,  una
  soluzione  vera  per  chi  vuole  creare  una  formazione  a  lunga
  distanza,  per chi vuole creare una formazione vera che  possa,  di
  fatto, avere una garanzia seria sul lavoro e sull'impegno che si va
  a  definire?  Perché  noi  dobbiamo, da qui  a  breve,  sapere  che
  soluzione dare ai dipendenti delle società collegate con la Regione
  siciliana.
   La  Commissione Bilancio deve discutere e approfondire  l'articolo
  20  della  finanziaria,  che tiene conto dell'accorpamento  tra  le
  varie società e quelle stesse società che hanno del personale  che,
  guarda  caso, domani potrà finire in un ulteriore Fondo di garanzia
  perché  non  si  riesce  a  dare una giusta  mission,   una  giusta
  attività di lavoro che sia produttiva per la Regione. Cosa che,  da
  qui  a  breve,  probabilmente si verificherà pure per i  dipendenti
  della  Regione siciliana stessa, nel momento in cui non si riuscirà
  a  creare  un'organizzazione e un chiaro elemento di  lavoro  e  di
  sviluppo.
   La  formazione  in Sicilia, come bene diceva chi mi ha  preceduto,
  negli  anni  è  stata, probabilmente, fortemente  saccheggiata  dal
  mondo  della politica e oggi rischia di diventare un ammortizzatore
  sociale.  Io ritengo che dentro la stessa formazione in Sicilia  vi
  siano  tante luci, vi siano anche elementi di positività, di  gente
  che  lavora  e che ha saputo creare le condizioni perché  realmente
  questa Regione potesse servirsi di uno strumento formativo valido.
   Per  fare questo dobbiamo supportare l'emendamento che il  collega
  Bufardeci   ha  evidenziato  sul  documento  unico  di   regolarità
  contabile, sul DURC, perché è assurdo pensare che qualche ente  che
  ha  la Regione come debitrice è in difficoltà a presentare il  DURC
  e,  guarda caso, poi è in difficoltà anche a proseguire la  propria
  missione,  la propria attività formativa; così come è  assurdo  non
  estendere  ai lavoratori, che hanno dei contratti con gli  enti  di
  formazione, la garanzia per i mutui per la prima casa o la garanzia
  per  poter mandare i figli a scuola o all'università dove ritengono
  sia più consono e più corretto.
   In  tutto  questo  oggi siamo qui, subito dopo quella  finanziaria
  stringata e tecnica, per discutere  la prima riforma. Questa doveva
  essere  la  prima seduta, dopo la finanziaria, per discutere  della
  prima   riforma  che  era  quella,  probabilmente,  più  importante
  riguardante il  mondo della formazione.
   Concludo, Presidente, dicendo che questa  non è una riforma, non è
  sicuramente  la riforma che i siciliani si attendevano o  speravano
  di   avere   creando  un  rapporto  diretto  con  il  mondo   delle
  associazioni, che hanno e credono fortemente in quelle giovani leve
  che  vengono formate nel corso degli anni dagli enti di formazione,
  a  cui oggi invece garantiamo solo la provvisorietà di un mondo che
  merita, invece, una grande volontà di creare le condizioni  per  la
  stabilità   di   un   settore.   Una  programmazione   seria,   una
  programmazione  vera,  che  il mondo della  formazione  sicuramente
  merita e, probabilmente, quell'intesa con la Commissione

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cimino,  la  ringrazio;  il  tempo  a  sua
  disposizione è terminato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Colianni. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.   Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli   colleghi,
  intervengo per dirvi che, obiettivamente, sono veramente deluso  da
  questo dibattito parlamentare.
   Sono  molto  deluso  perché l'onorevole Cateno De  Luca  abbandona
  l'Aula, colpito sulla strada di Damasco, come quelle collegiali per
  troppo  tempo in clausura, liberato dalle catene, adesso  sente  di
  essere un poco come San Paolo Redento; l'onorevole Caputo, in preda
  a  questa  sindrome  oppositoria come se non  fosse  mai  stato  in
  quest'Aula, ci viene a raccontare che questo Governo sta  compiendo
  disastri. E devo aggiungere che, quando qualcuno diceva che  questa
  classe dirigente ha delle responsabilità, mi sentirei di dire  che,
  o  da protagonisti o da comparse, e le comparse si lamentano di non
  essere  protagoniste,  per intero, per novanta  su  novanta,  hanno
  consumato  e  sono  stati  commensali,  oltre  che  preparatori   e
  cucinieri di questa importante categoria formativa.
   Vedete,  amici,  se  il  Parlamento avesse  la  capacità  di  fare
  autocritica  rispetto  a  questo  grande  misfatto,  che  è   tutto
  siciliano,  della  formazione  e  facesse  un'attenta  riflessione,
  probabilmente farebbe cosa degna e giusta.
   Assessore, vorrei parlare proprio con lei e con il Parlamento  per
  suggerirle  alcune cose che ritengo utili. Intanto,  basta  con  le
  chiacchiere: diamo i soldi a coloro i quali non riescono  a  vivere
  in questo momento; assumiamoci le responsabilità di questa politica
  sbagliata,  poco  corretta;  questa  politica  che  ha  creduto  di
  trovare, nella formazione, l'unico appiglio per dare qualche  posto
  di lavoro facendo enti collaterali, limitrofi e amici.
   Allora,   le  dico  che  probabilmente  dobbiamo  disgregare   per
  riaggregare il sistema.
   Intanto,  diamo  i  soldi  a  chi  soffre  un  momento  di  grande
  difficoltà economica. Basta con le chiacchiere  E questo  è  quello
  che lei ci sta proponendo in maniera assolutamente seria.
   Problema  diverso  è l'aspetto formativo. Noi dobbiamo  farci  una
  domanda: serve la formazione in Sicilia?
   Io  penso  che  la  formazione in Sicilia  serva,  il  bisogno  di
  formazione  serve; è un problema di ridefinire complessivamente  il
  sistema.  Assessore, se mi è consentito dire una cosa che le  potrà
  sembrare  trasgressiva rispetto a quello che  le  hanno  detto  gli
  altri, io penso che dobbiamo liberalizzare il sistema, non dobbiamo
  chiudere  il sistema perché abbiamo creato un sistema chiuso  della
  formazione. Qui il problema non è soltanto di garantire i soldi  ad
  un  sistema che abbiamo contribuito tutti a creare, bensì è  capire
  come dobbiamo dare libertà, come dobbiamo liberare un sistema che è
  assolutamente ingessato da interessi atavici
   Allora,  io  penso  che,  da  una parte,  dobbiamo  aggregare  per
  risparmiare, da una parte dobbiamo innalzare i livelli  di  qualità
  del  sistema,  da  una parte dobbiamo creare le condizioni  di  una
  griglia   di  qualità  partecipativa  alla  formazione  che   possa
  consentire a coloro i quali vogliono fare formazione seria  -  così
  come  tanta  formazione seria, per la verità, si è pure  fatta  tra
  tutti  questi enti - possano rientrare nel sistema. E poi mi  lasci
  dire:  Ma mi spiegate perché la formazione non deve fare formazione
  in sanità? Non pensate che una delle risposte sia quella di evitare
  questo  scorporo incredibile per cui in Sicilia la Sanità  forma  i
  sanitari, la Formazione forma tutto il resto?
   E'   possibile   immaginare   una  nuova   formazione   fatta   di
  collateralità e di collaborazione con le università? E'  possibile,
  in  questo  sistema,  immaginare una formazione  della  solidarietà
  verso  gli  immigrati attingendo a fondi non solo  comunitari,  che
  finiscono, ma  a fondi dello Stato strutturali?
   E' possibile immaginare una formazione per il servizio civile?
   E'  possibile, invece di ragionare in termini sciocchi, stupidi in
  questo  Parlamento  di interessi per attribuire responsabilità  che
  appartengono  a tutti noi, attribuire responsabilità  all'assessore
  Centorrino - persona degna e qualificata - che certamente non ha?
   Ecco  perché,  assessore, superata questa fase che sarà  votata  a
  larga  maggioranza - anzi, lei avrà il 100 per cento dei  voti  del
  Parlamento - mettiamoci a lavorare seriamente per dare lavoro,  per
  fare una riforma della formazione a questa Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare nella  discussione  generale
  l'onorevole Marziano. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  ho   una
  preoccupazione,  e la voglio manifestare: la marea  di  emendamenti
  che sono stati presentati al disegno di legge, il cui contenuto per
  alcuni  di essi e il rigore sulla tempistica che abbiamo imposto  e
  cioè  il  passaggio nelle altre commissioni rischia un  dilatamento
  dei  tempi di approvazione di questo disegno di legge che  potrebbe
  tradire lo spirito che si era determinato in V Commissione.
   Infatti,  la  Commissione,  recependo  il  testo  che  era   stato
  presentato  dal Governo nel provvedimento Gov1 e trasformandolo  in
  disegno  di  legge della commissione, aveva operato  una  sorta  di
  presa d'atto della gravità e della drammaticità della situazione in
  generale,  ma  anche  della  drammaticità  e  dell'urgenza  che  si
  approvassero alcune norme che, certo, non sono la riforma - nessuno
  pensa  di  portela chiamare così - ma che ottemperavano  ad  alcuni
  obiettivi  e  ad  alcuni bisogni. In poche ore  la  Commissione  ha
  approvato  un  testo  che ottemperava a quelle esigenze  che  erano
  state  poste,  ed  io speravo che, almeno in questa  occasione,  in
  questa  Aula  ci  saremmo evitati interventi da  disco  rotto   che
  sento sempre fare, quelli che potrei descrivere prima ancora che si
  cominci  a  parlare:  il governo attuale è cattivissimo,  ha  fatto
  tutte le cose peggiori del mondo, mentre quelli precedenti erano il
  meglio  che si poteva esprimere  Poi, non si capisce, caro  collega
  Buzzanca o collega Caputo, chi ha determinato questa situazione  di
  trovare  disastro, chi ha portato la situazione ad essere al  punto
  di  non  ritorno  con assunzioni incontrollate, che  hanno  portato
  negli  ultimi anni non negli ultimi 20, ma negli ultimi 4 anni,  al
  raddoppio  degli addetti, a coprire gli spazi che si  aprivano  con
  gli sportelli multifunzione e con nuovi assunzioni. C'è un mare  di
  illegalità  in  questo mondo e non può essere  certo  attribuito  a
  questo assessore e a questo governo
   Speravamo di evitarci l'ennesima sceneggiata del collega De  Luca,
  che  questa  volta non si è spogliato, ma ne ha trovato  una  delle
  sue.  Ci sono dei momenti in cui bisogna essere assolutamente seri.
  Il  disegno  di  legge  che non è la riforma  ottempera  ad  alcune
  esigenze: ripristinare e rifinanziare il Fondo di garanzia dando un
  minimo  di  certezza  di paracadute ai lavoratori  di quei  quattro
  enti  che  hanno ancora i corsi in fase di attuazione;  avviare  un
  percorso, un inizio di accompagnamento - con le risorse adeguate  e
  con  il confronto con lo Stato - in quanto la Sicilia non può  fare
  cassa  integrazione, ovvero mobilità, non  può fare  ammortizzatori
  sociali  suoi,. Pertanto, è necessario avviare un percorso  per  il
  quale ci vogliono riforme concordate con lo Stato.
   Infine,  penso  che  invece della montagna di  emendamenti,  della
  marea  di  emendamenti presentati, soltanto uno vada  assolutamente
  tenuto  in  considerazione, perché se non approviamo il  meccanismo
  dei  4  mesi  precedenti all'avvio del PROF è chiaro che  salta  lo
  stipendio  di  almeno due mesi per i lavoratori, che non  avrebbero
  come  risparmio forzoso, ma perderebbero le mensilità  pregresse  e
  avrebbero seri problemi.
   Penso  dunque  che  mai  come in questo caso,  signor  Presidente:
  l'ottimo  è  nemico  del  buono. Noi  oggi  abbiamo  il  dovere  di
  procedere  prima  che  sia  possibile  all'approvazione  di  questo
  disegno  di legge per l'obiettivo che esso ha, procedere  all'avvio
  il più velocemente possibile del PROF 2011, con il recupero dei due
  mesi  di arretrati, in modo da ridare serenità ad un settore  e  ai
  lavoratori che ci vivono e ci lavorano, che vivono non nel  disagio
  ma  nel  dramma. Avviare, infine, una vera riforma della formazione
  professionale che salvaguardando le prospettive di vita e di lavoro
  dei  suoi  addetti,  ritorni ad essere uno strumento  flessibile  e
  fortemente  legato  all'esigenza  del  mondo  dell'economia  e  del
  lavoro.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Marziano, prima di dare la parola  al
  presidente Formica, volevo dare alcune notizie all'Aula in  maniera
  tale da potersi ognuno di noi organizzare.
   Stasera si svolgerà la discussione generale e risultano iscritti a
  parlare  alcuni  colleghi,  dopo di che  ci  sarà  la  replica  del
  Governo.
   Quindi, l'Aula verrà rinviata a domani alle 16,00 per le votazioni
  sull'articolo 1.
   Con riferimento agli emendamenti aggiuntivi presentati e contenuti
  nel  fascicolo distribuito, gli stessi aggiuntivi saranno  trattati
  allorché  la  Commissione V e l'Aula affronteranno complessivamente
  la materia della riforma della formazione professionale.
   In  linea di massima, ovviamente, salvo alcune riscritture che  da
  qui a domani insieme al Governo faremo.
   Questa  decisione  è  stata  assunta  sulla  base  delle  seguenti
  considerazioni:
    a) tali emendamenti attengono ad una riforma organica del sistema
       della  formazione professionale - peraltro molti di voi  hanno
       ripetuto questo concetto - che non viene affrontata dal disegno di
       legge in esame;
  b) l'esigenza da tutti condivisa prima in Commissione di merito e
  oggi in conferenza dei capigruppo che è quella di approvare
  prioritariamente la singola norma contenuta nel testo con limitate
  e necessarie riformulazioni;
  c) gli stessi emendamenti non sono stati formalmente presentati
  nelle Commissioni e quindi discussi nelle Commissioni di merito;
  d) molti di tali emendamenti presentano profili finanziari o di
  spesa che richiedono una valutazione in Commissione bilancio;
  e) alcuni di tali emendamenti affrontano tematiche già risolte dal
  testo dell'articolato.
   Infine   in   base   agli  accordi  raggiunti,  l'Aula   esaminerà
  l'emendamento   A.1  sulle  borse  di  studio   delle   scuole   di
  specializzazione  in materia sanitaria, già positivamente  valutato
  dalla  Commissione bilancio e l'emendamento A.6, sui  trasferimenti
  alle province per attività venatoria.
   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor presidente, onorevoli colleghi, mi scuso  già  in
  anticipo  se prenderò qualche minuto in più. Ma proprio  perché  la
  seduta  di oggi io reputo sia una seduta importante per l'argomento
  che  tratta ebbene che ognuno di noi sia consapevole delle cose che
  dice,  delle cose che esamina e delle cose che sono state dette  in
  questa Aula. Inutile che molti colleghi oggi diventati, colleghi di
  maggioranza,  una  volta  colleghi di  opposizione,  appena  eletti
  colleghi  di opposizione, si lamentino del fatto che ci sono  stati
  degli   interventi  che  scaricano  alcune  grandi   responsabilità
  sull'azione di governo.
   Allora, è bene fare un minimo di cronistoria.
   Vede,  signor  Presidente, anche io mi sono  trovato  nel  lontano
  dicembre del 2006 a ricoprire la carica di assessore per il  lavoro
  e  la  formazione professionale, anche io appena insediato  a  fine
  anno 2006 mi sono trovato di fronte ai problemi con i quali si sono
  dovuti  confrontare anche gli altri assessori che si sono succeduti
  dopo  di me e i problemi erano sempre gli stessi, signor Presidente
  e  colleghi, erano la mancanza di un'adeguata copertura, i problemi
  erano  che  spesso  si doveva far fronte anche  a  delle  coperture
  mancanti sui piani precedenti, i problemi erano che sostanzialmente
  spesso mancavano i soldini per dare risposte a tutti.
   Ebbene, cari colleghi, sin dal primo momento il sottoscritto si  è
  messo  a  lavorare, l'ha fatto con l'Aula, l'ha fatto con  tutti  i
  novanta  deputati  e  ha  trovato le  risorse  dall'Aula  per  dare
  copertura  al  piano  formativo,  per  risolvere  i  problemi   che
  discendevano anche da mancate coperture degli anni precedenti e nel
  giro  di  venti  giorni a esitare un primo PROF,  venti  giorni,  e
  nell'anno successivo un secondo PROF, interamente coperti. Come? Da
  un lato, lavorando con il Parlamento, e lavorando in maniera seria,
  dall'altro lato, facendo approvare una norma nel novembre del 2007,
  che consentiva finalmente di recuperare quelle risorse forse pari a
  oltre  centomilioni  di euro che giacevano  e  in  parte  giacciono
  inutilizzate  nelle  casse degli enti da decenni,  inutilizzate  in
  quanto  mancavano  e mancano i rendiconti, la rendicontazione,  per
  cui   agli  enti  veniva  anticipato  l'80  per  cento,  gli   enti
  utilizzavano quell'80 per cento, il 20 per cento veniva  erogato  a
  rendicontazione avvenuta. Ma siccome quell'80 per cento era più che
  sufficiente  per  avviare i corsi, il 20 per  cento  che  stava  lì
  inutilizzato   dagli  enti e dalla Regione, e mancava  quindi  alle
  casse, al bilancio della Regione.
   Grazie  a questi provvedimenti siamo riusciti a esitare dei  piani
  che  hanno  avuto copertura integrale.  Contestualmente,  ci  siamo
  resi conto anche noi allora che il sistema andava riformato, che il
  sistema non poteva continuare con una progressione infinita  e  già
  da allora con una interlocuzione continua con il Governo nazionale,
  avevamo  intravisto  e  concordato gli strumenti  per  sgravare  il
  bilancio   della   Regione,   da  un  lato,   di   almeno   duemila
  prepensionamenti che assolutamente erano e sono compatibili con  le
  misure  messe in campo dal Governo nazionale assolutamente ed  è  a
  questo  riguardo è strano che il direttore del Ministero del lavoro
  si  meravigliava su come mai la Regione Sicilia e  gli  enti  della
  formazione  non avessero presentato al Ministero alcuna domanda,  e
  ne   potevano  presentare  fino  a  duemila,  per  utilizzare   gli
  ammortizzatori  in  deroga e gli strumenti di accompagnamento  alla
  pensione per avviare i prepensionamenti.
   Contestualmente, debbo dire - perché lo debbo dire per forza - che
  il  sottoscritto  essendo  a  fine del quinquennio  non  ha  potuto
  usufruire  di un centesimo del Fondo sociale europeo in  quanto  lo
  stesso  era  stato integralmente utilizzato. Ciononostante  non  ci
  sono stati problemi di sorta.
   Non  si  capisce  perché  ed è bene che l'Aula  rifletta,  non  si
  capisce  perché  durante questi tre anni in cui c'è l'intero  Fondo
  sociale  europeo  che nel frattempo era stato portato  grazie  agli
  interventi anche forti del sottoscritto e dell'onorevole Leanza  al
  21  per  cento dell'intero POR ed eravamo l'unica Regione  che  era
  arrivata a questa percentuale, e quindi con duemiliardi di  euro  a
  disposizione,  duemiliardi di euro a disposizione, non  si  capisce
  perché  per  questi  tre anni non si sono voluti utilizzare  queste
  risorse per coprire il PROT per almeno cento, centodiecimilioni  di
  euro  che  potevano  e possono essere integralmente  riversati  sul
  Fondo sociale europeo.
   Non  si  capisce perché per arrivare a questa situazione dopo  tre
  anni, in un momento in cui c'è il rischio concreto che migliaia  di
  lavoratori  per incapacità,  per atti mancanti, per  decisioni  non
  prese  da  parte del Governo, rischiano di andare a  casa.  Non  si
  capisce  perché  alcuni strumenti, che tuttora, signor  Presidente,
  possono essere messi in campo e ci farebbero risparmiare almeno  55
  milioni di euro subito e, quindi, troveremmo l'intera copertura per
  il  Piano,  perché  aggiunto  ai 184 milioni  ci  sarebbe  l'intera
  copertura per il Piano, ci si continua a intestardire a non  volere
  assumere  i  provvedimenti in via amministrativa che  assolutamente
  possono essere assunti.
   Oggi  questa  norma è fondamentale, e concludo, signor  Presidente
  (avevo  chiesto venia, ma era indispensabile), oggi questa norma  è
  indispensabile per tappare un buco, per mettere un punto fermo, per
  dare certezze a questo mondo.
   Voglio   avvertire  i  colleghi  e  voglio  avvertire   anche   la
  Presidenza,  da  questo punto di vista, di stare attenti  quindi  a
  come  scrivere questa norma, perché noi non abbiamo  il  dovere  di
  esitare  una  norma purché sia e lavarcene le mani, se  poi  questa
  norma  non  passa al vaglio di legittimità  Abbiamo  il  dovere  di
  esitare una norma che abbia tutti i crismi della legittimità e  che
  possa   essere   pubblicata  perché  non  possiamo  scaricarci   di
  responsabilità.
   Abbiamo dunque il dovere di approfondire, di mettere in campo  una
  norma  che  sia  veramente  una norma di  salvaguardia  e  che  non
  scarichi  la  responsabilità di un Parlamento che, invece,  oggi  e
  domani, responsabilmente deve approfondire tutti gli aspetti legati
  alla norma per dare certezze non per lavarsi le mani, perché se  ci
  laviamo  le  mani  faremo un danno incalcolabile e  sostanzialmente
  difficilmente potremo intervenire successivamente.
   Quindi, attenzione  Studiamo bene la norma, adeguiamola ai criteri
  di  legittimità, alle normative nazionali in materia, per non  dare
  adito  a  nessuno  di dire: io l'ho fatta, poi  non  è  colpa  mia.
  Dobbiamo farla e farla in modo che sia una norma a regime.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  ha
  ragione    il    presidente   Formica,   dobbiamo   assumerci    le
  responsabilità.  Dobbiamo  assumerci la  responsabilità  perché  il
  danno che avete creato, presidente Formica è incommensurabile

   FORMICA. Noi?

   APPRENDI. Sì, il danno l'avete creato voi

   FORMICA.  Allora  non hai ascoltato, tre anni  di  disastri  avete
  fatto

   APPRENDI  Il danno l'avete creato voi, io ho ascoltato bene
   Sono  stanco  di sentire voi con la vostra demagogia,  perché  voi
  volete  fare  sentire la vostra voce fuori a chi  sta  protestando,
  cercando  di infangare chi sta, invece, pensando di poter dare  una
  risposta seria, non carica di demagogie come fate voi.
     Voi avete creato un disastro, chi ha amministrato questa Regione
  ha  creato un disastro, non solo con la formazione, l'ha fatto  con
  la  forestale, l'ha fatto con gli ATO, l'ha fatto con tutte  quelle
  agenzie  ed  enti collegati perché si facevano questi uffici  e  si
  aggirava l'ostacolo dell'assunzione per concorso. E ciascuno ci  ha
  messo  i  suoi  e  ciascuno, al di là dei  parenti,  della  battuta
  dell'onorevole  De  Luca,  al di là dei parenti,  ci  sono  settime
  generazioni di amici
   Questa è la verità. E adesso noi ci troviamo a dover affrontare un
  problema che è serio. Ma voi lo pensate che, malgrado nel  2008  si
  fece  una  legge, dove si diceva di non assumere più nessuno  nella
  formazione,  si è continuato ad assumere? E non paga  nessuno,  gli
  unici  a  pagare sono i lavoratori che devono prendere lo stipendio
  perché  con  quei  soldi molti hanno pagato  i  contratti,  Cococo,
  Cicici,  e  una  serie  di  contratti per aumentare  la  clientela.
  Granai, granai di voti per tutti. Granai di voti per tutti.
   E,  allora, oggi dobbiamo avere il coraggio di porre fine.  Basta
  Basta  Perché adesso, con quel disastro, quella formazione che  noi
  auspicavamo  avesse  un ruolo importante così come  è  negli  altri
  Paesi  d'Europa  -  la  formazione è  importante,  altroché  me  lo
  insegnate voi -, la formazione è importante. E' importante per quei
  giovani che vogliono affacciarsi nel Mediterraneo, per quei giovani
  che vogliono andare in Europa. E' importantissima. Ma questa non ha
  funzionato, non ha funzionato.
   Chissà quanti di voi, colleghi, che come me girate il territorio e
  siete  impegnati, quante volte vi è stato detto in qualche  azienda
   ma  sa, io avrei bisogno di uno specialista di un settore. Non  lo
  trovo, lo prendo e me lo formo io a spese mie .
   Perché abbiamo fatto una formazione che non serviva al Paese,  che
  non serviva ai nostri ragazzi.
   Abbiamo  fatto  sì, qualcuno lo ha detto poco fa,  dice  che  oggi
  diventa  ammortizzatore sociale. No, era già una  parte  di  questa
  formazione ammortizzatore sociale è stata usata così per  clientele
  e  ammortizzatore  sociale, una parte di questa formazione.  Poi  è
  chiaro  non  si può fare di un'erba un fascio. Ci sono  stati  enti
  corretti,  enti che hanno lavorato, e lo stanno dimostrando  perché
  pagano  gli  stipendi, perché hanno osservato le regole del  fisco.
  Quegli enti non possono essere messi insieme a tutti gli altri.
   Concludo,  signor  Presidente e assessore, auspicando  che  domani
  quando  entreremo nel merito potremo esitare un testo che, intanto,
  dia  immediate  risposte  a chi sta aspettando,  a  chi  in  questo
  momento soffre e soffre non per colpa propria.
   La stessa vicenda io l'ho affrontata con i dipendenti degli ATO  e
  con  quanti altri. Dobbiamo avere il coraggio però di dire   adesso
  si gira pagina . Pensiamo al sistema Paese, pensiamo alla Sicilia.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole Pogliese, volevo fare un appello alla puntualità  per
  i lavori di domani.
   Domani  è convocata per le ore 10.00 la Commissione Bilancio,  che
  si  occuperà del disegno di legge di riforma del settore dei lavori
  pubblici.  Alle  ore 12.00 la Commissione per il  Regolamento,  già
  convocata. Alle ore 16.00 la Commissione Verifica poteri e alle ore
  16.30 l'Aula che sarà convocata alla fine di questa seduta.
   Pertanto, volevo fare un appello ai colleghi di essere presenti  e
  puntuali  nelle varie sedi di lavoro per evitare di  fare  slittare
  tutti gli altri appuntamenti.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pogliese.

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  io sarò estremamente sintetico, ma mi sembra assolutamente doveroso
  fare alcune brevissime riflessioni in merito ad un disegno di legge
  che, come è stato da molti colleghi che si sono alternati prima  di
  me evidenziato, non rappresenta certamente la soluzione di tutti  i
  gravosi  problemi che attraversano trasversalmente il  mondo  della
  formazione  professionale, ma rappresenta una soluzione tampone  di
  cui  si  sentiva, comunque, fortemente l'esigenza in attesa di  una
  riforma  organica della formazione professionale che mi  auguro  di
  qui a breve possa essere all'interno di questa Aula, e prima ancora
  all'interno delle Commissioni competenti, incardinata.
   Ecco,  quindi,  perché  ritengo  sia  assolutamente  condivisibile
  questo  disegno  di  legge  di iniziativa parlamentare  laddove  si
  individuano finanziamenti aggiuntivi al Fondo di garanzia,  laddove
  si individuano ulteriori possibilità di estensione della disciplina
  del Fondo di garanzia, estendendo quindi questa opportunità anche a
  coloro i quali assunti entro il 31 dicembre 2008 e utilizzati anche
  per interventi formativi, vedi il servizio di orientamento, e anche
  per   l'obbligo   dell'istruzione  e  della   formazione.   Essendo
  assolutamente  prioritario all'interno  di  questo  Parlamento   il
  percorso  di  tutela  dei  lavoratori del  mondo  della  formazione
  professionale.
   Laddove  su  questa tematica la politica, in maniera probabilmente
  trasversale,  ha oggettive responsabilità, medesime  responsabilità
  non  sono certamente ascrivibili agli ottomila lavoratori del mondo
  della formazione professionale che meritano particolare attenzione.
   In  merito agli emendamenti prendo atto di quello che ha detto  il
  Presidente dell'Assemblea.
   Mi  auguro  però  che nel successivo disegno di legge  di  riforma
  organica   della   formazione  professionale  si  presti   adeguata
  attenzione ad alcune tematiche.
   Penso, per esempio, a quella evidenziata dal collega Beninati e da
  altri  colleghi  che dopo di lui si sono alternati, in  riferimento
  alla  possibilità dell'estensione del DURC che, ove  sia  possibile
  individuare  una  soluzione tecnicamente  ineccepibile,  credo  che
  rappresenti una strada obbligata nel tentativo di risolvere  alcuni
  problemi  che  vengono  affrontati quotidianamente  dagli  enti  di
  formazione;  problemi  che  non sono  totalmente  ascrivibili  alla
  responsabilità degli stessi enti.
   Pertanto, concludo, signor Presidente, ma non posso fare a meno di
  esternare  alcune  brevissime  riflessioni  in  merito  ad   alcuni
  passaggi  che  il collega Apprendi ha fatto in riferimento  ad  una
  esperienza assessoriale, amministrativa e politica del mio  collega
  onorevole Formica, che credo siano assolutamente ingenerosi.
   Io  ho  vissuto quell'esperienza parlamentare essendo stato eletto
  per   la   prima  volta  nel  2006,  ho  vissuto  quindi  a  fianco
  dell'onorevole Formica quella esperienza e credo sia  assolutamente
  oggettivo  dire che quei piani sono stati puntualmente  finanziati,
  sono  stati  coperti, gli stipendi sono stati puntualmente  pagati.
  Sono state individuate risorse aggiuntive attraverso una legge  che
  l'onorevole  Formica  fece approvare all'interno  di  questa  Aula,
  recuperando milioni di euro e permettendo il finanziamento di  quei
  piani.
   Credo   che   quelle  esternazioni  del  collega  Apprendi   siano
  assolutamente prive di ogni fondamento.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo  1  di
  questa  legge  che, per altro ha detto bene l'onorevole  Caputo,  è
  stata  presentata dalla Commissione, dai colleghi che appunto hanno
  apposto  la firma, è il fallimento della politica di riforma  tanto
  dichiarata dalla cosiddetta maggioranza.
   Perché  noi ci saremmo aspettati in questa Aula una vera legge  di
  riforma, una legge di riforma dove, sulla carta, 60 parlamentari su
  90,  potevano sostenerla con un'azione parlamentare soprattutto  in
  un  periodo dove già il bilancio è stato affrontato, è stato votato
  e dove già le risorse sono allocate in quel bilancio
   Invece,  rispetto  alle dichiarazioni che  sono  state  fatte  dai
  colleghi,  c'è  un  attacco  penso anche suicida,  soprattutto  dei
  colleghi del Partito democratico.
   Criticano   così  tanto  quello  che  è  successo  a  modo   loro,
  un'attività  di  formazione  clientelare,  un'attività  di   azione
  politica che ha messo la Sicilia in ginocchio.
   Io  farei  una  riflessione anche perché  la  posso  fare,  signor
  Presidente, non ho parenti, né amici, né segnalati in nessun centro
  di  formazione;  quindi la posso fare, libero  da  quello  che  può
  essere il pensiero di un singolo parlamentare.
   Penso  che i colleghi del Partito Democratico facevano un  attacco
  ai  loro  colleghi  parlamentari regionali e  nazionali  perché  mi
  sembra  alla  luce  del  sole, le attività e le  cointeressenze  di
  familiari  di deputati regionali e nazionali della maggioranza  che
  sono  lontani  nel  tempo,  da  circa  venti  anni,  legittimamente
  svolgono un lavoro al servizio della formazione.
   Io  non  ho  capito,  in  particolare,  l'onorevole  Panarello   e
  l'onorevole  Apprendi,  per  quale  motivo  hanno  sferrato  questo
  attacco nei confronti dei loro stessi colleghi che, legittimamente,
  hanno  sempre  avviato e sostenuto un percorso che  riguardava  una
  platea di ottomila addetti.
   Rispetto a questo, non riesco a comprendere per quale motivo  oggi
  c'è la polemica di molti nei confronti di questi lavoratori.
   Sappiamo  tutti che l'articolo 1 è un  pannicello caldo   rispetto
  alle problematiche.
   Sappiamo  tutti  che  questo articolo 1,  non  solo  non  serve  a
  chiudere la questione, ma serve a rinviarla.
   Molti  si  sono presi l'impegno per una legge di riforma. Vedremo,
  aspetteremo  quelle  che sono le eventuali novità  che  il  Governo
  vuole  rassegnare all'Aula. Ma quello che mi meraviglia è che dalle
  parole dei colleghi, forse, ancora non c'è la consapevolezza  della
  situazione: il comma 5 dell'articolo 1 parla, in linea generale, di
  fuoriuscita del personale.
   Quindi,  ci  rendiamo conto che qui stiamo parlando di  lavoratori
  che sono vicini all'età pensionabile? Alla possibilità di finire il
  loro  percorso di lavoro? Che lavorano da più di venti  anni  nella
  formazione? Ci rendiamo conto che queste sono famiglie formate, che
  vivono di quella sostanza?
   Oppure ancora qualcuno ritiene di attaccare i lavoratori che  sono
  figli  della clientela, sono figli dei deputati che li hanno voluti
  sfruttare, sono figli di una situazione che non è più sostenibile?
   Ma   cosa  non  è  sostenibile?  L'unica  cosa  che  deve   essere
  sostenibile è la definitiva stabilizzazione di soggetti  che  hanno
  svolto un lavoro per anni, hanno un contratto a tempo determinato e
  vogliono la certezza del loro futuro.
   Tutte  le  belle  parole,  dobbiamo chiudere , ma  chiudere  cosa?
  Questo  è  successo negli ultimi dieci anni, con i  numeri  che  ha
  detto l'onorevole De Luca, che non mi sorprendono.
   Che  significa  che  un  governo regionale, l'Assemblea  regionale
  hanno  puntato lo sviluppo nella nostra terra su quello  che  è  il
  comparto formazione?
   Ma  cosa  c'è di male? Se qualcuno - come è stato detto da  questo
  pulpito  -  ha  fatto cose irregolari, la responsabilità  penale  è
  personale. Non ci può essere un attacco, ogni volta che si parla di
  formazione, a sacche di potere, a clientele.
   Io  sono  uno,  come  le  ho detto, a cui non   frega  nulla   del
  comparto della formazione.
   E' mai possibile che la vera demagogia venga da parte di chi, fino
  a  ieri,  faceva  l'opposizione e, quindi,  lo  faceva  perché  era
  opposizione,   ma  oggi  la  maggioranza  di   essi   non   ha   la
  responsabilità  di  dire che ci sono ottomila  persone  che  devono
  chiudere  con  il  passato, bello o brutto  che  sia.  La  polemica
  continua.
   Allora,  signor Presidente, per quanto mi riguarda,  l'articolo  1
  non  risolverà  nulla.  Io  domani  delegherò  i  miei  colleghi  a
  sostenere questo articolo, in una votazione che lascia il tempo che
  trova.
   Spero di trovare la responsabilità, soprattutto della maggioranza,
  di  portare  avanti veramente una legge di riforma che  abbia  come
  priorità, innanzitutto, la stabilizzazione delle ottomila  persone.
  Se  qualcuno, poi, è stato assunto fuori dalle norme è  chiaro  che
  non deve essere preso in considerazione ma, nello stesso tempo,  di
  chiudere  una partita, dove non se ne più di sentire demagogie,  da
  questo  pulpito,  soprattutto da quei soggetti che  appartengono  a
  partiti  che, di questa azione politica, non solo hanno  avuto  dei
  vantaggi  legittimi ma ne hanno usufruito anche  sotto  il  profilo
  elettorale  legittimamente con persone che  hanno  svolto  il  loro
  lavoro  e  lo hanno fatto perché la politica ha scelto,  perché  la
  politica ha investito in quel settore.
   Se poi qualcosa è andato male o hanno fatto male, o qualcuno si  è
  appropriato  indebitamente  di denari  della  Regione,  quello  non
  spetta  al Parlamento neanche alla politica, ma neanche ai  tribuni
  di  turno,  perché  i  tribuni  di  turno  riescono  certamente  ad
  inquinare quello che può essere un processo di sviluppo per  questa
  regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Scilla.  Ne  ha
  facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che  sto
  intervenendo in uno stato quasi confusionale, perché se da un  lato
  c'è   la  tragedia  che  stanno  vivendo  circa  ottomila  persone,
  dall'altro lato non riesco a capire qual è la soluzione che  questo
  Governo  e questo Parlamento stanno preparando rispetto al problema
  che è davvero grande.
   Io  sono  tra  quelli che possono, sicuramente, porre  la  domanda
  all'assessore  Centorrino, perché sono alla  mia  prima  esperienza
  parlamentare  e  perché, in senso assoluto, sono, probabilmente,  a
  sentire  i  colleghi, tra i pochissimi che non hanno  nulla  a  che
  spartire  con  la formazione, ripeto, in senso assoluto.  Però,  so
  anche  - ed è giusto che lo dica, perché lo penso - che l'assessore
  Centorrino  non  ha contribuito ad aumentare il numero  degli  enti
  accreditati; so anche che l'assessore Centorrino, sicuramente,  non
  ha  contribuito ad aumentare sprechi e clientele. Però, nel momento
  in  cui  la  Sicilia  vive questo dramma, noi utilizziamo  duecento
  milioni   per   quest'anno,   per   la   formazione   senza    poi,
  qualitativamente, produrre nulla, perché tutti siamo  assolutamente
  d'accordo che la formazione serve anche come strumento di sviluppo.
   Assessore Centorrino, fatta questa debita premessa, vorrei  capire
  qual è la soluzione che sta proponendo il Governo Lombardo; qual  è
  la risposta della riforma della formazione professionale.
   Non è certamente il disegno di legge che dovremmo approvare questa
  sera,  non  c'entra  nulla  col dramma  della  formazione.  Ripeto,
  ottomila soggetti che rischiano il posto; i lavoratori del CEFOP da
  più di un anno che non percepiscono lo stipendio.
   Al  di là delle responsabilità che, probabilmente, vanno ricercate
  in  tutto l'arco costituzionale, perché nessuno può fare lezione ad
  altri,  perché  proprio  nel mondo della  sinistra,  come  è  stato
  ripetuto da questo podio, ci sono elementi che hanno fatto le  loro
  fortune  nel mondo della formazione ed oggi quei soggetti che  sono
  stati  utilizzati,  caro  assessore Centorrino,  sono  praticamente
  abbandonati,  perché  lei, sicuramente, la  penserà  come  me.  Non
  comprendo  cosa c'entra il disegno di legge numero 720 che  abbiamo
  all'approvazione, rispetto al grave dramma della formazione.
   Oggi noi stiamo proponendo al Parlamento, in sintesi, di fare  che
  cosa?  Di  ampliare  questo  Fondo di garanzia,  per  cinque  anni,
  allargarlo al personale docente e non docente, allargarlo anziché a
  chi  è  stato  assunto  fino al 2002 fino al  31  dicembre  2008  e
  allargarlo  a  tutti  gli strumenti formativi, quindi,  anche  agli
  sportelli multifunzionali.
   Questo  è  quello  che  stiamo  proponendo  a  questo  Parlamento.
  Addirittura,  se non ho compreso male, la Presidenza ha  stralciato
  tutti  gli emendamenti, quindi, se c'è la possibilità, come abbiamo
  fatto  noi, di Forza del Sud, di cercare di migliorare quel  testo,
  rispetto per esempio al DURC, rispetto per esempio al fatto che  il
  PROF  del  2011  deve  partire e deve  partire  in  maniera  seria,
  coinvolgendo  tutti gli enti, perché può sembrare  strano,  io  non
  voglio assolutamente difendere il Cefop.
   Ribadisco:  non c'entro nulla con la formazione, ma è stata  fatta
  davvero  una  attenta  analisi  e  soltanto  questo  ente  è  nelle
  condizioni di non potere più, sono cinque, ma a questo punto,  caro
  assessore Centorrino, è innaturale porsi una domanda: ma non è  che
  qualcuno  che ha interessi dentro la formazione vorrebbe  eliminare
  questi  cinque enti? Sicuramente quello più importante è  il  Cefop
  perché  magari pensa poi, successivamente, ad una distribuzione  di
  questo monte ore o di questi corsi.
   Oggi  va  studiata e questo Governo riformista che  l'ha  lasciata
  solo,  caro  Assessore  Centorrino, non lo  sta  sostenendo  né  il
  governatore  Lombardo che ha assunto degli impegni  ben  precisi  e
  neanche  i partiti che dovrebbero sostenere questo Governo.  Lei  è
  solo  insieme a questo nuovo direttore che - bontà sua  -  è  stato
  nominato, arriva dal Piemonte, che ben venga dal Piemonte,  non  ho
  compreso  quello che ha fatto e quello che vuole fare  perché  oggi
  abbiamo un sistema che sta crollando.
   Bisogna scindere il destino dei lavoratori dal destino degli enti.
   Sono due cose completamente diverse. Va bene il fondo di garanzia,
  va  bene  allargarlo, va bene avere questo salvataggio ma  dobbiamo
  pensare   ad   assicurare,  facendo  un  ragionamento  complessivo,
  riequilibrando  tutto il sistema tra enti che dovranno  rimanere  e
  tutti   i  lavoratori  della  formazione,  considerando  anche   la
  riduzione  del  30%,  il  taglio che è stato  fatto  rispetto  alle
  necessarie esigenze finanziarie.
   In  quel contesto bisogna riequilibrare il settore perché  è  vero
  che oggi si è creato un mostro ma è altrettanto vero che non si può
  risolvere la problematica facendo pagare i lavoratori.
   Per  quanto  mi riguarda, per quanto riguarda Forza del  Sud,  noi
  saremo  in  Aula  domani  a  votare  questo  disegno  di  legge  ma
  consapevoli  di  non  produrre nessun  effetto  in  senso  assoluto
  rispetto a questo grave problema.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Torregrossa.  Ne  ha
  facoltà.

   TORREGROSSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   ho
  ascoltato con grande attenzione tutti gli interventi che sono stati
  appassionati, intelligenti, ma anche polemici.
   Mi  domando  se  molti dei miei colleghi abbiano mai  parlato  con
  questi  lavoratori  perché  tutti  siamo  pronti  a  dire  che   la
  formazione  è  importante, tutti siamo pronti a dire  che  dobbiamo
  tutelare  i  lavoratori, però, è anche vero  che,  forse,  passiamo
  tempo  a criticarci, passiamo tempo ad addebitare responsabilità  a
  una  classe politica che c'è stata fino a qualche anno fa o ad  una
  classe  politica che, in questo momento, si trova alla  maggioranza
  di questo Governo.
   Il  Presidente  Lombardo, più volte, si vanta  di  volere  portare
  avanti  un  Governo  di riforme, però, è altrettanto  vero  che  le
  riforme  epocali  che il Governo Lombardo pubblicizza  -  e  faccio
  riferimento  a  quella della sanità, a quella dei  rifiuti  o  alla
  semplificazione  -  sono delle riforme nate  in  Aula,  sono  delle
  riforme che, in realtà, non hanno dato gli effetti sperati.
   A  proposito  di  sanità, stamattina leggevo un articolo  dove  si
  indicava  un  risparmio  nella spesa  sanitaria  siciliana  ma,  al
  contempo,  degli amici mi hanno telefonato dicendo che mancavano  i
  posti in ospedale e, pur avendo la gamba rotta, sono dovuti tornare
  a casa.
   La  stessa cosa funziona per quanto riguarda la riforma degli ATO,
  basta fare un giro per le nostre città e ci accorgiamo che ci  sono
  cumuli  e  cumuli  di spazzatura. Mi auguro che  la  riforma  della
  semplificazione possa avere una fortuna migliore.
   Faccio  queste considerazioni perché poco fa il Presidente  Cascio
  ha  detto  che  nelle  prossime ore, lei, Assessore,  provvederà  a
  sintetizzare   degli  emendamenti  e,  quindi,  ad  ipotizzare   un
  miglioramento di questa legge che è qui in discussione, legge che è
  dovuta,  che noi del PDL sicuramente appoggeremo perché abbiamo  un
  grande rispetto dei lavoratori, molti che vanno avanti da più di 20
  anni - diceva il mio collega - e sono prossimi alla pensione, molti
  lavoratori che si sono sostituiti ai servizi essenziali forniti dai
  dipendenti  regionali  e  faccio  riferimento  agli  sportelli   di
  formazione, agli ex uffici provinciali del lavoro.
   Noi  andremo  ad  appoggiare, sicuramente,  questa  legge  ma,  al
  contempo, ci auguriamo che quello che uscirà dal suo lavoro sarà un
  emendamento,  un maxi emendamento, probabilmente, che  tenga  conto
  delle  esigenze reali di tutti i lavoratori, senza polemiche, senza
  addebitare,  ad una classe dirigente oppure ad un'altra,  l'aumento
  della spesa.
   Oggi,  noi  abbiamo  questi lavoratori,  dobbiamo,  semmai,  stare
  attenti.
   Assessore,  la  invito a parlare con l'Assessore  per  la  Sanità,
  perché  oggi  ho  letto  che la dottoressa Borsellino  stava  dando
  l'autorizzazione o, comunque, ha dato l'autorizzazione per corsi di
  formazione  per  2.600 operatori OSA nella Sanità e dobbiamo  stare
  attenti:  non vorrei che, in  qualche modo, si creassero  ulteriori
  precari, sia come formatori che come lavoratori.
   Pertanto,  concludo, Assessore, invitandola nel suo intervento  di
  replica  a  fornire una data certa per la legge  di  riforma  della
  formazione di cui questa Regione ha effettivamente bisogno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, caro  assessore
  Centorrino, poco fa l'onorevole De Luca, a cui comunque  va  sempre
  il  nostro  affetto,  sollevava  problemi  di  incompatibilità  con
  parecchi  Assessori; io lo volevo rassicurare che, questo problema,
  non mi riguarda né da vicino né, tanto meno, da lontano.
   Così  come  non  mi riguarda la vicenda accennata dal  mio  amico,
  onorevole  Paolo  Colianni, laddove diceva;  Beh, nel  passato  c'è
  stata una condivisione o da protagonista o da comprimario .
   Bene,  in  questa vicenda, io non ci sono stato né da protagonista
  né, tanto meno, da comprimario.
   Però,  è  chiaro  che il problema va risolto e,  questa  sera,  va
  risolto     definitivamente    nell'interesse    dei    lavoratori,
  nell'interesse, anche, degli studenti che devono frequentare questi
  corsi.
   Assessore Centorrino, apprezzo sempre quello che lei fa perché  so
  che  lo  fa  con passione perché crede in quello che fa,  tuttavia,
  speravamo  in  una  legge più completa - e ora  le  dico  perché  -
  speravamo  in  qualcosa di più definitivo anche perché  lei  ha  le
  competenze  giuste, le capacità giuste per poter  dar  vita  ad  un
  testo più complessivo sulla vicenda.
   Tuttavia,  non  possiamo  non salutare  con  soddisfazione  questo
  disegno di legge e non possiamo, fin da adesso, assicurare il  voto
  favorevole   del  PDL  all'approvazione  di  questo   provvedimento
  cercando di venire incontro un po' a quelli che sono alcuni aspetti
  a cui questo disegno di legge, non ha del tutto risposto.
   A  differenza  di  altre  volte in cui  ho  presentato  decine  di
  emendamenti,  questa volta mi sono limitato soltanto a  presentarne
  uno  e  su questo, Presidente dell'Assemblea, terrei che domani  si
  discutesse e vorrei che anche i colleghi lo approvassero; si tratta
  dell'emendamento che tende ad assicurare la continuità  retributiva
  a  tutti  coloro  i  quali, come lei sa meglio  di  me,  Assessore,
  essendo   passati  ampiamente  due  mesi,  rischiano,   in   attesa
  dell'approvazione  dell'avvio  del  POF  2011  di  rimanere   senza
  stipendio ed è chiaro che chi come me proviene dal mondo del lavoro
  - faccio il docente - sa cosa significa rimanere qualche mese senza
  stipendio.
   Su  questo emendamento io mi soffermerò a lungo domani, spero  che
  il  Governo lo possa accogliere anche perché non mi pare che sia un
  emendamento che prevede l'impegno di nuove spese.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Va bene, onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Mi fa particolarmente piacere constatare che anche  lei
  la  pensa  come  me  su  questa vicenda ed allora  su  alcune  cose
  dobbiamo vedere di soffermarci e di discutere.
   Tanti  colleghi,  giustamente, prima  di  me  hanno  sollevato  il
  problema  del DURC e della impossibilità che noi abbiamo di  pagare
  il  personale docente e molti hanno sottolineato come non si tratta
  soltanto  di  annualità dell'anno in corso ma  anche  di  mensilità
  precedenti.
   Quando  sono  stato Assessore ho fatto una cosa  semplicissima  di
  fronte  a  ditte  che non volevano produrre il DURC,  non  potevano
  produrre  il  DURC, ho provveduto a pagare, intanto, il  personale,
  gli   operai,  i  lavoratori;  è  una  cosa  che  l'amministrazione
  regionale   può  fare  benissimo  nominando  i  propri   funzionari
  commissari  in  ogni  ente  e  defalcando  la  somma  destinata  al
  personale  in  maniera  tale  che  le  somme  possano  essere  date
  direttamente ai lavoratori, in maniera tale che il personale  possa
  essere  pagato e quindi possa continuare a sopravvivere, perché  di
  questo si tratta quando ci troviamo di fronte a dipendenti di  enti
  statali  e  non  o,  addirittura, dipendenti dello  Stato  o  della
  Regione.
   Quindi,  credo che il problema del DURC vada superato  svincolando
  il  personale dalle problematiche legate all'azienda che sono altre
  legate  agli affitti, ai telefoni e a tutto quello che volete  voi,
  ma   in  questo  modo  noi  dobbiamo  necessariamente  separare  il
  personale dal resto delle spese.
   Poi,  è  chiaro  che la riforma doveva prevedere possibilmente  un
  momento  di  incontro con gli istituti professionali di Stato,  che
  lei  sa meglio di me essere in questo periodo con carenza di alunni
  e,  invece, la formazione professionale ancora ha alunni a cui dare
  le proprie indicazioni dal punto di vista didattico.
   Si poteva pensare e si deve pensare ad utilizzare questi locali in
  maniera  tale da risparmiare e in maniera tale che questi corsi  di
  formazione  possano  essere  svolti in  luoghi  sicuri,  spesso  si
  svolgono  presso  garage,  locali fatiscenti,  locali  che  vengono
  pagati  a  costi  esorbitanti,  ospitano  questi  ragazzi  in   una
  situazione di assoluta insicurezza.
   Poi,  non  solo ai ragazzi ma bisogna pensare alla stabilizzazione
  del  personale, bisogna cercare di garantire i posti  di  lavoro  a
  tutti  coloro  i  quali, alla data che è stato individuata,  il  31
  dicembre  2008, avevano i requisiti per potere fare i docenti,  per
  potere  essere  personale  assunto a tempo  indeterminato,  quindi,
  bisogna  agevolare l'esodo di coloro che hanno già l'età di  andare
  in pensione.
   Non  si  capisce perché c'è questa piccola  casta'  di  lavoratori
  molti  dei  quali  da anni hanno già raggiunto  la  possibilità  di
  andare  in pensione e continuano a rimanere in servizio, in  questo
  modo  mettendo  in discussione il posto di lavoro per  coloro  che,
  invece, sono giovanissimi.
   Bisogna cercare di agevolare l'esodo di coloro ai quali manca solo
  qualche  anno alla pensione per cercare di snellire e, soprattutto,
  di  rendere  meno  pesante il costo del personale, bisogna  pensare
  alla  riqualificazione di questo personale che possiamo  utilizzare
  in altri compiti.
   E'  chiaro che sono tante le cose che avremmo potuto fare  e  sono
  tante le cose che ci impegneremo a fare per il futuro, intanto  una
  nota  positiva,  alla  fine,  questo parlamento  la  trarrà  domani
  approvando  una legge che dia finalmente sicurezza  e  stabilita  a
  quanti  da anni, con grande impegno, con grande capacità  e  grande
  professionalità lavorano nel mondo della formazione professionale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  credo
  che,  considerata  la portata della norma, non penso  che  dovremmo
  fare  molti commenti o dilungarci in riflessioni poiché molto si  è
  detto,  soltanto qualche personale riflessione in merito  a  questa
  norma, assessore Centorrino.
   Credo che chiaramente non siamo di fronte ad una legge di riforma,
  è  sotto  gli occhi di tutti, è una legge  tampone  che  serve  per
  fronteggiare una crisi in cui alcuni enti si stanno trovando,  sono
  alcuni enti che, oltre al CEFOP, a mio avviso, sono degli enti  che
  hanno oggi un soprannumero, un sovraccarico di personale. Non  sono
  soltanto  quegli enti congelati, sono anche altri enti quegli  enti
  che hanno, in questi anni, dobbiamo dire, senza entrare nel merito,
  senza  cercare di trovare criminalizzazioni perché -  attenzione  -
  non  è mai piacevole né carino, io dico, cercare di puntare il dito
  per scaricare agli altri, molte volte, le proprie responsabilità
   Non è carino perché dobbiamo dire, Assessore - qua è giusto che lo
  diciamo  e  lo  sottolineiamo - che dal  2008  in  poi,  dal  2009,
  soprattutto,  al 2010, pare che gli uffici provinciali  del  lavoro
  abbiano registrato ben 800 nuove assunzioni a tempo indeterminato.
   Delle due l'una: o i problemi sono della vecchia amministrazione o
  sono  della  nuova. Allora, noi siamo qua a dire  che  abbiamo  una
  legge  che non è una legge di riforma, lo abbiamo detto  ma  è  una
  legge che serve per accompagnare o per garantire quelle persone che
  si  trovano  in  un ente o in enti in sofferenza o  accompagnare  a
  percorsi di pensionamento, di fuoriuscita, di prepensionamenti  che
  possano,  in un certo modo, alleggerire il sistema della formazione
  in Sicilia.
   C'è  un problema però, Assessore, e qua lo dobbiamo dire: oggi c'è
  una  nota, un articolo in un quotidiano locale che sottolinea  come
  anche l'Assessorato alla Salute si sta preparando per bandire corsi
  per  2.600 nuovi operatori socio-sanitari. Quindi 2.600 sono  circa
  180, 170 nuovi corsi di formazione professionale per 1.000 ore.
   A  questo punto io dico, non è il tema perché abbiamo detto che il
  tema  è  un  solo articolo, il bacino di fuoriuscita, il bacino  di
  garanzia  e  poi dirò una cosa, per entrare proprio nel tema,  però
  perché  dobbiamo bloccare la formazione degli OSA soltanto  ad  una
  limitatissima platea di enti accreditati presso l'Assessorato della
  Salute  e  non  consentiamo, invece, che gli  enti  di  formazione,
  piuttosto  che  mettere  in mobilità, pagare  le  persone  per  non
  lavorare,  non  consentiamo, invece, a  queste  persone,  a  questi
  formatori, a questi docenti e non docenti, così come dicono  alcuni
  emendamenti  anche  del Governo, di consentire che  possano  essere
  riqualificati  e  che  gli  enti  di  formazione  accreditati   con
  l'Assessorato  alla  Formazione  possano,  invece,   essi   stessi,
  procedere  a  formare questo personale perché per un  domani  possa
  essere avviato o inserito nel mondo del lavoro.
   Assessore,  lei  sta procedendo in via amministrativa  alle  varie
  riforme  perché se vediamo con varie delibere di Giunta di Governo,
  sono stati stabiliti dei paletti e paletti anche importanti, quale,
  ad  esempio, quello del parametro unico, i famosi 135 euro  che,  a
  mio  avviso, è un principio giusto, attenzione, perché non è giusto
  che  ci  siano degli enti che abbiano appesantito le proprie casse,
  le  proprie strutture, se vogliamo, rispetto ad altri enti che sono
  stati  virtuosi,  alcuni  enti,  invece,  che,  per  attenersi   ai
  parametri  stabiliti dall'Assessorato, poi, alla fine,  invece,  si
  vedono penalizzati.
   Allora,  delle  due  l'una: o stabiliamo delle  regole  per  tutti
  certe,  di  legalità, di legittimità, oppure scadiamo sempre  nella
  illegittimità.
   E  allora  che  ben venga il parametro unico  Però, posto  questo,
  assessore, noi dobbiamo guardare bene a questo fondo di garanzia.
   Io  ho presentato due emendamenti, uno dei quali provocatorio, che
  vorrebbe abrogare la data del 31 dicembre 2008. Ma l'altro, invece,
  prevede  di estendere la garanzia - e invito il Governo e i partiti
  di  maggioranza  a riflettere - a quei lavoratori,  docenti  o  non
  docenti   che,   seppure   assunti  in   forza   di   provvedimenti
  giurisdizionali  o  extra giudiziali, quindi  anche  a  seguito  di
  accordi   dinanzi  all'Ufficio  provinciale  del  lavoro,   abbiano
  iniziato  il  loro  rapporto lavorativo ante 31  dicembre  2008.  E
  comunque,  tale rapporto lavorativo si è sostanziato a  seguito  di
  leggi  violate,  perché sappiamo tutti che quando  un  rapporto  di
  lavoro  si è perpetuato nel tempo, è reiterato nel tempo a  seguito
  di proroghe, comunque va consolidato e comunque, per legge, non può
  non essere riconosciuto.
   Allora,  dobbiamo  cercare  di  capire,  perché  qua  non   stiamo
  allargando l'elenco della formazione professionale, l'elenco  unico
  degli  appartenenti alla formazione professionale, per cui  diciamo
  che  tutti coloro che sono stati assunti dopo il 31 dicembre  2008,
  va bene. Qua non lo sta dicendo il Governo.
   Dobbiamo  però  sanare un vulnus che rischia per alcuni  operatori
  della  formazione  che  lavorano da  cinque,  da  dieci  anni,  con
  contratti  a  tempo  determinato  e  che  poi,  a  seguito  di   un
  provvedimento giurisdizionale e non, sono stati stabilizzati.  Dico
  che questi operatori non devono essere penalizzati.
   Concludo,  signor Presidente, e dico che, sebbene sia  una  norma,
  non  è una legge di riforma, comunque è qualcosa, con l'invito però
  che  il Governo al più presto metta mano a qualche norma che  possa
  guardare  in prospettiva e dare una formazione che serva  a  questa
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Corona.  Ne  ha
  facoltà.

   CORONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  credo
  che  attorno  a  questo  disegno di legge ci  sia  una  grandissima
  attesa,  e quando c'è grande attesa bisogna prendere atto  che  c'è
  una  grandissima  insoddisfazione. E mi riferisco al  provvedimento
  che  non  è  altro  che  una  norma con un  solo  articolo,  e  che
  certamente poteva fare di più.
   Sono  convinto  che  l'assessore  Centorrino,  anche  per  la  sua
  competenza  da tecnico e da persona che da sempre si è occupata  di
  formazione  universitaria poteva, all'interno  di  questo  Governo,
  dare un contributo ancor più grande rispetto a queste attese.
   E' stato uno sforzo un po' stitico, assessore Centorrino, rispetto
  al  mondo  della formazione. E come se noi facessimo una  legge  di
  riforma  sanitaria che riguarda soltanto i medici ed  il  personale
  sanitario e non guardassimo alle esigenze del malato, cioè  chi  ha
  bisogno di essere curato.
   Allora,  Assessore, come parlamentari dobbiamo  dare  certezza  ai
  diritti   dei   lavoratori,  e  ci  assumiamo   tutta   la   nostra
  responsabilità  anche se qui qualcuno confonde un po'  i  ruoli  di
  ciascuno  di noi e parla di commensali attorno alla tavola  bandita
  della  formazione. Io non mi sono mai seduto a questa  tavola,  per
  cui  questa battuta non la condivido, ma anche per rispettare tutti
  gli  altri  colleghi che qui svolgono un ruolo importante  e  fanno
  politica al servizio del territorio.
   Io  sono  tra quelli che ritiene ci debba essere il primato  della
  politica, che significa guardare agli interessi generali e  cercare
  di  dare  risposte  al territorio. E, allora,  non  mi  scandalizzo
  quando  un politico si occupa anche di formazione e da suggerimenti
  giusti per migliorare la qualità della formazione.
   Assessore, credo che ci sarebbe bisogno veramente, più che di  una
  norma  secca,  di una legge che riveda un po' questo settore.  Sono
  convinto   che,  se  qualche  collega  che  oggi  fa  parte   della
  maggioranza e nel passato svolgeva un ruolo di opposizione,  non  è
  riuscito ad incidere, è perché credo che una buona opposizione  può
  anche  dare degli indirizzi ad un governo, Non condivido  il  fatto
  che  Lei  in  questi  anni abbia chiuso gli accreditamenti,  perché
  questo non significa aver fatto una buona gestione della formazione
  nella  nostra  Regione,  perché si vogliono  mantenere  determinati
  privilegi,  se questi privilegi ci sono stati e ci sono  così  come
  dicono alcuni parlamentari di questa maggioranza.
   Sarebbe  stato  più giusto, forse, tagliare alcuni  accreditamenti
  per  quegli enti che magari hanno svolto un ruolo clientelare e non
  in direzione di un'alta formazione per il nostro territorio, per il
  nostro mondo del lavoro, per le imprese. Credo che ci sia necessità
  in  questa  Regione  di  continuare ad occuparsi  della  formazione
  professionale,  perché tra quelli che sostiene che non  spende  mai
  abbastanza  per  formare a favore di chi vuole  svolgere  un  ruolo
  importante nel mondo del lavoro.
   Credo  che  se noi oggi spendiamo una cifra considerevole  per  la
  formazione, se i benefici sono certamente tanti, dovremmo  spendere
  di  più  se, invece, i costi sono non parametrati ad una  effettiva
  esigenza del territorio e ad una qualità della formazione.  Allora,
  possiamo  benissimo spendere meno, oppure tagliare i  rami  secchi,
  oppure  eventualmente  ridurre i costi che sono  improduttivi.  Noi
  dobbiamo  sì  guardare  alle  esigenze  e  ai  diritti  di   questi
  lavoratori,  ma dobbiamo soprattutto guardare alle prospettive,  al
  loro futuro.
   Camminando  in  questi  giorni per il  territorio,  ho  incontrato
  diversi  dipendenti  di  enti di formazione  professionale  che  mi
  chiedevano  notizie,  oltre che sulle loro  spettanze,  sulle  loro
  prospettive, sul loro futuro. Dobbiamo dire ai dipendenti di questi
  enti  di  formazione che dovranno avere la certezza  nel  futuro  e
  dovranno  riqualificarsi, perché certamente bisogna fare formazione
  di qualità, ma deve essere la politica a dare queste indicazioni.
   Assessore, noi saremo accanto a questo disegno di legge perché  ci
  rendiamo conto che dobbiamo dare delle risposte ai tanti lavoratori
  che  hanno bisogno di avere certezza dei loro diritti e delle  loro
  prospettive, ma sappiamo anche che abbiamo tanto lavoro da fare per
  far  sì che questa Regione si intesti una battaglia di riforma  per
  una legge che deve guardare ad una formazione di qualità, di intesa
  con le università e col mondo delle scuole professionali.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi assessore Centorrino,
  penso  che l'eccessiva drammatizzazione non aiuta così come neppure
  la  superficialità  e  la sottovalutazione  di  quello  che  stiamo
  vivendo, senza escludere evidentemente - come alcuni colleghi hanno
  tentato  di  fare  -  responsabilità del  passato.  Ma  questo  non
  significa che non dobbiamo trovare la via virtuosa.
   Assessore, vorrei riferirmi innanzitutto a Lei, non la invidio per
  quello  che  in  questa fase sta tentando di  gestire  con  estrema
  cautela e con intelligenza.
   Ma tre questioni possono aiutare a riflettere, perché è questo che
  dovremmo  fare  in  questa  seduta: se  poi  dobbiamo  improvvisare
  comizietti, li improvvisiamo
   Non  penso  che tutto sommato abbiamo questa esigenza, perché  noi
  abbiamo  un  sistema  che, sostanzialmente,  dobbiamo  rendere  più
  aderente alle esigenze del mercato del lavoro, che è un mercato del
  lavoro  in grave sofferenza. Quindi, quel poco che riesce  -  tutto
  sommato - anche come esigenza, ad esprimere dovremmo essere  pronti
  ad  acchiapparla  con  grande tempestività, e parliamo  di  qualità
  dell'offerta  formativa perché, detta così, può sembrare  veramente
  qualcosa  di  vuoto  se  non diciamo che  la  qualità  dell'offerta
  formativa,  a  prescindere  dalle  buone  professionalità  di   cui
  disponiamo,  va agganciata necessariamente a questo  mercato,  così
  com'è, nella situazione di criticità che stiamo vivendo. E questo è
  un  punto  su  cui si sta basando il lavoro di questo Governo,  con
  tutte le difficoltà che questo comporta.
   La  seconda  questione è avere le idee chiare su come  intervenire
  rispetto  alle garanzie per il lavoratore ed in questo momento,  mi
  permetto  di  dire  ad alcuni colleghi, a parte l'aver  tirato  nel
  passato  il sasso per nascondere oggi la mano, il problema  è  come
  garantire  coloro che in quell'ambito hanno costruito  e  messo  su
  famiglia.
   E'  inutile  che  ci  giriamo intorno. Io vado  in  maniera  molto
  lineare ad affrontare questa questione perché non è possibile  che,
  anche  rispetto ad analisi di questo tipo, noi abbiamo un approccio
  timido. Dobbiamo capire, a prescindere dalle furbate, a prescindere
  -  poco fa ho sentito un collega, non c'è quindi non lo cito perché
  non   mi   sembra  nemmeno  corretto,  per  stile  e  per  rispetto
  istituzionale - che parlava di  se c'è chi conosce eventuali  reati
  commessi vada altrove a  ...
   Ma non siamo qua per discutere di questo  Non è un problema di chi
  ha  commesso reati perché non mi pare che siamo un organo che  può,
  da  questo  punto di vista, se non qualora vengano evidentemente  a
  configurarsi  alcuni reati, fare il proprio dovere fino  in  fondo.
  Qui  stiamo parlando di scelte e di opportunità politica fatte ieri
  e che oggi dobbiamo necessariamente fare per vedere di stabilizzare
  un  sistema,  di renderlo funzionale, di renderlo -  come  è  stato
  definito  - una buona formazione e, nel contempo, fare i conti  con
  quelle  che sono anche le emergenze di ciò che può accadere facendo
  questo.
   Guardate,  la  cosa  che più mi intriga è l'aspetto  di  cosa  può
  significare, per esempio, un impianto di pianificazione a tutti gli
  effetti pluriennale della logica dell'offerta formativa, del  piano
  dell'offerta formativa.
   Noi,  gradualmente dobbiamo arrivarci perché non è  possibile  che
  ogni  anno, rispetto anche a ciò che ci portiamo dietro  da  tempo,
  non  riusciamo a tirar fuori una pianificazione che abbia una certa
  stabilità  e che dia certezza a tutti coloro che operano in  questo
  settore  e  che, quindi, di fatto hanno un rapporto con la  Regione
  siciliana.
   Questo  è  uno  dei punti che non ho sentito sottolineare,  ma  mi
  sembra  estremamente importante arrivare ad una  pluriennalità.  La
  famosa  ipotesi dei piani nell'offerta formativa su scala triennale
  mi   convince  moltissimo  ed  io,  dato  che  questa  sera  ho  la
  possibilità  di  parlare  con il Governo  a  prescindere  da  altri
  momenti, desidero sottolinearla.
   Poi  c'è l'altro aspetto della norma in discussione. Personalmente
  non enfatizzerei.
   Noi   stiamo  tirando  fuori  idee  integrative  rispetto  ad  una
  legislazione complessiva che può riguardare, per esempio, le misure
  atte all'accompagnamento per la fuoriuscita.
   E'  bene  che  ci  dotiamo  di  un qualcosa  che  ci  metta  nelle
  condizioni  di  essere  -  attenzione - nemmeno  complementari,  ma
  integrativi rispetto a quella che è la legislazione di settore, che
  evidentemente  è quella statale. E mi pare che rispetto  a  questo,
  tutto sommato ci siamo.
   Ora,  convinciamocene noi stessi perché io sento spesso da  questo
  pulpito,  o da questo podio, il richiamo a chi deve controllare  il
  profilo  di  costituzionalità delle  nostre  norme.  Io  ho  grande
  rispetto per il ruolo del Commissariato dello Stato in Sicilia,  ma
  penso  che  ognuno deve svolgere il proprio ruolo senza pensare  di
  tirare  giacche  a destra e a sinistra, e senza comunque  che  quel
  ruolo  vada  più  verso  una  formula di  presenza  in  Sicilia  di
  Commissariato  di  Governo, piuttosto che  di  Commissariato  dello
  Stato.  Perché  un giorno di questi, anche di comune  accordo,  una
  discussione  per  quanto concerne il controllo  sulla  legislazione
  regionale da parte del Commissariato dello Stato va fatto. Altrove,
  e  i colleghi lo sanno, non esiste più un Commissariato di Governo.
  In Sicilia c'è ancora il Commissariato dello Stato su cui credo che
  noi dovremmo soffermarci, anche con una apposita seduta d'Aula, per
  dibattere  e approfondire, nel pieno rispetto del ruolo  di  questa
  istituzione,  ma  nel pieno rispetto anche di quelle  che  sono  le
  nostre prerogative.
   Nessuno  di noi ha chiara la rotta che dobbiamo, a prescindere  da
  tutto, segnare.
  Signor Presidente, lo dico con grande rispetto, cautela, prudenza e
  pacatezza,  questo  vale anche per la magistratura  contabile  che,
  ovviamente,  interviene  per  quanto  concerne  la  legittimità  in
  materia di leggi che disciplinano la contabilità, e noi per  primi,
  come legislatori, abbiamo scelto tempo fa di percorrere determinate
  vie  e  fare  determinate  scelte.  Ritengo  che  il  controllo  di
  legittimità   deve  rimanere  entro  un  ambito  ben  disciplinato,
  altrimenti  qualcosa può sembrare anche un po' fuori  dalle  righe.
  Capisco che è un argomento molto complesso e molto delicato,  ma  a
  me  sembra  che spesso - lo dico senza arrogarmi alcun diritto,  né
  scimmiottando  giuristi, né scimmiottando  alcunché  -  si  debordi
  rispetto anche al controllo di legittimità, rispetto anche a  tutto
  ciò che è la delicata materia della contabilità.
   Rispetto  a  questa  norma,  dicevo,  bisogna  fare  attenzione  a
  drammatizzare.  L'articolo  132,  l'articolo  su  cui  noi   stiamo
  fondando  parte  di questo disegno di legge, fa  parte  del  nostro
  ordinamento,  e  in  un linguaggio chiaro si  chiama  sostegno  del
  reddito.  Noi  ci muoviamo su quel solco, non ci stiamo  inventando
  niente  al di fuori della legislazione concorrente, e al  di  fuori
  dei nostri poteri previsti dallo Statuto della Regione siciliana.
   Non voglio convincere nessuno, ma mi sembra opportuno muoversi con
  grande  determinazione e con la schiena dritta.  Senza  supponenza,
  con  grande  umiltà stiamo tentando di dotarci di qualcosa  che  ci
  serve  ad integrare quanto già previsto da norme statali, che serve
  anche  a ragionare per quanto concerne l'utilizzo di quelle  stesse
  norme  e  le  eventuali  deroghe, sapendo  che  noi  vogliamo  fare
  semplicemente  la  nostra  parte  per  garantire  ulteriormente   i
  lavoratori della formazione professionale.
   Diciamolo   con  estrema  serietà,  se  poi  vogliamo   attrezzare
  speculazioni, strumentalizzazioni e demagogie c'è sempre tempo,  ma
  il  livello dovrebbe essere questo e l'asticella dovrebbe essere la
  più  alta  possibile. E con questa convinzione noi ci accingiamo  a
  dare un voto favorevole anche a questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  ho
  ascoltato  con attenzione il dibattito su questo testo  brevissimo,
  un testo di un solo articolo, di appena cinque commi o poco più,  a
  seconda  di quella che potrebbe essere la stesura finale e  abbiamo
  appreso,  tutti, da interventi più o meno interessanti, e  non  c'è
  alcuno spirito polemico nel mio ragionamento.
   Appare  evidente  che non si tratta di una legge  di  riforma  del
  settore.
   L'assessore  é impegnato da mesi, in via amministrativa,  con  gli
  strumenti  consentiti dall'ordinamento giuridico  a  preparare  una
  fase  diversa  che,  probabilmente,  approderà,  mi  auguro,  nelle
  settimane e nei mesi a venire, in una legge di riforma organica del
  delicato   e  complesso  settore  della  formazione  professionale,
  disattesa  per  troppi anni, che oggi si trova  in  una  situazione
  quasi da capolinea.
   Sono  consapevole che questo non è il momento delle polemiche,  ma
  il   momento  della  assoluta  razionalità  e  della  più  assoluta
  comunione di intenti, per affrontare una emergenza che riguarda  il
  dramma  di migliaia di lavoratori e riguarda, per non far populismo
  e  demagogia, un settore rispetto al quale la Regione siciliana,  e
  questo  Parlamento, non possono assumersi la responsabilità di  far
  finta  che  non ci sia un problema tanto grave, sia  dal  punto  di
  vista  dei  livelli  occupazionali, sia dal punto  di  vista  della
  qualità della formazione che andiamo a costruire in Sicilia, e  che
  consentiamo possa essere realizzata in Sicilia.
   Questa non è una legge di riforma del settore, è un testo semplice
  nella sua stesura - e lei, assessore, ha fatto bene a dirlo in  più
  occasioni,  sia  pubbliche che private - è  un  testo  che  non  va
  enfatizzato,  un  testo che serve esattamente  a  correggere  ed  a
  integrare alcune norme che già esistono nell'ordinamento,  nel  più
  assoluto rispetto della normativa vigente statale e regionale.
   Quindi,  uno  strumento  che aggiunge  ciò  che  serve  in  questo
  momento,  uno  strumento che, a mio avviso, è  errato  definire  di
  natura  previdenziale. E' più uno strumento di  aiuto  al  reddito,
  finalizzato esclusivamente e tassativamente - ci tengo a fare  tale
  precisazione  da  questo scranno - a momenti di difficoltà  estrema
  che vivono gli Enti nel comparto della formazione professionale, in
  attesa   di  una  ricollocazione  di  questi  lavoratori,  di   una
  riqualificazione,  e  non certamente per finalità  che  esulano  da
  quelle che sono le competenze legislative di questa Regione.
   Nel   più   assoluto  rispetto  di  quelle  che  sono   le   norme
  dell'ordinamento  giuridico,  nel suo  complesso,  noi  abbiamo  la
  necessità,   oggi,   di   dotare  il  comparto   della   formazione
  professionale  di  queste  norme  semplici  che  possono  dare  una
  garanzia   ed  una  tutela  ulteriore  al  lavoratore,  integrativa
  rispetto a quella che già esiste.
   Nulla  di  straordinario, signor Presidente,  onorevoli  colleghi,
  assessore, ma qualcosa che rientra esattamente in quelle  che  sono
  le  prerogative  statutarie di questa Regione e  che  rientrano  in
  quelli  che  sono  i  diritti dei lavoratori e le  esigenze  di  un
  comparto, oggi, estremamente in difficoltà.
   Abbiamo  parlato, è giusto che sia, e ragionato questo pomeriggio,
  di  un  testo di legge, probabilmente, qualche volta enfatizzandolo
  più del necessario.
   In  questo  momento,  quando proviamo a  scrivere  una  norma,  un
  emendamento,  o  integrare perfino una parte banale  di  un  comma,
  dobbiamo  aver  presente ciò che si consuma fuori dalle  pareti  di
  questo Palazzo.
   Qualche  volta mi sono detto - e noi che siamo deputati  da  pochi
  anni  lo  sappiamo forse meglio di altri - che le pareti di  questo
  Palazzo sono troppo spesse.
   Ciò che accade fuori si trasforma in una sorta di psicodramma.
   Vorrei  capire, lo dico a me stesso e lo dico con grande senso  di
  responsabilità,  che  cosa  pensano  i  lavoratori  ascoltando   un
  dibattito  lungo,  legittimo, corretto, ma  che  probabilmente  non
  hanno   capito   e  compreso  appieno  nella  loro  dimensione   di
  lavoratori, nella loro dimensione umana e quindi dovremmo  fare  in
  modo  che  le pareti di questo Palazzo, del Parlamento  più  antico
  d'Europa,  fossero meno spesse, che si ascoltasse di  più,  che  si
  sentisse  di  più  ciò che c'è fuori da questo  Palazzo,  i  drammi
  umani,  i  drammi  civili, professionali che si  vivono  in  questo
  momento fuori da qui.
   Io l'ho avvertito, e l'ho detto pubblicamente con un comunicato di
  cui  mi  sono assunto la responsabilità, vivo sul territorio  e  ho
  registrato in queste settimane un aumento costante della  tensione.
  I  lavoratori, per responsabilità di nessuno - e quindi vorrei  che
  fosse  una riflessione di tutti, per affrontare meglio il  problema
  della  formazione professionale nel suo complesso - non si  sentono
  ascoltati e guardate che è davvero difficile parlare con lavoratori
  che  da  12, 13, 14 mesi non percepiscono lo stipendio, pur andando
  ogni giorno, costantemente, a lavorare.
   Allora, senza demagogia e populismo, ci sono delle situazioni che,
  obiettivamente, un Parlamento ed un Governo non possono non  tenere
  nella  giusta considerazione; questa legge risolve uno dei problemi
  della  formazione professionale ha. Questo testo, assessore, le  da
  uno strumento, uno soltanto che le può consentire di affrontare con
  più   determinazione,   domani,  il  problema   complessivo   della
  formazione  professionale, che comunque  va  affrontato  e  risolto
  anche con altri interventi e con altri strumenti.
   Però, credo che abbiamo un maggior dovere di ascoltare ciò che c'è
  fuori  da  questo  Palazzo, di ascoltare di più i lavoratori  e  di
  affrontare con più determinazione e più tempestività i problemi che
  vive e che affliggono questa nostra Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci alcun altro deputato
  iscritto  a  parlare, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  18
  maggio 2011, alle ore 16.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    I  -Comunicazioni

  II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
   N. 265 -  Impegno  del  Governo della Regione ad organizzare  le
          celebrazioni   dei   duecento  anni  della   Costituzione
          siciliana del 1812.
                        FERRARA - AMMATUNA - GUCCIARDI - MATTARELLA

   N. 266 -  Proroga dei termini del bando per l'attivazione  della
          linea  d'intervento  3.3.1.4. del  PO  FESR  2007/2013  e
          modifica della documentazione richiesta.

      ODDO - CRACOLICI - APPRENDI - CAPUTO - COLIANNI - MARINELLO -
                                    DONEGANI - DE BENEDICTIS - RAIA

    III  -Discussione dei disegni di legge:

   - Interventi nel settore della formazione professionale.  (n.
     720/A) (Seguito)
  - Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
  residenzialità per i soggetti fragili.  (n. 582/A)
  - Norme sull'insegnamento della storia, della letteratura e della
  lingua siciliana nelle scuole.  (nn. 635-588-344-149/A)

    IV  - Votazione finale della proposta di modifica dell'art. 153 del
     Regolamento interno dell'Assemblea (Doc. III)

                   La seduta è tolta alle ore 20.58

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli