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Resoconto d'Aula della Seduta n. 256 di mercoledì 18 maggio 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ragusa è in congedo per  oggi
  per motivi di salute.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, informo che il Governo sta provvedendo ad  una
  riscrittura  dell'articolo  1  del  disegno  di  legge   n.   720/A
  «Interventi nel settore della formazione professionale».
   Pertanto sospendo brevemente la seduta.

          (La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle
                               ore18.36)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA Edoardo, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   nel   bilancio  recentemente  approvato  dell'Assemblea  regionale
  siciliana, è stato stoppato il contributo, previsto dalla legge  n.
  13  del  1989,  per  l'eliminazione delle barriere  architettoniche
  negli edifici privati;

   a  seguito di tale scandaloso provvedimento, i comuni non solo non
  potranno  accettare  nuove domande per l'abbattimento  di  barriere
  architettoniche  per  portatori di handicap,  ma  ci  sono  fondati
  rischi  che la mancanza di copertura finanziaria colpirà  anche  le
  graduatorie degli anni 2009 e 2010;

   considerato che grazie ai contributi erogati negli anni precedenti
  dall'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche  sociali
  e  del lavoro, migliaia di famiglie siciliane hanno potuto adeguare
  le  proprie  abitazioni  alle esigenze di chi  è  portatore  di  un
  handicap fisico, realizzando scivoli o installando ascensori;

   visto  che compito della politica è venire incontro alle  esigenze
  dei  siciliani  svantaggiati  e delle  loro  famiglie,  mettendo  a
  disposizione  degli stessi mezzi ed economie tali da dimostrare  la
  propria vicinanza a chi lotta ogni giorno contro le avversità della
  propria vita;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente emanare  un  provvedimento
  legislativo atto a rimpinguare il capitolo specifico del  bilancio,
  al  fine  di sbloccare i contributi per le istanze, presentate  dal
  2009  ad  oggi  e  previsti  dalla  legge  n.  13  del  1989,   per
  l'eliminazione   delle   barriere  architettoniche  negli   edifici
  privati». (1879)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              FALCONE

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   a   seguito   delle  disastrose  alluvioni  che   hanno   colpito,
  nell'ottobre  del  2010, alcuni comuni del  versante  ionico  della
  provincia di Messina, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con
  due  proprie ordinanze (OPCM), ha stanziato, tra l'altro, la  cifra
  di  105 milioni di euro, comprensivi dei rimborsi da destinare agli
  straordinari  dei  3.000 Vigili del fuoco  che  hanno  operato,  in
  maniera   ininterrotta,  per  oltre  8  mesi,  prestando  la   loro
  insostituibile e preziosa opera di soccorso;

   nello   specifico,   l'importo   necessario   ammonta   ad    euro
  17.417.475,00: con l'OPCM n. 3815 del 20 novembre 2009, sono  stati
  stanziati  60  milioni di euro, di cui 20 milioni  di  euro  per  i
  rimborsi  ai  Vigili del fuoco, e con l'OPCM n. 3865 del  7  luglio
  2010  i  fondi stanziati sono stati 45 milioni di euro, di  cui  10
  milioni sempre destinati ai vigili del fuoco;

   i  suddetti fondi sono stati affidati al Presidente della  Regione
  siciliana,  nella  sua  qualità  di 'Commissario  delegato  per  il
  superamento dello stato di emergenza sul territorio della Provincia
  di Messina', giusta l'OPCM n. 3815 del 20 novembre 2009;

   tenuto conto che:

   dopo   19   mesi  dall'inizio  dell'emergenza  e  11  mesi   dalla
  conclusione dei lavori di soccorso e messa in sicurezza dei  luoghi
  colpiti,  i vigili del fuoco impegnati negli interventi  non  hanno
  avuto  ancora  alcuna  notizia in merito alle loro  spettanze  come
  straordinari; il Presidente della Regione, più volte interpellato e
  sollecitato, non ha dato alcuna informazione in merito ai tempi  ed
  alle  modalità  di erogazione di quanto spettante ai  summenzionati
  vigili del fuoco;

   lo  stesso Ministero dell'interno, con una propria nota  prot.  n.
  8639   del  20  aprile  2011,  stigmatizza  il  comportamento   del
  Presidente della Regione. Difatti, nella succitata nota, dopo  aver
  dichiarato  che: 'il Corpo dei Vigili del Fuoco ha assicurato,  con
  la  propria  attività  di  soccorso,  il  superamento  della  grave
  emergenza, con conseguente impiego di significative risorse  umane,
  nonché   di   risorse   strumentali  che  necessitano   di   essere
  urgentemente  ed  integralmente reintegrate,  comunicava  che:  'Il
  completo  pagamento delle spettanze alle Unità del Corpo  Nazionale
  impiegato, ad oltre diciotto mesi dall'evento emergenziale, non può
  essere   ulteriormente  rinviato,  per  cui   si   invita   codesto
  Commissario  a  voler provvedere all'assegnazione  dell'importo  di
  euro 17.417.475,00';

   visto  che  alla  luce di quanto sopra, vi è  un  forte  stato  di
  agitazione  all'interno del corpo dei vigili del fuoco siciliani  i
  quali  denunciano  l'assoluta mancanza di  rispetto  degli  impegni
  presi  da  parte  del  Presidente della Regione  e  annunciano  una
  mobilitazione  sindacale  che, certamente,  crea  un'immagine  poco
  edificante all'intera Presidenza della Regione siciliana;

   per sapere:

   a quali motivi sia dovuta la mancata erogazione dei rimborsi della
  protezione civile al corpo nazionale dei vigili del fuoco;

   se  non  ritenga urgentissimo ed improcrastinabile erogare  quanto
  dovuto, e già acquisito dalle casse regionali, ai 3.000 vigili  del
  fuoco   che  hanno  prestato  la  loro  opera  in  occasione  delle
  disastrose  alluvioni  che hanno colpito,  nell'ottobre  del  2010,
  alcuni  comuni  del  versante ionico della provincia  di  Messina».
  (1880)

                           POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   LEANZA Edoardo, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche  sociali  e  il  lavoro e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   nella   Regione   siciliana   i   lavoratori   dell'amianto   sono
  maggiormente pregiudicati nel riconoscimento del loro diritto  agli
  indennizzi  contributivi, ex articolo 13, comma 8, della  legge  n.
  257  del  1992,  e  che  non  trova applicazione  la  sentenza  del
  tribunale  amministrativo regionale del Lazio  n.  5750  del  2009,
  nella  quale era chiaro come le norme di cui all'articolo 1,  commi
  20, 21 e 22, della legge n. 247 del 2007 dovessero essere applicate
  anche   per  i  siti  della  Regione  siciliana  oggetto  di   atti
  equipollenti  del  Presidente  della  Regione  o  di   altri   enti
  sussidiari;

   nonostante  il  pesante tributo in termini  di  vite  umane  e  il
  rischio  per la salute di questi lavoratori e delle loro  famiglie,
  ad  oggi la Contarp Sicilia (consulenza tecnica di accertamento dei
  rischi  professionali) si ostina a non rilasciare i certificati  di
  esposizione  e  a  non riconoscere i benefici  contributivi,  e  in
  alcuni  casi  li  ha limitati al 1992, nonostante  l'amianto  fosse
  presente  in alcuni contesti anche fino al 2009/2010, come  risulta
  dalla  dichiarazione  resa dalla azienda sanitaria  provinciale  di
  Caltanissetta;

   considerato che:

   si  assiste  ad  un'ingiusta  e  ingiustificata  esclusione  dagli
  indennizzi dei lavoratori della Valle della Mela, dipendenti  della
  raffineria della centrale Enel, delle acciaierie Tuferrofin,  della
  Sacelitt, dei cantieri navali di Messina, delle raffinerie di  Gela
  e  di  Priolo  e di tanti altri e che, nonostante la richiesta  del
  riesame presso la Contarp regionale, ad oggi il procedimento non  è
  stato ancora definito;

   sono  in costante aumento le patologie asbesto correlate in  tutta
  Italia,   anche  e  soprattutto  tra  i  lavoratori  della  Regione
  siciliana;

   ritenuto  che  in  tutta  Italia,  in  particolare  nella  Regione
  siciliana,  si assiste ad un grave ritardo in materia  di  bonifica
  dei siti inquinati;

   per  sapere se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa  e
  quali  iniziative intendano assumere affinché siano riconosciuti  i
  diritti  e  i  benefici  derivanti dal  rischio  di  aver  lavorato
  l'amianto,  senza che vi siano discriminazioni come quelle  che  si
  stanno   registrando   nei  confronti  dei   lavoratori   siciliani
  dell'amianto». (1878)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              GENNUSO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Aricò  e  Caputo  sono  in
  congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «All'Assessore per la salute, premesso che la crisi in  cui  versa
  il  sistema  sanitario regionale a causa della mancata applicazione
  dell'annunciata riforma della sanità con la legge 14  aprile  2009,
  n.   5,   ha  raggiunto  livelli  intollerabili  ed  insostenibili,
  certificati  da  frequentissimi  casi  di  malasanità,   ampiamente
  documentati dalla stampa locale e nazionale;

   evidenziato che:

   i  dati diffusi dalla Commissione parlamentare di inchiesta  sugli
  errori  in  campo  sanitario e sulle cause dei disservizi  sanitari
  regionali  della  Camera dei deputati, pongono la Sicilia  come  la
  seconda regione, dopo la Calabria, a detenere il record per casi di
  malasanità.  I  risultati resi noti alla fine di ottobre  del  2010
  evidenziano  come in Sicilia si siano verificati 52  casi,  con  38
  decessi  e  decine di denunce, in cui l'errore medico  va  di  pari
  passo  con  le  carenze  strutturali  e  i  disservizi  sistematici
  nell'erogazione delle prestazioni sanitarie;

   nel   2010   i   casi  di  malasanità  in  Sicilia  hanno   subito
  un'impennata: gli episodi avvenuti presso il reparto di ginecologia
  del  Policlinico di Messina; dell'ospedale di Partinico  (PA);  dei
  pazienti  in  attesa  sulle sedie, per giorni, al  pronto  soccorso
  dell'ospedale Civico di Palermo; i disagi strutturali,  le  carenze
  di  personale,  le decine di ammalati in osservazione,  stipati  in
  piccole  stanzette del pronto soccorso dell'ospedale  Sant'Elia  di
  Caltanissetta;  la mancanza di posti letto all'ospedale  Civico,  a
  Villa Sofia - Cervello, al Policlinico e al Buccheri La Ferla,  che
  hanno  determinato  resse vergognose nei  pronto  soccorso  dove  i
  malati  sono  costretti a sostare per ore, a volte per  giorni,  su
  barelle  collocate lungo i corridoi; liste d'attesa da 6 a 12  mesi
  per  un  esame  al  cuore, da 4 a 8 mesi per  un  ecografia,  ecc.,
  evidenziano  come i tagli di personale, la soppressione  dei  posti
  letto, l'imposizione di una riforma che non tiene conto del diritto
  alla salute dei cittadini sono la causa di quanto sopra riferito  e
  smentiscono clamorosamente la supponenza con cui l'Assessore per la
  salute si autoproclama artefice eroico del cambiamento della sanità
  in Sicilia;

   è  notizia  di  questi  giorni che il Ministero  della  salute  ha
  bocciato   la  Regione  siciliana  nell'applicazione  dei   livelli
  essenziali   di   assistenza:  pagelle   negative   su   assistenza
  territoriale  e  domiciliare degli anziani,  spesa  farmaceutica  e
  assistenza   ospedaliera,  ancora  al  di  sotto   degli   standard
  nazionali;

   il rapporto appena pubblicato sul sito ministeriale in vista degli
  stanziamenti  che dovrà varare l'apposito comitato  di  valutazione
  del  dicastero, in base al report elaborato sui dati del 2009, vede
  l'Isola fanalino di coda in Italia;

   considerato che:

   il  comitato  ministeriale ha fatto ricorso ad un  sistema  di  21
  indicatori  ripartiti  su  tre macro-aree: prevenzione,  assistenza
  territoriale, ospedaliera ed emergenza;

   ogni  regione  ha  ricevuto un punteggio in base alle  performance
  registrate; tali risultati confermano un'Italia a due velocità;

   ricordato che tra le regioni con il più alto numero di 'criticità'
  c'è  la  Sicilia, fuori per ben tre indicatori (va male soprattutto
  sul  fronte dell'assistenza territoriale e domiciliare, peggio  che
  in tutte le altre regioni);

   per  conoscere quali provvedimenti intenda prendere in  merito  ai
  sopra indicati problemi». (113)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              GENNUSO

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata presentata  dagli  onorevoli
  Cimino,  Bufardeci, Mineo, Scilla e Incardona, in data  13  maggio
  2011,  la  mozione  numero  267  «Interventi  urgenti,  a  livello
  centrale,  mirati  ad  ottenere la  proroga  del  termine  per  la
  presentazione  delle istanze di aggiornamento  catastale  per  gli
  immobili non dichiarati, modificati o che hanno perso il requisito
  di ruralità». Ne do lettura:

   Avverto  che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
  Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   n.  265  «Impegno  del  Governo della Regione  ad  organizzare  le
  celebrazioni  dei  duecento anni della Costituzione  siciliana  del
  1812», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Gucciardi e Mattarella;

   n.  266  «Proroga  dei  termini del bando per l'attivazione  della
  linea  d'intervento 3.3.1.4. del PO FESR 2007/2013 e modifica della
  documentazione   richiesta»,  degli  onorevoli   Oddo,   Cracolici,
  Apprendi,  Caputo, Colianni, Marinello, Donegani, De  Benedictis  e
  Raia.

   Avverto  che  le  determinazioni della data di  discussione  delle
  mozioni  sopra  citate,  integralmente  riportata  nell'ordine  del
  giorno  della presente seduta, sono demandate, secondo consuetudine
  parlamentare,   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


        Seguito della discussione del disegno di legge n. 720/A
                              «Interventi
              nel settore della formazione professionale»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  n.  720/A  «Interventi nel settore della formazione professionale»,
  posto al numero 1).
   Invito i componenti della V Commissione a prendere posto nel banco
  delle commissioni.
   Ricordo  agli  onorevoli colleghi che la discussione generale  sul
  disegno  di  legge  era  stata  completata ieri  e  che,  pertanto,
  dovremmo proseguire con l'esame dell'articolato.
   Ricordo, altresì,  che si era data lettura dell'articolo 1.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento  Gov.1,
  di riscrittura:

   «1.  Nei  limiti  degli stanziamenti di bilancio  quantificati  ai
  sensi del comma 2 dell'art. 132 della l.r. 4/2003 l'Assessore  alla
  pubblica  istruzione ed alla formazione professionale è autorizzato
  ad attivare gli interventi a carico del fondo per le finalità della
  citata legge, in conformità con gli istituti di sostegno al reddito
  e   di  riqualificazione  professionale  previsti  dalle  normative
  nazionali vigenti e dai contratti di settore e secondo le  relative
  modalità di applicazione.

   2.  I finanziamenti a carico del fondo sono finalizzati a disporre
  misure  complementari, di integrazione e di anticipazione  rispetto
  agli  interventi previsti dalle disposizioni nazionali  vigenti.  A
  carico  del  fondo  possono altresì disporsi contributi  in  favore
  degli  enti  bilaterali  regionali  del  settore  per  le  finalità
  previste dai contratti collettivi di lavoro.

   3.  Entro  trenta  giorni dall'entrata in  vigore  della  presente
  legge,  l'Assessore  alla pubblica istruzione  ed  alla  formazione
  professionale  adotta  con  proprio  decreto  la  disciplina  sulle
  modalità operative di gestione del fondo.

   4.  Con  priorità per coloro che possono vantare una anzianità  di
  servizio di almeno trenta mesi gli interventi a carico del fondo di
  cui   all'art.   132  della  legge  regionale  n.  4/2003   trovano
  applicazione  in  favore dei dipendenti degli  enti  di  formazione
  professionale  con contratto a tempo indeterminato, instaurato  per
  le  finalità  di  cui  alla legge regionale n. 24/1976  ovvero  del
  personale  impegnato nei servizi di orientamento e dell'obbligo  di
  istruzione  e  formazione  e  degli sportelli  multifunzionali,  in
  servizio alla data di entrata in vigore della presente legge.

   5.  Nel  fondo  di  garanzia affluiscono oltre al  recupero  delle
  anticipazioni  disposte,  in coerenza  con  l'art.  9  della  legge
  regionale n.  21/2007, i definanziamenti e le somme annualmente non
  utilizzate del piano regionale dell'offerta formativa.

   6.  In  conformità con le vigenti norme nazionali  di  settore,  a
  carico  del  fondo possono essere altresì autorizzati, a  richiesta
  dei  lavoratori  e  previa concertazione sindacale,  interventi  di
  accompagnamento alla fuoriuscita del medesimo personale.

   7.  Per l'anno formativo 2011 e nei limiti delle risorse decretate
  in  favore di ciascun ente, il contributo regionale di cui all'art.
  9  comma  6 della legge regionale n. 24/1976 può coprire  le  spese
  relative  alla  retribuzione ed ai relativi oneri sociali  per  gli
  operatori  docenti e non docenti degli enti di formazione,  per  un
  periodo  massimo  di  quattro mesi antecedenti  l'inizio  dell'anno
  formativo.

   8.  Limitatamente  all'anno formativo 2011 in  considerazione  dei
  ritardi   connessi   all'avvio   del   relativo   Piano   regionale
  dell'offerta formativa ai fini dell'erogazione delle percentuali di
  finanziamento  a valere sull'anno in corso, relative  al  pagamento
  delle   retribuzioni  del  personale  degli  enti   di   formazione
  professionale, di cui alla legge regionale 6 marzo 1976. n. 24, gli
  enti  attuatori sono tenuti alla presentazione del Documento  Unico
  di  Regolarità  Contributiva con riferimento al periodo  in  cui  è
  avvenuta  l'ultima  erogazione delle percentuali di  finanziamento,
  relative  alle spese per il personale, a valere sul Piano regionale
  dell'offerta formativa dell'anno precedente».

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  subemendamenti:

   - dagli onorevoli Marrocco, Gentile e Currenti: Gov.1.2, Gov.1.3,
  Gov.1.4 e Gov.1.5;
   -  dagli  onorevoli Buzzanca, Corona, Beninati, Marinese,  Scoma,
  Campagna, Torregrossa e Pogliese: Gov.1.6;
   -   dagli  onorevoli Vinciullo, Buzzanca, Greco, Torregrossa,  il
  subemendamento Gov.1.8;
   -  dagli  onorevoli  Panepinto, Apprendi,  Di  Guardo  ed  altri:
  Gov.1.9.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, intervengo in maniera  assolutamente
  telegrafica  per  sottoporre  alla  attenzione  sua  e  dell'intero
  Parlamento  una  oggettiva  anomalia  presente  nell'ultima   legge
  finanziaria  approvata  lo  scorso 30  aprile,  e  precisamente  in
  riferimento    all'articolo    5,   laddove    questo    Parlamento
  legittimamente ha inteso sopprimere per gli enti locali due figure,
  la  figura del difensore civico e la figura del direttore generale.
  Ma mentre per quanto riguarda il difensore civico, al comma 1 si  è
  espressamente  inserito  un comma, che cito  testualmente:    fatte
  salve  le  nomine in essere fino a naturale scadenza ,  per  quanto
  riguarda la figura del direttore generale, inserita al comma 2,  si
  fa  riferimento  alla normativa nazionale senza esplicitare  questa
  norma di salvaguardia.
   Tutto ciò rappresenta un'assoluta anomalia perché, nel caso in cui
  non  si  dovesse dare una interpretazione autentica, si presterebbe
  il  fianco  ad un contenzioso molto grave per gli enti  locali  che
  andrebbero   certo  a  soccombere  in  eventuali  controversie   su
  iniziativa dei direttori generali.
   Sarebbe  opportuno  che  l'assessore regionale  per  le  autonomie
  locali  emanasse una circolare interpretativa per eliminare  questa
  oggettiva lacuna.

   PRESIDENTE. Onorevole Pogliese, la Presidenza assicura che si farà
  carico di questa sua precisa richiesta di puntualizzazione e quindi
  chiederà  ufficialmente al Governo di precisare con uno  strumento,
  che può essere pure quello della circolare a tutti gli enti locali,
  per   evitare  che  si  instaurino  dei  contenziosi  su  questioni
  interpretative.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  sia
  indispensabile la presenza dell'assessore in Aula perché  senza  di
  lui non possiamo andare avanti.

   PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Vinciullo.
   Sospendiamo per qualche minuto in attesa dell'assessore.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.44, è ripresa alle ore 18.52)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  abbiamo preso atto dell'emendamento di riscrittura all'articolo  1,
  il  Gov.1,  e  abbiamo proceduto a presentare i subemendamenti.  In
  particolare,  assessore  Centorrino,  nel  ringraziarla  per  avere
  recepito l'emendamento che ieri le avevo sottoposto, necessario per
  coprire  le  spese relative alla retribuzione e agli oneri  sociali
  per gli operatori docenti non di enti di formazione, per il periodo
  in cui ancora non è entrata in vigore per l'anno formativo 2011, le
  vorrei  chiedere  di  sostituire le parole  quattro  mesi   con  le
  parole  sei mesi , anche perché siamo già a maggio.
   Se  lei  ha  la  possibilità di riflettere su  questo,  quando  si
  discuterà  del subemendamento lo affronteremo tenendo presente  che
  questa è la necessità di chi lavora.

   PRESIDENTE.   Invito   l'onorevole   Marrocco    a   ritirare   il
  subemendamento Gov.1.1.

   MARROCCO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  subemendamento  Gov.1.2, a  firma  degli  onorevoli
  Marocco, Gentile, Currenti.
   Invito l'onorevole Marocco a ritirarlo.

   MARROCCO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  subemendamento Gov.1.3.  a  firma  degli  onorevoli
  Marocco, Gentile, Currenti.
   Invito l'onorevole Marocco a ritirarlo.

   MARROCCO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al  subemendamento Gov.1.6,  a  firma  degli  onorevoli
  Buzzanca, Corona ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   A questo punto, il subemendamento Gov.1.4 è precluso.
   Si   passa  al  subemendamento  Gov.1.8,  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo ed altri.
   Invito  gli  onorevoli Vinciullo, Buzzanca e Greco a  ritirare  il
  subemendamento  1.8,   posto che il termine che  è  previsto  nella
  norma copre già abbondantemente il periodo e non vorremmo, vista la
  delicatezza della norma che stiamo interpretando, porre  a  rischio
  il testo, così come è stato presentato.

   VINCIULLO. Ritiro il subemendamento Gov.1.8.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  al  subemendamento  Gov.1.5,  a  firma  dell'onorevole
  Marrocco  ed altri.

   CRACOLICI. Ma questo è stato ritirato.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo non è stato ritirato.  Era
  prima nel maxi emendamento del Governo ed è stato ripresentato come
  subemendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo al collega Gentile, visto che
  non  vedo l'onorevole Marrocco, di ritirare questo emendamento  per
  le  ragioni che le ho detto privatamente, ma anche per ragioni  più
  generali.  Oggi noi andiamo a disciplinare una legge che  vige  dal
  momento in cui viene pubblicata, e non ha effetti retroattivi.  Non
  vorrei  che,  invece  di  risolvere i  problemi,  magari  per  atti
  retroattivi,  ne  creassimo altri per il futuro  ma  anche  per  il
  passato.
   La  mia  affermazione è molto criptica, ma credo  che  il  collega
  Gentile  sappia  a cosa mi riferisco. Questa norma  non  risolve  i
  problemi che vorrebbe risolvere perché agisce da oggi in poi e  non
  risolve  i problemi di ieri. Ma se, da oggi in poi, affermiamo  che
  c'è  un  problema e lo vogliamo risolvere, stiamo dicendo che  ieri
  abbiamo agito

   PRESIDENTE. Lei è troppo esplicito

   CRACOLICI. Mi fermo qui e chiedo al collega Gentile di ritirare il
  subemendamento Gov.1.5.

   GENTILE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Vorrei  invitare  i colleghi che hanno presentato gli  emendamenti
  Gov.1.7  e  Gov.1.9 ad ascoltarmi un attimo. Onorevole Lentini,  la
  delicatezza della norma che stiamo trattando è tale per le ricadute
  che può avere, e sono anche ricadute pesanti, che mettere a rischio
  in  qualche  modo questa norma con dei provvedimenti  che  possiamo
  fare in seguito .

   LENTINI.   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore.    Lo
  trasformiamo in ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Del resto, un suo suggerimento è stato ripreso,  come
  lei  ha visto, in un emendamento che è stato inserito nel testo del
  disegno di legge.
   Ringrazio gli onorevoli Panepinto e Lentini per avere ritirato gli
  emendamenti  trasformandoli in ordini del giorno.

                   Presidenza del Presidente Cascio

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione dell'emendamento  Gov.1,  che
  riscrive l'articolo 1.
   Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti  sono superati.
   Si   passa   all'esame   degli  emendamenti   del   fascicolo   e,
  segnatamente,  agli emendamenti A1 del Governo e A6  dell'onorevole
  Galvagno  ed  altri,  che  non  sono  aggiuntivi  e   sono   quelli
  concordati ieri in Conferenza dei capigruppo. Ne do lettura:

   - emendamento A1:
   Aggiungere il seguente articolo:
   «Art   -  1.  Entro  trenta giorni dall'entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  quota  parte  delle  disponibilità  liquide   non
  utilizzate,  pari  a  12.000 migliaia di euro, detenute  dal  Fondo
  siciliano  per  l'assistenza  ed  il  collocamento  dei  lavoratori
  disoccupati,  istituito  con Decreto Legislativo  Presidenziale  18
  aprile  1951,  n.  25, è versata, senza oneri  di  commissione,  in
  entrata  in  apposito  capitolo del bilancio  di  previsione  della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2011 e per il triennio  2011-
  2013.

   2.  Per le finalità previste dal Titolo I della legge regionale 20
  agosto  1994,  n.  33,  è autorizzata, per l'esercizio  finanziario
  2011,  l'ulteriore  spesa di 7.000 migliaia di euro,  da  destinare
  esclusivamente  al  pagamento  delle  obbligazioni  derivanti   dai
  contratti  di  formazione  già avviati  negli  esercizi  finanziari
  precedenti.

   3.  Agli oneri di cui al comma 2 si provvede con quota parte delle
  entrate, nella misura di 7.000 migliaia di euro, discendenti  dalla
  disposizione di cui al comma 1.

   4.  Le  rimanenti  risorse, pari a complessivi 5.000  migliaia  di
  euro,  sono  iscritte nel bilancio di previsione della Regione  per
  l'esercizio   finanziario   2011   UPB   4.2.1.5.2.   cap.   215704
  (accantonamento 1001).»;

   - emendamento A6:
   «All'articolo   7,   ultimo  rigo,  della  delibera   legislativa,
  approvata   in   data   30   aprile  2011,  recante    Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2011. Legge  di  stabilità
  regionale  sopprimere la parola  totalmente ».

   Pongo  in votazione l'emendamento A1 del Governo. Il parere  della
  Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A6. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, preciso che gli emendamenti  testé  approvati
  diventeranno,  rispettivamente, nel  testo  finale   articolo  2  e
  articolo 3. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2.
                               Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

   n.  556  «Regolare avvio delle attività progettuali approvate  con
  riserva  ed  erogazione delle retribuzioni al personale  dipendente
  della  formazione professionale», degli onorevoli  Maira,  Caronia,
  Dina, Cordaro, Cascio Salvatore e Catalano;
   n.  557 «Iniziativa in ordine al pagamento delle retribuzioni  del
  personale   della   formazione   professionale»,  degli   onorevoli
  Beninati, Campagna, Caputo, D'Asero e Marinese;
   n.  558 «Iniziativa in ordine all'aggiornamento, qualificazione  e
  riqualificazione  del  personale di  cui  all'art.  2  della  legge
  regionale  25/93»,  degli onorevoli Beninati,  Marinese,  Leontini,
  Formica,   Leanza   Edoardo,  Scoma,  Buzzanca,  Corona,   Falcone,
  Pogliese;
   n.  559 «Sostegno e riqualificazione del personale di quegli  enti
  esclusi  dal Piano regionale dell'offerta formativa (PROF)»,  degli
  onorevoli Gucciardi, Cracolici e Lupo;
   n.  560  «Riassegnazione dei progetti e delle attività  formative,
  già programmati, degli enti cui è stato revocato l'accreditamento»,
  degli onorevoli Lentini, Ardizzone, Vinciullo, Buzzanca e Beninati.
  Ne do lettura:

   (per    i    testi    degli   ordini   del   giorno,    si    veda
  www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/ordinidelgiorno )

   BUFARDECI. Signor Presidente, dichiaro di apporre la firma a tutti
  gli ordini del giorno presentati.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'ordine del giorno numero 558.
   Comunico che gli onorevoli Vinciullo, Torregrossa, Dina e  Rinaldi
  appongono la firma all'ordine del giorno numero 558.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'ordine  del giorno numero 558. Il parere  del
  Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                                                     (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 556. Il parere  del
  Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                                                     (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  557,  degli  onorevoli
  Beninati ed altri.

   BENINATI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  559,  degli  onorevoli
  Gucciardi ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 560, degli onorevoli Lentini
  ed altri.
   Comunico  che  gli onorevoli Campagna, Dina, Scoma  e  Torregrossa
  appongono la firma all'ordine del giorno.
   L'Assemblea ne prende atto.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'ordine del giorno  è  importante
  per i tanti lavoratori che, da qui a qualche  giorno, saranno posti
  in  mobilità.  L'UDC da tempo meditava di presentare questo  ordine
  del  giorno  perché  i progetti di formazione del  Piano  regionale
  dell'Offerta formativa (PROF) sono stati approvati, ma a  causa  di
  un   contenzioso   aperto  fra  alcuni   enti   di   formazione   e
  l'Amministrazione regionale, tutti devono piangerne le conseguenze.
  Questo non è ammissibile  Qui non si tratta di un'azienda in crisi,
  sono  lavoratori che fino ad oggi hanno svolto il loro  lavoro  con
  giudizio  e  professionalità. Ad esempio, il  Ciapi  ha  funzionari
  direttivi  che possono condurre e portare a compimento i  corsi  e,
  quindi, è giusto dare loro la possibilità di non andare in mobilità
  ma di continuare l'attività.
   Ringrazio  il Presidente Cascio in quanto diverse volte  ha  detto
  che, quanto prima, approderà in Commissione  il disegno di legge di
  riforma del settore mettendo fine a queste problematiche che  hanno
  portato la formazione professionale quasi alla morte.
   La  formazione  professionale non deve morire, deve continuare,  i
  progetti  innovativi  devono essere messi in campo,  la  piccola  e
  media impresa, l'imprenditoria deve fare parte di questo sistema.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 560.  Il
  parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Signor Presidente,  esprimo un parere  genericamente
  di appoggio all'ordine del giorno.
   Però,  onorevole  Lentini,  il suo  ordine  del  giorno  ha  delle
  implicazioni  giuridiche  che non sono in  grado  oggi  di  poterle
  assicurare.  Vorrei  pregarla, nei limiti in  cui  lo  ritiene,  di
  trasformare questo ordine del giorno in una raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Assessore Centorrino, l'ordine  del  giorno  è  stato
  votato.

   Il  Governo  ovviamente  si  atteggia  in  virtù  della  normativa
  vigente.  Con un ordine del giorno non è autorizzato a  violare  le
  leggi.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 720/A
        «Interventi nel settore della formazione professionale»

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  n.  720/A «Interventi  nel  settore  della
  formazione professionale».


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per   quanto
  riguarda  i  lavori  che  hanno portato a  questa  riscrittura,  il
  Governo ha fatto un lavoro condiviso da molti colleghi, maggioranza
  ed  opposizione, e nello stesso tempo sono contento e mi fa piacere
  che  si  è superato, almeno me lo auguro, un problema serio, quello
  del  DURC,  con l'ultimo comma di questa riscrittura,  secondo  cui
   gli  enti  attuatori sono tenuti alla presentazione del  Documento
  Unico di Regolarità Contributiva con riferimento al periodo in  cui
  è  avvenuta l'ultima erogazione delle percentuali di finanziamento,
  relative  alle spese per il personale, a valere sul Piano regionale
  dell'offerta formativa dell'anno precedente .
   Assessore  Centorrino, questo è un provvedimento che tutta  l'Aula
  vuole   per  tamponare  una  situazione  che,  altrimenti,   poteva
  degenerare.
   E'  giusto che lei assuma un impegno con tutti noi che siamo stati
  confortati  dai pareri e abbiamo ascoltato la linea sua,  ma  anche
  nostra, perché alla fine la norma si è condivisa.
   Bisogna, però, fare in modo che la formazione professionale  abbia
  una  svolta  nel più breve tempo possibile. Questo è  l'invito  che
  rivolgo  al  Governo,  quale  componente  della  V  Commissione  ma
  soprattutto da parte di tutti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, poiché vi sono molti  iscritti  a
  parlare,  pregherei i deputati di intervenire non più  di  due  per
  ciascun  Gruppo parlamentare. Ciò in considerazione del  fatto  che
  nella  giornata  di ieri si è già svolto un ampio  dibattito  sulla
  questione.
   E'iscritto a parlare l'onorevole Campagna. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA. Signor Presidente, anch'io esprimo soddisfazione per  la
  celerità  soprattutto con cui è stato affrontato questo disegno  di
  legge.  Quando  la  Presidenza  ha  deciso  di  cassare  tutti  gli
  emendamenti  aggiuntivi qualcuno si é lamentato e anch'io,  per  la
  verità,  mi  sono lamentato; ma ho compreso che è stato  fatto  per
  accelerare il percorso del disegno di legge.
   Al tempo stesso, però, invito l'assessore a predisporre un disegno
  di  legge  che preveda  la riforma della formazione. Da  tre  anni,
  assessore,  si parla di riforma ma, ancora oggi, io  non  ho  visto
  nulla.
   Il  significato  degli  emendamenti  aggiuntivi,  soprattutto,   è
  indirizzato a questo obiettivo.
   Assessore, prenda spunto da tutti gli emendamenti presentati e che
  sono  stati  cassati  e ci porti al più presto  una  vera  riforma.
  Quello  che abbiamo prodotto in questo disegno di legge  non  è  il
  massimo, ma è quello che abbiamo potuto fare. Spero che questo  sia
  compreso, soprattutto dai lavoratori.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessore,
  preannunzio il voto favorevole del PID, ma è un voto favorevole con
  tanti   però .  Li  comincio ad elencare e ridurrò  il  numero  dei
   però   anche  se  il taglio del mio intervento è  a  metà  tra  la
  critica  e  la  delusione, anche se gli ultimi atti  di  quest'Aula
  aprono   uno  spiraglio  di  speranza  per  affrontare  in  maniera
  finalmente  compiuta e seria la vicenda degli  enti  di  formazione
  professionale.
   Primo   però . Io vorrei che si prendesse atto che i guai di  oggi
  sono  la  conseguenza di una serie di atti della  politica  che  ha
  portato a sfasciare questo settore.
   Sentire  parlare,  oggi,  colleghi deputati  che  lanciano  strali
  contro  la formazione professionale mi delude perché quelle  stesse
  aree  politiche, forse quegli stessi colleghi, sono coloro i  quali
  dalla  formazione professionale hanno preso a man bassa  -  chi  vi
  parla,   no    -  e  credo  molti  dei  nostri  della  opposizione,
  dell'odierna opposizione. Vorrei aggiungere che, per quello che  si
  andrà  a  fare  nei  prossimi giorni e nei prossimi  mesi,  occorre
  mettere da parte l'ipocrisia e prendere atto che tutti i dipendenti
  degli enti di formazione sono stati messi là, molti dalla politica,
  e  non possiamo cancellarli né possiamo fare sì che alcuni enti  in
  difficoltà vengano chiusi.
   Questa  non  è una buona politica, questo non significa  fare  gli
  interessi dei lavoratori, questo significa rifiutare una logica per
  la quale quest'Aula si è sempre sforzare di evitare, dal precariato
  in  poi, che ci possano essere famiglie di lavoratori, direttamente
  o   indirettamente   dipendenti  della   Regione   siciliana   che,
  improvvisamente e a volte in età avanzata, si ritrovino a spasso  e
  senza  alcuna  ulteriore occasione di lavoro. Dobbiamo  trovare  le
  condizioni  affinché  si  sani l'intera  vicenda  e  si  creino  le
  condizioni  per non ricadere in futuro negli stessi  errori.  Quali
  sono  i  due elementi che, dalle ultime battute dei lavori  d'Aula,
  fanno ben sperare i deputati del PID?
   Il  primo: la disponibilità dell'Assessore, fin da domani -  credo
  di  avere  capito  - a creare un tavolo di lavoro  tecnico-politico
  affinché,  sentite  le  idee di tutti,  si  possa  arrivare  ad  un
  percorso che sia la vera riforma del settore, perché stasera  -  ha
  fatto bene a dirlo l'assessore, l'avrei detto io prima di lui e, in
  ogni  caso,  lo dico adesso - non stiamo parlando di alcuna  grande
  riforma.
   Se  questa è la prima grande riforma che il Governo ha annunziato,
  immagino  quello che verrà dopo. Stiamo adottando un  provvedimento
   tampone  che serve a regolarizzare, quanto meno dal punto di vista
  stipendiale,   i   gravi   problemi  degli   enti   di   formazione
  professionale.
   Le dichiarazioni dell'assessore ci consentono di esprimere un voto
  favorevole.
   Invito  l'assessore, ove lo ritenga opportuno, a  conclusione  del
  dibattito,  di  prendere  l'impegno che sul  piano  amministrativo,
  nelle  more di una vera riforma, le decisioni adottate questa  sera
  non  saranno  stravolte  da  atti  amministrativi.  Anzi,  se  atti
  amministrativi  verranno,  che siano  di  miglioramento  del  testo
  legislativo che stasera andiamo a varare.
   Secondo elemento - ve ne sarebbero anche altri, ma mi fermo perché
  è  scaduto  il  tempo  -  che ci crea una  parziale  soddisfazione:
  l'approvazione di un emendamento presentato dal PID  che  consente,
  sin  da subito, per i dipendenti del CEFOP di riprendere a lavorare
  e  di  recuperare le retribuzioni degli ultimi quattro mesi con  un
  atto   amministrativo  e  con  la  dirigenza  di   un   funzionario
  dell'Assessorato,  che risolverà un problema che  ha  creato  quasi
  momenti  di  disordine pubblico come quello che  è  successo  nella
  tarda serata di ieri.
   Da qui il voto favorevole. C'è parziale soddisfazione.
   Rivendichiamo  all'attività  del  Gruppo   I  Popolari  di  Italia
  Domani  - che io rappresento - in Commissione e in Aula, anche  per
  gli  spunti  che  abbiamo  dato con gli  interventi  nel  dibattito
  generale,   un   ruolo  propulsivo  per  affrontare   il   problema
  spinosissimo  e annoso della formazione professionale  sperando  in
  una riforma definitiva che individui finalmente in maniera dinamica
  le  figure professionali che gli enti devono professionalizzare per
  evitare  che  gli enti di formazione, più che alla  formazione  dei
  discenti,  servano a trascinare penosamente fatti  retributivi  del
  personale  docente.  Questa  non sarebbe formazione  professionale,
  nelle    nostre   intenzioni   è   qualcos'altro   la    formazione
  professionale.
   Do  atto all'assessore che, anche in un dibattito radiofonico,  da
  lontano  ci siamo avvicinati con le idee, mie e sue, su quello  che
  deve essere la vera formazione professionale.
   Ci auguriamo che ciò sarà conseguente, saremo presenti e pressanti
  affinché  la  formazione  professionale  abbia  una  vera   riforma
  prendendo   atto   che  stasera  abbiamo  fatto  un   provvedimento
   tampone . Meglio di niente

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci.  Ne  ha
  facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  nell'intervento  che  ho reso ieri in occasione  della  discussione
  generale  sul disegno di legge, parlavo di un disegno di legge  che
  serviva, sostanzialmente, a mettere una pezza, ma speravo anche che
  questa   pezza  potesse portate qualche rattoppo in più. Viceversa,
  è  stato  limitato  ad  un  solo articolo,  migliorato  per  quanto
  riguarda  il  DURC, che mi compiaccio sia stato finalmente  accolto
  secondo  la richiesta che era stata avanzata da parte non  soltanto
  mia  e  di  Forza  del  Sud ma di tanti deputati.  Così  come  sono
  chiaramente  contento che è stata superata e definita la  questione
  che  riguarda  il tempo di decorrenza del pagamento,  superando  le
  diatribe connesse al calcolo limitato antecedentemente soltanto  ai
  due  mesi  prima  della via del PROF, poi ai quattro  mesi  e  oggi
  finalmente dal primo gennaio.
   Al  di là, però, dell'accoglimento di queste indicazioni, che sono
  certamente provenute innanzitutto dalla opposizione e dalla  nostra
  parte  politica, pensavo e speravo che potesse essere accolta anche
  l'indicazione che riguardava l'inserimento della fattispecie  della
  attestazione  dell'effettivo pagamento in capo ai dipendenti  e  il
  pagamento  dei  contributi per consentire ai  dipendenti,  che  non
  percepiscono  stipendio  da tanti mesi,  di  essere,  in  concreto,
  soggetti  legittimati a richiedere quel fondo famiglia dell'ABI  e,
  quindi,  quelle agevolazioni per quanto riguarda, per  esempio,  la
  sospensione  del  muto  del quale, purtroppo,  i  dipendenti  della
  Formazione   non  possono  godere  perché  risultano   regolarmente
  assunti,  risultano quindi percettori di uno stipendio  -  che  non
  percepiscono  da  mesi  -  e che, però, non  sono  inseriti  in  un
  meccanismo così come i cassintegrati, i perdenti posto o  coloro  i
  quali hanno avuto una rilevante e significativa riduzione del  loro
  reddito  familiare.  Peccato, questa era  una  occasione  per  fare
  socialità  a  costo zero dando una mano a centinaia, per  non  dire
  migliaia  di famiglie di formatori che certamente vivono il  dramma
  del gravissimo ritardo nei pagamenti.
   Detto  questo,  torno al concetto che ho cercato di  esprimere  in
  precedenza.
   E'  chiaro,  questo  disegno di legge serve a mettere  una  pezza,
  buona; lo voteremo e preannuncio il voto favorevole mio e di  Forza
  del Sud. Però è evidente che occorre ben altro.
   Occorre che effettivamente ci sia la capacità, oltre che la  buona
  volontà, magari, di predisporre un testo che sia frutto di una vera
  concertazione  con  le forze politiche e con le forze  sociali,  un
  testo  che  porti  veramente ad una riforma complessiva.  Mantenere
  ancora  normative  come quelle che stiamo gestendo  e  migliorando,
  ahinoi,  soltanto per gli aspetti della socialità degli stipendi  e
  del  fondo di garanzia legato peraltro - giuste le osservazioni del
  Commissario  -  alla  validità della normativa nazionale,  serve  a
  poco.  Manterranno ancora il concetto di formazione  come  voragine
  del bilancio regionale e come formazione non utile alla prospettiva
  di lavoro nella nostra regione.
   Occorre una riforma seria, complessiva, ribadisco, concertata  con
  tutte  le  forze  politiche, avviando  da  subito  questo  tipo  di
  confronto,  alla stessa maniera con la quale, assessore Centorrino,
  credo  che la grande scommessa che bisogna vincere è quella di  non
  perdere la finanza comunitaria.
   Ad  oggi  mi  pare  che  le condizioni siano veramente  gravi,  si
  rischia  il disimpegno automatico ogni giorno e occorre cercare  di
  recuperare quante più risorse attraverso una capacità progettuale.
   Ogni  tanto domando, ma passano settimane e poi passano mesi,  per
  esempio  quell'avviso  7  che  fine ha  fatto?  Ancora  aspettiamo
  Quell'avviso  8?   Riscritto   E così  di  seguito  i  fondi  vanno
  perdendosi.   Così  come  non  si  è  certamente  credibili   nella
  prospettiva  di dare comunque una soluzione ai tanti  problemi  del
  lavoro, oltre che della formazione, in Sicilia.
   Concludo,  Presidente Cascio, rivolgendomi  a  lei.  Propongo,  in
  ragione del periodo ormai assolutamente prossimo al voto del  29  e
  30  maggio,  che l'Aula tenga conto, a partire dal voto  di  questa
  sera,  degli  impegni  che  tutti i  parlamentari  hanno  nei  loro
  territori in ragione della campagna elettorale. Quindi, sarebbe più
  opportuno  magari  utilizzare questi  8-10  giorni  per  un  lavoro
  preparatorio di tutto quello che dovrà essere avviato a discussione
  in  Aula,  ma  che  venga  riconvocata per  il  31  di  maggio  per
  consentire alle forze politiche di svolgere il ruolo che devono nel
  loro   territorio  essendo  impegnate  in  tantissime  realtà   con
  importanti momenti elettorali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Colianni.  Ne  ha
  facoltà.

   COLIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intanto  vorrei
  esprimere la solidarietà all'assessore per i fatti accaduti ieri  e
  vorrei  che  non  passasse  inosservato il  fatto  che,  mentre  si
  svolgono i lavori d'Aula e a seguito dei lavori d'Aula, un pugno di
  scalmanati  -  sicuramente non i lavoratori, quelli onesti,  quelli
  che   hanno   atteso  così  tanto  tempo,  che  hanno  interloquito
  attraverso le forme democratiche - hanno, invece, avviato una  fase
  di ribellione certamente non condivisibile.
   Quindi,  assessore, a lei rivolgo la più grande delle  solidarietà
  sapendo quanto è stato attento a questa problematica così sofferta.
   Ma  detto  ciò,  vorrei  dire che il Movimento  per  le  Autonomie
  esprime  un parere assolutamente positivo rispetto al provvedimento
  che mettiamo in essere dando il giusto significato a ciò che stiamo
  facendo, onorevoli colleghi. L'ho già detto ieri, lo ripeto oggi.
   Sappiamo  benissimo che stiamo parlando di una norma che  serve  a
  mantenere  coerentemente quanto il Presidente della  Regione  e  la
  Giunta  hanno  sempre  dichiarato dal primo  momento,  mai  più  un
  precario in più in Sicilia, mai più un precario in meno
   Assessore,  in  questa Regione, con una politica di  rigore  e  di
  severità non abbiamo tolto un solo posto di lavoro ma, nello stesso
  tempo, abbiamo l'obbligo di riqualificare il settore.
   E' un bisogno sentito da tutti gli operatori del settore, da tutte
  le  forze politiche, avendo consapevolezza, in termini autocritici,
  degli errori di un'intera classe dirigente che ha attraversato anni
  di  errori in Sicilia in questo settore. Non penso che siano troppi
  i lavoratori della formazione.
   Io sento urlare in Aula, signor Presidente, se fosse possibile

   PRESIDENTE.  Onorevole  Colianni,  ci  può  essere  qualcuno   più
  interessato  al  suo  intervento, qualcuno meno;  l'importante  che
  facciano silenzio.
   Onorevole  Cracolici, onorevole Gucciardi, vi  invito  a  prendere
  posto.

   COLIANNI. Signor Presidente, c'è una riunione in Aula?

   PRESIDENTE.  Credo  che  ci  sia l'esigenza  di  aggiustare  forse
  qualcosa  nel maxi emendamento. L'importante che la discussione  si
  svolga pacatamente.

   COLIANNI.  Concludo  perché  non vorrei  essere  ripetitivo,  però
  alcune  cose  vorrei ricordarle Assessore. Io penso che  non  siano
  troppi ottomila dipendenti, ma occorre utilizzarli meglio.
   Le  ripeto  un  invito  importante. Oggi, probabilmente,  dobbiamo
  disgregare per riaggregare, dobbiamo accorpare possibilmente taluni
  enti  che,  purtroppo,  forse in termini  di  parcellizzazione  non
  aumentano i livelli di qualità, però occorre anche liberalizzare un
  sistema  fortemente ingessato e in cui ci sono forse  stati  troppi
  interessi.
   Concludo,  dicendo  che non bisogna perdere  i  fondi  comunitari,
  assessore.
   Occorre  un impegno forte da parte del Governo in questa direzione
  e,  mi  auguro, che il tavolo tecnico venga posto in essere il  più
  presto possibile perché finalmente ciò che il Governo ha fatto  per
  la sanità, ciò che il Governo ha fatto per il problema grande della
  spazzatura,  che   ancora  copre  le  nostre  città  e  che  merita
  un'attenzione  particolare da parte del Governo e dell'Aula,  possa
  finalmente interessare anche un settore esclusivo, importantissimo,
  quale quello della formazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, annuncio che voteremo  a  favore  e
  senza  i distinguo che ho sentito nel corso della giornata e  anche
  stasera. E lo dico per una ragione.
   Nella formazione professionale, un campo complicato, difficile, in
  cui  bisogna anche avere l'onestà e il coraggio di dire che  questa
  Regione, con gli strumenti ordinari e con le risorse proprie, non è
  più  in  grado  di  garantire il meccanismo  che,  fin  qui,  si  è
  determinato,  che  la formazione professionale debba  andare  nella
  processualità    necessaria,   verso   forme    di    finanziamento
  utilizzabili, ad esempio con il Fondo sociale europeo,  non  è  una
  scelta bensì una necessità che è in capo a questa Regione.
   Voglio  dare plauso all'assessore Centorrino che in questi giorni,
  in  queste settimane, ha vissuto momenti particolarmente  tesi  nel
  rapporto con i lavoratori che, legittimamente, nel momento  in  cui
  da  mesi  aspettano  un reddito, hanno visto nell'assessore  e  nel
  Governo  i  responsabili del mancato pagamento dei loro salari.  Ma
  questo  non c'entra nulla per la semplice ragione che, se non  sono
  stati  pagati i salari, al di là dei ritardi dell'avvio  del  PROF,
  per  alcuni  enti  la natura del non pagamento  non  è  connaturata
  all'azione del Governo ma al disastro che i responsabili degli enti
  hanno prodotto determinando una condizione di ingovernabilità degli
  enti stessi.
   Voglio  dire che la proposta che stiamo facendo, che si è caricata
  di  chissà  quali significati, è una misura a corredo delle  azioni
  che,  in via amministrativa, il Governo ha fatto con il PROF  2011,
  introducendo  parametri  nuovi nel sistema di  finanziamento  della
  formazione  professionale di cui alla legge 24. Il testo  che  oggi
  approviamo, in qualche modo, stabilisce un sistema relazionale  fra
  gli  enti, i sindacati e il Governo della Regione per governare  il
  processo   di   cambiamento  attraverso  possibili   programmi   di
  fuoriuscita o programmi di assegnazione di lavoratori da un ente ad
  un altro ente, al fine di garantire un equilibrio del sistema.
   Da  questo punto di vista, voglio dire che questo disegno di legge
  vuole  aiutare i lavoratori a trovare misure che garantiscano  loro
  forme  di  sostegno al reddito, senza lo spauracchio da  parte  dei
  lavoratori  che  la  riforma della formazione  professionale  venga
  vissuta come una loro nemica. Hanno interesse anche i lavoratori ad
  una  formazione  professionale più qualificata e  con  risorse  più
  certe.
   Mi  auguro,  se  una cosa voglio chiedere al Governo,  che  già  a
  partire  dai prossimi mesi, non dai prossimi anni, si sia in  grado
  di  trasferire  buona  parte  delle attività  formative,  che  oggi
  finanziamo con risorse della Regione, con la legge 24 in  direzione
  del FSE, con una formazione che serva più ai formati e meno, in via
  esclusiva, a chi legittimamente ci lavora, ma che non può essere la
  riproduzione permanente dello stesso sistema formativo.
   La  formazione per suo carattere deve essere flessibile e, quindi,
  anche da questo punto di vista, il sistema formativo deve avere una
  sua  flessibilità  garantendo  i  diritti  delle  persone  che   ci
  lavorano, e che si possono garantire con intelligenza e modernità.
   Ecco  perché  votiamo  questa legge e la  votiamo  senza  chiedere
  all'assessore, senza dire che è una parziale riforma, è  una  mezza
  riforma, a tre quarti.
   Questa  non  è  una  riforma, la riforma  è  stata  fatta  in  via
  amministrativa. Questa è una misura che integra la riforma  in  via
  amministrativa consentendo ai lavoratori di poter stare tranquilli,
  almeno  quelli che sono nel sistema e che si troveranno  ad  essere
  governati  con il sistema che è in mutamento. Per altre  cose  -  e
  concludo  -  ci sono alcune categorie alle quali bisogna  dare  una
  risposta. E mi riferisco, in particolare, agli enti e ai lavoratori
  di quegli enti che vivono il dramma del salario che da diversi mesi
  non viene percepito.
   Allora,  per  essere  chiari, assessore, e mi rivolgo  anche  alle
  organizzazioni sindacali, è evidente che se un ente non  è  più  in
  grado  di funzionare, bisogna attivare le procedure previste  dalla
  legge,  anche con l'amministrazione straordinaria, anche governando
  processi straordinari per garantire comunque il salario alla gente,
  anche  attivando  procedure  - ripeto -  previste  dall'ordinamento
  dello  Stato  che  consentano  di attivare  misure  sostitutive  al
  reddito rispetto all'ente di provenienza.
   Dobbiamo   evitare  illusioni,  ma  evitare  anche  di   diventare
  prigionieri o che si aizzi la folla - come spesso si fa  in  questa
  Regione - cercando di mantenere il passato, piuttosto che provare a
  cambiare quel passato per renderlo più moderno ed efficiente.
   Quindi,  con  questa legge non si risolvono tutti i  problemi  del
  mondo,  ma  è  un  punto  che si avvia per  cercare  di  provare  a
  riformare il sistema garantendo i diritti delle persone.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli colleghi, avverto l'Aula che, dopo la votazione  finale,
  si  proseguirà  con  l'esame degli altri due punti  all'ordine  del
  giorno.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, grazie per la facoltà di parlare.
   La mia dichiarazione di voto è sicuramente favorevole, considerato
  il  fatto  che  da ieri ad oggi è cambiato tanto. Abbiamo  dato  la
  possibilità  ad  alcuni  enti  con il così  chiacchierato  DURC  di
  presentare il DURC dell'anno precedente e, poi, finalmente, di dare
  sollievo ai tanti lavoratori che riceveranno quattro mensilità.
   Ci  sono  enti che non hanno pagato per diversi mesi (nove,  dieci
  mesi,  addirittura un anno), quindi questo è un  toccasana  per  le
  famiglie  che,  in  questo momento, vivono  una  realtà  abbastanza
  pericolosa.
   L'UDC  è  stato sempre contrario alla mobilità, alla richiesta  di
  mobilità,  cioè  a  mettere personale in  mobilità  in  un  settore
  chiacchierato, dove la politica ha fatto e disfatto tutto  ciò  che
  negli  ultimi  venti anni, sicuramente ha distrutto una  formazione
  che,  invece,  doveva essere il fiore all'occhiello dei  Siciliani.
  Infatti, oltre a coloro che si laureano, ci sono anche i lavoratori
  che  hanno  scelto di imparare un mestiere, hanno  scelto  di  fare
  attività  lavorative  diverse e, quindi,  vedono  nella  formazione
  professionale  un  inizio  di  attività  lavorativa   quanto   meno
  spendibile.
   Quindi,  le  piccole  e medie imprese, gli imprenditori  aspettano
  sicuramente che la formazione professionale siciliana sia il  fiore
  all'occhiello di questi lavoratori, di questi ragazzi  che,  finita
  la scuola superiore, vogliono inserirsi in un contesto di lavoro.
   Assessore,  Governo,  l'UDC  punta tanto  nella  speranza  che  il
  disegno  di  legge,  la  tanto declamata riforma  della  formazione
  approdi immediatamente, intanto in Commissione per essere discussa,
  e poi ragionata con tutti, con gli enti, con i sindacati, con tutti
  coloro   che   hanno  e  possono  offrirci  sicuramente   la   loro
  professionalità.
   Il  Governo si è impegnato per questo e, quindi, confidiamo  anche
  nelle  parole  del nostro Presidente dell'Assemblea  che  ha  posto
  questa  materia come priorità, questo problema come priorità  della
  Sicilia  e per ciò lo ringraziamo. Spero che, finalmente, si  metta
  un   punto   con   questa  legge-tampone  e   si   possa   passare,
  immediatamente,  ad una legge-riforma perché altrimenti  l'UDC  non
  andrà avanti, così per come stanno andando le cose.
   Il  personale non può andare in mobilità perché è un personale che
  ha  offerto per tanti anni la propria professionalità. Deve  essere
  riqualificato, sì
   Ma  quel  personale  ormai  da tanti anni  ha  bisogno  di  quello
  stipendio,  quello stipendio che porta veramente alle  famiglie  un
  toccasana e la possibilità di sfamare le proprie famiglie.
   La  ringrazio  e  auspico che, nell'arco di  poche  settimane,  di
  qualche  mese,  la riforma possa approdare, finalmente,  e  che  si
  risolva il problema.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, intervengo brevemente, peraltro  alcuni
  parlamentari  del  mio  partito  hanno  già  parlato   e,   quindi,
  semplicemente,  ad  integrazione delle  cose  dette  dall'onorevole
  Cracolici che, ovviamente, condivido.
   Noi  votiamo in maniera convinta questa legge perché riteniamo che
  sia  una  legge che aiuta un settore in difficoltà. Questo è  sotto
  gli occhi di tutti. E' evidente  Lo sappiamo bene
   Credo  che  sia  giusto dire in quest'Aula che  il  settore  è  in
  difficoltà  anche per responsabilità politiche precise,  accumulate
  dai  Governi  precedenti  in  lunghi anni  perché,  ovviamente,  le
  difficoltà  di cui discutiamo non si sono create negli  ultimi  sei
  mesi.
   Siamo  qui, anche in questo campo, così come in altri,  a  cercare
  soluzioni alle difficoltà che abbiamo davanti sapendo perfettamente
  che  non  possono essere né i lavoratori né i giovani che fruiscono
  dei servizi formativi a pagare un conto che, sicuramente, non tocca
  a loro pagare.
   Le  difficoltà  sono  state create dalla dissennata  gestione  dei
  Governi precedenti ed è, comunque, oggi, compito di quest'Aula,  di
  questo  Governo,  di tutte le forze politiche presenti  mettere  in
  campo ogni sforzo per trovare soluzioni condivise.
   Mi  auguro,  quindi,  che tutte le forze   politiche  presenti  in
  Assemblea  possano condividere un voto unanime a favore  di  questa
  legge, sostenendo l'azione di un Governo impegnato, con l'assessore
  Centorrino  in   particolare, a venire  a  capo  di  una  serie  di
  problemi, certamente non facili, ma che devono essere risolti.
   E'  una  legge importante che estende tutele sociali ad un settore
  che  fin  qui ne è stato sprovvisto. Deve essere chiaro, però,  che
  l'obiettivo  principale  che deve avere il Governo  regionale,  che
  deve avere quest'Assemblea regionale siciliana, debba essere quello
  di   rilanciare  il  settore  della  formazione  professionale.  Un
  settore,  questo, importante innanzitutto per i giovani  che  hanno
  diritto  a  ricevere  una formazione adeguata  per  avere  maggiori
  opportunità  nella  ricerca di un lavoro di  qualità,  e  questo  è
  possibile.
   Il  settore  della  formazione professionale è importante  per  lo
  sviluppo  produttivo della nostra Isola, per tutti i comparti,  per
  tutti  i  settori.  E  l'offerta formativa  deve  corrispondere  al
  fabbisogno  reale di richiesta di formazione che viene dai  settori
  produttivi,  perché  sosteniamo un modello  di  sviluppo  che  deve
  essere assolutamente produttivo e mai più di tipo assistenziale.
   Ovviamente, il rilancio del settore della formazione è  importante
  per  gli operatori del settore della formazione professionale,  per
  le  lavoratrici  e  per i lavoratori che lavorano  al  servizio  di
  questi giovani e per lo sviluppo della nostra Terra.
   Questa  legge  riguarda  tutti gli operatori  del  comparto  della
  formazione   professionale  comunque  impegnati  nei   servizi   di
  orientamento degli enti, il corpo docente e non docente;  quindi  è
  una  legge che guarda con attenzione a tutti i lavoratori  oggi  in
  servizio,  interessati e che operano nel settore della  formazione.
  E'  una  legge che sicuramente aggiunge un tassello importante,  ma
  che  non  affronta e non risolve tutte le questioni aperte. Quindi,
  credo   che   l'attenzione  del  Governo  regionale,   l'attenzione
  dell'Assemblea regionale siciliana non si possa abbassare.
   Dobbiamo  continuare a guardare con interesse  a  questo  settore,
  disponibili  a  mettere  in campo gli interventi  migliorativi  che
  fossero  necessari sotto il profilo legislativo e sotto il  profilo
  degli  atti di Governo. Dobbiamo, altresì, avviare rapidissimamente
  il piano per l'offerta formativa, fare partire i corsi, mettere gli
  operatori del settore nelle condizioni di lavorare al meglio  e  di
  avere  il  concreto riconoscimento dei diritti che sono  innegabili
  che  riguardano il rispetto del contratto collettivo  di  lavoro  a
  partire, ovviamente, dal diritto alla retribuzione che deve  essere
  una  retribuzione  certa  e  che deve essere  erogata  con  cadenza
  assolutamente normale e mensile.
   Questi sono gli obiettivi che ci dobbiamo prefissare e credo  -  e
  in  questo  mi rivolgo al Governo in particolare - che  il  Governo
  debba  fare  della concertazione con le organizzazioni sindacali  e
  con  le  associazioni rappresentative degli enti una vera e propria
  pratica costante.
   Si  tratta  di  un  processo  che deve essere  seguito  nella  sua
  evoluzione   in   un  rapporto  costante  tra  Governo   regionale,
  organizzazioni     sindacali    dei    lavoratori,     associazioni
  rappresentative degli enti di formazione, ed è un processo che deve
  essere   accompagnato   dall'attenzione  dell'Assemblea   regionale
  siciliana,   della   Commissione  Lavoro  in   particolare,   della
  Commissione Bilancio per quanto riguarda gli aspetti finanziari, ma
  credo  innanzitutto da parte di ognuno dei deputati che siedono  in
  quest'Aula  perché  siamo  coscienti che parliamo  di  una  materia
  estremamente delicata, estremamente importante.
   Concludo  dicendo  che  per quanto riguarda  il  mio  partito,  il
  Partito  Democratico, non solo l'attenzione non  verrà  minimamente
  ridotta, anche dopo l'approvazione di questa legge, ma saremo molto
  attenti  perché  tutti  gli interventi di riforma  che  sono  stati
  predisposti  con  atti  del  Governo e  tutto  ciò  che  conseguirà
  all'attuazione di questa legge davvero possa andare nella direzione
  giusta per dare una risposta positiva ad un settore che oggi  è  in
  difficoltà, ma che deve essere invece un punto di forza,  una  leva
  forte per lo sviluppo della nostra Sicilia.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.   Signor  Presidente,  deputati,  vorrei   rivolgere
  innanzitutto  un  saluto a coloro che sono  stati  protagonisti  di
  queste discussioni: i lavoratori della formazione professionale,  a
  cui  credo  vada  tutta  la  nostra  attenzione,  tutta  la  nostra
  solidarietà, tutto il nostro impegno.
   Ovviamente,  con particolare riferimento ai settori  che  svolgono
  una  buona  formazione professionale, che sono settori che  debbono
  essere tutelati, incoraggiati e stimolati.
   Vorrei  anche  formulare  un ringraziamento  alla  V  Commissione,
  all'onorevole Lentini, che ha predisposto velocemente un disegno di
  legge,  al Parlamento ed al Presidente che ha permesso di  svolgere
  una  discussione  che  pur rispettando i  canoni  di  un  dibattito
  esauriente non lo slargasse eccessivamente in termini di tempo.
   Vorrei  fare un chiarimento, anche se mi pare che oggi rispetto  a
  ieri  questa  cosa  è  venuta in maggiore evidenza.  Noi  oggi  non
  abbiamo   approvato   una  riforma,  noi  oggi  abbiamo   approvato
  semplicemente un emendamento, un pezzettino, l'introduzione di  uno
  strumento  di  welfare,  di  politica passiva  del  lavoro  che  si
  inquadra  in  un  processo più complessivo che stiamo  attuando  in
  senso amministrativo sulla formazione, processo che ovviamente deve
  poi  concludersi, deve poi tradursi in una riforma della formazione
  completa.
   Ho  ascoltato  delle  critiche interessanti,  ho  ascoltato  delle
  critiche   che,  a  mio  parere,  nascondevano  una   mancanza   di
  informazione,  mi  permetta di dire che ho  ascoltato  anche  delle
  critiche ingenerose.
   Vorrei  però  che  fosse chiaro a tutti che cosa  ho  trovato  nel
  momento  in  cui mi sono insediato come Assessore alla  formazione.
  Dico   questo   senza  attribuire  assolutamente  alcun   tipo   di
  responsabilità  o voler fare analisi storiche sui cicli  che  hanno
  presieduto a questa attività.
   Io   ho  trovato  una   situazione   in  cui  c'era  assolutamente
  incertezza  sulla spesa, non si capiva quanto si  spendeva  per  la
  formazione perché i budget assegnati erano poi superati  con  altri
  sistemi;  ho  trovato  un  sistema  in  cui  si  era  assolutamente
  indifferenti  rispetto  alla qualità della  formazione,  non  c'era
  alcun  provvedimento, non c'era alcuna regola che, in qualche modo,
  permettesse  di valutare, monitorare ed imporre una  qualità  della
  formazione.
   Ho  trovato un sistema nel quale si sono inseriti due soggetti che
  sono  tuttora due soggetti presenti nella nostra azione e sono  due
  soggetti  che  oggettivamente la limitano, parlo  della  Corte  dei
  Conti e parlo della Procura della Repubblica.
   Non mi pare di non aver fatto niente, l'introduzione del parametro
  unico  credo  sia  stata  una  grande innovazione  ed  abbia  fatto
  giustizia  di  una serie di differenziazioni, di  dualismi  che  si
  erano creati nel tempo  e che rischiavano di cronicizzarsi.
   La  stesura di un atto di adesione, molto più concreto rispetto  a
  quello  precedente,  non mi pare che sia cosa da  poco,  perché  da
  questo  momento  non  ci  saranno più problemi  di  integrazione  o
  problemi  di  crediti che vengono vantati dopo  l'approvazione  del
  piano; abbiamo inserito dei criteri un po' più rigorosi rispetto ai
  contenuti  del  piano  e sono pronto a dimostrarlo  statisticamente
  che  quest'anno  i corsi che hanno più attinenza  col  mercato  del
  lavoro  sono  di  gran lunga superiori a quei corsi che  ritenevamo
  inutili.
   Mancano  due  cose  e sono le due cose sulle quali  cercheremo  di
  impegnarci; dobbiamo assolutamente far convergere sulla  formazione
  professionale  il  maggior numero possibile di  fondi  europei.  E'
  assurdo  che  impegniamo  per  la  formazione  professionale  fondi
  regionali  avendo i fondi europei a disposizione, fatte  le  debite
  proporzioni  è  come  se  avessimo  una  centrale  ed   invece   di
  alimentarla  a  metano avessimo stabilito di  alimentarla  con  una
  fonte energetica di altissimo costo.
   La seconda cosa su cui dobbiamo procedere - sempre che l'onorevole
  D'Agostino  si  degni di rivolgermi l'attenzione,  grazie  -  è  la
  necessità assoluta di rivedere la legge 24; la legge 24 oggi che  è
  una  legge  benemerita, finisce col costituire una sorta di  schema
  rigido  che  impedisce  alcune  azioni  per  prima  a  favore   dei
  lavoratori e degli enti di formazione.
   Io   credo  che  l'azione  di  riforma  si  debba  necessariamente
  incentrare  a partire da questi due punti; è un'azione  di  riforma
  che  ovviamente  compiremo con la collaborazione dei  parlamentari,
  con  tavoli  tecnici che coinvolgano sindacati e  consulenti,  però
  attenzione, perché dire che finora non si è fatto niente è un torto
  che  si fa non tanto all'Assessore quanto complessivamente a tutti,
  a partire dai sindacati che sono stati impegnati in un'azione molto
  significativa proprio per stabilire alcuni punti sui quali noi oggi
  discutiamo e dai quali oggi prendiamo lo slancio.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Onorevoli  colleghi, vi invito a prendere posto e a munirvi  della
  tessera di voto.
   Prima  di  passare  alla votazione finale, comunico  che  è  stato
  presentato dall'onorevole Cracolici, ai sensi dell'articolo 117 del
  Regolamento interno, l'emendamento 117.1:

   «All'emendamento Gov.1:
   - al comma 4, dopo le parole  trenta mesi  sono aggiunte le parole
   alla data di entrata in vigore della presente legge ;
   -  al  comma  4,  quarto rigo, sostituire  ovvero  con  la  parola
   nonché ;
   -  al  comma  4,  quinto  rigo,  aggiungere   e   dopo  le  parole
   sportelli multifunzionali

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                              «Interventi
          nel settore della formazione professionale (720/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale  per
  scrutinio  nominale  del disegno di legge n. 720/A  «Interventi  nel
  settore della formazione professionale».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:  Ardizzone,  Arena,  Barbagallo,  Beninati,   Bonomo,
  Bufardeci,   Buzzanca,   Calanducci,  Campagna,   Caronia,   Cascio
  Salvatore,   Cimino,   Colianni,  Cordaro,   Cracolici,   Currenti,
  D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina,
  Falcone,  Federico, Formica, Galvagno, Gennuso, Gentile, Giuffrida,
  Greco,  Gucciardi, Laccoto, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Lentini,
  Lupo,  Maira, Marinello, Marinese, Marziano, Mineo, Musotto,  Oddo,
  Picciolo,  Pogliese,  Raia,  Rinaldi, Ruggirello,  Savona,  Scilla,
  Scoma, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Ammatuna,  Aricò, Caputo,  Digiacomo,  Ragusa,
  Speziale e Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            54
   Votanti             53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          53

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Rinvio della discussione del disegno di legge numero 582/A
       «Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
                residenzialità per i soggetti fragili »

   PRESIDENTE.  Si  procede alla discussione  del  disegno  di  legge
  «Riorganizzazione   e  potenziamento  della   rete   regionale   di
  residenzialità per i soggetti fragili» (582/A), posto al n. 2).
   Onorevoli  colleghi,  non  essendo presente  in  Aula  l'assessore
  Massimo Russo, la discussione del disegno di legge viene rinviata.

   della lingua siciliana

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    Discussione del disegno di legge «Norme sull'insegnamento della
                                storia,
  della letteratura e della lingua siciliana nelle scuole » (635-588-
                              344-159/A).

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge  «Norme
  sull'insegnamento della storia, della letteratura  e  della  lingua
  siciliana nelle scuole » (635-588-344-159/A), posto al n. 3).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  delle commissioni.
   Invito  i  deputati  a rimanere in Aula perché  poi  si  voteranno
  questo  disegno di legge e la modifica del Regolamento, di  cui  al
  III punto dell'ordine del giorno.
   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Lentini, vicepresidente  della
  Commissione  e  relatore  del disegno di  legge,  per  svolgere  la
  relazione.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, il presente disegno  di  legge  si
  propone  di  promuovere  la valorizzazione e  l'insegnamento  della
  storia, della letteratura e della lingua siciliana nelle scuole  di
  ogni ordine e grado.
   A  tal  fine, sono previsti appositi moduli didattici, all'interno
  dei piani obbligatori di studio definiti dalla normativa nazionale,
  nell'ambito  della  quota regionale riservata  dalla  legge  e  nel
  rispetto dell'autonomia didattica delle istituzioni scolastiche.
   La normativa nazionale, infatti, nel definire i Piani di studio ha
  previsto,  accanto ad un nucleo fondamentale, una  quota  riservata
  alle  Regioni  relativa  ad  aspetti di specifico  interesse  delle
  stesse al fine di ampliare gli obiettivi di apprendimento.
   La  storia,  la  letteratura  e  la  lingua  siciliana  sono  così
  individuati  come  strumenti  didattici  di  valorizzazione   dell'
  identità  siciliana  e come tratti distintivi  del  nostro  sistema
  educativo,  in relazione alla quota regionale dei piani  di  studio
  personalizzati   prevista  dalla  legge,   così   valorizzando   la
  specificità  della  nostra cultura e l'autonomia delle  Istituzioni
  scolastiche.
   L'assessore   regionale   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale è demandato a stabilire, con proprio decreto,  previo
  parere  della competente Commissione legislativa, gli indirizzi  di
  attuazione degli interventi didattici aventi ad oggetto la  storia,
  la letteratura e la lingua siciliana, dall'età antica sino ad oggi,
  con  particolare  riferimento  agli approfondimenti  critici  e  ai
  confronti   fra  le  varie  epoche  e  civiltà,  agli  orientamenti
  storiografici più significativi, dall'Unità d'Italia fino alla fine
  del  XX  secolo ed all'evoluzione dell'Istituzione regionale  anche
  attraverso uno studio dello Statuto della Regione.
   Signor Presidente, preannuncio la presentazione di due emendamenti
  tecnici  al disegno di legge, uno tendente a sostituire  le  parole
   lingua   siciliana'   con   le  parole    patrimonio   linguistico
  siciliano',  e  l'altro  che stabilisce che  non  possono  derivare
  maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale sul disegno di legge.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  con
  piacere  salutiamo  la  possibilità  che  questa  sera  abbiamo  di
  discutere   in   Aula  un  disegno  di  legge   che   detta   norme
  sull'insegnamento  della  lingua, della storia,  della  letteratura
  siciliana.
   Io  stesso, il 26 gennaio 2009, avevo presentato un primo  disegno
  di  legge  che  aveva  appunto come obiettivo  quello  di  dare  la
  possibilità  dell'insegnamento della  storia  e  della  letteratura
  siciliana  nelle  scuole della Regione Sicilia. Ancora  una  volta,
  purtroppo, arriviamo in ritardo rispetto ad altre regioni che,  pur
  avendo   un   minore  patrimonio  storico,  un  minore   patrimonio
  linguistico,  un  minore  patrimonio  dal  punto  di  vista   della
  letteratura,   da   anni,   nei  loro   percorsi   hanno   previsto
  l'insegnamento delle materie del luogo.
   Avevamo anche pensato a una soluzione più ardita, ad una soluzione
  più  significativa che desse la possibilità di utilizzare i docenti
  sovra  numerari  per  quanto  riguarda l'italiano,  la  storia,  il
  latino, per insegnare queste materie, e si prevedeva di conseguenza
  un  assorbimento. Abbiamo avuto un inspiegabile,  per  certi  versi
  mortificante,  documento  da parte della Sovrintendenza  scolastica
  regionale  che  ci  spingeva a evitare di dare  vita  ad  una  tale
  ipotesi,  e devo dire che qui la Commissione non ha avuto coraggio.
  Dovevamo intraprendere con il centro servizio amministrativi,  cioè
  l'ex  Direzione  regionale scolastica,  un  braccio  di  ferro  per
  arrivare  all'affermazione di quelli  che  sono  i  poteri  che  in
  Sicilia il Governo regionale e l'Assemblea regionale hanno.
   Purtroppo così non è stato e, di conseguenza, ci siamo limitati  a
  presentare  un  disegno di legge che promuove la  valorizzazione  e
  l'insegnamento,  ma  nell'ambito dei piani obbligatori  di  studio,
  cioè non siamo riusciti ad andare al di là degli ambiti già fissati
  dallo Stato.
   Invece,  era  preferibile  che  si  andasse  al  di  là,  che   si
  prevedessero  un  maggiore  numero di ore.  Lo  ha  già  dichiarato
  l'onorevole  Lentini,  ma su questo voglio soffermarmi  in  maniera
  determinante, e non sono d'accordo all'emendamento dove si parla di
  patrimonio linguistico, perché il termine patrimonio linguistico  è
  una deminutio rispetto alla storia della Sicilia.
   Noi non abbiamo un patrimonio linguistico, noi abbiamo una lingua,
  perché  già Dante, nel divulgare eloquenza, volle affermare proprio
  questo  concetto: che la prima lingua d'arte che avevamo  avuto  in
  Italia  era il siciliano. E che dalla Commissione possa venire  una
  tale  richiesta, ci offende. Pertanto, la invito a ritirare  questo
  emendamento,  e  a  lasciare il testo così come è  pervenuto  dalla
  Commissione.
   Non  stiamo parlando di una regione qualsiasi, non di una  regione
  d'Europa,  stiamo  parlando della culla della civiltà  dell'Europa,
  perché ricordo che la cultura occidentale, il pensiero occidentale,
  sia  pagano  che cristiano, è nato in Sicilia e da  qui  poi  si  è
  propagato per il resto d'Europa.
   E  allora,  proprio  perché dobbiamo essere orgogliosi,  ma  nello
  stesso  tempo  custodi  della nostra storia, custodi  della  nostra
  identità,  custodi del nostro passato, è chiaro che questo  termine
  non  lo  possiamo assolutamente accettare e, quindi, andiamo avanti
  sulla  strada  che abbiamo intrapreso, che vedrà  i  nostri  figli,
  finalmente, conoscere a scuola la nostra scuola, conoscere i nostri
  monumenti, conoscere la nostra lingua, una lingua, ripeto, che  non
  ha  nulla di inferiore rispetto ad altre lingue europee, che non  è
  assolutamente un dialetto, perché come lei sa, onorevole Presidente
  Cascio, la lingua siciliana già nell'800, ma soprattutto nel   900,
  a  livello  europeo ha espresso il più alto livello e il  più  alto
  grado  di  poesia,  di narrativa, di romanzi ed  anche,  per  certi
  aspetti, di storia.
   Per questo motivo, nel dichiararmi favorevole all'approvazione  di
  questo  disegno di legge, delle norme che lo caratterizzano,  anche
  se,  ripeto,  in  diminuzione  rispetto  a  quelle  che  erano   le
  possibilità e le capacità della Sicilia, stiamo qui, tutti insieme,
  a sostenere questo disegno di legge e a chiedere di ritirare il sub
  emendamento.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENETE. Ne ha facoltà.

   DI   BENEDETTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   avrei
  preferito  sinceramente  che  un  disegno  di  legge  che  tende  a
  valorizzare  la cultura, la lingua, la letteratura italiana,  fosse
  accoppiato  ad un disegno di più ampia prospettiva da  parte  della
  Regione, capace di proiettare i giovani siciliani verso il  futuro,
  guardando  al  futuro delle lingue che consentiranno di  stare  nel
  mercato   del   lavoro.  Mi  riferisco  allo  studio  del   cinese,
  dell'arabo,  che  sono  le  lingue che domineranno  l'economia  nei
  prossimi anni.
   Posta  così,  da  sola,  questa  norma  tende  a  essere  un  poco
  nostalgica,  tradizionalista, senza porre  questioni  che  guardano
  alla crescita economica, occupazionale e di sviluppo della Sicilia.
  Tende  un  poco ad isolarci dal resto del mondo. Credo  quindi  che
  questa  norma  vada  accoppiata con  un  momento  che  guarda  alla
  conservazione di una propria tradizione, di una propria storia,  ma
  non  può  essere  l'elemento che caratterizza  l'innovazione  della
  scuola  siciliana.  Sarebbe  mortificante,  rischieremmo  di  farci
  ridere dietro da tutta Italia e dal mondo.
   Lo dico anche alla luce di tentativi che intervengono nelle scuole
  del  Nord,  che pongono la questione di docenti di madre lingua,  e
  quando intendono madre lingua si intende il lombardo, il piemontese
  o  il  veneto,  che assumono forme di razzismo e  di  chiusura.  Il
  rischio  è  anche presente all'interno della impostazione culturale
  che  diamo  a  questa norma. Badate bene, io sono uno che  è  molto
  legato  alle storie, alla tradizione, al folklore, alla letteratura
  siciliana  che  poi  è  madre  anche  della  lingua  italiana,   ma
  rischiamo,  dando  questo taglio a questa norma,  di  incorrere  in
  questo grave problema.
   Andando   poi   nel   concreto   di  alcuni   aspetti,   chiederei
  all'assessore, non perché sia il proponente ma perché  ritengo  che
  ne  abbia competenza, di conoscere attraverso quali metodi  saranno
  scelti  e  quale abilitazione dovranno avere i docenti che dovranno
  insegnare  la lingua siciliana, visto che non esiste una laurea  in
  lingua   siciliana,   né   un  corso  universitario   che   abiliti
  all'insegnamento   della  lingua  siciliana,   né   un'abilitazione
  all'insegnamento della lingua siciliana.
   Se  dobbiamo  essere  concreti, dovremmo capire  anche  attraverso
  quali  strumenti questa norma - che pure mi pare invitante -  viene
  concretamente  attuata,  perché si  può  insegnare  la  storia,  la
  tradizione del popolo siciliano e possono farlo tranquillamente gli
  insegnanti di italiano, gli insegnanti di storia, gli insegnanti di
  materie  umanistiche,  ma  l'insegnamento della  lingua  presuppone
  l'abilitazione alla conoscenza di una lingua, così come avviene per
  l'insegnamento del francese, dell'inglese o del tedesco.
   Vorrei  uscire  da  forme  che possono  essere  solo  populiste  e
  pubblicitarie  rispetto ad una norma che la  Regione  fa  e  capire
  concretamente dall'assessore se questa norma può essere applicata e
  resa concreta e come farlo.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
  l'argomento  appare  di importanza secondaria  alla  questioni  che
  abbiamo  poc'anzi  trattato,  e  la stessa  presenza  dell'Aula  lo
  conferma,  tuttavia,  credo che ogni atto che questa  Assemblea  si
  impegna a votare meriti attenzione.
   Nutro  molte  perplessità  sulla logica  di  questo  provvedimento
  legislativo,   sul  fatto  che  la  Sicilia  si  adoperi,   anziché
  accorciare le distanze verso il mondo, per aggiungere e addirittura
  per  istituire obbligatoriamente  all'interno dei piani obbligatori
  di  studio moduli per l'insegnamento della lingua siciliana . Credo
  che  dovrebbe  essere valutato con lo stesso  metro  con  il  quale
  guarderemmo domani a una legge della Regione Veneto, che istituisse
  all'interno  dei  propri  obblighi formativi  l'insegnamento  della
  lingua veneta o del dialetto veneto.
   Non entriamo qui nelle disquisizioni linguistiche, non mi pare che
  questo  sia  un  avanzamento, mi sembra, invece,  una  legge  molto
  strana  e non ne condivido la ragione. Ritengo che dovremmo  andare
  in  una  direzione  opposta, salvaguardando in maniera  diversa  il
  nostro  patrimonio culturale linguistico. Penso che  questo  lo  si
  possa  fare,  e lo si fa già oggi con l'intelligenza e l'elasticità
  che   la  libertà  dei  programmi  di  studio  consente  a  ciascun
  insegnante,  a  seconda  dei  casi, e a  seconda  delle  necessità.
  Stabilire  per  legge che tutto questo debba  essere  fatto  non  è
  assolutamente  consono  con l'obiettivo  che  la  Regione  dovrebbe
  darsi,   di   integrazione  culturale  all'interno  di  una   unità
  nazionale.   Mi   sembra,   devo  dirlo,   un   pronunciamento   di
  provincialismo.
   Non  sarebbe  la  prima volta se l'Aula esprimesse perplessità  in
  ordine  ad un disegno di legge, ancorché esitato dalla Commissione,
  e  che si decidesse di rinviarlo per un approfondimento. Chiedo  di
  valutare questo suggerimento, e di capire qual è l'orientamento del
  Governo,  e  dell'assessore  Centorrino  in  particolare,   su   un
  provvedimento che attiene strettamente alla sua materia.
   In ogni caso annuncio il mio voto contrario al disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
  emendamento  tecnico che sostituisce le parole   lingua  siciliana
  con  patrimonio linguistico siciliano .

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che si tratti di
  un  disegno di legge di importanza secondaria rispetto alle  grandi
  questioni  che  avviliscono  la  nostra  Terra,  questo   mi   pare
  assolutamente scontato. Quindi, evitiamo anche un'enfasi  eccessiva
  come se, approvando questo testo, facessimo un'opera autonomistica,
  o  facessimo un'opera che vuole salvaguardare non so quale  aspetto
  della nostra identità.
   Noi,  con  questa legge - e mi rivolgo all'onorevole De Benedictis
  in  modo  particolare - diamo soltanto applicazione ad una  riserva
  del  Piano  nazionale  che ha previsto, per  ciascuna  Regione,  la
  possibilità  di  approfondimento della  materia  connessa  e  della
  storia  della  lingua connessa alla propria Terra, e questo  stiamo
  facendo.  E' un disegno di legge assolutamente banale  che,  a  mio
  avviso,  merita  di  essere approvato, proprio perché  è  una  mera
  esecuzione  di  un  indirizzo  che è  stato  introdotto,  come  ben
  sappiamo,  non  per  volontà meridionale o siciliana,  ma  per  una
  volontà  proveniente dalle forze politiche che sono rappresentative
  del  Centro-Nord,  del  Nord in particolare,  e  dalla  Lega  nello
  specifico, la quale, nella sua logica identitaria, ha preteso ed ha
  ottenuto che nei Piani nazionali venissero riservate delle ore  per
  potere  approfondire  - ribadisco - lo studio della  storia,  della
  lingua e quindi di tutto ciò che è identità di una Terra.
   Noi  stiamo  soltanto eseguendo questo indirizzo, che  prevede  il
  piano nazionale.
   Noi,  come troppo spesso capita, siamo al passo rispetto a  quello
  che  è  una  indicazione che altri hanno imposto e che noi,  a  mio
  avviso,  correttamente, dobbiamo fare anche nostra, perchè  sarebbe
  veramente  fuor di luogo pensare che una Terra, così come  qualcuno
  vuole  chiamare  la Padania, che certamente non ha  una  tradizione
  linguistica, viene così definita. Ricordo una battuta  di  un  noto
  avvocato del foro di Siracusa, l'avvocato Piccione, magari  qualche
  siracusano   potrà   meglio   comprendere,   anche   nella   figura
  dell'avvocato  al  quale  faccio  riferimento,  decano   del   foro
  siracusano,  uomo  di  grande  cultura,  importante  e   illuminato
  giurista: in un momento di contrasto con un pretore, una dottoressa
  di  Padova,  in un momento in cui l'avvocato anziano non  si  sentì
  trattare  con  il dovuto garbo che merita l'avvocato e  che  merita
  ancor di più un avvocato anziano come l'avvocato principe del foro,
  appunto Corrado Piccione, replicò a questa giovane Pretore del Nord
  che  veniva  a  Siracusa a far legge, che quando ancora  nella  sua
  Terra  pascolavano le pecore, a Siracusa già recitavano i testi  di
  Euripide, di Sofocle. E quindi, è evidente che sotto questo profilo
  sarebbe ben poca cosa per la nostra Terra immaginare che in  Veneto
  e  non  so  in quale altra regione, debbano occupare questo  spazio
  riservato  nel  piano  nazionale alla  storia,  alla  lingua,  alla
  identità,  noi  che sicuramente lingua abbiamo e storia  abbiamo  e
  patrimonio  assoluto siamo sotto il profilo della cultura  e  della
  civiltà.
   Non   c'è  ombra  di  dubbio,  come  ricordava  anche  l'onorevole
  Vinciullo,  che  da  noi  nasce il pensiero occidentale.  Ed  aveva
  ragione  l'avvocato Piccione quando ricordava questo al  magistrato
  del  Veneto, perché quando da noi Platone passeggiava e studiava  e
  inventava il mito della caverna, sicuramente in altre parti non  si
  parlava  nemmeno  la  lingua. E quindi è evidente  che  in  Sicilia
  abbiamo necessità di farlo, ma come mero adempimento, senza enfasi,
  senza che qualche forza politica pensi di far passare una legge che
  ha  dato finalmente ristoro ed appagato una ferita, un vulnus  alla
  nostra identità.
   Stiamo eseguendo una possibilità che il piano nazionale ci offre.
   Utilizziamola al meglio.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  comunicare  ai  deputati
  presenti  che in Commissione questo disegno di legge  non  è  stato
  affatto  posto in secondo piano, ma è stato abbastanza ragionato  e
  approfondito.
   Abbiamo invitato gli Uffici regionali scolastici, abbiamo invitato
  le  Università  e voglio ricordare all'onorevole De Benedictis  che
  l'Unesco    riconosce   la   lingua   siciliana   come   patrimonio
  dell'umanità.  Io  non  ho  paura di  essere  siciliano,  lo  posso
  manifestare in tutti i sensi, signor Presidente, ma su  questo  c'è
  stato  un ampio dibattito con gli Uffici scolastici, che più  volte
  abbiamo   ascoltato.  Ad  ogni  modo,  ripeto  che  presenterò   un
  emendamento tecnico per sostituire le parole  lingua siciliana  con
  le  parole   patrimonio linguistico siciliano , e penso che  questo
  sia  anche  avallato  da  una legge che  riconosce  la  lingua  del
  Piemonte, come  patrimonio piemontese'.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini. Non ha bisogno comunque  di
  dichiararla la sua sicilianità. Si sente dall'espressione.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   volevo
  preannunciare la presentazione di un emendamento che tende, proprio
  per   le   cose   dette  dall'onorevole  Lentini,   a   coinvolgere
  nell'attività prevista da questa legge, le Università siciliane  ed
  i  Centri  studi filologici e linguistici che esistono in  Sicilia,
  alcuni  molto prestigiosi, e che possono concorrere a fare in  modo
  che  questa norma attui le finalità per le quali è stata fatta.  Lo
  ribadisco  per evitare equivoci, ed anche perché il Parlamento  non
  si   lasci  irretire  da  informazioni  spesso  approssimative  che
  appaiono  sui  giornali, fermo restando che la dizione   patrimonio
  linguistico' è la più logica e giusta.
   Quando  parliamo  di  patrimonio linguistico  siciliano  -  vorrei
  ricordare   ai  colleghi  intervenuti,  anche  esprimendo   qualche
  preoccupazione - parliamo di Cielo d'Alcamo, di Giacomo da Lentini,
  che  sono  autori  che  hanno concorso  in  maniera  decisiva  alla
  formazione della lingua italiana.
   Siamo  in presenza, onorevoli colleghi, non di una norma che vuole
  affermare   l'idea  di  un  dialetto  siciliano,  stiamo  parlando,
  sommessamente,  ma  anche  giustamente, di  valorizzare  le  nostre
  radici  che,  come è noto, parlano di una cultura  siciliana  nella
  quale  si sono cimentati, nel corso dei secoli, gli arabi, i greci,
  i  romani,  culture  molto diverse fra loro e che  hanno  lasciato,
  assieme ad un patrimonio culturale straordinario che forse varrebbe
  la pena di approfondire in termini di ricerca e di studio, anche un
  patrimonio  culturale,  linguistico  altrettanto  importante,   che
  merita  di  essere  trasmesso ai nostri ragazzi, nei  limiti  della
  normativa vigente che, non a caso, già a livello nazionale  assegna
  alle  Regioni - d'intesa con le istituzioni scolastiche,  che  sono
  quelle  statali  -  la  possibilità di  valorizzare  il  patrimonio
  culturale,  linguistico della Sicilia, che  ha  concorso  all'Unità
  d'Italia,, di cui festeggiamo il 150  anniversario

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  tranquillizzare qualcuno nel dire che questo disegno di  legge  non
  intende  minimamente creare motivi di allarmismo rispetto  a  delle
  scelte  che quest'Assemblea e poi il Governo faranno, nel  caso  in
  cui   la   norma   venisse   approvata.   Dovranno   assumersi   le
  responsabilità nei confronti della Sicilia, dell'Italia, del  Mondo
  per  il  rischio, la paura di qualcuno, da questa tribuna avanzata,
  di  potere  essere sottoposti al pubblico ludibrio o addirittura  a
  qualche sospetto piuttosto che a qualche equivoco.
   Si  tratta  di un disegno di legge assolutamente fisiologico,  che
  deve rispondere alle esigenze di essere parlamentare siciliano, che
  fa   parte  di  un  Parlamento,  appunto,  siciliano  e  che  tende
  semplicemente,    banalmente,    ma    non    per    questo    meno
  rivoluzionariamente, a far sì che nelle nostre scuole ci siano  dei
  di  insegnamento  della storia della Sicilia  e  della  letteratura
  siciliana in maniera particolare.
   Questo perché? Innanzitutto per approfondire temi, questioni che i
  libri   di  storia  e  di  letteratura  hanno  negli  ultimi  anni,
  sicuramente  dal  dopoguerra, sicuramente in questi  150  anni   di
  Unità  d'Italia,  lasciato aperti, degli approfondimenti  che  sono
  evidentemente mancati anche nelle nostre formazioni.
   Non  credo ci sia nulla di cui avere paura e, soprattutto, di  cui
  avere  vergogna  perché  ho  avuto la sensazione  che  qualcuno  si
  potesse vergognare nel votare un disegno di legge del genere.
   E anche la difesa del patrimonio linguistico siciliano - così come
  proposto   dall'onorevole   Lentini,   risponde   all'esigenza   di
  salvaguardare  un  bene  culturale  tipicamente  siciliano,  difeso
  dall'UNESCO   e,  anzi,  valutato  come  patrimonio   dell'umanità,
  affinché  non  venga dispersa la cultura, la storia, la  tradizione
  che  ha formato la nostra lingua, o il nostro dialetto, chiamiamolo
  come  vogliamo, e che ha una storia antichissima, millenaria e  che
  va difesa senza averne paura anche nelle scuole.
   Io   non   credo   che  tutto  questo  debba  essere   motivo   di
  preoccupazione.  E  se  siamo preoccupati  credo  che  i  cittadini
  siciliani    non   debbano   essere   preoccupati   delle    nostre
  preoccupazioni,  quanto piuttosto essere aperti  intelligentemente,
  costruttivamente alle soluzioni cui noi chiediamo  che  l'assessore
  per  la  pubblica istruzione venga incontro, per far sì che  questo
  disegno  di  legge,  una  volta approvato, e  se  approvato,  possa
  esprimere i suoi frutti nel migliore dei modi.
   Pertanto,   chiedo  all'Aula  di  evitare  di  avere  concitazioni
  intellettuali  che  risultano  veramente  sproporzionate   rispetto
  all'argomento,   che,   invece,  dovrebbe   essere   appassionante,
  coinvolgente per la semplicità delle cose che contiene ed anche per
  l'articolato, che è assolutamente ridotto all'osso, proprio  perché
  nulla  deve  essere  esageratamente disciplinato  in  quest'Aula  e
  molto, se vogliamo, deve essere, invece, demandato agli uffici  che
  possano,  di  concerto con gli istituti che questa  materia  meglio
  conoscono,   quindi   con   l'Ufficio  regionale   scolastico   che
  giustamente  poi  dovrà amministrare questa nostra indicazione,  al
  contrario  e  meglio  fornire alle nuove generazioni  strumenti  di
  crescita    formativa   ma,   soprattutto,   di    conoscenza    ed
  approfondimento  di  quello  che è  la  nostra  storia,  la  nostra
  letteratura ed anche il nostro patrimonio linguistico.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.   Brillante   Presidente  di   quest'Assemblea   regionale,
  assessori   regionali,  onorevoli  colleghi,  solo  il   tempo   di
  testimoniare la soddisfazione più viva per un disegno di legge  che
  non  ritengo assolutamente essere di secondaria importanza rispetto
  a quanto discusso nella giornata odierna, non ritengo assolutamente
  essere  di serie b o pannicello caldo o norma messa lì in fretta  e
  furia  per  riparare  ad  eventuali  torti  storici,  come  qualche
  autorevole collega che mi ha preceduto ha detto in quest'Aula.
   Ritengo,   invece,   che  questo  disegno  di  legge,   professore
  Centorrino, assessore regionale per la pubblica istruzione, sia  il
  primo, serio e concreto tentativo di riaffermare, all'interno della
  nostra terra, all'interno della nostra Regione un problema che  non
  è  mai  stato risolto; problema che non è mai stato risolto  perché
  noi sappiamo che la storiografia, certa storiografia, ha cancellato
  l'identità  siciliana, la memoria siciliana, la  cultura  siciliana
  che  non  è  mai stata, tra l'altro, insegnata agli studenti  delle
  scuole.
   Proprio  l'altro  giorno, presso la scuola  media  statale   Dante
  Alighieri    di   Catania,   col  professore   Centorrino   e   con
  un'associazione culturale  Solo Sicilia , abbiamo, il giorno  prima
  dell'autonomia  siciliana, quindi il 14  maggio,  forse  anticipato
  quelli che saranno gli effetti attuativi o un aspetto degli effetti
  attuativi di questo disegno di legge, perché abbiamo distribuito lo
  Statuto siciliano ai ragazzi, erano centinaia, che gremivano l'Aula
  Magna di quella scuola.
   E  quindi,  ritengo  di  fondamentale  importanza  che  l'identità
  siciliana,  che la cultura siciliana, che la storia siciliana,  con
  approfondimenti  critici di carattere, non solo  storico  ma  anche
  geografico,   storiografico,   con   delle   puntate,    professore
  Centorrino,  mi auguro, importanti dedicate alla letteratura,  alla
  lingua, e anche al dialetto. So che qualche dirigente scolastico  o
  qualche docente, sicuramente, potrà gridare allo scandalo,  ma,  mi
  auguro,   che  all'interno  di  questi  moduli,  di  questa   quota
  riservata,  quindi,  alle Regioni, relativamente  agli  aspetti  di
  specifico  interesse, legati alla identità siciliana, alla  cultura
  siciliana   ed  alla  memoria siciliana, si  possa  anche  spiegare
  l origine del dialetto ai ragazzi.
   I ragazzi delle nostre scuole molto spesso, professore Centorrino,
  sconosco il dialetto
   Proprio  l'altro giorno, la preside o il dirigente  scolastico  di
  quella  media  statale catanese esternava garbatamente  il  proprio
  dissenso. Sono, invece, convinto che all'interno di un modulo  che,
  opportunamente,  cominci ad affrontare il problema,  risolvendo  un
  gap  storico-culturale  e storico-didattico molto  importante,  una
  grave  falla, una grave lacuna, debba esserci spazio anche per  far
  sì  che  i  giovani  possano  prendere  confidenza  con  il  nostro
  dialetto.
   Sono, quindi, profondamente convinto che questo sia un disegno  di
  legge intelligente, importante e mi auguro che esso sia il primo di
  una  serie  di  disegni di legge finalizzati  e  legati  alla  vera
  valorizzazione di quella identità, memoria e cultura  siciliana  di
  cui tutti noi dobbiamo, assolutamente, essere orgogliosi.
   Il  Movimento  per  le autonomie saluta con grande  favore  questo
  disegno di legge.
   I  numeri,  purtroppo, stasera, non sembrano essere sufficienti  o
  sembrerebbero, il condizionale è d'obbligo, non essere  sufficienti
  per   un'approvazione  d'Aula  che  ci  auguriamo   possa   essere,
  assolutamente,   urgente,  imminente;  che  ci  possa   essere   il
  coinvolgimento  di tutte le forze politiche, ripeto,  su  un  primo
  tentativo  che  dovrà, sicuramente, essere ampliato,  rafforzato  e
  valorizzato con successivi disegni di legge.
   Prima   di   concludere,  signor  Presidente,  signori  assessori,
  onorevoli colleghi, ho voluto rassegnare solo il mio punto di vista
  e,   quindi,  l'anticipazione  di  un  mio  eventuale  voto  su  un
  emendamento  che riguarda il cosiddetto  patrimonio  linguistico  o
  lingua siciliana .
   Ritengo che la lingua siciliana sia una lingua importante, che  la
  Sicilia  sia la culla di una grande cultura e che la nostra memoria
  siciliana,   la  nostra  identità  siciliana,  la  nostra   cultura
  siciliana  possano  essere degnamente e in maniera  esemplificativa
  rappresentate  dalla  dicitura  lingua  siciliana   all'interno  di
  questo, ripeto, apprezzabile disegno di legge.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, prenderò molto meno di cinque minuti per
  sottolineare  che il numero degli interventi ed anche  la  passione
  degli  stessi rende questo disegno di legge meno banale  di  quanto
  qualcuno  abbia  affermato poc'anzi. Io non so  se  sia  una  legge
  importante,  meno importante, la ritengo una legge  utile  per  tre
  motivi almeno.
   Il  primo: non riesco a capire perché, per esempio, nelle province
  autonome  di  Trento, Bolzano, eccetera, hanno fatto una  battaglia
  per   avere  le  doppie  indicazioni  stradali,  la  doppia  lingua
  ufficiale nelle scuole e nei pubblici uffici, ma anche in  attività
  amministrative,  come, per esempio, davanti ai TAR0,  ai  Tribunali
  eccetera,  e noi ci dobbiamo scandalizzare perché ci apprestiamo  a
  disciplinare  con  una legge la possibilità di insegnare  anche  la
  lingua siciliana nelle nostre scuole?
   Poc'anzi  si  è  parato di Ciurlo D'Alcamo, meglio  detto   Ciolla
  D'Alcamo , con questo non voglio fare nessuna trivialità, ma il suo
  vero  nome  era   Ciolla D'Alcamo . E' stato uno  dei  padri  della
  lingua  italiana  e non solo lui. Alcune battute  in  siciliano  le
  troviamo  nei  passi importanti, per esempio, del Gattopardo,  così
  come anche Quasimodo usa espressioni siciliane. Non parliamo poi di
  Camilleri  che è di gran moda anche televisiva. E parlando  proprio
  di  Camilleri  il  risalto è nazionale, non  è  soltanto  siciliano
  dell'uso di parole in siciliano.
   Il  siciliano  ha  una grandissima importanza perché  soltanto  il
  siciliano riesce in una parola a concentrare un concetto e a  volte
  è  estremamente utile. E non è soltanto questo o questi spunti  che
  fanno utile questo disegno di legge.
   Porto un esempio e concludo, un esempio di natura processuale.
   Qualche  anno  fa  in  un  processo  importantissimo  in  sede  di
  trascrizione  di una conversazione tra imputati, il processo  aveva
  preso   una  bruttissima  svolta  perché  nella  traduzione   della
  conversazione  chi  aveva trascritto aveva trascritto   ammazzare .
  Da  lì  il processo prese una brutta piega, sino a quando la difesa
  non  riuscì  a  far nominare un professore di lettere  notoriamente
  esperto  in  lingua  siciliana che, dopo un attento  riesame  della
  bobina,  affermò che non si trattava di ammazzare, ma di  mannari .
  Quell'imputato venne assolto
   E  allora,  che  si  crei una fascia di conoscitori  della  lingua
  italiana  e  siciliana, che si consenta anche  ai  nostri  giovani,
  futuri adulti, di potere avere padronanza della lingua siciliana.
   Io  questo lo ritengo una cosa utile, per cui questo provvedimento
  ha  una  sua valenza, forse anche una sua importanza e, certamente,
  non  è una legge inopportuna se pur in un momento grave come quello
  che sta vivendo la Sicilia.
   Ecco  perché il voto del deputati del PID sarà un voto positivo  e
  un  voto  convinto  anche se il deputato è uno. Mi  è  finita  come
  l'onorevole De Luca

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale, Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale, Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo  è
  favorevole a questo disegno di legge per tre aspetti.
   Il  primo,  perchè questo provvedimento in fondo non fa altro  che
  regolamentare un modulo didattico che già il Governo  ha  suggerito
  alle  scuole e che in molte scuole viene adottato con successo;  il
  secondo  motivo è che questo disegno di legge andrà  ad  integrarsi
  con  altre  disposizioni  di legge, così da  formare  il  pacchetto
  formativo  del  20  per  cento  che -  come  ricordava  l'onorevole
  Bufardeci  -  dobbiamo assolutamente elaborare e determinare  sulla
  base  della  riforma della legge Moratti e che credo  riusciremo  a
  fare nel più breve tempo possibile.
   La  terza  considerazione  positiva in risposta  all'onorevole  Di
  Benedetto è che non c'è un problema di chi deve svolgere queste due
  ore,   è   evidente   che  queste  due  ore   saranno   svolte   da
  quell'insegnante,  e  nell'organico  esiste,  che  sia  capace   di
  conoscere  la storia siciliana, la storia della civiltà  siciliana,
  la  storia  della  lingua  siciliana o del  patrimonio  linguistico
  siciliano.
   Per  ultima  cosa,  vorrei dire che questo provvedimento  è  stato
  presentato con una tentazione di razzismo, come un disegno di legge
  teso   ad   insegnare  il  dialetto.  Tra  il  dialetto  e   questo
  provvedimento non c'è alcun tipo di rapporto:questa è semplicemente
  una  legge che vuole dedicare due ore dello spazio scolastico  alla
  conoscenza  della cultura siciliana, quella cultura  siciliana  che
  l'onorevole   Maira  ha  riassunto  per  larghi  tratti   nel   suo
  intervento.
   Il  Governo,  quindi,  esprime parere decisamente  favorevole  per
  l'approvazione di questo disegno di legge.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                   «Art. 1.
                           Insegnamento  della  storia,   della
            letteratura
                         e della lingua siciliana nelle scuole

   1.  La  Regione promuove la valorizzazione e l'insegnamento  della
  storia, della letteratura e della lingua siciliana nelle scuole  di
  ogni ordine e grado.

   2.  Al  raggiungimento  dell'obiettivo di  cui  al  comma  1  sono
  destinati   appositi  moduli  didattici,  all'interno   dei   piani
  obbligatori   di   studio  definiti  dalla   normativa   nazionale,
  nell'ambito  della  quota regionale riservata  dalla  legge  e  nel
  rispetto dell'autonomia didattica delle istituzioni scolastiche».

   Comunico  che sono stati presentati dalla Commissione  i  seguenti
  emendamenti:
   emendamento 1.1:
   «Al  comma  1  dell'articolo 1 e all'articolo 2 le parole   lingua
  siciliana   sono  sostituite dalle parole   patrimonio  linguistico
  siciliano »;

   emendamento A.1:
   «Aggiungere il seguente articolo:
   1.  Dalle  disposizioni  di cui alla presente  legge  non  possono
  derivare maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».

   Si passa all'emendamento 1.1.  Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   ARENA. Dichiaro il mio voto contrario.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.1. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                               «Art. 2.
        Indirizzi regionali sui piani di studio personalizzati

   1.   L'assessore  regionale  per  l'istruzione  e  la   formazione
  professionale,  con proprio decreto, da emanarsi  entro  90  giorni
  dalla  presente  legge, previo parere della competente  Commissione
  legislativa,   stabilisce  gli  indirizzi   di   attuazione   degli
  interventi didattici aventi ad oggetto la storia, la letteratura  e
  la  lingua siciliana, dall'età antica sino ad oggi, con particolare
  riferimento  agli  approfondimenti critici e ai  confronti  fra  le
  varie  epoche  e  civiltà,  agli  orientamenti  storiografici   più
  significativi, dall'Unità d'Italia fino alla fine del XX secolo  ed
  all'evoluzione  dell'Istituzione  regionale  anche  attraverso  uno
  studio dello Statuto della Regione».

   Comunico   che   è   stato  presentato  dall'onorevole   Cracolici
  l'emendamento 2.1:

   «Dopo  le  parole   l'Assessore per l'istruzione e  la  formazione
  professionale  aggiungere:
    con  la collaborazione delle Università siciliane e con i  Centri
  studi   siciliani   specializzati  nella   ricerca   filologica   e
  linguistica ».

   Il parere della Commissione?

   LENTINI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Votazione finale del disegno di legge «Norme sull'insegnamento
    della storia, della letteratura e della lingua siciliana nelle
                      scuole» (635-588-344-149/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Norme sull'insegnamento della storia,  della
  letteratura  e  della lingua siciliana nelle scuole»  (635-588-344-
  149/A). Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Ardizzone,  Arena,  Bonomo,  Bufardeci,   Buzzanca,
  Calanducci,   Cappadona,   Cascio  Francesco,   Catalano,   Cimino,
  Colianni,  Cordaro,  Corona,  Cracolici,  D'Agostino,  D'Asero,  Di
  Guardo,  Di  Mauro, Falcone, Federico, Fiorenza, Formica,  Gennuso,
  Gentile, Giuffrida, Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini,  Lo
  Giudice, Lupo, Maira, Marinello, Marziano, Mineo, Musotto, Nicotra,
  Panarello,   Picciolo,   Pogliese,   Ruggirello,   Scilla,   Scoma,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Ammatuna,  Aricò, Caputo,  Digiacomo,  Ragusa,
  Speziale e Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  45
   Maggioranza         23
   Favorevoli          45

                         (L'Assemblea approva)

   SPEZIALE.   Signor  Presidente,  non  ha  funzionato  il   sistema
  elettronico, la prego di registrare il mio voto.

   PRESIDENTE. D accordo, onorevole Speziale, quindi i presenti  e  i
  votanti risultano essere  46.

   dell'articolo 153 del Regolamento interno dell'Assemblea

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale della proposta di modifica dell'articolo 153
           del Regolamento interno dell'Assemblea» (Doc.III)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione finale  della  proposta  di
  modifica  dell'articolo 153 del Regolamento interno dell'Assemblea»
  (Doc.III).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Ardizzone,  Arena,  Beninati,  Bonomo,   Bufardeci,
  Buzzanca,   Calanducci,   Cappadona,   Cascio   Francesco,   Cascio
  Salvatore,  Catalano, Cimino, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici,
  D'Agostino,  D'Asero, De Benedictis, Di Guardo, Di Mauro,  Falcone,
  Federico,   Fiorenza,   Formica,   Gennuso,   Gentile,   Giuffrida,
  Gucciardi,  Laccoto,  Leanza  Nicola, Lentini,  Lo  Giudice,  Lupo,
  Maira,    Marinello,    Marziano,   Mineo,   Musotto,    Panarello,
  Parlavecchio,   Picciolo,  Pogliese,  Ruggirello,  Scilla,   Scoma,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Ammatuna,  Aricò, Caputo,  Digiacomo,  Ragusa,
  Speziale e Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  49
   Maggioranza         46
   Favorevoli          49

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nel corso  della  Conferenza  dei
  presidenti  dei  gruppi  parlamentari era stato  stabilito  che  la
  seduta  fosse  rinviata a domani, 19 maggio 2011, per discutere  ed
  approvare  il  disegno di legge «Riorganizzazione  e  potenziamento
  della rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili».
   Poiché l'assessore per la salute, Massimo Russo, è fuori sede,  la
  seduta è rinviata a martedì, 31 maggio 2011, alle ore 16.00, con il
  seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  - Comunicazioni

  II  -  Discussione del disegno di legge:
  - Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
    residenzialità per i soggetti fragili.  (n. 582-590-606/A)
              Relatore: on. Laccoto

                   La seduta è tolta alle ore 20.53

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli