Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ragusa è in congedo per oggi
per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, informo che il Governo sta provvedendo ad una
riscrittura dell'articolo 1 del disegno di legge n. 720/A
«Interventi nel settore della formazione professionale».
Pertanto sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle
ore18.36)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
nel bilancio recentemente approvato dell'Assemblea regionale
siciliana, è stato stoppato il contributo, previsto dalla legge n.
13 del 1989, per l'eliminazione delle barriere architettoniche
negli edifici privati;
a seguito di tale scandaloso provvedimento, i comuni non solo non
potranno accettare nuove domande per l'abbattimento di barriere
architettoniche per portatori di handicap, ma ci sono fondati
rischi che la mancanza di copertura finanziaria colpirà anche le
graduatorie degli anni 2009 e 2010;
considerato che grazie ai contributi erogati negli anni precedenti
dall'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro, migliaia di famiglie siciliane hanno potuto adeguare
le proprie abitazioni alle esigenze di chi è portatore di un
handicap fisico, realizzando scivoli o installando ascensori;
visto che compito della politica è venire incontro alle esigenze
dei siciliani svantaggiati e delle loro famiglie, mettendo a
disposizione degli stessi mezzi ed economie tali da dimostrare la
propria vicinanza a chi lotta ogni giorno contro le avversità della
propria vita;
per sapere se non ritengano urgente emanare un provvedimento
legislativo atto a rimpinguare il capitolo specifico del bilancio,
al fine di sbloccare i contributi per le istanze, presentate dal
2009 ad oggi e previsti dalla legge n. 13 del 1989, per
l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici
privati». (1879)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
FALCONE
«Al Presidente della Regione, premesso che:
a seguito delle disastrose alluvioni che hanno colpito,
nell'ottobre del 2010, alcuni comuni del versante ionico della
provincia di Messina, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con
due proprie ordinanze (OPCM), ha stanziato, tra l'altro, la cifra
di 105 milioni di euro, comprensivi dei rimborsi da destinare agli
straordinari dei 3.000 Vigili del fuoco che hanno operato, in
maniera ininterrotta, per oltre 8 mesi, prestando la loro
insostituibile e preziosa opera di soccorso;
nello specifico, l'importo necessario ammonta ad euro
17.417.475,00: con l'OPCM n. 3815 del 20 novembre 2009, sono stati
stanziati 60 milioni di euro, di cui 20 milioni di euro per i
rimborsi ai Vigili del fuoco, e con l'OPCM n. 3865 del 7 luglio
2010 i fondi stanziati sono stati 45 milioni di euro, di cui 10
milioni sempre destinati ai vigili del fuoco;
i suddetti fondi sono stati affidati al Presidente della Regione
siciliana, nella sua qualità di 'Commissario delegato per il
superamento dello stato di emergenza sul territorio della Provincia
di Messina', giusta l'OPCM n. 3815 del 20 novembre 2009;
tenuto conto che:
dopo 19 mesi dall'inizio dell'emergenza e 11 mesi dalla
conclusione dei lavori di soccorso e messa in sicurezza dei luoghi
colpiti, i vigili del fuoco impegnati negli interventi non hanno
avuto ancora alcuna notizia in merito alle loro spettanze come
straordinari; il Presidente della Regione, più volte interpellato e
sollecitato, non ha dato alcuna informazione in merito ai tempi ed
alle modalità di erogazione di quanto spettante ai summenzionati
vigili del fuoco;
lo stesso Ministero dell'interno, con una propria nota prot. n.
8639 del 20 aprile 2011, stigmatizza il comportamento del
Presidente della Regione. Difatti, nella succitata nota, dopo aver
dichiarato che: 'il Corpo dei Vigili del Fuoco ha assicurato, con
la propria attività di soccorso, il superamento della grave
emergenza, con conseguente impiego di significative risorse umane,
nonché di risorse strumentali che necessitano di essere
urgentemente ed integralmente reintegrate, comunicava che: 'Il
completo pagamento delle spettanze alle Unità del Corpo Nazionale
impiegato, ad oltre diciotto mesi dall'evento emergenziale, non può
essere ulteriormente rinviato, per cui si invita codesto
Commissario a voler provvedere all'assegnazione dell'importo di
euro 17.417.475,00';
visto che alla luce di quanto sopra, vi è un forte stato di
agitazione all'interno del corpo dei vigili del fuoco siciliani i
quali denunciano l'assoluta mancanza di rispetto degli impegni
presi da parte del Presidente della Regione e annunciano una
mobilitazione sindacale che, certamente, crea un'immagine poco
edificante all'intera Presidenza della Regione siciliana;
per sapere:
a quali motivi sia dovuta la mancata erogazione dei rimborsi della
protezione civile al corpo nazionale dei vigili del fuoco;
se non ritenga urgentissimo ed improcrastinabile erogare quanto
dovuto, e già acquisito dalle casse regionali, ai 3.000 vigili del
fuoco che hanno prestato la loro opera in occasione delle
disastrose alluvioni che hanno colpito, nell'ottobre del 2010,
alcuni comuni del versante ionico della provincia di Messina».
(1880)
POGLIESE-BUZZANCA-CAPUTO-FALCONE-VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per la salute,
premesso che:
nella Regione siciliana i lavoratori dell'amianto sono
maggiormente pregiudicati nel riconoscimento del loro diritto agli
indennizzi contributivi, ex articolo 13, comma 8, della legge n.
257 del 1992, e che non trova applicazione la sentenza del
tribunale amministrativo regionale del Lazio n. 5750 del 2009,
nella quale era chiaro come le norme di cui all'articolo 1, commi
20, 21 e 22, della legge n. 247 del 2007 dovessero essere applicate
anche per i siti della Regione siciliana oggetto di atti
equipollenti del Presidente della Regione o di altri enti
sussidiari;
nonostante il pesante tributo in termini di vite umane e il
rischio per la salute di questi lavoratori e delle loro famiglie,
ad oggi la Contarp Sicilia (consulenza tecnica di accertamento dei
rischi professionali) si ostina a non rilasciare i certificati di
esposizione e a non riconoscere i benefici contributivi, e in
alcuni casi li ha limitati al 1992, nonostante l'amianto fosse
presente in alcuni contesti anche fino al 2009/2010, come risulta
dalla dichiarazione resa dalla azienda sanitaria provinciale di
Caltanissetta;
considerato che:
si assiste ad un'ingiusta e ingiustificata esclusione dagli
indennizzi dei lavoratori della Valle della Mela, dipendenti della
raffineria della centrale Enel, delle acciaierie Tuferrofin, della
Sacelitt, dei cantieri navali di Messina, delle raffinerie di Gela
e di Priolo e di tanti altri e che, nonostante la richiesta del
riesame presso la Contarp regionale, ad oggi il procedimento non è
stato ancora definito;
sono in costante aumento le patologie asbesto correlate in tutta
Italia, anche e soprattutto tra i lavoratori della Regione
siciliana;
ritenuto che in tutta Italia, in particolare nella Regione
siciliana, si assiste ad un grave ritardo in materia di bonifica
dei siti inquinati;
per sapere se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa e
quali iniziative intendano assumere affinché siano riconosciuti i
diritti e i benefici derivanti dal rischio di aver lavorato
l'amianto, senza che vi siano discriminazioni come quelle che si
stanno registrando nei confronti dei lavoratori siciliani
dell'amianto». (1878)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
GENNUSO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Aricò e Caputo sono in
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«All'Assessore per la salute, premesso che la crisi in cui versa
il sistema sanitario regionale a causa della mancata applicazione
dell'annunciata riforma della sanità con la legge 14 aprile 2009,
n. 5, ha raggiunto livelli intollerabili ed insostenibili,
certificati da frequentissimi casi di malasanità, ampiamente
documentati dalla stampa locale e nazionale;
evidenziato che:
i dati diffusi dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli
errori in campo sanitario e sulle cause dei disservizi sanitari
regionali della Camera dei deputati, pongono la Sicilia come la
seconda regione, dopo la Calabria, a detenere il record per casi di
malasanità. I risultati resi noti alla fine di ottobre del 2010
evidenziano come in Sicilia si siano verificati 52 casi, con 38
decessi e decine di denunce, in cui l'errore medico va di pari
passo con le carenze strutturali e i disservizi sistematici
nell'erogazione delle prestazioni sanitarie;
nel 2010 i casi di malasanità in Sicilia hanno subito
un'impennata: gli episodi avvenuti presso il reparto di ginecologia
del Policlinico di Messina; dell'ospedale di Partinico (PA); dei
pazienti in attesa sulle sedie, per giorni, al pronto soccorso
dell'ospedale Civico di Palermo; i disagi strutturali, le carenze
di personale, le decine di ammalati in osservazione, stipati in
piccole stanzette del pronto soccorso dell'ospedale Sant'Elia di
Caltanissetta; la mancanza di posti letto all'ospedale Civico, a
Villa Sofia - Cervello, al Policlinico e al Buccheri La Ferla, che
hanno determinato resse vergognose nei pronto soccorso dove i
malati sono costretti a sostare per ore, a volte per giorni, su
barelle collocate lungo i corridoi; liste d'attesa da 6 a 12 mesi
per un esame al cuore, da 4 a 8 mesi per un ecografia, ecc.,
evidenziano come i tagli di personale, la soppressione dei posti
letto, l'imposizione di una riforma che non tiene conto del diritto
alla salute dei cittadini sono la causa di quanto sopra riferito e
smentiscono clamorosamente la supponenza con cui l'Assessore per la
salute si autoproclama artefice eroico del cambiamento della sanità
in Sicilia;
è notizia di questi giorni che il Ministero della salute ha
bocciato la Regione siciliana nell'applicazione dei livelli
essenziali di assistenza: pagelle negative su assistenza
territoriale e domiciliare degli anziani, spesa farmaceutica e
assistenza ospedaliera, ancora al di sotto degli standard
nazionali;
il rapporto appena pubblicato sul sito ministeriale in vista degli
stanziamenti che dovrà varare l'apposito comitato di valutazione
del dicastero, in base al report elaborato sui dati del 2009, vede
l'Isola fanalino di coda in Italia;
considerato che:
il comitato ministeriale ha fatto ricorso ad un sistema di 21
indicatori ripartiti su tre macro-aree: prevenzione, assistenza
territoriale, ospedaliera ed emergenza;
ogni regione ha ricevuto un punteggio in base alle performance
registrate; tali risultati confermano un'Italia a due velocità;
ricordato che tra le regioni con il più alto numero di 'criticità'
c'è la Sicilia, fuori per ben tre indicatori (va male soprattutto
sul fronte dell'assistenza territoriale e domiciliare, peggio che
in tutte le altre regioni);
per conoscere quali provvedimenti intenda prendere in merito ai
sopra indicati problemi». (113)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
GENNUSO
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata dagli onorevoli
Cimino, Bufardeci, Mineo, Scilla e Incardona, in data 13 maggio
2011, la mozione numero 267 «Interventi urgenti, a livello
centrale, mirati ad ottenere la proroga del termine per la
presentazione delle istanze di aggiornamento catastale per gli
immobili non dichiarati, modificati o che hanno perso il requisito
di ruralità». Ne do lettura:
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d) e 153 del
Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
n. 265 «Impegno del Governo della Regione ad organizzare le
celebrazioni dei duecento anni della Costituzione siciliana del
1812», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Gucciardi e Mattarella;
n. 266 «Proroga dei termini del bando per l'attivazione della
linea d'intervento 3.3.1.4. del PO FESR 2007/2013 e modifica della
documentazione richiesta», degli onorevoli Oddo, Cracolici,
Apprendi, Caputo, Colianni, Marinello, Donegani, De Benedictis e
Raia.
Avverto che le determinazioni della data di discussione delle
mozioni sopra citate, integralmente riportata nell'ordine del
giorno della presente seduta, sono demandate, secondo consuetudine
parlamentare, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge n. 720/A
«Interventi
nel settore della formazione professionale»
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 720/A «Interventi nel settore della formazione professionale»,
posto al numero 1).
Invito i componenti della V Commissione a prendere posto nel banco
delle commissioni.
Ricordo agli onorevoli colleghi che la discussione generale sul
disegno di legge era stata completata ieri e che, pertanto,
dovremmo proseguire con l'esame dell'articolato.
Ricordo, altresì, che si era data lettura dell'articolo 1.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento Gov.1,
di riscrittura:
«1. Nei limiti degli stanziamenti di bilancio quantificati ai
sensi del comma 2 dell'art. 132 della l.r. 4/2003 l'Assessore alla
pubblica istruzione ed alla formazione professionale è autorizzato
ad attivare gli interventi a carico del fondo per le finalità della
citata legge, in conformità con gli istituti di sostegno al reddito
e di riqualificazione professionale previsti dalle normative
nazionali vigenti e dai contratti di settore e secondo le relative
modalità di applicazione.
2. I finanziamenti a carico del fondo sono finalizzati a disporre
misure complementari, di integrazione e di anticipazione rispetto
agli interventi previsti dalle disposizioni nazionali vigenti. A
carico del fondo possono altresì disporsi contributi in favore
degli enti bilaterali regionali del settore per le finalità
previste dai contratti collettivi di lavoro.
3. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, l'Assessore alla pubblica istruzione ed alla formazione
professionale adotta con proprio decreto la disciplina sulle
modalità operative di gestione del fondo.
4. Con priorità per coloro che possono vantare una anzianità di
servizio di almeno trenta mesi gli interventi a carico del fondo di
cui all'art. 132 della legge regionale n. 4/2003 trovano
applicazione in favore dei dipendenti degli enti di formazione
professionale con contratto a tempo indeterminato, instaurato per
le finalità di cui alla legge regionale n. 24/1976 ovvero del
personale impegnato nei servizi di orientamento e dell'obbligo di
istruzione e formazione e degli sportelli multifunzionali, in
servizio alla data di entrata in vigore della presente legge.
5. Nel fondo di garanzia affluiscono oltre al recupero delle
anticipazioni disposte, in coerenza con l'art. 9 della legge
regionale n. 21/2007, i definanziamenti e le somme annualmente non
utilizzate del piano regionale dell'offerta formativa.
6. In conformità con le vigenti norme nazionali di settore, a
carico del fondo possono essere altresì autorizzati, a richiesta
dei lavoratori e previa concertazione sindacale, interventi di
accompagnamento alla fuoriuscita del medesimo personale.
7. Per l'anno formativo 2011 e nei limiti delle risorse decretate
in favore di ciascun ente, il contributo regionale di cui all'art.
9 comma 6 della legge regionale n. 24/1976 può coprire le spese
relative alla retribuzione ed ai relativi oneri sociali per gli
operatori docenti e non docenti degli enti di formazione, per un
periodo massimo di quattro mesi antecedenti l'inizio dell'anno
formativo.
8. Limitatamente all'anno formativo 2011 in considerazione dei
ritardi connessi all'avvio del relativo Piano regionale
dell'offerta formativa ai fini dell'erogazione delle percentuali di
finanziamento a valere sull'anno in corso, relative al pagamento
delle retribuzioni del personale degli enti di formazione
professionale, di cui alla legge regionale 6 marzo 1976. n. 24, gli
enti attuatori sono tenuti alla presentazione del Documento Unico
di Regolarità Contributiva con riferimento al periodo in cui è
avvenuta l'ultima erogazione delle percentuali di finanziamento,
relative alle spese per il personale, a valere sul Piano regionale
dell'offerta formativa dell'anno precedente».
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
- dagli onorevoli Marrocco, Gentile e Currenti: Gov.1.2, Gov.1.3,
Gov.1.4 e Gov.1.5;
- dagli onorevoli Buzzanca, Corona, Beninati, Marinese, Scoma,
Campagna, Torregrossa e Pogliese: Gov.1.6;
- dagli onorevoli Vinciullo, Buzzanca, Greco, Torregrossa, il
subemendamento Gov.1.8;
- dagli onorevoli Panepinto, Apprendi, Di Guardo ed altri:
Gov.1.9.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, intervengo in maniera assolutamente
telegrafica per sottoporre alla attenzione sua e dell'intero
Parlamento una oggettiva anomalia presente nell'ultima legge
finanziaria approvata lo scorso 30 aprile, e precisamente in
riferimento all'articolo 5, laddove questo Parlamento
legittimamente ha inteso sopprimere per gli enti locali due figure,
la figura del difensore civico e la figura del direttore generale.
Ma mentre per quanto riguarda il difensore civico, al comma 1 si è
espressamente inserito un comma, che cito testualmente: fatte
salve le nomine in essere fino a naturale scadenza , per quanto
riguarda la figura del direttore generale, inserita al comma 2, si
fa riferimento alla normativa nazionale senza esplicitare questa
norma di salvaguardia.
Tutto ciò rappresenta un'assoluta anomalia perché, nel caso in cui
non si dovesse dare una interpretazione autentica, si presterebbe
il fianco ad un contenzioso molto grave per gli enti locali che
andrebbero certo a soccombere in eventuali controversie su
iniziativa dei direttori generali.
Sarebbe opportuno che l'assessore regionale per le autonomie
locali emanasse una circolare interpretativa per eliminare questa
oggettiva lacuna.
PRESIDENTE. Onorevole Pogliese, la Presidenza assicura che si farà
carico di questa sua precisa richiesta di puntualizzazione e quindi
chiederà ufficialmente al Governo di precisare con uno strumento,
che può essere pure quello della circolare a tutti gli enti locali,
per evitare che si instaurino dei contenziosi su questioni
interpretative.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
indispensabile la presenza dell'assessore in Aula perché senza di
lui non possiamo andare avanti.
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Vinciullo.
Sospendiamo per qualche minuto in attesa dell'assessore.
(La seduta, sospesa alle ore 18.44, è ripresa alle ore 18.52)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
abbiamo preso atto dell'emendamento di riscrittura all'articolo 1,
il Gov.1, e abbiamo proceduto a presentare i subemendamenti. In
particolare, assessore Centorrino, nel ringraziarla per avere
recepito l'emendamento che ieri le avevo sottoposto, necessario per
coprire le spese relative alla retribuzione e agli oneri sociali
per gli operatori docenti non di enti di formazione, per il periodo
in cui ancora non è entrata in vigore per l'anno formativo 2011, le
vorrei chiedere di sostituire le parole quattro mesi con le
parole sei mesi , anche perché siamo già a maggio.
Se lei ha la possibilità di riflettere su questo, quando si
discuterà del subemendamento lo affronteremo tenendo presente che
questa è la necessità di chi lavora.
PRESIDENTE. Invito l'onorevole Marrocco a ritirare il
subemendamento Gov.1.1.
MARROCCO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento Gov.1.2, a firma degli onorevoli
Marocco, Gentile, Currenti.
Invito l'onorevole Marocco a ritirarlo.
MARROCCO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento Gov.1.3. a firma degli onorevoli
Marocco, Gentile, Currenti.
Invito l'onorevole Marocco a ritirarlo.
MARROCCO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento Gov.1.6, a firma degli onorevoli
Buzzanca, Corona ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
A questo punto, il subemendamento Gov.1.4 è precluso.
Si passa al subemendamento Gov.1.8, a firma dell'onorevole
Vinciullo ed altri.
Invito gli onorevoli Vinciullo, Buzzanca e Greco a ritirare il
subemendamento 1.8, posto che il termine che è previsto nella
norma copre già abbondantemente il periodo e non vorremmo, vista la
delicatezza della norma che stiamo interpretando, porre a rischio
il testo, così come è stato presentato.
VINCIULLO. Ritiro il subemendamento Gov.1.8.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento Gov.1.5, a firma dell'onorevole
Marrocco ed altri.
CRACOLICI. Ma questo è stato ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo non è stato ritirato. Era
prima nel maxi emendamento del Governo ed è stato ripresentato come
subemendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo al collega Gentile, visto che
non vedo l'onorevole Marrocco, di ritirare questo emendamento per
le ragioni che le ho detto privatamente, ma anche per ragioni più
generali. Oggi noi andiamo a disciplinare una legge che vige dal
momento in cui viene pubblicata, e non ha effetti retroattivi. Non
vorrei che, invece di risolvere i problemi, magari per atti
retroattivi, ne creassimo altri per il futuro ma anche per il
passato.
La mia affermazione è molto criptica, ma credo che il collega
Gentile sappia a cosa mi riferisco. Questa norma non risolve i
problemi che vorrebbe risolvere perché agisce da oggi in poi e non
risolve i problemi di ieri. Ma se, da oggi in poi, affermiamo che
c'è un problema e lo vogliamo risolvere, stiamo dicendo che ieri
abbiamo agito
PRESIDENTE. Lei è troppo esplicito
CRACOLICI. Mi fermo qui e chiedo al collega Gentile di ritirare il
subemendamento Gov.1.5.
GENTILE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Vorrei invitare i colleghi che hanno presentato gli emendamenti
Gov.1.7 e Gov.1.9 ad ascoltarmi un attimo. Onorevole Lentini, la
delicatezza della norma che stiamo trattando è tale per le ricadute
che può avere, e sono anche ricadute pesanti, che mettere a rischio
in qualche modo questa norma con dei provvedimenti che possiamo
fare in seguito .
LENTINI. vicepresidente della Commissione e relatore. Lo
trasformiamo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Del resto, un suo suggerimento è stato ripreso, come
lei ha visto, in un emendamento che è stato inserito nel testo del
disegno di legge.
Ringrazio gli onorevoli Panepinto e Lentini per avere ritirato gli
emendamenti trasformandoli in ordini del giorno.
Presidenza del Presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento Gov.1, che
riscrive l'articolo 1.
Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti sono superati.
Si passa all'esame degli emendamenti del fascicolo e,
segnatamente, agli emendamenti A1 del Governo e A6 dell'onorevole
Galvagno ed altri, che non sono aggiuntivi e sono quelli
concordati ieri in Conferenza dei capigruppo. Ne do lettura:
- emendamento A1:
Aggiungere il seguente articolo:
«Art - 1. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, quota parte delle disponibilità liquide non
utilizzate, pari a 12.000 migliaia di euro, detenute dal Fondo
siciliano per l'assistenza ed il collocamento dei lavoratori
disoccupati, istituito con Decreto Legislativo Presidenziale 18
aprile 1951, n. 25, è versata, senza oneri di commissione, in
entrata in apposito capitolo del bilancio di previsione della
Regione per l'esercizio finanziario 2011 e per il triennio 2011-
2013.
2. Per le finalità previste dal Titolo I della legge regionale 20
agosto 1994, n. 33, è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2011, l'ulteriore spesa di 7.000 migliaia di euro, da destinare
esclusivamente al pagamento delle obbligazioni derivanti dai
contratti di formazione già avviati negli esercizi finanziari
precedenti.
3. Agli oneri di cui al comma 2 si provvede con quota parte delle
entrate, nella misura di 7.000 migliaia di euro, discendenti dalla
disposizione di cui al comma 1.
4. Le rimanenti risorse, pari a complessivi 5.000 migliaia di
euro, sono iscritte nel bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2011 UPB 4.2.1.5.2. cap. 215704
(accantonamento 1001).»;
- emendamento A6:
«All'articolo 7, ultimo rigo, della delibera legislativa,
approvata in data 30 aprile 2011, recante Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2011. Legge di stabilità
regionale sopprimere la parola totalmente ».
Pongo in votazione l'emendamento A1 del Governo. Il parere della
Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A6. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, preciso che gli emendamenti testé approvati
diventeranno, rispettivamente, nel testo finale articolo 2 e
articolo 3. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
n. 556 «Regolare avvio delle attività progettuali approvate con
riserva ed erogazione delle retribuzioni al personale dipendente
della formazione professionale», degli onorevoli Maira, Caronia,
Dina, Cordaro, Cascio Salvatore e Catalano;
n. 557 «Iniziativa in ordine al pagamento delle retribuzioni del
personale della formazione professionale», degli onorevoli
Beninati, Campagna, Caputo, D'Asero e Marinese;
n. 558 «Iniziativa in ordine all'aggiornamento, qualificazione e
riqualificazione del personale di cui all'art. 2 della legge
regionale 25/93», degli onorevoli Beninati, Marinese, Leontini,
Formica, Leanza Edoardo, Scoma, Buzzanca, Corona, Falcone,
Pogliese;
n. 559 «Sostegno e riqualificazione del personale di quegli enti
esclusi dal Piano regionale dell'offerta formativa (PROF)», degli
onorevoli Gucciardi, Cracolici e Lupo;
n. 560 «Riassegnazione dei progetti e delle attività formative,
già programmati, degli enti cui è stato revocato l'accreditamento»,
degli onorevoli Lentini, Ardizzone, Vinciullo, Buzzanca e Beninati.
Ne do lettura:
(per i testi degli ordini del giorno, si veda
www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/ordinidelgiorno )
BUFARDECI. Signor Presidente, dichiaro di apporre la firma a tutti
gli ordini del giorno presentati.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 558.
Comunico che gli onorevoli Vinciullo, Torregrossa, Dina e Rinaldi
appongono la firma all'ordine del giorno numero 558.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 558. Il parere del
Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 556. Il parere del
Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 557, degli onorevoli
Beninati ed altri.
BENINATI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 559, degli onorevoli
Gucciardi ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 560, degli onorevoli Lentini
ed altri.
Comunico che gli onorevoli Campagna, Dina, Scoma e Torregrossa
appongono la firma all'ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del giorno è importante
per i tanti lavoratori che, da qui a qualche giorno, saranno posti
in mobilità. L'UDC da tempo meditava di presentare questo ordine
del giorno perché i progetti di formazione del Piano regionale
dell'Offerta formativa (PROF) sono stati approvati, ma a causa di
un contenzioso aperto fra alcuni enti di formazione e
l'Amministrazione regionale, tutti devono piangerne le conseguenze.
Questo non è ammissibile Qui non si tratta di un'azienda in crisi,
sono lavoratori che fino ad oggi hanno svolto il loro lavoro con
giudizio e professionalità. Ad esempio, il Ciapi ha funzionari
direttivi che possono condurre e portare a compimento i corsi e,
quindi, è giusto dare loro la possibilità di non andare in mobilità
ma di continuare l'attività.
Ringrazio il Presidente Cascio in quanto diverse volte ha detto
che, quanto prima, approderà in Commissione il disegno di legge di
riforma del settore mettendo fine a queste problematiche che hanno
portato la formazione professionale quasi alla morte.
La formazione professionale non deve morire, deve continuare, i
progetti innovativi devono essere messi in campo, la piccola e
media impresa, l'imprenditoria deve fare parte di questo sistema.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 560. Il
parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, esprimo un parere genericamente
di appoggio all'ordine del giorno.
Però, onorevole Lentini, il suo ordine del giorno ha delle
implicazioni giuridiche che non sono in grado oggi di poterle
assicurare. Vorrei pregarla, nei limiti in cui lo ritiene, di
trasformare questo ordine del giorno in una raccomandazione.
PRESIDENTE. Assessore Centorrino, l'ordine del giorno è stato
votato.
Il Governo ovviamente si atteggia in virtù della normativa
vigente. Con un ordine del giorno non è autorizzato a violare le
leggi.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
720/A
«Interventi nel settore della formazione professionale»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 720/A «Interventi nel settore della
formazione professionale».
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda i lavori che hanno portato a questa riscrittura, il
Governo ha fatto un lavoro condiviso da molti colleghi, maggioranza
ed opposizione, e nello stesso tempo sono contento e mi fa piacere
che si è superato, almeno me lo auguro, un problema serio, quello
del DURC, con l'ultimo comma di questa riscrittura, secondo cui
gli enti attuatori sono tenuti alla presentazione del Documento
Unico di Regolarità Contributiva con riferimento al periodo in cui
è avvenuta l'ultima erogazione delle percentuali di finanziamento,
relative alle spese per il personale, a valere sul Piano regionale
dell'offerta formativa dell'anno precedente .
Assessore Centorrino, questo è un provvedimento che tutta l'Aula
vuole per tamponare una situazione che, altrimenti, poteva
degenerare.
E' giusto che lei assuma un impegno con tutti noi che siamo stati
confortati dai pareri e abbiamo ascoltato la linea sua, ma anche
nostra, perché alla fine la norma si è condivisa.
Bisogna, però, fare in modo che la formazione professionale abbia
una svolta nel più breve tempo possibile. Questo è l'invito che
rivolgo al Governo, quale componente della V Commissione ma
soprattutto da parte di tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché vi sono molti iscritti a
parlare, pregherei i deputati di intervenire non più di due per
ciascun Gruppo parlamentare. Ciò in considerazione del fatto che
nella giornata di ieri si è già svolto un ampio dibattito sulla
questione.
E'iscritto a parlare l'onorevole Campagna. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, anch'io esprimo soddisfazione per la
celerità soprattutto con cui è stato affrontato questo disegno di
legge. Quando la Presidenza ha deciso di cassare tutti gli
emendamenti aggiuntivi qualcuno si é lamentato e anch'io, per la
verità, mi sono lamentato; ma ho compreso che è stato fatto per
accelerare il percorso del disegno di legge.
Al tempo stesso, però, invito l'assessore a predisporre un disegno
di legge che preveda la riforma della formazione. Da tre anni,
assessore, si parla di riforma ma, ancora oggi, io non ho visto
nulla.
Il significato degli emendamenti aggiuntivi, soprattutto, è
indirizzato a questo obiettivo.
Assessore, prenda spunto da tutti gli emendamenti presentati e che
sono stati cassati e ci porti al più presto una vera riforma.
Quello che abbiamo prodotto in questo disegno di legge non è il
massimo, ma è quello che abbiamo potuto fare. Spero che questo sia
compreso, soprattutto dai lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
preannunzio il voto favorevole del PID, ma è un voto favorevole con
tanti però . Li comincio ad elencare e ridurrò il numero dei
però anche se il taglio del mio intervento è a metà tra la
critica e la delusione, anche se gli ultimi atti di quest'Aula
aprono uno spiraglio di speranza per affrontare in maniera
finalmente compiuta e seria la vicenda degli enti di formazione
professionale.
Primo però . Io vorrei che si prendesse atto che i guai di oggi
sono la conseguenza di una serie di atti della politica che ha
portato a sfasciare questo settore.
Sentire parlare, oggi, colleghi deputati che lanciano strali
contro la formazione professionale mi delude perché quelle stesse
aree politiche, forse quegli stessi colleghi, sono coloro i quali
dalla formazione professionale hanno preso a man bassa - chi vi
parla, no - e credo molti dei nostri della opposizione,
dell'odierna opposizione. Vorrei aggiungere che, per quello che si
andrà a fare nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, occorre
mettere da parte l'ipocrisia e prendere atto che tutti i dipendenti
degli enti di formazione sono stati messi là, molti dalla politica,
e non possiamo cancellarli né possiamo fare sì che alcuni enti in
difficoltà vengano chiusi.
Questa non è una buona politica, questo non significa fare gli
interessi dei lavoratori, questo significa rifiutare una logica per
la quale quest'Aula si è sempre sforzare di evitare, dal precariato
in poi, che ci possano essere famiglie di lavoratori, direttamente
o indirettamente dipendenti della Regione siciliana che,
improvvisamente e a volte in età avanzata, si ritrovino a spasso e
senza alcuna ulteriore occasione di lavoro. Dobbiamo trovare le
condizioni affinché si sani l'intera vicenda e si creino le
condizioni per non ricadere in futuro negli stessi errori. Quali
sono i due elementi che, dalle ultime battute dei lavori d'Aula,
fanno ben sperare i deputati del PID?
Il primo: la disponibilità dell'Assessore, fin da domani - credo
di avere capito - a creare un tavolo di lavoro tecnico-politico
affinché, sentite le idee di tutti, si possa arrivare ad un
percorso che sia la vera riforma del settore, perché stasera - ha
fatto bene a dirlo l'assessore, l'avrei detto io prima di lui e, in
ogni caso, lo dico adesso - non stiamo parlando di alcuna grande
riforma.
Se questa è la prima grande riforma che il Governo ha annunziato,
immagino quello che verrà dopo. Stiamo adottando un provvedimento
tampone che serve a regolarizzare, quanto meno dal punto di vista
stipendiale, i gravi problemi degli enti di formazione
professionale.
Le dichiarazioni dell'assessore ci consentono di esprimere un voto
favorevole.
Invito l'assessore, ove lo ritenga opportuno, a conclusione del
dibattito, di prendere l'impegno che sul piano amministrativo,
nelle more di una vera riforma, le decisioni adottate questa sera
non saranno stravolte da atti amministrativi. Anzi, se atti
amministrativi verranno, che siano di miglioramento del testo
legislativo che stasera andiamo a varare.
Secondo elemento - ve ne sarebbero anche altri, ma mi fermo perché
è scaduto il tempo - che ci crea una parziale soddisfazione:
l'approvazione di un emendamento presentato dal PID che consente,
sin da subito, per i dipendenti del CEFOP di riprendere a lavorare
e di recuperare le retribuzioni degli ultimi quattro mesi con un
atto amministrativo e con la dirigenza di un funzionario
dell'Assessorato, che risolverà un problema che ha creato quasi
momenti di disordine pubblico come quello che è successo nella
tarda serata di ieri.
Da qui il voto favorevole. C'è parziale soddisfazione.
Rivendichiamo all'attività del Gruppo I Popolari di Italia
Domani - che io rappresento - in Commissione e in Aula, anche per
gli spunti che abbiamo dato con gli interventi nel dibattito
generale, un ruolo propulsivo per affrontare il problema
spinosissimo e annoso della formazione professionale sperando in
una riforma definitiva che individui finalmente in maniera dinamica
le figure professionali che gli enti devono professionalizzare per
evitare che gli enti di formazione, più che alla formazione dei
discenti, servano a trascinare penosamente fatti retributivi del
personale docente. Questa non sarebbe formazione professionale,
nelle nostre intenzioni è qualcos'altro la formazione
professionale.
Do atto all'assessore che, anche in un dibattito radiofonico, da
lontano ci siamo avvicinati con le idee, mie e sue, su quello che
deve essere la vera formazione professionale.
Ci auguriamo che ciò sarà conseguente, saremo presenti e pressanti
affinché la formazione professionale abbia una vera riforma
prendendo atto che stasera abbiamo fatto un provvedimento
tampone . Meglio di niente
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
nell'intervento che ho reso ieri in occasione della discussione
generale sul disegno di legge, parlavo di un disegno di legge che
serviva, sostanzialmente, a mettere una pezza, ma speravo anche che
questa pezza potesse portate qualche rattoppo in più. Viceversa,
è stato limitato ad un solo articolo, migliorato per quanto
riguarda il DURC, che mi compiaccio sia stato finalmente accolto
secondo la richiesta che era stata avanzata da parte non soltanto
mia e di Forza del Sud ma di tanti deputati. Così come sono
chiaramente contento che è stata superata e definita la questione
che riguarda il tempo di decorrenza del pagamento, superando le
diatribe connesse al calcolo limitato antecedentemente soltanto ai
due mesi prima della via del PROF, poi ai quattro mesi e oggi
finalmente dal primo gennaio.
Al di là, però, dell'accoglimento di queste indicazioni, che sono
certamente provenute innanzitutto dalla opposizione e dalla nostra
parte politica, pensavo e speravo che potesse essere accolta anche
l'indicazione che riguardava l'inserimento della fattispecie della
attestazione dell'effettivo pagamento in capo ai dipendenti e il
pagamento dei contributi per consentire ai dipendenti, che non
percepiscono stipendio da tanti mesi, di essere, in concreto,
soggetti legittimati a richiedere quel fondo famiglia dell'ABI e,
quindi, quelle agevolazioni per quanto riguarda, per esempio, la
sospensione del muto del quale, purtroppo, i dipendenti della
Formazione non possono godere perché risultano regolarmente
assunti, risultano quindi percettori di uno stipendio - che non
percepiscono da mesi - e che, però, non sono inseriti in un
meccanismo così come i cassintegrati, i perdenti posto o coloro i
quali hanno avuto una rilevante e significativa riduzione del loro
reddito familiare. Peccato, questa era una occasione per fare
socialità a costo zero dando una mano a centinaia, per non dire
migliaia di famiglie di formatori che certamente vivono il dramma
del gravissimo ritardo nei pagamenti.
Detto questo, torno al concetto che ho cercato di esprimere in
precedenza.
E' chiaro, questo disegno di legge serve a mettere una pezza,
buona; lo voteremo e preannuncio il voto favorevole mio e di Forza
del Sud. Però è evidente che occorre ben altro.
Occorre che effettivamente ci sia la capacità, oltre che la buona
volontà, magari, di predisporre un testo che sia frutto di una vera
concertazione con le forze politiche e con le forze sociali, un
testo che porti veramente ad una riforma complessiva. Mantenere
ancora normative come quelle che stiamo gestendo e migliorando,
ahinoi, soltanto per gli aspetti della socialità degli stipendi e
del fondo di garanzia legato peraltro - giuste le osservazioni del
Commissario - alla validità della normativa nazionale, serve a
poco. Manterranno ancora il concetto di formazione come voragine
del bilancio regionale e come formazione non utile alla prospettiva
di lavoro nella nostra regione.
Occorre una riforma seria, complessiva, ribadisco, concertata con
tutte le forze politiche, avviando da subito questo tipo di
confronto, alla stessa maniera con la quale, assessore Centorrino,
credo che la grande scommessa che bisogna vincere è quella di non
perdere la finanza comunitaria.
Ad oggi mi pare che le condizioni siano veramente gravi, si
rischia il disimpegno automatico ogni giorno e occorre cercare di
recuperare quante più risorse attraverso una capacità progettuale.
Ogni tanto domando, ma passano settimane e poi passano mesi, per
esempio quell'avviso 7 che fine ha fatto? Ancora aspettiamo
Quell'avviso 8? Riscritto E così di seguito i fondi vanno
perdendosi. Così come non si è certamente credibili nella
prospettiva di dare comunque una soluzione ai tanti problemi del
lavoro, oltre che della formazione, in Sicilia.
Concludo, Presidente Cascio, rivolgendomi a lei. Propongo, in
ragione del periodo ormai assolutamente prossimo al voto del 29 e
30 maggio, che l'Aula tenga conto, a partire dal voto di questa
sera, degli impegni che tutti i parlamentari hanno nei loro
territori in ragione della campagna elettorale. Quindi, sarebbe più
opportuno magari utilizzare questi 8-10 giorni per un lavoro
preparatorio di tutto quello che dovrà essere avviato a discussione
in Aula, ma che venga riconvocata per il 31 di maggio per
consentire alle forze politiche di svolgere il ruolo che devono nel
loro territorio essendo impegnate in tantissime realtà con
importanti momenti elettorali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Colianni. Ne ha
facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto vorrei
esprimere la solidarietà all'assessore per i fatti accaduti ieri e
vorrei che non passasse inosservato il fatto che, mentre si
svolgono i lavori d'Aula e a seguito dei lavori d'Aula, un pugno di
scalmanati - sicuramente non i lavoratori, quelli onesti, quelli
che hanno atteso così tanto tempo, che hanno interloquito
attraverso le forme democratiche - hanno, invece, avviato una fase
di ribellione certamente non condivisibile.
Quindi, assessore, a lei rivolgo la più grande delle solidarietà
sapendo quanto è stato attento a questa problematica così sofferta.
Ma detto ciò, vorrei dire che il Movimento per le Autonomie
esprime un parere assolutamente positivo rispetto al provvedimento
che mettiamo in essere dando il giusto significato a ciò che stiamo
facendo, onorevoli colleghi. L'ho già detto ieri, lo ripeto oggi.
Sappiamo benissimo che stiamo parlando di una norma che serve a
mantenere coerentemente quanto il Presidente della Regione e la
Giunta hanno sempre dichiarato dal primo momento, mai più un
precario in più in Sicilia, mai più un precario in meno
Assessore, in questa Regione, con una politica di rigore e di
severità non abbiamo tolto un solo posto di lavoro ma, nello stesso
tempo, abbiamo l'obbligo di riqualificare il settore.
E' un bisogno sentito da tutti gli operatori del settore, da tutte
le forze politiche, avendo consapevolezza, in termini autocritici,
degli errori di un'intera classe dirigente che ha attraversato anni
di errori in Sicilia in questo settore. Non penso che siano troppi
i lavoratori della formazione.
Io sento urlare in Aula, signor Presidente, se fosse possibile
PRESIDENTE. Onorevole Colianni, ci può essere qualcuno più
interessato al suo intervento, qualcuno meno; l'importante che
facciano silenzio.
Onorevole Cracolici, onorevole Gucciardi, vi invito a prendere
posto.
COLIANNI. Signor Presidente, c'è una riunione in Aula?
PRESIDENTE. Credo che ci sia l'esigenza di aggiustare forse
qualcosa nel maxi emendamento. L'importante che la discussione si
svolga pacatamente.
COLIANNI. Concludo perché non vorrei essere ripetitivo, però
alcune cose vorrei ricordarle Assessore. Io penso che non siano
troppi ottomila dipendenti, ma occorre utilizzarli meglio.
Le ripeto un invito importante. Oggi, probabilmente, dobbiamo
disgregare per riaggregare, dobbiamo accorpare possibilmente taluni
enti che, purtroppo, forse in termini di parcellizzazione non
aumentano i livelli di qualità, però occorre anche liberalizzare un
sistema fortemente ingessato e in cui ci sono forse stati troppi
interessi.
Concludo, dicendo che non bisogna perdere i fondi comunitari,
assessore.
Occorre un impegno forte da parte del Governo in questa direzione
e, mi auguro, che il tavolo tecnico venga posto in essere il più
presto possibile perché finalmente ciò che il Governo ha fatto per
la sanità, ciò che il Governo ha fatto per il problema grande della
spazzatura, che ancora copre le nostre città e che merita
un'attenzione particolare da parte del Governo e dell'Aula, possa
finalmente interessare anche un settore esclusivo, importantissimo,
quale quello della formazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, annuncio che voteremo a favore e
senza i distinguo che ho sentito nel corso della giornata e anche
stasera. E lo dico per una ragione.
Nella formazione professionale, un campo complicato, difficile, in
cui bisogna anche avere l'onestà e il coraggio di dire che questa
Regione, con gli strumenti ordinari e con le risorse proprie, non è
più in grado di garantire il meccanismo che, fin qui, si è
determinato, che la formazione professionale debba andare nella
processualità necessaria, verso forme di finanziamento
utilizzabili, ad esempio con il Fondo sociale europeo, non è una
scelta bensì una necessità che è in capo a questa Regione.
Voglio dare plauso all'assessore Centorrino che in questi giorni,
in queste settimane, ha vissuto momenti particolarmente tesi nel
rapporto con i lavoratori che, legittimamente, nel momento in cui
da mesi aspettano un reddito, hanno visto nell'assessore e nel
Governo i responsabili del mancato pagamento dei loro salari. Ma
questo non c'entra nulla per la semplice ragione che, se non sono
stati pagati i salari, al di là dei ritardi dell'avvio del PROF,
per alcuni enti la natura del non pagamento non è connaturata
all'azione del Governo ma al disastro che i responsabili degli enti
hanno prodotto determinando una condizione di ingovernabilità degli
enti stessi.
Voglio dire che la proposta che stiamo facendo, che si è caricata
di chissà quali significati, è una misura a corredo delle azioni
che, in via amministrativa, il Governo ha fatto con il PROF 2011,
introducendo parametri nuovi nel sistema di finanziamento della
formazione professionale di cui alla legge 24. Il testo che oggi
approviamo, in qualche modo, stabilisce un sistema relazionale fra
gli enti, i sindacati e il Governo della Regione per governare il
processo di cambiamento attraverso possibili programmi di
fuoriuscita o programmi di assegnazione di lavoratori da un ente ad
un altro ente, al fine di garantire un equilibrio del sistema.
Da questo punto di vista, voglio dire che questo disegno di legge
vuole aiutare i lavoratori a trovare misure che garantiscano loro
forme di sostegno al reddito, senza lo spauracchio da parte dei
lavoratori che la riforma della formazione professionale venga
vissuta come una loro nemica. Hanno interesse anche i lavoratori ad
una formazione professionale più qualificata e con risorse più
certe.
Mi auguro, se una cosa voglio chiedere al Governo, che già a
partire dai prossimi mesi, non dai prossimi anni, si sia in grado
di trasferire buona parte delle attività formative, che oggi
finanziamo con risorse della Regione, con la legge 24 in direzione
del FSE, con una formazione che serva più ai formati e meno, in via
esclusiva, a chi legittimamente ci lavora, ma che non può essere la
riproduzione permanente dello stesso sistema formativo.
La formazione per suo carattere deve essere flessibile e, quindi,
anche da questo punto di vista, il sistema formativo deve avere una
sua flessibilità garantendo i diritti delle persone che ci
lavorano, e che si possono garantire con intelligenza e modernità.
Ecco perché votiamo questa legge e la votiamo senza chiedere
all'assessore, senza dire che è una parziale riforma, è una mezza
riforma, a tre quarti.
Questa non è una riforma, la riforma è stata fatta in via
amministrativa. Questa è una misura che integra la riforma in via
amministrativa consentendo ai lavoratori di poter stare tranquilli,
almeno quelli che sono nel sistema e che si troveranno ad essere
governati con il sistema che è in mutamento. Per altre cose - e
concludo - ci sono alcune categorie alle quali bisogna dare una
risposta. E mi riferisco, in particolare, agli enti e ai lavoratori
di quegli enti che vivono il dramma del salario che da diversi mesi
non viene percepito.
Allora, per essere chiari, assessore, e mi rivolgo anche alle
organizzazioni sindacali, è evidente che se un ente non è più in
grado di funzionare, bisogna attivare le procedure previste dalla
legge, anche con l'amministrazione straordinaria, anche governando
processi straordinari per garantire comunque il salario alla gente,
anche attivando procedure - ripeto - previste dall'ordinamento
dello Stato che consentano di attivare misure sostitutive al
reddito rispetto all'ente di provenienza.
Dobbiamo evitare illusioni, ma evitare anche di diventare
prigionieri o che si aizzi la folla - come spesso si fa in questa
Regione - cercando di mantenere il passato, piuttosto che provare a
cambiare quel passato per renderlo più moderno ed efficiente.
Quindi, con questa legge non si risolvono tutti i problemi del
mondo, ma è un punto che si avvia per cercare di provare a
riformare il sistema garantendo i diritti delle persone.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, avverto l'Aula che, dopo la votazione finale,
si proseguirà con l'esame degli altri due punti all'ordine del
giorno.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, grazie per la facoltà di parlare.
La mia dichiarazione di voto è sicuramente favorevole, considerato
il fatto che da ieri ad oggi è cambiato tanto. Abbiamo dato la
possibilità ad alcuni enti con il così chiacchierato DURC di
presentare il DURC dell'anno precedente e, poi, finalmente, di dare
sollievo ai tanti lavoratori che riceveranno quattro mensilità.
Ci sono enti che non hanno pagato per diversi mesi (nove, dieci
mesi, addirittura un anno), quindi questo è un toccasana per le
famiglie che, in questo momento, vivono una realtà abbastanza
pericolosa.
L'UDC è stato sempre contrario alla mobilità, alla richiesta di
mobilità, cioè a mettere personale in mobilità in un settore
chiacchierato, dove la politica ha fatto e disfatto tutto ciò che
negli ultimi venti anni, sicuramente ha distrutto una formazione
che, invece, doveva essere il fiore all'occhiello dei Siciliani.
Infatti, oltre a coloro che si laureano, ci sono anche i lavoratori
che hanno scelto di imparare un mestiere, hanno scelto di fare
attività lavorative diverse e, quindi, vedono nella formazione
professionale un inizio di attività lavorativa quanto meno
spendibile.
Quindi, le piccole e medie imprese, gli imprenditori aspettano
sicuramente che la formazione professionale siciliana sia il fiore
all'occhiello di questi lavoratori, di questi ragazzi che, finita
la scuola superiore, vogliono inserirsi in un contesto di lavoro.
Assessore, Governo, l'UDC punta tanto nella speranza che il
disegno di legge, la tanto declamata riforma della formazione
approdi immediatamente, intanto in Commissione per essere discussa,
e poi ragionata con tutti, con gli enti, con i sindacati, con tutti
coloro che hanno e possono offrirci sicuramente la loro
professionalità.
Il Governo si è impegnato per questo e, quindi, confidiamo anche
nelle parole del nostro Presidente dell'Assemblea che ha posto
questa materia come priorità, questo problema come priorità della
Sicilia e per ciò lo ringraziamo. Spero che, finalmente, si metta
un punto con questa legge-tampone e si possa passare,
immediatamente, ad una legge-riforma perché altrimenti l'UDC non
andrà avanti, così per come stanno andando le cose.
Il personale non può andare in mobilità perché è un personale che
ha offerto per tanti anni la propria professionalità. Deve essere
riqualificato, sì
Ma quel personale ormai da tanti anni ha bisogno di quello
stipendio, quello stipendio che porta veramente alle famiglie un
toccasana e la possibilità di sfamare le proprie famiglie.
La ringrazio e auspico che, nell'arco di poche settimane, di
qualche mese, la riforma possa approdare, finalmente, e che si
risolva il problema.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, intervengo brevemente, peraltro alcuni
parlamentari del mio partito hanno già parlato e, quindi,
semplicemente, ad integrazione delle cose dette dall'onorevole
Cracolici che, ovviamente, condivido.
Noi votiamo in maniera convinta questa legge perché riteniamo che
sia una legge che aiuta un settore in difficoltà. Questo è sotto
gli occhi di tutti. E' evidente Lo sappiamo bene
Credo che sia giusto dire in quest'Aula che il settore è in
difficoltà anche per responsabilità politiche precise, accumulate
dai Governi precedenti in lunghi anni perché, ovviamente, le
difficoltà di cui discutiamo non si sono create negli ultimi sei
mesi.
Siamo qui, anche in questo campo, così come in altri, a cercare
soluzioni alle difficoltà che abbiamo davanti sapendo perfettamente
che non possono essere né i lavoratori né i giovani che fruiscono
dei servizi formativi a pagare un conto che, sicuramente, non tocca
a loro pagare.
Le difficoltà sono state create dalla dissennata gestione dei
Governi precedenti ed è, comunque, oggi, compito di quest'Aula, di
questo Governo, di tutte le forze politiche presenti mettere in
campo ogni sforzo per trovare soluzioni condivise.
Mi auguro, quindi, che tutte le forze politiche presenti in
Assemblea possano condividere un voto unanime a favore di questa
legge, sostenendo l'azione di un Governo impegnato, con l'assessore
Centorrino in particolare, a venire a capo di una serie di
problemi, certamente non facili, ma che devono essere risolti.
E' una legge importante che estende tutele sociali ad un settore
che fin qui ne è stato sprovvisto. Deve essere chiaro, però, che
l'obiettivo principale che deve avere il Governo regionale, che
deve avere quest'Assemblea regionale siciliana, debba essere quello
di rilanciare il settore della formazione professionale. Un
settore, questo, importante innanzitutto per i giovani che hanno
diritto a ricevere una formazione adeguata per avere maggiori
opportunità nella ricerca di un lavoro di qualità, e questo è
possibile.
Il settore della formazione professionale è importante per lo
sviluppo produttivo della nostra Isola, per tutti i comparti, per
tutti i settori. E l'offerta formativa deve corrispondere al
fabbisogno reale di richiesta di formazione che viene dai settori
produttivi, perché sosteniamo un modello di sviluppo che deve
essere assolutamente produttivo e mai più di tipo assistenziale.
Ovviamente, il rilancio del settore della formazione è importante
per gli operatori del settore della formazione professionale, per
le lavoratrici e per i lavoratori che lavorano al servizio di
questi giovani e per lo sviluppo della nostra Terra.
Questa legge riguarda tutti gli operatori del comparto della
formazione professionale comunque impegnati nei servizi di
orientamento degli enti, il corpo docente e non docente; quindi è
una legge che guarda con attenzione a tutti i lavoratori oggi in
servizio, interessati e che operano nel settore della formazione.
E' una legge che sicuramente aggiunge un tassello importante, ma
che non affronta e non risolve tutte le questioni aperte. Quindi,
credo che l'attenzione del Governo regionale, l'attenzione
dell'Assemblea regionale siciliana non si possa abbassare.
Dobbiamo continuare a guardare con interesse a questo settore,
disponibili a mettere in campo gli interventi migliorativi che
fossero necessari sotto il profilo legislativo e sotto il profilo
degli atti di Governo. Dobbiamo, altresì, avviare rapidissimamente
il piano per l'offerta formativa, fare partire i corsi, mettere gli
operatori del settore nelle condizioni di lavorare al meglio e di
avere il concreto riconoscimento dei diritti che sono innegabili
che riguardano il rispetto del contratto collettivo di lavoro a
partire, ovviamente, dal diritto alla retribuzione che deve essere
una retribuzione certa e che deve essere erogata con cadenza
assolutamente normale e mensile.
Questi sono gli obiettivi che ci dobbiamo prefissare e credo - e
in questo mi rivolgo al Governo in particolare - che il Governo
debba fare della concertazione con le organizzazioni sindacali e
con le associazioni rappresentative degli enti una vera e propria
pratica costante.
Si tratta di un processo che deve essere seguito nella sua
evoluzione in un rapporto costante tra Governo regionale,
organizzazioni sindacali dei lavoratori, associazioni
rappresentative degli enti di formazione, ed è un processo che deve
essere accompagnato dall'attenzione dell'Assemblea regionale
siciliana, della Commissione Lavoro in particolare, della
Commissione Bilancio per quanto riguarda gli aspetti finanziari, ma
credo innanzitutto da parte di ognuno dei deputati che siedono in
quest'Aula perché siamo coscienti che parliamo di una materia
estremamente delicata, estremamente importante.
Concludo dicendo che per quanto riguarda il mio partito, il
Partito Democratico, non solo l'attenzione non verrà minimamente
ridotta, anche dopo l'approvazione di questa legge, ma saremo molto
attenti perché tutti gli interventi di riforma che sono stati
predisposti con atti del Governo e tutto ciò che conseguirà
all'attuazione di questa legge davvero possa andare nella direzione
giusta per dare una risposta positiva ad un settore che oggi è in
difficoltà, ma che deve essere invece un punto di forza, una leva
forte per lo sviluppo della nostra Sicilia.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, deputati, vorrei rivolgere
innanzitutto un saluto a coloro che sono stati protagonisti di
queste discussioni: i lavoratori della formazione professionale, a
cui credo vada tutta la nostra attenzione, tutta la nostra
solidarietà, tutto il nostro impegno.
Ovviamente, con particolare riferimento ai settori che svolgono
una buona formazione professionale, che sono settori che debbono
essere tutelati, incoraggiati e stimolati.
Vorrei anche formulare un ringraziamento alla V Commissione,
all'onorevole Lentini, che ha predisposto velocemente un disegno di
legge, al Parlamento ed al Presidente che ha permesso di svolgere
una discussione che pur rispettando i canoni di un dibattito
esauriente non lo slargasse eccessivamente in termini di tempo.
Vorrei fare un chiarimento, anche se mi pare che oggi rispetto a
ieri questa cosa è venuta in maggiore evidenza. Noi oggi non
abbiamo approvato una riforma, noi oggi abbiamo approvato
semplicemente un emendamento, un pezzettino, l'introduzione di uno
strumento di welfare, di politica passiva del lavoro che si
inquadra in un processo più complessivo che stiamo attuando in
senso amministrativo sulla formazione, processo che ovviamente deve
poi concludersi, deve poi tradursi in una riforma della formazione
completa.
Ho ascoltato delle critiche interessanti, ho ascoltato delle
critiche che, a mio parere, nascondevano una mancanza di
informazione, mi permetta di dire che ho ascoltato anche delle
critiche ingenerose.
Vorrei però che fosse chiaro a tutti che cosa ho trovato nel
momento in cui mi sono insediato come Assessore alla formazione.
Dico questo senza attribuire assolutamente alcun tipo di
responsabilità o voler fare analisi storiche sui cicli che hanno
presieduto a questa attività.
Io ho trovato una situazione in cui c'era assolutamente
incertezza sulla spesa, non si capiva quanto si spendeva per la
formazione perché i budget assegnati erano poi superati con altri
sistemi; ho trovato un sistema in cui si era assolutamente
indifferenti rispetto alla qualità della formazione, non c'era
alcun provvedimento, non c'era alcuna regola che, in qualche modo,
permettesse di valutare, monitorare ed imporre una qualità della
formazione.
Ho trovato un sistema nel quale si sono inseriti due soggetti che
sono tuttora due soggetti presenti nella nostra azione e sono due
soggetti che oggettivamente la limitano, parlo della Corte dei
Conti e parlo della Procura della Repubblica.
Non mi pare di non aver fatto niente, l'introduzione del parametro
unico credo sia stata una grande innovazione ed abbia fatto
giustizia di una serie di differenziazioni, di dualismi che si
erano creati nel tempo e che rischiavano di cronicizzarsi.
La stesura di un atto di adesione, molto più concreto rispetto a
quello precedente, non mi pare che sia cosa da poco, perché da
questo momento non ci saranno più problemi di integrazione o
problemi di crediti che vengono vantati dopo l'approvazione del
piano; abbiamo inserito dei criteri un po' più rigorosi rispetto ai
contenuti del piano e sono pronto a dimostrarlo statisticamente
che quest'anno i corsi che hanno più attinenza col mercato del
lavoro sono di gran lunga superiori a quei corsi che ritenevamo
inutili.
Mancano due cose e sono le due cose sulle quali cercheremo di
impegnarci; dobbiamo assolutamente far convergere sulla formazione
professionale il maggior numero possibile di fondi europei. E'
assurdo che impegniamo per la formazione professionale fondi
regionali avendo i fondi europei a disposizione, fatte le debite
proporzioni è come se avessimo una centrale ed invece di
alimentarla a metano avessimo stabilito di alimentarla con una
fonte energetica di altissimo costo.
La seconda cosa su cui dobbiamo procedere - sempre che l'onorevole
D'Agostino si degni di rivolgermi l'attenzione, grazie - è la
necessità assoluta di rivedere la legge 24; la legge 24 oggi che è
una legge benemerita, finisce col costituire una sorta di schema
rigido che impedisce alcune azioni per prima a favore dei
lavoratori e degli enti di formazione.
Io credo che l'azione di riforma si debba necessariamente
incentrare a partire da questi due punti; è un'azione di riforma
che ovviamente compiremo con la collaborazione dei parlamentari,
con tavoli tecnici che coinvolgano sindacati e consulenti, però
attenzione, perché dire che finora non si è fatto niente è un torto
che si fa non tanto all'Assessore quanto complessivamente a tutti,
a partire dai sindacati che sono stati impegnati in un'azione molto
significativa proprio per stabilire alcuni punti sui quali noi oggi
discutiamo e dai quali oggi prendiamo lo slancio.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto e a munirvi della
tessera di voto.
Prima di passare alla votazione finale, comunico che è stato
presentato dall'onorevole Cracolici, ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, l'emendamento 117.1:
«All'emendamento Gov.1:
- al comma 4, dopo le parole trenta mesi sono aggiunte le parole
alla data di entrata in vigore della presente legge ;
- al comma 4, quarto rigo, sostituire ovvero con la parola
nonché ;
- al comma 4, quinto rigo, aggiungere e dopo le parole
sportelli multifunzionali
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Interventi
nel settore della formazione professionale (720/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale per
scrutinio nominale del disegno di legge n. 720/A «Interventi nel
settore della formazione professionale».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ardizzone, Arena, Barbagallo, Beninati, Bonomo,
Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Caronia, Cascio
Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, Currenti,
D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Di Mauro, Dina,
Falcone, Federico, Formica, Galvagno, Gennuso, Gentile, Giuffrida,
Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza Edoardo, Leanza Nicola, Lentini,
Lupo, Maira, Marinello, Marinese, Marziano, Mineo, Musotto, Oddo,
Picciolo, Pogliese, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scilla,
Scoma, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Ammatuna, Aricò, Caputo, Digiacomo, Ragusa,
Speziale e Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 54
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 53
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Rinvio della discussione del disegno di legge numero 582/A
«Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili »
PRESIDENTE. Si procede alla discussione del disegno di legge
«Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili» (582/A), posto al n. 2).
Onorevoli colleghi, non essendo presente in Aula l'assessore
Massimo Russo, la discussione del disegno di legge viene rinviata.
della lingua siciliana
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Norme sull'insegnamento della
storia,
della letteratura e della lingua siciliana nelle scuole » (635-588-
344-159/A).
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge «Norme
sull'insegnamento della storia, della letteratura e della lingua
siciliana nelle scuole » (635-588-344-159/A), posto al n. 3).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
delle commissioni.
Invito i deputati a rimanere in Aula perché poi si voteranno
questo disegno di legge e la modifica del Regolamento, di cui al
III punto dell'ordine del giorno.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lentini, vicepresidente della
Commissione e relatore del disegno di legge, per svolgere la
relazione.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il presente disegno di legge si
propone di promuovere la valorizzazione e l'insegnamento della
storia, della letteratura e della lingua siciliana nelle scuole di
ogni ordine e grado.
A tal fine, sono previsti appositi moduli didattici, all'interno
dei piani obbligatori di studio definiti dalla normativa nazionale,
nell'ambito della quota regionale riservata dalla legge e nel
rispetto dell'autonomia didattica delle istituzioni scolastiche.
La normativa nazionale, infatti, nel definire i Piani di studio ha
previsto, accanto ad un nucleo fondamentale, una quota riservata
alle Regioni relativa ad aspetti di specifico interesse delle
stesse al fine di ampliare gli obiettivi di apprendimento.
La storia, la letteratura e la lingua siciliana sono così
individuati come strumenti didattici di valorizzazione dell'
identità siciliana e come tratti distintivi del nostro sistema
educativo, in relazione alla quota regionale dei piani di studio
personalizzati prevista dalla legge, così valorizzando la
specificità della nostra cultura e l'autonomia delle Istituzioni
scolastiche.
L'assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale è demandato a stabilire, con proprio decreto, previo
parere della competente Commissione legislativa, gli indirizzi di
attuazione degli interventi didattici aventi ad oggetto la storia,
la letteratura e la lingua siciliana, dall'età antica sino ad oggi,
con particolare riferimento agli approfondimenti critici e ai
confronti fra le varie epoche e civiltà, agli orientamenti
storiografici più significativi, dall'Unità d'Italia fino alla fine
del XX secolo ed all'evoluzione dell'Istituzione regionale anche
attraverso uno studio dello Statuto della Regione.
Signor Presidente, preannuncio la presentazione di due emendamenti
tecnici al disegno di legge, uno tendente a sostituire le parole
lingua siciliana' con le parole patrimonio linguistico
siciliano', e l'altro che stabilisce che non possono derivare
maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale sul disegno di legge.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, con
piacere salutiamo la possibilità che questa sera abbiamo di
discutere in Aula un disegno di legge che detta norme
sull'insegnamento della lingua, della storia, della letteratura
siciliana.
Io stesso, il 26 gennaio 2009, avevo presentato un primo disegno
di legge che aveva appunto come obiettivo quello di dare la
possibilità dell'insegnamento della storia e della letteratura
siciliana nelle scuole della Regione Sicilia. Ancora una volta,
purtroppo, arriviamo in ritardo rispetto ad altre regioni che, pur
avendo un minore patrimonio storico, un minore patrimonio
linguistico, un minore patrimonio dal punto di vista della
letteratura, da anni, nei loro percorsi hanno previsto
l'insegnamento delle materie del luogo.
Avevamo anche pensato a una soluzione più ardita, ad una soluzione
più significativa che desse la possibilità di utilizzare i docenti
sovra numerari per quanto riguarda l'italiano, la storia, il
latino, per insegnare queste materie, e si prevedeva di conseguenza
un assorbimento. Abbiamo avuto un inspiegabile, per certi versi
mortificante, documento da parte della Sovrintendenza scolastica
regionale che ci spingeva a evitare di dare vita ad una tale
ipotesi, e devo dire che qui la Commissione non ha avuto coraggio.
Dovevamo intraprendere con il centro servizio amministrativi, cioè
l'ex Direzione regionale scolastica, un braccio di ferro per
arrivare all'affermazione di quelli che sono i poteri che in
Sicilia il Governo regionale e l'Assemblea regionale hanno.
Purtroppo così non è stato e, di conseguenza, ci siamo limitati a
presentare un disegno di legge che promuove la valorizzazione e
l'insegnamento, ma nell'ambito dei piani obbligatori di studio,
cioè non siamo riusciti ad andare al di là degli ambiti già fissati
dallo Stato.
Invece, era preferibile che si andasse al di là, che si
prevedessero un maggiore numero di ore. Lo ha già dichiarato
l'onorevole Lentini, ma su questo voglio soffermarmi in maniera
determinante, e non sono d'accordo all'emendamento dove si parla di
patrimonio linguistico, perché il termine patrimonio linguistico è
una deminutio rispetto alla storia della Sicilia.
Noi non abbiamo un patrimonio linguistico, noi abbiamo una lingua,
perché già Dante, nel divulgare eloquenza, volle affermare proprio
questo concetto: che la prima lingua d'arte che avevamo avuto in
Italia era il siciliano. E che dalla Commissione possa venire una
tale richiesta, ci offende. Pertanto, la invito a ritirare questo
emendamento, e a lasciare il testo così come è pervenuto dalla
Commissione.
Non stiamo parlando di una regione qualsiasi, non di una regione
d'Europa, stiamo parlando della culla della civiltà dell'Europa,
perché ricordo che la cultura occidentale, il pensiero occidentale,
sia pagano che cristiano, è nato in Sicilia e da qui poi si è
propagato per il resto d'Europa.
E allora, proprio perché dobbiamo essere orgogliosi, ma nello
stesso tempo custodi della nostra storia, custodi della nostra
identità, custodi del nostro passato, è chiaro che questo termine
non lo possiamo assolutamente accettare e, quindi, andiamo avanti
sulla strada che abbiamo intrapreso, che vedrà i nostri figli,
finalmente, conoscere a scuola la nostra scuola, conoscere i nostri
monumenti, conoscere la nostra lingua, una lingua, ripeto, che non
ha nulla di inferiore rispetto ad altre lingue europee, che non è
assolutamente un dialetto, perché come lei sa, onorevole Presidente
Cascio, la lingua siciliana già nell'800, ma soprattutto nel 900,
a livello europeo ha espresso il più alto livello e il più alto
grado di poesia, di narrativa, di romanzi ed anche, per certi
aspetti, di storia.
Per questo motivo, nel dichiararmi favorevole all'approvazione di
questo disegno di legge, delle norme che lo caratterizzano, anche
se, ripeto, in diminuzione rispetto a quelle che erano le
possibilità e le capacità della Sicilia, stiamo qui, tutti insieme,
a sostenere questo disegno di legge e a chiedere di ritirare il sub
emendamento.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENETE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei
preferito sinceramente che un disegno di legge che tende a
valorizzare la cultura, la lingua, la letteratura italiana, fosse
accoppiato ad un disegno di più ampia prospettiva da parte della
Regione, capace di proiettare i giovani siciliani verso il futuro,
guardando al futuro delle lingue che consentiranno di stare nel
mercato del lavoro. Mi riferisco allo studio del cinese,
dell'arabo, che sono le lingue che domineranno l'economia nei
prossimi anni.
Posta così, da sola, questa norma tende a essere un poco
nostalgica, tradizionalista, senza porre questioni che guardano
alla crescita economica, occupazionale e di sviluppo della Sicilia.
Tende un poco ad isolarci dal resto del mondo. Credo quindi che
questa norma vada accoppiata con un momento che guarda alla
conservazione di una propria tradizione, di una propria storia, ma
non può essere l'elemento che caratterizza l'innovazione della
scuola siciliana. Sarebbe mortificante, rischieremmo di farci
ridere dietro da tutta Italia e dal mondo.
Lo dico anche alla luce di tentativi che intervengono nelle scuole
del Nord, che pongono la questione di docenti di madre lingua, e
quando intendono madre lingua si intende il lombardo, il piemontese
o il veneto, che assumono forme di razzismo e di chiusura. Il
rischio è anche presente all'interno della impostazione culturale
che diamo a questa norma. Badate bene, io sono uno che è molto
legato alle storie, alla tradizione, al folklore, alla letteratura
siciliana che poi è madre anche della lingua italiana, ma
rischiamo, dando questo taglio a questa norma, di incorrere in
questo grave problema.
Andando poi nel concreto di alcuni aspetti, chiederei
all'assessore, non perché sia il proponente ma perché ritengo che
ne abbia competenza, di conoscere attraverso quali metodi saranno
scelti e quale abilitazione dovranno avere i docenti che dovranno
insegnare la lingua siciliana, visto che non esiste una laurea in
lingua siciliana, né un corso universitario che abiliti
all'insegnamento della lingua siciliana, né un'abilitazione
all'insegnamento della lingua siciliana.
Se dobbiamo essere concreti, dovremmo capire anche attraverso
quali strumenti questa norma - che pure mi pare invitante - viene
concretamente attuata, perché si può insegnare la storia, la
tradizione del popolo siciliano e possono farlo tranquillamente gli
insegnanti di italiano, gli insegnanti di storia, gli insegnanti di
materie umanistiche, ma l'insegnamento della lingua presuppone
l'abilitazione alla conoscenza di una lingua, così come avviene per
l'insegnamento del francese, dell'inglese o del tedesco.
Vorrei uscire da forme che possono essere solo populiste e
pubblicitarie rispetto ad una norma che la Regione fa e capire
concretamente dall'assessore se questa norma può essere applicata e
resa concreta e come farlo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
l'argomento appare di importanza secondaria alla questioni che
abbiamo poc'anzi trattato, e la stessa presenza dell'Aula lo
conferma, tuttavia, credo che ogni atto che questa Assemblea si
impegna a votare meriti attenzione.
Nutro molte perplessità sulla logica di questo provvedimento
legislativo, sul fatto che la Sicilia si adoperi, anziché
accorciare le distanze verso il mondo, per aggiungere e addirittura
per istituire obbligatoriamente all'interno dei piani obbligatori
di studio moduli per l'insegnamento della lingua siciliana . Credo
che dovrebbe essere valutato con lo stesso metro con il quale
guarderemmo domani a una legge della Regione Veneto, che istituisse
all'interno dei propri obblighi formativi l'insegnamento della
lingua veneta o del dialetto veneto.
Non entriamo qui nelle disquisizioni linguistiche, non mi pare che
questo sia un avanzamento, mi sembra, invece, una legge molto
strana e non ne condivido la ragione. Ritengo che dovremmo andare
in una direzione opposta, salvaguardando in maniera diversa il
nostro patrimonio culturale linguistico. Penso che questo lo si
possa fare, e lo si fa già oggi con l'intelligenza e l'elasticità
che la libertà dei programmi di studio consente a ciascun
insegnante, a seconda dei casi, e a seconda delle necessità.
Stabilire per legge che tutto questo debba essere fatto non è
assolutamente consono con l'obiettivo che la Regione dovrebbe
darsi, di integrazione culturale all'interno di una unità
nazionale. Mi sembra, devo dirlo, un pronunciamento di
provincialismo.
Non sarebbe la prima volta se l'Aula esprimesse perplessità in
ordine ad un disegno di legge, ancorché esitato dalla Commissione,
e che si decidesse di rinviarlo per un approfondimento. Chiedo di
valutare questo suggerimento, e di capire qual è l'orientamento del
Governo, e dell'assessore Centorrino in particolare, su un
provvedimento che attiene strettamente alla sua materia.
In ogni caso annuncio il mio voto contrario al disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
emendamento tecnico che sostituisce le parole lingua siciliana
con patrimonio linguistico siciliano .
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che si tratti di
un disegno di legge di importanza secondaria rispetto alle grandi
questioni che avviliscono la nostra Terra, questo mi pare
assolutamente scontato. Quindi, evitiamo anche un'enfasi eccessiva
come se, approvando questo testo, facessimo un'opera autonomistica,
o facessimo un'opera che vuole salvaguardare non so quale aspetto
della nostra identità.
Noi, con questa legge - e mi rivolgo all'onorevole De Benedictis
in modo particolare - diamo soltanto applicazione ad una riserva
del Piano nazionale che ha previsto, per ciascuna Regione, la
possibilità di approfondimento della materia connessa e della
storia della lingua connessa alla propria Terra, e questo stiamo
facendo. E' un disegno di legge assolutamente banale che, a mio
avviso, merita di essere approvato, proprio perché è una mera
esecuzione di un indirizzo che è stato introdotto, come ben
sappiamo, non per volontà meridionale o siciliana, ma per una
volontà proveniente dalle forze politiche che sono rappresentative
del Centro-Nord, del Nord in particolare, e dalla Lega nello
specifico, la quale, nella sua logica identitaria, ha preteso ed ha
ottenuto che nei Piani nazionali venissero riservate delle ore per
potere approfondire - ribadisco - lo studio della storia, della
lingua e quindi di tutto ciò che è identità di una Terra.
Noi stiamo soltanto eseguendo questo indirizzo, che prevede il
piano nazionale.
Noi, come troppo spesso capita, siamo al passo rispetto a quello
che è una indicazione che altri hanno imposto e che noi, a mio
avviso, correttamente, dobbiamo fare anche nostra, perchè sarebbe
veramente fuor di luogo pensare che una Terra, così come qualcuno
vuole chiamare la Padania, che certamente non ha una tradizione
linguistica, viene così definita. Ricordo una battuta di un noto
avvocato del foro di Siracusa, l'avvocato Piccione, magari qualche
siracusano potrà meglio comprendere, anche nella figura
dell'avvocato al quale faccio riferimento, decano del foro
siracusano, uomo di grande cultura, importante e illuminato
giurista: in un momento di contrasto con un pretore, una dottoressa
di Padova, in un momento in cui l'avvocato anziano non si sentì
trattare con il dovuto garbo che merita l'avvocato e che merita
ancor di più un avvocato anziano come l'avvocato principe del foro,
appunto Corrado Piccione, replicò a questa giovane Pretore del Nord
che veniva a Siracusa a far legge, che quando ancora nella sua
Terra pascolavano le pecore, a Siracusa già recitavano i testi di
Euripide, di Sofocle. E quindi, è evidente che sotto questo profilo
sarebbe ben poca cosa per la nostra Terra immaginare che in Veneto
e non so in quale altra regione, debbano occupare questo spazio
riservato nel piano nazionale alla storia, alla lingua, alla
identità, noi che sicuramente lingua abbiamo e storia abbiamo e
patrimonio assoluto siamo sotto il profilo della cultura e della
civiltà.
Non c'è ombra di dubbio, come ricordava anche l'onorevole
Vinciullo, che da noi nasce il pensiero occidentale. Ed aveva
ragione l'avvocato Piccione quando ricordava questo al magistrato
del Veneto, perché quando da noi Platone passeggiava e studiava e
inventava il mito della caverna, sicuramente in altre parti non si
parlava nemmeno la lingua. E quindi è evidente che in Sicilia
abbiamo necessità di farlo, ma come mero adempimento, senza enfasi,
senza che qualche forza politica pensi di far passare una legge che
ha dato finalmente ristoro ed appagato una ferita, un vulnus alla
nostra identità.
Stiamo eseguendo una possibilità che il piano nazionale ci offre.
Utilizziamola al meglio.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore Signor
Presidente, onorevoli colleghi, volevo comunicare ai deputati
presenti che in Commissione questo disegno di legge non è stato
affatto posto in secondo piano, ma è stato abbastanza ragionato e
approfondito.
Abbiamo invitato gli Uffici regionali scolastici, abbiamo invitato
le Università e voglio ricordare all'onorevole De Benedictis che
l'Unesco riconosce la lingua siciliana come patrimonio
dell'umanità. Io non ho paura di essere siciliano, lo posso
manifestare in tutti i sensi, signor Presidente, ma su questo c'è
stato un ampio dibattito con gli Uffici scolastici, che più volte
abbiamo ascoltato. Ad ogni modo, ripeto che presenterò un
emendamento tecnico per sostituire le parole lingua siciliana con
le parole patrimonio linguistico siciliano , e penso che questo
sia anche avallato da una legge che riconosce la lingua del
Piemonte, come patrimonio piemontese'.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lentini. Non ha bisogno comunque di
dichiararla la sua sicilianità. Si sente dall'espressione.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
preannunciare la presentazione di un emendamento che tende, proprio
per le cose dette dall'onorevole Lentini, a coinvolgere
nell'attività prevista da questa legge, le Università siciliane ed
i Centri studi filologici e linguistici che esistono in Sicilia,
alcuni molto prestigiosi, e che possono concorrere a fare in modo
che questa norma attui le finalità per le quali è stata fatta. Lo
ribadisco per evitare equivoci, ed anche perché il Parlamento non
si lasci irretire da informazioni spesso approssimative che
appaiono sui giornali, fermo restando che la dizione patrimonio
linguistico' è la più logica e giusta.
Quando parliamo di patrimonio linguistico siciliano - vorrei
ricordare ai colleghi intervenuti, anche esprimendo qualche
preoccupazione - parliamo di Cielo d'Alcamo, di Giacomo da Lentini,
che sono autori che hanno concorso in maniera decisiva alla
formazione della lingua italiana.
Siamo in presenza, onorevoli colleghi, non di una norma che vuole
affermare l'idea di un dialetto siciliano, stiamo parlando,
sommessamente, ma anche giustamente, di valorizzare le nostre
radici che, come è noto, parlano di una cultura siciliana nella
quale si sono cimentati, nel corso dei secoli, gli arabi, i greci,
i romani, culture molto diverse fra loro e che hanno lasciato,
assieme ad un patrimonio culturale straordinario che forse varrebbe
la pena di approfondire in termini di ricerca e di studio, anche un
patrimonio culturale, linguistico altrettanto importante, che
merita di essere trasmesso ai nostri ragazzi, nei limiti della
normativa vigente che, non a caso, già a livello nazionale assegna
alle Regioni - d'intesa con le istituzioni scolastiche, che sono
quelle statali - la possibilità di valorizzare il patrimonio
culturale, linguistico della Sicilia, che ha concorso all'Unità
d'Italia,, di cui festeggiamo il 150 anniversario
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
tranquillizzare qualcuno nel dire che questo disegno di legge non
intende minimamente creare motivi di allarmismo rispetto a delle
scelte che quest'Assemblea e poi il Governo faranno, nel caso in
cui la norma venisse approvata. Dovranno assumersi le
responsabilità nei confronti della Sicilia, dell'Italia, del Mondo
per il rischio, la paura di qualcuno, da questa tribuna avanzata,
di potere essere sottoposti al pubblico ludibrio o addirittura a
qualche sospetto piuttosto che a qualche equivoco.
Si tratta di un disegno di legge assolutamente fisiologico, che
deve rispondere alle esigenze di essere parlamentare siciliano, che
fa parte di un Parlamento, appunto, siciliano e che tende
semplicemente, banalmente, ma non per questo meno
rivoluzionariamente, a far sì che nelle nostre scuole ci siano dei
di insegnamento della storia della Sicilia e della letteratura
siciliana in maniera particolare.
Questo perché? Innanzitutto per approfondire temi, questioni che i
libri di storia e di letteratura hanno negli ultimi anni,
sicuramente dal dopoguerra, sicuramente in questi 150 anni di
Unità d'Italia, lasciato aperti, degli approfondimenti che sono
evidentemente mancati anche nelle nostre formazioni.
Non credo ci sia nulla di cui avere paura e, soprattutto, di cui
avere vergogna perché ho avuto la sensazione che qualcuno si
potesse vergognare nel votare un disegno di legge del genere.
E anche la difesa del patrimonio linguistico siciliano - così come
proposto dall'onorevole Lentini, risponde all'esigenza di
salvaguardare un bene culturale tipicamente siciliano, difeso
dall'UNESCO e, anzi, valutato come patrimonio dell'umanità,
affinché non venga dispersa la cultura, la storia, la tradizione
che ha formato la nostra lingua, o il nostro dialetto, chiamiamolo
come vogliamo, e che ha una storia antichissima, millenaria e che
va difesa senza averne paura anche nelle scuole.
Io non credo che tutto questo debba essere motivo di
preoccupazione. E se siamo preoccupati credo che i cittadini
siciliani non debbano essere preoccupati delle nostre
preoccupazioni, quanto piuttosto essere aperti intelligentemente,
costruttivamente alle soluzioni cui noi chiediamo che l'assessore
per la pubblica istruzione venga incontro, per far sì che questo
disegno di legge, una volta approvato, e se approvato, possa
esprimere i suoi frutti nel migliore dei modi.
Pertanto, chiedo all'Aula di evitare di avere concitazioni
intellettuali che risultano veramente sproporzionate rispetto
all'argomento, che, invece, dovrebbe essere appassionante,
coinvolgente per la semplicità delle cose che contiene ed anche per
l'articolato, che è assolutamente ridotto all'osso, proprio perché
nulla deve essere esageratamente disciplinato in quest'Aula e
molto, se vogliamo, deve essere, invece, demandato agli uffici che
possano, di concerto con gli istituti che questa materia meglio
conoscono, quindi con l'Ufficio regionale scolastico che
giustamente poi dovrà amministrare questa nostra indicazione, al
contrario e meglio fornire alle nuove generazioni strumenti di
crescita formativa ma, soprattutto, di conoscenza ed
approfondimento di quello che è la nostra storia, la nostra
letteratura ed anche il nostro patrimonio linguistico.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Brillante Presidente di quest'Assemblea regionale,
assessori regionali, onorevoli colleghi, solo il tempo di
testimoniare la soddisfazione più viva per un disegno di legge che
non ritengo assolutamente essere di secondaria importanza rispetto
a quanto discusso nella giornata odierna, non ritengo assolutamente
essere di serie b o pannicello caldo o norma messa lì in fretta e
furia per riparare ad eventuali torti storici, come qualche
autorevole collega che mi ha preceduto ha detto in quest'Aula.
Ritengo, invece, che questo disegno di legge, professore
Centorrino, assessore regionale per la pubblica istruzione, sia il
primo, serio e concreto tentativo di riaffermare, all'interno della
nostra terra, all'interno della nostra Regione un problema che non
è mai stato risolto; problema che non è mai stato risolto perché
noi sappiamo che la storiografia, certa storiografia, ha cancellato
l'identità siciliana, la memoria siciliana, la cultura siciliana
che non è mai stata, tra l'altro, insegnata agli studenti delle
scuole.
Proprio l'altro giorno, presso la scuola media statale Dante
Alighieri di Catania, col professore Centorrino e con
un'associazione culturale Solo Sicilia , abbiamo, il giorno prima
dell'autonomia siciliana, quindi il 14 maggio, forse anticipato
quelli che saranno gli effetti attuativi o un aspetto degli effetti
attuativi di questo disegno di legge, perché abbiamo distribuito lo
Statuto siciliano ai ragazzi, erano centinaia, che gremivano l'Aula
Magna di quella scuola.
E quindi, ritengo di fondamentale importanza che l'identità
siciliana, che la cultura siciliana, che la storia siciliana, con
approfondimenti critici di carattere, non solo storico ma anche
geografico, storiografico, con delle puntate, professore
Centorrino, mi auguro, importanti dedicate alla letteratura, alla
lingua, e anche al dialetto. So che qualche dirigente scolastico o
qualche docente, sicuramente, potrà gridare allo scandalo, ma, mi
auguro, che all'interno di questi moduli, di questa quota
riservata, quindi, alle Regioni, relativamente agli aspetti di
specifico interesse, legati alla identità siciliana, alla cultura
siciliana ed alla memoria siciliana, si possa anche spiegare
l origine del dialetto ai ragazzi.
I ragazzi delle nostre scuole molto spesso, professore Centorrino,
sconosco il dialetto
Proprio l'altro giorno, la preside o il dirigente scolastico di
quella media statale catanese esternava garbatamente il proprio
dissenso. Sono, invece, convinto che all'interno di un modulo che,
opportunamente, cominci ad affrontare il problema, risolvendo un
gap storico-culturale e storico-didattico molto importante, una
grave falla, una grave lacuna, debba esserci spazio anche per far
sì che i giovani possano prendere confidenza con il nostro
dialetto.
Sono, quindi, profondamente convinto che questo sia un disegno di
legge intelligente, importante e mi auguro che esso sia il primo di
una serie di disegni di legge finalizzati e legati alla vera
valorizzazione di quella identità, memoria e cultura siciliana di
cui tutti noi dobbiamo, assolutamente, essere orgogliosi.
Il Movimento per le autonomie saluta con grande favore questo
disegno di legge.
I numeri, purtroppo, stasera, non sembrano essere sufficienti o
sembrerebbero, il condizionale è d'obbligo, non essere sufficienti
per un'approvazione d'Aula che ci auguriamo possa essere,
assolutamente, urgente, imminente; che ci possa essere il
coinvolgimento di tutte le forze politiche, ripeto, su un primo
tentativo che dovrà, sicuramente, essere ampliato, rafforzato e
valorizzato con successivi disegni di legge.
Prima di concludere, signor Presidente, signori assessori,
onorevoli colleghi, ho voluto rassegnare solo il mio punto di vista
e, quindi, l'anticipazione di un mio eventuale voto su un
emendamento che riguarda il cosiddetto patrimonio linguistico o
lingua siciliana .
Ritengo che la lingua siciliana sia una lingua importante, che la
Sicilia sia la culla di una grande cultura e che la nostra memoria
siciliana, la nostra identità siciliana, la nostra cultura
siciliana possano essere degnamente e in maniera esemplificativa
rappresentate dalla dicitura lingua siciliana all'interno di
questo, ripeto, apprezzabile disegno di legge.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, prenderò molto meno di cinque minuti per
sottolineare che il numero degli interventi ed anche la passione
degli stessi rende questo disegno di legge meno banale di quanto
qualcuno abbia affermato poc'anzi. Io non so se sia una legge
importante, meno importante, la ritengo una legge utile per tre
motivi almeno.
Il primo: non riesco a capire perché, per esempio, nelle province
autonome di Trento, Bolzano, eccetera, hanno fatto una battaglia
per avere le doppie indicazioni stradali, la doppia lingua
ufficiale nelle scuole e nei pubblici uffici, ma anche in attività
amministrative, come, per esempio, davanti ai TAR0, ai Tribunali
eccetera, e noi ci dobbiamo scandalizzare perché ci apprestiamo a
disciplinare con una legge la possibilità di insegnare anche la
lingua siciliana nelle nostre scuole?
Poc'anzi si è parato di Ciurlo D'Alcamo, meglio detto Ciolla
D'Alcamo , con questo non voglio fare nessuna trivialità, ma il suo
vero nome era Ciolla D'Alcamo . E' stato uno dei padri della
lingua italiana e non solo lui. Alcune battute in siciliano le
troviamo nei passi importanti, per esempio, del Gattopardo, così
come anche Quasimodo usa espressioni siciliane. Non parliamo poi di
Camilleri che è di gran moda anche televisiva. E parlando proprio
di Camilleri il risalto è nazionale, non è soltanto siciliano
dell'uso di parole in siciliano.
Il siciliano ha una grandissima importanza perché soltanto il
siciliano riesce in una parola a concentrare un concetto e a volte
è estremamente utile. E non è soltanto questo o questi spunti che
fanno utile questo disegno di legge.
Porto un esempio e concludo, un esempio di natura processuale.
Qualche anno fa in un processo importantissimo in sede di
trascrizione di una conversazione tra imputati, il processo aveva
preso una bruttissima svolta perché nella traduzione della
conversazione chi aveva trascritto aveva trascritto ammazzare .
Da lì il processo prese una brutta piega, sino a quando la difesa
non riuscì a far nominare un professore di lettere notoriamente
esperto in lingua siciliana che, dopo un attento riesame della
bobina, affermò che non si trattava di ammazzare, ma di mannari .
Quell'imputato venne assolto
E allora, che si crei una fascia di conoscitori della lingua
italiana e siciliana, che si consenta anche ai nostri giovani,
futuri adulti, di potere avere padronanza della lingua siciliana.
Io questo lo ritengo una cosa utile, per cui questo provvedimento
ha una sua valenza, forse anche una sua importanza e, certamente,
non è una legge inopportuna se pur in un momento grave come quello
che sta vivendo la Sicilia.
Ecco perché il voto del deputati del PID sarà un voto positivo e
un voto convinto anche se il deputato è uno. Mi è finita come
l'onorevole De Luca
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo è
favorevole a questo disegno di legge per tre aspetti.
Il primo, perchè questo provvedimento in fondo non fa altro che
regolamentare un modulo didattico che già il Governo ha suggerito
alle scuole e che in molte scuole viene adottato con successo; il
secondo motivo è che questo disegno di legge andrà ad integrarsi
con altre disposizioni di legge, così da formare il pacchetto
formativo del 20 per cento che - come ricordava l'onorevole
Bufardeci - dobbiamo assolutamente elaborare e determinare sulla
base della riforma della legge Moratti e che credo riusciremo a
fare nel più breve tempo possibile.
La terza considerazione positiva in risposta all'onorevole Di
Benedetto è che non c'è un problema di chi deve svolgere queste due
ore, è evidente che queste due ore saranno svolte da
quell'insegnante, e nell'organico esiste, che sia capace di
conoscere la storia siciliana, la storia della civiltà siciliana,
la storia della lingua siciliana o del patrimonio linguistico
siciliano.
Per ultima cosa, vorrei dire che questo provvedimento è stato
presentato con una tentazione di razzismo, come un disegno di legge
teso ad insegnare il dialetto. Tra il dialetto e questo
provvedimento non c'è alcun tipo di rapporto:questa è semplicemente
una legge che vuole dedicare due ore dello spazio scolastico alla
conoscenza della cultura siciliana, quella cultura siciliana che
l'onorevole Maira ha riassunto per larghi tratti nel suo
intervento.
Il Governo, quindi, esprime parere decisamente favorevole per
l'approvazione di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Insegnamento della storia, della
letteratura
e della lingua siciliana nelle scuole
1. La Regione promuove la valorizzazione e l'insegnamento della
storia, della letteratura e della lingua siciliana nelle scuole di
ogni ordine e grado.
2. Al raggiungimento dell'obiettivo di cui al comma 1 sono
destinati appositi moduli didattici, all'interno dei piani
obbligatori di studio definiti dalla normativa nazionale,
nell'ambito della quota regionale riservata dalla legge e nel
rispetto dell'autonomia didattica delle istituzioni scolastiche».
Comunico che sono stati presentati dalla Commissione i seguenti
emendamenti:
emendamento 1.1:
«Al comma 1 dell'articolo 1 e all'articolo 2 le parole lingua
siciliana sono sostituite dalle parole patrimonio linguistico
siciliano »;
emendamento A.1:
«Aggiungere il seguente articolo:
1. Dalle disposizioni di cui alla presente legge non possono
derivare maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».
Si passa all'emendamento 1.1. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
ARENA. Dichiaro il mio voto contrario.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.1. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Indirizzi regionali sui piani di studio personalizzati
1. L'assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, con proprio decreto, da emanarsi entro 90 giorni
dalla presente legge, previo parere della competente Commissione
legislativa, stabilisce gli indirizzi di attuazione degli
interventi didattici aventi ad oggetto la storia, la letteratura e
la lingua siciliana, dall'età antica sino ad oggi, con particolare
riferimento agli approfondimenti critici e ai confronti fra le
varie epoche e civiltà, agli orientamenti storiografici più
significativi, dall'Unità d'Italia fino alla fine del XX secolo ed
all'evoluzione dell'Istituzione regionale anche attraverso uno
studio dello Statuto della Regione».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici
l'emendamento 2.1:
«Dopo le parole l'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale aggiungere:
con la collaborazione delle Università siciliane e con i Centri
studi siciliani specializzati nella ricerca filologica e
linguistica ».
Il parere della Commissione?
LENTINI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale del disegno di legge «Norme sull'insegnamento
della storia, della letteratura e della lingua siciliana nelle
scuole» (635-588-344-149/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme sull'insegnamento della storia, della
letteratura e della lingua siciliana nelle scuole» (635-588-344-
149/A). Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ardizzone, Arena, Bonomo, Bufardeci, Buzzanca,
Calanducci, Cappadona, Cascio Francesco, Catalano, Cimino,
Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, D'Agostino, D'Asero, Di
Guardo, Di Mauro, Falcone, Federico, Fiorenza, Formica, Gennuso,
Gentile, Giuffrida, Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Lo
Giudice, Lupo, Maira, Marinello, Marziano, Mineo, Musotto, Nicotra,
Panarello, Picciolo, Pogliese, Ruggirello, Scilla, Scoma,
Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Ammatuna, Aricò, Caputo, Digiacomo, Ragusa,
Speziale e Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 45
(L'Assemblea approva)
SPEZIALE. Signor Presidente, non ha funzionato il sistema
elettronico, la prego di registrare il mio voto.
PRESIDENTE. D accordo, onorevole Speziale, quindi i presenti e i
votanti risultano essere 46.
dell'articolo 153 del Regolamento interno dell'Assemblea
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale della proposta di modifica dell'articolo 153
del Regolamento interno dell'Assemblea» (Doc.III)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale della proposta di
modifica dell'articolo 153 del Regolamento interno dell'Assemblea»
(Doc.III).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Ardizzone, Arena, Beninati, Bonomo, Bufardeci,
Buzzanca, Calanducci, Cappadona, Cascio Francesco, Cascio
Salvatore, Catalano, Cimino, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici,
D'Agostino, D'Asero, De Benedictis, Di Guardo, Di Mauro, Falcone,
Federico, Fiorenza, Formica, Gennuso, Gentile, Giuffrida,
Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Lo Giudice, Lupo,
Maira, Marinello, Marziano, Mineo, Musotto, Panarello,
Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Ruggirello, Scilla, Scoma,
Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Ammatuna, Aricò, Caputo, Digiacomo, Ragusa,
Speziale e Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 49
Maggioranza 46
Favorevoli 49
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nel corso della Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari era stato stabilito che la
seduta fosse rinviata a domani, 19 maggio 2011, per discutere ed
approvare il disegno di legge «Riorganizzazione e potenziamento
della rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili».
Poiché l'assessore per la salute, Massimo Russo, è fuori sede, la
seduta è rinviata a martedì, 31 maggio 2011, alle ore 16.00, con il
seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili. (n. 582-590-606/A)
Relatore: on. Laccoto
La seduta è tolta alle ore 20.53
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli