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Resoconto d'Aula della Seduta n. 26 di giovedì 02 ottobre 2008
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA  Edoardo,  segretario, dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Adamo,  Scammacca  della
  Bruca,  Colianni e Galvagno hanno chiesto congedo per  la  seduta
  odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

   -    Riconoscimento della funzione sociale ed  educativa  svolta
  dagli oratori parrocchiali nella Regione  (n. 229)
   presentato dall'onorevole Limoli  in data 30 settembre  2008

   -    Modifica  all'articolo  1 della legge  regionale  8  giugno
  2005, n. 8  (n. 230)
   presentato  dagli  onorevoli Cordaro,  Campagna,  Greco,  Mineo,
  D'Asero,  Scammacca, Torregrossa, Corona  in  data  30  settembre
  2008

   -   Norme sull'incompatibilità dei deputati regionali  (n. 231)
   presentato dall'onorevole Fagone  in data 1 ottobre  2008

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Invito   il  deputato   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate:

   LEANZA Edoardo, segretario:

       «All'Assessore per la sanità, premesso che con decreto n.
     7249  del  12  gennaio 2006 l'Assessore  regionale  per  la
     sanità  ha  istituito  la  commissione  permanente  per  la
     dialisi  con  funzioni consultive e  di  indirizzo  per  le
     patologie nefrologiche;

       considerato  che,  con disposizione assessoriale  del  17
     marzo  2006,  l'Assessore  per la sanità  pubblicava  sulla
     Gazzetta  ufficiale della Regione siciliana la composizione
     di detta commissione;

       atteso che, malgrado sia stata istituita e comunicata  la
     composizione della commissione permanente per la dialisi, a
     tutt'oggi non è stata mai attivata;

       per   sapere   se  non  ritenga  opportuno  attivare   la
     commissione  permanente  per la dialisi  che,  con  le  sue
     funzioni  consultive  e di indirizzo,  può  rendersi  utile
     all'attività di programmazione assessoriale.» (152);

        (30/09/2008)
                                              FALCONE - VINCIULLO

       «All'Assessore per l'industria, premesso che cinque  anni
     fa,  dopo un lungo percorso di crisi industriale che  aveva
     avuto  anche  risvolti giudiziari e coinvolto la  Siciliana
     Imballaggi  e  la IPC, nasceva la ISI s.r.l. che  usufruiva
     del  personale delle due aziende dismesse, prelevato  dalle
     liste  di  mobilità  e  quindi  beneficiario  degli  sgravi
     fiscali e previdenziali previsti dalla legge;

       visto  che  nei  primi  anni di  attività,  anche  grazie
     all'utilizzo   di  tali  sgravi,  l'attività   dell'azienda
     sembrava  in  forte crescita e che invece,  esaurita  detta
     fase,  l'azienda  dichiarava la necessità di  procedere  al
     licenziamento  di  una parte consistente del  personale  ed
     avviava  una  prima  procedura di mobilità  già  nel  2007,
     procedura poi ritirata senza alcun licenziamento;

       considerato che la possibilità di fare ricorso alla  CIGO
     (cassa   integrazione  guadagni  ordinaria)  non  è   stata
     ritenuta  possibile  per  mancanza  di  requisiti,  essendo
     l'azienda  in  regime  di mono-committenza,  e  che  perciò
     l'azienda  ha  operato in questi giorni,  senza  tenere  in
     alcuna  considerazione  le  proposte  delle  organizzazioni
     sindacali  di  categoria ed aziendali, il licenziamento  di
     sei  lavoratori, tra cui un delegato sindacale, e che  tale
     riduzione di personale fa pensare ad altri ulteriori  tagli
     ed al definitivo ritiro dal mercato;

       ritenuto  invece  che,  prendendo  in  considerazione  le
     proposte  avanzate dalle organizzazioni sindacali anche  in
     un  apposito  incontro presso la prefettura,  disertato  in
     modo sprezzante dal rappresentante aziendale, si potrebbero
     evitare i licenziamenti ricorrendo cioè:

       1.  all'utilizzo di una banca ore dove accumulare le  ore
     di  lavoro  straordinario successivamente utilizzabili  per
     coprire i periodi di calo produttivo;

       2.  alla programmazione della produzione, prevedendo  una
     riduzione di lavoro a turno (contratto di solidarietà) che,
     senza  aggravio  economico per l'azienda, permetterebbe  il
     rientro dei 6 licenziati;

       considerato inoltre che si tratta di azienda, la ISI, che
     ha  beneficiato,  come  quelle da  cui  ha  tratto  origine
     (Siciliana  Imballaggi  e  IPC),  di  consistenti   risorse
     pubbliche a titolo di sgravi fiscali e previdenziali  e  la
     cui  cattiva gestione potrebbe portare, come nel caso delle
     due   aziende   madri,  ad  ulteriori   licenziamenti,   al
     ridimensionamento   dell'apparato   produttivo,   se    non
     addirittura al fallimento;

       per  sapere  quali  misure  intenda  adottare  e  se  non
     ritenga:

       1. di doversi attivare nei confronti dell'impresa ISI per
     farla recedere dalle sue decisioni di licenziamento;

       2. di attivare un tavolo di incontro presso la prefettura
     di Siracusa con lo scopo di evitare i licenziamenti e porre
     in   essere,   invece,  le  condizioni  per   il   rilancio
     dell'attività produttiva.» (153);

       (1 ottobre 2008)
                                                         MARZIANO

   PRESIDENTE.  Le interrogazioni testé annunziate saranno  inviate
  al Governo.
                      Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.    Invito    il    deputato    a    dare     lettura
  dell'interpellanza presentata.

   LEANZA Edoardo, segretario:

       «Al  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  la
     sanità  premesso  che le malattie renali  rappresentano  un
     grosso  problema  di ordine sanitario, ma anche  di  ordine
     economico   e   sociale,  per  l'elevata  incidenza   nella
     popolazione;

       visto   che   il  piano  sanitario  regionale  2000/2002,
     pubblicato   sul   supplemento  ordinario  della   Gazzetta
     ufficiale della regionale siciliana del 2 giugno 2000,  che
     ha  individuato le nefropatie, soprattutto nelle forme  che
     esitano  in insufficienza renale con conseguente  necessità
     di  emodialisi  e  dialisi peritoneale, tra  le  condizioni
     morbose  di  particolare rilievo sociale e che meritano  di
     specifica   attenzione  in  quanto  importanti   cause   di
     invalidità;

       tenuto  conto  che il Governo regionale,  qualche  giorno
     addietro,  in  sintonia  col Ministero  del  lavoro,  della
     salute  e  delle politiche sociali, ha varato il  piano  di
     riqualificazione e contenimento della spesa sanitaria;

       considerato  che la spesa nazionale per le  nefropatie  è
     quantificata nella cifra di euro 250 milioni di cui il  10%
     viene sostenuto in Sicilia;

       atteso  che la problematica delle nefropatie è, comunque,
     in  aumento, comportando in Sicilia un incremento annuo  di
     duecento pazienti per ogni milione di abitanti;

       preso atto che, al fine di contenere la spesa pubblica, a
     seguito della crescita di tale patologia e considerando che
     il  costo di un solo dializzato è pari a 27 mila e 500 euro
     annui, in quasi tutte le regioni italiane é stato istituito
     il registro di dialisi e trapianto;

       visto  che  in Sicilia non esiste ancora un  registro  di
     dialisi  e  trapianti che possa disporre di dati statistici
     affidabili,  per  potere  comprendere  appieno  i  fenomeni
     legati  alla  distribuzione nello spazio e nel tempo  delle
     malattie  nefrologiche, per rilevare  natalità,  mortalità,
     accesso  alle strutture sanitarie, spesa programmata,  ecc.
     nel detto comparto sanitario;

       per  conoscere  se non ritengano opportuno  istituire  il
     registro  siciliano di dialisi e trapianti che  raccolga  i
     dati  relativi  al trattamento di dialisi e  trapianto  dei
     pazienti,  che  rilevi  i  dati clinico-epidemiologici  sul
     territorio,  che  verifichi i flussi della  patologia,  che
     monitorizzi  l'adeguatezza delle risorse  disponibili  alla
     luce  delle esigenze emergenti, che implementi il  database
     centrale con l'invio periodico da parte dei centri  dialisi
     periferici  delle variazioni avvenute relative ai  pazienti
     in trattamento, nonché dei nuovi ingressi, che collabori in
     maniera  sistematica con il registro italiano di dialisi  e
     trapianti e con altri registri internazionali.» (22).

       (30 settembre 2008)
                                   FALCONE - VINCIULLO - POGLIESE

   PRESIDENTE.  Trascorsi  tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

                         Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate,  in  data  1
  ottobre 2008, le seguenti mozioni:

   numero  53:  Interventi urgenti allo scopo  di salvaguardare  la
  scuola  pubblica , degli onorevoli Donegani, Digiacomo, Marziano,
  Di Guardo;

   numero  54:  Interventi per assicurare l'allocazione in  Sicilia
  della  sede  del  Politecnico del Mediterraneo , degli  onorevoli
  Rinaldi Barbagallo, Gucciardi, Laccoto, Galvagno, Lupo, Ammatuna,
  Ferrara, Fiorenza, Bonomo;

   numero  55:   Iniziative per la proroga dei termini di  scadenza
  per  la concessione dei finanziamenti comunitari relativi al  POR
  2000-2006 , degli onorevoli D'Asero, Savona, Greco, Ardizzone.
   Invito il deputato a darne lettura.

   LEANZA Edoardo, segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

       PREMESSO che:

       il   Governo   Berlusconi,  nel  mettere   in   atto   lo
     smantellamento della scuola pubblica in Sicilia, è  passato
     dalle parole ai fatti, abbandonando al proprio destino  gli
     studenti  con  disabilità  e accrescendone  l'emarginazione
     sociale e la dispersione scolastica;

       l'attuazione  irresponsabile  della  politica  dei  tagli
     nella scuola siciliana ha impoverito quella pubblica e  ciò
     sarà  ancora più evidente nel prossimo triennio per effetto
     del decreto-legge n. 112 del 2008;

       mille  posti  di  lavoro in meno e 1.700  disabili  senza
     sostegno.  Queste  sono le cifre rese  note  dal  direttore
     dell'Ufficio  scolastico  regionale,  in  applicazione   di
     quanto  già  deciso dal Governo Berlusconi per  risanare  i
     conti pubblici;

       le  famiglie  di questi ragazzi insieme ai mille  docenti
     specializzati  nell'assistenza agli alunni  disabili,  dopo
     aver   per   anni  contribuito  notevolmente  al   regolare
     svolgimento   delle   attività  didattiche   degli   alunni
     disabili,  non vedranno riconfermato l'incarico.  Pertanto,
     dal   mese   di  settembre  2008  resteranno  a   casa   e,
     soprattutto, senza stipendio;

       la provincia di Caltanissetta in particolare, rispetto  a
     tutte  le  altre province siciliane, ha subito il più  alto
     taglio  di  personale  docente  con  più  di  2/3  rispetto
     all'anno precedente, impedendo a più di 200 alunni disabili
     di ricevere risposte alle loro esigenze formative;

       RITENENDO   oltremodo  grave,  oltre  che  un   atto   di
     arretramento di civiltà, far pagare alle fasce  più  deboli
     le conseguenze di quanto disposto dal Governo Berlusconi  e
     che  è  necessario  e  doveroso continuare  e  sostenere  i
     docenti  della scuola di sostegno ed invitare il  personale
     della scuola, le associazioni delle famiglie dei disabili e
     tutti i soggetti interessati a vigilare perché non si  leda
     il diritto all'istruzione dei ragazzi disabili,
      impegna il Presidente della Regione  e il  Governo della
                               Regione

       a  contrastare  i  provvedimenti  del  Governo  centrale,
     individuando  le iniziative e i provvedimenti  da  adottare
     per  evitare  che  la  scuola siciliana  diventi  luogo  di
     emarginazione  e  non  di  integrazione  per   gli   alunni
     diversamente    abili,    impedendo        al     Ministero
     dell'istruzione, dell'università e della ricerca  che,  non
     avendo  più  nulla da raschiare in ordine  a  riduzione  di
     organico,  decide  di  colpire  gli  alunni  più  deboli  e
     mortificare le esperienze e le professionalità acquisite;

       a difendere i diritti collettivi e soggettivi come quello
     di  avere il sostegno scolastico, necessario per una  reale
     integrazione e per la valorizzazione delle potenzialità dei
     soggetti disabili, con la consapevolezza che costoro,  come
     tante altre e spesso drammatiche realtà, non possono sempre
     essere  esclusi né elusi dalla politica ma da essa  aiutati
     perché,  se  ciò non accadesse, svanirebbe il  ruolo  della
     politica    e    resterebbe   soltanto    l'illusione    di
     rappresentarla.
       Tali  sono infatti le basi per un nuovo patto sociale  di
     cittadinanza, le generazioni e le genti di Sicilia, scritto
     sui   diritti   e   sulle  responsabilità,  individuali   e
     collettive, che diano risposte all'incertezza di vivere nel
     cambiamento della società siciliana.» (53);

       (1 ottobre 2008)
                             DONEGANI - DIGIACOMO - MARZIANO - DI
                                                           GUARDO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

       PREMESSO che:

       la  recente decisione adottata dalla Commissione  Europea
     di  trasferire la sede del Politecnico del Mediterraneo  in
     Slovenia e, quindi, di sottrarlo alla Sicilia, senza  tener
     conto   del   lavoro  preparatorio  fatto   dalle   quattro
     università isolane, con impiego di risorse per 6 milioni di
     euro, priva la Sicilia della possibilità di diventare  polo
     di  attrazione per molti paesi nello strategico  campo  del
     sapere tecnico e scientifico, che è presupposto primario di
     ogni reale prospettiva di sviluppo;

       il   progetto   per   la  nascita  del  Politecnico   del
     Mediterraneo  era già stato assegnato da parte  dell'Unione
     Europea alla Sicilia, il cui studio di fattibilità, redatto
     dai  quattro  atenei  isolani,  già  consegnato  al  nostro
     Ministero degli affari esteri nonché esitato favorevolmente
     dagli  organismi europei, attendeva soltanto l'assegnazione
     dei   50   milioni  di  euro  occorrenti  per  la  relativa
     realizzazione;

       RITENUTO che:

       la  nascita di questo ateneo internazionale nella  nostra
     Isola  è di fondamentale importanza per il ruolo strategico
     che la Sicilia può e deve assumere nella politica dell'alta
     formazione nel Mediterraneo;

       l'istituzione del Politecnico in Sicilia rappresenta,  in
     un  sistema  di  cooperazione  economica  e  culturale  tra
     Europa,  Africa  e Medio Oriente, una preziosa  opportunità
     per attingere all'alta formazione non solo per il Meridione
     d'Italia ma per l'intero bacino del Mediterraneo;

       la  decisione  di trasferire la sede del  Politecnico  in
     Slovenia priva la nostra Regione non solo dei finanziamenti
     necessari alla sua realizzazione ma anche della possibilità
     di valorizzare le sue intelligenze nonché di diventare polo
     di  attrazione per molti paesi nello strategico  campo  del
     sapere  tecnico e scientifico, presupposto fondamentale  di
     ogni reale prospettiva di sviluppo,
                  impegna il Governo della Regione

       ad  intervenire  con una forte azione  rivendicativa  nei
     confronti     del    Governo    nazionale,    interlocutore
     istituzionale dell'Unione Europea affinché la  nascita  del
     Politecnico del Mediterraneo trovi la sua naturale e logica
     allocazione  in  Sicilia,  come originariamente  previsto.»
     (54);

       (1 ottobre 2008)
                               RINALDI - BARBAGALLO - GUCCIARDI -
                             LACCOTO GALVAGNO - LUPO - AMMATUNA -
                                        FERRARA FIORENZA - BONOMO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

       PREMESSO che sono imminenti i termini di scadenza per  la
     concessione  dei finanziamenti comunitari relativi  al  POR
     2000-2006 entro i quali i lavori devono essere completati;

       RITENUTO che gli iter procedurali per l'approvazione  dei
     progetti e per la concessione dei finanziamenti, sono stati
     piuttosto    lunghi,   principalmente   a    causa    della
     farraginosità della macchina burocratica regionale;

       CONSIDERATO che alcuni lavori sono stati appaltati a metà
     del  corrente anno,altri dovrebbero essere completati entro
     il  30 settembre ed altri ancora entro la fine dell'anno  e
     che  il  termine  completati indica il  totale  iter  della
     pratica, compreso il collaudo e la rendicontazione;

       VERIFICATO  che tali tempi sono estremamente compressi  e
     che  sia  da parte delle pubbliche amministrazioni  che  da
     parte  dei privati che godono di tali finanziamenti  ci  si
     trova  nella  totale  impossibilità di rispettarli  con  il
     diretto risultato della revoca degli stessi;

       CONSIDERATO  inoltre  che, come è  facilmente  intuibile,
     sarebbero   gravissime   le   ripercussioni   sull'economia
     dell'Isola,

                  impegna il Governo della Regione

       ad  attivare  idonee misure, in sinergia, se  necessario,
     con il Governo nazionale, presso la Comunità Europea perchè
     venga  concesso  un  periodo  di  proroga  dei  termini  di
     scadenza della rendicontazione.» (55).

       (1 ottobre 2008)
                             D'ASERO - SAVONA - GRECO - ARDIZZONE

   PRESIDENTE.  Le mozioni testé lette saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.
   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
  il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero aver  luogo  nel
  corso della seduta.
   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
         Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto II   dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
  e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   numero  50:   Iniziative  volte  a ripristinare  l'intitolazione
  dell'aeroporto  di Comiso (RG) a Pio La Torre ,  degli  onorevoli
  Cracolici, Leanza Edoardo, Maira, Adamo;

   numero  51:   Interventi  presso il Governo  nazionale  per  una
  revisione  della politica dei tagli nel settore della sicurezza ,
  degli   onorevoli  Lupo,   Gucciardi,  Galvagno,   Di  Benedetto,
  Savona,   Panepinto,  Speziale;

   numero  52:   Interventi a livello centrale  per  scongiurare  i
  tagli  di  risorse finanziarie operati a danno  dei  comparti  di
  sicurezza ,   degli   onorevoli  Fiorenza,   Rinaldi,   Galvagno,
  Barbagallo,   Laccoto,  Ammatuna, Ferrara.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   LEANZA Edoardo, segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

       PREMESSO  che,  con delibera della giunta  municipale  di
     Comiso   del   26   agosto  2008,  è   stata   ripristinata
     l'intitolazione dell'aeroporto al gen. Magliocco, revocando
     parzialmente la delibera n. 104 del 12 aprile 2007  con  la
     quale era stato intitolato a Pio La Torre;

       COGLIENDO  in  questo atto la volontà di  selezionare  la
     memoria storica rimuovendo fatti, avvenimenti e personalità
     che  hanno  contribuito  a costituire  una  nuova  identità
     siciliana,  una  rinnovata coscienza civile e  democratica,
     intrisa  di  valori di pace, di rifiuto della  guerra  come
     strumento  di  risoluzione dei conflitti  internazionali  e
     della   mafia  come  sistema  di  gestione  dei   conflitti
     d'interesse economico e sociale;

       RICORDATO che:

       il  progetto  di  uso  civile dell'aeroporto  di  Comiso,
     voluto  e  sostenuto  con  apposite mozioni  dall'Assemblea
     regionale     siciliana,    nasce    dalla    straordinaria
     mobilitazione  del popolo siciliano che  vide  tra  i  suoi
     principali protagonisti e promotore proprio Pio La Torre  e
     che,  dunque, l'intestazione al suo nome nasce dalla natura
     nuova  della struttura aeroportuale e dal suo uso  pacifico
     al servizio della Sicilia sud orientale;

       gli  aeroporti sono la porta d'ingresso della Regione  ed
     il  loro nome, correndo sulla bocca di passeggeri nazionali
     e internazionali, costituisce un significativo biglietto da
     visita che ne rappresenta l'immagine;

       RIBADITA la volontà di voler fare della Sicilia una Terra
     non  sottomessa  alla mafia, attraverso  l'intitolazione  a
     nomi come Falcone, Borsellino e, appunto, Pio La Torre,  si
     intende  onorare e trasmettere la memoria di  siciliani  di
     alto  spessore  umano e civile che si sono battuti  per  la
     civiltà del diritto, contribuendo alla costruzione  di  una
     nuova   identità  collettiva  e  a  dare  coscienza   della
     possibilità  di  combattere il  fenomeno  anche  nelle  sue
     implicazioni internazionali;
       VALUTATO,  inoltre, il diverso significato che può  avere
     l'intitolazione  di  una  struttura  militare  o   di   una
     struttura civile,

                               esprime

          l'opinione  dell'assoluta  opportunità  di   mantenere
     l'intitolazione della struttura civile aperta  al  traffico
     nazionale e internazionale, strumento di accoglienza  e  di
     servizio,  a  una figura che ribadisce la voglia  di  pace,
     giustizia  sociale  e rifiuto della mafia  da  parte  della
     maggioranza  della  popolazione  siciliana,  sottolineando,
     quindi,  la  necessità  di  un ritorno  all'  intitolazione
     dell'aeroporto di Comiso a Pio La Torre, espressione non di
     una  sola parte politica, ma memoria condivisa di un grande
     siciliano,  che  ha  saputo con efficacia  interpretare  la
     nuova identità della Sicilia;

                  impegna il Governo della Regione

       ad   adottare   le  opportune  iniziative   politiche   e
     amministrative   utili   a   ripristinare   l'intitolazione
     dell'aeroporto di Comiso a Pio La Torre.» (50);

       (26 settembre 2008)
                            CRACOLICI - LEANZA E. - MAIRA - ADAMO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

       PREMESSO che:

       la  sicurezza  urbana, intesa come effettivo contenimento
     dei  fatti  criminosi  sul  territorio,  che  favorisce  la
     coesione sociale e la rimozione dei fenomeni che disturbano
     e  comprimono  la  libertà dei singoli, è  un  fattore  che
     incide in modo determinante sulla qualità della vita  delle
     persone;

       la  complessiva  domanda  di sicurezza  che  i  cittadini
     avanzano  con fermezza e correttezza alle istituzioni,  ivi
     compresa l'amministrazione regionale, necessita che vengano
     messe  in  atto coerentemente e tempestivamente, politiche,
     azioni  e  specifici  interventi tesi  a  sconfiggere  tali
     degenerazioni  ed a riportare la convivenza ai  livelli  ai
     quali la nostra collettività è abituata;

       gli  impegni assunti dal Governo con la firma  del  patto
     per   la   sicurezza,  oltre  alla  ricerca  della  massima
     integrazione   tra  le  istituzioni  nelle   politiche   di
     prevenzione,  educazione  e  contrasto  ad  ogni  forma  di
     illegalità,  prevedevano  anche  l'impegno  da  parte   del
     Ministero  a realizzare al più presto l'allargamento  degli
     organici delle forze dell'ordine presenti sul territorio;

       CONSIDERATO che:

       con  il decreto legge n. 112 del 2008 convertito in legge
     n.  133  del  2008, riguardante la manovra  correttiva  del
     bilancio dello Stato per il triennio 2009/2011, sono  stati
     previsti  tagli per oltre tre miliardi di euro sui capitoli
     di   spesa   della   sicurezza   e   della   difesa   delle
     amministrazione dello Stato;

       è  stata  prevista la riduzione complessiva nel  triennio
     dell'organico delle forze di polizia e delle  forze  armate
     di  circa  40  mila operatori, conseguenza sia del  mancato
     turn  over  del personale sia della sospensione  volontaria
     dal  servizio  e/o  collocamento  coatto  in  pensione  per
     anzianità 'contributiva';

       è  prevista la riduzione del 50% all'anno di stanziamenti
     per   remunerare   le   indennità   direttamente   connesse
     all'operatività che, come è noto, incidono direttamente sui
     servizi  in  strada  e  sul  controllo  del  territorio;  é
     confermata   la   mancata  previsione  di   interventi   di
     detassazione  del  lavoro straordinario,  già  concesso  al
     settore privato, e/o delle indennità accessorie;

       è  prevista  la  riduzione  del  40%  della  retribuzione
     accessoria in caso di malattia e infortuni sul lavoro;

       il  provvedimento contiene decisioni che vanno  in  netta
     controtendenza con l'obiettivo dichiarato di  collocare  la
     sicurezza  in  cima alle priorità dell'azione  di  Governo,
     quale indispensabile premessa della possibilità di sviluppo
     di questo Paese;

       le   organizzazioni  sindacali  dei  lavoratori  e  delle
     lavoratrici  del  comparto  sicurezza  hanno   aperto   una
     vertenza  nazionale per sollecitare al  Governo  la  dovuta
     attenzione per il settore;

       RITENUTO che:

       particolare  disappunto  genera l'assenza  di  misure  in
     favore  del  personale del Corpo nazionale dei  vigili  del
     fuoco,  in particolare circa l'equiparazione retributiva  e
     previdenziale con gli altri operatori del Corpo di Stato;

       tale  provvedimento è atteso da troppo tempo e si  rivela
     come non più rinviabile stante il ruolo fondamentale svolto
     da  tale  Corpo  nella  prevenzione e  nel  soccorso  della
     popolazione civile;

       il   servizio  svolto  dai  vigili  del  fuoco  andrebbe,
     pertanto, rafforzato e reso ancor più efficiente anche  col
     potenziamento delle risorse, dei mezzi e del personale;

       CONSIDERATO,  infine,  che  è necessario  potenziare  gli
     organici delle forze dell'ordine in Sicilia, in un  momento
     in  cui  è determinante non dare tregua alle organizzazioni
     criminali,  dopo i successi conseguiti con gli arresti  dei
     vertici  di Cosa Nostra e vista la reazione positiva  delle
     parti sociali e della società civile organizzata tutta,
                 impegna il Presidente della Regione

       ad  intervenire presso il Governo nazionale affinché  sia
     profondamente  rivista la politica dei  tagli  nel  settore
     della sicurezza e siano ripristinate le condizioni di piena
     funzionalità operativa degli apparati;

       ad intervenire presso il Governo nazionale affinché siano
     onorati  gli impegni presi con la sottoscrizione del  patto
     per la sicurezza.» (51);

       (30 settembre 2008)

                                 LUPO - GUCCIARDI - GALVAGNO - DI
                          BENEDETTO PANEPINTO - SAVONA - SPEZIALE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

       premesso  che  è  in atto una mobilitazione  unitaria  di
     tutte  le  organizzazioni di rappresentanza dei  lavoratori
     delle forze dell'ordine e delle forze armate contro i tagli
     delle  risorse  finanziarie al comparto, nell'ambito  della
     definizione della manovra economico-finanziaria del Governo
     nazionale per il prossimo triennio;

       ravvisata  la  fondatezza  dell'allarme  lanciato   dalla
     categoria riguardo ad una decurtazione complessiva di circa
     3,2 miliardi di euro, indubbiamente insostenibile senza una
     profonda   e  rischiosissima  compromissione  del   sistema
     sicurezza dell'intero Paese;

       preso atto delle richieste che le forze di polizia  e  le
     forze  armate  avanzano in ordine al rientro delle  risorse
     per  il  funzionamento degli uffici,  la  manutenzione  dei
     mezzi,  la  funzionalità  delle dotazioni  strumentali  del
     personale, nonché il superamento del blocco del  turn  over
     che indebolisce la stessa capacità di garantire controllo e
     presidio del territorio;

       rilevata  la palese incongruità di un esecutivo  e  della
     maggioranza che lo sostiene che dichiara l'impegno  per  la
     sicurezza   dei   cittadini  e,   al   contempo,   colpisce
     pesantemente alle fondamenta il sistema istituzionale a ciò
     deputato, scaricando sul comparto e sui livelli retributivi
     del  personale  le inefficienze di una politica  fiscale  e
     tributaria che già con i primi provvedimenti ha compromesso
     pesantemente  i  positivi  risultati  di  finanza  pubblica
     conseguiti dal precedente governo;

       ritenuto   che,   al   di  là  dei   proclami   e   delle
     determinazioni di impatto mediatico: incursioni  nei  campi
     rom,  impronte  anche ai bambini, militari a guardia  delle
     discariche  e pronti ad essere dispiegati sulle  città,  di
     fatto,  sono stati decisi tagli pesanti su quella  che  era
     definita la 'priorità delle priorità'; tagli che lasceranno
     in  garage le vetture dei poliziotti e dei carabinieri, che
     non  consentiranno  di aumentare i contingenti,  e  che  le
     paghe  invece  che  migliorare, per  i  tutori  dell'ordine
     pubblico, rischiano di dimagrire;

       ritenuto,   altresì,  necessario  garantire  le   risorse
     finanziarie  alla  sicurezza  del  territorio,  anche  come
     elemento  deterrente ad iniziative di emergenza  ai  limiti
     della legalità, che trovano consenso proprio in presenza di
     difficoltà strutturali del sistema istituzionale,
                  impegna il Governo della Regione

       ad   intervenire  presso  il  Governo  nazionale  per  il
     recupero  integrale  delle risorse  decurtate  al  comparto
     delle  forze  dell'ordine  e delle  forze  armate  sin  dal
     bilancio    2009,    tenuto   conto   delle    pesantissime
     ripercussioni che i provvedimenti in oggetto avrebbero  sul
     livello di sicurezza anche nella nostra Regione.» (52).

       (30 settembre 2008)

                       FIORENZA - RINALDI - GALVAGNO - BARBAGALLO
                                     LACCOTO - AMMATUNA - FERRARA

   PRESIDENTE.   Dispongo  che  le  mozioni  testé  lette   vengano
  demandate  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  perchè se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Seguito della discussione del disegno di legge n. 173/A
   «Istituzione della Conferenza permanente per la programmazione
               sanitaria e socio-sanitaria regionale».

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III punto  dell'ordine  del  giorno:
  Seguito   della  discussione  del  disegno  di  legge  n.   173/A
   Istituzione  della Conferenza permanente per  la  programmazione
  sanitaria e socio-sanitaria regionale .
   Invito  i  componenti la VI Commissione legislativa  a  prendere
  posto al banco delle commissioni.
   Ricordo all'Aula che la discussione del disegno di legge si  era
  interrotta nella seduta di ieri dopo l'approvazione del passaggio
  all'esame degli articoli.
   Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 1.

   LEANZA Edoardo, segretario:

                             «Articolo 1
                    Istituzione della Conferenza

       l.  In  attuazione  dell'articolo 2,  comma  2  bis,  del
     decreto  legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e  successive
     modifiche  e  integrazioni, presso l'Assessorato  regionale
     della  sanità, è istituita la Conferenza permanente per  la
     programmazione  sanitaria e socio-sanitaria  regionale,  di
     seguito     denominata    Conferenza,    quale    organismo
     rappresentativo  delle autonomie locali  nell'ambito  della
     programmazione sanitaria
     e    socio-sanitaria,   con   funzioni   di   indirizzo   e
     programmazione in materia sanitaria
     e sociale.»

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (É approvato)

   Si  passa all'articolo 2.  Invito il deputato segretario a darne
  lettura.

   LEANZA Edoardo, segretario:

                             «Articolo 2
                            Composizione

       1.  La Conferenza è costituita con decreto del Presidente
     della Regione ed è così composta:

       a)   dall'Assessore  regionale  per  la  sanità,  o   suo
     delegato, che la presiede;

       b) dall'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
     sociali e le autonomie locali, o suo delegato;

       c) dai Presidenti delle conferenze dei sindaci dei comuni
     ricompresi  nell'ambito territoriale  delle  Aziende  Unità
     Sanitarie Locali;

       d)  da un rappresentante dell'Associazione regionale  dei
     comuni siciliani A.N.C.I. Sicilia.
       2. I componenti della Conferenza restano in carica fino a
     quando  conservano il relativo titolo di rappresentanza  di
     cui al comma 1.
       3.  Nelle ipotesi disciplinate dall'articolo 3 bis, commi
     6  e 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502  e
     successive  modifiche  e  integrazioni,  la  Conferenza   è
     integrata, ai sensi del predetto articolo 3 bis,  comma  7,
     con  il sindaco del comune capoluogo della provincia in cui
     è situata l'azienda.
       4.  La  Conferenza può decidere di sentire, su materie  e
     temi   specifici,  i  rappresentanti  di  enti,  categorie,
     associazioni   o   movimenti  comunque   interessati   agli
     argomenti  posti all'ordine del giorno. La  Conferenza  può
     avvalersi  altresì della collaborazione, a titolo gratuito,
     di esperti nelle materie di propria competenza.
       5.  La  partecipazione alle sedute della Conferenza  è  a
     titolo  gratuito.  Eventuali  spese  per  missioni  saranno
     regolate secondo l'ordinamento degli enti di appartenenza».

   PRESIDENTE.  Comunico che all'articolo 2 è stato  presentato,  a
  firma dell'onorevole Maira, il seguente emendamento 2.1:

    Dopo la lettera  d)  aggiungere la seguente lettera:  e) da  un
  rappresentante dell'Unione delle Province regionali siciliane .
   Assente il firmatario, l'emendamento si intende ritirato.

   LEANZA  NICOLA.  Ai  sensi  dell'articolo  114  del  Regolamento
  interno, dichiaro di riprenderlo.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   c'è   una
  pessima abitudine, qui, in Assemblea, di legiferare ultra petita.
  Le  province, nell'ambito dell'ordinamento sanitario,  non  hanno
  alcuna competenza: dalla legge nazionale 833 del 1978 in poi,  le
  competenze socio-sanitarie fanno capo alla Regione ed ai comuni.
   Non   si  capisce  perché  si  dovrebbe  forzare  una  filosofia
  consolidata e nemmeno sulla base di quale argomentazione:  perché
  dobbiamo aggiungere un posto in più? Solo questa è la ragione
   Le  province  non  hanno mai avuto alcuna competenza  in  questo
  circuito, assessore Russo. Per questi motivi chiedo al Governo di
  esprimere   un  parere  in  coerenza  con  l'impianto   normativo
  generale:  dalla legge 833/1978 al decreto legislativo 502/1992 a
  tutti gli altri provvedimenti.
   La  competenza in questione fa capo esclusivamente alla  Regione
  ed ai comuni.
   L'emendamento è finalizzato soltanto ad  aggiungere un posto  in
  più   e  non  al  miglioramento dei servizi. Invito,  quindi,  il
  Governo  ad  esprimersi  in  maniera coerente  con  la  normativa
  vigente.
   Per  quanto mi riguarda, ovviamente, voterò contro l'emendamento
  2.1.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'onorevole
  Speziale,  nella foga della propria esposizione,  è  convito  che
  siamo  di  fronte  ad  una Conferenza nella  quale  chissà  quali
  gettoni  potranno  gratificare i componenti. Onorevole  Speziale,
  non  esistono  gettoni di presenza, è un istituto  con  caratteri
  programmatori
   Lei  non ha seguito le evoluzioni delle leggi che riguardano  il
  sociale e l'integrazione socio-sanitaria, dove la provincia ha un
  ruolo   delineato  nella  legge  nazionale  n.   328   del   2000
  nell'integrazione  socio-sanitaria;  una  visione  della   sanità
  disgiunta  da  quella  dell'assistenza  sociale  è  una   visione
  retrograda.   Invito,   pertanto,   il   Governo   ad   approvare
  l'emendamento   2.1  nella  consapevolezza  che  l'U.R.P.S.,   in
  rappresentanza delle Province regionali siciliane, potrà proporre
  adeguati  suggerimenti ed interventi all'interno di un  organismo
  che  deve  svolgere funzioni di programmazione socio-sanitaria  e
  non  soltanto  sanitaria. Non ritengo, quindi,  ciò  ultroneo  né
  superfluo.

   LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi  la  VI  Commissione,  con  grande  senso  di
  responsabilità, ha cercato di dar vita ad una struttura snella.
   Avendo  esaminato  le richieste provenienti sia  dai  presidenti
  delle  Province  che dall'Ordine dei medici,  la  Commissione  ha
  ritenuto,  al fine di evitare di  imbalsamare  la Conferenza,  di
  realizzare  una struttura agile e di prevedere procedure  snelle.
  Aggiungo, altresì, che altri Ordini avevano chiesto di far  parte
  della  Conferenza  e  che, tra l'altro, si è tenuto  conto  della
  circostanza,  poc'anzi riferita, che le province oggi  non  hanno
  competenza in materia sanitaria.
   Ricordo  che la Commissione si è espressa all'unanimità sul  non
  andare  oltre le rappresentanze già previste nel testo al  nostro
  esame.
   Approvare   l'emendamento  2.1,  avendo   la   Commissione   già
  esaminato  le numerose richieste di inserimento nella  Conferenza
  che sono state avanzate, significherebbe stravolgere un organismo
  snello,  operativo e immediato, che, tra l'altro, il  Governo  ci
  aveva chiesto di costituire proprio con queste caratteristiche al
  fine di non comprometterne l'operatività.

   PRESIDENTE.   La  Presidenza  è  pienamente  concorde   con   le
  argomentazioni  che  sono  state espresse.  Tuttavia,  poiché  la
  provincia è un ente che rappresenta diffusamente il territorio ed
  essendo  la Conferenza un organismo che ha potere di indirizzo  e
  di  programmazione,  non  mi sentirei  di  escluderla  a  priori.
  Saranno,  comunque,  il  Governo  e  la  Commissione  a   doversi
  pronunciare e l'Aula a decidere.
   Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del Governo?

   RUSSO,  assessore  per  la  sanità. Signor  Presidente,  signori
  deputati,   il   parere  del  Governo  sull'emendamento   2.1   è
  favorevole. La Conferenza, infatti, è espressione delle autonomie
  locali  e, secondo me, l'assenza della rappresentanza dell'Unione
  delle    Province   regionali   costituirebbe    una    deminutio
  dell'organismo  in  questione.  Dico  ciò  perché  in   relazione
  all'evoluzione del sistema che stiamo delineando l'interlocuzione
  della  Provincia  è  importante, in quanto essa istituzionalmente
  interloquisce in merito alle grandi infrastrutture e alle  grandi
  opere. L'organismo in questione, la Conferenza permanente per  la
  programmazione  sanitaria e socio-sanitaria regionale,  ai  sensi
  dell'articolo  3,  lettera c) del testo al  nostro  esame,  dovrà
  esprimere  un  parere  obbligatorio sui  programmi  regionali  di
  edilizia  sanitaria. Per questo motivo ritengo sia  opportuna  la
  presenza, ovviamente gratuita, del rappresentante delle Province.
  È proprio la natura dell'organismo che ci accingiamo a costituire
  che  richiede  la  presenza al proprio interno della  voce  delle
  Province.  Questa,  e soltanto questa, è la ragione  per  cui  il
  Governo esprime parere favorevole sull'emendamento.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Per dichiarazione di voto

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,    le
  argomentazioni    addotte   dal   Governo   sono    assolutamente
  insufficienti; sono un arrampicarsi sugli specchi  nel  tentativo
  di   sostenere   l'emendamento  in   questione,   stabilendo   ed
  attribuendo  in  questa sede, per la prima volta,  alle  province
  competenze che mai nessuna norma ha loro attribuito.
   L'assessore Russo, oggi, fa sapere, a voi che siete in  politica
  da  tanti  anni,  che le province regionali hanno  competenza  in
  materia sanitaria
   Assessore  Russo,  citi soltanto una norma, recente  o  lontana,
  che attribuisce alle province competenze in materia sanitaria. Ne
  citi soltanto una
   Non esiste alcuna norma di questo tipo, e lei lo sa
   Si   sta  cercando  di  fare  una  forzatura  non  coerente  con
  l'impianto normativo, una forzatura dettata dalla circostanza che
  dentro   la  maggioranza,  anche  per  questioni  minimali,   c'è
  l'esigenza  di trovare qualche posto in più, perché  diversamente
  non ci sarebbe equilibrio
   Non avendo partecipato ai lavori della Commissione  Sanità ,  mi
  sono  informato con i colleghi di quella Commissione, i quali  mi
  hanno  detto  che  hanno  accertato che  in  nessuna  Regione  la
  Conferenza  prevede  al  proprio  interno  rappresentanti   delle
  province.  Non  esiste un caso analogo in alcuna Regione   Ma  in
  Sicilia  -  lo  sappiamo -  abbiamo la coda , siamo più  scaltri,
  dobbiamo  forzare le situazioni; in questo caso dobbiamo  forzare
  l'impianto normativo di carattere generale
      Non   condividendo   assolutamente  le  motivazioni   addotte
  dall'assessore  Russo,  ribadisco il mio  orientamento  contrario
  all'emendamento 2.1.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  intendo
  contestare le ragioni che hanno portato la Commissione Sanità  ad
  assumere  questo orientamento. Tra l'altro, poiché la Commissione
  è composta di rappresentanti di tutte le forze politiche, ritengo
  di non dovere aprire un contenzioso all'interno del mio gruppo.
   Detto  questo,  mi permetto di ricordare che le  province  hanno
  competenza  specifica in materia di assistenza ai  ciechi  ed  ai
  sordomuti; competenza specifica, attribuita per legge.
   Le  province  partecipano,  come segreteria  tecnica,  ai  sensi
  della legge 328/2000, alle conferenze dei comuni sui piani socio-
  sanitari.
   Se  la  Conferenza  di cui all'articolo 1 del  testo  al  nostro
  esame  dovesse  occuparsi  del Piano sanitario  regionale,  sarei
  d'accordo  con i colleghi Laccoto e Speziale: è vero, non  esiste
  alcuna  competenza  in  materia. Invece,  la  Conferenza  che  ci
  accingiamo  ad istituire dovrà occuparsi di piani socio-sanitari,
  di  programmazione socio-sanitaria, e le province, a proposito di
  disabili  e di soggetti deboli della società, si fanno carico  di
  progetti  di  supporto. In questo caso, non siamo  alla  presenza
  dell'Ordine  dei  commercialisti che vuole  essere  rappresentato
  perché è pure interessato, ma si tratta del rappresentante di uno
  dei  livelli istituzionali della Regione, che, fino a quando  non
  sarà abolito, è bene che abbia una funzione.
   D'altronde,  potremmo essere in sintonia  con  chi  si  pone  il
  problema di una devoluzione di poteri e competenze della  Regione
  alle  province e di assorbimento di competenze che oggi  sono  in
  capo a soggetti che non rispondono ai cittadini.
   Per questo motivo, sostengo l'emendamento dell'onorevole Maira.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  desidero
  precisare intanto qual è lo spirito col quale intervengo: non  ne
  faccio  una  questione capitale, ma una questione di  stile,  del
  modo   in  cui  dovremmo  procedere  e  faccio  riferimento,   se
  l'onorevole Marziano mi consente, alle sue osservazioni.
   Egli  ha  argomentato  che  la  Conferenza  permanente  per   la
  programmazione sanitaria e
  socio-  sanitaria  regionale, oggetto di  questa  legge,  avrebbe
  competenza  nel  progetto  di  piano  socio-sanitario  regionale.
  Questa è la dimostrazione di come così non è.
   Noi  possiamo  fare  tutto, l'importante  è  che  sappiamo  cosa
  andiamo  a  fare.  Non  ho  alcuna  posizione  pregiudiziale  nei
  confronti  di  un  eventuale  rappresentante  dell'Unione   delle
  province  siciliane, però dobbiamo sapere se  lo  prevediamo  per
  questione di galateo, per ragioni di rappresentanza, tanto uno in
  più  non  guasta  -  come ho sentito dire al Presidente  -  o  se
  dobbiamo essere coerenti col quadro normativo nel quale andiamo a
  inserirci.
   Il  Piano sanitario regionale tratta materia sanitaria;  se  poi
  l'assistenza  sanitaria  è  anche  un'assistenza  che   si   deve
  integrare  con  il  livello  di  assistenza  sociale,  questo   è
  argomento della legge 328 del 2000.
   Fino  a questo momento, il disegno di legge al nostro esame  non
  prevede  interconnessioni con la legge  testé  citata,  la  quale
  riguarda,  appunto,  l'assistenza  socio-sanitaria  e  che   vede
  presenti le province.
   Se  dobbiamo  fare un  minestrone , possiamo anche  farlo  -  ho
  visto  un emendamento successivo che lo prevede -; n atto, stiamo
  facendo quello che la norma nazionale prevede e che riconduce  le
  competenze della Conferenza, nonostante il titolo possa trarre in
  inganno  e  possa  indurci a pensare alla  programmazione  socio-
  sanitaria, alla materia esclusivamente sanitaria.
     Non  ci sono, in seno al Piano sanitario regionale, competenze
  che  riguardano la Provincia e non ci sono nemmeno al comma 2 del
  successivo  articolo 3 del disegno di legge in  discussione,  che
  riguarda  i  programmi  regionali  di  edilizia  sanitaria  e  le
  infrastrutture, che si sono voluti richiamare in questo  testo  e
  che sono funzionali all'attuazione del Piano sanitario regionale.
   Tutto ciò per dire che la Provincia non ha alcuna competenza.
   Naturalmente,  nessuno di noi vuole negare  un posto  a  tavola'
  ancorché gratuito, espressione della libera partecipazione e  del
  coinvolgimento delle autonomie e nemmeno esiste alcun  ostracismo
  nei  confronti del rappresentante della Provincia che si vorrebbe
  inserire;  c'è  semplicemente  la consapevolezza  dell'illogicità
  dell'emendamento. Dopodiché, possiamo pure approvarlo.
   Tuttavia,  se  i  colleghi esaminassero il contenuto  del  Piano
  sanitario  regionale, si renderebbero conto che la rappresentanza
  della  Provincia,  a seguito di prerogative e competenze  che  la
  riguardano,  è  salvaguardata in altro strumento legislativo  che
  attiene alla programmazione, cioè nella legge n. 328 del 2000.
   Poi, se vogliamo fare altro, possiamo farlo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO,  vicepresidente della Commissione. Ho già  espresso  le
  perplessità   della   Commissione  in  proposito,   pertanto   la
  Commissione si rimette all'Aula.
   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario a  darne
  lettura.

   LEANZA Edoardo, segretario:

                             «Articolo 3
                              Competenze

       1. La Conferenza esprime parere obbligatorio sul progetto
     del  Piano  sanitario  regionale  eventualmente  formulando
     osservazioni   e   proposte.   Il   parere    si    intende
     favorevolmente reso decorsi infruttuosamente quarantacinque
     giorni dalla relativa richiesta.
       2.  La Conferenza altresì:

       a)  partecipa alla verifica della realizzazione dei piani
     attuativi locali delle aziende ospedaliere;

       b)  esprime  parere nelle ipotesi di cui  all'articolo  3
     bis,  commi 6 e 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
     n. 502 e successive modifiche e integrazioni;

       c) esprime parere obbligatorio, con le modalità di cui al
     comma  precedente,  sui  programmi  regionali  di  edilizia
     sanitaria    e   dotazioni   tecnologiche   connessi    con
     l'attuazione del Piano sanitario regionale;

       d) esercita ogni altra competenza ad essa riservata dalle
     norme nazionali e regionali vigenti.
       3.  Il  parere di cui al comma 2, lettera b)  si  intende
     favorevolmente reso decorsi infruttuosamente  dieci  giorni
     dalla relativa richiesta da parte della Regione».

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -  dagli  onorevoli  Colianni,  Fiorenza,  Minardo,  Ruggirello,
  D'Antoni:
   Emendamento 3.1:

   Alla   lettera   a)   del  comma  2  dopo  le  parole    aziende
  ospedaliere , aggiungere le parole
    e dei comitati di zona previsti dalla legge 8 novembre 2000, n.
  328

   - dagli onorevoli Leanza Nicola ed altri:
   Subemendamento 3.1.1 all'emendamento 3.1:

   Sostituire  le  parole  e dei comitati di  zona  previsti  dalla
  legge  8  novembre  2000,  n. 328  con le  parole   e  di  quanto
  previsto dai piani di zona di cui all'articolo 19 della  legge  8
  novembre 2000, n. 328.

   Pongo  in  votazione il subemendamento 3.1.1. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  ancora
  una   volta   faccio  presente  come,  a  mio  giudizio,   stiamo
  sovrapponendo norme che non hanno alcuna coerenza. Basti dire che
  la  Conferenza  che  stiamo istituendo ha una  rappresentanza  di
  sindaci, delle autonomie che riguardano il territorio, delle ASL,
  delle  intere  ASL,  mentre i piani di zona  sono  pertinenti  ai
  distretti  che fanno parte delle ASL, quindi, non c'è nemmeno  la
  corrispondenza di competenze tra ciascun distretto.  Infatti,  il
  piano  di  zona  si  attua  per  distretti,  mentre,  invece,  la
  competenza territoriale della Conferenza che stiamo istituendo  è
  estesa  all'intero ambito provinciale. Senza dire che esiste  già
  una  Conferenza  apposita  che  regolamenta  quella  materia.  In
  sostanza,   stiamo   intrecciando  in   maniera   propagandistica
  argomenti che, a mio giudizio, non hanno coerenza tra loro.

   LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, su questo emendamento la Commissione  esprime
  parere contrario per una valutazione specifica: i distretti  sono
  già  istituiti  e  riguardano i sindaci; la  Conferenza  non  può
  interferire  su  problematiche  riguardanti  un'istituzione   già
  composta  di  sindaci.  Pertanto il parere  della  Commissione  è
  nettamente contrario.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il subemendamento 3.1.1  è  già
  stato  approvato; pertanto, qualora l'emendamento 3.1 non dovesse
  essere   approvato,   il  subemendamento  seguirebbe   le   sorti
  dell'emendamento cui si riferisce.

   RINALDI.   Se   venisse   ritirato   l'emendamento   principale,
  decadrebbe quello che lo modifica.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli uffici mi confermano  quanto
  già detto, quindi o respingete l'emendamento 3.1 o presentate  un
  emendamento soppressivo.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  3.1.  Il   parere   della
  Commissione?

   LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Conseguentemente, il subemendamento 3.1.1 decade.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (È  approvato)
   Si  passa all'articolo 4. Invito il deputato segretario
  a darne lettura.

   LEANZA Edoardo, segretario:

                             «Articolo 4
                      Modalità di funzionamento

       1. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità, da
     adottarsi  entro  sessanta giorni dalla entrata  in  vigore
     della   presente  legge,  previo  parere  della  competente
     Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana,
     sono   disciplinate  le  modalità  di  funzionamento  della
     Conferenza ed altresì le modalità di raccordo della  stessa
     con   la  Conferenza  permanente  Regione-Autonomie  locali
     prevista  dall'articolo 43 della legge  regionale  7  marzo
     1997, n. 6 e successive modifiche e integrazioni».

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  dagli  onorevoli
  Maira ed altri il seguente emendamento 4.1:
   Sostituire l'articolo 4 con il seguente:

                             «Articolo 4
                       Modalità di funzionamento

         1.  Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore  della
     presente  legge, con decreto del Presidente  della  Regione
     adottato,  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per  la
     sanità, con delibera della Giunta regionale, previo  parere
     della  competente  Commissione  legislativa  dell'Assemblea
     regionale  siciliana,  sono  disciplinate  le  modalità  di
     funzionamento  della Conferenza ed altresì le  modalità  di
     raccordo della stessa con la Conferenza permanente Regione-
     Autonomie  locali  prevista dall'articolo  43  della  legge
     regionale  7  marzo  1997,  n. 6 e successive  modifiche  e
     integrazioni».

                  Presidenza del Presidente Cascio


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                               Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli   D'Asaro,   Limoli,
  Buzzanca e Marrocco hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 173/A

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,    pongo    in    votazione
  l'emendamento  4.1, interamente sostitutivo dell'articolo  4.  Il
  parere della Commissione?

   LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (È approvato)
   Si  passa all'articolo 5. Invito il deputato segretario a  darne
  lettura.

   LEANZA Edoardo, segretario:

                             «Articolo 5
                            Norma finale

       1.  La  presente  legge  sarà pubblicata  nella  Gazzetta
     ufficiale della Regione siciliana.
       2.  E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
     farla osservare come legge della Regione».

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Al  coordinamento  formale del disegno di  legge  provvederà  la
  Presidenza su autorizzazione dell'Assemblea.

   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                173/A


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale del disegno di legge
  n.   173/A  «Istituzione  della  Conferenza  permanente  per   la
  programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano   sì:  Ammatuna,  Barbagallo,  Bonomo,  Bosco,  Campagna,
  Caronia,   Cascio  F.,  Cordaro,  Corona,  Cracolici,   D'Antoni,
  D'Asero,  De  Benedictis,  De Luca, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di  Mauro,  Dina, Donegani, Faraone, Federico,  Ferrara,
  Fiorenza,  Greco,  Gucciardi,  Laccoto,  Leanza  Edoardo,  Leanza
  Nicola,  Lentini,  Leontini,  Lupo, Maira,  Marinello,  Marinese,
  Marziano,  Minardo,  Mineo, Musotto, Oddo, Panarello,  Panepinto,
  Pogliese,   Raia,   Rinaldi,  Ruggirello,   Speziale,    Termine,
  Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.

   Sono  in  congedo: Adamo, Beninati, Buzzanca, Colianni, D'Asero,
  Galvagno,  Gennuso,  Limoli, Mancuso, Marrocco,  Scammacca  della
  Bruca.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  51
   Maggioranza .       26
   Favorevoli          51

                        (L'Assemblea approva)
      Rinvio della discussione del documento di programmazione
           economico-finanziaria per gli anni 2009 - 2013.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  il  Presidente
  della Regione e l'Assessore per il bilancio sono impegnati a Roma
  per motivi istituzionali. Conseguentemente il punto
  IV dell'ordine del giorno è rinviato alla prossima seduta.
   Comunico,  altresì, che la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  è  convocata per martedì 7 ottobre 2008,  alle  ore
  16.00.
   La  seduta è rinviata a martedì 7 ottobre 2008, alle ore  17.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       I  -Comunicazioni.

       II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
        lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
         N.  53     -      Interventi  urgenti  allo   scopo   di
                 salvaguardare la scuola pubblica.

         N. 54 -  Interventi  per  assicurare  l'allocazione   in
                 Sicilia   della   sede   del   Politecnico   del
                 Mediterraneo.

         N.  55  -    Iniziative  per la proroga dei  termini  di
                 scadenza  per  la concessione dei  finanziamenti
                 comunitari relativi al POR 2000 - 2006.

       III  -Discussione del documento di programmazione economico-
        finanziaria per gli anni 2009 - 2013.

       IV  - Discussione della mozione:
         N. 48 -  Iniziative,  a livello centrale,  per  attivare
                 azioni  di contrasto alla manovra statale  sulla
                  questione scuola' nella Regione siciliana.

       V  -Elezione di cinque componenti della commissione di garanzia
        per   la   trasparenza,  l'imparzialità   delle   pubbliche
        amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.

                  La seduta è tolta alle ore 12.05

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            il direttore
                        dott. Eugenio Consoli