Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA Edoardo, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Adamo, Scammacca della
Bruca, Colianni e Galvagno hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta
dagli oratori parrocchiali nella Regione (n. 229)
presentato dall'onorevole Limoli in data 30 settembre 2008
- Modifica all'articolo 1 della legge regionale 8 giugno
2005, n. 8 (n. 230)
presentato dagli onorevoli Cordaro, Campagna, Greco, Mineo,
D'Asero, Scammacca, Torregrossa, Corona in data 30 settembre
2008
- Norme sull'incompatibilità dei deputati regionali (n. 231)
presentato dall'onorevole Fagone in data 1 ottobre 2008
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate:
LEANZA Edoardo, segretario:
«All'Assessore per la sanità, premesso che con decreto n.
7249 del 12 gennaio 2006 l'Assessore regionale per la
sanità ha istituito la commissione permanente per la
dialisi con funzioni consultive e di indirizzo per le
patologie nefrologiche;
considerato che, con disposizione assessoriale del 17
marzo 2006, l'Assessore per la sanità pubblicava sulla
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana la composizione
di detta commissione;
atteso che, malgrado sia stata istituita e comunicata la
composizione della commissione permanente per la dialisi, a
tutt'oggi non è stata mai attivata;
per sapere se non ritenga opportuno attivare la
commissione permanente per la dialisi che, con le sue
funzioni consultive e di indirizzo, può rendersi utile
all'attività di programmazione assessoriale.» (152);
(30/09/2008)
FALCONE - VINCIULLO
«All'Assessore per l'industria, premesso che cinque anni
fa, dopo un lungo percorso di crisi industriale che aveva
avuto anche risvolti giudiziari e coinvolto la Siciliana
Imballaggi e la IPC, nasceva la ISI s.r.l. che usufruiva
del personale delle due aziende dismesse, prelevato dalle
liste di mobilità e quindi beneficiario degli sgravi
fiscali e previdenziali previsti dalla legge;
visto che nei primi anni di attività, anche grazie
all'utilizzo di tali sgravi, l'attività dell'azienda
sembrava in forte crescita e che invece, esaurita detta
fase, l'azienda dichiarava la necessità di procedere al
licenziamento di una parte consistente del personale ed
avviava una prima procedura di mobilità già nel 2007,
procedura poi ritirata senza alcun licenziamento;
considerato che la possibilità di fare ricorso alla CIGO
(cassa integrazione guadagni ordinaria) non è stata
ritenuta possibile per mancanza di requisiti, essendo
l'azienda in regime di mono-committenza, e che perciò
l'azienda ha operato in questi giorni, senza tenere in
alcuna considerazione le proposte delle organizzazioni
sindacali di categoria ed aziendali, il licenziamento di
sei lavoratori, tra cui un delegato sindacale, e che tale
riduzione di personale fa pensare ad altri ulteriori tagli
ed al definitivo ritiro dal mercato;
ritenuto invece che, prendendo in considerazione le
proposte avanzate dalle organizzazioni sindacali anche in
un apposito incontro presso la prefettura, disertato in
modo sprezzante dal rappresentante aziendale, si potrebbero
evitare i licenziamenti ricorrendo cioè:
1. all'utilizzo di una banca ore dove accumulare le ore
di lavoro straordinario successivamente utilizzabili per
coprire i periodi di calo produttivo;
2. alla programmazione della produzione, prevedendo una
riduzione di lavoro a turno (contratto di solidarietà) che,
senza aggravio economico per l'azienda, permetterebbe il
rientro dei 6 licenziati;
considerato inoltre che si tratta di azienda, la ISI, che
ha beneficiato, come quelle da cui ha tratto origine
(Siciliana Imballaggi e IPC), di consistenti risorse
pubbliche a titolo di sgravi fiscali e previdenziali e la
cui cattiva gestione potrebbe portare, come nel caso delle
due aziende madri, ad ulteriori licenziamenti, al
ridimensionamento dell'apparato produttivo, se non
addirittura al fallimento;
per sapere quali misure intenda adottare e se non
ritenga:
1. di doversi attivare nei confronti dell'impresa ISI per
farla recedere dalle sue decisioni di licenziamento;
2. di attivare un tavolo di incontro presso la prefettura
di Siracusa con lo scopo di evitare i licenziamenti e porre
in essere, invece, le condizioni per il rilancio
dell'attività produttiva.» (153);
(1 ottobre 2008)
MARZIANO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate
al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato a dare lettura
dell'interpellanza presentata.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità premesso che le malattie renali rappresentano un
grosso problema di ordine sanitario, ma anche di ordine
economico e sociale, per l'elevata incidenza nella
popolazione;
visto che il piano sanitario regionale 2000/2002,
pubblicato sul supplemento ordinario della Gazzetta
ufficiale della regionale siciliana del 2 giugno 2000, che
ha individuato le nefropatie, soprattutto nelle forme che
esitano in insufficienza renale con conseguente necessità
di emodialisi e dialisi peritoneale, tra le condizioni
morbose di particolare rilievo sociale e che meritano di
specifica attenzione in quanto importanti cause di
invalidità;
tenuto conto che il Governo regionale, qualche giorno
addietro, in sintonia col Ministero del lavoro, della
salute e delle politiche sociali, ha varato il piano di
riqualificazione e contenimento della spesa sanitaria;
considerato che la spesa nazionale per le nefropatie è
quantificata nella cifra di euro 250 milioni di cui il 10%
viene sostenuto in Sicilia;
atteso che la problematica delle nefropatie è, comunque,
in aumento, comportando in Sicilia un incremento annuo di
duecento pazienti per ogni milione di abitanti;
preso atto che, al fine di contenere la spesa pubblica, a
seguito della crescita di tale patologia e considerando che
il costo di un solo dializzato è pari a 27 mila e 500 euro
annui, in quasi tutte le regioni italiane é stato istituito
il registro di dialisi e trapianto;
visto che in Sicilia non esiste ancora un registro di
dialisi e trapianti che possa disporre di dati statistici
affidabili, per potere comprendere appieno i fenomeni
legati alla distribuzione nello spazio e nel tempo delle
malattie nefrologiche, per rilevare natalità, mortalità,
accesso alle strutture sanitarie, spesa programmata, ecc.
nel detto comparto sanitario;
per conoscere se non ritengano opportuno istituire il
registro siciliano di dialisi e trapianti che raccolga i
dati relativi al trattamento di dialisi e trapianto dei
pazienti, che rilevi i dati clinico-epidemiologici sul
territorio, che verifichi i flussi della patologia, che
monitorizzi l'adeguatezza delle risorse disponibili alla
luce delle esigenze emergenti, che implementi il database
centrale con l'invio periodico da parte dei centri dialisi
periferici delle variazioni avvenute relative ai pazienti
in trattamento, nonché dei nuovi ingressi, che collabori in
maniera sistematica con il registro italiano di dialisi e
trapianti e con altri registri internazionali.» (22).
(30 settembre 2008)
FALCONE - VINCIULLO - POGLIESE
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate, in data 1
ottobre 2008, le seguenti mozioni:
numero 53: Interventi urgenti allo scopo di salvaguardare la
scuola pubblica , degli onorevoli Donegani, Digiacomo, Marziano,
Di Guardo;
numero 54: Interventi per assicurare l'allocazione in Sicilia
della sede del Politecnico del Mediterraneo , degli onorevoli
Rinaldi Barbagallo, Gucciardi, Laccoto, Galvagno, Lupo, Ammatuna,
Ferrara, Fiorenza, Bonomo;
numero 55: Iniziative per la proroga dei termini di scadenza
per la concessione dei finanziamenti comunitari relativi al POR
2000-2006 , degli onorevoli D'Asero, Savona, Greco, Ardizzone.
Invito il deputato a darne lettura.
LEANZA Edoardo, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il Governo Berlusconi, nel mettere in atto lo
smantellamento della scuola pubblica in Sicilia, è passato
dalle parole ai fatti, abbandonando al proprio destino gli
studenti con disabilità e accrescendone l'emarginazione
sociale e la dispersione scolastica;
l'attuazione irresponsabile della politica dei tagli
nella scuola siciliana ha impoverito quella pubblica e ciò
sarà ancora più evidente nel prossimo triennio per effetto
del decreto-legge n. 112 del 2008;
mille posti di lavoro in meno e 1.700 disabili senza
sostegno. Queste sono le cifre rese note dal direttore
dell'Ufficio scolastico regionale, in applicazione di
quanto già deciso dal Governo Berlusconi per risanare i
conti pubblici;
le famiglie di questi ragazzi insieme ai mille docenti
specializzati nell'assistenza agli alunni disabili, dopo
aver per anni contribuito notevolmente al regolare
svolgimento delle attività didattiche degli alunni
disabili, non vedranno riconfermato l'incarico. Pertanto,
dal mese di settembre 2008 resteranno a casa e,
soprattutto, senza stipendio;
la provincia di Caltanissetta in particolare, rispetto a
tutte le altre province siciliane, ha subito il più alto
taglio di personale docente con più di 2/3 rispetto
all'anno precedente, impedendo a più di 200 alunni disabili
di ricevere risposte alle loro esigenze formative;
RITENENDO oltremodo grave, oltre che un atto di
arretramento di civiltà, far pagare alle fasce più deboli
le conseguenze di quanto disposto dal Governo Berlusconi e
che è necessario e doveroso continuare e sostenere i
docenti della scuola di sostegno ed invitare il personale
della scuola, le associazioni delle famiglie dei disabili e
tutti i soggetti interessati a vigilare perché non si leda
il diritto all'istruzione dei ragazzi disabili,
impegna il Presidente della Regione e il Governo della
Regione
a contrastare i provvedimenti del Governo centrale,
individuando le iniziative e i provvedimenti da adottare
per evitare che la scuola siciliana diventi luogo di
emarginazione e non di integrazione per gli alunni
diversamente abili, impedendo al Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca che, non
avendo più nulla da raschiare in ordine a riduzione di
organico, decide di colpire gli alunni più deboli e
mortificare le esperienze e le professionalità acquisite;
a difendere i diritti collettivi e soggettivi come quello
di avere il sostegno scolastico, necessario per una reale
integrazione e per la valorizzazione delle potenzialità dei
soggetti disabili, con la consapevolezza che costoro, come
tante altre e spesso drammatiche realtà, non possono sempre
essere esclusi né elusi dalla politica ma da essa aiutati
perché, se ciò non accadesse, svanirebbe il ruolo della
politica e resterebbe soltanto l'illusione di
rappresentarla.
Tali sono infatti le basi per un nuovo patto sociale di
cittadinanza, le generazioni e le genti di Sicilia, scritto
sui diritti e sulle responsabilità, individuali e
collettive, che diano risposte all'incertezza di vivere nel
cambiamento della società siciliana.» (53);
(1 ottobre 2008)
DONEGANI - DIGIACOMO - MARZIANO - DI
GUARDO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la recente decisione adottata dalla Commissione Europea
di trasferire la sede del Politecnico del Mediterraneo in
Slovenia e, quindi, di sottrarlo alla Sicilia, senza tener
conto del lavoro preparatorio fatto dalle quattro
università isolane, con impiego di risorse per 6 milioni di
euro, priva la Sicilia della possibilità di diventare polo
di attrazione per molti paesi nello strategico campo del
sapere tecnico e scientifico, che è presupposto primario di
ogni reale prospettiva di sviluppo;
il progetto per la nascita del Politecnico del
Mediterraneo era già stato assegnato da parte dell'Unione
Europea alla Sicilia, il cui studio di fattibilità, redatto
dai quattro atenei isolani, già consegnato al nostro
Ministero degli affari esteri nonché esitato favorevolmente
dagli organismi europei, attendeva soltanto l'assegnazione
dei 50 milioni di euro occorrenti per la relativa
realizzazione;
RITENUTO che:
la nascita di questo ateneo internazionale nella nostra
Isola è di fondamentale importanza per il ruolo strategico
che la Sicilia può e deve assumere nella politica dell'alta
formazione nel Mediterraneo;
l'istituzione del Politecnico in Sicilia rappresenta, in
un sistema di cooperazione economica e culturale tra
Europa, Africa e Medio Oriente, una preziosa opportunità
per attingere all'alta formazione non solo per il Meridione
d'Italia ma per l'intero bacino del Mediterraneo;
la decisione di trasferire la sede del Politecnico in
Slovenia priva la nostra Regione non solo dei finanziamenti
necessari alla sua realizzazione ma anche della possibilità
di valorizzare le sue intelligenze nonché di diventare polo
di attrazione per molti paesi nello strategico campo del
sapere tecnico e scientifico, presupposto fondamentale di
ogni reale prospettiva di sviluppo,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con una forte azione rivendicativa nei
confronti del Governo nazionale, interlocutore
istituzionale dell'Unione Europea affinché la nascita del
Politecnico del Mediterraneo trovi la sua naturale e logica
allocazione in Sicilia, come originariamente previsto.»
(54);
(1 ottobre 2008)
RINALDI - BARBAGALLO - GUCCIARDI -
LACCOTO GALVAGNO - LUPO - AMMATUNA -
FERRARA FIORENZA - BONOMO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che sono imminenti i termini di scadenza per la
concessione dei finanziamenti comunitari relativi al POR
2000-2006 entro i quali i lavori devono essere completati;
RITENUTO che gli iter procedurali per l'approvazione dei
progetti e per la concessione dei finanziamenti, sono stati
piuttosto lunghi, principalmente a causa della
farraginosità della macchina burocratica regionale;
CONSIDERATO che alcuni lavori sono stati appaltati a metà
del corrente anno,altri dovrebbero essere completati entro
il 30 settembre ed altri ancora entro la fine dell'anno e
che il termine completati indica il totale iter della
pratica, compreso il collaudo e la rendicontazione;
VERIFICATO che tali tempi sono estremamente compressi e
che sia da parte delle pubbliche amministrazioni che da
parte dei privati che godono di tali finanziamenti ci si
trova nella totale impossibilità di rispettarli con il
diretto risultato della revoca degli stessi;
CONSIDERATO inoltre che, come è facilmente intuibile,
sarebbero gravissime le ripercussioni sull'economia
dell'Isola,
impegna il Governo della Regione
ad attivare idonee misure, in sinergia, se necessario,
con il Governo nazionale, presso la Comunità Europea perchè
venga concesso un periodo di proroga dei termini di
scadenza della rendicontazione.» (55).
(1 ottobre 2008)
D'ASERO - SAVONA - GRECO - ARDIZZONE
PRESIDENTE. Le mozioni testé lette saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 50: Iniziative volte a ripristinare l'intitolazione
dell'aeroporto di Comiso (RG) a Pio La Torre , degli onorevoli
Cracolici, Leanza Edoardo, Maira, Adamo;
numero 51: Interventi presso il Governo nazionale per una
revisione della politica dei tagli nel settore della sicurezza ,
degli onorevoli Lupo, Gucciardi, Galvagno, Di Benedetto,
Savona, Panepinto, Speziale;
numero 52: Interventi a livello centrale per scongiurare i
tagli di risorse finanziarie operati a danno dei comparti di
sicurezza , degli onorevoli Fiorenza, Rinaldi, Galvagno,
Barbagallo, Laccoto, Ammatuna, Ferrara.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
LEANZA Edoardo, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che, con delibera della giunta municipale di
Comiso del 26 agosto 2008, è stata ripristinata
l'intitolazione dell'aeroporto al gen. Magliocco, revocando
parzialmente la delibera n. 104 del 12 aprile 2007 con la
quale era stato intitolato a Pio La Torre;
COGLIENDO in questo atto la volontà di selezionare la
memoria storica rimuovendo fatti, avvenimenti e personalità
che hanno contribuito a costituire una nuova identità
siciliana, una rinnovata coscienza civile e democratica,
intrisa di valori di pace, di rifiuto della guerra come
strumento di risoluzione dei conflitti internazionali e
della mafia come sistema di gestione dei conflitti
d'interesse economico e sociale;
RICORDATO che:
il progetto di uso civile dell'aeroporto di Comiso,
voluto e sostenuto con apposite mozioni dall'Assemblea
regionale siciliana, nasce dalla straordinaria
mobilitazione del popolo siciliano che vide tra i suoi
principali protagonisti e promotore proprio Pio La Torre e
che, dunque, l'intestazione al suo nome nasce dalla natura
nuova della struttura aeroportuale e dal suo uso pacifico
al servizio della Sicilia sud orientale;
gli aeroporti sono la porta d'ingresso della Regione ed
il loro nome, correndo sulla bocca di passeggeri nazionali
e internazionali, costituisce un significativo biglietto da
visita che ne rappresenta l'immagine;
RIBADITA la volontà di voler fare della Sicilia una Terra
non sottomessa alla mafia, attraverso l'intitolazione a
nomi come Falcone, Borsellino e, appunto, Pio La Torre, si
intende onorare e trasmettere la memoria di siciliani di
alto spessore umano e civile che si sono battuti per la
civiltà del diritto, contribuendo alla costruzione di una
nuova identità collettiva e a dare coscienza della
possibilità di combattere il fenomeno anche nelle sue
implicazioni internazionali;
VALUTATO, inoltre, il diverso significato che può avere
l'intitolazione di una struttura militare o di una
struttura civile,
esprime
l'opinione dell'assoluta opportunità di mantenere
l'intitolazione della struttura civile aperta al traffico
nazionale e internazionale, strumento di accoglienza e di
servizio, a una figura che ribadisce la voglia di pace,
giustizia sociale e rifiuto della mafia da parte della
maggioranza della popolazione siciliana, sottolineando,
quindi, la necessità di un ritorno all' intitolazione
dell'aeroporto di Comiso a Pio La Torre, espressione non di
una sola parte politica, ma memoria condivisa di un grande
siciliano, che ha saputo con efficacia interpretare la
nuova identità della Sicilia;
impegna il Governo della Regione
ad adottare le opportune iniziative politiche e
amministrative utili a ripristinare l'intitolazione
dell'aeroporto di Comiso a Pio La Torre.» (50);
(26 settembre 2008)
CRACOLICI - LEANZA E. - MAIRA - ADAMO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la sicurezza urbana, intesa come effettivo contenimento
dei fatti criminosi sul territorio, che favorisce la
coesione sociale e la rimozione dei fenomeni che disturbano
e comprimono la libertà dei singoli, è un fattore che
incide in modo determinante sulla qualità della vita delle
persone;
la complessiva domanda di sicurezza che i cittadini
avanzano con fermezza e correttezza alle istituzioni, ivi
compresa l'amministrazione regionale, necessita che vengano
messe in atto coerentemente e tempestivamente, politiche,
azioni e specifici interventi tesi a sconfiggere tali
degenerazioni ed a riportare la convivenza ai livelli ai
quali la nostra collettività è abituata;
gli impegni assunti dal Governo con la firma del patto
per la sicurezza, oltre alla ricerca della massima
integrazione tra le istituzioni nelle politiche di
prevenzione, educazione e contrasto ad ogni forma di
illegalità, prevedevano anche l'impegno da parte del
Ministero a realizzare al più presto l'allargamento degli
organici delle forze dell'ordine presenti sul territorio;
CONSIDERATO che:
con il decreto legge n. 112 del 2008 convertito in legge
n. 133 del 2008, riguardante la manovra correttiva del
bilancio dello Stato per il triennio 2009/2011, sono stati
previsti tagli per oltre tre miliardi di euro sui capitoli
di spesa della sicurezza e della difesa delle
amministrazione dello Stato;
è stata prevista la riduzione complessiva nel triennio
dell'organico delle forze di polizia e delle forze armate
di circa 40 mila operatori, conseguenza sia del mancato
turn over del personale sia della sospensione volontaria
dal servizio e/o collocamento coatto in pensione per
anzianità 'contributiva';
è prevista la riduzione del 50% all'anno di stanziamenti
per remunerare le indennità direttamente connesse
all'operatività che, come è noto, incidono direttamente sui
servizi in strada e sul controllo del territorio; é
confermata la mancata previsione di interventi di
detassazione del lavoro straordinario, già concesso al
settore privato, e/o delle indennità accessorie;
è prevista la riduzione del 40% della retribuzione
accessoria in caso di malattia e infortuni sul lavoro;
il provvedimento contiene decisioni che vanno in netta
controtendenza con l'obiettivo dichiarato di collocare la
sicurezza in cima alle priorità dell'azione di Governo,
quale indispensabile premessa della possibilità di sviluppo
di questo Paese;
le organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle
lavoratrici del comparto sicurezza hanno aperto una
vertenza nazionale per sollecitare al Governo la dovuta
attenzione per il settore;
RITENUTO che:
particolare disappunto genera l'assenza di misure in
favore del personale del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco, in particolare circa l'equiparazione retributiva e
previdenziale con gli altri operatori del Corpo di Stato;
tale provvedimento è atteso da troppo tempo e si rivela
come non più rinviabile stante il ruolo fondamentale svolto
da tale Corpo nella prevenzione e nel soccorso della
popolazione civile;
il servizio svolto dai vigili del fuoco andrebbe,
pertanto, rafforzato e reso ancor più efficiente anche col
potenziamento delle risorse, dei mezzi e del personale;
CONSIDERATO, infine, che è necessario potenziare gli
organici delle forze dell'ordine in Sicilia, in un momento
in cui è determinante non dare tregua alle organizzazioni
criminali, dopo i successi conseguiti con gli arresti dei
vertici di Cosa Nostra e vista la reazione positiva delle
parti sociali e della società civile organizzata tutta,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché sia
profondamente rivista la politica dei tagli nel settore
della sicurezza e siano ripristinate le condizioni di piena
funzionalità operativa degli apparati;
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché siano
onorati gli impegni presi con la sottoscrizione del patto
per la sicurezza.» (51);
(30 settembre 2008)
LUPO - GUCCIARDI - GALVAGNO - DI
BENEDETTO PANEPINTO - SAVONA - SPEZIALE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che è in atto una mobilitazione unitaria di
tutte le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori
delle forze dell'ordine e delle forze armate contro i tagli
delle risorse finanziarie al comparto, nell'ambito della
definizione della manovra economico-finanziaria del Governo
nazionale per il prossimo triennio;
ravvisata la fondatezza dell'allarme lanciato dalla
categoria riguardo ad una decurtazione complessiva di circa
3,2 miliardi di euro, indubbiamente insostenibile senza una
profonda e rischiosissima compromissione del sistema
sicurezza dell'intero Paese;
preso atto delle richieste che le forze di polizia e le
forze armate avanzano in ordine al rientro delle risorse
per il funzionamento degli uffici, la manutenzione dei
mezzi, la funzionalità delle dotazioni strumentali del
personale, nonché il superamento del blocco del turn over
che indebolisce la stessa capacità di garantire controllo e
presidio del territorio;
rilevata la palese incongruità di un esecutivo e della
maggioranza che lo sostiene che dichiara l'impegno per la
sicurezza dei cittadini e, al contempo, colpisce
pesantemente alle fondamenta il sistema istituzionale a ciò
deputato, scaricando sul comparto e sui livelli retributivi
del personale le inefficienze di una politica fiscale e
tributaria che già con i primi provvedimenti ha compromesso
pesantemente i positivi risultati di finanza pubblica
conseguiti dal precedente governo;
ritenuto che, al di là dei proclami e delle
determinazioni di impatto mediatico: incursioni nei campi
rom, impronte anche ai bambini, militari a guardia delle
discariche e pronti ad essere dispiegati sulle città, di
fatto, sono stati decisi tagli pesanti su quella che era
definita la 'priorità delle priorità'; tagli che lasceranno
in garage le vetture dei poliziotti e dei carabinieri, che
non consentiranno di aumentare i contingenti, e che le
paghe invece che migliorare, per i tutori dell'ordine
pubblico, rischiano di dimagrire;
ritenuto, altresì, necessario garantire le risorse
finanziarie alla sicurezza del territorio, anche come
elemento deterrente ad iniziative di emergenza ai limiti
della legalità, che trovano consenso proprio in presenza di
difficoltà strutturali del sistema istituzionale,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale per il
recupero integrale delle risorse decurtate al comparto
delle forze dell'ordine e delle forze armate sin dal
bilancio 2009, tenuto conto delle pesantissime
ripercussioni che i provvedimenti in oggetto avrebbero sul
livello di sicurezza anche nella nostra Regione.» (52).
(30 settembre 2008)
FIORENZA - RINALDI - GALVAGNO - BARBAGALLO
LACCOTO - AMMATUNA - FERRARA
PRESIDENTE. Dispongo che le mozioni testé lette vengano
demandate alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè se ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge n. 173/A
«Istituzione della Conferenza permanente per la programmazione
sanitaria e socio-sanitaria regionale».
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge n. 173/A
Istituzione della Conferenza permanente per la programmazione
sanitaria e socio-sanitaria regionale .
Invito i componenti la VI Commissione legislativa a prendere
posto al banco delle commissioni.
Ricordo all'Aula che la discussione del disegno di legge si era
interrotta nella seduta di ieri dopo l'approvazione del passaggio
all'esame degli articoli.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 1.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Articolo 1
Istituzione della Conferenza
l. In attuazione dell'articolo 2, comma 2 bis, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
modifiche e integrazioni, presso l'Assessorato regionale
della sanità, è istituita la Conferenza permanente per la
programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale, di
seguito denominata Conferenza, quale organismo
rappresentativo delle autonomie locali nell'ambito della
programmazione sanitaria
e socio-sanitaria, con funzioni di indirizzo e
programmazione in materia sanitaria
e sociale.»
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(É approvato)
Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Articolo 2
Composizione
1. La Conferenza è costituita con decreto del Presidente
della Regione ed è così composta:
a) dall'Assessore regionale per la sanità, o suo
delegato, che la presiede;
b) dall'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, o suo delegato;
c) dai Presidenti delle conferenze dei sindaci dei comuni
ricompresi nell'ambito territoriale delle Aziende Unità
Sanitarie Locali;
d) da un rappresentante dell'Associazione regionale dei
comuni siciliani A.N.C.I. Sicilia.
2. I componenti della Conferenza restano in carica fino a
quando conservano il relativo titolo di rappresentanza di
cui al comma 1.
3. Nelle ipotesi disciplinate dall'articolo 3 bis, commi
6 e 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e
successive modifiche e integrazioni, la Conferenza è
integrata, ai sensi del predetto articolo 3 bis, comma 7,
con il sindaco del comune capoluogo della provincia in cui
è situata l'azienda.
4. La Conferenza può decidere di sentire, su materie e
temi specifici, i rappresentanti di enti, categorie,
associazioni o movimenti comunque interessati agli
argomenti posti all'ordine del giorno. La Conferenza può
avvalersi altresì della collaborazione, a titolo gratuito,
di esperti nelle materie di propria competenza.
5. La partecipazione alle sedute della Conferenza è a
titolo gratuito. Eventuali spese per missioni saranno
regolate secondo l'ordinamento degli enti di appartenenza».
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 2 è stato presentato, a
firma dell'onorevole Maira, il seguente emendamento 2.1:
Dopo la lettera d) aggiungere la seguente lettera: e) da un
rappresentante dell'Unione delle Province regionali siciliane .
Assente il firmatario, l'emendamento si intende ritirato.
LEANZA NICOLA. Ai sensi dell'articolo 114 del Regolamento
interno, dichiaro di riprenderlo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è una
pessima abitudine, qui, in Assemblea, di legiferare ultra petita.
Le province, nell'ambito dell'ordinamento sanitario, non hanno
alcuna competenza: dalla legge nazionale 833 del 1978 in poi, le
competenze socio-sanitarie fanno capo alla Regione ed ai comuni.
Non si capisce perché si dovrebbe forzare una filosofia
consolidata e nemmeno sulla base di quale argomentazione: perché
dobbiamo aggiungere un posto in più? Solo questa è la ragione
Le province non hanno mai avuto alcuna competenza in questo
circuito, assessore Russo. Per questi motivi chiedo al Governo di
esprimere un parere in coerenza con l'impianto normativo
generale: dalla legge 833/1978 al decreto legislativo 502/1992 a
tutti gli altri provvedimenti.
La competenza in questione fa capo esclusivamente alla Regione
ed ai comuni.
L'emendamento è finalizzato soltanto ad aggiungere un posto in
più e non al miglioramento dei servizi. Invito, quindi, il
Governo ad esprimersi in maniera coerente con la normativa
vigente.
Per quanto mi riguarda, ovviamente, voterò contro l'emendamento
2.1.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Speziale, nella foga della propria esposizione, è convito che
siamo di fronte ad una Conferenza nella quale chissà quali
gettoni potranno gratificare i componenti. Onorevole Speziale,
non esistono gettoni di presenza, è un istituto con caratteri
programmatori
Lei non ha seguito le evoluzioni delle leggi che riguardano il
sociale e l'integrazione socio-sanitaria, dove la provincia ha un
ruolo delineato nella legge nazionale n. 328 del 2000
nell'integrazione socio-sanitaria; una visione della sanità
disgiunta da quella dell'assistenza sociale è una visione
retrograda. Invito, pertanto, il Governo ad approvare
l'emendamento 2.1 nella consapevolezza che l'U.R.P.S., in
rappresentanza delle Province regionali siciliane, potrà proporre
adeguati suggerimenti ed interventi all'interno di un organismo
che deve svolgere funzioni di programmazione socio-sanitaria e
non soltanto sanitaria. Non ritengo, quindi, ciò ultroneo né
superfluo.
LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi la VI Commissione, con grande senso di
responsabilità, ha cercato di dar vita ad una struttura snella.
Avendo esaminato le richieste provenienti sia dai presidenti
delle Province che dall'Ordine dei medici, la Commissione ha
ritenuto, al fine di evitare di imbalsamare la Conferenza, di
realizzare una struttura agile e di prevedere procedure snelle.
Aggiungo, altresì, che altri Ordini avevano chiesto di far parte
della Conferenza e che, tra l'altro, si è tenuto conto della
circostanza, poc'anzi riferita, che le province oggi non hanno
competenza in materia sanitaria.
Ricordo che la Commissione si è espressa all'unanimità sul non
andare oltre le rappresentanze già previste nel testo al nostro
esame.
Approvare l'emendamento 2.1, avendo la Commissione già
esaminato le numerose richieste di inserimento nella Conferenza
che sono state avanzate, significherebbe stravolgere un organismo
snello, operativo e immediato, che, tra l'altro, il Governo ci
aveva chiesto di costituire proprio con queste caratteristiche al
fine di non comprometterne l'operatività.
PRESIDENTE. La Presidenza è pienamente concorde con le
argomentazioni che sono state espresse. Tuttavia, poiché la
provincia è un ente che rappresenta diffusamente il territorio ed
essendo la Conferenza un organismo che ha potere di indirizzo e
di programmazione, non mi sentirei di escluderla a priori.
Saranno, comunque, il Governo e la Commissione a doversi
pronunciare e l'Aula a decidere.
Pongo in votazione l'emendamento 2.1. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Signor Presidente, signori
deputati, il parere del Governo sull'emendamento 2.1 è
favorevole. La Conferenza, infatti, è espressione delle autonomie
locali e, secondo me, l'assenza della rappresentanza dell'Unione
delle Province regionali costituirebbe una deminutio
dell'organismo in questione. Dico ciò perché in relazione
all'evoluzione del sistema che stiamo delineando l'interlocuzione
della Provincia è importante, in quanto essa istituzionalmente
interloquisce in merito alle grandi infrastrutture e alle grandi
opere. L'organismo in questione, la Conferenza permanente per la
programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale, ai sensi
dell'articolo 3, lettera c) del testo al nostro esame, dovrà
esprimere un parere obbligatorio sui programmi regionali di
edilizia sanitaria. Per questo motivo ritengo sia opportuna la
presenza, ovviamente gratuita, del rappresentante delle Province.
È proprio la natura dell'organismo che ci accingiamo a costituire
che richiede la presenza al proprio interno della voce delle
Province. Questa, e soltanto questa, è la ragione per cui il
Governo esprime parere favorevole sull'emendamento.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per dichiarazione di voto
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
argomentazioni addotte dal Governo sono assolutamente
insufficienti; sono un arrampicarsi sugli specchi nel tentativo
di sostenere l'emendamento in questione, stabilendo ed
attribuendo in questa sede, per la prima volta, alle province
competenze che mai nessuna norma ha loro attribuito.
L'assessore Russo, oggi, fa sapere, a voi che siete in politica
da tanti anni, che le province regionali hanno competenza in
materia sanitaria
Assessore Russo, citi soltanto una norma, recente o lontana,
che attribuisce alle province competenze in materia sanitaria. Ne
citi soltanto una
Non esiste alcuna norma di questo tipo, e lei lo sa
Si sta cercando di fare una forzatura non coerente con
l'impianto normativo, una forzatura dettata dalla circostanza che
dentro la maggioranza, anche per questioni minimali, c'è
l'esigenza di trovare qualche posto in più, perché diversamente
non ci sarebbe equilibrio
Non avendo partecipato ai lavori della Commissione Sanità , mi
sono informato con i colleghi di quella Commissione, i quali mi
hanno detto che hanno accertato che in nessuna Regione la
Conferenza prevede al proprio interno rappresentanti delle
province. Non esiste un caso analogo in alcuna Regione Ma in
Sicilia - lo sappiamo - abbiamo la coda , siamo più scaltri,
dobbiamo forzare le situazioni; in questo caso dobbiamo forzare
l'impianto normativo di carattere generale
Non condividendo assolutamente le motivazioni addotte
dall'assessore Russo, ribadisco il mio orientamento contrario
all'emendamento 2.1.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo
contestare le ragioni che hanno portato la Commissione Sanità ad
assumere questo orientamento. Tra l'altro, poiché la Commissione
è composta di rappresentanti di tutte le forze politiche, ritengo
di non dovere aprire un contenzioso all'interno del mio gruppo.
Detto questo, mi permetto di ricordare che le province hanno
competenza specifica in materia di assistenza ai ciechi ed ai
sordomuti; competenza specifica, attribuita per legge.
Le province partecipano, come segreteria tecnica, ai sensi
della legge 328/2000, alle conferenze dei comuni sui piani socio-
sanitari.
Se la Conferenza di cui all'articolo 1 del testo al nostro
esame dovesse occuparsi del Piano sanitario regionale, sarei
d'accordo con i colleghi Laccoto e Speziale: è vero, non esiste
alcuna competenza in materia. Invece, la Conferenza che ci
accingiamo ad istituire dovrà occuparsi di piani socio-sanitari,
di programmazione socio-sanitaria, e le province, a proposito di
disabili e di soggetti deboli della società, si fanno carico di
progetti di supporto. In questo caso, non siamo alla presenza
dell'Ordine dei commercialisti che vuole essere rappresentato
perché è pure interessato, ma si tratta del rappresentante di uno
dei livelli istituzionali della Regione, che, fino a quando non
sarà abolito, è bene che abbia una funzione.
D'altronde, potremmo essere in sintonia con chi si pone il
problema di una devoluzione di poteri e competenze della Regione
alle province e di assorbimento di competenze che oggi sono in
capo a soggetti che non rispondono ai cittadini.
Per questo motivo, sostengo l'emendamento dell'onorevole Maira.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
precisare intanto qual è lo spirito col quale intervengo: non ne
faccio una questione capitale, ma una questione di stile, del
modo in cui dovremmo procedere e faccio riferimento, se
l'onorevole Marziano mi consente, alle sue osservazioni.
Egli ha argomentato che la Conferenza permanente per la
programmazione sanitaria e
socio- sanitaria regionale, oggetto di questa legge, avrebbe
competenza nel progetto di piano socio-sanitario regionale.
Questa è la dimostrazione di come così non è.
Noi possiamo fare tutto, l'importante è che sappiamo cosa
andiamo a fare. Non ho alcuna posizione pregiudiziale nei
confronti di un eventuale rappresentante dell'Unione delle
province siciliane, però dobbiamo sapere se lo prevediamo per
questione di galateo, per ragioni di rappresentanza, tanto uno in
più non guasta - come ho sentito dire al Presidente - o se
dobbiamo essere coerenti col quadro normativo nel quale andiamo a
inserirci.
Il Piano sanitario regionale tratta materia sanitaria; se poi
l'assistenza sanitaria è anche un'assistenza che si deve
integrare con il livello di assistenza sociale, questo è
argomento della legge 328 del 2000.
Fino a questo momento, il disegno di legge al nostro esame non
prevede interconnessioni con la legge testé citata, la quale
riguarda, appunto, l'assistenza socio-sanitaria e che vede
presenti le province.
Se dobbiamo fare un minestrone , possiamo anche farlo - ho
visto un emendamento successivo che lo prevede -; n atto, stiamo
facendo quello che la norma nazionale prevede e che riconduce le
competenze della Conferenza, nonostante il titolo possa trarre in
inganno e possa indurci a pensare alla programmazione socio-
sanitaria, alla materia esclusivamente sanitaria.
Non ci sono, in seno al Piano sanitario regionale, competenze
che riguardano la Provincia e non ci sono nemmeno al comma 2 del
successivo articolo 3 del disegno di legge in discussione, che
riguarda i programmi regionali di edilizia sanitaria e le
infrastrutture, che si sono voluti richiamare in questo testo e
che sono funzionali all'attuazione del Piano sanitario regionale.
Tutto ciò per dire che la Provincia non ha alcuna competenza.
Naturalmente, nessuno di noi vuole negare un posto a tavola'
ancorché gratuito, espressione della libera partecipazione e del
coinvolgimento delle autonomie e nemmeno esiste alcun ostracismo
nei confronti del rappresentante della Provincia che si vorrebbe
inserire; c'è semplicemente la consapevolezza dell'illogicità
dell'emendamento. Dopodiché, possiamo pure approvarlo.
Tuttavia, se i colleghi esaminassero il contenuto del Piano
sanitario regionale, si renderebbero conto che la rappresentanza
della Provincia, a seguito di prerogative e competenze che la
riguardano, è salvaguardata in altro strumento legislativo che
attiene alla programmazione, cioè nella legge n. 328 del 2000.
Poi, se vogliamo fare altro, possiamo farlo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Ho già espresso le
perplessità della Commissione in proposito, pertanto la
Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Articolo 3
Competenze
1. La Conferenza esprime parere obbligatorio sul progetto
del Piano sanitario regionale eventualmente formulando
osservazioni e proposte. Il parere si intende
favorevolmente reso decorsi infruttuosamente quarantacinque
giorni dalla relativa richiesta.
2. La Conferenza altresì:
a) partecipa alla verifica della realizzazione dei piani
attuativi locali delle aziende ospedaliere;
b) esprime parere nelle ipotesi di cui all'articolo 3
bis, commi 6 e 7 del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502 e successive modifiche e integrazioni;
c) esprime parere obbligatorio, con le modalità di cui al
comma precedente, sui programmi regionali di edilizia
sanitaria e dotazioni tecnologiche connessi con
l'attuazione del Piano sanitario regionale;
d) esercita ogni altra competenza ad essa riservata dalle
norme nazionali e regionali vigenti.
3. Il parere di cui al comma 2, lettera b) si intende
favorevolmente reso decorsi infruttuosamente dieci giorni
dalla relativa richiesta da parte della Regione».
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Colianni, Fiorenza, Minardo, Ruggirello,
D'Antoni:
Emendamento 3.1:
Alla lettera a) del comma 2 dopo le parole aziende
ospedaliere , aggiungere le parole
e dei comitati di zona previsti dalla legge 8 novembre 2000, n.
328
- dagli onorevoli Leanza Nicola ed altri:
Subemendamento 3.1.1 all'emendamento 3.1:
Sostituire le parole e dei comitati di zona previsti dalla
legge 8 novembre 2000, n. 328 con le parole e di quanto
previsto dai piani di zona di cui all'articolo 19 della legge 8
novembre 2000, n. 328.
Pongo in votazione il subemendamento 3.1.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora
una volta faccio presente come, a mio giudizio, stiamo
sovrapponendo norme che non hanno alcuna coerenza. Basti dire che
la Conferenza che stiamo istituendo ha una rappresentanza di
sindaci, delle autonomie che riguardano il territorio, delle ASL,
delle intere ASL, mentre i piani di zona sono pertinenti ai
distretti che fanno parte delle ASL, quindi, non c'è nemmeno la
corrispondenza di competenze tra ciascun distretto. Infatti, il
piano di zona si attua per distretti, mentre, invece, la
competenza territoriale della Conferenza che stiamo istituendo è
estesa all'intero ambito provinciale. Senza dire che esiste già
una Conferenza apposita che regolamenta quella materia. In
sostanza, stiamo intrecciando in maniera propagandistica
argomenti che, a mio giudizio, non hanno coerenza tra loro.
LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, su questo emendamento la Commissione esprime
parere contrario per una valutazione specifica: i distretti sono
già istituiti e riguardano i sindaci; la Conferenza non può
interferire su problematiche riguardanti un'istituzione già
composta di sindaci. Pertanto il parere della Commissione è
nettamente contrario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il subemendamento 3.1.1 è già
stato approvato; pertanto, qualora l'emendamento 3.1 non dovesse
essere approvato, il subemendamento seguirebbe le sorti
dell'emendamento cui si riferisce.
RINALDI. Se venisse ritirato l'emendamento principale,
decadrebbe quello che lo modifica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli uffici mi confermano quanto
già detto, quindi o respingete l'emendamento 3.1 o presentate un
emendamento soppressivo.
Pongo in votazione l'emendamento 3.1. Il parere della
Commissione?
LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Conseguentemente, il subemendamento 3.1.1 decade.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Invito il deputato segretario
a darne lettura.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Articolo 4
Modalità di funzionamento
1. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità, da
adottarsi entro sessanta giorni dalla entrata in vigore
della presente legge, previo parere della competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana,
sono disciplinate le modalità di funzionamento della
Conferenza ed altresì le modalità di raccordo della stessa
con la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali
prevista dall'articolo 43 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6 e successive modifiche e integrazioni».
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Maira ed altri il seguente emendamento 4.1:
Sostituire l'articolo 4 con il seguente:
«Articolo 4
Modalità di funzionamento
1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Presidente della Regione
adottato, su proposta dell'Assessore regionale per la
sanità, con delibera della Giunta regionale, previo parere
della competente Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana, sono disciplinate le modalità di
funzionamento della Conferenza ed altresì le modalità di
raccordo della stessa con la Conferenza permanente Regione-
Autonomie locali prevista dall'articolo 43 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche e
integrazioni».
Presidenza del Presidente Cascio
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Asaro, Limoli,
Buzzanca e Marrocco hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 173/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 4.1, interamente sostitutivo dell'articolo 4. Il
parere della Commissione?
LACCOTO, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per la sanità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 5. Invito il deputato segretario a darne
lettura.
LEANZA Edoardo, segretario:
«Articolo 5
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione».
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Al coordinamento formale del disegno di legge provvederà la
Presidenza su autorizzazione dell'Assemblea.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
173/A
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge
n. 173/A «Istituzione della Conferenza permanente per la
programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Ammatuna, Barbagallo, Bonomo, Bosco, Campagna,
Caronia, Cascio F., Cordaro, Corona, Cracolici, D'Antoni,
D'Asero, De Benedictis, De Luca, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani, Faraone, Federico, Ferrara,
Fiorenza, Greco, Gucciardi, Laccoto, Leanza Edoardo, Leanza
Nicola, Lentini, Leontini, Lupo, Maira, Marinello, Marinese,
Marziano, Minardo, Mineo, Musotto, Oddo, Panarello, Panepinto,
Pogliese, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Speziale, Termine,
Torregrossa, Vinciullo, Vitrano.
Sono in congedo: Adamo, Beninati, Buzzanca, Colianni, D'Asero,
Galvagno, Gennuso, Limoli, Mancuso, Marrocco, Scammacca della
Bruca.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 51
Maggioranza . 26
Favorevoli 51
(L'Assemblea approva)
Rinvio della discussione del documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2009 - 2013.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il Presidente
della Regione e l'Assessore per il bilancio sono impegnati a Roma
per motivi istituzionali. Conseguentemente il punto
IV dell'ordine del giorno è rinviato alla prossima seduta.
Comunico, altresì, che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari è convocata per martedì 7 ottobre 2008, alle ore
16.00.
La seduta è rinviata a martedì 7 ottobre 2008, alle ore 17.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 53 - Interventi urgenti allo scopo di
salvaguardare la scuola pubblica.
N. 54 - Interventi per assicurare l'allocazione in
Sicilia della sede del Politecnico del
Mediterraneo.
N. 55 - Iniziative per la proroga dei termini di
scadenza per la concessione dei finanziamenti
comunitari relativi al POR 2000 - 2006.
III -Discussione del documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2009 - 2013.
IV - Discussione della mozione:
N. 48 - Iniziative, a livello centrale, per attivare
azioni di contrasto alla manovra statale sulla
questione scuola' nella Regione siciliana.
V -Elezione di cinque componenti della commissione di garanzia
per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.
La seduta è tolta alle ore 12.05
DAL SERVIZIO RESOCONTI
il direttore
dott. Eugenio Consoli