Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
LEANZA Nicola, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (articolo 127) sono effettuate mediante
procedimento elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA Nicola, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che la trasformazione dell'IRFIS mediocredito per la
Sicilia in società finanziaria va a depauperare il patrimonio
regionale, privandolo di una importante funzione di banca a
sostegno della piccola e media impresa e in favore delle
microaziende, le quali hanno bisogno di interventi finanziari;
sottolineato che:
l'esperienza dell'istituto testimonia la conoscenza del territorio
e che le sue attività e la sua capacità d'intervento ha sempre
fornito energia vitale alle imprese;
l'istituto, oggi, avrebbe potuto rappresentare un contenitore
importante per erogare, coerentemente con le nuove esigenze di
mercato, benefici concreti e sostegni diretti in virtù di quella
peculiarità di banca dedita esclusivamente a favorire la crescita
imprenditoriale tout court, escludendo il profitto come proprio
obiettivo, contrariamente a quanto praticato dai normali istituti
di credito;
considerato che:
la scelta di costituire una finanziaria è frutto di una decisione
unilaterale del Governo, che si è limitato sempre ad ipotizzare una
struttura ridotta e nient'altro, non avendo mai presentato un piano
industriale per mediocredito o banca di sviluppo;
altre parti politiche hanno presentato un disegno di legge nel
quale si evidenzia l'importanza del ruolo del mediocredito in
generale;
ritenuto che il percorso più proficuo da seguire, per
salvaguardare il patrimonio di know how costituito dall'Irfis, è
quello delineato anche in sede di dibattito presso la II
Commissione parlamentare 'Bilancio', dove sono emerse le strategie
utili a creare in seno all'istituto una società finanziaria non in
sostituzione di ruoli e funzioni da sviluppare, ma come linea
parallela d'intervento,costituendo ciò un valore aggiunto per le
prerogative offerte dai mercati finanziari;
ricordato che, in netta opposizione a quanto più volte sostenuto
al fine di salvaguardare il patrimonio regionale Irfis, il Governo
della Regione ha deliberato affinché le quote del ramo di azienda
fossero cedute ad Unicredit, avendo Bankitalia autorizzato il
passaggio da banca a finanziaria;
auspicato che sul tema si può ancora intervenire, con il
coinvolgimento del mondo delle banche locali, delle categorie
imprenditoriali e con i singoli imprenditori disposti ad
intervenire in una struttura che può diventare un riferimento per
le microimprese siciliane e per tutto il bacino del Mediterraneo a
sostegno di piani d'impresa che possano concretamente realizzarsi
in un mercato sempre più competitivo;
considerato ancora che:
anche da parte del presidente della fondazione Banco di Sicilia
viene ritenuta importante l'esistenza una banca regionale siciliana
e che l'IRFIS, rappresentandone l'ultimo baluardo, poteva essere il
contenitore su cui costruire un rinnovato istituto di credito
regionale;
probabilmente il patrimonio poteva essere anche meglio
salvaguardato atteso che con la cessione del ramo d'azienda
bancaria ad Unicredit di fatto ci si è spogliati della parte più
importante e concreta, lasciando per l'IRFIS una consistenza
meramente residuale di pochi milioni;
per sapere se non ritengano di dover avviare un percorso che
coinvolga i soggetti e gli interlocutori del sistema bancario e
finanziario al fine di salvaguardare le prerogative riservate alla
Sicilia nella costituzione di un rinnovato istituto di credito a
servizio delle imprese del territorio e di ogni altra utile
possibilità che consenta alla Regione di essere centro decisionale
nelle politiche del credito e non restare succube di chi vede la
Sicilia come terreno di conquista». (1908)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
D'ASERO - LEONTINI
«Al Presidente della Regione e all' Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità,
premesso che con nota datata 27 maggio 2011 l'Assessorato
regionale Energia ha dato mandato all'azienda che gestisce
l'impianto di dissalazione di Porto Empedocle di formulare una
proposta tecnico-economica per lo smontaggio, il trasferimento
nonché la messa in funzione e collaudo degli impianti di
dissalazione nel sito di contrada Satana presso il comune di
Pantelleria;
ricordato che presso l'impianto di dissalazione di Porto
Empedocle, attivo da 21 anni, prestano servizio 14 lavoratori, per
i quali, nel caso di trasferimento degli impianti, si
prospetterebbe una situazione di incertezza professionale
rilevantissima;
sottolineato che di recente, presso i minidissalatori, è stato
collaudato un nuovo impianto ad alta tecnologia, costato alle casse
della Regione circa due milioni di euro, il cui trasferimento,
previe laboriose operazioni tecniche di smontaggio e rimontaggio,
aggiungerebbe costi su costi, non necessari;
considerato che:
in risposta all'interrogazione numero 1227 'Riscatto dell'impianto
del nuovo dissalatore di Porto Empedocle da parte della Regione',
recante la firma del sottoscritto interrogante, come evidenziato
nel dibattito della seduta d'Aula numero 242 del 5 aprile 2011, la
Giunta di Governo, con propria deliberazione numero 340 dell'1
ottobre 2010, deliberava la condivisione dell'operato svolto
dall'Assessorato all'Energia, in ordine alle iniziative
sull'argomento intraprese;
il gestore dell'impianto in oggetto aveva provveduto a trasmettere
tutta la documentazione richiesta sulle opere, le apparecchiature e
le loro condizioni d'uso per l'esercizio del riscatto e che, per
tutto quanto sopra premesso, il medesimo Assessorato, nella
risposta fornita in Aula all'interrogante, ha ritenuto di dovere
dotare la Regione di un impianto di dissalazione di recente
costruzione con principio di funzionamento ad osmosi inversa,
caratterizzata da bassi costi di gestione e in gran parte
finanziato con fondi regionali, per fronteggiare le emergenze
idriche nell'area della provincia di Agrigento;
considerato altresì che la nota citata in premessa, per la
predisposizione di un imminente trasferimento dell'impianto, appare
in palese contraddizione rispetto a quanto ritenuto prioritario
nella deliberazione di Giunta numero 340 e soprattutto rispetto a
quanto ritenuto dall'Assessorato relativamente alla importante
necessità di dotare la provincia di Agrigento dell'impianto di
dissalazione, riscattandolo;
per sapere:
per quale motivo siano state avviate le richieste per la
formulazione di una proposta tecnica-economica per il trasferimento
dell'impianto di dissalazione da Porto Empedocle presso il comune
di Pantelleria e se non ritengano che il predetto trasferimento sia
causa di sprechi, considerati i considerevoli investimenti di
denaro pubblico posti in essere per l'acquisizione delle nuove
tecnologie esposte in premessa;
quali siano gli intendimenti rispetto al mantenimento degli
impianti di dissalazione di servizio nella provincia di Agrigento
e, nel caso di trasferimento, quali le soluzioni proposte per la
risoluzione delle criticità idriche nella provincia;
quali iniziative urgenti siano state poste in essere per la tutela
e la salvaguardia occupazionale dei 14 lavoratori impiegati
nell'impianto di Porto Empedocle;
se siano a conoscenza dello stato di agitazione permanente
proclamato dai lavoratori di Porto Empedocle e se non ritengano di
dover predisporre, nelle more del trasferimento dell'impianto, una
soluzione di analogo trasferimento e gestione del personale a
carico di Sicilacque, come già previsto per i lavoratori degli
impianti di dissalazione di Trapani». (1909)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
BOSCO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per la salute,
premesso che:
i cittadini possessori di patente che hanno superato gli ottanta
anni di età sono sottoposti, annualmente, a visita medica di
conferma dei requisiti medici di base per il rinnovo della patente
di guida;
a tal fine devono recarsi presso il centro unico istituito in ogni
provincia dove sono sottoposti a visita medica, superata
positivamente la quale ottengono il rinnovo della patente;
considerato che:
i cittadini over 80 non residenti nelle città capoluogo di
provincia, per sottoporsi a tale visita medica finalizzata al
conseguimento del rinnovo della patente di guida, sono costretti a
recarsi presso la sede dell'ASP individuata per ogni provincia,
circostanza questa che determina, specie per chi proviene da paesi
di montagna e più distanti dal capoluogo, gravi disagi per la lunga
percorrenza del tratto tra i paesi di provenienza e la sede ASP
preposta;
in passato erano stati attivati, presso alcune strutture
territoriali, degli uffici staccati esclusivamente finalizzati a
effettuare tale servizio proprio al fine di venire incontro alle
esigenze oggettive dei cittadini over 80 e risolvere così i
comprensibili disagi;
per sapere se intendano attivare le iniziative utili per
l'apertura di sedi territorialmente distaccate, omogenee secondo
l'articolazione zonale delle ASP, al fine di sottoporre i cittadini
over ottanta a visita medica per il rinnovo delle patenti il più
vicino possibile ai propri comuni di residenza, senza pregiudizio
alcuno all'efficacia della visita medica e senza disagio alcuno per
i cittadini». (1910)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica,
premesso che:
l'opera pia Collegio di Maria di Caccamo (PA), è stata dichiarata
estinta con provvedimento del 2007;
quindi, a seguito del predetto provvedimento i locali sono stati
consegnati dalla congregazione delle suore Collegine, che lo
occupavano giusta convenzione, all'Assessorato di competenza;
considerato che lo stato della struttura dell'immobile versa in
gravi condizioni, tali da determinare un pericolo per l'incolumità
pubblica a causa di possibili crolli;
ritenuto che:
l'amministrazione locale ha più volte sollecitato l'Assessorato di
competenza a procedere all'esecuzione degli interventi necessari
per eliminare la situazione di pericolo;
tale situazione può determinare un pericolo per la pubblica
incolumità;
per sapere quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per
intervenire sull'immobile della ex opera pia Collegio di Maria di
Caccamo al fine di eliminare i suddetti pericoli». (1911)
(L'interrogante chiede risposta scritta)
CAPUTO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che:
la gestione di alcuni parchi in Sicilia si è rivelata un vero e
proprio fallimento;
la sensazione è quella che alcuni di essi rispondano più a logiche
tipo clientelari, dove gli stipendi erogati non producono alcuna
ricchezza per il territorio e l'ente viene utilizzato per
soddisfare esigenze di tipo politico;
considerato che:
le aree protette sono una ricchezza, un patrimonio da conservare e
far fruttare anche per la generazioni future. Ma se altrove i
parchi naturali sono sinonimo di ricchezza, in Sicilia alcuni
vengono vissuti dalla popolazione delle aree interessate come un
vero e proprio ostacolo alla crescita ed allo sviluppo del
territorio. Un'opportunità mancata;
un esempio negativo di gestione viene dato dal Parco dei Nebrodi.
Nessuna attività vera, un vero disastro amministrativo, un
incredibile sperpero di denaro pubblico;
la più grande area protetta della Sicilia non è riuscita in questi
ultimi anni a portare avanti alcuna programmazione ed ipotesi di
crescita. Sono poco più che proclami i ricorrenti richiami a
obiettivi di conservazione, di recupero, di promozione economica e
turistica, di formazione e di educazione nel Parco dei Nebrodi;
la nomina dell'attuale commissario straordinario, avvenuta nel
febbraio del 2009, è senza dubbio figlia dei criteri di spartizione
politica delle cariche. Il commissario ricopre questo delicatissimo
compito al di fuori delle regole. L'attuale commissario
straordinario del Parco dei Nebrodi è stato inserito in maniera
fittizia in un gabinetto regionale, scavalcando i più elementari
principi della meritocrazia, l'unica attività che realmente svolge
è quella di commissario straordinario dell'ente Parco dei Nebrodi e
nessun altra mansione è a lui affidata. Insieme al commissario,
nell'ente Parco, che continua a chiedere ingenti incrementi di
fondi da parte della Regione, oltre ad un numero importantissimo di
dipendenti dai quali il territorio dovrebbe trarre giovamento,
troviamo una pletora di componenti di comitati, incarichi di
esperti, collaborazioni professionali, consulenze di supporto
tecniche e legali e infine, seppur necessari ma al tempo stesso
scelti con criteri e logiche 'spartitorie', i componenti di nucleo
di valutazioni e revisione contabile;
per questi motivi, e constatando l'onerosa e fallimentare
conduzione dell'ente Parco dei Nebrodi, per sapere:
se intendano disporre una immediata ispezione contabile e
gestionale presso la suddetta istituzione;
se ritengano inoltre opportune le immediate dimissioni
dell'attuale Commissario;
se intendano vigilare per una attenta politica di salvaguardia del
territorio del Parco dei Nebrodi;
se intendano inviare i documenti che hanno risvolti contabili alla
Corte dei conti;
se intendano disporre, infine, il ripristino della legalità e
regolarità nell'ente Parco dei Nebrodi per un rilancio dello
stesso». (1912)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta)
SCAMMACCA - DE LUCA - FORZESE
POGLIESE - FEDERICO - FIORENZA
CORONA - SCOMA - TORREGROSSA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata, in data 7 giugno
2011, la mozione numero 269 «Ritiro e rimodulazione della
programmazione concernente la distribuzione degli operatori socio-
sanitari, predisposta dall'Assessorato regionale Salute», degli
onorevoli Vinciullo, Pogliese, Falcone e Caputo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
L'Assessore regionale per la salute ha stipulato una convenzione
con l'Assessorato regionale della pubblica istruzione e della
formazione professionale, avente per oggetto la realizzazione di
iniziative volte ad organizzare attività di formazione in ambito
sanitario;
alla luce del riordino del Sistema sanitario regionale, avvenuto
con la legge numero 5 del 2009, l'Assessore per la salute ha
provveduto ad effettuare una ricognizione del fabbisogno, nelle
strutture regionali sanitarie, della figura professionale di
operatore socio-sanitario in ambito provinciale, fissandolo per
l'anno 2011, in 2600 unità;
l'Assessore per la formazione si è reso disponibile a finanziare i
corsi così programmati anche con risorse disponibili nei propri
capitoli di bilancio;
considerato che:
secondo quanto stabilito dall'Assessorato Salute, i 2600 nuovi
formati saranno spalmati sull'intero territorio regionale facendo
riferimento ad una tabella di 'necessità' che lascia a dir poco
esterrefatti;
secondo tale tabella, la provincia di Palermo avrà assegnati 800
posti, Catania 600, Trapani 320, Messina 256, Enna 244, Agrigento
200, Caltanissetta 80 ed infine Ragusa e Siracusa 50 posti cadauno;
preso atto che la suddetta programmazione, tra l'altro, non è
stata mai sottoposta per il prescritto parere alla VI Commissione
legislativa permanente 'Servizi sociali e sanitari' dell'Assemblea
regionale siciliana, così come avrebbe dovuto essere per regola e
Statuto, violando, di fatto, la sovranità dell'Assemblea regionale;
tenuto conto che:
facendo una semplice proporzione, non si riesce a capire come mai
la provincia di Enna, che rappresenta il 3,4 per cento dell'intera
popolazione siciliana, avrà un'assegnazione di ben 244 posti, che
rappresenta quasi il 10 per cento dell'intero fabbisogno regionale.
Non si comprende perchè Agrigento, con una popolazione pari al 8,9
per cento dei siciliani, avrà 200 posti, pari al 7,7 per cento
della dotazione regionale;
di contro, per la provincia di Siracusa, con i suoi 404.000
abitanti, pari all'8 per cento della popolazione siciliana, sono
previsti soltanto 50 posti, che non superano il 2 per cento
dell'intera disponibilità;
considerato che leggendo tali dati sorge spontaneo un dilemma: o
queste province 'miracolate' hanno finora avuto una sanità pubblica
ridotta ai minimi termini, talché non si capisce come abbiano
potuto operare in queste condizioni, oppure l'Assessorato della
salute ha attivato un sistema di distribuzione dei posti che
risponde a dei criteri che esulano dalla comprensione umana,
ovviamente sempre che non vi siano delle motivazioni che potrebbero
essere utili a pochi e non al popolo siciliano ed alle sue esigenze
primarie e fondamentali di assistenza sanitaria degna di questo
nome,
impegna il Governo della Regione
a ritirare l'attuale programmazione predisposta dall'Assessorato
regionale della salute sulla distribuzione degli operatori socio-
sanitari nel territorio regionale;
a rimodularla tenendo conto delle reali esigenze della popolazione
siciliana, in funzione esclusiva del rapporto abitanti/operatori
socio-sanitari». (269)
VINCIULLO-POGLIESE-FALCONE-CAPUTO
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di decadenza e di decadenza di firma da atti
politici e ispettivi
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito delle dimissioni dalla carica
di deputato regionale dell'onorevole Fausto FAGONE, di cui
l'Assemblea ha preso atto nella seduta numero 257 del 31 maggio
2011, decadono i seguenti atti politici e ispettivi:
- mozione numero 84;
- interrogazione numero 1072.
Ne decade altresì la firma dai seguenti atti politici e
ispettivi:
- mozioni numeri 20, 43, 57, 107, 124, 215;
- interrogazioni numeri 1019 e 1065.
L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno,
di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica Istruzione e
formazione professionale
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Istruzione e formazione professionale .
Dò lettura del fax dell'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, pervenuto in data odierna:
«Comunico con rammarico che per motivi istituzionali non posso
presenziare alla seduta di giorno 8 giugno 2011, alle ore 16.00,
il cui avviso, è bene precisare, mi è giunto solo oggi, 8 giugno,
ore 9.20. Dichiaro la mia disponibilità ad intervenire per
rispondere alle interrogazioni ed alle interpellanze della Rubrica
Istruzione e formazione professionale nella prossima seduta
d'Aula».
Al riguardo, desidero precisare che il Governo è sempre posto
nelle condizioni di seguire l'andamento dei lavori parlamentari di
questa Assemblea regionale per il tramite dell'apposito ufficio
della Presidenza della Regione preposto alla cura dei rapporti
con l'Assemblea, e che quindi gli uffici dell'ARS, a puro titolo
di cortesia istituzionale, si erano già adoperati nella giornata di
ieri per trasmettere tempestivamente all'Assessorato interessato
l'ordine del giorno della presente seduta con l'elenco degli atti
ispettivi da svolgere.
Soltanto per problemi tecnici, dovuti al cattivo funzionamento
del fax dell'Assessorato, non è stato possibile inviare con
successo l'ordine del giorno della seduta, già disponibile,
peraltro, sul sito internet dell'ARS in tempo reale.
Solo dopo ripetuti colloqui telefonici, intercorsi sia nella
giornata di ieri, che nella mattinata di oggi, è stato possibile
ottenere dagli uffici dell'Assessorato Istruzione altro numero di
fax cui è stato finalmente inoltrato con esito positivo l'ordine
del giorno di cui sopra.
Per quanto precede ed ai sensi di quanto disposto dall'articolo 10
bis del Regolamento interno dell'ARS, si invitano gli Assessori a
raccordarsi per tempo, innanzitutto con la struttura burocratica di
riferimento della Presidenza della Regione, al fine di evitare per
il futuro ogni possibile disguido.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Rinvio dello svolgimento del disegno di legge 719-515-673/A
«Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, numero 163 e
successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010,
numero 207 e successive modifiche ed integrazioni. Disciplina dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture»
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, per quanto concerne il seguito dell'esame del
disegno di legge numeri 719-515-673/A «Recepimento del decreto
legislativo 12 aprile 2006, numero 163 e successive modifiche ed
integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, numero 207 e successive
modifiche ed integrazioni. Disciplina dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture», posto al numero 1) del III
punto dell'ordine del giorno, essendo stati presentati circa 400
emendamenti, per consentire un approfondimento degli stessi,
propongo di passare all'esame del disegno di legge numeri 582-590-
606/A «Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili», posto al numero 2).
Non sorgendo osservazioni, si procede in tal senso.
L'Assessore per la Salute ha confermato che sarà presente in Aula
tra circa un'ora, avendo partecipato ad un importante conferenza a
Roma.
Per consentire all'Assessore per la Salute di essere presente in
Aula, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.57, è ripresa alle ore
19.11)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli Aricò, Beninati, Cristaudo, Di Benedetto, Di Mauro,
Faraone, Gentile, Lo Giudice, Mineo, Scammacca della Bruca,
Torregrossa, Vinciullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo, brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 19.17, è ripresa alle ore
19.31)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito dell'esame del disegno di legge numeri 582-590-606/A
«Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili»
PRESIDENTE. Si procede con il seguito dell'esame del disegno di
legge 582-590-606/A «Riorganizzazione e potenziamento della rete
regionale di residenzialità per i soggetti fragili», posto al
numero 2).
Invito i componenti la VI Commissione Sanità' a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta numero 258 del 31
maggio 2011 era stato approvato il passaggio all'esame degli
articoli.
Si passa, pertanto all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Rete regionale di residenzialità per i soggetti
fragili
1. All'articolo 25 della legge regionale 14 aprile 2009, numero 5,
dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti commi:
2 bis. Allo scopo di far fronte alle necessità assistenziali ed al
fine di assicurare la riorganizzazione ed il potenziamento della
rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili, dei centri
residenziali di cure palliative, delle strutture di recupero per
soggetti con dipendenze patologiche, di quelle riabilitative per
soggetti con disabilità psicofisico sensoriali e di quelle
riabilitative psichiatriche residenziali, in deroga alla previsione
di cui al comma 2, è consentito che le relative prestazioni, da
rendersi in conformità agli atti di programmazione che fissano i
relativi fabbisogni ed individuano le relative risorse economiche,
possano essere erogate anche da strutture private in possesso dei
requisiti di legge, ancorché non ancora accreditate, non titolari
di accordi contrattuali alla data di entrata in vigore della
presente legge.
2 ter. In deroga al comma 2, le prestazioni ivi indicate, fermo
restando quanto previsto dal comma 2 bis, possono essere erogate in
conformità alle vigenti disposizioni normative da enti societari a
partecipazione maggioritaria pubblica, in possesso dei requisiti di
legge, ancorché non ancora accreditati, non titolari di accordi
contrattuali alla data di entrata in vigore della presente legge».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 1.1 bis, di riscrittura dell'articolo 1, 1.1 ter e
1.Gov;
- dalla Commissione: 1.Comm;
- dagli onorevoli Formica Panarello, Leontini, De Benedictis,
Vinciullo, Laccoto, Rinaldi, Dina, De Luca, Bufardeci, Ardizzone,
Beninati: 1.2;
- dagli onorevoli Formica, Buzzanca, Pogliese, Vinciullo: 1.3;
- dagli onorevoli Formica, Buzzanca, Calanducci, Beninati: 1.1
ter.2;
- dall'onorevole Formica: 1.2 bis;
- dagli onorevoli Laccoto, De Benedictis, Vinciullo, Ferrara e
altri: 1.4;
- dagli onorevoli De Benedictis, Oddo, Apprendi ed altro: 1.1
ter.1.
Onorevoli colleghi, si procede con l'emendamento 1.Gov,
interamente sostitutivo dell'articolo, che così recita:
«L'articolo 1 è interamente sostituito dal seguente:
1. Nel comma 2 dell'articolo 25 della legge regionale 14 aprile
2009, numero 5, dopo le parole sono erogate' è aggiunta la
locuzione a carico del Servizio sanitario regionale'.
2. All'articolo 25 della legge regionale 14 aprile 2009, numero 5,
dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. Allo scopo di far fronte alle necessità assistenziali ed
al fine di assicurare la riorganizzazione ed il potenziamento della
rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili, dei centri
residenziali di cure palliative, delle strutture di recupero per
soggetti con dipendenze patologiche, di quelle riabilitative per
soggetti con disabilità psicofisico sensoriali e di quelle
riabilitative psichiatriche residenziali, è consentito che le
relative prestazioni, da rendersi in conformità agli atti di
programmazione che fissano i relativi fabbisogni ed individuano le
relative risorse economiche, possano essere erogate anche da
strutture private, in deroga alla previsione di cui al comma 2,
purché in possesso dei requisiti di legge al momento dell'esercizio
delle attività'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:
- dal Governo: 1.Gov.ter;
- dalla Commissione 1.Gov.2, interamente sostitutivo dell'articolo
1 che così recita:
«E' aggiunto il seguente comma 2 ter:
Ai fini della applicazione delle disposizioni di cui al comma 2
bis, gli atti di programmazione ivi indicati sono da intendersi il
Piano sanitario regionale - Patto per la salute 2011-2013, nonché
quelli in vigore alla data del primo giugno 2011'».
- dagli onorevoli Bufardeci, Scilla, Cimino e Mineo: 1.Gov.1.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sul subemendamento 1.Gov.ter.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, è fondamentale la grammatica perché
questa cambia la sostanza della norma. Se noi introduciamo questo
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo subemendamento va messo in
correlazione con gli altri due subemendamenti che saranno discussi
successivamente, per cui bisogna tenerne conto nell'insieme.
CRACOLICI. Signor Presidente, visto che stiamo lavorando on line,
siccome qui interveniamo dopo le parole necessità assistenziali' e
sono aggiunte le parole per il completamento dei fabbisogni che
risultano non ancora coperti nell'ambito della programmazione
sanitaria esistente', quindi in generale. E poi diciamo: ed al
fine di assicurare la riorganizzazione ed il potenziamento della
rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili', di fatto,
con questa norma allarghiamo oltre ai soggetti fragili, ai centri
residenziali di cure palliative, eccetera, al completamento dei
fabbisogni non ancora coperti nell'ambito della programmazione
sanitaria regionale.
Se ho capito bene, così come è scritto -forse la volontà non era
questa -, noi determiniamo una conseguenza che da un lato diciamo -
e lo diremo fra un po' - che potrà essere aperto il sistema fermo
restando i limiti del fabbisogno già decretato alla data del giugno
2011, dall'altro lato, con questa norma, stiamo dicendo che
possiamo aprire per completare il fabbisogno non ancora coperto
nell'ambito della programmazione esistente ma che si intende a
tutto il sistema non solo alle fragilità
Leggiamolo per bene perché se c'è prima e poi una e' significa
che sono due periodi separati, completamente diversi. Quindi, ci
dobbiamo intendere e scrivere bene le cose, perché queste norme
saranno interpretate dal TAR. Stiamo attenti, quindi, a quello che
scriviamo.
Vogliamo limitare solo alle fragilità, alle cose che qui sono
specifiche - centri residenziali di cure palliative - ed
esclusivamente per quanto non ancora coperto? Quindi o lo mettiamo
dopo, e non dopo le parole necessità assistenziali', pertanto lo
limitiamo ai fabbisogni relativi a quelle patologie. Così come è
scritto, di fatto, è ampliato all'intera programmazione ed anche
alle attività delle cure palliative, eccetera.
Vi prego, quindi, di fare attenzione perché ad una prima lettura
visto che abbiamo la congiunzione e', di fatto, si congiunge ad
un altro periodo e si intende, appunto, qualcosa di aggiuntivo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, credo che questo emendamento non sia necessario, sia
quindi ultroneo, perché stiamo dicendo che debbono essere coperti i
fabbisogni non ancora coperti. Mi domando come potremmo, con una
legge, stabilire di coprire fabbisogni coperti E', quindi, un
emendamento che non aggiunge nulla, mi sembra di capire. Forse si
può direttamente ritirare e non complichiamo la lettura.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'intendimento del Gov.ter se lo
limitiamo anche al Gov.2 ha gli stessi effetti che avevamo
previsto.
Signor Presidente, se ritiriamo il Gov.ter e diciamo che ai fini
dell'applicazione dell'esposizione di cui al comma 2 gli atti di
programmazione ivi indicati sono da intendersi il Piano sanitario
regionale, patto per la salute 2011-2013, nonché quelli in vigore
alla data dell'1 giugno 2011', abbiamo praticamente dato gli stessi
effetti senza cambiare niente.
CRACOLICI. Stiamo parlando del Gov.2?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Sì
dell'emendamento Gov.2.
CRACOLICI. Ma era il Gov ter che era in discussione
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. La formulazione
del Gov.2 contempla la necessità del Gov.ter e chiarisce
precisamente tutto quello che era l'intendimento.
Basta il Gov.2. Quindi, chiederei, signor Presidente, di ritirare
il Gov.ter.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo devo
fare un intervento che non è in sintonia con il percorso che il
Governo vuole seguire.
Che noi abbiamo bisogno di mettere un punto fermo e fare norme che
possano essere, poi, applicate ed applicabili, mi pare che sia
volontà di tutto il Parlamento, ma noi, ogni volta, ci rendiamo
conto che si arriva in Aula con emendamenti che, opportunamente,
l'onorevole Cracolici definisce on line.
Onorevole Cracolici, ci troviamo qui all'improvviso a dovere
esaminare e poi approvare, perché questa è la nostra funzione
legislativa, delle norme delle quali non abbiamo perfetta contezza.
Allora, signor Presidente, penso che, essendo noi un Parlamento ed
avendo l'obbligo di approfondire le questioni, dobbiamo capire dove
si vuole andare a parare, cosa si vuole regolamentare e quali norme
vogliamo approvare.
La nostra lettura qui è certamente superficiale perché sono
emendamenti che arrivano adesso. Io so che c'è stata una riunione
della Commissione Sanità alla quale non abbiamo partecipato, mi
pare che nessuno del Popolo delle Libertà abbia partecipato,
sicuramente non per colpa sua, ma forse c'è stato un difetto di
comunicazione.
Tuttavia, non capisco come ci si dovrà regolare con quello che è
l'esistente, quale sarà il contenzioso che l'esistente, cioè coloro
i quali sono già titolari di accreditamenti produrranno nel caso in
cui noi, e questo lo dico non io ma le diverse realtà di
contenzioso davanti al TAR di Catania e di Palermo, che di volta in
volta in volta ci obbligano ad uno stop and go.
Signor Presidente, vogliamo evitarlo questo? Signor Assessore,
vogliamo evitarlo questo? Noi offriamo la nostra disponibilità per
una norma che sia perfettamente aderente ai bisogni che vengono
dalla gente, dal mondo della sanità, dai pazienti e tuttavia,
vogliamo cercare di fare una norma che non ci complichi la vita,
perché se ciò dovesse accadere da qui a qualche giorno il TAR
dovrà pronunciarsi e poi il CGA e questa norma dovrà tornare in
Aula per essere rivista e resa perfettamente aderente ai bisogni ed
alle norme.
Pertanto, signor Presidente, ritengo che sarebbe meglio un
approfondimento in Commissione, se volete anche stasera o da qui a
qualche minuto. Non credo che si possa andare avanti in questo
modo. Poi se il Governo volesse assumersi la responsabilità che lo
faccia Io sono convinto che noi, nel tentativo di risolvere un
problema, ne creeremmo tanti altri.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Cimino ha
chiesto congedo per oggi per motivi si salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge numeri 582-590-
606/A «Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili»
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne fa facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Russo,
faccio una considerazione.
Siamo al primo emendamento dopo una lunga attesa e dopo vari
aggiustamenti e già all'inizio di questo percorso ci troviamo di
fronte ad un emendamento che la stessa Commissione chiede di
ritirare.
In queste riscritture, credo vi siano altre questioni che possono
dare ulteriore adito a questioni, ma anche a miglioramenti e ad
approfondimenti.
Faccio alcuni esempi. Insieme alle osservazioni che ha formulato
il collega Cracolici e che sono state fatte proprie,
sostanzialmente, dal Presidente della Commissione che, ribadisco,
chiede anch'egli il ritiro dell'emendamento 1.Gov.ter, facendo
riferimento a che cosa? All'emendamento 1.Gov.2. Ma se abbiamo come
contesto il fabbisogno e la programmazione e stiamo dicendo che
questa è quella del Piano Sanitario fino al 2013, mi domando, nel
momento in cui stiamo -sostanzialmente - aprendo a tutti i soggetti
che hanno i requisiti di legge, e su questo spenderò una parola su
che cosa significa requisiti di legge e quali sono le conseguenze,
mi pongo la domanda: finita la programmazione 2013 dovremo tornare
in Assemblea per una nuova legge, per una nuova programmazione, per
i soggetti che avranno i requisiti di legge per esempio
successivamente al 2013?
Io non so se questo sia stato approfondito, perché in questa
riscrittura tra il Gov.ter e il Gov.2, credo ci sia un motivo di
riflessione. Così come credo che la stessa scrittura che vuole
precisare che il tutto viene aperto ai soggetti che hanno i
requisiti di legge al momento dell'esercizio dell'attività
dimostra, anche in questo caso, un testo che vuole essere
appesantito e farraginoso.
Io devo avere i requisiti di legge. Punto. Nel momento in cui ce
li ho posso svolgere l'attività. Non è che si devono avere al
momento dell'esercizio dell'attività, perché altrimenti non ho i
requisiti di legge, e quindi non posso aprire. Quindi, scrivo anche
un concetto che è ultroneo rispetto a quello stesso che devo
portare avanti.
Sto facendo pochissimi esempi per dire, senza alcun ostruzionismo,
senza alcuna vena di dilazionare i tempi, in quanto se avessimo
voluto perdere tempo non avremmo atteso che l'Assessore arrivasse
da Roma. Abbiamo atteso serenamente, tranquillamente, vogliamo
portare questo disegno di legge a compimento per cercare di coprire
una lacuna che è oggettiva visto il tempo che è decorso rispetto
all'apertura dell'accreditamento che rimane congelato e si
preferisce una scorciatoia qual è questa rispetto, invece, alla
grande questione dell'accreditamento eventualmente da riaprire
anche per una concorrenza maggiore per la libera scelta.
Potremmo fare quindi tanti tipi di ragionamento. Ma sotto questo
profilo, io dico che forse è più opportuno che la Commissione si
riunisca ed esca un unico testo, in quanto avviare una discussione
in cui già si profila che l'emendamento 1.Gov.ter verrà ritirato e
che il Gov.2, secondo me, implicitamente dovrà essere ridiscusso in
quanto limita sostanzialmente la validità di questo disegno di
legge e questa programmazione fino al 2013. Questa è una legge che
ha validità fino a quella data. Nel 2014, se ho i requisiti di
legge, non posso svolgere attività perché sono vincolato a questo
fabbisogno, a questa programmazione.
Non credo che la legge possa essere limitata nel tempo nella sua
astrattezza, nella sua generalità, essa non può essere vincolata.
L'atto amministrativo può vincolare la sua efficacia, ma la legge
non può avere limiti prima di cominciare la sua efficacia, credo
che questo possa rappresentare anche un problema per chi dovrà
controllare la nostra capacità di normare.
Pertanto, il mio intervento serve soltanto a dire che forse anche
un'ora, mezz'ora, quello che volete, di sospensione per scrivere un
unico testo che sia una sintesi vera di tutti questi subemendamenti
del Governo, ter, bis e quant'altro è ciò che può sgombrare il
campo da appesantimenti nel corso dei lavori.
FORZESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito diversi
interventi, sia dal collega Buzzanca, che dall'onorevole Bufardeci,
dai quali veniva messo in evidenza che il PDL non ha partecipato ad
una delle riunioni della VI Commissione. Vorrei dire ai colleghi
che in quell'occasione non abbiamo modificato nulla. Pertanto,
ritengo che il testo del disegno di legge sia rimasto lo stesso
così come è arrivato in Aula.
Così come giustamente dice l'onorevole Bufardeci, se è questione
di una mezz'oretta perché si possa, quanto meno, ritrovare un solo
ed esclusivo obiettivo, quello cioè di soddisfare l'esigenza della
gente, però mi dispiacerebbe se per un momento, visto che è dalle
ore sedici che aspettiamo l'Assessore, con una forma magari di
correttezza, stabiliamo di riunire la VI Commissione e poi magari
rinviamo i lavori a martedì prossimo Mi sembra demagogico e non
corretto nei confronti di quella gente - l'onorevole Cordaro
condivide - che ha l'esigenza quanto meno di essere assistita.
Pertanto, da una parte condivido la richiesta del collega
Buzzanca, ma a condizione che si riunisca adesso la VI Commissione
e che da qui a mezz'ora si faccia con l'unico ed esclusivo
obiettivo di salvaguardare l'esigenza di assistenza che ha la
gente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola agli
onorevoli Laccoto e Formica che avevano chiesto di intervenire, non
credo sia il caso di riunire adesso la Commissione perché i punti
di criticità sono solo un paio, non c'è grandissimo lavoro da fare.
La maggior parte del lavoro è stata fatta dalla Commissione in
questi giorni. Superato questo scoglio, poi andremo avanti
speditamente.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, vorrei chiarire che il testo della
Commissione esitato per l'Aula è un testo condiviso da parte di
tutti i componenti della Commissione.
Il problema esiste solo perché sono state manifestate delle
perplessità - e questo lo voglio chiarire all'onorevole Bufardeci -
, rispetto ad un'apertura indiscriminata se non agli atti di
programmazione già esistenti perché c'è il pericolo, qualcuno ha
manifestato il pericolo, che un domani, con decreto, l'Assessore
possa modificare gli atti di programmazione. Per tale motivo si è
inteso quindi limitare agli atti di programmazione esistenti nonché
al piano della salute che al 2011/2013 prevede già tutti gli atti
ed il fabbisogno che c'è rispetto al comma due bis.
Pertanto, credo che ritirando l'emendamento 1.Gov.ter - in quanto
non ha senso rispetto a quello che è l'emendamento 1.Gov.2 e gli
stessi uffici hanno meglio specificato quali sono gli atti di
programmazione - la soluzione sia pacifica.
Questo testo esce dalla Commissione dopo aver ponderato tutte le
situazioni esistenti, tutte le situazioni alla data odierna, senza
creare problemi anche a chi dovrà vagliare il testo. D'altronde,
questo è il senso, signor Presidente. E io credo che si possa
andare avanti, anche perché - voglio dirlo - c'è una sentenza del
TAR di Palermo che crea ulteriori problemi.
Pertanto, perdere ancora tempo significa creare un disordine
rispetto alle esigenze ed agli atti di programmazione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco bene che
ci sono alcuni colleghi e sono d'accordo con loro, in linea di
principio, sul fatto che non sapevano di quella riunione in VI
Commissione, svoltasi quella sera stessa, a continuazione dei
lavori d'Aula. Ed io ero fra questi e tanti altri.
Alla fine, esaminando il lavoro che è stato svolto e partendo dal
presupposto che eravamo in presenza, come sempre accade e come
sempre può accadere, di richieste e di soluzioni contrapposte,
dobbiamo aprire all'universo mondo, partendo da zero o dobbiamo
attenerci a delle regole? Io ritengo che sia più giusto, più
corretto, attenersi a delle regole. Quanto meno avere un minimo
appiglio cui agganciare la norma che andiamo a fare.
Per quanto riguarda l'emendamento 1.Gov.ter, posso essere
d'accordo con il ritiro, perché esso era stato fatto stamattina
quando ancora non era stato concepito, insieme all'Assessore,
l'emendamento 1.Gov.2, perché volevano dire sostanzialmente la
stessa cosa, perché anche se è esplicitato in maniera diversa, è
stato poi ribadito con l'altro emendamento che abbiamo presentato.
A questo punto direi che, visto che non dobbiamo dimenticare che
questa legge è partita per dare risposta soprattutto alla Dismed,
al caso Dismed - che, alla fine, abbiamo approfondito e
riapprofondito - stasera ritengo che eliminando l'articolo 2 e
inserendo l'emendamento 1.Gov.2, si possa ritirare l'1.Gov.ter ed
approvare velocemente la legge.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente,
onorevoli deputati, ovviamente il dibattito che c'è stato spinge
l'Assessore a ritirare l'emendamento 1.Gov.ter. Bene ha fatto
l'onorevole Formica a spiegare la successione degli emendamenti.
L'emendamento 1.Gov.2 chiarisce un'azione politica molto chiara,
per altro, condivisa quasi da tutti, forse non dall'onorevole
Bufardeci, di mettere un limite. Stiamo, quindi, aprendo il
sistema, ma lo stiamo orientando con dei paletti ben precisi che
sono gli atti di programmazione esistenti.
La specifica che abbiamo voluto fare, tra piano della salute e gli
atti in vigore alla data del primo giugno 2011, è legata al fatto
che il piano della salute, ancora, non ha completato il suo iter
formale per l'approvazione che si concluderà con la delibera in
Giunta che avverrà, credo, questa o la prossima settimana.
Per cui, abbiamo distinto il piano della salute che è il massimo
atto di programmazione, nonché gli atti di programmazione esistenti
già emanati dall'Assessorato nelle materie su cui stiamo aprendo.
Inserendo il Gov.2 e lasciando l'articolo 1, comma 1 e comma 2 che,
ribadisco, nasce da una riscrittura condivisa; la scorsa settimana,
alla fine della seduta, ci siamo riuniti ed il Presidente aveva
chiesto di fare una riunione informale della VI Commissione, è
stato scritto sostanzialmente dal Governo con il concorso di tutti,
c'era il desiderio di venire incontro alle varie istanze con il
preciso intendimento, però, di aprire e limitare l'apertura agli
atti di programmazione esistenti.
PRESIDENTE. Il subemendamento 1.Gov.ter è ritirato. L'Assemblea ne
prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 1.Gov.2, con il parere favorevole
del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa al subemendamento 1.Gov.1, a firma dell'onorevole
Bufardeci:
«Sopprimere all'emendamento 1.Gov le parole al momento
dell'esercizio delle attività'».
FORMICA. Ma è superfluo, è superato
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, mi sembrerebbe superato. Lo
ritira?
BUFARDECI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione l'emendamento 2 ter
nella riscrittura non c'è, quindi bisogna cassare il 2 ter.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, l'emendamento 1.Gov che ci
apprestiamo a votare è interamente sostitutivo dell'articolo 1.
Pongo in votazione l'emendamento 1.Gov, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 1 sono superati.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Deroga al divieto di esternalizzazione di funzioni
1. All'articolo 21, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2009,
numero 5, dopo le parole l'espletamento di funzioni' aggiungere la
parola sanitarie'.
2. All'articolo 21, comma 2, della legge regionale 14 aprile 2009,
numero 5, dopo le parole scelte della direzione generale'
aggiungere le seguenti parole o per scelte aziendali adeguatamente
motivate in coerenza con la programmazione regionale e nel rispetto
dell'equilibrio di bilancio aziendale'».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Galvagno, Di
Benedetto e altri l'emendamento 2.1, che così recita:
«L'articolo 2 è soppresso».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E'
approvato)
Pertanto, l'articolo 2 è soppresso.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
- dagli onorevoli Maira e Dina: A.1;
- dal Governo: A.3;
- dagli onorevoli De Benedictis, Vinciullo e Ferrara: A.4;
- dall'onorevole Beninati: A.2;
- dagli onorevoli Leontini, Corona, D'Asero e Torregrossa: A5;
- dagli onorevoli Lupo, Cracolici e Leanza Nicola: subemendamento
A.5.1;
- dagli onorevoli Cracolici e Leanza Nicola: subemendamento A.5.2.
Informo che gli emendamenti A.1 A.2 sono di identico contenuto.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento A.1
mira a riportare, per quanto attiene il settore della sanità,
relativamente alle procedure di assunzione, alle origini ed a
quelle che sono le normative nazionali. Per quanto riguarda guardie
mediche e le aree di professioni sanitarie si accede alla Pubblica
amministrazione non solo per concorsi per soli titoli ma per titoli
ed esami, quindi ripristiniamo questa procedura sia per le guardie
mediche che già era previsto in una precedente norma, ma lo
estendiamo anche alle professioni sanitarie che sono omologabili
per il corso di studi, per le professionalità acquisite, per
l'esigenza di valutare anche con una prova d'esame la preparazione
professionale e pratica, la vogliamo ricondurre anche, oltre che
per i titoli, agli esami.
PRESIDENTE. Stiamo discutendo di due emendamenti che sono di
identico contenuto A.1 e A.2; stiamo cercando di decifrare in
questo momento per poterne poi discutere.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per un momento
immaginavo la non ammissibilità di questo emendamento perché stiamo
parlando di concorsi, quindi un problema che esula dalla materia
sanitaria.
Io vorrei ricordare ai colleghi ed al Parlamento che c'è stato un
lungo dibattito sia in Commissione e poi anche in Aula nel momento
in cui abbiamo deciso di prorogare fino al 31 dicembre del 2013 i
concorsi per soli titoli per tutti gli enti locali, per tutti gli
enti soggetti e sottoposti a tutela e vigilanza della Regione, e lo
abbiamo esteso anche alle ASP, allora ASL, per un motivo molto
semplice, per un problema direi di giustizia, per evitare che con
la Sanità si continuassero a perpetrare i misfatti che negli ultimi
dieci anni sono stati perpetrati in questa Regione.
Ora, vedo che alcuni colleghi, approfittando dell'esame di una
legge che riguarda in generale i problemi sanitari, cercano di fare
entrare dalla finestra quello che è uscito ufficialmente dalla
porta.
Io credo che questa sera uno scatto di orgoglio nei confronti di
coloro i quali non hanno santi in Paradiso, di coloro i quali non
hanno tutele da parte delle direzioni generali delle ASP, da parte
della politica, dobbiamo dargli una risposta, che è quella della
meritocrazia che va misurata soltanto in base ai titoli ottenuti,
che sono documentati e sono stati stabiliti con un decreto
dell'Assessore regionale con i relativi punteggi. Ciò significa
fare giustizia nei confronti di tanti disoccupati in Sicilia che
non hanno santi in Paradiso.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per aggiungere
qualcosa a quanto detto precedentemente dai colleghi,
all'emendamento A.1 ho presentato un subemendamento, l'A.1.1, che
sicuramente le arriverà, che chiarisce meglio ed in maniera più
completa la questione.
La meritocrazia non c'è dubbio che è alla guida di ogni scelta,
però, i concorsi pubblici in tutto il territorio nazionale si fanno
per titoli ed esami.
Ora, soprattutto nelle ultime discipline in sanità dove la
meritocrazia, e chiedo ai colleghi un poco di attenzione perché
raccolgo delle istanze che mi arrivano soprattutto dal mondo
sanitario nelle branche più specialistiche, dove il titolo, secondo
l'età e secondo il numero degli anni, faccio un esempio per essere
più chiaro: un tecnico di radiologia che ha lavorato trent'anni in
un reparto di un ospedale x' che si occupa solo di fare
radiografie semplici, ha sicuramente più titoli di un giovane che
ha brillantemente occupato e si è brillantemente occupato di
settori di grande rilievo nella diagnostica delle immagini, per cui
si troverà ad essere saltato, bruciato, bruceremo tre generazioni
di nostri giovani che si sono, con sacrificio impegnati e,
soprattutto, non riesco a concepire l'idea che una serie di
concorsi, perché non c'è dubbio che così sarà, perché è una norma
che è incostituzionale così come è fatta adesso, invece, con questo
subemendamento rientra pienamente nella costituzionalità. Il TAR
può bloccarli, non dico che li bloccherà sicuramente, allora,
rimettiamoci nella normalità, eliminiamo questo vizio di
incostituzionalità e rendiamo l'accesso per vera meritocrazia.
Che cosa significa? E' una valutazione corretta dei titoli,
soprattutto, con la competenza specifica di un esame come
d'altronde in tutti Tra l'altro, dico al collega, che è
intervenuto precedentemente, è vero che se ne è dibattuto in
Commissione Sanità: un emendamento che non ricordo se è stato
presentato da me, fatto proprio dal Governo e votato all'unanimità
dalla Commissione, poi, è scomparso nell'iter procedurale.
Ricordo, però, ci sono gli atti, che la Commissione Sanità di
fronte ad una discussione seria, articolata, lunga, decise, alla
fine, l'emendamento lo fece proprio il Governo e lo votò
all'unanimità. Per cui, nessun grido: che cosa è successo? ,
entra dalla porta , dalla finestra , noi entriamo sempre dalla
porta principale ed è giusto che nel mondo della sanità chi merita
possa ricoprire il ruolo che ha una ricaduta sulla salute di tutti
noi e questa è l'unica maniera per farlo: titoli ed esami.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, provo a fare una
proposta al collega Dina ed ai firmatari di questo emendamento,
chiedendo loro di ritirarlo e spiego il perché.
Onorevole Dina, dico perché: questa vicenda e questa materia sono
assolutamente controverse, perché è vero che la disciplina
nazionale, in materia di assunzioni nel sistema sanitario, prevede
le modalità di assunzioni attraverso titoli ed esami ed è
discutibile o discussa la fattispecie che, poiché il sistema
sanitario regionale è un sistema concorrente la nostra competenza a
quella nazionale, non è assolutamente certo che la nostra sovranità
possa esercitarsi sulle modalità di avviamento nel sistema
sanitario.
Questo, però, è l'antefatto. Abbiamo poi un fatto. Il fatto è che
sono stati banditi, in questi mesi, molti concorsi con il sistema
della legislazione vigente. Ora, è evidente che su questa materia
ritengo che la parola fine possa metterla l'organo giurisdizionale,
non certo il legislatore, perché altrimenti facciamo impazzire
tutti perché se noi, da un lato, abbiamo bandito i concorsi per
titoli, poi, in corso d'opera, ancor prima che si espletino questi
concorsi, modifichiamo il sistema dei concorsi, costringiamo a fare
che cosa? O a riaprire i termini ed a rideterminare daccapo, fare
partire daccapo tutto il sistema della concorsualità per le
professioni non mediche o determiniamo una condizione di incertezza
che blocca il sistema.
Ecco perché io dico, al collega Dina, visto lo stato in cui siamo
e considerato che si dice, è assai probabile che ci sia nel mese di
ottobre una sentenza di un organo giurisdizionale che dirà se la
Regione può avere competenza esclusiva in materia di avviamento al
lavoro nel sistema sanitario per le professioni non mediche,
quindi, con il sistema esclusivamente per titoli o, invece, se la
Regione non avendo competenza esclusiva, ma di natura concorrente
non poteva modificare il sistema di avviamento ma, a questo punto,
lo dico per ragioni di assoluto buon senso, è molto meglio che
questa vicenda discenda da un pronunciamento di un organo
giurisdizionale, altrimenti se interveniamo oggi blocchiamo, di
fatto, tutte le procedure concorsuali che si sono fin qui prodotte.
Presidenza del Vicepresidente FORMICA
Aggiungo che non sono innamorato di alcun sistema, però, vorrei
dire ai colleghi che rivendicano il merito attraverso il famoso
sistema con esami, attenzione, proprio nel settore della sanità -
l'onorevole Calanducci e l'onorevole Dina mi insegnano, essendo
loro provenienti da quel mondo - sapete, però, che l'esperienza e
la casistica che fanno i titoli fanno bravi operatori sanitari. E'
l'esperienza che qualifica nel sistema sanitario la qualità,
quindi, i titoli costituiscono un elemento di forza per avere buona
qualità sanitaria.
Detto ciò - ripeto - ho voluto rispondere soltanto alla questione,
sono convinto che questa questione, al punto cui siamo, sia meglio
lasciarla definire da un organo giurisdizionale perché, altrimenti,
con l'intervento legislativo che oggi facciamo, blocchiamo tutti i
concorsi che fin qui si sono fatti.
Ecco perché chiedo al collega Dina, visto che manca ormai soltanto
qualche mese perché ci sia un pronunciamento, di ritirare, in
questa fase, l'emendamento e vediamo, se ad ottobre ci diranno che
la legge regionale travalica le proprie competenze, sarà, a quel
punto, consequenziale tutto ciò che verrà dopo, compreso il fatto
cioè che la legge non si applicherà al sistema sanitario e si dovrà
modificare il sistema dei concorsi sin qui banditi. Ma se lo
facciamo noi, motu proprio, determiniamo un impazzimento del
sistema. Ecco perché - ripeto - mi auguro che il collega Dina
proponga il ritiro, altrimenti io, personalmente, voterò contro.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è singolare che
la Regione siciliana che, solitamente, non usa neanche i concorsi
per assumere e abbiamo, mi si dice, nelle partecipate 3.800 persone
che non si capisce come siamo state cooptate all'interno delle
società, scoprire che esiste un problema di illegittimità
nell'espletamento di un concorso attraverso la valutazione di
titoli. Vorrei ricordare a me stesso, soprattutto, perché i
colleghi lo sanno meglio di me, che al titolo ci si arriva
attraverso il conseguimento di esami, esami finali, di un voto di
laurea.
Non comprendo perché, pur avendo già in itinere - lo dicevano
altri colleghi - concorsi banditi per soli titoli, ora dovremmo
introdurre pure la prova pratica o la prova orale. Mi parrebbe,
peraltro, anche paradossale porre il problema della legittimità
costituzionale.
La Costituzione stabilisce che si acceda alla Pubblica
amministrazione per concorso; poi, il concorso può essere fatto per
titoli, per esami, non è scritto da nessuna parte, perché, se uno
diventa medico, qualche esame l'avrà fatto.
Poi, debbo dire, onorevole Calanducci, non per polemica, c'è una
contraddizione, la meritocrazia è data - e sono convinto che sia
giusto così - attraverso un excursus scolastico, universitario, di
master di secondo livello. Non capisco perché, ogni tanto, che c'è
qualche cosa che è corretta, lineare e che può dare fiducia anche
alle persone che hanno partecipato, ai professionisti, ai medici,
agli infermieri, ai tecnici di laboratorio, poi, onorevole
Calanducci, i tecnici di laboratorio non fanno diagnosi, ma si
limitano a predisporre le lastre per essere poi lette e
diagnosticate dalla parte medica.
Se questo Parlamento stasera si avventura nell'approvazione di
questa norma - peraltro credo anche inammissibile, considerato il
testo base per cui mi sembra che non c'erano le condizioni per
l'ammissibilità di questa norma, perché in materia di personale e
su questo la Presidenza è stata sempre rigorosa -, considero solo
una svista non avere dichiarato inammissibile questa norma perché
su ogni legge può intervenire qualunque norma in materia di
personale e sappiamo che sono state stralciate decine, se non
centinaia, di norme che riguardano personale se non trattate in un
apposito testo avente questa finalità.
Pertanto, se questa sera il nostro Parlamento dovesse avventurarsi
nella discussione e nella paradossale o assurda ipotesi di
approvazione di questa norma, guardate che domani mattina i
giornali direbbero che, in realtà, si vuole tornare a gestire
concorsi in una Sicilia dove si ha poca fiducia persino nelle
ipotesi di concorsi fatti per soli titoli. Usciremmo ancora di più
triturati e daremmo un segnale negativo a chi ha partecipato, in
buona fede, a concorsi per i quali era prevista solo la valutazione
dei titoli.
Per cui credo che la Presidenza dovrebbe fare una valutazione
ulteriore di ammissibilità di questa norma perché, altrimenti, si
creerebbe un precedente secondo me insostenibile, perché questa
norma non può stare in questo testo. Anche perché siamo partiti per
risolvere problemi di persone con particolari difficoltà e ci
ritroviamo a trattare - e probabilmente ci occuperà tutta la serata
- un testo che è certamente inammissibile e sono certo che la
Presidenza ne abbia consapevolezza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20.22, è ripresa alle ore 20.23)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la Presidenza cercherà di mettere ordine.
Non v'è dubbio che quando c'è un clima in Aula che propende per un
consenso diffuso e generale, possiamo introdurre nei disegni di
legge che stiamo trattando anche materia che può avere attinenza,
anche se relativa.
Vedo dagli interventi che il clima di consenso generale anche,
addirittura, all'interno degli stessi gruppi politici, non c'è.
Allora, l'emendamento in questione, onorevole Dina, riguarda la
sanità ma è da intendersi certamente come personale, materia
afferente al personale. Dagli interventi che, così come la
Presidenza ha ascoltato, penso avrà ascoltato pure lei, è chiaro
che non possiamo forzare. Quindi, la inviterei a ritirarlo.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, mi rimetto alle sue valutazioni nella
misura in cui anche per i successivi emendamenti userà lo stesso
metodo perché ci sono interventi di natura finanziaria, in sanità,
che vanno oltre il testo. Ci sono altri emendamenti. Se lei usa un
metodo, ci rimettiamo alla sua valutazione ancorché questo è un
emendamento già ammesso da chi l'ha preceduta.
Presidente, la invito ad essere sereno, lo rimetta ai voti che
forse è la cosa migliore e lo rimetta all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mettete in condizione la
Presidenza su un metro di giudizio analogo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, anche se prima aveva chiesto di parlare
l'onorevole Calanducci.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho chiesto la cortesia all'onorevole
Calanducci.
Dico al collega Dina, perché dobbiamo essere tutti persone serie,
che l'emendamento cui fa riferimento è un emendamento di giustizia
e delicato, perché abbiamo, in sede di bilancio, tolto al capitolo
dell'Assessorato alla Sanità delle risorse della Regione, perché
per il personale cosiddetto comandato venivano utilizzate le
risorse del Servizio sanitario nazionale. C'era, cioè, un risparmio
per l'Amministrazione regionale sul bilancio proprio e gravava sul
capitolo del Servizio sanitario nazionale.
Siccome, poi, non fu fatta la norma nel Gov, perché fu fatta nella
manovra di bilancio la riduzione del capitolo, ma il Gov che si
faceva poi con la finanziaria doveva prevedere l'autorizzazione
alla copertura col Servizio sanitario nazionale, abbiamo lasciato a
metà l'opera perché, da un lato, abbiamo tolto i soldi e,
dall'altro lato, non abbiamo fatto la norma.
Ora, è un atto di giustizia anche perché parliamo di persone che
stanno esercitando la loro attività nell'Amministrazione regionale,
e soltanto per un fatto meramente contabile, che nulla a che vedere
con le norme autorizzative, gli abbiamo tolto i soldi quando la
volontà non era di toglierli se non per coprirla col Fondo
sanitario nazionale.
Onestamente, lo dico al collega Dina, questa vicenda non c'entra
nulla perché qui non stiamo apponendo questioni di nuovo personale
o di procedure, ma semplicemente le normali coperture che erano in
capo all'Assessorato e che impropriamente abbiamo fatto nel
bilancio prima di fare la norma autorizzativa. Chiedo, quindi, al
collega Dina di non mettere insieme le due cose.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la Presidenza certamente è
consapevole ed ha esperienza anche degli umori dell'Aula; la
Presidenza non si vuole attenere con una tagliola in mano ad
applicare Ovviamente, se su un tema c è una certa convergenza, la
Presidenza lo metterà ai voti; se su un tema, come quello che
abbiamo discusso, c'è una chiusura totale, ritengo che potremmo
accelerare i lavori ed avevo chiesto il ritiro per questo.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Calanducci,
Musotto, Catalano, Cappadona ed altri il subemendamento A.1.1.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vedo che c'è un clima contrario.
CALANDUCCI. Signor Presidente, le chiedo scusa, siccome non credo
che sia chi grida di più o comunque chi interviene più volte che
possa determinare, se c'è una convergenza più o meno in Aula, credo
che il sistema democratico sia quello di votare sempre, però, le
voglio dire che - sicuramente a lei non è arrivato -
all'emendamento dell'onorevole Dina c'è un subemendamento che
recita così, lo voglio leggere perché così vediamo di che cosa
stiamo parlando.
PRESIDENTE. Stiamo discutendo questo
CALANDUCCI. Alla conclusione dice: e per il personale delle
aziende sanitarie si applica la normativa nazionale vigente'.
PRESIDENTE. Stiamo discutendo proprio questo
CALANDUCCI. Ora, credo che la maniera più corretta sia quella di
adeguarsi alla normativa vigente nazionale, ma in più dico una
cosa: non è vero, i titoli, vorrei spiegare una volta per tutte a
me stesso, prima, ed a chi non è medico o non si è occupato di
medicina, dopo, che ci sono delle branche ultra specialistiche ed
è appropriata in questa legge - e la prego di ascoltarmi con
attenzione - perché tutte queste diagnostiche particolari sono
soprattutto per le categorie fragili.
Le categorie fragili necessitano di un personale altamente
specializzato, questo personale altamente specializzato non è detto
che coincida sempre con l'età anagrafica e, di conseguenza, con gli
anni di servizio prestati in un servizio x' o in un servizio y',
ma necessita di una preparazione adeguata e specifica che tante
volte, purtroppo, non può emergere dai titoli perché se sono cinque
anni di corsi ultra specialistici in particolari esami che servono,
ribadisco, ecco perché è materia appropriata, alle categorie
fragili che si giovano soprattutto di certe diagnosi per avere una
prospettiva di una vita migliore.
Per cui ritengo, signor Presidente, siccome nella vita ci si può
ricredere, tutti ci possiamo ricredere, votiamo con serenità e
vediamo se c'è convergenza o meno, perché non è un argomento
estraneo.
PRESIDENTE. Onorevole Calanducci, lo metterò ai voti subito,
all'istante.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione il subemendamento A.1.1. Il
parere del Governo?
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, se si
mette ai voti il Governo interviene per cercare di conciliare le
due posizioni che hanno entrambe, a mio avviso, delle
giustificazioni.
Da una parte le cose che ha detto l'onorevole Calanducci le stiamo
riscontrando nei concorsi che sono in atto, per cui il titolo è
costituito soltanto dall'anzianità, per la maggior parte è
costituito dall'anzianità che prevale. Vero è, però, quello che
dice l'onorevole Cracolici che se cambiamo del tutto la regola in
base alla quale abbiamo bandito i concorsi, blocchiamo per almeno
un anno delle procedure ledendo anche le aspettative di tante
persone che vedono un risultano essere raggiunto in pochi mesi.
E, allora, se si va al voto proporrei di aggiungere, però
prendiamoci un minuto, fatte salve le procedure concorsuali in
atto alla data di entrata in vigore della presente legge'. Cioè le
procedure concorsuali in atto si espletano con la legge attualmente
in vigore. I nuovi concorsi con la normativa che stiamo
introducendo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti A.1 e A.2, di
identico contenuto. Il parere del Governo?
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento A.3.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Specifico che sull'emendamento A.3 c'è
il parere della Commissione Bilancio'.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
è proprio in questo senso che intervengo. Capisco che c'è un
momento di vivacità nel dibattito però se fosse possibile rinviare
questa vivacità ad un altro momento, mi avvierei a fare il mio
intervento. Diversamente aspetterò.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento finanziario
che, con questo emendamento, viene richiesto è un fatto grave che
va denunziato in maniera energica e che riguarda un aspetto di
costi aggiuntivi per interventi sul personale relativamente ad una
mobilità dalla periferia all'Assessorato.
Io ritengo che sia giusto che l'organizzazione del personale possa
essere, anche in forza di una legge che esiste, realizzata secondo
alcune condizioni che l'amministrazione ritiene opportune, però non
è possibile pensare che questa operazione possa costare tre milioni
e mezzo di euro alle casse della Regione siciliana, in presenza di
una realtà in cui esistono già un numero di dirigenti che ritengo
vadano tenuti in considerazione. C'è sicuramente bisogno di avere
un team di personale che possa essere rispondente a queste
esigenze, a volte non del tutto comprensibili da parte
dell'Amministrazione regionale, ma che la legge consenta 35 unità e
tutte e 35 debbano essere utilizzate e gli si debba riconoscere il
compenso che porta ad un costo di tre milioni e mezzo, beh, penso
che su questo l'Assemblea debba fare un momento di riflessione.
Non si può, a cuor leggero, pensare che tre milioni e mezzo di
euro possano essere spesi solo perché questo debba essere, come
dire, un aspetto che l'amministrazione ; beh, in altre occasioni,
in Commissione Bilancio' abbiamo avuto modo di dire che
sicuramente è una norma che rientra su una legge del 2004, ma dice
si possono utilizzare fino ad un massimo di 35 unità', ma per casi
specifici, quando non esiste un supporto reale nell'ambito
dell'organizzazione esistente e comunque è un massimo non che
questo plafond debba essere utilizzato tutto per intero. E' una
realtà che, di fatto, comporta tre milioni e mezzo di euro.
Io ritengo che la Sicilia oggi, al di là degli annunci e dei
proclami, debba cominciare a guardare a fatti concreti, e perché
no in questa direzione, ritengo che vada fatta una riflessione,
pertanto c'è la necessità di capire, caro Presidente della
Commissione, come razionalizzare questo processo e come, anche in
questa direzione, dare delle indicazioni. Non si può, a cuor
leggero, assecondare una richiesta come questa
Pertanto, è necessario che il personale, anche se di fatto ha una
sua realtà - comprendo che è un fatto che riguarda un impegno
finanziario che già è stato assunto - però, o si tiene conto della
dirigenza esistente o si tiene conto di un parametro che non può
essere il massimo o, diversamente, ritengo che stiamo compiendo un
grave fatto che è danno anche all'erario della Regione siciliana.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per chiarire meglio la
questione. Onorevole D'Asero, in Commissione alcuni provvedimenti
non sono passati, quindi è chiaro, per una svista della legge è
stata tolta la somma nel bilancio che era necessaria solo per
rimborso spese, attenzione, parliamo solo di rimborso spese ai
dipendenti che sono nelle aziende sanitarie e nell'Assessorato; si
tratta solo di questo. Il problema è che la funzionalità degli
uffici, se non approviamo questo emendamento, non può essere
garantita.
Noi non stiamo approvando la norma che dà le promozioni, dà altre
possibilità, eccetera, stiamo parlando solo di rimborso spese,
perché nella finanziaria vi era un emendamento che metteva a carico
del Servizio sanitario queste spese ed era stato cancellato il
capitolo di bilancio.
Quindi, poi il maxiemendamento non passò, per cui ci siamo trovati
senza le somme per il rimborso spese per i dipendenti e nel
frattempo non è passata la norma che dava al Servizio sanitario
regionale il carico e la responsabilità di questi comandati. Per
cui, ritengo che per la funzionalità degli uffici, onorevole
D'Asero, su questo emendamento ci dovremmo tutti spendere ed essere
d'accordo.
Altra questione politica che lei solleva è su un'altra vicenda
che, comunque, non è in questo momento all'ordine del giorno. Per
cui, ritengo che in queste condizioni la norma possa essere
approvata ed appoggiata da parte di tutti. Si tratta di
funzionalità degli uffici, non ci sono qui né aumenti, né di
livelli, né di carriera, né spese a servizio di nessuno. Era un
capitolo ripristinato rispetto al vecchio bilancio, mi segue
onorevole?
Quindi, credo che possiamo essere sicuramente d'accordo su questo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ribadire
un concetto che devo dire mi sta un po' sinceramente disgustando.
Ribadisco stiamo affrontando una questione che risarcisce di un
errore politico amministrativo che abbiamo commesso in sede di
approvazione della legge finanziaria.
Quando in bilancio abbiamo ridotto il capitolo in questione, lo
abbiamo fatto, consapevoli tutti che avremmo autorizzato con la
legge finanziaria l'Assessorato ad utilizzare il Fondo sanitario
regionale per dare copertura a questo tipo di personale che viene
utilizzato, al pari di altre regioni italiane, nel Fondo sanitario
regionale.
Scusate, scusate
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, o consentite un ordinato
svolgimento dei lavori, o sospendo la seduta.
CRACOLICI. Che si voglia utilizzare quest'occasione per operare
una sorte di vendetta da parte di alcuni colleghi, nei confronti
dell'Assessorato alla Sanità, e in particolare dell'assessore
Russo, lo considero vergognoso, siccome sono abituato a dire quello
che penso, qui non c'entra niente né Russo, né l'Assessorato,
c'entra una vicenda che ha riguardato quest'Aula.
Noi abbiamo tolto i soldi al capitolo per metterli poi all'ARPA,
chiaro? Per coprire l'ARPA che era sottostimata nel capitolo del
bilancio della Regione, con l'accordo che avevamo fatto in
Commissione che prevedeva che con la finanziaria avremmo dato
copertura a questo capitolo col Fondo sanitario regionale.
Poi, non è stato approvato l'emendamento Gov. da parte dell'Aula
perché è stato ritirato ed il risultato è che abbiamo fatto
un'opera a metà, ma oggi si è determinata una minore capienza del
capitolo creando un danno alla funzionalità dell'Assessorato, non
dell'assessore Russo.
E, allora, fate voto segreto, voto in bianco e nero, ma il tema è
uno. Il punto è che quando però una Commissione, rappresentata
autorevolmente, fa una scelta e, poi, gli stessi protagonisti che
sono in Commissione vengono qui a sostenere tesi diverse, per
ragioni che non hanno a che fare con il merito ma hanno a che fare
con una vendetta postuma, è veramente inaccettabile. Poi si può
votare con il voto segreto, con il voto palese, per appello
nominale, ma rimane il fatto che si è persone serie o poco serie.
Lo dico così, tanto per capirci
LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo anche
a lei, presidente Formica, così come ai colleghi parlamentari, se
può concedermi un minimo di attenzione.
Io non entro nel merito della questione perché già il merito lo
abbiamo votato e lo abbiamo fatto in un altro momento, tanto è vero
che la gente già ci lavora. Lo abbiamo votato non illegittimamente
perché è ovvio che c'è una legge e la legge rende legittima
qualunque tipo di iniziativa.
Ciò che vorrei ricordarvi è un fatto. Per quanto riguarda le
tabelle, la questione dei Comuni e le riserve, abbiamo capito che
avevamo fatto un errore. Avevamo perfettamente capito che, in
qualche modo, c'era da riparare a qualcosa che ci era sfuggito.
Insieme abbiamo raggiunto un'intesa e quell'intesa, onorevole
Cracolici, è stata raggiunta e mantenuta, soprattutto, da parte
della maggioranza.
Quando oggi, un'altra parte, su un emendamento che è risarcitorio,
rispetto al quale dovremmo essere tutti d'accordo, per una
questione di patti che si rispettano, ritengo, che la stessa cosa
valga sia per quanto riguarda la questione delle riserve dei
Comuni, sia per quanto riguarda, in questo caso, la questione dei
comandati.
Io ritengo, onorevoli Leontini, D'Asero e Cracolici, che non
dovremmo votare a scrutinio segreto. Noi dovremmo, una volta tanto,
considerato che quest'Aula, nella finanziaria, negli atti
successivi ha rispettato patti tra galantuomini e gentiluomini,
presi e mantenuti in ogni momento, perché era giusto che fosse
così, anche in questo caso, siccome c'era un errore non dovuto ad
una negligenza ma ad una necessità, dovremmo trovare il modo di
riparare a questo errore, votando questo emendamento.
Votando in maniera convinta o non convinta, ma secondo me si
tratta di un emendamento che va votato per mantenere un clima
d'Aula che, nell'ultimo periodo, è stato un clima positivo, leale,
costruttivo, fermo restando che, poi, ognuno possa votare contro.
Ritengo che le argomentazioni poste dall'onorevole Cracolici
possano assolutamente reggere ed essere motivo di garanzia, per
quanto riguarda tutti i componenti di quest'Assemblea.
Onorevoli colleghi, stiamo per votare, ritengo sia giusto votare
questo emendamento.
E' giusto votarlo, poi il prossimo anno nella finanziaria si potrà
entrare nel merito e si potranno raggiungere le maggioranze che
volete, ma oggi è corretto che sia così.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio primo pensiero
è di voler rispondere all'onorevole Cracolici, in ordine alle
vendette postume di cui potremmo fare un lunghissimo elenco.
Vendette postume di cui qualcuno si è fatto attore. Siccome non si
addice al nostro stile, omettiamo anche questo aspetto e riteniamo
che la riflessione di questa sera non voglia andare nella direzione
delle vendette, bensì nella direzione di ristabilire un problema di
legittimità di atti.
Come al solito, le pentole, qualche volta, le fa il diavolo che
poi dimentica di fare i coperchi, perché questa è una norma che è
passata quasi non attenzionata da nessuno, nel tempo.
E' una norma, però, che era stata oggetto di più di una
interrogazione parlamentare che chiederò alla presidenza di
recuperare.
Il merito torna cogente in questa seduta ed in questa discussione
perché c'è una presenza illegittima ed illegale di personale presso
l'Assessorato alla sanità, in forza di una legge che ne limitava
l'utilizzo, solo al piano di rientro. Piano di rientro che è stato
ultimato e completato.
Ci troviamo di fronte ad una pletora di personale, utilizzato
dentro l'Assessorato alla sanità che occupa illegittimamente anche
ruoli dirigenziali di responsabile di area e di servizi quando non
potrebbe in quanto comandato; siamo di fronte all'opportunità di
restituire alla legittimità tutta la situazione.
E' una norma che vorrebbe passare come atto finanziario ma
finanziario non è, perché se fosse una semplice dimenticanza
saremmo tutti disponibili a votare le dimenticanze così abbiamo
sempre fatto, ma siamo di fronte ad una situazione che ha alla sua
base un momento di illegittimità, perché la norma che consente
l'utilizzo di questo personale comandato dalle ASP e dalle Aziende
sanitarie ospedaliere all'Assessorato è legata ad una norma che ne
pensava l'utilizzo limitatamente al piano di rientro, che è stato
concluso, attività svolte; ci troviamo di fronte a personale che
svolge illegittimamente un ruolo che viene pagato in più, gente che
è stata sottratta all'attività delle ASP e dalle aziende sanitarie
utilizzata in Assessorato quando non ce n'è più bisogno, onorevole
Laccoto.
Non si tratta di attività istituzionali che vanno a svolgere. C'è
una pianta organica che è commisurata alla funzionalità
dell'Assessorato che può svolgere l'ordinario, allora dovremmo
pensare a comandi per tutti gli assessorati non tenendo conto del
personale che c'è.
Allora, il mio intervento mira a ristabilire la legittimità e la
legalità di una norma che è stata disattesa, che potrebbe essere
anche oggetto di attenzione da parte della Corte dei Conti per il
danno erariale che sta producendo, perché ci troviamo di fronte a
contratti illegittimamente firmati e proposti dai dirigenti
generali dell'Assessorato.
Ritengo che questo atto di resipiscenza possa consentire ed
evitare questi danni erariali, quindi non è un accanimento, né una
vendetta, è il desiderio e la voglia di ristabilire legittimità e
legalità di una norma disattesa nei fatti.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
l'onorevole Cracolici abbia attribuito ai nostri interventi una
finalità vendicativa e spero che si corregga nel pensiero e
nell'espressione.
Quando gli onorevoli Cracolici e Leanza dicono: noi abbiamo
operato una scelta in finanziaria , avranno la correttezza di
confermare che il noi significa la maggioranza ed il Governo
rispetto alla cui posizione, noi, potevamo, entrando nel merito,
non condividere, certamente non ci opponevamo facendo
ostruzionismo, ma abbiamo nel merito espresso delle considerazioni
sempre negative, non fosse altro che per il motivo che l'onorevole
Dina, il sottoscritto e l'onorevole D'Asero siamo firmatari di
interrogazioni sull'utilizzo abnorme dell'istituto del comando che
decorrono dal secondo mese di applicazione della legge di riforma,
caro presidente Laccoto, cioè vi abbiamo fatto fare una collezione
di interrogazioni contro il saccheggio delle aziende per
determinare un assetto in Assessorato che, attraverso uno spoil
system delle aziende, determinasse una situazione, all'interno
dell'Assessorato, di copertura delle esigenze esclusive
dell'Assessore e noi questo lo abbiamo messo nelle interrogazioni,
quindi non possiamo essere tacciati di essere contraddittori o
scorretti, perché coerentemente contro il ricorso sistematico
all'istituto del comando è da due anni che presentiamo
interrogazioni.
Il fatto che oggi la maggioranza si ravveda di uno storno di somme
tecnicamente assegnate all'ARPA e tolte alla copertura di quelle
funzioni ed oggi da restituire a quelle funzioni, non ci può
esimere dal dire: colleghi fate quello che volete perché siete la
maggioranza , ma non potete nemmeno comprimere e mortificare il
nostro diritto di opporci e di dire che questa spesa copre una
finalità abnorme contro la quale noi da due anni diciamo che siamo
contrari e siamo avversari; lo diceva l'onorevole Dina
brillantemente poc'anzi, cioè molte di queste unità sono state
sottratte alle loro funzioni istituzionali, portate in Assessorato
con compiti ulteriori, indennità ulteriori, difformi da quelle per
cui sono state tratte. Allora, è una utilizzazione dell'istituto
del comando che è abnorme.
Noi abbiamo oggi il diritto di sottolinearlo ed in quale altra
occasione potevamo sottolinearlo, soltanto nelle interrogazioni?
C'è adesso l'occasione, l'occasione è la copertura finanziaria.
Sono parecchi soldini previsti in questo emendamento, fossero state
otto unità, sei unità, ma qua andiamo oltre le trenta, mi pare che
la situazione sia veramente abnorme. Io non lo so, forse
addirittura cinquanta, mi dice cinquanta il collega Dina, quindi
signor Presidente mi pare che ci troviamo di fronte ad un fenomeno
cospicuo, mastodontico, rispetto al quale riteniamo che si debba
votare contro.
Quindi, voi fate la vostra scelta, ma non potete minimamente
comprimere il nostro diritto di dire che è una scelta di copertura
finanziaria, di una finalità che non condividiamo e di un ricorso
all'istituto del comando scorretto ed abnorme.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per quel
senso anche di rispetto che deve esserci per l'istituzione ed anche
per il rapporto personale. Ritengo abnormi le considerazioni che ha
fatto l'onorevole Cracolici e chi ha voluto sottolineare che con
una non condivisione, con una condanna di un'azione negativa che si
sta perpetrando si vuole additare ad un fatto che possa avere lo
spirito di vendetta o di cui vergognarsi.
Non c'è niente, invece, di più grave di quello che si sta facendo.
Io ho voluto sottolineare, con l'occasione, un aspetto di natura
istituzionale. Vero è che trattasi di una realtà tecnica che vuole
recuperare una somma che è stata precedentemente sottratta, ma
questa è l'occasione per dire che questa operazione costa tre
milioni e mezzo, presidente Laccoto, e non è il problema del
rimborso delle spese, è un problema di indennità di funzioni e di
carica e, quindi, di costi che si stanno sostenendo per un fatto
che non ha giustificazione, forse perché deve essere determinata
una grande blindatura dell'Assessorato che determina quasi quel
senso, a volte, anche di poco rispetto verso l'attività dei
parlamentari.
Forse non è questo il momento in cui bisogna sottolineare queste
cose? Forse dimenticate che davanti ad una realtà che vede momenti
di emergenza, che possa avere giustificazione per cinque comandi,
per dieci comandi, ma non per trentacinque o per cinquanta quanti
sono realmente, che costano tre milioni e mezzo.
Ma veramente, poi, davanti a situazioni del genere vogliamo essere
così passivi e per giunta tendenti anche a mortificare chi vuole
evidenziare, nella giusta sede, nel giusto dibattito, una
problematica che, a mio avviso, non è giustificabile Quindi,
ritengo che l'Assemblea debba fare una riflessione su questo e
debba, comunque, impedire che si continui a perpetrare uno stato di
cose realmente gravi, caro presidente Laccoto.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le cose che ho
ascoltato non solo mi lasciano perplesso, ma mi pongono
interrogativi che sinceramente mi sconcertano, posso dirlo senza
che alcuno si indigni
E' come se fossimo in presenza di chissà quali forzature, di
chissà quali numeri, di chissà quali pratiche, di chissà quali
illegittimità, come se tutto quanto si sta cercando di dire, da
parte dei colleghi che si oppongono a questa semplice operazione,
di rimettere quello che era sostanzialmente allocato al posto
giusto, e nessuno dice che, per giunta, ci troviamo in una coda del
piano di rientro ed in una fase molto delicata di rivisitazione, di
riorganizzazione, di messa a punto del nostro Sistema sanitario
regionale. Nessuno dice che quel sistema registrava un buco di 1
miliardo e 280 milioni, che grazie al fondo transitorio messo a
disposizione a suo tempo dal vituperato governo Prodi, dalla
vituperata ministro Olivia Turco, alla fine, gestendolo con estrema
accortezza, siamo riusciti comunque ad uscire da quella situazione,
da quel tunnel. L'abbiamo, sostanzialmente, buttata in politica,
signor Presidente.
Forse, non ha tutti i torti il collega che ha detto: mi pare che
si aspettava al varco qualcosa o qualcuno . Non è che ci dobbiamo
meravigliare, noi che da un bel po' facciamo politica, se qualcuno
dice questo. Onorevole D'Asero, mi stranizza che si sia
meravigliato delle parole pronunciate dall'onorevole Cracolici; lei
che non è un tipo che si impressiona facilmente, quindi, è evidente
che se la vogliamo buttare in politica, possiamo fare nottata
Chiaramente, chiusa quest'altra quota del piano di rientro, nessun
Assessore, e non l'assessore Russo, penserà di utilizzare
l'istituto del comando per fare chissà cosa.
E allora, non diamo la sensazione di chissà cosa stia accadendo.
Ho visto un po' approfittare di questo emendamento A.3 per
prendere argomenti su cui, obiettivamente, dovremmo stare molto
attenti. Se cominciamo a fare il monitoraggio di che cosa realmente
negli Assessorati circolava, non dobbiamo parlare solo
dell'istituto di comando, ma anche delle composizioni degli Uffici
di Gabinetto, di come venivano strutturati ed in che misura si
utilizzavano quelle persone.
Onorevoli colleghi, il Regolamento prevede che posso parlare per
cinque minuti e intendo farlo, e se mi volete provocare, provocherò
anch'io Ritengo opportuno non prendere questi argomenti, che
possono servire soltanto ad alterare il clima che già si sta
creando da un periodo a questa parte, di normale e civile confronto
tra le parti in causa. Ed eviterei di criminalizzare comportamenti
che sono legati a fatti importanti, a gestioni di momenti
importanti. Forse abusiamo, anche spesso, della bontà di ognuno di
noi, del modo di come si ascolta in maniera seria ed attenta, i
colleghi che intervengono. Non superiamo il limite che, secondo me,
tutti dovremmo stabilire che non vada superato.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega ed amico
Oddo nel corso del suo intervento ha, sostanzialmente, fatto una
domanda: ma cosa sta succedendo? Credo che stiano succedendo due
cose, e alla prima vorrei che mi rispondesse lei, signor
Presidente.
Vorrei capire, sotto l'aspetto del rapporto istituzionale, cosa
succede quando l'Aula approva un ordine del giorno e poi questo
viene disatteso dal Governo e, poi, ci ritroviamo in Aula con una
norma che disattende l'ordine del giorno. Esiste un meccanismo di
tutela degli ordini del giorno, oppure siamo qua, alla fine di ogni
seduta, a presentare ordini del giorno di fantasia che, poi, non
avranno alcun aspetto pratico, né amministrativo, né normativo?
Questo argomento, se non ricordo male, è stato oggetto di un
ordine del giorno approvato da questa Aula, ed è rimasto lettera
morta. Non solo, oggi ci ritroviamo con una norma che vuole
codificare una cosa che l'Aula aveva già dissentito. E dalla sua
risposta, signor Presidente, potrebbe anche derivare
l'inammissibilità di questa norma, sotto l'aspetto di un rapporto
giuridico e corretto sul piano istituzionale.
C'è poi un altro aspetto. La seconda domanda è un po' più
complessa. Si sono dette alcune cose negli interventi che mi hanno
preceduto, e che sono sostanzialmente argomenti che andrebbero
menzionati in una mozione di sfiducia all'assessore Russo, più
volte annunziata, e mai arrivata.
Al di là della stima personale e professionale che posso avere per
l'assessore Russo, credo che non sia ricambiata, infatti, è notorio
che le nostre idee vadano spesso in collisione. Ma questo è bello,
perché è uno degli aspetti della democrazia. Ma è proprio la
democrazia che, secondo me, manca nella gestione di questo
Assessorato, e che abbisognerebbe di un esame più approfondito da
parte dell'Aula, che può anche non portare all'approvazione di una
mozione di sfiducia o alle dimissioni dell'assessore Russo. Però,
questo è un argomento importante perché porta nell'ambito dei
binari della democrazia la gestione di un Assessorato.
Vorrei chiedere all'assessore Russo, anche se è un argomento
diverso dalla materia che stiamo trattando, ma rientra nell'ambito
di una gestione di questo Assessorato: abbiamo assistito circa due
mesi fa alla defenestrazione violenta del direttore generale
Allegra per un fatto che riguardava il Pronto soccorso. Quanti
episodi di Pronto soccorso sono successi da allora, anche
recentemente, all'ospedale Civico o nelle altre Aziende
ospedaliere, anche nella mia provincia a Caltanissetta, cose molto
più gravi, che sono passate sotto silenzio? Ci possiamo dare un
parametro di comportamento nelle scelte di defenestrazione dei
dirigenti della sanità, che sia uguale per tutti e che non abbia il
sapore della vendetta e di differenze di trattamento, in un settore
delicatissimo come la sanità che, al di là delle visioni che si
possono avere, è certamente un settore in sofferenza?
Queste cose portano a ritenere che, oggi, la pretesa di sanare una
posizione insanabile sul piano politico, sul piano amministrativo,
sul piano economico, sia difficile, soprattutto nella sanità, e che
sia una norma che va abrogata, riportando serenità non solo
nell'ambiente dell'Assessorato alla sanità, ma sia da esempio per
tutti gli altri assessorati.
RUSSO Massino, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente,
onorevoli deputati, intervengo, e lo dico simpaticamente rivelando
la mia condizione psicologica che è quella di chi l'ha fatto e se
l'aspetta - chi la fa l'aspetti -, ho fatto sicuramente qualcosa
e me l'aspetto. Ma lo dico simpaticamente.
Vorrei intervenire soltanto per dire fatela pure, però lealmente e
con i giusti numeri, e mi limito solo a questo. I comandati non
sono cinquanta, sono ventinove, venti dirigenti e nove del
comparto. I comandati non sono una trovata dell'assessore Russo, ma
sono previsti da una legge del 2004, quindi non agganciata al piano
di rientro, perché era per il contenimento della spesa, onorevole
Dina.
E' una legge del 2004, il piano di rientro è stato firmato nel
2007, quindi prima ancora che Prodi concepisse i piani di rientro.
Quando mi sono insediato, ho trovato circa 21, 22 persone in
posizione di comando, adesso sono ventinove, quindi correttamente -
come ha detto D'Asero - mi sono limitato ad aggiungerne, sette,
otto, nove, non arrivano a dieci.
Io rispetto - e credo che sia giusto anche dialetticamente
confrontarsi ed utilizzare questo spazio per l'opposizione per
rimarcare alcune cose secondo il loro punto di vista - però, è
anche corretto sottolineare che circa 3 milioni di euro sono
prelevati dal bilancio, ed è una spesa, un costo per la Regione. Ma
questi 3 milioni di stipendio, il Fondo sanitario, che è alimentato
per il 49,11 per cento dalla Regione, sono risparmiati. Quindi, è
una partita di giro, tanto è vero che, per non gravare soltanto sul
Fondo, specificatamente sulla Regione, avevamo previsto di
trasferirlo sul Fondo sanitario come hanno fatto le altre regioni.
Vorrei così ribadire questi dati: ventinove sono i comandati, la
legge del 2004 ne prevede trentacinque; quando mi sono insediato ce
n'erano certamente più di venti, e ne ho aggiunti otto o nove,
anche nelle posizioni dirigenziali così come le avevo trovate -
parlo per esempio della dottoressa Duilia Martellucci che,
all'epoca dirigeva i servizi finanziari e proveniva, in comando,
dall'Azienda sanitaria Cervello - quindi, tutto ciò è servito
forse, anche per evitare il commissariamento.
Capisco che non può interessare a tutti, però, voglio dire, c'è
della gente che sta lavorando, sta lavorando per la Regione, alla
fine fa il bene di tutti, più o meno di tutti.
Questo è lo sforzo che stiamo facendo. Mi permetto di chiedere
umilmente, sommessamente, un atto di responsabilità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3.
Richiesta di verifica del numero legale
LEONTINI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Bufardeci, Cascio
Salvatore,
Catalano, Corona, D'Asero, Dina, Maira e Scilla)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
Sono presenti: Ammatuna, Ardizzone, Arena, Bonomo, Calanducci,
Cappadona, Colianni, Cracolici, Currenti, D'Agostino, De
Benedictis, Digiacomo, Ferrara, Forzese, Galvagno, Laccoto, Leanza
Nicola, Lupo, Marinello, Marziano, Oddo, Panarello, Panepinto,
Pantuso, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine.
Richiedenti: Bufardeci, Cascio Salvatore, Catalano, Corona,
D'Asero, Dina, Leontini, Maira, Scilla.
Sono in congedo: Aricò, Beninati, Caronia, Cimino, Cristaudo, Di
Benedetto, Di Mauro, Falcone, Faraone, Gentile, Lo Giudice, Mineo,
Scammacca, Torregrossa, Vinciullo.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 40
Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale.
Pertanto, la seduta è rinviata a martedì, 14 giugno 2011, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili» (numeri 582-590-606/A)
(Seguito)
Relatore: onorevole Laccoto
2) - «Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, numero
163 e successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre
2010, numero 207 e successive modifiche ed integrazioni. Disciplina
dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture»
(numeri 719-515-673/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Faraone
La seduta è tolta alle ore 21.19
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli