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Resoconto d'Aula della Seduta n. 260 di mercoledì 08 giugno 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   LEANZA  Nicola,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale
  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale (articolo 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio   segreto   (articolo  127)  sono   effettuate   mediante
  procedimento elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA Nicola, segretario f.f.:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,

   premesso  che  la  trasformazione dell'IRFIS mediocredito  per  la
  Sicilia  in  società  finanziaria va a  depauperare  il  patrimonio
  regionale,  privandolo  di  una  importante  funzione  di  banca  a
  sostegno   della  piccola  e  media  impresa  e  in  favore   delle
  microaziende, le quali hanno bisogno di interventi finanziari;

   sottolineato che:

   l'esperienza dell'istituto testimonia la conoscenza del territorio
  e  che  le  sue attività e la sua capacità d'intervento  ha  sempre
  fornito energia vitale alle imprese;

   l'istituto,  oggi,  avrebbe  potuto rappresentare  un  contenitore
  importante  per  erogare, coerentemente con le  nuove  esigenze  di
  mercato,  benefici concreti e sostegni diretti in virtù  di  quella
  peculiarità  di banca dedita esclusivamente a favorire la  crescita
  imprenditoriale  tout  court, escludendo il profitto  come  proprio
  obiettivo,  contrariamente a quanto praticato dai normali  istituti
  di credito;

   considerato che:

   la  scelta di costituire una finanziaria è frutto di una decisione
  unilaterale del Governo, che si è limitato sempre ad ipotizzare una
  struttura ridotta e nient'altro, non avendo mai presentato un piano
  industriale per mediocredito o banca di sviluppo;

   altre  parti  politiche hanno presentato un disegno di  legge  nel
  quale  si  evidenzia  l'importanza del ruolo  del  mediocredito  in
  generale;

   ritenuto   che   il   percorso  più  proficuo  da   seguire,   per
  salvaguardare  il patrimonio di know how costituito  dall'Irfis,  è
  quello  delineato  anche  in  sede  di  dibattito  presso   la   II
  Commissione parlamentare 'Bilancio', dove sono emerse le  strategie
  utili a creare in seno all'istituto una società finanziaria non  in
  sostituzione  di  ruoli  e funzioni da sviluppare,  ma  come  linea
  parallela  d'intervento,costituendo ciò un valore aggiunto  per  le
  prerogative offerte dai mercati finanziari;

   ricordato  che, in netta opposizione a quanto più volte  sostenuto
  al  fine di salvaguardare il patrimonio regionale Irfis, il Governo
  della  Regione ha deliberato affinché le quote del ramo di  azienda
  fossero  cedute  ad  Unicredit, avendo  Bankitalia  autorizzato  il
  passaggio da banca a finanziaria;

   auspicato  che  sul  tema  si  può  ancora  intervenire,  con   il
  coinvolgimento  del  mondo  delle banche  locali,  delle  categorie
  imprenditoriali   e   con  i  singoli  imprenditori   disposti   ad
  intervenire  in una struttura che può diventare un riferimento  per
  le microimprese siciliane e per tutto il bacino del Mediterraneo  a
  sostegno  di  piani d'impresa che possano concretamente realizzarsi
  in un mercato sempre più competitivo;

   considerato ancora che:

   anche  da  parte del presidente della fondazione Banco di  Sicilia
  viene ritenuta importante l'esistenza una banca regionale siciliana
  e che l'IRFIS, rappresentandone l'ultimo baluardo, poteva essere il
  contenitore  su  cui  costruire un rinnovato  istituto  di  credito
  regionale;

   probabilmente   il   patrimonio   poteva   essere   anche   meglio
  salvaguardato  atteso  che  con  la  cessione  del  ramo  d'azienda
  bancaria  ad Unicredit di fatto ci si è spogliati della  parte  più
  importante  e  concreta,  lasciando  per  l'IRFIS  una  consistenza
  meramente residuale di pochi milioni;

   per  sapere  se  non ritengano di dover avviare  un  percorso  che
  coinvolga  i  soggetti e gli interlocutori del sistema  bancario  e
  finanziario al fine di salvaguardare le prerogative riservate  alla
  Sicilia  nella costituzione di un rinnovato istituto di  credito  a
  servizio  delle  imprese  del territorio  e  di  ogni  altra  utile
  possibilità  che consenta alla Regione di essere centro decisionale
  nelle  politiche del credito e non restare succube di chi  vede  la
  Sicilia come terreno di conquista». (1908)

   (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                                                   D'ASERO - LEONTINI

   «Al  Presidente della Regione e all' Assessore per l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità,

   premesso   che  con  nota  datata  27  maggio  2011  l'Assessorato
  regionale   Energia  ha  dato  mandato  all'azienda  che   gestisce
  l'impianto  di  dissalazione di Porto Empedocle di  formulare   una
  proposta  tecnico-economica  per lo  smontaggio,  il  trasferimento
  nonché   la  messa  in  funzione  e  collaudo  degli  impianti   di
  dissalazione  nel  sito  di contrada Satana  presso  il  comune  di
  Pantelleria;

   ricordato   che  presso  l'impianto  di  dissalazione   di   Porto
  Empedocle, attivo da 21 anni, prestano servizio 14 lavoratori,  per
  i   quali,   nel   caso   di  trasferimento  degli   impianti,   si
  prospetterebbe   una   situazione  di   incertezza    professionale
  rilevantissima;

   sottolineato  che  di recente, presso i minidissalatori,  è  stato
  collaudato un nuovo impianto ad alta tecnologia, costato alle casse
  della  Regione  circa  due milioni di euro, il  cui  trasferimento,
  previe  laboriose operazioni tecniche di smontaggio e  rimontaggio,
  aggiungerebbe costi su costi, non necessari;
   considerato che:

   in risposta all'interrogazione numero 1227 'Riscatto dell'impianto
  del  nuovo  dissalatore di Porto Empedocle da parte della Regione',
  recante  la  firma del sottoscritto interrogante, come  evidenziato
  nel dibattito della seduta d'Aula numero 242 del 5 aprile 2011,  la
  Giunta  di  Governo, con propria deliberazione  numero  340  dell'1
  ottobre  2010,  deliberava  la  condivisione  dell'operato   svolto
  dall'Assessorato   all'Energia,   in    ordine   alle    iniziative
  sull'argomento intraprese;

   il gestore dell'impianto in oggetto aveva provveduto a trasmettere
  tutta la documentazione richiesta sulle opere, le apparecchiature e
  le  loro  condizioni d'uso per l'esercizio del riscatto e che,  per
  tutto   quanto  sopra  premesso,  il  medesimo  Assessorato,  nella
  risposta  fornita in Aula all'interrogante, ha ritenuto  di  dovere
  dotare  la  Regione  di  un  impianto di  dissalazione  di  recente
  costruzione  con  principio  di funzionamento  ad  osmosi  inversa,
  caratterizzata  da  bassi  costi  di  gestione  e  in  gran   parte
  finanziato  con  fondi  regionali, per  fronteggiare  le  emergenze
  idriche nell'area della provincia di Agrigento;

   considerato  altresì  che  la  nota citata  in  premessa,  per  la
  predisposizione di un imminente trasferimento dell'impianto, appare
  in  palese  contraddizione rispetto a quanto  ritenuto  prioritario
  nella  deliberazione di Giunta numero 340 e soprattutto rispetto  a
  quanto  ritenuto  dall'Assessorato  relativamente  alla  importante
  necessità  di  dotare  la provincia di Agrigento  dell'impianto  di
  dissalazione, riscattandolo;

   per sapere:

   per  quale  motivo  siano  state  avviate  le  richieste  per   la
  formulazione di una proposta tecnica-economica per il trasferimento
  dell'impianto di dissalazione da Porto Empedocle presso  il  comune
  di Pantelleria e se non ritengano che il predetto trasferimento sia
  causa  di  sprechi,  considerati  i considerevoli  investimenti  di
  denaro  pubblico  posti  in essere per l'acquisizione  delle  nuove
  tecnologie esposte in premessa;

   quali  siano  gli  intendimenti  rispetto  al  mantenimento  degli
  impianti  di dissalazione di servizio nella provincia di  Agrigento
  e,  nel  caso di trasferimento, quali le soluzioni proposte per  la
  risoluzione delle criticità idriche nella provincia;

   quali iniziative urgenti siano state poste in essere per la tutela
  e   la  salvaguardia  occupazionale  dei  14  lavoratori  impiegati
  nell'impianto di Porto Empedocle;

   se  siano  a  conoscenza  dello  stato  di  agitazione  permanente
  proclamato dai lavoratori di Porto Empedocle e se non ritengano  di
  dover predisporre, nelle more del trasferimento dell'impianto,  una
  soluzione  di  analogo  trasferimento e gestione  del  personale  a
  carico  di  Sicilacque, come già previsto per  i  lavoratori  degli
  impianti di dissalazione di Trapani». (1909)

   (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                                BOSCO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità e all'Assessore per la salute,

   premesso che:

   i  cittadini possessori di patente che hanno superato gli  ottanta
  anni  di  età  sono  sottoposti, annualmente, a  visita  medica  di
  conferma dei requisiti medici di base per il rinnovo della  patente
  di guida;

   a tal fine devono recarsi presso il centro unico istituito in ogni
  provincia   dove   sono  sottoposti  a  visita   medica,   superata
  positivamente la quale ottengono il rinnovo della patente;

   considerato che:

   i  cittadini  over  80  non  residenti nelle  città  capoluogo  di
  provincia,  per  sottoporsi  a tale visita  medica  finalizzata  al
  conseguimento del rinnovo della patente di guida, sono costretti  a
  recarsi  presso  la sede dell'ASP individuata per  ogni  provincia,
  circostanza questa che determina, specie per chi proviene da  paesi
  di montagna e più distanti dal capoluogo, gravi disagi per la lunga
  percorrenza  del tratto tra i paesi di provenienza e  la  sede  ASP
  preposta;

   in   passato   erano  stati  attivati,  presso  alcune   strutture
  territoriali,  degli uffici staccati esclusivamente  finalizzati  a
  effettuare  tale servizio proprio al fine di venire  incontro  alle
  esigenze  oggettive  dei  cittadini over  80  e  risolvere  così  i
  comprensibili disagi;

   per   sapere  se  intendano  attivare  le  iniziative  utili   per
  l'apertura  di  sedi territorialmente distaccate, omogenee  secondo
  l'articolazione zonale delle ASP, al fine di sottoporre i cittadini
  over  ottanta a visita medica per il rinnovo delle patenti  il  più
  vicino  possibile ai propri comuni di residenza, senza  pregiudizio
  alcuno all'efficacia della visita medica e senza disagio alcuno per
  i cittadini». (1910)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                              FARAONE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica,

   premesso che:

   l'opera  pia Collegio di Maria di Caccamo (PA), è stata dichiarata
  estinta con provvedimento del 2007;

   quindi,  a seguito del predetto provvedimento i locali sono  stati
  consegnati  dalla  congregazione  delle  suore  Collegine,  che  lo
  occupavano giusta convenzione, all'Assessorato di competenza;

   considerato  che lo stato della struttura dell'immobile  versa  in
  gravi  condizioni, tali da determinare un pericolo per l'incolumità
  pubblica a causa di possibili crolli;

   ritenuto che:

   l'amministrazione locale ha più volte sollecitato l'Assessorato di
  competenza  a  procedere all'esecuzione degli interventi  necessari
  per eliminare la situazione di pericolo;

   tale  situazione  può  determinare un  pericolo  per  la  pubblica
  incolumità;
   per  sapere  quali provvedimenti abbiano o intendano adottare  per
  intervenire sull'immobile della ex opera pia Collegio di  Maria  di
  Caccamo al fine di eliminare i suddetti pericoli». (1911)

               (L'interrogante chiede risposta scritta)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,

   premesso che:

   la  gestione di alcuni parchi in Sicilia si è rivelata un  vero  e
  proprio fallimento;

   la sensazione è quella che alcuni di essi rispondano più a logiche
  tipo  clientelari, dove gli stipendi erogati non  producono  alcuna
  ricchezza   per  il  territorio  e  l'ente  viene  utilizzato   per
  soddisfare esigenze di tipo politico;

   considerato che:

   le aree protette sono una ricchezza, un patrimonio da conservare e
  far  fruttare  anche per la generazioni future.  Ma  se  altrove  i
  parchi  naturali  sono  sinonimo di ricchezza,  in  Sicilia  alcuni
  vengono  vissuti dalla popolazione delle aree interessate  come  un
  vero  e  proprio  ostacolo  alla  crescita  ed  allo  sviluppo  del
  territorio. Un'opportunità mancata;

   un  esempio negativo di gestione viene dato dal Parco dei Nebrodi.
  Nessuna   attività  vera,  un  vero  disastro  amministrativo,   un
  incredibile sperpero di denaro pubblico;

   la più grande area protetta della Sicilia non è riuscita in questi
  ultimi  anni a portare avanti alcuna programmazione ed  ipotesi  di
  crescita.  Sono  poco  più  che proclami i  ricorrenti  richiami  a
  obiettivi di conservazione, di recupero, di promozione economica  e
  turistica, di formazione e di educazione nel Parco dei Nebrodi;

   la  nomina  dell'attuale commissario straordinario,  avvenuta  nel
  febbraio del 2009, è senza dubbio figlia dei criteri di spartizione
  politica delle cariche. Il commissario ricopre questo delicatissimo
  compito   al   di   fuori   delle  regole.  L'attuale   commissario
  straordinario  del  Parco dei Nebrodi è stato inserito  in  maniera
  fittizia  in  un gabinetto regionale, scavalcando i più  elementari
  principi della meritocrazia, l'unica attività che realmente  svolge
  è quella di commissario straordinario dell'ente Parco dei Nebrodi e
  nessun  altra  mansione è a lui affidata. Insieme  al  commissario,
  nell'ente  Parco,  che  continua a chiedere ingenti  incrementi  di
  fondi da parte della Regione, oltre ad un numero importantissimo di
  dipendenti  dai  quali  il territorio dovrebbe  trarre  giovamento,
  troviamo  una  pletora  di  componenti di  comitati,  incarichi  di
  esperti,   collaborazioni  professionali,  consulenze  di  supporto
  tecniche  e  legali e infine, seppur necessari ma al  tempo  stesso
  scelti  con criteri e logiche 'spartitorie', i componenti di nucleo
  di valutazioni e revisione contabile;

   per   questi   motivi,  e  constatando  l'onerosa  e  fallimentare
  conduzione dell'ente Parco dei Nebrodi, per sapere:

   se   intendano  disporre  una  immediata  ispezione  contabile   e
  gestionale presso la suddetta istituzione;
   se   ritengano   inoltre   opportune   le   immediate   dimissioni
  dell'attuale Commissario;

   se intendano vigilare per una attenta politica di salvaguardia del
  territorio del Parco dei Nebrodi;

   se intendano inviare i documenti che hanno risvolti contabili alla
  Corte dei conti;

   se  intendano  disporre, infine, il ripristino  della  legalità  e
  regolarità  nell'ente  Parco  dei Nebrodi  per  un  rilancio  dello
  stesso». (1912)

             (Gli interroganti chiedono risposta scritta)

                                        SCAMMACCA - DE LUCA - FORZESE
                                       POGLIESE - FEDERICO - FIORENZA
                                         CORONA - SCOMA - TORREGROSSA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che é stata presentata,  in  data  7  giugno
  2011,   la  mozione  numero  269  «Ritiro  e  rimodulazione   della
  programmazione concernente la distribuzione degli operatori  socio-
  sanitari,  predisposta  dall'Assessorato regionale  Salute»,  degli
  onorevoli Vinciullo, Pogliese, Falcone e Caputo.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   L'Assessore  regionale per la salute ha stipulato una  convenzione
  con  l'Assessorato  regionale  della pubblica  istruzione  e  della
  formazione  professionale, avente per oggetto la  realizzazione  di
  iniziative  volte ad organizzare attività di formazione  in  ambito
  sanitario;

   alla  luce del riordino del Sistema sanitario regionale,  avvenuto
  con  la  legge  numero 5 del 2009, l'Assessore  per  la  salute  ha
  provveduto  ad  effettuare una ricognizione del  fabbisogno,  nelle
  strutture  regionali  sanitarie,  della  figura  professionale   di
  operatore  socio-sanitario  in ambito provinciale,  fissandolo  per
  l'anno 2011, in 2600 unità;

   l'Assessore per la formazione si è reso disponibile a finanziare i
  corsi  così  programmati anche con risorse disponibili  nei  propri
  capitoli di bilancio;

   considerato che:

   secondo  quanto stabilito dall'Assessorato Salute,  i  2600  nuovi
  formati  saranno spalmati sull'intero territorio regionale  facendo
  riferimento  ad una tabella di 'necessità' che lascia  a  dir  poco
  esterrefatti;

   secondo  tale tabella, la provincia di Palermo avrà assegnati  800
  posti,  Catania 600, Trapani 320, Messina 256, Enna 244,  Agrigento
  200, Caltanissetta 80 ed infine Ragusa e Siracusa 50 posti cadauno;
   preso  atto  che  la suddetta programmazione, tra l'altro,  non  è
  stata  mai  sottoposta per il prescritto parere alla VI Commissione
  legislativa  permanente 'Servizi sociali e sanitari' dell'Assemblea
  regionale siciliana, così come avrebbe dovuto essere per  regola  e
  Statuto, violando, di fatto, la sovranità dell'Assemblea regionale;

   tenuto conto che:

   facendo una semplice proporzione, non si riesce a capire come  mai
  la  provincia di Enna, che rappresenta il 3,4 per cento dell'intera
  popolazione siciliana, avrà un'assegnazione di ben 244  posti,  che
  rappresenta quasi il 10 per cento dell'intero fabbisogno regionale.
  Non  si comprende perchè Agrigento, con una popolazione pari al 8,9
  per  cento  dei  siciliani, avrà 200 posti, pari al 7,7  per  cento
  della dotazione regionale;

   di  contro,  per  la  provincia di Siracusa, con  i  suoi  404.000
  abitanti,  pari  all'8 per cento della popolazione siciliana,  sono
  previsti  soltanto  50  posti, che non  superano  il  2  per  cento
  dell'intera disponibilità;

   considerato che leggendo tali dati sorge spontaneo un  dilemma:  o
  queste province 'miracolate' hanno finora avuto una sanità pubblica
  ridotta  ai  minimi  termini, talché non si  capisce  come  abbiano
  potuto  operare  in  queste condizioni, oppure l'Assessorato  della
  salute  ha  attivato  un  sistema di distribuzione  dei  posti  che
  risponde  a  dei  criteri  che esulano  dalla  comprensione  umana,
  ovviamente sempre che non vi siano delle motivazioni che potrebbero
  essere utili a pochi e non al popolo siciliano ed alle sue esigenze
  primarie  e  fondamentali di assistenza sanitaria degna  di  questo
  nome,

                   impegna il Governo della Regione

   a  ritirare  l'attuale programmazione predisposta dall'Assessorato
  regionale  della salute sulla distribuzione degli operatori  socio-
  sanitari nel territorio regionale;

   a rimodularla tenendo conto delle reali esigenze della popolazione
  siciliana,  in  funzione esclusiva del rapporto  abitanti/operatori
  socio-sanitari». (269)

                                    VINCIULLO-POGLIESE-FALCONE-CAPUTO

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'articolo  153  del Regolamento interno,  alla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

      Comunicazione di decadenza e di decadenza di firma da atti
                         politici e ispettivi

   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito delle dimissioni dalla  carica
  di   deputato  regionale  dell'onorevole  Fausto  FAGONE,   di  cui
  l'Assemblea  ha preso atto nella seduta numero 257  del  31  maggio
  2011,  decadono i seguenti atti politici e ispettivi:

   - mozione numero  84;
   - interrogazione numero 1072.

   Ne  decade   altresì  la  firma  dai  seguenti  atti  politici   e
  ispettivi:

   - mozioni numeri  20, 43, 57, 107, 124, 215;
   - interrogazioni numeri 1019 e 1065.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Rinvio dello svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
                         Regolamento interno,
   di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica  Istruzione e
                       formazione professionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della   Rubrica
   Istruzione e formazione professionale .
   Dò   lettura  del  fax   dell'Assessore  per  l'istruzione  e   la
  formazione professionale, pervenuto in data odierna:

   «Comunico  con  rammarico che per motivi istituzionali  non  posso
  presenziare  alla seduta di giorno 8 giugno 2011, alle  ore  16.00,
  il  cui  avviso, è bene precisare, mi è giunto solo oggi, 8 giugno,
  ore   9.20.  Dichiaro  la  mia  disponibilità  ad  intervenire  per
  rispondere alle interrogazioni ed alle interpellanze della  Rubrica
  Istruzione   e  formazione  professionale  nella  prossima   seduta
  d'Aula».

   Al  riguardo,  desidero precisare che il Governo  è  sempre  posto
  nelle condizioni di seguire l'andamento dei lavori parlamentari  di
  questa  Assemblea  regionale per il tramite  dell'apposito  ufficio
  della  Presidenza della Regione  preposto  alla cura  dei  rapporti
  con  l'Assemblea, e che quindi gli uffici dell'ARS,  a puro  titolo
  di cortesia istituzionale, si erano già adoperati nella giornata di
  ieri  per trasmettere  tempestivamente  all'Assessorato interessato
  l'ordine del giorno della presente seduta  con l'elenco degli  atti
  ispettivi da svolgere.
     Soltanto  per  problemi tecnici, dovuti al cattivo funzionamento
  del  fax  dell'Assessorato,  non  è  stato  possibile  inviare  con
  successo  l'ordine  del  giorno  della  seduta,   già  disponibile,
  peraltro, sul sito internet dell'ARS in tempo reale.
   Solo  dopo  ripetuti  colloqui telefonici,  intercorsi  sia  nella
  giornata  di  ieri, che nella mattinata di oggi, è stato  possibile
  ottenere dagli uffici dell'Assessorato Istruzione  altro numero  di
  fax   cui  è stato finalmente inoltrato con esito positivo l'ordine
  del giorno di cui sopra.
   Per quanto precede ed ai sensi di quanto disposto dall'articolo 10
  bis  del Regolamento interno dell'ARS, si invitano gli Assessori  a
  raccordarsi per tempo, innanzitutto con la struttura burocratica di
  riferimento della Presidenza della Regione, al fine di evitare  per
  il futuro ogni possibile disguido.

   L'Assemblea ne  prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Rinvio dello svolgimento del disegno di legge 719-515-673/A
   «Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, numero 163 e
   successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010,
   numero 207 e successive modifiche ed integrazioni. Disciplina dei
      contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Onorevoli colleghi, per quanto concerne il seguito dell'esame  del
  disegno  di  legge  numeri 719-515-673/A «Recepimento  del  decreto
  legislativo  12 aprile 2006, numero 163 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  e del D.P.R. 5 ottobre 2010, numero 207 e  successive
  modifiche  ed  integrazioni.  Disciplina  dei  contratti   pubblici
  relativi a lavori, servizi e forniture», posto al numero 1) del III
  punto  dell'ordine del giorno, essendo stati presentati  circa  400
  emendamenti,  per  consentire  un  approfondimento  degli   stessi,
  propongo  di passare all'esame del disegno di legge numeri 582-590-
  606/A  «Riorganizzazione e potenziamento della  rete  regionale  di
  residenzialità per i soggetti fragili», posto al numero 2).
   Non sorgendo osservazioni, si procede in tal senso.
   L'Assessore per la Salute ha confermato che sarà presente in  Aula
  tra circa un'ora, avendo partecipato ad un importante conferenza  a
  Roma.
   Per  consentire all'Assessore per la Salute di essere presente  in
  Aula, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 18.00.

        (La seduta, sospesa alle ore 16.57, è ripresa alle ore
                                19.11)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli  Aricò,  Beninati, Cristaudo,  Di  Benedetto,  Di  Mauro,
  Faraone,  Gentile,  Lo  Giudice,  Mineo,  Scammacca  della   Bruca,
  Torregrossa, Vinciullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, sospendo, brevemente la seduta.

         (La seduta sospesa alle ore 19.17, è ripresa alle ore
                                19.31)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Seguito dell'esame del disegno di legge numeri 582-590-606/A
       «Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
                residenzialità per i soggetti fragili»

   PRESIDENTE.  Si procede con il seguito dell'esame del  disegno  di
  legge  582-590-606/A «Riorganizzazione e potenziamento  della  rete
  regionale  di  residenzialità  per i soggetti  fragili»,  posto  al
  numero 2).
   Invito  i  componenti la VI Commissione  Sanità' a prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta numero  258  del  31
  maggio  2011  era  stato  approvato il  passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Si passa, pertanto all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
            Rete regionale di residenzialità per i soggetti
                                fragili

   1. All'articolo 25 della legge regionale 14 aprile 2009, numero 5,
  dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti commi:

   2 bis. Allo scopo di far fronte alle necessità assistenziali ed al
  fine  di  assicurare la riorganizzazione ed il potenziamento  della
  rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili, dei centri
  residenziali  di cure palliative, delle strutture di  recupero  per
  soggetti  con  dipendenze patologiche, di quelle riabilitative  per
  soggetti   con  disabilità  psicofisico  sensoriali  e  di   quelle
  riabilitative psichiatriche residenziali, in deroga alla previsione
  di  cui  al  comma 2, è consentito che le relative prestazioni,  da
  rendersi  in conformità agli atti di programmazione che  fissano  i
  relativi  fabbisogni ed individuano le relative risorse economiche,
  possano  essere erogate anche da strutture private in possesso  dei
  requisiti  di legge, ancorché non ancora accreditate, non  titolari
  di  accordi  contrattuali  alla data di  entrata  in  vigore  della
  presente legge.

   2  ter.  In deroga al comma 2, le prestazioni ivi indicate,  fermo
  restando quanto previsto dal comma 2 bis, possono essere erogate in
  conformità alle vigenti disposizioni normative da enti societari  a
  partecipazione maggioritaria pubblica, in possesso dei requisiti di
  legge,  ancorché  non ancora accreditati, non titolari  di  accordi
  contrattuali alla data di entrata in vigore della presente legge».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dal Governo: 1.1 bis, di riscrittura dell'articolo 1, 1.1 ter e
  1.Gov;
   - dalla Commissione: 1.Comm;
   -  dagli  onorevoli  Formica Panarello, Leontini,  De  Benedictis,
  Vinciullo,  Laccoto, Rinaldi, Dina, De Luca, Bufardeci,  Ardizzone,
  Beninati: 1.2;
   - dagli onorevoli Formica, Buzzanca, Pogliese, Vinciullo: 1.3;
   -  dagli  onorevoli Formica, Buzzanca, Calanducci,  Beninati:  1.1
  ter.2;
   - dall'onorevole Formica: 1.2 bis;
   -  dagli  onorevoli Laccoto, De Benedictis, Vinciullo,  Ferrara  e
  altri: 1.4;
   -  dagli  onorevoli De Benedictis, Oddo, Apprendi  ed  altro:  1.1
  ter.1.

   Onorevoli   colleghi,   si   procede  con   l'emendamento   1.Gov,
  interamente sostitutivo dell'articolo, che così recita:

   «L'articolo 1 è interamente sostituito dal seguente:

   1.  Nel  comma 2 dell'articolo 25 della legge regionale 14  aprile
  2009,  numero  5,  dopo  le parole  sono  erogate'  è  aggiunta  la
  locuzione  a carico del Servizio sanitario regionale'.

   2. All'articolo 25 della legge regionale 14 aprile 2009, numero 5,
  dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

    2  bis. Allo scopo di far fronte alle necessità assistenziali  ed
  al fine di assicurare la riorganizzazione ed il potenziamento della
  rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili, dei centri
  residenziali  di cure palliative, delle strutture di  recupero  per
  soggetti  con  dipendenze patologiche, di quelle riabilitative  per
  soggetti   con  disabilità  psicofisico  sensoriali  e  di   quelle
  riabilitative  psichiatriche  residenziali,  è  consentito  che  le
  relative  prestazioni,  da  rendersi in  conformità  agli  atti  di
  programmazione che fissano i relativi fabbisogni ed individuano  le
  relative  risorse  economiche,  possano  essere  erogate  anche  da
  strutture  private, in deroga alla previsione di cui  al  comma  2,
  purché in possesso dei requisiti di legge al momento dell'esercizio
  delle attività'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:

   - dal Governo: 1.Gov.ter;
   - dalla Commissione 1.Gov.2, interamente sostitutivo dell'articolo
  1 che così recita:

   «E' aggiunto il seguente comma 2 ter:
    Ai  fini della applicazione delle disposizioni di cui al comma  2
  bis, gli atti di programmazione ivi indicati sono da intendersi  il
  Piano  sanitario regionale - Patto per la salute 2011-2013,  nonché
  quelli in vigore alla data del primo giugno 2011'».

   - dagli onorevoli Bufardeci, Scilla, Cimino e Mineo: 1.Gov.1.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sul subemendamento 1.Gov.ter.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, è fondamentale la grammatica  perché
  questa cambia la sostanza della norma. Se noi introduciamo questo

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo subemendamento va messo in
  correlazione con gli altri due subemendamenti che saranno  discussi
  successivamente, per cui bisogna tenerne conto nell'insieme.

   CRACOLICI. Signor Presidente, visto che stiamo lavorando on  line,
  siccome qui interveniamo dopo le parole  necessità assistenziali' e
  sono  aggiunte  le parole  per il completamento dei fabbisogni  che
  risultano  non  ancora  coperti  nell'ambito  della  programmazione
  sanitaria  esistente', quindi in generale. E poi  diciamo:   ed  al
  fine  di  assicurare la riorganizzazione ed il potenziamento  della
  rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili', di fatto,
  con  questa norma allarghiamo oltre ai soggetti fragili, ai  centri
  residenziali  di  cure palliative, eccetera, al  completamento  dei
  fabbisogni  non  ancora  coperti nell'ambito  della  programmazione
  sanitaria regionale.
   Se  ho capito bene, così come è scritto -forse la volontà non  era
  questa -, noi determiniamo una conseguenza che da un lato diciamo -
  e  lo  diremo fra un po' - che potrà essere aperto il sistema fermo
  restando i limiti del fabbisogno già decretato alla data del giugno
  2011,  dall'altro  lato,  con  questa  norma,  stiamo  dicendo  che
  possiamo  aprire  per completare il fabbisogno non  ancora  coperto
  nell'ambito  della programmazione esistente ma  che  si  intende  a
  tutto il sistema non solo alle fragilità
   Leggiamolo  per bene perché se c'è prima e poi una   e'  significa
  che  sono  due periodi separati, completamente diversi. Quindi,  ci
  dobbiamo  intendere  e scrivere bene le cose, perché  queste  norme
  saranno interpretate dal TAR. Stiamo attenti, quindi, a quello  che
  scriviamo.
   Vogliamo  limitare  solo alle fragilità, alle cose  che  qui  sono
  specifiche   -  centri  residenziali  di  cure  palliative   -   ed
  esclusivamente per quanto non ancora coperto? Quindi o lo  mettiamo
  dopo,  e non dopo le parole  necessità assistenziali', pertanto  lo
  limitiamo  ai fabbisogni relativi a quelle patologie. Così  come  è
  scritto,  di fatto, è ampliato all'intera programmazione  ed  anche
  alle attività delle cure palliative, eccetera.
   Vi  prego, quindi, di fare attenzione perché ad una prima  lettura
  visto  che abbiamo la congiunzione   e', di fatto, si congiunge  ad
  un altro periodo e si intende, appunto, qualcosa di  aggiuntivo.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signor
  Assessore,  credo  che questo emendamento non sia  necessario,  sia
  quindi ultroneo, perché stiamo dicendo che debbono essere coperti i
  fabbisogni  non ancora coperti. Mi domando come potremmo,  con  una
  legge,  stabilire  di coprire fabbisogni coperti   E',  quindi,  un
  emendamento che non aggiunge nulla, mi sembra di capire.  Forse  si
  può direttamente ritirare e non complichiamo la lettura.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'intendimento del Gov.ter  se  lo
  limitiamo  anche  al  Gov.2  ha  gli  stessi  effetti  che  avevamo
  previsto.
   Signor Presidente, se ritiriamo il Gov.ter e diciamo che  ai  fini
  dell'applicazione dell'esposizione di cui al comma 2  gli  atti  di
  programmazione  ivi indicati sono da intendersi il Piano  sanitario
  regionale, patto per la salute 2011-2013, nonché quelli  in  vigore
  alla data dell'1 giugno 2011', abbiamo praticamente dato gli stessi
  effetti senza cambiare niente.

   CRACOLICI. Stiamo parlando del Gov.2?

   LACCOTO,    presidente   della   Commissione   e   relatore.    Sì
  dell'emendamento Gov.2.

   CRACOLICI. Ma era il Gov ter che era in discussione

   LACCOTO,  presidente della Commissione e relatore. La formulazione
  del   Gov.2   contempla  la  necessità  del  Gov.ter  e   chiarisce
  precisamente tutto quello che era l'intendimento.
   Basta  il Gov.2. Quindi, chiederei, signor Presidente, di ritirare
  il Gov.ter.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  purtroppo  devo
  fare  un  intervento che non è in sintonia con il percorso  che  il
  Governo vuole seguire.
   Che noi abbiamo bisogno di mettere un punto fermo e fare norme che
  possano  essere,  poi, applicate ed applicabili, mi  pare  che  sia
  volontà  di  tutto il Parlamento, ma noi, ogni volta,  ci  rendiamo
  conto  che  si  arriva in Aula con emendamenti che, opportunamente,
  l'onorevole Cracolici definisce on line.
   Onorevole  Cracolici,  ci  troviamo qui  all'improvviso  a  dovere
  esaminare  e  poi  approvare, perché questa è  la  nostra  funzione
  legislativa, delle norme delle quali non abbiamo perfetta contezza.
   Allora, signor Presidente, penso che, essendo noi un Parlamento ed
  avendo l'obbligo di approfondire le questioni, dobbiamo capire dove
  si vuole andare a parare, cosa si vuole regolamentare e quali norme
  vogliamo approvare.
   La  nostra  lettura  qui  è  certamente superficiale  perché  sono
  emendamenti  che arrivano adesso. Io so che c'è stata una  riunione
  della  Commissione  Sanità alla quale non abbiamo  partecipato,  mi
  pare  che  nessuno  del  Popolo delle  Libertà  abbia  partecipato,
  sicuramente  non per colpa sua, ma forse c'è stato  un  difetto  di
  comunicazione.
   Tuttavia, non capisco come ci si dovrà regolare con quello  che  è
  l'esistente, quale sarà il contenzioso che l'esistente, cioè coloro
  i quali sono già titolari di accreditamenti produrranno nel caso in
  cui  noi,  e  questo  lo  dico  non io  ma  le  diverse  realtà  di
  contenzioso davanti al TAR di Catania e di Palermo, che di volta in
  volta in volta ci obbligano ad uno stop and go.
   Signor  Presidente,  vogliamo evitarlo questo?  Signor  Assessore,
  vogliamo evitarlo questo? Noi offriamo la nostra disponibilità  per
  una  norma  che sia perfettamente aderente ai bisogni  che  vengono
  dalla  gente,  dal  mondo della sanità, dai  pazienti  e  tuttavia,
  vogliamo  cercare di fare una norma che non ci complichi  la  vita,
  perché  se  ciò  dovesse  accadere da qui a qualche giorno  il  TAR
  dovrà  pronunciarsi e poi il CGA e questa norma  dovrà  tornare  in
  Aula per essere rivista e resa perfettamente aderente ai bisogni ed
  alle norme.
   Pertanto,  signor  Presidente,  ritengo  che  sarebbe  meglio   un
  approfondimento in Commissione, se volete anche stasera o da qui  a
  qualche  minuto.  Non credo che si possa andare  avanti  in  questo
  modo. Poi se il Governo volesse assumersi la responsabilità che  lo
  faccia   Io  sono convinto che noi, nel tentativo di  risolvere  un
  problema, ne creeremmo tanti altri.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Cimino ha
  chiesto congedo per oggi per  motivi si salute.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge numeri 582-590-
    606/A «Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
                residenzialità per i soggetti fragili»

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne fa facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Russo,
  faccio una considerazione.
   Siamo  al  primo  emendamento dopo una lunga attesa  e  dopo  vari
  aggiustamenti  e già all'inizio di questo percorso ci  troviamo  di
  fronte  ad  un  emendamento  che la stessa  Commissione  chiede  di
  ritirare.
   In  queste riscritture, credo vi siano altre questioni che possono
  dare  ulteriore adito a questioni, ma anche  a miglioramenti  e  ad
  approfondimenti.
   Faccio  alcuni esempi. Insieme alle osservazioni che ha  formulato
  il   collega   Cracolici   e   che  sono   state   fatte   proprie,
  sostanzialmente, dal Presidente della Commissione  che,  ribadisco,
  chiede  anch'egli  il  ritiro dell'emendamento  1.Gov.ter,  facendo
  riferimento a che cosa? All'emendamento 1.Gov.2. Ma se abbiamo come
  contesto  il  fabbisogno e la programmazione e stiamo  dicendo  che
  questa  è quella del Piano Sanitario fino al 2013, mi domando,  nel
  momento in cui stiamo -sostanzialmente - aprendo a tutti i soggetti
  che hanno i requisiti di legge, e su questo spenderò una parola  su
  che  cosa significa requisiti di legge e quali sono le conseguenze,
  mi pongo la  domanda: finita la programmazione 2013 dovremo tornare
  in Assemblea per una nuova legge, per una nuova programmazione, per
  i   soggetti   che  avranno  i  requisiti  di  legge  per   esempio
  successivamente al 2013?
   Io  non  so  se  questo sia stato approfondito, perché  in  questa
  riscrittura  tra il Gov.ter e il Gov.2, credo ci sia un  motivo  di
  riflessione.  Così  come credo che la stessa  scrittura  che  vuole
  precisare  che  il  tutto  viene aperto ai  soggetti  che  hanno  i
  requisiti   di   legge  al   momento  dell'esercizio  dell'attività
  dimostra,  anche  in  questo  caso,  un  testo  che  vuole   essere
  appesantito e farraginoso.
   Io  devo avere i requisiti di legge. Punto. Nel momento in cui  ce
  li  ho  posso  svolgere l'attività. Non è che si  devono  avere  al
  momento  dell'esercizio dell'attività, perché altrimenti non  ho  i
  requisiti di legge, e quindi non posso aprire. Quindi, scrivo anche
  un  concetto  che  è  ultroneo rispetto a quello  stesso  che  devo
  portare avanti.
   Sto facendo pochissimi esempi per dire, senza alcun ostruzionismo,
  senza  alcuna  vena di dilazionare i tempi, in quanto  se  avessimo
  voluto  perdere tempo non avremmo atteso che l'Assessore  arrivasse
  da  Roma.  Abbiamo  atteso  serenamente, tranquillamente,  vogliamo
  portare questo disegno di legge a compimento per cercare di coprire
  una  lacuna  che è oggettiva visto il tempo che è decorso  rispetto
  all'apertura   dell'accreditamento  che  rimane  congelato   e   si
  preferisce  una  scorciatoia qual è questa rispetto,  invece,  alla
  grande  questione  dell'accreditamento  eventualmente  da  riaprire
  anche per una concorrenza maggiore per la libera scelta.
   Potremmo  fare quindi tanti tipi di ragionamento. Ma sotto  questo
  profilo,  io  dico che forse è più opportuno che la Commissione  si
  riunisca  ed esca un unico testo, in quanto avviare una discussione
  in cui già si profila che l'emendamento 1.Gov.ter verrà ritirato  e
  che il Gov.2, secondo me, implicitamente dovrà essere ridiscusso in
  quanto  limita  sostanzialmente la validità di  questo  disegno  di
  legge e questa programmazione  fino al 2013. Questa è una legge che
  ha  validità  fino a quella data. Nel 2014, se ho  i  requisiti  di
  legge,  non posso svolgere attività perché sono vincolato a  questo
  fabbisogno, a questa programmazione.
   Non  credo che la legge possa essere limitata nel tempo nella  sua
  astrattezza,  nella sua generalità, essa non può essere  vincolata.
  L'atto amministrativo può vincolare la sua efficacia, ma  la  legge
  non  può  avere limiti prima di cominciare la sua efficacia,  credo
  che  questo  possa rappresentare anche un problema  per  chi  dovrà
  controllare la nostra capacità  di normare.
   Pertanto, il mio intervento serve soltanto a dire che forse  anche
  un'ora, mezz'ora, quello che volete, di sospensione per scrivere un
  unico testo che sia una sintesi vera di tutti questi subemendamenti
  del  Governo,  ter, bis e quant'altro è ciò che  può  sgombrare  il
  campo da appesantimenti nel corso dei lavori.

   FORZESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORZESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito diversi
  interventi, sia dal collega Buzzanca, che dall'onorevole Bufardeci,
  dai quali veniva messo in evidenza che il PDL non ha partecipato ad
  una  delle  riunioni della VI Commissione. Vorrei dire ai  colleghi
  che  in  quell'occasione  non abbiamo modificato  nulla.  Pertanto,
  ritengo  che  il testo del disegno di legge sia rimasto  lo  stesso
  così come è arrivato in Aula.
   Così  come  giustamente dice l'onorevole Bufardeci, se è questione
  di  una mezz'oretta perché si possa, quanto meno, ritrovare un solo
  ed  esclusivo obiettivo, quello cioè di soddisfare l'esigenza della
  gente,  però mi dispiacerebbe se per un momento, visto che è  dalle
  ore  sedici  che  aspettiamo l'Assessore, con una forma  magari  di
  correttezza, stabiliamo di riunire la VI Commissione e  poi  magari
  rinviamo i lavori  a martedì prossimo  Mi sembra demagogico  e  non
  corretto  nei  confronti  di  quella gente  -  l'onorevole  Cordaro
  condivide - che ha l'esigenza quanto meno di essere assistita.
   Pertanto,  da  una  parte  condivido  la  richiesta  del   collega
  Buzzanca,  ma a condizione che si riunisca adesso la VI Commissione
  e  che  da  qui  a  mezz'ora  si faccia con  l'unico  ed  esclusivo
  obiettivo  di  salvaguardare l'esigenza di  assistenza  che  ha  la
  gente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima di  dare  la  parola  agli
  onorevoli Laccoto e Formica che avevano chiesto di intervenire, non
  credo  sia il caso di riunire adesso la Commissione perché i  punti
  di criticità sono solo un paio, non c'è grandissimo lavoro da fare.
  La  maggior  parte  del lavoro è stata fatta dalla  Commissione  in
  questi   giorni.  Superato  questo  scoglio,  poi  andremo   avanti
  speditamente.

   LACCOTO,   presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, vorrei chiarire che  il  testo  della
  Commissione  esitato per l'Aula  è un testo condiviso da  parte  di
  tutti i componenti della Commissione.
   Il  problema  esiste  solo  perché sono  state  manifestate  delle
  perplessità - e questo lo voglio chiarire all'onorevole Bufardeci -
  ,  rispetto  ad  un'apertura indiscriminata se  non  agli  atti  di
  programmazione  già esistenti perché c'è il pericolo,  qualcuno  ha
  manifestato  il  pericolo, che un domani, con decreto,  l'Assessore
  possa modificare gli atti di programmazione. Per tale motivo  si  è
  inteso quindi limitare agli atti di programmazione esistenti nonché
  al  piano della salute che al 2011/2013 prevede già tutti gli  atti
  ed il fabbisogno che c'è rispetto al comma due bis.
   Pertanto, credo che ritirando l'emendamento 1.Gov.ter - in  quanto
  non  ha senso rispetto a quello che è l'emendamento 1.Gov.2  e  gli
  stessi  uffici  hanno meglio specificato quali  sono  gli  atti  di
  programmazione - la soluzione sia pacifica.
   Questo  testo esce dalla Commissione dopo aver ponderato tutte  le
  situazioni esistenti, tutte le situazioni alla data odierna,  senza
  creare  problemi  anche a chi dovrà vagliare il testo.  D'altronde,
  questo  è  il  senso, signor Presidente. E io credo  che  si  possa
  andare  avanti, anche perché - voglio dirlo - c'è una sentenza  del
  TAR di Palermo che crea ulteriori problemi.
   Pertanto,  perdere  ancora  tempo significa  creare  un  disordine
  rispetto alle esigenze ed  agli atti di programmazione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco bene  che
  ci  sono  alcuni colleghi e sono d'accordo con loro,  in  linea  di
  principio,  sul  fatto che non sapevano di quella  riunione  in  VI
  Commissione,  svoltasi  quella sera  stessa,  a  continuazione  dei
  lavori d'Aula. Ed io ero fra questi e tanti altri.
   Alla fine, esaminando il lavoro che è stato svolto e partendo  dal
  presupposto  che  eravamo in presenza, come sempre  accade  e  come
  sempre  può  accadere,  di  richieste e di soluzioni  contrapposte,
  dobbiamo  aprire  all'universo mondo, partendo da zero  o  dobbiamo
  attenerci  a  delle  regole? Io ritengo che  sia  più  giusto,  più
  corretto,  attenersi a delle regole. Quanto meno  avere  un  minimo
  appiglio  cui agganciare la norma che andiamo a fare.
   Per   quanto   riguarda  l'emendamento  1.Gov.ter,  posso   essere
  d'accordo  con  il  ritiro, perché esso era stato fatto  stamattina
  quando  ancora  non  era  stato concepito,  insieme  all'Assessore,
  l'emendamento  1.Gov.2,  perché volevano  dire  sostanzialmente  la
  stessa  cosa, perché anche se è esplicitato in maniera  diversa,  è
  stato poi ribadito con l'altro emendamento che abbiamo presentato.
   A  questo punto direi che, visto che non dobbiamo dimenticare  che
  questa  legge è partita per dare risposta soprattutto alla  Dismed,
  al   caso   Dismed  -  che,  alla  fine,  abbiamo  approfondito   e
  riapprofondito  -  stasera ritengo che eliminando  l'articolo  2  e
  inserendo  l'emendamento 1.Gov.2, si possa ritirare l'1.Gov.ter  ed
  approvare velocemente la legge.

   RUSSO Massimo, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO   Massimo,  assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,
  onorevoli  deputati, ovviamente il dibattito che c'è  stato  spinge
  l'Assessore  a  ritirare  l'emendamento 1.Gov.ter.  Bene  ha  fatto
  l'onorevole Formica a spiegare la successione degli emendamenti.
   L'emendamento  1.Gov.2 chiarisce un'azione politica molto  chiara,
  per  altro,  condivisa  quasi da tutti,  forse  non  dall'onorevole
  Bufardeci,  di  mettere  un  limite.  Stiamo,  quindi,  aprendo  il
  sistema,  ma  lo stiamo orientando con dei paletti ben precisi  che
  sono gli atti di programmazione esistenti.
   La specifica che abbiamo voluto fare, tra piano della salute e gli
  atti  in vigore alla data del primo giugno 2011, è legata al  fatto
  che  il  piano della salute, ancora, non ha completato il suo  iter
  formale  per  l'approvazione che si concluderà con la  delibera  in
  Giunta che  avverrà, credo, questa o la prossima settimana.
   Per  cui, abbiamo distinto il piano della salute che è il  massimo
  atto di programmazione, nonché gli atti di programmazione esistenti
  già  emanati dall'Assessorato nelle materie su cui stiamo  aprendo.
  Inserendo il Gov.2 e lasciando l'articolo 1, comma 1 e comma 2 che,
  ribadisco, nasce da una riscrittura condivisa; la scorsa settimana,
  alla  fine  della  seduta, ci siamo riuniti ed il Presidente  aveva
  chiesto  di  fare  una riunione informale della VI  Commissione,  è
  stato scritto sostanzialmente dal Governo con il concorso di tutti,
  c'era  il  desiderio di venire incontro alle varie istanze  con  il
  preciso  intendimento, però, di aprire e limitare  l'apertura  agli
  atti di programmazione esistenti.

   PRESIDENTE. Il subemendamento 1.Gov.ter è ritirato. L'Assemblea ne
  prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.Gov.2, con il parere favorevole
  del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si   passa  al  subemendamento  1.Gov.1,  a  firma  dell'onorevole
  Bufardeci:
   «Sopprimere   all'emendamento  1.Gov   le   parole    al   momento
  dell'esercizio delle attività'».

   FORMICA. Ma è superfluo, è superato

   PRESIDENTE.  Onorevole  Bufardeci,  mi  sembrerebbe  superato.  Lo
  ritira?

   BUFARDECI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   LACCOTO,  presidente   della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente   della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione l'emendamento 2  ter
  nella riscrittura non c'è, quindi bisogna cassare il 2 ter.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Laccoto,  l'emendamento  1.Gov   che   ci
  apprestiamo a votare è interamente sostitutivo dell'articolo 1.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.Gov, come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Tutti gli altri emendamenti all'articolo 1 sono  superati.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
          Deroga al divieto di esternalizzazione di funzioni

   1. All'articolo 21, comma 1, della legge regionale 14 aprile 2009,
  numero 5, dopo le parole  l'espletamento di funzioni' aggiungere la
  parola  sanitarie'.

   2. All'articolo 21, comma 2, della legge regionale 14 aprile 2009,
  numero   5,  dopo  le  parole   scelte  della  direzione  generale'
  aggiungere le seguenti parole  o per scelte aziendali adeguatamente
  motivate in coerenza con la programmazione regionale e nel rispetto
  dell'equilibrio di bilancio aziendale'».

   Comunico  che  è  stato  presentato dagli onorevoli  Galvagno,  Di
  Benedetto e altri l'emendamento 2.1, che così recita:

   «L'articolo 2 è soppresso».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Pertanto, l'articolo 2 è soppresso.
   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi:

   - dagli onorevoli Maira e Dina: A.1;
   - dal Governo: A.3;
   - dagli onorevoli De Benedictis, Vinciullo e Ferrara: A.4;
   - dall'onorevole Beninati: A.2;
   - dagli onorevoli Leontini, Corona, D'Asero e Torregrossa: A5;
   -  dagli onorevoli Lupo, Cracolici e Leanza Nicola: subemendamento
  A.5.1;
   - dagli onorevoli Cracolici e Leanza Nicola: subemendamento A.5.2.

   Informo che gli emendamenti A.1 A.2 sono di identico contenuto.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento  A.1
  mira  a  riportare,  per  quanto attiene il settore  della  sanità,
  relativamente  alle  procedure di assunzione,  alle  origini  ed  a
  quelle che sono le normative nazionali. Per quanto riguarda guardie
  mediche  e le aree di professioni sanitarie si accede alla Pubblica
  amministrazione non solo per concorsi per soli titoli ma per titoli
  ed  esami, quindi ripristiniamo questa procedura sia per le guardie
  mediche  che  già  era  previsto in una  precedente  norma,  ma  lo
  estendiamo  anche  alle professioni sanitarie che sono  omologabili
  per  il  corso  di  studi,  per le professionalità  acquisite,  per
  l'esigenza  di valutare anche con una prova d'esame la preparazione
  professionale  e pratica, la vogliamo ricondurre anche,  oltre  che
  per i titoli, agli esami.

   PRESIDENTE.  Stiamo  discutendo di due  emendamenti  che  sono  di
  identico  contenuto  A.1  e A.2; stiamo cercando  di  decifrare  in
  questo momento per poterne poi discutere.
   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  un  momento
  immaginavo la non ammissibilità di questo emendamento perché stiamo
  parlando  di  concorsi, quindi un problema che esula dalla  materia
  sanitaria.
   Io  vorrei ricordare ai colleghi ed al Parlamento che c'è stato un
  lungo  dibattito sia in Commissione e poi anche in Aula nel momento
  in  cui abbiamo deciso di prorogare fino al 31 dicembre del 2013  i
  concorsi  per soli titoli per tutti gli enti locali, per tutti  gli
  enti soggetti e sottoposti a tutela e vigilanza della Regione, e lo
  abbiamo  esteso  anche alle ASP, allora ASL, per  un  motivo  molto
  semplice, per un problema direi di giustizia, per evitare  che  con
  la Sanità si continuassero a perpetrare i misfatti che negli ultimi
  dieci anni sono stati perpetrati in questa Regione.
   Ora,  vedo  che alcuni colleghi, approfittando dell'esame  di  una
  legge che riguarda in generale i problemi sanitari, cercano di fare
  entrare  dalla  finestra  quello che è uscito  ufficialmente  dalla
  porta.
     Io credo che questa sera uno scatto di orgoglio nei confronti di
  coloro  i quali non hanno santi in Paradiso, di coloro i quali  non
  hanno  tutele da parte delle direzioni generali delle ASP, da parte
  della  politica, dobbiamo dargli una risposta, che è  quella  della
  meritocrazia  che va misurata soltanto in base ai titoli  ottenuti,
  che  sono  documentati  e  sono  stati  stabiliti  con  un  decreto
  dell'Assessore  regionale con i relativi  punteggi.  Ciò  significa
  fare  giustizia nei confronti di tanti disoccupati in  Sicilia  che
  non hanno santi in Paradiso.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  aggiungere
  qualcosa    a   quanto   detto   precedentemente   dai    colleghi,
  all'emendamento A.1 ho presentato un subemendamento,  l'A.1.1,  che
  sicuramente  le  arriverà, che chiarisce meglio ed in  maniera  più
  completa la questione.
   La  meritocrazia non c'è dubbio che è alla guida di  ogni  scelta,
  però, i concorsi pubblici in tutto il territorio nazionale si fanno
  per titoli ed esami.
   Ora,  soprattutto  nelle  ultime  discipline  in  sanità  dove  la
  meritocrazia,  e  chiedo ai colleghi un poco di  attenzione  perché
  raccolgo  delle  istanze  che  mi arrivano  soprattutto  dal  mondo
  sanitario nelle branche più specialistiche, dove il titolo, secondo
  l'età  e secondo il numero degli anni, faccio un esempio per essere
  più chiaro: un tecnico di radiologia che ha lavorato trent'anni  in
  un  reparto  di  un  ospedale   x'  che  si  occupa  solo  di  fare
  radiografie  semplici, ha sicuramente più titoli di un giovane  che
  ha  brillantemente  occupato  e  si è  brillantemente  occupato  di
  settori di grande rilievo nella diagnostica delle immagini, per cui
  si  troverà  ad essere saltato, bruciato, bruceremo tre generazioni
  di  nostri  giovani  che  si  sono,  con  sacrificio  impegnati  e,
  soprattutto,  non  riesco  a concepire  l'idea  che  una  serie  di
  concorsi,  perché non c'è dubbio che così sarà, perché è una  norma
  che è incostituzionale così come è fatta adesso, invece, con questo
  subemendamento  rientra pienamente nella costituzionalità.  Il  TAR
  può  bloccarli,  non  dico che  li bloccherà  sicuramente,  allora,
  rimettiamoci   nella   normalità,  eliminiamo   questo   vizio   di
  incostituzionalità e rendiamo l'accesso per vera meritocrazia.
   Che  cosa  significa?  E'  una valutazione  corretta  dei  titoli,
  soprattutto,  con  la  competenza  specifica  di  un   esame   come
  d'altronde  in  tutti   Tra  l'altro,  dico  al  collega,   che   è
  intervenuto  precedentemente, è vero  che  se  ne  è  dibattuto  in
  Commissione  Sanità:  un emendamento che non  ricordo  se  è  stato
  presentato  da me, fatto proprio dal Governo e votato all'unanimità
  dalla Commissione, poi, è scomparso nell'iter procedurale.
   Ricordo,  però,  ci  sono gli atti, che la Commissione  Sanità  di
  fronte  ad una discussione seria,  articolata, lunga, decise,  alla
  fine,   l'emendamento  lo  fece  proprio  il  Governo  e  lo   votò
  all'unanimità.  Per  cui,  nessun grido:  che  cosa  è  successo? ,
   entra  dalla  porta ,  dalla finestra , noi entriamo sempre  dalla
  porta  principale ed è giusto che nel mondo della sanità chi merita
  possa  ricoprire il ruolo che ha una ricaduta sulla salute di tutti
  noi e questa è l'unica maniera  per  farlo: titoli ed esami.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, provo a fare una
  proposta  al  collega  Dina ed ai firmatari di questo  emendamento,
  chiedendo loro di ritirarlo e spiego il perché.
   Onorevole Dina, dico perché: questa vicenda e questa materia  sono
  assolutamente   controverse,  perché  è  vero  che  la   disciplina
  nazionale, in materia di assunzioni nel sistema sanitario,  prevede
  le  modalità  di  assunzioni  attraverso  titoli  ed  esami  ed   è
  discutibile  o  discussa  la fattispecie  che,  poiché  il  sistema
  sanitario regionale è un sistema concorrente la nostra competenza a
  quella nazionale, non è assolutamente certo che la nostra sovranità
  possa   esercitarsi  sulle  modalità  di  avviamento  nel   sistema
  sanitario.
   Questo, però, è l'antefatto. Abbiamo poi un fatto. Il fatto è  che
  sono  stati banditi, in questi mesi, molti concorsi con il  sistema
  della  legislazione vigente. Ora, è evidente che su questa  materia
  ritengo che la parola fine possa metterla l'organo giurisdizionale,
  non  certo  il  legislatore, perché altrimenti  facciamo  impazzire
  tutti  perché  se noi, da un lato, abbiamo bandito i  concorsi  per
  titoli, poi, in corso d'opera, ancor prima che si espletino  questi
  concorsi, modifichiamo il sistema dei concorsi, costringiamo a fare
  che  cosa? O a riaprire i termini ed a rideterminare daccapo,  fare
  partire  daccapo  tutto  il  sistema  della  concorsualità  per  le
  professioni non mediche o determiniamo una condizione di incertezza
  che blocca il sistema.
   Ecco  perché io dico, al collega Dina, visto lo stato in cui siamo
  e considerato che si dice, è assai probabile che ci sia nel mese di
  ottobre  una sentenza di un organo giurisdizionale che dirà  se  la
  Regione può avere competenza esclusiva in materia di avviamento  al
  lavoro  nel  sistema  sanitario per  le  professioni  non  mediche,
  quindi, con il sistema esclusivamente per titoli o, invece,  se  la
  Regione  non  avendo competenza esclusiva, ma di natura concorrente
  non  poteva modificare il sistema di avviamento ma, a questo punto,
  lo  dico  per  ragioni di assoluto buon senso, è molto  meglio  che
  questa   vicenda  discenda  da  un  pronunciamento  di  un   organo
  giurisdizionale,  altrimenti se interveniamo  oggi  blocchiamo,  di
  fatto, tutte le procedure concorsuali che si sono fin qui prodotte.

                 Presidenza del Vicepresidente FORMICA

   Aggiungo  che  non sono innamorato di alcun sistema, però,  vorrei
  dire  ai  colleghi che rivendicano il merito attraverso  il  famoso
  sistema  con esami, attenzione, proprio nel settore della sanità  -
  l'onorevole  Calanducci e l'onorevole Dina  mi  insegnano,  essendo
  loro  provenienti da quel mondo - sapete, però, che l'esperienza  e
  la  casistica che fanno i titoli fanno bravi operatori sanitari. E'
  l'esperienza  che  qualifica  nel  sistema  sanitario  la  qualità,
  quindi, i titoli costituiscono un elemento di forza per avere buona
  qualità sanitaria.
   Detto ciò - ripeto - ho voluto rispondere soltanto alla questione,
  sono  convinto che questa questione, al punto cui siamo, sia meglio
  lasciarla definire da un organo giurisdizionale perché, altrimenti,
  con l'intervento legislativo che oggi facciamo, blocchiamo tutti  i
  concorsi che fin qui si sono fatti.
   Ecco perché chiedo al collega Dina, visto che manca ormai soltanto
  qualche  mese  perché  ci sia un pronunciamento,  di  ritirare,  in
  questa fase, l'emendamento e vediamo, se ad ottobre ci diranno  che
  la  legge regionale travalica le proprie competenze, sarà,  a  quel
  punto,  consequenziale tutto ciò che verrà dopo, compreso il  fatto
  cioè che la legge non si applicherà al sistema sanitario e si dovrà
  modificare  il  sistema  dei concorsi sin qui  banditi.  Ma  se  lo
  facciamo  noi,  motu  proprio,  determiniamo  un  impazzimento  del
  sistema.   Ecco  perché - ripeto - mi auguro che  il  collega  Dina
  proponga il ritiro, altrimenti io, personalmente, voterò contro.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è singolare  che
  la  Regione siciliana che, solitamente, non usa neanche i  concorsi
  per assumere e abbiamo, mi si dice, nelle partecipate 3.800 persone
  che  non  si  capisce come siamo state cooptate  all'interno  delle
  società,   scoprire  che  esiste  un  problema   di   illegittimità
  nell'espletamento  di  un  concorso attraverso  la  valutazione  di
  titoli.  Vorrei  ricordare  a  me  stesso,  soprattutto,  perché  i
  colleghi  lo  sanno  meglio  di me, che  al  titolo  ci  si  arriva
  attraverso il conseguimento di esami, esami finali, di un  voto  di
  laurea.
   Non  comprendo  perché, pur avendo già in itinere  -  lo  dicevano
  altri  colleghi  - concorsi banditi per soli titoli,  ora  dovremmo
  introdurre  pure  la prova pratica o la prova orale.  Mi  parrebbe,
  peraltro,  anche  paradossale porre il problema  della  legittimità
  costituzionale.
   La   Costituzione   stabilisce  che  si   acceda   alla   Pubblica
  amministrazione per concorso; poi, il concorso può essere fatto per
  titoli, per esami, non è scritto da nessuna parte, perché,  se  uno
  diventa  medico, qualche esame l'avrà fatto.
   Poi,  debbo dire, onorevole Calanducci, non per polemica, c'è  una
  contraddizione,  la meritocrazia è data - e sono convinto  che  sia
  giusto così - attraverso un excursus scolastico, universitario,  di
  master di secondo livello. Non capisco perché, ogni tanto, che  c'è
  qualche  cosa che è corretta, lineare e che può dare fiducia  anche
  alle  persone che hanno partecipato, ai professionisti, ai  medici,
  agli   infermieri,  ai  tecnici  di  laboratorio,  poi,   onorevole
  Calanducci,  i  tecnici di laboratorio non fanno  diagnosi,  ma  si
  limitano   a  predisporre  le  lastre  per  essere  poi   lette   e
  diagnosticate dalla parte medica.
   Se  questo  Parlamento  stasera si avventura nell'approvazione  di
  questa  norma - peraltro credo anche inammissibile, considerato  il
  testo  base  per  cui mi sembra che non c'erano le  condizioni  per
  l'ammissibilità di questa norma, perché in materia di  personale  e
  su  questo la Presidenza è stata sempre rigorosa -, considero  solo
  una  svista non avere dichiarato inammissibile questa norma  perché
  su  ogni  legge  può  intervenire qualunque  norma  in  materia  di
  personale  e  sappiamo  che sono state stralciate  decine,  se  non
  centinaia, di norme che riguardano personale se non trattate in  un
  apposito testo avente questa finalità.
   Pertanto, se questa sera il nostro Parlamento dovesse avventurarsi
  nella  discussione  e  nella  paradossale  o  assurda  ipotesi   di
  approvazione  di  questa  norma,  guardate  che  domani  mattina  i
  giornali  direbbero  che,  in realtà, si vuole  tornare  a  gestire
  concorsi  in  una  Sicilia dove si ha poca  fiducia  persino  nelle
  ipotesi di concorsi fatti per soli titoli. Usciremmo ancora di  più
  triturati  e  daremmo un segnale negativo a chi ha partecipato,  in
  buona fede, a concorsi per i quali era prevista solo la valutazione
  dei titoli.
   Per  cui  credo  che la Presidenza dovrebbe fare  una  valutazione
  ulteriore  di ammissibilità di questa norma perché, altrimenti,  si
  creerebbe  un  precedente secondo me insostenibile,  perché  questa
  norma non può stare in questo testo. Anche perché siamo partiti per
  risolvere  problemi  di  persone con particolari  difficoltà  e  ci
  ritroviamo a trattare - e probabilmente ci occuperà tutta la serata
  -  un  testo  che è certamente inammissibile e sono  certo  che  la
  Presidenza ne abbia consapevolezza.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.22, è ripresa alle ore 20.23)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, la Presidenza cercherà di mettere ordine.
   Non v'è dubbio che quando c'è un clima in Aula che propende per un
  consenso  diffuso e generale, possiamo introdurre  nei  disegni  di
  legge  che  stiamo trattando anche materia che può avere attinenza,
  anche se relativa.
   Vedo  dagli  interventi che il clima di consenso  generale  anche,
  addirittura,  all'interno degli stessi gruppi  politici,  non  c'è.
  Allora,  l'emendamento in questione, onorevole  Dina,  riguarda  la
  sanità  ma  è  da  intendersi certamente  come  personale,  materia
  afferente  al  personale.  Dagli  interventi  che,  così  come   la
  Presidenza  ha ascoltato, penso avrà ascoltato pure lei,  è  chiaro
  che non possiamo forzare.  Quindi, la inviterei a ritirarlo.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor  Presidente, mi rimetto alle sue  valutazioni  nella
  misura  in  cui anche per i successivi emendamenti userà lo  stesso
  metodo  perché ci sono interventi di natura finanziaria, in sanità,
  che vanno oltre il testo. Ci sono altri emendamenti. Se lei usa  un
  metodo,  ci  rimettiamo alla sua valutazione ancorché questo  è  un
  emendamento già ammesso da chi l'ha preceduta.
   Presidente,  la invito ad essere sereno, lo rimetta  ai  voti  che
  forse è la cosa migliore e lo rimetta all'Aula.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  mettete   in   condizione   la
  Presidenza su un metro di giudizio analogo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, anche se prima aveva chiesto di parlare
  l'onorevole Calanducci.

   CRACOLICI. Signor Presidente, ho chiesto la cortesia all'onorevole
  Calanducci.
   Dico  al collega Dina, perché dobbiamo essere tutti persone serie,
  che  l'emendamento cui fa riferimento è un emendamento di giustizia
  e  delicato, perché abbiamo, in sede di bilancio, tolto al capitolo
  dell'Assessorato  alla Sanità delle risorse della  Regione,  perché
  per  il  personale  cosiddetto  comandato  venivano  utilizzate  le
  risorse del Servizio sanitario nazionale. C'era, cioè, un risparmio
  per  l'Amministrazione regionale sul bilancio proprio e gravava sul
  capitolo del Servizio sanitario nazionale.
   Siccome, poi, non fu fatta la norma nel Gov, perché fu fatta nella
  manovra  di  bilancio la riduzione del capitolo, ma il Gov  che  si
  faceva  poi  con  la finanziaria doveva prevedere  l'autorizzazione
  alla copertura col Servizio sanitario nazionale, abbiamo lasciato a
  metà  l'opera  perché,  da  un  lato,  abbiamo  tolto  i  soldi  e,
  dall'altro lato, non abbiamo fatto la norma.
   Ora,  è un atto di giustizia anche perché parliamo di persone  che
  stanno esercitando la loro attività nell'Amministrazione regionale,
  e soltanto per un fatto meramente contabile, che nulla a che vedere
  con  le  norme autorizzative, gli abbiamo tolto i soldi  quando  la
  volontà  non  era  di  toglierli se  non  per  coprirla  col  Fondo
  sanitario nazionale.
   Onestamente, lo dico al collega Dina, questa vicenda  non  c'entra
  nulla  perché qui non stiamo apponendo questioni di nuovo personale
  o  di procedure, ma semplicemente le normali coperture che erano in
  capo  all'Assessorato  e  che  impropriamente  abbiamo  fatto   nel
  bilancio  prima di fare la norma autorizzativa. Chiedo, quindi,  al
  collega Dina di non mettere insieme le due cose.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  la  Presidenza  certamente   è
  consapevole  ed  ha  esperienza anche  degli  umori  dell'Aula;  la
  Presidenza  non  si  vuole attenere con una  tagliola  in  mano  ad
  applicare  Ovviamente, se su un tema c è una certa convergenza,  la
  Presidenza  lo  metterà  ai voti; se su un tema,  come  quello  che
  abbiamo  discusso,  c'è una chiusura totale, ritengo  che  potremmo
  accelerare i lavori ed avevo chiesto il ritiro per questo.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Calanducci,
  Musotto, Catalano, Cappadona ed altri il subemendamento A.1.1.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vedo che c'è un clima contrario.

   CALANDUCCI. Signor Presidente, le chiedo scusa, siccome non  credo
  che   sia chi grida di più o comunque chi interviene più volte  che
  possa determinare, se c'è una convergenza più o meno in Aula, credo
  che  il  sistema democratico sia quello di votare sempre, però,  le
  voglio   dire   che  -  sicuramente  a  lei  non   è   arrivato   -
  all'emendamento  dell'onorevole  Dina  c'è  un  subemendamento  che
  recita  così,  lo voglio leggere perché così vediamo  di  che  cosa
  stiamo parlando.

   PRESIDENTE. Stiamo discutendo questo

   CALANDUCCI.  Alla  conclusione dice:  e  per  il  personale  delle
  aziende sanitarie si applica la normativa nazionale vigente'.

   PRESIDENTE. Stiamo discutendo proprio questo

   CALANDUCCI. Ora, credo che la maniera più corretta sia  quella  di
  adeguarsi  alla  normativa vigente nazionale, ma in  più  dico  una
  cosa:  non è vero, i titoli, vorrei spiegare una volta per tutte  a
  me  stesso,  prima, ed a chi non è medico o non si  è  occupato  di
  medicina, dopo, che ci sono delle branche  ultra specialistiche  ed
  è  appropriata  in  questa  legge - e la prego  di  ascoltarmi  con
  attenzione  -  perché  tutte queste diagnostiche  particolari  sono
  soprattutto per le categorie fragili.
   Le   categorie  fragili  necessitano  di  un  personale  altamente
  specializzato, questo personale altamente specializzato non è detto
  che coincida sempre con l'età anagrafica e, di conseguenza, con gli
  anni  di servizio prestati in un servizio  x' o in un servizio  y',
  ma  necessita  di una preparazione adeguata e specifica  che  tante
  volte, purtroppo, non può emergere dai titoli perché se sono cinque
  anni di corsi ultra specialistici in particolari esami che servono,
  ribadisco,  ecco  perché  è  materia  appropriata,  alle  categorie
  fragili che si giovano soprattutto di certe diagnosi per avere  una
  prospettiva di una vita migliore.
   Per  cui ritengo, signor Presidente, siccome nella vita ci si  può
  ricredere,  tutti  ci possiamo ricredere, votiamo  con  serenità  e
  vediamo  se  c'è  convergenza o meno, perché  non  è  un  argomento
  estraneo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calanducci, lo  metterò  ai  voti  subito,
  all'istante.
   Onorevoli colleghi, pongo in votazione il subemendamento A.1.1. Il
  parere del Governo?

   RUSSO  Massimo, assessore per la salute. Signor Presidente, se  si
  mette  ai  voti il Governo interviene per cercare di conciliare  le
  due   posizioni   che   hanno  entrambe,  a   mio   avviso,   delle
  giustificazioni.
   Da una parte le cose che ha detto l'onorevole Calanducci le stiamo
  riscontrando  nei concorsi che sono in atto, per cui  il  titolo  è
  costituito  soltanto  dall'anzianità,  per  la  maggior   parte   è
  costituito  dall'anzianità che prevale. Vero è,  però,  quello  che
  dice  l'onorevole Cracolici che se cambiamo del tutto la regola  in
  base  alla quale abbiamo bandito i concorsi, blocchiamo per  almeno
  un  anno  delle  procedure ledendo anche le  aspettative  di  tante
  persone che vedono un risultano essere raggiunto in pochi mesi.
   E,  allora,  se  si  va  al  voto proporrei  di  aggiungere,  però
  prendiamoci  un  minuto,  fatte salve le procedure  concorsuali  in
  atto alla data di entrata in vigore della presente legge'. Cioè  le
  procedure concorsuali in atto si espletano con la legge attualmente
  in   vigore.   I  nuovi  concorsi  con  la  normativa  che   stiamo
  introducendo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti A.1 e  A.2,  di
  identico contenuto. Il parere del Governo?

   RUSSO Massimo, assessore per la salute. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LACCOTO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                         (Non sono approvati)

   Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento A.3.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Specifico che sull'emendamento A.3  c'è
  il parere della Commissione  Bilancio'.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  è  proprio  in  questo senso che intervengo.  Capisco  che  c'è  un
  momento  di vivacità nel dibattito però se fosse possibile rinviare
  questa  vivacità ad un altro momento, mi avvierei  a  fare  il  mio
  intervento. Diversamente aspetterò.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, l'intervento  finanziario
  che,  con questo emendamento, viene richiesto è un fatto grave  che
  va  denunziato  in maniera energica e che riguarda  un  aspetto  di
  costi aggiuntivi per interventi sul personale relativamente ad  una
  mobilità dalla periferia all'Assessorato.
   Io ritengo che sia giusto che l'organizzazione del personale possa
  essere,  anche in forza di una legge che esiste, realizzata secondo
  alcune condizioni che l'amministrazione ritiene opportune, però non
  è possibile pensare che questa operazione possa costare tre milioni
  e  mezzo di euro alle casse della Regione siciliana, in presenza di
  una  realtà in cui esistono già un numero di dirigenti che  ritengo
  vadano tenuti in  considerazione. C'è sicuramente bisogno di  avere
  un  team  di  personale  che  possa  essere  rispondente  a  queste
  esigenze,   a   volte   non  del  tutto  comprensibili   da   parte
  dell'Amministrazione regionale, ma che la legge consenta 35 unità e
  tutte e 35 debbano essere utilizzate e gli si debba riconoscere  il
  compenso  che porta ad un costo di tre milioni e mezzo, beh,  penso
  che su questo l'Assemblea debba fare un momento di riflessione.
   Non  si  può, a cuor leggero, pensare che tre milioni e  mezzo  di
  euro  possano  essere spesi solo perché questo debba  essere,  come
  dire,  un aspetto che l'amministrazione ; beh,  in altre occasioni,
  in   Commissione   Bilancio'  abbiamo  avuto  modo  di   dire   che
  sicuramente è una norma che rientra su una legge del 2004, ma  dice
   si possono utilizzare fino ad un massimo di 35 unità', ma per casi
  specifici,   quando  non  esiste  un  supporto  reale   nell'ambito
  dell'organizzazione  esistente e comunque  è  un  massimo  non  che
  questo  plafond  debba essere utilizzato tutto per intero.  E'  una
  realtà che, di fatto, comporta tre milioni e mezzo di euro.
   Io  ritengo  che  la Sicilia oggi, al di là degli  annunci  e  dei
  proclami, debba cominciare a guardare a fatti concreti,   e  perché
  no  in  questa  direzione,  ritengo che vada fatta una riflessione,
  pertanto  c'è  la  necessità  di  capire,  caro  Presidente   della
  Commissione, come razionalizzare questo processo e come,  anche  in
  questa  direzione,  dare delle indicazioni.  Non  si  può,  a  cuor
  leggero, assecondare una richiesta come questa
   Pertanto, è necessario che il personale, anche se di fatto ha  una
  sua  realtà  -  comprendo che è un fatto che  riguarda  un  impegno
  finanziario che già è stato assunto - però, o si tiene conto  della
  dirigenza  esistente o si tiene conto di un parametro che  non  può
  essere il massimo o, diversamente, ritengo che stiamo compiendo  un
  grave fatto che è danno anche all'erario della Regione siciliana.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per chiarire  meglio  la
  questione.  Onorevole D'Asero, in Commissione alcuni  provvedimenti
  non  sono  passati, quindi è chiaro, per una svista della  legge  è
  stata  tolta  la  somma nel bilancio che era  necessaria  solo  per
  rimborso  spese,  attenzione, parliamo solo di  rimborso  spese  ai
  dipendenti che sono nelle aziende sanitarie e nell'Assessorato;  si
  tratta  solo  di  questo. Il problema è che la  funzionalità  degli
  uffici,  se  non  approviamo  questo emendamento,  non  può  essere
  garantita.
   Noi  non stiamo approvando la norma che dà le promozioni, dà altre
  possibilità,  eccetera,  stiamo parlando solo  di  rimborso  spese,
  perché nella finanziaria vi era un emendamento che metteva a carico
  del  Servizio  sanitario queste spese ed era  stato  cancellato  il
  capitolo di bilancio.
   Quindi, poi il maxiemendamento non passò, per cui ci siamo trovati
  senza  le  somme  per  il rimborso spese per  i  dipendenti  e  nel
  frattempo  non  è  passata la norma che dava al Servizio  sanitario
  regionale  il  carico e la responsabilità di questi comandati.  Per
  cui,  ritengo  che  per  la  funzionalità degli  uffici,  onorevole
  D'Asero, su questo emendamento ci dovremmo tutti spendere ed essere
  d'accordo.
   Altra  questione  politica che lei solleva è su  un'altra  vicenda
  che,  comunque, non è in questo momento all'ordine del giorno.  Per
  cui,  ritengo  che  in  queste condizioni  la  norma  possa  essere
  approvata   ed  appoggiata  da  parte  di  tutti.  Si   tratta   di
  funzionalità  degli  uffici, non ci sono  qui  né  aumenti,  né  di
  livelli,  né di carriera, né spese a servizio di nessuno.   Era  un
  capitolo  ripristinato  rispetto  al  vecchio  bilancio,  mi  segue
  onorevole?
   Quindi, credo che possiamo essere sicuramente d'accordo su questo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  ribadire
  un  concetto  che devo dire mi sta un po' sinceramente disgustando.
  Ribadisco  stiamo  affrontando una questione che risarcisce  di  un
  errore  politico  amministrativo che abbiamo commesso  in  sede  di
  approvazione della legge finanziaria.
   Quando  in  bilancio abbiamo ridotto il capitolo in questione,  lo
  abbiamo  fatto,  consapevoli tutti che avremmo autorizzato  con  la
  legge  finanziaria l'Assessorato ad utilizzare il  Fondo  sanitario
  regionale  per dare copertura a questo tipo di personale che  viene
  utilizzato, al pari di altre regioni italiane, nel Fondo  sanitario
  regionale.
   Scusate, scusate

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  o  consentite   un   ordinato
  svolgimento dei lavori, o sospendo la seduta.

   CRACOLICI.  Che si voglia utilizzare quest'occasione  per  operare
  una  sorte  di vendetta da parte di alcuni colleghi, nei  confronti
  dell'Assessorato  alla  Sanità,  e  in  particolare  dell'assessore
  Russo, lo considero vergognoso, siccome sono abituato a dire quello
  che  penso,  qui  non  c'entra niente né Russo,  né  l'Assessorato,
  c'entra una vicenda che ha riguardato quest'Aula.
   Noi  abbiamo tolto i soldi al capitolo per metterli poi  all'ARPA,
  chiaro?  Per  coprire l'ARPA che era sottostimata nel capitolo  del
  bilancio  della  Regione,  con  l'accordo  che  avevamo  fatto   in
  Commissione  che  prevedeva  che con la  finanziaria  avremmo  dato
  copertura a questo capitolo col Fondo sanitario regionale.
   Poi,  non  è stato approvato l'emendamento Gov. da parte dell'Aula
  perché  è  stato  ritirato  ed il risultato  è  che  abbiamo  fatto
  un'opera  a metà, ma oggi si è determinata una minore capienza  del
  capitolo  creando un danno alla funzionalità dell'Assessorato,  non
  dell'assessore Russo.
   E, allora, fate voto segreto, voto in bianco e nero, ma il tema  è
  uno.  Il  punto  è  che quando però una Commissione,  rappresentata
  autorevolmente,  fa una scelta e, poi, gli stessi protagonisti  che
  sono  in  Commissione  vengono qui a sostenere  tesi  diverse,  per
  ragioni che non hanno a che fare con il  merito ma hanno a che fare
  con  una  vendetta postuma, è veramente inaccettabile. Poi  si  può
  votare  con  il  voto  segreto, con il  voto  palese,  per  appello
  nominale,  ma rimane il fatto che si è persone serie o poco  serie.
  Lo dico così, tanto per capirci

   LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo anche
  a  lei, presidente Formica, così come ai colleghi parlamentari,  se
  può concedermi un minimo di attenzione.
   Io  non  entro nel merito della questione perché già il merito  lo
  abbiamo votato e lo abbiamo fatto in un altro momento, tanto è vero
  che  la gente già ci lavora. Lo abbiamo votato non illegittimamente
  perché  è  ovvio  che  c'è  una legge e la  legge  rende  legittima
  qualunque tipo di iniziativa.
   Ciò  che  vorrei  ricordarvi è un fatto. Per  quanto  riguarda  le
  tabelle,  la questione dei Comuni e le riserve, abbiamo capito  che
  avevamo  fatto  un  errore. Avevamo perfettamente  capito  che,  in
  qualche modo, c'era da riparare a qualcosa che ci era sfuggito.
   Insieme  abbiamo  raggiunto  un'intesa e  quell'intesa,  onorevole
  Cracolici,  è  stata raggiunta e mantenuta, soprattutto,  da  parte
  della maggioranza.
   Quando oggi, un'altra parte, su un emendamento che è risarcitorio,
  rispetto  al  quale  dovremmo  essere  tutti  d'accordo,  per   una
  questione  di patti che si rispettano, ritengo, che la stessa  cosa
  valga  sia  per  quanto  riguarda la questione  delle  riserve  dei
  Comuni, sia per quanto riguarda, in questo caso, la  questione  dei
  comandati.
   Io  ritengo,  onorevoli Leontini, D'Asero  e  Cracolici,  che  non
  dovremmo votare a scrutinio segreto. Noi dovremmo, una volta tanto,
  considerato   che   quest'Aula,  nella  finanziaria,   negli   atti
  successivi  ha  rispettato patti tra galantuomini  e  gentiluomini,
  presi  e  mantenuti in ogni momento, perché era  giusto  che  fosse
  così,  anche in questo caso, siccome c'era un errore non dovuto  ad
  una  negligenza ma ad una necessità, dovremmo trovare  il  modo  di
  riparare a questo errore, votando questo emendamento.
   Votando  in  maniera convinta o non convinta,  ma  secondo  me  si
  tratta  di  un  emendamento che va votato per  mantenere  un  clima
  d'Aula  che, nell'ultimo periodo, è stato un clima positivo, leale,
  costruttivo, fermo restando che, poi, ognuno possa votare contro.
   Ritengo  che  le  argomentazioni  poste  dall'onorevole  Cracolici
  possano  assolutamente reggere ed essere motivo  di  garanzia,  per
  quanto riguarda tutti i componenti di quest'Assemblea.
   Onorevoli  colleghi, stiamo per votare, ritengo sia giusto  votare
  questo emendamento.
   E' giusto votarlo, poi il prossimo anno nella finanziaria si potrà
  entrare  nel  merito e si potranno raggiungere le  maggioranze  che
  volete, ma oggi è corretto che sia così.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio primo pensiero
  è  di  voler  rispondere all'onorevole Cracolici,  in  ordine  alle
  vendette  postume  di  cui  potremmo fare  un  lunghissimo  elenco.
  Vendette postume di cui qualcuno si è fatto attore. Siccome non  si
  addice  al nostro stile, omettiamo anche questo aspetto e riteniamo
  che la riflessione di questa sera non voglia andare nella direzione
  delle vendette, bensì nella direzione di ristabilire un problema di
  legittimità di atti.
   Come  al  solito, le pentole, qualche volta, le fa il diavolo  che
  poi  dimentica di fare i coperchi, perché questa è una norma che  è
  passata quasi non attenzionata da nessuno, nel tempo.
   E'  una  norma,  però,  che  era  stata  oggetto  di  più  di  una
  interrogazione  parlamentare  che  chiederò  alla   presidenza   di
  recuperare.
   Il  merito torna cogente in questa seduta ed in questa discussione
  perché c'è una presenza illegittima ed illegale di personale presso
  l'Assessorato  alla sanità, in forza di una legge che  ne  limitava
  l'utilizzo, solo al piano di rientro. Piano di rientro che è  stato
  ultimato e completato.
   Ci  troviamo  di  fronte  ad una pletora di personale,  utilizzato
  dentro l'Assessorato alla sanità che occupa illegittimamente  anche
  ruoli dirigenziali di responsabile di area e di servizi quando  non
  potrebbe  in  quanto comandato; siamo di fronte all'opportunità  di
  restituire alla legittimità tutta la situazione.
   E'  una  norma  che  vorrebbe passare  come  atto  finanziario  ma
  finanziario  non  è,  perché  se fosse  una  semplice  dimenticanza
  saremmo  tutti  disponibili a votare le dimenticanze  così  abbiamo
  sempre fatto, ma siamo di fronte ad una situazione che ha alla  sua
  base  un  momento  di illegittimità, perché la norma  che  consente
  l'utilizzo di questo personale comandato dalle ASP e dalle  Aziende
  sanitarie ospedaliere all'Assessorato è legata ad una norma che  ne
  pensava  l'utilizzo limitatamente al piano di rientro, che è  stato
  concluso,  attività svolte; ci troviamo di fronte a  personale  che
  svolge illegittimamente un ruolo che viene pagato in più, gente che
  è  stata sottratta all'attività delle ASP e dalle aziende sanitarie
  utilizzata in Assessorato quando non ce n'è più bisogno,  onorevole
  Laccoto.
   Non  si tratta di attività istituzionali che vanno a svolgere. C'è
  una   pianta   organica   che  è  commisurata   alla   funzionalità
  dell'Assessorato  che  può  svolgere l'ordinario,  allora  dovremmo
  pensare  a comandi per tutti gli assessorati non tenendo conto  del
  personale che c'è.
   Allora, il mio intervento mira a ristabilire la legittimità  e  la
  legalità  di  una norma che è stata disattesa, che potrebbe  essere
  anche  oggetto di attenzione da parte della Corte dei Conti per  il
  danno  erariale che sta producendo, perché ci troviamo di fronte  a
  contratti   illegittimamente  firmati  e  proposti  dai   dirigenti
  generali dell'Assessorato.
   Ritengo  che  questo  atto  di resipiscenza  possa  consentire  ed
  evitare questi danni erariali, quindi non è un accanimento, né  una
  vendetta,  è il desiderio e la voglia di ristabilire legittimità  e
  legalità di una norma disattesa nei fatti.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  che
  l'onorevole  Cracolici  abbia attribuito ai nostri  interventi  una
  finalità  vendicativa  e  spero che  si  corregga  nel  pensiero  e
  nell'espressione.
   Quando  gli  onorevoli  Cracolici e  Leanza dicono:   noi  abbiamo
  operato  una  scelta  in finanziaria , avranno  la  correttezza  di
  confermare  che  il  noi  significa la maggioranza  ed  il  Governo
  rispetto  alla cui posizione, noi, potevamo, entrando  nel  merito,
  non    condividere,   certamente   non   ci   opponevamo    facendo
  ostruzionismo,  ma abbiamo nel merito espresso delle considerazioni
  sempre  negative, non fosse altro che per il motivo che l'onorevole
  Dina,  il  sottoscritto e l'onorevole D'Asero  siamo  firmatari  di
  interrogazioni sull'utilizzo abnorme dell'istituto del comando  che
  decorrono dal secondo mese di applicazione della legge di  riforma,
  caro  presidente Laccoto, cioè vi abbiamo fatto fare una collezione
  di   interrogazioni   contro  il  saccheggio  delle   aziende   per
  determinare  un  assetto in Assessorato che, attraverso  uno  spoil
  system  delle  aziende,  determinasse una  situazione,  all'interno
  dell'Assessorato,    di   copertura   delle   esigenze    esclusive
  dell'Assessore  e noi questo lo abbiamo messo nelle interrogazioni,
  quindi  non  possiamo  essere tacciati di essere  contraddittori  o
  scorretti,  perché  coerentemente  contro  il  ricorso  sistematico
  all'istituto   del   comando  è  da  due   anni   che   presentiamo
  interrogazioni.
   Il fatto che oggi la maggioranza si ravveda di uno storno di somme
  tecnicamente  assegnate all'ARPA e tolte alla copertura  di  quelle
  funzioni  ed  oggi  da  restituire a quelle funzioni,  non  ci  può
  esimere dal dire:  colleghi  fate quello che volete perché siete la
  maggioranza ,  ma  non potete nemmeno comprimere e  mortificare  il
  nostro  diritto  di opporci e di dire che questa  spesa  copre  una
  finalità abnorme  contro la quale noi da due anni diciamo che siamo
  contrari   e   siamo   avversari;  lo   diceva   l'onorevole   Dina
  brillantemente  poc'anzi, cioè molte di  queste  unità  sono  state
  sottratte  alle loro funzioni istituzionali, portate in Assessorato
  con  compiti ulteriori, indennità ulteriori, difformi da quelle per
  cui  sono  state tratte. Allora, è una utilizzazione  dell'istituto
  del comando che è abnorme.
   Noi  abbiamo  oggi il diritto di sottolinearlo ed in  quale  altra
  occasione  potevamo  sottolinearlo, soltanto nelle  interrogazioni?
  C'è  adesso  l'occasione, l'occasione è la  copertura  finanziaria.
  Sono parecchi soldini previsti in questo emendamento, fossero state
  otto unità, sei unità, ma qua andiamo oltre le trenta, mi pare  che
  la   situazione  sia  veramente  abnorme.  Io  non  lo  so,   forse
  addirittura  cinquanta, mi dice cinquanta il collega  Dina,  quindi
  signor  Presidente mi pare che ci troviamo di fronte ad un fenomeno
  cospicuo,  mastodontico, rispetto al quale riteniamo che  si  debba
  votare contro.
   Quindi,  voi  fate  la  vostra scelta, ma non  potete  minimamente
  comprimere il nostro diritto di dire che è una scelta di  copertura
  finanziaria, di una finalità che non condividiamo e di  un  ricorso
  all'istituto del comando scorretto ed abnorme.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto  per  quel
  senso anche di rispetto che deve esserci per l'istituzione ed anche
  per il rapporto personale. Ritengo abnormi le considerazioni che ha
  fatto  l'onorevole Cracolici e chi ha voluto sottolineare  che  con
  una non condivisione, con una condanna di un'azione negativa che si
  sta  perpetrando si vuole additare ad un fatto che possa  avere  lo
  spirito di vendetta o di cui vergognarsi.
   Non c'è niente, invece, di più grave di quello che si sta facendo.
  Io  ho  voluto sottolineare, con l'occasione, un aspetto di  natura
  istituzionale. Vero è che trattasi di una realtà tecnica che  vuole
  recuperare  una  somma  che è stata precedentemente  sottratta,  ma
  questa  è  l'occasione  per dire che questa  operazione  costa  tre
  milioni  e  mezzo,  presidente Laccoto, e non  è  il  problema  del
  rimborso delle spese, è un problema di indennità di funzioni  e  di
  carica  e, quindi, di costi che si stanno sostenendo per  un  fatto
  che  non  ha  giustificazione, forse perché deve essere determinata
  una  grande  blindatura dell'Assessorato che determina  quasi  quel
  senso,  a  volte,  anche  di  poco rispetto  verso  l'attività  dei
  parlamentari.
   Forse  non è questo il momento in cui bisogna sottolineare  queste
  cose?  Forse dimenticate che davanti ad una realtà che vede momenti
  di  emergenza, che possa avere giustificazione per cinque  comandi,
  per  dieci comandi, ma non per trentacinque o per cinquanta  quanti
  sono realmente, che costano tre milioni e mezzo.
   Ma veramente, poi, davanti a situazioni del genere vogliamo essere
  così  passivi e per giunta tendenti anche a mortificare  chi  vuole
  evidenziare,   nella  giusta  sede,  nel  giusto   dibattito,   una
  problematica  che,  a  mio  avviso, non è  giustificabile   Quindi,
  ritengo  che  l'Assemblea debba fare una riflessione  su  questo  e
  debba, comunque, impedire che si continui a perpetrare uno stato di
  cose realmente gravi, caro presidente Laccoto.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  le  cose  che  ho
  ascoltato   non   solo  mi  lasciano  perplesso,  ma   mi   pongono
  interrogativi  che sinceramente mi sconcertano, posso  dirlo  senza
  che alcuno si indigni
   E'  come  se  fossimo  in presenza di chissà quali  forzature,  di
  chissà  quali  numeri, di chissà quali pratiche,  di  chissà  quali
  illegittimità,  come se tutto quanto si sta cercando  di  dire,  da
  parte  dei  colleghi che si oppongono a questa semplice operazione,
  di  rimettere  quello  che era sostanzialmente  allocato  al  posto
  giusto, e nessuno dice che, per giunta, ci troviamo in una coda del
  piano di rientro ed in una fase molto delicata di rivisitazione, di
  riorganizzazione,  di  messa a punto del nostro  Sistema  sanitario
  regionale. Nessuno dice che quel sistema registrava un  buco  di  1
  miliardo  e  280 milioni, che grazie al fondo transitorio  messo  a
  disposizione  a  suo  tempo  dal vituperato  governo  Prodi,  dalla
  vituperata ministro Olivia Turco, alla fine, gestendolo con estrema
  accortezza, siamo riusciti comunque ad uscire da quella situazione,
  da  quel  tunnel. L'abbiamo, sostanzialmente, buttata in  politica,
  signor Presidente.
   Forse, non ha tutti i torti il collega che ha detto:  mi pare  che
  si  aspettava al varco qualcosa o qualcuno . Non è che ci  dobbiamo
  meravigliare, noi che da un bel po' facciamo politica, se  qualcuno
  dice   questo.  Onorevole  D'Asero,  mi  stranizza   che   si   sia
  meravigliato delle parole pronunciate dall'onorevole Cracolici; lei
  che non è un tipo che si impressiona facilmente, quindi, è evidente
  che se la vogliamo buttare in politica, possiamo fare nottata
   Chiaramente, chiusa quest'altra quota del piano di rientro, nessun
  Assessore,   e   non  l'assessore  Russo,  penserà  di   utilizzare
  l'istituto del comando per fare chissà cosa.
   E allora, non diamo la sensazione di chissà cosa stia accadendo.
   Ho  visto  un  po'  approfittare di  questo  emendamento  A.3  per
  prendere  argomenti  su cui, obiettivamente, dovremmo  stare  molto
  attenti. Se cominciamo a fare il monitoraggio di che cosa realmente
  negli   Assessorati   circolava,   non   dobbiamo   parlare    solo
  dell'istituto di comando, ma anche delle composizioni degli  Uffici
  di  Gabinetto,  di come venivano strutturati ed in  che  misura  si
  utilizzavano quelle persone.
   Onorevoli  colleghi, il Regolamento prevede che posso parlare  per
  cinque minuti e intendo farlo, e se mi volete provocare, provocherò
  anch'io   Ritengo  opportuno  non prendere  questi  argomenti,  che
  possono  servire  soltanto ad alterare il  clima  che  già  si  sta
  creando da un periodo a questa parte, di normale e civile confronto
  tra  le parti in causa. Ed eviterei di criminalizzare comportamenti
  che   sono  legati  a  fatti  importanti,  a  gestioni  di  momenti
  importanti. Forse abusiamo, anche spesso, della bontà di ognuno  di
  noi,  del  modo di come si ascolta in maniera seria ed  attenta,  i
  colleghi che intervengono. Non superiamo il limite che, secondo me,
  tutti dovremmo stabilire che non vada superato.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il collega ed  amico
  Oddo  nel  corso del suo intervento ha, sostanzialmente, fatto  una
  domanda:  ma  cosa sta succedendo? Credo che stiano succedendo  due
  cose,   e  alla  prima  vorrei  che  mi  rispondesse  lei,   signor
  Presidente.
   Vorrei  capire,  sotto l'aspetto del rapporto istituzionale,  cosa
  succede  quando l'Aula approva un ordine del giorno  e  poi  questo
  viene  disatteso dal Governo e, poi, ci ritroviamo in Aula con  una
  norma  che disattende l'ordine del giorno. Esiste un meccanismo  di
  tutela degli ordini del giorno, oppure siamo qua, alla fine di ogni
  seduta,  a presentare ordini del giorno di fantasia che,  poi,  non
  avranno alcun aspetto pratico, né amministrativo, né normativo?
   Questo  argomento,  se non ricordo male, è  stato  oggetto  di  un
  ordine  del  giorno approvato da questa Aula, ed è rimasto  lettera
  morta.  Non  solo,  oggi  ci ritroviamo con  una  norma  che  vuole
  codificare  una cosa che l'Aula aveva già dissentito. E  dalla  sua
  risposta,    signor    Presidente,    potrebbe    anche    derivare
  l'inammissibilità di questa norma, sotto l'aspetto di  un  rapporto
  giuridico e corretto sul piano istituzionale.
   C'è  poi  un  altro  aspetto. La seconda  domanda  è  un  po'  più
  complessa. Si sono dette alcune cose negli interventi che mi  hanno
  preceduto,  e  che  sono sostanzialmente argomenti  che  andrebbero
  menzionati  in  una  mozione di sfiducia all'assessore  Russo,  più
  volte annunziata, e mai arrivata.
   Al di là della stima personale e professionale che posso avere per
  l'assessore Russo, credo che non sia ricambiata, infatti, è notorio
  che  le nostre idee vadano spesso in collisione. Ma questo è bello,
  perché  è  uno  degli aspetti della democrazia.  Ma  è  proprio  la
  democrazia  che,  secondo  me,  manca  nella  gestione  di   questo
  Assessorato,  e che abbisognerebbe di un esame più approfondito  da
  parte dell'Aula, che può anche non portare all'approvazione di  una
  mozione  di sfiducia o alle dimissioni dell'assessore Russo.  Però,
  questo  è  un  argomento  importante perché porta  nell'ambito  dei
  binari della democrazia la gestione di un Assessorato.
   Vorrei  chiedere  all'assessore Russo, anche  se  è  un  argomento
  diverso  dalla materia che stiamo trattando, ma rientra nell'ambito
  di  una gestione di questo Assessorato: abbiamo assistito circa due
  mesi  fa  alla  defenestrazione  violenta  del  direttore  generale
  Allegra  per  un  fatto che riguardava il Pronto  soccorso.  Quanti
  episodi   di  Pronto  soccorso  sono  successi  da  allora,   anche
  recentemente,   all'ospedale   Civico   o   nelle   altre   Aziende
  ospedaliere, anche nella mia provincia a Caltanissetta, cose  molto
  più  gravi,  che sono passate sotto silenzio? Ci possiamo  dare  un
  parametro  di  comportamento nelle scelte  di  defenestrazione  dei
  dirigenti della sanità, che sia uguale per tutti e che non abbia il
  sapore della vendetta e di differenze di trattamento, in un settore
  delicatissimo  come la sanità che, al di là delle  visioni  che  si
  possono avere, è certamente un settore in sofferenza?
   Queste cose portano a ritenere che, oggi, la pretesa di sanare una
  posizione  insanabile sul piano politico, sul piano amministrativo,
  sul piano economico, sia difficile, soprattutto nella sanità, e che
  sia  una  norma  che  va  abrogata, riportando  serenità  non  solo
  nell'ambiente dell'Assessorato alla sanità, ma sia da  esempio  per
  tutti gli altri assessorati.

   RUSSO Massino, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO   Massimo,  assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,
  onorevoli  deputati, intervengo, e lo dico simpaticamente rivelando
  la  mia condizione psicologica che è quella di chi l'ha fatto e  se
  l'aspetta -  chi la fa l'aspetti  -, ho fatto sicuramente  qualcosa
  e me l'aspetto. Ma lo dico simpaticamente.
   Vorrei intervenire soltanto per dire fatela pure, però lealmente e
  con  i  giusti  numeri, e mi limito solo a questo. I comandati  non
  sono  cinquanta,  sono  ventinove,  venti  dirigenti  e  nove   del
  comparto. I comandati non sono una trovata dell'assessore Russo, ma
  sono previsti da una legge del 2004, quindi non agganciata al piano
  di  rientro, perché era per il contenimento della spesa,  onorevole
  Dina.
   E'  una  legge del 2004, il piano di rientro è stato  firmato  nel
  2007,  quindi prima ancora che Prodi concepisse i piani di rientro.
  Quando  mi  sono  insediato, ho trovato circa  21,  22  persone  in
  posizione di comando, adesso sono ventinove, quindi correttamente -
  come  ha  detto  D'Asero - mi sono limitato ad aggiungerne,  sette,
  otto, nove, non arrivano a dieci.
   Io  rispetto  -  e  credo  che  sia giusto  anche  dialetticamente
  confrontarsi  ed  utilizzare questo spazio  per  l'opposizione  per
  rimarcare  alcune cose secondo il loro punto di  vista  -  però,  è
  anche  corretto  sottolineare che circa  3  milioni  di  euro  sono
  prelevati dal bilancio, ed è una spesa, un costo per la Regione. Ma
  questi 3 milioni di stipendio, il Fondo sanitario, che è alimentato
  per  il 49,11 per cento dalla Regione, sono risparmiati. Quindi,  è
  una partita di giro, tanto è vero che, per non gravare soltanto sul
  Fondo,   specificatamente  sulla  Regione,  avevamo   previsto   di
  trasferirlo sul Fondo sanitario come hanno fatto le altre regioni.
   Vorrei  così ribadire questi dati: ventinove sono i comandati,  la
  legge del 2004 ne prevede trentacinque; quando mi sono insediato ce
  n'erano  certamente  più di venti, e ne ho aggiunti  otto  o  nove,
  anche  nelle  posizioni dirigenziali così come le avevo  trovate  -
  parlo   per  esempio  della  dottoressa  Duilia  Martellucci   che,
  all'epoca  dirigeva i servizi finanziari e proveniva,  in  comando,
  dall'Azienda  sanitaria  Cervello - quindi,  tutto  ciò  è  servito
  forse, anche per evitare il commissariamento.
   Capisco  che non può interessare a tutti, però, voglio  dire,  c'è
  della  gente che sta lavorando, sta lavorando per la Regione,  alla
  fine fa il bene di tutti, più o meno di tutti.
   Questo  è  lo  sforzo che stiamo facendo. Mi permetto di  chiedere
  umilmente, sommessamente, un atto di responsabilità.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.3.
                Richiesta di verifica del numero legale

   LEONTINI. Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Bufardeci, Cascio
                              Salvatore,
            Catalano, Corona, D'Asero, Dina, Maira e Scilla)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

   Sono  presenti:  Ammatuna, Ardizzone, Arena,  Bonomo,  Calanducci,
  Cappadona,   Colianni,   Cracolici,   Currenti,   D'Agostino,    De
  Benedictis, Digiacomo, Ferrara, Forzese, Galvagno, Laccoto,  Leanza
  Nicola,  Lupo,  Marinello,  Marziano, Oddo,  Panarello,  Panepinto,
  Pantuso, Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Speziale, Termine.

   Richiedenti:   Bufardeci,  Cascio  Salvatore,  Catalano,   Corona,
  D'Asero, Dina, Leontini, Maira,  Scilla.

   Sono  in congedo: Aricò, Beninati, Caronia, Cimino, Cristaudo,  Di
  Benedetto, Di Mauro, Falcone, Faraone, Gentile, Lo Giudice,  Mineo,
  Scammacca, Torregrossa, Vinciullo.

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            40

   Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale.
   Pertanto, la seduta è rinviata a martedì, 14 giugno 2011, alle ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

     1)  - «Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
         residenzialità per i soggetti     fragili» (numeri 582-590-606/A)
         (Seguito)
         Relatore: onorevole Laccoto

     2)  - «Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, numero
         163 e successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre
         2010, numero 207 e successive modifiche ed integrazioni. Disciplina
         dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture»
         (numeri 719-515-673/A) (Seguito)
          Relatore: onorevole Faraone

                   La seduta è tolta alle ore 21.19

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli