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Resoconto d'Aula della Seduta n. 261 di martedì 14 giugno 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  il  Presidente dà il preavviso di trenta minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento  elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono in  congedo:  l'onorevole  Cascio
  Salvatore  per oggi; l'onorevole Di Benedetto dal 14 al  16  giugno
  2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Scoma  è  in  missione,  per
  motivi istituzionali, dal 20 al 22 giugno 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni legislative:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Norme  per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela  dei
  geositi in Sicilia. (n. 735)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 8 giugno 2011

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -   Esposizione  della  Bandiera  della  Regione  siciliana  nelle
  istituzioni scolastiche ed educative del territorio regionale.  (n.
  727)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 8 giugno 2011

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Istituzione  della  figura  professionale  del  chinesiologo  e
  disposizioni  sul  funzionamento delle strutture private  destinate
  allo svolgimento delle attività fisico-motorie. (n. 731)
   di iniziativa parlamentare.
   inviato in data 8 giugno 2011, parere V
   - Interventi di contrasto alla povertà. (734)
   di iniziativa parlamentare.
   inviato in data 8 giugno 2011, parere I e V.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.   Comunico  la  richiesta  di  parere  pervenuta   ed
  assegnata alla Commissione:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  PO FESR Sicilia 2007-2013. Direttive assessoriali relative alle
  linee di intervento 2.1.1.2, 2.1.2.1e 2.1.2.2. (n. 152/III)
   pervenuto in data 3 giugno 2011 e inviato in data 8 giugno 2011.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione legislativa   Bilancio  e
  programmazione  (II)  nella seduta n. 238  del  7  giugno  2011  ha
  approvato la seguente risoluzione  Attuazione del credito d'imposta
  per la crescita dimensionale delle imprese'. (n. 2/II)

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  permesso che:

   nell'ospedale  SS.mo  Salvatore  di  Mistretta  a  tutt'oggi  sono
  funzionanti:
   1.  reparto  di  chirurgia - struttura complessa;  2)  reparto  di
  medicina  -  struttura  complessa;  3)  reparto  di  ostetricia   e
  ginecologia  -  struttura  complessa; 4)  reparto  di  anestesia  e
  rianimazione  -  struttura complessa; 5)  servizio  di  laboratorio
  analisi - struttura complessa; 6) servizio di radiologia con TAC  -
  struttura  complessa;  7)  servizio  di  pediatria  aggregato  alla
  medicina;  8)  servizio di cardiologia aggregato alla medicina;  9)
  servizio  di  ortopedia aggregato alla chirurgia; 10)  servizio  di
  otorino aggregato alla chirurgia;
   2. esiste, inoltre, il centro di riabilitazione con 20 posti letto
  gestito   dalla   'Maugeri'  di  Pavia  che  utilizza   i   servizi
  dell'Ospedale;

   il piano di rientro sanitario prevede 14 posti letto di chirurgia;
  14 posti letto di medicina; 16 posti letto di lungodegenza; 6 posti
  indistinti non ordinari ma DH;

   con  deliberazione n. 977 del 24.3.2011, avente per oggetto 'presa
  atto  Decreto  Assessoriale n. 392/11 del 7.3.2011  -  Approvazione
  Dotazione  Organica  ASP  di Messina' è stata  approvata  la  nuova
  pianta  organica dell'ASP n. 5 di Messina, che comprende  anche  la
  aggiornata   pianta  organica  per  il  presidio  ospedaliero   SS.
  Salvatore di Mistretta;

   in detta pianta organica, relativamente al presidio ospedaliero di
  Mistretta,  non  sono più previsti né il reparto  di  ostetricia  -
  ginecologia,   né   le   UOS  di  pediatria,  otorinolaringoiatria,
  ortopedia e cardiologia;

   le  disposizioni  citate  sono state  adottate  nel  quadro  degli
  interventi  conseguenti al decreto regionale 25 maggio 2010  avente
  per  oggetto: 'Riordino, rifunzionalizzazione e riconversione della
  rete  ospedaliera e territoriale dell'Azienda Sanitaria Provinciale
  di Messina';

   i  cittadini  del  comune  di Mistretta  e  dei  comuni  viciniori
  (Caronia,  Castel  di  Lucio, Motta D'Affermo,  Pettineo,  Reitano,
  Santo Stefano di Camastra e Tusa) sono gravemente danneggiati dalla
  chiusura  del  reparto di ostetricia - ginecologia e delle  UOS  di
  pediatria, otorinolaringoiatria, ortopedia e cardiologia e  che  il
  diritto   alla   salute  non  può  essere  miseramente   ricondotto
  esclusivamente a freddi parametri numerici;

   ritenuto che:

   l'ospedale  SS.  Salvatore di Mistretta ha una tradizione  ed  una
  storia  di  eccellenze  e  di  grandi  professionisti  nel  settore
  sanitario  che si sono prodigati quotidianamente per la cura  e  la
  salute di innumerevoli pazienti;

   nelle  classifiche di qualità redatte dalla AGENAS, il reparto  di
  ostetricia  e  ginecologia  dell'ospedale  di  Mistretta  è   stato
  classificato  al 2  posto in tutta la provincia di  Messina  (prima
  dell'ospedale Papardo, prima dell'ospedale di Patti e di tutti  gli
  altri ospedali della provincia);

   considerato ancora che:

   all'ospedale 'Madonna Dell'Alto' di Petralia Sottana si mantengono
  6  posti  letto  di  chirurgia,  6  posti  letto  di  ostetricia  e
  ginecologia, 18 posti letto di medicina generale, 2 posti letto  di
  pediatria,  6  posti  letto  di  ortopedia  e  16  posti  letto  di
  lungodegenza;

   in  altri  ospedali  sono  rimaste le divisioni  di  ostetricia  e
  ginecologia  con  parti  inferiori ai 400 (ad  esempio,  Partinico,
  Nicosia, ecc...);

   risultano  evidenti  disparità di trattamento  tra  l'ospedale  di
  Mistretta  e  quello  di  Petralia Sottana, entrambi  in  territori
  montani,  con  uguali  caratteristiche  e  con  forti  disagi   nei
  collegamenti;

   ritenuto, inoltre, che non appaiono chiare le motivazioni tecnico-
  giuridico-politiche da cui è scaturito un provvedimento  fortemente
  lesivo  del  diritto  alla  salute  del  cittadino  dell'hinterland
  mistrettese;

   in data 16 maggio 2011 nei locali dell'ASP di Messina si è riunito
  il   consiglio  comunale  di  Mistretta  aperto  alla   deputazione
  regionale,  nel quale, in conclusione, è stato letto  un  documento
  del direttore generale che ha dichiarato come 'nessun provvedimento
  di  mobilità è stato posto in essere e che ogni determinazione sarà
  contestuale  alla  effettiva attivazione del PTA e  delle  funzioni
  ospedaliere  previste  nel  decreto assessoriale  di  rimodulazione
  previo  apposito tavolo tecnico di verifica tra l'ASP di Messina  e
  l'Assessorato regionale alla salute';

   con  nota  del  6  giugno 2011, prot. 6080, inviata  al  direttore
  generale dell'ASP di Messina, ai dirigenti dell'Assessorato e,  per
  conoscenza,  all'Assessore per la salute ed ai  deputati  regionali
  messinesi partecipanti, il sindaco di Mistretta stigmatizzava  come
  a   quella  data  non  fosse  stato  convocato  il  tavolo  tecnico
  ribadendo,   molto   opportunamente,   che   nessun   provvedimento
  riguardante   il  presidio  ospedaliero  di  Mistretta   (mobilità,
  trasferimenti e altro) sarebbe potuto essere messo in atto  se  non
  dopo la convocazione del predetto tavolo tecnico;

   per sapere:

   se siano a conoscenza degli impegni assunti dal direttore generale
  in  ordine  all'attivazione  del  tavolo  tecnico  propedeutico   a
  qualunque tipo di provvedimento;

   se  sia  vero  che  in  altri ospedali della  Sicilia  sono  state
  mantenute  le divisioni di ostetricia e ginecologia nonostante  non
  si  sia raggiunto il numero di 400 parti ed i motivi di tale deroga
  che non è stata adottata invece per l'ospedale di Mistretta;

   se,  alla  luce delle ragioni in premessa, non ritengano opportuno
  riconsiderare   la   posizione  dell'ospedale  SS.   Salvatore   di
  Mistretta». (1914)

                                                            ARDIZZONE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   il  Ragioniere  Generale della Regione, con  propria  disposizione
  (prot.  31681  del  19  maggio 2011), avrebbe inteso  regolamentare
  l'accesso agli uffici del dipartimento dallo stesso diretto;

   la  stessa  disposizione  prevede che  i  soggetti  che  ricoprano
  cariche   istituzionali,   indicati   come   'deputati   regionali,
  consiglieri comunali e provinciali, etc' (non si comprende  se,  ad
  esempio,  gli  Assessori  regionali  rientrino  o  meno   in   tale
  previsione)  ,  possano  accedere  esclusivamente  all'ufficio   di
  gabinetto o a quelli della direzione generale;

   ritenuto che:

   non  si  comprende quale possa essere la ratio della  disposizione
  sopra  richiamata,  che  appare del tutto  arbitraria  e  priva  di
  ragionevolezza nella parte in cui introduce una discriminazione 'in
  pejus'  a  danno di chi sia stato eletto dai cittadini a  ricoprire
  una carica pubblica;

   per quanto attiene ai deputati regionali, la disposizione appare a
  fortiori sbagliata e gravemente lesiva delle specifiche prerogative
  di vigilanza e controllo, garantite costituzionalmente;

   l'assurdità  della disposizione appare ancora più evidente  se  si
  pensa  che  il deputato regionale accede, nell'esercizio  legittimo
  del  proprio  mandato  e del proprio diritto-dovere  di  controllo,
  perfino  alle strutture carcerarie, presso le quali, evidentemente,
  sussistono  esigenze di sicurezza ben più fondate  e  rilevanti  di
  quelle   impropriamente  richiamate  per  il   dipartimento   della
  Ragioneria generale della Regione;

   la disposizione richiamata appare, oltre che abnorme, insensata  e
  priva  di  ragionevolezza, anche illegittima nella misura  in  cui,
  come  sopra detto, interferisce con l'esercizio di funzioni proprie
  del  parlamentare  regionale e si spinge  perfino  a  discriminarlo
  rispetto alla generalità dei cittadini;

   per sapere:

   quale  sia la posizione del Governo al riguardo e quali iniziative
  intendano adottare per correggere la portata della disposizione del
  Ragioniere  generale,  garantendo  il  pieno  diritto  di  accesso,
  vigilanza e controllo dei parlamentari regionali;

   se,   in   relazione  alla  prospettata  illegittimità  dell'atto,
  intendano assumere iniziative nei confronti del soggetto  che  l'ha
  posto in essere». (1916)

            (L'interrogante chiede lo svolgimento urgente)

                                                         PARLAVECCHIO

   «All'Assessore per l'economia e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   in  data 27 aprile 2011, presso la sede della capitaneria di porto
  di   Trapani,  si  è  tenuta  la  riunione  operativa  propedeutica
  all'esecuzione del decreto legislativo n. 266 del 23 dicembre  2010
  avente ad oggetto il trasferimento del Castello della Colombaia dai
  beni  dello  Stato  a quelli della Regione siciliana  e  così  come
  richiesto  dall'  Assessorato regionale dell'economia  dipartimento
  bilancio e tesoro con nota prot. n. 21212 del 1 aprile 2011;

   in  quella sede erano presenti i rappresentanti degli enti e delle
  amministrazioni  coinvolte nelle operazioni  di  trasferimento  del
  bene in oggetto;

   l'art. 3 del citato decreto dispone 'Il trasferimento del bene con
  tutte le pertinenze, gli accessori, gli oneri e i pesi inerenti  ha
  luogo  nello stato di fatto e di diritto in cui esso si trova,  con
  contestuale   immissione  della  Regione  siciliana  nel   possesso
  giuridico e subentro in tutti i rapporti attivi e passivi  relativi
  al  bene  trasferito, fermi restando i limiti derivanti dai vincoli
  storici, artistici e ambientali';

   tenuto conto che:

   sono stati stanziati, con un emendamento alla Finanziaria, 600.000
  euro (seicentomila) per i lavori di messa in sicurezza;

   l'Assessorato  Economia - dipartimento bilancio  -  ha  emesso  il
  decreto  di  assegnazione delle somme necessarie per  la  messa  in
  sicurezza all'Assessorato Beni culturali;

   la  messa  in  sicurezza  sarà appaltata dalla  soprintendenza  di
  Trapani;

   considerato che:

   la   Regione  siciliana  si  è  impegnata  nell'obiettivo  di  far
  sopravvivere    la   Colombaia   all'incuria   e    alla    cattiva
  amministrazione che in questi anni l'hanno portata quasi al crollo;

   il  Castello di Mare rappresenta un baluardo della memoria,  della
  storia  di  una  terra e di un popolo, bisogna far sì  che  i  beni
  storici  e  architettonici,  che sono  stati  testimoni  di  questa
  storia, siano tutelati e conservati;

   per sapere:

   perché  non  siano  ancora iniziate le procedure  di  appalto  dei
  lavori da parte della Soprintendenza di Trapani.

   perché  non  siano ancora iniziati i lavori di messa in sicurezza,
  tenuto  conto  di  quanto  essi siano  assolutamente  necessari  ed
  indefettibili  al  fine di scongiurare il crollo della  struttura».
  (1919)

                                                             MARROCCO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   nel  mese  di  giugno del 2003 è stato formalizzato e sottoscritto
  atto  costituito  della  'Fondazione  Culturale  Museo  Civico   di
  Bisacquino'  con  sede  in Bisacquino (PA) per  la  gestione  e  il
  potenziamento delle attività del museo civico di Bisacquino;

   la   predetta  fondazione  non  è  attiva  in  quanto  il  sindaco
  dell'amministrazione   comunale  di  Bisacquino   non   ha   ancora
  provveduto alla designazione del componente;

   considerato  che il mancato esercizio del diritto  di  nomina  del
  componente  da  parte dell'amministrazione comunale  determina,  di
  fatto,  l'inattività  della fondazione e,  quindi,  l'impossibilità
  dello  svolgimento  delle  attività culturali  e  di  tutte  quelle
  funzioni ad essa connesse;

   ritenuto che:

   tale  inerzia  determina il mancato funzionamento di organo  utile
  alla   tutela,  valorizzazione  dei  beni  culturali,   ambientali,
  archeologici e storici del territorio locale;

   occorre procedere alla nomina di un commissario ad acta al fine di
  provvedere  alla  designazione del componente  dell'amministrazione
  comunale;

   per sapere:

   quali provvedimenti abbiano adottato per verificare se corrisponda
  al  vero che la Fondazione culturale Museo Civico di Bisacquino non
  è in funzione;

   se  la  mancata operatività sia connessa alla mancata designazione
  del componente da parte dell'amministrazione comunale;

   se,  nel  caso,  il  Governo abbia provveduto alla  nomina  di  un
  commissario   ad   acta   per   la  designazione   del   componente
  dell'amministrazione comunale». (1913)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   a  fronte  del  rilevante  ammontare di  risorse  che  restano  da
  certificare  (oltre 8 miliardi di euro) lo stato di attuazione  dei
  programmi cofinanziati dei fondi strutturali evidenzia il permanere
  di gravissimi ritardi;

   in  una realtà come quella siciliana i ritardi nell'attuazione dei
  programmi comunitari sono assolutamente intollerabili;

   considerato che:

   per  il  2011  solo  a  valere sul PO FESR  la  Regione  siciliana
  dovrebbe spendere 930 milioni di euro;

   al 31 dicembre 2010 gli impegni sul FESR sono di 883,14 milioni di
  euro,  con  504,82  milioni di pagamenti ed un rapporto  impegni  -
  programmato pari al 13,5%;

   sul  PO  FSE sono stati impegnati soltanto 77 milioni di euro  (il
  3,71% delle risorse disponibili);

   ritenuto che:

   il  forte rischio di disimpegno automatico di circa 300 milioni di
  euro delle risorse finanziarie assegnate sul PO FESR per il 2011, è
  stato confermato dai dirigenti dell'autorità di certificazione  dei
  programmi cofinanziati dall'Unione europea;

   il  Governo regionale si trova nella paradossale situazione di non
  poter completare molte opere per mancanza di risorse finanziarie e,
  nel   contempo,  di  non  riuscire  a  spendere  tutte  le  risorse
  comunitarie disponibili;

   in  un momento di drammatica crisi dell'economia siciliana i fondi
  europei rappresentano l'unica vera opportunità per la Regione;

   ritenuto ancora che:

   in  Sicilia  non  è importante soltanto quanto spendere,  ma  come
  spendere,  perché  si pongono serissimi problemi di  qualità  della
  spesa;

   le  misure in maggiore ritardo sono, purtroppo, quelle riguardanti
  la cultura, l'ambiente, il turismo, la ricerca e l'innovazione;

   occorre  indirizzare  quello che resta della programmazione  2007-
  2013  su  alcuni filoni strategici legati alle caratteristiche  del
  territorio  siciliano,  altrimenti  si  rischia  di  recuperare  in
  termini  di  quantità  della spesa, ma non si  ottengono  risultati
  significativi in termini di crescita e di occupazione produttiva;

   le  iniziative e le proposte finalizzate a rimuovere le  criticità
  presenti  e  le misure necessarie per l'accelerazione  della  spesa
  devono  essere  illustrate  in  una apposita  seduta  straordinaria
  dell'ARS;

   per sapere:

   quali  siano  le  ragioni  di  tale  situazione  di  intollerabile
  incapacità di spesa;

   quali  iniziative  siano state assunte per evitare  il  disimpegno
  automatico». (1915)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   la  ricorrente  presenza  di emergenze  nel  territorio  siciliano
  dovute   ai   rischi   vulcanico,   sismico,   incendio   boschivo,
  idrogeologico e industriale, consiglia di potenziare il sistema  di
  protezione civile, assicurando la necessaria continuità dell'azione
  tecnico-amministrativa   dei  diversi   uffici   del   dipartimento
  regionale della protezione civile attraverso la stabilizzazione del
  personale,    attualmente   precario,   impiegato   dal    medesimo
  dipartimento  mediante  contratti di lavoro  a  tempo  determinato;
  suddetto personale, nel corso di questi anni, ha acquisito,  grazie
  alle  attività  espletate,  competenze e  professionalità  che  non
  possono  essere  disperse; tenuto conto che: per  far  fronte  alla
  carenza di personale qualificato, la Regione siciliana, nell'ambito
  delle specifiche finalità previste dalla legge 31 dicembre 1991, n.
  433, ha assunto, ai sensi del decreto-legge 30 gennaio 1998, n.  6,
  convertito,  con  modificazioni, in legge 30  marzo  1998,  n.  61,
  personale   tecnico  ed  amministrativo  con  contratti   a   tempo
  determinato  di durata triennale per lo svolgimento delle  attività
  connesse   all'accelerazione  e  al  completamento  dell'opera   di
  ricostruzione  della Sicilia orientale interessata  dal  sisma  del
  1990,  nonché  per  le  attività  di pianificazione  e  prevenzione
  antisismica, per la rilevazione della vulnerabilità del  patrimonio
  edilizio  pubblico  e privato, per le azioni di monitoraggio  delle
  condizioni  di  rischio  idrogeologico, vulcanico  ed  industriale,
  eccetera;

   tale  personale  in  parte  risulta proveniente  da  organismi  di
  diritto  pubblico, come individuato dall'articolo  76  della  legge
  regionale  della Regione siciliana 1 settembre 1993, n. 25,  ed  in
  parte  da  soggetti  formati, con fondi statali,  dal  dipartimento
  nazionale della protezione civile;

   tutto  il  personale  sopra  citato ha  costituito  e  costituisce
  tuttora  il  nucleo  su cui è incentrata e si  è  sviluppata  tutta
  l'attività  tecnica ed amministrativa riguardante l'intero  sistema
  della  protezione  civile  della Regione siciliana,  rappresentando
  ancora   oggi  circa  l'80  per  cento  della  forza   lavoro   del
  dipartimento regionale di protezione civile;

   considerato che:

   in  tale  contesto si sono succedute diverse leggi  regionali  che
  hanno  prorogato in contratti in essere con il succitato  personale
  fino alla data del 31 dicembre del 2011;

   in data 29 dicembre 2010, è stata approvata la l.r. n. 24 'Proroga
  di   interventi  per  l'esercizio  finanziario  2011  -  Misure  di
  stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato' che  al
  capo  I,  all'art  1,  recita come di  seguito:  'Al  fine  di  non
  interrompere  le  attività  connesse  ai  compiti  straordinari  in
  materia  di  protezione civile, ambientale e del territorio,  delle
  acque e dei rifiuti e nelle more che la Regione completi i processi
  di  stabilizzazione, da effettuarsi entro 180 giorni dalla data  di
  entrata in vigore della presente legge, secondo le disposizioni  di
  cui  all'articolo 17, commi 10, 11 e 12, del decreto legge 1 luglio
  2009,  n.  78,  convertito con modificazioni dalla legge  3  agosto
  2009,   n.   102,  e  nel  rispetto  delle  disposizioni  contenute
  nell'articolo 9, comma 28 e, ove ricorrano i presupposti di  legge,
  nell'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del decreto legge 31 maggio
  2010,  n.  78, convertito con modificazioni dalla legge  30  luglio
  2010,    n.   122   e   successive   modifiche   ed   integrazioni,
  l'amministrazione   regionale  è  autorizzata   a   continuare   ad
  avvalersi,  fino  al  31 dicembre 2011, del personale  titolare  di
  contratti  autorizzati  ai sensi delle norme  di  seguito  indicate
  (...)';

   è  prossima  la scadenza del temine di 180 dalla data  di  entrata
  della suddetta l.r. 24;

   alla data odierna non si è ricevuta risposta dai vari incontri che
  il personale interessato ha avuto con i responsabili del personale,
  della  task force per l'occupazione, dottor Cianciolo, dal capo  di
  gabinetto  della  Presidenza,  dottoressa  Monterosso,  nonché  dal
  Presidente   della   Regione,  per  l'avvio  delle   procedure   di
  stabilizzazioni dei contratti di cui sopra;

   per  sapere quali iniziative abbiano o intendano intraprendere per
  assicurare  la  continuità  dei contratti  e  la  funzionalità  del
  dipartimento regionale della protezione civile, considerato che  il
  suddetto  personale rappresenta l'80% della forza lavoro, in  vista
  dell'avvicinarsi    prossimo   della    scadenza    prevista    per
  l'espletamento  delle  procedure  previste  dalla   l.r.   24   del
  29.12.2010». (1917)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                 MARZIANO - DIGIACOMO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

      Comunicazione di rettifica di titolo dell'ordine del giorno
                              numero 460

   PRESIDENTE.  Preciso che il titolo dell'ordine del  giorno  numero
  460,  accettato come raccomandazione nella seduta  n.  250  del  30
  aprile  2011,  è il seguente  Opportune modifiche nell'attribuzione
  dei   fondi  previsti  dal  PO  FESR  Sicilia  2007/2013  Obiettivo
  operativo 1.1.4.2. .

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1918

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione nella seduta n. 250 del 30 aprile  2011,  da  parte
  del Governo, degli ordini del giorno n. 513  Interventi urgenti per
  provvedere al pagamento degli  oneri di straordinario prestato  dai
  Vigili  del  fuoco nelle operazioni di soccorso   a  Giampilieri  e
  Scaletta   Zanclea (ME)' e n. 236  Iniziative urgenti  al  fine  di
  garantire   il   pagamento   delle  competenze  per  il   2009-2010
  relativamente  agli  interventi per la frana di Giampilieri (ME)' è
  da intendersi preclusa l'interrogazione n. 1918 a risposta scritta,
   Erogazione  di  rimborsi al Corpo nazionale dei Vigili  del  fuoco
  impegnati  per  fronteggiare  gli  eventi  alluvionali   che  hanno
  colpito la provincia di Messina', presentata dall'onorevole Faraone
  in data 8 giugno 2011.

   Così resta stabilito.

   Onorevoli colleghi, al riguardo, ricordo che, ai sensi del comma 6
  dell'art.  69 del Regolamento interno dell'ARS, è esperibile  nella
  Commissione di merito la facoltà di chiedere ai rappresentanti  del
  Governo  di  riferire, anche per iscritto, in merito all'attuazione
  data ad ordini del giorno approvati dall'Assemblea o accettati come
  raccomandazione dal Governo.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Seguito della discussione del disegno di legge «Riorganizzazione
     e potenziamento della rete regionale di residenzialità per i
                 soggetti fragili» (nn. 582-590-606/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  numeri  582-590-606/A «Riorganizzazione e potenziamento della  rete
  regionale  di  residenzialità  per i soggetti  fragili»,  posto  al
  numero 1).
   Invito i componenti la VI Commissione  Sanità' a prendere posto al
  banco delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta  precedente  l'esame
  era stato sospeso in fase di votazione dell'emendamento del Governo
  A.3, che è un emendamento di variazione di bilancio, se ricordate.
   Ne do lettura:

                                        (importi in migliaia di euro)
                            TABELLA B - SPESA
   AMMINIS  Amm RUBRIC   UP   CAPITO   DENOMINAZIONE   NATUR 20  201 20
  TRAZIONE  .     A       B   LO                        A    11  2   13
                                                      FONDI
   Economi   4   Bilanc 4.2.1  2157  FONDO  OCCORRENTE  1  -      0   0
  a            io     e .5.2    04   PER FAR FRONTE  AD     1.5
               Tesoro                ONERI   DIPENDENTI     22
                                    DA   PROVVEDIMENTI
                                    LEGISLATIVI     IN
                                    CORSO   -    SPESE
                                    CORRENTI  (EX  CAP
                                    21257)
   Salute   11   Pianif 11.2.  4120  RIMBORSO     ALLE  1  1.5    0   0
               icazion  1.1.1   16   AZIENDE  SANITARIE     22
               e                     ED OSPEDALIERE PER
               Strateg               IL       PERSONALE
               ica                   COMANDATO AI SENSI
                                    DELL'ARTICOLO    1
                                    COMMA   10,  DELLA
                                    LEGGE REGIONALE  5
                                    NOVEMBRE  2004  N.
                                    15

   Il parere della Commissione?

   LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che ai sensi dell'articolo
  127,  comma 9, del Regolamento interno, occorre che trascorrano  30
  minuti  per  eventuali votazioni mediante procedimento  elettronico
  dal momento in cui viene dato il relativo avviso.
   Pertanto    non   si   può   procedere   adesso   alla   votazione
  dell'emendamento.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento A.3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  intervengo  per  ricordare   il
  significato  di  questo  emendamento  presentato  dal   Governo   e
  approvato   dalla   Commissione  Bilancio,  fatto   proprio   dalla
  Commissione Bilancio, che riguarda la somma di un milione  e  mezzo
  di  euro  a  copertura  delle spese per il rimborso  del  personale
  comandato  presso l'Assessorato regionale della salute e presso  le
  aziende ospedaliere.
   L'emendamento  che il Governo ha presentato si è  reso  necessario
  poiché,  in fase di approvazione del bilancio, la somma  era  stata
  decurtata   dall'Assessorato  della  salute  per  essere  destinata
  all'ARPA  che aveva bisogno delle somme necessarie. Ciò  in  quanto
  nel  maxi emendamento governativo vi era la copertura, a carico del
  Servizio  sanitario  regionale,  delle  somme  occorrenti  per   il
  personale  comandato;  quindi, si rende indispensabile,  così  come
  aveva   dichiarato  l'assessore  Russo  in  Aula,   ai   fini   del
  funzionamento  degli uffici dell'Assessorato, la  copertura  di  un
  milione e mezzo necessaria solo ed esclusivamente ad assicurare  il
  rimborso delle spese per il personale comandato.
   L'assessore aveva detto, tra l'altro, che il personale comandato é
  di  circa  29  unità,  di cui almeno venti  le  aveva  trovate  già
  all'atto  del  suo insediamento. Da qui la sua richiesta  pressante
  per approvare questo emendamento.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  giusto   per
  puntualizzare  il  percorso di questo emendamento.  Si  vuole  fare
  passare  come  un  fatto di ordinaria amministrazione,  atteso  che
  trattasi   di   una  somma  che  va  ad  essere  integrata   perché
  tecnicamente era stata impegnata su un altro fronte.
   Però,  abbiamo  ribadito - e il presidente  Laccoto  non  può  non
  condividere  -  che  su  questa vicenda avevamo  inteso  aprire  un
  momento di confronto e di riflessione.
   In un momento in cui si parla di razionalizzazione della spesa, in
  un  momento in cui si parla di ridurre le spese forsennate, in  cui
  siamo al limite del danno erariale, pensare, sol perché esiste  una
  norma,  che  sia  necessario, se non per fatti  contingenti  o  per
  periodi   limitati,  una  così  cospicua,  consistente  truppa   di
  funzionari e dirigenti che, dalla periferia, sono stati portati  in
  mobilità  all'Assessorato della salute,  ritengo  che  debba  farci
  riflettere nel momento in cui sappiamo che ha un costo di 3 milioni
  e  mezzo  per  le casse regionali, a valere come competenze,  e  ha
  avuto  la  sua  punta massima di 5 milioni perché una  parte  della
  somma era relativa a periodi pregressi.
   Allora,   probabilmente,  va  fatta  una  riflessione  su   questo
  argomento,  ci  deve essere un impegno da parte  dell'Assemblea  al
  fine  di  sollecitare  il Governo affinché dia  immediatamente  una
  risposta a questa realtà riducendo il numero di dirigenti  che,  in
  atto,  si trovano in mobilità e per dare grandi segni di attenzione
  magari,  perché  no,  riducendo ad un terzo  il  numero  di  questo
  personale.
   E,  comunque,  ciò  rappresenta un ulteriore elemento  di  sciupio
  perché  va  oltre  la  normale attività che non  giustifica  questa
  presenza  solo perché vuole essere una pattuglia di  fedeli  in  un
  ambito  di  attività in cui lo spoil system vuole  diventare,  deve
  diventare  non  un  momento di grande determinazione  di  dittature
  della  realtà che si vuole rappresentare, ma lo spoil  system  deve
  rappresentare un momento di elasticità nella gestione e, perché no,
  anche  di  sostegno alle linee di indirizzo che  il  Governo  vuole
  portare avanti.
   Onorevole Laccoto, si faccia carico, e così tutta l'Assemblea,  di
  impegnare il Governo in questa direzione affinché riduca il  numero
  di  questi soggetti in mobilità che, secondo me, sono al di  là  di
  ogni considerevole e giustificata realtà da tenere in piedi, perché
  ha un costo di tre milioni e mezzo.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Quanti sono?

   D'ASERO.  Sono 30. Signor Presidente della Regione, comprendo  che
  per  lei, probabilmente, tre milioni e mezzo sono una somma di poca
  entità.  Però  è  un costo perché questo personale dalla  periferia
  viene  trasferito alla realtà centrale e quindi c'è un problema  di
  rimborso  spese,  c'è  un  problema di  indennità  di  ruolo  e  di
  funzione, c'è un problema di costo reale.
   Pertanto, ritengo che vada fatta una riflessione in questo senso.

   DINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, solo per aggiungere qualche precisazione
  rispetto alla disamina che ha effettuato il collega D'Asero.
   Si  tratta  di personale che va ad occupare posti dell'Assessorato
  della  Salute.  Ebbene,  per  l'area  medica  dell'Assessorato   il
  requisito   richiesto   è  la  laurea  in   medicina,   nonché   la
  specializzazione  in igiene e sanità pubblica o  in  organizzazione
  dei   servizi  sanitari;  laurea  con  specialità  che  costituisce
  requisito indispensabile per potere svolgere quel ruolo all'interno
  dell'Assessorato della salute. Ebbene, ci troviamo con una  pletora
  di comandati che occupa illegittimamente questi posti e che, voglio
  ricordarlo,  erano legati al piano di rientro, quindi  per  seguire
  una fase emergenziale.
   Ci  troviamo dinanzi ad una pletora di soggetti: molti,  nell'area
  medica,  non  hanno  il  requisito di specializzazione  di  igiene;
  troviamo chirurghi, ematologi, specialisti in discipline tra le più
  varie  che  sono chiamati a svolgere un ruolo senza  il  necessario
  requisito,  quello  della specialità in igiene  e  sanità  pubblica
  nell'organizzazione dei servizi sanitari.
   Paradossalmente,  se  si dovessero svolgere dei  concorsi,  questi
  soggetti  non  potrebbero parteciparvi. Ma,  ahimé,  in  atto  sono
  utilizzati  illegittimamente e, al di là del fatto finanziario, noi
  vogliamo  richiamare  l'attenzione  su  questa  illegittimità   sia
  numerica  sia  di  ruolo sia di requisiti perché  molti  di  questi
  funzionari svolgono il ruolo di capi dipartimento, di capi  area  e
  di capi settore.
   Per cui mi sembra che siamo di fronte ad una illegittimità palese.
   Votando  e  bocciando  questo emendamento faremo  rientrare  nella
  norma  un comportamento legato a scelte discrezionali e finalizzate
  a  non  so quali obiettivi perché, ormai, onestamente, non c'è  più
  bisogno di questo personale all'interno dell'Assessorato.
   Se  ci sono posti vacanti vanno coperti per concorso, e ve ne sono
  pochi di posti vacanti.
   Ritengo che questi comandati dovrebbero ritornare all'origine,  ai
  posti  di  provenienza da cui sono stati sottratti e dove  ci  sono
  realmente delle carenze.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo:

    - gli onorevoli Musotto, Aricò, Mineo, Cascio Salvatore per oggi;
  - l'onorevole Di Benedetto dal 14 al 16 giugno 2011, per motivi di
  salute.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
                             582-590-606/A

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, io vorrei completare   l'intervento
  dei  colleghi Dina e D'Asero perché forse il Governo, a prescindere
  da tutte le negatività che determinano un provvedimento del genere,
  non  capisco il perché, a questo punto - come è stato già  detto  -
  non si provvede ad attivare i concorsi e, in ogni caso, la cosa più
  delicata è che di fatto stiamo raggirando la legge.
   E  mi  meraviglia  che venga fatto proprio dall'Assessorato  della
  salute.
   Vorrei  essere  chiaro, onorevole Presidente  della  Regione,  lei
  forse  non  ha  percepito  perché è molto  distratto,  come  è  sua
  consuetudine anche nel Governo, che noi stiamo togliendo - forse  i
  colleghi  non  lo hanno capito -, per fare una manovra  secondo  me
  ridicola, perché non è mai accaduto un fatto del genere, cioè  dare
  soldi  per  il comando di personale di sedi periferiche -  potrebbe
  farlo  l'Agricoltura, il Lavoro, è una cosa fuori dalla  logica  -;
  ebbene,  noi stiamo togliendo un milione e cinquecentomila  euro  -
  onorevole  Cracolici  la invito a valutare -  dal  fondo  di  parte
  corrente  per fare fronte ad oneri derivanti da nuovi provvedimenti
  legislativi,  da future leggi regionali, per coprire la  spesa  del
  personale  comandato dalle sedi periferiche della  sanità.  Ricordo
  che  l'assessore ha, oltretutto, la possibilità di prendere nel suo
  Gabinetto  persone di competenza che potrebbero  sopperire  a  tali
  carenze,  se  ci  fossero;  ebbene, questo  non  basta  e  dobbiamo
  prendere personale dalle sedi periferiche e pagarne il comando,  da
  che cosa? Dai soldi per leggi future.
   Capisco che il Governo forse non vuol più fare leggi, non  ha  più
  interesse a farle.
   Però  sappiate che non è vero che si tratta di una partita di giro
  -  ho  sentito parlare di partita di giro - è un falso, questi sono
  fondi presi  da future leggi.
   Credo che il buon senso porterebbe a ritirare questo emendamento e
  vorrei  che qualcuno mi spiegasse come si farà nelle future  leggi,
  quando mancheranno i trecento, i quattrocentomila euro o quelli che
  siano,  e  noi  abbiamo, invece, un milione e mezzo  che  togliamo.
  Faccio  un  esempio, e concludo: per alcune norme in cui  mancavano
  soldi, l'onorevole Cracolici sa, per i rifiuti nelle isole minori e
  per la Pumex, non siamo riusciti a trovare 200 mila euro in più per
  la  Pumex,  per i rifiuti nelle isole minori mancano un  milione  e
  ottocentomila euro - caro Presidente, lei lo deve sapere, si  porrà
  il  problema dei rifiuti nelle isole minori, penso a Lampedusa e  a
  tutte le altre isole, non riusciamo ad avere i sei milioni di  euro
  necessari  -,  ebbene diamo un milione e mezzo ai  comandati  della
  sanità. E' una vergogna di questa Assemblea

   LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  annunciare  il  nostro  voto favorevole  e  per  motivarlo.  I
  comandati ci sono dal 2004 e il Governo precedente e molti colleghi
  che  in  questo  momento  siedono nei banchi dell'Assemblea,  hanno
  fatto   richiesta  affinché  questi  lavoratori  potessero   essere
  all'interno dell'Assessorato alla Salute.
   Questi   lavoratori  sono  funzionali,  sono  stati  anche   molto
  funzionali  rispetto  al piano di rientro e, ovviamente,  anche  al
  contenimento del debito della spesa sanitaria.
   Non  è  il  caso di andare a sottilizzare sul milione,  milione  e
  mezzo  di euro, sapendo che questo contributo é fino al 31 dicembre
  di quest'anno e che si è trattato solo di una manovra assolutamente
  improvvida, con cui sono stati tolti i soldi per darli all'ARPA,  e
  che   oggi  ci  mette  nelle  condizioni  di  chiudere  un  settore
  indispensabile in questo momento delicato per la sanità siciliana.
   Quindi,  per  quanto ci riguarda, sarebbe opportuno votare  questo
  emendamento  fino  al  31  dicembre,  poi  ovviamente  ci  sarà  la
  possibilità  di  dibattere sulla loro utilità  o  meno,  se  devono
  restare   in   ventinove  rispetto  a  trentacinque  o  addirittura
  dimezzarli o ridurli di un terzo.
   Oggi  penso  che  sia  una  questione di giustizia  votare  questo
  emendamento e, quindi, è nella responsabilità di tutti fare in modo
  che  l'emendamento  sia  approvato,  e  sia  approvato  in  maniera
  convinta.  E'  dal 2004, ribadisco, dal 2008 ad  oggi  ve  ne  sono
  soltanto  sette in più; da questi setti in più, onorevole  D'Asero,
  si  è ottenuto il piano di rientro, unica regione meridionale. E su
  un bilancio di otto miliardi, sottilizzare su un milione di euro mi
  sembra assolutamente fuori luogo.
   Pertanto,  in  questo contesto ritengo corretto in  maniera  molto
  serena  votare  questo  emendamento perché i risultati  sono  stati
  raggiunti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  la
  discussione  in corso perché c'è un tempo per lo scontro  politico,
  c'è  un  tempo per le diversità di opinioni e per le scelte che  si
  fanno, ma c'è un tempo in cui vi sono cose che non devono suscitare
  particolari emozioni e passioni, non perché non sia legittimo avere
  un'opinione diversa sulle modalità di finanziamento di un  capitolo
  come  questo,  ma perché - lo ripeto oggi visto che l'ho  detto  la
  settimana  scorsa,  anche se è complicato  -  vorrei  ricordare  ai
  colleghi che non stiamo trattando una scelta ma stiamo riparando ad
  un torto che abbiamo commesso tutti noi involontariamente.
   Col  bilancio della Regione approvato qualche settimana fa abbiamo
  previsto di ridurre la quota di spesa regionale per il capitolo  in
  questione trasferendo le risorse a copertura di altri capitoli  del
  bilancio regionale, tra cui l'ARPA. Perché lo abbiamo fatto?
   Perché  con  la finanziaria avevamo inteso e deciso in Commissione
  Bilancio   che,  visto  che  trattasi  di  gestione  del  personale
  dell'Assessorato della salute, questo personale poteva gravare  sul
  fondo sanitario regionale su cui, com'è noto, la Sicilia interviene
  per quota parte, per il 49 per cento circa.
   Non c'è stata una decisione dell'Aula di non rinnovare i contratti
  al  personale comandato presso l'Assessorato; c'era una valutazione
  di coprire quel capitolo in maniera diversa rispetto al passato, ed
  era  una  decisione  assunta dalla Commissione all'unanimità  e  in
  Aula,  quando si doveva trattare l'emendamento generale predisposto
  dal  Governo,  era  contenuta la norma che prevedeva,  appunto,  di
  coprire  la spesa per il personale comandato utilizzando  il  fondo
  sanitario regionale.
   Ora,   che   si   utilizzino  argomenti  assolutamente   capziosi,
  nascondendo che attorno a questo capitolo si vuole  ; in  realtà  -
  diciamocelo  pure,  onorevole  Beninati,  ho  visto  che   lei   ha
  richiamato me per due volte nel suo intervento - questa discussione
  non ha come obiettivo la modalità di copertura. Onorevole Dina,  si
  dica  la verità  Volete utilizzare con il voto segreto un'occasione
  per dare un colpo all'assessore Massimo Russo.
   Allora,   siccome   bisogna  dire  le  cose  in   italiano   senza
  nascondersi, senza giocare, se volete colpire e fare una  battaglia
  politica  contro l'assessore Massimo Russo, fatelo  alla  luce  del
  sole...

   DINA. Vogliamo ristabilire la legalità

   CRACOLICI.  ma giocare con questi trucchetti per fare in modo  che
  col  voto segreto si utilizzi magari qualche collega che ha  avuto,
  come  dire,  qualche  saluto in meno o qualche risposta  sbagliata;
  approfittare  della   faccia'  dell'Aula  per  cercare  di  colpire
  politicamente  la  politica  sanitaria  in  Sicilia,  è   un   atto
  obiettivamente  che  non  fa  onore  a  chi  lo  fa  di   nascosto.
  Apprezzerei di più se la battaglia fosse fatta de visu,  mettendoci
  la propria faccia.
   Ecco  perché  dico, e lo dico ai colleghi: non  cadete  in  questo
  tranellino  di  chi pensa di utilizzare un argomento  assolutamente
  residuale,  marginale, per dare una pugnalata, dal punto  di  vista
  politico,  alle spalle dell'assessore Russo. Io non mi  presterò  e
  spero che la maggioranza dell'Aula non si presterà a questo gioco.

   SCOMA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli colleghi, vorrei ricordarvi che adesso siamo pronti  per
  votare.  La  mezz'ora  prevista dal Regolamento   è  trascorsa.  Vi
  chiedo, pertanto, di limitare i vostri  interventi.

   SCOMA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per  evitare
  di  ripetere  le cose già dette dai colleghi, vorrei  puntualizzare
  che  l'aumento di un milione e mezzo di euro era già stato  oggetto
  di  un  incontro abbastanza acceso svoltosi in VI Commissione  poco
  prima della stesura del bilancio di previsione. In quella giornata,
  che era stata abbastanza calda - il presidente Laccoto lo ricorderà
  -  il capo di gabinetto dell'Assessore ritirò l'emendamento dicendo
  che  sarebbe  stato trattato in un secondo tempo e  avrebbero  dato
  tutte  le  spiegazioni e le giustificazioni dell'aumento  di  circa
  dieci unità rispetto al bilancio dell'anno precedente.
   La  nostra convinzione è che, certamente, di queste figure  se  ne
  possa fare a meno.
   Pertanto la mia richiesta è che l'emendamento venga ritirato.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  prendo atto che c'è qualcuno che scandisce  i
  tempi, detta le regole e indica qual è la strada da seguire.
   L'onorevole  Cracolici,  che è stato  maestro  di  opposizione  in
  quest'Aula,  ora pretende che chi, legittimamente,  vuole  tutelare
  gli interessi dei siciliani non lo faccia  Ne prendiamo atto.
   Qui  non  vi  è un ragionamento che interessa l'assessore  Massimo
  Russo, la cui politica sanitaria è sotto gli occhi di tutti:  basta
  visitare  gli  ospedali, basta vedere i tempi  di  prevenzione  per
  capire qual è il fallimento al quale stiamo assistendo. Qui vi è un
  fatto  che non è solo di metodo, ma anche di sostanza perché è  fin
  troppo  evidente  che,  nel  2004 o prima  o  successivamente,  nel
  momento  in  cui si è scelto di utilizzare, anche in  posizione  di
  comando,  personale  degli assessorati nelle aziende  sanitarie  di
  tutta la Sicilia, nelle nove province, si è fatta una scelta.
   Io  non  so  se quella scelta è stata supportata poi da risultati,
  non  so se è giovata alla clientela o al controllo da parte di chi,
  in tutti i modi, vuole allungare le mani fino in fondo.
   Certo  è che oggi ci troviamo a dover sopportare una somma di  tre
  milioni  e mezzo di euro, onorevole Leanza, anche se il milione  di
  euro  cui lei fa riferimento può essere considerato una partita  di
  giro. Allora, ritengo che chi aveva l'obbligo di essere chiaro  era
  proprio  l'assessore Russo, onorevole Cracolici.  Noi  qui  diciamo
  chiaramente che discutiamo di una legge che nulla ha a  che  vedere
  con  la finanziaria, siamo fuori da quel sistema, abbiamo fatto una
  scelta  e  lei,  signor  Presidente, è  stato  molto  rigoroso  nel
  dichiarare  inammissibili  alcuni  emendamenti  che  l'Aula   aveva
  proposto. Allora, dobbiamo essere consequenziali.
   Non  vi  è nessuna esigenza né di vendetta né di chiarire percorsi
  che  sono  chiari ai siciliani, perché non vi è nulla da  chiarire,
  signor Presidente. Tutto è chiaro.
   La   politica   sanitaria  in  Sicilia  è  quella  che   è,   cioè
  perfettamente fallimentare

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento
  A3  forse  ha  ragione l'onorevole Leanza perché  non  parliamo  di
  variare  la  legge, ma esclusivamente di aggiungere  le  somme  che
  mancano al pagamento di questi soggetti che poi, se motivatamente o
  immotivatamente, sono stati assegnati all'ufficio di pianificazione
  strategica, questo è un altro discorso.
   Ho  chiesto di parlare dopo l'onorevole Cracolici perché a  me  la
  sbornia dei referendum e dei ballottaggi è già passata, mentre vedo
  che all'onorevole Cracolici ancora no
   Volevo ricordare tre cose.
   Primo:  la  riforma della sanità - quella vera -  l'abbiamo  fatta
  noi,  voi  avete votato contro, e adesso che dovete  applicarla  la
  state  applicando  male;  secondo:  l'onorevole  Cracolici  fa   un
  richiamo a metterci la faccia contro l'eventuale azione di gestione
  dell'assessore  Russo,  noi  abbiamo  presentato  una  mozione   di
  sfiducia,  che  è  depositata presso la  Presidenza  dell'Assemblea
  regionale.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non mi risulta.

   MANCUSO. Se non vi risulta, la facciamo risultare immediatamente.

   PRESIDENTE. Mi dicono gli Uffici che si tratta di una  mozione  di
  censura, non di sfiducia.

   MANCUSO.  Ha ragione, signor Presidente, è una mozione di censura,
  ho sbagliato termine.
   Quindi, non è che ci mettiamo la faccia, anche qualcosa di più.
   Terzo:  ha  ragione lei, onorevole Cracolici. Di che  cosa  stiamo
  parlando?
   Quindi  non  si  rifaccia  ad  una  questione  politica  o  contro
  qualcuno;  stiamo  parlando  di  nulla  e,  proprio  perché  stiamo
  parlando di nulla, sono d'accordo con l'onorevole Cracolici.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  sono d'accordo sia con l'onorevole Mancuso  che  con
  l'onorevole  Cracolici, non perché stiamo  parlando  di  nulla,  ma
  perché credo e temo che si voglia forse caricare questo voto - che,
  per  altro,  si esprime a scrutinio segreto - di significati  e  di
  segnali  che col merito dell'emendamento non hanno gran che  a  che
  vedere. Credo che tutti i parlamentari che stanno per esprimere  il
  loro  voto  sanno che si tratta di una esigenza per la funzionalità
  dell'Assessorato Salute, che è stata posta ben prima  che  nascesse
  questo  Governo.  Non  so  se  la legge  per  l'impiego  di  questi
  comandati  provenienti dalle aziende sanitarie risale al  2004,  al
  2005  o  al 2006, ma pone un problema, signor Presidente, onorevoli
  colleghi,   che   andrebbe  affrontato   una   volta   per   tutte,
  relativamente all'impiego produttivo di tutto il personale  che,  a
  qualunque titolo, a carico delle aziende sanitarie, a carico  delle
  aziende  partecipate o del bilancio della Regione,  percepisce  una
  indennità e, a fronte di quest'ultima, presta la propria opera.
   Faccio  un  esempio:  nel  comparto dei  dipendenti  regionali  si
  evidenzia  una  carenza  di laureati in  legge  e  di  laureati  in
  economia e commercio. E' naturale, potremmo bandire un concorso per
  gli uni e per gli altri; ma se noi potessimo invece avvalerci della
  professionalità,  con relativo titolo di studio corrispondente,  di
  persone  che stanno in altre azienda, la  Beni culturali' piuttosto
  che  l'Azienda  forestale, magari avendo  bisogno  costoro  di  una
  riqualificazione - visto che comunque uno stipendio, direttamente o
  indirettamente, la Regione lo eroga già -, credo che risparmieremmo
  parecchio.
   Così  come  in  questo  caso,  se l'Assessorato  della  Salute  si
  avvaleva  di  personale  comandato, venti, diciotto,  18,  oggi  29
  unità, che paghiamo col nostro bilancio, mentre fino ad ieri o fino
  a  domani,  se  non passasse l'emendamento, queste stesse  persone,
  ovviamente  fatte  salve  le  indennità  di  trasferta,   venissero
  retribuite  sempre dalla Regione, ma dalle aziende sanitarie,  cosa
  cambierebbe?
   Si  impedirebbe  a questa gente e all'Assessorato  di  continuare,
  ovviamente,  quel  lavoro  che  sarà contestato  quanto  si  vuole,
  produrrà  consensi  o li farà perdere, sono i tanti  argomenti  che
  vado sentendo, ma che comunque, una per tutte, ci ha consentito  di
  rispettare il famoso piano di rientro, di cui da quattro anni,  non
  dal  2008,  ma  dal  2007 si parla, si pattuisce  col  Governo,  si
  sottoscrivono gli impegni.
   Gli  altri  discorsi, onorevoli colleghi, se c'è da  discutere  di
  come  investire  meglio il Fondo per le autonomie prevedendo  altre
  riserve piuttosto che discutere della politica sanitaria, credo che
  siano  argomenti  che  non vanno affrontati  veramente  in  maniera
  impropria,   in  occasione  di  questo  voto  che  io   credo   sia
  indispensabile esprimere con senso di responsabilità, e mi  rivolgo
  a  tutti  i  novanta  parlamentari, per consentire  che  il  lavoro
  dell'Assessorato possa proficuamente procedere.
   La ringrazio, signor Presidente, e ringrazio i signori deputati.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.3

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, essendo stata  la  richiesta  di
  votazione per scrutinio segreto appoggiata a termini di Regolamento
  dagli  onorevoli  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Barbagallo,  Bosco,
  Buzzanca,  Campagna,  D'Asero, Di Mauro, Gennuso,  Gentile,  Greco,
  Leanza  Nicola,  Mancuso, Pogliese, Scoma e  Vinciullo,  indìco  la
  votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.3
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,   Aricò,
  Beninati,   Bonomo,  Bufardeci,  Calanducci,  Campagna,  Cappadona,
  Caputo, Cimino, Colianni, Corona, Cracolici, Cristaudo, D'Agostino,
  D'Asero,  De  Benedictis,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Dina,  Ferrara,
  Galvagno,  Gennuso,  Gentile, Giuffrida, Greco,  Gucciardi,  Leanza
  Nicola,  Lentini,  Limoli,  Lo Giudice, Lombardo,  Lupo,  Marinese,
  Marrocco,   Mattarella,   Nicotra,  Oddo,   Panarello,   Panepinto,
  Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,  Raia,  Ruggirello,  Savona,  Scilla,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Cascio Salvatore, Di Benedetto, Mineo e Musotto.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            59
   Votanti             53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          29
   Contrari            24

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A5 ed ai relativi
  subemendamenti A5.1 e A5.2.
   Si procede con il subemendamento A5.1. Ne do lettura:

   «All'emendamento A.5, comma 2, sostituire le parole  di durata
  annuale  con le parole  di durata quinquennale ».

   CAMPAGNA. Chiedo di apporre la firma all'emendamento A5 e ai
  subemendamenti.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il subemendamento A5.1. Il parere della
  Commissione?

   LACCOTO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento A5.2. Ne do lettura:
   «All'emendamento A5 aggiungere il seguente comma:
    Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche  al
  personale  utilizzato  in convenzione dalle  ASP  e  dalle  Aziende
  ospedaliere in possesso dei requisiti di cui al comma 1 ».

   Il parere della Commissione?

   LACCOTO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A5. Ne do lettura:
   «1.  Ai  soggetti  utilizzati  in  convenzione  entro  il  termine
  perentorio  del  31  dicembre 2008 presso  le  Aziende  Ospedaliere
  Universitarie della Sicilia, ai sensi dell'articolo 30 della  legge
  regionale  n. 30 del 1997 e dell'articolo 10, comma 3, del  decreto
  legislativo  1  dicembre 1997, n. 468, si estendono  le  previsioni
  normative  previste  dall'articolo 1, comma  550,  della  legge  24
  dicembre  2007, n. 244, previa procedura selettiva, ai sensi  degli
  articoli 42 e 49 delle leggi regionali 5 novembre 2004, n. 15 e  12
  maggio 2010, n. 11.

   2.  Le Aziende sono autorizzate a stipulare con i soggetti di  cui
  al  precedente  comma  contratti di diritto  privato,  senza  oneri
  aggiuntivi   per  la  Regione,  di  durata  annuale,  eventualmente
  rinnovabile,  e  comunque risolti alla data di completamento  delle
  procedure previste al comma 1 del presente articolo».

   Pongo  in  votazione  l'emendamento A5, come subemendato,  con  la
  precisazione che al comma 1, quando fa riferimento all'articolo  1,
  comma 550, si riferisce all'articolo 2, comma 550.
   Al  rigo successivo, quando fa riferimento agli articoli 42 e  49,
  l'articolo  49 non esiste, quindi si intende che faccia riferimento
  soltanto all'articolo 42.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3.
                                Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione  siciliana ed entra in vigore il  giorno  successivo
  alla pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E'  approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                     Annunzio di ordini del giorno

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
  del giorno:

   -  numero 562 «Revoca del decreto n. 752 del 2011 dell'Assessorato
  per la salute in materia di prestazioni ambulatoriali erogate dalle
  case di cura private», dell'onorevole Beninati;

   - numero 563 «Applicazione in Sicilia dell'articolo 14 della legge
  328 del 2000», dell'onorevole Vinciullo;

   -  numero  564  «Ritiro  del  decreto  assessoriale  n.  0752/11»,
  dell'onorevole Vinciullo;

   -  numero  566  «Interventi  volti  alla  razionalizzazione  delle
  disposizioni relative alla mobilità di personale della  sanità»,  a
  firma   degli  onorevoli  D'Asero,  Mancuso,  Beninati,  Corona   e
  Buzzanca.

   numero    567   «Iniziative   di   contrasto   alla   brucellosi»,
  dell'onorevole Apprendi.

   Si passa all'ordine del giorno numero 562. Il parere della
  Commissione?

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  chiedo che quest'ordine del giorno venga  ritirato  in
  quanto abbiamo una discussione in corso in Commissione.

   PRESIDENTE. L'onorevole Beninati non intende ritirarlo. Il  parere
  del Governo?

   LOMBARDO,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   per
  esprimere  un parere chiedo che mi si consenta di leggere  l'ordine
  del   giorno  e  di  farmi  un'idea,  altrimenti  darei  un  parere
  allineandomi  con  quello che il presidente  della  Commissione  mi
  dice, e cioè che si voti contro.
   Il  presidente  Laccoto  ha  chiesto di sospenderne  la  votazione
  soltanto perché lo si possa approfondire. O sospendiamo la  seduta,
  e io lo chiedo formalmente, o si trovi il sistema perché si esprima
  un parere ad occhi aperti e non così come sarei costretto a fare.
   Non  so  cosa  ci sia scritto, è abbastanza lungo,  pare  che  sia
  impegnativo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, siccome  conosco  l'argomento  e
  conosco il lavoro che la VI Commissione sta svolgendo, per fare  in
  modo  che  non si voti l'ordine del giorno, e quindi  per  non  far
  esprimere il Governo, propongo di non mettere in votazione l'ordine
  del   giorno,   ma   di   accettarlo  come  raccomandazione   nella
  consapevolezza che la Commissione ne terrà conto nella  discussione
  del decreto 752.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  sarebbe  opportuno,  rispetto   ad
  accogliere  l'ordine del giorno come raccomandazione, che  l'ordine
  del  giorno stesso venisse ritirato dall'onorevole Beninati, se non
  altro   per  un  motivo:  c'è  una  discussione  in  corso  in   VI
  Commissione, su cui si sta facendo un'approfondita riflessione.  Si
  sta discutendo dell'opportunità di modificare il decreto 752, e  di
  modificarlo  in  maniera tale che non ci siano delle  disparità  di
  trattamento.
   Pertanto questo ordine del giorno, così come è articolato, rischia
  di diventare intempestivo e forse anche inopportuno, per cui invito
  l'onorevole Beninati a soprassedere sullo stesso oppure a ritirarlo
  in quanto domani, alle ore 15.00, è convocata la VI Commissione per
  discutere della questione.

   LACCOTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire all'onorevole Beninati,
  presentatore  di  questo ordine del giorno già in  data  7  giugno,
  quindi  in  una data antecedente alla discussione approfondita  che
  stiamo  facendo in Commissione - che sicuramente ha portato  ad  un
  miglioramento del testo e una valutazione unanime della Commissione
  ha  sicuramente  indirizzato l'assessore sulla  strada  che  veniva
  richiesta  -  che  oggi non avrebbe senso andare  a  votare  questo
  ordine del giorno.
   L'onorevole  Beninati ha assistito ad una parte dei  lavori  della
  Commissione  e  ha visto che noi siamo orientati  a  cercare  delle
  soluzioni equilibrate.
   Pertanto sarebbe opportuno che ritirasse l'ordine del giorno.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che c'è
  stata grande attenzione su questo ordine del giorno, però ricordo a
  me stesso che questo decreto è stato sospeso dall'assessore.
   Ora,  non  vorrei  dovere  rammentare i motivi  per  cui  è  stato
  sospeso.
   In  parte,  potrei accogliere con il mio ordine del giorno  quanto
  dice l'onorevole Laccoto.
   Però  vorrei che l'onorevole Laccoto fosse onesto con  sé  stesso,
  nel  ruolo che ricopre: oggi sono andato in VI Commissione, non per
  caso,  ma  perché  ricordavo di avere presentato  quest'ordine  del
  giorno  e  perché  oggi  ci saremmo incontrati  in  Commissione  e,
  quindi, in Aula.
   Signor  Presidente, l'Aula deve sapere - visto che parliamo  della
  riunione  della Commissione - che la VI Commissione  sta  cercando,
  anzi  sta pietendo all'assessore di riformulare l'articolo 3 perché
  l'assessore lo ha già scritto,  ad uso e piacimento proprio.  Prova
  ne  è  che  la Commissione in questi giorni, e così anche oggi,  ha
  cercato di fermare quella riscrittura, ma ancora non ci è riuscita.
   Per  cui  auspico  che  la Commissione sia coerente,  cosciente  e
  consequenziale,  perché se quell'articolo 3 - e  possiamo  limitare
  quest'ordine  del giorno all'articolo 3 - rimarrà uguale  a  quello
  che  l'assessore ha previsto e sul quale, scusatemi, colleghi della
  Commissione,  non  avete  inciso minimamente,  credo  che  dovreste
  prendere  come decisione che forse è meglio che la Commissione  non
  si  riunisca  più perché non è conclusiva rispetto ad un'iniziativa
  propria.
   Su  questo articolo vi è stata una discussione, è stata chiesta la
  sospensione,  ma non si sa ancora se vi sarà una riscrittura  o  se
  l'assessore andrà comunque avanti, come ha sempre fatto.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   condivido
  l'ordine del giorno dell'onorevole Beninati con la precisazione che
  da  ultimo  ha  formulato, nel senso che la revoca, o  comunque  la
  sospensione  del  decreto  deve riguardare  solo  l'articolo  3  e,
  pertanto, dichiaro di apporvi la firma.
   Detto  questo, devo aggiungere - avendo seguito i lavori della  VI
  Commissione  fino all'ultimo, fin quasi alle ore  14.45  -  che  la
  Commissione  ha adottato già, nella sostanza, questo risultato  nel
  senso  che  già  oggi è stato detto che, qualora  ve  ne  fosse  la
  necessità  per  altre  ragioni istituzionali,  il  decreto  si  può
  pubblicare dopo avere stralciato l'articolo 3, così come, aggiungo,
  per   quanto  riguarda  l'articolo  3  si  è  pensato  ad  una  sua
  formulazione,  su  cui non tutta la Commissione  è  d'accordo,  non
  soltanto per la eventuale percentuale da applicare, del 2 o  del  3
  per cento, ma sui princìpi.
   Ragione per la quale credo che potremmo votare adesso l'ordine del
  giorno  nella  parte  così  come emendata dall'onorevole  Beninati,
  limitando  la  sospensione solo all'articolo 3 e rinviando  la  sua
  applicazione ad un eventuale esito favorevole del parere  della  VI
  Commissione,  una  volta pervenuto il nuovo testo  che  il  Governo
  dovrà presentare, come prevede la legge.
   Siamo  rimasti d'accordo che il decreto, stralciato l'articolo  3,
  può andare avanti.
   Il Governo riscriva l'articolo 3, lo presenti in VI Commissione  e
  la  Commissione  lo  riesaminerà, forte di una  relazione  e  delle
  conseguenze   economico-finanziarie  che  avrà   l'apertura   degli
  ambulatori nelle case di cura private.
   Nessuna  politica ostruzionistica, bensì disponibilità a trattare;
  ma a trattare avendo coscienza, con la relazione e con i numeri del
  contesto   economico-finanziario  e   del   dato   del   fabbisogno
  finanziario.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente,  ho  chiesto  di  intervenire   per
  rimarcare il fatto che si può decidere di votare o di non votare un
  emendamento, si può decidere di essere d'accordo o meno, ma  quello
  che  non  si  può verificare è che ben nove colleghi, me  compreso,
  abbiano  condiviso il testo dell'emendamento, lo abbiano  votato  e
  risultino assenti.
   L'onorevole  Barbagallo  risulta  inesistente,  non  è  né  tra  i
  presenti  né  tra gli assenti, eppure è qua e ha il suo  tesserino,
  così  come  ben otto componenti del Gruppo del Partito  Democratico
  risultano assenti. Lo dico non perché c'è un problema di marcare la
  presenza, ma di condivisione politica del testo.
   Lo  abbiamo  condiviso, lo abbiamo votato e a me  non  fa  piacere
  risultare tra quelli che nascondono la mano.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  torno  a
  parlare  dell'ordine del giorno numero 562, a firma  dell'onorevole
  Beninati; ma anche il 564, dell'onorevole Vinciullo, è analogo, non
  vorrei anticipare quello che dirà, ma dovrebbe essere ritirato. Non
  vorrei  che  in  questa  disputa sul merito del  provvedimento  noi
  calpestassimo il metodo.
   Signor  Presidente,  la  invito a rispettare  le  prerogative  del
  Parlamento e anche delle Commissioni.
   Se  la  Commissione  non  si fosse adoperata  tempestivamente  per
  entrare nel merito di questo provvedimento, addirittura chiedendone
  pubblicamente   la   sospensione  e   ottenendola,   chiedendo   la
  trattazione nel merito in Commissione, e compiendola fino a  questa
  mattina, avrebbe ragione il Parlamento a chiedere una sospensione o
  una  revoca del decreto, o di parte di esso. Ma sia il decreto  che
  parte  di  esso, e specificatamente l'articolo 3, sono oggetto  dei
  lavori della VI Commissione.
   Allora,  qui non entro nel merito, ripeto, perché diffusamente  ne
  abbiamo  trattato  in  quella sede; ma mi  domando  e  le  domando,
  Presidente,  che  valore ha allora intervenire  in  Commissione  su
  questa materia quando, proprio mentre se ne discute per volontà del
  Parlamento  e  dei membri della Commissione, si interviene  con  un
  ordine  del  giorno per impedire la discussione stessa o  per  fare
  finta  che questa discussione non sia avvenuta e non abbia prodotto
  proprio stamattina risultati in coerenza con la preoccupazione  che
  tutti quanti abbiamo espresso?
   Signor  Presidente, credo che a fronte di quello che  sto  dicendo
  lei  abbia  tutte le argomentazioni per chiedere non già il  ritiro
  dell'ordine del giorno, perché l'onorevole Beninati su questo punto
  si  è  già  espresso, ma per dichiarare improponibile l'ordine  del
  giorno  stesso  proprio  perché un  altro  Organo  che,  invece,  è
  deputato alla sua trattazione lo sta facendo e sarebbe un vulnus ai
  lavori  della Commissione se il Parlamento intervenisse  in  questa
  misura. Noi non avremmo fatto la discussione; non solo, ma aggiungo
  che  se quest'esame proseguisse e fossimo costretti a votare e, per
  ipotesi,  approvassimo  l'ordine  del  giorno  renderemmo  vane  le
  discussioni della Commissione.
   Quindi,  torno  a  dire, signor Presidente, lei ha  il  dovere  di
  rispettare e preservare il merito del lavoro della Commissione.  Al
  contrario,   se   bocciassimo  l'ordine  del   giorno   altrettanto
  renderemmo vano l'approfondimento in Commissione perché la  materia
  non  si presta ad un sì o a un no; si presta ad un approfondimento,
  che è quello che la Commissione sta facendo.
   Le chiedo, pertanto, di rispettare il lavoro che la VI Commissione
  sta facendo e che ha fatto fino a stamattina e che si è impegnata a
  fare nella prossima seduta convocata per domani.
   La informo, Presidente, e vorrei che su questo riflettesse, che la
  Commissione non ha concluso i propri lavori ma li ha sospesi,  come
  può  verificare  dal  verbale.  Quindi  questo  ordine  del  giorno
  verrebbe votato in costanza dei lavori della Commissione che  si  è
  semplicemente aggiornata alla prossima data senza dichiarare chiusi
  i lavori, sulla scorta appunto di quanto oggi è stato esaminato.
   Pertanto, signor Presidente, le chiedo di dichiarare improponibile
  l'ordine del giorno.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, intervengo per ribadire quanto  già
  detto a più voci.
   Qui  la questione è molto delicata e investe proprio la Presidenza
  dell'ARS.
   L'emendamento e l'intero decreto in questo momento, si  tratta  di
  un passaggio molto delicato, sono in discussione in VI Commissione.
  Fare  un  ordine  del  giorno  su  una  discussione  aperta  in  VI
  Commissione è un irriguardo istituzionale. Io non sono un  deputato
  di  grande  esperienza, però così noi apriamo così una  maglia  che
  mette in discussione anche l'autorevolezza della Presidenza.
   Cosa  ne penserebbe lei se, rimandando un decreto o un disegno  di
  legge in Commissione, qualcuno nel frattempo facesse un ordine  del
  giorno  contro  quel  disegno di legge o  quel  decreto  che  è  in
  discussione? Non si è mai verificato - tra l'altro, so  di  parlare
  ad orecchie sensibili - per esempio non si è mai verificato durante
  il periodo di presidenza dell'onorevole Beninati.
   Signor  Presidente,  invito lei e invito l'onorevole  Beninati  ad
  evitare   questo   corto  circuito  abbastanza  delicato   e   pure
  imbarazzante.

   LACCOTO,  presidente  della Commissione  e  relatore.   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  io  ribadisco intanto all'onorevole  Beninati  che  la
  Commissione  non  ha  pietito  nessun parere  all'assessore  ma  ha
  formulato una propria riscrittura dicendo chiaramente che le  linee
  guida   sono  quelle  per  poter  esprimere  parere  favorevole   -
  diversamente non avremmo dato parere favorevole -; per cui  abbiamo
  chiesto  all'assessore  di  pubblicare  il  decreto,  qualora   non
  condivida la nostra riscrittura, senza l'articolo 3. E' chiaro  che
  oggi  non  avrebbe senso fare un ordine del giorno di questo  tipo,
  come hanno ribadito i componenti della Commissione, e tra l'altro -
  lo  ha detto l'onorevole De Benedictis,  ma lo ribadisco anch'io  -
  se il decreto oggi è sospeso, lo è per una presa di posizione ferma
  e pubblica della Commissione che ha preso una posizione pure con un
  comunicato stampa sui giornali. Quindi, non vi è una prevaricazione
  della   Commissione,   non   ci  può  essere   una   prevaricazione
  dell'Assemblea  perché  la Commissione  ha  agito,  sin  dal  primo
  minuto, con determinazione sull'articolo 3 che riteneva non congruo
  rispetto  alle  richieste provenienti dal mondo  degli  specialisti
  convenzionati  e  rispetto all'apertura  di  nuove  frontiere,  che
  sicuramente noi abbiamo bloccato.
   Possiamo  essere sicuri che se l'emendamento non verrà secondo  la
  formulazione   accettata  dalla  Commissione,  noi  chiederemo   lo
  stralcio dell'articolo 3.

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, ritira l'emendamento?
   Con queste autorevoli rassicurazioni possiamo evitare un'eventuale
  bocciatura  che  potrebbe pregiudicare il cammino  del  disegno  di
  legge.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  sono  stato  frainteso,   il   mio
  intervento  era  totalmente il contrario di quello che  i  colleghi
  componenti  della Commissione forse hanno detto.  Era  proprio  nel
  senso  del  rispetto della Commissione, tenuto conto che oggi  sono
  stato  presente in VI Commissione e ho capito dai colleghi che  non
  vi era la certezza che l'articolo 3 venisse stralciato.
   Se il Presidente dichiara, come dice, e lo ribadisce il Presidente
  della   Regione,  che  se  l'articolo  3  non  é  condiviso   dalla
  Commissione - penso che questo sia lo spirito - e va avanti  invece
  così  come  sembra  stia andando avanti, a mio parere  è  un  fatto
  grave.
   Al  contrario, io sono a favore e ho rispetto della Commissione la
  quale, il più delle volte, quando interviene l'assessore Russo, non
  viene totalmente considerata; ricordo che era così pure quando  ero
  io presidente della Commissione e devo dire che continua così negli
  anni.
   Superato questo, con l'impegno a che l'articolo 3 sia esitato così
  come  vuole  la  Commissione, io sono a favore  della  Commissione,
  mentre  qui quasi sembrava che io fossi colui che voleva scavalcare
  la Commissione stessa.
   Non  mi  sarei  mai permesso né credo di avere la  titolarità  per
  farlo.
   Pertanto,  condivido l'ultima parte dell'intervento del presidente
  Laccoto  nel senso che l'articolo 3 non può che essere  quello  che
  verrà esitato dalla Commissione.
   Se  è  così,  sono perfettamente d'accordo e ritiro  l'ordine  del
  giorno.

   PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 562 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'ordine  del  giorno  numero  564,  dell'onorevole
  Vinciullo.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'ordine  del  giorno  numero  563,  dell'onorevole
  Vinciullo.

   DE BENEDICTIS. Dichiaro di apporvi la firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  signori  assessori,  onorevoli colleghi,  il  presente  ordine  del
  giorno - con piacere accolgo il fatto che l'onorevole De Benedictis
  ha  deciso  di  apporvi  la  firma -  non  fa  altro  che  chiedere
  l'applicazione  dell'articolo 14 della  legge  328  del  2000,  uno
  strumento  normativo volto a favorire la piena  integrazione  delle
  persone  diversamente abili  in tutti gli ambiti di  vita.  Cosa  è
  successo?
   L'articolo  14  è  stato  recepito, è  l'articolo  2  della  legge
  regionale  5;  ma  non  tutti i comuni sono riusciti,  ad  oggi,  a
  trovare   la   giusta  intesa  con  le  ASP  con  un  rimpallo   di
  responsabilità  fra aziende sanitarie provinciali e  alcuni  comuni
  che non intendono dare applicazione all'articolo 14.
   Questo  ordine  del  giorno si limita a  chiedere  al  Governo  di
  predisporre una circolare esplicativa - vincolante, sia  chiaro  -,
  in  maniera  tale  che  ognuna delle due parti  in  causa,  azienda
  sanitaria  di riferimento e comune di riferimento, possa  applicare
  in  maniera equa e nello stesso modo l'articolo 14 della legge  328
  in tutti i comuni della Sicilia.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Bufardeci,  Cappadona,
  Falcone  e  Colianni  hanno dichiarato di voler  apporre  la  firma
  all'ordine del giorno.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 563. Il parere  del
  Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 566, dell'onorevole D'Asero.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa   all'ordine  del  giorno  numero  567,  dell'onorevole
  Apprendi.
   Comunico  che  allo stesso hanno dichiarato di  voler  apporre  la
  firma  gli  onorevoli   Bufardeci, Digiacomo,  Vinciullo,  Laccoto,
  Colianni, Falcone, Gennuso, Cimino e Cappadona.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 567. Il parere  del
  Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E'  approvato)

    nn. 582 e altri/A (potenziamento rete regionale residenzialità
    per i soggetti fragili)

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
       «Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
        residenzialità per i soggetti fragili» (582-590-606/A)

   PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno   di   legge   nn.   582-590-606/A   «Riorganizzazione    e
  potenziamento della rete regionale di residenzialità per i soggetti
  fragili»
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,   Aricò,
  Barbagallo,  Beninati,  Bonomo,  Bufardeci,  Calanducci,  Campagna,
  Cappadona,  Caputo, Catalano, Cimino, Colianni, Corona,  Cracolici,
  Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, De Luca, Digiacomo,
  Di  Guardo,  Di Mauro, Dina, Donegani, Falcone, Faraone,  Federico,
  Ferrara,  Forzese,  Galvagno, Gennuso, Greco,  Gucciardi,  Laccoto,
  Leanza  Nicola,  Lentini,  Limoli,  Lo  Giudice,  Lombardo,   Lupo,
  Mancuso,   Marinello,  Marinese,  Marrocco,  Marziano,  Mattarella,
  Nicotra,  Oddo,  Panarello, Panepinto, Pantuso,  Pogliese,  Ragusa,
  Raia,   Rinaldi,  Savona,  Scilla,  Scoma,  Termine,   Torregrossa,
  Vinciullo.
   Si astiene: Picciolo.
   Sono in congedo: Cascio Salvatore, Di Benedetto, Mineo e Musotto.

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           68
   Votanti           67
   Maggioranza        34
   Favorevoli         66
   Astenuto             1

                         (L'Assemblea approva)

    Seguito della discussione del disegno di legge «Recepimento del
   decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche
   ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive
     modifiche ed integrazioni. Disciplina dei contratti pubblici
      relativi a lavori, servizi e forniture» (nn. 719-515-673/A)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno   di  legge  nn.  719-515-673/A  «Recepimento  del  decreto
  legislativo  12  aprile  2006, n. 163  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  e  del  D.P.R. 5 ottobre 2010, n.  207  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni.  Disciplina  dei  contratti   pubblici
  relativi a lavori, servizi e forniture», posto al n. 2).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  della Commissione.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta  numero  259  del  7
  giugno  2011  era  stato  approvato il  passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Come  tutti  ricorderete, alla legge di riforma del settore  degli
  appalti  era stato aggregato un emendamento che riguardava  riserve
  sul  Fondo per le autonomie, un emendamento complesso e articolato,
  con  molte  voci. Stamattina, la Commissione Bilancio ha deciso  di
  stralciare questo emendamento dalle norme sugli appalti e di  farne
  oggetto  di  un  disegno di legge autonomo che, essendo  stato  già
  approvato,  sarebbe  pronto per l'Aula e su cui  potremmo  lavorare
  anche  a  cominciare da domani. E' una variazione di  bilancio,  in
  sostanza.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  stamattina  ho  partecipato   alla
  Commissione  Bilancio  e c'è stata la volontà  unanime  proprio  su
  quello   che   diceva  lei,  circa  la  necessità   di   stralciare
  l'emendamento relativo alle riserve in favore degli enti  locali  e
  di  farlo  diventare  un disegno di legge autonomo,  una  specifica
  legge di settore.
   Auspicherei,  trattandosi  di  un  solo  articolo,   tra   l'altro
  condiviso  ampiamente dall'intera Commissione, ma direi dall'intero
  Parlamento, proprio perché incide sugli enti locali che devono fare
  al  più presto il bilancio - alcuni l'hanno fatto non tenendo conto
  o  confidando  anche  su questo emendamento, su  questo  intervento
  finanziario  che  reputo fondamentale per  tutti  gli  enti  locali
  siciliani - che si potesse domani stesso incardinare in Aula.
   Speravo  -  devo  dire  la verità - che si  facesse  un'inversione
  nell'ordine  dei  lavori, che si sospendesse il  disegno  di  legge
  sugli  appalti, con la disponibilità dell'assessore Pietro  Carmelo
  Russo, e si procedesse invece già stasera ad incardinare il singolo
  articolo  sugli  enti locali perchè ha riscontrato  l'unanimità  in
  Commissione Bilancio e potrebbe trovare la stessa ampia adesione in
  Aula. Detto questo, se però stasera non è possibile, chiedo che sia
  incardinato già domani.

   Alla  fine,  con un po' di buona volontà, questo emendamento,  che
  diventa  un  disegno di legge di un solo articolo, potrebbe  essere
  approvato  in una seduta, per poi riprendere immediatamente  e  con
  molta serenità  la discussione del disegno di legge sugli appalti.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa?

   RAGUSA. Su questo argomento.

   PRESIDENTE. Questo argomento non è iscritto all'ordine del  giorno
  della  presente seduta e, pertanto, come sapete, la Presidenza  non
  può fare un'inversione dell'ordine del giorno.
   La seduta di domani si aprirà con la discussione di questo disegno
  di  legge  anche perché, essendo stato approvato dalla  Commissione
  Bilancio stamattina, occorrono le quarantotto ore regolamentari per
  iscriverlo  all'ordine  del giorno; ma se c'è  l unanimità  bastano
  ventiquattro   ore.  Certamente  non  meno  di  ventiquattro   ore.
  Procediamo, quindi, con il disegno di legge di riordino del settore
  degli  appalti  fin  dove  si  può,  anche  perché  il  Governo  ha
  l'esigenza di approfondire alcune questioni.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


        Riprende l'esame del disegno di legge nn. 719-515-673/A

   PRESIDENTE. Si passa pertanto all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                Applicazione della normativa nazionale

   1.  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge   si   applica  nel  territorio  della  Regione  il   decreto
  legislativo  12 aprile 2006, n. 163, recante  Codice dei  contratti
  pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle
  direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE' e le sue successive modifiche ed
  integrazioni  ed  i  regolamenti in esso  richiamati  e  successive
  modifiche, ad eccezione dell'articolo 7, commi 8 e 9, dell'articolo
  84,  dell'articolo  127, comma 3, dell'articolo 128,  dell'articolo
  133,  comma 8 e dell'articolo 140, comma 2. In particolare,  a  far
  data  dalla sua entrata in vigore, si applica il D.P.R.  5  ottobre
  2010,  n.  207  e  le  successive modifiche  ed  integrazioni,  con
  esclusione   delle   parti  riferibili  alle  norme   del   decreto
  legislativo   163/2006 espressamente dichiarate non applicabili  in
  forza  della  presente  legge.  Entro  il  31  dicembre  2011,  con
  regolamento  adottato  ai  sensi  dell'articolo  12  dello  Statuto
  regionale,  saranno  definite  le modalità  di  applicazione  delle
  disposizioni di cui ai successivi articoli.

   2.  I  riferimenti al  Bollettino ufficiale della Regione' e  alla
   Gazzetta  ufficiale  della  Repubblica  italiana'  contenuti   nel
  decreto  legislativo  163/2006  devono  intendersi  riferiti   alla
   Gazzetta   ufficiale  della  Regione  siciliana';  nel   caso   di
  riferimenti ad organi ed istituzioni statali deve farsi riferimento
  ai corrispondenti organi ed istituzioni regionali.

   3.  Sono fatti salvi l'articolo 3 della legge regionale 21  agosto
  2007, n. 20, e l'articolo 7 della legge regionale 3 agosto 2010, n.
  16».

   Comunico che sono stati presentati, dagli onorevoli Fiorenza e  de
  Luca, gli emendamenti 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4.

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.5, che
  così recita:
   «Cassare  le parole, al comma 1,  dell'articolo 127,  comma  3   e
   dell'articolo 140, comma 2 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (E'approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                        Ambito di applicazione

   1. Le norme della presente legge si applicano:

   a)  all'Amministrazione  regionale,  alle  aziende  ed  agli  enti
  pubblici  da  essa dipendenti e/o comunque sottoposti a  vigilanza,
  agli enti locali territoriali e/o istituzionali e loro associazioni
  comunque  denominate  e consorzi, agli enti ed  aziende  da  questi
  dipendenti  e  comunque sottoposti a vigilanza, nonché  agli  altri
  organismi  di  diritto  pubblico e soggetti di  diritto  privato  a
  prevalente o intera partecipazione pubblica;

   b)  agli  altri  soggetti aggiudicatori individuati  dal  comma  1
  dell'articolo 32 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

   c)  agli  enti di culto e/o di formazione religiosa e/o agli  enti
  privati,  limitatamente  ai  lavori  per  i  quali  è  fruibile  un
  finanziamento pubblico, regionale o extra regionale, fermi restando
  gli   obblighi   di   rendicontazione  della  quota   pubblica   di
  finanziamento.  Gli enti di culto e/o di formazione  religiosa  e/o
  agli  enti  privati,  e gli enti sottoposti a  vigilanza  privi  di
  uffici  tecnici, per i lavori previsti al comma 1 dell'articolo  1,
  si  avvalgono,  per  le fasi di istruttoria,  di  aggiudicazione  e
  successive, degli enti locali territorialmente competenti».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli Fiorenza e De Luca: 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6;
   - dagli onorevoli Aricò, Marrocco, Currenti e Gentile: 2.1.

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti a mia firma 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 2.1. Ne do lettura:
   «Al  comma 1, lettera c) le parole  limitatamente ai lavori per  i
  quali  è  fruibile  un  finanziamento pubblico  regionale  o  extra
  regionale,  fermi  restando gli obblighi di  rendicontazione  della
  quota  pubblica  di finanziamento  sono sostituite dalle  seguenti:
   limitatamente   alle   opere  per  le   quali   è   prevista   una
  programmazione regionale di finanziamento ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
           Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
                relativi a lavori, servizi e forniture

   1.  L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici relativi  a
  lavori, servizi e forniture, di seguito denominata Autorità,  opera
  nel territorio della Regione.

   2.  L'Assessore regionale per le infrastrutture e  la  mobilità  è
  autorizzato a stipulare, previo parere della competente Commissione
  legislativa    dell'Assemblea   regionale    siciliana,    apposita
  convenzione con l'Autorità per la vigilanza sui contratti  pubblici
  di  lavori,  servizi e forniture per l'assolvimento, nel territorio
  della  Regione,  dei  compiti  e  delle  funzioni  cui  l'organo  è
  preposto.

   3.   I   proventi   dell'attività   sanzionatoria   dell'Autorità,
  effettuata  nel territorio della Regione, e concernenti  violazioni
  di  normativa regionale, salva l'eventuale detrazione di una  quota
  da  convenirsi nella convenzione di cui al comma 2, affluiscono  in
  entrata nel bilancio della Regione».

   Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Fiorenza  e  De
  Luca gli  emendamenti  3.1, 3.2, 3.3 e 3.4.

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.

            Istituzione del Dipartimento regionale tecnico

   l.  Nell'ambito dell'Assessorato regionale delle infrastrutture  e
  della mobilità è istituito il Dipartimento regionale tecnico.

   2.  La tabella 'A' di cui alla legge regionale 15 maggio 2000,  n.
  10  e successive modifiche ed integrazioni, è così modificata: dopo
  le  parole  'Assessorato  regionale delle  infrastrutture  e  della
  mobilità:  -  Dipartimento  regionale delle  infrastrutture,  della
  mobilità  e  dei trasporti.' sono aggiunte le parole  'Dipartimento
  regionale tecnico.'

   3. Il Dipartimento regionale tecnico svolge le seguenti attività:

   a)  svolge  i  servizi  di  cui al decreto  legislativo  163/20106
  allegato II A categoria 12 e, in particolare:

   1) esegue la progettazione, la direzione ed il collaudo dei lavori
  di competenza regionale;

   2)  cura gli adempimenti tecnici e controlli concernenti le  opere
  pubbliche di competenza regionale;

   3) verifica l'osservanza delle norme tecniche di costruzione nella
  fase  realizzativa delle opere, ai fini della sicurezza  statica  e
  funzionale dell'opera, e della verifica sismica;

   4)  fornisce consulenza tecnica agli enti locali della Regione  e,
  su loro richiesta e nel loro interesse svolge, a titolo oneroso,  i
  servizi di cui alla presente lettera;

   b)  redige  il prezzario unico regionale per le opere pubbliche  e
  coordina  la Commissione consultiva per la redazione del  prezzario
  unico regionale;

   c)  assicura  il  funzionamento della  Commissione  regionale  dei
  lavori pubblici;

   d)  esercita  le  attività  ispettive sui  lavori  su  motivata  e
  specifica   richiesta   degli   altri   rami   dell'Amministrazione
  regionale;

   e)  cura la raccolta delle informazioni relative all'intero  ciclo
  di  realizzazione  dei  contratti pubblici  di  lavori,  servizi  e
  forniture,  in particolare alla fase di programmazione, esperimento
  della   gara  di  appalto,  affidamento,  esecuzione,  collaudo   e
  gestione.  I  soggetti  di cui all'articolo 2  hanno  l'obbligo  di
  rapportarsi  esclusivamente al Dipartimento per la  raccolta  delle
  informazioni utili ai servizi informativi e statistici.

   4. Il Dipartimento svolge inoltre i seguenti compiti:

   a)  rileva  e  raccoglie  informazioni  e  dati  statistici  sulle
  modalità  di  esecuzione e sui risultati degli appalti  di  lavori,
  servizi  e  forniture,  sul  rispetto  delle  normative  statali  e
  regionali in materia e di quelle sulla sicurezza e sulla tutela del
  lavoro  nonché delle disposizioni vigenti in materia di subappalto,
  di  contrattazione collettiva e di prevenzione degli infortuni.  In
  particolare, oltre ad evidenziare, sulla base dei dati acquisiti ed
  elaborati,  scostamenti  del  costo  della  manodopera,  anche  con
  riferimento al costo desunto dai contratti collettivi nazionali  di
  lavoro   (CCNL)   di  comparto  sottoscritti  dalle  rappresentanze
  sindacali  comparativamente  più rappresentative  e  dagli  accordi
  territoriali  di riferimento, compresi quelli aziendali,  rientrano
  tra i compiti del Dipartimento le attività relative:

   1)  alla  gestione e all'aggiornamento dei dati contratti pubblici
  mediante la creazione di un archivio contenente l'anagrafica  delle
  stazioni appaltanti, delle imprese e degli altri soggetti coinvolti
  nello  svolgimento dell'appalto, i dati relativi all'impiego  della
  manodopera  ed alla tutela e sicurezza del lavoro, i dati  relativi
  all'intero ciclo dell'appalto;

   2)   all'elaborazione  dei  dati  acquisiti  ed  alla  conseguente
  redazione  di appositi rapporti statistici sull'andamento  e  sulle
  caratteristiche  della  spesa  pubblica  per  lavori,   servizi   e
  forniture;

   3)  alla  definizione  di standard uniformi  di  informazioni  sui
  contratti pubblici nella realizzazione del profilo del committente;

   4)   all'assolvimento,  attraverso  il  proprio  sito  web,  degli
  obblighi di pubblicità previsti dalle lettere g) e h) e dalle norme
  comunitarie e statali;

   b) attiva, gestisce ed aggiorna una banca dati per il monitoraggio
  dei  lavori,  dei servizi e delle forniture pubbliche eseguiti  nel
  territorio regionale;

   c)  promuove attività di indirizzo e regolazione, anche cooperando
  con  le  altre regioni e con i competenti organismi statali, nonché
  la  qualità  delle  procedure di appalto e la qualificazione  degli
  operatori pubblici e privati ad esse addetti attraverso:

   1)  l'elaborazione, in collaborazione con i soggetti  interessati,
  di   linee  guida  e  documenti  di  gara  nonché  altri  strumenti
  finalizzati   a   semplificare  e  uniformare  le   procedure   per
  l'affidamento e la gestione degli appalti;

   2)  l'elaborazione  e  la  proposta di  modifiche  ai  bandi  tipo
  adottati  dall'Assessore  regionale  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità, dipendenti anche da nuove disposizioni normative;

   3)  iniziative  utili  al rispetto dei termini  di  pagamento  dei
  corrispettivi  contrattuali, a garanzia della  regolare  esecuzione
  dei contratti pubblici;

   d)  realizza  studi e ricerche, organizza convegni,  acquisisce  e
  diffonde  documentazione tecnica e dati nonché  le  buone  pratiche
  delle  stazioni  appaltanti  e degli  operatori  del  settore,  ivi
  comprese quelle relative alla responsabilità sociale delle imprese;

   e)  assicura le attività necessarie per il funzionamento del  sito
  web, per la pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara;

   f)   espleta   attività   finalizzate   agli   approfondimenti   e
  all'uniformità  degli  indirizzi  interpretativi  in   materia   di
  contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;

   g)   provvede   alla  pubblicazione  informatica  del   Notiziario
  regionale  sugli appalti e le concessioni' includente le  forniture
  di  beni  e di servizi, per la messa a disposizione delle  stazioni
  appaltanti delle notizie utili in ordine alla normativa vigente  in
  materia,  alle  risultanze delle gare, alle dinamiche  dei  prezzi,
  alle problematiche procedurali presentatesi;

   h)  assembla ed elabora i dati in suo possesso anche con procedure
  statistiche  e li rende disponibili su reti informatiche  condivise
  dagli enti locali;

   i)  cura  la  vigilanza  ed il controllo  dei  contratti  pubblici
  promuovendo  le  opportune  iniziative, ivi  compreso  l'intervento
  ispettivo  anche  attraverso  le  competenti  strutture  regionali,
  qualora  sulla  base  delle risultanze comunque acquisite  emergano
  insufficienze,   ritardi,  anche  nell'espletamento   delle   gare,
  disservizi ed ogni altra anomalia;

   l)  trasmette annualmente alla competente Commissione  legislativa
  dell'Assemblea regionale siciliana una relazione sull'andamento del
  settore degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi;

   m)  concorre alla determinazione dei costi standardizzati per tipo
  di   lavoro,  servizio  e  fornitura  in  relazione  al  territorio
  regionale;

   n)  richiede  ai  soggetti  di  cui all'articolo  2,  nonché  agli
  operatori  economici  che  ne siano in possesso,  i  documenti,  le
  informazioni  e i chiarimenti relativamente ai contratti  pubblici.
  In  caso  di  omessa  o ritardata evasione della  richiesta,  senza
  giustificato   motivo,  il  Dipartimento  comunica  le   risultanze
  all'Autorità  per  la  vigilanza sui  contratti  pubblici,  a  fini
  sanzionatori.

   5. Le stazioni appaltanti e enti aggiudicatori o realizzatori sono
  tenuti  a  comunicare al Dipartimento, per i contratti  di  importo
  superiore  a  150.000  euro, secondo le modalità  rese  note  dallo
  stesso Dipartimento d'intesa con l'Autorità:

   a)  entro trenta giorni dalla data di aggiudicazione definitiva  o
  di  definizione  della procedura negoziata, i dati  concernenti  il
  contenuto  dei  bandi,  dei verbali di gara, i  soggetti  invitati,
  l'importo di aggiudicazione, il nominativo dell'affidatario  e  del
  progettista;

   b)  limitatamente ai settori ordinari, entro sessanta giorni dalla
  data  del loro compimento ed effettuazione, l'inizio, gli stati  di
  avanzamento   e  l'ultimazione  dei  lavori,  servizi,   forniture,
  l'effettuazione del collaudo e l'importo finale del lavoro. Per gli
  appalti  di  importo  inferiore  a  cinquecentomila  euro   non   è
  necessaria   la   comunicazione  dell'emissione  degli   stati   di
  avanzamento.  Le  norme  del presente comma  non  si  applicano  ai
  contratti di cui agli articoli 19, 20, 21 22, 23, 24, 25 e  26  del
  decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche e
  integrazioni,  per  i  quali  le stazioni  appaltanti  e  gli  enti
  aggiudicatori trasmettono al Dipartimento, entro il 31  gennaio  di
  ciascun  anno,  una  relazione  contenente  il  numero  e  i   dati
  essenziali   relativi   a   detti  contratti   affidati   nell'anno
  precedente,   secondo  le  modalità  rese  note  dal  Dipartimento,
  d'intesa con l'Autorità. Il soggetto che ometta, senza giustificato
  motivo,  di  fornire  i  dati  richiesti  è  sottoposto,  anche  su
  segnalazione  del  Dipartimento, con  provvedimento  dell'Autorità,
  alla  sanzione  amministrativa del pagamento di una  somma  fino  a
  25.822  euro.  La sanzione è elevata a 51.545 euro se sono  forniti
  dati non veritieri.

   6.  I soggetti di cui al comma 5 sono tenuti a rendere noti i dati
  di  cui  alle lettere a) e b) del medesimo comma 5, con le modalità
  previste,   rispettivamente,   dall'articolo   66,   comma   7,   e
  dall'articolo  122, comma 5, del decreto legislativo  n.  163/2006,
  per la pubblicità a mezzo stampa, a valere sui ribassi d'asta.

   7.  I dati di cui al comma 5, relativi ai lavori forniture di beni
  e  servizi  di  interesse regionale, provinciale e  comunale,  sono
  comunicati al Dipartimento che li trasmette all'Autorità.

   8.   Il   Dipartimento  esplica  le  funzioni  previste  ai  commi
  precedenti  anche per i contratti di forniture di beni, nonché  per
  gli appalti di servizi e nei settori esclusi, per importi superiori
  a 20.000 euro.

   9.  Costituiscono  articolazioni funzionali del  Dipartimento  gli
  uffici  provinciali  del  Genio civile e  l'Ufficio  regionale  per
  l'espletamento di gare d'appalto.

   10.  All'organizzazione conseguente alle disposizioni  di  cui  al
  presente  articolo si provvede ai sensi dell'articolo 11, comma  2,
  della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli Fiorenza e De Luca: dal 4.1 a 4.34;
   - dall'onorevole Cracolici: 4.6, 4.26;
   - dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 4.35;
   - dagli onorevoli Faraone, Panepinto, Raia e Marinello: 4.36.

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.6, a firma Cracolici. Ne do lettura:
   «Al  comma  3, lettera a), punto 4, sopprimere le seguenti  parole
   e,  su  loro  richiesta  e  nel loro interesse  svolge,  a  titolo
  oneroso, i servizi di cui alla presente lettera ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti  4.7, 4.8, 4.9, 4.10.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.11, a firma degli onorevoli Fiorenza  e
  De Luca. Ne do lettura:

   «Al comma 3, dopo la lettera e),  aggiungere le seguenti lettere:
   "f)  ai  sensi dell'articolo 8 della legge regionale  n.  28/62  e
  dell'art. 3 della legge regionale  n. 7/2002 e successive modifiche
  ed integrazioni, esercita le attività ispettive e di vigilanza, gli
  adempimenti  tecnici  ed  i  connessi  controlli  sulle  opere   di
  competenza dei vari dipartimenti regionali e su quelle di interesse
  degli  enti locali, dagli stessi programmate ed eseguite con  fondi
  del  bilancio  regionale  e/o  comunitari,  nonché  l'attività  dei
  controlli  di primo livello sulle opere a valere  PO FESR 2007/2013
  ed  altresì  gli  incarichi di supporto tecnico su altri  programmi
  comunitari".
   g)  l'attività di vigilanza di cui alla lettera f) è espletata sia
  in  forma  preventiva che in forma successiva.  In  particolare  la
  vigilanza  preventiva riguarderà, tra l'altro, la consulenza  e  la
  collaborazione con l'ufficio del RUP nel merito delle  approvazioni
  progettuali,delle  procedure  di  gara;  la  vigilanza   successiva
  riguarderà  tra  l'altro  la consulenza  e  la  collaborazione  con
  l'ufficio  del RUP in corso d'opera, nonché il visto tecnico  sugli
  atti  di contabilità finale. Per l'attività di vigilanza si applica
  quanto   previsto   nell'atto  di  indirizzo  dell'Assessore   alle
  Infrastrutture  ed  alla  Mobilità prot. n.  38369  del  21  aprile
  2011 ».

   Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti 4.12, 4.13, 4.14, 4.15, 4.16, 4.17,  4.18,
  4.19, 4.20, 4.21, 4.22, 4.23, 4.24 e 4.25.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 4.26, a firma dell'onorevole Cracolici.
  Ne do lettura:
   «Al  comma  5,  dopo  le parole  per i contratti   aggiungere   di
  lavori, beni, servizi e forniture ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti 4.27 e 4.28.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.29, degli onorevoli Fiorenza e De Luca.
  Ne do lettura:

   «Al comma 5, dopo la lettera b) aggiungere la seguente:
    c)  per  l'attività  di  vigilanza  si  applica  quanto  previsto
  nell'atto di indirizzo dell'Assessore alle infrastrutture  ed  alla
  mobilità,  prot. n. 38369 del 21 aprile 2011 che prevede l'uso  del
  check-list interattiva che tutti gli enti appaltanti sono obbligati
  ad aggiornare in tempo reale ».
   Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor Presidente, ringrazio per l'apprezzamento,  ma  è
  improprio   richiamare   in   una   norma   di   legge    direttiva
  assessoriale'; è un problema di  tecnica legislativa  e  quindi  va
  inserito in atti di indirizzo.

   PRESIDENTE. Mi pare di capire che c'é un invito al ritiro da parte
  dell'onorevole De Luca.

   DE  LUCA.  Possiamo cassare la sua direttiva, ma la  sostanza  non
  cambia.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Manca l'oggetto.
   Mi  permetto  sommessamente di suggerire la  sostituzione  con  un
  ordine del giorno.

   DE LUCA. Non ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Con  il   parere  contrario  del  Governo,  pongo  in
  votazione l'emendamento 4.29.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti 4.30, 4.31, 4.32, 4.33 e 4.34.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.35, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, assessore, si tratta  di  un  tema
  delicato.
   Noi  abbiamo fatto un'operazione in Commissione Bilancio, che  poi
  la  Commissione di merito ha fatto propria, e abbiamo compensato la
  costituzione    del   Dipartimento   tecnico   con    l'abrogazione
  dell'Osservatorio regionale dei lavori pubblici;  ciò  al  fine  di
  rendere compatibile finanziariamente e dare copertura al testo.  Da
  un    successivo   approfondimento,   però,   ho   verificato   che
  l'Osservatorio regionale dei lavori pubblici intanto era un Ufficio
  speciale e, quindi, col Dipartimento c'entra per così dire come   i
  cavoli a merenda . Ma, cosa più importante, assessore, vediamo come
  e  se  è  possibile  trovare una soluzione,  ha  compiti  demandati
  dall'Osservatorio nazionale dei lavori pubblici.
   Oltretutto, ci sono pure fatti finanziari connessi alle  attività,
  in  quanto  una parte delle attività dell'Osservatorio regionale  è
  finanziata dallo Stato per le attività che sono proprie a  servizio
  dell'Osservatorio  nazionale. Quindi, la cancellazione,  di  fatto,
  dell'Osservatorio  fa  venire meno un compito  istituzionale  della
  Regione  e,  come  sappiamo, l'Osservatorio  nazionale  dei  lavori
  pubblici  si  avvale di quelli regionali per alcune competenze  che
  sono in capo allo Stato.
   C'è,  oltretutto, un protocollo d'intesa sottoscritto tra Stato  e
  Regione  sulla funzionalità dell'Osservatorio. Sollevo il  problema
  perché si pone una questione delicata.
   Non vorrei che, per un fatto meramente finanziario che riguarda la
  copertura di una modalità della legge, cancellassimo un Ufficio che
  ha  compiti precisi, assegnati da legge regionale e da legge  dello
  Stato. Su questo, prima di votare in un senso o in un altro, chiedo
  all'assessore,   visto   che   si   appresta   a   richiedere    un
  approfondimento  di  qualche giorno  o  di  qualche  ora  su  altri
  emendamenti, un approfondimento tecnico per evitare di  fare  danni
  nel coordinamento della norma.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome l'emendamento necessita di
  copertura finanziaria è stato trasferito alla Commissione  Bilancio
  che si esprimerà domani.
   Gli  emendamenti 4.35 e 4.36 sono accantonati per essere esaminati
  dopo  che  la  Commissione  Bilancio avrà  espresso  il  parere  di
  competenza.  Di  conseguenza,  il voto  sull'articolo  4,  compreso
  quello sui due emendamenti, verrà dato nella seduta successiva.
   Pertanto,  l'articolo 4 è accantonato unitamente agli  emendamenti
  4.35 e 4.36.

   BENINATI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con  spirito
  costruttivo  condivido quasi tutto quello che ha detto  l'onorevole
  Cracolici  perché, in effetti, esiste il problema  di  una  anomala
  sistemazione tra il Dipartimento e l'Osservatorio.
   L'Osservatorio, prima dell'istituzione del nuovo Dipartimento, che
  è  l'Ispettorato,  in effetti aveva competenze che  in  parte  oggi
  abbiamo  dato  all'Ispettorato. Quindi andrebbe  legato  meglio  il
  collegato dell'ispettorato dei lavori pubblici, così come istituito
  da  questo  articolo  4, con l'Osservatorio  che  certamente  è  un
  ufficio  speciale,  come ha detto l'onorevole  Cracolici,  ma  deve
  essere collegato meglio con l'articolato.
   Credo  che  sia giusta questa osservazione e che il Governo  debba
  riflettere un attimo.
   Aggiungo con l'occasione che, tenuto conto che le sedi periferiche
  del Dipartimento istituendo con l'articolo 4 sono i Geni civili, va
  attenzionato  pure il comma 9, posto che gli uffici  che  fanno  le
  gare  di appalto, gli UREGA, sono uno regionale e nove provinciali,
  forse  è opportuno attenzionare anche qui che sono tutti gli uffici
  perché,   così   come   è  scritto,  sembrerebbe   trattarsi   solo
  dell'ufficio   regionale,  mentre  gli   uffici   provinciali   non
  andrebbero sotto le competenze dell'Ispettorato.
   Ripeto,  al  comma 9  costituiscono articolazioni  funzionali  del
  Dipartimento gli uffici provinciali del Genio civile  è corretto  e
  l'ufficio  regionale per l'espletamento delle  gare   di  appalto ;
  sembrerebbe solo l'ufficio regionale.
   Assessore, so che lei vuole intendere gli uffici provinciali degli
  UREGA.  Se  è  così,  faccio osservare che  è  opportuno  chiarire:
  ufficio regionale e uffici provinciali.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Per quanto riguarda l'emendamento 4.35, io sono pronto  a
  rispondere nel merito, nel senso che per quanto riguarda i rapporti
  con  lo Stato, quale sia l'articolazione organizzativa interna  che
  svolge  le  funzioni,  la  Regione lo può stabilire  motu  proprio.
  Tuttavia  a  livello generale, sono personalmente favorevole,  come
  assessore   alle  infrastrutture  e  così  l'intero   Governo,   al
  mantenimento  di una struttura che svolga attività  tipiche  di  un
  Osservatorio  e  che  sia  scissa dall'articolazione  organizzativa
  amministrativa   burocratica  ordinaria.  Quindi,   sui   contenuti
  dell'emendamento  4.35,  nel  merito  sono  nelle   condizioni   di
  esprimere già, a nome del Governo, parere favorevole.
   L'unico  vincolo che rimane è quello della copertura  finanziaria;
  quindi,  qualora  venga individuata la copertura  finanziaria,  per
  quanto riguarda il Governo il parere è già favorevole.
   Mi   pare   di   avere  risposto,  sotto  questo  profilo,   anche
  all'onorevole Beninati.
   Per  quanto riguarda la dizione utilizzata nel comma 9, gli  UREGA
  si  distinguono  in sezione regionale e sezioni provinciali.  Però,
  posto  che  c'é   un margine di dubbio, è chiaro  che  in  sede  di
  coordinamento è possibile utilizzare il plurale e scrivere   uffici
  regionali , così togliamo ogni spazio interpretativo.
   La ringrazio per la segnalazione, onorevole Beninati.
   Onorevole  Cracolici, posto che sul merito ho  detto  già  che  va
  bene,  suggerisco  -  e  domani sarà  il  caso  di  affrontarlo  in
  Commissione  Bilancio  -  che  la  dipendenza  funzionale   rimanga
  all'Assessorato.

   PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,
  fermo  restando che sono d'accordo con quanto detto poc'anzi  sulle
  funzioni  dell'Osservatorio e dell'UREGA, volevo sottolineare,  per
  quanto  riguarda l'emendamento 4.36, visto che ci deve  essere  una
  rivisitazione,  che è l'Osservatorio regionale e  non  l'UREGA  che
  deve  rendere  attuativo l'inserimento obbligatorio  nei  bandi  di
  appalti dei lavori pubblici gli adempimenti di cui all'articolo 3.
   L'UREGA  non è tenuto a inserire ciò nei bandi perché  non  è  sua
  funzione.
   Prego  il  Presidente e l'assessore di tenerne conto  poiché  pure
  l'emendamento  4.36  andrebbe rivisto  anche  in  questa  funzione;
  ripeto,  l'UREGA non ha funzione di questo tipo, non   deve  essere
  l'UREGA a dire cosa deve essere inserito in un bando, bensì la gara
  viene   espletata  dall'UREGA  e  l'Osservatorio  deve   avere   la
  possibilità  di osservare e di inserire nei bandi tipo  quelle  che
  sono le realtà operative.
   Pertanto,  prego  l'assessore di tenerlo in  considerazione  e  di
  valutare quanto ho detto.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.

             Conferenza di servizi - Pareri sui progetti.
               Commissione regionale dei lavori pubblici

   1. Per tutti i livelli di progettazione dei lavori pubblici il cui
  importo complessivo sia inferiore o uguale alla soglia comunitaria,
  il  responsabile del procedimento convoca una Conferenza di servizi
  con  le modalità e l'osservanza delle procedure di cui all'articolo
  4 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, per l'acquisizione, in
  riferimento  al  livello  di progettazione,  di  tutte  le  intese,
  pareri,  concessioni, autorizzazioni, licenze, nullaosta e  assensi
  comunque denominati, necessari alla realizzazione dei lavori ed  il
  suo  parere sostituisce, a tutti gli effetti, qualsiasi altro esame
  o  parere  di amministrazioni o di organi consultivi monocratici  o
  collegiali  ed  uffici regionali in materia di opere pubbliche.  Ai
  lavori  della  Conferenza  di  servizi  partecipano  i  progettisti
  dell'opera.

   2.  Qualora  alla Conferenza di servizi, convocata ai sensi  della
  legge  7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni,
  il  rappresentante  di  un'amministrazione invitata  sia  risultato
  assente,  la  Conferenza è riconvocata per una sola volta,  tra  il
  decimo ed il quindicesimo giorno dalla prima convocazione, e decide
  prescindendo  dalla  presenza della totalità delle  amministrazioni
  invitate.

   3.  Per  tutti  i  lavori pubblici il cui importo complessivo  sia
  inferiore  o uguale alla soglia comunitaria, il parere tecnico  sui
  progetti è espresso dal responsabile del procedimento.

   4.  I  pareri  sui progetti di importo complessivo superiore  alla
  soglia  comunitaria e fino a tre volte il valore  di  tale  soglia,
  vengono  resi,  quale  che sia il livello di  progettazione,  dalla
  Conferenza  speciale di servizi che è convocata, con le modalità  e
  l'osservanza delle procedure ai sensi della legge 7 agosto 1990,  n
  241  e  successive modifiche, dall'ingegnere capo del Genio  civile
  competente  per  territorio, sulla base del  progetto  delle  opere
  inviato  dal responsabile del procedimento. Il voto del presidente,
  in  caso  di parità, determina la maggioranza. Si intende ingegnere
  capo  del  Genio  civile  competente per  territorio  quello  della
  provincia  in  cui  ricade l'opera o la maggiore  estensione  della
  stessa.

   5. La Conferenza speciale di servizi acquisisce, in riferimento al
  livello  di  progettazione, tutte le intese,  pareri,  concessioni,
  autorizzazioni,  licenze, nullaosta e assensi comunque  denominati,
  necessari   alla  realizzazione  dei  lavori  ed  il   suo   parere
  sostituisce, a tutti gli effetti, qualsiasi altro esame o parere di
  amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali  ed
  uffici regionali in materia di lavori pubblici.

   6.  Il  parere  favorevole della Conferenza  speciale  di  servizi
  costituisce approvazione in linea tecnica del progetto.

   7. Ai lavori della Conferenza speciale di servizi partecipano:

   a) l'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio, in
  qualità di presidente;

   b) il responsabile del procedimento;

   c)  i  responsabili degli uffici degli enti pubblici  e/o  privati
  delegati per legge ad esprimere pareri di competenza, in qualità di
  componenti;

   d) un dirigente dell'ufficio del Genio civile.

   8.  Le funzioni di segretario della Conferenza speciale di servizi
  sono svolte da un dirigente dell'ufficio del Genio civile.

   9.  L'ingegnere  capo del Genio civile competente per  territorio,
  qualora  ne ravvisi la necessità, può avvalersi di non più  di  due
  consulenti, dei quali uno con professionalità tecnica e l'altro con
  competenze giuridico-economiche scelti tra liberi professionisti di
  comprovata esperienza o docenti universitari.

   10.  Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture  e
  la  mobilità sono determinate le modalità per le spese generali per
  il   funzionamento,  per  i  partecipanti  ed  i  consulenti  della
  Conferenza speciale di servizi.

   11.  Ai  lavori della Conferenza speciale di servizi  partecipano,
  altresì,   per  l'acquisizione  degli  assensi  di  competenza,   i
  responsabili  di enti e/o società private proprietari  di  immobili
  e/o infrastrutture interessati dalla realizzazione degli interventi
  previsti in progetto.

   12.   I  pareri  sui  progetti,  quale  che  sia  il  livello   di
  progettazione,  di  importo  superiore  a  tre  volte   la   soglia
  comunitaria,  sono  resi  dalla Commissione  regionale  dei  lavori
  pubblici,  di  seguito denominata Commissione regionale,  istituita
  quale  organo  tecnico  consultivo della  Regione.  La  Commissione
  regionale esprime anche il parere nei casi di appalto-concorso.

   13. La Commissione regionale svolge attività di consulenza tecnica
  per  la  Regione  e, per consulenze di particolare complessità,  su
  richiesta degli altri enti di cui all'articolo 2. Rilascia  altresì
  i  pareri  consultivi previsti in capo al Consiglio  superiore  dei
  lavori  pubblici  in materia di acque pubbliche, di  cui  al  testo
  unico  approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775  e  di
  opere idrauliche. Per la predetta attività la Commissione regionale
  è  integrata senza ulteriori oneri per il bilancio regionale da  un
  dirigente regionale con comprovata esperienza in materia di  acque,
  nominato con le modalità di cui al comma 20.

   14. Al fine della semplificazione dei procedimenti di valutazione,
  di  autorizzazione  e di finanziamento per l'esecuzione  di  lavori
  pubblici di cui al comma 12, il responsabile del procedimento, o il
  soggetto  privato attuatore di interventi, richiede la convocazione
  della  Commissione  regionale,  alla  quale  partecipano  tutti   i
  soggetti  competenti  al rilascio di intese,  pareri,  concessioni,
  autorizzazioni, licenze, nulla osta ed assensi comunque  denominati
  previsti  dalla  normativa  vigente,  nonché  il  responsabile  del
  procedimento.

   15. Il parere della Commissione regionale sostituisce, a tutti gli
  effetti,  qualsiasi  altro esame o parere di amministrazioni  o  di
  organi consultivi monocratici o collegiali e di uffici regionali in
  materia di lavori pubblici.

   16.  La Commissione regionale assume i provvedimenti di competenza
  con  l'osservanza delle procedure di cui di cui alla legge 7 agosto
  1990,  n  241 e successive modifiche ed integrazioni. Il  voto  del
  presidente   della  Commissione  regionale,  in  caso  di   parità,
  determina la maggioranza.

   17. La Commissione regionale è composta dal dirigente generale del
  Dipartimento   regionale  tecnico  che  assume   la   funzione   di
  presidente,  dal  dirigente  generale  del  Dipartimento  regionale
  dell'ambiente,  dal  dirigente generale del Dipartimento  regionale
  dell'urbanistica,    dall'avvocato    generale    della    Regione,
  dall'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio e da
  cinque   consulenti   tecnico-giuridici   nominati   dall'Assessore
  regionale per le infrastrutture e la mobilità.

   18.  Al  presidente della Commissione regionale  è  attribuito  il
  potere  di  convocazione della stessa con le modalità di  cui  alla
  legge 7 agosto 1990, n 241 e successive modifiche ed integrazioni.

   19.  Le  funzioni di segretario della Commissione  regionale  sono
  svolte  da  un  dirigente con qualifica tecnica,  del  Dipartimento
  regionale  delle  infrastrutture, della mobilità e  dei  trasporti,
  nominato dal presidente della Commissione regionale.

   20.  Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture  e
  la  mobilità sono determinate le modalità per le spese generali per
  il funzionamento relativamente ai componenti ed ai consulenti della
  Commissione regionale.

   21.  Per  il funzionamento della Commissione regionale dei  lavori
  pubblici  si  applicano  le procedure previste  per  la  Conferenza
  speciale di servizi.

   22.  Nel  caso di interventi sottoposti a procedura di valutazione
  di  impatto  ambientale  o a procedura di incidenza  in  attuazione
  dell'articolo  4  della direttiva 85/337/CEE del Consiglio  del  27
  giugno  1985, partecipa alla Conferenza speciale o alla Commissione
  regionale  l'autorità  competente  in  materia  di  valutazione  di
  impatto  ambientale ai sensi dell'articolo 91 della legge regionale
  3 maggio 2001, n. 6».

   Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Buzzanca  e
  Pogliese l'emendamento 5.1, soppressivo dell'intero articolo 5.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

    DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole Fiorenza,  dichiaro  di
   ritirare gli emendamenti 5.2 e 5.3.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.5, a firma dell'onorevole Caronia.

   CARONIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti 5.4, 5.6 e 5.8.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Ritiro l'emendamento 5.7.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 5.9, a firma dell'onorevole Caronia.  Ne
  do lettura:
   «Sostituire il comma 3 con il seguente:
    3.  Per  tutti i livelli di progettazione dei lavori pubblici  il
  cui   importo  complessivo  sia  superiore  o  uguale  alla  soglia
  comunitaria,   il   responsabile  del  procedimento   convoca   una
  Conferenza  di  servizi  con  le  modalità  e  l'osservanza   delle
  procedure  di  cui  all'articolo 4 della legge regionale  5  aprile
  2011,  n.  5,  per  l'acquisizione, in riferimento  al  livello  di
  progettazione,   di   tutte   le   intese,   pareri,   concessioni,
  autorizzazioni,  licenze, nullaosta e assensi comunque  denominati,
  necessari   alla  realizzazione  dei  lavori  ed  il   suo   parere
  sostituisce, a tutti gli effetti, qualsiasi altro esame o parere di
  amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali  ed
  uffici  regionali in materia di opere pubbliche.  Ai  lavori  della
  Conferenza di servizi partecipano i progettisti dell'opera ».

   CARONIA. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi,  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli
  Fiorenza e De Luca  l'emendamento 5.10:
   «Sostituire il comma 3 con il seguente:
   "3.  Per  tutti  i lavori pubblici il cui importo complessivo  sia
  inferiore  o uguale alla soglia comunitaria, il parere tecnico  sui
  progetti,  da  rendere contestualmente alla valutazione  presuntiva
  delle  spese  tecniche,  è  espresso  dal  Responsabile  unico  del
  procedimento  che  può avvalersi della consulenza del  Dipartimento
  regionale tecnico. Il responsabile del procedimento deve essere  un
  tecnico  in  possesso  di  titolo di studio  adeguato  alla  natura
  dell'intervento da realizzare e di abilitazione all'esercizio della
  professione.  Nei  casi  in cui non necessita  l'abilitazione  alla
  professione   il   responsabile   del   procedimento   deve   avere
  un'anzianità in ruolo non inferiore a 5 anni ».

   DE LUCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
  tocca  un  aspetto  delicato  che riguarda  l'organizzazione  degli
  uffici tecnici comunali, ma soprattutto dei responsabili unici  del
  procedimento.  Ci  troviamo spesso, in molte realtà,  ad  avere  un
  responsabile unico del procedimento che purtroppo non ha titoli. In
  genere, i comuni sono per la maggior parte forniti - soprattutto  i
  comuni  di  piccole dimensioni - del classico geometra  che,  negli
  anni,  ha  assunto il ruolo di capo area. Da questo punto di  vista
  cominciano  ad  emergere  degli  orientamenti  da  parte  dei  vari
  Assessorati  sui  titoli che deve avere il responsabile  unico  del
  procedimento (RUP) che approva un progetto e, cioè, anche  riguardo
  alla  tipologia del progetto, se il RUP in effetti ha o meno titolo
  specifico.
   Delle due l'una: o noi verifichiamo questa figura nel senso che le
  diamo  una  disciplina  più puntuale e di  conseguenza,  quando  si
  tratta  di approvare progetti che richiedono un titolo specifico  o
  una   abilitazione  o  anche  la  necessità  di  supporti  esterni,
  introduciamo  una  disciplina, e questa  può  essere  una  ipotesi;
  oppure  ci  ritroveremo ancora nella situazione di  avere  funzioni
  svolte da RUP che, per carità, fanno quello che possono fare, anche
  perchè  i comuni - ripeto, soprattutto quelli piccoli - si prestano
  fra  di loro questo personale per cercare di sopperire alla carenza
  di  personale, però non mettiamo le amministrazioni comunali  nella
  condizione   di   avere   poi  dei  pareri   che,   rispetto   alla
  considerazione  dei  vari interlocutori, rischiano  di  non  essere
  ritenuti  compatibili  con il progetto  che  è  stato  esaminato  e
  approvato.
   Noi  abbiamo segnalato un'ipotesi sollevando intanto il  problema,
  assessore, che riguarda la maggior parte dei piccoli comuni.
   Riteniamo,  pertanto,  che una soluzione debba  essere  trovata  e
  questo  emendamento  ne  suggerisce  una.  Naturalmente  lei  potrà
  valutare  se  questa  può essere una soluzione  compatibile  ovvero
  trovare  un'altra soluzione che sia realmente di supporto al  ruolo
  delicato  del  responsabile unico del procedimento  che  spesso  si
  ritrova  ad esaminare dei progetti o delle situazioni per le  quali
  non  ha  né  titolo  specifico  né,  probabilmente,  la  competenza
  specifica  se  non quella di avere fatto la classica  carriera,  in
  questi  comuni,  di ritrovarsi ad essere responsabile  di  area  e,
  quindi, anche RUP come conseguenza di tale attività.

                  Presidenza del Vice Presidente Oddo

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.10. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.   Onorevole   De  Luca,  richiamo   la   sua   attenzione
  sull'articolo  4, comma 4, che affronta questo problema  nel  senso
  che il Dipartimento tecnico fornisce attività di supporto agli enti
  locali  della  Regione  siciliana e svolge, su  loro  richiesta,  i
  servizi di cui alla presenta lettera.

   DE LUCA. Non mi pare che ci sia questo specifico.

   PRESIDENTE. L'emendamento 5.10 è accantonato.

   DE  LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti dal 5.11 al 5.21.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CRACOLICI. Ritiro l'emendamento 5.19.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.22, degli onorevoli Fiorenza e De Luca.
  Ne do lettura:

   «Sostituire il comma 9 con il seguente:
    9.  L'ingegnere capo del Genio civile competente per  territorio,
  si  avvale  del  supporto tecnico-giuridico dei  competenti  Uffici
  Regionali  ovvero,  nei casi di accertata e dichiarata  carenza  di
  adeguata professionalità tra il personale dei suddetti uffici,  può
  avvalersi di non più di due consulenti tecnico-giuridici scelti tra
  liberi   professionisti   di  comprovata   esperienza   o   docenti
  universitari »

   DE LUCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  comma  9
  dell'articolo  5  prevede che l'ingegnere  capo  del  Genio  civile
  competente  per  territorio, qualora ne ravvisi la  necessità,  può
  avvalersi  di  non  più  di  due  consulenti,  dei  quali  uno  con
  professionalità   tecnica,   l'altro  con   competenze   giuridico-
  economiche,   scelti  tra  liberi   professionisti  di   comprovata
  esperienza  o docenti universitari. Questo per quanto  riguarda  la
  Conferenza speciale dei servizi.
   Francamente,  non  ritengo opportuno che  si  dia  la  possibilità
  all'ingegnere  capo,  con  tutto il  rispetto,  di  scegliersi  dei
  consulenti   per  ogni  Conferenza  speciale  dei  servizi,   ossia
  consulenze  esterne. In tal senso ho presentato un emendamento  per
  proporre una soluzione anche a lei, assessore Armao, con la massima
  disponibilità, perché oggi voglio essere collaborativo.
   Il  nostro  emendamento viene riformulato perché può essere  anche
  indispensabile  la  presenza  di una  figura  che  dia  un  proprio
  supporto  specialistico  in  una Conferenza  speciale  dei  servizi
  poiché  sappiamo bene che si tratta di lavori superiori a circa   5
  milioni e mezzo.
   Abbiamo  previsto questo emendamento:  L'ingegnere capo del  Genio
  civile  e competente per territorio si avvale del supporto tecnico-
  giuridico  dei competenti uffici regionali - intanto - ovvero,  nei
  casi  di accertata e dichiarata carenza di adeguata professionalità
  tra  il personale dei suddetti uffici, può avvalersi di non più  di
  due consulenti, eccetera  .
   Assessore,  essendo noi anche amministratori di  enti  locali,  ci
  rendiamo  conto  di alcune problematiche e del fatto  che  potrebbe
  essere utile una consulenza. Però, riteniamo che in via prioritaria
  gli  uffici  del Genio civile debbano rivolgersi alla  Regione  per
  trovare la disponibilità di quella specifica figura che sicuramente
  potrà esserci, evitando il ricorso ai consulenti esterni, anche  se
  ormai questa è diventata una moda quotidiana.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  sono  convinto  che  lo  spirito che  ha  animato  questo  percorso
  legislativo sia quello della semplificazione, cioè fare in modo che
  si  possa  raggiungere presto il risultato; ce lo chiede  il  mondo
  dell'ANCI.
   Oggi, come si é visto, vi è stata una presa di posizione forte  da
  parte  dell'ANCI  che suggerisce all'Assemblea, ma  soprattutto  al
  Governo, di fare bene e fare presto.
   A  me è dispiaciuto molto che l'articolo 5 non sia stato soppresso
  perché,  di fatto, introduce un sistema di valutazione dei progetti
  che è difforme dal decreto legge 163 del 2006 in quanto demanda  la
  competenza delle procedure, per un certo importo, non più  al  RUP,
  ma ad un ufficio sovraordinato. Ci complichiamo la vita, assessore,
  e  per  di  più  dobbiamo  fare  ricorso  a  consulenti  dei  quali
  avvalersi, che sono consulenti dei quali si avvale il Genio civile.
   Assessore,   penso  che  dovremmo  cercare  di   snellire   questa
  procedura,  dovremmo  cercare di raggiungere il  risultato  che  ci
  chiede  questo  grande  e  variegato mondo che  certamente  abbiamo
  l'obbligo  di guardare con attenzione, anche se riteniamo  che  gli
  organismi  di  valutazione  devono  essere  severi,  devono  essere
  giusti, ma devono disporre di strumenti che siano certi.
   Non  avendo  soppresso  l'articolo  5,  ritengo  che  ci  si  stia
  allontanando  dal decreto 163 del 2006. Adesso introduciamo  questi
  consulenti che vengono scelti al di fuori della struttura e possono
  essere    professori    universitari,   possono    essere    liberi
  professionisti.
   Personalmente, ritengo che questo non sia in sintonia con la legge
  alla quale ci stiamo ispirando, fermo restando che è chiaro che  il
  nostro percorso legislativo deve essere autonomo.
   Ma questo articolo certamente rallenterà il percorso e non gioverà
  la trasparenza.
   Allora  bisogna  ripensare questo percorso,  magari  cercando  nel
  corso  dell'iter  qui  in  Aula  di aggiustare  ciò  che  viene  da
  aggiustare   poiché  il  Popolo  della  Libertà,  l'ho   dichiarato
  stamattina, ha interesse a fare presto, ha interesse ad  approvare,
  a   dimostrare  -  anche  in  Commissione  -  di  volere   prestare
  particolare attenzione alla riforma di questa legge.
   Però, è fin troppo evidente che non possiamo appesantire ancora di
  più il provvedimento.
   Pertanto,  assessore,  la  invito ad esprimere  parere  favorevole
  all'emendamento dell'onorevole De Luca che, tutto sommato, corregge
  un percorso che, per come è stato avviato, secondo me, per quel che
  riguarda questo specifico articolo, è nato male.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  personalmente
  purtroppo non posso che essere consequenziale con quanto  ho  fatto
  in  passato, con una norma che ha introdotto i consulenti  per  gli
  ingegneri  capo  per l'approvazione dei progetti  sopra  la  soglia
  comunitaria e, purtroppo, quindi devo condividere la posizione  del
  Governo  che in Commissione - quando mi sono trovato quel giorno  a
  essere presente - aveva effettivamente ridotto le consulenze.
   Forse   molti  non  ricordano oppure non lo  sanno,  ma  oggi  gli
  ingegneri  capi dei comuni possono avvalersi di cinque  consulenze.
  Vedete,  non è sbagliato avvalersi delle consulenze perché  i  Geni
  civili   o gli uffici della Regione, il più delle volte, su  alcune
  competenze  in  effetti  -  e non lo dico  per  cattiveria  -  sono
  carenti,  non  hanno  molti  dipendenti  amministrativi  nei   loro
  organici,  quasi tutti sono tecnici, tranne chi il più delle  volte
  ha curato, o curava, prima le procedure di gare.
   Per il resto sono quasi tutti tecnici.
   E'  anche vero che su determinati e continui cambiamenti di norme,
  e  mi riferisco agli impianti elettrici, ai problemi geotecnici,  a
  tutta una serie di competenze che oggi sono di settore - non  è  un
  non  volere  riconoscere ai Geni civili questa competenza  -  molte
  volte l'ingegnere capo può anche non avere queste competenze presso
  i suoi uffici. Per cui, di chi deve avvalersi?
   Ecco perché condivido lo spirito di ridurre da 5, quante oggi sono
  queste competenze, a due.
   Penso, però, che sotto questo numero non rendiamo un buon servizio
  nel  non  dare  tale  facoltà.  Infatti,  non  è  che  l'ufficio  o
  l'ingegnere capo del Genio civile sia felice di esitare i  progetti
  con assunzione di responsabilità; non lo è per niente, il più delle
  volte ha bisogno di un minimo conforto.
   Pertanto credo che nulla tolga se almeno una di queste due  figure
  tecnico-amministrative sia un amministrativo, non  c'è  dubbio  che
  così  deve  avere - cosa che non c'è in buona parte delle strutture
  dei  Geni civili -  tanto più se poi l'ufficio presenta carenza  di
  competenze tecniche. Cosa  che può capitare per quello che ho detto
  prima, come per gli impianti elettrici e per l'impiantistica,  dove
  non  mi  risulta  che presso gli uffici del Genio civile  ci  siano
  dipendenti che curano questo settore.
   Credo  che  sia  giusto  che  questa  scrittura  resti  così  come
  formalizzata  dal Governo, che ha già ridotto da cinque  a  due  il
  minimo  indispensabile per disporre della competenza  specifica  di
  qualche esterno che ne sa di più di qualche altro.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Cracolici,  gli uffici mi segnalano  l'indispensabilità
  dell'emendamento 5.19, in precedenza da lei  ritirato.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, ho chiesto di parlare  proprio
  per questo motivo.

   PRESIDENTE. Procediamo con l'emendamento 5.22.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, intervengo a  proposito  degli
  emendamenti 5.22  e 5.19 e della materia che quest'ultimo tratta  e
  colgo  l'occasione  per  fare  un  unico  intervento  sperando  che
  l'assessore mi possa ascoltare.
   Assessore,    l'emendamento   5.19   che   è   stato    affrontato
  precedentemente introduceva, anche per la Conferenza  speciale  dei
  servizi,  la partecipazione dei progettisti che nel testo  in  Aula
  non  è  contemplata. Credo che questo vada fatto, se non altro  per
  uniformarlo  con quanto prevede il comma 1, che per  la  Conferenza
  dei servizi sotto soglia prevede la partecipazione dei progettisti.
   Forse,  e qui lo chiedo agli uffici, in sede di coordinamento  del
  testo  si  potrebbe uniformare il concetto e, quindi, i progettisti
  dell'opera  partecipano alle conferenze dei servizi e, come  è  già
  previsto  alla fine del comma 1, introdurlo alla fine del comma  7,
  come prevedeva l'emendamento 5.19, senza la precisazione  non hanno
  diritto di voto  perché questo è pleonastico.
   Chiedo all'assessore di verificare questa possibilità.
   Inoltre,  vorrei fare una riflessione. Noi stiamo immaginando  che
  per  la  Conferenza  speciale dei servizi  e  anche  dopo,  per  la
  conferenza super speciale che si chiama  commissione regionale , la
  opportunità  di avvalersi di esperti. Credo che sia giusto,  ma  la
  necessità di avvalersi di esperti eventualmente non presenti  nelle
  competenze   tra  quelle  nella  conferenza  stessa   non   dipende
  dall'importo dei lavori perché ci possono essere lavori di  importo
  anche  inferiore  alla soglia comunitaria che  hanno  necessità  di
  competenze  specialistiche per essere esaminati e  che,  in  questo
  caso,  noi  non prevediamo. In generale, se occorre una  competenza
  impiantistica,  per esempio, o geotecnica, di  questo  ci  si  deve
  poter avvalere in tutte le conferenze di servizi, indipendentemente
  dall'importo  dell'opera che trattano. Se  questo  può  valere  per
  accantonare pure questo articolo al fine di coordinarne  meglio  la
  scrittura, evitiamo di commettere un errore.
   Non  ho  qui un emendamento pronto né ve ne è, mi pare, fra quelli
  presentati,  ma  mi  sembra che le cose dette  sull'opportunità  di
  avvalersi    di    competenze   esterne,   ancorché    disciplinate
  diversamente,  come  alcuni  emendamenti  modificativi  propongono,
  valgano  a  prescindere  dall'importo, in  funzione  dell'eventuale
  complessità dell'opera.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   cerco   di
  accorciare i tempi e così parlo pure dell'emendamento 5.10, facendo
  un ragionamento complessivo.
   Immagino   che  questa  legge  sia  oggi  oggetto  dell'attenzione
  dell'Assemblea  per una ragione, per la necessità  innanzitutto  di
  accelerazione  e  di semplificazione oltre che, eventualmente,  per
  fare   un  discrimine  di  tutte  quelle  norme  che  hanno  potuto
  appesantire sul piano della gestione stessa degli appalti,  e  cioé
  le  centinaia  di  offerte  assolutamente  omogenee  e  uguali,  le
  cordate, le lobby, i pericoli di infiltrazioni conseguenti a  tutto
  questo.
   Tuttavia dico all'assessore e a tutta l'Aula di valutare  fino  in
  fondo se effettivamente stiamo cogliendo questo obiettivo nel senso
  che, al di là delle consulenze richieste, per esempio con il 5 e il
  10,  in cui anche se parliamo di importi sotto soglia o all'interno
  della  soglia  comunitaria, diciamo al RUP che può rivolgersi  alla
  direzione regionale tecnica, nonostante precisiamo che il RUP  deve
  avere  alcune  specificità di anzianità e  quant'altro.  E  non  so
  questo   quanto,  poi,  nei  comuni  possa  creare  snellezza   del
  procedimento  o  possa  creare, viceversa, da  parte  del  RUP  uno
  scaricabarile,  in  ogni  caso  quasi  ordinario  e  costante,   di
  trasmettere il tutto a Palermo anche per le banalità.
   Credo  che forse, sotto questo profilo, valga la pena cancellarlo;
  e in tal senso ho presentato un subemendamento.
   Sulle  questioni  connesse  al 5.22, comprendo  le  ragioni  delle
  competenze specifiche che, a  volte, necessitano di consulenti,  di
  esperti,  per  cui ci possa essere questo supporto all'interno  del
  Genio  civile. Però evitiamo di creare appesantimenti del tipo  che
  la Regione siciliana, da una parte, recepisce automaticamente tutta
  la  materia  dell'appalto  di servizi e di  forniture  e,  oggi,  a
  distanza di anni recepisce la materia dei lavori pubblici.
   Non  vorrei  che per ogni cosa, poi, ci mettiamo cinque  anni  per
  capire che, piuttosto che migliorare, abbiamo appesantito o,  nella
  speranza di fare meglio del legislatore nazionale - che, in  alcuni
  casi, come la Consulta insegna, opera in conseguenza, per altro, di
  determinazioni  e direttive comunitarie - il nostro non  applicarle
  crea   dei   contenziosi  che  vedono  il  giudice   amministrativo
  condannare  perché  si applica automaticamente la  legislazione  di
  indirizzo  comunitario, anche quando la nostra Regione o  qualunque
  soggetto non la mette in atto.
   Quindi,   credo   che   sotto   questo   profilo   va   fatto   un
  approfondimento.
   Poi  vorrò  sentire l'assessore, che spero possa fornire  tutti  i
  chiarimenti per dimostrare che questa non è una legge che, come nel
  passato, serve per mantenere una nostra competenza
   Faccio  un ragionamento, assessore Russo e colleghi tutti,  ancora
  più, se volete, traumatico.
   Io  sono  uno  di  quelli che sostiene che il nostro  benedetto  o
  maledetto  Statuto è stata una grande occasione perduta.  E'  stata
  una occasione che per la Sicilia ha comportato soltanto la leggenda
  di  essere  una regione veramente autonoma e che poteva essere  già
  antesignana  di  tutti i fenomeni federalisti di  oggi  perché,  di
  fatto,  o  non sono stati applicati - sappiamo i decreti  attuativi
  essere  fermi  agli  anni  '60  -  o  in  moltissimi  casi  abbiamo
  arzigogolato sulla competenza parallela e concorrente  attraendo  a
  noi  delle competenze per dimostrare di essere vivi, di poter  fare
  meglio.
   Nella  realtà, soltanto in pochi casi abbiamo dimostrato di essere
  legislatori migliori rispetto allo Stato. Poche settimane  addietro
  abbiamo  discusso  della  grande  questione  della  semplificazione
  facendo  un  rinvio  dinamico a quello che  esiste  già  da  Reggio
  Calabria in su, senza alcun problema.
   In  grandissima parte, assessore Armao, alla stessa maniera  anche
  il  163  potevamo applicarlo automaticamente sin da prima,  se  non
  avessimo  operato anche in questo caso degli arzigogoli  che  hanno
  mantenuto  a noi delle teoriche competenze concorrenti,  che  hanno
  fatto  solo  più  danno rispetto a quella che  era  l'applicazione.
  Allora, mi pongo un interrogativo.
   Facciamo in questa legge, assessore Russo e colleghi, tutto quello
  che,  in effetti, è accelerazione, tutto quello che, in effetti,  è
  miglioramento  rispetto  alla  normativa  nazionale.   Evitiamo   i
  contenziosi  che  già esistono in ogni parte della  nostra  materia
  normativa,  proprio per questo nostro irrigidimento di  essere  noi
  legislatori.  Abbiamo  dato  dimostrazione  negativa  della  nostra
  qualità  di  legislatori,  diciamocelo chiaramente,  tranne  alcune
  occasioni, come la famosa legge 7,  l'elezione diretta.
   Siamo  stati  antesignani di alcuni processi normativi,  anche  di
  carattere nazionale.
   Ma   in   questa   materia   atteniamoci  quanto   più   possibile
  all'indirizzo  statale e comunitario. Facciamo così, limitiamoci  a
  questo   eventualmente  migliorando  -  senza  bisogno  magari   di
  riscrivere necessariamente 28 articoli - solo quelle parti  in  cui
  possiamo  dare  ulteriore  accelerazione  e  nient'altro,   e   con
  l'ulteriore  semplificazione:  il  ricorrere  sempre  o  il  potere
  ricorrere  all'ufficio tecnico regionale, il  potere  ricorrere  ai
  consulenti,  lo  leggo,  al  di  là della  necessità  che,  magari,
  oggettivamente in qualche circostanza potrà esservi, come  un  modo
  per  il RUP o per l'ufficio per perdere tempo o per ostacolare  uno
  snello    procedimento   che   l'imprenditore   e    che    l'opera
  infrastrutturale, invece, necessita.
   Questa è l'osservazione che voglio fare e per ciò ho presentato un
  subemendamento   all'emendamento  5.10,   per   il   quale   faccio
  affidamento   alla   competenza   e   all'intelligenza   ben   nota
  dell'assessore,  oltre  che di tutti i deputati,  perché  si  possa
  operare solo in termini di snellimento e non in termini che  ognuno
  deve aggiungere una parola perché, così facendo, appesantiamo e non
  miglioriamo  affatto e, magari, fra cinque anni, nel 2016,  chi  ci
  sarà  dovrà dire  applichiamo automaticamente senza bisogno di fare
  ulteriori arzigogoli , come a volte rischiamo di fare noi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, recuperiamo  l'emendamento  5.19,
  così come segnalato dal presidente della Commissione e dal relatore
  e come manifestato dal presentatore.

   Ne do lettura: «Al comma 7, dopo la lettera d), aggiungere:  e)  i
  progettisti dell'opera che non hanno diritto di voto ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 5.22.

   PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  io  vorrei
  tornare  un  attimo  su quanto detto da chi mi  ha  preceduto.  Noi
  facciamo  delle  norme, come pure per esempio  quella  attuale  sui
  lavori  pubblici, per cercare soprattutto, secondo il  mio  modesto
  punto  di  vista,  di  sostenere l'economia siciliana,  quindi  gli
  imprenditori del settore in Sicilia.
   Certo  è  che  lo  Stato  ha una sua norma,  ma  pure  la  Regione
  siciliana  ha il dovere e il diritto di fare una norma  a  sostegno
  delle imprese che lavorano nel settore. Mi riferisco al fatto che é
  inutile  dire  di mettere tutto sulla norma statale. Abbiamo  fatto
  una  norma,  tempo addietro, che prevedeva le stazioni  appaltanti,
  per  esempio;  abbiamo  fatto una norma per l'aggiudicazione  sotto
  soglia;  leggi che sono state fortemente apprezzate dal legislatore
  nazionale,  soprattutto quella sulle stazioni  appaltanti.  Abbiamo
  fatto  delle  norme per salvaguardare gli interessi, le prerogative
  delle  imprese  siciliane.  Ma se non facciamo  questo,  allora  mi
  spiegate  a  cosa serve un'Assemblea regionale che può  normare  in
  funzione di ciò? Ritengo che sia fondamentale.
   Torno  a dire che sono fortemente orgoglioso delle leggi approvate
  in  Sicilia perchè dobbiamo sostenere le nostre imprese, lo dico  a
  viva  voce. Non sono assolutamente d'accordo sul fatto che dobbiamo
  essere agganciati esclusivamente alle norme nazionali.
   Abbiamo  fatto  delle norme che sono storiche e che devono  essere
  difese.
   Lo  dico  all'assessore, anche perché le norme  di  aggiudicazione
  sotto soglia sono fondamentali per mantenere e sostenere le aziende
  siciliane,  assessore.  Non  stiamo  facendo  delle  norme  per  le
  aziende.  Vero  è che c'è la Comunità europea, vero è  che  c'è  lo
  Stato italiano, ma è anche vero che esistono delle realtà siciliane
  che  vanno  difese  come  le norme approvate  da  questa  Assemblea
  regionale per le aggiudicazioni sotto soglia.
   Assessore, la prego cortesemente di tenere conto di questo  perché
  mi   sembra   che  qui  stiamo  perdendo  di  vista  un   obiettivo
  fondamentale: difendere la nostra economia.
   Se facciamo delle norme, ben vengano le norme fatte dall'Assemblea
  regionale  siciliana, che non mi sembrano per  niente  fatte  male,
  scritte  male. Sono delle norme fatte bene, che servono a difendere
  l'economia siciliana. Se non lo capiamo, avremo perso di  vista  un
  settore fondamentale per il treno dell'economia siciliana.
   Capisco  che l'assessore possa avere qualche difficoltà in  questo
  senso nell'avere un'interrogazione ma l'aggiudicazione sotto soglia
  è  fondamentale,  lo dico anche ai colleghi della  IV  Commissione.
  Altrimenti non ci capiamo.
   Se  noi  facciamo  aggiudicazioni con  questi  forti  ribassi  non
  andremo  da nessuna parte perché non si faranno più opere pubbliche
  in  Sicilia, le aziende non parteciperanno più perché non hanno  la
  capacità  di  aggiudicarsi  una gara  con  questi  enormi  ribassi.
  Quindi,  ben  venga  una norma regionale che  ci  possa  consentire
  serenità e trasparenza in un settore così difficile.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.22. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Io cercherò di portare a sistema tutti i segnali che sono
  arrivati.
   Sull'emendamento  5.22  vorrei  richiamare  l'attenzione  su   due
  aspetti.
   Il  primo  aspetto. Si tratta di una riduzione di  una  norma  già
  esistente:  ne  erano previsti cinque; su proposta  del  presidente
  della IV Commissione, onorevole Mancuso, sono stati portati a due.
   Ma vorrei rasserenare un poco sul rischio del ricorso a questi due
  consulenti.
   Nell'attuale stesura il comma 9 dell'articolo 5 riporta un  inciso
  che  è   qualora  ne ravvisi la necessità . Non è  una  formula  di
  stile,  perché   qualora  ne  ravvisi la  necessità   è  un  rinvio
  espresso all'articolo 7, comma 6, del decreto 165 del 2001  che  si
  applica  in  Sicilia a tutti gli uffici pubblici, ivi  compresa  la
  Regione   siciliana,  e  che  consente  ricorso  a  professionalità
  esterne, esclusi gli uffici di diretta collaborazione, solo se  non
  ci  siano professionalità interne, deve essere pubblicato un  albo,
  quindi la norma l'abbiamo già nella legge regionale 10 del 2000 che
  riguarda tutto l'impianto regionale.  Non so se sono stato chiaro.
   Sostanzialmente, abbiamo già fatto un intervento  di  riduzione  e
  comunque  non  è  ad  libitum.  Tutto qua. Quindi,  il  mio  parere
  negativo  è  nella misura in cui ritengo che il  comma  9  sia  già
  sufficientemente  presidiato  rispetto  agli  obiettivi  perseguiti
  dall'emendamento.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   DE   LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  ritiro  gli
  emendamenti 5.23 e 5.24

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 5.25, a firma degli onorevoli De Luca  e
  Fiorenza. Ne do lettura:
   «Al  comma 11 dopo le parole  previsti in progetto  aggiungere   e
  soggetti all'attività di espropriazione per pubblica utilità .»

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   DE   LUCA.  Anche  a  nome  dell'onorevole  Fiorenza,  ritiro  gli
  emendamenti 5.26, 5.27, 5.28, 5.29, 5.30 e 5.31.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 5.33, a firma degli onorevoli Caronia  e
  Maira. Ne do lettura:

   «Sostituire il comma 17 con il seguente:
    17.  La  Commissione regionale è composta dal dirigente  generale
  del  Dipartimento  regionale tecnico  che  assume  la  funzione  di
  presidente,  dal  dirigente  generale  del  Dipartimento  regionale
  dell'ambiente,  dal  dirigente generale del Dipartimento  regionale
  dell'urbanistica,    dall'avvocato    generale    della    Regione,
  dall'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio,  da
  un  agronomo, da un architetto, da un geologo, da un ingegnere,  da
  un  esperto in materie giuridiche designati su terne proposte dagli
  Ordini   professionali  di  appartenenza  e  nominati  con  decreto
  dall'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità ».

   CARONIA. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.34, a firma degli onorevoli Fiorenza  e
  De Luca. Ne do lettura:
   «Sostituire il comma 17 con il seguente:
    17.  La  Commissione regionale è composta dal dirigente  generale
  del  Dipartimento  regionale tecnico  che  assume  la  funzione  di
  presidente,  dal  dirigente  generale  del  Dipartimento  regionale
  dell'ambiente,  dal  dirigente generale del Dipartimento  regionale
  dell'urbanistica,    dall'avvocato    generale    della    Regione,
  dall'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio e da
  cinque  dirigenti  con  qualifica tecnica  in  servizio  presso  il
  dipartimento  regionale tecnico. Nel caso  di  pareri  relativi  ad
  interventi di particolare complessità può avvalersi di non  più  di
  due  consulenti  tecnico-giuridici scelti tra liberi professionisti
  di   comprovata  esperienza  o  docenti  universitari  e   nominati
  dall'Assessore per le Infrastrutture e la mobilità ».

   DE LUCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   abbiamo
  predisposto  l'emendamento  5.34 per affrontare  una  tematica  più
  ampia  che riguarda l'utilizzo dei nostri dirigenti, parlo di oltre
  duemila dirigenti che abbiamo all'interno della struttura regionale
  siciliana.
   Questa  Commissione  regionale,  nella  previsione  normativa,   é
  composta anche da figure esterne e cioè cinque figure esterne  alla
  pubblica  Amministrazione,  che sono  consulenti  tecnico-giuridici
  nominati  dall'assessore  regionale  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.
   Mi  chiedo e chiedo a questa Assemblea, francamente non per  nulla
  togliere  all'assessore Pietro Carmelo Russo,  quello  pro  tempore
  naturalmente,  che  è persona equilibrata, io  gliela  firmerei  in
  bianco questa norma perché...

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. E' una norma esistente.

   DE LUCA. Bene e io la sto modificando, assessore.
   Siccome  i suoi predecessori non sono stati equilibrati come  lei,
  stavo  dicendo questo per agganciarmi a ciò che c'era e a ciò  che,
  dal nostro punto di vista, andrebbe modificato.
   Sebbene  noi  confidiamo  nel suo grande  senso  di  equilibrio  e
  parsimonia,  assessore,  riteniamo  che  rispetto  all'utilizzo  di
  personale con figure ben specifiche, quindi anche dirigenti, potete
  utilizzare,  in  quanto  ne  avete a  iosa,  personale  con  queste
  qualifiche da impiegare nella Commissione regionale. Di conseguenza
  l'emendamento non ha altra finalità se non quella di  ricordare  al
  Governo   che   ci  sono  oltre  duemila  dirigenti   nell'apparato
  burocratico regionale che spesso, purtroppo, non vengono utilizzati
  perché  si ricorre continuamente, anche abusando, a figure esterne,
  mortificando le professionalità acquisite. Poi, se la maggior parte
  di queste professionalità o alcune di esse sono state acquisite per
  legge  - mi si dice la legge 10 del 2000 - è un'altra storia; fatto
  sta  che  oggi  abbiamo questi dirigenti e dovremmo utilizzarli  al
  meglio.
   Allora,  perché  non  dare un segnale molto  semplice  e  prendere
  queste  figure?  Le  sceglierà sempre l'assessore  secondo  il  suo
  equilibrio,  ma  le sceglierà comunque all'interno  della  pubblica
  Amministrazione  regionale  e,  quindi,  questi  cinque   dirigenti
  vengono   presi   presso   magari  il   Dipartimento,   costituendo
  Dipartimento  regionale  tecnico o dove  eventualmente  l'assessore
  riterrà,  anche se il nostro emendamento è finalizzato a che  siano
  presi sempre nello stesso ambito.
   Quindi,  suggeriamo al Governo e all'assessore Russo di cancellare
  la precedente previsione e di dare un segnale di utilizzo serio dei
  dirigenti che la Regione siciliana ha e che spesso, ribadisco,  non
  utilizza.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco la tesi
  per  cui  i consulenti non vengono chiamati perché si deve elargire
  un  compenso  ma  perché, purtroppo - in molti casi l'onorevole  De
  Luca  non  ha  torto - in questo caso stiamo parlando di  opere  di
  grande  importanza  anche sotto il profilo di competenza  specifica
  che,   sinceramente,   molte   volte,  il   direttore   pro-tempore
  dell'Urbanistica  o  il  direttore  pro-tempore  del  Territorio  o
  qualunque  altro  funzionario  della  Regione,  purtroppo,  per  le
  proprie  specifiche competenze, non riesce a soddisfare le esigenze
  di un progetto o di un'opera altamente specialistica.
   Rammento,  inoltre, all'onorevole De Luca, al quale sembra  chissà
  cosa si spenda, che si va a sedute, si tratta sì e no di 150 o  200
  euro  a  seduta e vorrei rammentare che questo è invece un rapporto
  di  equilibrio  tra  l'appartenenza pubblica e  l'appartenenza  dei
  privati.
   Io  penso,  totalmente al contrario, che la consulenza di  esterni
  serve  a meglio equilibrare un rapporto che potrebbe essere  invece
  spostato  eccessivamente  verso la parte pubblica,  mentre  in  una
  Commissione è bene che ci sia anche la parte esterna privata.
   Quindi,  condivido  la posizione del Governo e sono  contrario  ad
  altre posizioni.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.34. Il  parere  del
  Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.32, a firma dell'onorevole Cracolici.

   DE BENEDICTIS. Dichiaro di farlo mio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Ne do lettura:
   «Al  comma  17,  dopo  le  parole   che  assume  la  funzione   di
  presidente   aggiungere   dal dirigente generale  del  Dipartimento
  regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'onorevole De Luca ha dichiarato di  ritirare
  i seguenti emendamenti: 5.35, 5.36, 5.38, 5.39 e 5.40.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.37 che così recita:
   «Al  comma  19  sostituire le parole  delle infrastrutture,  della
  mobilità e dei trasporti' con  tecnico'».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Assessore e onorevoli colleghi, seguitemi un attimo.
   Si  passa all'emendamento 5.10, in precedenza comunicato, e poi al
  5.41 del Governo.
   Comunico   che   all'emendamento  5.10  è  stato   presentato   il
  subemendamento 5.10.1, a firma dell'onorevole Bufardeci,  che  così
  recita:
   «Al  primo capoverso le parole  che può avvalersi della consulenza
  del Dipartimento Regionale Tecnico' sono cancellate».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 5.10. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.41, del Governo.

   MANCUSO. Lo posso leggere?

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso non l'ha avuto? Ne do lettura:
   «All'articolo 5, nei commi 2, 4, 16 e 18 sostituire i  riferimenti
  alla  legge n. 241 del 1990 con il riferimento all'articolo 4 della
  legge regionale n. 5 del 2011».
   E' la questione che poneva l'onorevole Bufardeci, se non erro.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Sull'articolo 6, se non erro, il Governo ha chiesto un
  approfondimento.
   Allora, se siete d'accordo accantoniamo il 6 e trattiamo gli
  articoli 7 e 8 che non hanno problemi particolari e poi aggiorniamo
  i lavori a domani.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Anche sull'articolo 8 ci sono delle problematiche.

   PRESIDENTE.  Allora, se il Governo e il relatore sono d'accordo  e
  non ci sono osservazioni, esaminiamo solo l'articolo 7.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.56, è ripresa alle ore 18.58)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,  visto  che  il  Governo   ha   chiesto   un
  approfondimento  sull'articolo 6 e  che  potremmo  avere  refluenze
  sugli articoli 7 e 8 è bene che ci fermiamo per fare il punto della
  situazione con gli Uffici e col Governo.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente   della  Commissione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, considerato che abbiamo la serata  di  oggi  e
  domani  mattina  per  fare  una riflessione,  vorrei  segnalare  al
  Governo   il  blocco  di  emendamenti  che  ho  depositato   questo
  pomeriggio,  così  numerati: 7.10, 12.10, 14.6, 16.3,  19.4,  20.2,
  21.3.  Sono  emendamenti che stravolgono il disegno di legge  e  si
  rifanno  alla  ben nota sentenza della Corte Costituzionale  numero
  184 del 10 giugno 2011.
   Pregherei  il  Governo di fare una valutazione  per,  poi,  domani
  eventualmente accelerare i lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  15 giugno 2011, alle ore 16.00, col seguente ordine  del
  giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      I  -Comunicazioni

  II  -  Discussione dei disegni di legge:
   1)   «Norme in materia di riserve in favore degli enti locali» (n.
  729-Norme stralciate/A)

   Relatore: on. Savona

   2)  «Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163  e
  successive  modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre  2010,
  n.  207  e  successive  modifiche ed integrazioni.  Disciplina  dei
  contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture» (nn. 719-
  515-673/A) (Seguito)

    Relatore: on. Faraone

                   La seduta è tolta alle ore 18.58

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli