Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, il Presidente dà il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo: l'onorevole Cascio
Salvatore per oggi; l'onorevole Di Benedetto dal 14 al 16 giugno
2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Scoma è in missione, per
motivi istituzionali, dal 20 al 22 giugno 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni legislative:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela dei
geositi in Sicilia. (n. 735)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 giugno 2011
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Esposizione della Bandiera della Regione siciliana nelle
istituzioni scolastiche ed educative del territorio regionale. (n.
727)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 8 giugno 2011
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione della figura professionale del chinesiologo e
disposizioni sul funzionamento delle strutture private destinate
allo svolgimento delle attività fisico-motorie. (n. 731)
di iniziativa parlamentare.
inviato in data 8 giugno 2011, parere V
- Interventi di contrasto alla povertà. (734)
di iniziativa parlamentare.
inviato in data 8 giugno 2011, parere I e V.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere pervenuta ed
assegnata alla Commissione:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- PO FESR Sicilia 2007-2013. Direttive assessoriali relative alle
linee di intervento 2.1.1.2, 2.1.2.1e 2.1.2.2. (n. 152/III)
pervenuto in data 3 giugno 2011 e inviato in data 8 giugno 2011.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Bilancio e
programmazione (II) nella seduta n. 238 del 7 giugno 2011 ha
approvato la seguente risoluzione Attuazione del credito d'imposta
per la crescita dimensionale delle imprese'. (n. 2/II)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
permesso che:
nell'ospedale SS.mo Salvatore di Mistretta a tutt'oggi sono
funzionanti:
1. reparto di chirurgia - struttura complessa; 2) reparto di
medicina - struttura complessa; 3) reparto di ostetricia e
ginecologia - struttura complessa; 4) reparto di anestesia e
rianimazione - struttura complessa; 5) servizio di laboratorio
analisi - struttura complessa; 6) servizio di radiologia con TAC -
struttura complessa; 7) servizio di pediatria aggregato alla
medicina; 8) servizio di cardiologia aggregato alla medicina; 9)
servizio di ortopedia aggregato alla chirurgia; 10) servizio di
otorino aggregato alla chirurgia;
2. esiste, inoltre, il centro di riabilitazione con 20 posti letto
gestito dalla 'Maugeri' di Pavia che utilizza i servizi
dell'Ospedale;
il piano di rientro sanitario prevede 14 posti letto di chirurgia;
14 posti letto di medicina; 16 posti letto di lungodegenza; 6 posti
indistinti non ordinari ma DH;
con deliberazione n. 977 del 24.3.2011, avente per oggetto 'presa
atto Decreto Assessoriale n. 392/11 del 7.3.2011 - Approvazione
Dotazione Organica ASP di Messina' è stata approvata la nuova
pianta organica dell'ASP n. 5 di Messina, che comprende anche la
aggiornata pianta organica per il presidio ospedaliero SS.
Salvatore di Mistretta;
in detta pianta organica, relativamente al presidio ospedaliero di
Mistretta, non sono più previsti né il reparto di ostetricia -
ginecologia, né le UOS di pediatria, otorinolaringoiatria,
ortopedia e cardiologia;
le disposizioni citate sono state adottate nel quadro degli
interventi conseguenti al decreto regionale 25 maggio 2010 avente
per oggetto: 'Riordino, rifunzionalizzazione e riconversione della
rete ospedaliera e territoriale dell'Azienda Sanitaria Provinciale
di Messina';
i cittadini del comune di Mistretta e dei comuni viciniori
(Caronia, Castel di Lucio, Motta D'Affermo, Pettineo, Reitano,
Santo Stefano di Camastra e Tusa) sono gravemente danneggiati dalla
chiusura del reparto di ostetricia - ginecologia e delle UOS di
pediatria, otorinolaringoiatria, ortopedia e cardiologia e che il
diritto alla salute non può essere miseramente ricondotto
esclusivamente a freddi parametri numerici;
ritenuto che:
l'ospedale SS. Salvatore di Mistretta ha una tradizione ed una
storia di eccellenze e di grandi professionisti nel settore
sanitario che si sono prodigati quotidianamente per la cura e la
salute di innumerevoli pazienti;
nelle classifiche di qualità redatte dalla AGENAS, il reparto di
ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Mistretta è stato
classificato al 2 posto in tutta la provincia di Messina (prima
dell'ospedale Papardo, prima dell'ospedale di Patti e di tutti gli
altri ospedali della provincia);
considerato ancora che:
all'ospedale 'Madonna Dell'Alto' di Petralia Sottana si mantengono
6 posti letto di chirurgia, 6 posti letto di ostetricia e
ginecologia, 18 posti letto di medicina generale, 2 posti letto di
pediatria, 6 posti letto di ortopedia e 16 posti letto di
lungodegenza;
in altri ospedali sono rimaste le divisioni di ostetricia e
ginecologia con parti inferiori ai 400 (ad esempio, Partinico,
Nicosia, ecc...);
risultano evidenti disparità di trattamento tra l'ospedale di
Mistretta e quello di Petralia Sottana, entrambi in territori
montani, con uguali caratteristiche e con forti disagi nei
collegamenti;
ritenuto, inoltre, che non appaiono chiare le motivazioni tecnico-
giuridico-politiche da cui è scaturito un provvedimento fortemente
lesivo del diritto alla salute del cittadino dell'hinterland
mistrettese;
in data 16 maggio 2011 nei locali dell'ASP di Messina si è riunito
il consiglio comunale di Mistretta aperto alla deputazione
regionale, nel quale, in conclusione, è stato letto un documento
del direttore generale che ha dichiarato come 'nessun provvedimento
di mobilità è stato posto in essere e che ogni determinazione sarà
contestuale alla effettiva attivazione del PTA e delle funzioni
ospedaliere previste nel decreto assessoriale di rimodulazione
previo apposito tavolo tecnico di verifica tra l'ASP di Messina e
l'Assessorato regionale alla salute';
con nota del 6 giugno 2011, prot. 6080, inviata al direttore
generale dell'ASP di Messina, ai dirigenti dell'Assessorato e, per
conoscenza, all'Assessore per la salute ed ai deputati regionali
messinesi partecipanti, il sindaco di Mistretta stigmatizzava come
a quella data non fosse stato convocato il tavolo tecnico
ribadendo, molto opportunamente, che nessun provvedimento
riguardante il presidio ospedaliero di Mistretta (mobilità,
trasferimenti e altro) sarebbe potuto essere messo in atto se non
dopo la convocazione del predetto tavolo tecnico;
per sapere:
se siano a conoscenza degli impegni assunti dal direttore generale
in ordine all'attivazione del tavolo tecnico propedeutico a
qualunque tipo di provvedimento;
se sia vero che in altri ospedali della Sicilia sono state
mantenute le divisioni di ostetricia e ginecologia nonostante non
si sia raggiunto il numero di 400 parti ed i motivi di tale deroga
che non è stata adottata invece per l'ospedale di Mistretta;
se, alla luce delle ragioni in premessa, non ritengano opportuno
riconsiderare la posizione dell'ospedale SS. Salvatore di
Mistretta». (1914)
ARDIZZONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
il Ragioniere Generale della Regione, con propria disposizione
(prot. 31681 del 19 maggio 2011), avrebbe inteso regolamentare
l'accesso agli uffici del dipartimento dallo stesso diretto;
la stessa disposizione prevede che i soggetti che ricoprano
cariche istituzionali, indicati come 'deputati regionali,
consiglieri comunali e provinciali, etc' (non si comprende se, ad
esempio, gli Assessori regionali rientrino o meno in tale
previsione) , possano accedere esclusivamente all'ufficio di
gabinetto o a quelli della direzione generale;
ritenuto che:
non si comprende quale possa essere la ratio della disposizione
sopra richiamata, che appare del tutto arbitraria e priva di
ragionevolezza nella parte in cui introduce una discriminazione 'in
pejus' a danno di chi sia stato eletto dai cittadini a ricoprire
una carica pubblica;
per quanto attiene ai deputati regionali, la disposizione appare a
fortiori sbagliata e gravemente lesiva delle specifiche prerogative
di vigilanza e controllo, garantite costituzionalmente;
l'assurdità della disposizione appare ancora più evidente se si
pensa che il deputato regionale accede, nell'esercizio legittimo
del proprio mandato e del proprio diritto-dovere di controllo,
perfino alle strutture carcerarie, presso le quali, evidentemente,
sussistono esigenze di sicurezza ben più fondate e rilevanti di
quelle impropriamente richiamate per il dipartimento della
Ragioneria generale della Regione;
la disposizione richiamata appare, oltre che abnorme, insensata e
priva di ragionevolezza, anche illegittima nella misura in cui,
come sopra detto, interferisce con l'esercizio di funzioni proprie
del parlamentare regionale e si spinge perfino a discriminarlo
rispetto alla generalità dei cittadini;
per sapere:
quale sia la posizione del Governo al riguardo e quali iniziative
intendano adottare per correggere la portata della disposizione del
Ragioniere generale, garantendo il pieno diritto di accesso,
vigilanza e controllo dei parlamentari regionali;
se, in relazione alla prospettata illegittimità dell'atto,
intendano assumere iniziative nei confronti del soggetto che l'ha
posto in essere». (1916)
(L'interrogante chiede lo svolgimento urgente)
PARLAVECCHIO
«All'Assessore per l'economia e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
in data 27 aprile 2011, presso la sede della capitaneria di porto
di Trapani, si è tenuta la riunione operativa propedeutica
all'esecuzione del decreto legislativo n. 266 del 23 dicembre 2010
avente ad oggetto il trasferimento del Castello della Colombaia dai
beni dello Stato a quelli della Regione siciliana e così come
richiesto dall' Assessorato regionale dell'economia dipartimento
bilancio e tesoro con nota prot. n. 21212 del 1 aprile 2011;
in quella sede erano presenti i rappresentanti degli enti e delle
amministrazioni coinvolte nelle operazioni di trasferimento del
bene in oggetto;
l'art. 3 del citato decreto dispone 'Il trasferimento del bene con
tutte le pertinenze, gli accessori, gli oneri e i pesi inerenti ha
luogo nello stato di fatto e di diritto in cui esso si trova, con
contestuale immissione della Regione siciliana nel possesso
giuridico e subentro in tutti i rapporti attivi e passivi relativi
al bene trasferito, fermi restando i limiti derivanti dai vincoli
storici, artistici e ambientali';
tenuto conto che:
sono stati stanziati, con un emendamento alla Finanziaria, 600.000
euro (seicentomila) per i lavori di messa in sicurezza;
l'Assessorato Economia - dipartimento bilancio - ha emesso il
decreto di assegnazione delle somme necessarie per la messa in
sicurezza all'Assessorato Beni culturali;
la messa in sicurezza sarà appaltata dalla soprintendenza di
Trapani;
considerato che:
la Regione siciliana si è impegnata nell'obiettivo di far
sopravvivere la Colombaia all'incuria e alla cattiva
amministrazione che in questi anni l'hanno portata quasi al crollo;
il Castello di Mare rappresenta un baluardo della memoria, della
storia di una terra e di un popolo, bisogna far sì che i beni
storici e architettonici, che sono stati testimoni di questa
storia, siano tutelati e conservati;
per sapere:
perché non siano ancora iniziate le procedure di appalto dei
lavori da parte della Soprintendenza di Trapani.
perché non siano ancora iniziati i lavori di messa in sicurezza,
tenuto conto di quanto essi siano assolutamente necessari ed
indefettibili al fine di scongiurare il crollo della struttura».
(1919)
MARROCCO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
nel mese di giugno del 2003 è stato formalizzato e sottoscritto
atto costituito della 'Fondazione Culturale Museo Civico di
Bisacquino' con sede in Bisacquino (PA) per la gestione e il
potenziamento delle attività del museo civico di Bisacquino;
la predetta fondazione non è attiva in quanto il sindaco
dell'amministrazione comunale di Bisacquino non ha ancora
provveduto alla designazione del componente;
considerato che il mancato esercizio del diritto di nomina del
componente da parte dell'amministrazione comunale determina, di
fatto, l'inattività della fondazione e, quindi, l'impossibilità
dello svolgimento delle attività culturali e di tutte quelle
funzioni ad essa connesse;
ritenuto che:
tale inerzia determina il mancato funzionamento di organo utile
alla tutela, valorizzazione dei beni culturali, ambientali,
archeologici e storici del territorio locale;
occorre procedere alla nomina di un commissario ad acta al fine di
provvedere alla designazione del componente dell'amministrazione
comunale;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato per verificare se corrisponda
al vero che la Fondazione culturale Museo Civico di Bisacquino non
è in funzione;
se la mancata operatività sia connessa alla mancata designazione
del componente da parte dell'amministrazione comunale;
se, nel caso, il Governo abbia provveduto alla nomina di un
commissario ad acta per la designazione del componente
dell'amministrazione comunale». (1913)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
a fronte del rilevante ammontare di risorse che restano da
certificare (oltre 8 miliardi di euro) lo stato di attuazione dei
programmi cofinanziati dei fondi strutturali evidenzia il permanere
di gravissimi ritardi;
in una realtà come quella siciliana i ritardi nell'attuazione dei
programmi comunitari sono assolutamente intollerabili;
considerato che:
per il 2011 solo a valere sul PO FESR la Regione siciliana
dovrebbe spendere 930 milioni di euro;
al 31 dicembre 2010 gli impegni sul FESR sono di 883,14 milioni di
euro, con 504,82 milioni di pagamenti ed un rapporto impegni -
programmato pari al 13,5%;
sul PO FSE sono stati impegnati soltanto 77 milioni di euro (il
3,71% delle risorse disponibili);
ritenuto che:
il forte rischio di disimpegno automatico di circa 300 milioni di
euro delle risorse finanziarie assegnate sul PO FESR per il 2011, è
stato confermato dai dirigenti dell'autorità di certificazione dei
programmi cofinanziati dall'Unione europea;
il Governo regionale si trova nella paradossale situazione di non
poter completare molte opere per mancanza di risorse finanziarie e,
nel contempo, di non riuscire a spendere tutte le risorse
comunitarie disponibili;
in un momento di drammatica crisi dell'economia siciliana i fondi
europei rappresentano l'unica vera opportunità per la Regione;
ritenuto ancora che:
in Sicilia non è importante soltanto quanto spendere, ma come
spendere, perché si pongono serissimi problemi di qualità della
spesa;
le misure in maggiore ritardo sono, purtroppo, quelle riguardanti
la cultura, l'ambiente, il turismo, la ricerca e l'innovazione;
occorre indirizzare quello che resta della programmazione 2007-
2013 su alcuni filoni strategici legati alle caratteristiche del
territorio siciliano, altrimenti si rischia di recuperare in
termini di quantità della spesa, ma non si ottengono risultati
significativi in termini di crescita e di occupazione produttiva;
le iniziative e le proposte finalizzate a rimuovere le criticità
presenti e le misure necessarie per l'accelerazione della spesa
devono essere illustrate in una apposita seduta straordinaria
dell'ARS;
per sapere:
quali siano le ragioni di tale situazione di intollerabile
incapacità di spesa;
quali iniziative siano state assunte per evitare il disimpegno
automatico». (1915)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
la ricorrente presenza di emergenze nel territorio siciliano
dovute ai rischi vulcanico, sismico, incendio boschivo,
idrogeologico e industriale, consiglia di potenziare il sistema di
protezione civile, assicurando la necessaria continuità dell'azione
tecnico-amministrativa dei diversi uffici del dipartimento
regionale della protezione civile attraverso la stabilizzazione del
personale, attualmente precario, impiegato dal medesimo
dipartimento mediante contratti di lavoro a tempo determinato;
suddetto personale, nel corso di questi anni, ha acquisito, grazie
alle attività espletate, competenze e professionalità che non
possono essere disperse; tenuto conto che: per far fronte alla
carenza di personale qualificato, la Regione siciliana, nell'ambito
delle specifiche finalità previste dalla legge 31 dicembre 1991, n.
433, ha assunto, ai sensi del decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6,
convertito, con modificazioni, in legge 30 marzo 1998, n. 61,
personale tecnico ed amministrativo con contratti a tempo
determinato di durata triennale per lo svolgimento delle attività
connesse all'accelerazione e al completamento dell'opera di
ricostruzione della Sicilia orientale interessata dal sisma del
1990, nonché per le attività di pianificazione e prevenzione
antisismica, per la rilevazione della vulnerabilità del patrimonio
edilizio pubblico e privato, per le azioni di monitoraggio delle
condizioni di rischio idrogeologico, vulcanico ed industriale,
eccetera;
tale personale in parte risulta proveniente da organismi di
diritto pubblico, come individuato dall'articolo 76 della legge
regionale della Regione siciliana 1 settembre 1993, n. 25, ed in
parte da soggetti formati, con fondi statali, dal dipartimento
nazionale della protezione civile;
tutto il personale sopra citato ha costituito e costituisce
tuttora il nucleo su cui è incentrata e si è sviluppata tutta
l'attività tecnica ed amministrativa riguardante l'intero sistema
della protezione civile della Regione siciliana, rappresentando
ancora oggi circa l'80 per cento della forza lavoro del
dipartimento regionale di protezione civile;
considerato che:
in tale contesto si sono succedute diverse leggi regionali che
hanno prorogato in contratti in essere con il succitato personale
fino alla data del 31 dicembre del 2011;
in data 29 dicembre 2010, è stata approvata la l.r. n. 24 'Proroga
di interventi per l'esercizio finanziario 2011 - Misure di
stabilizzazione dei rapporti di lavoro a tempo determinato' che al
capo I, all'art 1, recita come di seguito: 'Al fine di non
interrompere le attività connesse ai compiti straordinari in
materia di protezione civile, ambientale e del territorio, delle
acque e dei rifiuti e nelle more che la Regione completi i processi
di stabilizzazione, da effettuarsi entro 180 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, secondo le disposizioni di
cui all'articolo 17, commi 10, 11 e 12, del decreto legge 1 luglio
2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto
2009, n. 102, e nel rispetto delle disposizioni contenute
nell'articolo 9, comma 28 e, ove ricorrano i presupposti di legge,
nell'articolo 14, commi 24 bis e 24 ter del decreto legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio
2010, n. 122 e successive modifiche ed integrazioni,
l'amministrazione regionale è autorizzata a continuare ad
avvalersi, fino al 31 dicembre 2011, del personale titolare di
contratti autorizzati ai sensi delle norme di seguito indicate
(...)';
è prossima la scadenza del temine di 180 dalla data di entrata
della suddetta l.r. 24;
alla data odierna non si è ricevuta risposta dai vari incontri che
il personale interessato ha avuto con i responsabili del personale,
della task force per l'occupazione, dottor Cianciolo, dal capo di
gabinetto della Presidenza, dottoressa Monterosso, nonché dal
Presidente della Regione, per l'avvio delle procedure di
stabilizzazioni dei contratti di cui sopra;
per sapere quali iniziative abbiano o intendano intraprendere per
assicurare la continuità dei contratti e la funzionalità del
dipartimento regionale della protezione civile, considerato che il
suddetto personale rappresenta l'80% della forza lavoro, in vista
dell'avvicinarsi prossimo della scadenza prevista per
l'espletamento delle procedure previste dalla l.r. 24 del
29.12.2010». (1917)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
MARZIANO - DIGIACOMO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Comunicazione di rettifica di titolo dell'ordine del giorno
numero 460
PRESIDENTE. Preciso che il titolo dell'ordine del giorno numero
460, accettato come raccomandazione nella seduta n. 250 del 30
aprile 2011, è il seguente Opportune modifiche nell'attribuzione
dei fondi previsti dal PO FESR Sicilia 2007/2013 Obiettivo
operativo 1.1.4.2. .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1918
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione come
raccomandazione nella seduta n. 250 del 30 aprile 2011, da parte
del Governo, degli ordini del giorno n. 513 Interventi urgenti per
provvedere al pagamento degli oneri di straordinario prestato dai
Vigili del fuoco nelle operazioni di soccorso a Giampilieri e
Scaletta Zanclea (ME)' e n. 236 Iniziative urgenti al fine di
garantire il pagamento delle competenze per il 2009-2010
relativamente agli interventi per la frana di Giampilieri (ME)' è
da intendersi preclusa l'interrogazione n. 1918 a risposta scritta,
Erogazione di rimborsi al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco
impegnati per fronteggiare gli eventi alluvionali che hanno
colpito la provincia di Messina', presentata dall'onorevole Faraone
in data 8 giugno 2011.
Così resta stabilito.
Onorevoli colleghi, al riguardo, ricordo che, ai sensi del comma 6
dell'art. 69 del Regolamento interno dell'ARS, è esperibile nella
Commissione di merito la facoltà di chiedere ai rappresentanti del
Governo di riferire, anche per iscritto, in merito all'attuazione
data ad ordini del giorno approvati dall'Assemblea o accettati come
raccomandazione dal Governo.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Riorganizzazione
e potenziamento della rete regionale di residenzialità per i
soggetti fragili» (nn. 582-590-606/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numeri 582-590-606/A «Riorganizzazione e potenziamento della rete
regionale di residenzialità per i soggetti fragili», posto al
numero 1).
Invito i componenti la VI Commissione Sanità' a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta precedente l'esame
era stato sospeso in fase di votazione dell'emendamento del Governo
A.3, che è un emendamento di variazione di bilancio, se ricordate.
Ne do lettura:
(importi in migliaia di euro)
TABELLA B - SPESA
AMMINIS Amm RUBRIC UP CAPITO DENOMINAZIONE NATUR 20 201 20
TRAZIONE . A B LO A 11 2 13
FONDI
Economi 4 Bilanc 4.2.1 2157 FONDO OCCORRENTE 1 - 0 0
a io e .5.2 04 PER FAR FRONTE AD 1.5
Tesoro ONERI DIPENDENTI 22
DA PROVVEDIMENTI
LEGISLATIVI IN
CORSO - SPESE
CORRENTI (EX CAP
21257)
Salute 11 Pianif 11.2. 4120 RIMBORSO ALLE 1 1.5 0 0
icazion 1.1.1 16 AZIENDE SANITARIE 22
e ED OSPEDALIERE PER
Strateg IL PERSONALE
ica COMANDATO AI SENSI
DELL'ARTICOLO 1
COMMA 10, DELLA
LEGGE REGIONALE 5
NOVEMBRE 2004 N.
15
Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
MANCUSO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che ai sensi dell'articolo
127, comma 9, del Regolamento interno, occorre che trascorrano 30
minuti per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico
dal momento in cui viene dato il relativo avviso.
Pertanto non si può procedere adesso alla votazione
dell'emendamento.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento A.3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per ricordare il
significato di questo emendamento presentato dal Governo e
approvato dalla Commissione Bilancio, fatto proprio dalla
Commissione Bilancio, che riguarda la somma di un milione e mezzo
di euro a copertura delle spese per il rimborso del personale
comandato presso l'Assessorato regionale della salute e presso le
aziende ospedaliere.
L'emendamento che il Governo ha presentato si è reso necessario
poiché, in fase di approvazione del bilancio, la somma era stata
decurtata dall'Assessorato della salute per essere destinata
all'ARPA che aveva bisogno delle somme necessarie. Ciò in quanto
nel maxi emendamento governativo vi era la copertura, a carico del
Servizio sanitario regionale, delle somme occorrenti per il
personale comandato; quindi, si rende indispensabile, così come
aveva dichiarato l'assessore Russo in Aula, ai fini del
funzionamento degli uffici dell'Assessorato, la copertura di un
milione e mezzo necessaria solo ed esclusivamente ad assicurare il
rimborso delle spese per il personale comandato.
L'assessore aveva detto, tra l'altro, che il personale comandato é
di circa 29 unità, di cui almeno venti le aveva trovate già
all'atto del suo insediamento. Da qui la sua richiesta pressante
per approvare questo emendamento.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per
puntualizzare il percorso di questo emendamento. Si vuole fare
passare come un fatto di ordinaria amministrazione, atteso che
trattasi di una somma che va ad essere integrata perché
tecnicamente era stata impegnata su un altro fronte.
Però, abbiamo ribadito - e il presidente Laccoto non può non
condividere - che su questa vicenda avevamo inteso aprire un
momento di confronto e di riflessione.
In un momento in cui si parla di razionalizzazione della spesa, in
un momento in cui si parla di ridurre le spese forsennate, in cui
siamo al limite del danno erariale, pensare, sol perché esiste una
norma, che sia necessario, se non per fatti contingenti o per
periodi limitati, una così cospicua, consistente truppa di
funzionari e dirigenti che, dalla periferia, sono stati portati in
mobilità all'Assessorato della salute, ritengo che debba farci
riflettere nel momento in cui sappiamo che ha un costo di 3 milioni
e mezzo per le casse regionali, a valere come competenze, e ha
avuto la sua punta massima di 5 milioni perché una parte della
somma era relativa a periodi pregressi.
Allora, probabilmente, va fatta una riflessione su questo
argomento, ci deve essere un impegno da parte dell'Assemblea al
fine di sollecitare il Governo affinché dia immediatamente una
risposta a questa realtà riducendo il numero di dirigenti che, in
atto, si trovano in mobilità e per dare grandi segni di attenzione
magari, perché no, riducendo ad un terzo il numero di questo
personale.
E, comunque, ciò rappresenta un ulteriore elemento di sciupio
perché va oltre la normale attività che non giustifica questa
presenza solo perché vuole essere una pattuglia di fedeli in un
ambito di attività in cui lo spoil system vuole diventare, deve
diventare non un momento di grande determinazione di dittature
della realtà che si vuole rappresentare, ma lo spoil system deve
rappresentare un momento di elasticità nella gestione e, perché no,
anche di sostegno alle linee di indirizzo che il Governo vuole
portare avanti.
Onorevole Laccoto, si faccia carico, e così tutta l'Assemblea, di
impegnare il Governo in questa direzione affinché riduca il numero
di questi soggetti in mobilità che, secondo me, sono al di là di
ogni considerevole e giustificata realtà da tenere in piedi, perché
ha un costo di tre milioni e mezzo.
LOMBARDO, presidente della Regione. Quanti sono?
D'ASERO. Sono 30. Signor Presidente della Regione, comprendo che
per lei, probabilmente, tre milioni e mezzo sono una somma di poca
entità. Però è un costo perché questo personale dalla periferia
viene trasferito alla realtà centrale e quindi c'è un problema di
rimborso spese, c'è un problema di indennità di ruolo e di
funzione, c'è un problema di costo reale.
Pertanto, ritengo che vada fatta una riflessione in questo senso.
DINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, solo per aggiungere qualche precisazione
rispetto alla disamina che ha effettuato il collega D'Asero.
Si tratta di personale che va ad occupare posti dell'Assessorato
della Salute. Ebbene, per l'area medica dell'Assessorato il
requisito richiesto è la laurea in medicina, nonché la
specializzazione in igiene e sanità pubblica o in organizzazione
dei servizi sanitari; laurea con specialità che costituisce
requisito indispensabile per potere svolgere quel ruolo all'interno
dell'Assessorato della salute. Ebbene, ci troviamo con una pletora
di comandati che occupa illegittimamente questi posti e che, voglio
ricordarlo, erano legati al piano di rientro, quindi per seguire
una fase emergenziale.
Ci troviamo dinanzi ad una pletora di soggetti: molti, nell'area
medica, non hanno il requisito di specializzazione di igiene;
troviamo chirurghi, ematologi, specialisti in discipline tra le più
varie che sono chiamati a svolgere un ruolo senza il necessario
requisito, quello della specialità in igiene e sanità pubblica
nell'organizzazione dei servizi sanitari.
Paradossalmente, se si dovessero svolgere dei concorsi, questi
soggetti non potrebbero parteciparvi. Ma, ahimé, in atto sono
utilizzati illegittimamente e, al di là del fatto finanziario, noi
vogliamo richiamare l'attenzione su questa illegittimità sia
numerica sia di ruolo sia di requisiti perché molti di questi
funzionari svolgono il ruolo di capi dipartimento, di capi area e
di capi settore.
Per cui mi sembra che siamo di fronte ad una illegittimità palese.
Votando e bocciando questo emendamento faremo rientrare nella
norma un comportamento legato a scelte discrezionali e finalizzate
a non so quali obiettivi perché, ormai, onestamente, non c'è più
bisogno di questo personale all'interno dell'Assessorato.
Se ci sono posti vacanti vanno coperti per concorso, e ve ne sono
pochi di posti vacanti.
Ritengo che questi comandati dovrebbero ritornare all'origine, ai
posti di provenienza da cui sono stati sottratti e dove ci sono
realmente delle carenze.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo:
- gli onorevoli Musotto, Aricò, Mineo, Cascio Salvatore per oggi;
- l'onorevole Di Benedetto dal 14 al 16 giugno 2011, per motivi di
salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numeri
582-590-606/A
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, io vorrei completare l'intervento
dei colleghi Dina e D'Asero perché forse il Governo, a prescindere
da tutte le negatività che determinano un provvedimento del genere,
non capisco il perché, a questo punto - come è stato già detto -
non si provvede ad attivare i concorsi e, in ogni caso, la cosa più
delicata è che di fatto stiamo raggirando la legge.
E mi meraviglia che venga fatto proprio dall'Assessorato della
salute.
Vorrei essere chiaro, onorevole Presidente della Regione, lei
forse non ha percepito perché è molto distratto, come è sua
consuetudine anche nel Governo, che noi stiamo togliendo - forse i
colleghi non lo hanno capito -, per fare una manovra secondo me
ridicola, perché non è mai accaduto un fatto del genere, cioè dare
soldi per il comando di personale di sedi periferiche - potrebbe
farlo l'Agricoltura, il Lavoro, è una cosa fuori dalla logica -;
ebbene, noi stiamo togliendo un milione e cinquecentomila euro -
onorevole Cracolici la invito a valutare - dal fondo di parte
corrente per fare fronte ad oneri derivanti da nuovi provvedimenti
legislativi, da future leggi regionali, per coprire la spesa del
personale comandato dalle sedi periferiche della sanità. Ricordo
che l'assessore ha, oltretutto, la possibilità di prendere nel suo
Gabinetto persone di competenza che potrebbero sopperire a tali
carenze, se ci fossero; ebbene, questo non basta e dobbiamo
prendere personale dalle sedi periferiche e pagarne il comando, da
che cosa? Dai soldi per leggi future.
Capisco che il Governo forse non vuol più fare leggi, non ha più
interesse a farle.
Però sappiate che non è vero che si tratta di una partita di giro
- ho sentito parlare di partita di giro - è un falso, questi sono
fondi presi da future leggi.
Credo che il buon senso porterebbe a ritirare questo emendamento e
vorrei che qualcuno mi spiegasse come si farà nelle future leggi,
quando mancheranno i trecento, i quattrocentomila euro o quelli che
siano, e noi abbiamo, invece, un milione e mezzo che togliamo.
Faccio un esempio, e concludo: per alcune norme in cui mancavano
soldi, l'onorevole Cracolici sa, per i rifiuti nelle isole minori e
per la Pumex, non siamo riusciti a trovare 200 mila euro in più per
la Pumex, per i rifiuti nelle isole minori mancano un milione e
ottocentomila euro - caro Presidente, lei lo deve sapere, si porrà
il problema dei rifiuti nelle isole minori, penso a Lampedusa e a
tutte le altre isole, non riusciamo ad avere i sei milioni di euro
necessari -, ebbene diamo un milione e mezzo ai comandati della
sanità. E' una vergogna di questa Assemblea
LEANZA Nicola. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per annunciare il nostro voto favorevole e per motivarlo. I
comandati ci sono dal 2004 e il Governo precedente e molti colleghi
che in questo momento siedono nei banchi dell'Assemblea, hanno
fatto richiesta affinché questi lavoratori potessero essere
all'interno dell'Assessorato alla Salute.
Questi lavoratori sono funzionali, sono stati anche molto
funzionali rispetto al piano di rientro e, ovviamente, anche al
contenimento del debito della spesa sanitaria.
Non è il caso di andare a sottilizzare sul milione, milione e
mezzo di euro, sapendo che questo contributo é fino al 31 dicembre
di quest'anno e che si è trattato solo di una manovra assolutamente
improvvida, con cui sono stati tolti i soldi per darli all'ARPA, e
che oggi ci mette nelle condizioni di chiudere un settore
indispensabile in questo momento delicato per la sanità siciliana.
Quindi, per quanto ci riguarda, sarebbe opportuno votare questo
emendamento fino al 31 dicembre, poi ovviamente ci sarà la
possibilità di dibattere sulla loro utilità o meno, se devono
restare in ventinove rispetto a trentacinque o addirittura
dimezzarli o ridurli di un terzo.
Oggi penso che sia una questione di giustizia votare questo
emendamento e, quindi, è nella responsabilità di tutti fare in modo
che l'emendamento sia approvato, e sia approvato in maniera
convinta. E' dal 2004, ribadisco, dal 2008 ad oggi ve ne sono
soltanto sette in più; da questi setti in più, onorevole D'Asero,
si è ottenuto il piano di rientro, unica regione meridionale. E su
un bilancio di otto miliardi, sottilizzare su un milione di euro mi
sembra assolutamente fuori luogo.
Pertanto, in questo contesto ritengo corretto in maniera molto
serena votare questo emendamento perché i risultati sono stati
raggiunti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace la
discussione in corso perché c'è un tempo per lo scontro politico,
c'è un tempo per le diversità di opinioni e per le scelte che si
fanno, ma c'è un tempo in cui vi sono cose che non devono suscitare
particolari emozioni e passioni, non perché non sia legittimo avere
un'opinione diversa sulle modalità di finanziamento di un capitolo
come questo, ma perché - lo ripeto oggi visto che l'ho detto la
settimana scorsa, anche se è complicato - vorrei ricordare ai
colleghi che non stiamo trattando una scelta ma stiamo riparando ad
un torto che abbiamo commesso tutti noi involontariamente.
Col bilancio della Regione approvato qualche settimana fa abbiamo
previsto di ridurre la quota di spesa regionale per il capitolo in
questione trasferendo le risorse a copertura di altri capitoli del
bilancio regionale, tra cui l'ARPA. Perché lo abbiamo fatto?
Perché con la finanziaria avevamo inteso e deciso in Commissione
Bilancio che, visto che trattasi di gestione del personale
dell'Assessorato della salute, questo personale poteva gravare sul
fondo sanitario regionale su cui, com'è noto, la Sicilia interviene
per quota parte, per il 49 per cento circa.
Non c'è stata una decisione dell'Aula di non rinnovare i contratti
al personale comandato presso l'Assessorato; c'era una valutazione
di coprire quel capitolo in maniera diversa rispetto al passato, ed
era una decisione assunta dalla Commissione all'unanimità e in
Aula, quando si doveva trattare l'emendamento generale predisposto
dal Governo, era contenuta la norma che prevedeva, appunto, di
coprire la spesa per il personale comandato utilizzando il fondo
sanitario regionale.
Ora, che si utilizzino argomenti assolutamente capziosi,
nascondendo che attorno a questo capitolo si vuole ; in realtà -
diciamocelo pure, onorevole Beninati, ho visto che lei ha
richiamato me per due volte nel suo intervento - questa discussione
non ha come obiettivo la modalità di copertura. Onorevole Dina, si
dica la verità Volete utilizzare con il voto segreto un'occasione
per dare un colpo all'assessore Massimo Russo.
Allora, siccome bisogna dire le cose in italiano senza
nascondersi, senza giocare, se volete colpire e fare una battaglia
politica contro l'assessore Massimo Russo, fatelo alla luce del
sole...
DINA. Vogliamo ristabilire la legalità
CRACOLICI. ma giocare con questi trucchetti per fare in modo che
col voto segreto si utilizzi magari qualche collega che ha avuto,
come dire, qualche saluto in meno o qualche risposta sbagliata;
approfittare della faccia' dell'Aula per cercare di colpire
politicamente la politica sanitaria in Sicilia, è un atto
obiettivamente che non fa onore a chi lo fa di nascosto.
Apprezzerei di più se la battaglia fosse fatta de visu, mettendoci
la propria faccia.
Ecco perché dico, e lo dico ai colleghi: non cadete in questo
tranellino di chi pensa di utilizzare un argomento assolutamente
residuale, marginale, per dare una pugnalata, dal punto di vista
politico, alle spalle dell'assessore Russo. Io non mi presterò e
spero che la maggioranza dell'Aula non si presterà a questo gioco.
SCOMA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, vorrei ricordarvi che adesso siamo pronti per
votare. La mezz'ora prevista dal Regolamento è trascorsa. Vi
chiedo, pertanto, di limitare i vostri interventi.
SCOMA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per evitare
di ripetere le cose già dette dai colleghi, vorrei puntualizzare
che l'aumento di un milione e mezzo di euro era già stato oggetto
di un incontro abbastanza acceso svoltosi in VI Commissione poco
prima della stesura del bilancio di previsione. In quella giornata,
che era stata abbastanza calda - il presidente Laccoto lo ricorderà
- il capo di gabinetto dell'Assessore ritirò l'emendamento dicendo
che sarebbe stato trattato in un secondo tempo e avrebbero dato
tutte le spiegazioni e le giustificazioni dell'aumento di circa
dieci unità rispetto al bilancio dell'anno precedente.
La nostra convinzione è che, certamente, di queste figure se ne
possa fare a meno.
Pertanto la mia richiesta è che l'emendamento venga ritirato.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, prendo atto che c'è qualcuno che scandisce i
tempi, detta le regole e indica qual è la strada da seguire.
L'onorevole Cracolici, che è stato maestro di opposizione in
quest'Aula, ora pretende che chi, legittimamente, vuole tutelare
gli interessi dei siciliani non lo faccia Ne prendiamo atto.
Qui non vi è un ragionamento che interessa l'assessore Massimo
Russo, la cui politica sanitaria è sotto gli occhi di tutti: basta
visitare gli ospedali, basta vedere i tempi di prevenzione per
capire qual è il fallimento al quale stiamo assistendo. Qui vi è un
fatto che non è solo di metodo, ma anche di sostanza perché è fin
troppo evidente che, nel 2004 o prima o successivamente, nel
momento in cui si è scelto di utilizzare, anche in posizione di
comando, personale degli assessorati nelle aziende sanitarie di
tutta la Sicilia, nelle nove province, si è fatta una scelta.
Io non so se quella scelta è stata supportata poi da risultati,
non so se è giovata alla clientela o al controllo da parte di chi,
in tutti i modi, vuole allungare le mani fino in fondo.
Certo è che oggi ci troviamo a dover sopportare una somma di tre
milioni e mezzo di euro, onorevole Leanza, anche se il milione di
euro cui lei fa riferimento può essere considerato una partita di
giro. Allora, ritengo che chi aveva l'obbligo di essere chiaro era
proprio l'assessore Russo, onorevole Cracolici. Noi qui diciamo
chiaramente che discutiamo di una legge che nulla ha a che vedere
con la finanziaria, siamo fuori da quel sistema, abbiamo fatto una
scelta e lei, signor Presidente, è stato molto rigoroso nel
dichiarare inammissibili alcuni emendamenti che l'Aula aveva
proposto. Allora, dobbiamo essere consequenziali.
Non vi è nessuna esigenza né di vendetta né di chiarire percorsi
che sono chiari ai siciliani, perché non vi è nulla da chiarire,
signor Presidente. Tutto è chiaro.
La politica sanitaria in Sicilia è quella che è, cioè
perfettamente fallimentare
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento
A3 forse ha ragione l'onorevole Leanza perché non parliamo di
variare la legge, ma esclusivamente di aggiungere le somme che
mancano al pagamento di questi soggetti che poi, se motivatamente o
immotivatamente, sono stati assegnati all'ufficio di pianificazione
strategica, questo è un altro discorso.
Ho chiesto di parlare dopo l'onorevole Cracolici perché a me la
sbornia dei referendum e dei ballottaggi è già passata, mentre vedo
che all'onorevole Cracolici ancora no
Volevo ricordare tre cose.
Primo: la riforma della sanità - quella vera - l'abbiamo fatta
noi, voi avete votato contro, e adesso che dovete applicarla la
state applicando male; secondo: l'onorevole Cracolici fa un
richiamo a metterci la faccia contro l'eventuale azione di gestione
dell'assessore Russo, noi abbiamo presentato una mozione di
sfiducia, che è depositata presso la Presidenza dell'Assemblea
regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non mi risulta.
MANCUSO. Se non vi risulta, la facciamo risultare immediatamente.
PRESIDENTE. Mi dicono gli Uffici che si tratta di una mozione di
censura, non di sfiducia.
MANCUSO. Ha ragione, signor Presidente, è una mozione di censura,
ho sbagliato termine.
Quindi, non è che ci mettiamo la faccia, anche qualcosa di più.
Terzo: ha ragione lei, onorevole Cracolici. Di che cosa stiamo
parlando?
Quindi non si rifaccia ad una questione politica o contro
qualcuno; stiamo parlando di nulla e, proprio perché stiamo
parlando di nulla, sono d'accordo con l'onorevole Cracolici.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io sono d'accordo sia con l'onorevole Mancuso che con
l'onorevole Cracolici, non perché stiamo parlando di nulla, ma
perché credo e temo che si voglia forse caricare questo voto - che,
per altro, si esprime a scrutinio segreto - di significati e di
segnali che col merito dell'emendamento non hanno gran che a che
vedere. Credo che tutti i parlamentari che stanno per esprimere il
loro voto sanno che si tratta di una esigenza per la funzionalità
dell'Assessorato Salute, che è stata posta ben prima che nascesse
questo Governo. Non so se la legge per l'impiego di questi
comandati provenienti dalle aziende sanitarie risale al 2004, al
2005 o al 2006, ma pone un problema, signor Presidente, onorevoli
colleghi, che andrebbe affrontato una volta per tutte,
relativamente all'impiego produttivo di tutto il personale che, a
qualunque titolo, a carico delle aziende sanitarie, a carico delle
aziende partecipate o del bilancio della Regione, percepisce una
indennità e, a fronte di quest'ultima, presta la propria opera.
Faccio un esempio: nel comparto dei dipendenti regionali si
evidenzia una carenza di laureati in legge e di laureati in
economia e commercio. E' naturale, potremmo bandire un concorso per
gli uni e per gli altri; ma se noi potessimo invece avvalerci della
professionalità, con relativo titolo di studio corrispondente, di
persone che stanno in altre azienda, la Beni culturali' piuttosto
che l'Azienda forestale, magari avendo bisogno costoro di una
riqualificazione - visto che comunque uno stipendio, direttamente o
indirettamente, la Regione lo eroga già -, credo che risparmieremmo
parecchio.
Così come in questo caso, se l'Assessorato della Salute si
avvaleva di personale comandato, venti, diciotto, 18, oggi 29
unità, che paghiamo col nostro bilancio, mentre fino ad ieri o fino
a domani, se non passasse l'emendamento, queste stesse persone,
ovviamente fatte salve le indennità di trasferta, venissero
retribuite sempre dalla Regione, ma dalle aziende sanitarie, cosa
cambierebbe?
Si impedirebbe a questa gente e all'Assessorato di continuare,
ovviamente, quel lavoro che sarà contestato quanto si vuole,
produrrà consensi o li farà perdere, sono i tanti argomenti che
vado sentendo, ma che comunque, una per tutte, ci ha consentito di
rispettare il famoso piano di rientro, di cui da quattro anni, non
dal 2008, ma dal 2007 si parla, si pattuisce col Governo, si
sottoscrivono gli impegni.
Gli altri discorsi, onorevoli colleghi, se c'è da discutere di
come investire meglio il Fondo per le autonomie prevedendo altre
riserve piuttosto che discutere della politica sanitaria, credo che
siano argomenti che non vanno affrontati veramente in maniera
impropria, in occasione di questo voto che io credo sia
indispensabile esprimere con senso di responsabilità, e mi rivolgo
a tutti i novanta parlamentari, per consentire che il lavoro
dell'Assessorato possa proficuamente procedere.
La ringrazio, signor Presidente, e ringrazio i signori deputati.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.3
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo stata la richiesta di
votazione per scrutinio segreto appoggiata a termini di Regolamento
dagli onorevoli Adamo, Ammatuna, Apprendi, Barbagallo, Bosco,
Buzzanca, Campagna, D'Asero, Di Mauro, Gennuso, Gentile, Greco,
Leanza Nicola, Mancuso, Pogliese, Scoma e Vinciullo, indìco la
votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A.3
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Beninati, Bonomo, Bufardeci, Calanducci, Campagna, Cappadona,
Caputo, Cimino, Colianni, Corona, Cracolici, Cristaudo, D'Agostino,
D'Asero, De Benedictis, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Ferrara,
Galvagno, Gennuso, Gentile, Giuffrida, Greco, Gucciardi, Leanza
Nicola, Lentini, Limoli, Lo Giudice, Lombardo, Lupo, Marinese,
Marrocco, Mattarella, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto,
Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Ruggirello, Savona, Scilla,
Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Cascio Salvatore, Di Benedetto, Mineo e Musotto.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 59
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 29
Contrari 24
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A5 ed ai relativi
subemendamenti A5.1 e A5.2.
Si procede con il subemendamento A5.1. Ne do lettura:
«All'emendamento A.5, comma 2, sostituire le parole di durata
annuale con le parole di durata quinquennale ».
CAMPAGNA. Chiedo di apporre la firma all'emendamento A5 e ai
subemendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento A5.1. Il parere della
Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento A5.2. Ne do lettura:
«All'emendamento A5 aggiungere il seguente comma:
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche al
personale utilizzato in convenzione dalle ASP e dalle Aziende
ospedaliere in possesso dei requisiti di cui al comma 1 ».
Il parere della Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A5. Ne do lettura:
«1. Ai soggetti utilizzati in convenzione entro il termine
perentorio del 31 dicembre 2008 presso le Aziende Ospedaliere
Universitarie della Sicilia, ai sensi dell'articolo 30 della legge
regionale n. 30 del 1997 e dell'articolo 10, comma 3, del decreto
legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, si estendono le previsioni
normative previste dall'articolo 1, comma 550, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, previa procedura selettiva, ai sensi degli
articoli 42 e 49 delle leggi regionali 5 novembre 2004, n. 15 e 12
maggio 2010, n. 11.
2. Le Aziende sono autorizzate a stipulare con i soggetti di cui
al precedente comma contratti di diritto privato, senza oneri
aggiuntivi per la Regione, di durata annuale, eventualmente
rinnovabile, e comunque risolti alla data di completamento delle
procedure previste al comma 1 del presente articolo».
Pongo in votazione l'emendamento A5, come subemendato, con la
precisazione che al comma 1, quando fa riferimento all'articolo 1,
comma 550, si riferisce all'articolo 2, comma 550.
Al rigo successivo, quando fa riferimento agli articoli 42 e 49,
l'articolo 49 non esiste, quindi si intende che faccia riferimento
soltanto all'articolo 42.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entra in vigore il giorno successivo
alla pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Annunzio di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- numero 562 «Revoca del decreto n. 752 del 2011 dell'Assessorato
per la salute in materia di prestazioni ambulatoriali erogate dalle
case di cura private», dell'onorevole Beninati;
- numero 563 «Applicazione in Sicilia dell'articolo 14 della legge
328 del 2000», dell'onorevole Vinciullo;
- numero 564 «Ritiro del decreto assessoriale n. 0752/11»,
dell'onorevole Vinciullo;
- numero 566 «Interventi volti alla razionalizzazione delle
disposizioni relative alla mobilità di personale della sanità», a
firma degli onorevoli D'Asero, Mancuso, Beninati, Corona e
Buzzanca.
numero 567 «Iniziative di contrasto alla brucellosi»,
dell'onorevole Apprendi.
Si passa all'ordine del giorno numero 562. Il parere della
Commissione?
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, chiedo che quest'ordine del giorno venga ritirato in
quanto abbiamo una discussione in corso in Commissione.
PRESIDENTE. L'onorevole Beninati non intende ritirarlo. Il parere
del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, per
esprimere un parere chiedo che mi si consenta di leggere l'ordine
del giorno e di farmi un'idea, altrimenti darei un parere
allineandomi con quello che il presidente della Commissione mi
dice, e cioè che si voti contro.
Il presidente Laccoto ha chiesto di sospenderne la votazione
soltanto perché lo si possa approfondire. O sospendiamo la seduta,
e io lo chiedo formalmente, o si trovi il sistema perché si esprima
un parere ad occhi aperti e non così come sarei costretto a fare.
Non so cosa ci sia scritto, è abbastanza lungo, pare che sia
impegnativo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome conosco l'argomento e
conosco il lavoro che la VI Commissione sta svolgendo, per fare in
modo che non si voti l'ordine del giorno, e quindi per non far
esprimere il Governo, propongo di non mettere in votazione l'ordine
del giorno, ma di accettarlo come raccomandazione nella
consapevolezza che la Commissione ne terrà conto nella discussione
del decreto 752.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, sarebbe opportuno, rispetto ad
accogliere l'ordine del giorno come raccomandazione, che l'ordine
del giorno stesso venisse ritirato dall'onorevole Beninati, se non
altro per un motivo: c'è una discussione in corso in VI
Commissione, su cui si sta facendo un'approfondita riflessione. Si
sta discutendo dell'opportunità di modificare il decreto 752, e di
modificarlo in maniera tale che non ci siano delle disparità di
trattamento.
Pertanto questo ordine del giorno, così come è articolato, rischia
di diventare intempestivo e forse anche inopportuno, per cui invito
l'onorevole Beninati a soprassedere sullo stesso oppure a ritirarlo
in quanto domani, alle ore 15.00, è convocata la VI Commissione per
discutere della questione.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire all'onorevole Beninati,
presentatore di questo ordine del giorno già in data 7 giugno,
quindi in una data antecedente alla discussione approfondita che
stiamo facendo in Commissione - che sicuramente ha portato ad un
miglioramento del testo e una valutazione unanime della Commissione
ha sicuramente indirizzato l'assessore sulla strada che veniva
richiesta - che oggi non avrebbe senso andare a votare questo
ordine del giorno.
L'onorevole Beninati ha assistito ad una parte dei lavori della
Commissione e ha visto che noi siamo orientati a cercare delle
soluzioni equilibrate.
Pertanto sarebbe opportuno che ritirasse l'ordine del giorno.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo che c'è
stata grande attenzione su questo ordine del giorno, però ricordo a
me stesso che questo decreto è stato sospeso dall'assessore.
Ora, non vorrei dovere rammentare i motivi per cui è stato
sospeso.
In parte, potrei accogliere con il mio ordine del giorno quanto
dice l'onorevole Laccoto.
Però vorrei che l'onorevole Laccoto fosse onesto con sé stesso,
nel ruolo che ricopre: oggi sono andato in VI Commissione, non per
caso, ma perché ricordavo di avere presentato quest'ordine del
giorno e perché oggi ci saremmo incontrati in Commissione e,
quindi, in Aula.
Signor Presidente, l'Aula deve sapere - visto che parliamo della
riunione della Commissione - che la VI Commissione sta cercando,
anzi sta pietendo all'assessore di riformulare l'articolo 3 perché
l'assessore lo ha già scritto, ad uso e piacimento proprio. Prova
ne è che la Commissione in questi giorni, e così anche oggi, ha
cercato di fermare quella riscrittura, ma ancora non ci è riuscita.
Per cui auspico che la Commissione sia coerente, cosciente e
consequenziale, perché se quell'articolo 3 - e possiamo limitare
quest'ordine del giorno all'articolo 3 - rimarrà uguale a quello
che l'assessore ha previsto e sul quale, scusatemi, colleghi della
Commissione, non avete inciso minimamente, credo che dovreste
prendere come decisione che forse è meglio che la Commissione non
si riunisca più perché non è conclusiva rispetto ad un'iniziativa
propria.
Su questo articolo vi è stata una discussione, è stata chiesta la
sospensione, ma non si sa ancora se vi sarà una riscrittura o se
l'assessore andrà comunque avanti, come ha sempre fatto.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
l'ordine del giorno dell'onorevole Beninati con la precisazione che
da ultimo ha formulato, nel senso che la revoca, o comunque la
sospensione del decreto deve riguardare solo l'articolo 3 e,
pertanto, dichiaro di apporvi la firma.
Detto questo, devo aggiungere - avendo seguito i lavori della VI
Commissione fino all'ultimo, fin quasi alle ore 14.45 - che la
Commissione ha adottato già, nella sostanza, questo risultato nel
senso che già oggi è stato detto che, qualora ve ne fosse la
necessità per altre ragioni istituzionali, il decreto si può
pubblicare dopo avere stralciato l'articolo 3, così come, aggiungo,
per quanto riguarda l'articolo 3 si è pensato ad una sua
formulazione, su cui non tutta la Commissione è d'accordo, non
soltanto per la eventuale percentuale da applicare, del 2 o del 3
per cento, ma sui princìpi.
Ragione per la quale credo che potremmo votare adesso l'ordine del
giorno nella parte così come emendata dall'onorevole Beninati,
limitando la sospensione solo all'articolo 3 e rinviando la sua
applicazione ad un eventuale esito favorevole del parere della VI
Commissione, una volta pervenuto il nuovo testo che il Governo
dovrà presentare, come prevede la legge.
Siamo rimasti d'accordo che il decreto, stralciato l'articolo 3,
può andare avanti.
Il Governo riscriva l'articolo 3, lo presenti in VI Commissione e
la Commissione lo riesaminerà, forte di una relazione e delle
conseguenze economico-finanziarie che avrà l'apertura degli
ambulatori nelle case di cura private.
Nessuna politica ostruzionistica, bensì disponibilità a trattare;
ma a trattare avendo coscienza, con la relazione e con i numeri del
contesto economico-finanziario e del dato del fabbisogno
finanziario.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per
rimarcare il fatto che si può decidere di votare o di non votare un
emendamento, si può decidere di essere d'accordo o meno, ma quello
che non si può verificare è che ben nove colleghi, me compreso,
abbiano condiviso il testo dell'emendamento, lo abbiano votato e
risultino assenti.
L'onorevole Barbagallo risulta inesistente, non è né tra i
presenti né tra gli assenti, eppure è qua e ha il suo tesserino,
così come ben otto componenti del Gruppo del Partito Democratico
risultano assenti. Lo dico non perché c'è un problema di marcare la
presenza, ma di condivisione politica del testo.
Lo abbiamo condiviso, lo abbiamo votato e a me non fa piacere
risultare tra quelli che nascondono la mano.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, torno a
parlare dell'ordine del giorno numero 562, a firma dell'onorevole
Beninati; ma anche il 564, dell'onorevole Vinciullo, è analogo, non
vorrei anticipare quello che dirà, ma dovrebbe essere ritirato. Non
vorrei che in questa disputa sul merito del provvedimento noi
calpestassimo il metodo.
Signor Presidente, la invito a rispettare le prerogative del
Parlamento e anche delle Commissioni.
Se la Commissione non si fosse adoperata tempestivamente per
entrare nel merito di questo provvedimento, addirittura chiedendone
pubblicamente la sospensione e ottenendola, chiedendo la
trattazione nel merito in Commissione, e compiendola fino a questa
mattina, avrebbe ragione il Parlamento a chiedere una sospensione o
una revoca del decreto, o di parte di esso. Ma sia il decreto che
parte di esso, e specificatamente l'articolo 3, sono oggetto dei
lavori della VI Commissione.
Allora, qui non entro nel merito, ripeto, perché diffusamente ne
abbiamo trattato in quella sede; ma mi domando e le domando,
Presidente, che valore ha allora intervenire in Commissione su
questa materia quando, proprio mentre se ne discute per volontà del
Parlamento e dei membri della Commissione, si interviene con un
ordine del giorno per impedire la discussione stessa o per fare
finta che questa discussione non sia avvenuta e non abbia prodotto
proprio stamattina risultati in coerenza con la preoccupazione che
tutti quanti abbiamo espresso?
Signor Presidente, credo che a fronte di quello che sto dicendo
lei abbia tutte le argomentazioni per chiedere non già il ritiro
dell'ordine del giorno, perché l'onorevole Beninati su questo punto
si è già espresso, ma per dichiarare improponibile l'ordine del
giorno stesso proprio perché un altro Organo che, invece, è
deputato alla sua trattazione lo sta facendo e sarebbe un vulnus ai
lavori della Commissione se il Parlamento intervenisse in questa
misura. Noi non avremmo fatto la discussione; non solo, ma aggiungo
che se quest'esame proseguisse e fossimo costretti a votare e, per
ipotesi, approvassimo l'ordine del giorno renderemmo vane le
discussioni della Commissione.
Quindi, torno a dire, signor Presidente, lei ha il dovere di
rispettare e preservare il merito del lavoro della Commissione. Al
contrario, se bocciassimo l'ordine del giorno altrettanto
renderemmo vano l'approfondimento in Commissione perché la materia
non si presta ad un sì o a un no; si presta ad un approfondimento,
che è quello che la Commissione sta facendo.
Le chiedo, pertanto, di rispettare il lavoro che la VI Commissione
sta facendo e che ha fatto fino a stamattina e che si è impegnata a
fare nella prossima seduta convocata per domani.
La informo, Presidente, e vorrei che su questo riflettesse, che la
Commissione non ha concluso i propri lavori ma li ha sospesi, come
può verificare dal verbale. Quindi questo ordine del giorno
verrebbe votato in costanza dei lavori della Commissione che si è
semplicemente aggiornata alla prossima data senza dichiarare chiusi
i lavori, sulla scorta appunto di quanto oggi è stato esaminato.
Pertanto, signor Presidente, le chiedo di dichiarare improponibile
l'ordine del giorno.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, intervengo per ribadire quanto già
detto a più voci.
Qui la questione è molto delicata e investe proprio la Presidenza
dell'ARS.
L'emendamento e l'intero decreto in questo momento, si tratta di
un passaggio molto delicato, sono in discussione in VI Commissione.
Fare un ordine del giorno su una discussione aperta in VI
Commissione è un irriguardo istituzionale. Io non sono un deputato
di grande esperienza, però così noi apriamo così una maglia che
mette in discussione anche l'autorevolezza della Presidenza.
Cosa ne penserebbe lei se, rimandando un decreto o un disegno di
legge in Commissione, qualcuno nel frattempo facesse un ordine del
giorno contro quel disegno di legge o quel decreto che è in
discussione? Non si è mai verificato - tra l'altro, so di parlare
ad orecchie sensibili - per esempio non si è mai verificato durante
il periodo di presidenza dell'onorevole Beninati.
Signor Presidente, invito lei e invito l'onorevole Beninati ad
evitare questo corto circuito abbastanza delicato e pure
imbarazzante.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, io ribadisco intanto all'onorevole Beninati che la
Commissione non ha pietito nessun parere all'assessore ma ha
formulato una propria riscrittura dicendo chiaramente che le linee
guida sono quelle per poter esprimere parere favorevole -
diversamente non avremmo dato parere favorevole -; per cui abbiamo
chiesto all'assessore di pubblicare il decreto, qualora non
condivida la nostra riscrittura, senza l'articolo 3. E' chiaro che
oggi non avrebbe senso fare un ordine del giorno di questo tipo,
come hanno ribadito i componenti della Commissione, e tra l'altro -
lo ha detto l'onorevole De Benedictis, ma lo ribadisco anch'io -
se il decreto oggi è sospeso, lo è per una presa di posizione ferma
e pubblica della Commissione che ha preso una posizione pure con un
comunicato stampa sui giornali. Quindi, non vi è una prevaricazione
della Commissione, non ci può essere una prevaricazione
dell'Assemblea perché la Commissione ha agito, sin dal primo
minuto, con determinazione sull'articolo 3 che riteneva non congruo
rispetto alle richieste provenienti dal mondo degli specialisti
convenzionati e rispetto all'apertura di nuove frontiere, che
sicuramente noi abbiamo bloccato.
Possiamo essere sicuri che se l'emendamento non verrà secondo la
formulazione accettata dalla Commissione, noi chiederemo lo
stralcio dell'articolo 3.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, ritira l'emendamento?
Con queste autorevoli rassicurazioni possiamo evitare un'eventuale
bocciatura che potrebbe pregiudicare il cammino del disegno di
legge.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, sono stato frainteso, il mio
intervento era totalmente il contrario di quello che i colleghi
componenti della Commissione forse hanno detto. Era proprio nel
senso del rispetto della Commissione, tenuto conto che oggi sono
stato presente in VI Commissione e ho capito dai colleghi che non
vi era la certezza che l'articolo 3 venisse stralciato.
Se il Presidente dichiara, come dice, e lo ribadisce il Presidente
della Regione, che se l'articolo 3 non é condiviso dalla
Commissione - penso che questo sia lo spirito - e va avanti invece
così come sembra stia andando avanti, a mio parere è un fatto
grave.
Al contrario, io sono a favore e ho rispetto della Commissione la
quale, il più delle volte, quando interviene l'assessore Russo, non
viene totalmente considerata; ricordo che era così pure quando ero
io presidente della Commissione e devo dire che continua così negli
anni.
Superato questo, con l'impegno a che l'articolo 3 sia esitato così
come vuole la Commissione, io sono a favore della Commissione,
mentre qui quasi sembrava che io fossi colui che voleva scavalcare
la Commissione stessa.
Non mi sarei mai permesso né credo di avere la titolarità per
farlo.
Pertanto, condivido l'ultima parte dell'intervento del presidente
Laccoto nel senso che l'articolo 3 non può che essere quello che
verrà esitato dalla Commissione.
Se è così, sono perfettamente d'accordo e ritiro l'ordine del
giorno.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 562 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 564, dell'onorevole
Vinciullo.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 563, dell'onorevole
Vinciullo.
DE BENEDICTIS. Dichiaro di apporvi la firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori assessori, onorevoli colleghi, il presente ordine del
giorno - con piacere accolgo il fatto che l'onorevole De Benedictis
ha deciso di apporvi la firma - non fa altro che chiedere
l'applicazione dell'articolo 14 della legge 328 del 2000, uno
strumento normativo volto a favorire la piena integrazione delle
persone diversamente abili in tutti gli ambiti di vita. Cosa è
successo?
L'articolo 14 è stato recepito, è l'articolo 2 della legge
regionale 5; ma non tutti i comuni sono riusciti, ad oggi, a
trovare la giusta intesa con le ASP con un rimpallo di
responsabilità fra aziende sanitarie provinciali e alcuni comuni
che non intendono dare applicazione all'articolo 14.
Questo ordine del giorno si limita a chiedere al Governo di
predisporre una circolare esplicativa - vincolante, sia chiaro -,
in maniera tale che ognuna delle due parti in causa, azienda
sanitaria di riferimento e comune di riferimento, possa applicare
in maniera equa e nello stesso modo l'articolo 14 della legge 328
in tutti i comuni della Sicilia.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Bufardeci, Cappadona,
Falcone e Colianni hanno dichiarato di voler apporre la firma
all'ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 563. Il parere del
Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 566, dell'onorevole D'Asero.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 567, dell'onorevole
Apprendi.
Comunico che allo stesso hanno dichiarato di voler apporre la
firma gli onorevoli Bufardeci, Digiacomo, Vinciullo, Laccoto,
Colianni, Falcone, Gennuso, Cimino e Cappadona.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 567. Il parere del
Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
nn. 582 e altri/A (potenziamento rete regionale residenzialità
per i soggetti fragili)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili» (582-590-606/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge nn. 582-590-606/A «Riorganizzazione e
potenziamento della rete regionale di residenzialità per i soggetti
fragili»
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Beninati, Bonomo, Bufardeci, Calanducci, Campagna,
Cappadona, Caputo, Catalano, Cimino, Colianni, Corona, Cracolici,
Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De Benedictis, De Luca, Digiacomo,
Di Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani, Falcone, Faraone, Federico,
Ferrara, Forzese, Galvagno, Gennuso, Greco, Gucciardi, Laccoto,
Leanza Nicola, Lentini, Limoli, Lo Giudice, Lombardo, Lupo,
Mancuso, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella,
Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto, Pantuso, Pogliese, Ragusa,
Raia, Rinaldi, Savona, Scilla, Scoma, Termine, Torregrossa,
Vinciullo.
Si astiene: Picciolo.
Sono in congedo: Cascio Salvatore, Di Benedetto, Mineo e Musotto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 66
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Seguito della discussione del disegno di legge «Recepimento del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche
ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive
modifiche ed integrazioni. Disciplina dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture» (nn. 719-515-673/A)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge nn. 719-515-673/A «Recepimento del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed
integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive
modifiche ed integrazioni. Disciplina dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture», posto al n. 2).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
della Commissione.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta numero 259 del 7
giugno 2011 era stato approvato il passaggio all'esame degli
articoli.
Come tutti ricorderete, alla legge di riforma del settore degli
appalti era stato aggregato un emendamento che riguardava riserve
sul Fondo per le autonomie, un emendamento complesso e articolato,
con molte voci. Stamattina, la Commissione Bilancio ha deciso di
stralciare questo emendamento dalle norme sugli appalti e di farne
oggetto di un disegno di legge autonomo che, essendo stato già
approvato, sarebbe pronto per l'Aula e su cui potremmo lavorare
anche a cominciare da domani. E' una variazione di bilancio, in
sostanza.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, stamattina ho partecipato alla
Commissione Bilancio e c'è stata la volontà unanime proprio su
quello che diceva lei, circa la necessità di stralciare
l'emendamento relativo alle riserve in favore degli enti locali e
di farlo diventare un disegno di legge autonomo, una specifica
legge di settore.
Auspicherei, trattandosi di un solo articolo, tra l'altro
condiviso ampiamente dall'intera Commissione, ma direi dall'intero
Parlamento, proprio perché incide sugli enti locali che devono fare
al più presto il bilancio - alcuni l'hanno fatto non tenendo conto
o confidando anche su questo emendamento, su questo intervento
finanziario che reputo fondamentale per tutti gli enti locali
siciliani - che si potesse domani stesso incardinare in Aula.
Speravo - devo dire la verità - che si facesse un'inversione
nell'ordine dei lavori, che si sospendesse il disegno di legge
sugli appalti, con la disponibilità dell'assessore Pietro Carmelo
Russo, e si procedesse invece già stasera ad incardinare il singolo
articolo sugli enti locali perchè ha riscontrato l'unanimità in
Commissione Bilancio e potrebbe trovare la stessa ampia adesione in
Aula. Detto questo, se però stasera non è possibile, chiedo che sia
incardinato già domani.
Alla fine, con un po' di buona volontà, questo emendamento, che
diventa un disegno di legge di un solo articolo, potrebbe essere
approvato in una seduta, per poi riprendere immediatamente e con
molta serenità la discussione del disegno di legge sugli appalti.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa?
RAGUSA. Su questo argomento.
PRESIDENTE. Questo argomento non è iscritto all'ordine del giorno
della presente seduta e, pertanto, come sapete, la Presidenza non
può fare un'inversione dell'ordine del giorno.
La seduta di domani si aprirà con la discussione di questo disegno
di legge anche perché, essendo stato approvato dalla Commissione
Bilancio stamattina, occorrono le quarantotto ore regolamentari per
iscriverlo all'ordine del giorno; ma se c'è l unanimità bastano
ventiquattro ore. Certamente non meno di ventiquattro ore.
Procediamo, quindi, con il disegno di legge di riordino del settore
degli appalti fin dove si può, anche perché il Governo ha
l'esigenza di approfondire alcune questioni.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende l'esame del disegno di legge nn. 719-515-673/A
PRESIDENTE. Si passa pertanto all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Applicazione della normativa nazionale
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge si applica nel territorio della Regione il decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante Codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle
direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE' e le sue successive modifiche ed
integrazioni ed i regolamenti in esso richiamati e successive
modifiche, ad eccezione dell'articolo 7, commi 8 e 9, dell'articolo
84, dell'articolo 127, comma 3, dell'articolo 128, dell'articolo
133, comma 8 e dell'articolo 140, comma 2. In particolare, a far
data dalla sua entrata in vigore, si applica il D.P.R. 5 ottobre
2010, n. 207 e le successive modifiche ed integrazioni, con
esclusione delle parti riferibili alle norme del decreto
legislativo 163/2006 espressamente dichiarate non applicabili in
forza della presente legge. Entro il 31 dicembre 2011, con
regolamento adottato ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto
regionale, saranno definite le modalità di applicazione delle
disposizioni di cui ai successivi articoli.
2. I riferimenti al Bollettino ufficiale della Regione' e alla
Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana' contenuti nel
decreto legislativo 163/2006 devono intendersi riferiti alla
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana'; nel caso di
riferimenti ad organi ed istituzioni statali deve farsi riferimento
ai corrispondenti organi ed istituzioni regionali.
3. Sono fatti salvi l'articolo 3 della legge regionale 21 agosto
2007, n. 20, e l'articolo 7 della legge regionale 3 agosto 2010, n.
16».
Comunico che sono stati presentati, dagli onorevoli Fiorenza e de
Luca, gli emendamenti 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4.
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 1.5, che
così recita:
«Cassare le parole, al comma 1, dell'articolo 127, comma 3 e
dell'articolo 140, comma 2 ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Ambito di applicazione
1. Le norme della presente legge si applicano:
a) all'Amministrazione regionale, alle aziende ed agli enti
pubblici da essa dipendenti e/o comunque sottoposti a vigilanza,
agli enti locali territoriali e/o istituzionali e loro associazioni
comunque denominate e consorzi, agli enti ed aziende da questi
dipendenti e comunque sottoposti a vigilanza, nonché agli altri
organismi di diritto pubblico e soggetti di diritto privato a
prevalente o intera partecipazione pubblica;
b) agli altri soggetti aggiudicatori individuati dal comma 1
dell'articolo 32 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
c) agli enti di culto e/o di formazione religiosa e/o agli enti
privati, limitatamente ai lavori per i quali è fruibile un
finanziamento pubblico, regionale o extra regionale, fermi restando
gli obblighi di rendicontazione della quota pubblica di
finanziamento. Gli enti di culto e/o di formazione religiosa e/o
agli enti privati, e gli enti sottoposti a vigilanza privi di
uffici tecnici, per i lavori previsti al comma 1 dell'articolo 1,
si avvalgono, per le fasi di istruttoria, di aggiudicazione e
successive, degli enti locali territorialmente competenti».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Fiorenza e De Luca: 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6;
- dagli onorevoli Aricò, Marrocco, Currenti e Gentile: 2.1.
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirare gli emendamenti a mia firma 2.2, 2.3, 2.4, 2.5, 2.6.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.1. Ne do lettura:
«Al comma 1, lettera c) le parole limitatamente ai lavori per i
quali è fruibile un finanziamento pubblico regionale o extra
regionale, fermi restando gli obblighi di rendicontazione della
quota pubblica di finanziamento sono sostituite dalle seguenti:
limitatamente alle opere per le quali è prevista una
programmazione regionale di finanziamento ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture
1. L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture, di seguito denominata Autorità, opera
nel territorio della Regione.
2. L'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità è
autorizzato a stipulare, previo parere della competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, apposita
convenzione con l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici
di lavori, servizi e forniture per l'assolvimento, nel territorio
della Regione, dei compiti e delle funzioni cui l'organo è
preposto.
3. I proventi dell'attività sanzionatoria dell'Autorità,
effettuata nel territorio della Regione, e concernenti violazioni
di normativa regionale, salva l'eventuale detrazione di una quota
da convenirsi nella convenzione di cui al comma 2, affluiscono in
entrata nel bilancio della Regione».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Fiorenza e De
Luca gli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3 e 3.4.
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Istituzione del Dipartimento regionale tecnico
l. Nell'ambito dell'Assessorato regionale delle infrastrutture e
della mobilità è istituito il Dipartimento regionale tecnico.
2. La tabella 'A' di cui alla legge regionale 15 maggio 2000, n.
10 e successive modifiche ed integrazioni, è così modificata: dopo
le parole 'Assessorato regionale delle infrastrutture e della
mobilità: - Dipartimento regionale delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti.' sono aggiunte le parole 'Dipartimento
regionale tecnico.'
3. Il Dipartimento regionale tecnico svolge le seguenti attività:
a) svolge i servizi di cui al decreto legislativo 163/20106
allegato II A categoria 12 e, in particolare:
1) esegue la progettazione, la direzione ed il collaudo dei lavori
di competenza regionale;
2) cura gli adempimenti tecnici e controlli concernenti le opere
pubbliche di competenza regionale;
3) verifica l'osservanza delle norme tecniche di costruzione nella
fase realizzativa delle opere, ai fini della sicurezza statica e
funzionale dell'opera, e della verifica sismica;
4) fornisce consulenza tecnica agli enti locali della Regione e,
su loro richiesta e nel loro interesse svolge, a titolo oneroso, i
servizi di cui alla presente lettera;
b) redige il prezzario unico regionale per le opere pubbliche e
coordina la Commissione consultiva per la redazione del prezzario
unico regionale;
c) assicura il funzionamento della Commissione regionale dei
lavori pubblici;
d) esercita le attività ispettive sui lavori su motivata e
specifica richiesta degli altri rami dell'Amministrazione
regionale;
e) cura la raccolta delle informazioni relative all'intero ciclo
di realizzazione dei contratti pubblici di lavori, servizi e
forniture, in particolare alla fase di programmazione, esperimento
della gara di appalto, affidamento, esecuzione, collaudo e
gestione. I soggetti di cui all'articolo 2 hanno l'obbligo di
rapportarsi esclusivamente al Dipartimento per la raccolta delle
informazioni utili ai servizi informativi e statistici.
4. Il Dipartimento svolge inoltre i seguenti compiti:
a) rileva e raccoglie informazioni e dati statistici sulle
modalità di esecuzione e sui risultati degli appalti di lavori,
servizi e forniture, sul rispetto delle normative statali e
regionali in materia e di quelle sulla sicurezza e sulla tutela del
lavoro nonché delle disposizioni vigenti in materia di subappalto,
di contrattazione collettiva e di prevenzione degli infortuni. In
particolare, oltre ad evidenziare, sulla base dei dati acquisiti ed
elaborati, scostamenti del costo della manodopera, anche con
riferimento al costo desunto dai contratti collettivi nazionali di
lavoro (CCNL) di comparto sottoscritti dalle rappresentanze
sindacali comparativamente più rappresentative e dagli accordi
territoriali di riferimento, compresi quelli aziendali, rientrano
tra i compiti del Dipartimento le attività relative:
1) alla gestione e all'aggiornamento dei dati contratti pubblici
mediante la creazione di un archivio contenente l'anagrafica delle
stazioni appaltanti, delle imprese e degli altri soggetti coinvolti
nello svolgimento dell'appalto, i dati relativi all'impiego della
manodopera ed alla tutela e sicurezza del lavoro, i dati relativi
all'intero ciclo dell'appalto;
2) all'elaborazione dei dati acquisiti ed alla conseguente
redazione di appositi rapporti statistici sull'andamento e sulle
caratteristiche della spesa pubblica per lavori, servizi e
forniture;
3) alla definizione di standard uniformi di informazioni sui
contratti pubblici nella realizzazione del profilo del committente;
4) all'assolvimento, attraverso il proprio sito web, degli
obblighi di pubblicità previsti dalle lettere g) e h) e dalle norme
comunitarie e statali;
b) attiva, gestisce ed aggiorna una banca dati per il monitoraggio
dei lavori, dei servizi e delle forniture pubbliche eseguiti nel
territorio regionale;
c) promuove attività di indirizzo e regolazione, anche cooperando
con le altre regioni e con i competenti organismi statali, nonché
la qualità delle procedure di appalto e la qualificazione degli
operatori pubblici e privati ad esse addetti attraverso:
1) l'elaborazione, in collaborazione con i soggetti interessati,
di linee guida e documenti di gara nonché altri strumenti
finalizzati a semplificare e uniformare le procedure per
l'affidamento e la gestione degli appalti;
2) l'elaborazione e la proposta di modifiche ai bandi tipo
adottati dall'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità, dipendenti anche da nuove disposizioni normative;
3) iniziative utili al rispetto dei termini di pagamento dei
corrispettivi contrattuali, a garanzia della regolare esecuzione
dei contratti pubblici;
d) realizza studi e ricerche, organizza convegni, acquisisce e
diffonde documentazione tecnica e dati nonché le buone pratiche
delle stazioni appaltanti e degli operatori del settore, ivi
comprese quelle relative alla responsabilità sociale delle imprese;
e) assicura le attività necessarie per il funzionamento del sito
web, per la pubblicazione degli avvisi e dei bandi di gara;
f) espleta attività finalizzate agli approfondimenti e
all'uniformità degli indirizzi interpretativi in materia di
contratti pubblici di lavori, servizi e forniture;
g) provvede alla pubblicazione informatica del Notiziario
regionale sugli appalti e le concessioni' includente le forniture
di beni e di servizi, per la messa a disposizione delle stazioni
appaltanti delle notizie utili in ordine alla normativa vigente in
materia, alle risultanze delle gare, alle dinamiche dei prezzi,
alle problematiche procedurali presentatesi;
h) assembla ed elabora i dati in suo possesso anche con procedure
statistiche e li rende disponibili su reti informatiche condivise
dagli enti locali;
i) cura la vigilanza ed il controllo dei contratti pubblici
promuovendo le opportune iniziative, ivi compreso l'intervento
ispettivo anche attraverso le competenti strutture regionali,
qualora sulla base delle risultanze comunque acquisite emergano
insufficienze, ritardi, anche nell'espletamento delle gare,
disservizi ed ogni altra anomalia;
l) trasmette annualmente alla competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana una relazione sull'andamento del
settore degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi;
m) concorre alla determinazione dei costi standardizzati per tipo
di lavoro, servizio e fornitura in relazione al territorio
regionale;
n) richiede ai soggetti di cui all'articolo 2, nonché agli
operatori economici che ne siano in possesso, i documenti, le
informazioni e i chiarimenti relativamente ai contratti pubblici.
In caso di omessa o ritardata evasione della richiesta, senza
giustificato motivo, il Dipartimento comunica le risultanze
all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, a fini
sanzionatori.
5. Le stazioni appaltanti e enti aggiudicatori o realizzatori sono
tenuti a comunicare al Dipartimento, per i contratti di importo
superiore a 150.000 euro, secondo le modalità rese note dallo
stesso Dipartimento d'intesa con l'Autorità:
a) entro trenta giorni dalla data di aggiudicazione definitiva o
di definizione della procedura negoziata, i dati concernenti il
contenuto dei bandi, dei verbali di gara, i soggetti invitati,
l'importo di aggiudicazione, il nominativo dell'affidatario e del
progettista;
b) limitatamente ai settori ordinari, entro sessanta giorni dalla
data del loro compimento ed effettuazione, l'inizio, gli stati di
avanzamento e l'ultimazione dei lavori, servizi, forniture,
l'effettuazione del collaudo e l'importo finale del lavoro. Per gli
appalti di importo inferiore a cinquecentomila euro non è
necessaria la comunicazione dell'emissione degli stati di
avanzamento. Le norme del presente comma non si applicano ai
contratti di cui agli articoli 19, 20, 21 22, 23, 24, 25 e 26 del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche e
integrazioni, per i quali le stazioni appaltanti e gli enti
aggiudicatori trasmettono al Dipartimento, entro il 31 gennaio di
ciascun anno, una relazione contenente il numero e i dati
essenziali relativi a detti contratti affidati nell'anno
precedente, secondo le modalità rese note dal Dipartimento,
d'intesa con l'Autorità. Il soggetto che ometta, senza giustificato
motivo, di fornire i dati richiesti è sottoposto, anche su
segnalazione del Dipartimento, con provvedimento dell'Autorità,
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino a
25.822 euro. La sanzione è elevata a 51.545 euro se sono forniti
dati non veritieri.
6. I soggetti di cui al comma 5 sono tenuti a rendere noti i dati
di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma 5, con le modalità
previste, rispettivamente, dall'articolo 66, comma 7, e
dall'articolo 122, comma 5, del decreto legislativo n. 163/2006,
per la pubblicità a mezzo stampa, a valere sui ribassi d'asta.
7. I dati di cui al comma 5, relativi ai lavori forniture di beni
e servizi di interesse regionale, provinciale e comunale, sono
comunicati al Dipartimento che li trasmette all'Autorità.
8. Il Dipartimento esplica le funzioni previste ai commi
precedenti anche per i contratti di forniture di beni, nonché per
gli appalti di servizi e nei settori esclusi, per importi superiori
a 20.000 euro.
9. Costituiscono articolazioni funzionali del Dipartimento gli
uffici provinciali del Genio civile e l'Ufficio regionale per
l'espletamento di gare d'appalto.
10. All'organizzazione conseguente alle disposizioni di cui al
presente articolo si provvede ai sensi dell'articolo 11, comma 2,
della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Fiorenza e De Luca: dal 4.1 a 4.34;
- dall'onorevole Cracolici: 4.6, 4.26;
- dagli onorevoli Cracolici e De Benedictis: 4.35;
- dagli onorevoli Faraone, Panepinto, Raia e Marinello: 4.36.
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirare gli emendamenti 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.6, a firma Cracolici. Ne do lettura:
«Al comma 3, lettera a), punto 4, sopprimere le seguenti parole
e, su loro richiesta e nel loro interesse svolge, a titolo
oneroso, i servizi di cui alla presente lettera ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirare gli emendamenti 4.7, 4.8, 4.9, 4.10.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.11, a firma degli onorevoli Fiorenza e
De Luca. Ne do lettura:
«Al comma 3, dopo la lettera e), aggiungere le seguenti lettere:
"f) ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale n. 28/62 e
dell'art. 3 della legge regionale n. 7/2002 e successive modifiche
ed integrazioni, esercita le attività ispettive e di vigilanza, gli
adempimenti tecnici ed i connessi controlli sulle opere di
competenza dei vari dipartimenti regionali e su quelle di interesse
degli enti locali, dagli stessi programmate ed eseguite con fondi
del bilancio regionale e/o comunitari, nonché l'attività dei
controlli di primo livello sulle opere a valere PO FESR 2007/2013
ed altresì gli incarichi di supporto tecnico su altri programmi
comunitari".
g) l'attività di vigilanza di cui alla lettera f) è espletata sia
in forma preventiva che in forma successiva. In particolare la
vigilanza preventiva riguarderà, tra l'altro, la consulenza e la
collaborazione con l'ufficio del RUP nel merito delle approvazioni
progettuali,delle procedure di gara; la vigilanza successiva
riguarderà tra l'altro la consulenza e la collaborazione con
l'ufficio del RUP in corso d'opera, nonché il visto tecnico sugli
atti di contabilità finale. Per l'attività di vigilanza si applica
quanto previsto nell'atto di indirizzo dell'Assessore alle
Infrastrutture ed alla Mobilità prot. n. 38369 del 21 aprile
2011 ».
Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirare gli emendamenti 4.12, 4.13, 4.14, 4.15, 4.16, 4.17, 4.18,
4.19, 4.20, 4.21, 4.22, 4.23, 4.24 e 4.25.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.26, a firma dell'onorevole Cracolici.
Ne do lettura:
«Al comma 5, dopo le parole per i contratti aggiungere di
lavori, beni, servizi e forniture ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirare gli emendamenti 4.27 e 4.28.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.29, degli onorevoli Fiorenza e De Luca.
Ne do lettura:
«Al comma 5, dopo la lettera b) aggiungere la seguente:
c) per l'attività di vigilanza si applica quanto previsto
nell'atto di indirizzo dell'Assessore alle infrastrutture ed alla
mobilità, prot. n. 38369 del 21 aprile 2011 che prevede l'uso del
check-list interattiva che tutti gli enti appaltanti sono obbligati
ad aggiornare in tempo reale ».
Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, ringrazio per l'apprezzamento, ma è
improprio richiamare in una norma di legge direttiva
assessoriale'; è un problema di tecnica legislativa e quindi va
inserito in atti di indirizzo.
PRESIDENTE. Mi pare di capire che c'é un invito al ritiro da parte
dell'onorevole De Luca.
DE LUCA. Possiamo cassare la sua direttiva, ma la sostanza non
cambia.
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Manca l'oggetto.
Mi permetto sommessamente di suggerire la sostituzione con un
ordine del giorno.
DE LUCA. Non ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo, pongo in
votazione l'emendamento 4.29.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirare gli emendamenti 4.30, 4.31, 4.32, 4.33 e 4.34.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.35, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, assessore, si tratta di un tema
delicato.
Noi abbiamo fatto un'operazione in Commissione Bilancio, che poi
la Commissione di merito ha fatto propria, e abbiamo compensato la
costituzione del Dipartimento tecnico con l'abrogazione
dell'Osservatorio regionale dei lavori pubblici; ciò al fine di
rendere compatibile finanziariamente e dare copertura al testo. Da
un successivo approfondimento, però, ho verificato che
l'Osservatorio regionale dei lavori pubblici intanto era un Ufficio
speciale e, quindi, col Dipartimento c'entra per così dire come i
cavoli a merenda . Ma, cosa più importante, assessore, vediamo come
e se è possibile trovare una soluzione, ha compiti demandati
dall'Osservatorio nazionale dei lavori pubblici.
Oltretutto, ci sono pure fatti finanziari connessi alle attività,
in quanto una parte delle attività dell'Osservatorio regionale è
finanziata dallo Stato per le attività che sono proprie a servizio
dell'Osservatorio nazionale. Quindi, la cancellazione, di fatto,
dell'Osservatorio fa venire meno un compito istituzionale della
Regione e, come sappiamo, l'Osservatorio nazionale dei lavori
pubblici si avvale di quelli regionali per alcune competenze che
sono in capo allo Stato.
C'è, oltretutto, un protocollo d'intesa sottoscritto tra Stato e
Regione sulla funzionalità dell'Osservatorio. Sollevo il problema
perché si pone una questione delicata.
Non vorrei che, per un fatto meramente finanziario che riguarda la
copertura di una modalità della legge, cancellassimo un Ufficio che
ha compiti precisi, assegnati da legge regionale e da legge dello
Stato. Su questo, prima di votare in un senso o in un altro, chiedo
all'assessore, visto che si appresta a richiedere un
approfondimento di qualche giorno o di qualche ora su altri
emendamenti, un approfondimento tecnico per evitare di fare danni
nel coordinamento della norma.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome l'emendamento necessita di
copertura finanziaria è stato trasferito alla Commissione Bilancio
che si esprimerà domani.
Gli emendamenti 4.35 e 4.36 sono accantonati per essere esaminati
dopo che la Commissione Bilancio avrà espresso il parere di
competenza. Di conseguenza, il voto sull'articolo 4, compreso
quello sui due emendamenti, verrà dato nella seduta successiva.
Pertanto, l'articolo 4 è accantonato unitamente agli emendamenti
4.35 e 4.36.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con spirito
costruttivo condivido quasi tutto quello che ha detto l'onorevole
Cracolici perché, in effetti, esiste il problema di una anomala
sistemazione tra il Dipartimento e l'Osservatorio.
L'Osservatorio, prima dell'istituzione del nuovo Dipartimento, che
è l'Ispettorato, in effetti aveva competenze che in parte oggi
abbiamo dato all'Ispettorato. Quindi andrebbe legato meglio il
collegato dell'ispettorato dei lavori pubblici, così come istituito
da questo articolo 4, con l'Osservatorio che certamente è un
ufficio speciale, come ha detto l'onorevole Cracolici, ma deve
essere collegato meglio con l'articolato.
Credo che sia giusta questa osservazione e che il Governo debba
riflettere un attimo.
Aggiungo con l'occasione che, tenuto conto che le sedi periferiche
del Dipartimento istituendo con l'articolo 4 sono i Geni civili, va
attenzionato pure il comma 9, posto che gli uffici che fanno le
gare di appalto, gli UREGA, sono uno regionale e nove provinciali,
forse è opportuno attenzionare anche qui che sono tutti gli uffici
perché, così come è scritto, sembrerebbe trattarsi solo
dell'ufficio regionale, mentre gli uffici provinciali non
andrebbero sotto le competenze dell'Ispettorato.
Ripeto, al comma 9 costituiscono articolazioni funzionali del
Dipartimento gli uffici provinciali del Genio civile è corretto e
l'ufficio regionale per l'espletamento delle gare di appalto ;
sembrerebbe solo l'ufficio regionale.
Assessore, so che lei vuole intendere gli uffici provinciali degli
UREGA. Se è così, faccio osservare che è opportuno chiarire:
ufficio regionale e uffici provinciali.
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Per quanto riguarda l'emendamento 4.35, io sono pronto a
rispondere nel merito, nel senso che per quanto riguarda i rapporti
con lo Stato, quale sia l'articolazione organizzativa interna che
svolge le funzioni, la Regione lo può stabilire motu proprio.
Tuttavia a livello generale, sono personalmente favorevole, come
assessore alle infrastrutture e così l'intero Governo, al
mantenimento di una struttura che svolga attività tipiche di un
Osservatorio e che sia scissa dall'articolazione organizzativa
amministrativa burocratica ordinaria. Quindi, sui contenuti
dell'emendamento 4.35, nel merito sono nelle condizioni di
esprimere già, a nome del Governo, parere favorevole.
L'unico vincolo che rimane è quello della copertura finanziaria;
quindi, qualora venga individuata la copertura finanziaria, per
quanto riguarda il Governo il parere è già favorevole.
Mi pare di avere risposto, sotto questo profilo, anche
all'onorevole Beninati.
Per quanto riguarda la dizione utilizzata nel comma 9, gli UREGA
si distinguono in sezione regionale e sezioni provinciali. Però,
posto che c'é un margine di dubbio, è chiaro che in sede di
coordinamento è possibile utilizzare il plurale e scrivere uffici
regionali , così togliamo ogni spazio interpretativo.
La ringrazio per la segnalazione, onorevole Beninati.
Onorevole Cracolici, posto che sul merito ho detto già che va
bene, suggerisco - e domani sarà il caso di affrontarlo in
Commissione Bilancio - che la dipendenza funzionale rimanga
all'Assessorato.
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
fermo restando che sono d'accordo con quanto detto poc'anzi sulle
funzioni dell'Osservatorio e dell'UREGA, volevo sottolineare, per
quanto riguarda l'emendamento 4.36, visto che ci deve essere una
rivisitazione, che è l'Osservatorio regionale e non l'UREGA che
deve rendere attuativo l'inserimento obbligatorio nei bandi di
appalti dei lavori pubblici gli adempimenti di cui all'articolo 3.
L'UREGA non è tenuto a inserire ciò nei bandi perché non è sua
funzione.
Prego il Presidente e l'assessore di tenerne conto poiché pure
l'emendamento 4.36 andrebbe rivisto anche in questa funzione;
ripeto, l'UREGA non ha funzione di questo tipo, non deve essere
l'UREGA a dire cosa deve essere inserito in un bando, bensì la gara
viene espletata dall'UREGA e l'Osservatorio deve avere la
possibilità di osservare e di inserire nei bandi tipo quelle che
sono le realtà operative.
Pertanto, prego l'assessore di tenerlo in considerazione e di
valutare quanto ho detto.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Conferenza di servizi - Pareri sui progetti.
Commissione regionale dei lavori pubblici
1. Per tutti i livelli di progettazione dei lavori pubblici il cui
importo complessivo sia inferiore o uguale alla soglia comunitaria,
il responsabile del procedimento convoca una Conferenza di servizi
con le modalità e l'osservanza delle procedure di cui all'articolo
4 della legge regionale 5 aprile 2011, n. 5, per l'acquisizione, in
riferimento al livello di progettazione, di tutte le intese,
pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze, nullaosta e assensi
comunque denominati, necessari alla realizzazione dei lavori ed il
suo parere sostituisce, a tutti gli effetti, qualsiasi altro esame
o parere di amministrazioni o di organi consultivi monocratici o
collegiali ed uffici regionali in materia di opere pubbliche. Ai
lavori della Conferenza di servizi partecipano i progettisti
dell'opera.
2. Qualora alla Conferenza di servizi, convocata ai sensi della
legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni,
il rappresentante di un'amministrazione invitata sia risultato
assente, la Conferenza è riconvocata per una sola volta, tra il
decimo ed il quindicesimo giorno dalla prima convocazione, e decide
prescindendo dalla presenza della totalità delle amministrazioni
invitate.
3. Per tutti i lavori pubblici il cui importo complessivo sia
inferiore o uguale alla soglia comunitaria, il parere tecnico sui
progetti è espresso dal responsabile del procedimento.
4. I pareri sui progetti di importo complessivo superiore alla
soglia comunitaria e fino a tre volte il valore di tale soglia,
vengono resi, quale che sia il livello di progettazione, dalla
Conferenza speciale di servizi che è convocata, con le modalità e
l'osservanza delle procedure ai sensi della legge 7 agosto 1990, n
241 e successive modifiche, dall'ingegnere capo del Genio civile
competente per territorio, sulla base del progetto delle opere
inviato dal responsabile del procedimento. Il voto del presidente,
in caso di parità, determina la maggioranza. Si intende ingegnere
capo del Genio civile competente per territorio quello della
provincia in cui ricade l'opera o la maggiore estensione della
stessa.
5. La Conferenza speciale di servizi acquisisce, in riferimento al
livello di progettazione, tutte le intese, pareri, concessioni,
autorizzazioni, licenze, nullaosta e assensi comunque denominati,
necessari alla realizzazione dei lavori ed il suo parere
sostituisce, a tutti gli effetti, qualsiasi altro esame o parere di
amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali ed
uffici regionali in materia di lavori pubblici.
6. Il parere favorevole della Conferenza speciale di servizi
costituisce approvazione in linea tecnica del progetto.
7. Ai lavori della Conferenza speciale di servizi partecipano:
a) l'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio, in
qualità di presidente;
b) il responsabile del procedimento;
c) i responsabili degli uffici degli enti pubblici e/o privati
delegati per legge ad esprimere pareri di competenza, in qualità di
componenti;
d) un dirigente dell'ufficio del Genio civile.
8. Le funzioni di segretario della Conferenza speciale di servizi
sono svolte da un dirigente dell'ufficio del Genio civile.
9. L'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio,
qualora ne ravvisi la necessità, può avvalersi di non più di due
consulenti, dei quali uno con professionalità tecnica e l'altro con
competenze giuridico-economiche scelti tra liberi professionisti di
comprovata esperienza o docenti universitari.
10. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e
la mobilità sono determinate le modalità per le spese generali per
il funzionamento, per i partecipanti ed i consulenti della
Conferenza speciale di servizi.
11. Ai lavori della Conferenza speciale di servizi partecipano,
altresì, per l'acquisizione degli assensi di competenza, i
responsabili di enti e/o società private proprietari di immobili
e/o infrastrutture interessati dalla realizzazione degli interventi
previsti in progetto.
12. I pareri sui progetti, quale che sia il livello di
progettazione, di importo superiore a tre volte la soglia
comunitaria, sono resi dalla Commissione regionale dei lavori
pubblici, di seguito denominata Commissione regionale, istituita
quale organo tecnico consultivo della Regione. La Commissione
regionale esprime anche il parere nei casi di appalto-concorso.
13. La Commissione regionale svolge attività di consulenza tecnica
per la Regione e, per consulenze di particolare complessità, su
richiesta degli altri enti di cui all'articolo 2. Rilascia altresì
i pareri consultivi previsti in capo al Consiglio superiore dei
lavori pubblici in materia di acque pubbliche, di cui al testo
unico approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 e di
opere idrauliche. Per la predetta attività la Commissione regionale
è integrata senza ulteriori oneri per il bilancio regionale da un
dirigente regionale con comprovata esperienza in materia di acque,
nominato con le modalità di cui al comma 20.
14. Al fine della semplificazione dei procedimenti di valutazione,
di autorizzazione e di finanziamento per l'esecuzione di lavori
pubblici di cui al comma 12, il responsabile del procedimento, o il
soggetto privato attuatore di interventi, richiede la convocazione
della Commissione regionale, alla quale partecipano tutti i
soggetti competenti al rilascio di intese, pareri, concessioni,
autorizzazioni, licenze, nulla osta ed assensi comunque denominati
previsti dalla normativa vigente, nonché il responsabile del
procedimento.
15. Il parere della Commissione regionale sostituisce, a tutti gli
effetti, qualsiasi altro esame o parere di amministrazioni o di
organi consultivi monocratici o collegiali e di uffici regionali in
materia di lavori pubblici.
16. La Commissione regionale assume i provvedimenti di competenza
con l'osservanza delle procedure di cui di cui alla legge 7 agosto
1990, n 241 e successive modifiche ed integrazioni. Il voto del
presidente della Commissione regionale, in caso di parità,
determina la maggioranza.
17. La Commissione regionale è composta dal dirigente generale del
Dipartimento regionale tecnico che assume la funzione di
presidente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'ambiente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'urbanistica, dall'avvocato generale della Regione,
dall'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio e da
cinque consulenti tecnico-giuridici nominati dall'Assessore
regionale per le infrastrutture e la mobilità.
18. Al presidente della Commissione regionale è attribuito il
potere di convocazione della stessa con le modalità di cui alla
legge 7 agosto 1990, n 241 e successive modifiche ed integrazioni.
19. Le funzioni di segretario della Commissione regionale sono
svolte da un dirigente con qualifica tecnica, del Dipartimento
regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti,
nominato dal presidente della Commissione regionale.
20. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e
la mobilità sono determinate le modalità per le spese generali per
il funzionamento relativamente ai componenti ed ai consulenti della
Commissione regionale.
21. Per il funzionamento della Commissione regionale dei lavori
pubblici si applicano le procedure previste per la Conferenza
speciale di servizi.
22. Nel caso di interventi sottoposti a procedura di valutazione
di impatto ambientale o a procedura di incidenza in attuazione
dell'articolo 4 della direttiva 85/337/CEE del Consiglio del 27
giugno 1985, partecipa alla Conferenza speciale o alla Commissione
regionale l'autorità competente in materia di valutazione di
impatto ambientale ai sensi dell'articolo 91 della legge regionale
3 maggio 2001, n. 6».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Buzzanca e
Pogliese l'emendamento 5.1, soppressivo dell'intero articolo 5.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirare gli emendamenti 5.2 e 5.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.5, a firma dell'onorevole Caronia.
CARONIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirare gli emendamenti 5.4, 5.6 e 5.8.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Ritiro l'emendamento 5.7.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.9, a firma dell'onorevole Caronia. Ne
do lettura:
«Sostituire il comma 3 con il seguente:
3. Per tutti i livelli di progettazione dei lavori pubblici il
cui importo complessivo sia superiore o uguale alla soglia
comunitaria, il responsabile del procedimento convoca una
Conferenza di servizi con le modalità e l'osservanza delle
procedure di cui all'articolo 4 della legge regionale 5 aprile
2011, n. 5, per l'acquisizione, in riferimento al livello di
progettazione, di tutte le intese, pareri, concessioni,
autorizzazioni, licenze, nullaosta e assensi comunque denominati,
necessari alla realizzazione dei lavori ed il suo parere
sostituisce, a tutti gli effetti, qualsiasi altro esame o parere di
amministrazioni o di organi consultivi monocratici o collegiali ed
uffici regionali in materia di opere pubbliche. Ai lavori della
Conferenza di servizi partecipano i progettisti dell'opera ».
CARONIA. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Fiorenza e De Luca l'emendamento 5.10:
«Sostituire il comma 3 con il seguente:
"3. Per tutti i lavori pubblici il cui importo complessivo sia
inferiore o uguale alla soglia comunitaria, il parere tecnico sui
progetti, da rendere contestualmente alla valutazione presuntiva
delle spese tecniche, è espresso dal Responsabile unico del
procedimento che può avvalersi della consulenza del Dipartimento
regionale tecnico. Il responsabile del procedimento deve essere un
tecnico in possesso di titolo di studio adeguato alla natura
dell'intervento da realizzare e di abilitazione all'esercizio della
professione. Nei casi in cui non necessita l'abilitazione alla
professione il responsabile del procedimento deve avere
un'anzianità in ruolo non inferiore a 5 anni ».
DE LUCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento
tocca un aspetto delicato che riguarda l'organizzazione degli
uffici tecnici comunali, ma soprattutto dei responsabili unici del
procedimento. Ci troviamo spesso, in molte realtà, ad avere un
responsabile unico del procedimento che purtroppo non ha titoli. In
genere, i comuni sono per la maggior parte forniti - soprattutto i
comuni di piccole dimensioni - del classico geometra che, negli
anni, ha assunto il ruolo di capo area. Da questo punto di vista
cominciano ad emergere degli orientamenti da parte dei vari
Assessorati sui titoli che deve avere il responsabile unico del
procedimento (RUP) che approva un progetto e, cioè, anche riguardo
alla tipologia del progetto, se il RUP in effetti ha o meno titolo
specifico.
Delle due l'una: o noi verifichiamo questa figura nel senso che le
diamo una disciplina più puntuale e di conseguenza, quando si
tratta di approvare progetti che richiedono un titolo specifico o
una abilitazione o anche la necessità di supporti esterni,
introduciamo una disciplina, e questa può essere una ipotesi;
oppure ci ritroveremo ancora nella situazione di avere funzioni
svolte da RUP che, per carità, fanno quello che possono fare, anche
perchè i comuni - ripeto, soprattutto quelli piccoli - si prestano
fra di loro questo personale per cercare di sopperire alla carenza
di personale, però non mettiamo le amministrazioni comunali nella
condizione di avere poi dei pareri che, rispetto alla
considerazione dei vari interlocutori, rischiano di non essere
ritenuti compatibili con il progetto che è stato esaminato e
approvato.
Noi abbiamo segnalato un'ipotesi sollevando intanto il problema,
assessore, che riguarda la maggior parte dei piccoli comuni.
Riteniamo, pertanto, che una soluzione debba essere trovata e
questo emendamento ne suggerisce una. Naturalmente lei potrà
valutare se questa può essere una soluzione compatibile ovvero
trovare un'altra soluzione che sia realmente di supporto al ruolo
delicato del responsabile unico del procedimento che spesso si
ritrova ad esaminare dei progetti o delle situazioni per le quali
non ha né titolo specifico né, probabilmente, la competenza
specifica se non quella di avere fatto la classica carriera, in
questi comuni, di ritrovarsi ad essere responsabile di area e,
quindi, anche RUP come conseguenza di tale attività.
Presidenza del Vice Presidente Oddo
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.10. Il parere del
Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Onorevole De Luca, richiamo la sua attenzione
sull'articolo 4, comma 4, che affronta questo problema nel senso
che il Dipartimento tecnico fornisce attività di supporto agli enti
locali della Regione siciliana e svolge, su loro richiesta, i
servizi di cui alla presenta lettera.
DE LUCA. Non mi pare che ci sia questo specifico.
PRESIDENTE. L'emendamento 5.10 è accantonato.
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, dichiaro di
ritirare gli emendamenti dal 5.11 al 5.21.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Ritiro l'emendamento 5.19.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.22, degli onorevoli Fiorenza e De Luca.
Ne do lettura:
«Sostituire il comma 9 con il seguente:
9. L'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio,
si avvale del supporto tecnico-giuridico dei competenti Uffici
Regionali ovvero, nei casi di accertata e dichiarata carenza di
adeguata professionalità tra il personale dei suddetti uffici, può
avvalersi di non più di due consulenti tecnico-giuridici scelti tra
liberi professionisti di comprovata esperienza o docenti
universitari »
DE LUCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma 9
dell'articolo 5 prevede che l'ingegnere capo del Genio civile
competente per territorio, qualora ne ravvisi la necessità, può
avvalersi di non più di due consulenti, dei quali uno con
professionalità tecnica, l'altro con competenze giuridico-
economiche, scelti tra liberi professionisti di comprovata
esperienza o docenti universitari. Questo per quanto riguarda la
Conferenza speciale dei servizi.
Francamente, non ritengo opportuno che si dia la possibilità
all'ingegnere capo, con tutto il rispetto, di scegliersi dei
consulenti per ogni Conferenza speciale dei servizi, ossia
consulenze esterne. In tal senso ho presentato un emendamento per
proporre una soluzione anche a lei, assessore Armao, con la massima
disponibilità, perché oggi voglio essere collaborativo.
Il nostro emendamento viene riformulato perché può essere anche
indispensabile la presenza di una figura che dia un proprio
supporto specialistico in una Conferenza speciale dei servizi
poiché sappiamo bene che si tratta di lavori superiori a circa 5
milioni e mezzo.
Abbiamo previsto questo emendamento: L'ingegnere capo del Genio
civile e competente per territorio si avvale del supporto tecnico-
giuridico dei competenti uffici regionali - intanto - ovvero, nei
casi di accertata e dichiarata carenza di adeguata professionalità
tra il personale dei suddetti uffici, può avvalersi di non più di
due consulenti, eccetera .
Assessore, essendo noi anche amministratori di enti locali, ci
rendiamo conto di alcune problematiche e del fatto che potrebbe
essere utile una consulenza. Però, riteniamo che in via prioritaria
gli uffici del Genio civile debbano rivolgersi alla Regione per
trovare la disponibilità di quella specifica figura che sicuramente
potrà esserci, evitando il ricorso ai consulenti esterni, anche se
ormai questa è diventata una moda quotidiana.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
sono convinto che lo spirito che ha animato questo percorso
legislativo sia quello della semplificazione, cioè fare in modo che
si possa raggiungere presto il risultato; ce lo chiede il mondo
dell'ANCI.
Oggi, come si é visto, vi è stata una presa di posizione forte da
parte dell'ANCI che suggerisce all'Assemblea, ma soprattutto al
Governo, di fare bene e fare presto.
A me è dispiaciuto molto che l'articolo 5 non sia stato soppresso
perché, di fatto, introduce un sistema di valutazione dei progetti
che è difforme dal decreto legge 163 del 2006 in quanto demanda la
competenza delle procedure, per un certo importo, non più al RUP,
ma ad un ufficio sovraordinato. Ci complichiamo la vita, assessore,
e per di più dobbiamo fare ricorso a consulenti dei quali
avvalersi, che sono consulenti dei quali si avvale il Genio civile.
Assessore, penso che dovremmo cercare di snellire questa
procedura, dovremmo cercare di raggiungere il risultato che ci
chiede questo grande e variegato mondo che certamente abbiamo
l'obbligo di guardare con attenzione, anche se riteniamo che gli
organismi di valutazione devono essere severi, devono essere
giusti, ma devono disporre di strumenti che siano certi.
Non avendo soppresso l'articolo 5, ritengo che ci si stia
allontanando dal decreto 163 del 2006. Adesso introduciamo questi
consulenti che vengono scelti al di fuori della struttura e possono
essere professori universitari, possono essere liberi
professionisti.
Personalmente, ritengo che questo non sia in sintonia con la legge
alla quale ci stiamo ispirando, fermo restando che è chiaro che il
nostro percorso legislativo deve essere autonomo.
Ma questo articolo certamente rallenterà il percorso e non gioverà
la trasparenza.
Allora bisogna ripensare questo percorso, magari cercando nel
corso dell'iter qui in Aula di aggiustare ciò che viene da
aggiustare poiché il Popolo della Libertà, l'ho dichiarato
stamattina, ha interesse a fare presto, ha interesse ad approvare,
a dimostrare - anche in Commissione - di volere prestare
particolare attenzione alla riforma di questa legge.
Però, è fin troppo evidente che non possiamo appesantire ancora di
più il provvedimento.
Pertanto, assessore, la invito ad esprimere parere favorevole
all'emendamento dell'onorevole De Luca che, tutto sommato, corregge
un percorso che, per come è stato avviato, secondo me, per quel che
riguarda questo specifico articolo, è nato male.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, personalmente
purtroppo non posso che essere consequenziale con quanto ho fatto
in passato, con una norma che ha introdotto i consulenti per gli
ingegneri capo per l'approvazione dei progetti sopra la soglia
comunitaria e, purtroppo, quindi devo condividere la posizione del
Governo che in Commissione - quando mi sono trovato quel giorno a
essere presente - aveva effettivamente ridotto le consulenze.
Forse molti non ricordano oppure non lo sanno, ma oggi gli
ingegneri capi dei comuni possono avvalersi di cinque consulenze.
Vedete, non è sbagliato avvalersi delle consulenze perché i Geni
civili o gli uffici della Regione, il più delle volte, su alcune
competenze in effetti - e non lo dico per cattiveria - sono
carenti, non hanno molti dipendenti amministrativi nei loro
organici, quasi tutti sono tecnici, tranne chi il più delle volte
ha curato, o curava, prima le procedure di gare.
Per il resto sono quasi tutti tecnici.
E' anche vero che su determinati e continui cambiamenti di norme,
e mi riferisco agli impianti elettrici, ai problemi geotecnici, a
tutta una serie di competenze che oggi sono di settore - non è un
non volere riconoscere ai Geni civili questa competenza - molte
volte l'ingegnere capo può anche non avere queste competenze presso
i suoi uffici. Per cui, di chi deve avvalersi?
Ecco perché condivido lo spirito di ridurre da 5, quante oggi sono
queste competenze, a due.
Penso, però, che sotto questo numero non rendiamo un buon servizio
nel non dare tale facoltà. Infatti, non è che l'ufficio o
l'ingegnere capo del Genio civile sia felice di esitare i progetti
con assunzione di responsabilità; non lo è per niente, il più delle
volte ha bisogno di un minimo conforto.
Pertanto credo che nulla tolga se almeno una di queste due figure
tecnico-amministrative sia un amministrativo, non c'è dubbio che
così deve avere - cosa che non c'è in buona parte delle strutture
dei Geni civili - tanto più se poi l'ufficio presenta carenza di
competenze tecniche. Cosa che può capitare per quello che ho detto
prima, come per gli impianti elettrici e per l'impiantistica, dove
non mi risulta che presso gli uffici del Genio civile ci siano
dipendenti che curano questo settore.
Credo che sia giusto che questa scrittura resti così come
formalizzata dal Governo, che ha già ridotto da cinque a due il
minimo indispensabile per disporre della competenza specifica di
qualche esterno che ne sa di più di qualche altro.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Cracolici, gli uffici mi segnalano l'indispensabilità
dell'emendamento 5.19, in precedenza da lei ritirato.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, ho chiesto di parlare proprio
per questo motivo.
PRESIDENTE. Procediamo con l'emendamento 5.22.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, intervengo a proposito degli
emendamenti 5.22 e 5.19 e della materia che quest'ultimo tratta e
colgo l'occasione per fare un unico intervento sperando che
l'assessore mi possa ascoltare.
Assessore, l'emendamento 5.19 che è stato affrontato
precedentemente introduceva, anche per la Conferenza speciale dei
servizi, la partecipazione dei progettisti che nel testo in Aula
non è contemplata. Credo che questo vada fatto, se non altro per
uniformarlo con quanto prevede il comma 1, che per la Conferenza
dei servizi sotto soglia prevede la partecipazione dei progettisti.
Forse, e qui lo chiedo agli uffici, in sede di coordinamento del
testo si potrebbe uniformare il concetto e, quindi, i progettisti
dell'opera partecipano alle conferenze dei servizi e, come è già
previsto alla fine del comma 1, introdurlo alla fine del comma 7,
come prevedeva l'emendamento 5.19, senza la precisazione non hanno
diritto di voto perché questo è pleonastico.
Chiedo all'assessore di verificare questa possibilità.
Inoltre, vorrei fare una riflessione. Noi stiamo immaginando che
per la Conferenza speciale dei servizi e anche dopo, per la
conferenza super speciale che si chiama commissione regionale , la
opportunità di avvalersi di esperti. Credo che sia giusto, ma la
necessità di avvalersi di esperti eventualmente non presenti nelle
competenze tra quelle nella conferenza stessa non dipende
dall'importo dei lavori perché ci possono essere lavori di importo
anche inferiore alla soglia comunitaria che hanno necessità di
competenze specialistiche per essere esaminati e che, in questo
caso, noi non prevediamo. In generale, se occorre una competenza
impiantistica, per esempio, o geotecnica, di questo ci si deve
poter avvalere in tutte le conferenze di servizi, indipendentemente
dall'importo dell'opera che trattano. Se questo può valere per
accantonare pure questo articolo al fine di coordinarne meglio la
scrittura, evitiamo di commettere un errore.
Non ho qui un emendamento pronto né ve ne è, mi pare, fra quelli
presentati, ma mi sembra che le cose dette sull'opportunità di
avvalersi di competenze esterne, ancorché disciplinate
diversamente, come alcuni emendamenti modificativi propongono,
valgano a prescindere dall'importo, in funzione dell'eventuale
complessità dell'opera.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cerco di
accorciare i tempi e così parlo pure dell'emendamento 5.10, facendo
un ragionamento complessivo.
Immagino che questa legge sia oggi oggetto dell'attenzione
dell'Assemblea per una ragione, per la necessità innanzitutto di
accelerazione e di semplificazione oltre che, eventualmente, per
fare un discrimine di tutte quelle norme che hanno potuto
appesantire sul piano della gestione stessa degli appalti, e cioé
le centinaia di offerte assolutamente omogenee e uguali, le
cordate, le lobby, i pericoli di infiltrazioni conseguenti a tutto
questo.
Tuttavia dico all'assessore e a tutta l'Aula di valutare fino in
fondo se effettivamente stiamo cogliendo questo obiettivo nel senso
che, al di là delle consulenze richieste, per esempio con il 5 e il
10, in cui anche se parliamo di importi sotto soglia o all'interno
della soglia comunitaria, diciamo al RUP che può rivolgersi alla
direzione regionale tecnica, nonostante precisiamo che il RUP deve
avere alcune specificità di anzianità e quant'altro. E non so
questo quanto, poi, nei comuni possa creare snellezza del
procedimento o possa creare, viceversa, da parte del RUP uno
scaricabarile, in ogni caso quasi ordinario e costante, di
trasmettere il tutto a Palermo anche per le banalità.
Credo che forse, sotto questo profilo, valga la pena cancellarlo;
e in tal senso ho presentato un subemendamento.
Sulle questioni connesse al 5.22, comprendo le ragioni delle
competenze specifiche che, a volte, necessitano di consulenti, di
esperti, per cui ci possa essere questo supporto all'interno del
Genio civile. Però evitiamo di creare appesantimenti del tipo che
la Regione siciliana, da una parte, recepisce automaticamente tutta
la materia dell'appalto di servizi e di forniture e, oggi, a
distanza di anni recepisce la materia dei lavori pubblici.
Non vorrei che per ogni cosa, poi, ci mettiamo cinque anni per
capire che, piuttosto che migliorare, abbiamo appesantito o, nella
speranza di fare meglio del legislatore nazionale - che, in alcuni
casi, come la Consulta insegna, opera in conseguenza, per altro, di
determinazioni e direttive comunitarie - il nostro non applicarle
crea dei contenziosi che vedono il giudice amministrativo
condannare perché si applica automaticamente la legislazione di
indirizzo comunitario, anche quando la nostra Regione o qualunque
soggetto non la mette in atto.
Quindi, credo che sotto questo profilo va fatto un
approfondimento.
Poi vorrò sentire l'assessore, che spero possa fornire tutti i
chiarimenti per dimostrare che questa non è una legge che, come nel
passato, serve per mantenere una nostra competenza
Faccio un ragionamento, assessore Russo e colleghi tutti, ancora
più, se volete, traumatico.
Io sono uno di quelli che sostiene che il nostro benedetto o
maledetto Statuto è stata una grande occasione perduta. E' stata
una occasione che per la Sicilia ha comportato soltanto la leggenda
di essere una regione veramente autonoma e che poteva essere già
antesignana di tutti i fenomeni federalisti di oggi perché, di
fatto, o non sono stati applicati - sappiamo i decreti attuativi
essere fermi agli anni '60 - o in moltissimi casi abbiamo
arzigogolato sulla competenza parallela e concorrente attraendo a
noi delle competenze per dimostrare di essere vivi, di poter fare
meglio.
Nella realtà, soltanto in pochi casi abbiamo dimostrato di essere
legislatori migliori rispetto allo Stato. Poche settimane addietro
abbiamo discusso della grande questione della semplificazione
facendo un rinvio dinamico a quello che esiste già da Reggio
Calabria in su, senza alcun problema.
In grandissima parte, assessore Armao, alla stessa maniera anche
il 163 potevamo applicarlo automaticamente sin da prima, se non
avessimo operato anche in questo caso degli arzigogoli che hanno
mantenuto a noi delle teoriche competenze concorrenti, che hanno
fatto solo più danno rispetto a quella che era l'applicazione.
Allora, mi pongo un interrogativo.
Facciamo in questa legge, assessore Russo e colleghi, tutto quello
che, in effetti, è accelerazione, tutto quello che, in effetti, è
miglioramento rispetto alla normativa nazionale. Evitiamo i
contenziosi che già esistono in ogni parte della nostra materia
normativa, proprio per questo nostro irrigidimento di essere noi
legislatori. Abbiamo dato dimostrazione negativa della nostra
qualità di legislatori, diciamocelo chiaramente, tranne alcune
occasioni, come la famosa legge 7, l'elezione diretta.
Siamo stati antesignani di alcuni processi normativi, anche di
carattere nazionale.
Ma in questa materia atteniamoci quanto più possibile
all'indirizzo statale e comunitario. Facciamo così, limitiamoci a
questo eventualmente migliorando - senza bisogno magari di
riscrivere necessariamente 28 articoli - solo quelle parti in cui
possiamo dare ulteriore accelerazione e nient'altro, e con
l'ulteriore semplificazione: il ricorrere sempre o il potere
ricorrere all'ufficio tecnico regionale, il potere ricorrere ai
consulenti, lo leggo, al di là della necessità che, magari,
oggettivamente in qualche circostanza potrà esservi, come un modo
per il RUP o per l'ufficio per perdere tempo o per ostacolare uno
snello procedimento che l'imprenditore e che l'opera
infrastrutturale, invece, necessita.
Questa è l'osservazione che voglio fare e per ciò ho presentato un
subemendamento all'emendamento 5.10, per il quale faccio
affidamento alla competenza e all'intelligenza ben nota
dell'assessore, oltre che di tutti i deputati, perché si possa
operare solo in termini di snellimento e non in termini che ognuno
deve aggiungere una parola perché, così facendo, appesantiamo e non
miglioriamo affatto e, magari, fra cinque anni, nel 2016, chi ci
sarà dovrà dire applichiamo automaticamente senza bisogno di fare
ulteriori arzigogoli , come a volte rischiamo di fare noi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, recuperiamo l'emendamento 5.19,
così come segnalato dal presidente della Commissione e dal relatore
e come manifestato dal presentatore.
Ne do lettura: «Al comma 7, dopo la lettera d), aggiungere: e) i
progettisti dell'opera che non hanno diritto di voto ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.22.
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
tornare un attimo su quanto detto da chi mi ha preceduto. Noi
facciamo delle norme, come pure per esempio quella attuale sui
lavori pubblici, per cercare soprattutto, secondo il mio modesto
punto di vista, di sostenere l'economia siciliana, quindi gli
imprenditori del settore in Sicilia.
Certo è che lo Stato ha una sua norma, ma pure la Regione
siciliana ha il dovere e il diritto di fare una norma a sostegno
delle imprese che lavorano nel settore. Mi riferisco al fatto che é
inutile dire di mettere tutto sulla norma statale. Abbiamo fatto
una norma, tempo addietro, che prevedeva le stazioni appaltanti,
per esempio; abbiamo fatto una norma per l'aggiudicazione sotto
soglia; leggi che sono state fortemente apprezzate dal legislatore
nazionale, soprattutto quella sulle stazioni appaltanti. Abbiamo
fatto delle norme per salvaguardare gli interessi, le prerogative
delle imprese siciliane. Ma se non facciamo questo, allora mi
spiegate a cosa serve un'Assemblea regionale che può normare in
funzione di ciò? Ritengo che sia fondamentale.
Torno a dire che sono fortemente orgoglioso delle leggi approvate
in Sicilia perchè dobbiamo sostenere le nostre imprese, lo dico a
viva voce. Non sono assolutamente d'accordo sul fatto che dobbiamo
essere agganciati esclusivamente alle norme nazionali.
Abbiamo fatto delle norme che sono storiche e che devono essere
difese.
Lo dico all'assessore, anche perché le norme di aggiudicazione
sotto soglia sono fondamentali per mantenere e sostenere le aziende
siciliane, assessore. Non stiamo facendo delle norme per le
aziende. Vero è che c'è la Comunità europea, vero è che c'è lo
Stato italiano, ma è anche vero che esistono delle realtà siciliane
che vanno difese come le norme approvate da questa Assemblea
regionale per le aggiudicazioni sotto soglia.
Assessore, la prego cortesemente di tenere conto di questo perché
mi sembra che qui stiamo perdendo di vista un obiettivo
fondamentale: difendere la nostra economia.
Se facciamo delle norme, ben vengano le norme fatte dall'Assemblea
regionale siciliana, che non mi sembrano per niente fatte male,
scritte male. Sono delle norme fatte bene, che servono a difendere
l'economia siciliana. Se non lo capiamo, avremo perso di vista un
settore fondamentale per il treno dell'economia siciliana.
Capisco che l'assessore possa avere qualche difficoltà in questo
senso nell'avere un'interrogazione ma l'aggiudicazione sotto soglia
è fondamentale, lo dico anche ai colleghi della IV Commissione.
Altrimenti non ci capiamo.
Se noi facciamo aggiudicazioni con questi forti ribassi non
andremo da nessuna parte perché non si faranno più opere pubbliche
in Sicilia, le aziende non parteciperanno più perché non hanno la
capacità di aggiudicarsi una gara con questi enormi ribassi.
Quindi, ben venga una norma regionale che ci possa consentire
serenità e trasparenza in un settore così difficile.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.22. Il parere del
Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Io cercherò di portare a sistema tutti i segnali che sono
arrivati.
Sull'emendamento 5.22 vorrei richiamare l'attenzione su due
aspetti.
Il primo aspetto. Si tratta di una riduzione di una norma già
esistente: ne erano previsti cinque; su proposta del presidente
della IV Commissione, onorevole Mancuso, sono stati portati a due.
Ma vorrei rasserenare un poco sul rischio del ricorso a questi due
consulenti.
Nell'attuale stesura il comma 9 dell'articolo 5 riporta un inciso
che è qualora ne ravvisi la necessità . Non è una formula di
stile, perché qualora ne ravvisi la necessità è un rinvio
espresso all'articolo 7, comma 6, del decreto 165 del 2001 che si
applica in Sicilia a tutti gli uffici pubblici, ivi compresa la
Regione siciliana, e che consente ricorso a professionalità
esterne, esclusi gli uffici di diretta collaborazione, solo se non
ci siano professionalità interne, deve essere pubblicato un albo,
quindi la norma l'abbiamo già nella legge regionale 10 del 2000 che
riguarda tutto l'impianto regionale. Non so se sono stato chiaro.
Sostanzialmente, abbiamo già fatto un intervento di riduzione e
comunque non è ad libitum. Tutto qua. Quindi, il mio parere
negativo è nella misura in cui ritengo che il comma 9 sia già
sufficientemente presidiato rispetto agli obiettivi perseguiti
dall'emendamento.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, ritiro gli
emendamenti 5.23 e 5.24
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.25, a firma degli onorevoli De Luca e
Fiorenza. Ne do lettura:
«Al comma 11 dopo le parole previsti in progetto aggiungere e
soggetti all'attività di espropriazione per pubblica utilità .»
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
DE LUCA. Anche a nome dell'onorevole Fiorenza, ritiro gli
emendamenti 5.26, 5.27, 5.28, 5.29, 5.30 e 5.31.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.33, a firma degli onorevoli Caronia e
Maira. Ne do lettura:
«Sostituire il comma 17 con il seguente:
17. La Commissione regionale è composta dal dirigente generale
del Dipartimento regionale tecnico che assume la funzione di
presidente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'ambiente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'urbanistica, dall'avvocato generale della Regione,
dall'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio, da
un agronomo, da un architetto, da un geologo, da un ingegnere, da
un esperto in materie giuridiche designati su terne proposte dagli
Ordini professionali di appartenenza e nominati con decreto
dall'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità ».
CARONIA. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.34, a firma degli onorevoli Fiorenza e
De Luca. Ne do lettura:
«Sostituire il comma 17 con il seguente:
17. La Commissione regionale è composta dal dirigente generale
del Dipartimento regionale tecnico che assume la funzione di
presidente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'ambiente, dal dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'urbanistica, dall'avvocato generale della Regione,
dall'ingegnere capo del Genio civile competente per territorio e da
cinque dirigenti con qualifica tecnica in servizio presso il
dipartimento regionale tecnico. Nel caso di pareri relativi ad
interventi di particolare complessità può avvalersi di non più di
due consulenti tecnico-giuridici scelti tra liberi professionisti
di comprovata esperienza o docenti universitari e nominati
dall'Assessore per le Infrastrutture e la mobilità ».
DE LUCA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
predisposto l'emendamento 5.34 per affrontare una tematica più
ampia che riguarda l'utilizzo dei nostri dirigenti, parlo di oltre
duemila dirigenti che abbiamo all'interno della struttura regionale
siciliana.
Questa Commissione regionale, nella previsione normativa, é
composta anche da figure esterne e cioè cinque figure esterne alla
pubblica Amministrazione, che sono consulenti tecnico-giuridici
nominati dall'assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità.
Mi chiedo e chiedo a questa Assemblea, francamente non per nulla
togliere all'assessore Pietro Carmelo Russo, quello pro tempore
naturalmente, che è persona equilibrata, io gliela firmerei in
bianco questa norma perché...
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. E' una norma esistente.
DE LUCA. Bene e io la sto modificando, assessore.
Siccome i suoi predecessori non sono stati equilibrati come lei,
stavo dicendo questo per agganciarmi a ciò che c'era e a ciò che,
dal nostro punto di vista, andrebbe modificato.
Sebbene noi confidiamo nel suo grande senso di equilibrio e
parsimonia, assessore, riteniamo che rispetto all'utilizzo di
personale con figure ben specifiche, quindi anche dirigenti, potete
utilizzare, in quanto ne avete a iosa, personale con queste
qualifiche da impiegare nella Commissione regionale. Di conseguenza
l'emendamento non ha altra finalità se non quella di ricordare al
Governo che ci sono oltre duemila dirigenti nell'apparato
burocratico regionale che spesso, purtroppo, non vengono utilizzati
perché si ricorre continuamente, anche abusando, a figure esterne,
mortificando le professionalità acquisite. Poi, se la maggior parte
di queste professionalità o alcune di esse sono state acquisite per
legge - mi si dice la legge 10 del 2000 - è un'altra storia; fatto
sta che oggi abbiamo questi dirigenti e dovremmo utilizzarli al
meglio.
Allora, perché non dare un segnale molto semplice e prendere
queste figure? Le sceglierà sempre l'assessore secondo il suo
equilibrio, ma le sceglierà comunque all'interno della pubblica
Amministrazione regionale e, quindi, questi cinque dirigenti
vengono presi presso magari il Dipartimento, costituendo
Dipartimento regionale tecnico o dove eventualmente l'assessore
riterrà, anche se il nostro emendamento è finalizzato a che siano
presi sempre nello stesso ambito.
Quindi, suggeriamo al Governo e all'assessore Russo di cancellare
la precedente previsione e di dare un segnale di utilizzo serio dei
dirigenti che la Regione siciliana ha e che spesso, ribadisco, non
utilizza.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco la tesi
per cui i consulenti non vengono chiamati perché si deve elargire
un compenso ma perché, purtroppo - in molti casi l'onorevole De
Luca non ha torto - in questo caso stiamo parlando di opere di
grande importanza anche sotto il profilo di competenza specifica
che, sinceramente, molte volte, il direttore pro-tempore
dell'Urbanistica o il direttore pro-tempore del Territorio o
qualunque altro funzionario della Regione, purtroppo, per le
proprie specifiche competenze, non riesce a soddisfare le esigenze
di un progetto o di un'opera altamente specialistica.
Rammento, inoltre, all'onorevole De Luca, al quale sembra chissà
cosa si spenda, che si va a sedute, si tratta sì e no di 150 o 200
euro a seduta e vorrei rammentare che questo è invece un rapporto
di equilibrio tra l'appartenenza pubblica e l'appartenenza dei
privati.
Io penso, totalmente al contrario, che la consulenza di esterni
serve a meglio equilibrare un rapporto che potrebbe essere invece
spostato eccessivamente verso la parte pubblica, mentre in una
Commissione è bene che ci sia anche la parte esterna privata.
Quindi, condivido la posizione del Governo e sono contrario ad
altre posizioni.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.34. Il parere del
Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.32, a firma dell'onorevole Cracolici.
DE BENEDICTIS. Dichiaro di farlo mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ne do lettura:
«Al comma 17, dopo le parole che assume la funzione di
presidente aggiungere dal dirigente generale del Dipartimento
regionale delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'onorevole De Luca ha dichiarato di ritirare
i seguenti emendamenti: 5.35, 5.36, 5.38, 5.39 e 5.40.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.37 che così recita:
«Al comma 19 sostituire le parole delle infrastrutture, della
mobilità e dei trasporti' con tecnico'».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Assessore e onorevoli colleghi, seguitemi un attimo.
Si passa all'emendamento 5.10, in precedenza comunicato, e poi al
5.41 del Governo.
Comunico che all'emendamento 5.10 è stato presentato il
subemendamento 5.10.1, a firma dell'onorevole Bufardeci, che così
recita:
«Al primo capoverso le parole che può avvalersi della consulenza
del Dipartimento Regionale Tecnico' sono cancellate».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.10. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.41, del Governo.
MANCUSO. Lo posso leggere?
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso non l'ha avuto? Ne do lettura:
«All'articolo 5, nei commi 2, 4, 16 e 18 sostituire i riferimenti
alla legge n. 241 del 1990 con il riferimento all'articolo 4 della
legge regionale n. 5 del 2011».
E' la questione che poneva l'onorevole Bufardeci, se non erro.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Sull'articolo 6, se non erro, il Governo ha chiesto un
approfondimento.
Allora, se siete d'accordo accantoniamo il 6 e trattiamo gli
articoli 7 e 8 che non hanno problemi particolari e poi aggiorniamo
i lavori a domani.
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Anche sull'articolo 8 ci sono delle problematiche.
PRESIDENTE. Allora, se il Governo e il relatore sono d'accordo e
non ci sono osservazioni, esaminiamo solo l'articolo 7.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.56, è ripresa alle ore 18.58)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, visto che il Governo ha chiesto un
approfondimento sull'articolo 6 e che potremmo avere refluenze
sugli articoli 7 e 8 è bene che ci fermiamo per fare il punto della
situazione con gli Uffici e col Governo.
MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, considerato che abbiamo la serata di oggi e
domani mattina per fare una riflessione, vorrei segnalare al
Governo il blocco di emendamenti che ho depositato questo
pomeriggio, così numerati: 7.10, 12.10, 14.6, 16.3, 19.4, 20.2,
21.3. Sono emendamenti che stravolgono il disegno di legge e si
rifanno alla ben nota sentenza della Corte Costituzionale numero
184 del 10 giugno 2011.
Pregherei il Governo di fare una valutazione per, poi, domani
eventualmente accelerare i lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 15 giugno 2011, alle ore 16.00, col seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Norme in materia di riserve in favore degli enti locali» (n.
729-Norme stralciate/A)
Relatore: on. Savona
2) «Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010,
n. 207 e successive modifiche ed integrazioni. Disciplina dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture» (nn. 719-
515-673/A) (Seguito)
Relatore: on. Faraone
La seduta è tolta alle ore 18.58
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli