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Resoconto d'Aula della Seduta n. 263 di giovedì 16 giugno 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   GENTILE,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Comunicazione di decreto di sospensione dalla carica di deputato
                               regionale

   PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Consiglio dei Ministri,
  con  proprio  decreto  del  13 giugno  2011,  notificato  a  questa
  Assemblea  regionale il 16 giugno successivo e protocollato  al  n.
  5439/AulaPG di pari data, ha dichiarato accertata, ai sensi  e  per
  gli  effetti  dell'articolo 15, comma 4 bis, della legge  19  marzo
  1990, n. 55 e successive modificazioni, la sospensione dalla carica
  di  deputato regionale dell'onorevole Riccardo Minardo a  decorrere
  dal 15 aprile 2011.

   Ne do lettura:

               «Il Presidente del Consiglio dei Ministri

   VISTO  l'articolo 15, commi 4 bis e 4 ter, della  legge  19  marzo
  1990, n. 55, e successive modificazioni;

   VISTA la nota del Commissario dello Stato per la Regione Siciliana
  del  4  maggio  2011,  prot. n. 814/2A1, con la  quale  sono  stati
  trasmessi  gli  atti relativi al fascicolo processuale  n.  1621/08
  R.G.N.R. e n. 1265/09 R.G.GIP, concernenti l'ordinanza con la quale
  il  Giudice  per  le indagini preliminari presso  il  Tribunale  di
  Modica  ha  disposto  nei  confronti  del  Sig.  Riccardo  MINARDO,
  deputato  dell'Assemblea regionale Siciliana, la  misura  cautelare
  degli arresti domiciliari (art. 284 c.p.p.) ai sensi dell'art.  15,
  comma 4 ter, della citata legge n. 55/90;

   VISTA  la  successiva  nota del Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione  Siciliana  dell'11  maggio  2011  con  la  quale  è  stata
  trasmessa  copia  dei  provvedimenti di  correzione  dell'ordinanza
  succitata;

   VISTA l'ordinanza, emessa in data 15 aprile 2011, dal Giudice  per
  le  indagini  preliminari presso il  Tribunale di  Modica,  che  ha
  disposto  la misura cautelare degli arresti domiciliari,  ai  sensi
  dell'art.  284  del codice di procedura penale, nei  confronti  del
  Sig.  Riccardo MINARDO per i reati di cui agli artt. 416 c.p., 629,
  61, nr. 7 e nr. 11, 81 cpv e 110 c.p. e 316 bis, 81 cpv, 110 c.p.;

   CONSIDERATO  che  il menzionato art. 15, comma 4 bis,  dispone  la
  sospensione  di  diritto  dalla carica di   consigliere  regionale
  quando   è  disposta,  tra  l'altro,  l'applicazione  della  misura
  cautelare degli arresti domiciliari, di cui all'art. 284 del codice
  di procedura penale;

   CONSIDERATO  che  tale  disposizione, pur a seguito  degli  eventi
  abrogativi operati dall'art. 274 del decreto legislativo 18  agosto
  2000,  n.  267, recante il Testo Unico sull'ordinamento degli  enti
  locali,   è  tuttora  applicabile  nei  confronti  dei  consiglieri
  regionali, come peraltro ritenuto dalla Suprema Corte di Cassazione
  nella sentenza n. 17020 del 12 novembre 2003;

   CONSIDERATO  che  le  suindicate disposizioni dell'art.  15  della
  legge n. 55/90 e successive modificazioni sono applicabili su tutto
  il  territorio  nazionale in ragione della loro  finalità,  secondo
  quanto affermato da ultimo dalla stessa Corte Costituzionale  nella
  sentenza  n.  25  del 15 febbraio 2002, laddove ha evidenziato  che
  tali disposizioni   perseguono finalità di salvaguardia dell'ordine
  e  della  sicurezza pubblica, di tutela della libera determinazione
  degli  organi  elettivi,  di  buon andamento  e  trasparenza  delle
  amministrazioni pubbliche coinvolgendo così esigenze  ed  interessi
  dell'intera comunità nazionale connessi a valori costituzionali  di
  rilevanza primaria ;

   RILEVATO,  pertanto, che dalla data del 15 aprile 2011 decorre  la
  sospensione  prevista dal citato art. 15, comma 4 bis, della  legge
  n. 55/90 e successive modificazioni:

   ATTESA  la necessità e l'urgenza di provvedere, il che esclude  in
  radice  l'applicabilità degli articoli 7 e 8 della legge  7  agosto
  1990,  n.  241  e  successive modificazioni ed  integrazioni,  come
  sottolineato  anche nella citata sentenza della  Suprema  Corte  di
  Cassazione n. 17020/2003;

   SENTITI  il  Ministro  per i Rapporti con  le  Regioni  e  per  la
  Coesione Territoriale ed il Ministro dell'Interno

                                DECRETA

   A decorrere dal 15 aprile 2011 è accertata la sospensione del Sig.
  Riccardo  MINARDO dalla carica di deputato dell'Assemblea regionale
  Siciliana, ai sensi dell'art. 15, comma 4 bis, della legge 19 marzo
  1990, n. 55 e successive modificazioni.
   In  caso  di  revoca del provvedimento giudiziario  succitato,  la
  sospensione cessa a decorrere dalla data del provvedimento stesso.

                                              Roma, 13 giugno 2011»

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto   che   successivamente  si   procederà   all'affidamento
  temporaneo delle funzioni di deputato regionale supplente.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Abrogazione  di  norme relative al diritto di  prepensionamento
  anticipato   correlate   all'assistenza   di   soggetto   portatore
  d'handicap  disabile grave' (n. 739)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone, in
  data 8 giugno 2011

   - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1977,
  n.  33.  Istituzione  delle  aree  contigue  nei  Parchi.  Attività
  venatoria all'interno dei Parchi. (n. 740)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Caputo,
  Beninati,  Bosco,  Buzzanca,  Campagna,  Cascio,  Corona,  D'Asero,
  Falcone,  Leanza,Leontini,  Limoli,  Mancuso,  Marinese,  Pogliese,
  Scoma,  Torregrossa, Vinciullo, Gennuso e Ragusa, in data 8  giugno
  2011

   - Misure a sostegno dei siti patrimonio Unesco in Sicilia (n. 738)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Digiacomo,
  Raia, Di Benedetto, Di Guardo, De Benedictis, Marziano, Panepinto e
  Termine, in data 15 giugno 2011.

   - Misure a sostegno dei  mura a siccu  del Valdinoto (n. 742)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Digiacomo,
  Raia, De Benedictis, Di Guardo e Marziano, in data 15 giugno 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1923  - Interventi al fine di conoscere le procedure  di  gara
  adottate  per  l'affidamento del servizio di copertura assicurativa
  2011-2012 dell'ASP di Agrigento.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N.  1924  -  Iniziative  a  sostegno del  settore  della  pubblica
  istruzione in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1925  -  Richiesta di immediato commissariamento  dell'ASP  di
  Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1926  - Interventi a livello centrale circa l'applicazione  in
  Sicilia  della  legge n. 170 del 2010 'Nuove norme  in  materia  di
  disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore

   N.  1927  -  Iniziative in favore dei lavoratori  dell'Agenzia  di
  sviluppo integrato di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1928  - Chiarimenti sulla manifestazione 'La sagra dei  sapori
  agrodolci iblei' tenutasi nel comune di Ferla (SR).
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Marziano Bruno

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   N.  271   Iniziative  urgenti allo scopo di  giungere  rapidamente
  all'apertura  dello  scalo  aeroportuale  di  Comiso  (RG) ,  degli
  onorevoli  Digiacomo, Di Benedetto, Marziano e Speziale, presentata
  il 14 giugno 2011;

   N.  272   Interventi  a  tutela della Val  di  Noto  (SR) ,  degli
  onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Ruggirello, presentata il
  14 giugno 2011.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.


   Presidenza del presidente Cascio


     Seguito della discussione del disegno di legge 719-515-673/A
     «Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
   successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010,
     n. 207 e successive modifiche ed integrazioni. Disciplina dei
      contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture»

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Onorevoli  colleghi,  si  procede con il seguito  dell'esame  del
  disegno   di   legge   719-515-673/A   Recepimento   del   decreto
  legislativo  12  aprile  2006, n. 163 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  e  del D.P.R. 5 ottobre 2010, n.  207  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni.  Disciplina  dei  contratti  pubblici
  relativi a lavori, servizi e forniture , posto al n. 1).
   Invito  i  componenti  la IV Commissione legislativa  a  prendere
  posto.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta  precedente  l'esame
  era   stato  sospeso  all'articolo  4  e  ai  relativi  emendamenti
  aggiuntivi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che  ho
  sentito  che  sono  pronti   altri  emendamenti,  la  pregherei  di
  considerare gli emendamenti del fascicolo gli unici che tratteremo,
  visto  che  sono  quelli aggiuntivi ammessi dalla  Presidenza,  per
  l'esame  di  questo  disegno  di  legge  ed,  eventualmente,   solo
  emendamenti  del Governo di riscrittura di testi già presentati  ed
  ammessi dalla Presidenza.
   Noi  abbiamo sospeso l'esame dell'articolo 4, se non ricordo male,
  per  una  questione che ritenevo - vorrei che il  Presidente  della
  Regione mi ascoltasse - assolutamente banale e ovvia. Ovvero, visto
  che  per  una  ragione finanziaria, poi non ho capito bene  perché,
  avevamo  soppresso l'autonomia organizzativa dell'Ufficio speciale,
   Osservatorio regionale per i Lavori Pubblici , istituito con legge
  regionale  circa una decina di anni fa che, come ho  ricordato  nel
  mio  intervento,  non  è un osservatorio che  ha  soltanto  compiti
  affidati  dalla  legge  regionale, ma  esercita  funzioni  delegate
  dall'Osservatorio nazionale dei Lavori Pubblici ed  ha  compiti  di
  monitoraggio, oltre che di controllo, sull'attività  dei  lavori  e
  degli  appalti in Sicilia - poi non so se funzioni bene. Non ne  ho
  la  più  pallida idea. E' compito dell'Amministrazione, verificarne
  la funzionalità.
   Noi  non  possiamo  approvare una legge  sugli  appalti,  dove  si
  recepisce  l'ordinamento nazionale, si  interviene sull'ordinamento
  regionale  provando a uniformarlo a quello nazionale e  si  fa  una
  operazione  che,  personalmente,  non  capisco,  non  dico  di  non
  condividere, non capisco.
   L'Osservatorio  che ha compiti di controllo, lo si  mette  dentro,
  organizzativamente,  al dipartimento che è  il  soggetto  che  deve
  essere  controllato. Non solo il dipartimento, ma le  funzioni  del
  dipartimento,   i  progettisti,  eccetera.  Sono   compiti   tipici
  dell'attività amministrativa, mentre l'Osservatorio ha  un  compito
  di vigilanza.
   E'  come mettere dentro il carcere dell'Ucciardone una sezione  di
  detenuti  e  una sezione dei carabinieri. L'esempio, probabilmente,
  è improprio, ma è per farmi capire.
   Un  atto amministrativo di tale ovvietà, per il quale ritenevo che
  questa  mattina,  -  oltretutto, ho scoperto che  per  ripristinare
  l'Ufficio  speciale servono settemila euro - ed ho anche  scoperto,
  che  la Commissione avrebbe dato parere negativo perché non c'è  la
  necessaria copertura finanziaria.
   Io posso capire tutto, ma se non si vuole fare, si dica che non si
  vuole fare. Io non sono d'accordo, voterò contro.
   Ma che si utilizzino argomenti come quello che per settemila euro
  ma  dico, ci vogliamo fare ridere dietro dal Paese? Non so come  si
  possa risolvere, signor Presidente, non ne ho idea.
   Affido,  non si sa a chi, forse a lei, la soluzione del  caso,  ma
  ritengo   ridicolo  che  si  abroghi  l'ufficio  che   deve   avere
  un'organizzazione    autonoma   nella   vita   dell'Amministrazione
  regionale,   per  settemila  euro.  Questo  lo  ritengo  sbagliato,
  politicamente oltre che amministrativamente.
   Se si è commessa una leggerezza, suggerirei di correggerla, finché
  siamo  in tempo, altrimenti rischiamo di approvare una buona legge,
  caratterizzata  da  qualche  elemento  di  ridicolaggine,  rispetto
  all'esito complessivo. Non so a chi rivolgermi.

   MANCUSO, presidente della commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente della Commissione. Signor  Presidente,  senza
  entrare  nel merito dell'emendamento 4.35,  ritengo che  richiedere
  il  parere  della  Commissione  Bilancio  sia un eccesso  di  zelo.
  Nell'eventualità  che ci fosse un costo maggiore,  io  ritengo  che
  nell'ambito degli stessi capitoli di bilancio, penserà il dirigente
  a poter compensare quelle che sono le eventuali maggiori spese.
   Per  quanto  ci  riguarda,  come Commissione,  noi  riteniamo  che
  l'emendamento  4.35 possa essere votato senza copertura  dichiarata
  dalla Commissione Bilancio.

   PRESIDENTE.   C'è   anche  un'altra  soluzione:  l'assessore   per
  l'economia che è presente in Aula, può presentare l'emendamento con
  cui  dà  la copertura finanziaria direttamente in Aula. L'Assessore
  all'economia  è  l'unico  che  ha la facoltà  di  farlo,  oltre  al
  Presidente della Regione.
   Comunico  che  il Governo ha presentato il subemendamento  4.35.1:
   Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
  la  Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale  per  le
  infrastrutture  e  mobilità, istituisce, ai sensi  dell'articolo  4
  comma  7  della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e  successive
  modifiche   ed   integrazioni,  l'ufficio   speciale   Osservatorio
  regionale dei contratti pubblici di lavori servizi e forniture e ne
  individua le relative funzioni e competenze nonché il personale  da
  assegnare.  Il  ragioniere  generale è autorizzato  ad  operare  le
  necessarie  variazioni  di bilancio per la  copertura  della  spesa
  derivante dal precedente comma.'.
   Forse,  la  parte, riguardante il ragioniere generale si  potrebbe
  evitare perché l'articolo 27 dà copertura anche all'articolo 4 dove
  si  andrà ad inserire questo emendamento e dove ci sono 70 migliaia
  di euro.
   Se  questa  copertura  per l'articolo 4 è  sufficiente  anche  per
  l'ufficio   speciale  non  c'è  bisogno  neanche  della   copertura
  finanziaria.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti aggiuntivi: emendamento A1.1
  a  firma  dell'onorevole Beninati. L'emendamento è stato stralciato
  ed  inviato  al testo sulle riserve del fondo delle autonomie  così
  come l'A1, l'A18 e l'A19 che  vengono inclusi nel testo stralciato.
   Si  passa  all'emendamento  A3, a firma dell'onorevole  D'Agostino
  che,  non  essendo  presente  in Aula  il  firmatario,  si  intende
  decaduto.
   Si  passa  all'emendamento A5, a firma dell'onorevole Caputo  che,
  non essendo presente in Aula il firmatario, si intende decaduto.
   Si passa all'emendamento A11 presentato dalla Commissione.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  A13,  a  firma   dell'onorevole   De
  Benedictis.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, in ordine all'emendamento  A13
  che  ha  un  oggetto molto importante e tuttavia  è  oggetto  anche
  dell'emendamento  successivo,  A16, le  chiederei  di  accantonarli
  provvisoriamente per  dare il tempo di analizzarli  e  trovare  una
  sintesi, in modo tale che si pervenga ad un unico emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole, vuole accantonare  gli emendamenti A13, A14
  e A16?

   DE   BENEDICTIS.  Credo  che  il  successivo  sia  l'A16  a  firma
  dell'onorevole Cracolici che ha lo stesso oggetto, in maniera  tale
  da  approfondire,  perché  al  di  là  della  diversità  di  firme,
  l'oggetto è unico e la materia merita un approfondimento.

   PRESIDENTE. Onorevoli si accantonano l'A13, l'A16 e l'A14.

   Si passa all'emendamento A30 a firma dell'onorevole Cordaro.

   CORDARO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  assessore, onorevoli colleghi, l'emendamento aggiuntivo A30,, a mia
  firma  e  degli  altri  colleghi del Gruppo  parlamentare,   vorrei
  chiedere  l'attenzione dell'assessore Russo - onorevole Presidente,
  per  carità,  lei è sempre attento quando io parlo e di  questo  la
  ringrazio  - però era un dato più tecnico per cui chiedevo  appunto
  l'attenzione dell'assessore Russo.
   Si  tratta  in pratica di recepire quanto riportato in un  decreto
  ministeriale  del  2003  circa l'utilizzo di  una  percentuale  non
  inferiore  al  30  per  cento,  di  inerti,  con  riferimento  alla
  possibilità di edificazione, costruzione e quant'altro.
   Cioè in pratica l'emendamento A 30 che peraltro era stato anche in
  qualche modo concordato con gli Uffici, serve a recepire una  norma
  che  nella  nostra  normativa regionale è assente  e  che  riguarda
  proprio  la valorizzazione di quegli aspetti ambientali  dei  quali
  spesso   tanti   parlano  ma  poi  quando  c'è  da   mettere   mano
  concretamente sulle cose, come in questo caso, non lo si fa.
   La  utilizzazione  del  30 per cento come percentuale  minima  del
  fabbisogno  proveniente  dal  riciclo  degli  inerti  è  legata  ad
  un'apposita certificazione che deve essere rispettosa dei requisiti
  previsti da norme tecniche internazionali e nazionali e deve  avere
  delle  finalità  e degli scopi ben precisi.  Deve, cioè,  avere  un
  minore  impatto  ambientale dei servizi e dei prodotti  utilizzati,
  deve  avere un minor consumo di risorse ambientali non rinnovabili,
  minore  produzione di rifiuti, utilizzo di materiali  recuperati  e
  riciclati,  tecniche eco compatibili, un ridotto impatto ambientale
  e,  per  finire, l'utilizzo di prodotti eco compatibili e di facile
  smaltimento.
   Desidero  poi  sottoporre  ulteriormente all'attenzione  dell'Aula
  questo emendamento perché la richiesta dell'inserimento nasce anche
  dal  fatto  che vi è un esempio concreto che deriva dalla  confisca
  della   Calcestruzzi ericina  che era un bene confiscato alla mafia
  del  trapanese, ha visto poi un gruppo di dottori che si  formavano
  come   amministratori  giudiziari,  trovare  soluzioni  diverse   e
  affidabili  che  potessero  creare i presupposti  affinché,  signor
  Presidente,   non  vi  fosse  da  parte  dello  Stato  un'ulteriore
  sconfitta.  E' accaduto, spesso e  purtroppo,  in Sicilia  che  dei
  beni  confiscati alla mafia, beni che erano produttivi,  una  volta
  confiscati,  o sono falliti o alla fine, comunque, le attività  che
  venivano  svolte  in precedenza non hanno mai trovato  sviluppo  né
  reimpiego.
     Hanno  trovato  la possibilità con  questo tipo  di  metodica  e
  quindi  di utilizzazione degli inerti per fare sì che vi  fosse  un
  reimpiego  appunto di quella ditta, di quell'azienda  confiscata  e
  che  questa ditta potesse ottenere un maggiore sviluppo  e  potesse
  affermarsi anche come risposta al malaffare mafioso.
   Questo è ciò che sta dietro questo emendamento, è un lavoro  molto
  delicato  e  credo  anche fatto in maniera molto  seria  da  questo
  gruppo  di  dottori che sono diventati nel frattempo amministratori
  giudiziari, lo sottopongo alla sensibilità del Governo e  dell'Aula
  ma credo che non vi sia una ragione per cui tanto il Governo quanto
  l'Aula non debbano esprimere il loro consenso.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
   CARONIA. Appongo la firma all'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è d'accordo resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa agli emendamenti A21, A22 e A23.  Su  questi
  tre  emendamenti, che sono identici o quasi, è stata formulata  una
  riscrittura da parte del Governo che abbiamo numerato  A52  che  se
  approvata supererebbe tutti e tre gli emendamenti. Assessore Russo,
  se lo vuole illustrare.

   RUSSO,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Il  Governo
  sta  facendo  un'opera molto intensa di recupero di risorse  per  i
  programmi  di  riqualificazione  urbana.  Siccome  ci  sono  vecchi
  progetti  particolarmente interessanti in  questo  contesto  sia  a
  Catania,  a Messina e a Palermo per la riqualificazione  urbana  in
  termini  di  infrastrutturazione viaria  finalizzata,  anche,  allo
  sviluppo  turistico, riteniamo di potere destinare una  somma,  per
  altro   molto  contenuta  di  queste  risorse  a  questo  tipo   di
  interventi.  Diciamo che le somme disponibili sono  particolarmente
  elevate al punto che al momento ne abbiamo accertate 120 milioni di
  euro,  nei cassetti,  mai utilizzati e tanti altri milioni di  euro
  probabilmente verranno fuori nei prossimi e giorni.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO.   Signor  Presidente,   più  che  il  parere   intervengo
  sull'ordine  dei  lavori. Mi pare che l'articolo 24  l'abbiamo  già
  votato.  Secondo: diamoci un criterio, ora, su tutti gli aggiuntivi
  che  dovrebbero  arrivare  perché se  non  diamo  un  criterio  non
  riusciamo  a  capire  cosa  dobbiamo affrontare.  Ci  sono  diversi
  colleghi che segnalano importanti emendamenti ma se non ci diamo un
  freno non riusciamo più a capire.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, impropriamente  è  stato  scritto
  emendamento  aggiuntivo all'articolo 24. Ma è una riscrittura  agli
  emendamenti A21, A22 e A23. E' stato un errore di battitura.
   MANCUSO. Quindi il problema è risolto.

   PRESIDENTE. Sì, non è aggiuntivo, è la riscrittura di  questi  tre
  emendamenti nel fascicolo.

   MANCUSO. Sugli altri che arriveranno, signor Presidente,  forse  è
  meglio ci fermiamo un attimo e decidiamo quali lei ammette in  modo
  tale  che  con  cinque  minuti di riflessione le possiamo  dare  un
  parere leggendo, quanto meno, gli articolati, perché sono complessi
  come il  concorso di idee' che è molto complesso e anche quando lei
  lo  ammettesse  è una materia riservata allo Stato  che  pone,  noi
  della  Commissione, in una condizione di rimetterci all'Aula perché
  è una materia esclusiva dello Stato. Per gli altri non lo sappiamo,
  vediamo quanti sono, in modo che ci rendiamo conto.

   FARAONE, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE,  relatore.  Io  sono  dell'idea  che  il  metodo  che  ha
  illustrato il presidente Mancuso valga anche per l'emendamento A52.
  Siccome  ci  sono  una  serie di emendamenti  che  sono  abbastanza
  importanti  e arrivano qui in maniera un po' improvvisata,  sarebbe
  opportuno  se  li  valutassimo prima  di  investire  di  questo  la
  Commissione   insieme   per   capire  quali   arriveranno   e   che
  caratteristiche hanno, compreso questo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Faraone, stiamo seguendo un criterio  molto
  semplice ed ordinato.
   Gli emendamenti aggiuntivi, ovviamente sono tutti stati presentati
  entro  i  termini,  altrimenti, se sono  fuori  termine,  sono  del
  Governo  o  sono di riscrittura, e fanno parte di questo  fascicolo
  che è in distribuzione.
   Essendo  l'emendamento A52 la riscrittura degli  emendamenti  A21,
  A22  e  A23,  va  trattato adesso, così da completeremo  tutti  gli
  emendamenti del fascicolo, per poi passare agli aggiuntivi.
   Si passa, pertanto, all'emendamento A52 del Governo.
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti A21, A22 e A23 sono preclusi.
   Gli emendamenti A9 e A6 sono dichiarati inammissibili per mancanza
  di copertura finanziaria.

   RUGGIRELLO.  Signor Presidente, l'emendamento A9  si  autofinanzia
  con le multe.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ruggirello, non essendoci il  parere  della
  Commissione  Bilancio, non posso che dichiararlo inammissibile.  Ad
  ogni modo, lo accantoniamo un attimo.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare sull'emendamento A6.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor  Presidente, non censuro  la  sua  decisione  di
  dichiarare inammissibile l'emendamento A6 per mancanza di copertura
  finanziaria,  non  potrei  farlo  ed  anzi  la  rispetto,  però  la
  pregherei  di  valutare attentamente il contenuto  dell'emendamento
  perché mi pare che non ci sia una maggiore spesa.
   Ho  chiesto  di intervenire anche perché vorrei che il  Parlamento
  fosse  edotto,  e mi auguro anche il Governo, perché  probabilmente
  non conosce questi fatti.
   Ci  sono 340 ispettori del lavoro, regolarmente formati con  corso
  di  formazione, che hanno superato regolari esami, che  da  quattro
  mesi  non  fanno ispezioni in Sicilia, e poi facciamo un minuto  di
  silenzio alla prima morte che ci sarà per un infortunio sul lavoro
  Se la Regione vuole in questo senso contribuire, mi pare oltre modo
  illogico.
   Invito  la  Presidenza  a rivalutare la posizione  assunta,  anche
  perché.  A mio avviso, l'emendamento doveva essere ammesso tutto  e
  non solo la prima parte per la costituzione del Fondo.
   PRESIDENTE.  Onorevole Galvagno, l'emendamento  è  stato  ritenuto
  ammissibile, tanto è vero che si trova nel fascicolo, il problema è
  la  copertura  finanziaria, che non è stata data dalla  Commissione
  Bilancio. Essendoci una ripartizione diversa della spesa, il parere
  comunque necessita.

   GALVAGNO. Di fronte ad un fatto così grave - lo ribadisco - di 340
  ispettori  del lavoro che da quattro mesi non svolgono il servizio,
  penso che si possa trovare una soluzione.

   PRESIDENTE. Onorevole Galvagno, l'emendamento, come Lei ha  visto,
  è al momento accantonato, ma è comunque tra quelli ammissibili.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché,
  oltre  gli emendamenti A9 ed A6, vi era anche un emendamento a  mia
  firma  e  di altri colleghi anche del PDL e del PID, insomma  tutti
  insieme  per  risolvere o tentare di risolvere  il  problema  degli
  ispettori,  che è un problema che effettivamente ci  sta  a  cuore.
  Infatti, gli ispettori non riescono più ad uscire, o sono costretti
  ad  uscire con la propria macchina e ad affrontare spese,  a  volte
  anche  scortati  dai  Carabinieri, e  questo  perché  svolgono  una
  funzione per la nostra Sicilia, ma soprattutto per la legalità  del
  lavoro sul nostro territorio.
   Ora,  visto  che in questi emendamenti è previsto il 5  per  cento
  delle  somme corrispondenti ai ribassi d'asta dei lavori finanziari
  dell'Amministrazione,  ed  io, invece, nell'emendamento  che  avevo
  presentato,  prevedevo una cifra certa rispetto alla  maggiorazione
  delle  multe che gli stessi ispettori producono attraverso la  loro
  attività,  chiedo  agli  Uffici se è possibile,  attraverso  questa
  maggiore entrata, trovare una soluzione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, gli Uffici hanno  ripreso  il  suo
  emendamento,  ma vorrei sottolineare che in un emendamento  non  si
  può  prescrivere  addirittura quanto  sia  l'indennità  che  spetta
  all'ispettore  del  lavoro.  Un  conto  è  stabilire  un  fondo  da
  destinare agli uffici per il compito di sicurezza del lavoro, altra
  cosa  è stabilire quanto sia lo stipendio che spetta all'ispettore,
  perché questo va un po' oltre le competenze.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi  permetto
  di  spezzare una lancia a favore degli emendamenti A9 e A6. Noi, in
  questo  caso,  non stiamo definendo l'ammontare delle risorse,  per
  cui   devono   avere   apposita   copertura   finanziaria;   stiamo
  prescrivendo le modalità di applicazione delle economie dei ribassi
  d'asta. Ad oggi, non conosciamo l'ammontare dei ribassi per i quali
  possiamo  apporre  e  dare  copertura finanziaria  in  Commissione,
  quindi, è una modalità di applicazione delle riserve, perché non  è
  che  c'è  una  minore  entrata, c'è una diversa  articolazione  dei
  risparmi.
   Ecco  perché  considero  improprio che la Commissione  debba  dare
  parere  su uesto emendamento, perché è una modalità di applicazione
  delle  riserve che interviene, in questo caso, su una  vicenda  che
  anch'io  mi  permetto  di  perorare,  perché  la  condizione  degli
  ispettori del lavoro dell'Amministrazione regionale è, a dir  poco,
  allucinante
   Noi  almeno facciamoli uscire. Lo dico a bassa voce: se escono gli
  ispettori, forse, qualche entrata la portano. Se non escono, non ci
  sono  né  le entrate, né il 5%. Quanto meno, vediamo di  creare  le
  condizioni perché si faccia l'attività ispettiva che, in materia di
  sicurezza  del  lavoro,  costituisce,  anche  una  condizione   per
  contrastare  il  lavoro nero, che è una delle forme  che  droga  il
  mercato in Sicilia.
   Ecco  perché, signor Presidente, credo che in questo caso si possa
  prescindere dal parere della Commissione, in quanto non trattasi di
  applicazione  di  posta finanziaria ma di modalità di  applicazione
  dei risparmi d'asta.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con gli Uffici avremmo  immaginato
  una  possibile soluzione che prevede, ovviamente, che la norma vada
  raccordata  con il comma 27 dell'articolo 6 della legge che  stiamo
  approvando, perché il comma 27 prevede che i ribassi d'asta  vadano
  per determinati.
   Ha  facoltà di parlare l'assessore per le infrastrutture e per  la
  mobilità, dott. Russo.

   RUSSO  PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture  e  per  la
  mobilità.  Signor Presidente, onorevoli deputati,  se  è  possibile
  vorrei  affidare alla riflessione una diversa soluzione, nel  senso
  di  ritenere condivisibile l'obiettivo perseguito, che è totalmente
  coerente alla legge, cioè si vuole fare emergere il lavoro nero, si
  vuole garantire la sicurezza nei cantieri e questo si fa attraverso
  gli ispettori e gli ispettorati del lavoro. Destinare, però, il  5%
  dei  ribassi,  o anche il 2% o l'1% dei ribassi d'asta  delle  gare
  fatte  in  tutta  la  Sicilia è come dire  da  grande  vorrei  fare
  l'ispettore del lavoro .
   Perché non mettere in collimazione i due obiettivi: cioè quello di
  fare  ispezioni e quello di finanziare, di remunerare correttamente
  gli ispettori.
   Come  lo si ottiene? Destinando, a partire da una certa data,  una
  percentuale  delle sanzioni irrogate dagli ispettori del  lavoro  a
  quel fondo.

   CRACOLICI. E' inopportuno, perché scatta un meccanismo per cui  le
  multe si fanno per guadagnare di più.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Escono  ogni giorno a fare multe. Vorrei  ricordare  che
  agli ordini diamo lo 0,2 per mille.

   PRESIDENTE.  Assessore Russo, la soluzione potrebbe essere  quella
  di  approvare  in coda alla legge, ai sensi dell'articolo  117,  un
  intervento  sull'articolo  6, comma 27, che  scriviamo  insieme  al
  Governo.
   Stabiliamo la percentuale da ripartire a questo scopo, insieme,  e
  lo inseriamo votando l'articolo 117 che interverrà sull'articolo 6,
  comma 27, cioè sui ribassi d'asta. Io non lo so quanto deve essere,
  ma  certamente  deve  essere una percentuale che  va  ricavata  dai
  ribassi  d'asta  e  deve  essere efficace al  servizio  che  questi
  Ispettori dovranno svolgere.
   Onorevoli colleghi, dichiaro superati gli emendamenti A9 e A6.
   Si passa all'emendamento A12, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  A2  è da intendersi superato in quanto  già  votato
  nella legge sulla sanità.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedi

   PRESIDENTE: Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
  per   la   seduta  odierna  gli  onorevoli:  Marinese,  Calanducci,
  D'Agostino,  Leanza  Nicola,  Scammacca  della  Bruca,   Vinciullo,
  Buzzanca, Dina e Scilla.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


    Seguito della discussione del disegno di legge «Recepimento del
   decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche
   ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive
     modifiche ed integrazioni. Disciplina dei contratti pubblici
        relativi a lavori, servizi e forniture» (719-515-673/A)

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente  della Commissione. Signor  Presidente,  sono
  stati distribuiti gli emendamenti aggiuntivi al disegno di legge.
   Io  ritengo che la Presidenza debba fare una ulteriore riflessione
  perché ci sono emendamenti che esulano assolutamente dalla materia,
  alcuni   che  riguardano  il  personale  e  altri  che  riguardano,
  addirittura,  un  dibattito che è durato in questo  Parlamento  tre
  notti e tre giorni. E vogliamo sanare una situazione che ha portato
  il Parlamento ed uno stillicidio di argomentazioni?
   Rispetto a questo, allora, direi che la Presidenza deve riflettere
  su quella che è la presentazione degli emendamenti e poi procedere,
  naturalmente,   alla   valutazione   di   quelli   presentati   che
  naturalmente   hanno  anche  bisogno  di  una   riflessione   della
  Commissione.
   Quindi, per quanto ci riguarda, signor Presidente, quelli che sono
  nella  materia,  bene,  ma quelli che esulano  assolutamente  dalla
  materia degli appalti dovremmo certamente stare più attenti.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido  le
  riflessioni  che  il Presidente Mancuso ha fatto. In  effetti  sono
  stati  distribuiti emendamenti aggiuntivi a firma del  Governo  che
  esulano dalla materia oggi trattata.
   Oggi  parliamo  di  lavori pubblici. Qua si va dall'urbanistica  a
  materie  di patrimonio ed anche a materie che riguardano l'articolo
  128 dell'anno scorso, quindi sappiamo di cosa parliamo.
   Mi  permetterei, sommessamente, di evitare che la maggior parte di
  questi  emendamenti possano trovare ingresso nel dibatti di  questa
  sera,  Presidente,  è soltanto una preghiera  che  rivolgo,  ma  mi
  sembra una questione di buon senso, onde evitare di far scadere  un
  dibattito  assolutamente proficuo. Anche perché - e vado  verso  la
  conclusione  -  noi  del  PDL  in sede di  finanziaria  ci  eravamo
  impegnati  con il Governo a sostenere delle norme di settore  e  mi
  pare  che  li stiamo portando a compimento. Già nel giro  di  poche
  settimane con la legge di questa sera variamo due leggi importanti,
  stasera  quella  dei lavori pubblici, quindi perché dobbiamo  avere
  questa fretta di mettere dentro cose che hanno poca attinenza?
   Cerchiamo invece un po' di elevare il dibattito, così come  stiamo
  facendo,  poi settimana prossima abbiamo anche l'altro  disegno  di
  legge per il quale invito questa Aula, il Governo, ad accelerare  i
  tempi, in considerazione del fatto che gli Enti Locali il 30 giugno
  devono chiudere i loro bilanci e aspettano anche la definizione  di
  quel  disegno di legge che non può diventare un carrozzone, ma  che
  deve  riguardare proprio alcune riserve che erano state  trascurate
  in  sede  di  finanziaria opportunamente, per cui dico  fermiamoci,
  escludiamo  quegli emendamenti aggiuntivi che hanno poca  attinenza
  con la materia ed andiamo avanti, approviamo invece quelli che sono
  assolutamente aderenti con la norma sui lavori pubblici.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  avendo   tutti   bisogno   di
  approfondire questi emendamenti aggiuntivi, sospendo brevemente  la
  seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.22, è ripresa alle ore 17.33)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal Governo il
  subemendamento   A9.1   che   è   una   riscrittura   del   Governo
  all'emendamento sugli ispettori del lavoro.
   Ne  do  lettura:  Una quota non superiore allo 0,5 per  cento  dei
  ribassi  d'asta,  derivanti  dagli appalti  di  lavori,  servizi  e
  forniture,   realizzati   con  fondi  propri   dall'amministrazione
  regionale  ed  alla  stessa attribuiti,  può  essere  destinata  al
  finanziamento  di  progetti-obiettivo per  il  potenziamento  delle
  funzioni  ispettive in materia di lavoro, assegnate al Dipartimento
  regionale del lavoro .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Dopo   attenta  verifica,  la  Presidenza  dichiara  inammissibile
  l'emendamento aggiuntivo A50.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -dall'onorevole Cracolici: A20;
  -dall'onorevole Musotto: A10.

   Essendo  i  due  emendamenti  di  identico  contenuto,  li   pongo
  congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A38.
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento A39.
   Il parere della commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  A39  è approvato con l'astensione  degli  onorevoli
  Caronia e Cordaro.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento  A41.
   Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati dal Governo l'emendamento  A.42
  e il subemendamento A.42 bis.
   L'emendamento prevede che  A valere delle somme a disposizione,  i
  dati  di  cui all'articolo 4, comma 5, sono pubblicati per estratto
  con   le   modalità  di  cui  all'articolo  66,  comma  7,  decreto
  legislativo n. 163 del 2006 .

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà,.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  L'articolo 66, comma 7, del decreto legislativo  n.  163
  del  2006  riguarda le modalità di pubblicità dei bandi per  quanto
  riguarda  la  comunicazione  a mezzo stampa:  sono  due  quotidiani
  nazionali e due quotidiani regionali.

   CORDARO. E, quindi, cosa cambia?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Sono dati aggiuntivi che si vanno a pubblicare: incarichi
  di  collaudo, stati di avanzamento e così via dicendo, c'è  un  po'
  più di trasparenza. Questo prevede la legge.

   MANCUSO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,  non
  riesco  a  comprendere il Governo per quale motivo ha fatto  questo
  passo  indietro perché ha presentato un emendamento dove rafforzava
  quella  che era la possibilità di quotidiani di livello, a maggiore
  diffusione   regionale,  mentre  oggi  andiamo  sui  quotidiani   a
  diffusione nazionale. Quindi, non riesco a capire per quale  motivo
  c'è questo atteggiamento da parte del Governo.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà,.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  diciamo   che
  dall'esito di un confronto c'è stato il suggerimento, peraltro  più
  volte  ribadito all'attenzione su diverso argomento dal  Presidente
  della  Commissione, di discostarsi quanto meno possibile dal codice
  dei  contratti  e,  in  questo  senso,  accogliendo  l'invito,   ho
  rettificato un errore.

   MANCUSO,   presidente  della Commissione. Chiedo  di  parlare  per
  dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,  ho
  chiesto  di  parlare per  dichiarazione di voto,  naturalmente  non
  coinvolgo,  poi,  il  voto  che darà il relatore  per  conto  della
  Commissione.
   Effettivamente, quello che ha detto l'Assessore è  vero  ma,  dopo
  attenta  riflessione sulle economie isolane  e  su  quello  che  in
  queste ore sta succedendo proprio su scelte che sono state fatte da
  altre Regioni, ho riveduto la mia posizione e, quindi, se lei lo ha
  fatto solo per un garbo istituzionale nei miei confronti, la invito
  a  ritirare il subemendamento, se è stato questo, se, invece, è una
  sua convinzione, insista.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  questa legge più si uniforma a criteri nazionali meglio è per tutti
  per evitare discrezionalità eccessive.
   Mi  permetto  soltanto  di  rilevare  una  questione.  L'ho  detto
  informalmente,  lo voglio qui dire, poi capisco che  probabilmente,
  se  adottiamo, giustamente, il criterio che ci propone  l'Assessore
  forse,  alla  fine,  siamo  tutti vincolati  e  dentro  un  sistema
  definito.
   Viviamo un tempo nel quale l'informazione non è solo quella a  cui
  siamo stati abituati, almeno tutti noi come generazione. Il sistema
  dell'informazione  si è sviluppato attraverso altri  canali.  Credo
  che  sia  anche giusto vedere e trovare modalità per  consentire  a
  strumenti  innovativi  della comunicazione di  potere  accedere  ai
  sistemi della comunicazione pubblica.
   Lo  dico  perché Internet e tutto ciò che riguarda il sistema  web
  oggi è escluso dal sistema istituzionale, credo che prima o poi  ci
  dovremo  porre  l'interrogativo su  come  affrontare  questo  nodo,
  perché  come  ormai vediamo tutti, questo sistema web è importante,
  utilizzato   da  milioni  di  persone  che  possono   avere   anche
  l'occasione  di  leggere pubblicità istituzionale  che  oggi  è  in
  qualche modo quasi preclusa.
   Detto   questo,   l'emendamento  del  Governo  in   qualche   modo
  ridefinisce  un confine perché non c'è dubbio che,  così  come  era
  originariamente  scritto,  qualche  elemento  di  dubbio  anche  di
  applicazione l'aveva.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione il  subemendamento  A42  bis  di
  riscrittura, presentato dal Governo. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. La Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il  subemendamento  A42 è approvato con il  voto  contrario  degli
  onorevoli  Mancuso e Ruggirello e con l'astensione degli  onorevoli
  Caronia, Cordaro, Corona e Torregrossa.
   L'emendamento A42 è, pertanto, superato.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo  il  subemendamento
  A46.1, all'emendamento A22.
   Il parere della Commissione?

    FARAONE, relatore. La Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti A48
  e il subemendamento A48.1 a firma De Benedictis.
   Pongo in votazione il subemendamento A48.1. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A48, così come modificato. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  sono stati presentati dal Governo  gli  emendamenti
  A49, A51 e A53.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A49 con il  parere  favorevole
  della Commissione è favorevole.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento A51 con il  parere  favorevole
  della Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A50 è inammissibile.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A53 con il  parere  favorevole
  della  Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   riprende   l'esame  degli  emendamenti  A13,   A14   e   A16,
  precedentemente accantonati.
   Comunico  che  è stato presentato dagli onorevoli Cracolici  e  De
  Benedictis il subemendamento A13.1, agli emendamenti A13 e A14.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto
  di parlare solo per dire che l'emendamento A13.1 che è stato adesso
  distribuito  in  Aula,  recepisce tutte le correzioni  che  nascono
  dalla  valutazione dei due emendamenti, perché si  tratta  di  due:
  l'A14  è stato erroneamente classificato come tale - ci sarà  stato
  un refuso da parte degli uffici - ma, in realtà, è una prosecuzione
  dell'A13. Quindi, i due emendamenti sono l'A13 e l'A16.
   La  proposta  che facciamo, sentito anche il parere  degli  uffici
  dell'Assessore,  è  quella  di votare  l'A13  con  gli  emendamenti
  modificativi dell'A13.1.
   Se volete li illustro ma sono abbastanza chiari. Quindi, voteremmo
  l'A13.1 e l'A13 e quindi sarebbe precluso l'A16. Così come - ripeto
  - concordato in sede di coordinamento dei due emendamenti.
   Naturalmente,  una  precisazione: la parte iniziale  dell'A14,  la
  dove  dice   l'articolo 108 è introdotto con le seguenti modifiche'
  va  riferito  all'intero  articolo e  quindi  alla  parte  iniziale
  dell'A13. Lo dico poiché sarà utile in sede di coordinamento.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, trattiamo l'emendamento A13 e  A14
  come  se  fossero  un unico emendamento di cui trattiamo  prima  il
  subemendamento, cioè l'A13.1.
   Pongo in votazione l'emendamento A13.1. Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A13, come modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
                               «Art. 28.
                           Entrata in vigore

       1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta
     ufficiale della Regione siciliana.

       2.  E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e
     di farla osservare come legge della Regione».
   Gli emendamenti ovviamente sono tutti inammissibili.
   Pongo in votazione l'articolo 28.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

   Onorevoli  colleghi,  abbiamo esaurito  il  testo  con  tutti  gli
  emendamenti aggiuntivi.
   La votazione finale la daremo martedì per motivi di opportunità  e
  per  consentire agli Uffici di poter lavorare per mettere in  piedi
  un testo che stia realmente in piedi.
   Non  procederemo  alla discussione del secondo  disegno  di  legge
  all'ordine del giorno,  Norme in materia di riserve in favore degli
  enti  locali   (n.  729-Norme stralciate/A) perché  la  Commissione
  Bilancio dovrà ancora dare il parere definitivo.
   Pertanto, la seduta è rinviata a martedì, 21 giugno 2011, alle ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


  I  - Comunicazioni

  II  -  Votazione finale del disegno di legge:
  - Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
    successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010,
    n. 207 e successive modifiche ed integrazioni. Disciplina dei
    contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture  (719-515-
    673/A)

  III  - Discussione del disegno di legge:

  -  Norme in materia di riserve in favore degli enti locali  (729-
    Norme stralciate/A)

                   La seduta è tolta alle ore 17.50

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 20.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  NN.  719-515-673/A   RECEPIMENTO  DEL  DECRETO
  LEGISLATIVO  12  APRILE  2006, N. 163 E  SUCCESSIVE  MODIFICHE  ED
  INTEGRAZIONI  E  DEL D.P.R. 5 OTTOBRE 2010, N.  207  E  SUCCESSIVE
  MODIFICHE  ED  INTEGRAZIONI.  DISCIPLINA  DEI  CONTRATTI  PUBBLICI
  RELATIVI A LAVORI, SERVIZI E FORNITURE

     All'articolo 4:

   Emendamento 4.35.1:

  Entro  60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge,   la
  Giunta  regionale  su  proposta dell'Assessore  regionale  per  le
  infrastrutture e la mobilità, istituisce ai sensi dell'articolo 4,
  comma  7,  della  l.r. 15 maggio 2000, n. 10 e  s.m.i.,  l'Ufficio
  speciale     Osservatorio  regionale  dei  contratti  pubblici  di
  lavori, servizi e forniture  e ne individua le relative funzioni e
  competenze nonché il personale da assegnare.

     Emendamenti articoli aggiuntivi:

   Emendamento A.30:

   Aggiungere il seguente articolo:
    Art.   l. Le stazioni appaltanti, gli Enti Locali, i Dipartimenti
  Regionali,  gli  Enti  sottoposti a  controllo  e  vigilanza  della
  Regione  nonché le Società a partecipazione regionale,  secondo  le
  disposizioni  del  decreto ministeriale 8 maggio  2003,  n.  203  e
  successivi provvedimenti attuativi, prevedono nei bandi di  gara  e
  nei  capitolati  d'appalto  specifiche disposizioni  finalizzate  a
  valorizzare  gli  aspetti ambientali attraverso l'utilizzo  di  una
  quota   di   materiali,  non  inferiori  al  30%  del   fabbisogno,
  provenienti  dal riciclo degli inerti a condizione che  gli  stessi
  siano  dotati  di  apposita  certificazione  che  attesti  che   le
  caratteristiche  prestazionali  di  detti  materiali   e   prodotti
  soddisfano  i  requisiti  richiesti dalle  vigenti  norme  tecniche
  internazionali  e  nazionali  per  l'utilizzo  di  materiali  nella
  realizzazione delle opere considerate.
   A   tale  fine,  configurano  la  prestazione  tenendo  conto,  in
  particolare, dei seguenti elementi:
   a) minore impatto ambientale dei prodotti e servizi utilizzati;
   b) minore consumo di risorse naturali non rinnovabili;
   c) minore produzione di rifiuti;
   d) utilizzo di materiali recuperati e riciclati;
   e)  utilizzo di tecnologie e tecniche ecocompatibili e di  sistemi
  di produzione a ridotto impatto ambientale;
   f) utilizzo di prodotti ecocompatibili e di facile smaltimento.'.

   Emendamento A.52:

  Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma:

    5.  Una  quota  del  10  per cento delle risorse  riprogrammabili
  provenienti  dalle  economie accertabili  a  valere  sulle  risorse
  destinate ai programmi di riqualificazione urbana e residenziale, è
  destinata,  previa  ripartizione  territoriale  della  spesa,  alla
  realizzazione  di opere di infrastrutturazione viaria,  delle  aree
  metropolitane  di  Palermo,  Catania  e  Messina,  con  prioritaria
  destinazione alle opere funzionali allo sviluppo turistico comprese
  nei  piani  approvati dai commissari straordinari  per  l'emergenza
  traffico .

   Emendamento A.9.1:

  1.  Una quota non superiore allo 0,5 per cento  dei ribassi d'asta
  derivanti  dagli appalti di lavori, servizi e forniture con  fondi
  propri  dell'Amministrazione regionale  e alla  stessa  attribuiti
  può essere destinata al finanziamento di progetti obiettivo per il
  potenziamento  delle  funzioni  ispettive  in  materia  di  lavoro
  assegnati al Dipartimento regionale del lavoro.

   Emendamento A.20 (di identico contenuto all'A.10):

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art .  -  Interpretazione  articolo 5 della  legge  regionale  19
  maggio  2005,  n.  5 - 1 Al comma 2 dell'articolo  5  della  legge
  regionale  5/2005,  come sostituito dal comma  4  dell'articolo  2
  della  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19,  dopo  le  parole
   legge  regionale 3 dicembre  2003, n. 20' sono aggiunte le parole
   in  quanto  uffici  equivalenti  alle  strutture  previste  dalla
  tabella  A  di cui alla legge regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni'.

   Emendamento A.38:

  All'articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 1962 n. 28, comma
  1, lettera m), dopo le parole  Demanio marittimo' sono aggiunte le
  parole  Demanio idrico fluviale'.

   Emendamento A.39:

  Per le finalità previste dall'articolo 2, comma 1, lettera c), gli
  enti  sottoposti  a  vigilanza, privi di uffici  tecnici,  possono
  avvalersi anche dell'Amministrazione regionale.

   Emendamento A.41:

  E' aggiunto il seguente articolo:

                  Norme per la riduzione dei compensi

  Per  le finalità del comma 20 dell'articolo 5 della presente legge
  il  compenso  ai componenti esterni della Commissione regionale  è
  ridotto del 5% rispetto alle disposizioni precedentemente emanate.
  Analoga  riduzione è applicata sul compenso dovuto  ai  componenti
  interni,  per  i  quali tale compenso non può comunque  essere  in
  alcun caso superiore a quello corrisposto ai componenti esterni  a
  decorrere dal 2002. .

   Emendamento A.42 BIS:

  A valere delle somme a disposizione, i dati di cui all'articolo 4,
  comma  5,  sono  pubblicati per estratto con le  modalità  di  cui
  all'articolo 66, comma 7, del D. lgs. n. 163/2006.

   Emendamento A.46.1:

  E' aggiunto il seguente articolo:

   Nelle  zone  destinate  a  verde agricolo  dai  piani  regolatori
  generali, nonché nelle cave anche dismesse e nelle aree sottoposte
  a  vincoli  è  autorizzato il mantenimento di strutture  esistenti
  destinate al rifugio ed al ricovero dei cani e gatti, in  attività
  alla  data  di entrata in vigore del D.P.R.S. n. 7 del 12  gennaio
  2007,  purché  sia  verificata la compatibilità  ambientale  della
  struttura  ed  il  rispetto  di tutte  le  prescrizioni  igienico-
  sanitarie  nonché  di sicurezza previste dalle norme  vigenti.  Le
  strutture  di  cui  sopra dovranno essere  adeguate  ai  requisiti
  minimi  di  cui all'Allegato II del D.P.R.S. n. 7 del  12  gennaio
  2007, previsti per le strutture esistenti.

  In  applicazione  del comma precedente, i comuni  interessati,  in
  deroga agli strumenti urbanistici, provvederanno al rilascio delle
  autorizzazioni previste dalle norme vigenti.

  Nei  terreni  confiscati alla mafia ex legge n. 575/65  in  deroga
  agli  strumenti urbanistici vigenti è autorizzata la realizzazione
  di  strutture  per  il rifugio ed il ricovero dei  cani  e  gatti,
  purché  sia verificata la compatibilità ambientale della struttura
  ed  il rispetto di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie nonché
  di  sicurezza  previste dalle norme vigenti. Le strutture  di  cui
  sopra  dovranno  essere  realizzate secondo  i  requisiti  di  cui
  all'Allegato I del D.P.R.S. n. 7 del 12 gennaio 2007.

   Subemendamento A.48.1:

  Al  comma  1  le  parole   presso  la  Presidenza  della  Regione,
  dipartimento  della  programmazione , sono sostituite  da   presso
  l'Assessorato regionale delle infrastrutture e la mobilità .

   Emendamento A.48:

  E' aggiunto il seguente articolo:

               Nucleo tecnico per la finanza di progetto

  1.  E'  confermata l'istituzione del Nucleo tecnico per la finanza
  di progetto presso la Presidenza della Regione, Dipartimento della
  programmazione.    Il    Nucleo   svolge   attività    istruttoria
  nell'individuazione  dei progetti strategici, promuove  l'utilizzo
  ed il finanziamento privato delle infrastrutture, fornisce i primi
  elementi di valutazione sulla redditività delle opere per  cui  si
  intende  fare  ricorso  al  finanziamento  privato,  coordina  gli
  interventi  di  finanza  di progetto con la  programmazione  delle
  risorse del POR Sicilia e degli accordi di programma quadro.

  2.  Nel  termine di trenta giorni dalla data di entrata in  vigore
  della  presente legge, il Presidente della Regione stabilisce  con
  proprio decreto l'organizzazione, la composizione e il trattamento
  economico    dei    componenti   del   Nucleo,    anche    esterni
  all'Amministrazione regionale.

  3.  Il  Nucleo  svolge la propria attività in  collaborazione  con
  l'unità  tecnica finanza di progetto istituita presso il CIPE,  ai
  sensi  dell'articolo  7  della legge 17  maggio  1999,  n.  144  e
  successive modifiche ed integrazioni.

  4.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 27 migliaia di euro, cui
  si  provvede con parte delle disponibilità dell'U.P.B.  1.5.1.1.2,
  capitolo 112535; per gli esercizi finanziari successivi gli  oneri
  trovano  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione  per  il
  triennio 2011-2013,  U.P.B. 1.5.1.1.2. .

   Emendamento A.49:

  E' aggiunto il seguente articolo:

    Definizione procedure di assegnazione alloggi agli appartenenti
                        alle forze dell'ordine

  Le   procedure  per  l'assegnazione  in  locazione  degli  alloggi
  realizzati  nel  territorio regionale, ai  sensi  della  legge  n.
  52/1976  e della legge 730/1983, destinati agli appartenenti  alle
  forze  dell'ordine e trasferiti al patrimonio dei comuni ai  sensi
  dell'art. I comma 441 della legge 311/2004, sono definite, secondo
  quanto  previsto  dal  comma 2 dell'art. 1 della  legge  regionale
  11/2002,  in  favore dei soggetti richiedenti,  appartenenti  alle
  forze  dell'ordine, che risultano occupanti di fatto dei  medesimi
  alloggi  alla data del 31 dicembre 2001, sulla base di verbale  di
  consegna della prefettura, in deroga ai limiti di reddito previsti
  per l'accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. .

   Emendamento A.51:

  E' aggiunto il seguente articolo:

   Al  fine  di accelerare l'esecuzione delle opere infrastrutturali
  realizzate  con  capitali interamente privati, i  procedimenti  di
  finanza di progetto in corso di esecuzione o aggiudicati, anche in
  via  provvisoria,  alla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  prescindono dal parere della Commissione regionale  per  i
  lavori  pubblici, istituito ai sensi dell'articolo 5  della  legge
  regionale  2  agosto 2002, n. 7, ove non ancora reso  alla  stessa
  data. .

   Emendamento A.53:

  E' aggiunto il seguente articolo:

   1. Gli enti locali territoriali, per i porti turistici realizzati
  con finanziamenti pubblici da essi ottenuti e collaudati a partire
  dal  decennio  precedente  all'entrata in  vigore  della  presente
  legge, sono delegati dalla Regione siciliana ad espletare la  gara
  di  evidenza  pubblica per l'affidamento della  loro  gestione  in
  concessione.

  2.  II  bando  dovrà  prevedere come  base  d'asta  il  canone  di
  concessione di cui alle vigenti disposizioni da corrispondere alla
  Regione  maggiorato  dell'eventuale  offerta  in  aumento.  L'ente
  locale  indicherà nel bando la somma che gli dovrà essere  versata
  ogni  anno  dall'affidatario  e che  costituirà  il  corrispettivo
  dell'investimento  pubblico  determinato  sulla  base  del   piano
  finanziario  di  gestione da redigersi a cura  del  medesimo  ente
  locale. .

   Subemendamento A.13.1 (all'emendamento A.13 e A.14) :

   Al comma 1, abrogare le parole  in via prioritaria';

  Al comma 3, sostituire le parole  novanta' con  sessanta';

  Al  comma  4,  le parole  dei successivi livelli di  progettazione
  sulla  base  delle vigenti tariffe professionali' sono  sostituite
  con  della progettazione, fino al livello richiesto'.

   Emendamento A.13:

  E' aggiunto il seguente articolo:

    Art   -   Concorsi  di  idee - 1. All' articolo  91  del  decreto
  legislativo  163/2006  e  successive modifiche  ed  integrazioni  è
  aggiunto il seguente comma: 5-bis. Nei casi di cui al comma  5,  in
  cui   si   ritenga   prevalente  il  valore  innovativo   dell'idea
  progettuale, la qualità dell'ideazione e della realizzazione  sotto
  il  profilo  tecnologico,  ingegneristico  e/o  architettonico,  le
  stazioni  appaltanti applicano in via prioritaria la procedura  del
  concorso di idee.
     2. I commi 3, 4, 5 e 6 dell'articolo 108 del decreto legislativo
  163/2006   e  successive  modifiche  ed  integrazioni   sono   così
  sostituiti:
    3.  Per i lavori, nel bando possono essere richiesti non  più  di
  cinque  elaborati, di livello non superiore a quelli richiesti  per
  il  progetto  preliminare. Il concorrente  predispone  la  proposta
  ideativa nella forma più idonea alla sua corretta rappresentazione,
  ferma  restando comunque la presentazione degli elaborati richiesti
  nel  bando. Il termine di presentazione della proposta deve  essere
  stabilito in relazione all'importanza e complessità del tema e  non
  può  essere  inferiore  a  novanta giorni dalla  pubblicazione  del
  bando.
   4. La stazione appaltante acquisisce in proprietà l'idea premiata,
  con  l'affidamento,  al  vincitore  del  concorso  di  idee,  della
  realizzazione dei successivi livelli di progettazione,  sulla  base
  delle  vigenti  tariffe  professionali. È  facoltà  della  stazione
  appaltante affidare altresì, al vincitore, con procedura negoziata,
  la  direzione  dei  lavori,  a  condizione  che  tale  facoltà  sia
  esplicitata  nel  bando  di concorso. Il  soggetto  vincitore  deve
  essere  in possesso dei requisiti di capacità tecnico professionale
  ed   economica,  indicati  nel  bando,  in  rapporto   ai   livelli
  progettuali da sviluppare. Il possesso di tali requisiti può essere
  acquisito  dal  soggetto vincitore, entro il  termine  di  sessanta
  giorni, successivo alla comunicazione dell'esito della gara,  anche
  mediante  associazione temporanea con altro soggetto  titolare  dei
  requisiti  richiesti,  mantenendo  il  ruolo  di  capo   gruppo   e
  responsabile del progetto nei confronti della stazione appaltante.
   5.  Diversamente da quanto previsto dal precedente comma 4, l'idea
  premiata   può   essere  acquisita  in  proprietà  dalla   stazione
  appaltante dietro pagamento di predeterminato premio in denaro, non
  inferiore  all'  80% della tariffa professionale  prevista  per  il
  progetto   preliminare,  a  condizione  che   detta   facoltà   sia
  esplicitata ed adeguatamente motivata nel bando.
   6.  Nei  casi di cui al comma 5, l'idea premiata, previa eventuale
  definizione degli assetti tecnici, deve essere posta a base  di  un
  successivo concorso di progettazione o di un appalto di servizi  di
  progettazione. A detta procedura non sono ammessi a  partecipare  i
  premiati. .

   Emendamento A.14:

  E' aggiunto il seguente articolo:

    L'articolo 108 del decreto legislativo 163/2006 è introdotto  con
  le seguenti modifiche:
      7. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e
  la  mobilità,  da emanare entro sei mesi dalla data di  entrata  in
  vigore della presente legge, sono dettate le ulteriori modalità  di
  attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.'.
    L'articolo 109 è introdotto con le seguenti modifiche:
    4.  Il comma l dell'articolo 109 del decreto legislativo 163/2006
  è così sostituito:
   l. In caso di intervento di particolare rilevanza e complessità la
  stazione appaltante può procedere all'esperimento di un concorso di
  progettazione articolato in due gradi. La seconda fase,  avente  ad
  oggetto la presentazione del progetto preliminare, si svolge tra  i
  soggetti individuati attraverso la valutazione di proposte di  idee
  presentate  nella  prima  fase e selezionate  senza  formazione  di
  graduatorie  di  merito e assegnazione di premi. Al  vincitore  del
  concorso,  viene affidato l'incarico della progettazione definitiva
  ed  esecutiva,  secondo quanto previsto dal comma  4  dell'articolo
  108.  Tutte  le  precedenti condizioni devono  essere  previste  ed
  adeguatamente motivate nel bando. .