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Resoconto d'Aula della Seduta n. 264 di martedì 21 giugno 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo  altresì  che  anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Formica sarà in missione  dal
  23 al 24 giugno 2011 per motivi istituzionali.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute da parte  dell'Assessore
  per  le  Infrastrutture  e  la Mobilità le  risposte  scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   N.   1073  -  Iniziative  per  assicurare  una  rete  adeguata  di
  collegamenti alla comunità dei Nebrodi.
   Firmatari: Picciolo Giuseppe; Laccoto Giuseppe

   N. 1209 - Interventi urgenti per garantire condizioni di sicurezza
  della viabilità urbana ed extraurbana  del territorio ennese.
   Firmatario: Galvagno Michele

   N.  1445  - Realizzazione di una bretella di collegamento  fra  lo
  svincolo  autostradale di Noto e i comuni di  Pachino  e  Portopalo
  (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1485  - Iniziative a tutela del personale AST in provincia  di
  Trapani.
   Firmatario: Marrocco Livio

   N.  1515  -  Iniziative per una rapida soluzione dei gravi  disagi
  degli studenti pendolari di Sortino (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:
   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   i   risultati  ottenuti  dei  due  referendum  sulla  gestione   e
  distribuzione  delle risorse idriche (il primo  sulle  modalità  di
  affidamento   e   gestione   del   servizio,   il   secondo   sulla
  determinazione della tariffa del servizio idrico integrato)  aprono
  in  Sicilia  nuovi  scenari che, di fatto,  azzerano  le  strutture
  attualmente esistenti;

   la nostra Regione ha la maggiore concentrazione di aziende private
  che  gestiscono  l'acqua  pubblica, con  alcune  delle  società  di
  gestione che sono a totale capitale privato, e con altre che invece
  hanno la compartecipazione di enti pubblici;

   considerato che:

   il  risultato  dei referendum aumenta ancora di più  lo  stato  di
  totale confusione che regna sovrano nella distribuzione dell'acqua;

   soltanto  in  sei province sono attive le società di gestione  del
  servizio idrico integrato, mentre nelle province di Messina, Ragusa
  e Trapani le reti idriche sono ancora gestite dai comuni;

   a questo occorre aggiungere che molti sindaci si sono rifiutati di
  consegnare le reti idriche alle società di gestione (e  il  TAR  ha
  dato  loro ragione), mentre alcune di queste società sono sull'orlo
  del fallimento;

   preso atto che l'assoluta anarchia esistente nel settore, mette  a
  rischio  l'investimento  di  circa 800  milioni  di  euro  previsto
  dall'Accordo  di  programma quadro per  la  realizzazione  di  reti
  idriche  e di impianti di depurazione delle acque reflue,  impianti
  che  sono  sempre stati carenti in Sicilia motivando, tra  l'altro,
  una procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea;

   tenuto  conto che appare evidente che la Regione deve  intervenire
  con  urgenza  su questa materia, a prescindere dalle decisioni  che
  prenderà  il Governo nazionale, affinché non si crei uno  stato  di
  abbandono in un settore vitale come quello del servizio idrico;

   per sapere:

   quali iniziative intendano adottare per ripristinare in Sicilia la
  gestione pubblica del servizio idrico, alla luce dei risultati  dei
  due referendum appena conclusi;

   se  non  ritengano urgente e necessario attivare  una  task  force
  attuativa  della  nuova  realtà,  evitando  inutili  burocrazie   e
  snervanti  lungaggini che possono solo arrecare  ancora  più  danni
  alla sterminata utenza delle risorse idriche siciliane». (1929)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  premesso che il Consorzio ASI di  Palermo  è  un  ente
  pubblico  non  economico sottoposto al controllo e  alla  vigilanza
  della Regione siciliana;

   considerato che:

   la  Regione  siciliana ha recepito la circolare  del  dipartimento
  funzione  pubblica  n.  2  dell'11 marzo  2008,  la  quale  prevede
  l'approvazione di un regolamento per il conferimento  di  incarichi
  di collaborazione;

   tutte  le  amministrazioni pubbliche devono essere  dotate  di  un
  piano triennale del fabbisogno di personale;

   gli  incarichi  di  consulenza  e di collaborazione  coordinata  e
  continuativa devono avere un limite temporale;

   tutti  gli  incarichi di consulenza e collaborazione coordinata  e
  continuativa devono avere evidenza pubblica;

   gli  incarichi  di  collaborazione coordinata e continuativa  sono
  sottoposti a tutela contributiva previdenziale;

   il  personale ex servizi per l'occupazione destinato al  Consorzio
  ASI di Palermo deve ricoprire le mansioni categoria A e B;

   per  l'avvio  del  progetto In.La., di cui  il  Consorzio  ASI  di
  Palermo  è  ente attuatore, occorre essere accreditati  quale  ente
  formativo;

   per sapere:

   se  gli  organi  collegiali  di  controllo  in  indirizzo  abbiano
  vigilato   sull'effettiva   adozione   del   regolamento   per   il
  conferimento  degli  incarichi, nonché sul  rispetto  dei  principi
  espressi con la circolare del dipartimento funzione pubblica  n.  2
  dell'11 marzo 2008;

   se  non  ritengano di dover intervenire nel rispetto  della  norma
  comunitaria  che  prevede, per l'assunzione  presso  le  società  a
  prevalente  capitalizzazione pubblica, l'adozione di  procedure  di
  evidenza pubblica;

   se  il  piano triennale del fabbisogno di personale approvato  dal
  Consorzio ASI di Palermo abbia trovato adozione nei tempi  previsti
  da  eventuale  comunicazione  dell'Assessorato  regionale  Attività
  produttive;

   se  non  ritengano  opportuno verificare la regolarità  del  piano
  triennale  del  fabbisogno  ad oggi in  vigore  e  predisposto  dal
  Consorzio ASI di Palermo;

   se  il  piano triennale del fabbisogno di personale del  Consorzio
  ASI  di  Palermo  offra garanzie occupazionali  a  carico  di  quei
  collaboratori  che  abbiano i requisiti richiesti  dalla  legge  27
  dicembre 2006, n. 296, e della legge 24 dicembre 2007, n.  244,  in
  previsione della riforma dei Consorzi ASI;

   se  sia stata manifestata con accordo congiunto ASI - sindacato la
  volontà a stabilizzare il personale di collaborazione coordinata  e
  continuativa  in  possesso  dei  requisiti  richiesti  dalle  leggi
  296/2006 e 244/2007;

   se  intendano adoperarsi affinché venga garantita l'occupazione  a
  quanti  rientrano nel piano di stabilizzazione del piano  triennale
  del  fabbisogno di personale approvato dal Consorzio ASI di Palermo
  ed  in  possesso  dei requisiti previsti dalla  legge  244/2007  ed
  eventuali riferimenti di reclutamento previsti nello stesso piano;

   se  ritengano  inoltre  opportuno avviare una  specifica  indagine
  amministrativa volta a verificare con quali procedure  e  forme  di
  pubblicità  sia  avvenuta, a partire dall'anno  2008  ad  oggi,  la
  selezione dei consulenti assunti presso il Consorzio ASI di Palermo
  e   se   siano   stati  rispettati  i  principi   del   regolamento
  eventualmente adottato dal Consorzio ASI di Palermo;

   se  siano  stati  adottati i limiti di spesa per il  personale  di
  consulenza del Consorzio ASI di Palermo dall'anno 2008 ad oggi come
  richiesto dalla normativa vigente;

   se  ritengano  opportuno  verificare  se  siano  stati  versati  i
  contributi  previdenziali a carico dei collaboratori che  dal  2002
  abbiano  prestato  attività lavorativa presso il Consorzio  ASI  di
  Palermo con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;

   se  il Consorzio ASI di Palermo fosse e sia accreditato quale ente
  formativo per poter attuare il progetto In.la./In.La. Sicilia;

   se ritenga opportuno sospendere momentaneamente il progetto In.La.
  Sicilia in attesa di conoscere se tutto negli anni sia avvenuto con
  regolarità;

   se  non  ritengano  di  dover intervenire  a  tutela  della  norma
  comunitaria  che  prevede, per l'assunzione  presso  le  società  a
  prevalente  capitalizzazione pubblica, l'adozione di  procedure  ad
  evidenza pubblica per tutti i tipi di incarico;

   se  non  ritengano,  nella logica del risanamento  della  pubblica
  amministrazione,  di  dover avviare una  specifica  indagine  sulla
  gestione   del   Consorzio  ASI  di  Palermo,  per  assicurare   un
  miglioramento  dei  servizi erogati in  termini  di  efficienza  ed
  efficacia;

   se  siano  state  rispettate  le qualifiche  di  appartenenza  del
  personale ex SPO destinato al Consorzio ASI di Palermo;

   se  ritengano  necessario  avviare indagine  amministrativa  sulle
  spese  sostenute per il progetto Asilab sulla sua utilità  finale».
  (1931)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              DE LUCA

   «All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso  che
  il  comando del corpo forestale della Regione siciliana, dopo avere
  più volte segnalato una grave carenza di organico del personale, ha
  proceduto ad ordinare il rientro di sette ispettori forestali e  un
  commissario fin qui in servizio presso l'Azienda foreste demaniali;

   ricordato che, a norma della legge regionale n. 88/1975, l'Azienda
  foreste  demaniali  della  Regione  siciliana  attua  i  suoi  fini
  istituzionali (l.r. 11 marzo 1959 n. 18), avvalendosi di  personale
  regionale  e  delle  strutture  operative  periferiche  del   corpo
  forestale;

   ricordato, altresì, che:

   il diritto d'avvalersi di personale del corpo forestale presso gli
  uffici  centrali  e  periferici dell'Azienda  foreste  demaniali  è
  confermato  dall'art. 29 della legge regionale 52/1984  e  ribadito
  dall'art.  69,  comma 5, della l.r. n. 16/1996  (riserva  orientata
  naturale dello Zingaro) ove si autorizza a porre un contingente  di
  sottufficiali  e  guardie del corpo forestale  della  Regione  alle
  dirette dipendenze del direttore della riserva;

   così   ulteriormente   recitano  i  decreti   dell'Assessore   per
  l'agricoltura pro tempore (nn. 99042/2002 e 99083/2003) secondo cui
  per  l'espletamento  delle  proprie  attività  l'Azienda  regionale
  foreste demaniali s'avvale di un contingente di personale del corpo
  forestale;

   rilevato  che,  sulla  base  di tale  quadro  normativo,  ben  354
  funzionari   e  periti  forestali,  nonché  28  dirigenti   tecnici
  forestali sono oggi in servizio presso l'Azienda e che, quindi, non
  parrebbe congruo il rientro di soli 7 ispettori e di un commissario
  forestale  per  risolvere la denunciata grave carenza  di  organico
  dell'Azienda foreste demaniali;

   per sapere:

   se tale denunciata carenza di organico sia confermata e se, in tal
  caso,  siano stati adottati provvedimenti (e quali?) per  risolvere
  il problema;

   se,  invece, l'allarmismo su presunte carenze non possa nascondere
  l'intenzione  di  destrutturare e demolire  il  ruolo  dell'Azienda
  foreste  demaniali e favorire, così, l'affidamento in gestione  del
  patrimonio  naturale e forestale e delle aree  protette  a  società
  private,   limitando  l'Azienda  a  semplice  organizzatore   della
  manodopera forestale;

   se non valuti, alla luce delle verifiche richieste, di sollecitare
  la  sospensione del rientro al Comando del corpo dei 7 ispettori  e
  del commissario forestale, procedendo, semmai, all'emanazione di un
  provvedimento di assegnazione all'Azienda del personale  del  corpo
  forestale  nel  rispetto dell'articolo 29 della l.r.  n.  52/1984».
  (1932)

                                                            PANEPINTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'Assessore  regionale per la salute, con  decreto  del  25  marzo
  2009,  ha  dettato  le  nuove  linee guida  sul  funzionamento  del
  servizio  di  urgenza  emergenza sanitaria regionale  SUES  -  118,
  prevedendo all'art. 2.2, lett. B), che il personale afferente  alla
  centrale   operativa  è  costituito,  tra  gli  altri,  da   medici
  anestesisti rianimatori dipendenti dal SSR;

   visto   che  su  disposizione  del  responsabile  della   centrale
  operativa,   vengono  utilizzati  in  ordine  di  priorità   presso
  l'eliambulanza, l'ambulanza di soccorso avanzato (MSA), auto medica
  ed  altro, e che, in carenza del personale anestesista rianimatore,
  l'attività  viene assicurata con l'impiego di medici  di  emergenza
  sanitaria territoriale;

   preso atto che:

   con  successivo decreto del 27 novembre 2009, l'Assessore  per  la
  salute  ha  stabilito,  ad  integrazione delle  norme  relative  al
  personale   medico,  che  il  monte  ore  massimo  in   regime   di
  incentivazione non può superare le 48 ore mensili e che, in caso di
  disponibilità  residua del monte orario, il predetto personale  può
  essere  impiegato  anche  a  bordo  di  auto  medicalizzate  o   di
  ambulanze;

   con decreto del 6 aprile 2010, avente ad oggetto 'zone carenti  di
  emergenza  sanitaria territoriale accertate all'1 settembre  2009',
  su  indicazione del responsabile del servizio A.S.B. A.S.P. n. 4 di
  Enna,  il dirigente del servizio II del dipartimento regionale  per
  la  pianificazione strategica ha individuato gli incarichi  vacanti
  di   emergenza   sanitaria  territoriale  all'1   settembre   2009,
  indicando, per la postazione di Enna ex CRM, n. 2 posizioni libere;

   con   delibera  2709  del  7  ottobre  2010,  avente  per  oggetto
  'Approvazione   graduatoria   medici   EST   (Emergenza   Sanitaria
  Territoriale  -  ex  Guardia Medica) per  la  copertura  dei  posti
  vacanti  di  Enna e Pietraperzia', la dirigenza dell'ASP  n.  4  di
  Enna,  interpretando in maniera restrittiva il decreto assessoriale
  di  cui  sopra, intende sostituire i medici anestesisti rianimatori
  con medici EST nella postazione di Enna Ospedale;

   considerato che:

   il  suddetto decreto penalizza tutto il territorio della provincia
  di  Enna  che  si ritroverebbe pertanto un servizio  di  assistenza
  sanitaria   offerto  esclusivamente  da  medici  EST,   privandolo,
  viceversa,  della  indispensabile e infungibile professionalità  ad
  oggi  garantita dagli anestesisti rianimatori che da anni  svolgono
  in maniera eccellente il loro lavoro;

   tale   interpretazione  restrittiva  è  stata  ingiustificatamente
  recepita solo dalle ASP di Enna e Messina, determinando quindi  una
  disparità di trattamento non solo nel territorio regionale ma anche
  tra le due ASP di cui sopra, considerato che negli ospedali Papardo
  e Piemonte di Messina e di Barcellona Pozzo di Gotto è prevista, lì
  sì, la figura dell'anestesista;

   ritenuto che:

   tale indicazione risulta palesemente erronea in quanto, in realtà,
  all'1 settembre 2009, presso la postazione di Enna non vi era alcun
  incarico vacante, atteso che n. 16 medici anestesisti, nel rispetto
  del   monte  ore  previsto  dalla  normativa  (48  ore),  coprivano
  interamente  il fabbisogno, assicurando il normale espletamento  di
  tutti i turni, senza alcuna vacatio di incarichi nella postazione;

   si tratterebbe di un danno irreversibile atteso che il servizio di
  pronto intervento con la presenza dell'anestesista rianimatore si è
  dimostrato,  spesso,  determinante per salvare  vite  umane  in  un
  territorio  che,  per  la sua posizione strategica  ed  orografica,
  copre  un  comprensorio  molto vasto  della  parte  centrale  della
  Sicilia;

   per sapere:

   se  intendano  intervenire presso i competenti uffici dell'azienda
  sanitaria provinciale n. 4 al fine di richiedere l'immediata revoca
  del  provvedimento  con  cui l'ASP n.  4  di  Enna  ha  determinato
  l'inserimento  dei  medici  EST in sostituzione  degli  anestesisti
  rianimatori   che,   in  atto,  ricoprono  i   suddetti   incarichi
  assicurando il regolare espletamento di tutti i turni;

   se  intendano prevedere il mantenimento e l'incremento dei  medici
  anestesisti con l'ulteriore integrazione degli stessi ad opera  dei
  medici EST;

   se intendano istituire, quanto più rapidamente possibile, i centri
  MSA  e  l'auto  medicalizzata a copertura di  tutto  il  territorio
  provinciale di Enna;

   se  intendano istituire delle postazioni di emergenza territoriale
  (PTE)  che  in atto, senza giustificazione alcuna, non  sono  state
  previste   e   la   cui   assenza  penalizza   immotivatamente   ed
  esclusivamente la sola provincia di Enna. (1934)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore per le attività  produttive,  premesso
  che:

   la  coltivazione delle cave rappresenta un settore importante  per
  l'economia  siciliana  e  che  esso è strettamente  legato  ai  più
  svariati settori che coinvolgono migliaia di addetti;

   nella  provincia  di  Messina tantissime  aziende  che  potrebbero
  sviluppare  ancor  più  il  settore  con  importanti  ricadute  per
  investimenti   ed   assunzione  di  nuova  forza   lavoro   vengono
  ostacolate,   anziché  accompagnate,  dalla  lentezza   di   alcuni
  procedimenti  legati  a  pareri  che  devono  essere  espressi   da
  dipartimenti regionali;

   verificato che:

   l'Assemblea regionale siciliana ha approvato recentemente la  l.r.
  5   aprile  2011,  n.  5:  'Disposizioni  per  la  trasparenza,  la
  semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione  della  pubblica
  amministrazione  e  l'agevolazione  delle  iniziative   economiche.
  Disposizioni  per il contrasto alla corruzione ed alla  criminalità
  organizzata  di  stampo  mafioso', che, all'articolo  2,  Tempi  di
  conclusione del procedimento, così recita:

   '1.  All'articolo 2 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, i  commi  2,  3  e  4  sono
  sostituiti dai seguenti:

   2.  Nei casi in cui le leggi o i regolamenti adottati ai sensi dei
  commi  2 bis e 2 ter non prevedano un termine diverso, le pubbliche
  amministrazioni hanno il dovere di concludere il procedimento entro
  il  termine  di  trenta  giorni. Tale termine  decorre  dall'inizio
  d'ufficio  del procedimento o dal ricevimento della domanda  se  il
  procedimento è ad iniziativa di parte.

   2  bis.  Con  decreto  del Presidente della  Regione  su  proposta
  dell'Assessore  regionale competente, le amministrazioni  regionali
  individuano  i  termini, non superiori a sessanta giorni,  entro  i
  quali  deve essere concluso il procedimento. Gli altri enti di  cui
  all'articolo  1 provvedono a fissare, secondo i propri ordinamenti,
  i  termini, non superiori a sessanta giorni, per la conclusione del
  procedimento.

   2 ter. Nei casi in cui, tenuto conto della sostenibilità dei tempi
  sotto  il profilo dell'organizzazione amministrativa, della  natura
  degli  interessi pubblici tutelati e della particolare  complessità
  del  procedimento, siano indispensabili termini maggiori di  quelli
  indicati  nel comma 2 bis per la conclusione del procedimento,  gli
  stessi  sono individuati con decreto del Presidente della  Regione,
  su  proposta  dell'Assessore regionale competente di  concerto  con
  l'Assessore  regionale  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.  I  termini  previsti non  possono  comunque  superare  i
  centocinquanta  giorni.  Analogamente,  gli  altri  enti   di   cui
  all'articolo  1 possono determinare, secondo i propri  ordinamenti,
  termini  non  superiori a centocinquanta giorni per la  conclusione
  del procedimento.

   3.  Il termine per la conclusione del procedimento è reso pubblico
  con  mezzi  idonei e, in ogni caso, è immediatamente  pubblicizzato
  attraverso i siti web delle singole amministrazioni.

   4.  Il  termine  per  la conclusione del procedimento  può  essere
  sospeso  dall'amministrazione  procedente  per  l'acquisizione   di
  pareri,  secondo  quanto  previsto  dalla  disciplina  generale  in
  materia,  e,  per  una sola volta e fino ad un  massimo  di  trenta
  giorni,   per   l'acquisizione   di   informazioni,   documenti   o
  certificazioni  relativi  a fatti, stati o  qualità  che  risultino
  necessari   e   che  non  siano  già  in  possesso   della   stessa
  amministrazione procedente.

   4  bis. Nell'ipotesi di mancata conclusione del procedimento entro
  il termine previsto, devono essere motivate le ragioni del ritardo.
  Ai  fini  della  verifica di quanto addotto a  giustificazione  del
  mancato   rispetto   del   termine,  la  pubblica   amministrazione
  costituisce nuclei ispettivi interni.

   4 ter. La mancata o la ritardata emanazione del provvedimento sono
  valutate al fine della responsabilità dirigenziale, disciplinare ed
  amministrativa nonché al fine dell'attribuzione della  retribuzione
  di   risultato.  I  dati  relativi  al  rispetto  dei  termini   di
  conclusione   del   procedimento  e   all'ammontare   delle   somme
  corrisposte ai sensi del comma 4 quater costituiscono parametri  di
  valutazione  delle  performance delle amministrazioni  pubbliche  e
  della  qualità  dei  servizi pubblici, anche  ai  sensi  e  per  le
  finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e al
  decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198.

   4 quater. Le pubbliche amministrazioni sono tenute al risarcimento
  del  danno  ingiusto  cagionato  in conseguenza  dell'inosservanza,
  dolosa o colposa, del termine per la conclusione del procedimento.

   5.  I provvedimenti di cui ai commi 2 bis e 2 ter dell'articolo  2
  della  legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, nel testo  modificato
  dal comma 1, sono adottati entro sei mesi dalla data di entrata  in
  vigore  della  presente legge, decorsi i quali il  termine  per  la
  conclusione del procedimento è di trenta giorni.';

   verificato che:

   da  tempo  ormai  la  società  'NEBRODI  INERTI  srl'  ha  chiesto
  all'Assessorato Territorio della Regione siciliana il rilascio  del
  proprio parere in merito all'istanza di VIA 'valutazione di impatto
  ambientale'  e  VINCA  'valutazione di  incidenza  ambientale'  del
  progetto  di  ampliamento  della cava di  San  Marco  D'Alunzio  in
  provincia  di  Messina,  e  che nonostante  siano  ormai  trascorsi
  abbondantemente  tutti  i termini di legge per  il  rilascio  degli
  stessi,  si  assiste  alla  assoluta inadempienza  della  struttura
  regionale incaricata;

   accertato  che  il  perdurare di questa  illegittima  inadempienza
  comporterà  certamente,  come  più  volte  annunziato  la  chiusura
  dell'attività  della  società con il conseguente  licenziamento  di
  tutti  i  lavoratori  in essa occupati e con la  penalizzazione  di
  tutto l'indotto del settore;

   considerato  che  gli  uffici  regionali  dovrebbero  favorire  le
  iniziative    economiche   anziché   ostacolarle   con   lungaggini
  burocratiche  incomprensibili  certamente  in  controtendenza   del
  particolare momento nel viviamo in cui sia a livello regionale  che
  nazionale  ci  si  avvia  a  legittimare  l'istituto  della   SCIA,
  'Segnalazione Certificata di Inizio Attività';

   verificato  che da parte di tutte le organizzazioni sindacali  del
  settore  ed in particolare della FILCA CISL si assiste, per  questi
  motivi  di  lentezza  burocratica, ad  un  durissimo  attacco  alle
  istituzioni regionali deputate ed alla politica più in generale;

   per sapere:

   quali iniziative urgenti intendano intraprendere per obbligare gli
  uffici  inadempienti all'immediato rilascio dei pareri VIA e  VINCA
  alla  'NEBRODI  INERTI  Srl' di San Marco  D'Alunzio,  al  fine  di
  scongiurare   il   fermo   delle  attività   con   il   conseguente
  licenziamento  dei  suoi  dipendenti e la grave  perdita  economico
  dell'area ove essa insiste;

   quali provvedimenti disciplinari a carico dei dipendenti regionali
  inadempienti  intendono  intraprendere e soprattutto  se  intendano
  avviare  con provvedimenti immediati alla costituzione di una  task
  force  con personale aggiuntivo, che elimini in pochi giorni  tutto
  l'arretrato consentendo così in futuro il rilascio dei pareri VIA e
  VINCA  nei  tempi  previsti dalla della l.r. n. 5  del  5/04/2011».
  (1930)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

                                                               CORONA

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   in  data  29 e 30 maggio scorsi si sono tenute a Vittoria (RG)  le
  elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale;

   il  responso  elettorale, sui 34.343 voti  dichiarati  validi,  ha
  determinato  la seguente attribuzione delle preferenze  alle  liste
  che hanno concorso per il rinnovo del consiglio, tenuto conto della
  soglia di sbarramento del 5% previsto dalla legge regionale  n.  35
  del 15 settembre 1997:

   AIELLO SINDACO 3.743 preferenze pari al 12,38 %

   PARTITO DEMOCRATICO 3.519 preferenze pari al 11,64 %

   POPOLO DELLE LIBERTÀ 2.466 preferenze pari al 8,16 %

   FORZA DEL SUD 2.118 preferenze pari al 7,00 %

   ID I DEMOCRATICI 1.922 preferenze pari al 6,36 %

   UN NUOVO INIZIO 1.714 preferenze pari al 5,67 %

   SINISTRA UNITA CON VENDOLA 1.696 preferenze pari al 5,61 %

   INCONTRIAMOCI 1.688 preferenze pari al 5,58 %

   TOTALE 18.866 voti

   ai  sensi  dall'art.  3 bis della legge regionale  n.  35  del  15
  settembre  1997  riguardante l'elezione diretta  del  sindaco,  del
  presidente della provincia, del consiglio comunale e del  consiglio
  provinciale,  non  sono  ammesse  all'assegnazione  dei  seggi  nei
  consigli comunali dei comuni con popolazione superiore ai  10  mila
  abitanti le liste che non hanno conseguito almeno il 5% del  totale
  dei voti validi espressi;

   al    fine   della   determinazione   del   quoziente   elettorale
  circoscrizionale non si tiene conto dei voti riportati dalle  liste
  non ammesse all'assegnazione dei seggi;

   ai  sensi dell'art. 6 della suddetta legge, alla lista o al gruppo
  di liste collegate al candidato proclamato eletto che non abbia già
  conseguito  almeno il 60% dei seggi del consiglio viene  assegnato,
  comunque, il 60% dei seggi, sempreché nessun'altra lista  o  gruppo
  di liste abbia già superato il 50% dei voti validi;

   i  restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o  gruppi  di
  liste  collegate,  ai sensi del comma 4, l.r. 35 del  15  settembre
  1997;

   il  quorum dei voti validi è di 18.866 e che il quoziente, con  la
  ripartizione  tramite  metodo  d'Hondt  è  di  628,86  come   dalla
  ripartizione tra voti validi e numero di seggi da assegnare, pari a
  30 unità;

   il  numero  di  voti  espressi  dalle  liste  collegate  alla  mia
  candidatura  è di 10.041, che in percentuale è pari a  53,23  punti
  mentre quello relativo alle liste del candidato uscente è di 8.825,
  equivalente al 46,77%;

   considerato che:

   il  servizio  elettorale  della Regione siciliana,  in  un  report
  diffuso  martedì  13 giugno, ha assegnato alle liste  collegate  al
  sindaco  uscente e alla coalizione del candidato sindaco un  numero
  di seggi così ripartiti:

   PARTITO DEMOCRATICO 8 seggi

   ID I DEMOCRATICI 4 seggi

   SINISTRA UNITA CON VENDOLA 3 seggi

   INCONTRIAMOCI 3 seggi

   TOTALE 18 seggi

   AIELLO SINDACO 5 seggi

   POPOLO DELLE LIBERTÀ 3 seggi

   FORZA DEL SUD 2 seggi

   UN NUOVO INIZIO 2 seggi

   TOTALE 12 seggi

   si  ritiene  opportuno evidenziare come, con l'art. 6 della  legge
  regionale  n.  6  del  5  aprile  2011  pubblicata  nella  Gazzetta
  ufficiale  della  Regione siciliana n. 16 dell'11 aprile  2011,  il
  legislatore  regionale  è  intervenuto nella  materia  relativa  al
  computo  dei  voti  per  l'attribuzione del premio  di  maggioranza
  fornendo  una interpretazione autentica, così di seguito  disposta:
  'Il  comma  6  dell'art. 4 ed il comma 7 dell'art.  7  della  legge
  regionale  15  settembre  1997  n. 35  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,   si   interpretano   nel   senso   che    ai    fini
  dell'attribuzione del premio di maggioranza non sono computabili  i
  voti espressi per le liste che, ai sensi del comma 3bis dell'art. 4
  e del comma 4bis dell'art. 7, non sono ammesse all'assegnazione dei
  seggi';

   il  legislatore,  a  seguito dei conflitti interpretativi  insorti
  nella  materia, ha precisato che le norme contenute negli  articoli
  4,  comma  6, e articolo 7, comma 7, della legge regionale  35  del
  1997  vanno  intese  nel  senso nella non  computabilità,  ai  fini
  dell'attribuzione  del premio di maggioranza,  dei  voti  riportati
  dalle liste che non hanno superato la soglia di sbarramento del  5%
  e, pertanto, non sono state ammesse all'assegnazione dei seggi;

   per sapere:

   quali  siano  stati  i  criteri  che  hanno  indotto  il  servizio
  elettorale   dell'Assessorato  Autonomie   locali   a   determinare
  un'attribuzione dei seggi così come sopra evidenziata;

   se  intendano  procedere alla revoca dell'attribuzione  dei  seggi
  così   come   determinata  alla  luce  delle   osservazioni   sopra
  riportate». (1933)

           (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

                             INCARDONA-BUFARDECI -CIMINO-MINEO-SCILLA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   nel  reparto  di  radiologia dell'ospedale Sant'Antonio  Abate  di
  Trapani sono attualmente in servizio 11 medici di primo livello, di
  cui  6  cosiddetti  'incaricati' e dunque  con  contratti  a  tempo
  determinato;

   dei  medici  'incaricati'  due hanno il contratto  in  scadenza  a
  luglio, uno ad agosto e uno a settembre;

   la  piena  efficienza  del  reparto,  che  attualmente  è  H24,  è
  garantita  anche  grazie  al  lavoro  svolto  da  questo  personale
  'precario';

   il   reparto  di  radiologia  effettua,  nei  periodi   di   piena
  efficienza, mediamente di notte 30 esami di pronto soccorso e nelle
  ore diurne circa 100;

   si   registrano   carenze  di  personale  anche  per   le   figure
  professionali  tecniche.  Recentemente non  è  stato  rinnovato  il
  contratto  a  due  tecnici, mentre nelle prossime settimane  scadrà
  quello di altre tre loro colleghi;

   il  reparto di radiologia, tra l'altro, è senza un primario per il
  pensionamento del suo responsabile;

   considerato che:

   dei  medici  assegnati al reparto di radiologia, uno  è  assegnato
  continuamente all'ospedale di Pantelleria;

   il  reparto  di  radiologia  del Sant'Antonio  Abate  serve  anche
  l'ospedale di Alcamo;

   una  simile,  precaria dotazione di personale mette a  rischio  la
  piena  efficienza del reparto per una qualificata  assistenza  agli
  utenti;

   l'attuale mancanza di personale ha costretto i medici a sospendere
  gli  esami  di ambulatorio per dare la precedenza a quelli  interni
  all'ospedale;

   per sapere:

   cosa  intendano  fare  per potenziare l'organico  del  reparto  di
  radiologia dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Trapani;

   se  ritengano  opportuno emanare all'ASP di Trapani una  direttiva
  urgente per rinnovare i contratti dei medici e tecnici incaricati;

   se  e  in che tempi l'ASP di Trapani intenda coprire i vuoti nella
  pianta organica del reparto di radiologia». (1935)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           LO GIUDICE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   con  la  legge 10 marzo 2000, n. 62, sono state emanate le  'Norme
  per  la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio  e
  all'istruzione';

   il  decreto  legge  5  dicembre  2005,  n.  250,  convertito,  con
  modificazioni,  in  legge 3 febbraio 2006, n.  27,  in  particolare
  all'articolo  1-bis,  comma  2,  ha  stabilito  che   le   modalità
  procedimentali per il riconoscimento della parità scolastica e  per
  il  suo mantenimento, sono da definirsi con regolamento adottato ai
  sensi  dell'articolo 17, comma 3, della legge 23  agosto  1988,  n.
  400, e successive modificazioni;

   con  il  decreto  29  novembre 2007, n. 267  è  stato  emanato  il
  regolamento  recante 'Disciplina delle modalità procedimentali  per
  il   riconoscimento  della  parità  scolastica   e   per   il   suo
  mantenimento, ai sensi dell'articolo 1-bis, comma 2,  del  decreto-
  legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla
  legge 3 febbraio 2006, n. 27';

   con  il  decreto ministeriale 10 ottobre 2008, n. 83,  sono  state
  adottate  le  seguenti  linee guida per  l'attuazione  del  decreto
  ministeriale  (267/2007)  contenente la disciplina  delle  modalità
  procedimentali per il riconoscimento della parità scolastica e  per
  il suo mantenimento;

   al  punto  3.4  del  suddetto decreto n. 83,  il  termine,  per  i
  soggetti  in  possesso  dei  requisiti  previsti,  entro  il  quale
  inoltrare l'istanza di riconoscimento della parità viene fissato al
  31  marzo  dell'anno scolastico precedente quello da cui  decorrono
  gli effetti della parità;

   considerato che:

   la  circolare  a  firma  del  dirigente generale  dell'Assessorato
  regionale dell'Istruzione, dipartimento regionale dell'Istruzione e
  della  formazione  professionale, servizio scuola dell'infanzia  ed
  istruzione di ogni ordine e grado non statale, n. 3 del 10 febbraio
  2010 ha indicato la data del 31 marzo 2010 quale termine perentorio
  ai   fini  della  presentazione  delle  istanze  per  ottenere   il
  riconoscimento della parità scolastica;

   per sapere:

   se  il  dirigente generale dell'Assessorato regionale  Istruzione,
  abbia  provveduto  ad  emanare  le  indicazioni  operative  per  le
  istituzioni  scolastiche aventi sede nel territorio  della  Regione
  siciliana  ai fini del riconoscimento della parità scolastica,  per
  l'anno scolastico 2011/2012;

   nel  caso  in  cui  non  siano già state  emanate  le  indicazioni
  operative di cui sopra, quali provvedimenti urgenti intendano porre
  in  essere per permettere ai soggetti in possesso dei requisiti  di
  presentare   istanza  ai  fini  del  riconoscimento  della   parità
  scolastica per l'anno scolastico 2011/2001». (1936)

          (Gli interroganti richiedono risposta con urgenza)

                                            BUFARDECI-INCARDONA-MINEO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità e all'Assessore
  per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   la  cooperativa edilizia  90' è stata ammessa a finanziamento  per
  la  costruzione di n. 20 alloggi di edilizia economica  e  popolare
  nel comune di Comiso;

   la  mancata  o  tardiva assegnazione delle aree  e  la  successiva
  approvazione del programma costruttivo produce grave danno sia  per
  la  cooperativa in oggetto che per i singoli soci interessati  alla
  costruzione  di  un  alloggio secondo i criteri e  le  agevolazioni
  dell'edilizia economica e popolare;

   la  legislazione  regionale vigente, ed in  particolare  le  leggi
  regionali  22/96  e  25/97 prevedono, in caso di  inadempienza,  la
  nomina   da   parte  dell'Assessorato  regionale  competente,   del
  commissario ad acta, con potere sostitutivo;

   il potere sostitutivo dell'Assessorato regionale competente non  è
  riconducibile ad alcuna discrezionalità essendo un atto dovuto  per
  legge;

   alla  realizzazione  dei  programmi costruttivi,  stante  i  tempi
  legislativamente  definiti, viene assegnata una  priorità  assoluta
  rispetto ad ogni altro provvedimento;

   rilevato   che   il   dipartimento  urbanistica   dell'Assessorato
  territorio  e  ambiente, con nota prot. 12664 del  marzo  2011,  ha
  richiesto  notizie in merito al programma costruttivo  in  oggetto,
  rilevando,  altresì,  che  trascorsi  quindici  giorni  dalla  nota
  medesima si proponeva di intervenire in via sostitutiva mediante un
  commissario ad acta al comune di Comiso;

   per  conoscere quali ragioni abbiano impedito di dare seguito alla
  succitata  nota, pur essendo trascorsi pienamente i termini,  e  se
  non  ritenga  opportuno provvedere rapidamente alla  nomina  di  un
  commissario  ad  acta al fine di garantire in  via  sostitutiva  lo
  sblocco  dei piani costruttivi in favore della cooperativa edilizia
   90' di Comiso». (115)

                                                            DIGIACOMO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  ambiente, premesso che:

   con delibera del consiglio comunale n. 9 del 7 febbraio 2009 si  è
  provveduto ad approvare lo schema di massima del PRG del comune  di
  Comiso  e  che tale delibera si è resa esecutiva solo  a  settembre
  2008 e mai trasmessa al competente Assessorato regionale Territorio
  e ambiente;

   con  delibera  di giunta comunale, n. 229 del 10  giugno  2009,  è
  stata  proposta al consiglio comunale la modifica dello  schema  di
  massima  per  la  rielaborazione del  PRG,  alla  cui  riunione  ha
  partecipato  ed  espresso  con voto favorevole  l'attuale  sindaco,
  dottore Giuseppe Alfano;

   con  delibera  del consiglio comunale n. 31 del  30  giugno  2009,
  pubblicata  il  10  luglio  2009, è  stata  approvata  la  suddetta
  proposta  della  giunta  concernente  la  modifica/revisione  dello
  schema  di  massima  per  la  rielaborazione  del  PRG,  alla   cui
  definizione ha lavorato lo stesso progettista che aveva  coordinato
  lo  schema  di  massima approvato, modificando dunque lo  strumento
  urbanistico da lui stesso precedentemente coordinato;

   le  ragioni addotte all'aggiornamento riguarderebbero la necessità
  di   reperire   aree   da   assegnare  alle  cooperative   edilizie
  relativamente  alla  crescente  domanda  di  edilizia  residenziale
  pubblica,  nonché, all'individuazione di apposita area da destinare
  a impianto sportivo di valenza sovra comunale, meglio definito come
  cittadella dello sport;

   l'area  soggetta  ad  esproprio per strutture  sportive,  cioè  il
  previsto stadio a nord-est del centro abitato in contrada Canicarao
  di circa 70.000 mq vincola un'area agricola di circa 300.000 mq per
  un kartodromo e la cittadella dello sport;

   detto  vincolo comporta un ingente impegno economico per il comune
  che   deve   vincolare  le  risorse  necessarie  all'esproprio   da
  effettuare entro cinque anni.

   considerato che:

   la  l.r.  57/95,  all'articolo 1, stabilisce  che  in  materia  di
  pianificazione  urbanistica i componenti degli  organi  deliberanti
  devono  astenersi  nel  caso in cui abbiano un  concreto  interesse
  economico, proprio, di parenti o affini entro il quarto grado;

   dalle  visure  catastali  relative alle particelle  interessate  è
  emerso  che  la  proprietà di questi terreni è  riconducibile  alla
  famiglia  Corallo, parenti diretti dell'attuale sindaco del  comune
  di Comiso, dottore Giuseppe Alfano;

   rilevato che:

   le  ragioni urbanistiche a sostegno della modifica dello schema di
  massima  già  approvato, relativamente alla necessità  di  reperire
  altre  aree  a fabbisogno delle cooperative, non trovano fondamento
  dal  momento che vi sarebbero già sufficienti superfici disponibili
  per  la  realizzazione  di circa 250 alloggi in  cooperativa,  come
  contenuto  nello schema approvato di PRG per l'ambito 1 e  l'ambito
  4;

   l'adozione  di questa procedura illegittima configura  palesemente
  un  conflitto di interessi che rischia di determinare, nel caso  in
  cui   privati  cittadini  muovano  ricorsi  al  provvedimento,  una
  condizione    nella    quale   il   primo   cittadino    difendendo
  l'amministrazione  tutela contemporaneamente i suoi  interessi  con
  risorse pubbliche;

   lo   schema   approvato  punta  alla  ricerca  di   altro   volume
  residenziale  da utilizzare, riduce del 50% le E3 - aree  perequate
  di  edilizia stagionale - per un totale di 160 Ha con un indice  di
  edificabilità  maggiore rispetto alle tradizionali  zone  agricole,
  quali zone di consolidata edilizia a carattere stagionale;

   il  suddetto  indirizzo nei fatti cancella aree antropizzate  come
  contrada  Giardinello,  contrada Corallo,  contrada  Cifali,  ecc.,
  tagliando  la  possibilità per migliaia di piccoli  proprietari  di
  insediare  un  volume  per realizzare la casa  di  campagna,  quale
  tradizionale manufatto del territorio ragusano;

   sempre  secondo  questo indirizzo vengono  eliminati  i  Piani  di
  riordino  e  recupero di nuclei urbani consolidati con edificazione
  spontanea (PdR) già approvati nello schema di massima in essere  in
  contrada  Manco,  contrada Quaglio e in via Biscari.  Tali  'piani'
  avrebbero  consentito di meglio integrare nel tessuto  urbano  aree
  con  edificazione abusiva prive di servizi, che necessitano di  una
  razionalizzazione e di un recupero urbanistico;

   tutto  il  volume insediabile, recuperato dai tagli che colpiscono
  ampiamente la piccola proprietà fondiaria diffusa e quindi migliaia
  di  cittadini, viene quasi totalmente destinato nell'area da sempre
  soggetta  a vincolo preordinato all'esproprio per impianti sportivi
  SP  - struttura sportiva di progetto che vede modificata la propria
  destinazione   d'uso,   su   direttiva   dell'amministrazione,   da
  attrezzatura  collettiva vincolata e soggetta ad esproprio  a  zona
  AR4 e cioè edilizia residenziale privata;

   ulteriore nuovo volume edificabile investe una vasta area  ubicata
  tra la s.p. Comiso-Chiaramonte e la via Gesualdo Bufalino, definita
  CTR5  (Area  risorsa per la residenza, la ricettività, le  attività
  produttive  e  direzionali), motivando detta edificabilità  con  lo
  sviluppo turistico dell'aeroporto nonostante nessun asse viario  vi
  conduce   e   che   nessuna  attività  turistica   può   insediarsi
  positivamente in mezzo a padiglioni artigianali;

   ritenuto che il piano rischia di essere bloccato per anni a  causa
  dei possibili ricorsi derivati dai diritti già acquisiti nelle pre-
  vigenze  del PRG non riproposte e nella prima stesura dello  schema
  di  massima  dalle migliaia di cittadini che hanno visto modificare
  le destinazioni dei propri suoli;

   per  conoscere quali ragioni abbiano impedito, ad oggi, la  nomina
  di  un  commissario  ad  acta e se non ritenga  urgente  provvedere
  rapidamente affinché si faccia luce sull'iter adottato per  il  PRG
  nonché sul merito dell'aggiornamento dello schema di massima per la
  rielaborazione del PRG del comune di Comiso;

   quali  misure intendano assumere allo scopo di bloccare l'adozione
  degli atti sin qui approvati, ripristinando in tal modo il corretto
  iter   relativo   alle  procedure  sull'adozione  degli   strumenti
  urbanistici  allo scopo di salvaguardare il territorio  interessato
  dalle vicende sin qui esposte». (116)

                                                            DIGIACOMO

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

          Comunicazione di ritiro di firma da interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 21 giugno 2011,  pervenuta
  in  pari data e protocollata al n. 5580/AULAPG del 21 giugno  2011,
  l'onorevole  Federico ha dichiarato di ritirare  la  propria  firma
  dall'interrogazione  con  richiesta di  risposta  scritta  n.  1912
   Iniziative   urgenti  sulla  gestione  del  parco  dei   Nebrodi ,
  dell'onorevole Scammacca ed altri, annunziata nella seduta  n.  260
  dell'8 giugno 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


    Votazione finale del disegno di legge «Recepimento del decreto
     legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed
     integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive
     modifiche ed integrazioni. Disciplina dei contratti pubblici
      relativi a lavori, servizi e forniture» (nn. 719-515-673/A)

   PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Votazione
  finale  del  disegno  di legge nn. 719-515-673/A  «Recepimento  del
  decreto  legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive  modifiche
  ed  integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni.  Disciplina  dei  contratti   pubblici
  relativi a lavori, servizi e forniture».


   Presidenza del presidente Cascio


   Comunico   che  sono  stati  presentati  dal  Governo,  ai   sensi
  dell'articolo  117  del Regolamento interno,  gli  emendamenti  dal
  117.1 al 117.18.
   Si passa all'emendamento 117.1 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 1, primo rigo, dopo le parole  della presente legge
  aggiungere  con le modifiche dalla stessa introdotte ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.2 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 1, dopo le parole  articolo 84  aggiungere le parole
   commi 1, 2, 3, 4, 8, 9, 10, 11 e 12 ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 2, lettera b) aggiungere alla fine le seguenti
  parole  in relazione alle tipologie ivi indicate ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.4 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 4, comma 5, come modificato dall'emendamento 4.26,
  sopprimere la parola  beni ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.5 del Governo. Ne do lettura:
   «Sopprimere l'emendamento A. 42 bis, introdotto come comma  6  bis
  dell'art. 4, in quanto assorbito dal comma 6 del medesimo  articolo
  4».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.6 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo  5, comma 20, sostituire la parola    relativamente
  con  e quelle relative ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.7 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo  6, comma 8, come sostituito dell'emendamento  6.10,
  all'inizio aggiungere le parole  Nei comuni ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.8 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 6, comma 28, all'inizio aggiungere:  Fermo  restando
  quanto  previsto  dal  comma  27 (ex  emd  A.  9.1),  dal  comma  6
  dell'articolo  4  nonché dall'articolo 3 della legge  regionale  21
  agosto 2007, n. 20, ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.9 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 6, comma 33, dopo le parole  di cui all'articolo  2
  aggiungere  diversi dall'amministrazione regionale ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.10 del Governo. Ne do lettura:
   «Sopprimere il comma 5 dell'articolo 8».

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor  Presidente,.  il  comma  5  è,  in  realtà,  già
  contenuto  nel  comma  6; la disposizione  del  comma  5  è  quella
  contenuta  nel  comma  6.  E'  una  delle  ipotesi  di  esclusione.
  L'articolo  84,  non  ricordo se il comma 5, 6  o  7,  è  l'ipotesi
  disciplinata  dal  comma  5.  Quindi,  abbiamo  una  norma  che  si
  sovrappone;  lasciarlo  non provoca enormi  turbamenti,  ma  è  una
  riproduzione di norme.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.11 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 9, comma 7, sostituire le parole  e seguenti  con  5
  bis, 5 ter, 5 quater e 5 quinquies ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.12 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 13, comma 3 (emd 13.10) dopo le parole  di cui al
  comma 1  aggiungere   e del comma 2 ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.13 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo  14  (emd A13/A14) al comma 6  bis  le  parole   Con
  decreto  dell'Assessore  regionale  per  le  infrastrutture  e   la
  mobilità   sono sostituite dalle parole  Con decreto del Presidente
  della  Regione, previa delibera della Giunta regionale, su proposta
  dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità ».

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor Presidente, considerato che il comma in questione
  configura   il   decreto  come  decreto  di   attuazione,   l'unico
  provvedimento di fonte subprimaria, cioè non legislativo che sia di
  attuazione    è   nell'ordinamento   regionale    un   regolamento,
  esattamente il regolamento previsto dall'articolo 12 dello Statuto.
   Allora,  i  provvedimenti  di  attuazione  che  hanno  natura   di
  regolamento,  ai  sensi  dell'articolo 12  dello  Statuto,  possono
  essere  adottati  solo  dal  Presidente  della  Regione  e  non  da
  qualunque  assessore. Se così non facessimo, appena pubblicato,  la
  Corte  dei Conti solleverebbe il conflitto di attribuzione. E'  già
  accaduto all'assessore per il  turismo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.14 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 19, comma 3, come sostituito dall'emendamento 19.15,
  sostituire:
   -    le   parole    criterio  di  selezione   con    criterio   di
  aggiudicazione ;
   -   le  parole   mediante massimo ribasso   con   del  prezzo  più
  basso ».

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor Presidente,  è una questione meramente semantica.
  Piuttosto  che usare  criteri di selezione  sia usato  criterio  di
  aggiudicazione , ma non cambia nulla. Invece che  mediante  massimo
  ribasso ,  al   prezzo più basso  perché così lo chiama  il  Codice
  degli appalti. E' proprio una questione semantica.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.15 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 20, comma 1, sopprimere la parola  beni ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.16 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo  22 (emendamento A. 48) al comma 4  dopo  la  parola
   gli  oneri  aggiungere le parole  valutati in 18 migliaia di  euro
  annui ».

   Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.17 del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo  23  (emendamento A.51) dopo la parola   realizzate
  aggiungere  anche ».

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Signor Presidente,  come si vede dal titolo, la  finalità
  è quella di accelerare tutti i progetti di finanza di progetto.
   Nel  testo originario, viceversa, paradossalmente, a parte che  si
  differenzia  dalla rubrica che non fa distinzione  tra  finanza  di
  progetto  con capitali pubblici e finanza di progetto con  capitali
  privati,  se  rimanesse il testo, oltre ad esserci  una  divergenza
  rispetto  alla rubrica, si finirebbe per attribuire un  trattamento
  migliore alla finanza di progetto con fondi privati.
   Mi spiego, leggendo  norme per l'accelerazione dei procedimenti di
  finanza  di  progetto . Tutti. La rubrica non fa distinzioni.  C'è,
  quindi,  una discrasia tra rubrica e testo. Dopodiché il Parlamento
  decida come ritiene.

   PRESIDENTE. Il parere dalla Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.18 del Governo. Ne do lettura:
   «Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 15, le parole  registro
  prefettizio,  sezione produzione e lavoro  e  alla  fine   registro
  prefettizio   sono  sostituite dalle  parole   Albo  delle  società
  cooperative  istituito  con  decreto del  Ministro  delle  attività
  produttive 23 giugno 2004.
   Alla  lettera  c) le parole da  articolo 28  sino a  n.  34   sono
  sostituite da  art. 90, c. 1, lett. a) del DPR n. 207/2010 ».

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.   Signor  Presidente,   si  tratta  di    un   intervento
   cosmetico ,  nel  senso  che il registro  prefettizio  di  sezione
  produzione e lavoro dal 2004 non esiste più e il DPR n. 34 del 2000
  è  stato  sostituito dall'8 giugno 2011, il testo era stato scritto
  prima, dal DPR n. 207 del 2010.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   FARAONE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Lentini,  Cordaro,  Ferrara  e  Cristaudo  per  oggi,  Vinciullo  e
  Giuffrida per oggi e domani, Di Benedetto dal 21 al 23 giugno 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Riprende l'esame del disegno di legge nn. 719-515-673/A

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato dalla Commissione  il
  subemendamento 117.7.1:
   «All'articolo  23  (emendamento  A.51)  è  soppressa   la   parola
   interamente ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                     Annunzio di ordine del giorno

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Ardizzone  l'ordine  del  giorno numero  565  «Realizzazione  dello
  svincolo  autostradale  nel Comune di Alì  Terme  in  provincia  di
  Messina». Il parere del Governo?

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge.


   Presidenza del presidente Cascio


   PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,
  intervengo  per  dichiarazione  di  voto   per  esprimere  una  mia
  personale valutazione inerente non il corpo della norma che abbiamo
  votato,  ma  per una rilettura dell'articolo 23 della stessa  norma
  che mi lascia un po' perplesso.
   Su  questo  chiedo all'assessore ma anche ai colleghi deputati  di
  porre un attimo di attenzione.
   Leggo  l'articolo  23:  Ai fini di accelerare  l'esecuzione  delle
  opere infrastrutturali realizzate con capitali interamente privati,
  i  procedimenti  di finanza e i progetti in corso di  esecuzione  o
  aggiudicati anche in via provvisoria alla data di entrata in vigore
  della  presente  legge,  prescindono dal parere  della  Commissione
  regionale per i Lavori pubblici .

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.   Ove non è ancora reso alla stessa data .

   PARLAVECCHIO.   Ove  non ancora reso alla  stessa  data .  Allora,
  delle  due  l'una: o viene reso il parere dalla Commissione  per  i
  lavori  pubblici  anche  per questo tipo di progetti,  perché  così
  salterebbe  tutta  la  valutazione  ambientale.  Non  è   possibile
  assessore, che un progetto finanziato con fondi privati

   PRESIDENTE.   Onorevole   Parlavecchio,   deve   rivolgersi   alla
  Presidenza  e alla fine del suo intervento l'assessore,  se  vorrà,
  interverrà.

   PARLAVECCHIO. Ha ragione Presidente, mi scusi.
   Quindi,  per essere brevi e concisi, sull'articolo 23 io ho  delle
  remore  l'ho  detto, l'ho espresso,  Presidente, anche  in  maniera
  errata, e di ciò chiedo scusa all'assessore per le infrastrutture e
  la  mobilità. Io non condivido l'articolo 23 nella forma in  cui  è
  scritto,  perché  tutti i progetti, tutti, dovrebbero,  chiaramente
  sopra   la  soglia  prevista  per  legge,  essere  vagliati   dalla
  Commissione regionale per i lavori pubblici.

   BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  grazie  per  potere  fare  la  mia
  personale dichiarazione di voto.
   Inizio   il   mio   intervento  manifestando  il   mio   personale
  ringraziamento,  lo dico con cognizione di causa  e  dirò  pure  il
  perché, per il lavoro svolto dall'assessore Russo.
   Potrebbe  sembrare  un  po' retorico ma  non  lo  è,  perché  veda
  assessore,  lei  è  riuscito, dopo nove  anni,  in  una  operazione
  intelligentissima  e  anche  importante.  E'  riuscito,  cosa   che
  purtroppo  né io né l'allora assessore Scammacca (io nella  qualità
  di  presidente della Commissione e Scammacca in quella di assessore
  per  i  lavori pubblici) siamo riusciti a far capire  a  una  parte
  politica  di quest'Aula su qualcosa che in questi giorni non  si  è
  discusso  minimamente - e si è fatto bene a  non  discuterne  -  la
  cosiddetta ghettizzazione delle imprese in Sicilia, quando nel 2002
  alcune  forze politiche di quest'Aula, che oggi sono purtroppo  nel
  PD e una parte di esse nei DS, vollero a tutti i costi impedire che
  in Sicilia si applicasse la licitazione privata.
   Ci fu un grande scontro sull'argomento, assessore Russo.
   Io  la   ringrazio perché lei è riuscito forse a far capire meglio
  di  quanto abbiamo cercato di fare, io per la mia parte e  l'allora
  onorevole assessore Scammacca, a quella parte politica, perché oggi
  la   licitazione  privata  ristretta  di  allora  corrisponde  alle
  procedure ristrette, che è la stessa cosa.
   Però  in quest'Aula giustamente, oggi, questo problema nessuno  se
  lo  è posto. E si è fatto bene, cari colleghi, perché per nove anni
  questa  Terra  ha avuto un marchio che qualcuno ha  voluto  che  si
  mettesse,  perché  anche allora la licitazione privata,  tutti  voi
  sapete   cosa   vuol   dire,   anzi  responsabilizza   meglio   gli
  amministratori  nel selezionare le imprese che fanno  gli  appalti,
  oggi con questo recepimento assoluto della legge diventerà legge.
   Bene,  allora  non  siamo riusciti a far  capire  a  quella  parte
  politica  che  oggi  è  al governo che era  un  grosso  errore  non
  approvare  per  intero la normativa nazionale  dell'epoca,  che  ha
  certamente  ghettizzato le nostre imprese, ha lasciato  un  marchio
  come se in Sicilia non si potesse fare una procedura differente del
  pubblico  incanto e che ha portato paradossalmente, oltretutto,  al
  meccanismo - forse molti non sono attenti a questi discorsi - delle
  famose  cordate  perché buona parte degli appalti  in  Sicilia  nel
  futuro,  tenuto conto che il combinato disposto dell'articolato  di
  oggi    con    la    norma   regionale   inserita   del    criterio
  dell'economicamente più vantaggioso, porterà quasi tutti i comuni o
  gli enti a fare la trattativa ristretta e questo non è un male.
   Purtroppo, ci sono voluti nove anni per far capire ad una parte di
  questa Assemblea che era la cosa più giusta. Purtroppo, io non sono
  stato capace di farlo allora.
   Ecco  perché  non  è  retorica, è un fatto concreto,  e  ringrazio
  l'assessore Russo che ha fatto comprendere meglio questo  passaggio
  perché qui non se n'è parlato. Però che sia chiaro: nel recepimento
  che  stiamo  facendo c'è sia il pubblico incanto che la  trattativa
  ristretta,  che è una buona cosa ma che comunque per nove  anni  in
  Sicilia si è impedito che si facesse.
   Su  questo  passaggio,  che ritengo un passaggio  epocale  per  la
  Sicilia,  perché  si  è ritornato a dare il giusto  peso  a  queste
  imprese  che  per  anni  avevano solo  il  marchio  di  non  essere
  all'altezza  di  poter affrontare questo tipo  di  procedura,  oggi
  finalmente dopo nove anni si è superato questo vulnus. E questo  lo
  ritengo un passaggio importante. E' ovvio, certo, che non posso non
  recriminare  per quanti, per tanti anni, hanno fatto  le  barricate
  affinché ciò avvenisse.
   Mi  verrebbe  da  dire,  ma  è ovvio  che  non  lo  posso  neanche
  sostenere, ma mi verrebbe da dire che per coerenza politica  questi
  signori non dovrebbero votare oggi questa legge.
   Io la voterò e lo dichiaro per coerenza politica, perché la volevo
  far  applicare  fin dal 2002, purtroppo non mi è  stato  possibile;
  oggi  siamo  riusciti affinché ciò accadesse finalmente  dopo  nove
  anni; finalmente si é capito che in Sicilia la trattativa ristretta
  o licitazione privata si può fare. E' questo, quindi, il motivo per
  cui  ho  voluto  fare  questo  intervento  perché  ha  una  natura,
  credetemi, da parte mia importantissima, perché si semplificheranno
  gli  appalti,  non  c'è dubbio. Si daranno maggiori  responsabilità
  agli  enti  che  selezioneranno anch'essi  meglio  le  aziende,  le
  procedure   saranno   certamente  più  rapide,   difficilmente   si
  prolungheranno  le concorsualità e i ricorsi e  ci  sarà  in  buona
  parte,  mi  auguro,  anche per il Governo,  un'accelerazione  della
  spesa che, purtroppo, con il pubblico incanto il più delle volte ha
  procurato   solo   ricorsi   contro   ricorsi   e   meccanismi   di
  aggiudicazione  che,  alla  fine,  hanno  sempre  compromesso   gli
  appalti.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, assessore, io non entro nel  merito
  della  qualità  delle  norme che sono state oggetto  di  una  lunga
  discussione  sia  in  Commissione che  in  Aula,  però  francamente
  approvare  ogni sei mesi una legge sugli appalti e  in  Sicilia  un
  appalto  non  si  bandisce  ormai  da  anni,  credo  che  sia   una
  contraddizione interna.
   Ci  sono opere pubbliche bloccate da mesi e non si capisce perché,
  asili  nido,  messa in sicurezza delle scuole, un articolo  28  che
  abbiamo approvato nell'ultima finanziaria 2010. Per cui tentando di
  dare  un  segnale la mia astensione sarà per dire che  se  facciamo
  solo  la  legge sugli appalti senza però bandire appalti è solo  un
  esercizio  di  carattere giuridico, cioè questo Parlamento  diventa
  solo  un  centro  di elaborazione di ricerca su  qual  è  la  legge
  migliore per aggiudicare gli appalti.
   Pertanto annuncio la mia astensione.


   Presidenza del presidente Cascio


   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge nn.
                             719-515-673/A

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  nn.  719-515-673/A «Recepimento del decreto legislativo  12  aprile
  2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R.  5
  ottobre  2010,  n.  207  e  successive modifiche  ed  integrazioni.
  Disciplina  dei  contratti pubblici relativi a  lavori,  servizi  e
  forniture».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì: Adamo, Ammatuna, Arena, Barbagallo, Beninati,  Bonomo,
  Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Cappadona, Cascio
  Salvatore,  Catalano,  Cimino,  Colianni,  Corona,  Cracolici,   De
  Benedictis,  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Dina,   Donegani,
  Falcone,  Faraone,  Federico, Fiorenza, Formica, Galvagno, Gentile,
  Greco,  Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Leontini,  Lo
  Giudice, Maira, Mancuso, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella,
  Oddo,   Panarello,  Pantuso,  Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,   Raia,
  Rinaldi, Ruggirello, Scilla, Speziale, Termine, Torregrossa.

   Si astengono: Limoli e Panepinto.

   Sono  in  congedo:  Cordaro,  Cristaudo,  Di  Benedetto,  Ferrara,
  Giuffrida, Lentini e Vinciullo.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti        ..  60
   Votanti        ..   59
   Maggioranza      .   30
   Favorevoli       .   57
   Astenuti        .    2

   (L'Assemblea approva)

   Onorevoli   colleghi,   comunico  che  l'onorevole   Apprendi   ha
  dichiarato   di  avere  votato  favorevolmente  ma  che,   per   un
  malfunzionamento del sistema elettronico di votazione, il suo  voto
  non è stato registrato.


   Presidenza del presidente Cascio


           Comunicazione del programma-calendario dei lavori

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  riunitasi oggi, 21 giugno 2011, sotto la  Presidenza
  del Presidente dell'Assemblea, onorevole Francesco Cascio, presenti
  il  Vicepresidente vicario, onorevole Formica, e il Vicepresidente,
  onorevole   Oddo,   con   la  partecipazione   dell'Assessore   per
  l'economia,  professore  avvocato  Gaetano  Armao,  ha   deliberato
  all'unanimità   il   seguente   programma-calendario   dei   lavori
  parlamentari per il corrente mese di giugno.

   Aula
   L'Aula  terrà seduta nella corrente settimana, da oggi martedì  21
  giugno a giovedì 23 giugno, per la discussione dei seguenti disegni
  di legge:

   -   Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163  e
  successive  modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre  2010,
  n.  207  e  successive  modifiche ed integrazioni.  Disciplina  dei
  contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture  (nn. 719-
  515-673/A), già iscritto all'ordine del giorno dell'odierna  seduta
  d'Aula per la votazione finale;
   -   Norme  in materia di riserve in favore degli enti locali   (n.
  729-Norme stralciate/A), già iscritto all'ordine del giorno;
   -    Disciplina  in  materia  di  autorizzazioni  all'insediamento
  dell'esercizio cinematografico  (n. 621/A);
   -   Norme  in  materia  di  tutela  delle  minoranze  linguistiche
  storiche nella Regione siciliana  (n. 521/A);
   -   Norma  in  materia di aiuti alle imprese e all'inserimento  al
  lavoro di soggetti svantaggiati. Proroga di termini  (n. 729/A);
   -   Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditorialità giovanile e
  femminile in Sicilia  (n. 730/A);
   -   Costituzione  dell'istituto regionale per  lo  sviluppo  delle
  attività produttive  (n. 605/A).

   Sempre  nella  corrente  settimana l'Assemblea  terrà  seduta  per
  procedere  all'affidamento temporaneo delle  funzioni  di  deputato
  regionale  supplente  a  seguito della  sospensione  dell'onorevole
  Minardo  dalla  carica  di  deputato  regionale,  nonché   per   la
  discussione  sulla relazione della Commissione per la Verifica  dei
  poteri   sulla   causa  di  incandidabilità  originaria   in   capo
  all'onorevole Catalano.
   Nella settimana successiva, da martedì 28 a giovedì 30 giugno, per
  il seguito della discussione dei disegni di legge sopra indicati  e
  per  quelli  frattanto esitati dalle competenti Commissioni,  oltre
  specificati.

   Commissioni
   Le  Commissioni  daranno  priorità, nell'ambito  delle  rispettive
  competenze, all'esame dei seguenti disegni di legge:
    Regolamento dei confini tra i comuni di Termini Imerese e  Trabia
  e tra Godrano e Marineo  (n. 747);
    Istituzione  nei  comuni  della Regione del  registro  anagrafico
  delle unioni civili  (n. 574);
    Istituzione  della Agenzia regionale per i beni  confiscati  alla
  criminalità organizzata  (n. 718);
    Interventi per gli investimenti e la crescita  (n. 724);
    Norme  per  l'istituzione  di  centri  antiviolenza  e  case   di
  accoglienza per le donne ed i minori vittime di violenza  (nn. 371-
  485-510);
    Promozione della ricerca sanitaria  (n. 483);
    Riconoscimento e promozione della Scuola alfamediale  (n. 712);
    Interventi  per lo sviluppo dell'agricoltura e della  pesca   (n.
  732);

    disegni di legge di iniziativa popolare;
   - Istituzione della provincia regionale di Gela (I Commissione);
   - Riordino del servizio idrico. (IV Commissione).

   Con  riferimento  ai disegni di legge di iniziativa  popolare,  la
  Presidenza  ha rilevato che, pur essendo decorsi i termini  di  sei
  mesi previsti dalla legge dalla assegnazione per la loro iscrizione
  all'ordine  del  giorno dell'Aula, gli stessi  necessitano  di  una
  compiuta istruttoria da parte delle Commissioni competenti e  della
  stessa Commissione Bilancio.
   A  tal  fine,  i  superiori disegni di legge sono da  considerarsi
  prioritari  per le Commissioni, con conseguente invito alle  stesse
  ad  esitarli  ai fini della loro iscrizione all'ordine  del  giorno
  dell'Aula.
   E'  rimasto  altresì stabilito di calendarizzare, nell'ambito  del
  periodo  considerato, la discussione della mozione n.  244  recante
  censura all'Assessore per la salute.
   Una  nuova  Conferenza dei Gruppi parlamentari, da  tenersi  il  5
  luglio  2011, determinerà il programma-calendario dei  lavori  fino
  alla conclusione dei lavori parlamentari prima della pausa estiva.
   L'Assemblea ne prende atto.

   in favore degli enti locali

   Presidenza del presidente Cascio


  Rinvio della discussione del disegno di legge «Norme in materia di
                                riserve
       in favore degli enti locali» (n. 729-Norme stralciate/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  del disegno di legge n. 729-Norme stralciate/A  «Norme
  in materia di riserve in favore degli enti locali».

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, nell'odierna riunione dei presidenti dei
  Gruppi  parlamentari abbiamo espresso la necessità di  rinviare  in
  commissione  il  disegno  di  legge all'ordine  del  giorno  perché
  finalmente, e di questo ringraziamo la Presidenza, tutti  i  Gruppi
  sono lì rappresentati.
   Le  abbiamo presentato oggi una richiesta formale a firma di tutti
  i  capigruppo per chiedere, quindi, che il provvedimento  torni  in
  commissione  in  modo  che  tutti  i  gruppi  parlamentari  possano
  esprimere  il  loro  parere,  naturalmente  nel  più  breve   tempo
  possibile,  proprio  per  non mettere in  difficoltà  i  sindaci  e
  procedere serenamente.

   PANEPINTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   sono
  rispettosissimo  della necessità di consentire  a  tutti  i  gruppi
  parlamentari la rappresentanza all'interno della commissione.
   Ma, onorevole Adamo, rinviare ancora oggi questo provvedimento che
  prima  avrebbe dovuto essere agganciato al disegno di legge  appena
  approvato in quanto autorizzato dalla Presidenza e dalla Conferenza
  dei  Capigruppo, rinviarlo sine die (mi fa piacere che sia presente
  in Aula l'assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
  dottoressa   Chinnici),   significherà   non   erogare   la   prima
  trimestralità ai Comuni e non so ancora per quanto tempo
   Ritengo,  quindi,  che  dovremmo  quanto  meno  stabilire  che  la
  Commissione  Bilancio  si riunisca domani mattina  cosicché  domani
  pomeriggio  il disegno di legge possa essere discusso ed  approvato
  dall'Aula.  Il  rischio è che questo disegno di legge  diventi  una
  specie di treno merci a cui si aggancia di tutto e di più. Ad oggi,
  al  mese  di  giugno, i comuni non hanno ancora ricevuto  la  prima
  trimestralità  in quanto da parte dell'Assessorato regionale  delle
  autonomie locali non si è ancora provveduto a presentare  il  piano
  di riparto.
   Pertanto,  signor  Presidente,  quest'Aula  e  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari si assumono la responsabilità di
  avere  deciso  di  ritardare l'approvazione  del  provvedimento  in
  questione,  e  il  risultato sarà che non si  potranno  pagare  gli
  stipendi in moltissimi comuni siciliani.
   E'  giusto  che  si  sappia  e gradirei  che  l'assessore  per  le
  autonomie  locali  fosse  consapevole delle  conseguenze  perché  -
  ripeto - nel caso in cui non si dovesse approvare questa norma  non
  si potranno assegnare le risorse e la prima trimestralità ai comuni
  i  quali, versando in grandi difficoltà economiche, non saranno  in
  grado di pagare gli stipendi ai dipendenti comunali.
   E' meglio che questa notizia sia resa nota a tutti.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho ricevuto alcuni minuti  fa  una
  nota  formale,  firmata  dai deputati Adamo,  Cappadona,  Marrocco,
  Cracolici, Musotto e Bonomo, che vi leggo testualmente:

   «In  considerazione del contenuto della Sua nota del 17 u.s.,  con
  la   quale   viene   comunicata  la  nuova   determinazione   della
  ripartizione   dei   seggi  nelle  commissioni,   determinando   le
  condizioni per una piena e fattiva partecipazione di tutti i gruppi
  parlamentari all'attività legislativa, con la presente le chiedo il
  rinvio  dell'esame del disegno di legge n. 729/A  Norme in  materia
  di  riserve in favore degli enti locali , provvedimento  di  cui  è
  evidente  la  rilevanza politica, e rispetto al quale non  è  stato
  possibile,  in considerazione della situazione sopra richiamata,  a
  questo   e   ad  altri  gruppi  parlamentari  fornire  il   proprio
  contributo.
   Il  provvedimento potrebbe, in tempi assolutamente celeri,  essere
  esitato  dalla II Commissione nella sua nuova composizione, facendo
  venire  meno  il   vulnus'  che  ne  ha  contraddistinto  l'iter  e
  permettendo,  tra  l'altro, un eventuale  approfondimento  tecnico-
  giuridico della portata delle disposizioni.
   Confidando nella Sua sensibilità, si porgono distinti saluti».

   Onorevoli  colleghi,  questa è la richiesta formale  da  parte  di
  cinque capigruppo di rinvio del disegno di legge in commissione.
   Sulla  richiesta,  come da Regolamento, si possono  esprimere  due
  oratori a favore e due contro.
   Comunque sia, la Presidenza vuole dire con grande chiarezza che il
  percorso che ridescrive le commissioni parlamentari non è una  cosa
  che si fa in ventiquattro ore; agganciare questo provvedimento alla
  nuova composizione delle commissioni significa, di fatto, non farla
  più,   perché  se  dovessimo  aspettare  il  nuovo  assetto   delle
  commissioni  è chiaro che la legge non potrà vedere la  luce  prima
  dell'autunno.   Se,   invece,  ci   si   limitasse   ad   un   mero
  approfondimento nell'arco delle ventiquattro ore sarebbe  un  altro
  ragionamento e, allora, su questo mi piacerebbe avere il parere del
  Governo, oltre che sentire i gruppi parlamentari.
   Ripeto:  agganciare  il testo al nuovo assetto  delle  Commissioni
  significa portarlo a  binario morto', tanto per essere chiari
   Ciò  detto, possono parlare due oratori a favore e due  contro  la
  richiesta  formale  di rinvio in Commissione. Interverranno  contro
  gli onorevoli Leontini e Cimino e a favore gli onorevoli Musotto  e
  Faraone.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, la richiesta di rinvio in commissione
  -  come lei ha sottolineato in modo molto corretto - se subordinata
  alla  ricostituzione delle commissioni è un evidente  proposito  di
  far  fallire  il disegno di legge. Ed é una richiesta non  corretta
  perché in commissione tutte le parti rappresentate in Parlamento  e
  in  Commissione non solo hanno dibattuto e approfondito,  ma  hanno
  sottoscritto un documento con le soluzioni definitive approvate  in
  Commissione e trasferite in Aula.
   Non  è  da  ritenersi che l'assenza fisica dalla  Commissione  dei
  rappresentanti di un Gruppo di maggioranza possa essere  preclusiva
  o  lesiva del contributo di quel Gruppo, perché la maggioranza è un
  tutt'uno  rappresentato dal Governo, dall'assessore Armao,  che  ha
  sottoscritto,  e  dall'assessore Chinnici. In  quell'occasione  era
  presente  l'assessore Armao, che ha sottoscritto nella  qualità  di
  rappresentante  del  Governo,  e di  tutta  la  maggioranza,  erano
  presenti  i  capigruppo del Partito Democratico, per  il  quale  ha
  firmato l'onorevole Cracolici, ha firmato l'onorevole Lupo, abbiamo
  firmato  noi. Adesso, questo rinvio che finalità può avere  se  non
  quello di far fallire il disegno di legge?
   Ha  firmato   anche  il  presidente della  Commissione,  onorevole
  Savona,  che è stato garante delle attività in commissione  e  che,
  alla  fine,  ha ritenuto di chiudere il dibattito con un  documento
  sottoscritto,  che  era  garanzia per  tutti  a  conclusione  della
  discussione  in commissione, e che avrebbe sancito il trasferimento
  in Aula.
   E'  chiaro che vi era anche lo scrupolo di sottrarre il disegno di
  legge  a tentativi di integrazione maldestra o di incursione  o  di
  chissà  quali  dispersioni  che,  probabilmente,  avrebbero  potuto
  essere praticati, portati avanti e avrebbero alterato del tutto  il
  significato dell'iniziativa e dell'operazione.
   A  questo  punto, se non vogliamo disperdere il lavoro  fatto,  se
  vogliamo  essere  corretti con gli impegni formalmente  assunti  in
  Commissione e in Aula, se vogliamo evitare che il disegno di  legge
  fallisca e - come diceva correttamente l'onorevole Panepinto  -  se
  vogliamo  evitare un danno oggettivo ai comuni in quanto verrebbero
  ad  essere bloccati  i trasferimenti in loro favore e quindi subire
  un danno ulteriore, siccome credo che, come noi, anche il Governo e
  la  maggioranza  dovrebbero  in primis essere  sensibili  a  questa
  necessità degli enti locali e del territorio, propongo di procedere
  all'esame  del  disegno di legge e alla sua approvazione  perché  è
  quello  che il Parlamento ha voluto in Commissione, perché è quello
  che  il  Governo ha concordato con la Commissione e perché è quello
  che tutti gli enti locali attendono.
   Altrimenti, noi iniziamo una procedura scorretta che tradisce  gli
  impegni  formalmente assunti e che apre nuovamente  una  pagina  di
  polemiche  e  di  contrapposizioni che, su questa materia,  non  ci
  dovrebbero essere o non ci sarebbero dovuti essere.
   Siamo  contrari,  quindi,  al rinvio in commissione  e  siamo  per
  l'esame immediato del disegno di legge.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   L'onorevole Leontini, pertanto, è contro il rinvio in commissione;
  l'onorevole Cracolici mi pare di capire che é a favore  del  rinvio
  in commissione.

   CRACOLICI. Signor Presidente, sono a favore, ma mi trovo d'accordo
  con la Presidenza. Dobbiamo intenderci anche con i colleghi che più
  hanno  spinto.  Per  amore di solidarietà  con  alcuni  dei  gruppi
  parlamentari che si sono sentiti esclusi dal ragionamento fatto  in
  Commissione, ho firmato anch'io la richiesta di rinvio.
   Se  però  l'obiettivo è quello di rinviare il testo in  attesa  di
  fare  le commissioni, ci stiamo solo prendendo in giro perché delle
  due,  l'una: è più giusto, allora, dire che bocciamo il disegno  di
  legge,  eliminiamo tutte le riserve e l'assessore per le  autonomie
  locali  prenda il fondo per le autonomie, lo divida per  quattro  e
  faccia le quattro trimestrali secondo una logica aritmetica
   Io sono sempre per cercare di trovare una soluzione di buon senso.
  Pertanto, o ci mettiamo d'accordo che il rinvio non è formale,  nel
  senso  che  rinviamo l'esame di ventiquattro ore con  l'impegno  di
  portare  domani  in Aula un testo, il più possibile  condiviso,  ma
  eviterei  il rinvio formale in Commissione perché se l'obiettivo  è
  quello che ha detto lei è chiaro che sarebbe una presa in giro.
   Chiedo  ai  colleghi di accettare l'impostazione, anche perché  ho
  capito  che  costruire  una sintesi su cose  particolari  è  sempre
  complicato,  però facciamo funzionare i gruppi parlamentari  perché
  se  saltano i gruppi quest'Aula diventa ingovernabile. Ognuno eviti
  di parlare a titolo personale.
   Io  ho avuto a che fare con i capigruppo e voglio avere a che fare
  con  i capigruppo fin quando ognuno di noi è rappresentante di cose
  collettive. Se poi ognuno rappresenta se stesso è un inferno.
   Chiedo  ai  firmatari,  me  compreso, signor  Presidente,  di  non
  votare.  Stabilisca  lei,  se  c'è una condivisione  informale,  un
  rinvio  di  ventiquattro ore, a domani pomeriggio, e se Dio  ce  la
  manda male, propongo il rinvio a giovedì per trattare la questione.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  sono  per  il
  rinvio,  però  anche  questa proposta di  buon  senso  del  collega
  Cracolici  è  impraticabile  perché  in  ventiquattro  ore  non  ci
  riusciremo, caro collega Cracolici. Vi è una richiesta formale  del
  partito  che  rappresento  di non tenere seduta  giovedì,  motivata
  dalla  nostra assemblea costituente e abbiamo chiesto al Presidente
  dell'Assemblea di tenere conto di quest'impegno.
   Credo  che  se  rinviassimo  a martedì prossimo  non  succederebbe
  niente.
   Condivido l'opinione dei colleghi che il rinvio non può legarsi al
  rinnovo  delle  commissioni  perché sarebbe  un  rinvio  sine  die.
  Concordo  e confermo la mia richiesta di rinvio in commissione,  ma
  non  certamente di ventiquattro ore perché sarebbe,  anche  questa,
  una richiesta impraticabile.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente, l'onorevole Cracolici ha  giustamente
  accennato  al  ruolo  dei capigruppo. Più  che  tra  i  capigruppo,
  sarebbe  bene  trovare  un'intesa  nella  sua  maggioranza  tra  il
  presidente  del Gruppo parlamentare dell'UDC, onorevole Adamo,  tra
  il  presidente del Gruppo parlamentare dell'MPA, onorevole Musotto,
  e  quanto detto poc'anzi dall'onorevole Cracolici. Francamente,  mi
  sembra  molto triste - e devo dirvi anche molto rischioso - pensare
  che  questo  provvedimento possa andare nuovamente  in  Commissione
  Bilancio.
   Non  è  un  problema di partecipazione ai lavori della Commissione
  Bilancio,  ma  bensì di voler cercare di tutelare  e  rappresentare
  quegli  interessi che la legge finanziaria della Regione  siciliana
  non ha saputo ascoltare.
   Questo  disegno  di legge - che altro non è che  un  collegato  di
  emergenza alla finanziaria, quella finanziaria regionale che non ha
  saputo  dare  risposte alla Sicilia - trova qui nella  riserva  del
  fondo degli enti locali le risorse indispensabili per i comuni come
  Scaletta Zanclea, il centro storico di Agrigento, il centro storico
  di  Favara,  le  iniziative  necessarie  per  gli  asili  nido,  il
  miglioramento  dei servizi di polizia municipale, i servizi  per  i
  cittadini  disabili.  Tutte iniziative che sono  state  dimenticate
  nella  finanziaria regionale e che oggi qui, in Aula, possono avere
  finalmente una risposta con un provvedimento immediato.
   Si  tratta  di  provvedimenti  di  emergenza  che  la  finanziaria
  regionale ha dimenticato.
   Oggi   la  Commissione  Bilancio  e  l'Assemblea  regionale   sono
  costrette a porvi rimedio.
   Signor Presidente dell'Assemblea, è un grave errore pensare di far
  diventare questo disegno di legge una nuova variazione di bilancio.
  E'  un  nuovo  testo con diecimila emendamenti che non tiene  conto
  affatto  delle emergenze del nostro territorio, delle risposte  che
  aspettano  i  comuni  siciliani rispetto alle  istanze  che  devono
  essere  condensate e richiamate nella finanziaria  regionale  ormai
  del  prossimo anno. Il Governo regionale deve trovare  una  propria
  sintesi,  ma  bisogna confrontarsi in Aula con questo provvedimento
  che  tiene conto delle emergenze dei comuni, dei centri storici  di
  Agrigento  e  Favara e tiene conto pure di Scaletta Zanclea,  della
  riserva  per  la  polizia municipale, per gli  asili  nido,  per  i
  disagiati e i disabili.
   L'Assemblea  regionale, ancora una volta, non può dimenticarsi  di
  queste categorie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, come sapete, dopo aver  ascoltato
  due  oratori  a favore della richiesta di rinvio e due  contro,  il
  Regolamento interno prevede al riguardo una votazione.
   Ma  i pareri a favore e contro il rinvio in Commissione sono stati
  fortemente articolati.
   La  Presidenza, quindi, si assume la responsabilità di rinviare la
  discussione  del  disegno  di  legge a  martedì  prossimo,  con  la
  raccomandazione  alla Commissione Bilancio di inserirlo  all'ordine
  del giorno e di discuterlo già da domani.
   Pertanto,  la seduta è rinviata a mercoledì, 22 giugno 2011,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  -  Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato  regionale
  supplente  a  seguito  della  sospensione  dell'onorevole  Riccardo
  Minardo dalla carica di deputato regionale (art. 3 legge n. 30/94)

   II -  Comunicazioni

   III  -  Causa  di incandidabilità originaria in capo all'onorevole
  Santo Catalano, detto Santino, eletto nel collegio di Messina

   IV -  Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Disciplina  in  materia  di  autorizzazioni  all'insediamento
  dell'esercizio cinematografico» (621/A);
                     Relatore: on. Buzzanca

   2)  «Norme  in  materia  di  tutela delle  minoranze  linguistiche
  storiche della Regione siciliana» (521-536 Stralcio/A);
                     Relatore: on. Vinciullo

   3)  «Norma  in materia di aiuti alle imprese e all'inserimento  al
  lavoro di soggetti svantaggiati. Proroga di termini» (729/A)
                   Relatore: on. D'Asero

   4) «Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditorialità giovanile e
  femminile in Sicilia» (730/A)
                 Relatore: on. Pogliese

   5)  «Costituzione  dell'istituto regionale per lo  sviluppo  delle
  attività produttive» (605-242-362-577/A)
                Relatore: on. Caputo

                   La seduta è tolta alle ore 17.40.

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

   Risposte   scritte  ad interrogazioni - Rubrica  Infrastrutture  e
  mobilità'

   PICCIOLO-LACCOTO.  -  «All'Assessore per le  infrastrutture  e  la
  mobilità,  considerato il diritto alla mobilità di ogni  cittadino,
  sancito dalla Costituzione;

   considerata:

   la gravità del momento in tutta la zona del Messinese, colpita dai
  disastri ambientali degli ultimi mesi;

   in  particolare  la  situazione di Caronia, di  San  Fratello,  di
  Alcara Li Fusi e di tutto il territorio nebroideo;

   ritenuto che:

   la  mobilità  improntata a criteri moderni costituisce  volano  di
  sviluppo   per  tutti  i  territori,  specie  quelli  a   vocazione
  turistica, come il comprensorio dei Nebrodi;

   la  fascia tirrenica necessita di collegamenti rapidi da e per  il
  capoluogo della Regione;

   osservato che:

   RFI  (Rete  ferroviaria italiana) negli ultimi tempi ha  proceduto
  allo  smantellamento dei propri servizi, in particolare quelli  del
  collegamento  giornaliero  sulla tratta Messina-Palermo,  come  già
  denunciato  dai sottoscritti interroganti in un atto ispettivo  del
  15 gennaio 2010 (n. 956);

   le  recenti  frane  hanno ulteriormente ritardato  la  percorrenza
  della linea ferrata anche di 5/6 ore;

   invece,  dopo il completamento dell'autostrada Messina-Palermo,  è
  oggi  possibile  raggiungere rapidamente,  attraverso  collegamenti
  stabili su gommato, il capoluogo della Regione;

   la   popolazione  studentesca  dei  Nebrodi  gravita  in   maniera
  preponderante sull'Ateneo di Palermo;

   gran parte degli sfollati dai comuni colpiti da frane alloggiano a
  Sant'Agata Militello;

   visto che:

   invece non esistono collegamenti stabili e veloci che sfruttino in
  maniera importante la rete autostradale;

   le  ditte  di  autotrasporti  saranno  certamente  disponibili   a
  valutare  la praticabilità di tali servizi, senza oneri aggiuntivi,
  anche  in  via  provvisoria  e  in  deroga  all'attuale  piano  dei
  trasporti convenuto;

   per  sapere  quali iniziative intenda promuovere e  sostenere  per
  assicurare  alla  comunità dei Nebrodi un  collegamento  stabile  e
  veloce  che utilizzi la rete autostradale come collegamento con  il
  capoluogo  della  Regione e abbia le fermate  utili  per  collegare
  Sant'Agata Militello e gli altri comuni della costa tirrenica con i
  terminali di Palermo e di Messina». (1073)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1073,  a  firma
  dell'onorevole  Picciolo, presentata in origine  con  richiesta  di
  risposta  orale,  e  successivamente   trasformata  in  scritta  in
  occasione  della seduta d'aula n. 190 del 28/07/2010, si forniscono
  i  seguenti  elementi  di risposta acquisiti  per  il  tramite  del
  Dirigente  generale  del Dipartimento infrastrutture,  mobilità,  e
  trasporti.
   Il  collegamento  tra  la  città  di  Palermo  e  le  località  di
  Acquedolci, Marina di Caronia, Santo Stefano di Camastra, e  Castel
  di  Tusa  è  garantito  con cadenza giornaliera  dall'azienda  SAIS
  Autotrasporti.
   Pur  riconoscendo  le oggettive difficoltà per i  cittadini  della
  zona  dei Nebrodi nel raggiungere Palermo, in base a quanto dispone
  l'art. 27 della Legge regionale 22/12/2005, n.19, attualmente non è
  possibile istituire nuovi collegamenti.
   Al  fine  di alleviare tale situazione di disagio, si procederà  a
  verificare la disponibilità dell' azienda SAIS di effettuare in via
  eccezionale una fermata con carico di passeggeri nel comune  di  S.
  Agata   di  Militello  per  consentire  un  collegamento   con   il
  capoluogo».

                                          L'Assessore

      Carmelo Pietro Russo

   GALVAGNO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   da  lungo  tempo, sulla SS 120, nei tratti compresi tra  Cerami  e
  Troina  (EN) e, in misura maggiore, tra Cerami e Nicosia,  si  sono
  verificati   gravi  cedimenti  del  manto  stradale,   deformazioni
  dell'asfalto,  apertura di fessurazioni, fratture  e  buche  aventi
  dimensioni  di  vere voragini, frane e smottamenti di  terreno  con
  conseguente riversamento, su gran parte della stradale,  di  fango,
  massi e pietre;

   la  medesima SS 120 nella sua prosecuzione, oltre ai citati centri
  di Troina e Nicosia, è in condizioni altrettanto disastrose;

   anche  la SS 575, che i cittadini di Cerami sono soliti percorrere
  per  raggiungere  Catania  e  la  sua  area  metropolitana  per  la
  fruizione   di   molteplici  servizi  per  esigenze  economiche   e
  commerciali,  nonché per la presenza dell'Università  degli  studi,
  versa in condizioni di pericolosità tali da essere stata interdetta
  al traffico veicolare;

   considerate le numerose doglianze rappresentate dai cittadini  dei
  comuni  di  Cerami  e Troina inerenti allo stato  disastroso  della
  viabilità  extraurbana  in generale e, in  particolare,  di  quella
  relativa alle arterie di collegamento con comuni viciniori, con  il
  capoluogo  di  provincia  e  con  ogni  altro  centro  urbano   del
  territorio, nessuno escluso;

   constatato:

   lo  stato di pressoché totale abbandono e di trascuratezza in  cui
  versano le strade extraurbane, dovuto agli enti preposti alla  loro
  gestione e manutenzione;

   il  consolidato  disinteresse dell'ANAS nella  cura  delle  strade
  dell'area  nord della provincia di Enna, i tempi di  intervento  si
  prospettano  'biblici'  anche  sulla  citata  SS  575,  oggetto  di
  interventi  di  sistemazione provvisoria da parte  del  sindaco  di
  Troina,  con intento encomiabile e risultati concreti apprezzabili,
  ma  pur  sempre provvisori e non idonei al soddisfacimento  in  via
  definitiva delle esigenze di viabilità dei comuni serviti da  detta
  strada;

   rilevato che:

   anche  il  percorso alternativo verso Catania, lungo il  prosieguo
  della  SS  20  verso  Bronte, non versa  in  condizioni  dissimili,
  essendo  costellato da frane e cedimenti del manto stradale,  oltre
  al fatto che prolunga a dismisura i tempi di percorrenza;

   l'ulteriore  percorso  alternativo verso  Catania  (Cerami-Troina-
  Gagliano-Agira-Autostrada Palermo/Catania), che si snoda su  strade
  statali,  provinciali  e sull'autostrada PA-CT,  è  nelle  medesime
  condizioni  disastrose  sopra  descritte,  con  punti  di   estrema
  pericolosità nel tratto tra Gagliano e Agira;

   anche  il  collegamento  con  Enna  (capoluogo  di  provincia)   è
  pericoloso,  stante che i percorsi Cerami-Nicosia-Leonforte-Enna  e
  Cerami-Nicosia-Villadoro-Caltanissetta-Enna      versano      nelle
  condizioni sopra descritte, mentre il percorso alternativo  che  da
  Villadoro  porta a Enna per la strada dell'Altesina è stato  chiuso
  al traffico veicolare a causa del cedimento in più punti della sede
  stradale.   Va  precisato  che  quella  in  parola  è  una   strada
  secondaria,  a  carreggiata ristretta,  pensata  e  realizzata  per
  esigenze rurali ma, nonostante ciò, molto utilizzata da coloro  che
  dalla  zona nord della provincia di Enna hanno esigenza di  recarsi
  nel capoluogo;

   rilevato altresì che:

   tutte  le  strade citate sono estremamente pericolose a causa  dei
  continui   restringimenti  di  carreggiata,  del   manto   stradale
  fortemente sconnesso, delle buche, della totale mancanza di asfalto
  per lunghi tratti, della fanghiglia che le rende viscide, piene  di
  insidie e percorribili molto lentamente, sotto la costante minaccia
  di  frane incombenti a vista d'occhio e su un manto stradale  molto
  fatiscente ed usurato;

   le  cause  del dissesto viario sono da ricercarsi nella  pressoché
  totale  mancanza  di  interventi strutturali radicali  direttamente
  mirati  ad  ammodernare e mettere in sicurezza  le  strade  citate,
  rendendole  idonee  alle esigenze dell'odierno traffico  veicolare,
  che  non  possono  essere  soddisfatte da interventi  estemporanei,
  parziali, superficiali, incompleti e spesso di pessima fattura  che
  sporadicamente  sono  stati riservati alle  strade  dell'area  nord
  della  provincia  di  Enna  da  parte  degli  enti  preposti   alla
  manutenzione e in primis dall'ANAS;

   atteso   che  tale  stato  di  fatto  acuisce  e  rende  non   più
  sopportabile   lo  stato  di  storico  isolamento  del   territorio
  interessato ed in particolare dei comuni di Cerami e Troina, i  cui
  cittadini  sono  costretti, ordinariamente e non solo  nell'attuale
  emergenza,  a  compiere  tragitti accidentati,  tortuosi,  a  lenta
  percorrenza,  irti di gravi pericoli per l'incolumità  personale  e
  fonte   di  accentuata  usura  agli  autoveicoli,  per  raggiungere
  qualsivoglia  destinazione, al fine di soddisfare  ogni  genere  di
  esigenza,  di  lavoro,  di  studio e di  servizi,  anche  di  prima
  necessità e di urgenza, come il pronto soccorso sanitario e la cura
  in strutture mediche specialistiche;

   preso   atto  che  finora  le  denuncie  avanzate  alle   autorità
  competenti  dai  cittadini  unitamente ai  sindaci  del  territorio
  interessato sono rimaste senza esito concreto;

   per sapere:

   se  non  ritengano  di dover intervenire con  la  massima  urgenza
  ponendo  in  essere  ogni  provvedimento  necessario  ed  idoneo  a
  garantire  l'immediato  e  tempestivo ripristino  delle  condizioni
  minime  di  sicurezza  della viabilità  urbana  e  extraurbana  del
  territorio ennese;

   se e quali interventi strutturali si intendano assumere al fine di
  dotare la provincia di Enna di una rete viaria degna di questo nome
  e   funzionale  alle  esigenze  del  moderno  traffico   veicolare,
  presupposto   indispensabile  di  ogni  prospettiva   di   rilancio
  economico e sociale del territorio». (1209)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «Con   riferimento  all'interrogazione   n.   1209
  dell'onorevole  Galvagno Michele si forniscono i seguenti  elementi
  di  risposta  acquisiti  per il tramite  del  competente  Dirigente
  Generale del Dipartimento Infrastrutture.
   La  Direzione regionale per la Sicilia dell'ANAS, ha comunicato di
  avere  in programma diversi interventi di manutenzione ordinaria  e
  straordinaria  al  fine  di ripristinare le normali  condizioni  di
  transitabilità nelle strade statali ricadenti nel territorio  della
  Provincia di Enna e in particolare:

         ·Lungo la SS. 120 dell'Etna e delle Madonie tra il km. 111+400 e il
            km 113+ 950 (Comune di Nicosia), ed al km 138+500 (Comune di
            Troina), sono in corso interventi di consolidamento del corpo
            stradale per complessivi   1.200.000,00 circa;
  ·Lungo la SS. 121  Catanese  sono in fase di avvio diversi
  interventi di ricostruzione del corpo stradale franato in
  corrispondenza dei km. 89+800, 97+100, e 97+500 (Comune di
  Leonforte) per un importo complessivo di   1.000.000,00 circa;
  ·Lungo la SS. 117  Centrale Sicula , nel territorio del Comune di
  Nicosia  sono in corso di aggiudicazione lavori di consolidamento
  del corpo stradale per un importo di   2.000.000,00;
  ·Lungo la SS. 575 di Troina per un importo complessivo di
  2.200.000,00, e lungo la SS. 192 della  Valle del Dittaino  sono
  previsti, interventi di consolidamento delle pendici e pulizia
  delle opere di smaltimento idraulico, in atto in corso di
  aggiudicazione per un importo complessivo di   496.000,00;

   L'ANAS  riferisce  inoltre che attività di ordinaria  manutenzione
  sono  state  eseguite  compatibilmente con le  risorse  finanziarie
  disponibili,  e  che il completamento della SS117 (Itinerario  Nord
  Sud  già  programmato di cui è in atto l'esecuzione del  lotto  B2)
  porterà  importanti  benefici  per  la  popolazione  residente  nel
  territorio a nord della Provincia di Enna.
   Relativamente   agli   interventi  di  viabilità   secondaria   di
  competenza provinciale, la Provincia di Enna ha comunicato  che  il
  progressivo ridursi dei fondi non consente di programmare lavori di
  manutenzione e/o di ripristino delle condizioni minime di sicurezza
  della viabilità urbana ed extra urbana del territorio ennese.
   La  carenza  di  risorse finanziarie per la suddetta  provincia  è
  stata  ulteriormente  acuita  dalla decurtazione  operata  in  sede
  ministeriale  rispetto  alle  somme  originariamente  assegnate   a
  seguito dell'approvazione del Piano per l'adeguamento e la messa in
  sicurezza per la Provincia di Enna.
   La  disponibilità iniziale di 113.500.000 euro è stata  ridotta  a
  circa  38.440.000,00, e per questo motivo dei preventivati  n.  160
  interventi di manutenzione ripartiti in tre annualità, si  potranno
  finanziare   solo  quelli  della  prima  annualità  ossia   n.   61
  interventi.
   Alcuni   interventi   previsti  per  la   seconda   annualità,   e
  precisamente  quelli dal n. 61 bis al n. 68  per  un  totale  di
  5.073.702,50,  sono  stati  finanziati  con  risorse  del  PO  FESR
  2007/2013 - linea d'intervento 1.1.4.1., ma restano senza copertura
  finanziaria  tutti gli altri (ossia dal n. 68 al n.  160),  per  la
  cui  realizzazione  è necessario un  intervento di  recupero  delle
  somme decurtate».

                                              L'Assessore

   Carmelo Pietro Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   all'atto  della  progettazione  dell'autostrada  Siracusa-Gela,  i
  tecnici  incaricati si sono dimenticati di programmare uno svincolo
  di   collegamento   fra  l'autostrada,  ancora  da   progettare   e
  realizzare, e i comuni di Pachino e Portopalo (SR);

   a  partire  dal 2000, quando sono iniziati i lavori di costruzione
  dell'autostrada,  si è avvertita la necessità  di  un  collegamento
  autostradale con i predetti comuni;

   preso  atto  che,  dopo numerose riunioni e interventi,  tanto  il
  Consorzio per le autostrade siciliane, quanto l'ANAS, si sono  resi
  conto  della  necessità di realizzare uno svincolo di  collegamento
  per  evitare  che  tutta  la zona sud della provincia  di  Siracusa
  rimanesse estranea alla suddetta infrastruttura;

   premesso  inoltre che, anziché realizzare uno svincolo, si  decise
  di  realizzare  una bretella di collegamento fra  lo  svincolo  già
  progettato  ma ancora da realizzare di Noto e la s.p.  19,  che  da
  Noto  conduce  a  Pachino e Portopalo, in quanto fu  ritenuto  meno
  invasivo e di più facile costruzione;

   considerato che:

   l'opera, approvata e cantierabile fin dal 2008, è stata finanziata
  nel giugno 2009;

   dopo  numerose  sollecitazioni ed interventi presso  il  CAS,  era
  stata fissata per il 15 settembre 2010 e successivamente per il  15
  ottobre  successivo,  la  gara per l'appalto  dei  lavori,  con  la
  relativa pubblicazione del bando;

   accertato che la gara sarebbe stata nuovamente rinviata, ad  oltre
  16 mesi dal finanziamento concesso dall'ANAS;

   per sapere:

   quali  siano i motivi ostativi per i quali si continua a  rinviare
  di mese in mese la celebrazione della gara;

   se non ritengano urgente e improcrastinabile intervenire, con ogni
  strumento possibile, in modo da sbloccare tutte le procedure che in
  atto  impediscono  la  celebrazione della  gara  e  di  conseguenza
  l'inizio dei lavori;

   se   non   ritengano  che  questi  ritardi  siano  una   ulteriore
  mortificazione che deve subire la provincia di Siracusa da parte di
  un  Governo che, fin dal primo giorno della sua costituzione,  e  a
  prescindere  dai suoi componenti, alcuni dei quali  siracusani,  ha
  trascurato  in  modo insopportabile e vergognosa  la  provincia  di
  Siracusa». (1445)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1445  a  firma
  dell'onorevole  Vinciullo, presentata in origine con  richiesta  di
  risposta  orale,  e  successivamente   trasformata  in  scritta  in
  occasione della seduta d'Aula n. 225 del 16/02/2011, si è accertato
  per  il  tramite del competente Dirigente generale del Dipartimento
  infrastrutture,  mobilità e trasporti, che  in  data  25/11/2011  è
  stata  esperita la gara d'appalto relativa ai lavori della bretella
  di collegamento tra lo svincolo di Noto e la S.P. 19 che conduce  a
  Pachino».

   L'Assessore

      Carmelo Pietro Russo

   MARROCCO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'Azienda  siciliana trasporti (AST) s.p.a., che  opera  anche  in
  provincia di Trapani, nell'anno 2009 ha aumentato i ricavi  del  17
  per  cento,  grazie  all'aumento  di  abbonamenti  ed  al  rilancio
  dell'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani - Birgi;

   il   numero   degli  autisti  ad  oggi  in  servizio   è   di   45
  (quarantacinque) unità che non riescono a supportare il  carico  di
  lavoro;

   considerato che:

   il   programma  di  esercizio  della  passata  stagione  era  così
  composto: 45 turni feriali e 5 turni festivi;

   a  fronte  dell'orario previsto dal contratto nazionale collettivo
  di lavoro del personale viaggiante, i dipendenti AST hanno sfiorato
  in alcuni casi le 16 ore;

   ad  oggi,  la  direzione generale di Palermo non ha comunicato  il
  programma di esercizio invernale;

   tenuto  conto che la sede di Trapani non sarà più nelle condizioni
  tecniche  di  garantire  il trasporto di  tutta  l'utenza,  per  la
  mancanza  di  operatori  di servizio ed anche  a  causa  del  parco
  automezzi, soggetto a frequenti guasti tecnici;

   per sapere:

   se  non ritengano urgente intervenire presso i vertici dell'AST al
  fine di porre rimedio a questa grave situazione, considerato che, a
  Trapani,  l'azienda  assume  un ruolo importante  per  lo  sviluppo
  economico dell'intera provincia;

   se  si  sia  tenuto in considerazione che la Comunità  europea  ha
  previsto  una  serie di corsi di qualificazione per  il  personale,
  indirizzati  ad  aumentare la professionalità degli  operatori  del
  servizio (corsi C Q C)». (1485)

   Risposta. - «Con riferimento all' interrogazione n. 1485  a  firma
  dell'onorevole  Marrocco, presentata in origine  con  richiesta  di
  risposta  orale,  e  successivamente  trasformata  in  scritta   in
  occasione  della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono
  i  seguenti  elementi  di risposta acquisiti  per  il  tramite  del
  Dirigente  generale  del Dipartimento infrastrutture,  mobilità,  e
  trasporti.
   L'Azienda Siciliana Trasporti S.p.a., già titolare di servizio  di
  autolinea  di  trasporto pubblico urbano concesso  ai  sensi  della
  Legge 28 settembre 1939,n. 1822, opera attualmente con contratto di
  affidamento  provvisorio  di trasporto  pubblico  locale  ai  sensi
  dell'art. 27 della Legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19.
   La vigilanza su tale azienda, per gli aspetti relativi al rispetto
  delle  norme contrattuali, le modifiche dei programmi di  esercizio
  delle autolinee (variazioni di orari, istituzione di nuove fermate,
  variazione  del  numero delle corse), è affidata al  Servizio  1  -
  Autotrasporto Persone - del Dipartimento Infrastrutture, mobilità e
  trasporti.
   Tra  le  linee gestite dall'AST rientra anche quella  che  collega
  Trapani  e  alcuni paesi della provincia con l'Aeroporto di  Birgi,
  dove il transito di passeggeri è aumentato in modo considerevole  a
  seguito   dei   nuovi   voli  nazionali  ed   internazionali,   con
  consequenziale  crescita anche dell'utenza che usufruisce  di  tale
  servizio di trasporto.
   Per fare fronte a questa situazione l'azienda ha intensificato  il
  numero  delle  corse,  ottimizzando  al  massimo  risorse  umane  e
  materiale rotabile specificatamente adibito a tale servizio.
   E'  opportuno  precisare che l'AST, pur essendo  una  società  per
  azioni, non può rispondere alle mutate esigenze degli utenti con le
  modalità  tipiche di tali società, ossia con scelte imprenditoriali
  immediate,  e  ciò  perché, essendo una società  controllata  dalla
  Regione  siciliana come socio unico, è condizionata  in  tal  senso
  dalle  difficoltà  che incontrano tutti gli enti controllati  dalla
  pubblica amministrazione di operare in  tempo reale .
   Una prima limitazione alle possibili iniziative che l'AST potrebbe
  intraprendere per fare fronte alle carenze di organico  deriva  dal
  comma  6  dell'art. 20 della Legge regionale 12 maggio 2010,  n.11,
  che  vieta   alle  società a partecipazione totale o  maggioritaria
  delle  Regione di procedere a  nuove assunzioni di personale sia  a
  tempo indeterminato che a tempo determinato .
   Per quanto riguarda la richiesta dell'onorevole interrogante circa
  la  possibilità  che  il personale già in servizio,  e  attualmente
  inquadrato in categoria inferiore a quella di autista, partecipando
  specifici corsi di formazione professionale, possa essere assegnato
  alla  conduzione dei mezzi di trasporto e attenuare in questo  modo
  le  difficoltà  legate alla progressiva diminuzione  del  personale
  presente  in  tale  settore, si ricorda che la delibera  di  Giunta
  regionale  n. 221 del 21/09/2008, vieta la promozione del personale
  già in servizio anche per le società a partecipazione maggioritaria
  della   Regione   siciliana,  motivo  per  cui   l'AST   si   trova
  nell'impossibilità di procedere in tal senso.
   Il  Servizio  1  del  Dipartimento Trasporti, ha  comunicato  che,
  proprio  a  seguito delle criticità sopra descritte, che riguardano
  peraltro  tutto il settore del trasporto pubblico locale,  è  stato
  necessario  modificare il contratto di affidamento dei  servizi  di
  T.P.L.   di  competenza  regionale  sia  per  quanto  riguarda   la
  percorrenza  chilometrica  che  per il  corrispettivo  contrattuale
  lordo,  ridotti  rispettivamente  da  Km.  22.910.421,600   a   Km.
  19.309.051,000 e da   25.895.967,70 a   21.823537,825.
   Perdurando   questa   situazione,  è  prevedibile   che   analoghe
  rimodulazioni  si  rendano necessarie  anche  per  i  contratti  di
  T.P.L.  di competenza comunale, che si ricorda sono stati prorogati
  fino al 2014 con D.D.G. n.632 del 10/08/2009».

                                          L'Assessore

      Carmelo Pietro Russo

   VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture  e  la mobilità, premesso che gli autobus  dell'AST,
  utilizzati  per  il  trasporto degli studenti pendolari  da  e  per
  Sortino  (SR),  sono stati ridotti a cinque dagli originari  sette,
  come necessario e come concertato con il comune;

   preso  atto  che  detta decisione dell'azienda  ha  comportato  un
  peggioramento   delle  condizioni  del  servizio,  certamente   non
  ottimali;

   visto  che tutti i cittadini di Sortino hanno espresso il  proprio
  rammarico  per  i  tanti  disagi che sono costretti  a  subire  gli
  studenti  pendolari, partecipando alla manifestazione  di  protesta
  che è stata organizzata il 5 novembre 2010;

   considerato che:

   gli  studenti  pendolari  di  Sortino,  come  tutti  quelli  delle
  rimanenti  parti dell'Isola, hanno diritto a un servizio efficiente
  ed efficace che, tra l'altro, continuano a pagare;

   gli  istituti scolastici superiori sono tutti a Siracusa o Augusta
  mentre il centro montano di Sortino ne è sprovvisto;

   per sapere se non ritengano utile ed improcrastinabile intervenire
  al  fine  di migliorare il servizio offerto dall'AST agli  studenti
  pendolari  di  Sortino,  ponendo fine ai  tanti  disagi  creati  ai
  ragazzi,  che  devono  poter contare su servizi  idonei  per  poter
  conseguire il loro diritto-dovere allo studio». (1515)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1515  a  firma
  dell'onorevole  Vinciullo, presentata in origine con  richiesta  di
  risposta  orale,  e  successivamente   trasformata  in  scritta  in
  occasione  della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono
  i  seguenti  elementi  di risposta acquisiti  per  il  tramite  del
  compente  Dirigente  generale  delle  infrastrutture,  mobilità   e
  trasporti.
   L'Azienda  Siciliana Trasporti S.p.a., garantisce il  collegamento
  tra  le  città  di  Sortino  e  di Siracusa,  giusta  Contratto  di
  affidamento  provvisorio  rep. N. 241 del 10/10/2007  e  successivo
  Atto  Aggiuntivo  rep.  n. 1164 del  29/09/2010  stipulato  con  la
  Regione Siciliana.
   Il  servizio prevede due servizi di autolinee, la prima  Siracusa-
  Solarino-Sortino  con deviazione Sortino-SP. n.60-SS.114  Siracusa,
  la seconda Sortino-Melilli-Priolo Siracusa.
   Dall'esame  dei  programmi  di  esercizio  allegati  al  contratto
  risulta  che i collegamenti scolastici tra Sortino e Siracusa  sono
  garantiti  con  n. 8 coppie di corse di cui, n. 2 in partenza  alle
  ore  6.55, n. 4 alle ore 7.00, n. 1 alle ore 7.30, e una  alle  ore
  14.15.
   Da  una  indagine  effettuata risulta  che  il  numero  dei  degli
  studenti  abbonati che usufruiscono del predetto collegamento  sono
  in  numero  di  330 a fronte dei 400 posti offerti  dal  numero  di
  autobus utilizzati per l'espletamento del servizio. (n. 8 autobus x
  n. 50 posti=400 posti totali).
   In  merito  ai  disagi  segnalati dall'onorevole  interrogante,  i
  responsabili dell'AST di Siracusa hanno riferito che dopo un  primo
  periodo  critico all'inizio dell'anno scolastico oggi la situazione
  risulta essersi normalizzata.
   Si  procederà  ad ogni modo a verificare tramite ispezioni  mirate
  sulle  predette  autolinee la reale situazione e il rispetto  degli
  obblighi contrattuali da parte dell'Azienda Siciliana Trasporti».

                               L'Assessore

      Carmelo Pietro Russo