Presidenza del presidente Cascio
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo altresì che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Formica sarà in missione dal
23 al 24 giugno 2011 per motivi istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute da parte dell'Assessore
per le Infrastrutture e la Mobilità le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
N. 1073 - Iniziative per assicurare una rete adeguata di
collegamenti alla comunità dei Nebrodi.
Firmatari: Picciolo Giuseppe; Laccoto Giuseppe
N. 1209 - Interventi urgenti per garantire condizioni di sicurezza
della viabilità urbana ed extraurbana del territorio ennese.
Firmatario: Galvagno Michele
N. 1445 - Realizzazione di una bretella di collegamento fra lo
svincolo autostradale di Noto e i comuni di Pachino e Portopalo
(SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1485 - Iniziative a tutela del personale AST in provincia di
Trapani.
Firmatario: Marrocco Livio
N. 1515 - Iniziative per una rapida soluzione dei gravi disagi
degli studenti pendolari di Sortino (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
i risultati ottenuti dei due referendum sulla gestione e
distribuzione delle risorse idriche (il primo sulle modalità di
affidamento e gestione del servizio, il secondo sulla
determinazione della tariffa del servizio idrico integrato) aprono
in Sicilia nuovi scenari che, di fatto, azzerano le strutture
attualmente esistenti;
la nostra Regione ha la maggiore concentrazione di aziende private
che gestiscono l'acqua pubblica, con alcune delle società di
gestione che sono a totale capitale privato, e con altre che invece
hanno la compartecipazione di enti pubblici;
considerato che:
il risultato dei referendum aumenta ancora di più lo stato di
totale confusione che regna sovrano nella distribuzione dell'acqua;
soltanto in sei province sono attive le società di gestione del
servizio idrico integrato, mentre nelle province di Messina, Ragusa
e Trapani le reti idriche sono ancora gestite dai comuni;
a questo occorre aggiungere che molti sindaci si sono rifiutati di
consegnare le reti idriche alle società di gestione (e il TAR ha
dato loro ragione), mentre alcune di queste società sono sull'orlo
del fallimento;
preso atto che l'assoluta anarchia esistente nel settore, mette a
rischio l'investimento di circa 800 milioni di euro previsto
dall'Accordo di programma quadro per la realizzazione di reti
idriche e di impianti di depurazione delle acque reflue, impianti
che sono sempre stati carenti in Sicilia motivando, tra l'altro,
una procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea;
tenuto conto che appare evidente che la Regione deve intervenire
con urgenza su questa materia, a prescindere dalle decisioni che
prenderà il Governo nazionale, affinché non si crei uno stato di
abbandono in un settore vitale come quello del servizio idrico;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per ripristinare in Sicilia la
gestione pubblica del servizio idrico, alla luce dei risultati dei
due referendum appena conclusi;
se non ritengano urgente e necessario attivare una task force
attuativa della nuova realtà, evitando inutili burocrazie e
snervanti lungaggini che possono solo arrecare ancora più danni
alla sterminata utenza delle risorse idriche siciliane». (1929)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che il Consorzio ASI di Palermo è un ente
pubblico non economico sottoposto al controllo e alla vigilanza
della Regione siciliana;
considerato che:
la Regione siciliana ha recepito la circolare del dipartimento
funzione pubblica n. 2 dell'11 marzo 2008, la quale prevede
l'approvazione di un regolamento per il conferimento di incarichi
di collaborazione;
tutte le amministrazioni pubbliche devono essere dotate di un
piano triennale del fabbisogno di personale;
gli incarichi di consulenza e di collaborazione coordinata e
continuativa devono avere un limite temporale;
tutti gli incarichi di consulenza e collaborazione coordinata e
continuativa devono avere evidenza pubblica;
gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa sono
sottoposti a tutela contributiva previdenziale;
il personale ex servizi per l'occupazione destinato al Consorzio
ASI di Palermo deve ricoprire le mansioni categoria A e B;
per l'avvio del progetto In.La., di cui il Consorzio ASI di
Palermo è ente attuatore, occorre essere accreditati quale ente
formativo;
per sapere:
se gli organi collegiali di controllo in indirizzo abbiano
vigilato sull'effettiva adozione del regolamento per il
conferimento degli incarichi, nonché sul rispetto dei principi
espressi con la circolare del dipartimento funzione pubblica n. 2
dell'11 marzo 2008;
se non ritengano di dover intervenire nel rispetto della norma
comunitaria che prevede, per l'assunzione presso le società a
prevalente capitalizzazione pubblica, l'adozione di procedure di
evidenza pubblica;
se il piano triennale del fabbisogno di personale approvato dal
Consorzio ASI di Palermo abbia trovato adozione nei tempi previsti
da eventuale comunicazione dell'Assessorato regionale Attività
produttive;
se non ritengano opportuno verificare la regolarità del piano
triennale del fabbisogno ad oggi in vigore e predisposto dal
Consorzio ASI di Palermo;
se il piano triennale del fabbisogno di personale del Consorzio
ASI di Palermo offra garanzie occupazionali a carico di quei
collaboratori che abbiano i requisiti richiesti dalla legge 27
dicembre 2006, n. 296, e della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in
previsione della riforma dei Consorzi ASI;
se sia stata manifestata con accordo congiunto ASI - sindacato la
volontà a stabilizzare il personale di collaborazione coordinata e
continuativa in possesso dei requisiti richiesti dalle leggi
296/2006 e 244/2007;
se intendano adoperarsi affinché venga garantita l'occupazione a
quanti rientrano nel piano di stabilizzazione del piano triennale
del fabbisogno di personale approvato dal Consorzio ASI di Palermo
ed in possesso dei requisiti previsti dalla legge 244/2007 ed
eventuali riferimenti di reclutamento previsti nello stesso piano;
se ritengano inoltre opportuno avviare una specifica indagine
amministrativa volta a verificare con quali procedure e forme di
pubblicità sia avvenuta, a partire dall'anno 2008 ad oggi, la
selezione dei consulenti assunti presso il Consorzio ASI di Palermo
e se siano stati rispettati i principi del regolamento
eventualmente adottato dal Consorzio ASI di Palermo;
se siano stati adottati i limiti di spesa per il personale di
consulenza del Consorzio ASI di Palermo dall'anno 2008 ad oggi come
richiesto dalla normativa vigente;
se ritengano opportuno verificare se siano stati versati i
contributi previdenziali a carico dei collaboratori che dal 2002
abbiano prestato attività lavorativa presso il Consorzio ASI di
Palermo con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
se il Consorzio ASI di Palermo fosse e sia accreditato quale ente
formativo per poter attuare il progetto In.la./In.La. Sicilia;
se ritenga opportuno sospendere momentaneamente il progetto In.La.
Sicilia in attesa di conoscere se tutto negli anni sia avvenuto con
regolarità;
se non ritengano di dover intervenire a tutela della norma
comunitaria che prevede, per l'assunzione presso le società a
prevalente capitalizzazione pubblica, l'adozione di procedure ad
evidenza pubblica per tutti i tipi di incarico;
se non ritengano, nella logica del risanamento della pubblica
amministrazione, di dover avviare una specifica indagine sulla
gestione del Consorzio ASI di Palermo, per assicurare un
miglioramento dei servizi erogati in termini di efficienza ed
efficacia;
se siano state rispettate le qualifiche di appartenenza del
personale ex SPO destinato al Consorzio ASI di Palermo;
se ritengano necessario avviare indagine amministrativa sulle
spese sostenute per il progetto Asilab sulla sua utilità finale».
(1931)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE LUCA
«All'Assessore per le risorse agricole e alimentari, premesso che
il comando del corpo forestale della Regione siciliana, dopo avere
più volte segnalato una grave carenza di organico del personale, ha
proceduto ad ordinare il rientro di sette ispettori forestali e un
commissario fin qui in servizio presso l'Azienda foreste demaniali;
ricordato che, a norma della legge regionale n. 88/1975, l'Azienda
foreste demaniali della Regione siciliana attua i suoi fini
istituzionali (l.r. 11 marzo 1959 n. 18), avvalendosi di personale
regionale e delle strutture operative periferiche del corpo
forestale;
ricordato, altresì, che:
il diritto d'avvalersi di personale del corpo forestale presso gli
uffici centrali e periferici dell'Azienda foreste demaniali è
confermato dall'art. 29 della legge regionale 52/1984 e ribadito
dall'art. 69, comma 5, della l.r. n. 16/1996 (riserva orientata
naturale dello Zingaro) ove si autorizza a porre un contingente di
sottufficiali e guardie del corpo forestale della Regione alle
dirette dipendenze del direttore della riserva;
così ulteriormente recitano i decreti dell'Assessore per
l'agricoltura pro tempore (nn. 99042/2002 e 99083/2003) secondo cui
per l'espletamento delle proprie attività l'Azienda regionale
foreste demaniali s'avvale di un contingente di personale del corpo
forestale;
rilevato che, sulla base di tale quadro normativo, ben 354
funzionari e periti forestali, nonché 28 dirigenti tecnici
forestali sono oggi in servizio presso l'Azienda e che, quindi, non
parrebbe congruo il rientro di soli 7 ispettori e di un commissario
forestale per risolvere la denunciata grave carenza di organico
dell'Azienda foreste demaniali;
per sapere:
se tale denunciata carenza di organico sia confermata e se, in tal
caso, siano stati adottati provvedimenti (e quali?) per risolvere
il problema;
se, invece, l'allarmismo su presunte carenze non possa nascondere
l'intenzione di destrutturare e demolire il ruolo dell'Azienda
foreste demaniali e favorire, così, l'affidamento in gestione del
patrimonio naturale e forestale e delle aree protette a società
private, limitando l'Azienda a semplice organizzatore della
manodopera forestale;
se non valuti, alla luce delle verifiche richieste, di sollecitare
la sospensione del rientro al Comando del corpo dei 7 ispettori e
del commissario forestale, procedendo, semmai, all'emanazione di un
provvedimento di assegnazione all'Azienda del personale del corpo
forestale nel rispetto dell'articolo 29 della l.r. n. 52/1984».
(1932)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'Assessore regionale per la salute, con decreto del 25 marzo
2009, ha dettato le nuove linee guida sul funzionamento del
servizio di urgenza emergenza sanitaria regionale SUES - 118,
prevedendo all'art. 2.2, lett. B), che il personale afferente alla
centrale operativa è costituito, tra gli altri, da medici
anestesisti rianimatori dipendenti dal SSR;
visto che su disposizione del responsabile della centrale
operativa, vengono utilizzati in ordine di priorità presso
l'eliambulanza, l'ambulanza di soccorso avanzato (MSA), auto medica
ed altro, e che, in carenza del personale anestesista rianimatore,
l'attività viene assicurata con l'impiego di medici di emergenza
sanitaria territoriale;
preso atto che:
con successivo decreto del 27 novembre 2009, l'Assessore per la
salute ha stabilito, ad integrazione delle norme relative al
personale medico, che il monte ore massimo in regime di
incentivazione non può superare le 48 ore mensili e che, in caso di
disponibilità residua del monte orario, il predetto personale può
essere impiegato anche a bordo di auto medicalizzate o di
ambulanze;
con decreto del 6 aprile 2010, avente ad oggetto 'zone carenti di
emergenza sanitaria territoriale accertate all'1 settembre 2009',
su indicazione del responsabile del servizio A.S.B. A.S.P. n. 4 di
Enna, il dirigente del servizio II del dipartimento regionale per
la pianificazione strategica ha individuato gli incarichi vacanti
di emergenza sanitaria territoriale all'1 settembre 2009,
indicando, per la postazione di Enna ex CRM, n. 2 posizioni libere;
con delibera 2709 del 7 ottobre 2010, avente per oggetto
'Approvazione graduatoria medici EST (Emergenza Sanitaria
Territoriale - ex Guardia Medica) per la copertura dei posti
vacanti di Enna e Pietraperzia', la dirigenza dell'ASP n. 4 di
Enna, interpretando in maniera restrittiva il decreto assessoriale
di cui sopra, intende sostituire i medici anestesisti rianimatori
con medici EST nella postazione di Enna Ospedale;
considerato che:
il suddetto decreto penalizza tutto il territorio della provincia
di Enna che si ritroverebbe pertanto un servizio di assistenza
sanitaria offerto esclusivamente da medici EST, privandolo,
viceversa, della indispensabile e infungibile professionalità ad
oggi garantita dagli anestesisti rianimatori che da anni svolgono
in maniera eccellente il loro lavoro;
tale interpretazione restrittiva è stata ingiustificatamente
recepita solo dalle ASP di Enna e Messina, determinando quindi una
disparità di trattamento non solo nel territorio regionale ma anche
tra le due ASP di cui sopra, considerato che negli ospedali Papardo
e Piemonte di Messina e di Barcellona Pozzo di Gotto è prevista, lì
sì, la figura dell'anestesista;
ritenuto che:
tale indicazione risulta palesemente erronea in quanto, in realtà,
all'1 settembre 2009, presso la postazione di Enna non vi era alcun
incarico vacante, atteso che n. 16 medici anestesisti, nel rispetto
del monte ore previsto dalla normativa (48 ore), coprivano
interamente il fabbisogno, assicurando il normale espletamento di
tutti i turni, senza alcuna vacatio di incarichi nella postazione;
si tratterebbe di un danno irreversibile atteso che il servizio di
pronto intervento con la presenza dell'anestesista rianimatore si è
dimostrato, spesso, determinante per salvare vite umane in un
territorio che, per la sua posizione strategica ed orografica,
copre un comprensorio molto vasto della parte centrale della
Sicilia;
per sapere:
se intendano intervenire presso i competenti uffici dell'azienda
sanitaria provinciale n. 4 al fine di richiedere l'immediata revoca
del provvedimento con cui l'ASP n. 4 di Enna ha determinato
l'inserimento dei medici EST in sostituzione degli anestesisti
rianimatori che, in atto, ricoprono i suddetti incarichi
assicurando il regolare espletamento di tutti i turni;
se intendano prevedere il mantenimento e l'incremento dei medici
anestesisti con l'ulteriore integrazione degli stessi ad opera dei
medici EST;
se intendano istituire, quanto più rapidamente possibile, i centri
MSA e l'auto medicalizzata a copertura di tutto il territorio
provinciale di Enna;
se intendano istituire delle postazioni di emergenza territoriale
(PTE) che in atto, senza giustificazione alcuna, non sono state
previste e la cui assenza penalizza immotivatamente ed
esclusivamente la sola provincia di Enna. (1934)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le attività produttive, premesso
che:
la coltivazione delle cave rappresenta un settore importante per
l'economia siciliana e che esso è strettamente legato ai più
svariati settori che coinvolgono migliaia di addetti;
nella provincia di Messina tantissime aziende che potrebbero
sviluppare ancor più il settore con importanti ricadute per
investimenti ed assunzione di nuova forza lavoro vengono
ostacolate, anziché accompagnate, dalla lentezza di alcuni
procedimenti legati a pareri che devono essere espressi da
dipartimenti regionali;
verificato che:
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato recentemente la l.r.
5 aprile 2011, n. 5: 'Disposizioni per la trasparenza, la
semplificazione, l'efficienza, l'informatizzazione della pubblica
amministrazione e l'agevolazione delle iniziative economiche.
Disposizioni per il contrasto alla corruzione ed alla criminalità
organizzata di stampo mafioso', che, all'articolo 2, Tempi di
conclusione del procedimento, così recita:
'1. All'articolo 2 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni, i commi 2, 3 e 4 sono
sostituiti dai seguenti:
2. Nei casi in cui le leggi o i regolamenti adottati ai sensi dei
commi 2 bis e 2 ter non prevedano un termine diverso, le pubbliche
amministrazioni hanno il dovere di concludere il procedimento entro
il termine di trenta giorni. Tale termine decorre dall'inizio
d'ufficio del procedimento o dal ricevimento della domanda se il
procedimento è ad iniziativa di parte.
2 bis. Con decreto del Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore regionale competente, le amministrazioni regionali
individuano i termini, non superiori a sessanta giorni, entro i
quali deve essere concluso il procedimento. Gli altri enti di cui
all'articolo 1 provvedono a fissare, secondo i propri ordinamenti,
i termini, non superiori a sessanta giorni, per la conclusione del
procedimento.
2 ter. Nei casi in cui, tenuto conto della sostenibilità dei tempi
sotto il profilo dell'organizzazione amministrativa, della natura
degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità
del procedimento, siano indispensabili termini maggiori di quelli
indicati nel comma 2 bis per la conclusione del procedimento, gli
stessi sono individuati con decreto del Presidente della Regione,
su proposta dell'Assessore regionale competente di concerto con
l'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica. I termini previsti non possono comunque superare i
centocinquanta giorni. Analogamente, gli altri enti di cui
all'articolo 1 possono determinare, secondo i propri ordinamenti,
termini non superiori a centocinquanta giorni per la conclusione
del procedimento.
3. Il termine per la conclusione del procedimento è reso pubblico
con mezzi idonei e, in ogni caso, è immediatamente pubblicizzato
attraverso i siti web delle singole amministrazioni.
4. Il termine per la conclusione del procedimento può essere
sospeso dall'amministrazione procedente per l'acquisizione di
pareri, secondo quanto previsto dalla disciplina generale in
materia, e, per una sola volta e fino ad un massimo di trenta
giorni, per l'acquisizione di informazioni, documenti o
certificazioni relativi a fatti, stati o qualità che risultino
necessari e che non siano già in possesso della stessa
amministrazione procedente.
4 bis. Nell'ipotesi di mancata conclusione del procedimento entro
il termine previsto, devono essere motivate le ragioni del ritardo.
Ai fini della verifica di quanto addotto a giustificazione del
mancato rispetto del termine, la pubblica amministrazione
costituisce nuclei ispettivi interni.
4 ter. La mancata o la ritardata emanazione del provvedimento sono
valutate al fine della responsabilità dirigenziale, disciplinare ed
amministrativa nonché al fine dell'attribuzione della retribuzione
di risultato. I dati relativi al rispetto dei termini di
conclusione del procedimento e all'ammontare delle somme
corrisposte ai sensi del comma 4 quater costituiscono parametri di
valutazione delle performance delle amministrazioni pubbliche e
della qualità dei servizi pubblici, anche ai sensi e per le
finalità di cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e al
decreto legislativo 20 dicembre 2009, n. 198.
4 quater. Le pubbliche amministrazioni sono tenute al risarcimento
del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza,
dolosa o colposa, del termine per la conclusione del procedimento.
5. I provvedimenti di cui ai commi 2 bis e 2 ter dell'articolo 2
della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, nel testo modificato
dal comma 1, sono adottati entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, decorsi i quali il termine per la
conclusione del procedimento è di trenta giorni.';
verificato che:
da tempo ormai la società 'NEBRODI INERTI srl' ha chiesto
all'Assessorato Territorio della Regione siciliana il rilascio del
proprio parere in merito all'istanza di VIA 'valutazione di impatto
ambientale' e VINCA 'valutazione di incidenza ambientale' del
progetto di ampliamento della cava di San Marco D'Alunzio in
provincia di Messina, e che nonostante siano ormai trascorsi
abbondantemente tutti i termini di legge per il rilascio degli
stessi, si assiste alla assoluta inadempienza della struttura
regionale incaricata;
accertato che il perdurare di questa illegittima inadempienza
comporterà certamente, come più volte annunziato la chiusura
dell'attività della società con il conseguente licenziamento di
tutti i lavoratori in essa occupati e con la penalizzazione di
tutto l'indotto del settore;
considerato che gli uffici regionali dovrebbero favorire le
iniziative economiche anziché ostacolarle con lungaggini
burocratiche incomprensibili certamente in controtendenza del
particolare momento nel viviamo in cui sia a livello regionale che
nazionale ci si avvia a legittimare l'istituto della SCIA,
'Segnalazione Certificata di Inizio Attività';
verificato che da parte di tutte le organizzazioni sindacali del
settore ed in particolare della FILCA CISL si assiste, per questi
motivi di lentezza burocratica, ad un durissimo attacco alle
istituzioni regionali deputate ed alla politica più in generale;
per sapere:
quali iniziative urgenti intendano intraprendere per obbligare gli
uffici inadempienti all'immediato rilascio dei pareri VIA e VINCA
alla 'NEBRODI INERTI Srl' di San Marco D'Alunzio, al fine di
scongiurare il fermo delle attività con il conseguente
licenziamento dei suoi dipendenti e la grave perdita economico
dell'area ove essa insiste;
quali provvedimenti disciplinari a carico dei dipendenti regionali
inadempienti intendono intraprendere e soprattutto se intendano
avviare con provvedimenti immediati alla costituzione di una task
force con personale aggiuntivo, che elimini in pochi giorni tutto
l'arretrato consentendo così in futuro il rilascio dei pareri VIA e
VINCA nei tempi previsti dalla della l.r. n. 5 del 5/04/2011».
(1930)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
in data 29 e 30 maggio scorsi si sono tenute a Vittoria (RG) le
elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale;
il responso elettorale, sui 34.343 voti dichiarati validi, ha
determinato la seguente attribuzione delle preferenze alle liste
che hanno concorso per il rinnovo del consiglio, tenuto conto della
soglia di sbarramento del 5% previsto dalla legge regionale n. 35
del 15 settembre 1997:
AIELLO SINDACO 3.743 preferenze pari al 12,38 %
PARTITO DEMOCRATICO 3.519 preferenze pari al 11,64 %
POPOLO DELLE LIBERTÀ 2.466 preferenze pari al 8,16 %
FORZA DEL SUD 2.118 preferenze pari al 7,00 %
ID I DEMOCRATICI 1.922 preferenze pari al 6,36 %
UN NUOVO INIZIO 1.714 preferenze pari al 5,67 %
SINISTRA UNITA CON VENDOLA 1.696 preferenze pari al 5,61 %
INCONTRIAMOCI 1.688 preferenze pari al 5,58 %
TOTALE 18.866 voti
ai sensi dall'art. 3 bis della legge regionale n. 35 del 15
settembre 1997 riguardante l'elezione diretta del sindaco, del
presidente della provincia, del consiglio comunale e del consiglio
provinciale, non sono ammesse all'assegnazione dei seggi nei
consigli comunali dei comuni con popolazione superiore ai 10 mila
abitanti le liste che non hanno conseguito almeno il 5% del totale
dei voti validi espressi;
al fine della determinazione del quoziente elettorale
circoscrizionale non si tiene conto dei voti riportati dalle liste
non ammesse all'assegnazione dei seggi;
ai sensi dell'art. 6 della suddetta legge, alla lista o al gruppo
di liste collegate al candidato proclamato eletto che non abbia già
conseguito almeno il 60% dei seggi del consiglio viene assegnato,
comunque, il 60% dei seggi, sempreché nessun'altra lista o gruppo
di liste abbia già superato il 50% dei voti validi;
i restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o gruppi di
liste collegate, ai sensi del comma 4, l.r. 35 del 15 settembre
1997;
il quorum dei voti validi è di 18.866 e che il quoziente, con la
ripartizione tramite metodo d'Hondt è di 628,86 come dalla
ripartizione tra voti validi e numero di seggi da assegnare, pari a
30 unità;
il numero di voti espressi dalle liste collegate alla mia
candidatura è di 10.041, che in percentuale è pari a 53,23 punti
mentre quello relativo alle liste del candidato uscente è di 8.825,
equivalente al 46,77%;
considerato che:
il servizio elettorale della Regione siciliana, in un report
diffuso martedì 13 giugno, ha assegnato alle liste collegate al
sindaco uscente e alla coalizione del candidato sindaco un numero
di seggi così ripartiti:
PARTITO DEMOCRATICO 8 seggi
ID I DEMOCRATICI 4 seggi
SINISTRA UNITA CON VENDOLA 3 seggi
INCONTRIAMOCI 3 seggi
TOTALE 18 seggi
AIELLO SINDACO 5 seggi
POPOLO DELLE LIBERTÀ 3 seggi
FORZA DEL SUD 2 seggi
UN NUOVO INIZIO 2 seggi
TOTALE 12 seggi
si ritiene opportuno evidenziare come, con l'art. 6 della legge
regionale n. 6 del 5 aprile 2011 pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana n. 16 dell'11 aprile 2011, il
legislatore regionale è intervenuto nella materia relativa al
computo dei voti per l'attribuzione del premio di maggioranza
fornendo una interpretazione autentica, così di seguito disposta:
'Il comma 6 dell'art. 4 ed il comma 7 dell'art. 7 della legge
regionale 15 settembre 1997 n. 35 e successive modifiche ed
integrazioni, si interpretano nel senso che ai fini
dell'attribuzione del premio di maggioranza non sono computabili i
voti espressi per le liste che, ai sensi del comma 3bis dell'art. 4
e del comma 4bis dell'art. 7, non sono ammesse all'assegnazione dei
seggi';
il legislatore, a seguito dei conflitti interpretativi insorti
nella materia, ha precisato che le norme contenute negli articoli
4, comma 6, e articolo 7, comma 7, della legge regionale 35 del
1997 vanno intese nel senso nella non computabilità, ai fini
dell'attribuzione del premio di maggioranza, dei voti riportati
dalle liste che non hanno superato la soglia di sbarramento del 5%
e, pertanto, non sono state ammesse all'assegnazione dei seggi;
per sapere:
quali siano stati i criteri che hanno indotto il servizio
elettorale dell'Assessorato Autonomie locali a determinare
un'attribuzione dei seggi così come sopra evidenziata;
se intendano procedere alla revoca dell'attribuzione dei seggi
così come determinata alla luce delle osservazioni sopra
riportate». (1933)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
INCARDONA-BUFARDECI -CIMINO-MINEO-SCILLA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
nel reparto di radiologia dell'ospedale Sant'Antonio Abate di
Trapani sono attualmente in servizio 11 medici di primo livello, di
cui 6 cosiddetti 'incaricati' e dunque con contratti a tempo
determinato;
dei medici 'incaricati' due hanno il contratto in scadenza a
luglio, uno ad agosto e uno a settembre;
la piena efficienza del reparto, che attualmente è H24, è
garantita anche grazie al lavoro svolto da questo personale
'precario';
il reparto di radiologia effettua, nei periodi di piena
efficienza, mediamente di notte 30 esami di pronto soccorso e nelle
ore diurne circa 100;
si registrano carenze di personale anche per le figure
professionali tecniche. Recentemente non è stato rinnovato il
contratto a due tecnici, mentre nelle prossime settimane scadrà
quello di altre tre loro colleghi;
il reparto di radiologia, tra l'altro, è senza un primario per il
pensionamento del suo responsabile;
considerato che:
dei medici assegnati al reparto di radiologia, uno è assegnato
continuamente all'ospedale di Pantelleria;
il reparto di radiologia del Sant'Antonio Abate serve anche
l'ospedale di Alcamo;
una simile, precaria dotazione di personale mette a rischio la
piena efficienza del reparto per una qualificata assistenza agli
utenti;
l'attuale mancanza di personale ha costretto i medici a sospendere
gli esami di ambulatorio per dare la precedenza a quelli interni
all'ospedale;
per sapere:
cosa intendano fare per potenziare l'organico del reparto di
radiologia dell'ospedale Sant'Antonio Abate di Trapani;
se ritengano opportuno emanare all'ASP di Trapani una direttiva
urgente per rinnovare i contratti dei medici e tecnici incaricati;
se e in che tempi l'ASP di Trapani intenda coprire i vuoti nella
pianta organica del reparto di radiologia». (1935)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
LO GIUDICE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
con la legge 10 marzo 2000, n. 62, sono state emanate le 'Norme
per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e
all'istruzione';
il decreto legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con
modificazioni, in legge 3 febbraio 2006, n. 27, in particolare
all'articolo 1-bis, comma 2, ha stabilito che le modalità
procedimentali per il riconoscimento della parità scolastica e per
il suo mantenimento, sono da definirsi con regolamento adottato ai
sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, e successive modificazioni;
con il decreto 29 novembre 2007, n. 267 è stato emanato il
regolamento recante 'Disciplina delle modalità procedimentali per
il riconoscimento della parità scolastica e per il suo
mantenimento, ai sensi dell'articolo 1-bis, comma 2, del decreto-
legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla
legge 3 febbraio 2006, n. 27';
con il decreto ministeriale 10 ottobre 2008, n. 83, sono state
adottate le seguenti linee guida per l'attuazione del decreto
ministeriale (267/2007) contenente la disciplina delle modalità
procedimentali per il riconoscimento della parità scolastica e per
il suo mantenimento;
al punto 3.4 del suddetto decreto n. 83, il termine, per i
soggetti in possesso dei requisiti previsti, entro il quale
inoltrare l'istanza di riconoscimento della parità viene fissato al
31 marzo dell'anno scolastico precedente quello da cui decorrono
gli effetti della parità;
considerato che:
la circolare a firma del dirigente generale dell'Assessorato
regionale dell'Istruzione, dipartimento regionale dell'Istruzione e
della formazione professionale, servizio scuola dell'infanzia ed
istruzione di ogni ordine e grado non statale, n. 3 del 10 febbraio
2010 ha indicato la data del 31 marzo 2010 quale termine perentorio
ai fini della presentazione delle istanze per ottenere il
riconoscimento della parità scolastica;
per sapere:
se il dirigente generale dell'Assessorato regionale Istruzione,
abbia provveduto ad emanare le indicazioni operative per le
istituzioni scolastiche aventi sede nel territorio della Regione
siciliana ai fini del riconoscimento della parità scolastica, per
l'anno scolastico 2011/2012;
nel caso in cui non siano già state emanate le indicazioni
operative di cui sopra, quali provvedimenti urgenti intendano porre
in essere per permettere ai soggetti in possesso dei requisiti di
presentare istanza ai fini del riconoscimento della parità
scolastica per l'anno scolastico 2011/2001». (1936)
(Gli interroganti richiedono risposta con urgenza)
BUFARDECI-INCARDONA-MINEO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità e all'Assessore
per il territorio e l'ambiente, premesso che:
la cooperativa edilizia 90' è stata ammessa a finanziamento per
la costruzione di n. 20 alloggi di edilizia economica e popolare
nel comune di Comiso;
la mancata o tardiva assegnazione delle aree e la successiva
approvazione del programma costruttivo produce grave danno sia per
la cooperativa in oggetto che per i singoli soci interessati alla
costruzione di un alloggio secondo i criteri e le agevolazioni
dell'edilizia economica e popolare;
la legislazione regionale vigente, ed in particolare le leggi
regionali 22/96 e 25/97 prevedono, in caso di inadempienza, la
nomina da parte dell'Assessorato regionale competente, del
commissario ad acta, con potere sostitutivo;
il potere sostitutivo dell'Assessorato regionale competente non è
riconducibile ad alcuna discrezionalità essendo un atto dovuto per
legge;
alla realizzazione dei programmi costruttivi, stante i tempi
legislativamente definiti, viene assegnata una priorità assoluta
rispetto ad ogni altro provvedimento;
rilevato che il dipartimento urbanistica dell'Assessorato
territorio e ambiente, con nota prot. 12664 del marzo 2011, ha
richiesto notizie in merito al programma costruttivo in oggetto,
rilevando, altresì, che trascorsi quindici giorni dalla nota
medesima si proponeva di intervenire in via sostitutiva mediante un
commissario ad acta al comune di Comiso;
per conoscere quali ragioni abbiano impedito di dare seguito alla
succitata nota, pur essendo trascorsi pienamente i termini, e se
non ritenga opportuno provvedere rapidamente alla nomina di un
commissario ad acta al fine di garantire in via sostitutiva lo
sblocco dei piani costruttivi in favore della cooperativa edilizia
90' di Comiso». (115)
DIGIACOMO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
ambiente, premesso che:
con delibera del consiglio comunale n. 9 del 7 febbraio 2009 si è
provveduto ad approvare lo schema di massima del PRG del comune di
Comiso e che tale delibera si è resa esecutiva solo a settembre
2008 e mai trasmessa al competente Assessorato regionale Territorio
e ambiente;
con delibera di giunta comunale, n. 229 del 10 giugno 2009, è
stata proposta al consiglio comunale la modifica dello schema di
massima per la rielaborazione del PRG, alla cui riunione ha
partecipato ed espresso con voto favorevole l'attuale sindaco,
dottore Giuseppe Alfano;
con delibera del consiglio comunale n. 31 del 30 giugno 2009,
pubblicata il 10 luglio 2009, è stata approvata la suddetta
proposta della giunta concernente la modifica/revisione dello
schema di massima per la rielaborazione del PRG, alla cui
definizione ha lavorato lo stesso progettista che aveva coordinato
lo schema di massima approvato, modificando dunque lo strumento
urbanistico da lui stesso precedentemente coordinato;
le ragioni addotte all'aggiornamento riguarderebbero la necessità
di reperire aree da assegnare alle cooperative edilizie
relativamente alla crescente domanda di edilizia residenziale
pubblica, nonché, all'individuazione di apposita area da destinare
a impianto sportivo di valenza sovra comunale, meglio definito come
cittadella dello sport;
l'area soggetta ad esproprio per strutture sportive, cioè il
previsto stadio a nord-est del centro abitato in contrada Canicarao
di circa 70.000 mq vincola un'area agricola di circa 300.000 mq per
un kartodromo e la cittadella dello sport;
detto vincolo comporta un ingente impegno economico per il comune
che deve vincolare le risorse necessarie all'esproprio da
effettuare entro cinque anni.
considerato che:
la l.r. 57/95, all'articolo 1, stabilisce che in materia di
pianificazione urbanistica i componenti degli organi deliberanti
devono astenersi nel caso in cui abbiano un concreto interesse
economico, proprio, di parenti o affini entro il quarto grado;
dalle visure catastali relative alle particelle interessate è
emerso che la proprietà di questi terreni è riconducibile alla
famiglia Corallo, parenti diretti dell'attuale sindaco del comune
di Comiso, dottore Giuseppe Alfano;
rilevato che:
le ragioni urbanistiche a sostegno della modifica dello schema di
massima già approvato, relativamente alla necessità di reperire
altre aree a fabbisogno delle cooperative, non trovano fondamento
dal momento che vi sarebbero già sufficienti superfici disponibili
per la realizzazione di circa 250 alloggi in cooperativa, come
contenuto nello schema approvato di PRG per l'ambito 1 e l'ambito
4;
l'adozione di questa procedura illegittima configura palesemente
un conflitto di interessi che rischia di determinare, nel caso in
cui privati cittadini muovano ricorsi al provvedimento, una
condizione nella quale il primo cittadino difendendo
l'amministrazione tutela contemporaneamente i suoi interessi con
risorse pubbliche;
lo schema approvato punta alla ricerca di altro volume
residenziale da utilizzare, riduce del 50% le E3 - aree perequate
di edilizia stagionale - per un totale di 160 Ha con un indice di
edificabilità maggiore rispetto alle tradizionali zone agricole,
quali zone di consolidata edilizia a carattere stagionale;
il suddetto indirizzo nei fatti cancella aree antropizzate come
contrada Giardinello, contrada Corallo, contrada Cifali, ecc.,
tagliando la possibilità per migliaia di piccoli proprietari di
insediare un volume per realizzare la casa di campagna, quale
tradizionale manufatto del territorio ragusano;
sempre secondo questo indirizzo vengono eliminati i Piani di
riordino e recupero di nuclei urbani consolidati con edificazione
spontanea (PdR) già approvati nello schema di massima in essere in
contrada Manco, contrada Quaglio e in via Biscari. Tali 'piani'
avrebbero consentito di meglio integrare nel tessuto urbano aree
con edificazione abusiva prive di servizi, che necessitano di una
razionalizzazione e di un recupero urbanistico;
tutto il volume insediabile, recuperato dai tagli che colpiscono
ampiamente la piccola proprietà fondiaria diffusa e quindi migliaia
di cittadini, viene quasi totalmente destinato nell'area da sempre
soggetta a vincolo preordinato all'esproprio per impianti sportivi
SP - struttura sportiva di progetto che vede modificata la propria
destinazione d'uso, su direttiva dell'amministrazione, da
attrezzatura collettiva vincolata e soggetta ad esproprio a zona
AR4 e cioè edilizia residenziale privata;
ulteriore nuovo volume edificabile investe una vasta area ubicata
tra la s.p. Comiso-Chiaramonte e la via Gesualdo Bufalino, definita
CTR5 (Area risorsa per la residenza, la ricettività, le attività
produttive e direzionali), motivando detta edificabilità con lo
sviluppo turistico dell'aeroporto nonostante nessun asse viario vi
conduce e che nessuna attività turistica può insediarsi
positivamente in mezzo a padiglioni artigianali;
ritenuto che il piano rischia di essere bloccato per anni a causa
dei possibili ricorsi derivati dai diritti già acquisiti nelle pre-
vigenze del PRG non riproposte e nella prima stesura dello schema
di massima dalle migliaia di cittadini che hanno visto modificare
le destinazioni dei propri suoli;
per conoscere quali ragioni abbiano impedito, ad oggi, la nomina
di un commissario ad acta e se non ritenga urgente provvedere
rapidamente affinché si faccia luce sull'iter adottato per il PRG
nonché sul merito dell'aggiornamento dello schema di massima per la
rielaborazione del PRG del comune di Comiso;
quali misure intendano assumere allo scopo di bloccare l'adozione
degli atti sin qui approvati, ripristinando in tal modo il corretto
iter relativo alle procedure sull'adozione degli strumenti
urbanistici allo scopo di salvaguardare il territorio interessato
dalle vicende sin qui esposte». (116)
DIGIACOMO
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Comunicazione di ritiro di firma da interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 21 giugno 2011, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 5580/AULAPG del 21 giugno 2011,
l'onorevole Federico ha dichiarato di ritirare la propria firma
dall'interrogazione con richiesta di risposta scritta n. 1912
Iniziative urgenti sulla gestione del parco dei Nebrodi ,
dell'onorevole Scammacca ed altri, annunziata nella seduta n. 260
dell'8 giugno 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale del disegno di legge «Recepimento del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed
integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive
modifiche ed integrazioni. Disciplina dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture» (nn. 719-515-673/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Votazione
finale del disegno di legge nn. 719-515-673/A «Recepimento del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche
ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive
modifiche ed integrazioni. Disciplina dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture».
Presidenza del presidente Cascio
Comunico che sono stati presentati dal Governo, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, gli emendamenti dal
117.1 al 117.18.
Si passa all'emendamento 117.1 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 1, primo rigo, dopo le parole della presente legge
aggiungere con le modifiche dalla stessa introdotte ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 1, dopo le parole articolo 84 aggiungere le parole
commi 1, 2, 3, 4, 8, 9, 10, 11 e 12 ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 2, lettera b) aggiungere alla fine le seguenti
parole in relazione alle tipologie ivi indicate ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 4, comma 5, come modificato dall'emendamento 4.26,
sopprimere la parola beni ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.5 del Governo. Ne do lettura:
«Sopprimere l'emendamento A. 42 bis, introdotto come comma 6 bis
dell'art. 4, in quanto assorbito dal comma 6 del medesimo articolo
4».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.6 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 5, comma 20, sostituire la parola relativamente
con e quelle relative ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.7 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 6, comma 8, come sostituito dell'emendamento 6.10,
all'inizio aggiungere le parole Nei comuni ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.8 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 6, comma 28, all'inizio aggiungere: Fermo restando
quanto previsto dal comma 27 (ex emd A. 9.1), dal comma 6
dell'articolo 4 nonché dall'articolo 3 della legge regionale 21
agosto 2007, n. 20, ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.9 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 6, comma 33, dopo le parole di cui all'articolo 2
aggiungere diversi dall'amministrazione regionale ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.10 del Governo. Ne do lettura:
«Sopprimere il comma 5 dell'articolo 8».
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente,. il comma 5 è, in realtà, già
contenuto nel comma 6; la disposizione del comma 5 è quella
contenuta nel comma 6. E' una delle ipotesi di esclusione.
L'articolo 84, non ricordo se il comma 5, 6 o 7, è l'ipotesi
disciplinata dal comma 5. Quindi, abbiamo una norma che si
sovrappone; lasciarlo non provoca enormi turbamenti, ma è una
riproduzione di norme.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.11 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 9, comma 7, sostituire le parole e seguenti con 5
bis, 5 ter, 5 quater e 5 quinquies ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.12 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 13, comma 3 (emd 13.10) dopo le parole di cui al
comma 1 aggiungere e del comma 2 ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.13 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 14 (emd A13/A14) al comma 6 bis le parole Con
decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità sono sostituite dalle parole Con decreto del Presidente
della Regione, previa delibera della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità ».
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, considerato che il comma in questione
configura il decreto come decreto di attuazione, l'unico
provvedimento di fonte subprimaria, cioè non legislativo che sia di
attuazione è nell'ordinamento regionale un regolamento,
esattamente il regolamento previsto dall'articolo 12 dello Statuto.
Allora, i provvedimenti di attuazione che hanno natura di
regolamento, ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto, possono
essere adottati solo dal Presidente della Regione e non da
qualunque assessore. Se così non facessimo, appena pubblicato, la
Corte dei Conti solleverebbe il conflitto di attribuzione. E' già
accaduto all'assessore per il turismo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.14 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 19, comma 3, come sostituito dall'emendamento 19.15,
sostituire:
- le parole criterio di selezione con criterio di
aggiudicazione ;
- le parole mediante massimo ribasso con del prezzo più
basso ».
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, è una questione meramente semantica.
Piuttosto che usare criteri di selezione sia usato criterio di
aggiudicazione , ma non cambia nulla. Invece che mediante massimo
ribasso , al prezzo più basso perché così lo chiama il Codice
degli appalti. E' proprio una questione semantica.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.15 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 20, comma 1, sopprimere la parola beni ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.16 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 22 (emendamento A. 48) al comma 4 dopo la parola
gli oneri aggiungere le parole valutati in 18 migliaia di euro
annui ».
Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.17 del Governo. Ne do lettura:
«All'articolo 23 (emendamento A.51) dopo la parola realizzate
aggiungere anche ».
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, come si vede dal titolo, la finalità
è quella di accelerare tutti i progetti di finanza di progetto.
Nel testo originario, viceversa, paradossalmente, a parte che si
differenzia dalla rubrica che non fa distinzione tra finanza di
progetto con capitali pubblici e finanza di progetto con capitali
privati, se rimanesse il testo, oltre ad esserci una divergenza
rispetto alla rubrica, si finirebbe per attribuire un trattamento
migliore alla finanza di progetto con fondi privati.
Mi spiego, leggendo norme per l'accelerazione dei procedimenti di
finanza di progetto . Tutti. La rubrica non fa distinzioni. C'è,
quindi, una discrasia tra rubrica e testo. Dopodiché il Parlamento
decida come ritiene.
PRESIDENTE. Il parere dalla Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.18 del Governo. Ne do lettura:
«Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 15, le parole registro
prefettizio, sezione produzione e lavoro e alla fine registro
prefettizio sono sostituite dalle parole Albo delle società
cooperative istituito con decreto del Ministro delle attività
produttive 23 giugno 2004.
Alla lettera c) le parole da articolo 28 sino a n. 34 sono
sostituite da art. 90, c. 1, lett. a) del DPR n. 207/2010 ».
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, si tratta di un intervento
cosmetico , nel senso che il registro prefettizio di sezione
produzione e lavoro dal 2004 non esiste più e il DPR n. 34 del 2000
è stato sostituito dall'8 giugno 2011, il testo era stato scritto
prima, dal DPR n. 207 del 2010.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FARAONE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Lentini, Cordaro, Ferrara e Cristaudo per oggi, Vinciullo e
Giuffrida per oggi e domani, Di Benedetto dal 21 al 23 giugno 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende l'esame del disegno di legge nn. 719-515-673/A
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 117.7.1:
«All'articolo 23 (emendamento A.51) è soppressa la parola
interamente ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Annunzio di ordine del giorno
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Ardizzone l'ordine del giorno numero 565 «Realizzazione dello
svincolo autostradale nel Comune di Alì Terme in provincia di
Messina». Il parere del Governo?
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge.
Presidenza del presidente Cascio
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
intervengo per dichiarazione di voto per esprimere una mia
personale valutazione inerente non il corpo della norma che abbiamo
votato, ma per una rilettura dell'articolo 23 della stessa norma
che mi lascia un po' perplesso.
Su questo chiedo all'assessore ma anche ai colleghi deputati di
porre un attimo di attenzione.
Leggo l'articolo 23: Ai fini di accelerare l'esecuzione delle
opere infrastrutturali realizzate con capitali interamente privati,
i procedimenti di finanza e i progetti in corso di esecuzione o
aggiudicati anche in via provvisoria alla data di entrata in vigore
della presente legge, prescindono dal parere della Commissione
regionale per i Lavori pubblici .
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Ove non è ancora reso alla stessa data .
PARLAVECCHIO. Ove non ancora reso alla stessa data . Allora,
delle due l'una: o viene reso il parere dalla Commissione per i
lavori pubblici anche per questo tipo di progetti, perché così
salterebbe tutta la valutazione ambientale. Non è possibile
assessore, che un progetto finanziato con fondi privati
PRESIDENTE. Onorevole Parlavecchio, deve rivolgersi alla
Presidenza e alla fine del suo intervento l'assessore, se vorrà,
interverrà.
PARLAVECCHIO. Ha ragione Presidente, mi scusi.
Quindi, per essere brevi e concisi, sull'articolo 23 io ho delle
remore l'ho detto, l'ho espresso, Presidente, anche in maniera
errata, e di ciò chiedo scusa all'assessore per le infrastrutture e
la mobilità. Io non condivido l'articolo 23 nella forma in cui è
scritto, perché tutti i progetti, tutti, dovrebbero, chiaramente
sopra la soglia prevista per legge, essere vagliati dalla
Commissione regionale per i lavori pubblici.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, grazie per potere fare la mia
personale dichiarazione di voto.
Inizio il mio intervento manifestando il mio personale
ringraziamento, lo dico con cognizione di causa e dirò pure il
perché, per il lavoro svolto dall'assessore Russo.
Potrebbe sembrare un po' retorico ma non lo è, perché veda
assessore, lei è riuscito, dopo nove anni, in una operazione
intelligentissima e anche importante. E' riuscito, cosa che
purtroppo né io né l'allora assessore Scammacca (io nella qualità
di presidente della Commissione e Scammacca in quella di assessore
per i lavori pubblici) siamo riusciti a far capire a una parte
politica di quest'Aula su qualcosa che in questi giorni non si è
discusso minimamente - e si è fatto bene a non discuterne - la
cosiddetta ghettizzazione delle imprese in Sicilia, quando nel 2002
alcune forze politiche di quest'Aula, che oggi sono purtroppo nel
PD e una parte di esse nei DS, vollero a tutti i costi impedire che
in Sicilia si applicasse la licitazione privata.
Ci fu un grande scontro sull'argomento, assessore Russo.
Io la ringrazio perché lei è riuscito forse a far capire meglio
di quanto abbiamo cercato di fare, io per la mia parte e l'allora
onorevole assessore Scammacca, a quella parte politica, perché oggi
la licitazione privata ristretta di allora corrisponde alle
procedure ristrette, che è la stessa cosa.
Però in quest'Aula giustamente, oggi, questo problema nessuno se
lo è posto. E si è fatto bene, cari colleghi, perché per nove anni
questa Terra ha avuto un marchio che qualcuno ha voluto che si
mettesse, perché anche allora la licitazione privata, tutti voi
sapete cosa vuol dire, anzi responsabilizza meglio gli
amministratori nel selezionare le imprese che fanno gli appalti,
oggi con questo recepimento assoluto della legge diventerà legge.
Bene, allora non siamo riusciti a far capire a quella parte
politica che oggi è al governo che era un grosso errore non
approvare per intero la normativa nazionale dell'epoca, che ha
certamente ghettizzato le nostre imprese, ha lasciato un marchio
come se in Sicilia non si potesse fare una procedura differente del
pubblico incanto e che ha portato paradossalmente, oltretutto, al
meccanismo - forse molti non sono attenti a questi discorsi - delle
famose cordate perché buona parte degli appalti in Sicilia nel
futuro, tenuto conto che il combinato disposto dell'articolato di
oggi con la norma regionale inserita del criterio
dell'economicamente più vantaggioso, porterà quasi tutti i comuni o
gli enti a fare la trattativa ristretta e questo non è un male.
Purtroppo, ci sono voluti nove anni per far capire ad una parte di
questa Assemblea che era la cosa più giusta. Purtroppo, io non sono
stato capace di farlo allora.
Ecco perché non è retorica, è un fatto concreto, e ringrazio
l'assessore Russo che ha fatto comprendere meglio questo passaggio
perché qui non se n'è parlato. Però che sia chiaro: nel recepimento
che stiamo facendo c'è sia il pubblico incanto che la trattativa
ristretta, che è una buona cosa ma che comunque per nove anni in
Sicilia si è impedito che si facesse.
Su questo passaggio, che ritengo un passaggio epocale per la
Sicilia, perché si è ritornato a dare il giusto peso a queste
imprese che per anni avevano solo il marchio di non essere
all'altezza di poter affrontare questo tipo di procedura, oggi
finalmente dopo nove anni si è superato questo vulnus. E questo lo
ritengo un passaggio importante. E' ovvio, certo, che non posso non
recriminare per quanti, per tanti anni, hanno fatto le barricate
affinché ciò avvenisse.
Mi verrebbe da dire, ma è ovvio che non lo posso neanche
sostenere, ma mi verrebbe da dire che per coerenza politica questi
signori non dovrebbero votare oggi questa legge.
Io la voterò e lo dichiaro per coerenza politica, perché la volevo
far applicare fin dal 2002, purtroppo non mi è stato possibile;
oggi siamo riusciti affinché ciò accadesse finalmente dopo nove
anni; finalmente si é capito che in Sicilia la trattativa ristretta
o licitazione privata si può fare. E' questo, quindi, il motivo per
cui ho voluto fare questo intervento perché ha una natura,
credetemi, da parte mia importantissima, perché si semplificheranno
gli appalti, non c'è dubbio. Si daranno maggiori responsabilità
agli enti che selezioneranno anch'essi meglio le aziende, le
procedure saranno certamente più rapide, difficilmente si
prolungheranno le concorsualità e i ricorsi e ci sarà in buona
parte, mi auguro, anche per il Governo, un'accelerazione della
spesa che, purtroppo, con il pubblico incanto il più delle volte ha
procurato solo ricorsi contro ricorsi e meccanismi di
aggiudicazione che, alla fine, hanno sempre compromesso gli
appalti.
PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, assessore, io non entro nel merito
della qualità delle norme che sono state oggetto di una lunga
discussione sia in Commissione che in Aula, però francamente
approvare ogni sei mesi una legge sugli appalti e in Sicilia un
appalto non si bandisce ormai da anni, credo che sia una
contraddizione interna.
Ci sono opere pubbliche bloccate da mesi e non si capisce perché,
asili nido, messa in sicurezza delle scuole, un articolo 28 che
abbiamo approvato nell'ultima finanziaria 2010. Per cui tentando di
dare un segnale la mia astensione sarà per dire che se facciamo
solo la legge sugli appalti senza però bandire appalti è solo un
esercizio di carattere giuridico, cioè questo Parlamento diventa
solo un centro di elaborazione di ricerca su qual è la legge
migliore per aggiudicare gli appalti.
Pertanto annuncio la mia astensione.
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge nn.
719-515-673/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
nn. 719-515-673/A «Recepimento del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5
ottobre 2010, n. 207 e successive modifiche ed integrazioni.
Disciplina dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e
forniture».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Arena, Barbagallo, Beninati, Bonomo,
Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Cappadona, Cascio
Salvatore, Catalano, Cimino, Colianni, Corona, Cracolici, De
Benedictis, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Donegani,
Falcone, Faraone, Federico, Fiorenza, Formica, Galvagno, Gentile,
Greco, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Leontini, Lo
Giudice, Maira, Mancuso, Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella,
Oddo, Panarello, Pantuso, Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia,
Rinaldi, Ruggirello, Scilla, Speziale, Termine, Torregrossa.
Si astengono: Limoli e Panepinto.
Sono in congedo: Cordaro, Cristaudo, Di Benedetto, Ferrara,
Giuffrida, Lentini e Vinciullo.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti .. 60
Votanti .. 59
Maggioranza . 30
Favorevoli . 57
Astenuti . 2
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Apprendi ha
dichiarato di avere votato favorevolmente ma che, per un
malfunzionamento del sistema elettronico di votazione, il suo voto
non è stato registrato.
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione del programma-calendario dei lavori
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi oggi, 21 giugno 2011, sotto la Presidenza
del Presidente dell'Assemblea, onorevole Francesco Cascio, presenti
il Vicepresidente vicario, onorevole Formica, e il Vicepresidente,
onorevole Oddo, con la partecipazione dell'Assessore per
l'economia, professore avvocato Gaetano Armao, ha deliberato
all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
parlamentari per il corrente mese di giugno.
Aula
L'Aula terrà seduta nella corrente settimana, da oggi martedì 21
giugno a giovedì 23 giugno, per la discussione dei seguenti disegni
di legge:
- Recepimento del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e
successive modifiche ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010,
n. 207 e successive modifiche ed integrazioni. Disciplina dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (nn. 719-
515-673/A), già iscritto all'ordine del giorno dell'odierna seduta
d'Aula per la votazione finale;
- Norme in materia di riserve in favore degli enti locali (n.
729-Norme stralciate/A), già iscritto all'ordine del giorno;
- Disciplina in materia di autorizzazioni all'insediamento
dell'esercizio cinematografico (n. 621/A);
- Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche
storiche nella Regione siciliana (n. 521/A);
- Norma in materia di aiuti alle imprese e all'inserimento al
lavoro di soggetti svantaggiati. Proroga di termini (n. 729/A);
- Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditorialità giovanile e
femminile in Sicilia (n. 730/A);
- Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive (n. 605/A).
Sempre nella corrente settimana l'Assemblea terrà seduta per
procedere all'affidamento temporaneo delle funzioni di deputato
regionale supplente a seguito della sospensione dell'onorevole
Minardo dalla carica di deputato regionale, nonché per la
discussione sulla relazione della Commissione per la Verifica dei
poteri sulla causa di incandidabilità originaria in capo
all'onorevole Catalano.
Nella settimana successiva, da martedì 28 a giovedì 30 giugno, per
il seguito della discussione dei disegni di legge sopra indicati e
per quelli frattanto esitati dalle competenti Commissioni, oltre
specificati.
Commissioni
Le Commissioni daranno priorità, nell'ambito delle rispettive
competenze, all'esame dei seguenti disegni di legge:
Regolamento dei confini tra i comuni di Termini Imerese e Trabia
e tra Godrano e Marineo (n. 747);
Istituzione nei comuni della Regione del registro anagrafico
delle unioni civili (n. 574);
Istituzione della Agenzia regionale per i beni confiscati alla
criminalità organizzata (n. 718);
Interventi per gli investimenti e la crescita (n. 724);
Norme per l'istituzione di centri antiviolenza e case di
accoglienza per le donne ed i minori vittime di violenza (nn. 371-
485-510);
Promozione della ricerca sanitaria (n. 483);
Riconoscimento e promozione della Scuola alfamediale (n. 712);
Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca (n.
732);
disegni di legge di iniziativa popolare;
- Istituzione della provincia regionale di Gela (I Commissione);
- Riordino del servizio idrico. (IV Commissione).
Con riferimento ai disegni di legge di iniziativa popolare, la
Presidenza ha rilevato che, pur essendo decorsi i termini di sei
mesi previsti dalla legge dalla assegnazione per la loro iscrizione
all'ordine del giorno dell'Aula, gli stessi necessitano di una
compiuta istruttoria da parte delle Commissioni competenti e della
stessa Commissione Bilancio.
A tal fine, i superiori disegni di legge sono da considerarsi
prioritari per le Commissioni, con conseguente invito alle stesse
ad esitarli ai fini della loro iscrizione all'ordine del giorno
dell'Aula.
E' rimasto altresì stabilito di calendarizzare, nell'ambito del
periodo considerato, la discussione della mozione n. 244 recante
censura all'Assessore per la salute.
Una nuova Conferenza dei Gruppi parlamentari, da tenersi il 5
luglio 2011, determinerà il programma-calendario dei lavori fino
alla conclusione dei lavori parlamentari prima della pausa estiva.
L'Assemblea ne prende atto.
in favore degli enti locali
Presidenza del presidente Cascio
Rinvio della discussione del disegno di legge «Norme in materia di
riserve
in favore degli enti locali» (n. 729-Norme stralciate/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge n. 729-Norme stralciate/A «Norme
in materia di riserve in favore degli enti locali».
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, nell'odierna riunione dei presidenti dei
Gruppi parlamentari abbiamo espresso la necessità di rinviare in
commissione il disegno di legge all'ordine del giorno perché
finalmente, e di questo ringraziamo la Presidenza, tutti i Gruppi
sono lì rappresentati.
Le abbiamo presentato oggi una richiesta formale a firma di tutti
i capigruppo per chiedere, quindi, che il provvedimento torni in
commissione in modo che tutti i gruppi parlamentari possano
esprimere il loro parere, naturalmente nel più breve tempo
possibile, proprio per non mettere in difficoltà i sindaci e
procedere serenamente.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
rispettosissimo della necessità di consentire a tutti i gruppi
parlamentari la rappresentanza all'interno della commissione.
Ma, onorevole Adamo, rinviare ancora oggi questo provvedimento che
prima avrebbe dovuto essere agganciato al disegno di legge appena
approvato in quanto autorizzato dalla Presidenza e dalla Conferenza
dei Capigruppo, rinviarlo sine die (mi fa piacere che sia presente
in Aula l'assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
dottoressa Chinnici), significherà non erogare la prima
trimestralità ai Comuni e non so ancora per quanto tempo
Ritengo, quindi, che dovremmo quanto meno stabilire che la
Commissione Bilancio si riunisca domani mattina cosicché domani
pomeriggio il disegno di legge possa essere discusso ed approvato
dall'Aula. Il rischio è che questo disegno di legge diventi una
specie di treno merci a cui si aggancia di tutto e di più. Ad oggi,
al mese di giugno, i comuni non hanno ancora ricevuto la prima
trimestralità in quanto da parte dell'Assessorato regionale delle
autonomie locali non si è ancora provveduto a presentare il piano
di riparto.
Pertanto, signor Presidente, quest'Aula e la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari si assumono la responsabilità di
avere deciso di ritardare l'approvazione del provvedimento in
questione, e il risultato sarà che non si potranno pagare gli
stipendi in moltissimi comuni siciliani.
E' giusto che si sappia e gradirei che l'assessore per le
autonomie locali fosse consapevole delle conseguenze perché -
ripeto - nel caso in cui non si dovesse approvare questa norma non
si potranno assegnare le risorse e la prima trimestralità ai comuni
i quali, versando in grandi difficoltà economiche, non saranno in
grado di pagare gli stipendi ai dipendenti comunali.
E' meglio che questa notizia sia resa nota a tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho ricevuto alcuni minuti fa una
nota formale, firmata dai deputati Adamo, Cappadona, Marrocco,
Cracolici, Musotto e Bonomo, che vi leggo testualmente:
«In considerazione del contenuto della Sua nota del 17 u.s., con
la quale viene comunicata la nuova determinazione della
ripartizione dei seggi nelle commissioni, determinando le
condizioni per una piena e fattiva partecipazione di tutti i gruppi
parlamentari all'attività legislativa, con la presente le chiedo il
rinvio dell'esame del disegno di legge n. 729/A Norme in materia
di riserve in favore degli enti locali , provvedimento di cui è
evidente la rilevanza politica, e rispetto al quale non è stato
possibile, in considerazione della situazione sopra richiamata, a
questo e ad altri gruppi parlamentari fornire il proprio
contributo.
Il provvedimento potrebbe, in tempi assolutamente celeri, essere
esitato dalla II Commissione nella sua nuova composizione, facendo
venire meno il vulnus' che ne ha contraddistinto l'iter e
permettendo, tra l'altro, un eventuale approfondimento tecnico-
giuridico della portata delle disposizioni.
Confidando nella Sua sensibilità, si porgono distinti saluti».
Onorevoli colleghi, questa è la richiesta formale da parte di
cinque capigruppo di rinvio del disegno di legge in commissione.
Sulla richiesta, come da Regolamento, si possono esprimere due
oratori a favore e due contro.
Comunque sia, la Presidenza vuole dire con grande chiarezza che il
percorso che ridescrive le commissioni parlamentari non è una cosa
che si fa in ventiquattro ore; agganciare questo provvedimento alla
nuova composizione delle commissioni significa, di fatto, non farla
più, perché se dovessimo aspettare il nuovo assetto delle
commissioni è chiaro che la legge non potrà vedere la luce prima
dell'autunno. Se, invece, ci si limitasse ad un mero
approfondimento nell'arco delle ventiquattro ore sarebbe un altro
ragionamento e, allora, su questo mi piacerebbe avere il parere del
Governo, oltre che sentire i gruppi parlamentari.
Ripeto: agganciare il testo al nuovo assetto delle Commissioni
significa portarlo a binario morto', tanto per essere chiari
Ciò detto, possono parlare due oratori a favore e due contro la
richiesta formale di rinvio in Commissione. Interverranno contro
gli onorevoli Leontini e Cimino e a favore gli onorevoli Musotto e
Faraone.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, la richiesta di rinvio in commissione
- come lei ha sottolineato in modo molto corretto - se subordinata
alla ricostituzione delle commissioni è un evidente proposito di
far fallire il disegno di legge. Ed é una richiesta non corretta
perché in commissione tutte le parti rappresentate in Parlamento e
in Commissione non solo hanno dibattuto e approfondito, ma hanno
sottoscritto un documento con le soluzioni definitive approvate in
Commissione e trasferite in Aula.
Non è da ritenersi che l'assenza fisica dalla Commissione dei
rappresentanti di un Gruppo di maggioranza possa essere preclusiva
o lesiva del contributo di quel Gruppo, perché la maggioranza è un
tutt'uno rappresentato dal Governo, dall'assessore Armao, che ha
sottoscritto, e dall'assessore Chinnici. In quell'occasione era
presente l'assessore Armao, che ha sottoscritto nella qualità di
rappresentante del Governo, e di tutta la maggioranza, erano
presenti i capigruppo del Partito Democratico, per il quale ha
firmato l'onorevole Cracolici, ha firmato l'onorevole Lupo, abbiamo
firmato noi. Adesso, questo rinvio che finalità può avere se non
quello di far fallire il disegno di legge?
Ha firmato anche il presidente della Commissione, onorevole
Savona, che è stato garante delle attività in commissione e che,
alla fine, ha ritenuto di chiudere il dibattito con un documento
sottoscritto, che era garanzia per tutti a conclusione della
discussione in commissione, e che avrebbe sancito il trasferimento
in Aula.
E' chiaro che vi era anche lo scrupolo di sottrarre il disegno di
legge a tentativi di integrazione maldestra o di incursione o di
chissà quali dispersioni che, probabilmente, avrebbero potuto
essere praticati, portati avanti e avrebbero alterato del tutto il
significato dell'iniziativa e dell'operazione.
A questo punto, se non vogliamo disperdere il lavoro fatto, se
vogliamo essere corretti con gli impegni formalmente assunti in
Commissione e in Aula, se vogliamo evitare che il disegno di legge
fallisca e - come diceva correttamente l'onorevole Panepinto - se
vogliamo evitare un danno oggettivo ai comuni in quanto verrebbero
ad essere bloccati i trasferimenti in loro favore e quindi subire
un danno ulteriore, siccome credo che, come noi, anche il Governo e
la maggioranza dovrebbero in primis essere sensibili a questa
necessità degli enti locali e del territorio, propongo di procedere
all'esame del disegno di legge e alla sua approvazione perché è
quello che il Parlamento ha voluto in Commissione, perché è quello
che il Governo ha concordato con la Commissione e perché è quello
che tutti gli enti locali attendono.
Altrimenti, noi iniziamo una procedura scorretta che tradisce gli
impegni formalmente assunti e che apre nuovamente una pagina di
polemiche e di contrapposizioni che, su questa materia, non ci
dovrebbero essere o non ci sarebbero dovuti essere.
Siamo contrari, quindi, al rinvio in commissione e siamo per
l'esame immediato del disegno di legge.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
L'onorevole Leontini, pertanto, è contro il rinvio in commissione;
l'onorevole Cracolici mi pare di capire che é a favore del rinvio
in commissione.
CRACOLICI. Signor Presidente, sono a favore, ma mi trovo d'accordo
con la Presidenza. Dobbiamo intenderci anche con i colleghi che più
hanno spinto. Per amore di solidarietà con alcuni dei gruppi
parlamentari che si sono sentiti esclusi dal ragionamento fatto in
Commissione, ho firmato anch'io la richiesta di rinvio.
Se però l'obiettivo è quello di rinviare il testo in attesa di
fare le commissioni, ci stiamo solo prendendo in giro perché delle
due, l'una: è più giusto, allora, dire che bocciamo il disegno di
legge, eliminiamo tutte le riserve e l'assessore per le autonomie
locali prenda il fondo per le autonomie, lo divida per quattro e
faccia le quattro trimestrali secondo una logica aritmetica
Io sono sempre per cercare di trovare una soluzione di buon senso.
Pertanto, o ci mettiamo d'accordo che il rinvio non è formale, nel
senso che rinviamo l'esame di ventiquattro ore con l'impegno di
portare domani in Aula un testo, il più possibile condiviso, ma
eviterei il rinvio formale in Commissione perché se l'obiettivo è
quello che ha detto lei è chiaro che sarebbe una presa in giro.
Chiedo ai colleghi di accettare l'impostazione, anche perché ho
capito che costruire una sintesi su cose particolari è sempre
complicato, però facciamo funzionare i gruppi parlamentari perché
se saltano i gruppi quest'Aula diventa ingovernabile. Ognuno eviti
di parlare a titolo personale.
Io ho avuto a che fare con i capigruppo e voglio avere a che fare
con i capigruppo fin quando ognuno di noi è rappresentante di cose
collettive. Se poi ognuno rappresenta se stesso è un inferno.
Chiedo ai firmatari, me compreso, signor Presidente, di non
votare. Stabilisca lei, se c'è una condivisione informale, un
rinvio di ventiquattro ore, a domani pomeriggio, e se Dio ce la
manda male, propongo il rinvio a giovedì per trattare la questione.
MUSOTTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono per il
rinvio, però anche questa proposta di buon senso del collega
Cracolici è impraticabile perché in ventiquattro ore non ci
riusciremo, caro collega Cracolici. Vi è una richiesta formale del
partito che rappresento di non tenere seduta giovedì, motivata
dalla nostra assemblea costituente e abbiamo chiesto al Presidente
dell'Assemblea di tenere conto di quest'impegno.
Credo che se rinviassimo a martedì prossimo non succederebbe
niente.
Condivido l'opinione dei colleghi che il rinvio non può legarsi al
rinnovo delle commissioni perché sarebbe un rinvio sine die.
Concordo e confermo la mia richiesta di rinvio in commissione, ma
non certamente di ventiquattro ore perché sarebbe, anche questa,
una richiesta impraticabile.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, l'onorevole Cracolici ha giustamente
accennato al ruolo dei capigruppo. Più che tra i capigruppo,
sarebbe bene trovare un'intesa nella sua maggioranza tra il
presidente del Gruppo parlamentare dell'UDC, onorevole Adamo, tra
il presidente del Gruppo parlamentare dell'MPA, onorevole Musotto,
e quanto detto poc'anzi dall'onorevole Cracolici. Francamente, mi
sembra molto triste - e devo dirvi anche molto rischioso - pensare
che questo provvedimento possa andare nuovamente in Commissione
Bilancio.
Non è un problema di partecipazione ai lavori della Commissione
Bilancio, ma bensì di voler cercare di tutelare e rappresentare
quegli interessi che la legge finanziaria della Regione siciliana
non ha saputo ascoltare.
Questo disegno di legge - che altro non è che un collegato di
emergenza alla finanziaria, quella finanziaria regionale che non ha
saputo dare risposte alla Sicilia - trova qui nella riserva del
fondo degli enti locali le risorse indispensabili per i comuni come
Scaletta Zanclea, il centro storico di Agrigento, il centro storico
di Favara, le iniziative necessarie per gli asili nido, il
miglioramento dei servizi di polizia municipale, i servizi per i
cittadini disabili. Tutte iniziative che sono state dimenticate
nella finanziaria regionale e che oggi qui, in Aula, possono avere
finalmente una risposta con un provvedimento immediato.
Si tratta di provvedimenti di emergenza che la finanziaria
regionale ha dimenticato.
Oggi la Commissione Bilancio e l'Assemblea regionale sono
costrette a porvi rimedio.
Signor Presidente dell'Assemblea, è un grave errore pensare di far
diventare questo disegno di legge una nuova variazione di bilancio.
E' un nuovo testo con diecimila emendamenti che non tiene conto
affatto delle emergenze del nostro territorio, delle risposte che
aspettano i comuni siciliani rispetto alle istanze che devono
essere condensate e richiamate nella finanziaria regionale ormai
del prossimo anno. Il Governo regionale deve trovare una propria
sintesi, ma bisogna confrontarsi in Aula con questo provvedimento
che tiene conto delle emergenze dei comuni, dei centri storici di
Agrigento e Favara e tiene conto pure di Scaletta Zanclea, della
riserva per la polizia municipale, per gli asili nido, per i
disagiati e i disabili.
L'Assemblea regionale, ancora una volta, non può dimenticarsi di
queste categorie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come sapete, dopo aver ascoltato
due oratori a favore della richiesta di rinvio e due contro, il
Regolamento interno prevede al riguardo una votazione.
Ma i pareri a favore e contro il rinvio in Commissione sono stati
fortemente articolati.
La Presidenza, quindi, si assume la responsabilità di rinviare la
discussione del disegno di legge a martedì prossimo, con la
raccomandazione alla Commissione Bilancio di inserirlo all'ordine
del giorno e di discuterlo già da domani.
Pertanto, la seduta è rinviata a mercoledì, 22 giugno 2011, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente a seguito della sospensione dell'onorevole Riccardo
Minardo dalla carica di deputato regionale (art. 3 legge n. 30/94)
II - Comunicazioni
III - Causa di incandidabilità originaria in capo all'onorevole
Santo Catalano, detto Santino, eletto nel collegio di Messina
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) «Disciplina in materia di autorizzazioni all'insediamento
dell'esercizio cinematografico» (621/A);
Relatore: on. Buzzanca
2) «Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche
storiche della Regione siciliana» (521-536 Stralcio/A);
Relatore: on. Vinciullo
3) «Norma in materia di aiuti alle imprese e all'inserimento al
lavoro di soggetti svantaggiati. Proroga di termini» (729/A)
Relatore: on. D'Asero
4) «Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditorialità giovanile e
femminile in Sicilia» (730/A)
Relatore: on. Pogliese
5) «Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (605-242-362-577/A)
Relatore: on. Caputo
La seduta è tolta alle ore 17.40.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica Infrastrutture e
mobilità'
PICCIOLO-LACCOTO. - «All'Assessore per le infrastrutture e la
mobilità, considerato il diritto alla mobilità di ogni cittadino,
sancito dalla Costituzione;
considerata:
la gravità del momento in tutta la zona del Messinese, colpita dai
disastri ambientali degli ultimi mesi;
in particolare la situazione di Caronia, di San Fratello, di
Alcara Li Fusi e di tutto il territorio nebroideo;
ritenuto che:
la mobilità improntata a criteri moderni costituisce volano di
sviluppo per tutti i territori, specie quelli a vocazione
turistica, come il comprensorio dei Nebrodi;
la fascia tirrenica necessita di collegamenti rapidi da e per il
capoluogo della Regione;
osservato che:
RFI (Rete ferroviaria italiana) negli ultimi tempi ha proceduto
allo smantellamento dei propri servizi, in particolare quelli del
collegamento giornaliero sulla tratta Messina-Palermo, come già
denunciato dai sottoscritti interroganti in un atto ispettivo del
15 gennaio 2010 (n. 956);
le recenti frane hanno ulteriormente ritardato la percorrenza
della linea ferrata anche di 5/6 ore;
invece, dopo il completamento dell'autostrada Messina-Palermo, è
oggi possibile raggiungere rapidamente, attraverso collegamenti
stabili su gommato, il capoluogo della Regione;
la popolazione studentesca dei Nebrodi gravita in maniera
preponderante sull'Ateneo di Palermo;
gran parte degli sfollati dai comuni colpiti da frane alloggiano a
Sant'Agata Militello;
visto che:
invece non esistono collegamenti stabili e veloci che sfruttino in
maniera importante la rete autostradale;
le ditte di autotrasporti saranno certamente disponibili a
valutare la praticabilità di tali servizi, senza oneri aggiuntivi,
anche in via provvisoria e in deroga all'attuale piano dei
trasporti convenuto;
per sapere quali iniziative intenda promuovere e sostenere per
assicurare alla comunità dei Nebrodi un collegamento stabile e
veloce che utilizzi la rete autostradale come collegamento con il
capoluogo della Regione e abbia le fermate utili per collegare
Sant'Agata Militello e gli altri comuni della costa tirrenica con i
terminali di Palermo e di Messina». (1073)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1073, a firma
dell'onorevole Picciolo, presentata in origine con richiesta di
risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'aula n. 190 del 28/07/2010, si forniscono
i seguenti elementi di risposta acquisiti per il tramite del
Dirigente generale del Dipartimento infrastrutture, mobilità, e
trasporti.
Il collegamento tra la città di Palermo e le località di
Acquedolci, Marina di Caronia, Santo Stefano di Camastra, e Castel
di Tusa è garantito con cadenza giornaliera dall'azienda SAIS
Autotrasporti.
Pur riconoscendo le oggettive difficoltà per i cittadini della
zona dei Nebrodi nel raggiungere Palermo, in base a quanto dispone
l'art. 27 della Legge regionale 22/12/2005, n.19, attualmente non è
possibile istituire nuovi collegamenti.
Al fine di alleviare tale situazione di disagio, si procederà a
verificare la disponibilità dell' azienda SAIS di effettuare in via
eccezionale una fermata con carico di passeggeri nel comune di S.
Agata di Militello per consentire un collegamento con il
capoluogo».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
da lungo tempo, sulla SS 120, nei tratti compresi tra Cerami e
Troina (EN) e, in misura maggiore, tra Cerami e Nicosia, si sono
verificati gravi cedimenti del manto stradale, deformazioni
dell'asfalto, apertura di fessurazioni, fratture e buche aventi
dimensioni di vere voragini, frane e smottamenti di terreno con
conseguente riversamento, su gran parte della stradale, di fango,
massi e pietre;
la medesima SS 120 nella sua prosecuzione, oltre ai citati centri
di Troina e Nicosia, è in condizioni altrettanto disastrose;
anche la SS 575, che i cittadini di Cerami sono soliti percorrere
per raggiungere Catania e la sua area metropolitana per la
fruizione di molteplici servizi per esigenze economiche e
commerciali, nonché per la presenza dell'Università degli studi,
versa in condizioni di pericolosità tali da essere stata interdetta
al traffico veicolare;
considerate le numerose doglianze rappresentate dai cittadini dei
comuni di Cerami e Troina inerenti allo stato disastroso della
viabilità extraurbana in generale e, in particolare, di quella
relativa alle arterie di collegamento con comuni viciniori, con il
capoluogo di provincia e con ogni altro centro urbano del
territorio, nessuno escluso;
constatato:
lo stato di pressoché totale abbandono e di trascuratezza in cui
versano le strade extraurbane, dovuto agli enti preposti alla loro
gestione e manutenzione;
il consolidato disinteresse dell'ANAS nella cura delle strade
dell'area nord della provincia di Enna, i tempi di intervento si
prospettano 'biblici' anche sulla citata SS 575, oggetto di
interventi di sistemazione provvisoria da parte del sindaco di
Troina, con intento encomiabile e risultati concreti apprezzabili,
ma pur sempre provvisori e non idonei al soddisfacimento in via
definitiva delle esigenze di viabilità dei comuni serviti da detta
strada;
rilevato che:
anche il percorso alternativo verso Catania, lungo il prosieguo
della SS 20 verso Bronte, non versa in condizioni dissimili,
essendo costellato da frane e cedimenti del manto stradale, oltre
al fatto che prolunga a dismisura i tempi di percorrenza;
l'ulteriore percorso alternativo verso Catania (Cerami-Troina-
Gagliano-Agira-Autostrada Palermo/Catania), che si snoda su strade
statali, provinciali e sull'autostrada PA-CT, è nelle medesime
condizioni disastrose sopra descritte, con punti di estrema
pericolosità nel tratto tra Gagliano e Agira;
anche il collegamento con Enna (capoluogo di provincia) è
pericoloso, stante che i percorsi Cerami-Nicosia-Leonforte-Enna e
Cerami-Nicosia-Villadoro-Caltanissetta-Enna versano nelle
condizioni sopra descritte, mentre il percorso alternativo che da
Villadoro porta a Enna per la strada dell'Altesina è stato chiuso
al traffico veicolare a causa del cedimento in più punti della sede
stradale. Va precisato che quella in parola è una strada
secondaria, a carreggiata ristretta, pensata e realizzata per
esigenze rurali ma, nonostante ciò, molto utilizzata da coloro che
dalla zona nord della provincia di Enna hanno esigenza di recarsi
nel capoluogo;
rilevato altresì che:
tutte le strade citate sono estremamente pericolose a causa dei
continui restringimenti di carreggiata, del manto stradale
fortemente sconnesso, delle buche, della totale mancanza di asfalto
per lunghi tratti, della fanghiglia che le rende viscide, piene di
insidie e percorribili molto lentamente, sotto la costante minaccia
di frane incombenti a vista d'occhio e su un manto stradale molto
fatiscente ed usurato;
le cause del dissesto viario sono da ricercarsi nella pressoché
totale mancanza di interventi strutturali radicali direttamente
mirati ad ammodernare e mettere in sicurezza le strade citate,
rendendole idonee alle esigenze dell'odierno traffico veicolare,
che non possono essere soddisfatte da interventi estemporanei,
parziali, superficiali, incompleti e spesso di pessima fattura che
sporadicamente sono stati riservati alle strade dell'area nord
della provincia di Enna da parte degli enti preposti alla
manutenzione e in primis dall'ANAS;
atteso che tale stato di fatto acuisce e rende non più
sopportabile lo stato di storico isolamento del territorio
interessato ed in particolare dei comuni di Cerami e Troina, i cui
cittadini sono costretti, ordinariamente e non solo nell'attuale
emergenza, a compiere tragitti accidentati, tortuosi, a lenta
percorrenza, irti di gravi pericoli per l'incolumità personale e
fonte di accentuata usura agli autoveicoli, per raggiungere
qualsivoglia destinazione, al fine di soddisfare ogni genere di
esigenza, di lavoro, di studio e di servizi, anche di prima
necessità e di urgenza, come il pronto soccorso sanitario e la cura
in strutture mediche specialistiche;
preso atto che finora le denuncie avanzate alle autorità
competenti dai cittadini unitamente ai sindaci del territorio
interessato sono rimaste senza esito concreto;
per sapere:
se non ritengano di dover intervenire con la massima urgenza
ponendo in essere ogni provvedimento necessario ed idoneo a
garantire l'immediato e tempestivo ripristino delle condizioni
minime di sicurezza della viabilità urbana e extraurbana del
territorio ennese;
se e quali interventi strutturali si intendano assumere al fine di
dotare la provincia di Enna di una rete viaria degna di questo nome
e funzionale alle esigenze del moderno traffico veicolare,
presupposto indispensabile di ogni prospettiva di rilancio
economico e sociale del territorio». (1209)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1209
dell'onorevole Galvagno Michele si forniscono i seguenti elementi
di risposta acquisiti per il tramite del competente Dirigente
Generale del Dipartimento Infrastrutture.
La Direzione regionale per la Sicilia dell'ANAS, ha comunicato di
avere in programma diversi interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria al fine di ripristinare le normali condizioni di
transitabilità nelle strade statali ricadenti nel territorio della
Provincia di Enna e in particolare:
·Lungo la SS. 120 dell'Etna e delle Madonie tra il km. 111+400 e il
km 113+ 950 (Comune di Nicosia), ed al km 138+500 (Comune di
Troina), sono in corso interventi di consolidamento del corpo
stradale per complessivi 1.200.000,00 circa;
·Lungo la SS. 121 Catanese sono in fase di avvio diversi
interventi di ricostruzione del corpo stradale franato in
corrispondenza dei km. 89+800, 97+100, e 97+500 (Comune di
Leonforte) per un importo complessivo di 1.000.000,00 circa;
·Lungo la SS. 117 Centrale Sicula , nel territorio del Comune di
Nicosia sono in corso di aggiudicazione lavori di consolidamento
del corpo stradale per un importo di 2.000.000,00;
·Lungo la SS. 575 di Troina per un importo complessivo di
2.200.000,00, e lungo la SS. 192 della Valle del Dittaino sono
previsti, interventi di consolidamento delle pendici e pulizia
delle opere di smaltimento idraulico, in atto in corso di
aggiudicazione per un importo complessivo di 496.000,00;
L'ANAS riferisce inoltre che attività di ordinaria manutenzione
sono state eseguite compatibilmente con le risorse finanziarie
disponibili, e che il completamento della SS117 (Itinerario Nord
Sud già programmato di cui è in atto l'esecuzione del lotto B2)
porterà importanti benefici per la popolazione residente nel
territorio a nord della Provincia di Enna.
Relativamente agli interventi di viabilità secondaria di
competenza provinciale, la Provincia di Enna ha comunicato che il
progressivo ridursi dei fondi non consente di programmare lavori di
manutenzione e/o di ripristino delle condizioni minime di sicurezza
della viabilità urbana ed extra urbana del territorio ennese.
La carenza di risorse finanziarie per la suddetta provincia è
stata ulteriormente acuita dalla decurtazione operata in sede
ministeriale rispetto alle somme originariamente assegnate a
seguito dell'approvazione del Piano per l'adeguamento e la messa in
sicurezza per la Provincia di Enna.
La disponibilità iniziale di 113.500.000 euro è stata ridotta a
circa 38.440.000,00, e per questo motivo dei preventivati n. 160
interventi di manutenzione ripartiti in tre annualità, si potranno
finanziare solo quelli della prima annualità ossia n. 61
interventi.
Alcuni interventi previsti per la seconda annualità, e
precisamente quelli dal n. 61 bis al n. 68 per un totale di
5.073.702,50, sono stati finanziati con risorse del PO FESR
2007/2013 - linea d'intervento 1.1.4.1., ma restano senza copertura
finanziaria tutti gli altri (ossia dal n. 68 al n. 160), per la
cui realizzazione è necessario un intervento di recupero delle
somme decurtate».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
all'atto della progettazione dell'autostrada Siracusa-Gela, i
tecnici incaricati si sono dimenticati di programmare uno svincolo
di collegamento fra l'autostrada, ancora da progettare e
realizzare, e i comuni di Pachino e Portopalo (SR);
a partire dal 2000, quando sono iniziati i lavori di costruzione
dell'autostrada, si è avvertita la necessità di un collegamento
autostradale con i predetti comuni;
preso atto che, dopo numerose riunioni e interventi, tanto il
Consorzio per le autostrade siciliane, quanto l'ANAS, si sono resi
conto della necessità di realizzare uno svincolo di collegamento
per evitare che tutta la zona sud della provincia di Siracusa
rimanesse estranea alla suddetta infrastruttura;
premesso inoltre che, anziché realizzare uno svincolo, si decise
di realizzare una bretella di collegamento fra lo svincolo già
progettato ma ancora da realizzare di Noto e la s.p. 19, che da
Noto conduce a Pachino e Portopalo, in quanto fu ritenuto meno
invasivo e di più facile costruzione;
considerato che:
l'opera, approvata e cantierabile fin dal 2008, è stata finanziata
nel giugno 2009;
dopo numerose sollecitazioni ed interventi presso il CAS, era
stata fissata per il 15 settembre 2010 e successivamente per il 15
ottobre successivo, la gara per l'appalto dei lavori, con la
relativa pubblicazione del bando;
accertato che la gara sarebbe stata nuovamente rinviata, ad oltre
16 mesi dal finanziamento concesso dall'ANAS;
per sapere:
quali siano i motivi ostativi per i quali si continua a rinviare
di mese in mese la celebrazione della gara;
se non ritengano urgente e improcrastinabile intervenire, con ogni
strumento possibile, in modo da sbloccare tutte le procedure che in
atto impediscono la celebrazione della gara e di conseguenza
l'inizio dei lavori;
se non ritengano che questi ritardi siano una ulteriore
mortificazione che deve subire la provincia di Siracusa da parte di
un Governo che, fin dal primo giorno della sua costituzione, e a
prescindere dai suoi componenti, alcuni dei quali siracusani, ha
trascurato in modo insopportabile e vergognosa la provincia di
Siracusa». (1445)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1445 a firma
dell'onorevole Vinciullo, presentata in origine con richiesta di
risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'Aula n. 225 del 16/02/2011, si è accertato
per il tramite del competente Dirigente generale del Dipartimento
infrastrutture, mobilità e trasporti, che in data 25/11/2011 è
stata esperita la gara d'appalto relativa ai lavori della bretella
di collegamento tra lo svincolo di Noto e la S.P. 19 che conduce a
Pachino».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
MARROCCO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'Azienda siciliana trasporti (AST) s.p.a., che opera anche in
provincia di Trapani, nell'anno 2009 ha aumentato i ricavi del 17
per cento, grazie all'aumento di abbonamenti ed al rilancio
dell'aeroporto Vincenzo Florio di Trapani - Birgi;
il numero degli autisti ad oggi in servizio è di 45
(quarantacinque) unità che non riescono a supportare il carico di
lavoro;
considerato che:
il programma di esercizio della passata stagione era così
composto: 45 turni feriali e 5 turni festivi;
a fronte dell'orario previsto dal contratto nazionale collettivo
di lavoro del personale viaggiante, i dipendenti AST hanno sfiorato
in alcuni casi le 16 ore;
ad oggi, la direzione generale di Palermo non ha comunicato il
programma di esercizio invernale;
tenuto conto che la sede di Trapani non sarà più nelle condizioni
tecniche di garantire il trasporto di tutta l'utenza, per la
mancanza di operatori di servizio ed anche a causa del parco
automezzi, soggetto a frequenti guasti tecnici;
per sapere:
se non ritengano urgente intervenire presso i vertici dell'AST al
fine di porre rimedio a questa grave situazione, considerato che, a
Trapani, l'azienda assume un ruolo importante per lo sviluppo
economico dell'intera provincia;
se si sia tenuto in considerazione che la Comunità europea ha
previsto una serie di corsi di qualificazione per il personale,
indirizzati ad aumentare la professionalità degli operatori del
servizio (corsi C Q C)». (1485)
Risposta. - «Con riferimento all' interrogazione n. 1485 a firma
dell'onorevole Marrocco, presentata in origine con richiesta di
risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono
i seguenti elementi di risposta acquisiti per il tramite del
Dirigente generale del Dipartimento infrastrutture, mobilità, e
trasporti.
L'Azienda Siciliana Trasporti S.p.a., già titolare di servizio di
autolinea di trasporto pubblico urbano concesso ai sensi della
Legge 28 settembre 1939,n. 1822, opera attualmente con contratto di
affidamento provvisorio di trasporto pubblico locale ai sensi
dell'art. 27 della Legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19.
La vigilanza su tale azienda, per gli aspetti relativi al rispetto
delle norme contrattuali, le modifiche dei programmi di esercizio
delle autolinee (variazioni di orari, istituzione di nuove fermate,
variazione del numero delle corse), è affidata al Servizio 1 -
Autotrasporto Persone - del Dipartimento Infrastrutture, mobilità e
trasporti.
Tra le linee gestite dall'AST rientra anche quella che collega
Trapani e alcuni paesi della provincia con l'Aeroporto di Birgi,
dove il transito di passeggeri è aumentato in modo considerevole a
seguito dei nuovi voli nazionali ed internazionali, con
consequenziale crescita anche dell'utenza che usufruisce di tale
servizio di trasporto.
Per fare fronte a questa situazione l'azienda ha intensificato il
numero delle corse, ottimizzando al massimo risorse umane e
materiale rotabile specificatamente adibito a tale servizio.
E' opportuno precisare che l'AST, pur essendo una società per
azioni, non può rispondere alle mutate esigenze degli utenti con le
modalità tipiche di tali società, ossia con scelte imprenditoriali
immediate, e ciò perché, essendo una società controllata dalla
Regione siciliana come socio unico, è condizionata in tal senso
dalle difficoltà che incontrano tutti gli enti controllati dalla
pubblica amministrazione di operare in tempo reale .
Una prima limitazione alle possibili iniziative che l'AST potrebbe
intraprendere per fare fronte alle carenze di organico deriva dal
comma 6 dell'art. 20 della Legge regionale 12 maggio 2010, n.11,
che vieta alle società a partecipazione totale o maggioritaria
delle Regione di procedere a nuove assunzioni di personale sia a
tempo indeterminato che a tempo determinato .
Per quanto riguarda la richiesta dell'onorevole interrogante circa
la possibilità che il personale già in servizio, e attualmente
inquadrato in categoria inferiore a quella di autista, partecipando
specifici corsi di formazione professionale, possa essere assegnato
alla conduzione dei mezzi di trasporto e attenuare in questo modo
le difficoltà legate alla progressiva diminuzione del personale
presente in tale settore, si ricorda che la delibera di Giunta
regionale n. 221 del 21/09/2008, vieta la promozione del personale
già in servizio anche per le società a partecipazione maggioritaria
della Regione siciliana, motivo per cui l'AST si trova
nell'impossibilità di procedere in tal senso.
Il Servizio 1 del Dipartimento Trasporti, ha comunicato che,
proprio a seguito delle criticità sopra descritte, che riguardano
peraltro tutto il settore del trasporto pubblico locale, è stato
necessario modificare il contratto di affidamento dei servizi di
T.P.L. di competenza regionale sia per quanto riguarda la
percorrenza chilometrica che per il corrispettivo contrattuale
lordo, ridotti rispettivamente da Km. 22.910.421,600 a Km.
19.309.051,000 e da 25.895.967,70 a 21.823537,825.
Perdurando questa situazione, è prevedibile che analoghe
rimodulazioni si rendano necessarie anche per i contratti di
T.P.L. di competenza comunale, che si ricorda sono stati prorogati
fino al 2014 con D.D.G. n.632 del 10/08/2009».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che gli autobus dell'AST,
utilizzati per il trasporto degli studenti pendolari da e per
Sortino (SR), sono stati ridotti a cinque dagli originari sette,
come necessario e come concertato con il comune;
preso atto che detta decisione dell'azienda ha comportato un
peggioramento delle condizioni del servizio, certamente non
ottimali;
visto che tutti i cittadini di Sortino hanno espresso il proprio
rammarico per i tanti disagi che sono costretti a subire gli
studenti pendolari, partecipando alla manifestazione di protesta
che è stata organizzata il 5 novembre 2010;
considerato che:
gli studenti pendolari di Sortino, come tutti quelli delle
rimanenti parti dell'Isola, hanno diritto a un servizio efficiente
ed efficace che, tra l'altro, continuano a pagare;
gli istituti scolastici superiori sono tutti a Siracusa o Augusta
mentre il centro montano di Sortino ne è sprovvisto;
per sapere se non ritengano utile ed improcrastinabile intervenire
al fine di migliorare il servizio offerto dall'AST agli studenti
pendolari di Sortino, ponendo fine ai tanti disagi creati ai
ragazzi, che devono poter contare su servizi idonei per poter
conseguire il loro diritto-dovere allo studio». (1515)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1515 a firma
dell'onorevole Vinciullo, presentata in origine con richiesta di
risposta orale, e successivamente trasformata in scritta in
occasione della seduta d'aula n. 225 del 16/02/2011, si forniscono
i seguenti elementi di risposta acquisiti per il tramite del
compente Dirigente generale delle infrastrutture, mobilità e
trasporti.
L'Azienda Siciliana Trasporti S.p.a., garantisce il collegamento
tra le città di Sortino e di Siracusa, giusta Contratto di
affidamento provvisorio rep. N. 241 del 10/10/2007 e successivo
Atto Aggiuntivo rep. n. 1164 del 29/09/2010 stipulato con la
Regione Siciliana.
Il servizio prevede due servizi di autolinee, la prima Siracusa-
Solarino-Sortino con deviazione Sortino-SP. n.60-SS.114 Siracusa,
la seconda Sortino-Melilli-Priolo Siracusa.
Dall'esame dei programmi di esercizio allegati al contratto
risulta che i collegamenti scolastici tra Sortino e Siracusa sono
garantiti con n. 8 coppie di corse di cui, n. 2 in partenza alle
ore 6.55, n. 4 alle ore 7.00, n. 1 alle ore 7.30, e una alle ore
14.15.
Da una indagine effettuata risulta che il numero dei degli
studenti abbonati che usufruiscono del predetto collegamento sono
in numero di 330 a fronte dei 400 posti offerti dal numero di
autobus utilizzati per l'espletamento del servizio. (n. 8 autobus x
n. 50 posti=400 posti totali).
In merito ai disagi segnalati dall'onorevole interrogante, i
responsabili dell'AST di Siracusa hanno riferito che dopo un primo
periodo critico all'inizio dell'anno scolastico oggi la situazione
risulta essersi normalizzata.
Si procederà ad ogni modo a verificare tramite ispezioni mirate
sulle predette autolinee la reale situazione e il rispetto degli
obblighi contrattuali da parte dell'Azienda Siciliana Trasporti».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo