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Resoconto d'Aula della Seduta n. 266 di martedì 28 giugno 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore  per
  la salute, la risposta scritta alla seguente interrogazione:

   N. 1651 - Chiarimenti in merito alla nomina del coordinatore delle
  attività  territoriali dell'azienda sanitaria provinciale (ASP)  di
  Palermo.
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Misure  a  sostegno dei siti patrimonio Unesco in Sicilia.  (n.
  738)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Digiacomo,
  Raia, Di Benedetto, Di Guardo, De Benedictis, Marziano, Panepinto e
  Termine in data 15 giugno 2011.

   -  Abrogazione  di  norme relative al diritto di  prepensionamento
  anticipato   correlate   all'assistenza   di   soggetto   portatore
  d'handicap  disabile grave . (n. 739)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone  in
  data 8 giugno 2011.

   -  Misure  a  sostegno dei siti patrimonio Unesco in Sicilia.  (n.
  741)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Digiacomo,
  Raia, Di Benedetto, di Guardo, De Benedictis, Marziano, Panepinto e
  Termine in data 15 giugno 2011.

   - Misure a sostegno dei  mura a siccu  del Valdinoto. (n. 742)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Digiacomo,
  Raia, De Benedictis, Di Guardo e Marziano in data 15 giugno 2011.

   -   Disciplina   delle   attività  di   informazione   scientifica
  farmaceutica  e  istituzione dell'Albo regionale degli  informatori
  scientifici del farmaco. (n. 743)
   di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
  Cappadona,  Ragusa, Cristaudo, Greco e Savona  in  data  17  giugno
  2011.

   -  Interventi per lo sviluppo dei sistemi di rintracciabilità  nel
  settore agricolo ed alimentare. (n. 744)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara  in
  data 17 giugno 2011.

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  statuto,  recante
   Equiparazione dei diritti tra le vittime di atti terroristici e le
  vittime di atti della criminalità organizzata . (n. 745)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Caputo,
  Adamo, Corona, Speziale e Marinello in data 17 giugno 2011.

   -  Modifica  all'articolo 16 del testo coordinato  in  materia  di
  parchi,  riserva  e  tutela dell'ambiente nella  Regione  siciliana
  pubblicato nel supplemento ordinario alla GURS n. 50 del 12 ottobre
  1996. (n. 746)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Pogliese in
  data 20 giugno 2011.

   - Microcredito: Norme per l'accesso. (n. 748)
   di iniziativa parlamentare, presentato  dall'onorevole Fiorenza in
  data 21 giugno 2011.

   - Riordino del settore termale. (n. 749)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Raia,
  Cracolici,  Lupo,  Barbagallo,  De  Benedictis,  di  Benedetto,  di
  Giacomo, Di Guardo, Marinello e Panepinto in data 23 giugno 2011.

   -  Ricollocazione  del  personale  dell'Ente  Autonomo  fiera  del
  Mediterraneo   presso  l'Agenzia  regionale   per   la   protezione
  ambientale. (n. 750)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Caputo,
  Apprendi,   Colianni,  Scilla,  Adamo,  Bosco,  Corona,   Donegani,
  Federico, Incardona, Marinello e Oddo in data 23 giugno 2011.

   -  Riordino della legislazione ed acquisizione di nuove competenze
  nell'ambito  del  comparto agro-forestale demaniale.  Modifiche  ed
  integrazioni della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14. (751)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli onorevoli  Mancuso,
  Leontini e Limoli in data 23 giugno 2011.

   -  Norme  per  l'occupazione dei soggetti precari di lunga  durata
  provenienti dai regimi transitori. (n. 752)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lentini  in
  data 23 giugno 2011.

   -  Disegno  di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello  Statuto
  recante  Norme per l'apertura di casinò in Sicilia.  (n. 753)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dall'onorevole  Arena  in
  data 24 giugno 2011.

   -  Norme  per l'occupazione dei soggetti precari di lunga  durata.
  (n. 754)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lentini  in
  data 24 giugno 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme  in materia di variazione e rettifica dei confini  fra  i
  comuni  di  Termini imprese e travia e fra i comuni  di  Godrano  e
  Marineo. (n. 747)
   di  iniziativa parlamentare, presentato in data 21 giugno  2011  e
  inviato in data 23 giugno 2011.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1977,
  n.  33.  Istituzione  delle  aree  contigue  nei  Parchi.  Attività
  venatoria all'interno dei Parchi. (n. 740)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato in data 8 giugno  2011  e
  inviato in data 23 giugno 2011 - parere IV.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Bufardeci e Marziano,  con
  nota prot. n. 5661 del  23 giugno 2011, hanno chiesto di apporre la
  firma  al  disegno  di  legge n. 684 «Interventi  in  favore  della
  diffusione  della  lingua  dei segni  italiana  (LIS)  come  lingua
  propria della comunità dei sordi».

     Comunicazione di pareri pervenuti e assegnati alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.   Comunico  i  pareri  pervenuti  e   assegnati   alle
  competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Ente parco fluviale dell'Alcantara. Designazione componenti del
  collegio dei revisori dei conti. (n. 153/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

   -  Ente parco dell'Etna. Designazione componenti del collegio  dei
  revisori dei conti. (n. 154/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

   -    Commissione    provinciale   dell'ufficio    regionale    per
  l'espletamento  di  gare  per  l'appalto  dei  lavori  pubblici  di
  Caltanissetta. Designazione componente di cui alla lettera  b9  del
  comma  9 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n.  109,
  nel testo coordinato con le norme regionali. (n. 155/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

   -  Fondo  di  quiescenza.  Designazione componenti  effettivi  del
  collegio dei revisori dei conti. (n. 157/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

   -  Università  degli studi di Catania. Designazione componente  in
  senso al consiglio di amministrazione. (n. 158/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

   - Istituto Autonomo Case Popolari di Enna. Designazione componente
  del collegio dei sindaci. (n. 159/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

   -  Istituto  Autonomo  Case  Popolari  di  Siracusa.  Designazione
  componente del collegio dei sindaci. (n. 160/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

   -  II.AA.CC.PP.  di  Acireale, Agrigento, Caltanissetta,  Catania,
  Enna,  Messina,  Palermo, Ragusa, Siracusa e  Trapani.  Nomina  dei
  sindaci   con   funzioni  di  presidente  dei  rispettivi   collegi
  sindacali. (n. 161/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
   - Ente parco dei Nebrodi. Designazione componenti del collegio dei
  revisori dei conti. (n. 162/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

   -  Ente  parco delle Madonie. Designazione componenti del collegio
  dei revisori dei conti. (n. 163/I)
   pervenuto in data 16 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - ERSU di Palermo. Designazione componente in seno al Consiglio di
  amministrazione. (n. 156/V)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  il parere reso dalla Commissione   Attività
  produttive' (III)

   PO  FESR  Sicilia 2007-2013. Direttive assessoriali relative  alle
  linee di intervento 2.1.1.2, 2.1.2.1, 2.1.2.2. (n. 152/III)
   reso in data 21 giugno  2011 e inviato in data 23 giugno 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   la  Regione  siciliana  è una delle poche in  Italia  a  non  aver
  regolamentato il settore del trasporto pubblico locale;

   la   legge   n.   68  del  14/06/1993  prevede   all'art.   1   la
  predisposizione del piano regionale dei trasporti;

   considerato che:

   a  tutt'oggi  tale  disposizione di  legge  è  rimasta  del  tutto
  disattesa;

   la colpevole inerzia dell'amministrazione regionale ha determinato
  una situazione di intollerabile anarchia;

   ritenuto che:

   in  atto  il  settore del trasporto pubblico locale è disciplinato
  dai cosiddetti 'contratti di servizio' applicati dal 2007 al 2010 e
  successivamente rinnovati fino al 31 dicembre 2015;

   il  diritto alla mobilità in Sicilia non è più garantito poiché  è
  stata  vietata l'autorizzazione di nuove concessioni se non dettate
  da comprovate esigenze scolastiche;

   per  sapere le ragioni per le quali non sia stato ancora  adottato
  il piano regionale trasporti nonostante la legge n. 68/83 imponesse
  la sua adozione entro due anni». (1937)

                                                           BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la Procura della Repubblica di Catania ha disposto l'invio di atti
  alla  Procura della Corte dei conti affinché accerti la sussistenza
  di  danni  erariali per oltre 30 miliardi a carico  della  gestione
  dell'Istituto autonomo case popolari di Catania, ed in  particolare
  del direttore generale dell'ente;

   tale  richiesta  è  stata fatta a seguito delle indagini  condotte
  dalla   Guardia  di  finanza  e  dell'indagine  ispettiva  disposta
  dall'Assessorato  Infrastrutture  le  cui  risultanze  sono   state
  comunicate  alle  autorità  giudiziarie competenti  (Procura  della
  Repubblica e Corte dei conti);

   premesso ancora che:

   l'ispezione  condotta dai tre commissari inviati  dall'Assessorato
  sulla  gestione  dell'IACP di Catania ha consentito di  riscontrare
  numerose  irregolarità ed illegittimità nell'operato del  direttore
  generale, che avrebbe, negli anni, assommato in sé la dirigenza  di
  quasi tutti i servizi dell'istituto;

   il  direttore generale, infatti, è dirigente ad interim  dell'area
  contabile,  amministrativa, del servizio legale, dell'area  tecnica
  ed  inoltre  è presidente del nucleo di valutazione e verifica  del
  personale,  segretario  del  consiglio di  amministrazione,  organo
  unico  di  gestione  delle entrate e delle uscite,  del  protocollo
  generale e del sistema informatico;

   tale  stato di fatto è sicuramente una anomalia che ha determinato
  una gestione dell'ente monocratica e personalistica;

   in  particolare, le conclusioni dell'indagine ispettiva contengono
  l'accertamento   di   numerose   irregolarità:   manomissione   del
  protocollo  generale informatico, manipolazione dei registri  delle
  delibere   del  consiglio,  illegittima  assegnazione  di   alloggi
  popolari nel quartiere di Librino a dipendenti dello stesso IACP  o
  a  loro  parenti;  assegnazione  e ristrutturazione  di  un  locale
  commerciale al figlio dello stesso direttore generale, irregolarità
  contabili nella gestione del servizio economato;

   nella  relazione  conclusiva,  gli  ispettori  affermano  che   il
  direttore  generale dell'IACP ha violato i principi di  trasparenza
  ed  imparzialità  che devono presiedere all'azione  della  pubblica
  amministrazione: il suddetto dirigente avrebbe operato con assoluta
  discrezionalità favorendo illegittimamente alcuni dipendenti o loro
  familiari con il concorso del sindacato degli inquilini;

   la  gravità  dei  fatti  riscontrati ha indotto  gli  ispettori  a
  proporre la trasmissione della relazione all'autorità giudiziaria e
  alla Procura regionale della Corte dei conti, potendosi configurare
  sia violazioni del codice penale, sia ipotesi di danno erariale;

   considerato che:

   già nel 1999 l'Assessorato Lavori pubblici e nel 2001 il Ministero
  dell'economia  e  delle finanze, in due diverse ispezioni,  avevano
  denunciato  una  serie di gravi disfunzioni ed  irregolarità  nella
  gestione da parte del direttore generale;

   nel  2005,  il  collegio dei revisori dei conti  dell'ente  poneva
  l'accento  sulle  gravi  carenze nella  gestione  tecnico-contabile
  dell'ente;

   il  commissario straordinario pro tempore, a seguito dell'indagine
  ispettiva  e  di accertamenti da egli stesso eseguiti,  comprovanti
  una  gestione sistematicamente condotta in violazione dei  principi
  di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, ha
  disposto il licenziamento del direttore generale;

   il giudice del lavoro, adito dallo stesso direttore generale, dopo
  aver inizialmente rigettato il ricorso, ha reintegrato il direttore
  per  vizi  procedurali del licenziamento, pur rilevando la  gravità
  dei fatti contestati;

   nell'ottobre 2010, la Guardia di finanza ha avviato nuove indagini
  a  conclusione  delle quali il direttore generale risulta  indagato
  per abuso d'ufficio, falso ideologico e truffa;

   contestualmente, la Procura della Repubblica di Catania ha inviato
  un  rapporto alla Procura regionale della Corte dei conti in cui si
  stimano  danni per oltre 30 milioni di euro per la presunta cattiva
  gestione dell'IACP di Catania negli ultimi decenni;

   l'IACP  non avrebbe eseguito alcun recupero di morosità dei canoni
  d'affitto  dei  propri immobili, né sfratti o  esecuzioni  forzate,
  mentre  avrebbe proceduto ad assegnazioni illegittime di alloggi  e
  locali commerciali;

   ritenuto che:

   l'IACP   di   Catania  è  ormai  da  tempo  retto  da   commissari
  straordinari;

   la  città  di  Catania  rientra tra i  comuni  ad  'alta  tensione
  abitativa'  ai  sensi della legge n. 61 del 21  febbraio  1989:  il
  fenomeno  della  precarietà abitativa desta grande allarme  sociale
  poiché colpisce le fasce più deboli della popolazione;

   nell'attuale fase di stagnazione economica, sarebbero più che  mai
  necessarie  politiche  abitative  adeguate  alle  necessità  e  non
  distorte da gestioni personalistiche e prive di controlli;

   per  sapere le ragioni per le quali non sia stato ancora  nominato
  il  consiglio  di  amministrazione nonostante siano  già  pervenute
  tutte le designazioni». (1938)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   è  balzata agli onori della cronaca la vicenda di enti diversi che
  rilasciano  attestati  di operatori socio-sanitari  con  qualifiche
  prive  di  valore  legale  in  quanto  tali  enti  non  sono  stati
  riconosciuti dalla Regione siciliana con l'emanazione  di  apposito
  albo degli enti abilitati al rilascio di tale qualifica;

   la  questione assume enorme rilievo sia in ordine alla legittimità
  delle  procedure  formative  e autorizzative  sia  in  ordine  alla
  specifica qualificazione professionale da impiegare nelle  relative
  mansioni;

   l'utilizzo  di soggetti con titoli professionali non  riconosciuti
  validi altera e condiziona negativamente l'oggettiva situazione dei
  tanti  soggetti che invece hanno acquisito il titolo  professionale
  secondo percorsi di legittimità e rispetto delle procedure previste
  dalla    normative,   con   comportamenti   di   sleale    attività
  nell'acquisizione della qualificazione professionale  di  operatore
  sociosanitario;

   considerato   che,   nonostante  le  diverse   azioni   intraprese
  dall'amministrazione  per  fermare  i  corsi  di   formazione   non
  autorizzati, tuttavia continua la proliferazione dell'esibizione di
  titoli  acquisiti secondo procedure e canali non  coerenti  con  la
  normativa in atto vigente;

   per  sapere  cosa abbiano fatto o intendano fare per  ripristinare
  l'osservanza    scrupolosa   delle   norme    regionali    preposte
  all'istituzione  dei  corsi di formazione professionale  attraverso
  enti  legalmente  riconosciuti e, di conseguenza, quali  iniziative
  abbiano  o intendano assumere in riferimento ai soggetti che  hanno
  conseguito tali attestati da enti non autorizzati». (1939)

                                                              FARAONE

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   a  norma dell'art. 16 della legge 12 agosto 1982, n. 531, è  stato
  istituito   il   Consorzio  per  le  autostrade   siciliane   (CAS)
  dall'unificazione   del  Consorzio  per  la  Messina-Palermo,   del
  Consorzio  per la Messina-Catania-Siracusa e del Consorzio  per  la
  Siracusa-Gela;

   il  Consorzio  così costituito è stato sempre considerato,  quanto
  alla natura giuridica, ente pubblico non economico, come confermato
  più  volte  in  pareri  di diverse istituzioni,  incluso  l'Ufficio
  legislativo  e  legale della Presidenza della  Regione  e,  seppure
  incidentalmente, in pronunce giurisdizionali rese anche ai  massimi
  livelli;

   il  D.P.Reg.  28  febbraio 1979, n. 70, recante 'Approvazione  del
  testo   unico   delle   leggi  sull'ordinamento   del   Governo   e
  dell'Amministrazione   della   Regione   Siciliana'   prevede    in
  particolare  all'articolo  4, comma 4,  che  'la  Giunta  regionale
  esprime  parere vincolante sugli adempimenti finali  di  competenza
  degli  Assessori  relativi  ad atti di  enti,  aziende  o  istituti
  concernenti regolamenti, statuti o piante organiche degli stessi  o
  comunque  modifiche allo stato giuridico o economico  del  relativo
  personale';

   l'articolo 14 dello statuto del CAS prevede, tra l'altro, che  'Le
  deliberazioni  concernenti regolamenti, statuti e piante  organiche
  del  Consorzio  o modifiche allo stato giuridico ed  economico  del
  relativo  personale  sono  soggette all'approvazione  della  Giunta
  regionale,  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per  i  lavori
  pubblici';

   in  applicazione delle citate disposizioni di cui all'art.  4  del
  D.P.Reg.  n.  70/79  e  dell'art. 14 dello  statuto  del  CAS,  con
  deliberazione  n.  58  dell'8 marzo 1984  la  Giunta  regionale  ha
  stabilito che il rapporto di lavoro dei dipendenti del CAS  sarebbe
  stato  disciplinato  dal  CCNL per il  personale  dipendente  delle
  società  autostradali del gruppo IRI, con gli  adattamenti  imposti
  dalla  natura  pubblica  dei  consorzi,  mentre  per  il  personale
  dirigente  si  sarebbe fatto riferimento al CCNL dei  dirigenti  di
  aziende industriali;

   con  successive deliberazioni tra le quali quelle  del  2000,  del
  2003,  del  2006  e  del  2010  la Giunta  regionale,  su  proposta
  dell'Assessorato regionale Infrastrutture (ex Lavori pubblici),  ha
  regolarmente approvato, senza alcun rilievo, i rinnovi contrattuali
  per  i dipendenti del CAS, così come negoziati a livello nazionale,
  recepiti dallo stesso CAS prima della trasmissione all'Assessorato,
  organo   di  vigilanza  e  controllo,  ed  approvati  dal  medesimo
  Assessorato prima del successivo inoltro alla Giunta regionale;

   con  circolare  n. 4562 dell'8 novembre 2002, la Presidenza  della
  Regione  ha  stabilito  che  il CCRL -  area  dirigenziale  avrebbe
  trovato applicazione solo negli enti pubblici non economici  i  cui
  dipendenti,  alla  data di entrata in vigore  della  l.r.  10/2000,
  godevano  del  trattamento  giuridico ed  economico  del  personale
  regionale;

   con   deliberazione  del  26  settembre  2003,   considerato   che
  l'Assessorato  Lavori pubblici ha ritenuto di poter condividere  la
  proposta del CAS in merito al rinnovo della parte economica per  il
  personale   dirigenziale  poiché  'in   linea   con   gli   aumenti
  contrattuali in sede nazionale', la Giunta ha approvato il 'Rinnovo
  del  contratto di lavoro dei dirigenti del Consorzio, recependo  il
  contratto  nazionale del 23 maggio 2000, per il periodo  1  gennaio
  2000 al 31 dicembre 2003';

   con  deliberazione  n. 201 del 25 maggio 2004  e  n.  374  dell'11
  settembre 2004 la Giunta regionale ha approvato rispettivamente  le
  deliberazioni n. 20/AS del 19 settembre 2003 e la n. 19/AS  del  13
  settembre  2004  di approvazione delle norme regolamentari  per  il
  personale del Consorzio autostrade siciliane (CAS);

   con  deliberazione della Giunta regionale n. 435 dell'11  novembre
  2010  è stata 'sospesa l'efficacia' della deliberazione n. 230  del
  23  giugno 2010 relativa al 'Recepimento del verbale di accordo per
  il  rinnovo della sola parte economica relativa all'anno  2009  del
  contratto  di lavoro dei dipendenti del CAS', a seguito del  parere
  n.  841/10  della  sezione consultiva del  Consiglio  di  giustizia
  amministrativa  per la Regione siciliana relativo all'applicabilità
  del CCRL degli enti pubblici ai dipendenti del CAS;

   nel  suddetto parere, in sintesi, il CAS viene considerato un ente
  pubblico  non  economico sottoposto a vigilanza o  controllo  della
  Regione,  ossia un ente di cui all'art. 1 della l.r. 10/2000,  cui,
  pertanto,  dalla  data di entrata in vigore,  essa  avrebbe  dovuto
  trovare  piena applicazione, inclusi gli articoli 13 e 24, relativi
  rispettivamente al trattamento economico del personale dirigente ed
  alla  contrattazione collettiva relativa al residuo personale anche
  con  specifiche professionalità (casellanti, operatori  del  centro
  radio, etc..), senza peraltro alcun riferimento ai contenuti  della
  citata  circolare  n.  4562 dell'8/11/2002 della  Presidenza  della
  Regione;

   in  diverse  occasioni,  anche recenti,  l'Ufficio  legislativo  e
  legale della Presidenza della Regione ha avuto modo di ribadire  la
  legittimità dell'applicazione del CCNL delle società autostrade  ai
  dipendenti del CAS;

   in  particolare, con parere n. 2980/11.08.11 del 13 febbraio 2008,
  l'Ufficio  legislativo  e  legale, dopo  alcune  considerazioni  in
  merito  a quanto avvenuto nel CAS a seguito dell'entrata in  vigore
  della  l.r.  10/2000, conclude '(...) il Consorzio che  applica  il
  CCNL  delle società autostradali deve attenersi allo stesso per  la
  revisione   del   sistema  classificatorio   non   potendo   essere
  frammischiate   discipline   contrattuali   di   diversi   comparti
  assolutamente divergenti e non sovrapponibili. Copia  del  presente
  parere  viene inviata al Dipartimento del personale per  acquisirne
  il  competente  avviso  affinché valuti se  interessare  la  Giunta
  regionale  per  un  eventuale  interpello  all'ARAN  Sicilia  circa
  l'applicabilità  al  personale consortile della contrattazione  del
  comparto regionale';

   comunque  solo attraverso l'applicazione delle medesime  procedure
  fissate dalle citate disposizioni di cui all'art. 4 del D.P.Reg. n.
  70/79 e dell'art. 14 dello statuto del CAS, tramite le quali si era
  proceduto  all'individuazione del CCNL per il personale  dipendente
  delle  società  autostradali del gruppo  IRI  per  disciplinare  il
  rapporto  di  lavoro  dei dipendenti del CAS  (deliberazione  della
  Giunta  regionale n. 58 dell'8 marzo 1984), è possibile  introdurre
  legittimamente un'eventuale diversa contrattazione cui  parametrare
  il  trattamento economico-giuridico da applicare al  personale  del
  CAS, essendo preclusa un'automatica applicabilità all'ente medesimo
  dei  contratti collettivi propri del personale dell'Amministrazione
  regionale;

   considerato che:

   la  sezione  consultiva del Consiglio di Giustizia  amministrativa
  per  la  Regione siciliana ha reso il parere n. 841/10  relativo  a
  'situazione  gestionale del CAS - Consorzio  Autostrade  siciliane;
  parere  ULL  n. 11986 del 23 aprile 2010; applicabilità CCRL  degli
  enti  pubblici ai dipendenti del CAS', precisando che l'intervenuta
  decadenza della concessione a suo tempo rilasciata dall'ANAS al CAS
  rende  in  gran parte superati i quesiti posti nella  richiesta  di
  parere;

   nonostante quanto precisato ai superiori punti, con nota n.  91770
  del  9  novembre 2010, l'Assessore regionale per le infrastrutture,
  con  riferimento  al  suddetto parere del  CGA,  ha  disposto,  tra
  l'altro,  al punto d), di verificare la legittimità delle procedure
  seguite  per la trasformazione dei contratti da part-time  a  tempo
  pieno  dei  dipendenti, nonché la loro coerenza rispetto al  quadro
  delineato  dal  CGA,  anche  per quanto riguarda  le  procedure  di
  mobilità;

   con  deliberazione del CAS n. 36/CD del 27 maggio 2008 sono  state
  attivate  le  procedure per il passaggio di n. 48 ATE part  time  a
  full  time,  secondo  le modalità ed i criteri  previsti  dal  CCNL
  approvato  dalla  Giunta  regionale con  deliberazione  n.  68  del
  13/02/2006;

   ulteriore  passaggio da part-time/full-time è stato  attivato  con
  deliberazione    n.   40/CS   del   03/12/2009   del    commissario
  straordinario,  architetto  Zapparata,  a  favore   della   signora
  Francesca Buongiorno 'amministrativo livello C', ai sensi dell'art.
  60  delle norme regolamentari per il personale, che prevede che  il
  consorzio  possa costituire rapporti di lavoro a tempo  parziale  o
  possa  trasformare rapporti di lavoro a tempo pieno in  rapporti  a
  tempo parziale ed individua le norme per il passaggio del personale
  di esazione da tempo parziale a tempo pieno, riportandole dal CCNL;

   per  l'attivazione  delle  procedure di mobilità,  in  assenza  di
  specifiche  disposizioni dettate dal CCNL società autostradale,  il
  CAS    ha    adottato    la   normativa   sul   pubblico    impiego
  contrattualizzato, e cioè il dlgs. 165/2001, in quanto  compatibile
  con  le  peculiarità dell'ente (CCNL applicati) e con la situazione
  di criticità con riguardo ai fabbisogni di personale;

   così  come esplicitato dallo stesso CAS nella nota 1429/P  dell'11
  giugno  2009 inviata al Dipartimento della funzione pubblica  della
  Presidenza  del  Consiglio  dei Ministri  '...  il  Consorzio  (pur
  pacificamente ente pubblico non economico rientrante nel  campo  di
  applicazione  del Dlg.s n. 165/2001 e della normativa sul  pubblico
  impiego privatizzato) applica ai propri dipendenti, fatta eccezione
  per  le  norme incompatibili, il CCNL privatistico delle autostrade
  (recepito   periodicamente  nelle  Norme   regolamentari   per   il
  personale)  e non già il CCNL per gli enti pubblici non  economici.
  Si  tratta  di  una  scelta fatta molti anni  fa  dalle  precedenti
  Amministrazioni che porta con se effetti diversi sia dal  punto  di
  vista normativo che economico per i lavoratori';

   con nota n. 26561 del 10 febbraio 2011 il dirigente generale della
  funzione   pubblica  e  del  personale  ha  trasmesso   'Esiti   di
  accertamenti  ispettivi  effettuati a  seguito  delle  disposizioni
  dell'Assessore  regionale alle infrastrutture ed alla  mobilità  di
  cui  alle note nn. 91770 del 9 novembre 2010 e successiva 6431  del
  25 gennaio 2011';

   nella  suddetta nota il dirigente generale della funzione pubblica
  e  del personale ha dichiarato, tra l'altro, che 'in riferimento al
  punto  d), è stato verificato che le procedure seguite, a  riguardo
  di  assunzioni  di personale, trasformazioni di contratti  da  part
  time  a  tempo  pieno  e  procedure di  mobilità,  sono  in  totale
  incoerenza con le norme di riferimento che disciplinano il comparto
  del pubblico impiego, così come espresso dal C.G.A.';

   con nota 30685 del 31 marzo 2011 l'Assessore per le infrastrutture
  ha dichiarato, tra l'altro, che '... Tale nota n. 26561/2001 appare
  anch'essa  interlocutoria, ad esempio nella parte  in  cui  afferma
  l'incoerenza  delle  procedure  relative  alla  mobilità  ed   alla
  trasformazione  di contratti a part-time, senza tuttavia  precisare
  in  cosa  tale incoerenza si sostanzi e quali siano gli  interventi
  per determinarne il venir meno';

   risulta quindi necessario chiarire in che cosa tale incoerenza  si
  sostanzi;

   per sapere:

   se  ritengano  che  nel quadro sopra delineato si  sarebbe  potuto
  agire in contrasto alla deliberazione della Giunta regionale n.  68
  del  13  febbraio 2006 e adottare, per il passaggio dei 48  ATE  da
  part-time a full-time, procedure differenti da quelle previste  nel
  CCNL  approvato con la deliberazione in questione, e  quali  azioni
  intenda adottare al riguardo;

   se  ritengano  che,  relativamente alle  procedure  relative  alla
  mobilità,  si  sarebbe  potuto utilizzare normativa  differente  da
  quella  che  regola  i passaggi tra amministrazioni  pubbliche  per
  mobilità, e cioè il d.lgs. 165/2001;

   se  in  merito al passaggio da part-time a full-time della signora
  Buongiorno,   effettuato  ai  sensi  dell'art.   60   delle   norme
  regolamentari, intendano attivare azioni di verifica». (1940)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

           LEONTINI - LIMOLI - MANCUSO - CORONA - BOSCO - TORREGROSSA
   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   da oltre trent'anni è presente presso il policlinico universitario
  di Catania l'unità operativa di clinica pediatrica-talassemia e che
  la stessa è oramai diventata un centro di riferimento per la cura e
  l'assistenza sanitaria della talassemia per la Sicilia;

   ancora  oggi  nella  stessa unità operativa si verificano  più  di
  2.500  accessi  in  day hospital in un anno  solo  per  le  terapie
  emotrasfusionali in favore dei pazienti talassemici;

   rilevato che:

   l'atto   aziendale  di  ristrutturazione  delle  unità   operative
  dell'azienda  ospedaliero-universitaria  'Policlinico  -   Vittorio
  Emanuele'   ha   previsto  la  soppressione  della  predetta   u.o.
  specializzata in talassemia;

   l'u.o.  predetta è essenziale per la cura e l'assistenza sanitaria
  dei  pazienti talassemici permettendo agli stessi di poter ricevere
  le   cure   appropriate   riguardo  a  pediatria,   oncoematologia,
  emotrasfusione ed emostasi;

   per sapere:

   quali  siano  i  motivi che hanno indotto la  direzione  sanitaria
  della  predetta  azienda a sopprimere l'u.o.  di  gastroenterologia
  pediatrica - talassemia;

   quali  misure intendano adottare al fine di mantenere e migliorare
  la qualità delle prestazioni di assistenza sanitarie offerte presso
  l'u.o. predetta». (1942)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «All'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità,
  premesso che:

   il Governo della Regione ha scartato la scelta sulla produzione di
  energia nucleare;

   il  Presidente  della  Regione ha bloccato  la  realizzazione  dei
  termovalorizzatori poiché erano costosi, grandi  e  producevano  un
  fortissimo inquinamento ambientale;

   rilevato che:

   il  problema  principale riguarda la gestione dei  rifiuti  solidi
  urbani,  i  quali possono essere trasformati per la  produzione  di
  energia, con scarichi vicinissimi allo zero;

   sarebbe necessario accelerare il più possibile la realizzazione di
  aree  per lo stoccaggio delle frazioni raccolte separatamente e  di
  impianti  per  la  selezione  e  il  trattamento  delle  differenti
  frazioni di rifiuti;

   l'emergenza  rifiuti  in  Sicilia è ormai  fuori  controllo  e  in
  particolare  nelle  tre  aree  metropolitane  (Palermo,  Catania  e
  Messina);

   a  ormai quasi un anno dalla entrata in vigore della l.r. n. 9 del
  2010 non è avvenuta la riduzione del numero di ATO da 27 a 10, come
  previsto dalla legge;

   per  sapere  le  ragioni del ritardo e quali siano le  motivazioni
  della mancata applicazione della legge n. 9 del 2010». (1943)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                             FIORENZA

   «Al  Presidente  della  Regione e all' Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   il   settore  ortofrutticolo  rappresenta  uno  dei  comparti  più
  importanti nell'ambito dell'intera produzione agricola in Sicilia;

   inoltre, alcuni dati rivelano quanto questo settore sia strategico
  nel  contesto economico della Regione, sia in termini di  superfeci
  destinate  alla  produzione  orto frutticola,  sia  per  numero  di
  addetti   occupati   direttamente  nel  settore  e   indirettamente
  nell'indotto,   sia  perché  la  stessa  produzione  ortofrutticola
  rappresenta  la  base  della  filiera di  produzione  dei  prodotti
  agroalimentari  che  contribuiscono  alla  promozione,  nel  mondo,
  dell'eccellenza dei prodotti siciliani;

   sul  mercato  nazionale e su quello comunitario  è  massicciamente
  aumentata,   negli   ultimi   anni,   la   presenza   di   prodotti
  ortofrutticoli provenienti da Paesi extra U.E., circostanza che  ha
  prodotto  un  triplice  effetto; il  primo:  scarso  o  inesistente
  controllo  alla fonte e alle dogane di alcuni paesi dell'U.E.,  con
  conseguente  calo dei livelli di sicurezza alimentare dei  prodotti
  immessi  in  commercio;  il  secondo:  concorrenza  sleale,   nella
  considerazione che gli stessi hanno bassi costi alla  fonte  perché
  nei  Paesi  di produzione non esistono o quasi le garanzie,  con  i
  relativi  costi, ai lavoratori, il terzo: il crollo dei  prezzi  al
  consumo;

   la  grave  crisi economica 'globale' inevitabilmente  riverbera  i
  suoi  riflessi ed effetti sul settore, sia per l'aumento dei prezzi
  dei  beni  e  dei materiali necessari alla produzione,  carburante,
  energia  etc.,  sia  per l'inevitabile aumento  dell'incidenza  dei
  costi  del  lavoro,  sia  per il notevole calo  dei  consumi  delle
  famiglie;

   in  atto  gli  effetti della grave crisi economica di  cui  sopra,
  combinati  con la psicosi scatenata del batterio escherichia  coli,
  meglio  conosciuto come 'batterio killer', stanno  determinando  un
  ulteriore crollo dei prezzi (stimati intorno al 75%) e dei  consumi
  che  rasenta quasi il totale stallo delle vendite, circostanze  che
  nemmeno le campagne di marketing promozionali promosse dalla G.D.O.
  (grande distribuzione organizzata) sono riuscite ad arginare;

   considerato che:

   la  Commissione  europea  ha stanziato 210  milioni  di  euro  per
  l'intervento  straordinario  di  mercato  a  favore  dei   prodotti
  ortofrutticoli colpiti dalla crisi;

   il Governo nazionale ha predisposto un decreto per fronteggiare la
  grave  crisi  che  ha  colpito  il settore  a  causa  del  batterio
  escherichia  coli, ma lo stesso limita la propria  azione  solo  ad
  alcuni prodotti, mentre la crisi ha investito l'intero settore;

   il   perdurare  di  tale  crisi,  inevitabilmente,  comporterà  la
  chiusura   per   fallimento   di  tante   imprese   di   produzione
  ortofrutticola,  a prescindere dalle dimensioni delle  stesse,  con
  inevitabili  ripercussioni  sui  livelli  occupazionali  diretti  e
  dell'indotto;

   per sapere:

   se   ritengano  sufficienti  le  somme  stanziate  dalla  Comunità
  europea;

   quali misure siano state adottate dall'insorgere della crisi  sino
  ad oggi;

   quali  provvedimenti  urgenti si intendano  porre  in  essere  per
  salvaguardare  il  settore  ortofrutticolo  siciliano,  i   livelli
  occupazionali e rilanciarne l'immagine». (1944)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                            INCARDONA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo gli onorevoli:  Faraone,
  Lentini, Federico, Panepinto e Raia per oggi; Corona per oggi e per
  domani.

   L'Assemblea ne prende atto

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  273  «Misure  per  fronteggiare la crisi  dell'agricoltura
  siciliana a seguito della diffusione di un'epidemia causata  da  un
  batterio   fecale»,  degli  onorevoli  Digiacomo,  De   Benedictis,
  Laccoto e Picciolo, presentata il 21 giugno 2011

   numero  274  «Iniziative per fronteggiare l'emergenza siccità  nei
  mesi  estivi»,  degli  onorevoli  Ferrara,  Ammatuna,  Galvagno   e
  Gucciardi, presentata il 22 giugno 2011. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   in Germania e in Europa si è verificato l'allarme sanitario per la
  diffusione  di  un'epidemia causata da un batterio  fecale  che  ha
  mietuto numerose vittime;

   la    possibile   origine   della   diffusione   delle   infezioni
  riguarderebbe soprattutto la frutta e la verdura, innescando tra la
  gente  una psicosi anche dopo le rassicurazioni del Ministro  della
  salute;

   negli organi d'informazione, non solo tedeschi, dilagano appelli a
  rinunciare  al  consumo,  seppur momentaneo,  della  frutta,  della
  verdura cruda e degli ortaggi;

   considerati:

   il  crollo  della domanda di frutta,verdura cruda e degli  ortaggi
  con la logica conseguenza della diminuzione dei prezzi;

   la  già  precaria situazione economico-finanziaria  delle  aziende
  agricole siciliane;

   l'impegno  della  Comunità  europea  a  stanziare  la   somma   di
  duecentodiecimilioni  di euro sulla base  dei  volumi  non  venduti
  delle aziende agricole di tutta Europa,

                   impegna il Governo della Regione

   a mettere in atto ogni misura possibile per effettuare i controlli
  sugli  alimenti  e  ogni risorsa aggiuntiva  per  salvaguardare  le
  tantissime  realtà  agricole  imprenditoriali  siciliane   già   in
  condizioni precarie». (273)

                             DIGIACOMO-DE BENEDICTIS-LACCOTO-PICCIOLO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la gravissima siccità che ogni anno, con puntualità,
  si  manifesta  in  tutta la Sicilia, è dovuta  sia  ai  cambiamenti
  climatici  planetari che interessano anche l'Isola, sia all'assenza
  di   politiche  organiche  che  affrontino  seriamente  i  problemi
  dell'assetto  del  territorio,  dell'approvvigionamento,   dell'uso
  razionale e compatibile della risorsa idrica;

   considerato che:

   nella  maggior  parte delle zone irrigue della Sicilia  la  scarsa
  disponibilità di acqua ha compromesso non solo le colture orticole,
  ma  la  stessa  sopravvivenza  delle colture  arboree  (agrumeti  e
  frutteti),   con   conseguenze  drammatiche  per  l'agricoltura   e
  l'economia dell'intera Isola;

   rilevato   che  l'approvazione  nel  2003  di  una  'Carta   della
  vulnerabilità al rischio di desertificazione in Sicilia', da  parte
  dell'allora Assessorato del territorio e dell'ambiente,  non  si  è
  tradotta  in interventi concreti a sostegno delle aree più  colpite
  dai fenomeni siccitosi;

   atteso che ad oggi la Regione siciliana non è ancora dotata di una
  politica  che valorizzi il patrimonio di conoscenze e di esperienza
  presenti negli enti che hanno affrontato il problema della scarsità
  dell'acqua;

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  tutte le iniziative necessarie per  fronteggiare  la
  gravissima situazione che ha investito l'agricoltura siciliana,  in
  particolare per quanto riguarda:

   l'utilizzo  delle  acque, comprese quelle  per  la  produzione  di
  energia elettrica, secondo i bisogni reali e i criteri di equità  e
  solidarietà   fra  i  diversi  territori  e  i  comparti   agricoli
  dell'Isola,  che eviti dannose contrapposizioni territoriali  o  di
  comparto;

   la  priorità  di mantenere in vita le colture arboree (agrumeti  e
  frutteti);

   la  necessità  di  superare  la politica  dell'emergenza  e  della
  straordinarietà,  adoperandosi per dotare la Sicilia  di  un  nuovo
  quadro  normativo  indispensabile per  un  governo  democratico  ed
  ordinario  delle  risorse  idriche per  i  diversi  usi  (potabile,
  agricolo ed industriale);

   la  definizione delle opere indispensabili nel breve e  nel  medio
  periodo per fronteggiare la situazione che, con i venti di scirocco
  ed   il  prevedibile  aumento  delle  temperature,  si  determinerà
  inevitabilmente nei mesi di luglio e agosto». (274)

                                  FERRARA-AMMATUNA-GALVAGNO-GUCCIARDI

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1941

   PRESIDENTE.   Comunico  che  l'interrogazione  con  richiesta   di
  risposta  orale  n. 1941 «Chiarimenti sulle procedure  ad  evidenza
  pubblica  indette dalle Aziende ospedaliere regionali  e  sui  casi
  sempre più frequenti di eccesso di ribasso», a firma dell'onorevole
  Fiorenza,  è da intendersi preclusa in quanto di identico contenuto
  all'interrogazione  n. 1758, a firma dello stesso deputato.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di ritiro della interrogazione n. 1945

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Bufardeci, con nota pervenuta
  il  23  giugno 2011 e protocollata al n. 5711/AulaPG del 24  giugno
  successivo, ha ritirato l'interrogazione con richiesta di  risposta
  scritta   n.   1945  «Notizie  sull'emanazione  delle   indicazioni
  operative per le istituzioni scolastiche aventi sede nel territorio
  della  Regione  siciliana ai fini del riconoscimento  della  parità
  scolastica,  anno  scolastico 2011/2012»,  in  quanto  di  identico
  contenuto   all'interrogazione  n.  1436,  a  firma  dello   stesso
  deputato.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota del 22 giugno 2011,  pervenuta
  in  pari  data  e  protocollata al n.  5714/AulaPg  del  24  giugno
  successivo  2011,  l'onorevole Giuseppe Sulsenti ha  dichiarato,  a
  norma  dell'art.  23  del Regolamento interno  dell'Assemblea,  che
  intende  appartenere  al  Gruppo  parlamentare   Movimento  per  le
  Autonomie' (M.P.A.).

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana, con ricorso notificato il 20 giugno 2011, ha   impugnato
  l'articolo    3    della    deliberazione    legislativa    recante
   Riorganizzazione  e  potenziamento  della  rete    regionale    di
  residenzialità per i soggetti fragili. Misure finanziarie  relative
  a  personale comandato. Disposizioni per il personale utilizzato in
  convenzione   presso  le aziende del Servizio sanitario regionale.
  (ddl  nn. 582-590-606), approvata dall'Assemblea il 14 giugno 2011,
  per  violazione degli articoli 3, 51, 81, quarto comma,  97,   117,
  comma 2, lettera l) e comma 3 della Costituzione.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


               Annunzio di ordine del giorno numero 568

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Laccoto
  l'ordine  del  giorno n. 568 «Promulgazione con  l'omissione  delle
  parti  impugnate della delibera legislativa nn. 582-590-606 recante
   Riorganizzazione   e  potenziamento  della   rete   regionale   di
  residenzialità per i soggetti fragili. Misure finanziarie  relative
  a  personale comandato. Disposizioni per il personale utilizzato in
  convenzione presso le aziende del Servizio sanitari regionale'». Ne
  do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la Corte costituzionale, nella sentenza n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione,  provocando   la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   considerato che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 261 del 14 giugno
  2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Riorganizzazione  e
  potenziamento della rete regionale di residenzialità per i soggetti
  fragili.   Misure  finanziarie  relative  a  personale   comandato.
  Disposizioni per il personale utilizzato in convenzione  presso  le
  aziende del Servizio sanitario regionale' (ddl. nn. 582-590-606/A);

   la  citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
  dal  Commissario dello Stato per la Regione siciliana  con  ricorso
  alla  Corte costituzionale, notificato al Presidente della  Regione
  in data 20 giugno 2011;

   ritenuto   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
  Regione,  con  l'altra che discende dall'opportunità di  consentire
  alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la  delibera
  legislativa  approvata  nella seduta n. 261  del  14  giugno  2011,
  recante  'Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale  di
  residenzialità per i soggetti fragili. Misure finanziarie  relative
  a  personale comandato. Disposizioni per il personale utilizzato in
  convenzione  presso  le aziende del Servizio  sanitario  regionale'
  (ddl. nn. 582-590-606/A)». (568)

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

        Rinvio della discussione del disegno di legge «Norme in
      materia di riserve in favore degli enti locali» (729-Norme
                             stralciate/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Onorevoli  colleghi, la discussione del disegno di legge  n.  729-
  Norme  stralciate/A «Norme in materia di riserve  in  favore  degli
  enti  locali», posto al numero 1), è rinviata a domani  non  avendo
  ancora la Commissione Bilancio espresso il parere di competenza.
   A  tal fine, comunico che la Commissione Bilancio è convocata  per
  domattina.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Seguito della discussione del disegno di legge «Disciplina
             in materia di autorizzazioni all'insediamento
                dell'esercizio cinematografico» (621/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di legge n. 621/A «Disciplina in materia di autorizzazioni
  all'insediamento dell'esercizio cinematografico», posto  al  numero
  2).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo   che  nella  precedente  seduta  era  stata   chiusa   la
  discussione generale ed era stato approvato il passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Onorevoli  colleghi,  allo  scopo  di  consentire  un  ordinato  e
  proficuo svolgimento dei lavori d'Aula, la Presidenza comunica  che
  sono  stati dichiarati inammissibili gli emendamenti presentati  ai
  disegni  di  legge  all'ordine  del giorno  e  non  ricompresi  nei
  fascicoli distribuiti.
   Tale  decisione  è  stata  assunta sulla base  delle  disposizioni
  regolamentari che prevedono:
   -  l'obbligo  della preventiva presentazione degli emendamenti  in
  commissione (art. 111, comma 1 bis);
   - l'attinenza alla materia oggetto del disegno di legge( art. 111,
  comma 2 e articolo 112, comma 3);
   -  i  requisiti  formali e temporali previsti per la presentazione
  (articolo 112, commi 1, 4, 6 e 7).
   - come abbiamo fatto tra l'altro nel corso di questa legislatura.
   In  riferimento  agli emendamenti presentati al disegno  di  legge
  sull'IRSAP  e classificati con i nn. A.14, A.11, A.9, A.10  e  A.7,
  aventi per oggetto misure per la stabilizzazione di personale,  gli
  stessi  sono  inviati  alla Commissione V per essere  eventualmente
  esaminati   in   un   disegno  di  legge  apposito   che   affronti
  ulteriormente   la   materia  considerata.  Ricordo   infatti   che
  l'Assemblea  ha  recentemente  approvato  una  legge  organica  del
  settore (l.r. n. 24/2010).
   Preciso,  infine,  che  a  seguito delle note  vicende  che  hanno
  riguardato l'onorevole De Luca, gli emendamenti che recano  la  sua
  firma sono decaduti.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Articolo 1.
                               Princìpi

   1.    La    Regione,   nell'esercizio   delle   proprie   funzioni
  amministrative, provvede ad una  razionale distribuzione delle sale
  ed arene cinematografiche, garantendone una diffusione capillare  e
  tecnologicamente avanzata sull'intero territorio,  valorizzando  la
  funzione sociale dell'esercizio cinematografico ed il carattere  di
  importante strumento di crescita economica e sociale, nel  rispetto
  dei  princìpi  sanciti  dall'articolo 1 della  legge  regionale  21
  agosto  2007,  n. 16, anche facendo ricorso a risorse  nazionali  e
  comunitarie».

   Comunico  che  sono  stati presentati dagli  onorevoli  Gucciardi,
  Barbagallo, Galvagno e Rinaldi gli  emendamenti  1.1 e 1.2.

   GUCCIARDI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2.
                                Definizioni

   1. Per le finalità della presente legge, si intende:

   a)  per  sala  cinematografica, uno spazio chiuso  dotato  di  uno
  schermo e di adeguate attrezzature
   tecniche, destinato a pubblico spettacolo cinematografico;

   b)  per  cinema-teatro, lo spazio chiuso di cui  alla  lettera  a)
  dotato   anche   di   palcoscenico   attrezzato,   destinato   alle
  rappresentazioni teatrali di qualunque genere;

   c)  per  multisala,  l'insieme di due o più sale cinematografiche,
  adibite  a  programmazioni  multiple,  realizzate  in  un  medesimo
  immobile e tra loro comunicanti;

   d)  per  cinema  ambulante, l'esercizio commerciale di  proiezioni
  cinematografiche  attuate  con  l'impiego  di  attrezzature  mobili
  installabili in luoghi chiusi o all'aperto;

   e)  per arena, il cinema all'aperto, funzionante esclusivamente in
  un   periodo  circoscritto,  allestito  su  un'area  delimitata   e
  appositamente attrezzata per le proiezioni cinematografiche;

   f)  per  cinecircolo, il luogo a carattere associativo, in  regola
  con  la  normativa  di carattere igienico-sanitaria,  destinato  ad
  attività cinematografiche;

   g)  per  realizzazione,  la costruzione  di  nuove  strutture  con
  conseguente zonizzazione dell'area relativa, ovvero gli  interventi
  consistenti nella demolizione e ricostruzione;

   h) per trasformazione ed adattamento, la modifica di strutture, al
  fine di renderle idonee allo svolgimento di opere cinematografiche;

   i) per ristrutturazione, l'adeguamento strutturale o funzionale di
  strutture già adibite all'esercizio dell'attività cinematografica;

   l)   per   ampliamento,  l'aumento  dei  posti  di  un   esercizio
  cinematografico in attività».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno e Rinaldi: 2.1;
   - dagli onorevoli Maira e Caronia: 2.2.
   Si passa all'emendamento 2.1.

   GUCCIARDI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 2.2 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3.
                                Obiettivi generali

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 1, la Regione promuove  lo
  sviluppo  e  la  riqualificazione  degli  esercizi  cinematografici
  perseguendo i seguenti obiettivi:

   a)   individuazione   ed   inserimento  degli   esercizi,   previa
  valutazione  delle specifiche esigenze socioculturali del  contesto
  territoriale  di  riferimento e sotto il  profilo  del  sistema  di
  infrastrutture e servizi alla mobilità presenti;

   b)  diffusione  e potenziamento dell'offerta di esercizi  in  aree
  periferiche o particolarmente svantaggiate, contribuendo alla  loro
  riqualificazione ed aumentandone la vivibilità e la sicurezza;

   c)   favorire   la   presenza  di  esercizi  nei  centri   storici
  salvaguardando l'integrità architettonica originaria degli immobili
  ospitanti;

   d) garantire l'insediamento in aree montane e in comuni minori;

   e)  garantire l'applicazione dei contratti collettivi nazionali di
  lavoro a tutti i lavoratori addetti al servizio cinematografico;

   f)  favorire  un  equilibrato sviluppo di tutte  le  tipologie  di
  esercizio, assicurando il rispetto della libera concorrenza.

   2.  Ai  fini  di  cui  al comma 1, l'Assessore  regionale  per  il
  turismo,  lo  sport e lo spettacolo stabilisce  i  criteri  per  il
  rilascio,  da  parte dei comuni territorialmente competenti,  delle
  autorizzazioni per la realizzazione, trasformazione ed  adattamento
  di  immobili  e  spazi da destinarsi all'attività  cinematografica,
  nonché per la ristrutturazione o ampliamento degli esercizi già  in
  attività  alla data di entrata in vigore della presente  legge,  le
  modalità   di   presentazione  delle  istanze,  la   documentazione
  necessaria e le modalità di effettuazione dell'istruttoria».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno e Rinaldi: 3.1,
  3.2;
   - dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti, Gentile: 3.3, 3.4.

   GUCCIARDI.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti 3.1 e 3.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  3.5 che così recita:
   «All'articolo  3,  comma  1,  lettera  d)  sostituire  la   parola
   garantire' con la parola  favorire'».
   Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Marrocco. Ne
  do lettura:
   «Al comma 1 aggiungere la lettera  e bis)':
    e  bis)  favorire  il  riconoscimento e  la  valenza  delle  sale
  cinematografiche storiche».

   Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BUZZANCA, relatore. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.4, a firma dell'onorevole Marrocco. Ne
  do lettura:
   «Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
    2   bis.  Nell'ambito  dei  propri  strumenti  di  pianificazione
  urbanistica  e  commerciale, i Comuni favoriscono la  riattivazione
  degli esercizi cinematografici dismessi, nonché la riqualificazione
  degli  esercizi  ubicati nei centri storici,  anche  attraverso  la
  parziale   destinazione  della  superficie  a  servizi  o  attività
  commerciali compatibili. Al fine di garantire un'adeguata  presenza
  di  sale  cinematografiche, i Comuni possono stipulare  convenzioni
  con  circoli di cultura cinematografica, associazioni di promozione
  sociale, fondazioni o altri soggetti privati dotati di esperienza e
  competenza  nell'esercizio cinematografico. Nelle convenzioni  sono
  previste  misure  idonee a garantire la presenza  di  film  d'essai
  nella programmazione».

   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Marrocco   il
  subemendamento 3.4.1:
   «Dopo  il comma 2, dopo le parole  la parziale destinazione  della
  superficie a servizi o attività commerciali compatibili' aggiungere
   secondo il giudizio formulato dal nucleo di valutazione'.

   Il parere della Commissione?

   BUZZANCA, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport, e  lo  spettacolo.
  Signor    Presidente,   si   tratta   di   un   aspetto    tecnico.
  Sostanzialmente,  l'emendamento dice che,  nell'ambito  dei  propri
  strumenti  di  pianificazione urbanistica e commerciale,  i  Comuni
  favoriscono   la   riattivazione  degli  esercizi   cinematografici
  dismessi,  nonché  la riqualificazione degli esercizi  ubicati  nei
  centri  storici,  anche attraverso la parziale  destinazione  della
  superficie a servizio di attività commerciali compatibili.
   Il subemendamento 3.4.1 prevede che ciò sia dichiarato compatibile
  da  parte del nucleo di valutazione; quindi è necessario che non ci
  sia  solo  un  parere favorevole dei Comuni, ma che  debba  esserci
  anche un parere cogente da parte del nucleo di valutazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  non  vorrei
  che  per  eccesso di generosità, siccome vogliamo  troppo  bene  al
  cinema,  rischiamo di ucciderlo. L'emendamento 3.4, al  di  là  del
  subemendamento,  stabilisce che le sale  cinematografiche  dismesse
  possono  diventare  salumerie; sostanzialmente,  dice  che  possono
  diventare attività commerciali.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, lei sa bene  che  questo  è  già
  possibile.

   CRACOLICI  appunto  Quindi, non ho capito di cosa stiamo parlando.
   Devo  dire che ho qualche dubbio di fondo sul disegno di legge  in
  esame.
   Noi   stiamo   facendo  una  norma  che  si  pone  due  obiettivi:
  regolamentare,  mi auguro, per ampliare l'offerta  cinematografica,
  ma  con questa legge andiamo a stabilire che, dato che gli esercizi
  cinematografici che in Sicilia, come nel resto d'Italia,  rischiano
  di  morire,  per farli aprire devono esserci dei parametri.  Stiamo
  intervenendo sul principio dell'attività libera, dal punto di vista
  del mercato cinematografico.
   All'articolo 4, lo discuteremo tra qualche secondo, stabiliamo che
  ci vogliono le distanze minime.
   Lei  che  come  me,  signor Presidente, è  cittadino  di  Palermo,
  comprende che secondo questa legge non potremo più avere il  cinema
  Imperia accanto al cinema ABC, perché sono due cinema a distanza di
  qualche metro. Io capisco che una cosa é mettere un distributore di
  benzina  e  stabilire  che ce ne sia uno ogni chilometro,  trecento
  metri, altra cosa è fare un cinema.
   In una città, immaginare che i cinema debbano essere distribuiti e
  non  ci  possa essere anche una naturale concentrazione, a  seconda
  delle  aree  di  vita  e  di socialità dei  cittadini,  mi  sembra,
  obiettivamente, una cosa che non sta né in cielo né in terra.
   La  norma, a cosa serve? Noi stiamo stabilendo che possiamo mutare
  la  destinazione  d'uso delle sale cinematografiche;  é  una  norma
  urbanistica già contemplata dalla legge 71 del 1978.
   Cosa   vogliamo   fare  con  questo  emendamento?  Cosa   vogliamo
  aggiungere?
   Signor  Presidente,  non  vorrei che  ci  coprissimo  di  ridicolo
  approvando una legge così fatta.
   Dopo  avere approvato come Assemblea regionale quella sugli ottici
  -  e  in  questo  siamo l'unica regione in Italia  dove,  per  fare
  l'ottico,  si  deve  essere  in un territorio  dove  vivono  almeno
  ottomila  abitanti perché, altrimenti, non si può fare  l'ottico  -
  adesso  facciamo la legge sul cinema e stabiliamo che da  domani  i
  cinema si aprono, non si capisce sulla base di quali parametri
   Occorrerebbe  qualche riflessione in più, e  la  chiedo  anche  al
  Governo.
   Forse qualche ulteriore riflessione va fatta.
   L'intento  dell'onorevole Calanducci,  che  io  ho  condiviso,  di
  ampliare l'offerta cinematografica, non vorrei che con questa norma
  ottenesse   come   risultato  paradossale  di   ridurre   l'offerta
  cinematografica, di renderla così complessa da finire per  ridurla.
  Io  mi  sarei  aspettato  che  questo  provvedimento  favorisse  la
  presenza delle sale cinematografiche nelle aree dove non ci sono.
   Ma  stabilire  che si va a rideterminare, sulla base di  parametri
  demografici   e  di  distanze  minime,  la  presenza   delle   sale
  cinematografiche  è  un  cazzotto  alla  libera  concorrenza   che,
  personalmente, non mi sento di condividere. Vorrei  capire  a  cosa
  servono questo emendamento 3.4 e il relativo subemendamento  3.4.1,
  qual  è l'obiettivo, visto che la norma, con la legge 71 del  1978,
  già consente le variazioni di destinazione d'uso
   Il  Presidente Cascio viene da un quartiere di Palermo dove  c'era
  un  vecchio  cinema  che  si  chiamava  Corallo',  se  lo  ricorda,
  Presidente? Oggi è diventato un supermercato.
   Io  appartengo a quella generazione che ha vissuto con  dispiacere
  che  un  cinema di Palermo diventasse un supermercato. Ma mi  rendo
  conto che questo è il mercato.
   Tuttavia  mi  chiedo:  che  dobbiamo  fare,  come  affrontiamo  il
  problema?
   Mi  sembra eccessiva l'intenzione e l'effetto che questa legge  si
  propone. Forse qualche riflessione in più non sarebbe male prima di
  rischiare di coprirci di ridicolo.

   PRESIDENTE. Comunico che la Commissione d'indagine su  Sicilia  e-
  servizi è autorizzata a riunirsi in concomitanza dei lavori  d'Aula
  per eleggere l'ufficio di Presidenza.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  ho
  nutrito alcune considerazioni, alcune perplessità su questo disegno
  di legge, ho visto che c'era un lasciar fare generale.
   Tuttavia  l'intervento  dell'onorevole  Cracolici  mi  induce   ad
  esternare  compiutamente le mie perplessità, che  si  affiancano  a
  quelle che ha illustrato il mio capogruppo.
   Volevo  esprimere  un'altra  preoccupazione.  Noi  stiamo  in  una
  regione  che  avrebbe,  o  spesso  dovrebbe  avere,  l'intento   di
  semplificare, di delegiferare, di sburocratizzare, di snellire e di
  decentrare.  Stiamo invece immaginando che anche per l'apertura  di
  un   esercizio  cinematografico  si  debba  ricorrere  a  un  piano
  triennale,  a  un nucleo di valutazione; rischiamo di  condizionare
  anche  l'attività più elementare che - ripeto - non  è  un'attività
  sociale, non è un'attività finanziata, non si tratta di fare  asili
  nido,  non  c'è  un  finanziamento,  quindi  è  un'attività  legata
  all'imprenditoria  privata  ancorché  ha  per  oggetto  un'attività
  culturale,  ma  un'attività  libera,  imprenditoriale.   E   stiamo
  immaginando  che  l'apertura di un'attività  imprenditoriale  debba
  essere  assoggettata a questo insieme di norme  e,  quindi,  essere
  regolamentata in un momento storico e in una regione che ha bisogno
  di decentrare, di semplificare e di sburocratizzare.
   Credo   che,   fermo  restando  l'apprezzamento   di   una   parte
  dell'intento  che questa legge si vuole proporre  di  fare,  stiamo
  facendo  esattamente il contrario di quello che noi  dovremmo  fare
  con  tutte le attività economiche. E non si capisce perché  proprio
  con  gli  esercizi  cinematografici  dovremmo  costruire  un  piano
  triennale,   un  nucleo  di  valutazione,  una  struttura   e   una
  sovrastruttura  a complicazione di questo indirizzo.  So  bene  che
  esiste  un  decreto nazionale che orienta in questa  direzione,  ma
  dico espressamente che non concordo con l'intento di questo decreto
  voluto  dal  governo  Berlusconi e  credo  che  sia  nettamente  in
  contrasto con ciò che noi invece dovremmo fare.
   Pertanto, per altro verso e con argomentazioni parallele a  quelle
  dell'onorevole  Cracolici, mi permetto di  richiamare  l'attenzione
  dell'intero   Parlamento  e  dell'assessore  affinché   si   valuti
  l'opportunità  di  soprassedere e  di  meditare  meglio  su  questo
  disegno   di  legge,  in  quanto  -  ripeto  -  non  lo  condivido.
  Naturalmente poi l'Aula è sovrana.
   Credo  che  stiamo introducendo elementi di governo  assolutamente
  superfetativi  rispetto a quelli che richiederebbe  la  natura  del
  mercato,  in  cui  un  libero  esercizio  cinematografico   intende
  svolgersi.

   CALANDUCCI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  si
  sia   un   po'   equivocato  anche  perché  obiettivamente   questo
  emendamento e il relativo subemendamento, che è stato richiesto dal
  Governo  appunto per andare nella direzione in cui diceva  poc'anzi
  l'onorevole  Cracolici,  è proprio quello  di  potere  stimolare  a
  recuperare  le  sale  dismesse  e  a  favorirne  una  riattivazione
  dedicando  parte  dell'attività ad attività  commerciali  che,  tra
  l'altro, come benissimo ha detto l'onorevole Cracolici, si  possono
  fare anche oggi.
   Per  i  centri  storici soprattutto è un qualche cosa  in  più  in
  quanto  chiediamo  che vi sia anche la valutazione  del  nucleo  di
  valutazione,  che  è  rappresentativo sia  per  interesse  che  per
  qualità  e competenza. Detto questo, tornando al disegno di  legge,
  onorevole  Cracolici, il subemendamento non è  riferito  ai  vecchi
  cinema  o ai cinema già esistenti. La distanza o comunque il numero
  degli   abitanti   sono   riferiti  come   parametro   alle   nuove
  realizzazioni  affinché  siano garantite  e,  di  conseguenza,  per
  essere realizzate devono in qualche maniera essere regolamentate.
   Per  essere  chiari  ci  riferiamo  alle  multi  sale  dei  centri
  commerciali.
   Voglio  ribadire che i cinema già esistenti non sono sottoposti  a
  questa  regola, anzi stiamo cercando di riattivare anche quelli  al
  di  là  di  ogni immaginazione. Tra l'altro, onorevole Cracolici  e
  onorevole  De  Benedictis,  la  richiesta  di  autorizzazione   per
  l'insediamento  di  una  struttura  cinematografica  é   sottoposta
  all'assenso  obbligatorio, all'istituto del silenzio-assenso,  e  i
  novanta  giorni richiesti - che inizialmente erano sessanta,  e  in
  Commissione si è discusso di questo e si è prolungato il termine  a
  novanta - tutto ciò favorisce l'insediamento.
   Oggi,  come  lei  sa, può succedere benissimo che, essendo  l'iter
  lunghissimo - può durare anni -, onorevole Cracolici, è  importante
  avere  stabilito attraverso il principio del silenzio-assenso  che,
  se  dopo novanta giorni l'istanza non viene valutata adeguatamente,
  scatta  il  silenzio-assenso e si può avviare l'attività  superando
  l'ostacolo odierno per cui si rischia di dover attendere due o  tre
  anni,   per   le   variazioni  urbanistiche  ovvero  per   ricevere
  autorizzazioni  varie. Con questa legge, invece, in novanta  giorni
  se  non  c'è la risposta adeguatamente motivata si va avanti  nella
  realizzazione dell'opera.
   Per cui credo che a volerlo leggere con attenzione, il disegno  di
  legge   contiene  in  sé  tutti  questi  meccanismi  e  una   nuova
  regolamentazione   non   potrà   far   sì   che   le   nuove   sale
  cinematografiche,  i  nuovi insediamenti  annullino  a  vicenda  la
  potenzialità del settore.
   Tutto ciò potrà, invece, dare vita ad una programmazione per dire,
  ad  esempio,  che  nel territorio di Palermo si può  realizzare  un
  numero  di sale o un numero di posti distribuiti in questa  maniera
  e,    naturalmente,   gli   imprenditori   potranno    realizzarli.
  Sicuramente,  dunque, la regolamentazione ne favorisce l'esercizio,
  è un'incentivazione, e non il contrario.

   BUZZANCA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  ho
  approfondito,  ovviamente, nel corso dei lavori  della  Commissione
  questa norma che mi pare quanto mai opportuna.
   Ritengo  che  un  riordino  del sistema  debba  essere  certamente
  operato e abbiamo fatto un lavoro in collaborazione con il Governo,
  con l'assessore Tranchida.
   Non  ho  la  preoccupazione che ha l'onorevole  Cracolici,  perché
  tutto ciò che è autorizzato è autorizzato. Punto. Quindi, tutto ciò
  che   è  autorizzabile  sarà  oggetto  di  questa  norma,  mi  pare
  assolutamente pacifico, e non credo che ci sia bisogno di ulteriori
  approfondimenti  per  arrivare a questa  conclusione.  Però  alcune
  preoccupazioni dell'onorevole Cracolici posso farle mie.
   E' chiaro che questo è un settore particolarmente delicato, che  è
  diventato  patrimonio della cultura del nostro Paese,  e  non  solo
  della nostra Regione.
   Se  noi  andiamo avanti nel percorso individuato dalla Commissione
  con  il  testo esitato per l'Aula e se si evita di intervenire  con
  emendamenti  e subemendamenti, sui quali - devo dire francamente  -
  ho  visto  che  vi è un momento di confusione, anche da  parte  del
  Governo.  Come, ad esempio, nell'emendamento 3.1 il  Governo  aveva
  visto  come  la posizione della Commissione non fosse perfettamente
  in  linea  con la propria posizione, invece era solo un emendamento
  tecnico.
   Questa è una legge che i siciliani aspettano. E' una legge che, se
  fatta  bene, può dare un notevole impulso, un incremento al settore
  cinematografico che sta vivendo un momento di crisi.
   Se  si giunge ad un approfondimento concreto, serio, io penso  sia
  più  opportuno  farlo  in tempi rapidissimi. Al  contrario,  se  il
  Governo  è  d'accordo e così pure le forze politiche in Parlamento,
  possiamo  approvare per ora il disegno di legge così come  è  stato
  esitato  dalla  Commissione perché questi aggiustamenti  in  corsa,
  questi momenti di confronto, che poi diventano confronto più o meno
  serrato, più o meno attento, più o meno consapevole, secondo me non
  serviranno  alla  legge  né  ci daranno  quel  contributo  che  gli
  operatori del settore ci chiedono.
   Pertanto, la mia proposta all'Aula è di procedere all'approvazione
  tout  court  dell'impianto che è stato licenziato dalla Commissione
  o,  al  contrario,  di rinviare il testo per un approfondimento  in
  Commissione   e  in  quella  sede,  con  i  tecnici  che   potranno
  supportarci,  si potranno eventualmente accogliere  i  suggerimenti
  che  vengono  dai  colleghi  al fine di  esitare  un  provvedimento
  migliore  rispetto  a  quello  che la  Commissione  in  origine  ha
  esitato.

   FIORENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIORENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  il
  cinema  è  una  forma d'arte fortemente collegata  al  mondo  della
  cultura  e  ne  è l'esempio più moderno, nella pura  accezione  del
  termine.  Gli  artisti per secoli, per millenni, si sono  dilettati
  dapprima all'esercizio della letteratura, della scultura, dell'arte
  figurativa;  quella del cinema è in assoluto la più  recente  delle
  forme  d'arte che la moderna società civile vive e che si  appresta
  peraltro a vivere anche nelle forme più svariate.
   Cercare  di  licenziare in questo modo lo strumento che  riesce  a
  fare sì che questa forma di cultura possa essere apprezzata, che  è
  quella  della  sala cinematografica, legandola ad  alcuni  princìpi
  legislativi, obiettivamente mi trova non in perfetta sintonia.
   Immaginare   che  più  sale  cinematografiche  possano  consentire
  all'utente  di scegliere non il gestore della sala cinematografica,
  ma  il tipo di film che viene proiettato, e limitare e obbligare in
  questo  modo  il  cittadino a dovere fare cinque,  sei,  settecento
  metri   perché  una  sala  cinematografica  non  può  stare  vicina
  all'altra,  mi sembra una limitazione alla scelta culturale  a  cui
  ogni  cittadino  si  deve avvicinare, e mi sembra  pure  fortemente
  lesivo della dignità e dello stesso principio di avvicinamento alle
  forme d'arte, alle forme culturali.
   Condivido,   quindi,  e  mi  scuso  con  l'Aula  per   non   avere
  approfondito  il testo del disegno di legge nel tempo  e  nei  modi
  opportuni e mi scuso pure con la Commissione che avrà lavorato  per
  portare  questo  disegno di legge in Aula così com'è,  però  reputo
  fondamentale  e  importante che l'Aula  possa  avere  una  maggiore
  disponibilità di approfondimento.
   Pertanto,   signor   Presidente,   mi   associo   alla   richiesta
  dell'onorevole Buzzanca affinché il testo torni in Commissione  per
  essere  poi, magari, maggiormente condiviso dall'Aula  e  con  chi,
  come  me,  ha  intenzione  di  contribuire  evitando  di  provocare
  rallentamenti  all'iter  legislativo, nel momento  in  cui  dovesse
  presentare degli emendamenti.

   MARROCCO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARROCCO. Signor Presidente, pur non avendo compreso fino in fondo
  l'intervento  dell'onorevole  Cracolici,  e  considerato   che   il
  sottoscritto non è firmatario di questa norma e come altri deputati
  non ha seguito l'iter legislativo del disegno di legge in tutte  le
  sue  fasi  fino  a  quella a cui siamo chiamati in  Aula,  entro  i
  termini  previsti,  di  presentazione dei  nostri  emendamenti,  se
  l'onorevole Cracolici, come anche i miei colleghi, legge il  tenore
  e la sostanza dei miei emendamenti, essi sono tutti orientati ad un
  unico  obiettivo,  che  è quello della salvaguardia  di  una  certa
  identità  storica  del cinema e soprattutto dei  cinema  in  quanto
  strutture   e   immobili   incastonati  all'interno   del   tessuto
  urbanistico dei centri storici delle nostre realtà.
   Questo  era  l'orientamento e tale rimane in tutti gli emendamenti
  che  ho  presentato, e ciò non per creare polemiche, assolutamente,
  ma per chiarire lo spirito degli emendamenti.
   Dopo  di che, se ci si accorge all'ultimo minuto, magari,  di  non
  avere letto la norma o di non avere seguito l'iter perché non la si
  reputava  una norma importante e all'ultimo secondo si  chiede  che
  sia rinviata in Commissione, lo possiamo anche fare. Certo, secondo
  me, non è rispettoso nei confronti dei lavori della Commissione che
  ha utilizzato del tempo, che ha portato a termine il suo lavoro,  e
  non è rispettoso nei confronti di tutti i deputati. Se ci sono cose
  da  correggere, le correggiamo in Aula; se quel mio emendamento, il
  3.4,  non  è  condiviso o non è perfettamente chiaro,  allora  sono
  pronto  anche a ritirarlo. Questo non è assolutamente un  problema,
  Presidente.
   Certo è che non ci si può svegliare un giorno, all'ultimo secondo,
  leggere  un disegno di legge e decidere che, siccome non  lo  si  è
  approfondito, lo dobbiamo rimandare in Commissione.
   Penso  che questo non fa bene ai lavori dell'Aula, non fa bene  ai
  lavori  delle  Commissioni che svolgono un ruolo  non  indifferente
  nella stesura delle norme, e certo non fa bene a tutti quanti noi.
   Quindi, per alleggerire i lavori, io sono pronto a ritirare il mio
  emendamento e ad andare avanti sul testo esitato dalla Commissione.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   dico
  all'onorevole Marrocco che probabilmente apparterrò anche a  quella
  nutrita  schiera di deputati che, non essendo componenti di  quella
  Commissione, non hanno particolarmente attenzionato il testo, e  di
  ciò faccio ammenda.
   Al  di là di questo, però, sono sicuramente tra quei deputati  che
  hanno letto il testo nel momento in cui ormai era pronto per l'Aula
  e  sono  convinto della bontà dell'idea, sono convinto della  buona
  volontà di trovare un'adeguata soluzione ad un problema; però credo
  che  la  soluzione  che si vorrebbe adottare non  è  conseguente  a
  questa premessa e a questa finalità.
   Mi  iscrivo, quindi, anch'io al gruppo di parlamentari che credono
  più  opportuno un ritorno in Commissione per approfondire, e vorrei
  illustrare alcune delle ragioni che mi inducono a sostenere questo.
  In   un  momento  in  cui  si  parla  tanto  di  federalismo  e  di
  decentramento,   il   fatto  che  ad  operare   la   funzione   sia
  esclusivamente e innanzitutto l'Assessorato regionale  del  turismo
  nello stabilire i criteri in ordine ai quali aprire, realizzare  le
  sale  cinematografiche, addirittura tenendo  conto  della  distanza
  minima  tra  gli esercizi cinematografici presenti in  un  medesimo
  comune,  come  se eventualmente il fatto di avere più cinema  nello
  stesso  viale o nella stessa strada possa comportare non  so  quale
  problema.  Non  capisco quale sia il problema se in un  territorio,
  per   esempio,   le  sale  cinematografiche  sono  l'una   prossima
  all'altra.
   Qual  è il problema, qual è il danno, posto che c'è una situazione
  complessiva di carenza di cinema che devono essere aperti, forse il
  fatto che siano vicini? Qual è la conseguenza negativa?
   Non la comprendo.
   Dico  pure  che in una logica di decentramento il fatto che  tutto
  debba    essere    gestito    come   criterio,    come    indirizzo
  dall'Assessorato,  e  da  un nucleo, da  una  struttura  che  viene
  nominata poi dalla Giunta, anche se su proposta dell'assessore,  la
  considero una sovrastruttura alla semplificazione, e vi posso  fare
  un  esempio  ancora più calzante. All'articolo 7, che  riguarda  il
  rilascio delle autorizzazioni, ho presentato assieme ai colleghi di
  Forza  del Sud un emendamento che serve a disciplinare un  contesto
  diverso:  da  una  parte, vi è la sala storica,  la  piccola  sala,
  l'arena,   e  in  questo  caso  che  bisogno  c'è  del  nucleo   di
  valutazione?  Perché  mandare tutta questa  documentazione  per  la
  piccola  sala di paese, per la piccola sala all'aperto nel  periodo
  estivo?
   Mandare il tutto al nucleo di valutazione - ammesso e non concesso
  la  bontà  di  fare ciò -, ribadisco, appesantisce il normale  iter
  amministrativo, lo farei per la multisala o per una sala che ha  un
  interesse sovracomunale, ma non per la piccola sala o per  la  sala
  all'aperto  estiva,  per  l'arena. Quindi,  l'emendamento  serve  a
  distinguere le tipologie.
   Mi  sono  permesso  di fare qualche esempio perché  credo  che  la
  singola amministrazione comunale, eventualmente in raccordo con  la
  provincia, ammesso e non concesso, è già più che abilitata  a  dare
  indicazioni,   se   quelle  sale  servono,  e   a   rilasciare   le
  autorizzazioni;  non  c'è  bisogno di  sacrificare  una  competenza
  specifica  del territorio alla Regione che deve avere una  funzione
  di indirizzo generale.
   Allora,  posto  che come dice l'onorevole Fiorenza,  e  dice  bene
   cinema  è cultura, cinema è arte, cinema è crescita culturale  dei
  cittadini,  cinema  è  educazione, cinema è  conoscenza,  cinema  è
  confronto, cinema è dibattito, cinema è conoscenza delle  questioni
  dal  punto  di  vista non soltanto storico, ma anche dal  punto  di
  vista  letterario ,  facciamolo e  si  promuova  una  politica  che
  agevoli, incrementi, aiuti, favorisca, finanzi eventualmente queste
  attività.
   Ma  a questo si limiti il ruolo della Regione, non ad altro. Credo
  che  se le assegnassimo altro compito, a mio avviso si rischierebbe
  di  appesantire  e  di  sacrificare  la  più  immediata  competenza
  dell'ente  locale  comune e di appesantire un già gravoso  processo
  burocratico che, come Assemblea regionale, da qualche tempo abbiamo
  pensato di migliorare.
   Devo  dire però, e concludo, che ancora una volta questo tentativo
  non   è   sortito   perché  abbiamo  operato  una   riforma   della
  semplificazione che ha, di fatto, equiparato la nostra normativa  a
  quella  nazionale  e  comunitaria, ma non abbiamo  fatto  il  passo
  avanti   di   togliere  l'autorizzazione  preventiva,  e  viceversa
  corriamo  il  rischio  di  approvare una norma  che  appesantirebbe
  ulteriormente  di  passaggi burocratici perfino l'apertura  di  una
  sala estiva.
   Mi  sembra  opportuno, ribadisco, pur rispettando il lavoro  della
  Commissione  e sicuramente il lavoro dell'Assessorato  e  tutte  le
  buone  intenzioni, un ritorno in Commissione breve,  stringato,  ma
  che possa effettivamente migliorare il testo e semplificarlo.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  intervengo perché credo che l'emendamento presentato intenda, nello
  spirito,  promuovere e riprendere tutte quelle strutture  che  sono
  ubicate  nei centri storici, ma anche all'interno della città,  che
  non hanno più i requisiti per svolgere l'attività cinematografica.
   Secondo me, lo spirito di questo articolo non è quello di cambiare
  la destinazione urbanistica trasferendo le sale cinematografiche in
  un centro commerciale, perché questo lo può fare comunque qualsiasi
  privato chiedendo al comune di competenza il cambio di destinazione
  d'uso  e quindi, attraverso l'autorizzazione, aprire poi un  centro
  commerciale.  Credo  invece che lo spirito di  questo  articolo,  e
  quindi  di questo emendamento, sia quello di valorizzare  la  zona,
  dove  l'attività  prevalente  non è quella  commerciale  ma  quella
  cinematografica, quindi è un modo per favorire e sviluppare  ancora
  di più l'attività cinematografica all'interno delle città.
   Se   oggi   noi   guardiamo  i  nuovi  insediamenti   delle   sale
  cinematografiche,  quelle  costituite ex  novo,  vediamo  che  sono
  sempre   abbinate  a  forme  di  attività  ludica  che   permettono
  all'utente  di utilizzare sia la sala cinematografica  ma  anche  i
  divertimenti: ristoranti, pizzerie, centri commerciali.
   Ecco  perché sono favorevole a questo emendamento e mi auguro  che
  lo  spirito  con  cui è stato presentato venga condiviso  dai  miei
  colleghi  perché,  ripeto, l'attività prevalente  non  sarà  quella
  dell'attività  commerciale  bensì  quella  della  salvaguardia  del
  cinema,  e  anche  della  riqualificazione dei  centri  commerciali
  attraverso   l'insediamento   di   edifici   ormai   obsoleti   che
  rappresentavano magari le sale cinematografiche di un  tempo,  dove
  erano  punto  di  riferimento  e che  ora  si  trovano  abbandonati
  all'interno del centro cittadino dei comuni siciliani.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  effettivamente
  l'impianto  della legge è leggermente protezionistico,  però  credo
  che l'Aula sia chiamata a definire se l'esercizio cinematografico -
  il  cinema  - è un bene culturale o può essere abbinato a qualsiasi
  altro   luogo  dove  si  vende  qualcosa.  Se  l'Aula  decide   che
  l'esercizio cinematografico è un bene culturale che va  tutelato  -
  devo  ricordare  ai colleghi che un cinema che muore  è  una  parte
  della città, una parte della nostra storia, che muore, come è stato
  mirabilmente ricordato da Giuseppe Tornatore - allora decidiamo che
  non è assimilabile ad un negozio di biancheria, piuttosto che ad un
  negozio di scarpe, e quindi una regolamentazione va bene.
   Nella  storia  del  dopoguerra  noi  siamo  passati  da  una  fase
  iperprotezionistica, dove l'apertura di una sala era subordinata  a
  diecimila parametri, alla deregulation totale - laddove arrivano le
  mayor aprono ventiquattro sale, dodici sale, diciotto sale, fino  a
  trenta  o  trentadue  schermi - lì avviene la  fine  di  tutti  gli
  esercizi    commerciali,   la   fine   di   tutti   gli    esercizi
  cinematografici.
   Trovare  una  giusta  via di mezzo tra una legge  che  può  essere
  considerata  eccessivamente protezionistica, però una  salvaguardia
  del  cinema come bene culturale, credo che questa sia una cosa  che
  dobbiamo  fare.  Non è giusto che un esercente cinematografico  che
  investe  centinaia di migliaia di euro per ripristinare una vecchia
  struttura, poi veda Cinecittà Holding, che lavora con i soldi dello
  Stato,  aprire  una  multisala a trecento,  quattrocento  metri  di
  distanza,  perché è chiaro che quel cinema è chiuso, non ha  alcuno
  scampo.
   Credo  che  in questo caso debba prevalere una posizione dell'Aula
  rispetto a questo bene culturale.
   Se  è  un  bene  culturale, un minimo di tutela  va  dato.  Se  lo
  assimiliamo invece a qualsiasi store, allora siamo liberi  di  fare
  quello  che  facciamo. E' inutile, però, poi  spendere  lacrime  di
  coccodrillo quando il cinema Metropolitan o Lo Pò o Diana o  Fiamma
  andrà   a   chiudere,  perché  ne  stiamo  decretando  la  chiusura
  attraverso la liberalizzazione assoluta.
   Signor  Presidente, credo che valga la pena di continuare i lavori
  d'Aula   e  di  varare,  seppur  con  qualche  sprezzatura,  questa
  importante legge sull'esercizio cinematografico.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, io voglio  aggiungere  alle
  parole che mi hanno preceduto, e che ho molto apprezzato, una serie
  di considerazioni.
   Nel   momento  in  cui  l'onorevole  Calanducci  ha   portato   ed
  incardinato,  in  quarta Commissione, questo disegno  di  legge  di
  iniziativa  parlamentare, ho molto apprezzato tutta  una  serie  di
  elementi   presenti  nel  testo.  Innanzitutto  perché  i  soggetti
  pubblici,  in  generale  -  parlo dello Stato,  parlo  anche  della
  Regione  siciliana  -  si sono sempre occupati  del  momento  della
  produzione.
   Tutti  abbiamo assistito ad una innumerevole serie di  discussioni
  sul   famigerato  articolo  28,  sui  finanziamenti  statali   alle
  produzioni  cinematografiche, abbiamo  assistito  a  discussioni  e
  polemiche  sul  ruolo  della  Regione siciliana  nell'ambito  delle
  produzioni  e  delle co-produzioni cinematografiche.  Non  è  stato
  fatto   granché,   non  è  stato  fatto  molto  nell'ambito   della
  distribuzione,  nell'ambito dell'esercizio cinematografico.  Non  è
  stato fatto molto, almeno per quanto riguarda la Regione siciliana,
  perché  in realtà voglio ricordare ai deputati che sono intervenuti
  prima  del  Governo, che esistono una mezza dozzina di leggi-quadro
  regionali cinematografiche che sono state varate, dal 1995 al 2009,
  dalle  Marche  all'Emilia, dalla Puglia alla  Sardegna,  che  hanno
  stabilito  tutta una serie di regole. Proprio perché la  realtà  ci
  insegna  che  il  cinema,  inteso come  produzione  culturale,  sta
  scomparendo  e  sta  scomparendo proprio  perché,  sostanzialmente,
  scompaiono  le sale cinematografiche, perché il cinema italiano  ed
  europeo  viene  sommerso,  spesso  e  volentieri,  non  dal  cinema
  indipendente o di qualità di produzione, per esempio nordamericana,
  ma da produzioni esclusivamente commerciali.
   Da questo punto di vista, voglio ricordare anche ai colleghi della
  sinistra  che  sono intervenuti che la qualifica  di  eccezionalità
  culturale,  fatta  propria dal ministro Jack Lang  in  Francia,  va
  assolutamente in questa direzione. Se noi non approntiamo una legge-
  quadro  che,  da  un lato, possa usufruire di risorse  nazionali  e
  comunitarie e, dall'altro lato, in qualche modo, consegna a noi, ai
  nostri  figli,  al  nostro  futuro come realtà  culturale  i  nuovi
   Cinema Paradiso', di cui Tornatore ci ha parlato nel famoso  film,
  rischiamo di assistere alla sparizione di tutta la rete.
   Voglio  ricordare  che  negli anni '60 e '70  c'era  Italnoleggio,
  negli  anni '60 e '70 c'erano le città capo zona. Tutto questo  non
  esiste più
   Siamo  di  fronte  ad  una  grande  distribuzione  che,  però,   è
  accentrata   nelle  mani  di  pochissimi  trust  e  di   pochissime
  corporation  e, quindi, varare una legge di questo  tipo  che,  nel
  comma  b),  nel comma c), nel comma d) dell'articolo 3 parla  della
  difesa  e  della necessità che nelle periferie urbane,  nei  centri
  storici, nelle aree montane ci siano degli esercizi cinematografici
  per  dare  la possibilità anche ai ragazzi che hanno visto soltanto
  la televisione di poter accedere ad una prospettiva diversa e anche
  ad  una  filmografia di qualità penso che sia una battaglia giusta,
  credo  che sia una battaglia condivisibile. E di fronte a un nucleo
  di  valutazione  che ha un'alta capacità di rappresentanza,  perché
  comprende  non soltanto i rappresentanti dell'ANEC, non soltanto  i
  rappresentanti  dell'AGIS,  ma  comprende  i  rappresentanti  delle
  associazioni sindacali, comprende i rappresentanti dei comuni e che
  ha tutta una serie di compiti, tra cui il monitoraggio dell'offerta
  cinematografica,  da questo punto di vista credo che  noi  dovremmo
  andare al varo di questa legge.
   Io  mi rimetto all'Aula, fermo restando che per quanto riguarda le
  distanze  minime vi preannuncio che le distanze minime riguardavano
  esclusivamente  una  dimensione  del  futuro,  non  riguardano   il
  presente  e ovviamente non riguardano il passato. In tal  senso  ho
  presentato un subemendamento che ritira questa parte e che modifica
  pure  la parte che riguarda gli adeguati parcheggi nel senso che  i
  parcheggi   ovviamente  ci  saranno,  ma  su   questo    adeguati',
  accogliendo la sollecitazione di alcuni deputati, ho presentato  un
  subemendamento per quanto riguarda le lettere b) e c) dell'articolo
  4.
   Tra  l'altro, vorrei ricordare, e concludo, che la Commissione  ha
  recepito tutte le osservazioni che sono state espresse dal Comitato
  per la qualità della legislazione.

   Per  cui  noi  abbiamo fatto un lavoro che è stato di  equìpe,  la
  votazione  da  parte della Commissione è stata  unanime  e  abbiamo
  portato in Aula un testo assolutamente condiviso.

   BUZZANCA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA, relatore. Signor Presidente, il dibattito che  man  mano
  si  svolge  mi conforta ancora di più perché ci rendiamo conto  che
  sono  stati  presentati numerosi emendamenti, anche  da  parte  del
  Governo,  e  questo  deve  suggerirci un  approfondimento  serio  e
  concreto.
   Penso che lo si possa fare rapidamente, e lo si possa fare non con
  lo  spirito  di  chi vuol perdere tempo ma con lo  spirito  di  chi
  condivide  le  preoccupazioni  di  molti  colleghi  che  mi   hanno
  preceduto e che mi hanno seguito, per una legge che serva realmente
  a semplificare le procedure.
   Ritengo che gli stessi operatori del settore, che pure hanno visto
  con  favore fin dall'inizio questo percorso, nel momento in cui  lo
  stravolgiamo e non lo rendiamo aderente ai bisogni che  vengono  da
  quel  mondo importante e significativo, caro assessore,  penso  che
  non facciamo un buon servizio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Buzzanca, lei chiede il rinvio  formale  in
  Commissione  nel  senso  che  il  disegno  di  legge  viene   tolto
  dall'ordine del giorno dell'Aula?

   BUZZANCA, relatore. No, chiedo che non venga tolto dall'ordine del
  giorno dell'Aula.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  il  disegno  di  legge   resta
  all'ordine del giorno dell'Aula e la Commissione di merito farà  un
  approfondimento in maniera tale che martedì prossimo  possa  essere
  di  nuovo discusso in Aula. Assessore Tranchida, lei è della stessa
  opinione?

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, io ho già detto che mi rimetto  alla  decisione
  dell'Aula.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
    di tutela delle minoranze linguistiche  storiche della Regione
                    siciliana» (521-536 Stralcio/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  seguito   della
  discussione del disegno di legge nn. 521-536 Stralcio/A  «Norme  in
  materia  di  tutela  delle  minoranze linguistiche  storiche  della
  Regione siciliana», posto al numero 3).
   Invito i componenti della I Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  se  non  sorgono  osservazioni,  visto   che
  l'onorevole  Vinciullo  non è presente in Aula,  farà  le  veci  di
  relatore l'onorevole Cordaro, segretario della commissione.
   Ricordo   che  nella  precedente  seduta  era  stata   chiusa   la
  discussione generale ed era stato approvato il passaggio  all'esame
  degli articoli. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                          Attività didattiche

   l.  Alla fine del comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 24
  febbraio  2000,  n. 6, è aggiunto il seguente periodo:  Nei  comuni
  inseriti  negli  ambiti territoriali di cui  all'articolo  3  della
  legge   15  dicembre  1999,  n.  482  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, tali indici di riferimento possono essere  ridotti  a
  100 alunni».
   Comunico   che   è   stato  presentato  dall'onorevole   Cracolici
  l'emendamento 1.1, interamente sostitutivo dell'articolo, al  quale
  hanno  dichiarato di apporre la firma gli onorevoli Maira, Cordaro,
  Apprendi e Bufardeci:

   «Alla  fine del comma 6 dell'articolo 2  della legge regionale  24
  febbraio  2000,  n. 6, sono aggiunti i seguenti periodi:   Per  gli
  istituti  scolastici  che abbiano sede nei  comuni  inseriti  negli
  ambiti  territoriali di cui all'articolo 3 della legge 15  dicembre
  1999, n. 482 e successive modifiche ed integrazioni, tali indici di
  riferimento possono essere ridotti del 50 per cento. Tale riduzione
  si applica esclusivamente qualora l'istituto scolastico interessato
  abbia  sede  in comune non confinante con altri comuni tutelati  ai
  sensi  della legge 15 dicembre 1999, n. 482 e successive  modifiche
  ed  integrazioni e sempreché le condizioni di viabilità  statale  e
  provinciale  del  territorio siano disagevoli  causando  una  reale
  situazione di isolamento fisico e geografico del comune medesimo ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CORDARO, segretario della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi,

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi,

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Comunico  è stato presentato dagli onorevoli Barbagallo, Galvagno,
  Ammatuna e Lupo l'ordine del giorno numero 569 «Iniziative  per  il
  pagamento degli oneri relativi alle visite fiscali in favore  delle
  scuole siciliane».
   Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche e storiche
             della Regione siciliana» (521-536 Stralcio/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge nn. 521-536 Stralcio/A «Norme in  materia  di
  tutela   delle  minoranze  linguistiche  e  storiche  della  Regione
  siciliana». Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò,  Barbagallo,
  Bosco,  Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Caputo, Caronia,
  Cascio  Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, Cristaudo,
  D'Agostino,  De Benedictis, Di Mauro, Ferrara, Fiorenza,  Galvagno,
  Giuffrida, Greco, Incardona, Lo Giudice, Maira, Mancuso, Marinello,
  Marziano,   Mattarella,   Musotto,   Oddo,   Panarello,    Pantuso,
  Parlavecchio,  Pogliese,  Rinaldi, Ruggirello,  Speziale,  Termine,
  Torregrossa e Vinciullo.

   Sono  in  congedo: Corona, Faraone, Federico, Leontini, Panepinto,
  Raia.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            47
   Votanti             46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          46

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
     di aiuti alle imprese e all'inserimento al lavoro di soggetti
               svantaggiati. Proroga termini» (n. 729/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di  legge  numero 729/A «Norme in materia  di  aiuti  alle
  imprese  e  all'inserimento  al lavoro  di  soggetti  svantaggiati.
  Proroga termini», posto al numero 4).
   Invito i componenti della II Commissione a prendere posto al banco
  delle Commissioni.
   Ricordo   che  nella  precedente  seduta  era  stata   chiusa   la
  discussione generale ed era stato approvato il passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
                 Proroga applicazione aiuti al lavoro

   1. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
  e  del  lavoro,  in armonia con le norme in materia di  aiuti  alle
  imprese  in  vigore  nel  territorio  della  Regione  e  ai   sensi
  dell'articolo  39  della legge regionale 6 agosto  2009,  n.  9,  è
  autorizzato  a incrementare il periodo di applicazione degli  aiuti
  al  lavoro, di cui al titolo VI della medesima legge regionale,  al
  fine  di  agevolare le nuove assunzioni di lavoratori svantaggiati,
  molto svantaggiati e disabili».

   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole  D'Asero   un
  emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 1. Ne do lettura:
   «L'art. 1 è così sostituito:

                                 Art. 1
                 Proroga applicazione aiuti al lavoro
   Le disposizioni di cui al Titolo VI della legge regionale 6 agosto
  2009,   n.  9,  trovano  applicazione  per  tutto  il  periodo   di
  programmazione del P.O. FSE Sicilia 2007/2013 ».

   Sospendo brevemente la seduta.

        (La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore
                               18.05 ).

                 Presidenza del Vicepresidente FORMICA

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento sostitutivo 1.1, interamente
  sostitutivo dell'articolo 1.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              Articolo 2
        Modifiche all'articolo 53 della legge regionale 11/2010

   1.  Il  comma 1 dell'articolo 53 della legge regionale  12  maggio
  2010, n. 11, è così modificato:
    le  parole da  nel periodo' a  successivi' sono sostituite  dalle
  seguenti  per tutto il periodo di programmazione del P.O. F.S.E.  -
  Sicilia 2007-2013,'.»

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Maira  e  Caronia
  l'emendamento 2.1:
   «Aggiungere il seguente comma:
    2.  Le misure d'intervento previste dal presente capo legislativo
  possono essere cumulate con eventuali interventi statali nei limiti
  fissati dalla disciplina comunitaria in materia ».

   Comunico,   altresì,   che   al  medesimo   è   stato   presentato
  dall'onorevole Caronia il subemendamento 2.1.1:
   «All'emendamento  2.1, sostituire  dal presente capo  legislativo
  con  dal Titolo VI della l.r. 6 agosto 2009, n. 9 ».

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il subemendamento
  è  chiaramente consequenziale alla riscrittura dell'emendamento 1.1
  che  ha  precisato in maniera più dettagliata a quale legge  si  fa
  riferimento: al titolo VI della legge 9 del 2009.
   In  realtà,  attraverso questo emendamento, il 2.1,  si  pensa  di
  utilizzare, oltre che il credito di imposta che la Regione  prevede
  con  questa legge, pure il credito di imposta previsto dallo  Stato
  che è al vaglio del Senato per la conversione in legge del decreto-
  legge  numero  70  del 2011. Alla Camera è già passato,  per  il  7
  luglio  è  già  calendarizzata la votazione al Senato  per  cui  se
  verosimilmente  anche  il  credito di  imposta  verrà  approvato  a
  livello  nazionale,  le due formule potrebbero essere  cumulate  e,
  chiaramente, sarebbero di maggiore ausilio ai soggetti svantaggiati
  oggetto della legge.
   Ritengo  che  sia un tentativo che la Regione deve poter  esperire
  nel  caso  in cui il cumulo dei due interventi potrebbe  essere  di
  sostegno concreto alle imprese.
   Quindi,  l'idea è quella di presentare l'emendamento 2.1, che  poi
  viene  emendato  dal  2.1.1 per precisare  ancora  meglio  a  quale
  riferimento normativo si aggancia.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  l'emendamento presentato dall'onorevole  Caronia,  fermo
  restando   che   il  cumulo  non  può  che  essere  condiviso,   la
  cumulabilità è un beneficio per le imprese siciliane, è l'occasione
  che  consente  al Governo, pubblicamente, in questa eccellentissima
  Aula,   di   sottolineare   quanto  sia  assolutamente   incongruo,
  inadeguato,  inopportuno l'intervento che il Governo nazionale  sta
  cercando di fare con un uso surrettizio dei Fondi europei, con  una
  manovra  e  una  misura che il credito di imposta  che,  mentre  ha
  impedito alla Sicilia di utilizzarlo - quindi ha impedito a  questa
  Assemblea e al Governo di dare attuazione a una legge approvata  da
  questa  Assemblea e condivisa dalla Commissione europea  sottraendo
  inopinatamente  i fondi FAS -, oggi cerca di riproporlo,  cerca  di
  propinarlo  con  una  manovra, con  una  misura  che  è  del  tutto
  inopportuna poiché non arriverà da nessuna parte.
   E'  uno specchietto per le allodole, e ci dispiace che le allodole
  siano le imprese siciliane, perché ritenere di poter finanziare  il
  credito  di  imposta facendo riferimento ai Fondi  europei  è  pura
  fantasia  poiché  già  la  Commissione  europea,  anche  a  Palermo
  attraverso  il commissario Hahn, si è espressa in termini  contrari
  al finanziamento del credito d'imposta mediante fondi europei.
   Quindi,  anche  per  lo  Stato si rivelerà una  sonora  sconfitta,
  soltanto  che  avremo perso tempo utile per le nostre imprese,  che
  avremmo  potuto  invece impiegare proficuamente attuando  la  legge
  siciliana sul credito d'imposta che questa Assemblea ha approvato.
   Comunque, il parere è favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.1, a firma degli  onorevoli  Maira  e
  Caronia.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, come modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, intervengo anche se l'emendamento è stato già approvato
  giusto  per puntualizzare che le  norme in atto esistenti circa  la
  cumulabilità,  di fatto, trovano riscontro perché  la  legge  trova
  applicazione  in  costanza di applicazione anche della  legge  407,
  cioé   Esenzione oneri previdenziali e sociali .
   Quindi,   onorevole   Caronia,  se  questo  serve   a   rafforzare
  ulteriormente,   è   un   fatto   da  tenere   in   considerazione.
  Sostanzialmente, però, la cumulabilità delle norme è  nel  percorso
  della legge stessa, di fatto avviene.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                          Risorse finanziarie

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 63 della legge regionale  12  maggio
  2010, n. 11, le parole da  e per gli esercizi finanziari' fino alle
  parole   del 18 dicembre 2007.' sono sostituite dalle parole   e  a
  decorrere dall'esercizio finanziario 2011, per tutto il periodo  di
  programmazione del PO FSE Sicilia 2007-2013 la spesa  annua  di  30
  mila  migliaia  di euro cui si provvede con le risorse  finanziarie
  dell'asse  prioritario 2 Occupabilità - obiettivo D  del  Programma
  operativo regionale (P.O. F.S.E. - Sicilia 2007-2013) adottato  con
  decisione 2007/6722/CE del 18 dicembre 2007.'.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi.
   L'emendamento  A.2,  a  firma  degli  onorevoli  De  Benedictis  e
  Cracolici,  necessita di copertura finanziaria e, quindi,  è  stato
  trasmesso alla Commissione Bilancio.

   CRACOLICI. Lo  ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A.8, a firma dell'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.9, a firma degli  onorevoli
  Maira, Cordaro, Caronia, Cascio Salvatore, Dina e Catalano.  Ne  do
  lettura:
   «Aggiungere il seguente articolo:
    Art.  - 1. Nell'allegato A alla legge regionale 17 novembre 2009,
  n. 11, nell'ambito dell'attività economica  Servizi  (ex art. 1, c.
  1)  dopo  il codice attività 72.19.09. inserire il codice  attività
  82.20.00 - call center».

   Onorevole Caronia, vuole illustrarlo?

   CARONIA. Mi rimetto al parere del Governo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la norma prevede la possibilità  di
  concedere  i  benefici  a  tutti  i  soggetti  a  qualsiasi  titolo
  esercenti attività e professione, pertanto non comprendo  il  senso
  della  limitazione dato che oggi è possibile, con la legge  di  cui
  stiamo parlando, fare richiesta per avere riconosciuto il beneficio
  della stessa legge.
   Quindi,  onorevole  Caronia, vorremmo capire meglio  il  senso  di
  questo emendamento.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento -
  che  a  mio parere è anche molto semplice e molto utile - parte  da
  una  constatazione che credo sia nota a tutti: i  call  center,  di
  qualunque   tipo   e  di  qualunque  genere,  in   Sicilia   stanno
  smobilitando perché le condizioni di mercato e anche di  utile  per
  queste   società  si  sono  enormemente  ristrette,  anche   perché
  insediamenti  di questo genere oggigiorno si possono  fare  ovunque
  nel mondo. Molti, per esempio, sono stati fatti in Estremo Oriente,
  in  India  e  così via,  anche se riguardano situazioni commerciali
  italiane.
   C'è una normativa nazionale che sembrerebbe consentire l'accesso a
  questo  tipo di beneficio anche ai call center, solo che si  tratta
  di una normativa opinabile.
   Di fatto, i call center non beneficiano di alcun beneficio fiscale
  di questo tipo.
   Con  questo  emendamento  si mira a mettere  queste  strutture  in
  condizioni  di continuare a lavorare in Sicilia; si  tratta  di  un
  fatto  economico  e, oserei dire, sociale per migliaia  di  giovani
  che,  seppur  sottopagati  e sotto utilizzati,  lavorano  nei  call
  center, il che è di notevolissima importanza.
   Pregherei, pertanto, il Governo di ripensare al parere  su  questo
  emendamento perché serve da volano per l'economia siciliana.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Maira, è stato precisato  il  senso
  dell'emendamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non   vorrei
  che  noi, come  al solito, per fare troppo rischiamo di fare danno.
  Ricordiamoci  che  la legge di cui parliamo è  la  numero  11,  sul
  regime di aiuti alle imprese, in particolare attuando il regime  de
  minimis,  le tipologie che possono accedere al credito  di  imposta
  sugli  investimenti,  le  norme che abbiamo  varato  per  le  varie
  tipologie  ulteriori  oltre l'industria, perché  l'industria  -  vi
  ricorderete - è contemplata dalla legge 9, antecedente  di  qualche
  mese  prima  rispetto  alla legge 11, che  ha  esteso  a  tutte  le
  tipologie.
   Come  diceva giustamente l'onorevole D'Asero, esistono  specifiche
  norme  che riguardano aiuti e incentivi all'occupazione, mentre  il
  call  center  è  un'attività fortemente  segnata  dall'attività  di
  manodopera dove il regime di aiuto non è connesso a tecnologie,  se
  non  per  quello  che  già è previsto dalla legge,  ma  per  quanto
  attiene   le   attività   di  sostegno  all'occupazione,   compresa
  l'eventuale  trasformazione dei rapporti di lavoro, ad  esempio  da
  determinato  a  indeterminato, o  da  part  time  a  full  time,  o
  lavoratori a chiamata rispetto alle varie tipologie contrattuale.
   Chiedo,  quindi,  al  collega  Maira  di  ritirare  l'emendamento,
  altrimenti  facciamo  passare  un  messaggio  sbagliato,  come   se
  volessimo  escludere  il  regime di aiuti  per  la  parte  connessa
  all'attività  tecnologica,  mentre non ci  può  entrare  l'attività
  occupazionale   perché  la  legge  11  riguarda  gli  investimenti,
  riguarda il regime di aiuti alle attività connesse agli ampliamenti
  e  a quanto previsto con quella legge. Quindi, se l'obiettivo, come
  ha dichiarato l'onorevole Maira, è quello di estendere un beneficio
  per  impedire  la  delocalizzazione, noi facciamo  più  danno,  non
  stiamo facendo bene, perché stiamo affermando una negatività.
   Chiedo  al  collega di ritirare l'emendamento perché  se  dobbiamo
  intervenire, dobbiamo intervenire sull'occupazione e,  quindi,  sul
  rapporto   di   lavoro,   sugli  aiuti  eventuali   per   garantire
  l'estensione   dei  benefici  a  tre  anni,  a  sei  anni,   oppure
  l'applicazione   della  legge  Damiani  sulle  trasformazioni   dei
  rapporti  di  lavoro, legge varata nel 2007. Sono  questioni  sulle
  quali  dobbiamo  intervenire con specifica norma. Ma  questa  è  la
  legge  11,  una  legge  che riguarda gli aiuti  agli  investimenti;
  pertanto,  ripeto, non c'entra nulla la norma. I  call  center  non
  possono  essere  inclusi per la tipologia occupazionale  perché  la
  norma  non riguarda tale questione, e per questo chiedo al  collega
  di ritirare l'emendamento. Il tema che egli pone è giusto, ma non è
  questa la soluzione adesso.

   PRESIDENTE.    Grazie,    onorevole   Cracolici.    Avverto    che
  l'emendamento,   se   approvato,   richiederebbe   una   norma   di
  salvaguardia  comunitaria proprio per le ragioni  spiegate,  è  una
  norma  concordata  con la Comunità europea, e rischieremmo  di  far
  saltare l'intero impianto della legge.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto delle
  ragioni  di  perplessità  e non insisto,  sono  pronto  a  ritirare
  l'emendamento. Però prendo impegno con me stesso e spero che questo
  impegno  si  estenda  anche al Governo e all'Aula  di  approfondire
  questo aspetto perché credo che l'attività dei call center sia  tra
  le poche che non beneficiano di questo tipo di provvedimento.
   Fermo  restando  che mi rendo conto che bisogna dare  segnali  per
  mantenere  l'occupazione,  anche questo  è  un  argomento  che  può
  incentivare le società a continuare ad investire in Sicilia, perché
  di  investimento  si  tratta. Ma, considerato che  possono  esservi
  delle  perplessità,  io  ritiro l'emendamento  con  l'impegno,  tra
  virgolette,   politico  e  morale  del  Governo  e   dell'Aula   di
  approfondirlo  ulteriormente ed, eventualmente,  di  riproporlo  in
  concordia alla prima occasione utile.

   PRESIDENTE. Credo che il Governo possa assolutamente impegnarsi in
  questo senso.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Il  Governo  condivide  questo
  approccio  di  maggiore  approfondimento e  ne  rassegna  la  piena
  disponibilità.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   D'ASERO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  voglio  intervenire sull'emendamento  degli  onorevoli
  Maira e Caronia, che ha uno spirito a mio avviso importante, quello
  di  capire come intervenire a sostegno di una realtà aziendale  che
  vede forti difficoltà e, quindi, il rischio della delocalizzazione.
   Onorevole Maira, il riferimento alla legge 11 del 2009, che lei ha
  fatto,  non è il credito di imposta sull'occupazione ma il  credito
  di imposta sugli investimenti, quindi ha una finalità diversa.
   Ma  il  senso  è  che  intendiamo parlare  della  fattispecie  dei
  servizi,  che  è  sicuramente un argomento che va  attenzionato  in
  riferimento  al  codice Ateco perché su quella  legge  abbiamo  una
  serie  di  codici che sono stati approvati dalla Comunità economica
  europea.
   Anche in questo, nel riformulare il ragionamento, che certamente è
  importante,  dobbiamo tenere conto di tale indirizzo e preparare  a
  monte  un  minimo  di  supporto  per  l'obiettivo  che  si  ritiene
  perseguire, al fine di essere produttivi e positivi.

   MAIRA. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A.1 a firma del Governo. Ne do lettura:

   «Aggiungere il seguente articolo:

      Art  - Sostegno ai progetti di sviluppo per la salvaguardia
                           dell'occupazione

   1.  Per sostenere progetti d'impresa realizzati da società che  si
  trovano  in  specifiche condizioni connesse  alla  salvaguardia  di
  particolari  situazioni occupazionali, nonché favorire l'attrazione
  degli  investimenti  e  la realizzazione di  progetti  di  sviluppo
  d'impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva
  della regione, si applica in Sicilia l'art. 43 del decreto legge 25
  giugno  2008  n. 112, convertito con modificazioni  nella  legge  6
  agosto  2008  n.  33.  Le modalità attuative sono  disciplinate  da
  apposita  convenzione con il Ministero dello Sviluppo  Economico  e
  l'Agenzia  nazionale  per  l'attrazione  degli  investimenti  e  lo
  sviluppo  d'impresa  S.p.A., approvata con decreto  del  Presidente
  della  Regione,  su  proposta  dell'Assessore  per  l'Economia,  di
  concerto con l'Assessore per le attività produttive.

   2.  All'articolo 14 bis della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, come introdotto dall'articolo 60 della legge regionale 6 agosto
  2009 n. 9, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
   "6 bis. L'importo complessivo delle spese ammissibili previste dal
  progetto  non  è inferiore a 7.500 migliaia di curo,  nel  caso  di
  progetti  di  impresa  realizzati da  società  che  si  trovano  in
  specifiche  condizioni  connesse alla salvaguardia  di  particolari
  situazioni occupazionali"».

   Il parere della Commissione?

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione e relatore. Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento aggiuntivo A.5, a  firma  del
  Governo. Ne do lettura:
   «Aggiungere il seguente articolo:

     Art   - Recepimento di norme nazionali e abrogazione di norme
                               regionali

   1.  Le  disposizioni  di cui al decreto legislativo  n.  220/2002,
  recante norme in materia di vigilanza cooperativa, si applicano nel
  territorio della Regione siciliana.

   2.  Il comma 2 dell'art. 21 della legge regionale  23 maggio 1991,
  n. 36, è soppresso.

   Il parere della Commissione?

   D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento aggiuntivo A.7, a  firma  del
  Governo. Ne do lettura:
   «Aggiungere il seguente articolo:

    Art   - Oneri per il personale dell'Ente acquedotti siciliani in
                             liquidazione

   1.  Per  le  finalità  dell'articolo 23, commi  2  quinquies  e  2
  sexsies,  della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e  successive
  modifiche  ed  integrazioni e dell'articolo 1, comma 5  bis,  della
  legge  regionale  31  maggio 2004, n. 9 e successive  modifiche  ed
  integrazioni, con esclusivo riferimento ai debiti nei confronti del
  personale, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2011 la  spesa
  di  31.360  migliaia  di  euro, cui  si  provvede  a  valere  sulle
  disponibilità  delle  seguenti  unità  previsionali  di  base   del
  bilancio  della Regione per l'anno 2011, per gli importi di  fianco
  specificati:

   - U.P.B. 2.2.1.3.7 euro 1.531 migliaia di euro;
   - U.P.B. 4.2.1.5.3 euro 16.730 migliaia di euro;
   - U.P.B. 7.2.1.1.1 euro 4.729 migliaia di euro;
   - U.P.B. 7.2.1.2.1 euro 5.907 migliaia di euro;
   - U.P.B. 9.2.1.3.5 euro 2.326 migliaia di euro;
   - U.P.B. 10.3.1.3.2 euro 137 migliaia di euro.

   2.  Per  gli  esercizi successivi gli oneri di  cui  al  comma  1,
  valutati  in euro 29.764 migliaia di euro annui, trovano  riscontro
  nelle  unità previsionali di base 2.2.1.3.7, 4.2.1.5.3,  7.2.1.1.1,
  7.2.1.2.1,  9.2.1.3.5 e 10.3.1.3.2. del bilancio pluriennale  della
  Regione per il triennio 2011-2013.

   3.  Agli  eventuali  saldi negativi derivanti  dalla  liquidazione
  dell'Ente  Acquedotti Siciliani si provvede ai sensi della  lettera
  g)  dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 1999, n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni".»

   Il parere della Commissione?

   D'ASERO, relatore. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione .»

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Apprendi  e  Oddo  hanno
  dichiarato  di  apporre la firma agli emendamenti  A.1  e  A.5  già
  votati del presente disegno di legge.
  Avverto  che la votazione finale del disegno di legge avverrà
   nella seduta di domani.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Seguito della discussione del disegno di legge «Sgravi fiscali per
   incentivare l'imprenditorialità giovanile e femminile in Sicilia»
                                (730/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno  di  legge  numero  730/A «Sgravi fiscali  per  incentivare
  l'imprenditorialità  giovanile e femminile in  Sicilia»,  posto  al
  numero  5).  Invito i componenti la seconda Commissione a  prendere
  posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo   che  nella  precedente  seduta  era  stata   chiusa   la
  discussione generale ed era stato approvato il passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                              «Articolo 1.
                             Incentivi   per   favorire   nuova
           imprenditorialità

   1.  Al  fine  di  favorire lo sviluppo di nuova  imprenditorialità
  giovanile  e  femminile  sono esenti dall'imposta  regionale  sulle
  attività  produttive,  di  cui al decreto legislativo  15  dicembre
  1997,  n. 446 e successive modifiche ed integrazioni, limitatamente
  alla  quota  di  spettanza  della Regione,  per  i  cinque  periodi
  d'imposta  successivi  a quello in corso al 31  dicembre  2010,  le
  imprese  che si costituiscono o che iniziano l'attività  lavorativa
  nell'anno 2011 aventi sede legale, amministrativa ed operativa  nel
  territorio della Regione.

   2.  Per  beneficiare  dell'agevolazione  di  cui  al  comma  1,  è
  necessario  che l'età del loro titolare, per le imprese  giovanili,
  sia  compresa  fra i 18 e i 40 anni. Nel caso di organizzazione  in
  forma societaria, il requisito suddetto deve essere posseduto dalla
  maggioranza dei soci che rappresentino, altresì, la maggioranza del
  capitale sociale o delle quote di partecipazione.

   3.    Ai    fini   del   monitoraggio   delle   nuove   iniziative
  imprenditoriali, i soggetti di cui al presente articolo sono tenuti
  alla presentazione della dichiarazione periodica ai sensi e con  le
  modalità di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 15 dicembre
  1997, n. 446 e successive modifiche ed integrazioni.

   4.   Gli  aiuti  previsti  dal  presente  articolo  sono  concessi
  nell'ambito  dei  massimali previsti dalla Unione europea  per  gli
  aiuti  'de  minimis' ai sensi del Regolamento CE  n.  1998  del  15
  dicembre 2006».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Maira e Caronia: 1.1;
   - dal Governo: 1.2;
   - dagli onorevoli Rinaldi, Pogliese, Marrocco e altro: 1.4;
   - dagli onorevoli Caputo, Pogliese e altri: 1.3.

   Si  passa all'emendamento 1.2, del Governo, di riformulazione  del
  comma 1 dell'articolo 1 che così recita:
   «Al  comma  1  dell'articolo 1 sostituire le parole  successivi  a
  quelli  in  corso  al  31  dicembre 2010' con  le  parole   la  cui
  decorrenza  è  definita  con  le  modalità  previste  dal  comma  2
  dell'articolo 40 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78'».

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere al
  relatore  e  anche a chi ha presentato il disegno di  legge,  se  è
  possibile  estendere  il  termine dell'anno  2011  anche  al  2012.
  Considerato che la legge verrà approvata ora e che ci avviamo  alle
  ferie  estive,  con  un conseguente periodo di non  pubblicità  per
  questa  legge, chiedo se è possibile prorogare il termine  all'anno
  2012.

   PRESIDENTE.  Se  il  relatore non ha nulla in  contrario,  si  può
  formalizzare  con un emendamento e poi si chiederà  il  parere  del
  Governo. Il Governo intende illustrare l'emendamento presentato?

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, signor assessore,  io  ho  una
  perplessità.
   Al  comma  1  stabiliamo l'esenzione in favore della imprenditoria
  giovanile  e  femminile dell'imposta regionale di  cui  al  decreto
  legislativo 446/1997; al comma 2 stabiliamo quali sono i  requisiti
  perché  queste  imprese si possano considerare giovanili,  non  c'è
  alcun  riferimento per definire in che modo queste imprese  debbano
  essere  femminili: se a maggioranza o alla totalità degli iscritti.
  Vorrei capire se è una perplessità superflua o se necessita  di  un
  chiarimento.

   PRESIDENTE.  Sul  quesito posto dall'onorevole De  Benedictis,  in
  sede  di  votazione finale del disegno di legge con un  emendamento
  presentato, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento,  faremo  la
  verifica ed eventualmente il rinvio.
   Il Governo intende illustrare l'emendamento 1.2?

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, si tratta  di
  una  integrazione che è stata concordata con gli uffici  finanziari
  che richiama una normativa nazionale, e segnatamente il decreto  n.
  78/2010,  che  ha  introdotto regimi di vantaggio  fiscale  per  le
  regioni del Mezzogiorno.
   Questi regimi di vantaggio fiscale sono ancorati ad un accordo che
  ogni  singola  regione deve potere concludere con il  Ministero  e,
  quindi, gli uffici finanziari ci hanno chiesto di ricondurre questa
  norma    di    incentivazione    fiscale,    volta    a    favorire
  l'imprenditorialità  giovanile,  nell'ambito  degli  incentivi   da
  garantire  al Mezzogiorno, sottoposti a questo tipo di negoziazione
  tra Stato e Regione.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Il parere  della
  Commissione?

   POGLIESE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Rinaldi
  ed altri, che così recita:
    Dopo le parole  2011' aggiungere  o 2012' .

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   POGLIESE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli Maira e
  Caronia. Ne do lettura:
   «Al comma 2 dopo le parole   forma societaria  aggiungere  o
  cooperativa ».

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  desidero
  chiarire   la  portata  di  questo  emendamento  che  può  apparire
  un'aggiunta  non  necessaria, poiché nella dizione della  normativa
  nazionale,   quando  si  fa  riferimento  alle  forme   societarie,
  solitamente nelle norme nazionali viene sempre specificato anche il
  termine  e cooperative . Proprio perché il codice civile, quando si
  riferisce  alle società commerciali, fa un riferimento a parte  per
  le società cooperative.
   Io ritengo che possa essere un'aggiunta utile proprio perché anche
  la  normativa  nazionale  prevede che, a  fronte  di  sgravi  o  di
  agevolazioni,  così come questa legge prevede, viene sempre  citato
  il  comparto  legato  a quella che è la forma  societaria  prevista
  dalla legge.
   Ritengo  che  sia un'utile agevolazione in fase di interpretazione
  della legge.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,  io credo che la richiesta dell'onorevole Caronia  possa
  essere  accettata,  anche  perché ovunque chi  costituisce  società
  cooperative  viene  equiparato a forme  societarie  che  aiutano  a
  trovare lavoro, ma ad una condizione: che la maggioranza dei  soci,
  in questo caso, sia costituito da giovani o da donne.
   L'importante  è che rimane fissato il concetto che la  maggioranza
  sia o di donne o di giovani.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, credo che  questo  sia  insito,
  specifico  e  conditio sine qua non  della legge sull'imprenditoria
  giovanile e femminile. Ha fatto bene a precisarlo, ma è insito.
   Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, si tratta  di
  una  aggiunta,  essendo  la società cooperativa  una  società,  nel
  momento   in  cui  si  dice   forme  societarie   dovrebbe   essere
  ricompreso. Pur tuttavia, il parere è favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   POGLIESE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all' emendamento 1.3, degli onorevoli Caputo ed altri. Ne
  do lettura:
   «Dopo  il  punto  4 aggiungere  le precedenti norme  si  applicano
  anche alle cooperative giovanili che gestiscono aziende ed immobili
  confiscati alla mafia ».

   Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  anche  in
  questo  caso  ritengo sia già ricompreso. Tuttavia, se è  opportuno
  chiarire, anche per la valenza simbolica che ha questa attività, il
  parere è favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   POGLIESE, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico   che   è  stato  presentato  dal  Governo  l'emendamento
  aggiuntivo A.6. Ne do lettura:
   «Al  comma  2  dell'articolo 2 della legge regionale  22  dicembre
  2005,  n.  19,  dopo  le  parole  comma 3' è aggiunto  il  seguente
  periodo:
    o  altra successivamente operante nell'area strategica servizi di
  riscossione  dei  tributi a seguito del riordino  delle  società  a
  totale o maggioritaria partecipazione regionale di cui all'articolo
  20 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11. »

   Lo  si può considerare un emendamento tecnico, essendo cambiata la
  società che gestisce la riscossione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, si tratta  di
  una norma che è consequenziale rispetto alle determinazioni assunte
  dalla  Commissione Bilancio sul riordino delle società partecipate,
  in ordine alle quali ha espresso parere vincolante.
   Com'è   noto,  la  Commissione  Bilancio,  tra  le  varie  opzioni
  possibili   che   Riscossione'  incorporasse  SERIT  o  che   SERIT
  incorporasse   Riscossione', ha scelto per evidenti ragioni,  anche
  su  proposta del Governo, la seconda delle opzioni, cioè che  SERIT
  incorporerà  Riscossione'.
   La  normativa  che  disciplina  la riscossione,  l'istituzione  di
   Riscossione  S.p.A.',  prevede che l'attività  di  riscossione  la
  svolga  Riscossione S.p.A'. Siccome ci potrebbero essere, da  parte
  di alcuni contribuenti, poi attività pretestuose di successione dei
  soggetti  nel  senso  che non essendo più  Riscossione'  -  che  in
  questo  momento  partecipa  a  SERIT -,  ma  al  contrario  essendo
   Riscossione'  inglobata dentro SERIT e SERIT,  divenendo  poi  con
  modifica  della  denominazione sociale,  a  sua  volta  società  di
  riscossione,   si  potrebbero  determinare  questioni   di   ordine
  processuale.
   Poiché si tratta di temi delicati, volendo eliminare ogni tipo  di
  pretestuosa   questione  in  merito,  diciamo  che  l'attività   di
  riscossione  verrà svolta o da  Riscossione' o da  soggetto  che  è
  operante nell'area strategica dei servizi di riscossione a  seguito
  del riordino della società ai sensi dell'articolo 20 della legge 11
  del 2010. E' una stesura che hanno suggerito gli uffici proprio  al
  fine  di  scongiurare che si pongano problemi in sede attuativa  di
  quanto  deciso  dalla Commissione Bilancio, ossia che  Riscossione'
  venga incorporata da SERIT S.p.A.

   COLIANNI.  Perché società a totale o maggioritaria  partecipazione
  regionale, se sono interamente partecipate dalla Regione?

   ARMAO,  assessore per l'economia. E' l'articolo 20 che ha previsto
  che  il  riordino  riguardasse le società a totale o  maggioritaria
  partecipazione  pubblica. E' il riordino che ha questa  latitudine;
  l'articolo  20  dice   sono  sottoposte  le  società  a  totale   o
  maggioritaria partecipazione regionale .

   PRESIDENTE. Si capisce quello che dice il Governo, sostanzialmente
  fa  riferimento al titolo della legge del riordino regionale.  Però
  giustamente nel caso in specie, perché non lasciamo solo  totale ?

   ARMAO,  assessore  per l'economia. E' il riordino  che  riguardava
  queste due fattispecie.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Non conosco  la  questione,
  non  mi  posso  esprimere.  Domani mattina in Commissione  Bilancio
  darò il parere che rientra nei miei compiti.

   D'ASERO,  vicepresidente della Commissione.  Il  presidente  della
  Commissione  fa notare che su un argomento del genere probabilmente
  sarebbe auspicabile un apprezzamento da parte della Commissione.

   PRESIDENTE. L'emendamento A.6 è accantonato.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  domani,  mercoledì  29
  giugno 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -  Comunicazioni.

   II -  Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Norme in materia di riserve in favore degli enti locali»  (n.
  729-Norme stralciate/A);

   2) «Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditorialità giovanile e
  femminile in Sicilia» (n. 730/A) (Seguito);

   3)  «Disciplina  in  materia  di  autorizzazioni  all'insediamento
  dell'esercizio cinematografico» (n. 621/A) (Seguito);

   4)  «Costituzione  dell'istituto regionale per lo  sviluppo  delle
  attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito).

   III - Votazione finale del disegno di legge:

   -  «Norma  in  materia di aiuti alle imprese e all'inserimento  al
  lavoro di soggetti svantaggiati. Proroga di termini» (n. 729/A)

                   La seduta è tolta alle ore 18.50

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»

   MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  salute, premesso che:

   il  14  gennaio scorso il quotidiano 'La Repubblica', edizione  di
  Palermo,  ha  pubblicato,  a  pagina IX,  un  articolo  dal  titolo
  'Rimborsi  gonfiati  ad Aiello. Stangata sugli  ex  vertici  Ausl'.
  Nello  stesso  giorno,  il  Giornale di Sicilia,  a  pagina  7,  ha
  riportato  la medesima notizia in un articolo dal titolo  'Rimborsi
  non  dovuti  al  manager Aiello. La Corte dei conti  chiede  trenta
  milioni';

   nei  due  articoli si spiega che la procura regionale della  Corte
  dei  conti  ha  concluso l'istruttoria dell'indagine sulle  tariffe
  gonfiate, pagate tra il 2002 ed il 2003 dall'allora ex AUSL 6  alla
  clinica Villa Santa Teresa e all'Atm (Alte tecnologie medicali)  di
  Bagheria;

   nello  specifico i giornali sostengono che i magistrati  contabili
  hanno  citato  in  giudizio - per rispondere di un  danno  erariale
  globalmente quantificato in 30 milioni e 877 mila euro - quattro ex
  vertici  della struttura sanitaria, ritenuti 'responsabili  di  una
  disinvolta  gestione delle risorse pubbliche che  ha  provocato  un
  ingentissimo danno erariale';

   secondo  quanto  riportato  dalla  stampa,  dall'indagine  sarebbe
  emersa  una 'violazione dolosa o gravemente colposa degli  obblighi
  funzionali dei quattro soggetti citati';

   tra  i  destinatari dell'atto di citazione in giudizio  c'è  anche
  Salvatore  Scaduto,  allora  capo del  dipartimento  cure  primarie
  dell'azienda  sanitaria locale di Palermo,  il  quale,  secondo  la
  procura  regionale  della  Corte  dei  conti,  avrebbe  agito   'in
  consapevole  spregio della normativa di settore e del principio  di
  economicità';

   nonostante  tali  contestazioni e la conseguente  richiesta  di  5
  milioni  e  768  mila  euro  a titolo di  risarcimento  dei  danni,
  Salvatore   Scaduto,   lo  scorso  novembre,   è   stato   nominato
  coordinatore  delle  attività  territoriali  dell'ASP  di  Palermo,
  organismo  che  funge da 'cabina di regia' dei dieci distretti  dai
  quali è composta l'azienda sanitaria provinciale;

   considerato che:

   la  nomina è arrivata dopo che, lo scorso 23 giugno, la Corte  dei
  conti,  in attesa della conclusione dell'indagine, avesse  disposto
  un  provvedimento  di sequestro conservativo  per  31  milioni  nei
  confronti dei quattro indagati;

   l'Assessore  per  la salute, dr Massimo Russo, in quell'occasione,
  dichiarò,  come  riportato dal Giornale di Sicilia  del  23  giugno
  2010, pagina 6, e dal quotidiano La Sicilia dello stesso giorno,  a
  pagina  5:  'Il sequestro dà senso compiuto di cosa era  la  sanità
  siciliana  in un passato neanche troppo remoto. Interessi  privati,
  direttori  infedeli e funzionari che non esercitavano  i  controlli
  hanno  provocato danni di decine di milioni che sono  stati  pagati
  dai  siciliani con l'aumento delle tasse. Questo è il  sistema  che
  abbiamo ereditato e a cui abbiamo posto rimedio mettendo legalità e
  trasparenza al centro della nostra azione politica';

   per sapere se non ritengano necessario disporre, in via cautelare,
  la revoca in autotutela, o quantomeno la sospensione, dall'incarico
  dirigenziale  recentemente affidato a Salvatore Scaduto  fino  alla
  definizione del giudizio». (1651)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Mattarella chiede chiarimenti in merito  alla
  nomina  del  coordinatore delle attività territoriali  dell'azienda
  sanitaria  provinciale  (ASP)  di Palermo,  si  rappresenta  quanto
  segue.
   Con  nota  prot.  n. 3427 del 12 aprile 2011, che  si  allega,  il
  Direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo ha
  rappresentato  che  la nomina del dott. Scaduto,  in  possesso  dei
  titoli  e  requisiti prescritti dalla vigente normativa, era  stata
  conferita in via provvisoria giusta delibera n. 871 del 19 novembre
  2010,  nelle  more dell'avvio delle procedure per  il  conferimento
  degli   incarichi  definitivi.  Peraltro  il  dott.   Scaduto,   in
  accoglimento  della sua istanza, era stato posto in quiescenza  con
  decorrenza  1  aprile 2011 e in congedo per ferie  residue  dal  25
  gennaio 2011.
   In  merito,  inoltre,  alle responsabilità erariali  del  predetto
  dott.  Scaduto l'Azienda ha rappresentato che lo stesso, alla  data
  della  nomina  in parola, era oggetto di procedimento di  sequestro
  conservativo   e  non  di  condanna  erariale.  In   relazione   al
  coinvolgimento  penale  nella vicenda  Aiello,  alla  data  del  19
  novembre 2010, il suddetto era imputato soltanto di danno erariale,
  e  ad  oggi  ancora  in  attesa  di essere  giudicato;  mentre  per
  l'addebito di abuso d'ufficio in un processo penale per il reato di
  truffa   era   stata   dichiarata  la   prescrizione   nella   fase
  preliminare».

                              L'Assessore
                             Massimo Russo