Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore per
la salute, la risposta scritta alla seguente interrogazione:
N. 1651 - Chiarimenti in merito alla nomina del coordinatore delle
attività territoriali dell'azienda sanitaria provinciale (ASP) di
Palermo.
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Misure a sostegno dei siti patrimonio Unesco in Sicilia. (n.
738)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Digiacomo,
Raia, Di Benedetto, Di Guardo, De Benedictis, Marziano, Panepinto e
Termine in data 15 giugno 2011.
- Abrogazione di norme relative al diritto di prepensionamento
anticipato correlate all'assistenza di soggetto portatore
d'handicap disabile grave . (n. 739)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone in
data 8 giugno 2011.
- Misure a sostegno dei siti patrimonio Unesco in Sicilia. (n.
741)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Digiacomo,
Raia, Di Benedetto, di Guardo, De Benedictis, Marziano, Panepinto e
Termine in data 15 giugno 2011.
- Misure a sostegno dei mura a siccu del Valdinoto. (n. 742)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Digiacomo,
Raia, De Benedictis, Di Guardo e Marziano in data 15 giugno 2011.
- Disciplina delle attività di informazione scientifica
farmaceutica e istituzione dell'Albo regionale degli informatori
scientifici del farmaco. (n. 743)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
Cappadona, Ragusa, Cristaudo, Greco e Savona in data 17 giugno
2011.
- Interventi per lo sviluppo dei sistemi di rintracciabilità nel
settore agricolo ed alimentare. (n. 744)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara in
data 17 giugno 2011.
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello statuto, recante
Equiparazione dei diritti tra le vittime di atti terroristici e le
vittime di atti della criminalità organizzata . (n. 745)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caputo,
Adamo, Corona, Speziale e Marinello in data 17 giugno 2011.
- Modifica all'articolo 16 del testo coordinato in materia di
parchi, riserva e tutela dell'ambiente nella Regione siciliana
pubblicato nel supplemento ordinario alla GURS n. 50 del 12 ottobre
1996. (n. 746)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Pogliese in
data 20 giugno 2011.
- Microcredito: Norme per l'accesso. (n. 748)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Fiorenza in
data 21 giugno 2011.
- Riordino del settore termale. (n. 749)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Raia,
Cracolici, Lupo, Barbagallo, De Benedictis, di Benedetto, di
Giacomo, Di Guardo, Marinello e Panepinto in data 23 giugno 2011.
- Ricollocazione del personale dell'Ente Autonomo fiera del
Mediterraneo presso l'Agenzia regionale per la protezione
ambientale. (n. 750)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Caputo,
Apprendi, Colianni, Scilla, Adamo, Bosco, Corona, Donegani,
Federico, Incardona, Marinello e Oddo in data 23 giugno 2011.
- Riordino della legislazione ed acquisizione di nuove competenze
nell'ambito del comparto agro-forestale demaniale. Modifiche ed
integrazioni della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14. (751)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Mancuso,
Leontini e Limoli in data 23 giugno 2011.
- Norme per l'occupazione dei soggetti precari di lunga durata
provenienti dai regimi transitori. (n. 752)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lentini in
data 23 giugno 2011.
- Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto
recante Norme per l'apertura di casinò in Sicilia. (n. 753)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Arena in
data 24 giugno 2011.
- Norme per l'occupazione dei soggetti precari di lunga durata.
(n. 754)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Lentini in
data 24 giugno 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
comuni di Termini imprese e travia e fra i comuni di Godrano e
Marineo. (n. 747)
di iniziativa parlamentare, presentato in data 21 giugno 2011 e
inviato in data 23 giugno 2011.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1977,
n. 33. Istituzione delle aree contigue nei Parchi. Attività
venatoria all'interno dei Parchi. (n. 740)
di iniziativa parlamentare, presentato in data 8 giugno 2011 e
inviato in data 23 giugno 2011 - parere IV.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Bufardeci e Marziano, con
nota prot. n. 5661 del 23 giugno 2011, hanno chiesto di apporre la
firma al disegno di legge n. 684 «Interventi in favore della
diffusione della lingua dei segni italiana (LIS) come lingua
propria della comunità dei sordi».
Comunicazione di pareri pervenuti e assegnati alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i pareri pervenuti e assegnati alle
competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente parco fluviale dell'Alcantara. Designazione componenti del
collegio dei revisori dei conti. (n. 153/I)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
- Ente parco dell'Etna. Designazione componenti del collegio dei
revisori dei conti. (n. 154/I)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
- Commissione provinciale dell'ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto dei lavori pubblici di
Caltanissetta. Designazione componente di cui alla lettera b9 del
comma 9 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n. 109,
nel testo coordinato con le norme regionali. (n. 155/I)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
- Fondo di quiescenza. Designazione componenti effettivi del
collegio dei revisori dei conti. (n. 157/I)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
- Università degli studi di Catania. Designazione componente in
senso al consiglio di amministrazione. (n. 158/I)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
- Istituto Autonomo Case Popolari di Enna. Designazione componente
del collegio dei sindaci. (n. 159/I)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
- Istituto Autonomo Case Popolari di Siracusa. Designazione
componente del collegio dei sindaci. (n. 160/I)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
- II.AA.CC.PP. di Acireale, Agrigento, Caltanissetta, Catania,
Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. Nomina dei
sindaci con funzioni di presidente dei rispettivi collegi
sindacali. (n. 161/I)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
- Ente parco dei Nebrodi. Designazione componenti del collegio dei
revisori dei conti. (n. 162/I)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
- Ente parco delle Madonie. Designazione componenti del collegio
dei revisori dei conti. (n. 163/I)
pervenuto in data 16 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- ERSU di Palermo. Designazione componente in seno al Consiglio di
amministrazione. (n. 156/V)
pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 16 giugno 2011.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione Attività
produttive' (III)
PO FESR Sicilia 2007-2013. Direttive assessoriali relative alle
linee di intervento 2.1.1.2, 2.1.2.1, 2.1.2.2. (n. 152/III)
reso in data 21 giugno 2011 e inviato in data 23 giugno 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
la Regione siciliana è una delle poche in Italia a non aver
regolamentato il settore del trasporto pubblico locale;
la legge n. 68 del 14/06/1993 prevede all'art. 1 la
predisposizione del piano regionale dei trasporti;
considerato che:
a tutt'oggi tale disposizione di legge è rimasta del tutto
disattesa;
la colpevole inerzia dell'amministrazione regionale ha determinato
una situazione di intollerabile anarchia;
ritenuto che:
in atto il settore del trasporto pubblico locale è disciplinato
dai cosiddetti 'contratti di servizio' applicati dal 2007 al 2010 e
successivamente rinnovati fino al 31 dicembre 2015;
il diritto alla mobilità in Sicilia non è più garantito poiché è
stata vietata l'autorizzazione di nuove concessioni se non dettate
da comprovate esigenze scolastiche;
per sapere le ragioni per le quali non sia stato ancora adottato
il piano regionale trasporti nonostante la legge n. 68/83 imponesse
la sua adozione entro due anni». (1937)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la Procura della Repubblica di Catania ha disposto l'invio di atti
alla Procura della Corte dei conti affinché accerti la sussistenza
di danni erariali per oltre 30 miliardi a carico della gestione
dell'Istituto autonomo case popolari di Catania, ed in particolare
del direttore generale dell'ente;
tale richiesta è stata fatta a seguito delle indagini condotte
dalla Guardia di finanza e dell'indagine ispettiva disposta
dall'Assessorato Infrastrutture le cui risultanze sono state
comunicate alle autorità giudiziarie competenti (Procura della
Repubblica e Corte dei conti);
premesso ancora che:
l'ispezione condotta dai tre commissari inviati dall'Assessorato
sulla gestione dell'IACP di Catania ha consentito di riscontrare
numerose irregolarità ed illegittimità nell'operato del direttore
generale, che avrebbe, negli anni, assommato in sé la dirigenza di
quasi tutti i servizi dell'istituto;
il direttore generale, infatti, è dirigente ad interim dell'area
contabile, amministrativa, del servizio legale, dell'area tecnica
ed inoltre è presidente del nucleo di valutazione e verifica del
personale, segretario del consiglio di amministrazione, organo
unico di gestione delle entrate e delle uscite, del protocollo
generale e del sistema informatico;
tale stato di fatto è sicuramente una anomalia che ha determinato
una gestione dell'ente monocratica e personalistica;
in particolare, le conclusioni dell'indagine ispettiva contengono
l'accertamento di numerose irregolarità: manomissione del
protocollo generale informatico, manipolazione dei registri delle
delibere del consiglio, illegittima assegnazione di alloggi
popolari nel quartiere di Librino a dipendenti dello stesso IACP o
a loro parenti; assegnazione e ristrutturazione di un locale
commerciale al figlio dello stesso direttore generale, irregolarità
contabili nella gestione del servizio economato;
nella relazione conclusiva, gli ispettori affermano che il
direttore generale dell'IACP ha violato i principi di trasparenza
ed imparzialità che devono presiedere all'azione della pubblica
amministrazione: il suddetto dirigente avrebbe operato con assoluta
discrezionalità favorendo illegittimamente alcuni dipendenti o loro
familiari con il concorso del sindacato degli inquilini;
la gravità dei fatti riscontrati ha indotto gli ispettori a
proporre la trasmissione della relazione all'autorità giudiziaria e
alla Procura regionale della Corte dei conti, potendosi configurare
sia violazioni del codice penale, sia ipotesi di danno erariale;
considerato che:
già nel 1999 l'Assessorato Lavori pubblici e nel 2001 il Ministero
dell'economia e delle finanze, in due diverse ispezioni, avevano
denunciato una serie di gravi disfunzioni ed irregolarità nella
gestione da parte del direttore generale;
nel 2005, il collegio dei revisori dei conti dell'ente poneva
l'accento sulle gravi carenze nella gestione tecnico-contabile
dell'ente;
il commissario straordinario pro tempore, a seguito dell'indagine
ispettiva e di accertamenti da egli stesso eseguiti, comprovanti
una gestione sistematicamente condotta in violazione dei principi
di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, ha
disposto il licenziamento del direttore generale;
il giudice del lavoro, adito dallo stesso direttore generale, dopo
aver inizialmente rigettato il ricorso, ha reintegrato il direttore
per vizi procedurali del licenziamento, pur rilevando la gravità
dei fatti contestati;
nell'ottobre 2010, la Guardia di finanza ha avviato nuove indagini
a conclusione delle quali il direttore generale risulta indagato
per abuso d'ufficio, falso ideologico e truffa;
contestualmente, la Procura della Repubblica di Catania ha inviato
un rapporto alla Procura regionale della Corte dei conti in cui si
stimano danni per oltre 30 milioni di euro per la presunta cattiva
gestione dell'IACP di Catania negli ultimi decenni;
l'IACP non avrebbe eseguito alcun recupero di morosità dei canoni
d'affitto dei propri immobili, né sfratti o esecuzioni forzate,
mentre avrebbe proceduto ad assegnazioni illegittime di alloggi e
locali commerciali;
ritenuto che:
l'IACP di Catania è ormai da tempo retto da commissari
straordinari;
la città di Catania rientra tra i comuni ad 'alta tensione
abitativa' ai sensi della legge n. 61 del 21 febbraio 1989: il
fenomeno della precarietà abitativa desta grande allarme sociale
poiché colpisce le fasce più deboli della popolazione;
nell'attuale fase di stagnazione economica, sarebbero più che mai
necessarie politiche abitative adeguate alle necessità e non
distorte da gestioni personalistiche e prive di controlli;
per sapere le ragioni per le quali non sia stato ancora nominato
il consiglio di amministrazione nonostante siano già pervenute
tutte le designazioni». (1938)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
è balzata agli onori della cronaca la vicenda di enti diversi che
rilasciano attestati di operatori socio-sanitari con qualifiche
prive di valore legale in quanto tali enti non sono stati
riconosciuti dalla Regione siciliana con l'emanazione di apposito
albo degli enti abilitati al rilascio di tale qualifica;
la questione assume enorme rilievo sia in ordine alla legittimità
delle procedure formative e autorizzative sia in ordine alla
specifica qualificazione professionale da impiegare nelle relative
mansioni;
l'utilizzo di soggetti con titoli professionali non riconosciuti
validi altera e condiziona negativamente l'oggettiva situazione dei
tanti soggetti che invece hanno acquisito il titolo professionale
secondo percorsi di legittimità e rispetto delle procedure previste
dalla normative, con comportamenti di sleale attività
nell'acquisizione della qualificazione professionale di operatore
sociosanitario;
considerato che, nonostante le diverse azioni intraprese
dall'amministrazione per fermare i corsi di formazione non
autorizzati, tuttavia continua la proliferazione dell'esibizione di
titoli acquisiti secondo procedure e canali non coerenti con la
normativa in atto vigente;
per sapere cosa abbiano fatto o intendano fare per ripristinare
l'osservanza scrupolosa delle norme regionali preposte
all'istituzione dei corsi di formazione professionale attraverso
enti legalmente riconosciuti e, di conseguenza, quali iniziative
abbiano o intendano assumere in riferimento ai soggetti che hanno
conseguito tali attestati da enti non autorizzati». (1939)
FARAONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
a norma dell'art. 16 della legge 12 agosto 1982, n. 531, è stato
istituito il Consorzio per le autostrade siciliane (CAS)
dall'unificazione del Consorzio per la Messina-Palermo, del
Consorzio per la Messina-Catania-Siracusa e del Consorzio per la
Siracusa-Gela;
il Consorzio così costituito è stato sempre considerato, quanto
alla natura giuridica, ente pubblico non economico, come confermato
più volte in pareri di diverse istituzioni, incluso l'Ufficio
legislativo e legale della Presidenza della Regione e, seppure
incidentalmente, in pronunce giurisdizionali rese anche ai massimi
livelli;
il D.P.Reg. 28 febbraio 1979, n. 70, recante 'Approvazione del
testo unico delle leggi sull'ordinamento del Governo e
dell'Amministrazione della Regione Siciliana' prevede in
particolare all'articolo 4, comma 4, che 'la Giunta regionale
esprime parere vincolante sugli adempimenti finali di competenza
degli Assessori relativi ad atti di enti, aziende o istituti
concernenti regolamenti, statuti o piante organiche degli stessi o
comunque modifiche allo stato giuridico o economico del relativo
personale';
l'articolo 14 dello statuto del CAS prevede, tra l'altro, che 'Le
deliberazioni concernenti regolamenti, statuti e piante organiche
del Consorzio o modifiche allo stato giuridico ed economico del
relativo personale sono soggette all'approvazione della Giunta
regionale, su proposta dell'Assessore regionale per i lavori
pubblici';
in applicazione delle citate disposizioni di cui all'art. 4 del
D.P.Reg. n. 70/79 e dell'art. 14 dello statuto del CAS, con
deliberazione n. 58 dell'8 marzo 1984 la Giunta regionale ha
stabilito che il rapporto di lavoro dei dipendenti del CAS sarebbe
stato disciplinato dal CCNL per il personale dipendente delle
società autostradali del gruppo IRI, con gli adattamenti imposti
dalla natura pubblica dei consorzi, mentre per il personale
dirigente si sarebbe fatto riferimento al CCNL dei dirigenti di
aziende industriali;
con successive deliberazioni tra le quali quelle del 2000, del
2003, del 2006 e del 2010 la Giunta regionale, su proposta
dell'Assessorato regionale Infrastrutture (ex Lavori pubblici), ha
regolarmente approvato, senza alcun rilievo, i rinnovi contrattuali
per i dipendenti del CAS, così come negoziati a livello nazionale,
recepiti dallo stesso CAS prima della trasmissione all'Assessorato,
organo di vigilanza e controllo, ed approvati dal medesimo
Assessorato prima del successivo inoltro alla Giunta regionale;
con circolare n. 4562 dell'8 novembre 2002, la Presidenza della
Regione ha stabilito che il CCRL - area dirigenziale avrebbe
trovato applicazione solo negli enti pubblici non economici i cui
dipendenti, alla data di entrata in vigore della l.r. 10/2000,
godevano del trattamento giuridico ed economico del personale
regionale;
con deliberazione del 26 settembre 2003, considerato che
l'Assessorato Lavori pubblici ha ritenuto di poter condividere la
proposta del CAS in merito al rinnovo della parte economica per il
personale dirigenziale poiché 'in linea con gli aumenti
contrattuali in sede nazionale', la Giunta ha approvato il 'Rinnovo
del contratto di lavoro dei dirigenti del Consorzio, recependo il
contratto nazionale del 23 maggio 2000, per il periodo 1 gennaio
2000 al 31 dicembre 2003';
con deliberazione n. 201 del 25 maggio 2004 e n. 374 dell'11
settembre 2004 la Giunta regionale ha approvato rispettivamente le
deliberazioni n. 20/AS del 19 settembre 2003 e la n. 19/AS del 13
settembre 2004 di approvazione delle norme regolamentari per il
personale del Consorzio autostrade siciliane (CAS);
con deliberazione della Giunta regionale n. 435 dell'11 novembre
2010 è stata 'sospesa l'efficacia' della deliberazione n. 230 del
23 giugno 2010 relativa al 'Recepimento del verbale di accordo per
il rinnovo della sola parte economica relativa all'anno 2009 del
contratto di lavoro dei dipendenti del CAS', a seguito del parere
n. 841/10 della sezione consultiva del Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione siciliana relativo all'applicabilità
del CCRL degli enti pubblici ai dipendenti del CAS;
nel suddetto parere, in sintesi, il CAS viene considerato un ente
pubblico non economico sottoposto a vigilanza o controllo della
Regione, ossia un ente di cui all'art. 1 della l.r. 10/2000, cui,
pertanto, dalla data di entrata in vigore, essa avrebbe dovuto
trovare piena applicazione, inclusi gli articoli 13 e 24, relativi
rispettivamente al trattamento economico del personale dirigente ed
alla contrattazione collettiva relativa al residuo personale anche
con specifiche professionalità (casellanti, operatori del centro
radio, etc..), senza peraltro alcun riferimento ai contenuti della
citata circolare n. 4562 dell'8/11/2002 della Presidenza della
Regione;
in diverse occasioni, anche recenti, l'Ufficio legislativo e
legale della Presidenza della Regione ha avuto modo di ribadire la
legittimità dell'applicazione del CCNL delle società autostrade ai
dipendenti del CAS;
in particolare, con parere n. 2980/11.08.11 del 13 febbraio 2008,
l'Ufficio legislativo e legale, dopo alcune considerazioni in
merito a quanto avvenuto nel CAS a seguito dell'entrata in vigore
della l.r. 10/2000, conclude '(...) il Consorzio che applica il
CCNL delle società autostradali deve attenersi allo stesso per la
revisione del sistema classificatorio non potendo essere
frammischiate discipline contrattuali di diversi comparti
assolutamente divergenti e non sovrapponibili. Copia del presente
parere viene inviata al Dipartimento del personale per acquisirne
il competente avviso affinché valuti se interessare la Giunta
regionale per un eventuale interpello all'ARAN Sicilia circa
l'applicabilità al personale consortile della contrattazione del
comparto regionale';
comunque solo attraverso l'applicazione delle medesime procedure
fissate dalle citate disposizioni di cui all'art. 4 del D.P.Reg. n.
70/79 e dell'art. 14 dello statuto del CAS, tramite le quali si era
proceduto all'individuazione del CCNL per il personale dipendente
delle società autostradali del gruppo IRI per disciplinare il
rapporto di lavoro dei dipendenti del CAS (deliberazione della
Giunta regionale n. 58 dell'8 marzo 1984), è possibile introdurre
legittimamente un'eventuale diversa contrattazione cui parametrare
il trattamento economico-giuridico da applicare al personale del
CAS, essendo preclusa un'automatica applicabilità all'ente medesimo
dei contratti collettivi propri del personale dell'Amministrazione
regionale;
considerato che:
la sezione consultiva del Consiglio di Giustizia amministrativa
per la Regione siciliana ha reso il parere n. 841/10 relativo a
'situazione gestionale del CAS - Consorzio Autostrade siciliane;
parere ULL n. 11986 del 23 aprile 2010; applicabilità CCRL degli
enti pubblici ai dipendenti del CAS', precisando che l'intervenuta
decadenza della concessione a suo tempo rilasciata dall'ANAS al CAS
rende in gran parte superati i quesiti posti nella richiesta di
parere;
nonostante quanto precisato ai superiori punti, con nota n. 91770
del 9 novembre 2010, l'Assessore regionale per le infrastrutture,
con riferimento al suddetto parere del CGA, ha disposto, tra
l'altro, al punto d), di verificare la legittimità delle procedure
seguite per la trasformazione dei contratti da part-time a tempo
pieno dei dipendenti, nonché la loro coerenza rispetto al quadro
delineato dal CGA, anche per quanto riguarda le procedure di
mobilità;
con deliberazione del CAS n. 36/CD del 27 maggio 2008 sono state
attivate le procedure per il passaggio di n. 48 ATE part time a
full time, secondo le modalità ed i criteri previsti dal CCNL
approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 68 del
13/02/2006;
ulteriore passaggio da part-time/full-time è stato attivato con
deliberazione n. 40/CS del 03/12/2009 del commissario
straordinario, architetto Zapparata, a favore della signora
Francesca Buongiorno 'amministrativo livello C', ai sensi dell'art.
60 delle norme regolamentari per il personale, che prevede che il
consorzio possa costituire rapporti di lavoro a tempo parziale o
possa trasformare rapporti di lavoro a tempo pieno in rapporti a
tempo parziale ed individua le norme per il passaggio del personale
di esazione da tempo parziale a tempo pieno, riportandole dal CCNL;
per l'attivazione delle procedure di mobilità, in assenza di
specifiche disposizioni dettate dal CCNL società autostradale, il
CAS ha adottato la normativa sul pubblico impiego
contrattualizzato, e cioè il dlgs. 165/2001, in quanto compatibile
con le peculiarità dell'ente (CCNL applicati) e con la situazione
di criticità con riguardo ai fabbisogni di personale;
così come esplicitato dallo stesso CAS nella nota 1429/P dell'11
giugno 2009 inviata al Dipartimento della funzione pubblica della
Presidenza del Consiglio dei Ministri '... il Consorzio (pur
pacificamente ente pubblico non economico rientrante nel campo di
applicazione del Dlg.s n. 165/2001 e della normativa sul pubblico
impiego privatizzato) applica ai propri dipendenti, fatta eccezione
per le norme incompatibili, il CCNL privatistico delle autostrade
(recepito periodicamente nelle Norme regolamentari per il
personale) e non già il CCNL per gli enti pubblici non economici.
Si tratta di una scelta fatta molti anni fa dalle precedenti
Amministrazioni che porta con se effetti diversi sia dal punto di
vista normativo che economico per i lavoratori';
con nota n. 26561 del 10 febbraio 2011 il dirigente generale della
funzione pubblica e del personale ha trasmesso 'Esiti di
accertamenti ispettivi effettuati a seguito delle disposizioni
dell'Assessore regionale alle infrastrutture ed alla mobilità di
cui alle note nn. 91770 del 9 novembre 2010 e successiva 6431 del
25 gennaio 2011';
nella suddetta nota il dirigente generale della funzione pubblica
e del personale ha dichiarato, tra l'altro, che 'in riferimento al
punto d), è stato verificato che le procedure seguite, a riguardo
di assunzioni di personale, trasformazioni di contratti da part
time a tempo pieno e procedure di mobilità, sono in totale
incoerenza con le norme di riferimento che disciplinano il comparto
del pubblico impiego, così come espresso dal C.G.A.';
con nota 30685 del 31 marzo 2011 l'Assessore per le infrastrutture
ha dichiarato, tra l'altro, che '... Tale nota n. 26561/2001 appare
anch'essa interlocutoria, ad esempio nella parte in cui afferma
l'incoerenza delle procedure relative alla mobilità ed alla
trasformazione di contratti a part-time, senza tuttavia precisare
in cosa tale incoerenza si sostanzi e quali siano gli interventi
per determinarne il venir meno';
risulta quindi necessario chiarire in che cosa tale incoerenza si
sostanzi;
per sapere:
se ritengano che nel quadro sopra delineato si sarebbe potuto
agire in contrasto alla deliberazione della Giunta regionale n. 68
del 13 febbraio 2006 e adottare, per il passaggio dei 48 ATE da
part-time a full-time, procedure differenti da quelle previste nel
CCNL approvato con la deliberazione in questione, e quali azioni
intenda adottare al riguardo;
se ritengano che, relativamente alle procedure relative alla
mobilità, si sarebbe potuto utilizzare normativa differente da
quella che regola i passaggi tra amministrazioni pubbliche per
mobilità, e cioè il d.lgs. 165/2001;
se in merito al passaggio da part-time a full-time della signora
Buongiorno, effettuato ai sensi dell'art. 60 delle norme
regolamentari, intendano attivare azioni di verifica». (1940)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
LEONTINI - LIMOLI - MANCUSO - CORONA - BOSCO - TORREGROSSA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
da oltre trent'anni è presente presso il policlinico universitario
di Catania l'unità operativa di clinica pediatrica-talassemia e che
la stessa è oramai diventata un centro di riferimento per la cura e
l'assistenza sanitaria della talassemia per la Sicilia;
ancora oggi nella stessa unità operativa si verificano più di
2.500 accessi in day hospital in un anno solo per le terapie
emotrasfusionali in favore dei pazienti talassemici;
rilevato che:
l'atto aziendale di ristrutturazione delle unità operative
dell'azienda ospedaliero-universitaria 'Policlinico - Vittorio
Emanuele' ha previsto la soppressione della predetta u.o.
specializzata in talassemia;
l'u.o. predetta è essenziale per la cura e l'assistenza sanitaria
dei pazienti talassemici permettendo agli stessi di poter ricevere
le cure appropriate riguardo a pediatria, oncoematologia,
emotrasfusione ed emostasi;
per sapere:
quali siano i motivi che hanno indotto la direzione sanitaria
della predetta azienda a sopprimere l'u.o. di gastroenterologia
pediatrica - talassemia;
quali misure intendano adottare al fine di mantenere e migliorare
la qualità delle prestazioni di assistenza sanitarie offerte presso
l'u.o. predetta». (1942)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FIORENZA
«All'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità,
premesso che:
il Governo della Regione ha scartato la scelta sulla produzione di
energia nucleare;
il Presidente della Regione ha bloccato la realizzazione dei
termovalorizzatori poiché erano costosi, grandi e producevano un
fortissimo inquinamento ambientale;
rilevato che:
il problema principale riguarda la gestione dei rifiuti solidi
urbani, i quali possono essere trasformati per la produzione di
energia, con scarichi vicinissimi allo zero;
sarebbe necessario accelerare il più possibile la realizzazione di
aree per lo stoccaggio delle frazioni raccolte separatamente e di
impianti per la selezione e il trattamento delle differenti
frazioni di rifiuti;
l'emergenza rifiuti in Sicilia è ormai fuori controllo e in
particolare nelle tre aree metropolitane (Palermo, Catania e
Messina);
a ormai quasi un anno dalla entrata in vigore della l.r. n. 9 del
2010 non è avvenuta la riduzione del numero di ATO da 27 a 10, come
previsto dalla legge;
per sapere le ragioni del ritardo e quali siano le motivazioni
della mancata applicazione della legge n. 9 del 2010». (1943)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione e all' Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
il settore ortofrutticolo rappresenta uno dei comparti più
importanti nell'ambito dell'intera produzione agricola in Sicilia;
inoltre, alcuni dati rivelano quanto questo settore sia strategico
nel contesto economico della Regione, sia in termini di superfeci
destinate alla produzione orto frutticola, sia per numero di
addetti occupati direttamente nel settore e indirettamente
nell'indotto, sia perché la stessa produzione ortofrutticola
rappresenta la base della filiera di produzione dei prodotti
agroalimentari che contribuiscono alla promozione, nel mondo,
dell'eccellenza dei prodotti siciliani;
sul mercato nazionale e su quello comunitario è massicciamente
aumentata, negli ultimi anni, la presenza di prodotti
ortofrutticoli provenienti da Paesi extra U.E., circostanza che ha
prodotto un triplice effetto; il primo: scarso o inesistente
controllo alla fonte e alle dogane di alcuni paesi dell'U.E., con
conseguente calo dei livelli di sicurezza alimentare dei prodotti
immessi in commercio; il secondo: concorrenza sleale, nella
considerazione che gli stessi hanno bassi costi alla fonte perché
nei Paesi di produzione non esistono o quasi le garanzie, con i
relativi costi, ai lavoratori, il terzo: il crollo dei prezzi al
consumo;
la grave crisi economica 'globale' inevitabilmente riverbera i
suoi riflessi ed effetti sul settore, sia per l'aumento dei prezzi
dei beni e dei materiali necessari alla produzione, carburante,
energia etc., sia per l'inevitabile aumento dell'incidenza dei
costi del lavoro, sia per il notevole calo dei consumi delle
famiglie;
in atto gli effetti della grave crisi economica di cui sopra,
combinati con la psicosi scatenata del batterio escherichia coli,
meglio conosciuto come 'batterio killer', stanno determinando un
ulteriore crollo dei prezzi (stimati intorno al 75%) e dei consumi
che rasenta quasi il totale stallo delle vendite, circostanze che
nemmeno le campagne di marketing promozionali promosse dalla G.D.O.
(grande distribuzione organizzata) sono riuscite ad arginare;
considerato che:
la Commissione europea ha stanziato 210 milioni di euro per
l'intervento straordinario di mercato a favore dei prodotti
ortofrutticoli colpiti dalla crisi;
il Governo nazionale ha predisposto un decreto per fronteggiare la
grave crisi che ha colpito il settore a causa del batterio
escherichia coli, ma lo stesso limita la propria azione solo ad
alcuni prodotti, mentre la crisi ha investito l'intero settore;
il perdurare di tale crisi, inevitabilmente, comporterà la
chiusura per fallimento di tante imprese di produzione
ortofrutticola, a prescindere dalle dimensioni delle stesse, con
inevitabili ripercussioni sui livelli occupazionali diretti e
dell'indotto;
per sapere:
se ritengano sufficienti le somme stanziate dalla Comunità
europea;
quali misure siano state adottate dall'insorgere della crisi sino
ad oggi;
quali provvedimenti urgenti si intendano porre in essere per
salvaguardare il settore ortofrutticolo siciliano, i livelli
occupazionali e rilanciarne l'immagine». (1944)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
INCARDONA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli: Faraone,
Lentini, Federico, Panepinto e Raia per oggi; Corona per oggi e per
domani.
L'Assemblea ne prende atto
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 273 «Misure per fronteggiare la crisi dell'agricoltura
siciliana a seguito della diffusione di un'epidemia causata da un
batterio fecale», degli onorevoli Digiacomo, De Benedictis,
Laccoto e Picciolo, presentata il 21 giugno 2011
numero 274 «Iniziative per fronteggiare l'emergenza siccità nei
mesi estivi», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Galvagno e
Gucciardi, presentata il 22 giugno 2011. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in Germania e in Europa si è verificato l'allarme sanitario per la
diffusione di un'epidemia causata da un batterio fecale che ha
mietuto numerose vittime;
la possibile origine della diffusione delle infezioni
riguarderebbe soprattutto la frutta e la verdura, innescando tra la
gente una psicosi anche dopo le rassicurazioni del Ministro della
salute;
negli organi d'informazione, non solo tedeschi, dilagano appelli a
rinunciare al consumo, seppur momentaneo, della frutta, della
verdura cruda e degli ortaggi;
considerati:
il crollo della domanda di frutta,verdura cruda e degli ortaggi
con la logica conseguenza della diminuzione dei prezzi;
la già precaria situazione economico-finanziaria delle aziende
agricole siciliane;
l'impegno della Comunità europea a stanziare la somma di
duecentodiecimilioni di euro sulla base dei volumi non venduti
delle aziende agricole di tutta Europa,
impegna il Governo della Regione
a mettere in atto ogni misura possibile per effettuare i controlli
sugli alimenti e ogni risorsa aggiuntiva per salvaguardare le
tantissime realtà agricole imprenditoriali siciliane già in
condizioni precarie». (273)
DIGIACOMO-DE BENEDICTIS-LACCOTO-PICCIOLO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la gravissima siccità che ogni anno, con puntualità,
si manifesta in tutta la Sicilia, è dovuta sia ai cambiamenti
climatici planetari che interessano anche l'Isola, sia all'assenza
di politiche organiche che affrontino seriamente i problemi
dell'assetto del territorio, dell'approvvigionamento, dell'uso
razionale e compatibile della risorsa idrica;
considerato che:
nella maggior parte delle zone irrigue della Sicilia la scarsa
disponibilità di acqua ha compromesso non solo le colture orticole,
ma la stessa sopravvivenza delle colture arboree (agrumeti e
frutteti), con conseguenze drammatiche per l'agricoltura e
l'economia dell'intera Isola;
rilevato che l'approvazione nel 2003 di una 'Carta della
vulnerabilità al rischio di desertificazione in Sicilia', da parte
dell'allora Assessorato del territorio e dell'ambiente, non si è
tradotta in interventi concreti a sostegno delle aree più colpite
dai fenomeni siccitosi;
atteso che ad oggi la Regione siciliana non è ancora dotata di una
politica che valorizzi il patrimonio di conoscenze e di esperienza
presenti negli enti che hanno affrontato il problema della scarsità
dell'acqua;
impegna il Governo della Regione
ad assumere tutte le iniziative necessarie per fronteggiare la
gravissima situazione che ha investito l'agricoltura siciliana, in
particolare per quanto riguarda:
l'utilizzo delle acque, comprese quelle per la produzione di
energia elettrica, secondo i bisogni reali e i criteri di equità e
solidarietà fra i diversi territori e i comparti agricoli
dell'Isola, che eviti dannose contrapposizioni territoriali o di
comparto;
la priorità di mantenere in vita le colture arboree (agrumeti e
frutteti);
la necessità di superare la politica dell'emergenza e della
straordinarietà, adoperandosi per dotare la Sicilia di un nuovo
quadro normativo indispensabile per un governo democratico ed
ordinario delle risorse idriche per i diversi usi (potabile,
agricolo ed industriale);
la definizione delle opere indispensabili nel breve e nel medio
periodo per fronteggiare la situazione che, con i venti di scirocco
ed il prevedibile aumento delle temperature, si determinerà
inevitabilmente nei mesi di luglio e agosto». (274)
FERRARA-AMMATUNA-GALVAGNO-GUCCIARDI
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1941
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione con richiesta di
risposta orale n. 1941 «Chiarimenti sulle procedure ad evidenza
pubblica indette dalle Aziende ospedaliere regionali e sui casi
sempre più frequenti di eccesso di ribasso», a firma dell'onorevole
Fiorenza, è da intendersi preclusa in quanto di identico contenuto
all'interrogazione n. 1758, a firma dello stesso deputato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro della interrogazione n. 1945
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Bufardeci, con nota pervenuta
il 23 giugno 2011 e protocollata al n. 5711/AulaPG del 24 giugno
successivo, ha ritirato l'interrogazione con richiesta di risposta
scritta n. 1945 «Notizie sull'emanazione delle indicazioni
operative per le istituzioni scolastiche aventi sede nel territorio
della Regione siciliana ai fini del riconoscimento della parità
scolastica, anno scolastico 2011/2012», in quanto di identico
contenuto all'interrogazione n. 1436, a firma dello stesso
deputato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 22 giugno 2011, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 5714/AulaPg del 24 giugno
successivo 2011, l'onorevole Giuseppe Sulsenti ha dichiarato, a
norma dell'art. 23 del Regolamento interno dell'Assemblea, che
intende appartenere al Gruppo parlamentare Movimento per le
Autonomie' (M.P.A.).
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, con ricorso notificato il 20 giugno 2011, ha impugnato
l'articolo 3 della deliberazione legislativa recante
Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili. Misure finanziarie relative
a personale comandato. Disposizioni per il personale utilizzato in
convenzione presso le aziende del Servizio sanitario regionale.
(ddl nn. 582-590-606), approvata dall'Assemblea il 14 giugno 2011,
per violazione degli articoli 3, 51, 81, quarto comma, 97, 117,
comma 2, lettera l) e comma 3 della Costituzione.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Annunzio di ordine del giorno numero 568
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole Laccoto
l'ordine del giorno n. 568 «Promulgazione con l'omissione delle
parti impugnate della delibera legislativa nn. 582-590-606 recante
Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili. Misure finanziarie relative
a personale comandato. Disposizioni per il personale utilizzato in
convenzione presso le aziende del Servizio sanitari regionale'». Ne
do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del suo potere di promulgazione, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
considerato che:
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative, ma
anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 261 del 14 giugno
2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Riorganizzazione e
potenziamento della rete regionale di residenzialità per i soggetti
fragili. Misure finanziarie relative a personale comandato.
Disposizioni per il personale utilizzato in convenzione presso le
aziende del Servizio sanitario regionale' (ddl. nn. 582-590-606/A);
la citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso
alla Corte costituzionale, notificato al Presidente della Regione
in data 20 giugno 2011;
ritenuto che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di consentire
alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
legislativa approvata nella seduta n. 261 del 14 giugno 2011,
recante 'Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di
residenzialità per i soggetti fragili. Misure finanziarie relative
a personale comandato. Disposizioni per il personale utilizzato in
convenzione presso le aziende del Servizio sanitario regionale'
(ddl. nn. 582-590-606/A)». (568)
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Rinvio della discussione del disegno di legge «Norme in
materia di riserve in favore degli enti locali» (729-Norme
stralciate/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, la discussione del disegno di legge n. 729-
Norme stralciate/A «Norme in materia di riserve in favore degli
enti locali», posto al numero 1), è rinviata a domani non avendo
ancora la Commissione Bilancio espresso il parere di competenza.
A tal fine, comunico che la Commissione Bilancio è convocata per
domattina.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Disciplina
in materia di autorizzazioni all'insediamento
dell'esercizio cinematografico» (621/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge n. 621/A «Disciplina in materia di autorizzazioni
all'insediamento dell'esercizio cinematografico», posto al numero
2).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta era stata chiusa la
discussione generale ed era stato approvato il passaggio all'esame
degli articoli.
Onorevoli colleghi, allo scopo di consentire un ordinato e
proficuo svolgimento dei lavori d'Aula, la Presidenza comunica che
sono stati dichiarati inammissibili gli emendamenti presentati ai
disegni di legge all'ordine del giorno e non ricompresi nei
fascicoli distribuiti.
Tale decisione è stata assunta sulla base delle disposizioni
regolamentari che prevedono:
- l'obbligo della preventiva presentazione degli emendamenti in
commissione (art. 111, comma 1 bis);
- l'attinenza alla materia oggetto del disegno di legge( art. 111,
comma 2 e articolo 112, comma 3);
- i requisiti formali e temporali previsti per la presentazione
(articolo 112, commi 1, 4, 6 e 7).
- come abbiamo fatto tra l'altro nel corso di questa legislatura.
In riferimento agli emendamenti presentati al disegno di legge
sull'IRSAP e classificati con i nn. A.14, A.11, A.9, A.10 e A.7,
aventi per oggetto misure per la stabilizzazione di personale, gli
stessi sono inviati alla Commissione V per essere eventualmente
esaminati in un disegno di legge apposito che affronti
ulteriormente la materia considerata. Ricordo infatti che
l'Assemblea ha recentemente approvato una legge organica del
settore (l.r. n. 24/2010).
Preciso, infine, che a seguito delle note vicende che hanno
riguardato l'onorevole De Luca, gli emendamenti che recano la sua
firma sono decaduti.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Princìpi
1. La Regione, nell'esercizio delle proprie funzioni
amministrative, provvede ad una razionale distribuzione delle sale
ed arene cinematografiche, garantendone una diffusione capillare e
tecnologicamente avanzata sull'intero territorio, valorizzando la
funzione sociale dell'esercizio cinematografico ed il carattere di
importante strumento di crescita economica e sociale, nel rispetto
dei princìpi sanciti dall'articolo 1 della legge regionale 21
agosto 2007, n. 16, anche facendo ricorso a risorse nazionali e
comunitarie».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Gucciardi,
Barbagallo, Galvagno e Rinaldi gli emendamenti 1.1 e 1.2.
GUCCIARDI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Definizioni
1. Per le finalità della presente legge, si intende:
a) per sala cinematografica, uno spazio chiuso dotato di uno
schermo e di adeguate attrezzature
tecniche, destinato a pubblico spettacolo cinematografico;
b) per cinema-teatro, lo spazio chiuso di cui alla lettera a)
dotato anche di palcoscenico attrezzato, destinato alle
rappresentazioni teatrali di qualunque genere;
c) per multisala, l'insieme di due o più sale cinematografiche,
adibite a programmazioni multiple, realizzate in un medesimo
immobile e tra loro comunicanti;
d) per cinema ambulante, l'esercizio commerciale di proiezioni
cinematografiche attuate con l'impiego di attrezzature mobili
installabili in luoghi chiusi o all'aperto;
e) per arena, il cinema all'aperto, funzionante esclusivamente in
un periodo circoscritto, allestito su un'area delimitata e
appositamente attrezzata per le proiezioni cinematografiche;
f) per cinecircolo, il luogo a carattere associativo, in regola
con la normativa di carattere igienico-sanitaria, destinato ad
attività cinematografiche;
g) per realizzazione, la costruzione di nuove strutture con
conseguente zonizzazione dell'area relativa, ovvero gli interventi
consistenti nella demolizione e ricostruzione;
h) per trasformazione ed adattamento, la modifica di strutture, al
fine di renderle idonee allo svolgimento di opere cinematografiche;
i) per ristrutturazione, l'adeguamento strutturale o funzionale di
strutture già adibite all'esercizio dell'attività cinematografica;
l) per ampliamento, l'aumento dei posti di un esercizio
cinematografico in attività».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno e Rinaldi: 2.1;
- dagli onorevoli Maira e Caronia: 2.2.
Si passa all'emendamento 2.1.
GUCCIARDI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 2.2 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Obiettivi generali
1. Per le finalità di cui all'articolo 1, la Regione promuove lo
sviluppo e la riqualificazione degli esercizi cinematografici
perseguendo i seguenti obiettivi:
a) individuazione ed inserimento degli esercizi, previa
valutazione delle specifiche esigenze socioculturali del contesto
territoriale di riferimento e sotto il profilo del sistema di
infrastrutture e servizi alla mobilità presenti;
b) diffusione e potenziamento dell'offerta di esercizi in aree
periferiche o particolarmente svantaggiate, contribuendo alla loro
riqualificazione ed aumentandone la vivibilità e la sicurezza;
c) favorire la presenza di esercizi nei centri storici
salvaguardando l'integrità architettonica originaria degli immobili
ospitanti;
d) garantire l'insediamento in aree montane e in comuni minori;
e) garantire l'applicazione dei contratti collettivi nazionali di
lavoro a tutti i lavoratori addetti al servizio cinematografico;
f) favorire un equilibrato sviluppo di tutte le tipologie di
esercizio, assicurando il rispetto della libera concorrenza.
2. Ai fini di cui al comma 1, l'Assessore regionale per il
turismo, lo sport e lo spettacolo stabilisce i criteri per il
rilascio, da parte dei comuni territorialmente competenti, delle
autorizzazioni per la realizzazione, trasformazione ed adattamento
di immobili e spazi da destinarsi all'attività cinematografica,
nonché per la ristrutturazione o ampliamento degli esercizi già in
attività alla data di entrata in vigore della presente legge, le
modalità di presentazione delle istanze, la documentazione
necessaria e le modalità di effettuazione dell'istruttoria».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno e Rinaldi: 3.1,
3.2;
- dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti, Gentile: 3.3, 3.4.
GUCCIARDI. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirare gli emendamenti 3.1 e 3.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
3.5 che così recita:
«All'articolo 3, comma 1, lettera d) sostituire la parola
garantire' con la parola favorire'».
Il parere del Governo?
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.3, a firma dell'onorevole Marrocco. Ne
do lettura:
«Al comma 1 aggiungere la lettera e bis)':
e bis) favorire il riconoscimento e la valenza delle sale
cinematografiche storiche».
Il parere del Governo?
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BUZZANCA, relatore. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.4, a firma dell'onorevole Marrocco. Ne
do lettura:
«Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
2 bis. Nell'ambito dei propri strumenti di pianificazione
urbanistica e commerciale, i Comuni favoriscono la riattivazione
degli esercizi cinematografici dismessi, nonché la riqualificazione
degli esercizi ubicati nei centri storici, anche attraverso la
parziale destinazione della superficie a servizi o attività
commerciali compatibili. Al fine di garantire un'adeguata presenza
di sale cinematografiche, i Comuni possono stipulare convenzioni
con circoli di cultura cinematografica, associazioni di promozione
sociale, fondazioni o altri soggetti privati dotati di esperienza e
competenza nell'esercizio cinematografico. Nelle convenzioni sono
previste misure idonee a garantire la presenza di film d'essai
nella programmazione».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Marrocco il
subemendamento 3.4.1:
«Dopo il comma 2, dopo le parole la parziale destinazione della
superficie a servizi o attività commerciali compatibili' aggiungere
secondo il giudizio formulato dal nucleo di valutazione'.
Il parere della Commissione?
BUZZANCA, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport, e lo spettacolo.
Signor Presidente, si tratta di un aspetto tecnico.
Sostanzialmente, l'emendamento dice che, nell'ambito dei propri
strumenti di pianificazione urbanistica e commerciale, i Comuni
favoriscono la riattivazione degli esercizi cinematografici
dismessi, nonché la riqualificazione degli esercizi ubicati nei
centri storici, anche attraverso la parziale destinazione della
superficie a servizio di attività commerciali compatibili.
Il subemendamento 3.4.1 prevede che ciò sia dichiarato compatibile
da parte del nucleo di valutazione; quindi è necessario che non ci
sia solo un parere favorevole dei Comuni, ma che debba esserci
anche un parere cogente da parte del nucleo di valutazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei
che per eccesso di generosità, siccome vogliamo troppo bene al
cinema, rischiamo di ucciderlo. L'emendamento 3.4, al di là del
subemendamento, stabilisce che le sale cinematografiche dismesse
possono diventare salumerie; sostanzialmente, dice che possono
diventare attività commerciali.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa bene che questo è già
possibile.
CRACOLICI appunto Quindi, non ho capito di cosa stiamo parlando.
Devo dire che ho qualche dubbio di fondo sul disegno di legge in
esame.
Noi stiamo facendo una norma che si pone due obiettivi:
regolamentare, mi auguro, per ampliare l'offerta cinematografica,
ma con questa legge andiamo a stabilire che, dato che gli esercizi
cinematografici che in Sicilia, come nel resto d'Italia, rischiano
di morire, per farli aprire devono esserci dei parametri. Stiamo
intervenendo sul principio dell'attività libera, dal punto di vista
del mercato cinematografico.
All'articolo 4, lo discuteremo tra qualche secondo, stabiliamo che
ci vogliono le distanze minime.
Lei che come me, signor Presidente, è cittadino di Palermo,
comprende che secondo questa legge non potremo più avere il cinema
Imperia accanto al cinema ABC, perché sono due cinema a distanza di
qualche metro. Io capisco che una cosa é mettere un distributore di
benzina e stabilire che ce ne sia uno ogni chilometro, trecento
metri, altra cosa è fare un cinema.
In una città, immaginare che i cinema debbano essere distribuiti e
non ci possa essere anche una naturale concentrazione, a seconda
delle aree di vita e di socialità dei cittadini, mi sembra,
obiettivamente, una cosa che non sta né in cielo né in terra.
La norma, a cosa serve? Noi stiamo stabilendo che possiamo mutare
la destinazione d'uso delle sale cinematografiche; é una norma
urbanistica già contemplata dalla legge 71 del 1978.
Cosa vogliamo fare con questo emendamento? Cosa vogliamo
aggiungere?
Signor Presidente, non vorrei che ci coprissimo di ridicolo
approvando una legge così fatta.
Dopo avere approvato come Assemblea regionale quella sugli ottici
- e in questo siamo l'unica regione in Italia dove, per fare
l'ottico, si deve essere in un territorio dove vivono almeno
ottomila abitanti perché, altrimenti, non si può fare l'ottico -
adesso facciamo la legge sul cinema e stabiliamo che da domani i
cinema si aprono, non si capisce sulla base di quali parametri
Occorrerebbe qualche riflessione in più, e la chiedo anche al
Governo.
Forse qualche ulteriore riflessione va fatta.
L'intento dell'onorevole Calanducci, che io ho condiviso, di
ampliare l'offerta cinematografica, non vorrei che con questa norma
ottenesse come risultato paradossale di ridurre l'offerta
cinematografica, di renderla così complessa da finire per ridurla.
Io mi sarei aspettato che questo provvedimento favorisse la
presenza delle sale cinematografiche nelle aree dove non ci sono.
Ma stabilire che si va a rideterminare, sulla base di parametri
demografici e di distanze minime, la presenza delle sale
cinematografiche è un cazzotto alla libera concorrenza che,
personalmente, non mi sento di condividere. Vorrei capire a cosa
servono questo emendamento 3.4 e il relativo subemendamento 3.4.1,
qual è l'obiettivo, visto che la norma, con la legge 71 del 1978,
già consente le variazioni di destinazione d'uso
Il Presidente Cascio viene da un quartiere di Palermo dove c'era
un vecchio cinema che si chiamava Corallo', se lo ricorda,
Presidente? Oggi è diventato un supermercato.
Io appartengo a quella generazione che ha vissuto con dispiacere
che un cinema di Palermo diventasse un supermercato. Ma mi rendo
conto che questo è il mercato.
Tuttavia mi chiedo: che dobbiamo fare, come affrontiamo il
problema?
Mi sembra eccessiva l'intenzione e l'effetto che questa legge si
propone. Forse qualche riflessione in più non sarebbe male prima di
rischiare di coprirci di ridicolo.
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione d'indagine su Sicilia e-
servizi è autorizzata a riunirsi in concomitanza dei lavori d'Aula
per eleggere l'ufficio di Presidenza.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
nutrito alcune considerazioni, alcune perplessità su questo disegno
di legge, ho visto che c'era un lasciar fare generale.
Tuttavia l'intervento dell'onorevole Cracolici mi induce ad
esternare compiutamente le mie perplessità, che si affiancano a
quelle che ha illustrato il mio capogruppo.
Volevo esprimere un'altra preoccupazione. Noi stiamo in una
regione che avrebbe, o spesso dovrebbe avere, l'intento di
semplificare, di delegiferare, di sburocratizzare, di snellire e di
decentrare. Stiamo invece immaginando che anche per l'apertura di
un esercizio cinematografico si debba ricorrere a un piano
triennale, a un nucleo di valutazione; rischiamo di condizionare
anche l'attività più elementare che - ripeto - non è un'attività
sociale, non è un'attività finanziata, non si tratta di fare asili
nido, non c'è un finanziamento, quindi è un'attività legata
all'imprenditoria privata ancorché ha per oggetto un'attività
culturale, ma un'attività libera, imprenditoriale. E stiamo
immaginando che l'apertura di un'attività imprenditoriale debba
essere assoggettata a questo insieme di norme e, quindi, essere
regolamentata in un momento storico e in una regione che ha bisogno
di decentrare, di semplificare e di sburocratizzare.
Credo che, fermo restando l'apprezzamento di una parte
dell'intento che questa legge si vuole proporre di fare, stiamo
facendo esattamente il contrario di quello che noi dovremmo fare
con tutte le attività economiche. E non si capisce perché proprio
con gli esercizi cinematografici dovremmo costruire un piano
triennale, un nucleo di valutazione, una struttura e una
sovrastruttura a complicazione di questo indirizzo. So bene che
esiste un decreto nazionale che orienta in questa direzione, ma
dico espressamente che non concordo con l'intento di questo decreto
voluto dal governo Berlusconi e credo che sia nettamente in
contrasto con ciò che noi invece dovremmo fare.
Pertanto, per altro verso e con argomentazioni parallele a quelle
dell'onorevole Cracolici, mi permetto di richiamare l'attenzione
dell'intero Parlamento e dell'assessore affinché si valuti
l'opportunità di soprassedere e di meditare meglio su questo
disegno di legge, in quanto - ripeto - non lo condivido.
Naturalmente poi l'Aula è sovrana.
Credo che stiamo introducendo elementi di governo assolutamente
superfetativi rispetto a quelli che richiederebbe la natura del
mercato, in cui un libero esercizio cinematografico intende
svolgersi.
CALANDUCCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che si
sia un po' equivocato anche perché obiettivamente questo
emendamento e il relativo subemendamento, che è stato richiesto dal
Governo appunto per andare nella direzione in cui diceva poc'anzi
l'onorevole Cracolici, è proprio quello di potere stimolare a
recuperare le sale dismesse e a favorirne una riattivazione
dedicando parte dell'attività ad attività commerciali che, tra
l'altro, come benissimo ha detto l'onorevole Cracolici, si possono
fare anche oggi.
Per i centri storici soprattutto è un qualche cosa in più in
quanto chiediamo che vi sia anche la valutazione del nucleo di
valutazione, che è rappresentativo sia per interesse che per
qualità e competenza. Detto questo, tornando al disegno di legge,
onorevole Cracolici, il subemendamento non è riferito ai vecchi
cinema o ai cinema già esistenti. La distanza o comunque il numero
degli abitanti sono riferiti come parametro alle nuove
realizzazioni affinché siano garantite e, di conseguenza, per
essere realizzate devono in qualche maniera essere regolamentate.
Per essere chiari ci riferiamo alle multi sale dei centri
commerciali.
Voglio ribadire che i cinema già esistenti non sono sottoposti a
questa regola, anzi stiamo cercando di riattivare anche quelli al
di là di ogni immaginazione. Tra l'altro, onorevole Cracolici e
onorevole De Benedictis, la richiesta di autorizzazione per
l'insediamento di una struttura cinematografica é sottoposta
all'assenso obbligatorio, all'istituto del silenzio-assenso, e i
novanta giorni richiesti - che inizialmente erano sessanta, e in
Commissione si è discusso di questo e si è prolungato il termine a
novanta - tutto ciò favorisce l'insediamento.
Oggi, come lei sa, può succedere benissimo che, essendo l'iter
lunghissimo - può durare anni -, onorevole Cracolici, è importante
avere stabilito attraverso il principio del silenzio-assenso che,
se dopo novanta giorni l'istanza non viene valutata adeguatamente,
scatta il silenzio-assenso e si può avviare l'attività superando
l'ostacolo odierno per cui si rischia di dover attendere due o tre
anni, per le variazioni urbanistiche ovvero per ricevere
autorizzazioni varie. Con questa legge, invece, in novanta giorni
se non c'è la risposta adeguatamente motivata si va avanti nella
realizzazione dell'opera.
Per cui credo che a volerlo leggere con attenzione, il disegno di
legge contiene in sé tutti questi meccanismi e una nuova
regolamentazione non potrà far sì che le nuove sale
cinematografiche, i nuovi insediamenti annullino a vicenda la
potenzialità del settore.
Tutto ciò potrà, invece, dare vita ad una programmazione per dire,
ad esempio, che nel territorio di Palermo si può realizzare un
numero di sale o un numero di posti distribuiti in questa maniera
e, naturalmente, gli imprenditori potranno realizzarli.
Sicuramente, dunque, la regolamentazione ne favorisce l'esercizio,
è un'incentivazione, e non il contrario.
BUZZANCA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
approfondito, ovviamente, nel corso dei lavori della Commissione
questa norma che mi pare quanto mai opportuna.
Ritengo che un riordino del sistema debba essere certamente
operato e abbiamo fatto un lavoro in collaborazione con il Governo,
con l'assessore Tranchida.
Non ho la preoccupazione che ha l'onorevole Cracolici, perché
tutto ciò che è autorizzato è autorizzato. Punto. Quindi, tutto ciò
che è autorizzabile sarà oggetto di questa norma, mi pare
assolutamente pacifico, e non credo che ci sia bisogno di ulteriori
approfondimenti per arrivare a questa conclusione. Però alcune
preoccupazioni dell'onorevole Cracolici posso farle mie.
E' chiaro che questo è un settore particolarmente delicato, che è
diventato patrimonio della cultura del nostro Paese, e non solo
della nostra Regione.
Se noi andiamo avanti nel percorso individuato dalla Commissione
con il testo esitato per l'Aula e se si evita di intervenire con
emendamenti e subemendamenti, sui quali - devo dire francamente -
ho visto che vi è un momento di confusione, anche da parte del
Governo. Come, ad esempio, nell'emendamento 3.1 il Governo aveva
visto come la posizione della Commissione non fosse perfettamente
in linea con la propria posizione, invece era solo un emendamento
tecnico.
Questa è una legge che i siciliani aspettano. E' una legge che, se
fatta bene, può dare un notevole impulso, un incremento al settore
cinematografico che sta vivendo un momento di crisi.
Se si giunge ad un approfondimento concreto, serio, io penso sia
più opportuno farlo in tempi rapidissimi. Al contrario, se il
Governo è d'accordo e così pure le forze politiche in Parlamento,
possiamo approvare per ora il disegno di legge così come è stato
esitato dalla Commissione perché questi aggiustamenti in corsa,
questi momenti di confronto, che poi diventano confronto più o meno
serrato, più o meno attento, più o meno consapevole, secondo me non
serviranno alla legge né ci daranno quel contributo che gli
operatori del settore ci chiedono.
Pertanto, la mia proposta all'Aula è di procedere all'approvazione
tout court dell'impianto che è stato licenziato dalla Commissione
o, al contrario, di rinviare il testo per un approfondimento in
Commissione e in quella sede, con i tecnici che potranno
supportarci, si potranno eventualmente accogliere i suggerimenti
che vengono dai colleghi al fine di esitare un provvedimento
migliore rispetto a quello che la Commissione in origine ha
esitato.
FIORENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, il
cinema è una forma d'arte fortemente collegata al mondo della
cultura e ne è l'esempio più moderno, nella pura accezione del
termine. Gli artisti per secoli, per millenni, si sono dilettati
dapprima all'esercizio della letteratura, della scultura, dell'arte
figurativa; quella del cinema è in assoluto la più recente delle
forme d'arte che la moderna società civile vive e che si appresta
peraltro a vivere anche nelle forme più svariate.
Cercare di licenziare in questo modo lo strumento che riesce a
fare sì che questa forma di cultura possa essere apprezzata, che è
quella della sala cinematografica, legandola ad alcuni princìpi
legislativi, obiettivamente mi trova non in perfetta sintonia.
Immaginare che più sale cinematografiche possano consentire
all'utente di scegliere non il gestore della sala cinematografica,
ma il tipo di film che viene proiettato, e limitare e obbligare in
questo modo il cittadino a dovere fare cinque, sei, settecento
metri perché una sala cinematografica non può stare vicina
all'altra, mi sembra una limitazione alla scelta culturale a cui
ogni cittadino si deve avvicinare, e mi sembra pure fortemente
lesivo della dignità e dello stesso principio di avvicinamento alle
forme d'arte, alle forme culturali.
Condivido, quindi, e mi scuso con l'Aula per non avere
approfondito il testo del disegno di legge nel tempo e nei modi
opportuni e mi scuso pure con la Commissione che avrà lavorato per
portare questo disegno di legge in Aula così com'è, però reputo
fondamentale e importante che l'Aula possa avere una maggiore
disponibilità di approfondimento.
Pertanto, signor Presidente, mi associo alla richiesta
dell'onorevole Buzzanca affinché il testo torni in Commissione per
essere poi, magari, maggiormente condiviso dall'Aula e con chi,
come me, ha intenzione di contribuire evitando di provocare
rallentamenti all'iter legislativo, nel momento in cui dovesse
presentare degli emendamenti.
MARROCCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARROCCO. Signor Presidente, pur non avendo compreso fino in fondo
l'intervento dell'onorevole Cracolici, e considerato che il
sottoscritto non è firmatario di questa norma e come altri deputati
non ha seguito l'iter legislativo del disegno di legge in tutte le
sue fasi fino a quella a cui siamo chiamati in Aula, entro i
termini previsti, di presentazione dei nostri emendamenti, se
l'onorevole Cracolici, come anche i miei colleghi, legge il tenore
e la sostanza dei miei emendamenti, essi sono tutti orientati ad un
unico obiettivo, che è quello della salvaguardia di una certa
identità storica del cinema e soprattutto dei cinema in quanto
strutture e immobili incastonati all'interno del tessuto
urbanistico dei centri storici delle nostre realtà.
Questo era l'orientamento e tale rimane in tutti gli emendamenti
che ho presentato, e ciò non per creare polemiche, assolutamente,
ma per chiarire lo spirito degli emendamenti.
Dopo di che, se ci si accorge all'ultimo minuto, magari, di non
avere letto la norma o di non avere seguito l'iter perché non la si
reputava una norma importante e all'ultimo secondo si chiede che
sia rinviata in Commissione, lo possiamo anche fare. Certo, secondo
me, non è rispettoso nei confronti dei lavori della Commissione che
ha utilizzato del tempo, che ha portato a termine il suo lavoro, e
non è rispettoso nei confronti di tutti i deputati. Se ci sono cose
da correggere, le correggiamo in Aula; se quel mio emendamento, il
3.4, non è condiviso o non è perfettamente chiaro, allora sono
pronto anche a ritirarlo. Questo non è assolutamente un problema,
Presidente.
Certo è che non ci si può svegliare un giorno, all'ultimo secondo,
leggere un disegno di legge e decidere che, siccome non lo si è
approfondito, lo dobbiamo rimandare in Commissione.
Penso che questo non fa bene ai lavori dell'Aula, non fa bene ai
lavori delle Commissioni che svolgono un ruolo non indifferente
nella stesura delle norme, e certo non fa bene a tutti quanti noi.
Quindi, per alleggerire i lavori, io sono pronto a ritirare il mio
emendamento e ad andare avanti sul testo esitato dalla Commissione.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io dico
all'onorevole Marrocco che probabilmente apparterrò anche a quella
nutrita schiera di deputati che, non essendo componenti di quella
Commissione, non hanno particolarmente attenzionato il testo, e di
ciò faccio ammenda.
Al di là di questo, però, sono sicuramente tra quei deputati che
hanno letto il testo nel momento in cui ormai era pronto per l'Aula
e sono convinto della bontà dell'idea, sono convinto della buona
volontà di trovare un'adeguata soluzione ad un problema; però credo
che la soluzione che si vorrebbe adottare non è conseguente a
questa premessa e a questa finalità.
Mi iscrivo, quindi, anch'io al gruppo di parlamentari che credono
più opportuno un ritorno in Commissione per approfondire, e vorrei
illustrare alcune delle ragioni che mi inducono a sostenere questo.
In un momento in cui si parla tanto di federalismo e di
decentramento, il fatto che ad operare la funzione sia
esclusivamente e innanzitutto l'Assessorato regionale del turismo
nello stabilire i criteri in ordine ai quali aprire, realizzare le
sale cinematografiche, addirittura tenendo conto della distanza
minima tra gli esercizi cinematografici presenti in un medesimo
comune, come se eventualmente il fatto di avere più cinema nello
stesso viale o nella stessa strada possa comportare non so quale
problema. Non capisco quale sia il problema se in un territorio,
per esempio, le sale cinematografiche sono l'una prossima
all'altra.
Qual è il problema, qual è il danno, posto che c'è una situazione
complessiva di carenza di cinema che devono essere aperti, forse il
fatto che siano vicini? Qual è la conseguenza negativa?
Non la comprendo.
Dico pure che in una logica di decentramento il fatto che tutto
debba essere gestito come criterio, come indirizzo
dall'Assessorato, e da un nucleo, da una struttura che viene
nominata poi dalla Giunta, anche se su proposta dell'assessore, la
considero una sovrastruttura alla semplificazione, e vi posso fare
un esempio ancora più calzante. All'articolo 7, che riguarda il
rilascio delle autorizzazioni, ho presentato assieme ai colleghi di
Forza del Sud un emendamento che serve a disciplinare un contesto
diverso: da una parte, vi è la sala storica, la piccola sala,
l'arena, e in questo caso che bisogno c'è del nucleo di
valutazione? Perché mandare tutta questa documentazione per la
piccola sala di paese, per la piccola sala all'aperto nel periodo
estivo?
Mandare il tutto al nucleo di valutazione - ammesso e non concesso
la bontà di fare ciò -, ribadisco, appesantisce il normale iter
amministrativo, lo farei per la multisala o per una sala che ha un
interesse sovracomunale, ma non per la piccola sala o per la sala
all'aperto estiva, per l'arena. Quindi, l'emendamento serve a
distinguere le tipologie.
Mi sono permesso di fare qualche esempio perché credo che la
singola amministrazione comunale, eventualmente in raccordo con la
provincia, ammesso e non concesso, è già più che abilitata a dare
indicazioni, se quelle sale servono, e a rilasciare le
autorizzazioni; non c'è bisogno di sacrificare una competenza
specifica del territorio alla Regione che deve avere una funzione
di indirizzo generale.
Allora, posto che come dice l'onorevole Fiorenza, e dice bene
cinema è cultura, cinema è arte, cinema è crescita culturale dei
cittadini, cinema è educazione, cinema è conoscenza, cinema è
confronto, cinema è dibattito, cinema è conoscenza delle questioni
dal punto di vista non soltanto storico, ma anche dal punto di
vista letterario , facciamolo e si promuova una politica che
agevoli, incrementi, aiuti, favorisca, finanzi eventualmente queste
attività.
Ma a questo si limiti il ruolo della Regione, non ad altro. Credo
che se le assegnassimo altro compito, a mio avviso si rischierebbe
di appesantire e di sacrificare la più immediata competenza
dell'ente locale comune e di appesantire un già gravoso processo
burocratico che, come Assemblea regionale, da qualche tempo abbiamo
pensato di migliorare.
Devo dire però, e concludo, che ancora una volta questo tentativo
non è sortito perché abbiamo operato una riforma della
semplificazione che ha, di fatto, equiparato la nostra normativa a
quella nazionale e comunitaria, ma non abbiamo fatto il passo
avanti di togliere l'autorizzazione preventiva, e viceversa
corriamo il rischio di approvare una norma che appesantirebbe
ulteriormente di passaggi burocratici perfino l'apertura di una
sala estiva.
Mi sembra opportuno, ribadisco, pur rispettando il lavoro della
Commissione e sicuramente il lavoro dell'Assessorato e tutte le
buone intenzioni, un ritorno in Commissione breve, stringato, ma
che possa effettivamente migliorare il testo e semplificarlo.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
intervengo perché credo che l'emendamento presentato intenda, nello
spirito, promuovere e riprendere tutte quelle strutture che sono
ubicate nei centri storici, ma anche all'interno della città, che
non hanno più i requisiti per svolgere l'attività cinematografica.
Secondo me, lo spirito di questo articolo non è quello di cambiare
la destinazione urbanistica trasferendo le sale cinematografiche in
un centro commerciale, perché questo lo può fare comunque qualsiasi
privato chiedendo al comune di competenza il cambio di destinazione
d'uso e quindi, attraverso l'autorizzazione, aprire poi un centro
commerciale. Credo invece che lo spirito di questo articolo, e
quindi di questo emendamento, sia quello di valorizzare la zona,
dove l'attività prevalente non è quella commerciale ma quella
cinematografica, quindi è un modo per favorire e sviluppare ancora
di più l'attività cinematografica all'interno delle città.
Se oggi noi guardiamo i nuovi insediamenti delle sale
cinematografiche, quelle costituite ex novo, vediamo che sono
sempre abbinate a forme di attività ludica che permettono
all'utente di utilizzare sia la sala cinematografica ma anche i
divertimenti: ristoranti, pizzerie, centri commerciali.
Ecco perché sono favorevole a questo emendamento e mi auguro che
lo spirito con cui è stato presentato venga condiviso dai miei
colleghi perché, ripeto, l'attività prevalente non sarà quella
dell'attività commerciale bensì quella della salvaguardia del
cinema, e anche della riqualificazione dei centri commerciali
attraverso l'insediamento di edifici ormai obsoleti che
rappresentavano magari le sale cinematografiche di un tempo, dove
erano punto di riferimento e che ora si trovano abbandonati
all'interno del centro cittadino dei comuni siciliani.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, effettivamente
l'impianto della legge è leggermente protezionistico, però credo
che l'Aula sia chiamata a definire se l'esercizio cinematografico -
il cinema - è un bene culturale o può essere abbinato a qualsiasi
altro luogo dove si vende qualcosa. Se l'Aula decide che
l'esercizio cinematografico è un bene culturale che va tutelato -
devo ricordare ai colleghi che un cinema che muore è una parte
della città, una parte della nostra storia, che muore, come è stato
mirabilmente ricordato da Giuseppe Tornatore - allora decidiamo che
non è assimilabile ad un negozio di biancheria, piuttosto che ad un
negozio di scarpe, e quindi una regolamentazione va bene.
Nella storia del dopoguerra noi siamo passati da una fase
iperprotezionistica, dove l'apertura di una sala era subordinata a
diecimila parametri, alla deregulation totale - laddove arrivano le
mayor aprono ventiquattro sale, dodici sale, diciotto sale, fino a
trenta o trentadue schermi - lì avviene la fine di tutti gli
esercizi commerciali, la fine di tutti gli esercizi
cinematografici.
Trovare una giusta via di mezzo tra una legge che può essere
considerata eccessivamente protezionistica, però una salvaguardia
del cinema come bene culturale, credo che questa sia una cosa che
dobbiamo fare. Non è giusto che un esercente cinematografico che
investe centinaia di migliaia di euro per ripristinare una vecchia
struttura, poi veda Cinecittà Holding, che lavora con i soldi dello
Stato, aprire una multisala a trecento, quattrocento metri di
distanza, perché è chiaro che quel cinema è chiuso, non ha alcuno
scampo.
Credo che in questo caso debba prevalere una posizione dell'Aula
rispetto a questo bene culturale.
Se è un bene culturale, un minimo di tutela va dato. Se lo
assimiliamo invece a qualsiasi store, allora siamo liberi di fare
quello che facciamo. E' inutile, però, poi spendere lacrime di
coccodrillo quando il cinema Metropolitan o Lo Pò o Diana o Fiamma
andrà a chiudere, perché ne stiamo decretando la chiusura
attraverso la liberalizzazione assoluta.
Signor Presidente, credo che valga la pena di continuare i lavori
d'Aula e di varare, seppur con qualche sprezzatura, questa
importante legge sull'esercizio cinematografico.
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, onorevoli deputati, io voglio aggiungere alle
parole che mi hanno preceduto, e che ho molto apprezzato, una serie
di considerazioni.
Nel momento in cui l'onorevole Calanducci ha portato ed
incardinato, in quarta Commissione, questo disegno di legge di
iniziativa parlamentare, ho molto apprezzato tutta una serie di
elementi presenti nel testo. Innanzitutto perché i soggetti
pubblici, in generale - parlo dello Stato, parlo anche della
Regione siciliana - si sono sempre occupati del momento della
produzione.
Tutti abbiamo assistito ad una innumerevole serie di discussioni
sul famigerato articolo 28, sui finanziamenti statali alle
produzioni cinematografiche, abbiamo assistito a discussioni e
polemiche sul ruolo della Regione siciliana nell'ambito delle
produzioni e delle co-produzioni cinematografiche. Non è stato
fatto granché, non è stato fatto molto nell'ambito della
distribuzione, nell'ambito dell'esercizio cinematografico. Non è
stato fatto molto, almeno per quanto riguarda la Regione siciliana,
perché in realtà voglio ricordare ai deputati che sono intervenuti
prima del Governo, che esistono una mezza dozzina di leggi-quadro
regionali cinematografiche che sono state varate, dal 1995 al 2009,
dalle Marche all'Emilia, dalla Puglia alla Sardegna, che hanno
stabilito tutta una serie di regole. Proprio perché la realtà ci
insegna che il cinema, inteso come produzione culturale, sta
scomparendo e sta scomparendo proprio perché, sostanzialmente,
scompaiono le sale cinematografiche, perché il cinema italiano ed
europeo viene sommerso, spesso e volentieri, non dal cinema
indipendente o di qualità di produzione, per esempio nordamericana,
ma da produzioni esclusivamente commerciali.
Da questo punto di vista, voglio ricordare anche ai colleghi della
sinistra che sono intervenuti che la qualifica di eccezionalità
culturale, fatta propria dal ministro Jack Lang in Francia, va
assolutamente in questa direzione. Se noi non approntiamo una legge-
quadro che, da un lato, possa usufruire di risorse nazionali e
comunitarie e, dall'altro lato, in qualche modo, consegna a noi, ai
nostri figli, al nostro futuro come realtà culturale i nuovi
Cinema Paradiso', di cui Tornatore ci ha parlato nel famoso film,
rischiamo di assistere alla sparizione di tutta la rete.
Voglio ricordare che negli anni '60 e '70 c'era Italnoleggio,
negli anni '60 e '70 c'erano le città capo zona. Tutto questo non
esiste più
Siamo di fronte ad una grande distribuzione che, però, è
accentrata nelle mani di pochissimi trust e di pochissime
corporation e, quindi, varare una legge di questo tipo che, nel
comma b), nel comma c), nel comma d) dell'articolo 3 parla della
difesa e della necessità che nelle periferie urbane, nei centri
storici, nelle aree montane ci siano degli esercizi cinematografici
per dare la possibilità anche ai ragazzi che hanno visto soltanto
la televisione di poter accedere ad una prospettiva diversa e anche
ad una filmografia di qualità penso che sia una battaglia giusta,
credo che sia una battaglia condivisibile. E di fronte a un nucleo
di valutazione che ha un'alta capacità di rappresentanza, perché
comprende non soltanto i rappresentanti dell'ANEC, non soltanto i
rappresentanti dell'AGIS, ma comprende i rappresentanti delle
associazioni sindacali, comprende i rappresentanti dei comuni e che
ha tutta una serie di compiti, tra cui il monitoraggio dell'offerta
cinematografica, da questo punto di vista credo che noi dovremmo
andare al varo di questa legge.
Io mi rimetto all'Aula, fermo restando che per quanto riguarda le
distanze minime vi preannuncio che le distanze minime riguardavano
esclusivamente una dimensione del futuro, non riguardano il
presente e ovviamente non riguardano il passato. In tal senso ho
presentato un subemendamento che ritira questa parte e che modifica
pure la parte che riguarda gli adeguati parcheggi nel senso che i
parcheggi ovviamente ci saranno, ma su questo adeguati',
accogliendo la sollecitazione di alcuni deputati, ho presentato un
subemendamento per quanto riguarda le lettere b) e c) dell'articolo
4.
Tra l'altro, vorrei ricordare, e concludo, che la Commissione ha
recepito tutte le osservazioni che sono state espresse dal Comitato
per la qualità della legislazione.
Per cui noi abbiamo fatto un lavoro che è stato di equìpe, la
votazione da parte della Commissione è stata unanime e abbiamo
portato in Aula un testo assolutamente condiviso.
BUZZANCA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA, relatore. Signor Presidente, il dibattito che man mano
si svolge mi conforta ancora di più perché ci rendiamo conto che
sono stati presentati numerosi emendamenti, anche da parte del
Governo, e questo deve suggerirci un approfondimento serio e
concreto.
Penso che lo si possa fare rapidamente, e lo si possa fare non con
lo spirito di chi vuol perdere tempo ma con lo spirito di chi
condivide le preoccupazioni di molti colleghi che mi hanno
preceduto e che mi hanno seguito, per una legge che serva realmente
a semplificare le procedure.
Ritengo che gli stessi operatori del settore, che pure hanno visto
con favore fin dall'inizio questo percorso, nel momento in cui lo
stravolgiamo e non lo rendiamo aderente ai bisogni che vengono da
quel mondo importante e significativo, caro assessore, penso che
non facciamo un buon servizio.
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, lei chiede il rinvio formale in
Commissione nel senso che il disegno di legge viene tolto
dall'ordine del giorno dell'Aula?
BUZZANCA, relatore. No, chiedo che non venga tolto dall'ordine del
giorno dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il disegno di legge resta
all'ordine del giorno dell'Aula e la Commissione di merito farà un
approfondimento in maniera tale che martedì prossimo possa essere
di nuovo discusso in Aula. Assessore Tranchida, lei è della stessa
opinione?
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Signor Presidente, io ho già detto che mi rimetto alla decisione
dell'Aula.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
di tutela delle minoranze linguistiche storiche della Regione
siciliana» (521-536 Stralcio/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al seguito della
discussione del disegno di legge nn. 521-536 Stralcio/A «Norme in
materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche della
Regione siciliana», posto al numero 3).
Invito i componenti della I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni, visto che
l'onorevole Vinciullo non è presente in Aula, farà le veci di
relatore l'onorevole Cordaro, segretario della commissione.
Ricordo che nella precedente seduta era stata chiusa la
discussione generale ed era stato approvato il passaggio all'esame
degli articoli. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Attività didattiche
l. Alla fine del comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 24
febbraio 2000, n. 6, è aggiunto il seguente periodo: Nei comuni
inseriti negli ambiti territoriali di cui all'articolo 3 della
legge 15 dicembre 1999, n. 482 e successive modifiche ed
integrazioni, tali indici di riferimento possono essere ridotti a
100 alunni».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici
l'emendamento 1.1, interamente sostitutivo dell'articolo, al quale
hanno dichiarato di apporre la firma gli onorevoli Maira, Cordaro,
Apprendi e Bufardeci:
«Alla fine del comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 24
febbraio 2000, n. 6, sono aggiunti i seguenti periodi: Per gli
istituti scolastici che abbiano sede nei comuni inseriti negli
ambiti territoriali di cui all'articolo 3 della legge 15 dicembre
1999, n. 482 e successive modifiche ed integrazioni, tali indici di
riferimento possono essere ridotti del 50 per cento. Tale riduzione
si applica esclusivamente qualora l'istituto scolastico interessato
abbia sede in comune non confinante con altri comuni tutelati ai
sensi della legge 15 dicembre 1999, n. 482 e successive modifiche
ed integrazioni e sempreché le condizioni di viabilità statale e
provinciale del territorio siano disagevoli causando una reale
situazione di isolamento fisico e geografico del comune medesimo ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CORDARO, segretario della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunico è stato presentato dagli onorevoli Barbagallo, Galvagno,
Ammatuna e Lupo l'ordine del giorno numero 569 «Iniziative per il
pagamento degli oneri relativi alle visite fiscali in favore delle
scuole siciliane».
Il parere del Governo?
TRANCHIDA, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche e storiche
della Regione siciliana» (521-536 Stralcio/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge nn. 521-536 Stralcio/A «Norme in materia di
tutela delle minoranze linguistiche e storiche della Regione
siciliana». Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Barbagallo,
Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna, Caputo, Caronia,
Cascio Salvatore, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici, Cristaudo,
D'Agostino, De Benedictis, Di Mauro, Ferrara, Fiorenza, Galvagno,
Giuffrida, Greco, Incardona, Lo Giudice, Maira, Mancuso, Marinello,
Marziano, Mattarella, Musotto, Oddo, Panarello, Pantuso,
Parlavecchio, Pogliese, Rinaldi, Ruggirello, Speziale, Termine,
Torregrossa e Vinciullo.
Sono in congedo: Corona, Faraone, Federico, Leontini, Panepinto,
Raia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 47
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 46
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
di aiuti alle imprese e all'inserimento al lavoro di soggetti
svantaggiati. Proroga termini» (n. 729/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge numero 729/A «Norme in materia di aiuti alle
imprese e all'inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati.
Proroga termini», posto al numero 4).
Invito i componenti della II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta era stata chiusa la
discussione generale ed era stato approvato il passaggio all'esame
degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Proroga applicazione aiuti al lavoro
1. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro, in armonia con le norme in materia di aiuti alle
imprese in vigore nel territorio della Regione e ai sensi
dell'articolo 39 della legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, è
autorizzato a incrementare il periodo di applicazione degli aiuti
al lavoro, di cui al titolo VI della medesima legge regionale, al
fine di agevolare le nuove assunzioni di lavoratori svantaggiati,
molto svantaggiati e disabili».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole D'Asero un
emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 1. Ne do lettura:
«L'art. 1 è così sostituito:
Art. 1
Proroga applicazione aiuti al lavoro
Le disposizioni di cui al Titolo VI della legge regionale 6 agosto
2009, n. 9, trovano applicazione per tutto il periodo di
programmazione del P.O. FSE Sicilia 2007/2013 ».
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore
18.05 ).
Presidenza del Vicepresidente FORMICA
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento sostitutivo 1.1, interamente
sostitutivo dell'articolo 1.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Articolo 2
Modifiche all'articolo 53 della legge regionale 11/2010
1. Il comma 1 dell'articolo 53 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, è così modificato:
le parole da nel periodo' a successivi' sono sostituite dalle
seguenti per tutto il periodo di programmazione del P.O. F.S.E. -
Sicilia 2007-2013,'.»
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Maira e Caronia
l'emendamento 2.1:
«Aggiungere il seguente comma:
2. Le misure d'intervento previste dal presente capo legislativo
possono essere cumulate con eventuali interventi statali nei limiti
fissati dalla disciplina comunitaria in materia ».
Comunico, altresì, che al medesimo è stato presentato
dall'onorevole Caronia il subemendamento 2.1.1:
«All'emendamento 2.1, sostituire dal presente capo legislativo
con dal Titolo VI della l.r. 6 agosto 2009, n. 9 ».
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il subemendamento
è chiaramente consequenziale alla riscrittura dell'emendamento 1.1
che ha precisato in maniera più dettagliata a quale legge si fa
riferimento: al titolo VI della legge 9 del 2009.
In realtà, attraverso questo emendamento, il 2.1, si pensa di
utilizzare, oltre che il credito di imposta che la Regione prevede
con questa legge, pure il credito di imposta previsto dallo Stato
che è al vaglio del Senato per la conversione in legge del decreto-
legge numero 70 del 2011. Alla Camera è già passato, per il 7
luglio è già calendarizzata la votazione al Senato per cui se
verosimilmente anche il credito di imposta verrà approvato a
livello nazionale, le due formule potrebbero essere cumulate e,
chiaramente, sarebbero di maggiore ausilio ai soggetti svantaggiati
oggetto della legge.
Ritengo che sia un tentativo che la Regione deve poter esperire
nel caso in cui il cumulo dei due interventi potrebbe essere di
sostegno concreto alle imprese.
Quindi, l'idea è quella di presentare l'emendamento 2.1, che poi
viene emendato dal 2.1.1 per precisare ancora meglio a quale
riferimento normativo si aggancia.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'emendamento presentato dall'onorevole Caronia, fermo
restando che il cumulo non può che essere condiviso, la
cumulabilità è un beneficio per le imprese siciliane, è l'occasione
che consente al Governo, pubblicamente, in questa eccellentissima
Aula, di sottolineare quanto sia assolutamente incongruo,
inadeguato, inopportuno l'intervento che il Governo nazionale sta
cercando di fare con un uso surrettizio dei Fondi europei, con una
manovra e una misura che il credito di imposta che, mentre ha
impedito alla Sicilia di utilizzarlo - quindi ha impedito a questa
Assemblea e al Governo di dare attuazione a una legge approvata da
questa Assemblea e condivisa dalla Commissione europea sottraendo
inopinatamente i fondi FAS -, oggi cerca di riproporlo, cerca di
propinarlo con una manovra, con una misura che è del tutto
inopportuna poiché non arriverà da nessuna parte.
E' uno specchietto per le allodole, e ci dispiace che le allodole
siano le imprese siciliane, perché ritenere di poter finanziare il
credito di imposta facendo riferimento ai Fondi europei è pura
fantasia poiché già la Commissione europea, anche a Palermo
attraverso il commissario Hahn, si è espressa in termini contrari
al finanziamento del credito d'imposta mediante fondi europei.
Quindi, anche per lo Stato si rivelerà una sonora sconfitta,
soltanto che avremo perso tempo utile per le nostre imprese, che
avremmo potuto invece impiegare proficuamente attuando la legge
siciliana sul credito d'imposta che questa Assemblea ha approvato.
Comunque, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli Maira e
Caronia.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, intervengo anche se l'emendamento è stato già approvato
giusto per puntualizzare che le norme in atto esistenti circa la
cumulabilità, di fatto, trovano riscontro perché la legge trova
applicazione in costanza di applicazione anche della legge 407,
cioé Esenzione oneri previdenziali e sociali .
Quindi, onorevole Caronia, se questo serve a rafforzare
ulteriormente, è un fatto da tenere in considerazione.
Sostanzialmente, però, la cumulabilità delle norme è nel percorso
della legge stessa, di fatto avviene.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Risorse finanziarie
1. Al comma 1 dell'articolo 63 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, le parole da e per gli esercizi finanziari' fino alle
parole del 18 dicembre 2007.' sono sostituite dalle parole e a
decorrere dall'esercizio finanziario 2011, per tutto il periodo di
programmazione del PO FSE Sicilia 2007-2013 la spesa annua di 30
mila migliaia di euro cui si provvede con le risorse finanziarie
dell'asse prioritario 2 Occupabilità - obiettivo D del Programma
operativo regionale (P.O. F.S.E. - Sicilia 2007-2013) adottato con
decisione 2007/6722/CE del 18 dicembre 2007.'.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi.
L'emendamento A.2, a firma degli onorevoli De Benedictis e
Cracolici, necessita di copertura finanziaria e, quindi, è stato
trasmesso alla Commissione Bilancio.
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A.8, a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.9, a firma degli onorevoli
Maira, Cordaro, Caronia, Cascio Salvatore, Dina e Catalano. Ne do
lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Nell'allegato A alla legge regionale 17 novembre 2009,
n. 11, nell'ambito dell'attività economica Servizi (ex art. 1, c.
1) dopo il codice attività 72.19.09. inserire il codice attività
82.20.00 - call center».
Onorevole Caronia, vuole illustrarlo?
CARONIA. Mi rimetto al parere del Governo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la norma prevede la possibilità di
concedere i benefici a tutti i soggetti a qualsiasi titolo
esercenti attività e professione, pertanto non comprendo il senso
della limitazione dato che oggi è possibile, con la legge di cui
stiamo parlando, fare richiesta per avere riconosciuto il beneficio
della stessa legge.
Quindi, onorevole Caronia, vorremmo capire meglio il senso di
questo emendamento.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento -
che a mio parere è anche molto semplice e molto utile - parte da
una constatazione che credo sia nota a tutti: i call center, di
qualunque tipo e di qualunque genere, in Sicilia stanno
smobilitando perché le condizioni di mercato e anche di utile per
queste società si sono enormemente ristrette, anche perché
insediamenti di questo genere oggigiorno si possono fare ovunque
nel mondo. Molti, per esempio, sono stati fatti in Estremo Oriente,
in India e così via, anche se riguardano situazioni commerciali
italiane.
C'è una normativa nazionale che sembrerebbe consentire l'accesso a
questo tipo di beneficio anche ai call center, solo che si tratta
di una normativa opinabile.
Di fatto, i call center non beneficiano di alcun beneficio fiscale
di questo tipo.
Con questo emendamento si mira a mettere queste strutture in
condizioni di continuare a lavorare in Sicilia; si tratta di un
fatto economico e, oserei dire, sociale per migliaia di giovani
che, seppur sottopagati e sotto utilizzati, lavorano nei call
center, il che è di notevolissima importanza.
Pregherei, pertanto, il Governo di ripensare al parere su questo
emendamento perché serve da volano per l'economia siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maira, è stato precisato il senso
dell'emendamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei
che noi, come al solito, per fare troppo rischiamo di fare danno.
Ricordiamoci che la legge di cui parliamo è la numero 11, sul
regime di aiuti alle imprese, in particolare attuando il regime de
minimis, le tipologie che possono accedere al credito di imposta
sugli investimenti, le norme che abbiamo varato per le varie
tipologie ulteriori oltre l'industria, perché l'industria - vi
ricorderete - è contemplata dalla legge 9, antecedente di qualche
mese prima rispetto alla legge 11, che ha esteso a tutte le
tipologie.
Come diceva giustamente l'onorevole D'Asero, esistono specifiche
norme che riguardano aiuti e incentivi all'occupazione, mentre il
call center è un'attività fortemente segnata dall'attività di
manodopera dove il regime di aiuto non è connesso a tecnologie, se
non per quello che già è previsto dalla legge, ma per quanto
attiene le attività di sostegno all'occupazione, compresa
l'eventuale trasformazione dei rapporti di lavoro, ad esempio da
determinato a indeterminato, o da part time a full time, o
lavoratori a chiamata rispetto alle varie tipologie contrattuale.
Chiedo, quindi, al collega Maira di ritirare l'emendamento,
altrimenti facciamo passare un messaggio sbagliato, come se
volessimo escludere il regime di aiuti per la parte connessa
all'attività tecnologica, mentre non ci può entrare l'attività
occupazionale perché la legge 11 riguarda gli investimenti,
riguarda il regime di aiuti alle attività connesse agli ampliamenti
e a quanto previsto con quella legge. Quindi, se l'obiettivo, come
ha dichiarato l'onorevole Maira, è quello di estendere un beneficio
per impedire la delocalizzazione, noi facciamo più danno, non
stiamo facendo bene, perché stiamo affermando una negatività.
Chiedo al collega di ritirare l'emendamento perché se dobbiamo
intervenire, dobbiamo intervenire sull'occupazione e, quindi, sul
rapporto di lavoro, sugli aiuti eventuali per garantire
l'estensione dei benefici a tre anni, a sei anni, oppure
l'applicazione della legge Damiani sulle trasformazioni dei
rapporti di lavoro, legge varata nel 2007. Sono questioni sulle
quali dobbiamo intervenire con specifica norma. Ma questa è la
legge 11, una legge che riguarda gli aiuti agli investimenti;
pertanto, ripeto, non c'entra nulla la norma. I call center non
possono essere inclusi per la tipologia occupazionale perché la
norma non riguarda tale questione, e per questo chiedo al collega
di ritirare l'emendamento. Il tema che egli pone è giusto, ma non è
questa la soluzione adesso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici. Avverto che
l'emendamento, se approvato, richiederebbe una norma di
salvaguardia comunitaria proprio per le ragioni spiegate, è una
norma concordata con la Comunità europea, e rischieremmo di far
saltare l'intero impianto della legge.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto delle
ragioni di perplessità e non insisto, sono pronto a ritirare
l'emendamento. Però prendo impegno con me stesso e spero che questo
impegno si estenda anche al Governo e all'Aula di approfondire
questo aspetto perché credo che l'attività dei call center sia tra
le poche che non beneficiano di questo tipo di provvedimento.
Fermo restando che mi rendo conto che bisogna dare segnali per
mantenere l'occupazione, anche questo è un argomento che può
incentivare le società a continuare ad investire in Sicilia, perché
di investimento si tratta. Ma, considerato che possono esservi
delle perplessità, io ritiro l'emendamento con l'impegno, tra
virgolette, politico e morale del Governo e dell'Aula di
approfondirlo ulteriormente ed, eventualmente, di riproporlo in
concordia alla prima occasione utile.
PRESIDENTE. Credo che il Governo possa assolutamente impegnarsi in
questo senso.
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo condivide questo
approccio di maggiore approfondimento e ne rassegna la piena
disponibilità.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, voglio intervenire sull'emendamento degli onorevoli
Maira e Caronia, che ha uno spirito a mio avviso importante, quello
di capire come intervenire a sostegno di una realtà aziendale che
vede forti difficoltà e, quindi, il rischio della delocalizzazione.
Onorevole Maira, il riferimento alla legge 11 del 2009, che lei ha
fatto, non è il credito di imposta sull'occupazione ma il credito
di imposta sugli investimenti, quindi ha una finalità diversa.
Ma il senso è che intendiamo parlare della fattispecie dei
servizi, che è sicuramente un argomento che va attenzionato in
riferimento al codice Ateco perché su quella legge abbiamo una
serie di codici che sono stati approvati dalla Comunità economica
europea.
Anche in questo, nel riformulare il ragionamento, che certamente è
importante, dobbiamo tenere conto di tale indirizzo e preparare a
monte un minimo di supporto per l'obiettivo che si ritiene
perseguire, al fine di essere produttivi e positivi.
MAIRA. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A.1 a firma del Governo. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art - Sostegno ai progetti di sviluppo per la salvaguardia
dell'occupazione
1. Per sostenere progetti d'impresa realizzati da società che si
trovano in specifiche condizioni connesse alla salvaguardia di
particolari situazioni occupazionali, nonché favorire l'attrazione
degli investimenti e la realizzazione di progetti di sviluppo
d'impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva
della regione, si applica in Sicilia l'art. 43 del decreto legge 25
giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni nella legge 6
agosto 2008 n. 33. Le modalità attuative sono disciplinate da
apposita convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico e
l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo
sviluppo d'impresa S.p.A., approvata con decreto del Presidente
della Regione, su proposta dell'Assessore per l'Economia, di
concerto con l'Assessore per le attività produttive.
2. All'articolo 14 bis della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, come introdotto dall'articolo 60 della legge regionale 6 agosto
2009 n. 9, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
"6 bis. L'importo complessivo delle spese ammissibili previste dal
progetto non è inferiore a 7.500 migliaia di curo, nel caso di
progetti di impresa realizzati da società che si trovano in
specifiche condizioni connesse alla salvaguardia di particolari
situazioni occupazionali"».
Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento aggiuntivo A.5, a firma del
Governo. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art - Recepimento di norme nazionali e abrogazione di norme
regionali
1. Le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 220/2002,
recante norme in materia di vigilanza cooperativa, si applicano nel
territorio della Regione siciliana.
2. Il comma 2 dell'art. 21 della legge regionale 23 maggio 1991,
n. 36, è soppresso.
Il parere della Commissione?
D'ASERO, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento aggiuntivo A.7, a firma del
Governo. Ne do lettura:
«Aggiungere il seguente articolo:
Art - Oneri per il personale dell'Ente acquedotti siciliani in
liquidazione
1. Per le finalità dell'articolo 23, commi 2 quinquies e 2
sexsies, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni e dell'articolo 1, comma 5 bis, della
legge regionale 31 maggio 2004, n. 9 e successive modifiche ed
integrazioni, con esclusivo riferimento ai debiti nei confronti del
personale, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2011 la spesa
di 31.360 migliaia di euro, cui si provvede a valere sulle
disponibilità delle seguenti unità previsionali di base del
bilancio della Regione per l'anno 2011, per gli importi di fianco
specificati:
- U.P.B. 2.2.1.3.7 euro 1.531 migliaia di euro;
- U.P.B. 4.2.1.5.3 euro 16.730 migliaia di euro;
- U.P.B. 7.2.1.1.1 euro 4.729 migliaia di euro;
- U.P.B. 7.2.1.2.1 euro 5.907 migliaia di euro;
- U.P.B. 9.2.1.3.5 euro 2.326 migliaia di euro;
- U.P.B. 10.3.1.3.2 euro 137 migliaia di euro.
2. Per gli esercizi successivi gli oneri di cui al comma 1,
valutati in euro 29.764 migliaia di euro annui, trovano riscontro
nelle unità previsionali di base 2.2.1.3.7, 4.2.1.5.3, 7.2.1.1.1,
7.2.1.2.1, 9.2.1.3.5 e 10.3.1.3.2. del bilancio pluriennale della
Regione per il triennio 2011-2013.
3. Agli eventuali saldi negativi derivanti dalla liquidazione
dell'Ente Acquedotti Siciliani si provvede ai sensi della lettera
g) dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni".»
Il parere della Commissione?
D'ASERO, relatore. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione .»
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Apprendi e Oddo hanno
dichiarato di apporre la firma agli emendamenti A.1 e A.5 già
votati del presente disegno di legge.
Avverto che la votazione finale del disegno di legge avverrà
nella seduta di domani.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Seguito della discussione del disegno di legge «Sgravi fiscali per
incentivare l'imprenditorialità giovanile e femminile in Sicilia»
(730/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge numero 730/A «Sgravi fiscali per incentivare
l'imprenditorialità giovanile e femminile in Sicilia», posto al
numero 5). Invito i componenti la seconda Commissione a prendere
posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta era stata chiusa la
discussione generale ed era stato approvato il passaggio all'esame
degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Incentivi per favorire nuova
imprenditorialità
1. Al fine di favorire lo sviluppo di nuova imprenditorialità
giovanile e femminile sono esenti dall'imposta regionale sulle
attività produttive, di cui al decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446 e successive modifiche ed integrazioni, limitatamente
alla quota di spettanza della Regione, per i cinque periodi
d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010, le
imprese che si costituiscono o che iniziano l'attività lavorativa
nell'anno 2011 aventi sede legale, amministrativa ed operativa nel
territorio della Regione.
2. Per beneficiare dell'agevolazione di cui al comma 1, è
necessario che l'età del loro titolare, per le imprese giovanili,
sia compresa fra i 18 e i 40 anni. Nel caso di organizzazione in
forma societaria, il requisito suddetto deve essere posseduto dalla
maggioranza dei soci che rappresentino, altresì, la maggioranza del
capitale sociale o delle quote di partecipazione.
3. Ai fini del monitoraggio delle nuove iniziative
imprenditoriali, i soggetti di cui al presente articolo sono tenuti
alla presentazione della dichiarazione periodica ai sensi e con le
modalità di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446 e successive modifiche ed integrazioni.
4. Gli aiuti previsti dal presente articolo sono concessi
nell'ambito dei massimali previsti dalla Unione europea per gli
aiuti 'de minimis' ai sensi del Regolamento CE n. 1998 del 15
dicembre 2006».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Maira e Caronia: 1.1;
- dal Governo: 1.2;
- dagli onorevoli Rinaldi, Pogliese, Marrocco e altro: 1.4;
- dagli onorevoli Caputo, Pogliese e altri: 1.3.
Si passa all'emendamento 1.2, del Governo, di riformulazione del
comma 1 dell'articolo 1 che così recita:
«Al comma 1 dell'articolo 1 sostituire le parole successivi a
quelli in corso al 31 dicembre 2010' con le parole la cui
decorrenza è definita con le modalità previste dal comma 2
dell'articolo 40 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78'».
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere al
relatore e anche a chi ha presentato il disegno di legge, se è
possibile estendere il termine dell'anno 2011 anche al 2012.
Considerato che la legge verrà approvata ora e che ci avviamo alle
ferie estive, con un conseguente periodo di non pubblicità per
questa legge, chiedo se è possibile prorogare il termine all'anno
2012.
PRESIDENTE. Se il relatore non ha nulla in contrario, si può
formalizzare con un emendamento e poi si chiederà il parere del
Governo. Il Governo intende illustrare l'emendamento presentato?
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, signor assessore, io ho una
perplessità.
Al comma 1 stabiliamo l'esenzione in favore della imprenditoria
giovanile e femminile dell'imposta regionale di cui al decreto
legislativo 446/1997; al comma 2 stabiliamo quali sono i requisiti
perché queste imprese si possano considerare giovanili, non c'è
alcun riferimento per definire in che modo queste imprese debbano
essere femminili: se a maggioranza o alla totalità degli iscritti.
Vorrei capire se è una perplessità superflua o se necessita di un
chiarimento.
PRESIDENTE. Sul quesito posto dall'onorevole De Benedictis, in
sede di votazione finale del disegno di legge con un emendamento
presentato, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento, faremo la
verifica ed eventualmente il rinvio.
Il Governo intende illustrare l'emendamento 1.2?
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, si tratta di
una integrazione che è stata concordata con gli uffici finanziari
che richiama una normativa nazionale, e segnatamente il decreto n.
78/2010, che ha introdotto regimi di vantaggio fiscale per le
regioni del Mezzogiorno.
Questi regimi di vantaggio fiscale sono ancorati ad un accordo che
ogni singola regione deve potere concludere con il Ministero e,
quindi, gli uffici finanziari ci hanno chiesto di ricondurre questa
norma di incentivazione fiscale, volta a favorire
l'imprenditorialità giovanile, nell'ambito degli incentivi da
garantire al Mezzogiorno, sottoposti a questo tipo di negoziazione
tra Stato e Regione.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Il parere della
Commissione?
POGLIESE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Rinaldi
ed altri, che così recita:
Dopo le parole 2011' aggiungere o 2012' .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
POGLIESE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli Maira e
Caronia. Ne do lettura:
«Al comma 2 dopo le parole forma societaria aggiungere o
cooperativa ».
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io desidero
chiarire la portata di questo emendamento che può apparire
un'aggiunta non necessaria, poiché nella dizione della normativa
nazionale, quando si fa riferimento alle forme societarie,
solitamente nelle norme nazionali viene sempre specificato anche il
termine e cooperative . Proprio perché il codice civile, quando si
riferisce alle società commerciali, fa un riferimento a parte per
le società cooperative.
Io ritengo che possa essere un'aggiunta utile proprio perché anche
la normativa nazionale prevede che, a fronte di sgravi o di
agevolazioni, così come questa legge prevede, viene sempre citato
il comparto legato a quella che è la forma societaria prevista
dalla legge.
Ritengo che sia un'utile agevolazione in fase di interpretazione
della legge.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, io credo che la richiesta dell'onorevole Caronia possa
essere accettata, anche perché ovunque chi costituisce società
cooperative viene equiparato a forme societarie che aiutano a
trovare lavoro, ma ad una condizione: che la maggioranza dei soci,
in questo caso, sia costituito da giovani o da donne.
L'importante è che rimane fissato il concetto che la maggioranza
sia o di donne o di giovani.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, credo che questo sia insito,
specifico e conditio sine qua non della legge sull'imprenditoria
giovanile e femminile. Ha fatto bene a precisarlo, ma è insito.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, si tratta di
una aggiunta, essendo la società cooperativa una società, nel
momento in cui si dice forme societarie dovrebbe essere
ricompreso. Pur tuttavia, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
POGLIESE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all' emendamento 1.3, degli onorevoli Caputo ed altri. Ne
do lettura:
«Dopo il punto 4 aggiungere le precedenti norme si applicano
anche alle cooperative giovanili che gestiscono aziende ed immobili
confiscati alla mafia ».
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, anche in
questo caso ritengo sia già ricompreso. Tuttavia, se è opportuno
chiarire, anche per la valenza simbolica che ha questa attività, il
parere è favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
POGLIESE, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
aggiuntivo A.6. Ne do lettura:
«Al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19, dopo le parole comma 3' è aggiunto il seguente
periodo:
o altra successivamente operante nell'area strategica servizi di
riscossione dei tributi a seguito del riordino delle società a
totale o maggioritaria partecipazione regionale di cui all'articolo
20 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11. »
Lo si può considerare un emendamento tecnico, essendo cambiata la
società che gestisce la riscossione.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, si tratta di
una norma che è consequenziale rispetto alle determinazioni assunte
dalla Commissione Bilancio sul riordino delle società partecipate,
in ordine alle quali ha espresso parere vincolante.
Com'è noto, la Commissione Bilancio, tra le varie opzioni
possibili che Riscossione' incorporasse SERIT o che SERIT
incorporasse Riscossione', ha scelto per evidenti ragioni, anche
su proposta del Governo, la seconda delle opzioni, cioè che SERIT
incorporerà Riscossione'.
La normativa che disciplina la riscossione, l'istituzione di
Riscossione S.p.A.', prevede che l'attività di riscossione la
svolga Riscossione S.p.A'. Siccome ci potrebbero essere, da parte
di alcuni contribuenti, poi attività pretestuose di successione dei
soggetti nel senso che non essendo più Riscossione' - che in
questo momento partecipa a SERIT -, ma al contrario essendo
Riscossione' inglobata dentro SERIT e SERIT, divenendo poi con
modifica della denominazione sociale, a sua volta società di
riscossione, si potrebbero determinare questioni di ordine
processuale.
Poiché si tratta di temi delicati, volendo eliminare ogni tipo di
pretestuosa questione in merito, diciamo che l'attività di
riscossione verrà svolta o da Riscossione' o da soggetto che è
operante nell'area strategica dei servizi di riscossione a seguito
del riordino della società ai sensi dell'articolo 20 della legge 11
del 2010. E' una stesura che hanno suggerito gli uffici proprio al
fine di scongiurare che si pongano problemi in sede attuativa di
quanto deciso dalla Commissione Bilancio, ossia che Riscossione'
venga incorporata da SERIT S.p.A.
COLIANNI. Perché società a totale o maggioritaria partecipazione
regionale, se sono interamente partecipate dalla Regione?
ARMAO, assessore per l'economia. E' l'articolo 20 che ha previsto
che il riordino riguardasse le società a totale o maggioritaria
partecipazione pubblica. E' il riordino che ha questa latitudine;
l'articolo 20 dice sono sottoposte le società a totale o
maggioritaria partecipazione regionale .
PRESIDENTE. Si capisce quello che dice il Governo, sostanzialmente
fa riferimento al titolo della legge del riordino regionale. Però
giustamente nel caso in specie, perché non lasciamo solo totale ?
ARMAO, assessore per l'economia. E' il riordino che riguardava
queste due fattispecie.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Non conosco la questione,
non mi posso esprimere. Domani mattina in Commissione Bilancio
darò il parere che rientra nei miei compiti.
D'ASERO, vicepresidente della Commissione. Il presidente della
Commissione fa notare che su un argomento del genere probabilmente
sarebbe auspicabile un apprezzamento da parte della Commissione.
PRESIDENTE. L'emendamento A.6 è accantonato.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata domani, mercoledì 29
giugno 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Norme in materia di riserve in favore degli enti locali» (n.
729-Norme stralciate/A);
2) «Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditorialità giovanile e
femminile in Sicilia» (n. 730/A) (Seguito);
3) «Disciplina in materia di autorizzazioni all'insediamento
dell'esercizio cinematografico» (n. 621/A) (Seguito);
4) «Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito).
III - Votazione finale del disegno di legge:
- «Norma in materia di aiuti alle imprese e all'inserimento al
lavoro di soggetti svantaggiati. Proroga di termini» (n. 729/A)
La seduta è tolta alle ore 18.50
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Salute»
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
il 14 gennaio scorso il quotidiano 'La Repubblica', edizione di
Palermo, ha pubblicato, a pagina IX, un articolo dal titolo
'Rimborsi gonfiati ad Aiello. Stangata sugli ex vertici Ausl'.
Nello stesso giorno, il Giornale di Sicilia, a pagina 7, ha
riportato la medesima notizia in un articolo dal titolo 'Rimborsi
non dovuti al manager Aiello. La Corte dei conti chiede trenta
milioni';
nei due articoli si spiega che la procura regionale della Corte
dei conti ha concluso l'istruttoria dell'indagine sulle tariffe
gonfiate, pagate tra il 2002 ed il 2003 dall'allora ex AUSL 6 alla
clinica Villa Santa Teresa e all'Atm (Alte tecnologie medicali) di
Bagheria;
nello specifico i giornali sostengono che i magistrati contabili
hanno citato in giudizio - per rispondere di un danno erariale
globalmente quantificato in 30 milioni e 877 mila euro - quattro ex
vertici della struttura sanitaria, ritenuti 'responsabili di una
disinvolta gestione delle risorse pubbliche che ha provocato un
ingentissimo danno erariale';
secondo quanto riportato dalla stampa, dall'indagine sarebbe
emersa una 'violazione dolosa o gravemente colposa degli obblighi
funzionali dei quattro soggetti citati';
tra i destinatari dell'atto di citazione in giudizio c'è anche
Salvatore Scaduto, allora capo del dipartimento cure primarie
dell'azienda sanitaria locale di Palermo, il quale, secondo la
procura regionale della Corte dei conti, avrebbe agito 'in
consapevole spregio della normativa di settore e del principio di
economicità';
nonostante tali contestazioni e la conseguente richiesta di 5
milioni e 768 mila euro a titolo di risarcimento dei danni,
Salvatore Scaduto, lo scorso novembre, è stato nominato
coordinatore delle attività territoriali dell'ASP di Palermo,
organismo che funge da 'cabina di regia' dei dieci distretti dai
quali è composta l'azienda sanitaria provinciale;
considerato che:
la nomina è arrivata dopo che, lo scorso 23 giugno, la Corte dei
conti, in attesa della conclusione dell'indagine, avesse disposto
un provvedimento di sequestro conservativo per 31 milioni nei
confronti dei quattro indagati;
l'Assessore per la salute, dr Massimo Russo, in quell'occasione,
dichiarò, come riportato dal Giornale di Sicilia del 23 giugno
2010, pagina 6, e dal quotidiano La Sicilia dello stesso giorno, a
pagina 5: 'Il sequestro dà senso compiuto di cosa era la sanità
siciliana in un passato neanche troppo remoto. Interessi privati,
direttori infedeli e funzionari che non esercitavano i controlli
hanno provocato danni di decine di milioni che sono stati pagati
dai siciliani con l'aumento delle tasse. Questo è il sistema che
abbiamo ereditato e a cui abbiamo posto rimedio mettendo legalità e
trasparenza al centro della nostra azione politica';
per sapere se non ritengano necessario disporre, in via cautelare,
la revoca in autotutela, o quantomeno la sospensione, dall'incarico
dirigenziale recentemente affidato a Salvatore Scaduto fino alla
definizione del giudizio». (1651)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Mattarella chiede chiarimenti in merito alla
nomina del coordinatore delle attività territoriali dell'azienda
sanitaria provinciale (ASP) di Palermo, si rappresenta quanto
segue.
Con nota prot. n. 3427 del 12 aprile 2011, che si allega, il
Direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo ha
rappresentato che la nomina del dott. Scaduto, in possesso dei
titoli e requisiti prescritti dalla vigente normativa, era stata
conferita in via provvisoria giusta delibera n. 871 del 19 novembre
2010, nelle more dell'avvio delle procedure per il conferimento
degli incarichi definitivi. Peraltro il dott. Scaduto, in
accoglimento della sua istanza, era stato posto in quiescenza con
decorrenza 1 aprile 2011 e in congedo per ferie residue dal 25
gennaio 2011.
In merito, inoltre, alle responsabilità erariali del predetto
dott. Scaduto l'Azienda ha rappresentato che lo stesso, alla data
della nomina in parola, era oggetto di procedimento di sequestro
conservativo e non di condanna erariale. In relazione al
coinvolgimento penale nella vicenda Aiello, alla data del 19
novembre 2010, il suddetto era imputato soltanto di danno erariale,
e ad oggi ancora in attesa di essere giudicato; mentre per
l'addebito di abuso d'ufficio in un processo penale per il reato di
truffa era stata dichiarata la prescrizione nella fase
preliminare».
L'Assessore
Massimo Russo