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Resoconto d'Aula della Seduta n. 267 di mercoledì 29 giugno 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   POGLIESE,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  d'Agostino,   Sulsenti,  Vinciullo,  Cimino,  Catalano,   Speziale,
  Scammacca e Bonomo.

   L'Assemblea ne prende atto.
                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1946 - Chiarimenti sull'istituzione del comune di Piano Tavola
  in provincia di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario. Pogliese Salvatore

   N. 1947 - Implementazione di fondi previsti dall'avviso FSER, asse
  6, linea di intervento 6.2.2.2.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1948  -  Misure per far fronte alle inondazioni ed allagamenti
  nella frazione Pantano Gelsari nel territorio di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1949  -  Misure per impedire la penalizzazione degli  studenti
  ultradiciottenni,  diversamente abili,  negli  istituti  scolastici
  superiori di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

           Comunicazione di decreto di nomina di componente

   PRESIDENTE.  Comunico che, con D.P.A. n. 347 del 29  giugno  2011,
  l'onorevole  Giuseppe  SULSENTI  è  nominato  componente  della   I
  Commissione  legislativa  permanente   Affari  istituzionali',   in
  sostituzione dell'onorevole Riccardo Minardo, sospeso dalla  carica
  di deputato regionale.
   Ne do lettura:
                         Repubblica  Italiana

                    ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA

                      I L    P R E S I D E N T E

   CONSIDERATO  che,   a  seguito  della  sospensione  dell'onorevole
  Riccardo Minardo dalla carica di deputato regionale ai sensi  della
  legge  n. 55/1990, risulta temporaneamente vacante il seggio  dallo
  stesso ricoperto nella I Commissione legislativa permanente  Affari
  istituzionali';

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la designazione del Gruppo parlamentare  del Movimento  per
  le Autonomie (MPA) al quale l'onorevole Minardo apparteneva;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Giuseppe  SULSENTI  è nominato  componente  della   I
  Commissione  legislativa  permanente   Affari  istituzionali',   in
  sostituzione dell'onorevole Riccardo Minardo,  sospeso dalla carica
  di deputato regionale.

   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

                                            Palermo,  29 giugno 2011

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Seguito della discussione del disegno di legge «Sgravi fiscali
     per incentivare l'imprenditorialità giovanile e femminile in
                           Sicilia» (730/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede, quindi, al seguito della discussione del disegno  di
  legge n. 730/A «Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditorialità
  giovanile e femminile in Sicilia», posto al numero 2).
   Invito  i  componenti  la II Commissione legislativa  a  prendere
  posto nell'apposito banco.
   Ricordo che la discussione era stata sospesa nella seduta di ieri
  in fase di esame dell'emendamento aggiuntivo del Governo A.6.
   Onorevole Savona, la Presidenza aveva chiesto il parere  della  II
  Commissione.

   SAVONA,  presidente  della Commissione e  relatore.  Il  parere  è
  favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo, pertanto,  in votazione l'emendamento A6. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
                          Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato )

   PRESIDENTE. Avverto che la votazione finale del disegno  di  legge
  n. 730/A avverrà successivamente.

     Discussione del disegno di legge «Norme in materia di riserve
       in favore degli enti locali» (729/A - Norme stralciate/A)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  disegno  di  legge  n.  729  -   Norme
  stralciate/A«Norme  in  materia di riserve  in  favore  degli  enti
  locali», posto al numero 1).
   Essendo  la  II Commissione già insediata, ha facoltà  di  parlare
  l'onorevole  Savona, presidente della Commissione e  relatore,  per
  svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  in  ossequio  a  quanto stabilito  in  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo predisposto il  disegno
  di  legge  n. 729, Norme stralciate/A in Commissione,  al  fine  di
  accelerare l'utilizzo delle riserve che avevamo in un primo momento
  eliminato  dalla finanziaria, quindi, ripristinando per cercare  di
  aiutare  la Conferenza Autonomie locali-Regione affinché si possano
  velocemente assegnare le risorse.
   Su questo disegno di legge abbiamo predisposto una serie di misure
  ed  oggi,  nella riunione di stamattina della Commissione  Bilancio
  abbiamo  rivisto e preparato l'emendamento 1.1, che va a riscrivere
  l'intero  disegno  di  legge,  stabilendo  tutto  quello  che  sarà
  all'interno del COS che avevamo già previsto nel disegno di legge.
     Abbiamo,  pertanto,   predisposto un testo  nuovo  che  dovrebbe
  contemperare  tutte  le  fattispecie che  erano  già  previste  nel
  vecchio ordinamento.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.   Signor   Presidente,  le   chiedo   esclusivamente   di
  comprendere come procediamo su questo disegno di legge e siccome il
  testo  noi  lo stiamo conoscendo, o meglio, io lo conoscerò  quando
  mi  verrà distribuito, pertanto, volevo capire quali erano i  tempi
  assegnati  per la presentazione degli emendamenti e come  potevamo,
  ognuno  di  noi,  ogni deputato,  intervenire anche  con  eventuali
  emendamenti al disegno di legge e poter proporre delle modifiche.
   Mi  riservo  di intervenire nel merito qualora si dovesse  passare
  alla discussione del disegno di legge. Anzi si è già deciso che  se
  ne discuterà e, quindi, interverrò successivamente.

   PRESIDENTE. Onorevole Faraone, è stato  incardinato il disegno  di
  legge.  E' stata dichiarata aperta la discussione generale. Lei  ha
  già  richiesto i termini per la presentazione degli emendamenti  e,
  quindi,  valuteremo,  anche  rispetto  a  come  si  concluderà   la
  discussione   generale,  i  termini  per  la  presentazione   degli
  emendamenti e procederemo seguendo le regole.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    signor
  assessore,  mi  inserisco  nel  pieno della  discussione  generale.
  Ritengo che noi stiamo affrontando un argomento assai delicato  che
  riguarda  la  stessa  vita  e la stessa  sopravvivenza  degli  enti
  locali.
   Il  percorso  di questo disegno di legge è stato travagliato.  Noi
  abbiamo  seguito,  io ho partecipato anche ad alcuni  lavori  della
  Commissione,  abbiamo seguito come nel corso  del  confronto  anche
  alcune posizioni politiche erano state particolarmente acuite da un
  atteggiamento  che,  poi, non ha convinto il popolo  della  libertà
  perché, a fronte di un impegno che si era assunto in Commissione si
  è  visto,  poi,  stravolto l'intero impianto di questo  disegno  di
  legge.
   Ebbene,  noi adesso ci rendiamo conto che facendo così,  guardando
  rapidamente il documento che abbiamo a disposizione che, ancora una
  volta, le autonomie locali devono soccombere e devono soccombere  a
  vario  titolo  e in varie forme. Altri 76 milioni di  euro,  più  o
  meno,  vengono sottratti  da questo capitolo,  da questa unione  di
  previsione  di bilancio per poi magari, certamente intervenire  per
  alcuni settori che ritengo fondamentali ed importanti - penso  alla
  polizia  municipale  -.  Ma  vi è di  più.  All'interno  di  questo
  documento vi sono, ahimè, figli e figliastri.
     Vi sono comuni capoluogo rappresentati e vi sono comuni, invece,
  capoluogo non rappresentati,  tra questi vi è anche Messina.
   Mi  rendo conto che questo può nascere, non so, da esigenze che  a
  me  sfuggono,  ma  vi  è  anche un altro  problema  che  io  voglio
  sottoporre  a  questa  Presidenza e all'assessore  per  l'economia.
  Com'è  noto  a  lei,  Assessore,  e  com'è  certamente  noto   alla
  Presidenza,  esistono anche dei debiti che la  Regione  deve  saper
  onorare e deve saper affrontare da Istituzione di altissimo profilo
  quale è.
   Sono  debiti  che  in  alcuni  casi, qui,  vengono  affrontati  ed
  onorati,  ma vi sono debiti che attengono al servizio dei trasporti
  pubblici. Voglio sottoporre alla sua attenzione, signore Assessore,
  sapendo  che questo argomento lei lo conosce e che lo ha affrontato
  anche   con   serietà,  di  questo  gliene  do  atto,  attiene   al
  trasferimento  per l'Azienda trasporti municipalizzata  di  Messina
  che,  signor  Presidente,  lei certamente  lo  saprà,  ha  percorso
  parecchi  chilometri dal 2003 al 2009 e questi chilometri non  sono
  stati mai riconosciuti da questo Governo nonostante i tentativi del
  sottoscritto,  ma  anche degli altri parlamentari messinesi  tutti,
  nessuno escluso.
   Abbiamo  tentato  nel  corso della scorsa finanziaria  di  mettere
  all'ordine del giorno questo argomento e si è poi inteso trasferire
  questo  paradossale errore del Governo regionale ad  una  specifica
  legge di settore. Ebbene, la IV Commissione questo ha fatto, perché
  quel  contributo per i chilometri che sono stati percorsi nel corso
  del   2003-2004-2005-2006-2007-2008  e  2009,  oggi  rischiano   di
  paralizzare  un  trasporto essenziale come  il  trasporto  pubblico
  nella città di Messina.
   Io   ho   consegnato   questa  riflessione  al  presidente   della
  Commissione Bilancio, onorevole Savona, l'ho consegnata  al  nostro
  assessore  Armao, adesso voglio consegnarla a lei, alla Presidenza,
  spero  che  lei mi ascolti, signor Presidente,  perché  se  non  si
  riesce  a  risolvere questo problema,  che comporta  per  le  casse
  dell'Azienda  trasporti  municipalizzata  di  Messina   una   grave
  questione  di sopravvivenza, noi rischiamo, da qui a qualche  mese,
  non solo di interrompere il trasporto pubblico locale, ma rischiamo
  anche di andare incontro a veri disordini sociali.
   Mi  torna ancora in mente il 2008, quando intervenne per risolvere
  la  questione  il Governatore della Regione siciliana  ,  onorevole
  Raffaele  Lombardo, e in quell'occasione il Presidente assicurò  un
  suo autorevole intervento, che per la verità fu molto superficiale,
  perché  si  è  concesso al Comune di Messina - ma  questo  era  fin
  troppo  ovvio che potesse essere messa in atto - la possibilità  di
  accedere  alle  anticipazioni per circa  7  milioni  di  euro,   da
  rimborsare in tre anni.
   Questo  ha  aggravato ancor di più la condizione  dell'azienda  ed
  oggi  noi abbiamo la possibilità, in Aula, di riconoscere  ciò  che
  andava riconosciuto circa dieci anni fa, otto per la precisione.
   Esiste  la  legge  votata  dalla  IV  Commissione,  aspettiamo  la
  copertura finanziaria.
     Si può ipotizzare una copertura finanziaria, intanto, per questo
  esercizio.  E la somma è stata quantizzata in circa 2  milioni  280
  mila  euro:  lo dobbiamo avviare questo percorso signor Presidente
  E'  una  profonda ingiustizia, perché nel momento  in  cui  non  si
  riconosce il contributo per il  ferrato' per il semplice fatto  che
  non vi è stata la lungimiranza da parte del legislatore nel cercare
  di  quantizzare  i  cosiddetti  costi  standard,  si  è   messa  in
  ginocchio un'azienda e questo  non mi pare sia possibile.
   Confido  nell'assessore per l'economia e confido nella  Presidenza
  perché  possano  affrontare seriamente questo  problema  e  possano
  portarlo a soluzione.

   FARAONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FARAONE.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    reputo
  indispensabile che questo disegno di legge venga approvato,  quindi
  parto  da questa premessa essenziale per dire che non c'è, da parte
  mia,  alcun  atteggiamento  ostruzionistico  sull'approvazione  del
  disegno di legge, perché so bene che molti bilanci, di molti comuni
  sono  improntati  e sono fatti su questo di segno di  legge,  sulla
  disponibilità delle risorse che questo disegno di legge  metterà  a
  disposizione dei singoli comuni.
   Ciò che chiedo, però, signor Presidente, è che il disegno di legge
  abbia  un'evoluzione nella sua elaborazione che tenga conto di  non
  tirare la coperta da un lato e scoprire dall'altro, creando caos  e
  disagi  in enti locali dove, in questo momento in cui i bilanci  si
  fanno con l'euro in più e l'euro in meno, si possono generare -  ed
  io  lo  posso  testimoniare per il comune di Palermo -  addirittura
  dichiarazioni  di squilibrio da parte del ragioniere  generale  del
  mio   comune,   che  sappiamo  benissimo  essere  un  comune   male
  amministrato, anche dal mio punto di vista, ma il fatto che il  mio
  comune  sia  male  amministrato non mi  esime  dal  denunciare  una
  condizione  di  eventuale  squilibrio al  bilancio  del  comune  di
  Palermo,   qualora   questo  disegno  di   legge   passasse   nella
  composizione  e  nell'elaborazione che, in  questo  momento,  viene
  fuori dalla Commissione Bilancio.
   Per  cui,  l'avvertimento che faccio, in conseguenza del quale  le
  chiedo  e  le ho chiesto i termini di scadenza per la presentazione
  degli  emendamenti, è per evitare il fenomeno attraverso  il  quale
  risolviamo un problema ed un'emergenza, creandone altri.  Dico  ciò
  perché  in  quell'emendamento  e  nel  disegno  di  legge  ci  sono
  effettivamente  opere  ed emergenze necessarie  ed  indispensabili,
  l'aeroporto di Comiso, Favara, Agrigento, cioè tutte questioni  che
  reputo  fondamentali ed indispensabili. Però,  stiamo  attenti  nel
  trattare il disegno di legge e nel dare il tempo ad ognuno  di  noi
  di   presentare  emendamenti  non  ostruzionistici,   ma   con   un
  atteggiamento assolutamente costruttivo - almeno per quello che  mi
  riguarda - per evitare che si creino problemi risolvendone altri ed
  anche  per  evitare  che  vi  sia  un  atteggiamento  da  parte  di
  quest'Assemblea,  che  dovrebbe rappresentare  complessivamente  la
  Sicilia, in cui ci possa essere un deputato magari più bravo e  più
  svelto  nella presentazione di un emendamento, che rappresenta  una
  comunità che, invece, crea condizioni di difficoltà per altri  enti
  locali.
   Per   cui,  affrontiamo  questo  disegno  di  legge  con  assoluta
  serenità,  evitiamo  di  creare  condizioni  di  disagio.   Do   un
  avvertimento  -  io  ho  anche il ruolo di consigliere  comunale  a
  Palermo  -,  noi  stiamo discutendo, proprio in questi  giorni,  il
  bilancio  e  questo disegno di legge per il comune di  Palermo,  la
  città  più grande della Sicilia, risulta essere indispensabile  per
  l'assoluta  carenza di risorse economiche. Uno, due,  tre,  quattro
  milioni generano lo squilibrio o meno nel bilancio del comune.
   Abbiamo  delle  vertenze,  ad esempio GESIP,  su  cui  il  Governo
  nazionale  ha  anticipato cinque milioni  di  euro  al  comune  che
  bisognerà  restituire al Governo nazionale entro  il  31  dicembre;
  ebbene  se non dovesse essere approvato questo disegno di legge  il
  comune  di  Palermo avrebbe un avanzo di circa tra  i  dodici  e  i
  quattordici milioni di euro, se passasse questo disegno  di  legge,
  invece,  le  risorse  destinate  al comune  sarebbero  notevolmente
  inferiori, se non addirittura zero.
   Per  cui,  ha fatto bene il ragioniere generale del comune  a  non
  mettere  nel bilancio revisionale quelle risorse, ma è  anche  vero
  che  se dovesse passare il disegno di legge per come è oggi, domani
  il  ragioniere generale scriverebbe una lettera di dichiarazioni di
  squilibrio.
   Dichiarazione  di  squilibrio vuol dire che il Consiglio  comunale
  dovrà  trovare le risorse per riadeguare il bilancio, ma se  quelle
  risorse  non ci saranno la dichiarazione di squilibrio significherà
  anche  il  dissesto  economico del comune  di  Palermo,  anche  per
  qualche milione di euro.
   Quindi,  stiamo  attenti.  Io  vorrei,  con  il  Presidente  della
  Commissione,  con  l'assessore  Armao  e  con  i  deputati  che  lo
  ritengono  necessario,  anche  studiare  degli  emendamenti  o  dei
  subemendamenti  all'emendamento predisposto dalla  Commissione  per
  evitare che si creino problemi di questo genere.
   Quindi, è per me indispensabile capire qual è l'atteggiamento  del
  Governo,  qual  è  l'atteggiamento del Presidente  e,  soprattutto,
  conoscere i tempi di presentazione degli emendamenti che - ripeto -
  non  sono, come ho sentito minacciare da alcuni deputati, migliaia,
  ma  sono alcuni per evitare alcuni guasti sul disegno di legge che,
  comunque, reputo importante che venga approvato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  dovremmo  metterci d'accordo su alcuni punti fermi.  E'  ovvio  che
  faccio  questo  ragionamento a me stesso e non a lei  che  potrebbe
  essermi  maestro,  ma il Regolamento m'impone  di  rivolgermi  alla
  Presidenza. Quindi, il lei è retorico.
   Penso che questa, signor Presidente, intanto non sia una legge  di
  bilancio.  La  norma  che  affrontiamo oggi  non  è  una  legge  di
  bilancio,  non  è  una finanziaria, non è, signor  Presidente,  una
  tabella  H o come dir si voglia,  cioè  non è una norma in  cui  si
  debbano  misurare gli aspetti più deteriori dell'andazzo  politico-
  amministrativo di questi ultimi anni e non è una legge omnibus
   Questa è una norma che, in qualche modo, ripristina qualche  torto
  e rimarca l'attenzione su alcuni aspetti. Io almeno ne ho colti tre
  fondamentali: uno che riguarda il welfare della nostra Sicilia, uno
  che  riguarda  la  Sicilia che crolla, che crolla  a  pezzi  e  non
  vorrebbe  crollare, ed un terzo segnale di attenzione è rivolto  al
  sistema   aeroportuale  siciliano,  con  le  due  polarità  Sicilia
  occidentale e Sicilia orientale, con gli aeroporti di Trapani e  di
  Comiso.
   Credo  che  se  non  procediamo,  tra  l'altro  velocemente,  alla
  votazione di questa norma e ce la portiamo molto alle lunghe  e  la
  trasformiamo  in  una  tabella H, ci prendiamo  una  responsabilità
  enorme,  perché la Sicilia che crolla non è il risultato di piccole
  comunità,  riguarda  milioni  e  milioni  di  persone.  I   sistemi
  aeroportuali riguardano milioni e milioni di persone. Tra  l'altro,
  questa  norma sblocca i bilanci di centinaia e centinaia di comuni.
  Lo dico a me stesso, signor Presidente, non mi permetto di dirlo  a
  lei.
   Penso  che  più velocemente chiudiamo questa norma più,  con  ogni
  probabilità, sottoscriviamo una norma buona per la Sicilia.
   Mi rendo conto che non c'è la possibilità di fare entrare di tutto
  e  di  più,  ma  non  è  questa né la sede né il  luogo  giuridico-
  legislativo  per altri tipi di ragionamento. Quindi,  naturalmente,
  pur nel legittimo pluralismo e nel rispetto dei regolamenti, invito
  la  Presidenza,  invito l'Assessore, invito la  Commissione  a  non
  trasformare  questa  norma in un campo libero perché  veramente  ci
  rimettiamo  la  faccia di fronte a milioni e milioni  di  cittadini
  siciliani.
   Lasciata  così  com'è,  con qualche lieve aggiustamento,  che  non
  escludo   che   possa  essere  necessario,  è  una   buona   norma.
  Trasformarla in una tabella H sarebbe un disastro, dal quale non si
  salverebbe  nessuno.  Quindi, per citare i  Promessi  Sposi   e  il
  cardinale  Ferrer, signor Presidente:  adelante ,  veloce,  ma  con
  giudizio

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Campagna.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPAGNA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  capisco  che
  l'attenzione è stata massima quando si è discusso questo disegno di
  legge  e  questo  emendamento  in Commissione  Bilancio.  In  Aula,
  diciamo che poco importa
   Inizio col dire, signor Presidente, che anch'io sono affezionato a
  questo  disegno  di  legge perché è giusto ed è corretto  che  vada
  avanti  perché i comuni devono chiudere i bilanci che  non  possono
  chiudere.
   Però,  signor Presidente, ci sono alcune cose che non capisco.  E,
  allora,  chiedevo  a qualche collega  forse sarà  un'altra  tabella
  H? .  No, ma quale tabella H , mi dice il collega.
   Perché  ci  sono alcune cose, signor Assessore, che non capisco  e
  non  so  a cosa si riferiscono, oltretutto, perché quando in alcune
  voci, 2, 4, 6 voci, dalla lettera a) alla lettera f), del comma  3,
  alcune voci, mi dicono, sono state diminuite perché bisogna che  si
  faccia  quadrare il cerchio. Alcune sono diminuite e  due  voci  si
  aumentano e poi vado avanti, il comune di Favara,  100.000,00  euro
  per  il  gli asili nido, scusate colleghi, di cosa stiamo parlando?
  Non è un'altra Tabella H?
   Chiamiamola magari con un'altra lettera, tabella I
   Onorevole   Faraone,  lei  in  Commissione   Bilancio   non   c'è,
  evidentemente, ma nemmeno io ci sono in Commissione Bilancio.
   Ebbene, signor Presidente, annuncio, insieme al collega Faraone  e
  ai  colleghi di Palermo, tutti i colleghi di Palermo,  di  tutti  i
  partiti,  firmiamo gli emendamenti, gli emendamenti che  servono  a
  tutelare la città di Palermo e voi colleghi che ogni giorno restate
  a  Palermo,  almeno  tre  giorni, quattro  giorni  alla  settimana,
  pensateci pure voi. Un attimo di attenzione
   Come  diceva il collega Faraone, noi siamo in fase di approvazione
  di  bilancio, signor Presidente, non lo possiamo fare  il  bilancio
  perché non possiamo chiudere il cerchio.
   Da qui a quindici giorni la città sarà messa a ferro ed a fuoco ed
  anche voi colleghi sarete chiamati a rispondere perché, anche  voi,
  non  potrete  circolare in città e questa è  l'occasione  per  fare
  qualcosa  per  il  Comune  di Palermo dove  vivete  tre  giorni  la
  settimana.
   Collega  Faraone, facciamo gli emendamenti. Facciamoci  la  nostra
  battaglia.
   Io  credo  che  i  colleghi risponderanno perché non  possono  non
  rispondere.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.

   DINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  questo
  disegno di legge vada correttamente ricollocato nella sua cornice e
  per questo bisogna, sicuramente, fare un passo indietro e discutere
  dei criteri di trasferimento delle somme agli enti locali.
   Fino  a  qualche anno fa esistevano, nei criteri di trasferimento,
  delle  riserve di legge, riserve che non erano frutto di capriccio,
  frutto  di  privilegi che venivano riconosciuti ai piccoli  comuni,
  bensì nascevano dalla consapevolezza che rispetto a certi servizi a
  domanda  individuale,  che rispetto a certi servizi  indispensabili
  per  i  comuni, vedi gli asili nido, vedi i trasporti per le scuole
  medie  secondarie, vedi anche i disabili, considera anche ulteriori
  esigenze  che nei piccoli comuni sono indispensabili e  riguardano,
  per  esempio,  i minori, era considerato un costo iniziale  comune,
  univoco, uniforme, sia per il piccolo che per il grande comune. Per
  cui  la  riserva consentiva di superare quel deficit, quel  gap  di
  trasferimento legato agli abitanti e al territorio.
   Allora,  la riserva era un modo per riconoscere al piccolo  comune
  la  possibilità  di  sopravvivere e di  garantire  all'interno  del
  proprio  bilancio quei servizi indispensabili che ho citato,  dagli
  asili nido, ai trasporti, ai minori, ai disabili.
   Queste  riserve  sono  state,  ahimè, su  proposta  dell'onorevole
  Cracolici, nella finanziaria passata, eliminate con un emendamento.
   Però,  la  Commissione  Bilancio, tutto  il  Parlamento,  è  stato
  chiamato  a  rivisitare questo aspetto ed il ritorno  alle  riserve
  nasce da questa naturale considerazione, che senza queste riserve i
  piccoli comuni non potranno fare i bilanci.
   Allora, come superare le criticità che pongono correttamente anche
  i  deputati,  tra  cui  qualcuno è anche  consigliere  comunale  di
  Palermo,  ma che ritengo debbano coinvolgere l'intera Aula rispetto
  al problema Palermo.
   Il  problema  posto è serio, però è serio fino ad un certo  punto,
  onorevole  Faraone.   Se  noi  considerassimo  che  votando  questo
  disegno  di  legge  a  Palermo arriverebbero  più  di  tre  milioni
  rispetto allo stanziamento dell'anno precedente, riterremmo che già
  i  grandi  comuni sarebbero così remunerati e ristorati per  quelle
  che  sono le esigenze organizzative e funzionali.  Per cui, mi pare
  un  po'  assurdo pensare che il grande comune venga penalizzato  da
  questo disegno di legge.  Sarebbe cosa assurda quella di non votare
  questo  disegno  di legge. Con un espediente al comune  di  Palermo
  arriverebbero sì 16, 17 milioni in più ma che verrebbero  tolti  ai
  piccoli comuni per i quali risultano indispensabili e fondamentali.
   Allora, se ci vuole consapevolezza e responsabilità siamo chiamati
  tutti   a   questo   ragionamento.  I  grandi  comuni   riceveranno
  sicuramente dei trasferimenti in più rispetto agli anni precedenti,
  ivi  compreso  il comune di Palermo.  Il ripristino  delle  riserve
  risulta indispensabile e fondamentale per i piccoli comuni per fare
  quadrare   bilanci   relativamente  a  servizi   indispensabili   e
  fondamentali.
   Pertanto, invito tutti i colleghi ad un senso di responsabilità  e
  ad  andare  avanti  speditamente per votare  questa  legge  stasera
  perché  tutti  gli  amministratori, tutti i  comuni  della  Sicilia
  aspettano  questa  norma  per poter avviare  il  varo  dei  bilanci
  comunali.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  credo  che  stasera  l'Aula abbia due esigenze,  una  è  quella  di
  procedere  speditamente  nell'approvazione  di  questo  disegno  di
  legge, l'altra è quella forse di fare un po' più di sintesi.
   Infatti,  onorevoli  colleghi,  ci  eravamo  dati  un  impegno  in
  Commissione Bilancio che era quello di dover correggere un  errore,
  diciamola  tutta, che si è fatto in finanziaria; per la  fregola  e
  per  la fretta che abbiamo avuto di approvare una finanziaria molto
  snella, abbiamo avuto e abbiamo determinato delle dimenticanze che,
  alla fine, hanno posto quasi tutti gli enti locali della Sicilia in
  grave difficoltà.
   Quindi, per correggere queste vacatio, queste dimenticanze, questi
  errori,  abbiamo  detto   ritroviamoci in  Commissione  Bilancio  e
  facciamo  una  norma che ristabilisca le riserve,  quelle  ritenute
  necessarie per gli enti locali onde evitare che gli enti locali  si
  trovino  in  dissesto finanziario o possano cadere, sprofondare  in
  una crisi finanziaria di conseguenze e di portate notevoli'.
   E  invece,  purtroppo, dobbiamo constatare che è  stato  fatto  un
  primo  disegno  di legge, una prima norma che andava  collegata  al
  disegno  di legge degli appalti che poi è stato approvato, per  poi
  invece stralciare quella norma e farne un disegno di legge a parte.
   Ebbene,  siamo  qua, la settimana scorsa siamo arrivati,  dopo  un
  primo varo in Commissione Bilancio, e ci siamo accorti che c'era un
  disegno  di legge che ripristinava le riserve per gli enti  locali.
  Ad un certo punto, però, dobbiamo dire che questo disegno di legge,
  forse,  è stato un poco sovraccaricato di qualche riserva che  tale
  non  è, o meglio stiamo finanziando cose legittime ma che non hanno
  nulla a che vedere con le riserve.
   Assessore  Armao,  credo  che forse, oggi,  qualche  lamentela  di
  qualche  collega parlamentare riguarda il fatto che stiamo mettendo
  soldi, stiamo sottraendo soldi agli enti locali per finanziare cose
  importanti, per l'amor di Dio, ma cose specifiche che avremo potuto
  fare con gli investimenti.
   Allora,  ecco perché, purtroppo, si creano dei  vulnus' in  questo
  momento, ecco perché qualche collega parlamentare chiede i  termini
  per la presentazione degli emendamenti, affinché non si proceda  in
  maniera  spedita, perché diversamente, quali sarebbero i  problemi,
  nessuno io penso, potremo invece andare in maniera spedita come   è
  l'auspicio di chi vi parla.
   E  allora,  non  so  se  sarà  necessario  magari  un  momento  di
  riflessione  ulteriore,  perché se è  possibile,  assessore  Armao,
  innanzitutto già stasera spero che lei dia l'input al  suo  ufficio
  per  sbloccare la prima trimestralità agli enti locali  che  stanno
  boccheggiando,;siamo arrivati a luglio e ancora non abbiamo  pagato
  la  prima trimestralità, così come la finanziaria voleva, agli enti
  locali.
     Questo  è il primo passaggio che questo Parlamento deve chiedere
  al  Governo; questo primo impegno, ma non è un impegno fra un mese,
  ma  un  impegno per domani mattina, o meglio oggi, attualmente,  in
  questo momento.
   Seconda cosa, secondo me, questa per la speditezza dei lavori,  se
  c'è  un  momento,  se c'è qualcosa che ancora deve  essere  limata,
  limiamola,  non casca il mondo per trovare la sintesi, facciamo  un
  maxiemendamento, ci sono altri emendamenti, mi pare; che il Governo
  si  carichi un maxiemendamento e stasera stessa possiamo  eliminare
  degli errori e varare una norma per cui agli enti locali, ai comuni
  ed alle province diciamo  questa è una norma nell'interesse vostro,
  ma anche nell'interesse della nostra Sicilia .

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Scoma.  Ne  ha
  facoltà.

   SCOMA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  evitare  di
  ribadire   le  cose  già  dette  sia  dall'onorevole  Faraone   che
  dall'onorevole  Campagna  e per dare seguito  anche  all'intervento
  dell'onorevole  Dina, non posso che esprimere il  mio  dissenso  al
  disegno   di   legge   729-Norme   stralciate/A   che   porta   una
  discriminazione forte negli interessi di altri comuni della Regione
  siciliana che, in questo momento, versano in condizioni di bilancio
  veramente disastrate.
   Non  posso che notare certamente che le somme destinate al  comune
  di  Palermo siano insufficienti, per quanto mi riguarda, per sanare
  tutte le difficoltà finanziarie in cui, in questo momento, si trova
  il  Comune  e non posso che chiedere o di rispedire il  disegno  di
  legge in Commissione o di trovare copertura agli emendamenti che mi
  sto  approntando a presentare in modo da lenire, almeno, il disagio
  più   importante   che  abbiamo  che  è  quello   di   far   fronte
  all'indisponibilità di risorse finanziarie per la Gesip e,  quindi,
  chiedo  che  il  contributo previsto di tre milioni di  euro  venga
  portato almeno a cinque milioni in modo da coprire un altro mese di
  risorse  finanziarie  indispensabili a pagare  gli  emolumenti  dei
  dipendenti.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole  Bufardeci vediamo se possiamo  procedere  in  questa
  maniera:  questa sera chiudiamo la discussione generale  su  questo
  testo,  votiamo il passaggio agli articoli, facciamo  la  votazione
  finale  sul  disegno  di legge 730/A  Sgravi  fiscali   che  è  già
  concluso,  729/A   Norme  in  materia  di  aiuti  alle  imprese   e
  all'inserimento  al  lavoro  di  soggetti  svantaggiati ,   votiamo
  l'ordine  del giorno che riguarda l'autorizzazione a promulgare  la
  legge, per quanto concerne la parte impugnata, quella della riforma
  sugli  appalti, per intenderci - poi leggeremo le parti in  maniera
  formale  -  e,  dopodiché, fissiamo il termine per la presentazione
  degli  emendamenti - ed è necessario farlo perché è stata sollevata
  la  questione  del termine della presentazione degli emendamenti  e
  non  possiamo  fare  altrimenti - ed andiamo  a  martedì  prossimo,
  fissando  il  termine  della presentazione  degli  emendamenti,  su
  questo testo, per domani sera alle ore 20.00.
   Se  non  sorgono  osservazioni, ritengo  possa  essere  una  buona
  soluzione.
   Comunico  che  considererò  chiuse  le  iscrizioni  a  parlare   a
  conclusione  dell'intervento dell'onorevole Bufardeci, quindi,  gli
  onorevoli   che   intendono  intervenire  lo  chiedano   entro   la
  conclusione del suo intervento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci.  Ne  ha
  facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo,  a
  nome   del   gruppo  di  Forza  del  Sud  per  evidenziare   alcune
  circostanze.
   Credo  che  la  scelta  di rinviare per  dare  il  tempo  più  che
  legittimo  per  la  presentazione degli emendamenti  e  rinviare  a
  martedì  prossimo, sia una cosa condivisibile, anche  perché  credo
  che una riflessione su questo testo vada fatta e spiego il  perché.
   Va  fatta perché questo disegno di legge è figlio del fatto che la
  finanziaria  che  abbiamo  approvato  qualche  mese  addietro,  era
  chiaramente  incompleta.  Era  lacunosa.  Molte  vicende  e   molte
  questioni importanti per la sopravvivenza dei Comuni, innanzitutto,
  non vennero trattate. Troppe questioni sono rimaste non esitate  e,
  quindi, siamo qui a discutere di un disegno di legge, per altro  se
  vogliamo, per una misera, meno di ottanta milioni di euro, cioè una
  briciola,  rispetto  a  quello  che  è  l'importo  complessivo  del
  bilancio della Regione.
   Proprio  così, onorevole Calanducci. Ottanta milioni di euro,  per
  quello  che  è  il bilancio della Regione siciliana,  oltre  sedici
  miliardi di euro, capisce bene, è una goccia
   Siamo  qui  ad  accapigliarci  per  questa  goccia  perché  quella
  finanziaria  non diede risposte alle esigenze e lasciò una  coperta
  troppo  piccola per coprire le esigenze dei minori,  dei  disabili.
  Lasciò troppe gambe scoperte, per quanto riguardava troppe esigenze
  del  territorio  e, come sempre avviene, poi inevitabilmente,  oggi
  siamo qui ad accapigliarci per le miserie, andando a grattare sulle
  piccole cifre.
   Io  credo  che noi, anche in un momento qual è quello della  crisi
  finanziaria e della difficoltà finanziaria, dobbiamo assegnarci dei
  criteri. Vedete, non è possibile che si assegnino delle somme sulla
  pressione del singolo parlamentare, senza tenere conto dei  criteri
  di cornice.
   Io,  non per uno spirito di appartenenza, dico: fatemi capire,  ma
  la  legge  su  Ortigia  cosa ha meno della legge  su  Ibla?  Fatemi
  capire?
   Lo  dico  da  sindaco di Siracusa che ho fatto  per  due  mandati.
  Informo questa
  Assemblea che quella legge che fu un'ottima legge e che ha  aiutato
  la rinascita del nostro centro storico, patrimonio dell'umanità,  è
  ferma  nella sua applicazione alle istanze dei cittadini  dell'anno
  2000.  Siamo  indietro di oltre dieci anni, per dare contributi  ai
  cittadini  di Siracusa che hanno avanzato istanza per utilizzare  i
  fondi,  perché diamo un milione, un milione e mezzo ogni  tanto  e,
  siccome  mediamente, ogni anno, sono pervenute istanze per  cinque,
  sei milioni, capite bene che, ogni anno, paghiamo circa un terzo  o
  un quarto di quella che è la necessità.
   E'  ovvio  che  plaudo  e faccio mia l'iniziativa  per  il  centro
  storico di Noto, altro patrimonio dell'umanità, giardino di  pietra
  straordinario  del barocco, non soltanto siciliano,  ma  ribadisco,
  universale.
   E'  evidente che ci dobbiamo assegnare dei criteri, perché se  non
  assegniamo  dei  criteri,  anche  la  conferenza  Regioni-Autonomie
  locali  funziona  male, in quanto, evidentemente, l'Assessore  alle
  autonomie locali, la dottoressa Chinnici, è limitata nella gestione
  del  proprio fondo rispetto alle necessità che chiaramente  reclama
  il mondo delle autonomie.
   Anche  per  una esperienza importante che ho fatto come Presidente
  dell'ANCI,  dico  che la prima salvaguardia che  doveva  curare  il
  nostro bilancio era quello del Fondo delle autonomie.
   Con questa legge stiamo sostanzialmente garantendo i comuni fino a
  5  mila  abitanti,  cosa buona e giusta,  hanno già  subito  grandi
  limitazioni   e  grandi  riduzione, quindi è  un  aumento  serio  e
  consistente  - ed  è cosa buona e giusta - e così purtroppo  non  è
  nei  numeri,  ma  tutti i comuni da 5 mila in su, penso  ai  comuni
  montani,  penso ai comuni che hanno vocazione turistica,  penso  ai
  comuni che devono in questo periodo, ora, con l'estate, programmare
  le  stagioni, le manifestazioni, gli spettacoli, gli elementi e gli
  eventi che possono attrarre, hanno una decurtazione importante.
   Per essere chiari, il mondo delle autonomie, tolti i comuni fino a
  5  mila abitanti, subisce una decurtazione di circa il 26 per cento
  che  è  limitata  soltanto dalla quota per investimenti,  circa  75
  milioni  di  euro, e poi vivrà, dalla verifica che ci sarà  a  fine
  anno,  delle  somme  che sono già assegnate, per  esempio,  per  le
  anticipazioni  sulla  raccolta dei rifiuti e sul  conferimento  dei
  rifiuti,  ma  anche in questo caso, anche qualora  tutte  le  somme
  andassero  poi a vantaggio degli enti locali perché non  impegnati,
  gli  enti  locali,  le autonomie locali oltre  i  5  mila  abitanti
  subiranno, comunque, una decurtazione significativa.
   Quindi, ritengo che questo disegno di legge tenti  di mettere  una
  pezza  a  tante dimenticanze e a tante lacune , rilevo  che  questa
  pezza  ancora  una  volta  è  un rattoppo  troppo  piccolo  per  le
  necessità  dell'Isola e questa pezza è troppo piccola anche  perché
  non  è  frutto di un criterio omogeneo ed oggettivo da spalmare  su
  tutti  i  comuni  o sulle fasce dei comuni secondo un  criterio  di
  popolazione,  di ubicazione, di vivicittà del territorio  sia  esso
  portuale,  sia esso montano, sia esso collinare, sia esso turistico
  o  meno,  sia  esso insulare come nel caso delle  isole  minore  e,
  quindi,  tutto  questo nuoce alla nostra Regione, nuoce  agli  enti
  locali e nuoce anche questa  corsa a cercare di accaparrarsi i  100
  mila euro per favorire questo o quel territorio.
   Credo  che sarebbe stato più serio e sarebbe più serio anche  oggi
  eventualmente,  nella  ristrettezza delle  risorse  che  condivido,
  applicare  almeno un criterio unico, perché non capisco, ribadisco,
  perché  Ibla debba mantenere nella sostanza l'importo originario  e
  altri  territori  che nulla hanno da invidiare alla  meraviglia  di
  Ibla   devono,  invece, subire una decurtazione di circa  l'80  per
  cento, come nel caso di Ortigia.
   Facciamo un poco di chiarezza e credo che questo possa mitigare  i
  guasti di una coperta, comunque, troppo corta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli Ragusa, Panepinto, Adamo, Leanza Nicola, Maira e dichiaro
  chiuse le iscrizioni a parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che bisogna
  andare  avanti  in  modo  spedito e chiaro  perché  stasera  questa
  maggioranza si assume una grande responsabilità.
   Dopo  aver  perso almeno 15 giorni di rinvio in rinvio, ad  alcuni
  miei  colleghi sfugge un  particolare importante  su  questa  norma
  che  passa  con  l'auspicio  della Seconda  commissione:  o  questa
  politica    siciliana   vuole   veramente   diventare    seria    e
  consequenziale,  intercettando le esigenze dei  territori,   perché
  questa  norma, vorrei ricordare a tutti, non permetterà, se non  la
  facciamo  stasera o domani, di non trasferire emolumenti ai  comuni
  che  hanno  una  necessità  enorme   perché  sono  tutti  i  giorni
  assediati  di  soggetti indigenti che cercano  sovvenzioni;  o  non
  basta  o  non  sono bastati gli esempi nazionali  dove  giovani  si
  accalcano nelle piazze senza che nessun partito li chiami, ma basta
  passarsi  un  sms  velocemente o una e-mail per  protestare  contro
  questa  politica  sorda che non vuole capire che i territori  hanno
  bisogno.
   Non  è  necessario  il rinvio e  se questa maggioranza  esiste  in
  quest'Aula è bene che vada avanti, se non c'è che la dichiari;  non
  occorre  che ogni deputato venga qui a reclamare particolarità  per
  i propri territori perché noi siamo qui chiamati a fare l'interesse
  generale di una Sicilia che in questo momento ci chiama all'appello
  e che ha bisogno e non si può restare sordi a quest'appello.
   O  questa  maggioranza ha le carte in regola per andare  avanti  o
  dichiari  il  proprio  fallimento e, quindi,  non  c'è  bisogno  di
  rinviare, la prego di andare avanti e chi non si sente in grado  di
  portare  il  peso  della responsabilità di questa  maggioranza  può
  anche uscirsene fuori.
   Noi  condividiamo questo Governo tecnico, portiamo  avanti  questa
  norma  e  la  voteremo come partito stasera o  al  massimo  domani,
  signor  Presidente,  non provi a rinviare, la  prego,  di  un'altra
  settimana  questa norma perché non saremmo in grado di  presentarci
  sui territori da cui proveniamo. Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  professore Armao, devo dire prima di martedì, che mi pare  sia   il
  termine per la presentazione degli emendamenti ..

   PRESIDENTE.  Onorevole  Panepinto,  per  la  presentazione   degli
  emendamenti  abbiamo  già deciso per domani sera  alle  ore  20.00,
  martedì si tratta tutto l'articolato e si procede.

   PANEPINTO.  Benissimo,  questo significa che  arriveranno,  penso,
  almeno 400 emendamenti ed è chiaro, caro Presidente, cari colleghi,
  che  di  questo  testo  non resterà nulla,  sarà  una  delle  tante
  occasioni mancate e, siccome, tutti gli emendamenti avranno la loro
  legittimazione e tutti cercheranno di rappresentare un bisogno, una
  esigenza,  una  emergenza  di uno dei 380   Comuni  siciliani,  non
  resterà  nulla di questo testo che, voglio ricordare a  me  stesso,
  prima  che  diventasse disegno di legge era una norma da  inserire,
  per  una disposizione della Conferenza dei capigruppo,  nella legge
  sugli appalti.
   Ognuno  di  noi  ha inondato la stampa locale e non di  comunicati
  stampa,  annunciando il recupero del centro storico di Agrigento  e
  l'emergenza al centro storico di Favara; io per esempio,  onorevole
  Bufardeci, voglio ricordare con quanto accorato impegno l'onorevole
  Cimino  ha  difeso  la  norma  a sostegno  del  centro  storico  di
  Agrigento, ma lo stesso vale per le altre norme che qui  in  questo
  testo sono incluse o le previsioni pensate.
   Quindi   alla  fine, cari colleghi, di tutto questo grande  lavoro
  non resterà nulla e abbiamo solo fatto ritardare l'assegnazione che
  l'Assessorato alle Autonomie locali deve fare ai Comuni.
   Solo  perché  rimanga al verbale, mi piace ricordare un  elemento,
  cioè  che  quando  si  iniziò  la discussione  sul  bilancio  della
  Regione, sulla nuova finanziaria, i tagli previsti erano del 50 per
  cento;   oggi,  devo  dire,  in  un  lavoro  che  ha  visto   tutti
  protagonisti,  il Governo in primis, siamo riusciti  ad  avere  una
  dotazione finanziaria per il riparto delle autonomie locali di  530
  milioni -  se non ricordo male - a differenza di quello precedente,
  nell'anno 2010, che era di 480 milioni di euro, perché di quei  700
  ed  oltre  milioni, 800 milioni assegnati ai Comuni, su quel  fondo
  c'era  di  tutto,  dalla  formazione professionale  alle   riserve,
  qualunque  tipo di intervento finanziario bisognava  fare  rifiuti,
  anticipazione ai Comuni, di tutto e di più.
   Oggi  i Comuni hanno la certezza che nella ripartizione dovrebbero
  avere  di più; così come mi si dice anche il Comune di Palermo  che
  nella ripartizione dovrebbe avere 3 milioni di euro in più rispetto
  all'esercizio  del  2010.  Lo  dicono  i  numeri  e  lo   dice   il
  Dipartimento delle autonomie locali.
   Ritengo  che  anche la richiesta che è arrivata per il  comune  di
  Palermo,  per  il  trasporto del Comune di Messina,  non  so  quali
  debiti  abbia   il  Comune di Catania o altri  Comuni,  sono  tutti
  legittimi, rappresentano esigenze degli enti locali.
   Faccio  solo  un  modestissimo  appello a questo  Parlamento:  noi
  riusciamo a stare in silenzio quando sui fondi comunitari POR  FESR
  si  spostano  100,  200, 300 milioni di euro, come  è  avvenuto  in
  queste  settimane,  e si spostano sulla base di atti  di  carattere
  amministrativo, non adottiamo nessuna norma, se il Presidente della
  Seconda  Commissione  o della Commissione UE  convoca  i  dirigenti
  siamo,  magari, a conoscenza di alcuni dati e che, per  esempio,  a
  Catania  dovrà  sorgere un centro di eccellenza per 90  milioni  di
  euro,  possibilmente, non ne è a conoscenza nessuno,  ma sono state
  già appostate queste somme.
   Se,  poi, 500 milioni di euro del POR FESR vengono utilizzati come
  progetto  sponda sull'Agrigento - Caltanissetta per fare spesa  non
  abbiamo neanche il tempo per accorgercene, però il problema è se il
  comune  vicino  avrà 500 mila euro, 100 mila euro o un  milione  di
  euro.
   Onestamente, credo, signor Presidente, signor assessore, sarà  una
  pagina  no  triste,  ma una pagina di grande mediocrità  di  questo
  Parlamento  se  riusciremo ad affondare, così come  ci  riusciremo,
  questo  testo perché, come ho detto qualche giorno fa, è  un  testo
  che  nasce defunto perché quando si perde tempo poi nell'iter della
  costruzione,  nell'incardinamento in Aula, è chiaro che  resta  ben
  poco da fare.
   Ed  è  chiaro  - e lo dico con molta serenità ai miei amici  della
  città  di Palermo - immaginare che sta passando un treno e tutti  i
  problemi di Palermo, dell'ATM di Messina, o di Trapani o di Enna  o
  di  Caltanissetta  o  di  Tripoli o  di  Bendasi,  debbano  trovare
  soluzione immediata in un testo che affrontava alcuni temi.
      Un  evento  irripetibile  che  è  la  presentazione  della  via
  Morgantina ad Enna, un centro storico di Agrigento che cade per  il
  quale,  assessore, è il Governo che assume ogni giorno impegno,  il
  Governo  assume impegno e l'onorevole Cimino, smentito regolarmente
  dall'onorevole  Bufardeci, viene qua a piangere,  dal  momento  che
  l'onorevole  Cimino  -  è  un mio amico  -  dovrà  raccordarsi  con
  l'onorevole  Bufardeci o l'una o l'altra,  non  si  può  pensare  a
  giorni alterni di recitare parti diverse.
   Detto  questo, cari colleghi, dovremmo far sì che il numero  degli
  emendamenti   farà  morire questo testo per  soffocamento  da  peso
  eccessivo  di  emendamenti  e, tutto  sommato,  alla  fine  abbiamo
  giocato  una  partita  al ribasso perché questo  Parlamento  spesso
  dimentica  che  è un Parlamento, che spesso dimentica  che  abbiamo
  adottato  la finanziaria con quattordici articoli, perché  qualcuno
  aveva  fretta  a  chiudere ed a sterilizzare ogni attività  in  tal
  senso.
   Credo,  quindi,  che  agli  eventi che erano  previsti  in  questo
  disegno  di  legge  o al centro storico di Agrigento  o  al  centro
  storico di Favara, dovremmo raccontare che visto che  c'è un centro
  storico  in ogni comune della Sicilia, non faremo nulla  così  come
  non faremo nulla in queste occasioni.

   PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,   cortesemente,    contenete
  l'intervento entro i cinque minuti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Rinuncio.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
  facoltà.

   LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  bisogna  ripartire da un punto fondamentale: questi soldi non  sono
  della  Commissione, del Parlamento, questi sono soldi  dei  comuni,
  sono  soldi  che noi avevamo dedicato ed indicato in  maniera  alta
  affinché  confluissero nelle casse dei comuni, facendo  una  scelta
  coraggiosa,  facendo una scelta vera in cui pensavamo di  dare  più
  risorse  nonostante stavamo tagliando ai comuni una buona parte  di
  risorse, paradossalmente, gliene  davamo di più.
   Oggi,   assessore   Armao,  vi  sono   comuni   senza   la   prima
  trimestralità,  ed è un fatto gravissimo; l'anno  scorso  la  prima
  trimestralità  l'abbiamo  pagata  ad  agosto.  oggi  è   un   fatto
  gravissimo il fatto che ancora la prima trimestralità non  è  stata
  data non per colpa del Governo, ma ritengo che sia opportuno che su
  questa  vicenda l'assessorato da lei presieduto si attivi, nel  più
  breve  tempo possibile, in comune accordo con l'Assessore Chinnici,
  ma  non  possiamo pensare minimamente che questa legge  diventi  la
  legge  dei  10,  12, 14, 20 comuni che i novanta  parlamentari,  in
  qualche modo, rappresentiamo.
   O  è la legge dei 390 comuni o è la legge degli interessi generali
  o  non può essere la legge fotografia e, quindi, da questo punto di
  vista   o  si  ritorna,  presidente  della  Commissione,  onorevoli
  colleghi,  ad  un accordo che, comunque, era stato raggiunto  nella
  prima  fase  o se volete nella seconda fase, o è meglio che  questa
  legge  non  vada avanti così com'è, perché come diceva  l'onorevole
  Panepinto  morirà per soffocamento, già ho visto Siracusa,  Gioiosa
  Marea,  Catania  è  fuori, quindi invito i colleghi  di  Catania  a
  presentare  una  legge per il nostro straordinario centro  storico,
  per la movida, mettiamoci quello che vogliamo.
     E'  la  fine della politica  Fuori c'è l'antipolitica, fuori  ci
  sono  altri temi, altri problemi, ci sono le persone che non  hanno
  cosa  portare a casa, ci sono gli invisibili che sono quelli  senza
  lavoro e senza occupazione e ancora noi pensiamo di fare la leggina
  fotografia: non è più possibile
   O   ritroviamo  il  criterio iniziale e a  questo  punto  possiamo
  essere  assolutamente d'accordo, oppure, per  quanto  mi  riguarda,
  parlo  a  nome personale, non a nome del mio partito,  c'è  il  mio
  capogruppo per quanto riguarda il mio partito, non sarò disponibile
  a  stare in quest'Aula un solo minuto, perché non mi voglio rendere
  complice di una legge omnibus tra le peggiori leggi che noi avremmo
  fatto in questa legislatura e anche in quelle passate.
   Siamo  arrivati ad 80 milioni di euro, non è più possibile pensare
  di  incrementare togliendo ai comuni, vogliamo decentrare ai comuni
  e togliamo ai comuni, li spogliamo della loro autonomie.
   E'  stato  fatto  un  buon  lavoro in Commissione,  un  lavoro  di
  ricucitura  attraverso  tutti i gruppi, i gruppi  si  sono  un  po'
  frantumati,  però alla fine in qualche modo si era  giunti  ad  una
  intesa, un'intesa discretamente alta.
   Ritengo che a questo punto bisogna ritornare a quell'intesa, se ci
  sono  le  condizioni  va  benissimo,  viceversa,   per  quanto   mi
  riguarda,  non  siamo interessati o meglio non sono interessato  ad
  una legge che rischia di diventare la peggiore delle leggi omnibus.
   Presidente  Oddo stiamo attenti, abbiamo già impegnato 80  milioni
  di  euro  e   sono tantissimi, invito anche il Governo, l'assessore
  Armao,  di  evitare  assolutamente di dare - a  meno   che  non  lo
  ritenga ovviamente necessario ed opportuno - ulteriore coperture di
  spesa, perché non possiamo più continuare.
   Fra due minuti arriveranno sul suo tavolo, Presidente Oddo, almeno
  dieci  emendamenti perché ognuno è stato chiamato in causa, se  non
  combattiamo  per Palermo, quindi dobbiamo combattere  per  Catania,
  quindi  combatterei per il mio piccolo comune che si chiama Maletto
  di  4  mila  abitanti  e siccome produciamo la fragola  dolcissima,
  quindi  gli  diamo i soldi e via dicendo. Siamo alla follia,  siamo
  alla frutta, visto che parliamo di fragole.
   Ritengo  che se abbiamo la capacità di sintesi la votiamo  stasera
  come  avevamo  deciso in Commissione, quindi con  grande  senso  di
  responsabilità, se questo non c'è evitiamo di fare altro,  evitiamo
  di  tornare domani a fare un'altra puntata come quella che  si  sta
  facendo  stasera, rischiando, ancora una volta,  di  non  fare  una
  buona figura nei confronti dei cittadini siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  per essere chiari fino in  fondo,
  se   nessun  collega  sollevava  la  questione  del  termine  degli
  emendamenti,   la  Presidenza  era  assolutamente  intenzionata   e
  disponibile a procedere in maniera rapida.
   Nel  momento in cui, seppure questo testo è in Aula già tre volte,
  i  colleghi e i deputati sollevano l'eccezione per quanto  concerne
  il  termine degli emendamenti, la Presidenza non può far altro  che
  fissare  il termine per gli emendamenti ed aggiornare la  seduta  a
  martedì.
   Se  quest'Aula intende votare, e non ci sono eccezioni, lo si  può
  fare  immediatamente, ma non mi dovete fare l'eccezione al podio  e
  poi contestare una decisione della Presidenza
   Se  l'Aula  si determina nel trattare immediatamente il  tutto  si
  procede, ma  mi pare che vi siano state  alcune eccezioni.
   Ritirate le eccezioni? Bene. Per quanto mi riguarda, la Presidenza
  è pronta a procedere senza alcun problema.

   E' iscritta a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

   ADAMO. Rinuncio a parlare.

   PRESIDENTE. Rinunciano a parlare, oltre all'onorevole  Adamo,  gli
  onorevoli   Maira,   Incardona,  Leontini,  Colianni,   Rinaldi   e
  Vinciullo.
   Dichiaro  chiusa la discussione generale e pongo in votazione   il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
        Norme in materia di riserve in favore degli enti locali

   1.  Alla fine del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 11
  maggio 2011, n. 7, sono aggiunte le parole  Il Fondo destinato alle
  province  è ripartito in misura proporzionale alle somme  assegnate
  nell'esercizio finanziario 2010'.

   2.  Al  comma  4 dell'articolo 3 della legge regionale  11  maggio
  2011,  n.  7, dopo le parole  legge regionale 29 dicembre 2003,  n.
  21'  sono  aggiunte le parole  nella misura di 15.000  migliaia  di
  euro  in  luogo della percentuale prevista' ed è abrogato  l'ultimo
  periodo.

   3. Dopo il comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale 11 maggio
  2011, n. 7, sono inseriti i seguenti commi:

    4  bis.  In  sede di riparto previsto dal comma 2 sono,  altresì,
  garantite, per l'anno 2011, le seguenti riserve:

   a)  spese  sostenute dai comuni di Scaletta Zanclea ed  Itala  per
  fronteggiare i danni causati dagli eventi alluvionali del 1 ottobre
  2009  per  rimborso dei materiali, della manodopera, dei  noli  dei
  mezzi  approntati  e  delle spese relative al  loro  funzionamento,
  nonché  dei  costi relativi alle discariche nella misura  di  6.500
  migliaia di euro previa acquisizione di specifica relazione tecnica
  da parte del Dipartimento della Protezione civile;

   b)  trasferimento al comune di Lipari per i Progetti obiettivo  di
  cui  all'articolo 4 comma 10 della legge regionale 12 maggio  2010,
  n. 11, nella misura di 400 migliaia di euro;

   c)  contributo ai comuni delle isole minori di cui al comma 1  bis
  dell'articolo  76 della legge regionale 8 febbraio  2007,  n.  2  e
  successive ed integrazioni nella misura di 4.200 migliaia di euro;

   d)  contributo al comune di Ragusa Ibla ai sensi dell'articolo  53
  della  legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, nella misura di  5.000
  migliaia di euro;

   e)  trasferimento  al comune di Comiso per le  spese  di  supporto
  all'avvio  delle  attività dell'aeroporto  nella  misura  di  5.000
  migliaia di euro;

   f)  contributo per il servizio di vigilanza sulle spiagge  di  cui
  all'articolo 5 della legge regionale 1 settembre 1998, n. 17, nella
  misura di 2.000 migliaia di euro;

   g)  contributo al comune di Agrigento per l'attuazione  del  piano
  particolareggiato  del  centro  storico  della  città  avente  come
  obiettivo  il recupero sociale, culturale, funzionale ed ambientale
  dei  monumenti  ivi  esistenti, nella misura di 3.000  migliaia  di
  euro;

   h)  contributo  al comune di Favara per la messa in sicurezza  del
  centro storico nella misura di 1.000 migliaia di euro;

   i)  contributo ai comuni della provincia di Palermo per interventi
  derivanti  dallo  stato  di  calamità  naturale  per  eventi  meteo
  dichiarato,  ai  sensi  dell'articolo 3 della  legge  regionale  18
  maggio 1995, n. 42, con delibera della Giunta regionale n. 408  del
  30 settembre 2009, nella misura di 1.000 migliaia di euro;

   j)  rimborso ai comuni, ai sensi del comma 3 dell'articolo 9 della
  legge  regionale 14 maggio 2009, n. 6, delle spese per la  gestione
  degli asili nido nella misura di 5.600 migliaia di euro;

   k) rimborso ai comuni, ai sensi del comma 7 dell'articolo 13 della
  legge  regionale  17  marzo 2000, n. 8 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni delle spese di trasporto interurbano nella  misura  di
  17.500 migliaia di euro;

   l)   contributo   ai  comuni  per  il  finanziamento   del   Fondo
  miglioramento  servizi di polizia municipale previsto dall'articolo
  20  della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, nella misura  di
  12.500 migliaia di euro;

   m)   finanziamento  del  Fondo  premiale  previsto  dal  comma   2
  dell'articolo  76  della legge regionale 26  marzo  2002,  n.  2  e
  successive modifiche ed integrazioni nella misura di 8.000 migliaia
  di euro;

   n)  contributi alle associazioni di enti locali previsti dal comma
  8  dell'articolo 21 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 e
  successive  modifiche ed integrazioni nella misura di 598  migliaia
  di euro;

   o)  contributi agli enti locali per garantire lo svolgimento delle
  funzioni previste dall'articolo 11 della legge regionale 6 febbraio
  2008, n. 1. ai cittadini disabili nella misura di 1.000 migliaia di
  euro;

   p)   riserva   da  ripartire  ai  comuni  previsti  al   comma   7
  dell'articolo 4 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11,  nella
  misura  di  2.500  migliaia  di euro, in  luogo  della  percentuale
  prevista;

   q)  contributo in favore del comune di Roccalumera per  interventi
  correlati  agli eventi calamitosi verificatisi nel periodo  ottobre
  2009 nella misura di 400 migliaia di euro;

   r) contributi in favore dei comuni di Aidone e Piazza Armerina per
  interventi  strutturali  connessi al  rientro  dell'opera   Dea  di
  Morgantina' nella misura di 1.000 migliaia di euro.

   Sono  abrogate  tutte  le  disposizioni  di  legge  che  prevedono
  riserve, a qualunque titolo, per i comuni a valere sul Fondo  delle
  Autonomie  locali,  diverse  da quelle  disciplinate  dal  presente
  articolo.  Restano  in  vigore  le previsioni  di  cui  alle  leggi
  regionali 17 agosto 2010, n. 18 e  5 ottobre 2010, n. 20.

   4  ter.  Al  fine  di  favorire l'incremento  turistico  dell'Area
  relativa  al comune di Aidone è destinata alla provincia  di  Enna,
  per  l'esercizio  finanziario 2011, una quota pari  ad  euro  2.500
  migliaia  a  valere  sui  fondi di cui al comma  1  assegnati  alle
  province  a  titolo  di  investimento, per il  miglioramento  della
  viabilità.'»

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 1.1 a  firma  della
  Commissione, sostitutivo dell'articolo 1 e che al medesimo è  stato
  presentato il subemendamento 1.1.1 a firma  del Governo.
   Il Governo lo vuole illustrare?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  si  tratta  di un emendamento condiviso  col  presidente
  della  Commissione  in  quanto non si tratta  di  un  contributo  a
  qualsiasi  titolo, ma di un riconoscimento di un debito pluriennale
  che  già  avevamo fatto nel disegno di legge finanziaria e  che  la
  Regione vanta nei confronti del comune di Messina per pagamenti dal
  2003  al 2009 e mai fatti in ossequio, purtroppo, ad un'incredibile
  questione concernente il trasporto gommato, il trasporto su ruota.
   Si  tratta  di  riconoscere quel che è dovuto, non  un  contributo
  ulteriore. Quindi, su questo credo che si possa procedere.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non comprendo
  come possa essere utile una norma per riconoscere un debito che  la
  Regione vanta nei confronti del comune di Messina.
   Se  c'è  il debito, ed è  accertato, si paga senza bisogno di  una
  norma,   se   serve  una  norma  è  perché  occorre   erogare    un
  finanziamento al comune di Messina per un pagamento dell'ATM.
   Perché  se  c'è un debito non serve la legge, se, invece,  bisogna
  far  riconoscere  nei confronti del comune di  Messina  un  credito
  nuovo,   in  quel caso serve una norma. Se c'è la norma  non  serve
  l'emendamento.
   Quindi,  chiederei  che  venga spiegato,  alla  luce  piena  della
  verità,  la  situazione, perché se c'è un debito della Regione  nei
  confronti  del  comune  di  Messina non  servono  leggi,  questo  è
  assolutamente  pacifico.  Se,  invece,  bisogna  mutare  una  norma
  esistente   perché   quella  norma  non  è  più  applicabile   alla
  fattispecie, quindi va cambiata e a questo punto va riconosciuto il
  credito nei confronti del comune di Messina, in quel caso serve una
  norma.
   Per  cui cerchiamo di capire bene cosa stiamo votando. Poi,  nulla
  quaestio se sono somme da erogare al comune di Messina dettate  dal
  buon senso, non c'è una preclusione preconcetta, però, sappiamo  di
  cosa si parla.

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento  1.1.2,   a  firma  degli  onorevoli
  Panarello, Rinaldi, Oddo e Di Guardo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Non è compensato.
  E' contrario.

   PRESIDENTE.  Non  è  compensato, quindi,  non  solo  il  parere  è
  contrario, ma il subemendamento è da considerarsi inammissibile.

   RINALDI.  Perché  gli  altri sono compensati   Signor  Presidente,
  voglio sapere se quelli che abbiamo approvato erano compensati.  La
  Commissione   può   esprimere  parere   contrario   piuttosto   che
  dichiararlo non compensato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Presidente della Seconda Commissione, se il
  subemendamento  1.1.2  è, comunque, identico  come  struttura,  per
  quanto  concerne  la copertura della compensazione,  all'1.1.1,  le
  chiedo il parere e metto ai voti il subemendamento 1.1.2.
   Su questo ha ragione chi ha sollevato l'eccezione. Quindi, lei dia
  il parere ed io vedo cosa debbo fare.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Riguardo  tutti
  gli  emendamenti che abbiamo esaminato, abbiamo preso come base  il
  disegno di legge e da lì abbiamo fatto le dovute modifiche, sia  in
  più che in meno. Quindi, sono compensati alla  base.
   Il parere è, comunque, contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana, con ricorso notificato il 28 giugno 2011, ha impugnato:

   -l'articolo 11 per violazione dell'articolo 1, comma 3, del decreto
        legislativo del 2006 e dell'articolo 16 del Regio decreto n. 274
        del 1929 in relazione ai limiti posti dall'articolo 117, comma 3,
        della Costituzione e dell'articolo 17 dello Statuto speciale;

   -articolo 14, comma 2, lettera a), limitatamente ai commi 4, primo
        e ultimo periodo, e 6

   -articolo 15 per violazione dell'articolo 117, comma 2, lettera e),
        della Costituzione e articolo 14 dello Statuto speciale della
        deliberazione  legislativa recante  Disciplina dei  contratti
        pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Recepimento del
        decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche
        ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive
        modifiche   ed  integrazioni.  Disposizioni  in  materia   di
        organizzazione dell'amministrazione regionale. Norme in materia di
        assegnazione di alloggi. Disposizioni per il ricovero di animali.
        (ddl nn. 719-515-673) approvata dall'Assemblea il 21 giugno 2011

               Annunzio di ordine del giorno numero 571

   PRESIDENTE.  In  relazione all'impugnativa è già stato  presentato
  l'ordine  del  giorno numero 571, a firma degli onorevoli  Musotto,
  Adamo,  Rinaldi, Leontini, Maira, De Benedictis, per permettere  la
  promulgazione della norma da parte del Presidente della  Regione  e
  dell'Assessore al ramo.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

       Riprende la discussione del disegno di legge n. 729-Norme
                             stralciate/A

   PRESIDENTE.     Comunico    che    è    stato    presentato     il
  subemendamento1.1.3, a firma degli onorevoli  Scoma  ed  altri.  Il
  parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del  Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   CAMPAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPAGNA.  Signor  Presidente, non capisco i pareri  contrari  sui
  subemendamenti.  Il  parere contrario  si  dà  quando  non  c'è  la
  copertura  finanziaria,  ma se il subemendamento  bilancia,  vorrei
  capire  E' contrario per motivi politici, allora lo capisco, ma  si
  dichiari   Non  può  dare un parere contrario su un  subemendamento
  dove  c'è  bilanciamento,  signor Presidente,  o  siamo  scemi  qui
  dentro? Scemo non c'è nessuno  Allora, si dica chiaro e tondo:  C'è
  un  accordo  e non si devono dare questi soldi . Non  si  può  dire
  parere contrario su un emendamento su cui c'è un bilanciamento.
   Signor Presidente, La invito a fare rivedere il parere. Se poi  si
  deve  bocciare si bocci, ma il parere deve essere favorevole perché
  bilancia

   PRESIDENTE. Onorevole Campagna, il parere è parere.
   Con  il parere contrario del Governo e della Commissione pongo  in
  votazione il subemendamento 1.1.3. Chi è favorevole si alzi; chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli De Benedictis  ed
  altri  il subemendamento 1.1.4, sul quale hanno chiesto di  apporre
  la firma gli onorevoli Bufardeci e Vinciullo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore, il mio intervento vuole ricordare a questa Assemblea, al
  Governo   che   sta  sostenendo  questo  disegno  di  legge,   alla
  maggioranza che sostiene questo Governo, che le province in Sicilia
  sono nove, non otto.
   Ad  oggi,  tutte  le province hanno avuto finanziamenti  di  varia
  natura su cui noi non stiamo qui a discutere perché riconosciamo  e
  rispettiamo  le  decisioni  e  quelle  che  sono  le  istanze   che
  provengono dagli altri territori e le istanze che provengono  dagli
  altri   colleghi.  Ma  è  insopportabile  ed  inammissibile,   caro
  assessore Armao, che nella distribuzione di questi fondi  si  siano
  fatti   due  pesi  e  due  misure,  per  cui  otto  province  hanno
  compensato,  anche  su centri storici che non  hanno  alcuna  legge
  speciale, anche su centri storici che mi permetto di ricordarle non
  ricordano il grande Federico. Su centri storici che sono importanti
  per   la  realtà  in  cui  vivono,  ma  sicuramente  non  hanno   i
  riconoscimenti, invece, che hanno i centri storici della  provincia
  di  Siracusa  e,  invece,  per  quanto  riguarda  la  provincia  di
  Siracusa, forse, ci limiteremo ad avere una elemosina di un milione
  di euro solo ed esclusivamente per il comune di Noto.
   Ed  allora,  nel ribadire la volontà che questo emendamento  venga
  votato,  chiedo  che  la  votazione avvenga  per  scrutinio  palese
  nominale. Vorremmo anche capire chi poi viene nelle nostre province
  a dire che difende e tutela gli interessi della mia provincia.

   PRESIDENTE.  Poiché la richiesta di votazione per scrutinio  palese
  nominale  non  è  appoggiata  a termini  di  Regolamento,  pongo  in
  votazione per alzata e seduta il subemendamento 1.1.4.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Marziano ed  altri
  il subemendamento 1.1.5. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assqssore per l'economia. Contrario.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   MARZIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il subemendamento
  1.1.5  prevede  l'incremento dei fondi per  il  centro  storico  di
  Ortigia.
   Signor  Presidente,  io sono rispettoso degli accordi  politici  e
  dell'esigenza di compromesso positivo e utile a fare andare  avanti
  la  macchina  in  una  Regione complessa  come  la  nostra,  in  un
  Parlamento  complesso come il nostro, ma con  la  presentazione  di
  questi  emendamenti,  l'1.1.4, l'1.1.5,  l'1.1.6  e  l'1.1.7,  cioè
  quello  appena  bocciato dall'Aula, questo che riguarda  il  centro
  storico  di Ortigia, uno dei centri storici riconosciuti con  legge
  speciale  della  Regione,  quello  che  riguarda  l'intervento  sul
  Castello  Svevo di Augusta e quello che riguarda un  intervento  di
  tutela  del territorio come il quartiere Roggio a Lentini,  abbiamo
  voluto  marcare,  io  ed altri colleghi, un dissenso  profondo  sul
  metodo e spesso il metodo è anche sostanza. Infatti, se si vogliono
  fare  degli  interventi a tutela del territorio e  sono  interventi
  condivisi,  interventi  che nascono da un bisogno  del  territorio,
  questi  interventi si concordano nelle delegazioni provinciali  dei
  parlamentari di una provincia, diventano fatto condiviso  e  quindi
  poi sostenuti tutti in Aula.
   Io  non  potrei, alla fine, non votare questa legge e non  abbiamo
  fatto  la  scelta  di  adottare  tecniche  parlamentari  per  farla
  saltare,  perché  prevede un ancor piccolo intervento  su  uno  dei
  centri storici più importanti della provincia cioè quello di  Noto.
  Detto   questo,   non  possiamo,  però,  che   rimarcare   con   la
  presentazione  di questi emendamenti un dissenso sul metodo  perché
  si  tratta  di  legge omnibus, di una specie di  autobus,  come  in
  alcuni  paesi  ancora  in fase di sviluppo, un  autobus  sul  quale
  alcuni sono riusciti a salire e altri sono rimasti a terra.
   Allora,   per   quanto  mi  riguarda,  io  chiedo  che   si   voti
  l'emendamento, ma soprattutto che si prenda atto che c'è  anche  un
  modo di dissentire che è poi positivo perché alla fine non blocca i
  provvedimenti,  ma  che  con  questo metodo  evidentemente  non  si
  ottiene il risultato di gratificare il territorio della Sicilia, ma
  semplicemente di proseguire per mance e prebende.

   VINCIULLO.  Chiedo  di  apporre la mia  firma  al   subemendamento
  1.1.5.

   BUFARDECI. Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento 1.1.5.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, la mia dichiarazione  di  voto
  rispetto a questo emendamento anticipa la dichiarazione di voto che
  farò  a  tutto  il  provvedimento qualora dovesse essere  posto  in
  votazione.
   Io  credo, signor Presidente, che nella sostanza, al di  là  della
  singola  materia che ciascun  emendamento o subemendamento  tratta,
  lei  sta  presiendendo una seduta d'Aula che sta  istituendo  nella
  sostanza  una  nuova tabella H, quella che negli anni  prossimi  si
  potrà trasformare in una nuova tabella H, perché stiamo immaginando
  e  costruendo  un  sistema attraverso il quale a  sportello  si  dà
  soddisfazione  e  tutte  le pretese, più o meno  amalgamate  dentro
  l'Assemblea, di ciascun deputato e di ciascun territorio.
   Io  credo che stiamo tradendo la legge. Le riserve hanno senso  se
  vogliamo  aiutare  i  comuni che devono  fare  la  vigilanza  sulle
  spiagge, hanno senso se dobbiamo prevedere il contributo alle isole
  minori,  hanno  senso  se dobbiamo prevedere il  miglioramento  dei
  servizi di polizia municipale, hanno senso per finalità generali  e
  riconosciute. Non hanno senso se deve diventare il risultato di una
  contrattazione  che  non ha alcun senso e  che  non  è  per  questo
  nobilitata,  solo  perché  viene fatta  in  Commissione   Bilancio
  attraverso  le istanze di alcuni deputati, nello strapparsi  denari
  del bilancio comunale che dovrebbero servire ai servizi di tutti  i
  cittadini  e  che,  paradossalmente,  peraltro  potrebbero  trovare
  allocazione nella spesa dei fondi strutturali, perché a questo sono
  destinate  molte  delle riserve previste a  favore  dei  comuni:  a
  potenziamento infrastrutturale o valorizzazione ai fini turistici.
   Ci sono altri fondi per questo. Sprecare i fondi del bilancio -  e
  noi  sappiamo  quanto sono carenti, quanto ce  n'è  bisogno  per  i
  comuni  -  per  interventi strutturali assolutamente sovrapponibili
  nelle  destinazione con quelli dei fondi dell'Unione Europea  è  un
  pessimo  modo  di  legiferare. E' un  pessimo  modo  di  legiferare
  approdare  a  questa  soluzione attraverso una  contrattazione  fra
  capibastone dentro questo Parlamento.
   Io  credo  che  stiamo facendo una pessima legge,  ma  soprattutto
  stiamo istituendo, nei fatti, una specie di seconda tabella  H.  Mi
  sembra  una  cosa  alla  quale ci dovremmo  sottrarre,  alla  quale
  responsabilmente tutti quanti ci dovremmo fermare.
   Credo   che  le  motivazioni  che  sono  state  date  sul  singolo
  subemendamento sono opinabili, ma non credo che sia in  alcun  modo
  discutibile il fatto che stiamo tradendo il senso delle riserve che
  dovevano aiutare alcuni comuni in alcune condizioni particolari  ma
  di  interesse  generale  e  stiamo invece favorendo  alcuni  comuni
  particolari  per  esigenze particolari  in  virtù  di  equilibri  e
  rapporti  che non hanno niente a che fare con l'interesse  generale
  della Regione. Sono totalmente contrario a questo spirito di questa
  norma.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor   Presidente,  signor   Assessore,   onorevoli
  colleghi,  poc'anzi nel mio intervento avevo anticipato quello  che
  sarebbe  accaduto nel momento in cui si va avanti senza  criteri  e
  facevo  proprio  l'esempio  che ha portato  poi  altri  colleghi  a
  presentare  gli  emendamenti  in  questione:  l'1.1.5,  l'1.1.6   e
  l'1.1.7.
   Intanto,  signor Presidente, a tutti e tre gli emendamenti  chiedo
  che  venga apposta anche la mia firma e chiaramente anticipo il mio
  voto  favorevole a tutti e tre, chiedendo fin da subito la verifica
  del  voto in termini palesi e mi auguro che questa volta l'Aula sia
  più  attenta per potere avere il quorum per votare.  Votare non per
  una  ritorsione campanilistica, ma per un ragionamento come  quello
  che ho cercato di accennare poc'anzi.
   Con tutto il rispetto a tutte le città e a tutte le ragioni per le
  quali gli altri territori hanno goduto di finanziamenti, credo  che
  quest'Aula innanzitutto avrebbe dovuto apportare un primo criterio:
  aiutiamo tutti quei centri storici o quelle città che vivono già di
  una norma regionale. Così non è stato.
   Secondo:   eventualmente,  applichiamo  un   criterio,   onorevole
  Colianni,  quello  che lei so che è favorevole ad applicare.  Diamo
  come  criterio aiutiamo i Comuni che hanno una qualità particolare,
  il  riconoscimento Unesco, l'inserimento nella World Heritage List,
  i  Comuni  che  per  primi  diventano  attrattivi  per  il  turismo
  siciliano. Aiutiamo quelli, diamo qualcosa a quei Comuni. Ma quando
  nella fattispecie  - ribadisco, con tutto il rispetto che ho per la
  città  di  Ragusa e per la bellezza straordinaria di Ibla anch'esso
  patrimonio  dell'umanità - si assegna una volta,  quattro  volte  e
  mezzo superiore a quella del centro storico di Ortigia, io dico che
  c'è qualche cosa che non funziona, perché ribadisco con i numeri la
  Regione  deve  anche  valutare se le somme  che  vengono  assegnate
  producono   sul   territorio  un  miglioramento,  un'economia,   un
  investimento.
   Allora, io le posso certificare - glielo ripeto - che la legge  di
  Ortigia  -  lo  sa bene l'onorevole De Benedictis per essere  stato
  assessore al centro storico e le assicuro lo so altrettanto bene io
  per  essere  stato  sindaco della città - oggi è  ferma  nella  sua
  applicazione all'anno 2000, oltre dieci anni addietro. Ancora,  noi
  abbiamo  una serie, per oltre dieci anni, di istanze ferme.  Quando
  noi  diamo un milione di euro e le istanze ogni anno sono  quattro,
  cinque  o  sei è evidente che per completare un anno, ne  occorrono
  quattro, cinque o sei.
   Non  è  che  si tratta di somme che non si spendono,  sono  quelle
  somme che hanno reso possibile la rinascita di Ortigia. Hanno  reso
  possibile  il  fatto  che  il  centro  storico  è  stato   indicato
  autonomamente, fuori dal contesto della Valle di Noto, di  tutti  i
  Comuni del barocco, a partire da Catania, a partire da Caltagirone,
  a  partire da Scicli, a partire da Modica, a partire da Ragusa,  ad
  essere  World Heritage List .
   Noi,   a   quel  territorio  a  quella  peculiarità,  invece,   la
  sacrifichiamo. Non si capisce bene perché.
   Non  si  capisce  bene perché, a questo punto -  ed  è  giusta  la
  ritorsione, definiamola così, la richiesta che viene fatta -  anche
  per  altri  territori. La Porta Sveva di Augusta è  un'altra  delle
  grandi  bellezze  del  nostro territorio, così  come  il  quartiere
  Roggio per quanto riguarda Lentini.
   Quindi,  ho  anticipato  nel  mio  intervento  precedente,  questa
  preoccupazione,  dicendo:  fermiamoci;  evitiamo  questo   mercato;
  assegniamoci  dei  criteri. La coperta è troppo  corta.  Assegniamo
  alle modeste somme, un criterio distributivo che sia oggettivo.
   Anche   oggi,   pur   sottoscrivendo  questi  emendamenti,   dico:
  applichiamo  il criterio, innanzitutto, a vantaggio di quei  centri
  storici  che sono già oggetto di normazione regionale ed integriamo
  quei  centri  storici, con quelli che sono, ad esempio,  patrimonio
  dell'umanità,  perché  quelli sono il  biglietto  da  visita  della
  nostra  Sicilia,  innanzitutto, per  la  nostra  teorica  vocazione
  turistica che, quando riusciamo a concretizzarla,  per la  bellezza
  della  Valle  di Noto, per la bellezza di Ibla, per la bellezza  di
  Scicli, per la bellezza di Ragusa, per la bellezza di Ortigia,  per
  la  bellezza di Noto. Questo facciamolo prima che si alzi un  altro
  deputato e legittimamente dice:  il mio centro storico cosa ha meno
  dell'altro? .
   Se   applicheremo   criteri,  nessuno  potrà   lamentarsi   perché
  altrimenti, rischiamo non soltanto e non tanto, di fare  una  nuova
  tabella  H,  ma  di fare una cosa dissennata e che non  produce  né
  l'economia  e  la ricchezza dell'investimento, né il  risultato  di
  favorire lo sviluppo turistico, così come avviene quando un  centro
  storico viene riqualificato.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,  in  primo luogo dichiaro  che anch'io  appongo  la  mia
  firma  al  subemendamento  1.1.5 che riguarda  il  risanamento  del
  centro storico di Ortigia, al subemendamento 1.1.6 che riguarda  il
  contributo  al  Comune  di  Noto per  il  recupero  del  patrimonio
  edilizio  e  al  subemendamento 1.1.7 che  riguarda  il  Comune  di
  Lentini  per  il  recupero del quartiere Roggio. In secondo  luogo,
  volevo  riflettere su quello che stiamo facendo, oggi,  in  Aula  e
  ripercorrere quello che è il testo del disegno di legge.
   Il  disegno  di legge, mi pare di ricordare - lo leggo  perché  ho
  l'impressione  che  tutti  qui dentro,  inseguendo  l'interesse  di
  bottega,  lo  abbiamo  dimenticato - è  una  norma  in  materia  di
  riserve in favore degli enti locali.
   Quindi,  stiamo  parlando  di  riserve  in  favore  degli  locali.
  Dovremmo parlare, quindi, dei diversamente abili; dovremmo  parlare
  di  progetti  di recupero sociale di chi è svantaggiato;   dovremmo
  parlare,  ad esempio, della polizia municipale che da mesi  aspetta
  che, finalmente, si possa approvare il disegno di legge fermo in  I
  Commissione   perché  non  c'è  la  copertura   della   commissione
   Bilancio  che, anziché andare a verificare i disegni di legge,  si
  sofferma, invece, ad inseguire queste chimere.
   Ad esempio, c'è il disegno di legge sulla violenza alle donne - lo
  dico al Presidente della Commissione Bilancio e all'assessore - c'è
  la  copertura finanziaria da anni, ma questo disegno di  legge  non
  arriva in Aula.
   C'è  il  disegno  di legge a favore degli oratori,  c'è  anche  la
  copertura finanziaria; ma questo disegno non arriva mai in Aula.  E
  invece,  s'è  fatta una nuova tabella H. L'odiata  tabella  H  che,
  attraverso  i  n del cuffarismo anaffettivo, negli  ultimi  anni  è
  stata  considerata come la tragedia della Sicilia,  come  la  forma
  peggiore  di  amministrazione che si è mai avuta,  invece  riemerge
  attraverso  questo  disegno di legge e riemerge attraverso  i  vari
  emendamenti che a seconda da chi vengono presentati, proprio perché
  partecipi  a  certi  modi, a certi pessimi modi di  fare  politica,
  vengono approvati o meno.
   Per  cui,  ribadisco, la provincia di Siracusa è stata  totalmente
  mortificata,  la  provincia  di  Siracusa  non  viene   considerata
  assolutamente. Eppure, proprio parlando dell'emendamento 1.1.5, che
  riguarda  il  contribuito al comune di Siracusa per il  risanamento
  del  centro  storico di Ortigia, vorrei ricordare che  in  sede  di
  approvazione   del  bilancio  la  somma,  già   misera,   è   stata
  ulteriormente diminuita e si era detto in quella occasione, eravamo
  in  Commissione  Bilancio , che alla prima occasione utile  saremmo
  almeno ritornati alla somma che era stata stanziata l'anno scorso e
  che   era   già  frutto  di  un'ulteriore  decurtazione   dell'anno
  precedente.
   Mi rendo conto  che abbiamo la memoria corta, mi rendo conto che è
  difficile  chiedere il mantenimento degli impegni e  della  parola.
  Qui  non  si trattava di nuove somme che devono essere destinate  a
  Ortigia e alla città di Siracusa, si trattava di ricompensare per i
  tagli  che erano stati realizzati l'anno scorso e per gli ulteriori
  tagli   che  questo  Governo  e  questa  maggioranza  hanno  voluto
  nell'approvare il bilancio del 2011.
   Allora, assessore Armao, io la invito a riflettere. Lei è uomo  di
  grande cultura, sa che Ortigia ha avuto origine qualche anno  prima
  della  città  di  Roma,  che  diversamente  dal  Governo  regionale
  siciliano si comportano nel Governo regionale del Lazio, lì i fondi
  per  Roma  capitale stanno arrivando, nessuno ha paura di andare  a
  consolidare un centro storico, quello romano che, mi consenta,  non
  ha nulla di più di quello della città di Siracusa.
   Oggi,  noi  non  chiediamo ulteriori finanziamenti per  una  legge
  speciale,  perché  le  ricordo  che la  prima  legge  speciale  sul
  recupero del centro storico  è quella di Ortigia. Noi non siamo qui
  con  il  piattino  a  chiedere l'inserimento in  questa  vergognosa
  tabella H; noi siamo qui a rivendicare i diritti di una città e  di
  un  popolo  che  anch'essa paga le tasse nella  regione  siciliana,
  anch'essa  ha  i  suoi  cittadini,  cittadini  italiani  e   quindi
  cittadini  siciliani  e  anche coloro i  quali  vivono  nel  centro
  storico  di  Ortigia  hanno gli stessi diritti di  coloro  i  quali
  vivono in altri centri storici.
   Proprio  perché  riconosco le grandi capacità  dell'assessore,  lo
  invito  a  rivedere quello che è successo nel bilancio 2010  e  nel
  bilancio 2011, a rivedere la sua posizione e a ridare alla città di
  Siracusa quello che le è stato tolto.
   La cosa migliore sarebbe stralciare totalmente questa tabella H  e
  affrontare  solo ed esclusivamente i problemi per il  quale  questo
  disegno di legge era stato fatto: pensare ai soggetti svantaggiati,
  bisognosi,   ai   diversamente  abili,   agli   anziani   e   fare,
  possibilmente, qualche serata che ha nome e cognome in meno.

   INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che  in
  questo  disegno di legge, in questa discussione c'è  un  errore  di
  fondo  e  l'errore di fondo consiste nel fatto che c'era una  legge
  che questo Parlamento aveva già finanziato in precedenza, che aveva
  già  votato, che è stato poi cancellata sic et simpliciter  da  una
  norma  che quella sì, effettivamente, non aveva senso e non seguiva
  alcun criterio.
   Questo Parlamento aveva già stabilito che la legge su Ragusa  Ibla
  che  oggi è in discussione, e che qualcuno anche il mio capogruppo,
  e non intervengo in contrasto con il mio capogruppo, ma soltanto ad
  integrazione perché condivido il principio che bisogna darsi  delle
  regole,  però, la regola quale era? La regola fondamentale,  questo
  Parlamento si era già pronunciato, aveva stabilito che quella legge
  andava  rifinanziata  e ad un certo punto viene  invece  cancellata
  dall'ordinamento  giuridico. Evidentemente, è  quello  l'errore  di
  fondo.
   Certo,  oggi   nel  momento in cui questa norma  viene  riproposta
  risorgono i problemi ancora una volta della territorialità,  ancora
  una  volta  delle  specificità. Però, io  invito  i  miei  amici  e
  onorevoli   colleghi,  in  particolare  l'onorevole  Vinciullo,   a
  considerare  il  fatto  che  evidentemente  il  legislatore   aveva
  ritenuto   che  ancora  oggi  la  legge  su  Ragusa   Ibla   andava
  rifinanziata  perché vuol dire che  l'obiettivo che il  legislatore
  si  era dato, che questo Parlamento si era dato nel momento in  cui
  fu votata quella legge ancora non era stato raggiunto.
   Allora,  porre il problema di Ortigia, porre il problema di  tutte
  le  altre bellezze monumentali, artistiche che ci sono nella nostra
  Isola  è  corretto,  è legittimo. Allo stesso tempo,  però,   vanno
  posti non in occasione del varo di una legge che vuole ripristinare
  ciò che il Parlamento aveva già stabilito, ma si fa chiaramente  in
  un  ragionamento  complessivo e si fa in  tempi  assolutamente  non
  sospetti.
   Oggi, sembra quasi che ci prendiamo tutti di invidia ed allora  se
  deve  essere rifinanziata Ragusa deve essere rifinanziata tutto  il
  resto  del  mondo.  Bene,  ci  sarà  tempo  per  stabilire  cosa  è
  opportuno,  se  la legge speciale su Ortigia va rifinanziata,  però
  questo  va fatto chiaramente in un programma complessivo in cui  il
  Governo,  ma  soprattutto  questo Parlamento,  può  lavorare  bene.
  Perché  anche quando il Governo dovesse, come io non ho  condiviso,
  dovesse  commettere  delle ingiustizie, degli errori,  come  quello
  della  cancellazione dell'ordinamento giuridico  del  finanziamento
  per Ragusa Ibla, questo Parlamento ha il potere di intervenire e di
  correggere l'azione del Governo.
   Quindi,   cari  colleghi,  oggi  non  è  questa  l'occasione   per
  dividerci,  per fare prevalere le specificità, perché sembra  quasi
  che si va avanti con un sentimento che è un sentimento di invidia e
  non di complessiva programmazione sul territorio.
   Allora,  andiamo  avanti  e  votiamo  questo  disegno  di   legge,
  ripristiniamo   un  principio  che  già  questo  Parlamento   aveva
  stabilito e quindi votiamo questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  Commissione,  pongo  in votazione il subemendamento  1.1.5.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli De Benedictis  ed
  altri,  il  subemendamento 1.1.6. Lo pongo in votazione. Il  parere
  della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, il subemendamento  di  cui  stiamo
  adesso  parlando riguarda un ulteriore contributo di un milione  di
  euro da destinare al patrimonio edilizio della città di Noto. Anche
  perché mi pare di capire che, alla fine, l'unica cosa che potremmo,
  come  provincia di Siracusa e come territorio impegnato come  tutti
  gli altri nel pagamento delle tasse a favore della regione Sicilia,
  l'unica cosa che possiamo portare a casa è questo contributo.
   Signor  Presidente, anche su questo io le chiedo il voto palese  e
  vorrei,  però, che non avvenisse come poc'anzi, nel senso  che  lei
  dimenticasse   la   richiesta  che  era  stata   fatta   da   parte
  dell'onorevole Bufardeci.
   Ognuno   di   noi   deve  assumersi  le  proprie   responsabilità,
  l'opposizione  è  chiamata   a  svolgere  questo  ruolo  nonostante
  qualche collega sia infastidito dal fatto che qui si parli. Perché,
  veda,   alcune esperienze degli anni  '20, e qualcuno vuole che  si
  ripetano,  ma  così non sarà e poi  c'è qualche collega  che  vuole
  trasformare quest'Aula in un luogo grigio. Dove  solo che chi  è  a
  favore  del  Governo,  solo chi sostiene manovre  vergognose,  come
  queste,  riesce  a parlare tutti gli altri, invece,  dovremmo  fare
  silenzio.
   E'  chiaro  che provo vergogna, non per me, ma per chi  pensa  che
  l'opposizione non dovrebbe albergare e non dovrebbe esistere in  un
  Parlamento e, di conseguenza, continuo a ribadire la volontà,  come
  rappresentante  del  territorio della provincia  di  Siracusa,  che
  venga  ritirata questa vergognosa tabella H e che le somme, invece,
  vengano  destinate alle finalità istituzionali, e non di  meno,  su
  questo contributo a favore del comune di Noto di cui come vede,  io
  sono più che favorevole, chiedo il voto palese.

   MARZIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente non
  solo  perché  l'ho  presentato,  intendo  annunciare  il  mio  voto
  favorevole,   e  utilizzo  la  dichiarazione  di  voto  per  questa
  considerazione: se c'è un elemento in questo disegno di  legge  che
  ha una sua ratio visto che il disegno di legge nasce per finanziare
  una  legge che riguarda un centro storico. Non c'è dubbio  che  uno
  dei  meriti  è la presenza di questo intervento di un   milione  di
  euro  per  il  centro  storico  di  Noto.  Avere  chiesto  che   si
  raddoppiasse questa cifra è, come dire, un elemento di condivisione
  di  questo  inserimento  e la possibilità di  avviare  un  percorso
  virtuoso  anche per la capitale del barocco siracusano che  assieme
  ad  Ibla  ed Ortigia fa parte di quel nucleo di città della Sicilia
  sud-orientale  che hanno consentito la dichiarazione di  patrimonio
  dell'umanità  per  sette delle nostre città.  Ecco  perché  insisto
  nella votazione e dichiaro il mio voto favorevole.

   PRESIDENTE.  E'  stata  avanzata una richiesta  di  votazione  per
  scrutinio   palese  nominale  dell'emendamento   1.1.6,    avanzata
  dall'onorevole Vinciullo.

    Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.1.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            48
   Votanti               45
   Maggioranza         23
   Favorevoli          19
   Contrari            26

                           (Non è approvato)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Si passa all'emendamento 1.1.7.  Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1.9.  Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  1.1.8,  a  firma  della  Commissione,
   sopprimere il sottocomma 1. bis .

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1 così come subemendato.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1,  nel testo risultante.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

   - dalla Commissione: A.3, A.4, A.5, A.8, A.7.1;
       - dal Governo A.2;
       - dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile: A.1.

   Si passa all'emendamento aggiuntivo A.3.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento aggiuntivo A.4.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento aggiuntivo A.5.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento aggiuntivo A.8.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'emendamento aggiuntivo A.2:
   «Alla  tabella  B  dello stato di previsione  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2011,  sono  apportate   le
  seguenti modifiche in migliaia di euro » e quindi viene specificato
  il tutto.

   PRESIDENTE. La Commissione si rimette all'Aula.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio  il
  mio voto contrario a questo emendamento che mi sembra assolutamente
  fuorviante, oserei dire anche assolutamente grave per lo  sport  in
  Sicilia.
   Noi  abbiamo un capitolo già irrisorio con una voce irrisoria  nel
  bilancio  che  destina  somme  per le  società  e  le  associazioni
  sportive siciliane per mantenerle in vita, sottraiamo a questo  200
  mila euro  e lo destiniamo ad una sola associazione sportiva; somme
  che  noi  abbiamo  già  destinato a quella  associazione  sportiva,
  quando  abbiamo  discusso la tabella H, credo che sia  la   Amatori
  Catania'  a memoria del capitolo.
   In  tabella H abbiamo già destinato ingenti risorse e praticato  a
  quella  società  sportiva  la stessa riduzione  fatta  a  tutta  la
  tabella  H,  cioè  del  10  per cento,  con  un  impegno  preso  in
  quest'Aula  che  le  somme  destinate ad  associazioni  sportive  e
  culturali venivano ridotte del 10 per cento.
   Adesso si sottraggono le somme alle associazioni sportive di tutta
  la  Sicilia  per recuperare non solo il 10 per cento, ma aumentarlo
  dell'altro 40 per cento, facendo venire meno le  scelte che  l'Aula
  ha   già  compiuto  e  colpendo  pesantemente  l'attività  sportiva
  regionale.
   Inviterei  il firmatario, non so di chi sia perché non riescono  a
  leggere la firma, a ritirare questo emendamento che a me pare suoni
  come un insulto all'Aula di questo Parlamento.

   ARMAO, assessore per l'economia. Ritiro l'emendamento A.2.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento A.1.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo ai voti. Chi è favorevole si  alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.7.1 della Commissione,  squisitamente
  tecnico.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  2   Disposizioni  finali .  Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Siamo già in fase di votazione. Non si può intervenire
  sull'ordine  dei lavori. Siamo fuori tempo massimo. Gli emendamenti
  si  dovevano  presentare  un  minuto  prima  della  chiusura  della
  discussione generale e voi lo presentate due ore dopo .

   CARONIA. Sono della Commissione.

   PRESIDENTE. Se ci sono emendamenti della Commissione,  adesso  non
  possiamo  farci  più  niente, perché siamo passati  alla  votazione
  dell'articolo 2, con il quale si chiude l'esame del testo, dovevate
  farlo presente prima.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
   Norme in materia di aiuti alle imprese, all'inserimento al lavoro
         di soggetti svantaggiati. Proroga di termini » (729A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge « Norme in materia di  aiuti  alle  imprese,
  all'inserimento  al  lavoro  di soggetti  svantaggiati.  Proroga  di
  termini» (729/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          58
                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
      Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditoria giovanile e
                    femminile in Sicilia » (730/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno   di   legge   «   Sgravi  fiscali   per   incentivare
  l'imprenditoria giovanile e femminile in Sicilia» (730/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            60
   votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          59
                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Onorevoli  colleghi,  prima di passare alla votazione  finale  del
  disegno  di  legge n. 729-Norme stralciate/A «Norme in  materia  di
  riserve  in  favore  degli enti locali», comunico  che  sono  stati
  presentati i seguenti ordini del giorno:

   n. 570  Iniziative in ordine alla istituzione del Comune di  Piano
  Tavola'  in  provincia  di  Catania , degli  onorevoli  Barbagallo,
  Forzese, Giuffrida e Galvagno;

   n.  572   Iniziative per la costituzione, come parte  civile,  dei
  Comuni  siciliani  nei processi contro la mafia ,  degli  onorevoli
  Pogliese, Falcone, Vinciullo, Buzzanca e Caputo;

   n.  573   Misure  in favore del Comune di Valderice  (TP) ,  degli
  onorevoli Lo Giudice e Savona;

   n.  574   Rinegoziazione delle risorse PAR FAS Sicilia 2007-2013 ,
  degli   onorevoli  Pantuso,  Di  Benedetto,  Panepinto,  Panarello,
  Galvagno, Ferrara, Marinello, Mattarella ed altri.

   Si  passa all'ordine del giorno n. 570,  Iniziative in ordine alla
  istituzione del Comune di  Piano Tavola' in provincia di  Catania ,
  a firma degli onorevoli Barbagallo ed altri.
   Il  Governo  è  disponibile  ed accettarlo  come  raccomandazione,
  Assessore?

   ARMAO, assessore per l'economia. Sì.

   PRESIDENTE.  Se  gli  onorevoli firmatari  non  hanno   niente  in
  contrario, è accettato come raccomandazione.
   Così resta stabilito.

   Si   passa  all'ordine  del  giorno  n.  572   Iniziative  per  la
  costituzione, come parte civile, dei Comuni siciliani nei  processi
  contro la mafia , a firma dell'onorevole Pogliese ed altri.
   Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 573  Iniziative a  favore  del
  comune  di  Valderice  (Tp) , a firma degli onorevoli  Lo  Giudice,
  Savona ed altri.
   Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Il Governo  lo  accetta   come
  raccomandazione.

   PRESIDENTE. Così resta stabilito.

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n.  574   Rinegoziazione  delle
  risorse  PAR  FAS  Sicilia  2007-2013 ,  a  firma  degli  onorevoli
  Panarello, Donegani ed altri.
   Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Su questo  ordine  del  giorno
  l'impegno del Governo è verso un uso pieno del PAR FAS,  laddove il
  Governo  nazionale ce lo consentisse. Il parere  è  favorevole,  ma
  purtroppo su questo è tutto fermo.

   LUPO.  Signor Presidente dichiaro di apporre la mia firma a questo
  ordine del giorno:

   PRESIDENTE. Invito gli uffici a prendere nota.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Norme in materia di riserve in favore degli enti locali» (n.
                        729-Norme stralciate/A)
   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Norme in materia di riserve in favore  degli
  enti locali» (n. 729-Norme stralciate/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            56
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          51
   Contrari             2
   Astenuti              2

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 5 luglio  2011,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Disciplina  in  materia  di  autorizzazioni  all'insediamento
  dell'esercizio cinematografico» (n. 621/A) (Seguito)
      Relatore: on. Buzzanca
   2)  «Costituzione  dell'istituto regionale per lo  sviluppo  delle
  attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito)
      Relatore: on. Caputo
                   La seduta è tolta alle ore 18.49
     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 21.15

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO   DI  LEGGE  N.  730/A   SGRAVI  FISCALI  PER  INCENTIVARE
  L'IMPRENDITORIALITà GIOVANILE E FEMMINILE IN SICILIA

     Emendamenti articoli aggiuntivi:

   Emendamento A.6:

  Al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 22 dicembre 2005,
  n. 19, dopo le parole  comma 3  è aggiunto il seguente periodo:  o
  altra  successivamente  operante nell'area strategica  servizi  di
  riscossione  dei  tributi a seguito del riordino delle  società  a
  totale   o   maggioritaria   partecipazione   regionale   di   cui
  all'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 .

  DISEGNO DI LEGGE N. 729 - NORME STRALCIATE/A  NORME IN MATERIA  DI
  RISERVE IN FAVORE DEGLI ENTI LOCALI

     All'articolo 1:

   Subemendamento 1.1.1:

  All'articolo  1  aggiungere  per consentire il  pagamento  all'ATM
  (ME)  delle obbligazioni relative agli anni dal 2003 al  2009,  la
  Regione  siciliana,  Dipartimento Bilancio, è  autorizzata,  quale
  anticipazione  della maggiore somma, ad erogare un  contributo  di
  2.280 migliaia di euro a carico del bilancio annuale 2011 .

   Subemendamento 1.1.8:

  Sopprimere il comma 1 bis.

   Emendamento 1.1.:

  All'articolo 1 sono apportate le seguenti modifiche:

  - dopo il comma 1 inserire il seguente:

   1 bis. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 11 maggio
  2011,  n.  7,  dopo  le parole  Conferenza regionale  -  autonomie
  locali    aggiungere   sentita  altresì  la  Commissione  Bilancio
  dell'Assemblea regionale siciliana. ';

  - al comma 3):

   -alla lettera a) la cifra  6.500  è sostituita dalla cifra  6.000 ;
  -alla lettera b) la cifra  400  è sostituita dalla cifra  600 ;
  -alla lettera c) la cifra  4.200  è sostituita dalla cifra  4.950 ;
  -alla lettera d) la cifra  5.000  è sostituita dalla cifra  4.750 ;
  -alla lettera e) la cifra   5.000  è sostituita dalla cifra
  S4.500 ;
  -alla lettera f) la cifra  2.000  è sostituita dalla cifra  1.750 ;
  -la lettera h) è così modificata:  Contributo al comune di Favara
  così ripartito: messa in sicurezza del centro storico nella misura
  di 1.000 migliaia di euro; sostegno agli asili nido del comune
  nella misura di 100 migliaia di euro ;
  -alla lettera j) la cifra  5.600  è sostituita dalla cifra  5.000 ;
  -alla lettera k) la cifra  17.500  è sostituita dalla cifra
   17.000 ;
  -alla lettera l) la cifra  12.500  è sostituita dalla cifra
   11.000 ;
  -la lettera m è così sostituita:  Finanziamento della riserva di
  cui al comma 9, dell'articolo 45 della legge regionale 12 maggio
  2010, n. 11, nella misura di 500 migliaia di euro. .
  -alla lettera o) la cifra  1.000  è sostituita dalla cifra  500 ;
  -alla lettera p) la cifra   2.500  è sostituita dalla cifra
   2.000 ;
  -la lettera q) è sostituita dalla seguente:  q) contributo ai
  comuni della provincia di Messina, per interventi derivanti dallo
  stato di calamità naturale per eventi meteorologici, dichiarato ai
  sensi dell'articolo 3 della legge regionale 18 maggio 1995, n. 42,
  con delibera della Giunta regionale n. 408 del 30 settembre 2009,
  nella misura di 400 migliaia di euro. .
  -- dopo la lettera r) sono aggiunte le seguenti:
       rr)     ai comuni è assegnata la somma di 2.000 migliaia  di
          euro  per  interventi  a  tutela dei  nuclei  ad  elevato
          quoziente   familiare,   tenuto   cono   di   particolari
          situazioni   di   bisogno  quali  la  nn  autosufficienza
          economica, la disabilità, la monogenitorialità.
       rrr)  contributo al Comune di Noto (SR) per la conservazione
          dei  valori  ambientali, architettonici ed artistici  del
          centro storico, per la misura di 1.000 migliaia di euro.
       rrrr)   contributo  al  Comune  di  Caltanissetta   per   il
          rifacimento  del  centro  storico  nella  misura  di  500
          migliaia di euro.
       rrrrr)  la  somma  di 150 migliaia di euro è destinata  alla
          copertura   degli  oneri  di  cui  ai   commi   7   e   8
          dell'articolo  6 della legge regionale 6  febbraio  2008,
          n. 1.

  - dopo il comma 4 ter aggiungere i seguenti:

    4 quater.  Alle  province,  per la realizzazione  dei  relativi
      servizi  socio-assistenziali  in  favore  dei  disabili,  per
      garantire   il   diritto  allo  studio,  è   assegnata,   per
      l'esercizio finanziario 2011, una quota pari a 4.000 migliaia
      di euro, a valere sui fondi assegnati alle province di cui al
      comma 1. .
    4 quinquies.   A  valere sui fondi assegnati alle  province  di
      cui  al  comma  1, alla provincia regionale di  Trapani,  per
      l'esercizio finanziario 2011, è assegnato un contributo nella
      misura di  2.800 migliaia di euro così ripartito:
      -  2.000  migliaia di euro, al fine di favorire  l'incremento
       dei  flussi  turistici dell'aeroporto  Trapani-Birgi  ed  il
       relativo  piano di promozione in conseguenza della  chiusura
       del    traffico    aereo    causata   dall'evento    bellico
       internazionale nel periodo marzo-aprile 2011;
      -  800  migliaia di euro per le saline ubicate nel territorio
       che  hanno subito danni alle strutture ed alla produzione  a
       seguito  degli  eventi  calamitosi  del  mese  di  settembre
       2009. .
    4 sexies. A valere sui fondi assegnati alle province di cui  al
      comma  1,  alla provincia regionale di Enna, per  l'esercizio
      finanziario 2011, è assegnato un contributo nella  misura  di
      1.200  migliaia  di  euro per il ripristino  e  la  messa  in
      sicurezza  della rete viaria provinciale di collegamento  fra
      Enna e Catania. .
    4 septies.
      1. Alla tabella B)  Stato di previsione della spesa  allegata
    alla  legge  regionale 11 maggio 2011, n. 8, sono apportate  le
    seguenti variazioni:

                                                   (importi      in
       migliaia di euro)

                  191301                                       2011
  2012                      2013
                                                         -    8.000
       0                            0

              191302                                           2011
       2012                      2013
                            +   8.000                             0
                           0 .

    4 octies.
       1.  Dopo il comma 8 dell'articolo 6 della legge regionale  6
     febbraio 2008, n. 1, è aggiunto il seguente:
        8  bis.  Il  trattamento economico determinato  secondo  il
     precedente    comma   7   spetta,   altresì,   ai   componenti
     dell'Ufficio   di  Segreteria  della  Conferenza   Regione   -
     Autonomie  locali nominati per un triennio con il decreto  del
     Presidente  della  Regione  n. 42  dell'1  marzo  2005  ed  il
     relativo  onere  grava  sugli specifici  impegni  già  assunti
     negli esercizi finanziari di riferimento.'.

     Emendamenti articoli aggiuntivi:

   Emendamento A.3:

   Al  bilancio  di  previsione della Regione per l'anno  finanziario
  2011  e  per  il  triennio  2011/2013 sono  apportate  le  seguenti
  variazioni:

                                  (importi in migliaia di euro)
   DIPARTIMENTO    UPB     DENOMINAZIONE      2011     2012     2013
   SEGRETERIA     1.2.    RICERCA                 97        -         -
  GENERALE        1.3.2  SCIENTIFICA
   DIPARTIMENTO   7.2.    FORMAZIONE             103        -         -
  REGIONALE DELLA 1.3.1  PROFESSIONALE
  FUNZIONE
  PUBBLICA E  DEL
  PERSONALE
   DIPARTIMENTO   4.2.    CAPITOLO 215704  -    -200        -         -
  REGIONALE   DEL 1.5.2  ACCANTONAMENTO 1001
  BILANCIO E  DEL
  TESORO

   Emendamento A.4:

  Al comma 4 dell'articolo 12 della legge 28 dicembre 2004, n. 17  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, le  parole   entro  il  31
  dicembre  2010  sono sostituite dalle parole  entro il 31 dicembre
  2011 .  Il  differimento  del  predetto  termine  vale  anche  per
  l'incidenza  del parametro di cui al medesimo comma 4  del  citato
  articolo 12 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, secondo
  le  modalità già assentite in sede di Conferenza Regione-autonomie
  locali. Il differimento del predetto termine produce effetti anche
  in  ordine  all'attività  gestionale  riconducibile  all'esercizio
  finanziario 2010 .

   Emendamento A.5:

  E' aggiunto il seguente articolo:  All'articolo 25, comma 1, lett.
  e)  della  legge 29 dicembre 2003, n. 21 sono aggiunte le seguenti
  parole    nonché   le   stabilizzazioni   effettuate   ai    sensi
  dell'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del D.L. 1 luglio 2009, n.  78
  della legge 3 agosto 2009, n. 102 .

   Emendamento A.8:

  All'articolo  2  della legge regionale 11  maggio  2011,  n.  7  è
  aggiunto il seguente comma:

   7.  Qualora,  a fronte delle somme eliminate ai sensi  dei  commi
  precedenti, sussista ancora l'obbligo della Regione e, nel caso di
  somme   eliminate   ai   sensi  del  comma  3,   sia   documentata
  l'interruzione  dei  termini  di  prescrizione,  si  provvede   al
  relativo  pagamento  con  le disponibilità   dei  capitoli  aventi
  finalità  analoghe  a quelli su cui gravavano  originariamente  le
  spese  o,  in  mancanza di disponibilità, mediante  iscrizione  in
  bilancio  delle  relative  somme, da  effettuarsi  con  successivi
  decreti  del  Ragioniere generale della Regione,  ai  sensi  degli
  articoli 26 e 27 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e successive
  modifiche ed integrazioni e dell'articolo 47 della legge regionale
  7 agosto 1997, n. 30 .

   Emendamento A.7.1:

   Al  comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 11 maggio  2011,
  n.  7,  dopo le parole  23 dicembre 2009, n. 191  sono aggiunte  le
  seguenti  , secondo le modalità di applicazione previste dal  comma
  2  dell'articolo 1 del decreto legge n. 2/2010, convertito  con  la
  legge 42/2010 .