Presidenza del vicepresidente Oddo
POGLIESE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
d'Agostino, Sulsenti, Vinciullo, Cimino, Catalano, Speziale,
Scammacca e Bonomo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1946 - Chiarimenti sull'istituzione del comune di Piano Tavola
in provincia di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario. Pogliese Salvatore
N. 1947 - Implementazione di fondi previsti dall'avviso FSER, asse
6, linea di intervento 6.2.2.2.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Falcone Marco
N. 1948 - Misure per far fronte alle inondazioni ed allagamenti
nella frazione Pantano Gelsari nel territorio di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1949 - Misure per impedire la penalizzazione degli studenti
ultradiciottenni, diversamente abili, negli istituti scolastici
superiori di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunicazione di decreto di nomina di componente
PRESIDENTE. Comunico che, con D.P.A. n. 347 del 29 giugno 2011,
l'onorevole Giuseppe SULSENTI è nominato componente della I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali', in
sostituzione dell'onorevole Riccardo Minardo, sospeso dalla carica
di deputato regionale.
Ne do lettura:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E
CONSIDERATO che, a seguito della sospensione dell'onorevole
Riccardo Minardo dalla carica di deputato regionale ai sensi della
legge n. 55/1990, risulta temporaneamente vacante il seggio dallo
stesso ricoperto nella I Commissione legislativa permanente Affari
istituzionali';
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare del Movimento per
le Autonomie (MPA) al quale l'onorevole Minardo apparteneva;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Giuseppe SULSENTI è nominato componente della I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali', in
sostituzione dell'onorevole Riccardo Minardo, sospeso dalla carica
di deputato regionale.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 29 giugno 2011
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Sgravi fiscali
per incentivare l'imprenditorialità giovanile e femminile in
Sicilia» (730/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede, quindi, al seguito della discussione del disegno di
legge n. 730/A «Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditorialità
giovanile e femminile in Sicilia», posto al numero 2).
Invito i componenti la II Commissione legislativa a prendere
posto nell'apposito banco.
Ricordo che la discussione era stata sospesa nella seduta di ieri
in fase di esame dell'emendamento aggiuntivo del Governo A.6.
Onorevole Savona, la Presidenza aveva chiesto il parere della II
Commissione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Il parere è
favorevole.
PRESIDENTE. Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento A6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato )
PRESIDENTE. Avverto che la votazione finale del disegno di legge
n. 730/A avverrà successivamente.
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di riserve
in favore degli enti locali» (729/A - Norme stralciate/A)
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge n. 729 - Norme
stralciate/A«Norme in materia di riserve in favore degli enti
locali», posto al numero 1).
Essendo la II Commissione già insediata, ha facoltà di parlare
l'onorevole Savona, presidente della Commissione e relatore, per
svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, in ossequio a quanto stabilito in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo predisposto il disegno
di legge n. 729, Norme stralciate/A in Commissione, al fine di
accelerare l'utilizzo delle riserve che avevamo in un primo momento
eliminato dalla finanziaria, quindi, ripristinando per cercare di
aiutare la Conferenza Autonomie locali-Regione affinché si possano
velocemente assegnare le risorse.
Su questo disegno di legge abbiamo predisposto una serie di misure
ed oggi, nella riunione di stamattina della Commissione Bilancio
abbiamo rivisto e preparato l'emendamento 1.1, che va a riscrivere
l'intero disegno di legge, stabilendo tutto quello che sarà
all'interno del COS che avevamo già previsto nel disegno di legge.
Abbiamo, pertanto, predisposto un testo nuovo che dovrebbe
contemperare tutte le fattispecie che erano già previste nel
vecchio ordinamento.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, le chiedo esclusivamente di
comprendere come procediamo su questo disegno di legge e siccome il
testo noi lo stiamo conoscendo, o meglio, io lo conoscerò quando
mi verrà distribuito, pertanto, volevo capire quali erano i tempi
assegnati per la presentazione degli emendamenti e come potevamo,
ognuno di noi, ogni deputato, intervenire anche con eventuali
emendamenti al disegno di legge e poter proporre delle modifiche.
Mi riservo di intervenire nel merito qualora si dovesse passare
alla discussione del disegno di legge. Anzi si è già deciso che se
ne discuterà e, quindi, interverrò successivamente.
PRESIDENTE. Onorevole Faraone, è stato incardinato il disegno di
legge. E' stata dichiarata aperta la discussione generale. Lei ha
già richiesto i termini per la presentazione degli emendamenti e,
quindi, valuteremo, anche rispetto a come si concluderà la
discussione generale, i termini per la presentazione degli
emendamenti e procederemo seguendo le regole.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, mi inserisco nel pieno della discussione generale.
Ritengo che noi stiamo affrontando un argomento assai delicato che
riguarda la stessa vita e la stessa sopravvivenza degli enti
locali.
Il percorso di questo disegno di legge è stato travagliato. Noi
abbiamo seguito, io ho partecipato anche ad alcuni lavori della
Commissione, abbiamo seguito come nel corso del confronto anche
alcune posizioni politiche erano state particolarmente acuite da un
atteggiamento che, poi, non ha convinto il popolo della libertà
perché, a fronte di un impegno che si era assunto in Commissione si
è visto, poi, stravolto l'intero impianto di questo disegno di
legge.
Ebbene, noi adesso ci rendiamo conto che facendo così, guardando
rapidamente il documento che abbiamo a disposizione che, ancora una
volta, le autonomie locali devono soccombere e devono soccombere a
vario titolo e in varie forme. Altri 76 milioni di euro, più o
meno, vengono sottratti da questo capitolo, da questa unione di
previsione di bilancio per poi magari, certamente intervenire per
alcuni settori che ritengo fondamentali ed importanti - penso alla
polizia municipale -. Ma vi è di più. All'interno di questo
documento vi sono, ahimè, figli e figliastri.
Vi sono comuni capoluogo rappresentati e vi sono comuni, invece,
capoluogo non rappresentati, tra questi vi è anche Messina.
Mi rendo conto che questo può nascere, non so, da esigenze che a
me sfuggono, ma vi è anche un altro problema che io voglio
sottoporre a questa Presidenza e all'assessore per l'economia.
Com'è noto a lei, Assessore, e com'è certamente noto alla
Presidenza, esistono anche dei debiti che la Regione deve saper
onorare e deve saper affrontare da Istituzione di altissimo profilo
quale è.
Sono debiti che in alcuni casi, qui, vengono affrontati ed
onorati, ma vi sono debiti che attengono al servizio dei trasporti
pubblici. Voglio sottoporre alla sua attenzione, signore Assessore,
sapendo che questo argomento lei lo conosce e che lo ha affrontato
anche con serietà, di questo gliene do atto, attiene al
trasferimento per l'Azienda trasporti municipalizzata di Messina
che, signor Presidente, lei certamente lo saprà, ha percorso
parecchi chilometri dal 2003 al 2009 e questi chilometri non sono
stati mai riconosciuti da questo Governo nonostante i tentativi del
sottoscritto, ma anche degli altri parlamentari messinesi tutti,
nessuno escluso.
Abbiamo tentato nel corso della scorsa finanziaria di mettere
all'ordine del giorno questo argomento e si è poi inteso trasferire
questo paradossale errore del Governo regionale ad una specifica
legge di settore. Ebbene, la IV Commissione questo ha fatto, perché
quel contributo per i chilometri che sono stati percorsi nel corso
del 2003-2004-2005-2006-2007-2008 e 2009, oggi rischiano di
paralizzare un trasporto essenziale come il trasporto pubblico
nella città di Messina.
Io ho consegnato questa riflessione al presidente della
Commissione Bilancio, onorevole Savona, l'ho consegnata al nostro
assessore Armao, adesso voglio consegnarla a lei, alla Presidenza,
spero che lei mi ascolti, signor Presidente, perché se non si
riesce a risolvere questo problema, che comporta per le casse
dell'Azienda trasporti municipalizzata di Messina una grave
questione di sopravvivenza, noi rischiamo, da qui a qualche mese,
non solo di interrompere il trasporto pubblico locale, ma rischiamo
anche di andare incontro a veri disordini sociali.
Mi torna ancora in mente il 2008, quando intervenne per risolvere
la questione il Governatore della Regione siciliana , onorevole
Raffaele Lombardo, e in quell'occasione il Presidente assicurò un
suo autorevole intervento, che per la verità fu molto superficiale,
perché si è concesso al Comune di Messina - ma questo era fin
troppo ovvio che potesse essere messa in atto - la possibilità di
accedere alle anticipazioni per circa 7 milioni di euro, da
rimborsare in tre anni.
Questo ha aggravato ancor di più la condizione dell'azienda ed
oggi noi abbiamo la possibilità, in Aula, di riconoscere ciò che
andava riconosciuto circa dieci anni fa, otto per la precisione.
Esiste la legge votata dalla IV Commissione, aspettiamo la
copertura finanziaria.
Si può ipotizzare una copertura finanziaria, intanto, per questo
esercizio. E la somma è stata quantizzata in circa 2 milioni 280
mila euro: lo dobbiamo avviare questo percorso signor Presidente
E' una profonda ingiustizia, perché nel momento in cui non si
riconosce il contributo per il ferrato' per il semplice fatto che
non vi è stata la lungimiranza da parte del legislatore nel cercare
di quantizzare i cosiddetti costi standard, si è messa in
ginocchio un'azienda e questo non mi pare sia possibile.
Confido nell'assessore per l'economia e confido nella Presidenza
perché possano affrontare seriamente questo problema e possano
portarlo a soluzione.
FARAONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, reputo
indispensabile che questo disegno di legge venga approvato, quindi
parto da questa premessa essenziale per dire che non c'è, da parte
mia, alcun atteggiamento ostruzionistico sull'approvazione del
disegno di legge, perché so bene che molti bilanci, di molti comuni
sono improntati e sono fatti su questo di segno di legge, sulla
disponibilità delle risorse che questo disegno di legge metterà a
disposizione dei singoli comuni.
Ciò che chiedo, però, signor Presidente, è che il disegno di legge
abbia un'evoluzione nella sua elaborazione che tenga conto di non
tirare la coperta da un lato e scoprire dall'altro, creando caos e
disagi in enti locali dove, in questo momento in cui i bilanci si
fanno con l'euro in più e l'euro in meno, si possono generare - ed
io lo posso testimoniare per il comune di Palermo - addirittura
dichiarazioni di squilibrio da parte del ragioniere generale del
mio comune, che sappiamo benissimo essere un comune male
amministrato, anche dal mio punto di vista, ma il fatto che il mio
comune sia male amministrato non mi esime dal denunciare una
condizione di eventuale squilibrio al bilancio del comune di
Palermo, qualora questo disegno di legge passasse nella
composizione e nell'elaborazione che, in questo momento, viene
fuori dalla Commissione Bilancio.
Per cui, l'avvertimento che faccio, in conseguenza del quale le
chiedo e le ho chiesto i termini di scadenza per la presentazione
degli emendamenti, è per evitare il fenomeno attraverso il quale
risolviamo un problema ed un'emergenza, creandone altri. Dico ciò
perché in quell'emendamento e nel disegno di legge ci sono
effettivamente opere ed emergenze necessarie ed indispensabili,
l'aeroporto di Comiso, Favara, Agrigento, cioè tutte questioni che
reputo fondamentali ed indispensabili. Però, stiamo attenti nel
trattare il disegno di legge e nel dare il tempo ad ognuno di noi
di presentare emendamenti non ostruzionistici, ma con un
atteggiamento assolutamente costruttivo - almeno per quello che mi
riguarda - per evitare che si creino problemi risolvendone altri ed
anche per evitare che vi sia un atteggiamento da parte di
quest'Assemblea, che dovrebbe rappresentare complessivamente la
Sicilia, in cui ci possa essere un deputato magari più bravo e più
svelto nella presentazione di un emendamento, che rappresenta una
comunità che, invece, crea condizioni di difficoltà per altri enti
locali.
Per cui, affrontiamo questo disegno di legge con assoluta
serenità, evitiamo di creare condizioni di disagio. Do un
avvertimento - io ho anche il ruolo di consigliere comunale a
Palermo -, noi stiamo discutendo, proprio in questi giorni, il
bilancio e questo disegno di legge per il comune di Palermo, la
città più grande della Sicilia, risulta essere indispensabile per
l'assoluta carenza di risorse economiche. Uno, due, tre, quattro
milioni generano lo squilibrio o meno nel bilancio del comune.
Abbiamo delle vertenze, ad esempio GESIP, su cui il Governo
nazionale ha anticipato cinque milioni di euro al comune che
bisognerà restituire al Governo nazionale entro il 31 dicembre;
ebbene se non dovesse essere approvato questo disegno di legge il
comune di Palermo avrebbe un avanzo di circa tra i dodici e i
quattordici milioni di euro, se passasse questo disegno di legge,
invece, le risorse destinate al comune sarebbero notevolmente
inferiori, se non addirittura zero.
Per cui, ha fatto bene il ragioniere generale del comune a non
mettere nel bilancio revisionale quelle risorse, ma è anche vero
che se dovesse passare il disegno di legge per come è oggi, domani
il ragioniere generale scriverebbe una lettera di dichiarazioni di
squilibrio.
Dichiarazione di squilibrio vuol dire che il Consiglio comunale
dovrà trovare le risorse per riadeguare il bilancio, ma se quelle
risorse non ci saranno la dichiarazione di squilibrio significherà
anche il dissesto economico del comune di Palermo, anche per
qualche milione di euro.
Quindi, stiamo attenti. Io vorrei, con il Presidente della
Commissione, con l'assessore Armao e con i deputati che lo
ritengono necessario, anche studiare degli emendamenti o dei
subemendamenti all'emendamento predisposto dalla Commissione per
evitare che si creino problemi di questo genere.
Quindi, è per me indispensabile capire qual è l'atteggiamento del
Governo, qual è l'atteggiamento del Presidente e, soprattutto,
conoscere i tempi di presentazione degli emendamenti che - ripeto -
non sono, come ho sentito minacciare da alcuni deputati, migliaia,
ma sono alcuni per evitare alcuni guasti sul disegno di legge che,
comunque, reputo importante che venga approvato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
dovremmo metterci d'accordo su alcuni punti fermi. E' ovvio che
faccio questo ragionamento a me stesso e non a lei che potrebbe
essermi maestro, ma il Regolamento m'impone di rivolgermi alla
Presidenza. Quindi, il lei è retorico.
Penso che questa, signor Presidente, intanto non sia una legge di
bilancio. La norma che affrontiamo oggi non è una legge di
bilancio, non è una finanziaria, non è, signor Presidente, una
tabella H o come dir si voglia, cioè non è una norma in cui si
debbano misurare gli aspetti più deteriori dell'andazzo politico-
amministrativo di questi ultimi anni e non è una legge omnibus
Questa è una norma che, in qualche modo, ripristina qualche torto
e rimarca l'attenzione su alcuni aspetti. Io almeno ne ho colti tre
fondamentali: uno che riguarda il welfare della nostra Sicilia, uno
che riguarda la Sicilia che crolla, che crolla a pezzi e non
vorrebbe crollare, ed un terzo segnale di attenzione è rivolto al
sistema aeroportuale siciliano, con le due polarità Sicilia
occidentale e Sicilia orientale, con gli aeroporti di Trapani e di
Comiso.
Credo che se non procediamo, tra l'altro velocemente, alla
votazione di questa norma e ce la portiamo molto alle lunghe e la
trasformiamo in una tabella H, ci prendiamo una responsabilità
enorme, perché la Sicilia che crolla non è il risultato di piccole
comunità, riguarda milioni e milioni di persone. I sistemi
aeroportuali riguardano milioni e milioni di persone. Tra l'altro,
questa norma sblocca i bilanci di centinaia e centinaia di comuni.
Lo dico a me stesso, signor Presidente, non mi permetto di dirlo a
lei.
Penso che più velocemente chiudiamo questa norma più, con ogni
probabilità, sottoscriviamo una norma buona per la Sicilia.
Mi rendo conto che non c'è la possibilità di fare entrare di tutto
e di più, ma non è questa né la sede né il luogo giuridico-
legislativo per altri tipi di ragionamento. Quindi, naturalmente,
pur nel legittimo pluralismo e nel rispetto dei regolamenti, invito
la Presidenza, invito l'Assessore, invito la Commissione a non
trasformare questa norma in un campo libero perché veramente ci
rimettiamo la faccia di fronte a milioni e milioni di cittadini
siciliani.
Lasciata così com'è, con qualche lieve aggiustamento, che non
escludo che possa essere necessario, è una buona norma.
Trasformarla in una tabella H sarebbe un disastro, dal quale non si
salverebbe nessuno. Quindi, per citare i Promessi Sposi e il
cardinale Ferrer, signor Presidente: adelante , veloce, ma con
giudizio
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Campagna. Ne ha
facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che
l'attenzione è stata massima quando si è discusso questo disegno di
legge e questo emendamento in Commissione Bilancio. In Aula,
diciamo che poco importa
Inizio col dire, signor Presidente, che anch'io sono affezionato a
questo disegno di legge perché è giusto ed è corretto che vada
avanti perché i comuni devono chiudere i bilanci che non possono
chiudere.
Però, signor Presidente, ci sono alcune cose che non capisco. E,
allora, chiedevo a qualche collega forse sarà un'altra tabella
H? . No, ma quale tabella H , mi dice il collega.
Perché ci sono alcune cose, signor Assessore, che non capisco e
non so a cosa si riferiscono, oltretutto, perché quando in alcune
voci, 2, 4, 6 voci, dalla lettera a) alla lettera f), del comma 3,
alcune voci, mi dicono, sono state diminuite perché bisogna che si
faccia quadrare il cerchio. Alcune sono diminuite e due voci si
aumentano e poi vado avanti, il comune di Favara, 100.000,00 euro
per il gli asili nido, scusate colleghi, di cosa stiamo parlando?
Non è un'altra Tabella H?
Chiamiamola magari con un'altra lettera, tabella I
Onorevole Faraone, lei in Commissione Bilancio non c'è,
evidentemente, ma nemmeno io ci sono in Commissione Bilancio.
Ebbene, signor Presidente, annuncio, insieme al collega Faraone e
ai colleghi di Palermo, tutti i colleghi di Palermo, di tutti i
partiti, firmiamo gli emendamenti, gli emendamenti che servono a
tutelare la città di Palermo e voi colleghi che ogni giorno restate
a Palermo, almeno tre giorni, quattro giorni alla settimana,
pensateci pure voi. Un attimo di attenzione
Come diceva il collega Faraone, noi siamo in fase di approvazione
di bilancio, signor Presidente, non lo possiamo fare il bilancio
perché non possiamo chiudere il cerchio.
Da qui a quindici giorni la città sarà messa a ferro ed a fuoco ed
anche voi colleghi sarete chiamati a rispondere perché, anche voi,
non potrete circolare in città e questa è l'occasione per fare
qualcosa per il Comune di Palermo dove vivete tre giorni la
settimana.
Collega Faraone, facciamo gli emendamenti. Facciamoci la nostra
battaglia.
Io credo che i colleghi risponderanno perché non possono non
rispondere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questo
disegno di legge vada correttamente ricollocato nella sua cornice e
per questo bisogna, sicuramente, fare un passo indietro e discutere
dei criteri di trasferimento delle somme agli enti locali.
Fino a qualche anno fa esistevano, nei criteri di trasferimento,
delle riserve di legge, riserve che non erano frutto di capriccio,
frutto di privilegi che venivano riconosciuti ai piccoli comuni,
bensì nascevano dalla consapevolezza che rispetto a certi servizi a
domanda individuale, che rispetto a certi servizi indispensabili
per i comuni, vedi gli asili nido, vedi i trasporti per le scuole
medie secondarie, vedi anche i disabili, considera anche ulteriori
esigenze che nei piccoli comuni sono indispensabili e riguardano,
per esempio, i minori, era considerato un costo iniziale comune,
univoco, uniforme, sia per il piccolo che per il grande comune. Per
cui la riserva consentiva di superare quel deficit, quel gap di
trasferimento legato agli abitanti e al territorio.
Allora, la riserva era un modo per riconoscere al piccolo comune
la possibilità di sopravvivere e di garantire all'interno del
proprio bilancio quei servizi indispensabili che ho citato, dagli
asili nido, ai trasporti, ai minori, ai disabili.
Queste riserve sono state, ahimè, su proposta dell'onorevole
Cracolici, nella finanziaria passata, eliminate con un emendamento.
Però, la Commissione Bilancio, tutto il Parlamento, è stato
chiamato a rivisitare questo aspetto ed il ritorno alle riserve
nasce da questa naturale considerazione, che senza queste riserve i
piccoli comuni non potranno fare i bilanci.
Allora, come superare le criticità che pongono correttamente anche
i deputati, tra cui qualcuno è anche consigliere comunale di
Palermo, ma che ritengo debbano coinvolgere l'intera Aula rispetto
al problema Palermo.
Il problema posto è serio, però è serio fino ad un certo punto,
onorevole Faraone. Se noi considerassimo che votando questo
disegno di legge a Palermo arriverebbero più di tre milioni
rispetto allo stanziamento dell'anno precedente, riterremmo che già
i grandi comuni sarebbero così remunerati e ristorati per quelle
che sono le esigenze organizzative e funzionali. Per cui, mi pare
un po' assurdo pensare che il grande comune venga penalizzato da
questo disegno di legge. Sarebbe cosa assurda quella di non votare
questo disegno di legge. Con un espediente al comune di Palermo
arriverebbero sì 16, 17 milioni in più ma che verrebbero tolti ai
piccoli comuni per i quali risultano indispensabili e fondamentali.
Allora, se ci vuole consapevolezza e responsabilità siamo chiamati
tutti a questo ragionamento. I grandi comuni riceveranno
sicuramente dei trasferimenti in più rispetto agli anni precedenti,
ivi compreso il comune di Palermo. Il ripristino delle riserve
risulta indispensabile e fondamentale per i piccoli comuni per fare
quadrare bilanci relativamente a servizi indispensabili e
fondamentali.
Pertanto, invito tutti i colleghi ad un senso di responsabilità e
ad andare avanti speditamente per votare questa legge stasera
perché tutti gli amministratori, tutti i comuni della Sicilia
aspettano questa norma per poter avviare il varo dei bilanci
comunali.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
credo che stasera l'Aula abbia due esigenze, una è quella di
procedere speditamente nell'approvazione di questo disegno di
legge, l'altra è quella forse di fare un po' più di sintesi.
Infatti, onorevoli colleghi, ci eravamo dati un impegno in
Commissione Bilancio che era quello di dover correggere un errore,
diciamola tutta, che si è fatto in finanziaria; per la fregola e
per la fretta che abbiamo avuto di approvare una finanziaria molto
snella, abbiamo avuto e abbiamo determinato delle dimenticanze che,
alla fine, hanno posto quasi tutti gli enti locali della Sicilia in
grave difficoltà.
Quindi, per correggere queste vacatio, queste dimenticanze, questi
errori, abbiamo detto ritroviamoci in Commissione Bilancio e
facciamo una norma che ristabilisca le riserve, quelle ritenute
necessarie per gli enti locali onde evitare che gli enti locali si
trovino in dissesto finanziario o possano cadere, sprofondare in
una crisi finanziaria di conseguenze e di portate notevoli'.
E invece, purtroppo, dobbiamo constatare che è stato fatto un
primo disegno di legge, una prima norma che andava collegata al
disegno di legge degli appalti che poi è stato approvato, per poi
invece stralciare quella norma e farne un disegno di legge a parte.
Ebbene, siamo qua, la settimana scorsa siamo arrivati, dopo un
primo varo in Commissione Bilancio, e ci siamo accorti che c'era un
disegno di legge che ripristinava le riserve per gli enti locali.
Ad un certo punto, però, dobbiamo dire che questo disegno di legge,
forse, è stato un poco sovraccaricato di qualche riserva che tale
non è, o meglio stiamo finanziando cose legittime ma che non hanno
nulla a che vedere con le riserve.
Assessore Armao, credo che forse, oggi, qualche lamentela di
qualche collega parlamentare riguarda il fatto che stiamo mettendo
soldi, stiamo sottraendo soldi agli enti locali per finanziare cose
importanti, per l'amor di Dio, ma cose specifiche che avremo potuto
fare con gli investimenti.
Allora, ecco perché, purtroppo, si creano dei vulnus' in questo
momento, ecco perché qualche collega parlamentare chiede i termini
per la presentazione degli emendamenti, affinché non si proceda in
maniera spedita, perché diversamente, quali sarebbero i problemi,
nessuno io penso, potremo invece andare in maniera spedita come è
l'auspicio di chi vi parla.
E allora, non so se sarà necessario magari un momento di
riflessione ulteriore, perché se è possibile, assessore Armao,
innanzitutto già stasera spero che lei dia l'input al suo ufficio
per sbloccare la prima trimestralità agli enti locali che stanno
boccheggiando,;siamo arrivati a luglio e ancora non abbiamo pagato
la prima trimestralità, così come la finanziaria voleva, agli enti
locali.
Questo è il primo passaggio che questo Parlamento deve chiedere
al Governo; questo primo impegno, ma non è un impegno fra un mese,
ma un impegno per domani mattina, o meglio oggi, attualmente, in
questo momento.
Seconda cosa, secondo me, questa per la speditezza dei lavori, se
c'è un momento, se c'è qualcosa che ancora deve essere limata,
limiamola, non casca il mondo per trovare la sintesi, facciamo un
maxiemendamento, ci sono altri emendamenti, mi pare; che il Governo
si carichi un maxiemendamento e stasera stessa possiamo eliminare
degli errori e varare una norma per cui agli enti locali, ai comuni
ed alle province diciamo questa è una norma nell'interesse vostro,
ma anche nell'interesse della nostra Sicilia .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scoma. Ne ha
facoltà.
SCOMA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare di
ribadire le cose già dette sia dall'onorevole Faraone che
dall'onorevole Campagna e per dare seguito anche all'intervento
dell'onorevole Dina, non posso che esprimere il mio dissenso al
disegno di legge 729-Norme stralciate/A che porta una
discriminazione forte negli interessi di altri comuni della Regione
siciliana che, in questo momento, versano in condizioni di bilancio
veramente disastrate.
Non posso che notare certamente che le somme destinate al comune
di Palermo siano insufficienti, per quanto mi riguarda, per sanare
tutte le difficoltà finanziarie in cui, in questo momento, si trova
il Comune e non posso che chiedere o di rispedire il disegno di
legge in Commissione o di trovare copertura agli emendamenti che mi
sto approntando a presentare in modo da lenire, almeno, il disagio
più importante che abbiamo che è quello di far fronte
all'indisponibilità di risorse finanziarie per la Gesip e, quindi,
chiedo che il contributo previsto di tre milioni di euro venga
portato almeno a cinque milioni in modo da coprire un altro mese di
risorse finanziarie indispensabili a pagare gli emolumenti dei
dipendenti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Bufardeci vediamo se possiamo procedere in questa
maniera: questa sera chiudiamo la discussione generale su questo
testo, votiamo il passaggio agli articoli, facciamo la votazione
finale sul disegno di legge 730/A Sgravi fiscali che è già
concluso, 729/A Norme in materia di aiuti alle imprese e
all'inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati , votiamo
l'ordine del giorno che riguarda l'autorizzazione a promulgare la
legge, per quanto concerne la parte impugnata, quella della riforma
sugli appalti, per intenderci - poi leggeremo le parti in maniera
formale - e, dopodiché, fissiamo il termine per la presentazione
degli emendamenti - ed è necessario farlo perché è stata sollevata
la questione del termine della presentazione degli emendamenti e
non possiamo fare altrimenti - ed andiamo a martedì prossimo,
fissando il termine della presentazione degli emendamenti, su
questo testo, per domani sera alle ore 20.00.
Se non sorgono osservazioni, ritengo possa essere una buona
soluzione.
Comunico che considererò chiuse le iscrizioni a parlare a
conclusione dell'intervento dell'onorevole Bufardeci, quindi, gli
onorevoli che intendono intervenire lo chiedano entro la
conclusione del suo intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo, a
nome del gruppo di Forza del Sud per evidenziare alcune
circostanze.
Credo che la scelta di rinviare per dare il tempo più che
legittimo per la presentazione degli emendamenti e rinviare a
martedì prossimo, sia una cosa condivisibile, anche perché credo
che una riflessione su questo testo vada fatta e spiego il perché.
Va fatta perché questo disegno di legge è figlio del fatto che la
finanziaria che abbiamo approvato qualche mese addietro, era
chiaramente incompleta. Era lacunosa. Molte vicende e molte
questioni importanti per la sopravvivenza dei Comuni, innanzitutto,
non vennero trattate. Troppe questioni sono rimaste non esitate e,
quindi, siamo qui a discutere di un disegno di legge, per altro se
vogliamo, per una misera, meno di ottanta milioni di euro, cioè una
briciola, rispetto a quello che è l'importo complessivo del
bilancio della Regione.
Proprio così, onorevole Calanducci. Ottanta milioni di euro, per
quello che è il bilancio della Regione siciliana, oltre sedici
miliardi di euro, capisce bene, è una goccia
Siamo qui ad accapigliarci per questa goccia perché quella
finanziaria non diede risposte alle esigenze e lasciò una coperta
troppo piccola per coprire le esigenze dei minori, dei disabili.
Lasciò troppe gambe scoperte, per quanto riguardava troppe esigenze
del territorio e, come sempre avviene, poi inevitabilmente, oggi
siamo qui ad accapigliarci per le miserie, andando a grattare sulle
piccole cifre.
Io credo che noi, anche in un momento qual è quello della crisi
finanziaria e della difficoltà finanziaria, dobbiamo assegnarci dei
criteri. Vedete, non è possibile che si assegnino delle somme sulla
pressione del singolo parlamentare, senza tenere conto dei criteri
di cornice.
Io, non per uno spirito di appartenenza, dico: fatemi capire, ma
la legge su Ortigia cosa ha meno della legge su Ibla? Fatemi
capire?
Lo dico da sindaco di Siracusa che ho fatto per due mandati.
Informo questa
Assemblea che quella legge che fu un'ottima legge e che ha aiutato
la rinascita del nostro centro storico, patrimonio dell'umanità, è
ferma nella sua applicazione alle istanze dei cittadini dell'anno
2000. Siamo indietro di oltre dieci anni, per dare contributi ai
cittadini di Siracusa che hanno avanzato istanza per utilizzare i
fondi, perché diamo un milione, un milione e mezzo ogni tanto e,
siccome mediamente, ogni anno, sono pervenute istanze per cinque,
sei milioni, capite bene che, ogni anno, paghiamo circa un terzo o
un quarto di quella che è la necessità.
E' ovvio che plaudo e faccio mia l'iniziativa per il centro
storico di Noto, altro patrimonio dell'umanità, giardino di pietra
straordinario del barocco, non soltanto siciliano, ma ribadisco,
universale.
E' evidente che ci dobbiamo assegnare dei criteri, perché se non
assegniamo dei criteri, anche la conferenza Regioni-Autonomie
locali funziona male, in quanto, evidentemente, l'Assessore alle
autonomie locali, la dottoressa Chinnici, è limitata nella gestione
del proprio fondo rispetto alle necessità che chiaramente reclama
il mondo delle autonomie.
Anche per una esperienza importante che ho fatto come Presidente
dell'ANCI, dico che la prima salvaguardia che doveva curare il
nostro bilancio era quello del Fondo delle autonomie.
Con questa legge stiamo sostanzialmente garantendo i comuni fino a
5 mila abitanti, cosa buona e giusta, hanno già subito grandi
limitazioni e grandi riduzione, quindi è un aumento serio e
consistente - ed è cosa buona e giusta - e così purtroppo non è
nei numeri, ma tutti i comuni da 5 mila in su, penso ai comuni
montani, penso ai comuni che hanno vocazione turistica, penso ai
comuni che devono in questo periodo, ora, con l'estate, programmare
le stagioni, le manifestazioni, gli spettacoli, gli elementi e gli
eventi che possono attrarre, hanno una decurtazione importante.
Per essere chiari, il mondo delle autonomie, tolti i comuni fino a
5 mila abitanti, subisce una decurtazione di circa il 26 per cento
che è limitata soltanto dalla quota per investimenti, circa 75
milioni di euro, e poi vivrà, dalla verifica che ci sarà a fine
anno, delle somme che sono già assegnate, per esempio, per le
anticipazioni sulla raccolta dei rifiuti e sul conferimento dei
rifiuti, ma anche in questo caso, anche qualora tutte le somme
andassero poi a vantaggio degli enti locali perché non impegnati,
gli enti locali, le autonomie locali oltre i 5 mila abitanti
subiranno, comunque, una decurtazione significativa.
Quindi, ritengo che questo disegno di legge tenti di mettere una
pezza a tante dimenticanze e a tante lacune , rilevo che questa
pezza ancora una volta è un rattoppo troppo piccolo per le
necessità dell'Isola e questa pezza è troppo piccola anche perché
non è frutto di un criterio omogeneo ed oggettivo da spalmare su
tutti i comuni o sulle fasce dei comuni secondo un criterio di
popolazione, di ubicazione, di vivicittà del territorio sia esso
portuale, sia esso montano, sia esso collinare, sia esso turistico
o meno, sia esso insulare come nel caso delle isole minore e,
quindi, tutto questo nuoce alla nostra Regione, nuoce agli enti
locali e nuoce anche questa corsa a cercare di accaparrarsi i 100
mila euro per favorire questo o quel territorio.
Credo che sarebbe stato più serio e sarebbe più serio anche oggi
eventualmente, nella ristrettezza delle risorse che condivido,
applicare almeno un criterio unico, perché non capisco, ribadisco,
perché Ibla debba mantenere nella sostanza l'importo originario e
altri territori che nulla hanno da invidiare alla meraviglia di
Ibla devono, invece, subire una decurtazione di circa l'80 per
cento, come nel caso di Ortigia.
Facciamo un poco di chiarezza e credo che questo possa mitigare i
guasti di una coperta, comunque, troppo corta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare gli
onorevoli Ragusa, Panepinto, Adamo, Leanza Nicola, Maira e dichiaro
chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che bisogna
andare avanti in modo spedito e chiaro perché stasera questa
maggioranza si assume una grande responsabilità.
Dopo aver perso almeno 15 giorni di rinvio in rinvio, ad alcuni
miei colleghi sfugge un particolare importante su questa norma
che passa con l'auspicio della Seconda commissione: o questa
politica siciliana vuole veramente diventare seria e
consequenziale, intercettando le esigenze dei territori, perché
questa norma, vorrei ricordare a tutti, non permetterà, se non la
facciamo stasera o domani, di non trasferire emolumenti ai comuni
che hanno una necessità enorme perché sono tutti i giorni
assediati di soggetti indigenti che cercano sovvenzioni; o non
basta o non sono bastati gli esempi nazionali dove giovani si
accalcano nelle piazze senza che nessun partito li chiami, ma basta
passarsi un sms velocemente o una e-mail per protestare contro
questa politica sorda che non vuole capire che i territori hanno
bisogno.
Non è necessario il rinvio e se questa maggioranza esiste in
quest'Aula è bene che vada avanti, se non c'è che la dichiari; non
occorre che ogni deputato venga qui a reclamare particolarità per
i propri territori perché noi siamo qui chiamati a fare l'interesse
generale di una Sicilia che in questo momento ci chiama all'appello
e che ha bisogno e non si può restare sordi a quest'appello.
O questa maggioranza ha le carte in regola per andare avanti o
dichiari il proprio fallimento e, quindi, non c'è bisogno di
rinviare, la prego di andare avanti e chi non si sente in grado di
portare il peso della responsabilità di questa maggioranza può
anche uscirsene fuori.
Noi condividiamo questo Governo tecnico, portiamo avanti questa
norma e la voteremo come partito stasera o al massimo domani,
signor Presidente, non provi a rinviare, la prego, di un'altra
settimana questa norma perché non saremmo in grado di presentarci
sui territori da cui proveniamo. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
professore Armao, devo dire prima di martedì, che mi pare sia il
termine per la presentazione degli emendamenti ..
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, per la presentazione degli
emendamenti abbiamo già deciso per domani sera alle ore 20.00,
martedì si tratta tutto l'articolato e si procede.
PANEPINTO. Benissimo, questo significa che arriveranno, penso,
almeno 400 emendamenti ed è chiaro, caro Presidente, cari colleghi,
che di questo testo non resterà nulla, sarà una delle tante
occasioni mancate e, siccome, tutti gli emendamenti avranno la loro
legittimazione e tutti cercheranno di rappresentare un bisogno, una
esigenza, una emergenza di uno dei 380 Comuni siciliani, non
resterà nulla di questo testo che, voglio ricordare a me stesso,
prima che diventasse disegno di legge era una norma da inserire,
per una disposizione della Conferenza dei capigruppo, nella legge
sugli appalti.
Ognuno di noi ha inondato la stampa locale e non di comunicati
stampa, annunciando il recupero del centro storico di Agrigento e
l'emergenza al centro storico di Favara; io per esempio, onorevole
Bufardeci, voglio ricordare con quanto accorato impegno l'onorevole
Cimino ha difeso la norma a sostegno del centro storico di
Agrigento, ma lo stesso vale per le altre norme che qui in questo
testo sono incluse o le previsioni pensate.
Quindi alla fine, cari colleghi, di tutto questo grande lavoro
non resterà nulla e abbiamo solo fatto ritardare l'assegnazione che
l'Assessorato alle Autonomie locali deve fare ai Comuni.
Solo perché rimanga al verbale, mi piace ricordare un elemento,
cioè che quando si iniziò la discussione sul bilancio della
Regione, sulla nuova finanziaria, i tagli previsti erano del 50 per
cento; oggi, devo dire, in un lavoro che ha visto tutti
protagonisti, il Governo in primis, siamo riusciti ad avere una
dotazione finanziaria per il riparto delle autonomie locali di 530
milioni - se non ricordo male - a differenza di quello precedente,
nell'anno 2010, che era di 480 milioni di euro, perché di quei 700
ed oltre milioni, 800 milioni assegnati ai Comuni, su quel fondo
c'era di tutto, dalla formazione professionale alle riserve,
qualunque tipo di intervento finanziario bisognava fare rifiuti,
anticipazione ai Comuni, di tutto e di più.
Oggi i Comuni hanno la certezza che nella ripartizione dovrebbero
avere di più; così come mi si dice anche il Comune di Palermo che
nella ripartizione dovrebbe avere 3 milioni di euro in più rispetto
all'esercizio del 2010. Lo dicono i numeri e lo dice il
Dipartimento delle autonomie locali.
Ritengo che anche la richiesta che è arrivata per il comune di
Palermo, per il trasporto del Comune di Messina, non so quali
debiti abbia il Comune di Catania o altri Comuni, sono tutti
legittimi, rappresentano esigenze degli enti locali.
Faccio solo un modestissimo appello a questo Parlamento: noi
riusciamo a stare in silenzio quando sui fondi comunitari POR FESR
si spostano 100, 200, 300 milioni di euro, come è avvenuto in
queste settimane, e si spostano sulla base di atti di carattere
amministrativo, non adottiamo nessuna norma, se il Presidente della
Seconda Commissione o della Commissione UE convoca i dirigenti
siamo, magari, a conoscenza di alcuni dati e che, per esempio, a
Catania dovrà sorgere un centro di eccellenza per 90 milioni di
euro, possibilmente, non ne è a conoscenza nessuno, ma sono state
già appostate queste somme.
Se, poi, 500 milioni di euro del POR FESR vengono utilizzati come
progetto sponda sull'Agrigento - Caltanissetta per fare spesa non
abbiamo neanche il tempo per accorgercene, però il problema è se il
comune vicino avrà 500 mila euro, 100 mila euro o un milione di
euro.
Onestamente, credo, signor Presidente, signor assessore, sarà una
pagina no triste, ma una pagina di grande mediocrità di questo
Parlamento se riusciremo ad affondare, così come ci riusciremo,
questo testo perché, come ho detto qualche giorno fa, è un testo
che nasce defunto perché quando si perde tempo poi nell'iter della
costruzione, nell'incardinamento in Aula, è chiaro che resta ben
poco da fare.
Ed è chiaro - e lo dico con molta serenità ai miei amici della
città di Palermo - immaginare che sta passando un treno e tutti i
problemi di Palermo, dell'ATM di Messina, o di Trapani o di Enna o
di Caltanissetta o di Tripoli o di Bendasi, debbano trovare
soluzione immediata in un testo che affrontava alcuni temi.
Un evento irripetibile che è la presentazione della via
Morgantina ad Enna, un centro storico di Agrigento che cade per il
quale, assessore, è il Governo che assume ogni giorno impegno, il
Governo assume impegno e l'onorevole Cimino, smentito regolarmente
dall'onorevole Bufardeci, viene qua a piangere, dal momento che
l'onorevole Cimino - è un mio amico - dovrà raccordarsi con
l'onorevole Bufardeci o l'una o l'altra, non si può pensare a
giorni alterni di recitare parti diverse.
Detto questo, cari colleghi, dovremmo far sì che il numero degli
emendamenti farà morire questo testo per soffocamento da peso
eccessivo di emendamenti e, tutto sommato, alla fine abbiamo
giocato una partita al ribasso perché questo Parlamento spesso
dimentica che è un Parlamento, che spesso dimentica che abbiamo
adottato la finanziaria con quattordici articoli, perché qualcuno
aveva fretta a chiudere ed a sterilizzare ogni attività in tal
senso.
Credo, quindi, che agli eventi che erano previsti in questo
disegno di legge o al centro storico di Agrigento o al centro
storico di Favara, dovremmo raccontare che visto che c'è un centro
storico in ogni comune della Sicilia, non faremo nulla così come
non faremo nulla in queste occasioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cortesemente, contenete
l'intervento entro i cinque minuti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha facoltà.
ADAMO. Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola. Ne ha
facoltà.
LEANZA Nicola. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
bisogna ripartire da un punto fondamentale: questi soldi non sono
della Commissione, del Parlamento, questi sono soldi dei comuni,
sono soldi che noi avevamo dedicato ed indicato in maniera alta
affinché confluissero nelle casse dei comuni, facendo una scelta
coraggiosa, facendo una scelta vera in cui pensavamo di dare più
risorse nonostante stavamo tagliando ai comuni una buona parte di
risorse, paradossalmente, gliene davamo di più.
Oggi, assessore Armao, vi sono comuni senza la prima
trimestralità, ed è un fatto gravissimo; l'anno scorso la prima
trimestralità l'abbiamo pagata ad agosto. oggi è un fatto
gravissimo il fatto che ancora la prima trimestralità non è stata
data non per colpa del Governo, ma ritengo che sia opportuno che su
questa vicenda l'assessorato da lei presieduto si attivi, nel più
breve tempo possibile, in comune accordo con l'Assessore Chinnici,
ma non possiamo pensare minimamente che questa legge diventi la
legge dei 10, 12, 14, 20 comuni che i novanta parlamentari, in
qualche modo, rappresentiamo.
O è la legge dei 390 comuni o è la legge degli interessi generali
o non può essere la legge fotografia e, quindi, da questo punto di
vista o si ritorna, presidente della Commissione, onorevoli
colleghi, ad un accordo che, comunque, era stato raggiunto nella
prima fase o se volete nella seconda fase, o è meglio che questa
legge non vada avanti così com'è, perché come diceva l'onorevole
Panepinto morirà per soffocamento, già ho visto Siracusa, Gioiosa
Marea, Catania è fuori, quindi invito i colleghi di Catania a
presentare una legge per il nostro straordinario centro storico,
per la movida, mettiamoci quello che vogliamo.
E' la fine della politica Fuori c'è l'antipolitica, fuori ci
sono altri temi, altri problemi, ci sono le persone che non hanno
cosa portare a casa, ci sono gli invisibili che sono quelli senza
lavoro e senza occupazione e ancora noi pensiamo di fare la leggina
fotografia: non è più possibile
O ritroviamo il criterio iniziale e a questo punto possiamo
essere assolutamente d'accordo, oppure, per quanto mi riguarda,
parlo a nome personale, non a nome del mio partito, c'è il mio
capogruppo per quanto riguarda il mio partito, non sarò disponibile
a stare in quest'Aula un solo minuto, perché non mi voglio rendere
complice di una legge omnibus tra le peggiori leggi che noi avremmo
fatto in questa legislatura e anche in quelle passate.
Siamo arrivati ad 80 milioni di euro, non è più possibile pensare
di incrementare togliendo ai comuni, vogliamo decentrare ai comuni
e togliamo ai comuni, li spogliamo della loro autonomie.
E' stato fatto un buon lavoro in Commissione, un lavoro di
ricucitura attraverso tutti i gruppi, i gruppi si sono un po'
frantumati, però alla fine in qualche modo si era giunti ad una
intesa, un'intesa discretamente alta.
Ritengo che a questo punto bisogna ritornare a quell'intesa, se ci
sono le condizioni va benissimo, viceversa, per quanto mi
riguarda, non siamo interessati o meglio non sono interessato ad
una legge che rischia di diventare la peggiore delle leggi omnibus.
Presidente Oddo stiamo attenti, abbiamo già impegnato 80 milioni
di euro e sono tantissimi, invito anche il Governo, l'assessore
Armao, di evitare assolutamente di dare - a meno che non lo
ritenga ovviamente necessario ed opportuno - ulteriore coperture di
spesa, perché non possiamo più continuare.
Fra due minuti arriveranno sul suo tavolo, Presidente Oddo, almeno
dieci emendamenti perché ognuno è stato chiamato in causa, se non
combattiamo per Palermo, quindi dobbiamo combattere per Catania,
quindi combatterei per il mio piccolo comune che si chiama Maletto
di 4 mila abitanti e siccome produciamo la fragola dolcissima,
quindi gli diamo i soldi e via dicendo. Siamo alla follia, siamo
alla frutta, visto che parliamo di fragole.
Ritengo che se abbiamo la capacità di sintesi la votiamo stasera
come avevamo deciso in Commissione, quindi con grande senso di
responsabilità, se questo non c'è evitiamo di fare altro, evitiamo
di tornare domani a fare un'altra puntata come quella che si sta
facendo stasera, rischiando, ancora una volta, di non fare una
buona figura nei confronti dei cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per essere chiari fino in fondo,
se nessun collega sollevava la questione del termine degli
emendamenti, la Presidenza era assolutamente intenzionata e
disponibile a procedere in maniera rapida.
Nel momento in cui, seppure questo testo è in Aula già tre volte,
i colleghi e i deputati sollevano l'eccezione per quanto concerne
il termine degli emendamenti, la Presidenza non può far altro che
fissare il termine per gli emendamenti ed aggiornare la seduta a
martedì.
Se quest'Aula intende votare, e non ci sono eccezioni, lo si può
fare immediatamente, ma non mi dovete fare l'eccezione al podio e
poi contestare una decisione della Presidenza
Se l'Aula si determina nel trattare immediatamente il tutto si
procede, ma mi pare che vi siano state alcune eccezioni.
Ritirate le eccezioni? Bene. Per quanto mi riguarda, la Presidenza
è pronta a procedere senza alcun problema.
E' iscritta a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha facoltà.
ADAMO. Rinuncio a parlare.
PRESIDENTE. Rinunciano a parlare, oltre all'onorevole Adamo, gli
onorevoli Maira, Incardona, Leontini, Colianni, Rinaldi e
Vinciullo.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Norme in materia di riserve in favore degli enti locali
1. Alla fine del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 11
maggio 2011, n. 7, sono aggiunte le parole Il Fondo destinato alle
province è ripartito in misura proporzionale alle somme assegnate
nell'esercizio finanziario 2010'.
2. Al comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale 11 maggio
2011, n. 7, dopo le parole legge regionale 29 dicembre 2003, n.
21' sono aggiunte le parole nella misura di 15.000 migliaia di
euro in luogo della percentuale prevista' ed è abrogato l'ultimo
periodo.
3. Dopo il comma 4 dell'articolo 3 della legge regionale 11 maggio
2011, n. 7, sono inseriti i seguenti commi:
4 bis. In sede di riparto previsto dal comma 2 sono, altresì,
garantite, per l'anno 2011, le seguenti riserve:
a) spese sostenute dai comuni di Scaletta Zanclea ed Itala per
fronteggiare i danni causati dagli eventi alluvionali del 1 ottobre
2009 per rimborso dei materiali, della manodopera, dei noli dei
mezzi approntati e delle spese relative al loro funzionamento,
nonché dei costi relativi alle discariche nella misura di 6.500
migliaia di euro previa acquisizione di specifica relazione tecnica
da parte del Dipartimento della Protezione civile;
b) trasferimento al comune di Lipari per i Progetti obiettivo di
cui all'articolo 4 comma 10 della legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11, nella misura di 400 migliaia di euro;
c) contributo ai comuni delle isole minori di cui al comma 1 bis
dell'articolo 76 della legge regionale 8 febbraio 2007, n. 2 e
successive ed integrazioni nella misura di 4.200 migliaia di euro;
d) contributo al comune di Ragusa Ibla ai sensi dell'articolo 53
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, nella misura di 5.000
migliaia di euro;
e) trasferimento al comune di Comiso per le spese di supporto
all'avvio delle attività dell'aeroporto nella misura di 5.000
migliaia di euro;
f) contributo per il servizio di vigilanza sulle spiagge di cui
all'articolo 5 della legge regionale 1 settembre 1998, n. 17, nella
misura di 2.000 migliaia di euro;
g) contributo al comune di Agrigento per l'attuazione del piano
particolareggiato del centro storico della città avente come
obiettivo il recupero sociale, culturale, funzionale ed ambientale
dei monumenti ivi esistenti, nella misura di 3.000 migliaia di
euro;
h) contributo al comune di Favara per la messa in sicurezza del
centro storico nella misura di 1.000 migliaia di euro;
i) contributo ai comuni della provincia di Palermo per interventi
derivanti dallo stato di calamità naturale per eventi meteo
dichiarato, ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 18
maggio 1995, n. 42, con delibera della Giunta regionale n. 408 del
30 settembre 2009, nella misura di 1.000 migliaia di euro;
j) rimborso ai comuni, ai sensi del comma 3 dell'articolo 9 della
legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, delle spese per la gestione
degli asili nido nella misura di 5.600 migliaia di euro;
k) rimborso ai comuni, ai sensi del comma 7 dell'articolo 13 della
legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche ed
integrazioni delle spese di trasporto interurbano nella misura di
17.500 migliaia di euro;
l) contributo ai comuni per il finanziamento del Fondo
miglioramento servizi di polizia municipale previsto dall'articolo
20 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, nella misura di
12.500 migliaia di euro;
m) finanziamento del Fondo premiale previsto dal comma 2
dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni nella misura di 8.000 migliaia
di euro;
n) contributi alle associazioni di enti locali previsti dal comma
8 dell'articolo 21 della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 e
successive modifiche ed integrazioni nella misura di 598 migliaia
di euro;
o) contributi agli enti locali per garantire lo svolgimento delle
funzioni previste dall'articolo 11 della legge regionale 6 febbraio
2008, n. 1. ai cittadini disabili nella misura di 1.000 migliaia di
euro;
p) riserva da ripartire ai comuni previsti al comma 7
dell'articolo 4 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, nella
misura di 2.500 migliaia di euro, in luogo della percentuale
prevista;
q) contributo in favore del comune di Roccalumera per interventi
correlati agli eventi calamitosi verificatisi nel periodo ottobre
2009 nella misura di 400 migliaia di euro;
r) contributi in favore dei comuni di Aidone e Piazza Armerina per
interventi strutturali connessi al rientro dell'opera Dea di
Morgantina' nella misura di 1.000 migliaia di euro.
Sono abrogate tutte le disposizioni di legge che prevedono
riserve, a qualunque titolo, per i comuni a valere sul Fondo delle
Autonomie locali, diverse da quelle disciplinate dal presente
articolo. Restano in vigore le previsioni di cui alle leggi
regionali 17 agosto 2010, n. 18 e 5 ottobre 2010, n. 20.
4 ter. Al fine di favorire l'incremento turistico dell'Area
relativa al comune di Aidone è destinata alla provincia di Enna,
per l'esercizio finanziario 2011, una quota pari ad euro 2.500
migliaia a valere sui fondi di cui al comma 1 assegnati alle
province a titolo di investimento, per il miglioramento della
viabilità.'»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1 a firma della
Commissione, sostitutivo dell'articolo 1 e che al medesimo è stato
presentato il subemendamento 1.1.1 a firma del Governo.
Il Governo lo vuole illustrare?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, si tratta di un emendamento condiviso col presidente
della Commissione in quanto non si tratta di un contributo a
qualsiasi titolo, ma di un riconoscimento di un debito pluriennale
che già avevamo fatto nel disegno di legge finanziaria e che la
Regione vanta nei confronti del comune di Messina per pagamenti dal
2003 al 2009 e mai fatti in ossequio, purtroppo, ad un'incredibile
questione concernente il trasporto gommato, il trasporto su ruota.
Si tratta di riconoscere quel che è dovuto, non un contributo
ulteriore. Quindi, su questo credo che si possa procedere.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non comprendo
come possa essere utile una norma per riconoscere un debito che la
Regione vanta nei confronti del comune di Messina.
Se c'è il debito, ed è accertato, si paga senza bisogno di una
norma, se serve una norma è perché occorre erogare un
finanziamento al comune di Messina per un pagamento dell'ATM.
Perché se c'è un debito non serve la legge, se, invece, bisogna
far riconoscere nei confronti del comune di Messina un credito
nuovo, in quel caso serve una norma. Se c'è la norma non serve
l'emendamento.
Quindi, chiederei che venga spiegato, alla luce piena della
verità, la situazione, perché se c'è un debito della Regione nei
confronti del comune di Messina non servono leggi, questo è
assolutamente pacifico. Se, invece, bisogna mutare una norma
esistente perché quella norma non è più applicabile alla
fattispecie, quindi va cambiata e a questo punto va riconosciuto il
credito nei confronti del comune di Messina, in quel caso serve una
norma.
Per cui cerchiamo di capire bene cosa stiamo votando. Poi, nulla
quaestio se sono somme da erogare al comune di Messina dettate dal
buon senso, non c'è una preclusione preconcetta, però, sappiamo di
cosa si parla.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 1.1.2, a firma degli onorevoli
Panarello, Rinaldi, Oddo e Di Guardo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Non è compensato.
E' contrario.
PRESIDENTE. Non è compensato, quindi, non solo il parere è
contrario, ma il subemendamento è da considerarsi inammissibile.
RINALDI. Perché gli altri sono compensati Signor Presidente,
voglio sapere se quelli che abbiamo approvato erano compensati. La
Commissione può esprimere parere contrario piuttosto che
dichiararlo non compensato.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Seconda Commissione, se il
subemendamento 1.1.2 è, comunque, identico come struttura, per
quanto concerne la copertura della compensazione, all'1.1.1, le
chiedo il parere e metto ai voti il subemendamento 1.1.2.
Su questo ha ragione chi ha sollevato l'eccezione. Quindi, lei dia
il parere ed io vedo cosa debbo fare.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Riguardo tutti
gli emendamenti che abbiamo esaminato, abbiamo preso come base il
disegno di legge e da lì abbiamo fatto le dovute modifiche, sia in
più che in meno. Quindi, sono compensati alla base.
Il parere è, comunque, contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, con ricorso notificato il 28 giugno 2011, ha impugnato:
-l'articolo 11 per violazione dell'articolo 1, comma 3, del decreto
legislativo del 2006 e dell'articolo 16 del Regio decreto n. 274
del 1929 in relazione ai limiti posti dall'articolo 117, comma 3,
della Costituzione e dell'articolo 17 dello Statuto speciale;
-articolo 14, comma 2, lettera a), limitatamente ai commi 4, primo
e ultimo periodo, e 6
-articolo 15 per violazione dell'articolo 117, comma 2, lettera e),
della Costituzione e articolo 14 dello Statuto speciale della
deliberazione legislativa recante Disciplina dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Recepimento del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche
ed integrazioni e del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 e successive
modifiche ed integrazioni. Disposizioni in materia di
organizzazione dell'amministrazione regionale. Norme in materia di
assegnazione di alloggi. Disposizioni per il ricovero di animali.
(ddl nn. 719-515-673) approvata dall'Assemblea il 21 giugno 2011
Annunzio di ordine del giorno numero 571
PRESIDENTE. In relazione all'impugnativa è già stato presentato
l'ordine del giorno numero 571, a firma degli onorevoli Musotto,
Adamo, Rinaldi, Leontini, Maira, De Benedictis, per permettere la
promulgazione della norma da parte del Presidente della Regione e
dell'Assessore al ramo.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 729-Norme
stralciate/A
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il
subemendamento1.1.3, a firma degli onorevoli Scoma ed altri. Il
parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
CAMPAGNA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPAGNA. Signor Presidente, non capisco i pareri contrari sui
subemendamenti. Il parere contrario si dà quando non c'è la
copertura finanziaria, ma se il subemendamento bilancia, vorrei
capire E' contrario per motivi politici, allora lo capisco, ma si
dichiari Non può dare un parere contrario su un subemendamento
dove c'è bilanciamento, signor Presidente, o siamo scemi qui
dentro? Scemo non c'è nessuno Allora, si dica chiaro e tondo: C'è
un accordo e non si devono dare questi soldi . Non si può dire
parere contrario su un emendamento su cui c'è un bilanciamento.
Signor Presidente, La invito a fare rivedere il parere. Se poi si
deve bocciare si bocci, ma il parere deve essere favorevole perché
bilancia
PRESIDENTE. Onorevole Campagna, il parere è parere.
Con il parere contrario del Governo e della Commissione pongo in
votazione il subemendamento 1.1.3. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli De Benedictis ed
altri il subemendamento 1.1.4, sul quale hanno chiesto di apporre
la firma gli onorevoli Bufardeci e Vinciullo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
Presidenza del vicepresidente Oddo
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, il mio intervento vuole ricordare a questa Assemblea, al
Governo che sta sostenendo questo disegno di legge, alla
maggioranza che sostiene questo Governo, che le province in Sicilia
sono nove, non otto.
Ad oggi, tutte le province hanno avuto finanziamenti di varia
natura su cui noi non stiamo qui a discutere perché riconosciamo e
rispettiamo le decisioni e quelle che sono le istanze che
provengono dagli altri territori e le istanze che provengono dagli
altri colleghi. Ma è insopportabile ed inammissibile, caro
assessore Armao, che nella distribuzione di questi fondi si siano
fatti due pesi e due misure, per cui otto province hanno
compensato, anche su centri storici che non hanno alcuna legge
speciale, anche su centri storici che mi permetto di ricordarle non
ricordano il grande Federico. Su centri storici che sono importanti
per la realtà in cui vivono, ma sicuramente non hanno i
riconoscimenti, invece, che hanno i centri storici della provincia
di Siracusa e, invece, per quanto riguarda la provincia di
Siracusa, forse, ci limiteremo ad avere una elemosina di un milione
di euro solo ed esclusivamente per il comune di Noto.
Ed allora, nel ribadire la volontà che questo emendamento venga
votato, chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale. Vorremmo anche capire chi poi viene nelle nostre province
a dire che difende e tutela gli interessi della mia provincia.
PRESIDENTE. Poiché la richiesta di votazione per scrutinio palese
nominale non è appoggiata a termini di Regolamento, pongo in
votazione per alzata e seduta il subemendamento 1.1.4.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Marziano ed altri
il subemendamento 1.1.5. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assqssore per l'economia. Contrario.
Presidenza del vicepresidente Oddo
MARZIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il subemendamento
1.1.5 prevede l'incremento dei fondi per il centro storico di
Ortigia.
Signor Presidente, io sono rispettoso degli accordi politici e
dell'esigenza di compromesso positivo e utile a fare andare avanti
la macchina in una Regione complessa come la nostra, in un
Parlamento complesso come il nostro, ma con la presentazione di
questi emendamenti, l'1.1.4, l'1.1.5, l'1.1.6 e l'1.1.7, cioè
quello appena bocciato dall'Aula, questo che riguarda il centro
storico di Ortigia, uno dei centri storici riconosciuti con legge
speciale della Regione, quello che riguarda l'intervento sul
Castello Svevo di Augusta e quello che riguarda un intervento di
tutela del territorio come il quartiere Roggio a Lentini, abbiamo
voluto marcare, io ed altri colleghi, un dissenso profondo sul
metodo e spesso il metodo è anche sostanza. Infatti, se si vogliono
fare degli interventi a tutela del territorio e sono interventi
condivisi, interventi che nascono da un bisogno del territorio,
questi interventi si concordano nelle delegazioni provinciali dei
parlamentari di una provincia, diventano fatto condiviso e quindi
poi sostenuti tutti in Aula.
Io non potrei, alla fine, non votare questa legge e non abbiamo
fatto la scelta di adottare tecniche parlamentari per farla
saltare, perché prevede un ancor piccolo intervento su uno dei
centri storici più importanti della provincia cioè quello di Noto.
Detto questo, non possiamo, però, che rimarcare con la
presentazione di questi emendamenti un dissenso sul metodo perché
si tratta di legge omnibus, di una specie di autobus, come in
alcuni paesi ancora in fase di sviluppo, un autobus sul quale
alcuni sono riusciti a salire e altri sono rimasti a terra.
Allora, per quanto mi riguarda, io chiedo che si voti
l'emendamento, ma soprattutto che si prenda atto che c'è anche un
modo di dissentire che è poi positivo perché alla fine non blocca i
provvedimenti, ma che con questo metodo evidentemente non si
ottiene il risultato di gratificare il territorio della Sicilia, ma
semplicemente di proseguire per mance e prebende.
VINCIULLO. Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento
1.1.5.
BUFARDECI. Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento 1.1.5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, la mia dichiarazione di voto
rispetto a questo emendamento anticipa la dichiarazione di voto che
farò a tutto il provvedimento qualora dovesse essere posto in
votazione.
Io credo, signor Presidente, che nella sostanza, al di là della
singola materia che ciascun emendamento o subemendamento tratta,
lei sta presiendendo una seduta d'Aula che sta istituendo nella
sostanza una nuova tabella H, quella che negli anni prossimi si
potrà trasformare in una nuova tabella H, perché stiamo immaginando
e costruendo un sistema attraverso il quale a sportello si dà
soddisfazione e tutte le pretese, più o meno amalgamate dentro
l'Assemblea, di ciascun deputato e di ciascun territorio.
Io credo che stiamo tradendo la legge. Le riserve hanno senso se
vogliamo aiutare i comuni che devono fare la vigilanza sulle
spiagge, hanno senso se dobbiamo prevedere il contributo alle isole
minori, hanno senso se dobbiamo prevedere il miglioramento dei
servizi di polizia municipale, hanno senso per finalità generali e
riconosciute. Non hanno senso se deve diventare il risultato di una
contrattazione che non ha alcun senso e che non è per questo
nobilitata, solo perché viene fatta in Commissione Bilancio
attraverso le istanze di alcuni deputati, nello strapparsi denari
del bilancio comunale che dovrebbero servire ai servizi di tutti i
cittadini e che, paradossalmente, peraltro potrebbero trovare
allocazione nella spesa dei fondi strutturali, perché a questo sono
destinate molte delle riserve previste a favore dei comuni: a
potenziamento infrastrutturale o valorizzazione ai fini turistici.
Ci sono altri fondi per questo. Sprecare i fondi del bilancio - e
noi sappiamo quanto sono carenti, quanto ce n'è bisogno per i
comuni - per interventi strutturali assolutamente sovrapponibili
nelle destinazione con quelli dei fondi dell'Unione Europea è un
pessimo modo di legiferare. E' un pessimo modo di legiferare
approdare a questa soluzione attraverso una contrattazione fra
capibastone dentro questo Parlamento.
Io credo che stiamo facendo una pessima legge, ma soprattutto
stiamo istituendo, nei fatti, una specie di seconda tabella H. Mi
sembra una cosa alla quale ci dovremmo sottrarre, alla quale
responsabilmente tutti quanti ci dovremmo fermare.
Credo che le motivazioni che sono state date sul singolo
subemendamento sono opinabili, ma non credo che sia in alcun modo
discutibile il fatto che stiamo tradendo il senso delle riserve che
dovevano aiutare alcuni comuni in alcune condizioni particolari ma
di interesse generale e stiamo invece favorendo alcuni comuni
particolari per esigenze particolari in virtù di equilibri e
rapporti che non hanno niente a che fare con l'interesse generale
della Regione. Sono totalmente contrario a questo spirito di questa
norma.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi, poc'anzi nel mio intervento avevo anticipato quello che
sarebbe accaduto nel momento in cui si va avanti senza criteri e
facevo proprio l'esempio che ha portato poi altri colleghi a
presentare gli emendamenti in questione: l'1.1.5, l'1.1.6 e
l'1.1.7.
Intanto, signor Presidente, a tutti e tre gli emendamenti chiedo
che venga apposta anche la mia firma e chiaramente anticipo il mio
voto favorevole a tutti e tre, chiedendo fin da subito la verifica
del voto in termini palesi e mi auguro che questa volta l'Aula sia
più attenta per potere avere il quorum per votare. Votare non per
una ritorsione campanilistica, ma per un ragionamento come quello
che ho cercato di accennare poc'anzi.
Con tutto il rispetto a tutte le città e a tutte le ragioni per le
quali gli altri territori hanno goduto di finanziamenti, credo che
quest'Aula innanzitutto avrebbe dovuto apportare un primo criterio:
aiutiamo tutti quei centri storici o quelle città che vivono già di
una norma regionale. Così non è stato.
Secondo: eventualmente, applichiamo un criterio, onorevole
Colianni, quello che lei so che è favorevole ad applicare. Diamo
come criterio aiutiamo i Comuni che hanno una qualità particolare,
il riconoscimento Unesco, l'inserimento nella World Heritage List,
i Comuni che per primi diventano attrattivi per il turismo
siciliano. Aiutiamo quelli, diamo qualcosa a quei Comuni. Ma quando
nella fattispecie - ribadisco, con tutto il rispetto che ho per la
città di Ragusa e per la bellezza straordinaria di Ibla anch'esso
patrimonio dell'umanità - si assegna una volta, quattro volte e
mezzo superiore a quella del centro storico di Ortigia, io dico che
c'è qualche cosa che non funziona, perché ribadisco con i numeri la
Regione deve anche valutare se le somme che vengono assegnate
producono sul territorio un miglioramento, un'economia, un
investimento.
Allora, io le posso certificare - glielo ripeto - che la legge di
Ortigia - lo sa bene l'onorevole De Benedictis per essere stato
assessore al centro storico e le assicuro lo so altrettanto bene io
per essere stato sindaco della città - oggi è ferma nella sua
applicazione all'anno 2000, oltre dieci anni addietro. Ancora, noi
abbiamo una serie, per oltre dieci anni, di istanze ferme. Quando
noi diamo un milione di euro e le istanze ogni anno sono quattro,
cinque o sei è evidente che per completare un anno, ne occorrono
quattro, cinque o sei.
Non è che si tratta di somme che non si spendono, sono quelle
somme che hanno reso possibile la rinascita di Ortigia. Hanno reso
possibile il fatto che il centro storico è stato indicato
autonomamente, fuori dal contesto della Valle di Noto, di tutti i
Comuni del barocco, a partire da Catania, a partire da Caltagirone,
a partire da Scicli, a partire da Modica, a partire da Ragusa, ad
essere World Heritage List .
Noi, a quel territorio a quella peculiarità, invece, la
sacrifichiamo. Non si capisce bene perché.
Non si capisce bene perché, a questo punto - ed è giusta la
ritorsione, definiamola così, la richiesta che viene fatta - anche
per altri territori. La Porta Sveva di Augusta è un'altra delle
grandi bellezze del nostro territorio, così come il quartiere
Roggio per quanto riguarda Lentini.
Quindi, ho anticipato nel mio intervento precedente, questa
preoccupazione, dicendo: fermiamoci; evitiamo questo mercato;
assegniamoci dei criteri. La coperta è troppo corta. Assegniamo
alle modeste somme, un criterio distributivo che sia oggettivo.
Anche oggi, pur sottoscrivendo questi emendamenti, dico:
applichiamo il criterio, innanzitutto, a vantaggio di quei centri
storici che sono già oggetto di normazione regionale ed integriamo
quei centri storici, con quelli che sono, ad esempio, patrimonio
dell'umanità, perché quelli sono il biglietto da visita della
nostra Sicilia, innanzitutto, per la nostra teorica vocazione
turistica che, quando riusciamo a concretizzarla, per la bellezza
della Valle di Noto, per la bellezza di Ibla, per la bellezza di
Scicli, per la bellezza di Ragusa, per la bellezza di Ortigia, per
la bellezza di Noto. Questo facciamolo prima che si alzi un altro
deputato e legittimamente dice: il mio centro storico cosa ha meno
dell'altro? .
Se applicheremo criteri, nessuno potrà lamentarsi perché
altrimenti, rischiamo non soltanto e non tanto, di fare una nuova
tabella H, ma di fare una cosa dissennata e che non produce né
l'economia e la ricchezza dell'investimento, né il risultato di
favorire lo sviluppo turistico, così come avviene quando un centro
storico viene riqualificato.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, in primo luogo dichiaro che anch'io appongo la mia
firma al subemendamento 1.1.5 che riguarda il risanamento del
centro storico di Ortigia, al subemendamento 1.1.6 che riguarda il
contributo al Comune di Noto per il recupero del patrimonio
edilizio e al subemendamento 1.1.7 che riguarda il Comune di
Lentini per il recupero del quartiere Roggio. In secondo luogo,
volevo riflettere su quello che stiamo facendo, oggi, in Aula e
ripercorrere quello che è il testo del disegno di legge.
Il disegno di legge, mi pare di ricordare - lo leggo perché ho
l'impressione che tutti qui dentro, inseguendo l'interesse di
bottega, lo abbiamo dimenticato - è una norma in materia di
riserve in favore degli enti locali.
Quindi, stiamo parlando di riserve in favore degli locali.
Dovremmo parlare, quindi, dei diversamente abili; dovremmo parlare
di progetti di recupero sociale di chi è svantaggiato; dovremmo
parlare, ad esempio, della polizia municipale che da mesi aspetta
che, finalmente, si possa approvare il disegno di legge fermo in I
Commissione perché non c'è la copertura della commissione
Bilancio che, anziché andare a verificare i disegni di legge, si
sofferma, invece, ad inseguire queste chimere.
Ad esempio, c'è il disegno di legge sulla violenza alle donne - lo
dico al Presidente della Commissione Bilancio e all'assessore - c'è
la copertura finanziaria da anni, ma questo disegno di legge non
arriva in Aula.
C'è il disegno di legge a favore degli oratori, c'è anche la
copertura finanziaria; ma questo disegno non arriva mai in Aula. E
invece, s'è fatta una nuova tabella H. L'odiata tabella H che,
attraverso i n del cuffarismo anaffettivo, negli ultimi anni è
stata considerata come la tragedia della Sicilia, come la forma
peggiore di amministrazione che si è mai avuta, invece riemerge
attraverso questo disegno di legge e riemerge attraverso i vari
emendamenti che a seconda da chi vengono presentati, proprio perché
partecipi a certi modi, a certi pessimi modi di fare politica,
vengono approvati o meno.
Per cui, ribadisco, la provincia di Siracusa è stata totalmente
mortificata, la provincia di Siracusa non viene considerata
assolutamente. Eppure, proprio parlando dell'emendamento 1.1.5, che
riguarda il contribuito al comune di Siracusa per il risanamento
del centro storico di Ortigia, vorrei ricordare che in sede di
approvazione del bilancio la somma, già misera, è stata
ulteriormente diminuita e si era detto in quella occasione, eravamo
in Commissione Bilancio , che alla prima occasione utile saremmo
almeno ritornati alla somma che era stata stanziata l'anno scorso e
che era già frutto di un'ulteriore decurtazione dell'anno
precedente.
Mi rendo conto che abbiamo la memoria corta, mi rendo conto che è
difficile chiedere il mantenimento degli impegni e della parola.
Qui non si trattava di nuove somme che devono essere destinate a
Ortigia e alla città di Siracusa, si trattava di ricompensare per i
tagli che erano stati realizzati l'anno scorso e per gli ulteriori
tagli che questo Governo e questa maggioranza hanno voluto
nell'approvare il bilancio del 2011.
Allora, assessore Armao, io la invito a riflettere. Lei è uomo di
grande cultura, sa che Ortigia ha avuto origine qualche anno prima
della città di Roma, che diversamente dal Governo regionale
siciliano si comportano nel Governo regionale del Lazio, lì i fondi
per Roma capitale stanno arrivando, nessuno ha paura di andare a
consolidare un centro storico, quello romano che, mi consenta, non
ha nulla di più di quello della città di Siracusa.
Oggi, noi non chiediamo ulteriori finanziamenti per una legge
speciale, perché le ricordo che la prima legge speciale sul
recupero del centro storico è quella di Ortigia. Noi non siamo qui
con il piattino a chiedere l'inserimento in questa vergognosa
tabella H; noi siamo qui a rivendicare i diritti di una città e di
un popolo che anch'essa paga le tasse nella regione siciliana,
anch'essa ha i suoi cittadini, cittadini italiani e quindi
cittadini siciliani e anche coloro i quali vivono nel centro
storico di Ortigia hanno gli stessi diritti di coloro i quali
vivono in altri centri storici.
Proprio perché riconosco le grandi capacità dell'assessore, lo
invito a rivedere quello che è successo nel bilancio 2010 e nel
bilancio 2011, a rivedere la sua posizione e a ridare alla città di
Siracusa quello che le è stato tolto.
La cosa migliore sarebbe stralciare totalmente questa tabella H e
affrontare solo ed esclusivamente i problemi per il quale questo
disegno di legge era stato fatto: pensare ai soggetti svantaggiati,
bisognosi, ai diversamente abili, agli anziani e fare,
possibilmente, qualche serata che ha nome e cognome in meno.
INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che in
questo disegno di legge, in questa discussione c'è un errore di
fondo e l'errore di fondo consiste nel fatto che c'era una legge
che questo Parlamento aveva già finanziato in precedenza, che aveva
già votato, che è stato poi cancellata sic et simpliciter da una
norma che quella sì, effettivamente, non aveva senso e non seguiva
alcun criterio.
Questo Parlamento aveva già stabilito che la legge su Ragusa Ibla
che oggi è in discussione, e che qualcuno anche il mio capogruppo,
e non intervengo in contrasto con il mio capogruppo, ma soltanto ad
integrazione perché condivido il principio che bisogna darsi delle
regole, però, la regola quale era? La regola fondamentale, questo
Parlamento si era già pronunciato, aveva stabilito che quella legge
andava rifinanziata e ad un certo punto viene invece cancellata
dall'ordinamento giuridico. Evidentemente, è quello l'errore di
fondo.
Certo, oggi nel momento in cui questa norma viene riproposta
risorgono i problemi ancora una volta della territorialità, ancora
una volta delle specificità. Però, io invito i miei amici e
onorevoli colleghi, in particolare l'onorevole Vinciullo, a
considerare il fatto che evidentemente il legislatore aveva
ritenuto che ancora oggi la legge su Ragusa Ibla andava
rifinanziata perché vuol dire che l'obiettivo che il legislatore
si era dato, che questo Parlamento si era dato nel momento in cui
fu votata quella legge ancora non era stato raggiunto.
Allora, porre il problema di Ortigia, porre il problema di tutte
le altre bellezze monumentali, artistiche che ci sono nella nostra
Isola è corretto, è legittimo. Allo stesso tempo, però, vanno
posti non in occasione del varo di una legge che vuole ripristinare
ciò che il Parlamento aveva già stabilito, ma si fa chiaramente in
un ragionamento complessivo e si fa in tempi assolutamente non
sospetti.
Oggi, sembra quasi che ci prendiamo tutti di invidia ed allora se
deve essere rifinanziata Ragusa deve essere rifinanziata tutto il
resto del mondo. Bene, ci sarà tempo per stabilire cosa è
opportuno, se la legge speciale su Ortigia va rifinanziata, però
questo va fatto chiaramente in un programma complessivo in cui il
Governo, ma soprattutto questo Parlamento, può lavorare bene.
Perché anche quando il Governo dovesse, come io non ho condiviso,
dovesse commettere delle ingiustizie, degli errori, come quello
della cancellazione dell'ordinamento giuridico del finanziamento
per Ragusa Ibla, questo Parlamento ha il potere di intervenire e di
correggere l'azione del Governo.
Quindi, cari colleghi, oggi non è questa l'occasione per
dividerci, per fare prevalere le specificità, perché sembra quasi
che si va avanti con un sentimento che è un sentimento di invidia e
non di complessiva programmazione sul territorio.
Allora, andiamo avanti e votiamo questo disegno di legge,
ripristiniamo un principio che già questo Parlamento aveva
stabilito e quindi votiamo questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione il subemendamento 1.1.5. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato, dagli onorevoli De Benedictis ed
altri, il subemendamento 1.1.6. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, il subemendamento di cui stiamo
adesso parlando riguarda un ulteriore contributo di un milione di
euro da destinare al patrimonio edilizio della città di Noto. Anche
perché mi pare di capire che, alla fine, l'unica cosa che potremmo,
come provincia di Siracusa e come territorio impegnato come tutti
gli altri nel pagamento delle tasse a favore della regione Sicilia,
l'unica cosa che possiamo portare a casa è questo contributo.
Signor Presidente, anche su questo io le chiedo il voto palese e
vorrei, però, che non avvenisse come poc'anzi, nel senso che lei
dimenticasse la richiesta che era stata fatta da parte
dell'onorevole Bufardeci.
Ognuno di noi deve assumersi le proprie responsabilità,
l'opposizione è chiamata a svolgere questo ruolo nonostante
qualche collega sia infastidito dal fatto che qui si parli. Perché,
veda, alcune esperienze degli anni '20, e qualcuno vuole che si
ripetano, ma così non sarà e poi c'è qualche collega che vuole
trasformare quest'Aula in un luogo grigio. Dove solo che chi è a
favore del Governo, solo chi sostiene manovre vergognose, come
queste, riesce a parlare tutti gli altri, invece, dovremmo fare
silenzio.
E' chiaro che provo vergogna, non per me, ma per chi pensa che
l'opposizione non dovrebbe albergare e non dovrebbe esistere in un
Parlamento e, di conseguenza, continuo a ribadire la volontà, come
rappresentante del territorio della provincia di Siracusa, che
venga ritirata questa vergognosa tabella H e che le somme, invece,
vengano destinate alle finalità istituzionali, e non di meno, su
questo contributo a favore del comune di Noto di cui come vede, io
sono più che favorevole, chiedo il voto palese.
MARZIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente non
solo perché l'ho presentato, intendo annunciare il mio voto
favorevole, e utilizzo la dichiarazione di voto per questa
considerazione: se c'è un elemento in questo disegno di legge che
ha una sua ratio visto che il disegno di legge nasce per finanziare
una legge che riguarda un centro storico. Non c'è dubbio che uno
dei meriti è la presenza di questo intervento di un milione di
euro per il centro storico di Noto. Avere chiesto che si
raddoppiasse questa cifra è, come dire, un elemento di condivisione
di questo inserimento e la possibilità di avviare un percorso
virtuoso anche per la capitale del barocco siracusano che assieme
ad Ibla ed Ortigia fa parte di quel nucleo di città della Sicilia
sud-orientale che hanno consentito la dichiarazione di patrimonio
dell'umanità per sette delle nostre città. Ecco perché insisto
nella votazione e dichiaro il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. E' stata avanzata una richiesta di votazione per
scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.1.6, avanzata
dall'onorevole Vinciullo.
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 1.1.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 48
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 19
Contrari 26
(Non è approvato)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Si passa all'emendamento 1.1.7. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.9. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.8, a firma della Commissione,
sopprimere il sottocomma 1. bis .
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1 così come subemendato.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
- dalla Commissione: A.3, A.4, A.5, A.8, A.7.1;
- dal Governo A.2;
- dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile: A.1.
Si passa all'emendamento aggiuntivo A.3.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo A.4.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo A.5.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo A.8.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo A.2:
«Alla tabella B dello stato di previsione del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2011, sono apportate le
seguenti modifiche in migliaia di euro » e quindi viene specificato
il tutto.
PRESIDENTE. La Commissione si rimette all'Aula.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il
mio voto contrario a questo emendamento che mi sembra assolutamente
fuorviante, oserei dire anche assolutamente grave per lo sport in
Sicilia.
Noi abbiamo un capitolo già irrisorio con una voce irrisoria nel
bilancio che destina somme per le società e le associazioni
sportive siciliane per mantenerle in vita, sottraiamo a questo 200
mila euro e lo destiniamo ad una sola associazione sportiva; somme
che noi abbiamo già destinato a quella associazione sportiva,
quando abbiamo discusso la tabella H, credo che sia la Amatori
Catania' a memoria del capitolo.
In tabella H abbiamo già destinato ingenti risorse e praticato a
quella società sportiva la stessa riduzione fatta a tutta la
tabella H, cioè del 10 per cento, con un impegno preso in
quest'Aula che le somme destinate ad associazioni sportive e
culturali venivano ridotte del 10 per cento.
Adesso si sottraggono le somme alle associazioni sportive di tutta
la Sicilia per recuperare non solo il 10 per cento, ma aumentarlo
dell'altro 40 per cento, facendo venire meno le scelte che l'Aula
ha già compiuto e colpendo pesantemente l'attività sportiva
regionale.
Inviterei il firmatario, non so di chi sia perché non riescono a
leggere la firma, a ritirare questo emendamento che a me pare suoni
come un insulto all'Aula di questo Parlamento.
ARMAO, assessore per l'economia. Ritiro l'emendamento A.2.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A.1. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A.7.1 della Commissione, squisitamente
tecnico.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo ai voti. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2 Disposizioni finali . Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Siamo già in fase di votazione. Non si può intervenire
sull'ordine dei lavori. Siamo fuori tempo massimo. Gli emendamenti
si dovevano presentare un minuto prima della chiusura della
discussione generale e voi lo presentate due ore dopo .
CARONIA. Sono della Commissione.
PRESIDENTE. Se ci sono emendamenti della Commissione, adesso non
possiamo farci più niente, perché siamo passati alla votazione
dell'articolo 2, con il quale si chiude l'esame del testo, dovevate
farlo presente prima.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
Norme in materia di aiuti alle imprese, all'inserimento al lavoro
di soggetti svantaggiati. Proroga di termini » (729A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge « Norme in materia di aiuti alle imprese,
all'inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati. Proroga di
termini» (729/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 58
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
Sgravi fiscali per incentivare l'imprenditoria giovanile e
femminile in Sicilia » (730/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge « Sgravi fiscali per incentivare
l'imprenditoria giovanile e femminile in Sicilia» (730/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 60
votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 59
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Onorevoli colleghi, prima di passare alla votazione finale del
disegno di legge n. 729-Norme stralciate/A «Norme in materia di
riserve in favore degli enti locali», comunico che sono stati
presentati i seguenti ordini del giorno:
n. 570 Iniziative in ordine alla istituzione del Comune di Piano
Tavola' in provincia di Catania , degli onorevoli Barbagallo,
Forzese, Giuffrida e Galvagno;
n. 572 Iniziative per la costituzione, come parte civile, dei
Comuni siciliani nei processi contro la mafia , degli onorevoli
Pogliese, Falcone, Vinciullo, Buzzanca e Caputo;
n. 573 Misure in favore del Comune di Valderice (TP) , degli
onorevoli Lo Giudice e Savona;
n. 574 Rinegoziazione delle risorse PAR FAS Sicilia 2007-2013 ,
degli onorevoli Pantuso, Di Benedetto, Panepinto, Panarello,
Galvagno, Ferrara, Marinello, Mattarella ed altri.
Si passa all'ordine del giorno n. 570, Iniziative in ordine alla
istituzione del Comune di Piano Tavola' in provincia di Catania ,
a firma degli onorevoli Barbagallo ed altri.
Il Governo è disponibile ed accettarlo come raccomandazione,
Assessore?
ARMAO, assessore per l'economia. Sì.
PRESIDENTE. Se gli onorevoli firmatari non hanno niente in
contrario, è accettato come raccomandazione.
Così resta stabilito.
Si passa all'ordine del giorno n. 572 Iniziative per la
costituzione, come parte civile, dei Comuni siciliani nei processi
contro la mafia , a firma dell'onorevole Pogliese ed altri.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 573 Iniziative a favore del
comune di Valderice (Tp) , a firma degli onorevoli Lo Giudice,
Savona ed altri.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Così resta stabilito.
Si passa all'ordine del giorno n. 574 Rinegoziazione delle
risorse PAR FAS Sicilia 2007-2013 , a firma degli onorevoli
Panarello, Donegani ed altri.
Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Su questo ordine del giorno
l'impegno del Governo è verso un uso pieno del PAR FAS, laddove il
Governo nazionale ce lo consentisse. Il parere è favorevole, ma
purtroppo su questo è tutto fermo.
LUPO. Signor Presidente dichiaro di apporre la mia firma a questo
ordine del giorno:
PRESIDENTE. Invito gli uffici a prendere nota.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme in materia di riserve in favore degli enti locali» (n.
729-Norme stralciate/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme in materia di riserve in favore degli
enti locali» (n. 729-Norme stralciate/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 51
Contrari 2
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 5 luglio 2011,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Disciplina in materia di autorizzazioni all'insediamento
dell'esercizio cinematografico» (n. 621/A) (Seguito)
Relatore: on. Buzzanca
2) «Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
La seduta è tolta alle ore 18.49
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 21.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 730/A SGRAVI FISCALI PER INCENTIVARE
L'IMPRENDITORIALITà GIOVANILE E FEMMINILE IN SICILIA
Emendamenti articoli aggiuntivi:
Emendamento A.6:
Al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19, dopo le parole comma 3 è aggiunto il seguente periodo: o
altra successivamente operante nell'area strategica servizi di
riscossione dei tributi a seguito del riordino delle società a
totale o maggioritaria partecipazione regionale di cui
all'articolo 20 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11 .
DISEGNO DI LEGGE N. 729 - NORME STRALCIATE/A NORME IN MATERIA DI
RISERVE IN FAVORE DEGLI ENTI LOCALI
All'articolo 1:
Subemendamento 1.1.1:
All'articolo 1 aggiungere per consentire il pagamento all'ATM
(ME) delle obbligazioni relative agli anni dal 2003 al 2009, la
Regione siciliana, Dipartimento Bilancio, è autorizzata, quale
anticipazione della maggiore somma, ad erogare un contributo di
2.280 migliaia di euro a carico del bilancio annuale 2011 .
Subemendamento 1.1.8:
Sopprimere il comma 1 bis.
Emendamento 1.1.:
All'articolo 1 sono apportate le seguenti modifiche:
- dopo il comma 1 inserire il seguente:
1 bis. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 11 maggio
2011, n. 7, dopo le parole Conferenza regionale - autonomie
locali aggiungere sentita altresì la Commissione Bilancio
dell'Assemblea regionale siciliana. ';
- al comma 3):
-alla lettera a) la cifra 6.500 è sostituita dalla cifra 6.000 ;
-alla lettera b) la cifra 400 è sostituita dalla cifra 600 ;
-alla lettera c) la cifra 4.200 è sostituita dalla cifra 4.950 ;
-alla lettera d) la cifra 5.000 è sostituita dalla cifra 4.750 ;
-alla lettera e) la cifra 5.000 è sostituita dalla cifra
S4.500 ;
-alla lettera f) la cifra 2.000 è sostituita dalla cifra 1.750 ;
-la lettera h) è così modificata: Contributo al comune di Favara
così ripartito: messa in sicurezza del centro storico nella misura
di 1.000 migliaia di euro; sostegno agli asili nido del comune
nella misura di 100 migliaia di euro ;
-alla lettera j) la cifra 5.600 è sostituita dalla cifra 5.000 ;
-alla lettera k) la cifra 17.500 è sostituita dalla cifra
17.000 ;
-alla lettera l) la cifra 12.500 è sostituita dalla cifra
11.000 ;
-la lettera m è così sostituita: Finanziamento della riserva di
cui al comma 9, dell'articolo 45 della legge regionale 12 maggio
2010, n. 11, nella misura di 500 migliaia di euro. .
-alla lettera o) la cifra 1.000 è sostituita dalla cifra 500 ;
-alla lettera p) la cifra 2.500 è sostituita dalla cifra
2.000 ;
-la lettera q) è sostituita dalla seguente: q) contributo ai
comuni della provincia di Messina, per interventi derivanti dallo
stato di calamità naturale per eventi meteorologici, dichiarato ai
sensi dell'articolo 3 della legge regionale 18 maggio 1995, n. 42,
con delibera della Giunta regionale n. 408 del 30 settembre 2009,
nella misura di 400 migliaia di euro. .
-- dopo la lettera r) sono aggiunte le seguenti:
rr) ai comuni è assegnata la somma di 2.000 migliaia di
euro per interventi a tutela dei nuclei ad elevato
quoziente familiare, tenuto cono di particolari
situazioni di bisogno quali la nn autosufficienza
economica, la disabilità, la monogenitorialità.
rrr) contributo al Comune di Noto (SR) per la conservazione
dei valori ambientali, architettonici ed artistici del
centro storico, per la misura di 1.000 migliaia di euro.
rrrr) contributo al Comune di Caltanissetta per il
rifacimento del centro storico nella misura di 500
migliaia di euro.
rrrrr) la somma di 150 migliaia di euro è destinata alla
copertura degli oneri di cui ai commi 7 e 8
dell'articolo 6 della legge regionale 6 febbraio 2008,
n. 1.
- dopo il comma 4 ter aggiungere i seguenti:
4 quater. Alle province, per la realizzazione dei relativi
servizi socio-assistenziali in favore dei disabili, per
garantire il diritto allo studio, è assegnata, per
l'esercizio finanziario 2011, una quota pari a 4.000 migliaia
di euro, a valere sui fondi assegnati alle province di cui al
comma 1. .
4 quinquies. A valere sui fondi assegnati alle province di
cui al comma 1, alla provincia regionale di Trapani, per
l'esercizio finanziario 2011, è assegnato un contributo nella
misura di 2.800 migliaia di euro così ripartito:
- 2.000 migliaia di euro, al fine di favorire l'incremento
dei flussi turistici dell'aeroporto Trapani-Birgi ed il
relativo piano di promozione in conseguenza della chiusura
del traffico aereo causata dall'evento bellico
internazionale nel periodo marzo-aprile 2011;
- 800 migliaia di euro per le saline ubicate nel territorio
che hanno subito danni alle strutture ed alla produzione a
seguito degli eventi calamitosi del mese di settembre
2009. .
4 sexies. A valere sui fondi assegnati alle province di cui al
comma 1, alla provincia regionale di Enna, per l'esercizio
finanziario 2011, è assegnato un contributo nella misura di
1.200 migliaia di euro per il ripristino e la messa in
sicurezza della rete viaria provinciale di collegamento fra
Enna e Catania. .
4 septies.
1. Alla tabella B) Stato di previsione della spesa allegata
alla legge regionale 11 maggio 2011, n. 8, sono apportate le
seguenti variazioni:
(importi in
migliaia di euro)
191301 2011
2012 2013
- 8.000
0 0
191302 2011
2012 2013
+ 8.000 0
0 .
4 octies.
1. Dopo il comma 8 dell'articolo 6 della legge regionale 6
febbraio 2008, n. 1, è aggiunto il seguente:
8 bis. Il trattamento economico determinato secondo il
precedente comma 7 spetta, altresì, ai componenti
dell'Ufficio di Segreteria della Conferenza Regione -
Autonomie locali nominati per un triennio con il decreto del
Presidente della Regione n. 42 dell'1 marzo 2005 ed il
relativo onere grava sugli specifici impegni già assunti
negli esercizi finanziari di riferimento.'.
Emendamenti articoli aggiuntivi:
Emendamento A.3:
Al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario
2011 e per il triennio 2011/2013 sono apportate le seguenti
variazioni:
(importi in migliaia di euro)
DIPARTIMENTO UPB DENOMINAZIONE 2011 2012 2013
SEGRETERIA 1.2. RICERCA 97 - -
GENERALE 1.3.2 SCIENTIFICA
DIPARTIMENTO 7.2. FORMAZIONE 103 - -
REGIONALE DELLA 1.3.1 PROFESSIONALE
FUNZIONE
PUBBLICA E DEL
PERSONALE
DIPARTIMENTO 4.2. CAPITOLO 215704 - -200 - -
REGIONALE DEL 1.5.2 ACCANTONAMENTO 1001
BILANCIO E DEL
TESORO
Emendamento A.4:
Al comma 4 dell'articolo 12 della legge 28 dicembre 2004, n. 17 e
successive modifiche ed integrazioni, le parole entro il 31
dicembre 2010 sono sostituite dalle parole entro il 31 dicembre
2011 . Il differimento del predetto termine vale anche per
l'incidenza del parametro di cui al medesimo comma 4 del citato
articolo 12 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, secondo
le modalità già assentite in sede di Conferenza Regione-autonomie
locali. Il differimento del predetto termine produce effetti anche
in ordine all'attività gestionale riconducibile all'esercizio
finanziario 2010 .
Emendamento A.5:
E' aggiunto il seguente articolo: All'articolo 25, comma 1, lett.
e) della legge 29 dicembre 2003, n. 21 sono aggiunte le seguenti
parole nonché le stabilizzazioni effettuate ai sensi
dell'articolo 17, commi 10, 11 e 12 del D.L. 1 luglio 2009, n. 78
della legge 3 agosto 2009, n. 102 .
Emendamento A.8:
All'articolo 2 della legge regionale 11 maggio 2011, n. 7 è
aggiunto il seguente comma:
7. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei commi
precedenti, sussista ancora l'obbligo della Regione e, nel caso di
somme eliminate ai sensi del comma 3, sia documentata
l'interruzione dei termini di prescrizione, si provvede al
relativo pagamento con le disponibilità dei capitoli aventi
finalità analoghe a quelli su cui gravavano originariamente le
spese o, in mancanza di disponibilità, mediante iscrizione in
bilancio delle relative somme, da effettuarsi con successivi
decreti del Ragioniere generale della Regione, ai sensi degli
articoli 26 e 27 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 e successive
modifiche ed integrazioni e dell'articolo 47 della legge regionale
7 agosto 1997, n. 30 .
Emendamento A.7.1:
Al comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 11 maggio 2011,
n. 7, dopo le parole 23 dicembre 2009, n. 191 sono aggiunte le
seguenti , secondo le modalità di applicazione previste dal comma
2 dell'articolo 1 del decreto legge n. 2/2010, convertito con la
legge 42/2010 .