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Resoconto d'Aula della Seduta n. 268 di martedì 05 luglio 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   BUZZANCA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                   Comunicazione relativa a congedo

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, preciso che,  come  da  relativa
  documentazione, risulta che la richiesta di congedo  dell'onorevole
  Marziano,  per la seduta d'Assemblea del 22 marzo  2011, era  stata
  invero depositata presso questa Presidenza in pari data  (e cioè lo
  stesso  giorno  della seduta di riferimento), ma che tuttavia,  per
  mero  disguido,  perveniva  alla Segreteria  generale  soltanto  il
  giorno   successivo,   alle   ore  10.45,   e   dunque   a   seduta
  abbondantemente conclusa.
   Ricordo  in proposito che in ossequio alla vigente disciplina  sui
  congedi  (da  ultimo  ribadita da questa  Presidenza  nella  seduta
  d'Assemblea n. 194 del 5 agosto 2010),  (...) soltanto  il  formale
  [tempestivo]  annunzio all'Assemblea farà sì, ai sensi  dell'ultima
  parte  del  citato  comma  1 dell'art. 84,  che  il  congedo,  così
  giustificato,  non costituisca assenza ai fini amministrativi :  il
  congedo   comunicato,  cioè,  influisce,  a  norma  di  Regolamento
  interno,  tanto  sul  versante parlamentare, abbassando  il  numero
  legale  (art.  86 Reg. int.), quanto ai fini amministrativi  perchè
  Snon  costituisce  assenza  (art. 84, comma 1, ultima  parte,  Reg.
  int.).
   A  seduta  definitivamente conclusa, una  volta  irrimediabilmente
  esaurito  il profilo strettamente parlamentare (effetti sul  numero
  legale), residua quello più squisitamente amministrativo (attinente
  ai deputati richiedenti).
   Ora, poiché il mancato annunzio in Aula della richiesta di congedo
  non  è dipeso dal deputato in questione, non sorgendo osservazioni,
  l'Assemblea prende atto della richiesta medesima ai soli effetti di
  cui  all'art.  84,  comma 1, ultima parte, del Regolamento  interno
  dell'ARS.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in missione per  ragione  del  loro
  ufficio gli onorevoli:
   Marrocco il 5 e il 6 luglio 2011; Cordaro il 6 e 7 luglio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Bonomo e Vinciullo per oggi; D'Agostino e Gentile dal 5 al 6 luglio
  2011;  Aricò  dal 5 al 7 luglio 2011; Digiacomo dal 5 all'8  luglio
  2011.

   L'Assemblea ne prende atto

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per  i  Beni culturali e l'identità siciliana, le risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   N.  50  -  Notizie a proposito del procedimento di  esproprio  dei
  terreni ricadenti in una vasta area di contrada Realmese nel comune
  di  Calascibetta  (EN) a seguito del vincolo diretto  cui  è  stata
  sottoposta l'area.
   Firmatario: Galvagno Michele

   N. 1050 - Notizie circa le risultanze dell'ispezione svolta presso
  il  Teatro  Massimo Bellini di Catania per verificarne la  corretta
  funzionalità amministrativa.
   Firmatari: Barbagallo Giovanni; Pogliese Salvatore; Raia Concetta;
  Mancuso Fabio Maria; Limoli Giuseppe

   N.  1436  -  Iniziative per assicurare l'immediato  rientro  della
  Venere di Morgantina nella città di Aidone (EN).
   Firmatario: Colianni Paolo

   N. 1590 - Iniziative a tutela dei beni culturali della Regione.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Disposizioni in materia di personale e di azioni urgenti per il
  rafforzamento  dell'azione amministrativa a tutela della  legalità.
  (n. 755)
   di   iniziativa  governativa,  presentato  dal  Presidente   della
  Regione, onorevole Raffaele Lombardo, in data 30 giugno 2011.

   - Misure a sostegno della movimentazione dei prodotti alimentari e
  gastronomici siciliani tramite il vettore aereo. (n. 756)
   di  iniziativa  parlamentare,  presentato  dagli  onorevoli  Oddo,
  Digiacomo,  Di Benedetto, Raia, Cracolici e Marziano,  in  data  30
  giugno 2011.

   -  Modifica all'articolo 2 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
  29. (n. 757)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Buzzanca, in
  data 30 giugno 2011.

   -  Disposizioni integrative in materia di requisiti  organizzativi
  relativi  al  personale laureato delle strutture di diagnostica  di
  laboratorio. (n. 758)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Gucciardi,
  in data 1 luglio  2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Abrogazione  di  norme relative al diritto di  prepensionamento
  anticipato  correlate  all'assistenza  di  soggetto  portatore   d'
  handicap  disabile grave . (n. 739)
   di iniziativa parlamentare , inviato in data 30 giugno  2011.

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
   Equiparazione dei diritti tra le vittime di atti terroristici e le
  vittime di atti della criminalità organizzata  (n. 745)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 giugno  2011
   parere  della  Commissione d'inchiesta e  vigilanza  sul  fenomeno
  della mafia in Sicilia

                            BILANCIO  (II)

   - Interventi per gli investimenti e la crescita. (n. 724)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 giugno 2011
   parere I, III, IV, V, VI e UE

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Modifiche  alla legge regionale 8 aprile 2010, n.  9.  Gestione
  integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati. (n. 722)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 giugno 2011
   parere I e UE

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Riordino  del  settore della formazione professionale  e  norme
  relative ai consorzi universitari. (n. 728)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 giugno 2011
   parere I

   -  Norme  per il risanamento ed il recupero del centro storico  di
  Noto. (n. 738)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 giugno 2011
   parere IV

   -  Misure  a  sostegno dei siti patrimonio Unesco in Sicilia.  (n.
  741)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 giugno 2011

   - Misure a sostegno dei  mura a siccu  del Valdinoto. (n. 742)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 25 maggio 2011
   parere III e UE.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Bufardeci e Marziano,  con
  nota prot. n. 5661 del  23 giugno 2011, hanno chiesto di apporre la
  firma  al  disegno  di  legge n. 684 «Interventi  in  favore  della
  diffusione  della  lingua  dei segni  italiana  (LIS)  come  lingua
  propria della comunità dei sordi».

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE.  Comunico  i  pareri resi  dalla  Commissione   Affari
  istituzionali'(I):

   Ente  parco  fluviale dell'Alcantara. Designazione componenti  del
  collegio dei revisori dei conti. (n. 153/I)
   reso in data 28 giugno 2011 e inviato in data 30 giugno 2011.

   Ente  parco  dell'Etna. Designazione componenti del  collegio  dei
  revisori dei conti. (n. 154/I)
   reso in data 28 giugno 2011 e inviato in data 30 giugno 2011.

   Fondo   di  quiescenza.  Designazione  componenti  effettivi   del
  collegio dei revisori dei conti. (n. 157/I)
   reso in data 28 giugno 2011 e inviato in data 30 giugno 2011.

   Università degli studi di Catania. Designazione componente in seno
  al consiglio di amministrazione. (n. 158/I)
   reso in data 28 giugno 2011 e inviato in data 30 giugno 2011.

   Istituto  Autonomo Case Popolari di Enna. Designazione  componente
  del collegio dei sindaci. (n. 159/I)
   reso in data 28 giugno 2011 e inviato in data 30 giugno 2011.

   Istituto   Autonomo   Case  Popolari  di  Siracusa.   Designazione
  componente del collegio dei sindaci. (n. 160/I)
   pervenuto in data 14 giugno 2011 e inviato in data 30 giugno 2011.

   II.AA.CC.PP. di Acireale, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna,
  Messina,  Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. Nomina  dei  sindaci
  con  funzioni  di presidente dei rispettivi collegi sindacali.  (n.
  161/I)
   reso in data 28 giugno 2011 e inviato in data 30 giugno 2011.

   Ente  parco dei Nebrodi. Designazione componenti del collegio  dei
  revisori dei conti. (n. 162/I)
   reso in data 28 giugno 2011 e inviato in data 30 giugno 2011.

   Ente parco delle Madonie. Designazione componenti del collegio dei
  revisori dei conti. (n. 163/I)
   reso in data 28 giugno 2011 e inviato in data 30 giugno 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   BUZZANCA, segretario:

   «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro,
  premesso   che  disposizioni  normative  organiche   in   tema   di
  'privatizzazione' degli istituti di assistenza e  beneficenza  sono
  rinvenibili  nell'ordinamento regionale nella legge  regionale  sul
  riordino dei servizi socio-assistenziali 9 maggio 1986, n. 22;

   in particolare, l'art. 30, rubricato 'Privatizzazione delle IPAB',
  non codifica espressamente i criteri selettivi che tali enti devono
  possedere   per   poter   essere   ammessi   alla   procedura    di
  privatizzazione,   demandando  ad  apposito   atto   della   Giunta
  regionale, successivamente emanato in data 8 agosto 1988 (n.  268),
  la determinazione di tali parametri;

   considerato che, dall'esame del suddetto provvedimento, si  desume
  che  la  ricorrenza  dei requisiti richiesti  e  dunque  la  stessa
  procedura di privatizzazione di un'IPAB incontra, quale limite, tra
  l'altro,   la   circostanza  che  l'ente   abbia   beneficiato   di
  contribuzioni  pubbliche  inerenti  all'applicazione  al  personale
  dipendente dei contratti collettivi di lavoro;

   considerata la delibera del consiglio di amministrazione dell'IPAB
  'Sacerdote Mariano Scriffignano Siscaro' di Agira (EN), emanata  in
  data  24  gennaio 2009, con cui si era manifestata  la  volontà  di
  avere  riconosciuta  la  personalità  giuridica  di  fondazione  di
  diritto  privato,  e  l'evidente illegittimità  di  tale  atto  per
  carenza  assoluta  di  potere  dell'organo  deliberante,  frattanto
  scaduto il proprio mandato e concluso il regime di prorogatio;

   rilevato che:

   la  suddetta IPAB, con atti documentabili, beneficia di contributi
  regionali  per  fronteggiare gli oneri conseguenti all'applicazione
  degli  accordi  nazionali  di  lavoro,  e  tale  circostanza,  come
  evidenziato  in premessa, in base a quanto disposto dalla  delibera
  di Giunta 8 agosto 1988, n. 268, costituisce elemento ostativo alla
  trasformazione in fondazione di diritto privato ed alla conseguente
  iscrizione nel registro delle persone giuridiche private ex art. 30
  della l.r. 22/1986;

   la  decisione  assunta  dal c.d.a. scaduto  integra  una  evidente
  violazione  dell'art.  2266  del  codice  civile,  poiché  l'organo
  deliberante  scaduto  non  godeva più di poteri  di  rappresentanza
  dell'ente in questione;

   preso  atto  del  d.a.  313 S.7/IPAB con  il  quale  l'Assessorato
  regionale  Famiglia  ha  provveduto alla  trasformazione  dell'IPAB
  'Sacerdote  Mariano  Scriffignano Siscaro' di Agira  (EN)  in  ente
  privato  ed alla conseguente iscrizione nel registro delle  persone
  giuridiche,  nonostante gli evidenti aspetti  ostativi  evidenziati
  nella presente e opportunamente comunicati dallo stesso sindaco  di
  Agira,  ing. Gaetano Giunta, con propria nota prot. n. 7600 del  18
  aprile 2011;

   appreso,   inoltre,  del  d.a.  779  S.7/IPAB,  con  cui   codesto
  spettabile  Assessorato  ha provveduto a  nominare  un  commissario
  straordinario,  in  palese violazione dell'ordinaria  procedura  di
  ricostituzione   del  c.d.a.dell'IPAB,  avviata   dalla   determina
  sindacale n. 34 del 9 maggio 2011 del sindaco di Agira, con cui  si
  comunicavano  i  nominativi dei componenti di  propria  competenza,
  appare  quanto  meno  singolare  l'iniziativa  dell'Assessorato  di
  nominare   un   commissario  straordinario,  non   ricorrendone   i
  presupposti, e per di più, si cita testualmente, 'per assicurare la
  gestione  ordinaria dell'ente', ricomprendendo  in  essa,  in  modo
  palesemente  illegittimo, 'lo specifico compito  di  modificare  lo
  Statuto  dell'Ente  in ordine alla composizione  del  Consiglio  di
  Amministrazione';

   per sapere:

   se  intenda  disporre,  alla  luce delle  considerazioni  esposte,
  l'annullamento in autotutela del d.a. 313 S.7/IPAB che ha  disposto
  la  trasformazione  in  fondazione  di  diritto  privato  dell'IPAB
  'Sacerdote Mariano Scriffignano Siscaro' di Agira;

   se  intenda,  inoltre, disporre l'annullamento in  autotutela  del
  decreto  assessoriale 779 S. 7/IPAB che ha disposto la  nomina  del
  commissario straordinario dell'IPAB 'Sacerdote Mariano Scriffignano
  Siscaro' di Agira, e di individuare le eventuali responsabilità  di
  siffatto  atto  palesemente illegittimo, poiché  in  contrasto  con
  l'autonomia  statutaria dell'ente e con le norme di diritto  comune
  che disciplinano la materia». (1950)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                             COLIANNI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   in  data  24 giugno 2011, numerosi studenti e lavoratori, recatisi
  alla  stazione ferroviaria di Lentini per prendere il treno  locale
  8570, proveniente da Siracusa, delle ore 6,55, hanno scoperto, loro
  malgrado,  che  il  convoglio  atteso  era  stato  soppresso  dalle
  Ferrovie dello Stato;

   la  suddetta soppressione è avvenuta senza il minimo preavviso  da
  parte  delle  FF.SS.  e  senza alcuna  alternativa  gommata  per  i
  viaggiatori,   mettendo  in  grossissime  difficoltà   chi   doveva
  raggiungere  il  proprio posto di lavoro  o  la  propria  scuola  o
  università;

   considerato che:

   continua  la  scellerata politica delle Ferrovie dello  Stato  che
  ritengono opportuno, in nome di una politica di riduzione dei costi
  che  penalizza  sempre e soltanto il Sud, trattare i propri  utenti
  della  Sicilia come burattini senza anima e senza necessità,  degni
  di subire qualsiasi tipo di sopruso e ingiustizia;

   tra  l'altro, la stazione di Lentini ha già subito abbondantemente
  i colpi di scure delle FF.SS.;

   nonostante  il  vasto  bacino di utenza, la  stazione  del  comune
  siracusano è priva della biglietteria, dei servizi igienici, non ha
  una   ristorazione  in  grado  di  rispondere  alle  esigenze   dei
  viaggiatori  e  le  macchinette  per  la  vendita  automatica   dei
  biglietti  funzionano  a singhiozzo, facendo rischiare  così  multe
  salate  ai  passeggeri  che partono da Lentini,  impossibilitati  a
  munirsi del regolare biglietto;

   tutto ciò è vergognoso ed impensabile per una stazione ferroviaria
  che deve servire un bacino di utenza di oltre cinquantamila persone
  che spazia su due province, quelle di Siracusa e Catania;

   i  servizi  che,  di contro, vengono offerti dalle Ferrovie  dello
  Stato  sono sintomatici dell'assoluta mancanza di considerazione  e
  rispetto  che  ha  le  FF.SS. hanno nei  confronti  dei  Siciliani:
  biglietti  in  costante  aumento e tratte ferroviarie  percorse  in
  tempi biblici (45 km. percorsi in un'ora abbondante);

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente  adoperarsi  presso  i  vertici  delle
  Ferrovie dello Stato al fine di ripristinare la tratta soppressa  e
  come mai non sia stata prevista alcuna alternativa per limitare  al
  massimo i disagi per gli utenti;

   se  non  ritengano opportuno intervenire presso  i  vertici  delle
  Ferrovie  dello Stato affinché sia data pari dignità ai viaggiatori
  siciliani, trattati sempre più come italiani di serie B». (1953)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  premesso che in data 13 giugno 2011 è stato  convocato
  il  comitato  direttivo del consorzio area di sviluppo  industriale
  (ASI)  di  Siracusa  e  che  ad uno dei  componenti  del  succitato
  comitato  direttivo  la  comunicazione  della  convocazione   della
  riunione  è  pervenuta in pari data, cioè il giorno  13  giugno,  a
  riunione oramai ultimata;

   considerato  che tale ritardo nella comunicazione  dell'avviso  di
  convocazione ha comportato, allo stesso componente, l'impossibilità
  di   partecipare   alla  riunione  del  comitato,  provocando,   di
  conseguenza,   l'irregolare   costituzione   dell'organo   e   che,
  nonostante  la palese irregolarità nella convocazione, il  comitato
  direttivo si è illegittimamente insediato ed ha discusso quanto era
  previsto  all'o.d.g.  della  riunione,  effettuando  altresì  delle
  deliberazioni concernenti il medesimo ordine del giorno, e cioè  la
  nomina dei componenti ASI nel c.d.a.;

   preso atto che lo stesso c.d.a. ASI, ritenuto che l'assenza di uno
  dei  componenti,  assenza causata da un ritardo  di  comunicazione,
  inficiava  quanto deciso e deliberato nella riunione  del  comitato
  direttivo dell'ASI di Siracusa del 13 giugno u. s., ha proceduto ad
  una  nuova convocazione in data 20 giugno 2011 ed ha proceduto alla
  reitera  delle  nomine  nelle persone dei sig.ri  Assenza,  Medica,
  Montagno e Brunetto;

   considerato,  infine, che il presidente dell'ASI  ha  ritenuto  di
  autonominarsi in dispregio alla circolare assessoriale del 2002 che
  vieta  tale  pratica,  che un altro degli  eletti  risulterebbe  in
  eleggibile, in quanto titolare di un contenzioso con la stessa  ASI
  e  che  i  sig.ri Medica e Brunetto sembrerebbero non  possedere  i
  requisiti previsti dall'apposita normativa regionale per la  nomina
  nei c.d.a. degli enti e delle società partecipate;

   per  sapere  se  non  ritenga di inviare un ispettore  all'ASI  di
  Siracusa  al fine di verificare la legittimità delle procedure,  il
  rispetto  della normativa e il possesso dei requisiti degli  eletti
  e,  se del caso, provvedere all'annullamento degli atti relativi  e
  alle nuove nomine legittime». (1954)

                                                             MARZIANO

   «All'Assessore per l'energia e per i servizi di pubblica  utilità,
  premesso che:

   da  notizie di stampa si è appreso che da talune settimane vengono
  conferiti  rifiuti  provenienti da altre  regioni  in  alcuni  siti
  siciliani delle province di Agrigento, Camastra e Siculiana,  e  di
  Messina;

   tale   operazione,  in  base  a  quanto  riportato  dai  giornali,
  risulterebbe  possibile  in  virtù di un  accordo  sancito  tra  la
  società  della  provincia  di Napoli, la SAPNA,  e  un'associazione
  temporanea   di   imprese,   la  cui   capofila   è   riconducibile
  all'imprenditore Vincenzo D'Angelo;

   per sapere:

   se  sia a conoscenza degli elementi sopra delineati, se sia  stato
  sottoscritto un accordo tra soggetti istituzionali e, in tal  caso,
  quale  sia  il suo contenuto, nonché le ragioni e i tempi stabiliti
  per le procedure di conferimento in discarica;

   se,  in  assenza di qualunque disposizione in merito, non  ritenga
  necessario  e  urgente adottare ogni misura possibile  al  fine  di
  accertare  i fatti e disporre conseguentemente atti a tutela  della
  salute pubblica e a garanzia della legalità». (1955)

                                                            PANEPINTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione  professionale,  premesso  che  l'Assessorato  regionale
  dell'istruzione  e  della  formazione  professionale,  con  propria
  circolare n. 13 del 19 maggio 2011, stabiliva le procedure  per  la
  razionalizzazione e il dimensionamento della rete scolastica  della
  Sicilia per l'anno scolastico 2012/2013;

   considerato che:

   la  circolare  di cui sopra prevede, tra l'altro,  'la  fusione  o
  aggregazione di scuole del primo ciclo, nell'ottica di  una  valida
  razionalizzazione e di un riequilibrio dell'offerta scolastica  sul
  territorio di riferimento . La circolare continua sostenendo che va
  privilegiata  la  costituzione di istituti  comprensivi  di  scuola
  materna, primaria e secondaria di primo grado';

   appare evidente che, al di là delle parole e dei termini usati, lo
  scopo  di  questa  'razionalizzazione delle rete scolastica'  è  la
  chiusura di quelle scuole che risultano economicamente svantaggiose
  per l'amministrazione regionale;

   tenuto conto che:

   nella   stesura   di   tale  circolare,  l'Assessorato   regionale
  dell'istruzione ha, quindi, privilegiato il mero fattore economico,
  senza  tenere  minimamente  conto del riflusso  negativo  che  tale
  scelta potrebbe avere sia sugli alunni che, soprattutto, sulle loro
  famiglie;

   difatti,  quando si parla di 'scuole del primo ciclo' si intendono
  le classi materne e le prime classi delle scuole elementari, nonché
  le scuole medie inferiori;

   in  tale  logica, il comune di San Cono, in provincia di  Catania,
  vedrebbe  ridimensionata la propria scuola, con il suo  conseguente
  accorpamento all'istituto comprensivo di San Michele di Ganzaria  o
  a Mirabella Imbaccari;

   in  questo  caso, non solo la comunità di San Cono  perderebbe  la
  direzione didattica a favore di altro istituto comprensivo, con  la
  naturale  compressione di prestigio, ma vi sarebbe il trasferimento
  di gran parte del personale amministrativo che da San Cono dovrebbe
  emigrare nella nuova sede di direzione;

   preso  atto  che,  alla luce di quanto sopra,  questa  fantomatica
  'razionalizzazione  e dimensionamento della rete  scolastica  della
  Sicilia'  riuscirà  certamente  a  fare  risparmiare,  in   termini
  economici,  la Regione siciliana, ma, sicuramente, farà  lievitare,
  in  modo  esponenziale,  il fenomeno della dispersione  scolastica,
  tenuto  conto  che  saranno  molte le famiglie  che  non  intendano
  sottoporre al rischio di incidenti, i propri figli;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno ed urgente  ritirare  la
  circolare  n.  13  del  19  maggio 2011 dell'Assessorato  regionale
  Istruzione, che stabilisce le procedure per la razionalizzazione  e
  dimensionamento  della  rete scolastica della  Sicilia  per  l'anno
  scolastico   2012/2013  al  fine  di  rimodularla,  tenendo   conto
  prioritariamente delle esigenze dei giovani studenti e  delle  loro
  famiglie». (1956)

                                                              FALCONE

   «All'Assessore  per la salute, premesso che con avviso  pubblicato
  nella  GURI - Serie speciale concorsi ed esami n. 2 del  7  gennaio
  2011  e  nella GURS serie speciale concorsi n. 18 del  31  dicembre
  2010  è  stata  indetta una mobilità regionale/interregionale,  per
  titoli,  per  la copertura di posti di collaboratore  professionale
  sanitario  infermiere, per il bacino della Sicilia occidentale,  in
  conformità  ai  criteri  stabiliti con  circolare  dell'Assessorato
  regionale Salute prot./servizio I/n. 52113 del 3 dicembre 2010;

   rilevato  che  nel predetto avviso di mobilità è stato  stabilito,
  nei  requisiti di ammissione, che 'non possono accedere  all'avviso
  in  oggetto: coloro che siano stati dichiarati temporaneamente  non
  idonei  alle  mansioni proprie del profilo di  appartenenza  ovvero
  idonei con prescrizioni e limitazioni';

   considerato che:

   l'esclusione di partecipare alla mobilità ai lavoratori non idonei
  temporaneamente o idonei con prescrizioni appare in netto contrasto
  con  la  legislazione vigente del pubblico impiego e che la stessa,
  anzi, tutela i soggetti che hanno difficoltà e menomazioni fisiche,
  ma  che  comunque  possono svolgere idonee  mansioni,  pur  se  con
  limitazioni;

   la  giurisprudenza  costante stabilisce  che  il  lavoratore,  pur
  inidoneo  all'attività per il quale è stato assunto, deve nondimeno
  svolgerne  un'altra compresa nella stessa mansione  o  in  mansioni
  equivalenti;

   rilevato che:

   il  predetto  bando  ha posto in essere una  chiara  diversità  di
  trattamento  tra  lavoratori,  in netto  contrasto  con  i  dettati
  costituzionali di uguaglianza tra i cittadini, disparità alla quale
  appare  opportuno porre rimedio, nel senso che si rende  necessario
  dare  la  possibilità  a  tutti i lavoratori  di  partecipare  alla
  mobilità, compresi i temporaneamente inidonei;

   occorre, pertanto, mettere in atto tutti i provvedimenti necessari
  per   la   risoluzione   della   problematica   de   qua   tendenti
  all'ammissione  alla  mobilità  regionale/interregionale  a   tutti
  coloro  che hanno i requisiti richiesti dal bando, compresi  quelli
  che siano stati dichiarati temporaneamente non idonei alle mansioni
  proprie  del profilo di appartenenza ovvero idonei con prescrizioni
  e limitazioni;

   per sapere:

   quali iniziative intenda adottare al fine di trovare una soluzione
  all'errata  applicazione della legislazione  vigente  in  merito  a
  quanto stabilito dall'avviso pubblicato nella GURI - serie speciale
  concorsi  ed  esami  n. 2 del 7 gennaio 2011  e  nella  GURS  serie
  speciale concorsi n. 18 del 31 dicembre 2010, con il quale è  stata
  indetta una mobilità regionale/interregionale, per titoli,  per  la
  copertura   di  posti  di  collaboratore  professionale   sanitario
  infermiere, per il bacino della Sicilia occidentale, nel  senso  di
  dare  la  possibilità  a  tutti i lavoratori  di  partecipare  alla
  mobilità, compresi i temporaneamente inidonei in conformità con  la
  legislazione vigente del pubblico impiego che tutela i soggetti con
  menomazioni fisiche che possono svolgere idonee mansioni;

   se non ritenga di provvedere ad individuare un intervento urgente,
  che  consenta di ammettere alla mobilità tutti i lavoratori che  ne
  fanno   richiesta,  compreso  coloro  che  siano  stati  dichiarati
  temporaneamente  non idonei alle mansioni proprie  del  profilo  di
  appartenenza ovvero idonei con prescrizioni e limitazioni;

   se  sia il caso, a seguito di un attento esame della legislazione,
  di  dare  incarico  agli  uffici competenti  di  adottare  tutti  i
  provvedimenti  necessari per la risoluzione della  problematica  de
  qua  e  tendenti all'ammissione alla mobilità di coloro  che  siano
  stati  dichiarati temporaneamente non idonei alle mansioni  proprie
  del  profilo  di  appartenenza ovvero  idonei  con  prescrizioni  e
  limitazioni». (1957)

                                                            GUCCIARDI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   i vertici delle Ferrovie dello Stato, incuranti delle innumerevoli
  e  continue proteste provenienti, in maniera 'bipartisan' da  tutte
  le  forze politiche, sindacali e industriali, continuano nella loro
  scellerata  politica  di disimpegno in tutto  il  Mezzogiorno,  con
  punte drammatiche in Sicilia;

   dopo  avere  ridotto del 90 per cento l'intero traffico  merci  in
  Sicilia,  vanificando, di fatto, milioni di  euro  investiti  nella
  creazione e ristrutturazione delle piattaforme di carico e  scarico
  merci   ed   arrecando  danni  incalcolabili  all'intera   economia
  regionale,  le  Ferrovie dello Stato hanno ridotto  molte  stazioni
  ferroviarie siciliane a squallide fermate, senza offrire il  minimo
  supporto logistico ai passeggeri;

   sono  state  chiuse le biglietterie, aboliti i punti  di  ristoro,
  chiusi  i  servizi igienici: oggi molte stazioni siciliane  offrono
  uno  standard qualitativo inferiore persino a quelle dei  Paesi  in
  via di sviluppo;

   considerato che:

   mentre  la Commissione europea continua a riprendere l'Italia  per
  le  pessime condizioni delle ferrovie nel Mezzogiorno, le  Ferrovie
  dello  Stato  prediligono  investimenti  milionari  mirati  ad   un
  espansione verso mercati esteri;

   suona  come  una beffa la dichiarazione rilasciata  tempo  fa  dal
  direttore  generale  delle FF.SS. che giustificava  l'espansionismo
  all'estero della propria azienda a causa delle 'gravi realtà in cui
  versano   i  trasporti  su  rotaia  nei  Paesi  dell'est  europeo',
  dimenticando volutamente che al sud del suo Paese vi è la più bassa
  percentuale europea di doppie linee ferrate e che, per percorrere i
  chilometri che separano Palermo da Siracusa, occorrono oltre 8  ore
  di  viaggio  su  vagoni  privi delle più  elementari  dotazioni  di
  confort;

   tenuto  conto  che  continuando su  questa  scellerata  strada  di
  dismissioni,  entro due anni, chiuderà persino la storica  stazione
  di  Siracusa  che,  ancora oggi, nonostante  l'impegno  distruttivo
  delle  F.d.S., continua ad essere punto di arrivo per  migliaia  di
  turisti;

   per sapere:

   quali  iniziative  intendano adottare nei  confronti  del  Governo
  nazionale e dello stesso Ministro per le infrastrutture affinché si
  ponga  un  freno  alla  politica dissennata  che  i  vertici  delle
  Ferrovie  dello Stato stanno attuando al Sud ed in particolar  modo
  in Sicilia;

   se  non  ritengano opportuno intervenire presso  i  vertici  delle
  Ferrovie  dello Stato affinché sia data pari dignità ai viaggiatori
  siciliani, trattati sempre più come italiani di serie B». (1958)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, premesso che la l.  r.  14  del  31
  agosto  1998  ha  istituito  in Sicilia l'ufficio  regionale  della
  Protezione civile, oggi dipartimento, stabilendone le competenze;

   visto  che  il personale del predetto dipartimento è  formato,  in
  buona  parte,  da precari (circa 300 unità) con contratto  a  tempo
  determinato.  Tale  personale, formato  da  ingegneri,  architetti,
  geometri  ed  amministrativi, da anni in prima  fila  in  tutte  le
  emergenze che hanno visto impegnata la Protezione civile regionale,
  ha  raggiunto un altissimo livello di preparazione e competenza  in
  un settore estremamente delicato;

   considerato  che è da oltre 10 anni che la Regione  si  impegna  a
  stabilizzare    questo   personale   vista   la   loro    altissima
  professionalità;

   preso atto che, malgrado l'approvazione nel 2010 di un emendamento
  alla  l.r. 24 del 2010 che stabiliva in 180 giorni il tempo massimo
  per  la  stabilizzazione di detto personale  così  come  di  altro,
  nonostante  una  recente circolare assessoriale che  ha  dettato  i
  parametri da adottare per la risoluzione di quanto dovuto a  questi
  lavoratori,  nulla  finora  è stato fatto  e  questi  'ex  giovani'
  continuano  ad  essere  posizionati in  quell'infernale  limbo  del
  precariato;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno attivare  immediatamente
  tutte  le procedure atte alla stabilizzazione dei circa 300 precari
  attualmente  in  servizio  presso il dipartimento  regionale  della
  Protezione civile». (1959)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che, nonostante siano trascorsi oltre 15 anni dall'inizio
  dei  lavori  del  nuovo  ospedale  di  Lentini,  questa  importante
  struttura,  che permetterebbe l'abbandono del vetusto e  fatiscente
  stabile  oggi  utilizzato, continua ad essere una  chimera  per  le
  migliaia  di  utenti  che  gravitano nella  zona  a  cavallo  delle
  province di Catania e Siracusa, ove è sorto il nuovo nosocomio;

   tenuto conto che:

   i lavori di realizzazione sono stati quasi interamente completati,
  comprese le sale operatorie;

   si  sono  risolte  anche  le  liti  giudiziarie  che  hanno  visto
  contrapposte  l'ASP  di  Siracusa e alcune ditte  appaltatrici  dei
  lavori;

   nonostante tutto questo, i lavori procedono ad un ritmo non  certo
  esaltante  che  sta mettendo in crisi lo stesso  Assessore  per  la
  salute,  il  quale, in un'intervista rilasciata il 17 dicembre  del
  2010,  aveva garantito l'apertura del nuovo ospedale entro il  mese
  di giugno del 2011;

   ancora meglio ha fatto il Presidente della Regione che, in una sua
  dichiarazione del 2009, sentenziò che immancabilmente '... il  2010
  sarà l'anno dell'apertura del nuovo ospedale di Lentini';

   considerato  che, al di là delle dichiarazioni di  facciata  fatte
  dagli  autorevoli esponenti del Governo regionale, resta  il  fatto
  che  una delle più belle ed efficienti strutture ospedaliere  della
  Sicilia,  con oltre 200 posti letto e sale operatorie con  impianti
  all'avanguardia, resta ancora chiusa per oscuri motivi;

   per  sapere  se  non  ritengano  necessario  ed  improcrastinabile
  intervenire  presso  l'ASP di Siracusa al fine  di  appurare  quali
  siano  i  veri  motivi ostativi all'immediata  apertura  del  nuovo
  ospedale   di  Lentini  e,  di  conseguenza,  ordinare  l'immediata
  apertura del nuovo ospedale». (1960)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   da   notizie   di   stampa,   si   apprende   che   è   intenzione
  dell'Assessorato regionale Salute, in accordo con la  SUES  s.p.a.,
  di  ridurre il personale a bordo delle ambulanze medicalizzate  del
  118;

   tale  decisione  sarebbe  stata presa in virtù  di  quella  strana
  politica  economica  che prevede continui ed  indiscriminati  tagli
  anche  in  quei settori che rivestono un'importanza  vitale  per  i
  cittadini;

   tenuto conto che:

   non  è la prima volta che la disastrata sanità siciliana cerca  di
  rimediare al suo stato di pre-collasso addossando sulla popolazione
  i risultati di anni di sperperi incredibili;

   proprio   il   118,   dopo  essere  stato  fonte   di   vergognoso
  clientelismo, dopo essere stato il bancomat per decine di burocrati
  della  sanità,  improvvisamente  diventa  un  peso  insopportabile,
  proprio  nel momento in cui il sistema di autosoccorso ha raggiunto
  in  Sicilia un equilibrio ottimale tra costi ed effettivi risultati
  resi alla comunità;

   considerato che:

   appare  incomprensibile,  se  tale notizia  fosse  confermata,  la
  decisione  di diminuire l'efficienza e l'efficacia delle  ambulanze
  medicalizzate del 118 riducendo il personale a bordo, tenendo conto
  che  è  in  atto  una rivoluzione nella sanità siciliana  che,  tra
  l'altro,  prevede  la  chiusura di numerosi ospedali  e  centri  di
  pronto soccorso;

   tale  riassetto  della sanità elegge, di conseguenza,  l'ambulanza
  del  118 ad un vero e proprio servizio salvavita, se si calcola  le
  distanze che spesso si inframmezzano tra la residenza del malato  e
  il primo centro di soccorso ospedaliero;

   preso  atto che un'eventuale riduzione del personale a bordo delle
  ambulanze   causerebbe  un  ulteriore  aumento   del   livello   di
  disoccupazione;

   per sapere:

   se  risponda  al  vero  la  notizia che l'Assessorato  Salute,  in
  accordo  con  la SUES s.p.a., abbia in programma la  riduzione  del
  personale a bordo delle ambulanze medicalizzate del 118;

   se  la notizia dovesse essere confermata, che iniziative intendano
  adottare  per salvaguardare il sacrosanto diritto dei siciliani  ad
  avere  un  servizio  di  pronto  intervento  medico  adeguato  alle
  aspettative della popolazione». (1962)

                                                            VINCIULLO

   «Al   Presidente  della  Regione,  premesso  che  il  dipartimento
  regionale  della Protezione civile, istituito con la  l.r.  14  del
  1998,  ha  dato  sempre  grande prova di dinamismo  e  velocità  di
  intervento  in tutte le calamità che si sono, purtroppo, susseguite
  nella Regione negli ultimi 10 anni: dall'inondazione di Giampilieri
  ai  recenti  e  continui  sbarchi di clandestini  a  Lampedusa,  la
  Protezione  civile  regionale è stata sempre presente  con  i  suoi
  uomini   e   con   le  sue  attrezzature,  dando  prova   di   alta
  professionalità ed abnegazione;

   preso atto che:

   ad  una dinamicità ampiamente riconosciuta a livello nazionale, si
  contrappone  uno  stato  di  assoluto immobilismo  da  parte  della
  Regione  siciliana  nei  confronti del personale  della  Protezione
  civile;

   è  bene  ricordare  che il personale del predetto  dipartimento  è
  formato, in buona parte, da circa 300 precari che corrisponde al 70
  per cento dell'intera forza lavoro del dipartimento stesso;

   quando  si  parla  di  precari della Protezione  civile  significa
  parlare di ingegneri, architetti, geometri ed amministrativi, tutto
  personale che ha raggiunto un altissimo livello di professionalità,
  forgiata da tanti anni di esperienza sul territorio in tutte quelle
  emergenze che hanno visto impegnata la Protezione civile regionale;

   considerato che:

   è  da  oltre  10  anni  che la Regione illude  questi  lavoratori,
  promettendo  loro una definitiva stabilizzazione,  promessa  sempre
  tradita e mai mantenuta;

   la  l.r. 24 del 2010 fissava in 180 giorni il tempo massimo per la
  stabilizzazione  di  detto personale così come di  altro  personale
  precario,  stabilendo che la regolamentazione della loro  posizione
  lavorativa  doveva avvenire entro e non oltre il 30 di  giugno  del
  2011;

   visto che:

   alla data odierna, nulla è avvenuto, causando ciò, giustamente, lo
  stato  di  agitazione dei precari della Protezione civile, protesta
  che  potrebbe mettere a rischio la campagna antincendio organizzata
  dall'ex Assessorato regionale Agricoltura, in collaborazione con la
  stessa Protezione civile regionale;

   alcuni  di  questi  precari  sono  stati  assunti  a  seguito  del
  terremoto  di  Santa Lucia del 13 dicembre 1990, in ottemperanza  a
  quanto disposto dalla legge 433 del 31 dicembre 1991;

   tutti  i tecnici assunti dai comuni, in seguito alla legge de  qua
  agitur,  sono  stati stabilizzati da anni, nonostante  siano  stati
  sottoposti  alle  attività di controllo  e  di  verifica  dai  loro
  colleghi regionali che, invece, continuano ad essere precari;

   per  sapere  quali  iniziative  intendano  adottare  per  attivare
  immediatamente  tutte  le procedure atte alla  stabilizzazione  dei
  circa  300  precari attualmente in servizio presso il  dipartimento
  regionale  della Protezione civile, dando in questo modo attuazione
  ad  una  legge  voluta dall'Assemblea regionale e forse,  a  quanto
  pare, subita dal Governo regionale». (1963)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   il Consiglio di Stato, accogliendo una 'class-action' promossa dal
  CODACONS,  (associazione che tutela i diritti  dei  consumatori)  e
  respingendo  il  ricorso presentato dal Ministro  per  la  pubblica
  istruzione,  ha  stabilito che lo stesso  Ministero  dovrà  avviare
  immediatamente  il  piano  di edilizia  scolastica  per  evitare  i
  fenomeni  di sovraffollamento delle classi;

   nel  dettaglio,  il  Consiglio  di  Stato  ha  dichiarato  che  il
  Ministero  'dovrà  obbligatoriamente attivare  la  riqualificazione
  dell'edilizia  scolastica, in specie di quelle istituzioni  non  in
  grado  di  reggere  l'impatto  delle nuove  regole  introdotte  con
  riguardo alla formazione numerica delle classi';

   in  sostanza, 'Palazzo Spada' obbliga il Ministero ad  attuare  la
  normativa  esistente  che detta le regole  sul  numero  massimo  di
  alunni per classe, norma che prevede massimo 26 alunni nella scuole
  d'infanzia e primarie, massimo 27 alunni nelle scuole secondarie di
  primo  e  secondo grado e massimo 20 alunni nelle classi ove  siano
  presenti alunni disabili;

   per  potere attuare tali disposizioni di legge, il Ministero  sarà
  obbligato  a  costruire nuove scuole nelle zone dove è maggiore  la
  presenza di classi sovraffollate;

   considerato  che  le nuove direttive stabilite  dal  Consiglio  di
  Stato  coinvolgono, ovviamente, anche la Regione anche se,  per  le
  proprie  prerogative autonomiste, la Sicilia ha una  organizzazione
  scolastica diversa dalle altre regioni d'Italia;

   preso atto che:

   appare   evidente  che  la  decisione  del  Consiglio   di   Stato
  rivoluziona il mondo scolastico in Sicilia, considerando  che,  con
  la  chiusura di numerose classi, il sovraffollamento è diventato un
  fenomeno quasi regolare in tutti i plessi scolastici siciliani;

   è  impensabile  che i comuni e le province regionali  possano,  da
  soli,  intervenire  per la costruzione di nuovi plessi  scolastici,
  considerando  i  gravi  problemi  di  liquidità  che   gli   stessi
  affrontano  quotidianamente a causa dei tagli dei  finanziamenti  e
  del patto di stabilità;

   l'Assessorato  regionale Istruzione ha da tempo emanato  il  nuovo
  programma regionale di edilizia scolastica, tenendo conto anche dei
  fondi PAR-FAS destinati proprio a questo scopo;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente ed improcrastinabile rivedere  l'intero
  piano  di  edilizia  scolastica regionale,  considerando  le  nuove
  problematiche legate all'indirizzo dato dal Consiglio di Stato  sul
  sovraffollamento delle classi;

   se   intendano  attuare  una  attenta  analisi  delle   situazioni
  esistenti   in  Sicilia  per  verificare  se  comuni,  province   e
  sovrintendenza  scolastica  regionale  applichino  in  toto  quanto
  stabilito  della sentenza del Consiglio di Stato e  come  intendano
  garantire la qualità delle scuole siciliane per evitare il fenomeno
  delle 'classi pollaio'». (1964)
                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il  turismo,  lo
  sport  e lo spettacolo, premesso che nel mese di dicembre del 2009,
  l'Assessore  regionale  per  il  turismo  ha  concesso  una   serie
  pressoché   illimitata  di  patrocini  onerosi  per  manifestazioni
  turistiche, sportive e culturali svolte in tutta la Sicilia;

   preso  atto  che  molti di quei patrocini onerosi erano  privi  di
  copertura finanziaria, quindi, sono state finanziate manifestazioni
  senza  che  esistesse una base economica per garantire il pagamento
  degli impegni assunti;

   considerato  che  tra le manifestazioni finanziate  e  ancora  non
  saldate  vi  è  quella  dell'associazione  Pro  Loco  di  Palazzolo
  Acreide, in provincia di Siracusa;

   tenuto   conto   che,  nonostante  i  ripetuti  solleciti   e   la
  trasmissione all'Assessorato de quo, per ben due volte, di tutta la
  documentazione comprovante l'avvenuto svolgimento dell'evento,  con
  relativo dettaglio delle spese sostenute, alla data odierna la  pro
  loco  di  Palazzolo Acreide, così come tutte le altre  associazioni
  aventi diritto al finanziamento, non ha ricevuto nulla;

   visto che:

   la  mancata  erogazione  dei  contributi  dovuti  mette  in  seria
  difficoltà  queste  associazioni le  quali,  confidando  su  quanto
  promesso  dall'Assessorato, hanno anticipato  le  somme  necessarie
  alla buona riuscita dell'evento, spesso creando debiti con banche o
  creando paurosi buchi nei loro già miseri bilanci;

   tale  incresciosa situazione non può continuare  e,  quindi,  urge
  provvedere  immediatamente alla liquidazione di quanto garantito  e
  promesso dall'Assessore pro tempore;

   il  perdurare  di  questa incredibile vicenda  potrebbe,  altresì,
  causare  vertenze legali con relativi aggravi di spesa sia  per  le
  associazioni sia per la stessa Regione;

   per  sapere  se  non  ritengano urgentissimo  e  improcrastinabile
  provvedere  al pagamento immediato di quanto dovuto (e promesso)  a
  tutte le associazioni siciliane che hanno avuto finanziati nel 2009
  i  loro  progetti, con la formula del patrocinio oneroso, da  parte
  dell'Assessorato Turismo». (1965)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente,  all'Assessore per le risorse agricole e  alimentari  e
  all'Assessore per l'economia, premesso che:

   la  società  Parmatour s.p.a., appartenente al gruppo Parmalat,  è
  proprietaria di importanti estensioni di terreno delle isole Egadi,
  particolarmente su quella di Marettimo, per oltre 80 ettari;

   l'azienda  ha programmato la cessione del patrimonio,  nel  quadro
  delle note vicende che hanno interessato il gruppo Parmalat;

   le  dette  aree sono particolarmente pregiate dal punto  di  vista
  ambientale e paesaggistico, in gran parte interessate da  coperture
  forestali;

   l'intelligente mobilitazione della comunità isolana ha impedito la
  cessione a privati delle aree, cosa che avrebbe implicato rischi di
  distruzione del patrimonio e di speculazione selvaggia;

   anche  a  seguito delle sollecitazioni provenienti dalle  comunità
  interessate,  la Regione ha manifestato l'intenzione  di  procedere
  all'acquisizione delle aree;

   in  tal  senso, nel mese di maggio 2011, il Governo  regionale  ha
  deliberato di procedere all'acquisizione delle aree;

   considerato che la sola acquisizione delle aree, pur fondamentale,
  non   è  di  per  sé  sufficiente  a  garantire  la  tutela  e   la
  valorizzazione delle stesse;

   ritenuto  che,  per  garantire  la valorizzazione  delle  aree  ex
  Parmatour,  è  necessario adottare un organico piano di  interventi
  che  preveda,  fra l'altro, il pieno coinvolgimento delle  comunità
  locali  e,  fin da subito, l'adozione di provvedimenti  volti  alla
  preservazione (prevenzione incendi);

   per sapere:

   quale sia lo stato delle procedure per l'acquisizione delle aree e
  in  quali  termini  esse perverranno nella materiale  disponibilità
  della Regione;

   quali interventi si preveda di adottare per tutelare e valorizzare
  le   aree   ex-Parmatour,  coinvolgendo  le   comunità   locali   e
  destinandole  alla fruizione sociale quale volano per  lo  sviluppo
  turistico». (1966)
             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                                ADAMO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'Azienda  sanitaria provinciale di Trapani, con bando  pubblicato
  nella  GURS del 4 dicembre 2009, ha promosso una pubblica gara  per
  l'affidamento del servizio di ristorazione collettiva per i degenti
  delle  strutture ospedaliere e gli utenti dei servizi di assistenza
  diurna dell'azienda stessa, per la durata di anni cinque;

   tra   gli  oggetti  dell'appalto,  vi  era  la  'gestione   cucina
  dell'ospedale di Castelvetrano per la preparazione e trasporto  dei
  pasti  da  fornire ai degenti dello stesso Ospedale e dell'Ospedale
  di  Mazara  del  Vallo,  nonché agli utenti dei  rispettivi  Centri
  diurni'  e  la  'gestione cucina dell'Ospedale  di  Salemi  per  la
  preparazione  e il trasporto dei pasti da fornire ai degenti  dello
  stesso  Ospedale, nonché degli Ospedali di Alcamo e Marsala e  agli
  utenti dei rispettivi Centri diurni';

   la  citata  procedura di gara è stata posta in essere nel  periodo
  temporale in cui veniva definito il riordino della rete ospedaliera
  e   prevedeva,   tra  l'altro,  l'affidamento   del   servizio   di
  ristorazione per il p.o. di Mazara del Vallo, di cui è prevista  la
  chiusura,    per    l'effettuazioni   di    lavori    urgenti    di
  ristrutturazione, entro l'anno;

   la  lex  specialis di gara recita testualmente: 'Per  la  gestione
  delle cucine l'ASP mette a disposizione della ditta appaltatrice, a
  titolo gratuito, i locali delle cucine ospedaliere sopra indicate e
  i  magazzini di dispensa muniti delle prescritte certificazioni  di
  agibilità  e collaudo ed autorizzazioni rilasciate dagli  organismi
  preposti';

   l'art.    28    della   stessa   lex   specialis    prevede    che
  'l'Amministrazione si riserva la facoltà di recedere dal  contratto
  ,  limitatamente alla fornitura per i degenti del P.O. di  Marsala,
  con  un  preavviso  di  sei  mesi, e comunque  trascorsi  due  anni
  dall'inizio del contratto, in caso di apertura della cucina  presso
  il presidio ospedaliero 'Paolo Borsellino' di Marsala';

   considerato che:

   la  cucina del p.o. di Salemi, già al momento dell'indizione della
  gara  (19  novembre 2009) e a tutt'oggi, non risulta aver  ricevuto
  'le   prescritte  certificazioni  di  agibilità   e   collaudo   ed
  autorizzazioni rilasciate dagli organismi preposti';

   la  lex  specialis dovrebbe fotografare la reale situazione  degli
  impianti messi a disposizione per l'esecuzione del servizio;

   la  valutazione  della commissione tecnica,  che  ha  poi  portato
  all'aggiudicazione  della gara al r.t.i.  Vivenda  s.p.a.  -  Nuova
  Cucina  Siciliana  soc.  coop., era stata  effettuata  su  proposte
  tecniche relative anche alla sopra citata cucina;

   le   sopra  citate  proposte,  evidentemente,  alla  stipula   del
  contratto non potranno essere messe in atto;

   per  quanto  sopra rappresentato verrebbero a cadere i presupposti
  stessi  che  hanno portato a tale aggiudicazione e la natura  della
  procedura in oggetto;

   sembra   inoltre  che,  nel  frattempo,  siano  insorti  ulteriori
  elementi  che mettono in discussione la possibilità, per  l'azienda
  sopra  citata,  di  adempiere agli impegni contrattuali  scaturenti
  dall'affidamento del servizio;

   ritenuto   che,   per   quanto   sopra  rappresentato,   insorgono
  perplessità  sull'intera  procedura di gara,  sulla  legittimità  e
  sulla  perfetta aderenza ai principi di trasparenza,  efficienza  e
  buon andamento delle pubbliche amministrazioni;

   per sapere:

   quali  siano  le  valutazioni  del  Governo  circa  la  regolarità
  dell'affidamento  del servizio di ristorazione collettiva  dell'ASP
  di Trapani;

   quali  provvedimenti eventualmente intendano adottare  a  garanzia
  della piena applicazione dei principi di trasparenza ed efficienza,
  della  regolare e legittima concorrenza nella fornitura di  beni  e
  servizi,   nonché  dell'effettiva  funzionalità  del  servizio   di
  ristorazione  collettiva presso l'Azienda  sanitaria  di  Trapani».
  (1967)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                                ADAMO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   da  molteplici fonti, ivi comprese notizie di stampa, si  apprende
  di  gravi  difficoltà nell'operatività del Centro per l'impiego  di
  Catania;

   la  situazione  sopra esposta comporta gravissimi disagi  per  gli
  utenti,  costretti  ad  attese di diverse ore  e,  a  volte,  senza
  riuscire  a  completare  il  disbrigo delle  pratiche  dopo  intere
  giornate;

   atteso che:

   la  situazione  sopra  prospettata sembra discendere  sia  da  una
  carenza   di   personale  destinato  al  'front  office',   quanto,
  soprattutto,  da  gravi  difficoltà di  funzionamento  nei  sistemi
  informatici;

   in  particolare, sembra, che la piattaforma software  destinata  a
  gestire le attività d'istituto risulti assolutamente inadeguata  e,
  per  effetto della lentezza operativa, risulti la principale  causa
  delle lunghe attese;

   ritenuto  che  la  situazione determinatasi comporti,  a  dispetto
  dell'impegno  degli  operatori,  un  insostenibile  disagio  per  i
  cittadini  e  richieda  soluzioni  immediate  per  limitare  e,  in
  prospettiva, risolvere le problematiche che ne sono causa;

   per sapere:

   quali   siano   le   reali  cause  del  cronico   malfunzionamento
  dell'ufficio  citato  e  se, in particolare,  siano  da  ricondurre
  principalmente  all'inadeguatezza  della  piattaforma   informatica
  adoperata;

   quali  iniziative  intendano  porre  in  essere  per  ripristinare
  un'efficiente  funzionalità  del servizio  erogato  all'utenza  dal
  Centro per l'impiego di Catania». (1968)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            GIUFFRIDA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   BUZZANCA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la  Giunta  nazionale dell'AIAS (Associazione italiana  assistenza
  agli  spastici)  ha  posto  sotto commissariamento  la  sezione  di
  Barcellona  Pozzo  di  Gotto,  a  causa  delle  gravi  inadempienze
  riscontrate  e delle pesanti condizioni in cui versa il  centro  di
  riabilitazione  di  Milazzo, a partire dai 50  dipendenti  che  non
  vengono pagati dal gennaio 2010;

   con  il  commissariamento adottato il 23 aprile 2010 il  consiglio
  d'amministrazione dell'AIAS, guidato dal presidente Luigi La  Rosa,
  è decaduto;

   al  commissariamento  avrebbe dovuto seguire il  ripristino  delle
  regole  e delle condizioni di base per poter garantire innanzitutto
  la  prosecuzione dell'attività di riabilitazione per gli oltre  700
  utenti disabili, ma anche le retribuzioni ai dipendenti ai quali il
  consiglio direttivo sciolto non ha provveduto neanche ad adeguare i
  contratti di lavoro;

   considerato che:

   l'AIAS  è  una  associazione onlus costituita  nel  1954  a  Roma,
  fondata  da  un  gruppo di genitori di disabili  per  garantire  la
  riabilitazione  e  le attività di integrazione  sociale  che  conta
  circa 110 sezioni in tutta Italia;

   la  gestione dell'AIAS di Barcellona, invece, è stata interpretata
  dai  suoi vertici più che come impegno morale a favore dei disabili
  come  una  appropriazione  di bottega di interesse  personale,  con
  refluenze   anche   di   natura  giudiziaria   che   rischiano   di
  ripercuotersi fortemente sui soggetti più deboli e cioè i cittadini
  utenti ed i lavoratori;

   il  commissariamento, di fatto, non ha risolto il pregresso  degli
  stipendi  ma,  al  contrario,  risultano  essere  state  effettuate
  assunzioni  temporanee e per figure già in esubero,  nonostante  il
  licenziamento  di  altri  lavoratori  e  altre  spese   di   dubbia
  opportunità;

   atteso che:

   la  sezione AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto copre una superficie
  territoriale che interessa le aree di Messina, Barcellona,  Milazzo
  e  comuni  limitrofi  garantendo prestazioni sia  domiciliari  (per
  pazienti  impossibilitati a potersi spostare) sia  ambulatoriali  e
  svolge,  altresì,  un ruolo non solo sanitario ma  anche  un  ruolo
  sociale   poiché   offre  ai  suoi  assistiti  la  possibilità   di
  socializzare  e  di riprogrammare la propria continuità  dialettica
  (vitale e mentale) anche da persone disabili;

   è  a  rischio la prosecuzione del servizio di riabilitazione oltre
  al  fatto  che  da  circa un anno i lavoratori non percepiscono  lo
  stipendio senza alcuna garanzia sul loro futuro occupazionale;

   secondo  le  organizzazioni sindacali, il mancato pagamento  delle
  spettanze dovute ai lavoratori sarebbe dovuto al fatto che l'ASP di
  Messina  non  ha effettuato le rimesse dovute mentre  il  direttore
  generale dell'ASP aveva assicurato la piena disponibilità a  pagare
  le spettanze direttamente ai lavoratori;

   i  lavoratori da più di un anno continuano ad assicurare i servizi
  necessari  ad  un'utenza  bisognosa  di  assistenza,  senza   alcun
  riconoscimento dei loro diritti;

   la  vicenda  ha dell'incredibile se si considera che i  lavoratori
  sono   stati   costretti,   peraltro,  a   firmare   richieste   di
  anticipazione sotto forma di prestito di due mensilità al consorzio
  riabilitativo  siciliano,  amministrato  dallo  stesso   presidente
  dell'AIAS;

   l'accusa mossa dai lavoratori è anche quella di usare i soldi  dei
  lavoratori per far maturare gli interessi bancari;

   il  pagamento  dello  stipendio non è, certo, un'elemosina  ma  un
  diritto sacrosanto dei lavoratori;

   ritenuto che obiettivo del commissariamento avrebbe dovuto  essere
  quello  di salvaguardare le prestazioni ed i servizi in favore  dei
  disabili assistiti e di garantire i livelli occupazionali;

   per sapere:

   quali iniziative siano state assunte a tutt'oggi per garantire  ai
  lavoratori dell'AIAS, sezione di Barcellona Pozzo di Gotto, le loro
  spettanze;

   per  quali motivi il commissario Lo Trovato, figlio del presidente
  nazionale  dell'AIAS,  non  abbia  provveduto  a  pagare  i  debiti
  maturati e non pagati ad oggi (Serit, fornitori, etc.);

   come  mai  la direzione dell'ASP di Messina non abbia mai disposto
  alcuna   ispezione   sull'AIAS   di   Barcellona,   nonostante   le
  inadempienze, gli ammanchi milionari e gli scandali  che  ne  hanno
  caratterizzato la gestione prima e dopo il commissariamento;

   se  non  ritengano  opportuno avviare con la massima  urgenza  una
  indagine  ispettiva  sulla  gestione  commissariale  dell'AIAS   di
  Barcellona Pozzo di Gotto, onde far luce su tutte le responsabilità
  che hanno ostacolato sino ad oggi il ripristino delle condizioni di
  serenità  essenziali per realizzare le prestazioni riabilitative  a
  favore  dei  disabili, calpestati da parte di chi  del  denaro  dei
  disabili  ha  fatto  uso improprio e garantire,  nel  contempo,  ai
  lavoratori il riconoscimento dei loro sacrosanti diritti;

   se,  alla  luce  delle eventuali responsabilità  riscontrate,  non
  ritenga  di  dover  disporre la immediata revoca della  convenzione
  all'AIAS di Barcellona Pozzo di Gotto». (1951)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)
                                                              RINALDI

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  l'ASP  n.  8 di Siracusa ha deciso,  peraltro  senza
  un'opportuna  disamina  preventiva  con  le  rappresentanze  e   le
  organizzazioni  di tutela dei cittadini e delle istituzioni  locali
  (che  sono poi quelle maggiormente a contatto con la gente, come  i
  sindaci  dei  paesi  più  piccoli quali Cassaro,  Ferla,  Portopalo
  etc.),  di  procedere con un'unica gara ad acquisire i  diagnostici
  per  diabetici  e  i  presidi  per gli incontinenti  ('pannoloni'),
  tentando di distribuire gli stessi direttamente, da ultimo  tramite
  società  di  recapito 'a domicilio',    bypassando l'organizzazione
  territoriale delle farmacie;

   preso atto che tale sistema, pur considerandone l'inevitabile fase
  di 'rodaggio', ha provocato e continua a provocare inaccettabili ed
  intollerabili  disservizi, disservizi insiti  nella  stessa  natura
  dell'organizzazione della distribuzione voluta  dall'ASP  n.  8  la
  quale,  nell'intento di un risparmio dei costi, ha  per  così  dire
  navigato  'a  vista',  invocando in un  primo  momento  addirittura
  l'intervento    delle   organizzazioni   di   volontariato    nella
  distribuzione  dei presidi in questione, dimenticando  o  ignorando
  che anche ai volontari va comunque corrisposto il rimborso spese, e
  quindi  affidando  ad una ditta di Napoli il recapito  a  domicilio
  degli stessi;

   considerato che gli anziani, i malati, i diabetici, che utilizzano
  giornalmente  tali  farmaci, debbano recarsi, nei  giorni  e  negli
  orari  prestabiliti, presso le strutture dell'ASP, distanti  magari
  50  e  più  chilometri, piuttosto che utilizzare le  farmacie,  che
  hanno  una distribuzione capillare sul territorio, e che forniscono
  servizi e presidi 24 ore su 24 in tutti i giorni dell'anno;

   ritenuto che:

   tale  ricorso alla distribuzione diretta di presidi diagnostici  e
  farmaci, tra i quali anche quelli 'salvavita', da parte della ASP è
  in aperta contraddizione con lo spirito, la lettera e le previsioni
  normative  di  cui  alla  legge  18  giugno  2009,  n.   69,   che,
  all'articolo  11,  ha  conferito  al  Governo  la  delega  per   la
  definizione normativa, mediante uno o più decreti legislativi,  dei
  nuovi  servizi  erogati  dalle farmacie  nell'ambito  del  servizio
  sanitario   nazionale,  tra  i  quali  spiccano,   per   l'appunto,
  l'erogazione dei cosiddetti servizi di secondo livello e i  servizi
  di  prenotazione  di assistenza specialistica ambulatoriale  presso
  strutture   sanitarie  pubbliche  e  private  anche  al   fine   di
  decongestionare  i servizi delle strutture sanitarie  con  evidenti
  misure di semplificazione e di risparmio;

   la  ratio  che  ha  ispirato  il  provvedimento  trova  fondamento
  nell'esigenza  di alleggerire il carico di lavoro  delle  strutture
  sanitarie,  semplificando le procedure e conseguentemente  operando
  un  risparmio di spesa peraltro con il gradimento dell'utenza,  che
  può vedere così soddisfatti i propri bisogni più celermente;

   per sapere:

   se  non ritengano di attuare immediati ed urgenti provvedimenti  a
  favore  dei  cittadini più deboli, gli ammalati,  gli  anziani,  ed
  orientarsi   verso  la  razionalizzazione  della  spesa  sanitaria,
  intervenendo  sugli  sprechi e non sulla distribuzione  diretta  di
  farmaci e presidi da parte delle ASP;

   se  non  ritengano moralmente doveroso ed eticamente  responsabile
  intervenire, con l'urgenza del caso, per far chiarezza sulle scelte
  operate dall'ASP di Siracusa;

   se   non   ritengano  di  disporre  immediatamente  una  ispezione
  straordinaria presso l'ASP di Siracusa per accertare  e  verificare
  quanto   sta  accadendo,  sospendendo  con  effetto  immediato   la
  distribuzione diretta di farmaci e presidi da parte dell'ASP;

   se  e  come  intendano  operare per far cessare  la  distribuzione
  diretta di presidi diagnostici e farmaci, anche salvavita, da parte
  delle  ASP, per far ritorno alla distribuzione tramite le  farmacie
  ed  alleviare così problemi di chi già soffre per essere affetto da
  gravi patologie». (1952)

                            VINCIULLO - POGLIESE - BUZZANCA - FALCONE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  decreto  del  25  marzo 2009, emesso  dall'Assessore  per  la
  salute,  sono  state dettate le nuove linee guida sul funzionamento
  del servizio di emergenza-urgenza sanitaria regionale SUES - 118;

   in  base al predetto decreto è previsto che il personale afferente
  alla  centrale operativa è rappresentato, tra gli altri, da  medici
  anestesisti rianimatori dipendenti dal S.S.R. o, in caso di carenza
  del  personale  anestesista rianimatore,  da  personale  medico  di
  emergenza sanitaria territoriale;

   successivamente, con decreto del 27 novembre 2009, l'Assessore  ha
  stabilito,  ad  integrazione  delle  norme  relative  al  personale
  medico,  che  il monte ore massimo in regime di incentivazione  non
  può  superare  le  48 ore mensili e che, in caso  di  disponibilità
  residua  del  monte  orario,  il  predetto  personale  può   essere
  impiegato anche a bordo di auto mediche o di ambulanze;

   considerato che:

   per  la  postazione di Enna (ex C.R.M.) sono stati  individuati  2
  incarichi  vacanti.  Invero,  il  dirigente  del  servizio  II  del
  dipartimento   regionale  per  la  pianificazione   strategica   ha
  individuato   gli   incarichi  vacanti   di   emergenza   sanitaria
  territoriale  all'1  settembre 2009 e per  Enna  ha  individuato  2
  incarichi vacanti;

   per  la  copertura  dei posti vacanti di Enna e  Pietraperzia,  la
  dirigenza  dell'ASP  n.  4  di  Enna intende  sostituire  i  medici
  anestesisti rianimatori con medici E.S.T. nella postazione di  Enna
  ospedale;

   ritenuto che:

   tale   individuazione  compromette  il  servizio   di   assistenza
  sanitaria  nel territorio provinciale di Enna che, in questo  modo,
  si   ritroverebbe  un  servizio  di  assistenza  sanitaria  offerto
  esclusivamente     da  medici  E.S.T.  senza  l'indispensabile   ed
  infungibile professionalità degli anestesisti rianimatori  che  già
  da anni svolgono in il loro lavoro;

   tale  decisione  adottata  dall'ASP di  Enna  ha  determinato  una
  disparità di trattamento tra le altre ASP del territorio regionale,
  dove, invece, è prevista la figura dell'anestesista rianimatore;

   la    mancata   previsione   della   figura   e   della   presenza
  dell'anestesista rianimatore potrebbe pregiudicare il diritto  alla
  salute  dei  cittadini, atteso che il servizio di pronto intervento
  con  la  presenza  dell'anestesista-rianimatore è determinante  per
  salvare vite umane;

   il  territorio interessato copre un comprensorio molto vasto della
  parte centrale della Sicilia;

   per sapere:

   quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per accertare  se
  all'1   settembre  2009, presso la postazione  di  Enna,  vi  erano
  incarichi  vacanti e se i 16 medici anestesisti, nel  rispetto  del
  monte  ore previsto dalla normativa (48 ore), riuscivano a  coprire
  interamente  il fabbisogno, assicurando il normale espletamento  di
  tutti i turni, senza alcuna vacatio di incarichi nella postazione;

   se  l'ASP n. 4 di Enna abbia determinato l'inserimento dei  medici
  E.S.T. in sostituzione degli anestesisti rianimatori;

   se  intendano prevedere il mantenimento e l'incremento dei  medici
  anestesisti con l'ulteriore integrazione degli stessi ad opera  dei
  medici E.S.T;

   se intendano istituire i centri MSA e l'auto medica a copertura di
  tutto il territorio provinciale di Enna;

   se  abbiano intenzione di istituire delle postazioni di  emergenza
  territoriale  (P.T.E.)  nel territorio della  provincia  di  Enna».
  (1961)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  276  «Iniziative  a sostegno dei Vigili  del  fuoco  della
  Sicilia»,  degli  onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca,  Falcone  e
  Vinciullo, presentata il 28 giugno 2011;

   numero  277  «Iniziative  a livello centrale  per  scongiurare  la
  ventilata  soppressione della caserma dei Carabinieri di Frigentini
  (frazione  di  Modica  - RG)», degli onorevoli Ammatuna,  Leontini,
  Digiacomo e Sulsenti, presentata il 29 giugno 2011;

   numero  278  «Iniziative urgenti al fine di impedire i tagli  agli
  organici della scuola in conseguenza della legge n. 133 del  2008»,
  degli   onorevoli   Cracolici,   Panarello,   Ammatuna,   Apprendi,
  Barbagallo,  De  Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,
  Donegani,   Faraone,  Ferrara,  Mattarella,  Galvagno,   Gucciardi,
  Laccoto,  Lupo,  Marinello,  Marziano,  Oddo,  Panepinto,  Pantuso,
  Picciolo,  Raia,  Rinaldi,  Speziale e Termine,  presentata  il  30
  giugno 2011.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

            Comunicazione relativa alla mozione numero 275

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  dell'approvazione,  nella
  seduta  d'Assemblea  n.  266 del 28 giugno  2011,  dell'ordine  del
  giorno  n.  569   Iniziative per il pagamento degli oneri  relativi
  alle   visite  fiscali  in  favore  delle  scuole  siciliane,  deve
  intendersi superata, in quanto di contenuto identico, la mozione n.
  275, depositata dall'onorevole Barbagallo ed altri in pari data.
   Così resta stabilito.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1946

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta d'Assemblea  n.
  267  del 29 giugno 2011, dell' ordine del giorno n. 570 «Iniziative
  in  ordine  all'istituzione del Comune di Piano Tavola in provincia
  di  Catania»  deve  intendersi superata,  in  quanto  di  contenuto
  analogo,  l'interrogazione a risposta orale  n.  1946  «Chiarimenti
  sull'istituzione del Comune di Piano Tavola», presentata in data 23
  giugno  2011 dall'onorevole Pogliese e annunziata nella  seduta  n.
  267 del 29 giugno 2011.
   Così resta stabilito.

   cinematografico

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Seguito della discussione del disegno di legge 621/A «Disciplina
     in materia di autorizzazioni all'insediamento dell'esercizio
                           cinematografico»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  n.  621/A «Disciplina in materia di autorizzazioni all'insediamento
  dell'esercizio cinematografico», posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 266 del 28  giugno
  2011   la   discussione  era  stata  sospesa  in  fase   di   esame
  dell'emendamento 3.4 e del subemendamento 3.4.1, entrambi  a  firma
  dell'onorevole Marrocco.
   Per assenza dall'Aula dell'onorevole Marrocco, entrambi decadono.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
             Criteri per il rilascio delle autorizzazioni

   1.  L'Assessore regionale per il turismo lo sport e lo spettacolo,
  nel   rispetto   del  generale  principio  di  libera  concorrenza,
  stabilisce  i  criteri  di cui al comma 2 dell'articolo  3  tenendo
  conto:

   a) di un adeguato rapporto tra numero di residenti nell'ambito del
  territorio  provinciale  e numero di posti offerti  dagli  esercizi
  operanti  ed  eventuali modalità di trasferimento di sale  che  non
  rispettino i parametri stabiliti;

   b) delle distanze minime tra gli esercizi cinematografici presenti
  in un medesimo comune;

   c) della presenza di adeguate aree di parcheggio nelle zone urbane
  limitrofe agli esercizi cinematografici;

   d)  delle  dimensioni ed il livello qualitativo degli esercizi  in
  rapporto al bacino di utenti;

   e) della destinazione degli spazi limitrofi alle sale o alle arene
  ad    attività    commerciali   compatibili   con    le    attività
  cinematografiche in esse esercitate.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dagli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno e Rinaldi: 4.1,
  4.2;
   - dagli onorevoli Maira e Caronia: 4.3;
   - dal Governo: 4.4, 4.5;
   - dalla Commissione: 4.6.

   Si  passa agli emendamenti 4.1 e 4.2, degli onorevoli Gucciardi ed
  altri.
   Non  essendo  presenti  in   Aula i  firmatari,   gli  emendamenti
  decadono.
   Si  passa  all'emendamento 4.6, a firma della Commissione.  Ne  do
  lettura:
   «Al  comma  1 dell'articolo 4 dopo le parole  tenendo conto   sono
  aggiunte  le  parole   per  gli esercizi cinematografici  di  nuovo
  insediamento ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.3, a firma dell'onorevole Maira.
   Non essendo presente in Aula il firmatario, l'emendamento decade.
   Si passa all'emendamento 4.4, a firma del Governo.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente, comunico che gli emendamenti. 4.4  e  4.5  sono
  ritirati perché sono stati integrati nei lavori della Commissione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                   Nucleo tecnico regionale di valutazione

   1.  È  istituito  il Nucleo tecnico regionale di  valutazione,  di
  seguito denominato Nucleo.

   2. Il Nucleo è la struttura di supporto per la programmazione e ha
  i seguenti compiti:

   a) formulare proposte all'Assessorato regionale del turismo, dello
  sport e dello spettacolo in ordine alla programmazione triennale  e
  alla   definizione  dei  parametri  per  l'attuazione  dei  criteri
  stabiliti dall'articolo 3;

   b) esprimere all'Assessorato regionale del turismo, dello sport  e
  dello spettacolo pareri consultivi;

   c)  esprimere  parere preventivo sulle domande  di  autorizzazione
  pervenute  dai comuni in ordine all'accertamento di conformità  con
  il programma triennale di cui all'articolo 6;

   d)  assicurare  il  monitoraggio e la verifica delle  modalità  di
  applicazione della presente legge.

   3.  Il  Nucleo  esprime il parere preventivo di cui  al  comma  2,
  lettera c), a maggioranza assoluta dei suoi componenti ed entro  il
  termine  di sessanta giorni dalla data di ricevimento della domanda
  da  parte  del comune; trascorso tale termine il parere si  intende
  favorevole.

   4.  In  caso  di  parità  di  voto in seno  al  Nucleo  nel  corso
  dell'esercizio delle sue funzioni, prevale il voto del presidente.

   5.  Il Nucleo riferisce periodicamente all'Assessore regionale per
  il  turismo,  lo  sport  e  lo spettacolo  sull'attività  svolta  e
  predispone  una relazione annuale sull'applicazione della  presente
  legge.

   6. Il Nucleo dura in carica tre anni, ha sede presso l'Assessorato
  regionale  del  turismo,  dello  sport  e  dello  spettacolo  ed  è
  costituito dai seguenti componenti:

   a)  un  esperto in materia di attività inerenti il  turismo  e  lo
  spettacolo, con funzioni di presidente;

   b) un esperto in materia di urbanistica e assetto del territorio;

   c) un rappresentante dell'Unione province italiane (UPI);

   d)  un  rappresentante dell'Associazione nazionale comuni d'Italia
  (ANCI);

   e)   un   rappresentante   dell'Associazione   generale   italiana
  spettacolo (AGIS);

   f)  un rappresentante dell'Associazione nazionale esercenti cinema
  (ANEC);

   g) un rappresentante di Unioncamere Sicilia;

   h)   un   rappresentante  scelto  dalle  confederazioni  sindacali
  maggiormente rappresentative a livello nazionale.

   7.  Il  Nucleo è nominato con delibera della Giunta regionale,  su
  proposta  dell'Assessore regionale per il turismo  lo  sport  e  lo
  spettacolo,   tenuto  conto  delle  designazioni  da  parte   degli
  organismi di cui al comma 6, lettere c), d), e), f), g)  e  h)  dei
  propri  rappresentanti  ed  è  validamente  costituito  con  almeno
  quattro dei componenti previsti.

   8. Il Nucleo è insediato entro dieci giorni dalla data di notifica
  della nomina, su convocazione del presidente del Nucleo stesso.

   9. Il componente nominato nel corso di un triennio in sostituzione
  di  un altro svolge le proprie funzioni sino alla fine dello stesso
  triennio.

   10. Svolge le funzioni di segretario del Nucleo un funzionario del
  dipartimento  regionale  turismo, sport  e  spettacolo  -  Servizio
  FilmCommission.

   11. Ai componenti del Nucleo è riconosciuto il gettone di presenza
  secondo  quanto previsto dalla normativa regionale vigente  e,  ove
  dovuto,  il  rimborso delle spese secondo le misure  e  nei  limiti
  stabiliti dalle norme vigenti per i dirigenti regionali.

   12. Il nucleo adotta proprie norme di funzionamento.

   13. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 20 migliaia di euro,  cui
  si  provvede  con parte delle disponibilità dell'UPB  13.2.1.3.3  -
  capitolo   473709  del  bilancio  della  Regione  per   l'esercizio
  finanziario 2011. Per gli esercizi finanziari successivi  la  spesa
  di   20  migliaia  di  euro  annui  trova  riscontro  nel  bilancio
  pluriennale  della  Regione  per  il  triennio  2011-2013   -   UPB
  13.2.1.3.3.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Maira e Caronia: 5.4;
   - dagli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno e Rinaldi: 5.5;
   - dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti, Gentile: 5.3;
   -  dagli  onorevoli Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo:  5.1,
  5.2;
   - dalla Commissione: 5.6, 5.9;

   - dal Governo: 5.7, 5.8.

   Si passa all'emendamento 5.4, a firma dell'onorevole Maira.
   Non essendo presente in Aula il firmatario, l'emendamento decade.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.5, a firma dell'onorevole Gucciardi.
   Non essendo presente in Aula il firmatario l'emendamento decade.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.8, a firma del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo  5  e  in  tutto  il disegno  di  legge,  la  parola
   Nucleo , ove ricorra, è sostituita da  Commissione ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BUZZANCA, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 5.3, a firma dell'onorevole Marrocco.
   Non essendo presente in Aula il firmatario, l'emendamento decade.
   Si  passa  all'emendamento 5.6, a firma della Commissione.  Ne  do
  lettura:
   «All'articolo  5,  comma 3 sostituire le parole  sessanta  giorni
  con le parole  quarantacinque giorni ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 5.2, a firma dell'onorevole Pogliese.

   POGLIESE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.1, a firma dell'onorevole Pogliese.

   POGLIESE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.7, a firma del Governo. Ne do lettura:
   «Al comma 6 dell'articolo 5, la lettera c) è soppressa».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BUZZANCA, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  5.9,   a   firma   della
  Commissione. Ne do lettura:
   «Al  comma 7 dell'articolo 5 le parole da  Il Nucleo  sino  a   su
  proposta  sono sostituite dalle seguenti  La Commissione è nominata
  con decreto .

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  ai  voti  l'articolo  5,  nel  testo  risultante.  Chi    è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Art. 6.
                          Programma  triennale per  l'esercizio
          cinematografico

   1. L'Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo spettacolo,
  previo  parere della Commissione legislativa Ambiente e territorio'
  dell'Assemblea regionale siciliana, approva il programma  triennale
  per  l'esercizio cinematografico, di seguito denominato  programma,
  che prevede le linee, gli obiettivi e le priorità da perseguire  in
  coerenza con i principi, gli indirizzi e i criteri generali fissati
  dagli articoli 1 e 3.

   2.   La  programmazione  per  l'insediamento  delle  attività   di
  esercizio  cinematografico è concertata  con  l'ANCI,   l'UPI,   le
  organizzazioni  sindacali maggiormente rappresentative  e  con  gli
  organismi associativi del settore.

   3.  Il  programma è predisposto sulla base dei parametri  proposti
  dal  Nucleo  per l'attuazione dei criteri di cui all'articolo  3  e
  stabilisce:

   a) gli obiettivi da perseguire nel corso del triennio;

   b) i criteri specifici relativi a quanto previsto dall'articolo 3;

   c)  la  documentazione da presentare ai comuni  per  la  richiesta
  delle autorizzazioni;

   d)   le   modalità   di   semplificazione   delle   procedure   di
  autorizzazione per le sale con capienza inferiore a cento  posti  e
  per i cinecircoli;

   e)  i  requisiti  tecnici  per le diverse tipologie  di  esercizio
  relativamente  agli  impianti,  alle attrezzature,  agli  strumenti
  tecnologici, ai fini del rilascio dell'autorizzazione;

   f) il periodo di apertura stagionale delle arene cinematografiche;

   g) le possibilità di trasferimento all'interno dello stesso comune
  di  esercizi cinematografici attivi, monosale, multisale  e  arene,
  nell'obiettivo  di  salvaguardarne e incentivarne l'ammodernamento;
  le  multisale  aperte a seguito di trasferimento  di  esercizi  già
  attivi  all'interno dello stesso comune possono  essere  dotate  al
  massimo di tre schermi.

   4.   Il  programma  resta  in  vigore  fino  all'approvazione  del
  programma per il triennio successivo.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno e Rinaldi: 6.1;
   - dagli onorevoli Maira e Caronia: 6.2;
   - dal Governo: 6.3.

   L'emendamento 6.1 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si passa all'emendamento 6.3, a firma del Governo. Ne do lettura:
   «All'articolo 6, comma 2, le parole  UPI  sono soppresse».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   BUZZANCA, relatore. La Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.2, a firma dell'onorevole Maira.

   MAIRA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 6, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                     Rilascio delle autorizzazioni

   1.   Le  domande  di  autorizzazione  per  la  realizzazione,   la
  trasformazione o l'adattamento di immobili da destinare  a  sale  e
  arene  cinematografiche  sono inoltrate al comune  territorialmente
  competente   che  ne  trasmette  entro  trenta  giorni   dal   loro
  ricevimento   copia   autentica  al  Nucleo  di   valutazione   per
  l'acquisizione  del  parere preventivo di conformità  al  programma
  triennale,  ferme  restando le autorizzazioni e  gli  altri  titoli
  abilitativi  richiesti  ai  fini urbanistici  o  per  finalità  non
  attinenti a quelle di cui alla presente legge.

   2.  L'istanza di rilascio dell'autorizzazione si considera accolta
  qualora  non  venga comunicato all'interessato il provvedimento  di
  diniego  entro il termine di novanta giorni dalla data di ricezione
  dell'istanza.

   3.  L'inattività dell'esercizio cinematografico protratta  per  un
  periodo    superiore   ad   un   anno   determina   la    decadenza
  dall'autorizzazione di cui al comma 1.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli Gucciardi, Barbagallo, Galvagno e Rinaldi: 7.3;
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Cimino, Mineo, Incardona e  Scilla:
  7.1;
   - dagli onorevoli Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo: 7.2;
   - dalla Commissione: 7.4, 7.5.

   L'emendamento 7.3 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si  passa all'emendamento  7.4, a firma della Commissione.  Ne  do
  lettura:
   «All'articolo  7  sostituire le parole  al comune territorialmente
  competente   con  le parole  allo sportello unico per  le  attività
  produttive  del  comune  territorialmente  competente,  secondo  le
  disposizioni di cui all'articolo 36 della legge regionale 15 maggio
  2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni. ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per  il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

     Si  passa all'emendamento 7.1, a firma dell'onorevole Bufardeci,
  che non è presente in Aula.

   CIMINO. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE. Ne do lettura:
   «Al   comma   1,  dopo  le  parole  "sono  inoltrate   al   comune
  territorialmente competente" aggiungere "per gli esercizi  che  non
  presentano caratteristiche di interesse sovracomunale, e lo  stesso
  ne  rilascia  le  relative  autorizzazioni.  Per  gli  esercizi  di
  interesse  sovracomunale,  le  domande  sono  inoltrate  al  comune
  territorialmente competente."».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore  per il turismo,   lo  sport  e  spettacolo.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BUZZANCA, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 7.2, a firma dell'onorevole Pogliese. Ne
  do lettura:
   «Nell'articolo 7, comma 3, dopo la parola  anno  aggiungere  senza
  giusta   motivazione  e  priva  di  autorizzazione  preventivamente
  richiesta agli organi competenti ».
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BUZZANCA, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 7.5, a firma della Commissione.  Ne  do
  lettura:
   «All'articolo 7 è inserito il seguente comma:
   Nelle  procedure di rilascio delle autorizzazioni è  garantita  la
  semplificazione delle procedure per sale inferiori a cento posti  e
  per  cinecircoli e cinestudi e cineclub e per quegli  esercizi  che
  rispondono  alle finalità di cui alle lettere b) e c) dell'articolo
  3 della presente legge».

   Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dall'onorevole
  Cracolici il subemendamento 7.5.1:
   «All'emendamento 7.5 sostituire  cento posti  con   centocinquanta
  posti ».

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   TRANCHIDA,  assessore per  il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   BUZZANCA, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 7.5, come emendato. Il parere del
  Governo?

   TRANCHIDA,   assessore  per  il  turismo,  sport   e   spettacolo.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 7, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
          Monitoraggio delle dinamiche regionali dell'offerta
                            cinematografica

   1.  L'Assessorato  regionale  del turismo,  dello  sport  e  dello
  spettacolo   provvede   ad  istituire  un   apposito   sistema   di
  monitoraggio  dell'offerta cinematografica  sull'intero  territorio
  regionale,  che  consenta una valutazione costante  sull'efficienza
  della   rete   distributiva,   avvalendosi   a   tal   fine   della
  collaborazione dei comuni, delle province e dell'AGIS.

   2. Annualmente l'Assessore regionale per il turismo, lo sport e lo
  spettacolo  predispone  un  rapporto  sull'andamento  del   sistema
  dell'offerta   cinematografica  da  presentare   alla   Commissione
  legislativa   ambiente   e   territorio  dell'Assemblea   regionale
  siciliana.»

   Comunico   che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Gucciardi,
  Barbagallo, Galvagno e Rinaldi l'emendamento 8.1.

   Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'emendamento decade.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa   agli   emendamenti
  aggiuntivi.
   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Marrocco,  Aricò,
  Currenti e Gentile l'emendamento A.2.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.07)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   eravamo   agli   emendamenti
  aggiuntivi.
   Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'emendamento A.2 decade.
   Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti A.4
  e A.5. Ne do lettura:
   - emendamento A.4:
   «Al  comma  1 dell'articolo 14 della legge regionale 15  settembre
  2005,  n.  10,  è  apportata la seguente modifica: dopo  le  parole
   inclusi  il  noleggio e/o la fornitura e/o i  servizi  finalizzati
  alla  fruizione  turistica' aggiungere le parole  e  l'attività  di
  noleggio autobus con conducente'»;

   - emendamento A.5:
                                «Art. 1
              Manifestazioni di grande richiamo turistico

   1.   Nell'ambito  delle  disponibilità  iscritte  al  cap.  472514
  dell'esercizio  finanziario  2011, l'Assessore  regionale  turismo,
  sport  e  spettacolo è autorizzato al pagamento delle  obbligazioni
  contratte  negli  anni 2009-2010, relative alle  manifestazioni  di
  grande richiamo turistico.

                                Art. 2
                          Distretti turistici

   1.  E'  abrogato il comma 3 dell'art. 74 della legge regionale  14
  maggio 2009, n. 6.

                                Art. 3
                        Professioni turistiche

   1.  Il  comma  3  dell'art. 4 della l.r. 8/2004 è  sostituito  dal
  seguente:

    3.  L'esercizio della professione di accompagnamento turistico  e
  la  relativa  iscrizione all'albo, di cui al  precedente  comma,  è
  consentita a coloro i quali sono in possesso del diploma di  scuola
  media  superiore,  previa verifica dei requisiti di  qualificazione
  professionale. Le verifiche sono indette periodicamente con  avviso
  dell'Assessorato  Turismo,  sport  e  spettacolo  nel  quale   sono
  indicate le conoscenze specifiche oggetto di verifica .

   2.  Il  comma  4  dell'art. 4 della l.r. 8/2004 è  sostituito  dal
  seguente:
    4.  Con  decreto dell'Assessore Turismo, sport e spettacolo  sono
  individuate  le  tipologie  di corsi  professionali  utili  per  il
  riconoscimento  del  possesso dei requisiti di  cui  al  comma  che
  precede .

   3.  Dopo  l'art.  7  della  l.r. 8/2004  è  inserito  il  seguente
  articolo:

                               Art. 7 bis

   1.  A  carico di coloro i quali richiedono di accedere agli  esami
  previsti  ai  fini della iscrizione agli albi di cui alla  presente
  legge, è previsto un versamento non superiore ad euro 150,00 per le
  spese  da  sostenersi da parte dell'Amministrazione per le attività
  di verifica.

   2.  La  misura  del  versamento è determinata con  i  decreti  che
  approvano i relativi avvisi pubblici di indizione degli esami .

                                Art. 4
                 Centro sperimentale di Cinematografia

   1. Al fine di razionalizzare le risorse finanziarie destinate alle
  attività  didattiche e di funzionamento del Centro sperimentale  di
  Cinematografia,  sede di Palermo, allineando la normativa  prevista
  con le effettive disponibilità del bilancio regionale, al punto  2,
  sub  a)  dell'articolo 8 della l.r. n. 16 del 21 agosto 2007,  sono
  soppresse le parole  non superiore ad euro 200.000,00.»

   Comunico   altresì  che  é  stato  presentato   dal   Governo   il
  subemendamento A.5.1. Ne do lettura:
   «Sono soppressi l'articolo 1 e l'articolo 4 dell'emendamento A.5».

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento A.4.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  l'emendamento  A.4   del
  Governo   riguarda   modifiche  sul  noleggio  conducenti   autobus
  nell'ambito  delle imprese turistiche; non prevede  alcun  tipo  di
  spese  né  oneri  aggiuntivi a carico del  bilancio  della  Regione
  siciliana  e,  soprattutto,  tende ad armonizzare  la  legislazione
  regionale  con  quanto  previsto dal decreto della  Presidenza  del
  Consiglio  dei  Ministri  del 13 settembre 2002,  pubblicato  nella
  Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 25 settembre 2002,
  n.  225,  evidenziato già in Conferenza Stato-Regioni nella  seduta
  del 14 febbraio del 2002.
   Sostanzialmente,  è una disposizione tesa alla liberalizzazione  e
  che tende ad uniformare la legislazione sulle imprese turistiche  a
  quanto  previsto dalle normative europee. Tra l'altro,  le  imprese
  turistiche   che  esercitano  attività  di  noleggio  autobus   con
  conducente sono considerate, appunto, dalla normativa continentale,
  a  tutti gli effetti, come imprese turistiche; quindi, si tratta di
  una   semplice   armonizzazione  alla  legislazione   nazionale   e
  comunitaria.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho   seguito
  attentamente anche la motivazione che il Governo ha posto a base di
  questo emendamento; però ritengo, molto modestamente, che non abbia
  grande  attinenza con la legge che stiamo discutendo.  Secondo  me,
  sarebbe  necessario ed opportuno un approfondimento, ma  certamente
  non  ho trovato condivisione rispetto a questo emendamento. Quindi,
  chiedo   di   accantonarlo,  e  comunque  non  siamo  assolutamente
  favorevoli.

   PRESIDENTE. Onorevole Musotto, se lei non è favorevole, ovviamente
  è libero di votare come vuole, ma l'attinenza c'è perché essendo le
  sale  cinematografiche imprese turistiche, come lei sa,  la  delega
  della cinematografia è all'interno del Dipartimento del turismo.

   MUSOTTO. E' una sua interpretazione

   PRESIDENTE. No, ha attinenza con il Dipartimento del turismo.
   L'ammissibilità è stata data dalla Presidenza, poi il Parlamento è
  libero di votare come ritiene.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, mi dispiace ma non sono  d'accordo,
  nel  senso  che  qualunque  cosa va costruita.  Signor  Presidente,
  Assessore,  su  un  disegno  di legge,  al  quale  sono  stati  già
  depositati  gli  emendamenti  contenuti  nel  fascicolo,   non   si
  presentano  emendamenti fuori sacco a nome del Governo. Il  Governo
  li deve condividere con chi li deve votare.
   Quindi,  per  quanto mi riguarda mi associo alla  questione  posta
  dall'onorevole  Musotto e ritengo che questi  due  emendamenti  non
  siano propri.
   Al  di  là del fatto formale, c'è un aspetto sostanziale: i testi,
  per  essere sostenuti, devono essere condivisi. Non posso  scoprire
  in  Aula un testo di emendamento, uno in particolare, che è un vero
  e  proprio disegno di legge. Con tutto il rispetto, siccome  ancora
  non  ho  portato il cervello all'ammasso, ritengo che  il  Governo,
  ancora  prima  che  la  Presidenza dell'Assemblea,  debba  ritirare
  questi emendamenti.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO.  Signor  Presidente, oggi in  Commissione  Bilancio
  abbiamo cominciato la discussione sul disegno di legge numero  724,
  di contenuto analogo all'emendamento A.4 e contenuto nel disegno di
  legge che le commissioni stanno prendendo in esame.
   Io  ritengo  opportuno intanto che l'emendamento sia ritirato  per
  essere  discusso  nel disegno di legge che si  sta  preparando  per
  l'Aula, in quanto mi sembrerebbe la soluzione più opportuna.
   Non  intervengo nel merito, sul quale sono contrario, solo  perché
  rinvio  la  discussione nel merito al disegno di legge  depositato,
  che  è  già stato esaminato dalla commissione di merito  e  che  si
  trova in Commissione Bilancio.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente,  signor  Assessore,  mi  associo  agli
  interventi  precedenti non tanto per una questione di  merito,  che
  non  abbiamo  avuto  modo  di  approfondire,  ma  proprio  per  una
  questione  di  metodo:  l'idea di portare all'ultimo  minuto  degli
  emendamenti che non possono essere pienamente compresi dall'Aula  è
  un  sistema che dobbiamo abbandonare, che da tempo almeno  vogliamo
  abbandonare  e,  quindi,   chiediamo al  Governo  di  ritirare  gli
  emendamenti  in modo che possano essere inseriti in un  disegno  di
  legge organico.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, Assessore, lo dico senza alcuna  vena
  di  ostilità,  ma inserire un emendamento come l'A.4  e  ancor  più
  come  l'A.5 - articoli 1, 2 e 3 -, nella discussione di un  disegno
  di  legge  sulla  cinematografia, sulle  sale  cinematografiche,  è
  veramente  improprio.  Tra l'altro, le tre  questioni  che  vengono
  affrontate  nei  due emendamenti meritano l'approfondimento  tipico
  dei disegni di legge.
   Personalmente, mi dichiaro disponibile con il Governo a  discutere
  nel  merito  questi provvedimenti, a passare dalla  Commissione,  a
  presentare un disegno di legge organico. Ma se si dovesse,  invece,
  arrivare  alla  votazione degli emendamenti, non li voterei  perché
  difformi dalla materia che stiamo trattando.

   BUZZANCA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA, relatore. Signor Presidente, Assessore, abbiamo  seguito
  fin  qui,  a  partire dalla Commissione e poi con il  dibattito  in
  Aula,  un  percorso  molto  lineare  perché  ritengo  questa  legge
  importante e perché gli operatori soprattutto la chiedono  e  penso
  che  un  riordino  di  questo  tipo  sia  quanto  mai  opportuno  e
  necessario.  Però  non  possiamo fare  fughe  in  avanti  -  adesso
  intervengo,  per  non  sottrarre tempo all'Aula,  anche  sull'altro
  emendamento, l'A.5, che ci viene consegnato -, così noi andiamo  al
  di fuori di qualunque logica di confronto parlamentare.
   Sull'argomento la Commissione non si è pronunciata,  non  è  stata
  fatta  alcuna prospettazione in Commissione e ora qui ci  troviamo,
  di  fatto, ad affrontare argomenti altri, che a nulla hanno  a  che
  vedere  con  questa norma che, in maniera lineare,  abbiamo  voluto
  approfondire  e  intendiamo approfondire. Quindi,  con  riferimento
  anche  all'emendamento successivo, l'A.5, laddove si parla  di  una
  forma di sanatoria per spese contratte per obbligazioni negli  anni
  2009-2010,  ritengo che questo non abbia nulla  a  che  vedere  con
  l'argomento del quale ci stiamo occupando.
   E'  evidente che si tratta di una fuga in avanti. Per cui,  invito
  l'assessore,  proprio per continuare nello spirito costruttivo  che
  vi  è  stato  fra  le diverse componenti di questa Assemblea  e  il
  Governo,  sia  in  Aula  che  in  Commissione,  a  ritirare  i  due
  emendamenti perché é veramente necessario farlo.
   Si può rimandare ad una legge di settore, per quel che riguarda il
  primo  emendamento, si può poi fare qualunque tipo di ragionamento,
  ma  non penso che questa sia la sede per affrontare questa sorta di
  sanatoria.

   PRESIDENTE.  Onorevole Buzzanca, il Governo  aveva  presentato  un
  emendamento soppressivo comunque dell'articolo 1 e dell'articolo  4
  dell'emendamento  A.5. In ogni caso, per quello che  serve,  questi
  due  emendamenti  aggiuntivi arrivano  in  Aula  perché  apprezzati
  stamattina dalla IV Commissione.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRANCHIDA,  assessore per il turismo, lo sport  e  lo  spettacolo.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, avevo già deciso di ritirare
  l'articolo 1 e l'articolo 4 dell'emendamento A.5.
   Però  voglio  chiarire alcuni aspetti. Al di là del fatto  che  la
  Commissione   si  è  pronunciata  stamattina  favorevolmente,   con
  apprezzamento    all'unanimità    di    tutti    coloro,     membri
  dell'opposizione  e  della maggioranza, che vi  hanno  partecipato,
  comunque,  tenuto  conto degli unanimi pareri  espressi  dall'Aula,
  ritiro questi emendamenti ma ribadisco un aspetto: la presentazione
  di questi emendamenti è il frutto anche di quanto è stato stabilito
  in  riunione  di  Giunta  di Governo e  anche  in  un  vertice  dei
  capigruppo  della  maggioranza, all'indomani del  ritiro  del  maxi
  emendamento  sulla finanziaria. Ovvero, tutte le parti tecniche  di
  ogni dipartimento presentate all'interno del maxi emendamento sulla
  finanziaria  potevano essere presentate all'interno di  disegni  di
  legge confacenti quel settore e quelle tipologie di intervento.
   Questo  era stato deciso, era stato anche condiviso. Però, siccome
  è   richiesto  un  approfondimento  in  tal  senso  e   un   parere
  maggiormente   condiviso,   mi   rimetto   al   volere    dell'Aula
  specificando,  in  ogni  caso, che non c'è  stata  alcuna  fuga  in
  avanti,   ma   c'è   stato  un  semplice  adempimento   di   quanto
  precedentemente deciso sia a livello esecutivo sia  a  livello  dei
  Gruppi parlamentari di maggioranza.

   PRESIDENTE.   Grazie,  Assessore.  Quindi  ritengo  ritirati   gli
  emendamenti A.4 e A.5.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  È  fatto obbligo a chiunque di osservarla e di farla osservare
  come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato dall'onorevole Caronia, ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, l'emendamento 117.1, che
  così recita:
   «All'articolo  2,  lett. f), dopo le parole   igienico-sanitaria ,
  aggiungere le parole  e di sicurezza ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   cinematografico

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Disciplina in materia di autorizzazioni dell'insediamento
                dell'esercizio cinematografico» (621/A)

    PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del   disegno  di  legge  n.  621/A  «Disciplina  in   materia   di
  autorizzazioni  dell'insediamento dell'esercizio  cinematografico».
  Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Adamo,   Ammatuna,  Apprendi,  Arena,   Barbagallo,
  Bufardeci,   Buzzanca,  Calanducci,  Cappadona,  Caputo,   Caronia,
  Catalano, Cimino, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Di  Guardo,
  Di  Mauro,  Donegani, Faraone, Ferrara, Formica, Forzese, Galvagno,
  Gennuso, Laccoto, Nicola Leanza, Lo Giudice, Marinello, Mattarella,
  Musotto,  Nicotra,  Oddo,  Pantuso,  Parlavecchio,  Ragusa,   Raia,
  Rinaldi,   Ruggirello,  Savona,  Scammacca,  Sulsenti,  Termine   e
  Torregrossa.

   Si astengono: Beninati, Bosco e Marziano.

   Sono  in  congedo: Aricò, Bonomo, D'Agostino, Digiacomo,  Gentile,
  Marrocco e Vinciullo.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           49
   Votanti            48
   Maggioranza        25
   Favorevoli         45
   Astenuti            3

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che per ragioni del suo ufficio  l'onorevole
  Incardona  è  autorizzato a recarsi in missione dal 5 al  7  luglio
  2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Speziale è  in  congedo  per
  motivi istituzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.

   attività produttive

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
                        dell'istituto regionale
    per lo sviluppo delle attività produttive» (605-242-362-577/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede  con  il seguito  della  discussione  del
  disegno    di    legge   numeri   605-242-362-577/A   «Costituzione
  dell'istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»,
  posto al numero 2).
   Ricordo  che nella seduta numero 265 del 22 giugno 2011 era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  chiedere il differimento dell'esame di questo disegno di legge.  Un
   melius  re  perpensa  chiestomi dal mio Gruppo,  ma  anche  avendo
  parlato con alcuni colleghi presenti in Aula.
   Tenuto  conto  che è una legge complessa, complicata  e  delicata,
  chiediamo un accantonamento e che possa essere discussa la prossima
  settimana.  E'  una richiesta fatta considerata la  complessità  e,
  soprattutto,  il  numero rilevante di emendamenti  che  sembrerebbe
  snaturare  un  poco  ed essere in contrasto con  quello  che  è  lo
  spirito della legge.
   Si  tratta di una richiesta di differimento della discussione alla
  prossima settimana.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non credo  che  il  Governo  sia
  favorevole a questa proposta.
   Il  disegno  di legge è all'ordine del giorno dell'Aula  da  molto
  tempo, è stato in Commissione Bilancio da un po' di tempo e, se non
  ci  sono  motivazioni  che vengono condivise dall'Aula,  non  posso
  rinviare in Commissione il disegno di legge.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, c'è una  richiesta
  generale dell'Aula, quindi chiediamo una settimana perché si arrivi
  più serenamente alla discussione.
   C'è una richiesta da parte di tutti, ripeto, a cui ci associamo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vediamo di capire i termini  della
  richiesta.
   La richiesta è per un rinvio in Commissione della norma?

   MUSOTTO. No.

   PRESIDENTE.  E'  una  richiesta di sospensione  della  discussione
  nella seduta odierna per riprenderla martedì, per poter avviare  un
  confronto in Commissione, informalmente, sul contenuto della legge.

   MUSOTTO. Informalmente

   PRESIDENTE. Chiaro, ci deve essere un sede istituzionale  che  non
  può che essere la Commissione.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  conosco  le
  ragioni  che  portano  il  presidente Musotto  ad  avanzare  questa
  richiesta,  ma  certo il segnale che si darebbe non  sarebbe  molto
  positivo perché è una legge che tutti ci chiedono, è una legge  che
  ha  avuto  un  processo  di condivisione  con  le  associazioni  di
  categoria,  con  il  mondo delle imprese, è una  legge  che  va  in
  direzione  di abbassare, non dico di eliminare, ma di  abbassare  i
  costi  della  politica.  Basti pensare che  prevede  l'eliminazione
  delle  assemblee  generali, i cui componenti  ammontano  a  più  di
  mille.
   E'   una   legge  che  prevede  l'eliminazione  dei  consigli   di
  amministrazione  o  dei consigli direttivi. Anche  in  questo  caso
  dieci  per  dieci o dieci per undici, si tratta di altri centodieci
  componenti,  espressione  della  politica  che,  in  qualche  modo,
  finiscono di avere una funzione e si restituisce funzione,  invece,
  alle  strutture burocratiche, si dà certezza del diritto e certezza
  della tempistica.
   Personalmente, penso che se si vuole ottemperare alla richiesta di
  approfondimento  di eventuali articoli complessi e contrastati,  si
  può procedere, come si è fatto in altre occasioni, alla discussione
  e  approvazione degli articoli sui quali non ci sono problemi e  si
  accantonano quelli dove ci sono contrasti. Ma diamo il segnale  che
  cominciamo  a discutere di una legge di riforma, di una  di  quelle
  leggi che facevano parte del pacchetto Gov.1, chiamiamolo così, che
  per  ragioni  di  carità si ritirò e che, però, conteneva  i  pezzi
  forti  della  manovra  finanziaria del 2011, conteneva  la  riforma
  delle ASI, conteneva la riforma degli IACP, un'altra struttura  che
  appesantisce i costi della politica e per la quale è necessaria una
  riforma, conteneva la proposta di riforma del CIAPI.
   Nel  chiedere  che,  invece,  si proceda  alla  discussione  sugli
  articoli  sui quali c'è condivisione, chiedo al Governo, in  questo
  caso  tramite  l'assessore Venturi, di accelerare  il  processo  di
  arrivo in Aula delle leggi di riforma che facevano parte del Gov.1.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  la  Presidenza   convoca   la
  Conferenza   dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,   presente
  l'assessore Venturi, per decidere come procedere.
   La convoco immediatamente in Sala lettura deputati.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.29, è ripresa alle ore 17.50)

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, informo che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, testé riunitasi presso la  Sala
  lettura  deputati,  ha  stabilito  di  rinviare  il  seguito  della
  discussione del disegno di legge numeri 605-242-362-577/A a martedì
  della prossima settimana.
   Così resta stabilito.
   La  seduta è rinviata a domani, mercoledì 6 luglio 2011, alle  ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II   -  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
   Regolamento  interno, di interrogazioni e di interpellanze  della
   rubrica  Risorse agricole e alimentari :

           Interrogazioni:

   N.  890  -  Interventi a tutela dell'agricoltura e della zootecnia
  siciliana in crisi.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1053  -  Applicazione della legge regionale  n.  25  del  1998
  concernente contributi in favore dei pescatori di tonno siciliani.
   Firmatari:  Adamo  Giulia; Marrocco Livio;  Gucciardi  Baldassare;
  Ferrara Massimo; Ruggirello Paolo

   N.  1267 - Notizie sulle agevolazioni contributive introdotte  nel
  2006 in agricoltura per le zone svantaggiate e montane.
   Firmatari: Mancuso Fabio Maria; Limoli Giuseppe

   N. 1300 - Iniziative urgenti per fronteggiare la crisi del settore
  agricolo.
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  1437  -  Notizie  in  merito ai ritardi nell'attuazione  delle
  disposizioni  della  legge regionale n. 11 del  2010  adottate  per
  fronteggiare  la  grave  crisi  economica  del  comparto   agricolo
  siciliano.
   Firmatari: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo

           Interpellanza:

   N.  96  -  Iniziative per l'immediata erogazione  delle  spettanze
  dovute agli operai forestali.
   Firmatario: Gucciardi Baldassare (PD)

                   La seduta è tolta alle ore 17.51

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposte  scritte ad interrogazioni - Rubrica «Beni  culturali  ed
  identità siciliana»

   GALVAGNO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni culturali ed ambientali e l'identità siciliana, premesso che:

   con  decreto  assessoriale  n.  1946  del  28.04.89  l'Assessorato
  regionale  dei  beni  culturali  e  ambientali  e  della   pubblica
  istruzione  ha  sottoposto a vincolo diretto ex legge  1089/39  una
  vasta  area ricadente in c.da Realmese, nei pressi della  necropoli
  di Cozzo San Giuseppe, in territorio di Calascibetta;

   con  lo  stesso decreto, un'altra vasta area è stata sottoposta  a
  vincolo indiretto;

   di  recente  sono stati ultimati i lavori di valorizzazione  della
  necropoli  e che gli scavi effettuati in questa circostanza,  sotto
  il  controllo della soprintendenza ai beni culturali, ambientali  e
  alla  pubblica  istruzione di Enna, hanno escluso  che  nelle  aree
  limitrofe  alla  necropoli  si trovino  altri  siti  o  reperti  di
  interesse storico o archeologico;

   nello  scorso autunno la soprintendenza ai BB.CC.AA.  di  Enna  ha
  notificato  ai  proprietari dei terreni  ricadenti  nella  zona  di
  vincolo diretto l'indennità provvisoria di espropriazione di cui al
  D.D.G.   n.   9239  del  28.12.2005,  riprendendo  così   un   iter
  espropriativo avviato molti anni addietro;

   considerato che:

   l'area   interessata  dal  vincolo  diretto  e  dall'esproprio   è
  oltremodo ampia ed alquanto lontana dalla necropoli;

   le somme stanziate appaiono 'ictu oculi' insufficienti a ristorare
  i proprietari dei terreni interessati dalla perdita degli stessi;

   nell'area  vi  sono  diverse aziende agricole i  cui  proprietari,
  privati  dei  terreni,  verrebbero seriamente ed  irrimediabilmente
  danneggiati;

   ai  terreni,  una  volta  espropriati  dalla  soprintendenza,  non
  potrebbe  essere garantita la normale coltivazione, con il pericolo
  che  si  verifichino  incendi che potrebbero  danneggiare  anche  i
  lavori  di  valorizzazione  della  necropoli  compiuti  dal  comune
  mentre, fino ad oggi, i proprietari hanno garantito la pulizia  dei
  terreni,  così  come peraltro prescritto con il decreto  impositivo
  del vincolo;

   le aree, di fatto abbandonate, potrebbero essere oggetto di razzia
  da parte di vandali e tombaroli;

   l'esproprio  appare  effettuato  in  aperta  violazione  del   DPR
  327/2001;

   considerato inoltre che:

   allo  stato  la  soprintendenza non è titolare di  alcun  progetto
  relativo a lavori ed opere da realizzare nelle aree da espropriare;

   la dichiarazione di pubblica utilità, dato il lungo lasso di tempo
  trascorso, è da ritenersi decaduta;

   il  vincolo non è stato regolarmente notificato ai proprietari  né
  appare regolarmente trascritto presso la conservatoria dei RR.II di
  Enna;

   per sapere:

   se  il  Governo  della  Regione non ritenga di  attivarsi  per  la
  sospensione del procedimento di esproprio in questione;

   se siano state individuate e quali siano le aree effettivamente  e
  concretamente titolari di interesse archeologico;

   se  non ritengano che l'esproprio debba essere limitato alle  sole
  aree di sicuro interesse archeologico;

   quali  iniziative  siano state assunte affinché l'esproprio  venga
  effettuato  solo in presenza di un progetto regolarmente  approvato
  che  valorizzi tutta la zona, nel rispetto della vigente  normativa
  in materia di espropriazione». (50)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riferimento  all'interrogazione  dell'onorevole
  Galvagno,  che  vuole  conoscere alcune  notizie  sul  procedimento
  d'esproprio  dei terreni ricadenti in c.da Realmese nel  Comune  di
  Calascibetta (EN), preliminarmente si rappresenta che le  procedure
  di  esproprio hanno fatto seguito al decreto Assessoriale  n.  7043
  del  22  luglio  1995 di dichiarazione della Pubblica  Utilità,  la
  quale,  con  successivi decreti e, in ultimo, con  il  decreto  del
  Dirigente del Servizio n. 6159 è stata prorogata fino alla data del
  22 luglio 2009.
   L'espropriazione  dell'area è avvenuta nel rispetto  dell'articolo
  57  del  Decreto del Presidente della Repubblica n. 327  del  2001,
  modificato  dal  Decreto  Legislativo n. 302  del  2002,  che  così
  recita:   Le disposizioni del presente testo unico non si applicano
  ai  progetti  per  i quali, alla data di entrata  in  vigore  dello
  stesso  decreto,  sia  intervenuta  la  dichiarazione  di  pubblica
  utilità,  indifferibilità ed urgenza. In  tal  caso  continuano  ad
  applicarsi tutte le normative vigenti a tale data .
   Si  rappresenta, ancora, all'onorevole interrogante,  che  con  il
  successivo Decreto del Dirigente del Servizio n. 6327 del 4  Giugno
  2009,   è   intervenuta  l'espropriazione  definitiva  della   zona
  archeologica  di  Realmese,  che ha riguardato  l'area  interessata
  dalla presenza di resti di notevole interesse archeologico.
   Si  evidenzia  infine  che,  nel corso  dell'iter  procedurale,  a
  seguito  di  una  accurata visione dei luoghi e di  sopralluogo  da
  parte  di  personale della Soprintendenza, una parte  dell'area  da
  espropriare inserita nell'originario piano di esproprio, sottoposta
  a  vincolo  indiretto ai sensi dell'art. 21 della Legge  1089/1939,
  seppur mantenendo tale stato, non è stata demanializzata.
   E'  il caso ancora di evidenziare che nell'aprile del 2005, con il
  Decreto  del  Dirigente  del Servizio n.  5938,  è  stata  disposta
  l'occupazione temporanea degli immobili in corso di espropriazione,
  ciò  per  realizzare  i lavori del  Progetto  di  valorizzazione  e
  recupero dell'area archeologica di Realmese .
   Il sopradetto progetto, dell'importo di 924.458,00 euro, era stato
  redatto  dal  Comune di Calascibetta e inserito nel  programma  dei
  finanziamenti del POR Sicilia 2000 - 2006 Asse II, misura 2.01.
   I lavori del sopradetto progetto sono stati ultimati; nel 2009 gli
  atti  finali e il certificato di collaudo sono stati approvati  dal
  Comune di Calascibetta.
   Rimane  ferma  la  volontà  del Governo e dell'Amministrazione  di
  pervenire  -  nei tempi più rapidi possibili nel doveroso  rispetto
  delle  norme e delle procedure - alla realizzazione di un  organico
  progetto finalizzato alla valorizzazione dell'importante area».

   L'Assessore

  Sebastiano Missineo

   BARBAGALLO-POGLIESE-RAIA-MANCUSO-LIMOLI. -  «Al  Presidente  della
  Regione   e   all'Assessore  per  i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana, premesso che:

   il  3 dicembre 2008, il sottoscritto interrogante assieme ad altri
  deputati   regionali   ha  presentato  una   interrogazione   sulla
  situazione del Teatro Massimo Bellini di Catania;

   a  seguito  di tale iniziativa, l'Assessore regionale per  i  beni
  culturali pro tempore, con nota prot. n. 1305 del 10 marzo 2009, ha
  dato  incarico a due dirigenti (il dott. Cosimo Aiello e  il  dott.
  Giovanni   Angileri)  di  effettuare  un'ispezione  e  di  produrre
  'celermente  una relazione per verificare la corretta  funzionalità
  amministrativa del predetto Teatro';

   considerato che:

   l'Avvocato Pier Carmelo Russo (all'epoca segretario generale della
  Presidenza  della Regione), con nota prot. n. 66200 del  22  luglio
  2009, ha chiesto di conoscere le risultanze dell'ispezione, anche a
  seguito  della  nota  della  Corte dei conti  riguardante  presunte
  irregolarità nella gestione dell'ente;

   a  tutt'oggi  non  è  stato reso pubblico il contenuto  dell'esito
  dell'ispezione effettuata;

   considerato ancora che:

   l'ispezione,  come  è  noto, ha avuto  inizio  e  deve  avere  una
  conclusione,  alla luce della disciplina generale sul  procedimento
  amministrativo di cui alla legge n. 241 del 1990 e alla l.r. n.  10
  del 1991 e successive modifiche, nel rispetto dell'esigenza di buon
  andamento delle pubbliche amministrazioni;

   dopo un anno dall'incarico, l'inosservanza dei termini (celermente
  non  può  significare tutto questo tempo) può assumere rilievo  sia
  sotto  il  profilo  disciplinare  sia  stato  quello  di  eventuali
  sanzioni conseguenti all'inadempimento;

   le  relazioni  conclusive  sull'esito  dell'ispezione  prescindono
  dall'attuale  situazione  del Teatro Massimo  Bellini  di  Catania,
  poiché  si  fa  riferimento specifico ad eventuali  inadempienze  o
  violazioni di legge riguardanti l'esercizio 2008;

   ritenuto che:

   qualora siano state individuate, nelle dichiarazioni di coloro che
  sono stati sentiti dai due ispettori regionali, ipotesi di reato di
  natura   penale   o  contabile,  devono  essere  conseguenzialmente
  informate le autorità giurisdizionali competenti (come ribadito dal
  Procuratore  regionale alla Corte dei conti per la Sicilia  con  la
  nota di prot. Segr. Part. 249138 del 27 settembre 2004);

   nella  seduta  n.  77  del 25 marzo 2009, l'Assessore  per  i  ben
  culturali  pro  tempore  ha  fornito  risposta  alla  sopra  citata
  interrogazione,  nella  quale si faceva riferimento  soltanto  alla
  nomina dei due ispettori regionali;

   alla  luce  di quanto brevemente esposto si potrebbero configurare
  ipotesi  di  omissioni  e di violazioni di  legge  per  la  mancata
  conclusione   del   procedimento   amministrativo   o   per   altre
  inadempienze;

   per  sapere  quali siano le ragioni per le quali non  siano  state
  ancora rassegnate le conclusioni dell'attività ispettiva svolta dai
  predetti  dirigenti regionali ovvero per conoscere,  qualora  siano
  state rassegnate, le risultanze dell'ispezione in oggetto». (1050)

   Risposta.  -  «In  riferimento  all'interrogazione  dell'onorevole
  Giovanni Barbagallo, dell'onorevole Giuseppe Limoli, dell'onorevole
  Fabio  Maria Mancuso, dell'onorevole Salvatore Domenico Pogliese  e
  dell'onorevole Concetta Raia di cui all'oggetto, preliminarmente si
  rappresenta che gli Ispettori, incaricati dall'Assessore dei BB.CC.
  e I.S. pro tempore, hanno rimesso la relazione conclusiva ispettiva
  presso   il  Teatro  Massimo  Bellini  di  Catania,  acquisita   al
  protocollo dell'Assessorato BB.CC. e P.I., Ufficio di Gabinetto, il
  22 Marzo 2010.
   Da  tale  atto  ispettivo  emerge  il  conflittuale  rapporto  tra
  Consiglio di Amministrazione e Sovrintendente.
   Gli Ispettori esprimono riserve circa l'osservanza delle procedure
  contabili e la formazione dei bilanci di esercizio secondo principi
  di  veridicità  e  trasparenza. Gli stessi  hanno  riscontrato  sul
  bilancio  2008,  l'esistenza  di  debiti  fuori  bilancio  generati
  dall'assunzione   di  impegni  privi  della  necessaria   copertura
  finanziaria,  pari ad   1.551.000,00; lo stesso bilancio  dell'anno
  2008 è stato gravato di impegni per circa   300.000,00 di costi  di
  competenza     dell'esercizio    finanziario    precedente,     non
  contabilizzati in quell'esercizio e rinviati al successivo, secondo
  una  prassi  costante che ha generato negli Ispettori   Ragionevoli
  riserve   circa  la  corretta  determinazione  dei   risultati   di
  esercizio .
   Recita  la  sopradetta relazione   Da più parti le  ragioni  della
  formazione  di  detti debiti fuori bilancio vengono  attribuite  in
  gran  parte  al  Soprintendente al quale vengono  addebitate  spese
  arbitrarie, non inerenti ai fini istituzionali, personali  e  fatte
  passare come spese di rappresentanza, ed altro ancora, nonché avere
  adottato  provvedimenti illegittimi e inopportuni. Più in  generale
  la  gestione  del  Sovrintendente è stata  egemone,  autoreferente,
  finalizzata  al  suo  prestigio  personale,  con  costi  a   carico
  dell'Ente .
   Opinione   degli  Ispettori  è  che   La  gestione  amministrativa
  dell'Ente  nel  suo complesso debba essere oggetto di  una  attenta
  azione  di recupero di economicità e di efficienza e che le vicende
  intercorse,  nonché  l'adozione  dei consequenziali  provvedimenti,
  vadano  letti  anche  alla  luce del tentativo  di  scardinare  non
  condivisibili consuetudini comportamentali, segnati da un intreccio
  di cause ed effetti non sempre di univoca interpretazione .
   Corre l'obbligo di rappresentare ai signori onorevoli interroganti
  che  il Consiglio di Amministrazione dell'Ente, in attuazione della
  deliberazione  n.  488 del 27 novembre 2009, è  stato  sciolto,  e,
  giusta  deliberazione  n.  501 del 2  dicembre  2009  della  Giunta
  regionale, quale Commissario Straordinario del medesimo Ente, nelle
  more della ricostituzione dell'ordinario organo di amministrazione,
  per  un  periodo  non  superiore a mesi tre, è  stata  nominata  la
  dott.ssa Cancellieri Peluso Annamaria.
   La   gestione   del  Commissario  Straordinario,  con   successivi
  provvedimenti, e in ultimo con il decreto presidenziale n. 392  del
  30 giugno 2010 è stata prorogata fino al 5 settembre 2010.
   Si  evidenzia  ancora  che l'Assessore pro  tempore,  appresa  dal
  Dirigente Generale del Dipartimento la circostanza secondo la quale
  dall'atto  ispettivo  emergevano  profili  di  illegittimità  nella
  condotta  della  gestione  dell'Ente, in  una  circostanziata  nota
  indirizzata  allo  stesso Dirigente, nel rilevare  l'obbligo  della
  denuncia   alla   Procura   della  Corte  dei   Conti   competente,
  rappresentava  che  in assenza di assicurazione  di  una  immediata
  denuncia avrebbe proceduto in via sostitutiva.
   Per  la  completezza di informazione si rappresenta che l'8 luglio
  del  2010,  il Dirigente Generale ha rimesso alla Procura regionale
  presso  la  Sezione giurisdizionale della Corte  dei  Conti  per  i
  profili di competenza la relazione ispettiva, ad integrazione della
  denuncia  già  trasmessa alla Corte dei Conti  dal  Presidente  del
  Consiglio di Amministrazione dell'Ente.
   Dell'attività della Corte dei Conti non si ha conoscenza e ciò con
  riferimento  agli  atti  del  Dipartimento  dei  beni  culturali  e
  dell'identità siciliana.
   Giova  evidenziare che le attività teatrali, in applicazione della
  legge  regionale del 16 dicembre 2008 n. 19, recante norme  per  la
  riorganizzazione dei Dipartimenti regionali, sono state  trasferite
  dal  Dipartimento  regionale  dei beni  culturali  e  dell'identità
  siciliana  al  Dipartimento regionale del turismo,  dello  sport  e
  dello spettacolo; tale obbligo, è stato sancito con la consegna  di
  schede  riassuntive,  inclusa anche quella del  Teatro  Bellini  di
  Catania  - una per ciascun capitolo di spesa, in cui sono riportati
  i  dati relativi allo stato delle pratiche,le leggi di riferimento,
  i  contenuti  dei faldoni, le eventuali criticità e scadenze  delle
  pratiche nonché altri dettagli ritenuti utili - come si evince  dal
  verbale di consegna del 30 giugno 2010, redatto e sottoscritto  dai
  dirigenti incaricati dei succitati Dipartimenti».

   L'Assessore

   Sebastiano Missineo

   COLIANNI.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   da qui a qualche mese è previsto il ritorno in Italia della Venere
  di  Morgantina, dal Paul Getty Museum di Malibù in California, dopo
  un lungo contenzioso tra Italia e U.S.A.;

   come si sa, la venere venne trafugata dal sito di Morgantina nella
  seconda  metà del 900 e venduta poi allo stesso museo,  dove  viene
  considerata uno dei pezzi di maggiore pregio;

   per il trasporto, la Venere dovrà essere sezionata in tre parti  e
  che,  una  volta ripristinata nella sua interezza, non  può  essere
  nuovamente divisa, pena il disfacimento, per la natura calcarea, di
  tutto  il  corpo, tranne la testa, come sostiene il dottor  Podonì,
  esperto del Paul Getty Museum di Malibu;

   considerato che il reperto archeologico rappresenta una  occasione
  irripetibile per lo sviluppo turistico ed economico del  territorio
  di Aidone e dell'intera provincia di Enna;

   appreso  che  esiste  un decreto (n. 46 del 17/09/2010)  dell'  ex
  Assessore  per  i beni culturali, il quale prevede che  la  Venere,
  reperto archeologico di internazionale importanza, venga portata  a
  Palermo presso il Palazzo dei Normanni per essere lì esposta e  che
  tale   notizia   sta   provocando  un   notevolissimo   oltre   che
  comprensibile  fermento e disappunto da parte  dell'Amministrazione
  comunale  locale,  dei  cittadini e  dell'intera  classe  dirigente
  locale;

   ritenuto  inutile  il  passaggio a Palermo (cosa  diversa  sarebbe
  stato, da un punto di vista mediatico, un breve soggiorno a Roma al
  Quirinale o in qualche capitale Europea) della Venere;

   per  sapere se intendano porre in essere tutti gli atti  possibili
  al  fine predispone il rientro della Venere direttamente in  quella
  che è la sua sede naturale, ovvero la città di Aidone». (1436)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riferimento alle interrogazioni  dell'onorevole
  Paolo   Colianni  e  dell'onorevole  Vincenzo  Vinciullo   di   cui
  all'oggetto,  si  rappresenta  che è stato  emanato  uno  specifico
  Decreto,  il  19 novembre 2010, il quale dispone il  rientro  della
   Afrodite  di Morgantina  dal Paul Getty Museum direttamente  nella
  sede  di  Aidone,  ciò  contrariamente  a  quanto  era  stato   già
  programmato circa la sua esposizione in altra sede rappresentativa.
   Si rappresenta ancora che il 17 maggio 2011, la preziosa statua ha
  visto  l'inaugurazione della sua esposizione  presso  il  Museo  di
  Aidone.
   A  tale  evento  hanno  partecipato il  Presidente  della  Regione
  siciliana,  il  Ministro  per  i beni culturali  e  altre  autorità
  nazionali,  regionali,  oltre che numerose  autorevoli  personalità
  della cultura.
   Per completezza di informazione si evidenzia che l'Assessorato dei
  beni  culturali e dell'identità siciliana, sensibile al prestigioso
  e   unico  evento,  ha  disposto  la  realizzazione  di  lavori  di
  miglioramento strutturale e impiantistico, di riallestimento  degli
  spazi a piano terra, del Museo di Aidone.
   Si  informa  infine  che,  a  seguito  di  una  fattiva  opera  di
  sensibilizzazione,  è  stato  disposto  dal  Ministero   dei   beni
  culturali  un finanziamento, con i fondi derivanti dalle estrazioni
  del  gioco  del  Lotto,  di  1.500.000,00  euro  per  il  Restauro,
  consolidamento  e  allestimento museale dell'immobile  destinato  a
  sede  espositiva dell'Afrodite di Morgantina e riguarderà  pertanto
  l'ex  convento  dei Padri Cappuccini, sede del Museo  regionale  di
  Aidone».

  L'Assessore

   Sebastiano Missineo

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni culturali e l'identità siciliana, premesso che,

   i beni culturali siciliani non sono adeguatamente salvaguardati;

   nella  carta  del  rischio  sono  stati  censiti  10.178  beni   e
  predisposte 2.500 schede di vulnerabilità;

   considerato che:

   non  sono  state previste risorse finanziarie per la conservazione
  del patrimonio;

   tra  i  numerosi beni culturali a rischio va prestata  subito  una
  particolare  attenzione  al  tempio di  Selinunte  (da  dieci  anni
  ingabbiato in una inutile e dannosissima impalcatura);

   altri autentici gioielli, come le mura antiche di Kamarina, quelle
  Timoleontee di Capo Soprano a Gela, l'antico borgo della Cunziria a
  Vizzini e la tonnara di Santa Panagia, meritano una urgente  azione
  di tutela;

   lo  stesso  teatro  antico di Taormina e altri siti  a  rischio  a
  Palermo,  Catania e Messina necessitano di opere di restauro  e  di
  consolidamento;

   ritenuto che:

   i  capitoli  del  bilancio regionale destinati  alla  manutenzione
  ordinaria dei monumenti sono stati azzerati;

   le cosiddette 'somme urgenze', effettuate dalle soprintendenze per
  fermare i pericoli e impedire nuovi danni, non sono state da  tempo
  rifinanziate;

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte per la tutela del territorio
  e per la conservazione dei beni culturali;

   le  ragioni per le quali si voglia mettere in discussione il ruolo
  delle  soprintendenze nella loro competenza di organismi  impegnati
  nella tutela del nostro patrimonio culturale». (1590)

   Risposta.  -   «In  riferimento all'interrogazione  dell'onorevole
  Giovanni  Barbagallo,  che vuole conoscere  quali  iniziative  sono
  state  assunte  per la tutela del territorio e per la conservazione
  dei  beni  culturali, preliminarmente lo scrivente ha l'obbligo  di
  rappresentare  che  le  risorse  regionali  del  capitolo   776016,
  denominato   Spese  per la tutela la custodia  la  manutenzione  la
  conservazione  e  il  restauro  dei  beni  monumentali,   naturali,
  naturalistici ed ambientali ecc.  ha nell'esercizio finanziario  in
  corso uno stanziamento di euro 948.000,00.
   Certamente  da  diversi anni gli stanziamenti  su  detto  capitolo
  hanno  subito delle decisive riduzioni che, sostanzialmente,  hanno
  impedito di procedere ad una programmazione  ordinaria  consentendo
  invece il finanziamento, ai sensi della circolare n. 7 del 2009, di
  interventi  di  Somma urgenza  di importo generalmente inferiore  o
  uguale ad euro 100.000,00, salvo qualche sporadica eccezione.
   Nell'anno   2009   la   dotazione  iniziale  ammontava   ad   euro
  5.000.000,00 poi ridotta di euro 1.500.000,00, dando certamente  la
  possibilità di intervenire in tutti quei casi di somme urgenze  per
  un totale di impegni assunti pari ad euro 3.492.952,00.
   Nell'anno 2010 la dotazione iniziale ammontava ad euro 948.000,00,
  ridottasi  a  causa  di una variazione compensativa  pari  ad  euro
  203.160,88, dando la possibilità di intervenire in tutti quei  casi
  di  segnalazioni di somme urgenze per un totale di impegni  assunti
  pari ad euro 745.935,48.
   Da   tale  quadro  si  deduce  chiaramente  che  la  capienza  del
  sopradetto  capitolo di spesa nel corso degli anni  ha  subito  una
  progressiva  riduzione, d'altra parte è innegabile  che  grazie  al
  cofinanziamento   europeo  -  POR  2000/2006  -,   in   particolare
  attraverso la programmazione della misura 2.01 si sono realizzati i
  seguenti interventi:

   -Restauro allestimento museale              n. 64;
  -Aree archeologiche                     n. 152;
  -Restauro architettonico                  n. 353;
  -Restauro paesaggistico ed ambientale n. 115;
  -Archivi e biblioteche                        n. 4.

   Nell'ambito  delle  sopradette  tipologie,  la  struttura  muraria
  Timolontea di Capo Soprano in Gela è stata oggetto, nel corso degli
  anni  di  vari  interventi finalizzati alla tutela  e  salvaguardia
  delle  mura,  in ultimo con Decreto dell'11 dicembre 2006  è  stato
  approvato in via amministrativa il progetto esecutivo per l'importo
  di 2.250.000,00 euro.
   Gli  atti finali di tali lavori e il certificato di collaudo  sono
  stati approvati con decreto del 16 dicembre 2009.
   Al Dipartimento è stata presentata una scheda progettuale relativa
  alla valorizzazione dell'area archeologica di Capo Soprano, per  un
  nuovo  finanziamento  a  valere sul  PO  FESR  2006/2013  linea  di
  intervento 3.1.1.1 per l'importo di euro 3.785.000,00.
   Il Tempio di Selinunte è stato oggetto di un finanziamento di euro
  80.046,37  per  il progetto di  Opere di salvaguardia  e  messa  in
  sicurezza  del  colonnato nord del tempio C ; gli atti  finali  dei
  sopradetti lavori sono stati approvati con decreto del 26  novembre
  2008.
   Da  notizie  acquisite risulta che nel sopradetto Tempio  sono  in
  corso  lavori  del progetto di restauro finanziati dal Dipartimento
  regionale della Protezione civile. Con questo progetto è già  stata
  smontata  parte dell'impalcatura, essa sarà completamente  dismessa
  entro  il  mese  di ottobre del corrente anno, termine  ultimo  per
  l'ultimazione dei lavori.
   Agli  atti del Dipartimento, a valere sul PO FESR 2006/2013, linea
  di intervento 3.1.1.4, è stata presentata una scheda progettuale da
  parte  del Parco Archeologico di Selinunte per un intervento pilota
  di restauro nei templi C ed E, per un importo di euro 2.821.440,00.
   Anche  per  il  teatro  Odeon di Taormina, è stata  trasmessa  una
  scheda  progettuale per lavori di restauro a valere sempre  sul  PO
  FESR   2006/2013,  linea  di  intervento  3.1.1.1  per  un  importo
  complessivo di euro 3.400.000,00.
   Tali   nuovi  progetti  sono  stati  ritenuti  ammissibili   dalla
  Commissione,  all'uopo  costituita,  per  la  successiva  fase   di
  valutazione: in particolare, gli interventi proposti dal  Parco  di
  Selinunte  concernenti  i  templi  C  ed  E,  nonché  il  Santuario
  Malophoros   e  l'isolato  F  -  F1  sono  stati  già  ammessi   al
  finanziamento sulle sopradette risorse PO FESR 2006/2013.
   Si  rappresenta,  infine,  che  la tonnara  di  Santa  Panagia  in
  Siracusa   ha   avuto  finanziato  il  progetto   di   restauro   e
  musealizzazione per un importo di 10.841.437,29 euro.
   I lavori per la realizzazione di tale progetto al momento non sono
  stati  avviati  perché vi è in atto un contenzioso, ciò  a  seguito
  dell'opposizione da parte dell'ANCE di Siracusa, che è  in  via  di
  definizione.
   E' il caso di rappresentare che, in presenza di queste sospensioni
  e  ritardi per motivi giudiziari, l'intervento risulta ancora  oggi
  nel programma delle  Risorse Liberate  .

   L'Assessore

   Sebastiano Missineo