Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
POGLIESE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:
n. 1617 - Notizie sulle iniziative da adottare a seguito della
sentenza della Corte costituzionale n. 369 del 2010 in materia di
motorizzazione in Sicilia.
Firmatari: Incardona Carmelo
- da parte dell'Assessore per il Territorio e l'ambiente:
n. 1568 - Iniziative per fronteggiare il 'rischio frane' nella
Regione.
Firmatari: Barbagallo Giovanni
n. 1807 - Chiarimenti in merito alla selezione per il conferimento
dell'incarico di direttore generale dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente.
Firmatari: Mattarella Bernardo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati e inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme per il riconoscimento delle invalidità civili nella
Regione siciliana. (n. 761)
di iniziativa parlamentare,
presentato in data 8 luglio 2011 e inviato in data 8 luglio 2011
parere VI
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Contrasto all'occupazione abusiva di alloggi realizzati per
l'edilizia residenziale pubblica. (n. 762)
di iniziativa parlamentare, presentato in data 8 luglio 2011 e
inviato in data 8 luglio 2011
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione degli ecomusei della Sicilia. (n. 759)
di iniziativa parlamentare, presentato in data 5 luglio 2011 e
inviato in data 5 luglio 2011.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Modifiche alla legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, in materia
di anagrafe canina. (n. 760)
di iniziativa parlamentare, presentato in data 6 luglio 2011 e
inviato in data 8 luglio 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
«Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento nazionale ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto recante: Norme per l'apertura
dei casinò in Sicilia » (n. 753)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
parere IV
«Disposizioni in materia di personale e di azioni urgenti per il
rafforzamento dell'azione amministrativa a tutela della legalità»
(n. 755)
di iniziativa governativa, inviato in data 8 luglio 2011.
BILANCIO (II)
«Microcredito norme per l'accesso» (n. 748)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
parere UE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
«Interventi per lo sviluppo dei sistemi di rintracciabilità nel
settore agricolo ed alimentare» (n. 744)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
parere UE
«Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo presso l'Agenzia regionale per la protezione
ambientale» (n. 750)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011, parere
III, IV e I
«Misure a sostegno della movimentazione dei prodotti alimentari e
gastronomici tramite il vettore aereo» (n. 756)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
parere IV
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
«Modifica all'articolo 16 del Testo coordinato in materia di
parchi, riserve e tutela dell'ambiente nella Regione» (n. 746)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
«Riordino del settore termale» (n. 749)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
parere VI
«Riordino della legislazione ed acquisizione di nuove competenze
nell'ambito del comparto agro-forestale-ambientale: Modifiche ed
integrazioni della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14» (n. 751)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
parere I e VI
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
«Norme per l'occupazione dei soggetti precari di lunga durata
provenienti dai regimi transitori» (n. 752)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
«Misure a sostegno di soggetti non autosufficienti affetti da
gravi patologie progressivamente invalidanti e degenerative» (736)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
«Disciplina della attività di informazione scientifica
farmaceutica e istituzione dell'Albo regionale degli informatori
scientifici del farmaco» (743)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
«Disposizioni integrative in materia di requisiti organizzativi
relativi al personale laureato delle strutture di diagnostica di
laboratorio» (n. 758)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011.
Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che in data 5 luglio 2011 è stato riassegnato
alla I Commissione legislativa Affari istituzionali' il disegno di
legge di iniziativa parlamentare «Riconoscimento e istituzione
dell'albo delle società di mutuo soccorso» (n. 703).
Comunicazione di apposizione di firme a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Apprendi, con nota prot. n. 5903 del 30 giugno
2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 747
Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
comuni di Termini imprese e Trabia e fra i comuni di Godrano e
Marineo ;
- l'onorevole Vinciullo, con nota prot. n. 5975 dell'1 luglio
2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno di legge n. 454
Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle società di
mutuo soccorso ;
- gli onorevoli Panarello, Musotto e Rinaldi, con nota prot. n.
6184 dell'8 luglio 2011, hanno chiesto di apporre la firma al
disegno di legge m. 759 Istituzione degli ecomusei della
Sicilia .
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana:
- con ricorso notificato il 6 luglio 2011, ha impugnato l'articolo
5 della deliberazione legislativa recante Norme in materia di
riserve in favore degli enti locali (ddl n. 729-Norme stralciate),
approvata dall'Assemblea il 29 giugno 2011, per violazione
dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione.
- con ricorso notificato il 6 luglio 2011, ha impugnato l'articolo
6 della deliberazione legislativa recante Norme in materia di
aiuti alle imprese e all'inserimento al lavoro di soggetti
svantaggiati. Norme in materia di vigilanza sugli enti cooperativi
e di personale dell'E.A.S (ddl n. 729), approvata dall'Assemblea
il 29 giugno 2011, per violazione dell'articolo 81, quarto comma, e
dell'articolo 97 della Costituzione.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute ed
assegnate alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Commissione provinciale dell'Ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto dei lavori pubblici di
Caltanissetta. Designazione componente di cui alla lettera b) del
comma 9 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n. 109,
nel testo coordinato con le norme regionali. (n. 165/I).
pervenuto in data 6 luglio 2011, inviato in data 7 luglio 2011.
- Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo di Palermo. Designazione
componente effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti.
(n. 166/I).
pervenuto in data 11 luglio 2011, inviato in data 11 luglio 2011.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Richiesta di parere ex articolo 65 della legge regionale n.
9/2009. Decreto di approvazione della direttiva per la concessione
ed erogazione dei contributi ai Centri commerciali naturali. Linea
d'intervento 5.1.3.3 del P.O. Fesr 2007-2013. (n. 164/III)
pervenuto in data 6 luglio 2011, inviato in data 7 luglio 2011.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Attività
produttive' (III), ha approvato le seguenti risoluzioni:
- nella seduta n. 212 del 30 giugno 2011, ha approvato la seguente
risoluzione Azioni per fronteggiare lo stato di crisi del settore
della pesca' (n. 16/III);
- nella seduta n. 213 del 5 luglio 2011 Azioni da adottare in
merito alle problematiche dell'ARAS Sicilia' (n. 18/III).
Comunico, altresì, che la Commissione legislativa Cultura,
formazione e lavoro' (V), ha approvato le seguenti risoluzioni:
- nella seduta n. 221 del 5 luglio 2011, ha approvato la seguente
risoluzione Indirizzo in ordine all'azione di contrasto al
fenomeno della dispersione scolastica attuata dagli osservatori
provinciali e di area' (n. 12/V);
- nella seduta n. 224 del 6 luglio 2011 Azioni da adottare in
merito alla vertenza del CRES' (n. 13/V).
Comunicazione di invio di decisione adottata dalla Corte dei
Conti
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 6694 dell'1 luglio 2011
il Presidente della Regione ha inviato la decisione adottata dalla
Corte dei Conti n. 2/2011/SS.RR./PARI del 30 giugno 2011
riguardante la parificazione del rendiconto generale della Regione
siciliana relativo all'esercizio finanziario 2010.
Comunicazione di adozione di documento da parte della Giunta
regionale
PRESIDENTE. Comunico che la Giunta regionale, nella seduta del 21
giugno 2011, ha adottato il documento n. 170 del 21 giugno 2011:
P.O. FESR Sicilia 2007-2013 - Quadro riparto risorse finanziarie
del Programma post rimodulazione. Assegnazione risorse residue.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
POGLIESE, segretario f.f.:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che:
nel territorio del comune di Camastra (AG), in contrada Principe,
vi è dal 2009 una discarica per la raccolta di inerti intestata
alla ditta A&G s.r.l. e in funzione con autorizzazione integrata
ambientale ai sensi del d. lgs. 152/06 e s.m.i., DRS n. 139 del 17
febbraio 2009;
da circa un mese è stata segnalata alle competenti autorità, da
parte di numerosi cittadini, la presenza quotidiana di circa trenta
autoarticolati carichi di rifiuti compressi in balle, di incerta
provenienza, che conferiscono in discarica;
durante il trasporto e a seguito dei riversamenti si sviluppano
nauseabondi odori che investono l'intero comprensorio, rendendo
praticamente impossibile la permanenza nel territorio interessato;
rilevato che:
nell'area della discarica vi sono case, pozzi, nonché molte
aziende agricole che, da quando si è determinata l'attuale
situazione, vedono messa a rischio la produzione e il loro stesso
mantenimento dell'attività;
nonostante le documentate segnalazioni fatte dai cittadini ai
carabinieri ed al sindaco dei comune di Camastra non è stata
ottenuta nessuna rassicurazione circa gli effetti sulla salute
derivanti dal volume di tali conferimenti;
ritenuto che:
gli inerti non possono produrre nessun cattivo odore come
acquisito sinora e prima dei nuovi riversamenti;
l'attività di smaltimento segnalata va adeguatamente accertata
potendo non risultare coerente con la tipologia di rifiuti per cui
la discarica à stata autorizzata;
per sapere:
se siano a conoscenza dei fatti sin qui descritti e quali
iniziative siano state assunte sinora;
se, in assenza di qualunque intervento, non ritengano necessario e
urgente porre in essere misure idonee, anche attraverso l'ARPA,
allo scopo di accertare il corretto conferimento dei rifiuti
previsti per quella discarica e quali iniziative si intenda
intraprendere allo scopo di tutelare la salute pubblica e le
attività imprenditoriali agricole presenti sul territorio». (1974)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per la salute, premesso che:
nel piano sanitario della Regione siciliana 2010-2012 si evince
che '(...) il piano regionale della salute pone il cittadino al
centro del sistema assistenziale, offrendo risposte appropriate e
diversificate in relazione agli specifici bisogni di salute sia sul
territorio che in ospedale e tenendo conto anche delle esigenze che
attengono alla sfera della persona';
il piano, secondo quanto sopra citato, mira alla promozione del
territorio quale sede primaria di assistenza e di governo dei
percorsi sanitari, con la realizzazione di un sistema di assistenza
che costituisca un forte riferimento per la prevenzione, la
cronicità, le patologie a lungo decorso e la personalizzazione
delle cure;
il processo di riqualificazione dell'assistenza richiede un lavoro
in rete; dunque, lavorare in una logica di sistema per far sì che
gli operatori della sanità, come quelli del sociale, possano
comunicare tra di loro, condividere obiettivi e progetti collettivi
ed assicurare in maniera integrata la continuità dell'assistenza;
in questo ambito della salute materno-infantile va privilegiato il
modello organizzativo dell'integrazione sanitaria con il sociale al
fine di realizzare azioni congiunte delle ASP con i comuni riguardo
a particolari programmi di intervento a favore della genitorialità
responsabile, del sostegno alle gravidanze problematiche, della
tutela della maternità, della prevenzione di fenomeni di
maltrattamento e abuso sessuale, ecc.;
considerato che:
il consultorio, istituito in Italia con la legge quadro n. 405/75,
ed in Sicilia, con la legge regionale n.21/78, per le
professionalità che vi lavorano (ginecologo, psicologo, ostetrica
assistente sociale) e per i suoi compiti istituzionali, si
identifica pienamente con i servizi che attuano concretamente
l'integrazione sociosanitaria;
i servizi consultoriali devono garantire delle attività di base
sia attraverso l'adeguamento della rete e degli organici, sia
attraverso la riorganizzazione dei carichi e della metodologia di
lavoro (lavoro di rete, offerta attiva,rimodulazione dell'attività
ambulatoriale) secondo quanto indicato dal POMI (Ministero della
Sanità. Progetto obiettivo materno Infantile. D.M. del 24 aprile
2000, G.U. n. 131 Suppl. Ord. n. 89 del 7 giugno 2000);
nella pianta organica dell'ASP di Palermo sono previste ed attive,
come sedi metropolitane, 20 sedi consultoriali, aggregate in
quattro aree territoriali;
in ciascun consultorio di Palermo, le precedenti piante organiche
avevano assegnato, in ottemperanza delle specifiche normative
relative ai consultori, un ginecologo per équipe, dunque 20
ginecologi e inoltre, in sede dipartimentale 2 ginecologi ( 20 +2)
per un totale di 22;
anche per le assistenti sociali, professione strategica in un
servizio territoriale socio-sanitario, le precedenti piante
organiche assegnavano, in ottemperanza delle specifiche normative
relative ai consultori, un' assistente sociale per ciascuna équipe
del consultorio;
nelle 20 sedi consultoriali nel 2009 gli assistiti sono stati
circa 13.200 per un totale di circa 140.000 prestazioni, mentre nel
2010 gli assistiti sono stati circa 45.700 per un totale di 226.000
prestazioni;
rilevato che:
la direzione generale dell'ASP ha stabilito di sopprimere un posto
di ginecologo per ognuna delle quattro aree territoriali aggregate,
con il risultato di ridurre a sedici il numero di ginecologi
operanti nei venti consultori cittadini e creare una eccedenza di
quattro ginecologi del territorio;
la direzione generale dell'ASP ha inoltre assegnato al
dipartimento per la programmazione ospedaliera due ginecologi (con
il ruolo di controllo sulle SDO) e disposto l'istituzione di due
posti per ginecologo ospedaliero al presidio 'G.F. Ingrassia' e un
posto di ginecologo in direzione generale per la gestione dello
screening del cervico-carcinoma;
tale scelta implica di fatto la riduzione di risorse umane
destinate alla medicina territoriale a favore della struttura
ospedaliera;
ricordato che il ginecologo del consultorio ha una forte
specificità in quanto non svolge attività meramente ambulatoriale,
ma opera insieme alle altre professionalità recandosi sul
territorio in contatto con le varie agenzie territoriali;
ritenuto ancora che:
la scelta operata dall'ASP di Palermo di ridurre la dotazione
organica del consultorio pensando che la professionalità specifica
del ginecologo consultoriale, acquisita dopo anni di esperienza,
possa essere accantonata per coprire altre strutture come un
qualunque specialista ambulatoriale risulta assai discutibile;
è altrettanto discutibile la scelta, sempre da parte dell'ASP di
Palermo, di ridurre nella dotazione organica del consultorio la
figura professionale dell'assistente sociale, professione
strategica in un servizio territoriale socio sanitario;
l'Assessore per la salute, approvando, con d.a. n.0135/11 del
31/01/2011, la dotazione organica proposta dall'ASP, si pone in
contrapposizione alla l.r. 5/2009 Norme per il riordino del
Servizio sanitario regionale' che, all'art. 2, comma 4, recita:
'(...) Il Servizio Sanitario Regionale, in funzione di rigorosi ed
accertati criteri e fabbisogni epidemiologici, promuove azioni
volte a realizzare: una qualificata integrazione dei servizi
sanitari e sociosanitari anche attraverso il necessario
trasferimento dell'offerta sanitaria dall'ospedale al territorio';
l'Assessore per la salute e l'ASP di Palermo - in una logica di
sistema che implichi il dialogo tra le istituzioni e quindi anche
con l'amministrazione della città di Palermo - dovrebbero adempiere
al contenuto delle norme istitutive dei consultori (l. 405/75, l.
194/78, l.r. 21/78) come anche al merito della legge n. 34/96, che
regolamenta la distribuzione dei consultori su tutto il territorio
nazionale, sempre disattesa, che prevede un consultorio familiare
ogni 20.000 abitanti, nonché, a quanto previsto dalla l.r. 5/2009;
per sapere:
se non ritenga necessario porre in essere tutte le iniziative
possibili allo scopo di impedire la riduzione del personale dei
consultori della città di Palermo;
quali misure intenda adottare allo scopo di potenziare le
strutture consultoriali già esistenti e le attività in esse
realizzate, nonché di puntare al completamento della rete dei
consultori come previsto dalle vigenti leggi». (1975)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che con precedente interrogazione (n. 1954) lo
scrivente aveva già segnalato una serie di irregolarità operate dal
c.d.a. dell'ASI di Siracusa nelle nomine dei componenti del c.d.a.
della Industria acque Siracusane s.p.a. (IAS);
considerato inoltre che nel corso della seduta del c.d.a. dell'ASI
di Siracusa del 20 giugno u.s. lo stesso c.d.a. ha autorizzato il
presidente dell'ASI a nominare i quattro componenti di parte
pubblica nel c.d.a. dell'IAS e che il presidente dell'ASI, signor
Giuseppe Assenza, ha proceduto a tali nomine indicando in primo
luogo sè stesso ed i signori Medica, Brunetto e Montagno, senza che
fossero stati preventivamente depositati e protocollati i relativi
curricula vitae dei suddetti signori, e quindi senza previa
verifica dei requisiti previsti dalla legge regionale n. 19/97 per
la nomina negli enti regionali e nelle società partecipate;
per sapere se non ritengano di dovere procedere, in base ai poteri
di controllo e verifica che la legge assegna alla Regione, alla
revoca di tali nomine illegittime, al commissariamento dello stesso
consorzio ASI di Siracusa e alla nuova nomina dei componenti di
parte pubblica nel c.d.a. della IAS che abbiano regolarmente
depositato e protocollato i loro curricula vitae ed in possesso di
requisiti previsti dalla legge regionale n. 19/97». (1978)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che l'ufficio scolastico
regionale per la Sicilia, in fase di programmazione dell'organico
del personale ATA per l'anno scolastico 2011/2012, nella
ripartizione dei posti disponibili, ha operato ben due riduzioni,
mettendo in seria difficoltà i dirigenti scolastici dell'Isola;
preso atto che:
nella prima fase il personale ATA è stato ridotto di 98
collaboratori scolastici e di 28 assistenti amministrativi, per un
totale di ben 126 unità in meno rispetto all'anno scolastico
2010/2011;
successivamente, l'ufficio scolastico regionale ha operato una
seconda riduzione di 3 collaboratori scolastici e di 18 assistenti
amministrativi, con una ulteriore riduzione di 21 unità;
considerato che:
di conseguenza, nell'anno scolastico 2011/2012 si avrebbero 101
collaboratori scolastici in meno 46 assistenti amministrativi
sempre in meno, con una riduzione di 147 unità rispetto all'anno
scolastico in corso;
tale riduzione non può essere sopportata dalle scuole siciliane,
che sarebbero costrette ad operare
tagli indiscriminati nella programmazione dell'attività per
l'anno scolastico 2011/2012;
inoltre tali riduzioni, nel triennio in oggetto, hanno comportato
tagli pari al 21 per cento, anziché al 17 per cento, come previsto
nella legge finanziaria n. 133 del 2008;
visto che i dirigenti scolastici della Sicilia hanno formulato una
richiesta in deroga per 20 collaboratori scolastici, 10 assistenti
amministrativi e 8 assistenti tecnici, richiesta che è pari al 25
per cento dei tagli operati;
per sapere quali iniziative intendano adottare per dare un seguito
alla richiesta, da parte dei dirigenti scolastici siciliani, di
deroga ai tagli, deroga che permetterebbe alle scuole siciliane di
affrontare il nuovo anno scolastico 2011/2012 in maniera idonea e
senza quei tagli indiscriminati che metterebbero a rischio il
regolare svolgimento delle attività scolastiche». (1982)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che da pochi giorni è stato inaugurato a Taormina il nuovo
centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo, struttura
all'avanguardia nella cura delle malattie cardiache nei piccoli
pazienti e gestito dall'ospedale Bambin Gesù di Roma. Tale
struttura si candida ad essere il punto di riferimento dell'intera
area del Mediterraneo per questa particolare e delicata funzione
sanitaria;
tenuto conto che:
secondo quanto stabilito dal decreto 3 maggio 2010 dell'Assessore
regionale per la salute, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana n. 27 dell'11 giugno 2010, il centro cardiologico
pediatrico del Mediterraneo è individuato come centro di secondo
livello, cioè con un bacino di utenza minimo di due milioni di
abitanti;
lo stesso decreto eleva momentaneamente la struttura taorminese a
centro di terzo livello (con utenza minimo di 5/7 milioni) nelle
more che si completi il centro materno infantile di Palermo, unico
centro regionale siciliano di terzo livello;
considerato che:
il neo-direttore del centro di Taormina, con propria nota, ha
messo in evidenza una gravissima discrepanza tra quanto stabilito
dal decreto assessoriale de quo e la realtà in atto esistente;
secondo quanto stabilito dall'Assessore, uno dei requisiti
obbligatori per ottenere la qualifica di centro di alta specialità
neonatale è che, all'interno della struttura, vi sia un reparto di
terapia intensiva neonatale;
non solo il centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo ne è
sprovvisto ma, addirittura, l'unica cardiochirurgia pediatrica
specializzata nelle operazioni a bambini inferiori ai due chili,
quella dell'ospedale Cervello di Palermo, è stata chiusa a
dicembre;
incredibilmente, i piccoli pazienti in attesa di ricovero a
Palermo sono stati tutti dirottati a Taormina, dove non esistono le
strutture adatte a simili interventi;
preso atto che appare incomprensibile stabilire con decreto il
nuovo piano sanitario regionale per la cardiologia e
cardiochirurgia pediatrica senza tenere conto dell'assoluta
necessità di dotare la Sicilia di un centro idoneo ad effettuare
interventi al cuore su piccoli pazienti;
appare altresì irresponsabile costringere tutto il personale
specializzato ed i medici professionisti dell'ospedale Bambin Gesù
ad operare a Taormina senza la rigorosa applicazione della
normativa nazionale e regionale nel settore della cardiochirurgia
pediatrica;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per garantire il sacrosanto
diritto alla salute ai piccoli pazienti siciliani e mediterranei
afflitti da cardiopatie e necessitanti di intervento chirurgico al
cuore;
se non ritengano assolutamente necessario accelerare i tempi di
apertura del nuovo centro materno infantile di Palermo e, nello
stesso tempo, dotare definitivamente il centro cardiologico
pediatrico del Mediterraneo di Taormina di tutte le strutture
adatte ad assolvere le proprie funzioni anche su bambini di peso
inferiore ai due chili». (1983)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
con proprio decreto del 23 dicembre 2010, pubblicato nella GURI n.
48 del 28 febbraio 2011, il Ministro dell'economia '... disciplina
la riallocazione delle funzioni nonché delle attività svolte dalle
Direzioni territoriali dell'economia e delle finanze presso gli
uffici centrali del Dipartimento dell'amministrazione generale, del
personale e dei servizi, o presso le Ragionerie territoriali dello
Stato nell'ambito del Dipartimento della ragioneria generale dello
Stato';
l'articolo 2 del suddetto decreto stabilisce altresì che 'le
funzioni e le competenze delle Direzioni territoriali dell'economia
e delle finanze in materia di pagamento degli stipendi ai
dipendenti delle amministrazioni periferiche dello Stato sono
mantenute in capo al Dipartimento della amministrazione generale,
del personale e dei servizi, Direzione centrale dei sistemi
informativi e dell'innovazione';
l'articolo 3 dello stesso decreto evidenzia quali sono le funzioni
di carattere medico-sanitario che ricadono nelle nuove competenze
del dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei
servizi;
per maggiore chiarezza, i commi specifici dell'art. 3 che
riguardano la sanità sono:
'b) gestione delle partite di pensioni e assegni congeneri
pagabili all'estero amministrati dalla Direzione territoriale dell'
economia e delle finanze di Roma e liquidazione trattamento di
reversibilità di cui al D.P.R. 8 luglio 1986, n. 429, al decreto
del Ministro del Tesoro 25 maggio 1989 e al D.P.R. 15 dicembre
2001, n. 482;
c) gestione degli indennizzi spettanti ai soggetti danneggiati da
complicanze a seguito di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni di
sangue e somministrazione di emoderivati di cui alla legge 25
febbraio 1992, n. 210 e successive modificazioni e integrazioni, al
decreto interministeriale del Ministero della Sanità di concerto
con il Ministero del tesoro 13 aprile 1994 e alla legge 29 ottobre
2005, n. 229;
f) gestione dei pagamenti relativi ai medici convenzionati per le
esigenze delle Commissioni mediche di verifica di cui agli articoli
108 e 109 del DPR 23 dicembre 1978, n. 915;
g) rappresentanza e difesa in giudizio innanzi alle Sezioni
centrali d'appello della Corte dei Conti in materia di pensioni
tabellari e di guerra dirette, indirette, di reversibilità e
relativi trattamenti economici accessori, di assegni annessi alle
decorazioni al valor militare, di revoca e modifica dei trattamenti
emessi;
h) gestione e coordinamento organizzativo e funzionale
dell'attività amministrativa di supporto alle Commissioni mediche
di verifica;
i) completamento delle attività connesse all'erogazione dei
benefici di cui all'articolo 1, commi da 331 a 334, della legge 23
dicembre 2005, n. 266 (assegno per i primi figli)';
considerato che, a causa di tale decreto, alla commissione medica
di verifica di Palermo, dopo la soppressione delle commissioni
provinciali, confluiranno pratiche da tutta la Sicilia, pari a 5
volte l'attuale carico, con conseguenti disagi per gli spostamenti
nel capoluogo da ogni parte dell'Isola;
preso atto che l'aumento esponenziale del carico di lavoro della
commissione medica di verifica di Palermo causerà altresì il
rallentamento di tutto l'iter propedeutico tipico di determinati
servizi al cittadino, come per esempio il rilascio di nuove
pensioni, la verifica della sussistenza delle invalidità e quindi
eventuali prepensionamenti per gravi moti di salute, la
liquidazione degli assegni per i primi figli ed il pagamento delle
indennità per i medici convenzionati;
visto che l'entrata a regime delle nuove disposizioni normate dal
decreto de quo accentua ulteriormente la distanza che vi è oggi in
Sicilia tra utenza e strutture sanitarie, incrementando, di fatto,
la sfiducia che il cittadino nutre nei confronti di un servizio che
dovrebbe essere erogato, tenuto conto della delicatezza del
servizio reso in tempi brevissimi e che invece ha procedure di
snellimento a dir poco elefantiache;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per garantire il
regolare svolgimento di un servizio pubblico essenziale e vitale
come quello della sanità pubblica e quali iniziative intendano
prendere a tutela dei siciliani onde evitare il proseguo di dette
vessazioni». (1984)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
POGLIESE, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
a Trapani dal 1998, grazie alla caparbietà del capo dipartimento
di salute mentale, il dottor Angelo Sammartano, e al supporto del
dottore Gabriele Tripi, funziona un servizio di assistenza
domiciliare per pazienti con demenza, tra cui quelli affetti da
Alzheimer, la cui assistenza avviene nell'ambito delle attività
dell'annessa UVA (unità valutativa Alzheimer). La struttura -che
serve tutta la provincia di Trapani - ha assistito fino a poco
tempo fa circa 60 pazienti l'anno, costituendo, peraltro, conforto,
riferimento e sollievo per altrettanti familiari;
oggi, a causa della costante riduzione di personale dell'unità
operativa di psicogeriatria operante all'interno della 'Cittadella
della Salute' di Trapani, cui fa capo anche l'UVA (unità valutativa
Alzheimer), e alla riduzione di personale del 'Reparto di ricoveri
e sollievo', il servizio di assistenza domiciliare rischia di
essere definitivamente interrotto. Negli ultimi anni, infatti, il
personale sanitario e parasanitario, trasferito o andato in
quiescenza, non è stato più reintegrato;
alla data odierna, l'unità operativa di psicogeriatria, che ha in
carico 10 posti letto e garantisce l'assistenza domiciliare e
l'attività di ambulatorio, può contare solo su un responsabile, una
assistente sociale, 9 infermieri, 5 operatori socio-sanitari, 2
ausiliari non di ruolo, un amministrativo e un tecnico addetto alle
macchine;
prima che si verificassero le carenze di personale, l'unità
operativa era in grado di garantire assistenza domiciliare ai
pazienti con demenza in due turni giornalieri, per 6 giorni alla
settimana, con possibilità di monitoraggio clinico strutturato dei
pazienti (glicemia, peso, pressione, lesioni, stato di nutrizione e
di idratazione ecc.. ). La riduzione di personale ha letteralmente
cancellato l'assistenza quotidiana a questi pazienti. L'attività
del reparto è stata costretta dunque a limitarsi alla sostituzione
quindicinale o mensile di cateteri e sondini, alla supervisione
sulla gestione delle lesioni da decubito fatta dai familiari e
all'attività di conforto per i familiari. A decorrere dal 30 giugno
2011 l'unità operativa di psicogeriatria non potrà garantire
nemmeno questa residuale forma di assistenza a causa dell'ennesimo
trasferimento di un operatore sociosanitario;
considerato che:
sono fino ad oggi rimaste inevase le richieste di personale
inoltrate all'ASP 9 di Trapani, così come le proteste dei familiari
dei pazienti presentate all'ufficio delle relazioni pubbliche della
stessa ASP;
secondo numerose testimonianze di medici e di operatori socio
sanitari l'ASP 9 mostrerebbe scarsa attenzione per il settore della
psichiatria;
la riduzione del personale compromette anche l'attività del
reparto, in ragione del fatto che non sempre i pazienti ospitati
sono in grado di deambulare e di svolgere autonomamente le attività
basilari (mangiare, recarsi in bagno);
per sapere:
cosa intendano fare per ripristinare la piena funzionalità del
servizio di assistenza domiciliare;
quali siano i progetti dell'ASP 9 di Trapani relativamente
all'assistenza psichiatrica nel territorio della provincia di
Trapani;
se e in che tempi l'ASP di Trapani intende coprire i vuoti nella
pianta organica all'interno dell'unità operativa di psicogeriatria
della 'Cittadella della Salute' di Trapani». (1973)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
LO GIUDICE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
lo stallo della formazione professionale in Sicilia assume sempre
più connotati incomprensibili, che preoccupano legittimamente i
lavoratori, per i ritardi accumulati nella corresponsione degli
stipendi ed accresce le difficoltà del settore;
il dirigente generale della formazione professionale, dottor
Albert, ha annunciato recentemente che il finanziamento del
prossimo piano triennale dell'offerta formativa regionale non sarà
più a carico del bilancio regionale ma, per la prima volta, sarà
interamente a carico del fondo sociale europeo e che per gli anni
che vanno dal 2012 al 2014 si andrà avanti per bandi ed avvisi;
secondo la bozza presentata dal suddetto dirigente generale ad
alcune sigle sindacali, la valutazione dei progetti presentati sarà
operata da commissioni 'sorteggiate' dalla long list di esperti,
pubblicata recentemente dall'Assessorato Istruzione;
considerato che:
trattasi di una vera rivoluzione che viene annunciata in un
momento di grande caos nella formazione professionale, per via del
mancato avvio dei corsi e dell'ammanco di circa 60 milioni sul PROF
2011;
i lavoratori della formazione professionale hanno indetto una
mobilitazione generale per reclamare il pagamento degli stipendi
attraverso interventi rapidi e specifici per le differenti
situazioni esistenti tra gli enti di formazione stessi;
i sindacati confederali e di categoria hanno espresso un pesante
giudizio sulle responsabilità politiche che hanno generato lo stato
di emergenza del settore ed affermato che i lavoratori non possono
continuare a pagare gli effetti degli errori del Governo regionale;
ritenuto che:
vadano sciolti rapidamente i nodi relativi agli stipendi
arretrati, all'occupazione e alla riorganizzazione del settore, in
quanto ci si trova di fronte ad una vera situazione di 'emergenza
sociale';
l''emergenza stipendi e occupazione' necessita di interventi
rapidi e specifici;
il settore della formazione professionale è un settore
fondamentale per lo sviluppo della Regione che non può essere
gestito con l'approssimazione che ha finora caratterizzato il
governo dell'intero sistema formativo, ma che necessita di una
oculata e attenta programmazione;
atteso che:
ai 60 milioni annunciati dal Governo regionale non hanno fatto
seguito i consequenziali atti amministrativi e legislativi
occorrenti;
lo stanziamento, in conseguenza dell'impossibilità di avviare in
tempo utile le attività formative finanziabili con il FSE, dovrà
dare copertura oltre alle attività di formazione per il 2011, anche
al fondo di garanzia previsto per i lavoratori;
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per rendere disponibili
immediatamente i 60 milioni annunciati dal Governo regionale,
necessari a sbloccare gli stipendi e a garantire percorsi di
sostegno al reddito dei lavoratori;
come intendano sbloccare le retribuzioni pregresse ed assicurare
nel contempo la continuità della loro corresponsione al personale;
se e quali provvedimenti siano stati avviati per la
riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori in esubero;
se non ritengano di dover chiedere al Governo nazionale, e per
esso al Ministero del lavoro, l'applicazione nella Regione della
procedura nazionale per gli ammortizzatori in deroga;
quali soluzioni risolutive siano state individuate sinora per
fronteggiare la gravissima crisi che attanaglia il settore;
se non ritengano, inoltre, utile avviare un tavolo con i sindacati
e gli enti di formazione, al fine di affrontare i nodi che
impediscono a tutt'oggi il riordino dell'intero settore». (1976)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
PANTUSO - FERRARA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e
all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che le missioni umanitarie costituiscono un supporto di
solidarietà in ambito sanitario, di protezione sociale in senso
lato, fornito da volontari in maniera continuativa e spontanea e
nelle quali i siciliani si sono sempre contraddistinti come esempio
di generosità ed altruismo;
premesso, inoltre, che per risolvere le emergenze sanitarie nei
Paesi in via di sviluppo vi è bisogno, sempre più, di personale
volontario esperto che possa fornire un supporto medico, didattico
e di ricerca in molte branche della medicina ed in particolare
nella profilassi legata al contenimento di malattie 'endemiche' ed
alla prevenzione;
considerato che tanti medici siciliani svolgono questa preziosa
attività sociale a sostegno di popolazioni indigenti a titolo
assolutamente gratuito;
per sapere se non ritengano, per lo sviluppo delle attività di
volontariato medico, semplificarne l'accesso dando la possibilità
ai medici che ne facessero richiesta di usufruire di un 'permesso
umanitario' per la partecipazione a missioni umanitarie sanitarie
organizzate ufficialmente per un massimo di 30 giorni all'anno».
(1977)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
da notizie apparse sui quotidiani locali è emersa la notizia del
rischio per la mancata esecuzione lavori di raddoppio dei binari
stazione di Fiumetorto nella contrada Ogliastrillo di Cefalù
(Palermo) eseguiti dal consorzio di Imprese 'Cefalù 20';
in particolare è emersa l'intenzione della società di procedere al
licenziamento di 131 unità lavorative;
considerato che la mancata realizzazione di un'opera importante e
strategica per il territorio potrebbe avere conseguenze e
ripercussioni negative sia in termini di perdita di livelli
occupazionali sia in termini di sviluppo territoriale;
ritenuto che l'interruzione dell'esecuzione dell'opera rappresenta
un fatto preoccupante sia sotto l'aspetto occupazionale, in quanto
determina la perdita di posti di lavoro e, quindi, aggrava ancor di
più una situazione occupazionale già gravemente compromessa, sia
sotto l'aspetto dello sviluppo industriale e territoriale,
anch'esso già gravemente compromesso per la chiusura di poli
industriali nel comprensorio;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare per
conoscere i motivi che hanno indotto la società Cefalù 20 ad
interrompere l'esecuzione dei lavori di raddoppio dei binari della
stazione di Fiumetorto, nella contrada Ogliastrillo di Cefalù (PA);
quali provvedimenti abbiano adottato per evitare la perdita di
ulteriori posti di lavoro;
quali provvedimenti abbiano adottato per consentire la
realizzazione dell'opera utile allo sviluppo del territorio».
(1979)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
anche in questa nuova stagione estiva si è riproposto il fenomeno
legato alla presenza della 'Ostreopsis ovata', meglio nota come
alga tossica nei litorali occidentali della costa palermitana;
tale fenomeno, oramai presente da diversi anni, provoca danni alla
salute dei cittadini causando intossicazioni e sintomatologie
allergiche;
considerato che l'eventuale presenza dell'alga tossica potrebbe
anche causare conseguenze negative alle attività economiche del
territorio a seguito dell'abbandono da parte di bagnanti, turisti o
villeggianti delle zone balneari colpite dal fenomeno;
ritenuto che:
occorre salvaguardare l'incolumità fisica e la salute dei
cittadini; è altresì opportuno evitare il proporsi di conseguenze
negative per le attività produttive delle zone interessate dal
fenomeno;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare in relazione al
fenomeno della presenza 'Ostreopsis ovata', cosiddetta alga
tossica, nelle coste della provincia di Palermo;
quali provvedimenti adottati dal Governo per tutelare e
salvaguardare la salute dei cittadini e dei bagnanti». (1980)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
nel mese di giugno del 2003 è stata formalizzato e sottoscritto
l'atto costitutivo della 'Fondazione Culturale Museo Civico di
Bisacquino' con sede in Bisacquino per la gestione ed il
potenziamento delle attività del museo civico di Bisacquino;
la predetta fondazione non è attiva in quanto, pur essendo stati
nominati tutti i componenti del consiglio di amministrazione (i
componenti del consiglio comunale, della Regione siciliana,
Assessorato Beni culturali e dei soci fondatori del museo),
nonostante i solleciti fatti dal consiglio comunale, il sindaco non
ha provveduto, tramite determina sindacale, alla nomina del
consiglio d'amministrazione, presa d'atto obbligatoria perché
previsto dallo statuto della fondazione;
considerato che il mancato esercizio del diritto di nomina del
componente da parte dell'amministrazione comunale determina, di
fatto, l'inattività della fondazione e, quindi, l'impossibilità
allo svolgimento delle attività culturali e di tutte quelle
funzioni ad essa connesse;
ritenuto che:
tale inerzia determina il mancato funzionamento di organo utile
alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali, ambientali,
archeologici e storici del territorio locale;
occorre procedere alla nomina di un commissario ad acta al fine di
provvedere alla designazione del componente dell'amministrazione
comunale;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato per verificare se corrisponda
al vero che la fondazione culturale Museo civico di Bisacquino non
è in funzione;
se la mancata operatività sia connessa alla mancata designazione
del componente da parte dell'amministrazione comunale;
se, nel caso, abbiano provveduto alla nomina di un commissario ad
acta per la designazione del componente dell'amministrazione
comunale». (1981)
CAPUTO
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 281 «Iniziative per dotare la provincia di Trapani di un
Centro di riferimento con registro sull'ADHD (Deficit attentivo con
iperattività)», degli onorevoli Oddo, Laccoto, De Benedictis,
Digiacomo e Ferrara, presentata il 5 luglio 2011;
numero 282 «Iniziative per il completamento dell'invaso di
Pietrarossa nel calatino e contestuale salvaguardia e
valorizzazione del patrimonio storico-culturale rinvenuto nel
sito», degli onorevoli Galvagno, Termine, Barbagallo e Lupo,
presentata il 6 luglio 2011;
numero 283 «Misure urgenti per verificare e valutare i criteri
adottati nella nomina di dirigente generale con incarico esterno ed
in particolare per la nomina del dirigente generale del
Dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione
professionale», degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone
e Vinciullo, presentata il 7 luglio 2011. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il disturbo da deficit attentivo con iperattività (ADHD, acronimo
dell'inglese attention deficit hyperactivity disorder) è un
disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e
dell'adolescente caratterizzato da inattenzione e
impulsività/iperattività;
si distinguono tre forme cliniche: inattentiva, iperattiva,
combinata. Nel corso dello sviluppo, lo stesso soggetto può
evolvere da una forma all'altra manifestando nelle varie fasi d'età
le tre differenti dimensioni psicopatologiche in modo variabile;
tutti questi sintomi non sono causati da deficit cognitivo
(ritardo mentale) ma da difficoltà oggettive nell'autocontrollo e
nella capacità di pianificazione e sono persistenti in tutti i
contesti e situazioni di vita del bambino, causando una limitazione
significativa delle attività quotidiane;
da studi condotti tra il 1982 e il 1996, basandosi su criteri
diagnostici, è stato stabilito che circa il 4% della popolazione
pediatrica è affetta dalla 'Sindrome da deficit di attenzione e
iperattività';
la diagnosi clinica dei pazienti deve essere supportata e
integrata e i soggetti affetti da ADHD possono essere sottoposti a
terapie: 1) psico-comportamentali; 2) farmacologiche
(metilfenidato); 3) combinate (psico-comportamentali +
farmacologiche);
un apposito registro italiano dell'ADHD per i soggetti affetti
dalla sindrome vincola la prescrizione dei farmaci specifici
utilizzati per la terapia farmacologica alla predisposizione di un
piano terapeutico semestrale da parte del Centro clinico
accreditato (Centro di riferimento), per garantire l'accuratezza
diagnostica, evitare l'uso improprio dei medicinali ed assicurare
l'armonizzazione della gestione globale dei pazienti affetti da
ADHD tramite la rete dei neuro psichiatri e dei centri di
riferimento regionali coordinati dall'Istituto superiore di sanità;
i centri di riferimento si fanno carico del protocollo diagnostico
dei pazienti. Tale protocollo richiede almeno due operatori
(neuropsichiatra infantile, psicologo) ai quali si affianca un
psicopedagogista/educatore professionale;
le Regioni individuano i centri di riferimento tra quelli in
possesso di criteri standard adeguati alle esigenze di tale tipo di
patologia;
in provincia di Trapani, pur essendovi le strutture adeguate, non
esiste un centro di riferimento, con gravi disagi per i familiari
dei pazienti affetti da ADHD che, per ricevere un piano
terapeutico, devono recarsi fuori provincia, comportando anche la
carenza di informazione e di formazione al problema,
impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per la
salute
a dotare la provincia di Trapani di un Centro di riferimento con
registro sull'ADHD per:
a) evitare alle famiglie e ai pazienti affetti da tale patologia
di spostarsi fuori provincia per i piani terapeutici;
b) avere un luogo e degli spazi ove consentire ai bambini affetti
da ADHD e/o con disturbi simili e alle loro famiglie di
incontrarsi, realizzando le necessità psicoterapeutiche,
psicopedagogiche, attività motorie e di logopedia e/o altro tipo di
attività, anche extra-terapeutiche, con personale specializzato,
secondo i bisogni individuali;
c) realizzare una rete tra i soggetti coinvolti e le istituzioni
locali per riuscire a mettere in atto interventi per far sì che
anche in provincia di Trapani sia possibile garantire diagnosi,
terapie e formazione». (281)
ODDO-LACCOTO-DE BENEDICTIS-DI GIACOMO-FERRARA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'invaso di Pietrarossa, progettato nel lontano 1988 e finanziato
dall'ex Cassa per il Mezzogiorno, per un costo complessivo di 145
miliardi di euro, come opera strategica destinata ad irrigare le
campagne di mezza Sicilia oggi può annoverarsi tra le grandi
incompiute' siciliane;
il completamento dell'invaso, al confine fra Enna e il Calatino-
Sud Simeto, è, infatti, fermo, benché in grado di garantire un
accumulo di quasi 70 milioni di metri cubi d'acqua, fondamentali
per l'utilizzo a fini irrigui in un territorio, come quello
isolano, sempre più a rischio di desertificazione;
considerato che l'opera, così come concepita, raggiungerebbe
insieme al Dittaino e all'Ogliastro una capacità complessiva di 170
milioni di metri cubi d'acqua, risolvendo definitivamente ogni
problema di siccità in un'area di 25 mila ettari, compresa tra la
Piana di Catania, l'area di Lentini e il Calatino-Sud Simeto;
rilevato che:
nel 1993, a seguito del rinvenimento di un insediamento risalente
all'epoca romana, i lavori sono stati interrotti;
dal 1997, dopo un breve periodo di ripresa di circa 10 mesi, i
lavori sono fermi, sia sul fronte degli scavi archeologici, per
esaurimento dei fondi (secondo quanto dichiarato dalla
Soprintendenza), sia su quello del completamento dell'invaso;
atteso che:
secondo una perizia di massima stilata dall'Assessorato regionale
delle risorse agricole e alimentari, per il completamento
dell'opera, già realizzata al 95 per cento, occorrerebbero
ulteriori 53 milioni di euro;
da anni gli agricoltori, che vivono il dramma legato alla mancanza
d'acqua, si battono per vedere ultimato il restante 5 per cento
dell'invaso, opera considerata strategica non solo per lo sviluppo
agricolo ma anche per le sue ricadute occupazionali. Il 95 per
cento dell'opera, infatti, è stato realizzato con l'impiego medio
di 200 unità di lavoratori da parte delle due ditte aggiudicatarie
che si sono succedute negli anni;
considerata l'enormità dei fondi pubblici spesi (oggi sarebbero 70
milioni di euro) per un'opera rimasta incompiuta da quasi 20 anni,
nel disinteresse totale del Governo regionale sia per il
completamento della diga che per il recupero e la valorizzazione
dei reperti archeologici rinvenuti in località Casalgismondo;
considerato, inoltre, che i 53 milioni di euro necessari per il
completamento dell'invaso potrebbero arrivare, così come dichiarato
recentemente dal dirigente generale dell'Assessorato delle risorse
agricole e alimentari, dottor Salvatore Barbagallo, dalla
rimodulazione dei fondi Par-Fas, allo studio della Programmazione;
nel dettaglio: 23 milioni servirebbero per interventi sulla diga; 8
milioni per scarico di superficie; 6 milioni per opere di presa e
scarico di fondo; 4,5 milioni per vasca di dissipazione e canale di
restituzione; 3 milioni per impianti di sollevamento e
apparecchiature varie; 1 milione per circoscrizione e messa in
sicurezza dell'area archeologica; 0,5 milioni per il torrino di
disconnessione;
ritenuto che:
si dovranno comunque attendere i tempi legati ai contenziosi
aperti con le imprese aggiudicatarie per risarcimento danni, nonché
quelli della rimodulazione dei fondi europei per conoscere la reale
priorità che verrà data dal Governo regionale all'invaso di
Pietrarossa;
occorre conciliare le esigenze dello sviluppo agricolo del
territorio regionale con le esigenze della valorizzazione dei beni
culturali, in modo che la conservazione del patrimonio culturale
non diventi motivo ostativo alla realizzazione di un'opera di
interesse generale per l'intera Sicilia, senza contare la perdita
di 70 milioni di euro già spesi;
il completamento dell'opera é decisivo per il miglioramento del
sistema idrico siciliano, poiché l'invaso di Pietrarossa
garantirebbe l'accumulo di 70 milioni di metri d'acqua l'anno,
segnando, in altri termini, la parola fine' ai problemi di siccità
per mezza Isola;
le ragioni della tutela dei beni archeologici, in un territorio
che proprio quest'anno può cogliere un'importante occasione di
rilancio turistico legata al ritorno della Dea di Morgantina' ed
alla riapertura della Villa del Casale di Piazza Armerina, puntando
fortemente sull'offerta culturale, meritino grande attenzione da
parte del Governo regionale che deve trovare, pertanto, una via di
compromesso che consenta la fruizione culturale del sito
archeologico in convivenza con l'invaso,
impegna il Governo della Regione
a dare priorità assoluta, nell'ambito dei fondi assegnati dalla
Comunità europea, al completamento dell'invaso di Pietrarossa;
ad adottare, nel contempo, tutte le necessarie iniziative
progettuali e finanziarie idonee a salvaguardare e valorizzare il
patrimonio storico-culturale rinvenuto nel sito coniugando, in tal
modo, lo sviluppo agricolo con lo sviluppo culturale e turistico
della Regione». (282)
GALVAGNO-TERMINE- BARBAGALLO-LUPO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la Regione siciliana ha proceduto alla nomina di nuovo personale
esterno per incarichi dirigenziali;
in particolare, risulta che le predette nomine sono state eseguite
in violazione delle disposizioni di legge, regionale e nazionale;
a tal proposito, si osserva che gli atti di nomina sono stati
eseguiti in violazione della legge regionale, nonché in violazione
del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (cosiddetto decreto
Brunetta);
si precisa, infatti, che l'obbligo di applicazione dei requisiti e
delle condizioni previste dalla norma statale deriva direttamente
dalla legge regionale in quanto ne ha fatto espresso richiamo;
considerato che:
con decreto del 18 febbraio 2011, il Presidente della Regione
conferiva a Ludovico Albert Ludovico - soggetto esterno
all'Amministrazione - l'incarico di dirigente generale del
dipartimento regionale dell'istruzione e della formazione
professionale dell'Assessorato regionale dell'istruzione e
formazione professionale, per la durata di anni tre;
con decreto del 27 aprile 2011 l'Assessore regionale per la
formazione ha approvato il contratto di lavoro (sottoscritto in
pari data), con decorrenza dalla data di accettazione
dell'incarico, 23 febbraio 2011;
ritenuto che:
occorre verificare se il curriculum del dirigente esterno
incaricato il 18 febbraio 2011 fosse, in astratto, compatibile con
i programmi del Governo;
la Regione siciliana può procedere al conferimento di incarichi di
dirigente, in strutture di massima dimensione, a soggetti esterni
all'Amministrazione regionale;
l'articolo 1, comma 2, della legge regionale n. 10 del 2000
prevede un rinvio dinamico al decreto legislativo n. 29 del 1993
(ora d.lgs n. 165 del 2001), per quanto non espressamente
disciplinato dalla Regione;
trovano applicazione le disposizioni di cui al decreto legislativo
n. 150 del 2009;
ai sensi della norma statale gli incarichi sono conferiti,
fornendone esplicita motivazione, a persone di particolare e
comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli
dell'Amministrazione';
in merito alle nuove nomine, non risulta che l'Amministrazione
abbia fornito esplicita motivazione, così come impone la norma, né
che tra il personale in servizio presso la Regione non vi fossero
persone di particolare e comprovata qualificazione professionale;
la Regione, invero, ha dirigenti presso l'Ufficio;
ritenuto, infine, che:
la nomina del dirigente esterno, conferita al dottor Ludovico
Albert, appare in violazione della norma regionale e statale;
tale situazione potrebbe compromettere l'ente Regione in termini
di immagine e di danno erariale per i costi sostenuti per il
pagamento della prestazione svolta dai soggetti illegittimamente
incaricati;
tale situazione di illegittimità espone l'Ente a denunce anche
presso la Corte dei Conti e la Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Palermo,
impegna il Governo della Regione
a far conoscere i criteri adottati in merito alle nomine dei
dirigenti ed, in particolare, a quella del dirigente generale del
dipartimento dell'istruzione e della formazione Ludovico Albert, e
quali provvedimenti il Governo intenda adottare in merito,
soprattutto alla luce della normativa statale vigente che trova
applicazione anche a livello regionale». (283)
CAPUTO- POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-VINCIULLO
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa alle mozioni numeri 279, 276 e 280
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'accettazione come
raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta d'Assemblea n.
250 del 30 aprile 2011, degli ordini del giorno:
- n. 492 Interventi a favore dell'istituzione della fondazione
per Norman Zarcone ;
- n. 513 Interventi urgenti per provvedere al pagamento degli
oneri di straordinario prestato dai Vigili del fuoco nelle
operazioni di soccorso a Giampilieri e Scaletta Zanclea (ME) , e
n. 526 Iniziative urgenti al fine di garantire il pagamento delle
competenze per il 2009-2010 relativamente agli interventi per la
frana di Giampilieri (ME) , devono intendersi:
- superata la mozione n. 279 Interventi per promuovere
l'istituzione della fondazione Norman Zarcone depositata
dall'onorevole Caputo ed altri il 4 luglio 2011 ed annunziata nella
seduta n. 269 del 6 luglio 2011, in quanto di contenuto pressoché
identico all'ordine del giorno n. 492;
- precluse le mozioni n. 276 Iniziative a sostegno dei Vigili
del fuoco della Sicilia , depositata dall'onorevole Caputo ed altri
in data 28 giugno 2011 e annunziata nella seduta n. 268 del 5
luglio 2011 e n. 280 Interventi urgenti a favore del Corpo dei
Vigili del fuoco - sede Regione siciliana - per la corresponsione
delle spettanze economiche relative alle loro prestazioni per
fronteggiare le emergenze di Messina (ottobre 2010) , depositata
dall'onorevole Caputo ed altri in data 5 luglio 2011, in quanto di
contenuto analogo agli ordini del giorno nn. 513 e 526.
Così resta stabilito.
Al riguardo, ribadisco ancora una volta che, ai sensi del comma 6
dell'articolo 69 del Regolamento interno dell'ARS, è esperibile
nella Commissione di merito la facoltà di chiedere ai
rappresentanti del Governo di riferire, anche per iscritto, in
merito all'attuazione data ad ordini del giorno approvati
dall'Assemblea o accettati come raccomandazione dal Governo.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1954
PRESIDENTE. Comunico che con riferimento all'interrogazione a
risposta orale n. 1954 a firma dell'onorevole Marziano,
annunciata nella seduta n. 268 del 5 luglio 2011 e trasmessa al
Governo il 6 luglio successivo, comunico che:
- il titolo dell'atto ispettivo è sostituito dal seguente:
Verifica della regolarità delle nomine del Consorzio ASI di
Siracusa nel Consiglio di amministrazione di Industria acque
siracusane (IAS) ;
- al secondo capoverso, le parole dei componenti ASI nel c.d.a.
sono sostituite dalle altre: dei componenti ASI nel Consiglio di
amministrazione di Industria acque siracusane (IAS) .
L'Assemblea ne prende atto
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo:
- con nota prot. n. 366 del 6 luglio 2011 (pervenuta in pari data
e protocollata al n. 6201/AulaPg dell'8 luglio successivo) ha
ritirato l'interrogazione con richiesta di risposta in Commissione
n. 453 «Revoca componenti della commissione edilizia di Monreale
(PA)», dallo stesso presentata il 26 febbraio 2009;
- con nota prot. n. 368 del 7 luglio 2011 (pervenuta in pari data
e protocollata al n. 6196/AulaPg dell'8 luglio successivo) ha
ritirato l'interrogazione con richiesta di risposta scritta n. 1913
«Notizie sulla fondazione culturale 'Museo civico di Bisacquino'
(PA)», dallo stesso presentata l'8 giugno 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio degli ordini del giorno numeri 576 e 577
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in relazione alle impugnative del
Commissario dello Stato, comunico che sono stati presentati due
ordini del giorno, a firma degli onorevoli Cracolici, Maira,
Leontini e Musotto: il numero 576 «Promulgazione con l'omissione
delle parti impugnate della delibera legislativa n. 729, recante
Norme in materia di aiuti alle imprese e all'inserimento di
soggetti svantaggiati. Norme in materia di vigilanza sugli enti
cooperativi e di personale dell'E.A.S'» e il numero 577
+Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate della delibera
legislativa n. 729 - Norme stralciate, recante Norme in materia di
riserve in favore degli enti locali'». Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del suo potere di promulgazione, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
considerato che:
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative, ma
anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 267 del 29 giugno
2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Norme in materia di
aiuti alle imprese e all'inserimento al lavoro di soggetti
svantaggiati. Norme in materia di vigilanza sugli enti cooperativi
e di personale dell'EAS' (ddl n. 729/A);
la citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso
alla Corte costituzionale, notificato al Presidente della Regione
in data 6 luglio 2011;
ritenuto che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di consentire
alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
legislativa approvata nella seduta n. 267 del 29 giugno 2011,
recante 'Norme in materia di aiuti alle imprese e all'inserimento
al lavoro di soggetti svantaggiati. Norme in materia di vigilanza
sugli enti cooperativi e di personale dell'EAS' (ddl n. 729/A)».
(576)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza la
consumazione del suo potere di promulgazione, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
considerato che:
la citata giurisprudenza costituzionale ha consentito che il
Presidente della Regione sia vincolato, riguardo al tipo di
promulgazione da esercitare, non solo da delibere legislative, ma
anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);
l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 267 del 29 giugno
2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Norme in materia di
riserve in favore degli enti locali' (ddl n. 729-Norme
stralciate/A);
la citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
dal Commissario dello Stato per la Regione siciliana con ricorso
alla Corte costituzionale, notificato al Presidente della Regione
in data 6 luglio 2011;
ritenuto che occorra conciliare l'esigenza che la suddetta
delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
Regione, con l'altra che discende dall'opportunità di consentire
alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la delibera
legislativa approvata nella seduta n. 267 del 29 giugno 2011,
recante 'Norme in materia di riserve in favore degli enti locali'
(ddl n. 729-Norme stralciate/A).
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 576. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 577. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione della mozione numero 244 «Censura all'Assessore
regionale per la salute»
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 244 «Censura all'Assessore
regionale per la salute».
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MUSOTTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ai sensi e per gli
effetti dell'articolo 101 del Regolamento dell'Assemblea regionale
siciliana presento, anche a nome di altri otto colleghi e quindi di
altri gruppi, una pregiudiziale sulla discussione di questa
mozione.
Chiedo che venga sospesa la discussione di questa mozione con una
motivazione semplice, che riteniamo essenziale e motivata, e tenuto
conto di un clima politico generale che in questo momento si
respira nel nostro Paese, dove si parla di grande coesione e di
coinvolgimento e tenuto conto di una situazione socio-economica
particolarmente delicata di fronte a questa finanziaria, dove è
necessario che ci sia una grande condivisione sia da parte della
maggioranza che dell'opposizione.
Per quel che riguarda questa mozione, al di là del contenuto che
sarà a giudizio dell'intera Aula assembleare, noi poniamo un
problema di carattere economico per una precisa posizione che ha
preso - giustamente - l'assessore Russo in sede nazionale, dove ha
bloccato il riparto nazionale con tutte le altre regioni facendosi
capostipite, capolinea, di una motivazione che penalizzava le
regioni rispetto al successivo trasferimento dei FAS a livello
nazionale sulle regioni. Quindi, ha preso una posizione politica di
grande esposizione, ma anche di coerenza e di condivisione con le
altre regioni, e, indubbiamente, qualsiasi tipo di giudizio venisse
espresso da questa Aula sarebbe di grave nocumento non soltanto
all'azione dell'assessore Russo ma, ritengo, soprattutto sarebbe di
nocumento all'intera Regione siciliana e al comparto della sanità,
su cui il nostro giudizio, per l'azione di legalità, per il taglio
e per il rigore portati avanti dall'assessore Russo, è estremamente
positivo.
Sotto questo profilo, noi chiediamo senso di responsabilità
all'intera Aula e avanziamo questa proposta di sospensione, e
quindi di rinvio della discussione di questa mozione in una
prossima tornata. Questa è la richiesta che facciamo, assieme ad
altri otto colleghi, ai sensi del Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole presidente Musotto, una domanda che serve a
chiarire alla Presidenza anche l'evoluzione della seduta odierna:
lei ha chiesto la pregiudiziale o la sospensiva?
Le due cose sono assolutamente diverse.
MUSOTTO. La pregiudiziale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta formalizzata
alla Presidenza ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento. (*)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per richiamo al Regolamento
MANCUSO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
l'ordine del giorno che è stato concordato anche su quella che è
stata in Aula, diverse volte, la richiesta del presidente del
Gruppo parlamentare del Partito Democratico, onorevole Cracolici, è
uno e forse l'unico punto all'ordine del giorno che l'opposizione
ha inserito, così come prevede il Regolamento.
Lasciando la richiesta che è stata fatta e che fa scoprire da
parte di tutti gli altri presidenti dei Gruppi parlamentari questa
scorrettezza di non volere far discutere un punto all'ordine del
giorno proposto dall'opposizione, il mio intervento per richiamo al
Regolamento è specifico affinché la richiesta dell'onorevole
Musotto non venga accolta in quanto l'articolo 101 del Regolamento
prevede espressamente l'eventuale sospensiva o l'eventuale
pregiudiziale sui disegni di legge, non c'entra nulla la mozione.
Relativamente alla mozione, si va dall'articolo 151 in poi.
Signor Presidente, se legge l'articolo 153 del Regolamento, il
comma 3 prevede che la mozione, una volta letta in Aula e prevista
come punto all'ordine del giorno, non può più essere ritirata se
cinque o più deputati vi si oppongano. Oggi ritengo che vi siano
molti più deputati dei cinque previsti dal Regolamento a dire che
la mozione non può essere ritirata dall'ordine del giorno perché la
richiesta dell'onorevole Musotto riguarda, ripeto, esclusivamente i
disegni di legge. Le mozioni sono trattate in un altro punto del
Regolamento, e lo richiamo, richiamo l'articolo 153, comma 3, che
prevede quello che lei può ben leggere, cioé che cinque deputati,
solo cinque deputati possano appunto chiedere di non ritirare
dall'ordine del giorno la mozione che lei, ai sensi dell'articolo
83 del Regolamento, ha letto già qualche mese fa.
Non faccio alcun commento sotto il profilo politico. Vedremo le
decisioni della Presidenza che, secondo me, non si possono
assolutamente discostare da una prerogativa, per altro
regolamentata in modo chiaro, su quel che riguarda le mozioni di
questa Assemblea.
(*) Riportata in allegato alla presente seduta, pag. 49
CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stata posta
una questione pregiudiziale ai sensi dell'articolo 101 del
Regolamento vigente, che recita: Non può procedersi oltre nella
discussione o deliberazione se la domanda non venga respinta
dall'Assemblea con votazione per alzata e seduta, dopo che abbiano
parlato non più di due oratori a favore e due contro .
Signor Presidente, l'articolo 101 è stato dalla Presidenza
utilizzato per una fattispecie simile rispetto ad un unico
precedente che si è costituito, in questo nostro Parlamento, a
seguito dell'introduzione dell'elezione diretta del Presidente
della Regione che, come è noto, ha modificato non solo la modalità
di elezione del Presidente della Regione ma anche le modalità con
le quali vengono nominati e revocati gli assessori.
Il nostro Regolamento, nel fare riferimento alla trattazione di
mozioni, specifica che solo la mozione di sfiducia, nel caso
specifico esclusivamente per il Presidente della Regione, in quanto
la legge e il Regolamento prevedono che l'Aula possa revocare la
fiducia al Presidente e, in quel caso, si scioglierebbe il
Parlamento e si tornerebbe a votare, ma solo per la mozione di
sfiducia al Presidente della Regione è previsto il voto dell'Aula e
quel voto si deve esprimere obbligatoriamente per appello nominale.
Poiché questa mozione, giustamente, non è considerata una mozione
che ha effetti di sfiducia e, quindi, è una mozione ordinaria e
come tale non solo deve essere trattata, ma possono essere
applicate tutte le modalità di voto previste dal Regolamento sulla
base della richiesta fatta dai deputati. Allora, alla luce di
questa corretta interpretazione, l'Aula tratta questa mozione al
pari di qualunque atto deliberativo e per la quale chiede la
pregiudiziale alla trattazione, ai sensi dell'articolo 101. La
logicità di questo è confermata dal precedente che l'Assemblea ha
costituito nel 2002 quando ha trattato, per analoga fattispecie -
anche se, bisogna dire, i casi trattati erano profondamente diversi
-, e ricordo, Presidente, che non solo erano diversi ma allora si
determinò, a seguito e dopo l'approvazione della pregiudiziale, un
altro elemento che non è previsto dal Regolamento ma che allora,
per ragioni di accordo politico probabilmente in Conferenza dei
capigruppo, si consentì, in una seduta successiva, di votare un
ordine del giorno eliminando dal testo dell'ordine del giorno il
concetto di censura.
Questo è ciò che è avvenuto, come lei può benissimo verificare
attraverso i suoi uffici, il precedente che ha costituito la
Presidenza da lei oggi diretta rispetto a quanto avvenuto circa
dieci anni fa. Quindi, non vedo alcuna altra ragione ostativa sul
piano regolamentare.
Ora illustrerò le ragioni per cui noi sosteniamo la tesi della non
trattazione di questa pregiudiziale.
Al di là del fatto che la mozione presentata dai colleghi, i quali
esprimono giudizi legittimi sul piano politico, di difesa di un
vecchio sistema, si rivendica la bellezza del sistema sanitario
negli anni nei quali la sanità in Sicilia era tutta fatta di prati
verdi, di fiorellini
CORDARO. Per le offese è fuori tempo
CRACOLICI. Scusate, quando la sanità in Sicilia era tutta fatta di
prati verdi, di fiorellini tutti sistemati e ben curati, i
cittadini avevano prestazioni sanitarie in tempo reale, anzi prima
che le chiedessero, e negli ospedali non si moriva mai perché negli
ospedali si entrava e si usciva, miracolosamente, tutti sani.
Solo che questo è un film che non è stato mai realizzato nella
nostra Regione.
La sanità continua ad avere molti problemi, ma è certamente una
sanità che oggi ha intrapreso un cammino, ed è un dato certo, di
risanamento finanziario.
E ciò ha costituito certamente per la nostra Regione un motivo di
grave vergogna, ed è proprio a questo che mi riferisco nel dire che
oggi la nostra Regione, proprio nel momento in cui è alle prese con
una vertenza nei confronti dello Stato che riguarda la possibilità,
già concessa ad altre regioni, di utilizzare una quota dei fondi
FAS per pagare le rate di mutuo autorizzate dallo Stato in
applicazione del piano di rientro - piano di rientro che in
Sicilia, è stato non solo rispettato ma che ci ha visto unica
Regione tra quelle sottoposte a piano di rientro a non essere
commissariata -, bene, proprio in virtù di questa condizione in cui
oggi siamo, inevitabilmente un dibattito come quello che qui ci
appresteremmo a fare, gridato e radicalizzato dallo scontro
politico, nella rappresentazione mediatica avrebbe un effetto di
indebolimento della Sicilia.
Certo oggi la Sicilia, come tutte le regioni meridionali, non vive
un buon tempo nel rapporto con il governo nazionale e, pertanto
alcuni giudizi e, consentitemi di dire, alcuni pregiudizi
finirebbero per ostacolare la possibilità di dare corso a quanto,
devo dire, con grande dignità l'assessore Russo sta cercando di
fare anche nel bloccare il piano di riparto del Fondo sanitario
nazionale al fine di dare certezza al trasferimento per la Sicilia.
Con questo non voglio qui sottrarmi e sottrarre il Parlamento ad
una questione che c'è e che dobbiamo affrontare. A circa due anni
dal varo della legge 5, una legge che ha avviato un percorso di
riforma, dobbiamo con onestà fare il punto, fare il bilancio,
vedere le luci e vedere anche le ombre, vedere gli aspetti di
quella legge, molti dei quali avevamo già denunziato all'atto in
cui fu fatta, gli effetti di quella legge sul piano della capacità
di riforma del sistema e del rapporto con i cittadini.
Insomma, qui lo voglio dire, signor Presidente, credo che la
ripresa dei lavori parlamentari a settembre, subito dopo la fase
che ci apprestiamo a vivere da qui a qualche giorno e la fase di
riposo, di sospensione dei lavori d'Aula, potrebbe vedere il
Parlamento tenere una seduta preparata per bene in cui facciamo con
onestà e con rigore il punto, anche alla luce delle valutazioni
arrivate da autorità indipendenti, sia dal Ministero della salute
ma anche da fondazioni, come la Fondazione RES che ha fatto uno
screening sull'attuazione della legge 5. Ecco perché ritengo che,
per garantire serenità alla Sicilia, in un momento forte di
vertenza con lo Stato, oggi non si debba trattare questa mozione
che è chiaramente, ma legittimamente, una mozione con un chiaro
sapore politico, di provocazione politica. Ma la provocazione
politica può essere accettata nella misura in cui non arreca un
danno a tutti i siciliani, a tutti i cittadini.
Ecco perché sosteniamo la proposta dell'onorevole Musotto di non
trattare l'argomento inserito dalla Presidenza all'ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Sulla richiesta di pregiudiziale hanno diritto ad
intervenire, a norma di Regolamento, due oratori a favore e due
contro; uno a favore è stato l'onorevole Cracolici, uno contro è
l'onorevole Leontini.
FORMICA. Io e l'onorevole Leontini abbiamo chiesto di parlare per
un richiamo al Regolamento, Presidente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Formica per un
richiamo al Regolamento.
Poi, della maggioranza, sono iscritti a parlare gli onorevoli
Adamo e Bonomo.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io stento molto a
capire le ragioni che hanno spinto la maggioranza, prima in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e ora in Aula, a
chiedere di non trattare un argomento che era stato iscritto
all'ordine del giorno a termini di Regolamento, chiedendo di
calpestare
Io chiedo l'attenzione della Presidenza perché l'argomento che
stiamo trattando non è un argomento privo di significato ed è anche
carico di conseguenze sulla gestione dell'Aula e dei lavori d'Aula,
perché ci sono alcune questioni di principio che, ovviamente, non
possono non essere tenute nella massima considerazione, perché ne
va della corretta regolamentazione dei lavori d'Aula.
A fronte di un Regolamento che è chiarissimo, proprio chiarissimo
nella sua esposizione, non si comprende la richiesta avanzata dalla
maggioranza per evitare - poi bisognerebbe capire perché si vuole
impedire - al Parlamento di discutere un argomento come quello
della sanità che, voglio ricordare a tutti i colleghi presenti,
rappresenta oltre il 50 per cento dell'intero bilancio della
Regione siciliana, parliamo di oltre 8 miliardi e 700 milioni di
euro, e che interessa da vicino la salute di ciascuno degli oltre
cinque milioni di cittadini siciliani.
Questo é veramente incomprensibile e sarebbe da regime sovietico
tentare di coartare la capacità del Parlamento di discutere una
mozione regolarmente iscritta all'ordine del giorno; ma questo
sarebbe il merito. Andiamo ai motivi regolamentari.
L'onorevole Cracolici ha chiesto qui, a termine dell'articolo 101
del Regolamento, di non affrontare la questione, quando egli sa
benissimo che l'articolo 101 si riferisce unicamente ai disegni di
legge presentati e, se questo fosse un disegno di legge, avrebbe
ragione ad invocare l'articolo 101.
Però, qui siamo in presenza di una mozione, che il nostro
Regolamento tratta a parte, tratta in altro capitolo e il capitolo
in questione è l'articolo 153, che è chiarissimo e non dà ombra di
dubbi interpretativi, perché è fatto solo di due righe e recita
testualmente: La mozione, una volta letta all'Assemblea, non può
essere ritirata se cinque o più deputati vi si oppongono .
Ora, è talmente ovvio che l'articolo 153 si riferisce al fatto
che, dato che una mozione non può essere ritirata, a maggior
ragione l'Assemblea non può, con un voto d'Aula, impedirne la
discussione perché l'articolo 153 è messo lì a presidio
dell'invalicabilità che, una volta comunicata all'Aula, la mozione
debba discutersi, altrimenti la mozione sarebbe stata trattata e
assimilata ai disegni di legge previsti dall'articolo 101, citato
dall'onorevole Cracolici.
Signor Presidente, onde evitare di dare adito a delle modifiche
dettate da interpretazioni, che poi diventano precedenti pesanti,
in questo caso, al di là di maggioranza e di opposizione e per il
buon funzionamento di questa Aula, che deve essere sovrana - non a
caso c'è un Regolamento, perché altrimenti l'Aula diventerebbe
ingovernabile e il danno lo si fa a ciascuno dei novanta deputati e
lo si fa per sempre, poi entreremo nel merito della discussione - a
termini di Regolamento la richiesta avanzata dall'onorevole
Cracolici è assolutamente improponibile e deve essere rigettata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché il richiamo al Regolamento
prospettato da due deputati merita un approfondimento, anche sotto
il profilo del cosiddetto Statuto dell'opposizione, la Presidenza
si riserva di decidere dopo avere sentito la Commissione per il
Regolamento.
Pertanto convoco immediatamente la Commissione per il Regolamento
presso il mio studio.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore17.56 , è ripresa alle ore 18.56)
La seduta è ripresa.
Gruppi parlamentari
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 12 luglio 2011,
sotto la Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole
Francesco Cascio, presenti il Vicepresidente vicario, onorevole
Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo, con la partecipazione
del Presidente della Regione, onorevole Raffaele Lombardo, ha
deliberato all'unanimità il seguente programma-calendario dei
lavori parlamentari per la corrente sessione estiva, la cui
chiusura è stata stabilita per il 4 agosto 2011.
L'Aula terrà seduta nella corrente settimana:
oggi, martedì 12 luglio, per la discussione della mozione di
censura all'Assessore per la salute e per la discussione del
disegno di legge sulle ASI, argomenti già iscritti all'ordine del
giorno della relativa seduta;
domani, mercoledì 13 luglio, per la prosecuzione della discussione
del disegno di legge sulle ASI;
- dal 20 al 22 luglio 2011 e dal 26 al 29 luglio 2011, con
eventuale prosecuzione nella settimana dal 2 al 4 agosto 2011, per
il seguito della discussione del disegno di legge sulle ASI e per
la discussione dei disegni di legge frattanto esitati dalle
competenti Commissioni fra quelli appresso indicati come
prioritari.
Le Commissioni, anche tenendo conto delle priorità già individuate
nel precedente calendario-programma dei lavori, esamineranno i
seguenti disegni di legge che saranno esaminati nella corrente
sessione estiva ove licenziati dalle Commissioni medesime:
- Regolamento dei confini tra i comuni di Termini Imerese e Trabia
e tra Godrano e Marineo (n. 747);
- Istituzione della Agenzia regionale per i beni confiscati alla
criminalità organizzata (n. 718);
- Norme per l'istituzione di centri antiviolenza e case di
accoglienza per le donne e i minori vittime di violenza (nn. 371-
485-510);
- Riconoscimento e promozione della Scuola alfamediale (n. 712);
- Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca (n.
732);
- Istituzione fondazione Norman Zarcone (n. 636, n. 640, n. 701);
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33 (n. 740 - caccia);
- Riconoscimento e valorizzazione della funzione educativa e
sociale delle parrocchie (nn.132- 210-325- 463-464);
- Interventi per gli investimenti e la crescita (n. 724);
- Promozione della ricerca sanitaria (n. 483).
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Comunicazione delle decisioni della Commissione per il Regolamento
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che la Commissione per il
Regolamento si è pronunciata in ordine alle questioni sollevate
circa l'ammissibilità della questione pregiudiziale sulla mozione
di censura all'assessore per la Salute.
Nella riunione appena conclusasi è emerso che, alla luce dei
precedenti parlamentari in materia e del vigente testo del
Regolamento interno dell'ARS, la Presidenza non potrebbe non
ritenere ammissibile siffatto strumento procedurale, in primo luogo
perchè l'Istituto della questione pregiudiziale è inserito in
quella parte di Regolamento interno che disciplina la discussione
in generale, senza distinzione alcuna tra i vari istituti
parlamentari (disegni di legge, mozioni, ordini del giorno); e poi,
come anticipato, in quanto uno specifico precedente della XIII
legislatura depone a favore della suddetta interpretazione.
Tuttavia, in sede di Commissione per il Regolamento, è stato
evidenziato che la programmazione dei lavori, a seguito delle
modifiche regolamentari del 2003 e quindi successive allo specifico
precedente richiamato del 2002, riserva oggi in maniera ancora più
incisiva una quota di argomenti da trattare alle opposizioni.
In tal senso è stata richiamata la disciplina vigente alla Camera
dei Deputati (art. 40 del Reg. int. Camera), la quale cerca di
contemperare gli opposti principi della discussione della
pregiudiziale con il rispetto degli argomenti individuati in sede
di Conferenza dei Gruppi parlamentari, e pertanto si è convenuto di
dare mandato all'apposita sotttocommissione per il Regolamento di
affrontare la problematica oggi sollevata in Aula, formulando
apposite proposte di modifica del Regolamento.
Quindi, tornando all'argomento in discussione, si ritiene
legittima la questione pregiudiziale e, in virtù di tale
legittimità, avendo già parlato un oratore a favore, l'onorevole
Cracolici, possono ancora intervenire due oratori contro e un altro
oratore a favore.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
MANCUSO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Abbiamo già riunito addirittura la Commissione per il
Regolamento, quindi un altro richiamo regolamentare, onorevole
Mancuso
MANCUSO. Allora, non posso parlare per richiamo al Regolamento?
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Non per richiamo al Regolamento. Sulla questione
pregiudiziale può parlare contro, se vuole, o a favore.
MAIRA. Chiedo di parlare contro la questione pregiudiziale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo confessare
un moto di profonda delusione e di amarezza perché la pregiudiziale
rappresentata dall'onorevole Musotto, come la vogliamo mettere, è
un atto di ostracismo ad un libero dibattito democratico, che
peraltro quest'Aula ha sempre consentito, per fare il punto sulla
gestione di un ramo dell'Amministrazione regionale.
All'amarezza si aggiunge una considerazione, una domanda che
meriterebbe una risposta che non verrà o verrà nella dizione
politichese che tende a coprire tutto e tutti.
Questa maggioranza, con questi numeri che dovrebbero arrivare a
60, che è una specie di macchina da guerra che fa le riforme, che
non guarda in faccia nessuno, che tritura questa Assemblea e, mi si
permetta, anche il diritto e gli interessi dei siciliani,
soprattutto in quel ramo della sanità che oggi avremmo dovuto
sviscerare anche per portare ad una variazione di rotta nella
gestione dell'assessore Russo, ma questa maggioranza, nel momento
in cui si nasconde e fugge dietro ad una pregiudiziale, è un fatto
virtuale. O vogliamo nascondere i malesseri e i malumori che hanno
attraversato i gruppi di maggioranza proprio su questo tema e,
quindi, questa pregiudiziale non è altro che - lo dico tra
virgolette e, quindi, lo addolcisco - un tracchiggio , un trucco
parlamentare per evitare che stasera si arrivasse ad una sconfitta
di una politica di questo Governo e di una politica dell'assessore
alla Sanità?
Questo serve alla Sicilia? Non credo Questo è un omaggio alla
democrazia? Non credo
Appellarsi a quel precedente che abbiamo sviscerato in Commissione
per il Regolamento è la riprova che siamo di fronte ad un trucco
parlamentare che, tra l'altro, va eliminato il più rapidamente
possibile perché abbiamo letto questo precedente. Questo precedente
è a parti invertite.
In quella occasione, l'onorevole Speziale denunziò, giustamente,
una prevaricazione di quell'altra maggioranza nei confronti della
minoranza. E sol perché adesso siamo a parti invertite, il PD e i
suoi rappresentanti e l'MPA e i suoi rappresentanti ritengono di
potere sostenere la bontà di questa pregiudiziale? Qui ci prendiamo
in giro tutti, siamo sostanzialmente degli ipocriti in politica
Credo che avremmo fatto bene, tutti insieme, a dire che si è
sbagliato in precedenza e a consentire il dibattito di oggi. E
siccome questa posizione comprime il diritto di 30 deputati che
sono in rappresentanza di una fetta notevolissima dei siciliani, io
credo che sino a quando non si costituiranno le agevolazioni
democratiche per discutere di qualunque argomento in quest'Aula,
dalle leggi alle mozioni e alle interrogazioni, sarebbe meglio - e
forse rubo la battuta al collega Leontini, che parlerà dopo di me -
sarebbe opportuno che l'opposizione, per il bene della Sicilia, non
partecipasse più ai lavori di quest'Aula, da questo momento in poi
e sino a quando non verranno ripristinate le regole di rispetto
democratico dell'opposizione nei confronti della maggioranza.
LEONTINI. Chiedo di parlare contro la questione pregiudiziale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'episodio
odierno rappresenta uno dei momenti più squallidi della vita di
quest'Aula e dei rapporti tra la maggioranza e il Governo e le
minoranze e le opposizioni. Ma la cosa più grave è che rappresenta
una delle più significative offese e mortificazioni al diritto del
Parlamento di affrontare un dibattito senza infingimenti sulle
linee di politica sanitaria che stanno caratterizzando il compito
del Governo in questo momento nella nostra Regione. Non ci sarebbe
stato nulla di male, nulla di vergognoso a rendere trasparente un
dibattito fondato sulla divergenza delle opinioni, sulla diversità
delle posizioni, ma sulla esaltazione del diritto di questo
Parlamento.
Abbiamo presentato una mozione a febbraio di quest'anno; abbiamo
atteso, per senso di responsabilità, che venissero approvati gli
strumenti finanziari nei tempi dovuti onde evitare di arrecare
danno al Parlamento; abbiamo deciso, con la maggioranza della
Conferenza dei capigruppo, dopo l'approvazione degli strumenti
finanziari, di procedere alla discussione di questa mozione.
Abbiamo richiesto di discuterla la settimana scorsa, il Governo ci
ha sottoposto una esigenza per impegni su altri fronti sia
dell'Assessore che del Presidente, ci è stato richiesto di poterla
discutere in data odierna. Non è mai stata avanzata alcuna
eccezione sulla proponibilità e sui contenuti di una mozione che
stimolava un dibattito sulla politica sanitaria.
Se fuggite, se vi vergognate, se c'è paura ad affrontare un
dibattito, questa è la più grave mortificazione dei diritti del
Parlamento Assessore Russo, lei non ha da essere contento del
fatto che ha richiesto uno scudo alla sua maggioranza. Presidente
Lombardo, lei non ha da essere contento del fatto che oggi avete
impedito al Parlamento di discutere la politica sanitaria della
Regione siciliana. Non avete motivo di gongolare come state
facendo, perché questa fuga è la dimostrazione della serietà,
drammaticità e tragicità delle dichiarazioni che il capogruppo,
collega Cracolici, poc'anzi alla nostra richiesta perfino di
spostare di qualche giorno il dibattito, ci è stato risposto: Non
siamo nelle condizioni politiche di farlo .
Assessore Russo, Presidente Lombardo, non essere nelle condizioni
politiche significava e significa che se avessimo questi argomenti
questo scudo sarebbe stato battuto e sia lei che il Presidente, che
il Governo, in Aula, sareste stati mortificati da un giudizio
negativo sul vostro operato, perché dire di non essere nelle
condizioni politiche significa questo Non si può, per protezione,
rispetto agli esiti di un dibattito parlamentare, conculcare e
comprimere il diritto delle minoranze
Il Regolamento, all'articolo 98 quater, prevede che nello
stabilire e programmare il calendario d'Aula i tre quarti del
calendario debbano essere prerogativa della maggioranza e un quarto
debba essere prerogativa dell'opposizione. Ci hanno impedito anche
questo
Dopo avere riconosciuto la facoltà di discutere un solo argomento,
l'assessore Russo, che ha presentato il libro bianco, che tutti i
giorni fa forum, propagande e conferenze stampa, in quest'Aula
avrebbe dovuto avere non il diritto ma il dovere di sentirsi
orgoglioso di esprimere le sue posizioni e di difendere il suo
operato rispetto all'Aula, cosa fa? Fugge e chiede alla sua
maggioranza di difendere il suo diritto di non essere oggetto di
una valutazione in questo Parlamento.
Questa è la conferma definitiva della condizione fallimentare del
complessivo ruolo del Governo in questo momento nel territorio
siciliano, ma della specifica attività e dello specifico ruolo
dell'assessore per la salute nell'ambito di questa compagine
governativa e di questa attività.
Diceva bene il collega Maira: rispetto al nostro atteggiamento
precedente che avevamo ispirato ed improntato ad una sana esigenza
salutare, esigenza metodica di dialogo e di confronto, rispetto a
questo ci ritiriamo. Non solo non partecipiamo al voto sulla
pregiudiziale, perché il principio di impedire alla minoranza, dopo
sei mesi, di discutere un argomento con la controproposta di
sostituire la mozione con un dibattito sugli stati generali della
sanità a settembre, come se a noi si dovesse prescrivere quale
debba essere la modalità per accedere ad un dibattito sui temi
della sanità
Come se per la prima volta, in quest'Aula, la mozione non dovesse
avere diritto di cittadinanza e dovesse essere sostituita da
strumenti migliori
Quali sono gli strumenti migliori? Quelli che la maggioranza
ritiene di erigere a difesa della sua condizione in questo momento
di inesistenza, di insufficienza, di inadeguatezza e di sfiducia
interna, perché, se avessimo affrontato questa discussione, la
dichiarazione del collega Cracolici è significativa di quello che
in questa discussione le sensibilità e gli umori avrebbero
rappresentato
CRACOLICI. Non è vero, non ho detto questo
CORDARO. Lo faccia parlare
LEONTINI. Non essere nelle condizioni politiche significa che in
questa maggioranza non c'erano le condizioni politiche per
esprimere una valutazione positiva sull'operato dell'assessore
Russo
CRACOLICI. Non ho detto questo Bugiardo
CORDARO. Vergogna Almeno parlare
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro Faccia parlare l'onorevole
Leontini.
LEONTINI. Signor Presidente, il collega Cracolici, che introduce
una interpretazione del Regolamento che dura cinque minuti a
seconda delle contingenze cui lo chiamano a cooperare e che
elasticamente modifica e formula interpretazioni diverse ogni
minuto, a seconda del compito di reclutatore di consensi che gli è
stato affidato in questo momento dal debolissimo Governo, mi
insulta e mi dice che sono bugiardo.
Io non sto dicendo nessuna bugia. Sto soltanto raccontando quello
che è accaduto e sto evidenziando che, per la prima volta, colleghi
della maggioranza, che oggi siete maggioranza politica e non
elettorale, una non maggioranza elettorale sta mortificando e
calpestando i diritti di una non minoranza elettorale e politica
Vi ricordiamo che in questo Parlamento siamo entrati maggioranza
con diritto sovrano assegnato dal voto, dal consenso e dal popolo.
Una maggioranza che si è costituita in quest'Aula, difformemente
dalle indicazioni popolari, oggi comprime il diritto della non
minoranza. E' un precedente gravissimo, gigantesco
E' di una gravità per il Parlamento e per i rapporti con la
minoranza inaudita
Noi non solo non voteremo, da oggi annunciamo che questo clima di
dialogo e di confronto, che oggi si sarebbe potuto esaltare, perché
alle nostre rappresentazioni della situazione avrebbero potuto
corrispondere le altrettanto legittime difese, autodifese
dell'assessore e del Governo e il dibattito avrebbe nobilitato
l'Aula, avrebbe nobilitato l'interno e l'esterno, non si capisce il
perché non si debbano affrontare questi argomenti. Addirittura, mi
è stato detto ad ottobre non la mozione, faremo un dibattito sullo
stato generale della sanità .
Onorevoli colleghi, il Regolamento, è regola per voi e regola per
noi, prevede la mozione.
Noi l'avevamo presentata, era vostro dovere difenderla, perché
oggi vi conviene non discutere la mozione; domani sarete voi ad
agitare la mozione come strumento di rivendicazione e di libertà
delle vostre idee e delle vostre posizioni.
Da oggi non parteciperemo più costruttivamente, ci sarà
ostruzionismo, ci sarà tutto quello che la minoranza potrà mettere
in campo per non avere un rapporto con questo Governo e con questa
maggioranza che sia finalizzato ad agevolare la benché minima
soluzione che possa riguardare la prevaricazione di questa
maggioranza di portare avanti le proprie posizioni senza tenere
conto delle esigenze del Parlamento.
Noi non voteremo la questione pregiudiziale. Da oggi in poi
decideremo se partecipare o non partecipare, ma partecipando saremo
iscritti a parlare su ogni argomento, saremo iscritti a parlare su
ogni emendamento, saranno presentati migliaia di emendamenti, non
ci sarà più la possibilità di vedere in questo Parlamento un
rapporto costruttivo dopo una mortificazione e un calpestamento del
genere. Signor Presidente, è invalsa questa interpretazione.
Abbiamo dimostrato, carte alla mano e Regolamento alla mano, che
l'articolo 98 quater sancisce e custodisce il diritto della
minoranza di poter proporre un argomento su quattro e l'articolo
153 del Regolamento sanciva l'impossibilità di ritirare una
mozione, una volta presentata.
Le due indicazioni
SPEZIALE. E' una critica al Presidente?
LEONTINI. No. Le due indicazioni combinate ci portano oggi non
soltanto alla nostra mortificazione, ma anche a prendere una
decisione che, badate bene, confligge con la formulazione
dell'articolo 98 quater, ripassatevelo, leggetelo; oggi stiamo
decidendo di non rispettare un articolo del Regolamento. Stiamo
decidendo di farlo per difendere l'operato di un Governo e di un
assessore che, se libri bianchi doveva presentare, in quest'Aula
avrebbe avuto il dovere di presentarli prima ancora che
all'esterno.
Allora, se si fugge l'Aula, se si disconosce il diritto della
Commissione, se si disconoscono il dialogo e la collaborazione con
i parlamentari, questo, ovviamente, costituisce per noi motivo di
una opposizione che diventa contrapposizione e che, da oggi in poi,
si tradurrà in tutte le misure e in tutti i comportamenti idonei a
rappresentare questo nostro disagio e questo nostro risentimento.
E' una vergogna, è una pagina nera del Parlamento ed è sicuramente
la conferma di una condizione di questo Governo che, essendo nato
in modo artificiale nelle sedi dei partiti e in quest'Aula e non
nella coscienza e nella volontà degli elettori, ancora una volta
con le modalità della casta si è chiuso rispetto a qualsiasi
esterno e oggi l'esterno era il diritto del Parlamento, oggi
l'esterno era il diritto dei parlamentari di intervenire Non c'era
piazza, non c'era pubblico, non c'era comizio, c'era soltanto un
confronto parlamentare Siete fuggiti al confronto parlamentare e
questo stia a vostro disdoro e a mortificazione del Parlamento.
(i deputati dell'opposizione abbandonano l'Aula in segno di
protesta)
ADAMO. Chiedo di parlare a favore della questione pregiudiziale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, vorrei che riprendessimo i toni che
abbiamo tenuto poco fa nella Conferenza dei capigruppo.
Francamente, sono sorpresa dai toni che, invece, il dibattito ha
preso.
Infatti, più che su questioni procedurali, che sicuramente non
interessano ai siciliani in questo momento, il problema che noi
abbiamo posto all'Aula è se sia opportuno in questo momento, se sia
nell'interesse della Sicilia e dei siciliani aprire un dibattito
che comunque espone l'assessore per la salute, che è il nostro
assessore, è l'assessore siciliano, è l'assessore che la settimana
prossima dovrà incontrare il Governo nazionale e dovrà difendere
gli interessi della Sicilia, se sia opportuno avviare un dibattito
politico estremamente complesso, come quello sulla sanità, in
questo momento.
Di questo abbiamo discusso in Commissione e questa proposta
abbiamo fatto, con grande serenità e con grande umiltà, alla
minoranza. Abbiamo pensato che in questo momento la Sicilia deve
affrontare anche un contenzioso con il Governo nazionale sulla
sanità e c'è bisogno che ci sia un assessore che sia l'assessore
dei siciliani, non l'assessore del centro, della destra o della
sinistra.
Abbiamo pensato che in questo momento il Presidente della Regione
rappresenta tutti noi.
E' questa la forza che noi dobbiamo dare tutti, maggioranza e
opposizione, al Governo che la settimana prossima andrà a trattare
sui temi della sanità. Qualsiasi dibattito in questo momento non
può che indebolire; questo odio è fin troppo chiaro.
Ai colleghi dell'opposizione che sono andati via - sono
dispiaciuta per questo e mi auguro che rientrino - rivolgo lo
stesso appello sereno, a nome dell'UDC ma a nome di tutta la
maggioranza, che abbiamo rivolto in Conferenza dei capigruppo, per
chiedere loro di lavorare assieme, non certo per impedire alla
minoranza di esprimere il proprio parere, perché tutti i colleghi
che mi hanno preceduto - ricordo l'intervento dell'onorevole
Cracolici, dell'onorevole Musotto e tanti altri - hanno detto con
estrema chiarezza, e lo ribadiamo in questa sede, che non volgiamo
eliminare il dibattito, chiediamo semplicemente che venga spostato
al mese di settembre e che sia accompagnato da una relazione
tecnica, da un approfondimento dei temi sulla sanità.
E' indubbio, siamo noi i primi a dirlo, che ci sono questioni,
contestazioni, problemi, che la sanità soffre, che i siciliani in
questo momento soffrono sulla sanità, ma ci rendiamo pure conto che
veniamo da un passato drammatico sulla sanità, un passato di
sperperi, di errori, di politica clientelare. Un passato che
dobbiamo cambiare assieme, assessore.
Su questo ci saranno sicuramente degli sforzi da fare, su questo
anche la maggioranza avrà qualcosa da chiedere, naturalmente sempre
all'interno del progetto, della buona amministrazione, del
raggiungimento degli obiettivi per i quali ci battiamo e per i
quali maggioranza e opposizione devono battersi, e non giocare a
far finta che in questo momento stiamo conculcando i diritti, ma di
chi? Quale diritto stiamo calpestando nel momento in cui chiediamo
serenamente e tranquillamente di spostare il dibattito di un mese,
di lasciare che in questo momento il Governo della Regione, il
Presidente e l'assessore possano, a testa alta, e con la forza che
deve arrivare loro da tutti i deputati siciliani che rappresentano
i siciliani, battersi perché i diritti del popolo siciliano siano
rispettati e perché quello che è stato concesso ad altre province e
ad altre regioni sia concesso anche al Governo siciliano.
Su questo noi ci siamo battuti, assessore Russo e Presidente, e
per questo vi chiediamo naturalmente di lavorare per la Sicilia,
fermo restando che questo dibattito - lo ribadiamo ai nostri
colleghi - sarà ripreso con tutta la durezza che sarà necessaria e
con tutto il confronto che non temiamo. Nessuno di noi scappa,
nessuno di noi teme il confronto con l'opposizione, vogliamo farlo,
lo faremo, saremo pronti a farlo, ma naturalmente nei tempi che
sono utili non alla maggioranza, non all'opposizione, ma al popolo
siciliano.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la questione pregiudiziale
sollevata dall'onorevole Musotto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, poiché gran parte dei deputati non è presente
in Aula, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.25, è ripresa alle ore 19.32)
Presidenza del vicepresidente Formica
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, apprezzate le circostanze, la
seduta è rinviata a domani, mercoledì 13 luglio 2011, alle ore
16.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanza della
rubrica: Istruzione e formazione professionale :
Interrogazioni:
numero 243 - Risorse per il personale Co.Co.Co. impiegato nel
settore della pubblica istruzione in Sicilia, degli onorevoli
Donegani Michele; Marinello Vincenzo; Di Benedetto Giacomo;
Panepinto Giovanni; Raia Concetta; Digiacomo Giuseppe;
numero 964 - Provvedimenti urgenti in merito alle vicende legate
al concorso per dirigenti scolastici svolto in Sicilia, degli
onorevoli Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco;
numero 1330 - Notizie circa la riduzione di classi nell'anno
scolastico 2010/2011, presso l'Istituto di istruzione secondaria
superiore 'Platone' di Palazzolo Acreide (SR), dell'onorevole
Vinciullo Vincenzo;
numero 1400 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza dei
plessi scolastici di Militello in Val di Catania (CT), degli
onorevoli Falcone Marco; Pogliese Salvatore;
numero 1848 - Iniziative per il pagamento delle retribuzioni del
personale della Fondazione C.A.S. di Aspra (PA), dell'onorevole
Caputo Salvino;
Interpellanza:
numero 107 - Indicazioni in merito ai criteri di utilizzazione
delle risorse del Fondo sociale europeo destinate alla Regione
siciliana per il settennato 2007-2013, dell'onorevole Ferrara
Massimo.
III - Discussione del disegno di legge:
- «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (numeri 605-242-362-577/a) (Seguito)
Relatore: onorevole Caputo
La seduta è tolta alle ore 19.33
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Territorio e
Ambiente»
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
la Sicilia è una delle regioni italiane a più forte rischio
idrogeologico;
i comuni siciliani a rischio frane (dati della protezione civile)
sono 273 con 200 mila cittadini a rischio;
considerato che:
secondo un rapporto dell'Agenzia del territorio in Sicilia ci sono
ben 141 mila fabbricati abusivi;
il bilancio di quanto accaduto a Giampilieri (ME) è stato di 31
morti, 122 feriti, 1600 evacuati, 3000 edifici danneggiati e oltre
550 milioni di euro di danni;
ritenuto che:
la Sicilia è una delle regioni nelle quali manca una seria
legislazione sulla sicurezza;
il governo del territorio è suddiviso tra troppi enti (protezione
civile, comuni, regione, genio civile, etc.);
per sapere quali iniziative siano state assunte per definire le
competenze dei vari enti, rendere obbligatori i piani di protezione
civile e realizzare una direzione unica di governo del territorio».
(1568)
Risposta. - «Con nota prot. 9657 del 1/03/2011 il Presidente della
Regione ha delegato lo scrivente alla trattazione dell'atto
ispettivo in oggetto, invitando il Dipartimento regionale della
Protezione Civile, a fornire ogni utile elemento di risposta. Con
nota prot. 21255 del 19/5/2011 il suddetto Dipartimento ha
rappresentato quanto segue.
In materia di protezione civile, i compiti della Regione possono
essere inquadrati nell'ambito della seguente normativa:
- Legge n. 225 del 24 febbraio 1992 Istituzione del servizio
nazionale della protezione civile , recepita dalla legge regionale
n. 14 del 31 agosto 1998;
- Decreto legislativo n. 112 del 31 maggio 1998 Conferimento di
funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli
enti locali, in attuazione del c. I della legge 15 marzo 1997, n.
59 , recepito dalla l.r. n. 14 del 31 agosto 1998;
- Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27
febbraio 2004 e ss.mm.ii. Indirizzi operativi per la gestione
organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale,
statale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai
fini di protezione civile.
L'art. 12 della legge n. 225/92 attribuisce alle Regioni, tra
l'altro, le competenze relative:
- alla partecipazione, organizzazione e attuazione delle attività
di protezione civile;
- alla predisposizione e attuazione dei programmi regionali di
previsione e prevenzione in armonia con le indicazioni dei
programmi nazionali.
L'art. 108 del Decreto Leg.vo n. 112/98 attribuisce alle Regioni,
tra l'altro, le funzioni relative:
1. alla predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione
dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali;
2. all'attuazione di interventi urgenti in caso di crisi
determinata dal verificarsi o dall'imminenza di eventi di cui
all'art. 2, comma 1, lettera b). della legge 24 febbraio 1992, n.
225, avvalendosi anche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
3. agli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di
emergenza in caso di eventi calamitosi di cui all'art. 2, comma 1,
lettera b), della legge n. 225 del 1992;
4. all'attuazione degli interventi necessari per favorire il
ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite da
eventi calamitosi.
La direttiva P.C.M. del 27/2/2004 riordina l'assetto nazionale,
statale e regionale in tema di previsione e prevenzione del rischio
idrogeologico attribuendo le competenze:
-della previsione, alla rete dei Centri Funzionali (nazionale e
decentrati), strutture che hanno il compito di predisporre le
previsioni meteorologiche e i conseguenti Avvisi di Criticità ai
fini di protezione civile;
-della prevenzione, alle Regioni che devono, in conseguenza degli
Avvisi di criticità emessi dal Centro funzionale Decentrato, far
corrispondere ai summenzionati livelli di criticità adeguati
livelli di allerta da diffondere adeguatamente, promuovendo nel
contempo le procedure per l'applicazione della pianificazione di
protezione civile a livello comunale, intercomunale e provinciale.
Inoltre, la citata Direttiva individua il Centro Funzionale
Decentrato, insieme all'autorità di Bacino e al Registro Italiano
Dighe, quale organismo costituente l'Autorità di comando e
Controllo per il controllo delle procedure connesse alle manovre
delle opere di scarico delle dighe di ritenuta e delle
consequenziali azioni di protezione civile a salvaguardia dei beni
e delle persone lungo i fiumi emissari.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, mediante atti di
indirizzo (Circolari e note da parte del Dipartimento Nazionale
della protezione Civile), ha più volte sottolineato che:
- l'attività di pianificazione di protezione civile deve essere
rivolta prioritariamente alle aree individuate nel PAI non è
sufficiente per le finalità di protezione civile (Comunicato del
27/10/2006 - GU n. 259 del 7/11/2006; Direttiva P.C.M. del
5/10/2007 - GU n. 240 del 15/10/2007; Direttiva P.C.M. del
27/10/2008 - GU n. 268 del 15/11/2008) in quanto i criteri di
classificazione del rischio sono incompatibili con le situazioni di
criticità più ricorrenti;
- è importante che le Regioni promuovano la costituzione dei
presidi territoriali, ex Direttiva P.C.M. del 27/2/2004,
nell'ambito di una complessiva attività orientata alla prevenzione
del rischio idrogeologico.
Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ha da sempre
promosso la redazione, da parte dei Sindaci e delle Province
regionali, di piani di Protezione civile.
In occasione delle emergenze nella quali il Dipartimento ha avuto
un ruolo nella gestione dei Centri Operativi, sono stati
predisposti Piani speditivi quale contributo a favore
dell'organizzazione della prevenzione dei rischi, fornendo quindi
agli Enti locali gli strumenti di base per potere operare nelle
fasi post-emergenziali.
Nel rispetto della normativa sopra richiamata, sono stati redatti
gli atti di indirizzo in materia:
- Linee guida per la predisposizione dei piani comunali e
provinciali in tema di rischio idrogeologico, versione 2008;
- Circolare del Presidente della Regione n. 1722 del 14/1/2008:
attività comunali e intercomunali di protezione civile - impiego
del volontariato - art. 108, Dlgs. N. 112/98;
- Circolare 20 novembre 2008: Raccomandazioni e indicazioni
operative di protezione civile per la prevenzione, la mitigazione e
il contrasto del rischio idrogeologico e idraulico - GURS n. 4 del
23/1/2009;
- Piano regionale di protezione civile, edizione 2010,
deliberazione Giunta regionale n. 2 del 14 gennaio 2011;
- Linee Guida per la redazione dei piani comunali e intercomunali
in tema di rischio idrogeologico, versione 2010 - DPRS del
27/1/2011 - GURS n. 8 del 18/2/2011.
In merito al Centro Funzionale Decentrato della Regione Siciliana,
la delibera di Giunta Regionale n. 530 del 19/12/2006 ha stabilito
che tale struttura fosse incardinata nel Dipartimento regionale
della Protezione civile con il concorso dell'Osservatorio delle
Acque (Dipartimento Acque e Rifiuti) e del Dipartimento delle
Foreste. Ad oggi, il Centro Funzionale Decentrato è in fase di
costituzione e il Dipartimento regionale della Protezione civile si
limita, ai sensi della Circolare del 20/11/2008, a elaborare gli
Avvisi di Protezione Civile, pubblicati sul sito istituzionale o
inoltrati agli enti locali che vengono altresì informati mediante
SMS.
Gli aspetti inerenti la protezione civile sono complessi e
delicati: poiché molte delle attività di questo Dipartimento hanno
un immediato riscontro nella società civile è indubbio che le
criticità del territorio che comportano situazioni di rischio
idrogeologico (geomorfologico e idraulico) devono essere analizzate
con criteri e strumenti che rispondano alle esigenze della
protezione civile i quali, è bene precisarlo, sono differenti da
quelli normalmente adottati dagli altri Dipartimenti e ben più
rigorosi.
L'attività di prevenzione (a cura del Centro Funzionale
Decentrato) comporta un'analisi comparata con adeguata
modellistica, dei fattori predisponenti e dei fattori innescanti le
diverse categorie di dissesto geomorfologico e idraulico; al
riguardo, il Dipartimento regionale della Protezione Civile ha in
corso l'attuazione di alcune linee di intervento del PO FESR 2007-
2013 per dotare la Regione siciliana degli strumenti di conoscenza
adeguati allo scopo.
Per quanto concerne la prevenzione non strutturale (Piani di
Protezione civile, Presìdi territoriali, Monitoraggio) la Regione
ha emanato atti di indirizzo che individuano percorsi e procedure
volte alla predisposizione e preparazione del sistema regionale di
protezione civile.
Ad ogni buon fine si allega copia della succitata nota del
Dipartimento regionale della Protezione Civile, prot. 21295 del
19/5/2011.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
nella GURS del 18 marzo 2001 è stato pubblicato il decreto 18
febbraio 2011 con il quale è stata indetta una 'Selezione per
titoli per il conferimento dell'incarico di direttore generale
dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della
Sicilia per il quinquennio 2011/2016';
il decreto presenta forti anomalie, soprattutto per le rilevanti
difformità rispetto alle norme che disciplinano la fattispecie,
talmente palesi da lasciar supporre che il bando possa celare il
tentativo di consentire a qualcuno non in possesso dei requisiti di
legge di poter partecipare e di poter essere nominato direttore
dell'ARPA;
l'oggetto del bando è una selezione 'per titoli', ma in realtà
esso non individua alcuna procedura per la valutazione dei titoli
che si dovrebbe sostanziare in una graduatoria finale, mentre
affida all'Assessore per il territorio e per l'ambiente una scelta
comparativa, di carattere discrezionale, tra tutti coloro che
avranno risposto al bando;
per l'individuazione di tale procedura il bando fa riferimento
all'articolo 19, comma 1, della legge regionale n. 5/2009 che, per
la verità, disciplina la procedura per la nomina dei direttori
generali delle strutture sanitarie, con le quali forzosamente si
tende ad identificare l'ARPA, che è chiamata piuttosto ad occuparsi
di protezione ambientale;
la norma sopra citata prevede espressamente che l'Assessore (per
la sanità) debba valutare che venga 'accertata la coerenza tra i
requisiti posseduti e le funzioni da svolgere anche in riferimento
al possesso del diploma di laurea, al possesso di qualificata
esperienza professionale di direzione tecnica ed amministrativa
svolta in piena aderenza con i limiti temporali indicati e con le
modalità previste, la reale corrispondenza delle strutture dirette
con la tipologia richiesta per le strutture da dirigere';
l'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, che ha
istituito l'ARPA, espressamente prevede che tra i requisiti in
possesso del direttore dell'ARPA ci sia la 'comprovata esperienza
in materia di protezione ambientale' ed omogeneamente tale
requisito è previsto dall'articolo 3 del regolamento di
organizzazione dell'ARPA, approvato con decreto n. 165 dell'1/6/05;
nell'avviso pubblico allegato al bando, tra i requisiti di
ammissione non viene in alcun modo prevista la 'comprovata
esperienza in materia di protezione ambientale', indispensabile
considerata l'attività che l'ARPA è chiamata a svolgere, né è
prevista la 'reale corrispondenza delle strutture dirette con le
tipologie richieste per le strutture da dirigere';
considerato che in tal modo è possibile che venga nominato
direttore dell'ARPA, in violazione alle norme, un soggetto che
abbia titolo di studio generico e che nella sua esperienza
professionale abbia diretto soltanto strutture pubbliche o private
di minuscole dimensioni, dando origine così anche a futuri ed assai
prevedibili contenziosi che potrebbero bloccare la nomina del
direttore dell'ARPA per lungo tempo;
per sapere se non ritengano necessario ritirare il bando ed
emanare un avviso pubblico aderente alle disposizioni di legge che
disciplinano la nomina del direttore dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente». (1807)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta, preliminarmente, che l'avviso pubblico relativo alla
selezione per titoli e il conseguente conferimento dell'incarico di
Direttore Generale dell'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente della Sicilia (A.R.P.A), valido per il quinquennio
2011/2016, è stato approvato con D.A. n. 20/Gab del 18 febbraio
2011 che ha richiamato tutte le norme riguardanti l'oggetto del
conferimento del suddetto incarico, in particolare la l.r. n.
6/2001 art. 90 e il D.A. n. 165 dell'1.06.2005, con il quale è
stato approvato il regolamento di organizzazione dell'ARPA; il
suddetto avviso è stato pubblicato nella GURS del 18 marzo 2011.
In merito alle osservazioni mosse con l'atto ispettivo, si
rappresenta quanto segue.
Appare necessario far rilevare che l'avviso de qua, non è un bando
per pubblico concorso, piuttosto un atto per fornire allo
scrivente, cui compete la scelta definitiva, un elenco di coloro
che sono in possesso delle caratteristiche professionali, già
stabilite dalle norme, per ricoprire l'incarico proposto.
L'art. 90 della l.r. n. 6 del 3 maggio 2001 stabilisce al comma 6,
lett. a) che il Direttore dell'ARPA è nominato dall'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente tra soggetti in possesso
di idoneo diploma di laurea e di comprovata esperienza in materia
di protezione ambientale.
Il regolamento sull'assetto organizzativo dell'ARPA Sicilia ha
provveduto a disciplinare più compiutamente quanto previsto
dall'art. 90 della l.r. n. 6/2001. Ed infatti l'art. 3 del suddetto
regolamento disciplina la figura del Direttore Generale stabilendo
che Il Direttore Generale è nominato dall'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente tramite selezione, previo avviso
pubblico, tra soggetti in possesso di idoneo diploma di laurea e di
comprovata esperienza in materia di protezione ambientale. Gli
aspiranti direttori generali... devono dimostrare di essere in
possesso di esperienza almeno quinquennale di direttore tecnico o
amministrativo in enti, aziende, strutture pubbliche, private,
svolta nei dieci anni precedenti la pubblicazione dell'avviso .
Dalle suddette disposizioni emerge con chiarezza come l'unico
organo competente alla nomina del Direttore Generale sia lo
scrivente che, assicurando il rispetto del principio di trasparenza
e buon andamento della P.A., ha provveduto a pubblicare l'avviso
per una selezione tra soggetti in possesso di specifici requisiti
che la normativa in materia già prevede.
La scelta, pertanto, che il sottoscritto effettuerà tra i soggetti
che abbiano presentato le domande di partecipazione, sarà operata
previo accertamento della sussistenza dei requisiti richiesti dalla
legge e dal Regolamento dell'ARPA in capo al soggetto scelto.
Diverse pronunce del Consiglio di Stato hanno, peraltro, chiarito
che, per quanto riguarda il reclutamento della dirigenza, questo
avviene in forza di una scelta tra soggetti che abbiano
qualificazione adeguata al grado, alla complessità e alla
delicatezza delle funzioni inerenti all'Ufficio.
Si evidenzia come le nomine degli organi di vertice delle
amministrazioni si configurano come provvedimenti da adottare in
base a criteri eminentemente fiduciari, comportando una scelta tra
soggetti in possesso dei prescritti titoli specifici.
La nomina del Direttore Generale dell'ARPA, pertanto, sarà
effettuata mediante selezione tra candidati in possesso dei
requisiti previsti dal comma 6, lettera a), dell'articolo 90 della
l.r. n. 6 del 3 maggio 2001 e dall'art. 3 del Regolamento
dell'ARPA.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott.
Calogero Gianmaria Sparma
Rubrica «Infrastrutture e Mobilità»
INCARDONA . - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
con decreto del dirigente generale del dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni e del ragioniere generale della
Ragioneria generale della Regione siciliana del 28 luglio 2009,
veniva dato 'incarico all'Istituto Cassiere di provvedere a partire
dal 17 agosto 2009 oltre che al rilascio della ricevuta
dell'avvenuto pagamento anche al rilascio del tagliando di
revisione secondo le vigenti specifiche, integrato con
l'intestazione Regione siciliana - Dipartimento comunicazioni e
trasporti';
la circolare dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni e
dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5, dava attuazione al suddetto
decreto, definendo, tra l'altro, le caratteristiche dei tagliandi
di revisione emessi e illustrando le modalità di accesso al
servizio di verifica dell'autenticità dei tagliandi di revisione
emessi dalle imprese di autoriparazione aventi sede in Sicilia,
dandone comunicazione, tra l'altro, alle forze di polizia;
la nota del dirigente generale del Dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni della Regione siciliana del 25 agosto
2009, protocollo n. 471, comunicava al Ministero dei trasporti il
contenuto dei suddetti provvedimenti e si richiede al Ministero
stesso un incontro al fine di stabilire le modalità operative
concernenti la 'necessaria integrazione' dei dati relativi alle
revisioni effettuate in Sicilia dalle imprese di autoriparazione
'con quelli contenuti nel data base nazionale';
considerato che:
in data 15 dicembre 2010, la Corte costituzionale con sentenza n.
369 del 2010 ha dichiarato che non spetta alla Regione siciliana il
potere di stabilire in concreto le modalità operative e i
protocolli di funzionamento del sistema informativo indicato
dall'art. 2-ter del decreto del Presidente della Repubblica 17
dicembre 1953, n. 1113 (Norme di attuazione dello Statuto della
Regione siciliana in materia di comunicazioni e trasporti),
attinenti esclusivamente alle modalità di rilascio del tagliando,
anche in considerazione della circostanza che la Corte
costituzionale, nella pronuncia n. 2369/2010, non è entrata nel
merito, in quanto i ricorsi presentati dalla Regione siciliana nei
confronti dello Stato per conflitto di attribuzione sono stati
dichiarati inammissibili per difetto di notifica ed anche per la
mancata reiterata
impugnazione del provvedimento originario, circostanza questa che
evidenzia una manifesta e grave negligenza sulla quale è necessario
esperire gli opportuni accertamenti, annullando di conseguenza: a)
il decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni e del ragioniere generale della
Ragioneria generale della Regione siciliana del 28 luglio 2009; b)
la circolare dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni e
dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5; c) la nota del dirigente
generale del Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni della
Regione siciliana del 25 agosto 2009, protocollo n. 471;
visto che:
la nota n. prot. 107111 del 29/12/2010 dell'Assessorato regionale
delle infrastrutture e dei trasporti fa cessare, a far data dal 2
gennaio 2011, l'attività affidata con il decreto del dirigente
generale del dipartimento regionale dei trasporti e delle
comunicazioni e del ragioniere generale della Regione siciliana del
28 luglio 2010 al Banco di Sicilia - UniCredit group (Istituto
Cassiere), ai fini del tagliando, che però impone l'obbligo per gli
operatori di versare le somme sul ccp intestato al Ministero delle
infrastrutture attraverso esclusivamente Poste Italiane s.p.a.,
circostanza questa oggetto di 3 segnalazioni negative dell'Autorità
garante per la concorrenza e per il mercato;
la nota n. prot. 106994 del 29/12/2010 e la nota prot. 107849 del
31/12/2010 dell'Assessorato regionale delle infrastrutture e dei
trasporti che ribadiscono che, nell'esercizio delle attività di
autorizzazione e di controllo sui centri di revisione operanti in
Sicilia, la Regione siciliana sostiene un onere finanziario, in
termini di risorse umane e strumentali, per il quale non è previsto
nessun ristoro;
ritenuto che la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i
ricorsi (per difetto di notifica) per conflitto di attribuzione
proposti della Regione siciliana nei confronti dello Stato e di
conseguenza non si è pronunciata sulla spettanza dei diritti
versati dall'utenza per le operazioni di revisione;
per sapere:
quali azioni si intendano intraprendere affinché i diritti versati
dall'utenza per le operazioni di revisione dei veicoli sino a 3,5
tonn., effettuate dalle officine di autoriparazione operanti in
Sicilia, vengano effettivamente incassati dalla Regione siciliana,
che svolge l'attività di accertamento dei requisiti al rilascio
della concessione, i previsti controlli documentali, l'assistenza
amministrativa, le visite ispettive periodiche e quant'altro per
assicurare un corretto e regolare espletamento dell'attività
affidata alle imprese, con proprio personale e beni strumentali
all'uopo destinati;
quali azioni si intendano intraprendere per ripristinare
l'operatività dell'istituto cassiere della Regione siciliana per la
riscossione dei diritti versati dagli utenti per le operazioni di
revisione dei veicoli e se la nuova operatività del Ministero
infrastrutture con Poste Italiane s.p.a. abbia comportato una
maggiorazione della commissione applicata all'utenza sulle
operazioni». (1617)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1617 a firma
dell'onorevole Incardona, cui si risponde sulla base di elementi
acquisiti per il tramite del Dirigente Generale del Dipartimento
Infrastrutture, mobilità e trasporti, si rappresenta che:
La Regione Siciliana, come è noto, esercita nell'ambito del
proprio territorio, ai sensi del Decreto Legislativo 11/09/2000, n.
296, recante norme di attuazione dello Statuto della Regione
siciliana recanti modifiche ed integrazioni al decreto del
Presidente della Repubblica 17 dicembre 1953, 1113, in materia di
comunicazioni e trasporti , le competenze in materia di
comunicazioni e trasporti regionali, nonché tutte le attribuzioni
degli organi periferici dello Stato in materia di motorizzazione.
La Corte costituzionale, con sentenza n. 369 del 15/12/2010,
depositata il 22/12/2010 ha:
- dichiarato che non spetta alla Regione Siciliana il potere di
stabilire in concreto le modalità operative e i protocolli di
funzionamento del sistema informativo indicato dall'art. 2 ter del
Decreto del Presidente della repubblica n. 1113 del 17/12/1953,
(Norme di attuazione dello statuto della regione siciliana in
materia di Comunicazione e Trasporti), introdotto con Decreto
Legislativo 11/9/2000, n. 296;
- annullato di conseguenza: 1) il decreto del Dirigente Generale
del Dipartimento regionale Trasporti e Comunicazioni e del
Ragioniere Generale e della Ragioneria Generale della regione del
28/7/2009; 2) la circolare dell'Assessorato del Turismo delle
comunicazioni e dei Trasporti n. 5 del 18/08/2009; la nota del
Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Trasporti e
Comunicazioni prot. 471 del 25/08/2009;
- dichiarato inammissibili, poiché tardivi i ricorsi per conflitto
di attribuzione proposti dalla Regione Siciliana nei confronti
dello Stato in relazione: 1) alla nota del Ministero dell'Economia
e delle Finanze, Dipartimento Ragioneria Generale dello Stato -
Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni
del 24/010/2008 n.111774; 2) al Decreto del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti - Dipartimento per i Trasporti la
Navigazione ed i Sistemi Informativi e statistici del 10/07/2009 n.
3662; 3) alla Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti - Dipartimento per i Trasporti la Navigazione ed i
Sistemi Informativi e statistici del 10/07/2009 R.U. 70058; 4) al
Decreto del Ministro dei Trasporti del 5/3/2008, n. 66T; e) alla
nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del
14/09/2009 n. 75/RC.
Pertanto, pur non entrando nel merito specifico della spettanza
delle entrate, di fatto, la Consulta ha stabilito che l'eccezione
dello Stato, a mente della quale la spettanza dello Stato delle
entrate che ne sono oggetto non può più essere contestata è
fondata.
Sulla base della richiamata sentenza, il Dipartimento ha
predisposto l'allegata circolare del 29/12/2010 prot. n. 107111.
Tale circolare è stata gravata di ricorso innanzi al TAR Lazio,
Sezione terza ter, rispetto al quale l'Amministrazione ha svolto le
difese di cui all'allegata memoria.
In sede di giudizio cautelare, il TAR ha ritenuto fondata la
posizione espressa dall'Assessorato, condannando la ricorrente alle
spese di giudizio.
Inoltre, la Giunta regionale con deliberazione n. 499 del
30/12/2010 ha istituito un tavolo tecnico tra Assessorato regionale
delle infrastrutture e della Mobilità ed Assessorato regionale
dell'Economia per valutare le conseguenze finanziarie, per la
Regione, prodotte dalla Sentenza della Corte costituzionale n. 369
del 15 dicembre 2010.
Il tavolo tecnico ha concluso i lavori predisponendo una
relazione, con la quale, dopo aver valutato le conseguenze
finanziarie che ne discendono per la Regione siciliana e che
nell'immediato afferiscono ai minori introiti in entrata per l'anno
2011 e per i successivi esercizi, nonché gli eventuali maggiori
oneri derivanti dall'eventuale versamento di quanto incamerato
dalla Regione negli anni 2009 e 2010 per le operazioni tecniche e
tecnico-amministrative svolte dagli uffici di cui all'art. 2, comma
1, del decreto legislativo 11 settembre 2000, n. 296, trasferiti
alle dipendenze della Regione Siciliana (diritti di
motorizzazione), ha espresso l'avviso che, "acquisito eventuale
parere legale, ove ritenuto necessario, venga intrapresa ogni utile
iniziativa, nei confronti degli organi centrali dello Stato,
finalizzata ad ottenere il ripristino del gettito all'erario
regionale relativo ai diritti in argomento, anche avviando l'intesa
tra il Governo e il Presidente della Regione per dare attuazione al
disposto normativo dell'art. 2 quater del D.P.R. 17 dicembre 1953,
n. 1113".
Tra le azioni avviate dal ramo di Amministrazione cui sono
preposto, al fine di far riconfluire nelle casse regionali i
diritti relativi alle revisioni effettuate dalle officine di
autoriparazione della Sicilia o quanto meno affinché la Regione
possa ottenere, da parte dello Stato, il ristoro dovuto per le
attività in materia di motorizzazione civile espletate dai Servizi
provinciali della M.C. della Sicilia si elencano le seguenti
iniziative:
- Con nota n. 19948 del 2 marzo 2011, il sottoscritto ha richiesto
al sig. Presidente della Regione la ricostituzione del Comitato di
coordinamento, con componenti ministeriali e regionali, di cui
all'art. 3 del d.lgs. 11 settembre 2000, n. 296, essenziale per
assicurare il più efficace coordinamento tra le attività
dell'Amministrazione statale e di quella regionale in ordine alle
funzioni trasferite, non potendo essere ogni diversa determinazione
assunta unilateralmente dalla Regione senza dar luogo ad una
violazione del giudicato costituzionale.
Alla luce dei contenuti della sentenza della Corte costituzionale
sopra richiamata, non è attualmente possibile ripristinare
l'operatività dell'istituto cassiere della Regione siciliana per la
riscossione dei diritti dovuti dall'utenza per le operazioni di
revisione, infatti tale procedura si realizza necessariamente
attraverso la smaterializzazione dei bollettini postali con i quali
effettuare il pagamento. Sul punto così si esprime la Consulta Lo
Stato lamenta la lesione di diverse sue competenze costituzionali,
fra cui quelle fissate dall'art. 1, commi 2 e 4, e dall'art. 2-ter
del DPR n. 1113 del 1953. Tali parametri sarebbero violati perché:
omissis ; b) gli atti impugnati pongono in essere una propria
distinta procedura informatizzata per l'accertamento dei diritti di
motorizzazione attraverso la «smaterializzazione dei bollettini di
conto corrente postale». La censura è fondata, con conseguente
assorbimento delle altre censure proposte . Ne deriva l'obbligo
conformativo a carico della Regione.
In merito alle commissioni applicate all'utenza sulle operazioni
di revisione dei veicoli si comunicano i seguenti dati:
singolo versamento con il portale di Unicredit Group (ex Banco di
Sicilia) 1,55
singolo versamento con il portale di poste italiane 1,70
singolo versamento cartaceo in c.c. postale 1,80.
Si evince una maggiorazione della commissione utilizzando il
portale di poste italiane rispetto a quello di Unicredit Group».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
Richiesta formalizzata ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento
interno:
«Ai sensi dell'articolo 101, del vigente Regolamento interno, i
sottoscritti deputati propongono la questione pregiudiziale alla
trattazione della mozione di censura numero 244, poiché la
trattazione della stessa costituisce grave nocumento per gli
effetti deformanti, inevitabili, del dibattito sulla possibilità
che alla Regione vengano riconosciuti da parte dello Stato i fondi
FAS per il pagamento delle rate di mutuo autorizzate dallo Stato in
applicazione del piano di rientro».
MUSOTTO-CRACOLICI-CAPPADONA-ADAMO-SAVONA-RINALDI-BONOMO-
CRISTAUDO