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Resoconto d'Aula della Seduta n. 270 di martedì 12 luglio 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   POGLIESE,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:

   n.  1617  -  Notizie sulle iniziative da adottare a seguito  della
  sentenza  della Corte costituzionale n. 369 del 2010 in materia  di
  motorizzazione in Sicilia.
   Firmatari: Incardona Carmelo

   - da parte dell'Assessore per il Territorio e l'ambiente:

   n.  1568  -  Iniziative per fronteggiare il 'rischio frane'  nella
  Regione.
   Firmatari: Barbagallo Giovanni

   n. 1807 - Chiarimenti in merito alla selezione per il conferimento
  dell'incarico di direttore generale dell'Agenzia regionale  per  la
  protezione dell'ambiente.
   Firmatari: Mattarella Bernardo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
                                 legge
                alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  presentati e inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme  per  il  riconoscimento delle invalidità  civili  nella
  Regione siciliana. (n. 761)
   di iniziativa parlamentare,
   presentato in data 8 luglio 2011 e inviato in data 8 luglio 2011
   parere VI

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Contrasto  all'occupazione abusiva di  alloggi  realizzati  per
  l'edilizia residenziale pubblica. (n. 762)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato in data 8 luglio  2011  e
  inviato in data 8 luglio 2011

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Istituzione degli ecomusei della Sicilia. (n. 759)
   di  iniziativa parlamentare, presentato in data 5 luglio  2011  e
  inviato in data 5 luglio 2011.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Modifiche alla legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, in materia
  di anagrafe canina. (n. 760)
   di  iniziativa parlamentare, presentato in data 6 luglio  2011  e
  inviato in data  8  luglio 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   «Disegno  di legge voto da  sottoporre al Parlamento nazionale  ai
  sensi dell'articolo 18 dello Statuto recante:  Norme per l'apertura
  dei casinò in Sicilia » (n. 753)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
   parere IV

   «Disposizioni in materia di personale e di azioni urgenti  per  il
  rafforzamento  dell'azione amministrativa a tutela della  legalità»
  (n. 755)
   di iniziativa governativa, inviato in data 8 luglio 2011.

                             BILANCIO (II)

   «Microcredito norme per l'accesso» (n. 748)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
   parere UE

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   «Interventi  per  lo sviluppo dei sistemi di rintracciabilità  nel
  settore agricolo ed alimentare» (n. 744)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
   parere UE

   «Ricollocazione  del  personale  dell'Ente  autonomo   Fiera   del
  Mediterraneo   presso  l'Agenzia  regionale   per   la   protezione
  ambientale» (n. 750)
   di  iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011, parere
  III, IV e I

   «Misure a sostegno della movimentazione dei prodotti alimentari  e
  gastronomici tramite il vettore aereo» (n. 756)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
   parere IV

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   «Modifica  all'articolo  16 del Testo  coordinato  in  materia  di
  parchi, riserve e tutela dell'ambiente nella Regione» (n. 746)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011

   «Riordino del settore termale» (n. 749)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
   parere VI

   «Riordino  della legislazione ed acquisizione di nuove  competenze
  nell'ambito  del comparto agro-forestale-ambientale:  Modifiche  ed
  integrazioni della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14» (n. 751)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011
   parere I e VI

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   «Norme  per  l'occupazione dei soggetti precari  di  lunga  durata
  provenienti dai regimi transitori» (n. 752)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio  2011

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   «Misure  a  sostegno  di soggetti non autosufficienti  affetti  da
  gravi patologie progressivamente invalidanti e degenerative» (736)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011

   «Disciplina    della   attività   di   informazione    scientifica
  farmaceutica  e  istituzione dell'Albo regionale degli  informatori
  scientifici del farmaco» (743)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio 2011

   «Disposizioni  integrative in materia di  requisiti  organizzativi
  relativi  al  personale laureato delle strutture di diagnostica  di
  laboratorio» (n. 758)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 7 luglio  2011.

          Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che in data 5 luglio 2011 è stato riassegnato
  alla I Commissione legislativa  Affari istituzionali' il disegno di
  legge  di  iniziativa  parlamentare «Riconoscimento  e  istituzione
  dell'albo delle società di mutuo soccorso» (n. 703).
       Comunicazione di apposizione di firme a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole  Apprendi, con nota prot. n. 5903  del   30  giugno
  2011,  ha  chiesto di apporre la firma al disegno di legge  n.  747
   Norme  in  materia  di variazione e rettifica dei  confini  fra  i
  comuni  di  Termini imprese e Trabia e fra i comuni  di  Godrano  e
  Marineo ;

   -  l'onorevole  Vinciullo, con nota prot. n.  5975  dell'1  luglio
  2011,  ha  chiesto di apporre la firma al disegno di legge  n.  454
   Promozione della mutualità volontaria e sostegno alle  società  di
  mutuo soccorso ;

   -  gli  onorevoli Panarello, Musotto e Rinaldi, con nota prot.  n.
  6184  dell'8  luglio  2011, hanno chiesto di apporre  la  firma  al
  disegno  di  legge  m.  759   Istituzione  degli  ecomusei    della
  Sicilia .

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana:
   - con ricorso notificato il 6 luglio 2011, ha impugnato l'articolo
  5  della  deliberazione legislativa recante  Norme  in  materia  di
  riserve in favore degli enti locali  (ddl n. 729-Norme stralciate),
  approvata   dall'Assemblea  il  29  giugno  2011,  per   violazione
  dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione.

   - con ricorso notificato il 6 luglio 2011, ha impugnato l'articolo
  6  della  deliberazione legislativa recante  Norme  in  materia  di
  aiuti   alle  imprese  e  all'inserimento  al  lavoro  di  soggetti
  svantaggiati. Norme in materia di vigilanza sugli enti  cooperativi
  e  di  personale dell'E.A.S  (ddl n. 729), approvata dall'Assemblea
  il 29 giugno 2011, per violazione dell'articolo 81, quarto comma, e
  dell'articolo 97 della Costituzione.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le seguenti richieste di parere pervenute  ed
  assegnate alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -    Commissione    provinciale   dell'Ufficio    regionale    per
  l'espletamento  di  gare  per  l'appalto  dei  lavori  pubblici  di
  Caltanissetta. Designazione componente di cui alla lettera  b)  del
  comma  9 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n.  109,
  nel testo coordinato con le norme regionali. (n. 165/I).
   pervenuto in data 6 luglio 2011, inviato in data 7 luglio 2011.

   -  Ente  Autonomo Fiera del Mediterraneo di Palermo.  Designazione
  componente  effettivo in seno al collegio dei revisori  dei  conti.
  (n. 166/I).
   pervenuto in data 11 luglio 2011, inviato in data 11 luglio 2011.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Richiesta  di  parere ex articolo 65 della legge  regionale  n.
  9/2009.  Decreto di approvazione della direttiva per la concessione
  ed  erogazione dei contributi ai Centri commerciali naturali. Linea
  d'intervento 5.1.3.3 del P.O. Fesr 2007-2013.  (n. 164/III)
   pervenuto in data 6 luglio 2011, inviato in data 7 luglio 2011.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Attività
  produttive' (III), ha approvato le seguenti risoluzioni:
   - nella seduta n. 212 del 30 giugno 2011, ha approvato la seguente
  risoluzione  Azioni per fronteggiare lo stato di crisi del  settore
  della pesca' (n. 16/III);
   -  nella  seduta n. 213 del 5 luglio 2011  Azioni da  adottare  in
  merito alle problematiche dell'ARAS Sicilia' (n. 18/III).
   Comunico,   altresì,  che  la  Commissione  legislativa   Cultura,
  formazione e lavoro' (V), ha approvato le seguenti risoluzioni:
   -  nella seduta n. 221 del 5 luglio 2011, ha approvato la seguente
  risoluzione   Indirizzo  in  ordine  all'azione  di  contrasto   al
  fenomeno  della  dispersione scolastica attuata  dagli  osservatori
  provinciali e di area' (n. 12/V);
   -  nella  seduta  n. 224 del 6 luglio 2011 Azioni da  adottare  in
  merito alla vertenza del CRES' (n. 13/V).

     Comunicazione di invio di decisione adottata dalla Corte dei
                                 Conti

   PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 6694 dell'1 luglio 2011
  il  Presidente della Regione ha inviato la decisione adottata dalla
  Corte   dei  Conti   n.  2/2011/SS.RR./PARI  del  30  giugno   2011
  riguardante la parificazione del rendiconto generale della  Regione
  siciliana relativo all'esercizio finanziario 2010.

     Comunicazione di adozione di documento da parte della Giunta
                               regionale

   PRESIDENTE. Comunico che la Giunta regionale, nella seduta del  21
  giugno  2011,  ha adottato il documento n. 170 del 21 giugno  2011:
   P.O.  FESR  Sicilia 2007-2013 - Quadro riparto risorse finanziarie
  del Programma post rimodulazione. Assegnazione risorse residue.

   Copia  della  stessa è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   POGLIESE, segretario f.f.:

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore  per
  l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che:

   nel  territorio del comune di Camastra (AG), in contrada Principe,
  vi  è  dal  2009 una discarica per la raccolta di inerti  intestata
  alla  ditta  A&G s.r.l. e in funzione con autorizzazione  integrata
  ambientale ai sensi del d. lgs. 152/06 e s.m.i., DRS n. 139 del  17
  febbraio 2009;

   da  circa  un mese è stata segnalata alle competenti autorità,  da
  parte di numerosi cittadini, la presenza quotidiana di circa trenta
  autoarticolati  carichi di rifiuti compressi in balle,  di  incerta
  provenienza, che conferiscono in discarica;

   durante  il  trasporto e a seguito dei riversamenti si  sviluppano
  nauseabondi  odori  che  investono l'intero comprensorio,  rendendo
  praticamente impossibile la permanenza nel territorio interessato;

   rilevato che:

   nell'area  della  discarica  vi sono  case,  pozzi,  nonché  molte
  aziende   agricole  che,  da  quando  si  è  determinata  l'attuale
  situazione,  vedono messa a rischio la produzione e il loro  stesso
  mantenimento dell'attività;

   nonostante  le  documentate segnalazioni fatte  dai  cittadini  ai
  carabinieri  ed  al  sindaco dei comune di  Camastra  non  è  stata
  ottenuta  nessuna  rassicurazione circa gli  effetti  sulla  salute
  derivanti dal volume di tali conferimenti;

   ritenuto che:

   gli   inerti  non  possono  produrre  nessun  cattivo  odore  come
  acquisito sinora e prima dei nuovi riversamenti;

   l'attività  di  smaltimento segnalata va  adeguatamente  accertata
  potendo non risultare coerente con la tipologia di rifiuti per  cui
  la discarica à stata autorizzata;

   per sapere:

   se  siano  a  conoscenza  dei  fatti sin  qui  descritti  e  quali
  iniziative siano state assunte sinora;

   se, in assenza di qualunque intervento, non ritengano necessario e
  urgente  porre  in  essere misure idonee, anche attraverso  l'ARPA,
  allo  scopo  di  accertare  il corretto  conferimento  dei  rifiuti
  previsti  per  quella  discarica  e  quali  iniziative  si  intenda
  intraprendere  allo  scopo di tutelare  la  salute  pubblica  e  le
  attività imprenditoriali agricole presenti sul territorio». (1974)

                                                         DI BENEDETTO

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   nel  piano  sanitario della Regione siciliana 2010-2012 si  evince
  che  '(...)  il piano regionale della salute pone il  cittadino  al
  centro  del sistema assistenziale, offrendo risposte appropriate  e
  diversificate in relazione agli specifici bisogni di salute sia sul
  territorio che in ospedale e tenendo conto anche delle esigenze che
  attengono alla sfera della persona';

   il  piano,  secondo quanto sopra citato, mira alla promozione  del
  territorio  quale  sede primaria di assistenza  e  di  governo  dei
  percorsi sanitari, con la realizzazione di un sistema di assistenza
  che  costituisca  un  forte  riferimento  per  la  prevenzione,  la
  cronicità,  le  patologie a lungo decorso  e  la  personalizzazione
  delle cure;

   il processo di riqualificazione dell'assistenza richiede un lavoro
  in  rete; dunque, lavorare in una logica di sistema per far sì  che
  gli  operatori  della  sanità,  come quelli  del  sociale,  possano
  comunicare tra di loro, condividere obiettivi e progetti collettivi
  ed assicurare in maniera integrata la continuità dell'assistenza;

   in questo ambito della salute materno-infantile va privilegiato il
  modello organizzativo dell'integrazione sanitaria con il sociale al
  fine di realizzare azioni congiunte delle ASP con i comuni riguardo
  a  particolari programmi di intervento a favore della genitorialità
  responsabile,  del  sostegno alle gravidanze  problematiche,  della
  tutela   della   maternità,  della  prevenzione  di   fenomeni   di
  maltrattamento e abuso sessuale, ecc.;

   considerato che:

   il consultorio, istituito in Italia con la legge quadro n. 405/75,
  ed   in   Sicilia,   con  la  legge  regionale  n.21/78,   per   le
  professionalità  che vi lavorano (ginecologo, psicologo,  ostetrica
  assistente  sociale)  e  per  i  suoi  compiti  istituzionali,   si
  identifica  pienamente  con  i servizi  che  attuano  concretamente
  l'integrazione sociosanitaria;

   i  servizi consultoriali devono garantire delle attività  di  base
  sia  attraverso  l'adeguamento della rete  e  degli  organici,  sia
  attraverso  la riorganizzazione dei carichi e della metodologia  di
  lavoro  (lavoro di rete, offerta attiva,rimodulazione dell'attività
  ambulatoriale)  secondo quanto indicato dal POMI  (Ministero  della
  Sanità.  Progetto obiettivo materno Infantile. D.M. del  24  aprile
  2000, G.U. n. 131 Suppl. Ord. n. 89 del 7 giugno 2000);

   nella pianta organica dell'ASP di Palermo sono previste ed attive,
  come  sedi  metropolitane,  20  sedi  consultoriali,  aggregate  in
  quattro aree territoriali;

   in  ciascun consultorio di Palermo, le precedenti piante organiche
  avevano  assegnato,  in  ottemperanza  delle  specifiche  normative
  relative  ai  consultori,  un  ginecologo  per  équipe,  dunque  20
  ginecologi e inoltre, in sede dipartimentale 2 ginecologi ( 20  +2)
  per un totale di 22;

   anche  per  le  assistenti sociali, professione strategica  in  un
  servizio   territoriale  socio-sanitario,  le   precedenti   piante
  organiche  assegnavano, in ottemperanza delle specifiche  normative
  relative ai consultori, un' assistente sociale per ciascuna  équipe
  del consultorio;

   nelle  20  sedi  consultoriali nel 2009 gli assistiti  sono  stati
  circa 13.200 per un totale di circa 140.000 prestazioni, mentre nel
  2010 gli assistiti sono stati circa 45.700 per un totale di 226.000
  prestazioni;

   rilevato che:

   la direzione generale dell'ASP ha stabilito di sopprimere un posto
  di ginecologo per ognuna delle quattro aree territoriali aggregate,
  con  il  risultato  di  ridurre a sedici il  numero  di  ginecologi
  operanti  nei venti consultori cittadini e creare una eccedenza  di
  quattro ginecologi del territorio;

   la   direzione   generale  dell'ASP  ha   inoltre   assegnato   al
  dipartimento per la programmazione ospedaliera due ginecologi  (con
  il  ruolo di controllo sulle SDO) e disposto l'istituzione  di  due
  posti per ginecologo ospedaliero al presidio 'G.F. Ingrassia' e  un
  posto  di  ginecologo in direzione generale per la  gestione  dello
  screening del cervico-carcinoma;

   tale  scelta  implica  di  fatto la  riduzione  di  risorse  umane
  destinate  alla  medicina  territoriale a  favore  della  struttura
  ospedaliera;

   ricordato   che  il  ginecologo  del  consultorio  ha  una   forte
  specificità  in quanto non svolge attività meramente ambulatoriale,
  ma   opera   insieme  alle  altre  professionalità  recandosi   sul
  territorio in contatto con le varie agenzie territoriali;

   ritenuto ancora che:

   la  scelta  operata  dall'ASP di Palermo di ridurre  la  dotazione
  organica  del consultorio pensando che la professionalità specifica
  del  ginecologo  consultoriale, acquisita dopo anni di  esperienza,
  possa  essere  accantonata  per coprire  altre  strutture  come  un
  qualunque specialista ambulatoriale risulta assai discutibile;

   è  altrettanto discutibile la scelta, sempre da parte dell'ASP  di
  Palermo,  di  ridurre nella dotazione organica del  consultorio  la
  figura    professionale   dell'assistente   sociale,    professione
  strategica in un servizio territoriale socio sanitario;

   l'Assessore  per  la  salute, approvando, con d.a.  n.0135/11  del
  31/01/2011,  la dotazione organica proposta dall'ASP,  si  pone  in
  contrapposizione  alla  l.r.  5/2009  Norme  per  il  riordino  del
  Servizio  sanitario regionale' che, all'art. 2,  comma  4,  recita:
  '(...) Il Servizio Sanitario Regionale, in funzione di rigorosi  ed
  accertati  criteri  e  fabbisogni epidemiologici,  promuove  azioni
  volte  a  realizzare:  una  qualificata  integrazione  dei  servizi
  sanitari   e   sociosanitari   anche   attraverso   il   necessario
  trasferimento dell'offerta sanitaria dall'ospedale al territorio';

   l'Assessore  per la salute e l'ASP di Palermo - in una  logica  di
  sistema  che implichi il dialogo tra le istituzioni e quindi  anche
  con l'amministrazione della città di Palermo - dovrebbero adempiere
  al  contenuto delle norme istitutive dei consultori (l. 405/75,  l.
  194/78, l.r. 21/78) come anche al merito della legge n. 34/96,  che
  regolamenta la distribuzione dei consultori su tutto il  territorio
  nazionale,  sempre disattesa, che prevede un consultorio  familiare
  ogni 20.000 abitanti, nonché, a quanto previsto dalla l.r. 5/2009;

   per sapere:

   se  non  ritenga  necessario porre in essere tutte  le  iniziative
  possibili  allo  scopo di impedire la riduzione del  personale  dei
  consultori della città di Palermo;

   quali  misure  intenda  adottare  allo  scopo  di  potenziare   le
  strutture  consultoriali  già  esistenti  e  le  attività  in  esse
  realizzate,  nonché  di  puntare al completamento  della  rete  dei
  consultori come previsto dalle vigenti leggi». (1975)

                                                             APPRENDI

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che con precedente interrogazione (n. 1954) lo
  scrivente aveva già segnalato una serie di irregolarità operate dal
  c.d.a.  dell'ASI di Siracusa nelle nomine dei componenti del c.d.a.
  della Industria acque Siracusane s.p.a. (IAS);

   considerato inoltre che nel corso della seduta del c.d.a. dell'ASI
  di  Siracusa del 20 giugno u.s. lo stesso c.d.a. ha autorizzato  il
  presidente  dell'ASI  a  nominare i  quattro  componenti  di  parte
  pubblica  nel c.d.a. dell'IAS e che il presidente dell'ASI,  signor
  Giuseppe  Assenza,  ha proceduto a tali nomine indicando  in  primo
  luogo sè stesso ed i signori Medica, Brunetto e Montagno, senza che
  fossero  stati preventivamente depositati e protocollati i relativi
  curricula  vitae  dei  suddetti  signori,  e  quindi  senza  previa
  verifica dei requisiti previsti dalla legge regionale n. 19/97  per
  la nomina negli enti regionali e nelle società partecipate;

   per sapere se non ritengano di dovere procedere, in base ai poteri
  di  controllo  e verifica che la legge assegna alla  Regione,  alla
  revoca di tali nomine illegittime, al commissariamento dello stesso
  consorzio  ASI  di Siracusa e alla nuova nomina dei  componenti  di
  parte  pubblica  nel  c.d.a.  della IAS  che  abbiano  regolarmente
  depositato e protocollato i loro curricula vitae ed in possesso  di
  requisiti previsti dalla legge regionale n. 19/97». (1978)

                                                             MARZIANO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione   professionale,  premesso  che   l'ufficio   scolastico
  regionale  per  la Sicilia, in fase di programmazione dell'organico
  del   personale   ATA  per  l'anno  scolastico   2011/2012,   nella
  ripartizione  dei posti disponibili, ha operato ben due  riduzioni,
  mettendo in seria difficoltà i dirigenti scolastici dell'Isola;

   preso atto che:

   nella  prima  fase  il  personale  ATA  è  stato  ridotto  di   98
  collaboratori scolastici e di 28 assistenti amministrativi, per  un
  totale  di  ben  126  unità  in meno rispetto  all'anno  scolastico
  2010/2011;

   successivamente,  l'ufficio scolastico regionale  ha  operato  una
  seconda  riduzione di 3 collaboratori scolastici e di 18 assistenti
  amministrativi, con una ulteriore riduzione di 21 unità;

   considerato che:

   di  conseguenza, nell'anno scolastico 2011/2012 si  avrebbero  101
  collaboratori  scolastici  in  meno  46  assistenti  amministrativi
  sempre  in  meno, con una riduzione di 147 unità rispetto  all'anno
  scolastico in corso;

   tale  riduzione non può essere sopportata dalle scuole  siciliane,
  che sarebbero costrette ad operare
   tagli  indiscriminati  nella   programmazione  dell'attività   per
  l'anno scolastico 2011/2012;

   inoltre  tali riduzioni, nel triennio in oggetto, hanno comportato
  tagli  pari al 21 per cento, anziché al 17 per cento, come previsto
  nella legge finanziaria n. 133 del 2008;

   visto che i dirigenti scolastici della Sicilia hanno formulato una
  richiesta  in deroga per 20 collaboratori scolastici, 10 assistenti
  amministrativi e 8 assistenti tecnici, richiesta che è pari  al  25
  per cento dei tagli operati;

   per sapere quali iniziative intendano adottare per dare un seguito
  alla  richiesta,  da parte dei dirigenti scolastici  siciliani,  di
  deroga ai tagli, deroga che permetterebbe alle scuole siciliane  di
  affrontare il nuovo anno scolastico 2011/2012 in maniera  idonea  e
  senza  quei  tagli  indiscriminati che metterebbero  a  rischio  il
  regolare svolgimento delle attività scolastiche». (1982)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che da pochi giorni è stato inaugurato a Taormina il nuovo
  centro   cardiologico   pediatrico   del  Mediterraneo,   struttura
  all'avanguardia  nella  cura delle malattie cardiache  nei  piccoli
  pazienti  e  gestito  dall'ospedale  Bambin  Gesù  di  Roma.   Tale
  struttura  si candida ad essere il punto di riferimento dell'intera
  area  del  Mediterraneo per questa particolare e delicata  funzione
  sanitaria;

   tenuto conto che:

   secondo  quanto stabilito dal decreto 3 maggio 2010 dell'Assessore
  regionale per la salute, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  della
  Regione siciliana n. 27 dell'11 giugno 2010, il centro cardiologico
  pediatrico  del Mediterraneo è individuato come centro  di  secondo
  livello,  cioè  con un bacino di utenza minimo di  due  milioni  di
  abitanti;

   lo stesso decreto eleva momentaneamente la struttura taorminese  a
  centro  di  terzo livello (con utenza minimo di 5/7 milioni)  nelle
  more  che si completi il centro materno infantile di Palermo, unico
  centro regionale siciliano di terzo livello;

   considerato che:

   il  neo-direttore  del centro di Taormina, con  propria  nota,  ha
  messo  in  evidenza una gravissima discrepanza tra quanto stabilito
  dal decreto assessoriale de quo e la realtà in atto esistente;

   secondo   quanto  stabilito  dall'Assessore,  uno  dei   requisiti
  obbligatori per ottenere la qualifica di centro di alta  specialità
  neonatale è che, all'interno della struttura, vi sia un reparto  di
  terapia intensiva neonatale;

   non  solo il centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo ne  è
  sprovvisto  ma,  addirittura,  l'unica  cardiochirurgia  pediatrica
  specializzata  nelle operazioni a bambini inferiori ai  due  chili,
  quella  dell'ospedale  Cervello  di  Palermo,  è  stata  chiusa   a
  dicembre;

   incredibilmente,  i  piccoli pazienti  in  attesa  di  ricovero  a
  Palermo sono stati tutti dirottati a Taormina, dove non esistono le
  strutture adatte a simili interventi;

   preso  atto  che appare incomprensibile stabilire con  decreto  il
  nuovo   piano   sanitario   regionale   per   la   cardiologia    e
  cardiochirurgia   pediatrica  senza  tenere   conto   dell'assoluta
  necessità  di  dotare la Sicilia di un centro idoneo ad  effettuare
  interventi al cuore su piccoli pazienti;

   appare  altresì  irresponsabile  costringere  tutto  il  personale
  specializzato ed i medici professionisti dell'ospedale Bambin  Gesù
  ad   operare  a  Taormina  senza  la  rigorosa  applicazione  della
  normativa  nazionale e regionale nel settore della  cardiochirurgia
  pediatrica;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare per garantire  il  sacrosanto
  diritto  alla  salute ai piccoli pazienti siciliani e  mediterranei
  afflitti da cardiopatie e necessitanti di intervento chirurgico  al
  cuore;

   se  non  ritengano assolutamente necessario accelerare i tempi  di
  apertura  del  nuovo centro materno infantile di Palermo  e,  nello
  stesso   tempo,  dotare  definitivamente  il  centro   cardiologico
  pediatrico  del  Mediterraneo di Taormina  di  tutte  le  strutture
  adatte  ad assolvere le proprie funzioni anche su bambini  di  peso
  inferiore ai due chili». (1983)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   con proprio decreto del 23 dicembre 2010, pubblicato nella GURI n.
  48  del 28 febbraio 2011, il Ministro dell'economia '... disciplina
  la  riallocazione delle funzioni nonché delle attività svolte dalle
  Direzioni  territoriali dell'economia e delle  finanze  presso  gli
  uffici centrali del Dipartimento dell'amministrazione generale, del
  personale e dei servizi, o presso le Ragionerie territoriali  dello
  Stato  nell'ambito del Dipartimento della ragioneria generale dello
  Stato';

   l'articolo  2  del  suddetto decreto stabilisce  altresì  che  'le
  funzioni e le competenze delle Direzioni territoriali dell'economia
  e   delle  finanze  in  materia  di  pagamento  degli  stipendi  ai
  dipendenti  delle  amministrazioni  periferiche  dello  Stato  sono
  mantenute  in capo al Dipartimento della amministrazione  generale,
  del  personale  e  dei  servizi,  Direzione  centrale  dei  sistemi
  informativi e dell'innovazione';

   l'articolo 3 dello stesso decreto evidenzia quali sono le funzioni
  di  carattere medico-sanitario che ricadono nelle nuove  competenze
  del dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei
  servizi;

   per   maggiore  chiarezza,  i  commi  specifici  dell'art.  3  che
  riguardano la sanità sono:

   'b)  gestione  delle  partite  di  pensioni  e  assegni  congeneri
  pagabili all'estero amministrati dalla Direzione territoriale dell'
  economia  e  delle  finanze di Roma e liquidazione  trattamento  di
  reversibilità  di cui al D.P.R. 8 luglio 1986, n. 429,  al  decreto
  del  Ministro  del  Tesoro 25 maggio 1989 e al D.P.R.  15  dicembre
  2001, n. 482;

   c)  gestione degli indennizzi spettanti ai soggetti danneggiati da
  complicanze a seguito di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni  di
  sangue  e  somministrazione di emoderivati di  cui  alla  legge  25
  febbraio 1992, n. 210 e successive modificazioni e integrazioni, al
  decreto  interministeriale del Ministero della Sanità  di  concerto
  con  il Ministero del tesoro 13 aprile 1994 e alla legge 29 ottobre
  2005, n. 229;

   f)  gestione dei pagamenti relativi ai medici convenzionati per le
  esigenze delle Commissioni mediche di verifica di cui agli articoli
  108 e 109 del DPR 23 dicembre 1978, n. 915;

   g)  rappresentanza  e  difesa  in giudizio  innanzi  alle  Sezioni
  centrali  d'appello  della Corte dei Conti in materia  di  pensioni
  tabellari  e  di  guerra  dirette, indirette,  di  reversibilità  e
  relativi  trattamenti economici accessori, di assegni annessi  alle
  decorazioni al valor militare, di revoca e modifica dei trattamenti
  emessi;

   h)   gestione   e   coordinamento   organizzativo   e   funzionale
  dell'attività  amministrativa di supporto alle Commissioni  mediche
  di verifica;

   i)   completamento  delle  attività  connesse  all'erogazione  dei
  benefici di cui all'articolo 1, commi da 331 a 334, della legge  23
  dicembre 2005, n. 266 (assegno per i primi figli)';

   considerato che, a causa di tale decreto, alla commissione  medica
  di  verifica  di  Palermo, dopo la soppressione  delle  commissioni
  provinciali, confluiranno pratiche da tutta la Sicilia,  pari  a  5
  volte  l'attuale carico, con conseguenti disagi per gli spostamenti
  nel capoluogo da ogni parte dell'Isola;

   preso  atto che l'aumento esponenziale del carico di lavoro  della
  commissione  medica  di  verifica di  Palermo  causerà  altresì  il
  rallentamento  di tutto l'iter propedeutico tipico  di  determinati
  servizi  al  cittadino,  come  per esempio  il  rilascio  di  nuove
  pensioni, la verifica della sussistenza delle invalidità  e  quindi
  eventuali   prepensionamenti  per  gravi   moti   di   salute,   la
  liquidazione degli assegni per i primi figli ed il pagamento  delle
  indennità per i medici convenzionati;

   visto che l'entrata a regime delle nuove disposizioni normate  dal
  decreto de quo accentua ulteriormente la distanza che vi è oggi  in
  Sicilia tra utenza e strutture sanitarie, incrementando, di  fatto,
  la sfiducia che il cittadino nutre nei confronti di un servizio che
  dovrebbe  essere  erogato,  tenuto  conto  della  delicatezza   del
  servizio  reso  in tempi brevissimi e che invece  ha  procedure  di
  snellimento a dir poco elefantiache;

   per sapere quali provvedimenti intendano adottare per garantire il
  regolare  svolgimento di un servizio pubblico essenziale  e  vitale
  come  quello  della  sanità pubblica e quali  iniziative  intendano
  prendere  a tutela dei siciliani onde evitare il proseguo di  dette
  vessazioni». (1984)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE.  Le  interrogazioni  testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   POGLIESE, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   a  Trapani  dal 1998, grazie alla caparbietà del capo dipartimento
  di  salute mentale, il dottor Angelo Sammartano, e al supporto  del
  dottore   Gabriele  Tripi,  funziona  un  servizio  di   assistenza
  domiciliare  per  pazienti con demenza, tra cui quelli  affetti  da
  Alzheimer,  la  cui assistenza avviene nell'ambito  delle  attività
  dell'annessa  UVA (unità valutativa Alzheimer). La  struttura  -che
  serve  tutta  la provincia di Trapani - ha assistito  fino  a  poco
  tempo fa circa 60 pazienti l'anno, costituendo, peraltro, conforto,
  riferimento e sollievo per altrettanti familiari;

   oggi,  a  causa  della costante riduzione di personale  dell'unità
  operativa  di psicogeriatria operante all'interno della 'Cittadella
  della Salute' di Trapani, cui fa capo anche l'UVA (unità valutativa
  Alzheimer), e alla riduzione di personale del 'Reparto di  ricoveri
  e  sollievo',  il  servizio di assistenza  domiciliare  rischia  di
  essere  definitivamente interrotto. Negli ultimi anni, infatti,  il
  personale  sanitario  e  parasanitario,  trasferito  o  andato   in
  quiescenza, non è stato più reintegrato;

   alla data odierna, l'unità operativa di psicogeriatria, che ha  in
  carico  10  posti  letto  e garantisce l'assistenza  domiciliare  e
  l'attività di ambulatorio, può contare solo su un responsabile, una
  assistente  sociale,  9 infermieri, 5 operatori  socio-sanitari,  2
  ausiliari non di ruolo, un amministrativo e un tecnico addetto alle
  macchine;

   prima  che  si  verificassero  le carenze  di  personale,  l'unità
  operativa  era  in  grado  di garantire assistenza  domiciliare  ai
  pazienti  con demenza in due turni giornalieri, per 6  giorni  alla
  settimana, con possibilità di monitoraggio clinico strutturato  dei
  pazienti (glicemia, peso, pressione, lesioni, stato di nutrizione e
  di  idratazione ecc.. ). La riduzione di personale ha letteralmente
  cancellato  l'assistenza quotidiana a questi  pazienti.  L'attività
  del  reparto è stata costretta dunque a limitarsi alla sostituzione
  quindicinale  o  mensile di cateteri e sondini,  alla  supervisione
  sulla  gestione  delle lesioni da decubito fatta  dai  familiari  e
  all'attività di conforto per i familiari. A decorrere dal 30 giugno
  2011  l'unità  operativa  di  psicogeriatria  non  potrà  garantire
  nemmeno  questa residuale forma di assistenza a causa dell'ennesimo
  trasferimento di un operatore sociosanitario;

   considerato che:

   sono  fino  ad  oggi  rimaste inevase le  richieste  di  personale
  inoltrate all'ASP 9 di Trapani, così come le proteste dei familiari
  dei pazienti presentate all'ufficio delle relazioni pubbliche della
  stessa ASP;

   secondo  numerose  testimonianze di medici e  di  operatori  socio
  sanitari l'ASP 9 mostrerebbe scarsa attenzione per il settore della
  psichiatria;

   la  riduzione  del  personale  compromette  anche  l'attività  del
  reparto,  in  ragione del fatto che non sempre i pazienti  ospitati
  sono in grado di deambulare e di svolgere autonomamente le attività
  basilari (mangiare, recarsi in bagno);

   per sapere:

   cosa  intendano  fare per ripristinare la piena  funzionalità  del
  servizio di assistenza domiciliare;

   quali  siano  i  progetti  dell'ASP  9  di  Trapani  relativamente
  all'assistenza  psichiatrica  nel  territorio  della  provincia  di
  Trapani;

   se  e  in che tempi l'ASP di Trapani intende coprire i vuoti nella
  pianta  organica all'interno dell'unità operativa di psicogeriatria
  della 'Cittadella della Salute' di Trapani». (1973)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           LO GIUDICE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   lo  stallo della formazione professionale in Sicilia assume sempre
  più  connotati  incomprensibili, che preoccupano  legittimamente  i
  lavoratori,  per  i  ritardi accumulati nella corresponsione  degli
  stipendi ed accresce le difficoltà del settore;

   il  dirigente  generale  della  formazione  professionale,  dottor
  Albert,  ha  annunciato  recentemente  che  il  finanziamento   del
  prossimo piano triennale dell'offerta formativa regionale non  sarà
  più  a  carico del bilancio regionale ma, per la prima volta,  sarà
  interamente a carico del fondo sociale europeo e che per  gli  anni
  che vanno dal 2012 al 2014 si andrà avanti per bandi ed avvisi;

   secondo  la  bozza presentata dal suddetto dirigente  generale  ad
  alcune sigle sindacali, la valutazione dei progetti presentati sarà
  operata  da  commissioni 'sorteggiate' dalla long list di  esperti,
  pubblicata recentemente dall'Assessorato Istruzione;

   considerato che:

   trattasi  di  una  vera  rivoluzione che viene  annunciata  in  un
  momento di grande caos nella formazione professionale, per via  del
  mancato avvio dei corsi e dell'ammanco di circa 60 milioni sul PROF
  2011;

   i  lavoratori  della formazione professionale  hanno  indetto  una
  mobilitazione  generale per reclamare il pagamento  degli  stipendi
  attraverso   interventi  rapidi  e  specifici  per  le   differenti
  situazioni esistenti tra gli enti di formazione stessi;

   i  sindacati confederali e di categoria hanno espresso un  pesante
  giudizio sulle responsabilità politiche che hanno generato lo stato
  di  emergenza del settore ed affermato che i lavoratori non possono
  continuare a pagare gli effetti degli errori del Governo regionale;

   ritenuto che:

   vadano   sciolti  rapidamente  i  nodi  relativi   agli   stipendi
  arretrati, all'occupazione e alla riorganizzazione del settore,  in
  quanto  ci  si trova di fronte ad una vera situazione di 'emergenza
  sociale';

   l''emergenza  stipendi  e  occupazione'  necessita  di  interventi
  rapidi e specifici;

   il   settore   della  formazione  professionale   è   un   settore
  fondamentale  per  lo sviluppo della Regione  che  non  può  essere
  gestito  con  l'approssimazione che  ha  finora  caratterizzato  il
  governo  dell'intero  sistema formativo, ma che  necessita  di  una
  oculata e attenta programmazione;

   atteso che:

   ai  60  milioni annunciati dal Governo regionale non  hanno  fatto
  seguito   i   consequenziali  atti  amministrativi  e   legislativi
  occorrenti;

   lo  stanziamento, in conseguenza dell'impossibilità di avviare  in
  tempo  utile le attività formative finanziabili con il  FSE,  dovrà
  dare copertura oltre alle attività di formazione per il 2011, anche
  al fondo di garanzia previsto per i lavoratori;

   per sapere:

   quali  iniziative  siano  state assunte  per  rendere  disponibili
  immediatamente  i  60  milioni annunciati  dal  Governo  regionale,
  necessari  a  sbloccare  gli stipendi e  a  garantire  percorsi  di
  sostegno al reddito dei lavoratori;

   come  intendano sbloccare le retribuzioni pregresse ed  assicurare
  nel contempo la continuità della loro corresponsione al personale;

   se   e   quali   provvedimenti  siano   stati   avviati   per   la
  riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori in esubero;

   se  non  ritengano di dover chiedere al Governo nazionale,  e  per
  esso  al  Ministero del lavoro, l'applicazione nella Regione  della
  procedura nazionale per gli ammortizzatori in deroga;

   quali  soluzioni  risolutive siano state  individuate  sinora  per
  fronteggiare la gravissima crisi che attanaglia il settore;

   se non ritengano, inoltre, utile avviare un tavolo con i sindacati
  e  gli  enti  di  formazione, al fine  di  affrontare  i  nodi  che
  impediscono a tutt'oggi il riordino dell'intero settore». (1976)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                                                    PANTUSO - FERRARA

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  salute  e
  all'Assessore  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,
  premesso  che le missioni umanitarie costituiscono un  supporto  di
  solidarietà  in  ambito sanitario, di protezione sociale  in  senso
  lato,  fornito da volontari in maniera continuativa e  spontanea  e
  nelle quali i siciliani si sono sempre contraddistinti come esempio
  di generosità ed altruismo;

   premesso,  inoltre, che per risolvere le emergenze  sanitarie  nei
  Paesi  in  via  di sviluppo vi è bisogno, sempre più, di  personale
  volontario esperto che possa fornire un supporto medico,  didattico
  e  di  ricerca  in molte branche della medicina ed  in  particolare
  nella profilassi legata al contenimento di malattie 'endemiche'  ed
  alla prevenzione;

   considerato  che  tanti medici siciliani svolgono questa  preziosa
  attività  sociale  a  sostegno di popolazioni  indigenti  a  titolo
  assolutamente gratuito;

   per  sapere  se non ritengano, per lo sviluppo delle  attività  di
  volontariato  medico, semplificarne l'accesso dando la  possibilità
  ai  medici  che ne facessero richiesta di usufruire di un 'permesso
  umanitario'  per la partecipazione a missioni umanitarie  sanitarie
  organizzate  ufficialmente per un massimo di 30  giorni  all'anno».
  (1977)

                                                               CORONA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   da  notizie apparse sui quotidiani locali è emersa la notizia  del
  rischio  per la mancata esecuzione lavori di raddoppio  dei  binari
  stazione  di  Fiumetorto  nella  contrada  Ogliastrillo  di  Cefalù
  (Palermo) eseguiti dal consorzio di Imprese 'Cefalù 20';

   in particolare è emersa l'intenzione della società di procedere al
  licenziamento di 131 unità lavorative;

   considerato che la mancata realizzazione di un'opera importante  e
  strategica   per  il  territorio  potrebbe  avere   conseguenze   e
  ripercussioni  negative  sia  in  termini  di  perdita  di  livelli
  occupazionali sia in termini di sviluppo territoriale;

   ritenuto che l'interruzione dell'esecuzione dell'opera rappresenta
  un  fatto preoccupante sia sotto l'aspetto occupazionale, in quanto
  determina la perdita di posti di lavoro e, quindi, aggrava ancor di
  più  una  situazione occupazionale già gravemente compromessa,  sia
  sotto   l'aspetto   dello  sviluppo  industriale  e   territoriale,
  anch'esso  già  gravemente compromesso  per  la  chiusura  di  poli
  industriali nel comprensorio;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano adottato o  intendano  adottare  per
  conoscere  i  motivi  che hanno indotto la  società  Cefalù  20  ad
  interrompere l'esecuzione dei lavori di raddoppio dei binari  della
  stazione di Fiumetorto, nella contrada Ogliastrillo di Cefalù (PA);

   quali  provvedimenti abbiano adottato per evitare  la  perdita  di
  ulteriori posti di lavoro;

   quali   provvedimenti   abbiano   adottato   per   consentire   la
  realizzazione  dell'opera  utile  allo  sviluppo  del  territorio».
  (1979)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   anche  in questa nuova stagione estiva si è riproposto il fenomeno
  legato  alla  presenza della 'Ostreopsis ovata', meglio  nota  come
  alga tossica nei litorali occidentali della costa palermitana;

   tale fenomeno, oramai presente da diversi anni, provoca danni alla
  salute  dei  cittadini  causando  intossicazioni  e  sintomatologie
  allergiche;

   considerato  che  l'eventuale presenza dell'alga tossica  potrebbe
  anche  causare  conseguenze negative alle attività  economiche  del
  territorio a seguito dell'abbandono da parte di bagnanti, turisti o
  villeggianti delle zone balneari colpite dal fenomeno;

   ritenuto che:

   occorre   salvaguardare  l'incolumità  fisica  e  la  salute   dei
  cittadini;  è altresì opportuno evitare il proporsi di  conseguenze
  negative  per  le  attività produttive delle zone  interessate  dal
  fenomeno;

   per sapere:

   quali  provvedimenti abbiano o intendano adottare in relazione  al
  fenomeno   della  presenza  'Ostreopsis  ovata',  cosiddetta   alga
  tossica, nelle coste della provincia di Palermo;

   quali   provvedimenti  adottati  dal  Governo   per   tutelare   e
  salvaguardare la salute dei cittadini e dei bagnanti». (1980)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   nel  mese  di  giugno del 2003 è stata formalizzato e sottoscritto
  l'atto  costitutivo  della 'Fondazione Culturale  Museo  Civico  di
  Bisacquino'  con  sede  in  Bisacquino  per  la  gestione   ed   il
  potenziamento delle attività del museo civico di Bisacquino;

   la  predetta fondazione non è attiva in quanto, pur essendo  stati
  nominati  tutti  i  componenti del consiglio di amministrazione  (i
  componenti   del  consiglio  comunale,  della  Regione   siciliana,
  Assessorato  Beni  culturali  e  dei  soci  fondatori  del  museo),
  nonostante i solleciti fatti dal consiglio comunale, il sindaco non
  ha   provveduto,  tramite  determina  sindacale,  alla  nomina  del
  consiglio  d'amministrazione,  presa  d'atto  obbligatoria   perché
  previsto dallo statuto della fondazione;

   considerato  che il mancato esercizio del diritto  di  nomina  del
  componente  da  parte dell'amministrazione comunale  determina,  di
  fatto,  l'inattività  della fondazione e,  quindi,  l'impossibilità
  allo  svolgimento  delle  attività  culturali  e  di  tutte  quelle
  funzioni ad essa connesse;

   ritenuto che:

   tale  inerzia  determina il mancato funzionamento di organo  utile
  alla  tutela  e alla valorizzazione dei beni culturali, ambientali,
  archeologici e storici del territorio locale;

   occorre procedere alla nomina di un commissario ad acta al fine di
  provvedere  alla  designazione del componente  dell'amministrazione
  comunale;

   per sapere:

   quali provvedimenti abbiano adottato per verificare se corrisponda
  al  vero che la fondazione culturale Museo civico di Bisacquino non
  è in funzione;

   se  la  mancata operatività sia connessa alla mancata designazione
  del componente da parte dell'amministrazione comunale;

   se, nel caso, abbiano provveduto alla nomina di un commissario  ad
  acta   per  la  designazione  del  componente  dell'amministrazione
  comunale». (1981)

                                                               CAPUTO

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  281 «Iniziative per dotare la provincia di Trapani  di  un
  Centro di riferimento con registro sull'ADHD (Deficit attentivo con
  iperattività)»,  degli  onorevoli  Oddo,  Laccoto,  De  Benedictis,
  Digiacomo e Ferrara, presentata il 5 luglio 2011;

   numero  282  «Iniziative  per  il  completamento  dell'invaso   di
  Pietrarossa    nel   calatino   e   contestuale   salvaguardia    e
  valorizzazione  del  patrimonio  storico-culturale  rinvenuto   nel
  sito»,  degli  onorevoli  Galvagno,  Termine,  Barbagallo  e  Lupo,
  presentata il 6 luglio 2011;

   numero  283  «Misure urgenti per verificare e valutare  i  criteri
  adottati nella nomina di dirigente generale con incarico esterno ed
  in   particolare   per  la  nomina  del  dirigente   generale   del
  Dipartimento   regionale   dell'istruzione   e   della   formazione
  professionale», degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone
  e Vinciullo, presentata il 7 luglio 2011. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  disturbo da deficit attentivo con iperattività (ADHD, acronimo
  dell'inglese  attention  deficit  hyperactivity  disorder)   è   un
  disordine    dello   sviluppo   neuropsichico   del    bambino    e
  dell'adolescente     caratterizzato     da      inattenzione      e
  impulsività/iperattività;

   si   distinguono  tre  forme  cliniche:  inattentiva,  iperattiva,
  combinata.  Nel  corso  dello  sviluppo,  lo  stesso  soggetto  può
  evolvere da una forma all'altra manifestando nelle varie fasi d'età
  le tre differenti dimensioni psicopatologiche in modo variabile;

   tutti  questi  sintomi  non  sono  causati  da  deficit  cognitivo
  (ritardo  mentale) ma da difficoltà oggettive nell'autocontrollo  e
  nella  capacità  di pianificazione e sono persistenti  in  tutti  i
  contesti e situazioni di vita del bambino, causando una limitazione
  significativa delle attività quotidiane;

   da  studi  condotti  tra il 1982 e il 1996, basandosi  su  criteri
  diagnostici,  è  stato stabilito che circa il 4% della  popolazione
  pediatrica  è  affetta dalla 'Sindrome da deficit di  attenzione  e
  iperattività';

   la  diagnosi  clinica  dei  pazienti  deve  essere  supportata   e
  integrata e i soggetti affetti da ADHD possono  essere sottoposti a
  terapie:     1)    psico-comportamentali;     2)     farmacologiche
  (metilfenidato);    3)    combinate    (psico-comportamentali     +
  farmacologiche);

   un  apposito  registro italiano dell'ADHD per i  soggetti  affetti
  dalla  sindrome  vincola  la  prescrizione  dei  farmaci  specifici
  utilizzati per la terapia farmacologica alla predisposizione di  un
  piano   terapeutico   semestrale  da  parte  del   Centro   clinico
  accreditato  (Centro  di riferimento), per garantire  l'accuratezza
  diagnostica,  evitare l'uso improprio dei medicinali ed  assicurare
  l'armonizzazione  della gestione globale dei  pazienti  affetti  da
  ADHD  tramite  la  rete  dei  neuro  psichiatri  e  dei  centri  di
  riferimento regionali coordinati dall'Istituto superiore di sanità;

   i centri di riferimento si fanno carico del protocollo diagnostico
  dei   pazienti.  Tale  protocollo  richiede  almeno  due  operatori
  (neuropsichiatra  infantile, psicologo) ai  quali  si  affianca  un
  psicopedagogista/educatore professionale;

   le  Regioni  individuano  i centri di riferimento  tra  quelli  in
  possesso di criteri standard adeguati alle esigenze di tale tipo di
  patologia;

   in  provincia di Trapani, pur essendovi le strutture adeguate, non
  esiste  un  centro di riferimento, con gravi disagi per i familiari
  dei   pazienti  affetti  da  ADHD  che,  per  ricevere   un   piano
  terapeutico, devono recarsi fuori provincia, comportando  anche  la
  carenza di informazione e di formazione al problema,

   impegna il Governo della Regione e, per esso, l'Assessore per la
                                salute

   a  dotare la provincia di Trapani di un Centro di riferimento  con
  registro sull'ADHD per:

   a)  evitare alle famiglie e ai pazienti affetti da tale  patologia
  di spostarsi fuori provincia per i piani terapeutici;

   b)  avere un luogo e degli spazi ove consentire ai bambini affetti
  da   ADHD  e/o  con  disturbi  simili  e  alle  loro  famiglie   di
  incontrarsi,    realizzando    le   necessità    psicoterapeutiche,
  psicopedagogiche, attività motorie e di logopedia e/o altro tipo di
  attività,  anche  extra-terapeutiche, con personale  specializzato,
  secondo i bisogni individuali;

   c)  realizzare una rete tra i soggetti coinvolti e le  istituzioni
  locali  per  riuscire a mettere in atto interventi per far  sì  che
  anche  in  provincia  di Trapani sia possibile garantire  diagnosi,
  terapie e formazione». (281)

                        ODDO-LACCOTO-DE BENEDICTIS-DI GIACOMO-FERRARA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'invaso  di Pietrarossa, progettato nel lontano 1988 e finanziato
  dall'ex Cassa per il Mezzogiorno, per un costo complessivo  di  145
  miliardi  di  euro, come opera strategica destinata ad irrigare  le
  campagne  di  mezza  Sicilia  oggi può annoverarsi  tra  le  grandi
  incompiute' siciliane;

   il  completamento dell'invaso, al confine fra Enna e il  Calatino-
  Sud  Simeto,  è,  infatti, fermo, benché in grado di  garantire  un
  accumulo  di  quasi 70 milioni di metri cubi d'acqua,  fondamentali
  per  l'utilizzo  a  fini  irrigui in  un  territorio,  come  quello
  isolano, sempre più a rischio di desertificazione;

   considerato  che  l'opera,  così  come  concepita,  raggiungerebbe
  insieme al Dittaino e all'Ogliastro una capacità complessiva di 170
  milioni  di  metri  cubi d'acqua, risolvendo  definitivamente  ogni
  problema di siccità in un'area di 25 mila ettari, compresa  tra  la
  Piana di Catania, l'area di Lentini e il Calatino-Sud Simeto;

   rilevato che:

   nel  1993, a seguito del rinvenimento di un insediamento risalente
  all'epoca romana, i lavori sono stati interrotti;

   dal  1997,  dopo un breve periodo di ripresa di circa 10  mesi,  i
  lavori  sono  fermi, sia sul fronte degli scavi  archeologici,  per
  esaurimento   dei   fondi   (secondo   quanto   dichiarato    dalla
  Soprintendenza), sia su quello del completamento dell'invaso;

   atteso che:

   secondo  una perizia di massima stilata dall'Assessorato regionale
  delle   risorse   agricole  e  alimentari,  per  il   completamento
  dell'opera,   già  realizzata  al  95  per  cento,   occorrerebbero
  ulteriori 53 milioni di euro;

   da anni gli agricoltori, che vivono il dramma legato alla mancanza
  d'acqua,  si  battono per vedere ultimato il restante 5  per  cento
  dell'invaso, opera considerata strategica non solo per lo  sviluppo
  agricolo  ma  anche per le sue ricadute occupazionali.  Il  95  per
  cento  dell'opera, infatti, è stato realizzato con l'impiego  medio
  di  200 unità di lavoratori da parte delle due ditte aggiudicatarie
  che si sono succedute negli anni;

   considerata l'enormità dei fondi pubblici spesi (oggi sarebbero 70
  milioni di euro) per un'opera rimasta incompiuta da quasi 20  anni,
  nel   disinteresse  totale  del  Governo  regionale  sia   per   il
  completamento  della diga che per il recupero e  la  valorizzazione
  dei reperti archeologici rinvenuti in località Casalgismondo;

   considerato,  inoltre, che i 53 milioni di euro necessari  per  il
  completamento dell'invaso potrebbero arrivare, così come dichiarato
  recentemente dal dirigente generale dell'Assessorato delle  risorse
  agricole   e   alimentari,  dottor  Salvatore   Barbagallo,   dalla
  rimodulazione  dei fondi Par-Fas, allo studio della Programmazione;
  nel dettaglio: 23 milioni servirebbero per interventi sulla diga; 8
  milioni  per scarico di superficie; 6 milioni per opere di presa  e
  scarico di fondo; 4,5 milioni per vasca di dissipazione e canale di
  restituzione;   3   milioni   per  impianti   di   sollevamento   e
  apparecchiature  varie;  1 milione per circoscrizione  e  messa  in
  sicurezza  dell'area archeologica; 0,5 milioni per  il  torrino  di
  disconnessione;

   ritenuto che:

   si  dovranno  comunque  attendere i tempi  legati  ai  contenziosi
  aperti con le imprese aggiudicatarie per risarcimento danni, nonché
  quelli della rimodulazione dei fondi europei per conoscere la reale
  priorità  che  verrà  data  dal  Governo  regionale  all'invaso  di
  Pietrarossa;

   occorre  conciliare  le  esigenze  dello  sviluppo  agricolo   del
  territorio regionale con le esigenze della valorizzazione dei  beni
  culturali,  in  modo che la conservazione del patrimonio  culturale
  non  diventi  motivo  ostativo alla realizzazione  di  un'opera  di
  interesse  generale per l'intera Sicilia, senza contare la  perdita
  di 70 milioni di euro già spesi;

   il  completamento  dell'opera é decisivo per il miglioramento  del
  sistema   idrico   siciliano,  poiché   l'invaso   di   Pietrarossa
  garantirebbe  l'accumulo  di 70 milioni di  metri  d'acqua  l'anno,
  segnando, in altri termini, la parola  fine' ai problemi di siccità
  per mezza Isola;

   le  ragioni  della tutela dei beni archeologici, in un  territorio
  che  proprio  quest'anno  può cogliere un'importante  occasione  di
  rilancio  turistico legata al ritorno della  Dea di Morgantina'  ed
  alla riapertura della Villa del Casale di Piazza Armerina, puntando
  fortemente  sull'offerta culturale, meritino grande  attenzione  da
  parte del Governo regionale che deve trovare, pertanto, una via  di
  compromesso   che   consenta  la  fruizione  culturale   del   sito
  archeologico in convivenza con l'invaso,

                   impegna il Governo della Regione

   a  dare  priorità assoluta, nell'ambito dei fondi assegnati  dalla
  Comunità europea, al completamento dell'invaso di Pietrarossa;

   ad   adottare,  nel  contempo,  tutte  le  necessarie   iniziative
  progettuali  e finanziarie idonee a salvaguardare e valorizzare  il
  patrimonio storico-culturale rinvenuto nel sito coniugando, in  tal
  modo,  lo  sviluppo agricolo con lo sviluppo culturale e  turistico
  della Regione». (282)

                                    GALVAGNO-TERMINE- BARBAGALLO-LUPO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Regione siciliana ha proceduto alla nomina di nuovo  personale
  esterno per incarichi dirigenziali;

   in particolare, risulta che le predette nomine sono state eseguite
  in violazione delle disposizioni di legge, regionale e nazionale;

   a  tal  proposito,  si osserva che gli atti di nomina  sono  stati
  eseguiti  in violazione della legge regionale, nonché in violazione
  del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (cosiddetto decreto
  Brunetta);

   si precisa, infatti, che l'obbligo di applicazione dei requisiti e
  delle  condizioni previste dalla norma statale deriva  direttamente
  dalla legge regionale in quanto ne ha fatto espresso richiamo;

   considerato che:

   con  decreto  del  18 febbraio 2011, il Presidente  della  Regione
  conferiva   a   Ludovico  Albert  Ludovico   -   soggetto   esterno
  all'Amministrazione   -  l'incarico  di  dirigente   generale   del
  dipartimento   regionale   dell'istruzione   e   della   formazione
  professionale   dell'Assessorato   regionale   dell'istruzione    e
  formazione professionale, per la durata di anni tre;

   con  decreto  del  27  aprile 2011 l'Assessore  regionale  per  la
  formazione  ha  approvato il contratto di lavoro  (sottoscritto  in
  pari   data),   con   decorrenza   dalla   data   di   accettazione
  dell'incarico, 23 febbraio 2011;

   ritenuto che:

   occorre   verificare  se  il  curriculum  del  dirigente   esterno
  incaricato il 18 febbraio 2011 fosse, in astratto, compatibile  con
  i programmi del Governo;

   la Regione siciliana può procedere al conferimento di incarichi di
  dirigente,  in strutture di massima dimensione, a soggetti  esterni
  all'Amministrazione regionale;

   l'articolo  1,  comma  2, della legge regionale  n.  10  del  2000
  prevede  un rinvio dinamico al decreto legislativo n. 29  del  1993
  (ora   d.lgs  n.  165  del  2001),  per  quanto  non  espressamente
  disciplinato dalla Regione;

   trovano applicazione le disposizioni di cui al decreto legislativo
  n. 150 del 2009;

   ai  sensi  della  norma  statale gli  incarichi   sono  conferiti,
  fornendone  esplicita  motivazione,  a  persone  di  particolare  e
  comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei  ruoli
  dell'Amministrazione';

   in  merito  alle  nuove nomine, non risulta che  l'Amministrazione
  abbia fornito esplicita motivazione, così come impone la norma,  né
  che  tra  il personale in servizio presso la Regione non vi fossero
  persone di particolare e comprovata qualificazione professionale;

   la Regione, invero, ha dirigenti presso l'Ufficio;

   ritenuto, infine, che:

   la  nomina  del  dirigente esterno, conferita al  dottor  Ludovico
  Albert, appare in violazione della norma regionale e statale;

   tale  situazione potrebbe compromettere l'ente Regione in  termini
  di  immagine  e  di  danno erariale per i costi  sostenuti  per  il
  pagamento  della  prestazione svolta dai soggetti  illegittimamente
  incaricati;

   tale  situazione  di illegittimità espone l'Ente a  denunce  anche
  presso  la Corte dei Conti e la Procura della Repubblica presso  il
  Tribunale di Palermo,

                   impegna il Governo della Regione

   a  far  conoscere  i criteri adottati in merito  alle  nomine  dei
  dirigenti  ed, in particolare, a quella del dirigente generale  del
  dipartimento dell'istruzione e della formazione Ludovico Albert,  e
  quali   provvedimenti  il  Governo  intenda  adottare  in   merito,
  soprattutto  alla  luce della normativa statale vigente  che  trova
  applicazione anche a livello regionale». (283)

                          CAPUTO- POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-VINCIULLO

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

       Comunicazione relativa alle mozioni numeri 279, 276 e 280

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  a  seguito  dell'accettazione   come
  raccomandazione, da parte del Governo, nella seduta d'Assemblea  n.
  250 del 30 aprile 2011, degli ordini del giorno:

   -  n.  492   Interventi a favore dell'istituzione della fondazione
  per Norman Zarcone ;

   -  n.  513   Interventi urgenti per provvedere al pagamento  degli
  oneri   di  straordinario  prestato  dai  Vigili  del  fuoco  nelle
  operazioni di soccorso a Giampilieri e Scaletta  Zanclea  (ME) ,  e
  n.  526  Iniziative urgenti al fine di garantire il pagamento delle
  competenze per il 2009-2010 relativamente agli  interventi  per  la
  frana di Giampilieri (ME) , devono intendersi:

      -  superata  la  mozione  n.  279   Interventi  per  promuovere
  l'istituzione   della   fondazione   Norman   Zarcone    depositata
  dall'onorevole Caputo ed altri il 4 luglio 2011 ed annunziata nella
  seduta  n.  269 del 6 luglio 2011, in quanto di contenuto pressoché
  identico all'ordine del giorno n. 492;

     -  precluse le mozioni n. 276  Iniziative a sostegno dei  Vigili
  del fuoco della Sicilia , depositata dall'onorevole Caputo ed altri
  in  data   28 giugno 2011 e annunziata nella seduta n.  268  del  5
  luglio  2011  e n. 280  Interventi urgenti a favore del  Corpo  dei
  Vigili  del  fuoco - sede Regione siciliana - per la corresponsione
  delle  spettanze  economiche relative  alle  loro  prestazioni  per
  fronteggiare  le  emergenze di Messina (ottobre 2010) ,  depositata
  dall'onorevole Caputo ed altri in data 5 luglio 2011, in quanto  di
  contenuto analogo agli ordini del giorno  nn. 513 e 526.

   Così resta stabilito.

   Al riguardo, ribadisco ancora una volta che, ai sensi del comma  6
  dell'articolo  69  del Regolamento interno dell'ARS,  è  esperibile
  nella   Commissione   di   merito  la  facoltà   di   chiedere   ai
  rappresentanti  del  Governo di riferire, anche  per  iscritto,  in
  merito   all'attuazione  data  ad  ordini  del   giorno   approvati
  dall'Assemblea o accettati come raccomandazione dal Governo.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1954

   PRESIDENTE.  Comunico  che  con riferimento  all'interrogazione  a
  risposta   orale   n.   1954   a  firma  dell'onorevole   Marziano,
  annunciata  nella seduta n. 268 del 5 luglio 2011  e  trasmessa  al
  Governo il 6 luglio successivo, comunico che:
   -  il  titolo  dell'atto  ispettivo  è  sostituito  dal  seguente:
   Verifica  della  regolarità  delle nomine  del  Consorzio  ASI  di
  Siracusa   nel  Consiglio di amministrazione   di  Industria  acque
  siracusane (IAS) ;
   -  al secondo capoverso, le parole  dei componenti ASI nel c.d.a.
  sono sostituite  dalle altre:  dei componenti ASI nel Consiglio  di
  amministrazione di Industria acque siracusane (IAS) .

   L'Assemblea ne prende atto

               Comunicazione di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caputo:
   -  con nota prot. n. 366 del 6 luglio 2011 (pervenuta in pari data
  e  protocollata  al  n.  6201/AulaPg dell'8 luglio  successivo)  ha
  ritirato  l'interrogazione con richiesta di risposta in Commissione
  n.  453  «Revoca componenti della commissione edilizia di  Monreale
  (PA)», dallo stesso presentata il 26 febbraio 2009;
   -  con nota prot. n. 368 del 7 luglio 2011 (pervenuta in pari data
  e  protocollata  al  n.  6196/AulaPg dell'8 luglio  successivo)  ha
  ritirato l'interrogazione con richiesta di risposta scritta n. 1913
  «Notizie  sulla  fondazione culturale 'Museo civico di  Bisacquino'
  (PA)», dallo stesso presentata l'8 giugno 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio degli ordini del giorno numeri 576 e 577

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in relazione alle impugnative  del
  Commissario  dello  Stato, comunico che sono stati  presentati  due
  ordini  del  giorno,  a  firma  degli onorevoli  Cracolici,  Maira,
  Leontini  e  Musotto: il numero 576 «Promulgazione con  l'omissione
  delle  parti  impugnate della delibera legislativa n. 729,  recante
   Norme  in  materia  di  aiuti alle imprese  e  all'inserimento  di
  soggetti  svantaggiati. Norme in materia di  vigilanza  sugli  enti
  cooperativi   e   di  personale  dell'E.A.S'»  e  il   numero   577
  +Promulgazione con l'omissione delle parti impugnate della delibera
  legislativa n. 729 - Norme stralciate, recante  Norme in materia di
  riserve in favore degli enti locali'». Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la Corte costituzionale, nella sentenza n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione,  provocando   la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   considerato che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 267 del 29 giugno
  2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Norme in materia di
  aiuti   alle  imprese  e  all'inserimento  al  lavoro  di  soggetti
  svantaggiati. Norme in materia di vigilanza sugli enti  cooperativi
  e di personale dell'EAS' (ddl n. 729/A);

   la  citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
  dal  Commissario dello Stato per la Regione siciliana  con  ricorso
  alla  Corte costituzionale, notificato al Presidente della  Regione
  in data 6 luglio 2011;

   ritenuto   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
  Regione,  con  l'altra che discende dall'opportunità di  consentire
  alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la  delibera
  legislativa  approvata  nella seduta n. 267  del  29  giugno  2011,
  recante  'Norme  in materia di aiuti alle imprese e all'inserimento
  al  lavoro  di soggetti svantaggiati. Norme in materia di vigilanza
  sugli  enti  cooperativi e di personale dell'EAS' (ddl n.  729/A)».
  (576)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che la Corte costituzionale, nella sentenza n.  205  del
  1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di una
  legge da parte del Presidente della Regione ha come conseguenza  la
  consumazione  del  suo  potere  di  promulgazione,  provocando   la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   considerato che:

   la  citata  giurisprudenza costituzionale  ha  consentito  che  il
  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo da delibere legislative,  ma
  anche da atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 267 del 29 giugno
  2011, ha approvato il disegno di legge recante 'Norme in materia di
  riserve   in   favore   degli  enti  locali'  (ddl   n.   729-Norme
  stralciate/A);

   la  citata delibera legislativa è stata impugnata in modo parziale
  dal  Commissario dello Stato per la Regione siciliana  con  ricorso
  alla  Corte costituzionale, notificato al Presidente della  Regione
  in data 6 luglio 2011;

   ritenuto   che  occorra  conciliare  l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera sia promulgata, sia pur parzialmente, dal Presidente della
  Regione,  con  l'altra che discende dall'opportunità di  consentire
  alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulle norme censurate,

                  impegna il Presidente della Regione

   a  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la  delibera
  legislativa  approvata  nella seduta n. 267  del  29  giugno  2011,
  recante  'Norme in materia di riserve in favore degli enti  locali'
  (ddl n. 729-Norme stralciate/A).

   Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno  numero  576.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno  numero  577.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


      Discussione della mozione numero 244 «Censura all'Assessore
                       regionale per la salute»

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione   della  mozione  numero  244  «Censura   all'Assessore
  regionale per la salute».


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MUSOTTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ai sensi e per gli
  effetti  dell'articolo 101 del Regolamento dell'Assemblea regionale
  siciliana presento, anche a nome di altri otto colleghi e quindi di
  altri   gruppi,  una  pregiudiziale  sulla  discussione  di  questa
  mozione.
   Chiedo che venga sospesa la discussione di questa mozione con  una
  motivazione semplice, che riteniamo essenziale e motivata, e tenuto
  conto  di  un  clima  politico generale che in  questo  momento  si
  respira  nel  nostro Paese, dove si parla di grande coesione  e  di
  coinvolgimento  e  tenuto  conto di una situazione  socio-economica
  particolarmente  delicata di fronte a questa  finanziaria,  dove  è
  necessario  che ci sia una grande condivisione sia da  parte  della
  maggioranza che dell'opposizione.
   Per  quel che riguarda questa mozione, al di là del contenuto  che
  sarà  a  giudizio  dell'intera  Aula assembleare,  noi  poniamo  un
  problema  di carattere economico per una precisa posizione  che  ha
  preso - giustamente - l'assessore Russo in sede nazionale, dove  ha
  bloccato  il riparto nazionale con tutte le altre regioni facendosi
  capostipite,  capolinea,  di  una motivazione  che  penalizzava  le
  regioni  rispetto  al successivo trasferimento dei  FAS  a  livello
  nazionale sulle regioni. Quindi, ha preso una posizione politica di
  grande  esposizione, ma anche di coerenza e di condivisione con  le
  altre regioni, e, indubbiamente, qualsiasi tipo di giudizio venisse
  espresso  da  questa Aula sarebbe di grave nocumento  non  soltanto
  all'azione dell'assessore Russo ma, ritengo, soprattutto sarebbe di
  nocumento all'intera Regione siciliana e al comparto della  sanità,
  su  cui il nostro giudizio, per l'azione di legalità, per il taglio
  e per il rigore portati avanti dall'assessore Russo, è estremamente
  positivo.
   Sotto  questo  profilo,  noi  chiediamo  senso  di  responsabilità
  all'intera  Aula  e  avanziamo questa proposta  di  sospensione,  e
  quindi  di  rinvio  della  discussione di  questa  mozione  in  una
  prossima  tornata. Questa è la richiesta che facciamo,  assieme  ad
  altri otto colleghi, ai sensi del Regolamento.

   PRESIDENTE. Onorevole presidente Musotto, una domanda che serve  a
  chiarire  alla Presidenza anche l'evoluzione della seduta  odierna:
  lei ha chiesto la pregiudiziale o la sospensiva?
   Le due cose sono assolutamente diverse.

   MUSOTTO. La pregiudiziale.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, c'è una  richiesta  formalizzata
  alla Presidenza ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento. (*)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                      Per richiamo al Regolamento

   MANCUSO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  l'ordine  del giorno che è stato concordato anche su quella  che  è
  stata  in  Aula,  diverse volte, la richiesta  del  presidente  del
  Gruppo parlamentare del Partito Democratico, onorevole Cracolici, è
  uno  e  forse l'unico punto all'ordine del giorno che l'opposizione
  ha inserito, così come prevede il Regolamento.
   Lasciando  la  richiesta che è stata fatta e che  fa  scoprire  da
  parte  di tutti gli altri presidenti dei Gruppi parlamentari questa
  scorrettezza  di non volere far discutere un punto  all'ordine  del
  giorno proposto dall'opposizione, il mio intervento per richiamo al
  Regolamento   è  specifico  affinché  la  richiesta  dell'onorevole
  Musotto  non venga accolta in quanto l'articolo 101 del Regolamento
  prevede   espressamente   l'eventuale  sospensiva   o   l'eventuale
  pregiudiziale sui disegni di legge, non c'entra nulla  la  mozione.
  Relativamente alla mozione, si va dall'articolo 151 in poi.
   Signor  Presidente,  se legge l'articolo 153 del  Regolamento,  il
  comma  3 prevede che la mozione, una volta letta in Aula e prevista
  come  punto  all'ordine del giorno, non può più essere ritirata  se
  cinque  o  più deputati vi si oppongano. Oggi ritengo che vi  siano
  molti  più deputati dei cinque previsti dal Regolamento a dire  che
  la mozione non può essere ritirata dall'ordine del giorno perché la
  richiesta dell'onorevole Musotto riguarda, ripeto, esclusivamente i
  disegni  di legge. Le mozioni sono trattate in un altro  punto  del
  Regolamento, e lo richiamo, richiamo l'articolo 153, comma  3,  che
  prevede  quello che lei può ben leggere, cioé che cinque  deputati,
  solo  cinque  deputati  possano appunto chiedere  di  non  ritirare
  dall'ordine  del giorno la mozione che lei, ai sensi  dell'articolo
  83 del Regolamento, ha letto già qualche mese fa.
   Non  faccio  alcun commento sotto il profilo politico. Vedremo  le
  decisioni  della  Presidenza  che,  secondo  me,  non  si   possono
  assolutamente   discostare   da   una   prerogativa,   per    altro
  regolamentata  in modo chiaro, su quel che riguarda le  mozioni  di
  questa Assemblea.


   (*) Riportata in allegato alla presente seduta, pag. 49

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è  stata  posta
  una   questione  pregiudiziale  ai  sensi  dell'articolo  101   del
  Regolamento  vigente, che recita:  Non può procedersi  oltre  nella
  discussione  o  deliberazione  se la  domanda  non  venga  respinta
  dall'Assemblea con votazione per alzata e seduta, dopo che  abbiano
  parlato non più di due oratori a favore e due contro .
   Signor   Presidente,  l'articolo  101  è  stato  dalla  Presidenza
  utilizzato  per  una  fattispecie  simile  rispetto  ad  un   unico
  precedente  che  si  è costituito, in questo nostro  Parlamento,  a
  seguito  dell'introduzione  dell'elezione  diretta  del  Presidente
  della  Regione che, come è noto, ha modificato non solo la modalità
  di  elezione del Presidente della Regione ma anche le modalità  con
  le quali vengono nominati e revocati gli assessori.
   Il  nostro  Regolamento, nel fare riferimento alla trattazione  di
  mozioni,  specifica  che  solo la mozione  di  sfiducia,  nel  caso
  specifico esclusivamente per il Presidente della Regione, in quanto
  la  legge  e il Regolamento prevedono che l'Aula possa revocare  la
  fiducia  al  Presidente  e,  in  quel  caso,  si  scioglierebbe  il
  Parlamento  e  si tornerebbe a votare, ma solo per  la  mozione  di
  sfiducia al Presidente della Regione è previsto il voto dell'Aula e
  quel voto si deve esprimere obbligatoriamente per appello nominale.
   Poiché  questa mozione, giustamente, non è considerata una mozione
  che  ha  effetti di sfiducia e, quindi, è una mozione  ordinaria  e
  come  tale  non  solo  deve  essere  trattata,  ma  possono  essere
  applicate tutte le modalità di voto previste dal Regolamento  sulla
  base  della  richiesta  fatta dai deputati. Allora,  alla  luce  di
  questa  corretta interpretazione, l'Aula tratta questa  mozione  al
  pari  di  qualunque  atto deliberativo e per  la  quale  chiede  la
  pregiudiziale  alla  trattazione, ai sensi  dell'articolo  101.  La
  logicità  di questo è confermata dal precedente che l'Assemblea  ha
  costituito  nel 2002 quando ha trattato, per analoga fattispecie  -
  anche se, bisogna dire, i casi trattati erano profondamente diversi
  -,  e ricordo, Presidente, che non solo erano diversi ma allora  si
  determinò, a seguito e dopo l'approvazione della pregiudiziale,  un
  altro  elemento che non è previsto dal Regolamento ma  che  allora,
  per  ragioni  di  accordo politico probabilmente in Conferenza  dei
  capigruppo,  si consentì, in una seduta successiva,  di  votare  un
  ordine  del giorno eliminando dal testo dell'ordine del  giorno  il
  concetto di censura.
   Questo  è  ciò  che è avvenuto, come lei può benissimo  verificare
  attraverso  i  suoi  uffici, il precedente  che  ha  costituito  la
  Presidenza  da  lei oggi diretta rispetto a quanto  avvenuto  circa
  dieci  anni fa. Quindi, non vedo alcuna altra ragione ostativa  sul
  piano regolamentare.
   Ora illustrerò le ragioni per cui noi sosteniamo la tesi della non
  trattazione di questa pregiudiziale.
   Al di là del fatto che la mozione presentata dai colleghi, i quali
  esprimono  giudizi legittimi sul piano politico, di  difesa  di  un
  vecchio  sistema,  si rivendica la bellezza del  sistema  sanitario
  negli  anni nei quali la sanità in Sicilia era tutta fatta di prati
  verdi, di fiorellini

   CORDARO. Per le offese è fuori tempo

   CRACOLICI. Scusate, quando la sanità in Sicilia era tutta fatta di
  prati  verdi,  di  fiorellini  tutti  sistemati  e  ben  curati,  i
  cittadini avevano prestazioni sanitarie in tempo reale, anzi  prima
  che le chiedessero, e negli ospedali non si moriva mai perché negli
  ospedali si entrava e si usciva, miracolosamente, tutti sani.
   Solo  che  questo  è un film che non è stato mai realizzato  nella
  nostra Regione.
   La  sanità  continua ad avere molti problemi, ma è certamente  una
  sanità  che oggi ha intrapreso un cammino, ed è un dato  certo,  di
  risanamento finanziario.
   E  ciò ha costituito certamente per la nostra Regione un motivo di
  grave vergogna, ed è proprio a questo che mi riferisco nel dire che
  oggi la nostra Regione, proprio nel momento in cui è alle prese con
  una vertenza nei confronti dello Stato che riguarda la possibilità,
  già  concessa ad altre regioni, di utilizzare una quota  dei  fondi
  FAS  per  pagare  le  rate  di  mutuo autorizzate  dallo  Stato  in
  applicazione  del  piano  di rientro -  piano  di  rientro  che  in
  Sicilia,  è  stato  non solo rispettato ma che ci  ha  visto  unica
  Regione  tra  quelle  sottoposte a piano di rientro  a  non  essere
  commissariata -, bene, proprio in virtù di questa condizione in cui
  oggi  siamo, inevitabilmente un dibattito come quello  che  qui  ci
  appresteremmo  a  fare,  gridato  e  radicalizzato  dallo   scontro
  politico,  nella rappresentazione mediatica avrebbe un  effetto  di
  indebolimento della Sicilia.
   Certo oggi la Sicilia, come tutte le regioni meridionali, non vive
  un  buon  tempo nel rapporto con il governo nazionale  e,  pertanto
  alcuni   giudizi   e,  consentitemi  di  dire,  alcuni   pregiudizi
  finirebbero per ostacolare la possibilità di dare corso  a  quanto,
  devo  dire,  con grande dignità l'assessore Russo sta  cercando  di
  fare  anche  nel  bloccare il piano di riparto del Fondo  sanitario
  nazionale al fine di dare certezza al trasferimento per la Sicilia.
   Con  questo non voglio qui sottrarmi e sottrarre il Parlamento  ad
  una  questione che c'è e che dobbiamo affrontare. A circa due  anni
  dal  varo  della legge 5, una legge che ha avviato un  percorso  di
  riforma,  dobbiamo  con  onestà fare il punto,  fare  il  bilancio,
  vedere  le  luci  e vedere anche le ombre, vedere  gli  aspetti  di
  quella  legge, molti dei quali avevamo già denunziato  all'atto  in
  cui  fu fatta, gli effetti di quella legge sul piano della capacità
  di riforma del sistema e del rapporto con i cittadini.
   Insomma,  qui  lo  voglio dire, signor Presidente,  credo  che  la
  ripresa  dei lavori parlamentari a settembre, subito dopo  la  fase
  che  ci  apprestiamo a vivere da qui a qualche giorno e la fase  di
  riposo,  di  sospensione  dei  lavori d'Aula,  potrebbe  vedere  il
  Parlamento tenere una seduta preparata per bene in cui facciamo con
  onestà  e  con  rigore il punto, anche alla luce delle  valutazioni
  arrivate  da autorità indipendenti, sia dal Ministero della  salute
  ma  anche  da fondazioni, come la Fondazione RES che ha  fatto  uno
  screening  sull'attuazione della legge 5. Ecco perché ritengo  che,
  per  garantire  serenità  alla Sicilia,  in  un  momento  forte  di
  vertenza  con  lo Stato, oggi non si debba trattare questa  mozione
  che  è  chiaramente, ma legittimamente, una mozione con  un  chiaro
  sapore  politico,  di  provocazione politica.  Ma  la  provocazione
  politica  può  essere accettata nella misura in cui non  arreca  un
  danno a tutti i siciliani, a tutti i cittadini.
   Ecco  perché sosteniamo la proposta dell'onorevole Musotto di  non
  trattare  l'argomento  inserito  dalla  Presidenza  all'ordine  del
  giorno.

   PRESIDENTE.  Sulla  richiesta di pregiudiziale  hanno  diritto  ad
  intervenire,  a norma di Regolamento, due oratori a  favore  e  due
  contro;  uno a favore è stato l'onorevole Cracolici, uno  contro  è
  l'onorevole Leontini.

   FORMICA. Io e l'onorevole Leontini abbiamo chiesto di parlare  per
  un richiamo al Regolamento, Presidente.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Formica  per  un
  richiamo al Regolamento.
   Poi,  della  maggioranza, sono iscritti a  parlare  gli  onorevoli
  Adamo e Bonomo.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io stento molto  a
  capire  le  ragioni  che  hanno spinto  la  maggioranza,  prima  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e ora in Aula,  a
  chiedere  di  non  trattare un argomento  che  era  stato  iscritto
  all'ordine  del  giorno  a  termini di  Regolamento,  chiedendo  di
  calpestare
   Io  chiedo  l'attenzione della Presidenza perché  l'argomento  che
  stiamo trattando non è un argomento privo di significato ed è anche
  carico di conseguenze sulla gestione dell'Aula e dei lavori d'Aula,
  perché  ci sono alcune questioni di principio che, ovviamente,  non
  possono  non essere tenute nella massima considerazione, perché  ne
  va della corretta regolamentazione dei lavori d'Aula.
   A  fronte di un Regolamento che è chiarissimo, proprio chiarissimo
  nella sua esposizione, non si comprende la richiesta avanzata dalla
  maggioranza per evitare - poi bisognerebbe capire perché  si  vuole
  impedire  -  al  Parlamento di discutere un argomento  come  quello
  della  sanità  che,  voglio ricordare a tutti i colleghi  presenti,
  rappresenta  oltre  il  50  per cento  dell'intero  bilancio  della
  Regione  siciliana, parliamo di oltre 8 miliardi e 700  milioni  di
  euro,  e che interessa da vicino la salute di ciascuno degli  oltre
  cinque milioni di cittadini siciliani.
   Questo  é  veramente incomprensibile e sarebbe da regime sovietico
  tentare  di  coartare la capacità del Parlamento di  discutere  una
  mozione  regolarmente  iscritta all'ordine del  giorno;  ma  questo
  sarebbe il merito. Andiamo ai motivi regolamentari.
   L'onorevole Cracolici ha chiesto qui, a termine dell'articolo  101
  del  Regolamento, di non affrontare la questione,  quando  egli  sa
  benissimo che l'articolo 101 si riferisce unicamente ai disegni  di
  legge  presentati e, se questo fosse un disegno di  legge,  avrebbe
  ragione ad invocare l'articolo 101.
   Però,  qui  siamo  in  presenza di  una  mozione,  che  il  nostro
  Regolamento tratta a parte, tratta in altro capitolo e il  capitolo
  in  questione è l'articolo 153, che è chiarissimo e non dà ombra di
  dubbi  interpretativi, perché è fatto solo di due  righe  e  recita
  testualmente:  La mozione, una volta letta all'Assemblea,  non  può
  essere ritirata se cinque o più deputati vi si oppongono .
   Ora,  è  talmente ovvio che l'articolo 153 si riferisce  al  fatto
  che,  dato  che  una  mozione non può essere  ritirata,  a  maggior
  ragione  l'Assemblea  non  può, con un voto  d'Aula,  impedirne  la
  discussione   perché  l'articolo  153  è  messo   lì   a   presidio
  dell'invalicabilità che, una volta comunicata all'Aula, la  mozione
  debba  discutersi, altrimenti la mozione sarebbe stata  trattata  e
  assimilata  ai disegni di legge previsti dall'articolo 101,  citato
  dall'onorevole Cracolici.
   Signor  Presidente, onde evitare di dare adito a  delle  modifiche
  dettate  da interpretazioni, che poi diventano precedenti  pesanti,
  in  questo caso, al di là di maggioranza e di opposizione e per  il
  buon funzionamento di questa Aula, che deve essere sovrana - non  a
  caso  c'è  un  Regolamento, perché altrimenti  l'Aula  diventerebbe
  ingovernabile e il danno lo si fa a ciascuno dei novanta deputati e
  lo si fa per sempre, poi entreremo nel merito della discussione - a
  termini   di   Regolamento  la  richiesta  avanzata  dall'onorevole
  Cracolici è assolutamente improponibile e deve essere rigettata.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, poiché il richiamo al Regolamento
  prospettato da due deputati merita un approfondimento, anche  sotto
  il  profilo  del cosiddetto Statuto dell'opposizione, la Presidenza
  si  riserva  di decidere dopo avere sentito la Commissione  per  il
  Regolamento.
   Pertanto  convoco immediatamente la Commissione per il Regolamento
  presso il mio studio.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore17.56 , è ripresa alle ore 18.56)

   La seduta è ripresa.

   Gruppi parlamentari

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 12 luglio 2011,
  sotto   la  Presidenza  del  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole
  Francesco  Cascio,  presenti il Vicepresidente  vicario,  onorevole
  Formica, e il Vicepresidente, onorevole Oddo, con la partecipazione
  del  Presidente  della  Regione, onorevole  Raffaele  Lombardo,  ha
  deliberato  all'unanimità  il  seguente  programma-calendario   dei
  lavori  parlamentari  per  la  corrente  sessione  estiva,  la  cui
  chiusura è stata stabilita per il 4 agosto 2011.

   L'Aula terrà seduta nella corrente settimana:
   oggi,  martedì  12  luglio, per la discussione  della  mozione  di
  censura  all'Assessore  per la salute  e  per  la  discussione  del
  disegno  di legge sulle ASI, argomenti già iscritti all'ordine  del
  giorno della relativa seduta;
   domani, mercoledì 13 luglio, per la prosecuzione della discussione
  del disegno di legge sulle ASI;
   -  dal  20  al  22  luglio 2011 e dal 26 al 29  luglio  2011,  con
  eventuale prosecuzione nella settimana dal 2 al 4 agosto 2011,  per
  il  seguito della discussione del disegno di legge sulle ASI e  per
  la  discussione  dei  disegni  di  legge  frattanto  esitati  dalle
  competenti   Commissioni   fra  quelli   appresso   indicati   come
  prioritari.
   Le Commissioni, anche tenendo conto delle priorità già individuate
  nel  precedente  calendario-programma dei  lavori,  esamineranno  i
  seguenti  disegni  di  legge che saranno esaminati  nella  corrente
  sessione estiva ove licenziati dalle Commissioni medesime:
   - Regolamento dei confini tra i comuni di Termini Imerese e Trabia
  e tra Godrano e Marineo (n. 747);
   -  Istituzione della Agenzia regionale per i beni confiscati  alla
  criminalità organizzata (n. 718);
   -  Norme  per  l'istituzione  di centri  antiviolenza  e  case  di
  accoglienza per le donne e i minori vittime di violenza  (nn.  371-
  485-510);
   - Riconoscimento e promozione della Scuola alfamediale (n. 712);
   -  Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della  pesca  (n.
  732);
   - Istituzione fondazione Norman Zarcone (n. 636, n. 640, n. 701);
   - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
  n. 33 (n. 740 - caccia);
   -  Riconoscimento  e  valorizzazione della  funzione  educativa  e
  sociale delle parrocchie (nn.132- 210-325- 463-464);
   - Interventi per gli investimenti e la crescita (n. 724);
   - Promozione della ricerca sanitaria (n. 483).

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Comunicazione delle decisioni della Commissione per il Regolamento

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che la Commissione per  il
  Regolamento  si  è  pronunciata in ordine alle questioni  sollevate
  circa  l'ammissibilità della questione pregiudiziale sulla  mozione
  di censura all'assessore per la Salute.
   Nella  riunione  appena conclusasi è emerso  che,  alla  luce  dei
  precedenti  parlamentari  in  materia  e  del  vigente  testo   del
  Regolamento  interno  dell'ARS,  la  Presidenza  non  potrebbe  non
  ritenere ammissibile siffatto strumento procedurale, in primo luogo
  perchè  l'Istituto  della  questione pregiudiziale  è  inserito  in
  quella  parte di Regolamento interno che disciplina la  discussione
  in   generale,  senza  distinzione  alcuna  tra  i  vari   istituti
  parlamentari (disegni di legge, mozioni, ordini del giorno); e poi,
  come  anticipato,  in  quanto uno specifico precedente  della  XIII
  legislatura depone a favore della suddetta interpretazione.
   Tuttavia,  in  sede  di  Commissione per il Regolamento,  è  stato
  evidenziato  che  la  programmazione dei lavori,  a  seguito  delle
  modifiche regolamentari del 2003 e quindi successive allo specifico
  precedente richiamato del 2002, riserva oggi in maniera ancora  più
  incisiva una quota di argomenti da trattare alle opposizioni.
   In  tal senso è stata richiamata la disciplina vigente alla Camera
  dei  Deputati  (art. 40 del Reg. int. Camera), la  quale  cerca  di
  contemperare   gli   opposti  principi  della   discussione   della
  pregiudiziale con il rispetto degli argomenti individuati  in  sede
  di Conferenza dei Gruppi parlamentari, e pertanto si è convenuto di
  dare  mandato all'apposita sotttocommissione per il Regolamento  di
  affrontare  la  problematica  oggi sollevata  in  Aula,  formulando
  apposite proposte di modifica del Regolamento.
   Quindi,   tornando  all'argomento  in  discussione,   si   ritiene
  legittima   la  questione  pregiudiziale  e,  in  virtù   di   tale
  legittimità,  avendo  già parlato un oratore a favore,  l'onorevole
  Cracolici, possono ancora intervenire due oratori contro e un altro
  oratore a favore.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   MANCUSO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Abbiamo già riunito addirittura la Commissione per  il
  Regolamento,  quindi  un  altro richiamo  regolamentare,  onorevole
  Mancuso

   MANCUSO. Allora, non posso parlare per richiamo al Regolamento?


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Non  per  richiamo  al Regolamento.  Sulla  questione
  pregiudiziale può parlare contro, se vuole, o a favore.

   MAIRA. Chiedo di parlare contro la questione pregiudiziale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo  confessare
  un moto di profonda delusione e di amarezza perché la pregiudiziale
  rappresentata dall'onorevole Musotto, come la vogliamo  mettere,  è
  un  atto  di  ostracismo  ad un libero dibattito  democratico,  che
  peraltro  quest'Aula ha sempre consentito, per fare il punto  sulla
  gestione di un ramo dell'Amministrazione regionale.
   All'amarezza  si  aggiunge  una considerazione,  una  domanda  che
  meriterebbe  una  risposta  che non verrà  o  verrà  nella  dizione
  politichese che tende a coprire tutto e tutti.
   Questa  maggioranza, con questi numeri che dovrebbero  arrivare  a
  60,  che è una specie di macchina da guerra che fa le riforme,  che
  non guarda in faccia nessuno, che tritura questa Assemblea e, mi si
  permetta,   anche  il  diritto  e  gli  interessi  dei   siciliani,
  soprattutto  in  quel  ramo della sanità che  oggi  avremmo  dovuto
  sviscerare  anche  per  portare ad una variazione  di  rotta  nella
  gestione  dell'assessore Russo, ma questa maggioranza, nel  momento
  in  cui si nasconde e fugge dietro ad una pregiudiziale, è un fatto
  virtuale. O vogliamo nascondere i  malesseri e i malumori che hanno
  attraversato  i  gruppi di maggioranza proprio su  questo  tema  e,
  quindi,  questa  pregiudiziale non  è  altro  che  -  lo  dico  tra
  virgolette e, quindi, lo addolcisco - un  tracchiggio , un  trucco
  parlamentare per evitare che stasera si arrivasse ad una  sconfitta
  di  una politica di questo Governo e di una politica dell'assessore
  alla Sanità?
   Questo  serve  alla Sicilia? Non credo  Questo è un  omaggio  alla
  democrazia? Non credo
   Appellarsi a quel precedente che abbiamo sviscerato in Commissione
  per  il  Regolamento è la riprova che siamo di fronte ad un  trucco
  parlamentare  che,  tra l'altro, va eliminato  il  più  rapidamente
  possibile perché abbiamo letto questo precedente. Questo precedente
  è a parti invertite.
   In  quella  occasione, l'onorevole Speziale denunziò, giustamente,
  una  prevaricazione di quell'altra maggioranza nei confronti  della
  minoranza. E sol perché adesso siamo a parti invertite, il PD  e  i
  suoi  rappresentanti e l'MPA e i suoi rappresentanti  ritengono  di
  potere sostenere la bontà di questa pregiudiziale? Qui ci prendiamo
  in giro tutti, siamo sostanzialmente degli ipocriti in politica
   Credo  che  avremmo fatto bene, tutti insieme, a  dire  che  si  è
  sbagliato  in  precedenza e a consentire il dibattito  di  oggi.  E
  siccome  questa  posizione comprime il diritto di 30  deputati  che
  sono in rappresentanza di una fetta notevolissima dei siciliani, io
  credo  che  sino  a  quando  non si costituiranno  le  agevolazioni
  democratiche  per discutere di qualunque argomento  in  quest'Aula,
  dalle leggi alle mozioni e alle interrogazioni, sarebbe meglio -  e
  forse rubo la battuta al collega Leontini, che parlerà dopo di me -
  sarebbe opportuno che l'opposizione, per il bene della Sicilia, non
  partecipasse più ai lavori di quest'Aula, da questo momento in  poi
  e  sino  a  quando non verranno ripristinate le regole di  rispetto
  democratico dell'opposizione nei confronti della maggioranza.

   LEONTINI. Chiedo di parlare contro la questione pregiudiziale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'episodio
  odierno  rappresenta uno dei momenti più squallidi  della  vita  di
  quest'Aula  e  dei rapporti tra la maggioranza e il  Governo  e  le
  minoranze  e le opposizioni. Ma la cosa più grave è che rappresenta
  una  delle più significative offese e mortificazioni al diritto del
  Parlamento  di  affrontare  un dibattito senza  infingimenti  sulle
  linee  di politica sanitaria che stanno caratterizzando il  compito
  del  Governo in questo momento nella nostra Regione. Non ci sarebbe
  stato  nulla di male, nulla di vergognoso a rendere trasparente  un
  dibattito  fondato sulla divergenza delle opinioni, sulla diversità
  delle  posizioni,  ma  sulla  esaltazione  del  diritto  di  questo
  Parlamento.
   Abbiamo  presentato una mozione a febbraio di quest'anno;  abbiamo
  atteso,  per  senso di responsabilità, che venissero approvati  gli
  strumenti  finanziari  nei tempi dovuti onde  evitare  di  arrecare
  danno  al  Parlamento;  abbiamo deciso, con  la  maggioranza  della
  Conferenza  dei  capigruppo,  dopo l'approvazione  degli  strumenti
  finanziari,  di  procedere  alla  discussione  di  questa  mozione.
  Abbiamo richiesto di discuterla la settimana scorsa, il Governo  ci
  ha  sottoposto  una  esigenza  per  impegni  su  altri  fronti  sia
  dell'Assessore che del Presidente, ci è stato richiesto di  poterla
  discutere  in  data  odierna.  Non  è  mai  stata  avanzata  alcuna
  eccezione  sulla proponibilità e sui contenuti di una  mozione  che
  stimolava un dibattito sulla  politica sanitaria.
   Se  fuggite,  se  vi  vergognate, se c'è paura  ad  affrontare  un
  dibattito,  questa è la più grave mortificazione  dei  diritti  del
  Parlamento   Assessore  Russo, lei non ha da  essere  contento  del
  fatto  che  ha richiesto uno scudo alla sua maggioranza. Presidente
  Lombardo,  lei non ha da essere contento del fatto che  oggi  avete
  impedito  al  Parlamento di discutere la politica  sanitaria  della
  Regione  siciliana.  Non  avete  motivo  di  gongolare  come  state
  facendo,  perché  questa  fuga  è la dimostrazione  della  serietà,
  drammaticità  e  tragicità delle dichiarazioni che  il  capogruppo,
  collega  Cracolici,  poc'anzi  alla  nostra  richiesta  perfino  di
  spostare di qualche giorno il dibattito, ci è stato risposto:   Non
  siamo nelle condizioni politiche di farlo .
   Assessore  Russo, Presidente Lombardo, non essere nelle condizioni
  politiche  significava e significa che se avessimo questi argomenti
  questo scudo sarebbe stato battuto e sia lei che il Presidente, che
  il  Governo,  in  Aula, sareste stati mortificati  da  un  giudizio
  negativo  sul  vostro  operato, perché dire  di  non  essere  nelle
  condizioni  politiche significa questo  Non si può, per protezione,
  rispetto  agli  esiti  di un dibattito parlamentare,  conculcare  e
  comprimere il diritto delle minoranze
   Il   Regolamento,  all'articolo  98  quater,  prevede  che   nello
  stabilire  e  programmare il calendario d'Aula  i  tre  quarti  del
  calendario debbano essere prerogativa della maggioranza e un quarto
  debba  essere prerogativa dell'opposizione. Ci hanno impedito anche
  questo
   Dopo avere riconosciuto la facoltà di discutere un solo argomento,
  l'assessore Russo, che ha presentato il libro bianco, che  tutti  i
  giorni  fa  forum,  propagande e conferenze stampa,  in  quest'Aula
  avrebbe  dovuto  avere  non il diritto ma  il  dovere  di  sentirsi
  orgoglioso  di  esprimere le sue posizioni e di  difendere  il  suo
  operato  rispetto  all'Aula,  cosa fa?  Fugge  e  chiede  alla  sua
  maggioranza  di difendere il suo diritto di non essere  oggetto  di
  una valutazione in questo Parlamento.
   Questa è la conferma definitiva della condizione fallimentare  del
  complessivo  ruolo  del  Governo in questo momento  nel  territorio
  siciliano,  ma  della  specifica attività e dello  specifico  ruolo
  dell'assessore  per  la  salute  nell'ambito  di  questa  compagine
  governativa  e di questa attività.
   Diceva  bene  il  collega Maira: rispetto al nostro  atteggiamento
  precedente che avevamo ispirato ed improntato ad una sana  esigenza
  salutare,  esigenza metodica di dialogo e di confronto, rispetto  a
  questo  ci  ritiriamo.  Non  solo non partecipiamo  al  voto  sulla
  pregiudiziale, perché il principio di impedire alla minoranza, dopo
  sei  mesi,  di  discutere  un argomento con  la  controproposta  di
  sostituire  la mozione con un dibattito sugli stati generali  della
  sanità  a  settembre,  come se a noi si dovesse  prescrivere  quale
  debba  essere  la  modalità per accedere ad un dibattito  sui  temi
  della sanità
   Come  se per la prima volta, in quest'Aula, la mozione non dovesse
  avere  diritto  di  cittadinanza e  dovesse  essere  sostituita  da
  strumenti migliori
   Quali  sono  gli  strumenti migliori? Quelli  che  la  maggioranza
  ritiene  di erigere a difesa della sua condizione in questo momento
  di  inesistenza, di insufficienza, di inadeguatezza e  di  sfiducia
  interna,  perché,  se  avessimo affrontato questa  discussione,  la
  dichiarazione del collega Cracolici è significativa di  quello  che
  in   questa  discussione  le  sensibilità  e  gli  umori  avrebbero
  rappresentato

   CRACOLICI. Non è vero, non ho detto questo

   CORDARO. Lo faccia parlare

   LEONTINI. Non essere nelle condizioni politiche significa  che  in
  questa   maggioranza  non  c'erano  le  condizioni  politiche   per
  esprimere  una  valutazione  positiva  sull'operato  dell'assessore
  Russo

   CRACOLICI. Non ho detto questo  Bugiardo

   CORDARO. Vergogna  Almeno parlare

   PRESIDENTE.   Onorevole   Cordaro   Faccia   parlare   l'onorevole
  Leontini.

   LEONTINI.  Signor Presidente, il collega Cracolici, che  introduce
  una  interpretazione  del  Regolamento che  dura  cinque  minuti  a
  seconda  delle  contingenze  cui lo  chiamano  a  cooperare  e  che
  elasticamente  modifica  e  formula  interpretazioni  diverse  ogni
  minuto, a seconda del compito di reclutatore di consensi che gli  è
  stato  affidato  in  questo  momento dal  debolissimo  Governo,  mi
  insulta e mi dice che sono bugiardo.
   Io  non sto dicendo nessuna bugia. Sto soltanto raccontando quello
  che è accaduto e sto evidenziando che, per la prima volta, colleghi
  della  maggioranza,  che  oggi siete  maggioranza  politica  e  non
  elettorale,  una  non  maggioranza elettorale  sta  mortificando  e
  calpestando  i diritti di una non minoranza elettorale e  politica
  Vi  ricordiamo  che in questo Parlamento siamo entrati  maggioranza
  con diritto sovrano assegnato dal voto, dal consenso e dal popolo.
   Una  maggioranza che si è costituita in quest'Aula,  difformemente
  dalle  indicazioni  popolari, oggi comprime il  diritto  della  non
  minoranza. E' un precedente gravissimo, gigantesco
   E'  di  una  gravità  per il Parlamento e per i  rapporti  con  la
  minoranza inaudita
   Noi non solo non voteremo, da oggi annunciamo che questo clima  di
  dialogo e di confronto, che oggi si sarebbe potuto esaltare, perché
  alle  nostre  rappresentazioni della  situazione  avrebbero  potuto
  corrispondere   le   altrettanto   legittime   difese,   autodifese
  dell'assessore  e  del  Governo e il dibattito  avrebbe  nobilitato
  l'Aula, avrebbe nobilitato l'interno e l'esterno, non si capisce il
  perché non si debbano affrontare questi argomenti. Addirittura,  mi
  è stato detto  ad ottobre non la mozione, faremo un dibattito sullo
  stato generale della sanità .
   Onorevoli colleghi, il Regolamento, è regola per voi e regola  per
  noi, prevede la mozione.
   Noi  l'avevamo  presentata, era vostro dovere  difenderla,  perché
  oggi  vi  conviene non discutere la mozione; domani sarete  voi  ad
  agitare  la  mozione come strumento di rivendicazione e di  libertà
  delle vostre idee e delle vostre posizioni.
   Da   oggi   non  parteciperemo  più  costruttivamente,   ci   sarà
  ostruzionismo, ci sarà tutto quello che la minoranza potrà  mettere
  in  campo per non avere un rapporto con questo Governo e con questa
  maggioranza  che  sia  finalizzato ad agevolare  la  benché  minima
  soluzione   che  possa  riguardare  la  prevaricazione  di   questa
  maggioranza  di  portare avanti le proprie posizioni  senza  tenere
  conto delle esigenze del Parlamento.
   Noi  non  voteremo  la questione pregiudiziale.  Da  oggi  in  poi
  decideremo se partecipare o non partecipare, ma partecipando saremo
  iscritti a parlare su ogni argomento, saremo iscritti a parlare  su
  ogni  emendamento, saranno presentati migliaia di emendamenti,  non
  ci  sarà  più  la  possibilità di vedere in  questo  Parlamento  un
  rapporto costruttivo dopo una mortificazione e un calpestamento del
  genere. Signor Presidente, è invalsa questa interpretazione.
   Abbiamo  dimostrato, carte alla mano e Regolamento alla mano,  che
  l'articolo  98  quater  sancisce  e  custodisce  il  diritto  della
  minoranza  di  poter proporre un argomento su quattro e  l'articolo
  153   del  Regolamento  sanciva  l'impossibilità  di  ritirare  una
  mozione, una volta presentata.
   Le due indicazioni

   SPEZIALE. E' una critica al Presidente?

   LEONTINI.  No.  Le due indicazioni combinate ci portano  oggi  non
  soltanto  alla  nostra  mortificazione, ma  anche  a  prendere  una
  decisione   che,   badate  bene,  confligge  con  la   formulazione
  dell'articolo  98  quater, ripassatevelo,  leggetelo;  oggi  stiamo
  decidendo  di  non  rispettare un articolo del Regolamento.  Stiamo
  decidendo di farlo per difendere l'operato di un Governo  e  di  un
  assessore  che, se libri bianchi doveva presentare,  in  quest'Aula
  avrebbe   avuto   il  dovere  di  presentarli  prima   ancora   che
  all'esterno.
   Allora,  se  si  fugge l'Aula, se si disconosce il  diritto  della
  Commissione, se si disconoscono il dialogo e la collaborazione  con
  i  parlamentari, questo, ovviamente, costituisce per noi motivo  di
  una opposizione che diventa contrapposizione e che, da oggi in poi,
  si tradurrà in tutte le misure e in tutti i comportamenti idonei  a
  rappresentare questo nostro disagio e questo nostro risentimento.
   E' una vergogna, è una pagina nera del Parlamento ed è sicuramente
  la  conferma di una condizione di questo Governo che, essendo  nato
  in  modo artificiale nelle sedi dei partiti e in quest'Aula  e  non
  nella  coscienza e nella volontà degli elettori, ancora  una  volta
  con  le  modalità  della  casta si è chiuso  rispetto  a  qualsiasi
  esterno  e  oggi  l'esterno  era il diritto  del  Parlamento,  oggi
  l'esterno era il diritto dei parlamentari di intervenire  Non c'era
  piazza,  non  c'era pubblico, non c'era comizio, c'era soltanto  un
  confronto  parlamentare  Siete fuggiti al confronto parlamentare  e
  questo stia a  vostro disdoro e a mortificazione del Parlamento.

      (i deputati dell'opposizione abbandonano l'Aula in segno di
                               protesta)

   ADAMO. Chiedo di parlare a favore della questione pregiudiziale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, vorrei che riprendessimo  i  toni  che
  abbiamo   tenuto   poco   fa  nella  Conferenza   dei   capigruppo.
  Francamente,  sono sorpresa dai toni che, invece, il  dibattito  ha
  preso.
   Infatti,  più  che su questioni procedurali, che  sicuramente  non
  interessano  ai  siciliani in questo momento, il problema  che  noi
  abbiamo posto all'Aula è se sia opportuno in questo momento, se sia
  nell'interesse  della Sicilia e dei siciliani aprire  un  dibattito
  che  comunque espone l'assessore per la salute, che   è  il  nostro
  assessore, è l'assessore siciliano, è l'assessore che la  settimana
  prossima  dovrà  incontrare il Governo nazionale e dovrà  difendere
  gli  interessi della Sicilia, se sia opportuno avviare un dibattito
  politico  estremamente  complesso, come  quello  sulla  sanità,  in
  questo momento.
   Di  questo  abbiamo  discusso  in Commissione  e  questa  proposta
  abbiamo  fatto,  con  grande serenità e  con  grande  umiltà,  alla
  minoranza.  Abbiamo pensato che in questo momento la  Sicilia  deve
  affrontare  anche  un  contenzioso con il Governo  nazionale  sulla
  sanità  e  c'è bisogno che ci sia un assessore che sia  l'assessore
  dei  siciliani,  non l'assessore del centro, della destra  o  della
  sinistra.
   Abbiamo  pensato che in questo momento il Presidente della Regione
  rappresenta tutti noi.
   E'  questa  la  forza che noi dobbiamo dare tutti,  maggioranza  e
  opposizione, al Governo che la settimana prossima andrà a  trattare
  sui  temi  della sanità. Qualsiasi dibattito in questo momento  non
  può che indebolire; questo odio è fin troppo chiaro.
   Ai   colleghi  dell'opposizione  che  sono  andati  via   -   sono
  dispiaciuta  per  questo  e mi auguro che rientrino  -  rivolgo  lo
  stesso  appello  sereno, a nome dell'UDC ma  a  nome  di  tutta  la
  maggioranza, che abbiamo rivolto in Conferenza dei capigruppo,  per
  chiedere  loro  di  lavorare assieme, non certo per  impedire  alla
  minoranza  di esprimere il proprio parere, perché tutti i  colleghi
  che  mi  hanno  preceduto  -  ricordo  l'intervento  dell'onorevole
  Cracolici, dell'onorevole Musotto e tanti altri - hanno  detto  con
  estrema  chiarezza, e lo ribadiamo in questa sede, che non volgiamo
  eliminare il dibattito, chiediamo semplicemente che venga  spostato
  al  mese  di  settembre  e che sia accompagnato  da  una  relazione
  tecnica, da un approfondimento dei temi sulla sanità.
   E'  indubbio,  siamo noi i primi a dirlo, che ci  sono  questioni,
  contestazioni, problemi, che la sanità soffre, che i  siciliani  in
  questo momento soffrono sulla sanità, ma ci rendiamo pure conto che
  veniamo  da  un  passato  drammatico sulla sanità,  un  passato  di
  sperperi,  di  errori,  di  politica clientelare.  Un  passato  che
  dobbiamo cambiare assieme, assessore.
   Su  questo ci saranno sicuramente degli sforzi da fare, su  questo
  anche la maggioranza avrà qualcosa da chiedere, naturalmente sempre
  all'interno   del   progetto,  della  buona  amministrazione,   del
  raggiungimento  degli obiettivi per i quali ci  battiamo  e  per  i
  quali  maggioranza e opposizione devono battersi, e non  giocare  a
  far finta che in questo momento stiamo conculcando i diritti, ma di
  chi?  Quale diritto stiamo calpestando nel momento in cui chiediamo
  serenamente e tranquillamente di spostare il dibattito di un  mese,
  di  lasciare  che  in questo momento il Governo della  Regione,  il
  Presidente e l'assessore possano, a testa alta, e con la forza  che
  deve  arrivare loro da tutti i deputati siciliani che rappresentano
  i  siciliani, battersi perché i diritti del popolo siciliano  siano
  rispettati e perché quello che è stato concesso ad altre province e
  ad altre regioni sia concesso anche al Governo siciliano.
   Su  questo  noi ci siamo battuti, assessore Russo e Presidente,  e
  per  questo  vi chiediamo naturalmente di lavorare per la  Sicilia,
  fermo  restando  che  questo dibattito -  lo  ribadiamo  ai  nostri
  colleghi - sarà ripreso con tutta la durezza che sarà necessaria  e
  con  tutto  il  confronto che non temiamo. Nessuno di  noi  scappa,
  nessuno di noi teme il confronto con l'opposizione, vogliamo farlo,
  lo  faremo,  saremo pronti a farlo, ma naturalmente nei  tempi  che
  sono  utili non alla maggioranza, non all'opposizione, ma al popolo
  siciliano.

   PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  la  questione   pregiudiziale
  sollevata dall'onorevole Musotto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli colleghi, poiché gran parte dei deputati non è  presente
  in Aula,  sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.25, è ripresa alle ore 19.32)

                 Presidenza del vicepresidente Formica

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, apprezzate  le  circostanze,  la
  seduta  è  rinviata a domani, mercoledì 13 luglio  2011,  alle  ore
  16.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     I  - Comunicazioni

     II   -   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3,  del
  Regolamento  interno, di interrogazioni e di  interpellanza  della
  rubrica:  Istruzione e formazione professionale :

     Interrogazioni:

     numero  243  - Risorse per il personale Co.Co.Co. impiegato  nel
     settore  della  pubblica istruzione in Sicilia, degli  onorevoli
     Donegani  Michele;  Marinello Vincenzo;  Di  Benedetto  Giacomo;
     Panepinto Giovanni; Raia Concetta; Digiacomo Giuseppe;

     numero 964 - Provvedimenti urgenti in merito alle vicende legate
     al  concorso  per dirigenti scolastici svolto in Sicilia,  degli
     onorevoli Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco;

     numero  1330  -  Notizie circa la riduzione di classi  nell'anno
     scolastico 2010/2011, presso l'Istituto di istruzione secondaria
     superiore  'Platone'  di Palazzolo Acreide (SR),  dell'onorevole
     Vinciullo Vincenzo;

     numero  1400 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza  dei
     plessi  scolastici  di Militello in Val di Catania  (CT),  degli
     onorevoli Falcone Marco; Pogliese Salvatore;

     numero 1848 - Iniziative per il pagamento delle retribuzioni del
     personale  della Fondazione C.A.S. di Aspra (PA), dell'onorevole
     Caputo Salvino;

     Interpellanza:

     numero  107  - Indicazioni in merito ai criteri di utilizzazione
     delle  risorse del Fondo sociale europeo destinate alla  Regione
     siciliana  per  il settennato 2007-2013, dell'onorevole  Ferrara
     Massimo.

     III  - Discussione del disegno di legge:

     - «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
     attività produttive» (numeri 605-242-362-577/a) (Seguito)
        Relatore: onorevole Caputo

                   La seduta è tolta alle ore 19.33

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

      Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Territorio e
                               Ambiente»

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   la  Sicilia  è  una  delle regioni italiane a  più  forte  rischio
  idrogeologico;

   i  comuni siciliani a rischio frane (dati della protezione civile)
  sono 273 con 200 mila cittadini a rischio;

   considerato che:

   secondo un rapporto dell'Agenzia del territorio in Sicilia ci sono
  ben 141 mila fabbricati abusivi;

   il  bilancio di quanto accaduto a Giampilieri (ME) è stato  di  31
  morti, 122 feriti, 1600 evacuati, 3000 edifici danneggiati e  oltre
  550 milioni di euro di danni;

   ritenuto che:

   la  Sicilia  è  una  delle regioni nelle  quali  manca  una  seria
  legislazione sulla sicurezza;

   il governo  del territorio è suddiviso tra troppi enti (protezione
  civile, comuni, regione, genio civile, etc.);

   per  sapere  quali iniziative siano state assunte per definire  le
  competenze dei vari enti, rendere obbligatori i piani di protezione
  civile e realizzare una direzione unica di governo del territorio».
  (1568)

   Risposta. - «Con nota prot. 9657 del 1/03/2011 il Presidente della
  Regione   ha  delegato  lo  scrivente  alla  trattazione  dell'atto
  ispettivo  in  oggetto, invitando il Dipartimento  regionale  della
  Protezione  Civile, a fornire ogni utile elemento di risposta.  Con
  nota  prot.  21255  del  19/5/2011  il  suddetto  Dipartimento   ha
  rappresentato quanto segue.
   In  materia di protezione civile, i compiti della Regione  possono
  essere inquadrati nell'ambito della seguente normativa:
   -  Legge  n.  225 del 24 febbraio 1992  Istituzione  del  servizio
  nazionale  della protezione civile , recepita dalla legge regionale
  n. 14 del 31 agosto 1998;
   -  Decreto legislativo n. 112 del 31 maggio 1998  Conferimento  di
  funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed  agli
  enti  locali, in attuazione del c. I della legge 15 marzo 1997,  n.
  59 , recepito dalla l.r. n. 14 del 31 agosto 1998;
   -  Direttiva  del  Presidente del Consiglio dei  Ministri  del  27
  febbraio  2004  e  ss.mm.ii.  Indirizzi operativi per  la  gestione
  organizzativa  e funzionale del sistema di allertamento  nazionale,
  statale  e  regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico  ai
  fini di protezione civile.
   L'art.  12  della  legge n. 225/92 attribuisce alle  Regioni,  tra
  l'altro, le competenze relative:
   - alla partecipazione, organizzazione e attuazione delle  attività
  di protezione civile;
   -  alla  predisposizione e attuazione dei programmi  regionali  di
  previsione  e  prevenzione  in  armonia  con  le  indicazioni   dei
  programmi nazionali.
   L'art.  108 del Decreto Leg.vo n. 112/98 attribuisce alle Regioni,
  tra l'altro, le funzioni relative:
   1.  alla predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione
  dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali;
   2.   all'attuazione  di  interventi  urgenti  in  caso  di   crisi
  determinata  dal  verificarsi o dall'imminenza  di  eventi  di  cui
  all'art.  2, comma 1, lettera b). della legge 24 febbraio 1992,  n.
  225, avvalendosi anche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
   3.  agli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di
  emergenza in caso di eventi calamitosi di cui all'art. 2, comma  1,
  lettera b), della legge n. 225 del 1992;
  4. all'attuazione degli interventi necessari per favorire il
  ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite da
  eventi calamitosi.
   La  direttiva  P.C.M. del 27/2/2004 riordina l'assetto  nazionale,
  statale e regionale in tema di previsione e prevenzione del rischio
  idrogeologico attribuendo le competenze:
   -della  previsione, alla rete dei Centri Funzionali  (nazionale  e
  decentrati),  strutture  che hanno il  compito  di  predisporre  le
  previsioni  meteorologiche e i conseguenti Avvisi di  Criticità  ai
  fini di protezione civile;
  -della prevenzione, alle Regioni che devono, in conseguenza degli
  Avvisi di criticità emessi dal Centro funzionale Decentrato, far
  corrispondere ai summenzionati livelli di criticità adeguati
  livelli di allerta da diffondere adeguatamente, promuovendo nel
  contempo le procedure per l'applicazione della pianificazione di
  protezione civile a livello comunale, intercomunale e provinciale.
   Inoltre,  la   citata  Direttiva individua  il  Centro  Funzionale
  Decentrato,  insieme all'autorità di Bacino e al Registro  Italiano
  Dighe,   quale  organismo  costituente  l'Autorità  di  comando   e
  Controllo  per il controllo delle procedure connesse  alle  manovre
  delle   opere   di  scarico  delle  dighe  di  ritenuta   e   delle
  consequenziali azioni di protezione civile a salvaguardia dei  beni
  e delle persone lungo i fiumi emissari.
   La  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  mediante  atti  di
  indirizzo  (Circolari  e  note da parte del Dipartimento  Nazionale
  della protezione Civile), ha più volte sottolineato che:
   -  l'attività di pianificazione di protezione civile  deve  essere
  rivolta  prioritariamente  alle aree  individuate  nel  PAI  non  è
  sufficiente  per  le finalità di protezione civile (Comunicato  del
  27/10/2006  -  GU  n.  259  del  7/11/2006;  Direttiva  P.C.M.  del
  5/10/2007  -  GU  n.  240  del  15/10/2007;  Direttiva  P.C.M.  del
  27/10/2008  -  GU  n. 268 del 15/11/2008) in quanto  i  criteri  di
  classificazione del rischio sono incompatibili con le situazioni di
  criticità più ricorrenti;
   -  è  importante  che  le Regioni promuovano la  costituzione  dei
  presidi   territoriali,   ex  Direttiva   P.C.M.   del   27/2/2004,
  nell'ambito  di una complessiva attività orientata alla prevenzione
  del rischio idrogeologico.
   Il  Dipartimento Regionale della Protezione Civile  ha  da  sempre
  promosso  la  redazione,  da parte dei  Sindaci  e  delle  Province
  regionali, di piani di Protezione civile.
   In  occasione delle emergenze nella quali il Dipartimento ha avuto
  un   ruolo   nella  gestione  dei  Centri  Operativi,  sono   stati
  predisposti   Piani   speditivi   quale   contributo    a    favore
  dell'organizzazione della prevenzione dei rischi,  fornendo  quindi
  agli  Enti  locali gli strumenti di base per potere  operare  nelle
  fasi post-emergenziali.
   Nel  rispetto della normativa sopra richiamata, sono stati redatti
  gli atti di indirizzo in materia:
   -  Linee  guida  per  la  predisposizione  dei  piani  comunali  e
  provinciali in tema di rischio idrogeologico, versione 2008;
   -  Circolare  del Presidente della Regione n. 1722 del  14/1/2008:
  attività  comunali e intercomunali di protezione civile  -  impiego
  del volontariato - art. 108, Dlgs. N. 112/98;
   -  Circolare  20  novembre  2008:  Raccomandazioni  e  indicazioni
  operative di protezione civile per la prevenzione, la mitigazione e
  il  contrasto del rischio idrogeologico e idraulico - GURS n. 4 del
  23/1/2009;
   -   Piano   regionale   di  protezione  civile,   edizione   2010,
  deliberazione Giunta regionale n. 2 del 14 gennaio 2011;
   -  Linee Guida per la redazione dei piani comunali e intercomunali
  in  tema  di  rischio  idrogeologico,  versione  2010  -  DPRS  del
  27/1/2011 - GURS n. 8 del 18/2/2011.
   In merito al Centro Funzionale Decentrato della Regione Siciliana,
  la  delibera di Giunta Regionale n. 530 del 19/12/2006 ha stabilito
  che  tale  struttura  fosse incardinata nel Dipartimento  regionale
  della  Protezione  civile  con il concorso dell'Osservatorio  delle
  Acque  (Dipartimento  Acque e Rifiuti)  e  del  Dipartimento  delle
  Foreste.  Ad  oggi, il Centro Funzionale Decentrato è  in  fase  di
  costituzione e il Dipartimento regionale della Protezione civile si
  limita,  ai  sensi della Circolare del 20/11/2008, a elaborare  gli
  Avvisi  di  Protezione Civile, pubblicati sul sito istituzionale  o
  inoltrati  agli enti locali che vengono altresì informati  mediante
  SMS.
   Gli  aspetti  inerenti  la  protezione  civile  sono  complessi  e
  delicati: poiché molte delle attività di questo Dipartimento  hanno
  un  immediato  riscontro nella società civile  è  indubbio  che  le
  criticità  del  territorio  che comportano  situazioni  di  rischio
  idrogeologico (geomorfologico e idraulico) devono essere analizzate
  con   criteri  e  strumenti  che  rispondano  alle  esigenze  della
  protezione  civile i quali, è bene precisarlo, sono  differenti  da
  quelli  normalmente  adottati dagli altri Dipartimenti  e  ben  più
  rigorosi.
   L'attività   di   prevenzione  (a  cura  del   Centro   Funzionale
  Decentrato)    comporta   un'analisi   comparata    con    adeguata
  modellistica, dei fattori predisponenti e dei fattori innescanti le
  diverse  categorie  di  dissesto  geomorfologico  e  idraulico;  al
  riguardo, il Dipartimento regionale della Protezione Civile  ha  in
  corso  l'attuazione di alcune linee di intervento del PO FESR 2007-
  2013  per dotare la Regione siciliana degli strumenti di conoscenza
  adeguati allo scopo.
   Per  quanto  concerne  la prevenzione non  strutturale  (Piani  di
  Protezione  civile, Presìdi territoriali, Monitoraggio) la  Regione
  ha  emanato atti di indirizzo che individuano percorsi e  procedure
  volte alla predisposizione e preparazione del sistema regionale  di
  protezione civile.
   Ad  ogni  buon  fine  si  allega copia della  succitata  nota  del
  Dipartimento  regionale della Protezione Civile,  prot.  21295  del
  19/5/2011.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                        L'Assessore
                                              dott.          Calogero
                                              Gianmaria Sparma

   MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   nella  GURS  del 18 marzo 2001 è stato pubblicato  il  decreto  18
  febbraio  2011  con  il quale è stata indetta  una  'Selezione  per
  titoli  per  il  conferimento dell'incarico di  direttore  generale
  dell'Agenzia  regionale  per  la  protezione  dell'ambiente   della
  Sicilia per il quinquennio 2011/2016';

   il  decreto presenta forti anomalie, soprattutto per le  rilevanti
  difformità  rispetto  alle norme che disciplinano  la  fattispecie,
  talmente  palesi da lasciar supporre che il bando possa  celare  il
  tentativo di consentire a qualcuno non in possesso dei requisiti di
  legge  di  poter  partecipare e di poter essere nominato  direttore
  dell'ARPA;

   l'oggetto  del bando è una selezione 'per titoli',  ma  in  realtà
  esso  non individua alcuna procedura per la valutazione dei  titoli
  che  si  dovrebbe  sostanziare in una  graduatoria  finale,  mentre
  affida  all'Assessore per il territorio e per l'ambiente una scelta
  comparativa,  di  carattere discrezionale,  tra  tutti  coloro  che
  avranno risposto al bando;

   per  l'individuazione  di tale procedura il bando  fa  riferimento
  all'articolo 19, comma 1, della legge regionale n. 5/2009 che,  per
  la  verità,  disciplina la procedura per la  nomina  dei  direttori
  generali  delle  strutture sanitarie, con le quali forzosamente  si
  tende ad identificare l'ARPA, che è chiamata piuttosto ad occuparsi
  di protezione ambientale;

   la  norma sopra citata prevede espressamente che l'Assessore  (per
  la  sanità) debba valutare che venga 'accertata la coerenza  tra  i
  requisiti  posseduti e le funzioni da svolgere anche in riferimento
  al  possesso  del  diploma  di laurea, al possesso  di  qualificata
  esperienza  professionale  di direzione tecnica  ed  amministrativa
  svolta  in piena aderenza con i limiti temporali indicati e con  le
  modalità previste, la reale corrispondenza delle strutture  dirette
  con la tipologia richiesta per le strutture da dirigere';

   l'articolo 90 della legge regionale 3 maggio 2001, n.  6,  che  ha
  istituito  l'ARPA,  espressamente prevede che tra  i  requisiti  in
  possesso  del direttore dell'ARPA ci sia la 'comprovata  esperienza
  in   materia  di  protezione  ambientale'  ed  omogeneamente   tale
  requisito   è   previsto  dall'articolo  3   del   regolamento   di
  organizzazione dell'ARPA, approvato con decreto n. 165 dell'1/6/05;

   nell'avviso  pubblico  allegato  al  bando,  tra  i  requisiti  di
  ammissione   non  viene  in  alcun  modo  prevista  la  'comprovata
  esperienza  in  materia  di protezione ambientale',  indispensabile
  considerata  l'attività  che l'ARPA è chiamata  a  svolgere,  né  è
  prevista  la 'reale corrispondenza delle strutture dirette  con  le
  tipologie richieste per le strutture da dirigere';

   considerato  che  in  tal  modo  è possibile  che  venga  nominato
  direttore  dell'ARPA,  in violazione alle norme,  un  soggetto  che
  abbia  titolo  di  studio  generico  e  che  nella  sua  esperienza
  professionale abbia diretto soltanto strutture pubbliche o  private
  di minuscole dimensioni, dando origine così anche a futuri ed assai
  prevedibili  contenziosi  che potrebbero  bloccare  la  nomina  del
  direttore dell'ARPA per lungo tempo;

   per  sapere  se  non  ritengano necessario ritirare  il  bando  ed
  emanare un avviso pubblico aderente alle disposizioni di legge  che
  disciplinano la nomina del direttore dell'Agenzia regionale per  la
  protezione dell'ambiente». (1807)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  rappresenta,  preliminarmente, che l'avviso pubblico relativo  alla
  selezione per titoli e il conseguente conferimento dell'incarico di
  Direttore   Generale  dell'Agenzia  regionale  per  la   protezione
  dell'ambiente  della Sicilia (A.R.P.A), valido per  il  quinquennio
  2011/2016,  è  stato approvato con D.A. n. 20/Gab del  18  febbraio
  2011  che  ha  richiamato tutte le norme riguardanti l'oggetto  del
  conferimento  del  suddetto incarico, in  particolare  la  l.r.  n.
  6/2001  art.  90 e il D.A. n. 165 dell'1.06.2005, con  il  quale  è
  stato  approvato  il  regolamento di organizzazione  dell'ARPA;  il
  suddetto avviso è stato pubblicato nella GURS del 18 marzo 2011.
   In  merito  alle  osservazioni  mosse  con  l'atto  ispettivo,  si
  rappresenta quanto segue.
   Appare necessario far rilevare che l'avviso de qua, non è un bando
  per   pubblico  concorso,  piuttosto  un  atto  per  fornire   allo
  scrivente,  cui compete la scelta definitiva, un elenco  di  coloro
  che  sono  in  possesso  delle caratteristiche  professionali,  già
  stabilite dalle norme, per ricoprire l'incarico proposto.
   L'art. 90 della l.r. n. 6 del 3 maggio 2001 stabilisce al comma 6,
  lett.  a)  che  il  Direttore dell'ARPA è  nominato  dall'Assessore
  regionale  per il territorio e l'ambiente tra soggetti in  possesso
  di  idoneo diploma di laurea e di comprovata esperienza in  materia
  di protezione ambientale.
   Il  regolamento  sull'assetto organizzativo dell'ARPA  Sicilia  ha
  provveduto   a  disciplinare  più  compiutamente  quanto   previsto
  dall'art. 90 della l.r. n. 6/2001. Ed infatti l'art. 3 del suddetto
  regolamento disciplina la figura del Direttore Generale  stabilendo
  che   Il Direttore Generale è nominato dall'Assessore regionale per
  il   territorio  e  l'ambiente  tramite  selezione,  previo  avviso
  pubblico, tra soggetti in possesso di idoneo diploma di laurea e di
  comprovata  esperienza  in  materia di protezione  ambientale.  Gli
  aspiranti  direttori  generali... devono dimostrare  di  essere  in
  possesso  di esperienza almeno quinquennale di direttore tecnico  o
  amministrativo  in  enti,  aziende, strutture  pubbliche,  private,
  svolta nei dieci anni precedenti la pubblicazione dell'avviso  .
   Dalle  suddette  disposizioni emerge con  chiarezza  come  l'unico
  organo  competente  alla  nomina  del  Direttore  Generale  sia  lo
  scrivente che, assicurando il rispetto del principio di trasparenza
  e  buon  andamento della P.A., ha provveduto a pubblicare  l'avviso
  per  una  selezione tra soggetti in possesso di specifici requisiti
  che la normativa in materia già prevede.
   La scelta, pertanto, che il sottoscritto effettuerà tra i soggetti
  che  abbiano presentato le domande di partecipazione, sarà  operata
  previo accertamento della sussistenza dei requisiti richiesti dalla
  legge e dal Regolamento dell'ARPA in capo al soggetto scelto.
   Diverse  pronunce del Consiglio di Stato hanno, peraltro, chiarito
  che,  per  quanto riguarda il reclutamento della dirigenza,  questo
  avviene   in   forza  di  una  scelta  tra  soggetti  che   abbiano
  qualificazione   adeguata  al  grado,  alla  complessità   e   alla
  delicatezza delle funzioni inerenti all'Ufficio.
   Si  evidenzia  come  le  nomine  degli  organi  di  vertice  delle
  amministrazioni si configurano come provvedimenti  da  adottare  in
  base a criteri eminentemente fiduciari, comportando una scelta  tra
  soggetti in possesso dei prescritti titoli specifici.
   La   nomina  del  Direttore  Generale  dell'ARPA,  pertanto,  sarà
  effettuata  mediante  selezione  tra  candidati  in  possesso   dei
  requisiti previsti dal comma 6, lettera a), dell'articolo 90  della
  l.r.  n.  6  del  3  maggio  2001  e dall'art.  3  del  Regolamento
  dell'ARPA.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

   L'Assessore
                                                                dott.
  Calogero Gianmaria Sparma

                  Rubrica «Infrastrutture e Mobilità»

   INCARDONA . - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   con  decreto  del  dirigente generale del  dipartimento  regionale
  trasporti   e   comunicazioni  e  del  ragioniere  generale   della
  Ragioneria  generale della Regione siciliana del  28  luglio  2009,
  veniva dato 'incarico all'Istituto Cassiere di provvedere a partire
  dal   17   agosto  2009  oltre  che  al  rilascio  della   ricevuta
  dell'avvenuto  pagamento  anche  al  rilascio  del   tagliando   di
  revisione   secondo   le   vigenti   specifiche,   integrato    con
  l'intestazione  Regione  siciliana - Dipartimento  comunicazioni  e
  trasporti';

   la  circolare dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni  e
  dei trasporti del 18 agosto 2009, n. 5, dava attuazione al suddetto
  decreto,  definendo, tra l'altro, le caratteristiche dei  tagliandi
  di  revisione  emessi  e  illustrando le  modalità  di  accesso  al
  servizio  di  verifica dell'autenticità dei tagliandi di  revisione
  emessi  dalle  imprese di autoriparazione aventi sede  in  Sicilia,
  dandone comunicazione, tra l'altro, alle forze di polizia;

   la   nota   del  dirigente  generale  del  Dipartimento  regionale
  trasporti  e  comunicazioni della Regione siciliana del  25  agosto
  2009,  protocollo n. 471, comunicava al Ministero dei trasporti  il
  contenuto  dei  suddetti provvedimenti e si richiede  al  Ministero
  stesso  un  incontro  al  fine di stabilire le  modalità  operative
  concernenti  la  'necessaria integrazione' dei dati  relativi  alle
  revisioni  effettuate in Sicilia dalle imprese  di  autoriparazione
  'con quelli contenuti nel data base nazionale';

   considerato che:

   in  data 15 dicembre 2010, la Corte costituzionale con sentenza n.
  369 del 2010 ha dichiarato che non spetta alla Regione siciliana il
  potere  di  stabilire  in  concreto  le  modalità  operative  e   i
  protocolli  di  funzionamento  del  sistema  informativo   indicato
  dall'art.  2-ter  del  decreto del Presidente della  Repubblica  17
  dicembre  1953,  n. 1113 (Norme di attuazione dello  Statuto  della
  Regione   siciliana  in  materia  di  comunicazioni  e  trasporti),
  attinenti  esclusivamente alle modalità di rilascio del  tagliando,
  anche   in   considerazione   della  circostanza   che   la   Corte
  costituzionale,  nella pronuncia n. 2369/2010, non  è  entrata  nel
  merito, in quanto i ricorsi presentati dalla Regione siciliana  nei
  confronti  dello  Stato  per conflitto di attribuzione  sono  stati
  dichiarati  inammissibili per difetto di notifica ed anche  per  la
  mancata reiterata
   impugnazione del provvedimento originario, circostanza questa  che
  evidenzia una manifesta e grave negligenza sulla quale è necessario
  esperire gli opportuni accertamenti, annullando di conseguenza:  a)
  il  decreto  del  dirigente  generale  del  Dipartimento  regionale
  trasporti   e   comunicazioni  e  del  ragioniere  generale   della
  Ragioneria generale della Regione siciliana del 28 luglio 2009;  b)
  la  circolare  dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni  e
  dei  trasporti  del 18 agosto 2009, n. 5; c) la nota del  dirigente
  generale del Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni della
  Regione siciliana del 25 agosto 2009, protocollo n. 471;

   visto che:

   la  nota n. prot. 107111 del 29/12/2010 dell'Assessorato regionale
  delle  infrastrutture e dei trasporti fa cessare, a far data dal  2
  gennaio  2011,  l'attività affidata con il  decreto  del  dirigente
  generale   del  dipartimento  regionale  dei  trasporti   e   delle
  comunicazioni e del ragioniere generale della Regione siciliana del
  28  luglio  2010  al Banco di Sicilia - UniCredit  group  (Istituto
  Cassiere), ai fini del tagliando, che però impone l'obbligo per gli
  operatori di versare le somme sul ccp intestato al Ministero  delle
  infrastrutture  attraverso esclusivamente  Poste  Italiane  s.p.a.,
  circostanza questa oggetto di 3 segnalazioni negative dell'Autorità
  garante per la concorrenza e per il mercato;

   la  nota n. prot. 106994 del 29/12/2010 e la nota prot. 107849 del
  31/12/2010  dell'Assessorato regionale delle infrastrutture  e  dei
  trasporti  che  ribadiscono che, nell'esercizio delle  attività  di
  autorizzazione e di controllo sui centri di revisione  operanti  in
  Sicilia,  la  Regione siciliana sostiene un onere  finanziario,  in
  termini di risorse umane e strumentali, per il quale non è previsto
  nessun ristoro;

   ritenuto che la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i
  ricorsi  (per  difetto di notifica) per conflitto  di  attribuzione
  proposti  della Regione siciliana nei confronti dello  Stato  e  di
  conseguenza  non  si  è  pronunciata sulla  spettanza  dei  diritti
  versati dall'utenza per le operazioni di revisione;

   per sapere:

   quali azioni si intendano intraprendere affinché i diritti versati
  dall'utenza per le operazioni di revisione dei veicoli sino  a  3,5
  tonn.,  effettuate  dalle officine di autoriparazione  operanti  in
  Sicilia,  vengano effettivamente incassati dalla Regione siciliana,
  che  svolge  l'attività di accertamento dei requisiti  al  rilascio
  della  concessione, i previsti controlli documentali,  l'assistenza
  amministrativa,  le visite ispettive periodiche e  quant'altro  per
  assicurare   un  corretto  e  regolare  espletamento  dell'attività
  affidata  alle  imprese, con proprio personale e  beni  strumentali
  all'uopo destinati;

   quali   azioni   si   intendano  intraprendere  per   ripristinare
  l'operatività dell'istituto cassiere della Regione siciliana per la
  riscossione  dei diritti versati dagli utenti per le operazioni  di
  revisione  dei  veicoli  e  se la nuova operatività  del  Ministero
  infrastrutture  con  Poste  Italiane s.p.a.  abbia  comportato  una
  maggiorazione   della   commissione  applicata   all'utenza   sulle
  operazioni». (1617)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1617  a  firma
  dell'onorevole  Incardona, cui si risponde sulla base  di  elementi
  acquisiti  per  il tramite del Dirigente Generale del  Dipartimento
  Infrastrutture, mobilità e trasporti, si rappresenta che:
   La  Regione  Siciliana,  come  è noto,  esercita  nell'ambito  del
  proprio territorio, ai sensi del Decreto Legislativo 11/09/2000, n.
  296,  recante   norme  di attuazione dello  Statuto  della  Regione
  siciliana   recanti  modifiche  ed  integrazioni  al  decreto   del
  Presidente  della Repubblica 17 dicembre 1953, 1113, in materia  di
  comunicazioni   e   trasporti ,  le  competenze   in   materia   di
  comunicazioni  e trasporti regionali, nonché tutte le  attribuzioni
  degli organi periferici dello Stato in materia di motorizzazione.
   La  Corte  costituzionale, con sentenza  n.  369  del  15/12/2010,
  depositata il 22/12/2010  ha:
   -  dichiarato che non spetta alla Regione Siciliana il  potere  di
  stabilire  in  concreto le modalità operative  e  i  protocolli  di
  funzionamento del sistema informativo indicato dall'art. 2 ter  del
  Decreto  del  Presidente della repubblica n. 1113  del  17/12/1953,
  (Norme  di  attuazione  dello statuto della  regione  siciliana  in
  materia  di  Comunicazione  e Trasporti),  introdotto  con  Decreto
  Legislativo 11/9/2000, n. 296;
   -  annullato di conseguenza: 1) il decreto del Dirigente  Generale
  del   Dipartimento  regionale  Trasporti  e  Comunicazioni  e   del
  Ragioniere  Generale e della Ragioneria Generale della regione  del
  28/7/2009;  2)  la  circolare dell'Assessorato  del  Turismo  delle
  comunicazioni  e  dei Trasporti n. 5 del 18/08/2009;  la  nota  del
  Dirigente   Generale   del  Dipartimento  Regionale   Trasporti   e
  Comunicazioni prot. 471  del 25/08/2009;
   - dichiarato inammissibili, poiché tardivi i ricorsi per conflitto
  di  attribuzione  proposti dalla Regione  Siciliana  nei  confronti
  dello  Stato in relazione: 1) alla nota del Ministero dell'Economia
  e  delle  Finanze, Dipartimento Ragioneria Generale dello  Stato  -
  Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni
  del  24/010/2008  n.111774;  2)  al  Decreto  del  Ministero  delle
  Infrastrutture  e dei Trasporti - Dipartimento per i  Trasporti  la
  Navigazione ed i Sistemi Informativi e statistici del 10/07/2009 n.
  3662;  3) alla Circolare del Ministero delle Infrastrutture  e  dei
  Trasporti  -  Dipartimento  per i Trasporti  la  Navigazione  ed  i
  Sistemi Informativi e statistici del 10/07/2009 R.U. 70058;  4)  al
  Decreto  del Ministro dei Trasporti del 5/3/2008, n. 66T;  e)  alla
  nota  del  Ministero  delle  Infrastrutture  e  dei  Trasporti  del
  14/09/2009 n. 75/RC.
   Pertanto,  pur  non entrando nel merito specifico della  spettanza
  delle  entrate, di fatto, la Consulta ha stabilito che  l'eccezione
  dello  Stato, a mente della quale  la spettanza dello  Stato  delle
  entrate  che  ne  sono oggetto non può più essere  contestata     è
  fondata.
   Sulla   base   della  richiamata  sentenza,  il  Dipartimento   ha
  predisposto  l'allegata circolare del 29/12/2010 prot.  n.  107111.
  Tale  circolare è stata gravata di ricorso innanzi  al  TAR  Lazio,
  Sezione terza ter, rispetto al quale l'Amministrazione ha svolto le
  difese di cui all'allegata memoria.
   In  sede  di  giudizio  cautelare, il TAR ha ritenuto  fondata  la
  posizione espressa dall'Assessorato, condannando la ricorrente alle
  spese di giudizio.
   Inoltre,  la  Giunta  regionale  con  deliberazione  n.  499   del
  30/12/2010 ha istituito un tavolo tecnico tra Assessorato regionale
  delle  infrastrutture  e  della Mobilità ed  Assessorato  regionale
  dell'Economia  per  valutare  le conseguenze  finanziarie,  per  la
  Regione, prodotte dalla Sentenza della Corte costituzionale n.  369
  del 15 dicembre 2010.
   Il   tavolo  tecnico  ha  concluso  i  lavori  predisponendo   una
  relazione,   con  la  quale,  dopo  aver  valutato  le  conseguenze
  finanziarie  che  ne  discendono per la  Regione  siciliana  e  che
  nell'immediato afferiscono ai minori introiti in entrata per l'anno
  2011  e  per  i successivi esercizi, nonché gli eventuali  maggiori
  oneri  derivanti  dall'eventuale versamento  di  quanto  incamerato
  dalla  Regione negli anni 2009 e 2010 per le operazioni tecniche  e
  tecnico-amministrative svolte dagli uffici di cui all'art. 2, comma
  1,  del  decreto legislativo 11 settembre 2000, n. 296,  trasferiti
  alle    dipendenze    della   Regione   Siciliana    (diritti    di
  motorizzazione),  ha  espresso l'avviso che,  "acquisito  eventuale
  parere legale, ove ritenuto necessario, venga intrapresa ogni utile
  iniziativa,  nei  confronti  degli  organi  centrali  dello  Stato,
  finalizzata  ad  ottenere  il  ripristino  del  gettito  all'erario
  regionale relativo ai diritti in argomento, anche avviando l'intesa
  tra il Governo e il Presidente della Regione per dare attuazione al
  disposto normativo dell'art. 2 quater del D.P.R. 17 dicembre  1953,
  n. 1113".
   Tra  le  azioni  avviate  dal  ramo di  Amministrazione  cui  sono
  preposto,  al  fine  di  far riconfluire nelle  casse  regionali  i
  diritti  relativi  alle  revisioni  effettuate  dalle  officine  di
  autoriparazione  della Sicilia o quanto meno  affinché  la  Regione
  possa  ottenere,  da parte dello Stato, il ristoro  dovuto  per  le
  attività in materia di motorizzazione civile espletate dai  Servizi
  provinciali  della  M.C.  della Sicilia  si  elencano  le  seguenti
  iniziative:
   - Con nota n. 19948 del 2 marzo 2011, il sottoscritto ha richiesto
  al  sig. Presidente della Regione la ricostituzione del Comitato di
  coordinamento,  con  componenti ministeriali e  regionali,  di  cui
  all'art.  3  del  d.lgs. 11 settembre 2000, n. 296, essenziale  per
  assicurare   il   più  efficace  coordinamento  tra   le   attività
  dell'Amministrazione statale e di quella regionale in  ordine  alle
  funzioni trasferite, non potendo essere ogni diversa determinazione
  assunta  unilateralmente  dalla Regione  senza  dar  luogo  ad  una
  violazione del giudicato costituzionale.
   Alla  luce dei contenuti della sentenza della Corte costituzionale
  sopra   richiamata,  non  è  attualmente  possibile    ripristinare
  l'operatività dell'istituto cassiere della Regione siciliana per la
  riscossione  dei  diritti dovuti dall'utenza per le  operazioni  di
  revisione,  infatti  tale  procedura  si  realizza  necessariamente
  attraverso la smaterializzazione dei bollettini postali con i quali
  effettuare il pagamento. Sul punto così si esprime la Consulta   Lo
  Stato  lamenta la lesione di diverse sue competenze costituzionali,
  fra  cui quelle fissate dall'art. 1, commi 2 e 4, e dall'art. 2-ter
  del  DPR n. 1113 del 1953. Tali parametri sarebbero violati perché:
  omissis   ;  b)  gli atti impugnati pongono in essere  una  propria
  distinta procedura informatizzata per l'accertamento dei diritti di
  motorizzazione attraverso la «smaterializzazione dei bollettini  di
  conto  corrente  postale».  La censura è fondata,  con  conseguente
  assorbimento  delle  altre censure proposte . Ne  deriva  l'obbligo
  conformativo a carico della Regione.
   In  merito  alle commissioni applicate all'utenza sulle operazioni
  di revisione dei veicoli si comunicano i seguenti dati:
   singolo versamento con il portale di Unicredit Group (ex Banco  di
  Sicilia)   1,55
   singolo versamento con il portale di poste italiane   1,70
   singolo versamento cartaceo in c.c. postale   1,80.
   Si  evince  una  maggiorazione della  commissione  utilizzando  il
  portale di poste italiane rispetto a quello di Unicredit Group».

   L'Assessore

   Carmelo Pietro Russo

   Richiesta formalizzata ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento
                               interno:

   «Ai  sensi  dell'articolo 101, del vigente Regolamento interno,  i
  sottoscritti  deputati propongono la questione  pregiudiziale  alla
  trattazione  della  mozione  di  censura  numero  244,  poiché   la
  trattazione  della  stessa  costituisce  grave  nocumento  per  gli
  effetti  deformanti, inevitabili, del dibattito  sulla  possibilità
  che  alla Regione vengano riconosciuti da parte dello Stato i fondi
  FAS per il pagamento delle rate di mutuo autorizzate dallo Stato in
  applicazione del piano di rientro».

      MUSOTTO-CRACOLICI-CAPPADONA-ADAMO-SAVONA-RINALDI-BONOMO-
     CRISTAUDO