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Resoconto d'Aula della Seduta n. 271 di mercoledì 13 luglio 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LO  GIUDICE,  segretario f.f., dà lettura  del  processo  verbale
  della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Faraone, Bonomo e  Musotto
  sono in congedo per la presente seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per i beni culturali:

   N.  1192 - Notizie sulla chiusura della Villa romana di Marina di
  Patti (ME).
   Firmatari: Corona Roberto

   N.  1541 - Notizie in merito ai criteri e alle procedure adottate
  per l'adozione dei piani paesaggistici provinciali.
   Firmatari:   Vinciullo   Vincenzo;   Caputo   Salvino;    Cordaro
  Salvatore;  Dina  Antonino;  Beninati  Antonino;  Catalano  Santo;
  Gentile  Luigi; Ragusa Orazio; Pogliese Salvatore; Falcone  Marco;
  Mineo Francesco

   da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:

   N.  1488 - Iniziative per scongiurare i drastici tagli decisi  da
  Trenitalia in Sicilia.
   Firmatari: Pogliese Salvatore; Buzzanca Giuseppe; Falcone  Marco;
  Vinciullo Vincenzo

   N.  1618  - Chiarimenti sulle iniziative a sostegno del trasporto
  ferroviario in Sicilia.
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   N.  1688  - Interventi per  migliorare  il  trasporto ferroviario
  nella provincia di Messina.
   Firmatario: Catalano Santo

   da parte dell'Assessore per il Territorio e l'ambiente:

   N.   1372   -   Iniziative  per  impedire  il   prosieguo   della
  lottizzazione abusiva nel territorio di Noto (SR), c.da Busulmone.
   Firmatario: De Benedictis Roberto.

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.
                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico il seguente parere reso in data  12  luglio
  2011    dalla   competente   Commissione   legislativa    Attività
  produttive' (III):

   -  Richiesta  di parere ex articolo 65 della legge  regionale  n.
  9/2009. Decreto di approvazione della direttiva per la concessione
  ed erogazione dei contributi ai Centri commerciali naturali. Linea
  d'intervento 5.1.3.3 del P.O. Fesr 2007-2013.  (n. 164/III)
     inviato in data 13 luglio 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale

   N. 1986 - Notizie sui lavori di ripristino del porto turistico di
  Riposto (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Pogliese Salvatore

   N.  1987 - Interventi in favore dei malati di distrofia muscolare
  di Duchenne e Becher.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1988  -  Criteri  adottati  per  la  distribuzione,  su  base
  provinciale,  dei  fondi  del  bando 'Percorsi  formativi  per  il
  rafforzamento  dell'occupabilità  della  forza  lavoro   siciliana
  periodo 2012/2014'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1989  -  Attivazione  di iniziative di  sostegno  al  settore
  agroalimentare  in  Sicilia,  colpito  dalla  crisi  dovuta   alla
  diffusione del batterio 'escherichia coli'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   con richiesta di risposta scritta

   N. 1985 - Chiarimenti in ordine alla formazione della graduatoria
  generale degli 'autisti-soccorritori'  ed iniziative conseguenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Pantuso Salvino.

   Avverto  che le interrogazioni testé annunziate sarà  inviata  al
  Governo.

     Comunicazione relativa al calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Con  riferimento  al  comunicato  dei  lavori  della
  Conferenza  dei Presidenti del Gruppi parlamentari del  12  luglio
  2011,  preciso  che,  relativamente al corrente  mese  di  luglio,
  l'Aula terrà seduta da martedì 19 a giovedì 21 e da  martedì 26  a
  giovedì 28.

   L'Assemblea ne prende atto


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
       interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                 Istruzione e formazione professionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  ai  sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno   di   interrogazioni   ed  interpellanze   della   rubrica
   Istruzione e formazione professionale .


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  intervengo  brevemente  e senza alcun intento  polemico.  Quanto  è
  accaduto  ieri, al momento della presentazione della  pregiudiziale
  da  parte  dell'onorevole  Musotto, circa  la  mozione  di  censura
  relativa  alla  sanità', resta per noi un vulnus, da ieri  a  oggi,
  assolutamente inalterato; tra l'altro abbiamo appreso dai  giornali
  che  qualche collega prestigioso di quest'Aula, che regge l'attuale
  maggioranza, ha parlato di rinvio della mozione a settembre.
   Vogliamo dare a questi colleghi il beneficio della buona fede,  ma
  vogliamo ricordare agli stessi colleghi che la pregiudiziale ha  di
  fatto  eliminato il punto all'ordine del giorno che  oggi  possiamo
  dire,  senza  tema di smentita, essere stato eliminato  dall'ordine
  del giorno, quanto meno rinviato sine die.
   Siccome   per  noi  il  problema  dell'agibilità  democratica   in
  quest'Aula resta assolutamente inalterato, perché riteniamo che  le
  prerogative dell'opposizione per le ragioni espresse già  ieri  dai
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari  e che qui non sto  a  ribadire
  perché sono ben registrate e sono state espresse, per altro, in una
  conferenza  stampa  tenuta  stamani,  restano  appunto  inalterate,
  desidero  comunicare  al Presidente dell'Assemblea  che  il  Gruppo
  parlamentare  dei   Popolari di Italia Domani' non  parteciperà  ai
  lavori  dell'Aula  ribadendo  che  c'è  un  problema  di  agibilità
  democratica e chiediamo che la Presidenza se ne faccia carico.
   Soltanto  dopo che questo problema verrà affrontato e risolto,  il
  Gruppo parlamentare dei  Popolari di Italia Domani' tornerà in Aula
  a lavorare.

   CORONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CORONA.  Signor  Presidente, anch'io vorrei  ribadire  quanto  già
  dichiarato  ieri sera dal mio Capogruppo, onorevole   Leontini,  la
  posizione  del  gruppo  parlamentare del  PDL'  in  quest'Aula,  in
  merito  a  quanto accaduto ieri sera in relazione alla  mozione  di
  censura all'Assessore Russo.
   E'chiaro, signor Presidente, che non sfugge a nessuno il fatto che
  all'interno  di quest'Aula si sono scritte delle bellissime  pagine
  di  politica,  ma qualche volta la politica butta al  di  là  dello
  steccato  il  proprio cuore sia per fatti positivi  che  per  fatti
  negativi.
   Credo che ieri sera non abbiamo raggiunto l'optimum all'interno di
  quest'Aula  e  abbiamo,  con una sorta di  atteggiamento  da  parte
  dell'attuale maggioranza, soffocato un libero dibattito che  poteva
  essere  utile per far conoscere a tutti i siciliani lo stato  della
   sanità' nella nostra regione.
   E'  chiaro,  signor Presidente, che non possiamo,  all'interno  di
  quest'Aula,  richiamarci ai precedenti, perché  questo  Parlamento,
  che tra l'altro è il Parlamento più antico d'Europa, ha decenni  di
  storia,  per  cui se ogni volta  dobbiamo richiamare i  precedenti,
  potremmo  commettere  una serie di errori  e  ripetere  errori  che
  certamente vanno corretti, tant'è che quest'Aula si è dotata di  un
  Regolamento  che  cerca di disciplinare i lavori e  soprattutto  di
  dare   agibilità  democratica  ad  una  istituzione  quale   quella
  dell'Assemblea regionale siciliana che, certamente, è  lo  specchio
  della nostra regione.
   E'  chiaro che il Regolamento è preciso, è puntuale e non credo ci
  sia  bisogno di riscrivere una parte di esso per dare una  corretta
  interpretazione.
   Mi  rifaccio,  in  via  di principio, alla questione  legata  alla
  responsabilità di ciascuno dei 90 parlamentari, ma soprattutto alle
  opposizioni   che   in   quest'Aula  devono   svolgere   un   ruolo
  fondamentale,  a  tutela e a garanzia del rispetto della  politica,
  delle regole, della democrazia e anche delle Istituzioni.
   All'interno  di quest'Aula ci siamo avvicendati oggi,  ieri  e  lo
  faremo anche domani e sono sicuro che chi oggi è in maggioranza può
  diventare opposizione e viceversa.
       Allora,  se  noi  non  ristabiliamo  questo  principio  e  non
  consentiamo a quest'Aula di affrontare i temi scottanti  di  questa
  regione,  e  che  questo  Governo ha il compito  ed  il  dovere  di
  affrontarli  e  risolverli, sicuramente non daremo  un  segnale  di
  grande  responsabilità e di grande sensibilità politica  ai  nostri
  concittadini.
   Signor  Presidente,  credo che in maniera responsabile  il  Gruppo
  parlamentare   del  PDL' si asterrà dal partecipare  ai  lavori  di
  quest'Aula  fino a quando non sarà affrontato questo  argomento,  e
  non  saranno ripristinate le regole della democrazia. O si riscrive
  il Regolamento e si dà un'interpretazione corretta, un adeguamento,
  così come è stato stabilito ieri sera in termini rapidi, oppure noi
  verremo  qui  soltanto  per assicurare la nostra  presenza  ma  non
  parteciperemo  ai lavori di quest'Aula fino a quando  non  verranno
  stabilite queste regole e questi principi democratici.
   Signor  Presidente, sono convinto che, qui, tutti noi  abbiamo  la
  consapevolezza che abbiamo commesso un errore ieri sera.
   Ognuno  deve  abituarsi a confrontarsi; avere  capacità  d'ascolto
  significa avere alta sensibilità politica e qui qualcuno ha mancato
  e   ha  dato  un  segnale  di  nervosismo,  di  inefficienza  e  di
  impreparazione  a  ricoprire  ruoli così  importanti  della  nostra
  Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vorrei chiarire che,  rispetto  a
  quanto  ieri  sera  è  stato deciso sia dalla  Commissione  per  il
  Regolamento e, poi, comunicato in Aula dal Presidente, non mi  pare
  sia opportuno riaprire il dibattito.
   Quindi,  se  è una richiesta sull'ordine dei lavori, concederò  la
  parola.   Se non è una richiesta sull'ordine dei lavori e si  vuole
  riaprire  la  discussione che ieri sera si è fatta, purtroppo,  non
  posso permettermi il lusso di concedere la parola.

   INCARDONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  proprio sull'ordine dei lavori per chiedere a questa Presidenza  di
  introdurre un argomento all'ordine del giorno, immediatamente,  che
  riveda  la  posizione di questo Parlamento rispetto ad un  problema
  grave  che è accaduto: proprio quello di ieri, perché ieri è  stato
  mortificato  il  Parlamento ed è stato mortificato  il  diritto  di
  tutti i parlamentari di esprimere la propria opinione. Quello che è
  accaduto  ieri  è una cosa veramente molto grave, tanto  più  grave
  considerato  il fatto che l'Assessore, appena uscito da quest'Aula,
  ha  iniziato  a dire che era pronto ad affrontare il  dibattito  in
  qualsiasi posto, in qualsiasi luogo e in qualsiasi ora, come a dire
  che lanciava una sfida al Parlamento e che, però, non accettava  il
  dibattito  dentro quest'Aula. E, quindi, questo è  veramente  molto
  grave  ed  io  penso  che  questo fatto è tanto  grave  che  questo
  Parlamento non può ignorare ciò che è accaduto ieri.
   E,  quindi, si chiede alla Presidenza di mettere subito all'ordine
  del  giorno  questo  argomento e di rivedere la composizione  della
  Commissione  per  il Regolamento, perchè i Gruppi  non  sono  tutti
  rappresentati  e  di mettere all'ordine del giorno, immediatamente,
  visto  che c'è stata questa interpretazione per noi sbagliata della
  norma, la revisione del Regolamento d'Aula.
   Atteso  e fino a quando questo non accadrà, il Gruppo parlamentare
   Forza  del  Sud' non parteciperà ai lavori d'Aula -  e  mi  voglio
  riferire  all'osservazione  di qualche  collega  -,  mantenendo  le
  schede lì, nella posizione in cui  si trovano, perché noi non siamo
  assenti, ma usciamo dall'Aula per non partecipare, per protesta, ai
  lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi vorrei ricordare che ieri  sera
  la  Presidenza ha chiarito e leggo testualmente:  Tuttavia, in sede
  di  Commissione  per il  Regolamento,  è stato evidenziato  che  la
  programmazione dei lavori, a seguito delle modifiche  regolamentari
  del  2003, e quindi successive allo specifico precedente richiamato
  del 2002, si riserva oggi, in maniera ancora più incisiva una quota
  di argomenti da trattare alle opposizioni.
   In  tal senso è stata richiamata la disciplina vigente alla Camera
  dei  Deputati (articolo 40 del Regolamento interno della Camera dei
  Deputati),  la  quale  cerca di contemperare gli  opposti  principi
  della  discussione  della pregiudiziale con  la  trattazione  degli
  argomenti  individuati  in sede di Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi.
   Questo   lo  dico  in  particolar  modo  all'onorevole  Incardona.
  Pertanto,  si  è  convenuto  di  dare  mandato  all'apposita  sotto
  Commissione  per il Regolamento di affrontare la problematica  oggi
  sollevata  in  Aula,  formulando  apposite  proposte  di  modifiche
  regolamentari.
   Tali  decisioni  sono  state assunte già ieri  sera,  e  la  sotto
  Commissione   procederà  con  alcune  proposte   di   modifica   al
  Regolamento.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
       interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                 Istruzione e formazione professionale'

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  all'ordine   del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno   di   interrogazioni   ed  interpellanze   della   rubrica
   Istruzione e formazione professionale
   Si procede con l'interrogazione n. 243 -  Risorse per il personale
  co.co.co.  impiegato  nel  settore  della  pubblica  istruzione  in
  Sicilia ,   degli  onorevoli  Donegani,  Marinello,  Di  Benedetto,
  Panepinto, Raia e Di Giacomo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale  e  l'emigrazione,
  premesso che:

   ad   oggi   migliaia   di   lavoratori  con  contratto   co.co.co.
  (collaborazione   coordinata  e  continuativa)  sono   riusciti   a
  mantenere  livelli  importanti  ed  essenziali  di  servizi   nella
  società;

   altresì, la maggior parte di essi svolge attività con alto  indice
  di professionalità acquisita e riconosciuta;

   considerato che:

   in  Sicilia  operano  490 lavoratori con contratto  co.co.co.  nel
  settore della pubblica istruzione;

   inoltre, detto personale opera nel settore già dal 1989 attraverso
  l'assunzione  da  un'apposita graduatoria predisposta  dall'ufficio
  provinciale del lavoro;

   tenuto conto che:

   nel  1996 detto personale è stato trasformato da ex art. 23 in LSU
  (lavoratori socialmente utili);

   altresì,  in  virtù delle competenze istituzionali in  materia  di
  pubblica   istruzione,  le  province  hanno  assegnato  490   unità
  lavorative  presso  le scuole siciliane, dove  allo  stato  attuale
  prestano la loro attività;

   ritenuto  che,  avendo  il  Governo nazionale  dichiarato  di  non
  disporre  della copertura finanziaria necessaria per  rinnovare  la
  continuità lavorativa prevista dalla legge 23 dicembre 2000, numero
  283  con  la conseguenza drammatica del licenziamento di  tutto  il
  personale,  è  stato  pregiudicato lo  stesso  funzionamento  degli
  istituti scolastici;

   per sapere:

   se,  alla  luce  di  quanto  esposto,  non  considerino  grave   e
  preoccupante   la  situazione  determinatasi  nei   confronti   dei
  lavoratori  con  contratto co.co.co. a seguito delle  dichiarazioni
  del  Ministro  dell'economia e delle finanze circa i  provvedimenti
  che intende adottare nella prossima finanziaria del 2009;

   se   non   ritengano  opportuno  intervenire  autorevolmente   nei
  confronti del Governo nazionale per introdurre nella prossima legge
  finanziaria del 2009 le necessarie risorse finanziarie, di circa 20
  milioni  di  euro, a copertura dei costi del personale co.co.co.  e
  garantire,  nella continuità, l'efficienza dei servizi nel  settore
  della pubblica istruzione» (243).

   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Signor Presidente, onorevoli deputati, si tratta  di
  una interrogazione che risale al 2008, ma è opportuno comunque dare
  una risposta.
   La  gestione del personale con contratto co.co.co., che in  questo
  momento  è  pari a 483 unità, è di competenza esclusiva,  onorevole
  Donegani,  dell'Ufficio  Scolastico Regionale  della  Sicilia.  Ciò
  premesso il MIUR aveva assicurato fino al II quadrimestre del  2011
  la  retribuzione  di  questo  personale mediante  l'assegnazione  e
  distribuzione   di   questo  stesso  personale   alle   istituzioni
  scolastiche.  Per  il periodo restante è stato modificato  però  il
  criterio di assegnazione per le risorse finanziarie, assumendo come
  parametro  l'accantonamento  dei posti del  corrispondente  profilo
  professionale di assistente amministrativo nella proporzione di uno
  a  due.  Ciò ha portato ad evidenti scompensi poiché il numero  dei
  posti  accantonati è di gran lunga inferiore a tale  rapporto,  per
  cui    molte    istituzioni   scolastiche,   secondo    la    stima
  dell'Assessorato,  non  potranno assicurare la  liquidazione  della
  retribuzione.
   Una corretta soluzione, che questo Assessorato in qualche modo  si
  propone,  è  quella  di  avviare da  subito  il  confronto  con  le
  organizzazioni  sindacali  per  una  distribuzione  razionale   dei
  lavoratori  nelle diverse scuole della Regione. Ad  oggi  però  non
  risulta  che  il  Ministero  abbia  impartito  istruzioni  su  tale
  questione,  e  comunque  sarà cura di codesto  Assessorato,  appena
  inizierà  il  nuovo  anno scolastico, intraprendere  gli  opportuni
  passi  presso l'Ufficio scolastico regionale e presso il  MIUR  per
  agevolare  una  soluzione  per tutto  il  personale  in  questione,
  sebbene va precisato che si tratti di una materia che relativamente
  rimane estranea alla competenza della Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Donegani   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   DONEGANI. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  per  assenza   dall'Aula   dei
  rispettivi  firmatari  le  interrogazioni  nn.  964   Provvedimenti
  urgenti  in  merito alle vicende legate al concorso  per  dirigenti
  scolastici svolto in Sicilia , degli onorevoli Vinciullo,  Falcone;
  1330   Notizie  circa  la riduzione di classi nell'anno  scolastico
  2010/2011,  presso  l'istituto di istruzione  secondaria  superiore
  'Platone'  di  Palazzolo  Acreide (SR) , dell'onorevole  Vinciullo;
  1400   Interventi  urgenti per la messa  in  sicurezza  dei  plessi
  scolastici  di  Militello in Val di Catania (CT) , degli  onorevoli
  Falcone,  Pogliese   e  1848  Iniziative  per  il  pagamento  delle
  retribuzioni del personale della fondazione C.A.S. di Aspra  (PA) ,
  dell'onorevole   Caputo  Salvino,  si  intendono   presentate   con
  richiesta di risposta scritta.

   Si procede allo svolgimento dell'interpellanza n. 107  Indicazioni
  in  merito  ai  criteri di utilizzazione delle  risorse  del  fondo
  sociale  europeo destinate alla Regione siciliana per il settennato
  2007-2013 , dell'onorevole Ferrara. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   dai  recenti  dati Eurostat sulla disoccupazione  giovanile  si  è
  appreso  che in Sicilia il tasso oggi ha raggiunto un vero  record,
  con  una  cifra pari al 38,5 per cento, che vede l'Isola al  decimo
  posto tra le regioni europee con i dati più allarmanti, con la sola
  Sardegna,  tra  le  regioni italiane, a far  peggio  (44,7%,  sesto
  posto);

   l'Unione  europea  offre tra i tanti strumenti  il  fondo  sociale
  europeo, fondo comunitario finalizzato a prevenire e combattere  la
  disoccupazione  e  sviluppare  le risorse  umane  e  l'integrazione
  sociale nel mercato del lavoro;

   considerato che:

   molto  più  che in passato, dal decollo del Sud può  derivare  una
  crescita  sostenuta  e duratura dell'economia nazionale  e  che  un
  innalzamento duraturo del basso tasso di crescita del Paese non può
  prescindere   dal  superamento  del  sottoutilizzo  delle   risorse
  comunitarie al Sud e segnatamente in Sicilia;

   in  coerenza con la strategia europea per l'occupazione (SEC) e in
  attuazione delle disposizioni regolamentari, il programma operativo
  FES Sicilia 2007-2013 è diretto a sostenere il raggiungimento della
  piena occupazione, della qualità e della produttività sul lavoro  e
  la  promozione  dell'inclusione sociale per il rafforzamento  della
  coesione economica e sociale del territorio regionale siciliano;

   la  filosofia che ispira l'utilizzazione del fondo sociale europeo
  è  quella  della  cosiddetta 'Strategia di Lisbona':  creazione  di
  nuova  occupazione,  alti  livelli di istruzione  (con  particolare
  riferimento   alla   cultura  scientifica),  lotta   all'esclusione
  sociale;

   sono  previsti quattro grandi programmi di intervento  in  settori
  strategici, uno dei quali riguardante il fondo sociale europeo, che
  destina alla Regione siciliana risorse pari a circa 2,1 miliardi di
  euro;

   i  controlli  effettuati  dai servizi della  Commissione  europea,
  infatti,  riscontrano debolezze persistenti nel  funzionamento  dei
  sistemi  di  gestione  e  di controllo in  Sicilia,  la  qual  cosa
  conferma  ulteriormente la gravità della situazione  e  il  rischio
  concreto della perdita di risorse importanti per la Sicilia;

   sono  stati  finora spesi 47 milioni di euro, pari al 2,26%  delle
  somme destinate dal FES;

   per conoscere:

   quali   interventi  intenda  porre  in  essere  per  rendere   più
  efficiente il programma di utilizzo delle risorse del fondo sociale
  europeo,  in modo tale da introdurre criteri di maggiore efficienza
  e celerità;

   quali  iniziative  intenda predisporre per  rendere  effettivo  lo
  stanziamento delle risorse comunitarie rimanenti e, in particolare,
  secondo  quali priorità, scadenze e modalità si sia programmato  di
  procedere,  in  modo  da  rendere gli  stessi  meglio  orientati  a
  produrre benefici all'economia siciliana;

   quali   iniziative  urgenti  intenda  assumere  per   evitare   il
  disimpegno  delle risorse e per migliorare e accelerare i  processi
  di impegno e di spesa del programma operativo FSE Sicilia 2007-2013
  di cui, a soli tre anni dalla conclusione, la Regione siciliana non
  ha  ancora  speso quasi il 98% delle risorse messe  a  disposizione
  dall'UE;

   come   sarà  concretamente  raggiunto  l'obiettivo  primario   del
  programma  operativo  di  investire  sulle  persone,  curandone  il
  livello  professionale e la formazione, migliorando la qualità  sia
  culturale  che  operativa e riducendo così il  ritardo  che  alcuni
  territori  hanno  rispetto  ad altri,  in  modo  tale  che  il  FSE
  contribuisca al potenziamento della coesione economica  e  sociale,
  migliorando i livelli e le possibilità di occupazione». (107)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'Assessore    per    rispondere
  all'interpellanza.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.   Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,   questa
  interpellanza  è  stata  presentata  dall'onorevole  Ferrara,   che
  ringrazio per avere attirato l'attenzione su questo problema.
   Si  tratta  di  un problema al quale dedicherò alcuni  minuti  per
  poter  fare  un'elencazione che sia esauriente e  che,  in  qualche
  modo,  dia risposta al quesito che l'onorevole Ferrara ha  esposto,
  ma  è  un  quesito sul quale, credo, abbia raccolto  una  serie  di
  domande che vengono da più parti e da più soggetti.
   Il   livello  di  avanzamento  del  Piano  Operativo  è   ritenuto
  soddisfacente  sul piano delle allocazioni delle  risorse,  mentre,
  invece,  rimane critico per quanto concerne il trasferimento  delle
  risorse  ai  beneficiari  finali; il  tasso  di  allocazione  delle
  risorse  è pari al 50%, il ché vuol dire all'incirca 2 miliardi  di
  euro,  e  corrisponde  a  circa  il 9,3%  di  quanto  previsto  nel
  documento  di  attuazione  strategica per  il  2007/2010.  Di  tali
  risorse,  al  28  febbraio  2011,  rimangono  impegnati  circa  460
  milioni,   di  cui  sono  pagati,  ed  è  questa  la   cifra   più,
  relativamente, che attira maggiore allarme, soltanto 78 milioni.
   Nel 2011 abbiamo emesso i seguenti avvisi:
   -avviso  n.  1:  sono aiuti all'occupazione a valere  sull'asse  2
      dell'occupabilità;
  -avviso n. 4: riguarda la formazione e l'accompagnamento del
  personale degli enti territoriali in materia di gestione dei beni
  confiscati alla criminalità organizzata. Un avviso particolarmente
  interessante, anche per il contenuto etico dell'obiettivo che si
  propone;
  -avviso n. 5: è il piano regionale dell'offerta formativa;
  -avviso n. 8: riguarda la redazione di un catalogo interregionale
  sull'alta formazione, l'avete appreso dai giornali,  in queste
  ultime ore, è diventato esecutivo;
  -avviso n. 10, infine, al quale sono particolarmente affezionato,
  se mi permette onorevole Ferrara, perché mi sembra originale e,
  soprattutto, rispondente ad alcuni bisogni della  società
  siciliana, per l'attribuzione di voucher individuali per la
  certificazione internazionale di lingua straniera, al alto livello.
   I ritardi accumulati nel primo biennio hanno continuato a produrre
  i  loro  effetti nel corso del 2010. Tra le concause per il mancato
  raggiungimento  del  target di spesa nel  2010  va  considerato  il
  ridotto  stato  di avanzamento del Piano Operativo  in  termini  di
  progetti  avviati,  e ciò è dovuto alla criticità  segnata  da  una
  grande  dilatazione  dei  tempi tra la pubblicazione  dei  bandi  e
  l'ammissione  al  finanziamento  dei  progetti,  anche  in  ragione
  all'elevata partecipazione delle richieste di ammissione.
   Va  considerato,  inoltre, il ritardo con cui si è  arrivati  alla
  definizione    degli   assetti   organizzativi   del   Dipartimento
  dell'Istruzione e della Formazione Professionale; di importanza per
  una maggiore celerità delle procedure e l'introduzione della figura
  del Revisore legale per la certificazione della spesa dei progetti,
  mentre d'altro canto nell'audit presso la Commissione Europea,  che
  si  è  svolto  nel  maggio-giugno 2010, ha segnato  l'apprezzamento
  della  stessa rispetto alla qualità dei documenti e delle procedure
  di gestione e controllo adottate dall'Autorità di gestione.
   A tal fine, si è provveduto a promuovere idonee attività formative
  rivolte  ai  soggetti beneficiari,  indirizzate  ad  illustrare  le
  procedure  di  gestione  dei progetti ed all'utilizzo  del  sistema
  informatico.
   Nello   scorso  giugno-luglio  sono  state  promosse  33  sessioni
  formative che hanno coinvolto all'incirca 70 soggetti attuatori.
   Come pensiamo di superare queste criticità, onorevole Ferrara, che
  abbiamo succintamente riassunto?
   Per   quanto   compete  questa  amministrazione,  va  sottolineato
  l'impegno  profuso  in  specie,  grazie  al  conseguimento  di  una
  maggiore   stabilità  amministrativa,  teso  ad  avviare   numerose
  iniziative  per  introdurre le indispensabili  correzioni  a  tutti
  quegli  elementi  di  rallentamento  che  si  sono  registrati  sin
  dall'inizio  su  questo  argomento,  a  partire  da  una   radicale
  revisione  delle procedure e degli strumenti concernenti  tutta  la
  fase istruttoria delle istanze per singoli bandi.
   Così  ad  esempio,  si  è  cercato  di  colmare  il  ritardo  (che
  puntualmente si veniva ad accumulare fra l'indizione di un Avviso e
  l'assegnazione dei finanziamenti ai soggetti beneficiari)  mediante
  l'aggiornamento della long list dei valutatori che ha consentito di
  rafforzare  e  migliorare tutti i processi di gestione;  mentre  un
  significato  abbattimento dei tempi (e quindi un  valido  contrasto
  alla formazione di ritardi) lo si è registrato mediante l'avvio  di
  procedure  di  informatizzazione  definite   a  sportello   per  la
  presentazione delle richieste esclusivamente on line mediante posta
  elettronica certificata.
   Per  quanto  attiene, il processo di controllo  propedeutico  alla
  certificazione  della spesa si fa presente che si  è   promosso  da
  subito un sistema di gestione e controllo delle risorse finanziarie
  che facesse leva sulla governance generale del Piano Operativo.  Ne
  è  esempio l'iniziativa intrapresa che assegna al MIUR il ruolo  di
  Organismo  Intermedio,  ciò  prevede la  destinazione  al  MIUR  di
  risorse pari a 178 milioni da utilizzare per la realizzazione delle
  operazioni   inerenti   la   procedura   straordinaria    per    la
  programmazione  dei corsi linguistici e per la realizzazione  delle
  operazioni inerenti l'utilizzazione dei Piani integrati finalizzata
  al  miglioramento delle competenze del personale della  scuola,  al
  miglioramento dei livelli di competenza degli studenti  (in  specie
  per  matematica,  italiano, lingue scienze); alla lotta  contro  la
  dispersione  scolastica e in generale al miglioramento dei  sistemi
  di  apprendimento.  Si precisa che la procedura per  l'introduzione
  del  MIUR quale Organismo Intermedio nel Piano Operativo è in corso
  di svolgimento e si concluderà con la stipula delle convenzione con
  l'amministrazione regionale.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ferrara   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   FERRARA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo   solo
  limitarmi  a  ringraziare per la completa, esaustiva e  convincente
  risposta  che  mi ha dato l'Assessore e, quindi, spero  che  questa
  interlocuzione vada avanti per cercare di essere il  più  possibile
  incisivi  nell'ambito  dei fondi comunitari ed  in  particolare  il
  Fondo sociale europeo.
   Mi dichiaro, pertanto, soddisfatto.

       Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
      «Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
               attività produttive» (605-242-362-577/A)

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
  della   discussione   del   disegno  di  legge   605-242-362-577/A
  «Costituzione  dell'istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle
  attività produttive».
   Ricordo  che  nella seduta n. 265 del 22 giugno  2011  era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Onorevoli   colleghi,  in  assenza  dei  componenti   della   III
  Commissione, sospendo brevemente la seduta.

        (La seduta, sospesa alle ore 17.16, è ripresa alle ore
                                17.18)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi,  apprezzate  le  circostanze  la  seduta   è
  rinviata  a  martedì,  19  luglio 2011, alle  ore  16.00,  con  il
  seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni

  II   -    Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159,  comma  3,  del
  Regolamento  interno, di interrogazioni e di  interpellanze  della
  rubrica:  Attività produttive

           Interrogazioni:

           N.   1217  -  Nomina  del  direttore  generale   del
         consorzio ASI di Messina.
            Firmatario: Ardizzone Giovanni

           N.   1321   -   Chiarimenti  sulle   condizioni   di
         affidabilità  e  di  garanzia  del  progetto  per   il
         rilancio dello stabilimento di Termini Imerese (PA).
            Firmatario: Caputo Salvino

           N.  1474  -  Notizie sulle autorizzazioni rilasciate
         per  l'apertura  di  centri commerciali  e  di  grande
         distribuzione organizzata in Sicilia.
            Firmatario: Caputo Salvino

           N.  1667 - Chiarimenti in merito al calendario delle
         fiere,  delle mostre e delle esposizioni  a  carattere
         regionale per l'anno 2011.
            - Assessore Attività produttive
            Firmatario:   Termine   Salvatore;   Di   Benedetto
           Giacomo

           N.  1732 - Applicabilità del DURC in Sicilia  per  i
         commercianti ambulanti.
            Firmatario: Falcone Marco

           N.  1764  - Chiarimenti sulla gestione del Consorzio
         ASI di Palermo.
            Firmatario: Lentini Salvatore

  III  -Discussione del disegno di legge:

   -«Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
     attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito)
             Relatore: on. Caputo

                   La seduta è tolta alle ore 17.19

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 19.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni -  Rubrica «Beni culturali ed
  identità siciliana»

   CORONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i  beni
  culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   da  diverso  tempo  ed  a fasi alterne si  chiude  e  si  apre  ai
  visitatori la Villa Romana di Marina di Patti (ME);

   in  particolare proprio in questi giorni si apprende che a partire
  dal  24 maggio la villa resterà chiusa al godimento dei turisti per
  'consentire la messa in sicurezza dei siti', una chiusura 'al buio'
  in  quanto  il  comunicato  stampa  della  soprintendenza  ai  beni
  culturali  e  ambientali  di  Messina  non  indicava  la  data   di
  riapertura;

   visto  che  si  ritiene oltremodo pretestuoso ed inconcepibile  un
  provvedimento che non sarebbe certamente stato necessario se coloro
  i quali 'dovevano' manutenere la struttura se ne fossero occupati e
  tenuto  conto che questo provvedimento causerà un gravissimo  danno
  economico   per   tutto  il  comprensorio  turistico,   si   plaude
  all'iniziativa della magistratura tendente ad appurare,  se  ve  ne
  siano,  responsabilità  soggettive tra  l'altro  stigmatizzate  dal
  sottoscritto  con altra interrogazione, la numero 319 del  14.01.09
  sullo stesso argomento;

   ritenuto  che, come sperimentato in più occasioni, anche  in  siti
  archeologici primari è possibile procedere alla messa in  sicurezza
  del  'sito' senza determinare la chiusura totale dello stesso, così
  come paventato dalla soprintendenza;

   accertato che il 20 maggio la stessa soprintendenza ha fissato  un
  sopralluogo  con l'impresa aggiudicataria dei lavori  per  fissarne
  tempi  e  modalità di incontro al quale, dalla stampa, si  apprende
  parteciperà lo stesso Assessore al ramo;

   per  sapere  se  non  ritengano, in un momento  nel  quale  ci  si
  avvicina  alla  stagione  estiva,  che  richiama  notevoli   flussi
  turistici e quindi il picco di visitatori, attivare misure tendenti
  a  far  si  che si possa procedere ai lavori di messa in  sicurezza
  della Villa Romana di Marina di Patti (ME), che costituisce uno dei
  più  importanti  siti archeologici della Sicilia, contemperando  la
  possibilità  che, anche a 'cantiere aperto', non  si  chiuda  tutta
  l'area archeologica, nella certezza che, come dai più paventato, il
  perdurare  della chiusura al pubblico della Villa creerà certamente
  un  gravissimo  danno  economico alle imprese  dell'accoglienza  ed
  anche  sotto  il profilo culturale e di immagine per  la  città  di
  Patti,  i Nebrodi, la provincia di Messina e per tutta la Sicilia».
  (1192)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  riferimento  all'interrogazione  dell'onorevole
  Roberto Corona che vuole sapere quali iniziative sono state assunte
  per  garantire l'accesso ai visitatori, anche in presenza di lavori
  di  messa in sicurezza, alla Villa Romana di Marina di Patti  (ME),
  preliminarmente  si  rappresenta che già alla data  del  18  giugno
  2010,  dopo  l'ultimazione dell'intervento di  messa  in  sicurezza
  della  copertura,  con  il  provvedimento della  Soprintendenza  di
  Messina n. 4026 del 7 giugno 2010 la suddetta Villa è stata  aperta
  al pubblico.
   Tale  apertura  è stata successiva a quella del solo  Antiquarium,
  avvenuta  il  26 maggio 2010 e ciò in esecuzione del  provvedimento
  della Soprintendenza di Messina n. 3550 del 25 maggio 2010.
   Dopo la consegna al Servizio  Parco Archeologico delle Isole Eolie
  e  delle  Aree Archeologiche di Milazzo, Patti e Comuni Limitrofi ,
  da  parte  della Soprintendenza di Messina avvenuta  il  6  ottobre
  2010,  in conformità dell'avvio della riforma del Dipartimento  dei
  Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, l'apertura quotidiana  al
  pubblico  della Villa e dell'annesso Antiquarium è garantita  dalle
  ore 9,00 fino ad un'ora prima del tramonto».

                              L'Assessore
                       prof. Sebastiano Missineo

   VINCIULLO-CAPUTO-CORDARO-DINA-BENINATI-MINEO-FALCONE-POGLIESE-
  RAGUSA-GENTILE-CATALANO.   -  «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana, premesso
  che:

   con  decreto assessoriale n. 44 del 17 settembre 2010, si  è  dato
  avvio   alle  attività  di  concertazione  istituzionale   previste
  dall'art.   144   del  d.lgs.  42/04  per  l'adozione   dei   piani
  paesaggistici  su base provinciale tenuto conto dell'obbligatorietà
  della concertazione istituzionale;

   i  piani  paesaggistici provinciali, prima  della  loro  adozione,
  devono  essere  sottoposti a valutazione ambientale  strategica  ai
  sensi  del d.lgs. n.152/2006, come tutti i piani ed i programmi  di
  pianificazione territoriali e dei suoli;

   il  d.lgs.  42/2004 impone che vengano fatti rilievi  e  studi  da
  parte  delle  soprintendenze e che su  questi  elaborati  inizi  la
  collaborazione  con gli enti, le amministrazioni,  le  associazioni
  affinché   nella  concertazione  ognuno  possa  dare   il   proprio
  contributo per esprimere le proprie esigenze;

   ad oggi, nel chiuso delle soprintendenze, sono stati redatti piani
  di rilevante portata destinati a gestire il territorio regionale  e
  che  gli  stessi  piani,  secondo  una  recente  calendarizzazione,
  dovranno  essere  solamente 'notificati'  al  territorio  e  a  chi
  eufemisticamente lo gestisce;

   in spregio all'art. 139 del 'Codice Urbani', senza alcuna evidenza
  pubblica,  senza alcuna attività istruttoria e senza concertazione,
  ai  sensi  dell'art.144  del  d.lgs  n.42/04,  i  comuni  siciliani
  dovranno   accantonare  i  propri  piani  regolatori   nelle   more
  dell'attuazione del piano paesaggistico ed interrompere  il  civile
  rapporto  con  i  cittadini che vedranno lesi da oggi  a  domani  i
  propri interessi legittimi;

   considerato che:

   sebbene sia profondamente necessario dotare la Regione di un piano
  paesaggistico  in  ottemperanza  a  quanto  previsto  dal   'Codice
  Urbani',  non  si  può non rilevare che i metodi  con  cui  si  sta
  organizzando  questo  strumento risultino  essere  irrispettosi  di
  qualsiasi  norma e prassi giuridica, così come nei reali  contenuti
  tradiscono le funzioni a loro attribuite;

   i   piani  regionali  provinciali,  come  per  esempio  quello  di
  Siracusa,  sono  ad oggi degli studi di settore redatti  spesso  da
  consulenti esterni che senza relazione e conoscenza alcuna  con  le
  dinamiche, le ambizioni e le necessità territoriali si apprestano a
  governare il territorio;

   tra  pochi giorni i comuni della Sicilia verranno convocati presso
  l'Assessorato regionale competente per vedersi notificato un  piano
  paesaggistico pre-confezionato a cui, se vorranno, potranno opporre
  futili  osservazioni che verranno per lo più respinte, determinando
  di fatto un esproprio ed una consegna illegittima delle prerogative
  degli   enti  territoriali  rispetto  alle  decisioni  contestabili
  assunte dalle soprintendenze;

   ritenuto che:

   risulta imprescindibile che vengano rispettate le norme del codice
  Urbani,  che  obbligano  ad  una  concertazione  istituzionale   le
  soprintendenze e l'Assessore regionale per i beni culturali con gli
  enti  e  le  autonomie  locali  sin  dal  momento  di  analisi  del
  territorio;

   la  concertazione non può essere intesa come vera consegna e presa
  visione  dei  dettati  delle  soprintendenze,  bensì  deve   essere
  l'attuazione  di  un percorso sereno e di un confronto  equilibrato
  tra i vari portatori d'interessi;

   gli  uffici  tecnici,  gli ordini professionali,  le  associazione
  ambientaliste e chiunque ne abbia legittimo interesse  deve  essere
  coinvolto nella redazione del piano paesaggistico;

   è   inequivocabile  che  i  piani  paesaggistici  provinciali  che
  compongono  il piano regionale non si applicano ai piani  regionale
  vigenti,  i  quali  non necessitano di ulteriore tutela  in  quanto
  frutto di un lungo iter di adozione ed approvazione;

   per sapere:

   quali siano le ragioni per cui non venga garantita sin dalle  fasi
  di studi preliminare la comparazione e la valutazione degli atti di
  programmazione e di pianificazione vigenti e perché non venga  data
  la  massima  diffusione agli studi già realizzati sin  dalle  prime
  analisi e dalle prime carte tematiche, anche attraverso il sito web
  dell'Assessorato regionale;

   se   non  ritengano  opportuno  sospendere  immediatamente  questa
  inopinata  calendarizzazione  di un atto  che  probabilmente  è  in
  palese contraddizione ai prescritti normativi in materia;

   se  non  sia  necessario verificare che i piani paesaggistici  già
  adottati  e quelli di prossima adozione abbiano avuto una  adeguata
  istruttoria  preliminare,  al  fine  di  evitare  rilevanti  lacune
  procedimentali  che porterebbero inevitabilmente alla  presenza  di
  piani con vizi di illegittimità o addirittura nulli». (1541)

   Risposta.   «In   riferimento  all'interrogazione   dell'onorevole
  Giuseppe  Gianni  che chiede notizie in merito ai  criteri  e  alle
  procedure   adottate   per  l'adozione  dei   piani   paesaggistici
  provinciali,  sulla base anche delle informazioni del  Dipartimento
  dei Beni Culturali, che operativamente segue la complessa procedura
  dei Piani Paesaggistici, si rappresenta quanto segue:
   Il  Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D. Lgs. n.  42  del
  2004, (art. 135) concede alle Regioni la facoltà di opzione tra  la
  redazione di uno strumento a valenza urbanistico-territoriale e  il
  Piano Paesistico, quest'ultimo disciplinato dall'art. 5 della Legge
  n.  1497  del  1939  e,  in  assenza  di  uno  strumento  normativo
  specifico, dal Regio Decreto n.1357 del 1940.
   Le  Regioni sottopongono a specifica normativa d'uso il territorio
  mediante piani paesaggistici, ovvero piani urbanistico-territoriali
  con  specifica  considerazione dei valori  paesaggistici,  entrambi
  denominati dal Codice  Piani Paesaggistici .
   Tale   interpretazione  del  concetto  di  paesaggio,  nelle   sue
  espressioni interpretative e attuative, con riferimento alla tutela
  e   alla  pianificazione  paesaggistica,  viene  confermata   dalla
  Convenzione Europea del Paesaggio, e dallo stesso Codice  dei  Beni
  Culturali,  che prescrive da un lato la ricognizione del territorio
  oggetto   di   pianificazione  (art.  143),  dall'altro   definisce
  paesaggio   il territorio espressivo di identità, il cui  carattere
  deriva  dall'azione  di  fattori  naturali,  umani  e  delle   loro
  interrelazioni.  (art.131).
   Inoltre  il  D.  Lgs. n. 42 del 2004 al comma 2  dell'  art.  131,
  stabilisce  che  la tutela del paesaggio si attua  relativamente  a
  quegli  aspetti  e  caratteri  che  costituiscono  rappresentazione
  materiale e visibile dell'identità nazionale, in quanto espressione
  di valori culturali.
   Per quanto precede, i piani paesaggistici della Regione Siciliana,
  incluso  il  Piano della provincia di Siracusa, hanno  il  precipuo
  carattere   di   essere   rivolti   al   patrimonio   culturale   e
  paesaggistico, definito dagli artt. 134 e 136 del D. Lgs. n. 42 del
  2004.
   Nelle  altre  Regioni italiane, dove sussiste un  diverso  assetto
  delle  competenze, e dove le competenze sulla tutela del patrimonio
  culturale  sono  rimaste  attestate agli  organi  ministeriali,  la
  scelta è stata generalmente quella di redigere piani urbanistico  -
  territoriali  con valenza paesistica, relativamente  ai  quali,  in
  considerazione del loro specifico contenuto progettuale,  anche  di
  previsione di linee di sviluppo urbanistico, non vi è alcun  dubbio
  che  questi debbano essere sottoposti alla procedura di Valutazione
  Ambientale Strategica.
   Diversamente, invece, avviene per i Piani Paesaggistici  in  senso
  stretto,  in  quanto questi rappresentano esclusivamente  piani  di
  conoscenza  e  tutela del territorio. In tal senso  si  è  espresso
  anche  il Dipartimento Regionale dell'Ambiente con la nota n. 22864
  del  01  aprile  2010 secondo cui  ..... questi piani  territoriali
  paesistici  non sono assoggettabili a procedura VAS e  ciò  per  la
  decisiva   ragione   che   essi  non  determinano   alcun   impatto
  significativo  sull'ambiente  e  sul  patrimonio  culturale      ma
  preordinati  a  dettare un quadro conoscitivo e  una  normativa  di
  riferimento  per l'attività di tutela, eminentemente  conservativa,
  dei valori paesaggistici presenti nell'ambito pianificato .
   La  considerazione  secondo  cui  i piani  provinciali,  come  per
  esempio  quello di Siracusa, sono ad oggi studi di settore  redatti
  spesso  da  consulenti  esterni che senza  relazione  e  conoscenza
  alcuna  con  le dinamiche, le ambizioni e le necessità territoriali
  si  apprestano a governare il territorio  va ricondotta, come si  è
  già  detto,  ad  una  tematica più confacente, in  quanto  i  piani
  paesaggistici della Regione Siciliana, incluso il Piano di Siracusa
  hanno  il  precipuo  carattere  di  essere  rivolti  al  patrimonio
  culturale  e paesaggistico, definito dagli artt. 134 e 136  del  D.
  Lgs. n. 42 del 2004, riservando la dovuta attenzione a quei beni  e
  contesti paesaggistici che ne identificano i valori riconosciuti  e
  consolidati.
   Il Piano, pertanto, sistematizza le conoscenze per le diverse aree
  tematiche, mette in luce gli elementi di valore, la conoscenza  dei
  beni  paesaggistici  e definisce un quadro di  normative  che  sono
  esclusivamente rivolte alla tutela dei beni paesaggistici di cui al
  citato D. Lgs. n. 42 del 2004.
   Relativamente  alla considerazione secondo la  quale:   tra  pochi
  giorni   i   comuni   della  Sicilia  verranno   convocati   presso
  l'Assessorato regionale competente per vedersi notificato un  piano
  paesaggistico  pre-confezionato,  a  cui,  se  vorranno,   potranno
  opporre  futili  osservazioni che verranno per lo  più  respinte  ,
  determinando  di  fatto  un esproprio ed una  consegna  illegittima
  delle  prerogative degli enti territoriali rispetto alle  decisioni
  contestabili assunte dalle soprintendenze  giova ricordare  che  il
  Piano  Paesaggistico prima della sua adozione, ai  sensi  dell'art.
  144 del D. Lgs. n. 42 del 2004, deve essere sottoposto alla fase di
  concertazione  istituzionale.  Questa  fase  vede  interessati   la
  Soprintendenza territorialmente competente, redattrice del Piano in
  questione,  i  Comuni della provincia interessati  e  la  Provincia
  Regionale   che   sono   chiamati   a   produrre,   preliminarmente
  all'adozione,   osservazioni,  opposizioni  e   suggerimenti   alla
  proposta di Piano Paesaggistico.
   Tutte   le   eventuali   richieste  prodotte   con   le   relative
  controdeduzioni predisposte dalla Soprintendenza, sono trasmesse al
  Servizio  Piano Paesaggistico Regionale che si onera di  sottoporle
  all'   esame   e   alla  valutazione  della  Speciale   Commissione
   Osservatorio Regionale per la Qualità del Paesaggio (istituita con
  D.A.  n.  6542 del 6 agosto 2001), che si esprime nel merito  delle
  questioni prospettate.
   In  ciò  ottemperando  al proprio scopo precipuo  di  orientare  i
  criteri  della pianificazione paesistica in conformità agli apporti
  innovativi  recati  dalla  Convenzione  Europea  del  Paesaggio   e
  dall'Accordo Stato-Regioni del 19 aprile 2001.
   Al  termine  di  questa  prima fase  si  procede  con  il  Decreto
  Assessoriale all'adozione del Piano Paesaggistico, ai  sensi  degli
  artt.  139  del  D. Lgs. n. 42 del 2004e s.m.i. e degli  artt.  24,
  secondo  comma,  e  10, terzo comma del regolamento  di  esecuzione
  della legge n.1497 del 1939, approvato con Regio Decreto n.1357 del
  1940.
   Copia   dell'avviso   di  adozione  della   proposta   del   Piano
  Paesaggistico, unitamente ai verbali delle sedute dell'Osservatorio
  Regionale per la qualità del paesaggio, sono affissi per 90  giorni
  consecutivi  all'Albo  Pretorio  della  Provincia  e   dei   Comuni
  interessati.
   E'   cura  del  Dipartimento  dei  Beni  Culturali  assicurare  le
  necessarie forme di pubblicità sui quotidiani a tiratura  regionale
  e  nazionale, pubblicazione nella G.U.R.S., pubblicazione sui  siti
  internet ufficiali dell'Amministrazione Regionale, al fine di  dare
  seguito    alla    fase    partecipativa   di    questo    percorso
  endoprocedimentale, infatti, tutti i soggetti interessati,  possono
  prendere visione degli elaborati di Piano presso gli uffici tecnici
  dei Comuni, della Provincia Regionale e della Soprintendenza per  i
  Beni culturali territorialmente competenti.
   Entro  i 30 giorni successivi al periodo di pubblicazione, che,  a
  garanzia  di  una maggiore partecipazione, si intendono lavorativi,
  possono  essere  prodotte osservazioni e documenti alla  competente
  Soprintendenza  e  al Dipartimento Regionale dei Beni  culturali  e
  dell'Identità siciliana.
   Tutte   le  eventuali  osservazioni  nel  merito  delle  questioni
  prospettate  sono  sottoposte a valutazione da parte  dello  stesso
  Dipartimento,   sentito  il  parere  della   Speciale   Commissione
   Osservatorio  Regionale  per  la  Qualità  del  Paesaggio    prima
  dell'approvazione definitiva del Piano Paesaggistico in esame.
   A  chiarimento  della questione posta sulla non applicabilità  dei
  piani paesaggistici provinciali ai piani regolatori vigenti, sembra
  utile    avere    presente   al   riguardo    che    l'orientamento
  giurisprudenziale consolidato ha più volte affermato che  il  piano
  paesaggistico   si configura come strumento di base,  condizionante
  ogni  altra  pianificazione orientata verso fini  di  sviluppo  del
  territorio  e  degli insediamenti, che potranno  essere  realizzati
  solo  nei  limiti  imposti dalle esigenze di tutela  paesaggistica
  (Corte Costituzionale n. 417/1995).
   Con tale sentenza la Corte Costituzionale, chiamata a valutare  il
  nuovo assetto dei rapporti fra urbanistica ed ambiente, dà il pieno
  avallo  alle scelte del legislatore, sancendo la superiorità  della
  tutela  paesaggistica  rispetto  all'urbanistica,  superiorità  che
  impedisce  di  subordinare  questo  interesse  a  qualunque   altro
  interesse;  pertanto  il piano paesaggistico contiene  disposizioni
  che  prevalgono  sulle  previsioni  urbanistiche  eventualmente  in
  contrasto con lo stesso.
   I   decreti  legislativi  nn.  62  e  63  del  26/03/2008,   hanno
  ulteriormente innovato la materia, con particolare riferimento alla
  tutela  dei  beni  paesaggistici, e con  la  sentenza  n.  367  del
  07/11/2007  la Corte Costituzionale, che ha dato poi  origine  alle
  modifiche al Codice Urbani, ha ribadito che il paesaggio, in  virtù
  dell'art. n. 9 della Costituzione, è un valore primario, oltre  che
  assoluto  che   ...precede e comunque costituisce  un  limite  alla
  tutela  degli  altri interessi pubblici attinenti  al  governo  del
  territorio.... .
   Pertanto,  sia  le prescrizioni che gli indirizzi programmatici  e
  pianificatori contenuti nel Piano Paesaggistico sono  assunti  come
  riferimento prioritario per la pianificazione provinciale e locale,
  che  deve  adeguarsi  alle previsioni del  Piano,  apportando  agli
  strumenti  urbanistici,  nei termini e  nei  tempi  previsti  dalla
  normativa vigente, le modifiche necessarie per renderli coerenti  e
  rispondenti al Piano Paesaggistico.
   E'  il  caso infine di rappresentare che le procedure di  adozione
  dei  Piani  Paesaggistici  e di quelle di  prossima  adozione  sono
  conformi ai dettami sopra riportati e riconducibili al rispetto del
  D. Lgs. n. 42 del 2004.
   Ovviamente  in presenza o a conoscenza di lacune procedimentali  o
  non  confacenti  alle norme di settore, saranno attivate  tutte  le
  procedure  per  ricondurre  le dinamiche  dell'adozione  del  piano
  paesaggistico entro l'alveo della disciplina vigente».

                              L'Assessore
                       prof. Sebastiano Missineo
                  Rubrica «Infrastrutture e Mobilità»

   POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-VINCIULLO.  -   «Al   Presidente   della
  Regione  e  all'Assessore  per  le infrastrutture  e  la  mobilità,
  premesso che:

   la   Sicilia   è   già  pesantemente  penalizzata  dalle   carenze
  infrastrutturali;

   la  rete  viaria ed autostradale, incompleta ed obsoleta,  a  mala
  pena riesce a contenere un già consistente trasporto su gomma;

   i  drastici tagli di treni, annunciati da Trenitalia, in  aggiunta
  alle  consistenti  riduzioni già operate  nell'ultimo  quinquennio,
  certamente  provocheranno  un ulteriore aggravamento  del  traffico
  stradale ed autostradale;

   considerato che:

   Trenitalia  ha  già ridotto, a partire dal 2005, i treni  a  lunga
  percorrenza  da  65 a 24, i posti passeggero da  9000  a  4044,  il
  personale   sui  treni  da  414  a  216  unità,  il  personale   di
  manutenzione da 257 a 151 unità e i traghetti da 6 a 2;

   le  ulteriori  riduzioni annunciate porteranno  i  treni  a  lunga
  percorrenza  a 14, i traghetti a 2, i posti passeggero  a  2760,  e
  conseguentemente  sarà  ridotto il personale  viaggiante  e  quello
  addetto   alla   manutenzione  di  una  percentuale,   non   ancora
  quantificata,  ma  che  già  ha messo in  allarme  i  sindacati  di
  categoria;

   tenuto  conto  che  le  ripercussioni in  termini  di  carenza  di
  servizi,  di  riduzione  di personale e di conseguente  aumento  di
  traffico  veicolare  su gomma accresceranno le problematiche  della
  mobilità   e   della  logistica  dei  trasporti   e   allungheranno
  notevolmente i tempi di traghettamento per quei veicoli in andata e
  in ritorno dal Continente;

   per  sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire  presso
  Trenitalia affinché vengano intraprese tutte le iniziative utili  e
  necessarie  per scongiurare un ulteriore e fortemente  penalizzante
  taglio  dei  treni  in  Sicilia, al fine di non  aggravare  la  già
  disagiata  esigenza di mobilità dei cittadini e non appesantire  la
  viabilità stradale e autostradale». (1488)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1488  a  firma
  dell'onorevole  Pogliese,  si forniscono  i  seguenti  elementi  di
  risposta  acquisiti per il tramite del compente Dirigente  generale
  delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
   E'  necessario  premettere  che, non essendosi  ancora  pienamente
  attuato il processo di subentro della Regione Siciliana allo  Stato
  nel  rapporto  contrattuale  con la Società  Trenitalia,  tutto  il
  settore   dei   trasporti   ferroviari  nell'isola   è   fortemente
  condizionato  da questa situazione ancora in via di definizione.
   La  programmazione dell'offerta regionale viene concordata  fra  i
  due  Enti, Regione e Trenitalia per l'appunto, attraverso una  sede
  permanente di confronto, quale è il Tavolo tecnico istituito, a suo
  tempo,  per  la  trattazione congiunta delle diverse  problematiche
  attinenti il trasporto regionale.
   Risulta  evidente che la disponibilità di risorse  rappresenta  un
  forte e inderogabile vincolo nella programmazione di nuovi servizi,
  in  quanto, in mancanza di un'integrazione delle risorse  stesse  a
  carico del bilancio regionale, come fatto da altre regioni, non  si
  può  non  operare che con la dotazione finanziaria dello Stato  che
  ammonta  a euro 111.535.920,00, inferiore di ben 5.500.000,00  euro
  rispetto alle effettive necessità  del territorio siciliano.
   Si  è  già  avuto modo di relazionare che il Piano dei  tagli  dei
  treni  Sicilia  -  Continente  è  stato  motivato  dall'impresa  di
  trasporto    delle   ferrovie,   Trenitalia,   con   il    drastico
  ridimensionamento,  operato  dal Ministero  dell'Economia  e  delle
  Finanze  nel  contesto delle politiche di contenimento della  spesa
  pubblica,  delle  risorse previste, nell'ambito  del  Contratto  di
  Servizio  fra  le  ferrovie  e  lo Stato,  per  sovvenzionare  tali
  servizi.
   Deve  essere, al riguardo, richiamato quanto già rappresentato  in
  ordine  alla  improduttività di tali servizi dovuta al  progressivo
  scarso  utilizzo degli stessi da parte dell'utenza  per  via  della
  forte  concorrenza   e  delle  tariffe particolarmente  competitive
  praticate dalle compagnie aeree low cost;  lo stato di arretratezza
  della  rete ferroviaria a sud di Salerno e di quella siciliana,  in
  modo  particolare,  contribuiscono ad  accentuare  pesantemente  la
  condizione  di estrema marginalità geografica dell'isola,  rendendo
  poco   competitivo,   specie  sulle  lunghe   distanze   il   mezzo
  ferroviario.
   Da  parte  di  Trenitalia, si è dovuto procedere alla  fusione  di
  alcuni  treni in un unico convoglio da Villa S. Giovanni, in  senso
  Sud-Nord, e fino a Villa S. Giovanni, in senso contrario,  per  non
  sforare   il   budget  assegnato  dallo  Stato.   Questa   fusione,
  necessaria,  torna a ripetersi, per ragioni di ordine  finanziario,
  ha  riguardato i collegamenti PA/ROMA, SR/CT/ROMA e AG/ROMA  e  vv,
  che  in  precedenza venivano disimpegnati da tre treni, con  tracce
  orarie  distinte, e che, dall'orario invernale del dicembre scorso,
  sono  stati  unificati in un unico convoglio  con  una  inevitabile
  contrazione dell'offerta dei posti a sedere, cuccette e letti  che,
  con tutta onestà, non dovrebbe causare disagi all'utenza visto   il
  progressivo  abbassamento  degli indici di  frequentazione,  per  i
  motivi dianzi accennati, dei convogli  della lunga percorrenza.
   Si  rappresenta  che la posizione di ferma contrarietà  di  questo
  Assessorato   manifestata  ai  diversi  livelli,  anche   politico-
  istituzionali, ha sortito come effetto, non da poco, il ritiro,  da
  parte  di  Trenitalia, del piano dei ridimensionamenti  presentato,
  con  il  risultato  che  tutte le relazioni preesistenti,  Sicilia-
  Continente,  sono  state  mantenute e  servite  esclusivamente  con
  modalità  ferroviaria  invece che con la modalità  mista  treno/bus
  come  previsto nel piano rientrato».

                                               L'Assessore

   dott.  Carmelo Pietro Russo

   FIORENZA.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture   e   la  mobilità,  premesso  che  l'amministratore
  delegato  delle Ferrovie dello Stato ha deciso che  a  partire  dai
  prossimi mesi prenderà corpo la soppressione, l'interruzione  e  la
  sostituzione con autobus della stragrande maggioranza dei  treni  a
  lunga  percorrenza, con ripercussioni pesantissime per  gli  utenti
  delle province sud-orientali dell'Isola;

   considerato che:

   questa  scelta  politico-amministrativa segue  alla  già  operante
  scelta  di  tagliare  il  50%  delle carrozze  dei  treni  a  lunga
  percorrenza;

   tutto  ciò  fa prevedere, con rammarico, un ulteriore e gravissimo
  ridimensionamento delle Ferrovie dello Stato in Sicilia;

   di    conseguenza,   si   profilano   drammatiche    ripercussioni
  occupazionali  per i dipendenti delle FS e, inoltre, grossi  disagi
  si  verificheranno  per i passeggeri che dovranno  interrompere  il
  proprio viaggio in treno e proseguirlo con altri mezzi (autobus);

   le   scelte   aziendali   delle  Ferrovie  dello   Stato   vengono
  giustificate con la scarsità di risorse disponibili e dalle  scelte
  e  dai  tagli  attuati dal Ministero dell'economia, che  non  fanno
  altro  che  confermare la mancanza di idee e progetti a favore  del
  sud del Paese da parte del Governo nazionale;

   per sapere:

   se ritengano necessario intervenire presso i tavoli e i canali del
  Governo  nazionale affinchè si sollecitino le Ferrovie dello  Stato
  ad  invertire la rotta, annullando i tagli previsti per i  treni  a
  lunga percorrenza;

   se  l'amministratore delegato di FS abbia intenzione di  mantenere
  gli   impegni  presi  con  la  Regione  siciliana  di  rendere  più
  efficiente  il trasporto ferroviario tramite cospicui  investimenti
  sia   per   l'ammodernamento  della  rete  ferroviaria,   sia   per
  l'ammodernamento di vagoni e vettori di trasporto;

   se  intendano  convocare  le  parti  sociali  per  scongiurare  il
  licenziamento di decine di dipendenti di FS». (1618)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1618  a  firma
  dell'onorevole  Fiorenza,  si forniscono  i  seguenti  elementi  di
  risposta  acquisiti per il tramite del compente Dirigente  generale
  delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
   E'  necessario  premettere  che, non essendosi  ancora  pienamente
  attuato il processo di subentro della Regione Siciliana allo  Stato
  nel  rapporto  contrattuale  con la Società  Trenitalia,  tutto  il
  settore   dei   trasporti   ferroviari  nell'isola   è   fortemente
  condizionato  da questa situazione ancora in via di definizione.
   La  programmazione dell'offerta regionale viene concordata  fra  i
  due  Enti, Regione e Trenitalia per l'appunto, attraverso una  sede
  permanente di confronto, quale è il Tavolo tecnico istituito, a suo
  tempo,  per  la  trattazione congiunta delle diverse  problematiche
  attinenti il trasporto regionale.
   Risulta  evidente che la disponibilità di risorse  rappresenta  un
  forte e inderogabile vincolo nella programmazione di nuovi servizi,
  in  quanto, in mancanza di un'integrazione delle risorse  stesse  a
  carico del bilancio regionale, come fatto da altre regioni, non  si
  può  non  operare che con la dotazione finanziaria dello Stato  che
  ammonta  a euro 111.535.920,00, inferiore di ben 5.500.000,00  euro
  rispetto alle effettive necessità  del territorio siciliano.
   Si  è  già  avuto modo di relazionare che il Piano dei  tagli  dei
  treni  Sicilia  -  Continente  è  stato  motivato  dall'impresa  di
  trasporto    delle   ferrovie,   Trenitalia,   con   il    drastico
  ridimensionamento,  operato  dal Ministero  dell'Economia  e  delle
  Finanze  nel  contesto delle politiche di contenimento della  spesa
  pubblica,  delle  risorse previste, nell'ambito  del  Contratto  di
  Servizio  fra  le  ferrovie  e  lo Stato,  per  sovvenzionare  tali
  servizi.
   Deve  essere, al riguardo, richiamato quanto già rappresentato  in
  ordine  alla  improduttività di tali servizi dovuta al  progressivo
  scarso  utilizzo degli stessi da parte dell'utenza  per  via  della
  forte  concorrenza   e  delle  tariffe particolarmente  competitive
  praticate dalle compagnie aeree low cost;  lo stato di arretratezza
  della  rete ferroviaria a sud di Salerno e di quella siciliana,  in
  modo  particolare,  contribuiscono ad  accentuare  pesantemente  la
  condizione  di estrema marginalità geografica dell'isola,  rendendo
  poco   competitivo,   specie  sulle  lunghe   distanze   il   mezzo
  ferroviario.
   Da  parte  di  Trenitalia, si è dovuto procedere alla  fusione  di
  alcuni  treni in un unico convoglio da Villa S. Giovanni, in  senso
  Sud-Nord, e fino a Villa S. Giovanni, in senso contrario,  per  non
  sforare   il   budget  assegnato  dallo  Stato.   Questa   fusione,
  necessaria,  torna a ripetersi, per ragioni di ordine  finanziario,
  ha  riguardato i collegamenti PA/ROMA, SR/CT/ROMA e AG/ROMA  e  vv,
  che  in  precedenza venivano disimpegnati da tre treni, con  tracce
  orarie  distinte, e che, dall'orario invernale del dicembre scorso,
  sono  stati  unificati in un unico convoglio  con  una  inevitabile
  contrazione dell'offerta dei posti a sedere, cuccette e letti  che,
  con tutta onestà, non dovrebbe causare disagi all'utenza visto   il
  progressivo  abbassamento  degli indici di  frequentazione,  per  i
  motivi dianzi accennati, dei convogli  della lunga percorrenza.
   Si  rappresenta  che la posizione di ferma contrarietà  di  questo
  Assessorato   manifestata  ai  diversi  livelli,  anche   politico-
  istituzionali, ha sortito come effetto, non da poco, il ritiro,  da
  parte  di  Trenitalia, del piano dei ridimensionamenti  presentato,
  con  il  risultato che tutte le relazioni preesistenti,  Sicilia  -
  Continente,  sono  state  mantenute e  servite  esclusivamente  con
  modalità  ferroviaria  invece che con la modalità  mista  treno/bus
  come  previsto nel piano rientrato».

                                                       L'Assessore

   dott. Carmelo Pietro Russo

   CATALANO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   da  comunicazione  ufficiale di Trenitalia, a partire  dal  31  di
  gennaio  2011  è stato attivato un servizio di 'metro-ferrovia'  in
  provincia   di  Messina,  che  si  aggiunge  alle  corse  regionali
  potenziando,  di fatto, i collegamenti tra la città  di  Milazzo  e
  Giampilieri;

   da  una analisi delle esigenze del territorio tirrenico, risultano
  alcune  incongruenze che mal giustificano la scelta  impopolare  di
  Trenitalia  di circoscrivere tale tratta fra Milazzo e  Giampilieri
  escludendo, di fatto, i comuni di Barcellona Pozzo di  Gotto  e  di
  Patti;

   considerato che:

   dal  luglio scorso è stata finalmente messa in esercizio la tratta
  del doppio binario tra i comuni di Patti e Messina, non si riesce a
  capire  come  possano  essere  stati tagliati  fuori  i  comuni  di
  Barcellona Pozzo di Gotto e Patti che, tra l'altro, abbracciano  un
  elevato  numero  di  viaggiatori  e  pendolari  soprattutto  poiché
  riferimenti base dei paesi collinari dell'hinterland;

   dal mese di luglio 2010 il servizio per i portatori di handicap  è
  totalmente scomparso anche dalla stazione di Milazzo per i treni  a
  lunga  percorrenza, obbligando tali 'diversamente abili' ad  essere
  costretti  a  'salire' sul treno presso le stazioni  di  Palermo  o
  Messina  mediante carrello elevatore con servizio di assistenza  in
  stazione;

   i  treni destinati al servizio di 'metro-ferrovia' sono di  ultima
  generazione   di   tipo   'minuetto'   cofinanziati   da    codesta
  Amministrazione  regionale  e  che  gli  stessi  mezzi  contemplano
  l'agevole  accesso  sul convoglio soprattutto  per  i  diversamente
  abili;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno  intervenire  presso  la
  direzione  regionale  di  Trenitalia s.p.a.  per  giungere  ad  una
  rivisitazione   degli  orari  e  delle  destinazioni   dei   treni,
  contemplando oltre alla tratta Milazzo - Giampilieri,  le  stazioni
  di Barcellona Pozzo di Gotto e Patti, qualora in quest'ultima siano
  presenti i binari necessari per lo scambio di arrivo e partenza dei
  treni». (1688)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1688  a  firma
  dell'onorevole  Catalano,  si forniscono  i  seguenti  elementi  di
  risposta  acquisiti per il tramite del compente Dirigente  generale
  delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
   E'  necessario  premettere  che, non essendosi  ancora  pienamente
  attuato il processo di subentro della Regione Siciliana allo  Stato
  nel  rapporto  contrattuale  con la Società  Trenitalia,  tutto  il
  settore   dei   trasporti   ferroviari  nell'isola   è   fortemente
  condizionato  da questa situazione ancora in via di definizione.
   La  programmazione dell'offerta regionale viene concordata  fra  i
  due  Enti, Regione e Trenitalia per l'appunto, attraverso una  sede
  permanente di confronto, quale è il Tavolo tecnico istituito, a suo
  tempo,  per  la  trattazione congiunta delle diverse  problematiche
  attinenti il trasporto regionale.
     Risulta evidente che la disponibilità di risorse rappresenta  un
  forte e inderogabile vincolo nella programmazione di nuovi servizi,
  in  quanto, in mancanza di un integrazione delle risorse  stesse  a
  carico del bilancio regionale, come fatto da altre regioni, non  si
  può  non  operare che con la dotazione finanziaria dello Stato  che
  ammonta  a euro 111.535.920,00, inferiore di ben 5.500.000,00  euro
  rispetto alle effettive necessità  del territorio siciliano.
   Pur tuttavia, grazie anche alle economie di gestione realizzate  a
  seguito della sospensione  dell'esercizio ferroviario sulla  tratta
  PA  C.le-Notarbartolo per consentire la prosecuzione dei lavori  di
  raddoppio  del  Passante  con l'aeroporto  di  Punta  Raisi,  si  è
  riusciti  a realizzare o a implementare alcuni progetti a  servizio
  delle realtà metropolitane  siciliane, sfruttando le migliorie alla
  infrastruttura  di rete rese possibili dai piani di  ammodernamento
  di cui all'A.P.Q, in parte in corso e in parte già eseguiti.
   Fra  questi  progetti, è stato avviato a far data dalla  fine  del
  mese  di  gennaio  scorso, una prima fase funzionale  del  progetto
  relativo  alla istituzione di un servizio ferroviario metropolitano
  fra   Messina  e  Milazzo,  articolato  in  otto  coppie  di  treni
  giornalieri  che  proseguono su Giampilieri; di queste otto coppie,
  quattro saranno prolungati su Patti a partire dal prossimo mese  di
  giugno  in  modo da  servire meglio il vasto comprensorio tirrenico
  che  presenta  una  domanda  di  mobilità  giornaliera,  verso   il
  Capoluogo, particolarmente sostenuta.
   Purtroppo,  in questa fase, non è stato possibile incrementare  il
  numero dei treni su Patti, prevedendo, per esempio, di attestare le
  altre  quattro  coppie attuali su e da Milazzo  in quella  stazione
  perchè  tale  provvedimento  comporterebbe  un  maggior  onere   di
  180.000,00 di euro al momento non disponibili.
     Relativamente  all'attività di programmazione  in  generale  dei
  servizi  e  alle  linee  guida di sviluppo  dell'offerta  regionale
  concordate  con Trenitalia, a seguito di uno specifico Accordo  del
  14 luglio 2009, si evidenzia, ulteriormente, quanto segue:
   già  dal  28  marzo 2010, il competente Dipartimento regionale  ha
  autorizzato l'introduzione di una coppia di nuovi treni con fermata
  a Barcellona P.G.;
   dal 12 dicembre 2010, sono state adottate le seguenti modifiche al
  servizio:
     -  uno dei treni con fermata a Barcellona P.G.(che in precedenza
  limitava  la  sua  corsa  a S. Agata M.),  è  stato  prolungato  su
  Palermo;
   -  delle  16  coppie  di collegamenti (feriali) programmati  sulla
  relazione   Palermo-Messina  e  viceversa,  effettuano  fermata   a
  Barcellona 12 treni in direzione Messina (di cui 4 veloci, tre  dei
  quali  consentono l'interscambio lento-veloce a S. Agata M.)  e  10
  treni  in  direzione S. Agata M./Palermo (di cui 6  veloci,  2  dei
  quali consentono l'interscambio veloce-lento a Patti);
   -  tutti  i  treni Regionali Veloci che non fermano a  Barcellona,
  effettuano  fermata  -  su indicazione della  Regione  Siciliana  -
  esclusivamente  nelle stazioni di Termini I, Cefalù,  S.  Agata  M,
  Capo  D'Orlando,  Patti e Milazzo (fino al 1   ottobre  2011,  come
  richiesto  dalla  stessa  Regione,  farà  eccezione  Bagheria,   in
  conseguenza  della  chiusura  del  tratto  Palermo  C.  -   Palermo
  Notarbartolo);
        dal 12 giugno 2011, delle 8 nuove coppie di treni istituite a
  gennaio  scorso sulla Messina- Milazzo, 4 coppie saranno prolungate
  su  Patti,  con fermata anche a Barcellona; un'eventuale estensione
  del  prolungamento alle altre 4 coppie, dipende dalla disponibilità
  di risorse aggiuntive.
   Va,  inoltre,  considerato  che è attualmente  all'attenzione  del
  competente   Dipartimento  regionale  la   proposta   avanzata   da
  Trenitalia  di  realizzare,  a regime, un'offerta  ferroviaria  che
  preveda  un  cadenzamento biorario (a 120  minuti)  tra  Palermo  e
  Messina  e  viceversa, con un treno  veloce  (con le fermate  sopra
  citate  di Termini I, Cefalù, S. Agata M, Capo D'Orlando,  Patti  e
  Milazzo)  alternato ad un treno  lento  (con fermata a  Barcellona)
  ogni 60 minuti ed un collegamento Messina-Patti e viceversa ogni 30
  minuti;  peraltro, l'attuazione di tale progetto  (già  attualmente
  consentito  dall'articolazione infrastrutturale della  stazione  di
  Patti), dipenderà, anche in questo caso, dalla disponibilità  delle
  risorse finanziarie occorrenti.
   In  mancanza  di  risorse  adeguate alle necessità,  risorse  che,
  difficilmente, con l'attuale situazione congiunturale dell'economia
  nazionale  potranno essere incrementate, l'unica risposta  efficace
  alla  domanda di mobilità, non può  che essere quella di  costruire
  un'offerta che, in coerenza con le più elementari regole di tecnica
  ed   economia   dei  trasporti,  individui,  tenute   presenti   le
  caratteristiche strutturali della domanda di mobilità  nei  diversi
  contesti  territoriali, la modalità di trasporto, treno o bus,  che
  risulti   la  più  idonea,  per  le  sue  caratteristiche  tecnico-
  economiche  a  soddisfare in modo efficace quella  domanda.  Questo
  diverso  approccio alla programmazione dell'offerta, per  il  quale
  risulta  imprescindibile anche la condivisione degli amministratori
  locali   interessati,   che  consideri  le  due  modalità,   quella
  ferroviaria   e  quella su strada, non come concorrenti  ma  in  un
  rapporto   di  complementarietà  funzionale,  rappresenta   l'unica
  soluzione per un utilizzo più produttivo delle risorse disponibili,
  sicuramente insufficienti, nella costruzione di un'offerta che  sia
  economicamente  sostenibile e riesca, al  contempo,  a  servire  le
  varie parti del territorio in modo efficace ed omogeneo.
   Così   solo   operando,   si   potrebbero   eliminare   situazioni
  caratterizzate  da  una  domanda di trasporto  insignificante  dove
  risulta  sufficiente  la  sola  presenza  dei  bus,  o,  viceversa,
  situazioni caratterizzate da una domanda sostenuta come quella  che
  si registra sulle relazioni afferenti le grandi aree metropolitane,
  fra le quali la ME-PATTI, dove, certamente, un'offerta ferroviaria,
  con  una  frequenza ravvicinata di corse, ogni mezz'ora, alimentata
  da  collegamenti  a pettine  con l'entroterra a mezzo bus,  con  la
  introduzione  di un sistema tariffario integrato, risulterebbe  più
  idonea  a smaltire in modo efficace consistenti masse  di pendolari
  evitando  l'ingresso nelle città capoluogo di  diversi  bus,  quasi
  contemporaneamente, nelle fasce orarie di maggior pendolarismo, con
  benefici   non   indifferenti  in  termini  di   decongestionamento
  veicolare e di disinquinamento ambientale.
   Per  quanto  riguarda  la sospensione nella staz.  di  Milazzo  di
  servizi     per     persone    diversamente    abili     denunciata
  dall'Interrogante, si fa presente che dal mese  di  luglio  2010  è
  stato sospeso da Trenitalia, Società responsabile delle attività di
  assistenza  disabili fino al 14/12/2010 (data in cui tali  attività
  sono  state  trasferite  a  RFI),  esclusivamente  il  servizio  di
  assistenza  con  carrello  elevatore per  guasto  di  quest'ultimo,
  mentre sono sempre rimasti attivi nella suddetta stazione i servizi
  di  assistenza con sedia a rotelle e quelli rivolti a  persone  con
  disabilità non motorie.
   Il  guasto  del carrello si è protratto per mancanza di  pezzi  di
  ricambio,  chiusura  estiva delle Ditte ed  altre  inefficienze  da
  parte  della Ditta che curava la manutenzione dei carrelli,  motivo
  per   cui  ora  si  sta  procedendo  ad  affidare  la  manutenzione
  straordinaria dei carrelli elevatori a soggetti diversi.
   Per  ripristinare il servizio di assistenza con carrello elevatore
  nella  stazione di Milazzo, onde evitare il perdurare  dei  disagi,
  nelle more di una definitiva riparazione del carrello ivi presente,
  in data 25/02/2011 si è disposto il trasferimento di un carrello da
  un  altro impianto alla stazione di Milazzo ed il servizio è  stato
  riattivato a partire da tale data.
   Nel  periodo  di sospensione, comunque, i clienti che richiedevano
  assistenza con l'uso del carrello elevatore in partenza o in arrivo
  a  Milazzo venivano tempestivamente e preventivamente informati dal
  personale dell'Assistenza o della Sala Blu che il servizio non  era
  disponibile  e  veniva loro proposta l'opzione  di  programmare  il
  servizio da o per Messina o S. Agata M.»

   L'Assessore

   avv. Carmelo Pietro Russo

                   Rubrica «Territorio ed Ambiente»

   DE  BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  il territorio e l'ambiente, premesso che:

   secondo quanto è stato denunciato da numerosi residenti nel comune
  di  Noto (SR) insieme al circolo Legambiente di Noto ed al comitato
  'Paesaggio  è  Futuro' di Noto, in diversi esposti, rispettivamente
  inviati in data 15 giugno 2009, 21 luglio 2010 e 2 agosto 2010 alla
  Procura  della  Repubblica presso il tribunale di Siracusa,  nonché
  all'Assessorato regionale Beni culturali, all'Assessorato regionale
  Territorio,  alla sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa,  al
  Genio  civile di Siracusa, al comune di Noto e ad altri  enti,  due
  agenzie  immobiliari  maltesi, la Land  Overseas  e  la  Go  Sicily
  Properties, in collaborazione con lo studio dell'ing. G.B. Palma di
  Ragusa,  hanno  pubblicizzato a mezzo di  opuscoli  la  vendita  in
  territorio  di Noto, c.da Busulmone, di 28 villini residenziali  di
  nuova   edificazione  da  realizzarsi  all'interno  di   un   unico
  appezzamento di terreno da suddividersi in corrispondenti 28  lotti
  all'interno  di  un  unico  complesso  edilizio  denominato  'Borgo
  Lucia';

   la  lottizzazione di cui sopra non risulta approvata  né,  secondo
  quanto  affermerebbe  il  comune di Noto,  oggetto  di  istanza  di
  approvazione  e l'area interessata dall'insediamento è  soggetta  a
  destinazione agricola classificata 'E' nel vigente piano regolatore
  generale;

   nei  summenzionati  esposti si afferma che le agenzie  immobiliari
  avrebbero  venduto  20  dei  28 lotti  previsti  e  si  documentano
  fotograficamente   lavori   di   movimento   terra,    abusivamente
  realizzati, che hanno causato:

   a)  il  tracciamento  di  nuove  strade  interpoderali  carrabili,
  finalizzate alla lottizzazione dell'area;
   b)  la  distruzione di una cappella rupestre bizantina, constatata
  dai   tecnici  della sovrintendenza ai beni culturali di  Siracusa,
  su segnalazione di un residente della zona;
   c)  l'alterazione della strada comunale che attraversa il fondo in
  oggetto, manomettendo gli alvei dei corpi idrici ivi presenti;

   considerato che:

   l'area   oggetto   della  lottizzazione  abusiva  è   intensamente
  interessata  da  vigneti, mandorli e soprattutto ulivi  e  carrubbi
  plurisecolari,  nonché zona vocata dop 'Monti  Iblei'  -  sottozona
  'val Tellaro' e doc 'Eloro e Noto';

   quanto in oggetto configura azioni di palese e grave illegittimità
  ai danni del paesaggio netino e del sistema naturale dei luoghi;

   per  sapere  quali  iniziative abbiano  o  intendano  attuare  per
  impedire il prosieguo delle violazioni di legge qui esposte  e  per
  assicurare la tutela dei luoghi in oggetto». (1372)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  si
  rappresenta  quanto riferito dal Dipartimento regionale urbanistica
  Servizio  5  - Vigilanza Urbanistica U.O. 5.2  sulla  base  di  una
  relazione ispettiva disposta dal medesimo servizio.
   Dalla   verifica   degli  atti  riscontrati  presso   il   Settore
  Urbanistica del Comune di Noto è emerso quanto segue:
   Con  preliminare  di vendita del 10/06/2010 è  stato  promesso  in
  vendita alla Ditta Degabriele Louis un lotto di terreno nel  comune
  di  Noto, sito in c/da Busulmona, all'interno dell'appezzamento  in
  questione esteso mq. 11820,00.
   Successivamente  la  suddetta Ditta con nota prot.  n.  26569  del
  6/07/2010, ha presentato istanza per il rilascio di una concessione
  edilizia  per la costruzione di un immobile per civile  abitazione,
  da sorgere sul lotto di terreno di cui sopra.
   Il procedimento di cui sopra si è concluso con il provvedimento di
  diniego  n.  130  del  11/10/2010, previo  parere  contrario  della
  Commissione Edilizia Comunale.
   Riguardo  alla  presunta lottizzazione abusiva, non  risulta  agli
  atti  del  Comune  alcun  provvedimento  o  atto  deliberativo  che
  autorizzi  la  sua  attuazione  e non poteva  essere  diversamente,
  atteso che un qualsiasi atto in tal senso sarebbe stato chiaramente
  illegittimo.
   Relativamente  al punto a) dell'interrogazione si rappresenta  che
  sebbene  all'atto del sopralluogo effettuato in sede  ispettiva  in
  data   8/02/2011,   congiuntamente  dal   dirigente   del   settore
  urbanistica  del  Comune di Noto e al Corpo di Polizia  Municipale,
  non  sia  stata  rilevata alcuna attività in  corso,  tuttavia  dai
  rilievi  fotografici  effettuati si rileva la  presenza  di  strade
  interne carrabili, in terra battuta, verosimilmente realizzate  per
  potere accedere al fondo.
   Relativamente al punto b) non è stato possibile accertare da parte
  del   Funzionario   Ispettore  sia  la  presenza  che   l'eventuale
  distruzione  di  una cappella bizantina per assenza di  riferimenti
  concreti
   Relativamente al punto c) non è stata accertata alcuna sostanziale
  alterazione  della strada comunale. Quantomeno  nei  punti  dove  è
  stato eseguito il sopralluogo.
   Per   quanto  sopra,  ai  fini  dell'eventuale  attivazione  delle
  procedure  di  cui all'art. 53 della l.r. 71/78, non  si  ravvisano
  elementi,  atteso che nessuna autorizzazione o concessione  risulta
  rilasciata dal Comune di Noto.
   In  ordine  alle attività eseguite, il Comune resta  obbligato  ad
  adottare  i provvedimenti repressivi dell'abusivismo, nel  caso  in
  cui questi venissero accertati.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

   L'Assessore
  dott. Calogero Gianmaria Sparma