Presidenza del vicepresidente Oddo
LO GIUDICE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Faraone, Bonomo e Musotto
sono in congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,
do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per i beni culturali:
N. 1192 - Notizie sulla chiusura della Villa romana di Marina di
Patti (ME).
Firmatari: Corona Roberto
N. 1541 - Notizie in merito ai criteri e alle procedure adottate
per l'adozione dei piani paesaggistici provinciali.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Caputo Salvino; Cordaro
Salvatore; Dina Antonino; Beninati Antonino; Catalano Santo;
Gentile Luigi; Ragusa Orazio; Pogliese Salvatore; Falcone Marco;
Mineo Francesco
da parte dell'Assessore per le infrastrutture e la mobilità:
N. 1488 - Iniziative per scongiurare i drastici tagli decisi da
Trenitalia in Sicilia.
Firmatari: Pogliese Salvatore; Buzzanca Giuseppe; Falcone Marco;
Vinciullo Vincenzo
N. 1618 - Chiarimenti sulle iniziative a sostegno del trasporto
ferroviario in Sicilia.
Firmatario: Fiorenza Cataldo
N. 1688 - Interventi per migliorare il trasporto ferroviario
nella provincia di Messina.
Firmatario: Catalano Santo
da parte dell'Assessore per il Territorio e l'ambiente:
N. 1372 - Iniziative per impedire il prosieguo della
lottizzazione abusiva nel territorio di Noto (SR), c.da Busulmone.
Firmatario: De Benedictis Roberto.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il seguente parere reso in data 12 luglio
2011 dalla competente Commissione legislativa Attività
produttive' (III):
- Richiesta di parere ex articolo 65 della legge regionale n.
9/2009. Decreto di approvazione della direttiva per la concessione
ed erogazione dei contributi ai Centri commerciali naturali. Linea
d'intervento 5.1.3.3 del P.O. Fesr 2007-2013. (n. 164/III)
inviato in data 13 luglio 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
N. 1986 - Notizie sui lavori di ripristino del porto turistico di
Riposto (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Pogliese Salvatore
N. 1987 - Interventi in favore dei malati di distrofia muscolare
di Duchenne e Becher.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1988 - Criteri adottati per la distribuzione, su base
provinciale, dei fondi del bando 'Percorsi formativi per il
rafforzamento dell'occupabilità della forza lavoro siciliana
periodo 2012/2014'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1989 - Attivazione di iniziative di sostegno al settore
agroalimentare in Sicilia, colpito dalla crisi dovuta alla
diffusione del batterio 'escherichia coli'.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
con richiesta di risposta scritta
N. 1985 - Chiarimenti in ordine alla formazione della graduatoria
generale degli 'autisti-soccorritori' ed iniziative conseguenti.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Pantuso Salvino.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate sarà inviata al
Governo.
Comunicazione relativa al calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Con riferimento al comunicato dei lavori della
Conferenza dei Presidenti del Gruppi parlamentari del 12 luglio
2011, preciso che, relativamente al corrente mese di luglio,
l'Aula terrà seduta da martedì 19 a giovedì 21 e da martedì 26 a
giovedì 28.
L'Assemblea ne prende atto
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Istruzione e formazione professionale
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Istruzione e formazione professionale .
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo brevemente e senza alcun intento polemico. Quanto è
accaduto ieri, al momento della presentazione della pregiudiziale
da parte dell'onorevole Musotto, circa la mozione di censura
relativa alla sanità', resta per noi un vulnus, da ieri a oggi,
assolutamente inalterato; tra l'altro abbiamo appreso dai giornali
che qualche collega prestigioso di quest'Aula, che regge l'attuale
maggioranza, ha parlato di rinvio della mozione a settembre.
Vogliamo dare a questi colleghi il beneficio della buona fede, ma
vogliamo ricordare agli stessi colleghi che la pregiudiziale ha di
fatto eliminato il punto all'ordine del giorno che oggi possiamo
dire, senza tema di smentita, essere stato eliminato dall'ordine
del giorno, quanto meno rinviato sine die.
Siccome per noi il problema dell'agibilità democratica in
quest'Aula resta assolutamente inalterato, perché riteniamo che le
prerogative dell'opposizione per le ragioni espresse già ieri dai
Presidenti dei Gruppi parlamentari e che qui non sto a ribadire
perché sono ben registrate e sono state espresse, per altro, in una
conferenza stampa tenuta stamani, restano appunto inalterate,
desidero comunicare al Presidente dell'Assemblea che il Gruppo
parlamentare dei Popolari di Italia Domani' non parteciperà ai
lavori dell'Aula ribadendo che c'è un problema di agibilità
democratica e chiediamo che la Presidenza se ne faccia carico.
Soltanto dopo che questo problema verrà affrontato e risolto, il
Gruppo parlamentare dei Popolari di Italia Domani' tornerà in Aula
a lavorare.
CORONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CORONA. Signor Presidente, anch'io vorrei ribadire quanto già
dichiarato ieri sera dal mio Capogruppo, onorevole Leontini, la
posizione del gruppo parlamentare del PDL' in quest'Aula, in
merito a quanto accaduto ieri sera in relazione alla mozione di
censura all'Assessore Russo.
E'chiaro, signor Presidente, che non sfugge a nessuno il fatto che
all'interno di quest'Aula si sono scritte delle bellissime pagine
di politica, ma qualche volta la politica butta al di là dello
steccato il proprio cuore sia per fatti positivi che per fatti
negativi.
Credo che ieri sera non abbiamo raggiunto l'optimum all'interno di
quest'Aula e abbiamo, con una sorta di atteggiamento da parte
dell'attuale maggioranza, soffocato un libero dibattito che poteva
essere utile per far conoscere a tutti i siciliani lo stato della
sanità' nella nostra regione.
E' chiaro, signor Presidente, che non possiamo, all'interno di
quest'Aula, richiamarci ai precedenti, perché questo Parlamento,
che tra l'altro è il Parlamento più antico d'Europa, ha decenni di
storia, per cui se ogni volta dobbiamo richiamare i precedenti,
potremmo commettere una serie di errori e ripetere errori che
certamente vanno corretti, tant'è che quest'Aula si è dotata di un
Regolamento che cerca di disciplinare i lavori e soprattutto di
dare agibilità democratica ad una istituzione quale quella
dell'Assemblea regionale siciliana che, certamente, è lo specchio
della nostra regione.
E' chiaro che il Regolamento è preciso, è puntuale e non credo ci
sia bisogno di riscrivere una parte di esso per dare una corretta
interpretazione.
Mi rifaccio, in via di principio, alla questione legata alla
responsabilità di ciascuno dei 90 parlamentari, ma soprattutto alle
opposizioni che in quest'Aula devono svolgere un ruolo
fondamentale, a tutela e a garanzia del rispetto della politica,
delle regole, della democrazia e anche delle Istituzioni.
All'interno di quest'Aula ci siamo avvicendati oggi, ieri e lo
faremo anche domani e sono sicuro che chi oggi è in maggioranza può
diventare opposizione e viceversa.
Allora, se noi non ristabiliamo questo principio e non
consentiamo a quest'Aula di affrontare i temi scottanti di questa
regione, e che questo Governo ha il compito ed il dovere di
affrontarli e risolverli, sicuramente non daremo un segnale di
grande responsabilità e di grande sensibilità politica ai nostri
concittadini.
Signor Presidente, credo che in maniera responsabile il Gruppo
parlamentare del PDL' si asterrà dal partecipare ai lavori di
quest'Aula fino a quando non sarà affrontato questo argomento, e
non saranno ripristinate le regole della democrazia. O si riscrive
il Regolamento e si dà un'interpretazione corretta, un adeguamento,
così come è stato stabilito ieri sera in termini rapidi, oppure noi
verremo qui soltanto per assicurare la nostra presenza ma non
parteciperemo ai lavori di quest'Aula fino a quando non verranno
stabilite queste regole e questi principi democratici.
Signor Presidente, sono convinto che, qui, tutti noi abbiamo la
consapevolezza che abbiamo commesso un errore ieri sera.
Ognuno deve abituarsi a confrontarsi; avere capacità d'ascolto
significa avere alta sensibilità politica e qui qualcuno ha mancato
e ha dato un segnale di nervosismo, di inefficienza e di
impreparazione a ricoprire ruoli così importanti della nostra
Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei chiarire che, rispetto a
quanto ieri sera è stato deciso sia dalla Commissione per il
Regolamento e, poi, comunicato in Aula dal Presidente, non mi pare
sia opportuno riaprire il dibattito.
Quindi, se è una richiesta sull'ordine dei lavori, concederò la
parola. Se non è una richiesta sull'ordine dei lavori e si vuole
riaprire la discussione che ieri sera si è fatta, purtroppo, non
posso permettermi il lusso di concedere la parola.
INCARDONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
proprio sull'ordine dei lavori per chiedere a questa Presidenza di
introdurre un argomento all'ordine del giorno, immediatamente, che
riveda la posizione di questo Parlamento rispetto ad un problema
grave che è accaduto: proprio quello di ieri, perché ieri è stato
mortificato il Parlamento ed è stato mortificato il diritto di
tutti i parlamentari di esprimere la propria opinione. Quello che è
accaduto ieri è una cosa veramente molto grave, tanto più grave
considerato il fatto che l'Assessore, appena uscito da quest'Aula,
ha iniziato a dire che era pronto ad affrontare il dibattito in
qualsiasi posto, in qualsiasi luogo e in qualsiasi ora, come a dire
che lanciava una sfida al Parlamento e che, però, non accettava il
dibattito dentro quest'Aula. E, quindi, questo è veramente molto
grave ed io penso che questo fatto è tanto grave che questo
Parlamento non può ignorare ciò che è accaduto ieri.
E, quindi, si chiede alla Presidenza di mettere subito all'ordine
del giorno questo argomento e di rivedere la composizione della
Commissione per il Regolamento, perchè i Gruppi non sono tutti
rappresentati e di mettere all'ordine del giorno, immediatamente,
visto che c'è stata questa interpretazione per noi sbagliata della
norma, la revisione del Regolamento d'Aula.
Atteso e fino a quando questo non accadrà, il Gruppo parlamentare
Forza del Sud' non parteciperà ai lavori d'Aula - e mi voglio
riferire all'osservazione di qualche collega -, mantenendo le
schede lì, nella posizione in cui si trovano, perché noi non siamo
assenti, ma usciamo dall'Aula per non partecipare, per protesta, ai
lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi vorrei ricordare che ieri sera
la Presidenza ha chiarito e leggo testualmente: Tuttavia, in sede
di Commissione per il Regolamento, è stato evidenziato che la
programmazione dei lavori, a seguito delle modifiche regolamentari
del 2003, e quindi successive allo specifico precedente richiamato
del 2002, si riserva oggi, in maniera ancora più incisiva una quota
di argomenti da trattare alle opposizioni.
In tal senso è stata richiamata la disciplina vigente alla Camera
dei Deputati (articolo 40 del Regolamento interno della Camera dei
Deputati), la quale cerca di contemperare gli opposti principi
della discussione della pregiudiziale con la trattazione degli
argomenti individuati in sede di Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi.
Questo lo dico in particolar modo all'onorevole Incardona.
Pertanto, si è convenuto di dare mandato all'apposita sotto
Commissione per il Regolamento di affrontare la problematica oggi
sollevata in Aula, formulando apposite proposte di modifiche
regolamentari.
Tali decisioni sono state assunte già ieri sera, e la sotto
Commissione procederà con alcune proposte di modifica al
Regolamento.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Istruzione e formazione professionale'
PRESIDENTE. Si passa al punto II all'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Istruzione e formazione professionale
Si procede con l'interrogazione n. 243 - Risorse per il personale
co.co.co. impiegato nel settore della pubblica istruzione in
Sicilia , degli onorevoli Donegani, Marinello, Di Benedetto,
Panepinto, Raia e Di Giacomo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
ad oggi migliaia di lavoratori con contratto co.co.co.
(collaborazione coordinata e continuativa) sono riusciti a
mantenere livelli importanti ed essenziali di servizi nella
società;
altresì, la maggior parte di essi svolge attività con alto indice
di professionalità acquisita e riconosciuta;
considerato che:
in Sicilia operano 490 lavoratori con contratto co.co.co. nel
settore della pubblica istruzione;
inoltre, detto personale opera nel settore già dal 1989 attraverso
l'assunzione da un'apposita graduatoria predisposta dall'ufficio
provinciale del lavoro;
tenuto conto che:
nel 1996 detto personale è stato trasformato da ex art. 23 in LSU
(lavoratori socialmente utili);
altresì, in virtù delle competenze istituzionali in materia di
pubblica istruzione, le province hanno assegnato 490 unità
lavorative presso le scuole siciliane, dove allo stato attuale
prestano la loro attività;
ritenuto che, avendo il Governo nazionale dichiarato di non
disporre della copertura finanziaria necessaria per rinnovare la
continuità lavorativa prevista dalla legge 23 dicembre 2000, numero
283 con la conseguenza drammatica del licenziamento di tutto il
personale, è stato pregiudicato lo stesso funzionamento degli
istituti scolastici;
per sapere:
se, alla luce di quanto esposto, non considerino grave e
preoccupante la situazione determinatasi nei confronti dei
lavoratori con contratto co.co.co. a seguito delle dichiarazioni
del Ministro dell'economia e delle finanze circa i provvedimenti
che intende adottare nella prossima finanziaria del 2009;
se non ritengano opportuno intervenire autorevolmente nei
confronti del Governo nazionale per introdurre nella prossima legge
finanziaria del 2009 le necessarie risorse finanziarie, di circa 20
milioni di euro, a copertura dei costi del personale co.co.co. e
garantire, nella continuità, l'efficienza dei servizi nel settore
della pubblica istruzione» (243).
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli deputati, si tratta di
una interrogazione che risale al 2008, ma è opportuno comunque dare
una risposta.
La gestione del personale con contratto co.co.co., che in questo
momento è pari a 483 unità, è di competenza esclusiva, onorevole
Donegani, dell'Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia. Ciò
premesso il MIUR aveva assicurato fino al II quadrimestre del 2011
la retribuzione di questo personale mediante l'assegnazione e
distribuzione di questo stesso personale alle istituzioni
scolastiche. Per il periodo restante è stato modificato però il
criterio di assegnazione per le risorse finanziarie, assumendo come
parametro l'accantonamento dei posti del corrispondente profilo
professionale di assistente amministrativo nella proporzione di uno
a due. Ciò ha portato ad evidenti scompensi poiché il numero dei
posti accantonati è di gran lunga inferiore a tale rapporto, per
cui molte istituzioni scolastiche, secondo la stima
dell'Assessorato, non potranno assicurare la liquidazione della
retribuzione.
Una corretta soluzione, che questo Assessorato in qualche modo si
propone, è quella di avviare da subito il confronto con le
organizzazioni sindacali per una distribuzione razionale dei
lavoratori nelle diverse scuole della Regione. Ad oggi però non
risulta che il Ministero abbia impartito istruzioni su tale
questione, e comunque sarà cura di codesto Assessorato, appena
inizierà il nuovo anno scolastico, intraprendere gli opportuni
passi presso l'Ufficio scolastico regionale e presso il MIUR per
agevolare una soluzione per tutto il personale in questione,
sebbene va precisato che si tratti di una materia che relativamente
rimane estranea alla competenza della Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Donegani per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
DONEGANI. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per assenza dall'Aula dei
rispettivi firmatari le interrogazioni nn. 964 Provvedimenti
urgenti in merito alle vicende legate al concorso per dirigenti
scolastici svolto in Sicilia , degli onorevoli Vinciullo, Falcone;
1330 Notizie circa la riduzione di classi nell'anno scolastico
2010/2011, presso l'istituto di istruzione secondaria superiore
'Platone' di Palazzolo Acreide (SR) , dell'onorevole Vinciullo;
1400 Interventi urgenti per la messa in sicurezza dei plessi
scolastici di Militello in Val di Catania (CT) , degli onorevoli
Falcone, Pogliese e 1848 Iniziative per il pagamento delle
retribuzioni del personale della fondazione C.A.S. di Aspra (PA) ,
dell'onorevole Caputo Salvino, si intendono presentate con
richiesta di risposta scritta.
Si procede allo svolgimento dell'interpellanza n. 107 Indicazioni
in merito ai criteri di utilizzazione delle risorse del fondo
sociale europeo destinate alla Regione siciliana per il settennato
2007-2013 , dell'onorevole Ferrara. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
dai recenti dati Eurostat sulla disoccupazione giovanile si è
appreso che in Sicilia il tasso oggi ha raggiunto un vero record,
con una cifra pari al 38,5 per cento, che vede l'Isola al decimo
posto tra le regioni europee con i dati più allarmanti, con la sola
Sardegna, tra le regioni italiane, a far peggio (44,7%, sesto
posto);
l'Unione europea offre tra i tanti strumenti il fondo sociale
europeo, fondo comunitario finalizzato a prevenire e combattere la
disoccupazione e sviluppare le risorse umane e l'integrazione
sociale nel mercato del lavoro;
considerato che:
molto più che in passato, dal decollo del Sud può derivare una
crescita sostenuta e duratura dell'economia nazionale e che un
innalzamento duraturo del basso tasso di crescita del Paese non può
prescindere dal superamento del sottoutilizzo delle risorse
comunitarie al Sud e segnatamente in Sicilia;
in coerenza con la strategia europea per l'occupazione (SEC) e in
attuazione delle disposizioni regolamentari, il programma operativo
FES Sicilia 2007-2013 è diretto a sostenere il raggiungimento della
piena occupazione, della qualità e della produttività sul lavoro e
la promozione dell'inclusione sociale per il rafforzamento della
coesione economica e sociale del territorio regionale siciliano;
la filosofia che ispira l'utilizzazione del fondo sociale europeo
è quella della cosiddetta 'Strategia di Lisbona': creazione di
nuova occupazione, alti livelli di istruzione (con particolare
riferimento alla cultura scientifica), lotta all'esclusione
sociale;
sono previsti quattro grandi programmi di intervento in settori
strategici, uno dei quali riguardante il fondo sociale europeo, che
destina alla Regione siciliana risorse pari a circa 2,1 miliardi di
euro;
i controlli effettuati dai servizi della Commissione europea,
infatti, riscontrano debolezze persistenti nel funzionamento dei
sistemi di gestione e di controllo in Sicilia, la qual cosa
conferma ulteriormente la gravità della situazione e il rischio
concreto della perdita di risorse importanti per la Sicilia;
sono stati finora spesi 47 milioni di euro, pari al 2,26% delle
somme destinate dal FES;
per conoscere:
quali interventi intenda porre in essere per rendere più
efficiente il programma di utilizzo delle risorse del fondo sociale
europeo, in modo tale da introdurre criteri di maggiore efficienza
e celerità;
quali iniziative intenda predisporre per rendere effettivo lo
stanziamento delle risorse comunitarie rimanenti e, in particolare,
secondo quali priorità, scadenze e modalità si sia programmato di
procedere, in modo da rendere gli stessi meglio orientati a
produrre benefici all'economia siciliana;
quali iniziative urgenti intenda assumere per evitare il
disimpegno delle risorse e per migliorare e accelerare i processi
di impegno e di spesa del programma operativo FSE Sicilia 2007-2013
di cui, a soli tre anni dalla conclusione, la Regione siciliana non
ha ancora speso quasi il 98% delle risorse messe a disposizione
dall'UE;
come sarà concretamente raggiunto l'obiettivo primario del
programma operativo di investire sulle persone, curandone il
livello professionale e la formazione, migliorando la qualità sia
culturale che operativa e riducendo così il ritardo che alcuni
territori hanno rispetto ad altri, in modo tale che il FSE
contribuisca al potenziamento della coesione economica e sociale,
migliorando i livelli e le possibilità di occupazione». (107)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interpellanza.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli deputati, questa
interpellanza è stata presentata dall'onorevole Ferrara, che
ringrazio per avere attirato l'attenzione su questo problema.
Si tratta di un problema al quale dedicherò alcuni minuti per
poter fare un'elencazione che sia esauriente e che, in qualche
modo, dia risposta al quesito che l'onorevole Ferrara ha esposto,
ma è un quesito sul quale, credo, abbia raccolto una serie di
domande che vengono da più parti e da più soggetti.
Il livello di avanzamento del Piano Operativo è ritenuto
soddisfacente sul piano delle allocazioni delle risorse, mentre,
invece, rimane critico per quanto concerne il trasferimento delle
risorse ai beneficiari finali; il tasso di allocazione delle
risorse è pari al 50%, il ché vuol dire all'incirca 2 miliardi di
euro, e corrisponde a circa il 9,3% di quanto previsto nel
documento di attuazione strategica per il 2007/2010. Di tali
risorse, al 28 febbraio 2011, rimangono impegnati circa 460
milioni, di cui sono pagati, ed è questa la cifra più,
relativamente, che attira maggiore allarme, soltanto 78 milioni.
Nel 2011 abbiamo emesso i seguenti avvisi:
-avviso n. 1: sono aiuti all'occupazione a valere sull'asse 2
dell'occupabilità;
-avviso n. 4: riguarda la formazione e l'accompagnamento del
personale degli enti territoriali in materia di gestione dei beni
confiscati alla criminalità organizzata. Un avviso particolarmente
interessante, anche per il contenuto etico dell'obiettivo che si
propone;
-avviso n. 5: è il piano regionale dell'offerta formativa;
-avviso n. 8: riguarda la redazione di un catalogo interregionale
sull'alta formazione, l'avete appreso dai giornali, in queste
ultime ore, è diventato esecutivo;
-avviso n. 10, infine, al quale sono particolarmente affezionato,
se mi permette onorevole Ferrara, perché mi sembra originale e,
soprattutto, rispondente ad alcuni bisogni della società
siciliana, per l'attribuzione di voucher individuali per la
certificazione internazionale di lingua straniera, al alto livello.
I ritardi accumulati nel primo biennio hanno continuato a produrre
i loro effetti nel corso del 2010. Tra le concause per il mancato
raggiungimento del target di spesa nel 2010 va considerato il
ridotto stato di avanzamento del Piano Operativo in termini di
progetti avviati, e ciò è dovuto alla criticità segnata da una
grande dilatazione dei tempi tra la pubblicazione dei bandi e
l'ammissione al finanziamento dei progetti, anche in ragione
all'elevata partecipazione delle richieste di ammissione.
Va considerato, inoltre, il ritardo con cui si è arrivati alla
definizione degli assetti organizzativi del Dipartimento
dell'Istruzione e della Formazione Professionale; di importanza per
una maggiore celerità delle procedure e l'introduzione della figura
del Revisore legale per la certificazione della spesa dei progetti,
mentre d'altro canto nell'audit presso la Commissione Europea, che
si è svolto nel maggio-giugno 2010, ha segnato l'apprezzamento
della stessa rispetto alla qualità dei documenti e delle procedure
di gestione e controllo adottate dall'Autorità di gestione.
A tal fine, si è provveduto a promuovere idonee attività formative
rivolte ai soggetti beneficiari, indirizzate ad illustrare le
procedure di gestione dei progetti ed all'utilizzo del sistema
informatico.
Nello scorso giugno-luglio sono state promosse 33 sessioni
formative che hanno coinvolto all'incirca 70 soggetti attuatori.
Come pensiamo di superare queste criticità, onorevole Ferrara, che
abbiamo succintamente riassunto?
Per quanto compete questa amministrazione, va sottolineato
l'impegno profuso in specie, grazie al conseguimento di una
maggiore stabilità amministrativa, teso ad avviare numerose
iniziative per introdurre le indispensabili correzioni a tutti
quegli elementi di rallentamento che si sono registrati sin
dall'inizio su questo argomento, a partire da una radicale
revisione delle procedure e degli strumenti concernenti tutta la
fase istruttoria delle istanze per singoli bandi.
Così ad esempio, si è cercato di colmare il ritardo (che
puntualmente si veniva ad accumulare fra l'indizione di un Avviso e
l'assegnazione dei finanziamenti ai soggetti beneficiari) mediante
l'aggiornamento della long list dei valutatori che ha consentito di
rafforzare e migliorare tutti i processi di gestione; mentre un
significato abbattimento dei tempi (e quindi un valido contrasto
alla formazione di ritardi) lo si è registrato mediante l'avvio di
procedure di informatizzazione definite a sportello per la
presentazione delle richieste esclusivamente on line mediante posta
elettronica certificata.
Per quanto attiene, il processo di controllo propedeutico alla
certificazione della spesa si fa presente che si è promosso da
subito un sistema di gestione e controllo delle risorse finanziarie
che facesse leva sulla governance generale del Piano Operativo. Ne
è esempio l'iniziativa intrapresa che assegna al MIUR il ruolo di
Organismo Intermedio, ciò prevede la destinazione al MIUR di
risorse pari a 178 milioni da utilizzare per la realizzazione delle
operazioni inerenti la procedura straordinaria per la
programmazione dei corsi linguistici e per la realizzazione delle
operazioni inerenti l'utilizzazione dei Piani integrati finalizzata
al miglioramento delle competenze del personale della scuola, al
miglioramento dei livelli di competenza degli studenti (in specie
per matematica, italiano, lingue scienze); alla lotta contro la
dispersione scolastica e in generale al miglioramento dei sistemi
di apprendimento. Si precisa che la procedura per l'introduzione
del MIUR quale Organismo Intermedio nel Piano Operativo è in corso
di svolgimento e si concluderà con la stipula delle convenzione con
l'amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferrara per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
FERRARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo
limitarmi a ringraziare per la completa, esaustiva e convincente
risposta che mi ha dato l'Assessore e, quindi, spero che questa
interlocuzione vada avanti per cercare di essere il più possibile
incisivi nell'ambito dei fondi comunitari ed in particolare il
Fondo sociale europeo.
Mi dichiaro, pertanto, soddisfatto.
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
«Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (605-242-362-577/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge 605-242-362-577/A
«Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive».
Ricordo che nella seduta n. 265 del 22 giugno 2011 era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Onorevoli colleghi, in assenza dei componenti della III
Commissione, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.16, è ripresa alle ore
17.18)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, apprezzate le circostanze la seduta è
rinviata a martedì, 19 luglio 2011, alle ore 16.00, con il
seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica: Attività produttive
Interrogazioni:
N. 1217 - Nomina del direttore generale del
consorzio ASI di Messina.
Firmatario: Ardizzone Giovanni
N. 1321 - Chiarimenti sulle condizioni di
affidabilità e di garanzia del progetto per il
rilancio dello stabilimento di Termini Imerese (PA).
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1474 - Notizie sulle autorizzazioni rilasciate
per l'apertura di centri commerciali e di grande
distribuzione organizzata in Sicilia.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1667 - Chiarimenti in merito al calendario delle
fiere, delle mostre e delle esposizioni a carattere
regionale per l'anno 2011.
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Termine Salvatore; Di Benedetto
Giacomo
N. 1732 - Applicabilità del DURC in Sicilia per i
commercianti ambulanti.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1764 - Chiarimenti sulla gestione del Consorzio
ASI di Palermo.
Firmatario: Lentini Salvatore
III -Discussione del disegno di legge:
-«Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
La seduta è tolta alle ore 17.19
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 19.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Beni culturali ed
identità siciliana»
CORONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, premesso che:
da diverso tempo ed a fasi alterne si chiude e si apre ai
visitatori la Villa Romana di Marina di Patti (ME);
in particolare proprio in questi giorni si apprende che a partire
dal 24 maggio la villa resterà chiusa al godimento dei turisti per
'consentire la messa in sicurezza dei siti', una chiusura 'al buio'
in quanto il comunicato stampa della soprintendenza ai beni
culturali e ambientali di Messina non indicava la data di
riapertura;
visto che si ritiene oltremodo pretestuoso ed inconcepibile un
provvedimento che non sarebbe certamente stato necessario se coloro
i quali 'dovevano' manutenere la struttura se ne fossero occupati e
tenuto conto che questo provvedimento causerà un gravissimo danno
economico per tutto il comprensorio turistico, si plaude
all'iniziativa della magistratura tendente ad appurare, se ve ne
siano, responsabilità soggettive tra l'altro stigmatizzate dal
sottoscritto con altra interrogazione, la numero 319 del 14.01.09
sullo stesso argomento;
ritenuto che, come sperimentato in più occasioni, anche in siti
archeologici primari è possibile procedere alla messa in sicurezza
del 'sito' senza determinare la chiusura totale dello stesso, così
come paventato dalla soprintendenza;
accertato che il 20 maggio la stessa soprintendenza ha fissato un
sopralluogo con l'impresa aggiudicataria dei lavori per fissarne
tempi e modalità di incontro al quale, dalla stampa, si apprende
parteciperà lo stesso Assessore al ramo;
per sapere se non ritengano, in un momento nel quale ci si
avvicina alla stagione estiva, che richiama notevoli flussi
turistici e quindi il picco di visitatori, attivare misure tendenti
a far si che si possa procedere ai lavori di messa in sicurezza
della Villa Romana di Marina di Patti (ME), che costituisce uno dei
più importanti siti archeologici della Sicilia, contemperando la
possibilità che, anche a 'cantiere aperto', non si chiuda tutta
l'area archeologica, nella certezza che, come dai più paventato, il
perdurare della chiusura al pubblico della Villa creerà certamente
un gravissimo danno economico alle imprese dell'accoglienza ed
anche sotto il profilo culturale e di immagine per la città di
Patti, i Nebrodi, la provincia di Messina e per tutta la Sicilia».
(1192)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione dell'onorevole
Roberto Corona che vuole sapere quali iniziative sono state assunte
per garantire l'accesso ai visitatori, anche in presenza di lavori
di messa in sicurezza, alla Villa Romana di Marina di Patti (ME),
preliminarmente si rappresenta che già alla data del 18 giugno
2010, dopo l'ultimazione dell'intervento di messa in sicurezza
della copertura, con il provvedimento della Soprintendenza di
Messina n. 4026 del 7 giugno 2010 la suddetta Villa è stata aperta
al pubblico.
Tale apertura è stata successiva a quella del solo Antiquarium,
avvenuta il 26 maggio 2010 e ciò in esecuzione del provvedimento
della Soprintendenza di Messina n. 3550 del 25 maggio 2010.
Dopo la consegna al Servizio Parco Archeologico delle Isole Eolie
e delle Aree Archeologiche di Milazzo, Patti e Comuni Limitrofi ,
da parte della Soprintendenza di Messina avvenuta il 6 ottobre
2010, in conformità dell'avvio della riforma del Dipartimento dei
Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, l'apertura quotidiana al
pubblico della Villa e dell'annesso Antiquarium è garantita dalle
ore 9,00 fino ad un'ora prima del tramonto».
L'Assessore
prof. Sebastiano Missineo
VINCIULLO-CAPUTO-CORDARO-DINA-BENINATI-MINEO-FALCONE-POGLIESE-
RAGUSA-GENTILE-CATALANO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana, premesso
che:
con decreto assessoriale n. 44 del 17 settembre 2010, si è dato
avvio alle attività di concertazione istituzionale previste
dall'art. 144 del d.lgs. 42/04 per l'adozione dei piani
paesaggistici su base provinciale tenuto conto dell'obbligatorietà
della concertazione istituzionale;
i piani paesaggistici provinciali, prima della loro adozione,
devono essere sottoposti a valutazione ambientale strategica ai
sensi del d.lgs. n.152/2006, come tutti i piani ed i programmi di
pianificazione territoriali e dei suoli;
il d.lgs. 42/2004 impone che vengano fatti rilievi e studi da
parte delle soprintendenze e che su questi elaborati inizi la
collaborazione con gli enti, le amministrazioni, le associazioni
affinché nella concertazione ognuno possa dare il proprio
contributo per esprimere le proprie esigenze;
ad oggi, nel chiuso delle soprintendenze, sono stati redatti piani
di rilevante portata destinati a gestire il territorio regionale e
che gli stessi piani, secondo una recente calendarizzazione,
dovranno essere solamente 'notificati' al territorio e a chi
eufemisticamente lo gestisce;
in spregio all'art. 139 del 'Codice Urbani', senza alcuna evidenza
pubblica, senza alcuna attività istruttoria e senza concertazione,
ai sensi dell'art.144 del d.lgs n.42/04, i comuni siciliani
dovranno accantonare i propri piani regolatori nelle more
dell'attuazione del piano paesaggistico ed interrompere il civile
rapporto con i cittadini che vedranno lesi da oggi a domani i
propri interessi legittimi;
considerato che:
sebbene sia profondamente necessario dotare la Regione di un piano
paesaggistico in ottemperanza a quanto previsto dal 'Codice
Urbani', non si può non rilevare che i metodi con cui si sta
organizzando questo strumento risultino essere irrispettosi di
qualsiasi norma e prassi giuridica, così come nei reali contenuti
tradiscono le funzioni a loro attribuite;
i piani regionali provinciali, come per esempio quello di
Siracusa, sono ad oggi degli studi di settore redatti spesso da
consulenti esterni che senza relazione e conoscenza alcuna con le
dinamiche, le ambizioni e le necessità territoriali si apprestano a
governare il territorio;
tra pochi giorni i comuni della Sicilia verranno convocati presso
l'Assessorato regionale competente per vedersi notificato un piano
paesaggistico pre-confezionato a cui, se vorranno, potranno opporre
futili osservazioni che verranno per lo più respinte, determinando
di fatto un esproprio ed una consegna illegittima delle prerogative
degli enti territoriali rispetto alle decisioni contestabili
assunte dalle soprintendenze;
ritenuto che:
risulta imprescindibile che vengano rispettate le norme del codice
Urbani, che obbligano ad una concertazione istituzionale le
soprintendenze e l'Assessore regionale per i beni culturali con gli
enti e le autonomie locali sin dal momento di analisi del
territorio;
la concertazione non può essere intesa come vera consegna e presa
visione dei dettati delle soprintendenze, bensì deve essere
l'attuazione di un percorso sereno e di un confronto equilibrato
tra i vari portatori d'interessi;
gli uffici tecnici, gli ordini professionali, le associazione
ambientaliste e chiunque ne abbia legittimo interesse deve essere
coinvolto nella redazione del piano paesaggistico;
è inequivocabile che i piani paesaggistici provinciali che
compongono il piano regionale non si applicano ai piani regionale
vigenti, i quali non necessitano di ulteriore tutela in quanto
frutto di un lungo iter di adozione ed approvazione;
per sapere:
quali siano le ragioni per cui non venga garantita sin dalle fasi
di studi preliminare la comparazione e la valutazione degli atti di
programmazione e di pianificazione vigenti e perché non venga data
la massima diffusione agli studi già realizzati sin dalle prime
analisi e dalle prime carte tematiche, anche attraverso il sito web
dell'Assessorato regionale;
se non ritengano opportuno sospendere immediatamente questa
inopinata calendarizzazione di un atto che probabilmente è in
palese contraddizione ai prescritti normativi in materia;
se non sia necessario verificare che i piani paesaggistici già
adottati e quelli di prossima adozione abbiano avuto una adeguata
istruttoria preliminare, al fine di evitare rilevanti lacune
procedimentali che porterebbero inevitabilmente alla presenza di
piani con vizi di illegittimità o addirittura nulli». (1541)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione dell'onorevole
Giuseppe Gianni che chiede notizie in merito ai criteri e alle
procedure adottate per l'adozione dei piani paesaggistici
provinciali, sulla base anche delle informazioni del Dipartimento
dei Beni Culturali, che operativamente segue la complessa procedura
dei Piani Paesaggistici, si rappresenta quanto segue:
Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D. Lgs. n. 42 del
2004, (art. 135) concede alle Regioni la facoltà di opzione tra la
redazione di uno strumento a valenza urbanistico-territoriale e il
Piano Paesistico, quest'ultimo disciplinato dall'art. 5 della Legge
n. 1497 del 1939 e, in assenza di uno strumento normativo
specifico, dal Regio Decreto n.1357 del 1940.
Le Regioni sottopongono a specifica normativa d'uso il territorio
mediante piani paesaggistici, ovvero piani urbanistico-territoriali
con specifica considerazione dei valori paesaggistici, entrambi
denominati dal Codice Piani Paesaggistici .
Tale interpretazione del concetto di paesaggio, nelle sue
espressioni interpretative e attuative, con riferimento alla tutela
e alla pianificazione paesaggistica, viene confermata dalla
Convenzione Europea del Paesaggio, e dallo stesso Codice dei Beni
Culturali, che prescrive da un lato la ricognizione del territorio
oggetto di pianificazione (art. 143), dall'altro definisce
paesaggio il territorio espressivo di identità, il cui carattere
deriva dall'azione di fattori naturali, umani e delle loro
interrelazioni. (art.131).
Inoltre il D. Lgs. n. 42 del 2004 al comma 2 dell' art. 131,
stabilisce che la tutela del paesaggio si attua relativamente a
quegli aspetti e caratteri che costituiscono rappresentazione
materiale e visibile dell'identità nazionale, in quanto espressione
di valori culturali.
Per quanto precede, i piani paesaggistici della Regione Siciliana,
incluso il Piano della provincia di Siracusa, hanno il precipuo
carattere di essere rivolti al patrimonio culturale e
paesaggistico, definito dagli artt. 134 e 136 del D. Lgs. n. 42 del
2004.
Nelle altre Regioni italiane, dove sussiste un diverso assetto
delle competenze, e dove le competenze sulla tutela del patrimonio
culturale sono rimaste attestate agli organi ministeriali, la
scelta è stata generalmente quella di redigere piani urbanistico -
territoriali con valenza paesistica, relativamente ai quali, in
considerazione del loro specifico contenuto progettuale, anche di
previsione di linee di sviluppo urbanistico, non vi è alcun dubbio
che questi debbano essere sottoposti alla procedura di Valutazione
Ambientale Strategica.
Diversamente, invece, avviene per i Piani Paesaggistici in senso
stretto, in quanto questi rappresentano esclusivamente piani di
conoscenza e tutela del territorio. In tal senso si è espresso
anche il Dipartimento Regionale dell'Ambiente con la nota n. 22864
del 01 aprile 2010 secondo cui ..... questi piani territoriali
paesistici non sono assoggettabili a procedura VAS e ciò per la
decisiva ragione che essi non determinano alcun impatto
significativo sull'ambiente e sul patrimonio culturale ma
preordinati a dettare un quadro conoscitivo e una normativa di
riferimento per l'attività di tutela, eminentemente conservativa,
dei valori paesaggistici presenti nell'ambito pianificato .
La considerazione secondo cui i piani provinciali, come per
esempio quello di Siracusa, sono ad oggi studi di settore redatti
spesso da consulenti esterni che senza relazione e conoscenza
alcuna con le dinamiche, le ambizioni e le necessità territoriali
si apprestano a governare il territorio va ricondotta, come si è
già detto, ad una tematica più confacente, in quanto i piani
paesaggistici della Regione Siciliana, incluso il Piano di Siracusa
hanno il precipuo carattere di essere rivolti al patrimonio
culturale e paesaggistico, definito dagli artt. 134 e 136 del D.
Lgs. n. 42 del 2004, riservando la dovuta attenzione a quei beni e
contesti paesaggistici che ne identificano i valori riconosciuti e
consolidati.
Il Piano, pertanto, sistematizza le conoscenze per le diverse aree
tematiche, mette in luce gli elementi di valore, la conoscenza dei
beni paesaggistici e definisce un quadro di normative che sono
esclusivamente rivolte alla tutela dei beni paesaggistici di cui al
citato D. Lgs. n. 42 del 2004.
Relativamente alla considerazione secondo la quale: tra pochi
giorni i comuni della Sicilia verranno convocati presso
l'Assessorato regionale competente per vedersi notificato un piano
paesaggistico pre-confezionato, a cui, se vorranno, potranno
opporre futili osservazioni che verranno per lo più respinte ,
determinando di fatto un esproprio ed una consegna illegittima
delle prerogative degli enti territoriali rispetto alle decisioni
contestabili assunte dalle soprintendenze giova ricordare che il
Piano Paesaggistico prima della sua adozione, ai sensi dell'art.
144 del D. Lgs. n. 42 del 2004, deve essere sottoposto alla fase di
concertazione istituzionale. Questa fase vede interessati la
Soprintendenza territorialmente competente, redattrice del Piano in
questione, i Comuni della provincia interessati e la Provincia
Regionale che sono chiamati a produrre, preliminarmente
all'adozione, osservazioni, opposizioni e suggerimenti alla
proposta di Piano Paesaggistico.
Tutte le eventuali richieste prodotte con le relative
controdeduzioni predisposte dalla Soprintendenza, sono trasmesse al
Servizio Piano Paesaggistico Regionale che si onera di sottoporle
all' esame e alla valutazione della Speciale Commissione
Osservatorio Regionale per la Qualità del Paesaggio (istituita con
D.A. n. 6542 del 6 agosto 2001), che si esprime nel merito delle
questioni prospettate.
In ciò ottemperando al proprio scopo precipuo di orientare i
criteri della pianificazione paesistica in conformità agli apporti
innovativi recati dalla Convenzione Europea del Paesaggio e
dall'Accordo Stato-Regioni del 19 aprile 2001.
Al termine di questa prima fase si procede con il Decreto
Assessoriale all'adozione del Piano Paesaggistico, ai sensi degli
artt. 139 del D. Lgs. n. 42 del 2004e s.m.i. e degli artt. 24,
secondo comma, e 10, terzo comma del regolamento di esecuzione
della legge n.1497 del 1939, approvato con Regio Decreto n.1357 del
1940.
Copia dell'avviso di adozione della proposta del Piano
Paesaggistico, unitamente ai verbali delle sedute dell'Osservatorio
Regionale per la qualità del paesaggio, sono affissi per 90 giorni
consecutivi all'Albo Pretorio della Provincia e dei Comuni
interessati.
E' cura del Dipartimento dei Beni Culturali assicurare le
necessarie forme di pubblicità sui quotidiani a tiratura regionale
e nazionale, pubblicazione nella G.U.R.S., pubblicazione sui siti
internet ufficiali dell'Amministrazione Regionale, al fine di dare
seguito alla fase partecipativa di questo percorso
endoprocedimentale, infatti, tutti i soggetti interessati, possono
prendere visione degli elaborati di Piano presso gli uffici tecnici
dei Comuni, della Provincia Regionale e della Soprintendenza per i
Beni culturali territorialmente competenti.
Entro i 30 giorni successivi al periodo di pubblicazione, che, a
garanzia di una maggiore partecipazione, si intendono lavorativi,
possono essere prodotte osservazioni e documenti alla competente
Soprintendenza e al Dipartimento Regionale dei Beni culturali e
dell'Identità siciliana.
Tutte le eventuali osservazioni nel merito delle questioni
prospettate sono sottoposte a valutazione da parte dello stesso
Dipartimento, sentito il parere della Speciale Commissione
Osservatorio Regionale per la Qualità del Paesaggio prima
dell'approvazione definitiva del Piano Paesaggistico in esame.
A chiarimento della questione posta sulla non applicabilità dei
piani paesaggistici provinciali ai piani regolatori vigenti, sembra
utile avere presente al riguardo che l'orientamento
giurisprudenziale consolidato ha più volte affermato che il piano
paesaggistico si configura come strumento di base, condizionante
ogni altra pianificazione orientata verso fini di sviluppo del
territorio e degli insediamenti, che potranno essere realizzati
solo nei limiti imposti dalle esigenze di tutela paesaggistica
(Corte Costituzionale n. 417/1995).
Con tale sentenza la Corte Costituzionale, chiamata a valutare il
nuovo assetto dei rapporti fra urbanistica ed ambiente, dà il pieno
avallo alle scelte del legislatore, sancendo la superiorità della
tutela paesaggistica rispetto all'urbanistica, superiorità che
impedisce di subordinare questo interesse a qualunque altro
interesse; pertanto il piano paesaggistico contiene disposizioni
che prevalgono sulle previsioni urbanistiche eventualmente in
contrasto con lo stesso.
I decreti legislativi nn. 62 e 63 del 26/03/2008, hanno
ulteriormente innovato la materia, con particolare riferimento alla
tutela dei beni paesaggistici, e con la sentenza n. 367 del
07/11/2007 la Corte Costituzionale, che ha dato poi origine alle
modifiche al Codice Urbani, ha ribadito che il paesaggio, in virtù
dell'art. n. 9 della Costituzione, è un valore primario, oltre che
assoluto che ...precede e comunque costituisce un limite alla
tutela degli altri interessi pubblici attinenti al governo del
territorio.... .
Pertanto, sia le prescrizioni che gli indirizzi programmatici e
pianificatori contenuti nel Piano Paesaggistico sono assunti come
riferimento prioritario per la pianificazione provinciale e locale,
che deve adeguarsi alle previsioni del Piano, apportando agli
strumenti urbanistici, nei termini e nei tempi previsti dalla
normativa vigente, le modifiche necessarie per renderli coerenti e
rispondenti al Piano Paesaggistico.
E' il caso infine di rappresentare che le procedure di adozione
dei Piani Paesaggistici e di quelle di prossima adozione sono
conformi ai dettami sopra riportati e riconducibili al rispetto del
D. Lgs. n. 42 del 2004.
Ovviamente in presenza o a conoscenza di lacune procedimentali o
non confacenti alle norme di settore, saranno attivate tutte le
procedure per ricondurre le dinamiche dell'adozione del piano
paesaggistico entro l'alveo della disciplina vigente».
L'Assessore
prof. Sebastiano Missineo
Rubrica «Infrastrutture e Mobilità»
POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-VINCIULLO. - «Al Presidente della
Regione e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che:
la Sicilia è già pesantemente penalizzata dalle carenze
infrastrutturali;
la rete viaria ed autostradale, incompleta ed obsoleta, a mala
pena riesce a contenere un già consistente trasporto su gomma;
i drastici tagli di treni, annunciati da Trenitalia, in aggiunta
alle consistenti riduzioni già operate nell'ultimo quinquennio,
certamente provocheranno un ulteriore aggravamento del traffico
stradale ed autostradale;
considerato che:
Trenitalia ha già ridotto, a partire dal 2005, i treni a lunga
percorrenza da 65 a 24, i posti passeggero da 9000 a 4044, il
personale sui treni da 414 a 216 unità, il personale di
manutenzione da 257 a 151 unità e i traghetti da 6 a 2;
le ulteriori riduzioni annunciate porteranno i treni a lunga
percorrenza a 14, i traghetti a 2, i posti passeggero a 2760, e
conseguentemente sarà ridotto il personale viaggiante e quello
addetto alla manutenzione di una percentuale, non ancora
quantificata, ma che già ha messo in allarme i sindacati di
categoria;
tenuto conto che le ripercussioni in termini di carenza di
servizi, di riduzione di personale e di conseguente aumento di
traffico veicolare su gomma accresceranno le problematiche della
mobilità e della logistica dei trasporti e allungheranno
notevolmente i tempi di traghettamento per quei veicoli in andata e
in ritorno dal Continente;
per sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire presso
Trenitalia affinché vengano intraprese tutte le iniziative utili e
necessarie per scongiurare un ulteriore e fortemente penalizzante
taglio dei treni in Sicilia, al fine di non aggravare la già
disagiata esigenza di mobilità dei cittadini e non appesantire la
viabilità stradale e autostradale». (1488)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1488 a firma
dell'onorevole Pogliese, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti per il tramite del compente Dirigente generale
delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
E' necessario premettere che, non essendosi ancora pienamente
attuato il processo di subentro della Regione Siciliana allo Stato
nel rapporto contrattuale con la Società Trenitalia, tutto il
settore dei trasporti ferroviari nell'isola è fortemente
condizionato da questa situazione ancora in via di definizione.
La programmazione dell'offerta regionale viene concordata fra i
due Enti, Regione e Trenitalia per l'appunto, attraverso una sede
permanente di confronto, quale è il Tavolo tecnico istituito, a suo
tempo, per la trattazione congiunta delle diverse problematiche
attinenti il trasporto regionale.
Risulta evidente che la disponibilità di risorse rappresenta un
forte e inderogabile vincolo nella programmazione di nuovi servizi,
in quanto, in mancanza di un'integrazione delle risorse stesse a
carico del bilancio regionale, come fatto da altre regioni, non si
può non operare che con la dotazione finanziaria dello Stato che
ammonta a euro 111.535.920,00, inferiore di ben 5.500.000,00 euro
rispetto alle effettive necessità del territorio siciliano.
Si è già avuto modo di relazionare che il Piano dei tagli dei
treni Sicilia - Continente è stato motivato dall'impresa di
trasporto delle ferrovie, Trenitalia, con il drastico
ridimensionamento, operato dal Ministero dell'Economia e delle
Finanze nel contesto delle politiche di contenimento della spesa
pubblica, delle risorse previste, nell'ambito del Contratto di
Servizio fra le ferrovie e lo Stato, per sovvenzionare tali
servizi.
Deve essere, al riguardo, richiamato quanto già rappresentato in
ordine alla improduttività di tali servizi dovuta al progressivo
scarso utilizzo degli stessi da parte dell'utenza per via della
forte concorrenza e delle tariffe particolarmente competitive
praticate dalle compagnie aeree low cost; lo stato di arretratezza
della rete ferroviaria a sud di Salerno e di quella siciliana, in
modo particolare, contribuiscono ad accentuare pesantemente la
condizione di estrema marginalità geografica dell'isola, rendendo
poco competitivo, specie sulle lunghe distanze il mezzo
ferroviario.
Da parte di Trenitalia, si è dovuto procedere alla fusione di
alcuni treni in un unico convoglio da Villa S. Giovanni, in senso
Sud-Nord, e fino a Villa S. Giovanni, in senso contrario, per non
sforare il budget assegnato dallo Stato. Questa fusione,
necessaria, torna a ripetersi, per ragioni di ordine finanziario,
ha riguardato i collegamenti PA/ROMA, SR/CT/ROMA e AG/ROMA e vv,
che in precedenza venivano disimpegnati da tre treni, con tracce
orarie distinte, e che, dall'orario invernale del dicembre scorso,
sono stati unificati in un unico convoglio con una inevitabile
contrazione dell'offerta dei posti a sedere, cuccette e letti che,
con tutta onestà, non dovrebbe causare disagi all'utenza visto il
progressivo abbassamento degli indici di frequentazione, per i
motivi dianzi accennati, dei convogli della lunga percorrenza.
Si rappresenta che la posizione di ferma contrarietà di questo
Assessorato manifestata ai diversi livelli, anche politico-
istituzionali, ha sortito come effetto, non da poco, il ritiro, da
parte di Trenitalia, del piano dei ridimensionamenti presentato,
con il risultato che tutte le relazioni preesistenti, Sicilia-
Continente, sono state mantenute e servite esclusivamente con
modalità ferroviaria invece che con la modalità mista treno/bus
come previsto nel piano rientrato».
L'Assessore
dott. Carmelo Pietro Russo
FIORENZA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che l'amministratore
delegato delle Ferrovie dello Stato ha deciso che a partire dai
prossimi mesi prenderà corpo la soppressione, l'interruzione e la
sostituzione con autobus della stragrande maggioranza dei treni a
lunga percorrenza, con ripercussioni pesantissime per gli utenti
delle province sud-orientali dell'Isola;
considerato che:
questa scelta politico-amministrativa segue alla già operante
scelta di tagliare il 50% delle carrozze dei treni a lunga
percorrenza;
tutto ciò fa prevedere, con rammarico, un ulteriore e gravissimo
ridimensionamento delle Ferrovie dello Stato in Sicilia;
di conseguenza, si profilano drammatiche ripercussioni
occupazionali per i dipendenti delle FS e, inoltre, grossi disagi
si verificheranno per i passeggeri che dovranno interrompere il
proprio viaggio in treno e proseguirlo con altri mezzi (autobus);
le scelte aziendali delle Ferrovie dello Stato vengono
giustificate con la scarsità di risorse disponibili e dalle scelte
e dai tagli attuati dal Ministero dell'economia, che non fanno
altro che confermare la mancanza di idee e progetti a favore del
sud del Paese da parte del Governo nazionale;
per sapere:
se ritengano necessario intervenire presso i tavoli e i canali del
Governo nazionale affinchè si sollecitino le Ferrovie dello Stato
ad invertire la rotta, annullando i tagli previsti per i treni a
lunga percorrenza;
se l'amministratore delegato di FS abbia intenzione di mantenere
gli impegni presi con la Regione siciliana di rendere più
efficiente il trasporto ferroviario tramite cospicui investimenti
sia per l'ammodernamento della rete ferroviaria, sia per
l'ammodernamento di vagoni e vettori di trasporto;
se intendano convocare le parti sociali per scongiurare il
licenziamento di decine di dipendenti di FS». (1618)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1618 a firma
dell'onorevole Fiorenza, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti per il tramite del compente Dirigente generale
delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
E' necessario premettere che, non essendosi ancora pienamente
attuato il processo di subentro della Regione Siciliana allo Stato
nel rapporto contrattuale con la Società Trenitalia, tutto il
settore dei trasporti ferroviari nell'isola è fortemente
condizionato da questa situazione ancora in via di definizione.
La programmazione dell'offerta regionale viene concordata fra i
due Enti, Regione e Trenitalia per l'appunto, attraverso una sede
permanente di confronto, quale è il Tavolo tecnico istituito, a suo
tempo, per la trattazione congiunta delle diverse problematiche
attinenti il trasporto regionale.
Risulta evidente che la disponibilità di risorse rappresenta un
forte e inderogabile vincolo nella programmazione di nuovi servizi,
in quanto, in mancanza di un'integrazione delle risorse stesse a
carico del bilancio regionale, come fatto da altre regioni, non si
può non operare che con la dotazione finanziaria dello Stato che
ammonta a euro 111.535.920,00, inferiore di ben 5.500.000,00 euro
rispetto alle effettive necessità del territorio siciliano.
Si è già avuto modo di relazionare che il Piano dei tagli dei
treni Sicilia - Continente è stato motivato dall'impresa di
trasporto delle ferrovie, Trenitalia, con il drastico
ridimensionamento, operato dal Ministero dell'Economia e delle
Finanze nel contesto delle politiche di contenimento della spesa
pubblica, delle risorse previste, nell'ambito del Contratto di
Servizio fra le ferrovie e lo Stato, per sovvenzionare tali
servizi.
Deve essere, al riguardo, richiamato quanto già rappresentato in
ordine alla improduttività di tali servizi dovuta al progressivo
scarso utilizzo degli stessi da parte dell'utenza per via della
forte concorrenza e delle tariffe particolarmente competitive
praticate dalle compagnie aeree low cost; lo stato di arretratezza
della rete ferroviaria a sud di Salerno e di quella siciliana, in
modo particolare, contribuiscono ad accentuare pesantemente la
condizione di estrema marginalità geografica dell'isola, rendendo
poco competitivo, specie sulle lunghe distanze il mezzo
ferroviario.
Da parte di Trenitalia, si è dovuto procedere alla fusione di
alcuni treni in un unico convoglio da Villa S. Giovanni, in senso
Sud-Nord, e fino a Villa S. Giovanni, in senso contrario, per non
sforare il budget assegnato dallo Stato. Questa fusione,
necessaria, torna a ripetersi, per ragioni di ordine finanziario,
ha riguardato i collegamenti PA/ROMA, SR/CT/ROMA e AG/ROMA e vv,
che in precedenza venivano disimpegnati da tre treni, con tracce
orarie distinte, e che, dall'orario invernale del dicembre scorso,
sono stati unificati in un unico convoglio con una inevitabile
contrazione dell'offerta dei posti a sedere, cuccette e letti che,
con tutta onestà, non dovrebbe causare disagi all'utenza visto il
progressivo abbassamento degli indici di frequentazione, per i
motivi dianzi accennati, dei convogli della lunga percorrenza.
Si rappresenta che la posizione di ferma contrarietà di questo
Assessorato manifestata ai diversi livelli, anche politico-
istituzionali, ha sortito come effetto, non da poco, il ritiro, da
parte di Trenitalia, del piano dei ridimensionamenti presentato,
con il risultato che tutte le relazioni preesistenti, Sicilia -
Continente, sono state mantenute e servite esclusivamente con
modalità ferroviaria invece che con la modalità mista treno/bus
come previsto nel piano rientrato».
L'Assessore
dott. Carmelo Pietro Russo
CATALANO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
da comunicazione ufficiale di Trenitalia, a partire dal 31 di
gennaio 2011 è stato attivato un servizio di 'metro-ferrovia' in
provincia di Messina, che si aggiunge alle corse regionali
potenziando, di fatto, i collegamenti tra la città di Milazzo e
Giampilieri;
da una analisi delle esigenze del territorio tirrenico, risultano
alcune incongruenze che mal giustificano la scelta impopolare di
Trenitalia di circoscrivere tale tratta fra Milazzo e Giampilieri
escludendo, di fatto, i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e di
Patti;
considerato che:
dal luglio scorso è stata finalmente messa in esercizio la tratta
del doppio binario tra i comuni di Patti e Messina, non si riesce a
capire come possano essere stati tagliati fuori i comuni di
Barcellona Pozzo di Gotto e Patti che, tra l'altro, abbracciano un
elevato numero di viaggiatori e pendolari soprattutto poiché
riferimenti base dei paesi collinari dell'hinterland;
dal mese di luglio 2010 il servizio per i portatori di handicap è
totalmente scomparso anche dalla stazione di Milazzo per i treni a
lunga percorrenza, obbligando tali 'diversamente abili' ad essere
costretti a 'salire' sul treno presso le stazioni di Palermo o
Messina mediante carrello elevatore con servizio di assistenza in
stazione;
i treni destinati al servizio di 'metro-ferrovia' sono di ultima
generazione di tipo 'minuetto' cofinanziati da codesta
Amministrazione regionale e che gli stessi mezzi contemplano
l'agevole accesso sul convoglio soprattutto per i diversamente
abili;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire presso la
direzione regionale di Trenitalia s.p.a. per giungere ad una
rivisitazione degli orari e delle destinazioni dei treni,
contemplando oltre alla tratta Milazzo - Giampilieri, le stazioni
di Barcellona Pozzo di Gotto e Patti, qualora in quest'ultima siano
presenti i binari necessari per lo scambio di arrivo e partenza dei
treni». (1688)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1688 a firma
dell'onorevole Catalano, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti per il tramite del compente Dirigente generale
delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
E' necessario premettere che, non essendosi ancora pienamente
attuato il processo di subentro della Regione Siciliana allo Stato
nel rapporto contrattuale con la Società Trenitalia, tutto il
settore dei trasporti ferroviari nell'isola è fortemente
condizionato da questa situazione ancora in via di definizione.
La programmazione dell'offerta regionale viene concordata fra i
due Enti, Regione e Trenitalia per l'appunto, attraverso una sede
permanente di confronto, quale è il Tavolo tecnico istituito, a suo
tempo, per la trattazione congiunta delle diverse problematiche
attinenti il trasporto regionale.
Risulta evidente che la disponibilità di risorse rappresenta un
forte e inderogabile vincolo nella programmazione di nuovi servizi,
in quanto, in mancanza di un integrazione delle risorse stesse a
carico del bilancio regionale, come fatto da altre regioni, non si
può non operare che con la dotazione finanziaria dello Stato che
ammonta a euro 111.535.920,00, inferiore di ben 5.500.000,00 euro
rispetto alle effettive necessità del territorio siciliano.
Pur tuttavia, grazie anche alle economie di gestione realizzate a
seguito della sospensione dell'esercizio ferroviario sulla tratta
PA C.le-Notarbartolo per consentire la prosecuzione dei lavori di
raddoppio del Passante con l'aeroporto di Punta Raisi, si è
riusciti a realizzare o a implementare alcuni progetti a servizio
delle realtà metropolitane siciliane, sfruttando le migliorie alla
infrastruttura di rete rese possibili dai piani di ammodernamento
di cui all'A.P.Q, in parte in corso e in parte già eseguiti.
Fra questi progetti, è stato avviato a far data dalla fine del
mese di gennaio scorso, una prima fase funzionale del progetto
relativo alla istituzione di un servizio ferroviario metropolitano
fra Messina e Milazzo, articolato in otto coppie di treni
giornalieri che proseguono su Giampilieri; di queste otto coppie,
quattro saranno prolungati su Patti a partire dal prossimo mese di
giugno in modo da servire meglio il vasto comprensorio tirrenico
che presenta una domanda di mobilità giornaliera, verso il
Capoluogo, particolarmente sostenuta.
Purtroppo, in questa fase, non è stato possibile incrementare il
numero dei treni su Patti, prevedendo, per esempio, di attestare le
altre quattro coppie attuali su e da Milazzo in quella stazione
perchè tale provvedimento comporterebbe un maggior onere di
180.000,00 di euro al momento non disponibili.
Relativamente all'attività di programmazione in generale dei
servizi e alle linee guida di sviluppo dell'offerta regionale
concordate con Trenitalia, a seguito di uno specifico Accordo del
14 luglio 2009, si evidenzia, ulteriormente, quanto segue:
già dal 28 marzo 2010, il competente Dipartimento regionale ha
autorizzato l'introduzione di una coppia di nuovi treni con fermata
a Barcellona P.G.;
dal 12 dicembre 2010, sono state adottate le seguenti modifiche al
servizio:
- uno dei treni con fermata a Barcellona P.G.(che in precedenza
limitava la sua corsa a S. Agata M.), è stato prolungato su
Palermo;
- delle 16 coppie di collegamenti (feriali) programmati sulla
relazione Palermo-Messina e viceversa, effettuano fermata a
Barcellona 12 treni in direzione Messina (di cui 4 veloci, tre dei
quali consentono l'interscambio lento-veloce a S. Agata M.) e 10
treni in direzione S. Agata M./Palermo (di cui 6 veloci, 2 dei
quali consentono l'interscambio veloce-lento a Patti);
- tutti i treni Regionali Veloci che non fermano a Barcellona,
effettuano fermata - su indicazione della Regione Siciliana -
esclusivamente nelle stazioni di Termini I, Cefalù, S. Agata M,
Capo D'Orlando, Patti e Milazzo (fino al 1 ottobre 2011, come
richiesto dalla stessa Regione, farà eccezione Bagheria, in
conseguenza della chiusura del tratto Palermo C. - Palermo
Notarbartolo);
dal 12 giugno 2011, delle 8 nuove coppie di treni istituite a
gennaio scorso sulla Messina- Milazzo, 4 coppie saranno prolungate
su Patti, con fermata anche a Barcellona; un'eventuale estensione
del prolungamento alle altre 4 coppie, dipende dalla disponibilità
di risorse aggiuntive.
Va, inoltre, considerato che è attualmente all'attenzione del
competente Dipartimento regionale la proposta avanzata da
Trenitalia di realizzare, a regime, un'offerta ferroviaria che
preveda un cadenzamento biorario (a 120 minuti) tra Palermo e
Messina e viceversa, con un treno veloce (con le fermate sopra
citate di Termini I, Cefalù, S. Agata M, Capo D'Orlando, Patti e
Milazzo) alternato ad un treno lento (con fermata a Barcellona)
ogni 60 minuti ed un collegamento Messina-Patti e viceversa ogni 30
minuti; peraltro, l'attuazione di tale progetto (già attualmente
consentito dall'articolazione infrastrutturale della stazione di
Patti), dipenderà, anche in questo caso, dalla disponibilità delle
risorse finanziarie occorrenti.
In mancanza di risorse adeguate alle necessità, risorse che,
difficilmente, con l'attuale situazione congiunturale dell'economia
nazionale potranno essere incrementate, l'unica risposta efficace
alla domanda di mobilità, non può che essere quella di costruire
un'offerta che, in coerenza con le più elementari regole di tecnica
ed economia dei trasporti, individui, tenute presenti le
caratteristiche strutturali della domanda di mobilità nei diversi
contesti territoriali, la modalità di trasporto, treno o bus, che
risulti la più idonea, per le sue caratteristiche tecnico-
economiche a soddisfare in modo efficace quella domanda. Questo
diverso approccio alla programmazione dell'offerta, per il quale
risulta imprescindibile anche la condivisione degli amministratori
locali interessati, che consideri le due modalità, quella
ferroviaria e quella su strada, non come concorrenti ma in un
rapporto di complementarietà funzionale, rappresenta l'unica
soluzione per un utilizzo più produttivo delle risorse disponibili,
sicuramente insufficienti, nella costruzione di un'offerta che sia
economicamente sostenibile e riesca, al contempo, a servire le
varie parti del territorio in modo efficace ed omogeneo.
Così solo operando, si potrebbero eliminare situazioni
caratterizzate da una domanda di trasporto insignificante dove
risulta sufficiente la sola presenza dei bus, o, viceversa,
situazioni caratterizzate da una domanda sostenuta come quella che
si registra sulle relazioni afferenti le grandi aree metropolitane,
fra le quali la ME-PATTI, dove, certamente, un'offerta ferroviaria,
con una frequenza ravvicinata di corse, ogni mezz'ora, alimentata
da collegamenti a pettine con l'entroterra a mezzo bus, con la
introduzione di un sistema tariffario integrato, risulterebbe più
idonea a smaltire in modo efficace consistenti masse di pendolari
evitando l'ingresso nelle città capoluogo di diversi bus, quasi
contemporaneamente, nelle fasce orarie di maggior pendolarismo, con
benefici non indifferenti in termini di decongestionamento
veicolare e di disinquinamento ambientale.
Per quanto riguarda la sospensione nella staz. di Milazzo di
servizi per persone diversamente abili denunciata
dall'Interrogante, si fa presente che dal mese di luglio 2010 è
stato sospeso da Trenitalia, Società responsabile delle attività di
assistenza disabili fino al 14/12/2010 (data in cui tali attività
sono state trasferite a RFI), esclusivamente il servizio di
assistenza con carrello elevatore per guasto di quest'ultimo,
mentre sono sempre rimasti attivi nella suddetta stazione i servizi
di assistenza con sedia a rotelle e quelli rivolti a persone con
disabilità non motorie.
Il guasto del carrello si è protratto per mancanza di pezzi di
ricambio, chiusura estiva delle Ditte ed altre inefficienze da
parte della Ditta che curava la manutenzione dei carrelli, motivo
per cui ora si sta procedendo ad affidare la manutenzione
straordinaria dei carrelli elevatori a soggetti diversi.
Per ripristinare il servizio di assistenza con carrello elevatore
nella stazione di Milazzo, onde evitare il perdurare dei disagi,
nelle more di una definitiva riparazione del carrello ivi presente,
in data 25/02/2011 si è disposto il trasferimento di un carrello da
un altro impianto alla stazione di Milazzo ed il servizio è stato
riattivato a partire da tale data.
Nel periodo di sospensione, comunque, i clienti che richiedevano
assistenza con l'uso del carrello elevatore in partenza o in arrivo
a Milazzo venivano tempestivamente e preventivamente informati dal
personale dell'Assistenza o della Sala Blu che il servizio non era
disponibile e veniva loro proposta l'opzione di programmare il
servizio da o per Messina o S. Agata M.»
L'Assessore
avv. Carmelo Pietro Russo
Rubrica «Territorio ed Ambiente»
DE BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il territorio e l'ambiente, premesso che:
secondo quanto è stato denunciato da numerosi residenti nel comune
di Noto (SR) insieme al circolo Legambiente di Noto ed al comitato
'Paesaggio è Futuro' di Noto, in diversi esposti, rispettivamente
inviati in data 15 giugno 2009, 21 luglio 2010 e 2 agosto 2010 alla
Procura della Repubblica presso il tribunale di Siracusa, nonché
all'Assessorato regionale Beni culturali, all'Assessorato regionale
Territorio, alla sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa, al
Genio civile di Siracusa, al comune di Noto e ad altri enti, due
agenzie immobiliari maltesi, la Land Overseas e la Go Sicily
Properties, in collaborazione con lo studio dell'ing. G.B. Palma di
Ragusa, hanno pubblicizzato a mezzo di opuscoli la vendita in
territorio di Noto, c.da Busulmone, di 28 villini residenziali di
nuova edificazione da realizzarsi all'interno di un unico
appezzamento di terreno da suddividersi in corrispondenti 28 lotti
all'interno di un unico complesso edilizio denominato 'Borgo
Lucia';
la lottizzazione di cui sopra non risulta approvata né, secondo
quanto affermerebbe il comune di Noto, oggetto di istanza di
approvazione e l'area interessata dall'insediamento è soggetta a
destinazione agricola classificata 'E' nel vigente piano regolatore
generale;
nei summenzionati esposti si afferma che le agenzie immobiliari
avrebbero venduto 20 dei 28 lotti previsti e si documentano
fotograficamente lavori di movimento terra, abusivamente
realizzati, che hanno causato:
a) il tracciamento di nuove strade interpoderali carrabili,
finalizzate alla lottizzazione dell'area;
b) la distruzione di una cappella rupestre bizantina, constatata
dai tecnici della sovrintendenza ai beni culturali di Siracusa,
su segnalazione di un residente della zona;
c) l'alterazione della strada comunale che attraversa il fondo in
oggetto, manomettendo gli alvei dei corpi idrici ivi presenti;
considerato che:
l'area oggetto della lottizzazione abusiva è intensamente
interessata da vigneti, mandorli e soprattutto ulivi e carrubbi
plurisecolari, nonché zona vocata dop 'Monti Iblei' - sottozona
'val Tellaro' e doc 'Eloro e Noto';
quanto in oggetto configura azioni di palese e grave illegittimità
ai danni del paesaggio netino e del sistema naturale dei luoghi;
per sapere quali iniziative abbiano o intendano attuare per
impedire il prosieguo delle violazioni di legge qui esposte e per
assicurare la tutela dei luoghi in oggetto». (1372)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, si
rappresenta quanto riferito dal Dipartimento regionale urbanistica
Servizio 5 - Vigilanza Urbanistica U.O. 5.2 sulla base di una
relazione ispettiva disposta dal medesimo servizio.
Dalla verifica degli atti riscontrati presso il Settore
Urbanistica del Comune di Noto è emerso quanto segue:
Con preliminare di vendita del 10/06/2010 è stato promesso in
vendita alla Ditta Degabriele Louis un lotto di terreno nel comune
di Noto, sito in c/da Busulmona, all'interno dell'appezzamento in
questione esteso mq. 11820,00.
Successivamente la suddetta Ditta con nota prot. n. 26569 del
6/07/2010, ha presentato istanza per il rilascio di una concessione
edilizia per la costruzione di un immobile per civile abitazione,
da sorgere sul lotto di terreno di cui sopra.
Il procedimento di cui sopra si è concluso con il provvedimento di
diniego n. 130 del 11/10/2010, previo parere contrario della
Commissione Edilizia Comunale.
Riguardo alla presunta lottizzazione abusiva, non risulta agli
atti del Comune alcun provvedimento o atto deliberativo che
autorizzi la sua attuazione e non poteva essere diversamente,
atteso che un qualsiasi atto in tal senso sarebbe stato chiaramente
illegittimo.
Relativamente al punto a) dell'interrogazione si rappresenta che
sebbene all'atto del sopralluogo effettuato in sede ispettiva in
data 8/02/2011, congiuntamente dal dirigente del settore
urbanistica del Comune di Noto e al Corpo di Polizia Municipale,
non sia stata rilevata alcuna attività in corso, tuttavia dai
rilievi fotografici effettuati si rileva la presenza di strade
interne carrabili, in terra battuta, verosimilmente realizzate per
potere accedere al fondo.
Relativamente al punto b) non è stato possibile accertare da parte
del Funzionario Ispettore sia la presenza che l'eventuale
distruzione di una cappella bizantina per assenza di riferimenti
concreti
Relativamente al punto c) non è stata accertata alcuna sostanziale
alterazione della strada comunale. Quantomeno nei punti dove è
stato eseguito il sopralluogo.
Per quanto sopra, ai fini dell'eventuale attivazione delle
procedure di cui all'art. 53 della l.r. 71/78, non si ravvisano
elementi, atteso che nessuna autorizzazione o concessione risulta
rilasciata dal Comune di Noto.
In ordine alle attività eseguite, il Comune resta obbligato ad
adottare i provvedimenti repressivi dell'abusivismo, nel caso in
cui questi venissero accertati.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria Sparma