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Resoconto d'Aula della Seduta n. 272 di martedì 19 luglio 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione Bilancio è autorizzata  a
  riunirsi in costanza di seduta d'Aula per esaminare gli emendamenti
  presentati  al disegno di legge nn. 605-242-362-577/A  Costituzione
  dell'istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive .

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   «Schema  di  disegno  di  legge  costituzionale  da  proporre   al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter  comma  2
  dello   Statuto  recante   Modifiche  allo  Statuto  della  Regione
  relative alla denominazione dell'Assemblea regionale'». (n. 737)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 3 giugno 2011.

   «Interventi   a   sostegno  della  filiera  dei   prodotti   agro-
  zootecnici». (n. 763)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Pantuso  in
  data 13 luglio 2011.

   «Norme  in  materia di scioglimento dei Centri interaziendali  per
  l'addestramento professionale integrato (CIAPI)». (n. 764)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Marziano in
  data 13 luglio 2011.

   «Determinazione delle concessioni demaniali marittime per finalità
  di pesca e acquicoltura». (n. 765)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Marziano,
  Marinello, Gucciardi, Lupo, Oddo, Panarello, Panepinto  e  Raia  in
  data 13 luglio 2011.

   «Estensione  del  beneficio  di cui  all'articolo  1  della  legge
  regionale  8 giugno 2005, n. 8 ai militari appartenenti alle  forze
  armate». (n. 766)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Colianni,
  Arena, Federico e Calanducci in data 18 luglio 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   il  settore della formazione professionale in questo momento  vive
  un clima di agitazione ed incertezza circa il futuro dei lavoratori
  dipendenti  degli  enti.  In particolare, i  dipendenti  vivono  un
  momento  di grave difficoltà finanziaria ed economica a  causa  del
  mancato pagamento degli stipendi della formazione professionale;

   le  banche  e gli istituti di credito, in generale, non rilasciano
  prestiti  in  loro favore a causa di una comunicazione della  Banca
  d'Italia che riferisce che i dipendenti non hanno forme di garanzie
  né di copertura del prestito;

   considerato  che tale situazione determina uno stato di  emergenza
  occupazionale e sociale in quanto trattasi anche di lavoratori  che
  attendono lo stipendio da 15 mesi, come i dipendenti CEFOP;

   ritenuto  che i lavoratori della formazione rischiano di  rimanere
  privi di forme di sostentamento per sé e per le loro famiglie;

   per sapere:

   se  siano  a conoscenza dell'esistenza o meno di questa  circolare
  della Banca d'Italia;

   quali  provvedimenti  abbiano adottato per  l'immediato  pagamento
  degli  stipendi agli 800 dipendenti del CEFOP che attendono  da  15
  mesi;

   quali  provvedimenti  abbiano  adottato  per  evitare  conseguenze
  dannose  e  devastanti per sé e per le loro famiglie ai  dipendenti
  della formazione e del CEFOP». (1993)

                                                               CAPUTO

   «All'Assessore per le attività produttive, premesso che da  quanto
  si  è  appreso  sulla  stampa alcuni esercizi commerciali  presenti
  all'interno  del centro commerciale FORUM hanno svolto  la  propria
  attività privi di alcune autorizzazioni previste;

   per sapere:

   se  vi  siano  stati  ritardi  nella concessione  delle  procedure
  richieste  e  se abbia spinto i vertici delle aziende coinvolte  ad
  aprire al pubblico ugualmente l'attività, commettendo gli abusi già
  perseguiti  o  se,  invece,  non  siano  state  mai  richieste   le
  autorizzazioni dovute per norma;

   se  non ritenga necessario avviare misure idonee a verificare  che
  tutti  gli esercizi commerciali, operanti nel circuito della grande
  distribuzione, siano in possesso delle autorizzazioni  previste  in
  materia». (1994)

                                                             APPRENDI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che con D.A. del 24 aprile 2011,
  recante  PROF  2011, l'Assessorato Istruzione ha  inteso  apportare
  tagli  sul  finanziamento dell'attività formativa per l'anno  2011,
  riducendo all'EFAL di Agrigento le attività corsuali;

   visto che tale ente, alla fine del mese di maggio 2011, ha fissato
  riunione  sindacale  per  la data del 10 giugno  2011  al  fine  di
  iniziare la procedura di mobilità;

   osservato  che,  malgrado l'iter fosse appena avviato,  l'EFAL  ha
  subìto  emesso  un  provvedimento di sospensione  a  carico  di  17
  dipendenti autonomamente individuati;

   rilevato  che tale provvedimento reca data retroattiva,  ovvero  è
  stato  notificato ai dipendenti nella prima decade di giugno  2011,
  con  effetto dall'1 giugno 2011 e, comunque, inoltrato prima ancora
  di procedere all'esame congiunto previsto per la suddetta data;

   osservato  altresì che l'ente in questione è stato  assente  nella
  riunione  convocata per il giorno 4 luglio 2011 presso il  SULP  di
  Agrigento per verificare la possibilità di un accordo tra le parti,
  vanificando in tal modo ogni tentativo di accordo;

   visto   che,  peraltro,  l'EFAL  aveva  fatto  già  pervenire   ai
  lavoratori  lettere  di  licenziamento che precludono  agli  stessi
  l'inserimento  nelle liste di mobilità previste per  la  formazione
  professionale nonché l'accesso al fondo di garanzia;

   per sapere:

   se a seguito del comportamento dell'EFAL di Agrigento verso i suoi
  lavoratori  ritenga  possibile  il  mantenimento  dell'ente  tra  i
  possibili beneficiari dei finanziamenti del PROF 2011;

   se  i  fondi già assegnati non siano stati, nella fattispecie,  in
  grado  di  coprire le contrazioni realizzatesi nei finanziamenti  a
  seguito  del D.A. del 24 aprile 2011 per il periodo in cui si  sono
  registrate le ben note sospensioni delle erogazioni da parte  della
  Regione;

   quali  misure  di  verifica dei bilanci  e  dei  conti  presentati
  dall'EFAL   siano   state   attivate   dall'Assessorato   regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale». (1996)

                                                            PANEPINTO

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   l'Assessorato delle autonomie locali, con nota protocollo n.  8396
  del  18  aprile  2011, ha depositato gli atti  aventi  per  oggetto
  l'accertamento ispettivo disposto con D.A. 795/2009 - Rinnovo  D.A.
  n.  41/2010 - Ulteriore rinnovo con D.A. n. 534/2010 del 21  aprile
  2010;

   la relazione ispettiva conclusiva ha evidenziato nei confronti del
  comune   di  Lampedusa  e  Linosa  incongruenze  gravi  nell'azione
  amministrativa;

   specificamente si rendono espliciti, qui di seguito, i  punti  sui
  quali l'accertamento ispettivo ha puntato l'attenzione e si colgono
  evidenti   irregolarità  reiterate  e  sulle  quali  è   necessario
  intervenire per porvi fine;

   rilevato che i punti di che trattasi sono:
   1. assunzione  di numerose unità di personale presso l'ufficio  di
      gabinetto del sindaco che in altri uffici comunali;
  2. notizie relative al mancato riconoscimento di debiti fuori
  bilancio, ricognizione di residui attivi e passivi, presunto
  mancato inventario dei beni comunali;
  3. mancato rispetto delle prescrizioni normative in materia, di cui
  all'articolo 194 del d.lgs. n. 267/2000, a cui si è aggiunto il
  procedimento penale n. 560/09 mod. 20 n. 3389/08 mod. 21 per reati
  di cui all'articolo 317 del codice penale, articolo 322, comma 1,
  in relazione all'articolo 318 del codice penale e articoli 56 e 317
  del codice penale + altro;
  4. elusive o inesistenti risposte alle interrogazioni consiliari;
  5. elenco completo degli emolumenti, compresi di indennità
  accessorie, percepiti da alcuni funzionari comunali; non sono
  chiare le determine di conferimento delle indennità con riferimento
  ai pareri di regolarità contabile, agli impegni di spesa assunti,
  ai giustificativi allegati e la competenza alla firma dell'atto,
  dell'impegno e della liquidazione;
  6. determinazione dei criteri per l'approvazione del regolamento
  sull'organizzazione degli uffici e servizi - articolo 89 d.lgs.
  267/2000;
  7. condizione finanziaria - debiti fuori bilancio e consulenza
  tecnica. Esposti pervenuti dalla società Campione Industries S.p.A.
  Confindustria Agrigento e dalla ditta Silvia & figli prodotti
  petroliferi;
  8.  ragguaglio circa eventuali determine di liquidazione di spese
  di missione presso la città di Palermo da parte del sindaco,
  assessore o personale comunale;
  9. notizie relative al numero degli esperti dall'insediamento del
  sindaco ad oggi, comprensivo degli importi erogati nonché le
  comunicazioni al consiglio dell'attività svolta;
  10.numero dei contratti di collaborazione esterna ad alto contenuto
  di professionalità e dei contratti di collaborazione continuata;
  11.competenze del funzionario architetto Giancone in materia di
  funzionamento ed organizzazione dello sportello SUAP. Si sottolinea
  l'incompetenza della Giunta in materia di funzionamento del
  succitato sportello nonché le competenze del funzionario medesimo;
  12.valutazione di numerose determine sindacali di nomina di RUP. Si
  ravvisano atti non adeguatamente motivati e, riguardo le nomine,
  assenza di procedure comparative, ex articolo 97 della
  Costituzione, né alcuna stipula di polizza assicurativa;
  13.determine sindacali di nomina del capo ufficio tecnico. Si
  ravvisa la sovrapposizione degli incarichi di capo dell'ufficio
  tecnico su due persone e la composizione inusuale di una struttura
  chiamata  Gruppo programmazione comunale'. Di questa non è chiara
  l'utilità nonché l'entità della spesa per il suo funzionamento.
  Infine, l'attuale capo dell'ufficio tecnico, ingegnere Giuseppe
  Gabriele, risulta indagato unitamente ad altre 53 persone per i
  reati di cui all'articolo 110 del codice penale e 323, commi 1 e 2,
  del codice penale;
  14.problematiche circa l'appalto servizio di disbrigo pratiche di
  sanatoria edilizia. Si evidenzia il continuo ricorso a ditte
  esterne per l'espletamento delle pratiche di sanatoria con evidente
  spreco di denaro pubblico;
  15.questioni relative alle ordinanze contingibili ed urgenti, in
  particolare per la costruzione del canile municipale;
  16.problematica relativa alla vendita di porzioni di territorio di
  proprietà comunale ed in particolare, le procedure seguite e la
  alienazione di  relitto di suolo comunale';
  17.nomine presso la commissione edilizia comunale; criteri di
  scelta. La composizione della commissione risulta difforme da
  quanto previsto dal regolamento e non comprende la fonte
  legislativa o regolamentare alla quale il comune ha attinto;
  18.incentivazione al recupero di tributi evasi. Regolamento
  comunale e destinazione del gettito;
  19.adempimenti relativi all'articolo 18 della legge regionale n.
  22/2008; sito web;
  20.acquisto elettrodomestici e materiale elettrico fatturato dalla
  ditta Elettricità ed Lumiere di Palermo. Sulla vicenda
  dell'acquisto del materiale il sindaco ha un procedimento penale in
  corso contravvenendo alle disposizioni contenute nel T.U. degli
  enti locali; nel T.U. in materia di appalti pubblici e forniture;
  nel regolamento sulla semplificazione dei procedimenti di
  aggiudicazione di pubbliche forniture di valore inferiore alla
  soglia di rilievo comunitario; nel codice dei contratti pubblici;
  21.competenze di indirizzo politico-amministrativo e competenze
  gestionali;

   per  sapere se, di fronte alle numerose e reiterate violazioni dei
  principi   costituzionali  attinenti  la  pubblica  amministrazione
  nonché  di  leggi  e norme statutarie e regolamentari,  riscontrate
  nell'attività  di  gestione praticate dal  sindaco  del  comune  di
  Lampedusa  e  Linosa,  in  un arco temporale  esteso,  non  ritenga
  opportuno  attivare  rapidamente tutti gli adempimenti  volti  alla
  tutela  del bene pubblico e, in tal senso, procedere alla rimozione
  del sindaco». (1997)

   DI BENEDETTO-CRACOLICI-LUPO-TERMINE-DIGIACOMO-DONEGANI-MATTARELLA-
        MARINELLO-BARBAGALLO-DE BENEDICTIS-APPRENDI-GALVAGNO-FERRARA-
                     PANARELLO-LACCOTO-PANTUSO-PANEPINTO-RAIA-RINALDI

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e  il lavoro e all'Assessore  per  la  funzione
  pubblica e le autonomie locali, premesso che:

   l'articolo  52  della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11,  ha
  previsto disposizioni in favore dei soggetti coinvolti nei progetti
   Emergenza Palermo' 8c.d. ex PIP);

   per la gestione delle misure previste dalla citata disposizione  è
  stata costituita, quale apposito  strumento' la  Social Trinacria',
  nella  forma giuridica di organizzazione non lucrativa  di  utilità
  sociale, associazione di carattere privatistico secondo la  vigente
  disciplina civilistica;

   a  dispetto  della natura privata dell'organizzazione,  la  stessa
  opera  esclusivamente con finanziamenti pubblici (per l'importo  di
  36    milioni   di   euro   all'anno),   costituendo,   di   fatto,
  un'organizzazione strumentale della Regione;

   considerato che la peculiare condizione dell'organizzazione  e  la
  sua   complessa  e  delicata  funzione  (circa  3200   dipendenti),
  impongono  che la gestione della stessa avvenga secondo criteri  di
  assoluta   trasparenza,  imparzialità  ed  efficienza  che   devono
  ispirare  l'azione delle amministrazioni pubbliche e di quelle  che
  operano con fondi pubblici;

   per sapere:

   quale sia l'attuale destinazione di tutti i soggetti interessati e
  se ve ne siano ancora in attesa di assegnazione;

   quali  siano  stati  i  criteri utilizzati  nell'assegnazione  dei
  lavoratori ai singoli progetti e servizi;

   se,  e  con quali modalità e procedure, siano state consultate  le
  organizzazioni sindacali;

   quali modalità e criteri siano adottati rispetto alla gestione del
  personale,  l'assegnazione e/o il trasferimento dei lavoratori,  le
  relazioni  sindacali, l'eventuale assegnazione di ore e/o  funzioni
  aggiuntive a singoli dipendenti;

   se  l'organizzazione si avvalga in qualunque forma  di  consulenze
  e/o  prestazioni di servizi da parte di soggetti esterni, come  gli
  stessi siano stati selezionati ed i relativi oneri;

   se  gli eventuali consulenti, fornitori di beni e/o prestatori  di
  servizi, esterni alla onlus, siano stati selezionati con criteri di
  evidenza pubblica;

   quale  sia  lo  stato della gestione economica e  finanziaria,  la
  ripartizione  e l'impiego dei fondi e gli strumenti di  verifica  e
  pubblicità adottati circa la gestione stessa;

   quali  strumenti  di  vigilanza  e controllo  abbiano  adottato  o
  intendano  adottare per garantire compiutamente una gestione  della
  Social  Trinacria ispirata a criteri di efficienza, imparzialità  e
  trasparenza». (1990)
             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              LENTINI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  società   Accenture Outsourcing s.r.l.' che ha  acquistato  la
  Albacom di Palermo, ha comunicato l'intenzione di spostare la  sede
  di Palermo fuori dalla Sicilia;

   presso  la predetta società lavorano da 10 anni e con contratti  a
  tempo indeterminato, oltre 300 lavoratori palermitani;

   considerato  che l'eventuale spostamento della sede della  società
  in  altra regione determina la perdita del poto di lavoro  dei  300
  palermitani che attualmente lavorano nella predetta società;

   ritenuto che si può determinare una seria emergenza occupazionale;

   per sapere:

   se   siano  a  conoscenza  del  futuro  della  società   Accenture
  Outsourcing s.r.l.';

    se abbiano adottato o intendano adottare provvedimenti diretti al
  mantenimento   della   struttura   societaria   e    dei    livelli
  occupazionali». (1991)

                                                               CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   le  colture  del  territorio delle isole  minori,  in  particolare
  lenticchie  e  cicerchie  di  Ustica,  sono  messe  a  rischio  con
  conseguenti  danni gravi al comparto agricolo produttivo,  a  causa
  della  presenza  di fauna selvatica, nella specie  di  conigli,  in
  grande numero e quantità;

   le  amministrazioni  comunali  interessate  hanno  sollevato  tale
  problematica  evidenziando anche la necessità di avviare  un'azione
  di  allontanamento  dei  conigli perché nocivi  e  dannosi  per  le
  colture;

   considerato  che in vista della prossima scadenza (novembre  2011)
  della  misura 121 del PSR 2007/2013 si reputa necessario  prevedere
  all'interno di detta misura la possibilità di recintare  i  terreni
  con reti in grado di contenere i conigli;

   ritenuto, pertanto, che, al fine di evitare danni alle colture  ed
  alla  produzione  agricola  ad  esse collegate,  occorre  procedere
  all'allontanamento dei conigli a difesa dell'habitat dell'Isola;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  abbiano adottato o  intendano  adottare  per
  tutelare  e difendere le colture di nicchia prodotte nel territorio
  di  Ustica  e  nelle isole minori e per consentire la recinzione  a
  rete dei terreni;

   quali  provvedimenti verranno adottati a salvaguardia del comparto
  agricolo  e  produttivo  legato  alle  colture  di  nicchia   quali
  lenticchie  e cicerchia messi a rischio per la presenza elevata  di
  conigli selvatici». (1992)

                                                               CAPUTO
   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in Sicilia, per poter esercitare l'attività venatoria è necessario
  sostenere e superare apposito esame; lo stesso si svolge innanzi la
  commissione provinciale (competente per territorio di residenza) di
  abilitazione  all'esercizio venatorio. Le modalità  di  svolgimento
  degli  esami sono stabilite dall'assessore regionale per le risorse
  agricole ed alimentari, mentre con l'articolo 28, comma 3,  lettere
  a), b), c), d), e), f), della legge regionale 1 settembre 1997,  n.
  33  e  successive modifiche ed integrazioni, sono state individuate
  le materie oggetto dell'esame;

   la   composizione  delle  commissioni  provinciali  di  esami   di
  abilitazione  all'esercizio venatorio è disciplinata  dall'articolo
  29, comma 2, lettera b) della l.r. 1 settembre 1997, n. 33 e s.m.;

   in data 11 dicembre 2009, con decreto n. 2338, sono stati definiti
  i   criteri  per  la  presentazione  delle  istanze  relative  alla
  designazione  dei  componenti  delle  commissioni   di   esami   di
  abilitazione   all'esercizio  venatorio,  nonché   i   criteri   di
  valutazione  dei  titoli e dei requisiti posseduti dagli  aspiranti
  componenti;

   in  data  11 maggio 2010, a seguito dell'esiguo numero di  istanze
  pervenute,  con  decreto n. 402 sono stati riaperti  i  termini  di
  presentazione delle istanze per la nomina in qualità di  componenti
  delle commissioni di esami di abilitazione;

   considerato che, ricevute le istanze dei candidati alla nomina  di
  componente della commissione di esami di abilitazione all'esercizio
  venatorio,  l'assessore pro tempore ha regolarmente predisposto  il
  relativo  decreto di nomina e lo ha tempestivamente trasmesso  agli
  uffici  per  il  visto di competenza e la successiva  pubblicazione
  nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana;

   visto il decreto n. 151 del 3 febbraio 2001, con il quale, al fine
  di  garantire una maggiore concorsualità nella partecipazione della
  costituzione  delle commissioni venatorie provinciali,  sono  stati
  ulteriormente riaperti i termini di presentazione delle domande;

   visti   i  decreti  dell'Assessore  per  le  risorse  agricole   e
  alimentari  pubblicati  nella  Gazzetta  Ufficiale  della   Regione
  siciliana n. 27 del 24 giugno 2011,  pagine 11, 12, 13, 15, 16, 17,
  19,  20,  22,  con  i quali sono state nominate  tutte  e  nove  le
  commissioni  provinciali  di  esami di  abilitazione  all'esercizio
  venatorio;

   per  sapere  i  motivi  per  cui non sia  stato  dato  corso  alla
  registrazione  e  alla  successiva  pubblicazione  nella  GURS  del
  decreto  di  nomina delle commissioni di abilitazione all'esercizio
  venatorio nelle nove province siciliane, predisposto dal precedente
  assessore per le risorse agricole ed alimentari». (1995)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                            BUFARDECI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   è  giunta  pochi  giorni  fa a tutti i deputati  della  Regione  e
  contestualmente  al Presidente della Regione, al  Presidente  della
  Repubblica,  al Presidente del Consiglio dei Ministri, al  Prefetto
  di  Palermo,  ai  senatori,  deputati  ed  eurodeputati  eletti  in
  Sicilia,   agli  assessori  del  Governo  regionale,  al  dirigente
  generale  del  dipartimento  regionale  dell'istruzione   e   della
  formazione  professionale, una accorata lettera, dai toni  alquanto
  disperati, firmata dai dipendenti CEFOP;

   nella  suddetta lettera i lavoratori del CEFOP lamentano di essere
  stati  privati della loro fonte di sostentamento, ovvero  del  loro
  stipendio,   senza   del  quale  è  facilmente   immaginabile   che
   sopravvivere è divenuta già da tanto tempo un'ardua impresa', come
  testualmente si legge nella missiva;

   considerato che:

   l'ente  di  formazione CEFOP è uno dei più grandi  dell'Isola  con
  circa un migliaio di dipendenti sparsi fra le nove province;

   la disperazione tra questi lavoratori diventa sempre più tangibile
  e fa paventare gesti inconsulti;

   è  un grido disperato che viene lanciato a tutte le istituzioni da
  lavoratori  cui  è negato il pane quotidiano che il proprio  lavoro
  dovrebbe consentire di guadagnare;

   considerato inoltre che:

   molti  di essi si sono visti negare persino la possibilità  di  un
  prestito  da  parte  degli  istituti  di  credito  allorché   hanno
  dichiarato   di   essere   dipendenti   di   enti   di   formazione
  professionale,  e  pertanto  sono stati  costretti  a  ricorrere  a
  prestiti usurai;

   tutto   ciò   spinge  migliaia  di  famiglie  sul  lastrico,   con
  conseguenze sociali indominabili;

   recentemente  un  gruppo di mamme dipendenti  del  CEFOP  che  non
  percepiscono  lo  stipendio da più di un anno,  insieme  ai  propri
  bambini, destinatari innocenti dello stato di indigenza in cui sono
  stati   precipitati  i  loro  genitori,  hanno  occupato  la   sede
  dell'assessorato regionale della formazione professionale a seguito
  del  diniego  ad  un  incontro  con  l'assessore  Centorrino  e  il
  dirigente del dipartimento dottor Albert, ai quali volevano esporre
  la   loro   drammatica   situazione  arrivata   al   limite   della
  sopportazione, tale da non poter più garantire ai loro  bambini  il
  latte,  i  pannolini  ed il soddisfacimento dei  loro  bisogni  più
  essenziali;

   ritenuto che:

   la   situazione  in  cui  versano  i  lavoratori  del  CEFOP   può
  determinare  un  pericolo clima di tensione  sociale  per  l'ordine
  pubblico  e  gesti  sconsiderati da parte di chi  versa  nella  più
  totale esasperazione;

   la  situazione  dei dipendenti del CEFOP è ancora  più  drammatica
  degli  altri dipendenti di enti di formazione, posto che  l'ente  è
  stato estromesso dal PROF 2011 poiché non in regola con il DURC;

   atteso che:

   in  data odierna il TAR si è pronunciato negativamente sul ricorso
  avanzato dall'ente contro il provvedimento dell'Assessorato;

   i lavoratori non possono certamente pagare le colpe degli enti non
  in   regola  e  nemmeno  la  in  oculatezza  della  amministrazione
  regionale   che  avrebbe  dovuto  controllare  preventivamente   la
  regolarità  amministrativa degli enti destinatari di  finanziamenti
  pubblici;

   per sapere:

   alla luce del pronunciamento odierno del TAR, quali misure urgenti
  si intendano adottare per porre fine alla incresciosa e paradossale
  situazione  in  cui versano i dipendenti del CEFOP  vittime,  senza
  colpa,  delle inadempienze del proprio ente, nonché di una  carente
  gestione della formazione professionale in Sicilia;

   se  non ritengano di dover procedere all'immediato pagamento delle
  retribuzioni   arretrate  maturate  dai   lavoratori,   nonché   di
  commissariare  l'ente,  onde  garantire,  attraverso  una  gestione
  straordinaria,  la  continuità lavorativa a detti  operatori  della
  formazione  professionale sulle cui spalle non possono certo  farsi
  gravare le colpe altrui;

   per  quali motivi, nonostante abbiano assunto precedenti e precisi
  impegni  nei  confronti  dei  lavoratori  del  CEFOP  rispetto   al
  pagamento  di  parte degli stipendi arretrati, non li  abbiano  poi
  mantenuti;

   dove  siano  i  60  milioni promessi sul 2011  necessari  per  non
  gettare nella disperazione famiglie di lavoratori;

   quali provvedimenti siano stati posti in essere per l'integrazione
  del fondo di garanzia, insufficiente a coprire il costo di tutto il
  personale;

   quali  iniziative siano state sinora assunte dal Governo regionale
  in  merito alla necessaria ed urgente ristrutturazione del  settore
  della  formazione professionale siciliana, alla creazione dell'albo
  regionale  dei  formatori, alla riqualificazione  del  personale  e
  all'utilizzazione dei fondi nazionali per la ristrutturazione degli
  enti con incentivi per i prepensionamenti;

   se  e quali garanzie, infine, siano state predisposte a tutela  di
  tutti i lavoratori della formazione a seguito dello spostamento dei
  PROF    sul   Fondo   sociale   europeo,   così   come   annunciato
  dall'assessore,  atteso  che  il fondo  europeo  non  garantisce  i
  diritti di maternità, di malattia ed altro». (1998)
             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              PANTUSO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   lo sviluppo dell'aeroporto di Birgi ha comportato un aumento della
  mobilità sulle relazioni Birgi-Trapani e Birgi-Palermo;

   sulle  due  relazioni Birgi-Trapani e Birgi-Palermo  esistono  due
  autolinee  di  trasporto pubblico locale, affidate  rispettivamente
  alle ditte AST e Salemi;

   considerato che:

   per  far  fronte all'aumento del volume dei trasporti l'AST,  come
  previsto  dalla  normativa, ha intensificato il  proprio  servizio,
  mentre la Salemi ha istituito un servizio da noleggio Birgi-Trapani-
  Palermo  in  concorrenza sia con la propria linea, sia  con  quella
  dell'AST;

   l'AST,  con nota n. 01423-Pus/2009 del 2 aprile 2009, ha segnalato
  l'esercizio  di una linea irregolare (abusiva) in quanto   servizio
  pubblico ad itinerario fisso con frequenza a tariffa prestabilita';

   considerato ancora che:

   con  la  predetta nota l'AST ha denunciato, inoltre, che la  ditta
  Autoservizi  Salemi  non  solo  sottrae  traffico  alle   autolinee
  aziendali  contrattualizzate, ma esercita  un  servizio  di   nuova
  istituzione'  che  viola apertamente il comma  6  dell'articolo  27
  della l.r. n. 19 del 22 dicembre 2005;

   l'Assessorato regionale, con il verbale del 14 aprile 2009,  senza
  tenere  conto della nota dell'AST, ha ritenuto il servizio come  un
  noleggio;

   considerato infine che:

   Ryanair,  committente  di Terravision che  noleggiava  autobus  da
  Salemi,  ha  sostituito  Terravision  con  Autostradale,  che  oggi
  noleggia autobus della ditta Segesta;

   Segesta  riveste oggi la stessa posizione che aveva  Salemi,  cioè
  quella  di  trasportare  con  autobus  da  noleggio  i  viaggiatori
  Ryanair;

   Salemi,  che non ha più committente Ryanair, trasporta con autobus
  da noleggio i viaggiatori che arrivano in aeroporto;

   ritenuto che:

   i  servizi effettuati sia da Salemi che da Segesta con autobus  da
  noleggio,  avendo destinazioni predeterminate, percorsi identici  a
  quelli  autorizzati e offerta indifferenziata al pubblico  ancorché
  costituita da una particolare categoria di persone, configurano, ai
  sensi  dell'articolo  87 del codice della strada,  vere  e  proprie
  autolinee;

   l'interesse  delle  aziende ad esercitare i servizi  di  TPL  come
  noleggio  è quello di applicare tariffe superiori a quelle previste
  dalla Regione;

   il  prezzo  del biglietto Birgi-Palermo, fissato dalla Regione  in
  euro 8,80 è stato, infatti, elevato, con l'espediente del noleggio,
  a euro 13,00;

   il  noleggio,  pertanto, oltre ad essere abusivo  è  anche  lesivo
  dell'interesse pubblico;

   le  ditte Salemi e Segesta esercitano un servizio illegittimo  con
  grave  danno  nei confronti dell'Azienda siciliana  trasporti  (  a
  totale  partecipazione regionale) e con ripercussioni negative  sui
  cittadini;

   per  sapere  le  ragioni  per le quali  non  abbiano  a  tutt'oggi
  disposto  il blocco del servizio illegittimamente esercitato  dalla
  società autoservizi Salemi e dalla ditta Segesta». (1999)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

    Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 1966, 1967 e
                                 1969

   PRESIDENTE.  Comunico  che  le  interrogazioni  n.  1966  «Notizie
  acquisizione delle aree di proprietà ex Parmatour presso  le  isole
  'Egadi'»  e  n.  1967  «Notizie sull'affidamento  del  servizio  di
  ristorazione collettiva presso le strutture dell'Azienda  sanitaria
  provinciale  di  Trapani»  dell'onorevole Adamo,  annunziate  nella
  seduta n. 268 del 5 luglio 2011 e n. 1969 «Mantenimento del reparto
  di  ortopedia  del presidio ospedaliero di Petralia Sottana  (PA)»,
  dell'onorevole Caputo, annunziata nella seduta n. 269 del 6  luglio
  2011,  sono  da  intendersi presentate con  richiesta  di  risposta
  scritta.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 1874 e 1905

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,    con    riferimento    alle
  interrogazione  con  richiesta di risposta in Commissione  n.  1874
  «Notizie  sulla  compatibilità ambientale del progetto  'Iniziativa
  Sealine Tirrenica' della società Snam Rete Gas s.p.a. nel comune di
  Monforte  San Giorgio (ME) con la realizzazione della  centrale  di
  compressione del gas» e n. 1905  «Proroga ai comuni dei termini  di
  scadenza    dei    vincoli   quinquennali   previsti   dall'attuale
  legislazione  urbanistica e predisposizione di una nuova disciplina
  della  perequazione  urbanistica», il Presidente  comunica  che  le
  stesse si sono svolte nella seduta n. 160 del 13 luglio 2011  della
  IV  Commissione  legislativa permanente  Ambiente e  territorio'  e
  che,   rispettivamente,  gli  interroganti,  onorevole   Corona   e
  onorevole Ruggirello, si sono dichiarati il primo soddisfatto ed il
  secondo    parzialmente   soddisfatto   della   risposta    fornita
  dall'Assessore per il territorio e l'ambiente.

   Atteso che, con nota 25397 del 6 giugno 2011, il Presidente  della
  Regione aveva delegato il suddetto Assessore per il territorio alla
  trattazione  dell'interrogazione n. 1874 e che l'interrogazione  n.
  1905 era indirizzata in via esclusiva allo stesso Assessore per  il
  territorio, l'iter parlamentare dei succitati atti ispettivi  è  da
  intendersi concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   il  comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 11 maggio  2011,
  n.  7,  ha  previsto  la  soppressione della figura  del  direttore
  generale  negli  enti  locali, mediante  richiamo  alla  disciplina
  statale (articolo 2, comma 186, lett. d, legge 23 dicembre 2009, n.
  191);

   la  citata normativa statale prevede, per finalità di contenimento
  della  spesa  pubblica, la soppressione della figura del  direttore
  generale  nei  comuni  con  popolazione non  superiore  ai  100mila
  abitanti;

   l'articolo   4  del  disegno  di  legge  n.  729/NS/A,   approvato
  dall'Assemblea regionale nella seduta del 29 giugno 2011 ed in  via
  di  pubblicazione nella GURS, ha modificato il contenuto del citato
  comma  2  dell'articolo  5  della  l.r.  7/2011,  introducendo   un
  ulteriore  richiamo  alla  normativa nazionale  in  relazione  alle
  modalità  applicative  della  sopra  citata  disciplina  (comma   2
  dell'articolo 1 del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito
  con modificazioni in legge 26 marzo 2010, n. 42);

   atteso che:

   insorgono evidenti perplessità circa la portata delle disposizioni
  citate,  con particolare riferimento alla situazione dei  direttori
  generali delle province regionali;

   in  particolare, la questione appare dubbia in considerazione  del
  fatto  che  la  norma regionale fa riferimento, generalmente,  agli
  'enti  locali'  (definizione in cui certamente rientrano  anche  le
  province  regionali), mentre la norma statale oggetto del  richiamo
  si riferisce direttamente ed esplicitamente ai comuni;

   ritenuto che è opportuno ed urgente un intervento che chiarisca la
  portata  e la corretta interpretazione delle norme citate, al  fine
  di  dare  certezza  e stabilità alle posizioni giuridiche  ed  agli
  assetti   organizzativi   degli  enti   interessati   e   prevenire
  l'instaurarsi di contenziosi;

   per   conoscere   quale   sia,  rispetto  a  quanto   prospettato,
  l'orientamento   interpretativo  assunto  dal   Governo   e   quali
  iniziative  intendano eventualmente intraprendere per  superare  le
  difficoltà  in sede di interpretazione ed applicazione della  sopra
  detta disciplina». (117)

                                                            GIUFFRIDA

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   è  condivisa da ampi settori della società siciliana la  necessità
  di  procedere ad una profonda rivisitazione e all'ampliamento delle
  competenze  autonomistiche anche attraverso la formulazione  di  un
  contratto istituzionale con l'Unione europea;

   nonostante   ciò,  il  Governo  regionale  non  ha  provveduto   a
  predisporre  il  testo  della  'Legge  sulla  partecipazione  della
  Regione  all'Unione europea', sebbene ciò sia imposto  dall'art.  8
  della  legge  regionale 20 aprile 2010, n.  10,  che  fissava  come
  scadenza per l'iniziativa legislativa dell'Esecutivo il 30 aprile;

   considerato che:

   i  diritti del popolo siciliano devono essere affermati sempre più
  per  mezzo  di  un reciproco leale patto anche con  le  istituzioni
  comunitarie;

   nel  quadro della riforma delle istituzioni repubblicane in  senso
  federale, la Regione siciliana è chiamata ad inserirsi nel processo
  recentemente  attuato con un progetto autoctono che, nell'esprimere
  la  propria  identità  collettiva, sia teso a  ridefinire  tutti  i
  rapporti oggi esistenti con l'Unione europea;

   la  proposizione  di  un  nuova, moderna,  originale  ed  avanzata
  impostazione di autonomia che meglio rappresenti le mutate esigenze
  della  nostra  terra e tuteli la cultura e l'identità siciliana  in
  Europa deve realizzarsi per mezzo:

   di  una effettiva continuità territoriale, per le persone e per le
  merci, con l'Europa;

   di  una  nuova concezione dignitosa del lavoro, che sia visto  non
  più  come  una  conquista, ma come un diritto dei siciliani  ad  un
  futuro  di  serenità  e prosperità, al pari degli  altri  cittadini
  europei;

   per conoscere:

   come intendano attivarsi, seppur in grave ritardo, per varare  con
  urgenza  la  'Legge  sulla partecipazione della Regione  all'Unione
  europea',  avviando  così  un  processo  finalizzato  ad   inserire
  nell'importante disegno di legge per l'adempimento  degli  obblighi
  derivanti  dall'appartenenza all'Unione europea, anche le succitate
  istanze,   nel  quadro  di  un  iter  che  consenta   un   maggiore
  coordinamento  tra Regione ed UE anche attraverso la previsione  di
  nuovi  organismi paritetici e di strumenti volti a  far  valere  il
  principio   pattizio   anche  nei  rapporti  con   le   istituzioni
  comunitarie;

   quali iniziative intendano adottare, atteso che la succitata legge
  dovrà  essere predisposta in futuro ogni anno entro il  30  aprile,
  per  evitare  che si ripetano gli imperdonabili ritardi  registrati
  nel 2011». (118)

          (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              FERRARA

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


    Commemorazione del diciannovesimo anniversario della strage di
   Via D'Amelio in cui caddero vittime della mafia il giudice Paolo
               Borsellino e gli uomini della sua scorta

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sono passati  diciannove  lunghi
  anni   da   quando  nella  calura  di  un  pomeriggio   dell'estate
  palermitana  la tracotanza della viltà mafiosa replica lo  scenario
  di  Capaci  trasformando  via D'Amelio  nella  Beirut  palermitana.
  Questa  volta  cadono  Paolo  Borsellino,  Emanuela  Loi,  Agostino
  Catalano, Walter Cusina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
   Ricordo  ancora  come  se  fosse  ieri  lo  sgomento  che   provai
  nell'apprendere la notizia. Una sensazione di vuoto e di impotenza,
  la  fine  di una speranza. La paura che la vile criminalità mafiosa
  avesse preso il sopravvento.
   Allo  sconforto  ha fatto immediatamente posto la voglia  di  dire
   no'. Stessa voglia che ha unito e unisce tutti coloro che nel nome
  dei sani princìpi che stanno alla base della convivenza democratica
  vogliono riscattare questa Terra dalla morsa della criminalità  che
  per  secoli  ha  condizionato la vita sociale, economica  ed  ahimè
  quella politica.
   Sì,  proprio il condizionamento della vita politica è  quello  che
  più offende la memoria di questi eroi. La politica ha il dovere  di
  ricercare  percorsi che assicurino sviluppo economico  e  progresso
  sociale a beneficio di tutti. In questo è necessario restare vigili
  per  evitare  che  contaminazioni mafiose  possano  vanificare  gli
  sforzi di molti a vantaggio di pochi malavitosi.
   In  questi giorni il Paese si dibatte alla ricerca di risorse  per
  far  fronte alla grave situazione finanziaria italiana  e,  più  in
  generale,  mondiale  richiedendo  sacrifici  che  ricadranno  sulle
  spalle  degli  onesti lavoratori e di quanti già  pagano  il  costo
  della crisi con la mancanza del lavoro.
   Non  possiamo  permettere  che  la criminalità  mafiosa  possa  in
  qualche modo trarre profitto da questa situazione. La politica deve
  vigilare  con  ogni  mezzo  affinché le  linee  di  sviluppo  e  di
  risanamento non siano in alcun modo percorribili dai professionisti
  del  malaffare. Deve adottare provvedimenti che rendano la pubblica
  amministrazione   impermeabile   all'illecito   senza   penalizzare
  l'impresa.  Credo,  dunque, che la battaglia antimafia  imponga  la
  necessità  di implementare gli strumenti di sviluppo e di  sostegno
  al  sistema  produttivo siciliano che solo se è libero dal  bisogno
  può  rifuggire dal piegarsi e dal diventare connivente.  In  questo
  senso,  permettetemi, l'Assemblea regionale ha manifestato  il  suo
  impegno,  prima  con  i provvedimenti volti a tutelare  le  vittime
  delle  estorsioni e dell'usura e, recentemente, con la legge  sugli
  appalti  che  argina le infiltrazioni della criminalità organizzata
  perché  rende  l'offerta  libera.  Il  criterio  di  aggiudicazione
  dell'offerta economicamente più vantaggiosa impedisce, infatti,  il
  determinarsi di quel sistema al ribasso dietro il quale è possibile
  si nascondesse l'organizzazione mafiosa.

   Paolo  Borsellino  e  Giovanni Falcone hanno avuto  il  merito  di
  portare  la  lotta alla criminalità mafiosa fuori  dalle  mura  dei
  tribunali. Con la loro testimonianza garbata, sincera e convincente
  sono  riusciti a comunicare soprattutto con i giovani, ad inculcare
  loro  la  voglia  di  riscatto  e di legalità,  testimoniata  dalle
  numerose  associazioni nate in questi anni in loro nome. Di  queste
  associazioni   fanno parte giovani che non li hanno mai  conosciuti
  in vita ma che oggi portano avanti le loro idee.
    Addio pizzo', a cui va il mio plauso, è sicuramente l'emblema  di
  questa presa di coscienza forte e, oramai, saldamente radicata.
   L'attacco  ai  patrimoni  mafiosi è  sicuramente  una  delle  armi
  vincenti  indicate dai due magistrati. Penso che vedere  sgretolare
  il   proprio  patrimonio  sia  insopportabile  per  chi  ha   fatto
  dell'accumulazione della ricchezza a qualsiasi  costo  e  con  ogni
  mezzo il fine della propria vita.
   Ma  in  questo  siamo  chiamati a dare  prova  di  capacità  nella
  gestione dei beni confiscati che devono diventare la bandiera della
  vittoria  della  legalità.  Uno Stato incapace  di  prendere  reale
  possesso  dei beni sottratti alla criminalità mafiosa ha  perso  su
  tutti i fronti nella guerra alla mafia.
   Onorevoli colleghi, i numerosi successi delle forze dell'ordine  e
  della  magistratura, testimoniati dagli arresti eccellenti,  alcuni
  anche  recenti, testimoniano che la lotta alla mafia,  avviata  con
  determinazione  da  Borsellino e da Falcone, e  prima  di  loro  da
  numerosi  altri colleghi, mi vengono in mente, Scaglione, Chinnici,
  Costa,   Livatino  e  tanti  altri,  a  cui  va  tutto  il   nostro
  riconoscimento, ha conseguito risultati importanti ma non ha  posto
  la parola fine al fenomeno.
   E' nostro dovere, pertanto, continuare a mantenere alta la guardia
  fornendo   il  sostegno  politico  a  quanti  sono  quotidianamente
  impegnati ad assicurare il progresso di questa Terra attraverso  il
  rispetto  della legalità per non vanificare il sacrificio di  Paolo
  Borsellino.
   Borsellino   non  si  è  mai  scoraggiato  nonostante   il   clima
  sfavorevole  e alieno che lui e gli altri giudici del pool  avevano
  incontrato soprattutto in una Palermo che ancora non era pronta  al
  cambiamento e che oggi, invece, con saggezza e maturità, reclama  a
  gran voce.
   Ricordare  Borsellino significa proseguire sulla  strada  virtuosa
  con  la  stessa  tenacia che lui ha avuto e  credere  che  le  cose
  cambieranno  così come lui ci ha insegnato quando ripeteva  insieme
  ai giudici del pool: "sentiamo la gente fare il tifo per noi".
   Borsellino  capì che era importante scoprire tutti i  collegamenti
  esistenti  tra la mafia di Palermo e quella della provincia  e  che
  anche   dopo  la  conclusione  del  maxiprocesso  non  doveva   mai
  attenuarsi l'attenzione sulla lotta alla mafia.
   Per  questo egli cercò la presenza dello Stato, incitò la  società
  civile  a  continuare e grazie alle sue idee si è aperto  un  varco
  nella  cultura dell'Isola che è cresciuto e ha portato ai  successi
  registrati in questi anni.
   E'  cambiata  la gente, ma anche la sensibilità delle istituzioni.
  Il  fronte  unico  che  ci ha portato alla  cattura  di  pericolosi
  latitanti  è  un  traguardo, e non dobbiamo mai  dimenticarlo,  che
  parte  da lontano e che si deve al sacrificio di uomini come  Paolo
  Borsellino la cui memoria dobbiamo onorare, prima ancora che con il
  ricordo,  con scelte effettivamente virtuose ai vari livelli  della
  società,   ciascuno  nei  propri   ruoli,  partendo  dalle   azioni
  quotidiane.
   Nell'invitarvi  ad  un  minuto di raccoglimento,  permettetemi  di
  concludere dicendo Paolo e Giovanni vivono ancora.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo:  per  la  seduta
  odierna  gli onorevoli D'Agostino, Marinello, Panepinto e  Caronia;
  gli  onorevoli  Dina  e  Termine  per  il  19  e  20  luglio  2011.
  L'onorevole  Ferrara, per motivi di salute, ha chiesto congedo  per
  la settimana corrente.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
                      interno,  di interrogazioni
        e di interpellanze della rubrica  Attività produttive

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto  all'ordine  del  giorno:
  Svolgimento,  ai  sensi  dell'art. 159, comma  3,  del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della   rubrica
   Attività produttive .
   Si passa allo svolgimento dell' interrogazione numero 1217 «Nomina
  del direttore del consorzio ASI di Messina», a firma dell'onorevole
  Ardizzone.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   il  direttore  generale del consorzio ASI di Messina,  tra  i  più
  importanti  della Regione, a far data dall'1 settembre  2010  verrà
  posto  in  quiescenza per raggiunti limiti di età  e  che  occorre,
  quindi, porre in essere tutte le iniziative necessarie affinché non
  si determini una pericolosa paralisi amministrativa;

   l'istituto   dello  scavalco,  ampiamente  usato  e  abusato   nel
  consorzio ASI di Messina, è assolutamente impraticabile,  come  già
  da  tempo sostenuto dall'Ufficio legislativo e legale della Regione
  siciliana  (cfr. parere 2 settembre 2002, prot. n. 14118/182.11.02,
  relativo  ai direttori delle aziende autonome di cura, soggiorno  e
  turismo);

   pertanto,  come  evidenziato  sempre  dall'Ufficio  legislativo  e
  legale  con  parere  n.  351 del novembre  2005,  l'istituto  dello
  'scavalco',  caratterizzato  da  un  unico  responsabile,  per  due
  identici  servizi,  in  due  diversi enti,  non  è  applicabile  ai
  dirigenti  di cui si tratta, meno che mai dopo l'entrata in  vigore
  della  l.r. 10/2000, dovendosi, altresì, considerare che  gli  enti
  pubblici  come  i consorzi ASI sono dotati di autonoma  personalità
  giuridica e dispongono di distinto personale dirigenziale, ordinato
  in un ruolo unico, anch'esso distinto per singolo ente;

   non   è   possibile  altresì  l'applicazione  dell'istituto  della
  reggenza   (ad   interim)  in  quanto  allo   stesso   si   ricorre
  occasionalmente (per cause imprevedibili) e per un tempo  limitato,
  utilizzando personale ordinariamente adibito a funzioni diverse, ma
  interno della stessa amministrazione;

   considerato che l'art. 5 del vigente regolamento di organizzazione
  del  consorzio  ASI  di  Messina  stabilisce  che  alla  'Direzione
  Generale è preposto un dirigente di prima fascia del Consorzio  con
  incarico conferito a tempo determinato per una durata non inferiore
  a  due  anni  e  non superiore a sette, e con facoltà  di  rinnovo.
  L'incarico  di Dirigente Generale può essere, altresì, conferito  a
  dirigenti di seconda e terza fascia del Consorzio purché gli stessi
  siano in possesso di laurea, abbiano maturato almeno sette anni  di
  anzianità  nella  qualifica  di dirigente,  siano  in  possesso  di
  formazione   professionale  e  culturale  nonché  di  capacità   ed
  attitudini  adeguate alle funzioni da svolgere,  riscontrabili  con
  riferimento  all'avere  espletato  attività  connesse  al   formale
  conferimento   di  funzioni  di  coordinamento,  di   direzione   o
  preposizione  a  uffici e strutture consortili,  purché  non  siano
  incorsi  nella valutazione negativa di cui all'art. 10  della  l.r.
  15/5/2000, n. 10';

   pertanto, l'unico istituto applicabile, per sopperire alla carenza
  di  personale dirigenziale del consorzio ASI di Messina,  è  quello
  della mobilità e/o passaggio diretto previsto dall'articolo 33  del
  vigente  testo  unico in materia di pubblico impiego,  recepito  in
  Sicilia con l'articolo 23 della l.r. 10/2000, rientrando lo  stesso
  consorzio fra gli enti di cui all'articolo 1;

   in  data  26 giugno 2009 l'ASI di Messina ha correttamente indetto
  ed  espletato un bando pubblico di mobilità per la copertura di  un
  posto  di  dirigente amministrativo di seconda fascia e non  ancora
  definito;

   per  sapere quali iniziative intendano intraprendere, di  concerto
  con  il commissario straordinario del consorzio ASI di Messina,  al
  fine di evitare la paralisi amministrativa derivante dalla assoluta
  carenza di personale dirigenziale.»

   L'assessore per le attività produttive, dottor Venturi, ha facoltà
  di parlare per fornire la risposta.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  con l'atto ispettivo in oggetto l'onorevole interrogante chiede  di
  sapere  quali  iniziative  siano  state  intraprese  da  parte  del
  consorzio ASI di Messina, di concerto con questo assessorato per il
  conferimento dell'incarico di dirigente generale, posto che  a  far
  data  dal  primo settembre 2010 il precedente direttore generale  è
  stato posto in quiescenza per raggiunti limiti di età.
   Tenuto  conto  dei chiarimenti all'uopo formulati dal Dipartimento
  di  questo  Assessorato  si rappresenta  che,  nel  rispetto  delle
  finalità della delibera 221 del 2008 della Giunta di Governo  della
  Regione siciliana, il cui intendimento era quello di realizzare  un
  effettivo  contenimento della spesa corrente della Regione,  questa
  Amministrazione ha ammesso la possibilità di procedere a  bandi  di
  concorso  attraverso  l'attivazione della mobilità,  presso  quegli
  enti  che  registravano  gravi carenze di  personale  in  organico,
  dovendosi  considerare tali operazioni sotto il profilo finanziario
  come  operazioni compensative che non comportano di  per  sè  nuovi
  oneri nella finanza regionale.
   Del bando di concorso in regime di mobilità per la copertura di un
  posto di Dirigente amministrativo, proposto in data 28 agosto 2010,
  è   risultato  vincitore  l'avvocato  Fernando  Caudo,   il   quale
  risultando  l'unico  dirigente in organico  al  consorzio  è  stato
  conferito in data 22 ottobre 2010 l'incarico di direttore generale.
   Tuttavia  è  bene  ricordare  che  questa  Amministrazione,  fermo
  restando l'esercizio delle prerogative in tema di vigilanza in capo
  agli  uffici dipartimentali, non ha alcuna competenza  in  tema  di
  reclutamento  e  gestione  del  personale   degli  enti   vigilati,
  dovendosi  pertanto riconoscere alle ASI piena autonomia gestionale
  in materia.
   Infine   va  ulteriormente  detto  che,  essendo   in  discussione
  all'ARS   il  disegno di legge di riforma delle ASI, queste  ultime
  saranno  poste in liquidazione trasferendo in capo all'IRSAP  tutte
  le  posizioni  attive e passive, nonché tutte le  competenze  delle
  stesse, ivi comprese quelle inerenti alle piante organiche.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ardizzone  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   ARDIZZONE. Mi dichiaro soddisfatto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
  -  che  sono  certo vorrà ascoltare anche l'onorevole  Caputo  -  è
  sull'ordine dei lavori per due ragioni.
   La    prima,   signor   Presidente,   perché   intendo    ribadire
  preliminarmente che il Gruppo parlamentare  dei Popolari di  Italia
  Domani  rimane  fermo  sulle posizioni di  due  settimane  addietro
  rispetto   alla   vicenda  legata  all'agibilità   democratica   di
  quest'Aula,  in  merito  alla possibilità  di  trattare,  da  parte
  dell'opposizione,  almeno  un  punto  all'ordine  del  giorno  ogni
  qualvolta  ci  sia  una sessione d'Aula. E, quindi,  noi  siamo  in
  attesa  che,  al di là, di quanto già espresso dalla Presidenza  in
  termini regolamentari, si riunisca la Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari per dare una risposta politica a questa nostra
  aspettativa.
   Tuttavia,  Presidente  Cascio e Presidente  Lombardo,  io  intendo
  sottoporre - e intendo farlo oggi, 19 luglio, giorno amaro  in  cui
  si ricorda la morte di Paolo Borsellino e dei suoi angeli custodi -
  ,   all'attenzione  del Presidente dell'Assemblea e  all'attenzione
  del   Presidente  della  Regione  una  evenienza  che  a  me   pare
  sconveniente. Abbiamo lavorato in Commissione Antimafia, così  come
  da  tre  anni a questa parte, in maniera assolutamente trasversale,
  per  realizzare  un'altra  buona legge, concreta  e  utile  per  la
  Sicilia  e  per  il  suo  sviluppo,  per  un  verso,  e  contro  la
  criminalità  organizzata,  per un altro verso.  Questo  disegno  di
  legge,  che immagina la creazione di una Agenzia regionale  per  la
  gestione dei beni confiscati alla mafia, è stato inoltrato  alla  I
  Commissione parlamentare, è stato esitato con assoluta immediatezza
  all'unanimità e, Presidente Cascio, intanto mi rivolgo a  lei,  dal
  14 giugno giace in Commissione Bilancio.
   Chi  vi  parla, che è relatore di questo disegno di  legge,  si  è
  diligentemente  recato tutte le volte che vi è stata  seduta  della
  Commissione  Bilancio  presso quella Commissione  per  trattare  il
  disegno  di legge in argomento; ebbene, da oltre un mese  siamo  in
  attesa che venga data copertura finanziaria per una entità, che  io
  sostengo senza tema di smentita essere simbolica, e che si  dia  la
  possibilità di portare in Aula e di votare questo disegno di  legge
  che diventa fondamentale e strategico per le nuove azioni e per  le
  nuove iniziative da adottare in tema di beni confiscati in Sicilia.
   Un  vecchio  gesuita,  padre Sorge, ci insegnava  il  senso  delle
  priorità.  Ogni cosa al suo momento .
   Ho  fatto  voti  ancora stamane, Presidente  Lombardo,  perché  si
  potesse  arrivare ad un esito di questo disegno  di  legge  con  la
  copertura  finanziaria  in Commissione Bilancio  e  ho  fatto  voti
  ancora perché questo accadesse oggi, 19 luglio, affinché si potesse
  dire  in  maniera  concreta che nel giorno della commemorazione  di
  Paolo  Borsellino l'Assemblea regionale siciliana si caratterizzava
  non  per slogan o per passerelle antimafia ma per un atto concreto,
  reale,  di contrasto alla criminalità organizzata. Ancora oggi  non
  siamo riusciti in questo nostro intento.
   Presidente  Cascio, Presidente Lombardo, a ciascuno  di  voi,  per
  quanto  di  competenza, chiedo, perché oggi non è il  giorno  delle
  polemiche,  di  farvi  carico di questa mia richiesta  affinché  il
  presidente della Commissione Bilancio, onorevole Savona, così  come
  devo  dire ha fatto, mantenga all'ordine del giorno questo  disegno
  di   legge,  ma  soprattutto  perché  il  Governo,  nella   persona
  dell'assessore Armao, chiuda questa partita e trovi la copertura  -
  se  ci  sono cose da ridiscutere lo faccia, sarebbe la quarta volta
  che  lo facciamo, ma sono disposto a rifarlo - perché anche domani,
  Presidente Lombardo, io tornerò in Commissione Bilancio e attenderò
  la  copertura finanziaria di questo disegno di legge affinché possa
  essere esitato per l'Aula con una corsia preferenziale che, per  la
  verità,  il Presidente Cascio ha già accordato,  prima della  pausa
  estiva.
   Presidente Cascio, io interverrò ad ogni inizio di sessione fino a
  quando  questo disegno di legge non verrà esitato dalla Commissione
  Bilancio e trasferito in Aula.
   Diventa  un fatto di principio tra chi l'antimafia vuole  farla  a
  chiacchiere  e  chi,  invece, ritiene  di  doverla  fare  con  atti
  concreti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cordaro, come lei sa,  la  Conferenza  dei
  Presidenti   dei  Gruppi  parlamentari  ha  già  dato  una   corsia
  preferenziale a questo disegno di legge. Pur tuttavia, contatteremo
  il   presidente  della  Commissione  Bilancio  per  sollecitare  la
  discussione all'ordine del giorno.
   Per  quanto  riguarda la questione politica, a cui  lei  ha  fatto
  riferimento  nel  suo intervento, dopo lo svolgimento  del  secondo
  punto dell'ordine del giorno ne parleremo.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza  del  Presidente della Regione per richiamare l'attenzione
  su  una  questione, ormai urgentissima, che si protrae  da  qualche
  mese  e  che ha visto il Gruppo parlamentare, di cui faccio  parte,
  presentare  un testo per far sì o, per meglio dire, per tentare  di
  scongiurare  l'impossibilità  di esercitare  quest'anno  l'attività
  venatoria.
   Sto  intervenendo  proprio  perché  la  scorsa  settimana  la  III
  Commissione  ha esitato definitivamente il testo, non  più  di  due
  articoli,  devo  dire  condividendo anche  con  l'assessore  questo
  percorso. Però, signor Presidente, c'è un problema ormai serissimo:
  il  15  giugno è trascorso abbondantemente da più di un  mese  e  4
  giorni,  siamo al 19 luglio, il calendario venatorio doveva  essere
  già  pronto  il 15 giugno. Noi abbiamo tentato, proprio con  questo
  disegno  di legge, di far sì che si possa predisporre il calendario
  venatorio  e che non venga impugnato, come spesso è accaduto  negli
  anni precedenti, dalle associazioni ambientaliste.
   Per  fare  ciò  ci  vuole  una norma per  quest'anno,  nelle  more
  dell'adozione del piano faunistico - purtroppo, non è colpa mia, ma
  si  sapeva già da molti anni che sarebbe scaduto a maggio del 2011,
  me ne dispiace, ma l'assessorato non ha provveduto in questi anni a
  fare  il  nuovo piano -, per cui ora ci troviamo nel paradosso  che
  per  la  prima volta, dopo non so quanti anni, forse 50, la Sicilia
  non potrà esercitare questa attività.
   Pertanto,  invito  lei,  signor Presidente  dell'Assemblea,  e  il
  Presidente  della  Regione - che so essere molto attento  a  questo
  problema, però, sinceramente, se noi non avessimo presentato questo
  disegno  di  legge  l'attenzione ci sarebbe stata  ma  non  avremmo
  concluso nulla -  a fare in modo, dopo questo disegno di legge  che
  so  già  essere  calendarizzato,  di  incardinarlo  al  più  presto
  possibile  in  Aula  perché accadrà una cosa  sconfortante  per  la
  Sicilia, dove c'è un mondo, quello dell'attività venatoria, intorno
  al quale gira una certa economia. Non ultimo, e lo dichiaro qui, se
  non  risolveremo questo problema nel più breve tempo possibile  per
  poter fare il calendario ed esercitare la caccia, inviterò tutte le
  associazioni  venatorie  a  non  fare  rinnovare  il  tesserino  ai
  cacciatori della Sicilia.
   Lo  dichiaro  qui  perché  non  si  può  ingannare  questa  gente,
  facendola pagare sapendo che il calendario, se non c'è la norma che
  abbiamo previsto, sarà automaticamente impugnato.
   La  Regione, poi, se la vedrà per il mancato introito di circa 8-9
  milioni  di euro derivante dal tesserino venatorio che i cacciatori
  pagano.
   Concludendo,  signor Presidente, la invito cortesemente  a  volere
  calendarizzare, nel più breve tempo possibile, questa norma  che  è
  composta  da  poco più di due articoli proprio per  scongiurare  la
  possibilità  che  le  associazioni,  che  sono  state   più   volte
  incontrate  dal  Presidente della Regione, facciano  atti  concreti
  perché, con tutto il rispetto per le altre leggi che possono  avere
  dei  tempi  importanti, questa legge è condizionata dal  fatto  che
  l'apertura  della  caccia  non sarà ad  ottobre,  a  novembre  o  a
  dicembre, ma a settembre.
   C'è  un  disegno  di  legge  che potrebbe  risolvere  il  problema
  consentendo  di  fare il calendario venatorio; però,  sinceramente,
  nessuno  si  preoccupa  che questo testo proposto  dal  mio  gruppo
  parlamentare  -  su  cui so, per giunta, che vi è  condivisione  da
  parte di altri partiti - si porti in Aula e si approvi velocemente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, sono in grado di  dirle  che  già
  domani  il  disegno  di legge sarà iscritto all'ordine  del  giorno
  perché  è  stato esitato dalla Commissione di merito e ha avuto  il
  parere della Commissione Bilancio.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  convengo anch'io, prendo atto con piacere di quello  che
  lei ha testé dichiarato e devo dire che da parte del Governo c'è la
  piena  disponibilità affinché questo disegno di legge possa  essere
  seguito e approvato dall'Aula.
   Il disagio dei cacciatori, attraverso le associazioni venatorie  i
  cui  rappresentanti  più volte ho incontrato, è  risaputo.  Sarebbe
  iniquo far pagare loro la tassa e poi impedire, di fatto, di  poter
  esercitare l'attività venatoria; per cui se, come pare, da parte di
  tutto  il  Parlamento,  da  parte  di  tutta  l'Assemblea  c'è   la
  disponibilità  ad  approvare, subito dopo questo,  per  carità,  il
  disegno  di  legge relativo da parte del Governo  non  si  può  che
  convenire a pieno.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente della Regione.

   Riprende lo svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
                         Regolamento interno,
     di interrogazioni e di interpellanze della rubrica  Attività
                              produttive

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, d'accordo  tra  le  parti,  verrà
  fornita   risposta   scritta  alle  interrogazioni:   numero   1321
  «Chiarimenti  sulle condizioni di affidabilità e  di  garanzia  del
  progetto  per  il  rilancio dello stabilimento di  Termini  Imerese
  (PA)»,   dell'onorevole   Caputo;  numero   1474   «Notizie   sulle
  autorizzazioni rilasciate per l'apertura di centri commerciali e di
  grande   distribuzione  organizzata  in  Sicilia»,   dell'onorevole
  Caputo;  numero  1667  «Chiarimenti in merito al  calendario  delle
  fiere,  delle mostre e delle esposizioni a carattere regionale  per
  l'anno  2011», degli onorevoli Termine e Di Benedetto; numero  1732
  «Applicabilità  del DURC in Sicilia per i commercianti  ambulanti»,
  dell'onorevole  Falcone e numero 1764 «Chiarimenti  sulla  gestione
  del Consorzio ASI di Palermo», dell'onorevole Lentini.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ci  torna  alla
  memoria  quello  che è successo la settimana scorsa in  quest'Aula,
  non  sul merito dell'ordine del giorno che prevedeva la mozione  di
  censura  all'assessore  per  la  salute,  ma  sul  fatto   che   la
  maggioranza  di  quest'Aula ha impedito alla minoranza,  in  questo
  momento parlamentare, di vedere estrapolata dall'ordine del  giorno
  l'unica  proposta  che potevamo inserire ai sensi dell'articolo  98
  quater  del Regolamento, considerato che la Presidenza, dopo quella
  seduta,   non  ha  ritenuto,  forse  giustamente,  di  riunire   la
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  affinché  la
  minoranza  parlamentare potesse inserire nel calendario dei  lavori
  una   proposta  all'ordine  del  giorno,  così  come   prevede   il
  Regolamento.
   Per questo motivo, signor Presidente, io le chiedo, per riparare a
  quello  che ci è stato impedito di fare, di convocare la Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari,  di  ascoltare  tutti  i
  capigruppo,  soprattutto  quelli di minoranza,  per  concordare  un
  nuovo  ordine del giorno e, quindi, un nuovo calendario dei  lavori
  che  preveda non solo quello che il Governo e la maggioranza  hanno
  voluto  stabilire  in quella Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  ma  anche la voce dell'opposizione parlamentare,  in
  modo  da  ripristinare  quello che è  previsto  nel  Regolamento  e
  ristabilire democraticamente nel Parlamento le volontà di agire  in
  quest'Aula.
   Signor  Presidente,  nella  sostanza  chiedo  immediatamente   una
  riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  è  la  seconda  richiesta   di
  convocazione   della   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari, mi pare che ci siano le condizioni per poter accedere
  alla  richiesta,  non  vedo controindicazioni  da  parte  di  altri
  presidenti di Gruppi parlamentari.
   Pertanto,   sospendo  la  seduta  e  convoco   immediatamente   la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  presso  il  mio
  studio.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.10, è ripresa alle ore 18.05)

   La seduta è ripresa.

  parlamentari

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 19 luglio 2011,
  sotto   la  Presidenza  del  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole
  Francesco  Cascio,  con  la  partecipazione  del  Presidente  della
  Regione,  onorevole Raffaele Lombardo, ha confermato la volontà  di
  proseguire  i  lavori parlamentari fino al 4 agosto 2011,  come  in
  precedenza stabilito. Da qui alla fine della sessione l'Aula  terrà
  seduta  settimanalmente  tutti i martedì e mercoledì  pomeriggio  e
  tutti i giovedì mattina.
   La  presente  seduta  proseguirà con  il  seguito  dell'esame  del
  disegno di legge di cui all'ordine del giorno, mentre la seduta  di
  domani  inizierà con l'esame del disegno di legge n.  740/A,  sulla
  caccia.
   Per  quanto  riguarda la mozione di censura all'assessore  per  la
  salute, che - come sapete - è stata ripresentata dal Gruppo PDL, si
  è  ipotizzata ragionevolmente la data del 21 settembre per  poterla
  iscrivere  all'ordine del giorno e quindi discutere, sapendolo  con
  due  mesi di anticipo. Pertanto verrà discussa tra il 20  e  il  22
  settembre 2011, preferibilmente il 21 settembre.

   L'Assemblea ne prende atto.

  costituzione istituto per lo sviluppo attività produttive

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
  dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
                        (nn. 605-242-362-577/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa, pertanto, al  III  punto
  dell'ordine  del giorno: Seguito della discussione del  disegno  di
  legge  nn.  605-242-362-577/A «Costituzione dell'Istituto regionale
  per lo sviluppo delle attività produttive». Invito i componenti  la
  III Commissione legislativa  Attività produttive , a prendere posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo  che  nella  seduta n. 265 del 22 giugno  2011  era  stato
  approvato il passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «TITOLO I
                      Natura, composizione, scopi

                                Art. 1.
     Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive

   1.   Nel  quadro  degli  indirizzi  della  programmazione  e   del
  decentramento  amministrativo, anche in applicazione  dell'articolo
  26 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, la Regione svolge
  la  propria attività di intervento nell'ambito delle aree destinate
  allo  svolgimento di attività produttive ed industriali  attraverso
  l'Istituto  regionale  per  lo sviluppo delle  attività  produttive
  (IRSAP),  disciplinato  dalle disposizioni  di  cui  alla  presente
  legge.

   2.   Ai  fini  della  presente  legge,  le  aree  destinate   allo
  svolgimento  di  attività  produttive ed  industriali  sono  quelle
  attribuite  ai  Consorzi per le aree di sviluppo industriale  dalla
  legge  regionale 4 gennaio 1984, n. 1. Con decreto  del  Presidente
  della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per le attività
  produttive  previa  delibera della Giunta  regionale,  è  possibile
  istituire,  modificare  o  sopprimere le  aree  da  destinare  allo
  svolgimento di attività produttive ed industriali, sentiti gli enti
  locali  interessati anche ai sensi dell'articolo 26, comma  2,  del
  decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli De Luca e Leontini: 1.5, 1.3 e 1.4:
   - dall'onorevole Maira: 1.2;
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e  Incardona:
  1.1.

   Comunico,  altresì, che gli emendamenti 1.2, 2.3, 3.2,  4.1,  6.2,
  7.3,  9.1,  10.4, 20.4, 21.1, 22.1 e 34.15, a firma  dell'onorevole
  Maira,  delineano  nell'insieme una riforma delle  ASI  secondo  un
  modello  organizzativo-funzionale che fa riferimento  alle  agenzie
  territoriali  per  lo  sviluppo  produttivo  e  che  è  alternativo
  rispetto al disegno di legge che prevede l'istituzione dell'IRSAP e
  delle sue articolazioni come strutture periferiche.
   Nel  caso in cui venga preventivamente bocciato l'emendamento  1.2
  e,  quindi,  approvato l'articolo 1 del disegno di legge,  tutti  i
  successivi  emendamenti  che fanno riferimento  all'Agenzia  devono
  intendersi preclusi.
   Dichiaro  decaduti  gli  emendamenti   1.5,  1.3  e  1.4  a  firma
  dell'onorevole De Luca.
   L'emendamento  1.2,  a  firma dell'onorevole   Maira,  decade  per
  assenza dall'Aula del firmatario.
   A  questo  punto, tutti gli emendamenti che fanno  riferimento  al
  disegno di legge sull'Agenzia - che sono gli emendamenti comunicati
  prima - sono preclusi.

   DI BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI    BENEDICTIS.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  sull'articolo 1, se l'assessore mi ascolta, volevo segnalare che al
  comma  2  si fa riferimento all'articolo 26 del decreto legislativo
  112  e, quindi, si dice che le procedure, che lì sono invocate,  di
  modifica delle aree, degli ambiti, delle aree industriali,  possono
  essere   effettuate,  sentiti  i  comuni,  anche  con   riferimento
  all'articolo 26 del decreto legislativo 112.
   Se  il  testo  rimanesse  così,  ci  sarebbero  due  elementi  che
  confliggono perché l'articolo 26 dice che i comuni partecipano alla
  definizione  di  questi  ambiti, mentre il testo  dell'articolo  in
  esame dice  sentiti i comuni'.  Sentiti i comuni' e  partecipano  i
  comuni' sono due cose differenti.
   Proporrei, pertanto, di cassare le parole  sentiti gli enti locali
  interessati anche' cosicché il testo recita  ai sensi dell'articolo
  26  del decreto legge 112', il che ha una sua coerenza e unicità di
  interpretazione.    Lo   suggerisco   al   Governo,    manifestando
  disponibilità a supportarlo per gli adempimenti del caso.

   PRESIDENTE.   Comunico   che  é  stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento 1.6, che recita:
   «All'articolo  1,  comma 2, abrogare le parole  sentiti  gli  enti
  locali interessati anche ».

   Il parere della Commissione?

   COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  1.1  é precluso dall'approvazione  dell'emendamento
  testé approvato.
   Il  testo  risultante  del comma 2 dell'articolo  1  sarebbe    .o
  sopprimere  le  aree  da  destinare allo  svolgimento  di  attività
  produttive ed industriali, ai sensi dell'articolo 26, comma 2,  del
  decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112'.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                           Natura giuridica

   1.  L'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo  industriale  è  ente
  pubblico  non  economico,  sottoposto  alla  vigilanza,  indirizzo,
  controllo  e  tutela della Regione per il tramite  dell'Assessorato
  regionale delle attività produttive, che la esercita ai sensi della
  presente legge.»

   Comunico che sono stati  presentati i seguenti  emendamenti:
   - dagli onorevoli De Luca e Leontini: 2.4, 2.5;
   - dall'onorevole Maira: 2.3;
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e  Incardona:
  2.1;
   - dagli onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Greco: 2.2.

   Gli emendamenti 2.4 e 2.5 dell'onorevole De Luca decadono.
   Gli  emendamenti  2.1  e 2.2  decadono per assenza  dall'Aula  dei
  firmatari.
   L'emendamento 2.3 è superato.
   Pongo in votazione l'articolo 2.

                Richiesta di verifica del numero legale

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Buzzanca,
                    Cordaro, Corona e Torregrossa)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
  Bonomo,   Calanducci,  Colianni,  Cristaudo,  De   Benedictis,   Di
  Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo, Di Mauro,  Federico,  Galvagno,
  Giuffrida,  Greco,  Laccoto,  Leanza  Nicola,  Lombardo,  Marziano,
  Mattarella,  Musotto,  Oddo, Panarello,  Pantuso,  Picciolo,  Raia,
  Rinaldi, Ruggirello, Scilla, Speziale, Sulsenti.

   Sono  in  congedo: Caronia, D'Agostino, Dina, Ferrara,  Marinello,
  Panepinto e Termine.

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
   Presenti            41

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è  rinviata a domani, mercoledì  20
  luglio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II  - Discussione dei disegni di legge:

   1)  «Modifiche  ed integrazioni alla legge regionale  1  settembre
  1997, n. 33» (n. 740/A)
             Relatore: on. Caputo

   2)  «Costituzione  dell'Istituto regionale per lo  sviluppo  delle
  attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito)
             Relatore: on. Caputo

                   La seduta è tolta alle ore 18.15

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli