Presidenza del vicepresidente Oddo
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione Bilancio è autorizzata a
riunirsi in costanza di seduta d'Aula per esaminare gli emendamenti
presentati al disegno di legge nn. 605-242-362-577/A Costituzione
dell'istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive .
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
«Schema di disegno di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter comma 2
dello Statuto recante Modifiche allo Statuto della Regione
relative alla denominazione dell'Assemblea regionale'». (n. 737)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 3 giugno 2011.
«Interventi a sostegno della filiera dei prodotti agro-
zootecnici». (n. 763)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Pantuso in
data 13 luglio 2011.
«Norme in materia di scioglimento dei Centri interaziendali per
l'addestramento professionale integrato (CIAPI)». (n. 764)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Marziano in
data 13 luglio 2011.
«Determinazione delle concessioni demaniali marittime per finalità
di pesca e acquicoltura». (n. 765)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Marziano,
Marinello, Gucciardi, Lupo, Oddo, Panarello, Panepinto e Raia in
data 13 luglio 2011.
«Estensione del beneficio di cui all'articolo 1 della legge
regionale 8 giugno 2005, n. 8 ai militari appartenenti alle forze
armate». (n. 766)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Colianni,
Arena, Federico e Calanducci in data 18 luglio 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
il settore della formazione professionale in questo momento vive
un clima di agitazione ed incertezza circa il futuro dei lavoratori
dipendenti degli enti. In particolare, i dipendenti vivono un
momento di grave difficoltà finanziaria ed economica a causa del
mancato pagamento degli stipendi della formazione professionale;
le banche e gli istituti di credito, in generale, non rilasciano
prestiti in loro favore a causa di una comunicazione della Banca
d'Italia che riferisce che i dipendenti non hanno forme di garanzie
né di copertura del prestito;
considerato che tale situazione determina uno stato di emergenza
occupazionale e sociale in quanto trattasi anche di lavoratori che
attendono lo stipendio da 15 mesi, come i dipendenti CEFOP;
ritenuto che i lavoratori della formazione rischiano di rimanere
privi di forme di sostentamento per sé e per le loro famiglie;
per sapere:
se siano a conoscenza dell'esistenza o meno di questa circolare
della Banca d'Italia;
quali provvedimenti abbiano adottato per l'immediato pagamento
degli stipendi agli 800 dipendenti del CEFOP che attendono da 15
mesi;
quali provvedimenti abbiano adottato per evitare conseguenze
dannose e devastanti per sé e per le loro famiglie ai dipendenti
della formazione e del CEFOP». (1993)
CAPUTO
«All'Assessore per le attività produttive, premesso che da quanto
si è appreso sulla stampa alcuni esercizi commerciali presenti
all'interno del centro commerciale FORUM hanno svolto la propria
attività privi di alcune autorizzazioni previste;
per sapere:
se vi siano stati ritardi nella concessione delle procedure
richieste e se abbia spinto i vertici delle aziende coinvolte ad
aprire al pubblico ugualmente l'attività, commettendo gli abusi già
perseguiti o se, invece, non siano state mai richieste le
autorizzazioni dovute per norma;
se non ritenga necessario avviare misure idonee a verificare che
tutti gli esercizi commerciali, operanti nel circuito della grande
distribuzione, siano in possesso delle autorizzazioni previste in
materia». (1994)
APPRENDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che con D.A. del 24 aprile 2011,
recante PROF 2011, l'Assessorato Istruzione ha inteso apportare
tagli sul finanziamento dell'attività formativa per l'anno 2011,
riducendo all'EFAL di Agrigento le attività corsuali;
visto che tale ente, alla fine del mese di maggio 2011, ha fissato
riunione sindacale per la data del 10 giugno 2011 al fine di
iniziare la procedura di mobilità;
osservato che, malgrado l'iter fosse appena avviato, l'EFAL ha
subìto emesso un provvedimento di sospensione a carico di 17
dipendenti autonomamente individuati;
rilevato che tale provvedimento reca data retroattiva, ovvero è
stato notificato ai dipendenti nella prima decade di giugno 2011,
con effetto dall'1 giugno 2011 e, comunque, inoltrato prima ancora
di procedere all'esame congiunto previsto per la suddetta data;
osservato altresì che l'ente in questione è stato assente nella
riunione convocata per il giorno 4 luglio 2011 presso il SULP di
Agrigento per verificare la possibilità di un accordo tra le parti,
vanificando in tal modo ogni tentativo di accordo;
visto che, peraltro, l'EFAL aveva fatto già pervenire ai
lavoratori lettere di licenziamento che precludono agli stessi
l'inserimento nelle liste di mobilità previste per la formazione
professionale nonché l'accesso al fondo di garanzia;
per sapere:
se a seguito del comportamento dell'EFAL di Agrigento verso i suoi
lavoratori ritenga possibile il mantenimento dell'ente tra i
possibili beneficiari dei finanziamenti del PROF 2011;
se i fondi già assegnati non siano stati, nella fattispecie, in
grado di coprire le contrazioni realizzatesi nei finanziamenti a
seguito del D.A. del 24 aprile 2011 per il periodo in cui si sono
registrate le ben note sospensioni delle erogazioni da parte della
Regione;
quali misure di verifica dei bilanci e dei conti presentati
dall'EFAL siano state attivate dall'Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale». (1996)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
l'Assessorato delle autonomie locali, con nota protocollo n. 8396
del 18 aprile 2011, ha depositato gli atti aventi per oggetto
l'accertamento ispettivo disposto con D.A. 795/2009 - Rinnovo D.A.
n. 41/2010 - Ulteriore rinnovo con D.A. n. 534/2010 del 21 aprile
2010;
la relazione ispettiva conclusiva ha evidenziato nei confronti del
comune di Lampedusa e Linosa incongruenze gravi nell'azione
amministrativa;
specificamente si rendono espliciti, qui di seguito, i punti sui
quali l'accertamento ispettivo ha puntato l'attenzione e si colgono
evidenti irregolarità reiterate e sulle quali è necessario
intervenire per porvi fine;
rilevato che i punti di che trattasi sono:
1. assunzione di numerose unità di personale presso l'ufficio di
gabinetto del sindaco che in altri uffici comunali;
2. notizie relative al mancato riconoscimento di debiti fuori
bilancio, ricognizione di residui attivi e passivi, presunto
mancato inventario dei beni comunali;
3. mancato rispetto delle prescrizioni normative in materia, di cui
all'articolo 194 del d.lgs. n. 267/2000, a cui si è aggiunto il
procedimento penale n. 560/09 mod. 20 n. 3389/08 mod. 21 per reati
di cui all'articolo 317 del codice penale, articolo 322, comma 1,
in relazione all'articolo 318 del codice penale e articoli 56 e 317
del codice penale + altro;
4. elusive o inesistenti risposte alle interrogazioni consiliari;
5. elenco completo degli emolumenti, compresi di indennità
accessorie, percepiti da alcuni funzionari comunali; non sono
chiare le determine di conferimento delle indennità con riferimento
ai pareri di regolarità contabile, agli impegni di spesa assunti,
ai giustificativi allegati e la competenza alla firma dell'atto,
dell'impegno e della liquidazione;
6. determinazione dei criteri per l'approvazione del regolamento
sull'organizzazione degli uffici e servizi - articolo 89 d.lgs.
267/2000;
7. condizione finanziaria - debiti fuori bilancio e consulenza
tecnica. Esposti pervenuti dalla società Campione Industries S.p.A.
Confindustria Agrigento e dalla ditta Silvia & figli prodotti
petroliferi;
8. ragguaglio circa eventuali determine di liquidazione di spese
di missione presso la città di Palermo da parte del sindaco,
assessore o personale comunale;
9. notizie relative al numero degli esperti dall'insediamento del
sindaco ad oggi, comprensivo degli importi erogati nonché le
comunicazioni al consiglio dell'attività svolta;
10.numero dei contratti di collaborazione esterna ad alto contenuto
di professionalità e dei contratti di collaborazione continuata;
11.competenze del funzionario architetto Giancone in materia di
funzionamento ed organizzazione dello sportello SUAP. Si sottolinea
l'incompetenza della Giunta in materia di funzionamento del
succitato sportello nonché le competenze del funzionario medesimo;
12.valutazione di numerose determine sindacali di nomina di RUP. Si
ravvisano atti non adeguatamente motivati e, riguardo le nomine,
assenza di procedure comparative, ex articolo 97 della
Costituzione, né alcuna stipula di polizza assicurativa;
13.determine sindacali di nomina del capo ufficio tecnico. Si
ravvisa la sovrapposizione degli incarichi di capo dell'ufficio
tecnico su due persone e la composizione inusuale di una struttura
chiamata Gruppo programmazione comunale'. Di questa non è chiara
l'utilità nonché l'entità della spesa per il suo funzionamento.
Infine, l'attuale capo dell'ufficio tecnico, ingegnere Giuseppe
Gabriele, risulta indagato unitamente ad altre 53 persone per i
reati di cui all'articolo 110 del codice penale e 323, commi 1 e 2,
del codice penale;
14.problematiche circa l'appalto servizio di disbrigo pratiche di
sanatoria edilizia. Si evidenzia il continuo ricorso a ditte
esterne per l'espletamento delle pratiche di sanatoria con evidente
spreco di denaro pubblico;
15.questioni relative alle ordinanze contingibili ed urgenti, in
particolare per la costruzione del canile municipale;
16.problematica relativa alla vendita di porzioni di territorio di
proprietà comunale ed in particolare, le procedure seguite e la
alienazione di relitto di suolo comunale';
17.nomine presso la commissione edilizia comunale; criteri di
scelta. La composizione della commissione risulta difforme da
quanto previsto dal regolamento e non comprende la fonte
legislativa o regolamentare alla quale il comune ha attinto;
18.incentivazione al recupero di tributi evasi. Regolamento
comunale e destinazione del gettito;
19.adempimenti relativi all'articolo 18 della legge regionale n.
22/2008; sito web;
20.acquisto elettrodomestici e materiale elettrico fatturato dalla
ditta Elettricità ed Lumiere di Palermo. Sulla vicenda
dell'acquisto del materiale il sindaco ha un procedimento penale in
corso contravvenendo alle disposizioni contenute nel T.U. degli
enti locali; nel T.U. in materia di appalti pubblici e forniture;
nel regolamento sulla semplificazione dei procedimenti di
aggiudicazione di pubbliche forniture di valore inferiore alla
soglia di rilievo comunitario; nel codice dei contratti pubblici;
21.competenze di indirizzo politico-amministrativo e competenze
gestionali;
per sapere se, di fronte alle numerose e reiterate violazioni dei
principi costituzionali attinenti la pubblica amministrazione
nonché di leggi e norme statutarie e regolamentari, riscontrate
nell'attività di gestione praticate dal sindaco del comune di
Lampedusa e Linosa, in un arco temporale esteso, non ritenga
opportuno attivare rapidamente tutti gli adempimenti volti alla
tutela del bene pubblico e, in tal senso, procedere alla rimozione
del sindaco». (1997)
DI BENEDETTO-CRACOLICI-LUPO-TERMINE-DIGIACOMO-DONEGANI-MATTARELLA-
MARINELLO-BARBAGALLO-DE BENEDICTIS-APPRENDI-GALVAGNO-FERRARA-
PANARELLO-LACCOTO-PANTUSO-PANEPINTO-RAIA-RINALDI
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per la funzione
pubblica e le autonomie locali, premesso che:
l'articolo 52 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, ha
previsto disposizioni in favore dei soggetti coinvolti nei progetti
Emergenza Palermo' 8c.d. ex PIP);
per la gestione delle misure previste dalla citata disposizione è
stata costituita, quale apposito strumento' la Social Trinacria',
nella forma giuridica di organizzazione non lucrativa di utilità
sociale, associazione di carattere privatistico secondo la vigente
disciplina civilistica;
a dispetto della natura privata dell'organizzazione, la stessa
opera esclusivamente con finanziamenti pubblici (per l'importo di
36 milioni di euro all'anno), costituendo, di fatto,
un'organizzazione strumentale della Regione;
considerato che la peculiare condizione dell'organizzazione e la
sua complessa e delicata funzione (circa 3200 dipendenti),
impongono che la gestione della stessa avvenga secondo criteri di
assoluta trasparenza, imparzialità ed efficienza che devono
ispirare l'azione delle amministrazioni pubbliche e di quelle che
operano con fondi pubblici;
per sapere:
quale sia l'attuale destinazione di tutti i soggetti interessati e
se ve ne siano ancora in attesa di assegnazione;
quali siano stati i criteri utilizzati nell'assegnazione dei
lavoratori ai singoli progetti e servizi;
se, e con quali modalità e procedure, siano state consultate le
organizzazioni sindacali;
quali modalità e criteri siano adottati rispetto alla gestione del
personale, l'assegnazione e/o il trasferimento dei lavoratori, le
relazioni sindacali, l'eventuale assegnazione di ore e/o funzioni
aggiuntive a singoli dipendenti;
se l'organizzazione si avvalga in qualunque forma di consulenze
e/o prestazioni di servizi da parte di soggetti esterni, come gli
stessi siano stati selezionati ed i relativi oneri;
se gli eventuali consulenti, fornitori di beni e/o prestatori di
servizi, esterni alla onlus, siano stati selezionati con criteri di
evidenza pubblica;
quale sia lo stato della gestione economica e finanziaria, la
ripartizione e l'impiego dei fondi e gli strumenti di verifica e
pubblicità adottati circa la gestione stessa;
quali strumenti di vigilanza e controllo abbiano adottato o
intendano adottare per garantire compiutamente una gestione della
Social Trinacria ispirata a criteri di efficienza, imparzialità e
trasparenza». (1990)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
LENTINI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la società Accenture Outsourcing s.r.l.' che ha acquistato la
Albacom di Palermo, ha comunicato l'intenzione di spostare la sede
di Palermo fuori dalla Sicilia;
presso la predetta società lavorano da 10 anni e con contratti a
tempo indeterminato, oltre 300 lavoratori palermitani;
considerato che l'eventuale spostamento della sede della società
in altra regione determina la perdita del poto di lavoro dei 300
palermitani che attualmente lavorano nella predetta società;
ritenuto che si può determinare una seria emergenza occupazionale;
per sapere:
se siano a conoscenza del futuro della società Accenture
Outsourcing s.r.l.';
se abbiano adottato o intendano adottare provvedimenti diretti al
mantenimento della struttura societaria e dei livelli
occupazionali». (1991)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
le colture del territorio delle isole minori, in particolare
lenticchie e cicerchie di Ustica, sono messe a rischio con
conseguenti danni gravi al comparto agricolo produttivo, a causa
della presenza di fauna selvatica, nella specie di conigli, in
grande numero e quantità;
le amministrazioni comunali interessate hanno sollevato tale
problematica evidenziando anche la necessità di avviare un'azione
di allontanamento dei conigli perché nocivi e dannosi per le
colture;
considerato che in vista della prossima scadenza (novembre 2011)
della misura 121 del PSR 2007/2013 si reputa necessario prevedere
all'interno di detta misura la possibilità di recintare i terreni
con reti in grado di contenere i conigli;
ritenuto, pertanto, che, al fine di evitare danni alle colture ed
alla produzione agricola ad esse collegate, occorre procedere
all'allontanamento dei conigli a difesa dell'habitat dell'Isola;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano adottato o intendano adottare per
tutelare e difendere le colture di nicchia prodotte nel territorio
di Ustica e nelle isole minori e per consentire la recinzione a
rete dei terreni;
quali provvedimenti verranno adottati a salvaguardia del comparto
agricolo e produttivo legato alle colture di nicchia quali
lenticchie e cicerchia messi a rischio per la presenza elevata di
conigli selvatici». (1992)
CAPUTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in Sicilia, per poter esercitare l'attività venatoria è necessario
sostenere e superare apposito esame; lo stesso si svolge innanzi la
commissione provinciale (competente per territorio di residenza) di
abilitazione all'esercizio venatorio. Le modalità di svolgimento
degli esami sono stabilite dall'assessore regionale per le risorse
agricole ed alimentari, mentre con l'articolo 28, comma 3, lettere
a), b), c), d), e), f), della legge regionale 1 settembre 1997, n.
33 e successive modifiche ed integrazioni, sono state individuate
le materie oggetto dell'esame;
la composizione delle commissioni provinciali di esami di
abilitazione all'esercizio venatorio è disciplinata dall'articolo
29, comma 2, lettera b) della l.r. 1 settembre 1997, n. 33 e s.m.;
in data 11 dicembre 2009, con decreto n. 2338, sono stati definiti
i criteri per la presentazione delle istanze relative alla
designazione dei componenti delle commissioni di esami di
abilitazione all'esercizio venatorio, nonché i criteri di
valutazione dei titoli e dei requisiti posseduti dagli aspiranti
componenti;
in data 11 maggio 2010, a seguito dell'esiguo numero di istanze
pervenute, con decreto n. 402 sono stati riaperti i termini di
presentazione delle istanze per la nomina in qualità di componenti
delle commissioni di esami di abilitazione;
considerato che, ricevute le istanze dei candidati alla nomina di
componente della commissione di esami di abilitazione all'esercizio
venatorio, l'assessore pro tempore ha regolarmente predisposto il
relativo decreto di nomina e lo ha tempestivamente trasmesso agli
uffici per il visto di competenza e la successiva pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana;
visto il decreto n. 151 del 3 febbraio 2001, con il quale, al fine
di garantire una maggiore concorsualità nella partecipazione della
costituzione delle commissioni venatorie provinciali, sono stati
ulteriormente riaperti i termini di presentazione delle domande;
visti i decreti dell'Assessore per le risorse agricole e
alimentari pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana n. 27 del 24 giugno 2011, pagine 11, 12, 13, 15, 16, 17,
19, 20, 22, con i quali sono state nominate tutte e nove le
commissioni provinciali di esami di abilitazione all'esercizio
venatorio;
per sapere i motivi per cui non sia stato dato corso alla
registrazione e alla successiva pubblicazione nella GURS del
decreto di nomina delle commissioni di abilitazione all'esercizio
venatorio nelle nove province siciliane, predisposto dal precedente
assessore per le risorse agricole ed alimentari». (1995)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BUFARDECI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
è giunta pochi giorni fa a tutti i deputati della Regione e
contestualmente al Presidente della Regione, al Presidente della
Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Prefetto
di Palermo, ai senatori, deputati ed eurodeputati eletti in
Sicilia, agli assessori del Governo regionale, al dirigente
generale del dipartimento regionale dell'istruzione e della
formazione professionale, una accorata lettera, dai toni alquanto
disperati, firmata dai dipendenti CEFOP;
nella suddetta lettera i lavoratori del CEFOP lamentano di essere
stati privati della loro fonte di sostentamento, ovvero del loro
stipendio, senza del quale è facilmente immaginabile che
sopravvivere è divenuta già da tanto tempo un'ardua impresa', come
testualmente si legge nella missiva;
considerato che:
l'ente di formazione CEFOP è uno dei più grandi dell'Isola con
circa un migliaio di dipendenti sparsi fra le nove province;
la disperazione tra questi lavoratori diventa sempre più tangibile
e fa paventare gesti inconsulti;
è un grido disperato che viene lanciato a tutte le istituzioni da
lavoratori cui è negato il pane quotidiano che il proprio lavoro
dovrebbe consentire di guadagnare;
considerato inoltre che:
molti di essi si sono visti negare persino la possibilità di un
prestito da parte degli istituti di credito allorché hanno
dichiarato di essere dipendenti di enti di formazione
professionale, e pertanto sono stati costretti a ricorrere a
prestiti usurai;
tutto ciò spinge migliaia di famiglie sul lastrico, con
conseguenze sociali indominabili;
recentemente un gruppo di mamme dipendenti del CEFOP che non
percepiscono lo stipendio da più di un anno, insieme ai propri
bambini, destinatari innocenti dello stato di indigenza in cui sono
stati precipitati i loro genitori, hanno occupato la sede
dell'assessorato regionale della formazione professionale a seguito
del diniego ad un incontro con l'assessore Centorrino e il
dirigente del dipartimento dottor Albert, ai quali volevano esporre
la loro drammatica situazione arrivata al limite della
sopportazione, tale da non poter più garantire ai loro bambini il
latte, i pannolini ed il soddisfacimento dei loro bisogni più
essenziali;
ritenuto che:
la situazione in cui versano i lavoratori del CEFOP può
determinare un pericolo clima di tensione sociale per l'ordine
pubblico e gesti sconsiderati da parte di chi versa nella più
totale esasperazione;
la situazione dei dipendenti del CEFOP è ancora più drammatica
degli altri dipendenti di enti di formazione, posto che l'ente è
stato estromesso dal PROF 2011 poiché non in regola con il DURC;
atteso che:
in data odierna il TAR si è pronunciato negativamente sul ricorso
avanzato dall'ente contro il provvedimento dell'Assessorato;
i lavoratori non possono certamente pagare le colpe degli enti non
in regola e nemmeno la in oculatezza della amministrazione
regionale che avrebbe dovuto controllare preventivamente la
regolarità amministrativa degli enti destinatari di finanziamenti
pubblici;
per sapere:
alla luce del pronunciamento odierno del TAR, quali misure urgenti
si intendano adottare per porre fine alla incresciosa e paradossale
situazione in cui versano i dipendenti del CEFOP vittime, senza
colpa, delle inadempienze del proprio ente, nonché di una carente
gestione della formazione professionale in Sicilia;
se non ritengano di dover procedere all'immediato pagamento delle
retribuzioni arretrate maturate dai lavoratori, nonché di
commissariare l'ente, onde garantire, attraverso una gestione
straordinaria, la continuità lavorativa a detti operatori della
formazione professionale sulle cui spalle non possono certo farsi
gravare le colpe altrui;
per quali motivi, nonostante abbiano assunto precedenti e precisi
impegni nei confronti dei lavoratori del CEFOP rispetto al
pagamento di parte degli stipendi arretrati, non li abbiano poi
mantenuti;
dove siano i 60 milioni promessi sul 2011 necessari per non
gettare nella disperazione famiglie di lavoratori;
quali provvedimenti siano stati posti in essere per l'integrazione
del fondo di garanzia, insufficiente a coprire il costo di tutto il
personale;
quali iniziative siano state sinora assunte dal Governo regionale
in merito alla necessaria ed urgente ristrutturazione del settore
della formazione professionale siciliana, alla creazione dell'albo
regionale dei formatori, alla riqualificazione del personale e
all'utilizzazione dei fondi nazionali per la ristrutturazione degli
enti con incentivi per i prepensionamenti;
se e quali garanzie, infine, siano state predisposte a tutela di
tutti i lavoratori della formazione a seguito dello spostamento dei
PROF sul Fondo sociale europeo, così come annunciato
dall'assessore, atteso che il fondo europeo non garantisce i
diritti di maternità, di malattia ed altro». (1998)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
PANTUSO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
lo sviluppo dell'aeroporto di Birgi ha comportato un aumento della
mobilità sulle relazioni Birgi-Trapani e Birgi-Palermo;
sulle due relazioni Birgi-Trapani e Birgi-Palermo esistono due
autolinee di trasporto pubblico locale, affidate rispettivamente
alle ditte AST e Salemi;
considerato che:
per far fronte all'aumento del volume dei trasporti l'AST, come
previsto dalla normativa, ha intensificato il proprio servizio,
mentre la Salemi ha istituito un servizio da noleggio Birgi-Trapani-
Palermo in concorrenza sia con la propria linea, sia con quella
dell'AST;
l'AST, con nota n. 01423-Pus/2009 del 2 aprile 2009, ha segnalato
l'esercizio di una linea irregolare (abusiva) in quanto servizio
pubblico ad itinerario fisso con frequenza a tariffa prestabilita';
considerato ancora che:
con la predetta nota l'AST ha denunciato, inoltre, che la ditta
Autoservizi Salemi non solo sottrae traffico alle autolinee
aziendali contrattualizzate, ma esercita un servizio di nuova
istituzione' che viola apertamente il comma 6 dell'articolo 27
della l.r. n. 19 del 22 dicembre 2005;
l'Assessorato regionale, con il verbale del 14 aprile 2009, senza
tenere conto della nota dell'AST, ha ritenuto il servizio come un
noleggio;
considerato infine che:
Ryanair, committente di Terravision che noleggiava autobus da
Salemi, ha sostituito Terravision con Autostradale, che oggi
noleggia autobus della ditta Segesta;
Segesta riveste oggi la stessa posizione che aveva Salemi, cioè
quella di trasportare con autobus da noleggio i viaggiatori
Ryanair;
Salemi, che non ha più committente Ryanair, trasporta con autobus
da noleggio i viaggiatori che arrivano in aeroporto;
ritenuto che:
i servizi effettuati sia da Salemi che da Segesta con autobus da
noleggio, avendo destinazioni predeterminate, percorsi identici a
quelli autorizzati e offerta indifferenziata al pubblico ancorché
costituita da una particolare categoria di persone, configurano, ai
sensi dell'articolo 87 del codice della strada, vere e proprie
autolinee;
l'interesse delle aziende ad esercitare i servizi di TPL come
noleggio è quello di applicare tariffe superiori a quelle previste
dalla Regione;
il prezzo del biglietto Birgi-Palermo, fissato dalla Regione in
euro 8,80 è stato, infatti, elevato, con l'espediente del noleggio,
a euro 13,00;
il noleggio, pertanto, oltre ad essere abusivo è anche lesivo
dell'interesse pubblico;
le ditte Salemi e Segesta esercitano un servizio illegittimo con
grave danno nei confronti dell'Azienda siciliana trasporti ( a
totale partecipazione regionale) e con ripercussioni negative sui
cittadini;
per sapere le ragioni per le quali non abbiano a tutt'oggi
disposto il blocco del servizio illegittimamente esercitato dalla
società autoservizi Salemi e dalla ditta Segesta». (1999)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 1966, 1967 e
1969
PRESIDENTE. Comunico che le interrogazioni n. 1966 «Notizie
acquisizione delle aree di proprietà ex Parmatour presso le isole
'Egadi'» e n. 1967 «Notizie sull'affidamento del servizio di
ristorazione collettiva presso le strutture dell'Azienda sanitaria
provinciale di Trapani» dell'onorevole Adamo, annunziate nella
seduta n. 268 del 5 luglio 2011 e n. 1969 «Mantenimento del reparto
di ortopedia del presidio ospedaliero di Petralia Sottana (PA)»,
dell'onorevole Caputo, annunziata nella seduta n. 269 del 6 luglio
2011, sono da intendersi presentate con richiesta di risposta
scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 1874 e 1905
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento alle
interrogazione con richiesta di risposta in Commissione n. 1874
«Notizie sulla compatibilità ambientale del progetto 'Iniziativa
Sealine Tirrenica' della società Snam Rete Gas s.p.a. nel comune di
Monforte San Giorgio (ME) con la realizzazione della centrale di
compressione del gas» e n. 1905 «Proroga ai comuni dei termini di
scadenza dei vincoli quinquennali previsti dall'attuale
legislazione urbanistica e predisposizione di una nuova disciplina
della perequazione urbanistica», il Presidente comunica che le
stesse si sono svolte nella seduta n. 160 del 13 luglio 2011 della
IV Commissione legislativa permanente Ambiente e territorio' e
che, rispettivamente, gli interroganti, onorevole Corona e
onorevole Ruggirello, si sono dichiarati il primo soddisfatto ed il
secondo parzialmente soddisfatto della risposta fornita
dall'Assessore per il territorio e l'ambiente.
Atteso che, con nota 25397 del 6 giugno 2011, il Presidente della
Regione aveva delegato il suddetto Assessore per il territorio alla
trattazione dell'interrogazione n. 1874 e che l'interrogazione n.
1905 era indirizzata in via esclusiva allo stesso Assessore per il
territorio, l'iter parlamentare dei succitati atti ispettivi è da
intendersi concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
il comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 11 maggio 2011,
n. 7, ha previsto la soppressione della figura del direttore
generale negli enti locali, mediante richiamo alla disciplina
statale (articolo 2, comma 186, lett. d, legge 23 dicembre 2009, n.
191);
la citata normativa statale prevede, per finalità di contenimento
della spesa pubblica, la soppressione della figura del direttore
generale nei comuni con popolazione non superiore ai 100mila
abitanti;
l'articolo 4 del disegno di legge n. 729/NS/A, approvato
dall'Assemblea regionale nella seduta del 29 giugno 2011 ed in via
di pubblicazione nella GURS, ha modificato il contenuto del citato
comma 2 dell'articolo 5 della l.r. 7/2011, introducendo un
ulteriore richiamo alla normativa nazionale in relazione alle
modalità applicative della sopra citata disciplina (comma 2
dell'articolo 1 del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito
con modificazioni in legge 26 marzo 2010, n. 42);
atteso che:
insorgono evidenti perplessità circa la portata delle disposizioni
citate, con particolare riferimento alla situazione dei direttori
generali delle province regionali;
in particolare, la questione appare dubbia in considerazione del
fatto che la norma regionale fa riferimento, generalmente, agli
'enti locali' (definizione in cui certamente rientrano anche le
province regionali), mentre la norma statale oggetto del richiamo
si riferisce direttamente ed esplicitamente ai comuni;
ritenuto che è opportuno ed urgente un intervento che chiarisca la
portata e la corretta interpretazione delle norme citate, al fine
di dare certezza e stabilità alle posizioni giuridiche ed agli
assetti organizzativi degli enti interessati e prevenire
l'instaurarsi di contenziosi;
per conoscere quale sia, rispetto a quanto prospettato,
l'orientamento interpretativo assunto dal Governo e quali
iniziative intendano eventualmente intraprendere per superare le
difficoltà in sede di interpretazione ed applicazione della sopra
detta disciplina». (117)
GIUFFRIDA
«Al Presidente della Regione, premesso che:
è condivisa da ampi settori della società siciliana la necessità
di procedere ad una profonda rivisitazione e all'ampliamento delle
competenze autonomistiche anche attraverso la formulazione di un
contratto istituzionale con l'Unione europea;
nonostante ciò, il Governo regionale non ha provveduto a
predisporre il testo della 'Legge sulla partecipazione della
Regione all'Unione europea', sebbene ciò sia imposto dall'art. 8
della legge regionale 20 aprile 2010, n. 10, che fissava come
scadenza per l'iniziativa legislativa dell'Esecutivo il 30 aprile;
considerato che:
i diritti del popolo siciliano devono essere affermati sempre più
per mezzo di un reciproco leale patto anche con le istituzioni
comunitarie;
nel quadro della riforma delle istituzioni repubblicane in senso
federale, la Regione siciliana è chiamata ad inserirsi nel processo
recentemente attuato con un progetto autoctono che, nell'esprimere
la propria identità collettiva, sia teso a ridefinire tutti i
rapporti oggi esistenti con l'Unione europea;
la proposizione di un nuova, moderna, originale ed avanzata
impostazione di autonomia che meglio rappresenti le mutate esigenze
della nostra terra e tuteli la cultura e l'identità siciliana in
Europa deve realizzarsi per mezzo:
di una effettiva continuità territoriale, per le persone e per le
merci, con l'Europa;
di una nuova concezione dignitosa del lavoro, che sia visto non
più come una conquista, ma come un diritto dei siciliani ad un
futuro di serenità e prosperità, al pari degli altri cittadini
europei;
per conoscere:
come intendano attivarsi, seppur in grave ritardo, per varare con
urgenza la 'Legge sulla partecipazione della Regione all'Unione
europea', avviando così un processo finalizzato ad inserire
nell'importante disegno di legge per l'adempimento degli obblighi
derivanti dall'appartenenza all'Unione europea, anche le succitate
istanze, nel quadro di un iter che consenta un maggiore
coordinamento tra Regione ed UE anche attraverso la previsione di
nuovi organismi paritetici e di strumenti volti a far valere il
principio pattizio anche nei rapporti con le istituzioni
comunitarie;
quali iniziative intendano adottare, atteso che la succitata legge
dovrà essere predisposta in futuro ogni anno entro il 30 aprile,
per evitare che si ripetano gli imperdonabili ritardi registrati
nel 2011». (118)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
FERRARA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Commemorazione del diciannovesimo anniversario della strage di
Via D'Amelio in cui caddero vittime della mafia il giudice Paolo
Borsellino e gli uomini della sua scorta
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono passati diciannove lunghi
anni da quando nella calura di un pomeriggio dell'estate
palermitana la tracotanza della viltà mafiosa replica lo scenario
di Capaci trasformando via D'Amelio nella Beirut palermitana.
Questa volta cadono Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino
Catalano, Walter Cusina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Ricordo ancora come se fosse ieri lo sgomento che provai
nell'apprendere la notizia. Una sensazione di vuoto e di impotenza,
la fine di una speranza. La paura che la vile criminalità mafiosa
avesse preso il sopravvento.
Allo sconforto ha fatto immediatamente posto la voglia di dire
no'. Stessa voglia che ha unito e unisce tutti coloro che nel nome
dei sani princìpi che stanno alla base della convivenza democratica
vogliono riscattare questa Terra dalla morsa della criminalità che
per secoli ha condizionato la vita sociale, economica ed ahimè
quella politica.
Sì, proprio il condizionamento della vita politica è quello che
più offende la memoria di questi eroi. La politica ha il dovere di
ricercare percorsi che assicurino sviluppo economico e progresso
sociale a beneficio di tutti. In questo è necessario restare vigili
per evitare che contaminazioni mafiose possano vanificare gli
sforzi di molti a vantaggio di pochi malavitosi.
In questi giorni il Paese si dibatte alla ricerca di risorse per
far fronte alla grave situazione finanziaria italiana e, più in
generale, mondiale richiedendo sacrifici che ricadranno sulle
spalle degli onesti lavoratori e di quanti già pagano il costo
della crisi con la mancanza del lavoro.
Non possiamo permettere che la criminalità mafiosa possa in
qualche modo trarre profitto da questa situazione. La politica deve
vigilare con ogni mezzo affinché le linee di sviluppo e di
risanamento non siano in alcun modo percorribili dai professionisti
del malaffare. Deve adottare provvedimenti che rendano la pubblica
amministrazione impermeabile all'illecito senza penalizzare
l'impresa. Credo, dunque, che la battaglia antimafia imponga la
necessità di implementare gli strumenti di sviluppo e di sostegno
al sistema produttivo siciliano che solo se è libero dal bisogno
può rifuggire dal piegarsi e dal diventare connivente. In questo
senso, permettetemi, l'Assemblea regionale ha manifestato il suo
impegno, prima con i provvedimenti volti a tutelare le vittime
delle estorsioni e dell'usura e, recentemente, con la legge sugli
appalti che argina le infiltrazioni della criminalità organizzata
perché rende l'offerta libera. Il criterio di aggiudicazione
dell'offerta economicamente più vantaggiosa impedisce, infatti, il
determinarsi di quel sistema al ribasso dietro il quale è possibile
si nascondesse l'organizzazione mafiosa.
Paolo Borsellino e Giovanni Falcone hanno avuto il merito di
portare la lotta alla criminalità mafiosa fuori dalle mura dei
tribunali. Con la loro testimonianza garbata, sincera e convincente
sono riusciti a comunicare soprattutto con i giovani, ad inculcare
loro la voglia di riscatto e di legalità, testimoniata dalle
numerose associazioni nate in questi anni in loro nome. Di queste
associazioni fanno parte giovani che non li hanno mai conosciuti
in vita ma che oggi portano avanti le loro idee.
Addio pizzo', a cui va il mio plauso, è sicuramente l'emblema di
questa presa di coscienza forte e, oramai, saldamente radicata.
L'attacco ai patrimoni mafiosi è sicuramente una delle armi
vincenti indicate dai due magistrati. Penso che vedere sgretolare
il proprio patrimonio sia insopportabile per chi ha fatto
dell'accumulazione della ricchezza a qualsiasi costo e con ogni
mezzo il fine della propria vita.
Ma in questo siamo chiamati a dare prova di capacità nella
gestione dei beni confiscati che devono diventare la bandiera della
vittoria della legalità. Uno Stato incapace di prendere reale
possesso dei beni sottratti alla criminalità mafiosa ha perso su
tutti i fronti nella guerra alla mafia.
Onorevoli colleghi, i numerosi successi delle forze dell'ordine e
della magistratura, testimoniati dagli arresti eccellenti, alcuni
anche recenti, testimoniano che la lotta alla mafia, avviata con
determinazione da Borsellino e da Falcone, e prima di loro da
numerosi altri colleghi, mi vengono in mente, Scaglione, Chinnici,
Costa, Livatino e tanti altri, a cui va tutto il nostro
riconoscimento, ha conseguito risultati importanti ma non ha posto
la parola fine al fenomeno.
E' nostro dovere, pertanto, continuare a mantenere alta la guardia
fornendo il sostegno politico a quanti sono quotidianamente
impegnati ad assicurare il progresso di questa Terra attraverso il
rispetto della legalità per non vanificare il sacrificio di Paolo
Borsellino.
Borsellino non si è mai scoraggiato nonostante il clima
sfavorevole e alieno che lui e gli altri giudici del pool avevano
incontrato soprattutto in una Palermo che ancora non era pronta al
cambiamento e che oggi, invece, con saggezza e maturità, reclama a
gran voce.
Ricordare Borsellino significa proseguire sulla strada virtuosa
con la stessa tenacia che lui ha avuto e credere che le cose
cambieranno così come lui ci ha insegnato quando ripeteva insieme
ai giudici del pool: "sentiamo la gente fare il tifo per noi".
Borsellino capì che era importante scoprire tutti i collegamenti
esistenti tra la mafia di Palermo e quella della provincia e che
anche dopo la conclusione del maxiprocesso non doveva mai
attenuarsi l'attenzione sulla lotta alla mafia.
Per questo egli cercò la presenza dello Stato, incitò la società
civile a continuare e grazie alle sue idee si è aperto un varco
nella cultura dell'Isola che è cresciuto e ha portato ai successi
registrati in questi anni.
E' cambiata la gente, ma anche la sensibilità delle istituzioni.
Il fronte unico che ci ha portato alla cattura di pericolosi
latitanti è un traguardo, e non dobbiamo mai dimenticarlo, che
parte da lontano e che si deve al sacrificio di uomini come Paolo
Borsellino la cui memoria dobbiamo onorare, prima ancora che con il
ricordo, con scelte effettivamente virtuose ai vari livelli della
società, ciascuno nei propri ruoli, partendo dalle azioni
quotidiane.
Nell'invitarvi ad un minuto di raccoglimento, permettetemi di
concludere dicendo Paolo e Giovanni vivono ancora.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo: per la seduta
odierna gli onorevoli D'Agostino, Marinello, Panepinto e Caronia;
gli onorevoli Dina e Termine per il 19 e 20 luglio 2011.
L'onorevole Ferrara, per motivi di salute, ha chiesto congedo per
la settimana corrente.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni
e di interpellanze della rubrica Attività produttive
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
Attività produttive .
Si passa allo svolgimento dell' interrogazione numero 1217 «Nomina
del direttore del consorzio ASI di Messina», a firma dell'onorevole
Ardizzone.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
il direttore generale del consorzio ASI di Messina, tra i più
importanti della Regione, a far data dall'1 settembre 2010 verrà
posto in quiescenza per raggiunti limiti di età e che occorre,
quindi, porre in essere tutte le iniziative necessarie affinché non
si determini una pericolosa paralisi amministrativa;
l'istituto dello scavalco, ampiamente usato e abusato nel
consorzio ASI di Messina, è assolutamente impraticabile, come già
da tempo sostenuto dall'Ufficio legislativo e legale della Regione
siciliana (cfr. parere 2 settembre 2002, prot. n. 14118/182.11.02,
relativo ai direttori delle aziende autonome di cura, soggiorno e
turismo);
pertanto, come evidenziato sempre dall'Ufficio legislativo e
legale con parere n. 351 del novembre 2005, l'istituto dello
'scavalco', caratterizzato da un unico responsabile, per due
identici servizi, in due diversi enti, non è applicabile ai
dirigenti di cui si tratta, meno che mai dopo l'entrata in vigore
della l.r. 10/2000, dovendosi, altresì, considerare che gli enti
pubblici come i consorzi ASI sono dotati di autonoma personalità
giuridica e dispongono di distinto personale dirigenziale, ordinato
in un ruolo unico, anch'esso distinto per singolo ente;
non è possibile altresì l'applicazione dell'istituto della
reggenza (ad interim) in quanto allo stesso si ricorre
occasionalmente (per cause imprevedibili) e per un tempo limitato,
utilizzando personale ordinariamente adibito a funzioni diverse, ma
interno della stessa amministrazione;
considerato che l'art. 5 del vigente regolamento di organizzazione
del consorzio ASI di Messina stabilisce che alla 'Direzione
Generale è preposto un dirigente di prima fascia del Consorzio con
incarico conferito a tempo determinato per una durata non inferiore
a due anni e non superiore a sette, e con facoltà di rinnovo.
L'incarico di Dirigente Generale può essere, altresì, conferito a
dirigenti di seconda e terza fascia del Consorzio purché gli stessi
siano in possesso di laurea, abbiano maturato almeno sette anni di
anzianità nella qualifica di dirigente, siano in possesso di
formazione professionale e culturale nonché di capacità ed
attitudini adeguate alle funzioni da svolgere, riscontrabili con
riferimento all'avere espletato attività connesse al formale
conferimento di funzioni di coordinamento, di direzione o
preposizione a uffici e strutture consortili, purché non siano
incorsi nella valutazione negativa di cui all'art. 10 della l.r.
15/5/2000, n. 10';
pertanto, l'unico istituto applicabile, per sopperire alla carenza
di personale dirigenziale del consorzio ASI di Messina, è quello
della mobilità e/o passaggio diretto previsto dall'articolo 33 del
vigente testo unico in materia di pubblico impiego, recepito in
Sicilia con l'articolo 23 della l.r. 10/2000, rientrando lo stesso
consorzio fra gli enti di cui all'articolo 1;
in data 26 giugno 2009 l'ASI di Messina ha correttamente indetto
ed espletato un bando pubblico di mobilità per la copertura di un
posto di dirigente amministrativo di seconda fascia e non ancora
definito;
per sapere quali iniziative intendano intraprendere, di concerto
con il commissario straordinario del consorzio ASI di Messina, al
fine di evitare la paralisi amministrativa derivante dalla assoluta
carenza di personale dirigenziale.»
L'assessore per le attività produttive, dottor Venturi, ha facoltà
di parlare per fornire la risposta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
con l'atto ispettivo in oggetto l'onorevole interrogante chiede di
sapere quali iniziative siano state intraprese da parte del
consorzio ASI di Messina, di concerto con questo assessorato per il
conferimento dell'incarico di dirigente generale, posto che a far
data dal primo settembre 2010 il precedente direttore generale è
stato posto in quiescenza per raggiunti limiti di età.
Tenuto conto dei chiarimenti all'uopo formulati dal Dipartimento
di questo Assessorato si rappresenta che, nel rispetto delle
finalità della delibera 221 del 2008 della Giunta di Governo della
Regione siciliana, il cui intendimento era quello di realizzare un
effettivo contenimento della spesa corrente della Regione, questa
Amministrazione ha ammesso la possibilità di procedere a bandi di
concorso attraverso l'attivazione della mobilità, presso quegli
enti che registravano gravi carenze di personale in organico,
dovendosi considerare tali operazioni sotto il profilo finanziario
come operazioni compensative che non comportano di per sè nuovi
oneri nella finanza regionale.
Del bando di concorso in regime di mobilità per la copertura di un
posto di Dirigente amministrativo, proposto in data 28 agosto 2010,
è risultato vincitore l'avvocato Fernando Caudo, il quale
risultando l'unico dirigente in organico al consorzio è stato
conferito in data 22 ottobre 2010 l'incarico di direttore generale.
Tuttavia è bene ricordare che questa Amministrazione, fermo
restando l'esercizio delle prerogative in tema di vigilanza in capo
agli uffici dipartimentali, non ha alcuna competenza in tema di
reclutamento e gestione del personale degli enti vigilati,
dovendosi pertanto riconoscere alle ASI piena autonomia gestionale
in materia.
Infine va ulteriormente detto che, essendo in discussione
all'ARS il disegno di legge di riforma delle ASI, queste ultime
saranno poste in liquidazione trasferendo in capo all'IRSAP tutte
le posizioni attive e passive, nonché tutte le competenze delle
stesse, ivi comprese quelle inerenti alle piante organiche.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ardizzone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
ARDIZZONE. Mi dichiaro soddisfatto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
- che sono certo vorrà ascoltare anche l'onorevole Caputo - è
sull'ordine dei lavori per due ragioni.
La prima, signor Presidente, perché intendo ribadire
preliminarmente che il Gruppo parlamentare dei Popolari di Italia
Domani rimane fermo sulle posizioni di due settimane addietro
rispetto alla vicenda legata all'agibilità democratica di
quest'Aula, in merito alla possibilità di trattare, da parte
dell'opposizione, almeno un punto all'ordine del giorno ogni
qualvolta ci sia una sessione d'Aula. E, quindi, noi siamo in
attesa che, al di là, di quanto già espresso dalla Presidenza in
termini regolamentari, si riunisca la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari per dare una risposta politica a questa nostra
aspettativa.
Tuttavia, Presidente Cascio e Presidente Lombardo, io intendo
sottoporre - e intendo farlo oggi, 19 luglio, giorno amaro in cui
si ricorda la morte di Paolo Borsellino e dei suoi angeli custodi -
, all'attenzione del Presidente dell'Assemblea e all'attenzione
del Presidente della Regione una evenienza che a me pare
sconveniente. Abbiamo lavorato in Commissione Antimafia, così come
da tre anni a questa parte, in maniera assolutamente trasversale,
per realizzare un'altra buona legge, concreta e utile per la
Sicilia e per il suo sviluppo, per un verso, e contro la
criminalità organizzata, per un altro verso. Questo disegno di
legge, che immagina la creazione di una Agenzia regionale per la
gestione dei beni confiscati alla mafia, è stato inoltrato alla I
Commissione parlamentare, è stato esitato con assoluta immediatezza
all'unanimità e, Presidente Cascio, intanto mi rivolgo a lei, dal
14 giugno giace in Commissione Bilancio.
Chi vi parla, che è relatore di questo disegno di legge, si è
diligentemente recato tutte le volte che vi è stata seduta della
Commissione Bilancio presso quella Commissione per trattare il
disegno di legge in argomento; ebbene, da oltre un mese siamo in
attesa che venga data copertura finanziaria per una entità, che io
sostengo senza tema di smentita essere simbolica, e che si dia la
possibilità di portare in Aula e di votare questo disegno di legge
che diventa fondamentale e strategico per le nuove azioni e per le
nuove iniziative da adottare in tema di beni confiscati in Sicilia.
Un vecchio gesuita, padre Sorge, ci insegnava il senso delle
priorità. Ogni cosa al suo momento .
Ho fatto voti ancora stamane, Presidente Lombardo, perché si
potesse arrivare ad un esito di questo disegno di legge con la
copertura finanziaria in Commissione Bilancio e ho fatto voti
ancora perché questo accadesse oggi, 19 luglio, affinché si potesse
dire in maniera concreta che nel giorno della commemorazione di
Paolo Borsellino l'Assemblea regionale siciliana si caratterizzava
non per slogan o per passerelle antimafia ma per un atto concreto,
reale, di contrasto alla criminalità organizzata. Ancora oggi non
siamo riusciti in questo nostro intento.
Presidente Cascio, Presidente Lombardo, a ciascuno di voi, per
quanto di competenza, chiedo, perché oggi non è il giorno delle
polemiche, di farvi carico di questa mia richiesta affinché il
presidente della Commissione Bilancio, onorevole Savona, così come
devo dire ha fatto, mantenga all'ordine del giorno questo disegno
di legge, ma soprattutto perché il Governo, nella persona
dell'assessore Armao, chiuda questa partita e trovi la copertura -
se ci sono cose da ridiscutere lo faccia, sarebbe la quarta volta
che lo facciamo, ma sono disposto a rifarlo - perché anche domani,
Presidente Lombardo, io tornerò in Commissione Bilancio e attenderò
la copertura finanziaria di questo disegno di legge affinché possa
essere esitato per l'Aula con una corsia preferenziale che, per la
verità, il Presidente Cascio ha già accordato, prima della pausa
estiva.
Presidente Cascio, io interverrò ad ogni inizio di sessione fino a
quando questo disegno di legge non verrà esitato dalla Commissione
Bilancio e trasferito in Aula.
Diventa un fatto di principio tra chi l'antimafia vuole farla a
chiacchiere e chi, invece, ritiene di doverla fare con atti
concreti.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, come lei sa, la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ha già dato una corsia
preferenziale a questo disegno di legge. Pur tuttavia, contatteremo
il presidente della Commissione Bilancio per sollecitare la
discussione all'ordine del giorno.
Per quanto riguarda la questione politica, a cui lei ha fatto
riferimento nel suo intervento, dopo lo svolgimento del secondo
punto dell'ordine del giorno ne parleremo.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza del Presidente della Regione per richiamare l'attenzione
su una questione, ormai urgentissima, che si protrae da qualche
mese e che ha visto il Gruppo parlamentare, di cui faccio parte,
presentare un testo per far sì o, per meglio dire, per tentare di
scongiurare l'impossibilità di esercitare quest'anno l'attività
venatoria.
Sto intervenendo proprio perché la scorsa settimana la III
Commissione ha esitato definitivamente il testo, non più di due
articoli, devo dire condividendo anche con l'assessore questo
percorso. Però, signor Presidente, c'è un problema ormai serissimo:
il 15 giugno è trascorso abbondantemente da più di un mese e 4
giorni, siamo al 19 luglio, il calendario venatorio doveva essere
già pronto il 15 giugno. Noi abbiamo tentato, proprio con questo
disegno di legge, di far sì che si possa predisporre il calendario
venatorio e che non venga impugnato, come spesso è accaduto negli
anni precedenti, dalle associazioni ambientaliste.
Per fare ciò ci vuole una norma per quest'anno, nelle more
dell'adozione del piano faunistico - purtroppo, non è colpa mia, ma
si sapeva già da molti anni che sarebbe scaduto a maggio del 2011,
me ne dispiace, ma l'assessorato non ha provveduto in questi anni a
fare il nuovo piano -, per cui ora ci troviamo nel paradosso che
per la prima volta, dopo non so quanti anni, forse 50, la Sicilia
non potrà esercitare questa attività.
Pertanto, invito lei, signor Presidente dell'Assemblea, e il
Presidente della Regione - che so essere molto attento a questo
problema, però, sinceramente, se noi non avessimo presentato questo
disegno di legge l'attenzione ci sarebbe stata ma non avremmo
concluso nulla - a fare in modo, dopo questo disegno di legge che
so già essere calendarizzato, di incardinarlo al più presto
possibile in Aula perché accadrà una cosa sconfortante per la
Sicilia, dove c'è un mondo, quello dell'attività venatoria, intorno
al quale gira una certa economia. Non ultimo, e lo dichiaro qui, se
non risolveremo questo problema nel più breve tempo possibile per
poter fare il calendario ed esercitare la caccia, inviterò tutte le
associazioni venatorie a non fare rinnovare il tesserino ai
cacciatori della Sicilia.
Lo dichiaro qui perché non si può ingannare questa gente,
facendola pagare sapendo che il calendario, se non c'è la norma che
abbiamo previsto, sarà automaticamente impugnato.
La Regione, poi, se la vedrà per il mancato introito di circa 8-9
milioni di euro derivante dal tesserino venatorio che i cacciatori
pagano.
Concludendo, signor Presidente, la invito cortesemente a volere
calendarizzare, nel più breve tempo possibile, questa norma che è
composta da poco più di due articoli proprio per scongiurare la
possibilità che le associazioni, che sono state più volte
incontrate dal Presidente della Regione, facciano atti concreti
perché, con tutto il rispetto per le altre leggi che possono avere
dei tempi importanti, questa legge è condizionata dal fatto che
l'apertura della caccia non sarà ad ottobre, a novembre o a
dicembre, ma a settembre.
C'è un disegno di legge che potrebbe risolvere il problema
consentendo di fare il calendario venatorio; però, sinceramente,
nessuno si preoccupa che questo testo proposto dal mio gruppo
parlamentare - su cui so, per giunta, che vi è condivisione da
parte di altri partiti - si porti in Aula e si approvi velocemente.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, sono in grado di dirle che già
domani il disegno di legge sarà iscritto all'ordine del giorno
perché è stato esitato dalla Commissione di merito e ha avuto il
parere della Commissione Bilancio.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, convengo anch'io, prendo atto con piacere di quello che
lei ha testé dichiarato e devo dire che da parte del Governo c'è la
piena disponibilità affinché questo disegno di legge possa essere
seguito e approvato dall'Aula.
Il disagio dei cacciatori, attraverso le associazioni venatorie i
cui rappresentanti più volte ho incontrato, è risaputo. Sarebbe
iniquo far pagare loro la tassa e poi impedire, di fatto, di poter
esercitare l'attività venatoria; per cui se, come pare, da parte di
tutto il Parlamento, da parte di tutta l'Assemblea c'è la
disponibilità ad approvare, subito dopo questo, per carità, il
disegno di legge relativo da parte del Governo non si può che
convenire a pieno.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente della Regione.
Riprende lo svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno,
di interrogazioni e di interpellanze della rubrica Attività
produttive
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, d'accordo tra le parti, verrà
fornita risposta scritta alle interrogazioni: numero 1321
«Chiarimenti sulle condizioni di affidabilità e di garanzia del
progetto per il rilancio dello stabilimento di Termini Imerese
(PA)», dell'onorevole Caputo; numero 1474 «Notizie sulle
autorizzazioni rilasciate per l'apertura di centri commerciali e di
grande distribuzione organizzata in Sicilia», dell'onorevole
Caputo; numero 1667 «Chiarimenti in merito al calendario delle
fiere, delle mostre e delle esposizioni a carattere regionale per
l'anno 2011», degli onorevoli Termine e Di Benedetto; numero 1732
«Applicabilità del DURC in Sicilia per i commercianti ambulanti»,
dell'onorevole Falcone e numero 1764 «Chiarimenti sulla gestione
del Consorzio ASI di Palermo», dell'onorevole Lentini.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci torna alla
memoria quello che è successo la settimana scorsa in quest'Aula,
non sul merito dell'ordine del giorno che prevedeva la mozione di
censura all'assessore per la salute, ma sul fatto che la
maggioranza di quest'Aula ha impedito alla minoranza, in questo
momento parlamentare, di vedere estrapolata dall'ordine del giorno
l'unica proposta che potevamo inserire ai sensi dell'articolo 98
quater del Regolamento, considerato che la Presidenza, dopo quella
seduta, non ha ritenuto, forse giustamente, di riunire la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari affinché la
minoranza parlamentare potesse inserire nel calendario dei lavori
una proposta all'ordine del giorno, così come prevede il
Regolamento.
Per questo motivo, signor Presidente, io le chiedo, per riparare a
quello che ci è stato impedito di fare, di convocare la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di ascoltare tutti i
capigruppo, soprattutto quelli di minoranza, per concordare un
nuovo ordine del giorno e, quindi, un nuovo calendario dei lavori
che preveda non solo quello che il Governo e la maggioranza hanno
voluto stabilire in quella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, ma anche la voce dell'opposizione parlamentare, in
modo da ripristinare quello che è previsto nel Regolamento e
ristabilire democraticamente nel Parlamento le volontà di agire in
quest'Aula.
Signor Presidente, nella sostanza chiedo immediatamente una
riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è la seconda richiesta di
convocazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, mi pare che ci siano le condizioni per poter accedere
alla richiesta, non vedo controindicazioni da parte di altri
presidenti di Gruppi parlamentari.
Pertanto, sospendo la seduta e convoco immediatamente la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari presso il mio
studio.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.10, è ripresa alle ore 18.05)
La seduta è ripresa.
parlamentari
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazione delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, 19 luglio 2011,
sotto la Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole
Francesco Cascio, con la partecipazione del Presidente della
Regione, onorevole Raffaele Lombardo, ha confermato la volontà di
proseguire i lavori parlamentari fino al 4 agosto 2011, come in
precedenza stabilito. Da qui alla fine della sessione l'Aula terrà
seduta settimanalmente tutti i martedì e mercoledì pomeriggio e
tutti i giovedì mattina.
La presente seduta proseguirà con il seguito dell'esame del
disegno di legge di cui all'ordine del giorno, mentre la seduta di
domani inizierà con l'esame del disegno di legge n. 740/A, sulla
caccia.
Per quanto riguarda la mozione di censura all'assessore per la
salute, che - come sapete - è stata ripresentata dal Gruppo PDL, si
è ipotizzata ragionevolmente la data del 21 settembre per poterla
iscrivere all'ordine del giorno e quindi discutere, sapendolo con
due mesi di anticipo. Pertanto verrà discussa tra il 20 e il 22
settembre 2011, preferibilmente il 21 settembre.
L'Assemblea ne prende atto.
costituzione istituto per lo sviluppo attività produttive
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
(nn. 605-242-362-577/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa, pertanto, al III punto
dell'ordine del giorno: Seguito della discussione del disegno di
legge nn. 605-242-362-577/A «Costituzione dell'Istituto regionale
per lo sviluppo delle attività produttive». Invito i componenti la
III Commissione legislativa Attività produttive , a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che nella seduta n. 265 del 22 giugno 2011 era stato
approvato il passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«TITOLO I
Natura, composizione, scopi
Art. 1.
Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive
1. Nel quadro degli indirizzi della programmazione e del
decentramento amministrativo, anche in applicazione dell'articolo
26 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, la Regione svolge
la propria attività di intervento nell'ambito delle aree destinate
allo svolgimento di attività produttive ed industriali attraverso
l'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive
(IRSAP), disciplinato dalle disposizioni di cui alla presente
legge.
2. Ai fini della presente legge, le aree destinate allo
svolgimento di attività produttive ed industriali sono quelle
attribuite ai Consorzi per le aree di sviluppo industriale dalla
legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1. Con decreto del Presidente
della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per le attività
produttive previa delibera della Giunta regionale, è possibile
istituire, modificare o sopprimere le aree da destinare allo
svolgimento di attività produttive ed industriali, sentiti gli enti
locali interessati anche ai sensi dell'articolo 26, comma 2, del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 1.5, 1.3 e 1.4:
- dall'onorevole Maira: 1.2;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Cimino, Scilla e Incardona:
1.1.
Comunico, altresì, che gli emendamenti 1.2, 2.3, 3.2, 4.1, 6.2,
7.3, 9.1, 10.4, 20.4, 21.1, 22.1 e 34.15, a firma dell'onorevole
Maira, delineano nell'insieme una riforma delle ASI secondo un
modello organizzativo-funzionale che fa riferimento alle agenzie
territoriali per lo sviluppo produttivo e che è alternativo
rispetto al disegno di legge che prevede l'istituzione dell'IRSAP e
delle sue articolazioni come strutture periferiche.
Nel caso in cui venga preventivamente bocciato l'emendamento 1.2
e, quindi, approvato l'articolo 1 del disegno di legge, tutti i
successivi emendamenti che fanno riferimento all'Agenzia devono
intendersi preclusi.
Dichiaro decaduti gli emendamenti 1.5, 1.3 e 1.4 a firma
dell'onorevole De Luca.
L'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Maira, decade per
assenza dall'Aula del firmatario.
A questo punto, tutti gli emendamenti che fanno riferimento al
disegno di legge sull'Agenzia - che sono gli emendamenti comunicati
prima - sono preclusi.
DI BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sull'articolo 1, se l'assessore mi ascolta, volevo segnalare che al
comma 2 si fa riferimento all'articolo 26 del decreto legislativo
112 e, quindi, si dice che le procedure, che lì sono invocate, di
modifica delle aree, degli ambiti, delle aree industriali, possono
essere effettuate, sentiti i comuni, anche con riferimento
all'articolo 26 del decreto legislativo 112.
Se il testo rimanesse così, ci sarebbero due elementi che
confliggono perché l'articolo 26 dice che i comuni partecipano alla
definizione di questi ambiti, mentre il testo dell'articolo in
esame dice sentiti i comuni'. Sentiti i comuni' e partecipano i
comuni' sono due cose differenti.
Proporrei, pertanto, di cassare le parole sentiti gli enti locali
interessati anche' cosicché il testo recita ai sensi dell'articolo
26 del decreto legge 112', il che ha una sua coerenza e unicità di
interpretazione. Lo suggerisco al Governo, manifestando
disponibilità a supportarlo per gli adempimenti del caso.
PRESIDENTE. Comunico che é stato presentato dal Governo
l'emendamento 1.6, che recita:
«All'articolo 1, comma 2, abrogare le parole sentiti gli enti
locali interessati anche ».
Il parere della Commissione?
COLIANNI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.1 é precluso dall'approvazione dell'emendamento
testé approvato.
Il testo risultante del comma 2 dell'articolo 1 sarebbe .o
sopprimere le aree da destinare allo svolgimento di attività
produttive ed industriali, ai sensi dell'articolo 26, comma 2, del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112'.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Natura giuridica
1. L'Istituto regionale per lo sviluppo industriale è ente
pubblico non economico, sottoposto alla vigilanza, indirizzo,
controllo e tutela della Regione per il tramite dell'Assessorato
regionale delle attività produttive, che la esercita ai sensi della
presente legge.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 2.4, 2.5;
- dall'onorevole Maira: 2.3;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e Incardona:
2.1;
- dagli onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Greco: 2.2.
Gli emendamenti 2.4 e 2.5 dell'onorevole De Luca decadono.
Gli emendamenti 2.1 e 2.2 decadono per assenza dall'Aula dei
firmatari.
L'emendamento 2.3 è superato.
Pongo in votazione l'articolo 2.
Richiesta di verifica del numero legale
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Buzzanca,
Cordaro, Corona e Torregrossa)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Bonomo, Calanducci, Colianni, Cristaudo, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Federico, Galvagno,
Giuffrida, Greco, Laccoto, Leanza Nicola, Lombardo, Marziano,
Mattarella, Musotto, Oddo, Panarello, Pantuso, Picciolo, Raia,
Rinaldi, Ruggirello, Scilla, Speziale, Sulsenti.
Sono in congedo: Caronia, D'Agostino, Dina, Ferrara, Marinello,
Panepinto e Termine.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 41
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 20
luglio 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre
1997, n. 33» (n. 740/A)
Relatore: on. Caputo
2) «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
La seduta è tolta alle ore 18.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli