Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Currenti, Calanducci,
Scoma, Donegani, Marziano, D'Asero, Torregrossa e Caronia sono in
congedo per oggi; l'onorevole Dina sarà in congedo per il 21 luglio
2011.
L'Assemblea ne prende atto
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi, con nota prot. n.
6322 del 13 luglio 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno
di legge n. 454 «Promozione della mutualità volontaria e sostegno
alle società di mutuo soccorso».
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente autonomo portuale di Messina. Designazione componente
effettivo del Collegio dei sindaci: dott. Ceraolo Antonino. (n.
167/I)
Pervenuto in data 19 luglio 2011.
Inviato in data 20 luglio 2011.
- Consorzio ASI del Calatino. Designazione componente effettivo,
con funzioni di Presidente e componente supplente del collegio dei
revisori dei conti. (n. 168/I)
pervenuto in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.
- Ente autonomo regionale Teatro di Messina. Designazioni
componente effettivo e componente supplente del collegio dei
revisori dei conti. (n. 169/I)
pervenuto in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.
- Ente autonomo Fiera di Messina. Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 170/I)
pervenuto in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.
- Azienda speciale magazzini generali e servizi alle imprese.
Camera di commercio di Messina. Designazione componente effettivo
del collegio dei revisori dei conti. (n. 171/I)
pervenuto in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione Affari
istituzionali' (I):
- Commissione provinciale dell'ufficio regionale per
l'espletamento di gare per l'appalto dei lavori pubblici di
Caltanissetta. Designazione componente di cui alla lettera b) del
comma 9 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n. 104,
nel testo coordinato con le norme regionali. (n. 165/I)
reso in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità e all'Assessore per le risorse agricole
e alimentari, premesso che:
i comuni di Erice, Paceco, Valderice, Custonaci, Alcamo e alcune
zone della città di Trapani (circa il 25% del fabbisogno della
medesima) vengono approvvigionati esclusivamente dall'acqua fornita
da un impianto di dissalazione, ubicato in località Nubia (Paceco),
gestito da 'Siciliacque';
la condotta sottomarina, che fornisce l'acqua di mare all'impianto
passando sotto le saline, ha, ormai, 17 anni ed è soggetta a
frequenti rotture che determinano il fermo del dissalatore ed il
conseguente mancato approvvigionamento idrico dei numerosi comuni
succitati;
a questo si aggiungono le continue interruzioni di energia
elettrica che non permettono ai tecnici di Siciliacque di svolgere
proficuamente il proprio lavoro;
i continui fermi dell'impianto di dissalazione, che si verificano
soprattutto nel periodo estivo, determinano il venir meno del
prezioso liquido causando uno stato di grave disagio per gli
abitanti dei comuni dipendenti dello stesso dissalatore;
la società Siciliacque ha già predisposto un progetto per la
realizzazione di una nuova condotta, più moderna ed efficiente, che
avrebbe un costo di circa un milione e mezzo di euro;
l'unione dei comuni elimo ericini ha avanzato la proposta di
utilizzare l'acqua della diga Baiata (Paceco) che potrebbe
garantire un utilizzo di circa otto milioni di metri cubi d'acqua
da destinare ai comuni sopra elencati, mantenendone circa 4 milioni
per esclusivo uso agricolo;
per rendere possibile la proposta avanzata dall'unione dei comuni
elimo ericini, il cui progetto è stato apprezzato da Siciliacque,
si rende necessaria la realizzazione di un impianto di
potabilizzazione e le necessarie autorizzazioni rilasciate
dall'Assessorato regionale delle risorse agricole per l'utilizzo
misto delle acque;
per sapere:
se non ritengano urgente e indispensabile intervenire per
garantire il regolare approvvigionamento idrico dei comuni
specificati in premessa, sostituendo, in tempi brevi, la condotta
sottomarina di attingimento dell'impianto di dissalazione sito il
località Nubia (Paceco), considerato che Siciliacque ha già
predisposto il relativo progetto;
se non ritengano altresì utile e ragionevole programmare la messa
in opera di un impianto di potabilizzazione che permetta di usare,
per usi civili, l'acqua della diga Baiata (Paceco), evitando che i
numerosi abitanti nei comuni di cui trattasi dipendano
esclusivamente, per l'approvvigionamento idrico, dal dissalatore
suddetto». (2000)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
il principio costituzionale della libertà di educazione trova
realizzazione attraverso le scuole statali, le scuole riconosciute
paritarie ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62, e le scuole
non paritarie di cui al regolamento n. 263 del 29 novembre 2007;
il riconoscimento della parità scolastica inserisce la scuola
paritaria nel sistema nazionale di istruzione e garantisce
l'equiparazione dei diritti e dei doveri degli studenti, le
medesime modalità di svolgimento degli esami di Stato,
l'assolvimento dell'obbligo di istruzione, l'abilitazione a
rilasciare titoli di studio aventi lo stesso valore dei titoli
rilasciati da scuole statali e, più in generale, impegna le scuole
paritarie a contribuire alla realizzazione della finalità di
istruzione ed educazione che la Costituzione assegna alla scuola;
considerato che:
la Regione siciliana ha recepito in toto il concetto fondante
delle scuole paritarie, concetto quindi che si basa
sull'insostituibile supporto all'istruzione ed educazione dei
giovani siciliani;
a sostegno di quanto sopra, basti ricordare che, nelle circolari
assessoriali di riferimento, ogni anno vengono inserite somme
destinate a borse di studio che permettono a giovani studenti
meritevoli di perseguire il loro obiettivo scolastico presso
istituti paritari dell'Isola;
preso atto che l'intendimento dell'Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale è giusto e, per
certi aspetti, consono alle aspettative sia dei siciliani che della
Comunità europea, la quale fornisce i propri fondi per i suddetti
progetti di sviluppo e di contrasto alla disoccupazione;
visto che:
nonostante esistano norme precise in materia, le scuole paritarie
siciliane lamentano una continua disinformazione sia sulle modalità
di erogazione dei contributi regionali e nazionale sia sui
documenti richiesti per rendicontare le spese sostenute;
è fondamentale sottolineare che le scuole paritarie si sostengono
con le rette pagate dalle famiglie degli studenti e con i
contributi di cui sopra. La mancata garanzia dei tempi di
ottenimento dei contributi mette in seria difficoltà le scuole,
visto che è impensabile l'aumento delle rette scolastiche, alla
luce del fatto che molte famiglie degli studenti appartengono a
ceti disagiati;
anche la prassi seguita dall'Assessorato Istruzione di liquidare
le spettanze all'inizio dell'anno scolastico successivo è
deleteria, perché costringe le scuole ad anticipare, attingendo ai
propri fondi di riserva, i costi della gestione scolastica,
limitando quindi eventuali spese aggiuntive miranti ad un
miglioramento dell'offerta scolastica;
per sapere quali iniziative intendano adottare per garantire i
tempi e le modalità di erogazione dei contributi regionali e
statali alle scuole paritarie regionali, al fine di permettere a
migliaia di studenti di poter affrontare il proprio percorso
scolastico in maniera serena e, soprattutto, completa dal punto di
vista didattico». (2001)
VINCIULLO-POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che in data 7 giugno 2011 è
stato convocato d'urgenza, per il 13 giugno 2011, il comitato
direttivo del Consorzio area di sviluppo industriale (ASI) di
Siracusa;
preso atto che ad uno dei componenti del succitato comitato
direttivo la comunicazione della convocazione della riunione è
pervenuta in pari data, cioè il giorno 13 giugno, a riunione oramai
ultimata;
considerato che tale ritardo nella comunicazione dell'avviso di
convocazione ha comportato allo stesso componente l'impossibilità
di partecipare alla riunione del comitato, provocando, di
conseguenza, l'irregolare costituzione dell'organo;
nonostante la palese irregolarità nella convocazione, il comitato
direttivo si è illegittimamente insediato ed ha discusso quanto era
previsto nell'ordine del giorno della riunione, effettuando altresì
delle deliberazioni concernenti il medesimo ordine del giorno;
tenuto conto che:
appare evidente che l'assenza di uno dei componenti, causata da un
ritardo di comunicazione, inficia quanto deciso e deliberato nella
riunione del comitato direttivo dell'ASI di Siracusa;
di contro lascia perplessi come, in presenza di una così evidente
anomalia, i componenti presenti del consiglio direttivo abbiano
deciso di aprire i lavori, discutere quanto all'o.d.g. e chiudere
la sessione senza porsi minimamente il problema della validità
della medesima riunione;
per sapere se non ritengano urgente ed opportuno inviare presso il
Consorzio ASI di Siracusa un ispettore che faccia chiarezza su
quanto avvenuto e possa individuare eventuali responsabilità in
questa incredibile vicenda, procedendo altresì all'annullamento
delle deliberazioni prese, inficiate dall'irregolare convocazione».
(2002)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 19 luglio
2011, la mozione numero 285 Censura all'Assessore regionale per la
salute , dagli onorevoli Limoli, Leontini, Beninati, Bosco,
Buzzanca, Campagna, Caputo, Corona, D'Asero, Falcone, Formica,
Leanza Edoardo, Mancuso, Marinese, Pogliese, Scoma, Torregrossa,
Vinciullo. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la crisi in cui versa il sistema sanitario regionale a causa della
mancata applicazione dell'annunciata riforma della sanità, con la
legge 14 aprile 2009 n. 5, ha raggiunto livelli intollerabili ed
insostenibili, certificati da frequentissimi casi di malasanità
ampiamente documentati dalla stampa locale e nazionale;
stupisce sempre più la patologica ostinazione con cui l'Assessore
per la salute continua ad attribuirsi, con toni trionfalistici,
meriti che non ci sono, rimuovendo sistematicamente il periodo di
gestione della sanità che intercorre tra il 2006 e il 2008;
la candida affermazione di avere ereditato un deficit di 1
miliardo di euro è clamorosamente smentita dalla relazione della
Corte dei conti, sezioni riunite, in sede di controllo per la
Regione siciliana, resa alla Camera dei Deputati in data 12 maggio
2010. Da tale studio, infatti, viene fuori che il professor Roberto
Lagalla, Assessore per la sanità nel biennio 2006-2008, ereditò un
deficit di 932 milioni di euro;
tale voragine finanziaria fu l'atto finale della dissennata
gestione assessoriale portata avanti negli anni 2004-2006
dall'allora Assessore Giovanni Pistorio, tristemente famoso per
essere riuscito, fra l'altro, tra il settembre 2005 e il marzo
2006, a raddoppiare il numero delle ambulanze (da 158 a 280) e
degli operatori del '118' da 1500 a 3300;
il lavoro svolto dall'Assessore Lagalla unitamente al management
di allora, grazie al piano di rientro siglato con il Ministro della
salute a fine luglio 2007, fece sì, come si evince dalla relazione
della Corte dei conti, che il deficit della sanità dai 932 milioni
di euro del 2006 scendesse nel 2007 a 573 milioni, nel 2008 a 261
milioni e nel 2009 a 232 milioni. Se la suddetta analisi fosse
vera, è del tutto evidente che l'Assessore Massimo Russo distorce
la verità, considerato che la legge di riforma del sistema
sanitario che egli si accredita è entrata in vigore nel settembre
del 2009;
ricordato che:
in assoluto dispregio della tanto decantata azione di trasparenza
e legalità non si sono ancora potute conoscere, seppur richieste
per il tramite dell'attività ispettiva parlamentare, le regole
osservate per le nomine dei 17 direttori generali e delle decine e
decine di direttori sanitari e amministrativi delle aziende
sanitarie e ospedaliere e quali siano stati i criteri utilizzati
per le nomine dei revisori dei conti delle aziende sanitarie e
ospedaliere;
altresì si attendono ancora risposte in merito alla crescita
esponenziale dei costi del servizio del 118 e che dal 18 maggio
2010 il gruppo PDL aspetta invano riscontro all'interrogazione con
cui si chiedevano chiarimenti in ordine al bando di gara emanato
dall'Assessore Russo avente per oggetto: servizi di consulenza
direzionali ed operativi per un importo di 21.121.377 euro, bando
che suscita più di un legittimo sospetto per certe strane
condizioni di partecipazione e la cui durata sarebbe di tre anni,
prevedendo una media di occupati per anno di circa 23 unità con una
retribuzione per ognuna di 1.250 euro al giorno;
evidenziato che:
i dati diffusi dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli
errori in campo sanitario e sulle cause dei disservizi sanitari
regionali, della Camera dei Deputati, pongono la Sicilia come la
seconda regione, dopo la Calabria, a detenere il record per casi di
malasanità. I risultati resi noti alla fine di ottobre del 2010
evidenziano come in Sicilia si siano verificati 52 casi, con 38
decessi e decine di denunce, in cui l'errore medico va di pari
passo con le carenze strutturali e i disservizi sistematici
nell'erogazione delle prestazioni sanitarie;
tra i casi che maggiormente hanno destato sgomento nell'opinione
pubblica si ricordano quello accaduto nell'agosto del 2009, in cui
la precarietà strutturale della sala operatoria dell'ospedale di
Mazzarino (CL) e l'insufficienza di personale fu determinante nel
susseguirsi di ritardi e incapacità gestionali che portarono al
decesso per dissanguamento di un giovane coinvolto in un incidente
stradale, e quello accaduto nel dicembre 2009, per il quale la
Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un'inchiesta a
seguito del decesso di una neonata dopo essere stata partorita
dalla madre in una sedia all'ospedale di Canicattì (AG);
nel 2010 i casi di malasanità in Sicilia hanno subito
un'impennata: gli episodi avvenuti presso il reparto di ginecologia
del Policlinico di Messina; dell'ospedale di Partinico (PA); dei
pazienti in attesa sulle sedie, per giorni, al pronto soccorso
dell'ospedale Civico di Palermo; i disagi strutturali, le carenze
di personale, le decine di ammalati in osservazione, stipati in
piccole stanzette del pronto soccorso dell'ospedale Sant'Elia di
Caltanissetta;la mancanza di posti letto all'ospedale Civico, a
Villa Sofia - Cervello, al Policlinico e al Buccheri La Ferla, che
hanno determinato resse vergognose nei pronto soccorso dove i
malati sono costretti a sostare per ore, a volte per giorni, su
barelle collocate lungo i corridoi; liste d'attesa da 6 a 12 mesi
per un esame al cuore, da 4 a 8 mesi per un ecografia, ecc.,
evidenziano come i tagli di personale, la soppressione dei posti
letto, l'imposizione di una riforma che non tiene conto del diritto
alla salute dei cittadini sono la causa di quanto sopra riferito e
smentiscono clamorosamente la supponenza con cui l'Assessore Russo
si autoproclama artefice eroico del cambiamento della sanità in
Sicilia;
evidenziato ancora che:
l'assenza di un aggiornato piano regionale sanitario, i ritardi
nelle composizioni dei 17 collegi sindacali, degli atti aziendali e
la poca chiarezza dei bilanci delle aziende sanitarie, che sono
stati bocciati dai Sindaci, come accaduto per ben tre volte a
Palermo, sono il risultato di un'azione amministrativa
raffazzonata ed estemporanea, un ostacolo concreto all'applicazione
del piano di rientro;
dai ritardi nell'insediamento dei collegi sindacali è derivata la
totale assenza di controllo sulla spesa sanitaria da parte di ogni
singola azienda e che 'per quanto riguarda gli atti aziendali, da
parte dei direttori generali, che indicano i criteri di gestione e
la cornice di attività svolte, l'Assessore Russo ha assicurato,
come riportato dalla stampa, che tra luglio e settembre 2010
saranno adottati, ma fino ad allora si vivrà alla giornata';
senza la determinazione delle piante organiche e la redazione dei
relativi atti aziendali non è possibile procedere a nuove
assunzioni di personale, sia esso sanitario che amministrativo,
dovendosi, prima di avviare le procedure concorsuali per nuovi
posti, espletare alcuni atti formali obbligatori tra cui
l'approvazione della pianta organica da parte dell'Assessorato,
l'inserimento dei posti a concorso nel piano triennale delle
assunzioni, così come previsto dal d.lgs. n. 165 del 2001 e
l'esperimento della mobilità prima dell'indizione della procedura
concorsuale;
ritenuta emblematica la vicenda dell'ospedale Civico di Palermo,
dove una paziente ha aspettato 3 giorni su una sedia in attesa di
essere ricoverata. Tale episodio, ultimo di una serie infinita di
casi di mala sanità, poteva rappresentare l'occasione per una seria
riflessione sullo stato di attuazione della legge n. 5 del 2009. Ma
non è stato così. Infatti l'Assessore Russo, invece di ammettere il
fallimento della propria gestione assessoriale, ha individuato nel
manager del Civico, dott. Allegra, l'unico responsabile del
disastro, invitandolo a dimettersi, pensando, in tal modo, di
autoassolversi dalle sue gravissime responsabilità. L'avere
dichiarato al magistrato inquirente che già il 25 agosto 2010 aveva
chiesto al manager di sostituire il responsabile del pronto
soccorso e che tale richiesta non poteva essere accolta perché il
suddetto apparteneva alla stessa area politica del dott. Allegra,
non fotografa sig. Assessore, il suo fallimento e la sua impotenza?
Perché si ostina a sproloquiare di legalità, trasparenza e regole?
Si ricorda, di grazia, quando Lei accusava il PDL di essere
nostalgico del passato sol perché si permetteva di chiederLe che
fine avesse fatto la selezione dei curricula degli aspiranti
manager da parte della Bocconi di Milano? E, ancora, chi aveva
imposto la nomina dei direttori sanitari e amministrativi? Ammetta
di avere fallito e dica pubblicamente, magari attraverso la stessa
trasmissione di mattino 5 che la politica ha imposto, e Lei ha
obbedito, la nomina non solo del dott. Allegra, ma di tutto il
management della sanità siciliana e che della sua fama di tecnico
duro e puro sono piene le favole per bambini;
ritenuto ancora che:
temi come quelli della razionalizzazione della spesa,
malfunzionamento dei servizi, tempi d'attesa per prestazioni
specialistiche e disomogeneità territoriali, stato di attuazione
del Cup regionale, reperibilità di specialisti per urgenze,
applicazione delle disposizioni regionali sul potenziamento delle
cure domiciliari sono tutte urgenze strutturali che non trovano
ancora alcuna risposta efficace e trasparente da parte
dell'Assessore regionale per la salute, il cui atteggiamento è di
estraneità irresponsabile rispetto a una riforma che si è rivelata
causa di sprechi ed errori ad esclusivo danno della salute dei
siciliani;
il delirio di onnipotenza dell'Assessore Russo ha toccato l'apice
con gli ultimi botti elettorali di fine anno con cui è stata
annunciata urbi et orbi l'assunzione nella sanità di 4 mila unità;
per comprendere quanto sia stato strumentale l'annuncio sopra
descritto è opportuno ripercorrere gli avvenimenti che hanno
caratterizzato l'anno 2010, cominciando proprio dalla situazione
economica in cui versavano le aziende sanitarie. Infatti da tale
analisi si evince che nella prima metà dell'anno, l'Assessore ha
dato mandato al dirigente generale dell'Assessorato, dr Guizzardi,
di convocare tutte le aziende e assegnare ad ognuna rigorosi
obiettivi di carattere economico in materia di recupero di
efficienze delle strutture di erogazione delle prestazioni,
miglioramento e razionalizzazione dell'organizzazione, riduzione
dei costi di acquisto di beni e servizi, nonché gli obiettivi per
il contenimento e la riduzione del costo del personale;
considerato che:
il Servizio 5 'economico finanziario' dell'Assessorato ha
approvato i piani triennali di rientro (2010-2012) delle singole
aziende in cui è compresa la previsione del costo del personale;
nel mese di giugno 2010 l'Assessore, smentendo l'attività del
Servizio 5 'economico finanziario' dell'Assessorato ha inviato un
decreto contenente le linee guida per la rideterminazione delle
dotazioni organiche con cui vengono fissati parametri di calcolo
del fabbisogno di personale che evidenziano la possibilità di
esuberi di personale. A causa di ciò si evidenzia che risultano
esserci 3.500/4.000 unità di personale presente in servizio a vario
titolo in più rispetto al fabbisogno contenuto nell'ultima pagina
del decreto che individua i limiti massimi per ogni singola azienda
e il relativo costo massimo o fabbisogno finanziario necessario al
pagamento degli oneri stipendiali;
non si comprende perché appena 2 mesi prima il Servizio 5 abbia
autorizzato le aziende a mantenere il personale in servizio al 2009
fatte salve alcune irrilevanti manovre di riduzione e che
improvvisamente il sistema ha addirittura oltre 3500 unità in più;
rilevato che:
l'annuncio rappresenta una serrata che nessuno si aspetta e che
colpisce soprattutto il personale precario che dati gli esuberi non
potrà a breve sperare di lavorare ed anzi potrebbe addirittura
finire a spasso e che non si comprende come due uffici dello stessa
direzione generale dell'Assessorato dicano e diano due versioni
della sanità totalmente opposte e che ad occhio e croce i precari
siano proprio circa 3.500, come gli esuberi;
mentre l'estate trascorre con rinvii del termine di presentazione
delle piante organiche - causa anche un'improvvida gestione dei
rapporti con i sindacati improvvisamente l'Assessore annuncia in
'pompa magna' che ci saranno 4.000 nuove assunzioni in sanità e
precisa che le stesse avverranno entro l'anno. Uno dei primi, o
forse addirittura precursore rispetto al volere dell'Assessore, è
proprio l'ex consulente, ora direttore generale del Cannizzaro il
quale nel luglio 2010 (Gazzetta Ufficiale n. 54 del 9 luglio 2010)
senza atto aziendale e senza pianta organica ha bandito un concorso
per 4 posti di dirigente amministrativo;
sembra opportuno ricordare e necessario spiegare, a chi non fosse
a conoscenza della procedura con cui si recluta il personale in
sanità, che un posto si definisce vacante e disponibile se ci sono
le seguenti condizioni:
1. Esiste una dotazione organica approvata dall'Assessorato
2. Il posto esiste in quella specifica dotazione organica
3. Il posto da mettere a concorso è stato inserito nel piano
triennale delle assunzioni(d.lgs. 165/2001)
4. Prima di indire una procedura di selezione deve essere esperita
la mobilità;
se ciò corrispondesse a verità non si capisce come abbia fatto
l'Assessore, senza avere ancora approvato non solo gli atti
aziendali ma nemmeno una delle piante organiche delle nuove 17
aziende, ad individuare il fabbisogno di personale di tutto il
sistema sanitario e come potesse sapere quale percentuale di posti
riservare alla mobilità infra ed extra regionale;
nonostante ciò l'Assessore, 'trasformatosi' in fonte normativa
primaria, comincia ad innovare in materia di legislazione e di
procedure, autorizzando, con una circolare, i direttori generali
delle Aziende a bandire i concorsi per determinate discipline anche
senza l'approvazione della dotazione organica (circolare n. 52109 e
n. 52113 del 03/12/2010) e, a cascata, senza il corretto
adempimento dei passaggi che precedono l'indizione di un concorso;
nonostante tutte queste difficoltà, alcune rimosse dallo stesso
Assessore che ha precettato coloro che lavorano presso la Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana a ricevere i bandi fino al 23
dicembre, ed altre eliminate per la coscienza dei direttori
generali che sanno che i 4000 posti non sono nuovi, ma sono la sola
possibilità di rispondere alle aspettative di coloro che da anni
lavorano da precari per la sanità, si adempie agli indirizzi
assessoriali ed infatti la GURS n. 18 del 31 dicembre 2010 è
stracolma di concorsi, cioè di sogni di stabilità e di lavoro;
quando sembra tutto perfetto, c'è qualcuno che si accorge che c'è
qualcosa che non va. Infatti sono stati indetti i concorsi anche
per il comparto e per l'area amministrativa da altre 3 aziende
(oltre al Cannizzaro nel luglio 2010). A quel punto l'Assessore,
che fino a quel momento non si era curato della normativa
calpestata e piegata alle sue esternazioni, si ricorda che il 14
maggio 2010 è entrata in vigore la l.r. n. 11 del 2010 che,
all'art. 42, comma 1, prevede quanto segue 'Per gli enti locali e
per l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela
e vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013. La presente norma si applica
anche al personale delle aziende sanitarie con esclusione del
personale dell'area medica';
per quanto sopra, il 14 gennaio 2011 l'Assessore ha invitato a
tutte le Aziende - con particolare riguardo all'ASP di Siracusa, al
Policlinico di Catania e al Policlinico di Messina - una circolare
in cui ritenendo illegittimi i predetti bandi dispone che essi
debbano essere ricondotti a legittimità, ed i relativi posti messi
a concorsi coperti mediante procedure per soli titoli, obbligando
pertanto le sopra richiamate aziende a modificare o revocare i
seguenti concorsi:
a) 9 posti di dirigente amministrativo;
b) 5 posti di dirigente analista;
c) 1 posto di dirigente statistico;
d) 3 posti di dirigente ingegnere;
e) 3 posti di collaboratore amministrativo professionale;
f) 8 posti di assistente amministrativo;
g) 1 posto di collaboratore tecnico professionale ingegnere ad
indirizzo civile;
h) 1 posto di collaboratore tecnico professionale CED;
i) 1 posto di assistente tecnico geometra;
l) 1 posto di assistente tecnico programmatore
m) 6 posti di collaboratore professionale sanitario tecnico della
fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare;
n) 2 posti di collaboratore professionale sanitario tecnico di
neurofisiopatologia;
o) 4 posti di dirigente fisico;
p) 4 posti di dirigente farmacista;
q) 2 posti di dirigente radiochimico/radiofarmacista;
r) 1 posti di dirigente prof. sanit. infermieristiche ed
ostetriche;
s) 1 posti di dirigente prof. sanit. della riabilitazione;
t) 1 posti di dirigente prof. sanit. tecnica;
u) 1 posti di dirigente prof. di assistente sociale;
sorge spontaneo chiedersi perché il Cannizzaro (concorso per
dirigente amministrativo bandito a luglio 2010) non è stato
inserito tra le Aziende le cui procedure sono considerate
illegittime e che meraviglia anche il passaggio della circolare in
cui lo stesso assessore rammenta che è stato presentato ed
approvato un emendamento governativo che precisa che la norma (art.
42 legge regionale 11/2010) è in corso di revisione e potrebbe
essere abrogata facendo salvi quindi gli effetti dell'azione
amministrativa delle aziende che avevano applicato correttamente la
normativa nazionale relativa al reclutamento di personale nel
servizio sanitario nazionale (solo un esempio è l'art. 26 del
d.lgs. 165/2001, nonché il D.P.R. 483/97);
in tal modo siamo in presenza di un Assessore magistrato il quale
crede che la normativa regionale possa modificare non solo la
Costituzione, ma anche la normativa statale;
questa determinazione è quantomeno discutibile, in quanto l'art.
42 citato dalla circolare assessoriale sarebbe incostituzionale
perché violerebbe il principio di accesso ai pubblici impieghi per
pubblico concorso che deve prevedere almeno una prova selettiva
(art. 97 Cost.) cosa che una sola valutazione dei titoli non è.
Infatti, la Corte Costituzionale, inoltre, ha più volte - da ultimo
con una sentenza del 5 gennaio 2011 - ribadito che la deroga alle
procedure di cui al terzo comma dell'art. 97 della Costituzione (il
concorso pubblico) deve essere interpretata in maniera restrittiva
attraverso un rigido controllo di ragionevolezza e non
arbitrarietà. Arbitrarietà e mancanza di ragionevolezza che si
manifesta nell'estendere le previsioni della normativa richiamata
dall'art. 42 (art. 19 comma 4 della legge regionale n. 25 del 1993
e art. 20 della legge regionale n. 27 del 1991 riferite solamente
a posizioni il cui accesso prevedeva come titolo la scuola
dell'obbligo) al personale laureato o diplomato del servizio
sanitario nazionale;
qualora ciò non fosse sufficiente si ricorda il testo dell'art. 26
del d.lgs. n. 165 del 2001 che precisa che alla qualifica di
dirigente si accede mediante concorso per titoli ed esami;
appare opportuno chiedere all'assessore quali sono i manager per
cui le procedure devono essere applicate e quali, quelli che
possono fare come vogliono;
in spregio alle indicazioni dell'Assessore ed anche contro la
stessa normativa di riferimento il manager del Cannizzaro ha deciso
di provvedere al reclutamento di personale dirigenziale dell'area
amministrativa e di personale laureato del comparto amministrativo
(seppur a tempo determinato) individuando la procedura per titoli e
colloquio (corretta per la norma, ma scorretta per l'Assessore) e
senza pubblicare i bandi su nessuna gazzetta (né GURS, né GURI);
è lecito domandarsi se a fronte di assenza di trasparenza, di
violazione dei principi di parità di accesso e di eguale
trattamento dei candidati saranno assunte sanzioni o se si chiuderà
un occhio come nel caso del Policlinico di Catania, per il quale ci
si è dimenticati di richiedere la revoca anche del concorso
(concorso per dirigente biologo bandito il 14 maggio 2010 - stessa
data di entrata in vigore della l.r. 11/2010) oggetto di un
chiacchiericcio inquietante, e per cui si vorrebbe sapere
dall'assessore se i posti a concorso nella sanità ci sono, non ci
sono, e se sono a disposizione di un'elite di fedelissimi. Appare
chiaro, in vero, che i posti ci sono sempre stati e artatamente
sono stati ritenuti esuberi salvo poi prendersi il merito di averli
creati;
non si comprende quale efficacia abbiano i 17 atti aziendali
pubblicati in Gazzetta Ufficiale, nonostante siano stati validati a
condizione, e che le piante organiche approvate e pubblicate sono 5
su 17, il che porta alla conclusione di non sapere con certezza
quali siano i bandi legittimamente pubblicati;
considerato che:
a proposito di legalità e trasparenza se le regole devono essere
applicate per tutti, non si capisce il motivo per cui le dimissioni
invocate in diretta televisiva per il dottor Allegra non siano
richieste ed imposte anche per il dott. Salvatore Cirignotta
manager dell'ASP 6 di Palermo, nei cui confronti il collegio dei
revisori ha respinto all'unanimità più volte il bilancio consuntivo
del 2009, avendo riscontrato un buco da 2 milioni e mezzo di euro;
i quesiti sulla rimodulazione o soppressione dei 588 posti letto
della sanità privata sono rimasti lettera morta;
i 4000 mila posti di lungodegenza e riabilitazione non sono stati
istituiti, nonostante le promesse reiterate di garantire i servizi
e l'assistenza alle fasce più deboli della popolazione, a fronte
della eliminazione dei 2700 posti letto nel pubblico;
i presidi territoriali assistiti (PTA) indispensabili strutture
filtro, a quasi due anni dall'approvazione della legge, non sono
stati avviati, ad eccezione dell'Enrico Albanese di Palermo,
attualmente contenitore vuoto, e della vergognosa inaugurazione del
PTA di Giarre (CT);
a causa del mancato avvio dei PTA e della carenza cronica dei
posti di lungodegenza, la saturazione dei pronto soccorso
nell'isola ha raggiunto livelli inauditi, accentuando il ricorso in
massa presso le aree di emergenza, prese sistematicamente d'assalto
dagli utenti, che non trovano più risposte nel territorio né tanto
meno negli ospedali sia per la riduzione indiscriminata dei posti
letto, sia per la mancata attivazione delle strutture territoriali
periferiche e infine per lo sforamento del budget disponibile per
le prestazioni specialistiche a carico del servizio sanitario;
tutto quanto sopra descritto è lo specchio del fallimento di un
metodo, del perpetrarsi di un sistema lottizzato di assegnazione di
posti strategici, sistema del quale l'Assessore per la salute, alla
luce dei fatti, risulta essere, l'artefice principale,
esprime censura
nei confronti dell'operato dell'Assessore per la salute, dottor
Massimo Russo, per non essere stato in grado di portare a
compimento la riforma del sistema sanitario sia relativamente ai
suoi contenuti tecnico-amministrativi che relativamente agli
aspetti programmatico - politici della stessa;
esprime altresì censura
nei confronti del perpetrato atteggiamento dell'Assessore per la
salute, dottor Massimo Russo, che sfrutta sistematicamente i mezzi
d'informazione per propagandare risultati inesistenti, diffondendo
consapevolmente notizie false al solo fine di sfruttare l'opinione
pubblica per un proprio tornaconto politico». (285)
Avverto che la mozione n. 285, testé annunziata, è stata già
calendarizzata dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, svoltasi ieri, per una data prevista tra il 20 e il
22 settembre 2011, preferibilmente il 21 settembre p.v.
Comunicazione di elezione dell'ufficio di presidenza di
Commissioni parlamentari speciali
PRESIDENTE. Comunico che:
- nella seduta n. 2 del 28 giugno 2011, la Commissione
parlamentare speciale di indagine sul piano di informatizzazione
della Regione siciliana, con particolare riferimento agli
affidamenti alla società Sicilia e-Servizi s.p.a. ha proceduto
all'elezione dell'ufficio di presidenza che risulta così composto:
on. Riccardo Savona, presidente; on. Giuseppe Picciolo,
vicepresidente; on. Francesco Mineo, vicepresidente; on. Mario
Parlavecchio, segretario;
- nella seduta n. 2 del 22 giugno 2011, la Commissione
parlamentare speciale di indagine e di studio sulla formazione
professionale ha proceduto all'elezione dell'ufficio di presidenza,
che risulta così composto:
on. Filippo Panarello, presidente; on. Michele Cimino,
vicepresidente; on. Luigi Gentile, vicepresidente; on. Raimondo
Torregrossa, segretario.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ruggirello è in missione, per
motivi istituzionali, dal 21 al 22 luglio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33» (740/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge numero 740/A
«Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre 1997,
n. 33», posto al numero 1).
Invito i componenti la III Commissione, Attività produttive , a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
ODDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte il lavoro
svolto dalla III Commissione che, indubbiamente, è stato anche di
approfondimento e di studio della materia - non esagero
assolutamente dicendo studio' perché la materia è abbastanza
delicata e complessa -, penso che sul disegno di legge n. 740/A,
contenente norme che vanno a modificare la legge 33 del 1997
sull'attività venatoria, occorra un momento di approfondimento
ulteriore, a parte la questione, che ognuno di noi può sollevare,
di permettere ai colleghi di presentare pochi emendamenti
possibili, e sicuramente migliorativi, efficaci per affrontare la
questione. Altrimenti rischiamo di non riuscire a mettere d'accordo
il mondo dell'ambientalismo con il mondo dell'attività venatoria,
cosa che, invece, secondo me, dobbiamo fare in maniera convinta
perché un buon punto di equilibrio, un sano punto di equilibrio è
positivo per tutti: esercitare, da un lato, il diritto
costituzionale dell'attività venatoria e, dall'altro, invece,
spingersi ad una sensibilità verso il nostro ambiente e verso tutto
ciò che significa tutela della fauna.
Pertanto, nel quadro di questo ragionamento, penso che un maggiore
approfondimento della norma, così com'è stata presentata nel
disegno di legge n. 740/A, sia assolutamente necessario.
In più, è giusto fissare anche a domani il termine per presentare
gli emendamenti - non devo dirlo io, questo lo deciderà la
Presidenza - sentendo le proposte che possono venire dall'Aula.
Mi permetto di aggiungere che si potrebbero presentare gli
emendamenti entro domani ad una certa ora e martedì prossimo fare
in modo, chiuso l'approfondimento, di esitare il testo sapendo che
esitiamo qualcosa che realmente funziona e che può dare risposte a
tutto ciò che si muove attorno all'esercizio dell'attività
venatoria in Sicilia in funzione di sentenze, di novelle
legislative, di modifiche, di tutto quel che è successo in questi
anni dopo l'entrata in vigore della legge 33, cioè il 1997. Direi
che è il momento di pianificare tutto e bene in modo che non siano
i tribunali - lo dico con grande rispetto - e i giudici con le loro
sentenze a dirci cosa dobbiamo fare, ma sia il legislatore a fare
un buon lavoro nell'interesse complessivo della nostra Regione.
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per un momento non
mi atterrò agli argomenti posti all'ordine del giorno.
La presenza del Presidente della Regione è opportuna per parlare
di formazione professionale.
Stamattina sono partite le prime lettere di sospensione dal lavoro
e di preavviso di licenziamento per centinaia di - ormai possiamo
dirlo - ex dipendenti della formazione professionale.
Ho appreso dai giornali che il Presidente della Regione ha
incontrato alcuni rappresentanti dei lavoratori e degli enti
professionali e ha assunto l'impegno di costituire un tavolo di
crisi per prestare attenzione al mondo della formazione
professionale.
Mi dispiace che non sia presente in Aula l'assessore Centorrino ma
c'è il Presidente della Regione che è titolare, notoriamente, delle
deleghe di tutti gli assessori di questo Governo, formalmente e
informalmente. E dico al Presidente della Regione che deve
attivarsi in maniera concreta perché rischiamo che si apra in
Sicilia un conflitto occupazionale senza precedenti: oggi migliaia
di dipendenti della formazione hanno davanti lo spettro del
licenziamento e quasi mille dipendenti del CEFOP sono in attesa di
sedici mensilità ancora da percepire.
Onorevole Presidente, la situazione è drammatica. Io la invito a
voler seguire da vicino questa vicenda perché coinvolge quasi
diecimila famiglie siciliane e non credo che in questo momento la
gestione dell'assessore Centorrino, e principalmente del dirigente
generale Ludovico Albert, sia improntata alla consapevolezza della
gravità del momento che vive la formazione professionale.
Io la invito, onorevole Presidente, a seguire attentamente questa
vicenda - ripeto - e a trovare le soluzioni in tempi brevi per
evitare che si possa creare in Sicilia uno scontro che lascerà sul
terreno migliaia di disoccupati.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la giornata di
oggi ha visto il Governo e tutti i deputati pronti ad iniziare
l'esame del disegno di legge che deve continuare nel suo iter.
Noi possiamo tranquillamente incardinare il disegno di legge
dopodiché, come è consuetudine - che avremmo potuto superare se non
venivano aggiustati alcuni articoli che sembravano chiusi - e
siccome, per onestà, ci si è resi conto che qualche aggiustamento
va fatto in ogni caso, la proposta dell'onorevole Oddo appare
saggia e io l'appoggio, non perché sia saggia, ma perché è giusta.
Pertanto, oggi incardiniamo il testo, se il Governo è d'accordo,
dopodiché ci sarà un tempo utile - quello che la Presidenza riterrà
opportuno - per valutare, anche con incontri informali, se
riformulare questi articoli per evitare eventuali problemi che
possano insorgere; dopodiché riprendere serenamente l'esame martedì
prossimo e chiudere con l'approvazione del disegno di legge, con
l'impegno di non farlo diventare un veicolo di emendamenti
contenenti di tutto, perché altrimenti, se prolunghiamo troppo
l'approvazione di questo disegno di legge, rischiamo di vanificare
il lavoro che oggi sia il Governo che tutti noi ci stiamo
adoperando per portare a compimento.
Per cui la mia proposta, che poi è quella dell'onorevole Oddo, del
presidente della Commissione, del Presidente dell'Assemblea e del
Presidente della Regione, è di incardinare il testo e dare due
giorni di tempo al Governo - anch'io per la mia parte, visto che
sono stato uno dei firmatari di questo testo - per aggiustare
qualche parte che, diversamente, potrebbe vanificare il testo.
Gli emendamenti, purtroppo, si devono fare e, quindi, limitiamo il
termine a uno o due giorni e martedì chiudiamo definitivamente
questo testo, sempre che il Governo e tutti noi siamo d'accordo.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, volevo semplicemente spendere due parole per spiegare
agli onorevoli convenuti che il criterio che ha disciplinato
l'impegno dell'Amministrazione per quanto riguarda la caccia è
stato quello della celerità e del coordinamento con gli altri
attori, quindi con i cacciatori e con le associazioni ambientali
per poter arrivare rapidamente ad una soluzione che permettesse di
cacciare a settembre, come le associazioni venatorie hanno
ripetutamente chiesto.
Il Governo si è dato questa priorità assoluta e, quindi, da questa
priorità è venuta prima una concertazione con le parti e, in
secondo luogo, una attenzione a dei princìpi fondamentali, uno tra
questi è la quota destinata alla protezione della fauna selvatica
nel territorio agro-silvo-pastorale regionale e una disposizione
transitoria che, nelle more, permettesse di cacciare in deroga già
quest'anno, quindi da settembre.
Queste sono le due cose dove l'Amministrazione si è spesa molto.
Le norme che poi verranno discusse martedì daranno la possibilità,
proprio perché sono state concertate tra le parti, di accedere ad
un testo sulla caccia spedito e rapido.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
740/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprende il seguito della
discussione del disegno di legge 740/A. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Caputo, presidente della Commissione e relatore del
disegno di legge, per svolgere la relazione.
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in Sicilia l'attività venatoria è
regolamentata dalla legge regionale 1 settembre 1997 n. 33, e
successive modifiche ed integrazioni, che fissa le 'Norme per la
protezione, la tutela e l'incremento della fauna selvatica e per la
regolamentazione del prelievo venatorio'.
Si tratta di una legge con la quale la Regione disciplina la
gestione e la tutela della fauna selvatica stabilendo termini,
modalità e limiti dell'attività di caccia contemperando sia
l'attività venatoria con la tutela e salvaguardia dell'ambiente.
Il presente disegno di legge nasce dall'esigenza di eliminare
alcune criticità della predetta normativa, che nel tempo ha
incontrato non pochi ostacoli attuativi, per migliorarne in termini
concreti e compiuti l'efficacia.
L'articolo 1 del disegno di legge si propone di autorizzare, al
comma 1, previo parere dell'ISPRA, i piani di abbattimento
selettivi anche per causa connesse, oltre che a motivi di carattere
sanitario, anche a ragioni connesse al sistema produttivo
dell'agricoltura.
Il comma 2 recepisce la norma nazionale che stabilisce una quota
compresa tra il 20 e il 30 per cento di territorio precluso
all'attività venatoria, ed è riconosciuta la facoltà all'assessore
regionale per le risorse agricole e alimentari di definire con
proprio decreto, d'intesa con l'assessore regionale per il
territorio e l'ambiente e previo parere della Commissione
competente dell'assemblea regionale, la percentuale di territorio
agro-silvo-pastorale preclusa all'attività venatoria.
Noi invitiamo il Parlamento a votare questo disegno di legge, per
consentire l'avvio in tempi urgenti dell'attività venatoria anche
per evitare quello che molti parlamentari, tra i quali l'onorevole
Beninati, e con la condivisione del Presidente della Regione, hanno
evidenziato ieri, cioè il danno che deriverebbe ai cacciatori nel
caso di paralisi dell'esercizio dell'attività venatoria.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sentite le richieste che sono
state avanzate sia dall'onorevole Beninati e prima ancora
dall'onorevole Oddo e dalla relazione del Governo, la Presidenza
sarebbe dell'avviso di votare il passaggio agli articoli, di dare
il tempo per la presentazione degli emendamenti fino a domani alle
ore 13.00, in maniera tale da ritornare in Aula martedì prossimo
ed essere nelle condizioni di poter approvare rapidamente il
disegno di legge.
Non sorgendo osservazioni, pongo in votazione il passaggio agli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato a
domani, entro le ore 13.00.
Il disegno di legge sarà discusso nella seduta di martedì 26
luglio.
'attività produttive'
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
(605-242-362-577/A)
Si passa al disegno di legge nn. 605-242-362-577/A «Costituzione
dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»,
posto al numero 2).
Essendo la III Commissione già insediata si riprende dalla
votazione dell'articolo 2.
Richiesta di verifica del numero legale
POGLIESE. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per alcuni minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.59, è ripresa alle ore 17.06)
La seduta è ripresa.
POGLIESE. Reitero la richiesta di verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Buzzanca,
Cordaro, Falcone, Vinciullo)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Apprendi, Ardizzone, Arena, Barbagallo,
Bonomo, Cappadona, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto, Di
Guardo, Faraone, Federico, Galvagno, Giuffrida, Greco, Laccoto,
Leanza Nicola, Lo Giudice, Lombardo, Marinello, Mattarella,
Musotto, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto, Picciolo, Ragusa,
Raia, Ruggirello, Savona, Speziale.
Sono in congedo: Calanducci, Caronia, Currenti, D'Asero, Dina,
Donegani, Ferrara, Marziano, Scoma, Termine e Torregrossa.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica:
Presenti 40
L'Assemblea non è in numero legale, pertanto rinvio la seduta di
un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 17.08, è ripresa alle ore 18.11)
Presidenza del Vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Pongo in votazione l'articolo 2.
Richiesta di verifica del numero legale
POGLIESE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Bufardeci, Campagna,
Corona,
Incardona, Marinese e Sulsenti)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Sono presenti: Adamo, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò, Bonomo,
Cappadona, Colianni, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Galvagno,
Gennuso, Gentile, Giuffrida, Greco, Laccoto, Leanza Nicola,
Lentini, Lo Giudice, Lombardo, Marinello, Marrocco, Musotto,
Nicotra, Panarello, Panepinto, Pantuso, Parlavecchio, Picciolo,
Ragusa, Raia, Ruggirello, Savona, Speziale, Sulsenti.
Sono in congedo: Calanducci, Caronia, Currenti, D'Asero, Dina,
Donegani, Ferrara, Marziano, Scoma, Termine e Torregrossa.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti . 48
L'Assemblea è in numero legale.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
242-362-577/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Funzioni e finalità
1. L'IRSAP promuove l'insediamento delle imprese nelle aree
destinate allo svolgimento di attività produttive ed industriali
attraverso lo sviluppo e l'implementazione delle azioni necessarie
per favorire l'avvio di nuove iniziative produttive e per
potenziare ed innovare quelle già esistenti.
2. Per il conseguimento delle proprie finalità, l'IRSAP svolge le
seguenti funzioni:
a) elabora e adotta i piani regolatori delle aree destinate allo
svolgimento di attività produttive ed industriali;
b) acquisisce gli immobili necessari alla realizzazione delle
infrastrutture e degli stabilimenti da destinare allo svolgimento
delle attività produttive e industriali ovvero allo svolgimento dei
servizi da fornire alle imprese insediate; acquisisce e cede
terreni per la costruzione di stabilimenti da destinare ad attività
produttive;
c) progetta, realizza e gestisce le opere infrastrutturali ed i
servizi destinati alle imprese insediate;
d) progetta e realizza gli edifici da destinare allo svolgimento
dell'attività produttiva e industriale da cedere all'impresa
insediata;
e) promuove ed implementa l'adozione di convenzioni ed accordi con
i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nel processo teso a
favorire lo sviluppo dell'imprenditoria nelle aree di cui
all'articolo 1, comma 2;
f) attiva ogni iniziativa utile al reperimento di fondi, anche in
ambito extraregionale, per la realizzazione dei propri scopi;
g) svolge i compiti e le funzioni ad esso assegnati da leggi
regionali e statali.
3. La Regione, gli enti locali ovvero altri enti pubblici possono,
tramite la stipula di convenzioni, delegare all'IRSAP le funzioni
amministrative inerenti alla realizzazione ed alla gestione di
infrastrutture e servizi connessi alle finalità di cui al presente
articolo.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 3.3, 3.4, 3.5, 3.6, 3.7,
3.8, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12, 3.13;
- dall'onorevole Maira: 3.2;
- dagli onorevoli Donegani, Mattarella, Di Benedetto e Faraone:
3.1;
- dal Governo: 3.14, 3.15.
Gli emendamenti 3.3, 3.4, 3.5, 3.6, 3.7, 3.8, 3.9, 3.10, 3.11,
3.12 e 3.13, dell'onorevole De Luca, decadono.
L'emendamento 3.2 è precluso.
L'emendamento 3.1 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 3.15 del Governo. Ne do lettura:
«All'art. 3, comma 2, lettera d), aggiungere le parole: ove
questa non vi provveda in proprio ».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.14 del Governo. Ne do lettura:
«All'art. 3, dopo la lett. f), sono aggiunte le seguenti:
f-bis) sviluppa azioni di marketing e promozione del territorio
anche al fine di favorire il reperimento di fondi di investimento
pubblici e privati;
f-ter) fornisce assistenza tecnica agli operatori economici sia
nella fase propedeutica all'insediamento, anche al fine di favorire
il reperimento di nuovi fondi, sia nella fase successiva
all'insediamento; ».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Patrimonio
1. Il patrimonio dell'IRSAP è costituito dai conferimenti iniziali
e da quelli successivi operati dalla Regione, dai contributi
pubblici diversi da quelli in conto esercizio nonché dalle riserve
comunque costituite.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 4.2, 4.3;
- dall'onorevole Maira: 4.1.
Gli emendamenti 4.2 e 4.3 dell'onorevole De Luca decadono.
L'emendamento 4.1 è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Mezzi finanziari
1. I mezzi finanziari dell'IRSAP sono i seguenti:
a) rendite del proprio patrimonio;
b) proventi derivanti dalla vendita delle aree e dalla vendita o
locazione, finanziaria, degli immobili e dei rustici;
c) proventi derivanti dalla gestione di infrastrutture ed opere e
dai servizi collettivi resi alle imprese insediati nelle aree;
d) proventi derivanti da prestazioni, attività, studi e ricerche;
e) contributi corrisposti annualmente dalla Regione, anche ai
sensi dell'articolo 7, nonché i contributi previsti dall'articolo
8;
f) contributi corrisposti dallo Stato, dall'Unione europea e da
altri enti pubblici e privati;
g) contributi, donazioni e lasciti da parte di soggetti sia
pubblici sia privati.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5,
5.6, 5.7, 5.8, 5.9;
- dal Governo: 5.10, 5.11.
Gli emendamenti 5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6, 5.7, 5.8 e 5.9
dell'onorevole De Luca decadono.
Si passa all'emendamento 5.10, a firma del Governo. Ne do lettura:
«All'art. 5, comma 1, la lettera b) è sostituita come segue:
b) proventi derivanti dalla vendita o locazione, anche
finanziaria, delle aree, degli immobili e dei rustici ».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.11, a firma del Governo. Ne
do lettura:
«All'art. 5, comma 1, la lettera d) aggiungere le seguenti parole:
nonché dall'esercizio delle funzioni di cui all'art. 3, comma 2,
lettere c) d) ed e) ».
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
velocizzare i lavori d'Aula ma anche per consentire al Parlamento e
ai singoli deputati di avere chiari i testi, chiedo se si può
procedere alla distribuzione immediata anche degli emendamenti
successivi, in modo tale da avere il tempo di visionarli e di
essere rapidi anche da questo punto di vista.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Di Benedetto. Avevo già
sollecitato gli Uffici a fare in modo che gli emendamenti, anche
agli altri articoli che seguiranno, vengano distribuiti in modo
tale che i colleghi li abbiano pronti sui banchi per consultarli al
momento opportuno, o anche prima.
Pongo in votazione l'emendamento 5.11. Il parere della
Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Gestione
1. La gestione economico-finanziaria dell'IRSAP è improntata a
criteri di efficienza, efficacia ed economicità.
2. L'IRSAP è tenuto a conseguire un risultato di esercizio non
inferiore al pareggio di bilancio.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività
produttive, sentito l'Assessore regionale per l'economia, entro
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, è approvato il regolamento di contabilità dell'IRSAP che
prevede, tra l'altro, le modalità ed i termini di approvazione dei
documenti contabili nonché criteri di controllo di gestione
economico-finanziaria. Trova applicazione il testo coordinato con
il decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97,
con le modifiche apportate dal decreto del Presidente della Regione
29 maggio 2006, n. 729 e del Regolamento concernente
l'amministrazione e la contabilità degli enti pubblici di cui
all'articolo 18, comma 4, della legge regionale 22 dicembre 2005,
n. 19».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Maira: 6.2;
- dagli onorevoli Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo: 6.1;
- dal Governo: 6.3 e 6.4.
L'emendamento 6.2 è precluso.
L'emendamento 6.1 per assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 6.3, a firma del Governo. Ne do lettura:
«Al comma 3 dell'art. 6 dopo le parole testo coordinato
aggiungere le seguenti della legge regionale 22 dicembre 2005, n.
19 ;
alla fine del comma 3 le parole della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19 sono soppresse».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.4, a firma del Governo. Ne do lettura:
«Al terzo comma dell'art. 6 dopo le parole con decreto sono
aggiunte le parole del Presidente della Regione, previa delibera
di Giunta, su proposta ».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Contributi regionali
1. L'Assessorato regionale delle attività produttive è autorizzato
a concedere un contributo all'IRSAP per la realizzazione delle
finalità di cui all'articolo 3, fermi restando i limiti degli
stanziamenti del bilancio regionale, nei limiti dei costi sostenuti
o da sostenere.
2. L'Assessorato regionale delle attività produttive è altresì
autorizzato a concedere un contributo all'IRSAP per le spese di
funzionamento e di organizzazione, nei limiti dei costi sostenuti o
da sostenere, fermi restando i limiti degli stanziamenti del
bilancio regionale.
3. Ai fini dell'ottenimento del contributo di cui al comma 1,
l'Istituto elabora un programma di intervento, dettagliato per ogni
singola area di investimento, e lo sottopone all'Assessorato
regionale delle attività produttive entro il 31 maggio di ogni
anno. Il contributo è concesso previa positiva valutazione del
programma di intervento, il quale deve essere in armonia con le
linee guida di cui all'articolo 25.
4. In sede di rendicontazione è dato conto della gestione del
contributo di cui al comma 1 in relazione all'attuazione del
programma di intervento. Il Collegio dei revisori ogni anno, e in
ogni caso quando espressamente richiesto dall'Assessorato regionale
delle attività produttive, relaziona sull'andamento dell'utilizzo
del contributo di cui al comma 1 evidenziando eventuali criticità.
5. Con uno o più decreti dell'Assessore regionale per le attività
produttive sono stabilite le quote dei contributi di cui ai commi 1
e 2.
6. Per le finalità di cui al comma 1 del presente articolo è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 100
migliaia di euro, cui si fa fronte con parte della disponibilità
dell'U.P.B. 2.2.1.3.7.- capitolo 243301; per gli anni 2012 e 2013 i
relativi oneri, valutati in 500 migliaia di euro annui, trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione siciliana per il
triennio 2011-2013 - U.P.B. 2.2.1.3.7.
7. Per le finalità di cui al comma 2 del presente articolo è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 1.500
migliaia di euro, cui si provvede con parte della disponibilità
dell'U.P.B. 2.2.1.3.7.- capitolo 243301; per gli anni 2012 e 2013 i
relativi oneri, valutati in 12.100 migliaia di euro annui, trovano
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione siciliana per il
triennio 2011-2013 - U.P.B. 2.2.1.3.7.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 7.4, 7.5, 7.6, 7.7, 7.8,
7.9, 7.10, 7.11;
- dall'onorevole Maira: 7.3;
- dagli onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Greco: 7.2;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e Incardona:
7.1;
- dagli onorevoli Apprendi, Marinello, Oddo e Donegani: 34.1 (I
parte).
Gli emendamenti 7.4, 7.5, 7.6, 7.7, 7.8, 7.9, 7.10 e 7.11
dell'onorevole De Luca decadono.
L'emendamento 7.3 è precluso.
Dichiaro inammissibili l'emendamento 34.1 e l'emendamento 7.1, sui
quali vi é il parere negativo della Commissione Bilancio.
L'emendamento 7.2 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
ADAMO. Signor Presidente, l'emendamento 7.1?
PRESIDENTE. Non ha avuto il parere favorevole della Commissione
Bilancio; pertanto non può essere posto in votazione ed è
dichiarato inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Contributi comunali
1. I comuni nei cui territori ricadono le aree di cui al comma 2
dell'articolo 1, possono inserire nei propri bilanci un contributo
da corrispondere annualmente all'Istituto.
2. Il contributo di cui al comma 1 è deliberato annualmente dal
consiglio comunale tenuto conto della porzione di territorio
comunale ricadente nelle aree di cui all'articolo 1, comma 2.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini : 8.2, 8.3, 8.4;
- dagli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna: 8.1.
Gli emendamenti 8.2, 8.3 e 8.4 dell'onorevole De Luca decadono,
come pure l'8.1.
ADAMO. Signor Presidente, c'è un altro emendamento all'articolo 8.
PRESIDENTE. Gli Uffici mi dicono che è improponibile in quanto
presentato fuori termine.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, signor assessore, onorevoli
colleghi, non mi pare limpida la ratio dell'articolo 8 perché
mentre al comma 1 si istituisce la facoltà per il comune, quindi
liberamente, non è in obbligo di contribuire; al comma 2 si
stabilisce in quali modi questo contributo deve essere reso, ma nei
riguardi delle condizioni interne al comune che vuole contribuire.
Mi sembra che questo non abbia molto senso perché al comma 2
stabiliamo che il contributo è deliberato annualmente dal consiglio
comunale, tenuto conto della porzione di territorio del comune
ricadente e mi chiedo che senso ha normarlo se il contributo è
facoltativo. Non comprendo la ratio di quest'articolo 8 e propongo
di accantonarlo e riflettere perché, paradossalmente, l'emendamento
dell'onorevole Barbagallo, ove istituiva l'obbligatorietà, era
coerente con il comma 2; ma se lasciamo le cose in questo modo,
l'articolo 8 è assolutamente incoerente.
Il punto non è la coerenza formale, il punto è cosa si vuole fare:
se noi chiediamo che i comuni contribuiscano, possiamo dire in che
modo; se non é obbligatorio, dobbiamo lasciare libera la maniera
con cui questi determinano il contributo, se lo determinano.
Altrimenti la legge è viziata da illogicità.
PRESIDENTE. Assessore, vuole precisare qualcosa in merito?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Non ritengo di
dover intervenire.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Organi dell'Istituto
1. Sono organi dell'IRSAP:
a) la consulta delle attività produttive;
b) il consiglio di amministrazione;
c) il presidente;
d) il collegio dei revisori.
2. Gli organi dell'Istituto restano in carica cinque anni.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 9.2, 9.3, 9.4, 9.5, 9.6,
9.7 e 9.8;
- dall'onorevole Maira: 9.1 (I parte).
Richiesta di verifica del numero legale
POGLIESE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Bufardeci,
Campagna,
Incardona, Marinese e Vinciullo)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò, Bonomo,
Cappadona, Colianni, D'Agostino, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Galvagno,
Gennuso, Gentile, Giuffrida, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Lo
Giudice, Lombardo, Marinello, Marrocco, Musotto, Nicotra,
Panarello, Panepinto, Pantuso, Parlavecchio, Picciolo, Raia,
Rinaldi, Ruggirello, Savona, Speziale, Sulsenti.
Sono in congedo: Calanducci, Caronia, Currenti, D'Asero, Dina,
Donegani, Ferrara, Marziano, Scoma, Termine e Torregrossa.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 48
L'Assemblea è in numero legale.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
242-362-577/A
PRESIDENTE. Gli emendamenti 9.2, 9.3, 9.4, 9.5, 9.6, 9.7 e 9.8, a
firma dell'onorevole De Luca, decadono.
L'emendamento 9.1 (I parte) è precluso.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Proteste degli onorevoli Incardona e Cappadona).
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Consulta delle attività produttive
1. La Consulta delle attività produttive è nominata con decreto
dell'Assessore regionale per le attività produttive. E' composta da
nove membri scelti tra persone di comprovata esperienza
amministrativa, imprenditoriale, professionale, tecnica o economica
nel settore delle attività produttive:
a) due membri della Consulta sono indicati dall'associazione degli
industriali maggiormente rappresentativa nel territorio regionale;
b) quattro membri sono indicati dalle associazioni maggiormente
rappresentative nel territorio regionale, rispettivamente, in
numero di uno per ognuna delle seguenti categorie: commercianti,
artigiani, cooperative e agricoltori;
c) un membro è indicato dalle associazioni sindacali maggiormente
rappresentative nel territorio regionale;
d) un membro è scelto nell'ambito di una terna di nominativi
predisposta dall'ANCI Sicilia e dall'Unione regionale delle
province siciliane;
e) un membro, che rappresenta la Regione, è scelto tra i dirigenti
dell'amministrazione regionale ovvero tra i funzionari direttivi
che abbiano comprovata esperienza almeno quinquennale quale
amministratore di enti pubblici regionali ovvero di società
partecipate dalla Regione stessa.
2. I membri della Consulta, ai quali per l'attività svolta compete
esclusivamente il rimborso delle spese di missione ove dovute,
possono essere rinominati per una sola volta».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 10.6, 10.7, 10.8, 10.5,
10.9, 10.10, 10.11, 10.12, 10.13;
- dall'onorevole Maira: 10.4;
- dagli onorevoli Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo: 10.3;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e Incardona:
10.2, 10.1;
- dal Governo: 10.14.
Gli emendamenti 10.6, 10.7, 10.8, 10.5, 10.9, 10.10, 10.11, 10.12
e 10.13, a firma dell'onorevole De Luca, decadono.
L'emendamento 10.4 è precluso.
Si passa all'emendamento 10.14 del Governo. Ne do lettura:
«Al primo comma dell'art. 10 dopo le parole con decreto sono
aggiunte le seguenti parole del Presidente della Regione, previa
delibera di Giunta, su proposta e le parole da persone a
società partecipate dalla Regione stessa sono così sostituite:
soggetti che si sono contraddistinti per la particolare e
comprovata esperienza nel settore dell'industria e tenuto conto
delle esperienze maturate nei settori del commercio, artigianato,
cooperazione e agricoltura:
- due membri designati dal Presidente della Regione;
- un membro designato dall'Assessore regionale per le attività
produttive;
- due membri individuati tra quelli indicati nella terna di
soggetti presentata dalle associazioni degli industriali
maggiormente rappresentative nel territorio regionale;
- quattro membri individuati, rispettivamente, in numero di uno
per ogni terna di soggetti presentata dalle associazioni delle
categorie dei commercianti, degli artigiani, delle cooperative e
degli agricoltori».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.3 dell'onorevole Pogliese.
POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Compiti e funzioni della Consulta delle attività
produttive
1. La Consulta fornisce il proprio parere su tutte le delibere del
Consiglio di amministrazione. A tal fine il Consiglio di
amministrazione, almeno venti giorni prima della seduta fissata per
l'adozione della delibera, ne sottopone lo schema alla Consulta,
che esprime il parere entro dieci giorni dal ricevimento.
2. Il parere della Consulta nelle delibere di cui alla lettera b)
dell'articolo 13 è vincolante. In ipotesi di varianti ai piani di
cui alla menzionata lettera b) dell'articolo 13 il parere della
Consulta è obbligatorio ma non vincolante.»
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli De Luca e
Leontini gli emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3.
Gli emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3 decadono.
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12.
Il Consiglio di amministrazione
1. Il Consiglio di amministrazione è nominato con decreto
dell'Assessore regionale per le attività produttive, ed è composto
da tre membri.
2. Per le finalità di cui al comma 1, ciascuna associazione degli
industriali, dei commercianti, degli artigiani, delle cooperative e
degli agricoltori che esprime il proprio componente in seno alla
Consulta di cui all'articolo 10, propone una terna di
rappresentanti. I tre componenti del consiglio sono scelti
nell'ambito delle terne così proposte.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 12.2, 12.3, 12.4;
- dall'onorevole Maira: 9.1 (II parte);
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e Incardona:
12.1.
- dal Governo: 12.5.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, chiedo una sospensione di 5
minuti perché non sempre abbiamo la possibilità di leggere quanto
stiamo per votare, soprattutto con tutti gli emendamenti che il
Governo sta presentando. Indipendentemente dal merito di questi
riteniamo di doverli apprezzare.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 12.5, a firma del Governo. Ne
do lettura:
«L'articolo 12 è così sostituito:
Il Consiglio di Amministrazione
1. Il Consiglio di amministrazione è nominato con decreto del
Presidente della Regione, previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore regionale per le attività produttive, ed è composto
da cinque membri dotati di particolare competenza nel settore, di
cui due scelti tra esponenti del campo dell'industria, del
commercio, degli artigiani, delle cooperative e degli
agricoltori ».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una proposta da parte
dell'onorevole De Benedictis che serve semplicemente ad apprezzare
ulteriormente gli emendamenti che il Governo sta presentando, ma mi
pare che non abbia presentato in corso di seduta, e comunque
l'accolgo perché capisco che si tratta di fare un lavoro ancora più
attento. Quindi, sospendiamo l'Aula per cinque minuti.
Invito gli assistenti parlamentari a distribuire, qualora non
l'abbiano già fatto, gli emendamenti a tutti gli articoli del
testo del disegno di legge.
(La seduta, sospesa alle ore 18.31, è ripresa alle ore 18.38)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, mi dispiace che la Presidenza
non abbia voluto ascoltare la richiesta che avevamo fatto di
sospensione della trattazione prima del voto sull'emendamento 12.5
del Governo, che cambia sostanzialmente la natura del disegno di
legge.
Siamo entrati in Aula per votare un disegno di legge che aveva una
sua caratterizzazione anche nel Consiglio di amministrazione
dell'IRSAP, e ora vediamo che l'emendamento 12.5, comparso in Aula
senza che vi sia stata una preventiva discussione, ha
sostanzialmente modificato questo aspetto. Al di là del merito, e
sottolineo al di là del merito, io credo che non sia questa la
maniera conducente per affrontare un disegno di legge su cui per
parte nostra ci siamo spesi, ci stiamo spendendo e con lealtà
abbiamo cercato di fare la nostra parte.
Per quanto mi riguarda, per oggi pomeriggio ci possiamo fermare
qui, si vedrà poi come proseguire.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori assessori, onorevoli colleghi, avevo chiesto in qualche
circostanza di intervenire perché, purtroppo, nel corso dei lavori
il testo degli emendamenti in molti casi è giunto dopo la sua
votazione e, come ha detto bene in questo caso l'onorevole De
Benedictis, oggi stiamo rischiando con questa frenesia di
recuperare tempo, di correre, come se fosse veramente una corsa per
vedere in quanti secondi si approva un disegno di legge che, per
settimane, è stato fermo per approfondimenti e poi materialmente
non si approfondisce. E non solo sull'emendamento 12.5 ci sarebbe
stato da riflettere, ma pure sull'intero assetto della composizione
dei numeri.
Signor Presidente, non c'è giornale oggi che non tratti dei costi
della politica, non c'è chi oggi non veda la riduzione dei numeri
dei vari componenti come una necessità, come una cosa da eliminare,
da ridurre. Erano cento: uno Erano duemila: due Come se tutto
questo, poi, fosse positivo.
Io credo che, ad esempio, l'avere determinato solo in nove unità
assegnando addirittura la rappresentanza di tutti gli enti locali,
comuni e province, ad un unico soggetto sia un errore, perché se la
politica tante volte fa dei guasti, arreca dei problemi e ha dei
costi, dall'altra parte la cancellazione della politica sia un
male, sia un rischio. Non facciamoci prendere dalla frenesia che,
per eccesso, commetta un errore perché va verso l'effetto opposto e
verso l'eccesso opposto.
Vedete, quando oggi si determina - tanto per fare un esempio - con
l'emendamento 12.5, che si è appena votato, che il Consiglio è
composto da cinque unità, di cui due scelti tra esponenti del campo
dell'industria, del commercio, degli artigiani, delle cooperative e
degli agricoltori - due, ma possono essere cinque -, il fatto che
non ci sia discernimento all'interno dei cinque, per una
rappresentanza delle autonomie locali del territorio, credo che sia
una sciagura, un errore. E così all'articolo 14, quando poi si
parlerà del presidente, mentre nel testo precedente si discuteva
che almeno il presidente non fosse emanazione degli industriali ma
del territorio, oggi viene eliminato.
Ora, ribadisco, do ragione all'onorevole De Benedictis quando dice
non facciamo una corsa come se effettivamente dovessimo vincere
non so quale premio e battere quale record.
Evitiamo di fare leggi che, dopo essere state ferme per settimane
e per mesi, poi non danno quel riscontro all'Aula, e soprattutto ai
cittadini e alle imprese, come ci proponiamo di fare.
Ho fatto un esempio sulla composizione: stiamo scendendo da un
numero di centinaia a nove, e io dicevo diciannove' per dare
almeno ad ogni provincia, comprendendo anche quelle di Gela ed
eventualmente di Caltagirone, ovviamente nella designazione - in
questo caso del sindaco del luogo - di un rappresentante. Il fatto
di ridurre il numero da cento a diciannove lo considero già un
successo straordinario, assessore Venturi; arrivare a nove mi
sembra battere un record inutile e dannoso per quello che il
territorio deve dare come compartecipazione alle scelte strategiche
della programmazione industriale nella nostra Terra. Anche in
questo caso, per la determinazione di un Consiglio di
amministrazione, mi sta bene cinque', ma che questi cinque siano
soggetti provenienti da pluralità di esperienze, da soggetti
diversi che non siano esclusivamente quelli provenienti dal mondo
dell'industria, così come viene indicato adesso. Potrebbero essere
soltanto questi, e conseguentemente il presidente non potrà che
essere un loro rappresentante.
Quindi, molto sommessamente, io dico di evitare questo anche
perché, nel corso dei lavori, Presidente Oddo, purtroppo in molti
casi ho inseguito l'emendamento, il cui testo non era stato
distribuito e di cui non avevo conoscenza prima del voto, e mi
veniva dato dopo che il voto era già avvenuto. Se si ha la cortesia
di fermarsi, visto che vi sono altri 26 articoli da esaminare, lo
considero un fatto utile per tentare di migliorare questo disegno
di legge.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
telegraficamente per sottoscrivere in pieno le valutazioni
esternate dal collega Bufardeci e prima ancora dal collega De
Benedictis.
Credo che sia opportuno un rinvio, un'articolata riflessione
all'interno di un percorso che credo possa essere assolutamente
condiviso e possa vedere quest'Aula affrontare le tematiche, che
ancora rimangono da analizzare, nella prossima seduta utile.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che sia
il caso di rinviare questa seduta a martedì prossimo. Non molto
tempo fa, esattamente la settimana scorsa, si è verificata la
stessa cosa con l'assessore Tranchida. In quella occasione abbiamo
detto a chiare lettere che non era possibile procedere in quel
modo, è un'abitudine che bisogna togliersi, che dobbiamo
modificare: non è possibile concordare un testo per l'Aula per poi
stravolgerlo all'ultimo istante con emendamenti presentati senza
che siano condivisi dalla maggioranza.
Chiedo, quindi, alla Presidenza e al Governo di rinviare questa
discussione a martedì prossimo e di approfondire tutti gli
emendamenti che sono stati presentati dal Governo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola al
Governo, preciso che l'emendamento 12.5 è stato presentato nei
termini, non è stato presentato in corso d'opera.
RINALDI. Signor Presidente, c'è un malloppo di emendamenti che non
è stato condiviso dalla maggioranza, per questo è necessario il
rinvio.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, io l'ho ascoltata, ora abbia la
pazienza di ascoltare me.
Siccome i deputati hanno sottolineato un aspetto importante, e
cioè che gli emendamenti sono stati presentati dal Governo in corso
d'opera, mentre la partita è aperta e si fa il passaggio in Aula,
non si tratta di questo caso: l'emendamento 12.5 è stato depositato
dieci, dodici giorni fa entro i termini.
A prescindere da questo, ci possono essere emendamenti che il
Governo presenta in corso d'opera e sui quali ha ragione chi
solleva che bisogna stare attenti. Mi pare opportuno segnalarlo.
Però proprio l'emendamento 12.5 è stato presentato entro i termini,
almeno dieci o dodici giorni fa.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESDIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
concordo con le richieste che vengono dall'Assemblea,
dall'onorevole Pogliese e dall'onorevole De Benedictis, e quindi
accetto il rinvio a martedì, così avremo più tempo per riflettere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, apprezzate le circostanze, la
Presidenza concorda nel rinviare i lavori a martedì. Invito i
colleghi ad approfondire ulteriormente gli emendamenti depositati.
Pertanto, la seduta è rinviata a martedì, 26 luglio 2011, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre
1997, n. 33». (740/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
2) - «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive». (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
La seduta è tolta alle ore 18.49
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli