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Resoconto d'Aula della Seduta n. 273 di mercoledì 20 luglio 2011
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   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Currenti,  Calanducci,
  Scoma,  Donegani, Marziano, D'Asero, Torregrossa e Caronia sono  in
  congedo per oggi; l'onorevole Dina sarà in congedo per il 21 luglio
  2011.

   L'Assemblea ne prende atto

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi, con nota  prot.  n.
  6322  del 13 luglio 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno
  di  legge  n. 454 «Promozione della mutualità volontaria e sostegno
  alle società di mutuo soccorso».

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Ente  autonomo  portuale  di Messina.  Designazione  componente
  effettivo  del  Collegio dei sindaci: dott. Ceraolo  Antonino.  (n.
  167/I)
   Pervenuto in data 19 luglio 2011.
   Inviato in data 20 luglio 2011.

   -  Consorzio ASI del Calatino. Designazione componente  effettivo,
  con  funzioni di Presidente e componente supplente del collegio dei
  revisori dei conti. (n. 168/I)
   pervenuto in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.

   -   Ente   autonomo  regionale  Teatro  di  Messina.  Designazioni
  componente  effettivo  e  componente  supplente  del  collegio  dei
  revisori dei conti. (n. 169/I)
   pervenuto in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.

   -   Ente   autonomo  Fiera  di  Messina.  Designazione  componente
  effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 170/I)
   pervenuto in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.
   -  Azienda  speciale  magazzini generali e servizi  alle  imprese.
  Camera  di  commercio di Messina. Designazione componente effettivo
  del collegio dei revisori dei conti. (n. 171/I)
   pervenuto in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  il  parere reso dalla  Commissione   Affari
  istituzionali' (I):

   -    Commissione    provinciale   dell'ufficio    regionale    per
  l'espletamento  di  gare  per  l'appalto  dei  lavori  pubblici  di
  Caltanissetta. Designazione componente di cui alla lettera  b)  del
  comma  9 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n.  104,
  nel testo coordinato con le norme regionali. (n. 165/I)
   reso in data 19 luglio 2011 e inviato in data 20 luglio 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità e all'Assessore per le risorse agricole
  e alimentari, premesso che:

   i  comuni di Erice, Paceco, Valderice, Custonaci, Alcamo e  alcune
  zone  della  città  di Trapani (circa il 25% del  fabbisogno  della
  medesima) vengono approvvigionati esclusivamente dall'acqua fornita
  da un impianto di dissalazione, ubicato in località Nubia (Paceco),
  gestito da 'Siciliacque';

   la condotta sottomarina, che fornisce l'acqua di mare all'impianto
  passando  sotto  le  saline, ha, ormai, 17 anni  ed  è  soggetta  a
  frequenti  rotture che determinano il fermo del dissalatore  ed  il
  conseguente  mancato approvvigionamento idrico dei numerosi  comuni
  succitati;

   a  questo  si  aggiungono  le  continue  interruzioni  di  energia
  elettrica che non permettono ai tecnici di Siciliacque di  svolgere
  proficuamente il proprio lavoro;

   i  continui fermi dell'impianto di dissalazione, che si verificano
  soprattutto  nel  periodo estivo, determinano  il  venir  meno  del
  prezioso  liquido  causando uno stato  di  grave  disagio  per  gli
  abitanti dei comuni dipendenti dello stesso dissalatore;

   la  società  Siciliacque ha già predisposto  un  progetto  per  la
  realizzazione di una nuova condotta, più moderna ed efficiente, che
  avrebbe un costo di circa un milione e mezzo di euro;

   l'unione  dei  comuni  elimo ericini ha avanzato  la  proposta  di
  utilizzare   l'acqua  della  diga  Baiata  (Paceco)  che   potrebbe
  garantire  un utilizzo di circa otto milioni di metri cubi  d'acqua
  da destinare ai comuni sopra elencati, mantenendone circa 4 milioni
  per esclusivo uso agricolo;

   per  rendere possibile la proposta avanzata dall'unione dei comuni
  elimo  ericini, il cui progetto è stato apprezzato da  Siciliacque,
  si   rende   necessaria  la  realizzazione  di   un   impianto   di
  potabilizzazione   e   le   necessarie  autorizzazioni   rilasciate
  dall'Assessorato  regionale delle risorse agricole  per  l'utilizzo
  misto delle acque;

   per sapere:

   se   non  ritengano  urgente  e  indispensabile  intervenire   per
  garantire   il  regolare  approvvigionamento  idrico   dei   comuni
  specificati  in premessa, sostituendo, in tempi brevi, la  condotta
  sottomarina di attingimento dell'impianto di dissalazione  sito  il
  località  Nubia  (Paceco),  considerato  che  Siciliacque  ha   già
  predisposto il relativo progetto;

   se  non ritengano altresì utile e ragionevole programmare la messa
  in  opera di un impianto di potabilizzazione che permetta di usare,
  per usi civili, l'acqua della diga Baiata (Paceco), evitando che  i
  numerosi   abitanti   nei   comuni  di   cui   trattasi   dipendano
  esclusivamente,  per l'approvvigionamento idrico,  dal  dissalatore
  suddetto». (2000)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                                 ODDO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   il  principio  costituzionale della libertà  di  educazione  trova
  realizzazione attraverso le scuole statali, le scuole  riconosciute
  paritarie  ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62, e  le  scuole
  non paritarie di cui al regolamento n. 263 del 29 novembre 2007;

   il  riconoscimento  della parità scolastica  inserisce  la  scuola
  paritaria   nel  sistema  nazionale  di  istruzione  e   garantisce
  l'equiparazione  dei  diritti  e  dei  doveri  degli  studenti,  le
  medesime   modalità   di   svolgimento  degli   esami   di   Stato,
  l'assolvimento   dell'obbligo  di  istruzione,   l'abilitazione   a
  rilasciare  titoli  di studio aventi lo stesso  valore  dei  titoli
  rilasciati da scuole statali e, più in generale, impegna le  scuole
  paritarie  a  contribuire  alla  realizzazione  della  finalità  di
  istruzione ed educazione che la Costituzione assegna alla scuola;

   considerato che:

   la  Regione  siciliana  ha recepito in toto il  concetto  fondante
  delle    scuole   paritarie,   concetto   quindi   che   si    basa
  sull'insostituibile  supporto  all'istruzione  ed  educazione   dei
  giovani siciliani;

   a  sostegno di quanto sopra, basti ricordare che, nelle  circolari
  assessoriali  di  riferimento, ogni  anno  vengono  inserite  somme
  destinate  a  borse  di studio che permettono  a  giovani  studenti
  meritevoli  di  perseguire  il  loro  obiettivo  scolastico  presso
  istituti paritari dell'Isola;

   preso   atto   che   l'intendimento   dell'Assessorato   regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale è  giusto  e,  per
  certi aspetti, consono alle aspettative sia dei siciliani che della
  Comunità  europea, la quale fornisce i propri fondi per i  suddetti
  progetti di sviluppo e di contrasto alla disoccupazione;

   visto che:

   nonostante esistano norme precise in materia, le scuole  paritarie
  siciliane lamentano una continua disinformazione sia sulle modalità
  di   erogazione  dei  contributi  regionali  e  nazionale  sia  sui
  documenti richiesti per rendicontare le spese sostenute;

   è  fondamentale sottolineare che le scuole paritarie si sostengono
  con  le  rette  pagate  dalle  famiglie  degli  studenti  e  con  i
  contributi  di  cui  sopra.  La  mancata  garanzia  dei  tempi   di
  ottenimento  dei  contributi mette in seria difficoltà  le  scuole,
  visto  che  è  impensabile l'aumento delle rette scolastiche,  alla
  luce  del  fatto  che molte famiglie degli studenti appartengono  a
  ceti disagiati;

   anche  la  prassi seguita dall'Assessorato Istruzione di liquidare
  le   spettanze   all'inizio  dell'anno  scolastico   successivo   è
  deleteria, perché costringe le scuole ad anticipare, attingendo  ai
  propri  fondi  di  riserva,  i  costi  della  gestione  scolastica,
  limitando   quindi  eventuali  spese  aggiuntive  miranti   ad   un
  miglioramento dell'offerta scolastica;

   per  sapere  quali iniziative intendano adottare per  garantire  i
  tempi  e  le  modalità  di  erogazione dei contributi  regionali  e
  statali  alle  scuole paritarie regionali, al fine di permettere  a
  migliaia  di  studenti  di  poter affrontare  il  proprio  percorso
  scolastico in maniera serena e, soprattutto, completa dal punto  di
  vista didattico». (2001)

                                                   VINCIULLO-POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che in data 7 giugno  2011  è
  stato  convocato  d'urgenza, per il 13  giugno  2011,  il  comitato
  direttivo  del  Consorzio  area di sviluppo  industriale  (ASI)  di
  Siracusa;

   preso  atto  che  ad  uno  dei componenti del  succitato  comitato
  direttivo  la  comunicazione della convocazione  della  riunione  è
  pervenuta in pari data, cioè il giorno 13 giugno, a riunione oramai
  ultimata;

   considerato  che tale ritardo nella comunicazione  dell'avviso  di
  convocazione  ha  comportato allo stesso componente l'impossibilità
  di   partecipare   alla  riunione  del  comitato,  provocando,   di
  conseguenza, l'irregolare costituzione dell'organo;

   nonostante la palese irregolarità nella convocazione, il  comitato
  direttivo si è illegittimamente insediato ed ha discusso quanto era
  previsto nell'ordine del giorno della riunione, effettuando altresì
  delle deliberazioni concernenti il medesimo ordine del giorno;

   tenuto conto che:

   appare evidente che l'assenza di uno dei componenti, causata da un
  ritardo di comunicazione, inficia quanto deciso e deliberato  nella
  riunione del comitato direttivo dell'ASI di Siracusa;

   di  contro lascia perplessi come, in presenza di una così evidente
  anomalia,  i  componenti presenti del consiglio  direttivo  abbiano
  deciso  di aprire i lavori, discutere quanto all'o.d.g. e  chiudere
  la  sessione  senza  porsi minimamente il problema  della  validità
  della medesima riunione;

   per sapere se non ritengano urgente ed opportuno inviare presso il
  Consorzio  ASI  di  Siracusa un ispettore che faccia  chiarezza  su
  quanto  avvenuto  e  possa individuare eventuali responsabilità  in
  questa  incredibile  vicenda, procedendo  altresì  all'annullamento
  delle deliberazioni prese, inficiate dall'irregolare convocazione».
  (2002)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in  data  19  luglio
  2011, la mozione numero 285  Censura all'Assessore regionale per la
  salute ,   dagli  onorevoli  Limoli,  Leontini,  Beninati,   Bosco,
  Buzzanca,  Campagna,  Caputo, Corona,  D'Asero,  Falcone,  Formica,
  Leanza  Edoardo,  Mancuso, Marinese, Pogliese, Scoma,  Torregrossa,
  Vinciullo. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la crisi in cui versa il sistema sanitario regionale a causa della
  mancata applicazione dell'annunciata riforma della sanità,  con  la
  legge  14  aprile 2009 n. 5, ha raggiunto livelli intollerabili  ed
  insostenibili,  certificati da frequentissimi  casi  di  malasanità
  ampiamente documentati dalla stampa locale e nazionale;

   stupisce  sempre più la patologica ostinazione con cui l'Assessore
  per  la  salute  continua ad attribuirsi, con toni  trionfalistici,
  meriti  che non ci sono, rimuovendo sistematicamente il periodo  di
  gestione della sanità che intercorre tra il 2006 e il 2008;

   la  candida  affermazione  di avere  ereditato  un  deficit  di  1
  miliardo  di  euro è clamorosamente smentita dalla relazione  della
  Corte  dei  conti,  sezioni riunite, in sede di  controllo  per  la
  Regione siciliana, resa alla Camera dei Deputati in data 12  maggio
  2010. Da tale studio, infatti, viene fuori che il professor Roberto
  Lagalla, Assessore per la sanità nel biennio 2006-2008, ereditò  un
  deficit di 932 milioni di euro;

   tale  voragine  finanziaria  fu  l'atto  finale  della  dissennata
  gestione   assessoriale  portata  avanti   negli   anni   2004-2006
  dall'allora  Assessore  Giovanni Pistorio, tristemente  famoso  per
  essere  riuscito, fra l'altro, tra il settembre  2005  e  il  marzo
  2006,  a  raddoppiare il numero delle ambulanze (da 158  a  280)  e
  degli operatori del '118' da 1500 a 3300;

   il  lavoro  svolto dall'Assessore Lagalla unitamente al management
  di allora, grazie al piano di rientro siglato con il Ministro della
  salute  a fine luglio 2007, fece sì, come si evince dalla relazione
  della  Corte dei conti, che il deficit della sanità dai 932 milioni
  di  euro del 2006 scendesse nel 2007 a 573 milioni, nel 2008 a  261
  milioni  e  nel  2009 a 232 milioni. Se la suddetta  analisi  fosse
  vera,  è  del tutto evidente che l'Assessore Massimo Russo distorce
  la  verità,  considerato  che  la  legge  di  riforma  del  sistema
  sanitario  che egli si accredita è entrata in vigore nel  settembre
  del 2009;

   ricordato che:

   in  assoluto dispregio della tanto decantata azione di trasparenza
  e  legalità  non si sono ancora potute conoscere, seppur  richieste
  per  il  tramite  dell'attività ispettiva parlamentare,  le  regole
  osservate per le nomine dei 17 direttori generali e delle decine  e
  decine   di  direttori  sanitari  e  amministrativi  delle  aziende
  sanitarie  e  ospedaliere e quali siano stati i criteri  utilizzati
  per  le  nomine  dei revisori dei conti delle aziende  sanitarie  e
  ospedaliere;

   altresì  si  attendono  ancora risposte in  merito  alla  crescita
  esponenziale  dei costi del servizio del 118 e che  dal  18  maggio
  2010 il gruppo PDL aspetta invano riscontro all'interrogazione  con
  cui  si  chiedevano chiarimenti in ordine al bando di gara  emanato
  dall'Assessore  Russo  avente per oggetto:  servizi  di  consulenza
  direzionali  ed operativi per un importo di 21.121.377 euro,  bando
  che   suscita  più  di  un  legittimo  sospetto  per  certe  strane
  condizioni di partecipazione e la cui durata sarebbe di  tre  anni,
  prevedendo una media di occupati per anno di circa 23 unità con una
  retribuzione per ognuna di 1.250 euro al giorno;

   evidenziato che:

   i  dati diffusi dalla Commissione parlamentare di inchiesta  sugli
  errori  in  campo  sanitario e sulle cause dei disservizi  sanitari
  regionali,  della Camera dei Deputati, pongono la Sicilia  come  la
  seconda regione, dopo la Calabria, a detenere il record per casi di
  malasanità.  I  risultati resi noti alla fine di ottobre  del  2010
  evidenziano  come in Sicilia si siano verificati 52  casi,  con  38
  decessi  e  decine di denunce, in cui l'errore medico  va  di  pari
  passo  con  le  carenze  strutturali  e  i  disservizi  sistematici
  nell'erogazione delle prestazioni sanitarie;

   tra  i  casi che maggiormente hanno destato sgomento nell'opinione
  pubblica si ricordano quello accaduto nell'agosto del 2009, in  cui
  la  precarietà  strutturale della sala operatoria dell'ospedale  di
  Mazzarino  (CL) e l'insufficienza di personale fu determinante  nel
  susseguirsi  di  ritardi e incapacità gestionali che  portarono  al
  decesso  per dissanguamento di un giovane coinvolto in un incidente
  stradale,  e  quello accaduto nel dicembre 2009, per  il  quale  la
  Procura  della  Repubblica di Agrigento ha  aperto  un'inchiesta  a
  seguito  del  decesso  di una neonata dopo essere  stata  partorita
  dalla madre in una sedia all'ospedale di Canicattì (AG);

   nel   2010   i   casi  di  malasanità  in  Sicilia  hanno   subito
  un'impennata: gli episodi avvenuti presso il reparto di ginecologia
  del  Policlinico di Messina; dell'ospedale di Partinico  (PA);  dei
  pazienti  in  attesa  sulle sedie, per giorni, al  pronto  soccorso
  dell'ospedale Civico di Palermo; i disagi strutturali,  le  carenze
  di  personale,  le decine di ammalati in osservazione,  stipati  in
  piccole  stanzette del pronto soccorso dell'ospedale  Sant'Elia  di
  Caltanissetta;la  mancanza di posti letto  all'ospedale  Civico,  a
  Villa Sofia - Cervello, al Policlinico e al Buccheri La Ferla,  che
  hanno  determinato  resse vergognose nei  pronto  soccorso  dove  i
  malati  sono  costretti a sostare per ore, a volte per  giorni,  su
  barelle  collocate lungo i corridoi; liste d'attesa da 6 a 12  mesi
  per  un  esame  al  cuore, da 4 a 8 mesi per  un  ecografia,  ecc.,
  evidenziano  come i tagli di personale, la soppressione  dei  posti
  letto, l'imposizione di una riforma che non tiene conto del diritto
  alla salute dei cittadini sono la causa di quanto sopra riferito  e
  smentiscono clamorosamente la supponenza con cui l'Assessore  Russo
  si  autoproclama  artefice eroico del cambiamento della  sanità  in
  Sicilia;

   evidenziato ancora che:

   l'assenza  di un aggiornato piano regionale sanitario,  i  ritardi
  nelle composizioni dei 17 collegi sindacali, degli atti aziendali e
  la  poca  chiarezza dei bilanci delle aziende sanitarie,  che  sono
  stati  bocciati  dai Sindaci, come accaduto per  ben  tre  volte  a
  Palermo,   sono   il  risultato  di  un'azione       amministrativa
  raffazzonata ed estemporanea, un ostacolo concreto all'applicazione
  del piano di rientro;

   dai ritardi nell'insediamento dei collegi sindacali è derivata  la
  totale assenza di controllo sulla spesa sanitaria da parte di  ogni
  singola  azienda e che 'per quanto riguarda gli atti aziendali,  da
  parte dei direttori generali, che indicano i criteri di gestione  e
  la  cornice  di  attività svolte, l'Assessore Russo ha  assicurato,
  come  riportato  dalla  stampa, che tra  luglio  e  settembre  2010
  saranno adottati, ma fino ad allora si vivrà alla giornata';

   senza la determinazione delle piante organiche e la redazione  dei
  relativi  atti  aziendali  non  è  possibile  procedere   a   nuove
  assunzioni  di  personale, sia esso sanitario  che  amministrativo,
  dovendosi,  prima  di  avviare le procedure concorsuali  per  nuovi
  posti,   espletare   alcuni  atti  formali  obbligatori   tra   cui
  l'approvazione  della  pianta organica da  parte  dell'Assessorato,
  l'inserimento  dei  posti  a  concorso nel  piano  triennale  delle
  assunzioni,  così  come  previsto dal d.lgs.  n.  165  del  2001  e
  l'esperimento  della mobilità prima dell'indizione della  procedura
  concorsuale;

   ritenuta  emblematica la vicenda dell'ospedale Civico di  Palermo,
  dove  una paziente ha aspettato 3 giorni su una sedia in attesa  di
  essere  ricoverata. Tale episodio, ultimo di una serie infinita  di
  casi di mala sanità, poteva rappresentare l'occasione per una seria
  riflessione sullo stato di attuazione della legge n. 5 del 2009. Ma
  non è stato così. Infatti l'Assessore Russo, invece di ammettere il
  fallimento della propria gestione assessoriale, ha individuato  nel
  manager  del  Civico,  dott.  Allegra,  l'unico  responsabile   del
  disastro,  invitandolo  a dimettersi, pensando,  in  tal  modo,  di
  autoassolversi   dalle   sue  gravissime  responsabilità.   L'avere
  dichiarato al magistrato inquirente che già il 25 agosto 2010 aveva
  chiesto  al  manager  di  sostituire  il  responsabile  del  pronto
  soccorso  e che tale richiesta non poteva essere accolta perché  il
  suddetto  apparteneva alla stessa area politica del dott.  Allegra,
  non fotografa sig. Assessore, il suo fallimento e la sua impotenza?
  Perché  si ostina a sproloquiare di legalità, trasparenza e regole?
  Si  ricorda,  di  grazia,  quando Lei accusava  il  PDL  di  essere
  nostalgico  del passato sol perché si permetteva di  chiederLe  che
  fine  avesse  fatto  la  selezione dei  curricula  degli  aspiranti
  manager  da  parte  della Bocconi di Milano? E, ancora,  chi  aveva
  imposto  la nomina dei direttori sanitari e amministrativi? Ammetta
  di  avere fallito e dica pubblicamente, magari attraverso la stessa
  trasmissione  di  mattino 5 che la politica ha imposto,  e  Lei  ha
  obbedito,  la  nomina non solo del dott. Allegra, ma  di  tutto  il
  management  della sanità siciliana e che della sua fama di  tecnico
  duro e puro sono piene le favole per bambini;

   ritenuto ancora che:

   temi    come   quelli   della   razionalizzazione   della   spesa,
  malfunzionamento  dei  servizi,  tempi  d'attesa  per   prestazioni
  specialistiche  e disomogeneità territoriali, stato  di  attuazione
  del   Cup  regionale,  reperibilità  di  specialisti  per  urgenze,
  applicazione  delle disposizioni regionali sul potenziamento  delle
  cure  domiciliari sono tutte urgenze strutturali  che  non  trovano
  ancora   alcuna   risposta   efficace  e   trasparente   da   parte
  dell'Assessore regionale per la salute, il cui atteggiamento  è  di
  estraneità irresponsabile rispetto a una riforma che si è  rivelata
  causa  di  sprechi  ed errori ad esclusivo danno della  salute  dei
  siciliani;

   il  delirio di onnipotenza dell'Assessore Russo ha toccato l'apice
  con  gli  ultimi  botti elettorali di fine anno  con  cui  è  stata
  annunciata urbi et orbi l'assunzione nella sanità di 4 mila unità;

   per  comprendere  quanto  sia stato strumentale  l'annuncio  sopra
  descritto  è  opportuno  ripercorrere  gli  avvenimenti  che  hanno
  caratterizzato  l'anno 2010, cominciando proprio  dalla  situazione
  economica  in cui versavano le aziende sanitarie. Infatti  da  tale
  analisi  si  evince che nella prima metà dell'anno, l'Assessore  ha
  dato  mandato al dirigente generale dell'Assessorato, dr Guizzardi,
  di  convocare  tutte  le  aziende e assegnare  ad  ognuna  rigorosi
  obiettivi  di  carattere  economico  in  materia  di  recupero   di
  efficienze   delle  strutture  di  erogazione  delle   prestazioni,
  miglioramento  e  razionalizzazione dell'organizzazione,  riduzione
  dei  costi di acquisto di beni e servizi, nonché gli obiettivi  per
  il contenimento e la riduzione del costo del personale;

   considerato che:

   il   Servizio   5  'economico  finanziario'  dell'Assessorato   ha
  approvato  i  piani triennali di rientro (2010-2012) delle  singole
  aziende in cui è compresa la previsione del costo del personale;

   nel  mese  di  giugno 2010 l'Assessore, smentendo  l'attività  del
  Servizio  5 'economico finanziario' dell'Assessorato ha inviato  un
  decreto  contenente  le  linee guida per la rideterminazione  delle
  dotazioni  organiche con cui vengono fissati parametri  di  calcolo
  del  fabbisogno  di  personale che evidenziano  la  possibilità  di
  esuberi  di  personale. A causa di ciò si evidenzia  che  risultano
  esserci 3.500/4.000 unità di personale presente in servizio a vario
  titolo  in più rispetto al fabbisogno contenuto nell'ultima  pagina
  del decreto che individua i limiti massimi per ogni singola azienda
  e  il relativo costo massimo o fabbisogno finanziario necessario al
  pagamento degli oneri stipendiali;

   non  si  comprende perché appena 2 mesi prima il Servizio 5  abbia
  autorizzato le aziende a mantenere il personale in servizio al 2009
  fatte   salve  alcune  irrilevanti  manovre  di  riduzione  e   che
  improvvisamente il sistema ha addirittura oltre 3500 unità in più;

   rilevato che:

   l'annuncio  rappresenta una serrata che nessuno si aspetta  e  che
  colpisce soprattutto il personale precario che dati gli esuberi non
  potrà  a  breve  sperare di lavorare ed anzi  potrebbe  addirittura
  finire a spasso e che non si comprende come due uffici dello stessa
  direzione  generale  dell'Assessorato dicano e diano  due  versioni
  della  sanità totalmente opposte e che ad occhio e croce i  precari
  siano proprio circa 3.500, come gli esuberi;

   mentre  l'estate trascorre con rinvii del termine di presentazione
  delle  piante  organiche - causa anche un'improvvida  gestione  dei
  rapporti  con i sindacati improvvisamente l'Assessore  annuncia  in
  'pompa  magna' che ci saranno 4.000 nuove assunzioni  in  sanità  e
  precisa  che  le stesse avverranno entro l'anno. Uno dei  primi,  o
  forse  addirittura precursore rispetto al volere dell'Assessore,  è
  proprio  l'ex consulente, ora direttore generale del Cannizzaro  il
  quale  nel luglio 2010 (Gazzetta Ufficiale n. 54 del 9 luglio 2010)
  senza atto aziendale e senza pianta organica ha bandito un concorso
  per 4 posti di dirigente amministrativo;

   sembra opportuno ricordare e necessario spiegare, a chi non  fosse
  a  conoscenza  della procedura con cui si recluta il  personale  in
  sanità, che un posto si definisce vacante e disponibile se ci  sono
  le seguenti condizioni:

   1. Esiste una dotazione organica approvata dall'Assessorato
   2. Il posto esiste in quella specifica dotazione organica
   3.  Il  posto  da  mettere a concorso è stato inserito  nel  piano
  triennale delle assunzioni(d.lgs. 165/2001)

   4. Prima di indire una procedura di selezione deve essere esperita
  la mobilità;

   se  ciò  corrispondesse a verità non si capisce come  abbia  fatto
  l'Assessore,  senza  avere  ancora  approvato  non  solo  gli  atti
  aziendali  ma  nemmeno una delle piante organiche  delle  nuove  17
  aziende,  ad  individuare il fabbisogno di personale  di  tutto  il
  sistema sanitario e come potesse sapere quale percentuale di  posti
  riservare alla mobilità infra ed extra regionale;

   nonostante  ciò  l'Assessore, 'trasformatosi' in  fonte  normativa
  primaria,  comincia  ad innovare in materia di  legislazione  e  di
  procedure,  autorizzando, con una circolare, i  direttori  generali
  delle Aziende a bandire i concorsi per determinate discipline anche
  senza l'approvazione della dotazione organica (circolare n. 52109 e
  n.   52113   del  03/12/2010)  e,  a  cascata,  senza  il  corretto
  adempimento dei passaggi che precedono l'indizione di un concorso;

   nonostante  tutte queste difficoltà, alcune rimosse  dallo  stesso
  Assessore che ha precettato coloro che lavorano presso la  Gazzetta
  Ufficiale  della Regione siciliana a ricevere i bandi  fino  al  23
  dicembre,  ed  altre  eliminate  per  la  coscienza  dei  direttori
  generali che sanno che i 4000 posti non sono nuovi, ma sono la sola
  possibilità  di rispondere alle aspettative di coloro che  da  anni
  lavorano  da  precari  per  la sanità, si  adempie  agli  indirizzi
  assessoriali  ed  infatti la GURS n. 18  del  31  dicembre  2010  è
  stracolma di concorsi, cioè di sogni di stabilità e di lavoro;

   quando sembra tutto perfetto, c'è qualcuno che si accorge che  c'è
  qualcosa  che  non va. Infatti sono stati indetti i concorsi  anche
  per  il  comparto  e per l'area amministrativa da altre  3  aziende
  (oltre  al  Cannizzaro nel luglio 2010). A quel punto  l'Assessore,
  che  fino  a  quel  momento  non  si  era  curato  della  normativa
  calpestata e piegata alle sue esternazioni, si ricorda  che  il  14
  maggio  2010  è  entrata in vigore la l.r.  n.  11  del  2010  che,
  all'art.  42, comma 1, prevede quanto segue 'Per gli enti locali  e
  per  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela
  e vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è  differito al 31 dicembre 2013. La presente norma si  applica
  anche  al  personale  delle aziende sanitarie  con  esclusione  del
  personale dell'area medica';

   per  quanto  sopra, il 14 gennaio 2011 l'Assessore ha  invitato  a
  tutte le Aziende - con particolare riguardo all'ASP di Siracusa, al
  Policlinico di Catania e al Policlinico di Messina - una  circolare
  in  cui  ritenendo  illegittimi i predetti bandi dispone  che  essi
  debbano essere ricondotti a legittimità, ed i relativi posti  messi
  a  concorsi  coperti mediante procedure per soli titoli, obbligando
  pertanto  le  sopra richiamate aziende a modificare  o  revocare  i
  seguenti concorsi:

   a) 9 posti di dirigente amministrativo;
   b) 5 posti di dirigente analista;
   c) 1 posto di dirigente statistico;
   d) 3 posti di dirigente ingegnere;
   e) 3 posti di collaboratore amministrativo professionale;
   f) 8 posti di assistente amministrativo;
   g)  1  posto  di collaboratore tecnico professionale ingegnere  ad
  indirizzo civile;
   h) 1 posto di collaboratore tecnico professionale CED;
   i) 1 posto di assistente tecnico geometra;
   l) 1 posto di assistente tecnico programmatore
   m)  6 posti di collaboratore professionale sanitario tecnico della
  fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare;
   n)  2  posti  di collaboratore professionale sanitario tecnico  di
  neurofisiopatologia;
   o) 4 posti di dirigente fisico;
   p) 4 posti di dirigente farmacista;
   q) 2  posti di dirigente radiochimico/radiofarmacista;
   r)   1  posti  di  dirigente  prof.  sanit.  infermieristiche   ed
  ostetriche;
   s) 1 posti di dirigente prof. sanit. della riabilitazione;
   t) 1 posti di dirigente prof. sanit. tecnica;
   u) 1 posti di dirigente prof. di assistente sociale;

   sorge  spontaneo  chiedersi  perché il  Cannizzaro  (concorso  per
  dirigente  amministrativo  bandito  a  luglio  2010)  non  è  stato
  inserito   tra  le  Aziende  le  cui  procedure  sono   considerate
  illegittime e che meraviglia anche il passaggio della circolare  in
  cui  lo  stesso  assessore  rammenta  che  è  stato  presentato  ed
  approvato un emendamento governativo che precisa che la norma (art.
  42  legge  regionale  11/2010) è in corso di revisione  e  potrebbe
  essere  abrogata  facendo  salvi  quindi  gli  effetti  dell'azione
  amministrativa delle aziende che avevano applicato correttamente la
  normativa  nazionale  relativa  al reclutamento  di  personale  nel
  servizio  sanitario  nazionale (solo un esempio  è  l'art.  26  del
  d.lgs. 165/2001, nonché il D.P.R. 483/97);

   in  tal modo siamo in presenza di un Assessore magistrato il quale
  crede  che  la  normativa regionale possa modificare  non  solo  la
  Costituzione, ma anche la normativa statale;

   questa  determinazione è quantomeno discutibile, in quanto  l'art.
  42  citato  dalla  circolare assessoriale sarebbe  incostituzionale
  perché violerebbe il principio di accesso ai pubblici impieghi  per
  pubblico  concorso  che deve prevedere almeno una  prova  selettiva
  (art.  97  Cost.) cosa che una sola valutazione dei titoli  non  è.
  Infatti, la Corte Costituzionale, inoltre, ha più volte - da ultimo
  con  una sentenza del 5 gennaio 2011 - ribadito che la deroga  alle
  procedure di cui al terzo comma dell'art. 97 della Costituzione (il
  concorso  pubblico) deve essere interpretata in maniera restrittiva
  attraverso   un   rigido   controllo  di   ragionevolezza   e   non
  arbitrarietà.  Arbitrarietà e mancanza  di  ragionevolezza  che  si
  manifesta  nell'estendere le previsioni della normativa  richiamata
  dall'art. 42 (art. 19 comma 4 della legge regionale n. 25 del  1993
  e art. 20 della legge regionale n. 27 del  1991 riferite  solamente
  a  posizioni  il  cui  accesso  prevedeva  come  titolo  la  scuola
  dell'obbligo)  al  personale  laureato  o  diplomato  del  servizio
  sanitario nazionale;

   qualora ciò non fosse sufficiente si ricorda il testo dell'art. 26
  del  d.lgs.  n.  165  del 2001 che precisa che  alla  qualifica  di
  dirigente si accede mediante concorso per titoli ed esami;

   appare  opportuno chiedere all'assessore quali sono i manager  per
  cui  le  procedure  devono essere applicate  e  quali,  quelli  che
  possono fare come vogliono;

   in  spregio  alle  indicazioni dell'Assessore ed anche  contro  la
  stessa normativa di riferimento il manager del Cannizzaro ha deciso
  di  provvedere al reclutamento di personale dirigenziale  dell'area
  amministrativa  e di personale laureato del comparto amministrativo
  (seppur a tempo determinato) individuando la procedura per titoli e
  colloquio  (corretta per la norma, ma scorretta per l'Assessore)  e
  senza pubblicare i bandi su nessuna gazzetta (né GURS, né GURI);

   è  lecito  domandarsi se a fronte di assenza  di  trasparenza,  di
  violazione  dei  principi  di  parità  di  accesso  e   di   eguale
  trattamento dei candidati saranno assunte sanzioni o se si chiuderà
  un occhio come nel caso del Policlinico di Catania, per il quale ci
  si  è  dimenticati  di  richiedere la  revoca  anche  del  concorso
  (concorso per dirigente biologo bandito il 14 maggio 2010 -  stessa
  data  di  entrata  in  vigore della l.r.  11/2010)  oggetto  di  un
  chiacchiericcio   inquietante,  e  per  cui  si   vorrebbe   sapere
  dall'assessore se i posti a concorso nella sanità ci sono,  non  ci
  sono,  e se sono a disposizione di un'elite di fedelissimi.  Appare
  chiaro,  in  vero, che i posti ci sono sempre stati  e  artatamente
  sono stati ritenuti esuberi salvo poi prendersi il merito di averli
  creati;

   non  si  comprende  quale efficacia abbiano i  17  atti  aziendali
  pubblicati in Gazzetta Ufficiale, nonostante siano stati validati a
  condizione, e che le piante organiche approvate e pubblicate sono 5
  su  17,  il  che porta alla conclusione di non sapere con  certezza
  quali siano i bandi legittimamente pubblicati;

   considerato che:

   a  proposito di legalità e trasparenza se le regole devono  essere
  applicate per tutti, non si capisce il motivo per cui le dimissioni
  invocate  in  diretta televisiva per il dottor  Allegra  non  siano
  richieste  ed  imposte  anche  per il  dott.  Salvatore  Cirignotta
  manager  dell'ASP 6 di Palermo, nei cui confronti il  collegio  dei
  revisori ha respinto all'unanimità più volte il bilancio consuntivo
  del 2009, avendo riscontrato un buco da 2 milioni e mezzo di euro;

   i  quesiti sulla rimodulazione o soppressione dei 588 posti  letto
  della sanità privata sono rimasti lettera morta;

   i  4000 mila posti di lungodegenza e riabilitazione non sono stati
  istituiti, nonostante le promesse reiterate di garantire i  servizi
  e  l'assistenza alle fasce più deboli della popolazione,  a  fronte
  della eliminazione dei 2700 posti letto nel pubblico;

   i  presidi  territoriali assistiti (PTA) indispensabili  strutture
  filtro,  a quasi due anni dall'approvazione della legge,  non  sono
  stati  avviati,  ad  eccezione  dell'Enrico  Albanese  di  Palermo,
  attualmente contenitore vuoto, e della vergognosa inaugurazione del
  PTA di Giarre (CT);

   a  causa  del  mancato avvio dei PTA e della carenza  cronica  dei
  posti   di   lungodegenza,  la  saturazione  dei  pronto   soccorso
  nell'isola ha raggiunto livelli inauditi, accentuando il ricorso in
  massa presso le aree di emergenza, prese sistematicamente d'assalto
  dagli  utenti, che non trovano più risposte nel territorio né tanto
  meno  negli ospedali sia per la riduzione indiscriminata dei  posti
  letto,  sia per la mancata attivazione delle strutture territoriali
  periferiche  e infine per lo sforamento del budget disponibile  per
  le prestazioni specialistiche a carico del servizio sanitario;

   tutto  quanto sopra descritto è lo specchio del fallimento  di  un
  metodo, del perpetrarsi di un sistema lottizzato di assegnazione di
  posti strategici, sistema del quale l'Assessore per la salute, alla
  luce dei fatti, risulta essere, l'artefice principale,

                            esprime censura

   nei  confronti  dell'operato dell'Assessore per la salute,  dottor
  Massimo  Russo,  per  non  essere  stato  in  grado  di  portare  a
  compimento  la  riforma del sistema sanitario sia relativamente  ai
  suoi   contenuti  tecnico-amministrativi  che  relativamente   agli
  aspetti programmatico - politici della stessa;

                        esprime altresì censura

   nei  confronti del perpetrato atteggiamento dell'Assessore per  la
  salute, dottor Massimo Russo, che sfrutta sistematicamente i  mezzi
  d'informazione per propagandare risultati inesistenti,  diffondendo
  consapevolmente notizie false al solo fine di sfruttare  l'opinione
  pubblica per un proprio tornaconto politico». (285)

   Avverto  che  la  mozione n. 285, testé annunziata,  è  stata  già
  calendarizzata   dalla   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari, svoltasi ieri, per una data prevista tra il 20  e  il
  22 settembre 2011, preferibilmente il 21 settembre p.v.

        Comunicazione di elezione dell'ufficio di presidenza di
                   Commissioni parlamentari speciali

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -   nella   seduta  n.  2  del  28  giugno  2011,  la  Commissione
  parlamentare  speciale di indagine sul piano  di  informatizzazione
  della   Regione   siciliana,  con  particolare   riferimento   agli
  affidamenti  alla società  Sicilia e-Servizi s.p.a.   ha  proceduto
  all'elezione dell'ufficio di presidenza che risulta così composto:

   on.   Riccardo   Savona,   presidente;  on.   Giuseppe   Picciolo,
  vicepresidente;  on.  Francesco Mineo,  vicepresidente;  on.  Mario
  Parlavecchio, segretario;

   -   nella   seduta  n.  2  del  22  giugno  2011,  la  Commissione
  parlamentare  speciale  di indagine e di  studio  sulla  formazione
  professionale ha proceduto all'elezione dell'ufficio di presidenza,
  che risulta così composto:

   on.   Filippo   Panarello,   presidente;   on.   Michele   Cimino,
  vicepresidente;  on.  Luigi Gentile, vicepresidente;  on.  Raimondo
  Torregrossa, segretario.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ruggirello è in missione, per
  motivi istituzionali, dal 21 al 22 luglio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Discussione del disegno di legge «Modifiche ed integrazioni
         alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33» (740/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge numero  740/A
  «Modifiche  ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre  1997,
  n. 33», posto al numero 1).
   Invito  i componenti la III Commissione,  Attività produttive ,  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   ODDO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, a parte  il  lavoro
  svolto  dalla III Commissione che, indubbiamente, è stato anche  di
  approfondimento   e  di  studio  della  materia   -   non   esagero
  assolutamente  dicendo   studio' perché  la  materia  è  abbastanza
  delicata  e complessa -, penso che sul disegno di legge  n.  740/A,
  contenente  norme  che  vanno a modificare la  legge  33  del  1997
  sull'attività  venatoria,  occorra un  momento  di  approfondimento
  ulteriore,  a parte la questione, che ognuno di noi può  sollevare,
  di   permettere   ai  colleghi  di  presentare  pochi   emendamenti
  possibili,  e sicuramente migliorativi, efficaci per affrontare  la
  questione. Altrimenti rischiamo di non riuscire a mettere d'accordo
  il  mondo  dell'ambientalismo con il mondo dell'attività venatoria,
  cosa  che,  invece, secondo me, dobbiamo fare in  maniera  convinta
  perché  un buon punto di equilibrio, un sano punto di equilibrio  è
  positivo   per   tutti:  esercitare,  da  un   lato,   il   diritto
  costituzionale  dell'attività  venatoria   e,  dall'altro,  invece,
  spingersi ad una sensibilità verso il nostro ambiente e verso tutto
  ciò che significa tutela della fauna.
   Pertanto, nel quadro di questo ragionamento, penso che un maggiore
  approfondimento  della  norma,  così  com'è  stata  presentata  nel
  disegno di legge n. 740/A, sia assolutamente necessario.
   In  più, è giusto fissare anche a domani il termine per presentare
  gli  emendamenti  -  non  devo dirlo  io,  questo  lo  deciderà  la
  Presidenza - sentendo le proposte che possono venire dall'Aula.
   Mi  permetto  di  aggiungere  che  si  potrebbero  presentare  gli
  emendamenti  entro domani ad una certa ora e martedì prossimo  fare
  in  modo, chiuso l'approfondimento, di esitare il testo sapendo che
  esitiamo qualcosa che realmente funziona e che può dare risposte  a
  tutto   ciò   che  si  muove  attorno  all'esercizio  dell'attività
  venatoria   in  Sicilia  in  funzione  di  sentenze,   di   novelle
  legislative, di modifiche, di tutto quel che è successo  in  questi
  anni  dopo l'entrata in vigore della legge 33, cioè il 1997.  Direi
  che  è il momento di pianificare tutto e bene in modo che non siano
  i tribunali - lo dico con grande rispetto - e i giudici con le loro
  sentenze a dirci cosa dobbiamo fare, ma sia il legislatore  a  fare
  un buon lavoro nell'interesse complessivo della nostra Regione.

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per un momento  non
  mi atterrò agli argomenti posti all'ordine del giorno.
   La  presenza del Presidente della Regione è opportuna per  parlare
  di formazione professionale.
   Stamattina sono partite le prime lettere di sospensione dal lavoro
  e  di  preavviso di licenziamento per centinaia di - ormai possiamo
  dirlo - ex dipendenti della formazione professionale.
   Ho  appreso  dai  giornali  che  il Presidente  della  Regione  ha
  incontrato  alcuni  rappresentanti  dei  lavoratori  e  degli  enti
  professionali  e ha assunto l'impegno di costituire  un  tavolo  di
  crisi   per   prestare   attenzione  al  mondo   della   formazione
  professionale.
   Mi dispiace che non sia presente in Aula l'assessore Centorrino ma
  c'è il Presidente della Regione che è titolare, notoriamente, delle
  deleghe  di  tutti gli assessori di questo Governo,  formalmente  e
  informalmente.  E  dico  al  Presidente  della  Regione  che   deve
  attivarsi  in  maniera concreta perché rischiamo  che  si  apra  in
  Sicilia  un conflitto occupazionale senza precedenti: oggi migliaia
  di  dipendenti  della  formazione  hanno  davanti  lo  spettro  del
  licenziamento e quasi mille dipendenti del CEFOP sono in attesa  di
  sedici mensilità ancora da percepire.
   Onorevole Presidente, la situazione è drammatica. Io la  invito  a
  voler  seguire  da  vicino questa vicenda  perché  coinvolge  quasi
  diecimila  famiglie siciliane e non credo che in questo momento  la
  gestione  dell'assessore Centorrino, e principalmente del dirigente
  generale Ludovico Albert, sia improntata alla consapevolezza  della
  gravità del momento che vive la formazione professionale.
   Io  la invito, onorevole Presidente, a seguire attentamente questa
  vicenda  -  ripeto - e a trovare le soluzioni in  tempi  brevi  per
  evitare che si possa creare in Sicilia uno scontro che lascerà  sul
  terreno migliaia di disoccupati.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  giornata  di
  oggi  ha  visto  il Governo e tutti i deputati pronti  ad  iniziare
  l'esame del disegno di legge che deve continuare nel suo iter.
   Noi  possiamo  tranquillamente incardinare  il  disegno  di  legge
  dopodiché, come è consuetudine - che avremmo potuto superare se non
  venivano  aggiustati  alcuni articoli che  sembravano  chiusi  -  e
  siccome,  per  onestà, ci si è resi conto che qualche aggiustamento
  va  fatto  in  ogni  caso, la proposta dell'onorevole  Oddo  appare
  saggia e io l'appoggio, non perché sia saggia, ma perché è giusta.
   Pertanto,  oggi incardiniamo il testo, se il Governo è  d'accordo,
  dopodiché ci sarà un tempo utile - quello che la Presidenza riterrà
  opportuno  -  per  valutare,  anche  con  incontri  informali,   se
  riformulare  questi  articoli per evitare  eventuali  problemi  che
  possano insorgere; dopodiché riprendere serenamente l'esame martedì
  prossimo  e  chiudere con l'approvazione del disegno di legge,  con
  l'impegno   di  non  farlo  diventare  un  veicolo  di  emendamenti
  contenenti  di  tutto,  perché altrimenti, se  prolunghiamo  troppo
  l'approvazione di questo disegno di legge, rischiamo di  vanificare
  il  lavoro  che  oggi  sia  il Governo  che  tutti  noi  ci  stiamo
  adoperando per portare a compimento.
   Per cui la mia proposta, che poi è quella dell'onorevole Oddo, del
  presidente della Commissione, del Presidente dell'Assemblea  e  del
  Presidente  della  Regione, è di incardinare il testo  e  dare  due
  giorni  di  tempo al Governo - anch'io per la mia parte, visto  che
  sono  stato  uno  dei firmatari di questo testo  -  per  aggiustare
  qualche parte che, diversamente, potrebbe vanificare il testo.
   Gli emendamenti, purtroppo, si devono fare e, quindi, limitiamo il
  termine  a  uno  o  due giorni e martedì chiudiamo  definitivamente
  questo testo, sempre che il Governo e tutti noi siamo d'accordo.

   D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Chiedo
  di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
  Presidente,  volevo semplicemente spendere due parole per  spiegare
  agli  onorevoli  convenuti  che  il criterio  che  ha  disciplinato
  l'impegno  dell'Amministrazione per quanto  riguarda  la  caccia  è
  stato  quello  della  celerità e del coordinamento  con  gli  altri
  attori,  quindi  con i cacciatori e con le associazioni  ambientali
  per poter arrivare rapidamente ad una soluzione che permettesse  di
  cacciare  a  settembre,   come  le  associazioni  venatorie   hanno
  ripetutamente chiesto.
   Il Governo si è dato questa priorità assoluta e, quindi, da questa
  priorità  è  venuta  prima una concertazione con  le  parti  e,  in
  secondo luogo, una attenzione a dei princìpi fondamentali, uno  tra
  questi  è  la quota destinata alla protezione della fauna selvatica
  nel  territorio  agro-silvo-pastorale regionale e una  disposizione
  transitoria che, nelle more, permettesse di cacciare in deroga  già
  quest'anno, quindi da settembre.
   Queste sono le due cose dove l'Amministrazione si è spesa molto.
   Le norme che poi verranno discusse martedì daranno la possibilità,
  proprio  perché sono state concertate tra le parti, di accedere  ad
  un testo sulla caccia spedito e rapido.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 740/A

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  riprende  il   seguito   della
  discussione  del  disegno di legge 740/A.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole  Caputo, presidente della Commissione  e  relatore  del
  disegno di legge, per svolgere la relazione.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, in Sicilia l'attività venatoria  è
  regolamentata  dalla  legge regionale 1 settembre  1997  n.  33,  e
  successive  modifiche ed integrazioni, che fissa le 'Norme  per  la
  protezione, la tutela e l'incremento della fauna selvatica e per la
  regolamentazione del prelievo venatorio'.
   Si  tratta  di  una  legge con la quale la Regione  disciplina  la
  gestione  e  la  tutela della fauna selvatica  stabilendo  termini,
  modalità  e  limiti  dell'attività  di  caccia  contemperando   sia
  l'attività venatoria con la tutela e salvaguardia dell'ambiente.
   Il  presente  disegno  di legge nasce dall'esigenza  di  eliminare
  alcune  criticità  della  predetta  normativa,  che  nel  tempo  ha
  incontrato non pochi ostacoli attuativi, per migliorarne in termini
  concreti e compiuti l'efficacia.
   L'articolo  1  del disegno di legge si propone di autorizzare,  al
  comma   1,  previo  parere  dell'ISPRA,  i  piani  di  abbattimento
  selettivi anche per causa connesse, oltre che a motivi di carattere
  sanitario,   anche   a  ragioni  connesse  al  sistema   produttivo
  dell'agricoltura.
   Il  comma 2 recepisce la norma nazionale che stabilisce una  quota
  compresa  tra  il  20  e  il 30 per cento  di  territorio  precluso
  all'attività  venatoria, ed è riconosciuta la facoltà all'assessore
  regionale  per  le risorse agricole e alimentari  di  definire  con
  proprio  decreto,  d'intesa  con  l'assessore  regionale   per   il
  territorio   e   l'ambiente  e  previo  parere  della   Commissione
  competente  dell'assemblea regionale, la percentuale di  territorio
  agro-silvo-pastorale preclusa all'attività venatoria.
   Noi  invitiamo il Parlamento a votare questo disegno di legge, per
  consentire  l'avvio in tempi urgenti dell'attività venatoria  anche
  per  evitare quello che molti parlamentari, tra i quali l'onorevole
  Beninati, e con la condivisione del Presidente della Regione, hanno
  evidenziato  ieri, cioè il danno che deriverebbe ai cacciatori  nel
  caso di paralisi dell'esercizio dell'attività venatoria.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sentite le  richieste  che  sono
  state   avanzate  sia  dall'onorevole  Beninati  e   prima   ancora
  dall'onorevole  Oddo e dalla relazione del Governo,  la  Presidenza
  sarebbe  dell'avviso di votare il passaggio agli articoli, di  dare
  il  tempo per la presentazione degli emendamenti fino a domani alle
  ore  13.00, in maniera tale da ritornare in Aula  martedì  prossimo
  ed  essere  nelle  condizioni  di poter  approvare  rapidamente  il
  disegno di legge.
   Non  sorgendo  osservazioni, pongo in votazione il passaggio  agli
  articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il  termine  per la presentazione degli emendamenti  è  fissato  a
  domani, entro le ore 13.00.
   Il  disegno  di  legge sarà discusso nella seduta  di  martedì  26
  luglio.

   'attività produttive'

   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
  dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
                          (605-242-362-577/A)

   Si  passa  al disegno di legge nn. 605-242-362-577/A «Costituzione
  dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»,
  posto al numero 2).
   Essendo  la  III   Commissione  già insediata  si  riprende  dalla
  votazione dell'articolo 2.
                Richiesta di verifica del numero legale

   POGLIESE. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per alcuni minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.59, è ripresa alle ore 17.06)

   La seduta è ripresa.

   POGLIESE. Reitero la richiesta di verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Buzzanca,
                     Cordaro, Falcone, Vinciullo)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti:  Adamo,  Apprendi, Ardizzone,  Arena,  Barbagallo,
  Bonomo,  Cappadona,  D'Agostino, De Benedictis,  Di  Benedetto,  Di
  Guardo,  Faraone,  Federico, Galvagno, Giuffrida,  Greco,  Laccoto,
  Leanza   Nicola,  Lo  Giudice,  Lombardo,  Marinello,   Mattarella,
  Musotto,  Nicotra,  Oddo, Panarello, Panepinto,  Picciolo,  Ragusa,
  Raia, Ruggirello, Savona, Speziale.

   Sono  in  congedo: Calanducci, Caronia, Currenti,  D'Asero,  Dina,
  Donegani, Ferrara, Marziano, Scoma, Termine e Torregrossa.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica:

   Presenti     40

   L'Assemblea non è in numero legale, pertanto rinvio la  seduta  di
  un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.08, è ripresa alle ore 18.11)

                  Presidenza del Vicepresidente Oddo

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Pongo in votazione l'articolo 2.

                Richiesta di verifica del numero legale

   POGLIESE. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Bufardeci, Campagna,
                                Corona,
                    Incardona, Marinese e Sulsenti)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Sono  presenti: Adamo, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,  Bonomo,
  Cappadona,  Colianni,  D'Agostino,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Faraone,  Federico,  Galvagno,
  Gennuso,   Gentile,  Giuffrida,  Greco,  Laccoto,  Leanza   Nicola,
  Lentini,   Lo  Giudice,  Lombardo,  Marinello,  Marrocco,  Musotto,
  Nicotra,  Panarello,  Panepinto, Pantuso,  Parlavecchio,  Picciolo,
  Ragusa, Raia, Ruggirello, Savona, Speziale, Sulsenti.

   Sono  in  congedo: Calanducci, Caronia, Currenti,  D'Asero,  Dina,
  Donegani, Ferrara, Marziano, Scoma, Termine e Torregrossa.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti        . 48

   L'Assemblea è in numero legale.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
                             242-362-577/A

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 2.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                          Funzioni e finalità

   1.  L'IRSAP  promuove  l'insediamento  delle  imprese  nelle  aree
  destinate  allo  svolgimento di attività produttive ed  industriali
  attraverso  lo sviluppo e l'implementazione delle azioni necessarie
  per   favorire  l'avvio  di  nuove  iniziative  produttive  e   per
  potenziare ed innovare quelle già esistenti.

   2.  Per il conseguimento delle proprie finalità, l'IRSAP svolge le
  seguenti funzioni:

   a)  elabora e adotta i piani regolatori delle aree destinate  allo
  svolgimento di attività produttive ed industriali;

   b)  acquisisce  gli  immobili necessari alla  realizzazione  delle
  infrastrutture  e degli stabilimenti da destinare allo  svolgimento
  delle attività produttive e industriali ovvero allo svolgimento dei
  servizi  da  fornire  alle  imprese insediate;  acquisisce  e  cede
  terreni per la costruzione di stabilimenti da destinare ad attività
  produttive;

   c)  progetta, realizza e gestisce le opere infrastrutturali  ed  i
  servizi destinati alle imprese insediate;

   d)  progetta  e realizza gli edifici da destinare allo svolgimento
  dell'attività  produttiva  e  industriale  da  cedere   all'impresa
  insediata;

   e) promuove ed implementa l'adozione di convenzioni ed accordi con
  i  soggetti,  pubblici e privati, coinvolti  nel  processo  teso  a
  favorire   lo  sviluppo  dell'imprenditoria  nelle  aree   di   cui
  all'articolo 1, comma 2;

   f)  attiva ogni iniziativa utile al reperimento di fondi, anche in
  ambito extraregionale, per la realizzazione dei propri scopi;

   g)  svolge  i  compiti e le funzioni ad esso  assegnati  da  leggi
  regionali e statali.

   3. La Regione, gli enti locali ovvero altri enti pubblici possono,
  tramite  la stipula di convenzioni, delegare all'IRSAP le  funzioni
  amministrative  inerenti alla realizzazione  ed  alla  gestione  di
  infrastrutture e servizi connessi alle finalità di cui al  presente
  articolo.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli De Luca e Leontini: 3.3, 3.4, 3.5,  3.6,  3.7,
  3.8, 3.9, 3.10, 3.11, 3.12, 3.13;
   - dall'onorevole Maira: 3.2;
   -  dagli  onorevoli Donegani, Mattarella, Di Benedetto e  Faraone:
  3.1;
   - dal Governo: 3.14, 3.15.

   Gli  emendamenti  3.3, 3.4, 3.5, 3.6, 3.7, 3.8, 3.9,  3.10,  3.11,
  3.12 e 3.13, dell'onorevole De Luca, decadono.
   L'emendamento 3.2 è precluso.
   L'emendamento 3.1 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si passa all'emendamento 3.15 del Governo. Ne do lettura:
   «All'art.  3,  comma  2, lettera d), aggiungere  le  parole:   ove
  questa non vi provveda in proprio ».

   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.14 del Governo. Ne do lettura:

   «All'art. 3, dopo la lett. f),  sono aggiunte le seguenti:
    f-bis)  sviluppa azioni di marketing e promozione del  territorio
  anche  al  fine di favorire il reperimento di fondi di investimento
  pubblici e privati;
   f-ter)  fornisce assistenza tecnica agli operatori  economici  sia
  nella fase propedeutica all'insediamento, anche al fine di favorire
  il   reperimento   di  nuovi  fondi,  sia  nella  fase   successiva
  all'insediamento; ».

   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
                              Patrimonio

   1. Il patrimonio dell'IRSAP è costituito dai conferimenti iniziali
  e  da  quelli  successivi  operati dalla  Regione,  dai  contributi
  pubblici diversi da quelli in conto esercizio nonché dalle  riserve
  comunque costituite.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli De Luca e Leontini: 4.2, 4.3;
   - dall'onorevole Maira: 4.1.

   Gli emendamenti 4.2 e 4.3 dell'onorevole De Luca decadono.
   L'emendamento  4.1 è precluso.
   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
                           Mezzi finanziari

   1. I mezzi finanziari dell'IRSAP sono i seguenti:

   a) rendite del proprio patrimonio;

   b)  proventi derivanti dalla vendita delle aree e dalla vendita  o
  locazione, finanziaria, degli immobili e dei rustici;

   c) proventi derivanti dalla gestione di infrastrutture ed opere  e
  dai servizi collettivi resi alle imprese insediati nelle aree;

   d) proventi derivanti da prestazioni, attività, studi e ricerche;

   e)  contributi  corrisposti annualmente dalla  Regione,  anche  ai
  sensi  dell'articolo 7, nonché i contributi previsti  dall'articolo
  8;

   f)  contributi corrisposti dallo Stato, dall'Unione europea  e  da
  altri enti pubblici e privati;

   g)  contributi,  donazioni  e lasciti da  parte  di  soggetti  sia
  pubblici sia privati.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli De Luca e Leontini: 5.1, 5.2, 5.3,  5.4,  5.5,
  5.6, 5.7, 5.8, 5.9;
   - dal Governo: 5.10, 5.11.

   Gli  emendamenti  5.1, 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6,  5.7,  5.8  e  5.9
  dell'onorevole De Luca decadono.
   Si passa all'emendamento 5.10, a firma del Governo. Ne do lettura:

   «All'art. 5, comma 1, la lettera b) è sostituita come segue:
    b)   proventi   derivanti  dalla  vendita  o   locazione,   anche
  finanziaria, delle aree, degli immobili e dei rustici ».
   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
   chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.11, a firma del Governo. Ne
  do lettura:
   «All'art. 5, comma 1, la lettera d) aggiungere le seguenti parole:
   nonché  dall'esercizio delle funzioni di cui all'art. 3, comma  2,
  lettere c) d) ed e) ».

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   BENEDETTO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   per
  velocizzare i lavori d'Aula ma anche per consentire al Parlamento e
  ai  singoli  deputati di avere chiari i testi,  chiedo  se  si  può
  procedere  alla  distribuzione immediata  anche  degli  emendamenti
  successivi,  in  modo tale da avere il tempo  di  visionarli  e  di
  essere rapidi anche da questo punto di vista.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio,  onorevole  Di  Benedetto.  Avevo  già
  sollecitato  gli  Uffici a fare in modo che gli emendamenti,  anche
  agli  altri  articoli che seguiranno, vengano distribuiti  in  modo
  tale che i colleghi li abbiano pronti sui banchi per consultarli al
  momento opportuno, o anche prima.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  5.11.   Il   parere   della
  Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
                             «Articolo 6.
                               Gestione

   1.  La  gestione economico-finanziaria dell'IRSAP è  improntata  a
  criteri di efficienza, efficacia ed economicità.

   2.  L'IRSAP  è  tenuto a conseguire un risultato di esercizio  non
  inferiore al pareggio di bilancio.

   3.   Con   decreto  dell'Assessore  regionale  per   le   attività
  produttive,  sentito  l'Assessore regionale per  l'economia,  entro
  centoventi  giorni dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  è  approvato il regolamento di contabilità  dell'IRSAP  che
  prevede, tra l'altro, le modalità ed i termini di approvazione  dei
  documenti  contabili  nonché  criteri  di  controllo  di   gestione
  economico-finanziaria. Trova applicazione il testo  coordinato  con
  il decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97,
  con le modifiche apportate dal decreto del Presidente della Regione
  29   maggio   2006,   n.   729   e  del   Regolamento   concernente
  l'amministrazione  e  la contabilità degli  enti  pubblici  di  cui
  all'articolo  18, comma 4, della legge regionale 22 dicembre  2005,
  n. 19».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dall'onorevole Maira: 6.2;
   - dagli onorevoli Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo: 6.1;
   - dal Governo: 6.3 e 6.4.

   L'emendamento  6.2 è precluso.
   L'emendamento 6.1 per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si passa all'emendamento 6.3, a firma del Governo. Ne do lettura:
   «Al  comma  3  dell'art.  6  dopo  le  parole   testo  coordinato
  aggiungere le seguenti  della legge regionale 22 dicembre 2005,  n.
  19 ;
   alla fine del comma 3 le parole  della legge regionale 22 dicembre
  2005, n. 19  sono soppresse».

   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.4, a firma del Governo. Ne do lettura:

   «Al  terzo  comma  dell'art. 6 dopo le parole  con  decreto   sono
  aggiunte  le parole  del Presidente della Regione, previa  delibera
  di Giunta, su proposta ».

   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione   l'articolo   6,   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo  7.
                         Contributi regionali

   1. L'Assessorato regionale delle attività produttive è autorizzato
  a  concedere  un  contributo all'IRSAP per la  realizzazione  delle
  finalità  di  cui  all'articolo 3, fermi restando  i  limiti  degli
  stanziamenti del bilancio regionale, nei limiti dei costi sostenuti
  o da sostenere.

   2.  L'Assessorato  regionale delle attività produttive  è  altresì
  autorizzato  a concedere un contributo all'IRSAP per  le  spese  di
  funzionamento e di organizzazione, nei limiti dei costi sostenuti o
  da  sostenere,  fermi  restando  i limiti  degli  stanziamenti  del
  bilancio regionale.

   3.  Ai  fini  dell'ottenimento del contributo di cui al  comma  1,
  l'Istituto elabora un programma di intervento, dettagliato per ogni
  singola  area  di  investimento,  e  lo  sottopone  all'Assessorato
  regionale  delle  attività produttive entro il 31  maggio  di  ogni
  anno.  Il  contributo  è concesso previa positiva  valutazione  del
  programma  di  intervento, il quale deve essere in armonia  con  le
  linee guida di cui all'articolo 25.

   4.  In  sede  di rendicontazione è dato conto della  gestione  del
  contributo  di  cui  al  comma  1 in relazione  all'attuazione  del
  programma di intervento. Il Collegio dei revisori ogni anno,  e  in
  ogni caso quando espressamente richiesto dall'Assessorato regionale
  delle  attività produttive, relaziona sull'andamento  dell'utilizzo
  del contributo di cui al comma 1 evidenziando eventuali criticità.

   5.  Con uno o più decreti dell'Assessore regionale per le attività
  produttive sono stabilite le quote dei contributi di cui ai commi 1
  e 2.

   6.  Per  le  finalità  di cui al comma 1 del presente  articolo  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2011,  la  spesa  di  100
  migliaia  di  euro, cui si fa fronte con parte della  disponibilità
  dell'U.P.B. 2.2.1.3.7.- capitolo 243301; per gli anni 2012 e 2013 i
  relativi  oneri,  valutati in 500 migliaia di euro  annui,  trovano
  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione siciliana  per  il
  triennio 2011-2013 - U.P.B. 2.2.1.3.7.

   7.  Per  le  finalità  di cui al comma 2 del presente  articolo  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2011, la spesa  di  1.500
  migliaia  di  euro,  cui si provvede con parte della  disponibilità
  dell'U.P.B. 2.2.1.3.7.- capitolo 243301; per gli anni 2012 e 2013 i
  relativi oneri, valutati in 12.100 migliaia di euro annui,  trovano
  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione siciliana  per  il
  triennio 2011-2013 - U.P.B. 2.2.1.3.7.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli De Luca e Leontini: 7.4, 7.5, 7.6,  7.7,  7.8,
   7.9, 7.10, 7.11;
   - dall'onorevole Maira: 7.3;
   - dagli onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Greco: 7.2;
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e  Incardona:
   7.1;
   -  dagli  onorevoli Apprendi, Marinello, Oddo e Donegani: 34.1  (I
   parte).

   Gli  emendamenti  7.4,  7.5,  7.6, 7.7,  7.8,  7.9,  7.10  e  7.11
  dell'onorevole De Luca decadono.
   L'emendamento 7.3 è precluso.
   Dichiaro inammissibili l'emendamento 34.1 e l'emendamento 7.1, sui
  quali vi é il parere negativo della Commissione Bilancio.
   L'emendamento 7.2 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.

   ADAMO. Signor Presidente, l'emendamento 7.1?

   PRESIDENTE.  Non  ha avuto il parere favorevole della  Commissione
  Bilancio;  pertanto  non  può  essere  posto  in  votazione  ed   è
  dichiarato inammissibile.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 7, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8.
                             Contributi comunali

   1.  I comuni nei cui territori ricadono le aree di cui al comma  2
  dell'articolo 1, possono inserire nei propri bilanci un  contributo
  da corrispondere annualmente all'Istituto.

   2.  Il  contributo di cui al comma 1 è deliberato annualmente  dal
  consiglio  comunale  tenuto  conto  della  porzione  di  territorio
  comunale ricadente nelle aree di cui all'articolo 1, comma 2.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli De Luca e Leontini : 8.2, 8.3, 8.4;
   - dagli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna: 8.1.

   Gli  emendamenti 8.2, 8.3 e 8.4 dell'onorevole De  Luca  decadono,
   come pure l'8.1.

   ADAMO. Signor Presidente, c'è un altro emendamento all'articolo 8.

   PRESIDENTE.  Gli  Uffici mi dicono che è improponibile  in  quanto
  presentato fuori termine.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente, signor  assessore,  onorevoli
  colleghi,  non  mi  pare  limpida la ratio dell'articolo  8  perché
  mentre  al  comma 1 si istituisce la facoltà per il comune,  quindi
  liberamente,  non  è  in  obbligo di contribuire;  al  comma  2  si
  stabilisce in quali modi questo contributo deve essere reso, ma nei
  riguardi delle condizioni interne al comune che vuole contribuire.
   Mi  sembra  che  questo non abbia molto senso perché  al  comma  2
  stabiliamo che il contributo è deliberato annualmente dal consiglio
  comunale,  tenuto  conto della porzione di  territorio  del  comune
  ricadente  e  mi  chiedo che senso ha normarlo se il  contributo  è
  facoltativo. Non comprendo la ratio di quest'articolo 8 e  propongo
  di accantonarlo e riflettere perché, paradossalmente, l'emendamento
  dell'onorevole  Barbagallo,  ove  istituiva  l'obbligatorietà,  era
  coerente  con  il comma 2; ma se lasciamo le cose in  questo  modo,
  l'articolo 8 è assolutamente incoerente.
   Il punto non è la coerenza formale, il punto è cosa si vuole fare:
  se  noi chiediamo che i comuni contribuiscano, possiamo dire in che
  modo;  se  non é obbligatorio, dobbiamo lasciare libera la  maniera
  con cui questi determinano il contributo, se lo determinano.
   Altrimenti la legge è viziata da illogicità.

   PRESIDENTE. Assessore, vuole precisare qualcosa in merito?

   VENTURI,  assessore  per le attività produttive.  Non  ritengo  di
  dover intervenire.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 8.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
    Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9.
                         Organi dell'Istituto

   1. Sono organi dell'IRSAP:

   a) la consulta delle attività produttive;

   b) il consiglio di amministrazione;

   c) il presidente;

   d) il collegio dei revisori.

   2. Gli organi dell'Istituto restano in carica cinque anni.»

   Comunico  che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli De Luca e Leontini: 9.2, 9.3, 9.4,  9.5,  9.6,
  9.7 e 9.8;
   - dall'onorevole Maira: 9.1 (I parte).

                Richiesta di verifica del numero legale

   POGLIESE. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Beninati, Bufardeci,
                               Campagna,
                    Incardona, Marinese e Vinciullo)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Aricò,  Bonomo,
  Cappadona,  Colianni,  D'Agostino,  De  Benedictis,  Di  Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo,  Di  Mauro,  Faraone,  Federico,  Galvagno,
  Gennuso,  Gentile, Giuffrida, Laccoto, Leanza Nicola,  Lentini,  Lo
  Giudice,   Lombardo,   Marinello,   Marrocco,   Musotto,   Nicotra,
  Panarello,   Panepinto,  Pantuso,  Parlavecchio,  Picciolo,   Raia,
  Rinaldi, Ruggirello, Savona, Speziale, Sulsenti.

   Sono  in  congedo: Calanducci, Caronia, Currenti,  D'Asero,  Dina,
  Donegani, Ferrara, Marziano, Scoma, Termine e Torregrossa.

   Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            48

   L'Assemblea è in numero legale.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
                             242-362-577/A

   PRESIDENTE. Gli emendamenti 9.2, 9.3, 9.4, 9.5, 9.6, 9.7 e 9.8,  a
  firma dell'onorevole De Luca, decadono.
   L'emendamento 9.1 (I parte) è precluso.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

           (Proteste degli onorevoli Incardona e Cappadona).

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
                  Consulta delle attività produttive

   1.  La  Consulta delle attività produttive è nominata con  decreto
  dell'Assessore regionale per le attività produttive. E' composta da
  nove   membri   scelti   tra  persone  di   comprovata   esperienza
  amministrativa, imprenditoriale, professionale, tecnica o economica
  nel settore delle attività produttive:

   a) due membri della Consulta sono indicati dall'associazione degli
  industriali maggiormente rappresentativa nel territorio regionale;

   b)  quattro  membri sono indicati dalle associazioni  maggiormente
  rappresentative  nel  territorio  regionale,  rispettivamente,   in
  numero  di  uno  per ognuna delle seguenti categorie: commercianti,
  artigiani, cooperative e agricoltori;

   c)  un membro è indicato dalle associazioni sindacali maggiormente
  rappresentative nel territorio regionale;

   d)  un  membro  è  scelto nell'ambito di una terna  di  nominativi
  predisposta   dall'ANCI  Sicilia  e  dall'Unione  regionale   delle
  province siciliane;

   e) un membro, che rappresenta la Regione, è scelto tra i dirigenti
  dell'amministrazione  regionale ovvero tra i  funzionari  direttivi
  che   abbiano  comprovata  esperienza  almeno  quinquennale   quale
  amministratore  di  enti  pubblici  regionali  ovvero  di   società
  partecipate dalla Regione stessa.

   2. I membri della Consulta, ai quali per l'attività svolta compete
  esclusivamente  il  rimborso delle spese di  missione  ove  dovute,
  possono essere rinominati per una sola volta».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli  De Luca e Leontini: 10.6, 10.7,  10.8,  10.5,
  10.9, 10.10, 10.11, 10.12, 10.13;
   - dall'onorevole Maira: 10.4;
   - dagli onorevoli Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo: 10.3;
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e  Incardona:
  10.2, 10.1;
   - dal Governo: 10.14.

   Gli  emendamenti 10.6, 10.7, 10.8, 10.5, 10.9, 10.10, 10.11, 10.12
  e 10.13, a firma dell'onorevole De Luca, decadono.
   L'emendamento 10.4 è precluso.
   Si passa all'emendamento 10.14 del Governo. Ne do lettura:

   «Al  primo  comma dell'art. 10 dopo le parole  con  decreto   sono
  aggiunte  le seguenti parole  del Presidente della Regione,  previa
  delibera  di  Giunta,  su  proposta  e le  parole  da   persone   a
   società partecipate dalla Regione stessa  sono così sostituite:
    soggetti  che  si  sono  contraddistinti  per  la  particolare  e
  comprovata  esperienza nel settore dell'industria  e  tenuto  conto
  delle  esperienze maturate nei settori del commercio,  artigianato,
  cooperazione e  agricoltura:
   - due membri designati dal Presidente della Regione;
   -  un  membro  designato dall'Assessore regionale per le  attività
  produttive;
   -  due  membri  individuati tra quelli  indicati  nella  terna  di
  soggetti    presentata   dalle   associazioni   degli   industriali
  maggiormente rappresentative nel territorio regionale;
   -  quattro membri individuati, rispettivamente, in numero  di  uno
  per  ogni  terna  di  soggetti presentata dalle associazioni  delle
  categorie  dei  commercianti, degli artigiani, delle cooperative  e
  degli agricoltori».

   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 10.3 dell'onorevole Pogliese.

   POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 10, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                            «Articolo  11.
           Compiti e funzioni della Consulta delle attività
                              produttive

   1. La Consulta fornisce il proprio parere su tutte le delibere del
  Consiglio   di   amministrazione.  A  tal  fine  il  Consiglio   di
  amministrazione, almeno venti giorni prima della seduta fissata per
  l'adozione  della delibera, ne sottopone lo schema  alla  Consulta,
  che esprime il parere entro dieci giorni dal ricevimento.

   2.  Il parere della Consulta nelle delibere di cui alla lettera b)
  dell'articolo 13 è vincolante. In ipotesi di varianti ai  piani  di
  cui  alla  menzionata lettera b) dell'articolo 13 il  parere  della
  Consulta è obbligatorio ma non vincolante.»

   Comunico  che  sono  stati presentati dagli onorevoli  De  Luca  e
  Leontini gli emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3.
   Gli emendamenti 11.1, 11.2 e 11.3 decadono.
   Pongo  in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                            «Articolo  12.
                    Il Consiglio di amministrazione

   1.   Il  Consiglio  di  amministrazione  è  nominato  con  decreto
  dell'Assessore regionale per le attività produttive, ed è  composto
  da tre membri.

   2.  Per le finalità di cui al comma 1, ciascuna associazione degli
  industriali, dei commercianti, degli artigiani, delle cooperative e
  degli  agricoltori che esprime il proprio componente in  seno  alla
  Consulta   di   cui   all'articolo  10,  propone   una   terna   di
  rappresentanti.  I  tre  componenti  del  consiglio   sono   scelti
  nell'ambito delle terne così proposte.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli De Luca e Leontini: 12.2, 12.3, 12.4;
   - dall'onorevole Maira: 9.1 (II parte);
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e  Incardona:
  12.1.
   - dal Governo: 12.5.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, chiedo una  sospensione  di  5
  minuti  perché non sempre abbiamo la possibilità di leggere  quanto
  stiamo  per  votare, soprattutto con tutti gli emendamenti  che  il
  Governo  sta  presentando. Indipendentemente dal merito  di  questi
  riteniamo di doverli apprezzare.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 12.5, a firma del Governo. Ne
  do lettura:
   «L'articolo 12 è così sostituito:

                    Il Consiglio di Amministrazione
   1.  Il  Consiglio  di amministrazione è nominato con  decreto  del
  Presidente  della Regione, previa delibera di Giunta,  su  proposta
  dell'Assessore regionale per le attività produttive, ed è  composto
  da  cinque membri dotati  di particolare competenza nel settore, di
  cui  due  scelti  tra  esponenti  del   campo  dell'industria,  del
  commercio,   degli   artigiani,   delle   cooperative    e    degli
  agricoltori ».

   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  c'è  una  proposta   da   parte
  dell'onorevole De Benedictis che serve semplicemente ad  apprezzare
  ulteriormente gli emendamenti che il Governo sta presentando, ma mi
  pare  che  non  abbia  presentato in corso di  seduta,  e  comunque
  l'accolgo perché capisco che si tratta di fare un lavoro ancora più
  attento. Quindi, sospendiamo l'Aula per cinque minuti.
   Invito  gli  assistenti parlamentari a distribuire,   qualora  non
  l'abbiano  già  fatto, gli emendamenti  a tutti  gli  articoli  del
  testo del disegno di legge.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.31, è ripresa alle ore 18.38)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, mi dispiace che  la  Presidenza
  non  abbia  voluto  ascoltare la richiesta  che  avevamo  fatto  di
  sospensione della trattazione prima del voto sull'emendamento  12.5
  del  Governo, che cambia sostanzialmente la natura del  disegno  di
  legge.
   Siamo entrati in Aula per votare un disegno di legge che aveva una
  sua   caratterizzazione  anche  nel  Consiglio  di  amministrazione
  dell'IRSAP, e ora vediamo che l'emendamento 12.5, comparso in  Aula
  senza   che   vi   sia   stata  una  preventiva   discussione,   ha
  sostanzialmente modificato questo aspetto. Al di là del  merito,  e
  sottolineo  al  di là del merito, io credo che non  sia  questa  la
  maniera  conducente per affrontare un disegno di legge su  cui  per
  parte  nostra  ci  siamo spesi, ci stiamo spendendo  e  con  lealtà
  abbiamo cercato di fare la nostra parte.
   Per  quanto  mi riguarda, per oggi pomeriggio ci possiamo  fermare
  qui, si vedrà poi come proseguire.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  signori  assessori,  onorevoli colleghi, avevo chiesto  in  qualche
  circostanza di intervenire perché, purtroppo, nel corso dei  lavori
  il  testo  degli  emendamenti in molti casi è giunto  dopo  la  sua
  votazione  e,  come  ha detto bene in questo  caso  l'onorevole  De
  Benedictis,   oggi  stiamo  rischiando  con  questa   frenesia   di
  recuperare tempo, di correre, come se fosse veramente una corsa per
  vedere  in quanti secondi si approva un disegno di legge  che,  per
  settimane,  è  stato fermo per approfondimenti e poi  materialmente
  non  si  approfondisce. E non solo sull'emendamento 12.5 ci sarebbe
  stato da riflettere, ma pure sull'intero assetto della composizione
  dei numeri.
   Signor Presidente, non c'è giornale oggi che non tratti dei  costi
  della  politica, non c'è chi oggi non veda la riduzione dei  numeri
  dei vari componenti come una necessità, come una cosa da eliminare,
  da  ridurre.  Erano cento: uno  Erano duemila: due  Come  se  tutto
  questo, poi, fosse positivo.
   Io  credo che, ad esempio, l'avere determinato solo in nove  unità
  assegnando addirittura la rappresentanza di tutti gli enti  locali,
  comuni e province, ad un unico soggetto sia un errore, perché se la
  politica  tante volte fa dei guasti, arreca dei problemi e  ha  dei
  costi,  dall'altra  parte la cancellazione della  politica  sia  un
  male,  sia un rischio. Non facciamoci prendere dalla frenesia  che,
  per eccesso, commetta un errore perché va verso l'effetto opposto e
  verso l'eccesso opposto.
   Vedete, quando oggi si determina - tanto per fare un esempio - con
  l'emendamento  12.5, che si è appena votato, che   il  Consiglio  è
  composto da cinque unità, di cui due scelti tra esponenti del campo
  dell'industria, del commercio, degli artigiani, delle cooperative e
  degli agricoltori  - due, ma possono essere cinque -, il fatto  che
  non   ci   sia  discernimento  all'interno  dei  cinque,  per   una
  rappresentanza delle autonomie locali del territorio, credo che sia
  una  sciagura,  un errore. E così all'articolo 14,  quando  poi  si
  parlerà  del  presidente, mentre nel testo precedente si  discuteva
  che almeno il presidente non fosse emanazione degli industriali  ma
  del territorio, oggi viene eliminato.
   Ora, ribadisco, do ragione all'onorevole De Benedictis quando dice
   non  facciamo una corsa  come se effettivamente dovessimo  vincere
  non so quale premio e battere quale record.
   Evitiamo  di fare leggi che, dopo essere state ferme per settimane
  e per mesi, poi non danno quel riscontro all'Aula, e soprattutto ai
  cittadini e alle imprese, come ci proponiamo di fare.
   Ho  fatto  un esempio sulla composizione: stiamo scendendo  da  un
  numero  di  centinaia  a nove,  e io dicevo  diciannove'  per  dare
  almeno  ad  ogni provincia, comprendendo anche quelle  di  Gela  ed
  eventualmente di  Caltagirone, ovviamente nella designazione  -  in
  questo caso del sindaco del luogo - di un rappresentante. Il  fatto
  di  ridurre  il  numero da cento a diciannove lo considero  già  un
  successo  straordinario,  assessore Venturi;  arrivare  a  nove  mi
  sembra  battere  un  record inutile e dannoso  per  quello  che  il
  territorio deve dare come compartecipazione alle scelte strategiche
  della  programmazione  industriale nella  nostra  Terra.  Anche  in
  questo   caso,   per   la  determinazione  di   un   Consiglio   di
  amministrazione, mi sta bene  cinque', ma che questi  cinque  siano
  soggetti  provenienti  da  pluralità  di  esperienze,  da  soggetti
  diversi  che non siano esclusivamente quelli provenienti dal  mondo
  dell'industria, così come viene indicato adesso. Potrebbero  essere
  soltanto  questi, e conseguentemente il presidente  non  potrà  che
  essere un loro rappresentante.
   Quindi,  molto  sommessamente, io dico  di  evitare  questo  anche
  perché,  nel corso dei lavori, Presidente Oddo, purtroppo in  molti
  casi  ho  inseguito  l'emendamento, il  cui  testo  non  era  stato
  distribuito  e  di cui non avevo conoscenza prima del  voto,  e  mi
  veniva dato dopo che il voto era già avvenuto. Se si ha la cortesia
  di  fermarsi, visto che vi sono altri 26 articoli da esaminare,  lo
  considero  un fatto utile per tentare di migliorare questo  disegno
  di legge.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   POGLIESE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  telegraficamente   per  sottoscrivere  in  pieno   le   valutazioni
  esternate  dal  collega  Bufardeci e prima ancora  dal  collega  De
  Benedictis.
   Credo  che  sia  opportuno  un rinvio,  un'articolata  riflessione
  all'interno  di  un  percorso che credo possa essere  assolutamente
  condiviso  e  possa vedere quest'Aula affrontare le tematiche,  che
  ancora rimangono da analizzare, nella prossima seduta utile.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che  sia
  il  caso  di rinviare questa seduta a martedì prossimo.  Non  molto
  tempo  fa,  esattamente la settimana scorsa,  si  è  verificata  la
  stessa  cosa con l'assessore Tranchida. In quella occasione abbiamo
  detto  a  chiare  lettere che non era possibile procedere  in  quel
  modo,   è   un'abitudine  che  bisogna  togliersi,   che   dobbiamo
  modificare: non è possibile concordare un testo per l'Aula per  poi
  stravolgerlo  all'ultimo istante con emendamenti  presentati  senza
  che siano condivisi dalla maggioranza.
   Chiedo,  quindi,  alla Presidenza e al Governo di rinviare  questa
  discussione  a  martedì  prossimo  e  di  approfondire  tutti   gli
  emendamenti che sono stati presentati dal Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la  parola  al
  Governo,  preciso  che  l'emendamento 12.5 è stato  presentato  nei
  termini, non è stato presentato in corso d'opera.

   RINALDI. Signor Presidente, c'è un malloppo di emendamenti che non
  è  stato  condiviso dalla maggioranza, per questo è  necessario  il
  rinvio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, io l'ho ascoltata,  ora  abbia  la
  pazienza di ascoltare me.
   Siccome  i  deputati hanno sottolineato un aspetto  importante,  e
  cioè che gli emendamenti sono stati presentati dal Governo in corso
  d'opera,  mentre la partita è aperta e si fa il passaggio in  Aula,
  non si tratta di questo caso: l'emendamento 12.5 è stato depositato
  dieci, dodici giorni fa entro i termini.
   A  prescindere  da  questo, ci possono essere emendamenti  che  il
  Governo  presenta  in  corso d'opera e sui  quali  ha  ragione  chi
  solleva  che  bisogna stare attenti. Mi pare opportuno  segnalarlo.
  Però proprio l'emendamento 12.5 è stato presentato entro i termini,
  almeno dieci o dodici giorni fa.

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESDIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  concordo    con    le   richieste   che   vengono   dall'Assemblea,
  dall'onorevole  Pogliese e dall'onorevole De Benedictis,  e  quindi
  accetto il rinvio a martedì, così avremo più tempo per riflettere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, apprezzate  le  circostanze,  la
  Presidenza  concorda  nel rinviare i lavori  a  martedì.  Invito  i
  colleghi ad approfondire ulteriormente gli emendamenti depositati.
   Pertanto, la seduta è rinviata a martedì, 26 luglio 2011, alle ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II - Discussione dei disegni di legge:
    1)  - «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre
         1997, n. 33». (740/A) (Seguito)
             Relatore: on. Caputo

    2)  - «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
         attività produttive». (nn. 605-242-362-577/A) (Seguito)
             Relatore: on. Caputo

                   La seduta è tolta alle ore 18.49

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli