Presidenza del presidente Cascio
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute, da parte dell'Assessore
per le autonomie locali e la funzione pubblica, la risposta scritta
alle interrogazioni:
N. 1657 - Modifica del bando di concorso a n. 1 posto di agente di
polizia municipale indetto dal comune di Santo Stefano Quisquina
(AG).
Firmatario: Galvagno Michele
N. 1659 - Modifica del bando di concorso a n. 1 posto di
assistente sociale categoria 'D' indetto dal comune di Santo
Stefano Quisquina (AG).
Firmatario: Galvagno Michele.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico il seguente disegno di legge inviato alla
Commissione Affari Istituzionali' (I):
- Soppressione delle province e istituzione dei liberi consorzi.
(n. 767)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 27 luglio 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 2019 - Istituzione di apposito 'Punto blu' negli uffici del CAS
di Cassibile per l'acquisto di telepass.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Marziano Bruno.
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà posta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2020 - Notizie e chiarimenti sulla mancata realizzazione della
4 vasca nella discarica per RSU in contrada Bifora-Favarotta nel
territorio di Campobello di Licata (AG).
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 2021 - Chiarimenti sul funzionamento degli ATO idrici in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Mattarella Bernardo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per oggi gli
onorevoli:
- Forzese, Cimino, Buzzanca, Marinese, Caronia, Scilla, Bosco e
Beninati; Leanza Nicola e Picciolo per oggi e domani;
- Di Guardo dal 27 al 29 luglio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Norme in materia di variazione
e rettifica dei confini fra i comuni di Termini Imerese e Trabia e
fra i comuni di Godrano e Marineo» (747/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge n. 747/A
Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
comuni di Termini Imerese e Trabia e fra i comuni di Godrano e
Marineo , posto al n. 1).
Invito i componenti la I Commissione legislativa, Affari
istituzionali', a prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, assente il relatore, onorevole Greco, invito
l'onorevole Vinciullo, vicepresidente della Commissione, a
svolgere la relazione.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Onorevoli colleghi,
il presente disegno di legge si propone di portare a compimento
l'iter procedurale concernente le variazioni territoriali relative
ai comuni di Termini Imerese e Trabia, da un lato, e Marineo e
Godrano, dall'altro.
Come è noto la disciplina concernente le variazioni territoriali
tra comuni è regolata nella Regione siciliana dalla legge regionale
n. 30 del 2000, che indica l'iter procedimentale cui occorre
attenersi per pervenire alle modifiche dei confini tra comuni.
I procedimenti istruttori afferenti le modifiche dei territori dei
predetti comuni sono stati espletati in conformità alle previsioni
della citata legge e la regolarità delle varie fasi
endoprocedimentali è stata oggetto di verifica, da parte del
competente Dipartimento regionale delle autonomie locali, come
attestato nella relazione istruttoria prot. n. 2114 del 13.03.09,
relativamente alle variazioni dei comuni di Termini Imerese e
Trabia e nella relazione istruttoria prot. n. 2254 del 06.06.06,
avuto riguardo alle variazioni concernenti i comuni di Godrano e
Marineo.
Conformemente a quanto previsto dall'art. 8 della legge regionale
n. 30 del 2000 e dal D.P. 24.3.2003, n. 8 recante il Regolamento
della consultazione referendaria, le variazioni territoriali
riguardanti i citati comuni hanno formato oggetto di referendum
popolare, il cui esito è stato favorevole alle modifiche di cui
trattasi.
Alla luce della completezza e conformità a legge del procedimento
istruttorio espletato ed in attuazione della volontà popolare
favorevole alle modifiche territoriali di cui in premessa, il
presente disegno di legge persegue, pertanto, la finalità di
consacrare all'interno di un testo normativo le modifiche
territoriali dei comuni predetti, in ossequio a quanto prescritto
dall'art 8 della legge regionale n. 30 del 2000 a tenore del quale
alle variazioni territoriali si provvede con legge.
Anche in ragione delle indicazioni emerse dal parere n. 207/09
reso dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, il disegno di legge
rinvia ad apposito decreto del Presidente della Regione, in
conformità a quanto previsto dall'art. 11 della legge regionale n.
30 del 2000, la sistemazione dei rapporti finanziari e patrimoniali
scaturenti dalle variazioni territoriali predette.
Va segnalato, infine, che la Commissione, in sede di esame del
parere reso dal Comitato per la qualità della legislazione, ha
valutato l'opportunità di fare riferimento alla procedura prevista
dalla legge regionale n. 30 del 2000, che regola la materia. Non
accogliendo le osservazioni del Comitato, ha pertanto ritenuto di
mantenere i richiami normativi contenuti negli articoli 1 e 2 del
disegno di legge.
Signor Presidente dell'Assemblea, le volevo anche fare presente
che così come lei ha richiesto alla commissione, sono stati
ascoltati i sindaci e i rappresentanti dei quattro territori i
quali tutti in maniera concorde si sono dichiarati favorevoli
all'approvazione di questo disegno di legge che velocemente la
Commissione ha esitato e portato alla valutazione di questa
Assemblea.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Non essendoci
iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Finalità
La presente legge, in conformità alle previsioni di cui agli
articoli 8, 9, 10 e 11 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
30, dà attuazione alla volontà popolare, espressa a mezzo
dell'istituto del referendum, di modificare i confini dei territori
dei comuni di Marineo e Godrano e di Termini Imerese e Trabia,
procedendo alle relative variazioni.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Variazioni territoriali comunali
Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 8 della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni,
preso atto dei positivi esiti delle consultazioni referendarie,
svoltesi nei comuni di Marineo e Godrano in data 14 gennaio 2007 e
nei comuni di Termini Imerese e Trabia in data 6 e 7 giugno 2009,
indette ai sensi degli articoli 4 e 5 del Decreto Presidenziale 24
marzo 2003, n. 8 ed autorizzate dall'Assessore regionale competente
per le autonomie locali e la funzione pubblica con decreti,
rispettivamente, n. 2527 del 24 luglio 2006 e n. 13 del 18 marzo
2009, si provvede alle variazioni territoriali secondo quanto
previsto negli articoli 3 e 4.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Nuova delimitazione territoriale
dei comuni di Marineo e Godrano
l. Il territorio dei comuni di Marineo e Godrano è variato e
rettificato nei confini secondo il progetto di nuova delimitazione
territoriale, approvato con deliberazioni del Consiglio comunale n.
49/04 e n. 16/06 per il comune di Marineo e n. 51/05 per il comune
di Godrano, e sottoposto alla consultazione referendaria di cui
all'articolo 2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
«Art. 4.
Nuova delimitazione territoriale dei comuni
di Termini Imerese e Trabia
1. Il territorio dei comuni di Termini Imerese e Trabia è variato
e rettificato nei confini, secondo il progetto di nuova
delimitazione territoriale, approvato con deliberazioni del
Consiglio comunale n. 97/06, n. 34/07 e n. 81/07 per il comune di
Termini Imerese e n. 44/06 e 41/07 per il Comune di Trabia, e
sottoposto alla consultazione referendaria di cui all'articolo 2.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
«Art. 5.
Definizione dei rapporti patrimoniali e finanziari
1. Alla sistemazione dei rapporti finanziari e patrimoniali
scaturenti dalle variazioni territoriali previsti dalla presente
legge si provvede ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale
23 dicembre 2000, n. 30.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
«Art. 6.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, non essendo trascorsi trenta minuti
dall'avviso di votazione elettronica, la votazione finale del
disegno di legge Norme in materia di variazione e rettifica dei
confini fra i comuni di Termini Imerese e Trabia e fra i comuni di
Godrano e Marineo. (747/A) avverrà successivamente.
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
(605-242-362-577/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito dell'esame del disegno di legge
nn. 605-242-362-577/A Costituzione dell'Istituto regionale per lo
sviluppo delle attività produttive , posto al n. 2).
Invito i componenti la III Commissione, Attività produttive', a
prende posto al banco della Commissione.
Non essendo presente in Aula il relatore del disegno di legge,
onorevole Caputo, comunico che lo sostituirà l'onorevole Colianni.
Ricordo che nella seduta precedente era stata data lettura
dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti, che erano già stati
dichiarati decaduti. L'esame riprenderà, pertanto, dall'articolo
13.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sorpreso
dalla mancanza di emendamenti, perché fino a qualche minuto fa, mi
hanno detto che si è riunita informalmente la III Commissione, dove
c'è stata una condivisione anche sull'articolo 13 e sulle relative
variazioni da apportare, quindi se non ci sono emendamenti ritengo
di sospendere per capire se è vero che non ci sono emendamenti, se
sono rimaste le stesse proposte.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, gli Uffici mi hanno già avvertito
che sono stati già formulati degli emendamenti che non riguardano
questo articolo, riguardano gli articoli dal 27 in poi che sono,
peraltro, in distribuzione. Si può, quindi, proseguire con l'esame
del testo.
MANCUSO. Per quanto ci riguarda farò un intervento sull'articolo
13, naturalmente qualche minuto, perché ieri sono già intervenuto.
Considerato che rimangono le stesse perplessità, anzi molto forti,
sul quello che è il compito del consiglio di amministrazione, su
quelli che sono i poteri del consiglio di amministrazione, per
quanto ci riguarda, noi siamo contrarissimi affinché questo testo
possa vedere la luce in questo Parlamento.
Faremo di tutto per evitare quello che volevamo evitare, nel senso
che non possiamo dare in mano a tre persone nominate, quella che è
la politica industriale del territorio di tutta la Sicilia.
Sono veramente costernato per quello che sta succedendo e del
silenzio di tutti i parlamentari rispetto a quest'azione che
distrugge gli enti locali, distrugge il territorio e mette - lo
ripeto, per l'ennesima volta - in mano di tre nominati, tutta la
politica industriale della Sicilia.
Faremo in modo che questo disegno di legge non compia totalmente
il percorso parlamentare.
Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Non essendo ancora trascorsa mezz'ora dall'inizio
della seduta sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
17.15.
(La seduta sospesa alle ore 16.57, è ripresa alle ore17.27)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Currenti e Gentile.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, le chiedo, se possibile, una breve
sospensione dei lavori, in quanto i capigruppo dell'opposizione
sono riuniti in Sala lettura con il Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.28, è ripresa alle ore17.34 )
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale del disegno di legge «Norme in materia di
variazione e rettifica dei confini fra i comuni di Termini Imerese
e Trabia e fra i comuni di Godrano e Marineo» (747/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
747/A «Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i
comuni di Termini Imerese e Trabia e fra i comuni di Godrano e
Marineo» (747/A)
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 44
Votanti .. 43
Maggioranza 22
Favorevoli 40
Contrari 0
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Cascio
Commemorazione per la scomparsa degli onorevoli Calogero Gueli e
Andrea Zangara
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in questi ultimi giorni sono
mancati due deputati che nelle scorse legislature hanno onorato
quest'Aula: nella notte di domenica 17, per un improvviso malore,
si è spento il collega Calogero Gueli e nel pomeriggio di ieri,
martedì 26 luglio, mentre il Parlamento lavorava, dopo lunga
sofferenza, il collega Andrea Zangara.
Due parlamentari che, pur se provenienti da esperienze diverse,
hanno avuto un percorso politico parallelo.
Calogero Gueli si forma nelle file del Partito Comunista Italiano
prima, nel PDS poi e infine del PD. La sua esperienza politica
inizia nel paese natale, Campobello di Licata, dove inizialmente
riveste la carica di consigliere comunale, poi, per lunghi anni,
quella di sindaco. Sindacatura che si caratterizza per la svolta e
rinascita sociale e culturale che imprime all'amata città.
All'esperienza di sindaco alterna quella di deputato regionale
approdando all'Assemblea nell'VIII e nella X legislatura. Vivace il
suo impegno nelle commissioni di cui è componente; in quelle sedi
difende e tutela i contadini e gli operai di cui conosce bene il
duro lavoro avendolo condiviso nell'esperienza di minatore in
Belgio.
Come Andrea Zangara riveste la carica di deputato questore
dell'Assemblea Regionale Siciliana con grande impegno,
caratterizzandola con la sua passione per le lettere.
Ed è proprio a proposito della presentazione del suo ultimo
volume Delitto nella Sala Gialla che ho avuto modo di conoscere
Calogero Gueli e di vederlo per l'ultima volta.
Le lettere costituivano la sua seconda passione. I suoi scritti e
le poesie, in cui prevale il tema dell'amore, hanno riscosso
numerosi riconoscimenti a livello nazionale ed europeo.
Le vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto nel 2006 sicuramente
lo hanno segnato nel fisico, ma con tenacia è riuscito a difendere
la sua estraneità ai fatti addebitatigli tanto da essere prosciolto
per non avere commesso il fatto.
Le tematiche sociali, come per Gueli, hanno sempre caratterizzato
la vita politica di Andrea Zangara, che ha dedicato la sua vita
alla politica con impegno e passione, conseguendo il meritato
successo. E' stato uno degli esponenti di spicco della DC
palermitana ed ha assunto incarichi prestigiosi all'interno della
direzione nazionale del partito. Il suo percorso di esperienza
politica parte dal contatto con i cittadini della sua Bagheria che
amministra da sindaco.
Successivamente, ricopre l'incarico di assessore alla provincia
regionale di Palermo.
Eletto per due legislature al Senato della Repubblica, dal 1987 al
1994, assume la carica di vicepresidente della Commissione
agricoltura e produzione agroalimentare, nonché quella di membro
della Commissione territorio e della Commissione di controllo enti
di previdenza ed assistenza.
Dopo l'esperienza romana si candida all'Assemblea Regionale
Siciliana, iniziando un lungo periodo di attività politica che lo
vede impegnato nel territorio regionale dal 1996 al 2008.
Eletto per tre legislature, la XII, la XIII e la XIV, prima nel
Partito Popolare Italiano, successivamente nella lista Margherita-
Democrazia è Libertà, ricopre per ben due volte la carica di
deputato questore, nonché quella di componente della Commissione
sanità.
La sua lunga esperienza politica, vissuta a tutti i livelli
istituzionali, gli ha consentito di conoscere e rappresentare con
attenzione e puntualità molteplici spaccati della realtà sociale
siciliana.
Particolare dedizione egli ha dedicato al fenomeno
dell'immigrazione ed in particolare alla condizione degli
immigrati. Dimostrando grande sensibilità, infatti, si è battuto
per tutelare i loro diritti, ed in particolare quello alla salute,
al fine di garantire le prestazioni sanitarie a chiunque si
trovasse nel territorio siciliano, a prescindere dalla sua
cittadinanza.
Da senatore ha, inoltre, presentato un disegno di legge per
estendere agli immigrati, in possesso del permesso di soggiorno da
almeno tre anni, il diritto di voto nelle consultazioni
amministrative. Ha, quindi, saputo coniugare il suo amore per la
nostra terra con i valori dell'accoglienza e dell'integrazione.
Con orgoglio Zangara ha sempre rievocato gli anni dell'esperienza
legislativa romana, non tralasciando, però, al contempo, mai, di
sottolineare come la sua formazione politica e istituzionale si
fosse forgiata in realtà nella sua terra madre: la Sicilia, vera
ispiratrice del suo agire politico.
Molti, sono certo, che in quest'Aula lo hanno conosciuto e lo
ricorderanno per la giovialità che ha caratterizzato il suo modo
di fare politica, la sua presenza costante e i suoi intensi ed
appassionati interventi in Aula.
Nel ricordo dei due colleghi esprimo, a nome mio personale e
dell'Assemblea regionale siciliana tutta, le più sentite
condoglianze ai familiari e a quanti hanno voluto loro bene.
Invito, dunque, l'Aula a tributare loro un minuto di silenzio.
(Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di
silenzio).
Presidenza del presidente Cascio
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
605-242-362-577/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende il seguito della
discussione del disegno di legge nn. 605-242-362-577/A
«Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive».
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato interrotto
all'articolo 12.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi io assieme ad
altri colleghi ho cercato in III Commissione, nella Commissione di
merito, di tenere fede a quanto avevamo stabilito ieri in Aula,
cioè di vedere di approfondire il disegno di legge. E per la
verità, per alcune tematiche è bastato impegnarci e discutere per
qualche ora, e la soluzione del problema si è trovata.
La cosa che comunque mi ha lasciato un po' basito e di stucco è
che, nonostante da alcuni mesi si discutesse di questa riforma non
ci si è accorti di una impostazione, a mio modo di vedere,
eccessivamente orientata contro le amministrazioni, ad excludendum,
direi, delle amministrazioni comunali e dei territori; tutta tesa
a vivacizzare ed incentrata su un aspetto di soluzione immediata
dei problemi, anche con alcuni escamotage tipo quello di sostituire
la rappresentanza dei comuni con la conferenza Regione autonomie
locali, che non ha quasi nulla a che vedere e che, sostanzialmente,
il fatto che siano stati approvati i primi 12 articoli di questo
disegno di legge ne ha minato, in gran parte, la possibilità che si
possa intervenire per correggere l'impianto stesso, se non per
quella parte cui abbiamo posto rimedio. Ciò perché, ripeto, alcune
problematiche le abbiamo risolte per quanto riguarda l'approvazione
degli strumenti urbanistici e il sistema di controllo e far
ritornare i comuni sulla linea di seguire la procedura standard
prevista per tutti per l'approvazione dei piani.
Tuttavia in ordine ai criteri di rappresentanza e in ordine ai
criteri di composizione di organismi allargati, laddove nel
governo del territorio più in generale potevano e dovevano essere
rappresentati gli interessi diffusi dei comuni, lì il problema è
diventato arduo da risolvere proprio perché in virtù
dell'approvazione dei primi 12 articoli del provvedimento in esame.
Anche se alcuni problemi sono stati risolti, per altri l'impianto
che è andato avanti sinora per il modo veloce con cui si è giunti
all'approvazione di questi 12 articoli - purtroppo quel giorno non
ero in Aula -, ci mette oggi in una condizione di potere
intervenire per una parte, ma di non potere intervenire sul resto.
E io sono certo, invece, che si potrebbe intervenire anche sul
resto, cioè su quello che è stato già velocemente approvato e che
si sarebbe invece potuto trovare una soluzione che senza toccare lo
snellimento delle procedure - lungi da noi da appesantire le
procedure -, avrebbe evitato di mettere in piedi un'agenzia che
quasi svincolata da ogni forma di controllo.
Signor Presidente, e la cosa non è che possa essere accettata con
molta tranquillità, ma non perché uno pensa che possa accadere
chissà quale cosa, ma perché usciamo fuori dai canoni di quanto è
previsto nell'assetto istituzionale che riguarda altri enti come i
Comuni, le Province. Bisogna considerare infatti la regola di fondo
che deve sovrintendere agli organismi che poi vanno a regolare la
vita amministrativa, ma anche la programmazione delle scelte che si
vanno a fare sull'intero territorio regionale.
Abbiamo sistemato la parte dei piani regolatori e la parte della
programmazione, non possiamo fare nulla, visto che sono stati già
approvati quegli articoli, sull'altra parte che è quella dei
controlli, io ritengo che un qualche dubbio sulla omogeneità
dell'intero disegno di legge viene..
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
colleghi, quando qualche mese fa ci si è confrontati sui contenuti
della manovra finanziaria e della legge di bilancio si concordò,
per rendere gli strumenti finanziari più lineari e più efficaci, di
espungere dalla materia finanziaria tutta una serie di norme che
potevano essere oggetto di specifici interventi legislativi di
settore.
Il Governo ascoltò i capigruppo di maggioranza, i capigruppo di
minoranza, e in Conferenza dei Capigruppo si stabilì un iter. Noi
come opposizione concordammo di contribuire ad un dibattito su una
finanziaria e su un bilancio che si occupassero degli strumenti
finanziari, e manifestammo la nostra disponibilità a apprezzare
successivamente contenuti legislativi oggetto di disegni di legge
che successivamente venivano presentati.
Abbiamo tutti onorato le promesse ed i patti stabiliti in quel
caso perché, come tutti i colleghi ricorderanno, dopo aver
approvato Finanziaria e Bilancio, ci siamo dedicati agli appalti,
alle riserve, abbiamo fatto tutta una serie di disegni di legge
specifici che hanno potuto consentire a questo Parlamento di
esercitare appieno il proprio diritto, il proprio ruolo, la propria
competenza.
Adesso sappiamo per averlo sentito dalla dichiarazioni, averlo
appurato anche in Commissione Bilancio, che è necessità del Governo
predisporre due disegni di legge che sono stati già predisposti,
uno riguardante il rendiconto e l'altro riguardante l'assestamento.
In aggiunta a questo si proporrebbe il reinserimento di molte
delle norme che furono espunte dalla finanziaria e che noi
chiedemmo diventassero oggetto di specifici disegni di legge. Norme
di competenza dell'agricoltura, norme di competenza dei lavori
pubblici, razionalizzazione della macchina amministrativa e così
via.
Il nostro contributo odierno al prosieguo delle attività
parlamentari si esprimerebbe in questo senso: se c'è da fare una
manovra di assestamento e c'è da approvare il rendiconto, facciamo
con immediatezza e quello che serve, aderiamo alla necessità e da
qui alla settimana prossima completiamo questo iter. Tutte le norme
che per scelta del Governo e della maggioranza si intendesse
aggiungere facciamole oggetto, come avevamo cominciato a fare più
virtuosamente, di disegni di legge specifici e quando riprendiamo
la sessione a settembre noi siamo per contribuire a fare dei lavori
di Aula, lavori finalizzati ad approvare questi disegni di legge.
Perché ho fatto questa premessa? Perché questa intenzione c'è,
queste materie sono state anticipate vuoi da interviste,
dichiarazioni dell'assessore al bilancio. C'è una materia che vaga
da intenzione ad intenzione, da bocca a bocca e, allora, noi
vorremmo evitare di impantanarci, ad una settimana dalla chiusura,
in una querelle, in un dibattito ed in un contrasto su una
metodologia che, invece, ci potrebbe vedere convergenti.
Se chiudiamo con il rendiconto e con l'assestamento e non facciamo
null'altro di aggiuntivo e ci impegniamo, alla ripresa, ad
esaminare due, tre disegni di legge specifici che possano
riguardare riforme, razionalizzazione della macchina
amministrativa, unificazione di enti, quanto si volesse oggi
aggiungere ad una materia che è finanziaria e finanziaria deve
rimanere senza contenere queste norme, per quanto riguarda
l'odierno disegno di legge oggetto dei lavori d'Aula, che noi non
condividiamo nella filosofia così come fino ad oggi è stato
elaborato, riteniamo anche questo disegno di legge possa essere più
virtuosamente agli inizi della sessione di settembre oggetto di una
valutazione più complessiva, più aggiornata e finalizzata a
recuperare alcuni principi che dal testo odierno sono stati
espunti. Uno di questi principi è la rappresentanza del territorio,
uno di questi principi è la presenza, che in questo momento è
assolutamente disattesa, dei comuni, delle province, degli enti
territoriali.
Allora, ove il Presidente Lombardo, l'assessore Venturi,
accedessero a questo nostro contributo, a questa nostra
sollecitazione, noi consiglieremmo al Governo di fare in modo di
approvare i due strumenti tecnico-finanziari e, per quanto riguarda
questa materia importante, che può essere oggetto di due, tre
disegni di legge specifici, a partire da quello riguardante proprio
l'ASI e la riforma dell'ASI, ai primi di settembre, valutare un
testo complessivo nel quale potere recuperare alcuni principi che
in questo momento sono disattesi e che sono motivo di una nostra
non condivisione che ci porterebbe, articolo per articolo,
emendamento per emendamento, ad estenuare i lavori parlamentari.
Ci sono circa duecento emendamenti a firma mia, io sarei costretto
a parlare duecento volte. Non credo che faremmo un buon servizio e
non finiremmo nei tempi che ci siamo dati. Siccome la nostra
disponibilità la stiamo confermando, non stiamo mettendo in campo
nessuna forma di ostruzionismo, è una manifestazione di
collaborazione, facciamo in modo di rinviare ai primi di settembre
e faremo la razionalizzazione della pubblica amministrazione,
l'unificazione degli enti, gli organismi che vorremo fare e, nello
stesso tempo, la riforma delle ASI. E' un modo più completo, più
costruttivo e più corrispondente ad alcuni principi che noi avevamo
suggerito e che, purtroppo, dal testo sono stati, man mano,
espunti.
BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
faccio una premessa.
Sono molto contento che in questo momento al banco del Governo
siano seduti la dottoressa Chinnici e il dottor Pier Carmelo Russo
per una ragione: perché entrambi sono testimoni di un portato di
questa Assemblea - credo di potere affermare - di una
collaborazione che l'Aula ha dato nei due disegni di legge che
hanno caratterizzato questo ultimo scorcio della nostra
legislatura.
In modo particolare, quello della semplificazione. Dottoressa
Chinnici, lei ricorderà quante volte, salendo su questo podio, ho
chiesto di rinviare, di approfondire, di cercare di fare una cosa
condivisa, di stare attenti a non fare una mera ripetizione, di
cercare di fare un passo avanti. Sono ancora convinto che dobbiamo
fare, veramente, una corsa come Sicilia, alla logica del controllo
ex post e non dell'autorizzazione preventiva. L'assessore Pier
Carmelo Russo sa che anche con lui abbiamo compartecipato, credo di
poter affermare, al miglioramento della legge sugli appalti, ad una
modifica importante.
Per queste considerazioni mi sento dire all'amico Marco Venturi
che sicuramente non sono - e potrei affermare non siamo - animati
dalla volontà ostruzionistica. A volte abbiamo polemizzato ma mai
potrà essere affermata come vera la volontà di ostacolare una
riforma. Una riforma che soprattutto riduca i costi della politica,
che riduca orpelli ormai anacronistici, circa mille i componenti
complessivi delle varie assemblee delle ASI. Sotto questo profilo
la porta è assolutamente spalancata, apertissima alla volontà di
riduzione, c'è la volontà anche dal punto di vista della sua
burocrazia ed evidentemente quella di grado più elevato, la
riduzione del numero dei direttori, la concentrazione in capo a
pochi o ad un solo direttore, le logiche sono quindi quelle della
semplificazione, di andare incontro a una necessità di riforma.
Però non posso non ribadire un concetto che oggi in Commissione ho
avuto modo di esternare in più di una occasione, in particolare
allorquando si discuteva degli articoli 10 e 12 di questo disegno
di legge, in questa furia quasi iconoclasta contro la politica. A
mio avviso, abbiamo commesso degli errori, abbiamo ecceduto.
Questo è stato il tentativo di oggi, il Presidente Caputo lo sa
bene come lo sanno i colleghi della maggioranza con i quali abbiamo
discusso, oltre che lei, signor Assessore, la volontà era quella di
cercare di riparare ad alcuni guasti che sono scaturiti proprio da
quella furia con la quale si intendeva approvare di corsa questo
disegno di legge.
Oggi non so se effettivamente si possa migliorare - soprattutto
sotto il profilo della rappresentanza e sotto il profilo quindi
della composizione degli organi della riforma ASI - se sia
possibile migliorarla senza fare un papocchio', senza tentare di
inserire ex post quello che doveva essere già inserito ex ante e
cioè all'articolo 10 per quanto riguarda la Consulta e la sua
composizione, o quello che doveva essere inserito nell'articolo 12
per quanto riguardava la composizione e la sua rappresentatività
anche in capo al legale rappresentante.
E quindi non posso fare che mio l'appello e le considerazioni che
hanno formulato i colleghi Formica e Leontini, impegnandomi come
abbiamo dimostrato di sapere fare, come abbiamo fatto con la
dottoressa Chinnici e con il dottor Pier Carmelo Russo, rivedendo
sostanzialmente e migliorando questi aspetti.
Il disegno di legge che è in discussione ha come obiettivo quello
di semplificare, di ridurre e di dare quanta maggiore
compartecipazione al mondo imprenditoriale, nel tentativo di
approvarlo in maniera veloce, superando però a monte alcuni errori,
alcuni vulnus al concetto di rappresentatività del territorio che
oggi credo siano insanabili senza creare papocchi' ulteriori.
Anche io faccio mio quell'appello impegnandomi sicuramente alla
ripresa dei lavori ad esitarlo in poco tempo e in quella fase
approvare quello spacchettamento' di riforme che devono essere
fatte, sin da subito, tra le quali la manovra finanziaria nel suo
complesso e il rendiconto per la tenuta complessiva del sistema
contabile e non soltanto del bilancio della nostra Regione.
COLIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre parlavano
poc'anzi i colleghi stavo pensando a quello che è stato detto ieri
all'assessore D'Antrassi ed è ancora forte il ricordo di quel
massacro verbale nei confronti dell'assessore D'Antrassi soltanto
perché era venuto in Commissione, aveva concordato delle tesi, in
uno al Presidente Caputo ed agli altri amici che mi staranno
sicuramente ascoltando, ci sono stati tre o quattro vergogna
gridati da questo pulpito, salvo poi oggi, onorevole Formica,
onorevole Caputo, onorevole Bufardeci, uomini autorevoli di questo
Parlamento, sono bastate due ore e la furia rudiana ,
leontiniana e di quant'altro, probabilmente, vi ha fatto
cambiare, per molto meno di un Commissario dello Stato, posizione.
Allora, sia ben chiaro, Assessore, qui lo hai detto tu in
occasione dell'incontro della Commissione, chiedendo
preventivamente a lor signori che erano presenti in Commissione se
si voleva fare melina', se si aveva intenzione di fare questa
legge, se si voleva migliorare questa legge o se, invece, si
riteneva di dover affossare questa legge per ragioni squisitamente
politiche.
Onorevole Presidente, forse questo Governo sta lavorando molto,
questo Parlamento sta facendo tante leggi, sono leggi importanti,
di sintesi, di rigore, di severità, probabilmente ciò non va più a
questa maggioranza.
Così come ieri ci avete chiesto ed avete chiesto all'assessore
D'Antrassi di spiegarci le ragioni del dissenso, alla luce degli
emendamenti che sono stati concordati e sottoscritti e che rivedono
i comuni protagonisti di questa riforma, ancorché ne viene data la
titolarità nel caso dovesse parlarsi di Piano regolatore, di
modifica del Piano regolatore, ancorché abbiamo stabilito una
presenza di tutti i Consorzi delle aree di sviluppo industriale
nominati dai comuni, ancorché abbiamo detto che, in ogni caso,
vanno in maniera vincolante sentiti i comuni, vorremmo capire da
voi per quale ragione, oggi, non si dovrebbe approvare una norma
legislativa che tutti attendono, che vede ben 800, 900 - sembra
un'armata Brancaleone -, uomini che vengono nominati da questo o
quell'altro sindaco, da questo o quell'altro partito, a rendere
sicuramente ingovernabile le ASI. Che questa opposizione, oggi, ci
venga a spiegare, caro Fabio Mancuso che ieri hai tanto
simpaticamente urlato nel senso dialogale del termine, da questo
pulpito, le ragioni del dissenso, vorrei che tornassi qui a
spiegarci nuovamente per quale ragione tre esponenti così
importanti dell'opposizione oggi vengono qui a dirci esattamente il
contrario dopo un'ora. Lo facciano, ce lo dicano, smettiamola sul
serio, anche per rispettare il lavoro di una Commissione, nel
rispetto del lavoro di un Governo che si è presentato qui
costantemente e continuamente, accettando tutti i rinvii di questo
mondo perché si trovasse un equilibrio ed una mediazione ed il mio
Presidente, onorevole Caputo, finalmente possa finalmente venire
qui dal palco, parlando ancora una volta da qui invece che da dove
risiede la sua allocazione presidenziale, per spiegarci perché da
parlamentare ha cambiato idea nel giro di dieci minuti.
Pertanto l'invito è di procedere su questa legge, l'invito è di
farla questa legge perché abbiamo ridato equilibrio, l'abbiamo
condiviso, l'abbiamo sottoscritto ed oggi è giusto che diamo questa
legge ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Apprendi. Ne ha
facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
anch'io per sostenere che c'è un gioco delle parti che,
personalmente, non condivido, ma credo che non lo condivida neanche
la maggior parte dei cittadini siciliani, perché quando si parla di
costi della politica, si cerca sempre di scimmiottare la proposta
che viene, a volte, per apparire più che per essere.
Credo che con tutte le riunioni che abbiamo fatto a vuoto su
questa legge, i costi della politica siano senz'altro lievitati,
signor Presidente, per non parlare della incongruenza e della
mancanza di serietà che esprimiamo all'esterno di quest'Aula
perché, se è vero come è vero, che questa legge è stata trattata
più volte in Commissione parlamentare dove tutti i partiti sono
rappresentati e dove, in maniera anomala, devo dire, la Commissione
è presieduta da un presidente dell'opposizione che ha votato, ha
supportato e ha sostenuto questa legge, ci rendiamo conto che
all'esterno non diamo sicuramente una bella rappresentazione della
politica.
Allora, sono d'accordo con l'onorevole Colianni sul fatto che ci
aspettiamo che il presidente Caputo venga qui a difendere la legge.
Quali sono i motivi veri per non voler approvare questa legge? E'
la clientela che c'è nei confronti di quelle seicento, settecento,
ottocento persone, non sappiamo bene quanti siano, che sono
distaccati presso le ASI e sono pagati dai cittadini per far nulla?
Sono questi i motivi, sono i motivi di rispettare quel tipo di
clientela?
E, poi, invochiamo tanto il servizio pubblico, il fatto che
affidiamo a tre persone le sorti delle ASI, ma quali sono le ASI
virtuose che, in questo momento, possono distinguersi, le ASI che
non hanno debiti, le ASI che hanno riscosso tutte le quote dei
comuni partecipanti alle ASI?
Signor Assessore, credo che lei potrebbe fornirci questi dati, in
modo che i cittadini siciliani possano valutare questo centro-
destra che si muove, che fa lo stop and go, ogni volta che si parla
della legge delle ASI.
Una legge che veramente è stata rivoltata come un calzino, prima
dalla Commissione Attività produttive, poi dalla Commissione
Bilancio che, addirittura, ha fatto le audizioni, perché adesso la
Commissione Bilancio avoca a sé tutto ciò che c'è in questo
Parlamento cercando di arginare il lavoro delle commissioni. Ma noi
abbiamo sopportato pure questo: di essere trattati male dal punto
di vista istituzionale. E siamo qui per votare la legge. Adesso
basta. Veramente, si dica per una volta e per sempre se si vuole
votare oppure no, perché non è più sopportabile questo balletto. Ci
sono chiacchiericci sottobanco, ma di che stiamo parlando
L'Assessore ha dato più volte la disponibilità ad intervenire,
laddove possibile, per cambiare la legge, per venire incontro ad
esigenze politiche, esigenze politiche da non confondere con le
esigenze di potere. E, quindi, per migliorare la legge, è
apertissimo ad affrontare tematiche che, eventualmente, saranno
rappresentate da chiunque, in questo Parlamento, da qualsiasi
parlamentare per poter andare avanti. Non ci possono essere altri
motivi.
Presidente Caputo, faccio appello a lei. Non può trincerarsi
dietro quel posto senza intervenire a difendere questa legge che
abbiamo fatto insieme. Lei deve avere lo scatto di orgoglio per
difendere questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, personalmente, non so fisicamente dove
sono ubicate le ASI e non conosco neanche i nomi dei commissari,
conosco solo l'ASI di Caltagirone perché, una volta, mi aveva
delegato a rappresentare il mio partito l'allora segretario
regionale dell'UDC che è l'attuale Presidente della Regione, per
mettere ordine in un'Assemblea dove si votava. Non vi nascondo che
ci sono stato qualche minuto e sono andato via perché era quasi
impossibile ragionare in quell'assemblea per raggiungere una
finalità.
Premesso questo, quindi le cose dette dai colleghi, e non mi
sembra di aver sentito dal mio capogruppo, dal capogruppo di Forza
del Sud che qualcuno voglia interrompere questo percorso,
chiamiamolo di moralizzazione della politica ; non ho sentito che
questa legge non si vuole fare, ho sentito che ci vuole un
ragionamento su questa legge, così come è stato chiesto su questa
stessa legge da deputati della maggioranza un ragionamento
ulteriore, perché oggi lo hanno chiesto i capigruppo, ieri lo avete
chiesto voli.
Da mesi questa legge è all'ordine del giorno della Commissione e
del Parlamento. Solo oggi chiediamo una riflessione ulteriore
perché ci siamo accorti, rispetto a quella che è la rivoluzione
che sta avvenendo su diverse attività della Regione, che proprio in
questa materia manca ciò che deve essere il motore delle scelte,
cioè la presenza degli enti territoriali e non è vero che
dall'articolo 28 si interviene con l'intervento dei consigli
comunali; è una norma che forse voleva far riflettere in modo meno
attento qualcuno perché quella norma cosa dice: informiamo i
consigli comunali, se va bene in 60 giorni ci rispondono, in ogni
caso, le osservazioni saranno sempre decise dai 5 membri del
Consiglio di amministrazione.
E, allora, la richiesta dei capigruppo qual è? E' una richiesta
ulteriore di riflessione, è una richiesta che ritengo che il
Governo debba accettare perché c'è un impegno, così come tutti gli
altri impegni che abbiamo preso, e per ultimo, Presidente, ieri lo
abbiamo detto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
e lo dico all'onorevole Pino Apprendi che è persona ragionevole ma
anche a Paolo Colianni per il suo intervento. Le nostre commissioni
sono delle commissioni legislative che danno un supporto a quello
che deve essere il testo che arriva in Aula, le nostre commissioni
non sono mai in sede referente, mai E ieri lo ha dimostrato
l'Assessore all'agricoltura anche quando ha preso impegni in
Commissione, ha stravolto quegli impegni presi con altri
emendamenti che stravolgevano il suo impegno, il suo voto in
Commissione.
Quindi, non ci siamo scandalizzati noi ieri, non vi scandalizzate
voi oggi. Ritengo che sia anche una norma statutaria che dobbiamo
inserire in questo Parlamento, ma prima dobbiamo discuterla e
votarla, per poi passare ad un'azione politica legislativa
completamente diversa da quella che abbiamo oggi.
Quindi, non è necessario richiamare il presidente Caputo che è
stato ineccepibile a sopportare tutti i rinvii voluti dalla
maggioranza fino a ieri. Se oggi il Presidente Caputo sopporta
l'unico rinvio chiesto dall'opposizione, mi sembra anche doveroso
difenderlo e non attaccarlo dicendo che ci vuole il suo intervento
per dire cosa? Che è stato massacrato per mesi con questo disegno
di legge sopportando la maggioranza e dove la maggioranza ha voluto
sempre un rinvio da 8-9 mesi
Mi sembra ragionevole, oggi, ascoltare per una volta
l'opposizione. Se non lo volete fare, significa che volete perdere
tempo, che ritenete che questo disegno di legge, così com'è, per
forza debba andare avanti.
Tutti gli impegni che ha preso il capogruppo del Popolo della
libertà, da questo pulpito ed in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, sono stati portati tutti a termine, anche
quando l'impegno era del Governo - parlo della legge sugli appalti
pubblici - ed io da Presidente di Commissione ho anticipato il
Governo, presentando un disegno di legge ed accelerando quello che
era quella norma.
Quindi, ritengo di dare non solo sostanza ma anche rispetto alle
richieste dei capigruppo, sia di Leontini, sia di Bufardeci e non
cambia nulla se il disegno di legge viene approvato il 13 o il 14
settembre come impegno o viene approvato non so quando a questo a
punto, perché ritengo che la nostra azione porterà sempre a quella
data.
Quindi, è una questione di buon senso, non c'è bisogno di fare uno
scontro, lavoriamo da domani sul testo dell'assestamento, che è un
assestamento importante, lavoriamo per vincolare l'avanzo di
amministrazione che servirà al Governo per indicare le linee che
riguardano gli investimenti nel prossimo provvedimento che sarà,
certamente, una manovra da fare nel più breve tempo possibile.
Pertanto, chiedo a voi che siete intervenuti, ma chiedo
soprattutto al capo gruppo, onorevole Cracolici cum grano salis
di aiutare questo Parlamento, non cambia nulla presidente
Cracolici, farlo questa sera o farlo tra qualche giorno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, credo che dopo l'invito appassionato ed
affettuoso del mio vicepresidente vicario e del mio vicepresidente
Apprendi non potevo non prendere la parola, non fosse altro per
ribadire quello che ha detto il collega Fabio Mancuso che, in
questo Parlamento, svolge lo stesso ruolo di presidente di
Commissione parlamentare e anche lui sa quante volte disegni di
legge usciti dalla sua commissione sono stati messi in discussione
dal Parlamento, perché è fisiologico nel ruolo del Parlamento
svolgere un attività che è diversa da quella che si fa nelle
commissioni.
Vorrei, soltanto ricordare che la Commissione nelle giornate in
cui si è discusso questa legge non soltanto è stata presente ma ha
espresso parere favorevole all'unanimità a tutti gli emendamenti
presentati che si ritenevano migliorativi del testo di legge.
Il collega Apprendi e il collega Colianni che hanno vissuto con me
le vicende di questo disegno di legge sanno che nella scorsa
seduta, la penultima, quando eravamo arrivati all'esame
dell'articolo 13 ci siamo fermati su richiesta dell'onorevole De
Benedictis, condivisa da tutta la maggioranza, per rinviare l'esame
del disegno di legge in quanto si voleva approfondire. Quindi,
quando la maggioranza ha chiesto un rinvio la Commissione ne ha
preso atto. Così come il Parlamento ne ha preso atto.
Vorrei ricordare sia all'assessore Venturi che ai colleghi della
Commissione Attività produttive, che questo disegno di legge è
tornato tre volte in Commissione Bilancio dopo che era stato
esitato dalla stessa Commissione e, quindi, era pronto per l'Aula è
stato richiamato, per ben tre volte, su richiesta stessa di alcuni
autorevoli parlamentari di questa maggioranza perché, addirittura,
sono entrati nel merito avviando audizioni in Commissione Bilancio;
cioè in Commissione Bilancio dove bisognava verificare la copertura
finanziaria, su richiesta della maggioranza, sono state fatte
audizioni che erano state fatte in Commissione di merito. Ed è
andata tre volte in Commissione Bilancio.
Quindi, vorrei dire all'onorevole Apprendi e all'onorevole
Colianni, che il Presidente a nome della Commissione non deve
difendere nulla, il nostro lavoro lo abbiamo fatto, abbiamo accolto
ieri il suo invito, presidente Cascio, abbiamo oggi impegnato la
sala della Commissione Attività produttive con i capigruppo, con
molti altri parlamentari e con il Governo per lavorare e raffinare
questo testo ed abbiamo dedicato un'intera mattina fino alle
quattro del pomeriggio, quindi abbiamo dato, onorevole Apprendi ed
onorevole Colianni, tutta la collaborazione. La Commissione, come
dice l'onorevole presidente Mancuso, non è sostitutiva del
Parlamento, né quello che fa vincola il Parlamento.
Noi svolgiamo una funzione di supporto a disegni di legge di
iniziativa legislativa parlamentare o di iniziativa governativa
come questo, se poi il Parlamento, al di là dell'attività della
Commissione, ritiene di doverlo approfondire, bene la Commissione
deve solo prenderne atto. Non possiamo né scavalcare il Parlamento,
né fare quello che va oltre le nostre competenze. Certo, noi siamo
pronti a continuare a discuterne; se il Parlamento sovrano decide
di continuare noi, certamente, non ci alzeremo e daremo la nostra
collaborazione, ma su questo credo che non ci sia né chi vuole a
tutti i costi, fino alla morte, questo disegno di legge né chi non
lo vuole.
Dagli interventi che ho ascoltato, finora, come quello
dell'onorevole De Benedictis della scorsa seduta che ha voluto
rinviato il testo di legge in Aula, l'articolo 13, perché voleva
notizie sulla composizione del consiglio di amministrazione,
ebbene, questo Parlamento se lo ricordi, io ho ascoltato i colleghi
parlamentari del mio Gruppo politico che hanno chiesto un rinvio
per approfondire alcune tematiche, non ci vedo nulla di scandaloso.
Certamente, assessore Venturi, sono pronto se c'è la volontà del
Parlamento a votare il disegno di legge anche questa sera. Lei sa
che noi abbiamo messo in forze una missione a Roma domani al tavolo
FIAT proprio per non impedire i lavori del Parlamento.
Noi siamo pronti, ma deve essere il Parlamento a deciderlo. Se il
Parlamento decide che il disegno di legge va fatto stasera, la
Commissione non si muoverà e il Presidente sarà lì fino all'ultimo
articolo, se il Parlamento deciderà di rinviarlo ne prenderemo
atto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei tentare di
fare il punto della discussione che si sta svolgendo in Aula.
Tranne che abbia capito male, ma non credo, tutti gli intervenuti
hanno espresso la volontà di arrivare ad un disegno di legge
condiviso.
Ricordo all'Aula che non è la prima volta che ciò accade, perché
sulle leggi di riforma che la maggioranza ha proposto all'Aula, dal
Governo o dalla maggioranza dell'Assemblea quasi sempre c'è stata
la condivisione di andare avanti ed anche questa volta la
condivisione è stata espressa da tutti.
Ricordo a me stesso, ma anche ai colleghi d'Aula ed al Presidente,
che nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di
ieri, io a nome del PID ho detto che, per agevolare l'approvazione
del disegno di legge, avrei tranne un solo emendamento, ritirato
tutti gli emendamenti presentati dal PID, che sono molti e per chi
si è preso cura, penso tutti, di vederne e leggerne il testo, sono
tutti emendamenti di peso.
Questo cosa mi porta a dire? Che la richiesta di un rinvio per
arrivare ad una conclusione condivisa del disegno di legge che,
poi, è principalmente su uno o due punti, che al di là di quello
che sarà il risultato finale, meritano una discussione ed un
approfondimento, dovrebbe essere una occasione considerata ricca
principalmente dal Governo per dire: Non facciamo prove di forza
su un disegno di legge che riguarda la struttura del futuro
produttivo ed industriale di questa Regione.
Ritengo, quindi, opportuno, intanto invitare il Governo e, poi,
auspicare che la maggioranza non forzi la mano; per dire, un rinvio
di questo disegno di legge anche al primo punto all'ordine del
giorno della sessione che inizierà subito dopo le ferie, può
servire per fare un provvedimento legislativo che dia veramente
risposte alla Sicilia.
Capisco anche, leggendo le presenze in Aula, che andremo alla
richiesta di voto segreto più volte, che mancherà ripetutamente il
numero legale, che saremo costretti, con vergogna, a rinviare
ugualmente questo disegno di legge a settembre.
Siccome, bisogna prendere atto delle disponibilità dell'Aula che
ci sono state tutte, credo che un atto di intelligenza politica
potrebbe portare la maggioranza o meglio il Governo a dire, proprio
per consentire gli approfondimenti del caso, rinviamo a settembre
per fare tutti una buona legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che,
ancora una volta, con rammarico prendo atto di una situazione che
ormai è degenerata ed è fuori controllo nella gestione dell'Aula,
perché anche il dibattito di questo pomeriggio è frutto
dell'assenza di qualunque regola che, ormai, sovrintende al Governo
di quest'Aula.
Perché, vede signor Presidente, è prerogativa di un deputato, come
di un capogruppo, chiedere il rinvio in Commissione del testo in
qualunque momento della discussione del testo stesso. L'Aula si
esprime secondo i criteri regolamentari. E' prerogativa, in
qualunque momento, del Parlamento, di chiedere, ai sensi del
Regolamento, l'utilizzo degli strumenti del Regolamento stesso.
Ma non è prerogativa dell'Aula ascoltare, come ho ascoltato oggi,
che un testo di legge che è stato presentato circa nove mesi, che è
andato in Commissione, non so, se dovessimo utilizzare i costi
della politica per giudicare quanto è costata questa legge in
Commissione, forse è la legge più costosa nella storia del
Parlamento siciliano, visto che le ore di confronto e di
discussione sono state interminabili. Audizioni, confronti,
condivisioni. Bene, poi è stata incardinata, non so quante volte,
perché era entrata come emendamento alla finanziaria, poi è stata
stralciata dalla finanziaria da parte del Presidente
dell'Assemblea, poi era rientrata nuovamente, poi è stata
ristralciata, poi siamo andati, infine, al testo che oggi trattiamo
ed i deputati hanno presentato emendamenti. Oggi, abbiamo scoperto
che i deputati non hanno letto la legge perché fino all'articolo 12
è stata approvata una legge senza che il deputato o alcuni deputati
sapessero quale fosse la legge.
Siccome non piacciono i primi articoli che sono stati già
approvati, si dice dobbiamo ricominciare daccapo, perché questa
sostanzialmente è la tesi.
Ora, signor Presidente, capisco tutto, ma lei può consentire una
discussione fatta in questa maniera? Io sono esterrefatto Poi, il
Governo valuti se intende sospenderla, se intende rinviarla, lo
valuti il Governo, ma lo dico sul piano della procedura
parlamentare. Noi abbiamo una legge, un deputato si alza e dice:
non la voglio trattare, chiedo il rinvio in Commissione, oppure
presento un emendamento, non mi piace e voglio cambiare .
Non sono stati presentati emendamenti. Gli unici emendamenti
sostanziali, la tecnica parlamentare ci dice che quando si
presentano emendamenti soppressivi è perché non ha nulla da dire ed
è soltanto una tecnica per prendere tempo, delle due l'una: o i
deputati hanno un'altra idea e la esprimevano, la manifestavano con
un progetto alternativo, dicevano non vogliamo sciogliere le ASI,
anzi creiamo organi di amministrazione non di novanta ma di
novecento componenti per ogni ASI e arriviamo ad una decina di
migliaia di amministratori delle ASI, oppure non ho capito di cosa
stiamo parlando.
Signor Presidente, capisco pure il suo imbarazzo, in questa
situazione, però veda quando si inaugura una prassi, quelle prassi
poi diventano perché, se domani chiunque verrà qui a fare
l'opposizione, secondo questa tecnica, farà mai campare qualunque
maggioranza che ci sarà? Se viene meno il principio delle regole,
che poi sono il patto che lega ognuno di noi a questo Palazzo e a
questa
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, quale regola sarebbe stata
violata? Sia più specifico così capiamo meglio l'argomento. Quale
regola è stata violata e quale articolo del Regolamento è stato
violato?
CRACOLICI. Glielo dico subito, signor Presidente, non si
innervosisca, glielo dico subito.
Lei aveva messo in discussione e in votazione l'articolo 13, era
stata chiesta la votazione segreta; non ha ancora verificato se 9
deputati la supportavano, dopodiché, si è aperta una discussione,
non si capisce più se sul voto segreto su altro.
Cioè non capisco più di cosa stiamo parlando. Lei ha consentito
una discussione che ci sta portando all'imbarazzo.
SPEZIALE. In fase di votazione non si possono sospendere i lavori
d'Aula
MANCUSO. Ma che sta dicendo, la seduta è stata sospesa perché non
era ancora trascorsa mezzora dall'inizio dei lavori e dal preavviso
di votazione elettronica.
SPEZIALE. Si studi il Regolamento, onorevole Mancuso
MANCUSO. Onorevole Speziale, lo studi lei il Regolamento
CRACOLICI. No Lo deve studiare lei il Regolamento Perché le si
sta consentendo tutto e il contrario di tutto. Il Governo valuti
cosa fare, ma ritengo che con questo andazzo la Presidenza,
inevitabilmente, si renderà responsabile della paralisi.
Per cui in questo Parlamento, da oggi in poi, chiunque ci sarà o
si faranno le leggi in cui tutti le condividiamo, altro che
consociativismo, oppure non si fa più nulla. E' questa la
democrazia? Secondo la tecnica che ognuno parla quanto vuole,
quando vuole e come vuole, sulla base - ripeto - della fine di
qualunque procedura e prassi parlamentare.
Mi dispiace signor Presidente, a tutto c'è un limite.
Il fatto di cui stiamo trattando, non è che domani scade una
cambiale se approviamo la legge fra due giorni piuttosto che
domani, tanto per essere chiari, quindi non c'è un'urgenza per la
quale qui ci dobbiamo uccidere , ma c'è un fatto procedurale che
riguarda il modo di essere di questo Parlamento perché in questo
Parlamento si utilizza una tecnica ostruzionistica ormai per ogni
cosa, tranne se non siamo d'accordo su tutto o se non concordiamo
anche le virgole di ogni passaggio parlamentare.
Questa è la morte della democrazia, non è l'attività parlamentare
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.33, è ripresa alle ore 19.12 )
La seduta è ripresa.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace se
lei ha ritenuto il mio intervento che coglie uno stato d'animo
comunque di questo Parlamento e mi creda anche abbastanza
trasversale, perché il mio intervento è frutto di una condizione di
difficoltà che vive da mesi questo Parlamento nella incertezza che
spesso registriamo sull'attuazione delle procedure regolamentari.
Io ho sempre compreso e in alcuni momenti credo di essere stato
uno che ha dato una mano alla Presidenza di questa Assemblea,
perché è chiaro che questo Parlamento vive, sta vivendo ed ha
vissuto momenti politici convulsi che danno alla Presidenza la
necessità di avere un supplemento di responsabilità e di
equilibrio nel guidare un'Aula così convulsa e così complicata.
Rimango convinto che la via maestra è, in questi casi, il rispetto
rigoroso delle regole; ma non solo le regole intese quelle che sono
formali, scritte, ma anche le regole dei comportamenti e poi delle
intese parlamentari.
Lei, ieri, correttamente, ha sospeso la seduta ed ha convocato la
Conferenza dei Capigruppo per verificare se tra i Capigruppo
assieme al Governo ci potesse essere la condizione di aggiornare la
seduta ad oggi e verificare le condizioni di un'intesa come in
altri momenti si è fatto in questo Parlamento.
Ci siamo lasciati ieri sera sulla base del dato che la Terza
Commissione, informalmente, avrebbe sentito i rappresentanti dei
Gruppi assieme al Governo e verificato se potevano esserci
soluzioni rispetto ad alcuni nodi che erano ieri emersi alla luce
dell'esame dell'articolo 13 e dei successivi che avremmo esaminato
da lì a qualche giorno.
Ieri, sembrava che questa modalità fosse condivisa, oggi quel
gruppo ha raggiunto un'intesa, si ritorna qui in Aula e si daccapo.
E' evidente che questo determina una esasperazione nel modo di
rapportarsi anche tra colleghi e questa modalità finisce per
determinare una condizione in cui, alla fine, questo Parlamento non
sa mai se quando iniziamo una seduta se le cose che dobbiamo fare
si faranno o meno. Attenzione Qui non è messa in discussione la
potestà che il Regolamento attribuisce a qualunque deputato e in
particolare ai capigruppo parlamentari, di chiedere, come è
previsto, un rinvio ad esempio in Commissione, la sospensione della
trattazione di un punto all'ordine del giorno, ma secondo procedure
previste in cui si propone, si discute e si vota.
Qui è considerato il momento in cui assumere una decisione anche
un momento di sfida politica. Così non si può andare avanti.
Mi auguro che l'equivoco tra me e lei, che non c'è, io non ho
inteso offenderla sul piano personale, penso però che la
Presidenza, in un momento così complicato ha bisogno di dare e
garantire più certezza nella modalità di esercizio dell'attività
legislativa.
Spero che questo chiarimento possa consentire ora quanto meno di
decidere cosa dobbiamo fare. C'è una richiesta di sospensione, è
formale, si è formalizzata una richiesta di rinvio in commissione,
la si formalizzi, l'Aula decida, io non sono d'accordo, ma l'Aula
prenda finalmente una decisione e così andiamo. Se decidiamo di
andare avanti, andiamo avanti, altrimenti si sospenderà così come
chiede la maggioranza del Parlamento.
PRESIDENTE. Non essendoci richieste di rinvio in Commissione del
disegno di legge, pongo in votazione l'articolo 13.
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Bufardeci, Formica, Incardona,
Leontini, Lombardo e Mattarella, indìco la verifica del numero
legale.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 41
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del presidente Cascio
Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14.
Presidente e vicepresidente
1. Il presidente è il legale rappresentante dell'Istituto. Egli
convoca e presiede il Consiglio di amministrazione dirigendone i
relativi lavori. Il presidente può restare in carica per non più di
due mandati consecutivi.
2. Il presidente è nominato con decreto dell'Assessore regionale
per le attività produttive tra i membri del Consiglio di
amministrazione.
3. Il vicepresidente è scelto dal presidente tra i membri del
Consiglio di amministrazione.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 14.3, 14.4, 14.5, 14.6;
- dall'onorevole Maira: 9.1 (III parte);
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e Incardona:
14.2, 14.1.
Si passa all'emendamento 14.3 a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, l'emendamento è ovviamente collegato
ad altri emendamenti che sono stati presentati sia in ordine a
questo articolo che relativamente ad altri articoli, soprattutto ad
articoli precedenti, quindi ha una sua logica e una sua coerenza
soprattutto se collegato agli emendamenti presentati agli articoli
precedenti.
Tuttavia, esso vuole essere rappresentativo della filosofia che
dal nostro punto di vista sarebbe stato più opportuno presiedesse
alla formulazione dell'intero disegno di legge.
Noi riteniamo che i poteri conferiti in base a questo articolato,
sia a questo organismo che alla presidenza siano esorbitanti
rispetto al principio di un maggiore coinvolgimento dei
rappresentanti del territorio che, in questo caso, sono totalmente
assenti da ogni programmazione e ogni esecuzione di decisioni che
in questo disegno sono attribuiti.
Quindi, noi siamo contrari a questo articolo, siano contrari
perché lo siamo anche agli articoli precedenti, lo eravamo, lo
siamo anche per gli articoli successivi e l'emendamento ha un suo
fondamento in questo senso e potrebbe essere, se apprezzato, un
modo per rivedere l'intera tematica e riguardare con maggiore
attenzione, con maggiore aderenza alle esigenze del territorio e
con maggiore aderenza alle esigenze di armonia dell'intero disegno
di legge, l'intero articolato.
Per questo noi lo ribadiamo e riteniamo che sia utile apprezzarlo.
Presidenza del presidente Cascio
Per porre la questione sospensiva
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cracolici ci ha consegnato nell'ultima mezz'ora un richiamo a tutta
l'Aula di rispetto delle regole, compreso il rispetto del
Regolamento e della funzione di questo Parlamento.
Siccome l'onorevole Cracolici ritengo che abbia la stessa
funzione, la stessa valenza di tutti i novanta parlamentari, io lo
invito, per evitare qualsiasi ipocrisia del suo atteggiamento e
richiamo al Regolamento, di evitare questo tipo di intervento che
ha fatto per due volte: il primo quando lei ha sospeso l'Aula e il
secondo alla ripresa dei lavori.
Perché sto dicendo questo? Perché noi abbiamo chiesto il numero
legale, il numero legale dal tabellone luminoso è di 41 presenti,
dal tabellone luminoso E mi fermo lì e non dico più nulla
Quindi, il richiamo al Regolamento, il richiamo al rispetto delle
regole, il richiamo alle cose serie, io pregherei l'onorevole
Cracolici di farlo a tutti quei parlamentari, anche del suo Gruppo,
che non rispettano il Regolamento, perché io lezioni di moralità
non ne accetto da nessuno, da nessuno
Non si richiama il Regolamento a seconda di come uno ritiene di
volerlo utilizzare Quindi, Presidente, io la invito a sospendere
l'Aula, altrimenti sono costretto a richiedere il numero legale e a
richiedere qualcos'altro.
PRESIDENTE. Poiché è stata richiesta la sospensiva, ha facoltà di
parlare un oratore a favore e uno contro.
ODDO. Chiedo di parlare contro la proposta di sospensiva.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il lavoro che è stato
fatto nel merito, credo che i colleghi l'abbiano tutti attenzionato
perché gli emendamenti che ha presentato il Governo, frutto anche
di una discussione fatta in terza Commissione a più voci, per la
verità, perché non c'erano solo i rappresentanti dei gruppi di
maggioranza e di opposizione, ma c'erano colleghi che sicuramente
presi da buona volontà hanno partecipato per tentare di trovare un
punto di equilibrio.
Quel lavoro, nel merito, affronta le questione che sono state
sollevate anche dall'opposizione e mette anche da questo punto di
vista un punto fermo per quanto concerne le questioni condivisibili
della partecipazione del territorio nei processi decisionali e nei
processi in cui si può, evidentemente, articolare una consulta.
Anche se quella consulta a cui io mi riferisco è l'articolo 10 già
approvato, ma siccome non va in contrasto con l'articolo approvato,
l'emendamento che ha presentato il Governo sostanzialmente dice che
a quella consulta possono e debbono partecipare i rappresentanti in
prima persona evidentemente anche i sindaci dei Comuni che sono
interessati alle questioni relative alla programmazione e così via
per quanto concerne il ruolo che svolge la consulta stessa.
Allora, non c'è un punto, lo voglio dire con molta sincerità, su
cui non si è concordato ragionevolmente e facendo anche delle
scelte che il Governo ha condiviso, tanto che poi ha formalizzato
gli emendamenti, che lasciano per la verità non solo chi ha
sollevato la questione, ma lasciano tutti soddisfatti anche per
quanto concerne il profilo complessivo del disegno di legge.
Allora, perché bisogna intervenire per dire al collega che ha
posto la questione di sospendere la trattazione del disegno di
legge o di rinviare i lavori di questa sera? Perché,
obiettivamente, ritengo che se questo sforzo abbiamo fatto in
queste ore, penso che dovremmo tutti essere soddisfatti del fatto
che ci siamo comunque trovati d'accordo e abbiamo raggiunto un
punto di equilibrio. Poi se ci sono in corso d'opera altre
questioni su cui si può riflettere ulteriormente e su cui si
possono introdurre anche ulteriori emendamenti questo lo vedremo.
Quindi, mi permetto di dire, e soprattutto lo chiedo al collega
Mancuso, che vale la pena stasera andare avanti con i lavori
d'Aula, vedere a quale articolo decidiamo di fermiamo, ma non
bloccare il percorso che stiamo, tutto sommato, in maniera
abbastanza seria, senza esasperare niente, senza per giunta
sollevare questioni che, evidentemente, tirano in campo spesso
anche la Presidenza in maniera secondo me inutilmente.
Non vale la pena da questo punto di vista impuntarsi, non vale la
pena il braccio di ferro perché poi, alla fine, penso che noi
questa norma e questo disegno di legge lo tireremo fuori nella
maniera più seria, funzionale e più rispondente a quelli che sono i
principi di razionalizzazione e di un buon funzionamento di quelle
che sono le logiche per quello che concerne le politiche
industriali.
Non sto parlando solo contro, sto chiedendo al collega Mancuso di
fare lavorare quest'Aula, senza particolari tensioni, senza
particolari problemi, avendo anche, rispetto all'articolato che ci
resta da trattare, la possibilità, perché no, di concordare su
alcuni punti che possibilmente condividiamo.
LEONTINI. Chiedo di parlare a favore della proposta di sospensiva.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato la
sollecitazione del collega Oddo, ma la motivazione che il collega
Mancuso ha addotto per richiedere la sospensione è il richiamo ad
una maggiore osservanza del Regolamento da parte di tutti. Non è
entrato nel merito, ha voluto evidenziare che se richiamo alla
correttezza deve esserci e deve essere fondato, tale richiamo deve
valere per tutti. Onde evitare che la polemica delle posizioni
possa indurre a rilevare infrazioni del Regolamento che non
vogliamo siano compiute e rispetto alle quali, fino ad ora, la
Presidenza è stata sempre ligia e sempre vigilante e ci dispiace
l'intervento del Capogruppo del PD di poc'anzi, perché vedete
quando la decisione della Presidenza è in qualche modo nella
direzione che compiace alle esigenze del capogruppo del PD, il
capogruppo del PD nei confronti del Presidente esprime valutazioni
strumentali positive.
Quando il Presidente dell'Assemblea consente all'Aula di
esercitare il proprio diritto e di esprimere le posizioni degli uni
e degli altri, interviene immediatamente a condizionare
negativamente, invocando i richiami al Regolamento e addirittura
agitando lo spettro dell'infrazione delle regole da parte della
Presidenza che non vigilerebbe su queste regole. E' un
atteggiamento abnorme, è un atteggiamento scorretto, è un
atteggiamento che la settimana scorsa ha portato, con il massimo
del relativismo etico e politico, il collega Cracolici a dire: è
vero nel 2003 noi non abbiamo condiviso l'applicazione di una norma
regolamentare, perché ritenevamo che fosse lesiva del diritto
democratico ad esprimersi, ma, siccome principi e convinzioni non
ne abbiamo, così come voi nel 2003 contro il nostro principio e la
nostra esigenza avete applicato quella norma, noi oggi
l'applichiamo, pur non condividendola, in modo strumentale e vi
impediamo di svolgere un dibattito su una mozione presentata sette
mesi prima.
Oggi Cracolici viene a lamentare che un disegno di legge, che da
mesi è oggetto di confronto e di approfondimento tra le parti,
possa essere suscettibile di un'ulteriore valutazione e fa un
intervento contrario alla Presidenza che, fino ad oggi, ha sempre
vigilato e le cui decisioni noi abbiamo sempre rispettato, anche
quando Cracolici le pubblicizzava come decisioni dalla sua parte,
dalla sua posizione con comunicati stampa e dichiarazioni.
E allora, vorremmo che questo atteggiamento fosse condiviso da
tutti e su quest'Aula, cari colleghi, non è estraneo lo spirito e
il condizionamento, presidente Cascio, delle cose che fuori da
quest'Aula avvengono perché, mentre stiamo impostando un disegno di
legge che riguarda la riforma delle ASI, tutte commissariate, in
gran parte commissariate dal Governo, commissariate dall'Assessore,
noi apprendiamo che c'è, cari colleghi, un piano di riparto dei
fondi e dei contributi alle ASI che prevede, unico caso in Sicilia,
una premialità di 646 mila euro solo per l'ASI di Caltanissetta, da
un anno commissariata, mentre per tutte le altre ASI non c'è alcuna
somma e c'è un piano di riparto nel quale l'ASI di Caltanissetta è
destinataria di una premialità che non sappiano su cosa è fondata,
se è vero che è stata oggetto di un commissariamento insieme a
tante altre ASI.
Cari colleghi, queste cose incidono sulla qualità del dibattito,
sulle motivazioni che spingono a fare alcune affermazioni, sulla
necessità di uscire da meccanismi di questo tipo. E, allora, una
riflessione più attenta e - ripeto - senza ostruzionismo da parte
di nessuno perchè noi condividiamo l esigenza posta dall'assessore
Venturi e dal Governo di portare a compimento questo disegno di
legge e siamo per portarlo a compimento. Stiamo soltanto, e non ci
sembra un peccato, avanzando il consiglio, l'ipotesi che un
ulteriore pausa di approfondimento possa servire a renderlo
perfettibile e, quindi, migliorarlo e questo sta scatenando la
polemica d'Aula. Noi non riteniamo che questo possa motivare una
polemica d'Aula.
Ecco perché noi siamo favorevoli alla sospensione, siamo
favorevoli alla sospensione proprio per evitare che poi la
dialettica delle posizioni ci imponga di evidenziare infrazioni del
regolamento ad ogni piè sospinto e per riportare alla serenità del
giudizio dei comportamenti anche nei confronti della Presidenza
dell'Assemblea, le cui decisioni noi fino ad ora abbiamo sempre
rispettato e pretendiamo che siano sempre rispettate anche nelle
dichiarazioni da parte di tutti i capigruppo e di tutti i
parlamentari.
MANCUSO. Dichiaro di ritirare la richiesta di sospensiva.
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.3., a firma Leontini.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, ritira l'emendamento 14.3?
LEONTINI. No, non lo ritiro.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi..
(Non è approvato)
L'emendamento 9.1 è precluso.
Si passa all'emendamento 14.4, a firma Leontini.
LEONTINI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, anche questo emendamento è riferito
proprio al contenuto del primo comma che a noi sembra essere -
rispetto ad esempio al terzo comma - in contrasto e in
contraddizione. Ci sono delle competenze che sono assegnate in modo
abnorme ed esagerato; altre che invece vengono ridotte e
ridimensionate fino allo stremo.
Noi riteniamo che l'articolo debba essere più omogeneo, più
coerente, non ci possono essere delle competenze di scelta in capo
alla carica dell'Assessore e quindi al compito del Governo e poi
altre scelte invece in capo al Consiglio nominato dallo stesso
Governo.
Riteniamo che l'articolo complessivamente sia da questo punto di
vista poco armonico e poco coerente e quindi per fare funzionare
l'intero articolo si debba modificare la formulazione del comma.
Ecco perché noi riteniamo che sia da abrogare.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 14.7.1
modificativo dell'articolo 14. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 14.5 e 14.2 sono superati.
Si passa all'emendamento 14.6 dell'onorevole Leontini. Il parere
del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto.;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 14.1 è superato.
Pongo in votazione l'articolo 14, così come emendato, con il voto
contrario del gruppo del PDL.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Compiti e funzioni del Presidente e
del vicepresidente
1. Il Presidente:
a) provvede all'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di
amministrazione;
b) redige e predispone gli atti da sottoporre alla valutazione ed
approvazione del Consiglio;
c) svolge ogni altro compito o attività espressamente
attribuitagli dallo statuto.
2. Il Presidente può delegare lo svolgimento di alcune funzioni,
espressamente indicate dallo statuto, al vicepresidente.
3. Il vicepresidente sostituisce il presidente in caso di assenza,
impedimento o vacanza. Svolge altresì le funzioni, indicate nello
statuto, che possono essergli delegate dal presidente».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli De Luca e
Leontini gli emendamenti da 15.1 a 15.7.
Si passa all'emendamento 15.1. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.2, a firma Leontini. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.3, a firma Leontini. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.4, a firma Leontini. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.5, a firma Leontini. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.6. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 15.7. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, relatore. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura.
«Art. 16.
Direttore generale
1. Il direttore generale è nominato con decreto dell'Assessore
regionale per le attività produttive tra i dirigenti
dell'amministrazione regionale siciliana di cui all'articolo 6
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
2. Il direttore generale è vertice amministrativo e svolge le
funzioni di cui all'articolo 7 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, ad esclusione
di quelle di cui alla lettera h) dell'articolo 13 la cui competenza
è riservata al presidente».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 16.11, 16.12, 16.10, 16.13;
- dall'onorevole Maira: 9.1 (IV parte);
- dagli onorevoli Rinaldi, Galvagno, Ammatuna e Ferrara: 16.1;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e Incardona:
16.5;
- dagli onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Greco: 16.7;
- dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile: 16.2;
- dall'onorevole Fiorenza: 16.3;
- dagli onorevoli Di Mauro e Musotto: 16.4;
- dall'onorevole Cracolici: 16.6;
- dagli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna: 16.9;
- dagli onorevoli Galvagno, Barbagallo, Ammatuna e Termine: 16.13;
- dal Governo: 16.14.
Si passa all'emendamento 16.11 a firma Leontini. Lo mantiene?
LEONTINI. Sì, lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 9.1 (V parte) è precluso.
Si passa all'emendamento 16.12.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 16.1, a firma dell'onorevole Rinaldi.
RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
presentato ha un motivo e lo voglio spiegare ai colleghi.
La nomina del direttore da parte del consiglio di amministrazione
è dovuta ad un allineamento agli altri enti che hanno un direttore
nominato dal consiglio di amministrazione; lo vediamo negli altri
enti sottoposti alla vigilanza della Regione. Un direttore che
invece viene nominato o dall'Assessore o dal Presidente è come se
fosse un organo al pari o diciamo sopra il consiglio di
amministrazione. Credo che lo spirito della legge, compreso il
consiglio di amministrazione è avere il compito di redigere ed
effettuare ciò che poi il consiglio di amministrazione delibera ed
approva e quindi è un organo esecutivo rispetto alle deliberazioni
effettuate dal consiglio di amministrazione. Ecco perché ho
presentato questo emendamento sperando che venga accolto sia dal
Governo che dalla Commissione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 16.5 a firma dell'onorevole Bufardeci.
Questo emendamento va rivisto, nel senso che la parte tra parentesi
va cassata.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
emendamento, nell'accogliere eventualmente l'invito a sopprimere la
parte indicata all'interno della parentesi, credo possa
eventualmente essere (leggendo anche gli altri emendamenti come
quello a firma dei colleghi Di Mauro e Musetto) integrato inserendo
tra i papabili per quanto riguarda il ruolo di direttore generale,
anche i dirigenti dei disciolti consorzi ASI,. Proprio in virtù del
fatto che questa mattina si dibatteva sulla riduzione dei numeri:
si diceva che ci sono 11 direttori, bene Che ci sia un direttore
generale sta bene e che sia eventualmente all'interno del mondo
delle stesse ASI non fosse altro che per una ragione di esperienza
oltre che di competenza specifica maturata.
Credo dunque che questo emendamento, cancellando le parti
inserite nella parentesi e magari integrato con l'emendamento 16.4
possa essere accolto dal Governo e dalla Commissione e quindi
votato dall'Aula.
PRESIDENTE. L'emendamento 16.5 è da intendersi senza la parte
all'interno della parentesi.
Il parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, credo che
sulla nomina ci sia un emendamento del Governo, modificativo
dell'attuale sistema, nel senso cioè di prevedere su proposta, con
decreto, previa delibera di Giunta'.
Vorremmo capire, quindi, se questo emendamento sostitutivo si
approva a prescindere, si approva dopo, si approva prima, come
verrebbe la formulazione. Il Governo con l'emendamento 16.15, se
non ricordo male, modifica il sistema, decreto del Presidente,
previa delibera, su proposta dell'Assessore. Che poi chiaramente,
il direttore debba essere scelto, credo tra i dirigenti di prima
fascia attualmente in servizio nelle ASI, non credo che noi si
possa avere nulla in contrario. Non so come si possa fare, se lo si
riformula così, il parere del Governo può essere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, tecnicamente questo emendamento
attiene ai dirigenti che possono essere nominati direttore. Gli
emendamenti che mi sono stati sottoposti adesso, cioè il 16.14 e il
16.15 fanno riferimento, invece, alla modalità di nomina, quindi
comunque si possono concatenare con successive votazioni.
Il 16.14 e il 16.15 del Governo diventano sub emendamento di
questo.
Il sub emendamento è: Il direttore generale dell'istituto' sono
aggiunte le seguenti fatto salvo quanto previsto dal successivo
articolo 35'.
Il 16.15 recita: dal Presidente della Regione previa delibera di
Giunta, su proposta dell'assessore alle attività produttive'.
Pongo in votazione l'emendamento 16.14. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il sub emendamento 16.15 del Governo. Il parere
della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 16.5, così come modificato. Il
parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. L'emendamento 16.5 che stiamo per votare sostituisce
interamente il primo comma. Ciò significa che il direttore generale
è nominato con decreto dell'Assessore regionale per le attività
produttive tra i dirigenti di prima fascia dell'istituto stesso
fatto comunque salvo quanto previsto dall'articolo 35, dal
Presidente della Regione, previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore per le attività produttive. Questa è la formulazione
definitiva.
Presidenza del presidente Cascio
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
dichiarazione di voto dichiaro la mia perplessità. Se non erro in
questo momento, chiedo conforto agli uffici, i direttori generali
nell'amministrazione regionale possono essere scelti fra i
dirigenti, non di prima fascia, ma fra i dirigenti. In questo
caso, stiamo votando una restrizione della norma o una riserva, se
volete.
Volevo sottolineare all'Aula che stiamo adottando in questo caso
una disposizione normativa difforme da quella di tutto il resto
dell'amministrazione regionale.
Vorrei che fosse chiaro a tutti cosa stiamo facendo.
PRESIDENTE. Mi pare abbastanza evidente questo. Onorevoli
colleghi, è chiaro cosa stiamo votando: dirigente di prima fascia.
Ciò è molto evidente.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci
sia stata una svista. Quello che stiamo introducendo in questo
dettato normativo è contrario all'ordinamento in tutto il resto
dell'Amministrazione regionale, credo che sia una norma impropria.
PRESIDENTE. E' diverso non è contrario.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io penso che questa motivazione di voto che per me
diventa contrario è importante per tutti noi.
Perché? Perché noi abbiamo nominato dirigenti generali dei vari
dipartimenti la gran parte dei quali appartengono alla terza
fascia, sarebbe singolare (credo infatti che il 99% dei nostri
dirigenti appartiene alla terza fascia) che solo per questo
istituto noi ci limitassimo a sceglierli tra quelli di prima: ce ne
saranno due, tre al massimo; non lo so, anche quattro forse, ma
sarebbe una regola che vale solo per questo istituto Sarebbe come
se fosse una riserva indiana. Lo dico soltanto per maggiore
chiarezza e perché si sappia cosa stiamo votando. Noi non vogliamo
opporci ma
Per questa ragione direi che forse è opportuno che il ventaglio lo
si apra e si consenta così come per i dipartimenti, questo è uno
tra i tanti, anzi è un istituto che non è un dipartimento: che
anche qui si possa scegliere tra i dirigenti delle varie fasce.
SPEZIALE. Basterebbe presentare un sub emendamento che reciti:
eliminare prima fascia .
LOMBARDO, presidente della Regione. Bene, se voi lo presentate, il
Governo lo sottoscrive.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome ritengo
fondata l'osservazione di evitare che il tutto sia limitato ad una
sparuta eventuale elencazione di soggetti di prima fascia, a uno, a
due, non so, a tre o a quattro, se gli Uffici predispongono un sub
emendamento io aggiungo la mia firma, così eliminiamo il concetto
della prima fascia, ma manteniamo il principio che la scelta del
direttore generale viene effettuata all'interno dei direttori, dei
dirigenti che attualmente hanno svolto la funzione presso le
disciolte ASI, proprio per venire incontro al concetto di riduzione
della burocrazia.
PRESIDENTE. Quindi basta eliminare col subemendamento le parole
di prima fascia . Se il Governo lo sigla lo mettiamo ai voti.
Comunico che è stato presentato dal Governo il sub emendamento di
che trattasi che così recita: sopprimere le parole di prima
fascia . Lo pongo in votazione.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una
volta noi dobbiamo capire dove vogliamo arrivare.
PRESIDENTE. E' chiaro che togliendo la parola di prima fascia
lasceremmo aperto il campo a dirigenti di prima fascia o ad altri
ovviamente.
DE BENEDICTIS. Allora, in questo caso, noi voteremmo e definiremmo
l'articolo spiegando che il Direttore generale è nominato tra i
dirigenti dell'istituto stesso. Ma questo può valere come norma
transitoria perché - a regime - dobbiamo prevedere che possano
essere scelti tra i dirigenti dell'Amministrazione regionale tout
court, che qui non è scritto.
A questo proposito, vorrei che si esaminasse l'emendamento 16.6 o
se volete il 16.9 a firma dell'onorevole Barbagallo, che prevede
che i dirigenti possano essere scelti fra i ruoli
dell'Amministrazione regionale e fra i dirigenti dei disciolti
consorzi ASI. Perché se votiamo una norma che impone che i
dirigenti vengano scelti solamente fra i dirigenti dell'istituto, a
un certo punto, questi vanno ad esaurimento e quindi la norma è
imperfetta.
PRESIDENTE. Dal momento che si deve riscrivere la norma, se l'Aula
è d'accordo, propongo l'accantonamento dell'articolo 16 e dei
relativi emendamenti.
Resta così stabilito.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un problema
inesistente, perché nella legge è previsto che entro 90 giorni le
piante organiche si devono fare, quindi i direttori che ritengono
di rimanere nei ruoli ci saranno, quelli che vanno via, vanno via.
Quindi il problema non si pone. Non si pone il problema interni ed
esterni, quelli che c'erano e quelli che non c'erano,. Si deve fare
la pianta organica, quindi entro 90 giorni sapremo quali sono i
direttori delle ASI che vogliono rimanere all'interno di quel
comparto.
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Collegio dei revisori
1. Il Collegio dei revisori è nominato con decreto dell'Assessore
regionale per le attività produttive ed è composto dal presidente,
da due membri effettivi e due supplenti. Un membro effettivo ed uno
supplente sono designati dall'Assessore regionale per l'economia,
scelti fra il personale in servizio presso il medesimo assessorato,
con profilo professionale non inferiore a funzionario.
2. I componenti del Collegio dei revisori devono essere in
possesso del requisito di cui all'articolo 9 della legge regionale
11 maggio 1993, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 17.1, 17.2, 17.3;
- dall'onorevole Maira: 9.1 (V parte);
- dal Governo: 17.4.
Si passa all'emendamento 17.1 a firma De Luca, Leontini. Il parere
del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione ?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 9.1 è precluso.
Si passa all'emendamento 17.2 dell'onorevole Leontini. Il parere
del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 17.4.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.3, a firma Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 17, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Compiti e funzioni del Collegio dei
revisori
1. Il Collegio dei revisori esercita il controllo contabile sulla
gestione ed esprime il proprio parere obbligatorio sul bilancio di
previsione e sul conto consuntivo. A tal fine il Consiglio di
amministrazione invia al Collegio dei revisori i predetti documenti
contabili almeno venti giorni prima della seduta fissata per la
loro approvazione.
2. Il Collegio dei revisori si riunisce almeno ogni tre mesi e può
partecipare alle riunioni del Consiglio di amministrazione. A tal
fine, il Collegio è invitato a partecipare ad ogni riunione del
Consiglio. Di ogni seduta del Collegio è redatto apposito verbale».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli De Luca e
Leontini gli emendamenti 18.1, 18.2, 18.3.
LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Compensi
1. I compensi spettanti al presidente ed ai componenti del
Consiglio di amministrazione, cui si fa fronte con parte del
contributo per le spese di funzionamento di cui all'articolo 7,
comma 2, sono stabiliti, con cadenza biennale, con decreto
dell'Assessore regionale per le attività produttive e non possono
comunque superare i limiti individuati dalle norme regionali in
tema di compensi spettanti ai componenti degli organi degli enti
regionali.
2. Al presidente ed ai componenti del Collegio dei revisori
spettano compensi in misura pari al 40 per cento di quelli
previsti, rispettivamente, per il presidente e per i componenti del
Consiglio di amministrazione».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 19.1, 19.2, 19.3;
- dall'onorevole Maira: 9.1 (VI parte);
- dal Governo: 19.4.
Si passa all' emendamento 19.1, a firma Leontini. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 9.1 è precluso.
Si passa all'emendamento 19.2 , a firma Leontini. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.. Chi è favorevole resti
seduto,; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 19.3, a firma Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Statuto
1. Lo statuto dell'IRSAP è adottato dal Consiglio di
amministrazione entro novanta giorni dalla costituzione degli
organi. Entro i successivi trenta giorni, lo statuto è approvato
con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive.
2. Nell'ipotesi in cui lo statuto non venga adottato entro il
termine di cui al comma 1, l'Assessore regionale per le attività
produttive provvede in via sostitutiva attraverso un commissario ad
acta, nominato tra i dirigenti dell'Amministrazione regionale.
3. Le modifiche allo statuto, adottate dal Consiglio
d'amministrazione, sono soggette ad approvazione secondo i termini
e le modalità di cui al comma 1.
4. Nell'ipotesi di modifiche necessarie per adeguamento a
sopravvenuta norma di legge, nel caso di accertata e prolungata
inerzia, si applica la disposizione di cui al comma 2».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 20.5, 20.6, 20.7, 20.8,
20.9;
- dall'onorevole Maira: 20.4;
- dagli onorevoli Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo: 20.1,
20.2;
- dagli onorevoli Galvagno, Barbagallo, Ammatuna e Termine: 20.3.
Si passa all'emendamento 20.5, a firma Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 20.4 è precluso.
L'onorevole Leontini dichiara di ritirare gli emendamenti 20.6,
20.7, 20.8 e 20.9.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 20.1 e 20.2, a firma degli onorevoli Pogliese ed
altri, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 20.3, a firma dell'onorevole Galvagno. Il
parere del Governo?
LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo sempre al
commissariamento straordinario. Non c'è alcuna novità, cioè andiamo
per riordinare un settore e reinseriamo il commissariamento
straordinario sulle eventuali inadempienze e, poi, quando si
insedierà il Commissario straordinario, come tutti conosciamo,
rimarrà lì chissà per quanto tempo.
Quindi, invito il collega Galvagno a riflettere sull'emendamento,
ma non mi meraviglio della proposta dell'onorevole Galvagno, mi
meraviglio, invece, del parere favorevole del Governo.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Me ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non per un
risparmio ma per un funzionamento dell'Ente, perché nel caso in cui
si dovesse verificare l'ipotesi in cui lo Statuto non dovesse
essere approvato nei termini, ci sarebbe la paralisi, invece in
questo caso l'Assessore può nominare un Commissario che provvede
MANCUSO. Il Commissario non è ad acta è straordinario
GALVAGNO. Nel frattempo l'ordinaria gestione chi la fa? Lo vuole
leggere tutto?
Scusate, leggetelo tutto. E' un commissario straordinario che avrà
il compito di predisporre ed approvare lo Statuto entro 30 giorni
dall'insediamento. Nel frattempo il Commissario nominato svolgerà
le funzioni del disciolto consiglio fino all'insediamento dei nuovi
organi. Se siete contro l'ipotesi di un Commissario quella è
un'altra cosa.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 20, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Articolo 21.
Controlli
1. Le delibere di approvazione del bilancio di previsione e del
conto consuntivo sono inviate all'Assessorato regionale delle
attività produttive, munite del parere del collegio dei revisori.
Entro trenta giorni dalla ricezione dei documenti contabili, l'
Assessorato può annullare le delibere per motivi di legittimità o
di merito rinviandole all' Istituto per la riapprovazione.
2. Entro il termine di cui al comma 1, per una sola volta,
l'Assessorato può richiedere integrazioni documentali utili
all'istruttoria. La richiesta di documenti sospende il termine, che
riprende a decorrere dalla data di ricezione della documentazione
richiesta.
3. Trascorsi i termini di cui ai commi 1 e 2, i documenti
contabili si intendono approvati.
4. L'Assessorato regionale delle attività produttive, anche ai
fini di cui all'articolo 22, può disporre ispezioni avvalendosi di
propri dirigenti ovvero funzionari direttivi.
5. Restano ferme le competenze dell'Assessorato regionale
dell'economia in materia di controlli e vigilanza sugli enti
regionali previsti dalla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e
successive modifiche ed integrazioni»
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli De Luca e Leontini: 21.2, 21.3, 21.4, 21.5,
21.6, 21.7;
- dall'onorevole Maira: 21.1.
Si passa all'emendamento 21.2.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 21.1, a firma dell'onorevole Maira, è precluso.
Si passa agli emendamenti 21.3, 21.4, 21.5, 21.6 e 21.7, a firma
dell'onorevole Leontini
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 16, in
precedenza accantonato. Comunico che è stato presentato, dal
Governo, l'emendamento 16.16, di riscrittura del comma 1
dell'articolo 16 e comprensivo degli emendamenti 16.14 e 16.15, in
precedenza approvati dall'Aula.
Ne do lettura:
«Articolo 16
Il direttore generale dell'Istituto è nominato con decreto del
Presidente della Regione previa delibera di Giunta su proposta
dell'Assessore regionale per le attività produttive tra i dirigenti
della amministrazione regionale di cui all'articolo 6 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 ed i dirigenti dei disciolti
consorzi ASI, fatto comunque salvo quanto disposto dall'articolo
35».
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Tutti gli emendamenti al comma 1 dell'articolo 16 sono pertanto
superati.
Per votare l'articolo 16, dobbiamo formalmente votare
l'emendamento 16.13, a firma dell'onorevole Leontini.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 16, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 2 agosto 2011,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni della Rubrica
Infrastrutture e mobilità
Interrogazioni:
N. 1682 - Misure a sostegno degli autotrasportatori siciliani.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1729 - Chiarimenti sull'attività del genio civile di Trapani.
Firmatario: Marrocco Livio
N. 1731 - Messa in sicurezza e ripristino regolare della
viabilità sull'autostrada A19 Palermo-Catania.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1733 - Misure per fronteggiare i disagi nei
collegamenti marittimi tra l'isola di Marettimo e la Sicilia.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1769 - Notizie sui lavori di completamento della struttura di
base per la pratica del nuoto a Lampedusa.
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
N. 1819 - Chiarimenti in ordine all'erogazione dei contributi
integrativi per il pagamento dei canoni di locazione ex art. 11
della legge n. 431 del 1998.
Firmatari: Calanducci Francesco, Gennuso Giuseppe, Musotto
Francesco, Arena Giuseppe, Catalano Santo.
III - Discussione del disegno di legge:
-«Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive». (605-242-362-577/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
La seduta è tolta alle ore 20.08.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 21.55
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1:
Risposta scritta ad interrogazioni - Rubrica «Autonomie locali e
Funzione pubblica»
GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che in data 24
settembre 2010, nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
12 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato il bando relativo
al concorso pubblico per titoli e colloquio, per la copertura a
tempo indeterminato, part-time, di n. 1 posto di agente di polizia
municipale, categoria C, mediante avviso di mobilità esterna, ai
sensi dell'art. 30, decreto legislativo n. 165/2001, indetto dal
comune di Santo Stefano Quisquina (AG);
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso del comune di Santo Stefano Quisquina (AG), atteso che la
legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso per
soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 12 - Serie
speciale concorsi - del 24/09/2010, onde garantire il rispetto
della normativa vigente e dei principi inderogabili della
trasparenza nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica
amministrazione e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della
medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1657)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'atto di sindacato ispettivo di cui in oggetto,
l'onorevole interrogante chiede spiegazioni circa la correttezza
della procedura concorsuale posta in essere dal Comune di Santo
Stefano Quisquina (AG) per la copertura di un posto di agente di
polizia municipale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana, serie speciale concorsi, n. 12 del 24 settembre
2010.
In particolare si lamenta la mancata applicazione dell'art 19,
comma 4, della legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993, in base
al quale i posti messi a concorso sono coperti mediante concorsi
pubblici per soli titoli , disposizione la cui efficacia è stata
prorogata fino al 31dicembre 2013 con l'art. 42, comma 1, della
legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010.
Con riferimento a quanto richiesto nell'interrogazione, va
rilevato che il Dipartimento delle Autonomie Locali, con nota prot.
n. 7737 del 11 aprile 2011, ha invitato l'Amministrazione comunale
a procedere, in autotutela, ad un riesame degli atti e che,
successivamente, con nota prot. 3122 del 28 aprile 2011, il comune
di Santo Stefano Quisquina (AG) ha reso noto che il precedente
bando è rimasto infruttuoso ed è stato sostituito da un nuovo bando
di concorso pubblico, per soli titoli, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione Siciliana, serie speciale concorsi, n. 16
del 26 novembre 2010.
In conclusione, premesso quanto sopra e verificato che la
successiva selezione è avvenuta per soli titoli , si può affermare
che il nuovo bando appare esente da vizi di legittimità».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
hinnici
GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che in data 24
settembre 2010, nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
12 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato il bando relativo
al concorso pubblico per titoli e colloquio, per la copertura a
tempo indeterminato, part-time, di n. 1 posto di assistente
sociale, categoria D, mediante avviso di mobilità esterna, ai sensi
dell'art. 30, decreto legislativo 165/2001, indetto dal comune di
Santo Stefano Quisquina (AG);
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso del comune di Santo Stefano Quisquina (AG), atteso che la
legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso per
soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 12 - Serie
speciale concorsi - del 24/09/2010, onde garantire il rispetto
della normativa vigente e dei principi inderogabili della
trasparenza nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica
amministrazione e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della
medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1659)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'atto di sindacato ispettivo di cui in oggetto,
l'onorevole interrogante chiede spiegazioni circa la correttezza
della procedura concorsuale posta in essere dal Comune di Santo
Stefano Quisquina (AG) per la copertura di un posto di assistente
sociale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana, serie speciale concorsi, n. 12 del 24 settembre 2010.
In particolare si lamenta la mancata applicazione dell'art 19,
comma 4, della legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993, in base
al quale i posti messi a concorso sono coperti mediante concorsi
pubblici per soli titoli , disposizione la cui efficacia è stata
prorogata fino al 31dicembre 2013 con l'art. 42, comma 1, della
legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010.
Con riferimento a quanto richiesto nell'interrogazione, va
rilevato che il Dipartimento delle Autonomie Locali, con nota prot.
n. 8179 del 14 aprile 2011, ha invitato l'Amministrazione comunale
a procedere, in autotutela, ad un riesame degli atti e che,
successivamente, con nota prot. 3122 del 28 aprile 2011, il comune
di Santo Stefano Quisquina (AG) ha reso noto che il precedente
bando è rimasto infruttuoso ed è stato sostituito da un nuovo bando
di concorso pubblico, per soli titoli, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione Siciliana, serie speciale concorsi, n. 16
del 26 novembre 2010.
In conclusione, premesso quanto sopra e verificato che la
successiva selezione è avvenuta per soli titoli , si può affermare
che il nuovo bando appare esente da vizi di legittimità». (1659)
L'Assessore
dott.ssa C
terina Chinnici
ALLEGATO 2:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 605-242-362-577/A COSTITUZIONE DELL'ISTITUTO
REGIONALE PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
All'articolo 14:
Emendamento 14.7.1:
All'articolo 14 sono apportate le seguenti modifiche:
-Al primo comma dopo le parole Il presidente è il legale
rappresentante dell'Istituto sono aggiunte le parole ed è
nominato con le modalità di cui all'articolo 12 .
-Il comma 2 è soppresso.
All'articolo 16:
Emendamento 16.16:
Articolo 16, comma 1:
Il direttore generale dell'Istituto è nominato con decreto del
Presidente della Regione, previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore regionale per le attività produttive, tra i
dirigenti della amministrazione regionale di cui all'articolo 6
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 ed i dirigenti dei
disciolti consorzi ASI, fatto comunque salvo quanto disposto
dall'articolo 35.
All'articolo 17:
Sub emendamento 17.4:
Il primo comma dell'art. 17 è così sostituito:
Il collegio dei revisori è nominato con decreto del Presidente
della Regione ed è composto dal presidente, scelto dal Presidente
della Regione, da due membri effettivi e due supplenti. L'Assessore
regionale per l'Economia e l'Assessore regionale per le attività
produttive designano, rispettivamente, un membro effettivo ed un
membro supplente.
All'articolo 20:
Sub emendamento 20.3:
Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Nell'ipotesi in cui lo statuto non venga adottato entro il
termine di cui al comma 1, l'Assessore regionale per le attività
produttive provvede, con proprio decreto, allo scioglimento del
Consiglio di Amministrazione ed alla contestuale nomina di un
commissario straordinario, scelto tra i dirigenti
dell'Amministrazione regionale in servizio o in quiescenza, il
quale avrà il compito di predisporre ed approvare lo Statuto entro
trenta giorni dall'insediamento. Il commissario nominato svolgerà
altresì le funzioni del disciolto Consiglio di amministrazione fino
all'insediamento dei nuovi Organi che dovrà avvenire entro
sessanta giorni dalla data del decreto di scioglimento. .