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Resoconto d'Aula della Seduta n. 275 di mercoledì 27 luglio 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute, da parte  dell'Assessore
  per le autonomie locali e la funzione pubblica, la risposta scritta
  alle interrogazioni:

   N. 1657 - Modifica del bando di concorso a n. 1 posto di agente di
  polizia  municipale indetto dal comune di Santo  Stefano  Quisquina
  (AG).
   Firmatario: Galvagno Michele

   N.  1659  -  Modifica  del  bando di concorso  a  n.  1  posto  di
  assistente  sociale  categoria 'D'  indetto  dal  comune  di  Santo
  Stefano Quisquina (AG).
   Firmatario: Galvagno Michele.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico il seguente disegno di  legge  inviato  alla
  Commissione  Affari Istituzionali'  (I):

   -  Soppressione delle province e istituzione dei liberi  consorzi.
  (n. 767)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 27 luglio 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   N. 2019 - Istituzione di apposito 'Punto blu' negli uffici del CAS
  di Cassibile per l'acquisto di telepass.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Marziano Bruno.

   Avverto   che   l'interrogazione  testé  annunziata   sarà   posta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2020 - Notizie e chiarimenti sulla mancata realizzazione della
  4   vasca nella discarica per RSU in contrada Bifora-Favarotta  nel
  territorio di Campobello di Licata (AG).
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  2021  -  Chiarimenti sul funzionamento  degli  ATO  idrici  in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Mattarella Bernardo.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  hanno chiesto  congedo  per  oggi  gli
  onorevoli:
   -  Forzese, Cimino, Buzzanca, Marinese, Caronia, Scilla,  Bosco  e
  Beninati; Leanza Nicola e Picciolo per oggi e domani;
   - Di Guardo dal 27 al 29 luglio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


   Discussione del disegno di legge «Norme in materia di variazione
  e rettifica dei confini fra i comuni di Termini Imerese e Trabia e
              fra i comuni di Godrano e Marineo» (747/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  la discussione del disegno di  legge  n.  747/A
   Norme  in  materia di variazione e rettifica dei  confini  fra  i
  comuni  di  Termini Imerese e Trabia e fra i comuni di  Godrano  e
  Marineo , posto al n. 1).
   Invito   i  componenti  la  I  Commissione  legislativa,   Affari
  istituzionali', a prendere posto nell'apposito banco.
   Onorevoli colleghi, assente il relatore, onorevole Greco,  invito
  l'onorevole   Vinciullo,  vicepresidente  della   Commissione,   a
  svolgere la relazione.

   VINCIULLO,  vicepresidente della Commissione. Onorevoli  colleghi,
  il  presente  disegno di legge si propone di portare  a  compimento
  l'iter procedurale concernente le variazioni territoriali  relative
  ai  comuni  di Termini Imerese e Trabia, da un lato,  e  Marineo  e
  Godrano, dall'altro.
   Come  è  noto la disciplina concernente le variazioni territoriali
  tra comuni è regolata nella Regione siciliana dalla legge regionale
  n.  30  del  2000,  che  indica l'iter procedimentale  cui  occorre
  attenersi per pervenire alle  modifiche dei confini tra comuni.
   I procedimenti istruttori afferenti le modifiche dei territori dei
  predetti  comuni sono stati espletati in conformità alle previsioni
  della   citata   legge   e   la   regolarità   delle   varie   fasi
  endoprocedimentali  è  stata oggetto  di  verifica,  da  parte  del
  competente  Dipartimento  regionale delle  autonomie  locali,  come
  attestato  nella relazione istruttoria prot. n. 2114 del  13.03.09,
  relativamente  alle  variazioni dei comuni  di  Termini  Imerese  e
  Trabia  e  nella relazione istruttoria prot. n. 2254 del  06.06.06,
  avuto  riguardo alle variazioni concernenti i comuni di  Godrano  e
  Marineo.
   Conformemente a quanto previsto dall'art. 8 della legge  regionale
  n.  30  del  2000 e dal D.P. 24.3.2003, n. 8 recante il Regolamento
  della   consultazione  referendaria,  le  variazioni   territoriali
  riguardanti  i  citati comuni hanno formato oggetto  di  referendum
  popolare,  il  cui esito è stato favorevole alle modifiche  di  cui
  trattasi.
   Alla  luce della completezza e conformità a legge del procedimento
  istruttorio  espletato  ed  in attuazione  della  volontà  popolare
  favorevole  alle  modifiche territoriali di  cui  in  premessa,  il
  presente  disegno  di  legge persegue,  pertanto,  la  finalità  di
  consacrare   all'interno  di  un  testo  normativo  le    modifiche
  territoriali  dei comuni predetti, in ossequio a quanto  prescritto
  dall'art 8 della legge regionale n. 30 del 2000 a tenore del  quale
  alle variazioni territoriali si provvede con legge.
   Anche  in  ragione delle indicazioni emerse dal parere  n.  207/09
  reso dal Consiglio di Giustizia Amministrativa, il disegno di legge
  rinvia  ad  apposito  decreto  del  Presidente  della  Regione,  in
  conformità a quanto previsto dall'art. 11 della legge regionale  n.
  30 del 2000, la sistemazione dei rapporti finanziari e patrimoniali
  scaturenti dalle variazioni territoriali predette.
   Va  segnalato, infine, che la Commissione, in sede  di  esame  del
  parere  reso  dal  Comitato per la qualità della  legislazione,  ha
  valutato  l'opportunità di fare riferimento alla procedura prevista
  dalla  legge  regionale n. 30 del 2000, che regola la materia.  Non
  accogliendo  le osservazioni del Comitato, ha pertanto ritenuto  di
  mantenere i richiami normativi contenuti negli articoli 1 e  2  del
  disegno di legge.
     Signor  Presidente dell'Assemblea, le volevo anche fare presente
  che  così  come  lei  ha  richiesto alla  commissione,  sono  stati
  ascoltati  i  sindaci  e i rappresentanti dei quattro  territori  i
  quali  tutti  in  maniera  concorde si sono  dichiarati  favorevoli
  all'approvazione  di  questo disegno di legge  che  velocemente  la
  Commissione  ha  esitato  e  portato  alla  valutazione  di  questa
  Assemblea.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Non essendoci
  iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
   Pongo in votazione il passaggio all'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                               Finalità

   La  presente  legge,  in conformità alle previsioni  di  cui  agli
  articoli  8, 9, 10 e 11 della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.
  30,   dà  attuazione  alla  volontà  popolare,  espressa  a   mezzo
  dell'istituto del referendum, di modificare i confini dei territori
  dei  comuni  di  Marineo e Godrano e di Termini Imerese  e  Trabia,
  procedendo alle relative variazioni.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                   Variazioni territoriali comunali

   Ai  sensi  e per gli effetti dell'articolo 8 della legge regionale
  23  dicembre  2000, n. 30 e successive modifiche  ed  integrazioni,
  preso  atto  dei  positivi esiti delle consultazioni  referendarie,
  svoltesi nei comuni di Marineo e Godrano in data 14 gennaio 2007  e
  nei  comuni di Termini Imerese e Trabia in data 6 e 7 giugno  2009,
  indette ai sensi degli articoli 4 e 5 del Decreto Presidenziale  24
  marzo 2003, n. 8 ed autorizzate dall'Assessore regionale competente
  per  le  autonomie  locali  e  la funzione  pubblica  con  decreti,
  rispettivamente, n. 2527 del 24 luglio 2006 e n. 13  del  18  marzo
  2009,  si  provvede  alle  variazioni territoriali  secondo  quanto
  previsto negli articoli 3 e 4.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                   Nuova delimitazione territoriale
                    dei comuni di Marineo e Godrano

   l.  Il  territorio  dei comuni di Marineo e Godrano  è  variato  e
  rettificato  nei confini secondo il progetto di nuova delimitazione
  territoriale, approvato con deliberazioni del Consiglio comunale n.
  49/04 e n. 16/06  per il comune di Marineo e n. 51/05 per il comune
  di  Godrano,  e sottoposto alla consultazione referendaria  di  cui
  all'articolo 2.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                               «Art. 4.
              Nuova delimitazione territoriale dei comuni
                          di Termini Imerese e Trabia

   1.  Il territorio dei comuni di Termini Imerese e Trabia è variato
  e   rettificato   nei  confini,  secondo  il  progetto   di   nuova
  delimitazione   territoriale,  approvato  con   deliberazioni   del
  Consiglio  comunale n. 97/06, n. 34/07 e n. 81/07 per il comune  di
  Termini  Imerese  e  n. 44/06 e 41/07 per il Comune  di  Trabia,  e
  sottoposto alla consultazione referendaria di cui all'articolo 2.»

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                               «Art. 5.
                  Definizione dei rapporti patrimoniali e finanziari

   1.  Alla  sistemazione  dei  rapporti  finanziari  e  patrimoniali
  scaturenti  dalle variazioni territoriali previsti  dalla  presente
  legge  si  provvede ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale
  23 dicembre 2000, n. 30.»

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                               «Art. 6.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,   non   essendo  trascorsi   trenta   minuti
  dall'avviso  di  votazione elettronica,  la  votazione  finale  del
  disegno  di legge   Norme in materia di variazione e rettifica  dei
  confini fra i comuni di Termini Imerese e Trabia e fra i comuni  di
  Godrano e Marineo.  (747/A) avverrà  successivamente.


   Presidenza del presidente Cascio


     Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
  dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive»
                          (605-242-362-577/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al seguito dell'esame del disegno  di  legge
  nn. 605-242-362-577/A  Costituzione dell'Istituto regionale per  lo
  sviluppo delle attività produttive , posto al n. 2).
   Invito  i componenti la III Commissione,  Attività produttive',  a
  prende posto al banco della Commissione.
   Non  essendo  presente in Aula il relatore del disegno  di  legge,
  onorevole Caputo, comunico che lo sostituirà  l'onorevole Colianni.
   Ricordo  che  nella  seduta  precedente  era  stata  data  lettura
  dell'articolo  13 e dei relativi emendamenti, che erano  già  stati
  dichiarati  decaduti.  L'esame riprenderà, pertanto,  dall'articolo
  13.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono  sorpreso
  dalla mancanza di  emendamenti, perché fino a qualche minuto fa, mi
  hanno detto che si è riunita informalmente la III Commissione, dove
  c'è stata una condivisione anche  sull'articolo 13 e sulle relative
  variazioni da apportare, quindi se non ci sono emendamenti  ritengo
  di  sospendere per capire se è vero che non ci sono emendamenti, se
  sono rimaste le stesse proposte.

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, gli Uffici mi hanno già  avvertito
  che  sono  stati già formulati degli emendamenti che non riguardano
  questo  articolo, riguardano gli articoli dal 27 in poi  che  sono,
  peraltro, in distribuzione. Si può, quindi,  proseguire con l'esame
  del testo.

   MANCUSO.  Per  quanto ci riguarda farò un intervento sull'articolo
  13, naturalmente qualche minuto,  perché ieri sono già intervenuto.
   Considerato che rimangono le stesse perplessità, anzi molto forti,
  sul  quello  che è il compito del consiglio di amministrazione,  su
  quelli  che  sono  i  poteri del consiglio di amministrazione,  per
  quanto ci riguarda,  noi siamo contrarissimi affinché questo  testo
  possa vedere la luce in questo Parlamento.
   Faremo di tutto per evitare quello che volevamo evitare, nel senso
  che non possiamo dare in mano a tre persone nominate,  quella che è
  la politica industriale del territorio di tutta la Sicilia.
   Sono  veramente  costernato per quello che sta  succedendo  e  del
  silenzio  di  tutti  i  parlamentari rispetto  a  quest'azione  che
  distrugge  gli enti locali, distrugge il territorio e  mette  -  lo
  ripeto,  per l'ennesima volta - in mano di tre nominati,  tutta  la
  politica industriale della Sicilia.
   Faremo  in  modo che questo disegno di legge non compia totalmente
  il percorso parlamentare.
   Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Non  essendo  ancora trascorsa  mezz'ora  dall'inizio
  della seduta sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle  ore
  17.15.

      (La seduta sospesa alle ore 16.57, è ripresa alle ore17.27)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Currenti e Gentile.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, le chiedo, se possibile,  una  breve
  sospensione  dei  lavori,  in quanto i capigruppo  dell'opposizione
  sono riuniti in Sala lettura con il Presidente della Regione.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni,  sospendo  brevemente  la
  seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.28, è ripresa alle ore17.34 )


   Presidenza del presidente Cascio


      Votazione finale del disegno di legge «Norme in materia di
  variazione e rettifica dei confini fra i comuni  di Termini Imerese
         e Trabia e fra i comuni di Godrano e Marineo» (747/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge  n.
  747/A «Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra  i
  comuni   di  Termini Imerese e Trabia e fra i comuni  di  Godrano  e
  Marineo» (747/A)
   Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

  PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            44
   Votanti        ..  43
   Maggioranza         22
   Favorevoli          40
   Contrari            0
   Astenuti             3

                         (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Cascio


   Commemorazione per la scomparsa degli onorevoli Calogero Gueli e
                            Andrea Zangara

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, in  questi  ultimi  giorni  sono
  mancati  due  deputati che nelle scorse legislature  hanno  onorato
  quest'Aula:  nella notte di domenica 17, per un improvviso  malore,
  si  è  spento il collega Calogero Gueli e nel pomeriggio  di  ieri,
  martedì  26  luglio,  mentre il Parlamento  lavorava,   dopo  lunga
  sofferenza, il collega Andrea Zangara.
   Due  parlamentari  che, pur se provenienti da esperienze  diverse,
  hanno avuto un percorso politico parallelo.
   Calogero  Gueli si forma nelle file del Partito Comunista Italiano
  prima,  nel  PDS  poi  e infine del PD. La sua esperienza  politica
  inizia  nel  paese natale, Campobello di Licata, dove  inizialmente
  riveste  la  carica di consigliere comunale, poi, per lunghi  anni,
  quella di sindaco. Sindacatura che si caratterizza per la svolta  e
  rinascita sociale e culturale che imprime all'amata città.
     All'esperienza  di sindaco alterna quella di deputato  regionale
  approdando all'Assemblea nell'VIII e nella X legislatura. Vivace il
  suo  impegno nelle commissioni di cui è componente; in quelle  sedi
  difende  e tutela i contadini e gli operai di cui conosce  bene  il
  duro  lavoro  avendolo  condiviso nell'esperienza  di  minatore  in
  Belgio.
   Come  Andrea  Zangara  riveste  la  carica  di  deputato  questore
  dell'Assemblea    Regionale   Siciliana   con    grande    impegno,
  caratterizzandola con la sua passione per le lettere.
     Ed  è  proprio  a proposito della presentazione del  suo  ultimo
  volume   Delitto nella Sala Gialla  che ho avuto modo di  conoscere
  Calogero Gueli e di vederlo per l'ultima volta.
   Le lettere costituivano la sua seconda passione. I suoi scritti  e
  le  poesie,  in  cui  prevale  il tema dell'amore,  hanno  riscosso
  numerosi riconoscimenti a livello nazionale ed europeo.
   Le vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto nel 2006 sicuramente
  lo  hanno segnato nel fisico, ma con tenacia è riuscito a difendere
  la sua estraneità ai fatti addebitatigli tanto da essere prosciolto
  per non avere commesso il fatto.
   Le  tematiche sociali, come per Gueli, hanno sempre caratterizzato
  la  vita  politica di Andrea Zangara, che ha dedicato la  sua  vita
  alla  politica  con  impegno e passione,  conseguendo  il  meritato
  successo.  E'  stato  uno  degli  esponenti  di  spicco  della   DC
  palermitana  ed ha assunto incarichi prestigiosi all'interno  della
  direzione  nazionale  del partito. Il suo  percorso  di  esperienza
  politica parte dal contatto con i cittadini della sua Bagheria  che
  amministra da sindaco.
   Successivamente,  ricopre l'incarico di assessore  alla  provincia
  regionale di Palermo.
   Eletto per due legislature al Senato della Repubblica, dal 1987 al
  1994,   assume  la  carica  di  vicepresidente  della   Commissione
  agricoltura  e produzione agroalimentare, nonché quella  di  membro
  della Commissione territorio e della Commissione di controllo  enti
  di previdenza ed assistenza.
   Dopo   l'esperienza  romana  si  candida  all'Assemblea  Regionale
  Siciliana, iniziando un lungo periodo di attività politica  che  lo
  vede impegnato nel territorio regionale dal 1996 al 2008.
   Eletto  per tre legislature, la XII, la XIII e la XIV,  prima  nel
  Partito  Popolare Italiano, successivamente nella lista Margherita-
  Democrazia  è  Libertà,  ricopre per ben due  volte  la  carica  di
  deputato  questore, nonché quella di componente  della  Commissione
  sanità.
   La  sua  lunga  esperienza politica, vissuta  a  tutti  i  livelli
  istituzionali,  gli ha consentito di conoscere e rappresentare  con
  attenzione  e  puntualità molteplici spaccati della realtà  sociale
  siciliana.
   Particolare    dedizione   egli   ha    dedicato    al    fenomeno
  dell'immigrazione   ed   in  particolare  alla   condizione   degli
  immigrati.  Dimostrando grande sensibilità, infatti, si  è  battuto
  per  tutelare i loro diritti, ed in particolare quello alla salute,
  al  fine  di  garantire  le  prestazioni sanitarie  a  chiunque  si
  trovasse   nel  territorio  siciliano,  a  prescindere  dalla   sua
  cittadinanza.
   Da  senatore  ha,  inoltre, presentato un  disegno  di  legge  per
  estendere agli immigrati, in possesso del permesso di soggiorno  da
  almeno   tre   anni,   il  diritto  di  voto  nelle   consultazioni
  amministrative. Ha, quindi, saputo coniugare il suo  amore  per  la
  nostra terra con i valori dell'accoglienza e dell'integrazione.
   Con  orgoglio Zangara ha sempre rievocato gli anni dell'esperienza
  legislativa  romana, non tralasciando, però, al contempo,  mai,  di
  sottolineare  come  la sua formazione politica e  istituzionale  si
  fosse  forgiata in realtà nella sua terra madre: la  Sicilia,  vera
  ispiratrice del suo agire politico.
   Molti,  sono  certo, che in quest'Aula lo hanno  conosciuto  e  lo
  ricorderanno per la  giovialità che ha caratterizzato il  suo  modo
  di  fare  politica, la sua presenza costante e i  suoi  intensi  ed
  appassionati interventi in Aula.
   Nel  ricordo  dei  due colleghi esprimo, a nome  mio  personale  e
  dell'Assemblea   regionale  siciliana   tutta,   le   più   sentite
  condoglianze ai familiari e a quanti hanno voluto loro bene.
   Invito, dunque, l'Aula a tributare loro un minuto di silenzio.

           (Tutti i deputati in piedi osservano un minuto di
                              silenzio).


   Presidenza del presidente Cascio


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge  nn.
                           605-242-362-577/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si  riprende  il  seguito  della
  discussione    del   disegno   di   legge   nn.   605-242-362-577/A
  «Costituzione   dell'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle
  attività produttive».
   Ricordo  che  l'esame  del disegno di legge era  stato  interrotto
  all'articolo 12.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi io assieme ad
  altri colleghi ho cercato in III Commissione, nella Commissione  di
  merito,  di  tenere fede a quanto avevamo stabilito ieri  in  Aula,
  cioè  di  vedere  di approfondire il disegno di  legge.  E  per  la
  verità,  per alcune tematiche è bastato impegnarci e discutere  per
  qualche ora, e la soluzione del problema si è trovata.
   La  cosa  che comunque mi ha lasciato un po' basito e di stucco  è
  che, nonostante da alcuni mesi si discutesse di questa riforma  non
  ci  si  è  accorti  di  una impostazione, a  mio  modo  di  vedere,
  eccessivamente orientata contro le amministrazioni, ad excludendum,
  direi, delle amministrazioni comunali e dei territori;  tutta  tesa
  a  vivacizzare  ed incentrata su un aspetto di soluzione  immediata
  dei problemi, anche con alcuni escamotage tipo quello di sostituire
  la  rappresentanza  dei comuni con la conferenza Regione  autonomie
  locali, che non ha quasi nulla a che vedere e che, sostanzialmente,
  il  fatto  che siano stati approvati i primi 12 articoli di  questo
  disegno di legge ne ha minato, in gran parte, la possibilità che si
  possa  intervenire  per correggere l'impianto stesso,  se  non  per
  quella  parte cui abbiamo posto rimedio. Ciò perché, ripeto, alcune
  problematiche le abbiamo risolte per quanto riguarda l'approvazione
  degli  strumenti  urbanistici  e il  sistema  di  controllo  e  far
  ritornare  i  comuni  sulla linea di seguire la procedura  standard
  prevista per tutti per l'approvazione dei piani.
   Tuttavia  in  ordine ai criteri di rappresentanza e in  ordine  ai
  criteri   di  composizione  di  organismi  allargati,  laddove  nel
  governo  del territorio più in generale potevano e dovevano  essere
  rappresentati  gli interessi diffusi dei comuni, lì il  problema  è
  diventato   arduo   da   risolvere   proprio   perché   in    virtù
  dell'approvazione dei primi 12 articoli del provvedimento in esame.
   Anche  se alcuni problemi sono stati risolti, per altri l'impianto
  che  è  andato avanti sinora per il modo veloce con cui si è giunti
  all'approvazione di questi 12 articoli - purtroppo quel giorno  non
  ero  in  Aula  -,  ci  mette  oggi  in  una  condizione  di  potere
  intervenire per una parte, ma di non potere intervenire sul  resto.
  E  io  sono  certo, invece, che si potrebbe intervenire  anche  sul
  resto, cioè su quello che è stato già velocemente approvato  e  che
  si sarebbe invece potuto trovare una soluzione che senza toccare lo
  snellimento  delle  procedure - lungi  da  noi  da  appesantire  le
  procedure  -,  avrebbe evitato di mettere in piedi  un'agenzia  che
  quasi svincolata da ogni forma di controllo.
   Signor Presidente, e la cosa non è che possa essere accettata  con
  molta  tranquillità,  ma non perché uno pensa  che  possa  accadere
  chissà  quale cosa, ma perché usciamo fuori dai canoni di quanto  è
  previsto nell'assetto istituzionale che riguarda altri enti come  i
  Comuni, le Province. Bisogna considerare infatti la regola di fondo
  che  deve sovrintendere agli organismi che poi vanno a regolare  la
  vita amministrativa, ma anche la programmazione delle scelte che si
  vanno a fare sull'intero territorio regionale.
   Abbiamo  sistemato la parte dei piani regolatori e la parte  della
  programmazione, non possiamo fare nulla, visto che  sono stati  già
  approvati  quegli  articoli, sull'altra  parte  che  è  quella  dei
  controlli,  io  ritengo  che  un qualche  dubbio  sulla  omogeneità
  dell'intero disegno di legge viene..

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  colleghi,  quando qualche mese fa ci si è confrontati sui contenuti
  della  manovra finanziaria e della legge di bilancio  si  concordò,
  per rendere gli strumenti finanziari più lineari e più efficaci, di
  espungere  dalla materia finanziaria tutta una serie di  norme  che
  potevano  essere  oggetto  di specifici interventi  legislativi  di
  settore.
   Il  Governo  ascoltò i capigruppo di maggioranza, i capigruppo  di
  minoranza, e in Conferenza dei Capigruppo si stabilì un  iter.  Noi
  come opposizione concordammo di contribuire ad un dibattito su  una
  finanziaria  e  su un bilancio che si occupassero  degli  strumenti
  finanziari,  e  manifestammo la nostra disponibilità  a  apprezzare
  successivamente contenuti legislativi oggetto di disegni  di  legge
  che successivamente venivano presentati.
     Abbiamo tutti onorato le promesse ed i patti stabiliti  in  quel
  caso   perché,  come  tutti  i  colleghi  ricorderanno,  dopo  aver
  approvato  Finanziaria e Bilancio, ci siamo dedicati agli  appalti,
  alle  riserve,  abbiamo fatto tutta una serie di disegni  di  legge
  specifici  che  hanno  potuto consentire  a  questo  Parlamento  di
  esercitare appieno il proprio diritto, il proprio ruolo, la propria
  competenza.
   Adesso  sappiamo  per  averlo sentito dalla dichiarazioni,  averlo
  appurato anche in Commissione Bilancio, che è necessità del Governo
  predisporre  due  disegni di legge che sono stati già  predisposti,
  uno riguardante il rendiconto e l'altro riguardante l'assestamento.
     In  aggiunta a questo si proporrebbe il reinserimento  di  molte
  delle  norme  che  furono  espunte  dalla  finanziaria  e  che  noi
  chiedemmo diventassero oggetto di specifici disegni di legge. Norme
  di  competenza  dell'agricoltura, norme di  competenza  dei  lavori
  pubblici,  razionalizzazione della macchina amministrativa  e  così
  via.
   Il   nostro   contributo  odierno  al  prosieguo  delle   attività
  parlamentari si esprimerebbe in questo senso: se c'è  da  fare  una
  manovra  di assestamento e c'è da approvare il rendiconto, facciamo
  con  immediatezza e quello che serve, aderiamo alla necessità e  da
  qui alla settimana prossima completiamo questo iter. Tutte le norme
  che  per  scelta  del  Governo e della  maggioranza  si  intendesse
  aggiungere facciamole oggetto, come avevamo cominciato a  fare  più
  virtuosamente,  di disegni di legge specifici e quando  riprendiamo
  la sessione a settembre noi siamo per contribuire a fare dei lavori
  di Aula, lavori finalizzati ad approvare questi disegni di legge.
     Perché  ho fatto questa premessa? Perché questa intenzione  c'è,
  queste   materie   sono  state  anticipate  vuoi   da   interviste,
  dichiarazioni dell'assessore al  bilancio. C'è una materia che vaga
  da  intenzione  ad  intenzione, da bocca a  bocca  e,  allora,  noi
  vorremmo  evitare di impantanarci, ad una settimana dalla chiusura,
  in  una  querelle,  in  un  dibattito ed in  un  contrasto  su  una
  metodologia che, invece, ci potrebbe vedere convergenti.
   Se chiudiamo con il rendiconto e con l'assestamento e non facciamo
  null'altro  di  aggiuntivo  e  ci  impegniamo,  alla  ripresa,   ad
  esaminare   due,  tre  disegni  di  legge  specifici  che   possano
  riguardare     riforme,    razionalizzazione     della     macchina
  amministrativa,  unificazione  di  enti,  quanto  si  volesse  oggi
  aggiungere  ad  una  materia che è finanziaria e  finanziaria  deve
  rimanere   senza  contenere  queste  norme,  per  quanto   riguarda
  l'odierno disegno di legge oggetto dei lavori d'Aula, che  noi  non
  condividiamo  nella  filosofia così  come  fino  ad  oggi  è  stato
  elaborato, riteniamo anche questo disegno di legge possa essere più
  virtuosamente agli inizi della sessione di settembre oggetto di una
  valutazione  più  complessiva,  più  aggiornata  e  finalizzata   a
  recuperare  alcuni  principi  che  dal  testo  odierno  sono  stati
  espunti. Uno di questi principi è la rappresentanza del territorio,
  uno  di  questi  principi è la presenza, che in  questo  momento  è
  assolutamente  disattesa, dei comuni, delle  province,  degli  enti
  territoriali.
   Allora,   ove   il   Presidente  Lombardo,  l'assessore   Venturi,
  accedessero   a   questo  nostro  contributo,   a   questa   nostra
  sollecitazione, noi consiglieremmo al Governo di fare  in  modo  di
  approvare i due strumenti tecnico-finanziari e, per quanto riguarda
  questa  materia  importante, che può essere  oggetto  di  due,  tre
  disegni di legge specifici, a partire da quello riguardante proprio
  l'ASI  e  la  riforma dell'ASI, ai primi di settembre, valutare  un
  testo  complessivo nel quale potere recuperare alcuni principi  che
  in  questo  momento sono disattesi e che sono motivo di una  nostra
  non   condivisione  che  ci  porterebbe,  articolo  per   articolo,
  emendamento per emendamento, ad estenuare i lavori parlamentari.
   Ci sono circa duecento emendamenti a firma mia, io sarei costretto
  a  parlare duecento volte. Non credo che faremmo un buon servizio e
  non  finiremmo  nei  tempi  che ci siamo dati.  Siccome  la  nostra
  disponibilità la stiamo confermando, non stiamo mettendo  in  campo
  nessuna   forma   di   ostruzionismo,  è  una   manifestazione   di
  collaborazione, facciamo in modo di rinviare ai primi di  settembre
  e  faremo  la  razionalizzazione  della  pubblica  amministrazione,
  l'unificazione degli enti, gli organismi che vorremo fare e,  nello
  stesso  tempo,  la riforma delle ASI. E' un modo più completo,  più
  costruttivo e più corrispondente ad alcuni principi che noi avevamo
  suggerito  e  che,  purtroppo,  dal testo  sono  stati,  man  mano,
  espunti.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  faccio una premessa.
   Sono  molto  contento che in questo momento al banco  del  Governo
  siano  seduti la dottoressa Chinnici e il dottor Pier Carmelo Russo
  per  una  ragione: perché entrambi sono testimoni di un portato  di
  questa   Assemblea   -  credo  di  potere  affermare   -   di   una
  collaborazione  che  l'Aula ha dato nei due disegni  di  legge  che
  hanno   caratterizzato   questo   ultimo   scorcio   della   nostra
  legislatura.
     In  modo  particolare, quello della semplificazione.  Dottoressa
  Chinnici,  lei ricorderà quante volte, salendo su questo podio,  ho
  chiesto  di rinviare, di approfondire, di cercare di fare una  cosa
  condivisa,  di  stare attenti a non fare una mera  ripetizione,  di
  cercare  di fare un passo avanti. Sono ancora convinto che dobbiamo
  fare,  veramente, una corsa come Sicilia, alla logica del controllo
  ex  post   e  non dell'autorizzazione preventiva. L'assessore  Pier
  Carmelo Russo sa che anche con lui abbiamo compartecipato, credo di
  poter affermare, al miglioramento della legge sugli appalti, ad una
  modifica importante.
   Per  queste  considerazioni mi sento dire all'amico Marco  Venturi
  che  sicuramente non sono - e potrei affermare non siamo -  animati
  dalla  volontà ostruzionistica. A volte abbiamo polemizzato ma  mai
  potrà  essere  affermata  come vera la volontà  di  ostacolare  una
  riforma. Una riforma che soprattutto riduca i costi della politica,
  che  riduca  orpelli ormai anacronistici, circa mille i  componenti
  complessivi  delle varie assemblee delle ASI. Sotto questo  profilo
  la  porta  è assolutamente spalancata, apertissima alla volontà  di
  riduzione,  c'è  la  volontà anche dal punto  di  vista  della  sua
  burocrazia  ed  evidentemente  quella  di  grado  più  elevato,  la
  riduzione  del numero dei direttori, la concentrazione  in  capo  a
  pochi  o ad un solo direttore, le logiche sono quindi quelle  della
  semplificazione, di andare incontro a una necessità di riforma.
   Però non posso non ribadire un concetto che oggi in Commissione ho
  avuto  modo  di  esternare in più di una occasione, in  particolare
  allorquando  si discuteva degli articoli 10 e 12 di questo  disegno
  di  legge, in questa furia quasi iconoclasta contro la politica.  A
  mio avviso, abbiamo commesso degli errori, abbiamo ecceduto.
   Questo  è stato il tentativo di oggi, il Presidente Caputo  lo  sa
  bene come lo sanno i colleghi della maggioranza con i quali abbiamo
  discusso, oltre che lei, signor Assessore, la volontà era quella di
  cercare di riparare ad alcuni guasti che sono scaturiti proprio  da
  quella  furia  con la quale si intendeva approvare di corsa  questo
  disegno di legge.
   Oggi  non  so  se effettivamente si possa migliorare - soprattutto
  sotto  il  profilo della rappresentanza e sotto il  profilo  quindi
  della  composizione  degli  organi  della  riforma  ASI  -  se  sia
  possibile  migliorarla senza fare un  papocchio', senza tentare  di
  inserire  ex post quello che doveva essere già inserito ex  ante  e
  cioè  all'articolo  10 per quanto riguarda la  Consulta  e  la  sua
  composizione, o quello che doveva essere inserito nell'articolo  12
  per  quanto  riguardava la composizione e la sua  rappresentatività
  anche in capo al legale rappresentante.
   E  quindi non posso fare che mio l'appello e le considerazioni che
  hanno  formulato  i colleghi Formica e Leontini, impegnandomi  come
  abbiamo  dimostrato  di  sapere fare, come  abbiamo  fatto  con  la
  dottoressa  Chinnici e con il dottor Pier Carmelo Russo,  rivedendo
  sostanzialmente e migliorando questi aspetti.
   Il  disegno di legge che è in discussione ha come obiettivo quello
  di    semplificare,   di   ridurre  e  di  dare   quanta   maggiore
  compartecipazione  al  mondo  imprenditoriale,  nel  tentativo   di
  approvarlo in maniera veloce, superando però a monte alcuni errori,
  alcuni  vulnus al concetto di rappresentatività del territorio  che
  oggi credo siano insanabili senza creare  papocchi' ulteriori.
   Anche  io  faccio mio quell'appello impegnandomi sicuramente  alla
  ripresa  dei  lavori ad esitarlo in poco tempo  e  in  quella  fase
  approvare  quello   spacchettamento' di riforme che  devono  essere
  fatte,  sin da subito, tra le quali la manovra finanziaria nel  suo
  complesso  e  il rendiconto per la tenuta complessiva  del  sistema
  contabile e non soltanto del bilancio della nostra Regione.

   COLIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre parlavano
  poc'anzi i colleghi stavo pensando a quello che è stato detto  ieri
  all'assessore  D'Antrassi  ed è ancora forte  il  ricordo  di  quel
  massacro  verbale nei confronti dell'assessore D'Antrassi  soltanto
  perché  era venuto in Commissione, aveva concordato delle tesi,  in
  uno  al  Presidente  Caputo ed agli altri  amici  che  mi  staranno
  sicuramente  ascoltando,  ci sono stati tre  o  quattro   vergogna
  gridati  da  questo  pulpito, salvo poi  oggi,  onorevole  Formica,
  onorevole Caputo, onorevole Bufardeci, uomini autorevoli di  questo
  Parlamento,   sono   bastate  due  ore  e   la   furia    rudiana ,
   leontiniana   e  di  quant'altro,  probabilmente,  vi   ha   fatto
  cambiare, per molto meno di un Commissario dello Stato, posizione.
   Allora,  sia  ben  chiaro, Assessore,  qui  lo  hai  detto  tu  in
  occasione     dell'incontro    della     Commissione,     chiedendo
  preventivamente a lor signori che erano presenti in Commissione  se
  si  voleva  fare   melina', se si aveva intenzione di  fare  questa
  legge,  se  si  voleva migliorare questa legge  o  se,  invece,  si
  riteneva  di dover affossare questa legge per ragioni squisitamente
  politiche.
   Onorevole  Presidente, forse questo Governo sta  lavorando  molto,
  questo  Parlamento sta facendo tante leggi, sono leggi  importanti,
  di sintesi, di rigore, di severità, probabilmente ciò non va più  a
  questa maggioranza.
   Così  come  ieri  ci avete chiesto ed avete chiesto  all'assessore
  D'Antrassi  di spiegarci le ragioni del dissenso, alla  luce  degli
  emendamenti che sono stati concordati e sottoscritti e che rivedono
  i  comuni protagonisti di questa riforma, ancorché ne viene data la
  titolarità  nel  caso  dovesse parlarsi  di  Piano  regolatore,  di
  modifica  del  Piano  regolatore, ancorché  abbiamo  stabilito  una
  presenza  di  tutti  i Consorzi delle aree di sviluppo  industriale
  nominati  dai  comuni, ancorché abbiamo detto che,  in  ogni  caso,
  vanno  in  maniera vincolante sentiti i comuni, vorremmo capire  da
  voi  per  quale ragione, oggi, non si dovrebbe approvare una  norma
  legislativa  che tutti attendono, che vede ben 800,  900  -  sembra
  un'armata  Brancaleone -, uomini che vengono nominati da  questo  o
  quell'altro  sindaco, da questo o quell'altro  partito,  a  rendere
  sicuramente ingovernabile le ASI. Che questa opposizione, oggi,  ci
  venga   a   spiegare,  caro  Fabio  Mancuso  che  ieri  hai   tanto
  simpaticamente  urlato nel senso dialogale del termine,  da  questo
  pulpito,  le  ragioni  del  dissenso, vorrei  che  tornassi  qui  a
  spiegarci   nuovamente  per  quale  ragione  tre   esponenti   così
  importanti dell'opposizione oggi vengono qui a dirci esattamente il
  contrario  dopo un'ora. Lo facciano, ce lo dicano, smettiamola  sul
  serio,  anche  per   rispettare il lavoro di una  Commissione,  nel
  rispetto  del  lavoro  di  un  Governo  che  si  è  presentato  qui
  costantemente e continuamente, accettando tutti i rinvii di  questo
  mondo perché si trovasse un equilibrio ed una mediazione ed il  mio
  Presidente,  onorevole Caputo, finalmente possa  finalmente  venire
  qui  dal palco, parlando ancora una volta da qui invece che da dove
  risiede  la sua allocazione presidenziale, per spiegarci perché  da
  parlamentare ha cambiato idea nel giro di dieci minuti.
   Pertanto  l'invito è di procedere su questa legge, l'invito  è  di
  farla  questa  legge  perché abbiamo ridato  equilibrio,  l'abbiamo
  condiviso, l'abbiamo sottoscritto ed oggi è giusto che diamo questa
  legge ai siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Apprendi.  Ne  ha
  facoltà.

   APPRENDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  anch'io   per  sostenere  che  c'è  un  gioco  delle   parti   che,
  personalmente, non condivido, ma credo che non lo condivida neanche
  la maggior parte dei cittadini siciliani, perché quando si parla di
  costi  della politica, si cerca sempre di scimmiottare la  proposta
  che viene, a volte, per apparire più che per essere.
   Credo  che  con  tutte le riunioni che abbiamo fatto  a  vuoto  su
  questa  legge,  i costi della politica siano senz'altro  lievitati,
  signor  Presidente,  per  non parlare della  incongruenza  e  della
  mancanza  di  serietà  che  esprimiamo  all'esterno  di  quest'Aula
  perché,  se  è vero come è vero, che questa legge è stata  trattata
  più  volte  in  Commissione parlamentare dove tutti i partiti  sono
  rappresentati e dove, in maniera anomala, devo dire, la Commissione
  è  presieduta da un presidente dell'opposizione che ha  votato,  ha
  supportato  e  ha  sostenuto questa legge, ci  rendiamo  conto  che
  all'esterno non diamo sicuramente una bella rappresentazione  della
  politica.
   Allora, sono d'accordo con l'onorevole Colianni sul fatto  che  ci
  aspettiamo che il presidente Caputo venga qui a difendere la legge.
  Quali  sono i motivi veri per non voler approvare questa legge?  E'
  la  clientela che c'è nei confronti di quelle seicento, settecento,
  ottocento  persone,  non  sappiamo  bene  quanti  siano,  che  sono
  distaccati presso le ASI e sono pagati dai cittadini per far nulla?
  Sono  questi  i motivi, sono i motivi di rispettare  quel  tipo  di
  clientela?
   E,  poi,  invochiamo  tanto il servizio  pubblico,  il  fatto  che
  affidiamo  a tre persone le sorti delle ASI, ma quali sono  le  ASI
  virtuose che, in questo momento, possono distinguersi, le  ASI  che
  non  hanno  debiti, le ASI che hanno riscosso tutte  le  quote  dei
  comuni partecipanti alle ASI?
   Signor Assessore, credo che lei potrebbe fornirci questi dati,  in
  modo  che  i  cittadini siciliani possano valutare  questo  centro-
  destra che si muove, che fa lo stop and go, ogni volta che si parla
  della legge delle ASI.
   Una  legge che veramente è stata rivoltata come un calzino,  prima
  dalla   Commissione  Attività  produttive,  poi  dalla  Commissione
  Bilancio che, addirittura, ha fatto le audizioni, perché adesso  la
  Commissione  Bilancio  avoca  a sé tutto  ciò  che  c'è  in  questo
  Parlamento cercando di arginare il lavoro delle commissioni. Ma noi
  abbiamo  sopportato pure questo: di essere trattati male dal  punto
  di  vista  istituzionale. E siamo qui per votare la  legge.  Adesso
  basta.  Veramente, si dica per una volta e per sempre se  si  vuole
  votare oppure no, perché non è più sopportabile questo balletto. Ci
  sono chiacchiericci sottobanco, ma di che stiamo parlando
   L'Assessore  ha  dato più volte la disponibilità  ad  intervenire,
  laddove  possibile, per cambiare la legge, per venire  incontro  ad
  esigenze  politiche, esigenze politiche da non  confondere  con  le
  esigenze  di  potere.  E,  quindi,  per  migliorare  la  legge,   è
  apertissimo  ad  affrontare tematiche che,  eventualmente,  saranno
  rappresentate  da  chiunque,  in questo  Parlamento,  da  qualsiasi
  parlamentare  per poter andare avanti. Non ci possono essere  altri
  motivi.
   Presidente  Caputo,  faccio appello a  lei.  Non  può  trincerarsi
  dietro  quel posto senza intervenire a difendere questa  legge  che
  abbiamo  fatto  insieme. Lei deve avere lo scatto di  orgoglio  per
  difendere questa legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, personalmente, non so fisicamente dove
  sono  ubicate  le ASI e non conosco neanche i nomi dei  commissari,
  conosco  solo  l'ASI  di Caltagirone perché, una  volta,  mi  aveva
  delegato   a  rappresentare  il  mio  partito  l'allora  segretario
  regionale  dell'UDC che è l'attuale Presidente della  Regione,  per
  mettere ordine in un'Assemblea dove si votava. Non vi nascondo  che
  ci  sono  stato qualche minuto e sono andato via perché  era  quasi
  impossibile  ragionare  in  quell'assemblea  per  raggiungere   una
  finalità.
   Premesso  questo,  quindi le cose dette dai  colleghi,  e  non  mi
  sembra di aver sentito dal mio capogruppo, dal capogruppo di  Forza
  del   Sud   che  qualcuno  voglia  interrompere  questo   percorso,
  chiamiamolo  di moralizzazione della politica ; non ho sentito  che
  questa  legge  non  si  vuole fare, ho  sentito  che  ci  vuole  un
  ragionamento su questa legge, così come è stato chiesto  su  questa
  stessa   legge   da  deputati  della  maggioranza  un  ragionamento
  ulteriore, perché oggi lo hanno chiesto i capigruppo, ieri lo avete
  chiesto voli.
   Da mesi questa legge  è all'ordine del giorno della Commissione  e
  del  Parlamento.  Solo  oggi  chiediamo una  riflessione  ulteriore
  perché  ci  siamo accorti, rispetto a quella che è la  rivoluzione
  che sta avvenendo su diverse attività della Regione, che proprio in
  questa  materia manca ciò che deve essere il motore  delle  scelte,
  cioè  la  presenza   degli  enti territoriali  e  non  è  vero  che
  dall'articolo  28  si  interviene  con  l'intervento  dei  consigli
  comunali; è una norma che forse voleva far riflettere in modo  meno
  attento  qualcuno  perché  quella norma  cosa  dice:  informiamo  i
  consigli comunali, se va bene in 60 giorni ci rispondono,  in  ogni
  caso,  le  osservazioni  saranno sempre decise  dai  5  membri  del
  Consiglio di amministrazione.
   E,  allora,  la richiesta dei capigruppo qual è? E' una  richiesta
  ulteriore  di  riflessione,  è una richiesta  che  ritengo  che  il
  Governo debba accettare perché c'è un impegno, così come tutti  gli
  altri impegni che abbiamo preso, e per ultimo, Presidente, ieri  lo
  abbiamo  detto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  e lo dico all'onorevole Pino  Apprendi che è persona ragionevole ma
  anche a Paolo Colianni per il suo intervento. Le nostre commissioni
  sono  delle commissioni legislative che danno un supporto a  quello
  che  deve essere il testo che arriva in Aula, le nostre commissioni
  non  sono  mai  in  sede referente, mai  E ieri  lo  ha  dimostrato
  l'Assessore  all'agricoltura  anche  quando  ha  preso  impegni  in
  Commissione,   ha   stravolto  quegli  impegni  presi   con   altri
  emendamenti  che  stravolgevano il suo  impegno,  il  suo  voto  in
  Commissione.
   Quindi,  non ci siamo scandalizzati noi ieri, non vi scandalizzate
  voi  oggi. Ritengo che sia anche una norma statutaria che  dobbiamo
  inserire  in  questo  Parlamento, ma prima  dobbiamo  discuterla  e
  votarla,   per  poi  passare  ad  un'azione  politica   legislativa
  completamente diversa da quella che abbiamo oggi.
   Quindi,  non  è necessario richiamare il presidente Caputo  che  è
  stato  ineccepibile  a  sopportare  tutti  i  rinvii  voluti  dalla
  maggioranza  fino  a  ieri. Se oggi il Presidente  Caputo  sopporta
  l'unico  rinvio chiesto dall'opposizione, mi sembra anche  doveroso
  difenderlo  e non attaccarlo dicendo che ci vuole il suo intervento
  per  dire cosa? Che è stato massacrato per mesi con questo  disegno
  di legge sopportando la maggioranza e dove la maggioranza ha voluto
  sempre un rinvio da 8-9 mesi
   Mi   sembra   ragionevole,   oggi,   ascoltare   per   una   volta
  l'opposizione. Se non lo volete fare, significa che volete  perdere
  tempo,  che  ritenete che questo disegno di legge, così com'è,  per
  forza debba andare avanti.
   Tutti  gli  impegni che ha preso il capogruppo  del  Popolo  della
  libertà,  da  questo  pulpito ed in Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  sono stati portati tutti  a  termine,  anche
  quando  l'impegno era del Governo - parlo della legge sugli appalti
  pubblici  -  ed  io da Presidente di Commissione ho  anticipato  il
  Governo, presentando un disegno di legge ed accelerando quello  che
  era quella norma.
   Quindi,  ritengo di dare non solo sostanza ma anche rispetto  alle
  richieste dei capigruppo, sia di Leontini, sia di Bufardeci  e  non
  cambia nulla se il disegno di legge viene approvato il 13 o  il  14
  settembre come impegno o viene approvato non so quando a  questo  a
  punto,  perché ritengo che la nostra azione porterà sempre a quella
  data.
   Quindi, è una questione di buon senso, non c'è bisogno di fare uno
  scontro, lavoriamo da domani sul testo dell'assestamento, che è  un
  assestamento  importante,  lavoriamo  per  vincolare  l'avanzo   di
  amministrazione che servirà al Governo per indicare  le  linee  che
  riguardano  gli investimenti nel prossimo provvedimento  che  sarà,
  certamente, una manovra da fare nel più breve tempo possibile.
   Pertanto,   chiedo  a  voi  che  siete  intervenuti,   ma   chiedo
  soprattutto al capo gruppo, onorevole  Cracolici  cum grano  salis
  di   aiutare   questo  Parlamento,  non  cambia  nulla   presidente
  Cracolici, farlo questa sera o farlo tra qualche giorno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Presidente della Regione,
  signori   Assessori,  credo  che  dopo  l'invito  appassionato   ed
  affettuoso  del mio vicepresidente vicario e del mio vicepresidente
  Apprendi  non  potevo non prendere la parola, non fosse  altro  per
  ribadire  quello  che  ha detto il collega Fabio  Mancuso  che,  in
  questo  Parlamento,  svolge  lo  stesso  ruolo  di  presidente   di
  Commissione  parlamentare e anche lui sa quante  volte  disegni  di
  legge  usciti dalla sua commissione sono stati messi in discussione
  dal  Parlamento,  perché  è fisiologico nel  ruolo  del  Parlamento
  svolgere  un  attività  che è diversa da quella  che  si  fa  nelle
  commissioni.
   Vorrei,  soltanto ricordare che la Commissione nelle  giornate  in
  cui si è discusso questa legge non soltanto è stata presente ma  ha
  espresso  parere  favorevole all'unanimità a tutti gli  emendamenti
  presentati che si ritenevano migliorativi del testo di legge.
   Il collega Apprendi e il collega Colianni che hanno vissuto con me
  le  vicende  di  questo  disegno di legge sanno  che  nella  scorsa
  seduta,   la   penultima,   quando   eravamo   arrivati   all'esame
  dell'articolo  13  ci siamo fermati su richiesta dell'onorevole  De
  Benedictis, condivisa da tutta la maggioranza, per rinviare l'esame
  del  disegno  di  legge  in quanto si voleva approfondire.  Quindi,
  quando  la  maggioranza ha chiesto un rinvio la Commissione  ne  ha
  preso atto. Così come il Parlamento ne ha preso atto.
   Vorrei  ricordare sia all'assessore Venturi che ai colleghi  della
  Commissione  Attività produttive, che questo  disegno  di  legge  è
  tornato  tre  volte  in Commissione Bilancio  dopo  che  era  stato
  esitato dalla stessa Commissione e, quindi, era pronto per l'Aula è
  stato  richiamato, per ben tre volte, su richiesta stessa di alcuni
  autorevoli  parlamentari di questa maggioranza perché, addirittura,
  sono entrati nel merito avviando audizioni in Commissione Bilancio;
  cioè in Commissione Bilancio dove bisognava verificare la copertura
  finanziaria,  su  richiesta  della maggioranza,  sono  state  fatte
  audizioni  che  erano state fatte in Commissione di  merito.  Ed  è
  andata tre volte in Commissione Bilancio.
   Quindi,   vorrei  dire  all'onorevole  Apprendi  e   all'onorevole
  Colianni,  che  il  Presidente a nome della  Commissione  non  deve
  difendere nulla, il nostro lavoro lo abbiamo fatto, abbiamo accolto
  ieri  il  suo invito, presidente Cascio, abbiamo oggi impegnato  la
  sala  della  Commissione Attività produttive con i capigruppo,  con
  molti  altri parlamentari e con il Governo per lavorare e raffinare
  questo  testo  ed  abbiamo  dedicato un'intera  mattina  fino  alle
  quattro del pomeriggio, quindi abbiamo dato, onorevole Apprendi  ed
  onorevole  Colianni, tutta la collaborazione. La Commissione,  come
  dice   l'onorevole  presidente  Mancuso,  non  è  sostitutiva   del
  Parlamento, né quello che fa vincola il Parlamento.
   Noi  svolgiamo  una  funzione di supporto a disegni  di  legge  di
  iniziativa  legislativa  parlamentare o di  iniziativa  governativa
  come  questo,  se  poi il Parlamento, al di là dell'attività  della
  Commissione,  ritiene di doverlo approfondire, bene la  Commissione
  deve solo prenderne atto. Non possiamo né scavalcare il Parlamento,
  né  fare quello che va oltre le nostre competenze. Certo, noi siamo
  pronti  a continuare a discuterne; se il Parlamento sovrano  decide
  di  continuare noi, certamente, non ci alzeremo e daremo la  nostra
  collaborazione, ma su questo credo che non ci sia né  chi  vuole  a
  tutti i costi, fino alla morte, questo disegno di legge né chi  non
  lo vuole.
   Dagli   interventi   che  ho  ascoltato,   finora,   come   quello
  dell'onorevole  De  Benedictis della scorsa seduta  che  ha  voluto
  rinviato  il  testo di legge in Aula, l'articolo 13, perché  voleva
  notizie   sulla  composizione  del  consiglio  di  amministrazione,
  ebbene, questo Parlamento se lo ricordi, io ho ascoltato i colleghi
  parlamentari  del mio Gruppo politico che hanno chiesto  un  rinvio
  per approfondire alcune tematiche, non ci vedo nulla di scandaloso.
   Certamente,  assessore Venturi, sono pronto se c'è la volontà  del
  Parlamento a votare il disegno di legge anche questa sera.  Lei  sa
  che noi abbiamo messo in forze una missione a Roma domani al tavolo
  FIAT proprio per non impedire i lavori del Parlamento.
   Noi siamo pronti, ma deve essere il Parlamento a deciderlo. Se  il
  Parlamento  decide  che il disegno di legge va  fatto  stasera,  la
  Commissione non si muoverà e il Presidente sarà lì fino  all'ultimo
  articolo,  se  il  Parlamento deciderà di rinviarlo  ne  prenderemo
  atto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  tentare  di
  fare  il  punto  della discussione che si sta  svolgendo  in  Aula.
  Tranne  che  abbia capito male, ma non credo, tutti gli intervenuti
  hanno  espresso  la  volontà di arrivare ad  un  disegno  di  legge
  condiviso.
   Ricordo  all'Aula che non è la prima volta che ciò accade,  perché
  sulle leggi di riforma che la maggioranza ha proposto all'Aula, dal
  Governo  o dalla maggioranza dell'Assemblea quasi sempre c'è  stata
  la   condivisione  di  andare  avanti  ed  anche  questa  volta  la
  condivisione è stata espressa da tutti.
   Ricordo a me stesso, ma anche ai colleghi d'Aula ed al Presidente,
  che  nella  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari  di
  ieri,  io a nome del PID ho detto che, per agevolare l'approvazione
  del  disegno di legge, avrei tranne  un solo emendamento,  ritirato
  tutti gli emendamenti presentati dal PID, che sono molti e per  chi
  si  è preso cura, penso tutti, di vederne e leggerne il testo, sono
  tutti emendamenti di peso.
   Questo  cosa  mi porta a dire? Che la richiesta di un  rinvio  per
  arrivare  ad  una conclusione condivisa del disegno di  legge  che,
  poi,  è  principalmente su uno o due punti, che al di là di  quello
  che  sarà  il  risultato  finale, meritano una  discussione  ed  un
  approfondimento,  dovrebbe essere una occasione  considerata  ricca
  principalmente dal Governo per dire:  Non facciamo prove  di  forza
  su  un  disegno  di  legge  che riguarda la  struttura  del  futuro
  produttivo ed industriale di questa Regione.
   Ritengo,  quindi, opportuno, intanto invitare il Governo  e,  poi,
  auspicare che la maggioranza non forzi la mano; per dire, un rinvio
  di  questo  disegno  di legge anche al primo punto  all'ordine  del
  giorno  della  sessione  che inizierà subito  dopo  le  ferie,  può
  servire  per  fare un provvedimento legislativo che  dia  veramente
  risposte alla Sicilia.
   Capisco  anche,  leggendo le presenze in Aula,  che  andremo  alla
  richiesta di voto segreto più volte, che mancherà ripetutamente  il
  numero  legale,  che  saremo costretti, con  vergogna,  a  rinviare
  ugualmente questo disegno di legge a settembre.
   Siccome,  bisogna prendere atto delle disponibilità dell'Aula  che
  ci  sono  state  tutte, credo che un atto di intelligenza  politica
  potrebbe portare la maggioranza o meglio il Governo a dire, proprio
  per consentire  gli approfondimenti del caso,  rinviamo a settembre
  per fare tutti una buona legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dire  che,
  ancora  una volta, con rammarico prendo atto di una situazione  che
  ormai  è  degenerata ed è fuori controllo nella gestione dell'Aula,
  perché   anche   il  dibattito  di  questo  pomeriggio   è   frutto
  dell'assenza di qualunque regola che, ormai, sovrintende al Governo
  di quest'Aula.
   Perché, vede signor Presidente, è prerogativa di un deputato, come
  di  un  capogruppo, chiedere il rinvio in Commissione del testo  in
  qualunque  momento  della discussione del testo stesso.  L'Aula  si
  esprime  secondo  i  criteri  regolamentari.  E'  prerogativa,   in
  qualunque  momento,  del  Parlamento, di  chiedere,  ai  sensi  del
  Regolamento, l'utilizzo degli strumenti del Regolamento stesso.
   Ma  non è prerogativa dell'Aula ascoltare, come ho ascoltato oggi,
  che un testo di legge che è stato presentato circa nove mesi, che è
  andato  in  Commissione, non so, se dovessimo  utilizzare  i  costi
  della  politica  per  giudicare quanto è costata  questa  legge  in
  Commissione,  forse  è  la  legge  più  costosa  nella  storia  del
  Parlamento  siciliano,  visto  che  le  ore  di  confronto   e   di
  discussione   sono   state  interminabili.  Audizioni,   confronti,
  condivisioni.  Bene, poi è stata incardinata, non so quante  volte,
  perché  era entrata come emendamento alla finanziaria, poi è  stata
  stralciata    dalla   finanziaria   da   parte    del    Presidente
  dell'Assemblea,  poi  era  rientrata  nuovamente,   poi   è   stata
  ristralciata, poi siamo andati, infine, al testo che oggi trattiamo
  ed  i deputati hanno presentato emendamenti. Oggi, abbiamo scoperto
  che i deputati non hanno letto la legge perché fino all'articolo 12
  è stata approvata una legge senza che il deputato o alcuni deputati
  sapessero quale fosse la legge.
   Siccome  non  piacciono  i  primi  articoli  che  sono  stati  già
  approvati,  si  dice dobbiamo ricominciare daccapo,  perché  questa
  sostanzialmente è la tesi.
   Ora,  signor Presidente, capisco tutto, ma lei può consentire  una
  discussione fatta in questa maniera? Io sono esterrefatto  Poi,  il
  Governo  valuti  se intende sospenderla, se intende  rinviarla,  lo
  valuti   il   Governo,  ma  lo  dico  sul  piano  della   procedura
  parlamentare. Noi abbiamo una legge, un deputato si  alza  e  dice:
   non  la  voglio trattare, chiedo il rinvio in Commissione,  oppure
  presento un emendamento, non mi piace e voglio cambiare .
   Non  sono  stati  presentati emendamenti.  Gli  unici  emendamenti
  sostanziali,  la  tecnica  parlamentare  ci  dice  che  quando   si
  presentano emendamenti soppressivi è perché non ha nulla da dire ed
  è  soltanto  una tecnica per prendere tempo, delle due l'una:  o  i
  deputati hanno un'altra idea e la esprimevano, la manifestavano con
  un  progetto alternativo, dicevano  non vogliamo sciogliere le ASI,
  anzi  creiamo  organi  di amministrazione  non  di  novanta  ma  di
  novecento  componenti  per ogni ASI e arriviamo ad  una  decina  di
  migliaia di amministratori delle ASI, oppure non ho capito di  cosa
  stiamo parlando.
   Signor   Presidente,  capisco pure il  suo  imbarazzo,  in  questa
  situazione, però veda quando si inaugura una prassi, quelle  prassi
  poi   diventano perché,  se  domani  chiunque  verrà  qui  a   fare
  l'opposizione,  secondo questa tecnica, farà mai campare  qualunque
  maggioranza  che ci sarà? Se viene meno il principio delle  regole,
  che  poi sono il patto che lega ognuno di noi a questo Palazzo e  a
  questa

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  quale  regola  sarebbe   stata
  violata? Sia più specifico così capiamo  meglio l'argomento.  Quale
  regola  è  stata violata e quale articolo del Regolamento  è  stato
  violato?

   CRACOLICI.   Glielo  dico  subito,  signor  Presidente,   non   si
  innervosisca, glielo dico subito.
   Lei  aveva messo in discussione e in votazione l'articolo 13,  era
  stata chiesta la votazione segreta; non ha ancora verificato  se  9
  deputati  la supportavano, dopodiché, si è aperta una  discussione,
  non si capisce più se sul voto segreto  su altro.
   Cioè  non  capisco più di cosa stiamo parlando. Lei ha  consentito
  una discussione che ci sta portando all'imbarazzo.

   SPEZIALE. In fase di votazione non si possono sospendere i  lavori
  d'Aula

   MANCUSO. Ma che sta dicendo, la seduta è stata sospesa perché  non
  era ancora trascorsa mezzora dall'inizio dei lavori e dal preavviso
  di votazione elettronica.

   SPEZIALE. Si studi il Regolamento, onorevole Mancuso

   MANCUSO. Onorevole Speziale,  lo studi lei il Regolamento

   CRACOLICI.  No  Lo deve studiare lei il Regolamento  Perché le  si
  sta  consentendo tutto e il contrario di tutto. Il  Governo  valuti
  cosa  fare,  ma  ritengo  che  con questo  andazzo  la  Presidenza,
  inevitabilmente,  si renderà responsabile della paralisi.
   Per  cui in questo Parlamento, da oggi in poi, chiunque ci sarà  o
  si  faranno  le  leggi  in  cui tutti le  condividiamo,  altro  che
  consociativismo,  oppure  non  si  fa  più  nulla.  E'  questa   la
  democrazia?  Secondo  la  tecnica che ognuno  parla  quanto  vuole,
  quando  vuole  e come vuole,  sulla base - ripeto - della  fine  di
  qualunque procedura e prassi parlamentare.
   Mi dispiace signor Presidente, a tutto c'è  un limite.
   Il  fatto  di  cui stiamo trattando,  non è che domani  scade  una
  cambiale  se  approviamo  la legge fra  due  giorni  piuttosto  che
  domani, tanto per essere chiari, quindi non c'è un'urgenza  per  la
  quale  qui ci dobbiamo  uccidere , ma c'è un fatto procedurale  che
  riguarda  il modo di essere di questo Parlamento perché  in  questo
  Parlamento si utilizza una tecnica ostruzionistica ormai  per  ogni
  cosa,  tranne se non siamo d'accordo su tutto o se non  concordiamo
  anche le virgole di ogni passaggio parlamentare.
   Questa è la morte della democrazia, non è l'attività parlamentare

   PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.33, è ripresa alle ore  19.12 )

   La seduta è ripresa.

                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace se
  lei  ha  ritenuto  il mio intervento che coglie uno  stato  d'animo
  comunque   di  questo  Parlamento  e  mi  creda  anche   abbastanza
  trasversale, perché il mio intervento è frutto di una condizione di
  difficoltà che vive da mesi questo Parlamento nella incertezza  che
  spesso registriamo sull'attuazione delle procedure regolamentari.
   Io  ho  sempre compreso e in alcuni momenti credo di essere  stato
  uno  che  ha  dato  una mano alla Presidenza di  questa  Assemblea,
  perché  è  chiaro  che questo Parlamento vive, sta  vivendo  ed  ha
  vissuto  momenti  politici convulsi che danno  alla  Presidenza  la
  necessità  di  avere  un  supplemento  di   responsabilità   e   di
  equilibrio nel guidare un'Aula così convulsa e così complicata.
   Rimango convinto che la via maestra è, in questi casi, il rispetto
  rigoroso delle regole; ma non solo le regole intese quelle che sono
  formali, scritte, ma anche le regole dei comportamenti e poi  delle
  intese parlamentari.
   Lei, ieri, correttamente, ha sospeso la seduta ed ha convocato  la
  Conferenza  dei  Capigruppo  per verificare  se  tra  i  Capigruppo
  assieme al Governo ci potesse essere la condizione di aggiornare la
  seduta  ad  oggi  e verificare le condizioni di un'intesa  come  in
  altri momenti si è fatto in questo Parlamento.
   Ci  siamo  lasciati  ieri sera sulla base del dato  che  la  Terza
  Commissione,  informalmente, avrebbe sentito i  rappresentanti  dei
  Gruppi   assieme  al  Governo  e  verificato  se  potevano  esserci
  soluzioni  rispetto ad alcuni nodi che erano ieri emersi alla  luce
  dell'esame dell'articolo 13 e dei successivi che avremmo  esaminato
  da lì a qualche giorno.
   Ieri,  sembrava  che  questa modalità fosse condivisa,  oggi  quel
  gruppo ha raggiunto un'intesa, si ritorna qui in Aula e si daccapo.
  E'  evidente  che questo determina una esasperazione  nel  modo  di
  rapportarsi  anche  tra  colleghi e  questa  modalità  finisce  per
  determinare una condizione in cui, alla fine, questo Parlamento non
  sa  mai se quando iniziamo una seduta se le cose che dobbiamo  fare
  si  faranno  o meno. Attenzione  Qui non è messa in discussione  la
  potestà  che il Regolamento attribuisce a qualunque deputato  e  in
  particolare  ai  capigruppo  parlamentari,  di  chiedere,  come   è
  previsto, un rinvio ad esempio in Commissione, la sospensione della
  trattazione di un punto all'ordine del giorno, ma secondo procedure
  previste in cui si propone, si discute e si vota.
   Qui  è  considerato il momento in cui assumere una decisione anche
  un momento di sfida politica. Così non si può andare avanti.
   Mi  auguro  che l'equivoco tra me e lei, che non c'è,  io  non  ho
  inteso   offenderla  sul  piano  personale,  penso  però   che   la
  Presidenza,  in  un momento così complicato ha bisogno  di  dare  e
  garantire  più  certezza nella modalità di esercizio  dell'attività
  legislativa.
   Spero  che questo chiarimento possa consentire ora quanto meno  di
  decidere  cosa  dobbiamo fare. C'è una richiesta di sospensione,  è
  formale,  si è formalizzata una richiesta di rinvio in commissione,
  la  si  formalizzi, l'Aula decida, io non sono d'accordo, ma l'Aula
  prenda  finalmente una decisione e così andiamo.  Se  decidiamo  di
  andare  avanti, andiamo avanti, altrimenti si sospenderà così  come
  chiede la maggioranza del Parlamento.

   PRESIDENTE.  Non essendoci richieste di rinvio in Commissione  del
  disegno di legge, pongo in votazione l'articolo 13.

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

                      Verifica del numero legale

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   dagli   onorevoli   Bufardeci,  Formica,   Incardona,
  Leontini,  Lombardo  e  Mattarella, indìco la  verifica  del  numero
  legale.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti   41

   L'Assemblea è in numero legale.


   Presidenza del presidente Cascio


   Pongo  in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                             «Articolo 14.
                          Presidente e vicepresidente

   1.  Il  presidente è il legale rappresentante dell'Istituto.  Egli
  convoca  e  presiede il Consiglio di amministrazione dirigendone  i
  relativi lavori. Il presidente può restare in carica per non più di
  due mandati consecutivi.

   2.  Il  presidente è nominato con decreto dell'Assessore regionale
  per   le  attività  produttive  tra  i  membri  del  Consiglio   di
  amministrazione.

   3.  Il  vicepresidente è scelto dal presidente tra  i  membri  del
  Consiglio di amministrazione.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli De Luca e Leontini: 14.3, 14.4, 14.5, 14.6;
   - dall'onorevole Maira: 9.1 (III parte);
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e  Incardona:
  14.2, 14.1.

   Si passa all'emendamento 14.3 a firma dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, l'emendamento è ovviamente collegato
  ad  altri  emendamenti che sono stati presentati sia  in  ordine  a
  questo articolo che relativamente ad altri articoli, soprattutto ad
  articoli  precedenti, quindi ha una sua logica e una  sua  coerenza
  soprattutto se collegato agli emendamenti presentati agli  articoli
  precedenti.
   Tuttavia,  esso vuole essere rappresentativo della  filosofia  che
  dal  nostro  punto di vista sarebbe stato più opportuno presiedesse
  alla formulazione dell'intero disegno di legge.
   Noi  riteniamo che i poteri conferiti in base a questo articolato,
  sia  a  questo  organismo  che  alla presidenza  siano  esorbitanti
  rispetto   al   principio   di  un  maggiore   coinvolgimento   dei
  rappresentanti del territorio che, in questo caso, sono  totalmente
  assenti  da ogni programmazione e ogni esecuzione di decisioni  che
  in questo disegno sono attribuiti.
   Quindi,  noi  siamo  contrari a questo  articolo,  siano  contrari
  perché  lo  siamo anche agli articoli precedenti,  lo  eravamo,  lo
  siamo  anche per gli articoli successivi e l'emendamento ha un  suo
  fondamento  in  questo senso e potrebbe essere, se  apprezzato,  un
  modo  per  rivedere  l'intera tematica e  riguardare  con  maggiore
  attenzione,  con maggiore aderenza alle esigenze del  territorio  e
  con  maggiore aderenza alle esigenze di armonia dell'intero disegno
  di legge, l'intero articolato.
   Per questo noi lo ribadiamo e riteniamo che sia utile apprezzarlo.


   Presidenza del presidente Cascio


                   Per porre la questione sospensiva

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'onorevole
  Cracolici ci ha consegnato nell'ultima mezz'ora un richiamo a tutta
  l'Aula   di  rispetto  delle  regole,  compreso  il  rispetto   del
  Regolamento e della funzione di questo Parlamento.
   Siccome   l'onorevole  Cracolici  ritengo  che  abbia  la   stessa
  funzione, la stessa valenza di tutti i novanta parlamentari, io  lo
  invito,  per  evitare qualsiasi ipocrisia del suo atteggiamento   e
  richiamo  al Regolamento, di evitare questo tipo di intervento  che
  ha  fatto per due volte: il primo quando lei ha sospeso l'Aula e il
  secondo alla ripresa dei lavori.
   Perché  sto dicendo questo? Perché noi abbiamo chiesto  il  numero
  legale,  il numero legale dal tabellone luminoso è di 41  presenti,
  dal tabellone luminoso  E mi fermo lì e non dico più nulla
   Quindi, il richiamo al Regolamento, il richiamo al rispetto  delle
  regole,  il  richiamo  alle  cose serie, io  pregherei  l'onorevole
  Cracolici di farlo a tutti quei parlamentari, anche del suo Gruppo,
  che  non  rispettano il Regolamento, perché io lezioni di  moralità
  non ne accetto da nessuno, da nessuno
   Non  si  richiama il Regolamento a seconda di come uno ritiene  di
  volerlo  utilizzare  Quindi, Presidente, io la invito a  sospendere
  l'Aula, altrimenti sono costretto a richiedere il numero legale e a
  richiedere qualcos'altro.

   PRESIDENTE. Poiché è stata richiesta la sospensiva, ha facoltà  di
  parlare un oratore a favore e uno contro.

   ODDO. Chiedo di parlare contro la proposta di sospensiva.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il lavoro che è stato
  fatto nel merito, credo che i colleghi l'abbiano tutti attenzionato
  perché  gli emendamenti che ha presentato il Governo, frutto  anche
  di  una  discussione fatta in terza Commissione a più voci, per  la
  verità,  perché  non c'erano solo i rappresentanti  dei  gruppi  di
  maggioranza  e di opposizione, ma c'erano colleghi che  sicuramente
  presi da buona volontà hanno partecipato per tentare di trovare  un
  punto di equilibrio.
   Quel  lavoro,  nel merito, affronta le questione  che  sono  state
  sollevate anche dall'opposizione e mette anche da questo  punto  di
  vista un punto fermo per quanto concerne le questioni condivisibili
  della partecipazione del territorio nei processi decisionali e  nei
  processi  in  cui si può, evidentemente, articolare  una  consulta.
  Anche se quella consulta a cui io mi riferisco è l'articolo 10  già
  approvato, ma siccome non va in contrasto con l'articolo approvato,
  l'emendamento che ha presentato il Governo sostanzialmente dice che
  a quella consulta possono e debbono partecipare i rappresentanti in
  prima  persona  evidentemente anche i sindaci dei Comuni  che  sono
  interessati alle questioni relative alla programmazione e così  via
  per quanto concerne il ruolo che svolge la consulta stessa.
   Allora,  non c'è un punto, lo voglio dire con molta sincerità,  su
  cui  non  si  è  concordato ragionevolmente e facendo  anche  delle
  scelte  che  il Governo ha condiviso, tanto che poi ha formalizzato
  gli  emendamenti,  che  lasciano per la  verità  non  solo  chi  ha
  sollevato  la  questione, ma lasciano tutti soddisfatti  anche  per
  quanto concerne il profilo complessivo del disegno di legge.
   Allora,  perché  bisogna intervenire per dire al  collega  che  ha
  posto  la  questione di sospendere la trattazione  del  disegno  di
  legge   o   di   rinviare   i  lavori  di  questa   sera?   Perché,
  obiettivamente,  ritengo  che se questo  sforzo  abbiamo  fatto  in
  queste  ore, penso che dovremmo tutti essere soddisfatti del  fatto
  che  ci  siamo  comunque trovati d'accordo e abbiamo  raggiunto  un
  punto  di  equilibrio.  Poi  se  ci sono  in  corso  d'opera  altre
  questioni  su  cui  si può riflettere ulteriormente  e  su  cui  si
  possono introdurre anche ulteriori emendamenti questo lo vedremo.
   Quindi,  mi  permetto di dire, e soprattutto lo chiedo al  collega
  Mancuso,  che  vale  la pena stasera andare  avanti  con  i  lavori
  d'Aula,  vedere  a  quale articolo decidiamo di  fermiamo,  ma  non
  bloccare  il  percorso  che  stiamo,  tutto  sommato,  in   maniera
  abbastanza  seria,  senza  esasperare  niente,  senza  per   giunta
  sollevare  questioni  che, evidentemente, tirano  in  campo  spesso
  anche la Presidenza in maniera secondo me inutilmente.
   Non vale la pena da questo punto di vista impuntarsi, non vale  la
  pena  il  braccio  di ferro perché poi, alla fine,  penso  che  noi
  questa  norma  e  questo disegno di legge lo tireremo  fuori  nella
  maniera più seria, funzionale e più rispondente a quelli che sono i
  principi di razionalizzazione e di un buon funzionamento di  quelle
  che   sono   le  logiche  per  quello  che  concerne  le  politiche
  industriali.
   Non sto parlando solo contro, sto chiedendo al collega Mancuso  di
  fare   lavorare  quest'Aula,  senza  particolari  tensioni,   senza
  particolari problemi, avendo anche, rispetto all'articolato che  ci
  resta  da  trattare, la possibilità, perché no,  di  concordare  su
  alcuni punti che possibilmente condividiamo.

   LEONTINI. Chiedo di parlare a favore della proposta di sospensiva.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato  la
  sollecitazione del collega Oddo, ma la motivazione che  il  collega
  Mancuso  ha addotto per richiedere la sospensione è il richiamo  ad
  una  maggiore osservanza del Regolamento da parte di tutti.  Non  è
  entrato  nel  merito, ha voluto evidenziare che  se  richiamo  alla
  correttezza deve esserci e deve essere fondato, tale richiamo  deve
  valere  per  tutti.  Onde evitare che la polemica  delle  posizioni
  possa  indurre  a  rilevare  infrazioni  del  Regolamento  che  non
  vogliamo  siano  compiute e rispetto alle quali, fino  ad  ora,  la
  Presidenza  è stata sempre ligia e sempre vigilante e  ci  dispiace
  l'intervento  del  Capogruppo del PD  di  poc'anzi,  perché  vedete
  quando  la  decisione  della Presidenza è  in  qualche  modo  nella
  direzione  che  compiace alle esigenze del capogruppo  del  PD,  il
  capogruppo  del PD nei confronti del Presidente esprime valutazioni
  strumentali positive.
   Quando   il   Presidente  dell'Assemblea  consente   all'Aula   di
  esercitare il proprio diritto e di esprimere le posizioni degli uni
  e   degli   altri,   interviene   immediatamente   a   condizionare
  negativamente,  invocando i richiami al Regolamento  e  addirittura
  agitando  lo  spettro dell'infrazione delle regole da  parte  della
  Presidenza   che   non  vigilerebbe  su  queste   regole.   E'   un
  atteggiamento   abnorme,  è  un  atteggiamento  scorretto,   è   un
  atteggiamento  che la settimana scorsa ha portato, con  il  massimo
  del  relativismo etico e politico, il collega Cracolici a  dire:  è
  vero nel 2003 noi non abbiamo condiviso l'applicazione di una norma
  regolamentare,  perché  ritenevamo che  fosse  lesiva  del  diritto
  democratico  ad esprimersi, ma, siccome principi e convinzioni  non
  ne  abbiamo, così come voi nel 2003 contro il nostro principio e la
  nostra   esigenza   avete   applicato  quella   norma,   noi   oggi
  l'applichiamo,  pur non condividendola, in modo  strumentale  e  vi
  impediamo di svolgere un dibattito su una mozione presentata  sette
  mesi prima.
   Oggi  Cracolici viene a lamentare che un disegno di legge, che  da
  mesi  è  oggetto di confronto e di approfondimento  tra  le  parti,
  possa  essere  suscettibile di un'ulteriore  valutazione  e  fa  un
  intervento contrario alla Presidenza che, fino ad oggi,  ha  sempre
  vigilato  e  le cui decisioni noi abbiamo sempre rispettato,  anche
  quando  Cracolici le pubblicizzava come decisioni dalla sua  parte,
  dalla sua posizione con comunicati stampa e dichiarazioni.
   E  allora,  vorremmo che questo atteggiamento fosse  condiviso  da
  tutti  e su quest'Aula, cari colleghi, non è estraneo lo spirito  e
  il  condizionamento, presidente Cascio, delle  cose  che  fuori  da
  quest'Aula avvengono perché, mentre stiamo impostando un disegno di
  legge  che  riguarda la riforma delle ASI, tutte commissariate,  in
  gran parte commissariate dal Governo, commissariate dall'Assessore,
  noi  apprendiamo che c'è, cari colleghi, un piano  di  riparto  dei
  fondi e dei contributi alle ASI che prevede, unico caso in Sicilia,
  una premialità di 646 mila euro solo per l'ASI di Caltanissetta, da
  un anno commissariata, mentre per tutte le altre ASI non c'è alcuna
  somma e c'è un piano di riparto nel quale l'ASI di Caltanissetta  è
  destinataria di una premialità che non sappiano su cosa è  fondata,
  se  è  vero  che è stata oggetto di un commissariamento  insieme  a
  tante altre ASI.
   Cari  colleghi, queste cose incidono sulla qualità del  dibattito,
  sulle  motivazioni  che spingono a fare alcune affermazioni,  sulla
  necessità  di uscire da meccanismi di questo tipo. E,  allora,  una
  riflessione più attenta e - ripeto - senza ostruzionismo  da  parte
  di nessuno perchè noi condividiamo l  esigenza posta dall'assessore
  Venturi  e  dal Governo di portare a compimento questo  disegno  di
  legge e siamo per portarlo a compimento. Stiamo soltanto, e non  ci
  sembra  un  peccato,  avanzando  il  consiglio,  l'ipotesi  che  un
   ulteriore  pausa  di  approfondimento  possa  servire  a  renderlo
  perfettibile  e,  quindi, migliorarlo e questo  sta  scatenando  la
  polemica  d'Aula. Noi non riteniamo che questo possa  motivare  una
  polemica d'Aula.
   Ecco   perché   noi  siamo  favorevoli  alla  sospensione,   siamo
  favorevoli  alla  sospensione  proprio  per  evitare  che  poi   la
  dialettica delle posizioni ci imponga di evidenziare infrazioni del
  regolamento ad ogni piè sospinto e per riportare alla serenità  del
  giudizio  dei  comportamenti anche nei confronti  della  Presidenza
  dell'Assemblea,  le  cui decisioni noi fino ad ora  abbiamo  sempre
  rispettato  e pretendiamo che siano sempre rispettate  anche  nelle
  dichiarazioni  da  parte  di  tutti  i  capigruppo  e  di  tutti  i
  parlamentari.

   MANCUSO. Dichiaro di ritirare la richiesta di sospensiva.


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 14.3., a firma Leontini.

   PRESIDENTE.  Onorevole Leontini, ritira l'emendamento 14.3?

   LEONTINI. No, non lo ritiro.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi..

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 9.1 è precluso.
   Si passa all'emendamento 14.4, a firma  Leontini.

   LEONTINI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, anche questo emendamento è  riferito
  proprio  al  contenuto del primo comma che a noi  sembra  essere  -
  rispetto  ad  esempio  al  terzo  comma  -   in  contrasto   e   in
  contraddizione. Ci sono delle competenze che sono assegnate in modo
  abnorme   ed  esagerato;  altre  che  invece  vengono   ridotte   e
  ridimensionate fino allo stremo.
   Noi  riteniamo  che  l'articolo debba  essere  più  omogeneo,  più
  coerente, non ci possono essere delle competenze di scelta in  capo
  alla  carica dell'Assessore e quindi al compito del Governo  e  poi
  altre  scelte  invece  in capo al Consiglio nominato  dallo  stesso
  Governo.
   Riteniamo che l'articolo complessivamente sia da questo  punto  di
  vista  poco  armonico e poco coerente e quindi per fare  funzionare
  l'intero  articolo si debba modificare la formulazione  del  comma.
  Ecco perché noi riteniamo che sia da abrogare.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  14.7.1
  modificativo dell'articolo 14. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 14.5 e 14.2  sono superati.
   Si  passa all'emendamento 14.6 dell'onorevole Leontini. Il  parere
  del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto.;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 14.1 è superato.
   Pongo in votazione l'articolo 14, così come emendato, con il  voto
  contrario del gruppo del PDL.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                             «Art. 15.
                           Compiti e funzioni del Presidente  e
        del vicepresidente

   1. Il Presidente:

   a)  provvede  all'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio  di
  amministrazione;

   b)  redige e predispone gli atti da sottoporre alla valutazione ed
  approvazione del Consiglio;

   c)   svolge   ogni   altro   compito  o   attività   espressamente
  attribuitagli dallo statuto.

   2.  Il  Presidente può delegare lo svolgimento di alcune funzioni,
  espressamente indicate dallo statuto, al vicepresidente.

   3. Il vicepresidente sostituisce il presidente in caso di assenza,
  impedimento  o vacanza. Svolge altresì le funzioni, indicate  nello
  statuto, che possono essergli delegate dal presidente».

   Comunico  che  sono  stati presentati dagli onorevoli  De  Luca  e
  Leontini gli  emendamenti da 15.1 a 15.7.
   Si passa all'emendamento 15.1. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 15.2, a firma Leontini. Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 15.3, a firma Leontini. Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 15.4, a firma Leontini. Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 15.5, a firma Leontini. Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 15.6.  Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 15.7. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, relatore. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

     Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

    Si passa all'articolo 16. Ne do lettura.

                             «Art. 16.
                         Direttore generale

   1.  Il  direttore  generale è nominato con decreto  dell'Assessore
  regionale    per   le   attività   produttive   tra   i   dirigenti
  dell'amministrazione  regionale siciliana  di  cui  all'articolo  6
  della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.

   2.  Il  direttore generale è vertice amministrativo  e  svolge  le
  funzioni  di  cui  all'articolo 7 della legge regionale  15  maggio
  2000,  n.  10 e successive modifiche ed integrazioni, ad esclusione
  di quelle di cui alla lettera h) dell'articolo 13 la cui competenza
  è riservata al presidente».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli De Luca e Leontini: 16.11, 16.12, 16.10, 16.13;
   - dall'onorevole Maira: 9.1 (IV parte);
   - dagli onorevoli Rinaldi, Galvagno, Ammatuna e Ferrara: 16.1;
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e  Incardona:
  16.5;
   - dagli onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Greco: 16.7;
   - dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile: 16.2;
   - dall'onorevole Fiorenza: 16.3;
   - dagli onorevoli Di Mauro e Musotto: 16.4;
   - dall'onorevole Cracolici: 16.6;
   - dagli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna: 16.9;
   - dagli onorevoli Galvagno, Barbagallo, Ammatuna e Termine: 16.13;
   - dal Governo: 16.14.

   Si passa all'emendamento 16.11 a firma Leontini. Lo mantiene?

   LEONTINI. Sì, lo mantengo.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 9.1 (V parte) è precluso.
   Si passa all'emendamento 16.12.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 16.1, a firma dell'onorevole Rinaldi.

   RINALDI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  presentato ha un motivo e lo voglio spiegare ai colleghi.
    La nomina del direttore da parte del consiglio di amministrazione
  è  dovuta ad un allineamento agli altri enti che hanno un direttore
  nominato  dal consiglio di amministrazione; lo vediamo negli  altri
  enti  sottoposti  alla vigilanza della Regione.  Un  direttore  che
  invece  viene nominato o dall'Assessore o dal Presidente è come  se
  fosse   un  organo  al  pari  o  diciamo  sopra  il  consiglio   di
  amministrazione.  Credo  che lo spirito della  legge,  compreso  il
  consiglio  di  amministrazione è avere il compito  di  redigere  ed
  effettuare ciò che poi il consiglio di amministrazione delibera  ed
  approva  e quindi è un organo esecutivo rispetto alle deliberazioni
  effettuate  dal  consiglio  di  amministrazione.  Ecco  perché   ho
  presentato  questo emendamento sperando che venga accolto  sia  dal
  Governo che dalla Commissione.

   PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 16.5 a firma dell'onorevole  Bufardeci.
  Questo emendamento va rivisto, nel senso che la parte tra parentesi
  va cassata.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo
  emendamento, nell'accogliere eventualmente l'invito a sopprimere la
  parte   indicata   all'interno   della   parentesi,   credo   possa
  eventualmente  essere  (leggendo anche gli altri  emendamenti  come
  quello a firma dei colleghi Di Mauro e Musetto) integrato inserendo
  tra  i papabili per quanto riguarda il ruolo di direttore generale,
  anche i dirigenti dei disciolti consorzi ASI,. Proprio in virtù del
  fatto  che  questa mattina si dibatteva sulla riduzione dei numeri:
  si  diceva  che ci sono 11 direttori, bene  Che ci sia un direttore
  generale  sta  bene e che sia eventualmente all'interno  del  mondo
  delle  stesse ASI non fosse altro che per una ragione di esperienza
  oltre che di competenza specifica maturata.
     Credo  dunque  che  questo  emendamento,  cancellando  le  parti
  inserite nella parentesi e magari integrato con l'emendamento  16.4
  possa  essere  accolto  dal Governo e dalla  Commissione  e  quindi
  votato dall'Aula.

   PRESIDENTE.   L'emendamento 16.5 è da intendersi  senza  la  parte
  all'interno della parentesi.
   Il parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente, credo  che
  sulla  nomina  ci  sia  un  emendamento del  Governo,  modificativo
  dell'attuale sistema, nel senso cioè di prevedere  su proposta, con
  decreto, previa delibera di Giunta'.
   Vorremmo  capire,  quindi,  se questo emendamento  sostitutivo  si
  approva  a  prescindere, si approva dopo, si  approva  prima,  come
  verrebbe  la formulazione. Il Governo con l'emendamento  16.15,  se
  non  ricordo  male,  modifica il sistema, decreto  del  Presidente,
  previa  delibera, su proposta dell'Assessore. Che poi  chiaramente,
  il  direttore debba essere scelto, credo tra i dirigenti  di  prima
  fascia  attualmente in servizio nelle ASI, non  credo  che  noi  si
  possa avere nulla in contrario. Non so come si possa fare, se lo si
  riformula così, il parere del Governo può essere favorevole.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lombardo, tecnicamente  questo  emendamento
  attiene  ai  dirigenti che possono essere nominati  direttore.  Gli
  emendamenti che mi sono stati sottoposti adesso, cioè il 16.14 e il
  16.15  fanno  riferimento, invece, alla modalità di nomina,  quindi
  comunque si possono concatenare con successive votazioni.
   Il  16.14  e  il  16.15 del Governo diventano sub  emendamento  di
  questo.
   Il  sub emendamento è:  Il direttore generale dell'istituto'  sono
  aggiunte  le  seguenti  fatto salvo quanto previsto dal  successivo
  articolo 35'.
   Il  16.15 recita:  dal Presidente della Regione previa delibera di
  Giunta, su proposta dell'assessore alle attività produttive'.
   Pongo in votazione l'emendamento 16.14. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il sub emendamento 16.15 del Governo. Il parere
  della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 16.5, così come modificato.  Il
  parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 16.5 che stiamo per votare  sostituisce
  interamente il primo comma. Ciò significa che il direttore generale
  è  nominato  con decreto dell'Assessore regionale per  le  attività
  produttive  tra  i  dirigenti di prima fascia dell'istituto  stesso
  fatto   comunque  salvo  quanto  previsto  dall'articolo  35,   dal
  Presidente  della Regione, previa delibera di Giunta,  su  proposta
  dell'Assessore per le attività produttive. Questa è la formulazione
  definitiva.


   Presidenza del presidente Cascio


   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   per
  dichiarazione di voto dichiaro la mia perplessità. Se non  erro  in
  questo  momento, chiedo conforto agli uffici, i direttori  generali
  nell'amministrazione  regionale  possono  essere   scelti   fra   i
  dirigenti,  non  di  prima fascia, ma fra i  dirigenti.  In  questo
  caso, stiamo votando una restrizione della norma o una riserva,  se
  volete.
   Volevo  sottolineare all'Aula che stiamo adottando in questo  caso
  una  disposizione normativa difforme da quella di  tutto  il  resto
  dell'amministrazione regionale.
   Vorrei che fosse chiaro a tutti cosa stiamo facendo.

   PRESIDENTE.   Mi   pare  abbastanza  evidente  questo.   Onorevoli
  colleghi, è chiaro cosa stiamo votando: dirigente di prima  fascia.
  Ciò è molto evidente.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci
  sia  stata  una  svista. Quello che stiamo introducendo  in  questo
  dettato  normativo è contrario all'ordinamento in  tutto  il  resto
  dell'Amministrazione regionale, credo che sia una norma impropria.

   PRESIDENTE. E' diverso non è contrario.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  penso  che questa motivazione di  voto  che  per  me
  diventa contrario è importante per tutti noi.
   Perché?  Perché noi abbiamo nominato dirigenti generali  dei  vari
  dipartimenti  la  gran  parte  dei quali  appartengono  alla  terza
  fascia,  sarebbe  singolare (credo infatti che il  99%  dei  nostri
  dirigenti  appartiene  alla  terza  fascia)  che  solo  per  questo
  istituto noi ci limitassimo a sceglierli tra quelli di prima: ce ne
  saranno  due,  tre al massimo; non lo so, anche quattro  forse,  ma
  sarebbe una regola che vale solo per questo istituto  Sarebbe  come
  se  fosse  una  riserva  indiana. Lo  dico  soltanto  per  maggiore
  chiarezza e perché si sappia cosa stiamo votando. Noi non  vogliamo
  opporci ma
   Per questa ragione direi che forse è opportuno che il ventaglio lo
  si  apra e si consenta così come per i dipartimenti, questo  è  uno
  tra  i  tanti,  anzi  è un istituto che non è un dipartimento:  che
  anche qui si possa scegliere tra i dirigenti delle varie fasce.

   SPEZIALE.  Basterebbe presentare un sub emendamento   che  reciti:
   eliminare prima fascia .

   LOMBARDO, presidente della Regione. Bene, se voi lo presentate, il
  Governo lo sottoscrive.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome  ritengo
  fondata l'osservazione di evitare che il tutto sia limitato ad  una
  sparuta eventuale elencazione di soggetti di prima fascia, a uno, a
  due, non so, a tre o a quattro, se gli Uffici predispongono un  sub
  emendamento  io aggiungo la mia firma, così eliminiamo il  concetto
  della  prima fascia, ma manteniamo il principio che la  scelta  del
  direttore generale viene effettuata all'interno dei direttori,  dei
  dirigenti  che  attualmente  hanno svolto  la  funzione  presso  le
  disciolte ASI, proprio per venire incontro al concetto di riduzione
  della burocrazia.

   PRESIDENTE. Quindi  basta eliminare col subemendamento  le  parole
   di prima fascia . Se il Governo lo sigla lo mettiamo ai voti.
   Comunico che è stato presentato dal Governo il sub emendamento  di
  che  trattasi  che  così recita: sopprimere  le  parole   di  prima
  fascia . Lo pongo in votazione.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora  una
  volta noi dobbiamo capire dove vogliamo arrivare.

   PRESIDENTE.  E' chiaro che togliendo la parola  di  prima  fascia
  lasceremmo aperto il campo a dirigenti di prima fascia  o ad  altri
  ovviamente.

   DE BENEDICTIS. Allora, in questo caso, noi voteremmo e definiremmo
  l'articolo  spiegando che il Direttore generale è  nominato  tra  i
  dirigenti  dell'istituto stesso. Ma questo può  valere  come  norma
  transitoria  perché  -  a regime - dobbiamo prevedere  che  possano
  essere  scelti tra i dirigenti dell'Amministrazione regionale  tout
  court, che qui non è scritto.
   A  questo proposito, vorrei che si esaminasse l'emendamento 16.6 o
  se  volete  il 16.9 a firma dell'onorevole Barbagallo, che  prevede
  che    i    dirigenti   possano   essere   scelti   fra   i   ruoli
  dell'Amministrazione  regionale e fra  i  dirigenti  dei  disciolti
  consorzi  ASI.  Perché  se  votiamo una  norma  che  impone  che  i
  dirigenti vengano scelti solamente fra i dirigenti dell'istituto, a
  un  certo  punto, questi vanno ad esaurimento e quindi la  norma  è
  imperfetta.

   PRESIDENTE. Dal momento che si deve riscrivere la norma, se l'Aula
  è  d'accordo,  propongo  l'accantonamento dell'articolo  16  e  dei
  relativi emendamenti.
   Resta così stabilito.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  è  un  problema
  inesistente, perché nella legge è previsto che entro 90  giorni  le
  piante  organiche si devono fare, quindi i direttori che  ritengono
  di  rimanere nei ruoli ci saranno, quelli che vanno via, vanno via.
  Quindi il problema non si pone. Non si pone il problema interni  ed
  esterni, quelli che c'erano e quelli che non c'erano,. Si deve fare
  la  pianta  organica, quindi entro 90 giorni sapremo quali  sono  i
  direttori  delle  ASI  che vogliono rimanere  all'interno  di  quel
  comparto.


   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                             «Art. 17.
                        Collegio dei revisori

   1.  Il Collegio dei revisori è nominato con decreto dell'Assessore
  regionale  per le attività produttive ed è composto dal presidente,
  da due membri effettivi e due supplenti. Un membro effettivo ed uno
  supplente  sono designati dall'Assessore regionale per  l'economia,
  scelti fra il personale in servizio presso il medesimo assessorato,
  con profilo professionale non inferiore a funzionario.

   2.  I  componenti  del  Collegio dei  revisori  devono  essere  in
  possesso  del requisito di cui all'articolo 9 della legge regionale
  11 maggio 1993, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli De Luca e Leontini: 17.1, 17.2, 17.3;
   - dall'onorevole Maira: 9.1 (V parte);
   - dal Governo: 17.4.

   Si passa all'emendamento 17.1 a firma De Luca, Leontini. Il parere
  del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione ?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 9.1 è precluso.
   Si  passa all'emendamento 17.2 dell'onorevole Leontini. Il  parere
  del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 17.4.

   PRESIDENTE. Il  parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.3, a firma Leontini.

   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 17, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                             «Art. 18.
                          Compiti  e funzioni del Collegio  dei
            revisori

   1.  Il Collegio dei revisori esercita il controllo contabile sulla
  gestione ed esprime il proprio parere obbligatorio sul bilancio  di
  previsione  e  sul  conto consuntivo. A tal fine  il  Consiglio  di
  amministrazione invia al Collegio dei revisori i predetti documenti
  contabili  almeno venti giorni prima della seduta  fissata  per  la
  loro approvazione.

   2. Il Collegio dei revisori si riunisce almeno ogni tre mesi e può
  partecipare alle riunioni del Consiglio di amministrazione.  A  tal
  fine,  il  Collegio è invitato a partecipare ad ogni  riunione  del
  Consiglio. Di ogni seduta del Collegio è redatto apposito verbale».

   Comunico  che  sono  stati presentati dagli onorevoli  De  Luca  e
  Leontini gli emendamenti 18.1, 18.2, 18.3.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirare gli emendamenti.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
                              Compensi

   1.  I  compensi  spettanti  al presidente  ed  ai  componenti  del
  Consiglio  di  amministrazione, cui si  fa  fronte  con  parte  del
  contributo  per  le spese di funzionamento di cui  all'articolo  7,
  comma   2,  sono  stabiliti,  con  cadenza  biennale,  con  decreto
  dell'Assessore regionale per le attività produttive e  non  possono
  comunque  superare  i limiti individuati dalle norme  regionali  in
  tema  di  compensi spettanti ai componenti degli organi degli  enti
  regionali.

   2.  Al  presidente  ed  ai componenti del  Collegio  dei  revisori
  spettano  compensi  in  misura pari  al  40  per  cento  di  quelli
  previsti, rispettivamente, per il presidente e per i componenti del
  Consiglio di amministrazione».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli De Luca e Leontini: 19.1, 19.2, 19.3;
   - dall'onorevole Maira: 9.1 (VI parte);
   - dal Governo: 19.4.

   Si  passa  all' emendamento 19.1, a firma Leontini. Il parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 9.1 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 19.2 , a firma Leontini. Il parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione..  Chi  è  favorevole  resti
  seduto,; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento  19.3, a firma Leontini.

   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in votazione l'articolo 19. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                           «Art. 20.
                                Statuto

   1.   Lo   statuto   dell'IRSAP  è  adottato   dal   Consiglio   di
  amministrazione  entro  novanta  giorni  dalla  costituzione  degli
  organi.  Entro i successivi trenta giorni, lo statuto  è  approvato
  con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive.

   2.  Nell'ipotesi  in cui lo statuto non venga  adottato  entro  il
  termine  di  cui al comma 1, l'Assessore regionale per le  attività
  produttive provvede in via sostitutiva attraverso un commissario ad
  acta, nominato tra i dirigenti dell'Amministrazione regionale.

   3.   Le   modifiche   allo   statuto,   adottate   dal   Consiglio
  d'amministrazione, sono soggette ad approvazione secondo i  termini
  e le modalità di cui al comma 1.

   4.   Nell'ipotesi  di  modifiche  necessarie  per  adeguamento   a
  sopravvenuta  norma  di legge, nel caso di accertata  e  prolungata
  inerzia, si applica la disposizione di cui al comma 2».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dagli  onorevoli  De Luca e Leontini: 20.5, 20.6,  20.7,  20.8,
  20.9;
   - dall'onorevole Maira: 20.4;
   -  dagli onorevoli Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo:  20.1,
  20.2;
   - dagli onorevoli Galvagno, Barbagallo, Ammatuna e Termine: 20.3.

   Si passa all'emendamento 20.5, a firma Leontini.

   LEONTINI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, l'emendamento 20.4 è  precluso.
   L'onorevole  Leontini dichiara di ritirare gli  emendamenti  20.6,
  20.7, 20.8 e 20.9.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti 20.1 e 20.2, a firma degli onorevoli  Pogliese  ed
  altri, sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 20.3, a firma dell'onorevole Galvagno. Il
  parere del Governo?

   LOMBARDO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo  sempre  al
  commissariamento straordinario. Non c'è alcuna novità, cioè andiamo
  per  riordinare  un  settore  e reinseriamo  il    commissariamento
  straordinario  sulle  eventuali  inadempienze  e,  poi,  quando  si
  insedierà  il  Commissario straordinario,  come  tutti  conosciamo,
  rimarrà lì chissà per quanto tempo.
   Quindi,  invito il collega Galvagno a riflettere sull'emendamento,
  ma  non  mi meraviglio della proposta dell'onorevole Galvagno,   mi
  meraviglio, invece, del parere favorevole del Governo.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Me ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  per  un
  risparmio ma per un funzionamento dell'Ente, perché nel caso in cui
  si  dovesse  verificare  l'ipotesi in cui lo  Statuto  non  dovesse
  essere  approvato  nei termini, ci sarebbe la paralisi,  invece  in
  questo caso l'Assessore può nominare un Commissario che provvede

   MANCUSO. Il Commissario non è ad acta è straordinario

   GALVAGNO.  Nel frattempo l'ordinaria gestione chi la fa? Lo  vuole
  leggere tutto?
   Scusate, leggetelo tutto. E' un commissario straordinario che avrà
  il  compito di predisporre ed approvare lo Statuto entro 30  giorni
  dall'insediamento. Nel frattempo il Commissario  nominato  svolgerà
  le funzioni del disciolto consiglio fino all'insediamento dei nuovi
  organi.  Se  siete  contro  l'ipotesi di un  Commissario  quella  è
  un'altra cosa.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 20, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                             «Articolo 21.
                               Controlli

   1.   Le delibere di approvazione del bilancio di previsione e  del
  conto  consuntivo  sono  inviate  all'Assessorato  regionale  delle
  attività  produttive, munite del parere del collegio dei  revisori.
  Entro  trenta  giorni dalla ricezione dei  documenti contabili,  l'
  Assessorato  può annullare le delibere per motivi di legittimità  o
  di merito rinviandole all' Istituto per la riapprovazione.

   2.  Entro  il  termine  di cui al comma 1,  per  una  sola  volta,
  l'Assessorato   può   richiedere  integrazioni  documentali   utili
  all'istruttoria. La richiesta di documenti sospende il termine, che
  riprende  a  decorrere dalla data di ricezione della documentazione
  richiesta.

   3.  Trascorsi  i  termini  di cui ai commi  1  e  2,  i  documenti
  contabili si intendono approvati.

   4.  L'Assessorato  regionale delle attività produttive,  anche  ai
  fini di cui all'articolo 22, può disporre ispezioni avvalendosi  di
  propri dirigenti ovvero funzionari direttivi.

   5.   Restano   ferme  le  competenze  dell'Assessorato   regionale
  dell'economia  in  materia  di controlli  e  vigilanza  sugli  enti
  regionali previsti dalla legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e
  successive modifiche ed integrazioni»

   Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i  seguenti
  emendamenti:

   -  dagli  onorevoli  De Luca e Leontini: 21.2, 21.3,  21.4,  21.5,
  21.6, 21.7;
   - dall'onorevole Maira: 21.1.

   Si passa all'emendamento 21.2.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 21.1, a firma dell'onorevole Maira, è precluso.
   Si  passa agli emendamenti 21.3, 21.4, 21.5, 21.6 e 21.7, a  firma
  dell'onorevole Leontini

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  si  riprende l'esame  dell'articolo  16,  in
  precedenza  accantonato.  Comunico  che  è  stato  presentato,  dal
  Governo,   l'emendamento  16.16,  di  riscrittura   del   comma   1
  dell'articolo 16 e comprensivo degli emendamenti 16.14 e 16.15,  in
  precedenza approvati dall'Aula.
   Ne do lettura:

                             «Articolo 16

   Il  direttore  generale dell'Istituto è nominato con  decreto  del
  Presidente  della  Regione previa delibera di  Giunta  su  proposta
  dell'Assessore regionale per le attività produttive tra i dirigenti
  della  amministrazione regionale di cui all'articolo 6 della  legge
  regionale  15  maggio  2000,  n. 10 ed i  dirigenti  dei  disciolti
  consorzi  ASI,  fatto comunque salvo quanto disposto  dall'articolo
  35».

   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti  gli  emendamenti al comma 1 dell'articolo 16 sono  pertanto
  superati.
   Per    votare   l'articolo   16,   dobbiamo   formalmente   votare
  l'emendamento 16.13, a firma dell'onorevole Leontini.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 16, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 2 agosto  2011,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


    I  -Comunicazioni

  II  - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
  Regolamento interno, di interrogazioni della Rubrica
   Infrastrutture e mobilità
     Interrogazioni:

     N. 1682 - Misure a sostegno degli autotrasportatori siciliani.
     Firmatario: Vinciullo Vincenzo

     N. 1729 - Chiarimenti sull'attività del genio civile di Trapani.
     Firmatario: Marrocco Livio

     N.  1731  -  Messa  in  sicurezza e  ripristino  regolare  della
     viabilità sull'autostrada A19 Palermo-Catania.
     Firmatario: Falcone Marco

     N.   1733    -   Misure   per   fronteggiare   i   disagi    nei
     collegamenti marittimi tra l'isola di Marettimo e la Sicilia.
     Firmatario: Falcone Marco

     N. 1769 - Notizie sui lavori di completamento della struttura di
     base per la pratica del nuoto a Lampedusa.
     Firmatario: Di Benedetto Giacomo

     N.  1819  -  Chiarimenti in ordine all'erogazione dei contributi
     integrativi per il pagamento dei canoni di locazione ex art.  11
     della legge n. 431 del 1998.
     Firmatari:  Calanducci  Francesco,  Gennuso  Giuseppe,   Musotto
     Francesco, Arena Giuseppe, Catalano Santo.

     III  - Discussione del disegno di legge:

     -«Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
       attività produttive». (605-242-362-577/A) (Seguito)
     Relatore: on. Caputo

                   La seduta è tolta alle ore 20.08.

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 21.55

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1:

   Risposta scritta ad interrogazioni - Rubrica «Autonomie locali e
                          Funzione pubblica»

   GALVAGNO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  autonomie  locali e la funzione pubblica, premesso che in  data  24
  settembre 2010, nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
  12 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato il bando relativo
  al  concorso  pubblico per titoli e colloquio, per la  copertura  a
  tempo  indeterminato, part-time, di n. 1 posto di agente di polizia
  municipale,  categoria C, mediante avviso di mobilità  esterna,  ai
  sensi  dell'art. 30, decreto legislativo n. 165/2001,  indetto  dal
  comune di Santo Stefano Quisquina (AG);

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in  particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di  personale
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso del comune di Santo Stefano Quisquina (AG), atteso che  la
  legge  prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso  per
  soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 12 -  Serie
  speciale  concorsi  -  del 24/09/2010, onde garantire  il  rispetto
  della   normativa   vigente  e  dei  principi  inderogabili   della
  trasparenza  nelle  procedure concorsuali riguardanti  la  pubblica
  amministrazione  e gli enti sottoposti a tutela e  vigilanza  della
  medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1657)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con l'atto di sindacato ispettivo di cui in  oggetto,
  l'onorevole  interrogante chiede spiegazioni circa  la  correttezza
  della  procedura  concorsuale posta in essere dal Comune  di  Santo
  Stefano  Quisquina (AG) per la copertura di un posto di  agente  di
  polizia  municipale,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione  Siciliana, serie speciale concorsi, n. 12 del 24 settembre
  2010.
   In  particolare  si lamenta la mancata applicazione  dell'art  19,
  comma 4, della legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993, in  base
  al  quale   i posti messi a concorso sono coperti mediante concorsi
  pubblici  per soli titoli , disposizione la cui efficacia  è  stata
  prorogata  fino  al 31dicembre 2013 con l'art. 42, comma  1,  della
  legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010.
   Con   riferimento  a  quanto  richiesto  nell'interrogazione,   va
  rilevato che il Dipartimento delle Autonomie Locali, con nota prot.
  n.  7737 del 11 aprile 2011, ha invitato l'Amministrazione comunale
  a  procedere,  in  autotutela, ad un  riesame  degli  atti  e  che,
  successivamente, con nota prot. 3122 del 28 aprile 2011, il  comune
  di  Santo  Stefano  Quisquina (AG) ha reso noto che  il  precedente
  bando è rimasto infruttuoso ed è stato sostituito da un nuovo bando
  di  concorso  pubblico, per soli titoli, pubblicato nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione Siciliana, serie speciale concorsi,  n.  16
  del 26 novembre 2010.
   In   conclusione,  premesso  quanto  sopra  e  verificato  che  la
  successiva selezione è avvenuta  per soli titoli , si può affermare
  che il nuovo bando appare esente da vizi di legittimità».

      L'Assessore
                                                              dott.ssa Caterina
  hinnici

   GALVAGNO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  autonomie  locali e la funzione pubblica, premesso che in  data  24
  settembre 2010, nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
  12 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato il bando relativo
  al  concorso  pubblico per titoli e colloquio, per la  copertura  a
  tempo  indeterminato,  part-time,  di  n.  1  posto  di  assistente
  sociale, categoria D, mediante avviso di mobilità esterna, ai sensi
  dell'art.  30, decreto legislativo 165/2001, indetto dal comune  di
  Santo Stefano Quisquina (AG);

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso del comune di Santo Stefano Quisquina (AG), atteso che  la
  legge  prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso  per
  soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 12 -  Serie
  speciale  concorsi  -  del 24/09/2010, onde garantire  il  rispetto
  della   normativa   vigente  e  dei  principi  inderogabili   della
  trasparenza  nelle  procedure concorsuali riguardanti  la  pubblica
  amministrazione  e gli enti sottoposti a tutela e  vigilanza  della
  medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1659)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con l'atto di sindacato ispettivo di cui in  oggetto,
  l'onorevole  interrogante chiede spiegazioni circa  la  correttezza
  della  procedura  concorsuale posta in essere dal Comune  di  Santo
  Stefano  Quisquina (AG) per la copertura di un posto di  assistente
  sociale,   pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale   della   Regione
  Siciliana, serie speciale concorsi, n. 12 del 24 settembre 2010.
   In  particolare  si lamenta la mancata applicazione  dell'art  19,
  comma 4, della legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993, in  base
  al  quale   i posti messi a concorso sono coperti mediante concorsi
  pubblici  per soli titoli , disposizione la cui efficacia  è  stata
  prorogata  fino  al 31dicembre 2013 con l'art. 42, comma  1,  della
  legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010.
   Con   riferimento  a  quanto  richiesto  nell'interrogazione,   va
  rilevato che il Dipartimento delle Autonomie Locali, con nota prot.
  n.  8179 del 14 aprile 2011, ha invitato l'Amministrazione comunale
  a  procedere,  in  autotutela, ad un  riesame  degli  atti  e  che,
  successivamente, con nota prot. 3122 del 28 aprile 2011, il  comune
  di  Santo  Stefano  Quisquina (AG) ha reso noto che  il  precedente
  bando è rimasto infruttuoso ed è stato sostituito da un nuovo bando
  di  concorso  pubblico, per soli titoli, pubblicato nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione Siciliana, serie speciale concorsi,  n.  16
  del 26 novembre 2010.
   In   conclusione,  premesso  quanto  sopra  e  verificato  che  la
  successiva selezione è avvenuta  per soli titoli , si può affermare
  che il nuovo bando appare esente da vizi di legittimità». (1659)

      L'Assessore
                                                                      dott.ssa C
  terina Chinnici

   ALLEGATO 2:

            EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO DI LEGGE NN. 605-242-362-577/A  COSTITUZIONE DELL'ISTITUTO
  REGIONALE PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

    All'articolo 14:

   Emendamento 14.7.1:

   All'articolo 14 sono apportate le seguenti modifiche:
    -Al  primo  comma  dopo  le  parole  Il presidente  è  il  legale
       rappresentante dell'Istituto  sono aggiunte le  parole   ed  è
       nominato con le modalità di cui all'articolo 12 .

    -Il comma 2 è soppresso.

    All'articolo 16:

   Emendamento 16.16:

   Articolo 16, comma 1:
   Il  direttore  generale dell'Istituto è nominato con  decreto  del
  Presidente  della Regione, previa delibera di Giunta,  su  proposta
  dell'Assessore  regionale  per  le  attività  produttive,   tra   i
  dirigenti  della  amministrazione regionale di cui  all'articolo  6
  della  legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10 ed  i  dirigenti  dei
  disciolti  consorzi  ASI,  fatto  comunque  salvo  quanto  disposto
  dall'articolo 35.

    All'articolo 17:

   Sub emendamento 17.4:

   Il primo comma dell'art. 17 è così sostituito:
    Il  collegio  dei revisori è nominato con decreto del  Presidente
  della  Regione ed è composto dal presidente, scelto dal  Presidente
  della Regione, da due membri effettivi e due supplenti. L'Assessore
  regionale  per l'Economia e l'Assessore regionale per  le  attività
  produttive  designano, rispettivamente, un membro effettivo  ed  un
  membro supplente.

    All'articolo 20:

   Sub emendamento 20.3:

   Sostituire il comma 2 con il seguente:
    2.  Nell'ipotesi  in cui lo statuto non venga adottato  entro  il
  termine  di  cui al comma 1, l'Assessore regionale per le  attività
  produttive  provvede,  con proprio decreto, allo  scioglimento  del
  Consiglio  di  Amministrazione ed alla  contestuale  nomina  di  un
  commissario     straordinario,    scelto    tra     i     dirigenti
  dell'Amministrazione  regionale in servizio  o  in  quiescenza,  il
  quale  avrà il compito di predisporre ed approvare lo Statuto entro
  trenta  giorni dall'insediamento. Il commissario nominato  svolgerà
  altresì le funzioni del disciolto Consiglio di amministrazione fino
  all'insediamento  dei  nuovi  Organi  che  dovrà   avvenire   entro
  sessanta  giorni dalla data del decreto di scioglimento. .