Presidenza del presidente Cascio
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le attività produttive:
N. 1321 - Chiarimenti sulle condizioni di affidabilità e di
garanzia del progetto per il rilancio dello stabilimento di Termini
Imerese (PA).
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1667 - Chiarimenti in merito al calendario delle fiere, delle
mostre e delle esposizioni a carattere regionale per l'anno 2011.
Firmatari: Termine Salvatore; Di Benedetto Giacomo
N. 1732 - Applicabilità del DURC in Sicilia per i commercianti
ambulanti.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1764 - Chiarimenti sulla gestione del Consorzio ASI di Palermo.
Firmatario: Lentini Salvatore
- da parte dell'Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica:
N. 1660 - Modifica del bando di concorso a n. 1 posto di
istruttore amministrativo indetto dal comune di Santo Stefano
Quisquina (AG).
Firmatario: Galvagno Michele.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Corona, Currenti, D'Agostino, Falcone, Mattarella e Scilla per
oggi; l'onorevole Greco per oggi e domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalla Commissione Affari
istituzionali' (I):
- Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo di Palermo. Designazione
componente effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti.
(n. 166/I).
reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.
- Ente autonomo portuale di Messina. Designazione componente
effettivo del Collegio dei sindaci: dott. Ceraolo Antonino. (n.
167/I)
reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.
- Consorzio ASI del Calatino. Designazione componente effettivo,
con funzioni di Presidente e componente supplente del collegio dei
revisori dei conti. (n. 168/I)
reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.
- Ente autonomo regionale Teatro di Messina. Designazioni
componente effettivo e componente supplente del collegio dei
revisori dei conti. (n. 169/I)
reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.
- Ente autonomo Fiera di Messina. Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 170/I)
reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.
- Azienda speciale magazzini generali e servizi alle imprese.
Camera di commercio di Messina. Designazione componente effettivo
del collegio dei revisori dei conti. (n. 171/I)
reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.
- D.A. relativo alle modalità per la richiesta di contributo in
favore di comuni che versano in particolari condizioni di disagio
sulla base di appositi progetti di risanamento o di sviluppo
economico e sociale. D.A. relativo alle modalità per la richiesta
di contributo in favore delle Unione di comuni. (n. 172/I)
reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dar lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«All'Assessore per la salute, premesso che:
a seguito dell'espletamento del concorso per titoli ed esami a n.
5 posti di conduttore di caldaie a vapore presso l'ex AUSL 1 di
Agrigento, pubblicato nella GURS del 29 aprile 2005, risultavano
idonei e conseguentemente inseriti nella graduatoria finale,
rispettivamente al n. 6 e n. 7 (come da determinazione del 30
ottobre 2008 n. 001428), i sigg. Eballi Costantino e Urso Dino;
come sancito dal relativo bando, la graduatoria in questione
rimaneva valida per un termine di ventiquattro mesi dalla
pubblicazione - salvo eventuali proroghe legislative - per la
copertura di posti per i quali il concorso era stato bandito ovvero
di posti della stessa categoria o profilo professionale;
la graduatoria degli idonei è tuttora valida ed efficace;
il suddetto concorso, come espressamente previsto dal bando,
prevede la stipula di un contratto a tempo indeterminato;
rilevato che:
in data 10.01.2010 e, successivamente, in data 12 luglio 2010
l'azienda sanitaria della provincia di Agrigento convocava i
signori Eballi e Urso per conferire loro un incarico a tempo
determinato di operatore tecnico specializzato conduttore di
caldaia - categoria BS, facendo riferimento alla graduatoria a
tempo indeterminato redatta a seguito del concorso sopra citato;
questo ultimo fatto ha costretto i signori Urso ed Eballi a
rinunziare ai summenzionati incarichi in attesa di incarico a tempo
'indeterminato' quale previsto dal bando di cui sopra;
a seguito di tale rinuncia a incarichi a tempo 'determinato',
questi venivano ricoperti da altri operatori del settore con
posizione inferiore in graduatoria;
al termine di ogni incarico a tempo determinato di operatore
tecnico specializzato conduttore di caldaia - categoria BS, si crea
una carenza di organico del settore con il ripetersi di uno
scompenso funzionale dello stesso e conseguentemente dell'intera
struttura pubblica a cui l'ASP ha risposto ricorrendo a ulteriori
incarichi a tempo determinato;
ritenuto che l'unico rimedio che porrebbe termine alla carenza di
organico è l'immissione in servizio a tempo 'indeterminato' di
personale qualificato che garantirebbe la continuità e l'efficienza
del servizio, rispondendo alle finalità del bando di concorso
pubblico e della relativa graduatoria, e ciò costituirebbe puntuale
rispetto e applicazione dei principi di buon andamento e
imparzialità, nonché efficacia, economicità e trasparenza della
pubblica amministrazione;
visto che:
sono falliti tutti i tentativi esperiti dai signori Eballi ed Urso
per ottenere una modifica delle pratica di assunzioni a tempo
determinato per la copertura delle insufficienze in organi del
settore, fin qui adottata dall'azienda sanitaria di Agrigento;
il ruolo e il destino del personale utilizzato in sostituzione e
in difformità del proprio profilo professionale viene reso incerto
da assunzioni periodiche, mentre la figura del 'caldaista' è
importantissima per il funzionamento di sofisticate attrezzature e
richiederebbe ben altra costanza di servizio e di competenza;
per tali ragioni c'è un ricorso pendente (avviato il 22 dicembre
2010 con denuncia delle parti contro l'ASP di Agrigento) presso il
Tribunale civile di Agrigento per ottenere la stipula del contratto
di lavoro a tempo indeterminato a far data dal momento in cui si è
verificata la vacanza di organico, nonché il pagamento della
retribuzione globale maturata, il versamento dei contributi dovuti
ai fini previdenziali, assicurativi e assistenziali, nonché la
rivalutazione monetaria e gli interessi legali al saldo delle
singole scadenze;
l'ultimo sollecito è stato esperito dai signori Eballi e Urso con
apposita lettera inviata alla direzione generale e a quella del
personale dell'ASP di Agrigento (e p.c. all'Assessorato regionale
Salute) inviata il 6 luglio 2011 e non ha avuto riscontro;
ricordato che:
una volta esaurita la fase pubblicistica del concorso con
l'approvazione delle graduatorie e l'individuazione dei soggetti da
assumere, la pubblica amministrazione è chiamata ad operare secondo
le capacità e i poteri del privato datore di lavoro, ex art.
5,comma 2, del d.lgs. n. 165/2001, cosicché, ricorrendone i
presupposti di legge, la posizione soggettiva del candidato incluso
tra gli idonei assurge a vero e proprio diritto soggettivo da cui
scaturisce l'obbligo dell'amministrazione di provvedere
all'assunzione;
l'inosservanza di tale obbligo è sanzionato con il potere del
giudice di emettere sentenze costitutive ex art. 63, comma 2, del
citato d.lgs. n. 165/2001;
per sapere:
quali misure siano state adottate o intenda adottare per
ristabilire nell'ASP di Agrigento la corretta applicazione del
bando e il puntuale rispetto dei principi di buon andamento e
imparzialità della pubblica amministrazione in riferimento al bando
per concorso pubblico per titoli ed esami a n. 5 posti di
'operatore tecnico specializzato conduttore di caldaie a vapore'
indetto dall'ex AUSL 1 di Agrigento con delibera n. 93 del
9.02.2005, pubblicato in GURS - serie speciale concorsi n. 6 del
29.04.2005, dove i signori Urso ed Eballi risultavano idonei e, per
effetto, inseriti al settimo e al sesto posto della graduatoria
finale giusta determina n. 001428 del 30 ottobre 2006;
quali misure intenda adottare per evitare danni erariali
conseguenti ad azioni legali dei ricorrenti Eballi e Urso avverso
la reiterata decisione dell'ASP di Agrigento (vedi deliberazione n.
1122 del 3.12.2010) avente per oggetto 'Presa atto assunzione in
servizio a seguito di proroga di n. 2 incarichi a tempo determinato
Operatore Tecnico di caldaie categoria BS', anziché scorrere la
graduatoria per il contratto a tempo indeterminato, e deliberando
la proroga dell'incarico a contrattisti a tempo, con decorrenza dal
15 novembre 2010 e senza fissare alcun termine finale». (2022)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
PANEPINTO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
il piano regionale dell'offerta formativa (PROF) è adottato ai
sensi della legge regionale n. 24 del 1976, che è legge emanata
dalla Regione siciliana e che quindi non può subire modifiche né
tanto meno essere abrogata se non per via legislativa;
considerato che il dirigente generale del dipartimento formazione
professionale sta ponendo in essere comportamenti che di fatto
provocano, alla legge di cui trattasi, modifiche sostanziali e tali
da mutarne in modo fondamentale l'impianto, cosa che pone a grave
ed irreparabile rischio occupazionale i lavoratori del comparto e
provocherà gravi ed irreparabili danni economici agli enti gestori,
i quali già versano in precarie condizioni finanziarie determinate
dalla lentezza dell'amministrazione nell'erogare le somme dovute,
anche in presenza di regolarità documentale;
tenuto conto che il dirigente generale intende far cofinanziare
dal FSE il piano formativo 2012 a durata triennale;
ritenuto che:
le eventuali modifiche alla legge n. 24 del 1976 (PROF) sono di
esclusiva competenza dell'Assemblea regionale siciliana;
il fondo sociale europeo interviene ad integrazione delle attività
svolte dalla Regione siciliana;
il dirigente generale sta adottando un sistema di relazioni
sindacali non improntato al confronto ma alla ricerca di assenso in
autotutela per singoli aspetti degli atti che intende promuovere;
per sapere:
se intendano disimpegnarsi dal finanziamento della legge n. 24 del
1976 e quindi rinunciare all'intervento pubblico diretto, privando
così i giovani siciliani di un'opportunità che può agevolarne la
crescita professionale e l'occupazione;
cosa intendano fare per ovviare alle oggettive carenze nelle
attività di vigilanza che hanno determinato forti passività in
alcuni enti di formazione». (2023)
POGLIESE - BUZZANCA - CAPUTO - FALCONE - VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
da notizie di stampa si apprende che, per l'immissione in ruolo
dei nuovi docenti, il Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca attingerà alle graduatorie relative al biennio
scolastico 2009/2011, sino ad esaurimento dei posti disponibili,
circa 15.000 soggetti;
tale graduatoria è stata giudicata incostituzionale, con sentenza
emessa a febbraio di quest'anno, dalla Corte costituzionale perché
al suo interno non prevedeva la possibilità di trasferimenti da una
provincia all'altra, creando così una barriera discriminatoria ed
insormontabile per le migliaia di docenti meridionali che, pur
avendo puntato tutto sulle graduatorie del Nord Italia, dove alta è
la disponibilità di posti liberi rispetto alla situazione
catastrofica del Sud Italia, sono stati costretti a rinunciare ad
eventuali posti di docente per evitare trasferimenti definitivi;
visto che, alla luce della sentenza della Corte costituzionale,
per il Ministero dell'istruzione diventa vincolante la scelta delle
graduatorie degli anni 2011/2014, permettendo, di fatto, un'equa
possibilità di insegnamento a tutti gli aspiranti docenti, a
prescindere dalla loro provenienza e/o residenza;
considerato che, se le notizie di stampa dovessero essere
confermate, l'intervento del Governo regionale presso il
Ministero dell'istruzione diventa assolutamente improcrastinabile a
tutela di tutti i docenti precari siciliani che vedrebbero coronare
il loro sogno di stabilizzazione, grazie, esclusivamente, ai propri
titoli maturati in anni e anni di supplenze;
per sapere - se le notizie di stampa dovessero essere confermate -
quali iniziative intendano adottare presso il Governo nazionale per
garantire ai docenti siciliani in attesa di assunzione definitiva
nella scuola di poter partecipare a tutte le graduatorie nazionali
in piena libertà decisionale ma, soprattutto, senza limiti
discriminatori di provenienza e/o residenza». (2024)
VINCIULLO - POGLIESE - FALCONE - BUZZANCA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che il Presidente della Regione, negli ultimi mesi, ha
sempre voluto evidenziare la grave crisi di liquidità che sta
investendo la Regione siciliana, crisi che ha portato il Governo a
predisporre un bilancio regionale di 'lacrime e sangue', con tagli
indiscriminati in tutti i capitoli, compresi quelli che danno linfa
vitale ai settori della sanità e dell'assistenza ai cittadini
svantaggiati;
preso atto che:
sul sito dell'Assessorato regionale dell'economia si scopre che,
sicuramente, non fanno parte della categoria 'cittadini
svantaggiati' alcuni burocrati della Regione, che percepiscono
indennità, prebende, emolumenti e rimborsi vari di tale entità che
sollevano arcani dubbi sulla reale crisi economica siciliana;
leggendo tale elenco, si resta basiti nello scoprire che vi sono
dirigenti della Regione che, oltre al loro stipendio (già corposo),
percepiscono ulteriori ricche indennità per la loro presenza in
consigli di amministrazione di gestione regionale;
per non parlare dei famigerati consulenti esterni, vere e proprie
'divinità', che tutto il Pianeta ci invidia: ce li ritroviamo
posizionati sui trespoli di enti, associazioni, Assessorati e
consorzi vari, il tutto sempre dietro il pagamento di migliaia di
euro elargiti per il loro disturbo;
ancora più 'raccapricciante' è la notizia che alcuno di questi
'eletti' ha più di un incarico, quindi percepiscono più indennità
che li 'costringono' ad incassare, da 'Mamma Regione', compensi
talmente fuori dalla norma che fanno leggermente imbufalire chi
sbarca il lunario con mille e duecento euro al mese, sempre che non
si tratti di un precario, perché altrimenti la disponibilità è di
meno di novecento euro mensili;
considerato che:
come se tutto ciò non bastasse, si scopre, scorrendo questa Bibbia
dello spreco, che enti in liquidazione hanno tuttora i loro bravi
consigli di amministrazione che fagocitano cifre iperboliche di
indennità;
appare assolutamente incomprensibile come si possa mantenere in
vita, se non addirittura nominare ex novo, un consiglio di
amministrazione di un ente in liquidazione, quando in tutto il
mondo, ovviamente, esclusa la Sicilia, in questi casi si nomina una
sola persona che riveste il ruolo di commissario liquidatore;
per sapere:
se l'elenco pubblicato sul sito dell'Assessorato regionale
dell'economia corrisponda alla realtà o si tratti di un 'pesce
d'aprile' ritardato;
se intendano proseguire su tale scandalosa strada o intendano
porre rimedio ad una situazione talmente vergognosa che è difficile
da capire, ma impossibile da giustificare». (2025)
VINCIULLO - POGLIESE - FALCONE - BUZZANCA
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
LEANZA EDOARDO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
il Governo regionale, con deliberazione n. 261 del 10 giugno 2005,
ha assegnato le dotazioni idriche alle isole di Pantelleria,
Salina, Lampedusa e Linosa, per complessivi 4 milioni 302 mila
metri cubi annui;
per l'affidamento del servizio è stata indetta una gara per
l'individuazione di un soggetto gestore in regime di 'project
financing';
la gara ha portato ad un esito quanto mai anomalo considerato che
il soggetto promotore, individuato nella prima fase della
procedura, ha escluso tutti gli offerenti finendo col rimanere
l'unico soggetto partecipante alla procedura negoziata per
l'individuazione del concessionario;
a fortiori appare anomalo che, in palese contraddizione col
principio della naturale negoziazione fra le parti, lo stesso
soggetto sarebbe rimasto aggiudicatario della concessione;
il soggetto gestore del sistema idrico sovrambito regionale,
Siciliacque s.p.a., ha pubblicamente affermato di prevedere, con
una migliore gestione delle fonti di approvvigionamento
convenzionali e delle reti idriche, di non fare più ricorso
all'acqua da dissalazione;
in considerazione di quanto sopra richiamato non si comprende
quale sia l'utilità di mantenere attiva una procedura di gara dai
costi elevatissimi (80 milioni di euro);
atteso che:
il contratto che la Regione si appresterebbe a firmare
prevederebbe il pagamento dell'acqua anche se non ritirata, in
palese contrasto con la normativa (che non consente
all'amministrazione pubblica l'acquisto di volumi prefissati) e con
la natura stessa della procedura di 'project financing';
il contratto avrebbe durata ventennale con oneri gravosissimi per
la Regione;
la Regione dispone di impianti per la desalinizzazione, di recente
rivampati, mantenuti in stand by per eventuali emergenze idriche e
che, recentemente, ha manifestato l'intenzione di esercitare
un'opzione di riscatto per acquisire un ulteriore impianto a Porto
Empedocle;
parte degli stessi impianti potrebbero, con oneri assai più
contenuti di quelli previsti dalla gara, essere ricollocati presso
le isole minori con un consistente risparmio;
considerato che:
l'azione e le scelte delle pubbliche amministrazioni devono
ispirarsi a criteri di trasparenza, efficienza ed economicità, a
maggior ragione rispetto all'erogazione di servizi essenziali come
quello idrico e della difficile congiuntura in cui versano le
finanze regionali;
si determinano, in considerazione delle anomalie sopra richiamate,
serie perplessità sulla procedura di selezione ed affidamento del
servizio, sul costo dell'operazione e la sua appropriatezza e
congruità;
per sapere:
quale sia in dettaglio lo stato della procedura e se sia stato
sottoscritto l'atto di concessione all'aggiudicatario;
se i fabbisogni previsti, posti a base della procedura di gara,
siano congruenti con quelli registrati negli anni successivi al
bando e, in particolare, se questi ultimi siano in linea con quanto
previsto nei piani d'ambito ovvero con le previsioni di espansione
indicate in sede di gara;
quali siano, complessivamente quantificati, gli oneri a carico
della Regione e quale sia l'aggravio di spesa derivante
dall'affidamento ventennale degli impianti;
se intendano, in vista di una più approfondita valutazione,
sospendere l'iter del procedimento;
quali iniziative intendano adottare per garantire l'erogazione del
servizio idrico nelle isole minori secondo criteri di efficienza,
trasparenza, qualità ed economicità». (2026)
(L'interrogante richiede risposta con urgenza)
PARLAVECCHIO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con provvedimento n. 69 del 14 gennaio 2011 il direttore generale
dell'azienda sanitaria provinciale n. 3 di Catania ha approvato
l'avviso interno per il conferimento degli incarichi di direzione
di struttura complessa;
con vari atti deliberativi, adottati nelle sedute del 15-22 aprile
2011 e del 13-20 maggio 2011, sono stati conferiti gli incarichi
relativamente ai posti messi a concorso con il predetto avviso;
considerato che:
dall'esame di tali provvedimenti e del verbale del 28 marzo 2011,
ad essi allegato, non risulta che siano state verificate e valutate
le varie tipologie delle attività svolte né risultano le
assegnazioni dei relativi punteggi secondo i criteri concordati con
le organizzazioni sindacali, così come previsto dall'art. 29 del
CCNL dell'8 giugno 2000;
le organizzazioni sindacali, con nota del 24 aprile 2011, hanno
sollecitato l'adozione del regolamento per la definizione dei
criteri di valutazione di cui all'art. 29 del CCNL sopra
richiamato;
ritenuto che:
l'ASP 3 di Catania ha nominato i vertici amministrativi
dell'azienda senza il regolamento per la valutazione della
dirigenza;
l'ASP di Palermo ha adottato il regolamento previsto dal contratto
al fine di poter fare riferimento a specifici parametri ed a
oggettivi criteri di valutazione (gestione delle risorse, budget
ecc.);
per sapere:
quali iniziative siano state assunte per la revoca in autotutela
dei provvedimenti di cui sopra adottati dall'ASP 3 di Catania in
violazione delle previsioni normative e contrattuali;
le ragioni per le quali le varie aziende sanitarie siciliane
operano con modalità e criteri diversi». (2027)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
nella GURS del 18 marzo 2011 è stato pubblicato il decreto del 18
febbraio 2011 con il quale è stata indetta una 'Selezione per
titoli per il conferimento dell'incarico di direttore generale
dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della
Sicilia per il quinquennio 2011/2016';
sul sito dell'ARPA in data 23 maggio 2011, ovvero due mesi dopo la
scadenza del bando, è stato pubblicato il D.A. n. 63/Gab del 19
maggio 2011 relativo alla nomina 'per non più di giorni trenta di
un commissario ad acta per l'ARPA Sicilia'. Tale nomina è scaduta
il 19 giugno 2011 e non è stato reso pubblico alcun decreto di
proroga;
la nomina, in base a quanto previsto dall'art. 2 del citato
decreto, è stata effettuata al solo scopo di garantire 'il
pagamento delle spese fisse e obbligatorie' e, pertanto, l'ARPA
Sicilia si trova dal 17/05/2011, data di scadenza del contratto del
direttore generale, senza una guida operativa;
tale decreto, secondo l'Assessore per il territorio e l'ambiente,
si rendeva necessario in base a quanto scritto nelle premesse dello
stesso decreto, in considerazione 'che è ancora in corso la
verifica delle istanze e relativi documenti prodotti dagli
aspiranti all'incarico', senza indicare i tempi per la conclusione
del iter amministrativo;
considerato che:
l'ARPA svolge compiti rilevantissimi e sensibilissimi in campo
ambientale, sanitario e nella prevenzione dei rischi, in base a
quanto previsto dall'art. 1 del decreto-legge 4 dicembre 1993, n.
496, convertito con modificazioni in legge n. 61/1994; in
particolare l'ARPA deve assolvere ai seguenti compiti: accertamento
tecnico, analitico e di controllo sui fenomeni di inquinamento,
sulle condizioni generali e di rischio, sulle forme di tutela degli
ecosistemi;
elaborazione dati, valutazione, informazioni e raccolta di
documentazione connesse alle funzioni di prevenzione e protezione
ambientale, nonché erogazione di prestazioni di supporto alla
Regione, alle aziende unità sanitarie locali e alle aziende
ospedaliere; consulenza, istruttoria e assistenza tecnico-
scientifica a favore di enti ed istituzioni privati;
organizzazione e gestione del sistema informativo per la
validazione dei dati rilevati; cooperazione con gli enti ed
istituzioni operanti nel settore della prevenzione collettiva e
della protezione ambientale; formulazione alle autorità
amministrative centrali e periferiche di proposte e pareri
concernenti i limiti di accettabilità delle sostanze inquinanti,
gli standard di qualità dell'aria, delle risorse idriche e del
suolo, lo smaltimento dei rifiuti, le norme di campionamento e di
analisi dei limiti di accettabilità e degli standard di qualità, le
metodologie per il rilevamento dello stato dell'ambiente e per il
controllo dei fenomeni di inquinamento e dei fattori di rischio
nonché gli interventi per la tutela, il risanamento e il recupero
dell'ambiente, delle aree naturali protette, dell'ambiente marino e
costiero; promozione della ricerca e della diffusione di tecnologie
ecologicamente compatibili, di prodotti e sistemi di produzione a
ridotto impatto ambientale anche al fine dell'esercizio delle
funzioni relative alla concessione del marchio CEE di qualità
ecologica e all'attività di auditing in campo ambientale; verifica
della congruità e dell'efficacia tecnica delle disposizioni
normative in materia ambientale nonché verifica della
documentazione tecnica che accompagna le domande di autorizzazioni
richiesta dalle leggi vigenti in campo ambientale; controllo di
fattori fisici, chimici e biologici di inquinamento acustico,
dell'aria, delle acque e del suolo, ivi compresi quelli sull'igiene
dell'ambiente; gestione del catasto rifiuti;
attività di supporto tecnico-scientifico agli organi preposti alla
valutazione ed alla prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti
connessi ad attività produttive; controlli ambientali delle
attività connesse all'uso pacifico dell'energia nucleare e
controlli in materia di protezione dalle radiazioni; studi e
attività tecnico-scientifiche di supporto alla valutazione di
impatto ambientale;
nonostante il comma 1 dell'art. 90 della l.r. n. 6/2001 preveda
che l'ARPA svolgesse funzioni in materia di prevenzione e tutela
ambientale di cui al decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496,
convertito, con modificazioni, in legge 21 gennaio 1994, n. 61 e
successive modifiche ed integrazioni, da esercitarsi nel rispetto
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i., a più di
dieci anni dalla nascita dell'ARPA Sicilia, a venti anni dalla
legge nazionale istitutiva e a più di trenta anni dalla nascita del
sistema europeo delle agenzie ambientali, varate con la nascita
dell'Agenzia europea dell'ambiente, istituita con il regolamento
CEE 1210/90 quale ente di coordinamento a livello europeo per
quanto riguarda l'informazione ed il monitoraggio ambientale, ad
oggi buona parte delle funzioni alle quali l'ARPA dovrebbe
assolvere non è prevista dallo stesso funzionigramma che può essere
visionato nel sito dell'ARPA Sicilia;
l'ARPA non è stata istituita e normata attraverso un'organica
legge regionale, così come è stato fatto in tutte le regioni
d'Italia, ma attraverso l'articolo 90 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, recante 'Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2001' e s.m.i., art. 94 della l.r. 4/2003 e
art. 35 della l.r. 9/2004;
l'ARPA è priva e/o carente di alcune strutture tecniche e
operative necessarie per adempiere alle funzioni istituzionali e di
legge;
la carenza o la mancanza di controlli e di monitoraggi mette a
serio repentaglio la salute dei cittadini e l'integrità delle
risorse ambientali della Sicilia;
nella classifica dell'illegalità ambientale troviamo la Sicilia al
terzo posto dopo la Campania e la Calabria;
le cosiddette ecomafie avvelenano impunemente l'ambiente,
inquinano l'economia e mettono in pericolo la salute delle persone.
I reati principali riguardano il ciclo illegale di rifiuti (dalle
discariche ai traffici illeciti dei rifiuti speciali e pericolosi)
e quello del cemento (dalle cave all'abusivismo), il bracconaggio
della fauna, gli incendi dolosi, quelli nella filiera
agroalimentare, il traffico illecito di veleni;
per sapere:
per quali motivi, ad oggi, venga ritardato il completamento
dell'iter di selezione del direttore generale dell'ARPA, ruolo e
funzione indispensabile a presidio della tutela della salute dei
cittadini e delle risorse ambientali della Sicilia, così come
definito dall'art. 3 del decreto 165 dell'1 giugno 1995, che
stabilisce che il 'DG, è legale rappresentante dell'Agenzia, è
responsabile della realizzazione dei compiti istituzionali
dell'ARPA- Sicilia, nonché della corretta gestione finanziaria del
patrimonio e del personale; è altresì titolare dei poteri di
ordinaria e straordinaria amministrazione ed esercita le proprie
funzioni direttamente ovvero delegandole al direttore tecnico, al
direttore amministrativo o ai responsabili delle strutture
operative centrali e territoriali', e che pertanto non può essere
sostituito da un commissario che può solamente procedere in base al
citato decreto di nomina 'al pagamento delle spese fisse e
obbligatorie';
per quali motivi l'Assessore per il territorio ha nominato un
commissario con poteri limitati, contravvenendo a quanto disposto
dall'art. 3 del citato regolamento dell'ARPA, secondo il quale: 'in
caso di assenza o impedimento del DG le relative funzioni sono
svolte da uno dei due direttori su delega del direttore generale o
in mancanza di delega, dal direttore più anziano di età. Per
periodi di assenza o impedimento superiori a sei mesi l'assessore
regionale del Territorio e dell'Ambiente nomina un commissario
straordinario';
per quali motivi non vengano resi pubblici i nominativi e i
curricula di coloro che hanno presentato domanda per la selezione a
D.G. dell'ARPA, in base a quanto stabilito all'art. 12 della legge
regionale 5/2011 in materia di trasparenza, semplificazione,
efficienza e informatizzazione della pubblica amministrazione, in
modo da rendere verificabili i requisiti concorsuali relativi al
possesso di una qualificata esperienza professionale di direzione
tecnico-scientifica e amministrativa, e che, in relazione alla
particolare tipologia dell'Agenzia, abbiano maturato una comprovata
esperienza in materia di protezione ambientale, così come stabilito
dall'articolo 3, del regolamento di organizzazione dell'ARPA,
approvato con decreto n. 165 dell'1 giugno 2005;
per quali motivi non vengano comunicati i tempi per la conclusione
del procedimento amministrativo in base a quanto stabilito dalla
legge regionale 5/2011, non ricorrendo, peraltro, le previsione del
comma 4, dell'art. 12». (2028)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
MATTARELLA - APPRENDI - FARAONE - PANEPINTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
il CE.FO.P. è un ente senza scopo di lucro che svolge attività di
formazione professionale, sin dall'anno 1980, con finanziamento a
totale carico della Regione siciliana, ai sensi della l.r. 24/76 e
l.r. 25/93 (aggiornata da l.r. 9/2002);
la vicenda del CE.FO.P. è, ormai, tristemente nota, poiché
costituisce particolare espressione di uno stato di emergenza
sociale che, da svariati mesi, si trascina ormai senza soluzioni di
sorta, nel quadro della più generale crisi del settore della
formazione professionale;
i più recenti aggiornamenti vedono i lavoratori dell'ente sempre
più impegnati nella fattiva ricerca del dialogo con le istituzioni
politiche tutte, regionali e nazionali, e nella ormai evanescente
speranza di una concreta soluzione che risponda adeguatamente alle
criticità palesate dalla sconsiderata e non sempre trasparente
gestione della vicenda;
considerato che:
l'esclusione del CE.FO.P. dall'accesso ai fondi pubblici ha
complicato notevolmente il già precario stato finanziario
dell'ente;
l'unica soluzione ad oggi sostenibile è quella seguita al tavolo
tecnico tra i delegati dell'ente, e le principali sigle sindacali
(CGIL; CISL; UIL; SNALS), presieduto dal dottor Salvatore
Cianciolo, tenutosi il 21 luglio 2011;
la proposta, cui il CE.FO.P ha dovuto aderire, in assenza di
alternative, prevede il collocamento dei lavoratori in regime di
cassa integrazione (80 per cento degli stipendi), con l'ulteriore
previsione della copertura della residua quota della retribuzione
(20 per cento restanti) a carico della Regione;
ciò consentirebbe di ovviare al problema delle retribuzioni
bloccate (da circa 13 mesi), che inizierebbero, secondo le
previsioni, ad essere erogate nell'arco di 20-30 giorni;
atteso che:
la predetta paventata soluzione non appare, comunque, risolutiva;
in primo luogo, non sono stati identificati i fondi regionali
utilizzabili a copertura delle somme residue rispetto alla parte di
emolumenti corrispondenti alla cassa integrazione;
si tratta di una soluzione che non attiene alla vexata quaestio
degli stipendi pregressi non ancora versati ai lavoratori,
nonostante i finanziamenti ottenuti dall'ente;
la collocazione dei dipendenti in cassa integrazione è, comunque,
soluzione a tempo determinato, commisurata alla durata legale della
cassa integrazione stessa e non rispettosa della professionalità
maturata dai lavoratori CE.FO.P. che da anni operano nel settore;
ulteriore elemento di criticità è stato introdotto dalla autonoma
vertenza promossa da circa 30 dipendenti CE.FO.P. i quali hanno
agito, in sede giudiziaria, al fine di far dichiarare lo stato di
insolvenza dell'ente, e la cui definizione è prevista entro la fine
del mese di settembre p.v.;
ritenuto che:
il desolante quadro rappresentato, per le notevoli refluenze
sociali ed economiche che comporta, richiede una risposta immediata
e certa;
i lavoratori e le rispettive famiglie, incolpevoli vittime della
gestione fallimentare del CE.FO.P., come tali hanno il diritto di
conoscere le reali condizioni in cui versa il CE.FO.P., ottenere
risposte e soluzione al grave stato di disagio che, da ormai troppo
tempo, patiscono ed, infine, sapere quale sarà la sorte che li
attende;
oltre al danno legato alla mancata corresponsione delle somme
spettanti, i lavoratori registrano un ulteriore profondo e
disarmante disagio legato al fatto che la qualità della vita è
stata quasi annientata;
a fronte del doveroso mantenimento degli impegni di prestazione
d'opera, i lavoratori sono stati costretti a grandi mortificazioni
e a penose privazioni e, in molti casi, a ricorrere anche a forme
alternative di sostentamento;
non è ulteriormente accettabile e giusto che lavoratori a tempo
indeterminato, anche con anzianità che supera i 25 anni, si trovino
a vivere in uno stato di disagio e sofferenza che incide oltre che
nell'ambito lavorativo anche sulla salute fisica e mentale causando
un danno psico-fisico che si riflette sui rapporti familiari e
sociali;
le autorità preposte, politiche ed amministrative, hanno il dovere
di reagire promuovendo un dialogo ed un confronto aperto e
trasparente, adottando soluzioni a primaria tutela dei diritti
maturati dai dipendenti CE.FO.P.;
per sapere:
quale sarà la sorte degli stipendi pregressi non pagati, con
particolare riguardo alla posizione degli operatori che si occupano
degli interventi formativi propriamente detti (alcuni aspettano
novembre, dicembre e parte della 13a del 2009; ottobre, novembre,
dicembre, e parte della 13a del 2010; tutto il 2011, coperto dalla
cassa integrazione), nonché alla posizione dei lavoratori che si
occupano di servizi formativi (aspettano i 9/12 della 13a del 2010;
20% di febbraio 2011; tutto il 2011);
come si preveda di coprire la quota del 20 per cento degli
emolumenti, ad integrazione della cassa integrazione, posta
virtualmente a carico della Regione;
in relazione agli anni 2009 e 2010, in cui gli stipendi non sono
stati (interamente) versati, quale sia la posizione previdenziale
dei lavoratori;
se, in attesa di una soluzione definitiva della vicenda, non
ritengano di fornire accesso, a tutti i lavoratori interessati,
agli Atti di Sintesi dei lavori del tavolo tecnico, in ossequio ai
princìpi di trasparenza ed efficienza dell'azione pubblica». (2029)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
PANTUSO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 506
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno n. 506, accettato come
raccomandazione dal Governo nella seduta n. 250 del 30 aprile 2011,
è il seguente: Istituzione della festa del Santissimo Crocifisso
di Monreale (PA) .
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
«All'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che con l'approssimarsi del nuovo anno scolastico e per
effetto dell'entrata in vigore della legge 15 luglio 2011, n. 111
(conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98), recante 'Disposizioni urgenti per la
stabilizzazione finanziaria', la scuola siciliana, già in precarie
condizioni, è attraversata maggiormente da misure restrittive, da
caos organizzativo e da pesanti ripercussioni sulla qualità
dell'istruzione da garantire agli alunni e agli studenti;
considerato, in particolare, che con l'applicazione dell'articolo
19 - 'Razionalizzazione della spesa relativa all'organizzazione
scolastica', la scuola siciliana continua a pagare un prezzo
maggiore rispetto ad altre Regioni, basti pensare: alle
assegnazioni di immissioni in ruolo che, a fronte dei 30.600 posti
promessi dal Ministero, sembrerebbero previsti (a conti fatti), per
la Sicilia solo 125 posti a fronte di ben 7.000 previsti in
Lombardia;
al taglio delle classi, a cosa ciò significa in realtà difficili
come le città metropolitane siciliane e non solo, con i genitori
costretti a vagare di scuola in scuola per capire dove iscrivere i
figli;
all'accorpamento delle scuole con meno di mille alunni;
ritenuto che:
tale manovra, emersa dal contesto di crisi in cui versa l'Italia e
come misura urgente per contrastare l'emergenza finanziaria a cui è
esposto il nostro Paese, presentata come una semplice
razionalizzazione organizzativa ed economica, per quanto riguarda
il settore della scuola, che qui interessa, introduce in realtà
elementi di disarticolazione del sistema scolastico, con gravi
conseguenze sia sul piano della qualità dell'istruzione - diritto
costituzionale a tutti garantito -, sia sul piano delle prospettive
di lavoro per il personale docente e non docente;
la decisione di applicare tale presunta riforma, a poco più di un
mese dall'inizio del nuovo anno scolastico con la macchina
amministrativa già avviata nell'organizzazione delle classi,
dell'assegnazione dei docenti, getta nel caos gli uffici del
Provveditorato che si trovano ad affrontare tale emergenza insieme
alle altre conseguenze delle precedenti 'riforme' (organici
sottodimensionati, ai codici sballati di corrispondenza docenti,
graduatorie, locali adeguati);
per conoscere se intendano:
far slittare, almeno di un paio di mesi, il recepimento della
manovra in Sicilia per quel che riguarda il comparto della pubblica
istruzione, al fine di consentire agli uffici scolastici
provinciali di predisporre e organizzare in maniera più adeguata e
programmatica gli accorpamenti e le assegnazioni in modo da evitare
il caos e meglio rispondere alle esigenze sacrosante di qualità
organizzativa dei ragazzi;
predisporre un piano straordinario di costruzione di nuove scuole
e/o di ammodernamento delle esistenti, anche utilizzando i fondi
provenienti dai fondi FAS non spesi e da misure previste nei fondi
europei». (119)
FARAONE-APPRENDI-MATTARELLA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per l'economia, premesso che:
nel 2010 la crisi del gruppo 'Tirrenia' ha coinvolto la
'Si.re.mar' provocandone l'insolvenza;
il 16 settembre del 2010 la 'Si.re.mar' è stata ammessa alla
procedura di cui all'articolo 2 del decreto-legge 23-12-2003, n.
347, convertito con modificazioni in legge 18 febbraio 2004, n. 39
(cosidetta 'Legge Marzano'), ovvero all'amministrazione
straordinaria speciale. Questa procedura, se da un lato consente la
prosecuzione dell'attività dell'azienda beneficiaria, dall'altro
procura un danno grave alle aziende dell'indotto che vantano dei
crediti;
a seguito dell'ammissione all'amministrazione straordinaria
speciale, numerose aziende siciliane che, essendo risultate
aggiudicatarie di specifici bandi di gara, hanno effettuato lavori
e forniture per la società di navigazione, hanno di colpo scoperto
che i crediti vantati sono diventati inesigibili. Questa condizione
sta mettendo in crisi numerose aziende siciliane costrette a
ricorrere alla cassa integrazione e anche ai licenziamenti. A
titolo esemplificativo si riporta il caso del 'Cantiere Navale
Drepanum srl' di Trapani, che vanta crediti per 900.000,00 euro
(novecentomila euro), il cui mancato pagamento rischia di mandarlo
in fallimento;
i creditori siciliani della 'Si.re.mar' sono 345 tra piccole e
medie aziende siciliane (agenzie, cantieri navali, officine
meccaniche, ecc.) concentrate principalmente nelle città di
Trapani, Palermo e Messina, dando lavoro a circa 5.000 (cinquemila)
lavoratori;
altre compagnie di navigazione regionale, quali 'Ca.re.mar',
'Sa.re.mar' e 'To.re.mar', sono state trasferite alle rispettive
regioni senza mettere in crisi l'indotto. I danni che si stanno
verificando in Sicilia sono stati dunque per tempo scongiurati
nelle altre regioni;
si sta assistendo a un paradosso davvero inaccettabile, e cioè che
mentre la 'Si.re.mar' verrà probabilmente ceduta 'ripulita' dei
debiti, le aziende che per essa hanno lavorato - aggiudicandosi
regolari bandi di gara - saranno indotte al fallimento;
per conoscere cosa intendano fare per tutelare i creditori della
'Si.re.mar'». (120)
LO GIUDICE - GRECO - RAGUSA - CRISTAUDO - CAPPADONA -SAVONA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Comunicazione di ritiro di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che:
l'onorevole Cracolici, anche a nome degli altri firmatari, ha reso
noto di ritirare la mozione numero 278 «Iniziative urgenti volte ad
impedire i tagli alla scuola in conseguenza della legge n. 133 del
2008», depositata in data 30 giugno 2011 ed annunziata nella seduta
n. 268 del 5 luglio 2011;
l'onorevole Picciolo, anche a nome degli altri firmatari, ha reso
noto di ritirare la mozione numero 284 «Iniziative a livello
centrale per impedire la diminuzione degli organici della scuola
statale siciliana», depositata in data 13 luglio 2011;
con nota del 29 luglio 2011, pervenuta alla Segreteria generale in
pari data, (protocollata al n.6756/AulaPg dell'1 agosto 2011),
l'onorevole Maira, anche a nome degli altri firmatari, ha ritirato
la mozione numero 288 «Iniziative urgenti per scongiurare i tagli
del comparto scolastico in Sicilia», presentata in data 27 luglio
2011.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con nota del 26 luglio 2011,
pervenuta alla Segreteria generale in pari data (protocollata al n.
6701/AulaPg del 29 luglio successivo), l'onorevole Mattarella ha
ritirato l'interrogazione con richiesta di risposta scritta numero
1971 «Notizie sulla vertenza che oppone la Regione siciliana alla
società New Energy», presentata in data 5 luglio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Per la celebrazione del centenario della nascita dell'onorevole
Giuseppe La Loggia
Onorevoli colleghi, vorrei ricordare che nel 2011 ricorre il
centenario della nascita di Giuseppe La Loggia, Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana e anche Presidente della Regione
siciliana nella terza Legislatura, uomo di grande impegno politico,
la cui azione ha segnato in modo significativo la politica
dell'Isola.
L'Assemblea regionale siciliana lo ricorderà in quest'Aula il
prossimo 8 settembre, alle ore 11.30, con una cerimonia alla quale
presenzierà il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Invito, quindi, tutti voi a partecipare, invito che vi verrà anche
inviato ma, incalzando il mese di agosto, ne volevo dare
comunicazione in Aula per evitare che qualcuno, non consultando la
posta, possa dimenticare questo importante appuntamento.
Auspico, quindi, la presenza di tutti voi per celebrare la memoria
dell'illustre collega.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO, Signor Presidente, vorrei pregarla di dedicare un
minuto di silenzio di questo Parlamento per sottolineare il
disgusto che ognuno di noi ha provato nelle immagini di 25 giovani
vittime della speranza verso l'Europa. Venticinque persone morte in
pochi metri quadrati che ci ricordano i velieri olandesi e la
schiavitù che fu abolita in America nel 1860.
Vorrei quindi pregarla, con la sobrietà che la distingue, di
sospendere i lavori del Parlamento per un minuto perché la Sicilia
- nonostante non se ne abbia la dovuta consapevolezza - è il ponte
e l'attracco della speranza, di una rivoluzione democratica che
riguarda tanti paesi del nord Africa.
Quindi, ripeto, se lo riterrà opportuno, di fare osservare un
minuto di silenzio all'Aula, anche per sottolineare la nostra
partecipazione, il nostro sgomento e il nostro sdegno per ciò che è
accaduto.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, raccolgo il suo invito, anche se
improvvisato, poiché ritengo che venticinque vite umane meritino
questo momento di raccoglimento.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, desidero richiamare la sua attenzione
perché l'otto settembre comincia il congresso nazionale dell'UDC.
Capisco che è la data di nascita, però forse è possibile
commemorare l'illustre collega anche il giorno dopo.
Ho l'obbligo di fare notare che si tratta del congresso nazionale
del partito.
PRESIDENTE. Onorevole Adamo, mi piacerebbe poter disporre della
disponibilità del Presidente della Repubblica, ma capisce bene che
non ho ancora questa facoltà
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, qualora dovessimo iniziare l'esame
dell'ordine del giorno, onde evitare di sottolineare con delle
iniziative formali in Aula l'assenza o la presenza del numero
legale su un argomento che noi abbiamo, più volte, ritenuto
suscettibile di un approfondimento e, quindi, di un rinvio nella
sua trattazione alla prima occasione della ripresa dei lavori a
settembre, le chiediamo di riguardare con particolare attenzione la
necessità, che noi sottolineiamo, di fermare in questo momento,
qualora lo decidesse e qualora noi lo indicassimo formalmente, i
lavori d'Aula, per sostituire l'ordine del giorno con l'inserimento
dei due argomenti più importanti, di natura finanziaria, che sono
il rendiconto e l'assestamento, che oggi in Commissione Bilancio
abbiamo esitato con una celerità non immotivata, ma fondata proprio
sulla consapevolezza che alla fine di luglio scadeva il termine per
stabilire la quota di cofinanziamento regionale in materia
sanitaria e quindi tale urgenza ci induceva ad essere in
Commissione particolarmente solleciti e celeri.
Lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto senza presentare emendamenti o
iniziative che allungassero i termini e i tempi, lo abbiamo fatto
per consentire all'Aula di esaminare con immediatezza questi due
strumenti finanziari. Bene, noi riteniamo che a questo punto il
lavoro dell'Aula debba essere conseguente e così come veloce è
stato il lavoro in Commissione, altrettanto veloce dovrebbe essere
il lavoro in Aula. Essendoci l'assessore Armao, che è appena
arrivato, noi riteniamo che, non essendoci - almeno in questo
momento - visibilmente, ed è così, il numero legale, qualora noi
dovessimo verificarlo, proprio per non rilevarlo formalmente, se
vogliamo interrompere i lavori d'Aula e sostituire l'ordine del
giorno con i due strumenti finanziari, sarebbe sicuramente un
lavoro più proficuo e consentiremmo all'Aula, alla ripresa a
settembre, di lavorare più alacremente ma con maggiore
soddisfazione, sui contenuti aggiornati, approfonditi e rinnovati
del disegno di legge di riforma delle ASI.
La nostra proposta è quella di fermare i lavori d'Aula, la
sottoponiamo in questi termini ai colleghi parlamentari, di
sostituire l'argomento all'ordine del giorno con il rendiconto e
l'assestamento e procedere alla votazione dei due strumenti
finanziari per mettere in coda il disegno di legge sulle ASI ed,
eventualmente, decidere di affrontarlo successivamente.
MUSOTTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, la
proposta del collega Leontini in effetti non si può dire che è
completamente fuori posto o insensata, tenuto conto che il contesto
normativo, ma soprattutto le esigenze della Regione siciliana,
dell'Amministrazione in particolare, abbisognano di questi
strumenti finanziari.
L'unica cosa, Presidente, che vorrei sottolineare è che il disegno
di legge di riforma delle ASI ha avuto un iter tormentato,
travagliato, e credo che vi sia l'esigenza, che è stata
rappresentata da parte di tutti i colleghi, che questo disegno di
legge diventi legge.
Quindi, nel caso in cui si dovesse accedere alla proposta di
inversione dell'ordine del giorno, l'unica cosa che io chiedo, con
un impegno da parte di tutti i colleghi, che si continui fino alla
fine per portare in porto la proposta governativa di riforma delle
ASI.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tecnicamente non si può procedere
con una inversione dell'ordine del giorno perché l'ordine del
giorno, come sapete, reca come unici punti lo svolgimento di
attività ispettiva e l'esame del disegno di legge sulle ASI.
Pertanto dovremmo chiudere questa seduta, aprirne una successiva,
ovviamente a cinque minuti dalla chiusura della precedente, e dare
priorità ai documenti contabili. Su questo vorrei sentire il parere
dell'Aula e del Governo.
Non posso assumermi una responsabilità di questo tipo in
autonomia.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
capisco le esigenze che ci sono di portare avanti l'esame del
rendiconto e dell'assestamento di bilancio con le modifiche che
devono essere fatte adesso. Però, tenuto conto che c'è una riforma
che è ferma fra l'Aula e le commissioni da circa un anno, è giusto
dare una risposta ai territori, agli imprenditori, alle
associazioni, ai cittadini che aspettano questa norma. Il rinvio a
settembre o a ottobre è un rinvio strumentale.
Ora bisogna affrontare le cose per quelle che sono. Quest'Aula si
deve pronunciare se è d'accordo o non è d'accordo a fare la riforma
delle ASI. Se è d'accordo a togliere ottocento posti di
sottogoverno, se è d'accordo a ridurre da undici a uno i direttori
generale che costano alle tasche dei siciliani due milioni di euro
l'anno e che sono stati nominati nel 2001 dall'assessore per
l'industria e da un consulente di questo assessore, con una
delibera di Giunta e non con legge, e si sono equiparati gli
stipendi di direttori di ASI a quelli dei dirigenti generali della
Regione.
Oggi bisogna dare risposte precise. I cittadini, fuori, ce lo
chiedono.
Pertanto chiedo a quest'Aula di non invertire l'ordine del giorno,
di votare il disegno di legge sulle ASI e, dopo, di discutere sulla
programmazione finanziaria.
PRESIDENTE. Mi pare che ci sia contrarietà da parte del Governo,
non metterei neanche in votazione la proposta tranne che non vi
siano, da questo punto di vista, pareri favorevoli dell'Aula.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta del
nostro capogruppo è stata formulata per evitare che l'Aula, da qui
a qualche ora, si trovi in difficoltà con documenti finanziari
importantissimi per l'amministrazione ordinaria della Regione.
Il Governo si sta assumendo, immotivatamente, la responsabilità,
di cui noi non ci possiamo fare carico assolutamente, di mettere in
coda il disegno di legge di assestamento di bilancio obbligatorio,
considerato che il bilancio l'abbiamo votato con la previsione che,
al 31 luglio del 2011, già manca la parte di cofinanziamento del
comparto sanitario, quindi siamo in ritardo di qualche giorno e,
nello stesso tempo, dell'impossibilità che il Parlamento ha di
deliberare il consuntivo per liberare l'avanzo d'amministrazione.
Pertanto noi non ci assumiamo nessuna responsabilità su questo atto
che è gravissimo, che riguarda tutti i comparti della Regione e non
solo il comparto delle attività produttive, perché non muore
nessuno farlo o domani sera o questa notte.
C'è, da parte del Governo, un'arroganza ad andare avanti su una
cosa specifica mettendo da parte i documenti contabili
indispensabili e prioritari.
Rispetto a questo, noi faremo capire a tutti i siciliani che
questa irresponsabilità la dobbiamo portare alla luce facendo il
nostro lavoro, responsabile, di opposizione fino a quando il
Governo deciderà di interrompere i lavori e far cambiare l'ordine
del giorno.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la verità
rimango un po' sorpreso dal fatto che in quest'Aula non si possa
fare più un patto tra gentiluomini.
Le condizioni della Sicilia sono drammatiche, si combinano diversi
provvedimenti che sono in corso d'esame già da tanto tempo e si
utilizza sempre una posizione per cercare di impedire la
possibilità che si attivi un'accelerazione nell'approvazione dei
disegni di legge.
I colleghi del centro-destra, sia l'onorevole Leontini che
l'onorevole Mancuso, hanno sollevato un problema e, se fosse in un
quadro di accordo tra i partiti, sarebbe assolutamente corretto
dire: Bene, c'è un momento particolare, dobbiamo approvare
l'assestamento di bilancio e il rendiconto, riteniamo che in questo
momento, visto l'approssimarsi della chiusura della sessione
estiva, è fondamentale prelevarli perché non è che si possa fare
una nuova seduta con questi punti all'ordine del giorno .
Io mi sarei aspettato, onorevole Leontini, per la stima che ho nei
suoi confronti e nei confronti dell'onorevole Mancuso, che aveste
manifestato il vostro impegno ad esitare pure il disegno di legge
sui consorzi ASI. Un impegno che non può essere una furbizia,
proponendo di metterlo in coda, perché il tentativo maldestro di
dire approvate gli strumenti finanziari, dopodiché noi iniziamo un
atteggiamento di ostruzionismo oggettivo per impedire che si faccia
la legge , non mi pare che possa condurre a nessun approccio, a
nessun rapporto. Per questo motivo comprendo le motivazioni
dell'assessore Venturi, che in questo contesto sono corrette.
Se da parte del centro-destra si afferma in modo solenne in Aula
che il testo del disegno di legge di riforma delle ASI, che è lo
strumento fondamentale che fa capo ad una maggioranza, comunque non
troverà un atteggiamento ostruzionistico o di ostacolo - cosa che
invece è stata dichiarata -, se matura questo contesto, io chiedo
al Presidente dell'Assemblea di sospendere per qualche minuto i
lavori al fine di raggiungere questo obiettivo.
Se, invece, la posizione rimane quella di voler approvare gli
strumenti finanziari, perché attraverso gli strumenti finanziari
impediamo che il Parlamento approvi il disegno di legge di riforma
delle ASI, ovviamente noi non possiamo fare altro che andare
avanti.
Essendo personalmente molto disponibile a trovare un terreno di
confronto nel Parlamento, al di là del ruolo di maggioranza e di
opposizione, valuterei, sentiti almeno un componente per Gruppo,
soprattutto il capogruppo del PDL, se è possibile trovare un
terreno di intesa in modo da fare l'uno e l'altro provvedimento
entro la giornata di domani.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che in
questa Aula ci si debba dividere tra buoni e cattivi, e i buoni
sono coloro che vogliono portare avanti le riforme, con l'assessore
che fa un appello drammatico perché in questo momento la Sicilia
attende la riforma delle ASI.
Signor Presidente, vorrei ricordare - lei era in Aula come me e
come tanti altri - che si stava portando avanti un percorso che era
esattamente il contrario della linearità democratica perché,
addirittura, in alcuni articoli si pensava che gli strumenti
fondamentali, come i piani regolatori, dovessero essere affrontati
da persone nominate dal Presidente della Regione, in dispregio alla
stessa territorialità, in dispregio alla necessità che deve
avvertire chi ha una sensibilità democratica di sentire le
associazioni dei comuni, delle province: insomma, un vero
pasticcio
E si cerca qui di ostentare questo percorso riformista, questo
percorso di persecuzione nei confronti di chi non vuole fare le
riforme, o lo si addita al pubblico ludibrio.
Io penso che il PDL in questi anni, pur avendo subìto le angherie
che ha subìto, pur avendo dovuto sottostare a decisioni molto
discutibili, pur vedendo cancellato il ruolo dei cittadini, ha
sempre mantenuto, caro onorevole Speziale, un atteggiamento
prudente, responsabile e anche coerente.
In altre occasioni abbiamo visto che, purtroppo, il Gruppo che
sostiene il Governo - non lo chiamo neanche maggioranza - ha usato
atteggiamenti di prevaricazione.
Signor Presidente, le ricordo che ha dovuto interrompere i lavori
e convocare la Commissione per il Regolamento per non farci poi
discutere la mozione di sfiducia o di censura all'onorevole Russo,
nonostante questo fosse stato concordato in Conferenza dei
Capigruppo.
Qui si privilegia, allora, una parte delle riforme, un settore. Si
vuole andare avanti per forza, per mostrare i muscoli, per fare
vedere che si è forti, e questo non c'entra assolutamente con
l'interesse dei siciliani.
Poc'anzi l'onorevole Limoli mi diceva che nessuno gli ha chiesto
questa riforma, e neppure a me; forse la chiedono ad altre persone,
all'onorevole Leanza, all'assessore Venturi, ma a noi non l'hanno
chiesta. E questo non penso che non sia importante, assessore.
Se vogliamo fare un percorso che guardi agli interessi generali, e
quindi guardi il tutto rispetto al particolare, oggi noi siamo
disponibili ad andare avanti, così come è avvenuto in Commissione,
con uno strumento che interessa tutta la Regione siciliana e quindi
tutti i siciliani, cioè l'assestamento di bilancio. In politica,
bisogna capire che bisogna andare avanti quando è possibile andare
avanti.
Oggi ci sono moltissime assenze in Aula e noi andremmo avanti tra
scontri e scarsi incontri.
L'onorevole Musotto, capogruppo del Movimento per le Autonomie,
diceva bene quando accennava al farci guidare dal buon senso,
contingentare i tempi e vedere dove si arriva e quale potrebbero
essere le presenze in Aula. Non ci sono atteggiamenti preconcetti
nei confronti delle riforme purché siano buone riforme, riforme che
guardano realmente agli interessi dei siciliani.
Non giova dire che da un anno aspettiamo questa riforma perché
abbiamo visto, sin dalle prime battute, che questa riforma, che era
iniziata male, stava procedendo malissimo, stava portando a scontri
sul territorio, stava portando ad inefficienze, all'approvazione
degli articoli che avrebbero cancellato il ruolo dei consigli
comunali.
Onorevole Speziale, questa è una riforma che, se portata avanti,
se fatta bene, certamente verrà accettata dal Popolo della Libertà
con molto entusiasmo, e noi collaboreremo per migliorarla.
Ma non vi è tutta questa urgenza, non vi è tutta questa necessità
di accendere un altro scontro in Aula, atteso che c'é una posizione
ufficiale del Gruppo del PDL, espressa dall'onorevole Leontini.
Questa è la posizione di tutto il Gruppo parlamentare, ma è una
posizione che deve suggerire al Governo, oltre che alla Presidenza,
un momento di riflessione e anche di responsabilità.
Affrontiamo il disegno di legge sull'assestamento, vediamo dove si
arriverà, lo si farà celermente e poi dopo, responsabilmente, ci
confronteremo.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, vorrei
che l'assessore Venturi mi ascoltasse perché cercherò di fare un
ragionamento di assoluta onestà intellettuale, e mi rivolgo
soprattutto all'onorevole Speziale, al quale riconosco questa
onestà intellettuale.
Mi chiedo e chiedo a che titolo intervenga l'onorevole Speziale
perché, siccome gli riconosco alti meriti, forse ha sostituito il
capogruppo, in quanto non vedo in Aula né il capogruppo né il
segretario politico. Vorrei capire se il suo intervento rispecchia
quanto voluto dal suo Gruppo parlamentare. Non è provocatorio,
onorevole Speziale, e vado al merito della questione.
Signor Presidente, la settimana scorsa si è svolta una riunione
tra il Presidente della Regione e i capigruppo di opposizione.
Ebbene, in quella occasione il Presidente Lombardo ha dato
disponibilità al rinvio di questo disegno di legge, ritenendo
prioritari altri disegni di legge.
Non possono i colleghi del Partito Democratico, e soprattutto
l'onorevole Speziale, darci lezioni di agibilità d'Aula. E questo
perché noi del PID non abbiamo mai fatto alcuna attività di
ostruzionismo nei confronti di questo disegno di legge. Abbiamo
mantenuto, su un tema così delicato, assoluta sobrietà e devo
ricordare - evidentemente, i colleghi del Partito Democratico hanno
memoria corta - che non siete riusciti ad esitare questo disegno di
legge neanche in assenza della opposizione, perché è stato
l'onorevole De Benedictis a chiedere il rinvio della trattazione di
questo disegno di legge in una seduta in cui noi non eravamo
presenti.
Rispetto a questi fatti, io dico all'assessore Venturi, posto che
il tema è delicato, che deve chiedere alla sua maggioranza e al
Presidente della Regione se davvero questo disegno di legge lo
vogliono oppure no. Io ho la sensazione che a non volere questo
disegno di legge sia la maggioranza e il Governo e non
l'opposizione, che legittimamente fa il suo dovere segnalando le
crepe che via via vengono fuori in questa pseudo maggioranza
ribaltonista.
Per quanto ci riguarda, riteniamo che questo disegno di legge
potrebbe essere - qualora venisse davvero approvato - una riforma
importante, ma riteniamo che la responsabilità del suo esito sia a
totale carico della maggioranza di governo e riteniamo soprattutto
che sia necessario, oggi e non oltre, che la maggioranza sia
consequenziale con quello che dice.
Se volete che questo disegno di legge diventi legge, mettetevi
d'accordo e portateci un progetto reale, altrimenti finite di
coprire i vostri problemi e le vostre spaccature addebitandoli a
strumentalizzazioni che l'opposizione, che svolge il suo ruolo
istituzionale, non ha mai posto in essere.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, apprezzate le considerazioni di
alcuni deputati, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle
ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.12, è ripresa alle ore 17.29)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in ordine alla trattazione dei documenti finanziari che
questa mattina la Commissione Bilancio ha approvato, il rendiconto
e l'assestamento tecnico, sarebbe opportuno che si trattasse il
rendiconto - che, come opportunamente è stato evidenziato dagli
interventi che mi hanno preceduto, consente di liberare l'avanzo di
amministrazione proprio per le finalità connesse all'assestamento -
e che, invece, l'assestamento si trattasse nella prossima seduta
dell'Assemblea perché domani mattina, alle ore 9.00, è previsto un
CIPE che, al punto quattro all'ordine del giorno, reca le decisioni
da assumere sui Fas, sui Par Fas regionali. Come voi sapete, la
Regione siciliana, avvalendosi di una prescrizione normativa al
riguardo, cui già altre regioni hanno fatto ricorso, ha chiesto
l'utilizzazione di quota parte del Fas per coprire le rate di mutuo
di un quadriennio e, quindi, concorrere e compartecipare secondo la
percentuale del 49,11 alla spesa sanitaria.
L'assestamento ha la stessa finalità e, quindi, è una decisione
che va assunta solo dopo che le biglie saranno ferme in ordine alla
valutazione dello Stato circa la concessione della possibilità per
la Sicilia di avvalersi dei fondi Fas o meno. Sicché, in termini di
priorità logica, è opportuno attendere la decisione del CIPE e solo
dopo assumere la decisione sull'assestamento, poiché evidentemente,
laddove il Cipe concedesse questa possibilità, l'assestamento
avrebbe un contenuto diverso, in quanto non utilizzeremmo l'avanzo
di amministrazione per coprire la compartecipazione sanitaria.
Signor Presidente, se fosse possibile, si potrebbe trattare subito
il rendiconto, poi lasciare il tempo residuo per l'analisi degli
articoli successivi, ancora da esaminare, del disegno di legge
sulle ASI e l'IRSAP e procedere domani con l'assestamento.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, la seduta è rinviata ad
oggi, 2 agosto 2011, alle ore 17.35, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) «Rendiconto generale dell'Amministrazione regionale per
l'esercizio finanziario 2010»
Relatore: on. Savona
2) «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (605-242-362-577/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
3) «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2011» (769/A)
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 17.32
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Attività produttive»
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
la decisione dei dirigenti aziendali di FIAT ha penalizzato in
modo grave la Sicilia in quanto è stata determinata la volontà
della definitiva chiusura dello stabilimento di Termini Imerese
(PA);
la decisione dei vertici aziendali, oltre a pregiudicare il
diritto al lavoro dei dipendenti dello stabilimento siciliano,
penalizza anche lo sviluppo industriale dell'Isola;
la FIAT nel tempo ha avuto e ricevuto numerosi sostegni, anche di
natura finanziaria, dalla Regione siciliana;
considerato che:
la definitiva chiusura dello stabilimento compromette il futuro
occupazionale degli attuali dipendenti di Termini Imerese nonché lo
sviluppo economico ed industriale siciliano;
per la soluzione per lo stabilimento, si è appreso di una
sottoscrizione di un protocollo d'intesa con l'imprenditore Gian
Mario Rossignolo il cui progetto è stato valutato, positivamente,
dall'Invitalia quale advisor incaricato dal Ministero
dell'economia, per la valutazione delle proposte sullo stabilimento
di Termini Imerese;
tale scelta appare inidonea in quanto vi sono dubbi
sull'affidabilità dell'impresa Rossignolo. Sarebbe emerso, infatti,
che alcuni progetti per lo sviluppo economico del predetto
imprenditore nella Regione Calabria ed altri quali Delfai e
Pininfarina, si sono rilevati dannosi per gli enti pubblici
coinvolti. Inoltre, la scelta del progetto di Rossignolo appare
preoccupante atteso che il suo braccio destro' Malvino è stato
coinvolto in alcune vicende giudiziarie in Calabria;
tale situazione non offre garanzie di solidità e affidabilità;
ritenuto che:
vi è il rischio che le già precarie condizioni dello stabilimento
FIAT di Termini Imerese potrebbero ulteriormente aggravarsi con la
scelta del progetto avanzato dall'imprenditore Rossignolo;
gli interventi finanziari pubblici finalizzati al predetto
progetto potrebbero rilevarsi rischiosi sia per il futuro dello
stabilimento di Termini Imerese sia per il futuro occupazionale ed
economico in generale poiché vi può essere il timore della non
affidabilità di Rossignolo e delle ripercussioni negative di
un'eventuale operazione fallimentare come le precedenti;
per sapere:
i criteri in base ai quali abbia individuato il progetto proposto
dall'imprenditore Gian Mario Rossignolo, in merito alla vicenda
dello stabilimento FIAT di Termini Imerese;
nel dettaglio i contenuti dell'operazione e la garanzie che lo
stabilimento FIAT di Termini Imerese non subirà ripercussioni in
negativo». (1321)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta quanto segue.
Com'è noto, il 16 febbraio 2011 è stato firmato apposito Accordo
di programma tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione
Siciliana per la disciplina degli interventi di riqualificazione e
reindustrializzazione del Polo Industriale di Termini Imerese.
Il superiore Accordo è stato anche sottoscritto, per quanto di
competenza, dalla Provincia regionale di Palermo, dal Comune di
Termine Imerese, dal Consorzio ASI di Palermo, dall'Agenzia
Nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo
d'impresa s.p.a. (INVITALIA) e da FIAT Group Automobiles s.p.a.
Dall'accordo citato si evince che il Ministero dello sviluppo
economico ha conferito all'Agenzia firmataria dell'accordo
l'incarico di eseguire l'analisi e i necessari approfondimenti
tecnici delle iniziative imprenditoriali oggetto delle
manifestazioni di interesse presentate da soggetti interessati ad
investire nel Polo industriale di Termini Imerese, mentre la
Regione siciliana, con apposita deliberazione della Giunta
regionale, ha autorizzato il cofinanziamento dell'accordo per un
importo complessivo di 350 milioni di euro, di cui 150 milioni a
valere sulle risorse stanziate dall'articolo 111 della l.r.
n.11/2010 finalizzate all'implementazione delle opere di carattere
infrastrutturale e 200 milioni a valere sulle risorse della linea
di azione 6.4 Contratti di Sviluppo del vigente PAR FAS
2007/2013.
Sempre dal citato Accordo di programma si evince come siano
affidate all'Agenzia le procedure di competenza delle
Amministrazioni centrali e la stessa è stata individuata quale
soggetto che provvede all'attuazione degli interventi, attraverso
anche la preliminare istruttoria tecnica dei progetti di
investimento ed erogazione dei contributi previsti alle imprese
agevolate.
In seguito a espresso invito a manifestare interesse per la
riconversione del Polo Industriale di Termini Imerese, pubblicato
il 14 giugno 2010 sul sito web e il 15-22 giugno 2010 sulle
maggiori testate giornalistiche nazionali e internazionali,
economico-finanziarie e di settore, sono pervenute, all'Agenzia
diverse manifestazioni di interesse, fra cui quella della Ditta
richiamata nell'interrogazione oggi riscontrata. E' altresì
scaduto l'8 luglio 2011 il termine comunicato dal Ministero per la
ricezione dei piani industriali delle imprese proponenti, al fine
della valutazione di merito (sempre da parte di Invitalia) della
loro selezionabilità. Non si ha al momento notizia se la ditta
citata nell'interrogazione abbia presentato il piano industriale.
Da quanto detto emerge chiaramente che per legge la valutazione
dei requisiti sia finanziari che morali del soggetto proponente e
della valutazione dell'insieme della proposta progettuale compete
ad INVITALIA, la quale ha già iniziato l'iter istruttorio delle
manifestazioni di interesse pervenute di cui al momento non ne
conosciamo il contenuto. Superfluo sottolineare come per diventare
beneficiario il soggetto interessato deve dimostrare di disporre
dei mezzi finanziari e delle relative garanzie bancarie nonché di
possedere i requisiti morali richiesti dalla vigente normativa in
materia.
In ogni caso, sarà cura della Regione siciliana esprimere
compiutamente le proprie valutazioni nelle sedi competenti nel
momento in cui sarà chiamata a tale adempimento, alla luce anche
delle informazioni che saranno fornite attraverso la documentazione
di rito e dalle risultanze istruttorie declinate dalla competente
Agenzia».
L'Assessore
dott.
Marco Venturi
TERMINE-DI BENEDETTO. - «All'Assessore per le attività produttive,
premesso che:
nella GURS n. 4 del 21 gennaio 2011 è stato pubblicato il decreto
del 24 dicembre 2010 relativo al calendario delle fiere, delle
mostre e delle esposizioni a carattere regionale per l'anno 2011;
nell'elenco delle iniziative, distinte per provincia, ne sono
previste 21 a Catania, 11 a Messina, 2 a Trapani ed 1 ad Agrigento;
rilevato che non risulta nessun evento a Palermo, Caltanissetta,
Enna, Siracusa e Ragusa;
per sapere:
se siano state presentate altre istanze e a quali province fanno
riferimento;
quali siano stati i criteri adottati nell'accertamento dei
requisiti necessari per accedere al calendario delle manifestazioni
fieristiche per il 2011». (1667)
Risposta. - «Con riferimento alle questioni poste dall'onorevole
interrogante, si rappresenta che questa Amministrazione regionale,
con D.D.G. n. 3578/10 s. del 24 Dicembre 2010, pubblicato in GURS:
la n. 4 del 21 gennaio 2011, ha approvato il calendario delle
fiere, mostre ed esposizioni regionali per l'anno 2011.
I Criteri adottati per il riconoscimento delle istanze pervenute e
per la definizione del calendario ufficiale sono quelli determinati
nel D.P.R.S. n. 44 del 3 settembre 1997 e precisamente:
Inoltro istanza di riconoscimento dal parte del soggetto
richiedente entro e non oltre il 31 maggio dell'anno precedente
quello in cui la manifestazione in oggetto dovrebbe tenersi;
Relazione completa ed approfondita di tutte le informazioni circa
la manifestazione fieristica, le sue finalità, i settori
merceologici di riferimento, le dimensioni dell'area interessata,
le effettive dotazioni di struttura e servizi, nonché l'idoneità
accertata degli stessi;
Il piano finanziario dell'evento;
L'eventuale segnalazione dell'attività di vendita preventivata;
La dichiarazione di disponibilità dell'Amministrazione titolare
dell'area all'uso del suolo pubblico nel caso in cui la
manifestazione non si svolge nell'ambito del quartiere degli Enti
Autonomi Fieristici o di altre idonee sedi espositive;
Il programma di massima di eventuali manifestazioni collaterali.
Va altresì evidenziato come nessuna istanza sia pervenuta presso
questo Assessorato entro i termini previsti dal D.P.R.S. sopra
citato, da parte di soggetti proponenti appartenenti alle Province
di Caltanissetta, Enna, Siracusa e Ragusa;
Per quanto concerne la Provincia di Palermo, non sono state
riconosciute idonee le istanze presentate dalla Società Ferla and
Ferla s.r.l. e delle Associazioni Culturali: Palermo Brocante e
Appuntamenti di Antiquariato , in quanto le predette istanze sono
risultate incomplete della documentazione richiesta dalla normativa
vigente.
Inoltre le manifestazioni denominate Medial , Mediarea e
Abitaly , presentate dall'Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo di
Palermo, sono pervenute fuori dai termini temporali previsti dal
D.P.R.S. n. 44/97 e pertanto dichiarate non ammesse.
Dunque il calendario ha previsto le manifestazioni, suddivise per
Provincia di riferimento, in quanto risultate idonee e dunque
ammesse e pubblicate in GURS: la n. 4 del 21 gennaio 2011».
L'Assessore
dott.
Marco Venturi
FALCONE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
attività produttive, premesso che con legge nazionale n. 266/2002
veniva istituito il documento unico di regolarità contributiva
(DURC) per semplificare la partecipazione delle imprese private ad
appalti pubblici;
considerato che successivamente tale norma è stata integrata dalla
riforma Biagi per poi essere estesa anche ad altre categorie;
preso atto che l'art. 11 bis del decreto-legge n. 78/2009,
convertito con modificazioni in legge n. 102/2009 ha, infine,
esteso la disciplina del DURC (documento di regolarità
contributiva) agli imprenditori commerciali che operano su mercati,
fiere, piazze e comunque su aree pubbliche;
tenuto conto che secondo la superiore normativa gli operatori
ambulanti che non sono in regola con il detto adempimento non
possono ottenere da parte dei comuni di appartenenza le relative
autorizzazioni al commercio su aree pubbliche e che, entro il 31
gennaio di ogni anno, i comuni devono verificare la sussistenza del
DURC, pena la revoca della licenza;
preso atto che alcuni mesi addietro, l'Assessore per le attività
produttive ha incontrato i sindacati di categoria per informarli
sulla nuova normativa e sui conseguenti adempimenti da porre in
essere, creando non poco allarmismo negli operatori ambulanti;
visto che la potestà legislativa in materia di autorizzazioni
all'esercizio di attività commerciali su aree pubbliche spetta alle
Regioni;
considerato che i sindacati di categoria hanno manifestato al
Governo regionale la loro volontà di adeguarsi alla normativa
nazionale, dando però l'opportunità a tutti di regolarizzare la
propria posizione dinanzi ad INPS ed INAIL;
per sapere, alla luce di quanto sopra esposto se non s'intenda
addivenire ad una proposta di legge di settore che tenga conto
delle esigenze del comparto, eventualmente, prevedendo una
moratoria dell'applicabilità della detta norma, al fine di
consentire a tutti gli imprenditori commerciali su aree pubbliche
di regolarizzare la loro posizione contributiva e allinearsi, così,
alle altre categorie produttive che sono soggette all'obbligo del
DURC». ( 1732)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto si
rappresenta quanto segue.
Com'è noto, l'articolo 11bis del D.L. n. 78 dell'1 luglio 2009,
ha modificato l'articolo 28 del decreto legislativo 114 del 31
marzo 1998 relativo al commercio su aree pubbliche, nella parte in
cui obbliga i comuni ad acquisire il DURC (documento unico di
regolarità contributiva) per il rilascio di nuove autorizzazioni o
per il rinnovo di precedenti autorizzazioni per l'esercizio di
commercio su aree pubbliche (mercatisti, itineranti e fieristi).
Tuttavia, la superiore norma ha ingenerato negli operatori di
settore diffuse perplessità in merito alla sua effettiva
compatibilità con le vigenti disposizioni legislative regionali in
materia di commercio, tanto da spingere il Coordinamento Tecnico
delle Regioni a chiedere apposito parere al Ministero competente
circa l'applicabilità diretta o meno di detta norma nelle Regioni,
anche in assenza di apposita legislazione di recepimento.
Il Ministero, con nota del 6 novembre 2009 ribadiva
l'applicabilità delle superiori disposizioni alle Regioni anche in
assenza di normativa regionale di recepimento.
Questa Amministrazione, pertanto, anche in virtù delle
disposizioni di cui all'articolo 22, comma 1, della l.r. 18/95
relativa al commercio su aree pubbliche, che operano un rinvio
dinamico alla normativa statale per quanto non previsto nella
medesima legge regionale, con circolare assessoriale n. 6 del 28
dicembre 2009, ha reso partecipi i Comuni e le Camere di Commercio
Siciliani dell'applicabilità nel territorio della Regione siciliana
della normativa statale relativa al DURC per gli esercenti il
commercio su aree pubbliche.
Invero, l'articolo 2 comma 12 della legge n. 191 del 23 dicembre
2009, recante ad oggetto Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge Finanziaria per
l'anno 2010), ha sostituito la superiore normativa delegando alle
Regioni la decisione o meno di subordinare il rilascio
dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività commerciale su
aree pubbliche alla presentazione del DURC.
Questa Amministrazione ha ritenuto, pertanto, di dovere, alla luce
della Novella legislativa, aggiornare le disposizioni
precedentemente impartite, disponendo, con la circolare n. 1 del 27
gennaio 2010, che, in assenza di apposita normativa regionale, Nel
territorio della Regione Siciliana l'autorizzazione all'esercizio
dell'attività su aree pubbliche può essere rilasciata anche senza
la presentazione preventiva del DURC da parte della Ditta
interessata .
Conclusivamente, e in assenza di nuove disposizioni legislative
statali, compete alle Regioni decidere l'estensione o meno
dell'Istituto del DURC al settore commerciale su aree pubbliche.
A tal fine si ritiene doveroso informare codesta Assemblea di
avere dato disposizioni agli Uffici posti alla mia diretta
collaborazione di predisporre apposito disegno di legge di riforma
della disciplina generale del commercio la cui bozza sarà pronta in
questi giorni per essere sottoposta al vaglio delle Associazioni di
categoria e della giunta di Governo, nel cui testo potrebbero
trovare posto gli orientamenti che dovessero emergere, sia da parte
del mondo sindacale e imprenditoriale che politico, sulla
questione posta dall'atto ispettivo riscontrato».
L'Assessore
dott. Marco
Venturi
LENTINI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
attività produttive, premesso che:
i consorzi per le aree di sviluppo industriale costituiscono enti
pubblici non economici, dotati di personalità giuridica, sui quali
la Regione esercita la duplice funzione di direzione (indicando
propri rappresentanti negli organismi) e di vigilanza e controllo;
il consorzio ASI di Palermo, oltre all'espletamento delle funzioni
d'istituto, ha assunto - a vario titolo - la gestione di ulteriori
iniziative per le quali si è avvalso e si avvale di personale
esterno;
in particolare, il consorzio ha assunto, in forza di una
convenzione sottoscritta a suo tempo fra il Ministero del lavoro e
la società Italia Lavoro s.p.a., la funzione di soggetto attuatore
del progetto 'In.la.- Sicilia';
il consorzio ha emesso un avviso, a firma del 'Presidente della
cabina di regia', per la selezione di 32 soggetti cui conferire
incarichi di collaborazione coordinata e continuativa, avviso
peraltro pubblicato sui siti internet www.asi.palermo.it e
www.casip.it, impropriamente, fra i 'bandi di gara';
il termine per la presentazione delle istanze di partecipazione
alla sopra menzionata selezione, inizialmente fissato per le ore
12,00 del giorno 4 marzo 2011, è stato, inspiegabilmente, spostato
al medesimo orario del giorno 8 marzo, con una 'comunicazione' a
firma dello stesso 'Presidente della cabina di regia', senza
l'indicazione di alcuna motivazione, in totale spregio della
vigente normativa in materia di procedimenti amministrativi;
il citato 'Presidente della cabina di regia', soggetto esterno al
consorzio ASI, risulta egli stesso titolare di un incarico da parte
del consorzio;
atteso che:
non risulta, quanto al contenuto dei 'bandi' emessi, alcuna misura
di garanzia e/o agevolazione per il personale già utilizzato, da
più anni, in forme precarie e per affini mansioni e compiti, dallo
stesso ente;
è suscettibile di destare sospetto tanto l''avviso', quanto - a
fortiori - il differimento dei relativi termini, per la selezione
dei soggetti destinati alla gestione del progetto `In.La Sicilia';
in relazione al merito ed alla forma degli strumenti di selezione
del personale sembrano emergere criticità circa la conformità degli
stessi ai principi, costituzionalmente sanciti, di imparzialità e
buon andamento delle amministrazioni pubbliche;
appare concreto il rischio che si generi, a seguito delle
procedure sopra esposte, nuovo precariato, in contrasto con le
esplicite intenzioni espresse dal legislatore regionale e dallo
stesso Governo della Regione;
emergono significative e fondate obiezioni circa la legittimità
degli atti posti in essere dal 'Presidente della cabina di regia',
atteso che lo stesso si trova in posizione di fattuale dipendenza
dal consorzio ASI di Palermo, in pratica nella triplice veste di
'decisore', 'controllato' e 'controllore';
dal quadro sopra delineato appaiono come verosimili gravi
violazioni delle vigenti normative - comunitarie, nazionali e
regionali - in materia di enti sottoposti alle funzioni di
direzione, coordinamento, vigilanza e controllo da parte della
Regione;
per sapere:
se siano conformi alla vigente normativa gli atti adottati dal
consorzio ASI di Palermo per il reclutamento del personale
destinato alla gestione del 'Progetto In.La.';
quali siano i criteri e le modalità con cui il consorzio ASI di
Palermo ha selezionato i soggetti esterni cui affidare incarichi
e/o consulenze nell'ultimo triennio e se, per gli stessi soggetti,
l'ente possa dimostrare la regolarità delle relative posizioni
contributive e previdenziali;
in particolare, quali azioni intendano intraprendere nei confronti
del Consorzio ASI di Palermo, per garantire la piena applicazione
delle norme comunitarie, statali e regionali in materia di
trasparenza e buon andamento dell'amministrazione pubblica, in
fatto di gestione e di selezione del personale;
se sussistano criticità circa la posizione giuridica del
'Presidente della cabina di regia', atteso che lo stesso è
sistematicamente retribuito dal consorzio ASI e sulla legittimità
degli atti dallo stesso assunti;
se gli atti prodotti dal citato 'Presidente della cabina di regia'
siano legittimi e se lo stesso sia in possesso dei requisiti per
ricoprire la detta carica e/o a porre in essere gli atti sopra
richiamati e se l'eventuale loro illegittimità possa determinare
conseguenze a carico della Regione;
quali iniziative intendano intraprendere a garanzia dei principi
di legalità, trasparenza, efficienza e buon andamento delle
pubbliche amministrazioni, nonché delle reiterate statuizioni per
cui è fatto divieto alla Regione ed alle amministrazioni ed agli
enti sottoposti a vigilanza e controllo regionale di porre in
essere atti forieri di generare nuovo precariato e/o eludere o
aggirare le previsioni costituzionali in materia di pubblico
impiego e di espletamento di pubblici uffici;
quali siano le eventuali responsabilità, giurisdizionalmente
riconoscibili e non, a carico dei soggetti che hanno posto in
essere gli atti sopra dedotti e se appaia opportuno, conformemente
alla vigente disciplina, mantenere gli stessi nell'attuale carica
e/o assumere gli opportuni provvedimenti affinché le
amministrazioni pubbliche siano poste nella più opportuna
condizione affinché la collettività non debba rispondere del
cattivo operato di chi, eventualmente chiamato ad operare per gli
interessi della stessa, abbia in qualunque modo agito non in piena
conformità alle vigenti normative;
se la posizione dei componenti degli organi amministrativi del
consorzio ASI di Palermo, alla luce di quanto sopra richiamato,
appaia compatibile con la vigente normazione e/o se a carico dei
componenti degli stessi organi si possano determinare profili di
responsabilità giurisdizionalmente riconoscibili e/o suscettibili
di determinare danni a carico della Regione;
quali iniziative intendano adottare in relazione alle criticità
sopra esposte». (1764)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Il Dipartimento dell'Assessorato attività produttive,
con nota 1726 del 04/05/2011, ha rappresentato i chiarimenti al
riguardo forniti dal Consorzio e dai quali si evince che per quanto
riguarda le procedure adottate per il conferimento degli incarichi
di collaborazione coordinata e continuativa a sostegno del progetto
INLA SICILIA, il Consorzio ASI di Palermo ha seguito gli iter
procedurali prescritti dal proprio Regolamento che è mutuato dallo
schema regolamentare allegato alla circolare n. 2/2008 del
Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Sicilia, recante
le disposizioni della legge n. 244/2007 in tema di collaborazioni
esterne .
Con specifico riferimento all'avviso richiamato dall'onorevole
interrogante, va detto che il Consorzio ASI di Palermo, in ossequio
alla già richiamata circolare n. 2/2008, ha inteso darne
pubblicazione tanto nell'Albo Consortile, che sul proprio sito web
istituzionale.
Il termine per la presentazione delle istanze, richiamato
nell'atto ispettivo in oggetto, stabilito dall'articolo n. 3 comma
1 del Regolamento consortile, è stato prorogato almeno dieci
giorni lavorativi su indicazione formale di Italia lavoro, a
seguito della richiesta di parere formulata dal Presidente della
Cabina di Regia.
Inoltre, in ragione del fatto che l'avviso è stato pubblicato con
24 ore di ritardo rispetto alla richiesta di pubblicazione
formalizzata dal Presidente della Cabina di Regia, al fine di
evitare il mancato rispetto dei termini stabiliti da Italia Lavoro,
il Consorzio ha prorogato i termini di presentazione, in ossequio a
quanto sopra stabilito, garantendo in tal modo il pieno rispetto
del principio di pubblicità, ex articolo n. 35, comma III, lettera
a del D.Lgs. 165/2001.
Per ciò che concerne la ventilata utilizzazione di personale
precario impiegato presso il Consorzio ASI di Palermo (già peraltro
ampiamente utilizzato per mansioni interne), va evidenziato che non
risultano figure che abbiano svolto o che svolgano mansioni o
compiti affini o in qualche modo riconducibili alle finalità ed
alla tipologia del progetto in questione.
Per quanto concerne le modalità ed i criteri adottati per la
selezione del personale, la selezione si è effettuata con procedura
comparativa, così come previsto dall'articolo 4 del Regolamento
consortile e dalla Circolare n. 2/2008.
Va detto che, dando seguito alle delucidazioni sollecitate da
questo Assessorato, si è ottenuta la sospensione temporanea delle
successive contrattualizzazioni, da parte degli organismi
competenti.
Infine, relativamente alla eventuale sussistenza di elementi di
criticità circa la posizione giuridica del Presidente della Cabina
di Regia e, conseguentemente, alla legittimità degli atti da lui
posti in essere, si precisa che questi è ad oggi Consigliere del
Comitato Direttivo del Consorzio ASI di Palermo e destinatario di
un compenso mensile lordo di 604,00 euro, per l'espletamento della
carica, determinato dalle norme regionali vigenti in materia.
Peraltro appare utile evidenziare che tutti gli atti esitati dalla
cabina di regia e dal Capo progetto sono stati periodicamente
sottoposti al vaglio e controllo dell'organo di vigilanza, Italia
Lavoro, che li ha regolarmente approvati».
L'Assessore
dott.
Marco Venturi
Rubrica «Autonomie locali e Funzione pubblica»
GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che in data 24
settembre 2010, nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
12 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato il bando relativo
al concorso pubblico per titoli e colloquio, per la copertura a
tempo indeterminato, part-time, di n. 1 posto di istruttore
amministrativo, categoria C, mediante avviso di mobilità esterna,
ai sensi dell'art. 30, decreto legislativo 165/2001, indetto dal
comune di Santo Stefano Quisquina (AG);
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali (...)' per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25, è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali del suddetto bando di
concorso del comune di Santo Stefano Quisquina (AG), atteso che la
legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso per
soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 12 - Serie
speciale concorsi - del 24 settembre 2010, onde garantire il
rispetto della normativa vigente e dei princìpi inderogabili della
trasparenza nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica
amministrazione e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della
medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1660)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «Con l'atto di sindacato ispettivo di cui in oggetto,
l'onorevole interrogante chiede spiegazioni circa la correttezza
della procedura concorsuale posta in essere dal Comune di Santo
Stefano Quisquina (AG) per la copertura di un posto di istruttore
amministrativo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana, serie speciale concorsi, n. 12 del 24 settembre 2010.
In particolare si lamenta la mancata applicazione dell'art 19,
comma 4, della legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993, in base
al quale i posti messi a concorso sono coperti mediante concorsi
pubblici per soli titoli , disposizione la cui efficacia è stata
prorogata fino al 31 dicembre 2013 con l'art. 42, comma 1, della
legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010.
Con riferimento a quanto richiesto nell'interrogazione, va
rilevato che il Dipartimento delle Autonomie Locali, con nota prot.
n. 8179 del 14 aprile 2011, ha invitato l'Amministrazione comunale
a procedere, in autotutela, ad un riesame degli atti e che,
successivamente, con nota prot. 3122 del 28 aprile 2011, il comune
di Santo Stefano Quisquina (AG) ha reso noto che il precedente
bando è rimasto infruttuoso ed è stato sostituito da un nuovo bando
di concorso pubblico, per soli titoli, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Regione Siciliana, serie speciale concorsi, n. 16
del 26 novembre 2010.
In conclusione, premesso quanto sopra e verificato che la
successiva selezione è avvenuta per soli titoli , si può affermare
che il nuovo bando appare esente da vizi di legittimità».
L'Assessore
dott.ssa
Caterina Chinnici