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Resoconto d'Aula della Seduta n. 276 di martedì 02 agosto 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le attività produttive:

   N.  1321  -  Chiarimenti sulle condizioni  di  affidabilità  e  di
  garanzia del progetto per il rilancio dello stabilimento di Termini
  Imerese (PA).
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1667 - Chiarimenti in merito al calendario delle fiere,  delle
  mostre e delle esposizioni a carattere regionale per l'anno 2011.
   Firmatari: Termine Salvatore; Di Benedetto Giacomo

   N.  1732  -  Applicabilità del DURC in Sicilia per i  commercianti
  ambulanti.
   Firmatario: Falcone Marco

   N. 1764 - Chiarimenti sulla gestione del Consorzio ASI di Palermo.
   Firmatario: Lentini Salvatore

   - da parte dell'Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica:

   N.  1660  -  Modifica  del  bando di concorso  a  n.  1  posto  di
  istruttore  amministrativo  indetto dal  comune  di  Santo  Stefano
  Quisquina (AG).
   Firmatario: Galvagno Michele.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  gli  onorevoli:
  Corona,  Currenti,  D'Agostino, Falcone, Mattarella  e  Scilla  per
  oggi; l'onorevole Greco per oggi e domani.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Comunicazione di pareri resi

     PRESIDENTE.  Comunico  i pareri resi dalla  Commissione   Affari
  istituzionali' (I):

   -  Ente  Autonomo Fiera del Mediterraneo di Palermo.  Designazione
  componente  effettivo in seno al collegio dei revisori  dei  conti.
  (n. 166/I).
   reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.

   -  Ente  autonomo  portuale  di Messina.  Designazione  componente
  effettivo  del  Collegio dei sindaci: dott. Ceraolo  Antonino.  (n.
  167/I)
   reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.

   -  Consorzio ASI del Calatino. Designazione componente  effettivo,
  con  funzioni di Presidente e componente supplente del collegio dei
  revisori dei conti. (n. 168/I)
   reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.

   -   Ente   autonomo  regionale  Teatro  di  Messina.  Designazioni
  componente  effettivo  e  componente  supplente  del  collegio  dei
  revisori dei conti. (n. 169/I)
   reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.

   -   Ente   autonomo  Fiera  di  Messina.  Designazione  componente
  effettivo in seno al collegio dei revisori dei conti. (n. 170/I)
   reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.

   -  Azienda  speciale  magazzini generali e servizi  alle  imprese.
  Camera  di  commercio di Messina. Designazione componente effettivo
  del collegio dei revisori dei conti. (n. 171/I)
   reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.

   -  D.A.  relativo alle modalità per la richiesta di contributo  in
  favore  di comuni che versano in particolari condizioni di  disagio
  sulla  base  di  appositi  progetti di risanamento  o  di  sviluppo
  economico  e sociale. D.A. relativo alle modalità per la  richiesta
  di contributo in favore delle Unione di comuni. (n. 172/I)
   reso in data 26 luglio 2011 e inviato in data 27 luglio 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a  dar  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   a  seguito dell'espletamento del concorso per titoli ed esami a n.
  5  posti  di conduttore di caldaie a vapore presso l'ex AUSL  1  di
  Agrigento,  pubblicato nella GURS del 29 aprile  2005,  risultavano
  idonei   e  conseguentemente  inseriti  nella  graduatoria  finale,
  rispettivamente  al  n.  6 e n. 7 (come da  determinazione  del  30
  ottobre 2008 n. 001428), i sigg. Eballi Costantino e Urso Dino;

   come  sancito  dal  relativo bando, la  graduatoria  in  questione
  rimaneva   valida  per  un  termine  di  ventiquattro  mesi   dalla
  pubblicazione  -  salvo eventuali proroghe  legislative  -  per  la
  copertura di posti per i quali il concorso era stato bandito ovvero
  di posti della stessa categoria o profilo professionale;

   la graduatoria degli idonei è tuttora valida ed efficace;

   il  suddetto  concorso,  come espressamente  previsto  dal  bando,
  prevede la stipula di un contratto a tempo indeterminato;

   rilevato che:

   in  data  10.01.2010 e, successivamente, in data  12  luglio  2010
  l'azienda  sanitaria  della  provincia  di  Agrigento  convocava  i
  signori  Eballi  e  Urso per conferire loro  un  incarico  a  tempo
  determinato  di  operatore  tecnico  specializzato  conduttore   di
  caldaia  -  categoria BS, facendo riferimento  alla  graduatoria  a
  tempo indeterminato redatta a seguito del concorso sopra citato;

   questo  ultimo  fatto  ha costretto i signori  Urso  ed  Eballi  a
  rinunziare ai summenzionati incarichi in attesa di incarico a tempo
  'indeterminato' quale previsto dal bando di cui sopra;

   a  seguito  di  tale  rinuncia a incarichi a tempo  'determinato',
  questi  venivano  ricoperti  da altri  operatori  del  settore  con
  posizione inferiore in graduatoria;

   al  termine  di  ogni  incarico a tempo determinato  di  operatore
  tecnico specializzato conduttore di caldaia - categoria BS, si crea
  una  carenza  di  organico  del settore con  il  ripetersi  di  uno
  scompenso  funzionale  dello stesso e conseguentemente  dell'intera
  struttura  pubblica a cui l'ASP ha risposto ricorrendo a  ulteriori
  incarichi a tempo determinato;

   ritenuto che l'unico rimedio che porrebbe termine alla carenza  di
  organico  è  l'immissione  in servizio a tempo  'indeterminato'  di
  personale qualificato che garantirebbe la continuità e l'efficienza
  del  servizio,  rispondendo alle finalità  del  bando  di  concorso
  pubblico e della relativa graduatoria, e ciò costituirebbe puntuale
  rispetto   e   applicazione  dei  principi  di  buon  andamento   e
  imparzialità,  nonché efficacia, economicità  e  trasparenza  della
  pubblica amministrazione;

   visto che:

   sono falliti tutti i tentativi esperiti dai signori Eballi ed Urso
  per  ottenere  una  modifica delle pratica di  assunzioni  a  tempo
  determinato  per  la copertura delle insufficienze  in  organi  del
  settore, fin qui adottata dall'azienda sanitaria di Agrigento;

   il  ruolo e il destino del personale utilizzato in sostituzione  e
  in  difformità del proprio profilo professionale viene reso incerto
  da  assunzioni  periodiche,  mentre la  figura  del  'caldaista'  è
  importantissima per il funzionamento di sofisticate attrezzature  e
  richiederebbe ben altra costanza di servizio e di competenza;

   per  tali  ragioni c'è un ricorso pendente (avviato il 22 dicembre
  2010 con denuncia delle parti contro l'ASP di Agrigento) presso  il
  Tribunale civile di Agrigento per ottenere la stipula del contratto
  di lavoro a tempo indeterminato a far data dal momento in cui si  è
  verificata  la  vacanza  di  organico, nonché  il  pagamento  della
  retribuzione globale maturata, il versamento dei contributi  dovuti
  ai  fini  previdenziali,  assicurativi e assistenziali,  nonché  la
  rivalutazione  monetaria  e gli interessi  legali  al  saldo  delle
  singole scadenze;

   l'ultimo sollecito è stato esperito dai signori Eballi e Urso  con
  apposita  lettera inviata alla direzione generale e  a  quella  del
  personale  dell'ASP di Agrigento (e p.c. all'Assessorato  regionale
  Salute) inviata il 6 luglio 2011 e non ha avuto riscontro;

   ricordato che:

   una   volta  esaurita  la  fase  pubblicistica  del  concorso  con
  l'approvazione delle graduatorie e l'individuazione dei soggetti da
  assumere, la pubblica amministrazione è chiamata ad operare secondo
  le  capacità  e  i  poteri del privato datore di  lavoro,  ex  art.
  5,comma  2,  del  d.lgs.  n.  165/2001,  cosicché,  ricorrendone  i
  presupposti di legge, la posizione soggettiva del candidato incluso
  tra  gli idonei assurge a vero e proprio diritto soggettivo da  cui
  scaturisce    l'obbligo    dell'amministrazione    di    provvedere
  all'assunzione;

   l'inosservanza  di  tale obbligo è sanzionato con  il  potere  del
  giudice di emettere sentenze costitutive ex art. 63, comma  2,  del
  citato d.lgs. n. 165/2001;

   per sapere:

   quali   misure  siano  state  adottate  o  intenda  adottare   per
  ristabilire  nell'ASP  di  Agrigento la corretta  applicazione  del
  bando  e  il  puntuale rispetto dei principi di  buon  andamento  e
  imparzialità della pubblica amministrazione in riferimento al bando
  per  concorso  pubblico  per titoli  ed  esami  a  n.  5  posti  di
  'operatore  tecnico specializzato conduttore di caldaie  a  vapore'
  indetto  dall'ex  AUSL  1  di Agrigento  con  delibera  n.  93  del
  9.02.2005, pubblicato in GURS - serie speciale concorsi  n.  6  del
  29.04.2005, dove i signori Urso ed Eballi risultavano idonei e, per
  effetto,  inseriti  al settimo e al sesto posto  della  graduatoria
  finale giusta determina n. 001428 del 30 ottobre 2006;

   quali   misure   intenda  adottare  per  evitare  danni   erariali
  conseguenti  ad azioni legali dei ricorrenti Eballi e Urso  avverso
  la reiterata decisione dell'ASP di Agrigento (vedi deliberazione n.
  1122  del  3.12.2010) avente per oggetto 'Presa atto assunzione  in
  servizio a seguito di proroga di n. 2 incarichi a tempo determinato
  Operatore  Tecnico  di caldaie categoria BS', anziché  scorrere  la
  graduatoria  per il contratto a tempo indeterminato, e  deliberando
  la proroga dell'incarico a contrattisti a tempo, con decorrenza dal
  15 novembre 2010 e senza fissare alcun termine finale». (2022)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            PANEPINTO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   il  piano  regionale dell'offerta formativa (PROF) è  adottato  ai
  sensi  della  legge regionale n. 24 del 1976, che è  legge  emanata
  dalla  Regione siciliana e che quindi non può subire  modifiche  né
  tanto meno essere abrogata se non per via legislativa;

   considerato che il dirigente generale del dipartimento  formazione
  professionale  sta  ponendo in essere comportamenti  che  di  fatto
  provocano, alla legge di cui trattasi, modifiche sostanziali e tali
  da  mutarne in modo fondamentale l'impianto, cosa che pone a  grave
  ed  irreparabile rischio occupazionale i lavoratori del comparto  e
  provocherà gravi ed irreparabili danni economici agli enti gestori,
  i  quali già versano in precarie condizioni finanziarie determinate
  dalla  lentezza dell'amministrazione nell'erogare le somme  dovute,
  anche in presenza di regolarità documentale;

   tenuto  conto  che il dirigente generale intende far  cofinanziare
  dal FSE il piano formativo 2012 a durata triennale;

   ritenuto che:

   le  eventuali modifiche alla legge n. 24 del 1976 (PROF)  sono  di
  esclusiva competenza dell'Assemblea regionale siciliana;

   il fondo sociale europeo interviene ad integrazione delle attività
  svolte dalla Regione siciliana;

   il  dirigente  generale  sta adottando  un  sistema  di  relazioni
  sindacali non improntato al confronto ma alla ricerca di assenso in
  autotutela per singoli aspetti degli atti che intende promuovere;

   per sapere:

   se intendano disimpegnarsi dal finanziamento della legge n. 24 del
  1976  e quindi rinunciare all'intervento pubblico diretto, privando
  così  i  giovani siciliani di un'opportunità che può agevolarne  la
  crescita professionale e l'occupazione;

   cosa  intendano  fare  per  ovviare alle oggettive  carenze  nelle
  attività  di  vigilanza che hanno determinato  forti  passività  in
  alcuni enti di formazione». (2023)

                   POGLIESE - BUZZANCA - CAPUTO - FALCONE - VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   da  notizie di stampa si apprende che, per l'immissione  in  ruolo
  dei nuovi docenti, il Ministero dell'istruzione, dell'università  e
  della  ricerca  attingerà  alle  graduatorie  relative  al  biennio
  scolastico  2009/2011, sino ad esaurimento dei  posti  disponibili,
  circa 15.000 soggetti;

   tale  graduatoria è stata giudicata incostituzionale, con sentenza
  emessa  a febbraio di quest'anno, dalla Corte costituzionale perché
  al suo interno non prevedeva la possibilità di trasferimenti da una
  provincia  all'altra, creando così una barriera discriminatoria  ed
  insormontabile  per  le migliaia di docenti  meridionali  che,  pur
  avendo puntato tutto sulle graduatorie del Nord Italia, dove alta è
  la   disponibilità  di  posti  liberi  rispetto   alla   situazione
  catastrofica  del Sud Italia, sono stati costretti a rinunciare  ad
  eventuali posti di docente per evitare trasferimenti definitivi;

   visto  che,  alla  luce della sentenza della Corte costituzionale,
  per il Ministero dell'istruzione diventa vincolante la scelta delle
  graduatorie  degli anni 2011/2014, permettendo, di  fatto,  un'equa
  possibilità  di  insegnamento  a tutti  gli  aspiranti  docenti,  a
  prescindere dalla loro provenienza e/o residenza;

   considerato  che,  se  le  notizie  di  stampa  dovessero   essere
  confermate,  l'intervento  del  Governo     regionale   presso   il
  Ministero dell'istruzione diventa assolutamente improcrastinabile a
  tutela di tutti i docenti precari siciliani che vedrebbero coronare
  il loro sogno di stabilizzazione, grazie, esclusivamente, ai propri
  titoli maturati in anni e anni di supplenze;

   per sapere - se le notizie di stampa dovessero essere confermate -
  quali iniziative intendano adottare presso il Governo nazionale per
  garantire  ai docenti siciliani in attesa di assunzione  definitiva
  nella  scuola di poter partecipare a tutte le graduatorie nazionali
  in   piena  libertà  decisionale  ma,  soprattutto,  senza   limiti
  discriminatori di provenienza e/o residenza». (2024)

                            VINCIULLO - POGLIESE - FALCONE - BUZZANCA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso  che  il Presidente della Regione, negli ultimi  mesi,  ha
  sempre  voluto  evidenziare la grave crisi  di  liquidità  che  sta
  investendo la Regione siciliana, crisi che ha portato il Governo  a
  predisporre un bilancio regionale di 'lacrime e sangue', con  tagli
  indiscriminati in tutti i capitoli, compresi quelli che danno linfa
  vitale  ai  settori  della  sanità e dell'assistenza  ai  cittadini
  svantaggiati;

   preso atto che:

   sul  sito dell'Assessorato regionale dell'economia si scopre  che,
  sicuramente,   non   fanno   parte   della   categoria   'cittadini
  svantaggiati'  alcuni  burocrati della  Regione,  che  percepiscono
  indennità, prebende, emolumenti e rimborsi vari di tale entità  che
  sollevano arcani dubbi sulla reale crisi economica siciliana;

   leggendo tale elenco, si resta basiti nello scoprire che  vi  sono
  dirigenti della Regione che, oltre al loro stipendio (già corposo),
  percepiscono  ulteriori ricche indennità per la  loro  presenza  in
  consigli di amministrazione di gestione regionale;

   per  non parlare dei famigerati consulenti esterni, vere e proprie
  'divinità',  che  tutto  il Pianeta ci invidia:  ce  li  ritroviamo
  posizionati  sui  trespoli  di  enti, associazioni,  Assessorati  e
  consorzi  vari, il tutto sempre dietro il pagamento di migliaia  di
  euro elargiti per il loro disturbo;

   ancora  più  'raccapricciante' è la notizia che alcuno  di  questi
  'eletti'  ha più di un incarico, quindi percepiscono più  indennità
  che  li  'costringono' ad incassare, da 'Mamma  Regione',  compensi
  talmente  fuori  dalla norma che fanno leggermente  imbufalire  chi
  sbarca il lunario con mille e duecento euro al mese, sempre che non
  si  tratti di un precario, perché altrimenti la disponibilità è  di
  meno di novecento euro mensili;

   considerato che:

   come se tutto ciò non bastasse, si scopre, scorrendo questa Bibbia
  dello  spreco, che enti in liquidazione hanno tuttora i loro  bravi
  consigli  di  amministrazione che fagocitano cifre  iperboliche  di
  indennità;

   appare  assolutamente incomprensibile come si possa  mantenere  in
  vita,  se  non  addirittura  nominare  ex  novo,  un  consiglio  di
  amministrazione  di  un ente in liquidazione, quando  in  tutto  il
  mondo, ovviamente, esclusa la Sicilia, in questi casi si nomina una
  sola persona che riveste il ruolo di commissario liquidatore;

   per sapere:

   se   l'elenco  pubblicato  sul  sito  dell'Assessorato   regionale
  dell'economia  corrisponda alla realtà o si  tratti  di  un  'pesce
  d'aprile' ritardato;

   se  intendano  proseguire su tale scandalosa  strada  o  intendano
  porre rimedio ad una situazione talmente vergognosa che è difficile
  da capire, ma impossibile da giustificare». (2025)

                            VINCIULLO - POGLIESE - FALCONE - BUZZANCA

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   LEANZA EDOARDO, segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   il Governo regionale, con deliberazione n. 261 del 10 giugno 2005,
  ha  assegnato  le  dotazioni  idriche alle  isole  di  Pantelleria,
  Salina,  Lampedusa  e Linosa, per complessivi 4  milioni  302  mila
  metri cubi annui;

   per  l'affidamento  del  servizio è stata  indetta  una  gara  per
  l'individuazione  di  un soggetto gestore  in  regime  di  'project
  financing';

   la  gara ha portato ad un esito quanto mai anomalo considerato che
  il   soggetto  promotore,  individuato  nella  prima   fase   della
  procedura,  ha  escluso tutti gli offerenti  finendo  col  rimanere
  l'unico   soggetto  partecipante  alla  procedura   negoziata   per
  l'individuazione del concessionario;

   a  fortiori  appare  anomalo  che, in  palese  contraddizione  col
  principio  della  naturale negoziazione fra  le  parti,  lo  stesso
  soggetto sarebbe rimasto aggiudicatario della concessione;

   il  soggetto  gestore  del  sistema idrico  sovrambito  regionale,
  Siciliacque  s.p.a., ha pubblicamente affermato di  prevedere,  con
  una   migliore   gestione   delle   fonti   di   approvvigionamento
  convenzionali  e  delle  reti idriche,  di  non  fare  più  ricorso
  all'acqua da dissalazione;

   in  considerazione  di quanto sopra richiamato  non  si  comprende
  quale  sia l'utilità di mantenere attiva una procedura di gara  dai
  costi elevatissimi (80 milioni di euro);

   atteso che:

   il   contratto   che  la  Regione  si  appresterebbe   a   firmare
  prevederebbe  il  pagamento dell'acqua anche se  non  ritirata,  in
  palese    contrasto   con   la   normativa   (che   non    consente
  all'amministrazione pubblica l'acquisto di volumi prefissati) e con
  la natura stessa della procedura di 'project financing';

   il  contratto avrebbe durata ventennale con oneri gravosissimi per
  la Regione;

   la Regione dispone di impianti per la desalinizzazione, di recente
  rivampati, mantenuti in stand by per eventuali emergenze idriche  e
  che,   recentemente,  ha  manifestato  l'intenzione  di  esercitare
  un'opzione di riscatto per acquisire un ulteriore impianto a  Porto
  Empedocle;

   parte  degli  stessi  impianti potrebbero,  con  oneri  assai  più
  contenuti di quelli previsti dalla gara, essere ricollocati  presso
  le isole minori con un consistente risparmio;

   considerato che:

   l'azione  e  le  scelte  delle  pubbliche  amministrazioni  devono
  ispirarsi  a  criteri di trasparenza, efficienza ed economicità,  a
  maggior ragione rispetto all'erogazione di servizi essenziali  come
  quello  idrico  e  della difficile congiuntura in  cui  versano  le
  finanze regionali;

   si determinano, in considerazione delle anomalie sopra richiamate,
  serie  perplessità sulla procedura di selezione ed affidamento  del
  servizio,  sul  costo  dell'operazione e la  sua  appropriatezza  e
  congruità;

   per sapere:

   quale  sia  in dettaglio lo stato della procedura e se  sia  stato
  sottoscritto l'atto di concessione all'aggiudicatario;

   se  i  fabbisogni previsti, posti a base della procedura di  gara,
  siano  congruenti  con quelli registrati negli anni  successivi  al
  bando e, in particolare, se questi ultimi siano in linea con quanto
  previsto  nei piani d'ambito ovvero con le previsioni di espansione
  indicate in sede di gara;

   quali  siano,  complessivamente quantificati, gli oneri  a  carico
  della   Regione   e   quale  sia  l'aggravio  di  spesa   derivante
  dall'affidamento ventennale degli impianti;

   se  intendano,  in  vista  di  una più  approfondita  valutazione,
  sospendere l'iter del procedimento;

   quali iniziative intendano adottare per garantire l'erogazione del
  servizio  idrico nelle isole minori secondo criteri di  efficienza,
  trasparenza, qualità ed economicità». (2026)

            (L'interrogante richiede risposta con urgenza)

                                                         PARLAVECCHIO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  provvedimento n. 69 del 14 gennaio 2011 il direttore generale
  dell'azienda  sanitaria provinciale n. 3 di  Catania  ha  approvato
  l'avviso  interno per il conferimento degli incarichi di  direzione
  di struttura complessa;

   con vari atti deliberativi, adottati nelle sedute del 15-22 aprile
  2011  e  del 13-20 maggio 2011, sono stati conferiti gli  incarichi
  relativamente ai posti messi a concorso con il predetto avviso;

   considerato che:

   dall'esame di tali provvedimenti e del verbale del 28 marzo  2011,
  ad essi allegato, non risulta che siano state verificate e valutate
  le   varie   tipologie  delle  attività  svolte  né  risultano   le
  assegnazioni dei relativi punteggi secondo i criteri concordati con
  le  organizzazioni sindacali, così come previsto dall'art.  29  del
  CCNL dell'8 giugno 2000;

   le  organizzazioni sindacali, con nota del 24 aprile  2011,  hanno
  sollecitato  l'adozione  del regolamento  per  la  definizione  dei
  criteri   di  valutazione  di  cui  all'art.  29  del  CCNL   sopra
  richiamato;

   ritenuto che:

   l'ASP   3   di   Catania  ha  nominato  i  vertici  amministrativi
  dell'azienda   senza  il  regolamento  per  la  valutazione   della
  dirigenza;

   l'ASP di Palermo ha adottato il regolamento previsto dal contratto
  al  fine  di  poter  fare riferimento a specifici  parametri  ed  a
  oggettivi  criteri di valutazione (gestione delle  risorse,  budget
  ecc.);

   per sapere:

   quali  iniziative siano state assunte per la revoca in  autotutela
  dei  provvedimenti di cui sopra adottati dall'ASP 3 di  Catania  in
  violazione delle previsioni normative e contrattuali;

   le  ragioni  per  le  quali le varie aziende  sanitarie  siciliane
  operano con modalità e criteri diversi». (2027)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   nella GURS del 18 marzo 2011 è stato pubblicato il decreto del  18
  febbraio  2011  con  il quale è stata indetta  una  'Selezione  per
  titoli  per  il  conferimento dell'incarico di  direttore  generale
  dell'Agenzia  regionale  per  la  protezione  dell'ambiente   della
  Sicilia per il quinquennio 2011/2016';

   sul sito dell'ARPA in data 23 maggio 2011, ovvero due mesi dopo la
  scadenza  del  bando, è stato pubblicato il D.A. n. 63/Gab  del  19
  maggio  2011 relativo alla nomina 'per non più di giorni trenta  di
  un  commissario ad acta per l'ARPA Sicilia'. Tale nomina è  scaduta
  il  19  giugno  2011 e non è stato reso pubblico alcun  decreto  di
  proroga;

   la  nomina,  in  base  a quanto previsto dall'art.  2  del  citato
  decreto,  è  stata  effettuata  al  solo  scopo  di  garantire  'il
  pagamento  delle  spese fisse e obbligatorie' e,  pertanto,  l'ARPA
  Sicilia si trova dal 17/05/2011, data di scadenza del contratto del
  direttore generale, senza una guida operativa;

   tale  decreto, secondo l'Assessore per il territorio e l'ambiente,
  si rendeva necessario in base a quanto scritto nelle premesse dello
  stesso  decreto,  in  considerazione 'che  è  ancora  in  corso  la
  verifica   delle  istanze  e  relativi  documenti  prodotti   dagli
  aspiranti  all'incarico', senza indicare i tempi per la conclusione
  del iter amministrativo;

   considerato che:

   l'ARPA  svolge  compiti rilevantissimi e sensibilissimi  in  campo
  ambientale,  sanitario e nella prevenzione dei rischi,  in  base  a
  quanto  previsto dall'art. 1 del decreto-legge 4 dicembre 1993,  n.
  496,   convertito  con  modificazioni  in  legge  n.  61/1994;   in
  particolare l'ARPA deve assolvere ai seguenti compiti: accertamento
  tecnico,  analitico  e di controllo sui fenomeni  di  inquinamento,
  sulle condizioni generali e di rischio, sulle forme di tutela degli
  ecosistemi;
   elaborazione  dati,  valutazione,  informazioni  e   raccolta   di
  documentazione connesse alle funzioni di prevenzione  e  protezione
  ambientale,  nonché  erogazione di  prestazioni  di  supporto  alla
  Regione,  alle  aziende  unità  sanitarie  locali  e  alle  aziende
  ospedaliere;   consulenza,  istruttoria   e   assistenza   tecnico-
  scientifica a favore di enti ed istituzioni privati;
   organizzazione   e  gestione  del  sistema  informativo   per   la
  validazione  dei  dati  rilevati;  cooperazione  con  gli  enti  ed
  istituzioni  operanti  nel settore della prevenzione  collettiva  e
  della    protezione   ambientale;   formulazione   alle    autorità
  amministrative  centrali  e  periferiche  di  proposte   e   pareri
  concernenti  i  limiti di accettabilità delle sostanze  inquinanti,
  gli  standard  di qualità dell'aria, delle risorse  idriche  e  del
  suolo, lo smaltimento dei rifiuti, le norme di campionamento  e  di
  analisi dei limiti di accettabilità e degli standard di qualità, le
  metodologie per il rilevamento dello stato dell'ambiente e  per  il
  controllo  dei  fenomeni di inquinamento e dei fattori  di  rischio
  nonché  gli interventi per la tutela, il risanamento e il  recupero
  dell'ambiente, delle aree naturali protette, dell'ambiente marino e
  costiero; promozione della ricerca e della diffusione di tecnologie
  ecologicamente compatibili, di prodotti e sistemi di  produzione  a
  ridotto  impatto  ambientale  anche al  fine  dell'esercizio  delle
  funzioni  relative  alla  concessione del marchio  CEE  di  qualità
  ecologica e all'attività di auditing in campo ambientale;  verifica
  della   congruità  e  dell'efficacia  tecnica  delle   disposizioni
  normative    in   materia   ambientale   nonché   verifica    della
  documentazione  tecnica che accompagna le domande di autorizzazioni
  richiesta  dalle  leggi vigenti in campo ambientale;  controllo  di
  fattori  fisici,  chimici  e  biologici di  inquinamento  acustico,
  dell'aria, delle acque e del suolo, ivi compresi quelli sull'igiene
  dell'ambiente; gestione del catasto rifiuti;
   attività di supporto tecnico-scientifico agli organi preposti alla
  valutazione  ed alla prevenzione dei rischi di incidenti  rilevanti
  connessi   ad  attività  produttive;  controlli  ambientali   delle
  attività   connesse  all'uso  pacifico  dell'energia   nucleare   e
  controlli  in  materia  di  protezione dalle  radiazioni;  studi  e
  attività  tecnico-scientifiche  di  supporto  alla  valutazione  di
  impatto ambientale;

   nonostante  il  comma 1 dell'art. 90 della l.r. n. 6/2001  preveda
  che  l'ARPA svolgesse funzioni in materia di prevenzione  e  tutela
  ambientale  di  cui  al  decreto-legge 4  dicembre  1993,  n.  496,
  convertito, con modificazioni, in legge 21 gennaio 1994,  n.  61  e
  successive  modifiche ed integrazioni, da esercitarsi nel  rispetto
  del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i., a più di
  dieci  anni  dalla  nascita dell'ARPA Sicilia, a venti  anni  dalla
  legge nazionale istitutiva e a più di trenta anni dalla nascita del
  sistema  europeo delle agenzie ambientali, varate  con  la  nascita
  dell'Agenzia  europea dell'ambiente, istituita con  il  regolamento
  CEE  1210/90  quale  ente di coordinamento a  livello  europeo  per
  quanto  riguarda l'informazione ed il monitoraggio  ambientale,  ad
  oggi   buona  parte  delle  funzioni  alle  quali  l'ARPA  dovrebbe
  assolvere non è prevista dallo stesso funzionigramma che può essere
  visionato nel sito dell'ARPA Sicilia;

   l'ARPA  non  è  stata  istituita e normata attraverso  un'organica
  legge  regionale,  così  come è stato fatto  in  tutte  le  regioni
  d'Italia,  ma  attraverso  l'articolo 90 della  legge  regionale  3
  maggio   2001,   n.  6,  recante  'Disposizioni  programmatiche   e
  finanziarie per l'anno 2001' e s.m.i., art. 94 della l.r. 4/2003  e
  art. 35 della l.r. 9/2004;

   l'ARPA  è  priva  e/o  carente  di  alcune  strutture  tecniche  e
  operative necessarie per adempiere alle funzioni istituzionali e di
  legge;

   la  carenza  o la mancanza di controlli e di monitoraggi  mette  a
  serio  repentaglio  la  salute dei cittadini  e  l'integrità  delle
  risorse ambientali della Sicilia;

   nella classifica dell'illegalità ambientale troviamo la Sicilia al
  terzo posto dopo la Campania e la Calabria;

   le   cosiddette   ecomafie   avvelenano  impunemente   l'ambiente,
  inquinano l'economia e mettono in pericolo la salute delle persone.
  I  reati principali riguardano il ciclo illegale di rifiuti  (dalle
  discariche  ai traffici illeciti dei rifiuti speciali e pericolosi)
  e  quello  del cemento (dalle cave all'abusivismo), il bracconaggio
  della   fauna,   gli   incendi   dolosi,   quelli   nella   filiera
  agroalimentare, il traffico illecito di veleni;

   per sapere:

   per  quali  motivi,  ad  oggi,  venga ritardato  il  completamento
  dell'iter  di selezione del direttore generale dell'ARPA,  ruolo  e
  funzione  indispensabile a presidio della tutela della  salute  dei
  cittadini  e  delle  risorse ambientali della  Sicilia,  così  come
  definito  dall'art.  3  del decreto 165  dell'1  giugno  1995,  che
  stabilisce  che  il  'DG, è legale rappresentante  dell'Agenzia,  è
  responsabile   della   realizzazione  dei   compiti   istituzionali
  dell'ARPA- Sicilia, nonché della corretta gestione finanziaria  del
  patrimonio  e  del  personale; è altresì  titolare  dei  poteri  di
  ordinaria  e straordinaria amministrazione ed esercita  le  proprie
  funzioni  direttamente ovvero delegandole al direttore tecnico,  al
  direttore   amministrativo  o  ai  responsabili   delle   strutture
  operative  centrali e territoriali', e che pertanto non può  essere
  sostituito da un commissario che può solamente procedere in base al
  citato  decreto  di  nomina  'al  pagamento  delle  spese  fisse  e
  obbligatorie';

   per  quali  motivi l'Assessore per il territorio  ha  nominato  un
  commissario  con poteri limitati, contravvenendo a quanto  disposto
  dall'art. 3 del citato regolamento dell'ARPA, secondo il quale: 'in
  caso  di  assenza  o impedimento del DG le relative  funzioni  sono
  svolte da uno dei due direttori su delega del direttore generale  o
  in  mancanza  di  delega, dal direttore più  anziano  di  età.  Per
  periodi  di  assenza o impedimento superiori a sei mesi l'assessore
  regionale  del  Territorio e dell'Ambiente  nomina  un  commissario
  straordinario';

   per  quali  motivi  non vengano resi pubblici  i  nominativi  e  i
  curricula di coloro che hanno presentato domanda per la selezione a
  D.G.  dell'ARPA, in base a quanto stabilito all'art. 12 della legge
  regionale   5/2011  in  materia  di  trasparenza,  semplificazione,
  efficienza  e informatizzazione della pubblica amministrazione,  in
  modo  da  rendere verificabili i requisiti concorsuali relativi  al
  possesso  di una qualificata esperienza professionale di  direzione
  tecnico-scientifica  e  amministrativa, e che,  in  relazione  alla
  particolare tipologia dell'Agenzia, abbiano maturato una comprovata
  esperienza in materia di protezione ambientale, così come stabilito
  dall'articolo  3,  del  regolamento  di  organizzazione  dell'ARPA,
  approvato con decreto n. 165 dell'1 giugno 2005;

   per quali motivi non vengano comunicati i tempi per la conclusione
  del  procedimento amministrativo in base a quanto  stabilito  dalla
  legge regionale 5/2011, non ricorrendo, peraltro, le previsione del
  comma 4, dell'art. 12». (2028)

           (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

                          MATTARELLA - APPRENDI - FARAONE - PANEPINTO

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e  la
  formazione  professionale  e  all'Assessore  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   il  CE.FO.P. è un ente senza scopo di lucro che svolge attività di
  formazione  professionale, sin dall'anno 1980, con finanziamento  a
  totale carico della Regione siciliana, ai sensi della l.r. 24/76  e
  l.r. 25/93 (aggiornata da l.r. 9/2002);

   la  vicenda  del  CE.FO.P.  è,  ormai,  tristemente  nota,  poiché
  costituisce  particolare  espressione di  uno  stato  di  emergenza
  sociale che, da svariati mesi, si trascina ormai senza soluzioni di
  sorta,  nel  quadro  della  più generale crisi  del  settore  della
  formazione professionale;

   i  più  recenti aggiornamenti vedono i lavoratori dell'ente sempre
  più  impegnati nella fattiva ricerca del dialogo con le istituzioni
  politiche  tutte, regionali e nazionali, e nella ormai  evanescente
  speranza di una concreta soluzione che risponda adeguatamente  alle
  criticità  palesate  dalla sconsiderata e  non  sempre  trasparente
  gestione della vicenda;

   considerato che:

   l'esclusione  del  CE.FO.P.  dall'accesso  ai  fondi  pubblici  ha
  complicato   notevolmente   il  già  precario   stato   finanziario
  dell'ente;

   l'unica  soluzione ad oggi sostenibile è quella seguita al  tavolo
  tecnico  tra i delegati dell'ente, e le principali sigle  sindacali
  (CGIL;   CISL;   UIL;  SNALS),  presieduto  dal  dottor   Salvatore
  Cianciolo, tenutosi il 21 luglio 2011;

   la  proposta,  cui  il CE.FO.P ha dovuto aderire,  in  assenza  di
  alternative,  prevede il collocamento dei lavoratori in  regime  di
  cassa  integrazione (80 per cento degli stipendi), con  l'ulteriore
  previsione  della copertura della residua quota della  retribuzione
  (20 per cento restanti) a carico della Regione;

   ciò  consentirebbe  di  ovviare  al  problema  delle  retribuzioni
  bloccate  (da  circa  13  mesi),  che  inizierebbero,  secondo   le
  previsioni, ad essere erogate nell'arco di 20-30 giorni;

   atteso che:

   la predetta paventata soluzione non appare, comunque, risolutiva;

   in  primo  luogo,  non sono stati identificati i  fondi  regionali
  utilizzabili a copertura delle somme residue rispetto alla parte di
  emolumenti corrispondenti alla cassa integrazione;

   si  tratta  di una soluzione che non attiene alla vexata  quaestio
  degli   stipendi  pregressi  non  ancora  versati  ai   lavoratori,
  nonostante i finanziamenti ottenuti dall'ente;

   la  collocazione dei dipendenti in cassa integrazione è, comunque,
  soluzione a tempo determinato, commisurata alla durata legale della
  cassa  integrazione  stessa e non rispettosa della  professionalità
  maturata dai lavoratori CE.FO.P. che da anni operano nel settore;

   ulteriore elemento di criticità è stato introdotto dalla  autonoma
  vertenza  promossa da circa 30 dipendenti CE.FO.P.  i  quali  hanno
  agito,  in sede giudiziaria, al fine di far dichiarare lo stato  di
  insolvenza dell'ente, e la cui definizione è prevista entro la fine
  del mese di settembre p.v.;

   ritenuto che:

   il  desolante  quadro  rappresentato, per  le  notevoli  refluenze
  sociali ed economiche che comporta, richiede una risposta immediata
  e certa;

   i  lavoratori e le rispettive famiglie, incolpevoli vittime  della
  gestione  fallimentare del CE.FO.P., come tali hanno il diritto  di
  conoscere  le  reali condizioni in cui versa il CE.FO.P.,  ottenere
  risposte e soluzione al grave stato di disagio che, da ormai troppo
  tempo,  patiscono ed, infine, sapere quale sarà  la  sorte  che  li
  attende;

   oltre  al  danno  legato alla mancata corresponsione  delle  somme
  spettanti,   i  lavoratori  registrano  un  ulteriore  profondo   e
  disarmante  disagio  legato al fatto che la qualità  della  vita  è
  stata quasi annientata;

   a  fronte  del doveroso mantenimento degli impegni di  prestazione
  d'opera,  i lavoratori sono stati costretti a grandi mortificazioni
  e  a  penose privazioni e, in molti casi, a ricorrere anche a forme
  alternative di sostentamento;

   non  è  ulteriormente accettabile e giusto che lavoratori a  tempo
  indeterminato, anche con anzianità che supera i 25 anni, si trovino
  a  vivere in uno stato di disagio e sofferenza che incide oltre che
  nell'ambito lavorativo anche sulla salute fisica e mentale causando
  un  danno  psico-fisico che si riflette sui  rapporti  familiari  e
  sociali;

   le autorità preposte, politiche ed amministrative, hanno il dovere
  di  reagire  promuovendo  un  dialogo  ed  un  confronto  aperto  e
  trasparente,  adottando  soluzioni a primaria  tutela  dei  diritti
  maturati dai dipendenti CE.FO.P.;

   per sapere:

   quale  sarà  la  sorte degli stipendi pregressi  non  pagati,  con
  particolare riguardo alla posizione degli operatori che si occupano
  degli  interventi  formativi propriamente detti  (alcuni  aspettano
  novembre,  dicembre e parte della 13a del 2009; ottobre,  novembre,
  dicembre, e parte della 13a del 2010; tutto il 2011, coperto  dalla
  cassa  integrazione), nonché alla posizione dei lavoratori  che  si
  occupano di servizi formativi (aspettano i 9/12 della 13a del 2010;
  20% di febbraio 2011; tutto il 2011);

   come  si  preveda  di  coprire la quota del  20  per  cento  degli
  emolumenti,   ad  integrazione  della  cassa  integrazione,   posta
  virtualmente a carico della Regione;

   in  relazione agli anni 2009 e 2010, in cui gli stipendi non  sono
  stati  (interamente) versati, quale sia la posizione  previdenziale
  dei lavoratori;

   se,  in  attesa  di  una soluzione definitiva della  vicenda,  non
  ritengano  di  fornire  accesso, a tutti i lavoratori  interessati,
  agli Atti di Sintesi dei lavori del tavolo tecnico, in ossequio  ai
  princìpi di trasparenza ed efficienza dell'azione pubblica». (2029)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              PANTUSO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 506

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito di coordinamento  finale,  il
  titolo   dell'ordine   del   giorno   n.   506,   accettato    come
  raccomandazione dal Governo nella seduta n. 250 del 30 aprile 2011,
  è  il seguente:  Istituzione della festa del  Santissimo Crocifisso
  di Monreale (PA) .

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   «All'Assessore  per  l'istruzione e la  formazione  professionale,
  premesso  che con l'approssimarsi del nuovo anno scolastico  e  per
  effetto dell'entrata in vigore della legge 15 luglio 2011,  n.  111
  (conversione  in  legge,  con modificazioni,  del  decreto-legge  6
  luglio   2011,  n.  98),  recante  'Disposizioni  urgenti  per   la
  stabilizzazione finanziaria', la scuola siciliana, già in  precarie
  condizioni,  è attraversata maggiormente da misure restrittive,  da
  caos   organizzativo  e  da  pesanti  ripercussioni  sulla  qualità
  dell'istruzione da garantire agli alunni e agli studenti;

   considerato,  in particolare, che con l'applicazione dell'articolo
  19  -  'Razionalizzazione  della spesa relativa  all'organizzazione
  scolastica',  la  scuola  siciliana continua  a  pagare  un  prezzo
  maggiore   rispetto   ad  altre  Regioni,   basti   pensare:   alle
  assegnazioni di immissioni in ruolo che, a fronte dei 30.600  posti
  promessi dal Ministero, sembrerebbero previsti (a conti fatti), per
  la  Sicilia  solo  125  posti a fronte di  ben  7.000  previsti  in
  Lombardia;

   al  taglio  delle classi, a cosa ciò significa in realtà difficili
  come  le  città metropolitane siciliane e non solo, con i  genitori
  costretti a vagare di scuola in scuola per capire dove iscrivere  i
  figli;

   all'accorpamento delle scuole con meno di mille alunni;

   ritenuto che:

   tale manovra, emersa dal contesto di crisi in cui versa l'Italia e
  come misura urgente per contrastare l'emergenza finanziaria a cui è
  esposto   il   nostro   Paese,  presentata   come    una   semplice
  razionalizzazione organizzativa ed economica, per  quanto  riguarda
  il  settore  della scuola, che qui interessa, introduce  in  realtà
  elementi  di  disarticolazione del sistema  scolastico,  con  gravi
  conseguenze sia sul piano della qualità dell'istruzione  -  diritto
  costituzionale a tutti garantito -, sia sul piano delle prospettive
  di lavoro per il personale docente e non docente;

   la  decisione di applicare tale presunta riforma, a poco più di un
  mese   dall'inizio  del  nuovo  anno  scolastico  con  la  macchina
  amministrativa  già  avviata  nell'organizzazione   delle   classi,
  dell'assegnazione  dei  docenti, getta  nel  caos  gli  uffici  del
  Provveditorato che si trovano ad affrontare tale emergenza  insieme
  alle   altre  conseguenze  delle  precedenti  'riforme'   (organici
  sottodimensionati,  ai  codici sballati di corrispondenza  docenti,
  graduatorie, locali adeguati);

   per conoscere se intendano:

   far  slittare,  almeno  di un paio di mesi, il  recepimento  della
  manovra in Sicilia per quel che riguarda il comparto della pubblica
  istruzione,   al   fine  di  consentire  agli   uffici   scolastici
  provinciali di predisporre e organizzare in maniera più adeguata  e
  programmatica gli accorpamenti e le assegnazioni in modo da evitare
  il  caos  e  meglio rispondere alle esigenze sacrosante di  qualità
  organizzativa dei ragazzi;

   predisporre un piano straordinario di costruzione di nuove  scuole
  e/o  di  ammodernamento delle esistenti, anche utilizzando i  fondi
  provenienti dai fondi FAS non spesi e da misure previste nei  fondi
  europei». (119)

                                          FARAONE-APPRENDI-MATTARELLA

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   nel   2010  la  crisi  del  gruppo  'Tirrenia'  ha  coinvolto   la
  'Si.re.mar' provocandone l'insolvenza;

   il  16  settembre  del 2010 la 'Si.re.mar' è  stata  ammessa  alla
  procedura  di  cui all'articolo 2 del decreto-legge 23-12-2003,  n.
  347, convertito con modificazioni in legge 18 febbraio 2004, n.  39
  (cosidetta    'Legge    Marzano'),    ovvero    all'amministrazione
  straordinaria speciale. Questa procedura, se da un lato consente la
  prosecuzione  dell'attività dell'azienda  beneficiaria,  dall'altro
  procura  un  danno grave alle aziende dell'indotto che vantano  dei
  crediti;

   a   seguito   dell'ammissione  all'amministrazione   straordinaria
  speciale,   numerose  aziende  siciliane  che,  essendo   risultate
  aggiudicatarie di specifici bandi di gara, hanno effettuato  lavori
  e  forniture per la società di navigazione, hanno di colpo scoperto
  che i crediti vantati sono diventati inesigibili. Questa condizione
  sta  mettendo  in  crisi  numerose aziende  siciliane  costrette  a
  ricorrere  alla  cassa  integrazione e anche  ai  licenziamenti.  A
  titolo  esemplificativo  si riporta il caso  del  'Cantiere  Navale
  Drepanum  srl'  di Trapani, che vanta crediti per  900.000,00  euro
  (novecentomila euro), il cui mancato pagamento rischia di  mandarlo
  in fallimento;

   i  creditori  siciliani della 'Si.re.mar' sono 345 tra  piccole  e
  medie   aziende  siciliane  (agenzie,  cantieri  navali,   officine
  meccaniche,  ecc.)  concentrate  principalmente  nelle   città   di
  Trapani, Palermo e Messina, dando lavoro a circa 5.000 (cinquemila)
  lavoratori;

   altre  compagnie  di  navigazione  regionale,  quali  'Ca.re.mar',
  'Sa.re.mar'  e  'To.re.mar', sono state trasferite alle  rispettive
  regioni  senza  mettere in crisi l'indotto. I danni che  si  stanno
  verificando  in  Sicilia sono stati dunque  per  tempo  scongiurati
  nelle altre regioni;

   si sta assistendo a un paradosso davvero inaccettabile, e cioè che
  mentre  la  'Si.re.mar' verrà probabilmente ceduta  'ripulita'  dei
  debiti,  le  aziende che per essa hanno lavorato  -  aggiudicandosi
  regolari bandi di gara - saranno indotte al fallimento;

   per  conoscere cosa intendano fare per tutelare i creditori  della
  'Si.re.mar'». (120)

          LO GIUDICE - GRECO - RAGUSA - CRISTAUDO - CAPPADONA -SAVONA

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                  Comunicazione di ritiro di mozioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   l'onorevole Cracolici, anche a nome degli altri firmatari, ha reso
  noto di ritirare la mozione numero 278 «Iniziative urgenti volte ad
  impedire i tagli alla scuola in conseguenza della legge n. 133  del
  2008», depositata in data 30 giugno 2011 ed annunziata nella seduta
  n. 268 del 5 luglio 2011;

   l'onorevole Picciolo, anche a nome degli altri firmatari, ha  reso
  noto  di  ritirare  la  mozione numero 284  «Iniziative  a  livello
  centrale  per  impedire la diminuzione degli organici della  scuola
  statale siciliana», depositata in data 13 luglio 2011;

   con nota del 29 luglio 2011, pervenuta alla Segreteria generale in
  pari  data,  (protocollata al n.6756/AulaPg  dell'1  agosto  2011),
  l'onorevole Maira, anche a nome degli altri firmatari,  ha ritirato
  la  mozione numero 288 «Iniziative urgenti per scongiurare i  tagli
  del  comparto scolastico in Sicilia», presentata in data 27  luglio
  2011.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, con nota  del  26  luglio  2011,
  pervenuta alla Segreteria generale in pari data (protocollata al n.
  6701/AulaPg  del 29 luglio successivo), l'onorevole  Mattarella  ha
  ritirato l'interrogazione con richiesta di risposta scritta  numero
  1971  «Notizie sulla vertenza che oppone la Regione siciliana  alla
  società New Energy», presentata in data 5 luglio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Per la celebrazione del centenario della nascita dell'onorevole
                          Giuseppe La Loggia

   Onorevoli  colleghi,  vorrei ricordare che  nel  2011  ricorre  il
  centenario   della  nascita  di  Giuseppe  La  Loggia,   Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana e anche Presidente della Regione
  siciliana nella terza Legislatura, uomo di grande impegno politico,
  la  cui  azione  ha  segnato  in  modo  significativo  la  politica
  dell'Isola.
   L'Assemblea  regionale  siciliana lo ricorderà  in  quest'Aula  il
  prossimo 8 settembre, alle ore 11.30, con una cerimonia alla  quale
  presenzierà il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
   Invito, quindi, tutti voi a partecipare, invito che vi verrà anche
  inviato   ma,  incalzando  il  mese  di  agosto,  ne  volevo   dare
  comunicazione in Aula per evitare che qualcuno, non consultando  la
  posta, possa dimenticare questo importante appuntamento.
   Auspico, quindi, la presenza di tutti voi per celebrare la memoria
  dell'illustre collega.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO,  Signor  Presidente, vorrei  pregarla  di  dedicare  un
  minuto  di  silenzio  di  questo  Parlamento  per  sottolineare  il
  disgusto che ognuno di noi ha provato nelle immagini di 25  giovani
  vittime della speranza verso l'Europa. Venticinque persone morte in
  pochi  metri  quadrati  che ci ricordano i velieri  olandesi  e  la
  schiavitù che fu abolita in America nel 1860.
   Vorrei  quindi  pregarla, con la sobrietà  che  la  distingue,  di
  sospendere i lavori del Parlamento per un minuto perché la  Sicilia
  -  nonostante non se ne abbia la dovuta consapevolezza - è il ponte
  e  l'attracco  della speranza, di una rivoluzione  democratica  che
  riguarda tanti paesi del nord Africa.
   Quindi,  ripeto,  se lo riterrà opportuno, di  fare  osservare  un
  minuto  di  silenzio  all'Aula, anche per  sottolineare  la  nostra
  partecipazione, il nostro sgomento e il nostro sdegno per ciò che è
  accaduto.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, raccolgo il suo invito, anche  se
  improvvisato,  poiché ritengo che venticinque vite  umane  meritino
  questo momento di raccoglimento.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   ADAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor  Presidente, desidero richiamare la sua  attenzione
  perché  l'otto settembre comincia il congresso nazionale  dell'UDC.
  Capisco   che  è  la  data  di  nascita,  però  forse  è  possibile
  commemorare l'illustre collega anche il giorno dopo.
   Ho  l'obbligo di fare notare che si tratta del congresso nazionale
  del partito.

   PRESIDENTE.  Onorevole Adamo, mi piacerebbe poter  disporre  della
  disponibilità del Presidente della Repubblica, ma capisce bene  che
  non ho ancora questa facoltà

   LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente, qualora dovessimo iniziare  l'esame
  dell'ordine  del  giorno, onde evitare di  sottolineare  con  delle
  iniziative  formali  in  Aula l'assenza o la  presenza  del  numero
  legale  su  un  argomento  che  noi abbiamo,  più  volte,  ritenuto
  suscettibile  di un approfondimento e, quindi, di un  rinvio  nella
  sua  trattazione alla prima occasione della ripresa  dei  lavori  a
  settembre, le chiediamo di riguardare con particolare attenzione la
  necessità,  che  noi sottolineiamo, di fermare in  questo  momento,
  qualora  lo  decidesse e qualora noi lo indicassimo formalmente,  i
  lavori d'Aula, per sostituire l'ordine del giorno con l'inserimento
  dei  due argomenti più importanti, di natura finanziaria, che  sono
  il  rendiconto  e l'assestamento, che oggi in Commissione  Bilancio
  abbiamo esitato con una celerità non immotivata, ma fondata proprio
  sulla consapevolezza che alla fine di luglio scadeva il termine per
  stabilire   la  quota  di  cofinanziamento  regionale  in   materia
  sanitaria   e  quindi  tale  urgenza  ci  induceva  ad  essere   in
  Commissione particolarmente solleciti e celeri.
   Lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto senza presentare emendamenti  o
  iniziative  che allungassero i termini e i tempi, lo abbiamo  fatto
  per  consentire all'Aula di esaminare con immediatezza  questi  due
  strumenti  finanziari. Bene, noi riteniamo che a  questo  punto  il
  lavoro  dell'Aula  debba essere conseguente e così  come  veloce  è
  stato  il lavoro in Commissione, altrettanto veloce dovrebbe essere
  il  lavoro  in  Aula.  Essendoci l'assessore Armao,  che  è  appena
  arrivato,  noi  riteniamo che, non essendoci  -  almeno  in  questo
  momento  -  visibilmente, ed è così, il numero legale, qualora  noi
  dovessimo  verificarlo, proprio per non rilevarlo  formalmente,  se
  vogliamo  interrompere  i lavori d'Aula e sostituire  l'ordine  del
  giorno  con  i  due  strumenti finanziari, sarebbe  sicuramente  un
  lavoro  più  proficuo  e  consentiremmo all'Aula,  alla  ripresa  a
  settembre,   di   lavorare   più  alacremente   ma   con   maggiore
  soddisfazione, sui contenuti aggiornati, approfonditi  e  rinnovati
  del disegno di legge di riforma delle ASI.
   La  nostra  proposta  è  quella di fermare  i  lavori  d'Aula,  la
  sottoponiamo  in  questi  termini  ai  colleghi  parlamentari,   di
  sostituire  l'argomento all'ordine del giorno con il  rendiconto  e
  l'assestamento  e  procedere  alla  votazione  dei  due   strumenti
  finanziari  per mettere in coda il disegno di legge sulle  ASI  ed,
  eventualmente, decidere di affrontarlo successivamente.

   MUSOTTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSOTTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  brevemente,  la
  proposta  del  collega Leontini in effetti non si può  dire  che  è
  completamente fuori posto o insensata, tenuto conto che il contesto
  normativo,  ma  soprattutto le esigenze  della  Regione  siciliana,
  dell'Amministrazione   in  particolare,   abbisognano   di   questi
  strumenti finanziari.
   L'unica cosa, Presidente, che vorrei sottolineare è che il disegno
  di  legge  di  riforma  delle  ASI ha  avuto  un  iter  tormentato,
  travagliato,  e  credo  che  vi  sia  l'esigenza,   che   è   stata
  rappresentata da parte di tutti i colleghi, che questo  disegno  di
  legge diventi legge.
   Quindi,  nel  caso  in cui si dovesse accedere  alla  proposta  di
  inversione dell'ordine del giorno, l'unica cosa che io chiedo,  con
  un  impegno da parte di tutti i colleghi, che si continui fino alla
  fine  per portare in porto la proposta governativa di riforma delle
  ASI.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tecnicamente non si può  procedere
  con  una  inversione  dell'ordine del giorno  perché  l'ordine  del
  giorno,  come  sapete,  reca come unici  punti  lo  svolgimento  di
  attività ispettiva e l'esame del disegno di legge sulle ASI.
   Pertanto  dovremmo chiudere questa seduta, aprirne una successiva,
  ovviamente a cinque minuti dalla chiusura della precedente, e  dare
  priorità ai documenti contabili. Su questo vorrei sentire il parere
  dell'Aula e del Governo.
   Non   posso  assumermi  una  responsabilità  di  questo  tipo   in
  autonomia.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  capisco  le  esigenze  che ci sono di portare  avanti  l'esame  del
  rendiconto  e  dell'assestamento di bilancio con le  modifiche  che
  devono  essere fatte adesso. Però, tenuto conto che c'è una riforma
  che  è ferma fra l'Aula e le commissioni da circa un anno, è giusto
  dare   una   risposta   ai  territori,  agli   imprenditori,   alle
  associazioni, ai cittadini che aspettano questa norma. Il rinvio  a
  settembre o a ottobre è un rinvio strumentale.
   Ora bisogna affrontare le cose per quelle che sono. Quest'Aula  si
  deve pronunciare se è d'accordo o non è d'accordo a fare la riforma
  delle   ASI.  Se  è  d'accordo  a  togliere  ottocento   posti   di
  sottogoverno, se è d'accordo a ridurre da undici a uno i  direttori
  generale che costano alle tasche dei siciliani due milioni di  euro
  l'anno  e  che  sono  stati  nominati nel 2001  dall'assessore  per
  l'industria  e  da  un  consulente di  questo  assessore,  con  una
  delibera  di  Giunta  e  non con legge, e si  sono  equiparati  gli
  stipendi di direttori di ASI a quelli dei dirigenti generali  della
  Regione.
   Oggi  bisogna  dare risposte precise. I cittadini,  fuori,  ce  lo
  chiedono.
   Pertanto chiedo a quest'Aula di non invertire l'ordine del giorno,
  di votare il disegno di legge sulle ASI e, dopo, di discutere sulla
  programmazione finanziaria.

   PRESIDENTE.  Mi pare che ci sia contrarietà da parte del  Governo,
  non  metterei neanche in votazione la proposta tranne  che  non  vi
  siano, da questo punto di vista, pareri favorevoli dell'Aula.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  proposta  del
  nostro capogruppo è stata formulata per evitare che l'Aula, da  qui
  a  qualche  ora,  si  trovi in difficoltà con documenti  finanziari
  importantissimi per l'amministrazione ordinaria della Regione.
   Il  Governo  si sta assumendo, immotivatamente, la responsabilità,
  di cui noi non ci possiamo fare carico assolutamente, di mettere in
  coda  il disegno di legge di assestamento di bilancio obbligatorio,
  considerato che il bilancio l'abbiamo votato con la previsione che,
  al  31  luglio del 2011, già manca la parte di cofinanziamento  del
  comparto  sanitario, quindi siamo in ritardo di  qualche giorno  e,
  nello  stesso  tempo, dell'impossibilità che il  Parlamento  ha  di
  deliberare  il  consuntivo per liberare l'avanzo d'amministrazione.
  Pertanto noi non ci assumiamo nessuna responsabilità su questo atto
  che è gravissimo, che riguarda tutti i comparti della Regione e non
  solo  il  comparto  delle attività produttive,   perché  non  muore
  nessuno farlo o domani sera o questa notte.
   C'è,  da parte del Governo, un'arroganza ad andare avanti  su  una
  cosa   specifica   mettendo   da  parte   i   documenti   contabili
  indispensabili e prioritari.
   Rispetto  a  questo,  noi faremo capire a tutti  i  siciliani  che
  questa  irresponsabilità la dobbiamo portare alla luce  facendo  il
  nostro  lavoro,  responsabile,  di opposizione  fino  a  quando  il
  Governo  deciderà di interrompere i lavori e far cambiare  l'ordine
  del giorno.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  per  la  verità
  rimango  un po' sorpreso dal fatto che in quest'Aula non  si  possa
  fare più un patto tra gentiluomini.
   Le condizioni della Sicilia sono drammatiche, si combinano diversi
  provvedimenti  che sono in corso d'esame già da tanto  tempo  e  si
  utilizza   sempre  una  posizione  per  cercare  di   impedire   la
  possibilità  che  si attivi un'accelerazione nell'approvazione  dei
  disegni di legge.
   I   colleghi  del  centro-destra,  sia  l'onorevole  Leontini  che
  l'onorevole Mancuso, hanno sollevato un problema e, se fosse in  un
  quadro  di  accordo  tra i partiti, sarebbe assolutamente  corretto
  dire:    Bene,  c'è  un  momento  particolare,  dobbiamo  approvare
  l'assestamento di bilancio e il rendiconto, riteniamo che in questo
  momento,   visto  l'approssimarsi  della  chiusura  della  sessione
  estiva,  è  fondamentale prelevarli perché non è che si possa  fare
  una nuova seduta con questi punti all'ordine del giorno .
   Io mi sarei aspettato, onorevole Leontini, per la stima che ho nei
  suoi  confronti e nei confronti dell'onorevole Mancuso, che  aveste
  manifestato il vostro impegno ad esitare pure il disegno  di  legge
  sui  consorzi  ASI.  Un  impegno che non può essere  una  furbizia,
  proponendo  di metterlo in coda, perché il tentativo  maldestro  di
  dire  approvate gli strumenti finanziari, dopodiché noi iniziamo un
  atteggiamento di ostruzionismo oggettivo per impedire che si faccia
  la  legge ,  non mi pare che possa condurre a nessun  approccio,  a
  nessun   rapporto.  Per  questo  motivo  comprendo  le  motivazioni
  dell'assessore Venturi, che in questo contesto sono corrette.
   Se  da parte del centro-destra si afferma in modo solenne in  Aula
  che  il testo del disegno di legge di riforma delle ASI, che  è  lo
  strumento fondamentale che fa capo ad una maggioranza, comunque non
  troverà  un atteggiamento ostruzionistico o di ostacolo - cosa  che
  invece  è stata dichiarata -, se matura questo contesto, io  chiedo
  al  Presidente  dell'Assemblea di sospendere per qualche  minuto  i
  lavori al fine di raggiungere questo obiettivo.
   Se,  invece,  la  posizione rimane quella di voler  approvare  gli
  strumenti  finanziari, perché attraverso gli  strumenti  finanziari
  impediamo che il Parlamento approvi il disegno di legge di  riforma
  delle  ASI,  ovviamente  noi non possiamo  fare  altro  che  andare
  avanti.
   Essendo  personalmente molto disponibile a trovare un  terreno  di
  confronto  nel Parlamento, al di là del ruolo di maggioranza  e  di
  opposizione,  valuterei, sentiti almeno un componente  per  Gruppo,
  soprattutto  il  capogruppo  del PDL, se  è  possibile  trovare  un
  terreno  di  intesa  in modo da fare l'uno e l'altro  provvedimento
  entro la giornata di domani.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che in
  questa  Aula ci si debba dividere tra buoni e cattivi,  e  i  buoni
  sono coloro che vogliono portare avanti le riforme, con l'assessore
  che  fa  un appello drammatico perché in questo momento la  Sicilia
  attende la riforma delle ASI.
   Signor  Presidente, vorrei ricordare - lei era in Aula come  me  e
  come tanti altri - che si stava portando avanti un percorso che era
  esattamente  il  contrario  della  linearità  democratica   perché,
  addirittura,  in  alcuni  articoli si  pensava  che  gli  strumenti
  fondamentali, come i piani regolatori, dovessero essere  affrontati
  da persone nominate dal Presidente della Regione, in dispregio alla
  stessa  territorialità,  in  dispregio  alla  necessità  che   deve
  avvertire  chi  ha  una  sensibilità  democratica  di  sentire   le
  associazioni   dei  comuni,  delle  province:  insomma,   un   vero
  pasticcio
   E  si  cerca  qui di ostentare questo percorso riformista,  questo
  percorso  di  persecuzione nei confronti di chi non vuole  fare  le
  riforme, o lo si addita al pubblico ludibrio.
   Io  penso che il PDL in questi anni, pur avendo subìto le angherie
  che  ha  subìto,  pur avendo dovuto sottostare  a  decisioni  molto
  discutibili,  pur  vedendo cancellato il ruolo  dei  cittadini,  ha
  sempre   mantenuto,  caro  onorevole  Speziale,  un   atteggiamento
  prudente, responsabile e anche coerente.
   In  altre  occasioni abbiamo visto che, purtroppo, il  Gruppo  che
  sostiene il Governo - non lo chiamo neanche maggioranza - ha  usato
  atteggiamenti di prevaricazione.
   Signor  Presidente, le ricordo che ha dovuto interrompere i lavori
  e  convocare  la Commissione per il Regolamento per non  farci  poi
  discutere la mozione di sfiducia o di censura all'onorevole  Russo,
  nonostante   questo  fosse  stato  concordato  in  Conferenza   dei
  Capigruppo.
   Qui si privilegia, allora, una parte delle riforme, un settore. Si
  vuole  andare  avanti per forza, per mostrare i muscoli,  per  fare
  vedere  che  si  è  forti, e questo non c'entra  assolutamente  con
  l'interesse dei siciliani.
   Poc'anzi  l'onorevole Limoli mi diceva che nessuno gli ha  chiesto
  questa riforma, e neppure a me; forse la chiedono ad altre persone,
  all'onorevole Leanza, all'assessore Venturi, ma a noi  non  l'hanno
  chiesta. E questo non penso che non sia importante, assessore.
   Se vogliamo fare un percorso che guardi agli interessi generali, e
  quindi  guardi  il tutto rispetto al particolare,  oggi  noi  siamo
  disponibili  ad andare avanti, così come è avvenuto in Commissione,
  con uno strumento che interessa tutta la Regione siciliana e quindi
  tutti  i  siciliani, cioè l'assestamento di bilancio. In  politica,
  bisogna capire che bisogna andare avanti quando è possibile  andare
  avanti.
   Oggi ci sono moltissime assenze in Aula e noi andremmo avanti  tra
  scontri e scarsi incontri.
   L'onorevole  Musotto, capogruppo del Movimento per  le  Autonomie,
  diceva  bene  quando  accennava al farci guidare  dal  buon  senso,
  contingentare  i  tempi e vedere dove si arriva e quale  potrebbero
  essere  le  presenze in Aula. Non ci sono atteggiamenti preconcetti
  nei confronti delle riforme purché siano buone riforme, riforme che
  guardano realmente agli interessi dei siciliani.
   Non  giova  dire  che da un anno aspettiamo questa riforma  perché
  abbiamo visto, sin dalle prime battute, che questa riforma, che era
  iniziata male, stava procedendo malissimo, stava portando a scontri
  sul  territorio,  stava portando ad inefficienze,  all'approvazione
  degli  articoli  che  avrebbero cancellato il  ruolo  dei  consigli
  comunali.
   Onorevole  Speziale, questa è una riforma che, se portata  avanti,
  se  fatta bene, certamente verrà accettata dal Popolo della Libertà
  con molto entusiasmo, e noi collaboreremo per migliorarla.
   Ma  non vi è tutta questa urgenza, non vi è tutta questa necessità
  di accendere un altro scontro in Aula, atteso che c'é una posizione
  ufficiale  del  Gruppo  del PDL, espressa dall'onorevole  Leontini.
  Questa  è  la posizione di tutto il Gruppo parlamentare, ma  è  una
  posizione che deve suggerire al Governo, oltre che alla Presidenza,
  un momento di riflessione e anche di responsabilità.
   Affrontiamo il disegno di legge sull'assestamento, vediamo dove si
  arriverà,  lo  si farà celermente e poi dopo, responsabilmente,  ci
  confronteremo.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  vorrei
  che  l'assessore Venturi mi ascoltasse perché cercherò di  fare  un
  ragionamento  di  assoluta  onestà  intellettuale,  e  mi   rivolgo
  soprattutto  all'onorevole  Speziale,  al  quale  riconosco  questa
  onestà intellettuale.
   Mi  chiedo  e chiedo a che titolo intervenga l'onorevole  Speziale
  perché,  siccome gli riconosco alti meriti, forse ha sostituito  il
  capogruppo,  in  quanto non vedo in Aula né  il  capogruppo  né  il
  segretario  politico. Vorrei capire se il suo intervento rispecchia
  quanto  voluto  dal  suo Gruppo parlamentare. Non  è  provocatorio,
  onorevole Speziale, e vado al merito della questione.
   Signor  Presidente, la settimana scorsa si è svolta  una  riunione
  tra  il  Presidente  della Regione e i capigruppo  di  opposizione.
  Ebbene,  in  quella  occasione  il  Presidente  Lombardo  ha   dato
  disponibilità  al  rinvio  di questo disegno  di  legge,  ritenendo
  prioritari altri disegni di legge.
   Non  possono  i  colleghi del Partito Democratico,  e  soprattutto
  l'onorevole Speziale, darci lezioni di agibilità d'Aula.  E  questo
  perché  noi  del  PID  non  abbiamo mai fatto  alcuna  attività  di
  ostruzionismo  nei  confronti di questo disegno di  legge.  Abbiamo
  mantenuto,  su  un  tema così delicato, assoluta  sobrietà  e  devo
  ricordare - evidentemente, i colleghi del Partito Democratico hanno
  memoria corta - che non siete riusciti ad esitare questo disegno di
  legge   neanche  in  assenza  della  opposizione,  perché  è  stato
  l'onorevole De Benedictis a chiedere il rinvio della trattazione di
  questo  disegno  di  legge in una seduta in  cui  noi  non  eravamo
  presenti.
   Rispetto a questi fatti, io dico all'assessore Venturi, posto  che
  il  tema  è delicato, che deve chiedere alla sua maggioranza  e  al
  Presidente  della  Regione se davvero questo disegno  di  legge  lo
  vogliono  oppure  no. Io ho la sensazione che a non  volere  questo
  disegno   di  legge  sia  la  maggioranza  e  il  Governo   e   non
  l'opposizione,  che legittimamente fa il suo dovere  segnalando  le
  crepe  che  via  via   vengono fuori in questa  pseudo  maggioranza
  ribaltonista.
   Per  quanto  ci  riguarda, riteniamo che questo disegno  di  legge
  potrebbe  essere - qualora venisse davvero approvato - una  riforma
  importante, ma riteniamo che la responsabilità del suo esito sia  a
  totale  carico della maggioranza di governo e riteniamo soprattutto
  che  sia  necessario,  oggi e non oltre,  che  la  maggioranza  sia
  consequenziale con quello che dice.
   Se  volete  che  questo disegno di legge diventi legge,  mettetevi
  d'accordo  e  portateci  un progetto reale,  altrimenti  finite  di
  coprire  i  vostri problemi e le vostre spaccature addebitandoli  a
  strumentalizzazioni  che l'opposizione, che  svolge  il  suo  ruolo
  istituzionale, non ha mai posto in essere.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, apprezzate le  considerazioni  di
  alcuni deputati, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà  alle
  ore 17.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.12, è ripresa alle ore 17.29)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  in ordine alla trattazione dei documenti finanziari  che
  questa  mattina la Commissione Bilancio ha approvato, il rendiconto
  e  l'assestamento tecnico, sarebbe opportuno che  si  trattasse  il
  rendiconto  -  che,  come opportunamente è stato evidenziato  dagli
  interventi che mi hanno preceduto, consente di liberare l'avanzo di
  amministrazione proprio per le finalità connesse all'assestamento -
  e  che,  invece, l'assestamento si trattasse nella prossima  seduta
  dell'Assemblea perché domani mattina, alle ore 9.00, è previsto  un
  CIPE che, al punto quattro all'ordine del giorno, reca le decisioni
  da  assumere  sui Fas, sui Par Fas regionali. Come voi  sapete,  la
  Regione  siciliana,  avvalendosi di una prescrizione  normativa  al
  riguardo,  cui  già altre regioni hanno fatto ricorso,  ha  chiesto
  l'utilizzazione di quota parte del Fas per coprire le rate di mutuo
  di un quadriennio e, quindi, concorrere e compartecipare secondo la
  percentuale del 49,11 alla spesa sanitaria.
   L'assestamento  ha la stessa finalità e, quindi, è  una  decisione
  che va assunta solo dopo che le biglie saranno ferme in ordine alla
  valutazione dello Stato circa la concessione della possibilità  per
  la Sicilia di avvalersi dei fondi Fas o meno. Sicché, in termini di
  priorità logica, è opportuno attendere la decisione del CIPE e solo
  dopo assumere la decisione sull'assestamento, poiché evidentemente,
  laddove  il  Cipe  concedesse  questa  possibilità,  l'assestamento
  avrebbe  un contenuto diverso, in quanto non utilizzeremmo l'avanzo
  di amministrazione per coprire la compartecipazione sanitaria.
   Signor Presidente, se fosse possibile, si potrebbe trattare subito
  il  rendiconto,  poi lasciare il tempo residuo per l'analisi  degli
  articoli  successivi,  ancora da esaminare, del  disegno  di  legge
  sulle ASI e l'IRSAP e procedere domani con l'assestamento.

   PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, la seduta  è  rinviata  ad
  oggi,  2  agosto 2011, alle ore 17.35, con il seguente  ordine  del
  giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  -   Comunicazioni

   II  -  Discussione dei disegni di legge:

   1)   «Rendiconto  generale  dell'Amministrazione   regionale   per
  l'esercizio finanziario 2010»
      Relatore: on. Savona

   2)  «Costituzione  dell'Istituto regionale per lo  sviluppo  delle
  attività produttive» (605-242-362-577/A) (Seguito)
      Relatore: on. Caputo

   3) «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
  2011» (769/A)
      Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 17.32

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:

   Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Attività produttive»

   CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  decisione  dei dirigenti aziendali di FIAT ha  penalizzato  in
  modo  grave  la  Sicilia in quanto è stata determinata  la  volontà
  della  definitiva  chiusura dello stabilimento di  Termini  Imerese
  (PA);

   la  decisione  dei  vertici aziendali,  oltre  a  pregiudicare  il
  diritto  al  lavoro  dei  dipendenti dello stabilimento  siciliano,
  penalizza anche lo sviluppo industriale dell'Isola;

   la  FIAT nel tempo ha avuto e ricevuto numerosi sostegni, anche di
  natura finanziaria, dalla Regione siciliana;

   considerato che:

   la  definitiva chiusura dello stabilimento compromette  il  futuro
  occupazionale degli attuali dipendenti di Termini Imerese nonché lo
  sviluppo economico ed industriale siciliano;

   per  la  soluzione  per  lo stabilimento,  si  è  appreso  di  una
  sottoscrizione  di  un protocollo d'intesa con l'imprenditore  Gian
  Mario  Rossignolo il cui progetto è stato valutato,  positivamente,
  dall'Invitalia    quale    advisor   incaricato    dal    Ministero
  dell'economia, per la valutazione delle proposte sullo stabilimento
  di Termini Imerese;

   tale   scelta   appare   inidonea  in   quanto   vi   sono   dubbi
  sull'affidabilità dell'impresa Rossignolo. Sarebbe emerso, infatti,
  che   alcuni  progetti  per  lo  sviluppo  economico  del  predetto
  imprenditore  nella  Regione  Calabria  ed  altri  quali  Delfai  e
  Pininfarina,  si  sono  rilevati  dannosi  per  gli  enti  pubblici
  coinvolti.  Inoltre,  la scelta del progetto di  Rossignolo  appare
  preoccupante  atteso che il suo  braccio destro'  Malvino  è  stato
  coinvolto in alcune vicende giudiziarie in Calabria;

   tale situazione non offre garanzie di solidità e affidabilità;

   ritenuto che:

   vi  è il rischio che le già precarie condizioni dello stabilimento
  FIAT di Termini Imerese potrebbero ulteriormente aggravarsi con  la
  scelta del progetto avanzato dall'imprenditore Rossignolo;

   gli   interventi  finanziari  pubblici  finalizzati  al   predetto
  progetto  potrebbero rilevarsi rischiosi sia per  il  futuro  dello
  stabilimento di Termini Imerese sia per il futuro occupazionale  ed
  economico  in  generale poiché vi può essere il  timore  della  non
  affidabilità  di  Rossignolo  e  delle  ripercussioni  negative  di
  un'eventuale operazione fallimentare come le precedenti;

   per sapere:

   i  criteri in base ai quali abbia individuato il progetto proposto
  dall'imprenditore  Gian Mario Rossignolo, in  merito  alla  vicenda
  dello stabilimento FIAT di Termini Imerese;

   nel  dettaglio  i contenuti dell'operazione e la garanzie  che  lo
  stabilimento  FIAT di Termini Imerese non subirà  ripercussioni  in
  negativo». (1321)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  rappresenta quanto segue.
   Com'è noto, il 16 febbraio 2011  è stato firmato apposito  Accordo
  di programma tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione
  Siciliana per la disciplina degli interventi di riqualificazione  e
  reindustrializzazione del Polo Industriale di Termini Imerese.
   Il  superiore  Accordo è stato anche sottoscritto, per  quanto  di
  competenza,  dalla Provincia regionale di Palermo,  dal  Comune  di
  Termine   Imerese,  dal  Consorzio  ASI  di  Palermo,  dall'Agenzia
  Nazionale  per  l'attrazione  degli  investimenti  e  lo   sviluppo
  d'impresa s.p.a. (INVITALIA) e da FIAT Group Automobiles s.p.a.
   Dall'accordo  citato  si  evince che il Ministero  dello  sviluppo
  economico   ha   conferito   all'Agenzia  firmataria   dell'accordo
  l'incarico  di  eseguire  l'analisi e i  necessari  approfondimenti
  tecnici    delle    iniziative   imprenditoriali   oggetto    delle
  manifestazioni  di interesse presentate da soggetti interessati  ad
  investire  nel  Polo  industriale di  Termini  Imerese,  mentre  la
  Regione   siciliana,  con  apposita  deliberazione   della   Giunta
  regionale,  ha autorizzato il cofinanziamento dell'accordo  per  un
  importo  complessivo di 350 milioni di euro, di cui 150  milioni  a
  valere  sulle  risorse  stanziate  dall'articolo  111  della   l.r.
  n.11/2010  finalizzate all'implementazione delle opere di carattere
  infrastrutturale e 200 milioni a valere sulle risorse  della  linea
  di  azione  6.4   Contratti  di  Sviluppo   del   vigente  PAR  FAS
  2007/2013.
   Sempre  dal  citato  Accordo di programma  si  evince  come  siano
  affidate   all'Agenzia    le   procedure   di   competenza    delle
  Amministrazioni  centrali  e la stessa è  stata  individuata  quale
  soggetto  che provvede all'attuazione degli interventi,  attraverso
  anche   la   preliminare  istruttoria  tecnica  dei   progetti   di
  investimento  ed  erogazione dei contributi previsti  alle  imprese
  agevolate.
   In  seguito  a  espresso  invito a manifestare  interesse  per  la
  riconversione  del Polo Industriale di Termini Imerese,  pubblicato
  il  14  giugno  2010  sul  sito web e il 15-22  giugno  2010  sulle
  maggiori   testate   giornalistiche  nazionali  e   internazionali,
  economico-finanziarie  e  di settore, sono  pervenute,  all'Agenzia
  diverse  manifestazioni di interesse, fra cui  quella  della  Ditta
  richiamata   nell'interrogazione   oggi  riscontrata.  E'   altresì
  scaduto l'8 luglio 2011 il termine comunicato dal Ministero per  la
  ricezione dei piani industriali delle imprese proponenti,  al  fine
  della  valutazione di merito (sempre da parte di  Invitalia)  della
  loro  selezionabilità. Non si ha al momento  notizia  se  la  ditta
  citata nell'interrogazione abbia presentato il piano industriale.
   Da  quanto  detto emerge chiaramente che  per legge la valutazione
  dei  requisiti sia finanziari che morali del soggetto proponente  e
  della  valutazione dell'insieme della proposta progettuale  compete
  ad  INVITALIA,   la quale ha già iniziato l'iter istruttorio  delle
  manifestazioni  di  interesse pervenute di cui al  momento  non  ne
  conosciamo il contenuto. Superfluo sottolineare come per  diventare
  beneficiario  il soggetto interessato deve dimostrare  di  disporre
  dei  mezzi finanziari e delle relative garanzie bancarie nonché  di
  possedere  i requisiti morali richiesti dalla vigente normativa  in
  materia.
   In   ogni  caso,  sarà  cura  della  Regione  siciliana  esprimere
  compiutamente  le  proprie valutazioni nelle  sedi  competenti  nel
  momento  in  cui sarà chiamata a tale adempimento, alla luce  anche
  delle informazioni che saranno fornite attraverso la documentazione
  di  rito  e dalle risultanze istruttorie declinate dalla competente
  Agenzia».

                                                          L'Assessore
                                                                dott.
                                              Marco Venturi

   TERMINE-DI BENEDETTO. - «All'Assessore per le attività produttive,
  premesso che:

   nella  GURS n. 4 del 21 gennaio 2011 è stato pubblicato il decreto
  del  24  dicembre  2010 relativo al calendario delle  fiere,  delle
  mostre e delle esposizioni a carattere regionale per l'anno 2011;

   nell'elenco  delle  iniziative, distinte per  provincia,  ne  sono
  previste 21 a Catania, 11 a Messina, 2 a Trapani ed 1 ad Agrigento;

   rilevato  che  non risulta nessun evento a Palermo, Caltanissetta,
  Enna, Siracusa e Ragusa;

   per sapere:

   se  siano state presentate altre istanze e a quali province  fanno
  riferimento;

   quali  siano  stati  i  criteri  adottati  nell'accertamento   dei
  requisiti necessari per accedere al calendario delle manifestazioni
  fieristiche per il 2011». (1667)

   Risposta.  -  «Con riferimento alle questioni poste dall'onorevole
  interrogante, si rappresenta che questa Amministrazione  regionale,
  con  D.D.G. n. 3578/10 s. del 24 Dicembre 2010, pubblicato in GURS:
  la  n.  4  del  21  gennaio 2011, ha approvato il calendario  delle
  fiere, mostre ed esposizioni regionali per l'anno 2011.
   I Criteri adottati per il riconoscimento delle istanze pervenute e
  per la definizione del calendario ufficiale sono quelli determinati
  nel D.P.R.S. n. 44 del 3 settembre 1997 e precisamente:
   Inoltro   istanza  di  riconoscimento  dal  parte   del   soggetto
  richiedente  entro  e  non oltre il 31 maggio dell'anno  precedente
  quello in cui la manifestazione in oggetto dovrebbe tenersi;
   Relazione completa ed approfondita di tutte le informazioni  circa
  la   manifestazione   fieristica,  le  sue  finalità,   i   settori
  merceologici  di riferimento, le dimensioni dell'area  interessata,
  le  effettive  dotazioni di struttura e servizi, nonché  l'idoneità
  accertata degli stessi;
   Il piano finanziario dell'evento;
   L'eventuale segnalazione dell'attività di vendita preventivata;
   La  dichiarazione  di disponibilità dell'Amministrazione  titolare
  dell'area   all'uso  del  suolo  pubblico  nel  caso  in   cui   la
  manifestazione non si svolge nell'ambito del quartiere  degli  Enti
  Autonomi Fieristici o di altre idonee sedi espositive;
   Il programma di massima di eventuali manifestazioni collaterali.
   Va  altresì evidenziato come nessuna istanza sia pervenuta  presso
  questo  Assessorato  entro i termini previsti  dal  D.P.R.S.  sopra
  citato,  da parte di soggetti proponenti appartenenti alle Province
  di Caltanissetta, Enna, Siracusa e Ragusa;
   Per  quanto  concerne  la  Provincia di Palermo,  non  sono  state
  riconosciute idonee le istanze presentate dalla Società  Ferla  and
  Ferla  s.r.l. e delle Associazioni Culturali:  Palermo Brocante   e
   Appuntamenti di Antiquariato , in quanto le predette istanze  sono
  risultate incomplete della documentazione richiesta dalla normativa
  vigente.
   Inoltre  le  manifestazioni  denominate   Medial ,   Mediarea    e
   Abitaly , presentate dall'Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo  di
  Palermo,  sono pervenute fuori dai termini temporali  previsti  dal
  D.P.R.S. n. 44/97 e pertanto dichiarate non ammesse.
   Dunque il calendario ha previsto le manifestazioni, suddivise  per
  Provincia  di  riferimento,  in quanto risultate  idonee  e  dunque
  ammesse e pubblicate in GURS: la n. 4 del 21 gennaio 2011».

                                                          L'Assessore
                                                                dott.
                                              Marco Venturi

   FALCONE.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  attività  produttive, premesso che con legge nazionale n.  266/2002
  veniva  istituito  il  documento unico di  regolarità  contributiva
  (DURC) per semplificare la partecipazione delle imprese private  ad
  appalti pubblici;

   considerato che successivamente tale norma è stata integrata dalla
  riforma Biagi per poi essere estesa anche ad altre categorie;

   preso  atto  che  l'art.  11  bis del  decreto-legge  n.  78/2009,
  convertito  con  modificazioni in legge  n.  102/2009  ha,  infine,
  esteso   la   disciplina   del   DURC  (documento   di   regolarità
  contributiva) agli imprenditori commerciali che operano su mercati,
  fiere, piazze e comunque su aree pubbliche;

   tenuto  conto  che  secondo la superiore normativa  gli  operatori
  ambulanti  che  non  sono in regola con il  detto  adempimento  non
  possono  ottenere da parte dei comuni di appartenenza  le  relative
  autorizzazioni al commercio su aree pubbliche e che,  entro  il  31
  gennaio di ogni anno, i comuni devono verificare la sussistenza del
  DURC, pena la revoca della licenza;

   preso  atto che alcuni mesi addietro, l'Assessore per le  attività
  produttive  ha  incontrato i sindacati di categoria per  informarli
  sulla  nuova  normativa e sui conseguenti adempimenti da  porre  in
  essere, creando non poco allarmismo negli operatori ambulanti;

   visto  che  la  potestà legislativa in materia  di  autorizzazioni
  all'esercizio di attività commerciali su aree pubbliche spetta alle
  Regioni;

   considerato  che  i  sindacati di categoria hanno  manifestato  al
  Governo  regionale  la  loro volontà di  adeguarsi  alla  normativa
  nazionale,  dando  però l'opportunità a tutti di  regolarizzare  la
  propria posizione dinanzi ad INPS ed INAIL;

   per  sapere,  alla luce di quanto sopra esposto se  non  s'intenda
  addivenire  ad  una proposta di legge di settore  che  tenga  conto
  delle   esigenze   del  comparto,  eventualmente,  prevedendo   una
  moratoria  dell'applicabilità  della  detta  norma,  al   fine   di
  consentire  a tutti gli imprenditori commerciali su aree  pubbliche
  di regolarizzare la loro posizione contributiva e allinearsi, così,
  alle  altre categorie produttive che sono soggette all'obbligo  del
  DURC». ( 1732)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo  in  oggetto  si
  rappresenta quanto segue.
   Com'è  noto,  l'articolo 11bis del D.L. n. 78 dell'1 luglio  2009,
  ha  modificato  l'articolo 28 del decreto legislativo  114  del  31
  marzo 1998 relativo al commercio su aree pubbliche, nella parte  in
  cui  obbliga  i  comuni ad acquisire il DURC  (documento  unico  di
  regolarità contributiva) per il rilascio di nuove autorizzazioni  o
  per  il  rinnovo  di precedenti autorizzazioni per  l'esercizio  di
  commercio su aree pubbliche (mercatisti, itineranti e fieristi).
   Tuttavia,  la  superiore norma ha ingenerato  negli  operatori  di
  settore   diffuse   perplessità  in  merito  alla   sua   effettiva
  compatibilità con le vigenti disposizioni legislative regionali  in
  materia  di  commercio, tanto da spingere il Coordinamento  Tecnico
  delle  Regioni  a chiedere apposito parere al Ministero  competente
  circa l'applicabilità diretta  o meno di detta norma nelle Regioni,
  anche in assenza di apposita legislazione di recepimento.
   Il   Ministero,   con   nota   del  6   novembre   2009   ribadiva
  l'applicabilità delle superiori disposizioni alle Regioni anche  in
  assenza di normativa regionale di recepimento.
   Questa   Amministrazione,   pertanto,   anche   in   virtù   delle
  disposizioni  di  cui  all'articolo 22, comma 1, della  l.r.  18/95
  relativa  al  commercio su aree pubbliche, che  operano  un  rinvio
  dinamico  alla  normativa  statale per quanto  non  previsto  nella
  medesima  legge regionale, con circolare assessoriale n. 6  del  28
  dicembre  2009, ha reso partecipi i Comuni e le Camere di Commercio
  Siciliani dell'applicabilità nel territorio della Regione siciliana
  della  normativa  statale relativa al DURC  per  gli  esercenti  il
  commercio su aree pubbliche.
   Invero,  l'articolo 2 comma 12 della legge n. 191 del 23  dicembre
  2009,  recante  ad  oggetto  Disposizioni  per  la  formazione  del
  bilancio annuale e pluriennale dello Stato   (Legge Finanziaria per
  l'anno  2010), ha sostituito la superiore normativa delegando  alle
  Regioni   la   decisione   o  meno  di  subordinare   il   rilascio
  dell'autorizzazione  all'esercizio  dell'attività  commerciale   su
  aree pubbliche alla presentazione del DURC.
   Questa Amministrazione ha ritenuto, pertanto, di dovere, alla luce
  della    Novella    legislativa,   aggiornare    le    disposizioni
  precedentemente impartite, disponendo, con la circolare n. 1 del 27
  gennaio 2010, che, in assenza di apposita normativa regionale,  Nel
  territorio  della Regione Siciliana l'autorizzazione  all'esercizio
  dell'attività su aree pubbliche può essere rilasciata  anche  senza
  la   presentazione  preventiva  del  DURC  da  parte  della   Ditta
  interessata .
   Conclusivamente,  e  in assenza di nuove disposizioni  legislative
  statali,  compete  alle  Regioni  decidere  l'estensione   o   meno
  dell'Istituto del DURC al settore commerciale su aree pubbliche.
   A  tal  fine  si ritiene doveroso informare codesta  Assemblea  di
  avere   dato  disposizioni  agli  Uffici  posti  alla  mia  diretta
  collaborazione di predisporre apposito disegno di legge di  riforma
  della disciplina generale del commercio la cui bozza sarà pronta in
  questi giorni per essere sottoposta al vaglio delle Associazioni di
  categoria  e  della  giunta di Governo, nel  cui  testo  potrebbero
  trovare posto gli orientamenti che dovessero emergere, sia da parte
  del   mondo  sindacale  e  imprenditoriale  che  politico,    sulla
  questione posta dall'atto ispettivo riscontrato».

                                                        L'Assessore
                                                         dott.  Marco
                                              Venturi

   LENTINI.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  attività produttive, premesso che:

   i  consorzi per le aree di sviluppo industriale costituiscono enti
  pubblici non economici, dotati di personalità giuridica, sui  quali
  la  Regione  esercita  la duplice funzione di direzione  (indicando
  propri rappresentanti negli organismi) e di vigilanza e controllo;

   il consorzio ASI di Palermo, oltre all'espletamento delle funzioni
  d'istituto, ha assunto - a vario titolo - la gestione di  ulteriori
  iniziative  per  le  quali si è avvalso e si  avvale  di  personale
  esterno;

   in   particolare,  il  consorzio  ha  assunto,  in  forza  di  una
  convenzione sottoscritta a suo tempo fra il Ministero del lavoro  e
  la  società Italia Lavoro s.p.a., la funzione di soggetto attuatore
  del progetto 'In.la.- Sicilia';

   il  consorzio  ha emesso un avviso, a firma del 'Presidente  della
  cabina  di  regia', per la selezione di 32 soggetti  cui  conferire
  incarichi  di  collaborazione  coordinata  e  continuativa,  avviso
  peraltro   pubblicato   sui  siti  internet  www.asi.palermo.it   e
  www.casip.it, impropriamente, fra i 'bandi di gara';

   il  termine  per  la presentazione delle istanze di partecipazione
  alla  sopra menzionata selezione, inizialmente fissato per  le  ore
  12,00  del giorno 4 marzo 2011, è stato, inspiegabilmente, spostato
  al  medesimo  orario del giorno 8 marzo, con una 'comunicazione'  a
  firma  dello  stesso  'Presidente della  cabina  di  regia',  senza
  l'indicazione  di  alcuna  motivazione,  in  totale  spregio  della
  vigente normativa in materia di procedimenti amministrativi;

   il  citato 'Presidente della cabina di regia', soggetto esterno al
  consorzio ASI, risulta egli stesso titolare di un incarico da parte
  del consorzio;

   atteso che:

   non risulta, quanto al contenuto dei 'bandi' emessi, alcuna misura
  di  garanzia  e/o agevolazione per il personale già utilizzato,  da
  più  anni, in forme precarie e per affini mansioni e compiti, dallo
  stesso ente;

   è  suscettibile di destare sospetto tanto l''avviso', quanto  -  a
  fortiori  - il differimento dei relativi termini, per la  selezione
  dei soggetti destinati alla gestione del progetto `In.La Sicilia';

   in  relazione al merito ed alla forma degli strumenti di selezione
  del personale sembrano emergere criticità circa la conformità degli
  stessi  ai principi, costituzionalmente sanciti, di imparzialità  e
  buon andamento delle amministrazioni pubbliche;

   appare  concreto  il  rischio  che  si  generi,  a  seguito  delle
  procedure  sopra  esposte, nuovo precariato, in  contrasto  con  le
  esplicite  intenzioni espresse dal legislatore  regionale  e  dallo
  stesso Governo della Regione;

   emergono  significative e fondate obiezioni circa  la  legittimità
  degli  atti posti in essere dal 'Presidente della cabina di regia',
  atteso  che  lo stesso si trova in posizione di fattuale dipendenza
  dal  consorzio ASI di Palermo, in pratica nella triplice  veste  di
  'decisore', 'controllato' e 'controllore';

   dal   quadro  sopra  delineato  appaiono  come  verosimili   gravi
  violazioni  delle  vigenti  normative -  comunitarie,  nazionali  e
  regionali  -  in  materia  di  enti  sottoposti  alle  funzioni  di
  direzione,  coordinamento, vigilanza e  controllo  da  parte  della
  Regione;

   per sapere:

   se  siano  conformi alla vigente normativa gli atti  adottati  dal
  consorzio   ASI  di  Palermo  per  il  reclutamento  del  personale
  destinato alla gestione del 'Progetto In.La.';

   quali  siano i criteri e le modalità con cui il consorzio  ASI  di
  Palermo  ha  selezionato i soggetti esterni cui affidare  incarichi
  e/o  consulenze nell'ultimo triennio e se, per gli stessi soggetti,
  l'ente  possa  dimostrare  la regolarità delle  relative  posizioni
  contributive e previdenziali;

   in particolare, quali azioni intendano intraprendere nei confronti
  del  Consorzio ASI di Palermo, per garantire la piena  applicazione
  delle  norme  comunitarie,  statali  e  regionali  in  materia   di
  trasparenza  e  buon  andamento dell'amministrazione  pubblica,  in
  fatto di gestione e di selezione del personale;

   se   sussistano   criticità  circa  la  posizione  giuridica   del
  'Presidente  della  cabina  di  regia',  atteso  che  lo  stesso  è
  sistematicamente  retribuito dal consorzio ASI e sulla  legittimità
  degli atti dallo stesso assunti;

   se gli atti prodotti dal citato 'Presidente della cabina di regia'
  siano  legittimi e se lo stesso sia in possesso dei  requisiti  per
  ricoprire  la  detta carica e/o a porre in essere  gli  atti  sopra
  richiamati  e  se l'eventuale loro illegittimità possa  determinare
  conseguenze a carico della Regione;

   quali  iniziative intendano intraprendere a garanzia dei  principi
  di   legalità,  trasparenza,  efficienza  e  buon  andamento  delle
  pubbliche  amministrazioni, nonché delle reiterate statuizioni  per
  cui  è  fatto divieto alla Regione ed alle amministrazioni ed  agli
  enti  sottoposti  a  vigilanza e controllo regionale  di  porre  in
  essere  atti  forieri di generare nuovo precariato  e/o  eludere  o
  aggirare  le  previsioni  costituzionali  in  materia  di  pubblico
  impiego e di espletamento di pubblici uffici;

   quali   siano  le  eventuali  responsabilità,  giurisdizionalmente
  riconoscibili  e  non, a carico dei soggetti  che  hanno  posto  in
  essere  gli atti sopra dedotti e se appaia opportuno, conformemente
  alla  vigente disciplina, mantenere gli stessi nell'attuale  carica
  e/o    assumere   gli   opportuni   provvedimenti    affinché    le
  amministrazioni   pubbliche  siano  poste   nella   più   opportuna
  condizione  affinché  la  collettività  non  debba  rispondere  del
  cattivo  operato di chi, eventualmente chiamato ad operare per  gli
  interessi della stessa, abbia in qualunque modo agito non in  piena
  conformità alle vigenti normative;

   se  la  posizione  dei componenti degli organi amministrativi  del
  consorzio  ASI  di  Palermo, alla luce di quanto sopra  richiamato,
  appaia  compatibile con la vigente normazione e/o se a  carico  dei
  componenti  degli stessi organi si possano determinare  profili  di
  responsabilità  giurisdizionalmente riconoscibili e/o  suscettibili
  di determinare danni a carico della Regione;

   quali  iniziative intendano adottare in relazione  alle  criticità
  sopra esposte». (1764)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. - «Il Dipartimento dell'Assessorato attività produttive,
  con  nota  1726  del 04/05/2011, ha rappresentato i chiarimenti  al
  riguardo forniti dal Consorzio e dai quali si evince che per quanto
  riguarda  le procedure adottate per il conferimento degli incarichi
  di collaborazione coordinata e continuativa a sostegno del progetto
  INLA  SICILIA,  il  Consorzio ASI di Palermo ha  seguito  gli  iter
  procedurali prescritti dal proprio Regolamento che è mutuato  dallo
  schema   regolamentare  allegato  alla  circolare  n.  2/2008   del
  Dipartimento della Funzione Pubblica della Regione Sicilia, recante
  le  disposizioni della legge n. 244/2007 in tema di  collaborazioni
  esterne .
   Con  specifico  riferimento  all'avviso richiamato  dall'onorevole
  interrogante, va detto che il Consorzio ASI di Palermo, in ossequio
  alla   già   richiamata  circolare  n.  2/2008,  ha  inteso   darne
  pubblicazione tanto nell'Albo Consortile, che sul proprio sito  web
  istituzionale.
   Il   termine   per  la  presentazione  delle  istanze,  richiamato
  nell'atto ispettivo in oggetto, stabilito dall'articolo n. 3  comma
  1  del  Regolamento  consortile, è stato prorogato    almeno  dieci
  giorni  lavorativi   su indicazione formale  di  Italia  lavoro,  a
  seguito  della  richiesta di parere formulata dal Presidente  della
  Cabina di Regia.
   Inoltre, in ragione del fatto che l'avviso è stato pubblicato  con
  24   ore  di  ritardo  rispetto  alla  richiesta  di  pubblicazione
  formalizzata  dal  Presidente della Cabina di  Regia,  al  fine  di
  evitare il mancato rispetto dei termini stabiliti da Italia Lavoro,
  il Consorzio ha prorogato i termini di presentazione, in ossequio a
  quanto  sopra  stabilito, garantendo in tal modo il pieno  rispetto
  del  principio di pubblicità, ex articolo n. 35, comma III, lettera
  a del D.Lgs. 165/2001.
   Per  ciò  che  concerne  la ventilata utilizzazione  di  personale
  precario impiegato presso il Consorzio ASI di Palermo (già peraltro
  ampiamente utilizzato per mansioni interne), va evidenziato che non
  risultano  figure  che  abbiano svolto o che  svolgano  mansioni  o
  compiti  affini  o in qualche modo riconducibili alle  finalità  ed
  alla tipologia del progetto in questione.
   Per  quanto  concerne  le modalità ed i criteri  adottati  per  la
  selezione del personale, la selezione si è effettuata con procedura
  comparativa,  così  come previsto dall'articolo 4  del  Regolamento
  consortile e dalla Circolare n. 2/2008.
   Va  detto  che,  dando seguito alle delucidazioni  sollecitate  da
  questo  Assessorato, si è ottenuta la sospensione temporanea  delle
  successive   contrattualizzazioni,   da   parte   degli   organismi
  competenti.
   Infine,  relativamente alla eventuale sussistenza di  elementi  di
  criticità circa la posizione giuridica del Presidente della  Cabina
  di  Regia e, conseguentemente, alla legittimità degli atti  da  lui
  posti  in  essere, si precisa che questi è ad oggi Consigliere  del
  Comitato  Direttivo del Consorzio ASI di Palermo e destinatario  di
  un  compenso mensile lordo di 604,00 euro, per l'espletamento della
  carica, determinato dalle norme regionali vigenti in materia.
   Peraltro appare utile evidenziare che tutti gli atti esitati dalla
  cabina  di  regia  e  dal Capo progetto sono  stati  periodicamente
  sottoposti  al vaglio e controllo dell'organo di vigilanza,  Italia
  Lavoro, che li ha regolarmente approvati».

                                                          L'Assessore
                                                                dott.
                                              Marco Venturi
            Rubrica «Autonomie locali e Funzione pubblica»

   GALVAGNO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  autonomie  locali e la funzione pubblica, premesso che in  data  24
  settembre 2010, nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n.
  12 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato il bando relativo
  al  concorso  pubblico per titoli e colloquio, per la  copertura  a
  tempo  indeterminato,  part-time,  di  n.  1  posto  di  istruttore
  amministrativo,  categoria C, mediante avviso di mobilità  esterna,
  ai  sensi  dell'art. 30, decreto legislativo 165/2001, indetto  dal
  comune di Santo Stefano Quisquina (AG);

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali (...)' per il triennio successivo all'entrata in vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici 'per soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25, è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite  le procedure concorsuali del  suddetto  bando  di
  concorso del comune di Santo Stefano Quisquina (AG), atteso che  la
  legge  prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso  per
  soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 12 -  Serie
  speciale  concorsi  -  del  24 settembre 2010,  onde  garantire  il
  rispetto della normativa vigente e dei princìpi inderogabili  della
  trasparenza  nelle  procedure concorsuali riguardanti  la  pubblica
  amministrazione  e gli enti sottoposti a tutela e  vigilanza  della
  medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1660)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta. - «Con l'atto di sindacato ispettivo di cui in  oggetto,
  l'onorevole  interrogante chiede spiegazioni circa  la  correttezza
  della  procedura  concorsuale posta in essere dal Comune  di  Santo
  Stefano  Quisquina (AG) per la copertura di un posto di  istruttore
  amministrativo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  della  Regione
  Siciliana, serie speciale concorsi, n. 12 del 24 settembre 2010.
   In  particolare  si lamenta la mancata applicazione  dell'art  19,
  comma 4, della legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993, in  base
  al  quale   i posti messi a concorso sono coperti mediante concorsi
  pubblici  per soli titoli , disposizione la cui efficacia  è  stata
  prorogata  fino al 31 dicembre 2013 con l'art. 42, comma  1,  della
  legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010.
   Con   riferimento  a  quanto  richiesto  nell'interrogazione,   va
  rilevato che il Dipartimento delle Autonomie Locali, con nota prot.
  n.  8179 del 14 aprile 2011, ha invitato l'Amministrazione comunale
  a  procedere,  in  autotutela, ad un  riesame  degli  atti  e  che,
  successivamente, con nota prot. 3122 del 28 aprile 2011, il  comune
  di  Santo  Stefano  Quisquina (AG) ha reso noto che  il  precedente
  bando è rimasto infruttuoso ed è stato sostituito da un nuovo bando
  di  concorso  pubblico, per soli titoli, pubblicato nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione Siciliana, serie speciale concorsi,  n.  16
  del 26 novembre 2010.
   In   conclusione,  premesso  quanto  sopra  e  verificato  che  la
  successiva selezione è avvenuta  per soli titoli , si può affermare
  che il nuovo bando appare esente da vizi di legittimità».

                                     L'Assessore
                                                             dott.ssa
                                                 Caterina Chinnici