Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della
seduta precedente verrà data lettura successivamente.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lupo, Oddo e Cracolici
sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione del disegno di legge «Rendiconto generale
dell'Amministrazione
della Regione per l'esercizio finanziario 2010» (n. 768/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto primo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge numero 768/A
«Rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione per
l'esercizio finanziario 2010», posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione «Bilancio» a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Approvazione del rendiconto
1. Il rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione per
l'esercizio 2010 è approvato nelle risultanze di cui ai seguenti
articoli».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Entrate
1. Le entrate correnti, in conto capitale e per accensione di
prestiti, accertate nell'esercizio finanziario 2010 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in
18.791.841.810,90.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio 2009
in euro 15.221.805.840,00, risultano stabiliti - per effetto di
maggiori e minori entrate verificatesi nel corso della gestione
2010 - in euro 14.961.659.590,21.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2010 ammontano complessivamente
ad euro 15.372.442.333,49 così risultanti:
Somme versate Somme rimaste
Somme rimaste Totale
da versare
da riscuotere
(in euro)
Accertamenti 16.611.026.410,85 5.391,59
2.180.810.008,4618.791.841.810,90
Residui attivi
dell'esercizio 2009 1.770.032.656,77 651.697.865,3512
.539.929.068,09 14.961.659.590,21
=======================
Residui attivi al 31/12/2010 15.372.442.333,49»
=======================
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Spese
1. Le spese correnti, in conto capitale e per rimborsi di
prestiti, impegnate nell'esercizio finanziario 2010 per la
competenza propria dell'esercizio, risultano stabilite in euro
19.259.268.152,22.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura dell'esercizio
2009 in euro 4.724.817.844,06 risultano stabiliti - per il
combinato effetto di economie e perenzioni verificatesi nel corso
della gestione 2010 - in euro 3.613.170.438,75.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2010 ammontano
complessivamente ad euro 5.273.729.227,49 così risultanti:
Somme pagate Somme rimaste
Totale
da pagare
(in euro)
Impegni 14.673.659.181,09
4.585.608.971,13 19.259.268.152,22
Residui passivi
dell'esercizio 2009 2.925.050.182,39
688.120.256,36 3.613.170.438,75
Residui passivi al 31/12/2010
5.273.729.227,49»
============
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Avanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2010 ha
determinato un disavanzo di euro 467.426.341,32 come segue:
Entrate correnti Euro 15.046.015.428,31
Entrate in conto capitale Euro 2.883.326.382,59
Accensione di prestiti Euro 862.500.000,00
Totale entrate Euro 18.791.841.810,90
Spese correnti Euro 14.893.462.201,13
Spese in conto capitale Euro 3.530.845.558,16
Rimborso di prestiti Euro 834.960.392,93
Totale speseEuro 19.259.268.152,22
Disavanzo della gestione di competenza Euro
467.426.341,32»
=================
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Situazione finanziaria
1. L'avanzo finanziario alla fine dell'esercizio 2010 di euro
10.442.972.120,18 risulta stabilito come segue:
Disavanzo della gestione di competenza Euro
467.426.341,32
Avanzo finanziario dell'esercizio 2009 Euro
10.058.897.305,98
Diminuzione nei residui attivi
per riaccertamenti
Euro 260.146.249,79
Diminuzione nei residui passivi lasciati
dall'esercizio 2009
- per perenzione amministrativa Euro
827.621.189,77
- per economia Euro
284.026.215,54 Euro 1.111.647.405,31
Avanzo finanziario effettivo
dell'esercizio 2010
Euro 10.910.398.461,50
Avanzo finanziario
al 31 dicembre 2010
Euro 10.442.972.120,18»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Fondo di cassa
1. E' accertato nella somma di euro 467.426.509,86 il fondo di
cassa alla fine dell'anno finanziario 2010, come risulta dai
seguenti dati:
A T T I V I T A'
- Residui attivi al 31 dicembre 2010:
a) per somme rimaste da riscuotere Euro
14.720.739.076,55
b) per somme riscosse e non versateEuro
651.703.256,94
- Crediti di tesoreria Euro
1.235.350.315,93
- Fondo di cassa al 31 dicembre 2010Euro
467.426.509,86
Euro
17.075.219.159,28
==================
P A S S I V I T A'
- Residui passivi al 31 dicembre 2010 Euro
5.273.729.227,49
- Debiti di tesoreria Euro
1.358.517.811,61
- Avanzo finanziario al 31 dicembre 2010Euro
10.442.972.120,18
Euro
17.075.219.159,28»
==================
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Amministrazione della Regione,
al 31 dicembre 2010, resta stabilita come segue:
A T T I V I T A'
- Attività finanziarie Euro 19.438.500.058,62
- Attività non finanziarieEuro 604.251.623,52
Euro 20.042.751.682,14
P A S S I V I T A'
Passività finanziarie Euro 15.465.221.702,48
Euro 15.465.221.702,48
ECCEDENZA delle attività sulle passività
al 31 dicembre 2010
Euro 4.577.529.979,66»
==================
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, c'è un ordine del giorno a firma mia, dell'onorevole
Adamo e di tutta la Commissione, sulle tematiche finanziarie agro-
alimentari. Chiedo se è possibile votarlo adesso.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, è previsto che si faccia domani con
l'assestamento di bilancio.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Rendiconto generale dell'Amministrazione della regione per
l'esercizio finanziario 2010» (768/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge numero 768/A «Rendiconto generale
dell'Amministrazione della regione per l'esercizio finanziario
2010».
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Bonomo, Calanducci, Cappadona, Catalano, Colianni,
Cristaudo, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di
Mauro, Dina, Faraone, Ferrara, Galvagno, Gentile, Laccoto, Leanza
Nicola, Lentini, Lo Giudice, Marinello, Marrocco, Marziano,
Musotto, Nicotra, Panarello, Panepinto, Pantuso, Parlavecchio,
Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scammacca,
Speziale, Sulsenti, Termine.
Votano no: Beninati, Bosco, Bufardeci, Campagna, Caronia, Cascio
Salvatore, Cimino, Cordaro, D'Asero, Formica, Leontini, Maira,
Marinese, Pogliese, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
Greco, Lupo, Oddo, Scilla.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 46
Contrari 17
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
produttive» (nn. 605-242-362-577/A)
'costituzione dell'istituto reg.le per lo sviluppo delle attività
produttive'
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge nn. 605-242-362-577/A «Costituzione dell'Istituto regionale
per lo sviluppo delle attività produttive», posto al numero 2).
Invito i componenti la terza Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta era stato approvato, senza
emendamenti, l'articolo 21.
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Articolo 22.
Interventi sostitutivi e scioglimento
1. L'Assessore regionale per le attività produttive, in caso di
inadempimento da parte degli organi dell'ente di atti obbligatori
per legge o per statuto, può provvedere in via sostitutiva mediante
commissario ad acta.
2. Nel caso di accertate e persistenti violazioni di legge o dello
statuto ovvero di gravi irregolarità amministrative, anche sotto il
profilo del difetto di rendicontazione in ordine all'utilizzo dei
fondi regionali erogati, l'Assessore regionale per le attività
produttive, previa contestazione, dispone lo scioglimento degli
organi dell'istituto previa delibera della Giunta regionale. In
tale caso il medesimo Assessore nomina un Commissario
straordinario, scelto fra i dirigenti in servizio
dell'Amministrazione regionale, che provvede alla gestione
dell'Istituto sino al rinnovo degli organi secondo le modalità
previste dalla presente legge e dallo statuto. Il Commissario è
nominato per un periodo non superiore a sei mesi; trascorso tale
termine, gli atti dallo stesso successivamente compiuti sono
nulli».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: 22.1, 22.3, 22.4;
- dall'onorevole Maira: 22.2;
- dal Governo: subemendamento 22.5.1 ed emendamenti 22.5 e 22.6.
Si passa all'emendamento 22.2, a firma dell'onorevole Leontini,
soppressivo dell'articolo 22.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
Richiesta di verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Beninati, Cordaro, Formica, Leontini,
Scoma e Vinciullo, invito gli onorevoli deputati a registrare la
loro presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Bonomo, Colianni, De Benedictis, Digiacomo, Di Guardo,
Dina, Faraone, Ferrara, Galvagno, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini,
Marinello, Marrocco, Marziano, Mattarella, Musotto, Nicotra,
Panarello, Panepinto, Pantuso, Parlavecchio, Picciolo, Ragusa,
Raia, Rinaldi, Scammacca, Speziale, Sulsenti, Termine.
Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
Greco, Lupo, Oddo, Scilla.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 44
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'emendamento 22.1. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 22.2 è precluso.
Si passa all'emendamento 22.3. Ne do lettura: «Il comma 1 è
abrogato».
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, l'emendamento è finalizzato ad
evidenziare che, dopo la costituzione di questi organismi - che
sono tutti di competenza dell'assessore, il quale, spogliando il
territorio di ogni residua competenza, avoca a sé la
centralizzazione di tutte le procedure e di tutte le decisioni -,
con il primo comma addirittura si procede a rafforzare tale
fisionomia decisionale del Governo, dell'Assessorato e
dell'assessore con l'intervento in via sostitutiva, in caso di
inadempimento da parte degli organi, che sono gli stessi organi che
l'assessore con decreto ha nominato.
A noi pare che questa sia la conferma di una sorta di elefantiasi
dell'Assessorato e della Regione che questo disegno di legge
contiene.
Stiamo andando contro ogni direzione assunta dalla legislazione
istituzionale negli ultimi anni.
Abbiamo riscontrato a livello nazionale e abbiamo prodotto a
livello regionale interventi legislativi che vanno proprio in
direzione del federalismo, e cioè della pari dignità nella
decisione, nella rilevanza e nell'importanza, del Comune, della
Provincia, della Regione e dello Stato.
Lo Stato e la Regione non sono più il tutto, ma sono una parte
alla stessa stregua dei Comuni e delle Province. Con questo disegno
di legge noi torniamo a fare della Regione il tutto.
La Regione avoca a sé ogni competenza, spoglia di competenza i
territori, i Comuni e le Province, anche in relazione alle
tradizionali competenze urbanistiche che sono sempre state
assegnate in capo ai Comuni, e ritorna a centralizzare ogni
decisione.
Non eravamo partiti per compiti di snellimento, di dimagrimento
delle funzioni della Regione? Come mai siamo arrivati alla nuova
elefantiasi della Regione?
Onorevole Apprendi, ho ascoltato con molto interesse il suo
intervento l'altro giorno, ma la trovo impegnata a sostenere un
disegno di legge che sta nuovamente ridisegnando l'elefantiasi
della Regione: dal commissariamento, all'incremento e al
potenziamento di competenze, spogliando i territori, i comuni, le
province e quant'altro.
Contro una simile filosofia generale, che poi si traduce negli
articoli particolari, noi abbiamo presentato alcuni emendamenti.
L'emendamento in esame va in questa direzione e serve ad
evidenziare la nostra contrapposizione nei confronti di un errore
di metodo e di impostazione che sicuramente non arrecherà alcun
beneficio ai territori.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.3. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
per annunciare la richiesta di voto segreto su questo emendamento
da parte dal nostro Gruppo parlamentare, perché le motivazioni che
il capogruppo, onorevole Leontini, ha rappresentato in Aula hanno
evidenziato quello che poi gli emendamenti, sotto diversi profili,
fanno emergere nel compromesso che è stato raggiunto rispetto al
testo esitato dalla Commissione e rispetto, poi, alle scelte che si
fanno in Aula dove la politica del decentramento, che dovrebbe
favorire i territori, è invece centralizzata all'interno della
Giunta regionale e dove non solo non si snellisce il procedimento
ma, anzi, lo si aggrava di tutta una serie di provvedimenti
amministrativi certamente superflui.
Per quanto ci riguarda, vorremmo capire cosa deciderà il
Parlamento nel segreto del voto che richiederemo, appunto, su
questo emendamento.
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché, onestamente, devo dire che non vedo l'utilità
di questo articolo.
La Regione, in tutte le altre fattispecie di inadempimento o di
irregolarità amministrativa, che fa? Ha bisogno di un articolo di
legge che imponga un determinato fare? Ma non è così regolarmente?
Se questo articolo non c'è, l'assessore non può provvedere in via
commissariale?
Qual è l'utilità di appesantire un testo - che, ribadisco, ho
trovato carente su tanti versi, sul piano della rappresentatività
del territorio e della partecipazione - con un articolo che è
assolutamente ultroneo, superfluo, e che può solo ingenerare
complicazioni, quando la norma nella sua regolarità già impone alla
Regione, in caso di inadempimento o di gravi irregolarità, tutti
gli atti ovvii di commissariamento?
Pertanto, il mio voto è chiaramente contrario.
Il mio voto è per cancellare questo articolo che non serve a nulla
se non a creare confusione.
L'assessore lo verifichi con gli uffici perché non aggiunge nulla,
crea solo confusione.
Non occorre questo articolo per commissariare in caso di
inadempimento o di gravi irregolarità.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, c'è una richiesta di voto segreto.
CORDARO. Sono intervenuti quattro colleghi per dichiarare il loro
voto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto. Come lei sa, se il
voto è segreto non si dichiara il voto, tranne che per
l'astensione. Soltanto l'onorevole Bufardeci, dopo la richiesta di
voto segreto che ha fatto l'onorevole Mancuso, è intervenuto e
nessun altro.
Vuole motivare l'astensione?
CORDARO. Sì.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, in verità io avevo chiesto di
esprimere il voto subito dopo la richiesta di intervento
dell'onorevole Bufardeci, per cui le chiederei di darmi due minuti,
e non cinque, per motivare le ragioni per le quali chiedo
all'assessore di valutare bene questa norma.
Le ragioni che le sono state rappresentate in precedenza,
assessore, testimoniano di un dato assolutamente incontrovertibile:
stiamo parlando in questo articolo di qualcosa che già è in re
ipsa.
Stiamo, di fatto, duplicando un potere che è nelle mani
dell'assessore perché egli, nel caso in cui non vi siano le
condizioni per procedere, così come è previsto dall'articolo 22,
può in ogni caso operare il commissariamento.
Allora, faccio voti a che l'assessore Venturi - in un tempo in
cui, anche grazie ad un raccordo importante con questo consesso
parlamentare, si è cercato di creare condizioni di semplificazione
burocratica, di semplificazione normativa, di creare procedimenti
normativi ed amministrativi molto più semplici, molto più
percorribili, che arrivino a segno molto prima in un tempo di
oggettiva difficoltà -, che è ancora in tempo, aderisca alle
indicazioni della opposizione.
Su questo inviterei il presidente della Commissione, onorevole
Caputo, ad intervenire per darci man forte perché credo che
l'articolo 22 sia una pura tautologia che sarebbe il caso di
eliminare dalla legge, se davvero vogliamo fare, come credo che sia
- e questo è certamente l'intendimento dell'opposizione - una buona
legge e non una legge che finisca per ripetere norme o,
addirittura, che finisca per conferire all'assessore poteri che già
la legge gli conferisce.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta di votazione per scrutinio
segreto dell'emendamento 22.3 appoggiata, a termini di Regolamento,
dagli onorevoli Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna,
Formica, Incardona, Leontini, Limoli, Pogliese, Scoma e Torregrossa,
indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Buzzanca,
Calanducci, Campagna, Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore,
Catalano, Colianni, Cordaro, Cristaudo, D'Asero, De Benedictis,
Digiacomo, Di Guardo, Faraone, Ferrara, Formica, Galvagno,
Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo
Giudice, Maira, Mancuso, Marinello, Marinese, Marrocco, Marziano,
Mattarella, Musotto, Nicotra, Panarello, Panepinto, Pantuso,
Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi,
Ruggirello, Savona, Scammacca, Scoma, Speziale, Sulsenti, Termine,
Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
Greco, Lupo, Oddo, Scilla.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 65
Votanti .. 64
Maggioranza . 33
Favorevoli .. 32
Contrari . 32
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 22.4, a firma dell'onorevole Leontini.
Ne do lettura: «Il comma 2 è abrogato».
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima volta
che, in caso di parità, mi capita di perdere. Non mi era mai
successo prima di adesso
Questo emendamento è finalizzato ad evidenziare che nella
formulazione del comma c'è una incongruenza insanabile perché, nel
caso di violazione di legge da parte degli organismi, l'assessore
procede alla nomina del commissario, sostitutivo degli organismi.
Non è una novità, non c'è bisogno di formulare un emendamento.
La novità quale sarebbe? L'assessore nomina il commissario, il
quale é nominato a tempo e, qualora dovesse produrre atti oltre il
tempo assegnatogli, i relativi atti sono nulli.
Pongo una domanda: nulli gli atti oltre il tempo e, nel caso in
cui il commissario non sani il vulnus provocato dall'organismo
inadempiente o illegale, cosa accade, si scioglie l'ente?
L'organismo è sciolto, il commissario produce atti nulli, e allora
la gestione dell'ente in che cosa si riduce?
E' un comma assolutamente inutile, anzi contrario ad ogni criterio
di buon senso e di logica.
Quindi, anche su questo emendamento noi chiediamo il voto segreto,
almeno con una evidente logica, che è quella di espungere
dall'articolato un comma che non serve a nulla, se non a complicare
o a danneggiare l'intero impianto normativo della legge.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.4
PRESIDENTE. Essendo la richiesta di votazione per scrutinio
segreto dell'emendamento 22.4 appoggiata, a termini di Regolamento,
dagli onorevoli Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna,
Cascio Salvatore, Formica, Incardona, Lentini, Limoli, Mancuso,
Pogliese, Scoma, Sulsenti, Torregrossa e Vinciullo, indìco la
votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Barbagallo, Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Buzzanca,
Campagna, Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Catalano,
Colianni, Cordaro, D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo,
Faraone, Ferrara, Formica, Galvagno, Incardona, Laccoto, Leanza
Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice, Mancuso, Marinello,
Marinese, Marrocco, Marziano, Mattarella, Musotto, Nicotra,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Ragusa,
Raia, Rinaldi, Ruggirello, Scammacca, Scoma, Speziale, Termine,
Torregrossa, Vinciullo.
Si astiene: Sulsenti.
Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
Greco, Lupo, Oddo, Scilla.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti . 59
Maggioranza 30
Favorevoli 30
Contrari 28
Astenuto . 1
(E' approvato)
Gli emendamenti 22.5.1, 22.5 e 22.6 sono, pertanto, superati.
Pongo in votazione l'articolo 22, nel testo risultante.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che
reiteriamo il voto segreto, considerato che la maggioranza
dell'Aula ritiene questo articolo superfluo.
Il nostro voto segreto è per evitare queste forzature del Governo,
che ancora con arroganza ritiene di imporre una norma che il
Parlamento non vuole, così come dimostrato dalle votazioni
precedenti.
Chiedo, quindi, che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 22
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Campagna,
Formica, Leontini, Pogliese, Scoma, Torregrossa e Vinciullo, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 22.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano: Adamo, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò, Barbagallo,
Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna,
Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore, Catalano, Cimino,
Colianni, Cordaro, Cristaudo, D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto,
Digiacomo, Di Guardo, Dina, Faraone, Ferrara, Formica, Galvagno,
Gennuso, Giuffrida, Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini,
Leontini, Limoli, Lo Giudice, Maira, Mancuso, Marinello, Marinese,
Marrocco, Marziano, Mattarella, Musotto, Nicotra, Panarello,
Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi,
Ruggirello, Savona, Scammacca, Scoma, Speziale, Sulsenti, Termine,
Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
Greco, Lupo, Oddo, Scilla.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 29
Contrari 38
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
TITOLO IV
Uffici periferici
«Articolo 23.
Istituzione degli uffici periferici
1. Sono istituiti undici uffici periferici aventi sede in
Agrigento, Caltagirone, Caltanissetta, Catania, Enna, Gela, Messina,
Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani.
2. Ciascun ufficio periferico esercita la propria competenza su un
territorio corrispondente alle aree attribuite ai soppressi consorzi
ASI esistenti presso ognuno dei comuni di cui al comma 1.
3. Ogni ufficio periferico è articolato, analogamente alle
strutture previste dall'articolo 4 delle legge regionale 15 maggio
2010, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, in una struttura
di dimensione intermedia nonché in due Unità operative, di cui una
tecnica ed una amministrativa.
4. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 36, gli uffici
periferici si servono delle strutture e del personale dei soppressi
consorzi ASI corrispondenti alle aree di propria competenza».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Maira: 23.7;
- dall'onorevole Leontini: 23.11, 23.12, 23.13, 23.14, 23.9,
23.15, 23.10;
- dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile: 23.10,
23.2;
- dall'onorevole Fiorenza: 23.3, 23.4;
- dagli onorevoli Di Mauro e Musotto: 23.5, 23.6;
- dagli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna: 23.8.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei molto
lealmente segnalare al Governo e a noi stessi che a questo punto
stiamo facendo un'operazione che ha poco senso.
Con molta chiarezza, se riteniamo che questo sia il percorso da
portare avanti, io per primo - come tutti noi - non mi presto al
sabotaggio di una legge che ritengo utile, così come è stata
impostata, anche se certamente correggibile.
Stiamo per trattare un articolo che diventa fondamentale per la
ratio stessa della legge e credo che bisogna tenere un
atteggiamento coerente e anche funzionale.
Invito il Governo a valutare se ci sono le condizioni per andare
avanti in questo modo, o se non sia opportuno chiedere una
sospensione dei lavori per aggiornarli ad una condizione migliore,
affinché venga fatto un lavoro utile. Credo che non serva a nessuno
stare qui a fare un lavoro inutile.
Se ci sono dei problemi che non emergono nella discussione e nel
voto palese, ma che si preferisce fare non emergere e far confluire
nel voto segreto, non credo che sia conducente e coerente con
l'obiettivo che la legge si propone di rendere, cioé un servizio
alle attività produttive siciliane.
Se le finalità sono altre, rispettabilissime, lecite, legittime
nella dialettica parlamentare, ma che non portano al risultato che
noi crediamo di dovere conseguire, credo che sia utile per tutti
fermarci per evitare di compiere un atto che può tramutarsi in un
boomerang.
L'articolo che è stato appena cassato è un articolo di cui,
oggettivamente, la legge può fare a meno. Ma se dobbiamo proseguire
con questo spirito andiamo in una direzione che, io per primo, non
sono in condizioni di sottoscrivere con serenità.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, la sua è una richiesta
formale di sospensione?
DE BENEDICTIS. E' un invito al Governo, signor Presidente.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, non più tardi di mezz'ora fa - è il 2
agosto, e noi siamo responsabilmente in Aula a compiere ciascuno il
proprio dovere - avevo rivolto un invito, soprattutto ai deputati
della maggioranza, senza polemica ma che voleva fare chiarezza.
Il mio invito era quello di informarci, cioè di informare
l'opposizione che stava svolgendo il proprio ruolo, se vi fossero
le condizioni e, soprattutto, se all'interno della maggioranza vi
fosse la volontà reale di portare avanti questo disegno di legge.
Caro assessore Venturi, mi pare che questa volontà, purtroppo, non
ci sia perché se 38 deputati, a fronte dei 23 presenti oggi
dell'opposizione, votano per cassare un articolo del disegno di
legge, mi pare di poter affermare che le conseguenze possa trarle
da solo.
Ritengo necessario che l'Aula rifletta su questa legge perché
potrebbe essere - qualora approvata in maniera seria, in maniera
serena, in maniera responsabile - una buona legge; ma io credo che
non ve ne siano le condizioni e quindi faccio un passo in più
rispetto all'onorevole Di Benedictis.
Chiedo al Governo di fermarsi, chiedo al Presidente dell'Assemblea
di prendere in considerazione, formalmente, l'opportunità di
rinviarne la trattazione perché vogliamo sapere, eventualmente
anche con un voto formale, se la maggioranza intende esitarlo
oppure no.
Signor Presidente, mi affido a lei e al Regolamento.
Credo che si imponga un momento di riflessione, ed eventualmente
una sospensione.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, visto quel che è successo oggi in Aula e le
richieste che vengono dall'opposizione, dal PDL, dal PID, ma anche
dal PD, dal partito di maggioranza di questo Parlamento, volevo
fare una riflessione anche dopo, con i capigruppo della maggioranza
e dei partiti che dicono di appoggiare questo Governo.
Su questo disegno di legge, come ho già detto, o si discute e si
dice apertamente se siamo d'accordo, se siamo contrari, se vogliamo
fare pulizia di questi baracconi cresciuti negli anni '80 con 800
membri nei Consigli generali, oppure dobbiamo nasconderci dietro
l'ipocrisia di fatti formali, leciti - ognuno può condividere gli
emendamenti -; però dobbiamo dire se oggi le ASI servono o non
servono.
Questa riforma è richiesta da circa venti anni, e da quasi un anno
è ferma in Commissione.
Ma guardando un po' la bibliografia di quest'Aula, vi saranno
almeno quindici o sedici leggi di riforma delle ASI.
Oggi un segnale agli imprenditori siciliani va dato, ma non con
quest'Aula che continua a non legiferare. Ci chiedono dal Senato
della Repubblica e dalla Camera dei Deputati di fare economia. Con
questa legge ne facciamo poca perché risparmieremmo 4 milioni di
euro: due milioni di euro riducendo i direttori generali da undici
a uno e due milioni di euro riducendo i consigli di amministrazione
da 800 componenti a circa 10. Inoltre, daremmo delle zone a
burocrazia zero, più vicine ai territori, più dinamiche, quasi a
servizio delle imprese.
Il fatto di pensare che gli enti locali si allontanano dalla
gestione e dal controllo non è corretto; saranno sempre presenti
perché un emendamento, condiviso anche dall'onorevole Formica, ha
rimesso dentro le amministrazioni locali quando si parla di piani
regolatori.
Oggi chiedo al Presidente una sospensione perché è giusto
riflettere. Ma questa è una legge voluta da tutti i siciliani, dai
sindacati, dal mondo delle imprese, da tutte le categorie a livello
regionale.
Mi dispiace per il sindaco di Messina, al quale nessuno ha chiesto
la norma sulla riforma delle ASI; però i territori la chiedono,
perché oggi sono enti che non servono assolutamente a nulla se non
a creare dei colli di bottiglia e una oppressione per lo sviluppo
delle imprese.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, l'UDC è
in Aula e sostiene lealmente un progetto che sposa per intero. Devo
però dire che certamente non aiuta il fatto che due giorni fa, a
Caltanissetta, l'assessore Venturi abbia partecipato al rinnovo del
consiglio di amministrazione dell'ASI, e credo che sia un elemento
che dobbiamo chiarire perché crea delle perplessità.
Ho difficoltà a capire e a spiegare come mai l'assessore Venturi,
che vuole giustamente sopprimere le ASI, partecipa ufficialmente al
rinnovo del consiglio di amministrazione ASI della sua città,
proponendo tra l'altro come presidente il suo capo di Gabinetto.
O noi cominciamo a dirci le cose come stanno o non riusciremo più
a capirci
L'UDC vuole sostenere questo Governo, ma spesso gli assessori ci
rendono difficile comprendere le motivazioni delle loro azioni, i
ritmi delle amministrazioni; poco fa ho discusso con l'assessore
Pietro Carmelo Russo sull'iter amministrativo del carotaggio di un
porto, che va avanti da sei mesi.
Allora, noi vogliamo capire che cosa stiamo sostenendo, e in
particolare come è possibile che si chieda la soppressione delle
ASI - che noi vogliamo - e contemporaneamente andare su tutti i
giornali perché si rinnova il consiglio di amministrazione dell'ASI
di Caltanissetta.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli deputati, ringrazio l'onorevole Adamo per l'intervento
che mi dà l'occasione di chiarire bene cosa è successo a
Caltanissetta.
La settimana scorsa, l'onorevole Leontini mi aveva detto che l'ASI
di Caltanissetta era commissariata da ben cinque anni, ed è la
verità. Premetto, però, che sono quattro su undici le ASI
commissariate in Sicilia: Messina e Catania da una decina di anni,
Enna da circa un anno e Caltanissetta, appunto, da cinque anni.
Il primo commissariamento di Caltanissetta è stato fatto
dall'assessore Candura, che nominò un ingegnere dirigente
regionale, suo parente; subito dopo l'onorevole Gianni nominò un
dirigente regionale, Leonardo Roccella, e quattordici mesi fa io ho
nominato Alfonso Cicero, mio segretario particolare e non capo di
Gabinetto, con il solo mandato di ricostituire gli organi, e
nient'altro.
Le amministrazioni locali - il comune di Caltanissetta, il comune
di San Cataldo, i comuni di Sommatino e Riesi e la provincia
regionale di Caltanissetta - hanno completato l'iter e hanno fatto
le designazioni; a quel punto si chiude una fase e ne comincia
un'altra. L'organo è costituito.
Oggi o domani, qualora fosse approvata la legge, si ricommissaria
normalmente e non cambia nulla nell'iter della norma.
E' auspicabile che anche le altre ASI, Catania e Messina, portino
a completamento questo mandato. Ma spesso non si possono togliere i
commissariamenti perché gli enti locali non fanno le designazioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono diversi deputati iscritti
a parlare. Ma, essendoci una richiesta di sospensione, accolta dal
Governo, rinvio la seduta a domani, mercoledì 3 agosto, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive» (605-242-362-577/A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
2) - «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2011» (769/A)
Relatore: on. Savona
La seduta è tolta alle ore 18.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli