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Resoconto d'Aula della Seduta n. 277 di martedì 02 agosto 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, avverto che  del  verbale  della
  seduta precedente verrà data lettura successivamente.
   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Lupo,  Oddo  e  Cracolici
  sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


         Discussione del disegno di legge «Rendiconto generale
                         dell'Amministrazione
      della Regione per l'esercizio finanziario 2010» (n. 768/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto primo  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con la discussione del disegno di legge numero  768/A
  «Rendiconto   generale  dell'Amministrazione  della   Regione   per
  l'esercizio finanziario 2010», posto al numero 1).
   Invito i componenti la II Commissione «Bilancio» a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Mi  rimetto  al
  testo della relazione.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                      Approvazione del rendiconto

   1.  Il rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione  per
  l'esercizio  2010 è approvato nelle risultanze di cui  ai  seguenti
  articoli».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                                Entrate

   1.  Le  entrate  correnti, in conto capitale e per  accensione  di
  prestiti,   accertate  nell'esercizio  finanziario  2010   per   la
  competenza   propria   dell'esercizio,   risultano   stabilite   in
  18.791.841.810,90.

   2. I residui attivi, determinati alla chiusura dell'esercizio 2009
  in  euro  15.221.805.840,00, risultano stabiliti - per  effetto  di
  maggiori  e  minori entrate verificatesi nel corso  della  gestione
  2010 - in euro 14.961.659.590,21.

   3. I residui attivi al 31 dicembre 2010 ammontano complessivamente
  ad euro 15.372.442.333,49 così risultanti:

                   Somme     versate                Somme     rimaste
                   Somme rimaste         Totale
                                              da     versare
                           da riscuotere
                                    (in euro)

       Accertamenti               16.611.026.410,85                  5.391,59
     2.180.810.008,4618.791.841.810,90
       Residui attivi
       dell'esercizio     2009    1.770.032.656,77           651.697.865,3512
     .539.929.068,09      14.961.659.590,21

       =======================
       Residui attivi al 31/12/2010   15.372.442.333,49»

       =======================

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
                                 Spese

   1.  Le  spese  correnti,  in  conto capitale  e  per  rimborsi  di
  prestiti,   impegnate  nell'esercizio  finanziario  2010   per   la
  competenza  propria  dell'esercizio, risultano  stabilite  in  euro
  19.259.268.152,22.

   2.  I  residui  passivi, determinati alla chiusura  dell'esercizio
  2009  in  euro  4.724.817.844,06  risultano  stabiliti  -  per   il
  combinato  effetto di economie e perenzioni verificatesi nel  corso
  della gestione 2010 - in euro 3.613.170.438,75.

   3.   I   residui   passivi   al   31   dicembre   2010   ammontano
  complessivamente ad euro 5.273.729.227,49 così risultanti:

                     Somme    pagate                Somme   rimaste
                   Totale
                                         da pagare
                               (in euro)

       Impegni                                    14.673.659.181,09
     4.585.608.971,13     19.259.268.152,22
       Residui passivi
       dell'esercizio              2009              2.925.050.182,39
     688.120.256,36       3.613.170.438,75

       Residui         passivi         al         31/12/2010
     5.273.729.227,49»

       ============

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
                  Avanzo della gestione di competenza

   1.  La  gestione di competenza dell'esercizio finanziario 2010  ha
  determinato un disavanzo di euro 467.426.341,32 come segue:

       Entrate correnti             Euro 15.046.015.428,31

       Entrate in conto capitale Euro  2.883.326.382,59
       Accensione di prestiti        Euro      862.500.000,00

            Totale entrate     Euro 18.791.841.810,90

       Spese correnti                   Euro 14.893.462.201,13

       Spese in conto capitale   Euro   3.530.845.558,16

       Rimborso di prestiti       Euro      834.960.392,93

                Totale speseEuro 19.259.268.152,22

                Disavanzo  della  gestione di competenza       Euro
            467.426.341,32»

                =================

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
                        Situazione finanziaria

   1.  L'avanzo  finanziario alla fine dell'esercizio  2010  di  euro
  10.442.972.120,18 risulta stabilito come segue:

       Disavanzo    della    gestione   di    competenza     Euro
     467.426.341,32

       Avanzo    finanziario   dell'esercizio   2009    Euro
     10.058.897.305,98

       Diminuzione nei residui attivi
       per                                    riaccertamenti
     Euro      260.146.249,79

       Diminuzione nei residui passivi lasciati
       dall'esercizio 2009

       - per perenzione amministrativa                  Euro
     827.621.189,77

       -    per    economia                                    Euro
     284.026.215,54   Euro 1.111.647.405,31

       Avanzo finanziario effettivo
       dell'esercizio 2010
           Euro   10.910.398.461,50

       Avanzo finanziario
       al 31 dicembre 2010
       Euro       10.442.972.120,18»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
                            Fondo di cassa

   1.  E'  accertato nella somma di euro 467.426.509,86 il  fondo  di
  cassa  alla  fine  dell'anno finanziario  2010,  come  risulta  dai
  seguenti dati:
                           A T T I V I T A'

       - Residui attivi al 31 dicembre 2010:

       a)   per   somme  rimaste  da  riscuotere        Euro
     14.720.739.076,55

       b)    per    somme   riscosse   e   non   versateEuro
     651.703.256,94

       -      Crediti      di      tesoreria            Euro
     1.235.350.315,93

       -   Fondo   di   cassa   al  31   dicembre   2010Euro
     467.426.509,86
                                                        Euro
                                  17.075.219.159,28
                                    ==================
                          P A S S I V I T A'

       -   Residui  passivi  al  31  dicembre  2010     Euro
     5.273.729.227,49

       -      Debiti      di      tesoreria             Euro
     1.358.517.811,61

       -   Avanzo   finanziario  al  31  dicembre   2010Euro
     10.442.972.120,18

                                    Euro
                                  17.075.219.159,28»
                                    ==================

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7.
            Risultati generali della gestione patrimoniale

   1.  La situazione patrimoniale dell'Amministrazione della Regione,
  al 31 dicembre 2010, resta stabilita come segue:

       A T T I V I T A'

       - Attività finanziarie  Euro 19.438.500.058,62

       -    Attività   non   finanziarieEuro       604.251.623,52
     Euro 20.042.751.682,14

       P A S S I V I T A'

       Passività      finanziarie     Euro      15.465.221.702,48
     Euro 15.465.221.702,48

       ECCEDENZA delle attività sulle passività
       al              31              dicembre              2010
     Euro    4.577.529.979,66»
                 ==================

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
                             «Articolo 8.

                          Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della   Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  c'è  un  ordine del giorno a firma mia,  dell'onorevole
  Adamo  e di tutta la Commissione, sulle tematiche finanziarie  agro-
  alimentari. Chiedo se è possibile votarlo adesso.

   PRESIDENTE. Onorevole Savona, è previsto che si faccia  domani  con
  l'assestamento di bilancio.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Rendiconto generale dell'Amministrazione della regione per
                 l'esercizio finanziario 2010» (768/A)

   PRESIDENTE.  Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno    di    legge    numero    768/A    «Rendiconto    generale
  dell'Amministrazione  della  regione  per  l'esercizio   finanziario
  2010».
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone,  Arena,  Aricò,
  Barbagallo,  Bonomo,  Calanducci,  Cappadona,  Catalano,  Colianni,
  Cristaudo,  De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di  Guardo,  Di
  Mauro,  Dina, Faraone, Ferrara, Galvagno, Gentile, Laccoto,  Leanza
  Nicola,   Lentini,  Lo  Giudice,  Marinello,  Marrocco,   Marziano,
  Musotto,  Nicotra,  Panarello,  Panepinto,  Pantuso,  Parlavecchio,
  Picciolo,  Ragusa,  Raia, Rinaldi, Ruggirello,  Savona,  Scammacca,
  Speziale, Sulsenti, Termine.

   Votano  no: Beninati, Bosco, Bufardeci, Campagna, Caronia,  Cascio
  Salvatore,  Cimino,  Cordaro, D'Asero,  Formica,  Leontini,  Maira,
  Marinese, Pogliese, Scoma, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
  Greco, Lupo, Oddo, Scilla.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            65
   votanti             64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          46
   Contrari            17
   Astenuti              1

                         (L'Assemblea approva)

     Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
        dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
                  produttive» (nn. 605-242-362-577/A)

   'costituzione dell'istituto reg.le per lo sviluppo delle attività
    produttive'

   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  nn.  605-242-362-577/A «Costituzione dell'Istituto regionale
  per lo sviluppo delle attività produttive», posto al numero 2).
   Invito i componenti la terza Commissione a prendere posto al banco
  delle Commissioni.
   Ricordo  che  nella precedente seduta era stato  approvato,  senza
  emendamenti, l'articolo 21.
   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                             «Articolo 22.
                 Interventi sostitutivi e scioglimento

   1.  L'Assessore regionale per le attività produttive, in  caso  di
  inadempimento  da parte degli organi dell'ente di atti  obbligatori
  per legge o per statuto, può provvedere in via sostitutiva mediante
  commissario ad acta.

   2. Nel caso di accertate e persistenti violazioni di legge o dello
  statuto ovvero di gravi irregolarità amministrative, anche sotto il
  profilo  del difetto di rendicontazione in ordine all'utilizzo  dei
  fondi  regionali  erogati, l'Assessore regionale  per  le  attività
  produttive,  previa  contestazione, dispone lo  scioglimento  degli
  organi  dell'istituto  previa delibera della Giunta  regionale.  In
  tale   caso   il   medesimo   Assessore   nomina   un   Commissario
  straordinario,    scelto    fra    i    dirigenti    in    servizio
  dell'Amministrazione   regionale,  che   provvede   alla   gestione
  dell'Istituto  sino  al rinnovo degli organi  secondo  le  modalità
  previste  dalla  presente legge e dallo statuto. Il  Commissario  è
  nominato  per  un periodo non superiore a sei mesi; trascorso  tale
  termine,  gli  atti  dallo  stesso  successivamente  compiuti  sono
  nulli».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dall'onorevole Leontini: 22.1, 22.3, 22.4;
   - dall'onorevole Maira: 22.2;
   - dal Governo: subemendamento 22.5.1 ed emendamenti 22.5 e 22.6.

   Si  passa  all'emendamento 22.2, a firma dell'onorevole  Leontini,
  soppressivo dell'articolo 22.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente della Commissione e relatore.  La  Commissione
  si rimette all'Aula.

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

                Richiesta di verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,  dagli onorevoli Beninati, Cordaro, Formica,  Leontini,
  Scoma  e  Vinciullo, invito gli onorevoli deputati a  registrare  la
  loro presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
  Barbagallo, Bonomo, Colianni, De Benedictis, Digiacomo, Di  Guardo,
  Dina,  Faraone, Ferrara, Galvagno, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini,
  Marinello,   Marrocco,  Marziano,  Mattarella,  Musotto,   Nicotra,
  Panarello,  Panepinto,  Pantuso,  Parlavecchio,  Picciolo,  Ragusa,
  Raia, Rinaldi, Scammacca, Speziale, Sulsenti, Termine.

   Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
  Greco, Lupo, Oddo, Scilla.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            44

   L'Assemblea è in numero legale.

   Pongo  in votazione l'emendamento 22.1.  Chi è favorevole si alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 22.2 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 22.3. Ne do  lettura:  «Il  comma  1  è
  abrogato».

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor  Presidente,  l'emendamento  è  finalizzato   ad
  evidenziare  che, dopo la costituzione di questi  organismi  -  che
  sono  tutti  di competenza dell'assessore, il quale, spogliando  il
  territorio   di   ogni   residua  competenza,   avoca   a   sé   la
  centralizzazione di tutte le procedure e di tutte le  decisioni  -,
  con  il  primo  comma  addirittura si  procede  a  rafforzare  tale
  fisionomia    decisionale   del   Governo,    dell'Assessorato    e
  dell'assessore  con  l'intervento in via sostitutiva,  in  caso  di
  inadempimento da parte degli organi, che sono gli stessi organi che
  l'assessore con decreto ha nominato.
   A  noi pare che questa sia la conferma di una sorta di elefantiasi
  dell'Assessorato  e  della  Regione che  questo  disegno  di  legge
  contiene.
   Stiamo  andando  contro ogni direzione assunta dalla  legislazione
  istituzionale negli ultimi anni.
   Abbiamo  riscontrato  a livello nazionale  e  abbiamo  prodotto  a
  livello  regionale  interventi legislativi  che  vanno  proprio  in
  direzione  del  federalismo,  e  cioè  della  pari  dignità   nella
  decisione,  nella  rilevanza e nell'importanza, del  Comune,  della
  Provincia, della Regione e dello Stato.
   Lo  Stato  e la Regione non sono più il tutto, ma sono  una  parte
  alla stessa stregua dei Comuni e delle Province. Con questo disegno
  di legge noi torniamo a fare della Regione il tutto.
   La  Regione  avoca a sé ogni competenza, spoglia di  competenza  i
  territori,  i  Comuni  e  le  Province,  anche  in  relazione  alle
  tradizionali   competenze  urbanistiche  che  sono   sempre   state
  assegnate  in  capo  ai  Comuni,  e ritorna  a  centralizzare  ogni
  decisione.
   Non  eravamo  partiti per compiti di snellimento, di  dimagrimento
  delle  funzioni della Regione? Come mai siamo arrivati  alla  nuova
  elefantiasi della Regione?
   Onorevole  Apprendi,  ho  ascoltato con  molto  interesse  il  suo
  intervento  l'altro giorno, ma la trovo impegnata  a  sostenere  un
  disegno  di  legge  che  sta nuovamente ridisegnando  l'elefantiasi
  della   Regione:   dal   commissariamento,  all'incremento   e   al
  potenziamento di competenze, spogliando i territori, i  comuni,  le
  province e quant'altro.
   Contro  una  simile filosofia generale, che poi si  traduce  negli
  articoli  particolari, noi abbiamo presentato  alcuni  emendamenti.
  L'emendamento  in  esame  va  in  questa  direzione  e   serve   ad
  evidenziare la nostra contrapposizione nei confronti di  un  errore
  di  metodo  e  di impostazione che sicuramente non arrecherà  alcun
  beneficio ai territori.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 22.3. Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola
  per  annunciare la richiesta di voto segreto su questo  emendamento
  da  parte dal nostro Gruppo parlamentare, perché le motivazioni che
  il  capogruppo, onorevole Leontini, ha rappresentato in Aula  hanno
  evidenziato quello che poi gli emendamenti, sotto diversi  profili,
  fanno  emergere nel compromesso che è stato raggiunto  rispetto  al
  testo esitato dalla Commissione e rispetto, poi, alle scelte che si
  fanno  in  Aula  dove la politica del decentramento,  che  dovrebbe
  favorire  i  territori,  è invece centralizzata  all'interno  della
  Giunta  regionale e dove non solo non si snellisce il  procedimento
  ma,  anzi,  lo  si  aggrava  di tutta una  serie  di  provvedimenti
  amministrativi certamente superflui.
   Per   quanto  ci  riguarda,  vorremmo  capire  cosa  deciderà   il
  Parlamento  nel  segreto  del voto che  richiederemo,  appunto,  su
  questo emendamento.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  perché, onestamente, devo dire che non vedo  l'utilità
  di questo articolo.
   La  Regione, in tutte le altre fattispecie di inadempimento  o  di
  irregolarità amministrativa, che fa? Ha bisogno di un  articolo  di
  legge che imponga un  determinato fare? Ma non è così regolarmente?
  Se  questo articolo non c'è, l'assessore non  può provvedere in via
  commissariale?
   Qual  è  l'utilità  di appesantire un testo - che,  ribadisco,  ho
  trovato  carente  su tanti versi, sul piano della rappresentatività
  del  territorio  e  della partecipazione - con un  articolo  che  è
  assolutamente  ultroneo,  superfluo,  e  che  può  solo  ingenerare
  complicazioni, quando la norma nella sua regolarità già impone alla
  Regione,  in  caso di inadempimento o di gravi irregolarità,  tutti
  gli atti ovvii di commissariamento?
   Pertanto, il mio voto è chiaramente contrario.
   Il mio voto è per cancellare questo articolo che non serve a nulla
  se non a creare confusione.
   L'assessore lo verifichi con gli uffici perché non aggiunge nulla,
  crea solo confusione.
   Non   occorre  questo  articolo  per  commissariare  in  caso   di
  inadempimento o di gravi irregolarità.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, c'è una  richiesta di voto segreto.

   CORDARO. Sono intervenuti quattro colleghi per dichiarare il  loro
  voto.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto. Come lei sa, se  il
  voto   è   segreto  non  si  dichiara  il  voto,  tranne  che   per
  l'astensione. Soltanto l'onorevole Bufardeci, dopo la richiesta  di
  voto  segreto  che ha fatto l'onorevole Mancuso,  è  intervenuto  e
  nessun altro.
   Vuole motivare l'astensione?

   CORDARO. Sì.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  in  verità  io  avevo  chiesto   di
  esprimere   il   voto  subito  dopo  la  richiesta  di   intervento
  dell'onorevole Bufardeci, per cui le chiederei di darmi due minuti,
  e  non  cinque,  per  motivare  le  ragioni  per  le  quali  chiedo
  all'assessore di valutare bene questa norma.
   Le   ragioni  che  le  sono  state  rappresentate  in  precedenza,
  assessore, testimoniano di un dato assolutamente incontrovertibile:
  stiamo  parlando in questo articolo di qualcosa che  già  è  in  re
  ipsa.
   Stiamo,   di  fatto,  duplicando  un  potere  che  è  nelle   mani
  dell'assessore  perché  egli, nel caso  in  cui  non  vi  siano  le
  condizioni  per  procedere, così come è previsto dall'articolo  22,
  può in ogni caso operare il commissariamento.
   Allora,  faccio voti a che l'assessore Venturi - in  un  tempo  in
  cui,  anche  grazie ad un raccordo importante con  questo  consesso
  parlamentare,  si è cercato di creare condizioni di semplificazione
  burocratica,  di semplificazione normativa, di creare  procedimenti
  normativi   ed  amministrativi  molto  più  semplici,   molto   più
  percorribili,  che  arrivino a segno molto prima  in  un  tempo  di
  oggettiva  difficoltà  -,  che è ancora  in  tempo,  aderisca  alle
  indicazioni della opposizione.
   Su  questo  inviterei  il presidente della Commissione,  onorevole
  Caputo,  ad  intervenire  per  darci man  forte  perché  credo  che
  l'articolo  22  sia  una pura tautologia che  sarebbe  il  caso  di
  eliminare dalla legge, se davvero vogliamo fare, come credo che sia
  - e questo è certamente l'intendimento dell'opposizione - una buona
  legge   e  non  una  legge  che  finisca  per  ripetere  norme   o,
  addirittura, che finisca per conferire all'assessore poteri che già
  la legge gli conferisce.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.3

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  di  votazione  per   scrutinio
  segreto  dell'emendamento 22.3 appoggiata, a termini di Regolamento,
  dagli  onorevoli  Beninati,  Bosco, Bufardeci,  Buzzanca,  Campagna,
  Formica, Incardona, Leontini, Limoli, Pogliese, Scoma e Torregrossa,
  indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,   Aricò,
  Barbagallo,   Beninati,   Bonomo,   Bosco,   Bufardeci,   Buzzanca,
  Calanducci, Campagna, Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore,
  Catalano,  Colianni,  Cordaro, Cristaudo, D'Asero,  De  Benedictis,
  Digiacomo,   Di   Guardo,  Faraone,  Ferrara,  Formica,   Galvagno,
  Incardona,  Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Leontini,  Limoli,  Lo
  Giudice,  Maira, Mancuso, Marinello, Marinese, Marrocco,  Marziano,
  Mattarella,   Musotto,  Nicotra,  Panarello,  Panepinto,   Pantuso,
  Parlavecchio,   Picciolo,   Pogliese,   Ragusa,   Raia,    Rinaldi,
  Ruggirello, Savona, Scammacca, Scoma, Speziale, Sulsenti,  Termine,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
  Greco, Lupo, Oddo, Scilla.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti      .  65
   Votanti      ..  64
   Maggioranza    .  33
   Favorevoli    ..  32
   Contrari      .  32

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 22.4, a firma dell'onorevole Leontini.
   Ne do lettura: «Il comma 2 è abrogato».
   Il parere del Governo?

   VENTURI,    assessore   per    le   attività   produttive.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione  si
  rimette all'Aula.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è la prima  volta
  che,  in  caso  di parità, mi capita di perdere.  Non  mi  era  mai
  successo prima di adesso
   Questo   emendamento  è  finalizzato  ad  evidenziare  che   nella
  formulazione del comma c'è una incongruenza insanabile perché,  nel
  caso  di  violazione di legge da parte degli organismi, l'assessore
  procede alla nomina del commissario, sostitutivo degli organismi.
   Non è una novità, non c'è bisogno di formulare un emendamento.
   La  novità  quale  sarebbe? L'assessore nomina il commissario,  il
  quale é nominato a tempo e, qualora dovesse produrre atti oltre  il
  tempo assegnatogli, i relativi  atti sono nulli.
   Pongo  una domanda: nulli gli atti oltre il tempo e, nel  caso  in
  cui  il  commissario  non  sani il vulnus provocato  dall'organismo
  inadempiente o illegale, cosa accade, si scioglie l'ente?
   L'organismo è sciolto, il commissario produce atti nulli, e allora
  la gestione dell'ente in che cosa si riduce?
   E' un comma assolutamente inutile, anzi contrario ad ogni criterio
  di buon senso e di logica.
   Quindi, anche su questo emendamento noi chiediamo il voto segreto,
  almeno   con  una  evidente  logica,  che  è  quella  di  espungere
  dall'articolato un comma che non serve a nulla, se non a complicare
  o a danneggiare l'intero impianto normativo della legge.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.4

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  di  votazione  per   scrutinio
  segreto  dell'emendamento 22.4 appoggiata, a termini di Regolamento,
  dagli  onorevoli  Beninati,  Bosco, Bufardeci,  Buzzanca,  Campagna,
  Cascio  Salvatore,  Formica, Incardona,  Lentini,  Limoli,  Mancuso,
  Pogliese,  Scoma,  Sulsenti,  Torregrossa  e  Vinciullo,  indìco  la
  votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,   Aricò,
  Barbagallo,   Beninati,   Bonomo,   Bosco,   Bufardeci,   Buzzanca,
  Campagna,  Cappadona, Caputo, Caronia, Cascio Salvatore,  Catalano,
  Colianni, Cordaro, D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo,
  Faraone,  Ferrara,  Formica, Galvagno, Incardona,  Laccoto,  Leanza
  Nicola,  Lentini, Leontini, Limoli, Lo Giudice, Mancuso, Marinello,
  Marinese,   Marrocco,  Marziano,  Mattarella,   Musotto,   Nicotra,
  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio, Picciolo,  Pogliese,  Ragusa,
  Raia,  Rinaldi,  Ruggirello, Scammacca, Scoma,  Speziale,  Termine,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Si astiene: Sulsenti.

   Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
  Greco, Lupo, Oddo, Scilla.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti        60
   Votanti       . 59
   Maggioranza      30
   Favorevoli       30
   Contrari        28
   Astenuto      . 1
                             (E' approvato)

   Gli emendamenti 22.5.1, 22.5 e 22.6 sono, pertanto, superati.
   Pongo in votazione l'articolo 22, nel testo risultante.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  chiaro  che
  reiteriamo   il  voto  segreto,  considerato  che  la   maggioranza
  dell'Aula ritiene questo articolo superfluo.
   Il nostro voto segreto è per evitare queste forzature del Governo,
  che  ancora  con  arroganza ritiene di imporre  una  norma  che  il
  Parlamento   non  vuole,  così  come  dimostrato  dalle   votazioni
  precedenti.
   Chiedo, quindi, che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 22

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  dagli onorevoli Bosco, Bufardeci, Buzzanca,  Campagna,
  Formica, Leontini, Pogliese, Scoma, Torregrossa e Vinciullo,  indìco
  la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 22.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano:  Adamo,  Apprendi,  Ardizzone, Arena,  Aricò,  Barbagallo,
  Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Campagna,
  Cappadona,  Caputo,  Caronia, Cascio Salvatore,  Catalano,  Cimino,
  Colianni, Cordaro, Cristaudo, D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto,
  Digiacomo,  Di  Guardo, Dina, Faraone, Ferrara, Formica,  Galvagno,
  Gennuso,  Giuffrida,  Incardona, Laccoto, Leanza  Nicola,  Lentini,
  Leontini,  Limoli, Lo Giudice, Maira, Mancuso, Marinello, Marinese,
  Marrocco,   Marziano,  Mattarella,  Musotto,  Nicotra,   Panarello,
  Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Pogliese, Ragusa, Raia, Rinaldi,
  Ruggirello, Savona, Scammacca, Scoma, Speziale, Sulsenti,  Termine,
  Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Corona, Cracolici, Currenti, D'Agostino, Falcone,
  Greco, Lupo, Oddo, Scilla.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            68
   Votanti             67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          29
   Contrari            38

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                               TITOLO IV
                           Uffici periferici

                             «Articolo 23.
                  Istituzione degli uffici periferici

   1.   Sono  istituiti  undici  uffici  periferici  aventi  sede   in
  Agrigento, Caltagirone, Caltanissetta, Catania, Enna, Gela, Messina,
  Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani.

   2.  Ciascun ufficio periferico esercita la propria competenza su un
  territorio corrispondente alle aree attribuite ai soppressi consorzi
  ASI esistenti presso ognuno dei comuni di cui al comma 1.

   3.   Ogni  ufficio  periferico  è  articolato,  analogamente   alle
  strutture  previste dall'articolo 4 delle legge regionale 15  maggio
  2010, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, in una struttura
  di  dimensione intermedia nonché in due Unità operative, di cui  una
  tecnica ed una amministrativa.

   4.  Fermo  restando quanto previsto dall'articolo  36,  gli  uffici
  periferici si servono delle strutture e del personale dei  soppressi
  consorzi ASI corrispondenti alle aree di propria competenza».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dall'onorevole Maira: 23.7;
   -  dall'onorevole  Leontini:  23.11, 23.12,  23.13,  23.14,  23.9,
  23.15, 23.10;
   -  dagli  onorevoli  Marrocco, Aricò, Currenti e  Gentile:  23.10,
  23.2;
   - dall'onorevole Fiorenza: 23.3, 23.4;
   - dagli onorevoli Di Mauro e Musotto: 23.5, 23.6;
   - dagli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna: 23.8.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei molto
  lealmente  segnalare al Governo e a noi stessi che a  questo  punto
  stiamo facendo un'operazione che ha poco senso.
   Con  molta  chiarezza, se riteniamo che questo sia il percorso  da
  portare  avanti, io per primo - come tutti noi - non mi  presto  al
  sabotaggio  di  una  legge che ritengo utile,  così  come  è  stata
  impostata, anche se certamente correggibile.
   Stiamo  per trattare un articolo che diventa fondamentale  per  la
  ratio   stessa   della  legge  e  credo  che  bisogna   tenere   un
  atteggiamento coerente e anche funzionale.
   Invito  il Governo a valutare se ci sono le condizioni per  andare
  avanti  in  questo  modo,  o  se non  sia  opportuno  chiedere  una
  sospensione dei lavori per aggiornarli ad una condizione  migliore,
  affinché venga fatto un lavoro utile. Credo che non serva a nessuno
  stare qui a fare un lavoro inutile.
   Se  ci sono dei problemi che non emergono nella discussione e  nel
  voto palese, ma che si preferisce fare non emergere e far confluire
  nel  voto  segreto,  non credo che sia conducente  e  coerente  con
  l'obiettivo  che la legge si propone di rendere, cioé  un  servizio
  alle attività produttive siciliane.
   Se  le  finalità sono altre, rispettabilissime, lecite,  legittime
  nella dialettica parlamentare, ma che non portano al risultato  che
  noi  crediamo di dovere conseguire, credo che sia utile  per  tutti
  fermarci per evitare di compiere un atto che può tramutarsi  in  un
  boomerang.
   L'articolo  che  è  stato appena cassato è  un  articolo  di  cui,
  oggettivamente, la legge può fare a meno. Ma se dobbiamo proseguire
  con  questo spirito andiamo in una direzione che, io per primo, non
  sono in condizioni di sottoscrivere con serenità.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Benedictis,  la  sua  è  una  richiesta
  formale di sospensione?

   DE BENEDICTIS. E' un invito al Governo, signor Presidente.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, non più tardi di mezz'ora fa - è il  2
  agosto, e noi siamo responsabilmente in Aula a compiere ciascuno il
  proprio  dovere - avevo rivolto un invito, soprattutto ai  deputati
  della maggioranza, senza polemica ma che voleva fare chiarezza.
   Il  mio  invito  era  quello  di  informarci,  cioè  di  informare
  l'opposizione che stava svolgendo il proprio ruolo, se  vi  fossero
  le  condizioni e, soprattutto, se all'interno della maggioranza  vi
  fosse la volontà reale di portare avanti questo disegno di legge.
   Caro assessore Venturi, mi pare che questa volontà, purtroppo, non
  ci  sia  perché  se  38  deputati, a fronte dei  23  presenti  oggi
  dell'opposizione,  votano per cassare un articolo  del  disegno  di
  legge,  mi pare di poter affermare che le conseguenze possa  trarle
  da solo.
   Ritengo  necessario  che l'Aula rifletta su  questa  legge  perché
  potrebbe  essere - qualora approvata in maniera seria,  in  maniera
  serena, in maniera responsabile - una buona legge; ma io credo  che
  non  ve  ne  siano le condizioni e quindi faccio un  passo  in  più
  rispetto all'onorevole Di Benedictis.
   Chiedo al Governo di fermarsi, chiedo al Presidente dell'Assemblea
  di   prendere  in  considerazione,  formalmente,  l'opportunità  di
  rinviarne  la  trattazione  perché vogliamo  sapere,  eventualmente
  anche  con  un  voto  formale, se la maggioranza  intende  esitarlo
  oppure no.
   Signor Presidente, mi affido a lei e al Regolamento.
   Credo  che  si imponga un momento di riflessione, ed eventualmente
  una sospensione.

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati, visto quel che è successo oggi in  Aula  e  le
  richieste che vengono dall'opposizione, dal PDL, dal PID, ma  anche
  dal  PD,  dal  partito di maggioranza di questo Parlamento,  volevo
  fare una riflessione anche dopo, con i capigruppo della maggioranza
  e dei partiti che dicono di appoggiare questo Governo.
   Su  questo disegno di legge, come ho già detto, o si discute e  si
  dice apertamente se siamo d'accordo, se siamo contrari, se vogliamo
  fare  pulizia di questi baracconi cresciuti negli anni '80 con  800
  membri  nei  Consigli generali, oppure dobbiamo nasconderci  dietro
  l'ipocrisia  di fatti formali, leciti - ognuno può condividere  gli
  emendamenti  -;  però dobbiamo dire se oggi le ASI  servono  o  non
  servono.
   Questa riforma è richiesta da circa venti anni, e da quasi un anno
  è ferma in Commissione.
   Ma  guardando  un  po' la bibliografia di quest'Aula,  vi  saranno
  almeno quindici o sedici leggi di riforma delle ASI.
   Oggi  un  segnale agli imprenditori siciliani va dato, ma non  con
  quest'Aula  che continua a non legiferare. Ci chiedono  dal  Senato
  della Repubblica e dalla Camera dei Deputati di fare economia.  Con
  questa  legge ne facciamo poca perché risparmieremmo 4  milioni  di
  euro:  due milioni di euro riducendo i direttori generali da undici
  a uno e due milioni di euro riducendo i consigli di amministrazione
  da  800  componenti  a  circa 10. Inoltre,  daremmo  delle  zone  a
  burocrazia  zero, più vicine ai territori, più dinamiche,  quasi  a
  servizio delle imprese.
   Il  fatto  di  pensare  che gli enti locali si  allontanano  dalla
  gestione  e  dal controllo non è corretto; saranno sempre  presenti
  perché  un emendamento, condiviso anche dall'onorevole Formica,  ha
  rimesso  dentro le amministrazioni locali quando si parla di  piani
  regolatori.
   Oggi   chiedo  al  Presidente  una  sospensione  perché  è  giusto
  riflettere. Ma questa è una legge voluta da tutti i siciliani,  dai
  sindacati, dal mondo delle imprese, da tutte le categorie a livello
  regionale.
   Mi dispiace per il sindaco di Messina, al quale nessuno ha chiesto
  la  norma  sulla riforma delle ASI; però i territori  la  chiedono,
  perché oggi sono enti che non servono assolutamente a nulla se  non
  a  creare  dei colli di bottiglia e una oppressione per lo sviluppo
  delle imprese.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, l'UDC  è
  in Aula e sostiene lealmente un progetto che sposa per intero. Devo
  però  dire che certamente non aiuta il fatto che due giorni  fa,  a
  Caltanissetta, l'assessore Venturi abbia partecipato al rinnovo del
  consiglio di amministrazione dell'ASI, e credo che sia un  elemento
  che dobbiamo chiarire perché crea delle perplessità.
   Ho  difficoltà a capire e a spiegare come mai l'assessore Venturi,
  che vuole giustamente sopprimere le ASI, partecipa ufficialmente al
  rinnovo  del  consiglio di amministrazione  ASI  della  sua  città,
  proponendo tra l'altro come presidente il suo capo di Gabinetto.
   O  noi cominciamo a dirci le cose come stanno o non riusciremo più
  a capirci
   L'UDC  vuole sostenere questo Governo, ma spesso gli assessori  ci
  rendono  difficile comprendere le motivazioni delle loro azioni,  i
  ritmi  delle  amministrazioni; poco fa ho discusso con  l'assessore
  Pietro Carmelo Russo sull'iter amministrativo del carotaggio di  un
  porto, che va avanti da sei mesi.
   Allora,  noi  vogliamo  capire che cosa stiamo  sostenendo,  e  in
  particolare  come  è possibile che si chieda la soppressione  delle
  ASI  -  che noi vogliamo - e contemporaneamente andare su  tutti  i
  giornali perché si rinnova il consiglio di amministrazione dell'ASI
  di Caltanissetta.

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  deputati, ringrazio l'onorevole Adamo  per  l'intervento
  che  mi  dà  l'occasione  di  chiarire  bene  cosa  è  successo   a
  Caltanissetta.
   La settimana scorsa, l'onorevole Leontini mi aveva detto che l'ASI
  di  Caltanissetta era commissariata da ben cinque  anni,  ed  è  la
  verità.  Premetto,  però,  che  sono  quattro  su  undici  le   ASI
  commissariate in Sicilia: Messina e Catania da una decina di  anni,
  Enna da circa un anno e Caltanissetta, appunto, da cinque anni.
   Il   primo   commissariamento  di  Caltanissetta  è  stato   fatto
  dall'assessore   Candura,  che  nominò   un   ingegnere   dirigente
  regionale,  suo parente; subito dopo l'onorevole Gianni  nominò  un
  dirigente regionale, Leonardo Roccella, e quattordici mesi fa io ho
  nominato Alfonso Cicero, mio segretario particolare e non  capo  di
  Gabinetto,  con  il  solo  mandato di ricostituire  gli  organi,  e
  nient'altro.
   Le  amministrazioni locali - il comune di Caltanissetta, il comune
  di  San  Cataldo,  i  comuni di Sommatino e Riesi  e  la  provincia
  regionale di Caltanissetta - hanno completato l'iter e hanno  fatto
  le  designazioni;  a quel punto si chiude una fase  e  ne  comincia
  un'altra. L'organo è costituito.
   Oggi  o domani, qualora fosse approvata la legge, si ricommissaria
  normalmente e non cambia nulla nell'iter della norma.
   E'  auspicabile che anche le altre ASI, Catania e Messina, portino
  a completamento questo mandato. Ma spesso non si possono togliere i
  commissariamenti perché gli enti locali non fanno le designazioni.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono diversi deputati  iscritti
  a  parlare. Ma, essendoci una richiesta di sospensione, accolta dal
  Governo,  rinvio la seduta a domani, mercoledì 3 agosto,  alle  ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  -   Comunicazioni

   II -   Discussione dei disegni di legge:

    1)  - «Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
         attività produttive» (605-242-362-577/A) (Seguito)

             Relatore: on. Caputo

    2)  -  «Assestamento  del  bilancio della  Regione  per  l'anno
         finanziario 2011» (769/A)

             Relatore: on. Savona

                   La seduta è tolta alle ore 18.15

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli