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Resoconto d'Aula della Seduta n. 278 di mercoledì 03 agosto 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   SCOMA,  segretario  f.f., dà lettura dei processi  verbali  delle
  sedute  numeri  276  e  277 del 2 agosto 2011  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo  gli  onorevoli:
  D'Agostino,  Calanducci,  Currenti, Marrocco,  Barbagallo,  Mineo,
  Pogliese e Falcone per oggi; Termine, per oggi e per domani.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione di nota del Commissario dello Stato
     relativa alla sospensione della carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, do  lettura  della  nota  prot.
  1582/2/A1  del  Commissario dello Stato, datata  28  luglio  2011,
  protocollata  al numero 6761/AulaPG del 2 agosto 2011,  avente  ad
  oggetto,   Sospensione dalla carica di deputato regionale  Gaspare
  Vitrano - articolo 15 legge n. 55/1990 :
    In riscontro alla nota n. 006629/SEGRVERPOTPG del 26 luglio u.s.
  si  rappresenta che ai sensi dell'art. 15, comma 4 bis della L. n.
  55/1990  e  successive modifiche ed integrazioni,  la  sospensione
  dalla  carica consegue di diritto quando è disposta l'applicazione
  di  una  delle misure coercitive di cui agli articoli 284 (arresti
  domiciliari), 285 (custodia cautelare in carcere) e 286  (custodia
  cautelare in luogo di cura) del codice di procedura penale.
     Si  soggiunge  che il decreto del Presidente del Consiglio  dei
  Ministri  del 3 maggio 2011, con cui è stato decisa la sospensione
  dalla carica di deputato regionale dell'Onorevole Gaspare Vitrano,
  espressamente  dispone  che in caso di  revoca  del  provvedimento
  giudiziario  la  sospensione  cessa a  decorrere  dalla  data  del
  provvedimento stesso.
   Onorevoli colleghi, come evidenziato nella citata nota n. 6629 di
  questa Presidenza,  si erano formulate richieste di chiarimento in
  conseguenza  dell'intervenuta sostituzione dell'originaria  misura
  cautelare  a  carico  dell'on. Vitrano  -  misura  richiamata  nel
  Decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri -  con  altra,
  diversa,  disposta dall'Autorità giudiziaria nei confronti   dello
  stesso deputato.
   A  detta  nota   ha  dunque fatto séguito quella del  Commissario
  dello  Stato testé letta, ragion per cui l'Assemblea - ai sensi  e
  per  gli effetti di quanto previsto dall'art. 15, commi 4 ter e  4
  quater, della legge n. 55/90 e dell'art. 3, ultima parte, della L.
  30/94 - prende atto della comunicazione ufficiale di cui sopra.
   Siffatta  comunicazione è stata formalizzata, in  riscontro  alla
  richiesta  di  questa stessa Presidenza,  dal   Commissario  dello
  Stato   nella qualità di organo preposto al raccordo istituzionale
  tra Autorità giudiziaria, Presidenza del Consiglio dei Ministri  e
  l'Assemblea regionale. Quest'ultima non  può quindi che  prenderne
  atto ai sensi del citato articolo 15 L. 55/90.
   Pertanto,  a  decorrere  dalla data di revoca  del  provvedimento
  giudiziario,   come  indicato  nel  decreto  del  Presidente   del
  Consiglio dei Ministri, e confermato dal Commissariato dello Stato
  per   la   Regione   siciliana,   cessa   tanto   la   sospensione
  dell'onorevole   Gaspare  Vitrano,  quanto,  contestualmente,   la
  supplenza dell'onorevole Salvino Pantuso.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi, sospendo brevemente la seduta per consentire
  l'aggiornamento del sistema elettronico di votazione.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 16.50 ).

   La seduta è ripresa.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi gli  onorevoli
  Forzese e Cristaudo.
   L'Assemblea ne prende atto.

                    Discussione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Discussione di disegni di legge .

                        Sull'ordine dei lavori

   MUSOTTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo formalmente
  se  si  può  procedere con un'inversione dei punti  all'ordine  del
  giorno e discutere immediatamente l'assestamento di bilancio, norma
  finanziaria  che è fondamentale per la Regione siciliana,  così  da
  discuterla, appunto, in brevissimo tempo.
   Il   Governo  è  qui  presente,  pertanto  ribadisco  se  possiamo
  procedere  a quest'inversione dell'ordine giorno per poi  discutere
  il disegno di legge sulla riforma delle ASI.

   PRESIDENTE. Onorevole Musotto, non avrei nulla in contrario ma  la
  Commissione  Bilancio non ha ancora completato l'esame  del  testo,
  per  cui,  come  vede, la Commissione è tuttora in  corso,  essendo
  stata  autorizzata a riunirsi frattanto e, quindi,  non  ha  ancora
  definito  il  testo, non lo ha ancora votato;  comunque  non  è  un
  problema, stasera dobbiamo esitare i due disegni di legge.
   Possiamo  cominciare, pertanto, con l'esame del disegno  di  legge
  sulla  riforma delle ASI per poi interrompere, non c'è un  problema
  pregiudiziale   mancando  i  componenti  la  Commissione  Bilancio,
  ripeto,  che  sono  ancora riuniti, me lo ha confermato  adesso  il
  Vicepresidente  Formica,  preferirei  procedere  con   il   seguito
  dell'esame  del disegno di legge posto al numero 1)  del  II  punto
  all'ordine   del  giorno,  recante  la  costituzione  dell'Istituto
  regionale  per  lo sviluppo delle attività produttive.  Al  momento
  opportuno,    ne   sospenderemo   l'esame   per   passare    quindi
  all'assestamento di bilancio.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   INCARDONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   INCARDONA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   tocca
  sostenere,   dall'opposizione,  la  richiesta  che   ha   formulato
  l'onorevole Musotto della maggioranza
   Già dai lavori di ieri, infatti, è emerso che la proposta di legge
  di  riforma  delle ASI è - e lo ribadisco ancora  una  volta  -  un
  disegno di  legge che merita degli approfondimenti.
   Ieri  l'assessore  è  stato di un candore  disarmante,  perché  ha
  ammesso  che  all'ASI  di  Caltanissetta  ha  nominato  il  proprio
  segretario particolare a commissario e poi a  presidente,  qualcosa
  del  genere...  Faremmo  veramente un torto  a  questo  Parlamento,
  faremmo un torto alla Sicilia, ai siciliani, agli industriali della
  Sicilia, continuando ancora con questo disegno di legge che  è  una
  riforma che non viene incontro a quelle che sono le esigenze  degli
  stessi industriali siciliani
   E' vero che ci sono i Consigli generali nelle ASI, che ospitano un
  numero  pletorico  di componenti, ma è anche  vero  che  se  questa
  riforma avesse voluto essere aderente a quelle che sono le esigenze
  delle  categorie industriali siciliane, avrebbe potuto  pensare  ad
  una   modifica   dell'assetto,  partendo   proprio   da   un   dato
  territoriale, garantendo l'autonomia dei vari territori, garantendo
  le esperienze dei vari territori e riducendo, magari, il numero dei
  componenti     i   vari   Consigli   generali,   i   Consigli    di
  amministrazione
   Insomma,  si  sarebbe potuti arrivare ad una riforma  se  il  vero
  obiettivo  fosse  stato quello di ridurre soltanto  i  costi  della
  politica  e  allora  si sarebbe potuti pervenire,  appunto,  a  una
  proposta  di  riforma  certamente diversa da  quella  che  è  stata
  portata  in  Aula  e che ora si sta sviluppando in  Assemblea,  non
  divenendo  l'originario obiettivo per cui il Governo l'ha  esitata,
  ma trasformandosi in un disegno di legge nuovo, diverso, un disegno
  di legge che, quindi, ancora una volta, ritengo vada approfondito.
   Per  cui, signor Presidente, ritengo sia opportuno che la proposta
  dell'onorevole  Musotto venga innanzitutto accolta,  perché  io  ho
  ascoltato  il  Presidente della Regione, la  settimana  scorsa,  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  alla  quale  ho
  partecipato   in  sostituzione  del  mio  capogruppo,   l'onorevole
  Bufardeci:  mi  sembrava di ascoltare il presidente  Obama,  perché
  c'era  un  parallelo - è vero che l'economia americana ha refluenze
  anche qui da noi, come  in tutto il mondo -  ma da come parlava  il
  Presidente  della  Regione e da come sottolineava  l'importanza  di
  procedere  immediatamente  alla manovra di  assestamento,  sembrava
  quasi  che  ci  fosse  tra il Presidente degli  Stati  Uniti  e  il
  Presidente  della  Regione siciliana una  sorta   di  comunicazione
  fatta  per le vie brevi e veloci  E, quindi, ho pensato che  questa
  fosse  veramente  l'esigenza principale del  Governo  Lombardo,  in
  questo frangente
   Peraltro, se l'intenzione appunto è quella di ridurre i costi,  di
  tagliare, di fare in modo che la spesa pubblica sia più razionale e
  più  efficiente,  penso  che la cosa principale  di  cui  noi  oggi
  dobbiamo occuparci è proprio la manovra finanziaria
   Quindi,  signor  Presidente,  le chiedo  di  accogliere  l'istanza
  dell'onorevole Musotto, volta ad invertire l'ordine  dei  lavori  e
  procedere, innanzitutto, con l'esame del disegno di legge n. 769/A,
  visto  che  è  presente  l'assessore Armao.  Stiamo  aspettando  la
  Commissione.
   Assessore, il Governo, ancora una volta, è inadempiente perché non
  rispetta  i  tempi,  evidentemente  non ha messo questo  Parlamento
  nelle  migliori condizioni per potere lavorare... e  se  ancora  la
  Commissione  deve essere attesa, sospendiamo l'Aula  e  riprendiamo
  appena  la  Commissione avrà concluso i propri lavori.  L'onorevole
  Dina,  componente la Commissione Bilancio, ci dice che ha  concluso
  l'esame, sono qui presenti anche altri componenti la Commissione.
   Quindi,  penso  e ribadisco sia opportuno invertire  l'ordine  dei
  lavori per procedere all'esame del disegno di legge posto al numero
  2) del II punto all'ordine del giorno.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Onorevole Incardona, come ho già detto  all'onorevole
  Musotto,  al momento opportuno procederemo con l'esame del  disegno
  di legge di assestamento del bilancio della Regione.
     Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
                        dell'Istituto regionale
  per lo sviluppo delle attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A)

   PRESIDENTE.  Si  procede, pertanto, con il seguito dell'esame  del
  disegno  di legge nn. 605-242-362-577/A «Costituzione dell'Istituto
  regionale  per  lo  sviluppo delle attività produttive»,  posto  al
  numero 1) del II punto dell'ordine del giorno.
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo  che  nella  precedente  seduta  era  stata  data  lettura
  dell'articolo 23 e dei relativi emendamenti.
   Si  passa  all'emendamento 23.7 dell'onorevole Maira, di  identico
  contenuto  all'emendamento  23.11,  dell'onorevole  Leontini.    Il
  parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è  contrario
  resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                         (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 23.12.

                Richiesta di verifica del numero legale

   INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Non essendo trascorso il termine di cui  all'articolo
  127  del  Regolamento, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
  alle ore 17.08.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.01, è ripresa alle ore 17.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  non  essendo  la  richiesta  di
  verifica  del  numero legale appoggiata a termini  di  Regolamento,
  pongo in votazione l'emendamento 23.12.
   Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 23.13. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 23.14. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  agli emendamenti 23.1, 23.3, 23.5 e 23.9,  di  identico
  contenuto.  Li  pongo congiuntamente in votazione.  Il  parere  del
  Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente della Commissione e relatore.  La  Commissione
  si rimette all'Aula.

                Richiesta di verifica del numero legale

   INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  dagli Beninati, Bosco, Bufardeci e Vinciullo,  invito
  gli  onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la scheda
  di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono   presenti:  Adamo,  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,
  Cappadona,  Colianni, Cracolici, Digiacomo, Di  Guardo,  Di  Mauro,
  Federico,   Ferrara,   Galvagno,  Gentile,  Giuffrida,   Gucciardi,
  Laccoto,  Leanza  Nicola,  Lentini, Lo  Giudice,  Lupo,  Marinello,
  Marziano,  Mattarella, Musotto, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,
  Picciolo, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Speziale, Sulsenti.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Calanducci,  Cristaudo,  Currenti,
  D'Agostino,  Falcone,  Forzese, Greco, Marrocco,  Mineo,  Pogliese,
  Termine.

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            41

   L'Assemblea è in numero legale.

   Pongo, pertanto, congiuntamente in votazione gli emendamenti 23.1,
  23.3,  23.5 e 23.9. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                         (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 23.15. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente della Commissione e relatore.  La  Commissione
  si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti 23.2, 23.4, 23.6, 23.10  e  23.8,  di
  identico contenuto. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO,  presidente della Commissione e relatore.  La  Commissione
  si rimette all'Aula.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   INCARDONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa,  quando
  è  stata chiesta l'inversione dell'ordine del giorno, è stato detto
  che  al momento non si poteva procedere in tal senso perché mancava
  la Commissione, la quale  stava lavorando per esitare il disegno di
  legge   e  non  era  presente  l'Assessore.  Adesso,  invece,   sia
  l'Assessore  che  la Commissione sono presenti in  Aula  e  abbiamo
  un'urgenza  che  è, appunto, il disegno di legge di  variazione  di
  bilancio:  poiché  oggi è mercoledì, se poi i lavori  si  dovessero
  prolungare,  domani è giovedì 4, con ogni probabilità saremo  tutti
  qui, però rischiamo di non consegnare alla Sicilia, alla Regione, a
  questo  Governo,  a questo Parlamento, la legge  di  variazione  di
  bilancio  che  ritengo sia nelle priorità, per  come  ha  detto  il
  Presidente della Regione nella citata Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari, definendola una priorità assoluta rispetto  a
  tutto  il resto dell'attività parlamentare. Quindi, propongo ancora
  una volta l'inversione dell'ordine del giorno, peraltro chiesta dal
  partito  politico del Presidente della Regione, attraverso  il  suo
  Presidente, onorevole Francesco Musotto, richiesta che penso  vorrà
  confermare,  a testimonianza della priorità che questo  disegno  di
  legge deve avere nell'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Attendiamo formalmente i documenti della  Commissione
  Bilancio.
   Appena  avremo tutto pronto, sarà la Presidenza stessa a  chiedere
  all'onorevole Musotto di ribadire la richiesta e, conseguentemente,
  metteremo in votazione l'inversione dell'ordine del giorno.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
                             242-362-577/A

   PRESIDENTE.  Pongo  congiuntamente in  votazione  gli  emendamenti
  23.2,  23.4,  23.6,  23.10  e 23.8, di identico  contenuto.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                         (Non sono approvati)

   Pongo  in  votazione l'articolo 23, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                             «Articolo 24
             Funzioni e competenze degli uffici periferici

   1.   Gli   uffici   periferici,   nell'ambito   delle   linee   di
  programmazione  e  di intervento dettate dall'Istituto,  provvedono
  all'istruttoria  delle  istanze  volte  ad  avviare  o,   comunque,
  realizzare,    continuare,   modificare,   implementare    attività
  imprenditoriali nell'ambito delle rispettive aree di competenza  in
  relazione  alle  previsioni di cui all'articolo  33.  Il  dirigente
  dell'Ufficio  preposto  all'area amministrativa,  su  proposta  del
  dirigente  dell'area  tecnica,  completata  l'istruttoria  di   cui
  all'articolo 33, salvo quanto previsto dall'articolo 25,  comma  6,
  provvede al rilascio dell'autorizzazione unica per la realizzazione
  e/o  attivazione dell'intervento richiesto secondo quanto  previsto
  dalla presente legge.
   2.  Gli  uffici periferici predispongono i piani regolatori d'area
  secondo quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 28.
   3.  Gli  uffici  periferici svolgono le funzioni e  le  competenze
  assegnate  e  delegate  dall'Istituto anche  con  riferimento  alla
  gestione   dei  servizi  e  delle  infrastrutture  presenti   nelle
  rispettive aree di competenza».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dall'onorevole Leontini: 24.6, 24.7, 24.5, 24.8, 24.9;
   - dall'onorevole Maira: 24.4;
   - dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile: 24.1;
   - dall'onorevole Fiorenza: 24.2;
   - dagli onorevoli Di Mauro e Musotto: 24.3;
   - dal Governo: 24.10.

   Gli emendamenti 24.6 e 24.4  decadono per assenza  dall'Aula
                           dei rispettivi firmatari.
   Si passa all'emendamento 24.7. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

       (Non  è approvato)

   Si   passa   all'emendamento   24.10  del   Governo,   interamente
  sostitutivo del comma 1. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti  dal 24.1 al 24.5 sono superati. Gli  emendamenti
  24.8 e 24.9 sono decaduti.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 24 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

       (E' approvato)

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel  condividere
  tutto  di  quello che si è fatto adesso, per evitare che si  creino
  problemi successivamente, vorrei fare una considerazione.
   Sia  il  23  che il 24 sono degli articoli - lo dico all'assessore
  per  trovare  una  soluzione, nel caso non sia  stato  attenzionato
  questo  problema  - che, credo, abbiano bisogno  di  una  copertura
  economica perché, di fatto, sono degli uffici periferici  e  quindi
  hanno un costo

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, le ricordo che la legge  ha  avuto
  già  il  parere  della Commissione Bilancio, per  cui  è  in  Aula,
  ovviamente, con tutti i pareri previsti, tra cui anche la copertura
  finanziaria degli articoli rimasti da votare.

   BENINATI.  Ripeto,  ho cercato negli articoli  finali  se  venisse
  attenzionato questo problema
   Se così è siamo a posto; se così non è si risolva da qui alla fine
  dell'articolato, trovando le risorse necessarie, perché  forse  c'è
  questo problema

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio miei  gli
  emendamenti   presentati  all'articolo  25   e   così   nel   resto
  dell'articolato, recanti la firma dell'onorevole Leontini.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  non
  ci possa e non ci debba essere spesa aggiuntiva per gli articoli 23
  e  24,  perché  gli  uffici periferici devono rimanere  le  attuali
  strutture. Parliamo degli uffici periferici delle ASI attuali,  che
  diventeranno degli uffici dell'apparato da costituire, degli uffici
  periferici: solo a queste condizioni stiamo facendo una  legge  che
  ne  valorizza  la competenza senza mortificarne il  ruolo.  Quindi,
  deve  esserci  chiarezza su questo: gli uffici  periferici  di  cui
  parla la legge sono le attuali strutture tecniche delle ASI.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  essendoci stato il parere della Commissione Bilancio, gli  istituti
  periferici  abbiano  la  loro  copertura  e  questo  lo   do   come
  presupposto,  ma non è implicito nel fatto che già esistano  questi
  uffici.
   Gli  uffici esistenti sono le ASI, che hanno un proprio  bilancio,
  propri introiti economici dettati dai trasferimenti della Regione e
  dagli  introiti delle fittanze dei rustici all'interno delle stesse
  aree  ASI. Quindi, hanno la rispettiva copertura economica.  Questa
  copertura, così com'è, non si trasferisce per finanziare gli  oneri
  degli uffici periferici della struttura che andiamo a prevedere.
   Quindi,  su  questo  capitolo, il problema sollevato  dal  collega
  Beninati non è di poco conto
   Io  presumo  che,  avendolo esitato con  parere  favorevole  della
  Commissione Bilancio, questo aspetto sia stato sicuramente valutato
  e  previsto come copertura, ma non è un trasferimento automatico di
  copertura  finanziaria,  dalle  ASI agli  uffici  periferici  della
  neostruttura.
   E' questo che intendevo precisare.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                               «Articolo 25
                              Linee guida regionali in tema  di
              sviluppo

   l.  Al  fine  di  coordinare le scelte di  politica  economica  ed
  industriale, entro il 30 novembre di ogni anno e con riferimento al
  triennio   successivo,  l'Assessore  regionale  per   le   attività
  produttive emana un'apposita direttiva contenente le linee guida  a
  cui   si  conforma  l'attività  dell'IRSAP  con  riferimento   alle
  iniziative  economiche ed industriali di cui alla  presente  legge.
  Con   la  predetta  direttiva  vengono  altresì  fissati  i  budget
  finanziari e le linee di finanziamento in ragione delle specificità
  di  intervento  previste per ogni singola area di cui  all'articolo
  23.
   2.  Nella  formulazione  degli indirizzi  di  cui  al  comma  1  è
  garantita  la  massima  partecipazione  dei  rappresentanti   degli
  interessi    economico-sociali   coinvolti    nel    processo    di
  implementazione   delle  strategie  di  sviluppo   delle   attività
  produttive.
   3.  Per i fini di cui al comma 2, entro il 30 giugno di ogni anno,
  presso   l'Assessorato  regionale  delle  attività   produttive   è
  convocata apposita conferenza consultiva alla quale partecipano  di
  diritto   il   presidente  dell'Istituto,   o   suo   delegato,   i
  rappresentanti   delle  associazioni  maggiormente  rappresentative
  degli   industriali,  artigiani,  commercianti,  piccola  e   media
  industria   ed   i  rappresentanti  delle  associazioni   sindacali
  maggiormente  rappresentative,  a  livello  regionale,  previamente
  indicati  da  tali  associazioni. Alla  conferenza  possono  essere
  invitati, anche su motivata richiesta, i rappresentanti degli  enti
  pubblici o degli enti esponenziali degli interessi diffusi inerenti
  alle finalità di cui al comma 2.
   4.  Entro  il  successivo  30  luglio,  previa  valutazione  delle
  proposte  avanzate  in  sede  di conferenza  di  cui  al  comma  3,
  l'Assessore regionale per le attività produttive elabora lo  schema
  di  direttiva, che è trasmesso alla Conferenza permanente  Regione-
  Autonomie  locali. La predetta Conferenza esprime  motivato  parere
  non  vincolante, con eventuali indicazioni, entro e  non  oltre  il
  successivo  30 settembre. Decorso infruttuosamente tale termine  il
  parere si intende positivamente rilasciato, senza indicazioni.
   5.  Esaurite  le  attività  di cui ai commi  3  e  4,  l'Assessore
  regionale  per le attività produttive, sulla base delle indicazioni
  pervenute, adotta la direttiva di cui al comma 1. Nel caso  in  cui
  la  Conferenza  di  cui al comma 4 esprima parere  negativo  ovvero
  parere  positivo  con  indicazioni, l'Assessore  regionale  per  le
  attività   produttive  ha  facoltà  di  riconvocare  la  conferenza
  consultiva di cui al comma 3 al fine di illustrare i rilievi  della
  Conferenza  permanente.  Le  attività di  sintesi  e  coordinamento
  spettano  in  ogni  caso all'Assessore regionale  per  le  attività
  produttive per l'adozione della direttiva di cui al comma  l  anche
  nell'ipotesi in cui dovesse essere riconvocata la conferenza di cui
  al comma 3.
   6.  La  direttiva  di  cui  al comma 1  individua  altresì  quegli
  interventi  definiti  strategici per la Regione  la  cui   relativa
  istruttoria  per  il   rilascio dell'autorizzazione  unica  di  cui
  all'articolo  33  è  di competenza dell'Istituto  ed  è  rilasciata
  direttamente  dal  direttore  generale  dell'Istituto  medesimo  in
  deroga a quanto disposto dall'articolo 24».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dall'onorevole  Leontini: 25.3, 25.4, 25.5, 25.6,  25.7,  25.8,
  25.9;
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e  Incardona:
  25.2, 25.1;
   - dal Governo: 25.10, 25.11 e 25.11.1.

   Si  passa all'emendamento 25.3, che è fatto proprio dall'onorevole
  Incardona. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  25.4,  fatto  proprio  dall'onorevole
  Incardona. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  25.5,  fatto  proprio  dall'onorevole
  Incardona. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  25.6,  fatto  proprio  dall'onorevole
  Incardona. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 25.2.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.  Signor Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  in
  questo  articolo, che chiaramente è connesso all'articolo   24  per
  quanto   riguarda  le  funzioni  e  le  competenze   degli   uffici
  provinciali,  con  questo mio emendamento si tende  a  superare  un
  problema,  secondo me molto grave, che, peraltro, e  un  po'  nella
  ratio se vogliamo della legge, così come è stata ispirata.
   La ispirazione di questa legge, infatti, non è stata quella di una
  particolare  compartecipazione,  condivisione e rappresentanza  del
  territorio: anche in questo terzo comma, come vedete, si  dice  che
  presso l'Assessorato è convocata una Conferenza, alla quale possono
  partecipare,  possono essere invitati anche su richiesta  motivata,
  appunto,  i  rappresentanti  degli  Enti  pubblici  o  degli   enti
  esponenziali degli interessi diffusi.
   Bene, parliamo di aree industriali, parliamo di sviluppo; come  si
  può  sostenere  la legittimità del potere rispetto  all'emendamento
  che  proponiamo,  come Forza del Sud, del dovere, della  necessità,
  della  partecipazione, viceversa, di questi  stessi  soggetti?  Non
  deve  essere una cortesia, possono nel caso in cui lo vogliano   ma
  devono  necessariamente  essere  protagonisti  dello  sviluppo  del
  territorio di cui stiamo parlando.
   Quindi,  è evidente che anche per colmare le lacune, a mio  avviso
  irreversibili,  presenti nel testo del disegno di  legge,  che  per
  quanto  riguarda  la composizione della Consulta  e  del  Consiglio
  direttivo,  sia  necessario porre in essere tutti gli  strumenti  e
  tutti  gli  articoli che possono consentire, invece, la  diffusione
  della   partecipazione   -   che  possono   consentire   così   una
  partecipazione forte dei soggetti che, come dice lo stesso comma 3,
  sono i rappresentanti degli Enti pubblici o degli enti esponenziali
  degli interessi diffusi di cui alle finalità del punto 2 - affinché
  tali    rappresentanze   possano   partecipare,    siano    davvero
  protagoniste   Evitiamo  quindi, mi rivolgo  all'assessore  che  mi
  auguro   accolga   questo   emendamento,  perché   laddove   questo
  emendamento non fosse accolto e avesse il parere contrario da parte
  del  Governo è chiaro, presidente Cascio, che sin da ora avanzo  la
  richiesta  di  verifica del numero legale per  accertare,  in  ogni
  caso, la composizione dell'Aula; e poi, conseguentemente, anche  il
  voto  segreto  su questo punto, per verificare, come  già  accaduto
  anche ieri, se esista - come sono convinto - uno scollamento tra il
  testo del Governo e la volontà dell'Aula.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  che  ci  accingiamo a votare tende a salvaguardare un rapporto  tra
  territorio, programmazione e gestione dell'Istituto e,  quindi,  su
  questo punto penso siamo tutti chiamati a un atto di responsabilità
  nei  confronti,  non tanto e non solo degli enti locali,  piuttosto
  nei  confronti di un'intera classe dirigente territoriale, che deve
  poter  esprimere  il  proprio parere,  che  deve  poter  pensare  e
  promuovere il proprio sviluppo.
   Su  questo punto, penso sarà necessario che l'Assemblea si esprima
  al  di  fuori ed al di là degli schieramenti partitici e  politici,
  all'interno del gioco tra maggioranza e opposizione.
   Ecco  perché,  è  inutile sottolinearlo, l'avrei  fatto  comunque,
  siamo  pronti  a  sostenere l'iniziativa del nostro capogruppo  per
  chiedere il numero legale e il voto segreto.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, assessore, onorevoli  colleghi,
  ritengo  che  questa  osservazione contenuta nell'emendamento  25.2
  abbia un suo fondamento e meriti un'attenzione, perché, almeno,  in
  sede   di  Conferenza  decisoria  -  che,  come  viene  detto  qui,
  rappresenta gli interessi del territorio - siano presenti e  perciò
  invitati, ancorché non inclusi fra i soggetti che possono esprimere
  parere   gli  enti  qui  previsti   mi  sembra  sia  una   doverosa
  considerazione.
   Invito,  quindi,  l'assessore a valutare questo  emendamento,  che
  condivido,   eventualmente  anche  in  una  forma  non  perentoria,
  mantenendo  la richiesta motivata di intervento da parte dell'Ente,
  ma  a  cui faccia seguito un'adesione da parte del presidente della
  Conferenza di servizi e non resti invero un'opzione.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  disegno  di
  legge,  come  ho  detto altre volte, è nato sotto cattivi  auspici,
  perché  si poteva e doveva migliorare l'impianto prima, in sede  di
  Commissione.  In  corso  d'opera, però, è un  bene  tutto  ciò  che
  possiamo  modificare, per renderlo migliore, per renderlo fruibile,
  per renderlo aderente ai bisogni del territorio, facciamolo pure.
   L'articolo, con questo emendamento, se leggete il comma 3  cui  si
  riferisce,  recita che viene istituita, una volta  l'anno,  se  non
  vado  errato,  una  commissione per  stabilire  le  linee  guida  e
  programmatiche  di  intervento  sul  territorio.  Si  sta   dicendo
  semplicemente   che  assieme  agli  altri  enti  ovvero   organismi
  legittimati,  invitati a partecipare, vengano  invitati  altresì  i
  sindaci dei territori interessati agli interventi delle ASI.
   Io  pregherei  il  Governo  di  dare parere  favorevole  a  questo
  emendamento  o,  se lo dobbiamo migliorare, di rivedere  il  testo.
  Credo che anche il Governo possa essere d'accordo, in tal senso,  a
  una breve sospensione dei lavori d'Aula.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  personalmente
  condivido lo spirito dell'emendamento che prevede l'allargamento al
  territorio   nella  fase  decisionale.  Mi  preoccupa,   però,   la
  genericità  del  riferimento  enti pubblici , che  può  significare
  l'audizione in una assemblea della fondazione  Federico II ,  visto
  che  siamo in questa sede  allora, preferirei la formulazione  enti
  locali  territoriali , così specifichiamo che si tratta di comuni e
  province,  fino  a  quando  ci saranno  le  province;  mentre  enti
  pubblici  è  una  dizione  assolutamente  ampia  che  potrebbe  non
  individuare  adeguatamente  il  soggetto  pubblico  coinvolto  allo
  scopo.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori, onorevole Bufardeci, solo per chiarire un aspetto. Siamo
  perfettamente  d'accordo che gli enti pubblici, e quindi  gli  enti
  locali,  con il suo emendamento presentato debbano intervenire  nel
  momento  in  cui  si  rappresenta la volontà del territorio.  Però,
  cortesemente, vorrei capire che significa, con questo  emendamento,
  che  devono  intervenire gli enti pubblici o gli enti esponenziali.
  Fateci capire che significa.
   Se  gli  enti esponenziali degli interessi diffusi, cioè,  da  una
  parte   devono   intervenire,   dall'altra   parte   occorre    che
  identifichiamo  tali  enti. Diversamente non  si  capisce  di  cosa
  stiamo parlando
   Pertanto, se deve passare questo emendamento, che venga cassata la
  parte  relativa ad  enti esponenziali  - non so chi l'abbia scritto
  -  che  non  sono  realtà ben identificate. Non possiamo  dire  che
  dobbiamo  invitare  gente di cui non identifichiamo  quale  sia  la
  natura

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta  per
  consentire un aggiustamento del comma 3.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.38, è ripresa alle ore 17.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento  25.2.1  che  riscrive  una  parte   del   comma   3.
  L'emendamento così recita:
   «Le  parole  del  comma  3 dell'articolo  25  da   possono  essere
  invitati   a   finalità  di cui al comma 2  sono  sostituite  dalle
  seguenti:
    sono  invitati i rappresentanti degli enti locali territoriali  i
  cui territori ricadono nelle aree oggetto della Conferenza; possono
  altresì  essere  invitati,  su  richiesta,  i  rappresentanti   dei
  soggetti  portatori di interessi diffusi inerenti alle finalità  di
  cui al comma 2 ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. L'emendamento 25.2 è superato.
   Si passa all'emendamento 25.7. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.8. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.9. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.1.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  anche  in  questo  caso   invito
  l'assessore, e chiedo l'attenzione dei colleghi, perché  credo  che
  questo  comma,  il  comma  6 dell'articolo  25,  sia  assolutamente
  inutile,  in  quanto in relazione all'indicazione  che  viene  resa
  all'articolo  1, quando si assegna all'assessore,  così  come  deve
  essere,  l'indirizzo politico di emanare una direttiva che contenga
  le  linee  guida,  che  contenga  il  riferimento  alle  iniziative
  economiche, insomma il budget, ebbene, non capisco il senso secondo
  il  quale  successivamente si dice che il rilascio di tutto  questo
  compete   al   direttore  che,  sostanzialmente,  rilascia   questa
  autorizzazione  sono previsioni completamente scollegate.

   PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, ci sono degli emendamenti   fuori
  sacco   presentati dal Governo che vanno a riformulare molti commi,
  tra  cui  quello su cui lei sta intervenendo. Il suo  intervento  è
  calzante, ma in effetti c'é già la correzione in tal senso.
   Pongo in votazione l'emendamento 25.1. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

       (La richiesta non è appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  25.1.  Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 25.11.1,  a firma del Governo. Il parere
  della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 25.10, a firma del Governo.  Il  parere
   della Commissione?

   CAPUTO,  presidente della Commissione  e relatore. La  Commissione
  si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Avverto che la parola  direttiva  è sostituita  dalla
  parola  piano , in considerazione dell'emendamento già approvato in
  precedenza.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 25, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                             «Articolo 26
                     Attuazione delle linee guida

   1. In caso di grave e persistente difformità tra le linee guida  e
  gli  interventi  ed  i  programmi disposti dall'IRSAP,  l'Assessore
  regionale  per  le  attività  produttive  può  provvedere  in   via
  sostitutiva con le modalità di cui al comma 1 dell'articolo 22».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dall'onorevole Leontini: 26.1, 26.2;
   - dal Governo: 26.3.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, anche
  in questo caso la invito a ritirare questo articolo perché lo trovo
  assolutamente ultroneo, come ultroneo era ieri l'articolo  22,  che
  poi  -  lei  ricorderà  -  l'Aula ha bocciato.  Anche  per  evitare
  ulteriori  tensioni,  credo  che questo articolo,  sostanzialmente,
  ricalchi  dei  princìpi  che  sono  già  assolutamente  ordinari  e
  fisiologici.
   La  Regione,  infatti,  laddove esista  o  sussista  una  grave  e
  persistente  difformità tra le linee guida e gli  interventi  ed  i
  programmi  disposti  dall'Istituto regionale dello  Sviluppo  delle
  Attività  Produttive, evidentemente interviene in via  sostitutiva.
  Il  fatto  che  lei lo voglia normare credo sia -  lo  ribadisco  -
  assolutamente  ultroneo, inutile, e appesantisce il testo.  Quindi,
  insisto perché questo articolo venga soppresso.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI. L'onorevole Bufardeci ha ragione, e ha ragione  per  due
  motivi: prima di tutto, perché nei contenuti è ultroneo; in secondo
  luogo,  perché  fa riferimento al comma 1 dell'articolo  22  che  è
  stato  soppresso  con il voto segreto di ieri  e,  quindi,  non  ci
  sarebbe  più  possibilità di riferirlo ad  esso,  è  inammissibile.
  Pertanto, è meglio ritirarlo, Assessore.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  26.1,  a   firma
  dell'onorevole Leontini.
   Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto, l'articolo 26 è soppresso. Si passa all'articolo 27.  Ne
  do lettura:

                             «Articolo 27
         Programma triennale degli interventi e delle attività

   1. L'IRSAP, in conformità alle linee guida di cui all'articolo 25,
  predispone  ed  approva il programma triennale degli  interventi  e
  delle  attività  il quale, in relazione ad ogni  area  ovvero,  ove
  particolare  esigenze dovessero richiederlo, in relazione  ad  ogni
  insediamento  destinato  ad  attività  industriali  e   produttive,
  prevede:
   a)  le  attività e gli interventi da realizzarsi nel  triennio  di
  riferimento  relativamente all'azione di sostegno e promozione  del
  tessuto economico-sociale;
   b) l'individuazione della vocazione economica di ogni singola area
  e le relative misure tese all'incentivazione di tale vocazione;
   c)   un   piano  economico-finanziario,  anche  di  massima,   che
  individui,  per ogni singolo intervento ed attività,  la  fonte  di
  finanziamento.
   2.  Il  programma di cui al comma 1 è approvato dal  Consiglio  di
  amministrazione  entro  il  30 dicembre  di  ogni  anno  e  per  il
  successivo triennio, ed è trasmesso all'Assessorato regionale delle
  attività   produttive.  Si  applica,  in  quanto  compatibile,   il
  procedimento di controllo di cui all'articolo 21.
   3. Entro il 30 dicembre di ogni anno, con le medesime procedure di
  cui  al  comma  2,  l'IRSAP  apporta  le  necessarie  modifiche  al
  programma,  anche  in  ragione dell'adeguamento  alle  linee  guida
  annuali di cui all'articolo 25».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dall'onorevole Leontini: da 27.1 a 27.7;
   - dal Governo: 27.8.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 27.1, a firma dell'onorevole
  Leontini.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   (Votano a favore i deputati dei Gruppi  PID ,  PDL  e  Forza del
                                 Sud )

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.2. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   (Votano a favore i deputati dei Gruppi  PID ,  PDL  e  Forza del
                                 Sud )

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.3.

                Richiesta di verifica del numero legale

   INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento, dagli onorevoli Bonomo, Bufardeci, Cappadona, Cimino e
  Scilla, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono   presenti:  Ammatuna,  Apprendi,  Ardizzone,  Arena,  Aricò,
  Cappadona, Catalano, Colianni, Cracolici, De Benedictis, Digiacomo,
  Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Galvagno, Gentile,
  Giuffrida,  Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola,  Lo  Giudice,  Lupo,
  Marinello,  Marziano, Musotto, Panarello, Panepinto,  Parlavecchio,
  Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Sulsenti.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Calanducci,  Cristaudo,  Currenti,
  D'Agostino,  Falcone,  Forzese, Greco, Marrocco,  Mineo,  Pogliese,
  Termine.

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            41

   L'Assemblea è in numero legale.

   Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento 27.3. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.4. Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

     Si  passa all'emendamento 27.5. Lo pongo in votazione.  Il
  parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.5

   INCARDONA.  Chiedo  che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,   dagli   onorevoli  Beninati,  Bufardeci,   Buzzanca,
  Campagna, Cappadona, Cimino, Leontini, Nicotra, Scilla e Vinciullo,
  indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte   alla  votazione:  Adamo,  Ammatuna,   Apprendi,
  Ardizzone,   Arena,  Aricò,  Beninati,  Bonomo,  Bosco,  Bufardeci,
  Buzzanca,  Campagna, Cappadona, Caputo, Catalano, Cimino, Colianni,
  Cordaro,  Cracolici,  De  Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di  Mauro,  Dina,  Faraone, Federico,  Ferrara,  Galvagno,
  Gentile,  Giuffrida, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza  Nicola,
  Leontini, Lo Giudice, Lupo, Maira, Marinello, Marziano, Mattarella,
  Musotto,  Nicotra,  Panarello, Panepinto,  Parlavecchio,  Picciolo,
  Raia, Ruggirello, Scilla, Sulsenti, Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Calanducci,  Cristaudo,  Currenti,
  D'Agostino,  Falcone,  Forzese, Greco, Marrocco,  Mineo,  Pogliese,
  Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            54
   Votanti             53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          29
   Contrari            24

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  considerato  che  la   Commissione
  Bilancio ha deciso che l'assestamento è di tipo tecnico e ritenendo
  che  l'Assemblea  possa legiferare in qualche minuto,  per  evitare
  ulteriori  situazioni che già si verificano in Aula, le  chiedo  il
  prelievo  del II punto dell'ordine del giorno, ossia l'assestamento
  del  bilancio  della Regione per l'anno finanziario 2011,  per  poi
  proseguire con il disegno di legge ora in esame.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, intendevo completare l'articolo 27,
  vi sono gli ultimi 3 emendamenti, e passare quindi all'assestamento
  del bilancio.

    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
                           605-242-362-577/A
   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.9, a firma del Governo.

   INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.

                      (Si procede alla verifica)

   PRESIDENTE.   La  richiesta  non  è  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  secondo  me,  al
  voto  di  abrogazione  della lettera  c),  si  può  porre   rimedio
  riproponendo  sotto  altra forma quanto è  stato  abrogato,  perché
  questa  è  una  follia: prima di parlare di un piano  triennale  di
  investimenti, bisognava almeno predisporre un progetto  di  massima
  che indicasse la fonte dei finanziamenti e, abrogando quella norma,
  si sono rese quasi ingestibili le previsioni dell'articolo.
   Pertanto,  invito  l'assessore e la Commissione,  prima  del  voto
  finale,  a  riformulare un comma su questo stesso  articolo,  sotto
  altra  voce, affinché venga ripristinata quanto meno la  previsione
  dell'individuazione delle fonti di finanziamento collegate  con  il
  piano triennale.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, non è esattamente così. E' un  piano
  economico-finanziario,  anche di massima,  che  individua  per  ogni
  singolo intervento le fonti di finanziamento.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE    BENEDICTIS.    Signor   Presidente,    onorevoli    colleghi,
  all'abrogazione  della  lettera c), del comma  1,  dell'articolo  in
  questione si può ovviare con un provvedimento amministrativo, perché
  l'assessore può emanare una direttiva con la quale invita, nell'atto
  di   formulazione   del  programma  triennale,  a  sostanziare   gli
  interventi previsti con un piano economico-finanziario, ancorché  di
  massima, così come previsto.
   Credo  che  il  contenuto possa essere benissimo  ovviato  con  una
  direttiva  amministrativa da parte dell'assessore. Semmai,  è  utile
  che nei lavori parlamentari, l'assessore recepisca questo invito  ed
  assuma  l'impegno a formulare una direttiva in tal senso, c'è  tempo
  di inserirla anche prima della fine dei lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.9 del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 27.6, a firma dell'onorevole Leontini. Il
  parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                          (Non è  approvato)

   Si passa all'emendamento 27.7. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                          (Non è  approvato)

   Si  passa all'emendamento aggiuntivo 27.8, a firma del Governo. Il
  parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   DI BENEDETTO. Può illustrare il Governo l'emendamento?

   PRESIDENTE.   E'   molto  chiaro.  La  lettura  illustra   da   sé
  l'emendamento,  onorevole  Di Benedetto: l'Istituto  predispone  il
  piano triennale dei lavori pubblici.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho capito  se
  l'emendamento  è collegato a un disegno di legge a futura  memoria
  L'articolo 6 fa riferimento al disegno di legge...

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, ovviamente,  fa  riferimento  alla
  legge sugli appalti che ha una numerazione ben specifica.

   MANCUSO.  Ma io chiedo agli Uffici se l'articolo 6 è rimasto  tale
  nella legge

   PRESIDENTE. Sì, riguarda la legge 12 del 2011.

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 27.8. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 27, nel testo risultante.

   INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

                      (Si procede alla verifica)

   PRESIDENTE.  La  richiesta non risulta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento.
   Pongo  in  votazione l'articolo 27, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Prima  di passare all'articolo 28, onorevole Musotto, mantiene  la
  richiesta di inversione dell'ordine del giorno?

   MUSOTTO. Sì la mantengo.

   PRESIDENTE. Essendoci una richiesta di inversione dell'ordine  del
  giorno,   che   prevede   il  passaggio   al   disegno   di   legge
  dell'assestamento di bilancio, la pongo in votazione.
   Chi è favorevole all'inversione momentanea dell'ordine del giorno,
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Discussione del disegno di legge «Assestamento del bilancio della
                                Regione
                per l'anno finanziario 2011» (n. 769/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa alla discussione del disegno  di  legge  n.
  769/A   «Assestamento  del  bilancio  della  Regione   per   l'anno
  finanziario 2011», posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la seconda Commissione a prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore.  Mi  rimetto  al
  testo della relazione.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do  lettura  della nota della Commissione Bilancio  relativa  agli
  emendamenti  presentati  al disegno di legge  di  assestamento  del
  bilancio:
    Facendo seguito alla nota indicata in oggetto (n. 92/SG-ALEG  del
  2/8/2011), si comunica che questa Commissione, nella seduta n.  261
  del  3  agosto 2011, ha preso in esame, ai sensi dell'articolo  113
  del   Regolamento  interno,  l'emendamento  A1,  esprimendo  parere
  contrario.
   In  ordine  agli  emendamenti A2, A3, A4, A5, A6,  il  Governo  ha
  preannunziato il ritiro.
   In  ordine  all'emendamento A.7, come subemendato dall'emendamento
  A.7.1, i presentatori hanno preannunziato il ritiro .
   Onorevoli colleghi, il testo del disegno di legge è pertanto senza
  emendamenti.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
           Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
                      del bilancio della Regione

   Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione,
  per l'esercizio finanziario 2011, sono introdotte le variazioni  di
  cui all'annessa tabella  A'.»

   Si passa, pertanto, all'annessa tabella  A'. Ne do lettura:

   TABELLA A

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                          2011 - ASSESTAMENTO
                   STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA

                          AVANZO FINANZIARIO

  CAPITOLI              DENOMINAZIONE               VARIAZIONI     *
    0001      AVANZO FINANZIARIO RELATIVO AI FONDI   553.749.474
            NON VINCOLATI                                    ,05
    0002      AVANZO FINANZIARIO RELATIVO AI FONDI   623.623.646   V
            VINCOLATI                                        ,13

                          TOTALE VARIAZIONI AVANZO   1.177.373.1
                                                           20,18

   *: V = Fondi vincolati
   Pongo in votazione l'allegata tabella  A'. Chi è favorevole resti
   seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
            Variazioni allo stato di previsione della spesa
                      del bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione,  per  l'esercizio  finanziario 2011,  sono  introdotte  le
  variazioni di cui all'annessa tabella  B'.»

   Si  passa,  pertanto, all'esame dell'allegata  tabella  B.  Ne  do
  lettura:

   TABELLA B

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                          2011 - ASSESTAMENTO
                    STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   AMMINISTRAZION    04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
  E
   RUBRICA           02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
   TITOLO            01 - SPESE CORRENTI

   CAPITOLI              DENOMINAZIONE                VARIAZIONI

              AGGREGATO ECONOMICO: 5 - ONERI  COMUNI
            RELATIVI A SPESE DI PARTE CORRENTE

              UNITA'  PREVISIONALE  DI  BASE:  99  -  553.749.474
            ALTRI ONERI COMUNI                                ,05

     215713   FONDO  CORRISPONDENTE ALLA  QUOTA  NON   553.749.47
            UTILIZZABILE    DEL   MAGGIORE    AVANZO         4,05
            ACCERTATO (FONDI LIBERI)

              TOTALE   VARIAZIONI   TITOLO    I    -   553.749.47
            AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2                    4,05

   TABELLA B

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                          2011 - ASSESTAMENTO
                    STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   AMMINISTRAZIONE    04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
   RUBRICA            02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
   TITOLO             02 - SPESE IN CONTO CAPITALE

  CAPITOL                DENOMINAZIONE                VARIAZIONI   *
  I

           AGGREGATO  ECONOMICO: 8  -  ONERI  COMUNI
         RELATIVI A SPESE IN CONTO CAPITALE

           UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 1 - FONDI DI  623.623.646
         RISERVA                                              ,13

           FONDO  PER LA RIASSEGNAZIONE DEI  RESIDUI   623.623.64  V
  613905  PASSIVI  DELLE  SPESE  IN  CONTO  CAPITALE,         6,13
         ELIMINATI  NEGLI  ESERCIZI  PRECEDENTI  PER
         PERENZIONE   AMMINISTRATIVA   E   PER    LA
         UTILIZZAZIONE  DELLE  ECONOMIE   DI   SPESA
         DERIVANTI  DA STANZIAMENTI CON  VINCOLO  DI
         SPECIFICA    DESTINAZIONE,   NONCHE'    PER
         L'UTILIZZAZIONE   DELLE  MAGGIORI   ENTRATE
         ACCERTATE  SU  CAPITOLI IN  CONTO  CAPITALE
         CONCERNENTI   ASSEGNAZIONI   DELLO   STATO,
         DELL'UNIONE EUROPEA E DI ALTRI ENTI.

              TOTALE VARIAZIONI AMMINISTRAZIONE 04 -   623.623.64
                                           TITOLO 02         6,13

   *: V = Fondi vincolati

   La  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
              Variazioni al Quadro di previsione di cassa
                      del bilancio della Regione

   1.  Al  Quadro di previsione di cassa, per l'esercizio finanziario
  2011, sono apportate le seguenti variazioni in euro.

   E N T R A T A

   Fondo                iniziale               di               cassa
  +   7.426.509,86

   S P E S A

   ASSESSORATO ECONOMIA
   BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE DELLA REGIONE
   Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
   Capitolo 215711 - Interventi regionali +   7.426.509,86».

   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
         Cofinanziamento regionale della spesa sanitaria 2011

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale  11  maggio
  2011,  n.  7,  dopo le parole  U.P.B. 4.2.1.5.5' sono  aggiunte  le
  parole  U.P.B. 4.2.1.5.99'.
   2.  Dopo  il  comma  2 dell'articolo 10 della legge  regionale  11
  maggio 2011, n. 7, è inserito il seguente:
    2  bis.  Alla  maggiore spesa sanitaria, a carico della  Regione,
  discendente dalla proposta di  Intesa, ai sensi dell'articolo  115,
  comma l, lettera a) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.  112,
  di  riparto tra le Regioni delle disponibilità finanziarie  per  il
  Servizio sanitario nazionale per l'anno 2011' si provvede, a titolo
  di  anticipazione delle risorse di cui al comma 1, con parte  delle
  disponibilità del Fondo di cui all'articolo 3 della legge regionale
  26 ottobre 2001, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni.'».

   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
                          Disposizioni finali

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

               Annunzio e votazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   -  numero  581  «Iniziative a livello comunitario  in  materia  di
  pagamenti  agro-ambientali  in  favore  degli  agricoltori»,  degli
  onorevoli Savona, D'Asero, Adamo, Caputo, Cappadona;

   -  numero 582 «Iniziative presso il Ministero delle infrastrutture
  per  la salvaguardia del territorio della frazione di Cardillo  nel
  Comune di Palermo», dell'onorevole Dina;

   -  numero  583  «Iniziative urgenti volte a  garantire  i  livelli
  occupazionali   dello  stabilimento  Pfizer  di   Catania ,   degli
  onorevoli  Raia, Arena, Barbagallo, D'Asero, Pogliese,  Mattarella,
  Nicotra, Oddo, Marinello ed altri.

   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che il Regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio  del  20
  settembre  2005,  sul sostegno allo sviluppo rurale  da  parte  del
  Fondo  europeo  agricolo per lo sviluppo rurale  (FEASR),  ha  come
  obiettivo l'accrescimento della competitività del settore  agricolo
  e   forestale,  sostenendo  la  ristrutturazione,  lo  sviluppo   e
  l'innovazione,  la  valorizzazione  dell'ambiente  e  dello  spazio
  rurale;

   considerato che:

   volontà  espressa  dell'Unione europea, esplicitata  nel  disposto
  dell'articolo   17   del  suddetto  Regolamento   comunitario   che
  stabilisce   l'equilibrio  finanziario  fra   gli   obiettivi   del
  programma,  è di attribuire la percentuale più elevata  di  risorse
  all'  Asse  2 'Miglioramento dell'ambiente e dello spazio  rurale',
  considerando  tale obiettivo come strategico e prioritario  per  il
  rilancio del settore agricolo;

   con  l' atto Allegato al suddetto Regolamento (CE) 1698/2005, sono
  fissati gli importi e le aliquote del sostegno da riconoscere  agli
  agricoltori  per  l'adozione  delle  misure  'agro-ambientali',  in
  favore   dei  metodi  di  produzione  compatibili  con  la   tutela
  dell'ambiente e la conservazione dello spazio naturale;

   in   tale  ambito,  il  punto  39(4)  del  suddetto  Allegato   al
  Regolamento  CE del 2005, stabilisce l'importo dei pagamenti  agro-
  ambientali,  fissandolo  in  600 euro per  ettaro  per  le  colture
  annuali,  ed  in  900  euro  per  ettaro  per  le  colture  perenni
  specializzate;

   considerato  altresì  che  i premi per  le  misure  agroambientali
  stabiliti dalla Regione sono, pur tuttavia, nettamente inferiori  a
  quanto  indicato  nel  suddetto punto 39(4) dell'atto  Allegato  al
  citato  Regolamento  CE  1698/2005, il  che  comporta  un  notevole
  nocumento  agli agricoltori siciliani impegnati nelle misure  agro-
  ambientali,   i  quali  percepiscono  premi  notevolmente   ridotti
  rispetto   alle   indicazioni   comunitarie,   peraltro   con    un
  corrispondente rallentamento della spesa dei fondi del Programma di
  sviluppo  rurale 2007-2013 ed il contestuale, concreto, rischio  di
  disimpegno automatico delle risorse programmate, già nella corrente
  annualità,

   rilevato che è in atto il previsto negoziato tra la Regione  ed  i
  competenti    Uffici   della   Commissione   europea    finalizzato
  all'adozione,  nell'ambito  del PSR  2007-2013,  del  Documento  di
  revisione  degli aiuti riguardante le misure di cui agli artt.  38,
  39, 43, 44, 45 del suddetto Reg. (CE) n. 1698/2005,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre in essere le necessarie ed opportune iniziative affinché,
  nell'ambito   del   negoziato  con  gli  Uffici  competenti   della
  Commissione   europea  riguardante  l'adozione  del  Documento   di
  revisione  degli aiuti relativi alle misure di cui agli  artt.  38,
  39,  43,  44, 45 del suddetto Reg. (CE) n. 1698/2005, sia prevista,
  all'interno  della misura riguardante i pagamenti  agro-ambientali,
  un'apposita sottomisura che adegui l'entità dei relativi  premi  da
  corrispondere  agli  agricoltori agli importi stabiliti  dal  punto
  39(4) contenuto nell'atto Allegato al medesimo Regolamento (CE)  n.
  1698/2005;

   a porre in essere altresì gli atti e gli adempimenti necessari per
  assicurare  il  trasferimento di idonee  risorse,  nell'ambito  del
  programma,  nella misura pari a 200 milioni di euro, dall'Asse  1».
  (581)

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   a  Palermo, al fine di ottenere una radicale trasformazione  della
  rete  di  trasporto  pubblico locale basata sul  potenziamento  del
  servizio  metropolitano, si sta realizzando il passante ferroviario
  che, attraversando l'intero tessuto urbano del capoluogo, unirà  il
  comune di Cefalù con l'aeroporto di Punta Raisi;

   tale  opera  interessa anche la frazione di Cardillo ed attraverso
  la  chiusura  definitiva di due passaggi a  livello,  che  ad  oggi
  costituiscono  le uniche arterie di comunicazione per  i  residenti
  mettendo gli stessi in collegamento con le zone commerciali;

   tale  previsione risulta in contrasto con le indicazioni del nuovo
  piano regolatore che ha individuato la frazione di Cardillo come in
  parte  zona  B  (insediamento abitativo) ed in parte zona  D  (zona
  industriale)  e che dunque la chiusura al transito di  due  arterie
  viarie  comporterebbero serie conseguenze sia per la viabilità  sia
  per lo sviluppo economico e sociale della frazione;

   considerato che:

   la   realizzazione  del  passante  ferroviario  nel  tratto  della
  frazione  di  Cardillo ricade, secondo l'elaborato  progettuale,  a
  pochissima  distanza dagli edifici, siano essi destinati  a  civile
  abitazione  o  ad  attività  commerciale,  provocando  un   elevato
  inquinamento acustico oltre ad essere potenzialmente pericoloso per
  la sicurezza degli immobili stessi e dunque dei cittadini;

   da  molti anni i cittadini di Cardillo, riuniti in liberi comitati
  civici,  chiedono  alle  competenti  autorità  che  la  tratta  del
  passante   ferroviario  sia  realizzato  attraverso  una   galleria
  sotterranea,  sottolineando  come la  realizzazione  in  superficie
  dell'  opera  non sia coniugabile con il nuovo assetto  urbanistico
  della frazione;

   tali  richieste sono state oggetto di audizioni e sopralluoghi  da
  parte  della  III Commissione legislativa permanente dell'Assemblea
  regionale siciliana, la quale ha anche investito della problematica
  i  responsabili  del gruppo 'Rete Ferroviaria Italiana  s.p.a.'  al
  fine  di  ottenere una modifica del progetto che secondo i  tecnici
  comporta necessariamente ulteriori interventi economici ad oggi non
  disponibili,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  avviare  un confronto con il Ministero delle infrastrutture  e
  dei  trasporti, attraverso l'istituzione di un tavolo  tecnico,  al
  fine  individuare  ed assicurare una soluzione  che,  nel  rispetto
  della  cittadinanza  e  dello sviluppo economico  e  sociale  della
  frazione  di  Cardillo, garantisca al contempo la non  interruzione
  dei lavori di un'opera di estrema importanza». (582)

                   «L'Assemblea regionale siciliana
   premesso che:

   lo  stabilimento  della  Wyeth Lederle s.p.a  (gruppo  Pfizer)  di
  Catania  si  trova  in  una situazione estremamente  delicata,  che
  riguarda tutte le aree produttive di cui si compone;

   alla  fine  dello  scorso anno era stato firmato un  accordo  (con
  decorrenza  dicembre) di cassa integrazione guadagni  straordinaria
  (CIGS),  riguardante 80 unità per 12 mesi, sulla base di  un  piano
  industriale  che  garantiva il mantenimento degli  attuali  livelli
  occupazionali, rivelatosi conseguentemente inaffidabile;

   il   management  aziendale,  nel  mese  di  marzo,  ha  comunicato
  l'intenzione  di  cedere  o  dismettere il  prestigioso  centro  di
  ricerca   tossicologico  e  genomico  che  occupa  80  ricercatori,
  soluzione di vendita che deve essere perentoriamente risolta  entro
  il 30 novembre 2011;

   i  vertici  aziendali ad aprile hanno annunciato un  significativo
  dimagrimento  del personale a causa della riduzione dei  costi  del
  Tazocin (il principale farmaco prodotto dallo stabilimento) e tutto
  ciò  nonostante  l'azienda, in diverse sedi,  prospettasse  scenari
  certi e solidi sul piano occupazionale;

   specificamente l'area dello stabilimento deputata alla  produzione
  di  farmaci veterinari (Animal Health), non è certo che mantenga  i
  volumi  produttivi oltre il 2011, mentre sono già in atto  processi
  di  riorganizzazione  e  di terziarizzazione che,  inevitabilmente,
  porteranno ad ulteriori esuberi;

   considerato che:

   il management continua a non dare risposte su chi siano i soggetti
  interessati  alla possibile acquisizione dello stabilimento,  quale
  sarebbe  il  piano  industriale e con quali prospettive  sul  piano
  occupazionale,  mentre  sono  già  stati  posti  in  mobilità   151
  lavoratori;

   lo  stabilimento,  da  sempre centro di eccellenza  industriale  e
  scientifico del territorio catanese, rischia, nella migliore  delle
  ipotesi, di essere trasformato in una mera officina farmaceutica di
  confezionamento;

   rilevato che:

   le  organizzazioni sindacali da tempo denunciano tale processo  di
  graduale  smantellamento dello stabilimento, sebbene il  management
  aziendale  provi a smentire, mentre il tessuto produttivo aziendale
  continua palesemente ad impoverirsi.

   lo  stabilimento rappresenta un patrimonio del territorio catanese
  e  che  la  strategicità del sito si è sempre basata e  continua  a
  basarsi  sull'equilibrio che esiste tra le diverse aree presenti  e
  la ripartizione dei costi necessaria alla competitività del sito;

   l'impatto   sociale   derivante  dalla  chiusura   o   dal   forte
  ridimensionamento  dello  stabilimento  e  del  centro  di  ricerca
  sarebbe  devastante per l'intero comprensorio etneo, basti  pensare
  che  lo  stabilimento Wyeth-Pfizer di Catania è la  seconda  realtà
  industriale  della  provincia  catanese  che,  tra  dipendenti   ed
  indotto, è fonte di reddito per circa 2000 lavoratori,

                   impegna il Governo della Regione

   a porre in essere ogni iniziativa possibile al fine di impedire la
  chiusura  dello  stabilimento Wyeth-Pfizer di  Catania  e  adottare
  idonee misure finalizzate alla garanzia dei livelli occupazionali e
  a  tutela  delle numerose professionalità presenti nel territorio».
  (583)

   Si passa all'ordine del giorno n. 581. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 582. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del  giorno n. 583. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
  769/A.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                       Per dichiarazione di voto

   BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   mio
  intervento  non  è solo sul disegno di legge, ma sulle  conseguenze
  del  medesimo  e,  quindi, parzialmente sul voto finale,  ma  nella
  sostanza  sulla  situazione  più  complessiva  del  bilancio  della
  Regione.
   Signor  Presidente, assessori, oggi abbiamo avuto un  incontro  in
  quinta Commissione - mi dispiace che non fosse presente l'assessore
  Centorrino   e  neppure  il  direttore  Albert  -  perché   abbiamo
  incontrato  per  l'ennesima volta, sulle  questioni  connesse  alle
  problematiche  sul  PROF  e  sulle  condizioni  drammatiche   della
  formazione,  le  forze sindacali e datoriali: è  emersa  l'assoluta
  necessità  che fossero assegnati 60 milioni dal bilancio  regionale
  per  potere sanare quello che già avevamo detto qualche mese  fa  e
  cioè  poter  utilizzare, a completamento delle 900 ore,  fondi  del
  Fondo Sociale Europeo. Ci si è resi conto, con ritardo e nonostante
  lo  avessimo già detto, che così non si poteva fare e, in  effetti,
  oggi   siamo  alla  ricerca  di  quei  60  milioni,  ma  in  questo
  assestamento  non c'è traccia, perché mi si dice  che  ci  sarà  un
  disegno di legge autonomo che, a breve, dovrà essere esaminato.
   Per  questa ragione, ritengo indispensabile avere il quadro chiaro
  delle   attività   che   dobbiamo  portare  avanti,   sottolineando
  l'assoluta  priorità per la soluzione delle questioni economiche  e
  finanziarie  connesse  al  mondo della formazione.  La  formazione,
  infatti,  ha ormai toccato un livello di disperazione assoluta,  le
  situazioni di dipendenti che non percepiscono stipendio da oltre un
  anno  sono assolutamente drammatiche, alcuni oggi dicevano che  c'è
  una  sottovalutazione  tale che, magari, ci si  attende  l'episodio
  drammatico,  come  quello  che qualche  giorno  fa  abbiamo  dovuto
  leggere   tristemente  sulle  cronache  delle  nostre  pagine   dei
  quotidiani.
   Signor  Presidente, prima di proseguire nel corso  dei  lavori  di
  questa  seduta,  subito  dopo  il voto  sul  disegno  di  legge  di
  assestamento - che, per quanto riguarda la nostra posizione,  è  un
  voto  assolutamente neutro, un voto tecnico, un voto che serve alla
  salvaguardia  dell'Amministrazione regionale,  alle  necessità  del
  nostro bilancio, e non certamente un voto di merito - credo che lei
  debba porre all'attenzione immediata il disegno di legge, che spero
  sia  già pronto, riguardante la copertura finanziaria di questi  60
  milioni.
   Signor  Presidente,  assessore Centorrino,  oggi  molti  sentivano
  parlare   di  una  disponibilità  di  circa  40  milioni  e   tanti
  sostenevano  che non bastava, perché o si riescono a completare  le
  900  ore  necessarie per poter dare la certificazione dell'attività
  formativa oppure non serve averne fatto 600, 700 o 800  e ciò,  con
  tutte  le conseguenze, anche sul piano del controllo della verifica
  contabile,  e  le  responsabilità conseguenti, appunto,  nell'avere
  investito  già  oltre 200 milioni di euro, senza  riuscire  però  a
  completare l'iter formativo, nel suo complessivo, nei termini delle
  richiamate 900 ore.
   E'  questa la drammaticità della quale, oggi,  questa Assemblea si
  deve prendere carico, è questo il disegno di legge da esaminare, da
  approfondire,   da   approvare  quanto  prima  per   la   necessità
  emergenziale  del mondo della formazione, affinché  tante  famiglie
  possano avere quella boccata d'ossigeno che serve a tanti siciliani
  che   sono  ormai  in  una  condizione,  come  ho  detto  poc'anzi,
  drammatica.
   Pertanto,  il mio voto, il voto di Forza del Sud, oggi è  solo  un
  voto  squisitamente tecnico, rispetto a un assestamento necessario,
  ma  vuole  essere  al  contempo una forte richiesta  politica  che,
  approvato  questo disegno di legge n. 769, si vada subito all'esame
  e all'approvazione del disegno di legge che garantisca i 60 milioni
  e,  quindi,  la sopravvivenza di tante famiglie che hanno  maturato
  grandi crediti sul piano degli stipendi che non percepiscono da  un
  anno  e  che  garantiscono, peraltro, la tenuta complessiva  di  un
  sistema, quello della formazione.
   Signor Presidente, chiedo solo 20 secondi di pazienza perché  oggi
  - purtroppo, ho detto poc'anzi, come non fosse presente l'assessore
  -  ho  il  dovere di ribadire in questa sede, a lui  e  al  governo
  intero,  come  a voi tutti, che il dato che conosciamo  dall'ultima
  verifica   effettuata  dal  Comitato  di  vigilanza  è  drammatico
  Assessore,  lei  sa che a oggi risultano impegnate  somme  di  poco
  superiori  al  5 per cento e che anche l'importo del 5  per  cento,
  allo  stato, è speso per circa il 50 per cento, sottoposto a  forti
  criticità.
   Siamo,  quindi, in presenza di un terribile disimpegno  automatico
  che  colpirebbe la nostra Regione, colpirebbe i nostri  lavoratori,
  la nostra economia  non è assolutamente possibile proseguire con un
  andazzo  che  oggi  è un bancomat al contrario   Ogni  secondo  che
  passa, ogni minuto che passa, ogni giorno che passa, infatti,  sono
  milioni  e  milioni  di  euro  che la nostra  Regione  perde  nella
  disperazione   dei   lavoratori  e  nelle  necessità   del   nostro
  territorio
   Questo è il mio appello accorato ed è l'appello di Forza del  Sud,
  perché  ormai, a fine 2011, a circa due anni dalla conclusione  del
  sessennio,  si  prenda finalmente coscienza e si  attivi  la  spesa
  nella  formazione, ma anche in tanti altri ambiti  dove  ancora  la
  nostra spesa comunitaria è assolutamente al palo

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  la  Commissione
  Bilancio  è autorizzata a riunirsi, al termine di questa votazione,
  per  l'esame  di  questo  disegno di legge dove vi è  appostata  la
  copertura finanziaria per la formazione. Onorevole Savona,  quindi,
  dopo  che daremo il voto a questa legge, la Commissione Bilancio  è
  autorizzata a riunirsi.
   La  norma  che la Commissione Bilancio approverà, sarà  poi  posta
  all'esame dell'Aula questa sera stessa, per cui chiedo ai  deputati
  di assicurare la presenza per almeno qualche altra ora.

   BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  effetti,
  rifare  l'intervento  che ha svolto l'onorevole  Bufardeci  sarebbe
  inutile ed io, certamente, lo sposo per intero. Oggi, ma non è solo
  un  problema  di  oggi,  ormai  da mesi  c'è  una  situazione  che,
  paradossalmente,  non  sento  di  attribuire  alla   responsabilità
  dell'assessore,    lo  dico  a  prescindere   da   maggioranza   od
  opposizione.
   Credo che il vizio, cari colleghi, nasca qualche mese prima,  anzi
  nel  settembre  2010, quando - e mi dispiace per  l'assessore  alle
  finanze  e  per  il  presidente della Regione  -  fu  approvato  il
  bilancio e appostata una partita, per questa vicenda, pari a  zero
  Ricordo  a  me  stesso che in quei mesi - subito  dopo  è  arrivato
  l'assessore Centorrino - scoprii in Commissione come nel  bilancio,
  per la formazione professionale, ci fosse, appunto, zero
   A questo punto, il tema oggi è veramente serio, perché il problema
  è  nato  a  seguito  dell'approvazione del bilancio  del  2010,  il
  cosiddetto  bilancio preventivo, si è cercato di  risanare  e  devo
  dire,  bisogna dare atto, c'è stato uno scontro, è inutile negarlo,
  nell'ambito  dello  stesso  Governo  e  si  mise  poi  una  partita
  contabile che non poteva soddisfare, forse, neanche i primi quattro
  mesi   Oggi, l'ultimo incontro, che è avvenuto poche ore fa,  mette
  in evidenza, con la sua drammaticità, tutta questa problematica.
   L'onorevole  Bufardeci  si  è rivolto, giustamente,  all'assessore
  Centorrino;  ma  questo non è un problema dell'assessore  al  ramo,
  bensì  del  Governo  nella  sua  interezza,  del  Presidente  della
  Regione, che non ha capito che bisogna individuare una linea  ferma
  anche nelle direzioni di quell'assessorato in cui, in pochi mesi ed
  anni, sono stati cambiati i vertici non so quante volte
   Tutti i nodi ora arriveranno al pettine, anzi sono tutti arrivati
   Come ha detto l'onorevole Bufardeci, è un impegno che tutta l'Aula
  deve assumersi oggi, perché  non so se ci siano i quaranta milioni,
  ma certamente l'intervento è urgentissimo perché, credetemi, io non
  ho mai curato la materia, la formazione non la condivido, così come
  oggi  in  Sicilia esiste ed è fatta, però ci sono delle  situazioni
  transitorie,  ci  sono delle partite in corso  che  -  prima  della
  riforma  - devono essere sistemate  Oggi ci  sono persone  ed  enti
  che lavorano e che da più di dieci mesi non percepiscono una lira
   A   questo  punto  io,  come  rappresentante  del  PDL  in  quinta
  Commissione,  invito  l'assessore  Centorrino  a  chiarire  che   i
  quaranta milioni non servono  O se ne mettono sessanta, infatti,  o
  il problema non lo si risolve
   E'  un ulteriore addolcire il problema per rinviarlo, anche perché
  quel passaggio del  trenta per cento, ossia  i sessanta milioni  di
  euro  che bisognava prendere con i fondi comunitari, anche lì,  nel
  mese  di  febbraio, si disse che non si poteva riuscire  a  fare  e
  infatti  oggi  siamo  costretti, il Governo è  costretto,  a  farvi
  fronte  con i fondi regionali  Oggi, assessore, le dico di valutare
  veramente  questo  problema dei quaranta  o  dei  sessanta  milioni
  necessari,   perché   ci   possono  essere   anche   responsabilità
  patrimoniali accertabili dalla Corte dei Conti.
     Forse tanti colleghi non percepiscono questo profilo, ma  io  lo
  dico nell'interesse del quieto vivere di tutti. Ma se alla fine dei
  corsi,  ad  ogni corsista, in ogni corso, non si raggiungeranno  le
  novecento  ore,  si vanifica tutto quello che si è  fatto  fino  ad
  adesso, e quindi anche la copertura economica fin qui assicurata
   Il  problema è serissimo: spero che l'assessore ne abbia  compreso
  l'importanza,  perché poi il responsabile è lui, malgrado  il  vero
  responsabile sia il Presidente della Regione, che non  è  presente,
  ma  è  lui  il primo responsabile di questa situazione  e  oggi  ha
  lasciato   questa  bella  patata  bollente  a  un  assessore   che,
  certamente,  di tutta questa vicenda, si è trovato una problematica
  economica  che, di colpo, si tenta di risanare, mentre mesi  fa  si
  diceva  che non c'era più denaro per coprire la spesa con  i  fondi
  della  Regione  Oggi, invece, i soldi stanno riuscendo, e a  questo
  punto  facciamoli riuscire come è giusto che sia,  non  prendiamoci
  ulteriormente  in  giro,  perché con quarantamilioni  di  euro  non
  risolveremmo nulla

   PRESIDENTE.  Ci  sono  tanti  iscritti  a  parlare,  però   vorrei
  ricordare   che   la   dichiarazione  di   voto   è   sulla   legge
  dell'assestamento  di  bilancio e se  parliamo  di  formazione,  si
  rischia di andare fuori tema. Siccome la Commissione Bilancio dovrà
  riunirsi per esaminare questo tema, limitiamoci all'assestamento di
  bilancio.

   MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, sulla formazione interverremo  con  il
  disegno  di  legge numero  724. Oggi, per la Sicilia, è una  grande
  giornata grazie al governo Berlusconi.

   RINALDI. Questa se la poteva risparmiare

   MANCUSO. Non so se mi potevo risparmiare di dare plauso e merito a
  chi  vuole  rilanciare le infrastrutture in Sicilia  e  salvare  il
  bilancio regionale, non so se mi devo risparmiare queste cose e se,
  invece,  come  ora  dirò, mi dovrei risparmiare  su  quanto  doveva
  prevedere  questo assestamento e che assolutamente non è  previsto
  c'è un saccheggio delle partite contabili del bilancio regionale
   Il  Governo  nazionale  ha dato un segnale forte,  non  solo  alla
  Sicilia,  ma  a tutte le regioni del Sud, ha scelto di inondare  di
  milioni   e   milioni  di  euro  tutti  i  progetti  immediatamente
  cantierabili con risorse del fondo per le aree sottoutilizzate.  E'
  una parte rilevante, per cui il presidente della Regione Lombardo -
  l'ho   visto   molto   sorridente,   sereno,   seduto   al   tavolo
  dell'Esecutivo,  con gli altri governatori - ha annunciato  che  la
  Sicilia  esce  da  un  momento  buio che  riguardava,  appunto,  il
  cofinanziamento  del  comparto della  sanità,  perché  grazie  alla
  delibera   del  CIPE,  il  bilancio  regionale  sarà  sgravato   di
  seicentocinque milioni di euro
   Signor  Presidente,  io  di  questo  voglio  parlare,  perché   un
  assestamento di bilancio serio non doveva essere fatto questa sera
  Un  assestamento  di  bilancio serio doveva essere  fatto,  magari,
  subito  dopo  ferragosto, aprendo quest'Aula e lavorando,  affinché
  per  quel  tesoretto che c'è all'interno del comma 2, dell'articolo
  10  della Finanziaria - di seicentocinque milioni di euro, che sono
  tagli alla spesa - si tornino a valutare le risorse per rilanciare,
  appunto, dopo l'aiuto del Governo nazionale, la Sicilia. Invece, si
  rinuncia,  e  non solo si rinuncia a questo, portando  in  Aula  un
  assestamento  esclusivamente tecnico, ma ho il  sospetto  che  quei
  seicentocinque milioni di euro li vedremo spalmati nei capitoli  di
  bilancio,  con  tutta una serie di variazioni fatte direttamente  e
  decretate dal Ragioniere generale dell'Amministrazione regionale.
   Su  questo vigileremo, su questo staremo molto attenti, perchè  la
  disattenzione  -  chiamiamola così - di una pseudo-maggioranza  che
  non  si  occupa  delle  casse  dell'Amministrazione  regionale  sia
  evitata   Mi  dispiace anche per qualche mio collega  della  stessa
  formazione politica, e vorrei comprendere che cosa  ne pensa,  e lo
  vedremo  con il disegno di legge n. 724, il capogruppo del  Partito
  Democratico,  l'ottimo onorevole Cracolici, a proposito  di  questa
  fisarmonica delle somme per la formazione
   Ogni  anno  c'è una pletora di interventi che dicono che  si  deve
  tagliare,  che  si  deve risparmiare, che l'assestamento  contabile
  serve  a regolare  e ogni anno puntualmente, invece,  c'è l'aumento
  di  quella  spesa,  senza fine  Siccome ne  parleremo  fra  qualche
  minuto  vedremo come si comporteranno quelli che si sono dimostrati
  fino  ad  oggi  con un'azione di rigore nei confronti  delle  casse
  regionali
   Io sono convinto che il peggior Presidente della Regione non possa
  superare  questo atteggiamento che il Governo regionale ha  proprio
  sul  tema della formazione. Ma lo vedremo tra qualche minuto
   Rispetto  a  questo, l'assestamento di bilancio  non  ha  previsto
  molti altri comparti dove non solo non si percepiscono stipendi  da
  dieci  mesi, ma c'è gente che addirittura da quattordici,  quindici
  mesi,  non ha avuto la giusta retribuzione, di questo non  c'è  una
  parola
   Quindi,  per  quanto  mi riguarda, l'assestamento  non  è  neanche
  tecnico,  sono  solo  dei numeri che sono  stati  appostati  in  un
  articolo  che  non  hanno nessuna valenza e che,  addirittura,  non
  riescono  a  dare un segnale convincente dopo un'azione  forte  del
  Governo  nazionale  a  favore  di  questa  Terra:   per  quanto  mi
  riguarda,  non  posso  assolutamente avallare questo  atteggiamento
  sterile  di  chi non si occupa di quello di cui oggi parlano  tutti
  gli  italiani,  non  solo  i  siciliani:  uno  sperpero  dei  fondi
  pubblici.  Noi  questa sera diamo ulteriore dimostrazione  di  ciò,
  quando invece poteva essere  un'ulteriore possibilità di intervento
  per tagliare  E invece, ripeto, non è così
   Per quanto mi riguarda, pertanto, il mio voto è contrario a questo
  disegno di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori
  di  nomina  tecnica  del Governo, sono stato preciso  nei  termini,
  vero ?  Bene   Io  esprimo  voto  contrario  a  questa  manovra  di
  assestamento del bilancio perché la statura e l'autorevolezza di un
  Governo si misurano dalla sua capacità di programmazione: e  questa
  mia   osservazione  non  è  certamente  un  riferimento  all'ottimo
  professore,  avvocato Gaetano Armao. E' riferita al  Governo  nella
  sua  globalità,  perché in questa manovra di assestamento  ci  sono
  numeri che non hanno alcuna attinenza con la realtà della Sicilia.
   Se  la  manovra di assestamento era o doveva essere finalizzata  a
  garantire   alcuni   interventi  nel   territorio   attraverso   lo
  spostamento di somme, devo dire che la Sicilia, ancora  una  volta,
  rimane  delusa   Questo  Governo  continua  a  volare  basso  e   a
  distinguersi  per  la  capacità  di esercitare  la   ordinarissima'
  amministrazione,  che  non la distingue da una  amministrazione  di
  condominio di uno qualsiasi dei palazzi di questa Sicilia
   Non  mi  riferisco alla formazione - ne parleremo  dopo  -  ma  mi
  permetta, onorevole Presidente, nel rispetto di diecimila  soggetti
  e  di altrettante loro famiglie, che questa manovra di assestamento
  non doveva prevedere un disegno di legge autonomo: in questo stesso
  disegno  di  legge  doveva  essere resa giustizia  al  mondo  della
  formazione  in  Sicilia  E io rispetto il suo  invito  e  non  vado
  avanti  su questo argomento, signor  Presidente dell'Assemblea,  ma
  lo  farò  dopo,  ribadisco, perché ho rispetto di  quello  che  lei
  chiede  al  Parlamento,  ma  questo disegno  di  legge  merita  una
  bocciatura,  perché  non  è una manovra  tecnica,  è  soltanto  una
  manovra  che serve a recuperare somme che non  sono state spese  né
  impegnate per la incapacità di programmazione di questo Governo.
   A  questo stesso Governo io do un appuntamento ad ottobre,  quando
  andremo   a   valutare  lo  stato  di  spendibilità   della   spesa
  comunitaria.  Perché quando lì andremo a certificare  i  disimpegni
  comunitari,  chiameremo, senza possibilità di appello,  il  Governo
  alle sue precise responsabilità
   Mi  auguro  che nessuna delle somme destinate dall'Unione  Europea
  alla  Sicilia  vadano  perdute  per  responsabilità  gestionali   o
  amministrative  o  di governo di questa Regione, perché  lì  sarete
  chiamati   voi  del  Governo  di  questa  Regione,  non  solo   dal
  Parlamento,   ma   dalla  Sicilia  intera,  ad   un'assunzione   di
  responsabilità.   Quindi,  signor  Presidente,   preannuncio   voto
  contrario a questo disegno di legge di manovra di assestamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Incardona.  Ne  ha
  facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  annunciare  il  voto contrario a questo disegno  di  legge,  perché
  proprio per la possibilità che ha oggi la Regione di pensare  a  un
  settore  importante,  mi riferisco in particolare  all'agricoltura,
  ebbene, c'era un disegno di legge pervenuto in Commissione Bilancio
  che  non  è stato esitato per l'Aula ma che prevedeva provvedimenti
  urgenti  per la nostra agricoltura, e che oggi non è in   Aula  per
  essere votato.
   Noi, oggi, ancora ci occupiamo della cosiddetta riforma delle ASI,
  ma ci dimentichiamo di un comparto essenziale per la vita economica
  della nostra isola: ebbene, non stiamo rendendo un buon servizio al
  nostro  territorio, alla nostra isola e ai nostri siciliani, perché
  mentre  noi qui dibattiamo di un assestamento di bilancio -  che  è
  frutto  della cattiva programmazione che il Governo non  ha  saputo
  improntare al meglio all'inizio, quando è stata votata la legge  di
  bilancio   -   c'è   un   comparto  che  soffre,   che   è   quello
  dell'agricoltura, con un assessore al ramo che, più che programmare
  l'attività del Governo regionale, mi sembra faccia soltanto  conti,
  la  contabilità per la grande distribuzione, favorendo  addirittura
  quest'ultima, nel momento in cui dice che il marchio di qualità non
  è  essenziale per ciascun territorio  E ciò tenuto conto del  fatto
  che  per  la  grande distribuzione è indifferente se il pomodoro  è
  comprato  a  Vittoria, se è comprato a Pachino o se è  comprato  in
  Cina,  mancando  proprio  il  marchio di  qualità   Quindi,  se  il
  prodotto  non  è  made in Sicilia, non importa,  può  essere  anche
  prodotto  in  Cina  e, allora, viene a Vittoria,  nel  cuore  della
  serricoltura siciliana, a dimostrazione che non bisogna pensare  al
  marchio  territoriale  Bisogna, intanto, individuare un mercato  e,
  poi,  specializzare il territorio rispetto al mercato che si  vuole
  aggredire...
   Tutto  ciò,  a  me, semplicemente sembra pura follia  commerciale
  Evidentemente,  sistemata la partita delle arance  di  Scordia,  di
  Grammichele   e   del  catanese  in  generale,   tutto   il   resto
  dell'agricoltura non ha alcuna importanza per il nostro  Assessore,
  per  il  nostro  Presidente della Regione,  per  il  Governo  della
  Regione siciliana
   Oggi,  ancora  una  volta, il Governo mortifica  l'agricoltura  in
  Sicilia,  dimenticandosi di quel disegno di  legge  per  cui  anche
  parte della maggioranza si era battuta e che, però, non può trovare
  accoglimento.  Deve  trovare accoglimento, invece,  il  disegno  di
  legge  sulle ASI, si insiste su questo aborto di legge;  non  è  un
  disegno  di  legge,  infatti,  che  porterà  alcun  beneficio  alla
  Sicilia,  agli  industriali e a quanti vogliono  che  questa  Isola
  cresca
   Signor  Presidente,  quello che chiedo è che si  faccia  in  modo,
  visto che la Commissione Bilancio si riunirà per esitare il disegno
  di  legge  sulla formazione, e anche qui avrei tante cose da  dire
  oggi   qui   parliamo   di   somme  che  vengono   sistematicamente
  disimpegnate, automaticamente.
   Nella  Finanziaria del 2009, avevamo previsto un  emendamento  che
  avrebbe   consentito   di   utilizzare,  parzialmente,   le   somme
  dell'Unione  europea per la formazione in Sicilia. Avremmo  evitato
  questo  disastro,  avremmo  evitato che diecimila  famiglie  ancora
  attendono  lo  stipendio, avremmo evitato questo  scempio,  avremmo
  evitato  questo  sciupio di risorse comunitarie,  questo  stato  di
  bisogno in cui versano tantissime famiglie, avremmo evitato  che  i
  soldi  della  formazione,  da tre anni a  questa  parte,  venissero
  sperperati senza alcuna innovazione nella formazione, senza  alcuna
  attività  di programmazione vera, senza alcuna aderenza tra  quelle
  che  sono  le esigenze che provengono dalle imprese, che provengono
  dal mondo produttivo, e l'offerta formativa
   Ebbene,  ancora  oggi, siamo qui a parlare - come è  stato  detto,
  appunto,  poco  fa  -  dell'aumento necessario  per  rimpinguare  i
  capitoli  della  formazione  e non discutiamo,  non  parliamo,  non
  votiamo il disegno di  legge che prevede interventi urgenti per  la
  nostra agricoltura  Abbiano seicento e più milioni di euro che sono
  oggi  disponibili nel bilancio della Regione e potremmo intervenire
  immediatamente a favore dell'agricoltura e non lo facciamo
   Quindi,  noi - come diceva poco fa l'onorevole Bufardeci  -  siamo
  qui  in Aula, garantiamo la nostra presenza, ma certamente voteremo
  contro,  perché  la nostra è una presenza tecnica, ma  voteremo  ed
  esprimeremo un voto contrario a questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voterò a  favore
  della  proposta  di  legge, ma colgo l'occasione,  vista  anche  la
  discussione   che   si   è  sviluppata  da   parte   dei   colleghi
  dell'opposizione, per sottolineare che la riunione  che  stamattina
  ha avuto luogo, richiamata dall'onorevole Bufardeci ed altri, della
  Commissione   legislativa   di   merito   sulla   formazione,    ha
  semplicemente preso atto dell'intesa intervenuta tra il  Presidente
  della  Regione e l'assessore Centorrino, unitamente ai sindacati  e
  gli enti della formazione.
   La  cifra di cui si parla è semplicemente frutto di questa  intesa
  in  rapporto alla discussione che c'è stata stamattina, che va  qui
  rappresentata:   si  è  chiesto  al  Governo   di   assicurare   il
  completamento  dell'anno formativo, al di là delle cifre  che  sono
  necessarie,   per onorare l'impegno assunto con i sindacati  e  con
  gli  enti  e   per  evitare ulteriori problemi in un  settore  che,
  chiaramente, affronta una fase di passaggio inevitabile - perché  i
  colleghi che sono intervenuti, comprensibilmente, omettono di dirlo
  -  inevitabile  perché,  nel corso degli  anni,  soprattutto  degli
  ultimi  anni,  si  è  operato con l'intento  di  utilizzare  questo
  settore, nella migliore delle ipotesi, come ammortizzatore sociale
   Un  modo per soccorrere la vasta, come dire, platea di disoccupati
  intellettuali. Nell'accezione peggiore, talvolta diffusa, per  fare
  pura e semplice operazione di clientela
     Io  do  atto all'assessore Centorrino di avere operato a partire
  dalla  impraticabilità, non solo per ragioni finanziarie, ma  anche
  per ragioni di rispetto per quanti operano in questo campo e per il
  bisogno   di  formazione  che  c'è:  l'assessore  ha  operato   per
  modificare tutta questa situazione.
   Naturalmente,  questo deve avvenire in un quadro  di  trasparenza,
  nel  rapporto con i diversi attori, così come avvenuto, ovviamente,
  partendo dalla necessità di modificare profondamente la situazione,
  ma  assicurando nel contempo il rispetto degli impegni che si  sono
  assunti.
   Quindi,  chiedo all'assessore Centorrino, di ribadire  davanti  al
  Parlamento, che da parte del Governo c'è l'impegno a fare  in  modo
  che  le  attività formative previste nel corso del  2011,  con  gli
  oneri  conseguenti, siano assolutamente garantite,  a  partire  dal
  fatto che gli enti e gli operatori possano essere retribuiti.
   Immagino  e  spero  che la Commissione Bilancio apposti  le  cifre
  necessarie per rendere praticabile questo obiettivo, al  di  là  di
  ogni atteggiamento demagogico.
   Colgo  l'occasione, stante le considerazioni che faceva il collega
  Mancuso,  per  dire  che io non condivido il suo  trionfalismo,  lo
  capisco, perché come dire, attiene alla sua parte politica, essendo
  lui  un sostenitore del Presidente Berlusconi,  buon per lui , come
  si  usa dire. Però, dicevo, rispetto ai fondi FAS, vorrei ricordare
  che  la Sicilia è stata fino ad ora pesantemente discriminata,  che
  quelle  risorse erano già state destinate alla Sicilia, da  qualche
  anno, e sono state peraltro pesantemente ridimensionate
   Ma  io  dico  di più. Questo Parlamento non ha motivo  di  gioire,
  anche  perché  mi  risulta che dentro questa delibera  ci  dovevano
  essere  le  risorse per finanziare le due ordinanze  di  protezione
  civile  per  intervenire nelle zone alluvionate dell'1 ottobre,  in
  cui hanno perso la vita quarantasette persone: e vorrei ricordare -
  il  Parlamento  ha dedicato una seduta solenne di  cordoglio  e  di
  impegno  verso  quelle popolazioni - l'ordinanza  che  riguarda  il
  dissesto  idrogeologico  di San Fratello  e  di  altri  comuni  dei
  Nebrodi. Pur essendo all'ordine del giorno, infatti, non mi risulta
  che   il   CIPE  abbia  finanziato  le  due  ordinanze   e   chiedo
  all'assessore  Armao  e  al  Presidente  della  Regione,  oltre  ad
  esprimere  soddisfazione per il fatto che siano stati svincolati  i
  fondi  della  sanità, di protestare vibratamente nei confronti  del
  Governo nazionale, perché ancora quelle popolazioni vengono  tenute
  in  una condizione di marginalità rispetto al diritto sacrosanto di
  ritornare nelle loro abitazioni in condizioni di sicurezza.
   Aspetto  una risposta formale dall'assessore Armao, perché  ancora
  la notizia non è chiara, ma vorrei che il Presidente della Regione,
  per  primo,  protestasse  per questa vicenda  e,  naturalmente,  mi
  riprometto  di presentare un ordine del giorno che spero  abbia  il
  consenso  di  tutti i parlamentari siciliani, proprio  per  onorare
  quella  seduta solenne che abbiamo tenuto e l'impegno  che  abbiamo
  assunto di venire incontro alle popolazioni alluvionate.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  gli   onorevoli
  Formica,  Buzzanca  e Corona rinunziano a parlare.  L'Assemblea  ne
  prende atto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non rinunzio  a
  parlare,  perché noi di Forza del Sud siamo in pochi, voi siete  in
  molti,  e  quindi  mi  pare corretto... Penso  che  sia  grave  non
  esprimersi  su  questo  assestamento  di  bilancio,  che  definisco
  indegno,  indecoroso, assessore Armao  lei non si rende  conto  che
  questo  atto  che presenta all'Aula dimostra l'incapacità  politica
  estrema  e totale di un Governo che ha soltanto una cosa  da  fare,
  quella  di  andarsene a casa, perché ogni minuto in più che  questo
  Governo rimane a guidare la Regione è un danno che fa alle speranze
  dei siciliani

           (Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica)

   Che  cosa è l'assestamento di bilancio? Prendere, utilizzare somme
  non   spese   da  destinare  a  che  cosa?  Qual  è  la  proiezione
  programmatica  di  questo disegno di legge? La  formazione:  ancora
  oggi,  concretamente,  non  ci sono i  sessanta  milioni  di  euro;
  l'agricoltura, un disegno di legge che prevede interventi a  favore
  dell'agricoltura  e  della pesca rimane  in  Commissione  e  se  ne
  parlerà a settembre
   Date  priorità al disegno di legge sul riordino delle ASI che  non
  ho  capito  poi, al di là della bontà del disegno di  legge,  quale
  potrebbe  essere  la  prospettiva di rilancio economico  di  questa
  Terra.
   Un  disegno  di legge, tra l'altro, che è stoppato dall'UDC  nella
  seduta   di   ieri,  il  capogruppo  dell'MPA  chiede  l'inversione
  dell'ordine  del  giorno, il Presidente Lombardo,  con  l'assessore
  Venturi,  che ha il problema del direttore generale  insomma,  date
  priorità  a questo disegno di legge e trascurate  le vere emergenze
  della Sicilia e dei siciliani
   Oggi,  l'Assessorato alla pesca doveva predisporre  il  calendario
  del  fermo  biologico,  altro atto che  creerà  soltanto  danni  al
  settore   Non  si  è  data  la forbice  per  potere  permettere  di
  effettuare   questo  fermo  temporaneo  nell'arco  di   tre   mesi,
  nonostante  sia stato detto all'assessore e al direttore Barbagallo
  - che può fare tutto tranne che parlare di pesca, perché secondo me
  non conosce nemmeno la poppa e la prua di un peschereccio - ebbene,
  si è andati avanti ancora nel creare problemi e soltanto problemi
   Non  siete i padroni della Sicilia, rendetevi conto che non  siete
  in grado di amministrare
   A  questo punto dovete assumervi delle responsabilità vere, e  noi
  vogliamo  sapere  cosa  volete fare  con  questo  avanzo  di  soldi
  rispetto  alle  spese  preventivate e ciò  che  ci  viene,  invece,
  consegnato dal Governo nazionale  Governo nazionale che oggi,  come
  diceva correttamente l'onorevole Mancuso, permette alla Sicilia  di
  poter utilizzare ben seicento milioni di euro  E qual è l'obiettivo
  di  questo Governo? Un Governo regionale che, in tema di lavoro, in
  tema  di produzione di reddito, non riesce a produrre nulla: me  lo
  spiegate come mai in Lombardia, dove, mi pare, non c'è il sole,  ma
  c'è  la  nebbia, si concedono ben 4.100 autorizzazioni per lanciare
  il  fotovoltaico, e in Sicilia vi fermate a 780 autorizzazioni?  Mi
  spiegate  come  volete  risolvere il problema  dei  rifiuti?  Avete
  bloccato  il  piano che prevedeva i termovalorizzatori, illudendovi
  che con la raccolta differenziata possiate risolvere non si capisce
  che  cosa, dicendo che dietro quel piano c'era la mafia  Non  siete
  capaci  di  amministrare, di produrre nulla, utilizzate  sempre  la
  mafia   come  uno  scudo  per  nascondere  la  vostra  inefficienza
  amministrativa
   Allora, questo provvedimento non si può assolutamente votare  Sarà
  un  assestamento tecnico, sarà una manovra di numeri,  ma  dimostra
  che  siete un governo senza idee, senza alcuna prospettiva,  perché
  non capite, non sapete cosa dovete fare di questa Terra
   E'  un  atto  che noi di Forza del Sud bocceremo e lavoreremo  per
  fare  in modo che si possano utilizzare questi fondi per finanziare
  le  leggi  di  settore.  Abbiamo,  infatti,  l'agricoltura  che  va
  sostenuta; abbiamo la pesca che va sostenuta.
   Sono  temi  che, mi rendo conto, in quest'Aula non  interessano  a
  nessuno
   Non  interessa a nessuno aiutare settori che sono fondamentali non
  comprendendo  che,  fuori quest'Aula, ci  sono  attività,  ci  sono
  imprese  che  hanno  serie  e  vere difficoltà.  Ripeto,  bocceremo
  quest'assestamento  di  bilancio e saremo  vigili  ed  attenti  per
  cercare  di  limitare i danni che la vostra incapacità politica  ed
  amministrativa può arrecare alla Sicilia e ai siciliani.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
                           2011» (n. 769/A )

   PRESIDENTE.  Essendo  conclusi  gli  interventi,  si   passa   alla
  votazione  finale  per  scrutinio  nominale  del  disegno  di  legge
  «Assestamento  del  bilancio della Regione  per  l'anno  finanziario
  2011»    (n.  769/A).  Indìco  la  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Votano  sì:  Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone,  Arena,  Aricò,
  Bonomo, Cappadona, Catalano, Colianni, Cracolici, De Benedictis, Di
  Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Faraone, Federico,
  Ferrara,  Galvagno, Gentile, Giuffrida, Gucciardi, Laccoto,  Leanza
  Nicola, Lentini, Lo Giudice, Lupo, Marinello, Marziano, Mattarella,
  Musotto,   Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio,  Picciolo,   Raia,
  Rinaldi, Ruggirello, Savona, Speziale, Sulsenti.

   Votano  no:  Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Caputo,  Cascio
  Salvatore,  Cimino, Cordaro, Corona, D'Asero, Incardona,  Leontini,
  Limoli, Maira, Mancuso, Nicotra, Scilla.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Calanducci,  Cristaudo,  Currenti,
  D'Agostino,  Falcone,  Forzese, Greco, Marrocco,  Mineo,  Pogliese,
  Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           61
   Votanti            60
   Maggioranza        31
   Favorevoli         43
   Contrari           17

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  prima di proseguire con  l'esame  dell'altro
  disegno di legge, la seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.59, è ripresa alle ore 19.32)

             (Riassume la Presidenza il Presidente Cascio)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
                             242-362-577/A

   PRESIDENTE.  Riprende il seguito dell'esame del disegno  di  legge
  nn. 605-242-362-577/A «Costituzione dell'Istituto regionale per  lo
  sviluppo delle attività produttive».
   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                             «Articolo 28
                        Piani regolatori d'area

   1.   Il   Consiglio   di  amministrazione  dell'Istituto,   previa
  elaborazione  e  predisposizione da parte  del  competente  ufficio
  periferico, adotta il piano regolatore d'area in relazione ad  ogni
  singola  area omogenea di cui al comma 2 dell'articolo  1,  ovvero,
  ove  possibile, a loro accorpamenti. Le prescrizioni ed  i  vincoli
  ivi   contenuti   hanno  durata  pari  a  cinque  anni   decorrenti
  dall'approvazione   definitiva  da  parte  del  competente   organo
  regionale.
   2.  Il  piano  è lo strumento urbanistico di regolazione  generale
  dell'area, prevede, tra l'altro, in conformità alle linee guida  di
  cui   all'articolo   25,  la  localizzazione   degli   insediamenti
  produttivi    e   industriali   e   delle   opere    ed    impianti
  infrastrutturali,  la dotazione di impianti  e  servizi  di  tutela
  ambientale  ed  il tipo di imprese localizzabili nei  diversi  siti
  compresi   nelle  aree  industriali,  i  centri  di  assistenza   e
  promozione delle imprese.
   3.  La  delibera di adozione del piano è pubblicata presso  l'albo
  pretorio  dei comuni nei cui territori ricadono le aree oggetto  di
  pianificazione.   Ai   fini   della  presentazione   di   eventuali
  opposizioni  e/o  osservazioni, si applica, in quanto  compatibile,
  l'articolo 3 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71.
   4.  Il  Consiglio  di amministrazione, valutate  ed  eventualmente
  accolte  le osservazioni e/o opposizioni presentate nei termini  di
  legge, adotta definitivamente il singolo piano regolatore d'area  e
  lo  invia all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.
  Il  predetto Assessorato, sentito il parere del Consiglio regionale
  dell'urbanistica, approva definitivamente il piano  entro  sessanta
  giorni  dalla  ricezione  della relativa delibera  unitamente  agli
  allegati. Trascorso tale termine il piano s'intende approvato, ed è
  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
   5. Dalla data di adozione del piano regolatore d'area si applicano
  le  misure di salvaguardia di cui all'articolo 12, commi 3 e 4, del
  decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
   6.  I  comuni nei cui territori ricadono le aree oggetto dei piani
  di  cui  al presente articolo adeguano il proprio piano regolatore,
  ovvero altro strumento urbanistico vigente, entro i successivi  sei
  mesi  dal  termine  di approvazione da parte dell'organo  regionale
  anche  a  mezzo di approvazione di variante generale.  In  caso  di
  inerzia, anche su impulso dell'istituto, l'Assessore regionale  per
  il  territorio e l'ambiente, di concerto con l'Assessore  regionale
  per  le  attività  produttive, nomina un commissario  ad  acta  che
  provvede in sostituzione degli organi comunali inadempienti.
   7. Nelle more dell'adozione dei piani di cui al presente articolo,
  i  piani  regolatori  sono costituiti, in prima  applicazione,  dai
  vigenti  piani  regolatori dei soppressi consorzi per  le  aree  di
  sviluppo  industriale, i cui vincoli in corso di  scadenza  restano
  efficaci fino al 31 dicembre 2012».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dall'onorevole Leontini: da 28.1 a 28.8.
   - dal Governo: 28.9.

   Comunico che, per assenza dall'Aula dei firmatari, gli emendamenti
  28.1, 28.2 e 28.3 decadono. Si passa all'emendamento 28.4.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  che
  proprio su questo articolo - mi rivolgo all'assessore Venturi -  ci
  sia  probabilmente  uno  scollamento nell'informazione  per  quanto
  riguarda  i  colleghi circa, appunto, la ripresa dei  lavori.  Vedo
  troppi  banchi  vuoti  su  un articolo che considero  assolutamente
  cardine.  Già sono stati sostanzialmente bocciati degli emendamenti
  soppressivi  di  alcuni  commi, oltre che  dello  stesso  articolo.
  Pertanto,  Assessore, vorrei fare osservare che proprio  l'articolo
  in  esame è pienamente dimostrativo dei limiti di questo disegno di
  legge   per  quanto  riguarda  la  mancata  compartecipazione   del
  territorio in alcune scelte.

   PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, mi scusi, la interrompo  soltanto
  per chiederle se ha visto l'emendamento del Governo, aggiuntivo, il
  28.9, per intenderci...

   BUFARDECI. Ho visto, ho visto, sì. E le voglio dire che proprio su
  questo  articolo,  proprio l'emendamento 28.9, è  dimostrativo  del
  tentativo di riparare al vulnus creatosi nel testo dell'articolato.
   Perché, infatti, cosa dice sostanzialmente l'emendamento il  28.9?
  Esso  cerca di dare sostanza, cerca di dare un ruolo ai Comuni.  Ma
  se  noi  andiamo  a  vedere complessivamente  il  testo  di  questo
  articolo, io lo leggo brevemente, noto delle incongruenze,  le  più
  evidenti: al comma 3 cosa vuol dire che si applica nel caso in  cui
  ci  sono  delle opposizioni e/o delle osservazioni, ove compatibile
  l'articolo  3  della  legge 71 del 1978? Che significa?  Norma  che
  tutti sappiamo essere riferita alle vicende urbanistiche degli enti
  locali.  Cosa  significa  ove applicabile ? Cosa  significa  che  a
  valutare  le  osservazioni, le opposizioni sia il CdA? Che  abbiamo
  visto   essere  composto  da  tecnici  di  altra  materia   Nessuna
  valutazione tecnica possono dare come quella in materia, specifica,
  urbanistica:  persone  sicuramente di comprovata  esperienza  e  ci
  auguriamo  nella  materia  delle attività produttive,  nelle  varie
  accezioni e nella sfera più larga delle attività produttive.
   Mentre  tutto questo avviene all'articolo 5, però si  consacra  il
  principio  che  basta  l'adozione  perché  scattano  le  norme   di
  salvaguardia.
   Al  comma  6 la contraddizione delle contraddizioni  Uno strumento
  urbanistico, quale è il piano regolatore delle ASI, che non può non
  vedere  il  protagonismo e l'interesse vero e concreto  degli  enti
  locali  per  primi,  viceversa, non solo non è partecipato  se  non
  nella  maniera in cui si tenta di reinserire tale compartecipazione
  con  l'emendamento  28.9, ma di più  cosa  devono  fare  gli  enti?
  Devono  adeguarsi  a  quello che è stato fatto da  quell'organismo,
  privo   di   quella  partecipazione  del  territorio    Di   quella
  rappresentatività  che noi abbiamo sostenuto essere  il  principale
  vulnus di questo disegno di legge,  proprio per quanto riguarda  la
  presenza.  Non nei numeri, eliminiamo cosi anche un altro problema:
  infatti, ho sentito molte volte fare una battaglia di numeri, oltre
  che  in alcuni casi una battaglia di criteri. Noi siamo felici  che
  il  numero  di  circa  1000 soggetti venga abbattuto  radicalmente,
  contestiamo  un  abbattimento che, però, alla fine, non  garantisce
  quella  rappresentanza e quella partecipazione ad  alcuni  processi
  decisori da parte del territorio. Che da 1000 si rimanga in  5  nel
  Consiglio  di amministrazione o si rimanga in 9 nella Consulta  non
  lo  considero un merito  Che da 1000 si diventi un numero  comunque
  molto  ridotto,  ma  che  garantisca  la  rappresentatività  e   la
  partecipazione lo considero un merito
   Tutto  questo  non  c'è, però, e quindi ribadisco,  contraddizione
  delle  contraddizioni, che al comma 6 di questo articolo, i  comuni
  siano obbligati ad adeguarsi
   Al comma 7 si fa riferimento che, in considerazione delle norme di
  salvaguardia,  in considerazione che nel frattempo tutti  gli  enti
  dovranno preoccuparsi di fare il piano regolatore, la scadenza  dei
  vincoli  resta  efficace al 31 dicembre 2012.  Vi  siete  posti  il
  problema  della  costituzionalità  dell'articolo?  Il  vincolo   di
  salvaguardia non può non avere una determinata durata  il cittadino
  deve  sapere  i termini. Credo che sia palese la incostituzionalità
  di  determinare  per  legge  una proroga  del  limite  del  vincolo
  connesso  proprio alla norma di salvaguardia  che, viceversa,  deve
  decadere  con i cinque anni. Perché dura cinque anni?  Proprio  per
  non conculcare il diritto del privato che, viceversa, nonostante la
  previsione  urbanistica o del comune o, in questo caso, dell'ASI  e
  domani  dell'Irsap, si vedrebbe costretto a non  potere  fruire  ed
  utilizzare il proprio terreno
   Le  ho  fatto  una  sintesi per non esagerare e sforare  il  tempo
  assegnatomi per dirle che questo articolo ha bisogno, a mio avviso,
  di  essere  meglio disegnato e il tentativo che il Governo  fa  con
  l'emendamento 28.9 è assolutamente modesto, cercando di riparare al
  guasto  che  la previsione in esame, così come è stata predisposta,
  può  comportare: ciò, in aggiunta ai grandi limiti  di  legittimità
  che ho evidenziato, facendo soltanto l'esempio con l'ultimo comma.
   Per queste ragioni, chiedo che questo articolo sia accantonato per
  fare degli approfondimenti o eventualmente, per quanto mi riguarda,
  per prima cosa chiederò intanto la verifica del numero legale e, in
  secondo  luogo,  laddove ci dovesse essere la  necessità,  il  voto
  segreto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
  ha  autorizzato la convocazione della Commissione Bilancio che  sta
  discutendo   un  argomento  di  grande  rilievo  che  riguarda   le
  variazioni  di bilancio, i temi della formazione che, come  abbiamo
  visto,  hanno  appassionato  l'Aula anche  se  i  punti  non  erano
  all'ordine del giorno.
   Ciò   sta   comportando  la  presenza  di  quindici   parlamentari
  componenti  la Commissione, tra cui il sottoscritto, che  essendosi
  accorto che era iniziata l'Aula, è venuto in Assemblea lasciando la
  Commissione, più altri parlamentari che ritengono di intervenire in
  merito  a  quel  disegno  di  legge; ciò,  evidentemente,  comporta
  l'assenza notevole anche di diversi deputati in Aula. Siccome sento
  avanzare  ipotesi di richiesta del numero legale o di voto  segreto
  e, quindi di una condizione che presupporrebbe la presenza di tutti
  i  parlamentari in Aula, su una norma di tale rilievo, come  quella
  che stiamo affrontando, io chiederei al Presidente di sospendere  i
  lavori  allo  scopo  di  consentire ai  componenti  la  Commissione
  Bilancio di partecipare alla seduta d'Aula

   PRESIDENTE. La Presidenza avrebbe sospeso un attimo prima i lavori
  allo  scopo  di procedere alla verifica del numero legale.  Non  si
  preoccupi, onorevole Di Benedetto.

   DI  BENEDETTO. Vorrei sapere se partecipare ai lavori dell'Aula  o
  della Commissione...

   PRESIDENTE. Faccia lei, onorevole Di Benedetto


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
                             242-362-577/A

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   vorrei
  cercare,  paradossalmente, di semplificare i lavori  dell'Aula.  Ho
  ascoltato poco fa l'intervento dell'onorevole Bufardeci, devo  dire
  anche l'intervento dell'onorevole Di Benedetto: faccio una proposta
  perché   altrimenti  ci  complichiamo  la  vita    L'articolo   28,
  effettivamente,  Assessore,  io la  inviterei  a  riflettere  e  ad
  accantonarlo,  perché penso che così come è noi lo  potremmo  anche
  approvare,  ma  secondo  me lo impugnerebbe  il  Commissario  dello
  Stato  E' un articolo, infatti, totalmente scoordinato con la legge
  urbanistica che paradossalmente la cita e la richiama, quindi da un
  lato  reca  delle procedure in disarmonia con la legge  n.  71  del
  1978, dall'altro lato la cita e la richiama
   La  legge n. 71 del 1978 nasce da una filosofia che attribuisce la
  pianificazione  agli enti territoriali, ai comuni,  paradossalmente
  se  si fossero lasciate le ASI come erano prima, forse poteva avere
  più senso, ma avendo creato un Consiglio di amministrazione, che  è
  un  qualcosa di totalmente scollegato col territorio, perché  è  un
  qualcosa  al di sopra, una cosa privatistica, ebbene, la  invito  a
  riflettere  e  a  mettere insieme tutte queste cose:  Consiglio  di
  amministrazione  che  approva  e  che,  oltretutto,  poi  incarica,
  attraverso il territorio, i tecnici che poi adottano il  piano   ma
  oggi  la procedura è ben altra  Il sindaco propone un piano, dà  le
  linee  di  massima; il consiglio comunale lo adotta; la Regione  lo
  approva. Qui non si capisce quello che c'è scritto
   Suggerirei,   pertanto,  una  riflessione  perché  se   si   vuole
  semplificare che ben venga, ma se si vuole totalmente scavalcare il
  territorio  in ordine alle scelte da adottare - che, con  tutto  il
  rispetto, cinque o quattro persone che saranno indicate e  nominate
  dall'Assessore o dal Presidente della Regione, e che  sovrappongono
  questo  loro potere al territorio - francamente, mi sembra un  poco
  esagerato
   Quindi,  suggerisco,  poi lei faccia come ritenga,  Assessore,  di
  accantonare  l'articolo e proprio per le parole dette  dal  collega
  che  mi  ha  preceduto, ci sono alcuni articoli sui quali,  invece,
  sono  stati  presentati pochi emendamenti. Li  valuti  lei,  signor
  Presidente  dell'Assemblea, li affrontiamo e su  quelli  penso  che
  problemi  non  ce  ne  siano. Quegli articoli in  cui  c'è  qualche
  emendamento  si  accantonano,  si attendono  che  tornano  tutti  i
  colleghi  e  andiamo avanti celermente. Questa è una  mia  proposta
  che,   se  condivisa,  se  l'Assessore  lo  ritiene,  dichiari   di
  accantonare gli articoli che sono più complessi, visto peraltro che
  molti colleghi non sono in Aula in questo momento.
   Per esempio, l'articolo 31, non dovrei dirlo, obiettivamente lì si
  può  risolvere,  Assessore, non si è mai  detto  che  un  cittadino
  qualunque  che oggi costruisce non paghi  insomma,  non  si  è  mai
  visto   che  i  costruttori  privati  non  paghino  gli  oneri   di
  costruzione, è un po' esagerato, zero oneri di costruzione,  e  gli
  enti dovranno poi fare le manutenzioni di queste aree...  E non c'è
  neanche  un  minimo di onere rispetto a questo servizio,  zero   Si
  dica  il  50 per cento, il 40 per cento, vogliamo agevolare  queste
  imprese  che  arriveranno in Sicilia a flotte, forse,  ma  comunque
  obiettivamente,  mettere  zero mi pare  esagerato:  non  si  è  mai
  sentito  che  non si paga un onere concessorio per la realizzazione
  di una infrastruttura
   Signor Presidente, valuti lei se accantonare quest'articolo, se il
  Governo è d'accordo, e se c'è qualche altra norma da poter esitare,
  procediamo celermente.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
  le   considerazioni  degli  onorevoli  Bufardeci  e  Beninati,  con
  l'intento  di contribuire all'esame del disegno di legge  e,  senza
  un'assegnazione  di  parte, volevo contribuire a  riflettere  nella
  lettura  di  questo  articolato che  può  sembrare  ostico,  perché
  oggettivamente  l'articolo  28 si  innesta  con  la  lettura  e  le
  prescrizioni  dell'articolo 3 della legge n.  71  del  1978.  Però,
  onorevole  Beninati,  se  noi  lo  leggiamo  con  questo  combinato
  disposto,  credo  che  le preoccupazioni che a  prima  vista  hanno
  giustificato  il  suo  intervento e quello  del  collega  che  l'ha
  preceduto  non  abbiano  motivo  di  esistere.  E  perché?  Perché,
  intanto, è chiaro che questo articolo individua in capo al soggetto
   Consiglio  di  amministrazione , la  responsabilità  dell'adozione
  dello  strumento  urbanistico, della predisposizione  e  della  sua
  adozione.
   L'equivalenza  con  il regime della legge 71  del  1978  è  chiaro
  laddove   lo  strumento  urbanistico,  in  quel  caso,  è  adottato
  dall'amministrazione comunale. In questo caso,  infatti,  l'ufficio
  tecnico  dell'amministrazione comunale  è  sostituito  dall'ufficio
  periferico  dell'Irsap, che elabora la documentazione  tecnica  del
  piano che viene adottato, appunto, dal Consiglio d'amministrazione.
   La  preoccupazione secondo la quale gli enti territoriali non sono
  partecipi di questo processo è assolta in parte dall'articolo 28  e
  in  parte, in maniera più sostanziale, così come nella seduta della
  Terza  Commissione della settimana scorsa abbiamo proceduto a  fare
  insieme,  forze  di  maggioranza  e  di  minoranza,  decidendo  con
  l'emendamento che ha visto la formulazione del 28.9,  a  firma  del
  Governo,  perché in quella sede abbiamo stabilito che il  Consiglio
  di  amministrazione trasmette la delibera a tutti i comuni nei  cui
  territori  ricade,  parte  o  per intero,  l'area  interessata  dal
  provvedimento oggetto del piano regolatore medesimo.
   Questa delibera - e qui poi si applica il dettato dell'articolo  3
  della  legge  71  del  1978 - viene pubblicata nell'Albo  Pretorio:
  quell'articolo  disciplina modalità e tempi  per  la  presentazione
  delle  osservazioni e si ritorna così all'articolo 28 come emendato
  dall'emendamento  28.9,  che  precisa  e  definisce   come   queste
  osservazioni  vengano rilevate dal Consiglio di  amministrazione  e
  trasmesse  all'organo  che le approva, così  come  è  per  i  piani
  regolatori  urbanistici  nella  richiamata  legge  71   del   1978;
  l'assessorato regionale al territorio e ambiente, in questo caso, è
  l'assessorato  alle attività produttive. Io credo, quindi,  che  la
  simmetria  sia assolutamente efficace, ripeto, va forse  letto  con
  attenzione,  ma  non mi pare che ci siano buchi  interpretativi  né
  normativi  in  questo  passaggio.  Credo,  infatti,  che  tutto  il
  meccanismo  sia chiaro, obiettivamente una riflessione più  attenta
  forse merita il comma 7, laddove si immagina una prosecuzione della
  validità  dei vincoli in corso di scadenza fino al 31 dicembre  del
  2012:  ecco,  qui  è  probabile che si stia forzando  la  mano  ma,
  ripeto,  trattasi  di un comma, una parte che tuttavia  può  essere
  giustificata dal contesto di questa norma che è comunque di  grande
  utilità.
   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   condivido
  pienamente  le ragioni appena esposte dal collega De  Benedictis  e
  voglio invece manifestare una preoccupazione: se non si prevede una
  sorta  di  autorità sovraordinata rispetto ai comuni,  il  pericolo
  vero  che  noi corriamo è quello che non si facciano  mai  i  piani
  regolatori  generali  delle aree di sviluppo industriale   Infatti,
  anche  adesso, nell'elaborazione degli attuali piani  dei  Consorzi
  ASI,  l'organo che ha predisposto i piani è il Consorzio e i comuni
  sono  stati sentiti; semmai, si potrebbe, mi permetto di suggerire,
  aggiungere  nel  primo rigo in cui si parla dell'affidamento  della
  redazione  del piano, da parte degli uffici periferici,  sentiti  i
  comuni , prevedendo così una forma di consultazione, ma che non  si
  vada   oltre    altrimenti,  specialmente  in  aree   di   sviluppo
  industriale che insistono sul territorio di più comuni,  capoluogo,
  comuni  diversi, insomma, sarà assolutamente impossibile conciliare
  le differenze
   Pertanto,  personalmente,  penso che  bisognerebbe  aggiungere  la
  formula  che nella fase di redazione dei piani si sentano i comuni,
  eliminando  la  parte  che  riguarda  i  vincoli,  perché  potremmo
  incappare in un vizio di costituzionalità della norma.

   PRESIDENTE.  Assessore, ritiene di apportare modifiche  o  andiamo
  avanti?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURI,  assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  accolgo  le  modifiche  che  aveva   proposto
  l'onorevole  De  Benedictis e anche l'onorevole Marziano:  possiamo
  correggere nuovamente in parte l'articolato e proseguire nell'esame
  dello stesso.

   PRESIDENTE. Dispongo, pertanto, l'accantonamento dell'articolo  28
  e dei relativi emendamenti.
   Si passa all'articolo 29.  Ne do lettura:

                             «Articolo 29
                              Espropriazioni

   1.  Le  opere e le eventuali acquisizioni di aree da destinare  ad
  insediamento  industriale, con l'approvazione del  piano  ai  sensi
  dell'articolo 28, sono dichiarate di pubblica utilità,  urgenti  ed
  indifferibili.  Le  procedure di occupazione ed espropriative  sono
  interamente regolate dal D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 e  successive
  modifiche ed integrazioni.
   2.  Tutti  i  provvedimenti relativi all'eventuale occupazione  ed
  all'espropriazione  sono  di  esclusiva  competenza  dell'Istituto.
  Continua ad applicarsi, in quanto compatibile, l'articolo 3,  comma
  1, lettera c) della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 20».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole  Leontini  gli
  emendamenti: 29.1, 29.2, 29.3.

   INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.55, è ripresa alle ore 20.41)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  cinque
  minuti  di  sospensione  perché il Gruppo del  PDL  ha  bisogno  di
  riunirsi per un chiarimento circa la posizione da tenere nei lavori
  d'Aula, per poi proseguire con l'esame dell'articolato.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  forse  è  stata
  sospesa  un po' troppo l'Aula, pertanto le chiedo di far proseguire
  i  lavori, dovendo completare questa legge sulle ASI per poi vedere
  cosa succede

   PRESIDENTE.  Poche idee, ma confuse  Onorevoli colleghi,  sospendo
  brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.44, è ripresa alle ore 21.17)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
                             242-362-577/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo giunti all'articolo 29.
   Si passa, quindi, all'emendamento 29.1.  Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 29.2. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 29.3. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    (Votano contro i deputati dei Gruppi  PID ,  PDL  e  Forza del
                                 Sud )

   Onorevoli  colleghi, l'articolo è approvato, con il voto contrario
  dei  Gruppi  del  PDL, PID e Forza del Sud. L'Assemblea  ne  prende
  atto.
   Si riprende l'esame dell'articolo 28, in precedenza accantonato.
   Si  è deciso di riformulare l'articolo. Comunico che il Governo ha
  presentato  due emendamenti, il 28.10 e il già citato  28.9,  dando
  parere favorevole all'abrogazione del comma 7, quindi al 28.8.
   Si passa all'emendamento 28.10. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 28.9. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, gli emendamenti 28.4, 28.5, 28.6 e 28.7  sono
  preclusi.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  ha  messo  in  votazione   anche
  l'emendamento 28.8?

   PRESIDENTE.  No,  lo  sto  ponendo ai  voti  adesso.  Ricordo  che
  sull'emendamento 28.8 c'è un parere favorevole del Governo.

   CRACOLICI.  Se  è  favorevole, da domani, quale  piano  regolatore
  vige?

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma  7
  ha sollevato una perplessità che, personalmente, condivido soltanto
  in  ordine  all'ultima frase, quella nella quale il Collegio  della
  Regione detta norme in ordine alla durata dei vincoli. Consiglio di
  abrogare  solo  queste parole, mantenere il  comma  7  così  com'è,
  perché può sembrare superfluo ma male non fa  Togliamo soltanto  la
  parte  relativa  alla proroga dei vincoli su cui noi  non  possiamo
  legiferare.

   PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, lei dice di lasciare il comma
  7  fino  alle  parole    per  le  aree  di  sviluppo  industriale .
  Rimangono   in  vigore  i  piani  regolatori,  cioè  lo   strumento
  urbanistico.
   Comunico  che il Governo ha presentato un subemendamento,  28.7.1,
  all'emendamento 28.7 che recita abolire le parole  i cui vincoli in
  corso di scadenza restano efficaci fino al 31 dicembre 2012 .
   Pongo,   pertanto,   in   votazione  il   subemendamento   28.7.1,
  soppressivo dell'ultima frase. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  28.8. Assessore,  abbiamo  cassato  le
  parole  i cui vincoli in corso di scadenza restano efficaci fino al
  31 dicembre 2012 . Pertanto il comma 7 rimane nella parte restante.
   Pongo in votazione l'emendamento 28.8. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Il  comma  7 rimane pertanto formulato fino alle parole   sviluppo
  industriale .
   Pongo in votazione l'articolo 28, nel testo risultante.

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 28

   INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento, dagli onorevoli Beninati, Bufardeci, Cascio  Salvatore,
  Cordaro, D'Asero, Leontini, Limoli, Maira, Mancuso e Scoma,   indìco
  la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 28.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte   alla  votazione:  Adamo,  Ammatuna,   Apprendi,
  Ardizzone,  Arena,  Aricò, Beninati, Bonomo,  Bufardeci,  Buzzanca,
  Cappadona,  Caputo, Catalano, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici,
  Cristaudo,  D'Asero,  De  Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di
  Guardo,  Di  Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Formica,  Galvagno,
  Gentile,  Giuffrida, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza  Nicola,
  Leontini,  Limoli,  Lo  Giudice, Lupo, Maira,  Mancuso,  Marinello,
  Marziano,  Mattarella, Musotto, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,
  Picciolo,   Ragusa,   Raia,  Rinaldi,  Savona,   Scoma,   Speziale,
  Torregrossa.

   Congedi:  Barbagallo,  Calanducci, Currenti, D'Agostino,  Falcone,
  Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            58
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          34
   Contrari            22

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                             «Articolo 30
                Assegnazione dei terreni e dei rustici

   1.  Le  istanze per l'assegnazione ed il successivo  acquisto  dei
  terreni  e dei rustici sono presentate all'Istituto per il  tramite
  degli  uffici periferici di competenza i quali provvedono ogni  tre
  mesi  agli  adempimenti  di  cui al presente  articolo,  attraverso
  l'indizione di procedure ad evidenza pubblica.
   2.  Gli  uffici  periferici  provvedono,  entro  i  trenta  giorni
  successivi   alla  scadenza  di  ogni  trimestre,  a  formare   una
  graduatoria    approvata   con   delibera    del    Consiglio    di
  amministrazione, di cui è data comunicazione agli interessati.
   3. Nello stesso termine e con le stesse modalità di cui al comma 2
  sono  adottati  eventuali provvedimenti motivati di  rigetto  delle
  istanze.
   4.  Entro  i trenta giorni successivi chiunque ne abbia  interesse
  può  proporre  ricorso avverso la graduatoria di  cui  al  comma  2
  all'Assessore  regionale  per le attività  produttive,  che  decide
  entro  i  successivi venti giorni, decorsi i quali  il  ricorso  si
  intende rigettato.
   5.  Nella  formazione  della graduatoria si tiene  conto,  dandone
  evidenza   nel   relativo   avviso   pubblico,   della   conformità
  dell'iniziativa  agli indirizzi fissati dalle linee  guida  di  cui
  all'articolo  25  ed  al  programma di  cui  all'articolo  27,  dei
  riflessi  sull'occupazione diretta ed indiretta degli  investimenti
  previsti ed infine dei finanziamenti già ottenuti.
   6.  Gli  operatori  economici che abbiano  subito  danni  ai  beni
  immobili  strumentali all'esercizio dell'impresa, tali  da  rendere
  detti  immobili  inutilizzabili, in esito  ad  attentati  o  azioni
  criminose  messe  in  atto  dalla criminalità  organizzata,  e  che
  abbiano   reso  denuncia  all'autorità  competente,       risultano
  preferiti  nell'assegnazione provvisoria, anche a titolo  gratuito,
  di  aree,  terreni, rustici o infrastrutture di cui  alla  presente
  legge.
   7.  Fermo restando quanto disposto dai commi 5 e 6, sono preferite
  nell'assegnazione  delle  aree  le  piccole  e  medie  imprese  che
  presentano più elevati indici di occupazione.
   8.  Gli  atti di vendita dei terreni e dei rustici, il cui  prezzo
  non  può comunque essere inferiore ai costi sostenuti dall'Istituto
  per  l'esproprio dell'area e per le eventuali opere ivi realizzate,
  prevedono   l'impegno  dell'impresa  acquirente  di  mantenere   la
  destinazione dell'insediamento all'attività produttiva indicata con
  l'istanza  per  un  periodo non inferiore  a  cinque  anni,  nonché
  termini  perentori  per  l'inizio  e  la  fine  dei  lavori   dello
  stabilimento; tali termini possono essere prorogati, una sola volta
  e per non più di diciotto mesi, con delibera motivata del Consiglio
  di  amministrazione, in caso di comprovata impossibilità  obiettiva
  dell'impresa  di  rispettarli  e  solo  allorquando  i  lavori   di
  costruzione  dello  stabilimento siano già iniziati.  Gli  atti  di
  vendita dei terreni prevedono, altresì, espressamente la condizione
  risolutiva del contratto in caso di mancato rispetto degli  impegni
  e dei termini suddetti.
   9.  Nel  caso di progetti di investimento di pubblica  utilità,  i
  termini di cui al comma precedente sono prorogati di 24 mesi.
   10. Trascorsi cinque anni dalla stipula degli atti di cui al comma
  8,  ovvero  anche antecedentemente nelle ipotesi di  comprovati  ed
  anomali  andamenti  del mercato, su motivata istanza  dell'impresa,
  l'Istituto  può  consentire il mutamento  della  destinazione  data
  all'insediamento con l'istanza di cui al comma 1. In  caso  di  non
  accoglimento  della  istanza dell'impresa  la  stessa  mantiene  la
  medesima  destinazione  pena la risoluzione  dell'atto  di  vendita
  secondo le modalità di cui al comma 11.
   11. Al verificarsi della condizione risolutiva di cui al comma 8 e
  fermo  restando  quanto previsto dal comma  10,  con  delibera  del
  Consiglio  di  amministrazione,  sono  attivate  le  procedure  per
  l'accertamento  della risoluzione del contratto  di  vendita  e  la
  restituzione  all'impresa acquirente di una somma pari  al  75  per
  cento del corrispettivo pagato».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole  Leontini  gli
  emendamenti da 30.1 a 30.12 e dal Governo, 30.13 e 30.14.
   Si passa all'emendamento 30.1. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.2. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.3. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.4. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.5. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.6. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.7. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.8.  Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.9. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.10. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.
   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.11. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 30.12. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  30.13 del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della Commissione e relatore.  Favorevole,  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  30.14 del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CAPUTO,  presidente  della Commissione e relatore.  Favorevole,  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 30, nel testo  risultate.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    (Votano contro i deputati dei Gruppi  PID ,  PDL  e  Forza del
                                 Sud )

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                             «Articolo 31
                Oneri per urbanizzazione e costruzione

   1.  Gli  oneri  di  urbanizzazione e costruzione,  previsti  dalle
  vigenti leggi in materia di urbanistica ed edilizia, relativi  alla
  realizzazione  di insediamenti produttivi nelle aree  di  cui  alla
  presente legge, non sono dovuti».

   Comunico  che  sono stati presentati dall'onorevole  Leontini  gli
  emendamenti 31.1 e 31.2 e ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico,  altresì,  che  sono stati presentati  dal  Governo  gli
  emendamenti 31.3 e 31.4.
   Si passa all'emendamento 31.4. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa  all'emendamento 31.3. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 31, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                             «Articolo 32
      Esecuzione delle opere. Gestione delle infrastrutture e dei
                                servizi

   1.  L'Istituto,  anche  per  il tramite degli  uffici  periferici,
  provvede alla progettazione ed esecuzione delle opere e dei servizi
  di  cui  alla  presente legge. Si applica per  i  servizi,  per  le
  forniture e per i lavori, il decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
  163 e successive modifiche ed integrazioni.
   2.  La gestione delle infrastrutture e dei servizi destinati  alle
  aree di cui al comma 2 dell'articolo 1, spetta all'Istituto per  il
  tramite  degli  uffici periferici. Il Consiglio di  amministrazione
  approva  un  regolamento  che detta le modalità  di  corresponsione
  delle quote di cui all'articolo 13, lettera g).
   3. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive
  è  approvato  il  regolamento di cui al  comma  2  e  sono  altresì
  individuati,  ove  le  quote di cui all'articolo  13,  lettera  g),
  dovessero  essere  in relazione ad ogni specifico servizio  fornito
  alle  imprese inferiori al prezzo congruo di mercato, gli eventuali
  regimi di aiuti da concedere in esenzione ai sensi, alle condizioni
  e  limiti  previsti  dal regolamento (CE) n.  800  del  2008  della
  Commissione  del  6 agosto 2008, pubblicato in GUCE  L  214  del  9
  agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con
  il  mercato  comune  in applicazione degli articoli  87  e  88  del
  Trattato  (regolamento  generale di  esenzione  per  categoria),  i
  regimi  di  aiuti  da  notificare ai sensi  degli  orientamenti  in
  materia  di  aiuti di Stato a finalità regionale 2007/2013  (2006/C
  54/08),  ovvero i regimi di aiuto da concedere in 'de  minimis'  ai
  sensi  del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione  del  15
  dicembre 2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88  del
  Trattato agli aiuti di importanza minore».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dall'onorevole Leontini gli emendamenti: 32.1, 32.2, 32.3, 32.4;
   - dal Governo: 32.5.

   Gli   emendamenti  32.1,  32.2,  32.3  e  32.4    sono   ritirati.
  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa, quindi, all'emendamento 32.5.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  quest'Aula
  possiamo approvare tutto. All'articolo 31, c'è un emendamento, 31.3
  Gov,  che è arrivato talmente celermente che non c'è stato il tempo
  di  approfondirne  i  contenuti... Ero rimasto all'emendamento  del
  Governo  recante  la  parola  dimezzati . Onorevoli  colleghi,  già
  l'abbiamo  approvato  ma  qui c'è un serio problema   L'emendamento
  recita, infatti:  Nel caso di insediamenti realizzati da imprese di
  costruzioni  e/o  immobiliari  . Non so  cosa  voglia  dire  questa
  parola.  E,  poi, ancora:  nonché di quelli destinati all'esercizio
  delle  attività commerciali . Premesso che nelle ASI la  prevalenza
  industriale  non  è  commerciale, qui stiamo  facendo  qualcosa  di
  differente,  che  con le aree ASI c'entra molto poco   Parliamo  di
  società immobiliari e di attività commerciali  Non so se nelle  ASI
  la prevalenza sia questa

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'emendamento 32.5.  Il  parere
  della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    (Votano contro i deputati dei Gruppi  PID ,  PDL  e  Forza del
                                 Sud )

   Pongo  in  votazione l'articolo 32, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    (Votano contro i deputati dei Gruppi  PID ,  PDL  e  Forza del
                                 Sud )
   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                             «Articolo 33
             Attivazione dei nuovi insediamenti produttivi

   1.  Al  fine  di  assicurare l'esercizio unitario  delle  funzioni
  amministrative all'interno delle aree di competenza   dell'Istituto
  e   la  conseguente semplificazione del procedimento per  le  nuove
  iniziative,   le   funzioni  relative  all'attivazione   di   nuove
  iniziative produttive, nell'ambito delle aree di cui alla  presente
  legge, già affidate ai comuni ai sensi degli articoli 36 e 37 della
  legge   regionale   15   maggio  2000,  n.  10,   sono   esercitate
  dall'Istituto,  per  il  tramite degli uffici  periferici,  secondo
  quanto  stabilito dai citati articoli 36 e 37 della legge regionale
  15 maggio 2000, n. 10.
   2.   Ai   fini   del   rilascio  dell'autorizzazione   unica   per
  l'attivazione di nuove iniziative produttive nell'ambito delle aree
  di   cui  alla  presente  legge  si  applicano  le  norme  di   cui
  all'articolo 10 della legge regionale 10 maggio 2011, n. 5. Per  le
  finalità  di cui al precedente comma, l'Istituto adotta un  proprio
  disciplinare  tecnico  con il quale sono  definite  la  modulistica
  unificata e la standardizzazione degli allegati, promuovendo intese
  con  i  Comuni  interessati  e  con  gli  altri  soggetti  pubblici
  interessati ai procedimenti.
   3.  Nell'ipotesi di cui all'articolo 5 del D.P.R. 20 ottobre 1998,
  n. 447 e successive modifiche ed integrazioni, l'eventuale variante
  anche  al piano regolatore dell'area, è approvata dal Consiglio  di
  amministrazione  dell'Istituto entro  quarantacinque  giorni  dalla
  trasmissione  della relativa proposta di delibera  di  variante  da
  parte  dell'ufficio  periferico. Trascorso  infruttuosamente  detto
  termine,   si   procede  senza  diffida  ai  sensi  del   comma   1
  dell'articolo 22 della presente legge.
   4.  Nell'ambito  delle  funzioni  di  cui  al  presente  articolo,
  l'Istituto,  per il tramite dell'ufficio periferico,  è  competente
  altresì   al  rilascio  del  titolo  edilizio  richiesto   per   la
  realizzazione del nuovo insediamento produttivo il quale è conforme
  alla normativa urbanistica ed edilizia vigente.
   5.  In  ogni caso, esclusa l'ipotesi di cui al comma 3,  trascorsi
  sessanta  giorni dalla presentazione dell'istanza per  il  rilascio
  dell'autorizzazione  unica,  l'operatore  economico   istante   può
  inviare una dichiarazione di inizio attività con la quale dichiara,
  tra  l'altro, che trascorsi ulteriori trenta giorni dalla ricezione
  della  predetta  dichiarazione  da parte  dell'ufficio  periferico,
  avvia  le  attività  oggetto di richiesta di  autorizzazione  unica
  attestando  la  conformità dell'intervento a tutte le  prescrizioni
  vigenti,  siano esse normative, regolamentari e di piano. Trascorso
  tale  ultimo  termine, l'autorizzazione unica s'intende tacitamente
  rilasciata.
   6.  L'Istituto ha facoltà, per il tramite dell'ufficio  periferico
  competente,   di   adottare motivato provvedimento  di  diniego  al
  rilascio  dell'autorizzazione unica  entro  il  termine  di  trenta
  giorni  dalla  ricezione della dichiarazione di  cui  al  comma  5,
  ovvero,   trascorso  tale  termine,  di  revocare   e/o   annullare
  l'autorizzazione  tacitamente rilasciata ordinando  contestualmente
  l'immediata  sospensione dell'attivit�� e segnalando la  circostanza
  alla  competente  autorità giudiziaria in caso  di  non  conformità
  dell'intervento alle prescrizioni vigenti».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dall'onorevole  Leontini: 33.3, 33.4, 33.5, 33.6,  33.7,  33.8,
  33.9;
   - dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi e Raia: 33.1;
   - dagli onorevoli Apprendi, Oddo, Marinello e Donegani: 33.2;
   - dal Governo: subemendamento 33.1.1.

   Si passa all'emendamento 33.3. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 33.3

   INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,  dagli onorevoli Bosco, Bufardeci, Buzzanca,  Lentini,
  Leontini, Maira, Mancuso, Scoma e Sulsenti, indìco la votazione per
  scrutinio segreto dell'emendamento 33.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte   alla  votazione:  Adamo,  Ammatuna,   Apprendi,
  Ardizzone,   Arena,  Aricò,  Beninati,  Bonomo,  Bosco,  Bufardeci,
  Cappadona,  Caputo, Cimino, Colianni, Corona, Cracolici, Cristaudo,
  D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Mauro, Faraone,
  Federico,   Ferrara,   Formica,   Galvagno,   Gentile,   Gucciardi,
  Incardona,  Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Leontini,  Limoli,  Lo
  Giudice,  Lupo,  Maira,  Mancuso, Marinello, Marziano,  Mattarella,
  Musotto,  Panarello,  Panepinto,  Parlavecchio,  Picciolo,  Ragusa,
  Raia,  Rinaldi,  Ruggirello,  Savona,  Scoma,  Speziale,  Sulsenti,
  Torregrossa.

   Congedi:  Barbagallo,  Calanducci, Currenti, D'Agostino,  Falcone,
  Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            58
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          30
   Contrari            26
   Astenuto        ..    1

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, l'articolo 33 è abrogato e decadono  pertanto
  tutti  gli emendamenti ad esso presentati. A questo punto, dobbiamo
  sospendere  l'Aula per qualche minuto per capire  le  ricadute  sul
  disegno di legge.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo il rinvio in Commissione  del
  disegno di legge perché credo che il testo, così come è fatto,  non
  possa essere più nelle condizioni di proseguire l'iter in Aula.
   Sospendiamo la trattazione - almeno questa è la mia proposta -  si
  riporti  il  testo  in Commissione e vediamo di  ripartire  da  lì,
  perché  credo  che  non possiamo consentirci  di  fare  danni  alle
  persone, al sistema normativo...

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, il problema è  anche  di  natura
  tecnica,  perché  il  rinvio in Commissione potrebbe  avvenire  per
  quanto riguarda la parte restante, cioè gli ultimi cinque articoli.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'articolo  poc'anzi cassato pone una questione  di  procedibilità,
  perché il disegno di legge era organizzato in un sistema che vedeva
  lo  scioglimento dei consorzi, la riduzione delle centrali di spesa
  e,  ovviamente, una gestione liquidatoria che è essenziale  per  la
  continuazione   delle  attività  inerenti  gli   enti   attualmente
  esistenti.
   L'avere  soppresso questo articolo pone una questione problematica
  in ordine a quelle che sono le attività che debbono essere poste in
  essere da parte dei consorzi, che da un lato dichiariamo decaduti e
  dall'altro  non  ci  poniamo la questione  di  come  consentire  il
  prosieguo   delle   attività   e,  quindi,  la  relativa   gestione
  liquidatoria, che fra l'altro questo articolo prevedeva  anche  nei
  termini  di  una   gestione stralcio  di  tutte  le  tematiche  che
  riguardano i consorzi. Si pone ora una questione di efficienza  del
  dispositivo legislativo.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono un po' confuso
  perché  ho  sentito l'intervento dell'onorevole  Cracolici  che  ha
  chiesto di rimandare in Commissione il disegno di legge.
   Ma  l'onorevole  Cracolici  è rappresentante  di  un  partito  che
  appoggia il Governo
   E' una giornata che siamo qui per cercare di portare avanti questo
  disegno  di legge, l'assessore Venturi ha cercato di spiegarci,  in
  tutte le forme, che si trattava di un disegno di legge importante.
   Vi  chiedo  scusa,  forse perché sono alla  mia  prima  esperienza
  parlamentare, ma non sto capendo completamente più nulla  Assessore
  Venturi, per la stima che ho della sua persona, per il fatto che la
  ritengo  una persona davvero preparata e capace, penso che lei  non
  debba  rimanere  nemmeno  più un altro minuto  in  questo  Governo,
  perché  nel  momento in cui la sua stessa maggioranza  boccia,  col
  voto  segreto, un articolo che è fondamentale per la stessa  norma,
  allora  c'è qualche cosa che non funziona, c'è qualche cosa che  ci
  deve  far  riflettere, perché non siamo in Aula il 3 di agosto  per
  perdere tempo
   Rimandare  adesso  il  testo in Commissione  significa  che  siamo
  veramente allo sbando
   Il  capogruppo del Partito Democratico, sol perché l'Aula  sovrana
  ha  espresso un voto in maniera assolutamente legittima, interrompe
  quello che ci hanno raccontato fino ad ora, sostenendo di annullare
  tutto, dicendo che abbiamo scherzato, abbiamo giocato, che è meglio
  rimandare tutto in Commissione  E' evidente che questo è il segnale
  che  l'assessore Venturi non può rimanere in questo  Governo,  e  a
  questo  punto  non  è più un caso l'atteggiamento  del  Governatore
  rispetto  alla  posizione  del direttore generale  dell'assessorato
  alle  attività  produttive. Però, fate attenzione, perché  qui  noi
  parliamo  di aziende, parliamo di imprese, parliamo di cose  serie
  Allora,  riunitevi  per l'ultima volta, vedete  quello  che  dovete
  fare,  fateci  sapere come volete andare avanti, perché  continuare
  con  questo  spettacolo  è davvero un atteggiamento  indegno  e  da
  irresponsabili.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vi è  una  proposta  formale  di
  rinvio in Commissione. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.38, è ripresa alle ore 21.48)

   La seduta è ripresa.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver  letto
  con attenzione l'articolo che è stato cassato, intendo ritirare  la
  precedente richiesta di rinvio in Commissione del disegno di legge.
   Si  tratta  di  un  articolo che, sostanzialmente,  accelerava  le
  procedure,   dimezzava  i  tempi,  e  di  molto,  sulle   procedure
  amministrative,  una  norma  sostanzialmente  di  snellimento.  Noi
  abbiamo oggi le norme generali che disciplinano la materia, e credo
  che, comunque, in assenza di norma specifica, si applicano le norme
  generali dell'Amministrazione pubblica.
   Certo,  potevamo fare un lavoro più efficace, ne prendiamo atto...
  Spero   che  ci  si  fermi  qui,  su  un  elemento  che  io  chiamo
   responsabilità . Stiamo cercando di fare una legge  che  favorisca
  l'insediamento  delle  imprese in Sicilia  nelle  aree  produttive:
  pertanto, suggerirei a tutti di avere il massimo rigore. Siamo agli
  ultimi  articoli,  poi  qualche emendamento  aggiuntivo:  a  questo
  punto, andiamo avanti nei lavori e proviamo ad approvare il disegno
  di legge nel migliore dei modi.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo  conto
  che   forse   l'intervento  dell'onorevole  Scilla   abbia   potuto
  sollecitare  un  sentimento di appartenenza e di  sostegno  ad  una
  maggioranza,  ma io ritengo legittima l'osservazione dell'onorevole
  Scilla e vorrei che si evidenziasse una cosa, onorevole Cracolici.
   Lei  poco  fa  ha  fatto  un intervento che era  intellettualmente
  onesto,  cioè  che  è  un  impianto di legge  ormai  destrutturato,
  disabilitato  rispetto alla funzione per la quale  la  proposta  di
  legge stessa è stata pensata e portata in quest'Aula.
   Io  preferisco l'onorevole Cracolici di qualche minuto fa,  quello
  che,  con onestà intellettuale, è venuto a dire che c'è un impianto
  della legge che non funziona e non l'onorevole Cracolici che ora  è
  intervenuto, perché in questo modo non facciamo una buona legge, ma
  una  legge che non potrà certamente essere applicata, una legge che
  non  potrà  comunque  -  anche se io non  li  condivido  -  neanche
  raggiungere gli obiettivi che vi siete preposti; una legge, quindi,
  che  non  servirà a nulla, una legge che complicherà anche la  vita
  nelle  aule  giudiziarie, una legge che complicherà la  vita  della
  ASI, una legge che complicherà il nostro ordinamento giuridico, una
  legge  che,  se dovesse valutarla il Comitato per la qualità  della
  legislazione, di cui vedo il Presidente, dovrebbe dare un  giudizio
  certamente non positivo
   E,  allora, perché insistere? Perché continuare? Il dubbio, per me
  che ho sempre sostenuto questa tesi, è che ancora si insiste perché
  bisognerà  commissariare quelle ASI dove non c'è una rappresentanza
  dell'attuale  maggioranza  che sostiene questo  Governo,  bisognerà
  accentrare   il   potere,  bisognerà  gestire:   ecco,   questo   è
  l'obiettivo
   Se,  invece, si vuole fare una buona legge, se si deve rendere  un
  vero servizio alle nostre imprese, alla nostra industria siciliana,
  io   penso  che  lo  stesso  onorevole  Cracolici  debba  sostenere
  nuovamente  quella sua prima impostazione, cioè che questo  disegno
  di  legge  non  possa  essere votato e  deve,  quindi,  tornare  in
  Commissione.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                             «Articolo 34
                          Disposizioni finali

   1.  A  decorrere  dalla data di entrata in vigore  della  presente
  legge,  sono soppressi e sono posti in liquidazione i Consorzi  per
  le   aree  di  sviluppo  industriale  esistenti,  che  assumono  la
  denominazione di  Consorzio per le aree di sviluppo industriale  in
  liquidazione'.
   2.  Trascorso infruttuosamente il termine di cui all'articolo  36,
  comma 3, i rapporti attivi e passivi dei soppressi Consorzi per  le
  aree  di sviluppo industriale transitano in un'apposita gestione  a
  contabilità  separata  presso  l'Istituto  tale  da  garantire   ed
  assicurare  l'assoluta  distinzione delle masse  patrimoniali,  dei
  rapporti  di  credito e delle passività di ogni  singolo  Consorzio
  soppresso, e ciò sino alla definitiva chiusura delle operazioni  di
  liquidazione. Le gestioni separate di ogni singola liquidazione  di
  cui  al  presente  comma  sono  amministrate  previo  controllo   e
  vigilanza  dell'Assessorato regionale delle attività produttive  e,
  per   i   profili  tecnico-contabili,  dell'assessorato   regionale
  dell'economia, ai fini della celere conclusione delle operazioni di
  liquidazione, dal direttore generale dell'Istituto.
   3.  I  beni immobili già facenti parte del patrimonio dei suddetti
  consorzi,  non  strumentali all'organizzazione ed al  funzionamento
  degli   stessi,  nonché  i  capannoni  industriali  ed   i   centri
  direzionali  individuati  a seguito dell'attività  di  ricognizione
  effettuata dai commissari nominati ai sensi dell'articolo 36,  sono
  acquisiti   al   patrimonio  della  Regione,  che   provvede   alla
  alienazione nelle forme legislative vigenti in materia.
   4.  I proventi derivanti dalla alienazione del suddetto patrimonio
  sono  destinati  al ripiano delle situazioni debitorie  discendenti
  dalla  gestione liquidatoria alla quale il bene era originariamente
  destinato.
   5.  Gli  eventuali proventi che residuano dalla chiusura  di  ogni
  singola  gestione  separata di cui al comma 1 sono  destinati  alla
  copertura dei saldi passivi di liquidazione intestati alle  residue
  gestioni separate ancora in essere.
   6.  In esito alla chiusura delle operazioni di cui al comma 2, con
  successiva  legge  della  Regione si provvederà  a  determinare  la
  destinazione  degli eventuali residui attivi ovvero a  reperire  le
  necessarie   disponibilità   per  la  copertura   delle   passività
  accertate.
   7.  L'Istituto,  entro quattro mesi dall'entrata in  vigore  della
  presente legge, approva la propria pianta organica. Il personale  a
  tempo indeterminato di cui al comma 2, lettera a) dell'articolo 36,
  assunto   mediante  procedura  ad  evidenza  pubblica,  ovvero   in
  applicazione  di disposizioni di legge, in esubero a  detta  pianta
  organica,  viene  posto in mobilità ai sensi degli  articoli  33  e
  seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
  modifiche ed integrazioni».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -  dall'onorevole  Leontini: 34.17, 34.16,  34.18,  34.19,  34.20,
  34.21, 34.22, 34.23, 34.24;
   - dall'onorevole Maira: 34.15;
   - dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti, Gentile: 34.4;
   - dall'onorevole Fiorenza: 34.5;
   - dagli onorevoli Di Mauro e Musotto: 34.6;
   - dagli onorevoli Corona, Leontini, Mancuso, Limoli e Torregrossa:
  34.3;
   -  dagli  onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e  Incardona:
  34.9, 34.8;
   -  dagli onorevoli Apprendi, Oddo, Marinello e Donegani: 34.1  (II
  parte);
   - dagli onorevoli Galvagno, Barbagallo, Ammatuna e Termine: 34.14;
   - dagli onorevoli Musotto e Leanza Nicola: 34.7;
   - dagli onorevoli Bufardeci e Cimino: 34.10;
   - dagli onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Greco: 34.12;
   - dagli onorevoli Raia, Faraone, Marinello e Digiacomo: 34.2;
   - dall'onorevole Cracolici: 34.11;
   - dagli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna: 34.13;
   - dal Governo: 34.25, 34.26.

   Si passa all'emendamento 34.17.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Comunico che l'emendamento
  34.15 è precluso.
   Gli  emendamenti  34.4, 34.5, 34.6 e 34.16 sono  improcedibili  in
  quanto  privi  di  copertura finanziaria e recanti parere  negativo
  della Commissione Bilancio.
   Si passa agli emendamenti 34.18 e 34.19.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 34.3. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  34.25 del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 34.20.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 34.9. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa agli emendamento 34.21, 34.22, 34.23 e 34.24.

   LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  34.1 (II parte).

   APPRENDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  34.14,    dell'onorevole    Galvagno,   di    identico    contenuto
  all'emendamento 34.7.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    nella
  formulazione  dell'articolo 34, la pianta organica del  nuovo  Ente
  viene   formata  solamente  con  il  personale  assunto   a   tempo
  indeterminato.  Manteniamo  fuori, quindi,  il  personale  a  tempo
  determinato  e,  con  esso,  anche gli  articolisti   stabilizzati,
  tanto  per  fare  un  esempio.  Inoltre,  Assessore,  l'emendamento
  prevede  la  mobilità dopo due anni, il che sta a  significare  che
  mettiamo in atto un meccanismo per cui, gente che lavora da venti o
  da  trent'anni, potrebbe essere licenziata anche dopo due  anni  di
  mobilità.
   Le   chiedo,  pertanto,  Assessore,  di  voler  esprimere   parere
  favorevole all'emendamento.

   PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione l'emendamento  34.14
  e 34.7. Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Sono approvati)

   Comunico che i restanti emendamenti sono preclusi ad eccezione del
  34.8.
   Si passa, quindi, all'emendamento 34.8, dell'onorevole Bufardeci.
   Il parere della Commissione?

   CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 34, nel testo risultante.

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 34

   INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento, dagli onorevoli Beninati, Bosco, Bufardeci,  Buzzanca,
  Formica,  Leontini,  Maira, Mancuso, Nicotra e  Scilla,  indìco  la
  votazione per scrutinio segreto dell'articolo 34.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Prendono   parte   alla  votazione:  Adamo,  Ammatuna,   Apprendi,
  Ardizzone,   Arena,  Aricò,  Beninati,  Bonomo,  Bosco,  Bufardeci,
  Buzzanca,  Campagna, Cappadona, Caputo, Cascio  Salvatore,  Cimino,
  Colianni,  Cordaro,  Corona,  Cracolici,  Cristaudo,  D'Asero,   De
  Benedictis,  Di  Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di  Mauro,  Dina,
  Federico,   Ferrara,   Formica,   Galvagno,   Gentile,   Giuffrida,
  Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Leontini, Limoli,  Lo
  Giudice,  Lupo,  Maira,  Mancuso, Marinello, Marziano,  Mattarella,
  Musotto,  Nicotra,  Panarello, Panepinto,  Parlavecchio,  Picciolo,
  Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scilla, Vinciullo.

   Congedi:  Barbagallo,  Calanducci, Currenti, D'Agostino,  Falcone,
  Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese, Termine.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            61
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          29
   Contrari            31

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  L'articolo  34  è pertanto  soppresso.  La  seduta  è
  sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.00, è ripresa alle ore 22.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  per  consentire  l'inserimento
  all'ordine   del  giorno  dell'altro  disegno  di  legge,   recante
  interventi  urgenti per lo sviluppo imprenditoriale  e  il  settore
  della  formazione, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 3 agosto
  2011, alle ore 22.35, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione del disegno di legge:
    Interventi urgenti per lo sviluppo imprenditoriale ed il  settore
  della formazione.  (n. 724-Norme stralciate/A)

                   La seduta è tolta alle ore 22.31

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO DI LEGGE NN. 605-242-362-577/A  COSTITUZIONE DELL'ISTITUTO
  REGIONALE PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

     All'articolo 24:

   Emendamento 24.10:

  Il comma 1 dell'art. 24 è interamente sostituito dal seguente:

   1.   Gli   uffici   periferici,  nell'ambito   delle   linee   di
  programmazione  e  di interveto dettate dall'Istituto,  provvedono
  all'istruttoria  delle  istanze  volte  ad  avviare  o,  comunque,
  realizzare,   continuare,   modificare,   implementare    attività
  imprenditoriali nell'ambito delle rispettive aree di competenza in
  relazione  alle  previsioni di cui all'articolo 33.  Il  dirigente
  della  struttura  intermedia presso l'Ufficio  periferico,  o  suo
  delegato,  salvo  quanto previsto dall'articolo  25,  comma  6,  è
  componente  di diritto della conferenza di servizi convocata dallo
  sportello  unico  per le attività produttive di  cui  al  comma  1
  dell'articolo  33  ovvero  alle altre conferenze  di  servizi  e/o
  procedimenti   decisori   previste  da   specifiche   disposizioni
  normative .

     All'articolo 25:

   Emendamento 25.2.1:

  Le parole del comma 3 dell'articolo 25 da  possono essere invitati
  a  finalità di cui al comma 2
  sono sostituite dalle seguenti:

   sono  invitati  i rappresentanti degli enti locali territoriali  i
  cui territori ricadono nelle aree oggetto
  della conferenza; possono altresì essere invitati, su richiesta,  i
  rappresentanti dei soggetti portatori
  di interessi diffusi inerenti alle finalità di cui al comma 2 .

   Emendamento 25.11.1:

  All'art. 25 sono apportate le seguenti modifiche:

    -al primo comma il periodo da  Al fine di coordinare  a  apposita
       direttiva  è sostituito dal seguente:  La Giunta regionale, su
       proposta dell'Assessore regionale per le attività produttive, al
       fine di coordinare le scelte di politica economica ed industriale,
       entro il 30 novembre di ogni anno e con riferimento al triennio
       successivo,  approva il piano  e le parole  Con  la  predetta
       direttiva  sono sostituite con le parole  Con il predetto piano ;

  -al secondo comma sostituire l'espressione  nella formulazione
  degli indirizzi  con  nella formulazione del piano
  -al quarto comma la parola  direttiva  è sostituita con la parola
  Spiano ;
  -al quinto comma il primo periodo da  Esaurite  a  adotta la
  direttiva di cui al comma 1  è soppresso e le parole da  per
  l'adozione della direttiva  sono così sostituite:  per la
  predisposizione del piano .
  -al sesto comma le parole  La direttiva  sono sostituite dalle
  parole  Il piano .

           Emendamento 25.10:

  Il comma 6 dell'art. 25 è interamente sostituito dal seguente:

   6. Il piano di cui al comma 1 individua altresì quegli interventi
  definiti  strategici per la Regione la cui relativa istruttoria  è
  di   competenza   dell'Istituto  in  deroga  a   quanto   disposto
  dall'articolo  24.  In tali ipotesi componente  di  diritto  delle
  conferenze di servizi è il direttore generale dell'Istituto o  suo
  delegato .

     All'articolo 26:

   Emendamento 26.1:

  L'articolo è abrogato.

     All'articolo 27:

   Emendamento 27.5:

  La lettera c) del comma 1 è abrogata.

   Emendamento 27.9:

  All'articolo 27, comma 1, dopo le parole  di cui all'articolo  25
  sono  aggiunte  le  seguenti  sentiti i Comuni nei  cui  territori
  ricadono le aree industriali interessate.

   Emendamento 27.8:

  All'art. 27 dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

   4.  In  linea con le previsioni dettate dal programma di  cui  al
  comma  1, l'Istituto predispone ed approva il piano triennale  dei
  lavori pubblici ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale  12
  luglio  2011,  n.  12  e successive modifiche ed  integrazioni  in
  quanto applicabile .

     All'articolo 28:

   Emendamento 28.10:

  Al  comma  1 dell'articolo 28, dopo le parole  competente  ufficio
  periferico  aggiungere le parole  e sentiti i comuni interessati .

   Emendamento 28.9:

  All'articolo 28, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:

   2  bis.  La  delibera di adozione del Piano regolatore  d'area  è
  trasmessa  ai  Comuni nei cui territori ricade l'area interessata.
  Entro  sessanta giorni dall'avvenuta ricezione, i Comuni esprimono
  il  loro parere indicando eventuali osservazioni. Trascorso  detto
  termine,   il   parere   si  intende  reso   positivamente   senza
  osservazioni.

  2  ter.  Il consiglio di amministrazione, valutate le osservazioni
  contenute  nei  pareri  di cui al comma  2  bis,  ove  ritenga  di
  accoglierle,  acquisendo  a tal fine il  parere  vincolante  della
  Consulta,  apporta  le conseguenti modifiche al  piano  regolatore
  d'area.  La  Consulta  esprime  il predetto  parere  entro  trenta
  giorni,   trascorsi   i   quali  il   parere   si   intende   reso
  positivamente .

   Emendamento 28.7.1:

  Al  comma  7  dell'articolo 28 sopprimere  le  parole  da   i  cui
  vincoli  fino a  2012 .

     All'articolo 30:

   Emendamento 30.13:

  All'articolo 30, comma 7, sostituire le parole  che presentano più
  elevati  indici di occupazione  con le seguenti  che si  impegnano
  ad operare con i più elevati indici di occupazione .

   Emendamento 30.14:

  All'articolo 30, comma 10, sostituire le parole  anomali andamenti
  del  mercato  con le seguenti  anomali od imprevisti andamenti del
  mercato, in relazione alla destinazione assegnata .

     All'articolo 31:

   Emendamento 31.4:

  Dopo la parola  legge  le parole  non sono dovuti  sono sostituite
  con  sono dimezzati .

   Emendamento 31.3:

  Aggiungere il seguente comma:

    Nel caso di insediamenti realizzati da imprese di costruzione e/o
  immobiliari,  nonché  quelli destinati  all'esercizio  di  attività
  commerciali, che abbiano lo scopo di rivendere o dare in  locazione
  i lotti anche edificati ad altre imprese, gli oneri di cui al comma
  precedente sono dovuti in misura intera .

     All'articolo 32:

   Emendamento 32.5

  All'articolo  32, il secondo periodo del primo comma è  sostituito
  dal seguente:

   Per  i  servizi,  forniture e lavori di competenza  dell'Istituto
  trova  applicazione la legge regionale 12 luglio  2011,  n.  12  e
  successive modifiche e integrazioni.

     All'articolo 33:

   Emendamento 33.3

  L'articolo 33 è abrogato.

     All'articolo 34:

   Emendamento 34.25

  Al comma 2 le parole  in un'apposita gestione  sono sostituite con
  le seguenti  in apposite gestioni .

  Al  comma 5 le parole  di cui al comma 1  sono sostituite  con  le
  seguenti  di cui al comma 2

   Emendamento 34.14 (di identico contenuto al 34.7)

  Sostituire il comma 7 con il seguente:

   7.  L'Istituto, entro quattro mesi dall'entrata in  vigore  della
  presente legge, approva la propria pianta organica. Il personale a
  tempo  indeterminato e determinato di cui al comma 2,  lettera  a)
  dell'art.  36,  assunto mediante procedura  ad  evidenza  pubblica
  ovvero in applicazione di disposizione di legge, in servizio  alla
  data  del 31 dicembre 2010, transita, anche in sovrannumero, nella
  nuova pianta organica dell'Ente. .