Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
SCOMA, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 276 e 277 del 2 agosto 2011 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
D'Agostino, Calanducci, Currenti, Marrocco, Barbagallo, Mineo,
Pogliese e Falcone per oggi; Termine, per oggi e per domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nota del Commissario dello Stato
relativa alla sospensione della carica di deputato regionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota prot.
1582/2/A1 del Commissario dello Stato, datata 28 luglio 2011,
protocollata al numero 6761/AulaPG del 2 agosto 2011, avente ad
oggetto, Sospensione dalla carica di deputato regionale Gaspare
Vitrano - articolo 15 legge n. 55/1990 :
In riscontro alla nota n. 006629/SEGRVERPOTPG del 26 luglio u.s.
si rappresenta che ai sensi dell'art. 15, comma 4 bis della L. n.
55/1990 e successive modifiche ed integrazioni, la sospensione
dalla carica consegue di diritto quando è disposta l'applicazione
di una delle misure coercitive di cui agli articoli 284 (arresti
domiciliari), 285 (custodia cautelare in carcere) e 286 (custodia
cautelare in luogo di cura) del codice di procedura penale.
Si soggiunge che il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 3 maggio 2011, con cui è stato decisa la sospensione
dalla carica di deputato regionale dell'Onorevole Gaspare Vitrano,
espressamente dispone che in caso di revoca del provvedimento
giudiziario la sospensione cessa a decorrere dalla data del
provvedimento stesso.
Onorevoli colleghi, come evidenziato nella citata nota n. 6629 di
questa Presidenza, si erano formulate richieste di chiarimento in
conseguenza dell'intervenuta sostituzione dell'originaria misura
cautelare a carico dell'on. Vitrano - misura richiamata nel
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri - con altra,
diversa, disposta dall'Autorità giudiziaria nei confronti dello
stesso deputato.
A detta nota ha dunque fatto séguito quella del Commissario
dello Stato testé letta, ragion per cui l'Assemblea - ai sensi e
per gli effetti di quanto previsto dall'art. 15, commi 4 ter e 4
quater, della legge n. 55/90 e dell'art. 3, ultima parte, della L.
30/94 - prende atto della comunicazione ufficiale di cui sopra.
Siffatta comunicazione è stata formalizzata, in riscontro alla
richiesta di questa stessa Presidenza, dal Commissario dello
Stato nella qualità di organo preposto al raccordo istituzionale
tra Autorità giudiziaria, Presidenza del Consiglio dei Ministri e
l'Assemblea regionale. Quest'ultima non può quindi che prenderne
atto ai sensi del citato articolo 15 L. 55/90.
Pertanto, a decorrere dalla data di revoca del provvedimento
giudiziario, come indicato nel decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, e confermato dal Commissariato dello Stato
per la Regione siciliana, cessa tanto la sospensione
dell'onorevole Gaspare Vitrano, quanto, contestualmente, la
supplenza dell'onorevole Salvino Pantuso.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta per consentire
l'aggiornamento del sistema elettronico di votazione.
(La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 16.50 ).
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Forzese e Cristaudo.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge .
Sull'ordine dei lavori
MUSOTTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MUSOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo formalmente
se si può procedere con un'inversione dei punti all'ordine del
giorno e discutere immediatamente l'assestamento di bilancio, norma
finanziaria che è fondamentale per la Regione siciliana, così da
discuterla, appunto, in brevissimo tempo.
Il Governo è qui presente, pertanto ribadisco se possiamo
procedere a quest'inversione dell'ordine giorno per poi discutere
il disegno di legge sulla riforma delle ASI.
PRESIDENTE. Onorevole Musotto, non avrei nulla in contrario ma la
Commissione Bilancio non ha ancora completato l'esame del testo,
per cui, come vede, la Commissione è tuttora in corso, essendo
stata autorizzata a riunirsi frattanto e, quindi, non ha ancora
definito il testo, non lo ha ancora votato; comunque non è un
problema, stasera dobbiamo esitare i due disegni di legge.
Possiamo cominciare, pertanto, con l'esame del disegno di legge
sulla riforma delle ASI per poi interrompere, non c'è un problema
pregiudiziale mancando i componenti la Commissione Bilancio,
ripeto, che sono ancora riuniti, me lo ha confermato adesso il
Vicepresidente Formica, preferirei procedere con il seguito
dell'esame del disegno di legge posto al numero 1) del II punto
all'ordine del giorno, recante la costituzione dell'Istituto
regionale per lo sviluppo delle attività produttive. Al momento
opportuno, ne sospenderemo l'esame per passare quindi
all'assestamento di bilancio.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
INCARDONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi tocca
sostenere, dall'opposizione, la richiesta che ha formulato
l'onorevole Musotto della maggioranza
Già dai lavori di ieri, infatti, è emerso che la proposta di legge
di riforma delle ASI è - e lo ribadisco ancora una volta - un
disegno di legge che merita degli approfondimenti.
Ieri l'assessore è stato di un candore disarmante, perché ha
ammesso che all'ASI di Caltanissetta ha nominato il proprio
segretario particolare a commissario e poi a presidente, qualcosa
del genere... Faremmo veramente un torto a questo Parlamento,
faremmo un torto alla Sicilia, ai siciliani, agli industriali della
Sicilia, continuando ancora con questo disegno di legge che è una
riforma che non viene incontro a quelle che sono le esigenze degli
stessi industriali siciliani
E' vero che ci sono i Consigli generali nelle ASI, che ospitano un
numero pletorico di componenti, ma è anche vero che se questa
riforma avesse voluto essere aderente a quelle che sono le esigenze
delle categorie industriali siciliane, avrebbe potuto pensare ad
una modifica dell'assetto, partendo proprio da un dato
territoriale, garantendo l'autonomia dei vari territori, garantendo
le esperienze dei vari territori e riducendo, magari, il numero dei
componenti i vari Consigli generali, i Consigli di
amministrazione
Insomma, si sarebbe potuti arrivare ad una riforma se il vero
obiettivo fosse stato quello di ridurre soltanto i costi della
politica e allora si sarebbe potuti pervenire, appunto, a una
proposta di riforma certamente diversa da quella che è stata
portata in Aula e che ora si sta sviluppando in Assemblea, non
divenendo l'originario obiettivo per cui il Governo l'ha esitata,
ma trasformandosi in un disegno di legge nuovo, diverso, un disegno
di legge che, quindi, ancora una volta, ritengo vada approfondito.
Per cui, signor Presidente, ritengo sia opportuno che la proposta
dell'onorevole Musotto venga innanzitutto accolta, perché io ho
ascoltato il Presidente della Regione, la settimana scorsa, in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari alla quale ho
partecipato in sostituzione del mio capogruppo, l'onorevole
Bufardeci: mi sembrava di ascoltare il presidente Obama, perché
c'era un parallelo - è vero che l'economia americana ha refluenze
anche qui da noi, come in tutto il mondo - ma da come parlava il
Presidente della Regione e da come sottolineava l'importanza di
procedere immediatamente alla manovra di assestamento, sembrava
quasi che ci fosse tra il Presidente degli Stati Uniti e il
Presidente della Regione siciliana una sorta di comunicazione
fatta per le vie brevi e veloci E, quindi, ho pensato che questa
fosse veramente l'esigenza principale del Governo Lombardo, in
questo frangente
Peraltro, se l'intenzione appunto è quella di ridurre i costi, di
tagliare, di fare in modo che la spesa pubblica sia più razionale e
più efficiente, penso che la cosa principale di cui noi oggi
dobbiamo occuparci è proprio la manovra finanziaria
Quindi, signor Presidente, le chiedo di accogliere l'istanza
dell'onorevole Musotto, volta ad invertire l'ordine dei lavori e
procedere, innanzitutto, con l'esame del disegno di legge n. 769/A,
visto che è presente l'assessore Armao. Stiamo aspettando la
Commissione.
Assessore, il Governo, ancora una volta, è inadempiente perché non
rispetta i tempi, evidentemente non ha messo questo Parlamento
nelle migliori condizioni per potere lavorare... e se ancora la
Commissione deve essere attesa, sospendiamo l'Aula e riprendiamo
appena la Commissione avrà concluso i propri lavori. L'onorevole
Dina, componente la Commissione Bilancio, ci dice che ha concluso
l'esame, sono qui presenti anche altri componenti la Commissione.
Quindi, penso e ribadisco sia opportuno invertire l'ordine dei
lavori per procedere all'esame del disegno di legge posto al numero
2) del II punto all'ordine del giorno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, come ho già detto all'onorevole
Musotto, al momento opportuno procederemo con l'esame del disegno
di legge di assestamento del bilancio della Regione.
Seguito della discussione del disegno di legge «Costituzione
dell'Istituto regionale
per lo sviluppo delle attività produttive» (nn. 605-242-362-577/A)
PRESIDENTE. Si procede, pertanto, con il seguito dell'esame del
disegno di legge nn. 605-242-362-577/A «Costituzione dell'Istituto
regionale per lo sviluppo delle attività produttive», posto al
numero 1) del II punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta era stata data lettura
dell'articolo 23 e dei relativi emendamenti.
Si passa all'emendamento 23.7 dell'onorevole Maira, di identico
contenuto all'emendamento 23.11, dell'onorevole Leontini. Il
parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è contrario
resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 23.12.
Richiesta di verifica del numero legale
INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Non essendo trascorso il termine di cui all'articolo
127 del Regolamento, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
alle ore 17.08.
(La seduta, sospesa alle ore 17.01, è ripresa alle ore 17.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendo la richiesta di
verifica del numero legale appoggiata a termini di Regolamento,
pongo in votazione l'emendamento 23.12.
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 23.13. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 23.14. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 23.1, 23.3, 23.5 e 23.9, di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del
Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
Richiesta di verifica del numero legale
INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli Beninati, Bosco, Bufardeci e Vinciullo, invito
gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la scheda
di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena,
Cappadona, Colianni, Cracolici, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro,
Federico, Ferrara, Galvagno, Gentile, Giuffrida, Gucciardi,
Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Lo Giudice, Lupo, Marinello,
Marziano, Mattarella, Musotto, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Speziale, Sulsenti.
Sono in congedo: Barbagallo, Calanducci, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, Falcone, Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese,
Termine.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 41
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo, pertanto, congiuntamente in votazione gli emendamenti 23.1,
23.3, 23.5 e 23.9. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 23.15. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 23.2, 23.4, 23.6, 23.10 e 23.8, di
identico contenuto. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
INCARDONA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa, quando
è stata chiesta l'inversione dell'ordine del giorno, è stato detto
che al momento non si poteva procedere in tal senso perché mancava
la Commissione, la quale stava lavorando per esitare il disegno di
legge e non era presente l'Assessore. Adesso, invece, sia
l'Assessore che la Commissione sono presenti in Aula e abbiamo
un'urgenza che è, appunto, il disegno di legge di variazione di
bilancio: poiché oggi è mercoledì, se poi i lavori si dovessero
prolungare, domani è giovedì 4, con ogni probabilità saremo tutti
qui, però rischiamo di non consegnare alla Sicilia, alla Regione, a
questo Governo, a questo Parlamento, la legge di variazione di
bilancio che ritengo sia nelle priorità, per come ha detto il
Presidente della Regione nella citata Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, definendola una priorità assoluta rispetto a
tutto il resto dell'attività parlamentare. Quindi, propongo ancora
una volta l'inversione dell'ordine del giorno, peraltro chiesta dal
partito politico del Presidente della Regione, attraverso il suo
Presidente, onorevole Francesco Musotto, richiesta che penso vorrà
confermare, a testimonianza della priorità che questo disegno di
legge deve avere nell'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Attendiamo formalmente i documenti della Commissione
Bilancio.
Appena avremo tutto pronto, sarà la Presidenza stessa a chiedere
all'onorevole Musotto di ribadire la richiesta e, conseguentemente,
metteremo in votazione l'inversione dell'ordine del giorno.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
242-362-577/A
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
23.2, 23.4, 23.6, 23.10 e 23.8, di identico contenuto. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 23, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Articolo 24
Funzioni e competenze degli uffici periferici
1. Gli uffici periferici, nell'ambito delle linee di
programmazione e di intervento dettate dall'Istituto, provvedono
all'istruttoria delle istanze volte ad avviare o, comunque,
realizzare, continuare, modificare, implementare attività
imprenditoriali nell'ambito delle rispettive aree di competenza in
relazione alle previsioni di cui all'articolo 33. Il dirigente
dell'Ufficio preposto all'area amministrativa, su proposta del
dirigente dell'area tecnica, completata l'istruttoria di cui
all'articolo 33, salvo quanto previsto dall'articolo 25, comma 6,
provvede al rilascio dell'autorizzazione unica per la realizzazione
e/o attivazione dell'intervento richiesto secondo quanto previsto
dalla presente legge.
2. Gli uffici periferici predispongono i piani regolatori d'area
secondo quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 28.
3. Gli uffici periferici svolgono le funzioni e le competenze
assegnate e delegate dall'Istituto anche con riferimento alla
gestione dei servizi e delle infrastrutture presenti nelle
rispettive aree di competenza».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: 24.6, 24.7, 24.5, 24.8, 24.9;
- dall'onorevole Maira: 24.4;
- dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti e Gentile: 24.1;
- dall'onorevole Fiorenza: 24.2;
- dagli onorevoli Di Mauro e Musotto: 24.3;
- dal Governo: 24.10.
Gli emendamenti 24.6 e 24.4 decadono per assenza dall'Aula
dei rispettivi firmatari.
Si passa all'emendamento 24.7. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 24.10 del Governo, interamente
sostitutivo del comma 1. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti dal 24.1 al 24.5 sono superati. Gli emendamenti
24.8 e 24.9 sono decaduti.
Pongo in votazione l'articolo 24 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel condividere
tutto di quello che si è fatto adesso, per evitare che si creino
problemi successivamente, vorrei fare una considerazione.
Sia il 23 che il 24 sono degli articoli - lo dico all'assessore
per trovare una soluzione, nel caso non sia stato attenzionato
questo problema - che, credo, abbiano bisogno di una copertura
economica perché, di fatto, sono degli uffici periferici e quindi
hanno un costo
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, le ricordo che la legge ha avuto
già il parere della Commissione Bilancio, per cui è in Aula,
ovviamente, con tutti i pareri previsti, tra cui anche la copertura
finanziaria degli articoli rimasti da votare.
BENINATI. Ripeto, ho cercato negli articoli finali se venisse
attenzionato questo problema
Se così è siamo a posto; se così non è si risolva da qui alla fine
dell'articolato, trovando le risorse necessarie, perché forse c'è
questo problema
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio miei gli
emendamenti presentati all'articolo 25 e così nel resto
dell'articolato, recanti la firma dell'onorevole Leontini.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che non
ci possa e non ci debba essere spesa aggiuntiva per gli articoli 23
e 24, perché gli uffici periferici devono rimanere le attuali
strutture. Parliamo degli uffici periferici delle ASI attuali, che
diventeranno degli uffici dell'apparato da costituire, degli uffici
periferici: solo a queste condizioni stiamo facendo una legge che
ne valorizza la competenza senza mortificarne il ruolo. Quindi,
deve esserci chiarezza su questo: gli uffici periferici di cui
parla la legge sono le attuali strutture tecniche delle ASI.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
essendoci stato il parere della Commissione Bilancio, gli istituti
periferici abbiano la loro copertura e questo lo do come
presupposto, ma non è implicito nel fatto che già esistano questi
uffici.
Gli uffici esistenti sono le ASI, che hanno un proprio bilancio,
propri introiti economici dettati dai trasferimenti della Regione e
dagli introiti delle fittanze dei rustici all'interno delle stesse
aree ASI. Quindi, hanno la rispettiva copertura economica. Questa
copertura, così com'è, non si trasferisce per finanziare gli oneri
degli uffici periferici della struttura che andiamo a prevedere.
Quindi, su questo capitolo, il problema sollevato dal collega
Beninati non è di poco conto
Io presumo che, avendolo esitato con parere favorevole della
Commissione Bilancio, questo aspetto sia stato sicuramente valutato
e previsto come copertura, ma non è un trasferimento automatico di
copertura finanziaria, dalle ASI agli uffici periferici della
neostruttura.
E' questo che intendevo precisare.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25
Linee guida regionali in tema di
sviluppo
l. Al fine di coordinare le scelte di politica economica ed
industriale, entro il 30 novembre di ogni anno e con riferimento al
triennio successivo, l'Assessore regionale per le attività
produttive emana un'apposita direttiva contenente le linee guida a
cui si conforma l'attività dell'IRSAP con riferimento alle
iniziative economiche ed industriali di cui alla presente legge.
Con la predetta direttiva vengono altresì fissati i budget
finanziari e le linee di finanziamento in ragione delle specificità
di intervento previste per ogni singola area di cui all'articolo
23.
2. Nella formulazione degli indirizzi di cui al comma 1 è
garantita la massima partecipazione dei rappresentanti degli
interessi economico-sociali coinvolti nel processo di
implementazione delle strategie di sviluppo delle attività
produttive.
3. Per i fini di cui al comma 2, entro il 30 giugno di ogni anno,
presso l'Assessorato regionale delle attività produttive è
convocata apposita conferenza consultiva alla quale partecipano di
diritto il presidente dell'Istituto, o suo delegato, i
rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative
degli industriali, artigiani, commercianti, piccola e media
industria ed i rappresentanti delle associazioni sindacali
maggiormente rappresentative, a livello regionale, previamente
indicati da tali associazioni. Alla conferenza possono essere
invitati, anche su motivata richiesta, i rappresentanti degli enti
pubblici o degli enti esponenziali degli interessi diffusi inerenti
alle finalità di cui al comma 2.
4. Entro il successivo 30 luglio, previa valutazione delle
proposte avanzate in sede di conferenza di cui al comma 3,
l'Assessore regionale per le attività produttive elabora lo schema
di direttiva, che è trasmesso alla Conferenza permanente Regione-
Autonomie locali. La predetta Conferenza esprime motivato parere
non vincolante, con eventuali indicazioni, entro e non oltre il
successivo 30 settembre. Decorso infruttuosamente tale termine il
parere si intende positivamente rilasciato, senza indicazioni.
5. Esaurite le attività di cui ai commi 3 e 4, l'Assessore
regionale per le attività produttive, sulla base delle indicazioni
pervenute, adotta la direttiva di cui al comma 1. Nel caso in cui
la Conferenza di cui al comma 4 esprima parere negativo ovvero
parere positivo con indicazioni, l'Assessore regionale per le
attività produttive ha facoltà di riconvocare la conferenza
consultiva di cui al comma 3 al fine di illustrare i rilievi della
Conferenza permanente. Le attività di sintesi e coordinamento
spettano in ogni caso all'Assessore regionale per le attività
produttive per l'adozione della direttiva di cui al comma l anche
nell'ipotesi in cui dovesse essere riconvocata la conferenza di cui
al comma 3.
6. La direttiva di cui al comma 1 individua altresì quegli
interventi definiti strategici per la Regione la cui relativa
istruttoria per il rilascio dell'autorizzazione unica di cui
all'articolo 33 è di competenza dell'Istituto ed è rilasciata
direttamente dal direttore generale dell'Istituto medesimo in
deroga a quanto disposto dall'articolo 24».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: 25.3, 25.4, 25.5, 25.6, 25.7, 25.8,
25.9;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e Incardona:
25.2, 25.1;
- dal Governo: 25.10, 25.11 e 25.11.1.
Si passa all'emendamento 25.3, che è fatto proprio dall'onorevole
Incardona. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 25.4, fatto proprio dall'onorevole
Incardona. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 25.5, fatto proprio dall'onorevole
Incardona. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 25.6, fatto proprio dall'onorevole
Incardona. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 25.2.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, in
questo articolo, che chiaramente è connesso all'articolo 24 per
quanto riguarda le funzioni e le competenze degli uffici
provinciali, con questo mio emendamento si tende a superare un
problema, secondo me molto grave, che, peraltro, e un po' nella
ratio se vogliamo della legge, così come è stata ispirata.
La ispirazione di questa legge, infatti, non è stata quella di una
particolare compartecipazione, condivisione e rappresentanza del
territorio: anche in questo terzo comma, come vedete, si dice che
presso l'Assessorato è convocata una Conferenza, alla quale possono
partecipare, possono essere invitati anche su richiesta motivata,
appunto, i rappresentanti degli Enti pubblici o degli enti
esponenziali degli interessi diffusi.
Bene, parliamo di aree industriali, parliamo di sviluppo; come si
può sostenere la legittimità del potere rispetto all'emendamento
che proponiamo, come Forza del Sud, del dovere, della necessità,
della partecipazione, viceversa, di questi stessi soggetti? Non
deve essere una cortesia, possono nel caso in cui lo vogliano ma
devono necessariamente essere protagonisti dello sviluppo del
territorio di cui stiamo parlando.
Quindi, è evidente che anche per colmare le lacune, a mio avviso
irreversibili, presenti nel testo del disegno di legge, che per
quanto riguarda la composizione della Consulta e del Consiglio
direttivo, sia necessario porre in essere tutti gli strumenti e
tutti gli articoli che possono consentire, invece, la diffusione
della partecipazione - che possono consentire così una
partecipazione forte dei soggetti che, come dice lo stesso comma 3,
sono i rappresentanti degli Enti pubblici o degli enti esponenziali
degli interessi diffusi di cui alle finalità del punto 2 - affinché
tali rappresentanze possano partecipare, siano davvero
protagoniste Evitiamo quindi, mi rivolgo all'assessore che mi
auguro accolga questo emendamento, perché laddove questo
emendamento non fosse accolto e avesse il parere contrario da parte
del Governo è chiaro, presidente Cascio, che sin da ora avanzo la
richiesta di verifica del numero legale per accertare, in ogni
caso, la composizione dell'Aula; e poi, conseguentemente, anche il
voto segreto su questo punto, per verificare, come già accaduto
anche ieri, se esista - come sono convinto - uno scollamento tra il
testo del Governo e la volontà dell'Aula.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
che ci accingiamo a votare tende a salvaguardare un rapporto tra
territorio, programmazione e gestione dell'Istituto e, quindi, su
questo punto penso siamo tutti chiamati a un atto di responsabilità
nei confronti, non tanto e non solo degli enti locali, piuttosto
nei confronti di un'intera classe dirigente territoriale, che deve
poter esprimere il proprio parere, che deve poter pensare e
promuovere il proprio sviluppo.
Su questo punto, penso sarà necessario che l'Assemblea si esprima
al di fuori ed al di là degli schieramenti partitici e politici,
all'interno del gioco tra maggioranza e opposizione.
Ecco perché, è inutile sottolinearlo, l'avrei fatto comunque,
siamo pronti a sostenere l'iniziativa del nostro capogruppo per
chiedere il numero legale e il voto segreto.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
ritengo che questa osservazione contenuta nell'emendamento 25.2
abbia un suo fondamento e meriti un'attenzione, perché, almeno, in
sede di Conferenza decisoria - che, come viene detto qui,
rappresenta gli interessi del territorio - siano presenti e perciò
invitati, ancorché non inclusi fra i soggetti che possono esprimere
parere gli enti qui previsti mi sembra sia una doverosa
considerazione.
Invito, quindi, l'assessore a valutare questo emendamento, che
condivido, eventualmente anche in una forma non perentoria,
mantenendo la richiesta motivata di intervento da parte dell'Ente,
ma a cui faccia seguito un'adesione da parte del presidente della
Conferenza di servizi e non resti invero un'opzione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
legge, come ho detto altre volte, è nato sotto cattivi auspici,
perché si poteva e doveva migliorare l'impianto prima, in sede di
Commissione. In corso d'opera, però, è un bene tutto ciò che
possiamo modificare, per renderlo migliore, per renderlo fruibile,
per renderlo aderente ai bisogni del territorio, facciamolo pure.
L'articolo, con questo emendamento, se leggete il comma 3 cui si
riferisce, recita che viene istituita, una volta l'anno, se non
vado errato, una commissione per stabilire le linee guida e
programmatiche di intervento sul territorio. Si sta dicendo
semplicemente che assieme agli altri enti ovvero organismi
legittimati, invitati a partecipare, vengano invitati altresì i
sindaci dei territori interessati agli interventi delle ASI.
Io pregherei il Governo di dare parere favorevole a questo
emendamento o, se lo dobbiamo migliorare, di rivedere il testo.
Credo che anche il Governo possa essere d'accordo, in tal senso, a
una breve sospensione dei lavori d'Aula.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, personalmente
condivido lo spirito dell'emendamento che prevede l'allargamento al
territorio nella fase decisionale. Mi preoccupa, però, la
genericità del riferimento enti pubblici , che può significare
l'audizione in una assemblea della fondazione Federico II , visto
che siamo in questa sede allora, preferirei la formulazione enti
locali territoriali , così specifichiamo che si tratta di comuni e
province, fino a quando ci saranno le province; mentre enti
pubblici è una dizione assolutamente ampia che potrebbe non
individuare adeguatamente il soggetto pubblico coinvolto allo
scopo.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, onorevole Bufardeci, solo per chiarire un aspetto. Siamo
perfettamente d'accordo che gli enti pubblici, e quindi gli enti
locali, con il suo emendamento presentato debbano intervenire nel
momento in cui si rappresenta la volontà del territorio. Però,
cortesemente, vorrei capire che significa, con questo emendamento,
che devono intervenire gli enti pubblici o gli enti esponenziali.
Fateci capire che significa.
Se gli enti esponenziali degli interessi diffusi, cioè, da una
parte devono intervenire, dall'altra parte occorre che
identifichiamo tali enti. Diversamente non si capisce di cosa
stiamo parlando
Pertanto, se deve passare questo emendamento, che venga cassata la
parte relativa ad enti esponenziali - non so chi l'abbia scritto
- che non sono realtà ben identificate. Non possiamo dire che
dobbiamo invitare gente di cui non identifichiamo quale sia la
natura
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta per
consentire un aggiustamento del comma 3.
(La seduta, sospesa alle ore 17.38, è ripresa alle ore 17.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 25.2.1 che riscrive una parte del comma 3.
L'emendamento così recita:
«Le parole del comma 3 dell'articolo 25 da possono essere
invitati a finalità di cui al comma 2 sono sostituite dalle
seguenti:
sono invitati i rappresentanti degli enti locali territoriali i
cui territori ricadono nelle aree oggetto della Conferenza; possono
altresì essere invitati, su richiesta, i rappresentanti dei
soggetti portatori di interessi diffusi inerenti alle finalità di
cui al comma 2 ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 25.2 è superato.
Si passa all'emendamento 25.7. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.8. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.9. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 25.1.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, anche in questo caso invito
l'assessore, e chiedo l'attenzione dei colleghi, perché credo che
questo comma, il comma 6 dell'articolo 25, sia assolutamente
inutile, in quanto in relazione all'indicazione che viene resa
all'articolo 1, quando si assegna all'assessore, così come deve
essere, l'indirizzo politico di emanare una direttiva che contenga
le linee guida, che contenga il riferimento alle iniziative
economiche, insomma il budget, ebbene, non capisco il senso secondo
il quale successivamente si dice che il rilascio di tutto questo
compete al direttore che, sostanzialmente, rilascia questa
autorizzazione sono previsioni completamente scollegate.
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, ci sono degli emendamenti fuori
sacco presentati dal Governo che vanno a riformulare molti commi,
tra cui quello su cui lei sta intervenendo. Il suo intervento è
calzante, ma in effetti c'é già la correzione in tal senso.
Pongo in votazione l'emendamento 25.1. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta non è appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 25.1. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 25.11.1, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.10, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Avverto che la parola direttiva è sostituita dalla
parola piano , in considerazione dell'emendamento già approvato in
precedenza.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 25, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26
Attuazione delle linee guida
1. In caso di grave e persistente difformità tra le linee guida e
gli interventi ed i programmi disposti dall'IRSAP, l'Assessore
regionale per le attività produttive può provvedere in via
sostitutiva con le modalità di cui al comma 1 dell'articolo 22».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: 26.1, 26.2;
- dal Governo: 26.3.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, anche
in questo caso la invito a ritirare questo articolo perché lo trovo
assolutamente ultroneo, come ultroneo era ieri l'articolo 22, che
poi - lei ricorderà - l'Aula ha bocciato. Anche per evitare
ulteriori tensioni, credo che questo articolo, sostanzialmente,
ricalchi dei princìpi che sono già assolutamente ordinari e
fisiologici.
La Regione, infatti, laddove esista o sussista una grave e
persistente difformità tra le linee guida e gli interventi ed i
programmi disposti dall'Istituto regionale dello Sviluppo delle
Attività Produttive, evidentemente interviene in via sostitutiva.
Il fatto che lei lo voglia normare credo sia - lo ribadisco -
assolutamente ultroneo, inutile, e appesantisce il testo. Quindi,
insisto perché questo articolo venga soppresso.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. L'onorevole Bufardeci ha ragione, e ha ragione per due
motivi: prima di tutto, perché nei contenuti è ultroneo; in secondo
luogo, perché fa riferimento al comma 1 dell'articolo 22 che è
stato soppresso con il voto segreto di ieri e, quindi, non ci
sarebbe più possibilità di riferirlo ad esso, è inammissibile.
Pertanto, è meglio ritirarlo, Assessore.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 26.1, a firma
dell'onorevole Leontini.
Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto, l'articolo 26 è soppresso. Si passa all'articolo 27. Ne
do lettura:
«Articolo 27
Programma triennale degli interventi e delle attività
1. L'IRSAP, in conformità alle linee guida di cui all'articolo 25,
predispone ed approva il programma triennale degli interventi e
delle attività il quale, in relazione ad ogni area ovvero, ove
particolare esigenze dovessero richiederlo, in relazione ad ogni
insediamento destinato ad attività industriali e produttive,
prevede:
a) le attività e gli interventi da realizzarsi nel triennio di
riferimento relativamente all'azione di sostegno e promozione del
tessuto economico-sociale;
b) l'individuazione della vocazione economica di ogni singola area
e le relative misure tese all'incentivazione di tale vocazione;
c) un piano economico-finanziario, anche di massima, che
individui, per ogni singolo intervento ed attività, la fonte di
finanziamento.
2. Il programma di cui al comma 1 è approvato dal Consiglio di
amministrazione entro il 30 dicembre di ogni anno e per il
successivo triennio, ed è trasmesso all'Assessorato regionale delle
attività produttive. Si applica, in quanto compatibile, il
procedimento di controllo di cui all'articolo 21.
3. Entro il 30 dicembre di ogni anno, con le medesime procedure di
cui al comma 2, l'IRSAP apporta le necessarie modifiche al
programma, anche in ragione dell'adeguamento alle linee guida
annuali di cui all'articolo 25».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: da 27.1 a 27.7;
- dal Governo: 27.8.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.1, a firma dell'onorevole
Leontini.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
(Votano a favore i deputati dei Gruppi PID , PDL e Forza del
Sud )
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.2. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
(Votano a favore i deputati dei Gruppi PID , PDL e Forza del
Sud )
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.3.
Richiesta di verifica del numero legale
INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Bonomo, Bufardeci, Cappadona, Cimino e
Scilla, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Cappadona, Catalano, Colianni, Cracolici, De Benedictis, Digiacomo,
Di Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Galvagno, Gentile,
Giuffrida, Gucciardi, Laccoto, Leanza Nicola, Lo Giudice, Lupo,
Marinello, Marziano, Musotto, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,
Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale, Sulsenti.
Sono in congedo: Barbagallo, Calanducci, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, Falcone, Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese,
Termine.
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 41
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento 27.3. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.4. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.5. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.5
INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Beninati, Bufardeci, Buzzanca,
Campagna, Cappadona, Cimino, Leontini, Nicotra, Scilla e Vinciullo,
indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi,
Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci,
Buzzanca, Campagna, Cappadona, Caputo, Catalano, Cimino, Colianni,
Cordaro, Cracolici, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Dina, Faraone, Federico, Ferrara, Galvagno,
Gentile, Giuffrida, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Nicola,
Leontini, Lo Giudice, Lupo, Maira, Marinello, Marziano, Mattarella,
Musotto, Nicotra, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo,
Raia, Ruggirello, Scilla, Sulsenti, Vinciullo.
Sono in congedo: Barbagallo, Calanducci, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, Falcone, Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese,
Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 54
Votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 29
Contrari 24
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, considerato che la Commissione
Bilancio ha deciso che l'assestamento è di tipo tecnico e ritenendo
che l'Assemblea possa legiferare in qualche minuto, per evitare
ulteriori situazioni che già si verificano in Aula, le chiedo il
prelievo del II punto dell'ordine del giorno, ossia l'assestamento
del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2011, per poi
proseguire con il disegno di legge ora in esame.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, intendevo completare l'articolo 27,
vi sono gli ultimi 3 emendamenti, e passare quindi all'assestamento
del bilancio.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
605-242-362-577/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 27.9, a firma del Governo.
INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.
(Si procede alla verifica)
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata a termini di
Regolamento.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me, al
voto di abrogazione della lettera c), si può porre rimedio
riproponendo sotto altra forma quanto è stato abrogato, perché
questa è una follia: prima di parlare di un piano triennale di
investimenti, bisognava almeno predisporre un progetto di massima
che indicasse la fonte dei finanziamenti e, abrogando quella norma,
si sono rese quasi ingestibili le previsioni dell'articolo.
Pertanto, invito l'assessore e la Commissione, prima del voto
finale, a riformulare un comma su questo stesso articolo, sotto
altra voce, affinché venga ripristinata quanto meno la previsione
dell'individuazione delle fonti di finanziamento collegate con il
piano triennale.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, non è esattamente così. E' un piano
economico-finanziario, anche di massima, che individua per ogni
singolo intervento le fonti di finanziamento.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
all'abrogazione della lettera c), del comma 1, dell'articolo in
questione si può ovviare con un provvedimento amministrativo, perché
l'assessore può emanare una direttiva con la quale invita, nell'atto
di formulazione del programma triennale, a sostanziare gli
interventi previsti con un piano economico-finanziario, ancorché di
massima, così come previsto.
Credo che il contenuto possa essere benissimo ovviato con una
direttiva amministrativa da parte dell'assessore. Semmai, è utile
che nei lavori parlamentari, l'assessore recepisca questo invito ed
assuma l'impegno a formulare una direttiva in tal senso, c'è tempo
di inserirla anche prima della fine dei lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.9 del Governo. Il
parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 27.6, a firma dell'onorevole Leontini. Il
parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.7. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo 27.8, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
DI BENEDETTO. Può illustrare il Governo l'emendamento?
PRESIDENTE. E' molto chiaro. La lettura illustra da sé
l'emendamento, onorevole Di Benedetto: l'Istituto predispone il
piano triennale dei lavori pubblici.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho capito se
l'emendamento è collegato a un disegno di legge a futura memoria
L'articolo 6 fa riferimento al disegno di legge...
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, ovviamente, fa riferimento alla
legge sugli appalti che ha una numerazione ben specifica.
MANCUSO. Ma io chiedo agli Uffici se l'articolo 6 è rimasto tale
nella legge
PRESIDENTE. Sì, riguarda la legge 12 del 2011.
Pongo in votazione l'emendamento 27.8. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 27, nel testo risultante.
INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Si procede alla verifica)
PRESIDENTE. La richiesta non risulta appoggiata a termini di
Regolamento.
Pongo in votazione l'articolo 27, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Prima di passare all'articolo 28, onorevole Musotto, mantiene la
richiesta di inversione dell'ordine del giorno?
MUSOTTO. Sì la mantengo.
PRESIDENTE. Essendoci una richiesta di inversione dell'ordine del
giorno, che prevede il passaggio al disegno di legge
dell'assestamento di bilancio, la pongo in votazione.
Chi è favorevole all'inversione momentanea dell'ordine del giorno,
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Assestamento del bilancio della
Regione
per l'anno finanziario 2011» (n. 769/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge n.
769/A «Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2011», posto al numero 2).
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura della nota della Commissione Bilancio relativa agli
emendamenti presentati al disegno di legge di assestamento del
bilancio:
Facendo seguito alla nota indicata in oggetto (n. 92/SG-ALEG del
2/8/2011), si comunica che questa Commissione, nella seduta n. 261
del 3 agosto 2011, ha preso in esame, ai sensi dell'articolo 113
del Regolamento interno, l'emendamento A1, esprimendo parere
contrario.
In ordine agli emendamenti A2, A3, A4, A5, A6, il Governo ha
preannunziato il ritiro.
In ordine all'emendamento A.7, come subemendato dall'emendamento
A.7.1, i presentatori hanno preannunziato il ritiro .
Onorevoli colleghi, il testo del disegno di legge è pertanto senza
emendamenti.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata
del bilancio della Regione
Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione,
per l'esercizio finanziario 2011, sono introdotte le variazioni di
cui all'annessa tabella A'.»
Si passa, pertanto, all'annessa tabella A'. Ne do lettura:
TABELLA A
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2011 - ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
AVANZO FINANZIARIO
CAPITOLI DENOMINAZIONE VARIAZIONI *
0001 AVANZO FINANZIARIO RELATIVO AI FONDI 553.749.474
NON VINCOLATI ,05
0002 AVANZO FINANZIARIO RELATIVO AI FONDI 623.623.646 V
VINCOLATI ,13
TOTALE VARIAZIONI AVANZO 1.177.373.1
20,18
*: V = Fondi vincolati
Pongo in votazione l'allegata tabella A'. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Variazioni allo stato di previsione della spesa
del bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione, per l'esercizio finanziario 2011, sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella B'.»
Si passa, pertanto, all'esame dell'allegata tabella B. Ne do
lettura:
TABELLA B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2011 - ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
AMMINISTRAZION 04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
E
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
TITOLO 01 - SPESE CORRENTI
CAPITOLI DENOMINAZIONE VARIAZIONI
AGGREGATO ECONOMICO: 5 - ONERI COMUNI
RELATIVI A SPESE DI PARTE CORRENTE
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 99 - 553.749.474
ALTRI ONERI COMUNI ,05
215713 FONDO CORRISPONDENTE ALLA QUOTA NON 553.749.47
UTILIZZABILE DEL MAGGIORE AVANZO 4,05
ACCERTATO (FONDI LIBERI)
TOTALE VARIAZIONI TITOLO I - 553.749.47
AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2 4,05
TABELLA B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2011 - ASSESTAMENTO
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
AMMINISTRAZIONE 04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
TITOLO 02 - SPESE IN CONTO CAPITALE
CAPITOL DENOMINAZIONE VARIAZIONI *
I
AGGREGATO ECONOMICO: 8 - ONERI COMUNI
RELATIVI A SPESE IN CONTO CAPITALE
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 1 - FONDI DI 623.623.646
RISERVA ,13
FONDO PER LA RIASSEGNAZIONE DEI RESIDUI 623.623.64 V
613905 PASSIVI DELLE SPESE IN CONTO CAPITALE, 6,13
ELIMINATI NEGLI ESERCIZI PRECEDENTI PER
PERENZIONE AMMINISTRATIVA E PER LA
UTILIZZAZIONE DELLE ECONOMIE DI SPESA
DERIVANTI DA STANZIAMENTI CON VINCOLO DI
SPECIFICA DESTINAZIONE, NONCHE' PER
L'UTILIZZAZIONE DELLE MAGGIORI ENTRATE
ACCERTATE SU CAPITOLI IN CONTO CAPITALE
CONCERNENTI ASSEGNAZIONI DELLO STATO,
DELL'UNIONE EUROPEA E DI ALTRI ENTI.
TOTALE VARIAZIONI AMMINISTRAZIONE 04 - 623.623.64
TITOLO 02 6,13
*: V = Fondi vincolati
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Variazioni al Quadro di previsione di cassa
del bilancio della Regione
1. Al Quadro di previsione di cassa, per l'esercizio finanziario
2011, sono apportate le seguenti variazioni in euro.
E N T R A T A
Fondo iniziale di cassa
+ 7.426.509,86
S P E S A
ASSESSORATO ECONOMIA
BILANCIO E TESORO - RAGIONERIA GENERALE DELLA REGIONE
Fondo per l'integrazione delle dotazioni di cassa
Capitolo 215711 - Interventi regionali + 7.426.509,86».
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Cofinanziamento regionale della spesa sanitaria 2011
1. Al comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 11 maggio
2011, n. 7, dopo le parole U.P.B. 4.2.1.5.5' sono aggiunte le
parole U.P.B. 4.2.1.5.99'.
2. Dopo il comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 11
maggio 2011, n. 7, è inserito il seguente:
2 bis. Alla maggiore spesa sanitaria, a carico della Regione,
discendente dalla proposta di Intesa, ai sensi dell'articolo 115,
comma l, lettera a) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
di riparto tra le Regioni delle disponibilità finanziarie per il
Servizio sanitario nazionale per l'anno 2011' si provvede, a titolo
di anticipazione delle risorse di cui al comma 1, con parte delle
disponibilità del Fondo di cui all'articolo 3 della legge regionale
26 ottobre 2001, n. 15 e successive modifiche ed integrazioni.'».
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Disposizioni finali
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Annunzio e votazione di ordini del giorno
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- numero 581 «Iniziative a livello comunitario in materia di
pagamenti agro-ambientali in favore degli agricoltori», degli
onorevoli Savona, D'Asero, Adamo, Caputo, Cappadona;
- numero 582 «Iniziative presso il Ministero delle infrastrutture
per la salvaguardia del territorio della frazione di Cardillo nel
Comune di Palermo», dell'onorevole Dina;
- numero 583 «Iniziative urgenti volte a garantire i livelli
occupazionali dello stabilimento Pfizer di Catania , degli
onorevoli Raia, Arena, Barbagallo, D'Asero, Pogliese, Mattarella,
Nicotra, Oddo, Marinello ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che il Regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio del 20
settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), ha come
obiettivo l'accrescimento della competitività del settore agricolo
e forestale, sostenendo la ristrutturazione, lo sviluppo e
l'innovazione, la valorizzazione dell'ambiente e dello spazio
rurale;
considerato che:
volontà espressa dell'Unione europea, esplicitata nel disposto
dell'articolo 17 del suddetto Regolamento comunitario che
stabilisce l'equilibrio finanziario fra gli obiettivi del
programma, è di attribuire la percentuale più elevata di risorse
all' Asse 2 'Miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale',
considerando tale obiettivo come strategico e prioritario per il
rilancio del settore agricolo;
con l' atto Allegato al suddetto Regolamento (CE) 1698/2005, sono
fissati gli importi e le aliquote del sostegno da riconoscere agli
agricoltori per l'adozione delle misure 'agro-ambientali', in
favore dei metodi di produzione compatibili con la tutela
dell'ambiente e la conservazione dello spazio naturale;
in tale ambito, il punto 39(4) del suddetto Allegato al
Regolamento CE del 2005, stabilisce l'importo dei pagamenti agro-
ambientali, fissandolo in 600 euro per ettaro per le colture
annuali, ed in 900 euro per ettaro per le colture perenni
specializzate;
considerato altresì che i premi per le misure agroambientali
stabiliti dalla Regione sono, pur tuttavia, nettamente inferiori a
quanto indicato nel suddetto punto 39(4) dell'atto Allegato al
citato Regolamento CE 1698/2005, il che comporta un notevole
nocumento agli agricoltori siciliani impegnati nelle misure agro-
ambientali, i quali percepiscono premi notevolmente ridotti
rispetto alle indicazioni comunitarie, peraltro con un
corrispondente rallentamento della spesa dei fondi del Programma di
sviluppo rurale 2007-2013 ed il contestuale, concreto, rischio di
disimpegno automatico delle risorse programmate, già nella corrente
annualità,
rilevato che è in atto il previsto negoziato tra la Regione ed i
competenti Uffici della Commissione europea finalizzato
all'adozione, nell'ambito del PSR 2007-2013, del Documento di
revisione degli aiuti riguardante le misure di cui agli artt. 38,
39, 43, 44, 45 del suddetto Reg. (CE) n. 1698/2005,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere le necessarie ed opportune iniziative affinché,
nell'ambito del negoziato con gli Uffici competenti della
Commissione europea riguardante l'adozione del Documento di
revisione degli aiuti relativi alle misure di cui agli artt. 38,
39, 43, 44, 45 del suddetto Reg. (CE) n. 1698/2005, sia prevista,
all'interno della misura riguardante i pagamenti agro-ambientali,
un'apposita sottomisura che adegui l'entità dei relativi premi da
corrispondere agli agricoltori agli importi stabiliti dal punto
39(4) contenuto nell'atto Allegato al medesimo Regolamento (CE) n.
1698/2005;
a porre in essere altresì gli atti e gli adempimenti necessari per
assicurare il trasferimento di idonee risorse, nell'ambito del
programma, nella misura pari a 200 milioni di euro, dall'Asse 1».
(581)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
a Palermo, al fine di ottenere una radicale trasformazione della
rete di trasporto pubblico locale basata sul potenziamento del
servizio metropolitano, si sta realizzando il passante ferroviario
che, attraversando l'intero tessuto urbano del capoluogo, unirà il
comune di Cefalù con l'aeroporto di Punta Raisi;
tale opera interessa anche la frazione di Cardillo ed attraverso
la chiusura definitiva di due passaggi a livello, che ad oggi
costituiscono le uniche arterie di comunicazione per i residenti
mettendo gli stessi in collegamento con le zone commerciali;
tale previsione risulta in contrasto con le indicazioni del nuovo
piano regolatore che ha individuato la frazione di Cardillo come in
parte zona B (insediamento abitativo) ed in parte zona D (zona
industriale) e che dunque la chiusura al transito di due arterie
viarie comporterebbero serie conseguenze sia per la viabilità sia
per lo sviluppo economico e sociale della frazione;
considerato che:
la realizzazione del passante ferroviario nel tratto della
frazione di Cardillo ricade, secondo l'elaborato progettuale, a
pochissima distanza dagli edifici, siano essi destinati a civile
abitazione o ad attività commerciale, provocando un elevato
inquinamento acustico oltre ad essere potenzialmente pericoloso per
la sicurezza degli immobili stessi e dunque dei cittadini;
da molti anni i cittadini di Cardillo, riuniti in liberi comitati
civici, chiedono alle competenti autorità che la tratta del
passante ferroviario sia realizzato attraverso una galleria
sotterranea, sottolineando come la realizzazione in superficie
dell' opera non sia coniugabile con il nuovo assetto urbanistico
della frazione;
tali richieste sono state oggetto di audizioni e sopralluoghi da
parte della III Commissione legislativa permanente dell'Assemblea
regionale siciliana, la quale ha anche investito della problematica
i responsabili del gruppo 'Rete Ferroviaria Italiana s.p.a.' al
fine di ottenere una modifica del progetto che secondo i tecnici
comporta necessariamente ulteriori interventi economici ad oggi non
disponibili,
impegna il Governo della Regione
ad avviare un confronto con il Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti, attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico, al
fine individuare ed assicurare una soluzione che, nel rispetto
della cittadinanza e dello sviluppo economico e sociale della
frazione di Cardillo, garantisca al contempo la non interruzione
dei lavori di un'opera di estrema importanza». (582)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
lo stabilimento della Wyeth Lederle s.p.a (gruppo Pfizer) di
Catania si trova in una situazione estremamente delicata, che
riguarda tutte le aree produttive di cui si compone;
alla fine dello scorso anno era stato firmato un accordo (con
decorrenza dicembre) di cassa integrazione guadagni straordinaria
(CIGS), riguardante 80 unità per 12 mesi, sulla base di un piano
industriale che garantiva il mantenimento degli attuali livelli
occupazionali, rivelatosi conseguentemente inaffidabile;
il management aziendale, nel mese di marzo, ha comunicato
l'intenzione di cedere o dismettere il prestigioso centro di
ricerca tossicologico e genomico che occupa 80 ricercatori,
soluzione di vendita che deve essere perentoriamente risolta entro
il 30 novembre 2011;
i vertici aziendali ad aprile hanno annunciato un significativo
dimagrimento del personale a causa della riduzione dei costi del
Tazocin (il principale farmaco prodotto dallo stabilimento) e tutto
ciò nonostante l'azienda, in diverse sedi, prospettasse scenari
certi e solidi sul piano occupazionale;
specificamente l'area dello stabilimento deputata alla produzione
di farmaci veterinari (Animal Health), non è certo che mantenga i
volumi produttivi oltre il 2011, mentre sono già in atto processi
di riorganizzazione e di terziarizzazione che, inevitabilmente,
porteranno ad ulteriori esuberi;
considerato che:
il management continua a non dare risposte su chi siano i soggetti
interessati alla possibile acquisizione dello stabilimento, quale
sarebbe il piano industriale e con quali prospettive sul piano
occupazionale, mentre sono già stati posti in mobilità 151
lavoratori;
lo stabilimento, da sempre centro di eccellenza industriale e
scientifico del territorio catanese, rischia, nella migliore delle
ipotesi, di essere trasformato in una mera officina farmaceutica di
confezionamento;
rilevato che:
le organizzazioni sindacali da tempo denunciano tale processo di
graduale smantellamento dello stabilimento, sebbene il management
aziendale provi a smentire, mentre il tessuto produttivo aziendale
continua palesemente ad impoverirsi.
lo stabilimento rappresenta un patrimonio del territorio catanese
e che la strategicità del sito si è sempre basata e continua a
basarsi sull'equilibrio che esiste tra le diverse aree presenti e
la ripartizione dei costi necessaria alla competitività del sito;
l'impatto sociale derivante dalla chiusura o dal forte
ridimensionamento dello stabilimento e del centro di ricerca
sarebbe devastante per l'intero comprensorio etneo, basti pensare
che lo stabilimento Wyeth-Pfizer di Catania è la seconda realtà
industriale della provincia catanese che, tra dipendenti ed
indotto, è fonte di reddito per circa 2000 lavoratori,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere ogni iniziativa possibile al fine di impedire la
chiusura dello stabilimento Wyeth-Pfizer di Catania e adottare
idonee misure finalizzate alla garanzia dei livelli occupazionali e
a tutela delle numerose professionalità presenti nel territorio».
(583)
Si passa all'ordine del giorno n. 581. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 582. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 583. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge n.
769/A.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Per dichiarazione di voto
BUFARDECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento non è solo sul disegno di legge, ma sulle conseguenze
del medesimo e, quindi, parzialmente sul voto finale, ma nella
sostanza sulla situazione più complessiva del bilancio della
Regione.
Signor Presidente, assessori, oggi abbiamo avuto un incontro in
quinta Commissione - mi dispiace che non fosse presente l'assessore
Centorrino e neppure il direttore Albert - perché abbiamo
incontrato per l'ennesima volta, sulle questioni connesse alle
problematiche sul PROF e sulle condizioni drammatiche della
formazione, le forze sindacali e datoriali: è emersa l'assoluta
necessità che fossero assegnati 60 milioni dal bilancio regionale
per potere sanare quello che già avevamo detto qualche mese fa e
cioè poter utilizzare, a completamento delle 900 ore, fondi del
Fondo Sociale Europeo. Ci si è resi conto, con ritardo e nonostante
lo avessimo già detto, che così non si poteva fare e, in effetti,
oggi siamo alla ricerca di quei 60 milioni, ma in questo
assestamento non c'è traccia, perché mi si dice che ci sarà un
disegno di legge autonomo che, a breve, dovrà essere esaminato.
Per questa ragione, ritengo indispensabile avere il quadro chiaro
delle attività che dobbiamo portare avanti, sottolineando
l'assoluta priorità per la soluzione delle questioni economiche e
finanziarie connesse al mondo della formazione. La formazione,
infatti, ha ormai toccato un livello di disperazione assoluta, le
situazioni di dipendenti che non percepiscono stipendio da oltre un
anno sono assolutamente drammatiche, alcuni oggi dicevano che c'è
una sottovalutazione tale che, magari, ci si attende l'episodio
drammatico, come quello che qualche giorno fa abbiamo dovuto
leggere tristemente sulle cronache delle nostre pagine dei
quotidiani.
Signor Presidente, prima di proseguire nel corso dei lavori di
questa seduta, subito dopo il voto sul disegno di legge di
assestamento - che, per quanto riguarda la nostra posizione, è un
voto assolutamente neutro, un voto tecnico, un voto che serve alla
salvaguardia dell'Amministrazione regionale, alle necessità del
nostro bilancio, e non certamente un voto di merito - credo che lei
debba porre all'attenzione immediata il disegno di legge, che spero
sia già pronto, riguardante la copertura finanziaria di questi 60
milioni.
Signor Presidente, assessore Centorrino, oggi molti sentivano
parlare di una disponibilità di circa 40 milioni e tanti
sostenevano che non bastava, perché o si riescono a completare le
900 ore necessarie per poter dare la certificazione dell'attività
formativa oppure non serve averne fatto 600, 700 o 800 e ciò, con
tutte le conseguenze, anche sul piano del controllo della verifica
contabile, e le responsabilità conseguenti, appunto, nell'avere
investito già oltre 200 milioni di euro, senza riuscire però a
completare l'iter formativo, nel suo complessivo, nei termini delle
richiamate 900 ore.
E' questa la drammaticità della quale, oggi, questa Assemblea si
deve prendere carico, è questo il disegno di legge da esaminare, da
approfondire, da approvare quanto prima per la necessità
emergenziale del mondo della formazione, affinché tante famiglie
possano avere quella boccata d'ossigeno che serve a tanti siciliani
che sono ormai in una condizione, come ho detto poc'anzi,
drammatica.
Pertanto, il mio voto, il voto di Forza del Sud, oggi è solo un
voto squisitamente tecnico, rispetto a un assestamento necessario,
ma vuole essere al contempo una forte richiesta politica che,
approvato questo disegno di legge n. 769, si vada subito all'esame
e all'approvazione del disegno di legge che garantisca i 60 milioni
e, quindi, la sopravvivenza di tante famiglie che hanno maturato
grandi crediti sul piano degli stipendi che non percepiscono da un
anno e che garantiscono, peraltro, la tenuta complessiva di un
sistema, quello della formazione.
Signor Presidente, chiedo solo 20 secondi di pazienza perché oggi
- purtroppo, ho detto poc'anzi, come non fosse presente l'assessore
- ho il dovere di ribadire in questa sede, a lui e al governo
intero, come a voi tutti, che il dato che conosciamo dall'ultima
verifica effettuata dal Comitato di vigilanza è drammatico
Assessore, lei sa che a oggi risultano impegnate somme di poco
superiori al 5 per cento e che anche l'importo del 5 per cento,
allo stato, è speso per circa il 50 per cento, sottoposto a forti
criticità.
Siamo, quindi, in presenza di un terribile disimpegno automatico
che colpirebbe la nostra Regione, colpirebbe i nostri lavoratori,
la nostra economia non è assolutamente possibile proseguire con un
andazzo che oggi è un bancomat al contrario Ogni secondo che
passa, ogni minuto che passa, ogni giorno che passa, infatti, sono
milioni e milioni di euro che la nostra Regione perde nella
disperazione dei lavoratori e nelle necessità del nostro
territorio
Questo è il mio appello accorato ed è l'appello di Forza del Sud,
perché ormai, a fine 2011, a circa due anni dalla conclusione del
sessennio, si prenda finalmente coscienza e si attivi la spesa
nella formazione, ma anche in tanti altri ambiti dove ancora la
nostra spesa comunitaria è assolutamente al palo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione
Bilancio è autorizzata a riunirsi, al termine di questa votazione,
per l'esame di questo disegno di legge dove vi è appostata la
copertura finanziaria per la formazione. Onorevole Savona, quindi,
dopo che daremo il voto a questa legge, la Commissione Bilancio è
autorizzata a riunirsi.
La norma che la Commissione Bilancio approverà, sarà poi posta
all'esame dell'Aula questa sera stessa, per cui chiedo ai deputati
di assicurare la presenza per almeno qualche altra ora.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti,
rifare l'intervento che ha svolto l'onorevole Bufardeci sarebbe
inutile ed io, certamente, lo sposo per intero. Oggi, ma non è solo
un problema di oggi, ormai da mesi c'è una situazione che,
paradossalmente, non sento di attribuire alla responsabilità
dell'assessore, lo dico a prescindere da maggioranza od
opposizione.
Credo che il vizio, cari colleghi, nasca qualche mese prima, anzi
nel settembre 2010, quando - e mi dispiace per l'assessore alle
finanze e per il presidente della Regione - fu approvato il
bilancio e appostata una partita, per questa vicenda, pari a zero
Ricordo a me stesso che in quei mesi - subito dopo è arrivato
l'assessore Centorrino - scoprii in Commissione come nel bilancio,
per la formazione professionale, ci fosse, appunto, zero
A questo punto, il tema oggi è veramente serio, perché il problema
è nato a seguito dell'approvazione del bilancio del 2010, il
cosiddetto bilancio preventivo, si è cercato di risanare e devo
dire, bisogna dare atto, c'è stato uno scontro, è inutile negarlo,
nell'ambito dello stesso Governo e si mise poi una partita
contabile che non poteva soddisfare, forse, neanche i primi quattro
mesi Oggi, l'ultimo incontro, che è avvenuto poche ore fa, mette
in evidenza, con la sua drammaticità, tutta questa problematica.
L'onorevole Bufardeci si è rivolto, giustamente, all'assessore
Centorrino; ma questo non è un problema dell'assessore al ramo,
bensì del Governo nella sua interezza, del Presidente della
Regione, che non ha capito che bisogna individuare una linea ferma
anche nelle direzioni di quell'assessorato in cui, in pochi mesi ed
anni, sono stati cambiati i vertici non so quante volte
Tutti i nodi ora arriveranno al pettine, anzi sono tutti arrivati
Come ha detto l'onorevole Bufardeci, è un impegno che tutta l'Aula
deve assumersi oggi, perché non so se ci siano i quaranta milioni,
ma certamente l'intervento è urgentissimo perché, credetemi, io non
ho mai curato la materia, la formazione non la condivido, così come
oggi in Sicilia esiste ed è fatta, però ci sono delle situazioni
transitorie, ci sono delle partite in corso che - prima della
riforma - devono essere sistemate Oggi ci sono persone ed enti
che lavorano e che da più di dieci mesi non percepiscono una lira
A questo punto io, come rappresentante del PDL in quinta
Commissione, invito l'assessore Centorrino a chiarire che i
quaranta milioni non servono O se ne mettono sessanta, infatti, o
il problema non lo si risolve
E' un ulteriore addolcire il problema per rinviarlo, anche perché
quel passaggio del trenta per cento, ossia i sessanta milioni di
euro che bisognava prendere con i fondi comunitari, anche lì, nel
mese di febbraio, si disse che non si poteva riuscire a fare e
infatti oggi siamo costretti, il Governo è costretto, a farvi
fronte con i fondi regionali Oggi, assessore, le dico di valutare
veramente questo problema dei quaranta o dei sessanta milioni
necessari, perché ci possono essere anche responsabilità
patrimoniali accertabili dalla Corte dei Conti.
Forse tanti colleghi non percepiscono questo profilo, ma io lo
dico nell'interesse del quieto vivere di tutti. Ma se alla fine dei
corsi, ad ogni corsista, in ogni corso, non si raggiungeranno le
novecento ore, si vanifica tutto quello che si è fatto fino ad
adesso, e quindi anche la copertura economica fin qui assicurata
Il problema è serissimo: spero che l'assessore ne abbia compreso
l'importanza, perché poi il responsabile è lui, malgrado il vero
responsabile sia il Presidente della Regione, che non è presente,
ma è lui il primo responsabile di questa situazione e oggi ha
lasciato questa bella patata bollente a un assessore che,
certamente, di tutta questa vicenda, si è trovato una problematica
economica che, di colpo, si tenta di risanare, mentre mesi fa si
diceva che non c'era più denaro per coprire la spesa con i fondi
della Regione Oggi, invece, i soldi stanno riuscendo, e a questo
punto facciamoli riuscire come è giusto che sia, non prendiamoci
ulteriormente in giro, perché con quarantamilioni di euro non
risolveremmo nulla
PRESIDENTE. Ci sono tanti iscritti a parlare, però vorrei
ricordare che la dichiarazione di voto è sulla legge
dell'assestamento di bilancio e se parliamo di formazione, si
rischia di andare fuori tema. Siccome la Commissione Bilancio dovrà
riunirsi per esaminare questo tema, limitiamoci all'assestamento di
bilancio.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, sulla formazione interverremo con il
disegno di legge numero 724. Oggi, per la Sicilia, è una grande
giornata grazie al governo Berlusconi.
RINALDI. Questa se la poteva risparmiare
MANCUSO. Non so se mi potevo risparmiare di dare plauso e merito a
chi vuole rilanciare le infrastrutture in Sicilia e salvare il
bilancio regionale, non so se mi devo risparmiare queste cose e se,
invece, come ora dirò, mi dovrei risparmiare su quanto doveva
prevedere questo assestamento e che assolutamente non è previsto
c'è un saccheggio delle partite contabili del bilancio regionale
Il Governo nazionale ha dato un segnale forte, non solo alla
Sicilia, ma a tutte le regioni del Sud, ha scelto di inondare di
milioni e milioni di euro tutti i progetti immediatamente
cantierabili con risorse del fondo per le aree sottoutilizzate. E'
una parte rilevante, per cui il presidente della Regione Lombardo -
l'ho visto molto sorridente, sereno, seduto al tavolo
dell'Esecutivo, con gli altri governatori - ha annunciato che la
Sicilia esce da un momento buio che riguardava, appunto, il
cofinanziamento del comparto della sanità, perché grazie alla
delibera del CIPE, il bilancio regionale sarà sgravato di
seicentocinque milioni di euro
Signor Presidente, io di questo voglio parlare, perché un
assestamento di bilancio serio non doveva essere fatto questa sera
Un assestamento di bilancio serio doveva essere fatto, magari,
subito dopo ferragosto, aprendo quest'Aula e lavorando, affinché
per quel tesoretto che c'è all'interno del comma 2, dell'articolo
10 della Finanziaria - di seicentocinque milioni di euro, che sono
tagli alla spesa - si tornino a valutare le risorse per rilanciare,
appunto, dopo l'aiuto del Governo nazionale, la Sicilia. Invece, si
rinuncia, e non solo si rinuncia a questo, portando in Aula un
assestamento esclusivamente tecnico, ma ho il sospetto che quei
seicentocinque milioni di euro li vedremo spalmati nei capitoli di
bilancio, con tutta una serie di variazioni fatte direttamente e
decretate dal Ragioniere generale dell'Amministrazione regionale.
Su questo vigileremo, su questo staremo molto attenti, perchè la
disattenzione - chiamiamola così - di una pseudo-maggioranza che
non si occupa delle casse dell'Amministrazione regionale sia
evitata Mi dispiace anche per qualche mio collega della stessa
formazione politica, e vorrei comprendere che cosa ne pensa, e lo
vedremo con il disegno di legge n. 724, il capogruppo del Partito
Democratico, l'ottimo onorevole Cracolici, a proposito di questa
fisarmonica delle somme per la formazione
Ogni anno c'è una pletora di interventi che dicono che si deve
tagliare, che si deve risparmiare, che l'assestamento contabile
serve a regolare e ogni anno puntualmente, invece, c'è l'aumento
di quella spesa, senza fine Siccome ne parleremo fra qualche
minuto vedremo come si comporteranno quelli che si sono dimostrati
fino ad oggi con un'azione di rigore nei confronti delle casse
regionali
Io sono convinto che il peggior Presidente della Regione non possa
superare questo atteggiamento che il Governo regionale ha proprio
sul tema della formazione. Ma lo vedremo tra qualche minuto
Rispetto a questo, l'assestamento di bilancio non ha previsto
molti altri comparti dove non solo non si percepiscono stipendi da
dieci mesi, ma c'è gente che addirittura da quattordici, quindici
mesi, non ha avuto la giusta retribuzione, di questo non c'è una
parola
Quindi, per quanto mi riguarda, l'assestamento non è neanche
tecnico, sono solo dei numeri che sono stati appostati in un
articolo che non hanno nessuna valenza e che, addirittura, non
riescono a dare un segnale convincente dopo un'azione forte del
Governo nazionale a favore di questa Terra: per quanto mi
riguarda, non posso assolutamente avallare questo atteggiamento
sterile di chi non si occupa di quello di cui oggi parlano tutti
gli italiani, non solo i siciliani: uno sperpero dei fondi
pubblici. Noi questa sera diamo ulteriore dimostrazione di ciò,
quando invece poteva essere un'ulteriore possibilità di intervento
per tagliare E invece, ripeto, non è così
Per quanto mi riguarda, pertanto, il mio voto è contrario a questo
disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori
di nomina tecnica del Governo, sono stato preciso nei termini,
vero ? Bene Io esprimo voto contrario a questa manovra di
assestamento del bilancio perché la statura e l'autorevolezza di un
Governo si misurano dalla sua capacità di programmazione: e questa
mia osservazione non è certamente un riferimento all'ottimo
professore, avvocato Gaetano Armao. E' riferita al Governo nella
sua globalità, perché in questa manovra di assestamento ci sono
numeri che non hanno alcuna attinenza con la realtà della Sicilia.
Se la manovra di assestamento era o doveva essere finalizzata a
garantire alcuni interventi nel territorio attraverso lo
spostamento di somme, devo dire che la Sicilia, ancora una volta,
rimane delusa Questo Governo continua a volare basso e a
distinguersi per la capacità di esercitare la ordinarissima'
amministrazione, che non la distingue da una amministrazione di
condominio di uno qualsiasi dei palazzi di questa Sicilia
Non mi riferisco alla formazione - ne parleremo dopo - ma mi
permetta, onorevole Presidente, nel rispetto di diecimila soggetti
e di altrettante loro famiglie, che questa manovra di assestamento
non doveva prevedere un disegno di legge autonomo: in questo stesso
disegno di legge doveva essere resa giustizia al mondo della
formazione in Sicilia E io rispetto il suo invito e non vado
avanti su questo argomento, signor Presidente dell'Assemblea, ma
lo farò dopo, ribadisco, perché ho rispetto di quello che lei
chiede al Parlamento, ma questo disegno di legge merita una
bocciatura, perché non è una manovra tecnica, è soltanto una
manovra che serve a recuperare somme che non sono state spese né
impegnate per la incapacità di programmazione di questo Governo.
A questo stesso Governo io do un appuntamento ad ottobre, quando
andremo a valutare lo stato di spendibilità della spesa
comunitaria. Perché quando lì andremo a certificare i disimpegni
comunitari, chiameremo, senza possibilità di appello, il Governo
alle sue precise responsabilità
Mi auguro che nessuna delle somme destinate dall'Unione Europea
alla Sicilia vadano perdute per responsabilità gestionali o
amministrative o di governo di questa Regione, perché lì sarete
chiamati voi del Governo di questa Regione, non solo dal
Parlamento, ma dalla Sicilia intera, ad un'assunzione di
responsabilità. Quindi, signor Presidente, preannuncio voto
contrario a questo disegno di legge di manovra di assestamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona. Ne ha
facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
annunciare il voto contrario a questo disegno di legge, perché
proprio per la possibilità che ha oggi la Regione di pensare a un
settore importante, mi riferisco in particolare all'agricoltura,
ebbene, c'era un disegno di legge pervenuto in Commissione Bilancio
che non è stato esitato per l'Aula ma che prevedeva provvedimenti
urgenti per la nostra agricoltura, e che oggi non è in Aula per
essere votato.
Noi, oggi, ancora ci occupiamo della cosiddetta riforma delle ASI,
ma ci dimentichiamo di un comparto essenziale per la vita economica
della nostra isola: ebbene, non stiamo rendendo un buon servizio al
nostro territorio, alla nostra isola e ai nostri siciliani, perché
mentre noi qui dibattiamo di un assestamento di bilancio - che è
frutto della cattiva programmazione che il Governo non ha saputo
improntare al meglio all'inizio, quando è stata votata la legge di
bilancio - c'è un comparto che soffre, che è quello
dell'agricoltura, con un assessore al ramo che, più che programmare
l'attività del Governo regionale, mi sembra faccia soltanto conti,
la contabilità per la grande distribuzione, favorendo addirittura
quest'ultima, nel momento in cui dice che il marchio di qualità non
è essenziale per ciascun territorio E ciò tenuto conto del fatto
che per la grande distribuzione è indifferente se il pomodoro è
comprato a Vittoria, se è comprato a Pachino o se è comprato in
Cina, mancando proprio il marchio di qualità Quindi, se il
prodotto non è made in Sicilia, non importa, può essere anche
prodotto in Cina e, allora, viene a Vittoria, nel cuore della
serricoltura siciliana, a dimostrazione che non bisogna pensare al
marchio territoriale Bisogna, intanto, individuare un mercato e,
poi, specializzare il territorio rispetto al mercato che si vuole
aggredire...
Tutto ciò, a me, semplicemente sembra pura follia commerciale
Evidentemente, sistemata la partita delle arance di Scordia, di
Grammichele e del catanese in generale, tutto il resto
dell'agricoltura non ha alcuna importanza per il nostro Assessore,
per il nostro Presidente della Regione, per il Governo della
Regione siciliana
Oggi, ancora una volta, il Governo mortifica l'agricoltura in
Sicilia, dimenticandosi di quel disegno di legge per cui anche
parte della maggioranza si era battuta e che, però, non può trovare
accoglimento. Deve trovare accoglimento, invece, il disegno di
legge sulle ASI, si insiste su questo aborto di legge; non è un
disegno di legge, infatti, che porterà alcun beneficio alla
Sicilia, agli industriali e a quanti vogliono che questa Isola
cresca
Signor Presidente, quello che chiedo è che si faccia in modo,
visto che la Commissione Bilancio si riunirà per esitare il disegno
di legge sulla formazione, e anche qui avrei tante cose da dire
oggi qui parliamo di somme che vengono sistematicamente
disimpegnate, automaticamente.
Nella Finanziaria del 2009, avevamo previsto un emendamento che
avrebbe consentito di utilizzare, parzialmente, le somme
dell'Unione europea per la formazione in Sicilia. Avremmo evitato
questo disastro, avremmo evitato che diecimila famiglie ancora
attendono lo stipendio, avremmo evitato questo scempio, avremmo
evitato questo sciupio di risorse comunitarie, questo stato di
bisogno in cui versano tantissime famiglie, avremmo evitato che i
soldi della formazione, da tre anni a questa parte, venissero
sperperati senza alcuna innovazione nella formazione, senza alcuna
attività di programmazione vera, senza alcuna aderenza tra quelle
che sono le esigenze che provengono dalle imprese, che provengono
dal mondo produttivo, e l'offerta formativa
Ebbene, ancora oggi, siamo qui a parlare - come è stato detto,
appunto, poco fa - dell'aumento necessario per rimpinguare i
capitoli della formazione e non discutiamo, non parliamo, non
votiamo il disegno di legge che prevede interventi urgenti per la
nostra agricoltura Abbiano seicento e più milioni di euro che sono
oggi disponibili nel bilancio della Regione e potremmo intervenire
immediatamente a favore dell'agricoltura e non lo facciamo
Quindi, noi - come diceva poco fa l'onorevole Bufardeci - siamo
qui in Aula, garantiamo la nostra presenza, ma certamente voteremo
contro, perché la nostra è una presenza tecnica, ma voteremo ed
esprimeremo un voto contrario a questo disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voterò a favore
della proposta di legge, ma colgo l'occasione, vista anche la
discussione che si è sviluppata da parte dei colleghi
dell'opposizione, per sottolineare che la riunione che stamattina
ha avuto luogo, richiamata dall'onorevole Bufardeci ed altri, della
Commissione legislativa di merito sulla formazione, ha
semplicemente preso atto dell'intesa intervenuta tra il Presidente
della Regione e l'assessore Centorrino, unitamente ai sindacati e
gli enti della formazione.
La cifra di cui si parla è semplicemente frutto di questa intesa
in rapporto alla discussione che c'è stata stamattina, che va qui
rappresentata: si è chiesto al Governo di assicurare il
completamento dell'anno formativo, al di là delle cifre che sono
necessarie, per onorare l'impegno assunto con i sindacati e con
gli enti e per evitare ulteriori problemi in un settore che,
chiaramente, affronta una fase di passaggio inevitabile - perché i
colleghi che sono intervenuti, comprensibilmente, omettono di dirlo
- inevitabile perché, nel corso degli anni, soprattutto degli
ultimi anni, si è operato con l'intento di utilizzare questo
settore, nella migliore delle ipotesi, come ammortizzatore sociale
Un modo per soccorrere la vasta, come dire, platea di disoccupati
intellettuali. Nell'accezione peggiore, talvolta diffusa, per fare
pura e semplice operazione di clientela
Io do atto all'assessore Centorrino di avere operato a partire
dalla impraticabilità, non solo per ragioni finanziarie, ma anche
per ragioni di rispetto per quanti operano in questo campo e per il
bisogno di formazione che c'è: l'assessore ha operato per
modificare tutta questa situazione.
Naturalmente, questo deve avvenire in un quadro di trasparenza,
nel rapporto con i diversi attori, così come avvenuto, ovviamente,
partendo dalla necessità di modificare profondamente la situazione,
ma assicurando nel contempo il rispetto degli impegni che si sono
assunti.
Quindi, chiedo all'assessore Centorrino, di ribadire davanti al
Parlamento, che da parte del Governo c'è l'impegno a fare in modo
che le attività formative previste nel corso del 2011, con gli
oneri conseguenti, siano assolutamente garantite, a partire dal
fatto che gli enti e gli operatori possano essere retribuiti.
Immagino e spero che la Commissione Bilancio apposti le cifre
necessarie per rendere praticabile questo obiettivo, al di là di
ogni atteggiamento demagogico.
Colgo l'occasione, stante le considerazioni che faceva il collega
Mancuso, per dire che io non condivido il suo trionfalismo, lo
capisco, perché come dire, attiene alla sua parte politica, essendo
lui un sostenitore del Presidente Berlusconi, buon per lui , come
si usa dire. Però, dicevo, rispetto ai fondi FAS, vorrei ricordare
che la Sicilia è stata fino ad ora pesantemente discriminata, che
quelle risorse erano già state destinate alla Sicilia, da qualche
anno, e sono state peraltro pesantemente ridimensionate
Ma io dico di più. Questo Parlamento non ha motivo di gioire,
anche perché mi risulta che dentro questa delibera ci dovevano
essere le risorse per finanziare le due ordinanze di protezione
civile per intervenire nelle zone alluvionate dell'1 ottobre, in
cui hanno perso la vita quarantasette persone: e vorrei ricordare -
il Parlamento ha dedicato una seduta solenne di cordoglio e di
impegno verso quelle popolazioni - l'ordinanza che riguarda il
dissesto idrogeologico di San Fratello e di altri comuni dei
Nebrodi. Pur essendo all'ordine del giorno, infatti, non mi risulta
che il CIPE abbia finanziato le due ordinanze e chiedo
all'assessore Armao e al Presidente della Regione, oltre ad
esprimere soddisfazione per il fatto che siano stati svincolati i
fondi della sanità, di protestare vibratamente nei confronti del
Governo nazionale, perché ancora quelle popolazioni vengono tenute
in una condizione di marginalità rispetto al diritto sacrosanto di
ritornare nelle loro abitazioni in condizioni di sicurezza.
Aspetto una risposta formale dall'assessore Armao, perché ancora
la notizia non è chiara, ma vorrei che il Presidente della Regione,
per primo, protestasse per questa vicenda e, naturalmente, mi
riprometto di presentare un ordine del giorno che spero abbia il
consenso di tutti i parlamentari siciliani, proprio per onorare
quella seduta solenne che abbiamo tenuto e l'impegno che abbiamo
assunto di venire incontro alle popolazioni alluvionate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che gli onorevoli
Formica, Buzzanca e Corona rinunziano a parlare. L'Assemblea ne
prende atto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non rinunzio a
parlare, perché noi di Forza del Sud siamo in pochi, voi siete in
molti, e quindi mi pare corretto... Penso che sia grave non
esprimersi su questo assestamento di bilancio, che definisco
indegno, indecoroso, assessore Armao lei non si rende conto che
questo atto che presenta all'Aula dimostra l'incapacità politica
estrema e totale di un Governo che ha soltanto una cosa da fare,
quella di andarsene a casa, perché ogni minuto in più che questo
Governo rimane a guidare la Regione è un danno che fa alle speranze
dei siciliani
(Assume la Presidenza il Vicepresidente Formica)
Che cosa è l'assestamento di bilancio? Prendere, utilizzare somme
non spese da destinare a che cosa? Qual è la proiezione
programmatica di questo disegno di legge? La formazione: ancora
oggi, concretamente, non ci sono i sessanta milioni di euro;
l'agricoltura, un disegno di legge che prevede interventi a favore
dell'agricoltura e della pesca rimane in Commissione e se ne
parlerà a settembre
Date priorità al disegno di legge sul riordino delle ASI che non
ho capito poi, al di là della bontà del disegno di legge, quale
potrebbe essere la prospettiva di rilancio economico di questa
Terra.
Un disegno di legge, tra l'altro, che è stoppato dall'UDC nella
seduta di ieri, il capogruppo dell'MPA chiede l'inversione
dell'ordine del giorno, il Presidente Lombardo, con l'assessore
Venturi, che ha il problema del direttore generale insomma, date
priorità a questo disegno di legge e trascurate le vere emergenze
della Sicilia e dei siciliani
Oggi, l'Assessorato alla pesca doveva predisporre il calendario
del fermo biologico, altro atto che creerà soltanto danni al
settore Non si è data la forbice per potere permettere di
effettuare questo fermo temporaneo nell'arco di tre mesi,
nonostante sia stato detto all'assessore e al direttore Barbagallo
- che può fare tutto tranne che parlare di pesca, perché secondo me
non conosce nemmeno la poppa e la prua di un peschereccio - ebbene,
si è andati avanti ancora nel creare problemi e soltanto problemi
Non siete i padroni della Sicilia, rendetevi conto che non siete
in grado di amministrare
A questo punto dovete assumervi delle responsabilità vere, e noi
vogliamo sapere cosa volete fare con questo avanzo di soldi
rispetto alle spese preventivate e ciò che ci viene, invece,
consegnato dal Governo nazionale Governo nazionale che oggi, come
diceva correttamente l'onorevole Mancuso, permette alla Sicilia di
poter utilizzare ben seicento milioni di euro E qual è l'obiettivo
di questo Governo? Un Governo regionale che, in tema di lavoro, in
tema di produzione di reddito, non riesce a produrre nulla: me lo
spiegate come mai in Lombardia, dove, mi pare, non c'è il sole, ma
c'è la nebbia, si concedono ben 4.100 autorizzazioni per lanciare
il fotovoltaico, e in Sicilia vi fermate a 780 autorizzazioni? Mi
spiegate come volete risolvere il problema dei rifiuti? Avete
bloccato il piano che prevedeva i termovalorizzatori, illudendovi
che con la raccolta differenziata possiate risolvere non si capisce
che cosa, dicendo che dietro quel piano c'era la mafia Non siete
capaci di amministrare, di produrre nulla, utilizzate sempre la
mafia come uno scudo per nascondere la vostra inefficienza
amministrativa
Allora, questo provvedimento non si può assolutamente votare Sarà
un assestamento tecnico, sarà una manovra di numeri, ma dimostra
che siete un governo senza idee, senza alcuna prospettiva, perché
non capite, non sapete cosa dovete fare di questa Terra
E' un atto che noi di Forza del Sud bocceremo e lavoreremo per
fare in modo che si possano utilizzare questi fondi per finanziare
le leggi di settore. Abbiamo, infatti, l'agricoltura che va
sostenuta; abbiamo la pesca che va sostenuta.
Sono temi che, mi rendo conto, in quest'Aula non interessano a
nessuno
Non interessa a nessuno aiutare settori che sono fondamentali non
comprendendo che, fuori quest'Aula, ci sono attività, ci sono
imprese che hanno serie e vere difficoltà. Ripeto, bocceremo
quest'assestamento di bilancio e saremo vigili ed attenti per
cercare di limitare i danni che la vostra incapacità politica ed
amministrativa può arrecare alla Sicilia e ai siciliani.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2011» (n. 769/A )
PRESIDENTE. Essendo conclusi gli interventi, si passa alla
votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2011» (n. 769/A). Indìco la votazione finale per scrutinio
nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Arena, Aricò,
Bonomo, Cappadona, Catalano, Colianni, Cracolici, De Benedictis, Di
Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina, Faraone, Federico,
Ferrara, Galvagno, Gentile, Giuffrida, Gucciardi, Laccoto, Leanza
Nicola, Lentini, Lo Giudice, Lupo, Marinello, Marziano, Mattarella,
Musotto, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Raia,
Rinaldi, Ruggirello, Savona, Speziale, Sulsenti.
Votano no: Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Caputo, Cascio
Salvatore, Cimino, Cordaro, Corona, D'Asero, Incardona, Leontini,
Limoli, Maira, Mancuso, Nicotra, Scilla.
Sono in congedo: Barbagallo, Calanducci, Cristaudo, Currenti,
D'Agostino, Falcone, Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese,
Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 43
Contrari 17
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, prima di proseguire con l'esame dell'altro
disegno di legge, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.59, è ripresa alle ore 19.32)
(Riassume la Presidenza il Presidente Cascio)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
242-362-577/A
PRESIDENTE. Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge
nn. 605-242-362-577/A «Costituzione dell'Istituto regionale per lo
sviluppo delle attività produttive».
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Articolo 28
Piani regolatori d'area
1. Il Consiglio di amministrazione dell'Istituto, previa
elaborazione e predisposizione da parte del competente ufficio
periferico, adotta il piano regolatore d'area in relazione ad ogni
singola area omogenea di cui al comma 2 dell'articolo 1, ovvero,
ove possibile, a loro accorpamenti. Le prescrizioni ed i vincoli
ivi contenuti hanno durata pari a cinque anni decorrenti
dall'approvazione definitiva da parte del competente organo
regionale.
2. Il piano è lo strumento urbanistico di regolazione generale
dell'area, prevede, tra l'altro, in conformità alle linee guida di
cui all'articolo 25, la localizzazione degli insediamenti
produttivi e industriali e delle opere ed impianti
infrastrutturali, la dotazione di impianti e servizi di tutela
ambientale ed il tipo di imprese localizzabili nei diversi siti
compresi nelle aree industriali, i centri di assistenza e
promozione delle imprese.
3. La delibera di adozione del piano è pubblicata presso l'albo
pretorio dei comuni nei cui territori ricadono le aree oggetto di
pianificazione. Ai fini della presentazione di eventuali
opposizioni e/o osservazioni, si applica, in quanto compatibile,
l'articolo 3 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71.
4. Il Consiglio di amministrazione, valutate ed eventualmente
accolte le osservazioni e/o opposizioni presentate nei termini di
legge, adotta definitivamente il singolo piano regolatore d'area e
lo invia all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente.
Il predetto Assessorato, sentito il parere del Consiglio regionale
dell'urbanistica, approva definitivamente il piano entro sessanta
giorni dalla ricezione della relativa delibera unitamente agli
allegati. Trascorso tale termine il piano s'intende approvato, ed è
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
5. Dalla data di adozione del piano regolatore d'area si applicano
le misure di salvaguardia di cui all'articolo 12, commi 3 e 4, del
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
6. I comuni nei cui territori ricadono le aree oggetto dei piani
di cui al presente articolo adeguano il proprio piano regolatore,
ovvero altro strumento urbanistico vigente, entro i successivi sei
mesi dal termine di approvazione da parte dell'organo regionale
anche a mezzo di approvazione di variante generale. In caso di
inerzia, anche su impulso dell'istituto, l'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente, di concerto con l'Assessore regionale
per le attività produttive, nomina un commissario ad acta che
provvede in sostituzione degli organi comunali inadempienti.
7. Nelle more dell'adozione dei piani di cui al presente articolo,
i piani regolatori sono costituiti, in prima applicazione, dai
vigenti piani regolatori dei soppressi consorzi per le aree di
sviluppo industriale, i cui vincoli in corso di scadenza restano
efficaci fino al 31 dicembre 2012».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: da 28.1 a 28.8.
- dal Governo: 28.9.
Comunico che, per assenza dall'Aula dei firmatari, gli emendamenti
28.1, 28.2 e 28.3 decadono. Si passa all'emendamento 28.4.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
proprio su questo articolo - mi rivolgo all'assessore Venturi - ci
sia probabilmente uno scollamento nell'informazione per quanto
riguarda i colleghi circa, appunto, la ripresa dei lavori. Vedo
troppi banchi vuoti su un articolo che considero assolutamente
cardine. Già sono stati sostanzialmente bocciati degli emendamenti
soppressivi di alcuni commi, oltre che dello stesso articolo.
Pertanto, Assessore, vorrei fare osservare che proprio l'articolo
in esame è pienamente dimostrativo dei limiti di questo disegno di
legge per quanto riguarda la mancata compartecipazione del
territorio in alcune scelte.
PRESIDENTE. Onorevole Bufardeci, mi scusi, la interrompo soltanto
per chiederle se ha visto l'emendamento del Governo, aggiuntivo, il
28.9, per intenderci...
BUFARDECI. Ho visto, ho visto, sì. E le voglio dire che proprio su
questo articolo, proprio l'emendamento 28.9, è dimostrativo del
tentativo di riparare al vulnus creatosi nel testo dell'articolato.
Perché, infatti, cosa dice sostanzialmente l'emendamento il 28.9?
Esso cerca di dare sostanza, cerca di dare un ruolo ai Comuni. Ma
se noi andiamo a vedere complessivamente il testo di questo
articolo, io lo leggo brevemente, noto delle incongruenze, le più
evidenti: al comma 3 cosa vuol dire che si applica nel caso in cui
ci sono delle opposizioni e/o delle osservazioni, ove compatibile
l'articolo 3 della legge 71 del 1978? Che significa? Norma che
tutti sappiamo essere riferita alle vicende urbanistiche degli enti
locali. Cosa significa ove applicabile ? Cosa significa che a
valutare le osservazioni, le opposizioni sia il CdA? Che abbiamo
visto essere composto da tecnici di altra materia Nessuna
valutazione tecnica possono dare come quella in materia, specifica,
urbanistica: persone sicuramente di comprovata esperienza e ci
auguriamo nella materia delle attività produttive, nelle varie
accezioni e nella sfera più larga delle attività produttive.
Mentre tutto questo avviene all'articolo 5, però si consacra il
principio che basta l'adozione perché scattano le norme di
salvaguardia.
Al comma 6 la contraddizione delle contraddizioni Uno strumento
urbanistico, quale è il piano regolatore delle ASI, che non può non
vedere il protagonismo e l'interesse vero e concreto degli enti
locali per primi, viceversa, non solo non è partecipato se non
nella maniera in cui si tenta di reinserire tale compartecipazione
con l'emendamento 28.9, ma di più cosa devono fare gli enti?
Devono adeguarsi a quello che è stato fatto da quell'organismo,
privo di quella partecipazione del territorio Di quella
rappresentatività che noi abbiamo sostenuto essere il principale
vulnus di questo disegno di legge, proprio per quanto riguarda la
presenza. Non nei numeri, eliminiamo cosi anche un altro problema:
infatti, ho sentito molte volte fare una battaglia di numeri, oltre
che in alcuni casi una battaglia di criteri. Noi siamo felici che
il numero di circa 1000 soggetti venga abbattuto radicalmente,
contestiamo un abbattimento che, però, alla fine, non garantisce
quella rappresentanza e quella partecipazione ad alcuni processi
decisori da parte del territorio. Che da 1000 si rimanga in 5 nel
Consiglio di amministrazione o si rimanga in 9 nella Consulta non
lo considero un merito Che da 1000 si diventi un numero comunque
molto ridotto, ma che garantisca la rappresentatività e la
partecipazione lo considero un merito
Tutto questo non c'è, però, e quindi ribadisco, contraddizione
delle contraddizioni, che al comma 6 di questo articolo, i comuni
siano obbligati ad adeguarsi
Al comma 7 si fa riferimento che, in considerazione delle norme di
salvaguardia, in considerazione che nel frattempo tutti gli enti
dovranno preoccuparsi di fare il piano regolatore, la scadenza dei
vincoli resta efficace al 31 dicembre 2012. Vi siete posti il
problema della costituzionalità dell'articolo? Il vincolo di
salvaguardia non può non avere una determinata durata il cittadino
deve sapere i termini. Credo che sia palese la incostituzionalità
di determinare per legge una proroga del limite del vincolo
connesso proprio alla norma di salvaguardia che, viceversa, deve
decadere con i cinque anni. Perché dura cinque anni? Proprio per
non conculcare il diritto del privato che, viceversa, nonostante la
previsione urbanistica o del comune o, in questo caso, dell'ASI e
domani dell'Irsap, si vedrebbe costretto a non potere fruire ed
utilizzare il proprio terreno
Le ho fatto una sintesi per non esagerare e sforare il tempo
assegnatomi per dirle che questo articolo ha bisogno, a mio avviso,
di essere meglio disegnato e il tentativo che il Governo fa con
l'emendamento 28.9 è assolutamente modesto, cercando di riparare al
guasto che la previsione in esame, così come è stata predisposta,
può comportare: ciò, in aggiunta ai grandi limiti di legittimità
che ho evidenziato, facendo soltanto l'esempio con l'ultimo comma.
Per queste ragioni, chiedo che questo articolo sia accantonato per
fare degli approfondimenti o eventualmente, per quanto mi riguarda,
per prima cosa chiederò intanto la verifica del numero legale e, in
secondo luogo, laddove ci dovesse essere la necessità, il voto
segreto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
ha autorizzato la convocazione della Commissione Bilancio che sta
discutendo un argomento di grande rilievo che riguarda le
variazioni di bilancio, i temi della formazione che, come abbiamo
visto, hanno appassionato l'Aula anche se i punti non erano
all'ordine del giorno.
Ciò sta comportando la presenza di quindici parlamentari
componenti la Commissione, tra cui il sottoscritto, che essendosi
accorto che era iniziata l'Aula, è venuto in Assemblea lasciando la
Commissione, più altri parlamentari che ritengono di intervenire in
merito a quel disegno di legge; ciò, evidentemente, comporta
l'assenza notevole anche di diversi deputati in Aula. Siccome sento
avanzare ipotesi di richiesta del numero legale o di voto segreto
e, quindi di una condizione che presupporrebbe la presenza di tutti
i parlamentari in Aula, su una norma di tale rilievo, come quella
che stiamo affrontando, io chiederei al Presidente di sospendere i
lavori allo scopo di consentire ai componenti la Commissione
Bilancio di partecipare alla seduta d'Aula
PRESIDENTE. La Presidenza avrebbe sospeso un attimo prima i lavori
allo scopo di procedere alla verifica del numero legale. Non si
preoccupi, onorevole Di Benedetto.
DI BENEDETTO. Vorrei sapere se partecipare ai lavori dell'Aula o
della Commissione...
PRESIDENTE. Faccia lei, onorevole Di Benedetto
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
242-362-577/A
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
cercare, paradossalmente, di semplificare i lavori dell'Aula. Ho
ascoltato poco fa l'intervento dell'onorevole Bufardeci, devo dire
anche l'intervento dell'onorevole Di Benedetto: faccio una proposta
perché altrimenti ci complichiamo la vita L'articolo 28,
effettivamente, Assessore, io la inviterei a riflettere e ad
accantonarlo, perché penso che così come è noi lo potremmo anche
approvare, ma secondo me lo impugnerebbe il Commissario dello
Stato E' un articolo, infatti, totalmente scoordinato con la legge
urbanistica che paradossalmente la cita e la richiama, quindi da un
lato reca delle procedure in disarmonia con la legge n. 71 del
1978, dall'altro lato la cita e la richiama
La legge n. 71 del 1978 nasce da una filosofia che attribuisce la
pianificazione agli enti territoriali, ai comuni, paradossalmente
se si fossero lasciate le ASI come erano prima, forse poteva avere
più senso, ma avendo creato un Consiglio di amministrazione, che è
un qualcosa di totalmente scollegato col territorio, perché è un
qualcosa al di sopra, una cosa privatistica, ebbene, la invito a
riflettere e a mettere insieme tutte queste cose: Consiglio di
amministrazione che approva e che, oltretutto, poi incarica,
attraverso il territorio, i tecnici che poi adottano il piano ma
oggi la procedura è ben altra Il sindaco propone un piano, dà le
linee di massima; il consiglio comunale lo adotta; la Regione lo
approva. Qui non si capisce quello che c'è scritto
Suggerirei, pertanto, una riflessione perché se si vuole
semplificare che ben venga, ma se si vuole totalmente scavalcare il
territorio in ordine alle scelte da adottare - che, con tutto il
rispetto, cinque o quattro persone che saranno indicate e nominate
dall'Assessore o dal Presidente della Regione, e che sovrappongono
questo loro potere al territorio - francamente, mi sembra un poco
esagerato
Quindi, suggerisco, poi lei faccia come ritenga, Assessore, di
accantonare l'articolo e proprio per le parole dette dal collega
che mi ha preceduto, ci sono alcuni articoli sui quali, invece,
sono stati presentati pochi emendamenti. Li valuti lei, signor
Presidente dell'Assemblea, li affrontiamo e su quelli penso che
problemi non ce ne siano. Quegli articoli in cui c'è qualche
emendamento si accantonano, si attendono che tornano tutti i
colleghi e andiamo avanti celermente. Questa è una mia proposta
che, se condivisa, se l'Assessore lo ritiene, dichiari di
accantonare gli articoli che sono più complessi, visto peraltro che
molti colleghi non sono in Aula in questo momento.
Per esempio, l'articolo 31, non dovrei dirlo, obiettivamente lì si
può risolvere, Assessore, non si è mai detto che un cittadino
qualunque che oggi costruisce non paghi insomma, non si è mai
visto che i costruttori privati non paghino gli oneri di
costruzione, è un po' esagerato, zero oneri di costruzione, e gli
enti dovranno poi fare le manutenzioni di queste aree... E non c'è
neanche un minimo di onere rispetto a questo servizio, zero Si
dica il 50 per cento, il 40 per cento, vogliamo agevolare queste
imprese che arriveranno in Sicilia a flotte, forse, ma comunque
obiettivamente, mettere zero mi pare esagerato: non si è mai
sentito che non si paga un onere concessorio per la realizzazione
di una infrastruttura
Signor Presidente, valuti lei se accantonare quest'articolo, se il
Governo è d'accordo, e se c'è qualche altra norma da poter esitare,
procediamo celermente.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
le considerazioni degli onorevoli Bufardeci e Beninati, con
l'intento di contribuire all'esame del disegno di legge e, senza
un'assegnazione di parte, volevo contribuire a riflettere nella
lettura di questo articolato che può sembrare ostico, perché
oggettivamente l'articolo 28 si innesta con la lettura e le
prescrizioni dell'articolo 3 della legge n. 71 del 1978. Però,
onorevole Beninati, se noi lo leggiamo con questo combinato
disposto, credo che le preoccupazioni che a prima vista hanno
giustificato il suo intervento e quello del collega che l'ha
preceduto non abbiano motivo di esistere. E perché? Perché,
intanto, è chiaro che questo articolo individua in capo al soggetto
Consiglio di amministrazione , la responsabilità dell'adozione
dello strumento urbanistico, della predisposizione e della sua
adozione.
L'equivalenza con il regime della legge 71 del 1978 è chiaro
laddove lo strumento urbanistico, in quel caso, è adottato
dall'amministrazione comunale. In questo caso, infatti, l'ufficio
tecnico dell'amministrazione comunale è sostituito dall'ufficio
periferico dell'Irsap, che elabora la documentazione tecnica del
piano che viene adottato, appunto, dal Consiglio d'amministrazione.
La preoccupazione secondo la quale gli enti territoriali non sono
partecipi di questo processo è assolta in parte dall'articolo 28 e
in parte, in maniera più sostanziale, così come nella seduta della
Terza Commissione della settimana scorsa abbiamo proceduto a fare
insieme, forze di maggioranza e di minoranza, decidendo con
l'emendamento che ha visto la formulazione del 28.9, a firma del
Governo, perché in quella sede abbiamo stabilito che il Consiglio
di amministrazione trasmette la delibera a tutti i comuni nei cui
territori ricade, parte o per intero, l'area interessata dal
provvedimento oggetto del piano regolatore medesimo.
Questa delibera - e qui poi si applica il dettato dell'articolo 3
della legge 71 del 1978 - viene pubblicata nell'Albo Pretorio:
quell'articolo disciplina modalità e tempi per la presentazione
delle osservazioni e si ritorna così all'articolo 28 come emendato
dall'emendamento 28.9, che precisa e definisce come queste
osservazioni vengano rilevate dal Consiglio di amministrazione e
trasmesse all'organo che le approva, così come è per i piani
regolatori urbanistici nella richiamata legge 71 del 1978;
l'assessorato regionale al territorio e ambiente, in questo caso, è
l'assessorato alle attività produttive. Io credo, quindi, che la
simmetria sia assolutamente efficace, ripeto, va forse letto con
attenzione, ma non mi pare che ci siano buchi interpretativi né
normativi in questo passaggio. Credo, infatti, che tutto il
meccanismo sia chiaro, obiettivamente una riflessione più attenta
forse merita il comma 7, laddove si immagina una prosecuzione della
validità dei vincoli in corso di scadenza fino al 31 dicembre del
2012: ecco, qui è probabile che si stia forzando la mano ma,
ripeto, trattasi di un comma, una parte che tuttavia può essere
giustificata dal contesto di questa norma che è comunque di grande
utilità.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
pienamente le ragioni appena esposte dal collega De Benedictis e
voglio invece manifestare una preoccupazione: se non si prevede una
sorta di autorità sovraordinata rispetto ai comuni, il pericolo
vero che noi corriamo è quello che non si facciano mai i piani
regolatori generali delle aree di sviluppo industriale Infatti,
anche adesso, nell'elaborazione degli attuali piani dei Consorzi
ASI, l'organo che ha predisposto i piani è il Consorzio e i comuni
sono stati sentiti; semmai, si potrebbe, mi permetto di suggerire,
aggiungere nel primo rigo in cui si parla dell'affidamento della
redazione del piano, da parte degli uffici periferici, sentiti i
comuni , prevedendo così una forma di consultazione, ma che non si
vada oltre altrimenti, specialmente in aree di sviluppo
industriale che insistono sul territorio di più comuni, capoluogo,
comuni diversi, insomma, sarà assolutamente impossibile conciliare
le differenze
Pertanto, personalmente, penso che bisognerebbe aggiungere la
formula che nella fase di redazione dei piani si sentano i comuni,
eliminando la parte che riguarda i vincoli, perché potremmo
incappare in un vizio di costituzionalità della norma.
PRESIDENTE. Assessore, ritiene di apportare modifiche o andiamo
avanti?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURI, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, accolgo le modifiche che aveva proposto
l'onorevole De Benedictis e anche l'onorevole Marziano: possiamo
correggere nuovamente in parte l'articolato e proseguire nell'esame
dello stesso.
PRESIDENTE. Dispongo, pertanto, l'accantonamento dell'articolo 28
e dei relativi emendamenti.
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Articolo 29
Espropriazioni
1. Le opere e le eventuali acquisizioni di aree da destinare ad
insediamento industriale, con l'approvazione del piano ai sensi
dell'articolo 28, sono dichiarate di pubblica utilità, urgenti ed
indifferibili. Le procedure di occupazione ed espropriative sono
interamente regolate dal D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. Tutti i provvedimenti relativi all'eventuale occupazione ed
all'espropriazione sono di esclusiva competenza dell'Istituto.
Continua ad applicarsi, in quanto compatibile, l'articolo 3, comma
1, lettera c) della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 20».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Leontini gli
emendamenti: 29.1, 29.2, 29.3.
INCARDONA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.55, è ripresa alle ore 20.41)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo cinque
minuti di sospensione perché il Gruppo del PDL ha bisogno di
riunirsi per un chiarimento circa la posizione da tenere nei lavori
d'Aula, per poi proseguire con l'esame dell'articolato.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse è stata
sospesa un po' troppo l'Aula, pertanto le chiedo di far proseguire
i lavori, dovendo completare questa legge sulle ASI per poi vedere
cosa succede
PRESIDENTE. Poche idee, ma confuse Onorevoli colleghi, sospendo
brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20.44, è ripresa alle ore 21.17)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 605-
242-362-577/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, eravamo giunti all'articolo 29.
Si passa, quindi, all'emendamento 29.1. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 29.2. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 29.3. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Votano contro i deputati dei Gruppi PID , PDL e Forza del
Sud )
Onorevoli colleghi, l'articolo è approvato, con il voto contrario
dei Gruppi del PDL, PID e Forza del Sud. L'Assemblea ne prende
atto.
Si riprende l'esame dell'articolo 28, in precedenza accantonato.
Si è deciso di riformulare l'articolo. Comunico che il Governo ha
presentato due emendamenti, il 28.10 e il già citato 28.9, dando
parere favorevole all'abrogazione del comma 7, quindi al 28.8.
Si passa all'emendamento 28.10. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 28.9. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, gli emendamenti 28.4, 28.5, 28.6 e 28.7 sono
preclusi.
CRACOLICI. Signor Presidente, ha messo in votazione anche
l'emendamento 28.8?
PRESIDENTE. No, lo sto ponendo ai voti adesso. Ricordo che
sull'emendamento 28.8 c'è un parere favorevole del Governo.
CRACOLICI. Se è favorevole, da domani, quale piano regolatore
vige?
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma 7
ha sollevato una perplessità che, personalmente, condivido soltanto
in ordine all'ultima frase, quella nella quale il Collegio della
Regione detta norme in ordine alla durata dei vincoli. Consiglio di
abrogare solo queste parole, mantenere il comma 7 così com'è,
perché può sembrare superfluo ma male non fa Togliamo soltanto la
parte relativa alla proroga dei vincoli su cui noi non possiamo
legiferare.
PRESIDENTE. Onorevole De Benedictis, lei dice di lasciare il comma
7 fino alle parole per le aree di sviluppo industriale .
Rimangono in vigore i piani regolatori, cioè lo strumento
urbanistico.
Comunico che il Governo ha presentato un subemendamento, 28.7.1,
all'emendamento 28.7 che recita abolire le parole i cui vincoli in
corso di scadenza restano efficaci fino al 31 dicembre 2012 .
Pongo, pertanto, in votazione il subemendamento 28.7.1,
soppressivo dell'ultima frase. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 28.8. Assessore, abbiamo cassato le
parole i cui vincoli in corso di scadenza restano efficaci fino al
31 dicembre 2012 . Pertanto il comma 7 rimane nella parte restante.
Pongo in votazione l'emendamento 28.8. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Il comma 7 rimane pertanto formulato fino alle parole sviluppo
industriale .
Pongo in votazione l'articolo 28, nel testo risultante.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 28
INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Beninati, Bufardeci, Cascio Salvatore,
Cordaro, D'Asero, Leontini, Limoli, Maira, Mancuso e Scoma, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 28.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi,
Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bufardeci, Buzzanca,
Cappadona, Caputo, Catalano, Cimino, Colianni, Cordaro, Cracolici,
Cristaudo, D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di
Guardo, Di Mauro, Faraone, Federico, Ferrara, Formica, Galvagno,
Gentile, Giuffrida, Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Nicola,
Leontini, Limoli, Lo Giudice, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello,
Marziano, Mattarella, Musotto, Panarello, Panepinto, Parlavecchio,
Picciolo, Ragusa, Raia, Rinaldi, Savona, Scoma, Speziale,
Torregrossa.
Congedi: Barbagallo, Calanducci, Currenti, D'Agostino, Falcone,
Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 34
Contrari 22
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Articolo 30
Assegnazione dei terreni e dei rustici
1. Le istanze per l'assegnazione ed il successivo acquisto dei
terreni e dei rustici sono presentate all'Istituto per il tramite
degli uffici periferici di competenza i quali provvedono ogni tre
mesi agli adempimenti di cui al presente articolo, attraverso
l'indizione di procedure ad evidenza pubblica.
2. Gli uffici periferici provvedono, entro i trenta giorni
successivi alla scadenza di ogni trimestre, a formare una
graduatoria approvata con delibera del Consiglio di
amministrazione, di cui è data comunicazione agli interessati.
3. Nello stesso termine e con le stesse modalità di cui al comma 2
sono adottati eventuali provvedimenti motivati di rigetto delle
istanze.
4. Entro i trenta giorni successivi chiunque ne abbia interesse
può proporre ricorso avverso la graduatoria di cui al comma 2
all'Assessore regionale per le attività produttive, che decide
entro i successivi venti giorni, decorsi i quali il ricorso si
intende rigettato.
5. Nella formazione della graduatoria si tiene conto, dandone
evidenza nel relativo avviso pubblico, della conformità
dell'iniziativa agli indirizzi fissati dalle linee guida di cui
all'articolo 25 ed al programma di cui all'articolo 27, dei
riflessi sull'occupazione diretta ed indiretta degli investimenti
previsti ed infine dei finanziamenti già ottenuti.
6. Gli operatori economici che abbiano subito danni ai beni
immobili strumentali all'esercizio dell'impresa, tali da rendere
detti immobili inutilizzabili, in esito ad attentati o azioni
criminose messe in atto dalla criminalità organizzata, e che
abbiano reso denuncia all'autorità competente, risultano
preferiti nell'assegnazione provvisoria, anche a titolo gratuito,
di aree, terreni, rustici o infrastrutture di cui alla presente
legge.
7. Fermo restando quanto disposto dai commi 5 e 6, sono preferite
nell'assegnazione delle aree le piccole e medie imprese che
presentano più elevati indici di occupazione.
8. Gli atti di vendita dei terreni e dei rustici, il cui prezzo
non può comunque essere inferiore ai costi sostenuti dall'Istituto
per l'esproprio dell'area e per le eventuali opere ivi realizzate,
prevedono l'impegno dell'impresa acquirente di mantenere la
destinazione dell'insediamento all'attività produttiva indicata con
l'istanza per un periodo non inferiore a cinque anni, nonché
termini perentori per l'inizio e la fine dei lavori dello
stabilimento; tali termini possono essere prorogati, una sola volta
e per non più di diciotto mesi, con delibera motivata del Consiglio
di amministrazione, in caso di comprovata impossibilità obiettiva
dell'impresa di rispettarli e solo allorquando i lavori di
costruzione dello stabilimento siano già iniziati. Gli atti di
vendita dei terreni prevedono, altresì, espressamente la condizione
risolutiva del contratto in caso di mancato rispetto degli impegni
e dei termini suddetti.
9. Nel caso di progetti di investimento di pubblica utilità, i
termini di cui al comma precedente sono prorogati di 24 mesi.
10. Trascorsi cinque anni dalla stipula degli atti di cui al comma
8, ovvero anche antecedentemente nelle ipotesi di comprovati ed
anomali andamenti del mercato, su motivata istanza dell'impresa,
l'Istituto può consentire il mutamento della destinazione data
all'insediamento con l'istanza di cui al comma 1. In caso di non
accoglimento della istanza dell'impresa la stessa mantiene la
medesima destinazione pena la risoluzione dell'atto di vendita
secondo le modalità di cui al comma 11.
11. Al verificarsi della condizione risolutiva di cui al comma 8 e
fermo restando quanto previsto dal comma 10, con delibera del
Consiglio di amministrazione, sono attivate le procedure per
l'accertamento della risoluzione del contratto di vendita e la
restituzione all'impresa acquirente di una somma pari al 75 per
cento del corrispettivo pagato».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Leontini gli
emendamenti da 30.1 a 30.12 e dal Governo, 30.13 e 30.14.
Si passa all'emendamento 30.1. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.2. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.3. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.4. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.5. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.6. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.7. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.8. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.9. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.10. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.11. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.12. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 30.13 del Governo. Il parere della
Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole, a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 30.14 del Governo. Il parere della
Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole, a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 30, nel testo risultate. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Votano contro i deputati dei Gruppi PID , PDL e Forza del
Sud )
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Articolo 31
Oneri per urbanizzazione e costruzione
1. Gli oneri di urbanizzazione e costruzione, previsti dalle
vigenti leggi in materia di urbanistica ed edilizia, relativi alla
realizzazione di insediamenti produttivi nelle aree di cui alla
presente legge, non sono dovuti».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Leontini gli
emendamenti 31.1 e 31.2 e ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sono stati presentati dal Governo gli
emendamenti 31.3 e 31.4.
Si passa all'emendamento 31.4. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.3. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 31, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Articolo 32
Esecuzione delle opere. Gestione delle infrastrutture e dei
servizi
1. L'Istituto, anche per il tramite degli uffici periferici,
provvede alla progettazione ed esecuzione delle opere e dei servizi
di cui alla presente legge. Si applica per i servizi, per le
forniture e per i lavori, il decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163 e successive modifiche ed integrazioni.
2. La gestione delle infrastrutture e dei servizi destinati alle
aree di cui al comma 2 dell'articolo 1, spetta all'Istituto per il
tramite degli uffici periferici. Il Consiglio di amministrazione
approva un regolamento che detta le modalità di corresponsione
delle quote di cui all'articolo 13, lettera g).
3. Con decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive
è approvato il regolamento di cui al comma 2 e sono altresì
individuati, ove le quote di cui all'articolo 13, lettera g),
dovessero essere in relazione ad ogni specifico servizio fornito
alle imprese inferiori al prezzo congruo di mercato, gli eventuali
regimi di aiuti da concedere in esenzione ai sensi, alle condizioni
e limiti previsti dal regolamento (CE) n. 800 del 2008 della
Commissione del 6 agosto 2008, pubblicato in GUCE L 214 del 9
agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con
il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato (regolamento generale di esenzione per categoria), i
regimi di aiuti da notificare ai sensi degli orientamenti in
materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007/2013 (2006/C
54/08), ovvero i regimi di aiuto da concedere in 'de minimis' ai
sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15
dicembre 2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato agli aiuti di importanza minore».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini gli emendamenti: 32.1, 32.2, 32.3, 32.4;
- dal Governo: 32.5.
Gli emendamenti 32.1, 32.2, 32.3 e 32.4 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa, quindi, all'emendamento 32.5.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in quest'Aula
possiamo approvare tutto. All'articolo 31, c'è un emendamento, 31.3
Gov, che è arrivato talmente celermente che non c'è stato il tempo
di approfondirne i contenuti... Ero rimasto all'emendamento del
Governo recante la parola dimezzati . Onorevoli colleghi, già
l'abbiamo approvato ma qui c'è un serio problema L'emendamento
recita, infatti: Nel caso di insediamenti realizzati da imprese di
costruzioni e/o immobiliari . Non so cosa voglia dire questa
parola. E, poi, ancora: nonché di quelli destinati all'esercizio
delle attività commerciali . Premesso che nelle ASI la prevalenza
industriale non è commerciale, qui stiamo facendo qualcosa di
differente, che con le aree ASI c'entra molto poco Parliamo di
società immobiliari e di attività commerciali Non so se nelle ASI
la prevalenza sia questa
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'emendamento 32.5. Il parere
della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Votano contro i deputati dei Gruppi PID , PDL e Forza del
Sud )
Pongo in votazione l'articolo 32, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Votano contro i deputati dei Gruppi PID , PDL e Forza del
Sud )
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Articolo 33
Attivazione dei nuovi insediamenti produttivi
1. Al fine di assicurare l'esercizio unitario delle funzioni
amministrative all'interno delle aree di competenza dell'Istituto
e la conseguente semplificazione del procedimento per le nuove
iniziative, le funzioni relative all'attivazione di nuove
iniziative produttive, nell'ambito delle aree di cui alla presente
legge, già affidate ai comuni ai sensi degli articoli 36 e 37 della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono esercitate
dall'Istituto, per il tramite degli uffici periferici, secondo
quanto stabilito dai citati articoli 36 e 37 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10.
2. Ai fini del rilascio dell'autorizzazione unica per
l'attivazione di nuove iniziative produttive nell'ambito delle aree
di cui alla presente legge si applicano le norme di cui
all'articolo 10 della legge regionale 10 maggio 2011, n. 5. Per le
finalità di cui al precedente comma, l'Istituto adotta un proprio
disciplinare tecnico con il quale sono definite la modulistica
unificata e la standardizzazione degli allegati, promuovendo intese
con i Comuni interessati e con gli altri soggetti pubblici
interessati ai procedimenti.
3. Nell'ipotesi di cui all'articolo 5 del D.P.R. 20 ottobre 1998,
n. 447 e successive modifiche ed integrazioni, l'eventuale variante
anche al piano regolatore dell'area, è approvata dal Consiglio di
amministrazione dell'Istituto entro quarantacinque giorni dalla
trasmissione della relativa proposta di delibera di variante da
parte dell'ufficio periferico. Trascorso infruttuosamente detto
termine, si procede senza diffida ai sensi del comma 1
dell'articolo 22 della presente legge.
4. Nell'ambito delle funzioni di cui al presente articolo,
l'Istituto, per il tramite dell'ufficio periferico, è competente
altresì al rilascio del titolo edilizio richiesto per la
realizzazione del nuovo insediamento produttivo il quale è conforme
alla normativa urbanistica ed edilizia vigente.
5. In ogni caso, esclusa l'ipotesi di cui al comma 3, trascorsi
sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza per il rilascio
dell'autorizzazione unica, l'operatore economico istante può
inviare una dichiarazione di inizio attività con la quale dichiara,
tra l'altro, che trascorsi ulteriori trenta giorni dalla ricezione
della predetta dichiarazione da parte dell'ufficio periferico,
avvia le attività oggetto di richiesta di autorizzazione unica
attestando la conformità dell'intervento a tutte le prescrizioni
vigenti, siano esse normative, regolamentari e di piano. Trascorso
tale ultimo termine, l'autorizzazione unica s'intende tacitamente
rilasciata.
6. L'Istituto ha facoltà, per il tramite dell'ufficio periferico
competente, di adottare motivato provvedimento di diniego al
rilascio dell'autorizzazione unica entro il termine di trenta
giorni dalla ricezione della dichiarazione di cui al comma 5,
ovvero, trascorso tale termine, di revocare e/o annullare
l'autorizzazione tacitamente rilasciata ordinando contestualmente
l'immediata sospensione dell'attivit�� e segnalando la circostanza
alla competente autorità giudiziaria in caso di non conformità
dell'intervento alle prescrizioni vigenti».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: 33.3, 33.4, 33.5, 33.6, 33.7, 33.8,
33.9;
- dagli onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi e Raia: 33.1;
- dagli onorevoli Apprendi, Oddo, Marinello e Donegani: 33.2;
- dal Governo: subemendamento 33.1.1.
Si passa all'emendamento 33.3. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 33.3
INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Lentini,
Leontini, Maira, Mancuso, Scoma e Sulsenti, indìco la votazione per
scrutinio segreto dell'emendamento 33.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi,
Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci,
Cappadona, Caputo, Cimino, Colianni, Corona, Cracolici, Cristaudo,
D'Asero, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Mauro, Faraone,
Federico, Ferrara, Formica, Galvagno, Gentile, Gucciardi,
Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Lentini, Leontini, Limoli, Lo
Giudice, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marziano, Mattarella,
Musotto, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Ragusa,
Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scoma, Speziale, Sulsenti,
Torregrossa.
Congedi: Barbagallo, Calanducci, Currenti, D'Agostino, Falcone,
Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 30
Contrari 26
Astenuto .. 1
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'articolo 33 è abrogato e decadono pertanto
tutti gli emendamenti ad esso presentati. A questo punto, dobbiamo
sospendere l'Aula per qualche minuto per capire le ricadute sul
disegno di legge.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, chiedo il rinvio in Commissione del
disegno di legge perché credo che il testo, così come è fatto, non
possa essere più nelle condizioni di proseguire l'iter in Aula.
Sospendiamo la trattazione - almeno questa è la mia proposta - si
riporti il testo in Commissione e vediamo di ripartire da lì,
perché credo che non possiamo consentirci di fare danni alle
persone, al sistema normativo...
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, il problema è anche di natura
tecnica, perché il rinvio in Commissione potrebbe avvenire per
quanto riguarda la parte restante, cioè gli ultimi cinque articoli.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'articolo poc'anzi cassato pone una questione di procedibilità,
perché il disegno di legge era organizzato in un sistema che vedeva
lo scioglimento dei consorzi, la riduzione delle centrali di spesa
e, ovviamente, una gestione liquidatoria che è essenziale per la
continuazione delle attività inerenti gli enti attualmente
esistenti.
L'avere soppresso questo articolo pone una questione problematica
in ordine a quelle che sono le attività che debbono essere poste in
essere da parte dei consorzi, che da un lato dichiariamo decaduti e
dall'altro non ci poniamo la questione di come consentire il
prosieguo delle attività e, quindi, la relativa gestione
liquidatoria, che fra l'altro questo articolo prevedeva anche nei
termini di una gestione stralcio di tutte le tematiche che
riguardano i consorzi. Si pone ora una questione di efficienza del
dispositivo legislativo.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono un po' confuso
perché ho sentito l'intervento dell'onorevole Cracolici che ha
chiesto di rimandare in Commissione il disegno di legge.
Ma l'onorevole Cracolici è rappresentante di un partito che
appoggia il Governo
E' una giornata che siamo qui per cercare di portare avanti questo
disegno di legge, l'assessore Venturi ha cercato di spiegarci, in
tutte le forme, che si trattava di un disegno di legge importante.
Vi chiedo scusa, forse perché sono alla mia prima esperienza
parlamentare, ma non sto capendo completamente più nulla Assessore
Venturi, per la stima che ho della sua persona, per il fatto che la
ritengo una persona davvero preparata e capace, penso che lei non
debba rimanere nemmeno più un altro minuto in questo Governo,
perché nel momento in cui la sua stessa maggioranza boccia, col
voto segreto, un articolo che è fondamentale per la stessa norma,
allora c'è qualche cosa che non funziona, c'è qualche cosa che ci
deve far riflettere, perché non siamo in Aula il 3 di agosto per
perdere tempo
Rimandare adesso il testo in Commissione significa che siamo
veramente allo sbando
Il capogruppo del Partito Democratico, sol perché l'Aula sovrana
ha espresso un voto in maniera assolutamente legittima, interrompe
quello che ci hanno raccontato fino ad ora, sostenendo di annullare
tutto, dicendo che abbiamo scherzato, abbiamo giocato, che è meglio
rimandare tutto in Commissione E' evidente che questo è il segnale
che l'assessore Venturi non può rimanere in questo Governo, e a
questo punto non è più un caso l'atteggiamento del Governatore
rispetto alla posizione del direttore generale dell'assessorato
alle attività produttive. Però, fate attenzione, perché qui noi
parliamo di aziende, parliamo di imprese, parliamo di cose serie
Allora, riunitevi per l'ultima volta, vedete quello che dovete
fare, fateci sapere come volete andare avanti, perché continuare
con questo spettacolo è davvero un atteggiamento indegno e da
irresponsabili.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi è una proposta formale di
rinvio in Commissione. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 21.38, è ripresa alle ore 21.48)
La seduta è ripresa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver letto
con attenzione l'articolo che è stato cassato, intendo ritirare la
precedente richiesta di rinvio in Commissione del disegno di legge.
Si tratta di un articolo che, sostanzialmente, accelerava le
procedure, dimezzava i tempi, e di molto, sulle procedure
amministrative, una norma sostanzialmente di snellimento. Noi
abbiamo oggi le norme generali che disciplinano la materia, e credo
che, comunque, in assenza di norma specifica, si applicano le norme
generali dell'Amministrazione pubblica.
Certo, potevamo fare un lavoro più efficace, ne prendiamo atto...
Spero che ci si fermi qui, su un elemento che io chiamo
responsabilità . Stiamo cercando di fare una legge che favorisca
l'insediamento delle imprese in Sicilia nelle aree produttive:
pertanto, suggerirei a tutti di avere il massimo rigore. Siamo agli
ultimi articoli, poi qualche emendamento aggiuntivo: a questo
punto, andiamo avanti nei lavori e proviamo ad approvare il disegno
di legge nel migliore dei modi.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
che forse l'intervento dell'onorevole Scilla abbia potuto
sollecitare un sentimento di appartenenza e di sostegno ad una
maggioranza, ma io ritengo legittima l'osservazione dell'onorevole
Scilla e vorrei che si evidenziasse una cosa, onorevole Cracolici.
Lei poco fa ha fatto un intervento che era intellettualmente
onesto, cioè che è un impianto di legge ormai destrutturato,
disabilitato rispetto alla funzione per la quale la proposta di
legge stessa è stata pensata e portata in quest'Aula.
Io preferisco l'onorevole Cracolici di qualche minuto fa, quello
che, con onestà intellettuale, è venuto a dire che c'è un impianto
della legge che non funziona e non l'onorevole Cracolici che ora è
intervenuto, perché in questo modo non facciamo una buona legge, ma
una legge che non potrà certamente essere applicata, una legge che
non potrà comunque - anche se io non li condivido - neanche
raggiungere gli obiettivi che vi siete preposti; una legge, quindi,
che non servirà a nulla, una legge che complicherà anche la vita
nelle aule giudiziarie, una legge che complicherà la vita della
ASI, una legge che complicherà il nostro ordinamento giuridico, una
legge che, se dovesse valutarla il Comitato per la qualità della
legislazione, di cui vedo il Presidente, dovrebbe dare un giudizio
certamente non positivo
E, allora, perché insistere? Perché continuare? Il dubbio, per me
che ho sempre sostenuto questa tesi, è che ancora si insiste perché
bisognerà commissariare quelle ASI dove non c'è una rappresentanza
dell'attuale maggioranza che sostiene questo Governo, bisognerà
accentrare il potere, bisognerà gestire: ecco, questo è
l'obiettivo
Se, invece, si vuole fare una buona legge, se si deve rendere un
vero servizio alle nostre imprese, alla nostra industria siciliana,
io penso che lo stesso onorevole Cracolici debba sostenere
nuovamente quella sua prima impostazione, cioè che questo disegno
di legge non possa essere votato e deve, quindi, tornare in
Commissione.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34
Disposizioni finali
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono soppressi e sono posti in liquidazione i Consorzi per
le aree di sviluppo industriale esistenti, che assumono la
denominazione di Consorzio per le aree di sviluppo industriale in
liquidazione'.
2. Trascorso infruttuosamente il termine di cui all'articolo 36,
comma 3, i rapporti attivi e passivi dei soppressi Consorzi per le
aree di sviluppo industriale transitano in un'apposita gestione a
contabilità separata presso l'Istituto tale da garantire ed
assicurare l'assoluta distinzione delle masse patrimoniali, dei
rapporti di credito e delle passività di ogni singolo Consorzio
soppresso, e ciò sino alla definitiva chiusura delle operazioni di
liquidazione. Le gestioni separate di ogni singola liquidazione di
cui al presente comma sono amministrate previo controllo e
vigilanza dell'Assessorato regionale delle attività produttive e,
per i profili tecnico-contabili, dell'assessorato regionale
dell'economia, ai fini della celere conclusione delle operazioni di
liquidazione, dal direttore generale dell'Istituto.
3. I beni immobili già facenti parte del patrimonio dei suddetti
consorzi, non strumentali all'organizzazione ed al funzionamento
degli stessi, nonché i capannoni industriali ed i centri
direzionali individuati a seguito dell'attività di ricognizione
effettuata dai commissari nominati ai sensi dell'articolo 36, sono
acquisiti al patrimonio della Regione, che provvede alla
alienazione nelle forme legislative vigenti in materia.
4. I proventi derivanti dalla alienazione del suddetto patrimonio
sono destinati al ripiano delle situazioni debitorie discendenti
dalla gestione liquidatoria alla quale il bene era originariamente
destinato.
5. Gli eventuali proventi che residuano dalla chiusura di ogni
singola gestione separata di cui al comma 1 sono destinati alla
copertura dei saldi passivi di liquidazione intestati alle residue
gestioni separate ancora in essere.
6. In esito alla chiusura delle operazioni di cui al comma 2, con
successiva legge della Regione si provvederà a determinare la
destinazione degli eventuali residui attivi ovvero a reperire le
necessarie disponibilità per la copertura delle passività
accertate.
7. L'Istituto, entro quattro mesi dall'entrata in vigore della
presente legge, approva la propria pianta organica. Il personale a
tempo indeterminato di cui al comma 2, lettera a) dell'articolo 36,
assunto mediante procedura ad evidenza pubblica, ovvero in
applicazione di disposizioni di legge, in esubero a detta pianta
organica, viene posto in mobilità ai sensi degli articoli 33 e
seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modifiche ed integrazioni».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Leontini: 34.17, 34.16, 34.18, 34.19, 34.20,
34.21, 34.22, 34.23, 34.24;
- dall'onorevole Maira: 34.15;
- dagli onorevoli Marrocco, Aricò, Currenti, Gentile: 34.4;
- dall'onorevole Fiorenza: 34.5;
- dagli onorevoli Di Mauro e Musotto: 34.6;
- dagli onorevoli Corona, Leontini, Mancuso, Limoli e Torregrossa:
34.3;
- dagli onorevoli Bufardeci, Mineo, Scilla, Cimino e Incardona:
34.9, 34.8;
- dagli onorevoli Apprendi, Oddo, Marinello e Donegani: 34.1 (II
parte);
- dagli onorevoli Galvagno, Barbagallo, Ammatuna e Termine: 34.14;
- dagli onorevoli Musotto e Leanza Nicola: 34.7;
- dagli onorevoli Bufardeci e Cimino: 34.10;
- dagli onorevoli Gennuso, Calanducci, Colianni e Greco: 34.12;
- dagli onorevoli Raia, Faraone, Marinello e Digiacomo: 34.2;
- dall'onorevole Cracolici: 34.11;
- dagli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno e Ammatuna: 34.13;
- dal Governo: 34.25, 34.26.
Si passa all'emendamento 34.17.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Comunico che l'emendamento
34.15 è precluso.
Gli emendamenti 34.4, 34.5, 34.6 e 34.16 sono improcedibili in
quanto privi di copertura finanziaria e recanti parere negativo
della Commissione Bilancio.
Si passa agli emendamenti 34.18 e 34.19.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.3. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 34.25 del Governo. Il parere della
Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 34.20.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.9. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamento 34.21, 34.22, 34.23 e 34.24.
LEONTINI. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
34.1 (II parte).
APPRENDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
34.14, dell'onorevole Galvagno, di identico contenuto
all'emendamento 34.7.
GALVAGNO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella
formulazione dell'articolo 34, la pianta organica del nuovo Ente
viene formata solamente con il personale assunto a tempo
indeterminato. Manteniamo fuori, quindi, il personale a tempo
determinato e, con esso, anche gli articolisti stabilizzati,
tanto per fare un esempio. Inoltre, Assessore, l'emendamento
prevede la mobilità dopo due anni, il che sta a significare che
mettiamo in atto un meccanismo per cui, gente che lavora da venti o
da trent'anni, potrebbe essere licenziata anche dopo due anni di
mobilità.
Le chiedo, pertanto, Assessore, di voler esprimere parere
favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione l'emendamento 34.14
e 34.7. Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Comunico che i restanti emendamenti sono preclusi ad eccezione del
34.8.
Si passa, quindi, all'emendamento 34.8, dell'onorevole Bufardeci.
Il parere della Commissione?
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VENTURI, assessore per le attività produttive. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 34, nel testo risultante.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 34
INCARDONA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Beninati, Bosco, Bufardeci, Buzzanca,
Formica, Leontini, Maira, Mancuso, Nicotra e Scilla, indìco la
votazione per scrutinio segreto dell'articolo 34.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendono parte alla votazione: Adamo, Ammatuna, Apprendi,
Ardizzone, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco, Bufardeci,
Buzzanca, Campagna, Cappadona, Caputo, Cascio Salvatore, Cimino,
Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo, D'Asero, De
Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina,
Federico, Ferrara, Formica, Galvagno, Gentile, Giuffrida,
Gucciardi, Incardona, Laccoto, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lo
Giudice, Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marziano, Mattarella,
Musotto, Nicotra, Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo,
Ragusa, Raia, Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scilla, Vinciullo.
Congedi: Barbagallo, Calanducci, Currenti, D'Agostino, Falcone,
Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese, Termine.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 29
Contrari 31
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'articolo 34 è pertanto soppresso. La seduta è
sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.00, è ripresa alle ore 22.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per consentire l'inserimento
all'ordine del giorno dell'altro disegno di legge, recante
interventi urgenti per lo sviluppo imprenditoriale e il settore
della formazione, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 3 agosto
2011, alle ore 22.35, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
Interventi urgenti per lo sviluppo imprenditoriale ed il settore
della formazione. (n. 724-Norme stralciate/A)
La seduta è tolta alle ore 22.31
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 605-242-362-577/A COSTITUZIONE DELL'ISTITUTO
REGIONALE PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE
All'articolo 24:
Emendamento 24.10:
Il comma 1 dell'art. 24 è interamente sostituito dal seguente:
1. Gli uffici periferici, nell'ambito delle linee di
programmazione e di interveto dettate dall'Istituto, provvedono
all'istruttoria delle istanze volte ad avviare o, comunque,
realizzare, continuare, modificare, implementare attività
imprenditoriali nell'ambito delle rispettive aree di competenza in
relazione alle previsioni di cui all'articolo 33. Il dirigente
della struttura intermedia presso l'Ufficio periferico, o suo
delegato, salvo quanto previsto dall'articolo 25, comma 6, è
componente di diritto della conferenza di servizi convocata dallo
sportello unico per le attività produttive di cui al comma 1
dell'articolo 33 ovvero alle altre conferenze di servizi e/o
procedimenti decisori previste da specifiche disposizioni
normative .
All'articolo 25:
Emendamento 25.2.1:
Le parole del comma 3 dell'articolo 25 da possono essere invitati
a finalità di cui al comma 2
sono sostituite dalle seguenti:
sono invitati i rappresentanti degli enti locali territoriali i
cui territori ricadono nelle aree oggetto
della conferenza; possono altresì essere invitati, su richiesta, i
rappresentanti dei soggetti portatori
di interessi diffusi inerenti alle finalità di cui al comma 2 .
Emendamento 25.11.1:
All'art. 25 sono apportate le seguenti modifiche:
-al primo comma il periodo da Al fine di coordinare a apposita
direttiva è sostituito dal seguente: La Giunta regionale, su
proposta dell'Assessore regionale per le attività produttive, al
fine di coordinare le scelte di politica economica ed industriale,
entro il 30 novembre di ogni anno e con riferimento al triennio
successivo, approva il piano e le parole Con la predetta
direttiva sono sostituite con le parole Con il predetto piano ;
-al secondo comma sostituire l'espressione nella formulazione
degli indirizzi con nella formulazione del piano
-al quarto comma la parola direttiva è sostituita con la parola
Spiano ;
-al quinto comma il primo periodo da Esaurite a adotta la
direttiva di cui al comma 1 è soppresso e le parole da per
l'adozione della direttiva sono così sostituite: per la
predisposizione del piano .
-al sesto comma le parole La direttiva sono sostituite dalle
parole Il piano .
Emendamento 25.10:
Il comma 6 dell'art. 25 è interamente sostituito dal seguente:
6. Il piano di cui al comma 1 individua altresì quegli interventi
definiti strategici per la Regione la cui relativa istruttoria è
di competenza dell'Istituto in deroga a quanto disposto
dall'articolo 24. In tali ipotesi componente di diritto delle
conferenze di servizi è il direttore generale dell'Istituto o suo
delegato .
All'articolo 26:
Emendamento 26.1:
L'articolo è abrogato.
All'articolo 27:
Emendamento 27.5:
La lettera c) del comma 1 è abrogata.
Emendamento 27.9:
All'articolo 27, comma 1, dopo le parole di cui all'articolo 25
sono aggiunte le seguenti sentiti i Comuni nei cui territori
ricadono le aree industriali interessate.
Emendamento 27.8:
All'art. 27 dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
4. In linea con le previsioni dettate dal programma di cui al
comma 1, l'Istituto predispone ed approva il piano triennale dei
lavori pubblici ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 12
luglio 2011, n. 12 e successive modifiche ed integrazioni in
quanto applicabile .
All'articolo 28:
Emendamento 28.10:
Al comma 1 dell'articolo 28, dopo le parole competente ufficio
periferico aggiungere le parole e sentiti i comuni interessati .
Emendamento 28.9:
All'articolo 28, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:
2 bis. La delibera di adozione del Piano regolatore d'area è
trasmessa ai Comuni nei cui territori ricade l'area interessata.
Entro sessanta giorni dall'avvenuta ricezione, i Comuni esprimono
il loro parere indicando eventuali osservazioni. Trascorso detto
termine, il parere si intende reso positivamente senza
osservazioni.
2 ter. Il consiglio di amministrazione, valutate le osservazioni
contenute nei pareri di cui al comma 2 bis, ove ritenga di
accoglierle, acquisendo a tal fine il parere vincolante della
Consulta, apporta le conseguenti modifiche al piano regolatore
d'area. La Consulta esprime il predetto parere entro trenta
giorni, trascorsi i quali il parere si intende reso
positivamente .
Emendamento 28.7.1:
Al comma 7 dell'articolo 28 sopprimere le parole da i cui
vincoli fino a 2012 .
All'articolo 30:
Emendamento 30.13:
All'articolo 30, comma 7, sostituire le parole che presentano più
elevati indici di occupazione con le seguenti che si impegnano
ad operare con i più elevati indici di occupazione .
Emendamento 30.14:
All'articolo 30, comma 10, sostituire le parole anomali andamenti
del mercato con le seguenti anomali od imprevisti andamenti del
mercato, in relazione alla destinazione assegnata .
All'articolo 31:
Emendamento 31.4:
Dopo la parola legge le parole non sono dovuti sono sostituite
con sono dimezzati .
Emendamento 31.3:
Aggiungere il seguente comma:
Nel caso di insediamenti realizzati da imprese di costruzione e/o
immobiliari, nonché quelli destinati all'esercizio di attività
commerciali, che abbiano lo scopo di rivendere o dare in locazione
i lotti anche edificati ad altre imprese, gli oneri di cui al comma
precedente sono dovuti in misura intera .
All'articolo 32:
Emendamento 32.5
All'articolo 32, il secondo periodo del primo comma è sostituito
dal seguente:
Per i servizi, forniture e lavori di competenza dell'Istituto
trova applicazione la legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 e
successive modifiche e integrazioni.
All'articolo 33:
Emendamento 33.3
L'articolo 33 è abrogato.
All'articolo 34:
Emendamento 34.25
Al comma 2 le parole in un'apposita gestione sono sostituite con
le seguenti in apposite gestioni .
Al comma 5 le parole di cui al comma 1 sono sostituite con le
seguenti di cui al comma 2
Emendamento 34.14 (di identico contenuto al 34.7)
Sostituire il comma 7 con il seguente:
7. L'Istituto, entro quattro mesi dall'entrata in vigore della
presente legge, approva la propria pianta organica. Il personale a
tempo indeterminato e determinato di cui al comma 2, lettera a)
dell'art. 36, assunto mediante procedura ad evidenza pubblica
ovvero in applicazione di disposizione di legge, in servizio alla
data del 31 dicembre 2010, transita, anche in sovrannumero, nella
nuova pianta organica dell'Ente. .