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Resoconto d'Aula della Seduta n. 279 di mercoledì 03 agosto 2011
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   formazione

   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, avverto che del processo  verbale
  della seduta precedente verrà data lettura successivamente.

      Discussione del disegno di legge «Interventi urgenti per lo
                       sviluppo imprenditoriale
      ed il settore della formazione» (n. 724-Norme stralciate/A)

   PRESIDENTE.  Non essendo pervenute comunicazioni, si passa  al  II
  punto  dell'ordine  del giorno: Discussione del  disegno  di  legge
  numero  724-Norme stralciate/A «Interventi urgenti per lo  sviluppo
  imprenditoriale ed il settore della formazione».
   Invito i componenti la II Commissione «Bilancio» a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione Bilancio  ha  voluto
  questo   disegno   di   legge  per  inserire  l'emendamento   sulla
  formazione,  che  è  diventato  parte  del  testo,  e  il   credito
  d'imposta.
   Sono  norme essenziali in un momento particolare; pertanto abbiamo
  deciso  di portare in Aula questo risultato per dare delle risposte
  ai siciliani.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori, quello che è accaduto poc'anzi in questa Aula  é  stato,
  secondo me, un fatto sicuramente molto serio, molto grave dal punto
  di   vista   politico:  lo  scollamento  evidente  tra  Governo   e
  maggioranza  e  i numeri che hanno portato alla bocciatura  di  due
  articoli cardine e all'affossamento di un disegno di legge che  era
  potenzialmente  buono  in  alcune  idee,  ma  che   non   era   poi
  concretamente  supportato nel testo normativo perché  inficiato  da
  troppe distrazioni e da disattenzione nei confronti del territorio.
   Credo  che  tutto  ciò abbia illuminato il Governo  perchè  questo
  testo  è  stato migliorato, per quel che apprendo in  tempo  reale,
  grazie al fatto che si sono superate due questioni di fondo.
   La  prima questione era quella relativa ai fondi, e cioè  da  dove
  dovevano essere attinti.
   Mentre salutiamo con una certa soddisfazione il credito d'imposta,
  che riteniamo essere una norma importante per la nostra economia, è
  chiaro,  assessore  Armao, che, come lei, immagino,  saremmo  stati
  tutti  quanti  contenti se queste somme fossero state  attinte  dai
  fondi  FAS,  e  non dagli avanzi di amministrazione.  Probabilmente
  qualcuno era preoccupato del fatto che, attingendole dai fondi FAS,
  sarebbero  diventate somme spendibili troppo velocemente, avrebbero
  fatto  cassa immediatamente, e quindi hanno preferito assegnare  il
  credito  d'imposta  agli  avanzi  di  amministrazione.  Ma  è  cosa
  positiva perché le compensazioni conseguenti daranno, ci auguriamo,
  una  vera boccata di ossigeno alle nostre imprese; come positivo  é
  il fatto che si sia superata l'ipocrisia di assegnare, invece, alla
  Formazione fondi derivanti da avanzi di amministrazione  e  non  da
  tagli. Sappiamo tutti che il Commissario dello Stato aveva indicato
  una  strada  maestra, che era quella di fare  sì  la  norma  ma  di
  prelevare  i  fondi  necessari  alla  formazione  attraverso  tagli
  operati al bilancio regionale.
   Il fatto che oggi, da ultimo, si sia attinto a fondi regionali per
  trovare  le  risorse, anche in questo caso credo che sia  una  cosa
  corretta.
   Mi preoccupo di una cosa, assessore Centorrino.
   In  uno dei miei precedenti interventi di questa sera ho visto che
  lei  concordava con me quando io sostenevo che, dai  lavori  svolti
  questa  mattina  in  V Commissione, è emerso  un  dato  in  maniera
  drammatica:  occorrono 60 milioni di euro per  la  copertura  delle
  necessità della Formazione, per completare le 900 ore, essendone ad
  oggi   finanziate  solo  600,  come  dicevano  i  sindacalisti,   i
  rappresentanti  datoriali e il dottor Emanuele,  in  rappresentanza
  del Governo e del Dipartimento.
   Tutti  dicevano che occorrono 60 milioni per garantire le 900  ore
  che  abiliteranno non solo la funzionalità e l'efficacia del corso,
  quindi  la sua legittimazione, ma completeranno l'offerta formativa
  che,  altrimenti, sarebbe rimasta al palo con tutte le  conseguenze
  anche di natura e di responsabilità contabile.
   Oggi  apprendo  che  le  somme che sono assegnate  sono  circa  45
  milioni.  Non vorrei che fosse soltanto un intervento  parziale,  a
  causa  del quale, ancora una volta, poi quest'Aula dovrà tornare  a
  legiferare  -  come  ha già fatto - su questa  materia,  magari  ad
  autunno  inoltrato,  per  reperire gli altri  10  o  15  milioni  e
  arrivare così alle somme necessarie.
   Ricordo, infatti, che l'anno scorso, lo stanziamento fu in  totale
  di circa 252 milioni, e a quelli bisogna, a mio avviso, attestarsi.
  Ecco  perché ritengo che qualunque importo diverso crei solo  delle
  diversità,  delle  difformità, ed esprimo la mia preoccupazione  in
  tal senso.
   Ripeto,  non  vorrei  che  la  somma non  fosse  bastevole  e  che
  dovessimo  tornare ancora una volta a trattare questa  materia,  in
  quanto  si assiste alla drammatica situazione di chi non percepisce
  da   troppo  tempo  -  in  alcuni  casi  da  oltre  un  anno  -  la
  retribuzione.
   Anch'io  non posso non salutare con grande soddisfazione il  fatto
  che oggi il CIPE e, se mi permettete, innanzitutto il suo titolare,
  chi  ha  svolto il ruolo di Sottosegretario e che quindi ha  curato
  questa  materia, nell'assegnazione ha portato non  solo  risorse  a
  vantaggio  delle  infrastrutture, ma  sostanze  a  vantaggio  della
  sanità,  quelle stesse risorse che sono già assegnate  al  bilancio
  della Regione, 605 milioni di euro.
   Vorrei capire poi come il Governo intende impegnare queste risorse
  e,  sicuramente, in un mare di difficoltà e di criticità  io  credo
  che  il  mondo dell'agricoltura, in modo particolare, debba  essere
  tra  i  settori da privilegiare assolutamente nell'assegnazione  di
  risorse  per una vera ripresa di quello che è un settore cardine  e
  identitario del nostro sviluppo economico.
   Anche su questo mi attendo risposte dal Governo per poter lavorare
  a partire dai primi giorni di settembre; ma siamo pronti a lavorare
  in  qualunque  momento,  se  ve ne fosse  la  necessità,  per  dare
  risposte,  attraverso questo  tesoretto  importante  di  circa  600
  milioni,  per  dare  veramente  un respiro  di  sollievo  ai  tanti
  problemi dell'emergenza siciliana.
   Oggi  risolviamo il problema della formazione, ma la formazione  è
  sostanzialmente  assistenza di molti dipendenti che  hanno  diritto
  alla retribuzione.
   Sicuramente  dobbiamo  dare sostegno alle attività  produttive,  a
  partire dal settore agricolo.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  ribadire quanto ho già detto in precedenza. Oggi in questo  disegno
  di legge si poteva inserire la norma per i provvedimenti urgenti in
  favore dell'agricoltura, é certamente più che urgente intervenire a
  favore  di  questo settore. Per quanto riguarda la  formazione,  si
  tratta  di  somme che servono a pagare gli stipendi e quindi  vanno
  certamente  inserite;  ma  ancora  si  aspetta  la  famosa,   tanto
  decantata  riforma,  che  il  Presidente  Lombardo  ha  più   volte
  annunciato e che ancora non riesce, in concreto, a portare avanti.
   Ancora  una  volta  assistiamo,  con  l'orientamento  imposto  dal
  Presidente Lombardo in questo settore, allo sperpero di risorse non
  utili  ai  fini  della  formazione dei  lavoratori  siciliani,  che
  avrebbero  bisogno  invece  di  una formazione  diversa,  avrebbero
  bisogno  di  essere perfettamente in linea con  le  esigenze  e  le
  aspettative delle imprese.
   Invece, con l'orientamento che ha imposto, il governatore Lombardo
  ha  bloccato il settore della formazione, così come ha bloccato  la
  sanità, così come sono andati in fumo gli ATO, e così se il disegno
  di legge sulla riforma dei consorzi ASI fosse andato avanti, già  a
  settembre  non  ci  sarebbe stata l'opportunità di  ridiscutere  la
  norma ma ci sarebbe stato solo lo stallo, la stagnazione delle zone
  ASI,  il blocco dell'industria siciliana, così come è accaduto  per
  gli  altri  settori  in cui Lombardo e il suo Governo  hanno  messo
  mano.
   Il  Presidente  Lombardo ha bloccato la Sicilia,  ha  bloccato  la
  formazione.
   Assessore  Centorrino, occorre che lei, con  la  sua  capacità  di
  mettersi a lavoro - anche invertendo, se necessario, l'orientamento
  del Presidente Lombardo - riesca finalmente a dare un colpo di reni
  per portare la formazione siciliana verso nuovi orizzonti.
   Per  quanto riguarda il fabbisogno odierno, 45 milioni sono pochi.
  Il  disegno di legge ne prevede 50, ma ho visto un emendamento  del
  Governo che fissa a 45 milioni di euro la quota da approntare.
   Sarà importante, invece, il finanziamento al credito d'imposta che
  rappresenta  una boccata d'ossigeno, così come pure  l'altra  norma
  sull'attività dei servizi sociali. Anche se su questo punto c'è  un
  capitolo  di  bilancio, che mi aspettavo potesse essere rivisitato,
  per   il  fabbisogno  della  disabilità  mentale  in  Sicilia,  che
  complessivamente è di oltre venti milioni di euro. Nel bilancio  ne
  sono  previsti invece appena dieci, e gli enti locali non hanno  la
  possibilità di offrire un servizio a tutti e di offrirlo per  tutto
  l'anno.
   Questo  è  un  tema  che l'Assemblea dovrà certamente  tornare  ad
  affrontare.
   Mi auguro che il Governo e l'assessore al ramo siano per il futuro
  più  attenti  e  più  sensibili  alle  esigenze  di  una  categoria
  particolarmente  debole  e  indifesa,  quale  quella  dei  disabili
  mentali.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, il PID ha
  sempre  sostenuto  in  quest'Aula  di  essere  una  forza  politica
  responsabile  e  proprio  per questo anticipo  che,  per  le  gravi
  situazioni economiche, finanziarie e di sviluppo della Sicilia,  il
  nostro  voto  sarà favorevole al disegno di legge  auspicando  che,
  alla  ripresa  post feriale dell'Aula, altri e magari  più  corposi
  interventi possano essere realizzati dall'Aula, a prescindere se di
  proposta governativa o di proposta assembleare.
   Ne    approfitto,   così   guadagniamo   tempo,   per   illustrare
  l'emendamento a mia firma presentato all'articolo 3 del disegno  di
  legge,  l'emendamento 3.2. Tra l'altro, nel testo  dell'emendamento
  vi  è  un  errore  materiale  perché ho scritto   materia   anziché
   maniera ; quindi, chiedo agli Uffici di prenderne atto.
   Il  senso  di  questo emendamento è riportare ad  un  concetto  di
  flessibilità  il  parametro  orario  di  spesa  per  la  formazione
  professionale, che è stato determinato in 135 euro ad ora e che  ha
  avuto  la  conseguenza  di scombussolare  gli  equilibri  tra  enti
  professionali, tra enti nuovi ed enti vecchi.
   Alcuni non avevano necessità di questa determinazione in 135  euro
  all'ora; altri, invece, avevano bisogno di una somma maggiore,  con
  il risultato che una massa di dipendenti corre il rischio di andare
  in  cassa  integrazione, ma in questo caso si definisce  meglio  in
  mobilità.
   Questo  è  uno  dei  momenti di contrasto tra i  dipendenti  della
  formazione professionale in quanto, seppure adesso potranno  essere
  soddisfatti   perché   finalmente  si  è  trovata   una   copertura
  finanziaria  più  o  meno completa, appena  si  metterà  mano  alla
  erogazione  del  finanziamento regionale, scoppierà questo  secondo
  problema che creerà ulteriori tensioni.
   Siccome  credo  che non serva a nessuno, e non è un  atteggiamento
  politico  quello di agire in emergenza in quanto è molto più  utile
  ed efficace prevenire le emergenze, io caldeggio un parere positivo
  del  Governo e della Commissione sull'emendamento 3.3 che,  secondo
  me,  è giusto, è equo e serve a rasserenare i dipendenti degli enti
  di formazione professionale.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, intervengo intanto per  ringraziarla
  personalmente perché se questa sera, o domani mattina, il  comparto
  della  formazione  deve ringraziare qualcuno  è  solo  per  la  sua
  disponibilità,  perché  lei ha voluto inserire  questo  disegno  di
  legge  così celermente all'ordine del giorno, anche se io comprendo
  le  preoccupazioni ma non condivido il metodo del  Governo  in  una
  situazione  di emergenza, non solo in questo comparto ma  in  molti
  altri.
   Allora,   Presidente,  la  ringrazio  per  questa   disponibilità,
  appunto,  volta opportunamente pure ad evitare tutta una  serie  di
  gesti  inconsulti  che  potevano essere alimentati  da  una  azione
  negativa di questo Parlamento. La ringrazio pure per avere  mediato
  nella maniera giusta la copertura finanziaria di questo disegno  di
  legge, in quanto ritengo che quello che si stava facendo, non  solo
  non  avrebbe risolto il problema, ma anzi avremmo dato  ancora  una
  volta  al  Commissario  dello Stato la possibilità  di  intervenire
  duramente sulla nostra attività.
   Oggi,  con  questa variazione all'interno del bilancio  regionale,
  diamo  quanto  meno  certezza al comparto della formazione  che  un
  percorso di copertura è stato intrapreso.
   Assessore  Centorrino,  io  spero che oltre  al  percorso  che  il
  Parlamento  intraprenderà sotto il profilo amministrativo,  finiamo
  con  tutta  una serie di cose che naturalmente l'hanno  trovata  in
  prima  linea,  a  volte anche da solo, senza la sua  maggioranza  a
  sostenerlo, in una battaglia molto particolare, molto dura, di  cui
  non si capiscono veramente i contorni.
   Ne  approfitto per dirle, come le ho detto poco fa in Commissione,
  che non mi sono mai interessato di questo comparto, ne comprendo le
  difficoltà, e la incoraggio a continuare in un'azione che dia  alla
  Sicilia la possibilità di uscire da un torpore che ancora non  vede
  la luce.
   Buon lavoro quindi, anche con questa serenità nell'affrontare oggi
  non  solo  i sindacati, ma anche tutti quei giovani - che non  sono
  tanto  giovani, oggi - che nutrono la speranza di avere  almeno  un
  po' di respiro in questi giorni.
   Sul  credito d'imposta, assessore Armao, auspico che i suoi uffici
  -  non  è  una  battuta  - in questa settimana  e  nella  prossima,
  predispongano  un  testo che potrebbe essere  pronto  a  settembre,
  altrimenti  avremo fatto un lavoro a vuoto, ed  è  come  se  questo
  disegno  di legge e questo emendamento non abbiano nessun  tipo  di
  spinta.
   Se  ad  agosto lei, con grande responsabilità, mette in campo  uno
  staff  per  avviare  già  da  settembre l'attivazione  del  credito
  d'imposta, forse riusciremo a muovere l'economia in Sicilia.
   Mi  rammarico  che  il Governo abbia pensato  solo  a  questi  due
  comparti.
   Ritengo  che  sia molto poco, ma rispetto a questo  poco  non  può
  mancare  il  mio  apporto  personale  proprio  perché  l'impegno  a
  risolvere  la  questione  è,  a  mio avviso,  esclusivamente  nella
  volontà di questo Presidente dell'Assemblea.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  nostro  voto
  sarà  favorevole perchè avevamo sostenuto anche in Commissione   la
  necessità  di  modificare l'imputazione e la modalità di  copertura
  finanziaria dell'articolo riguardante la formazione, proprio perchè
  eravamo  consapevoli che l'utilizzazione degli  avanzi  per  questa
  finalità  sarebbe incappata nelle tagliole di una  valutazione  non
  favorevole  da  parte  del  Commissario  dello  Stato.  Le   nostre
  sollecitazioni  sono  state, alla fine,  accolte  e  quindi  questa
  disponibilità ci induce, prima di tutto, a valutare positivamente e
  più  correttamente  la modalità di copertura, a  ritenere  che  sia
  congrua, efficace e legittima.
   Quindi,  per  questo,  sia nella parte relativa  alle  regolazioni
  contabili  che nella parte relativa ai fondi di riserva, impegnando
  il  bilancio regionale, riteniamo che si possa far fronte  in  modo
  più  efficace, più sicuro, più plausibile, ovviamente - lo  avevamo
  detto pure in Commissione - con l'utilizzazione dell'avanzo per  il
  credito  di  imposta che, essendo investimenti,  è  chiaro  che  la
  finalità è più lineare e più corretta.
   Qualche riflessione brevissima sulla vicenda che ha riguardato  il
  disegno di legge precedente che se si è bloccato la si deve perché,
  essendo  noi fisicamente presenti in tredici, tra PDL, PID e  Forza
  del  Sud, è chiaro che c'è stato un orientamento negativo cospicuo,
  se  non  totale,  della maggioranza nei confronti  del  disegno  di
  legge, dei due articoli che sono stati bocciati, orientamento  che,
  dal  nostro  punto  di vista, trova il suo fondamento  proprio  nel
  diniego del Governo ad accedere alle ipotesi di correzione che  noi
  avevamo costruttivamente avanzato, sia oggi che ieri, sin da quando
  abbiamo iniziato l'esame di questo disegno di legge.
   Se  ci  fa  caso,  signor Presidente, gli articoli  sui  quali  la
  maggioranza  si  è rivoltata contro il suo assessore  sono  proprio
  quelli  che  riguardano l'autonomia dei territori: laddove,  questa
  autonomia veniva più pesantemente intaccata, lì il disegno di legge
  subiva  l'orientamento negativo del Parlamento.  La  filosofia  che
  avevamo suggerito al Governo di modificare era propria questa:  una
  maggiore   adesione  alle  istanze  territoriali   e   una   minore
  spoliazione delle competenze dei comuni, partendo proprio da quella
  dell'urbanistica.
   Ciò  non è stato possibile e, quindi, l'intero Parlamento si è poi
  orientato in un certo modo.
   Sono convinto che, se fossero state accolte le nostre ipotesi e la
  filosofia fosse stata modificata in direzione di una valorizzazione
  delle  istanze  territoriali, probabilmente  il  disegno  di  legge
  avrebbe  avuto  un altro corso. Speriamo, comunque,  di  utilizzare
  questa   occasione  per  rendere  perfettibili  i   tentativi   del
  Parlamento  e,  quindi, anche gli strumenti e gli sforzi  messi  in
  campo.
   Credo  che  in un'altra occasione il Parlamento potrà  sicuramente
  completare una riforma con la giusta attenzione sia alla  riduzione
  della  spesa sia alla valorizzazione industriale e sia alle istanze
  dei  territori.  Annunciamo, quindi, il nostro voto  favorevole  al
  disegno  di  legge in esame e in questo riteniamo di  esprimere  il
  nostro giudizio positivo sulla correzione della manovra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa  ho  letto
  un'agenzia  di  stampa  dell'onorevole  Lupo  che,  sui  fondi  Fas
  concessi  alla Sicilia dal Governo nazionale, parlava di  uno  spot
  tardivo. Di uno spot tardivo
   Ricordo  le dichiarazioni di qualche mese fa del presidente  della
  Regione,  dell'assessore Mario Centorrino e del dirigente  generale
  Ludovico  Albert  -  nei  cui confronti ho  avanzato  richiesta  di
  acquisizione del curriculum professionale per valutarne i titoli  -
  e  leggevo,  in  alcuni  casi ho ascoltato,  le  dichiarazioni  del
  Presidente  della  Regione il quale sosteneva che bisogna  cambiare
  questo  modello di formazione, che bisogna riformare la  formazione
  perché  così non va. Diceva che i soldi non si sarebbero trovati  e
  che  bisognava avviare, se necessario, percorsi alternativi per  il
  personale della formazione. Addirittura, i presidenti di  tre  enti
  di  formazione, lo IAL, se non sbaglio, il CAS e l'ANFE sono  stati
  ricevuti  dal ministro Sacconi, al quale hanno chiesto di garantire
  gli  ammortizzatori  sociali per tutti i dipendenti  che  sarebbero
  rimasti fuori dalla formazione.
   Signor Presidente, non parlo a quest'Aula perché è un'Aula che non
  ascolta.   Parlo  a  chi  ci  ascolta  fuori  da  quest'Aula,   che
  sicuramente  è  l'uditorio più importante e più  vero,  quello  dei
  siciliani.
   Se  questi soldi non c'erano perché si aspettavano i fondi  Fas  e
  oggi  si  sono  trovati  cambiando  l'imputazione  dei  capitoli  e
  prelevando da tre capitoli diversi, addirittura 12 milioni di  euro
  dal  fondo di rotazione, mi chiedo e le chiedo, Assessore,  a  nome
  dei siciliani, e in particolare delle oltre diecimila famiglie che,
  dal  mese  di dicembre ad oggi, hanno vissuto con lo spettro  della
  disoccupazione  - dipendenti del CEFOP da 17 mesi senza  stipendio;
  gente  che  ha venduto la casa, che ha subìto la revoca del  mutuo,
  che  ha  avuto  applicata l'ipoteca sulla  casa,  gente  che  si  è
  impegnata  tutto  quello che aveva; alcuni  si  sono  rivolti  agli
  usurai  -  ora,  questa situazione vi lascia tranquilli?  Assessore
  Centorrino, la lascia tranquillo avere trovato 45 milioni  di  euro
  grazie al lavoro anche dell'assessore Armao?
   Pensa  che  questo  possa ripagare i disagi che  avete  causato  a
  diecimila famiglie?
   Ci  sono  lavoratori che stavano per darsi fuoco;  lavoratori  che
  sono  stati  fermati dalla polizia perché hanno  protestato  per  i
  disagi;  lavoratori che hanno trascorso la notte  di  Natale  e  di
  Capodanno  in  una tenda sotto il Palazzo della Regione  siciliana,
  chiedendo  a voi del Governo un gesto di attenzione che  non  hanno
  avuto.  E  noi  approviamo un disegno di legge  nell'ultima  seduta
  utile di questo Parlamento prima della pausa estiva. Non è così che
  si governa
   Ciò  che è successo in Aula poco fa sulla riforma delle ASI  è  la
  prova  che  questa  maggioranza ha decretato la  fine  del  governo
  tecnico  perché  i franchi tiratori hanno mandato un  messaggio  al
  governo che non vogliono più voi tecnici, ma vogliono i politici al
  banco del potere.
   Signor Presidente dell'Assemblea, me lo lasci dire, questo Governo
  non  ha  avuto rispetto per i siciliani, per i lavoratori e per  le
  loro famiglie, è stato sordo ad ogni bisogno e ad ogni lamentela.
   Così non va, assessore Centorrino. So che lei è una brava persona,
  ma  è entrato in un ingranaggio che l'ha cambiato e l'ha reso sordo
  ad ogni lamento, ad ogni invocazione, che l'ha reso lontano da ogni
  speranza per questa gente.
   Oggi votiamo e votiamo con forza questo disegno di legge perché lo
  votiamo  guardando  negli  occhi  i  lavoratori  della  formazione.
  Onorevoli colleghi, vi invito a non sorridere perché non vorrei che
  ci  fosse  un  solo  vostro  parente in mezzo  a  quelle  diecimila
  famiglie.
   Voi  ridete, ma sappiate che avete causato disagi enormi a  questo
  settore  della  Sicilia e lo avete fatto per  bramosia  del  potere
  senza alcun rispetto per queste persone

                          (Proteste in Aula)

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Signor Presidente, intanto vorrei ringraziarla  per
  la  passione,  la pazienza, la competenza e anche per la  direzione
  dei  lavori con cui ha permesso di arrivare stasera a discutere  un
  argomento  estremamente importante, come quello  del  finanziamento
  alla formazione.
   Ho sentito una serie di interventi, e ringrazio chi è intervenuto.
  Permettetemi, però, su alcuni punti di fare chiarezza.  Io  non  so
  perché  vengo  accusato  di  avere  messo  sul  lastrico  diecimila
  persone.  L'unica  azione che abbiamo compiuto e della  quale  vado
  fiero,  avendo  seguito quello che era stato  già  fatto  dai  miei
  predecessori, gli assessori Di Mauro e Gentile, è stata  quella  di
  fare  transitare  la  formazione verso un  sistema  di  regole,  un
  sistema  di  regole  non  fatto  dallo  stesso  assessore  per   la
  formazione   ma   fatto  attraverso  provvedimenti  amministrativi,
  attraverso leggi.
   Quest'anno  abbiamo chiesto agli enti di formazione  il  documento
  unico  di regolarità contributiva (DURC), e non vorrei che qualcuno
  dimenticasse  questo atto di legalità che è stato fatto  nel  pieno
  interesse dei lavoratori, cosa di cui io vado pienamente orgoglioso
  avendo  seguito un'azione che era stata intrapresa da chi mi  aveva
  preceduto.
   Riguardo, poi, ad un altro punto, onorevole Maira, del quale  pure
  ho  apprezzato  il  ragionamento  e  che  ringrazio  anche  per  le
  considerazioni  positive, rivendico come  un  punto  essenziale  la
  decisione   di  abolire  il  parametro  differenziato,  perchè   il
  parametro   differenziato   per   gli   enti   non   aveva   alcuna
  giustificazione  se  non  una  contrattazione  di  natura  incerta,
  sospetta  e  comunque opaca fatta fra un ente di  formazione  e  il
  sistema  politico: non si capiva perché lo stesso  servizio  doveva
  essere  retribuito per alcuni enti di formazione a 225 euro  e  per
  altri  enti di formazione a 85 euro l'ora. Quindi, abbiamo  cercato
  di  riportare  tutti  ad un parametro unico  con  il  concerto  dei
  sindacati e con l'accordo degli stessi enti di formazione.
   Come  sempre, quando si arriva ad un parametro unico, come  quando
  si  fa  una  riforma fiscale, c'è qualcuno che guadagna un  poco  e
  qualcuno che perde un poco. Ma certamente, onorevole Maira, e me ne
  dispiace perché ho apprezzato sempre la sua intelligenza e  il  suo
  senso  propositivo, io non posso assolutamente  accogliere  il  suo
  emendamento perché sconvolgerebbe l'intero sistema e, tra  l'altro,
  ci porterebbe ad una copertura finanziaria completamente diversa da
  quella programmata.
   Desidero ringraziare l'assessore Armao che ha avuto la pazienza di
  riformulare il disegno di legge.
   Un  ultimo  punto:  qualcuno ha rilevato  una  contraddizione  tra
  quanto  detto  oggi  in Commissione, e cioè  il  fabbisogno  di  60
  milioni, e la mia disponibilità ad una cifra minore.
   Onorevole Bufardeci, le spiego subito. I 60 milioni sono una cifra
  contabile, è la cifra che serviva a finanziare il 30 per cento, che
  era  la  parte mancante, del piano regionale dell'offerta formativa
  2011  (PROF); ovviamente, questo trenta per cento era calcolato  al
  primo gennaio 2011.
   Oggi  siamo in grado, attraverso i conteggi che sono stati rifatti
  dagli  uffici  tenendo  presente  che  alcuni  enti  hanno  cessato
  l'attività o si sono trasformati e, quindi, probabilmente, come  mi
  h stato assicurato, questi 45 milioni saranno sufficienti - lo dico
  con  molta  certezza  - a risolvere il finanziamento   del  30  per
  cento.  Certo, se avessi dovuto dire la cifra contabile,  la  cifra
  iscritta  nel  PROF,  ebbene la cifra  iscritta  nel  PROF  era  60
  milioni.
   Per  una serie di ragioni, che spero apprezzerete, abbiamo pensato
  ad  un  contenimento della spesa pubblica tenendo conto  di  alcuni
  risparmi indiretti che, nel frattempo, erano stati fatti.
   Vorrei  dedicare l'ultimo punto ad un'accusa che, francamente,  mi
  ha  causato molto malessere, ed è quella dell'onorevole Caputo, con
  cui  ho  buoni  rapporti,  ovviamente apprezzo  e  capisco  la  non
  intenzionalità personale sulla questione.
   Onorevole Caputo, il CE.FO.P. è in una situazione nella quale  non
  può  ricevere  un  euro, e non perché Centorrino  è  sordo,  perché
  Centorrino  è cattivo, perché Centorrino ha bramosia di potere,  ma
  semplicemente perché le norme giuridiche mi vietano di dare un euro
  ad un ente sostanzialmente fallito...

   CRACOLICI. Caputo ha la laurea in medicina, non in legge

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.   che  non è riuscito a mantenere  una  gestione.  I
  ritardi  con  cui  noi stiamo considerando il  caso  CE.FO.P.  sono
  dovuti  alla  testardaggine degli organi direttivi del CE.FO.P.  di
  non porre i lavoratori in mobilità.
   Se  lo  avessero  fatto  il  primo di gennaio,  probabilmente  l'1
  febbraio  questi  lavoratori avrebbero ricevuto il  trattamento  di
  cassa  integrazione  in  deroga, come  lo  riceveranno  adesso,  ma
  probabilmente  non a partire da gennaio bensì a  partire  dal  mese
  scorso, quando finalmente sono stati messi in cassa integrazione.
   Per  il  resto,  un  sentimento di solidarietà, un  sentimento  di
  comprensione,   un  sentimento  anche  di  malessere   rispetto   a
  situazioni che lei ha citato e che io conosco, ovviamente  non  può
  intrecciarsi, coniugarsi con finanziamenti che, per essere erogati,
  hanno bisogno di rispettare precise regole.
   Se  così  non  fosse, ci sarebbe una situazione istituzionale  che
  farebbe intervenire subito altri organi.
   Quindi,  esprimo  tutta  la  mia  solidarietà  ai  lavoratori  del
  CE.FO.P. e spero che la loro situazione si risolva al più preso, ma
  mi  permetto  di  respingere accuse di sordità o  di  insensibilità
  rispetto a questo problema.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                Misure in favore del credito di imposta

   1. Ferme restando le valutazioni di compatibilità con le normative
  comunitarie di settore, per garantire l'avvio del credito d'imposta
  per  gli  investimenti,  da  realizzarsi conformemente  alla  legge
  regionale  17  novembre  2009, n. 11 ed ai provvedimenti  attuativi
  derivanti  dagli  articoli 7, 8 e 10 della medesima,  già  adottati
  all'entrata  in  vigore  della  presente  legge  e  loro  eventuali
  successive  modifiche ed integrazioni, è autorizzato il  ricorso  a
  fondi regionali».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
             Copertura finanziaria del credito di imposta

   1.  Per  le  finalità  di cui all'articolo 1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 120.000 migliaia di  euro
  cui  si  provvede con parte delle disponibilità del  fondo  di  cui
  all'articolo  3  della legge regionale 26 ottobre  2001,  n.  15  e
  successive modifiche ed integrazioni».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
             Norme in materia di formazione professionale

   1. Per le finalità previste dalla legge regionale 6 marzo 1976, n.
  24,  nel  corrente esercizio finanziario, è autorizzata l'ulteriore
  maggiore  spesa pari 50.000 migliaia di euro, cui si  provvede  con
  parte  delle  disponibilità del fondo di cui all'articolo  3  della
  legge  regionale 26 ottobre 2001, n. 15 e successive  modifiche  ed
  integrazioni».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: 3.1:
   «L'articolo 3 è sostituito dal seguente:
    1.  Per le finalità previste dalla legge regionale 6 marzo  1976,
  n.   24,   nel   corrente  esercizio  finanziario,  è   autorizzata
  l'ulteriore maggiore spesa pari a 45.000 migliaia di euro,  cui  si
  provvede  in  quanto  a  20.000 migliaia di euro  con  parte  delle
  disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.1 - capitolo 215701 -, in  quanto
  a 25.000 migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
  4.3.1.5.4 - capitolo 219205 .»;

   - dall'onorevole Maira: 3.2:
   «Dopo  il comma 1, aggiungere il comma 2 che così recita:   2.  Il
  parametro di spesa oraria sarà determinato in materia differenziata
  onde consentire il mantenimento dei livelli occupazionali per tutti
  gli enti di formazione .»

   Si passa all'emendamento 3.1, a firma del Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.2, a firma dell'onorevole Maira è superato.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
      Modifiche di norme in materia di attività socialmente utili

   1.  All'articolo 25, comma 1, lettera e) della legge regionale  29
  dicembre  2003, n. 21, sono aggiunte le seguenti parole  nonché  le
  stabilizzazioni effettuate ai sensi dell'articolo 17,  commi  10  e
  11,  del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, come convertito  dalla
  legge 3 agosto 2009, n. 102'.

   2.  Per  le  finalità di cui al comma 1, la spesa annua,  valutata
  nell'importo massimo di 130.000 migliaia di euro per il quinquennio
  2012-2016, trova riscontro, per il biennio 2012-2013, nel  bilancio
  pluriennale della Regione, U.P.B. 6.4.1.3.1.

   3.   Per  gli  esercizi  finanziari  2014-2016,  a  valere   sulle
  assegnazioni alle autonomie locali è garantita una riserva per  gli
  enti  che procedono, nell'anno 2012, alla stabilizzazione, ai sensi
  del  comma  1,  dei  soggetti  di cui all'articolo  6  della  legge
  regionale  29  dicembre  2010, n. 24,  nella  misura  necessaria  a
  garantire il contributo autorizzato ai sensi dell'articolo 25 della
  legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, dell'articolo 2, comma  3,
  della  legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27 e dell'articolo  41,
  comma  1, della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 e successive
  modifiche ed integrazioni».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
    Variazioni allo stato di previsione dell'entrata e della spesa
                      del bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2011  sono  introdotte   le
  variazioni di cui all'annessa tabella  B'».

   Pongo   in  votazione  prima  la  tabella   B'  con  le  modifiche
  conseguenti all'approvazione dell'emendamento 3.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione l'articolo 5 con la tabella testé  approvata.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale del disegno  di  legge
  numero  724-Norme stralciate/A «Interventi urgenti per lo  sviluppo
  imprenditoriale ed il settore della formazione».


   Presidenza del presidente Cascio


   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sento  sempre
  in  quest'Aula  tante dichiarazioni, ma questo fa parte  del  circo
  mediatico per cui il dibattito politico ogni tanto si trasforma  in
  un luogo dove si sostengono tesi e antitesi con una noncuranza  che
  fa spavento.
   Io  mi  limito a dire questo: noi stiamo facendo una  manovra  nel
  pieno di una situazione finanziaria complicata e i colleghi che qui
  si  dilettano a fare spettacolo dovrebbero ricordarsi che tutte  le
  situazioni  finanziarie  non sono mai il prodotto  di  un  problema
  momentaneo.  Se,  come  si  racconta, il  nostro  bilancio  ha  due
  miliardi  di  euro di disavanzo strutturale, qualcuno  l'avrà  pure
  prodotto  questo  disavanzo e non credo  che  si  sia  prodotto  in
  qualche  settimana  L'assessore Centorrino sarà  un  orco,  ma  non
  credo  che  ci avrà messo così poco tempo, avrebbe dovuto impiegare
  una  ventina d'anni per produrre tutto quello che si è  prodotto  e
  che viene raccontato nel bilancio. Il bilancio è quello che è
   Un  bilancio aggravato, diciamocelo pure, dalla condizione inedita
  di  un Governo nazionale che aveva annunciato dei provvedimenti con
  i fondi FAS, poi li ha smentiti, centellinati, per arrivare oggi ad
  avere  una  prima  risposta che, però, lascia immutati  i  problemi
  fondamentali che riguardano la crescita della nostra Regione.
   Oggi   non   solo  abbiamo  una  situazione  pesante   sul   piano
  finanziario, ma abbiamo un problema più drammatico: la Regione  non
  cresce, non cresce sul piano economico, non cresce sul piano  degli
  indicatori che poi producono la ricchezza e quindi non crescono  le
  entrate, non cresce la possibilità di ridistribuire le entrate.
   In  questo  quadro  di difficoltà economica  e  finanziaria   oggi
  stiamo facendo ciò che si può fare.
   Io  considero già una sorta di miracolo avere avuto parificato  il
  bilancio  della Regione dalla Corte dei conti qualche settimana  fa
  con  un avanzo - ho partecipato agli ultimi sette, otto giudizi  di
  parifica  e  devo  dire  che questo non è  stato  tra  i  peggiori,
  malgrado gli attori siano sempre gli stessi, nel senso che  poi  il
  Procuratore  e gli altri magistrati sono sempre le stesse  persone,
  in  gran parte - e con un giudizio, pur con luci ed ombre, per  cui
  la  situazione,  dal  punto  di vista della  gestione  strettamente
  contabile del bilancio regionale, è certamente migliorata.
   Certo,  ci  sono  le  patologie. Si racconta  che  la  Regione  ha
  ventimila  dipendenti, ma non li abbiamo assunti ora;  si  racconta
  che  la  Regione ha migliaia di lavoratori forestali,  migliaia  di
  lavoratori della formazione professionale, migliaia di tante  altre
  cose che sono frutto della storia.
   Una classe dirigente ha il dovere, giusto o sbagliato che sia,  di
  farsi carico anche della storia perché la storia fa parte di ognuno
  di  noi.  Cosa  stiamo  facendo  oggi?  Stiamo  facendo  le  uniche
  possibili misure data la situazione contabilmente complicata, anche
  per i tempi che ci siamo dati.
   Assieme  ai  colleghi  capigruppo ho chiesto al  Presidente  della
  Regione  di  fare  una  manovra  ragionata  sui  tagli,  pure   sui
  cosiddetti  costi della politica, ma una manovra  ragionata  e  non
  frutto  di  estemporanee  dichiarazioni  giornalistiche.  Ai  tagli
  amministrativi sugli sprechi dobbiamo avere il coraggio di  mettere
  mano  senza giochi e tatticismi; lo dico, signor Presidente, perché
  credo  che  noi,  senza più nasconderci, dobbiamo aggredire  alcuni
  nodi  strutturali di questa Regione, come l'ESA e gli enti inutili.
  Lo dobbiamo fare se vogliamo essere credibili.
   Detto  ciò,  avendo chiesto il rinvio sui tagli  dei  costi  della
  politica   e   sui  tagli  complessivi,  sarebbe  stato   singolare
  trasformare  l'assestamento tecnico in una sorta di   giorno  della
  cicala , dove tutti ci mettevamo a cantare, magari facevamo qualche
  emendamento  di  spesa, qualche  cosina  che serviva  a  gruppi  di
  elettori  che  ognuno  di noi poteva in qualche  modo  sostenere  e
  coltivare.
   Abbiamo  fatto  l'unica  cosa  che una  classe  politica  seria  e
  responsabile può fare.
   Prima  questione.  Abbiamo  detto  su  quell'avanzo  che  presenta
  contraddizioni,  proviamo  a  dare  un  messaggio   alla   Sicilia,
  attiviamo il credito di imposta, mettiamo in moto gli investimenti,
  sosteniamo  la crescita e diciamo alle imprese di crederci,  perché
  se  non parte la crescita dalle imprese non parte l'economia  della
  Sicilia .
   Seconda  questione:  abbiamo  cercato  di  mettere  un  punto   di
  rassicurazione e di serenità.
   Poi  ci  sono i terroristi di professione che alimentano sfiducia,
  preoccupazioni, scenari catastrofici, parlando di migliaia di cassa
  integrati, di migliaia di lavoratori in mobilità.
   Alla  fine  di  questa  storia  si scoprirà  che  quelle  migliaia
  saranno, forse, qualche centinaio.
   In  ogni  caso  credo che stiamo provando a dire  alla  formazione
  professionale  che deve cambiare, che così non può  continuare;  ma
  certamente non lasciamo per strada nessuno.
   Questo è il punto che una classe politica, una classe dirigente si
  deve  porre,  e lo stiamo facendo con le possibilità  che  abbiamo.
  Sperando  che  tutto  vada bene, oggi stiamo  facendo  una  manovra
  buona,  responsabile,  senza  grande  enfasi  ma  seria,  rinviando
  un'altra serie di misure.
   Spero che, da settembre, questa Assemblea metta mano finalmente al
  problema strutturale degli sprechi che producono i due miliardi  di
  euro di cui spesso parliamo tra di noi, ma che abbiamo il dovere di
  aggredire se vogliamo salvare la Sicilia.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA   NICOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sarò
  brevissimo.  Desidero  solo  sottolineare  l'importanza  di  questo
  disegno   di   legge   che  sarà  votato,  come  abbiamo   sentito,
  all'unanimità,  con uno spirito costruttivo sia  della  maggioranza
  che  della minoranza. Costruttivo finalmente su un disegno di legge
  che  affronta  tre  argomenti seri, tre argomenti  veri  e  che  dà
  l'opportunità al Governo di muoversi con più agilità  e  con  molta
  efficacia.
   Dopodiché,  è ovvio che i problemi non si sono esauriti  e  che  a
  settembre  bisogna ritornare seriamente per affrontare  la  manovra
  nel  suo complesso. Però, oggi, in qualche modo, con questo disegno
  di  legge condiviso con grande senso di responsabilità da  tutti  i
  parlamentari,  certamente abbiamo posto le condizioni  per  operare
  nel miglior modo possibile.
   Abbiamo  avviato il credito d'imposta per le imprese che, aggiunto
  agli   altri   due   crediti  d'imposta  all'occupazione   e   agli
  svantaggiati,   fa della Sicilia, in questo momento, un  territorio
  unico  dove  si  possono fare investimenti con  la  possibilità  di
  interagire  con  una  fonte  di risorse abbastanza  ampio,  in  tre
  settori  diversi:  per  quanto riguarda il  personale,  per  quanto
  riguarda  il credito d'imposta per chi assume a tempo indeterminato
  e, in questo momento, il credito d'imposta per gli investimenti.
   Sulla  formazione: una volta per tutte mi auguro che torni un  po'
  di  sereno in tante famiglie e in un sistema che deve diventare  la
  prima misura di politica attiva del lavoro.
   In  ogni parte d'Europa, da Lisbona in poi, si è sempre detto  che
  la  formazione  professionale è la misura di  politica  attiva  del
  lavoro  più importante. Facciamo in modo che in Sicilia  -  non  lo
  devono  fare quei signori che stanno fuori, ma questo Parlamento  e
  questo  Governo - la formazione finalmente possa diventare  questo.
  Ci  sono  le  persone,  ci  sono  le professionalità,  ci  sono  le
  condizioni  affinché  la  Sicilia  diventi  un  modello  in  questo
  settore; dipende solo ed esclusivamente da noi, dal Governo  e  dal
  Parlamento, solo ed esclusivamente da queste due Istituzioni.
   Se Governo e Parlamento, adesso che c'è un po' di sereno nel mondo
  della formazione, non presentano una legge di riforma vera, seria e
  definitiva  per  dare  certezza a tutti, avremo  perso  una  grande
  occasione.
   Terzo  argomento.  Abbiamo cercato di valorizzare  il  merito  dei
  lavoratori   precari   nelle  pubbliche   amministrazioni.   Stiamo
  consentendo con una norma che, qualora le amministrazioni  comunali
  lo vogliano, possono stabilizzare queste persone, così come prevede
  una  legge dello Stato, nelle categorie più alte, C e D, attraverso
  i concorsi e, quindi, valorizzando il merito.
   Per  questi motivi io la ritengo una buona legge, fatta in maniera
  seria da tutto il Parlamento e, ovviamente, il Gruppo del Movimento
  per  le  Autonomie non può che essere soddisfatto perché finalmente
  portiamo  a  casa  una buona legge che Governo e  Parlamento  hanno
  voluto.

   D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul percorso  che
  ha  avuto particolarmente questa fase dell'approvazione del disegno
  di  legge,  oltre  che  dell'assestamento, e  quindi  dell'utilizzo
  dell'avanzo, relativamente alle norme sul credito d'imposta e sulle
  risorse per la formazione, dove c'è un consenso da parte di  tutti,
  è  importante fare alcuni riferimenti e alcuni richiami che  devono
  servirci per meglio indirizzare i lavori d'Aula, la nostra attività
  e  il  senso  di responsabilità verso i problemi importanti  a  cui
  riferirci.
   La  norma  sul  credito  d'imposta, che  é  sicuramente  un  norma
  importante visto che l'abbiamo voluta e con grande impegno,  arriva
  però ad una soluzione, dal punto di vista finanziario, a mio avviso
  in  ritardo.  Se consideriamo che per i cantieri di lavoro  abbiamo
  investito  220  milioni  di  euro e per  il  credito  d'imposta  ne
  investiamo,  nella  sua  prima  fase, 120  milioni,  probabilmente,
  assessore, possiamo dire che si poteva fare anche prima, perché  su
  questo  tipo  di  intervento i risultati e, perché  no,  ancor  più
  quella  che  é  la  speranza, ma anche l'attesa  dell'imprenditoria
  siciliana avrebbe avuto una risposta sicuramente più significativa.
   Ma  ancora, oltre a questo tema, io dico che è una soluzione,  una
  soluzione  che  fra l'altro blocca il tentativo dell'assessore  per
  l'economia di impegnare le risorse finanziarie derivanti da royalty
  per fare un'azione di indebitamento con la BEI.
   Quindi,   riflettiamo   perché  questa   è   una   soluzione   più
  significativa, più congrua.
   Però,   oggi,  non  può  in  questa  sede  essere  sottaciuta   la
  responsabilità reale che il Governo deve assumersi e, perché no, il
  senso  di  colpa su due temi importanti per l'attività d'impresa  e
  per la crescita della nostra micro impresa siciliana.
   Noi  abbiamo  assistito,  caro  assessore,  ad  un  grave  momento
  negativo  quando  si  é  distrutto  dell'IRFIS,  l'unico  baluardo,
  l'unico riferimento di banca che la Regione siciliana aveva.
   In   maniera  irrazionale,  inopinata,  incongrua  e  secondo   me
  negativa,  di  cui tutti piangeremo le conseguenze e su  cui  tutti
  dobbiamo fare una riflessione per capire come anche su questo  tema
  determinare nuovi momenti di svolta, la Regione ha voluto  perdere,
  di  fatto,  una  grande occasione nel momento in cui  andava  fatta
  invece una cordata perché l'Istituto restasse un contenitore su cui
  pensare  ad una banca di sviluppo, ad una banca di secondo livello,
  per  creare  quel  supporto  necessario all'attività  d'impresa,  a
  quell'impresa che ha bisogno di sostegno, di ossigeno e di  momento
  reale di aiuto per lo sviluppo.
   Invece  noi abbiamo ceduto il ramo di azienda a Unicredit e,  cosa
  ben  più  grave, abbiamo regalato anche la licenza bancaria.  Nella
  sostanza, la Regione siciliana ha perso una grande opportunità.
   Signor  Presidente, io chiedo su questo, alla ripresa dei  lavori,
  un dibattito d'Aula, un momento di grande confronto per capire come
  dobbiamo riprendere un percorso di cui la Sicilia ha bisogno.
   Poi  sicuramente  c'è l'utilizzo delle risorse  comunitarie.  Oggi
  ancora  dobbiamo  denunziare i 360 milioni di euro  non  spesi  nel
  2009,  i  750 milioni di euro non spesi nel 2010, e dei 980 milioni
  di  euro  programmati  nel 2011 corriamo il rischio  che  in  parte
  vengano  non spesi ma, quel che è ancora peggio, in parte rischiano
  di entrare nel cosiddetto periodo di disimpegno automatico.
   Questi  sono i ragionamenti che devono accompagnare oggi la nostra
  azione di parlamentari con senso di responsabilità, per vedere come
  affrontare  un  momento  in cui c'è bisogno  di  grande  unità,  di
  solidarietà e di comunanza di intenti, ma dobbiamo pure convincerci
  che  su  alcuni  temi di fondamentale importanza questo  Parlamento
  deve  essere  più determinato nel realizzare impulsi, indirizzi,  e
  anche lì momenti di verifica e controllo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  con  l'approvazione di questo disegno di legge  oggi  si
  compie un atto di responsabilità verso il sistema delle imprese che
  attende la misura che abbiamo adottato, che era stata fermata dalla
  sottrazione delle risorse FAS e che oggi invece viene finanziata  a
  valere sui fondi regionali.
   E' un atto di responsabilità verso la formazione, che necessita di
  queste  risorse, ma che pure è un settore - come diceva l'onorevole
  Cracolici poc'anzi - che deve cambiare, che deve avere il  coraggio
  e  la  determinazione di cambiare per liberare risorse sul bilancio
  ordinario.
   Oggi  verso  la  Sicilia - non mi trovo d'accordo con  l'onorevole
  Caputo  -  non  è stato fatto alcun gesto di concessione,  é  stato
  fatto un gesto di giustizia e di correttezza istituzionale.
   Le  risorse  FAS non sono risorse regalate alla Sicilia,  ma  sono
  risorse della Regione che, attraverso un processo di concertazione,
  sono  state  finalmente messe a disposizione degli  investimenti  e
  della crescita, e di questo la Sicilia ha bisogno.
   Il   credito  di  imposta,  come  dicevo,  è  un  atto  di  grande
  responsabilità  che  consente  di liberare  risorse  significative.
  L'Istituto  di  ricerca  Prometeia  ha calcolato che attraverso  il
  credito d'imposta si determina un moltiplicatore  5', il che  vorrà
  dire che 120 milioni di euro di risorse destinate consentiranno  di
  attivare  oltre  600  milioni  di  euro  di  investimenti,  con  le
  conseguenti ricadute sul piano occupazionale e con l'attrazione  di
  investimenti verso la Sicilia.
   Rispondendo  all'onorevole Incardona, devo dire che  non  c'è  una
  disattenzione nei confronti dell'agricoltura perché il  credito  di
  imposta si applica anche all'agricoltura, si applica attraverso  la
  trasformazione del pescato, attraverso la trasformazione  agricola,
  che  potranno attivare i meccanismi e gli strumenti del credito  di
  imposta.
   Ringrazio  il  Presidente  della  Commissione  Bilancio   che   ha
  accompagnato il lavoro di costruzione di questo disegno  di  legge,
  ringrazio  tutte le forze politiche e l'opposizione,  che  ha  dato
  costruttivi  strumenti e suggerimenti per arrivare  ad  una  scelta
  condivisa, ad una scelta compiuta di convergenza.
   Questo è l'animo che l'Assemblea esprime al meglio, è l'animo  che
  dovrà  ispirare  la  manovra responsabile che dovremo  attivare  da
  settembre  prossimo.  Una manovra che sarà forte,  significativa  e
  determinante,  ma  che potrà andare avanti solo con  la  spinta  di
  tutte le forze politiche, con l'assunzione della responsabilità  di
  un  cambiamento che la Sicilia attende e che l'Assemblea  regionale
  certamente saprà dare.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Interventi urgenti per lo sviluppo imprenditoriale ed il settore
              della formazione» (724-Norme stralciate/A)

   norme stralciate/A

   Presidenza del presidente Cascio


   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge n. 724-Norme stralciate/A «Interventi  urgenti
  per  lo  sviluppo  imprenditoriale ed il settore della  formazione».
  Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano sì: Adamo, Ammatuna, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco,
  Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Cappadona, Caputo, Cascio Salvatore,
  Cimino,  Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo,  D'Asero,
  De  Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina,
  Federico,   Ferrara,   Formica,   Galvagno,   Gentile,   Giuffrida,
  Gucciardi, Incardona, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lo  Giudice,
  Lupo,  Maira,  Mancuso, Marinello, Marziano,  Mattarella,  Musotto,
  Panarello,   Panepinto,  Parlavecchio,  Picciolo,   Ragusa,   Raia,
  Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scilla, Torregrossa e Vinciullo.

   Sono  in  congedo:  Barbagallo, Calanducci, Currenti,  D'Agostino,
  Falcone, Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese, Termine.
   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            58
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          57

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, a norma dell'articolo
  98  ter  del Regolamento interno, dall'1 settembre 2011 avrà inizio
  la nuova sessione bimestrale e precisamente la ventesima.
   Le  Commissioni si riuniranno per esaminare in via  prioritaria  i
  disegni  di  legge già individuati dalla Conferenza dei  Presidenti
  dei Gruppi parlamentari.
   La seduta è rinviata a martedì, 13 settembre 2011, alle ore 16.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


   I  - Comunicazioni

   II  -  Svolgimento,  ai  sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
  Regolamento    interno,    di    interrogazioni    della    rubrica
   Infrastrutture e mobilità :

   N. 1682 - Misure a sostegno degli autotrasportatori siciliani.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1729 - Chiarimenti sull'attività del Genio civile di Trapani.
   Firmatario: Marrocco Livio

   N. 1731 - Messa in sicurezza e ripristino regolare della viabilità
  sull'autostrada A19 Palermo-Catania.
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1733   -   Misure  per fronteggiare i disagi nei  collegamenti
  marittimi tra l'isola di Marettimo e la Sicilia.
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1769 - Notizie sui lavori di completamento della struttura  di
  base per la pratica del nuoto a Lampedusa.
   Firmatario: Di Benedetto Giacomo

   N.  1819  -  Chiarimenti in ordine all'erogazione  dei  contributi
  integrativi  per il pagamento dei canoni di locazione  ex  art.  11
  della legge n. 431 del 1998.

   Firmatari:   Calanducci  Francesco,  Gennuso   Giuseppe,   Musotto
  Francesco, Arena Giuseppe, Catalano Santo.

                   La seduta è tolta alle ore 23.40

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

   TABELLA B

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                                 2011
                    STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   AMMINISTRAZIONE    04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
   RUBRICA            02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
   TITOLO             01 - SPESE CORRENTI

                         DENOMINAZIONE                VARIAZIONI
  CAPITOL
     I

           AGGREGATO  ECONOMICO: 5  -  ONERI  COMUNI
         RELATIVI A SPESE DI PARTE CORRENTE

           UNITA'  PREVISIONALE DI BASE: 99 -  ALTRI            -
         ONERI COMUNI                                170.000.000,
                                                               00

   21571   FONDO   CORRISPONDENTE  ALLA  QUOTA   NON            -
     3    UTILIZZABILE DEL MAGGIORE AVANZO  ACCERTATO  170.000.000
         (FONDI LIBERI)                                       ,00

                        TOTALE VARIAZIONI TITOLO I -            -
                       AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2  170.000.000
                                                              ,00

   TABELLA B

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                                 2011
                    STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   AMMINISTRAZION    04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
  E
   RUBRICA           03 - DIPARTIMENTO REGIONALE FINANZE E CREDITO
   TITOLO            02 - SPESE CONTO CAPITALE

                         DENOMINAZIONE                VARIAZIONI
  CAPITOL
     I

           AGGREGATO   ECONOMICO:  6  -  SPESE   PER
         INVESTIMENTI

           UNITA'   PREVISIONALE  DI   BASE:   3   -  120.000.000
         AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE                            ,00

   N.I.    CONTRIBUTI IN FAVORE DELLE IMPRESE  SOTTO   120.000.00
         FORMA   DI  CREDITO  D'IMPOSTA  PER   NUOVI         0,00
         INVESTIMENTI    E    PER    LA     CRESCITA
         DIMENSIONALE DELLE STESSE.

                        TOTALE VARIAZIONI TITOLO 2 -   120.000.00
                       AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 3         0,00

   TABELLA B

      VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
                                 2011
                    STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

   AMMINISTRAZI    09  -  ASSESSORATO REGIONALE ISTRUZIONE FORMAZIONE
  ONE            PROFESSIONALE
   RUBRICA         02  -  DIPARTIMENTO REGIONALE ISTRUZIONE FORMAZIONE
                 PROFESSIONALE
   TITOLO          02 - SPESE IN CONTO CAPITALE

                         DENOMINAZIONE                VARIAZIONI
  CAPITOL
     I

           AGGREGATO   ECONOMICO:  6  -  SPESE   PER
         INVESTIMENTO

           UNITA'   PREVISIONALE  DI   BASE:   6   -  50.000.000,
         FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO PROFESSIONALE             00

   71791   FINANZIAMENTO  DI CORSI DI FORMAZIONE  ED   50.000.000
     0    ADDESTRAMENTO PROFESSIONALE.                         ,00

                        TOTALE VARIAZIONI TITOLO 2 -
                       AMMINISTRAZIONE 9 - RUBRICA 2  50.000.000,
                                                               00