formazione
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del processo verbale
della seduta precedente verrà data lettura successivamente.
Discussione del disegno di legge «Interventi urgenti per lo
sviluppo imprenditoriale
ed il settore della formazione» (n. 724-Norme stralciate/A)
PRESIDENTE. Non essendo pervenute comunicazioni, si passa al II
punto dell'ordine del giorno: Discussione del disegno di legge
numero 724-Norme stralciate/A «Interventi urgenti per lo sviluppo
imprenditoriale ed il settore della formazione».
Invito i componenti la II Commissione «Bilancio» a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione Bilancio ha voluto
questo disegno di legge per inserire l'emendamento sulla
formazione, che è diventato parte del testo, e il credito
d'imposta.
Sono norme essenziali in un momento particolare; pertanto abbiamo
deciso di portare in Aula questo risultato per dare delle risposte
ai siciliani.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, quello che è accaduto poc'anzi in questa Aula é stato,
secondo me, un fatto sicuramente molto serio, molto grave dal punto
di vista politico: lo scollamento evidente tra Governo e
maggioranza e i numeri che hanno portato alla bocciatura di due
articoli cardine e all'affossamento di un disegno di legge che era
potenzialmente buono in alcune idee, ma che non era poi
concretamente supportato nel testo normativo perché inficiato da
troppe distrazioni e da disattenzione nei confronti del territorio.
Credo che tutto ciò abbia illuminato il Governo perchè questo
testo è stato migliorato, per quel che apprendo in tempo reale,
grazie al fatto che si sono superate due questioni di fondo.
La prima questione era quella relativa ai fondi, e cioè da dove
dovevano essere attinti.
Mentre salutiamo con una certa soddisfazione il credito d'imposta,
che riteniamo essere una norma importante per la nostra economia, è
chiaro, assessore Armao, che, come lei, immagino, saremmo stati
tutti quanti contenti se queste somme fossero state attinte dai
fondi FAS, e non dagli avanzi di amministrazione. Probabilmente
qualcuno era preoccupato del fatto che, attingendole dai fondi FAS,
sarebbero diventate somme spendibili troppo velocemente, avrebbero
fatto cassa immediatamente, e quindi hanno preferito assegnare il
credito d'imposta agli avanzi di amministrazione. Ma è cosa
positiva perché le compensazioni conseguenti daranno, ci auguriamo,
una vera boccata di ossigeno alle nostre imprese; come positivo é
il fatto che si sia superata l'ipocrisia di assegnare, invece, alla
Formazione fondi derivanti da avanzi di amministrazione e non da
tagli. Sappiamo tutti che il Commissario dello Stato aveva indicato
una strada maestra, che era quella di fare sì la norma ma di
prelevare i fondi necessari alla formazione attraverso tagli
operati al bilancio regionale.
Il fatto che oggi, da ultimo, si sia attinto a fondi regionali per
trovare le risorse, anche in questo caso credo che sia una cosa
corretta.
Mi preoccupo di una cosa, assessore Centorrino.
In uno dei miei precedenti interventi di questa sera ho visto che
lei concordava con me quando io sostenevo che, dai lavori svolti
questa mattina in V Commissione, è emerso un dato in maniera
drammatica: occorrono 60 milioni di euro per la copertura delle
necessità della Formazione, per completare le 900 ore, essendone ad
oggi finanziate solo 600, come dicevano i sindacalisti, i
rappresentanti datoriali e il dottor Emanuele, in rappresentanza
del Governo e del Dipartimento.
Tutti dicevano che occorrono 60 milioni per garantire le 900 ore
che abiliteranno non solo la funzionalità e l'efficacia del corso,
quindi la sua legittimazione, ma completeranno l'offerta formativa
che, altrimenti, sarebbe rimasta al palo con tutte le conseguenze
anche di natura e di responsabilità contabile.
Oggi apprendo che le somme che sono assegnate sono circa 45
milioni. Non vorrei che fosse soltanto un intervento parziale, a
causa del quale, ancora una volta, poi quest'Aula dovrà tornare a
legiferare - come ha già fatto - su questa materia, magari ad
autunno inoltrato, per reperire gli altri 10 o 15 milioni e
arrivare così alle somme necessarie.
Ricordo, infatti, che l'anno scorso, lo stanziamento fu in totale
di circa 252 milioni, e a quelli bisogna, a mio avviso, attestarsi.
Ecco perché ritengo che qualunque importo diverso crei solo delle
diversità, delle difformità, ed esprimo la mia preoccupazione in
tal senso.
Ripeto, non vorrei che la somma non fosse bastevole e che
dovessimo tornare ancora una volta a trattare questa materia, in
quanto si assiste alla drammatica situazione di chi non percepisce
da troppo tempo - in alcuni casi da oltre un anno - la
retribuzione.
Anch'io non posso non salutare con grande soddisfazione il fatto
che oggi il CIPE e, se mi permettete, innanzitutto il suo titolare,
chi ha svolto il ruolo di Sottosegretario e che quindi ha curato
questa materia, nell'assegnazione ha portato non solo risorse a
vantaggio delle infrastrutture, ma sostanze a vantaggio della
sanità, quelle stesse risorse che sono già assegnate al bilancio
della Regione, 605 milioni di euro.
Vorrei capire poi come il Governo intende impegnare queste risorse
e, sicuramente, in un mare di difficoltà e di criticità io credo
che il mondo dell'agricoltura, in modo particolare, debba essere
tra i settori da privilegiare assolutamente nell'assegnazione di
risorse per una vera ripresa di quello che è un settore cardine e
identitario del nostro sviluppo economico.
Anche su questo mi attendo risposte dal Governo per poter lavorare
a partire dai primi giorni di settembre; ma siamo pronti a lavorare
in qualunque momento, se ve ne fosse la necessità, per dare
risposte, attraverso questo tesoretto importante di circa 600
milioni, per dare veramente un respiro di sollievo ai tanti
problemi dell'emergenza siciliana.
Oggi risolviamo il problema della formazione, ma la formazione è
sostanzialmente assistenza di molti dipendenti che hanno diritto
alla retribuzione.
Sicuramente dobbiamo dare sostegno alle attività produttive, a
partire dal settore agricolo.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
ribadire quanto ho già detto in precedenza. Oggi in questo disegno
di legge si poteva inserire la norma per i provvedimenti urgenti in
favore dell'agricoltura, é certamente più che urgente intervenire a
favore di questo settore. Per quanto riguarda la formazione, si
tratta di somme che servono a pagare gli stipendi e quindi vanno
certamente inserite; ma ancora si aspetta la famosa, tanto
decantata riforma, che il Presidente Lombardo ha più volte
annunciato e che ancora non riesce, in concreto, a portare avanti.
Ancora una volta assistiamo, con l'orientamento imposto dal
Presidente Lombardo in questo settore, allo sperpero di risorse non
utili ai fini della formazione dei lavoratori siciliani, che
avrebbero bisogno invece di una formazione diversa, avrebbero
bisogno di essere perfettamente in linea con le esigenze e le
aspettative delle imprese.
Invece, con l'orientamento che ha imposto, il governatore Lombardo
ha bloccato il settore della formazione, così come ha bloccato la
sanità, così come sono andati in fumo gli ATO, e così se il disegno
di legge sulla riforma dei consorzi ASI fosse andato avanti, già a
settembre non ci sarebbe stata l'opportunità di ridiscutere la
norma ma ci sarebbe stato solo lo stallo, la stagnazione delle zone
ASI, il blocco dell'industria siciliana, così come è accaduto per
gli altri settori in cui Lombardo e il suo Governo hanno messo
mano.
Il Presidente Lombardo ha bloccato la Sicilia, ha bloccato la
formazione.
Assessore Centorrino, occorre che lei, con la sua capacità di
mettersi a lavoro - anche invertendo, se necessario, l'orientamento
del Presidente Lombardo - riesca finalmente a dare un colpo di reni
per portare la formazione siciliana verso nuovi orizzonti.
Per quanto riguarda il fabbisogno odierno, 45 milioni sono pochi.
Il disegno di legge ne prevede 50, ma ho visto un emendamento del
Governo che fissa a 45 milioni di euro la quota da approntare.
Sarà importante, invece, il finanziamento al credito d'imposta che
rappresenta una boccata d'ossigeno, così come pure l'altra norma
sull'attività dei servizi sociali. Anche se su questo punto c'è un
capitolo di bilancio, che mi aspettavo potesse essere rivisitato,
per il fabbisogno della disabilità mentale in Sicilia, che
complessivamente è di oltre venti milioni di euro. Nel bilancio ne
sono previsti invece appena dieci, e gli enti locali non hanno la
possibilità di offrire un servizio a tutti e di offrirlo per tutto
l'anno.
Questo è un tema che l'Assemblea dovrà certamente tornare ad
affrontare.
Mi auguro che il Governo e l'assessore al ramo siano per il futuro
più attenti e più sensibili alle esigenze di una categoria
particolarmente debole e indifesa, quale quella dei disabili
mentali.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, il PID ha
sempre sostenuto in quest'Aula di essere una forza politica
responsabile e proprio per questo anticipo che, per le gravi
situazioni economiche, finanziarie e di sviluppo della Sicilia, il
nostro voto sarà favorevole al disegno di legge auspicando che,
alla ripresa post feriale dell'Aula, altri e magari più corposi
interventi possano essere realizzati dall'Aula, a prescindere se di
proposta governativa o di proposta assembleare.
Ne approfitto, così guadagniamo tempo, per illustrare
l'emendamento a mia firma presentato all'articolo 3 del disegno di
legge, l'emendamento 3.2. Tra l'altro, nel testo dell'emendamento
vi è un errore materiale perché ho scritto materia anziché
maniera ; quindi, chiedo agli Uffici di prenderne atto.
Il senso di questo emendamento è riportare ad un concetto di
flessibilità il parametro orario di spesa per la formazione
professionale, che è stato determinato in 135 euro ad ora e che ha
avuto la conseguenza di scombussolare gli equilibri tra enti
professionali, tra enti nuovi ed enti vecchi.
Alcuni non avevano necessità di questa determinazione in 135 euro
all'ora; altri, invece, avevano bisogno di una somma maggiore, con
il risultato che una massa di dipendenti corre il rischio di andare
in cassa integrazione, ma in questo caso si definisce meglio in
mobilità.
Questo è uno dei momenti di contrasto tra i dipendenti della
formazione professionale in quanto, seppure adesso potranno essere
soddisfatti perché finalmente si è trovata una copertura
finanziaria più o meno completa, appena si metterà mano alla
erogazione del finanziamento regionale, scoppierà questo secondo
problema che creerà ulteriori tensioni.
Siccome credo che non serva a nessuno, e non è un atteggiamento
politico quello di agire in emergenza in quanto è molto più utile
ed efficace prevenire le emergenze, io caldeggio un parere positivo
del Governo e della Commissione sull'emendamento 3.3 che, secondo
me, è giusto, è equo e serve a rasserenare i dipendenti degli enti
di formazione professionale.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, intervengo intanto per ringraziarla
personalmente perché se questa sera, o domani mattina, il comparto
della formazione deve ringraziare qualcuno è solo per la sua
disponibilità, perché lei ha voluto inserire questo disegno di
legge così celermente all'ordine del giorno, anche se io comprendo
le preoccupazioni ma non condivido il metodo del Governo in una
situazione di emergenza, non solo in questo comparto ma in molti
altri.
Allora, Presidente, la ringrazio per questa disponibilità,
appunto, volta opportunamente pure ad evitare tutta una serie di
gesti inconsulti che potevano essere alimentati da una azione
negativa di questo Parlamento. La ringrazio pure per avere mediato
nella maniera giusta la copertura finanziaria di questo disegno di
legge, in quanto ritengo che quello che si stava facendo, non solo
non avrebbe risolto il problema, ma anzi avremmo dato ancora una
volta al Commissario dello Stato la possibilità di intervenire
duramente sulla nostra attività.
Oggi, con questa variazione all'interno del bilancio regionale,
diamo quanto meno certezza al comparto della formazione che un
percorso di copertura è stato intrapreso.
Assessore Centorrino, io spero che oltre al percorso che il
Parlamento intraprenderà sotto il profilo amministrativo, finiamo
con tutta una serie di cose che naturalmente l'hanno trovata in
prima linea, a volte anche da solo, senza la sua maggioranza a
sostenerlo, in una battaglia molto particolare, molto dura, di cui
non si capiscono veramente i contorni.
Ne approfitto per dirle, come le ho detto poco fa in Commissione,
che non mi sono mai interessato di questo comparto, ne comprendo le
difficoltà, e la incoraggio a continuare in un'azione che dia alla
Sicilia la possibilità di uscire da un torpore che ancora non vede
la luce.
Buon lavoro quindi, anche con questa serenità nell'affrontare oggi
non solo i sindacati, ma anche tutti quei giovani - che non sono
tanto giovani, oggi - che nutrono la speranza di avere almeno un
po' di respiro in questi giorni.
Sul credito d'imposta, assessore Armao, auspico che i suoi uffici
- non è una battuta - in questa settimana e nella prossima,
predispongano un testo che potrebbe essere pronto a settembre,
altrimenti avremo fatto un lavoro a vuoto, ed è come se questo
disegno di legge e questo emendamento non abbiano nessun tipo di
spinta.
Se ad agosto lei, con grande responsabilità, mette in campo uno
staff per avviare già da settembre l'attivazione del credito
d'imposta, forse riusciremo a muovere l'economia in Sicilia.
Mi rammarico che il Governo abbia pensato solo a questi due
comparti.
Ritengo che sia molto poco, ma rispetto a questo poco non può
mancare il mio apporto personale proprio perché l'impegno a
risolvere la questione è, a mio avviso, esclusivamente nella
volontà di questo Presidente dell'Assemblea.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il nostro voto
sarà favorevole perchè avevamo sostenuto anche in Commissione la
necessità di modificare l'imputazione e la modalità di copertura
finanziaria dell'articolo riguardante la formazione, proprio perchè
eravamo consapevoli che l'utilizzazione degli avanzi per questa
finalità sarebbe incappata nelle tagliole di una valutazione non
favorevole da parte del Commissario dello Stato. Le nostre
sollecitazioni sono state, alla fine, accolte e quindi questa
disponibilità ci induce, prima di tutto, a valutare positivamente e
più correttamente la modalità di copertura, a ritenere che sia
congrua, efficace e legittima.
Quindi, per questo, sia nella parte relativa alle regolazioni
contabili che nella parte relativa ai fondi di riserva, impegnando
il bilancio regionale, riteniamo che si possa far fronte in modo
più efficace, più sicuro, più plausibile, ovviamente - lo avevamo
detto pure in Commissione - con l'utilizzazione dell'avanzo per il
credito di imposta che, essendo investimenti, è chiaro che la
finalità è più lineare e più corretta.
Qualche riflessione brevissima sulla vicenda che ha riguardato il
disegno di legge precedente che se si è bloccato la si deve perché,
essendo noi fisicamente presenti in tredici, tra PDL, PID e Forza
del Sud, è chiaro che c'è stato un orientamento negativo cospicuo,
se non totale, della maggioranza nei confronti del disegno di
legge, dei due articoli che sono stati bocciati, orientamento che,
dal nostro punto di vista, trova il suo fondamento proprio nel
diniego del Governo ad accedere alle ipotesi di correzione che noi
avevamo costruttivamente avanzato, sia oggi che ieri, sin da quando
abbiamo iniziato l'esame di questo disegno di legge.
Se ci fa caso, signor Presidente, gli articoli sui quali la
maggioranza si è rivoltata contro il suo assessore sono proprio
quelli che riguardano l'autonomia dei territori: laddove, questa
autonomia veniva più pesantemente intaccata, lì il disegno di legge
subiva l'orientamento negativo del Parlamento. La filosofia che
avevamo suggerito al Governo di modificare era propria questa: una
maggiore adesione alle istanze territoriali e una minore
spoliazione delle competenze dei comuni, partendo proprio da quella
dell'urbanistica.
Ciò non è stato possibile e, quindi, l'intero Parlamento si è poi
orientato in un certo modo.
Sono convinto che, se fossero state accolte le nostre ipotesi e la
filosofia fosse stata modificata in direzione di una valorizzazione
delle istanze territoriali, probabilmente il disegno di legge
avrebbe avuto un altro corso. Speriamo, comunque, di utilizzare
questa occasione per rendere perfettibili i tentativi del
Parlamento e, quindi, anche gli strumenti e gli sforzi messi in
campo.
Credo che in un'altra occasione il Parlamento potrà sicuramente
completare una riforma con la giusta attenzione sia alla riduzione
della spesa sia alla valorizzazione industriale e sia alle istanze
dei territori. Annunciamo, quindi, il nostro voto favorevole al
disegno di legge in esame e in questo riteniamo di esprimere il
nostro giudizio positivo sulla correzione della manovra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poco fa ho letto
un'agenzia di stampa dell'onorevole Lupo che, sui fondi Fas
concessi alla Sicilia dal Governo nazionale, parlava di uno spot
tardivo. Di uno spot tardivo
Ricordo le dichiarazioni di qualche mese fa del presidente della
Regione, dell'assessore Mario Centorrino e del dirigente generale
Ludovico Albert - nei cui confronti ho avanzato richiesta di
acquisizione del curriculum professionale per valutarne i titoli -
e leggevo, in alcuni casi ho ascoltato, le dichiarazioni del
Presidente della Regione il quale sosteneva che bisogna cambiare
questo modello di formazione, che bisogna riformare la formazione
perché così non va. Diceva che i soldi non si sarebbero trovati e
che bisognava avviare, se necessario, percorsi alternativi per il
personale della formazione. Addirittura, i presidenti di tre enti
di formazione, lo IAL, se non sbaglio, il CAS e l'ANFE sono stati
ricevuti dal ministro Sacconi, al quale hanno chiesto di garantire
gli ammortizzatori sociali per tutti i dipendenti che sarebbero
rimasti fuori dalla formazione.
Signor Presidente, non parlo a quest'Aula perché è un'Aula che non
ascolta. Parlo a chi ci ascolta fuori da quest'Aula, che
sicuramente è l'uditorio più importante e più vero, quello dei
siciliani.
Se questi soldi non c'erano perché si aspettavano i fondi Fas e
oggi si sono trovati cambiando l'imputazione dei capitoli e
prelevando da tre capitoli diversi, addirittura 12 milioni di euro
dal fondo di rotazione, mi chiedo e le chiedo, Assessore, a nome
dei siciliani, e in particolare delle oltre diecimila famiglie che,
dal mese di dicembre ad oggi, hanno vissuto con lo spettro della
disoccupazione - dipendenti del CEFOP da 17 mesi senza stipendio;
gente che ha venduto la casa, che ha subìto la revoca del mutuo,
che ha avuto applicata l'ipoteca sulla casa, gente che si è
impegnata tutto quello che aveva; alcuni si sono rivolti agli
usurai - ora, questa situazione vi lascia tranquilli? Assessore
Centorrino, la lascia tranquillo avere trovato 45 milioni di euro
grazie al lavoro anche dell'assessore Armao?
Pensa che questo possa ripagare i disagi che avete causato a
diecimila famiglie?
Ci sono lavoratori che stavano per darsi fuoco; lavoratori che
sono stati fermati dalla polizia perché hanno protestato per i
disagi; lavoratori che hanno trascorso la notte di Natale e di
Capodanno in una tenda sotto il Palazzo della Regione siciliana,
chiedendo a voi del Governo un gesto di attenzione che non hanno
avuto. E noi approviamo un disegno di legge nell'ultima seduta
utile di questo Parlamento prima della pausa estiva. Non è così che
si governa
Ciò che è successo in Aula poco fa sulla riforma delle ASI è la
prova che questa maggioranza ha decretato la fine del governo
tecnico perché i franchi tiratori hanno mandato un messaggio al
governo che non vogliono più voi tecnici, ma vogliono i politici al
banco del potere.
Signor Presidente dell'Assemblea, me lo lasci dire, questo Governo
non ha avuto rispetto per i siciliani, per i lavoratori e per le
loro famiglie, è stato sordo ad ogni bisogno e ad ogni lamentela.
Così non va, assessore Centorrino. So che lei è una brava persona,
ma è entrato in un ingranaggio che l'ha cambiato e l'ha reso sordo
ad ogni lamento, ad ogni invocazione, che l'ha reso lontano da ogni
speranza per questa gente.
Oggi votiamo e votiamo con forza questo disegno di legge perché lo
votiamo guardando negli occhi i lavoratori della formazione.
Onorevoli colleghi, vi invito a non sorridere perché non vorrei che
ci fosse un solo vostro parente in mezzo a quelle diecimila
famiglie.
Voi ridete, ma sappiate che avete causato disagi enormi a questo
settore della Sicilia e lo avete fatto per bramosia del potere
senza alcun rispetto per queste persone
(Proteste in Aula)
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, intanto vorrei ringraziarla per
la passione, la pazienza, la competenza e anche per la direzione
dei lavori con cui ha permesso di arrivare stasera a discutere un
argomento estremamente importante, come quello del finanziamento
alla formazione.
Ho sentito una serie di interventi, e ringrazio chi è intervenuto.
Permettetemi, però, su alcuni punti di fare chiarezza. Io non so
perché vengo accusato di avere messo sul lastrico diecimila
persone. L'unica azione che abbiamo compiuto e della quale vado
fiero, avendo seguito quello che era stato già fatto dai miei
predecessori, gli assessori Di Mauro e Gentile, è stata quella di
fare transitare la formazione verso un sistema di regole, un
sistema di regole non fatto dallo stesso assessore per la
formazione ma fatto attraverso provvedimenti amministrativi,
attraverso leggi.
Quest'anno abbiamo chiesto agli enti di formazione il documento
unico di regolarità contributiva (DURC), e non vorrei che qualcuno
dimenticasse questo atto di legalità che è stato fatto nel pieno
interesse dei lavoratori, cosa di cui io vado pienamente orgoglioso
avendo seguito un'azione che era stata intrapresa da chi mi aveva
preceduto.
Riguardo, poi, ad un altro punto, onorevole Maira, del quale pure
ho apprezzato il ragionamento e che ringrazio anche per le
considerazioni positive, rivendico come un punto essenziale la
decisione di abolire il parametro differenziato, perchè il
parametro differenziato per gli enti non aveva alcuna
giustificazione se non una contrattazione di natura incerta,
sospetta e comunque opaca fatta fra un ente di formazione e il
sistema politico: non si capiva perché lo stesso servizio doveva
essere retribuito per alcuni enti di formazione a 225 euro e per
altri enti di formazione a 85 euro l'ora. Quindi, abbiamo cercato
di riportare tutti ad un parametro unico con il concerto dei
sindacati e con l'accordo degli stessi enti di formazione.
Come sempre, quando si arriva ad un parametro unico, come quando
si fa una riforma fiscale, c'è qualcuno che guadagna un poco e
qualcuno che perde un poco. Ma certamente, onorevole Maira, e me ne
dispiace perché ho apprezzato sempre la sua intelligenza e il suo
senso propositivo, io non posso assolutamente accogliere il suo
emendamento perché sconvolgerebbe l'intero sistema e, tra l'altro,
ci porterebbe ad una copertura finanziaria completamente diversa da
quella programmata.
Desidero ringraziare l'assessore Armao che ha avuto la pazienza di
riformulare il disegno di legge.
Un ultimo punto: qualcuno ha rilevato una contraddizione tra
quanto detto oggi in Commissione, e cioè il fabbisogno di 60
milioni, e la mia disponibilità ad una cifra minore.
Onorevole Bufardeci, le spiego subito. I 60 milioni sono una cifra
contabile, è la cifra che serviva a finanziare il 30 per cento, che
era la parte mancante, del piano regionale dell'offerta formativa
2011 (PROF); ovviamente, questo trenta per cento era calcolato al
primo gennaio 2011.
Oggi siamo in grado, attraverso i conteggi che sono stati rifatti
dagli uffici tenendo presente che alcuni enti hanno cessato
l'attività o si sono trasformati e, quindi, probabilmente, come mi
h stato assicurato, questi 45 milioni saranno sufficienti - lo dico
con molta certezza - a risolvere il finanziamento del 30 per
cento. Certo, se avessi dovuto dire la cifra contabile, la cifra
iscritta nel PROF, ebbene la cifra iscritta nel PROF era 60
milioni.
Per una serie di ragioni, che spero apprezzerete, abbiamo pensato
ad un contenimento della spesa pubblica tenendo conto di alcuni
risparmi indiretti che, nel frattempo, erano stati fatti.
Vorrei dedicare l'ultimo punto ad un'accusa che, francamente, mi
ha causato molto malessere, ed è quella dell'onorevole Caputo, con
cui ho buoni rapporti, ovviamente apprezzo e capisco la non
intenzionalità personale sulla questione.
Onorevole Caputo, il CE.FO.P. è in una situazione nella quale non
può ricevere un euro, e non perché Centorrino è sordo, perché
Centorrino è cattivo, perché Centorrino ha bramosia di potere, ma
semplicemente perché le norme giuridiche mi vietano di dare un euro
ad un ente sostanzialmente fallito...
CRACOLICI. Caputo ha la laurea in medicina, non in legge
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. che non è riuscito a mantenere una gestione. I
ritardi con cui noi stiamo considerando il caso CE.FO.P. sono
dovuti alla testardaggine degli organi direttivi del CE.FO.P. di
non porre i lavoratori in mobilità.
Se lo avessero fatto il primo di gennaio, probabilmente l'1
febbraio questi lavoratori avrebbero ricevuto il trattamento di
cassa integrazione in deroga, come lo riceveranno adesso, ma
probabilmente non a partire da gennaio bensì a partire dal mese
scorso, quando finalmente sono stati messi in cassa integrazione.
Per il resto, un sentimento di solidarietà, un sentimento di
comprensione, un sentimento anche di malessere rispetto a
situazioni che lei ha citato e che io conosco, ovviamente non può
intrecciarsi, coniugarsi con finanziamenti che, per essere erogati,
hanno bisogno di rispettare precise regole.
Se così non fosse, ci sarebbe una situazione istituzionale che
farebbe intervenire subito altri organi.
Quindi, esprimo tutta la mia solidarietà ai lavoratori del
CE.FO.P. e spero che la loro situazione si risolva al più preso, ma
mi permetto di respingere accuse di sordità o di insensibilità
rispetto a questo problema.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
generale e pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Misure in favore del credito di imposta
1. Ferme restando le valutazioni di compatibilità con le normative
comunitarie di settore, per garantire l'avvio del credito d'imposta
per gli investimenti, da realizzarsi conformemente alla legge
regionale 17 novembre 2009, n. 11 ed ai provvedimenti attuativi
derivanti dagli articoli 7, 8 e 10 della medesima, già adottati
all'entrata in vigore della presente legge e loro eventuali
successive modifiche ed integrazioni, è autorizzato il ricorso a
fondi regionali».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Copertura finanziaria del credito di imposta
1. Per le finalità di cui all'articolo 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2011, la spesa di 120.000 migliaia di euro
cui si provvede con parte delle disponibilità del fondo di cui
all'articolo 3 della legge regionale 26 ottobre 2001, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Norme in materia di formazione professionale
1. Per le finalità previste dalla legge regionale 6 marzo 1976, n.
24, nel corrente esercizio finanziario, è autorizzata l'ulteriore
maggiore spesa pari 50.000 migliaia di euro, cui si provvede con
parte delle disponibilità del fondo di cui all'articolo 3 della
legge regionale 26 ottobre 2001, n. 15 e successive modifiche ed
integrazioni».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 3.1:
«L'articolo 3 è sostituito dal seguente:
1. Per le finalità previste dalla legge regionale 6 marzo 1976,
n. 24, nel corrente esercizio finanziario, è autorizzata
l'ulteriore maggiore spesa pari a 45.000 migliaia di euro, cui si
provvede in quanto a 20.000 migliaia di euro con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.1 - capitolo 215701 -, in quanto
a 25.000 migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
4.3.1.5.4 - capitolo 219205 .»;
- dall'onorevole Maira: 3.2:
«Dopo il comma 1, aggiungere il comma 2 che così recita: 2. Il
parametro di spesa oraria sarà determinato in materia differenziata
onde consentire il mantenimento dei livelli occupazionali per tutti
gli enti di formazione .»
Si passa all'emendamento 3.1, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.2, a firma dell'onorevole Maira è superato.
Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Modifiche di norme in materia di attività socialmente utili
1. All'articolo 25, comma 1, lettera e) della legge regionale 29
dicembre 2003, n. 21, sono aggiunte le seguenti parole nonché le
stabilizzazioni effettuate ai sensi dell'articolo 17, commi 10 e
11, del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, come convertito dalla
legge 3 agosto 2009, n. 102'.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la spesa annua, valutata
nell'importo massimo di 130.000 migliaia di euro per il quinquennio
2012-2016, trova riscontro, per il biennio 2012-2013, nel bilancio
pluriennale della Regione, U.P.B. 6.4.1.3.1.
3. Per gli esercizi finanziari 2014-2016, a valere sulle
assegnazioni alle autonomie locali è garantita una riserva per gli
enti che procedono, nell'anno 2012, alla stabilizzazione, ai sensi
del comma 1, dei soggetti di cui all'articolo 6 della legge
regionale 29 dicembre 2010, n. 24, nella misura necessaria a
garantire il contributo autorizzato ai sensi dell'articolo 25 della
legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, dell'articolo 2, comma 3,
della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 27 e dell'articolo 41,
comma 1, della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 e successive
modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata e della spesa
del bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2011 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella B'».
Pongo in votazione prima la tabella B' con le modifiche
conseguenti all'approvazione dell'emendamento 3.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 5 con la tabella testé approvata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale del disegno di legge
numero 724-Norme stralciate/A «Interventi urgenti per lo sviluppo
imprenditoriale ed il settore della formazione».
Presidenza del presidente Cascio
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sento sempre
in quest'Aula tante dichiarazioni, ma questo fa parte del circo
mediatico per cui il dibattito politico ogni tanto si trasforma in
un luogo dove si sostengono tesi e antitesi con una noncuranza che
fa spavento.
Io mi limito a dire questo: noi stiamo facendo una manovra nel
pieno di una situazione finanziaria complicata e i colleghi che qui
si dilettano a fare spettacolo dovrebbero ricordarsi che tutte le
situazioni finanziarie non sono mai il prodotto di un problema
momentaneo. Se, come si racconta, il nostro bilancio ha due
miliardi di euro di disavanzo strutturale, qualcuno l'avrà pure
prodotto questo disavanzo e non credo che si sia prodotto in
qualche settimana L'assessore Centorrino sarà un orco, ma non
credo che ci avrà messo così poco tempo, avrebbe dovuto impiegare
una ventina d'anni per produrre tutto quello che si è prodotto e
che viene raccontato nel bilancio. Il bilancio è quello che è
Un bilancio aggravato, diciamocelo pure, dalla condizione inedita
di un Governo nazionale che aveva annunciato dei provvedimenti con
i fondi FAS, poi li ha smentiti, centellinati, per arrivare oggi ad
avere una prima risposta che, però, lascia immutati i problemi
fondamentali che riguardano la crescita della nostra Regione.
Oggi non solo abbiamo una situazione pesante sul piano
finanziario, ma abbiamo un problema più drammatico: la Regione non
cresce, non cresce sul piano economico, non cresce sul piano degli
indicatori che poi producono la ricchezza e quindi non crescono le
entrate, non cresce la possibilità di ridistribuire le entrate.
In questo quadro di difficoltà economica e finanziaria oggi
stiamo facendo ciò che si può fare.
Io considero già una sorta di miracolo avere avuto parificato il
bilancio della Regione dalla Corte dei conti qualche settimana fa
con un avanzo - ho partecipato agli ultimi sette, otto giudizi di
parifica e devo dire che questo non è stato tra i peggiori,
malgrado gli attori siano sempre gli stessi, nel senso che poi il
Procuratore e gli altri magistrati sono sempre le stesse persone,
in gran parte - e con un giudizio, pur con luci ed ombre, per cui
la situazione, dal punto di vista della gestione strettamente
contabile del bilancio regionale, è certamente migliorata.
Certo, ci sono le patologie. Si racconta che la Regione ha
ventimila dipendenti, ma non li abbiamo assunti ora; si racconta
che la Regione ha migliaia di lavoratori forestali, migliaia di
lavoratori della formazione professionale, migliaia di tante altre
cose che sono frutto della storia.
Una classe dirigente ha il dovere, giusto o sbagliato che sia, di
farsi carico anche della storia perché la storia fa parte di ognuno
di noi. Cosa stiamo facendo oggi? Stiamo facendo le uniche
possibili misure data la situazione contabilmente complicata, anche
per i tempi che ci siamo dati.
Assieme ai colleghi capigruppo ho chiesto al Presidente della
Regione di fare una manovra ragionata sui tagli, pure sui
cosiddetti costi della politica, ma una manovra ragionata e non
frutto di estemporanee dichiarazioni giornalistiche. Ai tagli
amministrativi sugli sprechi dobbiamo avere il coraggio di mettere
mano senza giochi e tatticismi; lo dico, signor Presidente, perché
credo che noi, senza più nasconderci, dobbiamo aggredire alcuni
nodi strutturali di questa Regione, come l'ESA e gli enti inutili.
Lo dobbiamo fare se vogliamo essere credibili.
Detto ciò, avendo chiesto il rinvio sui tagli dei costi della
politica e sui tagli complessivi, sarebbe stato singolare
trasformare l'assestamento tecnico in una sorta di giorno della
cicala , dove tutti ci mettevamo a cantare, magari facevamo qualche
emendamento di spesa, qualche cosina che serviva a gruppi di
elettori che ognuno di noi poteva in qualche modo sostenere e
coltivare.
Abbiamo fatto l'unica cosa che una classe politica seria e
responsabile può fare.
Prima questione. Abbiamo detto su quell'avanzo che presenta
contraddizioni, proviamo a dare un messaggio alla Sicilia,
attiviamo il credito di imposta, mettiamo in moto gli investimenti,
sosteniamo la crescita e diciamo alle imprese di crederci, perché
se non parte la crescita dalle imprese non parte l'economia della
Sicilia .
Seconda questione: abbiamo cercato di mettere un punto di
rassicurazione e di serenità.
Poi ci sono i terroristi di professione che alimentano sfiducia,
preoccupazioni, scenari catastrofici, parlando di migliaia di cassa
integrati, di migliaia di lavoratori in mobilità.
Alla fine di questa storia si scoprirà che quelle migliaia
saranno, forse, qualche centinaio.
In ogni caso credo che stiamo provando a dire alla formazione
professionale che deve cambiare, che così non può continuare; ma
certamente non lasciamo per strada nessuno.
Questo è il punto che una classe politica, una classe dirigente si
deve porre, e lo stiamo facendo con le possibilità che abbiamo.
Sperando che tutto vada bene, oggi stiamo facendo una manovra
buona, responsabile, senza grande enfasi ma seria, rinviando
un'altra serie di misure.
Spero che, da settembre, questa Assemblea metta mano finalmente al
problema strutturale degli sprechi che producono i due miliardi di
euro di cui spesso parliamo tra di noi, ma che abbiamo il dovere di
aggredire se vogliamo salvare la Sicilia.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo. Desidero solo sottolineare l'importanza di questo
disegno di legge che sarà votato, come abbiamo sentito,
all'unanimità, con uno spirito costruttivo sia della maggioranza
che della minoranza. Costruttivo finalmente su un disegno di legge
che affronta tre argomenti seri, tre argomenti veri e che dà
l'opportunità al Governo di muoversi con più agilità e con molta
efficacia.
Dopodiché, è ovvio che i problemi non si sono esauriti e che a
settembre bisogna ritornare seriamente per affrontare la manovra
nel suo complesso. Però, oggi, in qualche modo, con questo disegno
di legge condiviso con grande senso di responsabilità da tutti i
parlamentari, certamente abbiamo posto le condizioni per operare
nel miglior modo possibile.
Abbiamo avviato il credito d'imposta per le imprese che, aggiunto
agli altri due crediti d'imposta all'occupazione e agli
svantaggiati, fa della Sicilia, in questo momento, un territorio
unico dove si possono fare investimenti con la possibilità di
interagire con una fonte di risorse abbastanza ampio, in tre
settori diversi: per quanto riguarda il personale, per quanto
riguarda il credito d'imposta per chi assume a tempo indeterminato
e, in questo momento, il credito d'imposta per gli investimenti.
Sulla formazione: una volta per tutte mi auguro che torni un po'
di sereno in tante famiglie e in un sistema che deve diventare la
prima misura di politica attiva del lavoro.
In ogni parte d'Europa, da Lisbona in poi, si è sempre detto che
la formazione professionale è la misura di politica attiva del
lavoro più importante. Facciamo in modo che in Sicilia - non lo
devono fare quei signori che stanno fuori, ma questo Parlamento e
questo Governo - la formazione finalmente possa diventare questo.
Ci sono le persone, ci sono le professionalità, ci sono le
condizioni affinché la Sicilia diventi un modello in questo
settore; dipende solo ed esclusivamente da noi, dal Governo e dal
Parlamento, solo ed esclusivamente da queste due Istituzioni.
Se Governo e Parlamento, adesso che c'è un po' di sereno nel mondo
della formazione, non presentano una legge di riforma vera, seria e
definitiva per dare certezza a tutti, avremo perso una grande
occasione.
Terzo argomento. Abbiamo cercato di valorizzare il merito dei
lavoratori precari nelle pubbliche amministrazioni. Stiamo
consentendo con una norma che, qualora le amministrazioni comunali
lo vogliano, possono stabilizzare queste persone, così come prevede
una legge dello Stato, nelle categorie più alte, C e D, attraverso
i concorsi e, quindi, valorizzando il merito.
Per questi motivi io la ritengo una buona legge, fatta in maniera
seria da tutto il Parlamento e, ovviamente, il Gruppo del Movimento
per le Autonomie non può che essere soddisfatto perché finalmente
portiamo a casa una buona legge che Governo e Parlamento hanno
voluto.
D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul percorso che
ha avuto particolarmente questa fase dell'approvazione del disegno
di legge, oltre che dell'assestamento, e quindi dell'utilizzo
dell'avanzo, relativamente alle norme sul credito d'imposta e sulle
risorse per la formazione, dove c'è un consenso da parte di tutti,
è importante fare alcuni riferimenti e alcuni richiami che devono
servirci per meglio indirizzare i lavori d'Aula, la nostra attività
e il senso di responsabilità verso i problemi importanti a cui
riferirci.
La norma sul credito d'imposta, che é sicuramente un norma
importante visto che l'abbiamo voluta e con grande impegno, arriva
però ad una soluzione, dal punto di vista finanziario, a mio avviso
in ritardo. Se consideriamo che per i cantieri di lavoro abbiamo
investito 220 milioni di euro e per il credito d'imposta ne
investiamo, nella sua prima fase, 120 milioni, probabilmente,
assessore, possiamo dire che si poteva fare anche prima, perché su
questo tipo di intervento i risultati e, perché no, ancor più
quella che é la speranza, ma anche l'attesa dell'imprenditoria
siciliana avrebbe avuto una risposta sicuramente più significativa.
Ma ancora, oltre a questo tema, io dico che è una soluzione, una
soluzione che fra l'altro blocca il tentativo dell'assessore per
l'economia di impegnare le risorse finanziarie derivanti da royalty
per fare un'azione di indebitamento con la BEI.
Quindi, riflettiamo perché questa è una soluzione più
significativa, più congrua.
Però, oggi, non può in questa sede essere sottaciuta la
responsabilità reale che il Governo deve assumersi e, perché no, il
senso di colpa su due temi importanti per l'attività d'impresa e
per la crescita della nostra micro impresa siciliana.
Noi abbiamo assistito, caro assessore, ad un grave momento
negativo quando si é distrutto dell'IRFIS, l'unico baluardo,
l'unico riferimento di banca che la Regione siciliana aveva.
In maniera irrazionale, inopinata, incongrua e secondo me
negativa, di cui tutti piangeremo le conseguenze e su cui tutti
dobbiamo fare una riflessione per capire come anche su questo tema
determinare nuovi momenti di svolta, la Regione ha voluto perdere,
di fatto, una grande occasione nel momento in cui andava fatta
invece una cordata perché l'Istituto restasse un contenitore su cui
pensare ad una banca di sviluppo, ad una banca di secondo livello,
per creare quel supporto necessario all'attività d'impresa, a
quell'impresa che ha bisogno di sostegno, di ossigeno e di momento
reale di aiuto per lo sviluppo.
Invece noi abbiamo ceduto il ramo di azienda a Unicredit e, cosa
ben più grave, abbiamo regalato anche la licenza bancaria. Nella
sostanza, la Regione siciliana ha perso una grande opportunità.
Signor Presidente, io chiedo su questo, alla ripresa dei lavori,
un dibattito d'Aula, un momento di grande confronto per capire come
dobbiamo riprendere un percorso di cui la Sicilia ha bisogno.
Poi sicuramente c'è l'utilizzo delle risorse comunitarie. Oggi
ancora dobbiamo denunziare i 360 milioni di euro non spesi nel
2009, i 750 milioni di euro non spesi nel 2010, e dei 980 milioni
di euro programmati nel 2011 corriamo il rischio che in parte
vengano non spesi ma, quel che è ancora peggio, in parte rischiano
di entrare nel cosiddetto periodo di disimpegno automatico.
Questi sono i ragionamenti che devono accompagnare oggi la nostra
azione di parlamentari con senso di responsabilità, per vedere come
affrontare un momento in cui c'è bisogno di grande unità, di
solidarietà e di comunanza di intenti, ma dobbiamo pure convincerci
che su alcuni temi di fondamentale importanza questo Parlamento
deve essere più determinato nel realizzare impulsi, indirizzi, e
anche lì momenti di verifica e controllo.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, con l'approvazione di questo disegno di legge oggi si
compie un atto di responsabilità verso il sistema delle imprese che
attende la misura che abbiamo adottato, che era stata fermata dalla
sottrazione delle risorse FAS e che oggi invece viene finanziata a
valere sui fondi regionali.
E' un atto di responsabilità verso la formazione, che necessita di
queste risorse, ma che pure è un settore - come diceva l'onorevole
Cracolici poc'anzi - che deve cambiare, che deve avere il coraggio
e la determinazione di cambiare per liberare risorse sul bilancio
ordinario.
Oggi verso la Sicilia - non mi trovo d'accordo con l'onorevole
Caputo - non è stato fatto alcun gesto di concessione, é stato
fatto un gesto di giustizia e di correttezza istituzionale.
Le risorse FAS non sono risorse regalate alla Sicilia, ma sono
risorse della Regione che, attraverso un processo di concertazione,
sono state finalmente messe a disposizione degli investimenti e
della crescita, e di questo la Sicilia ha bisogno.
Il credito di imposta, come dicevo, è un atto di grande
responsabilità che consente di liberare risorse significative.
L'Istituto di ricerca Prometeia ha calcolato che attraverso il
credito d'imposta si determina un moltiplicatore 5', il che vorrà
dire che 120 milioni di euro di risorse destinate consentiranno di
attivare oltre 600 milioni di euro di investimenti, con le
conseguenti ricadute sul piano occupazionale e con l'attrazione di
investimenti verso la Sicilia.
Rispondendo all'onorevole Incardona, devo dire che non c'è una
disattenzione nei confronti dell'agricoltura perché il credito di
imposta si applica anche all'agricoltura, si applica attraverso la
trasformazione del pescato, attraverso la trasformazione agricola,
che potranno attivare i meccanismi e gli strumenti del credito di
imposta.
Ringrazio il Presidente della Commissione Bilancio che ha
accompagnato il lavoro di costruzione di questo disegno di legge,
ringrazio tutte le forze politiche e l'opposizione, che ha dato
costruttivi strumenti e suggerimenti per arrivare ad una scelta
condivisa, ad una scelta compiuta di convergenza.
Questo è l'animo che l'Assemblea esprime al meglio, è l'animo che
dovrà ispirare la manovra responsabile che dovremo attivare da
settembre prossimo. Una manovra che sarà forte, significativa e
determinante, ma che potrà andare avanti solo con la spinta di
tutte le forze politiche, con l'assunzione della responsabilità di
un cambiamento che la Sicilia attende e che l'Assemblea regionale
certamente saprà dare.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Interventi urgenti per lo sviluppo imprenditoriale ed il settore
della formazione» (724-Norme stralciate/A)
norme stralciate/A
Presidenza del presidente Cascio
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 724-Norme stralciate/A «Interventi urgenti
per lo sviluppo imprenditoriale ed il settore della formazione».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Arena, Aricò, Beninati, Bonomo, Bosco,
Bufardeci, Buzzanca, Campagna, Cappadona, Caputo, Cascio Salvatore,
Cimino, Colianni, Cordaro, Corona, Cracolici, Cristaudo, D'Asero,
De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Dina,
Federico, Ferrara, Formica, Galvagno, Gentile, Giuffrida,
Gucciardi, Incardona, Leanza Nicola, Leontini, Limoli, Lo Giudice,
Lupo, Maira, Mancuso, Marinello, Marziano, Mattarella, Musotto,
Panarello, Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia,
Rinaldi, Ruggirello, Savona, Scilla, Torregrossa e Vinciullo.
Sono in congedo: Barbagallo, Calanducci, Currenti, D'Agostino,
Falcone, Forzese, Greco, Marrocco, Mineo, Pogliese, Termine.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 57
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, a norma dell'articolo
98 ter del Regolamento interno, dall'1 settembre 2011 avrà inizio
la nuova sessione bimestrale e precisamente la ventesima.
Le Commissioni si riuniranno per esaminare in via prioritaria i
disegni di legge già individuati dalla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari.
La seduta è rinviata a martedì, 13 settembre 2011, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni della rubrica
Infrastrutture e mobilità :
N. 1682 - Misure a sostegno degli autotrasportatori siciliani.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1729 - Chiarimenti sull'attività del Genio civile di Trapani.
Firmatario: Marrocco Livio
N. 1731 - Messa in sicurezza e ripristino regolare della viabilità
sull'autostrada A19 Palermo-Catania.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1733 - Misure per fronteggiare i disagi nei collegamenti
marittimi tra l'isola di Marettimo e la Sicilia.
Firmatario: Falcone Marco
N. 1769 - Notizie sui lavori di completamento della struttura di
base per la pratica del nuoto a Lampedusa.
Firmatario: Di Benedetto Giacomo
N. 1819 - Chiarimenti in ordine all'erogazione dei contributi
integrativi per il pagamento dei canoni di locazione ex art. 11
della legge n. 431 del 1998.
Firmatari: Calanducci Francesco, Gennuso Giuseppe, Musotto
Francesco, Arena Giuseppe, Catalano Santo.
La seduta è tolta alle ore 23.40
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
TABELLA B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2011
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
AMMINISTRAZIONE 04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
TITOLO 01 - SPESE CORRENTI
DENOMINAZIONE VARIAZIONI
CAPITOL
I
AGGREGATO ECONOMICO: 5 - ONERI COMUNI
RELATIVI A SPESE DI PARTE CORRENTE
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 99 - ALTRI -
ONERI COMUNI 170.000.000,
00
21571 FONDO CORRISPONDENTE ALLA QUOTA NON -
3 UTILIZZABILE DEL MAGGIORE AVANZO ACCERTATO 170.000.000
(FONDI LIBERI) ,00
TOTALE VARIAZIONI TITOLO I - -
AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2 170.000.000
,00
TABELLA B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2011
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
AMMINISTRAZION 04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
E
RUBRICA 03 - DIPARTIMENTO REGIONALE FINANZE E CREDITO
TITOLO 02 - SPESE CONTO CAPITALE
DENOMINAZIONE VARIAZIONI
CAPITOL
I
AGGREGATO ECONOMICO: 6 - SPESE PER
INVESTIMENTI
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 3 - 120.000.000
AGEVOLAZIONI ALLE IMPRESE ,00
N.I. CONTRIBUTI IN FAVORE DELLE IMPRESE SOTTO 120.000.00
FORMA DI CREDITO D'IMPOSTA PER NUOVI 0,00
INVESTIMENTI E PER LA CRESCITA
DIMENSIONALE DELLE STESSE.
TOTALE VARIAZIONI TITOLO 2 - 120.000.00
AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 3 0,00
TABELLA B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2011
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
AMMINISTRAZI 09 - ASSESSORATO REGIONALE ISTRUZIONE FORMAZIONE
ONE PROFESSIONALE
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE ISTRUZIONE FORMAZIONE
PROFESSIONALE
TITOLO 02 - SPESE IN CONTO CAPITALE
DENOMINAZIONE VARIAZIONI
CAPITOL
I
AGGREGATO ECONOMICO: 6 - SPESE PER
INVESTIMENTO
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 6 - 50.000.000,
FORMAZIONE ED ADDESTRAMENTO PROFESSIONALE 00
71791 FINANZIAMENTO DI CORSI DI FORMAZIONE ED 50.000.000
0 ADDESTRAMENTO PROFESSIONALE. ,00
TOTALE VARIAZIONI TITOLO 2 -
AMMINISTRAZIONE 9 - RUBRICA 2 50.000.000,
00