Presidenza del vicepresidente Oddo
DONEGANI, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali delle
sedute numeri 278 e 279 del 3 agosto 2011 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per motivi di
rappresentanza istituzionale, gli onorevoli:
- Formica dal 12 al 13 settembre 2011;
- Scoma dal 14 al 15 settembre 2011;
- Maira il 14 settembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Attività produttive:
N. 1474 - Notizie sulle autorizzazioni rilasciate per l'apertura
di centri commerciali e di grande distribuzione organizzata in
Sicilia.
Firmatario: Caputo Salvino
- da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità:
N. 1687 - Chiarimenti sui lavori di potenziamento e di messa in
sicurezza del porto di Castellammare del Golfo (TP).
Firmatario: Mattarella Bernardo
- da parte dell'Assessore Istruzione e Formazione:
N. 964 - Provvedimenti urgenti in merito alle vicende legate al
concorso per dirigenti scolastici svolto in Sicilia.
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco
N. 1330 - Notizie circa la riduzione di classi nell'anno
scolastico 2010/2011, presso l'istituto di istruzione secondaria
superiore 'Platone' di Palazzolo Acreide (SR).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1400 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza dei plessi
scolastici di Militello in Val di Catania (CT).
Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore
- da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente:
N. 1685 - Chiarimenti sull'esito dell'indagine ispettiva avviata
sul piano di lottizzazione in contrada Margi a Partinico (PA).
Firmatario: Mattarella Bernardo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto recante
Modifica alle norme sulla registrazione delle nascite' (n. 771)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Corona,
Leontini, Limoli, Mancuso, Torregrossa e Bosco in data 3 agosto
2011;
- Istituzione dei liberi consorzi di comuni. Abrogazione della
legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 (n. 772)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Marrocco,
Aricò, Currenti e Gentile in data 4 agosto 2011;
- Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli
a chilometri zero (n. 773)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Limoli,
Leontini, Mancuso, Bosco,Corona, Torregrossa, Buzzanca, Lenza e
Formica in data 5 agosto 2011;
- Interventi a sostegno della filiera dei prodotti agro-zootecnici
(n. 774)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Aricò in
data 5 agosto 2011;
- Interventi a favore delle piccole e medie imprese (n. 775)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ragusa,
Adamo, Ardizzone, Parlavecchio, Giuffrida, Cappadona e Lo Giudice
in data 5 agosto 2011;
- Norme in materia di rappresentanza di genere (n. 776)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Raia in data
5 agosto 2011;
- Trattamento pensionistico dipendenti Ente acquedotti siciliani
(n. 777)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(on. Lombardo), su proposta dell'Assessore per l'economia (Avv.
Armao) in data 6 settembre 2011;
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto
recante Modifiche dello Statuto della Regione siciliana' (n. 778)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Barbagallo
in data 5 settembre 2011;
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto
recante Modifiche dello Statuto della Regione siciliana' (n. 779)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone in
data 5 settembre 2011;
- Disposizioni per assicurare un'adeguata assistenza sanitaria ai
malati con patologie osteoarticolari croniche e malattie autoimmuni
(n. 780)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Giuffrida in
data 8 settembre 2011.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi, con nota prot. n.
6845 del 4 agosto 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno
di legge n. 611 Istituzione della provincia regionale di Gela .
Comunico, altresì, che l'onorevole Lo Giudice, con nota prot. n.
6932 del 5 agosto 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno
di legge n. 767 Soppressione delle province e istituzione dei
liberi consorzi .
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alle Commissioni:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE(II)
- Piano per l'innovazione tecnologica della Regione (PITRE). (n.
174/II).
pervenuto in data 5 settembre 2011 e inviato in data 8 settembre
2011.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Richiesta parere ex articolo 65 della legge regionale n. 9/2009.
Decreto di approvazione della direttiva per la concessione delle
agevolazioni in ordine alla linea d'intervento 5.2.2.1 del P.O.
Fesr 2007-2013. (n. 173/III).
pervenuto in data 3 agosto 2011 e inviato in data 4 agosto 2011.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini, Colianni, Scilla,
Panepinto, Leanza Nicola, Caronia, Bosco, Buzzanca, Faraone e
Campagna sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di delibera della Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 203 del 5 agosto 2011 P.O. FESR Sicilia 2007-2013 -
Regolamento (CE) n. 1083/2006 modificato dal Regolamento (CE) n.
284/2009 - Aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87 del Trattato
CE .
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione della situazione di cassa della Regione siciliana
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 12 settembre
2011, la previsione e la situazione trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione in attuazione dell'art. 52, comma 5, della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, la situazione di cassa al 30
giugno 2011 e la previsione di cassa al 30 settembre 2011 e la
previsione annuale 2011.
Comunicazione di invio alle Commissioni del Documento di
programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2012/2014
PRESIDENTE. Comunico che il Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2012/2014' è stato inviato, ai sensi
dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in data 8 settembre 2011.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
DONEGANI, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che nel mese di febbraio del 2010 il centro FIVET del
Garibaldi (fecondazione in vitro ed embrio transfer) di Catania ha
dovuto sospendere l'attività presso l'ospedale Garibaldi di
Catania, per decisione e note della direzione generale e sanitaria
dell'azienda policlinico, in attesa di essere trasferito nei nuovi
locali presso il policlinico della Città etnea;
considerato che il centro FIVET del Garibaldi di Catania, che
opera a Catania da tanti anni, ha raggiunto, negli ultimi anni,
livelli assistenziali, di ricerca ed innovazione di elevata
eccellenza tali da fargli meritare, per ben due volte (nel 1999 e
nel 2006), la certificazione della Comunità europea (EAA) di centro
di eccellenza e di riferimento europeo nella medicina della
riproduzione;
preso atto che la professionalità dei medici e ricercatori del
FIVET del Garibaldi di Catania ha permesso a migliaia di donne
della Sicilia orientale e della Calabria di ottenere l'immensa
gioia di diventare madri, di raggiungere quel desiderio di
gravidanza altrimenti irraggiungibile senza le tecniche di
fecondazione assistita, attuate dai medici del FIVET;
tenuto conto che:
nonostante siano trascorsi molti mesi dalla chiusura del centro,
nonostante i continui e pressanti appelli alla riapertura lanciati
dal professore D'Agata che, insieme al professore Ettore,
responsabile clinico, coordinava il centro FIVET di Catania, questo
continua a non essere operativo, obbligando le possibili utenti a
rivolgersi ai centri privati, con indiscutibili aggravi economici;
le pazienti seguite dal centro hanno più volte lanciato appelli
mediatici su 'La Sicilia' alle autorità civili, accademiche,
sanitarie e politiche, esprimendo sofferenza, amarezza e sconforto;
il centro del Garibaldi è chiuso ma ancora completamente
funzionante, mentre una parte degli arredi trasferiti al
policlinico è stata ammassata in un deposito, invece che essere
allocata nei nuovi laboratori FIVET, come risulta dalla stampa;
per sapere:
quali siano i motivi che hanno ritardato la riapertura del centro
FIVET del Garibaldi di Catania nei locali del policlinico etneo e
quelli che hanno determinato la chiusura del centro FIVET
Garibaldi, con apparecchiature di alta tecnologia ed alto costo
rimaste inutilizzate ormai da molti mesi, nonostante la lunga lista
di attesa di pazienti;
se non ritengano urgente attivare tutte le procedure atte
all'immediata riattivazione del centro FIVET Garibaldi, per
permettere a migliaia di donne di potere raggiungere il tanto
agognato desiderio di diventare madri, considerando soprattutto le
lunghe lista di attesa, in questo settore, nelle strutture
pubbliche». (2030)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che i vertici di RFI (Reti ferroviarie
italiane), con una decisione a dir poco discutibile, hanno deciso
che la stazione di Siracusa, già presa di mira da mirabolanti
scelte dei virtuosi funzionari delle ferrovie nazionali, chiuderà
all'utenza pubblica dalle 22,30 fino alle 4,50 dell'indomani;
considerato che:
tale decisione, che esula totalmente da ogni ragionevole logica di
servizio al cittadino, colpisce ulteriormente la città di Siracusa,
i suoi abitanti e soprattutto le centinaia di turisti che vogliono
visitare la città;
solo per citare un esempio, il treno proveniente da Roma, che
giornalmente dovrebbe arrivare a Siracusa dopo le 22,30, sarà
costretto a fermarsi a Catania, obbligando i propri passeggeri
diretti nella città aretusea ad un servizio di pullman, scelta non
certo comoda e pratica, dopo oltre 8 ore di treno;
tenuto conto che, mentre nel resto d'Italia le Ferrovie dello
Stato, nel periodo estivo, aumentano i servizi e le tratte, in
Sicilia continuano nella politica dei tagli indiscriminati,
mettendo, tra l'altro, in crisi proprio il settore turistico in
quelle zone, come Siracusa, ad alto richiamo storico e culturale ma
prive di collegamenti aerei;
preso atto che, se non fosse così drammatica la notizia, si
potrebbe ironizzare sul fatto che la stazione ferroviaria di
Siracusa è una stazione, unica in Italia tra i capoluoghi di
provincia, part time e che la stessa, per le Ferrovie dello Stato,
è uno scalo ferroviario precario in attesa di stabilizzazione che
non arriverà mai;
visto che:
non si può continuare a restare indifferenti davanti a questa
assoluta mancanza di rispetto, da parte di RFI, nei confronti del
popolo siciliano;
certe scelte, basate esclusivamente su un mero ragionamento di
economia aziendale, devono essere contrastate con tutti i mezzi che
la politica regionale ha a disposizione. Non si può tollerare che
un'azienda a partecipazione statale crei delle discriminazioni tra
zone d'Italia talmente evidenti da rasentare l'incredulità. Non si
può più sopportare l'idea che al Nord si costruiscono tratte
ferroviarie per l'alta velocità e in Sicilia si creano le stazioni
'part time' per accogliere treni talmente veloci che per coprire i
260 chilometri della tratta Siracusa-Palermo impiegano oltre 7 ore;
per sapere:
se non ritengano urgente incontrare i vertici nazionali e
regionale di RFI per comprendere e contrastare determinate scelte
aziendali illogiche, come la chiusura della stazione di Siracusa
dopo le 22,30;
quali iniziative intendano adottare nei confronti del Governo
nazionale, e per esso dello stesso Ministro per le infrastrutture,
affinché si ponga un freno alla politica dissennata che i vertici
delle Ferrovie dello Stato stanno attuando al Sud, ed in particolar
modo in Sicilia». (2031)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che in questi giorni è pervenuta al Consorzio
ASI di Siracusa ed a numerose autorità statali, regionali e
provinciali, una nota a firma del progettista e direttore dei
lavori del progetto chiamato 'ottimizzazione delle risorse idriche'
nella quale vengono elencate una serie di inadempienze dello stesso
consorzio che, a detta del redattore della nota, possono comportare
gravissimi danni erariali al consorzio stesso e quindi alla Regione
siciliana;
considerato che:
in tale nota si afferma che 'in data gennaio 2002 veniva
consegnato al Consorzio ASI di Siracusa....il progetto di
ottimizzazione e che in data 8 maggio 2002 il suddetto progetto di
'ottimizzazione' veniva approvato dalla conferenza dei servizi
convocata dal Genio Civile di Siracusa'; che tale progetto di
'ottimizzazione' è stato approvato dallo Stato e dalla Regione
Sicilia per le sue importanti finalità ambientali:
1) Eliminare completamente lo sversamento delle acque trattate dal
depuratore di Siracusa ...nel Porto Grande di Siracusa...
2) Annullare totalmente il quarantennale emungimento della falda
da parte delle industrie...
3) Fornire all'industria ed agli insediamenti civili una fonte di
approvvigionamento sicura con acque di ottima qualità tutte di
superficie;
4) Garantire al Gestore-Soggetto attuatore Consorzio ASI di
Siracusa il rientro economico del 30% delle somme anticipate dalla
cassa dd pp con la tariffa al metro cubo pagata dalle industrie,
come asseverato dalla Sogesid';
considerato ancora che la stessa nota prosegue riferendo che 'con
decreto del commissario straordinario per l'emergenza idrica della
regione Sicilia n. 522 veniva finanziato tale progetto per la somma
di euro 29.527.722, pari al 70% dell'importo totale del progetto,
mentre il restante 30% veniva garantito dal Consorzio ASI di
Siracusa...' per cui il commissario delegato per l'emergenza idrica
indiceva la gara, che veniva aggiudicata, prima in via provvisoria
e poi in via definitiva;
verificato invece che, come si evince dalla stessa nota,
'inspiegabilmente il Consorzio ASI di Siracusa non ha mai proceduto
agli adempimenti di cui al decreto n. 909 del 16 maggio 2006 del
commissario delegato per l'emergenza idrica e pertanto, ad oggi, la
mancata realizzazione dell'opera menzionata ha continuato a
produrre gravi danni ambientali ed erariali.';
preso atto che, come riportato dagli organi di stampa, il soggetto
attuatore, ingegnere Dario Ticali, ha convocato il 4 aprile 2011 il
consorzio ASI di Siracusa e l'associazione di Confindustria di
Siracusa al fine di esprimersi sull'assunzione dell'impegno a
cofinanziare per il 30 per cento l'opera di cui sopra', richiesta
strana in quanto si trattava di 'opera appaltata ed aggiudicata
come da decreto n. 909 del 16 maggio 2006 notificato al Consorzio
ASI di Siracusa';
preso atto inoltre che 'nella suddetta riunione, inspiegabilmente,
è stato cancellato il progetto 'ottimizzazione' (del costo
complessivo di euro 42 milioni circa) ed è stato sostituito con
altri 3 progetti ( del costo complessivo di circa 86 milioni di
euro)....' con la conseguenza che la mancata realizzazione del
sopra menzionato progetto di ottimizzazione continua ad arrecare
danni ambientali ed erariali';
per sapere se non intendano accertare la veridicità o meno delle
gravi denunce contenute nella nota sopra citata, ed in particolar
modo se risulti al vero che il Consorzio ASI di Siracusa e il
commissario straordinario per l'emergenza acque della Sicilia
avrebbero compiuto atti tali da arrecare un grave danno ambientale,
ed erariale in particolare, per avere disatteso la realizzazione
del progetto 'ottimizzazione' finanziato ed appaltato, e averlo
sostituito con altri progetti molto più onerosi ed ancora
irrealizzati». (2032)
MARZIANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
con la legge regionale 3 novembre 2000, n. 20, Titolo I, è stato
istituito il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei
Templi di Agrigento;
dal 1997 l'area archeologica della Valle dei Templi è stata
dichiarata dall'Unesco 'Patrimonio dell'Umanità';
considerato che:
l'ente parco della Valle dei Templi, modello positivo di gestione
di un bene archeologico, storico, monumentale e paesaggistico, ha
dato prova di grande efficacia nel perseguire l'obiettivo della
valorizzazione culturale e turistica del patrimonio;
la forza del parco risiede nella sua autonomia di bilancio e di
governo e che tale fatto ha consentito, nei dieci anni di vita del
parco, di introdurre profonde innovazioni nella gestione del bene e
di fare grandi passi avanti nella sua valorizzazione;
rilevato che:
l'ente Parco si è caratterizzato per alcuni importanti interventi
che hanno risolto annose questioni che si trascinavano da
moltissimi anni, migliorando l'offerta culturale e la fruizione
dell'importantissimo sito, ad esempio:
- si è finalmente chiuso, dopo decenni di lamentele, l'obbrobrio
del parcheggio del posto di ristoro e aperto quello davanti a Porta
V;
- si sono ottenuti circa 20 milioni di euro di finanziamento
europeo e si sono restaurati il tempio di Giunone, il tempio della
Concordia, il tempio di Ercole;
- si è inaugurato un nuovo ingresso nella Valle e ricucito
l'itinerario di visita della via sacra rendendolo più coerente e
completo;
- la Valle dei Templi nei mesi estivi è stata aperta fino alle
22.30 mentre altrove, in Sicilia, l'apertura dei siti corrisponde
agli orari d'ufficio;
- nel corso degli anni, sono state sperimentate svariate forme di
fruizione innovativa: sala di intrattenimento multimediale, visite
notturne, plastico animato, visita con palmare dotato di GPS,
visita serale con illuminazione ed effetti sonori. Attualmente la
Valle ospita la mostra delle sculture di Igor Mitoraj;
da oltre un anno gli organismi di governo e gestione dell'ente
parco (presidente, consiglio e direttore), previsti dalla legge
istitutiva, non sono stati nominati, interrompendo nei fatti un
corretto esercizio di funzioni e di programmazione delle attività;
per sapere:
per quali ragioni non si sia ancora provveduto a nominare il nuovo
presidente del parco, visto che da oltre un anno e mezzo è
terminato il mandato della dottoressa Camerata Scovazzo e l'ente
parco è di fatto commissariato con l'attuale dirigente generale del
dipartimento dei beni culturali;
quando intendano procedere alla scelta del nuovo direttore del
parco;
perché, dopo che da più di sei mesi il consiglio del parco è
scaduto, non si sia ancora provveduto al suo rinnovo;
se sia stata fornita una risposta a quanto richiesto il 30 maggio
2011 (prot. n. 108D) dal dirigente generale del dipartimento
regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana all'Ufficio
legislativo e legale della Presidenza della Regione;
per quale motivo, con il decreto presidenziale del 5 dicembre
2009, n.12 (riorganizzazione del dipartimento regionale dei beni
culturali), sia stato istituito presso la soprintendenza di
Agrigento un servizio parco archeologico e paesaggistico della
Valle dei Templi di Agrigento, riconfermata nel DPRS del 28 giugno
2010, n. 370, evidenziando una palese duplicazione di funzioni, con
chiaro danno economico alla pubblica amministrazione e una
confusione di ruoli e responsabilità;
per quali ragioni non sia stato ancora decretato il piano del
parco, trasmesso nell'ottobre del 2009, pur prevedendo la legge
solo quattro mesi di tempo (comma 11 dell'art. 14 della l.r. n.
20/2000) per la sua definitiva approvazione;
se risulti vero che il dipartimento regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana abbia l'intenzione di sottoporre a VAS il
piano del parco, considerato che, per legge regionale, non vengono
sottoposti a suddetta valutazione neanche i PRG dei comuni che si
trovano allo stesso stato nell'iter approvativo;
se non ritengano che il quadro fin qui esposto non crei una
situazione di precarietà e incertezza dell'ente parco tale da
comprometterne la funzionalità e la stessa esistenza, facendo
venire meno una straordinaria opportunità di sviluppo per tutto il
territorio agrigentino e non solo». (2033)
DI BENEDETTO
«All'Assessore per l'economia, premesso che il capitolo 377710
'Sussidi straordinari e contributi alle associazioni culturali e
ricreative per spese di funzionamento e per il finanziamento di
attività specifiche. (comprende cap. 377711)' permette il
finanziamento delle attività sviluppate a livello regionale dalle
quattro associazioni richiamate all'art. 1 della l.r. 5 marzo 1979,
n. 15, 'al fine di sostenere nel territorio dell'Isola lo sviluppo
dell'associazionismo culturale nei campi dell'educazione permanente
e ricorrente, della divulgazione scientifica e culturale,
dell'animazione e della valorizzazione dei beni culturali';
ricordato che nell'art. 5 della succitata l.r. 15/79 i capitoli
esplicitamente citati erano 'Rubrica 6 - Categoria IV - Cap. 38074
(nuova istituzione) 4.1.2/2.3.9/1/1/06/-/1/' e 'Cap. 38075 (nuova
istituzione) 4.1.2/2.3.9/1/1/06/-/ 1', successivamente
riclassificati con la nuova numerazione dell'attuale bilancio
regionale;
considerato che nella legge di bilancio, l.r. n. 11 del 12 maggio
2010, sono state inserite due nuove associazioni, la Ri.s.e.s. -
ricerche e studi economici e sociali e la Sege - Studi Sociali e
Giuridici Empedocle, non riconducibili alle caratteristiche
richiamate all'art. 1 e seguenti della l.r. 15/79, stante che i
centri studi economici e giuridici non si caratterizzano per essere
'associazioni culturali e ricreative' diffuse sull'intero
territorio regionale, come richiamato anche dall'ultimo comma
dell'art. 1 della citata legge: 'E' fatto obbligo alle associazioni
che attingono allo stanziamento indicato alla lett. b di destinare
il 40 per cento per spese sostenute regionalmente ed il 60 per
cento per spese sostenute dalle istanze periferiche';
rilevato che:
già con decreto 7 luglio 2010, a firma dell'Assessore regionale
per l'economia, 'Modalità di richiesta, rendicontazione ed
erogazione dei contributi ex art. 128 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11, tabella 1', nell'allegato D si precisa che,
poiché 'non si può prescindere dall'osservanza della legge
regionale n. 15/79 e successive modifiche ed integrazioni, legge
istitutiva del finanziamento, ed al rispetto delle finalità di tali
norme, le predette associazioni RISES e SEGE' dovranno attenersi,
ai fini del rendiconto, alle stesse regole derivanti dalle
circolari emanate dall'Assessorato regionale Beni culturali come
disposto dall'art. 2 e s.m.i della l.r. 15/79;
nello stesso decreto assessoriale, anche in capo alle finalità
istituzionali delle associazioni beneficiarie, così come chiarito
dal parere dell'Ufficio legislativo e legale della Regione
siciliana prot. 12874/175.06.11 del 20 luglio 2006, il criterio con
cui vengono ripartiti i fondi 'non può eludere la valutazione di
congruità con le finalità di legge dei programmi di attività
presentati dalle varie associazioni';
il dettato dell'art. 24, comma 20, della l.r. 19/05, modificando
l'art. 2 della l.r. 15/79, ha inserito un parametro oggettivo nella
'ripartizione delle somme, in base al numero complessivo degli
iscritti della sede regionale e delle sedi provinciali, di ciascuna
associazione, sentito il parere della competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana';
con legge di bilancio 2011, in sede di coordinamento ex art. 117
del Regolamento interno dell'Assemblea, l'Aula ha approvato norme
per l'adeguamento formale del bilancio della Regione ed in tale
sede veniva incrementata la ripartizione delle somme destinate alle
due associazioni RISES e SEGE;
dette somme, invece di essere decurtate del 10 per cento come
nello spirito generale della legge di bilancio 2011, venivano
incrementare del 50 per cento (da euro 100.000 a euro 150.000
ciascuno), mentre la rimanente somma del capitolo, passando da euro
430.000 a euro 267.000 (da dividere tra le quattro associazioni
esplicitamente menzionate nell'art. 1 della l.r.15/79), vedeva un
significativo decremento del 38 per cento, con grave danno per lo
svolgimento delle attività istituzionali ormai consolidate negli
anni dalle quattro associazioni di promozione sociale indicate
nell'art. 1 della l.r.15/79;
ritenuto che tale deliberazione ex articolo 117 Reg. int. ha di
fatto finito per penalizzare associazioni e strutture con
esperienza e attività consolidatesi nei decenni a vantaggio di
realtà pressoché sconosciute in campo regionale e dunque in
contrasto con gli obiettivi della l.r. 15/79;
per sapere:
quali ragioni abbiano indotto l'amministrazione a variare la
distribuzione proporzionale delle somme prevista nel decreto 11
gennaio 2011 dell'Assessorato dell'economia 'Ripartizione in
capitoli delle unità previsionali di base relative al bilancio di
previsione della Regione per l'anno finanziario 2011, di cui
all'esercizio provvisorio autorizzato con la legge regionale 7
gennaio 2011, n. 1' (cfr. pag. 630 della GURS, S.O., 11/02/2011 n.
7);
se l'amministrazione abbia verificato la sussistenza dei succitati
requisiti in capo a tutte le associazioni finanziate dal capitolo
di spesa 377710 e se, pertanto, l'incremento deliberato dall'Aula
per le due associazioni RISES e SEGE sia rapportato e ragionevole
in base al dettato della l.r.15/79 e s.m.i.». (2035)
CRACOLICI-DE BENEDICTIS-PANARELLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
tra gli ospedali della provincia di Siracusa solo l' ospedale
Umberto I ha un centro di rianimazione polivalente di 8 posti letto
che, attualmente, è considerato all'avanguardia tra i centri
regionali, sia per qualità dei servizi resi sia per l'alta
professionalità del personale ivi presente;
secondo quanto stabilito dal piano regionale sanitario, il
fabbisogno di posti di terapia intensiva è di 7 posti letto ogni
100.000 abitanti. In Sicilia solo la provincia di Palermo supera
tale fabbisogno, mentre tutte le altre province sono deficitarie.
In questa classifica quanto mai negativa, la provincia di Siracusa
ricopre il gradino più basso, con un deficit di 20 posti letto
rispetto al fabbisogno provinciale;
preso atto che questa grave carenza di posti letto è fonte di
numerosi e pericolosi inconvenienti per tutti gli abitanti della
provincia di Siracusa. Il 10 per cento dei pazienti, con
indicazione al ricovero in rianimazione, viene trasferito in altre
unità fuori provincia, diventano prioritarie le dimissioni precoci
verso reparti di degenza dei pazienti ricoverati in rianimazione,
spesso viene rimandata l'effettuazione di interventi programmati ad
alto rischio da parte delle UO chirurgiche e, per finire, si
riscontra un elevato turn-over dei pazienti con aumento del rischio
di incidenza delle infezioni ospedaliere;
tenuto conto che:
la programmata attivazione dei nuovi reparti di rianimazione dell'
ospedale di Lentini (4 posti) e di Avola (4 posti) non consente il
raggiungimento del fabbisogno teorico di posti letto di
rianimazione previsto per la provincia di Siracusa.
di contro, rimarrebbero da assegnare ancora 12 posti letto di
rianimazione in provincia di Siracusa;
considerato che:
quattro di questi posti letto potrebbero essere assegnati presso
l'ospedale Muscatello di Augusta, in modo da equiparare questa
struttura alle altre 3 presenti nel territorio con posti letto per
acuti;
l'attivazione di un ulteriore complesso di rianimazione per i
rimanenti 8 posti letto in contiguità con l'attuale esistente
all'interno dell'ospedale di Siracusa consentirebbe di utilizzare i
beni strumentali e le risorse umane già presenti all'interno
dell'ospedale Umberto I di Siracusa;
per questa seconda u.o. non è necessario infatti potenziare le
unità di chirurgia, cardiologia, radiologia, laboratorio ecc., né,
tanto meno, raddoppiare responsabile medico e coordinatore
infermieristico;
i dirigenti medici invece aumenterebbero da 7 a 14, così come gli
infermieri passerebbero da 18 a 36 unità, dando, quindi, un
ulteriore sviluppo positivo al già eccellente standard dei servizi
resi dall'attuale unità operativa aretusea;
visto che l'imminente completamento dell'asse viario autostradale
consentirebbe un rapido e veloce trasporto dei pazienti dagli
ospedali di periferia verso la rianimazione dell' ospedale di
Siracusa e viceversa che, peraltro, è geograficamente centrale
rispetto al territorio della provincia;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per garantire l'aumento dei
posti letto nel reparto di rianimazione dell'ospedale Umberto I di
Siracusa, affinché i Siciliani della provincia di Siracusa abbiano
garantito quel diritto alla salute che è un diritto sacrosanto in
tutte le società civili;
quali provvedimenti intendano mettere in atto per assicurare i
reparti di rianimazione negli ospedali di Avola, Augusta e
Lentini». (2044)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8 del 2005
stabilisce che 'Gli appartenenti alla Polizia di Stato, all'Arma
dei Carabinieri, alla Guardia di finanza, al Corpo dei Vigili del
fuoco, al Corpo di Polizia penitenziaria, al Corpo forestale, alla
Polizia municipale e provinciale, hanno diritto, esclusivamente per
motivi di servizio, alla circolazione gratuita sui mezzi di
trasporto pubblico';
il comma 3 dello stesso articolo dispone altresì che 'per la
circolazione gratuita sui mezzi di trasporto pubblico locale dei
soggetti di cui al comma 1 non è dovuto alcun rimborso alle aziende
esercenti il trasporto pubblico locale';
tale disposizione, così come strutturata, ha ovviamente una sua
importanza sociale notevole, tenendo conto che la presenza di
rappresentanti dell'ordine in divisa sui mezzi pubblici ha una
propria valenza, come deterrente per eventuali malintenzionati;
considerato che il comma 3 dell'art. 1 della summenzionata legge è
stato però modificato dall'art. 27, comma 7, della l.r. 22/12/2005,
n. 19, che, testualmente, cita: 'Gli oneri conseguenti
all'applicazione del comma 1 sono a carico della Regione, che
provvede, con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, da emanarsi entro sessanta giorni
dalla pubblicazione della presente legge, a stabilire le direttive
relative alla modalità di rimborso delle aziende di trasporto';
preso atto che:
a copertura economica di quanto sopra, il Governo della Regione ha
stanziato 2 milioni e 100 mila euro sul capitolo 478113 del
bilancio regionale 2011 per il rimborso da destinare alle aziende
di trasporto pubblico;
con D.A. 41/GAB dell'1 aprile 2011, l'Assessore regionale per le
infrastrutture ha ripartito i suddetti fondi per singoli corpi
(Polizia, Finanza, Carabinieri, etc.), da destinare alle aziende di
trasporto pubblico locale, in base alle certificazioni presentate
dalle stesse istituzioni militari e civili destinatarie della norma
de qua agitur;
tenuto conto che:
appare incomprensibile che un servizio reso anche a favore delle
aziende di trasporto con un risvolto sociale non indifferente (la
presenza di forze dello ordine sui mezzi pubblici a tutela della
loro integrità e per evitare danni) debba essere risarcito dalla
Regione, quando, inizialmente, non era previsto alcun rimborso;
appare ancora più inspiegabile che la Regione debba pure pagare
somme sproporzionate rispetto al servizio reso senza, peraltro,
garantire a tutte le forze dell'ordine la possibilità di potere
usufruire di detto servizio;
preso atto che:
adottando il sistema del rimborso basato sul biglietto giornaliero
e non sul vero importo di spesa che ogni singolo soggetto dovrebbe
corrispondere, il senso della legge è modificato e quella che
doveva essere una legge che favoriva forze di polizia e sicurezza
sui mezzi pubblici è diventata un sorta di ulteriore finanziamento
alle società di trasporto;
nello specifico, rimborsando il biglietto giornaliero di andata e
ritorno ad ogni singolo utente, i costi aumentano di oltre il 40
per cento rispetto all'uso di un normale abbonamento, sistema
decisamente più logico ed economico per chi usa il mezzo pubblico
quotidianamente;
come se tutto questo non bastasse, la stessa distribuzione dei
fondi da destinare alle aziende di trasporto, suddivisi per corpi,
non è sufficiente a coprire le spese sostenute, tant'è vero che
alcuni comandi regionali delle forze armate sono stati costretti a
bloccare l'accesso dei militari dipendenti a tale agevolazione,
stante la necessità di stabilire l'onere sostenuto ed evitare lo
sforamento del plafond stanziato;
per sapere:
se non ritengano utile rivedere l'intero sistema legislativo che
regolamenta il trasporto gratuito delle forze dell'ordine sui mezzi
pubblici, sistema che oggi appare più un'ulteriore fonte di
finanziamento per le società di trasporto che un servizio alla
comunità;
se, in attesa di modificare la legge oggi in vigore, possano
assumere l'impegno con le società di trasporto di onorare il costo
del servizio reso prevedendo una modifica al bilancio regionale,
inserendo gli 8 milioni di euro necessari tra pregresso e futuro».
(2045)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
uno dei tratti stradali siciliani con il più alto tasso di
traffico è senza dubbio la cosiddetta tangenziale di Catania, quel
tratto di strada che congiunge l'autostrada per Messina con quella
per Siracusa;
su questo importante asse viario infatti confluisce il traffico
proveniente dalla Sicilia occidentale per l'innesto dell'autostrada
A19 PA-CT, quello proveniente dalle province di Enna e
Caltanissetta per l'innesto delle SS 192 e 417, quello proveniente
da tutti i paesi pedemontani etnei per l'innesto della SS 121,
oltre che al traffico in transito da e per Messina, Siracusa e
Ragusa;
considerato che per questo imponente flusso automobilistico il
raggiungimento della città di Catania avviene tramite due svincoli:
il primo, quello di Misterbianco, consente alle auto di immettersi
nella circonvallazione di Catania e raggiungere così la zona nord
del capoluogo etneo, il secondo, quello di Bicocca, porta alla zona
sud della città ed è, soprattutto, l'unica via per raggiungere
l'aeroporto di Fontanarossa per chi proviene dalla provincia o da
fuori provincia;
visto che:
proprio lo svincolo di Bicocca è oramai diventato l'incubo per
migliaia di automobilisti che ogni giorno sono costretti ad
imboccarlo;
la conformazione dello stesso svincolo causa quotidianamente code
incredibili che si ripercuotono sull'intera viabilità della
tangenziale. Difatti, le auto dirette a Catania all'uscita dello
svincolo trovano un incrocio per l'immissione sulla SP 70, strada,
già di per sè molto trafficata: tale immissione costringe gli
automobilisti, ovviamente, a fermarsi, rallentando,
conseguentemente, l'intero flusso veicolare;
tenuto conto che il blocco della circolazione causato dallo
svincolo di Bicocca ha ripercussioni molto gravi. Oltre al
pericolosissimo incolonnamento che si viene a creare lungo la
tangenziale, sono decine le persone che, giornalmente, perdono i
voli in partenza dall'aeroporto di Fontanarossa;
preso atto che tale situazione è diventata insostenibile: quando
si mette a rischio la pubblica incolumità e si riduce la libertà di
spostamento di migliaia di persone, gli enti gestori delle strade
in oggetto (in questo caso ANAS e provincia regionale di Catania)
devono trovare una soluzione radicale e definitiva che permetta la
normale viabilità nella zona di Bicocca;
per sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire presso
l'ANAS e la provincia regionale di Catania al fine di favorire
iniziative atte a risolvere definitivamente, con interventi tecnici
specifici, il problema viario esistente nello svincolo di Bicocca
sulla tangenziale di Catania». (2046)
POGLIESE
«All'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
l'amministrazione comunale di Ferla (SR) si appresta a conferire
un incarico esterno per la professionalità di ingegnere a cui
affidare la responsabilità del settore tecnico dello stesso comune;
l'avviso relativo a detto incarico non è mai stato pubblicato
all'albo pretorio del comune;
l'onere derivante dall'incarico esterno ricadrà totalmente sul
bilancio comunale, mentre, in passato, tale figura è stata coperta
da professionalità interne al comune con esperienza trentennale;
da tempo la Corte dei conti sollecita le amministrazioni pubbliche
ad evitare il ricorso alle professionalità esterne per coprire
questo tipo di incarichi;
per sapere:
se non ritenga opportuno verificare se e come sia stata accertata
presso il personale interno all'ente la sussistenza dei requisiti
previsti relativi alla professionalità richiesta e se vi siano
stati rifiuti per tale incarico;
se non ritenga necessario accertare le procedure adottate per il
conferimento dell'incarico in questione nonché verificare se il
bilancio comunale, già pesantemente gravato, sia in grado di
fronteggiare ulteriori oneri;
se, acquisiti gli elementi utili, non ritenga opportuno
sollecitare l'amministrazione comunale di Ferla allo scopo di
sospendere l'operatività del bando». (2047)
MARZIANO
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
nella contrada San Lorenzo del comune di Noto (SR) insiste un
arenile della lunghezza di circa 500 metri lineari;
negli anni scorsi in tale arenile sono state rilasciate due
concessioni di aree demaniali per la realizzazione di due
stabilimenti balneari, mentre circa i due terzi rimanevano ad uso
di spiaggia libera, conciliando così la presenza delle strutture
balneari con la libera fruizione di un'ampia parte dell'arenile;
preso atto che recentemente è stato invece concesso un ampliamento
abnorme di detti stabilimenti balneari tale da ridurre
considerevolmente lo spazio destinato all'uso pubblico delle
spiagge libere;
considerato che:
tale decisione ha nei fatti privato centinaia di cittadini della
possibilità di fruire del mare in una zona a forte valenza
turistica, che vede una parte dell'economia basarsi sull'affitto
degli immobili della zona e sulla fruizione delle strutture
alberghiere ed extra alberghiere dei dintorni;
tale decisione ha determinato movimenti di protesta popolare e
numerose iniziative pubbliche riprese anche dalla stampa locale;
le concessioni di cui trattasi sono in contrasto con il recente
decreto assessoriale in materia di concessioni demaniali;
per sapere se non ritenga opportuno verificare la rispondenza di
tali ampliamenti di concessioni con le direttive contenute nel
relativo decreto assessoriale e se non ritenga, alla luce di questa
verifica, adeguare le concessioni a quanto stabilito nel decreto».
(2048)
MARZIANO - DE BENEDICTIS
«All'Assessore per la salute, premesso che i nuovi tetti di spesa
assegnati, per le attività di riabilitazione, all'ASP di Agrigento
dall'Assessorato Salute per il triennio 2010 - 2012 con decreto
assessoriale del 4 agosto 2010, hanno finito con il penalizzare
ulteriormente ed in maniera ancora più diffusa la condizione
esistente, segnata da una costante riduzione dell'offerta di
prestazioni, con conseguente allungamento delle liste di attesa;
preso atto della grave condizione in cui si trovano i pazienti con
disabilità grave a causa della insufficiente offerta di servizi
riabilitativi dell'ASP di Agrigento, nonché degli accorati e
ripetuti appelli dei pazienti e dei loro familiari perché si
intervenga per porre fine ad una disuguaglianza inaccettabile;
considerato che la CGIL e il tribunale dei diritti del malato di
Agrigento hanno opportunamente denunciato il grave stato di
discriminazione in cui si trovano i disabili della provincia di
Agrigento bisognosi di servizi riabilitativi;
constatato che la provincia di Agrigento con la quota prevista di
12,72 euro pro capite, a fronte di altre province che usufruiscono
di quote pari a tre, quattro e persino cinque volte maggiori,
occupa l'ultimo posto in graduatoria senza che ci siano dati
epidemiologici o indici di dipendenza degli anziani di età
superiore a 64 anni che possano giustificare questa disparità di
risorse finanziarie assegnate;
ritenuto che la Regione debba assicurare a tutti i cittadini
siciliani uniformità nelle prestazioni e nell'offerta di servizi,
indipendentemente dalle loro province di appartenenza;
per sapere se non ritenga necessario intervenire con urgenza ed
efficacia immediata affinché sia ristabilita una uniformità di
offerta di servizi e prestazioni in tutto il territorio siciliano,
adottando tutte le azioni di competenza che possano consentire a
tutti pari opportunità di accesso ai servizi sanitari». (2049)
DI BENEDETTO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
numerosi comuni della provincia di Catania che sorgono a ridosso
dell'Etna continuano ad essere colpiti dalla cenere lavica causata
dai fenomeni eruttivi del vulcano;
Catania, Riposto, Giarre ed altri comuni limitrofi sono da giorni
ricoperti da uno strato di cenere che sta mettendo in ginocchio
intere comunità, costringendo le amministrazioni locali ad attivare
misure straordinarie al fine di tutelare la pubblica incolumità;
considerato che i fenomeni piroclastici dell'Etna rendono l'aria
irrespirabile e danneggiano gli impianti di condizionamento
dell'aria, rendono le strade scivolose costringendo i comuni a
continue opere di pulitura, per non parlare delle continue chiusure
dell'aeroporto di Catania, con conseguenti blocchi dei voli sia in
partenza che in arrivo;
preso atto che i continui e necessari interventi sul territorio da
parte delle amministrazioni locali stanno causando non pochi
problemi alle esigue casse comunali, costringendo gli
amministratori a stornare fondi altrimenti destinati ad altre
attività già programmate in bilancio;
tenuto conto che detti interventi rientrano nelle specifiche
attività e competenze della Protezione civile regionale;
per sapere se non ritenga opportuno intervenire dichiarando lo
stato di emergenza con atto di Governo e al contempo concedere
contributi ai comuni etnei colpiti dai fenomeni eruttivi dell'Etna,
prelevando le somme dal capitolo della Protezione civile
regionale». (2050)
FALCONE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
premesso che:
la vicenda relativa all'azienda Verbum Caudo, bene confiscato alla
mafia, nonostante il clamore mediatico e le rassicurazioni
dell'Assessore regionale, professore avvocato Gaetano Armao,
sull'imminente utilizzo, non ha ancora trovato una soluzione,
atteso che il bene non è stato ancora assegnato né al comune di
Polizzi Generosa, competente per territorio, né al consorzio
Sviluppo e Legalità come da alcune notizie riportate dalle agenzie
di stampa;
l'immobile oltre all'alto significato simbolico, in quanto
trattasi di un bene confiscato a boss della Mafia, ha anche un
grande valore economico e commerciale;
considerato che tale situazione di immobilismo del patrimonio
confiscato alla criminalità, ed in particolare del feudo 'Verbum
Caudo', non consente l'utilizzo del bene limitando, quindi, la
possibilità di creare e sviluppare iniziative imprenditoriali ed
occupazionali nel territorio;
ritenuto che occorre procedere all'immediata assegnazione del bene
al fine del suo pieno utilizzo;
per sapere:
se il feudo 'Verbum Caudo' non risulti ancora essere stato
assegnato;
quali provvedimenti abbiano adottato per la fruibilità e
l'utilizzo del predetto feudo;
lo stato della gestione e l'effettivo utilizzo dell'immobile in
questione». (2056)
CAPUTO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
nel maggio del 2009, il Tribunale dei minori di Messina decretava
di togliere ai coniugi Travaglia Benvenuto Biagio e Micciulla
Giuseppina, entrambi sordomuti e residenti a Sant'Agata Militello,
la loro unica figlioletta di 3 anni e ne disponeva l'affido
temporaneo ai coniugi Francesco Costanzo e Graziella Travaglia che,
illegittimamente, già dallo scorso anno, trasferivano la bambina
dal suo paese d'origine a Milano;
il provvedimento del Tribunale dei minori di allontanamento della
bambina dai professori genitori naturali ed il protrarsi dello
stesso scaturiva da una serie di relazioni dei servizi sociali
competenti;
sulla scorta di tali relazioni la coppia ha dovuto affrontare un
procedimento penale per gravi reati che si è concluso con
l'archiviazione da parte del Gip del Tribunale di Patti (Messina)
su conforme richiesta del Pubblico Ministero;
tenuto conto che:
i servizi sociali hanno, unilateralmente e immotivatamente,
sospeso gli incontri con la bambina ed i genitori naturali, i quali
non vedono la loro figlia da oltre 9 mesi, fatta eccezione per un
breve incontro davanti al Tribunale dei minorenni e nel quadro
dell'istruttoria;
sulla veridicità delle citate relazioni e sul complessivo
comportamento dei servizi sociali e dei genitori affidatari nella
gestione della delicata vicenda, è in corso una indagine da parte
dell'autorità giudiziaria;
visto che:
in data 14 giugno 2011, con provvedimento depositato in data 18
luglio 2011, il Tribunale dei minori di Messina, nel procedimento
di V.G. n. 55/09, disponeva, con decreto ad efficacia immediata, la
revoca dei decreti di affidamento della minore alla coppia Costanzo-
Travaglia;
con lo stesso provvedimento, veniva disposto l'affidamento della
minore ai coniugi Faraci Benedetto e Amata Angela Giuseppina,
residenti a Sant'Agata Militello, e veniva demandato agli operatori
del servizio sociale del comune di Torrenova (ME), in
collaborazione con quelli del servizio di neuropsichiatria
infantile dell'ASP n. 5, competente per territorio, di svolgere
attività di vigilanza, assistenza e sostegno, nonché di
regolamentare la frequentazione della minore con i genitori;
venivano altresì delegati, per l'esecuzione del provvedimento, gli
operatori dell'ufficio di servizio sociale del comune di Milano
che, in collaborazione con quelli del comune di Torrenova,
avrebbero provveduto alla consegna della minore ai signori Faraci-
Amata;
considerato che:
tale provvedimento veniva immediatamente notificato, tra gli
altri, ai servizi sociali dei comuni di Milano e di Torrenova
(Messina);
fin dai giorni successivi, l'avvocato dei genitori naturali
tentava di contattare, inutilmente, gli operatori del servizio
sociale del comune di Milano, per stabilire le modalità di
esecuzione del decreto. Al legale venivano date soltanto risposte
evasive;
in data 8 agosto 2011, lo stesso legale inviava un telefax sia
agli operatori dei servizi sociali di Milano che a quelli di
Torrenova, diffidandoli ad adempiere al decreto del Tribunale dei
minori;
per tutta risposta, solo il comune di Torrenova inviava un telefax
in cui dichiarava di avere contattato in data 9 agosto 2011 gli
uffici del servizio sociale del comune di Milano e che gli era
stato risposto che non era possibile attivare le procedure per il
rientro della bambina, in quanto sia l'assistente sociale che segue
il caso sia il funzionario dirigente dell'ufficio servizi sociali
erano in congedo ordinario;
preso atto che:
con il perdurare di tale situazione, il legale inviava lettera
raccomandata in data 12 agosto 2011 (38 giorni dopo la notifica del
decreto), reiterando le richieste già fatte con il precedente
telefax;
i genitori affidatari in data 25 agosto, non potendo ('per le
evidenti ed ovvie ragioni esposte ed il pregiudizio che ogni giorno
che passa rischia di divenire irreparabile al rapporto affettivo
con la nostra unica figlia') tollerare oltre tale stato di fatto,
presentavano esposto-querela nei confronti degli operatori dei
servizi sociali di Milano;
in data 29 agosto, a detta dei servizi sociali di Torrenova,
veniva comunicato agli interessati che da Milano, e a cominciare da
settembre, sarebbe stata avviata una non meglio specificata opera
di preparazione della bambina per il suo rientro in Sicilia, ma la
stessa motivazione era stata già addotta in data 12 agosto;
l'approssimarsi dell'inizio dell'anno scolastico rende ancor più
grave il ritardo della esecuzione del decreto del Tribunale: la
bimba ha ora compiuto 6 anni e dovrà essere iscritta alla prima
elementare presso un istituto di Sant'Agata Militello (comune di
residenza della nuova coppia di affidatari);
per sapere:
se non ritengano improcrastinabile intervenire presso le autorità
competenti per individuare quali siano gli oscuri motivi
(burocratici o di altra natura) che hanno inspiegabilmente impedito
il rientro della bambina in Sicilia, come disposto dal tribunale
dei minori di Messina;
se non ritengano urgente avviare un'indagine per appurare quale
ruolo abbiano avuto i servizi sociali dei comuni di Milano e
Torrenova nel ritardo e nel mancato adempimento di un atto dovuto,
disposto dall'autorità giudiziaria ed immediatamente efficace che,
di fatto, lede il diritto dei genitori a mantenere i contatti con
la propria bambina con regolarità e certezza, in attesa che
l'intera vicenda si possa concludere positivamente con la
ricomposizione del nucleo familiare». (2059)
POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
Siciliacque ha avviato i lavori per la realizzazione
dell'acquedotto Gela - Aragona, necessario per la tutela e
salvaguardia dell'agricoltura e per potenziare i servizi di acqua
potabile;
i predetti lavori, giunti nella fase finale, sino ad oggi sono
stati condizionati nella loro esecuzione da alcune attività
ostruzionistiche poste in essere dai privati;
il presidente di Siciliacque ha più volte chiesto l'intervento
della magistratura competente e delle forze di polizia per
eliminare i motivi ostativi che condizionano la definitiva
esecuzione delle opere;
atteso che trattasi di opere di straordinaria importanza;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per consentire
la piena realizzazione delle opere». (2060)
CAPUTO-POGLIESE-BOSCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
e l'identità siciliana, premesso che:
il dormitorio dei benedettini, che si trova all'interno complesso
monumentale Guglielmo II in Monreale, è stato ristrutturato ed
inaugurato da circa 15 anni;
il monumento, nonostante il completamento dei lavori e
l'inaugurazione, non è mai stato aperto e, quindi, il passare del
tempo, senza l'esecuzione di lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria, ha determinato problemi strutturali e pericoli per
la sicurezza pubblica;
un mese fa, l'amministrazione comunale di Monreale aveva
evidenziato lo stato di allarme ai funzionari dell'Assessorato Beni
culturali sulla necessità di avviare interventi urgenti di
manutenzione al fine di tutelare il prestigioso bene immobile e di
avviare la apertura del monumento, atteso che dopo un lunghissimo
periodo di tempo ancora non è né accessibile né fruibile al
pubblico ed ai numerosi turisti che giornalmente visitano la città
di Monreale;
considerato che:
in data 17 agosto si è verificato un gravissimo episodio che ha
evidenziato la questione della sicurezza strutturale del monumento
ed il pericolo per l'incolumità pubblica a causa del danneggiamento
del tetto;
tale situazione ha messo in evidenza lo stato dell'immobile che,
pur rappresentando un bene di enorme interesse storico, artistico e
monumentale, ad oggi dopo un lungo restauro, costato 25 milioni di
euro, terminato da oltre 15 anni, è rimasto chiuso per l'assenza
dell'impianto di antincendio, senza subire, nel tempo, lavori di
manutenzione né ordinaria né straordinaria;
ritenuto che:
il danneggiamento del tetto determina un pericolo per l'incolumità
pubblica, atteso che il chiostro dei benedettini, adiacente al
dormitorio, è visitato, giornalmente, da numerose presenze di
turisti e visitatori;
si tratta di un monumento di grande valore che deve essere e e
protetto non solo ai fini della tutela del patrimonio monumentale,
ma anche per la valorizzazione dei monumenti al fine di rilanciare
l'economia legata al comparto del turismo;
per sapere :
se intendano emettere provvedimenti urgenti per garantire
l'immediata ristrutturazione del tetto del dormitorio e per
richiudere una falla lunga oltre 450 metri;
quali provvedimenti abbiano adottato per la salvaguardia del
monumento del dormitorio dei benedettini di Monreale e per evitare
lo stato di abbandono dell'importante monumento;
quali provvedimenti siano stati adottati per garantire la
sicurezza dell'intero complesso monumentale;
quali provvedimenti siano stati emessi per avviare interventi con
procedure di somma urgenza per eliminare i pericoli e sistemare le
falde a copertura del dormitorio;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per il
finanziamento dei lavori dell'impianto antincendio;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare al fine di
consentire l'apertura del bene monumentale e la fruibilità al
pubblico». (2061)
CAPUTO - POGLIESE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per la salute,
premesso che, con nota n. prot. 685 del 11 novembre 2009, il centro
socio-assistenziale anziani 'Sciacca Baratta', istituzione pubblica
di assistenza e beneficenza con sede in Patti (ME), via Calabria 8,
richiedeva all'ASP di Messina di valutare l'opportunità di
concedere allo stesso centro, per un periodo determinato,
l'immobile di nuova costruzione di proprietà dell'ASP mai
utilizzato e sito in località Case Nuove al fine di offrire un
servizio di gran lunga migliore agli anziani e per poter rendere
appetibile l'offerta per ulteriori ricoveri che certamente
incrementerebbero gli introiti dell'ente, che attraversava, ed
ancora attraversa, un periodo di difficoltà economiche, senza
ottenere ad oggi alcune risposta;
premesso ancora che con nota n. prot. 454 del 9 luglio 2010 lo
stesso centro 'Sciacca Baratta' scriveva al presidente della VI
Commissione legislativa permanente dell'ARS per reiterare la
richiesta di intervento della Commissione parlamentare presso l'ASP
di Messina al fine di ottenere l'assegnazione dell'immobile di cui
sopra, menzionando le gravi conseguenze che deriverebbero dalla
mancata assegnazione dei locali, tra le quali la perdita di ben 13
posti di lavoro e la chiusura dell'attuale centro, sito in corso
Matteotti a Patti;
premesso inoltre che con nota n. prot. 157 dell'11 marzo 2011 il
commissario regionale dell'ente, dott. Leone Oliva, scrivendo
all'ASP di Messina, confermava la richiesta di assegnazione
dell'immobile costruito per essere finalizzato ad struttura di
assistenza e recupero;
considerato che:
da organi di stampa si apprende che sarebbe intenzione dell'ASP di
Messina assegnare l'immobile all'amministrazione provinciale di
Messina per essere utilizzato come sezione del Liceo V.E. III, cosa
che comporterebbe il cambio della destinazione d'uso privando il
territorio di un importante struttura di servizio sociale;
ritenuto che appare incredibile che la Regione continui a
dilapidare denaro pubblico e non persegua le finalità programmate
con ingenti investimenti;
valutato che l'assegnazione dell'immobile al centro socio-
assistenziale anziani 'Sciacca Baratta' porterebbe un importante
risparmio al bilancio della Regione in quanto, da un canto, si
eviterebbero importanti spese necessarie per il cambiamento di
destinazione e, dall'altro, si incrementerebbero le entrate del
centro, consentendo allo stesso di avviare un ripianamento della
situazione debitoria ed assicurare migliori servizi sociali al
territorio;
per sapere:
quali siano i motivi che avrebbero condotto o starebbero per
condurre l'ASP di Messina ad assegnare alla provincia l'immobile in
questione;
se la stessa ASP abbia avviato un bando per l'assegnazione di
detto immobile;
se i costi relativi al cambiamento di destinazione d'uso rimangano
a carico della stessa ASP, a quanto ammonterebbero e se l'ASP abbia
ottenuto il consenso dell'ente finanziatore al cambiamento della
destinazione;
infine, se non ritengano di valutare la possibilità di bloccare,
se iniziato, l'iter di assegnazione alla provincia di Messina e
conseguentemente di avviare urgentemente una indagine conoscitiva
volta essenzialmente ad evitare, in momento di grave crisi
economica, ulteriori perdite economiche per la Regione, e
conseguentemente assegnare l'immobile all'IPAB 'Sciacca Baratta' di
Patti (ME)». (2039)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)
CORONA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'attuale politica regionale adottata con provvedimenti
dell'Assessore regionale per la salute ha compromesso la
funzionalità e l'efficienza delle strutture ospedaliere della città
e di quelle della provincia di Palermo;
in particolare, la struttura ospedaliera del presidio Ingrassia di
Palermo è gravemente compromessa e penalizzata da scelte di
razionalizzazione che in realtà determinano la chiusura di
importanti reparti che ad oggi hanno assicurato il servizio ai
cittadini con ottima professionalità e serietà. La cardiochirurgia
sembra non essere più inserita nel presidio, mentre il reparto di
chirurgia è presidiato soltanto da due medici, invece la divisione
di ortopedia è stata ridotta ed altri reparti sembrano essere sono
stati fisicamente cancellati;
alcuni medici sono stati spostati in altri ospedali cittadini o in
provincia;
considerato che:
tale situazione mostra la chiara ed univoca intenzione di
smobilitazione dell'ospedale;
l'ospedale Ingrassia rappresenta un presidio importantissimo non
solo per la città di Palermo, ma anche per quella di Monreale e per
i centri più interni al territorio;
ritenuto che:
queste scelte adottate dall'Assessorato regionale Salute rischiano
di mettere in pericolo la sicurezza ed il diritto alla salute dei
cittadini per una riduzione di personale o chiusura di reparti che
hanno sempre offerto un servizio efficiente e competente;
negli ultimi mesi si sono registrati tragici episodi in diversi
presisi ospedalieri della Regione;
per sapere:
se corrisponda al vero che la struttura ospedaliera 'Ingrassia' di
Palermo sia interessata dalla riduzione, chiusura e trasferimenti
di importanti reparti;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per garantire il
mantenimento della struttura ospedale Ingrassia;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per evitare il
determinarsi di situazione di pregiudizio per la salute dei
cittadini derivanti dalla riduzione, chiusura di reparti o presidi
ospedalieri». (2053)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione)
CAPUTO - POGLIESE
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alla competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
DONEGANI, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che la Regione siciliana non ha autorizzato lo svolgimento
di corsi formativi per operatori socio-sanitari;
considerato che:
oggi in Sicilia ci sono migliaia di attestati formativi di
operatori socio-sanitari senza alcun valore legale;
l'Assessorato Salute deve denunciare la presenza di attestati
formativi falsi;
ritenuto che la titolarità della formazione degli operatori socio-
sanitari è stata attribuita alle regioni;
per sapere se siano stati denunciati alla magistratura gli
attestati di operatori socio-sanitari falsi e se sia stato
istituito un elenco dettagliato di tutti gli operatori formati in
Sicilia». (2034)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
dallo scorso marzo all'interno del centro accoglienza richiedenti
asilo di Mineo (CT) sono circa 1800 i migranti, la maggior parte
dei quali ha chiesto la concessione dell'asilo politico. Per
decisione del Governo nazionale essi provengono da altri centri
presenti sul territorio italiano con il fine di creare posti liberi
da riservare ai nuovi migranti che dal Nord Africa arrivano a
Lampedusa;
i CIE sono strutture nelle quali viene inviato lo straniero
richiedente asilo privo di documenti di riconoscimento o che si è
sottratto al controllo di frontiera, per consentire
l'identificazione o la definizione della procedura di
riconoscimento dello status di rifugiato, ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica n. 303 del 2004 e dal decreto
legislativo 28 gennaio 2008 n. 25. Il periodo di tempo per
l'identificazione e/o l'ottenimento dello status di rifugiato è
previsto tra i 20 e i 35 giorni;
oltre ai CARA esistono altre tipologie di strutture di contrasto
all'immigrazione irregolare. Tra queste:
a) i centri di accoglienza (CDA) sono strutture destinati allo
straniero irregolare rintracciato sul territorio nazionale, per il
tempo strettamente necessario per stabilire l'identità e la
legittimità della sua permanenza sul territorio o per disporne
l'allontanamento, ai sensi della legge n. 563 del 1995;
b) i CIE sono invece destinati al trattenimento, convalidato dal
giudice di pace, degli stranieri extracomunitari irregolari e
destinati all'espulsione, così ridenominati con decreto-legge 23
maggio 2008, n. 92, ai sensi dell'articolo 14 del testo unico
sull'immigrazione, come modificato dall'articolo 12 della legge n.
189 del 2002;
i suddetti centri vengono gestiti a cura delle prefetture (uffici
territoriali del Governo) tramite convenzioni con enti,
associazioni o cooperative aggiudicatarie di appalti al fine di
assicurare, nel rispetto dei diritti umani e in adempimento a tutte
le convenzioni internazionali, assistenza alle persone, assistenza
sanitaria, assistenza psico-sociale e mediazione linguistico
culturale, oltre alle ordinarie attività di pulizia ed igiene
ambientale nonché di manutenzione delle strutture e degli impianti;
constatato che:
unico caso in Italia, sembra che la gestione del CARA sia stata
affidata alla provincia regionale di Catania, invece che alla
Prefettura competente per territorio (Catania) o al limite alla
Protezione Civile come avviene nelle altre regioni italiane, dopo
un carosello di gestori che si sono succeduti dall'apertura del
centro, che, a quanto viene riferito, vorrebbe affidare la gestione
dei servizi del centro senza procedura ad evidenza pubblica,
contravvenendo ai dettati normativi sull'affidamento dei servizi
pubblici, e tale da assicurare un ottimale rapporto tra le risorse
umane e finanziarie disponibili e il livello del servizio di
assistenza alle persone;
la circolare del Ministro dell'interno n. 1305 del 10 aprile 2011
ha limitato la possibilità per i giornalisti di recarsi in tali
strutture, con la motivazione che essi arrecherebbero intralcio
all'operato degli enti gestori;
le due commissioni che si occupano dello smistamento delle
pratiche di richiedente asilo riescono a vagliare una media di
appena settanta posizioni a settimana, a fronte di circa 1.800
persone presenti nel centro;
vi sarebbe la necessità di disporre di un servizio di
interpretariato per assicurare un livello sufficiente di
comunicazione e comprensione tra operatori e migranti;
il numero esiguo di poliziotti sta determinando una situazione
veramente pericolosa, stante che il rapporto tra polizia e
immigrati è di uno a cento, considerando che tra questi ultimi vi
sono individui armati di bastoni e coltelli;
tali difficoltà organizzative non sembrano essere state affrontate
con la dovuta attenzione e la situazione si è acuita, tanto da
provocare nell'ultima settimana di luglio diversi episodi di
protesta con relativi problemi di ordine pubblico che sono sfociati
nell'occupazione della SS 417 Catania - Gela, da parte di circa 300
immigrati, per circa quattro ore nella giornata del 27 luglio, nel
danneggiamento della mensa all'interno del centro e nell'incendio
di alcune auto;
a seguito dei suddetti scontri, secondo quanto dichiarato dallo
Siulp (sindacato italiano unitario lavoratori polizia), 15
poliziotti sono rimasti feriti a seguito delle risse che hanno
visto fronteggiare immigrati di diverse etnie (nigeriani-ghanesi
contro pakistani-afgani) con spranghe di ferro e sassaiole, creando
una grave situazione di pericolo per tutti gli operatori;
per quanto premesso e considerato:
la popolazione dei centri urbani del comprensorio calatino vive
con molta apprensione gli episodi di devastazione e di violenza che
si sono registrati, anche per le possibili ripercussioni ai danni
delle attività economiche e produttive locali;
le azioni che, ripetutamente, i sindaci della comunità locali
hanno richiesto non sono state mai attuate, con il risultato di
creare uno stato di tensione sociale e una pericolosa bomba a
orologeria;
lo stato di continua emergenza per il perdurare dell'afflusso di
cittadini extracomunitari e i frequenti episodi verificatisi
testimoniano il permanere di una situazione organizzativa non
all'altezza della situazione che rende ancor più penosa la
permanenza degli immigrati e non più sopportabile il lavoro svolto
dalle poche forze dell'ordine messe in campo;
le limitazioni di accesso alle strutture di accoglienza e a quelle
di detenzione poste dalla predetta circolare ministeriale vanno in
senso opposto alla necessità della più ampia trasparenza possibile,
al fine di consentire il doveroso accertamento delle condizioni
degli stranieri ospitati nei centri;
per sapere se intendano, nell'ambito delle proprie prerogative,
farsi carico di chiedere al Ministro dell'interno:
quali iniziative il Ministero, per quanto di competenza, abbia
posto in essere o intenda porre in essere, al fine di dare una
adeguata risposta alle suddette problematiche esposte, concernenti
il CARA di Mineo;
di effettuare un'attenta vigilanza sulle modalità attraverso le
quali si intenda assicurare piena trasparenza sull'affidamento dei
servizi della struttura, dal momento che la Croce rossa italiana
dal prossimo 31 agosto 2011 cesserà la gestione ad essa affidata,
rendendo altresì pubblici tutti gli atti relativi alla gestione;
di permettere il monitoraggio di quanto avviene all'interno del
centro non solo ai parlamentari della Repubblica, ma anche ai
giornalisti e alle organizzazioni e agli enti riconosciuti a
carattere assistenziale ed umanitario;
di garantire una più dignitosa permanenza nel centro da parte dei
richiedenti asilo ed un più sollecito esame delle pratiche,
assicurando un servizio di interpretariato efficace ed un servizio
di ordine pubblico adeguati alle presenze nel centro medesimo,
anche al fine di rassicurare le popolazioni del Calatino». (2036)
RAIA - DI GUARDO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con la l.r. del 14 aprile 2009, n. 5, sono state emanate 'Norme
per il riordino del servizio sanitario regionale', con le quali il
legislatore regionale ha inteso porre in essere le linee
strategiche fondanti dell'azione di risanamento e riqualificazione
del sistema sanitario regionale, agendo, in particolare, sul
consolidamento e miglioramento dei servizi territoriali e
promuovendo tutte quelle azioni volte all'integrazione ospedale-
territorio;
nell'ambito della rimodulazione dell'offerta delle attività svolte
dai distretti e dagli altri presidi che insistono sul territorio,
la legge regionale 5/2009 dispone la riorganizzazione
dell'assistenza in una logica di rete di servizi in relazione ai
fabbisogni di salute, prevedendo l'istituzione dei presidi
territoriali di assistenza (PTA) collegati in modo capillare con la
rete dei servizi. Infatti, l'art. 12, comma 8, della suddetta legge
definisce i il PTA 'il punto di accesso alla rete territoriale,
anche attraverso il Centro Unico di Prenotazione (C.U.P.), al fine
di garantire in modo capillare l'erogazione di prestazioni in
materia di cure primarie' e di altri servizi di natura socio-
assistenziale;
così come concepito, il PTA è una nuova formula di organizzazione
dell'assistenza, strutturata per facilitare il percorso ai
cittadini sia verso le componenti assistenziali all'interno del
sistema di cure primarie (MMG - medici di medicina generale e PLS -
pediatri di libera scelta) sia verso la collaborazione con le
amministrazioni locali per il soddisfacimento dei bisogni di natura
socio-sanitaria;
tali presidi, per la cui realizzazione possono essere utilizzate
anche strutture già esistenti, sono costituiti da un'aggregazione
funzionale di più servizi territoriali attivi 24 ore. Essi erogano
i servizi sanitari di base assicurando la stretta integrazione del
medico di famiglia e del pediatra di libera scelta con gli
specialisti poliambulatoriali pubblici e privati e con i servizi di
continuità assistenziale (ex guardia medica), i punti prelievo, il
punto lastre, gli ambulatori infermieristici, i servizi di
valutazione multidimensionale per l'accesso all'assistenza
domiciliare, il consultorio familiare, i servizi di lungo-
assistenza e riabilitazione, garantendo l'accesso unico alle cure,
attraverso il PUA (punto unico di accesso). All'interno del PTA,
inoltre, nel PUA alle cure territoriali sarà realizzato uno
sportello di 'informazione e indirizzamento' delle persone con
patologie croniche e con disabilità al fine di favorire l'accesso a
percorsi assistenziali facilitati;
nei PTA cittadini di maggiori dimensioni troverà allocazione un
'punto di primo intervento', la cui finalità sarà quella di poter
gestire urgenze di basso o medio livello, evitando di intasare i
pronto soccorso per problemi minori. Nei presidi periferici, più
distanti dai grossi presidi ospedalieri, potrà essere allocato un
PTE (punto territoriale di emergenza), con apertura per 24 ore,
collegato alla rete di emergenza-urgenza 118, in modo da poter
trasferire rapidamente i pazienti che necessitano di
ospedalizzazione e poter invece curare in loco le emergenze minori;
nelle previsioni di indirizzo e negli atti di programmazione
relativi alla rimodulazione della rete ospedaliera, i PTA
dovrebbero essere presenti sul territorio della Regione nella
misura di uno ogni 70.000/120.000 abitanti, fatte salve le deroghe
derivanti da particolari orografiche e da peculiari esigenze del
territorio, tenendo conto, comunque, dei contesti demografici e
della rete dei servizi già presenti nel territorio;
considerato che:
negli scenari operativi dei PTA, è di fondamentale importanza il
ruolo dei medici di medicina generale (MMG), dei pediatri di libera
scelta (PLS) e degli specialisti convenzionati e esterni; le forme
associative di queste categorie di operatori nelle varie forme
(monoprofessionali o multiprofessionali) devono costituire il primo
punto di riferimento per i cittadini, in tal senso il nuovo accordo
nazionale della medicina generale individua nuove formule
aggregative (associazioni funzionali quali le AFT-aggregazioni
funzionali territoriali e forme più gestionali quali le UCCP-unità
complesse cure primaria) che dovranno essere gradualmente
implementate nel sistema;
al fine di realizzare un effettivo collegamento tra
l'associazionismo dei MMG/PLS, le ASP devono tenere conto sia
dell'attività specialistica ambulatoriale che viene erogata dai
poliambulatori distrettuali che di quella erogata dai presidi
ospedalieri pubblici e privati accreditati, che di fatto può
intendersi come un'attività territoriale erogata in un setting
ospedaliero;
ritenuto che:
a tutt'oggi, sia le previsioni legislative contenute nella l.r.
5/2009, sia le linee guida emanate, restano attuali e assolutamente
condivisibili;
nella conferenza di presentazione delle linee guida fatta nella VI
Commissione legislativa permanente 'Servizi sociali e sanitari'
all'ARS nel mese di febbraio 2010, l'Assessore regionale per la
salute ha affermato che nel volgere di pochi mesi gli effetti della
riforma e l'introduzione dei PTA nel sistema avrebbero dato i loro
effetti;
per poter realizzare quanto nelle previsioni istitutive dei PTA,
al fine di garantire continuità oraria e qualitativa
nell'erogazione delle prestazioni e dei servizi, è necessario
individuare il personale attraverso nuove assunzioni, ovvero con la
riapertura degli accreditamenti e/o con l'aumento delle ore ai
medici specialisti convenzionati;
per sapere:
quanti PTA siano stati attivati e siano in atto operativi sul
territorio della Regione;
i motivi per cui ad oggi intere province della Regione non abbiano
alcun PTA attivo;
se siano state avviate le procedure di selezione del personale
necessario attraverso nuove assunzioni ovvero con la riapertura
degli accreditamenti e/o con l'aumento delle ore ai medici
specialisti convenzionati». (2037)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BUFARDECI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, premesso che la gravissima siccità che ogni anno, con
puntualità, si manifesta in tutta la Sicilia, è dovuta sia ai
cambiamenti climatici planetari che interessano anche l'Isola, sia
all'assenza di politiche organiche che affrontino seriamente i
problemi dell'assetto del territorio, dell'approvvigionamento,
dell'uso razionale e compatibile delle risorse idriche;
considerato che:
nella maggior parte delle zone irrigue della Sicilia la scarsa
disponibilità di acqua ha compromesso non solo le colture orticole,
ma la stessa sopravvivenza delle colture arboree (agrumeti e
frutteti) con conseguenze drammatiche per l'agricoltura e
l'economia dell'intera isola;
l'approvazione nel 2003 di una 'Carta della vulnerabilità al
rischio di desertificazione in Sicilia' da parte dell'Assessorato
del territorio non si è tradotta in interventi concreto a sostegno
delle aree più colpite dai fenomeni siccitosi;
ad oggi la Regione siciliana non ha ancora una politica che
valorizzi il patrimonio di conoscenze e di esperienza presenti
negli enti che hanno affrontato il problema della scarsità
dell'acqua;
per sapere:
quali iniziative intendano assumere per fronteggiare la gravissima
situazione che ha investito l'agricoltura siciliana, in particolare
per quanto riguarda:
l'utilizzo delle acque, comprese quelle utilizzate per la
produzione di energia elettrica, secondo i bisogni reali e i
criteri di equità e solidarietà fra i diversi territori e i
comparti agricoli dell'isola, che eviti dannose contrapposizioni
territoriali o di comparto;
la priorità di mantenere in vita le colture arboree (agrumeti e
frutteti);
la necessità di superare la politica dell'emergenza e della
straordinarietà, adoperandosi fin da ora per dotare la Sicilia di
un nuovo quadro normativo indispensabile per un governo democratico
ed ordinario delle risorse idriche per i diversi usi (potabile,
agricolo ed industriale);
la definizione del programma delle opere indispensabili nel breve
e nel medio periodo per fronteggiare la situazione che, con i venti
di scirocco ed il prevedibile aumento delle temperature, si
determinerà puntualmente nei mesi estivi». (2038)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
FERRARA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che il dipartimento regionale per
le politiche della pesca attraverso il portale 'Sicilian fish on
the road' ha lanciato un programma promozionale inteso a promuovere
un tour itinerante in diverse città italiane ed europee per la
valorizzazione del pescato e dei prodotti dell'acquacoltura
siciliani;
considerato che il calendario di 'Sicilian fish on the road' tocca
diverse città, tra cui Milano, Torino, Verona, Bruxelles Colonia,
Copenaghen, Vienna e Parma, in un periodo che va da giugno a
settembre 2011;
alle diverse tappe parteciperà uno staff nutrito di personalità
pubbliche, tra cui la nota giornalista del programma Rai 'Linea
blu', Donatella Bianchi, lo chef Natale Giunta e alcuni operatori
del settore come il direttore di Federpesca ricerca e sviluppo srl,
il presidente dell'organizzazione produttori di pesca di Trapani e
la dirigente di ricerca e coordinatore dell'Inran (Istituto
nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione);
ritenuto che, per quanto autorevoli, le personalità invitate al
seguito del tour 'Sicilian fish on the road' non soddisfano,
specialmente per la parte relativa agli operatori del settore, le
esigenze più volte rappresentate all'Assessorato regionale
competente di coinvolgimento di tutti rappresentanti delle
marinerie siciliane che, a buon diritto, lamentano la
discriminazione nella convocazione alla promozione del tour,
essendo presente solo la provincia di Trapani;
ricordato che in ogni tappa della manifestazione è prevista la
degustazione del pescato, così come previsto dal programma teso a
promuovere le specie eccedentarie del cosiddetto pesce povero, e
che appare quanto mai incongrua l'esclusiva presenza della
marineria trapanese e di rappresentanti istituzionali i cui costi
di presenza sono a carico della pubblica amministrazione;
per sapere:
quali siano le risorse utilizzate dall'amministrazione regionale
per promuovere il 'Sicilian fish on the road 2011' e quali i costi
sostenuti per la realizzazione della predetta manifestazione;
quali siano i benefici e quali le ricadute positive per l'economia
siciliana e se sia stato predisposto preventivamente un piano per
la razionalizzazione della distribuzione delle risorse in maniera
equa, rispettando le giuste richieste di tutte le marinerie
siciliane ad essere rappresentate internazionalmente;
quali siano i contratti commerciali conclusi con gli operatori
della pesca siciliana e quali quelli attesi a conclusione del
programma;
quali siano i risultati attesi da parte del dipartimento della
pesca dopo avere promosso presso le grandi città europee descritte
in premessa tale manifestazione». (2040)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
D'ASERO - DI MAURO - DI BENEDETTO - CIMINO - MANCUSO
LEONTINI - FORMICA - CAPUTO
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
premesso che:
S.E.U.S. s.c.p.a. (Sicilia Emergenza-Urgenza Sanitaria) è la
società consortile per azioni a capitale interamente pubblico,
costituita il 22 dicembre 2009 tra la Regione siciliana (socio
pubblico di maggioranza) e le aziende del servizio sanitario
regionale;
l'oggetto sociale della società attiene all'organizzazione e
gestione del servizio di trasporto di emergenza-urgenza sanitaria
nell'ambito del servizio emergenza-urgenza siciliano;
tra i predetti compiti rientra l'espletamento di tutte le attività
strumentali connesse alla gestione del rapporto con l'utenza,
nonché di tutte le attività previste dalla vigente normativa
nazionale e regionale in materia di emergenze e di organizzazione,
qualificazione e formazione del personale addetto al servizio; la
garanzia della pari opportunità di trattamento a tutti i residenti,
cittadini comunitari e stranieri presenti in Sicilia anche
temporaneamente; il perseguimento del miglioramento dei tempi e
dell'appropriatezza degli interventi di soccorso attraverso
l'implementazione di nuove tecnologie, la formazione e la
partecipazione attiva del personale; l'affermazione del principio
di umanizzazione del sistema di soccorso sanitario; l'assunzione
dello svolgimento delle attività di trasporto esterno ed interno
alle strutture delle aziende del servizio sanitario regionale, dei
trasporti primari in emergenza urgenza; dei trasporti secondari;
del trasporto del sangue; del trasporto degli organi; del trasporto
di emergenza neonatale e della rete dell'infarto miocardio acuto;
l'assistenza ad eventi diversi, del sistema di protezione civile
(maxiemergenze, incidenti maggiori); del sistema di difesa civile
NBCR; dell'assistenza sanitaria al personale militare dell'Esercito
in operazioni di disinnesco di ordigni bellici e di tutti i servizi
a supporto delle attività di emergenza-urgenza realizzate dalle
aziende sanitarie regionali socie;
il perseguimento degli scopi sociali avviene attraverso personale
qualificato, in possesso dei titoli idonei per la qualifica di
autista-soccorritore; personale impiegato e collocato secondo la
graduatoria generale di settore;
considerato che:
SEUS scpa cura la formazione e la pubblicazione della graduatoria
generale del personale, sulla base del punteggio e dei relativi
criteri di valutazione, di concerto con le organizzazioni
sindacali;
in detta società sono transitati anche gli operatori ex L.S.U.
(già in forza alla SI.S.E.-Siciliana Servizi Emergenza spa),
altamente qualificati e assunti ex l.r. 24/2000 e l.r. 2/2001 a
seguito di corso-concorso, in possesso di attestato professionale
rilasciato dall'ente di formazione CIAPI;
il contratto di assunzione dei suddetti lavoratori, formalizzato
nel gennaio del 2006, assicura agli stessi la priorità nella scelta
della destinazione sul territorio della Regione siciliana, entro i
limiti di distanza della sede lavorativa rispetto alla residenza
(non superiore ai 50 km);
sulla scorta di dette previsioni normative e contrattuali, gli
operatori LSU in questione hanno effettuato precise scelte di vita,
anche in funzione delle esigenze familiari, meritevoli di doverosa
tutela e garanzia;
atteso che:
in data 28 giugno 2011 è stata pubblicata la graduatoria generale,
aggiornata sulla base dei nuovi parametri introdotti, anche su
iniziativa delle organizzazioni sindacali, con il dichiarato
intento di dare 'valenza e dignità anche al lavoro svolto a tempo
determinato o interinale';
in particolare, con precedente nota del 26 aprile 2011 n.
3415/UPR, la società ha espresso la volontà di riconoscere, ai fini
dell'inserimento nella graduatoria generale, anche il servizio
prestato, nell'ambito SEUS, dai lavoratori 'interinali' e 'a tempo
determinato';
detta decisione si pone, tuttavia, in aperto contrasto con le
previsioni normative e contrattuali e lede gravemente ed
ingiustificatamente i diritti dei lavoratori in possesso della
qualifica di 'autista-soccorritore' (ex LSU);
in base alla recente formulazione della citata graduatoria
generale, infatti, il predetto personale ex LSU è collocato nella
cosiddetta 'terza fascia', senza alcuna garanzia in ordine alla
scelta della sede dell'ambito territoriale di servizio e con
l'obbligo di mobilitazione;
ritenuto che:
la redazione della graduatoria generale risponde alla necessità di
assicurare e preventivare la funzionale distribuzione sul
territorio regionale delle risorse umane disponibili, nel rispetto
delle diverse e specifiche esigenze manifestate dalle strutture
destinatarie;
la pubblicazione e la partecipazione dei criteri di elaborazione
della predetta graduatoria generale assicurano il rispetto dei
criteri di trasparenza, efficienza e regolarità dell'azione della
pubblica amministrazione, essendo propedeutiche, proprio, alla
verifica ed al controllo da parte dei consociati, attraverso gli
organi preposti;
il mancato rispetto delle procedure di formazione della citata
graduatoria preoccupa i lavoratori ex LSU, collocati nella
cosiddetta terza fascia, in applicazione dei nuovi parametri, i
quali non fanno alcun riferimento alla valenza dei titoli di
formazione professionale né ai titoli di assunzione;
i lavoratori ex LSU con attestato di 'autista-soccorritore'
invocano, con forza, il rispetto delle previsioni di legge e degli
accordi contrattuali;
per sapere:
quale posizione intendano assumere in relazione alla legittima e
comprensibile richiesta, avanzata dai lavoratori ex LSU con
attestato di 'autista-soccorritore', concernente il rispetto del
contratto di assunzione;
quali siano i provvedimenti immediati volti alla applicazione
della normativa di riferimento del settore;
se non ritengano, comunque, utile avviare un tavolo con le
organizzazioni sindacali, la SUES scpa e le categorie di lavoratori
interessate, finalizzato, nel breve termine, alla concertazione dei
criteri di redazione della graduatoria generale e, nel più lungo
periodo, alla predisposizione del contratto integrativo aziendale,
nel rispetto della dignità e dei diritti di tutti i lavoratori
interessati». (2041)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
ARICO'
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
è giunta pochi giorni fa a tutti i sig.ri deputati della Regione e
contestualmente al sig. Presidente della Regione, al sig.
Presidente della Repubblica, al sig. Presidente del Consiglio dei
Ministri, al sig. Prefetto di Palermo, ai sig.ri senatori, deputati
ed eurodeputati eletti in Sicilia, ai sig.ri Assessori del Governo
della Regione siciliana, al sig. dirigente generale dipartimento
regionale dell'istruzione e della formazione professionale, una
accorata lettera, dai toni alquanto disperati, firmata dai
dipendenti CEFOP;
nella suddetta lettera i lavoratori del CEFOP lamentano di essere
stati privati della loro fonte di sostentamento, ovvero del loro
stipendio, senza il quale è facilmente immaginabile che
'sopravvivere è divenuta già da tanto tempo un'ardua impresa', come
testualmente si legge nella missiva;
considerato che:
l'ente di formazione CEFOP è uno dei più grandi dell'Isola con
circa un migliaio di dipendenti sparsi fra le nove province;
la disperazione tra questi lavoratori diventa sempre più tangibile
e fa paventare gesti inconsulti;
è un grido disperato che viene lanciato a tutte le istituzioni da
lavoratori cui è negato il pane quotidiano che il proprio lavoro
dovrebbe consentire di guadagnare;
considerato inoltre che:
molti di essi si sono visti negare persino la possibilità di un
prestito da parte degli gli istituti di credito allorché hanno
dichiarato di essere dipendenti di enti di formazione professionale
e pertanto sono stati costretti a ricorrere a prestiti usurai;
tutto ciò spinge migliaia di famiglie sul lastrico, con
conseguenze sociali indominabili;
recentemente un gruppo di mamme dipendenti del Cefop che non
percepiscono lo stipendio da più di un anno, insieme ai propri
bambini, destinatari innocenti dello stato di indigenza in cui sono
stati precipitati i loro genitori, hanno occupato la sede
dell'Assessorato regionale della formazione professionale a seguito
del diniego di un incontro con l'assessore Centorrino e il
dirigente del dipartimento, dottor Albert, ai quali volevano
esporre la loro drammatica situazione arrivata al limite della
sopportazione, tale da non poter più garantire ai loro bambini il
latte, i pannolini ed il soddisfacimento dei loro bisogni più
essenziali;
ritenuto che:
la situazione in cui versano i lavoratori del CEFOP può
determinare un pericoloso clima di tensione sociale per l'ordine
pubblico e gesti sconsiderati da parte di chi versa nella più
totale esasperazione;
la situazione dei dipendenti del CEFOP è ancora più drammatica
degli altri dipendenti di enti di formazione, posto che l'ente è
stato estromesso dal PROF 2011 poiché non in regola con il DURC;
atteso che:
in data odierna il TAR si è pronunciato negativamente sul ricorso
avanzato dall'ente contro il provvedimento dell'Assessorato;
i lavoratori non possono certamente pagare le colpe degli enti non
in regola e nemmeno la inoculatezza dell'amministrazione regionale,
che avrebbe dovuto controllare preventivamente la regolarità
amministrativa degli enti destinatari di finanziamenti pubblici;
per sapere:
alla luce del pronunciamento odierno del TAR, quali misure urgenti
si intendano adottare per porre fine alla incresciosa e paradossale
situazione in cui versano i dipendenti del CEFOP, vittime, senza
colpa, delle inadempienze del proprio ente, nonché di una carente
gestione della formazione professionale in Sicilia;
se non ritengano di dover procedere all'immediato pagamento delle
retribuzioni arretrate maturate dai lavoratori, nonché di
commissariare l'ente, onde garantire, attraverso una gestione
straordinaria, la continuità lavorativa a detti operatori della
formazione professionale sulle cui spalle non possono certo farsi
gravare le colpe altrui;
per quali motivi, nonostante abbiano assunto precedenti e precisi
impegni nei confronti dei lavoratori del CEFOP rispetto al
pagamento di parte degli stipendi arretrati, non li abbiano poi
mantenuti;
dove siano i 60 milioni promessi sul 2011 necessari per non
gettare nella disperazione famiglie di lavoratori;
quali provvedimenti siano stati posti in essere per l'integrazione
del fondo di garanzia, insufficiente a coprire il costo di tutto il
personale;
quali iniziative siano state sinora assunte dal Governo regionale
in merito alla necessaria ed urgente ristrutturazione del settore
della formazione professionale siciliana, alla creazione dell'albo
regionale dei formatori, alla riqualificazione del personale e
all'utilizzazione dei fondi nazionali per la ristrutturazione degli
enti con incentivi per i prepensionamenti;
se e quali garanzie, infine, siano state predisposte a tutela di
tutti i lavoratori della formazione a seguito dello spostamento dei
PROF sul fondo sociale europeo, così come annunciato
dall'Assessore, atteso che il fondo europeo non garantisce i
diritti di maternità, di malattia ed altro». (2042)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
ARICO'
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la riforma sanitaria posta in essere dall'Assessorato Salute
prevede l'accorpamento degli ospedali Maddalena Raimondi di San
Cataldo e Sant'Elia di Caltanissetta;
a riforma conclusa, il nosocomio nisseno sarà dotato di importanti
nuovi reparti che daranno lustro all'intera sanità provinciale;
l'ospedale Sant'Elia è attualmente interessato da lavori edili
finalizzati alla realizzazione di un plesso che accoglierà il nuovo
pronto soccorso, la piastra di emergenza e altri reparti;
considerato che:
l'ospedale dovrebbe essere il luogo in cui vengono accuditi e
curati i malati e, pertanto, vi è la necessità che i locali adibiti
a nosocomio siano sicuri, puliti e consoni alle esigenze igienico-
sanitarie intrinseche alla destinazione d'uso;
l'ospedale Sant'Elia, non potendo più contare sull'ausilio di
molti reparti dei vicini ospedali di San Cataldo e Mazzarino, è il
punto di riferimento per l'intera sanità provinciale con il
conseguente aumento di degenti;
come testimoniato dall'utenza:
in alcuni reparti le porte dei servizi igienici si presentano
scardinate, rendendo indivisi gli ambienti di servizio e di
degenza;
lungo i corridoi del reparto di malattie infettive, le porte di
uscita di emergenza, oltre ad essere sprovviste di maniglione
antipanico, hanno il senso di apertura verso l'interno;
i malati oncologici sono costretti ad attraversare, per
raggiungere il proprio reparto, l'unità operativa di malattie
infettive mettendo a serio rischio la propria già precaria salute;
sottolineato che, così come previsto dal bando regionale
dell'Assessorato Salute, l'organizzazione 'Cittadinanza Attiva',
attraverso l'audit civico, sta attualmente compiendo un'analisi
critica e sistematica dell'azione e dello stato dei luoghi delle
aziende sanitarie;
per sapere:
se siano a conoscenza dell'irriguardoso stato in cui versa
l'ospedale Sant'Elia;
se non ritengano opportuno che l'azienda sanitaria nissena ponga
in essere tutte le iniziative necessarie affinché vengano risolte
le emergenze descritte in premessa;
se intendano pubblicare in tempi celeri i risultati del
monitoraggio effettuato da 'Cittadinanza Attiva' attraverso l'audit
civico e, contestualmente, dare mandato alla stessa associazione,
congiuntamente al tribunale del malato, di verificare se,
successivamente, l'amministrazione sanitaria abbia effettivamente
provveduto a risolvere le disfunzioni qui denunciate». (2043)
(L' interrogante chiede risposta con urgenza)
TORREGROSSA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per le attività produttive, premesso
che:
la Siciliacque ha evidenziato il blocco dei lavori della condotta
idrica Gela - Licata - Palma di Montechiaro, lavori che
rappresentano un appalto importante per la realizzazione di una
fondamentale opera pubblica. La realizzazione dell'opera è
attualmente compromessa, a causa di alcuni condizionamenti di
carattere ambientale che impediscono al raggruppamento di imprese
di ultimare la condotta idrica. Alcuni privati, infatti, nonostante
le autorizzazioni concesse, impediscono la posa della condotta e la
realizzazione di lavori di ultimazione della rete idrica;
considerato che l'ultimazione dei lavori rappresenta una
importante ed indispensabile costruzione di un'opera pubblica la
cui realizzazione consentirebbe di risolverebbe i problemi annosi
legati alla mancanza di acqua in tutto il territorio di Agrigento e
dell'intera provincia;
ritenuto che la realizzazione dell'opera pubblica è costata
milioni di euro e che la resistenza di alcuni soggetti oltre ad
impedire la realizzazione dell'opera sta anche condizionando, in
negativo, lo sviluppo del territorio;
per sapere:
se abbiano o intendano adottare i provvedimenti opportuni per
conoscere lo stato dei lavori di realizzazione e ultimazione della
condotta idrica Gela - Licata - Palma di Montechiaro;
se risulti a verità che i lavori di ultimazione sarebbero,
attualmente, bloccati per la condotta di alcuni soggetti che
impediscono la realizzazione degli stessi;
se abbiano o intendano adottare opportuni provvedimenti per
consentire la realizzazione e l'ultimazione dei lavori, atteso che
trattasi di opera pubblica utile e necessaria per il servizio
pubblico ai cittadini e per la cui realizzazione sono già stati
spesi somme di denaro pubblico». (2051)
CAPUTO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana e all'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo, premesso che:
l'Assessore regionale per i beni culturali ha consentito ai
dipendenti in servizio presso il sito monumentale 'Palazzo
Abatellis' un aumento delle giornate retribuite;
tale concessione determina la sottrazione delle risorse necessarie
ed indispensabili per mantenere l'apertura di altri monumenti tra i
quali il chiostro di Monreale;
in questo modo, si determinerà un danno non solo alla cultura, in
quanto verrebbe limitata la fruibilità del sito monumentale di
importanza storica ed artistica quale è il chiostro dei Benedettini
di Monreale - rarissimo esempio di arte bizantina;
si determinerà anche un danno economico alle attività produttive
della città di Monreale legate al comparto del turismo;
la scelta dell'Assessore evidenzia un disinteresse per il
monumento monrealese, atteso che il chiostro resta chiuso tre
giorni a settimana per problemi legati al personale e,
conseguentemente è a rischio chiusura per la sottrazione di
ulteriori risorse;
considerato che:
il gettito di incasso è notevole in quanto il costo del biglietto
di ingresso è pari ad otto euro a turista;
trattasi di un sito monumentale di grande importanza storica che
richiama l'attrazione di molti visitatori e di turisti durante
l'intero arco dell'anno;
ritenuto che:
la Regione deve garantire la fruizione di tutti i siti culturali e
monumentali senza determinare disparità di trattamento;
all'interno del personale della Regione esistono le risorse atteso
che si trovano impiegati numerosi 'custodi';
per sapere:
le argomentazioni e le motivazione per le quali il Governo della
Regione ha preferito garantire il sito di Palazzo Abatellis
riducendo, quindi, le risorse del chiostro dei Benedettini di
Monreale;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per garantire
l'apertura del chiostro dei Benedettini di Monreale;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per garantire la
presenza dei custodi all'interno dei siti monumentali in modo da
tutelare la fruibilità di tutti i siti senza creare situazioni di
disparità di trattamento;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per verificare se
vi siano custodi che si trovano in servizio presso altri uffici
regionali e non in servizio presso gli uffici di competenza».
(2052)
CAPUTO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che i tecnici dell'ANAS hanno disposto la
chiusura della strada statale che conduce al comune di Polizzi
Generosa e lo collega con l'ingresso di Scillato. Conseguentemente,
il comune di Polizzi è tagliato fuori da ogni accesso ufficiale. Il
provvedimento è stato disposto dai tecnici dell'Anas a seguito di
un sopralluogo dopo il distacco di massi che hanno ferito due
persone e per il quale vi è anche l'intervento della Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese. La chiusura
dell'asse viario, inoltre, determina danni non solo ai cittadini ma
anche alle categorie produttive atteso che il territorio vive un
momento di isolamento;
considerato che:
occorre verificare lo stato della viabilità e valutare gli
interventi di somma urgenza per avviare la conseguente riapertura
della strada;
in questo momento il territorio delle Madonie rientra tra le
località più gradite agli italiani;
ritenuto che per problemi di viabilità si rischia non solo
l'isolamento di alcuni dei comuni più suggestivi dell'intero
comprensorio delle Madonie, ma anche danni all'economia locale;
per sapere:
quali provvedimenti abbia o intendano adottare per il ripristino
delle condizioni di viabilità della strada Polizzi Generosa -
Scillato per garantire la transitabilità;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per provvedere al
potenziamento degli interventi di miglioramento della viabilità
delle Madonie ed evitare l'isolamento del comune madonita». (2054)
CAPUTO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e
all'Assessore per l'economia, premesso che:
da notizie giornalistiche è emersa la situazione economica e
finanziaria di quattro aziende sanitarie che, pare, abbiano sforato
il budget determinando ingenti debiti;
la questione, oltre ad evidenziare la gestione dei manager,
investe direttamente il responsabile politico, l' Assessore
regionale per la salute, in quanto ha nominato e scelto i dirigenti
sulla base del principio della fiducia e della competenza;
considerato che la sanità siciliana è al centro di numerose
polemiche sia a causa dei tristi eventi che hanno riguardato alcuni
presidi sanitari della regione per il decesso di cittadini, sia per
talune scelte che hanno comportato la chiusura di alcuni ospedali o
il ridimensionamento di molti reparti determinando, come effetto,
una inefficienza del servizio sanitario;
ritenuto che la spesa sanitaria incide in modo notevole sul
bilancio regionale e che, attualmente, si sono verificati numerosi
disservizi ed inefficienze in danno dei cittadini;
per sapere:
l'esatto ammontare, la natura del debito e le cause che avrebbero
determinato il gravissimo sforamento delle aziende sanitarie;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per evitare che
il dissesto possa gravare sui cittadini;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per evitare
disservizi ed inefficienze ai cittadini e per garantire loro il
diritto alla salute ed il diritto alla fruibilità di servizi
efficienti e sicuri». (2055)
CAPUTO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il riconoscimento delle invalidità civili è una funzione che
attualmente viene svolta dalle commissioni speciali composte, in
alcuni casi, da soggetti che ricoprono cariche e ruoli
istituzionali nella stessa circoscrizione ove operano e svolgono le
medesime funzioni;
le predette commissioni hanno un costo per la spesa pubblica e,
nell'ottica della razionalizzazione della spesa, sarebbe necessario
ed utile trasferire le competenze e le funzioni ai funzionari
dell'ASP;
considerato che la soppressione delle commissioni speciali, da un
alto, consentirebbe una notevole riduzione della spesa pubblica e,
dall'altro, consentirebbe di ottenere una migliore trasparenza,
atteso che, in alcuni casi, i componenti della commissione sono
politici o soggetti che ricoprono incarichi pubblici ed
istituzionali;
ritenuto che occorre verificare le funzioni e le competenze delle
commissioni speciali e la possibilità di trasferirle ai funzionari
delle ASP;
per sapere:
se intendano adottare provvedimenti di razionalizzazione della
spesa pubblica anche mediante la soppressione delle commissioni per
le invalidità civili ed il trasferimento delle funzioni ai
funzionari delle ASP di competenza;
se abbiano conoscenza dei soggetti che compongono le predette
commissioni e se tra i componenti vi siano anche soggetti che
ricoprono incarichi, cariche o ruoli istituzionali e pubblici;
se intendano adottare opportuni provvedimenti relativi
all'estinzione delle commissioni speciali per il riconoscimento
delle invalidità civili con conseguente trasferimento di competenza
e funzioni alle ASP locali». (2057)
CAPUTO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
nel corso del mese di agosto si sono verificati numerosi episodi
di incendio che hanno interessato una vasta area del territorio
monrealese compreso tra Casaboli, Giacalone e San Martino. Nel giro
di poche settimane, infatti, sono stati distrutti oltre 100 ettari
di patrimonio boschivo;
verosimilmente, si tratterà di incendi di origine dolosa, atteso
che sono state colpite aree di grande interesse territoriale e
paesaggistico e collocate temporalmente in un momento in cui è in
corso il lavoro sul piano regolatore generale;
considerato che sono state distrutte alcune aree paesaggistiche
più importanti di Monreale e che tali incendi possono anche
determinare pericoli e rischi di natura idrogeologica;
ritenuto che si reputa necessario elevare i livelli di controllo
del territorio delle aree più a rischio al fine di garantire la
sicurezza dei cittadini e dell'assetto territoriale;
per sapere:
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per aumentare i
livelli di controllo e di sicurezza delle aree del territorio di
Monreale a rischio incendi di natura dolosa;
quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per la sicurezza
del territorio e delle aree boschive di Monreale». (2058)
CAPUTO - POGLIESE
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le risorse agricole e alimentari,
premesso che:
il PSR (programma di sviluppo rurale) della Sicilia 2007-2013
dovrebbe consentire l'attuazione di interventi necessari a
sostenere lo sviluppo del settore agricolo, alimentare e forestale,
nonché la conservazione e valorizzazione dell'ambiente e lo
sviluppo sostenibile dei territori rurali della Regione nei
prossimi sette anni;
il budget previsto per realizzare questo obiettivo ammonta a 2,1
miliardi di euro di risorse pubbliche (di cui 1,2 comunitarie) e si
articola su quattro 'assi' (competitività, agro-ambiente, sviluppo
rurale e approccio leader), a cui aggiungere l'assistenza tecnica e
circa 30 'misure', che definiscono gli ambiti dell'intervento
regionale per le aree rurali;
la misura 226, dal titolo 'Ricostituzione del potenziale forestale
ed introduzione di interventi preventivi' - attuata sulla base del
programma di sviluppo rurale 2007/13 approvato dalla Commissione
europea con decisione CEE (2008) 735 del 18 febbraio 2008 e
adottato dalla Giunta regionale di Governo con delibera n. 48 del
19 febbraio 2008 - prevede la concessione di aiuti destinati alla
protezione delle foreste dagli incendi, alla difesa dal dissesto
idrogeologico ed al rimboschimento delle aree danneggiate da
disastri naturali o da incendi con specie più resistenti a tali
avversità;
la dotazione finanziaria pubblica della misura per l'intero
periodo di programmazione è pari a 54.904.414,50 euro;
i soggetti beneficiari - possono essere privati, singoli o
associati, comuni singoli o loro associazioni e la Regione
siciliana e altre amministrazione pubbliche - sono stati
individuati attraverso un bando pubblico;
il suddetto bando riserva all'amministrazione regionale gli
interventi di realizzazione o adeguamento di torrette per il
controllo del territorio, la realizzazione di elisuperfici,
l'acquisto di automezzi e attrezzature per la prevenzione ed il
controllo degli incendi e l'adeguamento tecnologico e strutturale
delle sale operative regionali e provinciali;
il comando del corpo forestale della Regione siciliana, facente
capo all'Assessorato Territorio, ha partecipato al bando
presentando progetti per un importo complessivo di 9,2 milioni di
euro;
considerato che:
tutti i progetti presentati dal comando del corpo forestale sono
stati rigettati per carenza di documentazione dall'Azienda foreste
demaniali, facente capo all'Assessorato Risorse agricole, che ha
recentemente pubblicato l'esito delle istruttorie delle domande;
l'Assessore per le risorse agricole ha annunciato l'apertura di
un'indagine interna per verificare i motivi della bocciatura,
riaprendo, nel frattempo, i termini del bando;
per conoscere:
quale sia, in particolare, la documentazione mancante e a chi sia
adducibile la responsabilità dell'assenza della documentazione
prescritta;
se, nell'ambito delle documentazioni non fornite dagli uffici
competenti, vi siano quelle riguardanti le indagini geofisiche e
geomeccaniche;
se, stante la riapertura del bando, sussista ancora la
disponibilità finanziaria necessaria a sostenere i costi per
l'integrazione della documentazione». (121)
MATTARELLA
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- numero 289 «Iniziative a tutela dei farmacisti ospedalieri e per
il contenimento dei costi a carico delle Aziende sanitarie», degli
onorevoli Ferrara, Ammatuna, Barbagallo e Galvagno, presentata il 2
agosto 2011;
- numero 290 «Deferimento alla III Commissione legislativa
permanente dell'Assemblea regionale siciliana 'Attività produttive'
dell'indagine sull'attività dell'Agenzia regionale siciliana per le
erogazioni per l'agricoltura (ARSEA)», degli onorevoli Caputo,
Pogliese, Buzzanca, Falcone e Vinciullo, presentata il 6 settembre
2011.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
notizie di stampa indicano che sarebbero giunte, da parte dei
farmacisti privati, richieste per avere affidata, con cessione del
contratto, la dispensazione dei farmaci del PHT, riconoscendo 6,25
euro a confezione per gli stessi farmacisti privati e 2,10 euro a
confezione per i grossisti;
si ritiene poco conveniente, dal punto di vista del contenimento
dei costi, tale evenienza, considerato che, applicando ad esempio
tali benefit alle 789.993 confezioni di farmaci ancora in regime
convenzionato, ai farmacisti privati verrebbero riconosciuti
4.937.562,00 euro ed ai grossisti 1.579.986,00 euro;
considerato che:
attualmente alle farmacie ospedaliere del Servizio sanitario
nazionale vengono consegnati i farmaci in loco dalle aziende
farmaceutiche produttrici e non dai grossisti, senza aggravio di
spesa;
oltre alla qualità dell'assistenza farmaceutica assicurata,
sarebbe importante, in un momento di grave crisi economica,
contenere i costi a consentire alle aziende sanitarie di continuare
a recuperare risorse economiche,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi perché tutti i farmaci del PHT vengano ancora
distribuiti dalle strutture sanitarie pubbliche». (289)
FERRARA-AMMATUNA-BARBAGALLO-GALVAGNO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'azienda pubblica ARSEA, costituita con legge regionale 14 aprile
2006, n. 14, e successive modifiche e integrazioni - che prevede
nell'organigramma anche la figura del direttore generale, del
comitato di indirizzo e del collegio dei revisori dei conti - non
risulta essere stata attivata, nonostante siano stati erogati
consistenti stanziamenti previsti nei capitoli di bilancio della
Regione siciliana. La citata azienda di diritto pubblico è posta
sotto la vigilanza dell'Assessorato regionale delle risorse
agricole e alimentari. La funzione attribuitale era, in
particolare, quella di organizzare i pagamenti provenienti dai
fondi comunitari in favore degli agricoltori che avevano realizzato
investimenti strutturali per interventi sui mercati, strutture di
settore, e per gli interventi previsti nel programma europeo Feoga;
con la citata legge regionale n. 14 del 2006 e successive
modifiche e integrazioni, è stata prevista, per il triennio
2006/2008, la somma di 34 milioni di euro destinati principalmente
al funzionamento dell'Agenzia e per gli interventi nel settore
agricolo;
la struttura di vertice prevede un dirigente generale, con
contratto di diritto privato per cinque anni, rinnovabile per
ulteriori cinque, con un compenso da prevedere nel decreto di
nomina e comunque equiparato a quello di un dirigente generale di
strutture di massime dimensioni; un comitato di indirizzo composto
da cinque soggetti, anche esterni all'Amministrazione regionale,
con rimborso spese e indennità di missione. Nel 2009 è stata
individuata quale sede un immobile regionale di Catania. La
struttura prevede anche un collegio dei revisori composto da tre
professionisti il cui compenso è stato inserito nel decreto di
nomina;
considerato che nel bilancio 2010 sono state previste somme per
oltre 800 mila euro nel capitolo 143320 e ne sono state impegnate
per oltre 240 mila euro, mentre per il corrente anno 2011 è stata
mantenuta la somma di 800 mila euro;
ritenuto che l'Agenzia non è mai entrata in funzione, né ha una
sede, né ha svolto alcuna attività per gli agricoltori siciliani,
impegna il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
a deferire alla III Commissione legislativa permanente
dell'Assemblea regionale siciliana 'Attività produttive' l'indagine
sull'attività dell'Agenzia regionale siciliana per le erogazioni
per l'agricoltura (ARSEA) e sulle somme di denaro erogate in favore
della stessa.
La stessa Commissione:
a) acquisirà tutti i provvedimenti e gli atti della società ARSEA;
b) svolgerà un'indagine sulle somme spese sino ad oggi a fronte
della totale assenza di qualsiasi attività;
c) svolgerà un'indagine per ottenere chiarimenti in ordine alla
costituzione, ai costi ed alle attività dell'ARSEA». (290)
CAPUTO-POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-VINCIULLO
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota fax del 4 agosto 2011,
pervenuta in pari data e protocollata al n. 6941/AulaPg del 5
agosto successivo, l'onorevole Vitrano ha dichiarato di aderire al
Gruppo parlamentare Misto.
Oltre alla dichiarazione testé letta, è pervenuta, sempre in data
4 agosto 2011, nota (protocollata al n. 6943/AULAPG del 5 agosto
successivo), del Presidente del Gruppo parlamentare del Partito
Democratico (PD), con la quale si comunica, fra l'altro, che lo
stesso onorevole Vitrano non fa più parte del Gruppo parlamentare
PD.
Conseguentemente, a far data dal 4 agosto 2011, l'onorevole
Vitrano cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
PD.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa ad autosospensione dell'onorevole Vitrano
dalla carica di deputato Segretario
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota
dell'onorevole Vitrano del 4 agosto 2011, pervenuta alla Presidenza
in pari data e protocollata al n. 6949/ SgPg-AulaPg-RagPg del 9
agosto successivo:
«Egregio Presidente,
la responsabilità pubblica e la correttezza che mi
contraddistinguono mi impongono il dovere di autosospendermi dalla
carica di Deputato Segretario e componente dell'Ufficio di
Presidenza, rinunciando a tutte le prerogative ed i benefici di un
ruolo che, a causa della condizione nella quale attualmente mi
trovo, non posso ricoprire. Il mio gesto, pur nella consapevolezza
del mio operato, vuole tutelare l'istituzione che Lei rappresenta e
che non può essere gravata da dubbi ed incertezze. Solo essendo
libero da ogni condizionamento e con la piena fiducia nella
magistratura potrò dedicarmi alla vicenda giudiziaria per chiarire
in tempi brevi la mia posizione.
Cordiali saluti
On. Gaspare Vitrano
Roma, 4 agosto 2011»
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di interrogazioni e di decadenza di
firma
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della cessazione dalle
funzioni di deputato supplente dell'onorevole Salvino Pantuso,
decadono le interrogazioni da quest'ultimo presentate, e
precisamente: n. 1985, n. 1998 e n. 2029; ne decade, altresì, la
firma dalle seguenti interrogazioni: n. 1976, n. 1997 e n. 2007.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di superamento dell'ordine del giorno n. 575
Comunico che, a seguito dell'approvazione, nella seduta n. 278 del
3 agosto 2011, dell'ordine del giorno n. 583 Iniziative urgenti
volte a garantire i livelli occupazionali dello stabilimento Pfizer
di Catania , è da intendersi superato l'ordine del giorno n. 575,
presentato dall'onorevole Raia ed altri il 5 luglio 2011, di
identico contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza dell'assessore per le infrastrutture e la mobilità per
chiedere ragguagli - se l'assessore riterrà opportuno fornire
adesso una risposta - su un tema che la città di Messina, ma
certamente l'intera Sicilia, in questi giorni, sta affrontando in
un silenzio quasi sconvolgente, e che riguarda in particolar modo
l'avvio dei lavori del ponte sullo Stretto di Messina.
Ho voluto fare questo intervento perché, ricordo a me stesso, nel
piano regionale dei trasporti, quando il sottoscritto era
presidente della IV Commissione, proprio su un mio emendamento, che
oggi è agli atti in quanto poi vi fu calato tutto un insieme di
iniziative che la città chiedeva - cosiddette opere compensative,
opere connesse, chi più ne ha più ne metta - devo dire che la
Regione, allora, fece suo questo strumento e il piano regionale dei
trasporti venne pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
nel 2004.
Allora, arrivò una pagina bianca; in quella circostanza uscì dalla
Commissione e poi divenne legge, da cui questo decreto in cui ci
sono tutte le infrastrutture della Sicilia.
Ora, io mi rivolgo all'assessore, il quale non c'entra nulla in
questo momento, non è un fatto a favore o contro: il Governo della
Regione è totalmente assente su questo tema.
Il Presidente, ultimamente, ha appreso, forse, qualche notizia
ancora non vera su questa infrastruttura - non è che parliamo di un
ponticello, parliamo del lavoro più importante del mondo - ebbene,
ha fatto forse qualche sua rimostranza, ma sempre in modo lieve.
Allora, alla luce di ciò, anche perché proprio oggi sulla
Gazzetta del Sud' c'è l'articolo di un autorevole parlamentare del
centro-sinistra, l'onorevole Genovese - che, paradossalmente, non
ha dimostrato contrarietà al ponte, però è contrario in quanto
diverse opere previste nel progetto, non sembrerebbero essere state
finanziate - a questo punto, il Governo della Regione, in
particolar modo il suo Presidente, dovrebbe esprimere una volta per
tutte la posizione del Governo regionale, non sua, su questa
infrastruttura.
Mi preoccupo che, nel momento in cui, è ovvio, il sindaco di
Messina e il presidente della Provincia fanno la loro parte e sono
dichiaratamente a favore del ponte con delle riflessioni, il
Governo centrale - ma non tanto il Governo, anche qui si confonde -
ma l'amministratore, il dottor Ciucci, che per anni è stato
amministratore (col Governo di centro-sinistra) della società
ponte sullo Stretto', e così pure il manager delle Ferrovie,
dottor Moretti, che è stato anch'egli in carica col centro-
sinistra, non danno risposte ad alcuni quesiti che la città pone su
queste infrastrutture.
Io chiedo all'assessore di farsi carico di avere un chiarimento su
alcuni punti, in particolar modo intervenendo attraverso il dottor
Di Bernardo.
Nei pochi mesi in cui sono stato assessore, una delle cose che si
cercò di individuare nei lavori per il ponte era che nessuna opera
poteva iniziarsi se preliminarmente non fosse stata fatta la
viabilità di accesso al ponte perché sarebbe una catastrofe - e a
questo punto si potrebbe dire no' al ponte - se, malauguratamente,
si iniziassero i lavori perché in quel caso sicuramente la città di
Messina ne uscirebbe con le ossa rotte. Preliminarmente, si decise
- poi si doveva ufficializzare e non so se questa ipotesi sia
rimasta o rimarrà in qualche accordo - che la viabilità di accesso
al ponte prima dell'attraversamento era opera prioritaria perché
sarebbe il caos - ripeto - in una città come Messina se i lavori
nascessero in maniera disordinata.
Pertanto ho voluto rassegnare all'Aula e all'assessore Russo il
mio pensiero - un po' meno lui, ma certamente sull'argomento vedo
il Presidente Lombardo totalmente non presente, tranne qualche anno
fa quando tante bandiere del Movimento per le Autonomie comparvero
a Messina a favore del ponte sullo Stretto, non si è capito il
perché, era tutta gente di Catania, nessuno ne sapeva nulla; poi
non si sono più viste le bandiere.
Oggi, che siamo giunti alla fase cruciale, volevo rassegnare,
ripeto, all'Aula e all'assessore questo mio pensiero: mentre
l'Amministrazione locale e provinciale si stanno adoperando
sull'argomento in un senso o nell'altro, non so cosa il Governo
centrale, e in particolar modo, il Governo regionale stiano facendo
affinché questa opera risponda a quanto già nel piano regionale dei
trasporti il sottoscritto aveva fatto inserire come opere connesse
all'attività del ponte stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, mi permetto sommessamente di
consigliare, dato che il suo intervento non ha niente a che
spartire con l'ordine dei lavori, di presentare invece, come lei
ben sa, un atto ispettivo in modo che si possa affrontare la
discussione sull'avvio dei lavori del ponte sullo Stretto di
Messina.
Mi permetto di dirle ciò, vista la confidenza che ho con lei e il
rapporto anche amicale.
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno,
di interrogazioni della rubrica Infrastrutture e mobilità
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni della rubrica Infrastrutture e
mobilità .
Si procede con lo svolgimento della interrogazione numero 1682
«Misure a sostegno degli autotrasportatori siciliani»,
dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità,
premesso che da qualche anno le organizzazioni degli
autotrasportatori, prima tra tutte l'Aias, lamentano disagi nel
settore;
considerato che già lo scorso anno, le organizzazioni di categoria
degli autotrasportatori avevano rappresentato i loro problemi alle
autorità regionali competenti;
visto che:
a distanza di un anno, nonostante i molti impegni presi nel corso
dell'incontro, poco e nulla è stato fatto dal Governo regionale a
sostegno degli autotrasportatori, tradendo la loro fiducia e le
loro speranze;
in questi giorni, gli autotrasportatori hanno annunciato, per voce
dell'Aias, l'intenzione di attuare un fermo di protesta nelle
giornate dal 14 al 19 febbraio;
preso atto che il nuovo codice della strada prevede l'aumento
delle tariffe autostradali e delle assicurazioni che, unito ad
altri aumenti quali quelli dei pneumatici e del gasolio, comporterà
un inevitabile crescita degli oneri a carico degli
autotrasportatori;
per sapere se non ritengano utile e necessario convocare, con
l'urgenza del caso, un tavolo tecnico con le associazioni degli
autotrasportatori al fine di individuare misure utili a rilanciare
il settore e a scongiurare il preannunciato fermo che, se messo in
atto, provocherebbe un grave danno all'economia siciliana». (1682)
Ha facoltà di parlare l'assessore per le infrastrutture e la
mobilità, Pietro Carmelo Russo, per fornire la risposta.
PIETRO CARMELO RUSSO, assessore per le infrastrutture e per la
mobilità. Signor Presidente, se me lo consente, solo per un gesto
di cortesia, desidero informare l'onorevole Beninati che, domani,
l'ANAS è stata da me invitata presso l'Assessorato e verrà
affrontato anche questo problema oltre che altri. Semplicemente,
nell'ambito di una cortesia.
Per quanto riguarda, invece, l'interrogazione numero 1682 «Misure
a sostegno degli autotrasportatori siciliani», si rappresenta che è
stata messa in atto un'azione istituzionale volta, tra l'altro, a
supportare l'attività che il dipartimento infrastrutture, mobilità
e trasporti sta contestualmente svolgendo nell'ambito delle
proprie competenze.
Nello specifico, è stato avviato un confronto con i rappresentanti
degli autotrasportatori e le associazioni datoriali, che ha visto,
nel corso delle diverse convocazioni della consulta regionale
dell'autotrasporto, tutti i soggetti coinvolti analizzare nel loro
complesso le criticità del settore al fine di individuare le
possibili azioni da intraprendere, non solo in ambito regionale ma
anche a livello nazionale, con il Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti.
Tra i punti trattati all'ordine del giorno della riunione
risultava: iniziative volte ad eliminare i tempi di attesa per
l'imbarco dei mezzi di autotrasporto, con particolare riguardo al
trasporto dei prodotti ortofrutticoli e freschi, ai fini della
revisione del computo nel cumulo delle ore di guida giornaliera .
Al riguardo, l'Assessorato, oltre ad avere svolto questi incontri,
si è attivato per un incontro con il sottosegretario Bartolomeo
Giachino, a ciò delegato dal ministro delle infrastrutture,
onorevole Matteoli.
In occasione della riunione tenutasi a Palermo, già in data 11
febbraio è stato sottoscritto un protocollo d'intesa. Con tale
protocollo, ripeto l'11 febbraio, è stato assunto un impegno a
procedere a verifica da effettuarsi, di intesa tra Governo e
Regione siciliana, presso le autorità comunitarie, sulla
possibilità di ottenere una deroga alla disciplina del Regolamento
numero 561 del 2006, sui tempi di attesa agli imbarchi per
l'attraversamento dello Stretto e fondata sulle circostanze
eccezionali, connesse anche ai lavori dell'autostrada Salerno -
Reggio Calabria.
In sostanza, si intende richiedere all'Unione europea di
autorizzare una deroga, scomputando dal limite massimo delle ore di
guida le ore impiegate per l'attraversamento dello Stretto in cui,
effettivamente, l'autotrasportatore non guida, quindi sta
fisicamente fermo. Noi chiediamo che venga scomputato questo lasso
di tempo dal limite di otto ore di guida consecutiva, previsto
dalla legislazione vigente in materia come limite massimo di guida
per gli autotrasportatori.
Sulla base di questa richiesta, il 27 giugno scorso è stata
completata l'istruttoria, è stata trasmessa al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti che, apprezzando le sollecitazioni
contenute nel documento, ha richiesto, di recente, ulteriori
elementi per il completamento del dossier da sottoporre alla
valutazione dei competenti uffici della Commissione europea.
In atto, sono in corso, inoltre, azioni volte ad acquisire
ulteriori informazioni di richiesta al Ministero, atteso che la
parte più consistente non è in possesso diretto all'Assessorato,
ma di altri soggetti quali, ad esempio, autorità portuale, società
di gestione servizi portuali Stretto di Messina e così via dicendo.
E', comunque, in corso di completamento, come ho già detto,
l'attività istruttoria per richiedere finalmente questa deroga alla
Commissione europea, anche se non posso celare che la Commissione è
particolarmente ostica nella concessione di deroghe di questo tipo
avendone già rigettata, in precedenza, una; però, in quella
precedente non era stata rappresentata tale condizione di fermo dei
mezzi in sede di trasbordo da Messina verso il Continente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, in genere l'opposizione si dichiara insoddisfatta
dell'attività del Governo, ma in questo caso non posso che
dichiararmi soddisfatto. Al di là delle competenze e della capacità
che tutti riconosciamo all'assessore Russo per essere un tecnico
vero, che quindi mette a disposizione le sue competenze
nell'interesse della collettività, in questo caso devo dire,
appunto, che nell'azione di governo dell'Assessorato da lei diretto
si è sempre attivato in maniera oggettiva e sicuramente positiva.
La mia interrogazione é del 2 febbraio del 2011 e devo dire che,
solo nove giorni dopo, l'assessore Russo aveva già convocato la
Commissione paritetica Stato-Regione che ha portato a questo
protocollo che è stato di fondamentale importanza.
In questa occasione, non posso non ringraziare anche il
sottosegretario Giachino per l'azione che ha intrapreso a difesa e
a tutela degli autotrasportatori siciliani. Questa è una delle
poche volte, purtroppo, in cui attraverso l'intelligente lavoro di
due uomini, del sottosegretario e dell'assessore Russo, siamo
riusciti a portare a casa un protocollo importante. Un protocollo,
innanzitutto, che nasce dal coinvolgimento delle associazioni;
perché l'altra cosa importante che l'assessore Russo ha fatto è
stata quella di non varare un provvedimento sua sponte, cioè senza
aver ascoltato nessuno, ma ha dato vita ad un tavolo, questo tavolo
ha ragionato, ci si è confrontati per settimane e, alla fine, il
risultato cui si è pervenuti è stato un risultato condiviso,
accettato sia dagli autotrasportatori o comunque dalle associazioni
degli autotrasportatori sia dal Governo regionale e nazionale.
Mi sembra altrettanto importante l'altra azione intrapresa, quella
della richiesta di una deroga alla Comunità europea in maniera da
scomputare le ore che i nostri trasportatori trascorrono, quasi
sempre dormendo, sui nostri traghetti per evitare che il tempo
passato sui traghetti possa diventare, oltre che un danno, una
beffa. Non si capisce il motivo per il quale, se possono dormire e
stare sereni e tranquilli, queste ore devono essere considerate un
ulteriore appesantimento ai costi e alle difficoltà che gli
autotrasportatori hanno.
E' chiaro che, come giustamente sosteneva poco fa l'assessore,
occorre potenziare il trasporto perché la Sicilia è al centro del
Mediterraneo, però è alla periferia del resto del Paese.
Occorre necessariamente, quindi, mettere in atto tutta una serie
di strumenti, tutta una serie di agevolazioni in modo che i nostri
prodotti, che vengono trasportati e venduti poi nel resto d'Italia
o in Europa, possano arrivare sui mercati nazionali e
internazionali a prezzi competitivi e non gravati, così come
succede adesso, da prezzi di trasporto che, spesso, superano lo
stesso prezzo di produzione.
Per tali ragioni, nonostante io continui a rimanere fermo
all'opposizione non posso non essere soddisfatto dall'azione
intrapresa dall'assessore Russo.
PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interrogazione numero
1729 «Chiarimenti sull'attività del genio civile di Trapani», a
firma Marrocco. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
l'ufficio del genio civile di Trapani, da qualche anno, è fonte di
notevoli disagi all'utenza;
a causa di eccessiva burocrazia, spesso incomprensibile, ed
incredibili diatribe interne tra i vertici aziendali, le pratiche
inevase hanno oramai raggiunto livelli allarmanti, con centinaia di
lavori bloccati per la mancanza spesso di una semplice firma;
considerato che:
le scelte adottate dai vertici del suddetto ufficio sono in netto
contrasto con lo spirito che dovrebbe sussistere in strutture
pubbliche, scelte spesso basate su convincimenti errati che, per
volere usare un eufemismo, si rivelano poco pratici se non
addirittura controproducenti;
solo per fare un esempio, i già esigui fondi destinati all'ufficio
del genio civile di Trapani vengono stornati per missioni e
pagamenti di incarichi spesso inutili e dispendiosi. Di contro,
strumenti che dovrebbero servire ad un miglioramento dei servizi
resi alla comunità (fotocopiatrici o computer) sono fermi per
mancanza di manutenzione;
tenuto conto che tale colpevole stallo, ovviamente da imputare a
chi ricopre i posti dirigenziali all'interno della struttura, causa
il blocco di progetti di rilevante utilità per l'intero
comprensorio, come, per esempio, quelli proposti dalla protezione
civile regionale, progetti già muniti di copertura finanziaria;
per sapere:
se non ritengano utile ed improcrastinabile una verifica
all'interno del genio civile di Trapani;
se non ritengano doveroso, nei confronti dell'intera comunità
trapanese, inviare con urgenza ispettori per verificare lo status
operandi di detto ufficio». (1729)
PIETRO CARMELO RUSSO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, con l'atto ispettivo che si riscontra,
l'interrogante ha messo in evidenza alcune criticità dell'ufficio
del Genio civile di Trapani e, in particolare, ha rilevato che le
pratiche inevase hanno raggiunto ormai livelli allarmanti con
centinaia di lavori bloccati per la mancanza spesso di una semplice
firma, vi sarebbero fondi stornati per missioni e poi il blocco di
progetti di rilevante utilità, come quelli proposti dalla
Protezione civile regionale.
A seguito di questo intervento particolarmente preoccupante e che
tuttavia è stato utile perché ha segnalato criticità, è stata
disposta un'ispezione sulla quale l'Ufficio ha reso l'ultima
integrazione in data odierna, con nota del 13 settembre 2011 n.
79190.
Gli ispettori nominati sono stati il dottor Abele Faraci,
l'ingegnere Eugenio Patricolo e l'ingegnere Francesco Vallone,
tutti dirigenti del dipartimento.
In tale relazione si è evidenziato che, per quanto riguarda
l'accumulo di pratiche inevase di deposito ex art. 32 della legge
regionale 7 del 2003, tale accumulo si è manifestato in particolare
nel corso dell'anno 2010. A questa situazione di defaillance
operativa si è posto rimedio mediante il potenziamento della
competente unità operativa alla quale è stato, fra l'altro,
assegnato un dirigente, un ulteriore ingegnere di altra unità
operativa. Inoltre, a seguito dell'introduzione del sistema
informatico di protocollazione delle pratiche, che dà certezza
della data di introitazione e che è avvenuto nel primo semestre
dell'anno 2011, si è verificato un rallentamento nell'evasione
delle stesse dovuto soprattutto alla mancanza dei mezzi
informatici, o per meglio dire al fatto che le fasi iniziali di
apprendimento della procedura di protocollazione mediante
protocollo informatico hanno richiesto tempi di apprendimento,
ahimè, necessari.
Le criticità in parola sono state tuttavia notevolmente alleviate
a seguito della riorganizzazione funzionale dell'Ufficio e a
seguito dell'acquisizione di esperienza nell'utilizzazione del
sistema informatico.
Per quanto riguarda il secondo punto, vale a dire lo storno di
fondi per missioni da altri capitoli, gli ispettori hanno accertato
il corretto utilizzo dei fondi destinati alla manutenzione di
computer e fotocopiatrici, anche se al riguardo si deve rilevare
come le risorse finanziarie poste a disposizione, e ciò può avere
indotto a ritenere che vi siano stati gli storni di cui si diceva,
sono veramente esigue, nell'ordine di una decina di migliaia di
euro, se non ricordo male.
Stessa situazione si registra per ciò che riguarda il capitolo
destinato alle spese per missione del personale, nonostante
l'importanza che rivesta tale attività.
Conclusivamente, per quanto riguarda gli interventi della
Protezione civile regionale, dall'ispezione - ripeto, a data
odierna - non sono emersi progetti proposti dalla Protezione
civile. Stiamo comunque intervenendo con la Protezione civile di
Trapani, non sono emersi progetti disponibili presso il Genio
civile.
A questo punto, per dare una risposta completa all'interrogante,
perché questo io ritengo debba essere fatto, stiamo richiedendo
alla Protezione civile di Trapani se per caso abbia presentato
progetti e dove si siano incagliati e mi riservo, non appena in
possesso anche di questa informazione, di integrare, ove di
interesse, anche questo aspetto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Marrocco per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MARROCCO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ringrazio
l'assessore per quanto testé risposto alla mia interrogazione, ma
non posso ritenermi del tutto soddisfatto.
Cercherò in questo senso di produrre del materiale che può, per
certi versi, aiutare il suo ufficio e il suo staff, assessore, ad
avere una fotografia migliore dell'esistente - attenzione, non
voglio assolutamente sottolineare un lavoro cattivo fatto dagli
ispettori -, ma, come dire, tutto ciò può servire al fine di avere
un'idea migliore del funzionamento dell'ufficio del Genio civile di
Trapani.
A questo riguardo ci sono notizie che possono suffragare le
motivazioni dell'interrogazione, tra queste anche il fatto che
molti funzionari hanno richiesto il trasferimento dal Genio civile
ad altra sede dell'Amministrazione regionale, a testimoniare,
evidentemente, un clima e un malfunzionamento interno all'ufficio
della Provincia di Trapani.
PRESIDENTE. Si dichiara parzialmente soddisfatto, onorevole
Marrocco?
MARROCCO. Sì.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo la seduta odierna l'attività
parlamentare proseguirà nel corso dell'attuale settimana nelle
Commissioni di merito, dando priorità all'esame del DPEF che è già
stato assegnato.
Martedì 20 settembre l'Aula terrà seduta per lo svolgimento di
attività ispettiva, al termine della quale si svolgerà la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Ricordo, infine, che per mercoledì 21 settembre è già stata
calendarizzata la discussione della mozione di censura
all'assessore per la salute Massimo Russo.
Si passa all'interrogazione numero 1731 «Messa in sicurezza e il
ripristino regolare della viabilità sulla autostrada A 19 PA-CT», a
firma dell'onorevole Falcone.
Non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante, la stessa
interrogazione si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1733 «Misure per fronteggiare i
disagi nei collegamenti marittimi tra l'isola di Marittimo e la
Sicilia», a firma dell'onorevole Falcone.
Non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante, la stessa
interrogazione si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1769 «Notizie sui lavori di
completamento della struttura di base per la pratica del nuoto a
Lampedusa», a firma dell'onorevole Di Benedetto.
Non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante,
l'interrogazione si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Si passa allo svolgimento dell'interrogazione numero 1819
«Chiarimenti in ordine all'erogazione dei contributi integrativi
per il pagamento dei canoni di locazione ex articolo 11 della legge
n. 431/1998», degli onorevoli Calanducci, Gennuso, Musotto, Arena e
Catalano. Ne do lettura:
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'articolo 11 della legge n. 431/98 istituisce il fondo nazionale
per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, le cui
somme sono destinate alla concessione di contributi integrativi per
il pagamento dei canoni di locazione dovuti ai proprietari degli
immobili;
la concessione dei suddetti contributi integrativi è subordinata
alla presenza di requisiti minimi riferiti al nucleo familiare del
richiedente;
tali requisiti - reddito annuo complessivo del nucleo familiare
non superiore alla somma di due pensioni minime INPS, pari a circa
11.000 euro, ovvero reddito annuo complessivo del nucleo familiare
non superiore a quello determinato per l'assegnazione degli alloggi
di edilizia residenziale pubblica nell'ambito della Regione
siciliana, pari a circa 13.000 euro - costituisco indubbiamente
parametri riferibili a famiglie che versano in difficili condizioni
economiche, per le quali un siffatto strumento costituisce un
irrinunciabile sostegno al proprio reddito;
le Regioni provvedono al riparto delle risorse tra i comuni e
questi ultimi stabiliscono l'entità e le modalità di erogazione;
considerato che:
la grave crisi economica che interessa la Regione ha determinato
un drammatico calo del potere d'acquisto delle famiglie, aumentando
la forbice tra le famiglie ad elevato tenore e quelle che vivono in
condizioni di evidente indigenza; tale situazione sta letteralmente
mettendo in ginocchio tante famiglie che prima riuscivano, pur con
sacrifici, a pagare gli affitti degli alloggi, e che ora, invece,
sono impossibilitate a farlo;
i gravi ritardi nell'erogazione dei contributi previsti dalla
legge 431/98 da parte dei comuni, privati delle somme a tal fine
destinate, ad oggi non erogate dalla Regione, rischiano di lasciare
senza risposta decine di famiglie in difficoltà;
per sapere quali siano le ragioni di questi ritardi che aggravano
ulteriormente le condizioni di vita proprie dei cittadini con
redditi familiari più bassi e che attendono da mesi questo
contributo per sostenere il loro canone di locazione». (1819)
Essendo presente in Aula l'onorevole Musotto, uno dei firmatari
dell'interrogazione, invito l'assessore a svolgere
l'interrogazione.
PIETRO CARMELO RUSSO, assessore per le infrastrutture e mobilità.
Signor Presidente, con l'articolo 11 della legge 431/1998 è stato
istituito il fondo nazionale per il sostegno all'accesso delle
abitazioni in locazione e le somme assegnate con il predetto fondo
sono state utilizzate per la concessione di contributi integrativi
per il pagamento dei canoni di locazione. La ripartizione delle
somme assegnate dal Ministero delle infrastrutture avviene a
seguito dell'emanazione di una specifica circolare assessoriale
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
Con riferimento ai contributi in questione, si rende la risposta
in relazione agli anni di riferimento.
Riparto 2008: con circolare del 14 maggio 2009, pubblicata nella
GURS n. 25 del 2009, sono state emanate le direttive per pervenire
alla ripartizione tra i comuni della Sicilia per l'anno 2008.
Poiché nell'anno 2009 sono stati definiti anche i contributi
relativi all'anno precedente - vi era un certo arretrato -, si sono
generate alcune incertezze in ordine al rispetto della scadenza
determinando uno sforamento nei termini assegnati da parte della
maggioranza dei comuni.
A causa di tale obiettivo stato di incertezza la violazione dei
termini per la presentazione delle domande da parte dei comuni
avrebbe avuto quale effetto quello di penalizzare gli aventi
diritto che appartengono alle fasce sociali più bisognose, in tal
modo vanificando le finalità della normativa di sostegno alla
locazione. Pertanto, salvaguardando la ratio della legge 431 del
1998 e le finalità stesse del fondo, si è ritenuto di prorogare la
scadenza prevista per l'invio da parte delle amministrazioni
comunali dei dati necessari, dando nel contempo ai comuni la
facoltà di acquisire ulteriori istanze, sempre relative all'anno
2008, e di consentire il perfezionamento, l'integrazione, la
rettifica o la convalida di quelle già acquisite. Per tale ragione,
ripeto, e al fine di rendere possibile l'utilizzazione delle
risorse disponibili, l'invio della documentazione è stata
postergata al giorno 19 dicembre 2010.
Alla data del 16 marzo 2011, è stata trasmessa tutta la
documentazione relativa ai pagamenti alla Ragioneria e tutte le
somme sono state trasferite ai comuni. I dati sono pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale e sul sito del Dipartimento, l'importo totale si
approssima ai 15 milioni di euro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Musotto per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
MUSOTTO. Mi dichiaro soddisfatto.
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, vorrei chiedere se sia possibile,
essendomi io allontanato un attimo dall'Aula, piuttosto che avere
in seguito le risposte scritte, averle adesso oralmente da parte
dell'assessore Russo, visto che le due interrogazioni a mia firma
sono molto chiare, semplici e anche sintetiche.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, tornare indietro non è possibile.
Lei deve comprendere meglio di me che non posso tornare indietro,
la moviola non è possibile.
Comunque, è chiaro che essendosi trasformate le sue interrogazioni
da orali in interrogazioni con risposta scritta, ci sarà poi la
possibilità di discuterne con il Governo, non posso fare altro.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 20 settembre
2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica Risorse agricole e alimentari :
Interrogazioni:
N. 890 - Interventi a tutela dell'agricoltura e della zootecnia
siciliana in crisi.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1053 - Applicazione della legge regionale n. 25 del 1998
concernente contributi in favore dei pescatori di tonno siciliani.
Firmatari: Adamo Giulia; Marrocco Livio; Gucciardi Baldassare;
Ferrara Massimo; Ruggirello Paolo
N. 1267 - Notizie sulle agevolazioni contributive introdotte nel
2006 in agricoltura per le zone svantaggiate e montane.
Firmatari: Mancuso Fabio Maria; Limoli Giuseppe
N. 1300 - Iniziative urgenti per fronteggiare la crisi del settore
agricolo.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 1437 - Notizie in merito ai ritardi nell'attuazione delle
disposizioni della legge regionale n. 11 del 2010 adottate per
fronteggiare la grave crisi economica del comparto agricolo
siciliano.
Firmatari: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo
Interpellanza:
N. 96 - Iniziative per l'immediata erogazione delle spettanze
dovute agli operai forestali.
Firmatario: Gucciardi Baldassare
La seduta è tolta alle ore 17.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Attività produttive»
CAPUTO.- «Al Presidente della Regione e All'Assessore per le
attività produttive, premesso che:
la Corte dei conti, al termine di una indagine sullo stato della
gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ha
individuato nei settori economici della grande distribuzione
commerciale organizzata e nell'edilizia i nuovi business di 'Cosa
nostra', e già in passato le indagini antimafia hanno acclarato in
Sicilia la strategia di Bernardo Provenzano di condizionare i
grandi centri commerciali in programmazione nei Comuni di Villabate
e di Carini (PA);
il grido di allarme lanciato dalla magistratura contabile, per la
sua autorevolezza e per la precisione delle attività ricognitive e
di indagine, impone anche alla Regione siciliana di avviare
un'attività di verifica e di controllo sulla grande distribuzione
commerciale organizzata in Sicilia;
considerato che nelle scorse settimane sono state disposte
iniziative di sequestro antimafia in alcuni centri commerciali la
cui attività erano riconducibili a personaggi legati ai boss
mafiosi;
per sapere:
quante autorizzazioni siano state rilasciate per la costruzione di
grandi centri commerciali in Sicilia a quali gruppi
imprenditoriali;
quante autorizzazioni siano state siano ad oggi presentate e il
loro stato di istruttoria». (1474)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «L'atto ispettivo in oggetto, che di seguito si
riscontra, trae spunto da talune vicende, assurte agli onori della
cronaca regionale, che hanno registrato in molte parti della
Sicilia una netta contrapposizione fra la rete dei piccoli
esercenti e commercianti, rappresentati da numerose organizzazioni
di categoria, ed i gruppi imprenditoriali titolari dei grandi
Centri Commerciali siciliani.
In tale atto ispettivo l'onorevole Interrogante, rifacendosi a
recenti pronunciamenti della Corte dei conti, evidenzia il rischio
che la G.D.O. possa rappresentare una potenziale opportunità di
business per Cosa nostra , con specifico riferimento ad ipotesi
di riciclaggio di danaro proveniente da attività illecite.
Proprio nell'ottica di operare nel rispetto della correttezza e
legittimità, occorre invero ricordare che la regolamentazione del
procedimento ed eventuali limitazioni per l'apertura di nuovi
centri della grande distribuzione avrebbe dovuto essere affrontata
attraverso l'adozione di idonea normativa di legge, nei limiti in
cui dette restrizioni possano ritenersi compatibili con i princìpi
comunitari e nazionali in materia, mentre un sostanziale blocco
generalizzato (cd. Moratoria) dell'apertura di grandi e medie
strutture di vendita attraverso un provvedimento amministrativo,
avrebbe potuto non ritenersi in linea con i principi che regolano
la materia, potendo esporre la Regione a contenziosi anche di
natura risarcitoria.
Pertanto, operando nel solco di quanto sopra evidenziato, già con
nota del 15/02/2010 si provvedeva ad adottare alcune direttive
nella forma di istruzioni operative , con cui si invitano gli enti
in indirizzo coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni
amministrative ad adottare ogni più attenta cautela nel rispetto
rigoroso della normativa di settore inviando gli stessi, ove
possibile, ad un interpretazione restrittiva delle disposizioni
normative vigenti.
In particolare pare utile ricordare come, in esito a diversi ed
approfonditi dibattiti con le categorie sociali interessate, sia
stata elaborata una bozza di disegno di legge sul commercio.
Detto disegno di legge affrontava, seppur settorialmente, anche il
problema legato alla regolamentazione del rilascio delle
autorizzazioni per l'apertura delle grandi strutture e ciò,
ovviamente, nei limiti della vigente normativa nazionale e
comunitaria.
Il disegno di legge veniva assegnato nel settembre 2010 alla III
Commissione per avviare l'esame.
Dopo diverse sedute di Commissione, anche per lo svolgimento di
ulteriori audizioni, il disegno di legge veniva inviato per l'esame
dell'aula in data 9 marzo 2011.
Tuttavia, anche in ragione delle diverse opinioni maturate dalle
parti politiche e sociali, come è noto, si è deciso di proporre una
riforma complessiva e più ampia dell'intero settore del commercio,
riforma attualmente in corso di elaborazione.
Nell'ambito di tale proposta è previsto l'obbligo da parte delle
imprese di allegare all'istanza, oltre alla documentazione già
stabilita dalla vigente normativa, anche il piano finanziario
relativo alla realizzazione dell'insediamento distributivo, con
indicazione delle fonti finanziarie, nonché con l'obbligo della
trasmissione, solo ai fini informativi, di copia dell'istanza e del
relativo piano finanziario, alla Prefettura competente per
territorio.
Ciò - come già detto - al fine di introdurre, nella materia
relativa alla GDO, ulteriori elementi di trasparenza, senza per
questo appesantire il procedimento amministrativo.
Nel frattempo, in attesa che venga partorita una riforma
complessiva ed organica di settore, si è ritenuto opportuno di
adottare il D.A. n. 366/Gab del 24 Giugno 2011, pubblicato in GURS
n. 28 del 1 Luglio 2011, sentito l'Osservatorio Regionale per il
Commercio, avente ad oggetto limiti e condizioni per il rilascio
delle autorizzazioni di cui all'articolo 9 della Legge Regionale n.
28/1999 , che consente nei fatti una concreta restrizione di nuove
aperture delle Grandi Strutture di Vendita, introducendo un
abbassamento dei limiti percentuali previsti dal cosiddetto
Contingentamento ad una soglia del 10%, a modifica di quanto
precedentemente previsto dal D.A. del 9 Agosto 2006.
In sostanza, seppur nel pieno rispetto dei principi comunitari
fissati in materia di libero svolgimento delle attività economiche,
questo Assessorato ha inteso proporre un correttivo alla Legge
Regionale n. 28 del 1999 consentendo alla Regione Siciliana di
adottare delle direttive maggiormente restrittive, in tema di
programmazione urbanistica commerciale dei Comuni siciliani, con
specifico riferimento a nuove aperture di Grandi Centri
Commerciali, proprio con l'obiettivo di tutelare e difendere nel
territorio le piccole e medie realtà economiche, già esistenti.
E' inoltre opportuno rammentare che, proprio in tale direzione si
h mossa l'intera Giunta di Governo regionale che, con
l'approvazione unanime di un atto di indirizzo proposto dal
Presidente Lombardo, ha inteso bloccare la proliferazione dei
grandi spazi commerciali e contestualmente impedire la
decapitazione della piccola e media impresa locale.
Atto di indirizzo da cui ha preso le mosse questo Assessorato al
fine di approvare il superiore decreto assessoriale.
Infine, con riferimento alla richiesta di informazioni sulle
autorizzazioni rilasciate ovvero in fase di definizione
dell'istruttoria, per la costruzione di nuovi Grandi Centri
Commerciali, giova ricordare che, in base alla nota prot. 5968 del
1 Maggio 2011, a firma del dirigente del dipartimento attività
produttive servizio Commercio, questo Assessorato, ex articolo 9
della L.R. n. 28 del 1999, ha definito n. 15 proroghe e n. 8 nuove
aperture, n. 3 istanze rigettate; n. 1 istanze di ampliamento;
mentre sono ancora in corso n. 15 conferenze di servizi, di cui n.
9 istanze di proroga e n. 6 istanze di nuova apertura, ancora in
attesa di definizione».
L'Assessore
dott. Marco Venturi
Rubrica «Infrastrutture e Mobilità»
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
con le delibere n.36 del 2002 e n.17 del 2003, il CIPE ha
stanziato 24.839.991,46 euro, a valere sui fondi 'aree depresse',
per la realizzazione dei lavori di potenziamento delle opere
marittime esistenti e per la messa in sicurezza del porto di
Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani;
nelle sedute del 9 e 14/12/2004, la commissione regionale lavori
pubblici ha approvato il progetto generale definitivo, per
l'importo complessivo di 39.500.000 euro, e, contestualmente, il
progetto definitivo 1 stralcio, presentato dall'amministrazione
comunale di Castellammare del Golfo, ente individuato come stazione
appaltante, per l'importo complessivo di 24.839.991,46, pari alle
somme disponibili con le due delibere Cipe;
in data 16 e 22/03/2005, la commissione di gara ha proceduto
all'aggiudicazione definitiva dell'appalto all'A.T.I., costituita
tra il CO.VE.CO. di Marghera, la CO.MESI srl di Palermo e la CO.GEM
srl di Alcamo;
in data 11/10/2005 è stato stipulato il contratto d'appalto per la
redazione del progetto esecutivo e l'esecuzione delle relative
opere, mentre in data 15/01/2007 sono stati consegnati i lavori
all'impresa aggiudicataria con il termine di ultimazione previsto
entro il 5/10/2008;
il CO.VE.CO. ha assegnato l'esecuzione della quota di lavori di
propria competenza alla associata CEA, società cooperativa di
Alcamo;
la CEA società cooperativa, la CO.MESI srl e la CO.GEM srl hanno
costituito, per l'esecuzione unitaria dei lavori, la NETTUNO,
società consortile a.r.l., con sede in Alcamo, che ha stipulato i
contratti con le ditte fornitrici per l'esecuzione dei lavori;
in data 21/01/2008 la ditta appaltatrice ha trasmesso una
'Proposta migliorativa', ai sensi dall'art. 11 del D.M. 145/2000,
prevedendo la sostituzione dei cassoni cellulari, con un sistema di
palandole metalliche, da utilizzarsi per la realizzazione dello
sporgente e del prolungamento della diga foranea;
in data 1/03/2008 la direzione lavori ha evidenziato la mancanza
di completezza della documentazione e il 14/04/2008 la ditta
appaltatrice ha prodotto una nuova perizia che, sottofirmata dalla
direzione lavori, è stata trasmessa al responsabile unico del
procedimento;
il 3 luglio 2008, il dipartimento lavori pubblici, servizio
infrastrutture marittime e portuali, della Regione siciliana ha
sollecitato l'amministrazione comunale di Castellammare del Golfo,
con nota prot. 42845, ad inviare entro il 31/12/2008 il progetto
riguardante il 2 stralcio di completamento del porto così
denominato 'Appalto integrato per la progettazione esecutiva e
l'esecuzione dei lavori di prolungamento della diga foranea dalla
progressiva 490.00m alla progressiva 800.00 m e realizzazione del
molo di sottoflutto soffolto e delle opere interne di accosto e di
arredo portuale', finanziato ricorrendo alle 'risorse liberate'
dalla misura 6.03 del POR Sicilia 2000/2006;
in data 11/07/2008, l'Assessorato Lavori pubblici, rilevate le
difficoltà in cui si trovava l'amministrazione comunale per la
redazione del progetto di completamento e le consequenziali
procedure per l'aggiudicazione dell'opera stessa e rilevato,
altresì, che l'opera in corso di costruzione era in notevole
ritardo di esecuzione, ha proposto di revocare le funzioni di
stazione appaltante e di ente attuatore all'amministrazione
comunale di Castellammare del Golfo;
pertanto, al fine di addivenire sia al finanziamento dell'opera di
completamento sia alla realizzazione di quella in corso di
costruzione, all'amministrazione comunale di Castellammare del
Golfo sono state revocate le funzioni di stazione appaltante e di
ente attuatore che sono state assunte dal dipartimento regionale
lavori pubblici;
il 19/12/2008 l'appalto del 2 stralcio per il completamento
dell'opera è stato finanziato con decreto del dirigente generale
del dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità e
dei trasporti n. 2935/S5.01, per un importo complessivo di
12.553.217,92 euro;
il 26/05/2010 i lavori in corso sono stati bloccati e l'intera
struttura cementizia e due aree di cantiere sono state poste sotto
sequestro dalla Guardia di finanza, su ordine della Procura della
Repubblica di Trapani, nell'ambito di un'indagine relativa ad una
presunta frode nelle pubbliche forniture;
in particolare, secondo gli inquirenti, le imprese appaltanti e
subappaltanti coinvolte nel contratto di esecuzione dei lavori
avrebbero utilizzato cemento depotenziato e materiale inerte non
corrispondente ai parametri previsti dal capitolato d'appalto;
il 6/7/2010 il cantiere è stato parzialmente dissequestrato, ma
non sono ricominciati i lavori, poiché la società consortile
NETTUNO Scarl, esecutrice dei lavori, attraversa una pesante
situazione debitoria, pressata dai creditori, da un lato, e
impossibilitata ad incassare gli ultimi due stati di avanzamento
lavori bloccati dalla Regione, dall'altro;
il 24/09/2010, il consiglio comunale di Castellammare del Golfo,
riunito in seduta straordinaria, ha approvato all'unanimità un
documento nel quale viene espressa preoccupazione per 'il mancato
riavvio dei lavori' e per 'la situazione economica venutasi a
creare nei rapporti commerciali tra la ditta esecutrice dei lavori
Nettuno Scarl e le ditte fornitrici della stessa';
il 30/12/2010, l'ufficio regionale per l'espletamento della gare
d'appalto (U.R.E.G.A.) e, per essi, il servizio provinciale di
Trapani, ha aggiudicato la gara per l'appalto di 2 stralcio per il
completamento dell'opera all'ATI costituita da COMES TIGULLIO di
Chiavari (Genova), CA.TI.FRA. srl di Barcellona Pozzo di Gotto
(Messina), SEICON srl di Castellammare del Golfo (Trapani) e
Co.GE.Ta srl di Trapani;
secondo le notizie riportate dal quotidiano 'La Sicilia'
nell'edizione dell'8/01/2011, pagina 31, 'dai risultati dei
carotaggi fatti eseguire nel frattempo dalla magistratura sarebbe
emerso che il cemento depotenziato non sarebbe stato usato solo per
la costruzione dei massi frangiflutti ma anche per la realizzazione
delle banchine';
considerato che:
il 12/01/2011, con raccomandata, la CO.VE.CO. ha comunicato al
dipartimento infrastrutture e mobilità della Regione siciliana che
in data 6/12/2010 aveva chiesto di potere affiancare per il
completamento delle opere, alla consorziata CEA, società
cooperativa di Alcamo, la consorziata AT.LA.N.TE., società
cooperativa di Palermo;
nella stessa raccomandata la CO.VE.CO. ha aggiunto che, non avendo
avuto risposta dalla stazione appaltante, il dipartimento regionale
lavori pubblici, e verificata, nel frattempo, l'impossibilità della
CEA di garantire il proseguimento dei lavori a causa di manifeste
difficoltà economiche e finanziarie, con delibera del c.d.a. del
16/12/2010, ha 'revocato l'affidamento alla CEA e riassegnato
l'esecuzione dei lavori alla AT.LA.N.TE., società che non ha
partecipato alla gara né autonomamente né con altro consorzio o
raggruppamento ed è in possesso dei requisiti per potere concludere
le opere', nonché i poteri al direttore tecnico, Franco Morbiolo,
al responsabile per l'appaltatore per la firma degli atti
contabili, Domenico Parisi, al direttore tecnico di cantiere, Mario
Giardina, e al geometra Rosario Agnello, riassegnando gli incarichi
di direttore tecnico di cantiere e di responsabile per
l'appaltatore per la firma degli atti contabili al procuratore
speciale della CO.VE.CO., Mauro Gnech;
le ditte fornitrici locali si trovano, allo stato, esposte, in
quanto vantano crediti per circa un milione di euro, con gravissime
ricadute sul tessuto economico del territorio;
i lavori di completamento del 1 stralcio non sono ancora ripresi,
a dispetto dell'ordine di servizio n. 9 della direzione lavori
presso l'ufficio del genio civile, con il quale si sollecita la
ripresa degli stessi;
per sapere:
a) i motivi che impediscono la ripresa dei lavori;
b) se non ritengono che la prolungata sospensione non pregiudichi
irreparabilmente la corretta realizzazione dell'opera per il 1
stralcio e comprometta l'inizio dei lavori del 2 stralcio;
c) se ritengono sussistere le condizioni giuridiche per il
proseguimento dell'appalto con le ditte vincitrici del 1
stralcio». (1687)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1687 a firma
dell'onorevole Mattarella, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti per il tramite del competente Dirigente generale
delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
Successivamente al dissequestro parziale del cantiere, il
Consorzio Co.Ve.Co. ha sostituito la consorziata CEA, che sino ad
allora aveva condotto i lavori, con un'altra consorziata, la ditta
At.La.Nte. che si è subito adoperata per verificare le attività di
cantiere realizzabili nonostante il perdurare del sequestro di
tutte le opere in cemento armato.
Tali lavori sono ripresi in data 22/03/2011 solo a seguito di
apposita autorizzazione della procura della Repubblica di Trapani,
provvedimento che ha consentito al consorzio di ottenere da parte
del consulente Tecnico del Giudice la maggior parte della
documentazione necessaria prosecuzione del appalto, ma sono rimaste
ancora bloccate le lavorazioni relative al prolungamento della diga
foranea che prevedono la collocazione dei massi artificiali tipo
accropode, a tutt'oggi in stato di sequestro, ed alle aree
occupate dagli accropodi stoccati in cantiere.
Nonostante i ritardi accumulati, secondo gli Uffici di questo
Dipartimento, non sussistono motivi che possano determinare
irreparabili pregiudizi alla realizzazione dell'opera, anche se il
dissequestro totale del cantiere è condizione essenziale affinché i
lavori possano essere completati.
Per quanto riguarda il secondo stralcio dei lavori, si rappresenta
che è stato approvato il verbale di gara redatto dall'UREGA di
Trapani, e, conseguentemente è stato aggiudicato l'appalto ed è
stato predisposto il necessario decreto di impegno definitivo di
spesa.
Relativamente all'accavallamento dei lavori tra il primo e il
secondo stralcio, pur riscontrandosi un breve periodo di
coincidenza temporale tra i due cantieri, non si ritiene che tale
situazione possa creare eccessivi problemi di coesistenza tra le
due ditte appaltatrici dei lavori.
In esito al quesito volto a conoscere "se ritengano sussistere le
condizioni giuridiche per il proseguimento dell'appalto con le
ditte vincitrici del I stralcio , si riferisce che in merito, le
iniziative e/o le determinazioni da adottare sono demandate, a
norma degli artt. 119 e 121 del Regolamento D.P.R. n. 554/99, sia
al Direttore dei Lavori che al Responsabile Unico del Procedimento.
Per quanto è dato conoscere dagli atti di questo Dipartimento non
si evincono posizioni che possano ricondurre, in atto, ad una
risoluzione contrattuale a carico dell'impresa.
Non è da sottacere comunque che il sequestro del cantiere ed il
successivo dissequestro parziale hanno comportato difficoltà di
riorganizzazione delle attività lavorative, difficoltà di reperire
la documentazione tecnico/contabile sequestrata all'impresa ed
indispensabile per la ripresa dei lavori, con conseguente
rallentamento di tutte le attività dell'appalto».
L'Assessore
Carmelo Pietro Russo
Rubrica «Istruzione e Formazione»
VINCIULLO - FALCONE. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
nel 2006 si è svolto, indetto dal Ministero della pubblica
istruzione, un corso-concorso per dirigenti scolastici per coprire
tutti i posti vacanti per quella funzione apicale. In Sicilia, su
oltre mille partecipanti, alla fine delle prove, risultarono
vincitori 426 docenti;
dopo la correzione degli elaborati, due candidati siciliani, non
ammessi alle successive prove, presentarono un ricorso, denunciando
delle irregolarità formali nello svolgimento del concorso de quo;
nonostante l'esistenza del suddetto ricorso, non avendo il giudice
amministrativo adito emanato provvedimenti consequenziali, il
direttore dell'ufficio scolastico regionale ha ritenuto,
giustamente, opportuno assegnare, nei posti risultati vacanti, i
426 presidi e direttori didattici che erano risultati vincitori del
concorso medesimo, per evitare di creare dei vuoti in funzioni
didattiche così delicate e per assicurare guide didattiche ed
amministrative certe agli istituti scolastici siciliani che da anni
erano privi di dirigenti titolari;
in data 11 novembre 2009, una sentenza del Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione siciliana, 'inaudita altera parte',
sovvertendo una precedente sentenza del TAR, ha dato ragione ai
docenti ricorsisti, annullando, di fatto, l'intero concorso in
Sicilia e, ovviamente, azzerando tutte le nomine effettuate dal
direttore dell'ufficio scolastico regionale, nonostante che in
altre situazioni analoghe, nel resto d'Italia, i giudici
amministrativi aditi avessero dato parere diametralmente opposto,
confermando valore giuridico alle graduatorie concorsuali;
subito dopo tale sentenza, il Governo nazionale, in sede di
conversione del decreto cosiddetto 'salvaprecari', aveva inserito
una norma che, di fatto, reintegrava i vincitori del concorso del
2006 nei posti assegnati, ridando certezza giuridica ad un iter
concorsuale che aveva gestito e su cui aveva vigilato l'ufficio
scolastico regionale;
in data 27 novembre 2009, il Consiglio dei ministri, con proprio
decreto legge, ha abolito la suddetta norma, ristabilendo il
dettato fissato dal Consiglio di giustizia amministrativa;
atteso che:
è stata nominata, con decreto del direttore generale dell'ufficio
scolastico regionale per la Sicilia dell'8 gennaio 2010, prot. 245,
la nuova commissione esaminatrice del corso concorso per dirigenti
scolastici. Nel decreto si stabiliva, anche, la prima riunione per
l'insediamento della nuova commissione fissata per il 22 gennaio
2010;
nello stesso decreto si ribadiva, anche, che al corso concorso
avrebbero potuto partecipare esclusivamente i candidati già
presenti alle prove svoltesi il 25 e 26 gennaio 2006 e valutati
dalla precedente commissione;
rilevato che:
questa continua altalena di sentenze e di giudizi, tra TAR e CGA,
sta causando una vera e propria tempesta all'interno del mondo
scolastico siciliano, coinvolgendo, oltre ai diretti interessati,
migliaia di studenti, di genitori e di personale ATA;
oggi, con l'applicazione del nuovo decreto legge 27 novembre, n.
170, convertito in legge 21 dicembre 2009, n. 190, un terzo delle
scuole siciliane resterebbe senza vertici, e verrebbe, così,
vanificato il lavoro svolto, in tre anni, da centinaia di valenti
professionisti della scuola, molti dei quali svolgono la loro
attività in territori a forte rischio di devianza e di evasione
dall'obbligo scolastico;
è paradossale che, come ha dichiarato lo stesso direttore
dell'ufficio scolastico regionale, 'ciò che è stato ritenuto giusto
in tutta Italia, sia ritenuto sbagliato in Sicilia, così come è
paradossale che i ricorsi siano stati presentati da persone
giudicate inidonee, alle mansioni dirigenziali scolastiche, altre
tre volte';
i vincitori del corso-concorso non sono stati parti del ricorso e
che addirittura non sono stati individuati, come controinteressati
nelle decisioni che hanno definito i giudizi e i provvedimenti che
li riguardano non possono essere travolti a causa dell'effetto
caducatorio determinato dall'annullamento del provvedimento di
nomina della commissione esaminatrice;
preso atto che:
il CGA, nella sentenza n. 478 del 25 maggio 2009, non ha tenuto
conto di altre sue precedenti sentenze che si sono espresse
diametralmente opposto, così come non ha tenuto conto di similari e
analoghe sentenze del Consiglio di Stato;
nel resto d'Italia le commissioni giudicatrici del concorso sono
state costituite con gli stessi criteri e con gli stessi princìpi
di quelli tenuti in Sicilia, ma i concorsi non sono stati
annullati;
l'Avvocatura dello Stato, inspiegabilmente, non si è costituita
davanti al CGA per difendere la sentenza di primo grado, favorevole
ai docenti vincitori di concorso, e che agli stessi docenti
vincitori di concorso è stata impedita e di conseguenza preclusa la
possibilità di costituirsi in giudizio;
la magistratura penale ha archiviato, a quanto pare, l'indagine
relativa al presunto comportamento doloso della commissione di
esami, per cui non si capisce come i giudici amministrativi possano
decidere in modo diametralmente opposto a quelli penali asserendo
di fatto, con la citata sentenza, l'esistenza di una giustizia
penale e di una giustizia amministrativa che possono decidere non
solo in modo diverso, ma addirittura in modo opposto;
molti dirigenti, vincitori di questo concorso ordinario, hanno
rinunciato al concorso riservato, pur avendo superato la prova
scritta, in quanto già titolari;
altri dirigenti, per le esigenze legate al loro nuovo ruolo, si
sono trasferiti, con le loro famiglie, anche definitivamente, dalla
loro residenza originaria alla nuova sede di servizio, con notevole
danno economico;
i posti di ruolo, precedentemente ricoperti, sono stati occupati
da altri insegnanti di ruolo e di conseguenza non potranno essere
restituiti al ruolo di provenienza, in quanto occupato da altri
docenti, e che di conseguenza verrebbero posti in sovrannumero in
quanto verrebbero posti in DOP (dotazione organica provinciale),
aggiungendosi, quindi, 'al danno anche la beffa' di essere
scavalcati da docenti con pochissimi anni di servizio;
di conseguenza, essi sarebbero costretti a rivolgersi al giudice
del lavoro per avere riconosciuti non solo i propri diritti, ma
anche per avere risarciti i danni economici e morali che hanno
subito, costringendo lo Stato a sborsare migliaia e migliaia di
euro, frutto delle tasse pagate dei cittadini;
considerato che:
se tali presupposti sono considerati giuridicamente validi, sulla
loro base può essere adottato un provvedimento che si limiti ad
annullare le valutazioni operate dalla commissione nei confronti di
tutti i soggetti che non sono stati ammessi alle prove orali e di
tutte le valutazioni operate nei confronti dei soggetti che non le
hanno superate e quindi non sono stati ammessi al corso di
formazione, riavviando nei loro confronti il procedimento di corso-
concorso;
la scuola siciliana non è nelle condizioni di affrontare ulteriori
problemi che sarebbero indubbiamente causati dal repentino
allontanamento di ben 426 dirigenti del primo e secondo settore
formativo, il tutto causato da cavilli tecnici che nulla hanno a
che fare con la preparazione dimostrata dai concorsisti che hanno
superato le prove selettive del concorso svolto nel 2006;
non è ammissibile che venga cancellato, in un solo colpo, tutto il
lavoro svolto in tre anni da personale specializzato, che svolge il
proprio lavoro con spirito di abnegazione e attaccamento al dovere
nei confronti degli studenti e dei professori;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano adottare al fine di
ripristinare le regolari funzioni nella scuola siciliana, al fine
di evitare la delegittimazione di 426 dirigenti scolastici in
Sicilia, evento che porterebbe ad un collasso strutturale e
didattico in un terzo delle scuole siciliane;
a chiedere al Governo nazionale di riconoscere il diritto dei
vincitori a ricoprire il ruolo derivante da un concorso pubblico
vinto;
a chiedere, altresì, al Governo nazionale di rinnovare la
procedura concorsuale solo per quei docenti che non l'hanno
superata». (964)
Risposta. - «Dalla data di formazione dell'interrogazione
parlamentare in oggetto, ovvero il 2 febbraio 2010, sulla vicenda
sono intervenute sostanziali modifiche. Infatti con la legge 3
dicembre 2010, n. 202, il Parlamento ha posto fine alla vexata
vicenda sanando di fatto l'intera procedura.
Sulla base delle disposizioni contenute nella predetta legge, le
tre categorie di candidati interessati alla procedura saranno
sottoposte a prove differenziate. Più precisamente:
i candidati già nominati in ruolo, e poi congelati' con legge n.
190, sosterranno una prova scritta sull'esperienza dirigenziale
maturata in questi anni;
i candidati dichiarati idonei, ma ancora non assunti, sosterranno
un elaborato su una delle tematiche affrontate nel corso di
formazione a suo tempo frequentato;
c) i candidati negativamente valutati (tra i quali i ricorrenti)
rinnoveranno la procedura con una rivalutazione degli elaborati a
suo tempo prodotti in sede di procedura concorsuale.
La legge n. 202/2010 prevede l'emanazione di apposito regolamento
applicativo mediante decreto del Ministero dell'istruzione. Tale
decreto risulta già emanato.
Dopo l'ennesima schermaglia giudiziaria (lo stesso decreto
ministeriale è stato già impugnato in sede giurisdizionale ma per
intervento del Consiglio di Stato, che si è pronunziato su
regolamento di competenza, tutta la questione è stata spostata
davanti agli Organi di giustizia amministrativa centrali - TAR del
Lazio ed eventualmente Consiglio di Stato - sottraendola alla
competenza del CGA per la Sicilia) da notizie acquisite presso
l'Ufficio Scolastico regionale per la Sicilia, nel corso del mese
di luglio si sarebbero dovute svolgere le prime delle due tipologie
di prova sopra elencate (ovvero per i candidati già nominati in
ruolo e poi congelati' con legge n. 190, e per i candidati
dichiarati idonei ma non assunti).
La Commissione che dovrà gestire la nuova procedura è stata già da
tempo nominata.
In vista dell'ormai vicina e si spera definitiva soluzione di
siffatta non esemplare vicenda, questo Assessorato ritiene di non
dovere al momento intervenire a evitare strumentalizzazioni che
potrebbero ostacolarne l'esito. Tuttavia ulteriori non giustificati
- e non auspicabili - ritardi nella conclusione del nuovo iter
concorsuale costituirebbero motivo di legittimo intervento della
Regione presso il Ministero dell'Istruzione ad evitare il perdurare
del disagio sofferto da tre anni a questa parte di ben 426
Istituzioni scolastiche e di altrettanti dirigenti.
Tanto mi era dovuto in risposta alla Sua interrogazione».
L'Assessore
prof. Mario Centorrino
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
il primo istituto d'istruzione secondaria superiore 'Platone' di
Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, ha ormai da anni
all'attivo quattro indirizzi di istruzione scolastica: liceo
classico, liceo linguistico, liceo delle scienze umane e liceo
artistico;
l'istituto de quo è situato a Palazzolo Acreide, paese con quasi
10.000 abitanti in provincia di Siracusa, su cui gravitano anche
gli alunni dei comuni limitrofi, come Canicattini, Buccheri,
Buscemi, Ferla, Cassaro, che, per le loro dimensioni e il loro
numero di abitanti, non hanno le possibilità di avere alcun
istituto d'istruzione secondaria superiore;
considerato che:
per l'anno scolastico 2010/2011 sono pervenute numerose e
significative iscrizioni alle prime classi dei vari indirizzi
dell'istituto: liceo classico n. 34 alunni, liceo linguistico n. 18
alunni, liceo delle scienze umane n. 21 alunni e liceo artistico n.
18 alunni, tra cui un alunno diversamente abile;
la presenza di quattro indirizzi di istruzione ha, fino ad oggi,
garantito agli alunni che frequentano l'istituto di poter scegliere
liberamente l'indirizzo che meglio si sposa con le loro
inclinazioni culturali e professionali;
visto che:
ad oggi, non è ancora stata autorizzata la prima classe relativa
all'indirizzo artistico, nonostante l'iscrizione di 18 alunni, di
cui uno diversamente abile, e l'unicità del corso in tutta la zona
montana della provincia di Siracusa;
sulle quattro classi assegnate all'istituto 'Platone', per l'anno
scolastico 2010/2011, non è compresa la prima classe del liceo
artistico, con conseguente incremento dell'evasione dall'obbligo
scolastico, cancellazione degli iscritti dall'anagrafe alunni e
comprensibili problemi nell'attribuzione dei posti riservati al
personale docente e a quello ATA;
per sapere:
quale criterio sia stato adoperato per l'assegnazione delle classi
e se, in considerazione dell'ampio territorio che l'istituto si
trova costretto ad abbracciare, non si ritenga necessario
autorizzare nell'istituto 'Platone' un numero pari a 5 prime classi
per l'anno scolastico 2010/2011, al fine di garantire un diritto
allo studio equo e commisurato alle aspettative di ogni singolo
studente e soddisfare le richieste di iscrizione al primo anno ad
oggi pervenute;
se con la mancata autorizzazione della prima classe del liceo
artistico non si neghi agli studenti il legittimo diritto di
scegliere indirizzi di studio consoni alle loro attitudini e al
contempo sopprimere un corso in grado di offrire competenze per
l'inserimento immediato dei giovani nel mondo del lavoro, così come
dimostrato negli ultimi anni». (1330)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
trasmette copia della nota del Dipartimento regionale
dell'Istruzione e della Formazione professionale, Servizio Scuola
dell'Infanzia ed istruzione di ogni ordine e grado, prot. n. 8643
del 9 giugno 2011 ed acquisita presso l'Ufficio di Gabinetto il 15
giugno 2011 con prot. n. 1791, a firma del dirigente del servizio,
dottoressa Anna Buttafuoco».
L'Assessore
prof. Mario Centorrino
«In riscontro alla richiesta di informazioni relative alla
interrogazione in oggetto, si riferisce sull'argomento ad essa
inerente, al fine di fornire elementi utili per la risposta
dell'Assessore.
Preliminarmente si rappresenta che ai sensi delle norme di
attuazione dello Statuto della Regione siciliana emanate con D.P.R.
14 maggio 1985, n. 246, la materia oggetto dell'interrogazione in
questione è di competenza del Ministero dell'istruzione; questo
Ufficio, con nota in corso ha chiesto notizie all'Ufficio
Scolastico Regionale per la Sicilia circa la mancata attivazione
della prima classe del liceo artistico presso l'Istituto di
istruzione secondaria superiore di Palazzolo Acreide.
Si rappresenta, tuttavia, che in sede di attuazione della riforma
dell'istruzione superiore, il Ministero dell'Istruzione ha
trasmesso a questo Ufficio le tabelle di confluenza degli indirizzi
di studio dal vecchio al nuovo ordinamento, inserendo il corso di
studi di Liceo artistico presso l'Istituto di istruzione secondaria
superiore di Palazzolo Acreide. Conseguentemente questo Ufficio,
nell'ambito della definizione dell'istruzione superiore nel
territorio regionale, ha emanato il decreto assessoriale n. 1227
dell'8 aprile 2011, nel quale è stato previsto il corso di liceo
artistico, indirizzo Arti Figurative, presso l'Istituto di
istruzione secondaria superiore di Palazzolo Acreide».
Il Dirigente del Servizio
dott.ssa Anna Buttafuoco
FALCONE - POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
il sindaco di Militello in Val di Catania (CT) ha emesso
un'ordinanza di chiusura per inagibilità, per motivi di sicurezza,
della scuola del plesso scolastico dell'atrio del Castello,
anche il plesso di via Concerie;
il provvedimento si lega ai risultati di accertamenti, verifiche
ed indagini geologiche, eseguiti da consulenti e tecnici del genio
civile per conto del comune di Militello, in ordine alle condizioni
antisismiche del fabbricato, allo stato dei materiali edili e dei
terreni circostanti;
oltre alla precaria staticità delle strutture, le verifiche hanno
messo in luce la mancanza di una rete stradale che, in caso di
calamità naturali e terremoti, assicurerebbe una via di fuga del
personale scolastico e dei studenti;
considerato che tali ragioni sono sostenute da un'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri e dei competenti organi della
Protezione civile;
atteso che:
le attività scolastiche della scuola elementare si svolgeranno
presso l'istituto di viale Regina Margherita, mentre le aule della
scuola media inferiore sono state ubicate presso i locali dell'Isis
Vittorio Emanuele Orlando di contrada Piano Mole, sempre a
Militello Val di Catania, che ospita corsi di istruzione superiore,
in orario pomeridiano;
la zona Piano Mole è carente di una idonea viabilità pedonale e di
segnaletica stradale;
tali trasferimenti comporteranno, quindi, notevoli disagi per gli
studenti che, a causa degli orari, dalle 14,00 alle 19,00, dovranno
tralasciare attività ludiche e sportive, intrattenimenti e
incontri, perdendo o, comunque, riducendosi le opportunità di sana
crescita;
per sapere quali iniziative urgenti intendano intraprendere, se
abbiano ipotizzato un soccorso regionale, attraverso un sostegno
finanziario della pubblica istruzione e/o della Protezione civile,
al fine di garantire sicurezza degli immobili e soprattutto
ristabilire la normalità delle attività didattiche e di studio,
nonché la qualità della vita degli adolescenti e il contrasto al
disagio sociale per l'intera comunità militellese». (1400)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
trasmette copia della nota congiunta del Dipartimento Istruzione e
Formazione professionale e del Servizio Edilizia Scolastica prot.
n. 2741/10 del 26 novembre 2010, a firma del Dirigente Generale ad
interim del Dipartimento, dott. Gesualdo Campo, e del Dirigente del
Servizio Edilizia Scolastica Universitaria, architetto Nicola
Trentacosti, ed acquisita presso codesto Ufficio di Gabinetto il 14
dicembre 2010 con prot. n. 3122».
L'Assessore
prof. Mario Centorrino
«Nel riscontrare la richiesta formulata con la nota prot. n.
2243/Gab citata a risposta relativa all'interrogazione indicata in
oggetto, preliminarmente si rappresenta che il Comune di Militello
in Val di Catania negli ultimi anni non ha prodotto alcuna istanza
ai sensi degli avvisi pubblici e delle circolari emesse dal
Dipartimento scrivente per la predisposizione di programmi per
interventi di edilizia scolastica.
Inoltre, da un'ulteriore verifica, per quanto riguarda le scuole
del Comune di Militello in Val di Catania che necessitano di
interventi di carattere strutturale, le stesse non risultano
incluse nell'apposito elenco predisposto dal Dipartimento regionale
della Protezione Civile degli interventi a rischio sismico.
Pertanto, il Comune di Militello in Val di Catania per gli
interventi che ricadono nella predetta specifica tipologia di
lavori dovrebbe raccordarsi con il Servizio Sismico del succitato
Dipartimento che ha proceduto all'aggiornamento dello stato di
criticità strutturale degli edifici scolastici caratterizzati da
necessità di adeguamento/miglioramento sismico a seguito di
inagibilità totale o parziale o presenza di danno.
Ciò ai fini di un'eventuale programmazione di interventi qualora
dovessero essere assegnate risorse statali per la messa in
sicurezza strutturale».
Il Dirigente Generale ad interim
del
Dipartimento istruzione e Formazione professionale
arch. Gesualdo Campo
Rubrica «Territorio ed Ambiente»
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
era stato chiesto alla Regione, con l'interpellanza numero 81, di
annullare la delibera n. 77, approvata il 30 luglio del 2007 dal
comune di Partinico, che autorizza un piano di lottizzazione,
presentato dalla Policentro Daunia s.r.l. nell'area D2 di contrada
Margi, in violazione della normativa vigente e delle prescrizioni
degli strumenti urbanistici;
nell'atto ispettivo si sottolineava che, con decreto del 16
novembre 2000, l'allora Assessore per il territorio e ambiente
aveva approvato, insieme alle prescrizioni esecutive e al
regolamento edilizio, il piano regolatore del comune di Partinico;
tra gli allegati del suddetto decreto, 'per costituirne parte
integrante', al punto 6.23 dell'art.2-6) Prescrizioni Esecutive,
veniva inclusa la 'zona D2, planimetria del piano
particolareggiato', che riguarda l'intera area D2 di contrada
Margi;
ai sensi dell'art. 16, comma 9, della vigente legge urbanistica
(n. 1150/1942), l'approvazione dei piani particolareggiati equivale
a dichiarazione di pubblica utilità delle opere in essi previste;
in ossequio al comma 5 dell'art. 16 della legge urbanistica,
l'art. 7 del suddetto decreto assessoriale aggiungeva e precisava
che 'le prescrizioni esecutive dovranno essere eseguite entro il
termine di anni dieci ed entro lo stesso termine dovranno essere
eseguite le relative espropriazioni';
in risposta al quesito posto, al tempo, dal sindaco di Partinico,
in ordine alla possibilità di approvare un piano di lottizzazione
su un'area già normata da un piano particolareggiato e dichiarata
di pubblica utilità, codesto Assessorato aveva risposto
testualmente che 'non sembra percorribile l'ipotesi di dover
approvare un piano di lottizzazione all'interno di un'area già
disciplinata da piani attuativi efficaci quali sono le prescrizioni
esecutive';
malgrado tutte le evidenze di legge, il consiglio comunale di
Partinico approvava la delibera sul piano di lottizzazione che
nell'interpellanza si chiede di annullare avvalendosi del disposto
di cui all'art. 53 della l.r. n. 71 del 1978;
considerato che:
nella risposta all'interpellanza fornita nel corso della seduta
d'aula del 2 febbraio 2011, l'Assessore ha affermato che 'quanto
rappresentato, allo stato attuale, non permette di rilevare
elementi per l'attivazione di cui all'art. 53 della l.r. 71/1978',
aggiungendo che 'il Dipartimento urbanistica ha comunque ritenuto
opportuno, a seguito dell'interrogazione, avviare un'indagine
ispettiva, ancora in corso presso il comune di Partinico, allo
scopo di avere maggiori cognizioni del piano di lottizzazione in
parola';
con riferimento all'interpellanza, il dipartimento regionale
urbanistica ha rappresentato preliminarmente che la decadenza dei
vincoli quinquennali preordinati all'esproprio è avvenuta il 30
giugno 2008 secondo quanto disposto dall'art. 9 del D.P.R. n.
327/2001, applicabile nella Regione siciliana per effetto del
recepimento di cui all'art. 36 della l.r. n. 7/2002, come integrato
dall'art. 24 della l.r. n.7/2003;
ciò premesso, lo stesso ufficio ha rappresentato che, 'benché la
zona D2 fosse ancora in vigore, per la parte assegnata alla ditta
Policentro Daunia non ha prodotto effetti e, pertanto nulla ha
tolto la potestà al Consiglio Comunale di pianificare quella parte
di territorio attraverso un piano di lottizzazione, che peraltro
rappresenta uno strumento attuativo di pari livello di dettaglio al
PP.EE., differenziandosi da queste soltanto per l'iniziativa
privata';
in questo modo, a detta del dipartimento regionale urbanistica,
'il piano di lottizzazione presentato dalla Policentro Daunia,
approvato dal Consiglio Comunale in data 30/7/2007, giusto un anno
prima della decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio e ben 7
anni dopo la formazione del P.E., consente l'attivazione della zona
senza che l'Amministrazione comunale si sia sobbarcata l'onere
degli espropri e della realizzazione delle opere di
urbanizzazione';
per quanto rappresentato allo stato attuale, dunque, il
dipartimento ha comunicato di 'non avere rilevato elementi per
l'attivazione di cui all'art. 53 della l.r. n. 71 del 1978';
quanto dichiarato in Aula dall'Assessore e comunicato in via
preliminare dal dipartimento regionale urbanistica è stato
considerato non soddisfacente dall'interpellante, perché la
richiesta, o quanto meno l'aspettativa, era quella che venisse
esercitato il potere, da parte dell'Assessorato, di annullamento
della delibera del consiglio comunale;
in questo modo, secondo il sottoscritto interpellante, viene
sostanzialmente vanificata la previsione del piano regolatore di
Partinico, pur essendoci le condizioni per farlo rispettare;
per sapere quale sia l'esito dell'indagine ispettiva avviata in
seguito alla precedente interpellanza, considerato che su questa
vicenda, nel comune di Partinico, c'è stata una particolare
tensione sia dal punto di vista politico che da quello sociale e
che il pericolo di infiltrazioni rafforza l'esigenza di tutela
rigorosa della legalità nello sviluppo». (1685)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, si
comunica che il Dipartimento Regionale Urbanistica sulla base di
quanto relazionato con il rapporto ispettivo n. 25 del 4/02/2011,
ritenendo illegittima la procedura di approvazione del Piano di
Lottizzazione, ha attivato con nota Dirigenziale prot. n. 29201 del
4/05/2011 le procedure per l'annullamento della Delibera del
Consiglio Comunale di Partinico n. 77 del 30/07/2007, formulando le
contestazioni di rito ai sensi dell'art. 53 della l.r. 27/12/1978,
n. 71.
A seguito di dette contestazioni, sono pervenute, entro i termini
di legge, le controdeduzioni formulate da tutti i soggetti
interessati al procedimento di che trattasi.
Il Servizio 2 del suddetto Dipartimento Urbanistica sta già
procedendo alla valutazione delle controdeduzioni pervenute,
effettuando i necessari riscontri e valutazioni, che si tradurranno
in un apposito parere che verrà trasmesso per le valutazioni finali
da parte del Consiglio Regionale dell'Urbanistica, e in conseguenza
di ciò, verranno intraprese le azioni di competenza di questo
Assessorato.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria
Sparma