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Resoconto d'Aula della Seduta n. 280 di martedì 13 settembre 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DONEGANI,  segretario f.f., dà lettura dei processi verbali  delle
  sedute  numeri  278  e  279 del 3 agosto  2011  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  in  missione,  per   motivi   di
  rappresentanza istituzionale, gli onorevoli:
   - Formica dal 12 al 13 settembre 2011;
   - Scoma dal 14 al 15 settembre 2011;
   - Maira il 14 settembre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Attività produttive:

   N.  1474  - Notizie sulle autorizzazioni rilasciate per l'apertura
  di  centri  commerciali  e di grande distribuzione  organizzata  in
  Sicilia.
   Firmatario: Caputo Salvino

   - da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità:

   N.  1687  - Chiarimenti sui lavori di potenziamento e di messa  in
  sicurezza del porto di Castellammare del Golfo (TP).
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   - da parte dell'Assessore Istruzione e Formazione:

   N.  964  - Provvedimenti urgenti in merito alle vicende legate  al
  concorso per dirigenti scolastici svolto in Sicilia.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco

   N.   1330  -  Notizie  circa  la  riduzione  di  classi  nell'anno
  scolastico  2010/2011,  presso l'istituto di istruzione  secondaria
  superiore 'Platone' di Palazzolo Acreide (SR).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1400 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza dei plessi
  scolastici di Militello in Val di Catania (CT).
   Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore

   - da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente:

   N.  1685  - Chiarimenti sull'esito dell'indagine ispettiva avviata
  sul piano di lottizzazione in contrada Margi a Partinico (PA).
   Firmatario: Mattarella Bernardo.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica   ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto   recante
   Modifica alle norme sulla registrazione delle nascite' (n. 771)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Corona,
  Leontini,  Limoli, Mancuso, Torregrossa e Bosco in  data  3  agosto
  2011;

   -  Istituzione  dei  liberi consorzi di comuni. Abrogazione  della
  legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 (n. 772)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Marrocco,
  Aricò, Currenti e Gentile in data 4 agosto 2011;

   - Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli
  a chilometri zero (n. 773)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Limoli,
  Leontini,  Mancuso, Bosco,Corona, Torregrossa,  Buzzanca,  Lenza  e
  Formica in data 5 agosto 2011;

   - Interventi a sostegno della filiera dei prodotti agro-zootecnici
  (n. 774)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dall'onorevole  Aricò  in
  data 5 agosto 2011;

   - Interventi a favore delle piccole e medie imprese (n. 775)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Ragusa,
  Adamo,  Ardizzone, Parlavecchio, Giuffrida, Cappadona e Lo  Giudice
  in data 5 agosto 2011;

   - Norme in materia di rappresentanza di genere (n. 776)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Raia in data
  5 agosto 2011;

   -  Trattamento pensionistico dipendenti Ente acquedotti  siciliani
  (n. 777)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (on.  Lombardo),  su proposta dell'Assessore per  l'economia  (Avv.
  Armao) in data 6 settembre 2011;

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica  ai  sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello  Statuto
  recante  Modifiche dello Statuto della Regione siciliana' (n. 778)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole  Barbagallo
  in data 5 settembre 2011;

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica  ai sensi dell'articolo 41 ter, comma  2, dello  Statuto
  recante  Modifiche dello Statuto della Regione siciliana' (n. 779)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Faraone  in
  data 5 settembre 2011;

   -  Disposizioni per assicurare un'adeguata assistenza sanitaria ai
  malati con patologie osteoarticolari croniche e malattie autoimmuni
  (n. 780)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Giuffrida in
  data 8 settembre 2011.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi, con nota  prot.  n.
  6845  del  4 agosto 2011, ha chiesto di apporre la firma al disegno
  di legge n. 611  Istituzione della provincia regionale di Gela .

   Comunico, altresì, che l'onorevole Lo Giudice, con nota  prot.  n.
  6932  del 5 agosto 2011, ha chiesto di apporre la firma al  disegno
  di  legge  n.  767   Soppressione delle province e istituzione  dei
  liberi consorzi .

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alle Commissioni:

                     BILANCIO E PROGRAMMAZIONE(II)

   -  Piano per l'innovazione tecnologica della Regione (PITRE).  (n.
  174/II).
   pervenuto  in data 5 settembre 2011 e inviato in data 8  settembre
  2011.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Richiesta parere ex articolo 65 della legge regionale n. 9/2009.
  Decreto  di  approvazione della direttiva per la concessione  delle
  agevolazioni  in  ordine alla linea d'intervento 5.2.2.1  del  P.O.
  Fesr 2007-2013. (n. 173/III).
   pervenuto in data 3 agosto 2011 e inviato in data 4 agosto 2011.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lentini, Colianni,  Scilla,
  Panepinto,  Leanza  Nicola,  Caronia, Bosco,  Buzzanca,  Faraone  e
  Campagna sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione di delibera della Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della Giunta
  regionale  n. 203 del 5 agosto 2011  P.O. FESR Sicilia 2007-2013  -
  Regolamento  (CE) n. 1083/2006 modificato dal Regolamento  (CE)  n.
  284/2009  -  Aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87 del  Trattato
  CE  .
   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

    Comunicazione della situazione di cassa della Regione siciliana

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato regionale  dell'economia,
  dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 12  settembre
  2011,  la  previsione e la situazione trimestrale  di  cassa  e  di
  tesoreria della Regione in attuazione dell'art. 52, comma 5,  della
  legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, la  situazione di cassa al  30
  giugno  2011  e la previsione di cassa al 30 settembre  2011  e  la
  previsione annuale 2011.

       Comunicazione di invio alle Commissioni del Documento di
                            programmazione
             economico-finanziaria per gli anni 2012/2014

   PRESIDENTE. Comunico che il  Documento di programmazione economico-
  finanziaria  per  gli  anni 2012/2014' è stato  inviato,  ai  sensi
  dell'articolo 73 bis 1, alle Commissioni in data 8 settembre 2011.

   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata  documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   DONEGANI, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  nel  mese di febbraio del 2010 il centro  FIVET  del
  Garibaldi (fecondazione in vitro ed embrio transfer) di Catania  ha
  dovuto   sospendere  l'attività  presso  l'ospedale  Garibaldi   di
  Catania,  per decisione e note della direzione generale e sanitaria
  dell'azienda policlinico, in attesa di essere trasferito nei  nuovi
  locali presso il policlinico della Città etnea;

   considerato  che  il centro FIVET del Garibaldi  di  Catania,  che
  opera  a  Catania da tanti anni, ha raggiunto, negli  ultimi  anni,
  livelli   assistenziali,  di  ricerca  ed  innovazione  di  elevata
  eccellenza tali da fargli meritare, per ben due volte (nel  1999  e
  nel 2006), la certificazione della Comunità europea (EAA) di centro
  di  eccellenza  e  di  riferimento  europeo  nella  medicina  della
  riproduzione;

   preso  atto  che  la professionalità dei medici e ricercatori  del
  FIVET  del  Garibaldi di Catania ha permesso a  migliaia  di  donne
  della  Sicilia  orientale e della Calabria  di  ottenere  l'immensa
  gioia  di  diventare  madri,  di  raggiungere  quel  desiderio   di
  gravidanza   altrimenti  irraggiungibile  senza  le   tecniche   di
  fecondazione assistita, attuate dai medici del FIVET;

   tenuto conto che:

   nonostante  siano trascorsi molti mesi dalla chiusura del  centro,
  nonostante i continui e pressanti appelli alla riapertura  lanciati
  dal   professore   D'Agata  che,  insieme  al  professore   Ettore,
  responsabile clinico, coordinava il centro FIVET di Catania, questo
  continua  a non essere operativo, obbligando le possibili utenti  a
  rivolgersi ai centri privati, con indiscutibili aggravi economici;

   le  pazienti  seguite dal centro hanno più volte lanciato  appelli
  mediatici  su  'La  Sicilia'  alle  autorità  civili,  accademiche,
  sanitarie e politiche, esprimendo sofferenza, amarezza e sconforto;

   il   centro   del  Garibaldi  è  chiuso  ma  ancora  completamente
  funzionante,   mentre   una  parte  degli  arredi   trasferiti   al
  policlinico  è  stata ammassata in un deposito, invece  che  essere
  allocata nei nuovi laboratori FIVET, come risulta dalla stampa;

   per sapere:

   quali  siano i motivi che hanno ritardato la riapertura del centro
  FIVET  del Garibaldi di Catania nei locali del policlinico etneo  e
  quelli   che  hanno  determinato  la  chiusura  del  centro   FIVET
  Garibaldi,  con apparecchiature di alta tecnologia  ed  alto  costo
  rimaste inutilizzate ormai da molti mesi, nonostante la lunga lista
  di attesa di pazienti;

   se   non  ritengano  urgente  attivare  tutte  le  procedure  atte
  all'immediata   riattivazione  del  centro  FIVET  Garibaldi,   per
  permettere  a  migliaia  di donne di potere  raggiungere  il  tanto
  agognato desiderio di diventare madri, considerando soprattutto  le
  lunghe   lista  di  attesa,  in  questo  settore,  nelle  strutture
  pubbliche». (2030)

                                                              FALCONE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità,  premesso che i vertici di RFI  (Reti  ferroviarie
  italiane),  con una decisione a dir poco discutibile, hanno  deciso
  che  la  stazione  di  Siracusa, già presa di mira  da  mirabolanti
  scelte  dei virtuosi funzionari delle ferrovie nazionali,  chiuderà
  all'utenza pubblica dalle 22,30 fino alle 4,50 dell'indomani;

   considerato che:

   tale decisione, che esula totalmente da ogni ragionevole logica di
  servizio al cittadino, colpisce ulteriormente la città di Siracusa,
  i  suoi abitanti e soprattutto le centinaia di turisti che vogliono
  visitare la città;

   solo  per  citare un esempio, il treno proveniente  da  Roma,  che
  giornalmente  dovrebbe  arrivare a Siracusa  dopo  le  22,30,  sarà
  costretto  a  fermarsi a Catania, obbligando  i  propri  passeggeri
  diretti nella città aretusea ad un servizio di pullman, scelta  non
  certo comoda e pratica, dopo oltre 8 ore di treno;

   tenuto  conto  che,  mentre nel resto d'Italia le  Ferrovie  dello
  Stato,  nel  periodo estivo, aumentano i servizi e  le  tratte,  in
  Sicilia   continuano  nella  politica  dei  tagli   indiscriminati,
  mettendo,  tra  l'altro, in crisi proprio il settore  turistico  in
  quelle zone, come Siracusa, ad alto richiamo storico e culturale ma
  prive di collegamenti aerei;

   preso  atto  che,  se  non fosse così drammatica  la  notizia,  si
  potrebbe  ironizzare  sul  fatto che  la  stazione  ferroviaria  di
  Siracusa  è  una  stazione, unica in Italia  tra  i  capoluoghi  di
  provincia, part time e che la stessa, per le Ferrovie dello  Stato,
  è  uno scalo ferroviario precario in attesa di stabilizzazione  che
  non arriverà mai;

   visto che:

   non  si  può  continuare a restare indifferenti davanti  a  questa
  assoluta  mancanza di rispetto, da parte di RFI, nei confronti  del
  popolo siciliano;

   certe  scelte,  basate esclusivamente su un mero  ragionamento  di
  economia aziendale, devono essere contrastate con tutti i mezzi che
  la  politica regionale ha a disposizione. Non si può tollerare  che
  un'azienda a partecipazione statale crei delle discriminazioni  tra
  zone d'Italia talmente evidenti da rasentare l'incredulità. Non  si
  può  più  sopportare  l'idea  che al Nord  si  costruiscono  tratte
  ferroviarie per l'alta velocità e in Sicilia si creano le  stazioni
  'part time' per accogliere treni talmente veloci che per coprire  i
  260 chilometri della tratta Siracusa-Palermo impiegano oltre 7 ore;

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente  incontrare  i  vertici  nazionali   e
  regionale  di RFI per comprendere e contrastare determinate  scelte
  aziendali  illogiche, come la chiusura della stazione  di  Siracusa
  dopo le 22,30;

   quali  iniziative  intendano adottare nei  confronti  del  Governo
  nazionale,  e per esso dello stesso Ministro per le infrastrutture,
  affinché  si ponga un freno alla politica dissennata che i  vertici
  delle Ferrovie dello Stato stanno attuando al Sud, ed in particolar
  modo in Sicilia». (2031)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi  di  pubblica  utilità  e  all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che in questi giorni è pervenuta al  Consorzio
  ASI  di  Siracusa  ed  a  numerose autorità  statali,  regionali  e
  provinciali,  una  nota  a firma del progettista  e  direttore  dei
  lavori del progetto chiamato 'ottimizzazione delle risorse idriche'
  nella quale vengono elencate una serie di inadempienze dello stesso
  consorzio che, a detta del redattore della nota, possono comportare
  gravissimi danni erariali al consorzio stesso e quindi alla Regione
  siciliana;

   considerato che:

   in  tale  nota  si  afferma  che  'in  data  gennaio  2002  veniva
  consegnato   al  Consorzio  ASI  di  Siracusa....il   progetto   di
  ottimizzazione e che in data 8 maggio 2002 il suddetto progetto  di
  'ottimizzazione'  veniva  approvato dalla  conferenza  dei  servizi
  convocata  dal  Genio  Civile di Siracusa'; che  tale  progetto  di
  'ottimizzazione'  è  stato approvato dallo Stato  e  dalla  Regione
  Sicilia per le sue importanti finalità ambientali:

   1) Eliminare completamente lo sversamento delle acque trattate dal
  depuratore di Siracusa ...nel Porto Grande di Siracusa...
   2)  Annullare totalmente il quarantennale emungimento della  falda
  da parte delle industrie...
   3)  Fornire all'industria ed agli insediamenti civili una fonte di
  approvvigionamento  sicura con acque di  ottima  qualità  tutte  di
  superficie;
   4)  Garantire  al  Gestore-Soggetto  attuatore  Consorzio  ASI  di
  Siracusa il rientro economico del 30% delle somme anticipate  dalla
  cassa  dd  pp con la tariffa al metro cubo pagata dalle  industrie,
  come asseverato dalla Sogesid';

   considerato ancora che la stessa nota prosegue riferendo che  'con
  decreto del commissario straordinario per l'emergenza idrica  della
  regione Sicilia n. 522 veniva finanziato tale progetto per la somma
  di  euro  29.527.722, pari al 70% dell'importo totale del progetto,
  mentre  il  restante  30% veniva garantito  dal  Consorzio  ASI  di
  Siracusa...' per cui il commissario delegato per l'emergenza idrica
  indiceva  la gara, che veniva aggiudicata, prima in via provvisoria
  e poi in via definitiva;

   verificato   invece  che,  come  si  evince  dalla  stessa   nota,
  'inspiegabilmente il Consorzio ASI di Siracusa non ha mai proceduto
  agli  adempimenti di cui al decreto n. 909 del 16 maggio  2006  del
  commissario delegato per l'emergenza idrica e pertanto, ad oggi, la
  mancata   realizzazione  dell'opera  menzionata  ha  continuato   a
  produrre gravi danni ambientali ed erariali.';

   preso atto che, come riportato dagli organi di stampa, il soggetto
  attuatore, ingegnere Dario Ticali, ha convocato il 4 aprile 2011 il
  consorzio  ASI  di  Siracusa e l'associazione di  Confindustria  di
  Siracusa  al  fine  di  esprimersi sull'assunzione  dell'impegno  a
  cofinanziare  per il 30 per cento l'opera di cui sopra',  richiesta
  strana  in  quanto si trattava di 'opera appaltata  ed  aggiudicata
  come  da  decreto n. 909 del 16 maggio 2006 notificato al Consorzio
  ASI di Siracusa';

   preso atto inoltre che 'nella suddetta riunione, inspiegabilmente,
  è   stato  cancellato  il  progetto  'ottimizzazione'  (del   costo
  complessivo  di  euro 42 milioni circa) ed è stato  sostituito  con
  altri  3  progetti ( del costo complessivo di circa 86  milioni  di
  euro)....'  con  la  conseguenza che la mancata  realizzazione  del
  sopra  menzionato progetto di ottimizzazione continua  ad  arrecare
  danni ambientali ed erariali';

   per  sapere se non intendano accertare la veridicità o meno  delle
  gravi  denunce contenute nella nota sopra citata, ed in  particolar
  modo  se  risulti  al vero che il Consorzio ASI di  Siracusa  e  il
  commissario  straordinario  per  l'emergenza  acque  della  Sicilia
  avrebbero compiuto atti tali da arrecare un grave danno ambientale,
  ed  erariale  in particolare, per avere disatteso la  realizzazione
  del  progetto  'ottimizzazione' finanziato ed appaltato,  e  averlo
  sostituito  con  altri  progetti  molto  più  onerosi   ed   ancora
  irrealizzati». (2032)

                                                             MARZIANO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   con  la legge regionale 3 novembre 2000, n. 20, Titolo I, è  stato
  istituito  il  parco archeologico e paesaggistico della  Valle  dei
  Templi di Agrigento;

   dal  1997  l'area  archeologica della Valle  dei  Templi  è  stata
  dichiarata dall'Unesco 'Patrimonio dell'Umanità';

   considerato che:

   l'ente  parco della Valle dei Templi, modello positivo di gestione
  di  un bene archeologico, storico, monumentale e paesaggistico,  ha
  dato  prova  di  grande efficacia nel perseguire l'obiettivo  della
  valorizzazione culturale e turistica del patrimonio;

   la  forza del parco risiede nella sua autonomia di bilancio  e  di
  governo e che tale fatto ha consentito, nei dieci anni di vita  del
  parco, di introdurre profonde innovazioni nella gestione del bene e
  di fare grandi passi avanti nella sua valorizzazione;

   rilevato che:

   l'ente  Parco si è caratterizzato per alcuni importanti interventi
  che   hanno  risolto  annose  questioni  che  si  trascinavano   da
  moltissimi  anni, migliorando l'offerta culturale  e  la  fruizione
  dell'importantissimo sito, ad esempio:

   -  si  è finalmente chiuso, dopo decenni di lamentele, l'obbrobrio
  del parcheggio del posto di ristoro e aperto quello davanti a Porta
  V;
   -  si  sono  ottenuti  circa 20 milioni di euro  di  finanziamento
  europeo e si sono restaurati il tempio di Giunone, il tempio  della
  Concordia, il tempio di Ercole;
   -  si  è  inaugurato  un  nuovo ingresso nella  Valle  e  ricucito
  l'itinerario  di visita della via sacra rendendolo più  coerente  e
  completo;
   -  la  Valle dei Templi nei mesi estivi è stata aperta  fino  alle
  22.30  mentre altrove, in Sicilia, l'apertura dei siti  corrisponde
  agli orari d'ufficio;
   -  nel corso degli anni, sono state sperimentate svariate forme di
  fruizione innovativa: sala di intrattenimento multimediale,  visite
  notturne,  plastico  animato, visita con  palmare  dotato  di  GPS,
  visita  serale con illuminazione ed effetti sonori. Attualmente  la
  Valle ospita la mostra delle sculture di Igor Mitoraj;

   da  oltre  un  anno gli organismi di governo e gestione  dell'ente
  parco  (presidente,  consiglio e direttore), previsti  dalla  legge
  istitutiva,  non sono stati nominati, interrompendo  nei  fatti  un
  corretto esercizio di funzioni e di programmazione delle attività;

   per sapere:

   per quali ragioni non si sia ancora provveduto a nominare il nuovo
  presidente  del  parco,  visto che da  oltre  un  anno  e  mezzo  è
  terminato  il mandato della dottoressa Camerata Scovazzo  e  l'ente
  parco è di fatto commissariato con l'attuale dirigente generale del
  dipartimento dei beni culturali;

   quando  intendano  procedere alla scelta del nuovo  direttore  del
  parco;

   perché,  dopo  che  da più di sei mesi il consiglio  del  parco  è
  scaduto, non si sia ancora provveduto al suo rinnovo;

   se  sia stata fornita una risposta a quanto richiesto il 30 maggio
  2011  (prot.  n.  108D)  dal  dirigente generale  del  dipartimento
  regionale  dei beni culturali e dell'identità siciliana all'Ufficio
  legislativo e legale della Presidenza della Regione;

   per  quale  motivo, con il decreto presidenziale  del  5  dicembre
  2009,  n.12 (riorganizzazione del dipartimento regionale  dei  beni
  culturali),  sia  stato  istituito  presso  la  soprintendenza   di
  Agrigento  un  servizio  parco archeologico e  paesaggistico  della
  Valle  dei Templi di Agrigento, riconfermata nel DPRS del 28 giugno
  2010, n. 370, evidenziando una palese duplicazione di funzioni, con
  chiaro  danno  economico  alla  pubblica  amministrazione   e   una
  confusione di ruoli e responsabilità;

   per  quali  ragioni non sia stato ancora decretato  il  piano  del
  parco,  trasmesso  nell'ottobre del 2009, pur prevedendo  la  legge
  solo  quattro  mesi di tempo (comma 11 dell'art. 14 della  l.r.  n.
  20/2000) per la sua definitiva approvazione;

   se risulti vero che il dipartimento regionale dei beni culturali e
  dell'identità siciliana abbia l'intenzione di sottoporre a  VAS  il
  piano  del parco, considerato che, per legge regionale, non vengono
  sottoposti a suddetta valutazione neanche i PRG dei comuni  che  si
  trovano allo stesso stato nell'iter approvativo;

   se  non  ritengano  che  il quadro fin qui esposto  non  crei  una
  situazione  di  precarietà e incertezza  dell'ente  parco  tale  da
  comprometterne  la  funzionalità e  la  stessa  esistenza,  facendo
  venire meno una straordinaria opportunità di sviluppo per tutto  il
  territorio agrigentino e non solo». (2033)

                                                         DI BENEDETTO

   «All'Assessore  per  l'economia, premesso che il  capitolo  377710
  'Sussidi  straordinari e contributi alle associazioni  culturali  e
  ricreative  per  spese di funzionamento e per il  finanziamento  di
  attività   specifiche.   (comprende  cap.  377711)'   permette   il
  finanziamento  delle attività sviluppate a livello regionale  dalle
  quattro associazioni richiamate all'art. 1 della l.r. 5 marzo 1979,
  n.  15, 'al fine di sostenere nel territorio dell'Isola lo sviluppo
  dell'associazionismo culturale nei campi dell'educazione permanente
  e   ricorrente,   della  divulgazione  scientifica   e   culturale,
  dell'animazione e della valorizzazione dei beni culturali';

   ricordato  che nell'art. 5 della succitata l.r. 15/79  i  capitoli
  esplicitamente citati erano 'Rubrica 6 - Categoria IV - Cap.  38074
  (nuova  istituzione) 4.1.2/2.3.9/1/1/06/-/1/' e 'Cap. 38075  (nuova
  istituzione)      4.1.2/2.3.9/1/1/06/-/     1',     successivamente
  riclassificati  con  la  nuova  numerazione  dell'attuale  bilancio
  regionale;

   considerato che nella legge di bilancio, l.r. n. 11 del 12  maggio
  2010,  sono  state inserite due nuove associazioni, la Ri.s.e.s.  -
  ricerche  e studi economici e sociali e la Sege - Studi  Sociali  e
  Giuridici   Empedocle,   non  riconducibili  alle   caratteristiche
  richiamate  all'art. 1 e seguenti della l.r. 15/79,  stante  che  i
  centri studi economici e giuridici non si caratterizzano per essere
  'associazioni   culturali   e   ricreative'   diffuse   sull'intero
  territorio  regionale,  come  richiamato  anche  dall'ultimo  comma
  dell'art. 1 della citata legge: 'E' fatto obbligo alle associazioni
  che  attingono allo stanziamento indicato alla lett. b di destinare
  il  40  per  cento per spese sostenute regionalmente ed il  60  per
  cento per spese sostenute dalle istanze periferiche';

   rilevato che:

   già  con  decreto 7 luglio 2010, a firma dell'Assessore  regionale
  per   l'economia,   'Modalità  di  richiesta,  rendicontazione   ed
  erogazione  dei  contributi ex art. 128 della  legge  regionale  12
  maggio  2010,  n. 11, tabella 1', nell'allegato D si  precisa  che,
  poiché   'non  si  può  prescindere  dall'osservanza  della   legge
  regionale  n.  15/79 e successive modifiche ed integrazioni,  legge
  istitutiva del finanziamento, ed al rispetto delle finalità di tali
  norme,  le  predette associazioni RISES e SEGE' dovranno attenersi,
  ai   fini  del  rendiconto,  alle  stesse  regole  derivanti  dalle
  circolari  emanate dall'Assessorato regionale Beni  culturali  come
  disposto dall'art. 2 e s.m.i della l.r. 15/79;

   nello  stesso  decreto assessoriale, anche in capo  alle  finalità
  istituzionali  delle associazioni beneficiarie, così come  chiarito
  dal   parere  dell'Ufficio  legislativo  e  legale  della   Regione
  siciliana prot. 12874/175.06.11 del 20 luglio 2006, il criterio con
  cui  vengono  ripartiti i fondi 'non può eludere la valutazione  di
  congruità  con  le  finalità  di legge dei  programmi  di  attività
  presentati dalle varie associazioni';

   il  dettato  dell'art. 24, comma 20, della l.r. 19/05, modificando
  l'art. 2 della l.r. 15/79, ha inserito un parametro oggettivo nella
  'ripartizione  delle  somme, in base al  numero  complessivo  degli
  iscritti della sede regionale e delle sedi provinciali, di ciascuna
  associazione,  sentito  il  parere  della  competente   Commissione
  legislativa dell'Assemblea regionale siciliana';

   con  legge di bilancio 2011, in sede di coordinamento ex art.  117
  del  Regolamento interno dell'Assemblea, l'Aula ha approvato  norme
  per  l'adeguamento formale del bilancio della Regione  ed  in  tale
  sede veniva incrementata la ripartizione delle somme destinate alle
  due associazioni RISES e SEGE;

   dette  somme,  invece di essere decurtate del 10  per  cento  come
  nello  spirito  generale  della legge di  bilancio  2011,  venivano
  incrementare  del  50  per cento (da euro 100.000  a  euro  150.000
  ciascuno), mentre la rimanente somma del capitolo, passando da euro
  430.000  a  euro  267.000 (da dividere tra le quattro  associazioni
  esplicitamente menzionate nell'art. 1 della l.r.15/79),  vedeva  un
  significativo decremento del 38 per cento, con grave danno  per  lo
  svolgimento  delle  attività istituzionali ormai consolidate  negli
  anni  dalle  quattro  associazioni di promozione  sociale  indicate
  nell'art. 1 della l.r.15/79;

   ritenuto  che tale deliberazione ex articolo 117 Reg. int.  ha  di
  fatto   finito   per  penalizzare  associazioni  e  strutture   con
  esperienza  e  attività consolidatesi nei decenni  a  vantaggio  di
  realtà  pressoché  sconosciute  in  campo  regionale  e  dunque  in
  contrasto con gli obiettivi della l.r. 15/79;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano  indotto l'amministrazione  a  variare  la
  distribuzione  proporzionale delle somme prevista  nel  decreto  11
  gennaio   2011  dell'Assessorato  dell'economia  'Ripartizione   in
  capitoli  delle unità previsionali di base relative al bilancio  di
  previsione  della  Regione  per l'anno  finanziario  2011,  di  cui
  all'esercizio  provvisorio autorizzato con  la  legge  regionale  7
  gennaio 2011, n. 1' (cfr. pag. 630 della GURS, S.O., 11/02/2011  n.
  7);

   se l'amministrazione abbia verificato la sussistenza dei succitati
  requisiti  in capo a tutte le associazioni finanziate dal  capitolo
  di  spesa  377710 e se, pertanto, l'incremento deliberato dall'Aula
  per  le  due associazioni RISES e SEGE sia rapportato e ragionevole
  in base al dettato della l.r.15/79 e s.m.i.». (2035)

                                    CRACOLICI-DE BENEDICTIS-PANARELLO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   tra  gli  ospedali  della provincia di Siracusa solo  l'  ospedale
  Umberto I ha un centro di rianimazione polivalente di 8 posti letto
  che,  attualmente,  è  considerato  all'avanguardia  tra  i  centri
  regionali,  sia  per  qualità  dei  servizi  resi  sia  per  l'alta
  professionalità del personale ivi presente;

   secondo  quanto  stabilito  dal  piano  regionale  sanitario,   il
  fabbisogno  di posti di terapia intensiva è di 7 posti  letto  ogni
  100.000  abitanti. In Sicilia solo la provincia di  Palermo  supera
  tale  fabbisogno, mentre tutte le altre province sono  deficitarie.
  In  questa classifica quanto mai negativa, la provincia di Siracusa
  ricopre  il  gradino più basso, con un deficit di  20  posti  letto
  rispetto al fabbisogno provinciale;

   preso  atto  che questa grave carenza di posti letto  è  fonte  di
  numerosi  e  pericolosi inconvenienti per tutti gli abitanti  della
  provincia   di  Siracusa.  Il  10  per  cento  dei  pazienti,   con
  indicazione al ricovero in rianimazione, viene trasferito in  altre
  unità  fuori provincia, diventano prioritarie le dimissioni precoci
  verso  reparti  di degenza dei pazienti ricoverati in rianimazione,
  spesso viene rimandata l'effettuazione di interventi programmati ad
  alto  rischio  da  parte delle UO chirurgiche  e,  per  finire,  si
  riscontra un elevato turn-over dei pazienti con aumento del rischio
  di incidenza delle infezioni ospedaliere;

   tenuto conto che:

   la programmata attivazione dei nuovi reparti di rianimazione dell'
  ospedale di Lentini (4 posti) e di Avola (4 posti) non consente  il
  raggiungimento   del  fabbisogno  teorico   di   posti   letto   di
  rianimazione previsto per la provincia di Siracusa.

   di  contro,  rimarrebbero da assegnare ancora 12  posti  letto  di
  rianimazione in provincia di Siracusa;

   considerato che:

   quattro  di questi posti letto potrebbero essere assegnati  presso
  l'ospedale  Muscatello  di Augusta, in modo  da  equiparare  questa
  struttura alle altre 3 presenti nel territorio con posti letto  per
  acuti;

   l'attivazione  di  un ulteriore complesso di  rianimazione  per  i
  rimanenti  8  posti  letto  in contiguità con  l'attuale  esistente
  all'interno dell'ospedale di Siracusa consentirebbe di utilizzare i
  beni  strumentali  e  le  risorse umane  già  presenti  all'interno
  dell'ospedale Umberto I di Siracusa;

   per  questa  seconda u.o. non è necessario infatti  potenziare  le
  unità di chirurgia, cardiologia, radiologia, laboratorio ecc.,  né,
  tanto   meno,   raddoppiare  responsabile  medico  e   coordinatore
  infermieristico;

   i  dirigenti medici invece aumenterebbero da 7 a 14, così come gli
  infermieri  passerebbero  da  18 a  36  unità,  dando,  quindi,  un
  ulteriore sviluppo positivo al già eccellente standard dei  servizi
  resi dall'attuale unità operativa aretusea;

   visto  che l'imminente completamento dell'asse viario autostradale
  consentirebbe  un  rapido  e veloce trasporto  dei  pazienti  dagli
  ospedali  di  periferia  verso la rianimazione  dell'  ospedale  di
  Siracusa  e  viceversa  che, peraltro, è  geograficamente  centrale
  rispetto al territorio della provincia;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare per garantire  l'aumento  dei
  posti letto nel reparto di rianimazione dell'ospedale Umberto I  di
  Siracusa, affinché i Siciliani della provincia di Siracusa  abbiano
  garantito  quel diritto alla salute che è un diritto sacrosanto  in
  tutte le società civili;

   quali  provvedimenti intendano mettere in atto  per  assicurare  i
  reparti  di  rianimazione  negli  ospedali  di  Avola,  Augusta   e
  Lentini». (2044)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   il  comma  1 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8  del  2005
  stabilisce  che  'Gli appartenenti alla Polizia di Stato,  all'Arma
  dei  Carabinieri, alla Guardia di finanza, al Corpo dei Vigili  del
  fuoco, al Corpo di Polizia penitenziaria, al Corpo forestale,  alla
  Polizia municipale e provinciale, hanno diritto, esclusivamente per
  motivi  di  servizio,  alla  circolazione  gratuita  sui  mezzi  di
  trasporto pubblico';

   il  comma  3  dello stesso articolo dispone altresì  che  'per  la
  circolazione  gratuita sui mezzi di trasporto pubblico  locale  dei
  soggetti di cui al comma 1 non è dovuto alcun rimborso alle aziende
  esercenti il trasporto pubblico locale';

   tale  disposizione, così come strutturata, ha ovviamente  una  sua
  importanza  sociale  notevole, tenendo conto  che  la  presenza  di
  rappresentanti  dell'ordine in divisa sui  mezzi  pubblici  ha  una
  propria valenza, come deterrente per eventuali malintenzionati;

   considerato che il comma 3 dell'art. 1 della summenzionata legge è
  stato però modificato dall'art. 27, comma 7, della l.r. 22/12/2005,
  n.   19,   che,   testualmente,  cita:   'Gli   oneri   conseguenti
  all'applicazione  del  comma 1 sono a  carico  della  Regione,  che
  provvede,  con decreto dell'Assessore regionale per il turismo,  le
  comunicazioni  e  i  trasporti, da emanarsi entro  sessanta  giorni
  dalla  pubblicazione della presente legge, a stabilire le direttive
  relative alla modalità di rimborso delle aziende di trasporto';

   preso atto che:

   a copertura economica di quanto sopra, il Governo della Regione ha
  stanziato  2  milioni  e  100 mila euro  sul  capitolo  478113  del
  bilancio  regionale 2011 per il rimborso da destinare alle  aziende
  di trasporto pubblico;

   con  D.A. 41/GAB dell'1 aprile 2011, l'Assessore regionale per  le
  infrastrutture  ha  ripartito i suddetti fondi  per  singoli  corpi
  (Polizia, Finanza, Carabinieri, etc.), da destinare alle aziende di
  trasporto  pubblico locale, in base alle certificazioni  presentate
  dalle stesse istituzioni militari e civili destinatarie della norma
  de qua agitur;

   tenuto conto che:

   appare  incomprensibile che un servizio reso anche a favore  delle
  aziende  di trasporto con un risvolto sociale non indifferente  (la
  presenza  di  forze dello ordine sui mezzi pubblici a tutela  della
  loro  integrità  e per evitare danni) debba essere risarcito  dalla
  Regione, quando, inizialmente, non era previsto alcun rimborso;

   appare  ancora più inspiegabile che la Regione debba  pure  pagare
  somme  sproporzionate  rispetto al servizio reso  senza,  peraltro,
  garantire  a  tutte le forze dell'ordine la possibilità  di  potere
  usufruire di detto servizio;

   preso atto che:

   adottando il sistema del rimborso basato sul biglietto giornaliero
  e  non sul vero importo di spesa che ogni singolo soggetto dovrebbe
  corrispondere,  il  senso  della legge è modificato  e  quella  che
  doveva  essere una legge che favoriva forze di polizia e  sicurezza
  sui  mezzi pubblici è diventata un sorta di ulteriore finanziamento
  alle società di trasporto;

   nello specifico, rimborsando il biglietto giornaliero di andata  e
  ritorno  ad ogni singolo utente, i costi aumentano di oltre  il  40
  per  cento  rispetto  all'uso  di un normale  abbonamento,  sistema
  decisamente  più logico ed economico per chi usa il mezzo  pubblico
  quotidianamente;

   come  se  tutto  questo non bastasse, la stessa distribuzione  dei
  fondi  da destinare alle aziende di trasporto, suddivisi per corpi,
  non  è  sufficiente a coprire le spese sostenute, tant'è  vero  che
  alcuni comandi regionali delle forze armate sono stati costretti  a
  bloccare  l'accesso  dei militari dipendenti a  tale  agevolazione,
  stante  la  necessità di stabilire l'onere sostenuto ed evitare  lo
  sforamento del plafond stanziato;

   per sapere:

   se  non ritengano utile rivedere l'intero sistema legislativo  che
  regolamenta il trasporto gratuito delle forze dell'ordine sui mezzi
  pubblici,  sistema  che  oggi  appare  più  un'ulteriore  fonte  di
  finanziamento  per  le società di trasporto che  un  servizio  alla
  comunità;

   se,  in  attesa  di  modificare la legge oggi in  vigore,  possano
  assumere l'impegno con le società di trasporto di onorare il  costo
  del  servizio  reso prevedendo una modifica al bilancio  regionale,
  inserendo gli 8 milioni di euro necessari tra pregresso e  futuro».
  (2045)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   uno  dei  tratti  stradali siciliani con  il  più  alto  tasso  di
  traffico è senza dubbio la cosiddetta tangenziale di Catania,  quel
  tratto  di strada che congiunge l'autostrada per Messina con quella
  per Siracusa;

   su  questo  importante asse viario infatti confluisce il  traffico
  proveniente dalla Sicilia occidentale per l'innesto dell'autostrada
  A19   PA-CT,   quello  proveniente  dalle  province   di   Enna   e
  Caltanissetta per l'innesto delle SS 192 e 417, quello  proveniente
  da  tutti  i  paesi pedemontani etnei per l'innesto della  SS  121,
  oltre  che  al  traffico in transito da e per Messina,  Siracusa  e
  Ragusa;

   considerato  che  per questo imponente flusso  automobilistico  il
  raggiungimento della città di Catania avviene tramite due svincoli:
  il  primo, quello di Misterbianco, consente alle auto di immettersi
  nella  circonvallazione di Catania e raggiungere così la zona  nord
  del capoluogo etneo, il secondo, quello di Bicocca, porta alla zona
  sud  della  città  ed è, soprattutto, l'unica via  per  raggiungere
  l'aeroporto di Fontanarossa per chi proviene dalla provincia  o  da
  fuori provincia;

   visto che:

   proprio  lo  svincolo di Bicocca è oramai diventato  l'incubo  per
  migliaia  di  automobilisti  che  ogni  giorno  sono  costretti  ad
  imboccarlo;

   la  conformazione dello stesso svincolo causa quotidianamente code
  incredibili   che  si  ripercuotono  sull'intera  viabilità   della
  tangenziale.  Difatti, le auto dirette a Catania  all'uscita  dello
  svincolo trovano un incrocio per l'immissione sulla SP 70,  strada,
  già  di  per  sè  molto trafficata: tale immissione  costringe  gli
  automobilisti,     ovviamente,     a     fermarsi,     rallentando,
  conseguentemente, l'intero flusso veicolare;

   tenuto  conto  che  il  blocco  della circolazione  causato  dallo
  svincolo  di  Bicocca  ha  ripercussioni  molto  gravi.  Oltre   al
  pericolosissimo  incolonnamento che si  viene  a  creare  lungo  la
  tangenziale,  sono decine le persone che, giornalmente,  perdono  i
  voli in partenza dall'aeroporto di Fontanarossa;

   preso  atto che tale situazione è diventata insostenibile:  quando
  si mette a rischio la pubblica incolumità e si riduce la libertà di
  spostamento  di migliaia di persone, gli enti gestori delle  strade
  in  oggetto (in questo caso ANAS e provincia regionale di  Catania)
  devono trovare una soluzione radicale e definitiva che permetta  la
  normale viabilità nella zona di Bicocca;

   per  sapere se non ritengano improcrastinabile intervenire  presso
  l'ANAS  e  la  provincia regionale di Catania al fine  di  favorire
  iniziative atte a risolvere definitivamente, con interventi tecnici
  specifici,  il problema viario esistente nello svincolo di  Bicocca
  sulla tangenziale di Catania». (2046)

                                                             POGLIESE

   «All'Assessore  per  le autonomie locali e la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   l'amministrazione comunale di Ferla (SR) si appresta  a  conferire
  un  incarico  esterno per la professionalità  di  ingegnere  a  cui
  affidare la responsabilità del settore tecnico dello stesso comune;

   l'avviso  relativo  a  detto incarico non è mai  stato  pubblicato
  all'albo pretorio del comune;

   l'onere  derivante  dall'incarico esterno ricadrà  totalmente  sul
  bilancio comunale, mentre, in passato, tale figura è stata  coperta
  da professionalità interne al comune con esperienza trentennale;

   da tempo la Corte dei conti sollecita le amministrazioni pubbliche
  ad  evitare  il  ricorso alle professionalità esterne  per  coprire
  questo tipo di incarichi;

   per sapere:

   se  non ritenga opportuno verificare se e come sia stata accertata
  presso  il  personale interno all'ente la sussistenza dei requisiti
  previsti  relativi alla professionalità richiesta  e  se  vi  siano
  stati rifiuti per tale incarico;

   se  non ritenga necessario accertare le procedure adottate per  il
  conferimento  dell'incarico in questione nonché  verificare  se  il
  bilancio  comunale,  già  pesantemente gravato,  sia  in  grado  di
  fronteggiare ulteriori oneri;

   se,   acquisiti   gli   elementi  utili,  non  ritenga   opportuno
  sollecitare  l'amministrazione comunale  di  Ferla  allo  scopo  di
  sospendere l'operatività del bando». (2047)

                                                             MARZIANO

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   nella  contrada  San Lorenzo del comune di Noto  (SR)  insiste  un
  arenile della lunghezza di circa 500 metri lineari;

   negli  anni  scorsi  in  tale arenile sono  state  rilasciate  due
  concessioni  di  aree  demaniali  per  la  realizzazione   di   due
  stabilimenti balneari, mentre circa i due terzi rimanevano  ad  uso
  di  spiaggia  libera, conciliando così la presenza delle  strutture
  balneari con la libera fruizione di un'ampia parte dell'arenile;

   preso atto che recentemente è stato invece concesso un ampliamento
  abnorme   di   detti   stabilimenti  balneari   tale   da   ridurre
  considerevolmente  lo  spazio  destinato  all'uso  pubblico   delle
  spiagge libere;

   considerato che:

   tale  decisione ha nei fatti privato centinaia di cittadini  della
  possibilità  di  fruire  del  mare in  una  zona  a  forte  valenza
  turistica,  che  vede una parte dell'economia basarsi  sull'affitto
  degli  immobili  della  zona  e  sulla  fruizione  delle  strutture
  alberghiere ed extra alberghiere dei dintorni;

   tale  decisione  ha determinato movimenti di protesta  popolare  e
  numerose iniziative pubbliche riprese anche dalla stampa locale;

   le  concessioni di cui trattasi sono in contrasto con  il  recente
  decreto assessoriale in materia di concessioni demaniali;

   per  sapere se non ritenga opportuno verificare la rispondenza  di
  tali  ampliamenti  di  concessioni con le direttive  contenute  nel
  relativo decreto assessoriale e se non ritenga, alla luce di questa
  verifica,  adeguare le concessioni a quanto stabilito nel decreto».
  (2048)

                                             MARZIANO - DE BENEDICTIS

   «All'Assessore per la salute, premesso che i nuovi tetti di  spesa
  assegnati, per le attività di riabilitazione, all'ASP di  Agrigento
  dall'Assessorato  Salute per il triennio 2010 -  2012  con  decreto
  assessoriale  del  4 agosto 2010, hanno finito con  il  penalizzare
  ulteriormente  ed  in  maniera ancora  più  diffusa  la  condizione
  esistente,  segnata  da  una  costante  riduzione  dell'offerta  di
  prestazioni, con conseguente allungamento delle liste di attesa;

   preso atto della grave condizione in cui si trovano i pazienti con
  disabilità  grave  a causa della insufficiente offerta  di  servizi
  riabilitativi  dell'ASP  di  Agrigento,  nonché  degli  accorati  e
  ripetuti  appelli  dei  pazienti e dei  loro  familiari  perché  si
  intervenga per porre fine ad una disuguaglianza inaccettabile;

   considerato che la CGIL e il tribunale dei diritti del  malato  di
  Agrigento  hanno  opportunamente  denunciato  il  grave  stato   di
  discriminazione  in  cui si trovano i disabili della  provincia  di
  Agrigento bisognosi di servizi riabilitativi;

   constatato che la provincia di Agrigento con la quota prevista  di
  12,72  euro pro capite, a fronte di altre province che usufruiscono
  di  quote  pari  a  tre, quattro e persino cinque  volte  maggiori,
  occupa  l'ultimo  posto  in graduatoria senza  che  ci  siano  dati
  epidemiologici  o  indici  di  dipendenza  degli  anziani  di   età
  superiore  a  64 anni che possano giustificare questa disparità  di
  risorse finanziarie assegnate;

   ritenuto  che  la  Regione debba assicurare a  tutti  i  cittadini
  siciliani  uniformità nelle prestazioni e nell'offerta di  servizi,
  indipendentemente dalle loro province di appartenenza;

   per  sapere  se non ritenga necessario intervenire con urgenza  ed
  efficacia  immediata  affinché sia ristabilita  una  uniformità  di
  offerta  di servizi e prestazioni in tutto il territorio siciliano,
  adottando  tutte le azioni di competenza che possano  consentire  a
  tutti pari opportunità di accesso ai servizi sanitari». (2049)

                                                         DI BENEDETTO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   numerosi  comuni della provincia di Catania che sorgono a  ridosso
  dell'Etna continuano ad essere colpiti dalla cenere lavica  causata
  dai fenomeni eruttivi del vulcano;

   Catania, Riposto, Giarre ed altri comuni limitrofi sono da  giorni
  ricoperti  da  uno strato di cenere che sta mettendo  in  ginocchio
  intere comunità, costringendo le amministrazioni locali ad attivare
  misure straordinarie al fine di tutelare la pubblica incolumità;

   considerato  che i fenomeni piroclastici dell'Etna rendono  l'aria
  irrespirabile   e   danneggiano  gli  impianti  di  condizionamento
  dell'aria,  rendono  le strade scivolose costringendo  i  comuni  a
  continue opere di pulitura, per non parlare delle continue chiusure
  dell'aeroporto di Catania, con conseguenti blocchi dei voli sia  in
  partenza che in arrivo;

   preso atto che i continui e necessari interventi sul territorio da
  parte  delle  amministrazioni  locali  stanno  causando  non  pochi
  problemi    alle   esigue   casse   comunali,   costringendo    gli
  amministratori  a  stornare  fondi altrimenti  destinati  ad  altre
  attività già programmate in bilancio;

   tenuto  conto  che  detti  interventi rientrano  nelle  specifiche
  attività e competenze della Protezione civile regionale;

   per  sapere  se  non ritenga opportuno intervenire dichiarando  lo
  stato  di  emergenza  con atto di Governo e al  contempo  concedere
  contributi ai comuni etnei colpiti dai fenomeni eruttivi dell'Etna,
  prelevando   le   somme  dal  capitolo  della   Protezione   civile
  regionale». (2050)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   la vicenda relativa all'azienda Verbum Caudo, bene confiscato alla
  mafia,   nonostante  il  clamore  mediatico  e  le   rassicurazioni
  dell'Assessore   regionale,  professore  avvocato  Gaetano   Armao,
  sull'imminente  utilizzo,  non  ha ancora  trovato  una  soluzione,
  atteso  che  il bene non è stato ancora assegnato né al  comune  di
  Polizzi  Generosa,  competente  per  territorio,  né  al  consorzio
  Sviluppo e Legalità come da alcune notizie riportate dalle  agenzie
  di stampa;

   l'immobile  oltre  all'alto  significato  simbolico,   in   quanto
  trattasi  di  un bene confiscato a boss della Mafia,  ha  anche  un
  grande valore economico e commerciale;

   considerato  che  tale  situazione di immobilismo  del  patrimonio
  confiscato  alla criminalità, ed in particolare del  feudo  'Verbum
  Caudo',  non  consente  l'utilizzo del bene limitando,  quindi,  la
  possibilità  di  creare e sviluppare iniziative imprenditoriali  ed
  occupazionali nel territorio;

   ritenuto che occorre procedere all'immediata assegnazione del bene
  al fine del suo pieno utilizzo;

   per sapere:

   se  il  feudo  'Verbum  Caudo'  non risulti  ancora  essere  stato
  assegnato;

   quali   provvedimenti  abbiano  adottato  per  la   fruibilità   e
  l'utilizzo del predetto feudo;

   lo  stato  della gestione e l'effettivo utilizzo dell'immobile  in
  questione». (2056)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   nel  maggio del 2009, il Tribunale dei minori di Messina decretava
  di  togliere  ai  coniugi Travaglia Benvenuto  Biagio  e  Micciulla
  Giuseppina, entrambi sordomuti e residenti a Sant'Agata  Militello,
  la  loro  unica  figlioletta  di 3 anni  e  ne  disponeva  l'affido
  temporaneo ai coniugi Francesco Costanzo e Graziella Travaglia che,
  illegittimamente,  già dallo scorso anno, trasferivano  la  bambina
  dal suo paese d'origine a Milano;

   il  provvedimento del Tribunale dei minori di allontanamento della
  bambina  dai  professori genitori naturali ed  il  protrarsi  dello
  stesso  scaturiva  da  una serie di relazioni dei  servizi  sociali
  competenti;

   sulla  scorta di tali relazioni la coppia ha dovuto affrontare  un
  procedimento  penale  per  gravi  reati  che  si  è  concluso   con
  l'archiviazione  da parte del Gip del Tribunale di Patti  (Messina)
  su conforme richiesta del Pubblico Ministero;

   tenuto conto che:

   i   servizi  sociali  hanno,  unilateralmente  e  immotivatamente,
  sospeso gli incontri con la bambina ed i genitori naturali, i quali
  non  vedono la loro figlia da oltre 9 mesi, fatta eccezione per  un
  breve  incontro  davanti al Tribunale dei minorenni  e  nel  quadro
  dell'istruttoria;

   sulla   veridicità  delle  citate  relazioni  e  sul   complessivo
  comportamento  dei servizi sociali e dei genitori affidatari  nella
  gestione  della delicata vicenda, è in corso una indagine da  parte
  dell'autorità giudiziaria;

   visto che:
   in  data  14 giugno 2011, con provvedimento depositato in data  18
  luglio  2011,  il Tribunale dei minori di Messina, nel procedimento
  di V.G. n. 55/09, disponeva, con decreto ad efficacia immediata, la
  revoca dei decreti di affidamento della minore alla coppia Costanzo-
  Travaglia;

   con  lo stesso provvedimento, veniva disposto l'affidamento  della
  minore  ai  coniugi  Faraci  Benedetto e Amata  Angela  Giuseppina,
  residenti a Sant'Agata Militello, e veniva demandato agli operatori
  del   servizio   sociale   del  comune  di   Torrenova   (ME),   in
  collaborazione   con   quelli  del  servizio  di   neuropsichiatria
  infantile  dell'ASP  n. 5, competente per territorio,  di  svolgere
  attività   di   vigilanza,  assistenza  e   sostegno,   nonché   di
  regolamentare la frequentazione della minore con i genitori;

   venivano altresì delegati, per l'esecuzione del provvedimento, gli
  operatori  dell'ufficio di servizio sociale del  comune  di  Milano
  che,   in  collaborazione  con  quelli  del  comune  di  Torrenova,
  avrebbero provveduto alla consegna della minore ai signori  Faraci-
  Amata;

   considerato che:

   tale  provvedimento  veniva  immediatamente  notificato,  tra  gli
  altri,  ai  servizi  sociali dei comuni di Milano  e  di  Torrenova
  (Messina);

   fin  dai  giorni  successivi,  l'avvocato  dei  genitori  naturali
  tentava  di  contattare,  inutilmente, gli operatori  del  servizio
  sociale  del  comune  di  Milano,  per  stabilire  le  modalità  di
  esecuzione  del decreto. Al legale venivano date soltanto  risposte
  evasive;

   in  data  8  agosto 2011, lo stesso legale inviava un telefax  sia
  agli  operatori  dei  servizi sociali di Milano  che  a  quelli  di
  Torrenova,  diffidandoli ad adempiere al decreto del Tribunale  dei
  minori;

   per tutta risposta, solo il comune di Torrenova inviava un telefax
  in  cui  dichiarava di avere contattato in data 9 agosto  2011  gli
  uffici  del  servizio sociale del comune di Milano e  che  gli  era
  stato  risposto che non era possibile attivare le procedure per  il
  rientro della bambina, in quanto sia l'assistente sociale che segue
  il  caso  sia il funzionario dirigente dell'ufficio servizi sociali
  erano in congedo ordinario;

   preso atto che:

   con  il  perdurare di tale situazione, il legale  inviava  lettera
  raccomandata in data 12 agosto 2011 (38 giorni dopo la notifica del
  decreto),  reiterando  le  richieste già fatte  con  il  precedente
  telefax;

   i  genitori  affidatari in data 25 agosto, non  potendo  ('per  le
  evidenti ed ovvie ragioni esposte ed il pregiudizio che ogni giorno
  che  passa  rischia di divenire irreparabile al rapporto  affettivo
  con  la  nostra unica figlia') tollerare oltre tale stato di fatto,
  presentavano  esposto-querela  nei confronti  degli  operatori  dei
  servizi sociali di Milano;

   in  data  29  agosto,  a detta dei servizi sociali  di  Torrenova,
  veniva comunicato agli interessati che da Milano, e a cominciare da
  settembre,  sarebbe stata avviata una non meglio specificata  opera
  di  preparazione della bambina per il suo rientro in Sicilia, ma la
  stessa motivazione era stata già addotta in data 12 agosto;

   l'approssimarsi dell'inizio dell'anno scolastico rende  ancor  più
  grave  il  ritardo della esecuzione del decreto del  Tribunale:  la
  bimba  ha  ora compiuto 6 anni e dovrà essere iscritta  alla  prima
  elementare  presso un istituto di Sant'Agata Militello  (comune  di
  residenza della nuova coppia di affidatari);

   per sapere:

   se  non ritengano improcrastinabile intervenire presso le autorità
  competenti   per   individuare  quali  siano  gli   oscuri   motivi
  (burocratici o di altra natura) che hanno inspiegabilmente impedito
  il  rientro  della bambina in Sicilia, come disposto dal  tribunale
  dei minori di Messina;

   se  non  ritengano urgente avviare un'indagine per appurare  quale
  ruolo  abbiano  avuto  i servizi sociali dei  comuni  di  Milano  e
  Torrenova nel ritardo e nel mancato adempimento di un atto  dovuto,
  disposto dall'autorità giudiziaria ed immediatamente efficace  che,
  di  fatto, lede il diritto dei genitori a mantenere i contatti  con
  la  propria  bambina  con  regolarità e  certezza,  in  attesa  che
  l'intera   vicenda  si  possa  concludere  positivamente   con   la
  ricomposizione del nucleo familiare». (2059)

                                                             POGLIESE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   Siciliacque   ha   avviato   i   lavori   per   la   realizzazione
  dell'acquedotto  Gela  -  Aragona,  necessario  per  la  tutela   e
  salvaguardia dell'agricoltura e per potenziare i servizi  di  acqua
  potabile;

   i  predetti  lavori, giunti nella fase finale, sino ad  oggi  sono
  stati   condizionati  nella  loro  esecuzione  da  alcune  attività
  ostruzionistiche poste in essere dai privati;

   il  presidente  di  Siciliacque ha più volte chiesto  l'intervento
  della  magistratura  competente  e  delle  forze  di  polizia   per
  eliminare   i  motivi  ostativi  che  condizionano  la   definitiva
  esecuzione delle opere;

   atteso che trattasi di opere di straordinaria importanza;

   per  sapere  quali provvedimenti intendano adottare per consentire
  la piena realizzazione delle opere». (2060)

                                                CAPUTO-POGLIESE-BOSCO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali
  e l'identità siciliana, premesso che:

   il  dormitorio dei benedettini, che si trova all'interno complesso
  monumentale  Guglielmo  II in Monreale, è  stato  ristrutturato  ed
  inaugurato da circa 15 anni;

   il   monumento,   nonostante  il  completamento   dei   lavori   e
  l'inaugurazione, non è mai stato aperto e, quindi, il  passare  del
  tempo,  senza  l'esecuzione di lavori di manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria, ha determinato problemi strutturali e  pericoli  per
  la sicurezza pubblica;

   un   mese   fa,  l'amministrazione  comunale  di  Monreale   aveva
  evidenziato lo stato di allarme ai funzionari dell'Assessorato Beni
  culturali   sulla  necessità  di  avviare  interventi  urgenti   di
  manutenzione al fine di tutelare il prestigioso bene immobile e  di
  avviare  la  apertura del monumento, atteso che dopo un lunghissimo
  periodo  di  tempo  ancora  non è né  accessibile  né  fruibile  al
  pubblico ed ai numerosi turisti che giornalmente visitano la  città
  di Monreale;

   considerato che:

   in  data 17 agosto si è verificato un gravissimo episodio  che  ha
  evidenziato la questione della sicurezza strutturale del  monumento
  ed il pericolo per l'incolumità pubblica a causa del danneggiamento
  del tetto;

   tale  situazione ha messo in evidenza lo stato dell'immobile  che,
  pur rappresentando un bene di enorme interesse storico, artistico e
  monumentale, ad oggi dopo un lungo restauro, costato 25 milioni  di
  euro,  terminato da oltre 15 anni, è rimasto chiuso  per  l'assenza
  dell'impianto  di antincendio, senza subire, nel tempo,  lavori  di
  manutenzione né ordinaria né straordinaria;

   ritenuto che:

   il danneggiamento del tetto determina un pericolo per l'incolumità
  pubblica,  atteso  che  il chiostro dei benedettini,  adiacente  al
  dormitorio,  è  visitato,  giornalmente, da  numerose  presenze  di
  turisti e visitatori;

   si  tratta  di un monumento di grande valore che deve essere  e  e
  protetto  non solo ai fini della tutela del patrimonio monumentale,
  ma  anche per la valorizzazione dei monumenti al fine di rilanciare
  l'economia legata al comparto del turismo;

   per sapere :

   se   intendano   emettere  provvedimenti  urgenti  per   garantire
  l'immediata  ristrutturazione  del  tetto  del  dormitorio  e   per
  richiudere una falla lunga oltre 450 metri;

   quali  provvedimenti  abbiano adottato  per  la  salvaguardia  del
  monumento del dormitorio dei benedettini di Monreale e per  evitare
  lo stato di abbandono dell'importante monumento;

   quali   provvedimenti  siano  stati  adottati  per  garantire   la
  sicurezza dell'intero complesso monumentale;

   quali provvedimenti siano stati emessi per avviare interventi  con
  procedure di somma urgenza per eliminare i pericoli e sistemare  le
  falde a copertura del dormitorio;

   quali   provvedimenti  abbiano  o  intendano   adottare   per   il
  finanziamento dei lavori dell'impianto antincendio;

   quali  provvedimenti  abbiano  o intendano  adottare  al  fine  di
  consentire  l'apertura  del bene monumentale  e  la  fruibilità  al
  pubblico». (2061)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e  il  lavoro e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che, con nota n. prot. 685 del 11 novembre 2009, il centro
  socio-assistenziale anziani 'Sciacca Baratta', istituzione pubblica
  di assistenza e beneficenza con sede in Patti (ME), via Calabria 8,
  richiedeva   all'ASP  di  Messina  di  valutare  l'opportunità   di
  concedere   allo   stesso  centro,  per  un  periodo   determinato,
  l'immobile   di  nuova  costruzione  di  proprietà   dell'ASP   mai
  utilizzato  e  sito in località Case Nuove al fine  di  offrire  un
  servizio  di  gran lunga migliore agli anziani e per poter  rendere
  appetibile   l'offerta  per  ulteriori  ricoveri   che   certamente
  incrementerebbero  gli  introiti dell'ente,  che  attraversava,  ed
  ancora  attraversa,  un  periodo di  difficoltà  economiche,  senza
  ottenere ad oggi alcune risposta;

   premesso  ancora che con nota n. prot. 454 del 9  luglio  2010  lo
  stesso  centro  'Sciacca Baratta' scriveva al presidente  della  VI
  Commissione  legislativa  permanente  dell'ARS  per  reiterare   la
  richiesta di intervento della Commissione parlamentare presso l'ASP
  di  Messina al fine di ottenere l'assegnazione dell'immobile di cui
  sopra,  menzionando  le gravi conseguenze che  deriverebbero  dalla
  mancata assegnazione dei locali, tra le quali la perdita di ben  13
  posti  di  lavoro e la chiusura dell'attuale centro, sito in  corso
  Matteotti a Patti;

   premesso inoltre che con nota n. prot. 157 dell'11 marzo  2011  il
  commissario  regionale  dell'ente,  dott.  Leone  Oliva,  scrivendo
  all'ASP   di  Messina,  confermava  la  richiesta  di  assegnazione
  dell'immobile  costruito  per essere finalizzato  ad  struttura  di
  assistenza e recupero;

   considerato che:

   da organi di stampa si apprende che sarebbe intenzione dell'ASP di
  Messina  assegnare  l'immobile all'amministrazione  provinciale  di
  Messina per essere utilizzato come sezione del Liceo V.E. III, cosa
  che  comporterebbe il cambio della destinazione d'uso  privando  il
  territorio di un importante struttura di servizio sociale;

   ritenuto  che  appare  incredibile  che  la  Regione  continui   a
  dilapidare  denaro pubblico e non persegua le finalità  programmate
  con ingenti investimenti;

   valutato   che  l'assegnazione  dell'immobile  al  centro   socio-
  assistenziale  anziani 'Sciacca Baratta' porterebbe  un  importante
  risparmio  al  bilancio della Regione in quanto, da  un  canto,  si
  eviterebbero  importanti spese necessarie  per  il  cambiamento  di
  destinazione  e, dall'altro, si incrementerebbero  le  entrate  del
  centro,  consentendo allo stesso di avviare un  ripianamento  della
  situazione  debitoria  ed assicurare migliori  servizi  sociali  al
  territorio;

   per sapere:

   quali  siano  i  motivi che avrebbero condotto  o  starebbero  per
  condurre l'ASP di Messina ad assegnare alla provincia l'immobile in
  questione;

   se  la  stessa  ASP  abbia avviato un bando per l'assegnazione  di
  detto immobile;

   se i costi relativi al cambiamento di destinazione d'uso rimangano
  a carico della stessa ASP, a quanto ammonterebbero e se l'ASP abbia
  ottenuto  il  consenso dell'ente finanziatore al cambiamento  della
  destinazione;

   infine,  se non ritengano di valutare la possibilità di  bloccare,
  se  iniziato,  l'iter di assegnazione alla provincia di  Messina  e
  conseguentemente  di avviare urgentemente una indagine  conoscitiva
  volta   essenzialmente  ad  evitare,  in  momento  di  grave  crisi
  economica,   ulteriori  perdite  economiche  per  la   Regione,   e
  conseguentemente assegnare l'immobile all'IPAB 'Sciacca Baratta' di
  Patti (ME)». (2039)

   (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione con urgenza)

                                                               CORONA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'attuale    politica   regionale   adottata   con   provvedimenti
  dell'Assessore   regionale  per  la  salute   ha   compromesso   la
  funzionalità e l'efficienza delle strutture ospedaliere della città
  e di quelle della provincia di Palermo;

   in particolare, la struttura ospedaliera del presidio Ingrassia di
  Palermo  è  gravemente  compromessa  e  penalizzata  da  scelte  di
  razionalizzazione  che  in  realtà  determinano  la   chiusura   di
  importanti  reparti  che ad oggi hanno assicurato  il  servizio  ai
  cittadini  con ottima professionalità e serietà. La cardiochirurgia
  sembra  non essere più inserita nel presidio, mentre il reparto  di
  chirurgia  è presidiato soltanto da due medici, invece la divisione
  di  ortopedia è stata ridotta ed altri reparti sembrano essere sono
  stati fisicamente cancellati;

   alcuni medici sono stati spostati in altri ospedali cittadini o in
  provincia;

   considerato che:

   tale  situazione  mostra  la  chiara  ed  univoca  intenzione   di
  smobilitazione dell'ospedale;

   l'ospedale  Ingrassia rappresenta un presidio importantissimo  non
  solo per la città di Palermo, ma anche per quella di Monreale e per
  i centri più interni al territorio;

   ritenuto che:

   queste scelte adottate dall'Assessorato regionale Salute rischiano
  di  mettere in pericolo la sicurezza ed il diritto alla salute  dei
  cittadini per una riduzione di personale o chiusura di reparti  che
  hanno sempre offerto un servizio efficiente e competente;

   negli  ultimi mesi si sono registrati tragici episodi  in  diversi
  presisi ospedalieri della Regione;

   per sapere:

   se corrisponda al vero che la struttura ospedaliera 'Ingrassia' di
  Palermo  sia  interessata dalla riduzione, chiusura e trasferimenti
  di importanti reparti;

   quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per garantire  il
  mantenimento della struttura ospedale Ingrassia;

   quali  provvedimenti abbiano o intendano adottare per  evitare  il
  determinarsi  di  situazione  di  pregiudizio  per  la  salute  dei
  cittadini derivanti dalla riduzione, chiusura di reparti o  presidi
  ospedalieri». (2053)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al  Governo  e
  alla competente Commissione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   DONEGANI, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che la Regione siciliana non ha autorizzato lo svolgimento
  di corsi formativi per operatori socio-sanitari;

   considerato che:

   oggi  in  Sicilia  ci  sono  migliaia di  attestati  formativi  di
  operatori socio-sanitari senza alcun valore legale;

   l'Assessorato  Salute  deve denunciare la  presenza  di  attestati
  formativi falsi;

   ritenuto che la titolarità della formazione degli operatori socio-
  sanitari è stata attribuita alle regioni;

   per  sapere  se  siano  stati  denunciati  alla  magistratura  gli
  attestati  di  operatori  socio-sanitari  falsi  e  se  sia   stato
  istituito  un elenco dettagliato di tutti gli operatori formati  in
  Sicilia». (2034)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   dallo  scorso marzo all'interno del centro accoglienza richiedenti
  asilo  di  Mineo (CT) sono circa 1800 i migranti, la maggior  parte
  dei  quali  ha  chiesto  la  concessione dell'asilo  politico.  Per
  decisione  del  Governo nazionale essi provengono da  altri  centri
  presenti sul territorio italiano con il fine di creare posti liberi
  da  riservare  ai  nuovi migranti che dal Nord  Africa  arrivano  a
  Lampedusa;

   i  CIE  sono  strutture  nelle quali viene  inviato  lo  straniero
  richiedente asilo privo di documenti di riconoscimento o che  si  è
  sottratto    al    controllo   di   frontiera,    per    consentire
  l'identificazione   o   la   definizione   della    procedura    di
  riconoscimento dello status di rifugiato, ai sensi del decreto  del
  Presidente  della  Repubblica  n.  303  del  2004  e  dal   decreto
  legislativo  28  gennaio  2008  n. 25.  Il  periodo  di  tempo  per
  l'identificazione  e/o l'ottenimento dello status  di  rifugiato  è
  previsto tra i 20 e i 35 giorni;

   oltre  ai  CARA esistono altre tipologie di strutture di contrasto
  all'immigrazione irregolare. Tra queste:

   a)  i  centri  di accoglienza (CDA) sono strutture destinati  allo
  straniero irregolare rintracciato sul territorio nazionale, per  il
  tempo  strettamente  necessario  per  stabilire  l'identità  e   la
  legittimità  della  sua permanenza sul territorio  o  per  disporne
  l'allontanamento, ai sensi della legge n. 563 del 1995;

   b)  i CIE sono invece destinati al trattenimento, convalidato  dal
  giudice  di  pace,  degli  stranieri extracomunitari  irregolari  e
  destinati  all'espulsione, così ridenominati con  decreto-legge  23
  maggio  2008,  n.  92, ai sensi dell'articolo 14  del  testo  unico
  sull'immigrazione, come modificato dall'articolo 12 della legge  n.
  189 del 2002;

   i  suddetti centri vengono gestiti a cura delle prefetture (uffici
  territoriali   del   Governo)   tramite   convenzioni   con   enti,
  associazioni  o cooperative aggiudicatarie di appalti  al  fine  di
  assicurare, nel rispetto dei diritti umani e in adempimento a tutte
  le  convenzioni internazionali, assistenza alle persone, assistenza
  sanitaria,   assistenza  psico-sociale  e  mediazione   linguistico
  culturale,  oltre  alle ordinarie attività  di  pulizia  ed  igiene
  ambientale nonché di manutenzione delle strutture e degli impianti;

   constatato che:

   unico  caso in Italia, sembra che la gestione del CARA  sia  stata
  affidata  alla  provincia  regionale di Catania,  invece  che  alla
  Prefettura  competente per territorio (Catania) o  al  limite  alla
  Protezione  Civile come avviene nelle altre regioni italiane,  dopo
  un  carosello  di  gestori che si sono succeduti dall'apertura  del
  centro, che, a quanto viene riferito, vorrebbe affidare la gestione
  dei  servizi  del  centro  senza procedura  ad  evidenza  pubblica,
  contravvenendo  ai dettati normativi sull'affidamento  dei  servizi
  pubblici, e tale da assicurare un ottimale rapporto tra le  risorse
  umane  e  finanziarie  disponibili e il  livello  del  servizio  di
  assistenza alle persone;

   la  circolare del Ministro dell'interno n. 1305 del 10 aprile 2011
  ha  limitato  la possibilità per i giornalisti di recarsi  in  tali
  strutture,  con  la  motivazione che essi arrecherebbero  intralcio
  all'operato degli enti gestori;

   le  due  commissioni  che  si  occupano  dello  smistamento  delle
  pratiche  di  richiedente asilo riescono a vagliare  una  media  di
  appena  settanta  posizioni a settimana, a fronte  di  circa  1.800
  persone presenti nel centro;

   vi   sarebbe   la  necessità  di  disporre  di  un   servizio   di
  interpretariato   per   assicurare  un   livello   sufficiente   di
  comunicazione e comprensione tra operatori e migranti;

   il  numero  esiguo di poliziotti sta determinando  una  situazione
  veramente  pericolosa,  stante  che  il  rapporto  tra  polizia   e
  immigrati  è di uno a cento, considerando che tra questi ultimi  vi
  sono individui armati di bastoni e coltelli;

   tali difficoltà organizzative non sembrano essere state affrontate
  con  la  dovuta  attenzione e la situazione si è acuita,  tanto  da
  provocare  nell'ultima  settimana  di  luglio  diversi  episodi  di
  protesta con relativi problemi di ordine pubblico che sono sfociati
  nell'occupazione della SS 417 Catania - Gela, da parte di circa 300
  immigrati, per circa quattro ore nella giornata del 27 luglio,  nel
  danneggiamento  della mensa all'interno del centro e  nell'incendio
  di alcune auto;

   a  seguito  dei suddetti scontri, secondo quanto dichiarato  dallo
  Siulp   (sindacato  italiano  unitario  lavoratori   polizia),   15
  poliziotti  sono  rimasti feriti a seguito delle  risse  che  hanno
  visto  fronteggiare   immigrati di diverse etnie (nigeriani-ghanesi
  contro pakistani-afgani) con spranghe di ferro e sassaiole, creando
  una grave situazione di pericolo per tutti gli operatori;

   per quanto premesso e considerato:

   la  popolazione dei centri urbani del comprensorio  calatino  vive
  con molta apprensione gli episodi di devastazione e di violenza che
  si  sono registrati, anche per le possibili ripercussioni ai  danni
  delle attività economiche e produttive locali;

   le  azioni  che,  ripetutamente, i sindaci della  comunità  locali
  hanno  richiesto  non sono state mai attuate, con il  risultato  di
  creare  uno  stato  di tensione sociale e una  pericolosa  bomba  a
  orologeria;

   lo  stato di continua emergenza per il perdurare dell'afflusso  di
  cittadini   extracomunitari  e  i  frequenti  episodi  verificatisi
  testimoniano  il  permanere  di  una situazione  organizzativa  non
  all'altezza  della  situazione  che  rende  ancor  più  penosa   la
  permanenza degli immigrati e non più sopportabile il lavoro  svolto
  dalle poche forze dell'ordine messe in campo;

   le limitazioni di accesso alle strutture di accoglienza e a quelle
  di  detenzione poste dalla predetta circolare ministeriale vanno in
  senso opposto alla necessità della più ampia trasparenza possibile,
  al  fine  di  consentire il doveroso accertamento delle  condizioni
  degli stranieri ospitati nei centri;

   per  sapere  se intendano, nell'ambito delle proprie  prerogative,
  farsi carico di chiedere al Ministro dell'interno:

   quali  iniziative  il Ministero, per quanto di  competenza,  abbia
  posto  in  essere o intenda porre in essere, al fine  di  dare  una
  adeguata  risposta alle suddette problematiche esposte, concernenti
  il CARA di Mineo;

   di  effettuare  un'attenta vigilanza sulle modalità attraverso  le
  quali si intenda assicurare piena trasparenza sull'affidamento  dei
  servizi  della  struttura, dal momento che la Croce rossa  italiana
  dal  prossimo 31 agosto 2011 cesserà la gestione ad essa  affidata,
  rendendo altresì pubblici tutti gli atti relativi alla gestione;

   di  permettere  il monitoraggio di quanto avviene all'interno  del
  centro  non  solo  ai parlamentari della Repubblica,  ma  anche  ai
  giornalisti  e  alle  organizzazioni e  agli  enti  riconosciuti  a
  carattere assistenziale ed umanitario;

   di  garantire una più dignitosa permanenza nel centro da parte dei
  richiedenti  asilo  ed  un  più  sollecito  esame  delle  pratiche,
  assicurando un servizio di interpretariato efficace ed un  servizio
  di  ordine  pubblico  adeguati alle presenze nel  centro  medesimo,
  anche al fine di rassicurare le popolazioni del Calatino». (2036)
                                                     RAIA - DI GUARDO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  la  l.r. del 14 aprile 2009, n. 5, sono state emanate  'Norme
  per il riordino del servizio sanitario regionale', con le quali  il
  legislatore   regionale  ha  inteso  porre  in  essere   le   linee
  strategiche  fondanti dell'azione di risanamento e riqualificazione
  del  sistema  sanitario  regionale,  agendo,  in  particolare,  sul
  consolidamento   e   miglioramento  dei  servizi   territoriali   e
  promuovendo  tutte  quelle azioni volte all'integrazione  ospedale-
  territorio;

   nell'ambito della rimodulazione dell'offerta delle attività svolte
  dai  distretti e dagli altri presidi che insistono sul  territorio,
  la    legge    regionale   5/2009   dispone   la   riorganizzazione
  dell'assistenza  in una logica di rete di servizi in  relazione  ai
  fabbisogni   di  salute,  prevedendo  l'istituzione   dei   presidi
  territoriali di assistenza (PTA) collegati in modo capillare con la
  rete dei servizi. Infatti, l'art. 12, comma 8, della suddetta legge
  definisce  i  il  PTA 'il punto di accesso alla rete  territoriale,
  anche attraverso il Centro Unico di Prenotazione (C.U.P.), al  fine
  di  garantire  in  modo capillare l'erogazione  di  prestazioni  in
  materia  di  cure  primarie' e di altri servizi  di  natura  socio-
  assistenziale;

   così  come concepito, il PTA è una nuova formula di organizzazione
  dell'assistenza,  strutturata  per  facilitare   il   percorso   ai
  cittadini  sia  verso le componenti assistenziali  all'interno  del
  sistema di cure primarie (MMG - medici di medicina generale e PLS -
  pediatri  di  libera  scelta) sia verso la  collaborazione  con  le
  amministrazioni locali per il soddisfacimento dei bisogni di natura
  socio-sanitaria;

   tali  presidi, per la cui realizzazione possono essere  utilizzate
  anche  strutture  già esistenti, sono costituiti da un'aggregazione
  funzionale di più servizi territoriali attivi 24 ore. Essi  erogano
  i  servizi sanitari di base assicurando la stretta integrazione del
  medico  di  famiglia  e  del  pediatra di  libera  scelta  con  gli
  specialisti poliambulatoriali pubblici e privati e con i servizi di
  continuità assistenziale (ex guardia medica), i punti prelievo,  il
  punto   lastre,  gli  ambulatori  infermieristici,  i  servizi   di
  valutazione    multidimensionale   per   l'accesso   all'assistenza
  domiciliare,  il  consultorio  familiare,  i  servizi   di   lungo-
  assistenza e riabilitazione, garantendo l'accesso unico alle  cure,
  attraverso  il PUA (punto unico di accesso). All'interno  del  PTA,
  inoltre,  nel  PUA  alle  cure  territoriali  sarà  realizzato  uno
  sportello  di  'informazione e indirizzamento'  delle  persone  con
  patologie croniche e con disabilità al fine di favorire l'accesso a
  percorsi assistenziali facilitati;

   nei  PTA  cittadini di maggiori dimensioni troverà allocazione  un
  'punto  di primo intervento', la cui finalità sarà quella di  poter
  gestire  urgenze di basso o medio livello, evitando di  intasare  i
  pronto  soccorso  per problemi minori. Nei presidi periferici,  più
  distanti  dai grossi presidi ospedalieri, potrà essere allocato  un
  PTE  (punto  territoriale di emergenza), con apertura per  24  ore,
  collegato  alla  rete di emergenza-urgenza 118, in  modo  da  poter
  trasferire    rapidamente   i   pazienti   che    necessitano    di
  ospedalizzazione e poter invece curare in loco le emergenze minori;

   nelle  previsioni  di  indirizzo e negli  atti  di  programmazione
  relativi   alla  rimodulazione  della  rete  ospedaliera,   i   PTA
  dovrebbero  essere  presenti  sul territorio  della  Regione  nella
  misura  di uno ogni 70.000/120.000 abitanti, fatte salve le deroghe
  derivanti  da  particolari orografiche e da peculiari esigenze  del
  territorio,  tenendo  conto, comunque, dei contesti  demografici  e
  della rete dei servizi già presenti nel territorio;

   considerato che:

   negli  scenari operativi dei PTA, è di fondamentale importanza  il
  ruolo dei medici di medicina generale (MMG), dei pediatri di libera
  scelta (PLS) e degli specialisti convenzionati e esterni; le  forme
  associative  di  queste categorie di operatori  nelle  varie  forme
  (monoprofessionali o multiprofessionali) devono costituire il primo
  punto di riferimento per i cittadini, in tal senso il nuovo accordo
  nazionale   della   medicina  generale  individua   nuove   formule
  aggregative  (associazioni  funzionali  quali  le  AFT-aggregazioni
  funzionali  territoriali e forme più gestionali quali le UCCP-unità
  complesse   cure   primaria)  che  dovranno   essere   gradualmente
  implementate nel sistema;

   al    fine   di   realizzare   un   effettivo   collegamento   tra
  l'associazionismo  dei  MMG/PLS, le ASP  devono  tenere  conto  sia
  dell'attività  specialistica ambulatoriale che  viene  erogata  dai
  poliambulatori  distrettuali  che di  quella  erogata  dai  presidi
  ospedalieri  pubblici  e  privati accreditati,  che  di  fatto  può
  intendersi  come  un'attività territoriale erogata  in  un  setting
  ospedaliero;

   ritenuto che:

   a  tutt'oggi, sia le previsioni legislative contenute  nella  l.r.
  5/2009, sia le linee guida emanate, restano attuali e assolutamente
  condivisibili;

   nella conferenza di presentazione delle linee guida fatta nella VI
  Commissione  legislativa permanente 'Servizi  sociali  e  sanitari'
  all'ARS  nel  mese di febbraio 2010, l'Assessore regionale  per  la
  salute ha affermato che nel volgere di pochi mesi gli effetti della
  riforma e l'introduzione dei PTA nel sistema avrebbero dato i  loro
  effetti;

   per  poter realizzare quanto nelle previsioni istitutive dei  PTA,
  al    fine   di   garantire   continuità   oraria   e   qualitativa
  nell'erogazione  delle  prestazioni e  dei  servizi,  è  necessario
  individuare il personale attraverso nuove assunzioni, ovvero con la
  riapertura  degli  accreditamenti e/o con l'aumento  delle  ore  ai
  medici specialisti convenzionati;

   per sapere:

   quanti  PTA  siano  stati attivati e siano in atto  operativi  sul
  territorio della Regione;

   i motivi per cui ad oggi intere province della Regione non abbiano
  alcun PTA attivo;

   se  siano  state avviate le procedure di selezione  del  personale
  necessario  attraverso nuove assunzioni ovvero  con  la  riapertura
  degli   accreditamenti  e/o  con  l'aumento  delle  ore  ai  medici
  specialisti convenzionati». (2037)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                            BUFARDECI

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e all'Assessore per l'energia e i servizi  di  pubblica
  utilità,  premesso  che la gravissima siccità che  ogni  anno,  con
  puntualità,  si  manifesta in tutta la Sicilia,  è  dovuta  sia  ai
  cambiamenti climatici planetari che interessano anche l'Isola,  sia
  all'assenza  di  politiche organiche che  affrontino  seriamente  i
  problemi   dell'assetto  del  territorio,  dell'approvvigionamento,
  dell'uso razionale e compatibile delle risorse idriche;

   considerato che:

   nella  maggior  parte delle zone irrigue della Sicilia  la  scarsa
  disponibilità di acqua ha compromesso non solo le colture orticole,
  ma  la  stessa  sopravvivenza  delle colture  arboree  (agrumeti  e
  frutteti)   con   conseguenze  drammatiche  per   l'agricoltura   e
  l'economia dell'intera isola;

   l'approvazione  nel  2003  di una 'Carta  della  vulnerabilità  al
  rischio  di  desertificazione in Sicilia' da parte dell'Assessorato
  del  territorio non si è tradotta in interventi concreto a sostegno
  delle aree più colpite dai fenomeni siccitosi;

   ad  oggi  la  Regione  siciliana non ha ancora  una  politica  che
  valorizzi  il  patrimonio di conoscenze e  di  esperienza  presenti
  negli   enti  che  hanno  affrontato  il  problema  della  scarsità
  dell'acqua;

   per sapere:

   quali iniziative intendano assumere per fronteggiare la gravissima
  situazione che ha investito l'agricoltura siciliana, in particolare
  per quanto riguarda:

   l'utilizzo  delle  acque,  comprese  quelle  utilizzate   per   la
  produzione  di  energia elettrica, secondo  i  bisogni  reali  e  i
  criteri  di  equità  e  solidarietà fra i  diversi  territori  e  i
  comparti  agricoli  dell'isola, che eviti dannose  contrapposizioni
  territoriali o di comparto;

   la  priorità  di mantenere in vita le colture arboree (agrumeti  e
  frutteti);

   la  necessità  di  superare  la politica  dell'emergenza  e  della
  straordinarietà, adoperandosi fin da ora per dotare la  Sicilia  di
  un nuovo quadro normativo indispensabile per un governo democratico
  ed  ordinario  delle risorse idriche per i diversi  usi  (potabile,
  agricolo ed industriale);

   la  definizione del programma delle opere indispensabili nel breve
  e nel medio periodo per fronteggiare la situazione che, con i venti
  di  scirocco  ed  il  prevedibile  aumento  delle  temperature,  si
  determinerà puntualmente nei mesi estivi». (2038)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              FERRARA

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e alimentari, premesso che il dipartimento regionale  per
  le  politiche della pesca attraverso il portale 'Sicilian  fish  on
  the road' ha lanciato un programma promozionale inteso a promuovere
  un  tour  itinerante in diverse città italiane ed  europee  per  la
  valorizzazione   del  pescato  e  dei  prodotti   dell'acquacoltura
  siciliani;

   considerato che il calendario di 'Sicilian fish on the road' tocca
  diverse  città, tra cui Milano, Torino, Verona, Bruxelles  Colonia,
  Copenaghen,  Vienna  e Parma, in un periodo  che  va  da  giugno  a
  settembre 2011;

   alle  diverse  tappe parteciperà uno staff nutrito di  personalità
  pubbliche,  tra  cui la nota giornalista del programma  Rai  'Linea
  blu',  Donatella Bianchi, lo chef Natale Giunta e alcuni  operatori
  del settore come il direttore di Federpesca ricerca e sviluppo srl,
  il presidente dell'organizzazione produttori di pesca di Trapani  e
  la   dirigente  di  ricerca  e  coordinatore  dell'Inran  (Istituto
  nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione);

   ritenuto  che, per quanto autorevoli, le personalità  invitate  al
  seguito  del  tour  'Sicilian fish on  the  road'  non  soddisfano,
  specialmente per la parte relativa agli operatori del  settore,  le
  esigenze   più   volte   rappresentate  all'Assessorato   regionale
  competente   di   coinvolgimento  di  tutti  rappresentanti   delle
  marinerie   siciliane   che,   a   buon   diritto,   lamentano   la
  discriminazione  nella  convocazione  alla  promozione  del   tour,
  essendo presente solo la provincia di Trapani;

   ricordato  che  in ogni tappa della manifestazione è  prevista  la
  degustazione del pescato, così come previsto dal programma  teso  a
  promuovere  le specie eccedentarie del cosiddetto pesce  povero,  e
  che   appare  quanto  mai  incongrua  l'esclusiva  presenza   della
  marineria  trapanese e di rappresentanti istituzionali i cui  costi
  di presenza sono a carico della pubblica amministrazione;

   per sapere:

   quali  siano le risorse utilizzate dall'amministrazione  regionale
  per  promuovere il 'Sicilian fish on the road 2011' e quali i costi
  sostenuti per la realizzazione della predetta manifestazione;

   quali siano i benefici e quali le ricadute positive per l'economia
  siciliana  e se sia stato predisposto preventivamente un piano  per
  la  razionalizzazione della distribuzione delle risorse in  maniera
  equa,  rispettando  le  giuste  richieste  di  tutte  le  marinerie
  siciliane ad essere rappresentate internazionalmente;

   quali  siano  i  contratti commerciali conclusi con gli  operatori
  della  pesca  siciliana  e quali quelli attesi  a  conclusione  del
  programma;

   quali  siano  i  risultati attesi da parte del dipartimento  della
  pesca  dopo avere promosso presso le grandi città europee descritte
  in premessa tale manifestazione». (2040)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

                 D'ASERO - DI MAURO - DI BENEDETTO - CIMINO - MANCUSO
                                          LEONTINI - FORMICA - CAPUTO

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  salute  e
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro,
  premesso che:

   S.E.U.S.  s.c.p.a.  (Sicilia  Emergenza-Urgenza  Sanitaria)  è  la
  società  consortile  per  azioni a capitale  interamente  pubblico,
  costituita  il  22  dicembre 2009 tra la Regione  siciliana  (socio
  pubblico  di  maggioranza)  e  le aziende  del  servizio  sanitario
  regionale;

   l'oggetto  sociale  della  società  attiene  all'organizzazione  e
  gestione  del servizio di trasporto di emergenza-urgenza  sanitaria
  nell'ambito del servizio emergenza-urgenza siciliano;

   tra i predetti compiti rientra l'espletamento di tutte le attività
  strumentali  connesse  alla  gestione del  rapporto  con  l'utenza,
  nonché  di  tutte  le  attività previste  dalla  vigente  normativa
  nazionale  e regionale in materia di emergenze e di organizzazione,
  qualificazione e formazione del personale addetto al  servizio;  la
  garanzia della pari opportunità di trattamento a tutti i residenti,
  cittadini   comunitari  e  stranieri  presenti  in  Sicilia   anche
  temporaneamente;  il perseguimento del miglioramento  dei  tempi  e
  dell'appropriatezza   degli  interventi  di   soccorso   attraverso
  l'implementazione  di  nuove  tecnologie,  la   formazione   e   la
  partecipazione attiva del personale; l'affermazione  del  principio
  di  umanizzazione  del sistema di soccorso sanitario;  l'assunzione
  dello  svolgimento delle attività di trasporto esterno  ed  interno
  alle strutture delle aziende del servizio sanitario regionale,  dei
  trasporti  primari  in emergenza urgenza; dei trasporti  secondari;
  del trasporto del sangue; del trasporto degli organi; del trasporto
  di  emergenza neonatale e della rete dell'infarto miocardio  acuto;
  l'assistenza  ad  eventi diversi, del sistema di protezione  civile
  (maxiemergenze, incidenti maggiori); del sistema di  difesa  civile
  NBCR; dell'assistenza sanitaria al personale militare dell'Esercito
  in operazioni di disinnesco di ordigni bellici e di tutti i servizi
  a  supporto  delle  attività di emergenza-urgenza realizzate  dalle
  aziende sanitarie regionali socie;

   il  perseguimento degli scopi sociali avviene attraverso personale
  qualificato,  in  possesso dei titoli idonei per  la  qualifica  di
  autista-soccorritore; personale impiegato e  collocato  secondo  la
  graduatoria generale di settore;

   considerato che:

   SEUS  scpa cura la formazione e la pubblicazione della graduatoria
  generale  del  personale, sulla base del punteggio e  dei  relativi
  criteri   di   valutazione,  di  concerto  con  le   organizzazioni
  sindacali;

   in  detta  società sono transitati anche gli operatori  ex  L.S.U.
  (già  in  forza  alla  SI.S.E.-Siciliana  Servizi  Emergenza  spa),
  altamente  qualificati e assunti ex l.r. 24/2000 e  l.r.  2/2001  a
  seguito  di  corso-concorso, in possesso di attestato professionale
  rilasciato dall'ente di formazione CIAPI;

   il  contratto  di assunzione dei suddetti lavoratori, formalizzato
  nel gennaio del 2006, assicura agli stessi la priorità nella scelta
  della destinazione sul territorio della Regione siciliana, entro  i
  limiti  di  distanza della sede lavorativa rispetto alla  residenza
  (non superiore ai 50 km);

   sulla  scorta  di  dette previsioni normative e contrattuali,  gli
  operatori LSU in questione hanno effettuato precise scelte di vita,
  anche  in funzione delle esigenze familiari, meritevoli di doverosa
  tutela e garanzia;

   atteso che:

   in data 28 giugno 2011 è stata pubblicata la graduatoria generale,
  aggiornata  sulla  base dei nuovi parametri  introdotti,  anche  su
  iniziativa   delle  organizzazioni  sindacali,  con  il  dichiarato
  intento  di dare 'valenza e dignità anche al lavoro svolto a  tempo
  determinato o interinale';

   in  particolare,  con  precedente  nota  del  26  aprile  2011  n.
  3415/UPR, la società ha espresso la volontà di riconoscere, ai fini
  dell'inserimento  nella  graduatoria generale,  anche  il  servizio
  prestato, nell'ambito SEUS, dai lavoratori 'interinali' e 'a  tempo
  determinato';

   detta  decisione  si pone, tuttavia, in aperto  contrasto  con  le
  previsioni   normative  e  contrattuali  e   lede   gravemente   ed
  ingiustificatamente  i  diritti dei lavoratori  in  possesso  della
  qualifica di 'autista-soccorritore' (ex LSU);

   in   base  alla  recente  formulazione  della  citata  graduatoria
  generale,  infatti, il predetto personale ex LSU è collocato  nella
  cosiddetta  'terza fascia', senza alcuna garanzia  in  ordine  alla
  scelta  della  sede  dell'ambito territoriale  di  servizio  e  con
  l'obbligo di mobilitazione;

   ritenuto che:

   la redazione della graduatoria generale risponde alla necessità di
  assicurare   e   preventivare  la  funzionale   distribuzione   sul
  territorio regionale delle risorse umane disponibili, nel  rispetto
  delle  diverse  e  specifiche esigenze manifestate dalle  strutture
  destinatarie;

   la  pubblicazione e la partecipazione dei criteri di  elaborazione
  della  predetta  graduatoria generale assicurano  il  rispetto  dei
  criteri  di trasparenza, efficienza e regolarità dell'azione  della
  pubblica  amministrazione,  essendo  propedeutiche,  proprio,  alla
  verifica  ed  al controllo da parte dei consociati, attraverso  gli
  organi preposti;

   il  mancato  rispetto delle procedure di formazione  della  citata
  graduatoria   preoccupa  i  lavoratori  ex  LSU,  collocati   nella
  cosiddetta  terza  fascia, in applicazione dei nuovi  parametri,  i
  quali  non  fanno  alcun  riferimento alla valenza  dei  titoli  di
  formazione professionale né ai titoli di assunzione;

   i  lavoratori  ex  LSU  con  attestato  di  'autista-soccorritore'
  invocano, con forza, il rispetto delle previsioni di legge e  degli
  accordi contrattuali;

   per sapere:

   quale  posizione intendano assumere in relazione alla legittima  e
  comprensibile  richiesta,  avanzata  dai  lavoratori  ex  LSU   con
  attestato  di  'autista-soccorritore', concernente il rispetto  del
  contratto di assunzione;

   quali  siano  i  provvedimenti immediati volti  alla  applicazione
  della normativa di riferimento del settore;

   se  non  ritengano,  comunque, utile  avviare  un  tavolo  con  le
  organizzazioni sindacali, la SUES scpa e le categorie di lavoratori
  interessate, finalizzato, nel breve termine, alla concertazione dei
  criteri  di redazione della graduatoria generale e, nel  più  lungo
  periodo,  alla predisposizione del contratto integrativo aziendale,
  nel  rispetto  della  dignità e dei diritti di tutti  i  lavoratori
  interessati». (2041)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                               ARICO'

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   è giunta pochi giorni fa a tutti i sig.ri deputati della Regione e
  contestualmente   al  sig.  Presidente  della  Regione,   al   sig.
  Presidente  della Repubblica, al sig. Presidente del Consiglio  dei
  Ministri, al sig. Prefetto di Palermo, ai sig.ri senatori, deputati
  ed  eurodeputati eletti in Sicilia, ai sig.ri Assessori del Governo
  della  Regione  siciliana, al sig. dirigente generale  dipartimento
  regionale  dell'istruzione  e della formazione  professionale,  una
  accorata   lettera,  dai  toni  alquanto  disperati,  firmata   dai
  dipendenti CEFOP;

   nella  suddetta lettera i lavoratori del CEFOP lamentano di essere
  stati  privati della loro fonte di sostentamento, ovvero  del  loro
  stipendio,   senza   il   quale  è  facilmente   immaginabile   che
  'sopravvivere è divenuta già da tanto tempo un'ardua impresa', come
  testualmente si legge nella missiva;

   considerato che:

   l'ente  di  formazione CEFOP è uno dei più grandi  dell'Isola  con
  circa un migliaio di dipendenti sparsi fra le nove province;

   la disperazione tra questi lavoratori diventa sempre più tangibile
  e fa paventare gesti inconsulti;

   è  un grido disperato che viene lanciato a tutte le istituzioni da
  lavoratori  cui  è negato il pane quotidiano che il proprio  lavoro
  dovrebbe consentire di guadagnare;

   considerato inoltre che:

   molti  di essi si sono visti negare persino la possibilità  di  un
  prestito  da  parte  degli gli istituti di credito  allorché  hanno
  dichiarato di essere dipendenti di enti di formazione professionale
  e pertanto sono stati costretti a ricorrere a prestiti usurai;

   tutto   ciò   spinge  migliaia  di  famiglie  sul  lastrico,   con
  conseguenze sociali indominabili;

   recentemente  un  gruppo di mamme dipendenti  del  Cefop  che  non
  percepiscono  lo  stipendio da più di un anno,  insieme  ai  propri
  bambini, destinatari innocenti dello stato di indigenza in cui sono
  stati   precipitati  i  loro  genitori,  hanno  occupato  la   sede
  dell'Assessorato regionale della formazione professionale a seguito
  del  diniego  di  un  incontro  con  l'assessore  Centorrino  e  il
  dirigente  del  dipartimento,  dottor  Albert,  ai  quali  volevano
  esporre  la  loro  drammatica situazione arrivata al  limite  della
  sopportazione, tale da non poter più garantire ai loro  bambini  il
  latte,  i  pannolini  ed il soddisfacimento dei  loro  bisogni  più
  essenziali;

   ritenuto che:

   la   situazione  in  cui  versano  i  lavoratori  del  CEFOP   può
  determinare  un pericoloso clima di tensione sociale  per  l'ordine
  pubblico  e  gesti  sconsiderati da parte di chi  versa  nella  più
  totale esasperazione;

   la  situazione  dei dipendenti del CEFOP è ancora  più  drammatica
  degli  altri dipendenti di enti di formazione, posto che  l'ente  è
  stato estromesso dal PROF 2011 poiché non in regola con il DURC;

   atteso che:

   in  data odierna il TAR si è pronunciato negativamente sul ricorso
  avanzato dall'ente contro il provvedimento dell'Assessorato;

   i lavoratori non possono certamente pagare le colpe degli enti non
  in regola e nemmeno la inoculatezza dell'amministrazione regionale,
  che   avrebbe  dovuto  controllare  preventivamente  la  regolarità
  amministrativa degli enti destinatari di finanziamenti pubblici;

   per sapere:

   alla luce del pronunciamento odierno del TAR, quali misure urgenti
  si intendano adottare per porre fine alla incresciosa e paradossale
  situazione  in  cui versano i dipendenti del CEFOP, vittime,  senza
  colpa,  delle inadempienze del proprio ente, nonché di una  carente
  gestione della formazione professionale in Sicilia;

   se  non ritengano di dover procedere all'immediato pagamento delle
  retribuzioni   arretrate  maturate  dai   lavoratori,   nonché   di
  commissariare  l'ente,  onde  garantire,  attraverso  una  gestione
  straordinaria,  la  continuità lavorativa a detti  operatori  della
  formazione  professionale sulle cui spalle non possono certo  farsi
  gravare le colpe altrui;

   per  quali motivi, nonostante abbiano assunto precedenti e precisi
  impegni  nei  confronti  dei  lavoratori  del  CEFOP  rispetto   al
  pagamento  di  parte degli stipendi arretrati, non li  abbiano  poi
  mantenuti;

   dove  siano  i  60  milioni promessi sul 2011  necessari  per  non
  gettare nella disperazione famiglie di lavoratori;

   quali provvedimenti siano stati posti in essere per l'integrazione
  del fondo di garanzia, insufficiente a coprire il costo di tutto il
  personale;

   quali  iniziative siano state sinora assunte dal Governo regionale
  in  merito alla necessaria ed urgente ristrutturazione del  settore
  della  formazione professionale siciliana, alla creazione dell'albo
  regionale  dei  formatori, alla riqualificazione  del  personale  e
  all'utilizzazione dei fondi nazionali per la ristrutturazione degli
  enti con incentivi per i prepensionamenti;

   se  e quali garanzie, infine, siano state predisposte a tutela  di
  tutti i lavoratori della formazione a seguito dello spostamento dei
  PROF    sul   fondo   sociale   europeo,   così   come   annunciato
  dall'Assessore,  atteso  che  il fondo  europeo  non  garantisce  i
  diritti di maternità, di malattia ed altro». (2042)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                               ARICO'

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la  riforma  sanitaria  posta  in essere  dall'Assessorato  Salute
  prevede  l'accorpamento degli ospedali Maddalena  Raimondi  di  San
  Cataldo e Sant'Elia di Caltanissetta;

   a riforma conclusa, il nosocomio nisseno sarà dotato di importanti
  nuovi reparti che daranno lustro all'intera sanità provinciale;

   l'ospedale  Sant'Elia è attualmente interessato  da  lavori  edili
  finalizzati alla realizzazione di un plesso che accoglierà il nuovo
  pronto soccorso, la piastra di emergenza e altri reparti;

   considerato che:

   l'ospedale  dovrebbe  essere il luogo in cui  vengono  accuditi  e
  curati i malati e, pertanto, vi è la necessità che i locali adibiti
  a  nosocomio siano sicuri, puliti e consoni alle esigenze igienico-
  sanitarie intrinseche alla destinazione d'uso;

   l'ospedale  Sant'Elia,  non potendo più  contare  sull'ausilio  di
  molti reparti dei vicini ospedali di San Cataldo e Mazzarino, è  il
  punto  di  riferimento  per  l'intera  sanità  provinciale  con  il
  conseguente aumento di degenti;

   come testimoniato dall'utenza:

   in  alcuni  reparti  le porte dei servizi igienici  si  presentano
  scardinate,  rendendo  indivisi  gli  ambienti  di  servizio  e  di
  degenza;

   lungo  i  corridoi del reparto di malattie infettive, le porte  di
  uscita  di  emergenza,  oltre ad essere  sprovviste  di  maniglione
  antipanico, hanno il senso di apertura verso l'interno;

   i   malati   oncologici  sono  costretti  ad   attraversare,   per
  raggiungere  il  proprio  reparto, l'unità  operativa  di  malattie
  infettive mettendo a serio rischio la propria già precaria salute;

   sottolineato   che,  così  come  previsto  dal   bando   regionale
  dell'Assessorato  Salute, l'organizzazione  'Cittadinanza  Attiva',
  attraverso  l'audit  civico, sta attualmente  compiendo  un'analisi
  critica  e  sistematica dell'azione e dello stato dei luoghi  delle
  aziende sanitarie;

   per sapere:

   se  siano  a  conoscenza  dell'irriguardoso  stato  in  cui  versa
  l'ospedale Sant'Elia;

   se  non ritengano opportuno che l'azienda sanitaria nissena  ponga
  in  essere tutte le iniziative necessarie affinché vengano  risolte
  le emergenze descritte in premessa;

   se   intendano   pubblicare  in  tempi  celeri  i  risultati   del
  monitoraggio effettuato da 'Cittadinanza Attiva' attraverso l'audit
  civico  e,  contestualmente, dare mandato alla stessa associazione,
  congiuntamente   al  tribunale  del  malato,  di   verificare   se,
  successivamente,  l'amministrazione sanitaria abbia  effettivamente
  provveduto a risolvere le disfunzioni qui denunciate». (2043)

             (L' interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                          TORREGROSSA

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la mobilità e all'Assessore per le attività produttive, premesso
  che:

   la  Siciliacque ha evidenziato il blocco dei lavori della condotta
  idrica   Gela  -  Licata  -  Palma  di  Montechiaro,   lavori   che
  rappresentano  un  appalto importante per la realizzazione  di  una
  fondamentale   opera  pubblica.  La  realizzazione   dell'opera   è
  attualmente  compromessa,  a  causa di  alcuni  condizionamenti  di
  carattere  ambientale che impediscono al raggruppamento di  imprese
  di ultimare la condotta idrica. Alcuni privati, infatti, nonostante
  le autorizzazioni concesse, impediscono la posa della condotta e la
  realizzazione di lavori di ultimazione della rete idrica;

   considerato   che   l'ultimazione  dei  lavori   rappresenta   una
  importante  ed indispensabile costruzione di un'opera  pubblica  la
  cui  realizzazione consentirebbe di risolverebbe i problemi  annosi
  legati alla mancanza di acqua in tutto il territorio di Agrigento e
  dell'intera provincia;

   ritenuto  che  la  realizzazione  dell'opera  pubblica  è  costata
  milioni  di  euro e che la resistenza di alcuni soggetti  oltre  ad
  impedire  la  realizzazione dell'opera sta anche condizionando,  in
  negativo, lo sviluppo del territorio;

   per sapere:

   se  abbiano  o  intendano adottare i provvedimenti  opportuni  per
  conoscere lo stato dei lavori di realizzazione e ultimazione  della
  condotta idrica Gela - Licata - Palma di Montechiaro;

   se  risulti  a  verità  che  i  lavori di  ultimazione  sarebbero,
  attualmente,  bloccati  per  la condotta  di  alcuni  soggetti  che
  impediscono la realizzazione degli stessi;

   se  abbiano  o  intendano  adottare  opportuni  provvedimenti  per
  consentire la realizzazione e l'ultimazione dei lavori, atteso  che
  trattasi  di  opera  pubblica utile e necessaria  per  il  servizio
  pubblico  ai  cittadini e per la cui realizzazione sono  già  stati
  spesi somme di denaro pubblico». (2051)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
  l'identità siciliana e all'Assessore per il turismo, lo sport e  lo
  spettacolo, premesso che:

   l'Assessore  regionale  per  i beni  culturali  ha  consentito  ai
  dipendenti   in  servizio  presso  il  sito  monumentale   'Palazzo
  Abatellis' un aumento delle giornate retribuite;

   tale concessione determina la sottrazione delle risorse necessarie
  ed indispensabili per mantenere l'apertura di altri monumenti tra i
  quali il chiostro di Monreale;

   in  questo modo, si determinerà un danno non solo alla cultura, in
  quanto  verrebbe  limitata la fruibilità del  sito  monumentale  di
  importanza storica ed artistica quale è il chiostro dei Benedettini
  di Monreale - rarissimo esempio di arte bizantina;

   si  determinerà anche un danno economico alle attività  produttive
  della città di Monreale legate al comparto del turismo;

   la   scelta  dell'Assessore  evidenzia  un  disinteresse  per   il
  monumento  monrealese,  atteso che il  chiostro  resta  chiuso  tre
  giorni   a   settimana  per  problemi  legati   al   personale   e,
  conseguentemente  è  a  rischio  chiusura  per  la  sottrazione  di
  ulteriori risorse;

   considerato che:

   il  gettito di incasso è notevole in quanto il costo del biglietto
  di ingresso è pari ad otto euro a turista;

   trattasi  di un sito monumentale di grande importanza storica  che
  richiama  l'attrazione di molti visitatori  e  di  turisti  durante
  l'intero arco dell'anno;

   ritenuto che:

   la Regione deve garantire la fruizione di tutti i siti culturali e
  monumentali senza determinare disparità di trattamento;

   all'interno del personale della Regione esistono le risorse atteso
  che si trovano impiegati numerosi 'custodi';

   per sapere:

   le  argomentazioni e le motivazione per le quali il Governo  della
  Regione  ha  preferito  garantire  il  sito  di  Palazzo  Abatellis
  riducendo,  quindi,  le  risorse del chiostro  dei  Benedettini  di
  Monreale;

   quali  provvedimenti  abbiano o intendano adottare  per  garantire
  l'apertura del chiostro dei Benedettini di Monreale;

   quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per garantire  la
  presenza  dei custodi all'interno dei siti monumentali in  modo  da
  tutelare  la fruibilità di tutti i siti senza creare situazioni  di
  disparità di trattamento;

   quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per verificare se
  vi  siano  custodi che si trovano in servizio presso  altri  uffici
  regionali  e  non  in  servizio presso gli uffici  di  competenza».
  (2052)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la mobilità, premesso che i tecnici dell'ANAS hanno disposto  la
  chiusura  della  strada statale che conduce al  comune  di  Polizzi
  Generosa e lo collega con l'ingresso di Scillato. Conseguentemente,
  il comune di Polizzi è tagliato fuori da ogni accesso ufficiale. Il
  provvedimento è stato disposto dai tecnici dell'Anas a  seguito  di
  un  sopralluogo  dopo  il distacco di massi che  hanno  ferito  due
  persone e per il quale vi è anche l'intervento della Procura  della
  Repubblica  presso  il  Tribunale di Termini Imerese.  La  chiusura
  dell'asse viario, inoltre, determina danni non solo ai cittadini ma
  anche  alle categorie produttive atteso che il territorio  vive  un
  momento di isolamento;

   considerato che:

   occorre  verificare  lo  stato  della  viabilità  e  valutare  gli
  interventi  di somma urgenza per avviare la conseguente  riapertura
  della strada;

   in  questo  momento  il territorio delle Madonie  rientra  tra  le
  località più gradite agli italiani;

   ritenuto  che  per  problemi  di viabilità  si  rischia  non  solo
  l'isolamento  di  alcuni  dei  comuni  più  suggestivi  dell'intero
  comprensorio delle Madonie, ma anche danni all'economia locale;

   per sapere:

   quali  provvedimenti abbia o intendano adottare per il  ripristino
  delle  condizioni  di  viabilità della strada  Polizzi  Generosa  -
  Scillato per garantire la transitabilità;

   quali provvedimenti abbiano o intendano adottare per provvedere al
  potenziamento  degli  interventi di miglioramento  della  viabilità
  delle Madonie ed evitare l'isolamento del comune madonita». (2054)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  salute  e
  all'Assessore per l'economia, premesso che:

   da  notizie  giornalistiche  è emersa la  situazione  economica  e
  finanziaria di quattro aziende sanitarie che, pare, abbiano sforato
  il budget determinando ingenti debiti;

   la  questione,  oltre  ad  evidenziare la  gestione  dei  manager,
  investe   direttamente  il  responsabile  politico,  l'   Assessore
  regionale per la salute, in quanto ha nominato e scelto i dirigenti
  sulla base del principio della fiducia e della competenza;

   considerato  che  la  sanità siciliana è  al  centro  di  numerose
  polemiche sia a causa dei tristi eventi che hanno riguardato alcuni
  presidi sanitari della regione per il decesso di cittadini, sia per
  talune scelte che hanno comportato la chiusura di alcuni ospedali o
  il  ridimensionamento di molti reparti determinando, come  effetto,
  una inefficienza del servizio sanitario;

   ritenuto  che  la  spesa sanitaria incide  in  modo  notevole  sul
  bilancio  regionale e che, attualmente, si sono verificati numerosi
  disservizi ed inefficienze in danno dei cittadini;

   per sapere:

   l'esatto  ammontare, la natura del debito e le cause che avrebbero
  determinato il gravissimo sforamento delle aziende sanitarie;

   quali  provvedimenti abbiano o intendano adottare per evitare  che
  il dissesto possa gravare sui cittadini;

   quali  provvedimenti  abbiano  o intendano  adottare  per  evitare
  disservizi  ed  inefficienze ai cittadini e per garantire  loro  il
  diritto  alla  salute  ed  il diritto alla  fruibilità  di  servizi
  efficienti e sicuri». (2055)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   il  riconoscimento  delle invalidità civili  è  una  funzione  che
  attualmente  viene svolta dalle commissioni speciali  composte,  in
  alcuni   casi,   da   soggetti  che  ricoprono  cariche   e   ruoli
  istituzionali nella stessa circoscrizione ove operano e svolgono le
  medesime funzioni;

   le  predette  commissioni hanno un costo per la spesa pubblica  e,
  nell'ottica della razionalizzazione della spesa, sarebbe necessario
  ed  utile  trasferire  le  competenze e le funzioni  ai  funzionari
  dell'ASP;

   considerato che la soppressione delle commissioni speciali, da  un
  alto, consentirebbe una notevole riduzione della spesa pubblica  e,
  dall'altro,  consentirebbe  di ottenere una  migliore  trasparenza,
  atteso  che,  in  alcuni casi, i componenti della commissione  sono
  politici   o   soggetti   che  ricoprono  incarichi   pubblici   ed
  istituzionali;

   ritenuto che occorre verificare le funzioni e le competenze  delle
  commissioni speciali e la possibilità di trasferirle ai  funzionari
  delle ASP;

   per sapere:

   se  intendano  adottare  provvedimenti di razionalizzazione  della
  spesa pubblica anche mediante la soppressione delle commissioni per
  le   invalidità  civili  ed  il  trasferimento  delle  funzioni  ai
  funzionari delle ASP di competenza;

   se  abbiano  conoscenza  dei soggetti che compongono  le  predette
  commissioni  e  se  tra i componenti vi siano  anche  soggetti  che
  ricoprono incarichi, cariche o ruoli istituzionali e pubblici;

   se    intendano   adottare   opportuni   provvedimenti    relativi
  all'estinzione  delle  commissioni speciali per  il  riconoscimento
  delle invalidità civili con conseguente trasferimento di competenza
  e funzioni alle ASP locali». (2057)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   nel  corso del mese di agosto si sono verificati numerosi  episodi
  di  incendio  che hanno interessato una vasta area  del  territorio
  monrealese compreso tra Casaboli, Giacalone e San Martino. Nel giro
  di  poche settimane, infatti, sono stati distrutti oltre 100 ettari
  di patrimonio boschivo;

   verosimilmente, si tratterà di incendi di origine  dolosa,  atteso
  che  sono  state  colpite aree di grande interesse  territoriale  e
  paesaggistico e collocate temporalmente in un momento in cui  è  in
  corso il lavoro sul piano regolatore generale;

   considerato  che  sono state distrutte alcune aree  paesaggistiche
  più  importanti  di  Monreale  e che  tali  incendi  possono  anche
  determinare pericoli e rischi di natura idrogeologica;

   ritenuto  che si reputa necessario elevare i livelli di  controllo
  del  territorio  delle aree più a rischio al fine di  garantire  la
  sicurezza dei cittadini e dell'assetto territoriale;

   per sapere:

   quali  provvedimenti abbiano o intendano adottare per aumentare  i
  livelli  di  controllo e di sicurezza delle aree del territorio  di
  Monreale a rischio incendi di natura dolosa;

   quali  provvedimenti abbiano o intendano adottare per la sicurezza
  del territorio e delle aree boschive di Monreale». (2058)

                                                    CAPUTO - POGLIESE

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore per le risorse agricole e  alimentari,
  premesso che:

   il  PSR  (programma  di sviluppo rurale) della  Sicilia  2007-2013
  dovrebbe   consentire  l'attuazione  di  interventi   necessari   a
  sostenere lo sviluppo del settore agricolo, alimentare e forestale,
  nonché  la  conservazione  e  valorizzazione  dell'ambiente  e   lo
  sviluppo  sostenibile  dei  territori  rurali  della  Regione   nei
  prossimi sette anni;

   il  budget previsto per realizzare questo obiettivo ammonta a  2,1
  miliardi di euro di risorse pubbliche (di cui 1,2 comunitarie) e si
  articola  su quattro 'assi' (competitività, agro-ambiente, sviluppo
  rurale e approccio leader), a cui aggiungere l'assistenza tecnica e
  circa  30  'misure',  che  definiscono gli  ambiti  dell'intervento
  regionale per le aree rurali;

   la misura 226, dal titolo 'Ricostituzione del potenziale forestale
  ed  introduzione di interventi preventivi' - attuata sulla base del
  programma  di  sviluppo rurale 2007/13 approvato dalla  Commissione
  europea  con  decisione  CEE (2008) 735  del  18  febbraio  2008  e
  adottato dalla Giunta regionale di Governo con delibera n.  48  del
  19  febbraio 2008 - prevede la concessione di aiuti destinati  alla
  protezione  delle foreste dagli incendi, alla difesa  dal  dissesto
  idrogeologico  ed  al  rimboschimento  delle  aree  danneggiate  da
  disastri  naturali  o da incendi con specie più resistenti  a  tali
  avversità;

   la  dotazione  finanziaria  pubblica  della  misura  per  l'intero
  periodo di programmazione è pari a 54.904.414,50 euro;

   i  soggetti  beneficiari  -  possono  essere  privati,  singoli  o
  associati,  comuni  singoli  o  loro  associazioni  e  la   Regione
  siciliana   e   altre  amministrazione  pubbliche  -   sono   stati
  individuati attraverso un bando pubblico;

   il   suddetto  bando  riserva  all'amministrazione  regionale  gli
  interventi  di  realizzazione  o adeguamento  di  torrette  per  il
  controllo   del   territorio,  la  realizzazione  di  elisuperfici,
  l'acquisto  di  automezzi e attrezzature per la prevenzione  ed  il
  controllo  degli incendi e l'adeguamento tecnologico e  strutturale
  delle sale operative regionali e provinciali;

   il  comando  del corpo forestale della Regione siciliana,  facente
  capo   all'Assessorato   Territorio,  ha   partecipato   al   bando
  presentando progetti per un importo complessivo di 9,2  milioni  di
  euro;

   considerato che:

   tutti  i progetti presentati dal comando del corpo forestale  sono
  stati  rigettati per carenza di documentazione dall'Azienda foreste
  demaniali,  facente capo all'Assessorato Risorse agricole,  che  ha
  recentemente pubblicato l'esito delle istruttorie delle domande;

   l'Assessore  per le risorse agricole ha annunciato  l'apertura  di
  un'indagine  interna  per  verificare i  motivi  della  bocciatura,
  riaprendo, nel frattempo, i termini del bando;

   per conoscere:

   quale sia, in particolare, la documentazione mancante e a chi  sia
  adducibile  la  responsabilità  dell'assenza  della  documentazione
  prescritta;

   se,  nell'ambito  delle documentazioni non  fornite  dagli  uffici
  competenti,  vi siano quelle riguardanti le indagini  geofisiche  e
  geomeccaniche;

   se,   stante   la  riapertura  del  bando,  sussista   ancora   la
  disponibilità  finanziaria  necessaria  a  sostenere  i  costi  per
  l'integrazione della documentazione». (121)

                                                           MATTARELLA
   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   - numero 289 «Iniziative a tutela dei farmacisti ospedalieri e per
  il  contenimento dei costi a carico delle Aziende sanitarie», degli
  onorevoli Ferrara, Ammatuna, Barbagallo e Galvagno, presentata il 2
  agosto 2011;
   -   numero  290  «Deferimento  alla  III  Commissione  legislativa
  permanente dell'Assemblea regionale siciliana 'Attività produttive'
  dell'indagine sull'attività dell'Agenzia regionale siciliana per le
  erogazioni  per  l'agricoltura (ARSEA)»,  degli  onorevoli  Caputo,
  Pogliese,  Buzzanca, Falcone e Vinciullo, presentata il 6 settembre
  2011.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   notizie  di  stampa indicano che sarebbero giunte,  da  parte  dei
  farmacisti privati, richieste per avere affidata, con cessione  del
  contratto, la dispensazione dei farmaci del PHT, riconoscendo  6,25
  euro  a confezione per gli stessi farmacisti privati e 2,10 euro  a
  confezione per i grossisti;

   si  ritiene  poco conveniente, dal punto di vista del contenimento
  dei  costi, tale evenienza, considerato che, applicando ad  esempio
  tali  benefit alle 789.993 confezioni di farmaci ancora  in  regime
  convenzionato,   ai  farmacisti  privati  verrebbero   riconosciuti
  4.937.562,00 euro ed ai grossisti 1.579.986,00 euro;

   considerato che:

   attualmente  alle  farmacie  ospedaliere  del  Servizio  sanitario
  nazionale  vengono  consegnati  i farmaci  in  loco  dalle  aziende
  farmaceutiche  produttrici e non dai grossisti, senza  aggravio  di
  spesa;

   oltre   alla   qualità  dell'assistenza  farmaceutica  assicurata,
  sarebbe  importante,  in  un  momento  di  grave  crisi  economica,
  contenere i costi a consentire alle aziende sanitarie di continuare
  a recuperare risorse economiche,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi  perché  tutti  i farmaci  del  PHT  vengano  ancora
  distribuiti dalle strutture sanitarie pubbliche». (289)

                                 FERRARA-AMMATUNA-BARBAGALLO-GALVAGNO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'azienda pubblica ARSEA, costituita con legge regionale 14 aprile
  2006,  n.  14, e successive modifiche e integrazioni - che  prevede
  nell'organigramma  anche  la  figura del  direttore  generale,  del
  comitato di indirizzo e del collegio dei revisori dei conti  -  non
  risulta  essere  stata  attivata, nonostante  siano  stati  erogati
  consistenti  stanziamenti previsti nei capitoli di  bilancio  della
  Regione  siciliana. La citata azienda di diritto pubblico  è  posta
  sotto   la  vigilanza  dell'Assessorato  regionale  delle   risorse
  agricole   e   alimentari.  La  funzione   attribuitale   era,   in
  particolare,  quella  di  organizzare i pagamenti  provenienti  dai
  fondi comunitari in favore degli agricoltori che avevano realizzato
  investimenti  strutturali per interventi sui mercati, strutture  di
  settore, e per gli interventi previsti nel programma europeo Feoga;

   con  la  citata  legge  regionale n.  14  del  2006  e  successive
  modifiche  e  integrazioni,  è  stata  prevista,  per  il  triennio
  2006/2008,  la somma di 34 milioni di euro destinati principalmente
  al  funzionamento  dell'Agenzia e per gli  interventi  nel  settore
  agricolo;

   la  struttura  di  vertice  prevede  un  dirigente  generale,  con
  contratto  di  diritto  privato per cinque  anni,  rinnovabile  per
  ulteriori  cinque,  con  un compenso da prevedere  nel  decreto  di
  nomina  e comunque equiparato a quello di un dirigente generale  di
  strutture di massime dimensioni; un comitato di indirizzo  composto
  da  cinque  soggetti, anche esterni all'Amministrazione  regionale,
  con  rimborso  spese  e indennità di missione.  Nel  2009  è  stata
  individuata  quale  sede  un  immobile  regionale  di  Catania.  La
  struttura  prevede anche un collegio dei revisori composto  da  tre
  professionisti  il  cui compenso è stato inserito  nel  decreto  di
  nomina;

   considerato  che nel bilancio 2010 sono state previste  somme  per
  oltre  800  mila euro nel capitolo 143320 e ne sono state impegnate
  per  oltre 240 mila euro, mentre per il corrente anno 2011 è  stata
  mantenuta la somma di 800 mila euro;

   ritenuto  che l'Agenzia non è mai entrata in funzione, né  ha  una
  sede, né ha svolto alcuna attività per gli agricoltori siciliani,

       impegna il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana

   a   deferire   alla   III   Commissione   legislativa   permanente
  dell'Assemblea regionale siciliana 'Attività produttive' l'indagine
  sull'attività  dell'Agenzia regionale siciliana per  le  erogazioni
  per l'agricoltura (ARSEA) e sulle somme di denaro erogate in favore
  della stessa.
   La stessa Commissione:

   a) acquisirà tutti i provvedimenti e gli atti della società ARSEA;
   b)  svolgerà un'indagine sulle somme spese sino ad oggi  a  fronte
  della totale assenza di qualsiasi attività;
   c)  svolgerà  un'indagine per ottenere chiarimenti in ordine  alla
  costituzione, ai costi ed alle attività dell'ARSEA». (290)

                           CAPUTO-POGLIESE-BUZZANCA-FALCONE-VINCIULLO

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.
            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  fax  del  4  agosto  2011,
  pervenuta  in  pari  data e protocollata al n.  6941/AulaPg  del  5
  agosto successivo, l'onorevole Vitrano ha dichiarato di aderire  al
  Gruppo parlamentare Misto.
   Oltre alla dichiarazione testé letta, è pervenuta, sempre in  data
  4  agosto  2011, nota (protocollata al n. 6943/AULAPG del 5  agosto
  successivo),  del  Presidente del Gruppo parlamentare  del  Partito
  Democratico  (PD), con la quale si comunica, fra  l'altro,  che  lo
  stesso  onorevole Vitrano non fa più parte del Gruppo  parlamentare
  PD.
   Conseguentemente,  a  far  data dal  4  agosto  2011,  l'onorevole
  Vitrano  cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
  PD.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione relativa ad autosospensione dell'onorevole Vitrano
                  dalla carica di deputato Segretario

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   do   lettura   della    nota
  dell'onorevole Vitrano del 4 agosto 2011, pervenuta alla Presidenza
  in  pari  data e protocollata al n. 6949/ SgPg-AulaPg-RagPg  del  9
  agosto successivo:

   «Egregio Presidente,
   la    responsabilità   pubblica   e   la   correttezza   che    mi
  contraddistinguono mi impongono il dovere di autosospendermi  dalla
  carica   di  Deputato  Segretario  e  componente  dell'Ufficio   di
  Presidenza, rinunciando a tutte le prerogative ed i benefici di  un
  ruolo  che,  a  causa della condizione nella quale  attualmente  mi
  trovo,  non posso ricoprire. Il mio gesto, pur nella consapevolezza
  del mio operato, vuole tutelare l'istituzione che Lei rappresenta e
  che  non  può  essere gravata da dubbi ed incertezze. Solo  essendo
  libero  da  ogni  condizionamento e  con  la  piena  fiducia  nella
  magistratura potrò dedicarmi alla vicenda giudiziaria per  chiarire
  in tempi brevi la mia posizione.
   Cordiali saluti

                                                  On. Gaspare Vitrano

   Roma, 4 agosto 2011»

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decadenza di interrogazioni e di decadenza di
                                 firma

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  della  cessazione   dalle
  funzioni  di  deputato  supplente dell'onorevole  Salvino  Pantuso,
  decadono   le   interrogazioni   da  quest'ultimo   presentate,   e
  precisamente:  n. 1985, n. 1998 e n. 2029; ne decade,  altresì,  la
  firma dalle seguenti interrogazioni: n. 1976, n. 1997 e n. 2007.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di superamento dell'ordine del giorno n. 575

   Comunico che, a seguito dell'approvazione, nella seduta n. 278 del
  3  agosto  2011, dell'ordine del giorno n. 583  Iniziative  urgenti
  volte a garantire i livelli occupazionali dello stabilimento Pfizer
  di  Catania , è da intendersi superato l'ordine del giorno n.  575,
  presentato  dall'onorevole  Raia ed altri  il  5  luglio  2011,  di
  identico contenuto.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza  dell'assessore per le infrastrutture e  la  mobilità  per
  chiedere  ragguagli  -  se  l'assessore riterrà  opportuno  fornire
  adesso  una  risposta  - su un tema che la  città  di  Messina,  ma
  certamente  l'intera Sicilia, in questi giorni, sta affrontando  in
  un  silenzio quasi sconvolgente, e che riguarda in particolar  modo
  l'avvio dei lavori del ponte sullo Stretto di Messina.
   Ho  voluto fare questo intervento perché, ricordo a me stesso, nel
  piano   regionale   dei  trasporti,  quando  il  sottoscritto   era
  presidente della IV Commissione, proprio su un mio emendamento, che
  oggi  è  agli atti in quanto poi vi fu calato tutto un  insieme  di
  iniziative  che la città chiedeva - cosiddette opere  compensative,
  opere  connesse,  chi più ne ha più ne metta -  devo  dire  che  la
  Regione, allora, fece suo questo strumento e il piano regionale dei
  trasporti  venne pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  nel 2004.
   Allora, arrivò una pagina bianca; in quella circostanza uscì dalla
  Commissione e poi divenne legge, da cui questo decreto  in  cui  ci
  sono tutte le infrastrutture della Sicilia.
   Ora,  io  mi rivolgo all'assessore, il quale non c'entra nulla  in
  questo momento, non è un fatto a favore o contro: il Governo  della
  Regione è totalmente assente su questo tema.
   Il  Presidente,  ultimamente, ha appreso, forse,  qualche  notizia
  ancora non vera su questa infrastruttura - non è che parliamo di un
  ponticello, parliamo del lavoro più importante del mondo -  ebbene,
  ha fatto forse qualche sua rimostranza, ma sempre in modo lieve.
   Allora,  alla  luce  di  ciò,  anche  perché  proprio  oggi  sulla
   Gazzetta del Sud' c'è l'articolo di un autorevole parlamentare del
  centro-sinistra,  l'onorevole Genovese - che, paradossalmente,  non
  ha  dimostrato  contrarietà al ponte, però è  contrario  in  quanto
  diverse opere previste nel progetto, non sembrerebbero essere state
  finanziate  -  a  questo  punto,  il  Governo  della  Regione,   in
  particolar modo il suo Presidente, dovrebbe esprimere una volta per
  tutte  la  posizione  del Governo regionale,  non  sua,  su  questa
  infrastruttura.
   Mi  preoccupo  che,  nel momento in cui, è ovvio,  il  sindaco  di
  Messina e il presidente della Provincia fanno la loro parte e  sono
  dichiaratamente  a  favore  del ponte  con  delle  riflessioni,  il
  Governo centrale - ma non tanto il Governo, anche qui si confonde -
  ma  l'amministratore,  il  dottor Ciucci,  che  per  anni  è  stato
  amministratore  (col  Governo  di  centro-sinistra)  della  società
   ponte  sullo  Stretto',  e così pure il  manager  delle  Ferrovie,
  dottor  Moretti,  che  è  stato anch'egli  in  carica  col  centro-
  sinistra, non danno risposte ad alcuni quesiti che la città pone su
  queste infrastrutture.
   Io chiedo all'assessore di farsi carico di avere un chiarimento su
  alcuni  punti, in particolar modo intervenendo attraverso il dottor
  Di Bernardo.
   Nei pochi mesi in cui sono stato assessore, una delle cose che  si
  cercò  di individuare nei lavori per il ponte era che nessuna opera
  poteva  iniziarsi  se  preliminarmente non  fosse  stata  fatta  la
  viabilità di accesso al ponte perché sarebbe una catastrofe -  e  a
  questo punto si potrebbe dire  no' al ponte - se, malauguratamente,
  si iniziassero i lavori perché in quel caso sicuramente la città di
  Messina ne uscirebbe con le ossa rotte. Preliminarmente, si  decise
  -  poi  si  doveva  ufficializzare e non so se questa  ipotesi  sia
  rimasta  o rimarrà in qualche accordo - che la viabilità di accesso
  al  ponte  prima dell'attraversamento era opera prioritaria  perché
  sarebbe  il caos - ripeto - in una città come Messina se  i  lavori
  nascessero in maniera disordinata.
   Pertanto  ho voluto rassegnare all'Aula e all'assessore  Russo  il
  mio  pensiero - un po' meno lui, ma certamente sull'argomento  vedo
  il Presidente Lombardo totalmente non presente, tranne qualche anno
  fa  quando tante bandiere del Movimento per le Autonomie comparvero
  a  Messina  a  favore del ponte sullo Stretto, non si è  capito  il
  perché,  era tutta gente di Catania, nessuno ne sapeva  nulla;  poi
  non si sono più viste le bandiere.
   Oggi,  che  siamo  giunti alla fase cruciale,  volevo  rassegnare,
  ripeto,  all'Aula  e  all'assessore  questo  mio  pensiero:  mentre
  l'Amministrazione   locale  e  provinciale  si  stanno   adoperando
  sull'argomento  in un senso o nell'altro, non so  cosa  il  Governo
  centrale, e in particolar modo, il Governo regionale stiano facendo
  affinché questa opera risponda a quanto già nel piano regionale dei
  trasporti il sottoscritto aveva fatto inserire come opere  connesse
  all'attività del ponte stesso.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Beninati,  mi  permetto  sommessamente  di
  consigliare,  dato  che  il suo intervento  non  ha  niente  a  che
  spartire  con l'ordine dei lavori, di presentare invece,  come  lei
  ben  sa,  un  atto  ispettivo in modo che si  possa  affrontare  la
  discussione  sull'avvio  dei  lavori del  ponte  sullo  Stretto  di
  Messina.
   Mi  permetto di dirle ciò, vista la confidenza che ho con lei e il
  rapporto anche amicale.

   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Svolgimento ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
                               interno,
      di interrogazioni della rubrica  Infrastrutture e mobilità

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,   di   interrogazioni  della  rubrica   Infrastrutture   e
  mobilità .
   Si  procede  con lo svolgimento della interrogazione  numero  1682
  «Misure    a    sostegno   degli   autotrasportatori    siciliani»,
  dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità,

   premesso   che   da   qualche   anno   le   organizzazioni   degli
  autotrasportatori,  prima tra tutte l'Aias,  lamentano  disagi  nel
  settore;

   considerato che già lo scorso anno, le organizzazioni di categoria
  degli autotrasportatori avevano rappresentato i loro problemi  alle
  autorità regionali competenti;

   visto che:

   a  distanza di un anno, nonostante i molti impegni presi nel corso
  dell'incontro, poco e nulla è stato fatto dal Governo  regionale  a
  sostegno  degli autotrasportatori, tradendo la loro  fiducia  e  le
  loro speranze;

   in questi giorni, gli autotrasportatori hanno annunciato, per voce
  dell'Aias,  l'intenzione  di attuare un  fermo  di  protesta  nelle
  giornate dal 14 al 19 febbraio;

   preso  atto  che  il  nuovo codice della strada prevede  l'aumento
  delle  tariffe  autostradali e delle assicurazioni  che,  unito  ad
  altri aumenti quali quelli dei pneumatici e del gasolio, comporterà
  un    inevitabile   crescita   degli   oneri   a    carico    degli
  autotrasportatori;

   per  sapere  se  non ritengano utile e necessario  convocare,  con
  l'urgenza  del  caso, un tavolo tecnico con le  associazioni  degli
  autotrasportatori al fine di individuare misure utili a  rilanciare
  il  settore e a scongiurare il preannunciato fermo che, se messo in
  atto, provocherebbe un grave danno all'economia siciliana». (1682)

   Ha  facoltà  di  parlare l'assessore per le  infrastrutture  e  la
  mobilità, Pietro Carmelo Russo, per fornire la risposta.

   PIETRO  CARMELO RUSSO, assessore per le infrastrutture  e  per  la
  mobilità. Signor Presidente, se me lo consente, solo per  un  gesto
  di  cortesia, desidero informare l'onorevole Beninati che,  domani,
  l'ANAS  è  stata  da  me  invitata  presso  l'Assessorato  e  verrà
  affrontato  anche  questo problema oltre che altri.  Semplicemente,
  nell'ambito di una cortesia.
   Per  quanto riguarda, invece, l'interrogazione numero 1682 «Misure
  a sostegno degli autotrasportatori siciliani», si rappresenta che è
  stata  messa in atto un'azione istituzionale volta, tra l'altro,  a
  supportare l'attività che il dipartimento infrastrutture,  mobilità
  e   trasporti  sta  contestualmente   svolgendo  nell'ambito  delle
  proprie competenze.
   Nello specifico, è stato avviato un confronto con i rappresentanti
  degli  autotrasportatori e le associazioni datoriali, che ha visto,
  nel  corso  delle  diverse  convocazioni della  consulta  regionale
  dell'autotrasporto, tutti i soggetti coinvolti analizzare nel  loro
  complesso  le  criticità  del settore al  fine  di  individuare  le
  possibili azioni da intraprendere, non solo in ambito regionale  ma
  anche a livello nazionale, con il Ministero delle infrastrutture  e
  dei trasporti.
   Tra   i  punti  trattati  all'ordine  del  giorno  della  riunione
  risultava:   iniziative volte ad eliminare i tempi  di  attesa  per
  l'imbarco  dei mezzi di autotrasporto, con particolare riguardo  al
  trasporto  dei  prodotti ortofrutticoli e freschi,  ai  fini  della
  revisione  del  computo nel cumulo delle ore di guida giornaliera .
  Al  riguardo, l'Assessorato, oltre ad avere svolto questi incontri,
  si  è  attivato  per un incontro con il sottosegretario  Bartolomeo
  Giachino,   a  ciò  delegato  dal  ministro  delle  infrastrutture,
  onorevole Matteoli.
   In  occasione della riunione tenutasi a Palermo, già  in  data  11
  febbraio  è  stato  sottoscritto un protocollo d'intesa.  Con  tale
  protocollo,  ripeto  l'11 febbraio, è stato assunto  un  impegno  a
  procedere  a  verifica  da effettuarsi, di  intesa  tra  Governo  e
  Regione   siciliana,   presso   le  autorità   comunitarie,   sulla
  possibilità  di ottenere una deroga alla disciplina del Regolamento
  numero  561  del  2006,  sui  tempi di  attesa  agli  imbarchi  per
  l'attraversamento   dello  Stretto  e  fondata  sulle   circostanze
  eccezionali,  connesse  anche ai lavori dell'autostrada  Salerno  -
  Reggio Calabria.
   In   sostanza,  si  intende  richiedere  all'Unione   europea   di
  autorizzare una deroga, scomputando dal limite massimo delle ore di
  guida le ore impiegate per l'attraversamento dello Stretto in  cui,
  effettivamente,   l'autotrasportatore   non   guida,   quindi   sta
  fisicamente fermo. Noi chiediamo che venga scomputato questo  lasso
  di  tempo  dal  limite  di otto ore di guida consecutiva,  previsto
  dalla  legislazione vigente in materia come limite massimo di guida
  per gli autotrasportatori.
   Sulla  base  di  questa  richiesta, il 27 giugno  scorso  è  stata
  completata  l'istruttoria,  è stata trasmessa  al  Ministero  delle
  infrastrutture  e dei trasporti che, apprezzando le  sollecitazioni
  contenute  nel  documento,  ha  richiesto,  di  recente,  ulteriori
  elementi  per  il  completamento del  dossier  da  sottoporre  alla
  valutazione dei competenti uffici della Commissione europea.
   In  atto,  sono  in  corso,  inoltre, azioni  volte  ad  acquisire
  ulteriori  informazioni di richiesta al Ministero,  atteso  che  la
  parte  più  consistente non  è in possesso diretto all'Assessorato,
  ma  di altri soggetti quali, ad esempio, autorità portuale, società
  di gestione servizi portuali Stretto di Messina e così via dicendo.
   E',  comunque,  in  corso di completamento,  come  ho  già  detto,
  l'attività istruttoria per richiedere finalmente questa deroga alla
  Commissione europea, anche se non posso celare che la Commissione è
  particolarmente ostica nella concessione di deroghe di questo  tipo
  avendone  già  rigettata,  in  precedenza,  una;  però,  in  quella
  precedente non era stata rappresentata tale condizione di fermo dei
  mezzi in sede di trasbordo da Messina verso il Continente.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,   in  genere  l'opposizione  si  dichiara  insoddisfatta
  dell'attività  del  Governo,  ma  in  questo  caso  non  posso  che
  dichiararmi soddisfatto. Al di là delle competenze e della capacità
  che  tutti  riconosciamo all'assessore Russo per essere un  tecnico
  vero,   che   quindi  mette  a  disposizione  le   sue   competenze
  nell'interesse  della  collettività,  in  questo  caso  devo  dire,
  appunto, che nell'azione di governo dell'Assessorato da lei diretto
  si è sempre attivato in maniera oggettiva e sicuramente positiva.
   La  mia interrogazione é del 2 febbraio del 2011 e devo dire  che,
  solo  nove  giorni dopo, l'assessore Russo aveva già  convocato  la
  Commissione  paritetica  Stato-Regione  che  ha  portato  a  questo
  protocollo che è stato di fondamentale importanza.
   In   questa  occasione,  non  posso  non  ringraziare   anche   il
  sottosegretario Giachino per l'azione che ha intrapreso a difesa  e
  a  tutela  degli autotrasportatori siciliani. Questa  è  una  delle
  poche volte, purtroppo, in cui attraverso l'intelligente lavoro  di
  due  uomini,  del  sottosegretario e  dell'assessore  Russo,  siamo
  riusciti  a portare a casa un protocollo importante. Un protocollo,
  innanzitutto,  che  nasce  dal coinvolgimento  delle  associazioni;
  perché  l'altra cosa importante che l'assessore Russo  ha  fatto  è
  stata  quella di non varare un provvedimento sua sponte, cioè senza
  aver ascoltato nessuno, ma ha dato vita ad un tavolo, questo tavolo
  ha  ragionato, ci si è confrontati per settimane e, alla  fine,  il
  risultato  cui  si  è  pervenuti è stato  un  risultato  condiviso,
  accettato sia dagli autotrasportatori o comunque dalle associazioni
  degli autotrasportatori sia dal Governo regionale e nazionale.
   Mi sembra altrettanto importante l'altra azione intrapresa, quella
  della  richiesta di una deroga alla Comunità europea in maniera  da
  scomputare  le  ore  che i nostri trasportatori trascorrono,  quasi
  sempre  dormendo,  sui nostri traghetti per evitare  che  il  tempo
  passato  sui  traghetti possa diventare, oltre che  un  danno,  una
  beffa. Non si capisce il motivo per il quale, se possono dormire  e
  stare sereni e tranquilli, queste ore devono essere considerate  un
  ulteriore  appesantimento  ai  costi  e  alle  difficoltà  che  gli
  autotrasportatori hanno.
   E'  chiaro  che,  come giustamente sosteneva poco fa  l'assessore,
  occorre  potenziare il trasporto perché la Sicilia è al centro  del
  Mediterraneo, però è alla periferia del resto del Paese.
   Occorre  necessariamente, quindi, mettere in atto tutta una  serie
  di  strumenti, tutta una serie di agevolazioni in modo che i nostri
  prodotti, che vengono trasportati e venduti poi nel resto  d'Italia
  o   in   Europa,   possano  arrivare  sui   mercati   nazionali   e
  internazionali  a  prezzi  competitivi e  non  gravati,  così  come
  succede  adesso,  da prezzi di trasporto che, spesso,  superano  lo
  stesso prezzo di produzione.
   Per   tali  ragioni,  nonostante  io  continui  a  rimanere  fermo
  all'opposizione  non  posso  non  essere  soddisfatto   dall'azione
  intrapresa dall'assessore Russo.

   PRESIDENTE.  Si passa allo svolgimento dell'interrogazione  numero
  1729  «Chiarimenti sull'attività del genio civile  di  Trapani»,  a
  firma Marrocco. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   l'ufficio del genio civile di Trapani, da qualche anno, è fonte di
  notevoli disagi all'utenza;

   a  causa  di  eccessiva  burocrazia,  spesso  incomprensibile,  ed
  incredibili  diatribe interne tra i vertici aziendali, le  pratiche
  inevase hanno oramai raggiunto livelli allarmanti, con centinaia di
  lavori bloccati per la mancanza spesso di una semplice firma;

   considerato che:

   le  scelte adottate dai vertici del suddetto ufficio sono in netto
  contrasto  con  lo  spirito che dovrebbe  sussistere  in  strutture
  pubbliche,  scelte spesso basate su convincimenti errati  che,  per
  volere  usare  un  eufemismo,  si  rivelano  poco  pratici  se  non
  addirittura controproducenti;

   solo per fare un esempio, i già esigui fondi destinati all'ufficio
  del  genio  civile  di  Trapani vengono  stornati  per  missioni  e
  pagamenti  di  incarichi spesso inutili e dispendiosi.  Di  contro,
  strumenti  che dovrebbero servire ad un miglioramento  dei  servizi
  resi  alla  comunità  (fotocopiatrici o computer)  sono  fermi  per
  mancanza di manutenzione;

   tenuto  conto che tale colpevole stallo, ovviamente da imputare  a
  chi ricopre i posti dirigenziali all'interno della struttura, causa
  il   blocco   di   progetti  di  rilevante  utilità  per   l'intero
  comprensorio,  come, per esempio, quelli proposti dalla  protezione
  civile regionale, progetti già muniti di copertura finanziaria;

   per sapere:

   se   non   ritengano  utile  ed  improcrastinabile  una   verifica
  all'interno del genio civile di Trapani;

   se  non  ritengano  doveroso, nei confronti  dell'intera  comunità
  trapanese, inviare con urgenza ispettori per verificare  lo  status
  operandi di detto ufficio». (1729)

   PIETRO  CARMELO  RUSSO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Signor Presidente, con l'atto ispettivo che si riscontra,
  l'interrogante  ha messo in evidenza alcune criticità  dell'ufficio
  del  Genio civile di Trapani e, in particolare, ha rilevato che  le
  pratiche  inevase  hanno  raggiunto ormai  livelli  allarmanti  con
  centinaia di lavori bloccati per la mancanza spesso di una semplice
  firma, vi sarebbero fondi stornati per missioni e poi il blocco  di
  progetti   di   rilevante  utilità,  come  quelli  proposti   dalla
  Protezione civile regionale.
   A  seguito di questo intervento particolarmente preoccupante e che
  tuttavia  è  stato  utile perché ha segnalato  criticità,  è  stata
  disposta  un'ispezione  sulla  quale  l'Ufficio  ha  reso  l'ultima
  integrazione  in  data odierna, con nota del 13 settembre  2011  n.
  79190.
   Gli   ispettori  nominati  sono  stati  il  dottor  Abele  Faraci,
  l'ingegnere  Eugenio  Patricolo  e l'ingegnere  Francesco  Vallone,
  tutti dirigenti del dipartimento.
   In  tale  relazione  si  è evidenziato che,  per  quanto  riguarda
  l'accumulo  di pratiche inevase di deposito ex art. 32 della  legge
  regionale 7 del 2003, tale accumulo si è manifestato in particolare
  nel  corso  dell'anno  2010.  A questa  situazione  di  defaillance
  operativa  si  è  posto  rimedio mediante  il  potenziamento  della
  competente  unità  operativa  alla  quale  è  stato,  fra  l'altro,
  assegnato  un  dirigente,  un ulteriore ingegnere  di  altra  unità
  operativa.   Inoltre,  a  seguito  dell'introduzione  del   sistema
  informatico  di  protocollazione delle pratiche,  che  dà  certezza
  della  data  di  introitazione e che è avvenuto nel primo  semestre
  dell'anno  2011,  si  è  verificato un rallentamento  nell'evasione
  delle   stesse   dovuto  soprattutto  alla   mancanza   dei   mezzi
  informatici,  o  per meglio dire al fatto che le fasi  iniziali  di
  apprendimento   della   procedura   di   protocollazione   mediante
  protocollo  informatico  hanno richiesto  tempi  di  apprendimento,
  ahimè, necessari.
   Le  criticità in parola sono state tuttavia notevolmente alleviate
  a  seguito  della  riorganizzazione  funzionale  dell'Ufficio  e  a
  seguito  dell'acquisizione  di  esperienza  nell'utilizzazione  del
  sistema informatico.
   Per  quanto  riguarda il secondo punto, vale a dire lo  storno  di
  fondi per missioni da altri capitoli, gli ispettori hanno accertato
  il  corretto  utilizzo  dei fondi destinati  alla  manutenzione  di
  computer  e  fotocopiatrici, anche se al riguardo si deve  rilevare
  come  le risorse finanziarie poste a disposizione, e ciò può  avere
  indotto  a ritenere che vi siano stati gli storni di cui si diceva,
  sono  veramente  esigue, nell'ordine di una decina di  migliaia  di
  euro, se non ricordo male.
   Stessa  situazione  si registra per ciò che riguarda  il  capitolo
  destinato   alle  spese  per  missione  del  personale,  nonostante
  l'importanza che rivesta tale attività.
   Conclusivamente,   per  quanto  riguarda  gli   interventi   della
  Protezione  civile  regionale,  dall'ispezione  -  ripeto,  a  data
  odierna  -  non  sono  emersi  progetti proposti  dalla  Protezione
  civile.  Stiamo comunque intervenendo con la Protezione  civile  di
  Trapani,  non  sono  emersi progetti disponibili  presso  il  Genio
  civile.
   A  questo  punto, per dare una risposta completa all'interrogante,
  perché  questo  io  ritengo debba essere fatto, stiamo  richiedendo
  alla  Protezione  civile di Trapani se per  caso  abbia  presentato
  progetti  e  dove si siano incagliati e mi riservo, non  appena  in
  possesso  anche  di  questa  informazione,  di  integrare,  ove  di
  interesse, anche questo aspetto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Marrocco   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MARROCCO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  ringrazio
  l'assessore  per quanto testé risposto alla mia interrogazione,  ma
  non posso ritenermi del tutto soddisfatto.
   Cercherò  in questo senso di produrre del materiale che  può,  per
  certi  versi, aiutare il suo ufficio e il suo staff, assessore,  ad
  avere  una  fotografia migliore dell'esistente  -  attenzione,  non
  voglio  assolutamente sottolineare un lavoro  cattivo  fatto  dagli
  ispettori -, ma, come dire, tutto ciò può servire al fine di  avere
  un'idea migliore del funzionamento dell'ufficio del Genio civile di
  Trapani.
   A  questo  riguardo  ci  sono notizie che  possono  suffragare  le
  motivazioni  dell'interrogazione, tra queste  anche  il  fatto  che
  molti  funzionari hanno richiesto il trasferimento dal Genio civile
  ad  altra  sede  dell'Amministrazione  regionale,  a  testimoniare,
  evidentemente,  un clima e un malfunzionamento interno  all'ufficio
  della Provincia di Trapani.

   PRESIDENTE.   Si  dichiara  parzialmente  soddisfatto,   onorevole
  Marrocco?

   MARROCCO. Sì.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo la seduta odierna  l'attività
  parlamentare  proseguirà  nel  corso dell'attuale  settimana  nelle
  Commissioni di merito, dando priorità all'esame del DPEF che è  già
  stato assegnato.
   Martedì  20  settembre l'Aula terrà seduta per lo  svolgimento  di
  attività   ispettiva,  al  termine  della  quale  si  svolgerà   la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Ricordo,  infine,  che  per mercoledì 21  settembre  è  già  stata
  calendarizzata   la   discussione   della   mozione   di    censura
  all'assessore per la salute Massimo Russo.

   Si  passa all'interrogazione numero 1731 «Messa in sicurezza e  il
  ripristino regolare della viabilità sulla autostrada A 19 PA-CT», a
  firma dell'onorevole Falcone.
   Non  essendo presente in Aula l'onorevole interrogante, la  stessa
  interrogazione   si  intende  trasformata  in  interrogazione   con
  richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione numero 1733 «Misure per fronteggiare i
  disagi  nei  collegamenti marittimi tra l'isola di Marittimo  e  la
  Sicilia», a firma dell'onorevole Falcone.
   Non  essendo presente in Aula l'onorevole interrogante, la  stessa
  interrogazione   si  intende  trasformata  in  interrogazione   con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1769 «Notizie sui  lavori  di
  completamento della struttura di base per la pratica  del  nuoto  a
  Lampedusa», a firma dell'onorevole Di Benedetto.
   Non   essendo   presente   in   Aula   l'onorevole   interrogante,
  l'interrogazione  si  intende  trasformata  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si   passa   allo  svolgimento  dell'interrogazione  numero   1819
  «Chiarimenti  in ordine all'erogazione  dei contributi  integrativi
  per il pagamento dei canoni di locazione ex articolo 11 della legge
  n. 431/1998», degli onorevoli Calanducci, Gennuso, Musotto, Arena e
  Catalano. Ne do lettura:

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   l'articolo 11 della legge n. 431/98 istituisce il fondo  nazionale
  per  il  sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, le  cui
  somme sono destinate alla concessione di contributi integrativi per
  il  pagamento  dei canoni di locazione dovuti ai proprietari  degli
  immobili;

   la  concessione dei suddetti contributi integrativi è  subordinata
  alla presenza di requisiti minimi riferiti al nucleo familiare  del
  richiedente;

   tali  requisiti  - reddito annuo complessivo del nucleo  familiare
  non  superiore alla somma di due pensioni minime INPS, pari a circa
  11.000  euro, ovvero reddito annuo complessivo del nucleo familiare
  non superiore a quello determinato per l'assegnazione degli alloggi
  di   edilizia  residenziale  pubblica  nell'ambito  della   Regione
  siciliana,  pari  a  circa 13.000 euro - costituisco  indubbiamente
  parametri riferibili a famiglie che versano in difficili condizioni
  economiche,  per  le  quali  un siffatto strumento  costituisce  un
  irrinunciabile sostegno al proprio reddito;

   le  Regioni  provvedono al riparto delle risorse tra  i  comuni  e
  questi ultimi stabiliscono l'entità e le modalità di erogazione;

   considerato che:

   la  grave  crisi economica che interessa la Regione ha determinato
  un drammatico calo del potere d'acquisto delle famiglie, aumentando
  la forbice tra le famiglie ad elevato tenore e quelle che vivono in
  condizioni di evidente indigenza; tale situazione sta letteralmente
  mettendo in ginocchio tante famiglie che prima riuscivano, pur  con
  sacrifici,  a pagare gli affitti degli alloggi, e che ora,  invece,
  sono impossibilitate a farlo;

   i  gravi  ritardi  nell'erogazione dei contributi  previsti  dalla
  legge  431/98 da parte dei comuni, privati delle somme a  tal  fine
  destinate, ad oggi non erogate dalla Regione, rischiano di lasciare
  senza risposta decine di famiglie in difficoltà;

   per  sapere quali siano le ragioni di questi ritardi che aggravano
  ulteriormente  le  condizioni di vita  proprie  dei  cittadini  con
  redditi  familiari  più  bassi  e  che  attendono  da  mesi  questo
  contributo per sostenere il loro canone di locazione». (1819)

   Essendo  presente in Aula l'onorevole Musotto, uno  dei  firmatari
  dell'interrogazione,     invito     l'assessore     a      svolgere
  l'interrogazione.

   PIETRO  CARMELO RUSSO, assessore per le infrastrutture e mobilità.
  Signor  Presidente, con l'articolo 11 della legge 431/1998 è  stato
  istituito  il  fondo  nazionale per il sostegno  all'accesso  delle
  abitazioni in locazione e le somme assegnate con il predetto  fondo
  sono  state utilizzate per la concessione di contributi integrativi
  per  il  pagamento  dei canoni di locazione. La ripartizione  delle
  somme  assegnate  dal  Ministero  delle  infrastrutture  avviene  a
  seguito  dell'emanazione  di una specifica  circolare  assessoriale
  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
   Con  riferimento ai contributi in questione, si rende la  risposta
  in relazione agli anni di riferimento.
   Riparto  2008: con circolare del 14 maggio 2009, pubblicata  nella
  GURS  n. 25 del 2009, sono state emanate le direttive per pervenire
  alla ripartizione tra i comuni della Sicilia per l'anno 2008.
   Poiché  nell'anno  2009  sono stati definiti  anche  i  contributi
  relativi all'anno precedente - vi era un certo arretrato -, si sono
  generate  alcune  incertezze in ordine al rispetto  della  scadenza
  determinando  uno sforamento nei termini assegnati da  parte  della
  maggioranza dei comuni.
   A  causa  di tale obiettivo stato di incertezza la violazione  dei
  termini  per  la  presentazione delle domande da parte  dei  comuni
  avrebbe  avuto  quale  effetto quello  di  penalizzare  gli  aventi
  diritto che appartengono alle fasce sociali più bisognose,  in  tal
  modo  vanificando  le  finalità della normativa  di  sostegno  alla
  locazione.  Pertanto, salvaguardando la ratio della legge  431  del
  1998 e le finalità stesse del fondo, si è ritenuto di prorogare  la
  scadenza  prevista  per  l'invio  da  parte  delle  amministrazioni
  comunali  dei  dati  necessari, dando nel  contempo  ai  comuni  la
  facoltà  di  acquisire ulteriori istanze, sempre relative  all'anno
  2008,  e  di  consentire  il  perfezionamento,  l'integrazione,  la
  rettifica o la convalida di quelle già acquisite. Per tale ragione,
  ripeto,  e  al  fine  di  rendere possibile  l'utilizzazione  delle
  risorse   disponibili,   l'invio  della  documentazione   è   stata
  postergata al giorno 19 dicembre 2010.
   Alla  data  del  16  marzo  2011,  è  stata  trasmessa  tutta   la
  documentazione  relativa ai pagamenti alla Ragioneria  e  tutte  le
  somme sono state trasferite ai comuni. I dati sono pubblicati nella
  Gazzetta Ufficiale e sul sito del Dipartimento, l'importo totale si
  approssima ai 15 milioni di euro.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Musotto   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   MUSOTTO. Mi dichiaro soddisfatto.

   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, vorrei chiedere  se  sia  possibile,
  essendomi  io allontanato un attimo dall'Aula, piuttosto che  avere
  in  seguito le risposte scritte, averle adesso oralmente  da  parte
  dell'assessore Russo, visto che le due interrogazioni a  mia  firma
  sono molto chiare, semplici e  anche sintetiche.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, tornare indietro non è  possibile.
  Lei  deve  comprendere meglio di me che non posso tornare indietro,
  la moviola non è possibile.
   Comunque, è chiaro che essendosi trasformate le sue interrogazioni
  da  orali  in interrogazioni con risposta scritta, ci sarà  poi  la
  possibilità di discuterne con il Governo, non posso fare altro.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 20  settembre
  2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Svolgimento,  ai  sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni   ed  interpellanze  della
  rubrica  Risorse agricole e alimentari :

           Interrogazioni:

   N.  890  -  Interventi a tutela dell'agricoltura e della zootecnia
  siciliana in crisi.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1053  -  Applicazione della legge regionale  n.  25  del  1998
  concernente contributi in favore dei pescatori di tonno siciliani.
   Firmatari:  Adamo  Giulia; Marrocco Livio;  Gucciardi  Baldassare;
  Ferrara Massimo; Ruggirello Paolo

   N.  1267 - Notizie sulle agevolazioni contributive introdotte  nel
  2006 in agricoltura per le zone svantaggiate e montane.
   Firmatari: Mancuso Fabio Maria; Limoli Giuseppe

   N. 1300 - Iniziative urgenti per fronteggiare la crisi del settore
  agricolo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  1437  -  Notizie  in  merito ai ritardi nell'attuazione  delle
  disposizioni  della  legge regionale n. 11 del  2010  adottate  per
  fronteggiare  la  grave  crisi  economica  del  comparto   agricolo
  siciliano.
   Firmatari: Cordaro Salvatore; Maira Raimondo

           Interpellanza:

   N.  96  -   Iniziative per l'immediata erogazione delle  spettanze
  dovute agli operai forestali.
   Firmatario: Gucciardi Baldassare

                   La seduta è tolta alle ore 17.45

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:
   Risposte scritte ad interrogazioni

                     Rubrica «Attività produttive»

   CAPUTO.-  «Al  Presidente della Regione  e  All'Assessore  per  le
  attività produttive, premesso che:

   la  Corte dei conti, al termine di una indagine sullo stato  della
  gestione  dei  beni  confiscati alla  criminalità  organizzata,  ha
  individuato   nei  settori  economici  della  grande  distribuzione
  commerciale organizzata e nell'edilizia i nuovi business  di  'Cosa
  nostra', e già in passato le indagini antimafia hanno acclarato  in
  Sicilia  la  strategia  di Bernardo Provenzano  di  condizionare  i
  grandi centri commerciali in programmazione nei Comuni di Villabate
  e di Carini (PA);

   il  grido di allarme lanciato dalla magistratura contabile, per la
  sua autorevolezza e per la precisione delle attività ricognitive  e
  di  indagine,  impone  anche  alla  Regione  siciliana  di  avviare
  un'attività  di verifica e di controllo sulla grande  distribuzione
  commerciale organizzata in Sicilia;

   considerato  che  nelle  scorse  settimane  sono  state   disposte
  iniziative  di sequestro antimafia in alcuni centri commerciali  la
  cui  attività  erano  riconducibili a  personaggi  legati  ai  boss
  mafiosi;

   per sapere:

   quante autorizzazioni siano state rilasciate per la costruzione di
  grandi    centri   commerciali   in   Sicilia   a   quali    gruppi
  imprenditoriali;

   quante  autorizzazioni siano state siano ad oggi presentate  e  il
  loro stato di istruttoria». (1474)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  -  «L'atto  ispettivo in oggetto,  che  di  seguito  si
  riscontra, trae spunto da talune vicende, assurte agli onori  della
  cronaca  regionale,  che  hanno registrato  in  molte  parti  della
  Sicilia   una  netta  contrapposizione  fra  la  rete  dei  piccoli
  esercenti  e commercianti, rappresentati da numerose organizzazioni
  di  categoria,  ed  i  gruppi imprenditoriali titolari  dei  grandi
  Centri Commerciali siciliani.
   In  tale  atto  ispettivo l'onorevole Interrogante, rifacendosi  a
  recenti  pronunciamenti della Corte dei conti, evidenzia il rischio
  che  la  G.D.O.  possa rappresentare una potenziale opportunità  di
  business  per   Cosa nostra , con specifico riferimento ad  ipotesi
  di riciclaggio di danaro proveniente da attività illecite.
   Proprio  nell'ottica di operare nel rispetto della  correttezza  e
  legittimità,  occorre invero ricordare che la regolamentazione  del
  procedimento  ed  eventuali limitazioni  per  l'apertura  di  nuovi
  centri  della grande distribuzione avrebbe dovuto essere affrontata
  attraverso l'adozione di idonea normativa di legge, nei  limiti  in
  cui  dette restrizioni possano ritenersi compatibili con i princìpi
  comunitari   e  nazionali in materia, mentre un sostanziale  blocco
  generalizzato  (cd.  Moratoria) dell'apertura  di  grandi  e  medie
  strutture  di  vendita attraverso un provvedimento  amministrativo,
  avrebbe  potuto non ritenersi in linea con i principi che  regolano
  la  materia,  potendo  esporre la Regione a  contenziosi  anche  di
  natura risarcitoria.
   Pertanto, operando nel solco di quanto sopra evidenziato, già  con
  nota  del  15/02/2010  si provvedeva ad adottare  alcune  direttive
  nella forma di  istruzioni operative , con cui si invitano gli enti
  in   indirizzo   coinvolti   nel  rilascio   delle   autorizzazioni
  amministrative  ad adottare ogni più attenta cautela  nel  rispetto
  rigoroso  della  normativa  di settore  inviando  gli  stessi,  ove
  possibile,  ad  un  interpretazione restrittiva delle  disposizioni
  normative vigenti.
   In  particolare pare utile ricordare come, in esito a  diversi  ed
  approfonditi  dibattiti con le categorie sociali  interessate,  sia
  stata elaborata una bozza di disegno di legge sul commercio.
   Detto disegno di legge affrontava, seppur settorialmente, anche il
  problema   legato   alla  regolamentazione   del   rilascio   delle
  autorizzazioni  per  l'apertura  delle  grandi  strutture  e   ciò,
  ovviamente,   nei  limiti  della  vigente  normativa  nazionale   e
  comunitaria.
   Il  disegno di legge veniva assegnato nel settembre 2010 alla  III
  Commissione per avviare l'esame.
   Dopo  diverse  sedute di Commissione, anche per lo svolgimento  di
  ulteriori audizioni, il disegno di legge veniva inviato per l'esame
  dell'aula in data 9 marzo 2011.
   Tuttavia,  anche in ragione delle diverse opinioni maturate  dalle
  parti politiche e sociali, come è noto, si è deciso di proporre una
  riforma  complessiva e più ampia dell'intero settore del commercio,
  riforma attualmente in corso di elaborazione.
   Nell'ambito  di tale proposta è previsto l'obbligo da parte  delle
  imprese  di  allegare  all'istanza, oltre alla  documentazione  già
  stabilita  dalla  vigente  normativa, anche  il  piano  finanziario
  relativo  alla  realizzazione dell'insediamento  distributivo,  con
  indicazione  delle  fonti finanziarie, nonché con  l'obbligo  della
  trasmissione, solo ai fini informativi, di copia dell'istanza e del
  relativo   piano   finanziario,  alla  Prefettura  competente   per
  territorio.
   Ciò  -  come  già  detto  - al fine di introdurre,  nella  materia
  relativa  alla  GDO, ulteriori elementi di trasparenza,  senza  per
  questo appesantire il procedimento amministrativo.
   Nel   frattempo,  in  attesa  che  venga  partorita  una   riforma
  complessiva  ed  organica di settore, si è  ritenuto  opportuno  di
  adottare il D.A. n. 366/Gab del 24 Giugno 2011, pubblicato in  GURS
  n.  28  del 1 Luglio 2011, sentito l'Osservatorio Regionale per  il
  Commercio,  avente ad oggetto  limiti e condizioni per il  rilascio
  delle autorizzazioni di cui all'articolo 9 della Legge Regionale n.
  28/1999 , che consente nei fatti una concreta restrizione di  nuove
  aperture  delle  Grandi  Strutture  di  Vendita,  introducendo   un
  abbassamento   dei  limiti  percentuali  previsti  dal   cosiddetto
   Contingentamento   ad una soglia del 10%,  a  modifica  di  quanto
  precedentemente previsto dal D.A. del 9 Agosto 2006.
   In  sostanza,  seppur  nel pieno rispetto dei principi  comunitari
  fissati in materia di libero svolgimento delle attività economiche,
  questo  Assessorato  ha  inteso proporre un correttivo  alla  Legge
  Regionale  n.  28  del 1999 consentendo alla Regione  Siciliana  di
  adottare  delle  direttive maggiormente  restrittive,  in  tema  di
  programmazione  urbanistica commerciale dei Comuni  siciliani,  con
  specifico   riferimento   a  nuove  aperture   di   Grandi   Centri
  Commerciali,  proprio con l'obiettivo di tutelare e  difendere  nel
  territorio le piccole e medie realtà economiche, già esistenti.
   E'  inoltre opportuno rammentare che, proprio in tale direzione si
  h   mossa   l'intera   Giunta  di  Governo   regionale   che,   con
  l'approvazione  unanime  di  un  atto  di  indirizzo  proposto  dal
  Presidente  Lombardo,  ha  inteso bloccare  la  proliferazione  dei
  grandi   spazi   commerciali   e   contestualmente   impedire    la
  decapitazione della piccola e media impresa locale.
   Atto  di indirizzo da cui ha preso le mosse questo Assessorato  al
  fine di approvare il superiore decreto assessoriale.
   Infine,  con  riferimento  alla richiesta  di  informazioni  sulle
  autorizzazioni   rilasciate   ovvero   in   fase   di   definizione
  dell'istruttoria,  per  la  costruzione  di  nuovi  Grandi   Centri
  Commerciali, giova ricordare che, in base alla nota prot. 5968  del
  1  Maggio  2011,  a  firma del dirigente del dipartimento  attività
  produttive  servizio Commercio, questo Assessorato, ex  articolo  9
  della  L.R. n. 28 del 1999, ha definito n. 15 proroghe e n. 8 nuove
  aperture,  n.  3  istanze rigettate; n. 1 istanze  di  ampliamento;
  mentre sono ancora in corso n. 15 conferenze di servizi, di cui  n.
  9  istanze  di proroga e n. 6 istanze di nuova apertura, ancora  in
  attesa di definizione».

                              L'Assessore

                          dott. Marco Venturi

                  Rubrica «Infrastrutture e Mobilità»

   MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   con  le  delibere  n.36  del 2002 e n.17  del  2003,  il  CIPE  ha
  stanziato  24.839.991,46 euro, a valere sui fondi 'aree  depresse',
  per  la  realizzazione  dei  lavori di  potenziamento  delle  opere
  marittime  esistenti  e  per la messa in  sicurezza  del  porto  di
  Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani;

   nelle  sedute del 9 e 14/12/2004, la commissione regionale  lavori
  pubblici   ha  approvato  il  progetto  generale  definitivo,   per
  l'importo  complessivo di 39.500.000 euro, e,  contestualmente,  il
  progetto  definitivo  1  stralcio, presentato  dall'amministrazione
  comunale di Castellammare del Golfo, ente individuato come stazione
  appaltante, per l'importo complessivo di 24.839.991,46,  pari  alle
  somme disponibili con le due delibere Cipe;

   in  data  16  e  22/03/2005, la commissione di gara  ha  proceduto
  all'aggiudicazione  definitiva dell'appalto all'A.T.I.,  costituita
  tra il CO.VE.CO. di Marghera, la CO.MESI srl di Palermo e la CO.GEM
  srl di Alcamo;

   in data 11/10/2005 è stato stipulato il contratto d'appalto per la
  redazione  del  progetto  esecutivo e l'esecuzione  delle  relative
  opere,  mentre  in data 15/01/2007 sono stati consegnati  i  lavori
  all'impresa  aggiudicataria con il termine di ultimazione  previsto
  entro il 5/10/2008;

   il  CO.VE.CO. ha assegnato l'esecuzione della quota di  lavori  di
  propria  competenza  alla  associata CEA,  società  cooperativa  di
  Alcamo;

   la  CEA società cooperativa, la CO.MESI srl e la CO.GEM srl  hanno
  costituito,  per  l'esecuzione unitaria  dei  lavori,  la  NETTUNO,
  società  consortile a.r.l., con sede in Alcamo, che ha stipulato  i
  contratti con le ditte fornitrici per l'esecuzione dei lavori;

   in   data  21/01/2008  la  ditta  appaltatrice  ha  trasmesso  una
  'Proposta  migliorativa', ai sensi dall'art. 11 del D.M.  145/2000,
  prevedendo la sostituzione dei cassoni cellulari, con un sistema di
  palandole  metalliche,  da utilizzarsi per la  realizzazione  dello
  sporgente e del prolungamento della diga foranea;

   in  data  1/03/2008 la direzione lavori ha evidenziato la mancanza
  di  completezza  della  documentazione e  il  14/04/2008  la  ditta
  appaltatrice ha prodotto una nuova perizia che, sottofirmata  dalla
  direzione  lavori,  è  stata trasmessa al  responsabile  unico  del
  procedimento;

   il  3  luglio  2008,  il  dipartimento lavori  pubblici,  servizio
  infrastrutture  marittime e portuali, della  Regione  siciliana  ha
  sollecitato l'amministrazione comunale di Castellammare del  Golfo,
  con  nota  prot. 42845, ad inviare entro il 31/12/2008 il  progetto
  riguardante  il  2   stralcio  di  completamento  del  porto   così
  denominato  'Appalto  integrato per la  progettazione  esecutiva  e
  l'esecuzione  dei lavori di prolungamento della diga foranea  dalla
  progressiva  490.00m alla progressiva 800.00 m e realizzazione  del
  molo di sottoflutto soffolto e delle opere interne di accosto e  di
  arredo  portuale',  finanziato ricorrendo alle  'risorse  liberate'
  dalla misura 6.03 del POR Sicilia 2000/2006;

   in  data  11/07/2008, l'Assessorato Lavori pubblici,  rilevate  le
  difficoltà  in  cui si trovava l'amministrazione  comunale  per  la
  redazione   del  progetto  di  completamento  e  le  consequenziali
  procedure   per  l'aggiudicazione  dell'opera  stessa  e  rilevato,
  altresì,  che  l'opera  in  corso di costruzione  era  in  notevole
  ritardo  di  esecuzione,  ha proposto di revocare  le  funzioni  di
  stazione   appaltante   e  di  ente  attuatore  all'amministrazione
  comunale di Castellammare del Golfo;

   pertanto, al fine di addivenire sia al finanziamento dell'opera di
  completamento  sia  alla  realizzazione  di  quella  in  corso   di
  costruzione,  all'amministrazione  comunale  di  Castellammare  del
  Golfo sono state revocate le funzioni di stazione appaltante  e  di
  ente  attuatore  che sono state assunte dal dipartimento  regionale
  lavori pubblici;

   il  19/12/2008  l'appalto  del 2  stralcio  per  il  completamento
  dell'opera  è  stato finanziato con decreto del dirigente  generale
  del  dipartimento regionale delle infrastrutture, della mobilità  e
  dei  trasporti  n.  2935/S5.01,  per  un  importo  complessivo   di
  12.553.217,92 euro;

   il  26/05/2010  i lavori in corso sono stati bloccati  e  l'intera
  struttura cementizia e due aree di cantiere sono state poste  sotto
  sequestro  dalla Guardia di finanza, su ordine della Procura  della
  Repubblica di Trapani, nell'ambito di un'indagine relativa  ad  una
  presunta frode nelle pubbliche forniture;

   in  particolare, secondo gli inquirenti, le imprese  appaltanti  e
  subappaltanti  coinvolte  nel contratto di  esecuzione  dei  lavori
  avrebbero  utilizzato cemento depotenziato e materiale  inerte  non
  corrispondente ai parametri previsti dal capitolato d'appalto;

   il  6/7/2010  il cantiere è stato parzialmente dissequestrato,  ma
  non  sono  ricominciati  i  lavori, poiché  la  società  consortile
  NETTUNO  Scarl,  esecutrice  dei  lavori,  attraversa  una  pesante
  situazione  debitoria,  pressata  dai  creditori,  da  un  lato,  e
  impossibilitata  ad incassare gli ultimi due stati  di  avanzamento
  lavori bloccati dalla Regione, dall'altro;

   il  24/09/2010, il consiglio comunale di Castellammare del  Golfo,
  riunito  in  seduta  straordinaria, ha approvato  all'unanimità  un
  documento  nel quale viene espressa preoccupazione per 'il  mancato
  riavvio  dei  lavori'  e per 'la situazione  economica  venutasi  a
  creare  nei rapporti commerciali tra la ditta esecutrice dei lavori
  Nettuno Scarl e le ditte fornitrici della stessa';

   il  30/12/2010, l'ufficio regionale per l'espletamento della  gare
  d'appalto  (U.R.E.G.A.)  e, per essi, il  servizio  provinciale  di
  Trapani, ha aggiudicato la gara per l'appalto di 2  stralcio per il
  completamento  dell'opera all'ATI costituita da COMES  TIGULLIO  di
  Chiavari  (Genova),  CA.TI.FRA. srl di Barcellona  Pozzo  di  Gotto
  (Messina),  SEICON  srl  di Castellammare  del  Golfo  (Trapani)  e
  Co.GE.Ta srl di Trapani;

   secondo   le   notizie  riportate  dal  quotidiano  'La   Sicilia'
  nell'edizione   dell'8/01/2011,  pagina  31,  'dai  risultati   dei
  carotaggi  fatti eseguire nel frattempo dalla magistratura  sarebbe
  emerso che il cemento depotenziato non sarebbe stato usato solo per
  la costruzione dei massi frangiflutti ma anche per la realizzazione
  delle banchine';

   considerato che:

   il  12/01/2011,  con raccomandata, la CO.VE.CO. ha  comunicato  al
  dipartimento infrastrutture e mobilità della Regione siciliana  che
  in  data  6/12/2010  aveva  chiesto di  potere  affiancare  per  il
  completamento   delle   opere,  alla   consorziata   CEA,   società
  cooperativa   di   Alcamo,  la  consorziata  AT.LA.N.TE.,   società
  cooperativa di Palermo;

   nella stessa raccomandata la CO.VE.CO. ha aggiunto che, non avendo
  avuto risposta dalla stazione appaltante, il dipartimento regionale
  lavori pubblici, e verificata, nel frattempo, l'impossibilità della
  CEA  di  garantire il proseguimento dei lavori a causa di manifeste
  difficoltà  economiche e finanziarie, con delibera del  c.d.a.  del
  16/12/2010,  ha  'revocato l'affidamento  alla  CEA  e  riassegnato
  l'esecuzione  dei  lavori  alla AT.LA.N.TE.,  società  che  non  ha
  partecipato  alla  gara né autonomamente né con altro  consorzio  o
  raggruppamento ed è in possesso dei requisiti per potere concludere
  le  opere', nonché i poteri al direttore tecnico, Franco  Morbiolo,
  al   responsabile  per  l'appaltatore  per  la  firma  degli   atti
  contabili, Domenico Parisi, al direttore tecnico di cantiere, Mario
  Giardina, e al geometra Rosario Agnello, riassegnando gli incarichi
  di   direttore   tecnico  di  cantiere  e   di   responsabile   per
  l'appaltatore  per  la  firma degli atti contabili  al  procuratore
  speciale della CO.VE.CO., Mauro Gnech;

   le  ditte  fornitrici locali si trovano, allo stato,  esposte,  in
  quanto vantano crediti per circa un milione di euro, con gravissime
  ricadute sul tessuto economico del territorio;

   i lavori di completamento del 1  stralcio non sono ancora ripresi,
  a  dispetto  dell'ordine  di servizio n. 9 della  direzione  lavori
  presso  l'ufficio del genio civile, con il quale  si  sollecita  la
  ripresa degli stessi;

   per sapere:
   a) i motivi che impediscono la ripresa dei lavori;
   b)  se non ritengono che la prolungata sospensione non pregiudichi
  irreparabilmente  la corretta realizzazione dell'opera  per  il  1
  stralcio e comprometta l'inizio dei lavori del 2  stralcio;
   c)  se  ritengono  sussistere  le  condizioni  giuridiche  per  il
  proseguimento   dell'appalto  con  le  ditte  vincitrici   del   1
  stralcio». (1687)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1687  a  firma
  dell'onorevole  Mattarella, si forniscono i  seguenti  elementi  di
  risposta acquisiti per il tramite del competente Dirigente generale
  delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
   Successivamente   al  dissequestro  parziale  del   cantiere,   il
  Consorzio Co.Ve.Co. ha sostituito la consorziata CEA, che  sino  ad
  allora aveva condotto i lavori, con un'altra consorziata, la  ditta
  At.La.Nte. che si è subito adoperata per verificare le attività  di
  cantiere  realizzabili  nonostante il perdurare  del  sequestro  di
  tutte le opere in cemento armato.
   Tali  lavori  sono ripresi in data 22/03/2011 solo  a  seguito  di
  apposita  autorizzazione della procura della Repubblica di Trapani,
  provvedimento che ha consentito al consorzio di ottenere  da  parte
  del   consulente  Tecnico  del  Giudice  la  maggior  parte   della
  documentazione necessaria prosecuzione del appalto, ma sono rimaste
  ancora bloccate le lavorazioni relative al prolungamento della diga
  foranea  che  prevedono la collocazione dei massi artificiali  tipo
  accropode,  a  tutt'oggi   in  stato di  sequestro,  ed  alle  aree
  occupate dagli accropodi stoccati in cantiere.
   Nonostante  i  ritardi accumulati, secondo gli  Uffici  di  questo
  Dipartimento,   non  sussistono  motivi  che  possano   determinare
  irreparabili pregiudizi alla realizzazione dell'opera, anche se  il
  dissequestro totale del cantiere è condizione essenziale affinché i
  lavori possano essere completati.
   Per quanto riguarda il secondo stralcio dei lavori, si rappresenta
  che   è  stato  approvato il verbale di gara redatto dall'UREGA  di
  Trapani,  e,  conseguentemente è stato aggiudicato l'appalto  ed  è
  stato  predisposto il necessario decreto di impegno  definitivo  di
  spesa.
   Relativamente  all'accavallamento dei lavori tra  il  primo  e  il
  secondo   stralcio,  pur   riscontrandosi  un  breve   periodo   di
  coincidenza temporale tra i due cantieri, non si ritiene  che  tale
  situazione  possa creare eccessivi problemi di coesistenza  tra  le
  due ditte appaltatrici dei lavori.
   In  esito al quesito volto a conoscere "se ritengano sussistere le
  condizioni  giuridiche  per il proseguimento  dell'appalto  con  le
  ditte  vincitrici del I stralcio , si riferisce che in  merito,  le
  iniziative  e/o  le  determinazioni da adottare sono  demandate,  a
  norma  degli artt. 119 e 121 del Regolamento D.P.R. n. 554/99,  sia
  al Direttore dei Lavori che al Responsabile Unico del Procedimento.
   Per  quanto è dato conoscere dagli atti di questo Dipartimento non
  si  evincono  posizioni che possano ricondurre,  in  atto,  ad  una
  risoluzione contrattuale a carico dell'impresa.
   Non  è  da sottacere comunque che il sequestro del cantiere ed  il
  successivo  dissequestro  parziale hanno comportato  difficoltà  di
  riorganizzazione delle attività lavorative, difficoltà di  reperire
  la  documentazione  tecnico/contabile  sequestrata  all'impresa  ed
  indispensabile   per  la  ripresa  dei  lavori,   con   conseguente
  rallentamento di tutte le attività dell'appalto».

                              L'Assessore

   Carmelo Pietro Russo

                   Rubrica «Istruzione e Formazione»

   VINCIULLO   -   FALCONE.  -  «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale,
  premesso che:

   nel  2006  si  è  svolto,  indetto dal  Ministero  della  pubblica
  istruzione, un corso-concorso per dirigenti scolastici per  coprire
  tutti  i posti vacanti per quella funzione apicale. In Sicilia,  su
  oltre  mille  partecipanti,  alla  fine  delle  prove,  risultarono
  vincitori 426 docenti;

   dopo  la correzione degli elaborati, due candidati siciliani,  non
  ammessi alle successive prove, presentarono un ricorso, denunciando
  delle irregolarità formali nello svolgimento del concorso de quo;

   nonostante l'esistenza del suddetto ricorso, non avendo il giudice
  amministrativo  adito  emanato  provvedimenti   consequenziali,  il
  direttore    dell'ufficio   scolastico   regionale   ha   ritenuto,
  giustamente,  opportuno assegnare, nei posti risultati  vacanti,  i
  426 presidi e direttori didattici che erano risultati vincitori del
  concorso  medesimo,  per evitare di creare dei  vuoti  in  funzioni
  didattiche  così  delicate  e per assicurare  guide  didattiche  ed
  amministrative certe agli istituti scolastici siciliani che da anni
  erano privi di dirigenti titolari;

   in  data 11 novembre 2009, una sentenza del Consiglio di giustizia
  amministrativa  per la Regione siciliana, 'inaudita altera  parte',
  sovvertendo  una  precedente sentenza del TAR, ha dato  ragione  ai
  docenti  ricorsisti,  annullando, di fatto,  l'intero  concorso  in
  Sicilia  e,  ovviamente, azzerando tutte le nomine  effettuate  dal
  direttore  dell'ufficio  scolastico regionale,  nonostante  che  in
  altre   situazioni   analoghe,  nel  resto  d'Italia,   i   giudici
  amministrativi  aditi avessero dato parere diametralmente  opposto,
  confermando valore giuridico alle graduatorie concorsuali;

   subito  dopo  tale  sentenza, il Governo  nazionale,  in  sede  di
  conversione  del decreto cosiddetto 'salvaprecari', aveva  inserito
  una  norma che, di fatto, reintegrava i vincitori del concorso  del
  2006  nei  posti assegnati, ridando certezza giuridica ad  un  iter
  concorsuale  che  aveva gestito e su cui aveva  vigilato  l'ufficio
  scolastico regionale;

   in  data  27 novembre 2009, il Consiglio dei ministri, con proprio
  decreto  legge,  ha  abolito  la suddetta  norma,  ristabilendo  il
  dettato fissato dal Consiglio di giustizia amministrativa;

   atteso che:

   è  stata nominata, con decreto del direttore generale dell'ufficio
  scolastico regionale per la Sicilia dell'8 gennaio 2010, prot. 245,
  la  nuova commissione esaminatrice del corso concorso per dirigenti
  scolastici. Nel decreto si stabiliva, anche, la prima riunione  per
  l'insediamento della nuova commissione fissata per  il  22  gennaio
  2010;

   nello  stesso  decreto si ribadiva, anche, che al  corso  concorso
  avrebbero   potuto  partecipare  esclusivamente  i  candidati   già
  presenti  alle  prove svoltesi il 25 e 26 gennaio 2006  e  valutati
  dalla precedente commissione;

   rilevato che:

   questa continua altalena di sentenze e di giudizi, tra TAR e  CGA,
  sta  causando  una  vera e propria tempesta all'interno  del  mondo
  scolastico  siciliano, coinvolgendo, oltre ai diretti  interessati,
  migliaia di studenti, di genitori e di personale ATA;

   oggi,  con l'applicazione del nuovo decreto legge 27 novembre,  n.
  170,  convertito in legge 21 dicembre 2009, n. 190, un terzo  delle
  scuole  siciliane  resterebbe  senza  vertici,  e  verrebbe,  così,
  vanificato  il lavoro svolto, in tre anni, da centinaia di  valenti
  professionisti  della  scuola, molti dei  quali  svolgono  la  loro
  attività  in  territori a forte rischio di devianza e  di  evasione
  dall'obbligo scolastico;

   è   paradossale  che,  come  ha  dichiarato  lo  stesso  direttore
  dell'ufficio scolastico regionale, 'ciò che è stato ritenuto giusto
  in  tutta  Italia, sia ritenuto sbagliato in Sicilia, così  come  è
  paradossale  che  i  ricorsi  siano  stati  presentati  da  persone
  giudicate  inidonee, alle mansioni dirigenziali scolastiche,  altre
  tre volte';

   i  vincitori del corso-concorso non sono stati parti del ricorso e
  che  addirittura non sono stati individuati, come controinteressati
  nelle decisioni che hanno definito i giudizi e i provvedimenti  che
  li  riguardano  non  possono essere travolti a  causa  dell'effetto
  caducatorio  determinato  dall'annullamento  del  provvedimento  di
  nomina della commissione esaminatrice;

   preso atto che:

   il  CGA,  nella sentenza n. 478 del 25 maggio 2009, non ha  tenuto
  conto  di  altre  sue  precedenti sentenze  che  si  sono  espresse
  diametralmente opposto, così come non ha tenuto conto di similari e
  analoghe sentenze del Consiglio di Stato;

   nel  resto d'Italia le commissioni giudicatrici del concorso  sono
  state  costituite con gli stessi criteri e con gli stessi  princìpi
  di  quelli  tenuti  in  Sicilia,  ma  i  concorsi  non  sono  stati
  annullati;

   l'Avvocatura  dello Stato, inspiegabilmente, non si  è  costituita
  davanti al CGA per difendere la sentenza di primo grado, favorevole
  ai  docenti  vincitori  di  concorso, e  che  agli  stessi  docenti
  vincitori di concorso è stata impedita e di conseguenza preclusa la
  possibilità di costituirsi in giudizio;

   la  magistratura  penale ha archiviato, a quanto pare,  l'indagine
  relativa  al  presunto  comportamento doloso della  commissione  di
  esami, per cui non si capisce come i giudici amministrativi possano
  decidere  in modo diametralmente opposto a quelli penali  asserendo
  di  fatto,  con  la citata sentenza, l'esistenza di  una  giustizia
  penale  e di una giustizia amministrativa che possono decidere  non
  solo in modo diverso, ma addirittura in modo opposto;

   molti  dirigenti,  vincitori di questo concorso  ordinario,  hanno
  rinunciato  al  concorso riservato, pur avendo  superato  la  prova
  scritta, in quanto già titolari;

   altri  dirigenti, per le esigenze legate al loro nuovo  ruolo,  si
  sono trasferiti, con le loro famiglie, anche definitivamente, dalla
  loro residenza originaria alla nuova sede di servizio, con notevole
  danno economico;

   i  posti  di ruolo, precedentemente ricoperti, sono stati occupati
  da  altri insegnanti di ruolo e di conseguenza non potranno  essere
  restituiti  al  ruolo di provenienza, in quanto occupato  da  altri
  docenti,  e che di conseguenza verrebbero posti in sovrannumero  in
  quanto  verrebbero  posti in DOP (dotazione organica  provinciale),
  aggiungendosi,  quindi,  'al  danno  anche  la  beffa'  di   essere
  scavalcati da docenti con pochissimi anni di servizio;

   di  conseguenza, essi sarebbero costretti a rivolgersi al  giudice
  del  lavoro  per avere riconosciuti non solo i propri  diritti,  ma
  anche  per  avere  risarciti i danni economici e morali  che  hanno
  subito,  costringendo lo Stato a sborsare migliaia  e  migliaia  di
  euro, frutto delle tasse pagate dei cittadini;

   considerato che:

   se  tali presupposti sono considerati giuridicamente validi, sulla
  loro  base  può essere adottato un provvedimento che si  limiti  ad
  annullare le valutazioni operate dalla commissione nei confronti di
  tutti i soggetti che non sono stati ammessi alle prove orali  e  di
  tutte le valutazioni operate nei confronti dei soggetti che non  le
  hanno  superate  e  quindi  non sono  stati  ammessi  al  corso  di
  formazione, riavviando nei loro confronti il procedimento di corso-
  concorso;

   la scuola siciliana non è nelle condizioni di affrontare ulteriori
  problemi   che   sarebbero  indubbiamente  causati  dal   repentino
  allontanamento  di  ben 426 dirigenti del primo e  secondo  settore
  formativo,  il tutto causato da cavilli tecnici che nulla  hanno  a
  che  fare con la preparazione dimostrata dai concorsisti che  hanno
  superato le prove selettive del concorso svolto nel 2006;

   non è ammissibile che venga cancellato, in un solo colpo, tutto il
  lavoro svolto in tre anni da personale specializzato, che svolge il
  proprio lavoro con spirito di abnegazione e attaccamento al  dovere
  nei confronti degli studenti e dei professori;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  urgenti  intendano  adottare  al  fine   di
  ripristinare le regolari funzioni nella scuola siciliana,  al  fine
  di  evitare  la  delegittimazione di 426  dirigenti  scolastici  in
  Sicilia,  evento  che  porterebbe  ad  un  collasso  strutturale  e
  didattico in un terzo delle scuole siciliane;

   a  chiedere  al  Governo nazionale di riconoscere il  diritto  dei
  vincitori  a  ricoprire il ruolo derivante da un concorso  pubblico
  vinto;

   a   chiedere,  altresì,  al  Governo  nazionale  di  rinnovare  la
  procedura  concorsuale  solo  per  quei  docenti  che  non  l'hanno
  superata». (964)

   Risposta.   -   «Dalla   data  di  formazione  dell'interrogazione
  parlamentare  in oggetto, ovvero il 2 febbraio 2010, sulla  vicenda
  sono  intervenute sostanziali modifiche. Infatti  con  la  legge  3
  dicembre  2010,  n. 202, il Parlamento ha posto  fine  alla  vexata
  vicenda sanando di fatto l'intera procedura.
   Sulla  base delle disposizioni contenute nella predetta legge,  le
  tre  categorie  di  candidati interessati  alla  procedura  saranno
  sottoposte a prove differenziate. Più precisamente:
   i candidati già nominati in ruolo, e poi   congelati' con legge n.
  190,  sosterranno  una  prova scritta sull'esperienza  dirigenziale
  maturata in questi anni;
   i  candidati dichiarati idonei, ma ancora non assunti, sosterranno
  un  elaborato  su  una  delle tematiche  affrontate  nel  corso  di
  formazione a suo tempo frequentato;
   c)  i  candidati negativamente valutati (tra i quali i ricorrenti)
  rinnoveranno la procedura con una rivalutazione degli  elaborati  a
  suo tempo prodotti in sede di procedura concorsuale.
   La  legge n. 202/2010 prevede l'emanazione di apposito regolamento
  applicativo  mediante  decreto del Ministero dell'istruzione.  Tale
  decreto risulta già emanato.
   Dopo   l'ennesima  schermaglia  giudiziaria  (lo  stesso   decreto
  ministeriale è stato già impugnato in sede giurisdizionale  ma  per
  intervento  del  Consiglio  di  Stato,  che  si  è  pronunziato  su
  regolamento  di  competenza, tutta la questione  è  stata  spostata
  davanti agli Organi di giustizia amministrativa centrali - TAR  del
  Lazio  ed  eventualmente  Consiglio di Stato  -  sottraendola  alla
  competenza  del  CGA  per la Sicilia) da notizie  acquisite  presso
  l'Ufficio Scolastico regionale per la Sicilia, nel corso  del  mese
  di luglio si sarebbero dovute svolgere le prime delle due tipologie
  di  prova  sopra elencate (ovvero per i candidati già  nominati  in
  ruolo  e  poi   congelati' con legge n.  190,  e  per  i  candidati
  dichiarati idonei ma non assunti).
   La Commissione che dovrà gestire la nuova procedura è stata già da
  tempo nominata.
   In  vista  dell'ormai  vicina e si spera definitiva  soluzione  di
  siffatta non esemplare vicenda, questo Assessorato ritiene  di  non
  dovere  al  momento  intervenire a evitare strumentalizzazioni  che
  potrebbero ostacolarne l'esito. Tuttavia ulteriori non giustificati
  -  e  non  auspicabili - ritardi nella conclusione del  nuovo  iter
  concorsuale  costituirebbero motivo di legittimo  intervento  della
  Regione presso il Ministero dell'Istruzione ad evitare il perdurare
  del  disagio  sofferto  da  tre anni a  questa  parte  di  ben  426
  Istituzioni scolastiche e di altrettanti dirigenti.
   Tanto mi era dovuto in risposta alla Sua interrogazione».

   L'Assessore

   prof. Mario Centorrino

   VINCIULLO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per
  l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   il  primo istituto d'istruzione secondaria superiore 'Platone'  di
  Palazzolo  Acreide,  in provincia di Siracusa,  ha  ormai  da  anni
  all'attivo  quattro  indirizzi  di  istruzione  scolastica:   liceo
  classico,  liceo  linguistico, liceo delle scienze  umane  e  liceo
  artistico;

   l'istituto de quo è situato a Palazzolo Acreide, paese  con  quasi
  10.000  abitanti  in provincia di Siracusa, su cui gravitano  anche
  gli  alunni  dei  comuni  limitrofi,  come  Canicattini,  Buccheri,
  Buscemi,  Ferla,  Cassaro, che, per le loro dimensioni  e  il  loro
  numero  di  abitanti,  non  hanno le  possibilità  di  avere  alcun
  istituto d'istruzione secondaria superiore;

   considerato che:

   per   l'anno  scolastico  2010/2011  sono  pervenute  numerose   e
  significative  iscrizioni  alle prime  classi  dei  vari  indirizzi
  dell'istituto: liceo classico n. 34 alunni, liceo linguistico n. 18
  alunni, liceo delle scienze umane n. 21 alunni e liceo artistico n.
  18 alunni, tra cui un alunno diversamente abile;

   la  presenza di quattro indirizzi di istruzione ha, fino ad  oggi,
  garantito agli alunni che frequentano l'istituto di poter scegliere
  liberamente   l'indirizzo  che  meglio  si  sposa   con   le   loro
  inclinazioni culturali e professionali;

   visto che:

   ad  oggi,  non è ancora stata autorizzata la prima classe relativa
  all'indirizzo artistico, nonostante l'iscrizione di 18  alunni,  di
  cui  uno diversamente abile, e l'unicità del corso in tutta la zona
  montana della provincia di Siracusa;

   sulle  quattro classi assegnate all'istituto 'Platone', per l'anno
  scolastico  2010/2011,  non è compresa la prima  classe  del  liceo
  artistico,  con  conseguente incremento dell'evasione  dall'obbligo
  scolastico,  cancellazione degli iscritti  dall'anagrafe  alunni  e
  comprensibili  problemi nell'attribuzione dei  posti  riservati  al
  personale docente e a quello ATA;

   per sapere:

   quale criterio sia stato adoperato per l'assegnazione delle classi
  e  se,  in  considerazione dell'ampio territorio che l'istituto  si
  trova   costretto   ad  abbracciare,  non  si  ritenga   necessario
  autorizzare nell'istituto 'Platone' un numero pari a 5 prime classi
  per  l'anno  scolastico 2010/2011, al fine di garantire un  diritto
  allo  studio  equo e commisurato alle aspettative di  ogni  singolo
  studente e soddisfare le richieste di iscrizione al primo  anno  ad
  oggi pervenute;

   se  con  la  mancata autorizzazione della prima classe  del  liceo
  artistico  non  si  neghi  agli studenti il  legittimo  diritto  di
  scegliere  indirizzi di studio consoni alle loro  attitudini  e  al
  contempo  sopprimere  un corso in grado di offrire  competenze  per
  l'inserimento immediato dei giovani nel mondo del lavoro, così come
  dimostrato negli ultimi anni». (1330)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione in  oggetto,  si
  trasmette    copia   della   nota   del   Dipartimento    regionale
  dell'Istruzione  e della Formazione professionale, Servizio  Scuola
  dell'Infanzia ed istruzione di ogni ordine e grado, prot.  n.  8643
  del 9 giugno 2011 ed acquisita presso l'Ufficio di Gabinetto il  15
  giugno  2011 con prot. n. 1791, a firma del dirigente del servizio,
  dottoressa Anna Buttafuoco».

   L'Assessore

   prof. Mario Centorrino

   «In   riscontro  alla  richiesta  di  informazioni  relative  alla
  interrogazione  in  oggetto, si riferisce  sull'argomento  ad  essa
  inerente,  al  fine  di  fornire elementi  utili  per  la  risposta
  dell'Assessore.
   Preliminarmente  si  rappresenta  che  ai  sensi  delle  norme  di
  attuazione dello Statuto della Regione siciliana emanate con D.P.R.
  14  maggio 1985, n. 246, la materia oggetto dell'interrogazione  in
  questione  è  di  competenza del Ministero dell'istruzione;  questo
  Ufficio,   con  nota  in  corso  ha  chiesto  notizie   all'Ufficio
  Scolastico  Regionale per la Sicilia circa la  mancata  attivazione
  della  prima  classe  del  liceo  artistico  presso  l'Istituto  di
  istruzione secondaria superiore di Palazzolo Acreide.
   Si  rappresenta, tuttavia, che in sede di attuazione della riforma
  dell'istruzione   superiore,   il  Ministero   dell'Istruzione   ha
  trasmesso a questo Ufficio le tabelle di confluenza degli indirizzi
  di  studio dal vecchio al nuovo ordinamento, inserendo il corso  di
  studi di Liceo artistico presso l'Istituto di istruzione secondaria
  superiore  di  Palazzolo Acreide. Conseguentemente questo  Ufficio,
  nell'ambito   della  definizione  dell'istruzione   superiore   nel
  territorio  regionale, ha emanato il decreto assessoriale  n.  1227
  dell'8  aprile 2011, nel quale è stato previsto il corso  di  liceo
  artistico,   indirizzo  Arti  Figurative,  presso   l'Istituto   di
  istruzione secondaria superiore di Palazzolo Acreide».

   Il Dirigente del Servizio

   dott.ssa Anna Buttafuoco

   FALCONE - POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
  per l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   il  sindaco  di  Militello  in  Val  di  Catania  (CT)  ha  emesso
  un'ordinanza di chiusura per inagibilità, per motivi di  sicurezza,
  della scuola del plesso scolastico dell'atrio del Castello,
   anche il plesso di via Concerie;

   il  provvedimento si lega ai risultati di accertamenti,  verifiche
  ed  indagini geologiche, eseguiti da consulenti e tecnici del genio
  civile per conto del comune di Militello, in ordine alle condizioni
  antisismiche del fabbricato, allo stato dei materiali edili  e  dei
  terreni circostanti;

   oltre  alla precaria staticità delle strutture, le verifiche hanno
  messo  in  luce la mancanza di una rete stradale che,  in  caso  di
  calamità  naturali e terremoti, assicurerebbe una via di  fuga  del
  personale scolastico e dei studenti;

   considerato  che  tali ragioni sono sostenute da un'ordinanza  del
  Presidente del Consiglio dei Ministri e dei competenti organi della
  Protezione civile;

   atteso che:

   le  attività  scolastiche della scuola elementare  si  svolgeranno
  presso l'istituto di viale Regina Margherita, mentre le aule  della
  scuola media inferiore sono state ubicate presso i locali dell'Isis
  Vittorio  Emanuele  Orlando  di  contrada  Piano  Mole,  sempre   a
  Militello Val di Catania, che ospita corsi di istruzione superiore,
  in orario pomeridiano;

   la zona Piano Mole è carente di una idonea viabilità pedonale e di
  segnaletica stradale;

   tali trasferimenti comporteranno, quindi, notevoli disagi per  gli
  studenti che, a causa degli orari, dalle 14,00 alle 19,00, dovranno
  tralasciare   attività  ludiche  e  sportive,   intrattenimenti   e
  incontri, perdendo o, comunque, riducendosi le opportunità di  sana
  crescita;

   per  sapere  quali iniziative urgenti intendano intraprendere,  se
  abbiano  ipotizzato un soccorso regionale, attraverso  un  sostegno
  finanziario della pubblica istruzione e/o della Protezione  civile,
  al  fine  di  garantire  sicurezza  degli  immobili  e  soprattutto
  ristabilire  la normalità delle attività didattiche  e  di  studio,
  nonché  la  qualità della vita degli adolescenti e il contrasto  al
  disagio sociale per l'intera comunità militellese». (1400)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione in  oggetto,  si
  trasmette copia della nota congiunta del Dipartimento Istruzione  e
  Formazione  professionale e del Servizio Edilizia Scolastica  prot.
  n.  2741/10 del 26 novembre 2010, a firma del Dirigente Generale ad
  interim del Dipartimento, dott. Gesualdo Campo, e del Dirigente del
  Servizio  Edilizia  Scolastica  Universitaria,  architetto   Nicola
  Trentacosti, ed acquisita presso codesto Ufficio di Gabinetto il 14
  dicembre 2010 con prot. n. 3122».

   L'Assessore

   prof. Mario Centorrino

   «Nel  riscontrare  la richiesta formulata con  la  nota  prot.  n.
  2243/Gab citata a risposta relativa all'interrogazione indicata  in
  oggetto,  preliminarmente si rappresenta che il Comune di Militello
  in  Val di Catania negli ultimi anni non ha prodotto alcuna istanza
  ai  sensi  degli  avvisi  pubblici e  delle  circolari  emesse  dal
  Dipartimento  scrivente  per la predisposizione  di  programmi  per
  interventi di edilizia scolastica.
   Inoltre,  da un'ulteriore verifica, per quanto riguarda le  scuole
  del  Comune  di  Militello  in Val di Catania  che  necessitano  di
  interventi  di  carattere  strutturale,  le  stesse  non  risultano
  incluse nell'apposito elenco predisposto dal Dipartimento regionale
  della Protezione Civile degli interventi a rischio sismico.
   Pertanto,  il  Comune  di  Militello in Val  di  Catania  per  gli
  interventi  che  ricadono  nella predetta  specifica  tipologia  di
  lavori  dovrebbe raccordarsi con il Servizio Sismico del  succitato
  Dipartimento  che  ha proceduto all'aggiornamento  dello  stato  di
  criticità  strutturale degli edifici scolastici  caratterizzati  da
  necessità   di  adeguamento/miglioramento  sismico  a  seguito   di
  inagibilità totale o parziale o presenza di danno.
   Ciò  ai  fini di un'eventuale programmazione di interventi qualora
  dovessero  essere  assegnate  risorse  statali  per  la  messa   in
  sicurezza strutturale».

   Il Dirigente Generale ad interim
                                                                  del
  Dipartimento istruzione e Formazione professionale

   arch. Gesualdo Campo

                   Rubrica «Territorio ed Ambiente»

   MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   era stato chiesto alla Regione, con l'interpellanza numero 81,  di
  annullare  la delibera n. 77, approvata il 30 luglio del  2007  dal
  comune  di  Partinico,  che autorizza un  piano  di  lottizzazione,
  presentato dalla Policentro Daunia s.r.l. nell'area D2 di  contrada
  Margi,  in  violazione della normativa vigente e delle prescrizioni
  degli strumenti urbanistici;

   nell'atto  ispettivo  si  sottolineava che,  con  decreto  del  16
  novembre  2000,  l'allora Assessore per il  territorio  e  ambiente
  aveva   approvato,  insieme  alle  prescrizioni  esecutive   e   al
  regolamento edilizio, il piano regolatore del comune di Partinico;

   tra  gli  allegati  del suddetto decreto, 'per  costituirne  parte
  integrante',  al  punto 6.23 dell'art.2-6) Prescrizioni  Esecutive,
  veniva    inclusa   la   'zona    D2,   planimetria    del    piano
  particolareggiato',  che  riguarda l'intera  area  D2  di  contrada
  Margi;

   ai  sensi  dell'art. 16, comma 9, della vigente legge  urbanistica
  (n. 1150/1942), l'approvazione dei piani particolareggiati equivale
  a dichiarazione di pubblica utilità delle opere in essi previste;

   in  ossequio  al  comma  5 dell'art. 16 della  legge  urbanistica,
  l'art.  7  del suddetto decreto assessoriale aggiungeva e precisava
  che  'le  prescrizioni esecutive dovranno essere eseguite entro  il
  termine  di  anni dieci ed entro lo stesso termine dovranno  essere
  eseguite le relative espropriazioni';

   in  risposta al quesito posto, al tempo, dal sindaco di Partinico,
  in  ordine  alla possibilità di approvare un piano di lottizzazione
  su  un'area  già normata da un piano particolareggiato e dichiarata
  di   pubblica   utilità,   codesto   Assessorato   aveva   risposto
  testualmente  che  'non  sembra  percorribile  l'ipotesi  di  dover
  approvare  un  piano di lottizzazione all'interno  di  un'area  già
  disciplinata da piani attuativi efficaci quali sono le prescrizioni
  esecutive';

   malgrado  tutte  le  evidenze di legge, il consiglio  comunale  di
  Partinico  approvava  la delibera sul piano  di  lottizzazione  che
  nell'interpellanza si chiede di annullare avvalendosi del  disposto
  di cui all'art. 53 della l.r. n. 71 del 1978;

   considerato che:

   nella  risposta all'interpellanza fornita nel corso  della  seduta
  d'aula  del  2 febbraio 2011, l'Assessore ha affermato che  'quanto
  rappresentato,  allo  stato  attuale,  non  permette  di   rilevare
  elementi  per l'attivazione di cui all'art. 53 della l.r. 71/1978',
  aggiungendo  che 'il Dipartimento urbanistica ha comunque  ritenuto
  opportuno,   a  seguito  dell'interrogazione,  avviare  un'indagine
  ispettiva,  ancora  in corso presso il comune  di  Partinico,  allo
  scopo  di  avere maggiori cognizioni del piano di lottizzazione  in
  parola';

   con   riferimento  all'interpellanza,  il  dipartimento  regionale
  urbanistica  ha rappresentato preliminarmente che la decadenza  dei
  vincoli  quinquennali preordinati all'esproprio è  avvenuta  il  30
  giugno  2008  secondo quanto disposto dall'art.  9  del  D.P.R.  n.
  327/2001,  applicabile  nella Regione  siciliana  per  effetto  del
  recepimento di cui all'art. 36 della l.r. n. 7/2002, come integrato
  dall'art. 24 della l.r. n.7/2003;

   ciò  premesso, lo stesso ufficio ha rappresentato che, 'benché  la
  zona  D2 fosse ancora in vigore, per la parte assegnata alla  ditta
  Policentro  Daunia  non ha prodotto effetti e,  pertanto  nulla  ha
  tolto  la potestà al Consiglio Comunale di pianificare quella parte
  di  territorio attraverso un piano di lottizzazione,  che  peraltro
  rappresenta uno strumento attuativo di pari livello di dettaglio al
  PP.EE.,   differenziandosi  da  queste  soltanto  per  l'iniziativa
  privata';

   in  questo  modo, a detta del dipartimento regionale  urbanistica,
  'il  piano  di  lottizzazione presentato dalla  Policentro  Daunia,
  approvato dal Consiglio Comunale in data 30/7/2007, giusto un  anno
  prima della decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio e ben 7
  anni dopo la formazione del P.E., consente l'attivazione della zona
  senza  che  l'Amministrazione comunale si  sia  sobbarcata  l'onere
  degli    espropri   e   della   realizzazione   delle   opere    di
  urbanizzazione';

   per   quanto   rappresentato  allo  stato  attuale,   dunque,   il
  dipartimento  ha  comunicato di 'non avere  rilevato  elementi  per
  l'attivazione di cui all'art. 53 della l.r. n. 71 del 1978';

   quanto  dichiarato  in Aula dall'Assessore  e  comunicato  in  via
  preliminare   dal  dipartimento  regionale  urbanistica   è   stato
  considerato   non  soddisfacente  dall'interpellante,   perché   la
  richiesta,  o  quanto meno l'aspettativa, era  quella  che  venisse
  esercitato  il  potere, da parte dell'Assessorato, di  annullamento
  della delibera del consiglio comunale;

   in  questo  modo,  secondo  il sottoscritto  interpellante,  viene
  sostanzialmente  vanificata la previsione del piano  regolatore  di
  Partinico, pur essendoci le condizioni per farlo rispettare;

   per  sapere  quale sia l'esito dell'indagine ispettiva avviata  in
  seguito  alla precedente interpellanza, considerato che  su  questa
  vicenda,  nel  comune  di  Partinico,  c'è  stata  una  particolare
  tensione  sia dal punto di vista politico che da quello  sociale  e
  che  il  pericolo  di infiltrazioni rafforza l'esigenza  di  tutela
  rigorosa della legalità nello sviluppo». (1685)
         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  si
  comunica  che il Dipartimento Regionale Urbanistica sulla  base  di
  quanto  relazionato con il rapporto ispettivo n. 25 del  4/02/2011,
  ritenendo  illegittima la procedura di approvazione del   Piano  di
  Lottizzazione, ha attivato con nota Dirigenziale prot. n. 29201 del
  4/05/2011  le  procedure  per  l'annullamento  della  Delibera  del
  Consiglio Comunale di Partinico n. 77 del 30/07/2007, formulando le
  contestazioni di rito ai sensi dell'art. 53 della l.r.  27/12/1978,
  n. 71.
   A  seguito di dette contestazioni, sono pervenute, entro i termini
  di   legge,  le  controdeduzioni  formulate  da  tutti  i  soggetti
  interessati al procedimento di che trattasi.
   Il  Servizio  2  del  suddetto Dipartimento  Urbanistica  sta  già
  procedendo   alla  valutazione  delle  controdeduzioni   pervenute,
  effettuando i necessari riscontri e valutazioni, che si tradurranno
  in un apposito parere che verrà trasmesso per le valutazioni finali
  da parte del Consiglio Regionale dell'Urbanistica, e in conseguenza
  di  ciò,  verranno  intraprese le azioni di  competenza  di  questo
  Assessorato.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                    L'Assessore
                                            dott.  Calogero Gianmaria
                                            Sparma