Presidenza del vicepresidente Oddo
La seduta è aperta alle ore 16.26
SCILLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arena è in congedo per oggi
per motivi di salute.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Falcone sarà in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 24 al 26 settembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Autonomie Locali e la Funzione
Pubblica:
N. 1469 - Verifica della responsabilità amministrativa,contabile e
disciplinare a carico di dirigenti del Dipartimento regionale del
territorio e dell'ambiente (oggi Dipartimento ambiente).
Firmatario: Marinese Ignazio
- da parte dell'Assessore per la Salute:
N. 1429 - Misure per porre fine ai disservizi delle strutture
sanitarie nella provincia di Palermo.
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 1442 - Chiarimenti in merito alla dotazione di personale
dell'UOC di chirurgia generale dell'ospedale Ingrassia di Palermo.
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 1484 - Chiarimenti in merito alla dotazione di personale
dell'UOC di anestesia e rianimazione dell'ospedale 'Cimino' di
Termini Imerese (PA).
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 1661 - Notizie in merito alle carenze di organico dell'azienda
sanitaria provinciale di Ragusa.
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 1714 - Modifica del bando per la copertura di n. 4 posti di
dirigente amministrativo indetto dall'azienda ospedaliera
Cannizzaro di Catania.
Firmatario: Galvagno Michele
N. 1739 - Modifica del bando per la copertura a tempo
indeterminato di n. 6 posti di operatore tecnico-digitatore per
terminale, indetto dall'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania.
Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni
N. 1742 - Modifica del bando per l'assunzione di personale con
profilo di dirigente amministrativo ed analista indetto
dall'azienda ospedaliero-universitaria policlinico Vittorio
Emanuele di Catania.
Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni
N. 1939 - Chiarimenti sul rilascio di attestazioni per lo
svolgimento della professione di operatore socio-sanitario
attraverso enti formativi non autorizzati.
Firmatario: Faraone Davide.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Possibilità di stabile occupazione dei lavoratori ex PUMEX di
Lipari. (n. 782)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ardizzone,
Beninati, Rinaldi, Panarello, Picciolo, Currenti, Buzzanca, Corona,
Laccoto, Formica e Catalano in data 15 settembre 2011.
- Istituzione del Consiglio delle autonomie locali. (n. 783)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gucciardi in
data 15 settembre 2011.
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana'. (n. 784)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone in data 15 settembre 2011.
- Equiparazione delle norme regionali alla legislazione nazionale
in tema di incompatibilità all'Ufficio di deputato regionale. (n.
785)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Caputo e Falcone in data 15 settembre 2011.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
di legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il
superamento della crisi dell'area industriale di Termini Imerese.
(n. 781)
di iniziativa parlamentare, presentato in data 15 settembre 2011 e
inviato in data 16 settembre 2011, parere UE.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati inviati alle
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto recante
Modifica alle norme sulla registrazione delle nascite'. (n. 771)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.
- Istituzione dei liberi consorzi di comuni. Abrogazione della
legge regionale 6 marzo 1986, n. 9. (n. 772)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.
- Norme in materia di rappresentanza di genere. (n. 776)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.
- Trattamento pensionistico dipendenti Ente acquedotti siciliani.
(n. 777)
di iniziativa governativa, inviato in data 16 settembre 2011.
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana'. (n. 778)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana'. (n. 779)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli
a chilometri zero. (n. 773)
- di iniziativa parlamentare, inviato in data 16 settembre 2011.
- Interventi a sostegno della filiera dei prodotti agro-zootenici.
(n. 774)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.
- Interventi a favore delle piccole e medie imprese. (n. 775)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disposizioni per assicurare un'adeguata assistenza sanitaria ai
malati con patologie osteoarticolari croniche e malattie
autoimmuni. (n. 780)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 16 settembre 2011.
Comunicazione di decadenza del disegno di legge n. 770
PRESIDENTE. Comunico che il disegno di legge n. 770 Disposizioni
per favorire ed incentivare le professioni attraverso
l'assegnazione degli immobili confiscati alle organizzazioni
criminali , presentato in data 3 agosto 2011 dall'onorevole Pantuso
quale unico firmatario, è da intendersi decaduto a seguito della
cessazione dalla carica del predetto onorevole Pantuso.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alle Commissioni:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE(II)
- Schema di decreto inerente la costituzione del Comitato
regionale per il microcredito. (n. 176/II).
pervenuto in data 6 settembre 2011 e inviato in data 13 settembre
2011.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- PSR 2007-2013 Misura 321/B. Banda larga nelle aree rurali -
Schemi di Accordo di programma e convenzione operativa. (n.
175/III).
pervenuto in data 6 settembre 2011 e inviato in data 13 settembre
2011.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- E.R.S.U. di Palermo. Designazione componente in seno al
Consiglio di amministrazione. (n. 177/V).
pervenuto in data 5 settembre 2011 e inviato in data 13 settembre
2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
SCILLA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la l.r. 6 maggio 1981, n. 98, disciplina l'istituzione nella
Regione siciliana di parchi e riserve naturali;
il decreto 21 febbraio 2005 dell'Assessorato Territorio individua
un elenco dei siti di importanza comunitaria e delle zone di
protezione speciale ricadenti nel territorio della Regione,
individuati ai sensi delle direttive n. 79/409/CEE e n. 92/43/CEE;
il citato decreto individua specificatamente le isole dello
Stagnone di Marsala come zone SIC come le saline di Marsala,
successivamente individuate come 'zona ZPS', ovvero di protezione
speciale;
considerato che:
in data 3 marzo 2006, il commissario straordinario subentrato al
consiglio comunale, con propria delibera n. 32, ha approvato il
progetto di 'Rifunzionalizzazione, arredamento viario ed
ammodernamento della Strada provinciale n. 21 e della ZPS ITA -
10021 - saline di Marsala';
i lavori ricadrebbero in parte entro i 150 metri dalla battigia ed
in parte nella zona B (pre-riserva) della riserva naturale
orientata dello Stagnone di Marsala ed in zona di protezione
speciale (ZPS), per cui soggetta al parere ex art. 10 del D.P.R.
12/04/1996;
tenuto conto che:
la strada provinciale in questione, denominata 'Via del Sale', è
assimilata dalla provincia regionale di Trapani al patrimonio
storico - naturale;
in seguito alla presa visione del progetto è emerso che
l'autorizzazione è stata concessa senza il preventivo parere
vincolante del consiglio regionale per la protezione del patrimonio
naturale, così come previsto dall'art. 2 della l.r. 14/88;
a norma dello stesso regolamento, nelle strade della riserva
comprese in zona B, sono consentiti solo interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria;
il progetto è contrario al 'Piano di Gestione del Sito Natura
2000', ente beneficiario la provincia di Trapani, POR 2000/2006;
il consiglio comunale di Marsala, in data 19 maggio 2011, ha
votato una mozione nella quale è stata evidenziata come già il 28
settembre del 2005 era stata bocciata la proposta di
riqualificazione;
visto che:
il Ministero delle infrastrutture ha cofinanziato, attraverso i
fondi strutturali, il progetto di modifica e ricostruzione della
storica Via del Sale o SP 21;
il punto 8.2 dell'obiettivo 8 della convenzione di Malahide
raccomanda agli Stati membri di 'Evitare che i progetti
cofinanziati dai fondi strutturali causino impatti negativi sulla
biodiversità';
i lavori in oggetto, avendo un' ingiustificata vis di
ammodernamento di un luogo storico, porterebbero esclusivamente ad
un aumento del traffico con rischioso pregiudizio dell'esistente
armonia tra natura e cultura;
visto oltretutto che:
a seguito delle segnalazioni intervenute, il Ministero
dell'ambiente, in data 17 dicembre 2010, inviava all'Assessorato
territorio della Regione siciliana richiesta di chiarimenti in
ordine alla contestazione della valutazione d'incidenza inclusa
nello studio di impatto ambientale e del giudizio positivo
dell'ARTA Sicilia relativamente ai 'Lavori di Rifunzionalizzazione
della SP 21';
non risulta allo scrivente che sia pervenuta alcuna risposta al
Ministero richiedente;
per sapere se e quali provvedimenti intendano prendere, nel
rispetto delle proprie competenze, al fine di salvaguardare le
valenze naturalistiche e paesaggistiche dell'area in esame». (2062)
MARROCCO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con lettera inviata dal sindacato infermieristico NURSIND al
Presidente della VI Commissione legislativa permanente dell'ARS
'Servizi sociali e sanitari', onorevole Giuseppe Laccoto, veniva
segnalato che taluni dipendenti del comparto sanità appartenente a
diversi profili (infermieri, ausiliari e tecnici) arrivavano sul
luogo di lavoro per iniziare il turno di servizio già in
abbigliamento da lavoro e con la stessa uniforme rientravano al
domicilio;
tale comportamento è ritenuto contrario alla normativa vigente e a
tutte le misure igieniche consone ad un ambiente sanitario, in
quanto veicolo di germi e infezioni gravanti sui pazienti di tali
strutture;
rilevato che:
il d.lgs. n. 626/1994, in attuazione alla direttiva 89/39 CEE,
dispone le misure igieniche da adottare all'interno dei luoghi di
lavoro; nel caso di specie i lavoratori che compiono la prestazione
lavorativa, quali medici, infermieri, tecnici e ausiliari,
sarebbero tenuti a rispettare le norme previste dal sopra citato
decreto in modo da evitare la trasmissione di infezioni ai pazienti
e ai lavoratori stessi;
il comportamento attualmente riscontrato in taluni dipendenti non
è consono alle misure generali di tutela, che prescrivono:
la riduzione al minimo del rischio;
la priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle
misure di protezione individuale, nonché il rispetto di tutte le
misure igieniche;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare nei confronti dei
responsabili;
quali misure intendano adottare al fine di ridurre al minimo i
rischi legati ai comportamenti omissivi di tutte le misure
cautelative d'igiene e sicurezza di taluni dipendenti che prestano
l'attività lavorativa presso ambienti sanitari». (2063)
FIORENZA
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con DDG n. 557 del 27 luglio 2011, l'Assessorato regionale del
territorio ha istituito la riserva naturale Pantani della Sicilia
sud orientale';
tale riserva ricade nei territori dei comuni di Ispica, Pachino e
Noto;
considerato che, ferma restando l'importanza dell'istituzione di
una riserva naturale, sempre propedeutica alla tutela del
territorio e della fauna locale, non si comprende come mai la
creazione dei pantani della Sicilia sud orientale' non sia stata
preceduta da un tavolo di concertazione con gli amministratori
locali coinvolti e, soprattutto, con le organizzazioni degli
imprenditori che hanno le loro attività all'interno dell'area
destinata a riserva;
preso atto che:
i comuni di Pachino, ispica e Noto sono i maggiori produttori al
mondo di pomodorino di qualità denominati appunto di Pachino';
proprio nella zona interessata dalla riserva naturale sorgono
immense serre per la coltivazione intensiva del pomodorino di
qualità. Sempre nella stessa zona sono sorti capannoni industriali
per la lavorazione, conservazione e spedizione del pregiato
prodotto agricolo locale;
rilevato che:
l'istituzione della riserva avrebbe come immediato risultato lo
smantellamento di tutte le realtà agricole ivi esistenti, con un
danno economico incalcolabile e soprattutto, con la perdita di
migliaia di posti di lavoro;
il Consorzio di tutela IGP pomodoro di pachino' ha già iniziato
una azione legale per impugnare il decreto istitutivo della riserva
con l'obiettivo di ridisegnare i confini della stessa,
salvaguardando così l'intero sistema produttivo del pomodorino di
Pachino;
per sapere se non ritengano urgente intervenire convocando un
tavolo di concertazione al fine di affrontare tutte le
problematiche sorte a causa della riserva naturale Pantani della
Sicilia sud orientale', al fine di tutelare gli interessi legittimi
di centinaia di produttori e serricultori di Pachino, Noto e Ispica
che rischiano la chiusura forzata delle loro aziende con la
conseguente perdita del posto di lavoro per migliaia di siciliani
e, nel contempo, salvaguardare le esigenze di tutela della natura».
(2067)
VINCIULLO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
l'Assessorato regionale Salute, con una decisione che lascia a dir
poco interdetti, ha deciso di trasferire, in strutture
extraprovinciali, le attività di laboratorio per la validazione
biologica dei campioni di sangue raccolti nelle strutture sanitarie
provinciali;
le attività di laboratorio di Siracusa si trasferiranno a Ragusa,
mentre quelle di Augusta e Lentini saranno spostate a Catania;
tenuto conto che:
tale opinabile decisione stravolge l'intera sanità provinciale. In
provincia di Siracusa non sarà più possibile eseguire gli esami
virologici per l'epatite B e C, per l'AIDS e per le malattie
veneree;
la stessa struttura adibita alla raccolta del sangue sarà messa in
ginocchio: non si potranno più effettuare i test di chimica clinica
per la glicemia, l'azotemia, la sideremia, la creatininemia e la
transferrinemia, tutti esami obbligatori che si effettuano in
presenza di sangue donato;
appare evidente che gli stessi donatori, tutti volontari,
desisteranno dall'effettuare il loro civico dovere, sapendo che
dovranno recarsi a Catania o Ragusa per potere donare il proprio
sangue;
considerato che:
solo la più contorta fantasia può arrivare a tale decisione che
non ha alcuna argomentazione valida, sia in termini economici che
tecnici, che possa giustificare tale ridimensionamento;
i costi a carico della sanità regionale aumenteranno in maniera
esponenziale;
le sacche di sangue dovranno essere inviate nelle strutture di
Ragusa e Catania tramite corrieri esterni che, vista la delicatezza
del materiale da trasportare, dovranno effettuare il servizio
giornalmente;
di contro, le strutture di immunoematologia della provincia di
Siracusa andranno in disuso non essendo più utilizzate, mentre i
reparti di Catania e Ragusa dovranno essere potenziati sia dal
punto di vista tecnologico sia in termini di risorse umane;
preso atto che:
si continua a martoriare la provincia di Siracusa ed i suoi
abitanti, negando il più sacrosanto diritto che è quello
dell'assistenza sanitaria;
si continua a discriminare, in maniera plateale e vergognosa,
un'intera popolazione con decisioni scellerate, antidemocratiche,
incostituzionali ed antieconomiche;
per sapere:
quali siano i motivi tecnici ed economici che hanno spinto
l'Assessorato Salute a trasferire, in strutture extraprovinciali,
le attività di laboratorio per la validazione biologica dei
campioni di sangue raccolti nelle strutture sanitarie della
provincia di Siracusa;
se non ritengano urgentissimo attivare tutte le azioni legislative
e tecniche atte a bloccare una iniziativa sanitaria che, come unico
obiettivo finale, avrà quello di discriminare ulteriormente la
provincia di Siracusa, da anni vittima sacrificale delle
scelleratezze di un Governo che non distingue più il logico
dall'illogico, il sensato dalla follia pura». (2068)
VINCIULLO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
una signora di 59 anni di Siracusa, affetta da una grave forma
tumorale e necessitando di un immediato responso, alle cure già
sostenute, tramite una tomografia assistita dal computer (TAC), si
è recata, a fine agosto, presso l'ospedale Umberto I di Siracusa
per prenotare l'esame de quo, munita di richiesta medica, ove era,
ben specificata, l'urgenza di detto esame;
nonostante l'evidenza della grave patologia in corso e l'urgenza
di effettuare l'esame di cui sopra nel più breve tempo possibile,
l'ospedale Umberto I di Siracusa può garantire la TAC solo a fine
ottobre, cioè ben due mesi dopo la richiesta di prenotazione;
tenuto conto che da qualche mese è operativa, in Sicilia, la
procedura 'RAO', sistema che prevede l'accesso alle prestazioni
ospedaliere per esigenze cliniche e non più per ordine cronologico.
Sempre secondo la procedura 'RAO', i medici di famiglia, nelle
richieste di esami clinici, devono indicare le classi di priorità
clinica, specificando se sono esigenze urgenti (da fare entro 24-48
ore), brevi (entro 10 giorni), differibili (entro 30 giorni) e
programmabili (entro 180 giorni);
preso atto che:
le patologie tumorali, ovviamente, rientrano tra le esigenze
urgenti;
alla luce di quanto sopra, appare incomprensibile che, davanti ad
una conclamata patologia tumorale, l'ospedale di Siracusa necessiti
di oltre 60 giorni per effettuare una TAC, costringendo, di fatto,
i pazienti a recarsi presso strutture private o ospedali fuori
provincia, con un non indifferente carico economico per le famiglie
dei malati e per la stessa azienda sanitaria provinciale;
considerato che il direttore sanitario dell'ASP 8 di Siracusa ha
giustificato tale grave situazione con la difficile applicazione
della procedura 'RAO' soprattutto da parte dei medici di famiglia
che non applicano i codici previsti nei casi di richieste di
analisi ed esami clinici presso strutture pubbliche;
per sapere:
se non ritengano incredibilmente anomalo che, per una semplice
TAC, nelle strutture pubbliche di Siracusa si debba aspettare tempi
biblici, al di là delle patologie e/o della urgenza di detto esame;
se non ritengano utile ed urgente avviare una indagine conoscitiva
per appurare i motivi che ritardano, in provincia di Siracusa, la
piena attuazione della procedura 'RAO';
quali siano i tempi previsti per l'apertura del nuovo centro
oncologico di Augusta, struttura che potrà finalmente alleviare i
gravi disservizi che opprimono l'intero servizio sanitario
oncologico pubblico in provincia di Siracusa». (2069)
VINCIULLO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
la Comunità europea ha sempre considerato le reti di trasporto
transnazionale uno degli elementi centrali delle politiche per il
raggiungimento degli obiettivi di coesione e sviluppo economico e
sociale;
da tale presupposto nasce la concezione di 'rete transeuropea di
trasporto' (TEN), il primo schema finalizzato a delineare una rete
ferroviaria veloce continentale, schema approvato dalla Comunità
europea già nel 1990;
nel 2003 la Comunità europea individuava in via definitiva una
quick-start, ovvero un elenco di progetti finanziabili
immediatamente che godevano altresì di trattamenti privilegiati da
parte delle istituzioni finanziarie grazie alla loro realizzabilità
in tempi brevi ed al carattere transfrontaliero funzionale
all'allargamento del mercato unico;
preso atto che tra i progetti prioritari, inseriti nella
programmazione comunitaria, vi è il TEN 1, comunemente chiamato
'Corridoio 1', che, partendo dal Nord Europa, e per l'esattezza da
Berlino, attraversa tutto il continente ed arriva sino a Palermo;
considerato che a maggio di quest'anno il nuovo Commissario
europeo ai trasporti ha presentato una bozza, denominata 'Bozza
Kalle', con la quale si prevede la sostituzione del 'Corridoio 1'
con un nuovo asse ferroviario che parte da Helsinki ed arriva a
Bari, cancellando, di fatto, il collegamento della Sicilia con il
resto d'Europa;
tenuto conto che:
se dovesse trovare applicazione la 'Bozza Kalle', i danni per
l'intera Sicilia sarebbero incalcolabili, aumentando in maniera
esponenziale il gap con il resto d'Europa;
salterebbero i finanziamenti per il ponte sullo stretto di Messina
e l'ammodernamento della rete ferroviaria da Salerno a Reggio
Calabria resterebbe un'utopia, rimanendo tale tratta una delle
peggiori in Europa;
lo stesso raddoppio della linea ferroviaria Palermo - Messina si
bloccherebbe, mantenendo quindi le attuali 5 ore per una
percorrenza di 200 km, distanza che nel resto del continente si
percorre normalmente in meno di 2 ore;
la Sicilia, in pratica, continuerà ad essere il fanalino di coda
dell'intero continente europeo, buona solo per accogliere turisti
'mordi e fuggi' e profughi, ma non degna di essere portata ai
livelli economici ed industriali delle altre regioni europee;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare nei confronti della Comunità
europea e del Governo nazionale al fine di tutelare gli interessi
della Sicilia, interessi calpestati, in maniera plateale, dalla
'Bozza Kalle';
per quale motivo non partecipino alle delegazioni italiane al
Parlamento europeo, così come previsto dalla Costituzione italiana
che, nell'ambito dell'autonomia regionale siciliana, prevede la
presenza di rappresentanti del Governo siciliano non solo alle
riunioni del Consiglio dei Ministri, ma anche nelle sedi europee
quando l'argomento trattato riguarda gli interessi della Sicilia».
(2070)
VINCIULLO - POGLIESE
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, premesso che:
da alcuni mesi all'interno dell'Assessorato Attività produttive vi
è un forte scontro tra lo stesso Assessore e il dirigente generale
esterno all'Amministrazione regionale, dottor Marco Romano;
tali dissapori nascerebbero, fra l'altro, secondo notizie di
stampa, dalla nomina, effettuata dal dottor Romano, di un membro
del consiglio di amministrazione della camera di commercio di
Agrigento che ha a suo carico una condanna a tre anni per peculato;
considerato che:
tale situazione crea ovviamente un clima di conflittualità
all'interno del dipartimento guidato dal dottore Romano, che rende
difficilissimo il dovuto esercizio dell'azione amministrativa;
nonostante i ripetuti inviti alle dimissioni rivolti al dottore
Romano, lo stesso continua a restare saldamente ai vertici
dell'Assessorato;
preso atto che:
a tale incresciosa situazione si è aggiunto in questi giorni il
risultato della relazione depositata dal SEPICOS, il servizio di
pianificazione e controllo strategico dell'Assessorato Attività
produttive, che ha svolto una verifica sul comportamento tenuto dal
dottore Romano;
secondo tale relazione, non solo il dottore Romano avrebbe tenuto
un comportamento lesivo degli interessi dell'amministrazione, ma
non avrebbe neanche i requisiti per potere dirigere un dipartimento
regionale;
con tale nomina, tra l'altro, si mortifica la professionalità dei
dipendenti della Regione, visto che per ricoprire tale ruolo
dirigenziale si è dovuto attingere a personale esterno
all'amministrazione, con un onere non indifferente per le casse
siciliane;
visto che:
secondo il SEPICOS, è insufficiente la guida per otto mesi del
consiglio di amministrazione del parco scientifico e tecnologico a
giustificare la nomina a dirigente generale della Regione;
il SEPICOS scrive: E' problematico ritenere che una piccola
società consortile possa essere assimilata ad una struttura di
massima dimensione come la Regione';
quindi, secondo l'organo di controllo dell'Assessorato Attività
produttive, è errato assimilare l'incarico di un c.d.a. con quello
di dirigente generale della Regione, rendendo, di fatto, il dottore
Romano incompatibile con il ruolo ed illegittima la sua nomina a
dirigente generale all'interno della amministrazione regionale;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per ripristinare la legalità
all'interno dell'Assessorato Attività produttive;
quali siano i motivi per i quali ancora non è stato revocato
l'incarico al dirigente generale dottore Marco Romano, nonostante
le ripetute richieste in tal senso dello stesso Assessore Venturi».
(2071)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che é stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
è compito dello Stato, ai sensi dell'art. 38 della Costituzione,
assicurare ai cittadini non in grado di svolgere attività
lavorativa un livello minimo di sussistenza economica. Tale fine si
realizza attraverso l'erogazione di trattamenti economici a
soggetti riconosciuti invalidi;
sono operative, presso le ASP, le commissioni mediche invalidi
civili e ad esse vanno inoltrate le domande per ottenere
l'accertamento di invalidità civile, cecità, sordità, per la
dichiarazione di handicap e per la valutazione delle disabilità ai
fini del collocamento al lavoro;
l'ASP di Catania ha provveduto, nei mesi scorsi, alla sostituzione
della precedente commissione con la nomina di nuovi componenti;
considerato che, onde garantire la trasparenza dell'azione
amministrativa, i criteri di scelta dei componenti la commissione
vanno esplicitati;
per sapere:
come siano stati individuati gli attuali componenti la commissione
medica invalidi dell'ASP di Catania;
se vi sia stata pubblicazione di un bando pubblico per la
selezione delle professionalità ricercate e se vi sia stata
esplicitazione dei criteri per la partecipazione alla selezione;
se vi sia stata la composizione di una commissione per la
valutazione dei criteri per la scelta dei componenti;
se vi sia stata, quindi, la pubblicazione di una graduatoria
finale con punteggio attribuito per l'immissione nella nominanda
Commissione». (2066)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione)
FORZESE-NICOTRA
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
con richiesta di risposta scritta presentate.
SCILLA, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica, premesso che:
la festività patronale di Santa Rosalia a Palermo è accompagnata
da un tradizionale pellegrinaggio al santuario di Monte Pellegrino,
nella notte tra il 3 ed il 4 di settembre;
tale evento religioso comporta un grande movimento di persone che,
per le sue dimensioni e per le particolari condizioni logistiche in
cui si svolge (viabilità sulla montagna), richiede un adeguato
coordinamento e una puntuale organizzazione dei servizi di
trasporto, sicurezza e di protezione civile;
in occasione del pellegrinaggio, nella notte fra il 3 ed il 4
settembre 2011, si sono verificati numerosi e gravi episodi che
hanno visto, fra l'altro, l'aggressione da parte di facinorosi nei
confronti degli autobus in servizio nella notte;
in particolare il personale dell'azienda comunale di trasporti
(AMAT s.p.a.) è stato oggetto di pesanti aggressioni verbali e
minacce all'incolumità fisica e gli automezzi hanno subito atti di
vandalismo, con gravi danni al patrimonio aziendale (diversi mezzi
sono stati riparati);
non sembra che la presenza di personale della Protezione civile
sia stata in alcun modo di aiuto e perfino l'intervento delle forze
dell'ordine sembra essere risultato tardivo ed insufficiente;
gli episodi verificatisi hanno visto tanto gli autisti quanto i
tantissimi pellegrini esposti ad inaccettabili rischi che hanno,
tra l'altro, turbato il pacifico svolgimento di un evento religioso
molto sentito dai fedeli;
durante la notte è emersa la grave mancanza di coordinamento e
programmazione della logistica fra i vari soggetti coinvolti
(Protezione civile, AMAT spa, forze dell'ordine, ecc.), che avrebbe
evitato o comunque limitato la gravità delle azioni teppistiche;
considerato che:
è dovere delle istituzioni garantire l'incolumità e la sicurezza
dei cittadini, a maggior ragione in caso di eventi di grande
richiamo, approntando gli strumenti necessari;
appare evidente che gli eventi sopra richiamati si sono
determinati in tutta la loro gravità anche a causa della mancata o
inadeguata programmazione dei servizi di sicurezza, protezione
civile e trasporto;
la Regione ha fra i suoi compiti quello di vigilare sull'operato
delle amministrazioni locali e, in concorso con le istituzioni
preposte, garantire il rispetto delle leggi;
per sapere:
quali siano state le cause e le conseguenze dei gravi episodi
sopra richiamati ed a chi vadano ascritte le responsabilità per
l'insufficiente risposta e prevenzione;
quali iniziative intendano adottare, di concerto con le altre
amministrazioni competenti, per prevenire il ripetersi di episodi
che vedono minacciata l'incolumità delle persone, la sicurezza e
l'integrità del patrimonio di un'azienda pubblica ed il pacifico
esercizio di eventi di grande richiamo». (2064)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
LENTINI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
la società raffineria di Milazzo s.c.p.a., con stabilimenti
ricadenti nel territorio dei comuni di Milazzo e San Filippo del
Mela (ME), con atto del 15.07.2008, ha inoltrato al competente
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
istanza di pronuncia di compatibilità ambientale relativa al
progetto per la realizzazione di una 'unità di impianto HMU3 per
produzione di idrogeno da gas naturale attraverso il processo di
steam reforming', da realizzarsi nel comune di Milazzo;
con decreto prot. DVA DEC-2011-0000255 del 16.05.2011, pubblicato
in GURI n. 72, parte II, il 25.06.2011, il Ministero dell'ambiente,
di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, ha
pronunciato la compatibilità del progetto ed ha concesso
l'autorizzazione all'esercizio, subordinata al rispetto dei
molteplici prescrizioni;
tra le prescrizioni imposte, di particolare rilievo si presenta
quella di cui all'art. 1, comma 3, del suddetto decreto, a tenore
della quale 'prima dell'inizio dei lavori dell'unità HMU3 dovrà
essere svolta una campagna di rilevamento della qualità dell'aria,
nelle aree adiacenti raffineria, almeno per un mese e con il
controllo di ARPA Sicilia. Dovrà essere verificato che i valori del
fondo per i macroinquinanti non superino i valori limite di cui
all'allegato XI del D. Lgs. 155/2010';
considerato che:
la città di Milazzo, ricadente in zona dichiarata ad alto rischio
di crisi ambientale, sopporta ormai da decenni la pesante servitù
delle industrie inquinanti che ne ha fortemente compromesso la
possibilità di sviluppo alternativo;
è forte nella popolazione la preoccupazione che la presenza di
industrie pesanti quali la raffineria possa incidere gravemente
sulla salute dei residenti, anche alla luce degli innumerevoli
studi epidemiologici ed ambientali elaborati nel corso degli anni;
l'OMS, in particolare, ha segnalato la diretta correlazione tra
l'esposizione agli genti inquinanti e le patologie respiratorie
accusate dai bambini nel territorio della Valle del Mela;
da informazioni assunte direttamente dall'interrogante presso
l'ARPA di Messina risulta che soltanto in data 16.08.2011 ha avuto
inizio la campagna di monitoraggio dell'aria come disposta nel
decreto succitato;
risulta che il detto monitoraggio è, allo stato, effettuato con
mezzi di proprietà privata, tecnologicamente inadeguati, e non già
della preposta agenzia regionale;
da informazioni assunte, parrebbe che i lavori per la
realizzazione dell'impianto HMU3 siano stati avviati ancor prima
dell'inizio della fase di monitoraggio ordinata dal Ministero
dell'ambiente;
per sapere:
se non ritengano opportuno disporre che la campagna di
monitoraggio ordinata dal Ministero dell'ambiente sia eseguita con
mezzi dell'ARPA Sicilia al fine di accertare, in particolare, la
presenza, concentrazione e caratterizzazione delle polveri PM10 e
PM2,5, già rilevate in alte concentrazioni dall'Organizzazione
mondiale della sanità ed indicate quali responsabili delle
patologie di cui all'indagine epidemiologica consegnata nel 2009 e
degli idrocarburi non metanici (NMHC);
se non ritengano necessario, in attesa di conoscere le risultanze
del monitoraggio, disporre la sospensione dei lavori per la
realizzazione dell'impianto HMU3, già avviati, e non ritengano di
disporre ulteriori indagini sul territorio al fine di accertare il
pieno rispetto, da parte della società raffineria di Milazzo
s.c.p.a., così come delle altre industrie ricadenti nell'area
dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale, della normativa in
materia di emissioni inquinanti, anche alla luce della campagna di
rilevamento effettuata dall'ARPA Sicilia nell'anno 2009, all'esito
della quale sono emersi numerosi, preoccupanti, superamenti dei
limiti di emissione di idrocarburi non metanici;
se non ritengano di sollecitare i comuni interessati,
eventualmente esercitando il potere di sostituzione, all'adozione
tempestiva del RIR e del piano di coordinamento, anche al fine di
rendere edotte le popolazioni sui comportamenti da adottare in caso
di incidenti rilevanti e, stante l'assenza di un monitoraggio
efficiente, se non ritengano indispensabile disporre l'immediato
invio e la permanenza per almeno dodici mesi, nel territorio della
Valle del Mela, dei mezzi mobili già a disposizione dell'ARPA
Sicilia». (2065)
CATALANO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con deliberazione n. 3099 del 5 agosto 2011 l'azienda sanitaria
provinciale di Catania ha costituito le commissioni mediche per il
riconoscimento delle invalidità civili ai sensi della l. 295/90,
per l'accertamento degli stati invalidanti o di disabilità previste
dalla l. 104 del 5 febbraio 1992 e dalla l. 68 del 12 marzo 1999;
non sono stati rispettati i criteri previsti dall'apposito bando e
dalla deliberazione n. 1192 del 2 luglio 2009;
considerato che:
non è stata pubblicata la graduatoria per titoli nonostante nella
stessa domanda di partecipazione fosse previsto di accludere
curriculum formativo e professionale e i documenti relativi ai
titoli posseduti;
non si comprende perché alcuni titolari delle commissioni sono
stati esclusi ed altri no;
molti dei nuovi medici nominati sono incompatibili con la funzione
di componenti e di presidenti delle commissioni;
ritenuto che:
si riscontrano palesi irregolarità poiché sono stati nominati
medici convenzionati operanti nello stesso distretto, soggetti
legati da rapporto coniugale e/o di parentela, titolari di cariche
politiche che operano nello stesso distretto della commissione e
rappresentanti sindacali della categoria degli invalidi;
la scelta dell'ASP n. 3 di Catania potrebbe determinare
confusione, dubbi e mancanza di trasparenza nelle decisioni da
assumere;
molti medici nominati hanno incarichi politici o sono stati
candidati alle ultime elezioni amministrative;
ritenuto ancora che qualsiasi nomina in ambito pubblico non può
essere fatta arbitrariamente senza tener conto dei titoli e dei
curricula, così come stabilito, peraltro, da diverse sentenze del
TAR;
per sapere quali iniziative siano state assunte per la revoca in
autotutela del provvedimento di cui sopra adottato dall' ASP 3 di
Catania in violazione del bando e della normativa vigente». (2072)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BARBAGALLO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che l'ammodernamento della tratta Palermo-
Agrigento nell'itinerario compreso tra il capoluogo e Lercara
Friddi, sulla statale 189, è stato appaltato per oltre un milione e
duecentomila euro, al termine di un iter lunghissimo, iniziato nel
lontano 2001 con una delibera CIPE e che sembrerebbe oggi concluso
con uno stanziamento di fondi, datato aprile 2010;
ricordato che:
il progetto di ammodernamento, più volte modificato nel corso
degli anni, prevede la realizzazione di una strada extraurbana
principale a quattro corsie per il solo tratto Palermo-Bolognetta,
ridotte a due carreggiate nella prosecuzione fino a Lercara;
la conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2015;
considerato che:
il progetto di ammodernamento approvato esclude la messa in
sicurezza della restante parte della strada statale 189, quella che
da Lercara conduce sino ad Agrigento, lasciando inalterate le
condizioni di pericolosità del percorso, sede di frequenti e
numerosi incidenti autostradali con vittime e feriti;
la progettazione dei lavori per l'adeguamento della statale
Palermo-Agrigento, dopo anni di iter burocratico farraginoso, ha
prodotto come risultato soltanto una parziale ed inadeguata messa
in sicurezza dei primi sessanta chilometri, lasciando invariato il
tratto successivo;
ritenuto improcrastinabile l'avvio della progettazione dei lavori
per l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada statale
189 nel suo intero percorso, facendo ricorso alle risorse
disponibili per la Sicilia;
per sapere:
quando sia prevista l'apertura del cantiere per l'ammodernamento
del primo tratto stradale appaltato, che va da Palermo a Lercara;
quali iniziative urgenti intendano porre in essere affinché
vengano predisposti i progetti per l'ammodernamento e la messa in
sicurezza della strada statale 189, nel tratto che da Lercara
prosegue sino ad Agrigento». (2073)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
BOSCO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
in data 22 luglio 2011 nella GURS n. 31 è stato pubblicato il
decreto dell'Assessore per le attività produttive n. 343/Gab del 16
giugno con cui è stato nominato commissario ad acta presso la Cassa
regionale per il credito alle imprese artigiane (CRIAS) il dott.
Renato Saverino - dirigente coordinatore della segreteria tecnica
dell'ufficio di Gabinetto dell'Assessorato delle attività
produttive - con il compito di provvedere all'adozione dei
provvedimenti conseguenti al decreto del giudice del lavoro di
Catania del 20 maggio 2011;
nel citato decreto il giudice del lavoro ha rilevato 'persistenti
violazioni dell'art. 28 Legge n. 300/1970 (statuto dei lavoratori),
la mancanza di criteri di trasparenza relativamente ad alcune
promozioni e attribuzioni di qualifiche ai dipendenti dell'ente
CRIAS, senonché l'istituzione di un organigramma aziendale senza
previa informativa alle organizzazioni sindacali';
nell'atto di accoglimento del ricorso presentato dalle
organizzazioni sindacali della FABI il giudice del lavoro ha
evidenziato, inoltre, che:
a) 'la deliberazione del 26/1/09 con la quale la convenuta CRIAS
ha approvato l'istituzione di un organigramma aziendale non è stata
preceduta da previa informativa alle organizzazioni sindacali;
b) la parte convenuta non ha proceduto alla definizione e relativa
approvazione di un organigramma successivamente all'entrata in
vigore del R.O.P. (regolamento organico del personale) e che,
quindi, ha voluto procedere alla definizione dell'organigramma (e
non di ristrutturazione) in conformità alle previsioni del R.O.P.
(e non già alle previsioni della contrattazione collettiva del
settore riguardante altri aspetti)';
considerato che:
l'art. 1 del suddetto regolamento prevede, così come si legge
nello stesso decreto del giudice del lavoro, 'la previa informativa
alle organizzazioni sindacali, informativa che, come è pacifico e
riconosciuto dalla stessa parte convenuta, è intervenuta solo
successivamente all'adozione dell'organigramma (le altre
convocazioni risalenti nel tempo prodotte in atti sono
inconducenti)';
'il comportamento della parte convenuta si appalesa lesivo delle
prerogative sindacali di parte ricorrente' e, pertanto, il giudice
del lavoro ha ritenuto di accogliere il ricorso ex art. 28 della
legge n. 300/70;
atteso che:
la magistratura ha dichiarato 'l'antisindacabilità della condotta
di parte convenuta che ha illegittimamente deliberato in ordine
all'organigramma aziendale che va revocato', disponendo che 'prima
dell'approvazione dell'organigramma aziendale vengano convocate e
informate le organizzazioni sindacali interessate e, comunque,
l'organizzazione sindacale ricorrente (rappresentanza sindacale
aziendale FABI)';
l'intervento della magistratura scaturisce da una inaccettabile
condizione di mortificazione dei principi di legalità e di buona
amministrazione nella gestione della CRIAS;
secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali
interessate, infatti, non è stato corrisposto ai dipendenti il
premio aziendale di produttività - VAO, contrattualmente sancito, a
causa di non meglio precisati 'problemi finanziari' che sarebbero
stati addotti dai vertici della CRIAS;
sin dal 2008 gli esponenti delle organizzazioni sindacali e della
FABI hanno chiesto, senza averne riscontro, la documentazione
ufficiale necessaria per essere portati a conoscenza dei dati
contabili della CRIAS, indispensabile a chiarire la situazione
economico-finanziaria della Cassa;
per conoscere:
i motivi che hanno impedito a tutt'oggi al commissario ad acta,
dott. Renato Saverino, nominato con decreto assessoriale n. 343/Gab
del 16 giugno u.s. con il preciso compito di provvedere
all'adozione dei provvedimenti conseguenti al decreto del giudice
del lavoro di Catania del 20 maggio 2011, di dare esecuzione agli
adempimenti dovuti e prescritti dalla magistratura;
se la Regione, quale socio unico della CRIAS, sia a conoscenza di
detta situazione di inadempienza;
se e quali iniziative siano state attivate o si intendano attivare
al fine di verificare la condizione economico-finanziaria della
CRIAS, nonché di scongiurare il dissesto finanziario dell'ente,
salvaguardare i livelli occupazionali e garantire i basilari
principi di legalità e di buona amministrazione presso la CRIAS».
(122)
RINALDI
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al loro turno.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 20 settembre 2011,
pervenuta in pari data e protocollata al n. 7509/AulaPg del 20
settembre 2011, l'onorevole Parlavecchio ha dichiarato di aderire
al Gruppo parlamentare Misto.
Conseguentemente, a far data dal 20 settembre 2011, l'onorevole
Parlavecchio cessa contestualmente di far parte del Gruppo
parlamentare Unione di Centro'.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni della rubrica Risorse agricole ed
alimentari
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni della rubrica Risorse agricole ed
alimentari .
Si procede con l'interrogazione n. 890 «Interventi a tutela della
agricoltura e della zootecnia siciliana in crisi», a firma
dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
la situazione dell'agricoltura e della zootecnia siciliana è
sicuramente in uno stato di grandissima difficoltà. Il calo dei
prezzi all'origine e l'aumento dei costi produttivi ha oramai messo
in ginocchio entrambi i comparti che, occorre ricordare, sono
elementi vitali e portanti dell'intera economia siciliana;
le imprese agricole e zootecniche siciliane, ogni giorno di più,
perdono competitività sui mercati nazionali ed internazionali;
il crollo dei prezzi praticati è l'elemento di maggiore
preoccupazione per i coltivatori. Vi sono prodotti, come il grano
duro, la frutta e l'uva da vino che hanno sfiorato il 30 per cento
di calo, mentre altri, come gli ortaggi, il latte bovino, la carne
e l'olio, si attestano su un meno 15/20 per cento;
tenuto conto che:
a tutto quanto sopra esposto, si aggiungono una serie di eventi
atmosferici che, nelle ultime settimane, hanno arrecato danni
gravissimi alle produzioni ed alle strutture agricole per oltre 500
milioni di euro;
migliaia e migliaia di agricoltori ed allevatori saranno, a breve,
costretti ad abbandonare l'attività produttiva, dando, di fatto,
non solo un durissimo colpo ad ogni possibile prospettiva di
sviluppo socio-economico dell'intera Regione, ma creando un nuovo
bacino di disoccupazione settoriale che vedrà decine di migliaia di
lavoratori ritrovarsi senza alcuna forma di sostentamento;
considerato che:
i processi di allargamento dei mercati non sono stati governati da
idonee politiche, sia regionali che nazionali, di accompagnamento e
di supporto, indispensabili per aiutare le aziende siciliane ad
affrontare le nuove sfide del mercato globale, tendendo conto anche
della peculiarità tipica siciliana legata alla sua insularità che,
ovviamente, incide in maniera rilevante sui costi di spedizione e
di trasporto;
oramai, lo stato di crisi si sta allargando in maniera
esponenziale, toccando tutti i principali comparti della filiera
agro-zootecnica della Sicilia: ortofrutticolo, terricolo, viticolo,
cerealicolo, olivicolo, agrumicolo e zootecnico;
per sapere:
se non ritengano necessario, improcrastinabile ed urgentissimo
predisporre interventi che permettano all'intero comparto agro-
zootecnico siciliano di superare questo gravissimo momento di
crisi;
se non reputino utile, a tal fine, istituire un fondo regionale
per la stipula delle polizze assicurative agevolate contro i danni
economici arrecati da calamità naturali e/o crisi economiche;
se non ritengano efficace esonerare i produttori in crisi dal
pagamento dei tributi locali, delle concessioni governative e dei
tributi consortili maturati nell'anno in corso;
se non ritengano essenziale intervenire nei confronti delle banche
affinché applichino le norme previste riguardanti il consolidamento
delle passività onerose e i nuovi investimenti;
se non ritengano utile riattivare, con funzionalità e scopi
diversi, l'osservatorio regionale dei prezzi dei prodotti
ortofrutticoli e zootecnici, affinché ci sia una maggiore
conoscenza del processo di formazione dei prezzi finali di vendita,
anche, per esempio, imponendo l'apposizione del doppio prezzo
(origine e consumo);
se non reputino indispensabile, infine, intervenire presso il
Governo nazionale affinché dichiari lo stato di crisi per tutto il
settore agricolo e zootecnico siciliano, con la conseguente
esenzione dal pagamento degli oneri fiscali e previdenziali.» (890)
Ha facoltà di parlare l'assessore per le risorse agricole e
alimentari, dottore D'Antrassi, per fornire la risposta.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, con l'interrogazione n. 890 l'onorevole Vinciullo pone
in evidenza la situazione di difficoltà in cui versa l'agricoltura
siciliana nelle sue componenti ed in particolare il settore della
zootecnia a causa, da una parte del calo dei prezzi di mercato e,
dall'altro, dell'aumento dei costi produttivi e chiede di conoscere
quali iniziative siano state poste in essere per affrontare la
crisi di mercato che attanaglia l'intero settore agricolo
siciliano, con riguardo a quelle riferite all'eventuale istituzione
di un Fondo regionale per la stipula delle polizze assicurative
agevolate contro i danni economici arrecati da calamità naturali,
alla possibilità di esonerare i produttori in crisi dal pagamento
dei tributi locali, delle concessioni governative e dei tributi
consortili ed, inoltre, possibili interventi nei confronti degli
istituti di credito affinché, gli stessi, possano applicare le
norme riguardanti il consolidamento delle passività onerose.
Al riguardo si rappresenta che numerose questioni che l'onorevole
interrogante ha posto con l'atto parlamentare ispettivo in esame,
sono state oggetto di recepimento in occasione dell'approvazione
della legge finanziaria regionale n. 11 del 2010, in particolare
all'articolo 80 che reca diversi interventi e misure a sostegno del
settore agricolo sono stati già avviati da parte dell'assessorato
regionale questi interventi e si trovano in fase di definizione.
Desidero richiamare e semplificare in questa sede l'istituzione
del Fondo di solidarietà regionale con le finalità di integrare le
risorse nazionali riguardanti le declaratorie in occasione di
eventi naturali estremi (comma 1 dell'articolo 80), il contributo
al costo dei premi per la stipula dei contratti assicurativi (comma
4 dell'articolo 80), il consolidamento delle passività onerose
previsto dall'articolo 18 della legge regionale n. 6 del 2009,
modificato dal comma 12 dell'articolo 80 della legge regionale n.
11 del 2010, di cui verrà illustrato in seguito lo stato
amministrativo della situazione.
Proprio per sottoporre la grave crisi del settore agricolo il
Governo regionale ha adottato tre distinte deliberazioni:
- con la deliberazione n. 379 del 29 settembre 2009 è stato
dichiarato lo stato di crisi del comparto agricolo regionale nei
settori ortofrutticolo, vitivinicolo e agrumicolo, al fine di
avanzare al Ministero dell'Economia e delle Finanze la richiesta
della sospensione degli adempimenti connessi ai versamenti
tributari e previdenziali a decorrere dal 19 novembre 2009 per gli
imprenditori agricoli della Regione Sicilia;
Con la deliberazione n. 417 del 27 ottobre 2009 è stata
implementata la dichiarazione dello stato di crisi dei comparti
olivicolo, zootecnico, cerealicolo e florovivaistico.
Con la deliberazione n. 527 del 15 dicembre 2009 è stato
sollecitato il Governo nazionale ad assumere con immediatezza il
riconoscimento dello stato di crisi dei comparti agricoli già
precedentemente richiesti con le precedenti deliberazioni.
Per quanto in particolare lo stato di attuazione delle misure di
interventi previsto dall'articolo 80 della legge regionale n.
1/2010 si rappresenta quanto segue:
1) Il Dipartimento Interventi strutturali in applicazione di
quanto stabilito dalla legge regionale n. 11 del 12 maggio 2010,
all'articolo 80, comma 6, ha pubblicato nella G.U.R.S. n. 52 del 26
novembre 2010 il D.D.G. 1543 del 10 novembre 2010 con il quale sono
state elaborate le disposizioni attuative per la concessione di un
aiuto alle imprese agricole siciliane danneggiate dalla crisi di
mercato nell'anno 2009.
Gli ispettorati provinciali per l'agricoltura stanno trasmettendo
al servizio competente del Dipartimento regionale degli Interventi
Strutturali, gli elenchi delle ditte ammesse e non ammesse; a
titolo esemplificativo posso riferire che sono già 1300 le istanze
pervenute e utilmente inserite nel primo elenco.
La graduatoria verrà definitivamente approvata, a breve, e si
potrà individuare l'importo da ripartire ad ogni singolo
ispettorato provinciale e provvedere alla concessione del
contributo alle imprese agricole.; secondo le informazioni
acquisite dal competente servizio del Dipartimento regionale
Interventi Strutturali, ad oggi sono stati definiti sei elenchi
provinciali e si attende la trasmissione delle graduatorie
definitive delle province di Palermo, Trapani ed Enna. Si può
ragionevolmente prevedere che entro il corrente anno si potrà
erogare il contributo economico alle imprese agricole aventi
diritto.
2) Per quanto attiene il comma 4 delle legge regionale 11/2010 che
autorizza la Regione siciliana a contribuire al raggiungimento
della percentuale massima prevista dell'80 per cento del costo dei
premi per la stipula dei contratti assicurativi, con il D.D.G. 817,
del 7 aprile 2011 sono state approvate le disposizioni applicative
dell'aiuto in esame. Si precisa che l'assessorato per le risorse
agricole e alimentari ha avuto approvato le modalità applicative
attraverso il riconoscimento del regime di esenzione da parte della
Commissione europea nel mese di marzo del corrente anno. L'ufficio
al momento non può emanare il bando, ancorché già dallo stesso
definito per l'accesso al contributo da parte dei consorzi di
difesa dei singoli agricoltori, in quanto in atto l'AGEA non ha
comunicato la partecipazione dell'importo contributivo a valere
sulle risorse nazionali e comunitarie essenziale questo per potere
definire la quota di partecipazione della Regione.
Proprio al fine di accelerare le complesse procedure
dell'intervento in esame, il competente ufficio del Dipartimento
regionale Interventi Strutturali ha sollecitato recentemente l'AGEA
a comunicare le compartecipazioni delle quote nazionali e
comunitarie.
Proprio al fine di pubblicizzare tra gli operatori agricoli il
ricorso al sistema di prevenzione del danno da avversità in
agricoltura attraverso la stipula di polizze assicurative,
l'assessorato regionale ha organizzato apposito seminario per
diffondere le modalità per beneficiare dell'intervento in
questione.
3) Per quanto attiene le iniziative poste in essere
dall'Amministrazione regionale inerenti il credito, il Dipartimento
regionale degli Interventi Strutturali ha posto in essere gli atti
amministrativi per l'attivazione degli strumenti di agevolazione
creditizia previsti dagli articoli 16, 17, 18 della legge regionale
n. 6/2009 emettendo appositi bandi rivolti alle aziende
interessate. In particolare per quanto riguarda il consolidamento
delle passività onerose riguardante la ristrutturazione dei debiti
di natura agraria a breve termine, le aziende agricole interessate
sono state 305 con una attivazione di risorse pari a 650 mila euro,
mentre quelle interessate alla ristrutturazione del debito di lungo
termine sono state 102 con una attivazione di risorse regionali
pari a circa 10 milioni di euro. E' stato attivato il Fondo di
Garanzia per le istanze relative ad alcune misure di investimento
del PSR. Il Dipartimento regionale Interventi strutturali per
l'agricoltura ha in corso l'attuazione delle iniziative sui
consorzi fidi, su Fondo antiusura e sulla carta di garanzia G
card , anche se tutto ciò viene limitato alla legittima
discrezionalità cui sono tenute le banche erogatrici del credito,
in ossequio ai trattati di Basilea che disciplinano il credito
bancario.
Da ultimo, si evidenzia che proprio per sostenere i diversi
settori del comparto agricolo, si trova in stato di definizione il
disegno di legge n. 732, riguardante Interventi per lo sviluppo
dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia di artigianato,
cooperazione e commercio , che prevede numerosi interventi in
favore del comparto agricolo. Alcuni di questi riguardano misure
già previste dagli articoli 16, 17 e 18 della legge regionale n. 6
del 2009 e dall'articolo 80 della legge regionale n. 11 del 2010,
che vengono rifinanziati, altri, invece, sono di nuova istituzione.
Si richiamano in via esemplificativa, tra queste ultime: gli
interventi di capitalizzazione delle imprese agricole e delle
cooperative, gli interventi in favore delle imprese agricole nel
settore del credito. A titolo di esempio: la possibilità da parte
delle imprese agricole di ricevere finanziamenti agevolati per
anticipi su fatture emesse relative all'attività agricola sino ad
un massimo di 150 mila euro; l'istituzione del Fondo regionale di
Garanzia al fine di agevolare l'accesso al credito delle piccole e
medie imprese operanti nel settore della produzione,
trasformazione, commercializzazione delle produzioni agricole.
Pertanto, si auspica che tale importante disegno di legge venga
inserito quanto prima all'ordine del giorno dei lavori
dell'Assemblea regionale siciliana per la sua trattazione ed
approvazione.
La presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante e
depositata presso i competenti uffici dell'Assemblea regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
ringrazio della risposta avuta, anche se io ho atteso due anni, nel
senso che la mia interrogazione è del 24 novembre 2009 e con due
anni di ritardo si risponde ad una interrogazione parlamentare.
E' chiaro che la responsabilità non è dell'attuale Assessore,
perché avrebbero dovuto rispondere i suoi predecessori. Io la
ringrazio per avere avuto il garbo istituzionale di recuperare
interrogazioni a cui altri avrebbero dovuto rispondere, e per
essere qui, questa sera, a dare conto dell'attività del Governo.
La cosa che sicuramente amareggia è che le stesse problematiche,
le stesse difficoltà evidenziate nel 2009 oggi continuano,
purtroppo, ad essere tali e, nonostante l'impegno dell'attuale
Assessore che ha reso conto all'Assemblea di una serie di
provvedimenti che sono stati presi, molti dei quali, però - mi sia
consentito dire, Assessore - sono stati assunti da questo
Parlamento, nonostante queste risposte, è chiaro che il comparto
continua ad essere in difficoltà per tutto ciò che era stato
esposto nell'interrogazione, per tutto ciò che, con grande coerenza
e correttezza, ha riconosciuto l'assessore.
Occorre uno sforzo comune, ulteriore, da parte di Governo e di
Parlamento per investire nuovi fondi nell'agricoltura, per dare
risposte certe ai nostri agricoltori, coloro i quali praticano
ancora la zootecnia, che sta praticamente scomparendo nella nostra
regione; occorre, tutti insieme, cercare di mettere da parte,
almeno per questo settore, le discordie che stanno caratterizzando
la vita politica della nostra Isola e dare risposte a chi perde il
posto di lavoro, a chi perde la proprietà, a chi, purtroppo, non
riesce ad onorare gli impegni assunti con le banche, a chi vorrebbe
continuare ad impegnarsi e lavorare nel settore agricolo e non ci
riesce.
Pertanto, Assessore, al di là del suo impegno, al di là
dell'impegno che i singoli possiamo prendere, o per una risposta
corale, unitaria da parte di tutte le forze politiche presenti
all'Assemblea, anche delle forse sindacali e produttive o questo
problema, così difficile, non potrà mai essere risolto.
Il mio appello va a tutti affinché ci rendiamo conto che questa
nave sta purtroppo andando a picco. O abbiamo il coraggio e la
forza di riconoscere che insieme dobbiamo lavorare oppure avremo
scritto una delle pagine più nere e più negative della storia di
questo Parlamento regionale, della storia dell'economia isolana. Un
momento, penso, di orgoglio si deve impadronire di tutti noi e
lavorare per questa Terra che ci ha eletto e che tanto si aspetta
da noi.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, si dichiara parzialmente
soddisfatto?
VINCIULLO. Sì.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1053 «Applicazione
della legge regionale n. 25 del 1998 concernente contributi in
favore dei pescatori di tonno siciliani», a firma dell'onorevole
Adamo, Marrocco, Gucciardi, Ferrara, Ruggirello.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari e all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana, premesso che:
la pesca del tonno, che si svolge a Favignana (TP) nei mesi di
maggio e giugno, è sempre stata una delle attrattive più importanti
dell'intero comparto turistico siciliano: migliaia di turisti
giungono da ogni parte della Terra per potere ammirare e vivere, in
prima persona, l'esperienza unica al mondo della 'tonnara', il
sistema di pesca del tonno che si tramanda da intere generazioni e
che vede l'isola di Favignana come uno degli ultimi baluardi
nell'adozione di tale tipo di pesca;
ancora oggi, centinaia di famiglie vivono, nell'isola trapanese,
dei proventi della pesca del tonno, anche se i sistemi
computerizzati adottati da altre marinerie, come, per esempio,
quella giapponese, ed adottati in pieno oceano per intercettare i
branchi di tonno, riducono sempre di più i pesci che superano lo
Stretto di Gibilterra e che poi finiscono nelle camere della morte
delle mattanze trapanasi;
considerato che la storia recente della tonnara Florio di
Favignana ha visto spesso contrapposti i pescatori ai legittimi
proprietari dello stabilimento isolano, per dirimere ogni
controversia e per attuare una vera politica di interventi in
favore dei pescatori di tonno siciliani, la Regione si è dotata di
uno strumento legislativo, la l.r. n. 25 del 1998, con la quale si
stabiliscono provvedimenti economici in favore proprio dei
'tonnaroli' siciliani,sia al fine di garantire la continuità di
questo tradizionale sistema di pesca, sia per assicurare, comunque,
aiuti economici ai pescatori nelle stagioni di bassa produttività;
visto che:
l'articolo 1 della suddetta legge individua i Comuni nei cui
territori si trovano tonnare attive quali soggetti erogatori dei
contributi regionali, il tutto tramite convenzioni con 'cooperative
di pescatori o soggetti economici che operano negli specifici
settori di attività';
il Comune di Favignana, con propria delibera del 12 marzo 2009, ha
rescisso la convenzione con la cooperativa 'La Mattanza', stipulata
in data 14 marzo 2000 ed in esecuzione di quanto previsto dalla
legge citata, in quanto la suddetta convenzione non dava
possibilità di verificare e di controllare la reale effettuazione
della pesca del tonno;
gli attuali proprietari della tonnara Florio, in effetti, hanno
percepito, in questi ultimi anni, i contributi regionali
investendoli, a quanto sembra, in altre attività non legate alla
pesca del tonno;
per sapere:
se non ritengano urgente ed improcrastinabile intervenire presso
il Comune di Favignana perché venga stipulata una nuova convenzione
che preveda l'erogazione dei contributi regionali vincolati
all'effettivo svolgimento della pesca del tonno da parte dei
pescatori favignanesi;
se non ritengano utile stabilire 'a priori', con il Comune di
Favignana, le condizioni ottimali attuative di quanto previsto
dalla l. r. n. 25 del 1998, al fine di garantire l'effettivo
utilizzo dei fondi regionali per gli scopi previsti dalla suddetta
normativa». (1053)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole ed alimentari. Con
l'atto parlamentare ispettivo numero 1053 gli onorevoli
interroganti hanno posto l'attenzione sulla problematica
dell'applicazione della legge regionale numero 25 del 1998,
riguardante i provvedimenti economici in favore della pesca
tradizione del tonno.
Al riguardo, dalla comunicazione pervenuta dal competente Servizio
del Dipartimento regionale della pesca, viene evidenziato che la
competenza in materia afferisce alle attribuzioni dell'Assessorato
regionale per i beni culturali e l'identità siciliana. Difatti dal
1998 le tonnare fisse siciliane sono diventate beni etno-
antropologici e non più attività produttiva del Dipartimento
regionale pesca. L'unica competenza che attiene al mondo della
pesca è riconducibile all'attribuzione della quota tonno,
attribuzione questa che appartiene al Ministero delle risorse
agricole - Direzione Generale della pesca marittima.
Tuttavia, ancorché l'Assessore regionale per le risorse agricole
ed alimentari è stato delegato dal Presidente della Regione alla
trattazione dell'atto ispettivo in oggetto, ad oggi non risultano
acquisite da parte del competente Assessorato regionale per i beni
culturali e l'identità siciliana le informazioni utili alla
risposta.
Pertanto, atteso che la competenza esclusiva in materia rientra
tra le attribuzioni dell'Assessorato dei beni culturali e
dell'identità siciliana, è opportuno che sia quest'ultimo a curarne
la risposta. In tal senso ho già provveduto ad interessare la
Presidenza della Regione affinché venga delegato alla trattazione
dell'atto parlamentare ispettivo in questione l'Assessore regionale
per i beni culturali e l'identità siciliana competente in materia.
La presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante e
depositata presso i competenti uffici dell'Assemblea regionale
siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Adamo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
ADAMO. Mi dichiaro soddisfatta della risposta fornita
dall'Assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1267 «Notizie sulle
agevolazioni contributive introdotte nel 2006 in agricoltura per le
zone svantaggiate e montane», a firma degli onorevoli Mancuso e
Limoli. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che il 31 luglio 2010 cesseranno,
se non interverrà alcun provvedimento di proroga, le agevolazioni
contributive in agricoltura per le zone svantaggiate e montane
introdotte nel 2006;
considerato che tutta la Sici1ia, ai fini delle agevolazioni
contributive, ricade in zona ultra-svantaggiata, frontaliera o
montana, e che pertanto verrebbero colpite tutte le imprese
agricole siciliane che assumono manodopera nonché tutte le imprese
commerciali e cooperative di lavorazione, manipolazione,
confezionamento e commercializzazione di prodotti agricoli;
verificato che la mancata approvazione di un provvedimento di
proroga delle agevolazioni determinerebbe dall'1 agosto 2010 un
aumento dell'88% dei contributi da versare per le zone svantaggiate
(circa 6,5 euro in più per ogni giornata di lavoro) e del 20% per
le zone montane (un euro in più);
rilevato che il maggiore onere contributivo per le imprese
siciliane supererebbe i 50 milioni di euro in ragione d'anno e che
il dato porta ad una inevitabile conseguenza: 'la chiusura di
migliaia di imprese agricole e commerci li già alle prese con una
crisi di vasta portata';
considerato, infine, che le conseguenze sull'occupazione sarebbero
rilevantissime, determinando decine di migliaia di mancate
assunzioni di operai agricoli e un aumento del ricorso al lavoro
nero;
per sapere, all'unisono con tutte le associazioni di categoria del
settore, se non ritengano di intervenire urgentemente presso il
Governo nazionale per un'immediata proroga delle agevolazioni
contributive e per la loro successiva stabilizzazione al fine di
scongiurare un colpo mortale all'economia siciliana». (1267)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Con
l'atto parlamentare ispettivo numero 1267 del 23 luglio 2010,
l'onorevole interrogante ha posto l'accento sulla necessità di
proroga delle agevolazioni contributive dei datori di lavoro che
operano in territori montani o in aree svantaggiate in scadenza al
31 luglio 2010.
L'atto parlamentare in esame è di contesto identico all'atto
parlamentare numero 1300, presentato dall'onorevole D'Asero, e con
la presente si intende rispondere ad entrambe le interrogazioni.
Come è noto le agevolazioni contributive in questione hanno
trovato definitiva soluzione con la legge di stabilità 2011 che
all'articolo 1, comma 45, ha previsto che a decorrere dall'1 agosto
2010 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo
2, comma 49, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
L'aspetto più rilevante delle disposizioni in esame è
rappresentato dall'assenza di un termine di scadenza e che pertanto
le agevolazioni in questione hanno trovato applicazione per la
parte residua dell'anno 2010 (agosto-dicembre) e troveranno
applicazione anche per gli anni successivi, senza necessità che
intervengano altri interventi legislativi di proroga.
La presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante e
depositata presso i competenti uffici dell'Assemblea regionale
siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mancuso per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MANCUSO. Mi dichiaro soddisfatto della risposta fornita
dall'Assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1300 «Iniziative
urgenti per fronteggiare la crisi del settore agricolo», a firma
dell'onorevole D'Asero. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che il 19 luglio, presso la camera
di commercio di Catania, si è tenuto un incontro tra i
rappresentati delle categorie agricole e le istituzioni
territoriali per fare il punto sullo stato di grave crisi in cui
versa l'agricoltura in Sicilia;
considerato che l'Assemblea regionale siciliana ha attenzionato il
problema, facendosi portavoce nei confronti del Governo regionale
delle istanze rappresentate dalle categorie, ma che ad oggi la
crisi che attanaglia il settore non accenna a diminuire;
sottolineato che le richieste emerse dal recente dibattito si
concentrano soprattutto sulla necessità di una proroga delle
agevolazioni contributive per le zone svantaggiate e montane, in
scadenza al 31 luglio 2010;
per sapere:
se sia stato già predisposto, per la parte di propria competenza,
il provvedimento che proroga le agevolazioni in scadenza al 31
luglio 2010;
se siano state poste in essere tutte le iniziative opportune
affinché il Governo nazionale attivi tutte le procedure relative
alle problematiche di cui sopra, considerata tra l'altro la grave
crisi complessiva dell'agricoltura siciliana». (1300)
Onorevole D'Asero, poc'anzi l'Assessore, ha fornito la risposta
anche all'interrogazione a sua firma, pertanto ha facoltà di
parlare per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
riguardo all' interrogazione - al di là dei tempi piuttosto lunghi,
infatti si riferisce al luglio del 2010 -, sicuramente l'ipotesi
che vede la possibilità di utilizzare un beneficio nel contesto del
mondo agricolo, molto in difficoltà, è un elemento che crea una
condizione per poter ben sperare. Ma io, con l'occasione, voglio
evidenziare come il settore oggi sia in preda ad una grave crisi.
E' di oggi, come lei Assessore ben saprà, questa grande
manifestazione che gli agricoltori stanno portando avanti in un
grande momento di disperazione, invitando il Parlamento, per la
parte che gli compete, ma credo che prima del Parlamento siciliano
tocchi al Governo e quindi all'Assessore che qui lo rappresenta,
andare verso un' azione che tenda a dimostrare come si voglia dare
una risposta all'emergenza che, su tutti i fronti, oggi, di fatto,
attraversa l'agricoltura. C'è un problema che riguarda gli aspetti
previdenziali, c è un problema che riguarda gli aspetti di
mercato. Quindi sono problematiche un po' più ampie
Poi, ci sono degli aspetti che riguardano più direttamente la
capacità della azione di governo in risposta alle problematiche più
dirette, e mi riferisco all'applicazione delle varie opportunità
con i bandi per l'utilizzo delle risorse comunitarie, la risposta
al problema del credito, la risposta al problema dei fabbisogni
circa il credito di esercizio.
Queste, secondo me, devono essere delle azioni concrete, energiche
e sinergiche perché chi protesta, come in questo caso, il
Movimento dei forconi , possa essere nelle condizioni di ottenere
una risposta, ma più che una risposta di capire che qui c'è
un'istituzione che si occupa di un problema che riguarda un settore
portate dell'economia.
Oggi assistiamo, e di questo signor Presidente l'Assemblea deve
farsene carico, ad un momento di grande delegittimazione delle
realtà istituzionali rappresentative. Le associazioni di categoria
davanti a queste manifestazioni, di fatto, vedono sfuggire la
possibilità di un intervento diretto. Questo deve farci riflettere
perché in questo contesto di grande aggressione popolare alle
istituzioni, anche questo problema dell'agricoltura è un problema
che ha sicuramente una refluenza di carattere sociale e, quindi,
una capacità che noi dobbiamo dimostrare di risposta alle
problematiche per frenare le strumentalizzazioni che possono
portare a momenti di movimenti di massa.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, è soddisfatto?
D'ASERO. No, sono insoddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla interrogazione
numero 1437 «Notizie in merito ai ritardi nell'attuazione delle
disposizioni della legge regionale n. 11 del 2010 adottate per
fronteggiare la grave crisi economica del comparto agricolo
siciliano», a firma degli onorevoli Cordaro e Maira.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari, premesso che:
la grave crisi economica dell'agricoltura siciliana ha raggiunto
livelli drammatici al punto di registrare, nel biennio 2007 - 2009,
la perdita di 7000 posti di lavoro nella sola provincia di Catania
e che a questo dato si aggiunge il fatto che, a causa del minor
numero di giornate lavorative ed al conseguente calo dell'indennità
di disoccupazione, ogni bracciante agricolo ha avuto una
diminuzione annua di reddito pari a 4000 euro;
il mancato rinnovo degli sgravi sugli oneri previdenziali delle
aziende agricole siciliane, scaduti lo scorso 31 luglio, impone un
costo ulteriore di 30 milioni di euro annui che il comparto
agricolo non può sopportare;
l'immobilismo dell'azione del Governo regionale si registra in
maniera disastrosa nel settore agricolo anche per un'assoluta
mancanza di proposte e di dialogo con le istituzioni europee e
nazionali;
dallo scorso 20 aprile, giornata del 'Sicilia Agricoltura Day', ad
oggi nessun intervento per il superamento della crisi agricola è
stato nel frattempo concretamente attivato e che, a seguito della
manovra finanziaria nazionale, la situazione risulta ancora più
pesante al punto che non risulta più rinviabile l'immissione di
liquidità nel nostro settore agricolo;
considerato che:
nell'ultima legge finanziaria regionale approvata dall'Assemblea
regionale siciliana, si sono dettate le misure di intervento
urgente per il comparto agricolo, predisponendo inoltre la
copertura finanziaria per ogni iniziativa all'uopo prevista, e che
a tutt'oggi nessuna delle misure individuate dall'A.R.S. è stata
avviata dal Governo regionale al punto che un rappresentante di
categoria ha definito l'agricoltura siciliana come un 'malato
terminale a cui il Governo regionale toglie l'ossigeno';
il blocco della spesa determinato dal Governo regionale incrementa
ulteriormente la difficoltà e lo stato di crisi del comparto
agricolo;
per sapere:
quali siano le ragioni per cui i commi 4, 6, 14, 15, 20 e 28
dell'art. 80 e l'art. 82 della l.r. 11/10 non siano a tutt'oggi
stati attuati in favore degli operatori del settore agricolo;
quali iniziative intendano assumere presso il Governo nazionale
affinché si ristabilisca il criterio di fiscalizzazione degli
oneri previdenziali e riduzione delle accise sui carburanti
agricoli a favore delle imprese agricole siciliane;
in che tempi si siano impegnati ad erogare tutte le spettanze
previste e dovute, ed in particolare quelle relative alle misure
agro-ambientali, indennità compensative, zootecnia e per le
annualità pregresse;
quali siano le azioni che intendano portare avanti presso la
Comunità europea per scongiurare l'ennesima beffa per la Sicilia in
materia di riforma del PAC (politica agricola comunitaria), di
accordi commerciali con i Paesi extracomunitari, rispetto delle
regole di reciprocità e proroga ed incremento della soglia del 'de
minimis' in agricoltura». (1437)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
Presidente, onorevoli deputati, con l'interrogazione numero 1437
l'onorevole Cordaro, nel manifestare la propria preoccupazione per
la grave crisi economica in cui versa l'agricoltura siciliana e
nella considerazione che con la legge finanziaria 2010 si sono
dettate le misure di intervento urgente per il comparto agricolo,
chiede di conoscere le motivazioni che hanno determinato ritardi di
applicazione nell'attuazione delle disposizioni della legge
regionale n. 11 del 2010 adottate, proprio, per fronteggiare la
crisi del comparto agricolo regionale.
In merito alle problematiche contenute nell'atto ispettivo
parlamentare, riferisco la situazione aggiornata secondo quanto
comunicato dal dirigente generale del Dipartimento interventi
strutturali con nota prot. 41899 del 4 agosto 2011. Si rileva, in
via generale, che gli interventi previsti dalla legge finanziaria
n. 11/2010 necessitano di procedure amministrative complesse che
richiedono, in taluni casi, dell'approvazione preliminare della
Commissione europea per la disciplina del regime di esenzione,
circostanza questa che determina un allungamento dell'iter
procedurale.
Passando, in particolare, alla descrizione dello stato dei singoli
procedimenti amministrativi per le misure indicate nell'atto
parlamentare ispettivo si riferisce quanto segue:
1) per quanto attiene il comma 4 della legge regionale 11/2010 che
autorizza la Regione siciliana a contribuire al raggiungimento
della percentuale massima prevista dell'80 per cento del costo dei
premi per la stipula dei contratti assicurativi, con DDG 817 del 7
aprile 2011 sono state approvate le disposizioni applicative
dell'aiuto in esame. Si precisa che l'Assessorato per le risorse
agricole e alimentari ha avuto approvate le modalità applicative,
attraverso il riconoscimento del regime di esenzione da parte della
Commissione europea, soltanto nel mese di marzo del corrente anno.
L'ufficio al momento non può emanare il bando, ancorché già dallo
stesso definito, per l'accesso al contributo da parte dei Consorzi
di difesa, nonché dei singoli agricoltori, in quanto in atto l'AGEA
non ha comunicato la partecipazione dell'importo contributivo a
valere sulle risorse nazionali e comunitarie, dato essenziale
questo per poter definire la quota di partecipazione della Regione.
Proprio al fine di accelerare le complesse procedure
dell'intervento in esame il competente Ufficio del Dipartimento
regionale interventi strutturali ha sollecitato recentemente l'AGEA
a comunicare le compartecipazioni delle quote nazionali e
comunitarie.
Proprio al fine di pubblicizzare tra gli operatori agricoli il
ricorso al sistema di prevenzione del danno da avversità in
agricoltura attraverso la stipula di polizze assicurative,
l'Assessorato regionale ha organizzato apposito seminario per
diffondere le modalità per beneficiare dell'intervento in
questione.
2) Il Dipartimento, in applicazione di quanto stabilito dalla legge
regionale n. 11 del 12 maggio 2010, all'articolo 80, comma 6,
riguardante la concessione di contributi per la riduzione del costo
di carburante agricolo nonché di altri costi aziendali, ha
pubblicato sulla G.U.R.S. n. 52 del 26 novembre 2010 il DDG 1543
del 10 novembre 2010 con il quale sono state elaborate le
disposizioni attuative per la concessione di un aiuto alle imprese
agricole siciliane danneggiate dalla crisi di mercato nell'anno
2009.
Gli ispettorati provinciali per l'agricoltura stanno trasmettendo
al servizio competente del Dipartimento interventi strutturali, gli
elenchi delle ditte ammesse e non ammesse. A titolo esemplificativo
posso riferire che sono state già 1.300 le istanze pervenute ed
utilmente inserite nel primo elenco.
Non appena la graduatoria verrà definitivamente approvata si
potrà individuare l'importo da ripartire ad ogni singolo
Ispettorato provinciale e provvedere alla concessione del
contributo alle imprese agricole. Secondo le informazioni acquisite
dal competente servizio del Dipartimento regionale interventi
strutturali, ad oggi sono stati definiti numero 6 elenchi
provinciali e si attende la trasmissione della graduatorie
definitive delle province di Palermo, Trapani ed Enna. Si può
ragionevolmente prevedere che entro il corrente anno si potrà
erogare il contributo economico alle imprese agricole aventi il
diritto.
3) Per quanto riguarda il comma 14 dell'articolo 80, che prevede
iniziative ed interventi di controllo sulla qualità delle
produzioni agricole, si porta a conoscenza che, a tal proposito, è
stato sottoscritto, in data 7 gennaio 2011, un accordo di
collaborazione tra l'Assessorato delle risorse agricole e
alimentari e l'Istituto Zooprofilattico per la Sicilia finalizzato
al controllo dell'origine delle produzioni alimentari mediante una
mappatura del prodotto sul territorio siciliano, mappatura
genetica, ed una tavola digitale che riassuma le caratteristiche
genetiche, chimiche e radioisotopiche dei prodotti siciliani.
4) Per quanto attiene al comma 15 dell'articolo 80, teso al
perseguimento di obiettivi di semplificazione amministrativa dei
procedimenti di interesse dei soggetti che esercitano attività
agricola, si rappresenta che il Dipartimento interventi strutturali
ha individuato i procedimenti per i quali occorre procedere alla
semplificazione stessa.
L'elenco dei processi individuati mediante apposito promemoria
inviato e condiviso dal sottoscritto è stato successivamente
trasmesso agli enti locali ed ai Dipartimenti regionali
interessati, al fine di raccogliere le proposte che ciascun ente o
Dipartimento potrà avanzare in ordine alle proprie competenze,
avviando pertanto la fase consultiva necessaria per definire i
contenuti della delibera che la Giunta regionale dovrà adottare.
Pertanto, non appena la procedura già avviata verrà completata,
sarà formulata la relativa proposta al Governo regionale come
indicato nella disposizione normativa in questione, ragionevolmente
si può preventivare entro il corrente anno.
5) In relazione alla previsione del comma 20 dell'art. 80, relativa
all'istituzione presso l'Assessorato regionale delle risorse
agricole e alimentari dell'Osservatorio regionale per
l'imprenditoria giovanile in agricoltura (ORIGA), si rappresenta
che la disposizione in esame ha trovato piena ed integrale
applicazione con due decreti assessoriali. Con il primo Decreto
assessoriale n. 1626 del 15 novembre 2010, si è proceduto ad
approvare il Regolamento di organizzazione, funzionamento e
composizione del precitato Osservatorio, mentre con il secondo n.
2858 del 15 dicembre 2010 si è proceduto alla nomina dei componenti
interni ed esterni dell'Osservatorio.
Infine, con specifico provvedimento amministrativo del Servizio
6 del Dipartimento regionale degli Interventi strutturali per
l'agricoltura, si è proceduto all'impegno, per il triennio 2010-
2012, della somma di Euro 30.000,00 recate dal capitolo 144113 del
Bilancio della Regione siciliana da utilizzare per le spese di
funzionamento dell'ORIGA;
6) Relativamente al comma 28 dell'art. 80 della legge regionale n.
11/2010, riguardante misure volte a prevenire il fenomeno
dell'usura, l'Assessorato ha preventivamente approvato l'avviso
pubblico (DDG n. 2737 del 10 dicembre 2010) per la manifestazione
di interesse per l'adesione dei confidi al Fondo regionale
antiusura il cui termine di presentazione è scaduto il 31 dicembre
2010.
Con successivo DDG. n. 902 del 23 maggio 2011 l'Assessorato
all'economia ha provveduto ad iscrivere sul capitolo di nuova
istituzione del bilancio regionale n. 542981 la somma di Euro
500.000,00.
A seguito dell'avviso pubblico di cui sopra hanno manifestato
interesse ad attuare gli interventi previsti dall'art. 18 bis della
legge regionale n. 11/2005 i seguenti confidi:
- Credimpresa, CreditAgriltalia, Interconfidimed, Unionfidi
Sicilia, Confersefidi, Agriconlidi, Multipla Confidi.
Con DDG. n. 647 del 21 marzo 2011 sono state approvate le
disposizioni attuative della norma regionale in esame, rivolte ai
confidi che hanno aderito all'avviso pubblico. Dei sette istituti
che hanno manifestato l'interesse ad attuare gli interventi in
questione, soltanto uno ha presentato domanda di adesione in data
30 giugno 2011, prot. n. 36823; lo stesso però con successiva
comunicazione del 3 agosto 2011, prot. n. 41558, h ritirato la
propria adesione. In atto i competenti Uffici stanno approfondendo
gli esiti negativi dell'azione amministrativa messa in atto
dall'Amministrazione per ricercare adeguate soluzioni per
salvaguardare le finalità previste dalla disposizione di legge.
7) Riguardo l'articolo 82, riguardante i progetti integrati di
filiera (PIF), si evidenzia che è già stata redatta la bozza delle
disposizioni attuative di parte specifica relativa ai Progetti
Integrati di Filiera (PIF) e che in data 12 luglio 2011 la stessa
bozza è stata sottoposta preventivamente ai tavoli tecnici prima
della sua approvazione e pubblicazione, che si prevede avvenga
entro il termine del corrente anno.
Per quanto attiene ai pagamenti delle annualità pregresse
concernenti le misure agro-ambientali e le indennità compensative,
si allegano le tabelle riepilogative dei dati forniti
dall'Organismo Pagatore (AGEA) per gli anni 2008, 2009, e 2010,
distinte per province, di cui in questa sede per economia di tempo
si tralascia la lettura e si mettono a disposizione dell'onorevole
interrogante.
Si evidenzia soltanto che per entrambe le misure per le annualità
2008 e 2009 la percentuale di pagamenti supera abbondantemente l'80
per cento delle domande presentate, mentre per l'annualità 2010 la
percentuale sfiora il 60 per cento.
Per quanto riguarda le azioni a tutela dei prodotti siciliani nei
confronti delle produzioni provenienti dai Paesi extracomunitari,
si rileva che, prendendo spunto da un Accordo bilaterale tra
l'Unione europea e lo stato del Marocco, proprio sulla tematica in
questione la Giunta regionale con deliberazione n. 44 del 10
febbraio 2011 si è fatta carico di un'importante iniziativa nei
confronti del Governo nazionale, affinché vengano attivati i
competenti organi istituzionali dell'Unione europea per quanto
attiene i seguenti aspetti: l'introduzione del principio di
reciprocità delle condizioni produttive; la previsione che gli
Accordi commerciali tengano debitamente conto di tutti i fattori
competitività, ovvero dei costi sociali e di quelli relativi alla
manodopera, dell'alto livello di protezione della sicurezza
alimentare dei consumatori europei; delle esigenze ambientali; la
previsione dei controllo fitosanitari, da effettuare nei Paesi di
origine per i prodotti importati, nel rispetto della concorrenza e
della tutela sanitaria ed infine di privilegiare negoziati
commerciali multilaterali piuttosto che bilaterali e di mantenere
il sistema dei prezzi di entrata per i prodotti ortofrutticoli.
La presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante e
depositata presso i competenti uffici dell'Assemblea regionale
siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cordaro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
questa interrogazione al Governo regionale è datata 13 ottobre
2010. Devo ringraziare l'assessore D'Antrassi per la risposta che,
in alcuni tratti, ho valutato anche meticolosa, però credo che
questa sia sotto il profilo del metodo e della tempistica una prima
risposta alle esigenze ed ai problemi della Sicilia. Ad una
interrogazione del 13 ottobre si risponde il 20 settembre dell'anno
dopo; è sempre qualcosa però immagino che i siciliani prendano atto
del fatto che a problemi del genere si risponda con un anno di
ritardo, figuriamoci quando si tratta di dare risposte concrete non
a me - come nel caso in specie - ma alla collettività che vive un
momento di dramma economico e sociale.
Ciò denota, per quanto mi riguarda, come premessa al mio breve
intervento, l'assoluta inadeguatezza dei governi Lombardo a quelle
che sono le esigenze della Sicilia.
Ma al di là di questo che, però, ritengo dovesse essere una
premessa necessaria perché credo che il rispetto del ruolo dei
parlamentari debba essere tenuto in considerazione da questo
Governo ma soprattutto dal suo Presidente, insieme ad alcuni
colleghi facemmo una battaglia per il risarcimento danni da
Peronospora. Ritorno perché quello che doveva essere un ristoro
concreto per gli agricoltori, alla fine si rivelò un pannicello'
caldo, in ragione del fatto che molte delle risorse che avevamo
appostato in finanziaria a quel tempo furono distolte e dedicate ad
altro ed alla fine il governo Lombardo pensò bene - credo nel
settembre dell'anno scorso - di chiudere i cordoni della borsa e
quindi diciamo che, in realtà, ciò che si era previsto e che
avevamo concordato dopo una serie di incontri con le associazioni
di categoria si rivelò molto, molto riduttivo rispetto, ancora una
volta, alle esigenze prospettate.
Signor Assessore, credo di doverle ricordare che dal 23 marzo di
quest'anno abbiamo al Governo nazionale un nuovo Ministro per
l'agricoltura. Questo Ministro per l'agricoltura è un siciliano che
con fatti concreti ha spostato - pur tenendo nella dovuta
considerazione le esigenze nazionali - il baricentro degli
interessi degli agricoltori soprattutto, dal nord dei suoi
predecessori (Zaia e Galan) al sud della sua terra e soprattutto
agli interessi della Sicilia e dei siciliani.
Questo ha fatto perché noi riteniamo che ci siano, e questo dico
soprattutto a lei, perché riteniamo che, oggi, senza concertazione
non si vada da nessuna parte perché oggi si vive in un sistema
dell'agricoltura che va a tre velocità: una velocità assai lenta
per non dire nulla che è quella della Regione siciliana, una
velocità che ha ripreso vigore, che è quella del Governo
nazionale, una velocità che definirei alta velocità che è quella
dell'Unione europea.
Allora, uno dei temi sui quali il Ministro dell'agricoltura sta
battendosi più di ogni altro è la ridiscussione della PAC, la
ridiscussione della politica agricola comunitaria fondamentale per
il futuro dell'agricoltura italiana e quindi nazionale, ma
soprattutto direi per la crisi che sta attraversando l'agricoltura
siciliana.
Allora, se un rappresentante della categoria, quando io ebbi a
scrivere questa interrogazione definì l'agricoltura siciliana come
un malato terminale ed il Governo regionale, come colui che
toglieva all'agricoltura l'ossigeno ; è virgolettato perché non
sono io che l'ho sostenuto, io credo che oggi ci siano tutte le
condizioni per dare risposte serie all'agricoltura. Il timore, era
questa la ragione dell'interrogazione e resta, è che quello che
abbiamo appostato nella finanziaria e mi riferisco ai commi 4, 6,
14, 15, 20 e 28 dell'articolo 80 e articolo 82 della legge 11 del
2010, restino lettera morta.
Ho apprezzato lo stile della sua risposta, però le dico a Roma
hanno cominciato a correre; per la prima volta nella storia
nell'ultima finanziaria è stata prevista l'equiparazione
dell'imprenditore agricolo agli altri imprenditori, dando la
possibilità, per la prima volta nella storia, di ristrutturare i
debiti del comparto agricolo, di determinare le transazioni fiscali
sui debiti derivanti da imposte e quindi di far fronte a tutti i
casi di crisi e di insolvenza. Ciò non era mai accaduto, per la
prima volta è stato previsto, questo è un momento storico che non
possiamo perdere, invito lei e attraverso lei sicuramente avrà un
dialogo visto che ha fatto riferimento al dirigente degli
interventi strutturali, si raccordi maggiormente col Ministero
dell'agricoltura ed anche con la AGEA perché sono convinto che, al
di là di alcun spot che ho ascoltato nella sua garbata risposta, si
possa fare tanto di più se il rapporto diventa, così come credo sia
assolutamente necessario, un rapporto che non veda barriere e
steccati di parti politiche, ma che metta al centro dell'attenzione
esclusivamente l'interesse e gli interessi dell'agricoltura
siciliana.
Questo è l'auspicio e quindi siccome allo stato è solo un
auspicio, signor Presidente, al di là del garbo dell'assessore
D'Antrassi e della profondità della sua risposta io mi dichiaro
insoddisfatto nella tempistica e dunque nel metodo ed anche nel
merito.
PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 96
«Iniziative per l'immediata erogazione delle spettanze dovute dagli
operai forestali», a firma dell'onorevole Gucciardi. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 14 maggio 2009 è stato sottoscritto dal Governo regionale
un accordo che concedeva un preciso numero di ore agli operai
forestali;
detti operai da diverse settimane vivono una situazione di disagio
per il mancato rispetto dei termini di quell'accordo, accompagnato
da ritardi nell'erogazione delle spettanze dovute;
per conoscere se non ritenga, nel rispetto degli accordi
stipulati, di dare immediata soluzione alla problematica del lavoro
e della dignità degli operai forestali». (96)
Ha facoltà di parlare l'assessore per le risorse agricole ed
alimentari, dottore D'Antrassi, per fornire la risposta.
D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari.
L'onorevole interpellante con l'atto parlamentare ispettivo
affronta due questioni riguardanti gli opera forestali e
precisamente:
1. il mancato rispetto dei termini del Protocollo d'Intesa del 14
maggio 2009;
2. il mancato pagamento degli emolumenti agli operai forestali alla
data di presentazione dell'atto ispettivo.
Relativamente al primo quesito deve rappresentarsi preliminarmente
che, per l'anno 2010 i fondi utilizzati per i lavori gestiti dagli
Uffici provinciali del Dipartimento regionale Azienda Foreste
Demaniali sono stati imputati al PAR-FAS 2007-2013, a valere sulla
linea di intervento 4.3.1 (capitolo 554224 del Bilancio regionale)
e, quindi non sono stati utilizzati fondi regionali ma
Extraregionali.
Per quanto riguarda l'annualità 2009 il Protocollo d'Intesa è
stato quasi del tutto rispettato. Infatti a fronte di una
previsione di 90-130 e 165 giornate lavorative per le tre fasce di
lavoratori forestali, sono state realizzate rispettivamente 87-125
e 158 giornate lavorative.
La contrattazione con le Organizzazioni sindacali
sull'applicazione del Protocollo d'Intesa dei lavoratori forestali,
sottoscritto dall'onorevole Presidente della Regione il 14 maggio
2009, è stata rivista nel corso dell'anno 2010 prevedendo la
riconferma delle medesime giornate lavorative previste per
l'annualità 2009, attese le difficoltà finanziarie
dell'Amministrazione regionale, che sono state comunque realizzate
e pagate.
Nel corso del corrente anno è stato siglato un nuovo accordo con
le Organizzazioni sindacali di categoria che riconferma per intero
l'accordo del 2009, statuendo il numero delle giornate lavorative
per le tre fasce in 101-151 e 180.
Relativamente alla problematica dei pagamenti, si evidenzia che
l'utilizzo dei Fondi PAR-FAS ha comportato la messa in opera di un
complesso procedimento amministrativo in linea con la vigente
normativa dei lavori pubblici. Infatti, per la corretta e legittima
attivazione di dette risorse, si è reso necessario predisporre
singole perizie recanti la progettazione di interventi di
rinaturalizzazione da eseguirsi in economia (quindi con
l'assunzione diretta dei lavoratori forestali); ogni perizia,
redatta dagli Uffici Provinciali dell'Azienda (UPA), è stata
successivamente trasmessa dal Dipartimento che ha provveduto ad
approvarla in linea tecnica mediante una struttura all'uopo
preposta; per ogni singola perizia è stato, inoltre, predisposto
apposito Decreto del Dirigente generale di impegno di spesa e,
infine, è stato emesso relativo ordine di accreditamento all'UPA
competente.
Pertanto, il sistema dei pagamenti è risultato subordinato alla
definizione di tale complesso iter amministrativo che ha previsto
il coinvolgimento degli Uffici centrali e periferici
dell'Assessorato nel procedimento amministrativo-tecnico-contabile.
Quindi, il differimento nel corso dell'anno 2010 tra la
prestazione lavorativa e la retribuzione del lavoratore non è da
imputare a specifiche inadempienze degli uffici, ma alla
definizione del complesso iter amministrativo legato alla legittima
attivazione dei Fondi PAR-FAS. Come già si è avuto modo di
anticipare precedentemente, per l'anno 2010 tutti gli operai
forestali sono stati regolarmente pagati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Gucciardi per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
GUCCIARDI. Mi dichiaro soddisfatto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Mauro è in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Ricordo ai capigruppo che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari è convocata alle ore 18.00 di oggi.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 21
settembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni.
II - Discussione della mozione numero 285 Censura all'Assessore
regionale per la salute degli onorevoli Limoli, Leontini,
Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo, Corona, D'Asero,
Falcone, Formica, Leanza E., Mancuso, Marinese, Pogliese, Scoma,
Torregrossa, Vinciullo.
La seduta è tolta alle ore 17.33
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Autonomie locali e Funzione pubblica»
MARINESE. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
il dott. Gioacchino Genchi è un dirigente della Regione siciliana
che presta servizio presso il Dipartimento Ambiente (già
Dipartimento Territorio ed Ambiente) dell'Assessorato regionale
Territorio e ambiente;
il dott. Alessandro Pellerito è un dirigente della Regione
siciliana che ha prestato servizio presso il Dipartimento
Territorio e Ambiente dell'Assessorato regionale Territorio;
una sentenza della Corte di Cassazione - Sez. Penale - del
dicembre 2000, pur prendendo atto dell'intervenuta prescrizione del
reato contestato al dott. Genchi (abuso d'ufficio) ed altri, ha -
testualmente - stabilito che: 'E' indubbio, quindi, che nella
condotta dei prevenuti, così come ricostruita, ricorrono gli
estremi dell'abuso d'ufficio: ed invero, il Genchi (...) e pur
ufficialmente investiti, in ragione della pubblica funzione
esercitata in seno all'Ente Regione, del progetto di risanamento
delle acque del golfo di Gela e del fiume Platani, tanto che
entrambi ebbero a redigere una 'relazione di presentazione' per il
finanziamento del progetto ed il primo (il dott. Genchi), inoltre,
assunse - di fatto - il ruolo di 'responsabile tecnico' e
sottoscrisse il verbale di avviamento delle attività connesse alla
'TEI Sud. s.p.a', contestualmente si attivarono, con piena adesione
degli altri correi, per rilevare in proprio l'esecuzione di una
parte dei lavori commessi alla 'TEI', per trarre un vantaggio
economico personale, determinando così una non consentita
commistione tra interesse pubblico e privato e mortificando,
quindi, il principio d'imparzialità posto a presidio dell'attività
della P.A. E' di intuitiva evidenza che i due funzionari regionali
(il dott. Genchi ed un altro dirigente), per la posizione ricoperta
e per l'interesse personale perseguito, avevano l'obbligo di
astensione, che, invece disinvoltamente violarono, nella
intenzionale prospettiva, divenuta, poi, realtà di procurare a sè e
al gruppo di universitari a loro legati un ingiusto vantaggio
patrimoniale (...)';
il dott. Genchi, nonostante i suddetti trascorsi giudiziari per
reati contro la P.A., non soltanto non ha avuto allora applicata -
e neanche proposta - alcuna sanzione disciplinare, ma nel dicembre
2001 è stato anche 'premiato' con la nomina a responsabile del
Servizio 3 del Dipartimento Territorio e Ambiente (oggi
Dipartimento Ambiente);
l'Amministrazione regionale, non avendo intrapreso la sopra
accennata azione disciplinare, si è trovata anche costretta a
versare al dirigente lo stipendio relativo al periodo di tempo in
cui è stato sospeso dal servizio;
il dott. Genchi negli anni successivi ha continuato a creare
gravi problemi all'Amministrazione;
nel 2004 il Dipartimento ha intrapreso un'azione disciplinare -
sia contro il dott. Genchi sia contro il dott. Pellerito
(responsabile di una delle unità operative del servizio diretto dal
dott. Genchi) - ma tale procedimento è stato archiviato dalla
commissione di disciplina per un vizio di forma consistente nel
ritardo dell'avvio del procedimento;
sempre nel 2004, oltre all'avvio dell'azione disciplinare nei
confronti del dott. Genchi e del dott. Pellerito, il Dipartimento
aveva chiesto l'applicazione delle misure previste dall'art. 10
della L.R. 10/2000 in caso di responsabilità dirigenziale
(sospensione dall'esercizio di incarichi di pari livello o
licenziamento) - per reiterata inosservanza alle direttive
impartite e per aver causato grave pregiudizio all'immagine
dell'Amministrazione - e l'Assessore pro tempore aveva provveduto
ad interessare del caso la Giunta di Governo;
nonostante nel corso del 2005 l'Amministrazione abbia sollecitato
la definizione dei suddetti procedimenti - peraltro fornendo al
riguardo motivi aggiunti - la Giunta di Governo dell'epoca non ha
mai affrontato la questione;
sempre nel corso del 2005 (con un nuovo dirigente generale) il
dott. Genchi ed altri dirigenti del servizio cui era preposto (tra
cui il dott. Pellerito) hanno adottato comportamenti
ostruzionistici per impedire l'avvicendamento del dott. Genchi,
causando le dimissioni del nuovo dirigente del servizio ed il
blocco totale dell'attività del servizio che, tra l'altro,
comprendeva il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in
atmosfera di numerosissimi insediamenti produttivi;
tale situazione (dopo un mese e mezzo di blocco) costringeva il
dirigente generale pro tempore a reincaricare il dott. Genchi nel
precedente incarico;
nonostante ciò il dott. Genchi ed altri due dirigenti del
servizio, tra cui il dott. Pellerito, hanno continuato a rifiutarsi
di sottoscrivere il contratto, determinando la continuazione del
blocco totale delle attività del Servizio (protrattasi in questo
modo per oltre cinque mesi), sino a quando non hanno costretto il
dirigente generale ad assegnare loro il massimo delle indennità di
parte variabile (con consistenti aumenti ottenuti solo da loro e
non da altri dirigenti del Dipartimento) e nonostante fossero
diminuite le competenze del Servizio e rimanessero invariate quelle
delle unità operative;
il dott. Genchi ed il dott. Pellerito avrebbero reiteratamente
(nel 2004 e nel 2006) mancato di adempiere alle direttive generali
riferite all'obiettivo di delega alle province regionali di
attività a ridotto impatto ambientale, disattendendo anche a
precise disposizioni previste da leggi regionali;
nel corso del 2007 e del 2008 (con un altro dirigente generale) il
dott. Genchi, con il fattivo contributo del dott. Pellerito, a
seguito della rotazione alcuni dirigenti (tra cui lo stesso dott.
Genchi), poneva in essere - sia direttamente che tramite forze
politiche e sindacali ed organi di informazione - una campagna
denigratoria nei confronti del dirigente generale e del nuovo
dirigente responsabile del Servizio 3, gettando discredito
sull'Amministrazione regionale ed ingenerando nella pubblica
opinione dubbi sulla legalità dell'operato della stessa, con grave
nocumento all'immagine della P.A.;
tra le innumerevoli accuse (dimostratesi infondate e non,
perseguite né dall'autorità giudiziaria né dalla Corte dei conti),
il dott. Genchi accusava pubblicamente il dirigente generale di
averlo rimosso dal suo incarico in maniera arbitraria, quale atto
ritorsivo rispetto alla posizione di diniego da lui assunta in
ordine alle autorizzazioni relative ai termovalorizzatori dei
rifiuti;
detta accusa era palesemente infondata in quanto il responsabile
di tali procedimenti autorizzativi era il dottor Alessandro
Pellerito, che rimaneva al suo posto, ed anche dopo aver avuto
revocato l'incarico non risulta che dall'Assessorato siano state
rilasciate autorizzazioni, nulla osta o pareri favorevoli su detti
termovalorizzatori, né i dirigenti che hanno sostituito il dottore
Genchi ed il dottore Pellerito si sono mai espressi favorevolmente
in merito;
il dottore Genchi sarebbe perfino giunto ad accusare falsamente su
mezzi di informazione il dirigente generale di un tentativo di
strangolamento nei suoi confronti e nei confronti del dottore
Pellerito, accusa sconfessata sia da una ripresa video effettuata
dello stesso dottore Pellerito e diffusa via internet, sia dai
testimoni presenti (infatti l'autorità giudiziaria, in ambedue le
occasioni chiamata dal dottore Genchi, non ha proceduto nei
confronti del dirigente generale);
il nuovo dirigente del Servizio, che resisteva ad innumerevoli
tentativi di delegittimazione e diffamazioni, avrebbe anche
scoperto gravissime omissioni e inottemperanza a leggi, regolamenti
e direttive, nonché danni erariali imputabili al dottore Genchi ed
al dottore Pellerito;
il dott. Genchi e il dott. Pellerito, al fine di costringere alle
dimissioni il nuovo dirigente del Servizio 3 e costringere il
dirigente generale a reinserire il dott. Genchi presso il Servizio
3, nei primi mesi del 2007 avrebbero posto in essere comportamenti
omissivi ed ostruzionistici volti ad impedire il regolare
funzionamento del Servizio 3, rifiutandosi persino di adempiere a
disposizioni formali e reiterate, volte a ripristinare il normale
funzionamento del Servizio 3. Come già visto, detti comportamenti
costituivano una 'strategia' già applicata nel corso della
precedente riorganizzazione dipartimentale del 2005;
una denuncia dei suddetti fatti, presentata dal dirigente
generale, sarebbe stata archiviata dal G.I.P., essendo condivise le
richieste del P.M., che non ha riscontrato fatti penalmente
perseguibili e precisandosi tuttavia di 'prescindere da eventuali
aspetti di rilievo disciplinare';
in una ulteriore ordinanza di archiviazione del G.I.P. in ordine
ad una denuncia presentata dal dott. Pellerito nei confronti del
dirigente generale e del nuovo dirigente del Servizio 3 si rileva
ulteriormente che: 'Risulta pertanto evidente che le condotte
denunciate dall'odierno opponente, se e nella misura in cui siano
state effettivamente poste in essere dagli indagati, sarebbero
state compiute non col diretto od indiretto intento di soggiogare o
vessare lo stesso opponente, bensì con quello di porre fine a un
intollerabile tentativo di coartazione o condizionamento delle
scelte di direzione generale dell'assessorato';
il dott. Genchi, invece di proporre norme e provvedimenti
procedurali di attuazione del d.lgs. 152/2006, avrebbe emanato
personalmente direttive interpretative della norma, indirizzate
alle province regionali ed agli uffici di segreteria delle
commissioni provinciali tutela ambiente, non solo usurpando la
firma ed i poteri attribuiti all'Assessore dalla legge, ma anche
emanando disposizioni procedurali illegittime e contrarie alle
procedure stabilite dalle leggi regionali. Tutto ciò nonostante
pareri dell'Ufficio legislativo e legale, peraltro mai portati a
conoscenza dei vertici dell'Amministrazione, confermati anche da un
parere dell'Avvocatura dello Stato;
il dottore Genchi ed il dottore Pellerito, nonostante gli
avvertimenti direttamente indirizzati al Servizio 3 da parte del
Dipartimento finanze, hanno violato precise disposizioni di legge
rilasciando oltre n. 300 autorizzazioni senza verificare il
pagamento della tassa, non avvertendo successivamente le ditte
dell'inefficacia di dette autorizzazioni e non procedendo al
recupero delle tasse evase, causando un danno erariale per il
mancato pagamento della tassa e delle relative sanzioni;
di recente la Corte dei conti li ha condannati al pagamento dei
danni erariali derivanti dal loro comportamento in quanto: 'Non v'è
dubbio che il comportamento degli odierni convenuti sia gravemente
colposo e privo di giustificazione alcuna essendo i due dirigenti
ben consapevoli dell'univoco indirizzo assunto dall'Amministrazione
regionale, in quanto l'Assessorato regionale territorio e ambiente
ed in particolare il servizio 3 è stato destinatario degli atti di
indirizzo prima descritti, che sono stati volontariamente
disapplicati, con grave nocumento per la Regione siciliana (...).
Il comportamento degli odierni convenuti per la perseverante
inosservanza degli obblighi di servizio, ovviamente per i riflessi
legati all'erario, si appalesa biasimevole, atteso che gli stessi,
dopo l'ulteriore precisazione e richiesta del Dipartimento
regionale Finanza e Credito di applicazione della tassa di
concessione governativa regionale oggetto delle note (...)
avrebbero dovuto ottemperare ed invece hanno persistito nella loro
condotta (...). Nel caso in specie, l'amministrazione ha fornito
ampia, chiara e reiterata lettura delle norme; ha più volte offerto
chiarimenti e delucidazioni, richiamando anche ben tre pareri
dell'Ufficio legislativo e legale (...)';
il dott. Genchi, nonostante non ricoprisse più alcun incarico
presso il Servizio 3 del Dipartimento territorio ed ambiente,
utilizzando la carta intestata del Servizio 3, avrebbe divulgato
sia all'interno del Dipartimento sia all'esterno false
informazioni, affermando di essere il dirigente responsabile del
Servizio 3;
il dott. Genchi ed il dott. Pellerito, sebbene non ricoprissero
più alcun incarico presso il Servizio 3, avrebbero attivato ed
utilizzato un registro di protocollo e fogli vettore intestati al
Servizio 3, abusivi e paralleli a quelli ufficiali del Servizio;
il dott. Genchi sarebbe perfino giunto a sottoscrivere n. 2
decreti di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, predisposti
dal dott. Pellerito, nonché a convocare una conferenza di servizi,
nonostante i due suddetti dirigenti non ricoprissero più alcun
incarico presso il Servizio 3;
costoro, sebbene sollecitati in passato sia dall'Assessore pro
tempore che dal competente Ministero, avrebbero omesso di
predisporre un piano per la qualità dell'aria e molti altri
adempimenti previsti dalla legge sin dal 1999, causando anche
l'avvio di una procedura di infrazione comunitaria e costringendo
il nuovo dirigente del Servizio e l'Amministrazione a colmare i
ritardi in cui era incorso l'Assessorato a causa delle gravi
omissioni proprio del dott. Genchi, redigendo in tempi brevissimi
un piano regionale di coordinamento per la tutela della qualità
dell'aria della Regione siciliana;
il dott. Genchi, invece di compiere il suo dovere di pubblico
dipendente informando l'amministrazione degli errori non
sostanziali contenuti nel suddetto piano, si sarebbe rivolto a
Legambiente per scatenare una campagna mediatica contro il nuovo
dirigente del Servizio ed il dirigente generale, denunciando -
peraltro falsamente - che il piano sarebbe stato copiato da quello
della Regione Veneto;
tenuto conto del gravissimo danno all'immagine della Regione
causato dalle accuse del dott. Genchi e dei dirigenti di
Legambiente - che avevano causato anche la pubblicazione di
numerosi articoli giornalistici e la trasmissione di inchieste su
emittenti televisive a diffusione nazionale, l'Amministrazione ha
chiesto all'Avvocatura dello Stato di citare per danni
l'Associazione Legambiente, i suoi dirigenti ed il dott. Genchi;
l'Avvocatura dello Stato, ritenendo valide e fondate le
circostanze evidenziate, ha citato per danni l'associazione ed i
suoi dirigenti, mentre nei confronti del dott. Genchi ha fatto
presente che solo perchè 'apparendo peraltro inopportuno, almeno
allo stato ed in attesa degli sviluppi dei vari procedimenti
(giurisdizionali, disciplinare), agire autonomamente in giudizio
contro il predetto Genchi';
il dott. Genchi, dopo la revoca dall'incarico, avrebbe sottratto
un computer portatile del Servizio 3, rifiutandosi formalmente di
restituirlo, nonostante non ricoprisse alcun incarico ed avesse a
disposizione un computer fisso;
l'Amministrazione ha reiteratamente chiesto agli organi politici
ed al Dipartimento del personale della Presidenza della Regione
l'avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del dott.
Genchi e il suo trasferimento ad altro Dipartimento perché gli
fosse affidato un incarico equivalente, senza ottenere quanto
richiesto e neanche un formale diniego;
uno staff per la valutazione della dirigenza del Dipartimento
Territorio ed ambiente ha confermato che il dott. Genchi:
- non aveva proposto un schema di decreto di delega alle province
regionali di ulteriori attività a ridotto impatto ambientale non
sottoposte per legge a valutazione di impatto ambientale;
- aveva emesso a propria firma, invece che porle alla firma
dell'Assessore, direttive agli uffici periferici del Dipartimento
ed alle commissioni provinciali per la tutela dell'ambiente
(C.P.T.A.), volte ad abolire il parere delle C.P.T.A. sulle
autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, direttive peraltro non
condivise successivamente dall'Amministrazione;
- aveva convocato a propria firma conferenze di servizi anche dopo
il ritiro delle deleghe 'alla firma';
- aveva seguito procedure irregolari per l'acquisto di
attrezzature informatiche e non aveva fatto collaudare e prendere
in carico tali attrezzature all'Amministrazione;
- aveva omesso di applicare alle autorizzazioni alle emissioni in
atmosfera la tassa regionale di concessione governativa, nonostante
un diretto richiamo del Dipartimento finanze e credito;
- non aveva assegnato per il seguito di competenza circa 200
pratiche pervenute al Servizio nel periodo luglio-dicembre 2006;
a fine 2008 la C.G.I.L. presentava un esposto agli organi politici
della Regione ed alle Procure della Repubblica e della Corte dei
conti, in cui denunciava una serie di illegalità perpetrate dal
Dipartimento Territorio ed ambiente;
detto esposto, cui non seguiva alcuna azione repressiva della
magistratura penale e contabile, era verosimilmente redatto dal
dott. Genchi, peraltro presente alla conferenza stampa di
presentazione e recentemente transitato da altro sindacato alla
CGIL;
con detto esposto il dott. Genchi avrebbe continuato a
strumentalizzare forze politiche, sindacali ed ambientali (che
inizialmente vengono tratte in inganno da informazioni parziali,
faziose, ma 'ben confezionate') per gettare discredito sulla
Regione siciliana e per farsi accreditare presso l'opinione
pubblica, forze politiche ed uffici giudiziari come 'martire' e
difensore della legalità e dell'ambiente;
infatti il dott. Genchi avrebbe già coinvolto nelle sue trame':
- il sindacato RdB, di cui era rappresentante sindacale,
inducendolo a citare in giudizio l'amministrazione per
comportamento antisindacale, ma ottenendo solo il rigetto
dell'istanza per l'assoluta infondatezza delle accuse e, persino,
la condanna del sindacato a pagare tutte le spese di giudizio;
- l'associazione Legambiente di cui si è già detto, inducendola a
denunciare pubblicamente, con grande risonanza anche sui media
nazionali, che il piano regionale per tutela della qualità
dell'aria era interamente copiato da quello della Regione Veneto,
mentre si è poi appurato che detto piano presentava solo alcuni
refusi nella relazione generale introduttiva. Infatti la stessa
Legambiente ha poi nominato un proprio rappresentante nel tavolo
tecnico per l'attuazione del suddetto piano. Tuttavia, data la
risonanza avuta dalla vicenda sui media, l'Amministrazione era
costretta a citare per danni i responsabili di Legambiente;
- vari deputati regionali e nazionali, indotti a presentare atti
ispettivi ispirati e redatti dal dott. Genchi, contenenti accuse
false ed ipotesi dimostratesi del tutto infondate;
finalmente nel 2009, l'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, su proposta del Dipartimento, ha finalmente chiesto
l'apertura di un procedimento in Giunta nei confronti del dott.
Genchi e del dott. Pellerito, rilevando che:
'- la maggior parte delle contestazioni formulate dal Dirigente
generale nei confronti dei dirigenti in oggetto appaiono supportate
da atti documentali dell'Amministrazione (...);
- la contestazione relativa alla reiterata disapplicazione della
direttiva generale assessoriale in ordine alla delega alle Province
regionali di autorizzazioni alle emissioni in atmosfera è stata
riscontrata anche nel corso del procedimento di valutazione dei
suddetti dirigenti per l'attività svolta nel corso del 2006;
- la contestazione formulata nei confronti del solo dott. Genchi e
relativa all'aver emanato a propria firma direttive di competenza
dell'Assessore e, peraltro non condivise dall'Amministrazione, è
stata riscontrata anche nel corso del procedimento di valutazione
dei suddetti dirigenti per l'attività svolta nel corso del 2006;
- anche le contestazioni formulate nei confronti del solo dott.
Genchi e relative all'aver continuato a convocare conferenze di
servizio anche dopo il ritiro delle deleghe alla firma, l'aver
seguito procedure irregolari per l'acquisto di attrezzature e non
avere applicato la tassa di concessione governativa regionale per
le autorizzazioni di sua competenza è stata riscontrata anche nel
corso del procedimento di valutazione dei suddetti dirigenti per
l'attività svolta nel corso del 2006;
- la mancata applicazione della tassa di cui sopra è stata anche
avvalorata dal Dipartimento Bilancio e Finanze ed oggetto di
richiesta di messa in mora da parte della Procura della Corte dei
conti per danno erariale;
- anche la mancata predisposizione di un piano regionale per la
qualità dell'aria e degli adempimenti ad esso connessi, risulta
documentata ed ha causato l'apertura di una procedura di infrazione
comunitaria;
- dalle controdeduzioni presentate dai dirigenti in oggetto non
risulta alcun elemento atto a confutare le contestazioni supportate
da atti documentali;
- le motivazioni per le quali il Dirigente generale ha provveduto
a revocare unilateralmente l'incarico dei dirigenti in questione,
sono ricomprese nella richiesta di cui in oggetto;
- anche nel ricorso straordinario al Presidente della Regione i
suddetti dirigenti non hanno contestato le motivazioni alla base
della revoca anticipata dell'incarico da parte del Dirigente
generale, ma solo la sua incompetenza ad adottare l'atto.
Per quanto sopra espresso lo scrivente ritiene che, anche a
prescindere dagli aspetti di responsabilità contabile e
disciplinare rilevabili dalla richiesta del Dirigente generale,
sussistano a carico dei due dirigenti specifiche responsabilità per
i risultati negativi dell'attività amministrativa e della
gestione, il mancato raggiungimento di obiettivi e l'inosservanza
delle direttive generali, tali da dover sottoporre la questione
alla Giunta regionale di Governo.
Inoltre, stante la stretta correlazione tra le responsabilità
addebitate ai due dirigenti e le motivazioni della revoca
unilaterale dell'incarico da parte del Dirigente generale, lo
scrivente chiede all'On. Presidente della Regione di promuovere una
delibera della Giunta regionale necessaria per ratificare, ora per
allora, i provvedimenti di revoca del Dirigente generale di cui ai
D.D.G. n. 510 e n. 511 del 08.06.2007 e per decidere quali misure
adottare nei confronti dei due dirigenti ai sensi dell'alt 10,
comma 4, della L.R. 10/2000';
con deliberazioni n. 116 e n. 117 del 3 aprile 2009, la Giunta
regionale deliberava di:
- convalidare i decreti del dirigente generale n. 510 e n. 511
dell'8.06.2007, con i quali erano state disposte le revoche dagli
incarichi dirigenziali ai dirigenti Gioacchino Genchi ed Alessandro
Pellerito;
- escludere i suddetti dirigenti dal conferimento di incarichi di
livello dirigenziale corrispondente a quello revocato dal dirigente
generale per un periodo di 4 anni per il dott. Genchi e di 2 anni
per il dott. Pellerito, decorrenti dalla data di revoca
contrattuale (8 giugno 2007);
nel 2009 il dott. Genchi ha citato per danni l'Amministrazione
che, nel difendersi, sulla base del gravissimo danno all'immagine
della Regione causato dalle accuse del dott. Genchi pubblicizzate
su vari media e sopra riportate, ha chiesto all'Avvocatura dello
Stato di citare lo stesso dott. Genchi per danni;
l'Avvocatura dello Stato, ritenendo valide e fondate le
circostanze evidenziate, lo ha citato a sua volta per danni;
considerato che:
l'art. 9, comma 2, del D.P.R. 641/1972, dispone che: 'Il pubblico
ufficiale che emette atti soggetti a tasse sulle concessioni
governative senza che sia stato effettuato pagamento del tributo è
punito con la sanzione amministrativa da euro 103 a 516 euro e ed è
tenuto al pagamento del tributo medesimo, salvo regresso';
l'art. 56 del vigente contratto collettivo di lavoro dell'area
della dirigenza prevede che: '1. Ferme restando le responsabilità
dirigenziali di cui all'art. 10 della legge regionale n. 10/00,
nonché le responsabilità vigenti in materia civile, amministrativa,
penale e contabile previste per i dipendenti delle Pubbliche
Amministrazioni, il dirigente conforma la sua condotta al dovere
statutario di servire l'Amministrazione con impegno e
responsabilità ed ai principi di buon andamento e imparzialità
dell'attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e
l'interesse pubblico agli interessi privati propri ed altrui. 2. Il
dirigente si comporta in modo tale da favorire l'instaurazione di
rapporti di fiducia e collaborazione tra l'amministrazione ed i
cittadini. 3. Il dirigente adegua altresì il proprio comportamento
alle disposizioni contenute nel codice di comportamento allegato
(allegato A). Le violazioni accertate dalle Amministrazioni in
relazione alla gravità possono dar luogo all'applicazione della
disciplina di cui agli artt. 2118 e 2119 codice civile';
l'art. 2 del codice di comportamento dei dirigenti della Regione
siciliana, allegato al contratto collettivo di lavoro, prescrive
che il dirigente '(...) si impegna ad evitare situazioni e
comportamenti che possano nuocere agli interessi o all'immagine
della Pubblica Amministrazione' e l'art. 11 del suddetto codice che
prevede che '(...) il dirigente si astiene da dichiarazioni
pubbliche che vadano a detrimento dell'immagine
dell'Amministrazione. Il dirigente tiene informato il dirigente
dell'Ufficio dei propri rapporti con gli organi di stampa';
anche a voler prescindere dagli aspetti amministrativi, contabili,
civili e penali, per anni il dott. Genchi con le sue dichiarazioni
in sede di conferenze, su siti internet e su quotidiani o
fomentando interventi di politici, sindacati ed associazioni
ambientalistiche e persino scrivendo all'esterno su carta intestata
della Regione, avrebbe ripetutamente violato l'art. 56 del
contratto collettivo di lavoro e gli articoli 2 ed 11 del codice di
comportamento allegato al predetto contratto;
l'art. 52 del vigente contratto collettivo di lavoro dell'area
della dirigenza prevede che: 'L'Amministrazione può recedere dal
rapporto di lavoro per giusta causa ai sensi e per gli effetti di
cui all'art. 2119 del codice civile qualora si verifichi una causa
che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto
di lavoro';
per sapere:
se, relativamente al mancato pagamento della tassa di concessione
governativa ed alla luce della condanna inflitta dalla Corte dei
conti, oltre al danno erariale si sia provveduto ad applicare la
sanzione amministrativa prevista dalla legge;
quali iniziative si ritenga che debbano porsi nei confronti del
dott. Genchi in applicazione del contratto collettivo di lavoro;
quali altri atti e comportamenti debbano essere tollerati
dall'amministrazione prima di procedere al licenziamento del dott.
Genchi». (1469)
Risposta. - «In riferimento all'atto ispettivo in oggetto indicato
si comunica quanto segue.
Preliminarmente deve riferirsi che la problematica relativa al
regime delle sanzioni disciplinari applicabile al personale con
qualifica dirigenziale è da tempo oggetto di studio da parte
dall'ex Dipartimento Regionale del Personale (oggi Dipartimento
Regionale della Funzione Pubblica) e tutte le sue sfaccettature
possono riassumersi in quanto prospettato dall'Ufficio Legislativo
e Legale con parere n.162 del 2006, emesso proprio su richiesta del
Dipartimento del Personale nel corso del procedimento avente per
oggetto i dirigenti di cui tratta l'interrogazione parlamentare.
Il predetto parere ricostruisce il contesto normativo partendo
dalla Legge Regionale 15 maggio 2000, n.10 che ha riformato
l'impiego alle dipendenze della Amministrazione della Regione dei
dirigenti, orientando il potere gestionale del datore di lavoro da
quello pubblicistico a quello privatistico.
Orbene all'art. 10 della L.R. 10/2000 (modificato dall'art. 4,
comma 4, della L.R. 20/2001) può leggersi che:
1. Ferma restando la responsabilità penale, civile,
amministrativa, contabile e disciplinare i dirigenti sono
responsabili:
a) dei risultati dell'attività svolta dalle strutture alle quali
sono preposti;
b) della realizzazione dei programmi e dei progetti loro affidati
in relazione agli obiettivi stabiliti dall'organo politico e
relativi al rendimento ed ai risultati della gestione finanziaria,
tecnica ed amministrativa;
c) delle decisioni organizzative e della gestione del personale
loro assegnato;
d) dell'osservanza dei termini e delle norme sui procedimenti
amministrativi.
2. All'inizio di ogni anno i dirigenti presentano ai dirigenti
delle strutture di massima dimensione una relazione sull'attività
svolta nell'anno precedente.
3. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente,
allorché accerti i risultati negativi dell'attività amministrativa
e della gestione od il mancato raggiungimento degli obiettivi,
valutati con i sistemi e le garanzie che sono determinati dal
sistema complessivo dei controlli interni, in coerenza a quanto
disposto dall'articolo 17 della legge 15 marzo 1997, n. 59, dispone
la revoca dell'incarico, con conseguente perdita del trattamento
economico accessorio connesso alle funzioni ed ai risultati e la
destinazione nei successivi sessanta giorni a diverso incarico.
4. Nell'ipotesi di grave e/o reiterata inosservanza delle
direttive generali ovvero in caso di specifica responsabilità per i
risultati negativi dell'attività amministrativa e della gestione,
previa contestazione e contraddittorio con il responsabile di
livello dirigenziale interessato, la Giunta regionale può disporre:
a) l'esclusione dal conferimento di ulteriori incarichi di livello
dirigenziale corrispondente a quello revocato per un periodo non
inferiore a due anni;
b) il recesso secondo le disposizioni del codice civile e dei
contratti collettivi.
Dalla lettura della norma di cui sopra, e specialmente del I
comma, risulta evidente che i dirigenti sono comunque soggetti ad
un regime di responsabilità penale, civile, amministrativa,
contabile e disciplinare.
Relativamente a quest'ultima l'art. 20, comma 2, della Legge sopra
citata stabilisce che:
A far data dalla stipulazione del primo contratto collettivo ai
dipendenti regionali e degli enti regionali non si applicano gli
articoli da 100 a 123 del decreto del Presidente della Repubblica
10 gennaio 1957, n. 3 e le disposizioni collegate; l'articolo 22
della legge 29 marzo 1993, n. 83 e l'articolo 51, commi 9 e 10,
della legge 8 giugno 1990, n. 142 . Questo significa che dalla data
di stipula del primo contratto collettivo della Dirigenza (recepito
con il Decreto del Presidente della Regione n.10 del 2001) non si
applicano più le norme dello Stato che regolamentavano il
procedimento disciplinare (ed il relativo regime sanzionatorio già
previsto in generale per i pubblici dipendenti), ma esclusivamente
le norme contenute nel Contratto Collettivo Regionale di Lavoro
dell'Area della dirigenza.
Quest'ultimo come si diceva, recepito con il Decreto del
Presidente della Regione n.10 del 2001 (allineandosi al contratto
collettivo dei comparto Ministeri), non prevede per i dirigenti
nessun altra sanzione disciplinare ad eccezione del recesso dal
contratto di lavoro stipulato con l'Amministrazione, come già
previsto dalla citata Legge Regionale n.10/2000.
Infatti l'art. 57, ultimo comma, del CCRL fa espresso richiamo
all'art. 5, comma 2, delle Legge n.97/01 che disciplina
espressamente i casi nei quali alla irrevocabilità della condanna
penale (alla reclusione per un tempo superiore ai tre anni) per i
reati di peculato, concussione, corruzione per un atto d'ufficio,
corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione in
atti giudiziari e corruzione di persona incaricata di pubblico
servizio, consegue l'estinzione del rapporto di lavoro. Si
aggiungano a ciò anche i casi di condanna alla pena accessoria
dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Quanto sopra rappresentato porta ad un'unica interpretazione: ai
dirigenti regionali, in mancanza di una apposita previsione
contrattuale, l'unica sanzione disciplinare applicabile è quella
espulsiva e la stessa risulta applicabile solo nei casi previsti
dall'art. 5, comma 2. della L.R. 97/01.
Questo orientamento è confermato anche dalla Giurisprudenza della
Cassazione che ha sentenziato come il rapporto dirigenziale,
essendo un rapporto fiduciario, è per sua natura privo di rapporto
disciplinare, poiché al venire meno della fiducia può conseguire
soltanto il recesso del datore di lavoro, con esclusione delle
sanzioni conservative' (Sez. Unite 29 maggio 1995, n. 6041).
Relativamente al caso concreto e fino a quando non sarà previsto
un regime disciplinare dal nuovo CCRL del comparto della dirigenza,
l'unico strumento' nella mani del datore di lavoro è ad oggi la
procedura prevista dall'art. 10 della L.R. n.10/2000 che come
ultima ratio' del regime sanzionatorio della responsabilità
dirigenziale (e non disciplinare quindi) prevede il recesso
secondo le norme del codice civile e dei contratti collettivi'.
Tale procedura che è già stata utilizzata nei confronti dei
dirigenti oggetto dell'interrogazione ha effettivamente portato la
Giunta Regionale ad irrogare una sanzione consistente nella revoca
dell'incarico dirigenziale all'epoca attribuito e nella esclusione
per anni 4 dal conferimento di incarichi dirigenziali
corrispondenti a quello revocato. (Delibere di Giunta nn.116 e 117
del 3 aprile 2009 confermate il 24/9/2010).
E' evidente che nel caso di reitera di comportamenti contrari ai
doveri d'ufficio o tali da compromettere il rapporto fiduciario e
che comunque si configurino quali violazioni del codice di
comportamento dei dirigenti della Regione tali sanzioni possono
costituire un importante precedente in un nuovo procedimento per
responsabilità dirigenziale che, obbligatoriamente attivato a cura
dal competente ramo di Amministrazione, potrebbe portare al recesso
per giusta causa dal contratto di lavoro, considerando e valutando
i fatti attribuiti ai dirigenti, come una causa che non consente la
prosecuzione anche provvisoria del rapporto di lavoro alla luce di
quanto stabilito dall'art. 2119 del Codice Civile espressamente
richiamato dal Contratto Collettivo (risoluzione per giusta causa).
Solo dopo l'attivazione di un nuovo procedimento per
responsabilità dirigenziale potrà quindi essere valutata dalla
Giunta di Governo l'irrogazione di nuove, e più dure, sanzioni ai
dirigenti oggetto dell'interrogazione.
Con specifico riferimento alla sentenza della Corte dei Conti cui
l'On.le interrogante fa riferimento nell'atto di sindacato
ispettivo, risulta che il dott. Gioacchino Genchi sia stato
condannato al pagamento di euro 27.114,00 oltre rivalutazione
monetaria, interessi legali e spese di giudizio, ma che lo stesso
abbia impugnato la sentenza.
In questi casi - come è noto - la proposizione del giudizio di
appello sospende l'esecuzione della pronuncia di I grado e quindi
ogni iniziativa potrà essere posta in essere solo una volta
definito il procedimento.
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento».
L'Assessore
dott.ssa Caterina
Chinnici
Rubrica «Salute»
MATTARELLA. - «All'Assessore per la salute, per sapere:
se sia a conoscenza di quanto avvenuto presso il presidio
ospedaliero S. Cimino di Termini Imerese (PA), dove nelle scorse
settimane con provvedimento aziendale sono state soppresse tutte le
UOS con le relative attività ambulatoriali, nonché altre attività
ambulatoriali presenti nell'ambito della UOC di medicina
(diabetologia, gastroenterologia, endocrinologia, epatologia,
pneumologia), che assistevano, con attività specialistica
specifica, migliaia e migliaia di pazienti;
come valuti tale soppressione, che è stata attuata all'improvviso,
senza avvertire i pazienti e senza che fossero messe in atto
attività compensative presso il distretto territoriale, che non può
essere motivata neanche nell'ottica del 'risparmio', visto che
dette attività venivano svolte da medici in servizio presso l'UOC
di medicina, senza alcun aggravio di costi per l'ASP;
se non ritenga che in questo modo, come viene segnalato da
numerosi pazienti, da amministrazioni locali, da organizzazioni
sindacali, si arrechino seri problemi ai pazienti e si depotenzi
l'offerta di servizi qualificati sul territorio, visto anche che
alcuni pazienti prenotati per una branca specialistica sono stati
spostati su altre branche equipollenti al solo scopo di alleggerire
le liste di attesa, mentre a tutti i pazienti viene detto di
rivolgersi al 'superstite' servizio di medicina interna che,
secondo quanto sostenuto dall'azienda, 'deve' essere in grado di
soddisfare comunque tutte le richieste specialistiche;
se sia a conoscenza di altri seri problemi presenti nel presidio
ospedaliero, tra i quali viene segnalata la rottura, avvenuta ormai
da alcune settimane, del supporto da trazione per letto ortopedico
che costringe a spostare in altri presìdi ospedalieri pazienti
traumatizzati che necessitano di interventi chirurgici, mentre
analogo indispensabile supporto presente nel presidio ospedaliero
di Petralia Sottana (stesso distretto ospedaliero) resta del tutto
inutilizzato perché in quell'ospedale non si eseguono interventi
chirurgici che necessitano di trazione;
se sia a conoscenza delle gravi disfunzioni in materia di raccolta
dei rifiuti prodotti nel presidio che, anche se raccolti con
adeguate modalità differenziate dal personale ospedaliero, vengono
avviati a smaltimento in modo del tutto indifferenziato, al punto
che la stessa società Ecologia ed Ambiente, gestore dell'ATO PA 5,
ha dovuto più volte intervenire denunciando il problema, aggravato
dal fatto che in numerose occasioni sono stati rinvenuti anche
rifiuti ospedalieri speciali e pericolosi, frammisti a rifiuti
assimilabili agli urbani, con gravi rischi per la salute di
operatori e cittadinanza;
quali urgenti interventi intenda adottare e quali provvedimenti
intenda assumere per eliminare i gravi disservizi sopra segnalati».
(1429)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Mattarella chiede misure per porre fine ai
disservizi delle strutture sanitarie nella provincia di Palermo, si
fornisce copia della relazione prot. n. 4560 del 26 luglio 2011
resa al Direttore generale dell'A.S.P. di Palermo in riscontro ad
analoga richiesta della Commissione parlamentare di inchiesta della
Camera presieduta dall'onorevole Orlando».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
«Si riscontra la nota di codesta Commissione del 6 luglio 2011,
relativa a n. 3 interrogazioni presentate all'Assemblea regionale
siciliana dall'on. Bernardo Mattarella.
1. Interrogazione n. 1429 dell'11 ottobre 2010, relativa alla
gestione dell'attività ambulatoriale e dei rifiuti ospedalieri del
P.O. di Termini Imerese.
Preliminarmente si precisa che nessun ambulatorio, regolarmente
istituito, è stato soppresso nel presidio, mentre è stata
riorganizzata l'attività degli ambulatori di medicina interna
riconducendoli alla medesima disciplina.
Tale riformulazione si è resa necessaria per evitare una
fuorviante informazione all'utenza in ordine alla fruibilità di
branche specialistiche non equipollenti a quelle formalmente
costituite con le connesse responsabilità in capo agli operatori a
ciò preposti.
Da quanto sopra, discende che le medesime prestazioni sono
garantite ad oggi, in compiuta continuità assistenziale, nel
corretto alveo disciplinare dell'U.O. erogante e senza alcun
decadimento del livello di qualità del servizio reso all'utenza:
Per quanto riguarda la richiesta relativa alle previsioni di
dotazione organica e l'effettiva copertura nelle UU.OO.CC. presenti
nel Presidio, si trasmette apposito stralcio evidenziando che sono
in via di definizione le procedure concorsuali (sia tramite
mobilità che per titoli ed esami) per la copertura delle vacanze di
organico.
In merito allo smaltimento dei rifiuti speciali ospedalieri l'ATO
rifiuti ha segnalato per le vie brevi solo un episodio di non
corretto conferimento.
A seguito di tale segnalazione la Direzione sanitaria del P.O. di
Termini Imerese ha convocato i Capi Sala ribadendo dettagliate
direttive sulla cernita e conferimento dei rifiuti e sulla relativa
attività di vigilanza.
La direttiva è stata estesa a tutti gli operatori sanitari per il
tramite dei Direttori delle UU.OO.CC. che sono stati richiamati ai
loro doveri di vigilanza.
Parimenti precise direttive sono state date al titolare della
Ditta esterna che svolge l'attività di pulizia e sanificazione dei
Presìdi, invitandola a segnalare alla suddetta Direzione le
anomalie riscontrate dagli operatori, evitando in tali casi il
conferimento.
Inoltre, è stato iniziato un rapporto di collaborazione con l'ATO
rifiuti che prevede a breve una iniziale parziale differenziazione
dei rifiuti con l'acquisizione dei contenitori per il vetro e per
il cartone, già richiesti.
Contemporaneamente, con il supporto dei tecnici dell'ATO, è stato
iniziato un percorso di informazione-formazione del personale che
ha come obiettivo la raccolta differenziata completa dei rifiuti.
2. Interrogazione n. 1442 del 14/10/2010, relativa alla dotazione
di personale dell'U.O. di Chirurgia dell'Ospedale Ingrassia.
L'U.O.C. di Chirurgia dell'Ospedale Ingrassia, a seguito della
rimodulazione della rete ospedaliera, ha 12 posti letto di degenza
ordinaria e 4 posti letto di DH.
La dotazione organica è di 6 dirigenti medici, oltre al Direttore
di Struttura Complessa, e non di 5 complessivamente, tuttavia in
atto nelle more della definizione delle procedure concorsuali
l'assistenza è assicurata anche con il supporto dei chirurghi del
P.O. di Termini Imerese.
Per quanto concerne il personale infermieristico sono previsti 9
infermieri per la degenza e non 8 e numero 3 infermieri per la sala
operatoria. Ne deriva che per le attività dell'U.O. in questione
sono disponibili 12 infermieri. La predetta consistenza organica
consente di assicurare nelle 24 ore la presenza infermieristica
nell'U.O. di Chirurgia. Inoltre, l'U.O. di Ortopedia e quella di
Chirurgia, appartenendo alla stessa area omogenea, sono collocate
nella medesima ala del III piano del P.O. in contiguità con il
Blocco operatorio per complessivi 16 posti letto chirurgici, ne
discende che in totale le due UU.OO. dispongono di ben 16
infermieri e 7 operatori socio sanitari.
Inoltre, occorre considerare che:
le prestazioni di endoscopia sono assicurate - anche durante la
notte e i festivi mediante pronta disponibilità - dalla specifica
UOS, prevista dalla dotazione organica, cui sono assegnati 5 medici
e 4 infermieri;
l'esame ecodoppler viene assicurato in regime ordinario e in
urgenza dall'U.O.C. di Medicina Interna.
3. Interrogazione n. 1484 del 9/11/2010, relativa all'U.O. di
Rianimazione del P.O. di Termini Imerese.
Si precisa che la dotazione organica prevista di 14 medici e 16
infermieri è interamente coperta. Si allega, come richiesto,
prospetto riepilogativo di tutto il P.O. di Termini Imerese, dal
quale si evince la dotazione organica e la copertura effettiva
delle UU.OO.
Infine, si fa presente che non sono stati attribuiti incarichi
dirigenziali in regime di collaborazione a soggetti che svolgono
funzioni presso altre strutture sanitarie».
Il Direttore Sanitario Il
Direttore Generale
dr.ssa Anna Rita Mattaliano dr. Salvatore
Cirignotta
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
nell'ambito della riorganizzazione aziendale dell'ASP di Palermo è
stata presentata una proposta di nuova pianta organica che riguarda
tutti gli ospedali dell'azienda provinciale che ha suscitato
notevoli perplessità e critiche, anche per alcune scelte non chiare
che appaiono destinate a provocare un depotenziamento dell'offerta
e della qualità dei servizi;
rientra tra queste la previsione di pianta organica della UOC di
chirurgia generale del presidio ospedaliero 'Ingrassia' di Palermo
per la quale, a fronte di 16 posti letto è stata prevista una
dotazione di personale di 5 medici e di 8 infermieri;
la chirurgia dell'Ingrassia esegue interventi programmati ed
interventi urgenti su pazienti che vengono inviati dal pronto
soccorso dello stesso nosocomio ma anche da altri pronto soccorso
degli ospedali della città di Palermo e della provincia, mentre in
termini di drg prodotti si colloca in posizione più avanzata di
altre UOC presenti nell'ospedale e che pure non hanno visto
intaccare la dotazione di personale;
con la dotazione assegnata sarebbe impossibile coprire tutte le
attività che una unità complessa di chirurgia generale deve
svolgere e le altre attività che la chirurgia dell'Ingrassia
attualmente (con 7 medici in servizio) svolge, quali: l'endoscopia
chirurgica, l'ecodoppler, la chirurgia in day hospital, nonché
assicurare l'ordinaria funzionalità del reparto, come dovrebbe
sapere chi si occupa di organizzazione sanitaria ospedaliera;
secondo l'Assessorato lo standard da rispettare nel rapporto posti
letto/personale sanitario medico oscilla tra 0,40 e 0,58, mentre il
rapporto posti letto/personale infermieristico è pari ad l; per la
chirurgia dell'Ingrassia questi rapporti non vengono rispettati
prevedendosi un rapporto di 0,31 per i medici e di 0,50 per gli
infermieri;
dall'analisi dell'intera pianta organica proposta si desume
facilmente che per nessuna UOC dell'azienda risulta un rapporto
così basso e sfavorevole; si possono citare, ad esempio, la
chirurgia generale di Termini Imerese, dove a fronte di 14 posti
letto sono previsti 7 medici e 12 infermieri, la chirurgia generale
di Partinico, dove a fronte di 16 posti letto sono previsti 7
medici e 12 infermieri, o, ancora, l'ostetricia e ginecologia
dell'Ingrassia dove a fronte di 20 posti letto sono previsti 13
medici e 16 infermieri;
per sapere:
se siano a conoscenza di quanto in premessa evidenziato e se
condividano la proposta dell'Asp;
se non ritengano che con la dotazione organica prevista si
determinerà una progressiva asfissia dell'UOC di chirurgia generale
dell'Ingrassia e come ciò possa corrispondere ad una strategia di
mantenimento ed anzi di rafforzamento dei livelli di assistenza
ospedaliera e sul territorio». (1442)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Mattarella chiede chiarimenti in merito alla
dotazione di personale dell'UOC di chirurgia generale dell'ospedale
Ingrassia di Palermo, si specifica che dall'esame della pianta
organica, trasmessa dall' A.S.P. di Palermo per le valutazioni di
rito di questo Assessorato, risultano le seguenti assegnazioni:
-n.7 dirigenti medici;
-n.9 paramedici;
-n.3 paramedici per il complesso operatorio;
-n.1 operatore socio-sanitario.
Pertanto tale dotazione organica specifica, che si ritiene
elaborata dall' A.S.P. sulla base degli indicatori di attività,
efficienza, fabbisogno, appropriatezza, ed economicità risulta
sufficiente all'attività ed alla funzionalità della U.O.
sopradescritta. E' appena il caso di ricordare infine che, già da
anni, è invalso nel sistema organizzativo sanitario, l'uso del
modello dipartimentale in funzione del quale le singole unità che
lo compongono divengono entità dinamiche che rispondono alla logica
gestionale della ottimizzazione delle risorse.
Grazie a questo ed all'equilibrio programmatico a cui tende ogni
pianificazione seria in materia di sanità non sono plausibili
timori di deficit assistenziali.
In ultimo si rappresenta che è nelle facoltà del Direttore
generale richiedere la modifica della dotazione organica nel caso
in cui dovessero scaturire nel corso del tempo eventuali carenze o
macroscopici problemi che possano pregiudicare gli standard di
qualità di servizio ai quali lo stesso si richiama.
A maggiore chiarezza di quanto sopra precisato, si fornisce copia
della relazione prot. n. 4560 del 26 luglio 2011 resa dal Direttore
generale dell'A.S.P. di Palermo in riscontro ad analoga richiesta
della Commissione parlamentare di inchiesta della Camera presieduta
dall'onorevole Orlando».
L'Assessore
dott.
Massimo Russo
MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
presso il presidio ospedaliero 'Salvatore Cimino' di Termini
Imerese (PA) è attiva ormai dal 2005 l'UOC di anestesia e
rianimazione - reparto di alta specializzazione, che costituisce un
elemento di qualificazione per tutto l'ospedale - che serve un
vasto bacino di utenza ricevendo pazienti non soltanto dalla
provincia di Palermo ma, quando si rende necessario, anche da altre
province siciliane;
l'UOC ha raggiunto buoni livelli nelle prestazioni rese, come
viene segnalato dall'indice di mortalità dei pazienti ricoverati,
che si fissa ad una percentuale compresa tra il 20 ed il 25 per
cento, in linea con i migliori reparti similari d'Italia e ben
inferiore all'indice medio del Mezzogiorno, che si situa intorno al
35 per cento;
l'UOC dispone, al momento, di quattro posti letto di rianimazione
e terapia intensiva con una pianta organica di 16 tra anestesisti e
rianimatori (di cui 15 effettivamente in servizio), 16 infermieri e
6 o.s. Con detto personale riesce, tra non poche difficoltà e con
dedizione degli operatori, a fare fronte alle necessità, tra le
quali il servizio di anestesia presso le quattro sale operatorie
dell'ospedale che, secondo gli standard in vigore, dovrebbero
richiedere la presenza di quattro anestesisti in più;
considerato che:
con semplice lettera del direttore generale pro tempore, è stata
affidata ad un medico in servizio nella UOC una UOS di 'terapia del
dolore' che, peraltro, svolge attività quasi esclusivamente di tipo
ambulatoriale rivolta ad utenti esterni all'ospedale;
dalla proposta di nuova pianta organica del presidio predisposta
dall'ASP di Palermo si evince che l'UOC di anestesia e rianimazione
disporrà di ben sei posti letto, ma le unità di personale medico si
ridurranno a 14, di cui due, tuttavia, destinate alla UOS di
'terapia del dolore', che dovrebbe usufruire anche di due dei
sedici infermieri confermati, mentre è prevista la presenza di una
sola unità o.s. in tutto il reparto;
per sapere:
se siano a conoscenza delle scelte operate dall'ASP e se ritengano
congruo che, a fronte di un aumento del 50% dei posti letto di
terapia intensiva e rianimazione, non solo non è previsto alcun
incremento del personale addetto, ma addirittura che esso viene
ridotto per quanto riguarda i medici e gli infermieri e venga
praticamente azzerata la presenza di o.s., rendendo in questo modo
assai problematico il mantenimento di buoni livelli nelle
prestazioni e nei servizi;
se ritengano che, così operando, l'ASP rispetti gli standard che
lo stesso Assessorato ha individuato e se le scelte corrispondano
agli indirizzi che l'Assessorato ha dettato in materia di
potenziamento dei servizi di anestesia e rianimazione;
alla luce di quali criteri l'ASP abbia proceduto, alcune settimane
fa, all'azzeramento di tutti gli ambulatori specialistici di
medicina presenti nel presidio ospedaliero, mentre ha ritenuto di
non dover intervenire sull'ambulatorio di 'terapia del dolore' di
anestesia e rianimazione, peraltro affidato a medico non
specialista di anestesia». (1484)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Mattarella chiede chiarimenti in merito alla
dotazione di personale dell'UOC di anestesia e rianimazione
dell'ospedale "Cimino" di Termini Imerese (PA), si specifica che
dall'esame della pianta organica, trasmessa dall' A.S.P. di Palermo
per le valutazioni di rito di questo Assessorato, risultano le
seguenti assegnazioni:
-n.15 dirigenti medici;
-n.16 paramedici;
-n.1 operatore socio-sanitario.
Pertanto tale dotazione organica specifica, che si ritiene
elaborata dall' A.S.P. sulla base degli indicatori di attività,
efficienza, fabbisogno, appropriatezza, ed economicità risulta
sufficiente all'attività ed alla funzionalità della U.0.
sopradescritta.
E' appena il caso di ricordare infine che, già da anni, è invalso
nel sistema organizzativo sanitario l'uso del modello
dipartimentale in funzione del quale le singole unità che lo
compongono divengono entità dinamiche che rispondono alla logica
gestionale della ottimizzazione delle risorse.
Grazie a questo ed all'equilibrio programmatico a cui tende ogni
pianificazione seria in materia di sanità non sono plausibili
timori di deficit assistenziali.
In ultimo si rappresenta che è nelle facoltà del Direttore
generale richiedere la modifica della dotazione organica nel caso
in cui dovessero scaturire nel corso del tempo eventuali carenze o
macroscopici problemi che possano pregiudicare gli standard di
qualità di servizio ai quali lo stesso si richiama.
A maggiore chiarezza di quanto sopra precisato, si fornisce copia
della relazione prot. n.4560 del 26 luglio 2011 resa dal Direttore
generale dell'A.S.P. di Palermo in riscontro ad analoga richiesta
della Commissione parlamentare di inchiesta della Camera presieduta
dall'onorevole Orlando».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
N.B.:
Per gli allegati, vedi
www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
ttiallegati
INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
in data 30 dicembre 2010, la Giunta regionale presieduta dal
Presidente Lombardo ha approvato la dotazione organica dell'ASP di
Ragusa, ratificata con decreto assessoriale n. 0017/11 dell'11
gennaio 2011, notificato all'azienda sanitaria il 18 gennaio 2011,
che prevede 3.396 unità lavorative;
l'attuale pianta organica non ha previsto il rinnovo di circa 250
incarichi per medici, infermieri, ausiliari, e altre figure
professionali addetti all'assistenza agli utenti;
nei giorni scorsi, sulla stampa regionale e provinciale, le
organizzazioni sindacali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Fsi hanno
denunciato gravi carenze di organico che obbligano gli operatori
sanitari a coprire durante i turni di lavoro 3 o 4 unità operative
ed assistere anche 30 degenti singolarmente;
considerato che:
le attuali condizioni di lavoro degli operatori potrebbero non
riuscire a garantire i servizi di urgenza ed assistenza con un
grave pericolo per l'intera comunità;
le organizzazioni sindacali, qualora la direzione provinciale
dell'ASP non mettesse in campo tutte le attività possibili al fine
di assicurare servizi efficienti all'intera comunità iblea,
metteranno in campo una serie di attività di protesta che
potrebbero aumentare i disservizi sanitari;
visto che l'azienda sanitaria provinciale di Ragusa, nata dalla
fusione delle preesistenti azienda ospedaliera 'Civile-M.Paternò
Arezzo' e azienda unità sanitaria locale n. 7, ha da sempre
rappresentato un esempio di sanità d'eccellenza in ambito regionale
e nazionale, sia sotto l'aspetto dei servizi erogati, sia sotto
l'aspetto puramente economico-gestionale, risultando una delle
poche ASP c.d. 'virtuose';
per sapere:
se non si reputi indifferibile ed urgente rivedere e ridefinire la
dotazione organica dell'ASP 7 con la previsione dei rinnovi
contrattuali delle figure sanitarie escluse dall'attuale pianta
organica;
quali azioni siano state intraprese o saranno intraprese affinché
agli utenti della sanità iblea vengano forniti servizi sanitari
adeguati agli standard nazionali, in particolar modo garantendo i
servizi di urgenza ed assistenza;
quali azioni si intendano intraprendere per scongiurare le
proteste o eventuali scioperi delle organizzazioni sindacali di
categoria che aggraverebbero maggiormente la situazione dell'ASP 7
di Ragusa». (1661)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Incardona chiede notizie in merito alle
carenze di organico dell'azienda sanitaria provinciale di Ragusa,
si rappresenta quanto segue.
Si premette che a seguito della riforma del servizio sanitario
regionale di cui alla legge regionale n. 5/2009, è stato emanato il
decreto assessoriale n. 1868/2010 con il quale, previa analisi del
fabbisogno di personale delle nuove Aziende sanitarie, sono state
approvate le linee di indirizzo regionale per la determinazione
delle dotazioni organiche.
Nell'allegato 2 del citato decreto sono state individuate, per
ciascuna Azienda sanitaria regionale, il numero di unità di
personale ed i tetti di spesa per gli anni 2010 e 2011, da
considerarsi come limiti invalicabili ed inderogabili.
Ogni Azienda, pertanto, nel rispetto di quanto sopra, doveva
procedere alla rideterminazione della dotazione organica, tramite
una scelta flessibile del profili professionali e discipline,
tenendo conto dei nuovi profili professionali nonché della
normativa vigente in materia di organizzazione del lavoro (decreto
legislativo n. 66/2003) e di ogni ulteriore disposizione normativa
e contrattuale, nazionale e regionale, in materia di gestione delle
risorse umane, secondo gli standard minimi e massimi di personale
(rapporto dirigenza medica/posti letto e dirigenza
medica/popolazione assistita), previsti nelle stesse linee di
indirizzo.
I provvedimenti di rideterminazione delle dotazioni organiche
dovevano poi essere trasmessi a questo Assessorato per il controllo
di cui all'art. 16 della citata l.r. n. 5/2009, quindi sottoposti
al parere vincolante della Giunta regionale ed infine approvati con
decreto assessoriale.
Con riferimento all'Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, la
dotazione organica è stata approvata con decreto assessoriale n.
17/2011 dell'11 gennaio 2011, dopo la verifica della coerenza con
le linee di indirizzo di cui sopra, fermo restando il rispetto del
numero complessivo dei posti e dei tetti di spesa fissati
nell'allegato 2 del citato decreto n. 1868/2010 e con la previsione
del blocco parziale del turn over per il profilo della dirigenza
medica e veterinaria nella misura del 50% fino al raggiungimento
dello standard massimo.
Relativamente alla lamentata carenza di organico, si precisa che
con circolare assessoriale prot. n. 52109 del 3 dicembre 2010, le
Aziende sanitarie regionali sono state autorizzate a definire la
programmazione delle assunzioni per la copertura dei posti vacanti,
nel rispetto della percentuale da ricoprire mediante il ricorso
alla mobilità e della percentuale di posti da mettere a concorso,
dando inoltre la facoltà alle Aziende di utilizzare le graduatorie
di concorsi ancora validi, per la copertura dei posti per cui il
concorso è stato bandito, ma non per posti di nuova istituzione.
Infine, con la circolare prot. n. 41103 del 9 maggio 2011, per non
compromettere il mantenimento dell'offerta assistenziale e per
rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali, le Aziende
possono, nelle more della definizione delle procedure di
reclutamento del personale, ricorrere a forme contrattuali
flessibili di assunzioni e di impiego mediante utilizzazione di
rapporti di tipo subordinato ai sensi dell'art. 36 del D.Lgs.
n.165/2001, nel rispetto comunque dei posti vacanti nelle dotazioni
organiche approvate e dei tetti di spesa previsti dal suddetto D.A.
n. 1868/2010».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
GALVAGNO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
in data 25 giugno 2010 nella GURS n. 9 - Serie speciale concorsi -
è stato pubblicato il bando di concorso pubblico, per titoli ed
esami, da espletarsi con le modalità previste dal DPR 10 dicembre
1997 n. 483, per la copertura a tempo indeterminato di n. 4 posti
di dirigente amministrativo, indetto dall'azienda ospedaliera per
l'emergenza Cannizzaro di Catania;
considerato che:
la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma 4, concernente
l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che: 'Ai fini
dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure concorsuali'
(...) per il triennio successivo all'entrata in vigore della
medesima legge i posti messi a concorso siano coperti mediante
concorsi pubblici per 'soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure concorsuali della suddetta selezione,
atteso che la legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 9 - Serie
speciale concorsi - del 25 giugno 2010, onde garantire il rispetto
della normativa vigente e dei principi inderogabili della
trasparenza nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica
amministrazione e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della
medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1714)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Galvagno chiede modifiche del bando per la
copertura di n. 4 posti di dirigente amministrativo indetto
dall'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, si rappresenta che
con circolare assessoriale prot. n.3699 del 14 gennaio 2011 i
direttori generali delle Aziende del Servizio sanitario regionale
sono stati invitati all'osservanza del combinato disposto dell'art.
42 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, e dell'art. 19
della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, in base ai quali
fino al 31 dicembre 2013 i posti messi a concorso dovranno essere
coperti mediante concorsi pubblici per soli titoli e che dette
previsioni si dovranno applicare al personale delle Aziende
sanitarie con esclusione del solo personale dell'area medica.
A seguito di ciò i bandi di concorso per titoli ed esami già
emanati alla data della citata circolare dovevano essere ricondotti
a legittimità mediante le procedure per soli titoli».
L'Assessore
dott.
Massimo Russo
GALVAGNO - BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che in data 28 gennaio 2011
nella GURS n. 1 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato il
bando del concorso pubblico, per titoli e prova d'idoneità, per la
copertura a tempo indeterminato di n. 6 posti di operatore tecnico-
digitatore per terminale (categoria B), indetto dall'azienda
ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro di Catania;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici per 'soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura sono
state stabilite le procedure del suddetto concorso indetto
dall'azienda ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro di Catania,
atteso che la legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento del
concorso per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 1 - Serie
speciale concorsi - del 28 gennaio 2011, onde garantire il rispetto
della normativa vigente e dei principi inderogabili della
trasparenza nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica
amministrazione e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della
medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1739)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Galvagno chiede modifiche del bando per la
copertura a tempo indeterminato di n. 6 posti di operatore tecnico-
digitatore per terminale, indetto dall'azienda ospedaliera
Cannizzaro di Catania, si rappresenta che con circolare
assessoriale prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 i direttori generali
delle Aziende del Servizio sanitario regionale sono stati invitati
all'osservanza del combinato disposto dell'art. 42 della legge
regionale 12 maggio 2010, n. 11, e dell'art. 19 della legge
regionale 1 settembre 1993, n. 25, in base ai quali fino al 31
dicembre 2013 i posti messi a concorso dovranno essere coperti
mediante concorsi pubblici per soli titoli e che dette previsioni
si dovranno applicare al personale delle Aziende sanitarie con
esclusione del solo personale dell'area medica. A seguito di ciò i
bandi di concorso per titoli ed esami già emanati alla data della
citata circolare dovevano essere ricondotti a legittimità mediante
le procedure per soli titoli».
L'Assessore
dott. Massimo Russo
GALVAGNO - BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che in data 28 gennaio 2011
nella GURS n. 1 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicata la
selezione per titoli e colloquio per la formulazione di graduatorie
da utilizzare per l'assunzione a tempo determinato di personale con
profilo di dirigente amministrativo e dirigente analista, indetto
dall'azienda ospedaliero universitaria policlinico Vittorio
Emanuele di Catania;
considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma
4, concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone che:
'Ai fini dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure
concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
della medesima legge i posti messi a concorso siano coperti
mediante concorsi pubblici per 'soli titoli';
considerato, altresì, che:
con successiva disposizione legislativa il termine previsto dal
suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;
in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
in materia di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
dispone testualmente che: 'Per gli enti locali e per
l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della medesima amministrazione, il termine previsto dal
comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
25 è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
inequivocabile, che la norma si applica anche al personale delle
aziende sanitarie, con esclusione del solo personale dell'area
medica;
per sapere:
sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
state stabilite le procedure della suddetta selezione, atteso che
la legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento del concorso
per soli titoli;
quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per la
modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 1 - Serie
speciale concorsi - del 28 gennaio 2011, onde garantire il rispetto
della normativa vigente e dei principi inderogabili della
trasparenza nelle procedure concorsuali riguardanti la pubblica
amministrazione e gli enti sottoposti a tutela e vigilanza della
medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1742)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Galvagno chiede modifiche del bando per
l'assunzione di personale con profilo di dirigente amministrativo
ed analista indetto dall'azienda ospedaliero-universitaria
policlinico Vittorio Emanuele di Catania, si rappresenta che con
circolare assessoriale prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 i
direttori generali delle Aziende del Servizio sanitario regionale
sono stati invitati all'osservanza del combinato disposto dell'art.
42 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, e dell'art. 19
della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, in base ai quali
fino al 31 dicembre 2013 i posti messi a concorso dovranno essere
coperti mediante concorsi pubblici per soli titoli e che dette
previsioni si dovranno applicare al personale delle Aziende
sanitarie con esclusione del solo personale dell'area medica. A
seguito di ciò i bandi di concorso per titoli ed esami già emanati
alla data della citata circolare dovevano essere ricondotti a
legittimità mediante le procedure per soli titoli».
L'Assessore
dott.
Massimo Russo
FARAONE.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
è balzata agli onori della cronaca la vicenda di enti diversi che
rilasciano attestati di operatori socio-sanitari con qualifiche
prive di valore legale in quanto tali enti non sono stati
riconosciuti dalla Regione siciliana con l'emanazione di apposito
albo degli enti abilitati al rilascio di tale qualifica;
la questione assume enorme rilievo sia in ordine alla legittimità
delle procedure formative e autorizzative sia in ordine alla
specifica qualificazione professionale da impiegare nelle relative
mansioni;
l'utilizzo di soggetti con titoli professionali non riconosciuti
validi altera e condiziona negativamente l'oggettiva situazione dei
tanti soggetti che invece hanno acquisito il titolo professionale
secondo percorsi di legittimità e rispetto delle procedure previste
dalla normative, con comportamenti di sleale attività
nell'acquisizione della qualificazione professionale di operatore
sociosanitario;
considerato che, nonostante le diverse azioni intraprese
dall'amministrazione per fermare i corsi di formazione non
autorizzati, tuttavia continua la proliferazione dell'esibizione di
titoli acquisiti secondo procedure e canali non coerenti con la
normativa in atto vigente;
per sapere cosa abbiano o intendano fare per ripristinare
l'osservanza scrupolosa delle norme regionali preposte
all'istituzione dei corsi di formazione professionale attraverso
enti legalmente riconosciuti e, di conseguenza, quali iniziative
abbiano o intendano assumere in riferimento ai soggetti che hanno
conseguito tali attestati da enti non autorizzati». (1939)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Faraone chiede chiarimenti sul rilascio di
attestazioni per lo svolgimento della professione di operatore
socio-sanitario attraverso enti formativi non autorizzati, si
rappresenta quanto segue.
La Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 22 febbraio 2001 ha
definito la figura professionale di Operatore Socio Sanitario quale
sintesi dei distinti profili professionali degli operatori
dell'area sociale (Assistente socio assistenziale - ASA, Operatore
socio sanitario - OSA, Assistente domiciliare e dei servizi
tutelari - ADEST, ecc.) e di quella sanitaria (OTA), per rispondere
in modo più adeguato all'evoluzione dei servizi alla persona,
intesa nella globalità dei suoi bisogni.
In attuazione a tale Accordo questa Amministrazione con il decreto
assessoriale n.1543 del 7 agosto 2002 ha autorizzato le Aziende
UU.SS.LL. ed Ospedaliere ad effettuare corsi di formazione per
Operatori Socio Sanitari riservati al personale di categoria A con
cinque anni di servizio in possesso della qualifica di O.T.A..
Con decreto assessoriale n.1328 del 24 maggio 2010 questa
Amministrazione ha individuato i requisiti che devono possedere gli
enti di formazione per realizzare corsi della durata di 1000 ore
finalizzati al conseguimento della qualifica di Operatore Socio
Sanitario (di seguito OSS), stabilendo, altresì, all'art. 6 che "
detta formazione potrà essere organizzata ed attivata sul
territorio regionale esclusivamente dagli Enti accreditati.".
Con successivo decreto del Dirigente generale n. 75 del 25 gennaio
2011 e ss.mm.ii. è stato approvato l'albo degli Enti accreditati a
svolgere l'attività di formazione di cui sopra.
Nelle more della definizione del suddetto albo questa
Amministrazione non ha rilasciato alcuna autorizzazione per
l'organizzazione e lo svolgimento di corsi in parola. Gli attestati
di formazione rilasciati, ai sensi dell'Accordo Stato Regioni del
2001, da altre Regioni sono da ritenersi validi su tutto il
territorio nazionale, in virtù del comma 4 dell'art. 12
dell'Accordo stesso.
In tal senso l'Assessorato si è già espresso sia con nota del
Dipartimento osservatorio epidemiologico prot. n. 2667 del 23
novembre 2006 inviata ai Direttori generali delle Aziende del
S.S.R. ed all'Agenzia regionale per l'impiego della Regione
siciliana che con nota del Dipartimento per le attività sanitarie e
osservatorio epidemiologico prot. n. 3432 del 14 gennaio 2011
inviata al Coordinatore Dipartimento affari generali e del
personale ISMETT, alla Regione Toscana e al Direttore dell'Agenzia
per la formazione Azienda USL 11 di Empoli.
Si fa inoltre presente che questa Amministrazione con nota prot.
n. 28659 del 25 marzo 2011 ha notiziato il Ministero della Salute
sull'attività fin qui svolta ai fini di regolamentare e
disciplinare la formazione della figura di Operatore Socio
Sanitario.
Infine con nota prot. n. 32098 del 6 aprile 2011 - inviata ai
Direttori generali di tutte le Aziende sanitarie nonché all'IRCCS
Fondazione S. Raffaele Giglio, all'ISMETT e al Buccheri la Ferla -
è stato fatto espresso invito a non stipulare convenzioni con enti
di formazione non autorizzati da questo Assessorato a svolgere
corsi di formazione per le figure di Operatori Socio Sanitari».
L'Assessore
dott. Massimo Russo