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Resoconto d'Aula della Seduta n. 281 di martedì 20 settembre 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


                   La seduta è aperta alle ore 16.26

   SCILLA,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arena è in congedo  per  oggi
  per motivi di salute.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Falcone sarà in missione, per
  ragioni del suo ufficio, dal 24 al 26 settembre 2011.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per le Autonomie Locali e la  Funzione
  Pubblica:

   N. 1469 - Verifica della responsabilità amministrativa,contabile e
  disciplinare  a carico di dirigenti del Dipartimento regionale  del
  territorio e dell'ambiente (oggi Dipartimento ambiente).
   Firmatario: Marinese Ignazio

   - da parte dell'Assessore per la Salute:

   N.  1429  -  Misure per porre fine ai disservizi  delle  strutture
  sanitarie nella provincia di Palermo.
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  1442  -  Chiarimenti  in merito alla  dotazione  di  personale
  dell'UOC di chirurgia generale dell'ospedale Ingrassia di Palermo.
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  1484  -  Chiarimenti  in merito alla  dotazione  di  personale
  dell'UOC  di  anestesia  e rianimazione dell'ospedale  'Cimino'  di
  Termini Imerese (PA).
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  1661 - Notizie in merito alle carenze di organico dell'azienda
  sanitaria provinciale di Ragusa.
   Firmatario: Incardona Carmelo
   N.  1714  - Modifica del bando per la copertura di n. 4  posti  di
  dirigente    amministrativo   indetto   dall'azienda    ospedaliera
  Cannizzaro di Catania.
   Firmatario: Galvagno Michele

   N.   1739   -  Modifica  del  bando  per  la  copertura  a   tempo
  indeterminato  di  n.  6 posti di operatore tecnico-digitatore  per
  terminale, indetto dall'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania.
   Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni

   N.  1742  -  Modifica del bando per l'assunzione di personale  con
  profilo   di   dirigente   amministrativo   ed   analista   indetto
  dall'azienda    ospedaliero-universitaria   policlinico    Vittorio
  Emanuele di Catania.
   Firmatari: Galvagno Michele; Barbagallo Giovanni

   N.  1939  -  Chiarimenti  sul  rilascio  di  attestazioni  per  lo
  svolgimento   della   professione  di   operatore   socio-sanitario
  attraverso enti formativi non autorizzati.
   Firmatario: Faraone Davide.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Possibilità di stabile occupazione dei lavoratori ex  PUMEX  di
  Lipari. (n. 782)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ardizzone,
  Beninati, Rinaldi, Panarello, Picciolo, Currenti, Buzzanca, Corona,
  Laccoto, Formica e Catalano in data 15 settembre 2011.

   - Istituzione del Consiglio delle autonomie locali. (n. 783)
   di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Gucciardi in
  data 15 settembre 2011.

   -  Schema  di  progetto  di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello  Statuto  recante   Modifiche  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana'. (n. 784)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
  Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone in data 15 settembre 2011.

   -  Equiparazione delle norme regionali alla legislazione nazionale
  in  tema di incompatibilità all'Ufficio di deputato regionale.  (n.
  785)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
  Pogliese, Caputo e Falcone in data 15 settembre 2011.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                               di legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  presentato ed inviato alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Misure  urgenti  e  straordinarie per  il  rilancio  e  per  il
  superamento  della crisi dell'area industriale di Termini  Imerese.
  (n. 781)
   di iniziativa parlamentare, presentato in data 15 settembre 2011 e
  inviato in data 16 settembre 2011, parere UE.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   Comunico  che i seguenti disegni di legge sono stati inviati  alle
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica   ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto   recante
   Modifica alle norme sulla registrazione delle nascite'. (n. 771)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.

   -  Istituzione  dei  liberi consorzi di comuni. Abrogazione  della
  legge regionale 6 marzo 1986, n. 9. (n. 772)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.

   - Norme in materia di rappresentanza di genere. (n. 776)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.

   -  Trattamento pensionistico dipendenti Ente acquedotti siciliani.
  (n. 777)
   di iniziativa governativa, inviato in data 16 settembre 2011.

   -  Schema  di  progetto  di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello  Statuto  recante   Modifiche  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana'. (n. 778)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.

   -  Schema  di  progetto  di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello  Statuto  recante   Modifiche  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana'.  (n. 779)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE  (III)

   - Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli
  a chilometri zero. (n. 773)
   - di iniziativa parlamentare, inviato in data 16 settembre 2011.

   - Interventi a sostegno della filiera dei prodotti agro-zootenici.
  (n. 774)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.

   - Interventi a favore delle piccole e medie imprese. (n. 775)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 14 settembre 2011.

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI  (VI)

   -  Disposizioni per assicurare un'adeguata assistenza sanitaria ai
  malati   con   patologie  osteoarticolari   croniche   e   malattie
  autoimmuni. (n. 780)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 16 settembre 2011.

        Comunicazione di decadenza del disegno di legge n. 770

   PRESIDENTE.  Comunico che il disegno di legge n. 770  Disposizioni
  per    favorire   ed   incentivare   le   professioni    attraverso
  l'assegnazione   degli  immobili  confiscati  alle   organizzazioni
  criminali , presentato in data 3 agosto 2011 dall'onorevole Pantuso
  quale  unico  firmatario, è da intendersi decaduto a seguito  della
  cessazione dalla carica del predetto onorevole Pantuso.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alle Commissioni:

                     BILANCIO E PROGRAMMAZIONE(II)

   -   Schema  di  decreto  inerente  la  costituzione  del  Comitato
  regionale per il microcredito. (n. 176/II).
   pervenuto  in data 6 settembre 2011 e inviato in data 13 settembre
  2011.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  PSR  2007-2013 Misura 321/B. Banda larga nelle  aree  rurali  -
  Schemi  di  Accordo  di  programma  e  convenzione  operativa.  (n.
  175/III).
   pervenuto  in data 6 settembre 2011 e inviato in data 13 settembre
  2011.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -   E.R.S.U.  di  Palermo.  Designazione  componente  in  seno  al
  Consiglio di amministrazione. (n. 177/V).
   pervenuto  in data 5 settembre 2011 e inviato in data 13 settembre
  2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   SCILLA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la  l.r.  6  maggio  1981, n. 98, disciplina  l'istituzione  nella
  Regione siciliana di parchi e riserve naturali;

   il  decreto 21 febbraio 2005 dell'Assessorato Territorio individua
  un  elenco  dei  siti di importanza comunitaria  e  delle  zone  di
  protezione   speciale  ricadenti  nel  territorio  della   Regione,
  individuati ai sensi delle direttive n. 79/409/CEE e n. 92/43/CEE;

   il  citato  decreto  individua  specificatamente  le  isole  dello
  Stagnone  di  Marsala  come zone SIC come  le  saline  di  Marsala,
  successivamente individuate come 'zona ZPS', ovvero  di  protezione
  speciale;

   considerato che:

   in  data 3 marzo 2006, il commissario straordinario subentrato  al
  consiglio  comunale, con propria delibera n. 32,  ha  approvato  il
  progetto   di   'Rifunzionalizzazione,   arredamento   viario    ed
  ammodernamento  della Strada provinciale n. 21 e della  ZPS  ITA  -
  10021 - saline di Marsala';

   i lavori ricadrebbero in parte entro i 150 metri dalla battigia ed
  in   parte  nella  zona  B  (pre-riserva)  della  riserva  naturale
  orientata  dello  Stagnone  di Marsala ed  in  zona  di  protezione
  speciale  (ZPS), per cui soggetta al parere ex art. 10  del  D.P.R.
  12/04/1996;

   tenuto conto che:

   la  strada provinciale in questione, denominata 'Via del Sale',  è
  assimilata  dalla  provincia regionale  di  Trapani  al  patrimonio
  storico - naturale;

   in   seguito  alla  presa  visione  del  progetto  è  emerso   che
  l'autorizzazione  è  stata  concessa  senza  il  preventivo  parere
  vincolante del consiglio regionale per la protezione del patrimonio
  naturale, così come previsto dall'art. 2 della l.r. 14/88;

   a  norma  dello  stesso  regolamento, nelle strade  della  riserva
  comprese in zona B, sono consentiti solo interventi di manutenzione
  ordinaria e straordinaria;

   il  progetto  è  contrario al 'Piano di Gestione del  Sito  Natura
  2000', ente beneficiario la provincia di Trapani, POR 2000/2006;

   il  consiglio  comunale di Marsala, in data  19  maggio  2011,  ha
  votato una mozione nella quale è stata evidenziata come già  il  28
  settembre   del   2005   era   stata  bocciata   la   proposta   di
  riqualificazione;

   visto che:

   il  Ministero  delle infrastrutture ha cofinanziato, attraverso  i
  fondi  strutturali,  il progetto di modifica e ricostruzione  della
  storica Via del Sale o SP 21;

   il  punto  8.2  dell'obiettivo  8 della  convenzione  di  Malahide
  raccomanda   agli  Stati  membri  di  'Evitare   che   i   progetti
  cofinanziati  dai fondi strutturali causino impatti negativi  sulla
  biodiversità';

   i   lavori   in   oggetto,  avendo  un'  ingiustificata   vis   di
  ammodernamento di un luogo storico, porterebbero esclusivamente  ad
  un  aumento  del  traffico con rischioso pregiudizio dell'esistente
  armonia tra natura e cultura;

   visto oltretutto che:

   a   seguito   delle   segnalazioni   intervenute,   il   Ministero
  dell'ambiente,  in  data 17 dicembre 2010, inviava  all'Assessorato
  territorio  della  Regione siciliana richiesta  di  chiarimenti  in
  ordine  alla  contestazione della valutazione  d'incidenza  inclusa
  nello   studio  di  impatto  ambientale  e  del  giudizio  positivo
  dell'ARTA  Sicilia relativamente ai 'Lavori di Rifunzionalizzazione
  della SP 21';

   non  risulta  allo scrivente che sia pervenuta alcuna risposta  al
  Ministero richiedente;

   per  sapere  se  e  quali  provvedimenti intendano  prendere,  nel
  rispetto  delle  proprie competenze, al fine  di  salvaguardare  le
  valenze naturalistiche e paesaggistiche dell'area in esame». (2062)

                                                             MARROCCO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  lettera  inviata  dal  sindacato infermieristico  NURSIND  al
  Presidente  della  VI  Commissione legislativa permanente  dell'ARS
  'Servizi  sociali e sanitari', onorevole Giuseppe  Laccoto,  veniva
  segnalato che taluni dipendenti del comparto sanità appartenente  a
  diversi  profili (infermieri, ausiliari e tecnici)  arrivavano  sul
  luogo  di  lavoro  per  iniziare  il  turno  di  servizio  già   in
  abbigliamento  da  lavoro e con la stessa uniforme  rientravano  al
  domicilio;

   tale comportamento è ritenuto contrario alla normativa vigente e a
  tutte  le  misure  igieniche consone ad un ambiente  sanitario,  in
  quanto  veicolo di germi e infezioni gravanti sui pazienti di  tali
  strutture;

   rilevato che:

   il  d.lgs.  n. 626/1994, in attuazione alla direttiva  89/39  CEE,
  dispone  le misure igieniche da adottare all'interno dei luoghi  di
  lavoro; nel caso di specie i lavoratori che compiono la prestazione
  lavorativa,   quali  medici,  infermieri,  tecnici   e   ausiliari,
  sarebbero  tenuti a rispettare le norme previste dal  sopra  citato
  decreto in modo da evitare la trasmissione di infezioni ai pazienti
  e ai lavoratori stessi;

   il  comportamento attualmente riscontrato in taluni dipendenti non
  è consono alle misure generali di tutela, che prescrivono:

   la riduzione al minimo del rischio;

   la  priorità  alle misure di protezione collettiva  rispetto  alle
  misure  di protezione individuale, nonché il rispetto di  tutte  le
  misure igieniche;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  intendano  adottare   nei   confronti   dei
  responsabili;

   quali  misure intendano adottare al fine di ridurre  al  minimo  i
  rischi   legati  ai  comportamenti  omissivi  di  tutte  le  misure
  cautelative d'igiene e sicurezza di taluni dipendenti che  prestano
  l'attività lavorativa presso ambienti sanitari». (2063)

                                                             FIORENZA

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   con  DDG  n.  557 del 27 luglio 2011, l'Assessorato regionale  del
  territorio ha istituito la riserva naturale  Pantani della  Sicilia
  sud orientale';

   tale riserva ricade nei territori dei comuni di Ispica, Pachino  e
  Noto;

   considerato  che, ferma restando l'importanza dell'istituzione  di
  una   riserva  naturale,  sempre  propedeutica  alla   tutela   del
  territorio  e  della  fauna locale, non si comprende  come  mai  la
  creazione  dei  pantani della Sicilia sud orientale' non sia  stata
  preceduta  da  un  tavolo di concertazione con  gli  amministratori
  locali  coinvolti  e,  soprattutto,  con  le  organizzazioni  degli
  imprenditori  che  hanno  le  loro attività  all'interno  dell'area
  destinata a riserva;

   preso atto che:

   i  comuni di Pachino, ispica e Noto sono i maggiori produttori  al
  mondo di pomodorino di qualità denominati appunto  di Pachino';

   proprio  nella  zona  interessata dalla riserva  naturale  sorgono
  immense  serre  per  la coltivazione intensiva  del  pomodorino  di
  qualità.  Sempre nella stessa zona sono sorti capannoni industriali
  per   la  lavorazione,  conservazione  e  spedizione  del  pregiato
  prodotto agricolo locale;

   rilevato che:

   l'istituzione  della riserva avrebbe come immediato  risultato  lo
  smantellamento  di tutte le realtà agricole ivi esistenti,  con  un
  danno  economico  incalcolabile e soprattutto, con  la  perdita  di
  migliaia di posti di lavoro;

   il  Consorzio di tutela IGP  pomodoro di pachino' ha già  iniziato
  una azione legale per impugnare il decreto istitutivo della riserva
  con   l'obiettivo   di   ridisegnare  i   confini   della   stessa,
  salvaguardando così l'intero sistema produttivo del  pomodorino  di
  Pachino;

   per  sapere  se  non ritengano urgente intervenire  convocando  un
  tavolo   di   concertazione  al  fine  di   affrontare   tutte   le
  problematiche  sorte a causa della riserva naturale  Pantani  della
  Sicilia sud orientale', al fine di tutelare gli interessi legittimi
  di centinaia di produttori e serricultori di Pachino, Noto e Ispica
  che  rischiano  la  chiusura  forzata delle  loro  aziende  con  la
  conseguente  perdita del posto di lavoro per migliaia di  siciliani
  e, nel contempo, salvaguardare le esigenze di tutela della natura».
  (2067)

                                                 VINCIULLO - POGLIESE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'Assessorato regionale Salute, con una decisione che lascia a dir
  poco   interdetti,   ha   deciso  di   trasferire,   in   strutture
  extraprovinciali,  le attività di laboratorio  per  la  validazione
  biologica dei campioni di sangue raccolti nelle strutture sanitarie
  provinciali;

   le  attività di laboratorio di Siracusa si trasferiranno a Ragusa,
  mentre quelle di Augusta e Lentini saranno spostate a Catania;

   tenuto conto che:

   tale opinabile decisione stravolge l'intera sanità provinciale. In
  provincia  di  Siracusa non sarà più possibile eseguire  gli  esami
  virologici  per  l'epatite  B e C, per l'AIDS  e  per  le  malattie
  veneree;

   la stessa struttura adibita alla raccolta del sangue sarà messa in
  ginocchio: non si potranno più effettuare i test di chimica clinica
  per  la glicemia, l'azotemia, la sideremia, la creatininemia  e  la
  transferrinemia,  tutti  esami obbligatori  che  si  effettuano  in
  presenza di sangue donato;

   appare   evidente  che  gli  stessi  donatori,  tutti   volontari,
  desisteranno  dall'effettuare il loro civico  dovere,  sapendo  che
  dovranno  recarsi a Catania o Ragusa per potere donare  il  proprio
  sangue;

   considerato che:

   solo  la  più contorta fantasia può arrivare a tale decisione  che
  non  ha alcuna argomentazione valida, sia in termini economici  che
  tecnici, che possa giustificare tale ridimensionamento;

   i  costi  a carico della sanità regionale aumenteranno in  maniera
  esponenziale;

   le  sacche  di  sangue dovranno essere inviate nelle strutture  di
  Ragusa e Catania tramite corrieri esterni che, vista la delicatezza
  del  materiale  da  trasportare, dovranno  effettuare  il  servizio
  giornalmente;

   di  contro,  le strutture di immunoematologia della  provincia  di
  Siracusa  andranno in disuso non essendo più utilizzate,  mentre  i
  reparti  di  Catania  e Ragusa dovranno essere potenziati  sia  dal
  punto di vista tecnologico sia in termini di risorse umane;

   preso atto che:

   si  continua  a  martoriare la provincia di  Siracusa  ed  i  suoi
  abitanti,   negando  il  più  sacrosanto  diritto  che   è   quello
  dell'assistenza sanitaria;

   si  continua  a  discriminare, in maniera plateale  e  vergognosa,
  un'intera  popolazione con decisioni scellerate,  antidemocratiche,
  incostituzionali ed antieconomiche;

   per sapere:

   quali  siano  i  motivi  tecnici ed  economici  che  hanno  spinto
  l'Assessorato  Salute a trasferire, in strutture  extraprovinciali,
  le  attività  di  laboratorio  per  la  validazione  biologica  dei
  campioni  di  sangue  raccolti  nelle  strutture  sanitarie   della
  provincia di Siracusa;

   se non ritengano urgentissimo attivare tutte le azioni legislative
  e tecniche atte a bloccare una iniziativa sanitaria che, come unico
  obiettivo  finale,  avrà  quello di discriminare  ulteriormente  la
  provincia   di   Siracusa,  da  anni  vittima   sacrificale   delle
  scelleratezze  di  un  Governo  che non  distingue  più  il  logico
  dall'illogico, il sensato dalla follia pura». (2068)

                                                 VINCIULLO - POGLIESE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   una  signora  di 59 anni di Siracusa, affetta da una  grave  forma
  tumorale  e  necessitando di un immediato responso, alle  cure  già
  sostenute, tramite una tomografia assistita dal computer (TAC),  si
  è  recata,  a fine agosto, presso l'ospedale Umberto I di  Siracusa
  per  prenotare l'esame de quo, munita di richiesta medica, ove era,
  ben specificata, l'urgenza di detto esame;

   nonostante  l'evidenza della grave patologia in corso e  l'urgenza
  di  effettuare l'esame di cui sopra nel più breve tempo  possibile,
  l'ospedale Umberto I di Siracusa può garantire la TAC solo  a  fine
  ottobre, cioè ben due mesi dopo la richiesta di prenotazione;

   tenuto  conto  che  da qualche mese è operativa,  in  Sicilia,  la
  procedura  'RAO',  sistema che prevede l'accesso  alle  prestazioni
  ospedaliere per esigenze cliniche e non più per ordine cronologico.
  Sempre  secondo  la  procedura 'RAO', i medici di  famiglia,  nelle
  richieste  di esami clinici, devono indicare le classi di  priorità
  clinica, specificando se sono esigenze urgenti (da fare entro 24-48
  ore),  brevi  (entro 10 giorni), differibili (entro  30  giorni)  e
  programmabili (entro 180 giorni);

   preso atto che:

   le  patologie  tumorali,  ovviamente, rientrano  tra  le  esigenze
  urgenti;

   alla luce di quanto sopra, appare incomprensibile che, davanti  ad
  una conclamata patologia tumorale, l'ospedale di Siracusa necessiti
  di  oltre 60 giorni per effettuare una TAC, costringendo, di fatto,
  i  pazienti  a  recarsi presso strutture private o  ospedali  fuori
  provincia, con un non indifferente carico economico per le famiglie
  dei malati e per la stessa azienda sanitaria provinciale;

   considerato  che il direttore sanitario dell'ASP 8 di Siracusa  ha
  giustificato  tale  grave situazione con la difficile  applicazione
  della  procedura 'RAO' soprattutto da parte dei medici di  famiglia
  che  non  applicano  i  codici previsti nei casi  di  richieste  di
  analisi ed esami clinici presso strutture pubbliche;

   per sapere:

   se  non  ritengano incredibilmente anomalo che, per  una  semplice
  TAC, nelle strutture pubbliche di Siracusa si debba aspettare tempi
  biblici, al di là delle patologie e/o della urgenza di detto esame;

   se non ritengano utile ed urgente avviare una indagine conoscitiva
  per  appurare i motivi che ritardano, in provincia di Siracusa,  la
  piena attuazione della procedura 'RAO';

   quali  siano  i  tempi previsti per l'apertura  del  nuovo  centro
  oncologico  di Augusta, struttura che potrà finalmente alleviare  i
  gravi   disservizi   che  opprimono  l'intero  servizio   sanitario
  oncologico pubblico in provincia di Siracusa». (2069)
                                                 VINCIULLO - POGLIESE

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   la  Comunità  europea ha sempre considerato le reti  di  trasporto
  transnazionale uno degli elementi centrali delle politiche  per  il
  raggiungimento degli obiettivi di coesione e sviluppo  economico  e
  sociale;

   da  tale presupposto nasce la concezione di 'rete transeuropea  di
  trasporto' (TEN), il primo schema finalizzato a delineare una  rete
  ferroviaria  veloce continentale, schema approvato  dalla  Comunità
  europea già nel 1990;

   nel  2003  la  Comunità europea individuava in via definitiva  una
  quick-start,    ovvero   un   elenco   di   progetti   finanziabili
  immediatamente che godevano altresì di trattamenti privilegiati  da
  parte delle istituzioni finanziarie grazie alla loro realizzabilità
  in   tempi   brevi  ed  al  carattere  transfrontaliero  funzionale
  all'allargamento del mercato unico;

   preso   atto  che  tra  i  progetti  prioritari,  inseriti   nella
  programmazione  comunitaria, vi è il TEN  1,  comunemente  chiamato
  'Corridoio 1', che, partendo dal Nord Europa, e per l'esattezza  da
  Berlino, attraversa tutto il continente ed arriva sino a Palermo;

   considerato  che  a  maggio  di quest'anno  il  nuovo  Commissario
  europeo  ai  trasporti ha presentato una bozza,  denominata  'Bozza
  Kalle',  con la quale si prevede la sostituzione del 'Corridoio  1'
  con  un  nuovo asse ferroviario che parte da Helsinki ed  arriva  a
  Bari,  cancellando, di fatto, il collegamento della Sicilia con  il
  resto d'Europa;

   tenuto conto che:

   se  dovesse  trovare applicazione la 'Bozza Kalle',  i  danni  per
  l'intera  Sicilia  sarebbero incalcolabili, aumentando  in  maniera
  esponenziale il gap con il resto d'Europa;

   salterebbero i finanziamenti per il ponte sullo stretto di Messina
  e  l'ammodernamento  della rete ferroviaria  da  Salerno  a  Reggio
  Calabria  resterebbe  un'utopia, rimanendo tale  tratta  una  delle
  peggiori in Europa;

   lo  stesso raddoppio della linea ferroviaria Palermo - Messina  si
  bloccherebbe,  mantenendo  quindi  le  attuali  5   ore   per   una
  percorrenza  di  200 km, distanza che nel resto del  continente  si
  percorre normalmente in meno di 2 ore;

   la  Sicilia, in pratica, continuerà ad essere il fanalino di  coda
  dell'intero  continente europeo, buona solo per accogliere  turisti
  'mordi  e  fuggi'  e  profughi, ma non degna di essere  portata  ai
  livelli economici ed industriali delle altre regioni europee;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare nei confronti della  Comunità
  europea  e  del Governo nazionale al fine di tutelare gli interessi
  della  Sicilia,  interessi calpestati, in maniera  plateale,  dalla
  'Bozza Kalle';

   per  quale  motivo  non partecipino alle delegazioni  italiane  al
  Parlamento europeo, così come previsto dalla Costituzione  italiana
  che,  nell'ambito  dell'autonomia regionale siciliana,  prevede  la
  presenza  di  rappresentanti del Governo siciliano  non  solo  alle
  riunioni  del  Consiglio dei Ministri, ma anche nelle sedi  europee
  quando  l'argomento trattato riguarda gli interessi della Sicilia».
  (2070)

                                                 VINCIULLO - POGLIESE

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive  e all'Assessore per le autonomie locali e  la  funzione
  pubblica, premesso che:

   da alcuni mesi all'interno dell'Assessorato Attività produttive vi
  è  un forte scontro tra lo stesso Assessore e il dirigente generale
  esterno all'Amministrazione regionale, dottor Marco Romano;

   tali  dissapori  nascerebbero, fra  l'altro,  secondo  notizie  di
  stampa,  dalla nomina, effettuata dal dottor Romano, di  un  membro
  del  consiglio  di  amministrazione della camera  di  commercio  di
  Agrigento che ha a suo carico una condanna a tre anni per peculato;

   considerato che:

   tale   situazione  crea  ovviamente  un  clima  di  conflittualità
  all'interno del dipartimento guidato dal dottore Romano, che  rende
  difficilissimo il dovuto esercizio dell'azione amministrativa;

   nonostante  i ripetuti inviti alle dimissioni rivolti  al  dottore
  Romano,   lo  stesso  continua  a  restare  saldamente  ai  vertici
  dell'Assessorato;

   preso atto che:

   a  tale  incresciosa situazione si è aggiunto in questi giorni  il
  risultato  della relazione depositata dal SEPICOS, il  servizio  di
  pianificazione  e  controllo strategico  dell'Assessorato  Attività
  produttive, che ha svolto una verifica sul comportamento tenuto dal
  dottore Romano;

   secondo tale relazione, non solo il dottore Romano avrebbe  tenuto
  un  comportamento  lesivo degli interessi dell'amministrazione,  ma
  non avrebbe neanche i requisiti per potere dirigere un dipartimento
  regionale;

   con  tale nomina, tra l'altro, si mortifica la professionalità dei
  dipendenti  della  Regione,  visto che  per  ricoprire  tale  ruolo
  dirigenziale   si   è   dovuto  attingere   a   personale   esterno
  all'amministrazione,  con un onere non indifferente  per  le  casse
  siciliane;

    visto che:

   secondo  il  SEPICOS, è insufficiente la guida per otto  mesi  del
  consiglio di amministrazione del parco scientifico e tecnologico  a
  giustificare la nomina a dirigente generale della Regione;

   il  SEPICOS  scrive:   E' problematico ritenere  che  una  piccola
  società  consortile  possa essere assimilata ad  una  struttura  di
  massima dimensione come la Regione';

   quindi,  secondo  l'organo di controllo dell'Assessorato  Attività
  produttive, è errato assimilare l'incarico di un c.d.a. con  quello
  di dirigente generale della Regione, rendendo, di fatto, il dottore
  Romano  incompatibile con il ruolo ed illegittima la sua  nomina  a
  dirigente generale all'interno della amministrazione regionale;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare per ripristinare la  legalità
  all'interno dell'Assessorato Attività produttive;

   quali  siano  i  motivi per i quali ancora non  è  stato  revocato
  l'incarico  al dirigente generale dottore Marco Romano,  nonostante
  le ripetute richieste in tal senso dello stesso Assessore Venturi».
  (2071)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  é  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   è  compito  dello Stato, ai sensi dell'art. 38 della Costituzione,
  assicurare   ai  cittadini  non  in  grado  di  svolgere   attività
  lavorativa un livello minimo di sussistenza economica. Tale fine si
  realizza   attraverso  l'erogazione  di  trattamenti  economici   a
  soggetti riconosciuti invalidi;

   sono  operative,  presso le ASP, le commissioni  mediche  invalidi
  civili   e   ad  esse  vanno  inoltrate  le  domande  per  ottenere
  l'accertamento  di  invalidità  civile,  cecità,  sordità,  per  la
  dichiarazione di handicap e per la valutazione delle disabilità  ai
  fini del collocamento al lavoro;

   l'ASP di Catania ha provveduto, nei mesi scorsi, alla sostituzione
  della precedente commissione con la nomina di nuovi componenti;

   considerato   che,  onde  garantire  la  trasparenza   dell'azione
  amministrativa, i criteri di scelta dei componenti  la  commissione
  vanno esplicitati;

   per sapere:

   come siano stati individuati gli attuali componenti la commissione
  medica invalidi dell'ASP di Catania;

   se  vi  sia  stata  pubblicazione di  un  bando  pubblico  per  la
  selezione  delle  professionalità  ricercate  e  se  vi  sia  stata
  esplicitazione dei criteri per la partecipazione alla selezione;

   se  vi  sia  stata  la  composizione di  una  commissione  per  la
  valutazione dei criteri per la scelta dei componenti;

   se  vi  sia  stata,  quindi, la pubblicazione di  una  graduatoria
  finale  con  punteggio attribuito per l'immissione nella  nominanda
  Commissione». (2066)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento in Commissione)

                                                      FORZESE-NICOTRA

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

   Invito  il deputato segretario a dare lettura delle interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta presentate.

   SCILLA, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica, premesso che:

   la  festività  patronale di Santa Rosalia a Palermo è accompagnata
  da un tradizionale pellegrinaggio al santuario di Monte Pellegrino,
  nella notte tra il 3 ed il 4 di settembre;

   tale evento religioso comporta un grande movimento di persone che,
  per le sue dimensioni e per le particolari condizioni logistiche in
  cui  si  svolge  (viabilità sulla montagna), richiede  un  adeguato
  coordinamento  e  una  puntuale  organizzazione  dei   servizi   di
  trasporto, sicurezza e di protezione civile;

   in  occasione del pellegrinaggio, nella notte fra il  3  ed  il  4
  settembre  2011,  si sono verificati numerosi e gravi  episodi  che
  hanno visto, fra l'altro, l'aggressione da parte di facinorosi  nei
  confronti degli autobus in servizio nella notte;

   in  particolare  il personale dell'azienda comunale  di  trasporti
  (AMAT  s.p.a.)  è  stato oggetto di pesanti aggressioni  verbali  e
  minacce all'incolumità fisica e gli automezzi hanno subito atti  di
  vandalismo, con gravi danni al patrimonio aziendale (diversi  mezzi
  sono stati riparati);

   non  sembra  che la presenza di personale della Protezione  civile
  sia stata in alcun modo di aiuto e perfino l'intervento delle forze
  dell'ordine sembra essere risultato tardivo ed insufficiente;

   gli  episodi verificatisi hanno visto tanto gli autisti  quanto  i
  tantissimi  pellegrini esposti ad inaccettabili rischi  che  hanno,
  tra l'altro, turbato il pacifico svolgimento di un evento religioso
  molto sentito dai fedeli;

   durante  la  notte è emersa la grave mancanza di  coordinamento  e
  programmazione  della  logistica  fra  i  vari  soggetti  coinvolti
  (Protezione civile, AMAT spa, forze dell'ordine, ecc.), che avrebbe
  evitato o comunque limitato la gravità delle azioni teppistiche;

   considerato che:

   è  dovere  delle istituzioni garantire l'incolumità e la sicurezza
  dei  cittadini,  a  maggior ragione in caso  di  eventi  di  grande
  richiamo, approntando gli strumenti necessari;

   appare   evidente  che  gli  eventi  sopra  richiamati   si   sono
  determinati in tutta la loro gravità anche a causa della mancata  o
  inadeguata  programmazione  dei servizi  di  sicurezza,  protezione
  civile e trasporto;

   la  Regione  ha fra i suoi compiti quello di vigilare sull'operato
  delle  amministrazioni  locali e, in concorso  con  le  istituzioni
  preposte, garantire il rispetto delle leggi;

   per sapere:

   quali  siano  state  le cause e le conseguenze dei  gravi  episodi
  sopra  richiamati  ed a chi vadano ascritte le  responsabilità  per
  l'insufficiente risposta e prevenzione;

   quali  iniziative  intendano adottare, di concerto  con  le  altre
  amministrazioni competenti, per prevenire il ripetersi  di  episodi
  che  vedono  minacciata l'incolumità delle persone, la sicurezza  e
  l'integrità  del patrimonio di un'azienda pubblica ed  il  pacifico
  esercizio di eventi di grande richiamo». (2064)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              LENTINI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la  società  raffineria  di  Milazzo  s.c.p.a.,  con  stabilimenti
  ricadenti  nel territorio dei comuni di Milazzo e San  Filippo  del
  Mela  (ME),  con  atto del 15.07.2008, ha inoltrato  al  competente
  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare
  istanza  di  pronuncia  di  compatibilità  ambientale  relativa  al
  progetto  per la realizzazione di una 'unità di impianto  HMU3  per
  produzione  di idrogeno da gas naturale attraverso il  processo  di
  steam reforming', da realizzarsi nel comune di Milazzo;

   con  decreto prot. DVA DEC-2011-0000255 del 16.05.2011, pubblicato
  in GURI n. 72, parte II, il 25.06.2011, il Ministero dell'ambiente,
  di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, ha
  pronunciato   la   compatibilità  del  progetto  ed   ha   concesso
  l'autorizzazione  all'esercizio,  subordinata   al   rispetto   dei
  molteplici prescrizioni;

   tra  le  prescrizioni imposte, di particolare rilievo si  presenta
  quella  di cui all'art. 1, comma 3, del suddetto decreto, a  tenore
  della  quale  'prima dell'inizio dei lavori dell'unità  HMU3  dovrà
  essere  svolta una campagna di rilevamento della qualità dell'aria,
  nelle  aree  adiacenti raffineria, almeno per  un  mese  e  con  il
  controllo di ARPA Sicilia. Dovrà essere verificato che i valori del
  fondo  per  i macroinquinanti non superino i valori limite  di  cui
  all'allegato XI del D. Lgs. 155/2010';

   considerato che:

   la  città di Milazzo, ricadente in zona dichiarata ad alto rischio
  di  crisi ambientale, sopporta ormai da decenni la pesante  servitù
  delle  industrie  inquinanti che ne ha  fortemente  compromesso  la
  possibilità di sviluppo alternativo;

   è  forte  nella popolazione la preoccupazione che la  presenza  di
  industrie  pesanti  quali la raffineria possa  incidere  gravemente
  sulla  salute  dei  residenti, anche alla luce  degli  innumerevoli
  studi epidemiologici ed ambientali elaborati nel corso degli anni;

   l'OMS,  in  particolare, ha segnalato la diretta correlazione  tra
  l'esposizione  agli  genti inquinanti e le  patologie  respiratorie
  accusate dai bambini nel territorio della Valle del Mela;

   da  informazioni  assunte  direttamente  dall'interrogante  presso
  l'ARPA di Messina risulta che soltanto in data 16.08.2011 ha  avuto
  inizio  la  campagna di monitoraggio dell'aria  come  disposta  nel
  decreto succitato;

   risulta  che  il detto monitoraggio è, allo stato, effettuato  con
  mezzi di proprietà privata, tecnologicamente inadeguati, e non  già
  della preposta agenzia regionale;

   da   informazioni   assunte,  parrebbe  che  i   lavori   per   la
  realizzazione  dell'impianto HMU3 siano stati avviati  ancor  prima
  dell'inizio  della  fase  di monitoraggio  ordinata  dal  Ministero
  dell'ambiente;

   per sapere:

   se   non   ritengano  opportuno  disporre  che  la   campagna   di
  monitoraggio ordinata dal Ministero dell'ambiente sia eseguita  con
  mezzi  dell'ARPA  Sicilia al fine di accertare, in particolare,  la
  presenza, concentrazione e caratterizzazione delle polveri  PM10  e
  PM2,5,  già  rilevate  in  alte concentrazioni  dall'Organizzazione
  mondiale   della  sanità  ed  indicate  quali  responsabili   delle
  patologie di cui all'indagine epidemiologica consegnata nel 2009  e
  degli idrocarburi non metanici (NMHC);

   se  non ritengano necessario, in attesa di conoscere le risultanze
  del  monitoraggio,  disporre  la  sospensione  dei  lavori  per  la
  realizzazione dell'impianto HMU3, già avviati, e non  ritengano  di
  disporre ulteriori indagini sul territorio al fine di accertare  il
  pieno  rispetto,  da  parte  della società  raffineria  di  Milazzo
  s.c.p.a.,  così  come  delle  altre industrie  ricadenti  nell'area
  dichiarata ad alto rischio di crisi ambientale, della normativa  in
  materia di emissioni inquinanti, anche alla luce della campagna  di
  rilevamento effettuata dall'ARPA Sicilia nell'anno 2009,  all'esito
  della  quale  sono emersi numerosi, preoccupanti,  superamenti  dei
  limiti di emissione di idrocarburi non metanici;

   se   non   ritengano   di   sollecitare  i   comuni   interessati,
  eventualmente  esercitando il potere di sostituzione,  all'adozione
  tempestiva del RIR e del piano di coordinamento, anche al  fine  di
  rendere edotte le popolazioni sui comportamenti da adottare in caso
  di  incidenti  rilevanti  e, stante l'assenza  di  un  monitoraggio
  efficiente,  se  non ritengano indispensabile disporre  l'immediato
  invio  e la permanenza per almeno dodici mesi, nel territorio della
  Valle  del  Mela,  dei  mezzi mobili già a  disposizione  dell'ARPA
  Sicilia». (2065)

                                                             CATALANO

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  deliberazione  n. 3099 del 5 agosto 2011 l'azienda  sanitaria
  provinciale di Catania ha costituito le commissioni mediche per  il
  riconoscimento  delle invalidità civili ai sensi della  l.  295/90,
  per l'accertamento degli stati invalidanti o di disabilità previste
  dalla l. 104 del 5 febbraio 1992 e dalla l. 68 del 12 marzo 1999;

   non sono stati rispettati i criteri previsti dall'apposito bando e
  dalla deliberazione n. 1192 del 2 luglio 2009;

   considerato che:

   non  è stata pubblicata la graduatoria per titoli nonostante nella
  stessa  domanda  di  partecipazione  fosse  previsto  di  accludere
  curriculum  formativo  e professionale e i  documenti  relativi  ai
  titoli posseduti;

   non  si  comprende  perché alcuni titolari delle commissioni  sono
  stati esclusi ed altri no;

   molti dei nuovi medici nominati sono incompatibili con la funzione
  di componenti e di presidenti delle commissioni;

   ritenuto che:

   si  riscontrano  palesi irregolarità poiché  sono  stati  nominati
  medici  convenzionati  operanti nello  stesso  distretto,  soggetti
  legati  da rapporto coniugale e/o di parentela, titolari di cariche
  politiche  che  operano nello stesso distretto della commissione  e
  rappresentanti sindacali della categoria degli invalidi;

   la   scelta   dell'ASP  n.  3  di  Catania  potrebbe   determinare
  confusione,  dubbi  e mancanza di trasparenza  nelle  decisioni  da
  assumere;

   molti  medici  nominati  hanno incarichi  politici  o  sono  stati
  candidati alle ultime elezioni amministrative;

   ritenuto  ancora che qualsiasi nomina in ambito pubblico  non  può
  essere  fatta  arbitrariamente senza tener conto dei titoli  e  dei
  curricula,  così come stabilito, peraltro, da diverse sentenze  del
  TAR;

   per  sapere quali iniziative siano state assunte per la revoca  in
  autotutela del provvedimento di cui sopra adottato dall' ASP  3  di
  Catania in violazione del bando e della normativa vigente». (2072)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                           BARBAGALLO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la mobilità, premesso che l'ammodernamento della tratta Palermo-
  Agrigento  nell'itinerario  compreso tra  il  capoluogo  e  Lercara
  Friddi, sulla statale 189, è stato appaltato per oltre un milione e
  duecentomila euro, al termine di un iter lunghissimo, iniziato  nel
  lontano  2001 con una delibera CIPE e che sembrerebbe oggi concluso
  con uno stanziamento di fondi, datato aprile 2010;

   ricordato che:

   il  progetto  di  ammodernamento, più volte modificato  nel  corso
  degli  anni,  prevede  la realizzazione di una  strada  extraurbana
  principale  a quattro corsie per il solo tratto Palermo-Bolognetta,
  ridotte a due carreggiate nella prosecuzione fino a Lercara;

   la conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2015;

   considerato che:

   il  progetto  di  ammodernamento approvato  esclude  la  messa  in
  sicurezza della restante parte della strada statale 189, quella che
  da  Lercara  conduce  sino  ad Agrigento, lasciando  inalterate  le
  condizioni  di  pericolosità  del percorso,  sede  di  frequenti  e
  numerosi incidenti autostradali con vittime e feriti;

   la  progettazione  dei  lavori  per  l'adeguamento  della  statale
  Palermo-Agrigento,  dopo anni di iter burocratico  farraginoso,  ha
  prodotto  come risultato soltanto una parziale ed inadeguata  messa
  in  sicurezza dei primi sessanta chilometri, lasciando invariato il
  tratto successivo;

   ritenuto improcrastinabile l'avvio della progettazione dei  lavori
  per  l'ammodernamento e la messa in sicurezza della strada  statale
  189   nel   suo  intero  percorso,  facendo  ricorso  alle  risorse
  disponibili per la Sicilia;

   per sapere:

   quando  sia  prevista l'apertura del cantiere per l'ammodernamento
  del primo tratto stradale appaltato, che va da Palermo a Lercara;

   quali  iniziative  urgenti  intendano  porre  in  essere  affinché
  vengano  predisposti i progetti per l'ammodernamento e la messa  in
  sicurezza  della  strada statale 189, nel  tratto  che  da  Lercara
  prosegue sino ad Agrigento». (2073)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                                BOSCO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   in  data  22  luglio 2011 nella GURS n. 31 è stato  pubblicato  il
  decreto dell'Assessore per le attività produttive n. 343/Gab del 16
  giugno con cui è stato nominato commissario ad acta presso la Cassa
  regionale  per il credito alle imprese artigiane (CRIAS)  il  dott.
  Renato  Saverino - dirigente coordinatore della segreteria  tecnica
  dell'ufficio   di   Gabinetto   dell'Assessorato   delle   attività
  produttive  -  con  il  compito  di  provvedere  all'adozione   dei
  provvedimenti  conseguenti al decreto del  giudice  del  lavoro  di
  Catania del 20 maggio 2011;

   nel  citato decreto il giudice del lavoro ha rilevato 'persistenti
  violazioni dell'art. 28 Legge n. 300/1970 (statuto dei lavoratori),
  la  mancanza  di  criteri  di trasparenza relativamente  ad  alcune
  promozioni  e  attribuzioni di qualifiche ai  dipendenti  dell'ente
  CRIAS,  senonché  l'istituzione di un organigramma aziendale  senza
  previa informativa alle organizzazioni sindacali';

   nell'atto   di   accoglimento   del   ricorso   presentato   dalle
  organizzazioni  sindacali  della FABI  il  giudice  del  lavoro  ha
  evidenziato, inoltre, che:

   a)  'la deliberazione del 26/1/09 con la quale la convenuta  CRIAS
  ha approvato l'istituzione di un organigramma aziendale non è stata
  preceduta da previa informativa alle organizzazioni sindacali;
   b) la parte convenuta non ha proceduto alla definizione e relativa
  approvazione  di  un  organigramma successivamente  all'entrata  in
  vigore  del  R.O.P.  (regolamento organico del  personale)  e  che,
  quindi,  ha voluto procedere alla definizione dell'organigramma  (e
  non  di  ristrutturazione) in conformità alle previsioni del R.O.P.
  (e  non  già  alle previsioni della contrattazione  collettiva  del
  settore riguardante altri aspetti)';

   considerato che:

   l'art.  1  del  suddetto regolamento prevede, così come  si  legge
  nello stesso decreto del giudice del lavoro, 'la previa informativa
  alle  organizzazioni sindacali, informativa che, come è pacifico  e
  riconosciuto  dalla  stessa  parte convenuta,  è  intervenuta  solo
  successivamente    all'adozione   dell'organigramma    (le    altre
  convocazioni   risalenti   nel  tempo   prodotte   in   atti   sono
  inconducenti)';

   'il  comportamento della parte convenuta si appalesa lesivo  delle
  prerogative sindacali di parte ricorrente' e, pertanto, il  giudice
  del  lavoro ha ritenuto di accogliere il ricorso ex art.  28  della
  legge n. 300/70;

   atteso che:

   la  magistratura ha dichiarato 'l'antisindacabilità della condotta
  di  parte  convenuta che ha illegittimamente deliberato  in  ordine
  all'organigramma aziendale che va revocato', disponendo che  'prima
  dell'approvazione dell'organigramma aziendale vengano  convocate  e
  informate  le  organizzazioni sindacali  interessate  e,  comunque,
  l'organizzazione  sindacale  ricorrente  (rappresentanza  sindacale
  aziendale FABI)';

   l'intervento  della magistratura scaturisce da  una  inaccettabile
  condizione  di mortificazione dei principi di legalità e  di  buona
  amministrazione nella gestione della CRIAS;

   secondo   quanto   denunciato   dalle   organizzazioni   sindacali
  interessate,  infatti,  non è stato corrisposto  ai  dipendenti  il
  premio aziendale di produttività - VAO, contrattualmente sancito, a
  causa  di  non meglio precisati 'problemi finanziari' che sarebbero
  stati addotti dai vertici della CRIAS;

   sin  dal 2008 gli esponenti delle organizzazioni sindacali e della
  FABI  hanno  chiesto,  senza  averne riscontro,  la  documentazione
  ufficiale  necessaria  per essere portati  a  conoscenza  dei  dati
  contabili  della  CRIAS,  indispensabile a chiarire  la  situazione
  economico-finanziaria della Cassa;

   per conoscere:

   i  motivi  che hanno impedito a tutt'oggi al commissario ad  acta,
  dott. Renato Saverino, nominato con decreto assessoriale n. 343/Gab
  del   16   giugno  u.s.  con  il  preciso  compito  di   provvedere
  all'adozione dei provvedimenti conseguenti al decreto  del  giudice
  del  lavoro di Catania del 20 maggio 2011, di dare esecuzione  agli
  adempimenti dovuti e prescritti dalla magistratura;

   se  la Regione, quale socio unico della CRIAS, sia a conoscenza di
  detta situazione di inadempienza;

   se e quali iniziative siano state attivate o si intendano attivare
  al  fine  di  verificare la condizione economico-finanziaria  della
  CRIAS,  nonché  di  scongiurare il dissesto finanziario  dell'ente,
  salvaguardare  i  livelli  occupazionali  e  garantire  i  basilari
  principi  di legalità e di buona amministrazione presso la  CRIAS».
  (122)

                                                              RINALDI

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al loro turno.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  20  settembre   2011,
  pervenuta  in  pari  data e protocollata al n. 7509/AulaPg  del  20
  settembre  2011, l'onorevole Parlavecchio ha dichiarato di  aderire
  al Gruppo parlamentare Misto.
   Conseguentemente,  a far data dal 20 settembre  2011,  l'onorevole
  Parlavecchio  cessa  contestualmente  di  far  parte   del   Gruppo
  parlamentare  Unione di Centro'.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
     interno, di interrogazioni della rubrica  Risorse agricole ed
                              alimentari

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  della rubrica   Risorse  agricole  ed
  alimentari .
   Si  procede con l'interrogazione n. 890 «Interventi a tutela della
  agricoltura  e  della  zootecnia  siciliana  in  crisi»,  a   firma
  dell'onorevole Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   la  situazione  dell'agricoltura e  della  zootecnia  siciliana  è
  sicuramente  in uno stato di grandissima difficoltà.  Il  calo  dei
  prezzi all'origine e l'aumento dei costi produttivi ha oramai messo
  in  ginocchio  entrambi  i  comparti che, occorre  ricordare,  sono
  elementi vitali e portanti dell'intera economia siciliana;

   le  imprese agricole e zootecniche siciliane, ogni giorno di  più,
  perdono competitività sui mercati nazionali ed internazionali;

   il   crollo   dei  prezzi  praticati  è  l'elemento  di   maggiore
  preoccupazione per i coltivatori. Vi sono prodotti, come  il  grano
  duro,  la frutta e l'uva da vino che hanno sfiorato il 30 per cento
  di  calo, mentre altri, come gli ortaggi, il latte bovino, la carne
  e l'olio, si attestano su un meno 15/20 per cento;

   tenuto conto che:

   a  tutto  quanto sopra esposto, si aggiungono una serie di  eventi
  atmosferici  che,  nelle  ultime settimane,  hanno  arrecato  danni
  gravissimi alle produzioni ed alle strutture agricole per oltre 500
  milioni di euro;

   migliaia e migliaia di agricoltori ed allevatori saranno, a breve,
  costretti  ad abbandonare l'attività produttiva, dando,  di  fatto,
  non  solo  un  durissimo  colpo ad ogni  possibile  prospettiva  di
  sviluppo  socio-economico dell'intera Regione, ma creando un  nuovo
  bacino di disoccupazione settoriale che vedrà decine di migliaia di
  lavoratori ritrovarsi senza alcuna forma di sostentamento;

   considerato che:

   i processi di allargamento dei mercati non sono stati governati da
  idonee politiche, sia regionali che nazionali, di accompagnamento e
  di  supporto,  indispensabili per aiutare le aziende  siciliane  ad
  affrontare le nuove sfide del mercato globale, tendendo conto anche
  della peculiarità tipica siciliana legata alla sua insularità  che,
  ovviamente,  incide in maniera rilevante sui costi di spedizione  e
  di trasporto;

   oramai,   lo   stato  di  crisi  si  sta  allargando  in   maniera
  esponenziale,  toccando tutti i principali comparti  della  filiera
  agro-zootecnica della Sicilia: ortofrutticolo, terricolo, viticolo,
  cerealicolo, olivicolo, agrumicolo e zootecnico;

   per sapere:

   se  non  ritengano necessario, improcrastinabile  ed  urgentissimo
  predisporre  interventi  che permettano all'intero  comparto  agro-
  zootecnico  siciliano  di  superare questo  gravissimo  momento  di
  crisi;

   se  non  reputino utile, a tal fine, istituire un fondo  regionale
  per  la stipula delle polizze assicurative agevolate contro i danni
  economici arrecati da calamità naturali e/o crisi economiche;

   se  non  ritengano efficace esonerare i produttori  in  crisi  dal
  pagamento dei tributi locali, delle concessioni governative  e  dei
  tributi consortili maturati nell'anno in corso;

   se non ritengano essenziale intervenire nei confronti delle banche
  affinché applichino le norme previste riguardanti il consolidamento
  delle passività onerose e i nuovi investimenti;

   se  non  ritengano  utile  riattivare, con  funzionalità  e  scopi
  diversi,   l'osservatorio  regionale  dei   prezzi   dei   prodotti
  ortofrutticoli   e  zootecnici,  affinché  ci  sia   una   maggiore
  conoscenza del processo di formazione dei prezzi finali di vendita,
  anche,  per  esempio,  imponendo l'apposizione  del  doppio  prezzo
  (origine e consumo);

   se  non  reputino  indispensabile, infine, intervenire  presso  il
  Governo nazionale affinché dichiari lo stato di crisi per tutto  il
  settore   agricolo  e  zootecnico  siciliano,  con  la  conseguente
  esenzione dal pagamento degli oneri fiscali e previdenziali.» (890)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore per le  risorse  agricole  e
  alimentari, dottore D'Antrassi, per fornire la risposta.

   D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
  Presidente, con l'interrogazione n. 890 l'onorevole Vinciullo  pone
  in  evidenza la situazione di difficoltà in cui versa l'agricoltura
  siciliana  nelle sue componenti ed in particolare il settore  della
  zootecnia  a causa, da una parte del calo dei prezzi di mercato  e,
  dall'altro, dell'aumento dei costi produttivi e chiede di conoscere
  quali  iniziative  siano state poste in essere  per  affrontare  la
  crisi   di   mercato  che  attanaglia  l'intero  settore   agricolo
  siciliano, con riguardo a quelle riferite all'eventuale istituzione
  di  un  Fondo  regionale per la stipula delle polizze  assicurative
  agevolate  contro i danni economici arrecati da calamità  naturali,
  alla  possibilità di esonerare i produttori in crisi dal  pagamento
  dei  tributi  locali, delle concessioni governative e  dei  tributi
  consortili  ed,  inoltre, possibili interventi nei confronti  degli
  istituti  di  credito  affinché, gli stessi, possano  applicare  le
  norme riguardanti il consolidamento delle passività onerose.
   Al  riguardo si rappresenta che numerose questioni che l'onorevole
  interrogante ha posto con l'atto parlamentare ispettivo  in  esame,
  sono  state  oggetto di recepimento in occasione  dell'approvazione
  della  legge  finanziaria regionale n. 11 del 2010, in  particolare
  all'articolo 80 che reca diversi interventi e misure a sostegno del
  settore  agricolo  sono stati già avviati da parte dell'assessorato
  regionale questi interventi e si trovano in fase di definizione.
   Desidero  richiamare e semplificare in questa  sede  l'istituzione
  del Fondo di solidarietà regionale con le finalità di integrare  le
  risorse  nazionali  riguardanti le  declaratorie  in  occasione  di
  eventi  naturali estremi (comma 1 dell'articolo 80), il  contributo
  al costo dei premi per la stipula dei contratti assicurativi (comma
  4  dell'articolo  80),  il consolidamento delle  passività  onerose
  previsto  dall'articolo 18 della legge regionale  n.  6  del  2009,
  modificato  dal comma 12 dell'articolo 80 della legge regionale  n.
  11   del  2010,  di  cui  verrà  illustrato  in  seguito  lo  stato
  amministrativo della situazione.
   Proprio  per  sottoporre la grave crisi del  settore  agricolo  il
  Governo regionale ha adottato tre distinte deliberazioni:
   -  con  la  deliberazione  n. 379 del 29 settembre  2009  è  stato
  dichiarato  lo  stato di crisi del comparto agricolo regionale  nei
  settori  ortofrutticolo,  vitivinicolo e  agrumicolo,  al  fine  di
  avanzare  al  Ministero dell'Economia e delle Finanze la  richiesta
  della   sospensione  degli  adempimenti  connessi   ai   versamenti
  tributari e previdenziali a decorrere dal 19 novembre 2009 per  gli
  imprenditori agricoli della Regione Sicilia;
   Con   la  deliberazione  n.  417  del  27  ottobre  2009  è  stata
  implementata  la  dichiarazione dello stato di crisi  dei  comparti
  olivicolo, zootecnico, cerealicolo e florovivaistico.
   Con  la  deliberazione  n.  527  del  15  dicembre  2009  è  stato
  sollecitato  il  Governo nazionale ad assumere con immediatezza  il
  riconoscimento  dello  stato di crisi  dei  comparti  agricoli  già
  precedentemente richiesti con le precedenti deliberazioni.
   Per  quanto in particolare lo stato di attuazione delle misure  di
  interventi  previsto  dall'articolo 80  della  legge  regionale  n.
  1/2010 si rappresenta quanto segue:
   1)  Il  Dipartimento  Interventi strutturali  in  applicazione  di
  quanto  stabilito dalla legge regionale n. 11 del 12  maggio  2010,
  all'articolo 80, comma 6, ha pubblicato nella G.U.R.S. n. 52 del 26
  novembre 2010 il D.D.G. 1543 del 10 novembre 2010 con il quale sono
  state elaborate le disposizioni attuative per la concessione di  un
  aiuto  alle imprese agricole siciliane danneggiate dalla  crisi  di
  mercato nell'anno 2009.
   Gli  ispettorati provinciali per l'agricoltura stanno trasmettendo
  al  servizio competente del Dipartimento regionale degli Interventi
  Strutturali,  gli  elenchi delle ditte ammesse  e  non  ammesse;  a
  titolo  esemplificativo posso riferire che sono già 1300 le istanze
  pervenute e utilmente inserite nel primo elenco.
   La  graduatoria verrà definitivamente approvata,  a  breve,  e  si
  potrà   individuare  l'importo  da  ripartire   ad   ogni   singolo
  ispettorato   provinciale  e  provvedere   alla   concessione   del
  contributo   alle   imprese  agricole.;  secondo  le   informazioni
  acquisite   dal  competente  servizio  del  Dipartimento  regionale
  Interventi  Strutturali, ad oggi sono stati  definiti  sei  elenchi
  provinciali   e  si  attende  la  trasmissione  delle   graduatorie
  definitive  delle  province di Palermo, Trapani  ed  Enna.  Si  può
  ragionevolmente  prevedere  che entro il  corrente  anno  si  potrà
  erogare  il  contributo  economico  alle  imprese  agricole  aventi
  diritto.
   2) Per quanto attiene il comma 4 delle legge regionale 11/2010 che
  autorizza  la  Regione  siciliana a contribuire  al  raggiungimento
  della percentuale massima prevista dell'80 per cento  del costo dei
  premi per la stipula dei contratti assicurativi, con il D.D.G. 817,
  del  7 aprile 2011 sono state approvate le disposizioni applicative
  dell'aiuto  in esame. Si precisa che l'assessorato per  le  risorse
  agricole  e  alimentari ha avuto approvato le modalità  applicative
  attraverso il riconoscimento del regime di esenzione da parte della
  Commissione europea nel mese di marzo del corrente anno.  L'ufficio
  al  momento  non  può emanare il bando, ancorché già  dallo  stesso
  definito  per  l'accesso al contributo da  parte  dei  consorzi  di
  difesa  dei  singoli agricoltori, in quanto in atto l'AGEA  non  ha
  comunicato  la  partecipazione dell'importo contributivo  a  valere
  sulle  risorse nazionali e comunitarie essenziale questo per potere
  definire la quota di partecipazione della Regione.
   Proprio   al   fine   di   accelerare   le   complesse   procedure
  dell'intervento  in esame,  il competente ufficio del  Dipartimento
  regionale Interventi Strutturali ha sollecitato recentemente l'AGEA
  a   comunicare  le  compartecipazioni  delle  quote   nazionali   e
  comunitarie.
   Proprio  al  fine di pubblicizzare tra gli operatori  agricoli  il
  ricorso  al  sistema  di  prevenzione del  danno  da  avversità  in
  agricoltura   attraverso  la  stipula  di   polizze   assicurative,
  l'assessorato  regionale  ha  organizzato  apposito  seminario  per
  diffondere   le   modalità  per  beneficiare   dell'intervento   in
  questione.
       3)   Per   quanto  attiene  le  iniziative  poste  in   essere
  dall'Amministrazione regionale inerenti il credito, il Dipartimento
  regionale degli Interventi Strutturali ha posto in essere gli  atti
  amministrativi  per l'attivazione degli strumenti  di  agevolazione
  creditizia previsti dagli articoli 16, 17, 18 della legge regionale
  n.   6/2009   emettendo   appositi  bandi  rivolti   alle   aziende
  interessate.  In particolare per quanto riguarda il  consolidamento
  delle  passività onerose riguardante la ristrutturazione dei debiti
  di  natura agraria a breve termine, le aziende agricole interessate
  sono state 305 con una attivazione di risorse pari a 650 mila euro,
  mentre quelle interessate alla ristrutturazione del debito di lungo
  termine  sono  state 102 con una attivazione di  risorse  regionali
  pari  a  circa 10 milioni di euro. E' stato attivato  il  Fondo  di
  Garanzia  per  le istanze relative ad alcune misure di investimento
  del  PSR.  Il  Dipartimento regionale  Interventi  strutturali  per
  l'agricoltura   ha  in  corso  l'attuazione  delle  iniziative  sui
  consorzi  fidi,  su Fondo antiusura e sulla carta  di  garanzia   G
  card ,   anche   se  tutto  ciò  viene  limitato   alla   legittima
  discrezionalità cui sono tenute le banche erogatrici  del  credito,
  in  ossequio  ai  trattati di Basilea che disciplinano  il  credito
  bancario.
   Da  ultimo,  si  evidenzia  che proprio per  sostenere  i  diversi
  settori del comparto agricolo, si trova in stato di definizione  il
  disegno  di  legge n. 732, riguardante  Interventi per lo  sviluppo
  dell'agricoltura  e della pesca. Norme in materia  di  artigianato,
  cooperazione  e  commercio ,  che prevede  numerosi  interventi  in
  favore  del  comparto agricolo. Alcuni di questi riguardano  misure
  già previste dagli articoli 16, 17 e 18 della legge regionale n.  6
  del  2009 e dall'articolo 80 della legge regionale n. 11 del  2010,
  che vengono rifinanziati, altri, invece, sono di nuova istituzione.
   Si  richiamano  in  via esemplificativa, tra  queste  ultime:  gli
  interventi  di  capitalizzazione delle  imprese  agricole  e  delle
  cooperative,  gli interventi in favore delle imprese  agricole  nel
  settore  del credito. A titolo di esempio: la possibilità da  parte
  delle  imprese  agricole  di ricevere finanziamenti  agevolati  per
  anticipi su fatture emesse relative all'attività agricola  sino  ad
  un  massimo di 150 mila euro; l'istituzione del Fondo regionale  di
  Garanzia al fine di agevolare l'accesso al credito delle piccole  e
  medie    imprese    operanti   nel   settore   della    produzione,
  trasformazione, commercializzazione delle produzioni agricole.
   Pertanto,  si auspica che tale importante disegno di  legge  venga
  inserito   quanto   prima   all'ordine  del   giorno   dei   lavori
  dell'Assemblea  regionale  siciliana  per  la  sua  trattazione  ed
  approvazione.
   La  presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante  e
  depositata presso i competenti uffici dell'Assemblea regionale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  ringrazio della risposta avuta, anche se io ho atteso due anni, nel
  senso  che la mia interrogazione è del 24 novembre 2009 e  con  due
  anni di ritardo si risponde ad una interrogazione parlamentare.
   E'  chiaro  che  la  responsabilità non è dell'attuale  Assessore,
  perché  avrebbero  dovuto  rispondere i suoi  predecessori.  Io  la
  ringrazio  per  avere  avuto il garbo istituzionale  di  recuperare
  interrogazioni  a  cui  altri avrebbero dovuto  rispondere,  e  per
  essere qui, questa sera, a dare conto dell'attività del Governo.
   La  cosa  che sicuramente amareggia è che le stesse problematiche,
  le   stesse   difficoltà  evidenziate  nel  2009  oggi  continuano,
  purtroppo,  ad  essere  tali e, nonostante  l'impegno  dell'attuale
  Assessore  che  ha  reso  conto  all'Assemblea  di  una  serie   di
  provvedimenti che sono stati presi, molti dei quali, però - mi  sia
  consentito  dire,  Assessore  -  sono  stati  assunti   da   questo
  Parlamento,   nonostante queste risposte, è chiaro che il  comparto
  continua  ad  essere  in difficoltà per tutto  ciò  che  era  stato
  esposto nell'interrogazione, per tutto ciò che, con grande coerenza
  e correttezza, ha riconosciuto l'assessore.
   Occorre  uno  sforzo comune, ulteriore, da parte di Governo  e  di
  Parlamento  per  investire nuovi fondi nell'agricoltura,  per  dare
  risposte  certe  ai  nostri agricoltori, coloro i  quali  praticano
  ancora  la zootecnia, che sta praticamente scomparendo nella nostra
  regione;  occorre,  tutti insieme, cercare  di  mettere  da  parte,
  almeno  per questo settore, le discordie che stanno caratterizzando
  la  vita politica della nostra Isola e dare risposte a chi perde il
  posto  di  lavoro, a chi perde la proprietà, a chi, purtroppo,  non
  riesce ad onorare gli impegni assunti con le banche, a chi vorrebbe
  continuare ad impegnarsi e lavorare nel settore agricolo e  non  ci
  riesce.
   Pertanto,  Assessore,  al  di  là  del  suo  impegno,  al  di   là
  dell'impegno  che i singoli possiamo prendere, o per  una  risposta
  corale,  unitaria  da  parte di tutte le forze  politiche  presenti
  all'Assemblea,  anche delle forse sindacali e produttive  o  questo
  problema, così difficile, non potrà mai essere risolto.
   Il  mio  appello va a tutti affinché ci rendiamo conto che  questa
  nave  sta  purtroppo andando a picco. O abbiamo il  coraggio  e  la
  forza  di  riconoscere che insieme dobbiamo lavorare oppure  avremo
  scritto  una delle pagine più nere e più negative della  storia  di
  questo Parlamento regionale, della storia dell'economia isolana. Un
  momento,  penso, di orgoglio si deve impadronire  di  tutti  noi  e
  lavorare  per questa Terra che ci ha eletto e che tanto si  aspetta
  da noi.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Vinciullo,  si   dichiara   parzialmente
  soddisfatto?

   VINCIULLO. Sì.

   PRESIDENTE.  Si passa all'interrogazione numero 1053 «Applicazione
  della  legge  regionale  n. 25 del 1998 concernente  contributi  in
  favore  dei  pescatori di tonno siciliani», a firma  dell'onorevole
  Adamo, Marrocco, Gucciardi, Ferrara, Ruggirello.
   Ne do lettura:

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e  alimentari  e all'Assessore per  i  beni  culturali  e
  l'identità siciliana, premesso che:

   la  pesca  del tonno, che si svolge a Favignana (TP) nei  mesi  di
  maggio e giugno, è sempre stata una delle attrattive più importanti
  dell'intero  comparto  turistico  siciliano:  migliaia  di  turisti
  giungono da ogni parte della Terra per potere ammirare e vivere, in
  prima  persona,  l'esperienza unica al mondo  della  'tonnara',  il
  sistema di pesca del tonno che si tramanda da intere generazioni  e
  che  vede  l'isola  di  Favignana come uno  degli  ultimi  baluardi
  nell'adozione di tale tipo di pesca;

   ancora  oggi, centinaia di famiglie vivono, nell'isola  trapanese,
  dei   proventi   della  pesca  del  tonno,  anche  se   i   sistemi
  computerizzati  adottati  da altre marinerie,  come,  per  esempio,
  quella  giapponese, ed adottati in pieno oceano per intercettare  i
  branchi  di  tonno, riducono sempre di più i pesci che superano  lo
  Stretto di Gibilterra e che poi finiscono nelle camere della  morte
  delle mattanze trapanasi;

   considerato  che  la  storia  recente  della  tonnara  Florio   di
  Favignana  ha  visto spesso contrapposti i pescatori  ai  legittimi
  proprietari   dello   stabilimento  isolano,  per   dirimere   ogni
  controversia  e  per  attuare una vera politica  di  interventi  in
  favore dei pescatori di tonno siciliani, la Regione si è dotata  di
  uno strumento legislativo, la l.r. n. 25 del 1998, con la quale  si
  stabiliscono   provvedimenti  economici  in  favore   proprio   dei
  'tonnaroli'  siciliani,sia al fine di garantire  la  continuità  di
  questo tradizionale sistema di pesca, sia per assicurare, comunque,
  aiuti economici ai pescatori nelle stagioni di bassa produttività;

   visto che:

   l'articolo  1  della suddetta legge individua  i  Comuni  nei  cui
  territori  si  trovano tonnare attive quali soggetti erogatori  dei
  contributi regionali, il tutto tramite convenzioni con 'cooperative
  di  pescatori  o  soggetti  economici che operano  negli  specifici
  settori di attività';

   il Comune di Favignana, con propria delibera del 12 marzo 2009, ha
  rescisso la convenzione con la cooperativa 'La Mattanza', stipulata
  in  data  14  marzo 2000 ed in esecuzione di quanto previsto  dalla
  legge   citata,  in  quanto  la  suddetta  convenzione   non   dava
  possibilità  di verificare e di controllare la reale  effettuazione
  della pesca del tonno;

   gli  attuali  proprietari della tonnara Florio, in effetti,  hanno
  percepito,   in   questi   ultimi  anni,  i  contributi   regionali
  investendoli,  a quanto sembra, in altre attività non  legate  alla
  pesca del tonno;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente ed improcrastinabile intervenire presso
  il Comune di Favignana perché venga stipulata una nuova convenzione
  che   preveda  l'erogazione  dei  contributi  regionali   vincolati
  all'effettivo  svolgimento  della pesca  del  tonno  da  parte  dei
  pescatori favignanesi;

   se  non  ritengano utile stabilire 'a priori', con  il  Comune  di
  Favignana,  le  condizioni ottimali attuative  di  quanto  previsto
  dalla  l.  r.  n.  25  del  1998, al fine di garantire  l'effettivo
  utilizzo  dei fondi regionali per gli scopi previsti dalla suddetta
  normativa». (1053)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per  fornire la risposta.

   D'ANTRASSI,  assessore per le risorse agricole ed alimentari.  Con
  l'atto   parlamentare   ispettivo   numero   1053   gli   onorevoli
  interroganti    hanno   posto   l'attenzione   sulla   problematica
  dell'applicazione  della  legge  regionale  numero  25  del   1998,
  riguardante  i  provvedimenti  economici  in  favore  della   pesca
  tradizione del tonno.
   Al riguardo, dalla comunicazione pervenuta dal competente Servizio
  del  Dipartimento regionale della pesca, viene evidenziato  che  la
  competenza  in materia afferisce alle attribuzioni dell'Assessorato
  regionale per i beni culturali e l'identità siciliana. Difatti  dal
  1998   le  tonnare  fisse  siciliane  sono  diventate  beni   etno-
  antropologici  e  non  più  attività  produttiva  del  Dipartimento
  regionale  pesca.  L'unica competenza che attiene  al  mondo  della
  pesca   è   riconducibile  all'attribuzione  della   quota   tonno,
  attribuzione  questa  che  appartiene al  Ministero  delle  risorse
  agricole - Direzione Generale della pesca marittima.
   Tuttavia,  ancorché l'Assessore regionale per le risorse  agricole
  ed  alimentari è stato delegato dal Presidente della  Regione  alla
  trattazione  dell'atto ispettivo in oggetto, ad oggi non  risultano
  acquisite da parte del competente Assessorato regionale per i  beni
  culturali  e  l'identità  siciliana  le  informazioni  utili   alla
  risposta.
   Pertanto,  atteso che la competenza esclusiva in  materia  rientra
  tra   le   attribuzioni  dell'Assessorato  dei  beni  culturali   e
  dell'identità siciliana, è opportuno che sia quest'ultimo a curarne
  la  risposta.  In  tal senso ho già provveduto  ad  interessare  la
  Presidenza  della Regione affinché venga delegato alla  trattazione
  dell'atto parlamentare ispettivo in questione l'Assessore regionale
  per i beni culturali e l'identità siciliana competente in materia.
   La  presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante  e
  depositata  presso  i  competenti uffici  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Adamo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   ADAMO.    Mi   dichiaro   soddisfatta   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 1267 «Notizie sulle
  agevolazioni contributive introdotte nel 2006 in agricoltura per le
  zone  svantaggiate  e montane», a firma degli onorevoli  Mancuso  e
  Limoli. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole  e  alimentari, premesso che il 31 luglio 2010 cesseranno,
  se  non  interverrà alcun provvedimento di proroga, le agevolazioni
  contributive  in  agricoltura per le zone  svantaggiate  e  montane
  introdotte nel 2006;

   considerato  che  tutta  la Sici1ia, ai  fini  delle  agevolazioni
  contributive,  ricade  in  zona ultra-svantaggiata,  frontaliera  o
  montana,  e  che  pertanto  verrebbero  colpite  tutte  le  imprese
  agricole siciliane che assumono manodopera nonché tutte le  imprese
  commerciali    e   cooperative   di   lavorazione,   manipolazione,
  confezionamento e commercializzazione di prodotti agricoli;

   verificato  che  la  mancata approvazione di un  provvedimento  di
  proroga  delle  agevolazioni determinerebbe dall'1 agosto  2010  un
  aumento dell'88% dei contributi da versare per le zone svantaggiate
  (circa  6,5 euro in più per ogni giornata di lavoro) e del 20%  per
  le zone montane (un euro in più);

   rilevato  che  il  maggiore  onere  contributivo  per  le  imprese
  siciliane supererebbe i 50 milioni di euro in ragione d'anno e  che
  il  dato  porta  ad una inevitabile conseguenza:  'la  chiusura  di
  migliaia di imprese agricole e commerci li già alle prese  con  una
  crisi di vasta portata';

   considerato, infine, che le conseguenze sull'occupazione sarebbero
  rilevantissime,   determinando  decine  di  migliaia   di   mancate
  assunzioni  di operai agricoli e un aumento del ricorso  al  lavoro
  nero;

   per sapere, all'unisono con tutte le associazioni di categoria del
  settore,  se  non ritengano di intervenire urgentemente  presso  il
  Governo  nazionale  per  un'immediata  proroga  delle  agevolazioni
  contributive e per la loro successiva stabilizzazione  al  fine  di
  scongiurare un colpo mortale all'economia siciliana». (1267)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   D'ANTRASSI,  assessore per le risorse agricole e  alimentari.  Con
  l'atto  parlamentare  ispettivo numero 1267  del  23  luglio  2010,
  l'onorevole  interrogante  ha posto l'accento  sulla  necessità  di
  proroga  delle agevolazioni contributive dei datori di  lavoro  che
  operano in territori montani o in aree svantaggiate in scadenza  al
  31 luglio 2010.
   L'atto  parlamentare  in   esame è di contesto  identico  all'atto
  parlamentare numero 1300, presentato dall'onorevole D'Asero, e  con
  la presente si intende rispondere ad entrambe le interrogazioni.
   Come  è  noto  le  agevolazioni contributive  in  questione  hanno
  trovato  definitiva  soluzione con la legge di stabilità  2011  che
  all'articolo 1, comma 45, ha previsto che a decorrere dall'1 agosto
  2010  continuano ad applicarsi le disposizioni di cui  all'articolo
  2, comma 49, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
   L'aspetto   più   rilevante   delle  disposizioni   in   esame   è
  rappresentato dall'assenza di un termine di scadenza e che pertanto
  le  agevolazioni  in  questione hanno trovato applicazione  per  la
  parte   residua  dell'anno  2010  (agosto-dicembre)  e   troveranno
  applicazione  anche  per gli anni successivi, senza  necessità  che
  intervengano altri interventi legislativi di proroga.
   La  presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante  e
  depositata  presso  i  competenti uffici  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Mancuso   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   MANCUSO.   Mi   dichiaro   soddisfatto  della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione numero 1300  «Iniziative
  urgenti  per fronteggiare la crisi del settore agricolo»,  a  firma
  dell'onorevole D'Asero. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che il 19 luglio, presso la  camera
  di   commercio  di  Catania,  si  è  tenuto  un  incontro   tra   i
  rappresentati   delle   categorie   agricole   e   le   istituzioni
  territoriali  per fare il punto sullo stato di grave crisi  in  cui
  versa l'agricoltura in Sicilia;

   considerato che l'Assemblea regionale siciliana ha attenzionato il
  problema,  facendosi portavoce nei confronti del Governo  regionale
  delle  istanze  rappresentate dalle categorie, ma che  ad  oggi  la
  crisi che attanaglia il settore non accenna a diminuire;

   sottolineato  che  le  richieste emerse dal recente  dibattito  si
  concentrano  soprattutto  sulla  necessità  di  una  proroga  delle
  agevolazioni  contributive per le zone svantaggiate e  montane,  in
  scadenza al 31 luglio 2010;

   per sapere:

   se  sia stato già predisposto, per la parte di propria competenza,
  il  provvedimento  che proroga le agevolazioni in  scadenza  al  31
  luglio 2010;

   se  siano  state  poste  in essere tutte le  iniziative  opportune
  affinché  il  Governo nazionale attivi tutte le procedure  relative
  alle  problematiche di cui sopra, considerata tra l'altro la  grave
  crisi complessiva dell'agricoltura siciliana». (1300)

   Onorevole  D'Asero, poc'anzi l'Assessore, ha fornito  la  risposta
  anche  all'interrogazione  a  sua firma,  pertanto  ha  facoltà  di
  parlare per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  riguardo all' interrogazione - al di là dei tempi piuttosto lunghi,
  infatti  si riferisce al  luglio del 2010 -, sicuramente  l'ipotesi
  che vede la possibilità di utilizzare un beneficio nel contesto del
  mondo  agricolo, molto in difficoltà, è un elemento  che  crea  una
  condizione  per  poter ben sperare. Ma io, con l'occasione,  voglio
  evidenziare come il settore oggi sia in preda ad una grave crisi.
   E'   di   oggi,  come  lei  Assessore  ben  saprà,  questa  grande
  manifestazione  che gli agricoltori stanno portando  avanti  in  un
  grande  momento  di disperazione, invitando il Parlamento,  per  la
  parte  che gli compete, ma credo che prima del Parlamento siciliano
  tocchi  al  Governo e quindi all'Assessore che qui lo  rappresenta,
  andare verso un' azione che tenda a dimostrare come si voglia  dare
  una  risposta all'emergenza che, su tutti i fronti, oggi, di fatto,
  attraversa l'agricoltura. C'è un problema che riguarda gli  aspetti
  previdenziali,  c   è  un  problema che  riguarda  gli  aspetti  di
  mercato. Quindi sono problematiche un po' più ampie
   Poi,  ci  sono  degli aspetti che riguardano più  direttamente  la
  capacità della azione di governo in risposta alle problematiche più
  dirette,  e  mi riferisco all'applicazione delle varie  opportunità
  con  i  bandi per l'utilizzo delle risorse comunitarie, la risposta
  al  problema  del credito, la risposta al problema  dei  fabbisogni
  circa il credito di esercizio.
   Queste, secondo me, devono essere delle azioni concrete, energiche
  e   sinergiche  perché  chi  protesta,  come  in  questo  caso,  il
   Movimento dei forconi , possa essere nelle condizioni di  ottenere
  una  risposta,  ma  più  che una risposta di  capire  che  qui  c'è
  un'istituzione che si occupa di un problema che riguarda un settore
  portate dell'economia.
   Oggi  assistiamo,  e di questo signor Presidente l'Assemblea  deve
  farsene  carico,  ad  un  momento di grande delegittimazione  delle
  realtà  istituzionali rappresentative. Le associazioni di categoria
  davanti  a  queste  manifestazioni, di fatto,  vedono  sfuggire  la
  possibilità di un intervento diretto. Questo deve farci  riflettere
  perché  in  questo contesto di grande aggressione   popolare   alle
  istituzioni, anche questo problema dell'agricoltura è  un  problema
  che  ha  sicuramente una refluenza di carattere sociale e,  quindi,
  una   capacità  che  noi  dobbiamo  dimostrare  di  risposta   alle
  problematiche  per  frenare  le  strumentalizzazioni  che   possono
  portare a momenti di movimenti di massa.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, è soddisfatto?

   D'ASERO. No, sono insoddisfatto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  si  passa  alla  interrogazione
  numero  1437  «Notizie  in merito ai ritardi nell'attuazione  delle
  disposizioni  della  legge regionale n. 11 del  2010  adottate  per
  fronteggiare  la  grave  crisi  economica  del  comparto   agricolo
  siciliano», a firma degli onorevoli Cordaro e Maira.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari, premesso che:

   la  grave  crisi economica dell'agricoltura siciliana ha raggiunto
  livelli drammatici al punto di registrare, nel biennio 2007 - 2009,
  la  perdita di 7000 posti di lavoro nella sola provincia di Catania
  e  che  a  questo dato si aggiunge il fatto che, a causa del  minor
  numero di giornate lavorative ed al conseguente calo dell'indennità
  di   disoccupazione,  ogni  bracciante  agricolo   ha   avuto   una
  diminuzione annua di reddito pari a 4000 euro;

   il  mancato  rinnovo degli sgravi sugli oneri previdenziali  delle
  aziende agricole siciliane, scaduti lo scorso 31 luglio, impone  un
  costo  ulteriore  di  30  milioni di euro  annui  che  il  comparto
  agricolo non può sopportare;

   l'immobilismo  dell'azione del Governo regionale  si  registra  in
  maniera  disastrosa  nel  settore agricolo  anche  per  un'assoluta
  mancanza  di  proposte  e di dialogo con le istituzioni  europee  e
  nazionali;

   dallo scorso 20 aprile, giornata del 'Sicilia Agricoltura Day', ad
  oggi  nessun intervento per il superamento della crisi  agricola  è
  stato  nel frattempo concretamente attivato e che, a seguito  della
  manovra  finanziaria nazionale, la situazione  risulta  ancora  più
  pesante  al  punto che non risulta più rinviabile  l'immissione  di
  liquidità nel nostro settore agricolo;

   considerato che:

   nell'ultima  legge finanziaria regionale approvata  dall'Assemblea
  regionale  siciliana,  si  sono dettate  le  misure  di  intervento
  urgente   per  il  comparto  agricolo,  predisponendo  inoltre   la
  copertura finanziaria per ogni iniziativa all'uopo prevista, e  che
  a  tutt'oggi nessuna delle misure individuate dall'A.R.S.  è  stata
  avviata  dal  Governo regionale al punto che un  rappresentante  di
  categoria  ha  definito  l'agricoltura siciliana  come  un  'malato
  terminale a cui il Governo regionale toglie l'ossigeno';

   il blocco della spesa determinato dal Governo regionale incrementa
  ulteriormente  la  difficoltà  e lo stato  di  crisi  del  comparto
  agricolo;

   per sapere:

   quali  siano  le ragioni per cui i commi 4, 6, 14,  15,  20  e  28
  dell'art.  80  e l'art. 82 della l.r. 11/10 non siano  a  tutt'oggi
  stati attuati in favore degli operatori del settore agricolo;

   quali  iniziative  intendano assumere presso il Governo  nazionale
  affinché  si  ristabilisca  il criterio  di  fiscalizzazione  degli
  oneri   previdenziali  e  riduzione  delle  accise  sui  carburanti
  agricoli a favore delle imprese agricole siciliane;

   in  che  tempi  si siano impegnati ad erogare tutte  le  spettanze
  previste  e  dovute, ed in particolare quelle relative alle  misure
  agro-ambientali,  indennità  compensative,  zootecnia  e   per   le
  annualità pregresse;

   quali  siano  le  azioni che intendano portare  avanti  presso  la
  Comunità europea per scongiurare l'ennesima beffa per la Sicilia in
  materia  di  riforma  del PAC (politica agricola  comunitaria),  di
  accordi  commerciali  con i Paesi extracomunitari,  rispetto  delle
  regole di reciprocità e proroga ed incremento della soglia del  'de
  minimis' in agricoltura». (1437)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   D'ANTRASSI, assessore per le risorse agricole e alimentari. Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, con l'interrogazione  numero  1437
  l'onorevole Cordaro, nel manifestare la propria preoccupazione  per
  la  grave  crisi economica in cui versa l'agricoltura  siciliana  e
  nella  considerazione  che con la legge finanziaria  2010  si  sono
  dettate  le misure di intervento urgente per il comparto  agricolo,
  chiede di conoscere le motivazioni che hanno determinato ritardi di
  applicazione   nell'attuazione  delle  disposizioni   della   legge
  regionale  n.  11  del 2010 adottate, proprio, per fronteggiare  la
  crisi del comparto agricolo regionale.
   In   merito   alle  problematiche  contenute  nell'atto  ispettivo
  parlamentare,  riferisco  la situazione aggiornata  secondo  quanto
  comunicato  dal  dirigente  generale  del  Dipartimento  interventi
  strutturali con nota prot. 41899 del 4 agosto 2011. Si  rileva,  in
  via  generale, che gli interventi previsti dalla legge  finanziaria
  n.  11/2010  necessitano di procedure amministrative complesse  che
  richiedono,  in  taluni casi, dell'approvazione  preliminare  della
  Commissione  europea  per la disciplina del  regime  di  esenzione,
  circostanza   questa   che  determina  un  allungamento   dell'iter
  procedurale.
   Passando, in particolare, alla descrizione dello stato dei singoli
  procedimenti  amministrativi  per  le  misure  indicate   nell'atto
  parlamentare ispettivo si riferisce quanto segue:
    1) per quanto attiene il comma 4 della legge regionale 11/2010 che
  autorizza  la  Regione  siciliana a contribuire  al  raggiungimento
  della percentuale massima prevista dell'80 per cento del costo  dei
  premi per la stipula dei contratti assicurativi, con DDG 817 del  7
  aprile  2011  sono  state  approvate  le  disposizioni  applicative
  dell'aiuto  in esame. Si precisa che l'Assessorato per  le  risorse
  agricole  e  alimentari ha avuto approvate le modalità applicative,
  attraverso il riconoscimento del regime di esenzione da parte della
  Commissione europea, soltanto nel mese di marzo del corrente  anno.
  L'ufficio  al momento non può emanare il bando, ancorché già  dallo
  stesso  definito, per l'accesso al contributo da parte dei Consorzi
  di difesa, nonché dei singoli agricoltori, in quanto in atto l'AGEA
  non  ha  comunicato la partecipazione dell'importo  contributivo  a
  valere  sulle  risorse  nazionali e  comunitarie,  dato  essenziale
  questo per poter definire la quota di partecipazione della Regione.
  Proprio    al   fine   di   accelerare   le   complesse   procedure
  dell'intervento  in  esame il competente Ufficio  del  Dipartimento
  regionale interventi strutturali ha sollecitato recentemente l'AGEA
  a   comunicare  le  compartecipazioni  delle  quote   nazionali   e
  comunitarie.
    Proprio  al  fine di pubblicizzare tra gli operatori agricoli  il
  ricorso  al  sistema  di  prevenzione del  danno  da  avversità  in
  agricoltura   attraverso  la  stipula  di   polizze   assicurative,
  l'Assessorato  regionale  ha  organizzato  apposito  seminario  per
  diffondere   le   modalità  per  beneficiare   dell'intervento   in
  questione.
    2) Il Dipartimento, in applicazione di quanto stabilito dalla legge
  regionale  n.  11  del 12 maggio 2010, all'articolo  80,  comma  6,
  riguardante la concessione di contributi per la riduzione del costo
  di   carburante  agricolo  nonché  di  altri  costi  aziendali,  ha
  pubblicato  sulla G.U.R.S. n. 52 del 26 novembre 2010 il  DDG  1543
  del  10  novembre  2010  con  il  quale  sono  state  elaborate  le
  disposizioni attuative per la concessione di un aiuto alle  imprese
  agricole  siciliane  danneggiate dalla crisi di  mercato  nell'anno
  2009.
    Gli ispettorati provinciali per l'agricoltura stanno trasmettendo
  al servizio competente del Dipartimento interventi strutturali, gli
  elenchi delle ditte ammesse e non ammesse. A titolo esemplificativo
  posso  riferire  che sono state già 1.300 le istanze  pervenute  ed
  utilmente inserite nel primo elenco.
    Non  appena  la  graduatoria verrà definitivamente  approvata  si
  potrà   individuare  l'importo  da  ripartire   ad   ogni   singolo
  Ispettorato   provinciale  e  provvedere   alla   concessione   del
  contributo alle imprese agricole. Secondo le informazioni acquisite
  dal  competente  servizio  del  Dipartimento  regionale  interventi
  strutturali,  ad  oggi  sono  stati  definiti  numero   6   elenchi
  provinciali   e  si  attende  la  trasmissione  della   graduatorie
  definitive  delle  province di Palermo, Trapani  ed  Enna.  Si  può
  ragionevolmente  prevedere  che entro il  corrente  anno  si  potrà
  erogare  il  contributo economico alle imprese agricole  aventi  il
  diritto.
    3)  Per quanto riguarda il comma 14 dell'articolo 80, che prevede
  iniziative   ed   interventi  di  controllo  sulla  qualità   delle
  produzioni agricole, si porta a conoscenza che, a tal proposito,  è
  stato  sottoscritto,  in  data  7  gennaio  2011,  un  accordo   di
  collaborazione   tra   l'Assessorato  delle  risorse   agricole   e
  alimentari  e l'Istituto Zooprofilattico per la Sicilia finalizzato
  al  controllo dell'origine delle produzioni alimentari mediante una
  mappatura   del   prodotto  sul  territorio  siciliano,   mappatura
  genetica,  ed  una tavola digitale che riassuma le  caratteristiche
  genetiche, chimiche e radioisotopiche dei prodotti siciliani.
    4)  Per  quanto  attiene al comma 15 dell'articolo  80,  teso  al
  perseguimento  di  obiettivi di semplificazione amministrativa  dei
  procedimenti  di  interesse dei soggetti  che  esercitano  attività
  agricola, si rappresenta che il Dipartimento interventi strutturali
  ha  individuato  i procedimenti per i quali occorre procedere  alla
  semplificazione stessa.
    L'elenco  dei  processi individuati mediante apposito  promemoria
  inviato  e  condiviso  dal  sottoscritto  è  stato  successivamente
  trasmesso   agli   enti   locali  ed  ai   Dipartimenti   regionali
  interessati, al fine di raccogliere le proposte che ciascun ente  o
  Dipartimento  potrà  avanzare in ordine  alle  proprie  competenze,
  avviando  pertanto  la fase consultiva necessaria  per  definire  i
  contenuti  della  delibera che la Giunta regionale dovrà  adottare.
  Pertanto,  non  appena la procedura già avviata  verrà  completata,
  sarà  formulata  la  relativa proposta al  Governo  regionale  come
  indicato nella disposizione normativa in questione, ragionevolmente
  si può preventivare entro il corrente anno.
    5) In relazione alla previsione del comma 20 dell'art. 80, relativa
  all'istituzione  presso  l'Assessorato  regionale   delle   risorse
  agricole    e    alimentari   dell'Osservatorio    regionale    per
  l'imprenditoria  giovanile in agricoltura (ORIGA),  si  rappresenta
  che  la  disposizione  in  esame  ha  trovato  piena  ed  integrale
  applicazione  con  due decreti assessoriali. Con il  primo  Decreto
  assessoriale  n.  1626  del 15 novembre 2010,  si  è  proceduto  ad
  approvare   il  Regolamento  di  organizzazione,  funzionamento   e
  composizione del precitato Osservatorio, mentre con il  secondo  n.
  2858 del 15 dicembre 2010 si è proceduto alla nomina dei componenti
  interni ed esterni dell'Osservatorio.
    Infine,  con specifico provvedimento amministrativo del  Servizio
  6   del  Dipartimento  regionale degli Interventi  strutturali  per
  l'agricoltura,  si è proceduto all'impegno, per il  triennio  2010-
  2012, della somma di Euro 30.000,00 recate dal capitolo 144113  del
  Bilancio  della  Regione siciliana da utilizzare per  le  spese  di
  funzionamento dell'ORIGA;
   6) Relativamente al comma 28 dell'art. 80 della legge regionale n.
  11/2010,   riguardante  misure  volte  a  prevenire   il   fenomeno
  dell'usura,  l'Assessorato  ha preventivamente  approvato  l'avviso
  pubblico  (DDG  n. 2737 del 10 dicembre 2010) per la manifestazione
  di   interesse  per  l'adesione  dei  confidi  al  Fondo  regionale
  antiusura il cui termine di presentazione è scaduto il 31  dicembre
  2010.
   Con  successivo  DDG.  n.  902 del 23  maggio  2011  l'Assessorato
  all'economia  ha  provveduto ad iscrivere  sul  capitolo  di  nuova
  istituzione  del  bilancio regionale n. 542981  la  somma  di  Euro
  500.000,00.
   A  seguito  dell'avviso pubblico di cui sopra  hanno   manifestato
  interesse ad attuare gli interventi previsti dall'art. 18 bis della
  legge regionale n. 11/2005 i seguenti confidi:
   -   Credimpresa,   CreditAgriltalia,  Interconfidimed,   Unionfidi
  Sicilia, Confersefidi, Agriconlidi,  Multipla Confidi.
   Con  DDG.  n.  647  del  21  marzo 2011 sono  state  approvate  le
  disposizioni attuative della norma regionale in esame,  rivolte  ai
  confidi  che hanno aderito all'avviso pubblico. Dei sette  istituti
  che  hanno  manifestato l'interesse ad attuare  gli  interventi  in
  questione, soltanto uno ha presentato domanda di adesione  in  data
  30  giugno  2011,  prot. n. 36823; lo stesso  però  con  successiva
  comunicazione  del  3 agosto 2011, prot. n. 41558,  h  ritirato  la
  propria  adesione. In atto i competenti Uffici stanno approfondendo
  gli   esiti  negativi  dell'azione  amministrativa  messa  in  atto
  dall'Amministrazione   per   ricercare   adeguate   soluzioni   per
  salvaguardare le finalità previste dalla disposizione di legge.
   7)  Riguardo  l'articolo 82, riguardante i progetti  integrati  di
  filiera (PIF), si evidenzia che è già stata redatta la bozza  delle
  disposizioni  attuative  di parte specifica  relativa  ai  Progetti
  Integrati  di Filiera (PIF) e che in data 12 luglio 2011 la  stessa
  bozza  è  stata sottoposta preventivamente ai tavoli tecnici  prima
  della  sua  approvazione e pubblicazione, che  si  prevede  avvenga
  entro il termine del corrente anno.
    Per   quanto  attiene  ai  pagamenti  delle  annualità  pregresse
  concernenti  le misure agro-ambientali e le indennità compensative,
  si   allegano   le   tabelle   riepilogative   dei   dati   forniti
  dall'Organismo  Pagatore (AGEA) per gli anni 2008,  2009,  e  2010,
  distinte per province, di cui in questa sede per economia di  tempo
  si  tralascia la lettura e si mettono a disposizione dell'onorevole
  interrogante.
    Si evidenzia soltanto che per entrambe le misure per le annualità
  2008 e 2009 la percentuale di pagamenti supera abbondantemente l'80
  per cento delle domande presentate, mentre per l'annualità 2010  la
  percentuale sfiora il 60 per cento.
   Per  quanto riguarda le azioni a tutela dei prodotti siciliani nei
  confronti  delle  produzioni provenienti dai Paesi extracomunitari,
  si  rileva  che,  prendendo  spunto da un  Accordo  bilaterale  tra
  l'Unione europea e lo stato del Marocco, proprio sulla tematica  in
  questione  la  Giunta  regionale con deliberazione  n.  44  del  10
  febbraio  2011  si è fatta carico di un'importante  iniziativa  nei
  confronti  del  Governo  nazionale,  affinché  vengano  attivati  i
  competenti  organi  istituzionali dell'Unione  europea  per  quanto
  attiene  i  seguenti  aspetti:  l'introduzione  del  principio   di
  reciprocità  delle  condizioni produttive; la  previsione  che  gli
  Accordi  commerciali tengano debitamente conto di tutti  i  fattori
  competitività, ovvero dei costi sociali e di quelli  relativi  alla
  manodopera,   dell'alto  livello  di  protezione  della   sicurezza
  alimentare  dei consumatori europei; delle esigenze ambientali;  la
  previsione dei controllo fitosanitari, da effettuare nei  Paesi  di
  origine per i prodotti importati, nel rispetto della concorrenza  e
  della   tutela  sanitaria  ed  infine  di  privilegiare   negoziati
  commerciali  multilaterali piuttosto che bilaterali e di  mantenere
  il sistema dei prezzi di entrata per i prodotti ortofrutticoli.
   La  presente relazione verrà inviata all'onorevole interrogante  e
  depositata  presso  i  competenti uffici  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cordaro   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore,
  questa  interrogazione al Governo regionale  è  datata  13  ottobre
  2010. Devo ringraziare l'assessore D'Antrassi per la risposta  che,
  in  alcuni  tratti, ho valutato anche meticolosa,  però  credo  che
  questa sia sotto il profilo del metodo e della tempistica una prima
  risposta  alle  esigenze  ed  ai problemi  della  Sicilia.  Ad  una
  interrogazione del 13 ottobre si risponde il 20 settembre dell'anno
  dopo; è sempre qualcosa però immagino che i siciliani prendano atto
  del  fatto  che a problemi del genere si risponda con  un  anno  di
  ritardo, figuriamoci quando si tratta di dare risposte concrete non
  a  me - come nel caso in specie - ma alla collettività che vive  un
  momento di dramma economico e sociale.
   Ciò  denota,  per quanto mi riguarda, come premessa al  mio  breve
  intervento, l'assoluta inadeguatezza dei governi Lombardo a  quelle
  che sono le esigenze della Sicilia.
   Ma  al  di  là  di  questo che, però, ritengo dovesse  essere  una
  premessa  necessaria  perché credo che il rispetto  del  ruolo  dei
  parlamentari  debba  essere  tenuto  in  considerazione  da  questo
  Governo  ma  soprattutto  dal  suo Presidente,  insieme  ad  alcuni
  colleghi  facemmo  una  battaglia  per  il  risarcimento  danni  da
  Peronospora.  Ritorno perché quello che doveva  essere  un  ristoro
  concreto  per  gli agricoltori, alla fine si rivelò un  pannicello'
  caldo,  in  ragione del fatto che molte delle risorse  che  avevamo
  appostato in finanziaria a quel tempo furono distolte e dedicate ad
  altro  ed  alla  fine il governo Lombardo pensò bene  -  credo  nel
  settembre  dell'anno scorso - di chiudere i cordoni della  borsa  e
  quindi  diciamo  che,  in realtà, ciò che si  era  previsto  e  che
  avevamo  concordato dopo una serie di incontri con le  associazioni
  di  categoria si rivelò molto, molto riduttivo rispetto, ancora una
  volta, alle esigenze prospettate.
   Signor  Assessore, credo di doverle ricordare che dal 23 marzo  di
  quest'anno  abbiamo  al  Governo nazionale un  nuovo  Ministro  per
  l'agricoltura. Questo Ministro per l'agricoltura è un siciliano che
  con   fatti  concreti  ha  spostato  -  pur  tenendo  nella  dovuta
  considerazione   le  esigenze  nazionali  -  il  baricentro   degli
  interessi  degli  agricoltori  soprattutto,  dal  nord   dei   suoi
  predecessori  (Zaia e Galan) al sud della sua terra  e  soprattutto
  agli interessi della Sicilia e dei siciliani.
   Questo  ha fatto perché noi riteniamo che ci siano, e questo  dico
  soprattutto  a lei, perché riteniamo che, oggi, senza concertazione
  non  si  vada  da nessuna parte perché oggi si vive in  un  sistema
  dell'agricoltura  che va a tre velocità: una velocità  assai  lenta
  per  non  dire  nulla  che  è quella della Regione  siciliana,  una
  velocità  che   ha  ripreso  vigore,  che  è  quella  del   Governo
  nazionale,  una velocità che definirei alta velocità che  è  quella
  dell'Unione europea.
   Allora,  uno  dei temi sui quali il Ministro dell'agricoltura  sta
  battendosi  più  di  ogni altro è la ridiscussione  della  PAC,  la
  ridiscussione della politica agricola comunitaria fondamentale  per
  il   futuro  dell'agricoltura  italiana  e  quindi  nazionale,   ma
  soprattutto  direi per la crisi che sta attraversando l'agricoltura
  siciliana.
   Allora,  se un rappresentante della categoria, quando  io  ebbi  a
  scrivere questa interrogazione definì l'agricoltura siciliana  come
   un  malato  terminale  ed il Governo regionale,  come   colui  che
  toglieva  all'agricoltura l'ossigeno ; è  virgolettato  perché  non
  sono  io  che l'ho sostenuto, io credo che oggi ci siano  tutte  le
  condizioni per dare risposte serie all'agricoltura. Il timore,  era
  questa  la  ragione dell'interrogazione e resta, è che  quello  che
  abbiamo appostato nella finanziaria e mi riferisco ai commi  4,  6,
  14,  15, 20 e 28 dell'articolo 80 e articolo 82 della legge 11  del
  2010, restino lettera morta.
   Ho  apprezzato lo stile della sua risposta, però le  dico  a  Roma
  hanno  cominciato  a  correre;  per la  prima  volta  nella  storia
  nell'ultima    finanziaria   è   stata   prevista   l'equiparazione
  dell'imprenditore  agricolo  agli  altri  imprenditori,  dando   la
  possibilità,  per la prima volta nella storia, di  ristrutturare  i
  debiti del comparto agricolo, di determinare le transazioni fiscali
  sui  debiti derivanti da imposte e quindi di far fronte a  tutti  i
  casi  di  crisi e di insolvenza. Ciò non era mai accaduto,  per  la
  prima  volta è stato previsto, questo è un momento storico che  non
  possiamo perdere, invito lei e attraverso lei sicuramente  avrà  un
  dialogo   visto  che  ha  fatto  riferimento  al  dirigente   degli
  interventi  strutturali,  si  raccordi maggiormente  col  Ministero
  dell'agricoltura ed anche con la AGEA perché sono convinto che,  al
  di là di alcun spot che ho ascoltato nella sua garbata risposta, si
  possa fare tanto di più se il rapporto diventa, così come credo sia
  assolutamente  necessario, un rapporto  che  non  veda  barriere  e
  steccati di parti politiche, ma che metta al centro dell'attenzione
  esclusivamente   l'interesse   e  gli  interessi   dell'agricoltura
  siciliana.
   Questo  è  l'auspicio  e  quindi siccome  allo  stato  è  solo  un
  auspicio,  signor  Presidente, al di là  del  garbo  dell'assessore
  D'Antrassi  e  della profondità della sua risposta io  mi  dichiaro
  insoddisfatto  nella tempistica e dunque nel metodo  ed  anche  nel
  merito.

   PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 96
  «Iniziative per l'immediata erogazione delle spettanze dovute dagli
  operai forestali», a firma dell'onorevole Gucciardi. Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  data 14 maggio 2009 è stato sottoscritto dal Governo regionale
  un  accordo  che  concedeva un preciso numero di  ore  agli  operai
  forestali;

   detti operai da diverse settimane vivono una situazione di disagio
  per  il mancato rispetto dei termini di quell'accordo, accompagnato
  da ritardi nell'erogazione delle spettanze dovute;

   per   conoscere  se  non  ritenga,  nel  rispetto  degli   accordi
  stipulati, di dare immediata soluzione alla problematica del lavoro
  e della dignità degli operai forestali». (96)

   Ha  facoltà  di  parlare l'assessore per le  risorse  agricole  ed
  alimentari, dottore D'Antrassi, per  fornire la risposta.

   D'ANTRASSI,  assessore  per  le  risorse  agricole  e  alimentari.
  L'onorevole   interpellante  con  l'atto   parlamentare   ispettivo
  affronta   due   questioni  riguardanti  gli  opera   forestali   e
  precisamente:
   1. il  mancato rispetto dei termini del Protocollo d'Intesa del 14
      maggio 2009;
  2. il mancato pagamento degli emolumenti agli operai forestali alla
  data di presentazione dell'atto ispettivo.
   Relativamente al primo quesito deve rappresentarsi preliminarmente
  che,  per l'anno 2010 i fondi utilizzati per i lavori gestiti dagli
  Uffici  provinciali  del  Dipartimento  regionale  Azienda  Foreste
  Demaniali sono stati imputati al PAR-FAS 2007-2013, a valere  sulla
  linea  di intervento 4.3.1 (capitolo 554224 del Bilancio regionale)
  e,   quindi   non   sono  stati  utilizzati  fondi   regionali   ma
  Extraregionali.
   Per  quanto  riguarda  l'annualità 2009 il Protocollo  d'Intesa  è
  stato  quasi  del  tutto  rispettato.  Infatti  a  fronte  di   una
  previsione di 90-130 e 165 giornate lavorative per le tre fasce  di
  lavoratori forestali, sono state realizzate rispettivamente  87-125
  e 158 giornate lavorative.
   La     contrattazione    con    le    Organizzazioni     sindacali
  sull'applicazione del Protocollo d'Intesa dei lavoratori forestali,
  sottoscritto dall'onorevole Presidente della Regione il  14  maggio
  2009,  è  stata  rivista  nel corso dell'anno  2010  prevedendo  la
  riconferma   delle  medesime  giornate  lavorative   previste   per
  l'annualità     2009,    attese    le    difficoltà     finanziarie
  dell'Amministrazione regionale, che sono state comunque  realizzate
  e pagate.
   Nel  corso del corrente anno è stato siglato un nuovo accordo  con
  le  Organizzazioni sindacali di categoria che riconferma per intero
  l'accordo  del 2009, statuendo il numero delle giornate  lavorative
  per le tre fasce in 101-151 e 180.
   Relativamente  alla problematica dei pagamenti, si  evidenzia  che
  l'utilizzo dei Fondi PAR-FAS ha comportato la messa in opera di  un
  complesso  procedimento  amministrativo in  linea  con  la  vigente
  normativa dei lavori pubblici. Infatti, per la corretta e legittima
  attivazione  di  dette  risorse, si è reso  necessario  predisporre
  singole   perizie  recanti  la  progettazione  di   interventi   di
  rinaturalizzazione   da   eseguirsi   in   economia   (quindi   con
  l'assunzione  diretta  dei  lavoratori  forestali);  ogni  perizia,
  redatta  dagli  Uffici  Provinciali  dell'Azienda  (UPA),  è  stata
  successivamente  trasmessa dal Dipartimento che  ha  provveduto  ad
  approvarla  in  linea  tecnica  mediante  una  struttura   all'uopo
  preposta;  per  ogni singola perizia è stato, inoltre,  predisposto
  apposito  Decreto  del Dirigente generale di impegno  di  spesa  e,
  infine,  è  stato emesso relativo ordine di accreditamento  all'UPA
  competente.
   Pertanto,  il  sistema dei pagamenti è risultato subordinato  alla
  definizione  di tale complesso iter amministrativo che ha  previsto
  il    coinvolgimento   degli   Uffici   centrali    e    periferici
  dell'Assessorato nel procedimento amministrativo-tecnico-contabile.
   Quindi,   il  differimento  nel  corso  dell'anno  2010   tra   la
  prestazione lavorativa e la retribuzione del lavoratore  non  è  da
  imputare   a   specifiche  inadempienze  degli  uffici,   ma   alla
  definizione del complesso iter amministrativo legato alla legittima
  attivazione  dei  Fondi  PAR-FAS. Come  già  si  è  avuto  modo  di
  anticipare  precedentemente,  per  l'anno  2010  tutti  gli  operai
  forestali sono stati regolarmente pagati.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Gucciardi  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   GUCCIARDI. Mi dichiaro soddisfatto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Di Mauro è  in  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ricordo ai capigruppo che la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari è convocata alle ore 18.00 di oggi.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  21
  settembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I - Comunicazioni.

   II  - Discussione della mozione numero 285   Censura all'Assessore
  regionale   per  la  salute   degli  onorevoli  Limoli,   Leontini,
  Beninati,  Bosco,  Buzzanca,  Campagna,  Caputo,  Corona,  D'Asero,
  Falcone,  Formica, Leanza E., Mancuso, Marinese,  Pogliese,  Scoma,
  Torregrossa, Vinciullo.

                   La seduta è tolta alle ore 17.33

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO:
   Risposte scritte ad interrogazioni

            Rubrica «Autonomie locali e Funzione pubblica»

   MARINESE.  -  «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  autonomie  locali  e  la funzione pubblica e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   il  dott. Gioacchino Genchi è un dirigente della Regione siciliana
  che   presta   servizio  presso  il  Dipartimento   Ambiente   (già
  Dipartimento  Territorio  ed  Ambiente) dell'Assessorato  regionale
  Territorio e ambiente;

   il  dott.  Alessandro  Pellerito  è  un  dirigente  della  Regione
  siciliana   che   ha  prestato  servizio  presso  il   Dipartimento
  Territorio e Ambiente dell'Assessorato regionale Territorio;

   una  sentenza  della  Corte di Cassazione  -  Sez.  Penale  -  del
  dicembre 2000, pur prendendo atto dell'intervenuta prescrizione del
  reato contestato al dott. Genchi (abuso d'ufficio) ed altri,  ha  -
  testualmente  -  stabilito  che: 'E' indubbio,  quindi,  che  nella
  condotta  dei  prevenuti,  così  come  ricostruita,  ricorrono  gli
  estremi  dell'abuso  d'ufficio: ed invero, il Genchi  (...)  e  pur
  ufficialmente   investiti,  in  ragione  della  pubblica   funzione
  esercitata  in  seno all'Ente Regione, del progetto di  risanamento
  delle  acque  del  golfo  di Gela e del fiume  Platani,  tanto  che
  entrambi ebbero a redigere una 'relazione di presentazione' per  il
  finanziamento del progetto ed il primo (il dott. Genchi),  inoltre,
  assunse  -  di  fatto  -  il  ruolo  di  'responsabile  tecnico'  e
  sottoscrisse il verbale di avviamento delle attività connesse  alla
  'TEI Sud. s.p.a', contestualmente si attivarono, con piena adesione
  degli  altri  correi, per rilevare in proprio l'esecuzione  di  una
  parte  dei  lavori  commessi alla 'TEI', per  trarre  un  vantaggio
  economico   personale,  determinando  così   una   non   consentita
  commistione  tra  interesse  pubblico  e  privato  e  mortificando,
  quindi,  il principio d'imparzialità posto a presidio dell'attività
  della  P.A. E' di intuitiva evidenza che i due funzionari regionali
  (il dott. Genchi ed un altro dirigente), per la posizione ricoperta
  e  per  l'interesse  personale  perseguito,  avevano  l'obbligo  di
  astensione,   che,   invece   disinvoltamente   violarono,    nella
  intenzionale prospettiva, divenuta, poi, realtà di procurare a sè e
  al  gruppo  di  universitari a loro legati  un  ingiusto  vantaggio
  patrimoniale (...)';

   il  dott.  Genchi, nonostante i suddetti trascorsi giudiziari  per
  reati contro la P.A., non soltanto non ha avuto allora applicata  -
  e  neanche proposta - alcuna sanzione disciplinare, ma nel dicembre
  2001  è  stato  anche 'premiato' con la nomina a  responsabile  del
  Servizio   3   del   Dipartimento  Territorio  e   Ambiente   (oggi
  Dipartimento Ambiente);

   l'Amministrazione  regionale,  non   avendo  intrapreso  la  sopra
  accennata  azione  disciplinare, si è  trovata  anche  costretta  a
  versare  al dirigente lo stipendio relativo al periodo di tempo  in
  cui è stato sospeso dal servizio;

   il  dott.  Genchi  negli anni successivi ha continuato  a   creare
  gravi  problemi all'Amministrazione;

   nel  2004  il Dipartimento ha intrapreso un'azione disciplinare  -
  sia   contro  il  dott.  Genchi  sia  contro  il  dott.   Pellerito
  (responsabile di una delle unità operative del servizio diretto dal
  dott.  Genchi)  -  ma  tale procedimento è stato  archiviato  dalla
  commissione  di  disciplina per un vizio di forma  consistente  nel
  ritardo dell'avvio del procedimento;

   sempre  nel  2004,  oltre all'avvio dell'azione  disciplinare  nei
  confronti  del dott. Genchi e del dott. Pellerito, il  Dipartimento
  aveva  chiesto  l'applicazione delle misure previste  dall'art.  10
  della   L.R.   10/2000  in  caso  di  responsabilità   dirigenziale
  (sospensione  dall'esercizio  di  incarichi  di  pari   livello   o
  licenziamento)   -  per  reiterata  inosservanza   alle   direttive
  impartite   e  per  aver  causato  grave  pregiudizio  all'immagine
  dell'Amministrazione - e l'Assessore pro tempore  aveva  provveduto
  ad interessare del caso la Giunta di Governo;

   nonostante  nel corso del 2005 l'Amministrazione abbia sollecitato
  la  definizione  dei suddetti procedimenti - peraltro  fornendo  al
  riguardo motivi aggiunti - la Giunta di Governo dell'epoca  non  ha
  mai affrontato la questione;

   sempre  nel  corso del 2005 (con un nuovo dirigente  generale)  il
  dott. Genchi ed altri dirigenti del servizio cui era preposto  (tra
  cui    il    dott.    Pellerito)   hanno   adottato   comportamenti
  ostruzionistici  per impedire l'avvicendamento  del  dott.  Genchi,
  causando  le  dimissioni del nuovo dirigente  del  servizio  ed  il
  blocco   totale  dell'attività  del  servizio  che,  tra   l'altro,
  comprendeva  il  rilascio delle autorizzazioni  alle  emissioni  in
  atmosfera di numerosissimi insediamenti produttivi;

   tale  situazione (dopo un mese e mezzo di blocco)  costringeva  il
  dirigente  generale pro tempore a reincaricare il dott. Genchi  nel
  precedente incarico;

   nonostante  ciò  il  dott.  Genchi  ed  altri  due  dirigenti  del
  servizio, tra cui il dott. Pellerito, hanno continuato a rifiutarsi
  di  sottoscrivere  il contratto, determinando la continuazione  del
  blocco  totale delle attività del Servizio (protrattasi  in  questo
  modo  per oltre cinque mesi), sino a quando non hanno costretto  il
  dirigente generale ad assegnare loro il massimo delle indennità  di
  parte  variabile (con consistenti aumenti ottenuti solo da  loro  e
  non  da  altri  dirigenti del Dipartimento)  e  nonostante  fossero
  diminuite le competenze del Servizio e rimanessero invariate quelle
  delle unità operative;

   il  dott.  Genchi  ed il dott. Pellerito avrebbero  reiteratamente
  (nel  2004 e nel 2006) mancato di adempiere alle direttive generali
  riferite  all'obiettivo  di  delega  alle  province  regionali   di
  attività  a  ridotto  impatto  ambientale,  disattendendo  anche  a
  precise disposizioni previste da leggi regionali;

   nel corso del 2007 e del 2008 (con un altro dirigente generale) il
  dott.  Genchi,  con  il fattivo contributo del dott.  Pellerito,  a
  seguito  della rotazione alcuni dirigenti (tra cui lo stesso  dott.
  Genchi),  poneva  in essere - sia direttamente  che  tramite  forze
  politiche  e  sindacali ed organi di informazione  -  una  campagna
  denigratoria  nei  confronti del dirigente  generale  e  del  nuovo
  dirigente   responsabile  del  Servizio  3,   gettando   discredito
  sull'Amministrazione  regionale  ed  ingenerando   nella   pubblica
  opinione dubbi sulla legalità dell'operato della stessa, con  grave
  nocumento all'immagine della P.A.;

   tra   le  innumerevoli  accuse  (dimostratesi  infondate  e   non,
  perseguite né dall'autorità giudiziaria né dalla Corte dei  conti),
  il  dott.  Genchi accusava pubblicamente il dirigente  generale  di
  averlo  rimosso dal suo incarico in maniera arbitraria, quale  atto
  ritorsivo  rispetto alla posizione di diniego  da  lui  assunta  in
  ordine  alle  autorizzazioni  relative  ai  termovalorizzatori  dei
  rifiuti;

   detta  accusa  era palesemente infondata in quanto il responsabile
  di   tali  procedimenti  autorizzativi  era  il  dottor  Alessandro
  Pellerito,  che  rimaneva al suo posto, ed anche  dopo  aver  avuto
  revocato  l'incarico non risulta che dall'Assessorato  siano  state
  rilasciate autorizzazioni, nulla osta o pareri favorevoli su  detti
  termovalorizzatori, né i dirigenti che hanno sostituito il  dottore
  Genchi  ed il dottore Pellerito si sono mai espressi favorevolmente
  in merito;

   il dottore Genchi sarebbe perfino giunto ad accusare falsamente su
  mezzi  di  informazione il dirigente generale di  un  tentativo  di
  strangolamento  nei  suoi  confronti e nei  confronti  del  dottore
  Pellerito,  accusa sconfessata sia da una ripresa video  effettuata
  dello  stesso  dottore Pellerito e diffusa via  internet,  sia  dai
  testimoni  presenti (infatti l'autorità giudiziaria, in ambedue  le
  occasioni  chiamata  dal  dottore  Genchi,  non  ha  proceduto  nei
  confronti del dirigente generale);

   il  nuovo  dirigente del Servizio, che resisteva  ad  innumerevoli
  tentativi   di  delegittimazione  e  diffamazioni,  avrebbe   anche
  scoperto gravissime omissioni e inottemperanza a leggi, regolamenti
  e  direttive, nonché danni erariali imputabili al dottore Genchi ed
  al dottore Pellerito;

   il  dott. Genchi e il dott. Pellerito, al fine di costringere alle
  dimissioni  il  nuovo dirigente del Servizio  3  e  costringere  il
  dirigente generale a reinserire il dott. Genchi presso il  Servizio
  3,  nei primi mesi del 2007 avrebbero posto in essere comportamenti
  omissivi   ed   ostruzionistici  volti  ad  impedire  il   regolare
  funzionamento del Servizio 3, rifiutandosi persino di  adempiere  a
  disposizioni formali e reiterate, volte a ripristinare  il  normale
  funzionamento  del Servizio 3. Come già visto, detti  comportamenti
  costituivano  una  'strategia'  già  applicata   nel  corso   della
  precedente riorganizzazione dipartimentale del 2005;

   una   denuncia  dei  suddetti  fatti,  presentata  dal   dirigente
  generale, sarebbe stata archiviata dal G.I.P., essendo condivise le
  richieste  del  P.M.,  che  non  ha  riscontrato  fatti  penalmente
  perseguibili  e precisandosi tuttavia di 'prescindere da  eventuali
  aspetti di rilievo disciplinare';

   in  una  ulteriore ordinanza di archiviazione del G.I.P. in ordine
  ad  una  denuncia presentata dal dott. Pellerito nei confronti  del
  dirigente  generale e del nuovo dirigente del Servizio 3 si  rileva
  ulteriormente  che:  'Risulta pertanto  evidente  che  le  condotte
  denunciate dall'odierno opponente, se e nella misura in  cui  siano
  state  effettivamente  poste in essere  dagli  indagati,  sarebbero
  state compiute non col diretto od indiretto intento di soggiogare o
  vessare  lo stesso opponente, bensì con quello di porre fine  a  un
  intollerabile  tentativo  di coartazione  o  condizionamento  delle
  scelte di direzione generale dell'assessorato';

   il   dott.  Genchi,  invece  di  proporre  norme  e  provvedimenti
  procedurali  di  attuazione  del d.lgs. 152/2006,  avrebbe  emanato
  personalmente  direttive  interpretative della  norma,  indirizzate
  alle   province  regionali  ed  agli  uffici  di  segreteria  delle
  commissioni  provinciali tutela ambiente,  non  solo  usurpando  la
  firma  ed  i poteri attribuiti all'Assessore dalla legge, ma  anche
  emanando  disposizioni  procedurali illegittime  e  contrarie  alle
  procedure  stabilite  dalle leggi regionali. Tutto  ciò  nonostante
  pareri  dell'Ufficio legislativo e legale, peraltro mai  portati  a
  conoscenza dei vertici dell'Amministrazione, confermati anche da un
  parere dell'Avvocatura dello Stato;

   il   dottore  Genchi  ed  il  dottore  Pellerito,  nonostante  gli
  avvertimenti  direttamente indirizzati al Servizio 3 da  parte  del
  Dipartimento finanze, hanno violato precise disposizioni  di  legge
  rilasciando  oltre  n.  300  autorizzazioni  senza  verificare   il
  pagamento  della  tassa,  non avvertendo successivamente  le  ditte
  dell'inefficacia  di  dette  autorizzazioni  e  non  procedendo  al
  recupero  delle  tasse  evase, causando un danno  erariale  per  il
  mancato pagamento della tassa e delle relative sanzioni;

   di  recente  la Corte dei conti li ha condannati al pagamento  dei
  danni erariali derivanti dal loro comportamento in quanto: 'Non v'è
  dubbio  che il comportamento degli odierni convenuti sia gravemente
  colposo  e  privo di giustificazione alcuna essendo i due dirigenti
  ben consapevoli dell'univoco indirizzo assunto dall'Amministrazione
  regionale, in quanto l'Assessorato regionale territorio e  ambiente
  ed  in particolare il servizio 3 è stato destinatario degli atti di
  indirizzo   prima   descritti,  che  sono   stati   volontariamente
  disapplicati,  con grave nocumento per la Regione siciliana  (...).
  Il  comportamento  degli  odierni  convenuti  per  la  perseverante
  inosservanza degli obblighi di servizio, ovviamente per i  riflessi
  legati  all'erario, si appalesa biasimevole, atteso che gli stessi,
  dopo   l'ulteriore   precisazione  e  richiesta  del   Dipartimento
  regionale  Finanza  e  Credito  di  applicazione  della  tassa   di
  concessione   governativa  regionale  oggetto  delle   note   (...)
  avrebbero dovuto ottemperare ed invece hanno persistito nella  loro
  condotta  (...). Nel caso in specie, l'amministrazione  ha  fornito
  ampia, chiara e reiterata lettura delle norme; ha più volte offerto
  chiarimenti  e  delucidazioni, richiamando  anche  ben  tre  pareri
  dell'Ufficio legislativo e legale (...)';

   il  dott.  Genchi,  nonostante non ricoprisse più  alcun  incarico
  presso  il  Servizio  3  del Dipartimento territorio  ed  ambiente,
  utilizzando  la  carta intestata del Servizio 3, avrebbe  divulgato
  sia    all'interno   del   Dipartimento   sia   all'esterno   false
  informazioni,  affermando di essere il dirigente  responsabile  del
  Servizio 3;

   il  dott.  Genchi ed il dott. Pellerito, sebbene non  ricoprissero
  più  alcun  incarico  presso il Servizio 3, avrebbero  attivato  ed
  utilizzato  un registro di protocollo e fogli vettore intestati  al
  Servizio 3, abusivi e paralleli a quelli ufficiali del Servizio;

   il  dott.  Genchi  sarebbe perfino giunto  a  sottoscrivere  n.  2
  decreti  di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, predisposti
  dal  dott. Pellerito, nonché a convocare una conferenza di servizi,
  nonostante  i  due  suddetti dirigenti non ricoprissero  più  alcun
  incarico presso il Servizio 3;

   costoro,  sebbene  sollecitati in passato sia  dall'Assessore  pro
  tempore   che  dal  competente  Ministero,  avrebbero   omesso   di
  predisporre  un  piano  per  la qualità  dell'aria  e  molti  altri
  adempimenti  previsti  dalla legge sin  dal  1999,  causando  anche
  l'avvio  di  una procedura di infrazione comunitaria e costringendo
  il  nuovo  dirigente del Servizio e l'Amministrazione a  colmare  i
  ritardi  in  cui  era  incorso l'Assessorato a  causa  delle  gravi
  omissioni  proprio del dott. Genchi, redigendo in tempi  brevissimi
  un  piano  regionale di coordinamento per la tutela  della  qualità
  dell'aria della Regione siciliana;

   il  dott.  Genchi,  invece di compiere il suo dovere  di  pubblico
  dipendente   informando   l'amministrazione   degli   errori    non
  sostanziali  contenuti nel suddetto piano,  si  sarebbe  rivolto  a
  Legambiente  per scatenare una campagna mediatica contro  il  nuovo
  dirigente  del  Servizio  ed il dirigente generale,  denunciando  -
  peraltro falsamente - che il piano sarebbe stato copiato da  quello
  della Regione Veneto;

   tenuto  conto  del  gravissimo danno  all'immagine  della  Regione
  causato   dalle  accuse  del  dott.  Genchi  e  dei  dirigenti   di
  Legambiente  -  che  avevano  causato  anche  la  pubblicazione  di
  numerosi  articoli giornalistici e la trasmissione di inchieste  su
  emittenti  televisive a diffusione nazionale, l'Amministrazione  ha
  chiesto   all'Avvocatura   dello  Stato   di   citare   per   danni
  l'Associazione Legambiente, i suoi dirigenti ed il dott. Genchi;

   l'Avvocatura   dello  Stato,  ritenendo  valide   e   fondate   le
  circostanze  evidenziate, ha citato per danni l'associazione  ed  i
  suoi  dirigenti,  mentre nei confronti del dott.  Genchi  ha  fatto
  presente  che  solo perchè 'apparendo peraltro inopportuno,  almeno
  allo  stato  ed  in  attesa degli sviluppi  dei  vari  procedimenti
  (giurisdizionali,  disciplinare), agire autonomamente  in  giudizio
  contro il predetto Genchi';

   il  dott.  Genchi, dopo la revoca dall'incarico, avrebbe sottratto
  un  computer portatile del Servizio 3, rifiutandosi formalmente  di
  restituirlo, nonostante non ricoprisse alcun incarico ed  avesse  a
  disposizione un computer fisso;

   l'Amministrazione ha reiteratamente chiesto agli  organi  politici
  ed  al  Dipartimento del personale della Presidenza  della  Regione
  l'avvio  di  un procedimento disciplinare nei confronti  del  dott.
  Genchi  e  il  suo trasferimento ad altro Dipartimento  perché  gli
  fosse  affidato  un  incarico equivalente,  senza  ottenere  quanto
  richiesto e neanche un formale diniego;

   uno  staff  per  la  valutazione della dirigenza del  Dipartimento
  Territorio ed ambiente ha confermato che il dott. Genchi:
   -  non aveva proposto un schema di decreto di delega alle province
  regionali  di  ulteriori attività a ridotto impatto ambientale  non
  sottoposte per legge a valutazione di impatto ambientale;
   -  aveva  emesso  a  propria firma, invece che  porle  alla  firma
  dell'Assessore,  direttive agli uffici periferici del  Dipartimento
  ed   alle  commissioni  provinciali  per  la  tutela  dell'ambiente
  (C.P.T.A.),  volte  ad  abolire  il  parere  delle  C.P.T.A.  sulle
  autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, direttive peraltro  non
  condivise successivamente dall'Amministrazione;
   - aveva convocato a propria firma conferenze di servizi anche dopo
  il ritiro delle deleghe 'alla firma';
   -   aveva   seguito   procedure  irregolari  per   l'acquisto   di
  attrezzature informatiche e non aveva fatto collaudare  e  prendere
  in carico tali attrezzature all'Amministrazione;
   -  aveva omesso di applicare alle autorizzazioni alle emissioni in
  atmosfera la tassa regionale di concessione governativa, nonostante
  un diretto richiamo del Dipartimento finanze e credito;
   -  non  aveva  assegnato per il seguito di  competenza  circa  200
  pratiche pervenute al Servizio nel periodo luglio-dicembre 2006;

   a fine 2008 la C.G.I.L. presentava un esposto agli organi politici
  della  Regione ed alle Procure della Repubblica e della  Corte  dei
  conti,  in  cui  denunciava una serie di illegalità perpetrate  dal
  Dipartimento Territorio ed ambiente;

   detto  esposto,  cui  non seguiva alcuna azione  repressiva  della
  magistratura  penale  e contabile, era verosimilmente  redatto  dal
  dott.   Genchi,  peraltro  presente  alla  conferenza   stampa   di
  presentazione  e  recentemente transitato da altro  sindacato  alla
  CGIL;

   con   detto   esposto  il  dott.  Genchi  avrebbe   continuato   a
  strumentalizzare  forze  politiche, sindacali  ed  ambientali  (che
  inizialmente  vengono  tratte in inganno da informazioni  parziali,
  faziose,  ma  'ben  confezionate')  per  gettare  discredito  sulla
  Regione   siciliana  e  per  farsi  accreditare  presso  l'opinione
  pubblica,  forze  politiche ed uffici giudiziari come  'martire'  e
  difensore della legalità e dell'ambiente;

   infatti il dott. Genchi avrebbe già coinvolto nelle sue trame':
   -   il   sindacato  RdB,  di  cui  era  rappresentante  sindacale,
  inducendolo   a   citare   in   giudizio   l'amministrazione    per
  comportamento   antisindacale,  ma  ottenendo   solo   il   rigetto
  dell'istanza per l'assoluta infondatezza delle accuse  e,  persino,
  la condanna del sindacato a pagare tutte le spese di giudizio;
   -  l'associazione Legambiente di cui si è già detto, inducendola a
  denunciare  pubblicamente,  con grande risonanza  anche  sui  media
  nazionali,  che  il  piano  regionale  per  tutela  della   qualità
  dell'aria  era interamente copiato da quello della Regione  Veneto,
  mentre  si  è  poi appurato che detto piano presentava solo  alcuni
  refusi  nella  relazione generale introduttiva. Infatti  la  stessa
  Legambiente  ha poi nominato un proprio rappresentante  nel  tavolo
  tecnico  per  l'attuazione del suddetto piano.  Tuttavia,  data  la
  risonanza  avuta  dalla  vicenda sui media,  l'Amministrazione  era
  costretta a citare per danni i responsabili di Legambiente;
   -  vari deputati regionali e nazionali, indotti a presentare  atti
  ispettivi  ispirati e redatti dal dott. Genchi,  contenenti  accuse
  false ed ipotesi dimostratesi del tutto infondate;

   finalmente  nel  2009, l'Assessore regionale per il  territorio  e
  l'ambiente,  su  proposta del Dipartimento, ha  finalmente  chiesto
  l'apertura  di  un procedimento in Giunta nei confronti  del  dott.
  Genchi e del dott. Pellerito, rilevando che:
   '-  la  maggior parte delle contestazioni formulate dal  Dirigente
  generale nei confronti dei dirigenti in oggetto appaiono supportate
  da atti documentali dell'Amministrazione (...);
   -  la  contestazione relativa alla reiterata disapplicazione della
  direttiva generale assessoriale in ordine alla delega alle Province
  regionali  di  autorizzazioni alle emissioni in atmosfera  è  stata
  riscontrata  anche  nel corso del procedimento di  valutazione  dei
  suddetti dirigenti per l'attività svolta nel corso del 2006;
   - la contestazione formulata nei confronti del solo dott. Genchi e
  relativa  all'aver emanato a propria firma direttive di  competenza
  dell'Assessore  e,  peraltro non condivise dall'Amministrazione,  è
  stata  riscontrata anche nel corso del procedimento di  valutazione
  dei suddetti dirigenti per l'attività svolta nel corso del 2006;
   -  anche  le contestazioni formulate nei confronti del solo  dott.
  Genchi  e  relative all'aver continuato a convocare  conferenze  di
  servizio  anche  dopo il ritiro delle deleghe  alla  firma,  l'aver
  seguito procedure irregolari per l'acquisto di attrezzature  e  non
  avere  applicato la tassa di concessione governativa regionale  per
  le  autorizzazioni di sua competenza è stata riscontrata anche  nel
  corso  del  procedimento di valutazione dei suddetti dirigenti  per
  l'attività svolta nel corso del 2006;
   -  la  mancata applicazione della tassa di cui sopra è stata anche
  avvalorata  dal  Dipartimento Bilancio  e  Finanze  ed  oggetto  di
  richiesta  di messa in mora da parte della Procura della Corte  dei
  conti per danno erariale;
   -  anche la mancata predisposizione di un piano regionale  per  la
  qualità  dell'aria  e degli adempimenti ad esso  connessi,  risulta
  documentata ed ha causato l'apertura di una procedura di infrazione
  comunitaria;
   -  dalle  controdeduzioni presentate dai dirigenti in oggetto  non
  risulta alcun elemento atto a confutare le contestazioni supportate
  da atti documentali;
   -  le motivazioni per le quali il Dirigente generale ha provveduto
  a  revocare  unilateralmente l'incarico dei dirigenti in questione,
  sono ricomprese nella richiesta di cui in oggetto;
   -  anche  nel ricorso straordinario al Presidente della Regione  i
  suddetti  dirigenti non hanno contestato le motivazioni  alla  base
  della  revoca  anticipata  dell'incarico  da  parte  del  Dirigente
  generale, ma solo la sua incompetenza ad adottare l'atto.
   Per  quanto  sopra  espresso lo scrivente  ritiene  che,  anche  a
  prescindere   dagli   aspetti   di   responsabilità   contabile   e
  disciplinare  rilevabili  dalla richiesta del  Dirigente  generale,
  sussistano a carico dei due dirigenti specifiche responsabilità per
  i   risultati  negativi   dell'attività  amministrativa   e   della
  gestione,  il  mancato raggiungimento di obiettivi e l'inosservanza
  delle  direttive  generali, tali da dover sottoporre  la  questione
  alla Giunta regionale di Governo.
   Inoltre,  stante  la  stretta correlazione tra  le  responsabilità
  addebitate   ai  due  dirigenti  e  le  motivazioni  della   revoca
  unilaterale  dell'incarico  da parte  del  Dirigente  generale,  lo
  scrivente chiede all'On. Presidente della Regione di promuovere una
  delibera della Giunta regionale necessaria per ratificare, ora  per
  allora, i provvedimenti di revoca del Dirigente generale di cui  ai
  D.D.G.  n. 510 e n. 511 del 08.06.2007 e per decidere quali  misure
  adottare  nei  confronti dei due dirigenti ai  sensi  dell'alt  10,
  comma 4, della L.R. 10/2000';
   con  deliberazioni n. 116 e n. 117 del 3 aprile  2009,  la  Giunta
  regionale deliberava di:
   -  convalidare i decreti del dirigente generale n. 510  e  n.  511
  dell'8.06.2007, con i quali erano state disposte le  revoche  dagli
  incarichi dirigenziali ai dirigenti Gioacchino Genchi ed Alessandro
  Pellerito;
   -  escludere i suddetti dirigenti dal conferimento di incarichi di
  livello dirigenziale corrispondente a quello revocato dal dirigente
  generale per un periodo di 4 anni per il dott. Genchi e di  2  anni
  per   il   dott.  Pellerito,  decorrenti  dalla  data   di   revoca
  contrattuale (8 giugno 2007);

   nel  2009  il  dott.  Genchi ha citato per danni l'Amministrazione
  che,  nel  difendersi, sulla base del gravissimo danno all'immagine
  della  Regione  causato dalle accuse del dott. Genchi pubblicizzate
  su  vari  media e sopra riportate, ha chiesto all'Avvocatura  dello
  Stato di citare lo stesso dott. Genchi per danni;
   l'Avvocatura   dello  Stato,  ritenendo  valide   e   fondate   le
  circostanze evidenziate, lo ha citato a sua volta per danni;

   considerato che:

   l'art.  9, comma 2, del D.P.R. 641/1972, dispone che: 'Il pubblico
  ufficiale  che  emette  atti  soggetti a  tasse  sulle  concessioni
  governative senza che sia stato effettuato pagamento del tributo  è
  punito con la sanzione amministrativa da euro 103 a 516 euro e ed è
  tenuto al pagamento del tributo medesimo, salvo regresso';

   l'art.  56  del  vigente contratto collettivo di lavoro  dell'area
  della  dirigenza prevede che: '1. Ferme restando le  responsabilità
  dirigenziali  di  cui all'art. 10 della legge regionale  n.  10/00,
  nonché le responsabilità vigenti in materia civile, amministrativa,
  penale  e  contabile  previste  per i  dipendenti  delle  Pubbliche
  Amministrazioni,  il dirigente conforma la sua condotta  al  dovere
  statutario   di   servire   l'Amministrazione   con    impegno    e
  responsabilità  ed  ai  principi di buon andamento  e  imparzialità
  dell'attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e
  l'interesse pubblico agli interessi privati propri ed altrui. 2. Il
  dirigente  si comporta in modo tale da favorire l'instaurazione  di
  rapporti  di  fiducia e collaborazione tra l'amministrazione  ed  i
  cittadini.  3. Il dirigente adegua altresì il proprio comportamento
  alle  disposizioni  contenute nel codice di comportamento  allegato
  (allegato  A).  Le  violazioni accertate dalle  Amministrazioni  in
  relazione  alla  gravità  possono dar luogo all'applicazione  della
  disciplina di cui agli artt. 2118 e 2119 codice civile';

   l'art.  2 del codice di comportamento dei dirigenti della  Regione
  siciliana,  allegato al contratto collettivo di  lavoro,  prescrive
  che  il  dirigente  '(...)  si  impegna  ad  evitare  situazioni  e
  comportamenti  che  possano nuocere agli interessi  o  all'immagine
  della Pubblica Amministrazione' e l'art. 11 del suddetto codice che
  prevede  che  '(...)  il  dirigente  si  astiene  da  dichiarazioni
  pubbliche     che     vadano     a     detrimento     dell'immagine
  dell'Amministrazione.  Il dirigente tiene  informato  il  dirigente
  dell'Ufficio dei propri rapporti con gli organi di stampa';

   anche a voler prescindere dagli aspetti amministrativi, contabili,
  civili  e penali, per anni il dott. Genchi con le sue dichiarazioni
  in  sede  di  conferenze,  su  siti  internet  e  su  quotidiani  o
  fomentando   interventi  di  politici,  sindacati  ed  associazioni
  ambientalistiche e persino scrivendo all'esterno su carta intestata
  della   Regione,  avrebbe  ripetutamente  violato  l'art.  56   del
  contratto collettivo di lavoro e gli articoli 2 ed 11 del codice di
  comportamento allegato al predetto contratto;

   l'art.  52  del  vigente contratto collettivo di lavoro  dell'area
  della  dirigenza prevede che: 'L'Amministrazione può  recedere  dal
  rapporto  di lavoro per giusta causa ai sensi e per gli effetti  di
  cui  all'art. 2119 del codice civile qualora si verifichi una causa
  che  non  consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto
  di lavoro';

   per sapere:

   se,  relativamente al mancato pagamento della tassa di concessione
  governativa  ed alla luce della condanna inflitta dalla  Corte  dei
  conti,  oltre  al danno erariale si sia provveduto ad applicare  la
  sanzione amministrativa prevista dalla legge;

   quali  iniziative si ritenga che debbano porsi nei  confronti  del
  dott. Genchi in applicazione del contratto collettivo di lavoro;
   quali   altri  atti  e  comportamenti  debbano  essere   tollerati
  dall'amministrazione prima di procedere al licenziamento del  dott.
  Genchi». (1469)

   Risposta. - «In riferimento all'atto ispettivo in oggetto indicato
  si comunica quanto segue.
   Preliminarmente  deve  riferirsi che la problematica  relativa  al
  regime  delle  sanzioni disciplinari applicabile al  personale  con
  qualifica  dirigenziale  è  da tempo oggetto  di  studio  da  parte
  dall'ex  Dipartimento  Regionale del Personale  (oggi  Dipartimento
  Regionale  della  Funzione Pubblica) e tutte le  sue  sfaccettature
  possono  riassumersi in quanto prospettato dall'Ufficio Legislativo
  e Legale con parere n.162 del 2006, emesso proprio su richiesta del
  Dipartimento  del Personale nel corso del procedimento  avente  per
  oggetto i dirigenti di cui tratta l'interrogazione parlamentare.
   Il  predetto  parere  ricostruisce il contesto normativo  partendo
  dalla  Legge  Regionale  15  maggio 2000,  n.10  che  ha  riformato
  l'impiego  alle dipendenze della Amministrazione della Regione  dei
  dirigenti, orientando il potere gestionale del datore di lavoro  da
  quello pubblicistico a quello privatistico.
   Orbene  all'art.  10 della L.R. 10/2000 (modificato  dall'art.  4,
  comma 4, della L.R. 20/2001) può leggersi che:
   1.    Ferma    restando   la   responsabilità   penale,    civile,
  amministrativa,   contabile  e  disciplinare   i   dirigenti   sono
  responsabili:
   a)  dei risultati dell'attività svolta dalle strutture alle  quali
  sono preposti;
   b)  della realizzazione dei programmi e dei progetti loro affidati
  in  relazione  agli  obiettivi  stabiliti  dall'organo  politico  e
  relativi  al rendimento ed ai risultati della gestione finanziaria,
  tecnica ed amministrativa;
   c)  delle  decisioni organizzative e della gestione del  personale
  loro assegnato;
   d)  dell'osservanza  dei  termini e delle norme  sui  procedimenti
  amministrativi.
   2.  All'inizio  di ogni anno i dirigenti presentano  ai  dirigenti
  delle  strutture di massima dimensione una relazione  sull'attività
  svolta nell'anno precedente.
   3.  La  Giunta  regionale, su proposta dell'Assessore  competente,
  allorché  accerti i risultati negativi dell'attività amministrativa
  e  della  gestione  od il mancato raggiungimento  degli  obiettivi,
  valutati  con  i  sistemi e le garanzie che  sono  determinati  dal
  sistema  complessivo dei controlli interni, in  coerenza  a  quanto
  disposto dall'articolo 17 della legge 15 marzo 1997, n. 59, dispone
  la  revoca  dell'incarico, con conseguente perdita del  trattamento
  economico  accessorio connesso alle funzioni ed ai risultati  e  la
  destinazione nei successivi sessanta giorni a diverso incarico.
   4.   Nell'ipotesi  di  grave  e/o  reiterata  inosservanza   delle
  direttive generali ovvero in caso di specifica responsabilità per i
  risultati  negativi dell'attività amministrativa e della  gestione,
  previa  contestazione  e  contraddittorio con  il  responsabile  di
  livello dirigenziale interessato, la Giunta regionale può disporre:
   a) l'esclusione dal conferimento di ulteriori incarichi di livello
  dirigenziale  corrispondente a quello revocato per un  periodo  non
  inferiore a due anni;
   b)  il  recesso secondo le disposizioni del codice  civile  e  dei
  contratti collettivi.
   Dalla  lettura  della  norma di cui sopra, e  specialmente  del  I
  comma,  risulta evidente che i dirigenti sono comunque soggetti  ad
  un   regime   di  responsabilità  penale,  civile,  amministrativa,
  contabile e disciplinare.
   Relativamente a quest'ultima l'art. 20, comma 2, della Legge sopra
  citata stabilisce che:
    A  far data dalla stipulazione del primo contratto collettivo  ai
  dipendenti  regionali e degli enti regionali non si  applicano  gli
  articoli  da 100 a 123 del decreto del Presidente della  Repubblica
  10  gennaio  1957, n. 3 e le disposizioni collegate; l'articolo  22
  della  legge 29 marzo 1993, n. 83 e l'articolo 51, commi  9  e  10,
  della legge 8 giugno 1990, n. 142 . Questo significa che dalla data
  di stipula del primo contratto collettivo della Dirigenza (recepito
  con  il Decreto del Presidente della Regione n.10 del 2001) non  si
  applicano   più  le  norme  dello  Stato  che  regolamentavano   il
  procedimento disciplinare (ed il relativo regime sanzionatorio  già
  previsto  in generale per i pubblici dipendenti), ma esclusivamente
  le  norme  contenute nel Contratto Collettivo Regionale  di  Lavoro
  dell'Area della dirigenza.
   Quest'ultimo  come  si  diceva,  recepito  con  il   Decreto   del
  Presidente  della Regione n.10 del 2001 (allineandosi al  contratto
  collettivo  dei  comparto Ministeri), non prevede per  i  dirigenti
  nessun  altra  sanzione disciplinare ad eccezione del  recesso  dal
  contratto  di  lavoro  stipulato con  l'Amministrazione,  come  già
  previsto dalla citata Legge Regionale n.10/2000.
   Infatti  l'art.  57, ultimo comma, del CCRL fa  espresso  richiamo
  all'art.   5,   comma  2,  delle  Legge  n.97/01   che   disciplina
  espressamente  i casi nei quali alla irrevocabilità della  condanna
  penale (alla reclusione per un tempo superiore ai tre anni)  per  i
  reati  di  peculato, concussione, corruzione per un atto d'ufficio,
  corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione in
  atti  giudiziari  e  corruzione di persona incaricata  di  pubblico
  servizio,   consegue  l'estinzione  del  rapporto  di  lavoro.   Si
  aggiungano  a  ciò  anche i casi di condanna alla  pena  accessoria
  dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
   Quanto  sopra rappresentato porta ad un'unica interpretazione:  ai
  dirigenti   regionali,  in  mancanza  di  una  apposita  previsione
  contrattuale,  l'unica sanzione disciplinare applicabile  è  quella
  espulsiva  e  la stessa risulta applicabile solo nei casi  previsti
  dall'art. 5, comma 2. della L.R. 97/01.
   Questo orientamento è confermato anche dalla Giurisprudenza  della
  Cassazione  che  ha  sentenziato come   il  rapporto  dirigenziale,
  essendo  un rapporto fiduciario, è per sua natura privo di rapporto
  disciplinare,  poiché al venire meno della fiducia  può  conseguire
  soltanto  il  recesso  del datore di lavoro, con  esclusione  delle
  sanzioni conservative' (Sez. Unite 29 maggio 1995, n. 6041).
   Relativamente  al caso concreto e fino a quando non sarà  previsto
  un regime disciplinare dal nuovo CCRL del comparto della dirigenza,
  l'unico   strumento' nella mani del datore di lavoro è ad  oggi  la
  procedura  prevista  dall'art. 10 della  L.R.  n.10/2000  che  come
  ultima    ratio'  del  regime  sanzionatorio  della  responsabilità
  dirigenziale  (e  non  disciplinare  quindi)  prevede  il   recesso
  secondo le norme del codice civile e dei contratti collettivi'.
   Tale  procedura  che  è  già stata utilizzata  nei  confronti  dei
  dirigenti oggetto dell'interrogazione ha effettivamente portato  la
  Giunta  Regionale ad irrogare una sanzione consistente nella revoca
  dell'incarico dirigenziale all'epoca attribuito e nella  esclusione
  per   anni   4   dal   conferimento   di   incarichi   dirigenziali
  corrispondenti a quello revocato. (Delibere di Giunta nn.116 e  117
  del 3 aprile 2009 confermate il 24/9/2010).
   E'  evidente che nel caso di reitera di comportamenti contrari  ai
  doveri  d'ufficio o tali da compromettere il rapporto fiduciario  e
  che  comunque  si  configurino  quali  violazioni  del  codice   di
  comportamento  dei  dirigenti della Regione tali  sanzioni  possono
  costituire  un  importante precedente in un nuovo procedimento  per
  responsabilità dirigenziale che, obbligatoriamente attivato a  cura
  dal competente ramo di Amministrazione, potrebbe portare al recesso
  per  giusta causa dal contratto di lavoro, considerando e valutando
  i fatti attribuiti ai dirigenti, come una causa che non consente la
  prosecuzione anche provvisoria del rapporto di lavoro alla luce  di
  quanto  stabilito  dall'art. 2119 del Codice  Civile  espressamente
  richiamato dal Contratto Collettivo (risoluzione per giusta causa).
   Solo   dopo   l'attivazione   di   un   nuovo   procedimento   per
  responsabilità  dirigenziale  potrà quindi  essere  valutata  dalla
  Giunta  di Governo l'irrogazione di nuove, e più dure, sanzioni  ai
  dirigenti oggetto dell'interrogazione.
   Con  specifico riferimento alla sentenza della Corte dei Conti cui
  l'On.le   interrogante  fa  riferimento  nell'atto   di   sindacato
  ispettivo,  risulta  che  il  dott.  Gioacchino  Genchi  sia  stato
  condannato  al  pagamento  di  euro 27.114,00  oltre  rivalutazione
  monetaria, interessi legali e spese di giudizio, ma che  lo  stesso
  abbia impugnato la sentenza.
   In  questi  casi - come è noto - la proposizione del  giudizio  di
  appello  sospende l'esecuzione della pronuncia di I grado e  quindi
  ogni  iniziativa  potrà  essere posta  in  essere  solo  una  volta
  definito il procedimento.
   Tanto  si  rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
  chiarimento».

      L'Assessore
                                                  dott.ssa   Caterina
  Chinnici

                           Rubrica «Salute»

   MATTARELLA. - «All'Assessore per la salute, per sapere:

   se  sia  a  conoscenza  di  quanto  avvenuto  presso  il  presidio
  ospedaliero  S. Cimino di Termini Imerese (PA), dove  nelle  scorse
  settimane con provvedimento aziendale sono state soppresse tutte le
  UOS  con  le relative attività ambulatoriali, nonché altre attività
  ambulatoriali   presenti  nell'ambito   della   UOC   di   medicina
  (diabetologia,   gastroenterologia,   endocrinologia,   epatologia,
  pneumologia),   che   assistevano,   con   attività   specialistica
  specifica, migliaia e migliaia di pazienti;

   come valuti tale soppressione, che è stata attuata all'improvviso,
  senza  avvertire  i  pazienti e senza che  fossero  messe  in  atto
  attività compensative presso il distretto territoriale, che non può
  essere  motivata  neanche nell'ottica del  'risparmio',  visto  che
  dette  attività venivano svolte da medici in servizio presso  l'UOC
  di medicina, senza alcun aggravio di costi per l'ASP;

   se  non  ritenga  che  in  questo modo, come  viene  segnalato  da
  numerosi  pazienti,  da amministrazioni locali,  da  organizzazioni
  sindacali,  si arrechino seri problemi ai pazienti e  si  depotenzi
  l'offerta  di servizi qualificati sul territorio, visto  anche  che
  alcuni  pazienti prenotati per una branca specialistica sono  stati
  spostati su altre branche equipollenti al solo scopo di alleggerire
  le  liste  di  attesa,  mentre a tutti i pazienti  viene  detto  di
  rivolgersi  al  'superstite'  servizio  di  medicina  interna  che,
  secondo  quanto sostenuto dall'azienda, 'deve' essere in  grado  di
  soddisfare comunque tutte le richieste specialistiche;

   se  sia  a conoscenza di altri seri problemi presenti nel presidio
  ospedaliero, tra i quali viene segnalata la rottura, avvenuta ormai
  da  alcune settimane, del supporto da trazione per letto ortopedico
  che  costringe  a  spostare in altri presìdi  ospedalieri  pazienti
  traumatizzati  che  necessitano  di interventi  chirurgici,  mentre
  analogo  indispensabile supporto presente nel presidio  ospedaliero
  di  Petralia Sottana (stesso distretto ospedaliero) resta del tutto
  inutilizzato  perché  in quell'ospedale non si eseguono  interventi
  chirurgici che necessitano di trazione;

   se sia a conoscenza delle gravi disfunzioni in materia di raccolta
  dei  rifiuti  prodotti  nel presidio che,  anche  se  raccolti  con
  adeguate modalità differenziate dal personale ospedaliero,  vengono
  avviati  a smaltimento in modo del tutto indifferenziato, al  punto
  che la stessa società Ecologia ed Ambiente, gestore dell'ATO PA  5,
  ha  dovuto più volte intervenire denunciando il problema, aggravato
  dal  fatto  che  in numerose occasioni sono stati  rinvenuti  anche
  rifiuti  ospedalieri  speciali e pericolosi,  frammisti  a  rifiuti
  assimilabili  agli  urbani,  con gravi  rischi  per  la  salute  di
  operatori e cittadinanza;

   quali  urgenti  interventi intenda adottare e quali  provvedimenti
  intenda assumere per eliminare i gravi disservizi sopra segnalati».
  (1429)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Mattarella chiede misure per porre  fine  ai
  disservizi delle strutture sanitarie nella provincia di Palermo, si
  fornisce  copia  della relazione prot. n. 4560 del 26  luglio  2011
  resa  al Direttore generale dell'A.S.P. di Palermo in riscontro  ad
  analoga richiesta della Commissione parlamentare di inchiesta della
  Camera presieduta dall'onorevole Orlando».

                              L'Assessore

                          dott. Massimo Russo

   «Si  riscontra la nota di codesta Commissione del 6  luglio  2011,
  relativa  a n. 3 interrogazioni presentate all'Assemblea  regionale
  siciliana dall'on. Bernardo Mattarella.
   1.  Interrogazione  n. 1429 dell'11 ottobre  2010,  relativa  alla
  gestione dell'attività ambulatoriale e dei rifiuti ospedalieri  del
  P.O. di Termini Imerese.
   Preliminarmente  si  precisa che nessun ambulatorio,  regolarmente
  istituito,  è  stato  soppresso  nel  presidio,  mentre   è   stata
  riorganizzata  l'attività  degli  ambulatori  di  medicina  interna
  riconducendoli alla medesima disciplina.
   Tale   riformulazione  si  è  resa  necessaria  per  evitare   una
  fuorviante  informazione all'utenza in ordine  alla  fruibilità  di
  branche   specialistiche  non  equipollenti  a  quelle  formalmente
  costituite con le connesse responsabilità in capo agli operatori  a
  ciò preposti.
   Da  quanto  sopra,  discende  che  le  medesime  prestazioni  sono
  garantite  ad  oggi,  in  compiuta  continuità  assistenziale,  nel
  corretto  alveo  disciplinare  dell'U.O.  erogante  e  senza  alcun
  decadimento del livello di qualità del servizio reso all'utenza:
   Per  quanto  riguarda  la richiesta relativa  alle  previsioni  di
  dotazione organica e l'effettiva copertura nelle UU.OO.CC. presenti
  nel  Presidio, si trasmette apposito stralcio evidenziando che sono
  in  via  di  definizione  le  procedure  concorsuali  (sia  tramite
  mobilità che per titoli ed esami) per la copertura delle vacanze di
  organico.
   In  merito allo smaltimento dei rifiuti speciali ospedalieri l'ATO
  rifiuti  ha  segnalato per le vie brevi solo  un  episodio  di  non
  corretto conferimento.
   A  seguito di tale segnalazione la Direzione sanitaria del P.O. di
  Termini  Imerese  ha  convocato i Capi Sala  ribadendo  dettagliate
  direttive sulla cernita e conferimento dei rifiuti e sulla relativa
  attività di vigilanza.
   La  direttiva è stata estesa a tutti gli operatori sanitari per il
  tramite dei Direttori delle UU.OO.CC. che sono stati richiamati  ai
  loro doveri di vigilanza.
   Parimenti  precise  direttive sono state date  al  titolare  della
  Ditta esterna che svolge l'attività di pulizia e sanificazione  dei
  Presìdi,  invitandola  a  segnalare  alla  suddetta  Direzione   le
  anomalie  riscontrate dagli operatori, evitando  in  tali  casi  il
  conferimento.
   Inoltre, è stato iniziato un rapporto di collaborazione con  l'ATO
  rifiuti  che prevede a breve una iniziale parziale differenziazione
  dei  rifiuti con l'acquisizione dei contenitori per il vetro e  per
  il cartone, già richiesti.
   Contemporaneamente, con il supporto dei tecnici dell'ATO, è  stato
  iniziato  un percorso di informazione-formazione del personale  che
  ha come obiettivo la raccolta differenziata completa dei rifiuti.

   2.  Interrogazione n. 1442 del 14/10/2010, relativa alla dotazione
  di personale dell'U.O. di Chirurgia dell'Ospedale Ingrassia.
   L'U.O.C.  di  Chirurgia dell'Ospedale Ingrassia, a  seguito  della
  rimodulazione della rete ospedaliera, ha 12 posti letto di  degenza
  ordinaria e 4 posti letto di DH.
   La  dotazione organica è di 6 dirigenti medici, oltre al Direttore
  di  Struttura Complessa, e non di 5 complessivamente,  tuttavia  in
  atto  nelle  more  della  definizione delle  procedure  concorsuali
  l'assistenza  è assicurata anche con il supporto dei chirurghi  del
  P.O. di Termini Imerese.
   Per  quanto concerne il personale infermieristico sono previsti  9
  infermieri per la degenza e non 8 e numero 3 infermieri per la sala
  operatoria.  Ne deriva che per le attività dell'U.O.  in  questione
  sono  disponibili  12 infermieri. La predetta consistenza  organica
  consente  di  assicurare  nelle 24 ore la presenza  infermieristica
  nell'U.O.  di Chirurgia. Inoltre, l'U.O. di Ortopedia e  quella  di
  Chirurgia,  appartenendo alla stessa area omogenea, sono  collocate
  nella  medesima  ala del III piano del P.O. in  contiguità  con  il
  Blocco  operatorio  per complessivi 16 posti letto  chirurgici,  ne
  discende  che  in  totale  le  due  UU.OO.  dispongono  di  ben  16
  infermieri e 7 operatori socio sanitari.
   Inoltre, occorre considerare che:
   le  prestazioni di endoscopia sono assicurate - anche  durante  la
  notte  e  i festivi mediante pronta disponibilità - dalla specifica
  UOS, prevista dalla dotazione organica, cui sono assegnati 5 medici
  e 4 infermieri;
   l'esame  ecodoppler  viene assicurato in  regime  ordinario  e  in
  urgenza dall'U.O.C. di Medicina Interna.

   3.  Interrogazione  n.  1484 del 9/11/2010, relativa  all'U.O.  di
  Rianimazione del P.O. di Termini Imerese.
   Si  precisa che la dotazione organica prevista di 14 medici  e  16
  infermieri  è  interamente  coperta.  Si  allega,  come  richiesto,
  prospetto  riepilogativo di tutto il P.O. di Termini  Imerese,  dal
  quale  si  evince  la  dotazione organica e la copertura  effettiva
  delle UU.OO.
   Infine,  si  fa  presente che non sono stati attribuiti  incarichi
  dirigenziali  in regime di collaborazione a soggetti  che  svolgono
  funzioni presso altre strutture sanitarie».

   Il     Direttore    Sanitario                                   Il
  Direttore Generale
   dr.ssa  Anna Rita Mattaliano                         dr. Salvatore
  Cirignotta

   MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  salute, premesso che:

   nell'ambito della riorganizzazione aziendale dell'ASP di Palermo è
  stata presentata una proposta di nuova pianta organica che riguarda
  tutti  gli  ospedali  dell'azienda  provinciale  che  ha  suscitato
  notevoli perplessità e critiche, anche per alcune scelte non chiare
  che  appaiono destinate a provocare un depotenziamento dell'offerta
  e della qualità dei servizi;

   rientra tra queste la previsione di pianta organica della  UOC  di
  chirurgia generale del presidio ospedaliero 'Ingrassia' di  Palermo
  per  la  quale,  a  fronte di 16 posti letto è stata  prevista  una
  dotazione di personale di 5 medici e di 8 infermieri;

   la  chirurgia  dell'Ingrassia  esegue  interventi  programmati  ed
  interventi  urgenti  su  pazienti che vengono  inviati  dal  pronto
  soccorso  dello stesso nosocomio ma anche da altri pronto  soccorso
  degli ospedali della città di Palermo e della provincia, mentre  in
  termini  di  drg prodotti si colloca in posizione più  avanzata  di
  altre  UOC  presenti  nell'ospedale e  che  pure  non  hanno  visto
  intaccare la dotazione di personale;

   con  la  dotazione assegnata sarebbe impossibile coprire tutte  le
  attività  che  una  unità  complessa  di  chirurgia  generale  deve
  svolgere  e  le  altre  attività che  la  chirurgia  dell'Ingrassia
  attualmente  (con 7 medici in servizio) svolge, quali: l'endoscopia
  chirurgica,  l'ecodoppler, la chirurgia  in  day  hospital,  nonché
  assicurare  l'ordinaria  funzionalità del  reparto,  come  dovrebbe
  sapere chi si occupa di organizzazione sanitaria ospedaliera;

   secondo l'Assessorato lo standard da rispettare nel rapporto posti
  letto/personale sanitario medico oscilla tra 0,40 e 0,58, mentre il
  rapporto posti letto/personale infermieristico è pari ad l; per  la
  chirurgia  dell'Ingrassia questi rapporti  non  vengono  rispettati
  prevedendosi  un rapporto di 0,31 per i medici e di  0,50  per  gli
  infermieri;

   dall'analisi  dell'intera  pianta  organica  proposta  si   desume
  facilmente  che  per nessuna UOC dell'azienda risulta  un  rapporto
  così  basso  e  sfavorevole;  si possono  citare,  ad  esempio,  la
  chirurgia  generale di Termini Imerese, dove a fronte di  14  posti
  letto sono previsti 7 medici e 12 infermieri, la chirurgia generale
  di  Partinico,  dove  a fronte di 16 posti letto  sono  previsti  7
  medici  e  12  infermieri,  o, ancora, l'ostetricia  e  ginecologia
  dell'Ingrassia  dove a fronte di 20 posti letto  sono  previsti  13
  medici e 16 infermieri;

   per sapere:

   se  siano  a  conoscenza di quanto in premessa  evidenziato  e  se
  condividano la proposta dell'Asp;

   se  non  ritengano  che  con  la dotazione  organica  prevista  si
  determinerà una progressiva asfissia dell'UOC di chirurgia generale
  dell'Ingrassia e come ciò possa corrispondere ad una  strategia  di
  mantenimento  ed  anzi di rafforzamento dei livelli  di  assistenza
  ospedaliera e sul territorio». (1442)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Mattarella chiede chiarimenti in merito  alla
  dotazione di personale dell'UOC di chirurgia generale dell'ospedale
  Ingrassia  di  Palermo,  si specifica che dall'esame  della  pianta
  organica,  trasmessa dall' A.S.P. di Palermo per le valutazioni  di
  rito di questo Assessorato, risultano le seguenti assegnazioni:
    -n.7 dirigenti medici;
  -n.9 paramedici;
  -n.3 paramedici per il complesso operatorio;
  -n.1 operatore socio-sanitario.
   Pertanto  tale  dotazione  organica  specifica,  che  si   ritiene
  elaborata  dall'  A.S.P. sulla base degli indicatori  di  attività,
  efficienza,  fabbisogno,  appropriatezza,  ed  economicità  risulta
  sufficiente   all'attività   ed  alla   funzionalità   della   U.O.
  sopradescritta. E' appena il caso di ricordare infine che,  già  da
  anni,  è  invalso  nel sistema organizzativo sanitario,  l'uso  del
  modello  dipartimentale in funzione del quale le singole unità  che
  lo compongono divengono entità dinamiche che rispondono alla logica
  gestionale della ottimizzazione delle risorse.
   Grazie  a questo ed all'equilibrio programmatico a cui tende  ogni
  pianificazione  seria  in  materia di sanità  non  sono  plausibili
  timori di deficit assistenziali.
   In  ultimo  si  rappresenta  che è  nelle  facoltà  del  Direttore
  generale  richiedere la modifica della dotazione organica nel  caso
  in cui dovessero scaturire nel corso del tempo eventuali carenze  o
  macroscopici  problemi  che possano pregiudicare  gli  standard  di
  qualità di servizio ai quali lo stesso si richiama.
   A  maggiore chiarezza di quanto sopra precisato, si fornisce copia
  della relazione prot. n. 4560 del 26 luglio 2011 resa dal Direttore
  generale  dell'A.S.P. di Palermo in riscontro ad analoga  richiesta
  della Commissione parlamentare di inchiesta della Camera presieduta
  dall'onorevole Orlando».

                              L'Assessore
                                        dott.
                             Massimo Russo

   MATTARELLA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  salute, premesso che:

   presso  il  presidio  ospedaliero 'Salvatore  Cimino'  di  Termini
  Imerese  (PA)  è  attiva  ormai  dal  2005  l'UOC  di  anestesia  e
  rianimazione - reparto di alta specializzazione, che costituisce un
  elemento  di  qualificazione per tutto l'ospedale -  che  serve  un
  vasto  bacino  di  utenza  ricevendo pazienti  non  soltanto  dalla
  provincia di Palermo ma, quando si rende necessario, anche da altre
  province siciliane;

   l'UOC  ha  raggiunto  buoni livelli nelle prestazioni  rese,  come
  viene  segnalato dall'indice di mortalità dei pazienti  ricoverati,
  che  si  fissa ad una percentuale compresa tra il 20 ed il  25  per
  cento,  in  linea con i migliori reparti similari  d'Italia  e  ben
  inferiore all'indice medio del Mezzogiorno, che si situa intorno al
  35 per cento;

   l'UOC  dispone, al momento, di quattro posti letto di rianimazione
  e terapia intensiva con una pianta organica di 16 tra anestesisti e
  rianimatori (di cui 15 effettivamente in servizio), 16 infermieri e
  6  o.s. Con detto personale riesce, tra non poche difficoltà e  con
  dedizione  degli  operatori, a fare fronte alle necessità,  tra  le
  quali  il  servizio di anestesia presso le quattro sale  operatorie
  dell'ospedale  che,  secondo  gli standard  in  vigore,  dovrebbero
  richiedere la presenza di quattro anestesisti in più;

   considerato che:

   con  semplice lettera del direttore generale pro tempore, è  stata
  affidata ad un medico in servizio nella UOC una UOS di 'terapia del
  dolore' che, peraltro, svolge attività quasi esclusivamente di tipo
  ambulatoriale rivolta ad utenti esterni all'ospedale;

   dalla  proposta di nuova pianta organica del presidio  predisposta
  dall'ASP di Palermo si evince che l'UOC di anestesia e rianimazione
  disporrà di ben sei posti letto, ma le unità di personale medico si
  ridurranno  a  14,  di  cui due, tuttavia, destinate  alla  UOS  di
  'terapia  del  dolore', che dovrebbe usufruire  anche  di  due  dei
  sedici infermieri confermati, mentre è prevista la presenza di  una
  sola unità o.s. in tutto il reparto;

   per sapere:

   se siano a conoscenza delle scelte operate dall'ASP e se ritengano
  congruo  che,  a  fronte di un aumento del 50% dei posti  letto  di
  terapia  intensiva e rianimazione, non solo non  è  previsto  alcun
  incremento  del  personale addetto, ma addirittura che  esso  viene
  ridotto  per  quanto  riguarda i medici e gli  infermieri  e  venga
  praticamente azzerata la presenza di o.s., rendendo in questo  modo
  assai   problematico  il  mantenimento  di  buoni   livelli   nelle
  prestazioni e nei servizi;

   se  ritengano che, così operando, l'ASP rispetti gli standard  che
  lo  stesso  Assessorato ha individuato e se le scelte corrispondano
  agli   indirizzi  che  l'Assessorato  ha  dettato  in  materia   di
  potenziamento dei servizi di anestesia e rianimazione;

   alla luce di quali criteri l'ASP abbia proceduto, alcune settimane
  fa,  all'azzeramento  di  tutti  gli  ambulatori  specialistici  di
  medicina  presenti nel presidio ospedaliero, mentre ha ritenuto  di
  non  dover intervenire sull'ambulatorio di 'terapia del dolore'  di
  anestesia   e   rianimazione,  peraltro  affidato  a   medico   non
  specialista di anestesia». (1484)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Mattarella chiede chiarimenti in merito  alla
  dotazione   di  personale  dell'UOC  di  anestesia  e  rianimazione
  dell'ospedale  "Cimino" di Termini Imerese (PA), si  specifica  che
  dall'esame della pianta organica, trasmessa dall' A.S.P. di Palermo
  per  le  valutazioni  di rito di questo Assessorato,  risultano  le
  seguenti assegnazioni:
    -n.15 dirigenti medici;
  -n.16 paramedici;
  -n.1 operatore socio-sanitario.
   Pertanto  tale  dotazione  organica  specifica,  che  si   ritiene
  elaborata  dall'  A.S.P. sulla base degli indicatori  di  attività,
  efficienza,  fabbisogno,  appropriatezza,  ed  economicità  risulta
  sufficiente   all'attività   ed  alla   funzionalità   della   U.0.
  sopradescritta.
   E'  appena il caso di ricordare infine che, già da anni, è invalso
  nel    sistema   organizzativo   sanitario   l'uso   del    modello
  dipartimentale  in  funzione del quale  le  singole  unità  che  lo
  compongono  divengono entità dinamiche che rispondono  alla  logica
  gestionale della ottimizzazione delle risorse.
   Grazie  a questo ed all'equilibrio programmatico a cui tende  ogni
  pianificazione  seria  in  materia di sanità  non  sono  plausibili
  timori di deficit assistenziali.
   In  ultimo  si  rappresenta  che è  nelle  facoltà  del  Direttore
  generale  richiedere la modifica della dotazione organica nel  caso
  in cui dovessero scaturire nel corso del tempo eventuali carenze  o
  macroscopici  problemi  che possano pregiudicare  gli  standard  di
  qualità di servizio ai quali lo stesso si richiama.
   A  maggiore chiarezza di quanto sopra precisato, si fornisce copia
  della  relazione prot. n.4560 del 26 luglio 2011 resa dal Direttore
  generale  dell'A.S.P. di Palermo in riscontro ad analoga  richiesta
  della Commissione parlamentare di inchiesta della Camera presieduta
  dall'onorevole Orlando».

                              L'Assessore
                          dott. Massimo Russo

   N.B.:
   Per                gli               allegati,                vedi
  www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
  ttiallegati

   INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   in  data  30  dicembre  2010, la Giunta regionale  presieduta  dal
  Presidente Lombardo ha approvato la dotazione organica dell'ASP  di
  Ragusa,  ratificata  con decreto assessoriale  n.  0017/11  dell'11
  gennaio 2011, notificato all'azienda sanitaria il 18 gennaio  2011,
  che prevede 3.396 unità lavorative;

   l'attuale pianta organica non ha previsto il rinnovo di circa  250
  incarichi  per  medici,  infermieri,  ausiliari,  e  altre   figure
  professionali addetti all'assistenza agli utenti;

   nei  giorni  scorsi,  sulla  stampa regionale  e  provinciale,  le
  organizzazioni sindacali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e  Fsi  hanno
  denunciato  gravi carenze di organico che obbligano  gli  operatori
  sanitari  a coprire durante i turni di lavoro 3 o 4 unità operative
  ed assistere anche 30 degenti singolarmente;

   considerato che:

   le  attuali  condizioni di lavoro degli operatori  potrebbero  non
  riuscire  a  garantire i servizi di urgenza ed  assistenza  con  un
  grave pericolo per l'intera comunità;

   le  organizzazioni  sindacali, qualora  la  direzione  provinciale
  dell'ASP non mettesse in campo tutte le attività possibili al  fine
  di   assicurare  servizi  efficienti  all'intera  comunità   iblea,
  metteranno  in  campo  una  serie  di  attività  di  protesta   che
  potrebbero aumentare i disservizi sanitari;

   visto  che  l'azienda sanitaria provinciale di Ragusa, nata  dalla
  fusione  delle  preesistenti azienda ospedaliera  'Civile-M.Paternò
  Arezzo'  e  azienda  unità sanitaria locale  n.  7,  ha  da  sempre
  rappresentato un esempio di sanità d'eccellenza in ambito regionale
  e  nazionale,  sia sotto l'aspetto dei servizi erogati,  sia  sotto
  l'aspetto  puramente  economico-gestionale,  risultando  una  delle
  poche ASP c.d. 'virtuose';

   per sapere:

   se non si reputi indifferibile ed urgente rivedere e ridefinire la
  dotazione  organica  dell'ASP  7  con  la  previsione  dei  rinnovi
  contrattuali  delle  figure sanitarie escluse  dall'attuale  pianta
  organica;

   quali  azioni siano state intraprese o saranno intraprese affinché
  agli  utenti  della sanità iblea vengano forniti  servizi  sanitari
  adeguati  agli standard nazionali, in particolar modo garantendo  i
  servizi di urgenza ed assistenza;

   quali  azioni  si  intendano  intraprendere  per  scongiurare   le
  proteste  o  eventuali scioperi delle organizzazioni  sindacali  di
  categoria che aggraverebbero maggiormente la situazione dell'ASP  7
  di Ragusa». (1661)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Incardona chiede  notizie  in  merito  alle
  carenze  di organico dell'azienda sanitaria provinciale di  Ragusa,
  si rappresenta quanto segue.
   Si  premette  che  a seguito della riforma del servizio  sanitario
  regionale di cui alla legge regionale n. 5/2009, è stato emanato il
  decreto assessoriale n. 1868/2010 con il quale, previa analisi  del
  fabbisogno  di personale delle nuove Aziende sanitarie, sono  state
  approvate  le  linee di indirizzo regionale per  la  determinazione
  delle dotazioni organiche.
   Nell'allegato  2  del citato decreto sono state  individuate,  per
  ciascuna  Azienda  sanitaria  regionale,  il  numero  di  unità  di
  personale  ed  i  tetti  di spesa per gli  anni  2010  e  2011,  da
  considerarsi come limiti invalicabili ed inderogabili.
   Ogni  Azienda,  pertanto,  nel rispetto di  quanto  sopra,  doveva
  procedere  alla rideterminazione della dotazione organica,  tramite
  una  scelta  flessibile  del  profili professionali  e  discipline,
  tenendo   conto  dei  nuovi  profili  professionali  nonché   della
  normativa vigente in materia di organizzazione del lavoro  (decreto
  legislativo n. 66/2003) e di ogni ulteriore disposizione  normativa
  e contrattuale, nazionale e regionale, in materia di gestione delle
  risorse  umane, secondo gli standard minimi e massimi di  personale
  (rapporto     dirigenza    medica/posti    letto    e     dirigenza
  medica/popolazione  assistita),  previsti  nelle  stesse  linee  di
  indirizzo.
   I  provvedimenti  di  rideterminazione delle  dotazioni  organiche
  dovevano poi essere trasmessi a questo Assessorato per il controllo
  di  cui  all'art. 16 della citata l.r. n. 5/2009, quindi sottoposti
  al parere vincolante della Giunta regionale ed infine approvati con
  decreto assessoriale.
   Con  riferimento all'Azienda Sanitaria Provinciale di  Ragusa,  la
  dotazione  organica è stata approvata con decreto  assessoriale  n.
  17/2011  dell'11 gennaio 2011, dopo la verifica della coerenza  con
  le  linee di indirizzo di cui sopra, fermo restando il rispetto del
  numero   complessivo  dei  posti  e  dei  tetti  di  spesa  fissati
  nell'allegato 2 del citato decreto n. 1868/2010 e con la previsione
  del  blocco  parziale del turn over per il profilo della  dirigenza
  medica  e  veterinaria nella misura del 50% fino al  raggiungimento
  dello standard massimo.
   Relativamente alla lamentata carenza di organico, si  precisa  che
  con  circolare assessoriale prot. n. 52109 del 3 dicembre 2010,  le
  Aziende  sanitarie regionali sono state autorizzate a  definire  la
  programmazione delle assunzioni per la copertura dei posti vacanti,
  nel  rispetto  della percentuale da ricoprire mediante  il  ricorso
  alla  mobilità e della percentuale di posti da mettere a  concorso,
  dando  inoltre la facoltà alle Aziende di utilizzare le graduatorie
  di  concorsi ancora validi, per la copertura dei posti per  cui  il
  concorso è stato bandito, ma non per posti di nuova istituzione.
   Infine, con la circolare prot. n. 41103 del 9 maggio 2011, per non
  compromettere  il  mantenimento dell'offerta  assistenziale  e  per
  rispondere  ad  esigenze  temporanee  ed  eccezionali,  le  Aziende
  possono,   nelle   more  della  definizione  delle   procedure   di
  reclutamento   del   personale,  ricorrere  a  forme   contrattuali
  flessibili  di  assunzioni e di impiego mediante  utilizzazione  di
  rapporti  di  tipo  subordinato ai sensi dell'art.  36  del  D.Lgs.
  n.165/2001, nel rispetto comunque dei posti vacanti nelle dotazioni
  organiche approvate e dei tetti di spesa previsti dal suddetto D.A.
  n. 1868/2010».

                              L'Assessore

                          dott. Massimo Russo

   GALVAGNO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   in data 25 giugno 2010 nella GURS n. 9 - Serie speciale concorsi -
  è  stato  pubblicato il bando di concorso pubblico, per  titoli  ed
  esami,  da espletarsi con le modalità previste dal DPR 10  dicembre
  1997  n. 483, per la copertura a tempo indeterminato di n. 4  posti
  di  dirigente amministrativo, indetto dall'azienda ospedaliera  per
  l'emergenza Cannizzaro di Catania;

   considerato che:

   la  legge  regionale n. 25/1993, all'art. 19, comma 4, concernente
  l'accelerazione  dei  pubblici  concorsi  dispone  che:  'Ai   fini
  dell'accelerazione e della trasparenza delle procedure concorsuali'
  (...)  per  il  triennio  successivo all'entrata  in  vigore  della
  medesima  legge  i  posti messi a concorso siano  coperti  mediante
  concorsi pubblici per 'soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite le procedure concorsuali della suddetta selezione,
  atteso che la legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 9  -  Serie
  speciale  concorsi - del 25 giugno 2010, onde garantire il rispetto
  della   normativa   vigente  e  dei  principi  inderogabili   della
  trasparenza  nelle  procedure concorsuali riguardanti  la  pubblica
  amministrazione  e gli enti sottoposti a tutela e  vigilanza  della
  medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1714)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Galvagno chiede modifiche del bando  per  la
  copertura  di  n.  4  posti  di  dirigente  amministrativo  indetto
  dall'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, si rappresenta  che
  con  circolare  assessoriale prot. n.3699 del  14  gennaio  2011  i
  direttori  generali delle Aziende del Servizio sanitario  regionale
  sono stati invitati all'osservanza del combinato disposto dell'art.
  42  della  legge  regionale 12 maggio 2010, n. 11, e  dell'art.  19
  della  legge  regionale 1 settembre 1993, n. 25, in base  ai  quali
  fino  al 31 dicembre 2013 i posti messi a concorso dovranno  essere
  coperti  mediante  concorsi pubblici per soli titoli  e  che  dette
  previsioni  si  dovranno  applicare  al  personale  delle   Aziende
  sanitarie con esclusione del solo personale dell'area medica.
   A  seguito  di  ciò i bandi di concorso per titoli  ed  esami  già
  emanati alla data della citata circolare dovevano essere ricondotti
  a legittimità mediante le procedure per soli titoli».

                              L'Assessore
                                          dott.
                             Massimo Russo

   GALVAGNO   -  BARBAGALLO.  -  «Al  Presidente  della   Regione   e
  all'Assessore per la salute, premesso che in data 28  gennaio  2011
  nella  GURS n. 1 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicato  il
  bando del concorso pubblico, per titoli e prova d'idoneità, per  la
  copertura a tempo indeterminato di n. 6 posti di operatore tecnico-
  digitatore   per  terminale  (categoria  B),  indetto  dall'azienda
  ospedaliera per l'emergenza Cannizzaro di Catania;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici per 'soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura  sono
  state   stabilite  le  procedure  del  suddetto  concorso   indetto
  dall'azienda  ospedaliera per l'emergenza  Cannizzaro  di  Catania,
  atteso che la legge prevede, nella fattispecie, l'espletamento  del
  concorso per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 1  -  Serie
  speciale concorsi - del 28 gennaio 2011, onde garantire il rispetto
  della   normativa   vigente  e  dei  principi  inderogabili   della
  trasparenza  nelle  procedure concorsuali riguardanti  la  pubblica
  amministrazione  e gli enti sottoposti a tutela e  vigilanza  della
  medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1739)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Galvagno chiede modifiche del bando  per  la
  copertura a tempo indeterminato di n. 6 posti di operatore tecnico-
  digitatore   per   terminale,  indetto   dall'azienda   ospedaliera
  Cannizzaro   di   Catania,  si  rappresenta   che   con   circolare
  assessoriale prot. n. 3699 del 14 gennaio 2011 i direttori generali
  delle  Aziende del Servizio sanitario regionale sono stati invitati
  all'osservanza  del  combinato disposto dell'art.  42  della  legge
  regionale  12  maggio  2010,  n. 11, e  dell'art.  19  della  legge
  regionale  1  settembre 1993, n. 25, in base ai quali  fino  al  31
  dicembre  2013  i  posti messi a concorso dovranno  essere  coperti
  mediante  concorsi pubblici per soli titoli e che dette  previsioni
  si  dovranno  applicare  al personale delle Aziende  sanitarie  con
  esclusione del solo personale dell'area medica. A seguito di ciò  i
  bandi  di concorso per titoli ed esami già emanati alla data  della
  citata  circolare dovevano essere ricondotti a legittimità mediante
  le procedure per soli titoli».

                              L'Assessore

                          dott. Massimo Russo

   GALVAGNO   -  BARBAGALLO.  -  «Al  Presidente  della   Regione   e
  all'Assessore per la salute, premesso che in data 28  gennaio  2011
  nella  GURS n. 1 - Serie speciale concorsi - è stato pubblicata  la
  selezione per titoli e colloquio per la formulazione di graduatorie
  da utilizzare per l'assunzione a tempo determinato di personale con
  profilo  di dirigente amministrativo e dirigente analista,  indetto
  dall'azienda   ospedaliero   universitaria   policlinico   Vittorio
  Emanuele di Catania;

   considerato che la legge regionale n. 25/1993, all'art. 19,  comma
  4,  concernente l'accelerazione dei pubblici concorsi dispone  che:
  'Ai  fini  dell'accelerazione e della trasparenza  delle  procedure
  concorsuali' (...) per il triennio successivo all'entrata in vigore
  della  medesima  legge  i  posti messi  a  concorso  siano  coperti
  mediante concorsi pubblici per 'soli titoli';

   considerato, altresì, che:

   con  successiva disposizione legislativa il termine  previsto  dal
  suddetto comma 4 è stato differito al 31 dicembre 2013;

   in particolare, l'art. 42 della l.r. n. 11/2010 concernente 'Norme
  in  materia  di procedure concorsuali e di assunzione di personale'
  dispone   testualmente   che:  'Per   gli   enti   locali   e   per
  l'amministrazione regionale e per gli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della medesima amministrazione, il termine previsto  dal
  comma 4 dell'articolo 19 della legge regionale 1 settembre 1993, n.
  25  è differito al 31 dicembre 2013' e precisa, altresì, in maniera
  inequivocabile,  che la norma si applica anche al  personale  delle
  aziende  sanitarie,  con  esclusione del solo  personale  dell'area
  medica;

   per sapere:

   sulla base di quali disposizioni normative o di altra natura siano
  state  stabilite le procedure della suddetta selezione, atteso  che
  la  legge  prevede, nella fattispecie, l'espletamento del  concorso
  per soli titoli;

   quali immediati provvedimenti si intendano porre in essere per  la
  modifica del bando in oggetto, pubblicato nella GURS n. 1  -  Serie
  speciale concorsi - del 28 gennaio 2011, onde garantire il rispetto
  della   normativa   vigente  e  dei  principi  inderogabili   della
  trasparenza  nelle  procedure concorsuali riguardanti  la  pubblica
  amministrazione  e gli enti sottoposti a tutela e  vigilanza  della
  medesima, così come previsto dalla l.r. n. 25/1993». (1742)

           (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole  Galvagno chiede  modifiche  del  bando  per
  l'assunzione  di personale con profilo di dirigente  amministrativo
  ed    analista   indetto   dall'azienda   ospedaliero-universitaria
  policlinico  Vittorio Emanuele di Catania, si rappresenta  che  con
  circolare  assessoriale  prot.  n.  3699  del  14  gennaio  2011  i
  direttori  generali delle Aziende del Servizio sanitario  regionale
  sono stati invitati all'osservanza del combinato disposto dell'art.
  42  della  legge  regionale 12 maggio 2010, n. 11, e  dell'art.  19
  della  legge  regionale 1 settembre 1993, n. 25, in base  ai  quali
  fino  al 31 dicembre 2013 i posti messi a concorso dovranno  essere
  coperti  mediante  concorsi pubblici per soli titoli  e  che  dette
  previsioni  si  dovranno  applicare  al  personale  delle   Aziende
  sanitarie  con  esclusione del solo personale dell'area  medica.  A
  seguito  di ciò i bandi di concorso per titoli ed esami già emanati
  alla  data  della  citata circolare dovevano  essere  ricondotti  a
  legittimità mediante le procedure per soli titoli».

                              L'Assessore
                                        dott.
                             Massimo Russo
   FARAONE.-  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   è  balzata agli onori della cronaca la vicenda di enti diversi che
  rilasciano  attestati  di operatori socio-sanitari  con  qualifiche
  prive  di  valore  legale  in  quanto  tali  enti  non  sono  stati
  riconosciuti dalla Regione siciliana con l'emanazione  di  apposito
  albo degli enti abilitati al rilascio di tale qualifica;

   la  questione assume enorme rilievo sia in ordine alla legittimità
  delle  procedure  formative  e autorizzative  sia  in  ordine  alla
  specifica qualificazione professionale da impiegare nelle  relative
  mansioni;

   l'utilizzo  di soggetti con titoli professionali non  riconosciuti
  validi altera e condiziona negativamente l'oggettiva situazione dei
  tanti  soggetti che invece hanno acquisito il titolo  professionale
  secondo percorsi di legittimità e rispetto delle procedure previste
  dalla    normative,   con   comportamenti   di   sleale    attività
  nell'acquisizione della qualificazione professionale  di  operatore
  sociosanitario;

   considerato   che,   nonostante  le  diverse   azioni   intraprese
  dall'amministrazione  per  fermare  i  corsi  di   formazione   non
  autorizzati, tuttavia continua la proliferazione dell'esibizione di
  titoli  acquisiti secondo procedure e canali non  coerenti  con  la
  normativa in atto vigente;

   per   sapere  cosa  abbiano  o  intendano  fare  per  ripristinare
  l'osservanza    scrupolosa   delle   norme    regionali    preposte
  all'istituzione  dei  corsi di formazione professionale  attraverso
  enti  legalmente  riconosciuti e, di conseguenza, quali  iniziative
  abbiano  o intendano assumere in riferimento ai soggetti che  hanno
  conseguito tali attestati da enti non autorizzati». (1939)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale  l'onorevole Faraone chiede chiarimenti sul  rilascio  di
  attestazioni  per  lo  svolgimento della professione  di  operatore
  socio-sanitario  attraverso  enti  formativi  non  autorizzati,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 22 febbraio 2001  ha
  definito la figura professionale di Operatore Socio Sanitario quale
  sintesi   dei   distinti  profili  professionali  degli   operatori
  dell'area  sociale (Assistente socio assistenziale - ASA, Operatore
  socio  sanitario  -  OSA,  Assistente  domiciliare  e  dei  servizi
  tutelari - ADEST, ecc.) e di quella sanitaria (OTA), per rispondere
  in  modo  più  adeguato  all'evoluzione dei servizi  alla  persona,
  intesa nella globalità dei suoi bisogni.
   In attuazione a tale Accordo questa Amministrazione con il decreto
  assessoriale  n.1543  del 7 agosto 2002 ha autorizzato  le  Aziende
  UU.SS.LL.  ed  Ospedaliere ad effettuare corsi  di  formazione  per
  Operatori Socio Sanitari riservati al personale di categoria A  con
  cinque anni di servizio in possesso della qualifica di O.T.A..
   Con   decreto  assessoriale  n.1328  del  24  maggio  2010  questa
  Amministrazione ha individuato i requisiti che devono possedere gli
  enti  di  formazione per realizzare corsi della durata di 1000  ore
  finalizzati  al  conseguimento della qualifica di  Operatore  Socio
  Sanitario (di seguito OSS), stabilendo, altresì, all'art. 6 che "
  detta   formazione  potrà  essere  organizzata  ed   attivata   sul
  territorio regionale esclusivamente dagli Enti accreditati.".
   Con successivo decreto del Dirigente generale n. 75 del 25 gennaio
  2011 e ss.mm.ii. è stato approvato l'albo degli Enti accreditati  a
  svolgere l'attività di formazione di cui sopra.
   Nelle   more   della   definizione  del   suddetto   albo   questa
  Amministrazione   non  ha  rilasciato  alcuna  autorizzazione   per
  l'organizzazione e lo svolgimento di corsi in parola. Gli attestati
  di  formazione rilasciati, ai sensi dell'Accordo Stato Regioni  del
  2001,  da  altre  Regioni  sono da ritenersi  validi  su  tutto  il
  territorio   nazionale,  in  virtù  del  comma   4   dell'art.   12
  dell'Accordo stesso.
   In  tal  senso  l'Assessorato si è già espresso sia con  nota  del
  Dipartimento  osservatorio epidemiologico  prot.  n.  2667  del  23
  novembre  2006  inviata  ai Direttori generali  delle  Aziende  del
  S.S.R.   ed  all'Agenzia  regionale  per  l'impiego  della  Regione
  siciliana che con nota del Dipartimento per le attività sanitarie e
  osservatorio  epidemiologico prot. n.  3432  del  14  gennaio  2011
  inviata  al  Coordinatore  Dipartimento  affari  generali   e   del
  personale  ISMETT, alla Regione Toscana e al Direttore dell'Agenzia
  per la formazione Azienda USL 11 di Empoli.
   Si  fa  inoltre presente che questa Amministrazione con nota prot.
  n.  28659 del 25 marzo 2011 ha notiziato il Ministero della  Salute
  sull'attività   fin   qui  svolta  ai  fini  di   regolamentare   e
  disciplinare   la  formazione  della  figura  di  Operatore   Socio
  Sanitario.
   Infine  con  nota prot. n. 32098 del 6 aprile 2011  -  inviata  ai
  Direttori  generali di tutte le Aziende sanitarie nonché  all'IRCCS
  Fondazione S. Raffaele Giglio, all'ISMETT e al Buccheri la Ferla  -
  è  stato fatto espresso invito a non stipulare convenzioni con enti
  di  formazione  non  autorizzati da questo Assessorato  a  svolgere
  corsi di formazione per le figure di Operatori Socio Sanitari».

                              L'Assessore

                          dott. Massimo Russo