Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 285 di martedì 27 settembre 2011
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Onorevoli  colleghi, constatata la presenza in Aula dell'onorevole
  Caputo, dichiaro superata la sua missione autorizzata per oggi.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Disposizioni in materia di tasse automobilistiche ed  esenzione
  tassa di circolazione per veicoli di proprietà delle organizzazioni
  di  volontariato  socio-assistenziale e di protezione  civile.  (n.
  786)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ardizzone,
  Adamo,  Forzose, Giuffrida, Nicotra, Ragusa e Lentini  in  data  22
  settembre 2011.

   - Norme in materia di riconoscimento del reddito minimo garantito.
  (n. 787)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara  in
  data 23 settembre 2011.

   -  Norme  in  materia di partecipazione al costo delle prestazioni
  sanitarie. (n. 788)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (on.  Lombardo), su proposta dell'Assessore per la salute  (Massimo
  Russo) in data 26 settembre 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI  (I)

   -  Schema  di  progetto  di legge costituzionale  da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello  Statuto  recante   Modifiche  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana. (n. 784)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 23 settembre 2011.

   -  Equiparazione delle norme regionali alla legislazione nazionale
  in  tema di incompatibilità all'ufficio di Deputato regionale.  (n.
  785)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 26 settembre 2011.

                      AMBIENTE E TERRITORIO  (IV)

   - Misure per la riqualificazione edilizia. (n. 723)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato in data 23  settembre  2011,
  parere I

   - Modifica dell'articolo 2 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
  29. (n. 757)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato in data 23  settembre  2011,
  parere I

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO  (V)

   -  Possibilità di stabile occupazione dei lavoratori ex  PUMEX  di
  Lipari. (n. 782)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 23 settembre 2011.

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  prot.  n.  7565/SG.LEG.PG.,
  l'onorevole Lentini ha ritirato il disegno di legge n.  754  «Norme
  per  l'occupazione dei soggetti precari di lunga durata» in  quanto
  di  analogo contenuto al disegno di legge n. 752, presentato  dallo
  stesso.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi, con nota  prot.  n.
  7453  del  20  settembre 2011, ha chiesto di apporre  la  firma  al
  disegno  di  legge  n. 781 «Misure urgenti e straordinarie  per  il
  rilancio e per il superamento della crisi dell'area industriale  di
  Termini Imerese».

                     Comunicazione di parere reso

   PRESIDENTE.  Comunico  il parere reso dalla Commissione   Attività
  produttive' (III):

   -  PSR  2007-2013  Misura 321/B - Banda larga nelle  aree  rurali.
  Schemi  di  accordo  di  programma e  convenzione  operativa.   (n.
  175/III)
   reso  in  data  20 settembre 2011 e inviato in data  23  settembre
  2011.

    Comunicazione di invio di copia di deliberazione da parte della
                            Corte dei Conti

   PRESIDENTE.  Comunico che la Corte dei Conti,  Sezioni  Riunite  e
  Sezione  di  controllo per la Regione siciliana, ha  inviato  copia
  della  deliberazione  n.  127/2011/GEST unitamente  alla  relazione
  approvata nell'adunanza del 29 giugno 2011.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   GENNUSO, segretario:

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  contrada  'Marcato Vallone', sita nel comune  di  San  Cataldo
  (CT),  fa  parte di un comprensorio a franosità diffusa  rientrante
  nel  piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico (P.A.I.),
  compreso nel bacino idrografico del fiume Platani;

   la  distanza intercorrente tra il perimetro urbano di San  Cataldo
  ed il nuovo sito 'discarica' è di Km 1,200;

   nel   comprensorio  di  detta  contrada  'Marcato  Vallone'  viene
  praticata  diffusamente l'agricoltura biologica con  produzioni  di
  carne  (certificazione ETI-AIA) e latticini di ottima qualità,  con
  riconoscimenti a livello nazionale;

   nel  comprensorio insiste la riserva naturale del lago 'Sfondato',
  il   parco  demaniale  attrezzato  di  'Mustigarufi',  il   demanio
  forestale di Gabbara - Marcato Vallone - Marcato di Serra-Antinello
  e Giannettino, che di per sé costituisce riserva naturale;

   le  acque piovane e di percolamento tramite vari torrenti (il  più
  significativo   risulta   essere  il  torrente   Marcato   Vallone)
  confluiscono nel fiume Salito e quindi nel Platani;

   la  zona  è dominata dai venti di tramontana e maestrale i  quali,
  attraversando il sito, vanno ad interessare il centro urbano di San
  Cataldo;

   il nuovo piano paesistico provinciale prevede a breve distanza del
  suddetto  sito  livelli di tutela 2 (assoluto divieto  di  attività
  produttive diverse da quelle agricole, zona di pregio);

   ritenuto che:

   nel  luglio 2010, si è diffusa la notizia di voler realizzare  una
  discarica  in  detto sito e che era interessato  all'attuazione  il
  gruppo 'Maio' di Lanciano;

   l'amministrazione  comunale  di  San  Cataldo  e  la   maggioranza
  politica  hanno sostenuto la realizzazione di detta discarica  come
  si evince dalla copiosa rassegna stampa in merito;

   personalmente,  il  sindaco  intervenendo  in  aula   testualmente
  affermato:  'Sulla  vicenda, non c'è nulla di  concreto.  E'  stato
  identificato un sito nel nostro comune per la realizzazione di  una
  discarica per rifiuti non pericolosi, ci hanno assicurato  che  non
  ci sarà alcun impatto ambientale. Spiega quali potrebbero essere  i
  vantaggi', come da verbale della seduta del 26 luglio 2010;

   i cittadini sancataldesi, preoccupati, si sono riuniti in comitato
  ed  hanno  iniziato  la loro azione di protesta, rappresentando  in
  modo  democratico le loro argomentazioni circa la non idoneità  del
  'sito';

   a  seguito  delle osservazioni del comitato spontaneo,  la  stessa
  amministrazione  ha  modificato la propria  originaria  idea  e  il
  consiglio  comunale  all'unanimità  ha  bocciato  l'ipotesi   della
  discarica;

   da un punto di vista tecnico la discarica, comunque, sarebbe stata
  irrealizzabile  stante i relativi pareri, ivi compreso  quello  del
  dirigente  dell'ufficio  tecnico e ambientale  del  comune  di  San
  Cataldo   che,  uniformandosi  alle  previsioni  normative  europee
  vigenti successive all'approvazione della variante generale al PRG,
  in  data  9  giugno  2011,  ha approvato  la  variante  al  P.R.G.,
  ridestinando la zona individuata precedentemente come 'discarica di
  tipo B' a zona 'E' verde agricolo;

   nonostante  il  suddetto voto del consiglio comunale  e  i  pareri
  tecnici  su richiamati, nel recente mese di agosto, si è constatato
  che  in  ben 18,00 Ha di terreni ubicati in adiacenza ed a sud  del
  precedente sito (distinti catastalmente con le part.lle 47-107-107-
  131-164-165-119 del fog. di mappa n.15 del comune di San  Cataldo),
  totalmente  compresi  nella carta n. 44 dei dissesti  idrogeologici
  (P.A.I.)  del  bacino  del Platani indicati  con  il  N.  06329T069
  classificati  come 'P2', cioè pericolosità media  (ma  soggetta  ad
  aumentare  nel  momento  in  cui si interviene  con  opere  che  ne
  modificano   l'attuale  assetto  idrogeomorfologico),  sono   stati
  oggetto  per  tutta  la superficie di lavori di  trivellazione  per
  'carotaggi' esplorativi;

   l'art.  8 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36,  lettera
  d), recita che la domanda di autorizzazione per la realizzazione di
  discariche,  tra l'altro, deve contenere la descrizione  del  sito,
  ivi comprese le caratteristiche idrogeologiche e geotecniche, e che
  deve essere corredata da un rilevamento geologico di dettaglio e da
  una  dettagliata  indagine stratigrafica eseguita con  prelievo  di
  campioni e relative prove di laboratorio con riferimento al decreto
  11  marzo  1988, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 127  dell'1
  giugno 1988;

   le  suddette  caratteristiche e l'ubicazione del sito  contrastano
  nettamente  con quanto previsto dal decreto legislativo 13  gennaio
  2003,  n. 36 e s.m.i, il quale nell'allegato 1 art. 3, comma 3,  e,
  all'art. 9, comma 1, alla voce 'impianti per rifiuti non pericolosi
  e  per rifiuti pericolosi', al comma 2.1 - ubicazione, testualmente
  recita:

   'Di  norma gli impianti di discarica per rifiuti pericolosi e  non
  pericolosi non devono ricadere in:
   Aree  individuate ai sensi dell'articolo 17, comma 3, lettera  m),
  della legge 18 maggio 1989, n. 183; (PIANI DI BACINO);
   Aree  individuate dagli articoli 2 e 3 del decreto del  Presidente
  della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (ABITAT NATURALI);
   Territori sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo  29
  ottobre 1999 n. 490; (Piano paesistico);
   Aree  naturali  protette sottoposte a misure  di  salvaguardia  ai
  sensi  dell'articolo 6, comma 3, della legge 6  dicembre  1991,  n.
  394;
   Aree  collocate  nelle  zone di rispetto di cui  all'articolo  21,
  comma  1,  del decreto legislativo 11 maggio 1999, n.  152  (Tutela
  delle acque dall'inquinamento);
   In  aree  dove i processi geologici superficiali quali  l'erosione
  accelerata, le frane, l'instabilità dei pendii, le migrazioni degli
  alvei fluviali potrebbero compromettere l'integrità della discarica
  e delle opere ad essa connesse;
   Per  ciascun  sito  di  ubicazione  devono  essere  esaminate   le
  condizioni locali di accettabilità dell'impianto in relazione a:
   Distanza dai centri abitati;
   Collocazione  in  zone  di  produzione  di  prodotti  agricoli  ed
  alimentari definiti ad indicazione geografica o a denominazione  di
  origine protetta ai sensi del regolamento CEE n. 2081/92 e in  aree
  agricole in cui si ottengono prodotti con tecniche dell'agricoltura
  biologica ai sensi del regolamento CEE n. 2092/91';

   inoltre,  la  realizzazione  di  una  discarica  per  rifiuti  non
  pericolosi e pericolosi in un comune scarsamente produttore non  ha
  alcuna  utilità, come stabilito dalla legge che prevede  discariche
  di tale tipologia nelle vicinanze dei luoghi di produzione;

   per sapere:

   se  vi  sia previsione di discariche nel territorio del comune  di
  San  Cataldo,  sia  all'interno dell'attuale  piano  regionale  dei
  rifiuti, che in una sua futura previsione;

   se,  presso  gli  Assessorati regionali  competenti,  siano  state
  avanzate richieste di autorizzazione, da parte dell'amministrazione
  comunale,  di  società  o di privati, per la  collocazione  di  una
  discarica,  o vi siano in corso iter autorizzativi per  discariche,
  ovvero  impianti  comunque definiti, ricadenti nel  comune  di  San
  Cataldo;

   se,  ancora, vi siano in corso iter di declassamento PAI in ordine
  alle particelle su riportate». (2078)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            ARDIZZONE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   il  servizio  di  emergenza urgenza della  Regione  siciliana  era
  gestito  da  Si.S.E.  s.p.a.  e tutti  gli  uffici  centrali  erano
  dislocati nelle province di Messina e Palermo;

   il  28  dicembre 2009 veniva sottoscritto un protocollo di  intesa
  tra  l'Assessore  regionale per la sanità e le parti  sindacali  al
  fine di definire i criteri, la tipologia contrattuale e le conciate
  condizioni  economiche e normative da applicare  ai  dipendenti  ex
  Si.S.E. s.p.a. assunti in S.E.U.S. s.c.p.a.;

   in   data  15  marzo  2010  è  stato  sottoscritto  dalla  Regione
  siciliana,  da  S.E.U.S. s.c.p.a. e dalle componenti  sindacali  il
  verbale  di  accordo  sindacale che definiva le  procedure  per  la
  ricollocazione del personale ex Si.S.E. s.p.a., nel particolare  il
  punto  3  indicava gli adempimenti che il personale  licenziato  da
  Si.S.E.  s.p.a.  doveva adempiere per l'ottenimento dell'assunzione
  in S.E.U.S. s.c.p.a.;

   in  data  13  aprile  2010  è  stato  sottoscritto  dalla  Regione
  siciliana,  da  S.E.U.S.  s.c.p.a.,  da  Si.S.E.  s.p.a.  e   dalle
  componenti  sindacali il verbale di accordo sindacale che  definiva
  la sede di lavoro del personale assunto da S.E.U.S. s.c.p.a.;

   nella  lettera di assunzione consegnata al personale dipendente  è
  stata indicata una sede di lavoro provvisoria ed è stato fatto,  in
  ordine  alla  sede  di lavoro, esplicito riferimento  agli  accordi
  stipulati in data 15 marzo e 13 aprile 2010;

   la  S.E.U.S. s.c.p.a. ha stilato delle graduatorie a titoli per la
  ricollocazione del personale;

   dall'1  settembre  2010 la S.E.U.S. s.c.p.a.  fornisce  dei  mezzi
  aziendali per il personale residente in Messina ed Enna in servizio
  nei locali dell'ospedale Cannizzaro e dell'ospedale Santa Marta  di
  Catania;

   considerato che:

   tutti   i  lavoratori  licenziati  da  Si.S.E.  s.p.a.  che  hanno
  effettuato le procedure previste al punto 3 dell'accordo  sindacale
  del  15 marzo 2010 sono stati riassunti in S.E.U.S. s.c.p.a. e  per
  la quasi totalità presso la precedente sede di lavoro;

   quasi  tutti  i  lavoratori assunti nelle sedi di  lavoro  diverse
  dalla   propria  provincia  di  residenza  sono  stati   trasferiti
  successivamente  senza  che vi siano in atto  delle  graduatorie  e
  senza che vi sia apparentemente motivazione alcuna se non quella di
  agevolare il singolo lavoratore;

   la  S.E.U.S. s.c.p.a. ha costituito l'ufficio regionale  ispettivo
  disciplinare, l'ufficio regionale servizi prevenzione protezione  e
  qualità e l'ufficio manutenzione;

   di questi uffici i responsabili sono nella sede di Messina, mentre
  il  personale  dipendente  è, in parte, nella  sede  di  Catania  o
  viceversa;

   diverso    personale   autista   soccorritore   svolge    mansioni
  amministrative all'interno degli uffici polifunzionali  provinciali
  di  tutta la Regione ed all'interno degli uffici centrali dislocati
  nelle province di Catania e Palermo;

   la  S.E.U.S.  s.c.p.a.  ha stilato solo una  graduatoria  parziale
  escludendo  il personale amministrativo e non comprendendo  neanche
  tutto il personale autista soccorritore;

   oltre  40  dipendenti  residenti in  Messina  effettuano  la  loro
  attività nei locali dell'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania,
  mentre  il  resto  del  personale  di  S.E.U.S.  s.c.p.a.  effettua
  servizio presso la propria provincia di residenza;

   altri   dipendenti  ex  Si.S.E.  s.p.a.  sono  stati  assunti   in
  violazione del punto 3 dell'accordo sindacale del 15 marzo;

   in base all'accordo sindacale del 13 aprile 2010 si sarebbe dovuta
  stilare  la graduatoria generale dei lavoratori, mentre ad  oggi  è
  stata  pubblicata  soltanto  quella  relativa  ad  una  parte   del
  personale autista soccorritore;

   di  tutto  il personale che svolgeva lavoro a Messina,  almeno  40
  (meno  fortunati)  impiegati amministrativi in assenza  di  criteri
  oggetti, ed in violazione dei su richiamati accordi sindacali, sono
  costretti  a fare i pendolari da e per Catania con notevole  stress
  psico-fisico,  stante che i lavoratori interessati si  alzano  alle
  ore  5.00  del mattino per fare rientro a Messina alle ore  16  nei
  giorni  di  lunedì, mercoledì e venerdì e nei giorni di  martedì  e
  giovedì alle ore 20.00 circa, salvo imprevisti ed incidenti vari. A
  tal  proposito si rammenta l'incidente stradale occorso al  pullman
  in   data  14  giugno  2011  il  quale,  alle  porte  dell'ospedale
  Cannizzaro  di  Catania,  in  cui perse  la  vita  uno  scooterista
  extracomunitario;

   considerato, ancora, che:

   il  coordinatore  dell'ufficio ispettivo ha  sede  lavorativa  nei
  locali  dell'ospedale  Papardo di Messina ed  il  personale  a  lui
  assegnato   ha   sede  di  lavoro  presso  i  locali  dell'ospedale
  Cannizzaro di Catania;

   il   coordinatore  dell'ufficio  polifunzionale   provinciale   di
  Agrigento  per  il  mese di luglio ha gestito da Messina  l'ufficio
  assegnatogli e successivamente è stato trasferito a Messina;

   l'ufficio  staff  della  produzione, ultimo  creato,  è  dislocato
  presso  i  locali  dell'ospedale  Papardo  di  Messina  mentre   il
  responsabile  della produzione ed alcuni addetti prestano  servizio
  nei locali dell'ospedale Cannizzaro di Catania;

   il  personale dislocato presso l'ufficio polifunzionale di  Ragusa
  viene  coordinato da personale che risiede nei locali dell'ospedale
  Cannizzaro;

   l'assunzione in S.E.U.S. s.c.p.a. è avvenuta in maniera anomala  e
  vessatoria  stante  la  sottoscrizione del già  dipendente  di  una
  conciliazione   con  l'azienda  e  del  successivo   contratto   di
  assunzione  senza  poterne  prendere  visione  preventiva  e  senza
  conoscerne il reale contenuto;

   i locali di lavoro destinati per parte del personale dipendente di
  S.E.U.S.  s.c.p.a.  in  servizio presso  l'ospedale  Cannizzaro  di
  Catania  non  sono conformi alle normative vigenti  in  materia  di
  sicurezza sui luoghi di lavoro per i seguenti motivi:
   assenza di finestre per il normale ricircolo dell'aria;
   assenza di porte antipanico;
   spazi ridotti rispetto al numero degli occupanti; assenza piano di
  evacuazione in diversi locali;
   deposito bombole gas in locali non idonei;
   unico locale wc per circa 25 persone senza distinzione di donne  e
  uomini;
   presenza  di  stampanti  e fotocopiatori in continua  elaborazione
  all'interno  degli stessi locali di lavoro generando  così  polveri
  sottili nocive alla salute degli occupanti;

   il  trasferimento  del  personale messinese,  da  e  per  Catania,
  avviene  tramite  una  ditta di trasporto con  sperpero  di  denaro
  pubblico ed in contrasto con gli elementari principi di risparmio;

   l'azienda  ospedaliera  Papardo e Piemonte di  Messina,  associata
  della  consortile,  ha  la  disponibilità  di  locali  idonei   per
  accogliere tutto il personale residente a Messina ed attualmente in
  servizio presso l'ospedale Cannizzaro in Catania;

   per sapere:

   se  siano a conoscenza dei criteri in forza dei quali il personale
  dipendente  è  stato selezionato in ordine alla destinazione  della
  sede di lavoro;

   se  siano  a  conoscenza  che  oltre 40  impiegati  amministrativi
  vengono  giornalmente trasportati da Messina a Catania e viceversa,
  con  consequenziale  aggravio di spesa per  le  casse  pubbliche  e
  stress per i dipendenti;

   se sia nelle intenzioni del Governo intervenire presso la SEUS per
  ripristinare   criteri   oggettivi  di  gestione   del   personale,
  improntata,  invece,  fino  adesso,  a  criteri  discrezionali   ed
  antieconomici;

   se  non  intendano  avviare  una seria  indagine  in  ordine  alle
  responsabilità che fino adesso hanno creato inefficienza e  sprechi
  nella gestione della SEUS». (2080)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                            ARDIZZONE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   da organi di stampa si è appreso che la Regione siciliana starebbe
  partecipando, per mezzo della Compagnia delle Isole spa partecipata
  dalla Mediterranea Holding spa, alla procedura di cessione del ramo
  d'azienda SIREMAR indetta dall'amministrazione straordinaria di cui
  in oggetto;

   la  società  Mediterranea  Holding  è  partecipata  dalla  Regione
  siciliana in misura minoritaria del capitale sociale;

   nel corso della procedura di gara, in particolare nella seduta del
  13  settembre 2011, la società Compagnia delle Isole spa ha versato
  agli  atti  di  gara  impegno di primario istituto  di  credito  al
  rilascio  di  polizza  fidejussoria a  prima  richiesta  sino  alla
  concorrenza  di  39.000  migliaia di  euro  circa  a  garanzia  dei
  puntuali  adempimenti assunti dall'offerente compagnia delle  isole
  nei confronti dell'amministrazione straordinaria cedente;

   tale  dichiarazione  di impegno della società di  credito  sarebbe
  stata  controgarantita da dichiarazione fidejussoria rilasciata  in
  favore  del  predetto  istituto  dalla  Regione  siciliana  per  il
  medesimo importo;

   a  quanto  è dato sapere allo scrivente né la partecipazione  alla
  predetta gara né lo stesso impegno finanziario sarebbero mai  stati
  oggetto  di  rituale appostazione in bilancio e di  formalizzazione
  del relativo impegno di spesa a tutti gli effetti di legge;

   per sapere:

   se  abbiano adottato atti deliberativi di formale impegno di spesa
  sia in ordine alla partecipazione alla predetta gara di cessione di
  ramo   d'azienda,  sia  in  ordine  al  successivo  rilascio  delle
  descritte  dichiarazioni  fidejussorie  a  garanzia  degli  impegni
  assunti dalla società partecipata in via indiretta Compagnia  delle
  Isole spa;

   se  sia  possibile aver copia dei predetti atti deliberativi,  ove
  esistenti,  e  che  questi  siano  trasmessi  con  immediatezza  ai
  sottoscritti interroganti e all'Assemblea regionale siciliana e  se
  intendano  venire  con  urgenza  in  Aula  a  rendere  le   proprie
  osservazioni;

   se  sia  possibile ricevere eventuali riscontri di ulteriori  atti
  amministrativi,  suffragati  da  norme  di  legge,  relativi   alla
  copertura  economica ai sensi della l.r. 8 luglio  1977,  n.  47  e
  s.m.i.,  (norme in materia di bilancio e contabilità della  Regione
  siciliana);

   la   presente  interrogazione  riveste  carattere  di  urgenza  ed
  immediatezza  alla  luce degli evidenti profili  di  danno  per  le
  finanze   regionali  che  potrebbe  scaturire  da   non   legittime
  iniziative del richiamato Governo siciliano». (2082)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                               BENINATI - RINALDI - CARONIA - D'ASERO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   con  il  decreto-legge  1  ottobre 2007, n.  159,  convertito  con
  modificazioni in legge 29 novembre 2007, n. 222, art. 26,  comma  4
  septies,  è  stato  individuato da istituirsi in Sicilia  il  Parco
  nazionale  degli Iblei, concernente la catena collinare  dei  monti
  Iblei  localizzata  nella  parte  sud-orientale  della  Sicilia   e
  compresa tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania;

   il  combinato disposto dei commi 1 e 3 dell'articolo 8 della legge
  6  dicembre 1991, n. 394, legge quadro sulle aree protette, prevede
  che  il  parco  sia  istituito e delimitato in via  definitiva  con
  decreto  del Presidente della Repubblica, su proposta del  Ministro
  dell'Ambiente, d'intesa con la Regione siciliana;

   il   citato  art.  26  della  legge  222/2007  ribadisce  che   la
  istituzione del parco individuato avviene d'intesa con  la  Regione
  nonché sentiti gli enti locali interessati;

   la sentenza della Corte costituzionale 23 gennaio 2009, n. 12, nel
  rigettare  il ricorso della Regione siciliana avverso  il  disposto
  dell'art.  26, comma 4 septies, D.L. 1 ottobre 2007,  n.  159,  nel
  ribadire  che 'la competenza in ordine alla decisione iniziale  per
  l'attivazione delle procedure in vista della istituzione di  Parchi
  nazionali  appartiene  allo Stato', ha confermato  che  'i  decreti
  presidenziali coi quali si procederà alla concreta istituzione  dei
  ricordati parchi nazionali siano adottati d'intesa con la Regione';

   da quanto sopra discende con evidenza la responsabilità e il ruolo
  attivo  che  la  Regione  deve  assumere  nella  attuazione   della
  previsione di legge in oggetto;

   considerato che:

   il   Parco  nazionale  degli  Iblei,  con  il  suo  'straordinario
  giacimento     di     biodiversità,    ricchezza     storica     ed
  etnonantropologica', può rappresentare non solo  uno  strumento  di
  tutela    e    di   salvaguardia   delle      sue   caratteristiche
  paesaggistiche,   naturalistiche   ed   architettoniche   ma    può
  soprattutto   costituire   l'elemento   propulsore   di    sviluppo
  ecosostenibile dell'intero territorio, in grado di mettere a valore
  le  straordinarie specificità delle colture agricole ivi praticate,
  zootecniche, turistiche ed ambientali;

   si  ha  notizia  dell'attività svolta dall'Assessorato  Territorio
  fino  all'anno  2010,  ed  in particolare fino  alla  gestione  del
  Governo  'Lombardo ter', finalizzata alla istituzione del parco  in
  oggetto, con una ampia caratterizzazione ed analisi dei valori  del
  territorio  interessato  e lo svolgimento delle  procedure  dirette
  alla  perimetrazione del parco, con il concerto degli  enti  locali
  interessati;

   per  sapere  quali  siano le iniziative condotte  dall'Assessorato
  Territorio  nella fase del Governo 'Lombardo quater' e  i  relativi
  risultati  conseguiti  in  ottemperanza  alla  legge  222/2007  per
  l'istituzione del Parco nazionale degli Iblei in Sicilia». (2084)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                        DE BENEDICTIS

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   continuano  ad  essere pubblicate su alcuni giornali  nazionali  e
  regionali,  notoriamente  faziosi  e  parziali  nei  confronti   di
  determinati  partiti  politici, notizie e commenti  sui  consulenti
  nominati dall'onorevole Presidente della Regione;

   secondo  queste  notizie,  un consulente nominato  dal  Presidente
  della  Regione,  con delega ai rapporti con le popolazioni  colpite
  dalle  alluvioni  in  provincia di Messina, dichiara,  nel  proprio
  curriculum, solo un'esperienza nella 'organizzazione di  spettacoli
  musicali e serate danzanti nelle discoteche';

   visto che:

   resta assolutamente inconfutabile che la Regione siciliana, ed  in
  particolar modo l'ufficio di Presidenza, ha necessariamente bisogno
  di  103  consulenti  che hanno capacità e professionalità  talmente
  rare e di alto lignaggio culturale che è impossibile trovarli tra i
  20.000 dipendenti dell'amministrazione regionale;

   nessuno oserebbe mettere in  dubbio l'indispensabilità di spendere
  oltre otto milioni di euro per risarcire, e noi riteniamo in minima
  parte, lo sforzo intellettuale, fisico e mentale che questi eccelsi
  mettono  nel  loro agire volto sempre all'assoluto bene dell'intera
  comunità siciliana;

   preso  atto  che  fa  benissimo l'illustrissimo  Presidente  della
  Regione  a  non cedere di un solo millimetro davanti alle  continue
  richieste  che  giungono  da  vari  Governi  esteri  che   vogliono
  accaparrarsi i consulenti della Regione;

   tenuto  conto  che  le  insulse insinuazioni sollevate  da  questi
   fogliacci di stampa' sull'inutilità di determinati consulenti, sui
  loro strampalati e divertenti curricula, sui significati delle loro
  consulenze,  spesso scritte in un puro e schietto burocratese,  sui
  costi  esorbitanti  in  un periodo di  vacche magre'  dell'economia
  siciliana e nazionale (addirittura insinuano spudoratamente che  si
  ingrassano  solamente  i  portafogli dei  consulenti  ed  i  bacini
  elettorali  di  qualche  politico), meritano  una  forte  e  decisa
  risposta  atta  a  diradare questa nebbia di  incredibili  dubbi  e
  falsità che grava sui nostri valenti consulenti;

   per  sapere  quali  iniziative intenda adottare  per  far  cessare
  questa vergognosa campagna di stampa che, nonostante sia risaputo a
  livello  ecumenico  che  sono tutte notizie  prive  di  fondamento,
  tendono  comunque a screditare l'immagine di operatività e  serietà
  del  Governo regionale, ed in particolare dell'onorevole Presidente
  della Regione». (2085)

                                                            VINCIULLO

   «Al  Presidente  della  Regione e all' Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   l'azienda sanitaria provinciale, ex azienda unità sanitaria locale
  3  di  Catania, in data 2 luglio 2009, ha adottato la  delibera  n.
  1192,  avente  ad  oggetto  la  'ricostituzione  delle  Commissioni
  mediche  per  il  riconoscimento  delle  invalidità  civile  e  per
  l'accertamento  degli  stati invalidanti o di  disabilità  previste
  dalle rispettive leggi di riferimento';

   la  superiore delibera è stata pubblicata, in data 5 luglio  2009,
  sia  all'albo  pretorio della ASP di Catania che sul sito  internet
  della stessa azienda sanitaria;

   considerato che:

   tale delibera dettava le procedure per la selezione, sulla base di
  soli  titoli,  dei  soggetti  da nominare  quali  componenti  delle
  commissioni  mediche della provincia di Catania,  stabilendo  tutta
  una serie di requisiti necessari per potere accedere alla succitata
  selezione;

   tra  le disposizioni inserite nell'atto deliberativo n. 1192, sono
  previsti anche i casi di incompatibilità;

   tra  questi  vi  rientravano espressamente 'gli eletti  a  cariche
  politiche  che  abbiano  riferimento  totale  o  parziale  con   il
  territorio distrettuale di operatività della Commissione';

   preso  atto  che la stessa ASP 3 di Catania ha emanato  una  nuova
  delibera  e precisamente la n. 228 del 10 febbraio 2010,  a  cui  è
  seguita  la  delibera n. 3099 del 5 agosto 2011, con la quale  sono
  state costituite le commissioni mediche per il riconoscimento delle
  invalidità  mediche,  alla  luce  delle  domande  pervenute  e  dei
  relativi curricula presentati dai partecipanti;

   evidenziato che:

   tra  le  incompatibilità richiamate dai nuovi  atti  deliberativi,
  stranamente non risulta più quella relativa agli eletti  a  cariche
  politiche, vincolo che ha sicuramente condizionato coloro  che,  in
  buona fede, hanno partecipato al nuovo bando di selezione;

   tale  'dimenticanza' ha avuto, come risultato finale, la  presenza
  di medici in alcune commissioni mediche della provincia di Catania,
  malgrado  la  loro adesione a uno specifico partito politico  e  il
  loro impegno in organi istituzionali dello stesso territorio;

   per sapere:

   se  siano  al corrente della macroscopica discrepanza tra  le  due
  delibere in tema di incompatibilità;

   se siano consapevoli delle possibili conseguenze, penali e civili,
  che potrebbe avere tale scriteriata operazione di 'maquillage' che,
  è  inutile  nasconderlo, si appalesa come un'operazione  imperniata
  solo in un'ottica di interessi politici;

   se  non  ritengano utile revocare e/o sospendere  la  costituzione
  delle   nuove  commissioni  in  attesa  di  una  maggiore   e   più
  approfondita verifica onde evitare irregolarità con conseguenze  di
  tipo anche penale». (2086)

                                                              FALCONE

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   con  legge regionale del 14 aprile 2009, n. 5, si è provveduto  al
  riordino del servizio sanitario regionale;

   all'art.  12, comma 8, della legge de qua, sono dettate  le  linee
  guida  di riorganizzazione dell'attività territoriale in ambito  di
  assistenza sanitaria;

   preso atto che detta legge pone al centro del sistema del servizio
  territoriale   i   P.T.A.  (presìdi  territoriali  di   assistenza)
  riconoscendo ad essi un importante e necessario ruolo di filtro  al
  ricovero ospedaliero;

   accertato  che  già  in data 2 febbraio 2010,  la  VI  Commissione
  legislativa  permanente  dell'ARS  'Servizi  Sociali  e   Sanitari'
  esaminava  la  richiesta  di  parere  n.  69/VI,  'Linee  guida  di
  riorganizzazione dell'attività territoriale ai sensi  dell'articolo
  12, comma 8, della l.r. 14 aprile 2009, n. 5, recante Norme per  il
  riordino del servizio sanitario regionale';

   visto che:

   nella  stessa  occasione,  la  Commissione  riunita  rilevava   la
  necessità  di istituire, anche in termini di eccezione,  un  P.T.A.
  nella   zona   montana   della  provincia   di   Siracusa   e   più
  specificatamente nel comune di Palazzolo Acreide,  che  rappresenta
  il comune baricentrico più importante di quell'area che comprende i
  comuni di Canicattì, Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla, nonché  tre
  comuni di Ragusa, più vari territori del comune di Noto;

   durante  i lavori della seduta n. 79 della VI Commissione è  stata
  ampiamente condivisa, anche da parte dell'Assessore per la  salute,
  la  necessità di rimandare ai direttori generali delle singole  ASP
  la  possibilità di istituire P.T.A. in aree particolari delle varie
  province  siciliane e, in modo particolare, in quella di  Siracusa,
  anche in deroga alle vigenti disposizioni di legge;

   considerato che:

   i  comuni della zona montana della provincia di Siracusa  sono  ad
  oggi   fortemente  svantaggiati  dalla  distanza  delle   strutture
  ospedaliere, di non facile raggiungimento a causa della  precarietà
  della rete stradale;

   ad  oggi,  nulla  ancora è stato disposto da parte  del  direttore
  generale  dell'ASP  8  di  Siracusa in merito  all'istituzione  del
  P.T.A.  nella zona montana della provincia di Siracusa,  così  come
  stabilito   dalla   Commissione  su   proposta   del   sottoscritto
  interrogante;

   per sapere:

   se  ritengano  ancora  oggi,  così come  emergeva  nei  lavori  di
  Commissione  del  2  febbraio 2009, su  proposta  dello  scrivente,
  segretario   della  stessa  Commissione,  utile  e   indispensabile
  istituire  un P.T.A. nel comune di Palazzolo Acreide a servizio  di
  tutta  l'area  montana della provincia di Siracusa e di  quella  di
  Ragusa;

   se   non   ritengano   utile   convocare   immediatamente,   vista
  l'importanza  e l'urgenza del caso, il direttore generale  dell'ASP
  di  Siracusa, al fine di individuare e rimuovere le cause che, fino
  ad oggi, hanno impedito l'istituzione del P.T.A. nella zona montana
  della provincia di Siracusa e di Ragusa». (2087)

                                                            VINCIULLO

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che nel territorio del comune di Raccuja (ME),
  nel  periodo  che  va da dicembre 2008 al febbraio  2010,  si  sono
  verificati  più  eventi  alluvionali  che  hanno  innescato   gravi
  dissesti  franosi in tutto il territorio comunale ed in particolare
  nella  frazione  di Zappa, nella quale sono state  interessate  dal
  fenomeno  numerose  abitazioni,  strade  pubbliche  provinciali   e
  comunali e i servizi di rete idrica e fognaria;

   premesso   inoltre  che,  a  seguito  del  citato   dissesto,   il
  dipartimento  di  protezione  civile regionale  ha  finanziato  una
  campagna  di  indagini per 174.000 euro e un finanziamento  pari  a
  100.000 euro per il ripristino dei servizi a rete, lavori che  sono
  stati prontamente eseguiti;

   verificato che gli eventi alluvionali tra novembre 2009 e febbraio
  2010  hanno  prodotto  un'evoluzione del  fenomeno  franoso  ed  in
  particolare:
   -  l'interruzione  della strada di collegamento tra  l'abitato  si
  Zappa ed i nuclei abitativi di Castagnera e Catubi;
   - l'interruzione della strada rotabile Zappa-Serra in due distinti
  tratti;
   -  la  frana  in  alcuni punti della strada  provinciale  137  che
  collega la frazione Zappa al centro di Raccuja;
   -  particolarmente grave risulta la situazione del tratto stradale
  prospiciente  la  chiesa ed in adiacenza dell'edificio  scolastico,
  dove  la  sede  stradale si è abbassata di oltre 30 centimetri,  ed
  altre  conseguenze, come crepe sui muri delle abitazioni, tanto  da
  far  adottare  dall'amministrazione comunale, su indicazione  della
  Protezione  civile,  ordinanze di sgombero per  i  residenti  e  il
  divieto di utilizzo delle seconde case;

   considerato   che  in  data  30  marzo  è  stato   stipulato   tra
  l'Assessorato  regionale  del  territorio  e  dell'ambiente  ed  il
  Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un
  accordo  di  programma che prevede, tra l'altro,  un  finanziamento
  pari  5.000.000  per le opere di consolidamento  della  zona  della
  frazione Zappa;

   verificato   che,   nonostante  l'urgenza  dei  provvedimenti   da
  adottare,  ancora oggi non si è definito un progetto  definitivo  e
  che  a  giustificazione  di questo fatto  si  propongono  ulteriori
  indagini;

   verificato   inoltre  che,  con  nota  del   17   settembre   2011
  dell'ufficio del commissario straordinario delegato,  a  firma  del
  commissario,  dottor Maurizio Croce, si proponeva  una  valutazione
  preliminare  per  una  eventuale  delocalizzazione  degli   edifici
  ubicati  sull'area  in  questione  e  si  prospettava,  nelle  more
  dell'acquisizione delle ulteriori indagini, lo storno  delle  somme
  per questa zona previste e la loro utilizzazione per altre zone ove
  la progettazione fosse più avanzata;

   ritenuto che è ormai urgente e indifferibile provvedere ad avviare
  tutti i provvedimenti necessari per il rientro nelle loro case  dei
  cittadini della frazione di Zappa;

   per sapere se intendano:

   attuare  tutte le procedure necessarie affinché le somme,  pari  a
  5.000.000  di euro, destinate alla frazione di Zappa del comune  di
  Raccuja,  siano mantenute secondo quanto previsto dall'APQ  firmato
  il 30 marzo 2010, cod. ME100A;

   procedere  con  urgenza, con i fondi di cui sopra,  al  ripristino
  della  viabilità  a  servizio dei nuclei abitati  di  Castagnera  e
  Catubi  e  della  contrada  Serra, della  viabilità  interna  della
  frazione  di Zappa, al ripristino delle canalizzazioni preesistenti
  e  alla regimentazione delle acque meteoriche e a quant'altro possa
  essere  rapidamente  effettuato per  la  mitigazione  del  fenomeno
  franoso». (2079)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                               CORONA

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   la  Conferenza Stato-Regioni con l'accordo del 22 febbraio 2001 ha
  definito la figura professionale di operatore socio-sanitario (OSS)
  che  accorpa  i  distinti  profili  professionali  degli  operatori
  dell'area  sociale (assistente socio-assistenziale  ASA,  operatore
  socio-assistenziale  OSA,  assistente  domiciliare  e  dei  servizi
  tutelari  ADEST,  ecc.)  e di quella sanitaria  (operatore  tecnico
  assistenziale  -  OTA),  per  rispondere  in  modo   più   adeguato
  all'evoluzione  dei servizi della persona, intesa  nella  globalità
  dei  suoi  bisogni.  La  figura dell'operatore  socio-sanitario,  a
  seguito  dell'attestato  di  qualifica  conseguito  al  termine  di
  specifica formazione professionale, è quindi competente a  svolgere
  attività indirizzata a: soddisfare i bisogni primari della persona,
  nell'ambito  delle proprie aree di competenza, in un  contesto  sia
  sociale   che   sanitario;  favorire  il  benessere  e  l'autonomia
  dell'utente;

   l'art. 2 del citato accordo attribuisce alle regioni il compito di
  provvedere  all'organizzazione dei corsi e delle relative  attività
  didattiche, accreditando le aziende UU.SS.LL. e ospedaliere  nonché
  le   istituzioni  pubbliche  e  private,  sulla  base  del  proprio
  fabbisogno annualmente determinate. Sulla scorta di ciò,  con  D.A.
  1328  del 24 maggio 2010 l'Assessorato Salute ha definito i criteri
  che  devono  possedere  gli  enti pubblici  e  privati  per  essere
  inseriti nell'albo dei soggetti accreditati a svolgere attività  di
  formazione per OSS;

   con  D.D.G.  3162 del 24 dicembre 2010 e D.D.G. 75 del 25  gennaio
  2011  e  ss.mm.ii. il medesimo Assessorato ha approvato il suddetto
  albo   nel  quale  vengono  accreditati  a  svolgere  attività   di
  formazione  per  il  rilascio dell'attestato, valido  su  tutto  il
  territorio  nazionale, della qualifica di operatore socio-sanitario
  (OSS),  gli enti di formazione in possesso dei requisiti di cui  al
  D.A.  1328  del  24 maggio 2010 nonché il CEFPAS,  le  aziende  del
  servizio  sanitario  regionale (ASP, AO, AOUP, ARNAS,  IRCCS),  gli
  istituti  di sperimentazione gestionale e gli ospedali classificati
  operanti  nel territorio della regione siciliana. Infine, con  D.A.
  1510  del  9  agosto  2011  la Regione ha previsto  l'aggiornamento
  dell'albo unico regionale degli enti pubblici e privati accreditati
  a  svolgere  attività di formazione per il rilascio dell'attestato,
  valido  su  tutto  il  territorio  nazionale,  della  qualifica  di
  operatore socio sanitario;

   considerato che:

   ai  sensi  dell'art. 1 della l.r. 24/1976 'l'Assessorato regionale
  del  lavoro  e  della  cooperazione -    competenze  ora  acquisite
  dall'Assessorato dell'istruzione e della formazione professionale -
  promuove,  programma, dirige e coordina le iniziative di formazione
  professionale  in  tutti  i  settori delle  attività  economiche  e
  sociali,  ad eccezione del settore sanitario ed ai vari livelli  di
  qualificazione',  alla  luce  del riordino  del  sistema  sanitario
  regionale avvenuto con la legge n. 5 del 2009, l'Assessorato Salute
  ha  provveduto ad effettuare una ricognizione del fabbisogno  della
  figura professionale dell'OSS in ambito provinciale quantificabile,
  per l'anno 2011, in 2600 unità circa. La distribuzione territoriale
  dei  corsi  in  ambito provinciale terrà conto dei risultati  della
  ricognizione del fabbisogno come individuato dall'art. 2 del D.D.G.
  359/11  dell'Assessorato della salute. In  considerazione  di  tale
  fabbisogno,   l'Assessorato  dell'istruzione  e  della   formazione
  professionale  si  è  reso disponibile a finanziare  i  corsi  così
  programmati;

   allo  scopo  di  regolamentare specifici compiti e ruoli  tra  gli
  Assessorati  regionali  della salute e  dell'istruzione  il  D.D.G.
  359/11  definisce le modalità di collaborazione reciproche  per  la
  realizzazione dell'attività di formazione relativamente alla figura
  dell'operatore socio-sanitario (OSS). La suddetta attività  avverrà
  su  base provinciale e sarà svolta dai soggetti accreditati di  cui
  all'allegato A del D.D.G. 75 del 25 gennaio 2011 e ss.mm.ii. o  che
  abbiano presentato domanda di accreditamento ai sensi del D.A. 1510
  del  9  agosto  2011.  Allegata alla suddetta convenzione  è  stato
  approvato  il  documento,  contenente le modalità  organizzative  e
  didattiche  dei  corsi di formazione per operatore socio  sanitario
  della  Regione  siciliana,  allo scopo  di  uniformare  i  percorsi
  didattici  che si svolgeranno presso gli enti accreditati all'albo.
  Più  specificamente detto documento individua i  contenuti  cui  la
  formazione  dovrà  attenersi  e  dà indicazioni  sulle  metodologie
  didattiche,  sulla valutazione, sul monitoraggio  e  sui  requisiti
  delle figure previste dall'impianto progettuale. Inoltre, con  nota
  prot.  37424 del 24 aprile 2011 dell'Assessorato Salute sono  state
  fornite  indicazioni  esplicative su alcuni  aspetti  dell'allegato
  alla suddetta convenzione;

   con  nota 18/2011 l'Assessorato Istruzione ha pubblicato il  bando
  per  la  formulazione dei progetti formativi da  parte  degli  enti
  accreditati;

   rilevato che:

   la  legge  43/2006, art. 1, comma 2, attribuisce alle  regioni  la
  competenza   nell'individuazione  e  formazione  dei   profili   di
  operatori di interesse sanitario non riconducibili alle professioni
  sanitarie come definite dal comma 1 della medesima legge;

   la  legge  regionale 24/76 vieta che la formazione  sanitaria  sia
  gestita dall'Assessorato Istruzione;

   l'accordo  firmato  tra i due Assessorati non risulta  autorizzato
  dalla  commissione competente; l'Assessorato Istruzione con propria
  nota  n. 18 del 2011 ha emanato le linee guida per la presentazione
  delle  proposte  formative che, a parere dello scrivente,  sembrano
  agevolare   gli   enti  privi  della  specifica  esperienza   sulla
  formazione   sanitaria.  Giova,  a  tal  fine,  rilevare   che   la
  sussistenza,  stabilita dalle suddette linee  guida,  dei  seguenti
  generici    requisiti:   -   esperienza    maturata    nel    campo
  dell'orientamento/formazione/istruzione/politiche del lavoro  e  di
  genere/pari  opportunità;  - esperienza  nella  gestione  di  fondi
  pubblici;    -   disponibilità   strutture/risorse    e    possesso
  certificazione  qualità/procedure  interne  di  controllo   qualità
  attivate (in particolare per il soggetto attuatore beneficiario del
  FSE); dia luogo all'attribuzione di ben 28 punti ;

   per sapere:

   se   intenda   provvedere  alla  riformulazione  di  detti   corsi
  stabilendone   l'affidamento  ad  una  commissione  competente   da
  individuare  presso l'Assessorato Salute in stretta  collaborazione
  con la VI Commissione legislativa permanente dell'ARS;

   se  intenda consentire l'ammissione a detti corsi del personale in
  possesso  dei  titoli OSA, OTA, ecc., laddove l'attuale  bando  non
  consente la riconversione dei titoli posseduti;

   se  non  ritenga essenziale che gli enti attuatori di detti  corsi
  debbano   possedere   un'esperienza  specifica   sulla   formazione
  sanitaria,  avendo  svolto  almeno un corso  in  materie  sanitarie
  nell'ultimo anno;

   se non ritenga impiegare i fondi FSE disponibili per la formazione
  sanitaria e parasanitaria ad oggi mai impiegati;

   in   riferimento  alla  legge  43/2006,  infine,  se  non  ritenga
  indispensabile   che   tutte  le  figure  di   supporto   ai   vari
  professionisti   dell'area  della  medicina   vengano   qualificate
  attraverso  specifici  corsi per far sì che l'utente  possa  essere
  assistito in maniera adeguata». (2081)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
                                                             COLIANNI

   «All'Assessore per la salute, visto il decreto del  27  agosto  n.
  332  che  regolamenta  le  norme per le prestazioni  di  assistenza
  protesica  erogabili  nell'ambito del sistema sanitario  nazionale:
  modalità di erogazione e tariffe che regolamentano;

   visto  il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, concernente
  l'attuazione  della direttiva 93/42/CEE riguardante  i  dispositivi
  medici;

   visto il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;

   visto  l'art.  2598  del codice civile in materia  di  concorrenza
  sleale;

   per    sapere   se   un'azienda   commerciale/artigianale,   nella
  fattispecie  azienda  il  cui  oggetto  sociale  principale  è   la
  costruzione  e  fornitura  di  dispositivi  medici  nonché   ausili
  riabilitativi per la mobilità di persone diversamente  abili  possa
  trasformarsi  nella forma giuridica di Onlus pur essendo  legata  a
  rimborsi  erogati da parte delle ASP e quindi del  Ministero  della
  salute  attraverso  un  nomenclatore tariffario  nazionale  per  le
  prestazioni proteiche». (2083)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)

                                                              FARAONE

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al  Governo  e
  alle competenti Commissioni.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
  con richiesta di risposta scritta presentata.

   GENNUSO, segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  la  nomina presso le commissioni per  l'accertamento
  delle  invalidità  civili è regolamentata  da  un  apposito  bando,
  attraverso  cui  vengono  determinati  i  requisiti  necessari  per
  l'affidamento degli incarichi ai richiedenti;

   ricordato che:

   al  termine dell'esame delle istanze, il predetto bando prevede la
  stesura   di   una   graduatoria  a  punteggio  per  l'attribuzione
  dell'incarico;

   nella  delibera  pubblicata dalla direzione dell'ASP  di  Catania,
  nella quale vengono modificate le componenti delle commissioni  per
  le  invalidità civili, non vi è traccia della graduatoria  prevista
  dal bando predetto;

   considerato che:

   nella  ridistribuzione  degli incarichi  ai  nuovi  componenti  le
  commissioni   per  l'accertamento  delle  invalidità   civili,   la
  direzione  dell'ASP  di  Catania  non  ha  rispettato  nessuno  dei
  parametri stabiliti dal bando;

   avendo  disposto  un  turn  over  irrazionale  di  personale,   la
  dirigenza  dell'ASP  di  Catania  si  è  resa  responsabile   della
  dequalificazione   di  professionalità  ventennali   derogando   ai
  requisiti   di  efficacia  e  di  efficienza,  e  procedendo   alla
  sostituzione di medici competenti con altro personale  inesperto  e
  non qualificato per le problematiche del settore delle invalidità;

   sottolineato  che il predetto turn over, se fosse stato  applicato
  sulla  base  di  un  necessario svecchiamento del settore,  avrebbe
  dovuto    riguardare    tutti   gli   staff    delle    commissioni
  complessivamente, mentre, invece, la rotazione dei più  anziani  ha
  riguardato solo alcuni dei medici in servizio e lasciato altri, con
  eguale anzianità, al loro posto;

   per sapere:

   se   siano   a   conoscenza  della  delibera  di  modifica   della
  composizione delle commissioni per l'accertamento delle  invalidità
  civili;

   se non ritengano, alla luce di quanto sopra esposto, che ricorrano
  gli  estremi  per  l'avvio  di una indagine  sulla  regolarità  dei
  procedimenti adottati nella deliberazione;

   se  non  ritengano, altresì, nelle more dei predetti accertamenti,
  di  dover  provvedere  alla sospensione della  delibera  medesima».
  (2077)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                              D'ASERO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:

   - Rinaldi, Picciolo e Vinciullo per oggi;
   - Mancuso e Forzese dal 27 al 29 settembre 2011;
   - Sulsenti per la corrente settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  291  «Iniziative  a livello centrale  volte  a  modificare
  l'art.  13  del  D.lgs n. 205 del 2010 'Disposizioni di  attuazione
  della  direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio
  del  19  novembre  2008 relativa ai rifiuti  e  che  abroga  alcune
  direttive'»,  degli  onorevoli Corona,  Leontini,  Mancuso,  Bosco,
  Torregrossa, Limoli, D'Asero, Vinciullo e Scoma, presentata  il  20
  settembre 2011;

   numero  292  «Interventi a livello centrale  per  fronteggiare  la
  grave  situazione di crisi della vitivinicoltura siciliana»,  degli
  onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Ammatuna,
  Barbagallo,  De  Benedictis, Di Benedetto,  Digiacomo,  Di  Guardo,
  Faraone,  Ferrara, Galvagno, Gucciardi, Laccoto,  Lupo,  Marinello,
  Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e
  Termine, presentata il 20 settembre 2011;

   numero 293 «Iniziative per la messa in sicurezza degli argini  dei
  torrenti in Sicilia», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Barbagallo
  e Galvagno, presentata il 21 settembre 2011;

   numero 294 «Iniziative per la salvaguardia della salute nelle aree
  ad  alto  rischio  ambientale  e per la  prevenzione  su  tutto  il
  territorio   regionale»,   degli   onorevoli   Ferrara,   Ammatuna,
  Barbagallo e Galvagno, presentata il 21 settembre 2011;

   numero   296  «Iniziative  urgenti  per  l'attivazione   nell'anno
  scolastico  2011/2012  del Liceo musicale a  Caltanissetta»,  degli
  onorevoli  Maira,  Catalano,  Dina,  Cordaro,  Caronia   e   Cascio
  Salvatore, presentata il 21 settembre 2011;

   numero  297  «Iniziative per agevolare l'accesso al credito  delle
  aziende  siciliane  a  seguito della trasformazione  dell'IRFIS  da
  istituto bancario a società finanziaria regionale», degli onorevoli
  D'Asero,  Leontini,  Torregrossa, Caputo,  Bosco,  Limoli,  Corona,
  Mancuso,  Beninati,  Scoma,  Falcone, Pogliese,  presentata  il  22
  settembre 2011.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  l'agricoltura  da tempo  soffre  una  grave  crisi:
  l'abbandono dei campi; nel 2007 gli occupati nel settore  erano  in
  Sicilia  112.869, solo 2 anni dopo, nel 2009, sono scesi a 100.305.
  Il   calo  è  certamente  dovuto  a  fattori  legati  alla   scarsa
  remunerazione; determinante, per esempio, è il valore di  tutta  la
  produzione  agricola  in  Sicilia che solo  in  un  anno  ha  fatto
  registrare un forte calo perdendo un netto 9,3% (dati ISTAT) ed  il
  trend è ancora negativo;

   considerato che:

   in  questo  drammatico quadro si inserisce il D.lgs.  n.  205  del
  2010, il quale, con l'art. 13 ha riscritto l'art. 185 del D.Lgs  n.
  152  del  2006, disponendo al comma 1, lettera f) che:  '...paglia,
  sfalci  e  potature,  nonché altro materiale agricolo  o  forestale
  naturale  non  pericoloso...', se non  utilizzati  in  agricoltura,
  nella selvicoltura o per la produzione di energia mediante processi
  o  metodi  che non danneggino l'ambiente né mettano in pericolo  la
  salute  umana, devono essere considerati rifiuti e come tali devono
  essere  trattati,  pertanto la combustione sul  campo  dei  residui
  vegetali  configura  il reato di illecito smaltimento  di  rifiuti,
  sanzionato penalmente dall'art. 256 c.1 del D.lgs 152 del 2006 che,
  prevede,   giustamente,  delle  pesantissime  sanzioni   penali   e
  pecuniarie per chi si rende responsabile di reati ambientali;

   ciò che viene contestato da tantissimi piccoli agricoltori e dalle
  associazioni agricole è l'assimilazione dei residui delle  potature
  e  della  falciatura  del  grano  a  rifiuti  in  genere,  con  una
  conseguente eccessiva penalizzazione delle piccole aziende agricole
  che,  per  la  rimozioni di questi scarti, devono  sostenere  oneri
  altissimi che mettono in ginocchio l'agricoltura tutta, il  settore
  infatti  non  può assolutamente reggere i costi e le  problematiche
  derivanti da tale provvedimento;

   a  seguito  inoltre della norma prima citata la Regione siciliana,
  attraverso  i  dirigenti  responsabili, ha  emanato  una  serie  di
  circolari  finalizzate alla sua attuazione ed indirizzate  a  tutti
  gli  ispettorati ripartimentali provinciali delle foreste,  con  la
  conseguenza che sono state avviate tante procedure sanzionatorie;

   piccole  aziende  producono  piccoli  scarti  spesso  legati  alla
  potatura  di  uliveti, noccioleti, agrumeti  o  dei  residui  della
  mietitura  o  scerbatura  che da sempre  sono  stati  smaltiti  con
  l'accensione  di fuochi controllati, e che non si può addebitare  a
  queste  piccole  attività, che tra l'altro vengono  effettuate  per
  implementare  ed  arricchire il terreno in cui  vengono  svolte  di
  principi  fertilizzanti  prodotti  dalla  stessa  cenere,  evitando
  quindi di utilizzare ulteriori prodotti chimici,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  iniziative presso il Governo nazionale perchè  siano
  attenzionate da parte degli organi competenti, le norme dalle quali
  derivano tali disposizioni ed in particolare il D.lgs. n.  205  del
  2010, il quale, con l'art. 13 ha riscritto l'art. 185 del D.Lgs  n.
  152  del  2006, disponendo al comma 1, lettera f) che:  '...paglia,
  sfalci  e  potature,  nonché altro materiale agricolo  o  forestale
  naturale  non  pericoloso...', se non  utilizzati  in  agricoltura,
  nella selvicoltura o per la produzione di energia mediante processi
  o  metodi  che non danneggino l'ambiente né mettano in pericolo  la
  salute umana, devono essere considerati rifiuti, per verificare  se
  sia   possibile   una  modifica  legislativa  o,  in   alternativa,
  l'emanazione di una circolare esplicativa che possa venire incontro
  ai  piccoli  agricoltori, evitando che una norma così iniqua  possa
  contribuire all'abbandono dei campi». (291)

             CORONA-LEONTINI-MANCUSO-BOSCO-TORREGROSSA-LIMOLI-D'ASERO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le  aziende  vitivinicole siciliane si trovano  ad  affrontare  la
  peggiore  crisi  di  sempre che, oltre a risentire,  come  tutti  i
  comparti  produttivi,  della  pesantissima  fase  congiunturale,  è
  aggravata da diverse deficienze strutturali delle stesse aziende;

   la  fase  di tempo eccezionalmente stabile e soleggiato che  si  è
  avuta   durante   tutto  il  periodo  estivo,   dovuta   al   campo
  anticiclonico nord africano che ha rafforzato la propria azione sul
  Mediterraneo  centrale,  come  si evince  dai  dati  elaborati  dal
  Servizio informatico agrometereologico siciliano (SIAS), ha portato
  le  temperature massime ampiamente sopra le medie climatiche  della
  stagione,  con scarti superiori ai 7 gradi centigradi che  si  sono
  registrati per diversi giorni consecutivi;

   il  persistere  per buona parte dell'estate, e in particolare  nel
  periodo  compreso  tra  il mese di agosto  e  la  prima  decade  di
  settembre,  di  temperature eccezionali, di  molto  superiori  alle
  medie  stagionali, accompagnate da una fase di siccità di  parecchi
  mesi,  che  aveva  già  stressato  i  vigneti,  ha  comportato  una
  fortissima riduzione della produzione;

   malgrado  le  operazioni  vendemmiali non siano  ancora  concluse,
  ormai  è  certo  che la riduzione della produzione è  stimabile  in
  circa il 50% rispetto alla media degli anni precedenti. Pur volendo
  imputare  una parte di tale riduzione alla vendemmia verde,  che  è
  pari  all'11% della superficie vitata regionale, rimane intorno  al
  40%   il   danno   causato  dagli  eccessi  termici   del   periodo
  agosto/settembre;

   la  gravità e l'ampiezza dell'attuale crisi rischia, pertanto,  se
  non  opportunamente  contrastata,  di  mettere  in  serie  e  gravi
  difficoltà migliaia di aziende vitivinicole siciliane, comprese  le
  cantine  sociali, con gravissime ripercussioni non solo economiche,
  ma anche sociali e ambientali;

   considerato che:

   le  imprese  agricole di cui all'articolo 2135 del codice  civile,
  nonché  le  cooperative di raccolta, lavorazione, trasformazione  e
  commercializzazione di prodotti agricoli, che abbiano subìto  danni
  non  inferiori  al  30 per cento della produzione lorda  vendibile,
  possono   beneficiare   degli  interventi  previsti   dal   decreto
  legislativo n. 102 del 2004 e successive modifiche;

   al  fine  di  favorire  la ripresa economica  e  produttiva  delle
  imprese agricole di cui al punto precedente, nei limiti dell'entità
  del  danno,  possono  essere concessi i seguenti  aiuti,  in  forma
  singola o combinata:

   a)  contributi in conto capitale fino all'80% del danno  accertato
  sulla  base della produzione lorda vendibile ordinaria del triennio
  precedente;

   b)  prestiti  ad  ammortamento quinquennale  per  le  esigenze  di
  esercizio dell'anno in cui si è verificato l'evento dannoso  e  per
  l'anno successivo;

   c) proroga delle operazioni di credito agrario;

   d) agevolazioni previdenziali,

                   impegna il Governo della Regione
     e per esso l'Assessore per le risorse agricole ed alimentari

   ad  attivarsi immediatamente per assumere tutti gli interventi  di
  cui  al decreto legislativo n. 102 del 2004 e successive modifiche,
  e in particolare:

   -  attuare la procedura di delimitazione del territorio colpito  e
  di accertamento dei danni conseguenti;

   - deliberare, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla
  cessazione   dell'evento  dannoso,  la  proposta  di   declaratoria
  dell'eccezionalità dell'evento stesso;

   -  individuare  le  provvidenze da concedere fra  quelle  previste
  dall'articolo 5 del citato decreto legislativo n. 102  del  2004  e
  formulare  la  relativa  richiesta  di  spesa  al  Ministero  delle
  politiche agricole e forestali;

   -  ad  assumere  iniziative  presso il  Ministro  delle  politiche
  agricole e forestali, affinché nel piano di riparto delle somme  da
  prelevarsi dal fondo di solidarietà nazionale e da trasferire  alle
  Regioni si tenga in debito conto la gravissima situazione di  crisi
  della vitivinicoltura siciliana». (292)

     ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-DONEGANI-MARINELLO-AMMATUNA- BARBAGALLO-
    DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DI GIACOMO- DI GUARDO-FARAONE-FERRARA-
        GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO-PANARELLO-
                     PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-TERMINE

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'intensificazione degli agenti atmosferici, che periodicamente si
  registra nei mesi autunnali ed invernali, ha determinato in passato
  la  tracimazione di numerosi corsi d'acqua a carattere  torrentizio
  su  tutto  il  territorio  della Regione, causando  talora  vere  e
  proprie alluvioni e provocando particolari episodi di emergenza per
  la popolazione, come accaduto anche di recente con lo straripamento
  del  torrente Guidaloca a Castellammare del Golfo, in provincia  di
  Trapani;

   molti  dei danni dell'ultimo anno hanno riguardato in primo  luogo
  l'allagamento  dei  terreni  che,  a  seguito  delle   inondazioni,
  soprattutto  nelle  zone  del  trapanese,  sono  stati  erosi   con
  conseguente rischio di compromissione per i futuri raccolti, nonché
  per  la  preparazione della semina inerente alle colture  dell'anno
  successivo,  senza  contare  i  danni  anche  ad  alcune  strutture
  agrituristiche e ricettive;

   considerato che:

   siffatti eventi hanno cagionato danni anche a molte delle attività
  agricole e zootecniche;

   nel   bacino   idrografico  del  Belice  diversi  centri   abitati
  presentano  situazioni  di  elevato rischio  idrogeologico,  legato
  prevalentemente  alle piene stagionali, così  come  in  aree  delle
  province  di  Palermo e, soprattutto, di Ragusa,  Enna,  Catania  e
  Messina,

                   impegna il Governo della Regione

   a predisporre, insieme alle province ed ai comuni interessati, gli
  interventi   necessari  volti  alla  concertazione  di   iniziative
  coordinate  per  la  messa in sicurezza dei torrenti  su  tutto  il
  territorio della Regione siciliana». (293)

                                 FERRARA-AMMATUNA-BARBAGALLO-GALVAGNO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   le   aree   industriali   di   Augusta-Priolo   (Siracusa),   Gela
  (Caltanissetta)  e  Milazzo (Messina) sono state  dichiarate  dalla
  legislazione nazionale e regionale aree ad elevato rischio di crisi
  ambientale,  e che negli ultimi anni si è diffuso un certo  livello
  di  allarme nella popolazione per i possibili effetti sulla  salute
  derivanti da esposizioni ambientali;

   la  sorveglianza  epidemiologica in tali aree riveste  particolare
  importanza  ai fini della tutela della salute pubblica,  e  che  la
  valutazione  dello  stato di salute della popolazione  residente  è
  ritenuta  essenziale anche in funzione della caratterizzazione  dei
  siti e della valutazione degli interventi di bonifica;

   CONSIDERATO  che, nell'ambito delle prerogative istituzionali  per
  la  promozione di strumenti di osservazione epidemiologica previste
  in     capo    al    Dipartimento    Osservatorio    epidemiologico
  dell'Assessorato regionale della sanità dalla l.r. n. 6  del  1981,
  sono  stati  avviati  diversi programmi per il rafforzamento  della
  piattaforma informativa e della sorveglianza sanitaria  nelle  aree
  in   questione,  di  cui  è  stata  resa  costante   e   tempestiva
  informazione  alle  autorità  competenti  in  materia   ambientale,
  sanitaria e alle comunità,

                   impegna il Governo della Regione

   a  dare attuazione ai progetti finanziati nel quadro della riforma
  sanitaria  voluta dal Governo ed in conformità con il  Piano  della
  salute  2011-2013, non solo in riferimento alla salvaguardia  della
  salute  dei  cittadini  nelle aree ad alto rischio  ambientale,  ma
  anche al fine di sviluppare una politica di prevenzione su tutto il
  territorio regionale». (294)

                                 FERRARA-AMMATUNA-BARBAGALLO-GALVAGNO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il Liceo musicale di Caltanissetta è l'unico istituto superiore ad
  avere  nel  suo  organico  la classe di concorso  A031  (educazione
  musicale  negli istituti secondari superiori) ed è l'unico istituto
  che, nella provincia di Caltanissetta, risulta coerente con tabella
  di  confluenza  dei  percorsi  di istruzione  secondaria  superiore
  previsti  dall'orientamento previgente  nei  percorsi  liceali  del
  nuovo ordinamento;

   l'istituto  vanta un'antica tradizione nel campo dell'insegnamento
  dell'educazione musicale. Infatti, sia il vecchio Magistrale sia  i
  due  indirizzi,  Liceo  delle scienze sociali  e  Liceo  pedagogico
  sociale, hanno sempre offerto, all'interno del loro piano di studi,
  l'insegnamento  della musica. Lo studio della  musica,  inoltre,  è
  stato   sempre   potenziato  dall'insegnamento  facoltativo   dello
  strumento musicale: pianoforte e chitarra;

   considerato che:

   dall'anno  scolastico  2002-2003  l'offerta  formativa   è   stata
  arricchita  dall'istituzione del Liceo delle  scienze  sociali  con
  specializzazione  musicale, una novità che fa riferimento  all'asse
  cultura  artistico-musicale,  finora di  competenza  esclusiva  dei
  conservatori.  L'indirizzo musicale è stato  attivato,  nell'ambito
  dell'autonomia  (art.  3, comma 2, D.M. 26  giugno  2000,  n.  234,
  concernente  la riduzione del monte ore nella misura del  15%).  Il
  Liceo  delle  scienze sociali con specializzazione  musicale  è  di
  durata  quinquennale. Il piano di studi fornisce allo studente  una
  preparazione che rende possibile il passaggio ad altri corsi;

   il  Liceo  delle  scienze  umane di  Enna  difetta  dei  requisiti
  richiesti dalla normativa per l'assegnazione del Liceo musicale non
  avendo in precedenza attivato sperimentazioni di tipo musicale;

   il   Liceo  delle  scienze  umane  di  Caltanissetta  ha   inoltre
  stipulato, come richiesto dalla normativa, una convenzione  con  il
  Liceo   musicale   Vincenzo  Bellini  di  Caltanissetta   ai   fini
  dell'attivazione del Liceo musicale;

   ritenuto che l'istituzione del Liceo musicale garantirebbe una più
  razionale  ed  efficace  distribuzione dell'offerta  formativa  sul
  territorio  e  inoltre  l'esercizio del  diritto  di  scelta  delle
  famiglie,   rispetterebbe  le  vocazioni   culturali,   produttive,
  formative ed occupazionali del territorio,

    impegna l'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
                             professionale

   a  promuovere  interventi necessari perchè a  Caltanissetta  possa
  essere attivato il Liceo musicale per l'anno scolastico 2011/2012».
  (296)

                        MAIRA-CATALANO-DINA-CORDARO-CARONIA-CASCIO S.

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il   4  febbraio  2011  a  monte  della  ventilata  trasformazione
  dell'IRFIS  è  stata presentata una interrogazione parlamentare,  a
  firma dell'onorevole D'Asero ed altri, la n. 1632 'Interventi volti
  a scongiurare l'eliminazione dell'Irfis', indirizzata al Presidente
  della  Regione  e  all'Assessore per l'economia  nella  quale,  nel
  premettere  l'importante  ruolo  svolto  dall'IRFIS  negli  anni  a
  partire  dal  1952 - che con la sua struttura ha accompagnato,  con
  competenze  consolidate, tanti imprenditori verso la  presentazione
  di  progetti  e l'acquisizione delle risorse necessarie,  anche  in
  riferimento alle leggi n. 488 del 1992 e n. 388 del 2000 in  favore
  delle  imprese, dell'imprenditoria giovanile e femminile e  sull'e-
  commerce,  si  paventava il pericolo, a seguito delle dichiarazioni
  del  Governo,  della  sua trasformazione da  istituto  bancario  in
  società   finanziaria  dalle  incerte  prospettive  che  lasciavano
  presagire  la  creazione  di uno strumento declassato  al  servizio
  delle imprese;

   premesso  inoltre che con la stessa interrogazione si chiedeva  al
  Governo  se  non  ritenesse di dover concertare con la  Commissione
  'Bilancio'  dell'Assemblea  regionale  siciliana  tempi,   modi   e
  procedure  per la valutazione di una strategia e per l'acquisizione
  di strumenti utili al fine di rafforzare l'IRFIS mediocredito della
  Sicilia  nella propria azione e nelle proprie competenze e  se  non
  ritenesse  inoltre  il  Governo  di  dover  approfondire  tutti   i
  possibili  risvolti che la trasformazione da IRFIS-banca  a  IRFIS-
  società  finanziaria  avrebbe  e  comportato  dare  lo  stop   alle
  iniziative  ad  oggi  poste in essere al fine di  salvaguardare  in
  assenza  di  un  vero  piano industriale il  patrimonio  esistente;
  appello rimasto senza alcuna risposta;

   premesso  ancora che con altra interrogazione del 15  giugno  2011
  degli stessi presentatori interroganti, la numero 1908 'Chiarimenti
  sul  futuro  dell'IRFIS', si continuava a chiedere  al  governo  di
  avviare  un  percorso  che potesse coinvolgere  i  soggetti  e  gli
  interlocutori  del  sistema  bancario  e  finanziario  al  fine  di
  salvaguardare   le   prerogative  riservate  alla   Sicilia   nella
  costituzione  di un rinnovato istituto di credito a servizio  delle
  imprese  del  territorio  e  di ogni altra  utile  possibilità  che
  potesse consentire alla Regione di essere centro decisionale  nelle
  politiche del credito e non restare succube di chi vede la  Sicilia
  come terreno di conquista;

   considerato che:

   nonostante tutti gli appelli provenienti non solo dalla  politica,
  ma  anche  dalle forze imprenditoriali siciliane, oggi non possiamo
  che   registrare  l'avvenuta  trasformazione,  con  una   decisione
  unilaterale, di uno strumento essenziale quale era l'IRFIS da banca
  ad  una  declassata  società finanziaria con la ridenominazione  di
  IRFIS  -  FinSicilia, uno spettro in confronto alle caratteristiche
  della  precedente  struttura,  finalizzata  alla  sola  mission  di
  società   finanziaria   specializzata  nel  credito   agevolato   e
  nell'erogazione di fondi regionali;

   in  questi anni stiamo vivendo una crisi economica che continua  a
  manifestare  i propri effetti negativi sull'andamento  del  mercato
  del  lavoro  come  conseguenza di una difficoltà delle  imprese  ad
  individuare  sistemi di credito che possano aiutarle a sopravvivere
  ed ad avviare una loro crescita:solo in questi ultimi due anni, per
  fare un esempio, registriamo una forte perdita occupazionale che in
  alcuni  settori  diventa quasi drammatica: 6%  nell'industria,  10%
  nelle costruzioni, 4,1% nell'agricoltura e gli altri settori non se
  la passano certo meglio;

   considerato inoltre che:

   il  prodotto interno lordo della Sicilia ha raggiunto nel 2009 gli
  86.015  milioni di euro con un decremento in un solo anno di  circa
  1,4%,   dato   che  certamente  rappresenta  il  termometro   della
  difficoltà a crescere delle aziende siciliane dovuto principalmente
  alla difficoltà ad accedere al credito ed agli strumenti finanziari
  pubblici di sostegno;

   la  spregiudicata  ed irrazionale operazione  che  ha  portato  al
  declassamento  dell'IRFIS ed al conseguente  regalo  della  licenza
  bancaria  alla UNICREDIT certo non aiuta a risolvere il problema  e
  che  certamente  meglio sarebbe stato mantenere l'istituto  con  le
  precedenti  caratteristiche, magari implementando la sua  attività,
  coordinando  un  tavolo  istituzionale con imprenditori  siciliani,
  banche   locali   e   fondazione  Banco  di   Sicilia   finalizzato
  all'acquisizione delle azioni UNICREDIT, un'operazione  finanziaria
  che  avrebbe  mantenuto in Sicilia l'ultima  vera  banca  siciliana
  ancora rimasta,

                   impegna il Governo della Regione

   ad   attivare   le  procedure  necessarie  perché   venga   creato
  urgentemente uno strumento con il compito di predisporre tutti  gli
  interventi  utili affinché le aziende siciliane possano  finalmente
  accedere al credito senza essere penalizzate da un costo maggiorato
  rispetto alle aziende del Nord, così come oggi avviene». (297)

                    D'ASERO-LEONTINI-TORREGROSSA-CAPUTO-BOSCO-LIMOLI-
                             CORONA-MANCUSO-BENINATI-SCOMA-FALCONE-
  POGLIESE

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

                  Comunicazione di ritiro di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  22  settembre   2011,
  pervenuta  in  pari  data e protocollata al n. 7607/Aulapg  del  23
  settembre successivo, l'onorevole Ferrara ha ritirato la mozione n.
  295,  dallo stesso  ed altri presentata in data 21 settembre  2011,
  in  quanto  ripete  la tematica della mozione  n.  265,  presentata
  sempre dall'onorevole Ferrara ed altri in data 11 maggio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di apposizione di firma a mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  22  settembre   2011,
  pervenuta  in  pari  data e protocollata al n. 7608/Aulapg  del  23
  settembre  successivo, gli onorevoli Galvagno  e  Barbagallo  hanno
  chiesto  di  apporre  la firma alla mozione  n.  265  «Impegno  del
  Governo  della  Regione ad organizzare le celebrazioni dei duecento
  anni   della   Costituzione   siciliana   del   1812»,   presentata
  dall'onorevole  Ferrara  ed  altri in  data  11  maggio  2011,  già
  demandata,  per  la determinazione della data di discussione,  alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella  seduta  n.
  256 del 18 maggio 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

               Comunicazione di ritiro di interpellanza

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con  nota  del  27  settembre   2011,
  pervenuta  in  pari  data e protocollata al n. 7690/Aulapg  del  27
  settembre 2011, l'onorevole Colianni ha ritirato l'interpellanza n.
  124    Riformulazione  dei  corsi  di  formazione  per  la   figura
  professionale dell'operatore socio sanitario (OSS) ,  dallo  stesso
  presentata in data 21 settembre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di dimissioni irrevocabili di Deputato dalla carica
                              di Sindaco

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  do  lettura  della  lettera  di
  dimissioni  irrevocabili  dalla carica di  Sindaco  del  Comune  di
  Acicatena, qui pervenuta il 23 settembre 2011 e protocollata al  n.
  7616/AulaPG  di pari data:

   «Io  sottoscritto on Raffaele Giuseppe Nicotra, nato ad Aci Catena
  (CT)  l'11  luglio 1956 e ivi residente in via Roma  n.  1,  eletto
  Sindaco  nel  Comune  di Aci Catena nella consultazione  elettorale
  dell'8 e 9 giugno 2008,

                               COMUNICO

   alla   S.V.Ill.ma  la  mia  volontà  irrevocabile  di   rassegnare
  immediatamente, come in effetti rassegno, le dimissioni dalla caria
  di Sindaco del Comune di Aci Catena.

   Dichiaro, pertanto, di esercitare il mio diritto di opzione per la
  carica  di  Deputato dell'Assemblea regionale Siciliana,  ai  sensi
  dell'art.  10 sexies, comma 1 bis, della legge regionale  20  marzo
  1951,  n.  29, come modificata dall'art. 1 della legge regionale  5
  dicembre 2007, n. 22, e dall'art. 1 della legge regionale 7  luglio
  2009,  n. 8, in ottemperanza all'Ordinanza n. 19019/11 emessa dalla
  Corte  Suprema di Cassazione - Sesta Sezione Civile, depositata  in
  data  16  settembre  2011, che ha statuito la  mia  incompatibilità
  sopravvenuta a ricoprire contemporaneamente la carica di Sindaco  e
  la carica di Deputato regionale.
   Sono  pervenuto, dopo una pacate riflessione, alla  determinazione
  di  rassegnare  le dimissioni dalla carica di Sindaco,  che  questa
  prestigiosa  comunità  Catenota  mi  ha  conferito,  nonostante  lo
  svolgimento  di  una  regolare elezione diretta  che  mi  ha  visto
  protagonista di un notevolissimo consenso elettorale.
   Cordiali saluti

                                        On. Raffaele Giuseppe Nicotra

                                          Palermo, 23 settembre 2011»

   L'Assemblea ne prende atto.

  Seguito della discussione della mozione 285 «Censura all'Assessore
                       regionale per la salute»


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione della mozione numero 285 «Censura  all'Assessore
  regionale   per  la  salute»,  degli  onorevoli  Limoli,  Leontini,
  Beninati,  Bosco,  Buzzanca,  Campagna,  Caputo,  Corona,  D'Asero,
  Falcone,  Formica,  Leanza  Edoardo, Mancuso,  Marinese,  Pogliese,
  Scoma, Torregrossa e Vinciullo.

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Limoli, primo firmatario  della
  mozione, per illustrarla.

   LIMOLI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  io  non
  credevo di potere creare quasi un pandemonio sol perché tanti  mesi
  addietro,  assieme  ai  colleghi del mio  Gruppo  parlamentare,  ho
  presentato una mozione di censura all'assessore Russo.
   Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola e quindi
  la  possibilità  di illustrare ciò che ho sottoscritto  come  primo
  firmatario  in questa mozione di censura nei confronti  del  signor
  assessore per la salute, dottor Massimo Russo, perché ritenevo  che
  un   parlamentare  avesse  il  diritto,  riconosciuto,   di   poter
  intervenire,  nella sua attività di controllo e di  vigilanza,  sui
  vari aspetti della politica regionale, in maniera particolare su un
  segmento fondamentale della vita che riguarda oltre cinque  milioni
  di siciliani.
   La  mia  preoccupazione principale era quella che alla mozione  di
  censura  venisse data una coloritura politica. E devo dire che,  in
  base  a  tutto ciò che è avvenuto in tante altre sedute  di  questo
  Parlamento, questa preoccupazione si è rivelata fondata perché si è
  cercato, da parte soprattutto del signor Governatore, il Presidente
  della Regione, da parte dell'assessore per la salute e da parte dei
  capigruppo,  soprattutto  quello  del  PD,  l'onorevole   Antonello
  Cracolici,  e  da  parte  del  mio amico  presidente  e  capogruppo
  dell'MPA,  l'onorevole Musotto, di attribuire valenza  politica  ad
  una mozione che aveva ed ha un solo scopo: quello di consentire  al
  Parlamento  siciliano di discutere - a distanza di oltre  due  anni
  (parliamo  del  lontano aprile 2009, data in cui  fu  approvata  la
  legge 5 di riforma del sistema sanitario regionale) - degli effetti
  scaturiti  dall'applicazione  di  quella  legge  di  riforma  e  di
  verificare   se   quanto,  giornalmente,  settimanalmente,   veniva
  ribadito  attraverso tutti i mezzi di comunicazione  dall'assessore
  per la salute corrispondesse a verità.
   Una cosa mi ha colpito particolarmente, signor Presidente: l'avere
  letto e sentito, ma soprattutto  letto, un teorema che - devo  dire
  -  inquieta molto; un teorema in base al quale il signor  assessore
  per  la salute, dottor Massimo Russo, sostiene che, essendo lui  un
  uomo  impegnato nella lotta alla mafia, se non si è d'accordo e  se
  non  si  condivide ciò che lui dice, sostiene, scrive  o  comunica,
  basta  solamente  la non condivisione del suo pensiero  per  essere
  tacciati  di  sabotatore, di traditore non si sa di  che  cosa,  ma
  soprattutto di essere tacciati di  mafiosità'.
   Io mi pongo una domanda, signor Presidente, ed è la domanda che si
  pongono un po' tutti i siciliani, persone per bene, persone  umili.
  Con l'umiltà e la moderazione che, credo, mi contraddistinguono  mi
  chiedo:  se io non sono d'accordo con ciò che dice l'assessore  per
  la  salute, sol per questo dovrei considerarmi o essere considerato
  un mafioso?
   Credo che ne corra molto in questo.
   Se   io  contesto  al  signor  assessore  per  la  salute  la  sua
  affermazione  in  base  alla  quale  avrebbe  ereditato  -   signor
  Presidente, chiederei un po' di silenzio in Aula, forse a  qualcuno
  non  interessa trattare o sentire parlare di questa argomentazione,
  ma  credo  che molta gente ci stia ascoltando e ci stia vedendo  in
  diretta  -  se  io contesto l'affermazione in base  alla  quale  il
  signor assessore per la salute sostiene di avere ereditato dal  suo
  predecessore,  l'allora assessore professore  Roberto  Lagalla,  un
  deficit   di  un  miliardo  di  euro  e  io  sostengo  che   questa
  affermazione  non corrisponde al vero, in quanto,  fra  l'altro,  è
  clamorosamente  smentita dalla relazione della Corte  dei  Conti  a
  Sezioni   Riunite,   che  è  stata   depositata  e  presentata   al
  Parlamento nazionale in data 12 maggio 2010.
   Nella  relazione della Corte dei Conti viene esplicitato che:   Il
  professore   Roberto   Lagalla,  all'atto  dell'insediamento   come
  assessore  per  la  sanità del Governo Cuffaro ereditò  un  deficit
  nella  sanità  corrispondente a 935 milioni  di  euro ,  che  è  la
  conseguenza  della gestione dissennata dell'assessore  predecessore
  dell'assessore Lagalla, sto parlando dell'allora assessore  per  la
  salute   Giovanni  Pistorio  che  ricoprì  la  carica  assessoriale
  nell'arco di tempo che intercorre tra gli anni 2004-2006.
   Sono  dati,  signor  Presidente, che  io  ho  tirato  fuori  dalla
  relazione della Corte dei Conti depositata alla Camera dei Deputati
  in  data 12 maggio 2010: l'assessore Lagalla eredita un deficit  di
  935  milioni  di  euro, questo deficit viene ridotto  -  si  evince
  sempre dalla relazione della Corte dei Conti - nell'anno 2007 a 570
  milioni  euro;  nell'anno 2008 ridotto a 260-262 milioni  di  euro;
  nell'anno 2009 questo deficit ereditato nell'anno 2006 scende a 230-
  231 milioni di euro.
   Ricordo a me stesso, non tanto all'assessore per la salute, che  a
  fine  luglio del 2007 fu siglato a Roma il famoso patto di  rientro
  Stato-Regione, alla presenza dell'assessore Lagalla per la  Regione
  siciliana   e dei rappresentanti dei due Ministeri dell'Economia  e
  della  Salute. Nel piano veniva rigidamente stabilito  ciò  che  si
  doveva fare per arrivare alla riduzione del deficit entro il 2009.
   Non  sfugge  a nessuno, egregio signor Presidente, egregio  signor
  Assessore, che fino al 31 agosto del 2009 il management che gestiva
  la  sanità  in  Sicilia  era  il  management  che  collaborava  con
  l'assessore  in  carica  nel 2006, il professore  Roberto  Lagalla.
  Perché dico questo?
   Perché  il  management nuovo che è stato poi nominato dall'attuale
  Governo dell'onorevole Lombardo, con le indicazioni date dal signor
  assessore  per la salute, si insedia e prende possesso  formalmente
  della  gestione  della sanità in data 1 settembre  2009;  pertanto,
  tutto  ciò che avviene fino al 31 agosto del 2009 è merito o  causa
  da  addebitare  a  quel  management che  collaborava  con  l'allora
  assessore professore Roberto Lagalla.
   Quindi, se è un merito l'avere portato il deficit  tra il  2006  e
  il  2009 a 230 milioni di euro, con una riduzione di 700 milioni di
  euro, questo merito non può che accreditarsi a coloro i quali  fino
  al 31 agosto del 2009 reggevano le sorti della sanità in Sicilia. E
  che  ciò  sia  vero  è provato e comprovato da quanto  sostiene  il
  signor assessore per la salute, dottor Massimo Russo, in una  delle
  28  cartelle  che  ha  depositato e ha fatto pervenire  a  tutti  i
  deputati - l'ha fatto, purtroppo, mercoledì della settimana scorsa,
  mentre  la  mozione,  da  me presentata e  sottoscritta,  fa  parte
  ufficialmente dei documenti del Parlamento già dal mese di febbraio
  di  quest'anno -, e in una delle 28 pagine della controrelazione  o
  delle  controdeduzioni del signor assessore  per  la  salute  -  mi
  dispiace che si sia allontanato ma, vedendolo rientrare in Aula, lo
  ringrazio per essere ritornato a sentire ciò che un parlamentare ha
  da  dire  nella sede più opportuna - la riprova che è vero ciò  che
  dico, secondo cui il management che restò in vita fino al 31 agosto
  2009  ha  determinato la riduzione del deficit,  si  ritrova  nella
  contraddizione lampante - probabilmente il signor assessore  questo
  aspetto  non l'avrà valutato molto, forse nella premura di scrivere
  le  controdeduzioni - quando, rispetto alle contestazioni mosse nei
  confronti  del manager dell'ASP 6, il dottore Cirignotta,  nei  cui
  confronti risulta dagli atti del collegio sindacale che per ben due
  volte è stato bocciato il bilancio di previsione da lui presentato,
  l'egregio  assessore dottor Massimo Russo, per giustificare  o  per
  spiegare  il  perché  non viene adottato nessun  provvedimento  nei
  confronti  del  manager  Cirignotta, sostiene  che  il  deficit  in
  questione era addebitabile al predecessore del dottore Cirignotta.
   Allora ci chiede: se c'è una cosa negativa rispetto al 2009  è  da
  addebitarsi  ai precedenti assessori per la sanità e ai  precedenti
  manager;  mentre  se  c'è un dato positivo deve essere  accreditato
  all'assessore Russo e al suo management?
   Quando  l'assessore Russo si vanta in tutte le  sedi,  assieme  al
  signor   Governatore  Lombardo,  di  avere  ripianato  il   deficit
  ereditato  dice  una  cosa non corrispondente al  vero.  Io  glielo
  contesto,  aiutato dalla relazione della Corte  dei  Conti,  e  non
  vorrei essere considerato un mafioso sol perché gli contesto la non
  veridicità di ciò che lui afferma.
   Quando  l'assessore  Russo sostiene di avere  osservato  la  legge
  nella  nomina dei direttori generali, di essere stato ligio a tutto
  ciò  che sarebbe necessario per potere parlare di trasparenza e  di
  legalità,  io  ho  scritto nella mozione che nella  nomina  dei  17
  direttori  generali sentire parlare di legalità e di trasparenza  è
  come assistere alla trasmissione  Striscia la notizia . E credo  di
  dire  il  vero,  perché dalle Alpi a Lampedusa  non  c'é  una  sola
  persona  che non sappia che il metodo utilizzato per la nomina  dei
  17 direttori generali,  sia delle aziende ospedaliere

   PRESIDENTE.  Onorevole  Limoli,  lei  ha  solo  dieci  minuti  per
  illustrare la mozione, così come previsto dal  Regolamento interno.

   LIMOLI.  Signor  Presidente,  con i  capigruppo  dei  tre  partiti
  abbiamo concordato di procedere alla relazione utilizzando anche il
  tempo a disposizione degli altri capigruppo, visto che sto cercando
  di  relazionare  su  una mozione di cui si  parla  ormai  su  scala
  nazionale.

   PRESIDENTE. Onorevole Limoli, il Regolamento interno prevede dieci
  minuti  per  illustrare  la  mozione e cinque  minuti  per  potersi
  dichiarare soddisfatto o meno della replica dell'assessore.
   Se gli altri deputati del suo Gruppo parlamentare hanno rinunciato
  ad  intervenire, io le concederò il tempo che sarebbe  spettato  al
  suo  Gruppo,  ma  lei  non  può utilizzare  il  tempo  degli  altri
  capigruppo.  Peraltro, la Presidenza le ha già dato quattro  minuti
  di recupero.

   LIMOLI.  Signor Presidente, vista la particolarità del  momento  e
  dell'oggetto  in discussione, le chiedo se può essere ulteriormente
  clemente  nel  concedermi qualche minuto in più,  e  di  questo  la
  ringrazio anticipatamente.
   Sulla nomina dei 17 direttori generali, lei sa per quanti mesi  il
  popolo siciliano venne informato di un incarico dato all'Università
  Bocconi  di Milano, che doveva procedere alla selezione  di  quanti
  potevano  avere  titolo per partecipare alla  nomina  di  direttore
  generale  sia  delle nove aziende sanitarie provinciali  che  delle
  altre otto aziende ospedaliere.
   Chiedo  al signor assessore per la salute se c'è stata mai traccia
  di  questo  lavoro  svolto dalla  Bocconi , che fine  ha  fatto  il
  lavoro  di cui è stata incaricata l'Università Bocconi, fra l'altro
  penso  che  questo  lavoro lo abbiamo anche  pagato;  ma   non  c'è
  traccia alcuna.
   In  pratica,  è stato utilizzato per le nomine  lo stesso  sistema
  che  viene contestato dal neo assessore per la salute perché  vuole
  presentarsi  come  il riformatore, l'uomo trasparente,  l'uomo  che
  vuole  tenere  lontana  la  politica dalla  gestione  della  salute
  pubblica.
   Io  dico che questo non corrisponde a verità e non credo di essere
  uno che aiuta la mafia.
   Un  altro  aspetto a supporto e a rafforzamento di ciò  che  dico:
  l'Italia  tutta  è venuta a conoscenza, attraverso la  trasmissione
   Mattino 5  su  Canale 5 , del fatto che l'assessore per la  salute
  invitava  pubblicamente, attraverso un mezzo televisivo, il  dottor
  Allegra,  all'epoca  manager dell'ospedale  Civico  di  Palermo,  a
  rassegnare le dimissioni poiché che una persona in età avanzata era
  stata costretta a sostare su una sedia al  pronto soccorso per  tre
  giorni e tre notti.
   Invece  di  fare  tesoro di questo, l'unica cosa  che  l'assessore
  Russo  seppe  fare  fu  quella  di invitare  il  dottor  Allegra  a
  dimettersi  e  disse pubblicamente che ci avrebbe stupito,  che  ci
  avrebbe  scioccato, perché avrebbe nominato una figura di altissimo
  profilo.
   Signor  Presidente, lei dovrebbe ricordare che allora intervennero
  anche  dei  personaggi  di grande spessore  culturale  come  Andrea
  Camilleri,  Franco  Battiato, Dacia Maraini,  i  quali,  anche  per
  provocazione, proposero di scegliere una persona magari al di fuori
  della  politica siciliana, del territorio siciliano. Ebbene, furono
  rimbrottati anche loro ed etichettati come pseudo-intellettuali.
   E, quindi, poi si aspettava questo grande risultato.
   Lei  sa  benissimo,  lo sa tutto il popolo  siciliano,  lo  sa  il
  Parlamento siciliano che, dopo le dichiarazioni rese dall'assessore
  Russo,  in  sostituzione del dottore Allegra è  stato  nominato  il
  dottore  Carmelo Pullara, sicuramente persona perbene e  preparata,
  il  quale  però ha un privilegio: quello di essere stato candidato,
  risulta,  alle  elezioni amministrative al comune di  Licata  nelle
  liste  sostenute dall'MPA. Questa è la contraddizione che disturba,
  perché  l'assessore Russo non può presentarsi come il nuovo  Verbo,
  come  il fustigatore della moralità dei siciliani per riportare  la
  legalità.
   Dalle  parole bisogna passare ai fatti e lei nei fatti non è stato
  consequenziale.
   Ecco  perché  le  dico, egregio assessore Russo,  che  anch'io  ho
  provato  una  profonda delusione in quanto credevo,  rispetto  alle
  cose  che  lei annunciò all'atto del suo insediamento, che  avrebbe
  fatto  di  tutto per allontanare la politica. Invece,  è  stato  un
  continuatore, un continuatore di quel meccanismo, di  quel  sistema
  che lei certamente voleva condannare.
   E'  di  oggi, signor Presidente, quasi ci fosse una mano divina  e
  non vorrei che anche questa concomitanza mi venisse addebitata - io
  non c'entro nulla con il quotidiano  la Repubblica  perché sono una
  persona  umile, moderata, e non ho questi livelli di  conoscenza  -
  sul quotidiano  la Repubblica  viene fuori un articolo, che riempie
  metà pagina, sul  San Raffaele' di Cefalù.
   Dall'articolo  si  evince che a seguito di una  visita  ispettiva,
  capitanata  dalla  dottoressa responsabile del  servizio  sanitario
  dell'ASP  6,  viene  fuori l'esistenza di un verminaio,  con  tante
  cartelle gonfiate, ricoveri inappropriati, ricoveri inesistenti.
   Vorrei  ricordare, non tanto a lei, signor Presidente che  ha  una
  buona  memoria, ma al signor assessore Russo, al mio amico Musotto,
  e non tanto all'onorevole Cracolici che si innervosisce subito, che
  nel marzo del 2009 mi sono permesso di presentare un'interrogazione
  con cui chiedevo al presidente della Regione e all'assessore per la
  salute  se  corrispondeva  al  vero  la  notizia  della  nomina   a
  presidente  del consiglio di amministrazione del  San Raffaele'  di
  Cefalù  di un certo professore Cirillo, che risultava essere  stato
  in precedenza coordinatore regionale per la regione Lombardia di un
  partito, del movimento chiamato MPA.
   Ho  chiesto,  ripeto, al presidente della Regione e  all'assessore
  per  la  salute se corrispondeva al vero questa notizia  che  avevo
  appreso  da  quotidiani  nazionali  e  regionali,  soprattutto   il
  quotidiano nazionale  la Repubblica  e quelli locali della  regione
  Lombardia.
   Ebbene,  il signor assessore per la salute mi risponde indicandomi
  tutta  una  sfilza  di  titoli che ha  il  professore  Cirillo,  un
  curriculum enorme, tra l'altro buona parte della risposta è scritta
  in inglese. Lei sa, signor Presidente, che io sono di Ramacca e con
  l'inglese ho qualche difficoltà, London School, e così via, però ho
  fatto tradurre la risposta al mio quesito.
   Io  non  mettevo  in  discussione  le  qualità  professionali  del
  professore Cirillo. Desideravo sapere se, oltre a tutti quei titoli
  conquistati  negli  Stati  Uniti d'America,  in  Inghilterra  e  in
  Italia,  il  professore  Cirillo avesse  anche  l'altro  titolo  di
  coordinatore regionale del Movimento per le Autonomie.
   Mi  è  stato risposto con supponenza, perché sono una persona  che
  non arriva a certi livelli. Quasi si sono indispettiti.
   E  oggi, guarda caso, viene fuori che al  San Raffaele' di Cefalù,
  nonostante tutti quei titoli conquistati sul campo sia inglese  che
  statunitense, c'è un verminaio. Non capisco cosa significhi.
   Lei  l'ha  vissuta,  l'ha  seguita la  problematica  dell'ospedale
   Bambin Gesù' di Taormina  Non se n'è parlato dell'ospedale  Bambin
  Gesù' di Taormina
   Egregio assessore Russo, la gente chiede ai parlamentari in Aula e
  a  quelli  che stanno ascoltando, qual è l'utilità che proviene  ai
  siciliani  sia  come  miglioramento  dei  servizi,  come   risposta
  sanitaria  ospedaliera,  sia  come  guadagno  dal  punto  di  vista
  economico, dall'avere stipulato una convenzione che ha cominciato a
  produrre effetti nel novembre 2010.
   La  convenzione  è  stata  firmata  tra  la  Regione  siciliana  e
  l'ospedale   Bambin  Gesù'  di  Roma  nel  giugno  del  2010.   Una
  convenzione  in  base  alla  quale per il  primo  anno  la  Regione
  siciliana deve versare all'ospedale  Bambin Gesù' di Roma la modica
  somma di 7.300.000,00 euro; per gli anni successivi, per una durata
  di  9  anni  -  perché la convenzione dura 10  anni  -  la  Regione
  siciliana  deve versare all'ospedale  Bambin Gesù' di  Taormina  la
  modica somma di 8.400.000,00 euro l'anno.
   Noi  ci  chiediamo,  considerato  che  nell'anno  2009  il  signor
  assessore  Russo disse pubblicamente che il know how,  l'eccellenza
  delle nostre professionalità con la cardiochirurgia pediatrica,  la
  cardiologia pediatrica e la cardioanestesia pediatrica di Taormina,
  aveva fatto un grande lavoro tanto che l'indice di occupazione  del
  nostro  personale nell'anno 2009 per il  Bambin Gesù'  di  Taormina
  era del 128 per cento e che nell'anno 2009 erano stati eseguiti 179
  interventi, perché questo know how ora è stato tolto? E  sostituito
  da chi?
   Signor  assessore per la salute, visto che non lei ha risposto  ad
  una  e-mail che le fu mandata nell'aprile di quest'anno, sa che  il
  cardioanestesista,  dottor Dario Salvo,  che  era  il  primario  di
  cardioanestesia  del   Bambin Gesù' di Taormina,  si  è  licenziato
  dalla  struttura pubblica e oggi lavora alla clinica  Humanitas  di
  Catania?  Lei sa che il primario di cardiochirurgia pediatrica,  il
  professore Mignosa, si è dovuto licenziare da Taormina e ora lavora
  al Ferrarotto di Catania?
   Voi   sapete,   signor  Presidente  dell'Assemblea,  assessore   e
  colleghi, che il cardiologo di pediatria dell'ospedale di Taormina,
  il  dottor Enzo Bianca, non è più titolato a fare nemmeno un  esame
  di emodinamica quando per dieci anni ha svolto questo lavoro?
   Lei  sa, signor Presidente, da chi sono stati sostituiti i  nostri
  primari?
   Ebbene,  non  sono venuti primari dall'ospedale  Bambin  Gesù'  di
  Taormina; è venuto del personale che, tra l'altro, arriva il lunedì
  a  Taormina,  alloggia negli alberghi di Taormina a  spese  nostre,
  deve  anche mangiare, pranzare o cenare, ci mancherebbe  altro,  va
  nei  locali pubblici di Taormina e quindi l'attività ospedaliera  e
  operatoria riguarda forse i giorni di martedì, mercoledì e giovedì,
  perché il venerdì ritorna a Roma con l'aggravante, signor assessore
  Russo  -  e  se non è vero, la invito a smentirmi - che  quando  si
  presentano  casi  di cardiopatie complesse non si  é  in  grado  di
  intervenire   a   Taormina.  I  pazienti   devono   essere   presi,
  accompagnati  con  l'ambulanza o con l'elicottero  all'aeroporto  e
  dall'aeroporto devono andare a Roma.
   Quindi, dov'è la differenza per le cardiopatie complesse se,  come
  già avveniva con il nostro know how, ora, fatta la convenzione,  le
  condizioni di risposta sono sempre le stesse?
   C'è poi un'altra aggravante: mentre prima con la mobilità passiva,
  la  famiglia  che aveva un bambino o un neonato con una cardiopatia
  complessa  poteva  scegliere l'ospedale  dove  andare  fuori  dalla
  Sicilia  perché la legge lo consentiva e, quindi, poteva andare  al
  Gaslini  di  Genova, al Sant'Orsola di Bologna, al  San  Donato  di
  Milano,  a  Bergamo o a Pavia, oggi no. Oggi, se  c'è  un  problema
  complesso, si é obbligati ad andare per forza a Roma, a causa della
  convenzione  sottoscritta, altrimenti la  Regione  non  paga.  Cosa
  significa questo? Perché sta avvenendo questo? Chiedere spiegazioni
  su queste cose significa volere lavorare contro un assessore che  è
  impegnato  nella lotta alla mafia, e quindi essere mafioso,  quindi
  volere ritornare al passato?
   Ma di quale passato?
   Io  non  ho alcun passato, signor Assessore, ho un presente umile,
  modesto, cerco di avere anche un avvenire, ma soprattutto cerco  di
  parlare  in nome e per conto di tanti siciliani, cerco di  svolgere
  con  onestà  il  mio ruolo. Nella mozione tutte  queste  cose  sono
  chieste, purtroppo non ci sono risposte.
   Parla  tanto  l'assessore Russo. Credo che a nessuno sia  sfuggito
  che,   dopo  l'espletamento  di  una  gara  per  la  fornitura   di
  attrezzature per il bacino orientale per un importo di  70  milioni
  di  euro, svoltasi due o tre mesi fa, l'assessore Russo si recò  al
  solito  in televisione per dire  questo è un modello da esportare ,
  il cosiddetto concetto della centralizzazione delle gare.
   Per  la  Sicilia orientale era stata fatta questa gara con azienda
  ospedaliera  capofila il  Garibaldi' di Catania. Ci  sono  stati  i
  soliti  proclami, e a distanza di poco tempo interviene  l'autorità
  nazionale  di vigilanza sostenendo che nella procedura di  gara  si
  sono riscontrati vizi di legittimità.
   A  quel  punto  il  direttore  generale  dell'azienda  ospedaliera
   Garibaldi'  di  Catania  revoca in  autotutela   la  gara  e,  nel
  frattempo,  si  apprende che la Procura di  Catania  ha  aperto  un
  fascicolo.
   Cosa  si  viene a sapere? Che il responsabile della  procedura  di
  gara  risultava  essere un ex dipendente della  ditta  che  si  era
  aggiudicata  la gara e, contemporaneamente, consulente della  ditta
  che si era classificata seconda nella gara.
   Se  io  chiedo  lumi attorno a questi temi, mi dovrei  vergognare,
  signori  colleghi? Dovrei avere la preoccupazione di  non  parlare,
  perché? L'assessore Russo è l'assessore per la salute, con  chi  mi
  devo confrontare io? A chi devo chiedere risposte? Lo chiedo ad  un
  mio  amico,  ad un contadino, ad un agricoltore, ad un disoccupato,
  ad  un precario? Lo chiedo al signor assessore per la salute  e  lo
  faccio  qui  perché questa è la sede ufficiale. Il  Parlamento  può
  impedirmi  di  parlare di queste cose? Qual è  il  mio  ruolo?  Fra
  l'altro,  probabilmente, non mi trovo nella  stessa  posizione  del
  signor  assessore  per la salute perché io, purtroppo,  sono  stato
  mandato  qui da circa sedicimila elettori, non ho il privilegio  di
  essere  stato  nominato;  quindi  devo  dare  conto,  quanto  meno,
  direttamente  a  sedicimila  elettori  e  indirettamente  a  cinque
  milioni di siciliani.
   Non sono assessore perché non sono stato nominato.
   Allora, è un reato parlare di questo, significa applicare  o  dare
  ragione a quel teorema inquietante per il quale se non si condivide
  il  pensiero  dell'assessore si fa un regalo,  a  chi?  Che  regalo
  faccio?
   Io  desidero sapere come vanno le cose nel mio ruolo e  nella  mia
  attività di controllo e vigilanza.
   L'assessore  per  la  salute non è il Verbo,  non  è  infallibile.
  L'assessore  Russo è una persona che svolge il suo lavoro,  la  sua
  attività  di  assessore, ma deve essere sottoposto al  controllo  e
  deve  accettare  democraticamente le  posizioni  di  deputati  che,
  probabilmente, non condividono, personalmente non condivido  non  a
  livello  di ipotesi o perché sviluppo teoremi, io ho carte,  quello
  di cui parlo io è sicuramente storia.
   Perché negare il dibattito? Perché negare il voto? Cosa c'è sotto?
   Non avrei mai pensato di potere contribuire alla crisi del Governo
  regionale; pensavo umilmente di confrontarmi con tutti per chiedere
  notizie, per dire qual è il mio pensiero.
   Perché sta succedendo tutto questo?
   So  di  tante  riunioni notturne, di tutto ciò che è capitato,  di
  tutto  ciò che succede sia di notte che di giorno, di pomeriggio  e
  di sera; tante discussioni per non arrivare al voto, e perchè?
   Votare la censura è un atto di scortesia, un reato di lesa maestà?
  Nei confronti di chi?
   L'assessore Russo è una persona che non può essere considerata  al
  di  sopra della legge. Anzi, per il ruolo e per l'attività  che  ha
  svolto, credo che dovrebbe essere il difensore di questi princìpi.
   E  quando  ho  parlato del motivo per cui c'è  l'ingolfamento  dei
  pronto   soccorsi,   nel   momento   in   cui   si   procede   alla
  destrutturazione  della rete ospedaliera e, nel  contempo,  non  si
  pensa   ad  aumentare  e  a  rafforzare  le  presenze  territoriali
  periferiche,  questo spiega che cosa? Che con il taglio  dei  posti
  letto,  con la riduzione del personale e con tutto ciò che  non  si
  trova  sul  territorio  i  pronto soccorsi diventano  delle  bolgie
  infernali.
   Cosa significa l'avere chiesto cosa è accaduto al PTA di Giarre, è
  un reato di lesa maestà?
   Desidererei  sapere  come  si è arrivati  a  ciò  che  è  accaduto
  all'inaugurazione  del  PTA  di  Giarre,  quando,  devo  dire,  mai
  fotografia fu più galeotta. Se mi interesso di questo, se chiedo di
  questo,  significa che tramo, che voglio sabotare, che sono  contro
  le riforme? Ma le riforme di che cosa?
   Se  chiedo il perché dei 4.000 posti letto che sono stati tagliati
  dall'assistenza   ospedaliera  pubblica  e  che   dovevano   essere
  trasformati  in  lungodegenza e riabilitazione, di che  fine  hanno
  fatto  questi 4.000 posti letto, signor assessore Russo,  significa
  volere ritornare al passato?
   Se  chiedo  dei 580 posti letto che le strutture private  dovevano
  trasformare  in  lungodegenza  e riabilitazione,  chiedere  questo,
  signor  assessore  per  la salute, significa  volere  ritornare  al
  passato?
   Chiedere queste cose, parlare di queste cose, significa mancare di
  rispetto, significa volere fermare un'attività riformatrice di  cui
  nessuno si rende conto?
   Ma  se  tutti  gli  indicatori del sistema  sanitario  ospedaliero
  portano alla negatività
   Basta la frase del Procuratore generale d'Appello della Corte  dei
  Conti  per  la  Regione siciliana, avvocato Giovanni  Coppola,  che
  racchiude sinteticamente ciò che cerco di dire:  il miglior  medico
  per  un  siciliano è l'aeroporto Falcone-Borsellino . Lo condivido.
  Ma  significa  forse che, assieme a Coppola, sono una  persona  che
  lavora per ritornare al passato?
   Lei  sa,  onorevole Adamo, come, sprezzantemente, è stato risposto
  al Procuratore Coppola?
    E'  un  uomo di strada, ha parlato da uomo di strada, una persona
  che non capisce, che non si rende conto .
   E  allora,  se scrive  la Repubblica  lo fa per partito preso,  se
  interviene  il  Corriere della Sera   lo fa per partito  preso,  la
  stampa che cerca di informare su ciò che accade nella sanità  trama
  contro.
   In  ultimo, ho letto che il signor assessore Russo ha scritto  che
  gli  veniva da sorridere nel leggere determinate cose scritte nella
  mozione.
   Io  lo  inviterei  ad andare nei pronto soccorsi,  ad  andare  nei
  reparti di tanti ospedali della Regione siciliana e, poi, sorridere
  o  ridere con centinaia e centinaia di persone che devono passare i
  cosiddetti  gironi danteschi per poter essere visitati,  per  poter
  essere sottoposti ad un controllo.
   Vada  a  sorridere  con queste famiglie, signor  assessore  Russo
  Chissà,  possibilmente sorrideranno tutti con  lei,  saranno  tutti
  felici.
   Lei, assessore Russo, ha presentato un libro sulla sanità, dove ha
  elencato  tutta  una sfilza di presìdi territoriali  di  assistenza
  (PTA) che sono stati aperti, che dovrebbero essere aperti (in  ogni
  caso il condizionale è sempre d'obbligo). Ma di quale PTA parliamo?
  Tolta la farsa del PTA di Giarre, cosa è rimasto? E quando si dovrà
  parlare di questo PTA di Giarre?
   La colpa è sempre degli altri.
   Oggi  su   Live Sicilia  leggiamo:  L'uomo che non sapeva troppo ;
  ogni volta l'assessore per la salute non è a conoscenza di ciò  che
  avviene nella sanità siciliana.
   Per  ultimo,  e  mi  avvio  alla conclusione,  signor  Presidente,
  abbiamo  letto tutti che la Sicilia viene subito dopo  la  Calabria
  tra le regioni d'Italia per i casi di mala sanità.
   Nel  2010 sono stati accertati, in Sicilia, 58 casi di mala sanità
  con 32 decessi.
   L'assessore Russo si ferma con la solita supponenza a dire:  Hanno
  parlato di Mazzarino .
   A parte che a Mazzarino è morto un giovane, le ricordo che non c'è
  solo il caso di Mazzarino.
   C'è  il caso di Canicattì, dove una bimba è nata morta, e la madre
  era  seduta su una sedia, per cui la Procura di Agrigento ha aperto
  un'inchiesta; ci sono i casi del Civico di Palermo, del Policlinico
  di  Messina,  del  Buccheri La Ferla di Palermo, del  Sant'Elia  di
  Caltanissetta, del Policlinico di Messina; insomma,  c'è  tutto  un
  sistema  che  non regge perché il sistema sanitario  regionale,  mi
  dispiace  dirlo,  è andato in  default  - mi hanno  detto  di  dire
  questa  espressione,  signor Presidente -  è  andato  in   default
  perché siamo al collasso.
   Infine,  visto  che  il  signor assessore avrebbe  voluto  buttare
  qualche  schizzo  di fango scrivendo di un binomio  Limoli-Cuffaro,
  invito  chi  ci  ascolta  o chi legge o chi  segue  la  politica  e
  l'attività  parlamentare  a collegarsi  cliccando  su  YouTube  per
  vedere  cosa  ha detto l'onorevole Limoli a proposito  di  Cuffaro.
  Intervenendo  da  questo  podio, credo  all'inizio  del  2008,  nel
  febbraio  2008, mi sono sentito di dare, sul piano  umano,  la  mia
  solidarietà  ad  una persona come Totò Cuffaro; umanamente  gli  ho
  detto   il  mio  pensiero  per  dargli  un  briciolo  di  conforto,
  riconoscendogli  che  si era comportato, lungo  tutto  il  processo
  penale  che  lo aveva riguardato negli anni, da cittadino  modello,
  sempre  presente alle udienze, mai scappato, sempre là ad ascoltare
  e a dare il suo contributo.
   Però,  devo  dire  che  non mi è sembrato molto  elegante,  signor
  Assessore,  richiamare  un  presidente,  un  ex  presidente   della
  Regione, in sua assenza.
   L'ho  considerato un atto inelegante e irrispettoso dal  punto  di
  vista istituzionale.
   Però,  siccome  si parla di andare su YouTube, io consiglierei  di
  cliccare - questo lo dico extra mozione, permettetemi di dire anche
  qualcosa - sul sito del settimanale  Panorama  e a leggere cosa  si
  dice su un certo Canale, che riguarderebbe un po' la mentalità,  il
  modo  di  fare, ci sono tanti apprezzamenti dati da  una  Corte  di
  Appello  che ha assolto con formula piena, dopo 14 anni, il tenente
  dei carabinieri Carmelo Canale.
   Cliccate sul sito di  Panorama , oltre che cliccare su YouTube.
   Avrei  tante altre cose da dire, signor Presidente, ma per ora  mi
  fermo  qua  e aspetto le controdeduzioni o la replica.  Per  queste
  cose  chiedo, in nome e per conto di parlamentari i quali non hanno
  dato colore politico a questa mozione - non c'entra nulla la tenuta
  del  Governo,  la  tenuta della maggioranza  -  che  sia  censurata
  l'attività  del  signor assessore per la salute  perché,  dopo  non
  essere  riuscito  ad ottenere i risultati, né dal  punto  di  vista
  tecnico-amministrativo   né   dal   punto   di   vista    politico-
  programmatico, di cui alla legge 5 di riforma del sistema sanitario
  regionale,  ha  utilizzato  tutti  i  mezzi  di  comunicazione  per
  rappresentare  una realtà che non corrisponde  a  ciò  a  cui  sono
  costretti a sottomettersi milioni di siciliani.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Grazie, signor Presidente.
   Desideravo  chiarire a lei,  signor Presidente, e a voi  onorevoli
  deputati,  il  senso della mia presenza, oggi, qui  in  Aula  nella
  quale  si  discute una mozione di censura, mozione di  censura  nei
  confronti dell'Assessore per la salute, cioè nei miei confronti.
   Già   etimologicamente   il  termine  evoca   una   critica,   una
  contestazione, un rilievo sul piano etico, morale che, però, non ho
  sentito né ho letto nella mozione di censura. Più propriamente, più
  correttamente  dovrei  rimanere in Aula se, appunto,  mi  venissero
  contestate queste condotte.
   Invece,  come  sapete, sono state evidenziate condotte  legate  ad
  atti  amministrativi,  risultati di  scelte  normative,  di  scelte
  organizzative, di scelte amministrative frutto dell'esercizio di un
  potere connesso alla Istituzione che mi onoro rappresentare. E,  se
  è  così, è evidente che si tratta di una contestazione politica, la
  cui  discussione  non  può che avere una sua sede  naturale  che  è
  quella,  come  è  stato già detto in precedenza,  nelle  precedenti
  riunioni d'Aula, quella della mozione di sfiducia.
   Invece,  si  è  utilizzato  impropriamente,  surrettiziamente,  la
  mozione di censura per valutazioni politiche. E' una scelta  che  è
  stata  fatta, che noi rispettiamo e proprio per il rispetto che  si
  ha  nei  confronti  del Parlamento e dell'istituzione  parlamentare
  siamo  qui,  ma  soltanto  per questo, come spettatori,  spettatori
  attenti, ma spettatori.
   D'altra  parte, proprio perché  non si dicesse, come  stupidamente
  qualche  giornale ha scritto oggi, che noi scappiamo dal confronto,
  abbiamo  comunque  sostanzialmente  accettato  il  confronto  e  lo
  abbiamo  fatto scrivendo puntualmente, rigorosamente,  dati,  fatti
  che, come è noto, sono argomenti testardi, con i quali abbiamo -  a
  mio  avviso  - disarticolato le tante falsità che sono state  anche
  oggi  ripetute, falsità nel senso buono del termine, cose non vere,
  che non corrispondono alla realtà.
   Noi,  a  fronte  delle opinioni che rispettiamo,  abbiamo  offerto
  documentazioni, abbiamo offerto indicatori, abbiamo  offerto  dati,
  abbiamo  offerto  circostanze che abbiamo  consegnato  non  ad  una
  memoria  difensiva,  perché questo non è un  processo,  ma  ad  una
  risposta puntuale, come si deve, ad una mozione.
   Non  voglio  comunque  dilungarmi perché  appesantirei  il  vostro
  dibattito,  ma  potrei  ripercorrere sinteticamente  gli  argomenti
  enunciati nella mozione.
   Io ho fatto riferimento alle risultanze di tavoli ministeriali, ai
  documenti  con cui il Ministero ha detto che chi aveva sottoscritto
  il  piano  di  rientro  non lo aveva adempiuto  e  che  la  Sicilia
  rischiava  il  commissariamento. Noi  abbiamo  portato  i  dati  di
  bilancio  certificato,  abbiamo portato i dati  sull'andamento  del
  sistema. E' ovvio che nessuno ha la bacchetta magica, che  ci  sono
  ancora    zone    di   criticità   sulle   quali   vorremmo    che,
  responsabilmente,  il  Parlamento desse il suo  contributo,  ma  lo
  facesse nelle sedi opportune perché la forma è sostanza.
   E  quindi  io, per rispetto, rimango qui ad ascoltare, a guardare;
  ma,  ovviamente, non prendo parte ad un dibattito che muove da  una
  premessa  sbagliata,  formalmente  sbagliata.  Si  vuole  censurare
  l'operato   politico  e  dunque,  legittimamente,  lo   si   faccia
  utilizzando  il valore della responsabilità perché  la  mozione  di
  censura,  poi, porta ad un voto che avviene nel chiuso delle  urne,
  oppure magari  cambierà strategia. Ma la mozione di censura non può
  riguardare il giudizio politico.
   Se  gli interventi che seguiranno faranno emergere condotte  delle
  quali  si chiede conto a chi amministra pubblicamente, condotte  di
  tipo etico, di tipo morale, io sono pronto a rispondere.
   Credo  che  in questo momento, in Italia, siano altri che  debbano
  rispondere di condotte etiche e morali, come ci ricorda la  Chiesa,
  come ci ricorda la CEI; basta leggere i giornali.
   Io  sono  pronto a farlo. Sono pronto anche, signor Presidente,  a
  rispondere  puntualmente documentandomi e documentando,  purtroppo,
  chi  non  è  documentato quando, auspicabilmente, si affronterà  in
  modo serio, rigoroso, leale, il dibattito trasparente sulla sanità;
  perché    la   sanità   è   una   cosa   seria,   è   una    branca
  dell'Amministrazione, la più delicata, la più rilevante e  non  può
  essere terreno di strumentalizzazioni politiche.
   Il mio è anche un invito al senso di responsabilità per cercare di
  unire  le  forze nel tentativo di uno sforzo comune per  rispondere
  alle  esigenze del giudice inappellabile che è il cittadino, che  è
  l'utente, che è il paziente che poi si trasforma in elettore.
   Signor  Presidente,  io  ritengo di  avere  fatto  il  mio  dovere
  depositando questa risposta scritta.
   Per  rispetto  dell'Istituzione parlamentare rimarrò qui,  ripeto,
  come spettatore attento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  gli  interventi  prevedono   un
  massimo  di tempo di cinque minuti a deputato. Il primo iscritto  a
  parlare è l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor  assessore,
  ritengo  che  questa, oggi, dovrebbe essere una seduta eccezionale,
  mentre  per  un  Parlamento dovrebbe essere una normale  seduta  di
  dibattito parlamentare sulle scelte che un Governo ha intrapreso  e
  che  un  Parlamento,  una  maggioranza, deve  potere  sostenere  ed
  apprezzare.
   Il  fatto  che si tratti di una mozione di censura e  non  di  una
  mozione  di  sfiducia  è  proprio dato  dalla  necessità  di  poter
  discutere,   approfondire,   analizzare   e   dare   all'Aula,   ai
  parlamentari,  anche l'opportunità, nelle scelte di  programmazione
  di  politica sanitaria, di poter incidere e indirizzare  l'attività
  del Governo.
   Oggi  è una giornata triste, caro assessore Russo. E' una giornata
  triste  perché  in  alcune azioni politiche io ho condiviso  alcuni
  comportamenti sulla politica sanitaria, in altre - come alcuni casi
  riportati  dal  collega  Limoli - sicuramente  non  apprezzate,  ma
  abbiamo  avuto  sempre  la  capacità di sostenere  le  nostre  idee
  all'interno del Parlamento.
   Oggi  -  e  ritengo  per la prima volta nella storia  o  comunque,
  presidente  Cascio, per la prima volta da un ventennio che  viviamo
  in  questa Assemblea - è la maggioranza che abbandona l'Aula e non,
  come  in  passato,  la  minoranza perché non sostiene,  perché  non
  ritiene  opportuni  i  comportamenti della maggioranza  e  del  suo
  Governo.  Oggi è la maggioranza parlamentare, che di fatto dovrebbe
  sostenere il Governo, che non solo non è presente - e ringrazio per
  la  presenza  l'onorevole  Giulia Adamo - nel  dibattito  politico,
  mentre  doveva  essere  cosa naturale apprezzare  alcune  scelte  e
  sostenere  i comportamenti del Governo. E pare strano  che  si  sia
  arrivati  solo  oggi  al dibattito su questa  mozione,  che  doveva
  svolgersi  da tempo, già dal mese di febbraio. Ma, con dei  trucchi
  parlamentari  e  con delle pregiudiziali, si è arrivati  solo  oggi
  alla  possibilità di discutere su una censura che ha visto  l'altro
  giorno parlare soltanto l'onorevole Cracolici e l'onorevole Musotto
  con  interventi di difesa d'ufficio, ma non certo per le iniziative
  che si sostengono e che si apprezzano.
   Io  sono  certo che è necessario poter affrontare, anche  con  una
  censura, le problematiche del mondo della formazione professionale,
  così  come anche i dati economici della spesa dei fondi comunitari.
  E  oggi  abbiamo letto come viene facile scaricare le problematiche
  economiche della Sicilia solo al tema nazionale, come se noi qui in
  Sicilia  non  avessimo  responsabilità e competenze  in  merito.  E
  perché no, non fare una censura nei confronti dell'assessore per il
  turismo per una gestione poco oculata e poco seria dei fondi per il
  rilancio turistico della nostra Regione.
   Questo è un dato, da prendere ad esempio, di un comportamento vero
  che   un  Parlamento,  attraverso  una  mozione,  vuole  affrontare
  argomenti particolari che, a maggior ragione, un Governo formato da
  tecnici deve potere non solo sopportare e rispettare, ma anche  con
  una maggioranza parlamentare che interviene nel dibattito politico.
   Caro assessore Russo, io apprezzo la presenza in Aula, ne apprezzo
  la   disponibilità  ad  ascoltare  e  ad  intervenire  anche  sugli
  interventi  dei  deputati; ma in politica, quando  una  maggioranza
  parlamentare  come quella di questa sera scappa e  preferisce  fare
  delle  conferenze  stampa anziché essere in  Aula  e  sostenere  il
  proprio  Governo  e  i  propri  assessori,  non  resta  altro   che
  dimettersi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Faraone.  Ne  ha
  facoltà.

   FARAONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,  ci
  tengo   innanzitutto   a  sottolineare  un  aspetto,   credo,   non
  irrilevante rispetto al dibattito che è fuori da questo Parlamento,
  e  cioè  il  motivo per cui io, parlamentare del PD, ho  deciso  di
  partecipare   a  questo  dibattito  che  credo  sia  un   dibattito
  necessario  intanto  perché, assessore  Russo  -  al  di  là  delle
  questioni   politiche,   al  di  là  dell'essere   maggioranza   od
  opposizione,  al  di là di condividere il sostegno  ad  un  Governo
  oppure  no  -  avverto che vi é una condizione  attualmente  per  i
  cittadini, non per la politica o per chi ha ruoli di manager  nella
  sanità siciliana, ma per i cittadini, e le chiedo se, secondo  lei,
  la sanità è cambiata.
   Io  credo che nessuno possa dare lezioni a lei in quanto assessore
  per   la  salute,  soprattutto  fra  chi  gestiva  prima.  I   suoi
  riferimenti  nel  suo  intervento, nella sua relazione,  nelle  sue
  risposte   alla   mozione  presentata  sono  puntuali   quando   fa
  riferimento all'idea che chi gestiva la sanità prima lo  faceva  in
  un'ottica  e  con  una concezione della gestione di  un  bene  così
  prezioso, ricorrendo al metodo della occupazione del potere. Questa
  è  la  denuncia  che  lei  ha fatto e che  io  condivido.  Anche  i
  riferimenti  al  film documentario  La mafia è bianca   sono  molto
  calzanti  perché emergeva in quello spaccato, in quel  quadro,  una
  condizione della sanità siciliana non al servizio dei cittadini, ma
  al servizio della politica.
   Io  credo  che  lei, assessore Russo, quando ha avuto  l'incarico,
  anche  con  coraggio da parte del Presidente Lombardo, di assessore
  per  la  salute ha accumulato nella sua persona un carico  tale  di
  responsabilità  e  di aspettative da parte dei cittadini  siciliani
  che accontentarsi di essere meno peggio di loro non è una ambizione
  che può soddisfare quel carico di aspettative che sulla sua persona
  si  era accumulato. Purtroppo, lei, e lo dico anche riferendomi  al
  Governo   Lombardo,   anziché  avere  l'ambizione   di   modificare
  radicalmente un modello di gestione della politica in  Sicilia  che
  parte  dall'assunto  che la politica c'è e c'è  per  tutto  e  deve
  occupare  tutti i luoghi della vita di un cittadino siciliano  -  e
  questa è stata una perversione che ha visto i cittadini succubi dei
  politici, anziché la politica al servizio dei cittadini, invece  di
  dare  una  svolta radicale a questa concezione del ruolo  che  noi,
  istituzione pubblica, siamo chiamati a ricoprire, c'è stata un'idea
  di  dover essere meno peggio di loro -, io mi sarei aspettato molto
  di  più  nel dialogo con i cittadini, assessore Russo, e  mi  sarei
  aspettato anche molto di più nell'idea che i manager della  sanità,
  i  manager  delle società pubbliche, nei comuni come nella  Regione
  siciliana,  non devono avere tessere di partito o appartenenze,  ma
  deve  essere  valutata  la  qualità del  loro  lavoro  e  dei  loro
  curricula.
   Credo che questo debba essere un modello che trasversalmente tutta
  la  classe  politica  siciliana si deve  dare;  chiunque  vinca  le
  elezioni,  i  cittadini siciliani devono sapere che  se  la  destra
  vince le elezioni prenderà i migliori a fare i manager della sanità
  siciliana  e non i migliori amici e lo stesso deve accadere  quando
  governa   il   centrosinistra  o  quando  governa  una   coalizione
  terzopolista.
   Così come io credo - ed è il motivo per cui rimango in Aula -  che
  quando il Presidente Lombardo le dice che votando la sfiducia a lei
  si  vota  la  sfiducia  al  Governo, non le  fa  un  bel  servizio,
  assessore   Russo,  perché  anche  qui  -  lo  dico   ai   colleghi
  parlamentari  del centro-destra - trasversalmente  la  politica  si
  deve dare delle regole. I ribaltoni sono modelli di sovversione  di
  un  elettorato che ha espresso un'idea rispetto a quella che poi si
  è  manifestata in questo Parlamento e non vanno bene quando  li  si
  determina  e, invece, vanno male quando li si subisce.  I ribaltoni
  non vanno mai bene
   Ho  detto  al mio partito e continuo a dirlo in questo Parlamento,
  che  è  lontano  anni  luce dagli interessi dei  cittadini,  questo
  Parlamento, trasversalmente a desta come a sinistra, parla di  cose
  che  ai  cittadini  molto  spesso non  interessano,  che  noi  oggi
  dovremmo avere delle convenzioni e delle regole che valgono sempre,
  compreso il fatto che i governi devono essere coerenti a ciò che  i
  cittadini esprimono con il voto. Per cui anche questo Governo,  che
  in  alcuni assessori ha la mia assoluta stima e l'apprezzamento per
  il  lavoro che stanno svolgendo nel loro ruolo, per essere forte  e
  legittimato deve affrontare il voto popolare, il Governo così  come
  le alleanze e le nuove alleanze che si intendono costruire.

                    (Applausi dai banchi di destra)

  Fin quando questo non c'è, io credo  che, a destra come a sinistra,
  saremo  sempre lontani dai cittadini e i cittadini continueranno  a
  non capirci.
   Così  come  dobbiamo riuscire a costruire un modello  per  cui  le
  nuove generazioni, assessore Russo, assessore Centorrino, assessore
  Russo  al  quadrato,  e i cittadini abbiano da noi  la  sensazione,
  soprattutto  le  nuove  generazioni,  che  noi  stiamo   costruendo
  qualcosa lasciando un futuro per loro.
   Quando  noi  abbiamo deciso di consumare tutte  le  risorse  della
  pubblica amministrazione per la generazione che c'è oggi e  per  il
  modello  del sistema di potere e di occupazione della cosa pubblica
  che  si è caratterizzato in questi anni, abbiamo bruciato il futuro
  di  intere generazioni. Quando utilizziamo i fondi FAS, utilizziamo
  i  fondi  comunitari per la spesa corrente e non per lo sviluppo  e
  gli  investimenti stiamo bruciando la prospettiva per i giovani che
  verranno.
   Per  cui, assessore Russo, al di là di quello che lei deciderà  di
  fare,  del motivo perché lei è qui, se vuole ascoltare con rispetto
  i parlamentari oppure parteciperà al dibattito, io ritengo corretto
  che   un   voto  si  esprima  comunque  e  qualunque  cosa  ciascun
  parlamentare decida di fare a questo voto non ci si sottragga e non
  si  creino  elementi per far sì che questo voto non  si  determini.
  Dopodiché  si traggono le conseguenze, qualunque sia  il  voto  che
  verrà espresso in quest'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci.  Ne  ha
  facoltà.

   BUFARDECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  innanzitutto,
  assessore Russo, io apprezzo il fatto che lei sia rimasto in  Aula.
  Credo  che sia un atto corretto e che, al di là dell'oggetto  della
  discussione,  sulla  quale credo che non sia  il  caso  neanche  di
  discutere  e  approfondire in modo particolare se  sia  propria  la
  mozione  di censura o se questo, come qualcuno vorrebbe, significhi
  soltanto  una  mozione  di sfiducia vera e  propria.  Tutte  queste
  interpretazioni,  a  mio  avviso,  sono  poca  cosa  rispetto  alla
  sostanza  di quel che sta avvenendo in quest'Aula e che, purtroppo,
  si   è   già  in  parte  verificato  la  settimana  scorsa  quando,
  contestando   una   legittima  decisione   della   Presidenza,   la
  maggioranza decise, non condividendo quella decisione, di  lasciare
  l'Aula  e  di  abbandonare il confronto,  violando  quindi  le  più
  elementari norme della democrazia e del confronto.
   Non  possiamo  girare  attorno alle  questioni,   non  sono  fatti
  personali  altrimenti io sarei qui ; invece, sono fatti politici  e
  dovrebbero essere affrontati in maniera diversa.
   Qui,  evidentemente,  l'assenza della stragrande  maggioranza  dei
  deputati   della  cosiddetta  maggioranza  attuale  testimonia   il
  fallimento  di  questo  Governo.  Non  hanno  i  numeri  per  poter
  eventualmente   sostenere  l'illegittimità,  l'infondatezza   della
  mozione di censura.
   Cosa   è  la  mozione  di  censura?  E'  per  una  serie  di  atti
  amministrativi,  sono  stati  elencati  in  quella  censura  e   io
  maggioranza li contesto, faccio le mie controdeduzioni e in Aula mi
  confronto  e  le vinco. Ma qui manca proprio la capacità  di  poter
  contestare. E perché manca, assessore Russo?
   Manca  perché una grande parte della maggioranza è convinta  della
  bontà della censura.
   Il  fatto  che  sia  censura o che sia sfiducia  cambia  poco.  La
  sostanza  è  che  la maggioranza non è in Aula perché  sa  che,  se
  dovesse  votare, voterebbe come ha già votato nel caso del  disegno
  di  legge  sulle ASI, quando era presente l'assessore Russo  contro
  quel  disegno di legge e contro quella posizione che si è  assunta.
  Quindi,  oggi,  se  non  c'è, non c'è perché  scappa  dalla  realtà
  facendo  ulteriore  danno, e dice bene il  collega  Faraone  quando
  dice:    Finisca  come  finisca,  ma  ci  si  renda   conto   della
  situazione .
   Non  è che siccome il voto non mi piace, allora io vi dico che non
  gli attribuisco valore
   Il  valore dell'assenza è un significato politico, è incapacità di
  contestare  e di contrastare la legittimità della censura.  Il  non
  essere  in  Aula  a  contestare  i singoli  fatti  che  sono  stati
  elencati,  i  singoli  fatti amministrativi,  è  dimostrazione  del
  fallimento di questa maggioranza  Come maggioranza fallita è  stata
  quando, in occasione della censura, il capogruppo del PD si alza  e
  dice   andiamo  avanti  ,  poi si vota e  l'Aula  ha  completamente
  modificato  quel  disegno di legge tanto che all'ultima  Conferenza
  dei  capigruppo,  come ricorderà il Presidente  Cascio,  lo  stesso
  Presidente  Lombardo ha detto  no, ricominciamo da capo, dall'esame
  in Commissione .
   Non  si deve prendere atto di tutto questo? Si deve prendere  atto
  di tutto questo
   Se  continuate a tenere la testa sotto la sabbia come gli  struzzi
  si  crea  ulteriore danno alla Regione, perché la  Regione  è  poco
  interessata  al  problema  Russo mantiene  la  poltrona  o  non  la
  mantiene ;  è  interessata  al fatto  che  si  devono  spendere  le
  risorse,  è interessata al fatto che ci deve essere un Governo  che
  sia attivo e che sia funzionale.
   Tutto questo è il problema per il quale, fino a qualche giorno fa,
  abbiamo  letto  le posizioni diverse di Cracolici  con  il  Governo
  politico e, invece, di Lupo che sosteneva un'altra cosa.
   Se  non  vi chiarite all'interno della maggioranza quali  sono  le
  questioni,  non  potete  sostenere  con  delle  forme  più  o  meno
  bizantine:   non è proprio la forma propria, non è  la  mozione  di
  sfiducia per cui non hanno conseguenze . E' azione politica  quello
  che  sta  accadendo;  è  azione  politica  e  conseguenza  politica
  l'assenza della maggioranza
   Poi, mi consenta, voglio arrivare alla conclusione.
   Tante  volte ci siamo confrontati su alcuni argomenti  e  le  dico
  sinceramente,  assessore  Russo,  anche  sul  piano  del   rapporto
  personale  io ho provato una grande delusione perché non posso  non
  ricordare,  come lei immagino, quando da deputato - al  di  là  del
  fatto che ho vissuto in quei banchi, come suo collega, alcune  fasi
  di  questa legislatura - contestavo per il mio territorio il fatto,
  per  esempio, che, a differenza di altre province come Ragusa,  che
  aveva ben tre unità operative complesse di oculistica, Siracusa  ne
  avesse solo una.
   La stessa cosa ho fatto per l'otorino; la stessa cosa ho fatto per
  la dermatologia.
   Ebbene,  quando sostenevo queste posizioni e dicevo  guardate  che
  c'è un carico di lavoro, c'è una qualità, c'è una professionalità ,
  mi  dicevano   Ma  quando mai, siete dei pazzi  Non  si  può  fare
  Violiamo il piano di rientro, non ci sono le condizioni  .
   Bene,  assessore  Russo,  poi i medici  interessati,  con  nome  e
  cognome,   il   dottore  Paolo  Caruso,  primo   dei   non   eletti
  all'Assemblea  regionale  nella lista del  PDL,  passa  all'MPA  e,
  improvvisamente, quella unità operativa complessa che non si poteva
  avere quando era deputato, consigliere provinciale o assessore  del
  PDL, diventa invece unità operativa complessa che si può fare
   Quando  il  dottore  Michele Avola, con nome  e  cognome,  diventa
  coordinatore dell'MPA, ecco che l'otorinolaringoiatria si trasforma
  anch'essa in unità operativa complessa.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   Assessore Russo, quando lei parla

   RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Non è così

   BUFARDECI. No, è così, assolutamente, io sono testimone di  questo
  e  lei non me lo può smentire, perché io ho perorato quella causa e
  mi  viene  data  una  risposta  che oggi  è  modificata  e  non  mi
  convincerà  che  è  modificata perché chissà che cosa  è  cambiato,
  perché non è cambiato niente
   E'  solo cambiata la casacca che indossano il dottore Caruso e  il
  dottore Michele Avola
   Ecco  perché io dico che questa azione è personale, é  sugli  atti
  amministrativi  che  lei ha fatto, per cui  lei  merita  di  essere
  censurato e merita che prenda le conseguenze della censura,  che  è
  un  atto  amministrativo  ma  che non  può  non  avere  conseguenze
  politiche per questo Governo e per la Sicilia che non ha bisogno di
  disquisire  su  questo, ma di spendere i soldi che ogni  giorno  si
  perdono.

                    (Applausi dai banchi di destra)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Scilla.  Ne  ha
  facoltà.

   SCILLA.   Signor   Presidente,  assessori,   onorevoli   colleghi,
  innanzitutto volevo complimentarmi con lei, signor Presidente,  per
  la  scelta  che  ha  fatto nell'ultima seduta  d'Aula  nella  quale
  parlammo  di  questa  pregiudiziale che  impediva  di  trattare  un
  argomento  così importante. Lì lei ha dimostrato di essere  davvero
  un Presidente di una certa statura. Ha poi sbagliato, a mio parere,
  a  sospendere  la  seduta, tant'è vero che questa  sera  il  PD,  e
  l'onorevole  Cracolici in testa, non è in Aula proprio  perché  sul
  piano  politico ha dimostrato di condividere la mozione di censura,
  ma sul piano politico non può votarla.
   Il  collega Cracolici ha dimostrato spesso di cambiare idea. Nella
  vita,  per  carità, si può cambiare idea; ma una  cosa  è  cambiare
  idea,  altra cosa è essere poco coerenti: basta ricordare nel  2008
  cosa   sosteneva  del  governatore  Lombardo  definendolo  un  male
  assoluto  per  la  nostra  Terra; basta  ricordare  cosa  sosteneva
  qualche mese fa sulla giunta tecnica, e cioè che la Sicilia  doveva
  avere   una   giunta  tecnica,  riformatrice.  Secondo  le   ultime
  dichiarazioni, dopo qualche pugno voltato durante la loro  riunione
  di partito, ora sostiene, per esempio, che la Sicilia ha bisogno di
  una giunta politica.
   E,  per  rimanere  in  tema  di censura, ricordo  che  l'onorevole
  Cracolici   propose  una  censura  all'assessore   Gaetano   Armao.
  L'assessore  Armao  è  stato  censurato  dal  PD  e  dall'onorevole
  Cracolici,  poi di quella censura non se ne fece più nulla  perché,
  evidentemente,  le  poltrone  e gli  assessorati  fanno  comodo  e,
  quindi, c'è stato il ribaltone.
   Io  voglio  ringraziare l'assessore Russo, il  quale  oggi  ci  fa
  l'onore di rimanere in Aula.
   Appena  rientrerò  a Mazara mi recherò alla chiesa  di  San  Vito,
  patrono  della  mia  città, per ringraziarlo  perché  oggi  abbiamo
  l'onore  che l'assessore Russo rimane in Aula degnandoci della  sua
  presenza   L'assessore Russo - che, mi pare, non  è  stato  eletto,
  l'assessore  Russo  che, mi pare, è soltanto un  assessore  tecnico
  nominato  non  si  sa bene per quale ragione - ha  il  coraggio  di
  parlare  al  Parlamento e da questo punto di vista dobbiamo  essere
  grati della sua presenza in Aula
   Voglio  dire  una  cosa rispetto alla mozione di  censura  o  alla
  mozione di sfiducia.
   Noi  dobbiamo  lavorare  per una mozione di  sfiducia  al  Governo
  Lombardo,  perché ogni ora che passa con questo Governo il  destino
  della Sicilia e dei siciliani è un destino che ha poco futuro.
   Oggi   siamo   in  Aula  proprio  perché  vogliamo  censurare   il
  comportamento  politico e amministrativo,  ma  anche  personale  ed
  etico  dell'assessore  Russo, il quale si deve  convincere  di  non
  essere unto chissà da quale divinità, che è un uomo come tutti noi,
  come tutti i siciliani, e deve avere l'umiltà di confrontarsi, deve
  avere l'umiltà di ragionare, deve avere l'umiltà di comprendere che
  oggi  la  sanità in Sicilia non è assolutamente cambiata.  Non  c'è
  bisogno  di fare demagogia politica; basta chiedersi perché,  senza
  una  raccomandazione, non si riesce a trovare un posto letto  negli
  ospedali  siciliani  Non si riesce, se non c'è  una  telefonata,  a
  poter fare un qualsiasi tipo di esame
   Se  si va in un pronto soccorso, prima di poter essere visitati si
  rischia di avere conseguenze non di poco conto
   Quale  sanità ha migliorato l'assessore Russo, tranne che scrivere
  memoriali  difensivi  nei quali, tra l'altro,  deve  dare  contezza
  dell'infondatezza  delle  tesi della mozione   Perché  lui  ha  già
  deciso:  la  mozione non ha motivo di esistere. Lo ha detto  lui  e
  diventa la verità assoluta  Ma vada a farsi un giro negli ospedali
  Vada  a vedere qual è lo stato in cui versa ogni siciliano che  non
  ha  e  non  può avere determinate raccomandazioni, come soffre  per
  fare un qualsiasi esame
   Mi  spieghi perché chi lo ha preceduto ha nominato i vertici delle
  aziende  in una certa maniera e lei li avrebbe nominati non  so  in
  quale  maniera  più  corretta.  Lei ha  nominato  i  vertici  delle
  aziende,  tutti  i  manager,  nella  stessa  maniera  di  divisione
  politica come hanno fatto coloro che l'hanno preceduto  Quindi, lei
  non  ha  portato  nulla  di nuovo; lei non  ha  lottato  contro  il
  clientelismo.
   Lei  era  assessore quando si é verificato l'episodio del  PTA  di
  Giarre.  Se  fosse successo ad un altro politico di  qualche  altra
  formazione politica -  solo una  coincidenza, per carità -,  se  il
  marito  della  senatrice Finocchiaro in quel caso,  anziché  essere
  stato  il  marito della Finocchiaro del PD, fosse stato  il  marito
  dell'esponente di qualche altra forza politica, lei  avrebbe  fatto
  un comunicato stampa accusando chissà quale situazione.
   Lei  non può offendere la politica, lei deve avere rispetto  della
  politica   Quindi, la mozione di censura del suo operato personale,
  etico, politico, amministrativo, ci sta tutta
   Dobbiamo   parlare  della  questione  delle  assicurazioni   degli
  ospedali?
   Ad  un tratto si cambiano determinati sistemi e si arriva poi sino
  ad una società del napoletano.
   Assessore Russo, la mozione di censura al suo comportamento non  è
  la mozione di sfiducia al Governo Lombardo, a cui mi auguro che noi
  di  Forza  del Sud, insieme al PID e al PDL, lavoreremo  per  farvi
  andare  a  casa  in quanto avete tradito la volontà degli  elettori
  siciliani.
   Lei  oggi ha un altro motivo per non essere più in quello scranno,
  lei  non  è più un assessore tecnico dato che, la settimana scorsa,
  in  provincia  di  Trapani  lei ha battezzato  un  nuovo  movimento
  politico  che si chiama  Team Sud , ha gettato via la maschera,  fa
  politica attiva.
   Che  ben  venga, lo accogliamo con tutto il cuore, che si candidi,
  che  parli con le persone, che prenda i consensi e poi potrà  avere
  diritto di rappresentanza. Ma oggi questo lei non ce l'ha.
   Oggi  lei  fa  politica utilizzando sistemi - che  invece  avrebbe
  dovuto  condannare  -  mettendo  in gioco  i  vertici  dell'Azienda
  trapanese.  Io  non  sapevo che tra i nuovi compiti  dei  direttori
  delle  ASP  ci  fosse anche quello di organizzare le manifestazioni
  dell'assessore Russo, non so a che titolo, non so con quali  spese.
  Ma  vedere  i vertici dell'Azienda provinciale trapanese, onorevole
  Adamo, essere presenti lì e avere organizzato con fax, con tutti  i
  dipendenti  del  118 organizzati per essere stati invitati  ad  una
  manifestazione che non era politica, ma che era di sanità
   Si  vergogni  assessore,  lei  non  può  offendere  la  dignità  e
  l'intelligenza di chi fa politica costantemente, giornalmente,  per
  cercare di difendere i siciliani.

   PRESIDENTE Onorevole Scilla, concluda.

   SCILLA.  Signor  Presidente, mi avvio alla  conclusione.  Siccome,
  quando  parlo,  dico  le  cose  che realmente  penso,  vorrei  dire
  un'ultima cosa all'assessore Russo, e concludo Presidente.
   Nel  momento in cui lui ha fatto la scelta - per carità, legittima
  -  di fare politica, io che vengo dalla provincia di Trapani voglio
  dire  che  in quella provincia vi è un problema per quanto concerne
  la  sanità: abbiamo un personaggio, che non so come definire, un ex
  parlamentare, che si chiama Pino Giammarinaro. Qualche  mese fa  vi
  è  stata  un'indagine  della Procura, o della Guardia  di  Finanza,
  adesso  non  ricordo bene perché io sono garantista e  per  me  una
  persona  deve andare in galera e perdere la libertà quando ci  sono
  realmente i requisiti.
   Vorrei  vedere  tra  i  pregi di cui si vanta  l'assessore  Russo,
  l'essere  stato un magistrato antimafia, il rapporto tra arresti  e
  condanne - quello che è, lo vedremo - a quante persone ha tolto  la
  libertà e poi alla fine non è arrivata mai nessuna condanna
   RUSSO MASSIMO, assessore per la  salute. Stai attento a quello che
  dici.

   SCILLA.  Visto,  attento a come parla , già il ricatto, la  sfida,
  perché non si può osare di dire le cose come si pensano. Lei sa che
  l'assessore Bonanno, che è insieme a lei in questo  Team Sud', è un
  uomo che fa parte della squadra di Pino Giammarinaro? Lei sa che la
  sua   pupilla   Di  Giovanni  fa  parte  della  squadra   di   Pino
  Giammarinaro?  Lei  sa  che  il cardiologo,  il  primario  che  lei
  vorrebbe  nominare, fa parte di quella squadra e se va  a  leggersi
  quelle  carte, pagine 387 e 388, fa parte di quel tipo  di  accuse,
  che  io  non so, che per me non sono valide perché - ripeto -  sono
  garantista,  ma  lei  che  da un lato  predica  un  certo  tipo  di
  comportamento,  lei  che vorrebbe far apparire  corrotto  tutto  un
  certo  tipo di politica, lei che vorrebbe fare capire che tutti  in
  qualche  maniera abbiamo degli interessi non legittimi,  si  guardi
  allo   specchio  e  guardi  cosa  sta  facendo,  guardi  cosa   sta
  riciclando, guardi quello che sta sviluppando in termini politici

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Adamo.  Ne  ha
  facoltà.

   ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, tutto  il
  Gruppo dell'UDC questa stasera è in Aula in coerenza con quanto più
  volte detto. Noi riteniamo che sia impossibile e sbagliato impedire
  la discussione in Aula su un tema così importante come quello della
  sanità.
   E'  chiaro  che i nostri toni sono diversi e così anche le  nostre
  considerazioni.
   Ieri abbiamo incontrato l'assessore e credo che si sia reso conto,
  forse con stupore, ma immagino che sarà stato felice di questo,  di
  scoprire  che  l'UDC non ha posti da chiedere,  non  ha  nomine  da
  chiedere.
   Quello  che  chiede, con forza e determinazione, è  un  effettivo,
  vero cambiamento della sanità.
   Nessuno può ignorare, assessore, e certamente lei neanche -  e  mi
  pare  che  nell'introduzione non l'ha fatto - che sulla  sanità  si
  gioca  una partita importante, che la Sicilia è stanca di proclami,
  è  stanca di pensare che si possa procedere col cambiare tutto  per
  non cambiare niente.
   Nella  sanità  c'è  ancora un sistema clientelare politico-mafioso
  che  non è stato ancora cambiato; noi non ci aspettiamo che lei sia
  un  specie di mago Merlino, glielo abbiamo detto ieri sera,  ma  ci
  aspettiamo  quello  che  lei  stasera sta  facendo:  ascoltare  con
  serenità,  indipendentemente dai toni che poi ognuno di  noi  vuole
  tenere  - glielo ribadisco con forza -, la voce che arriva da  ogni
  parte del Parlamento regionale siciliano e dai vari territori e che
  chiede un cambiamento serio e forte nella sanità. E' chiaro che  su
  questo  ci  vuole  un  impegno comune e  ci  vuole  la  volontà  di
  cambiare.
   Ho  apprezzato il fatto che lei abbia ascoltato con serietà  -  mi
  piacerebbe    che   ascoltasse   anche   me   -   le    motivazioni
  dell'opposizione e abbia resistito alla tentazione di  buttarla  in
  politica, di dire no. Sono deputati eletti con migliaia di voti che
  esprimono  le sofferenze del territorio e che le dicono,  e  glielo
  diciamo  pure noi, che ancora la sanità in Sicilia non  è  cambiata
  quanto vorremmo che fosse e che, però, ci rendiamo conto, questo  a
  nome  dell'UDC posso dirlo sicuramente, che lei non è il  mago  che
  può cambiare tutto.
   Allora, noi ci aspettiamo che lei prenda nota di tutto quello  che
  h  stato  detto  in  questi giorni da noi, da tutti  i  partiti  di
  maggioranza e di opposizione, e che si impegni a cambiare le cose.
   La  sensazione diffusa, le notizie che arrivano sono quelle di una
  difficoltà di cambiamento.

                 Presidenza del Vicepresidente Formica

   Ieri  lei ci ha detto una cosa sensata  vogliamo cambiare,  ma  le
  persone sono queste .
   Benissimo,  bisogna  anche intervenire in  questo  campo;  bisogna
  avere  la  forza, la determinazione, il coraggio, la  decisione  di
  dire che le persone che intendono portare avanti la politica di  un
  certo tipo vanno spostate e cambiate.
   Lei da ieri sa che l'UDC in questa volontà di cambiamento sarà  al
  suo fianco con forza e determinazione, lei può contare su di noi se
  ha voglia di cambiare veramente le cose.
   L'UDC  sta  in  questo Governo e lo sostiene  perché  crede  nella
  volontà   dichiarata   dal  Presidente  Lombardo,   nella   volontà
  dichiarata  da  tutti coloro che partecipano a  questo  Governo  di
  cambiare la Sicilia. Certamente non staremo a sostenere un Governo,
  se  dovesse arrivare il messaggio che vogliamo cambiare  tutto  per
  non  cambiare  niente.  La Sicilia ha subìto  troppe  volte  questa
  politica, non ce lo possiamo più permettere. Lo ripeto noi  staremo
  al  suo fianco, forti e determinati nel sostenere la sua volontà di
  cambiare le cose, nella sua volontà di rispondere agli interventi.
   L'onorevole Limoli è un esponente dell'opposizione, ha  fatto  una
  serie  di interventi estremamente seri, dettagliati e puntuali.  Su
  questo non vogliamo una risposta politica, vogliamo interventi  che
  correggano gli errori che ci sono stati.
   L'amico  Tony  Scilla,  non  ho  capito  bene  la  fine  del   suo
  intervento,  ma certamente quello che condivido con lui  è  che  in
  provincia di Trapani - non lo diciamo noi, lo dice la Procura  oggi
  -   c'è   una   collusione  tra  il  sistema  politico-mafioso   di
  Giammarinaro e il sistema della sanità.
   Dobbiamo rompere questo sistema e non possiamo romperlo mantenendo
  a  dirigere la sanità quelli che l'hanno diretta prima, mettendo  a
  capo  un  manager  che  neanche sa cosa sia la  sanità,  tanto  per
  essere  chiari. Mi dispiace questo appunto solo sulla provincia  di
  Trapani,  ma  ieri lei ha avuto una dettagliata relazione  su  ogni
  provincia siciliana. Da domani ci aspettiamo che le cose cambino  e
  che vengano date le risposte a cui il Parlamento, ma soprattutto il
  popolo siciliano ha diritto.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona.

   INCARDONA. Rinuncio.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo.

   CAPUTO. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Ammatuna.  Ne  ha
  facoltà.

   AMMATUNA.  Signor  Assessore, intanto la  voglio  ringraziare  per
  essere  oggi  in  Aula  qui con noi, è un ringraziamento  veramente
  sentito  e devo fare anche una premessa. La premessa è che  lei  ha
  ereditato una situazione pesantissima per quanto riguarda la sanità
  in  Sicilia,  un deficit spaventoso che ha rischiato di  travolgere
  tutto   il  bilancio  della  Regione  Sicilia;  ha  ereditato   una
  situazione complessa e difficile e voglio darle anche il merito  di
  avere  moralizzato alcune procedure che riguardavano gli appalti  e
  l'acquisto di materiale sanitario nella nostra Isola.
   Quello  che mi sorprende nel suo comportamento e nella  sua  linea
  politica  sanitaria  in  questi tre anni  e  mezzo  in  cui  lei  è
  assessore  per  la  salute è che si è avuta la sensazione  che  lei
  amministrasse  una  delega,  come dire, delle  infrastrutture,  dei
  lavori pubblici, nel senso che lei ha considerato la sanità come un
  qualcosa in cui ci potessero essere dei tagli indiscriminati.
   Così non poteva essere e, d'altronde, i risultati si sono visti.
   Oggi,  in  Sicilia abbiamo risultati drammatici.  Lei  ha  portato
  avanti  una  politica  di  tagli  orizzontali  che  ha  penalizzato
  territori che hanno sperperato e territori virtuosi e tutto  questo
  non  può  andare  perché,  in questo modo,  lei  ha  penalizzato  i
  territori  virtuosi perché a fare tagli orizzontali non  ci   vuole
  assolutamente  nulla,  non ci vuole grande capacità  e  per  questi
  tagli  orizzontali i territori virtuosi oggi vivono una  situazione
  drammatica.
   E  per  avviarmi subito alla conclusione, perché il tempo è quello
  che  è, penso che un assessore alla salute - un assessore regionale
  per  la  sanità, così come si chiamava prima - doveva avere e  deve
  avere   tre   obiettivi:  il  potenziamento  della   medicina   del
  territorio,  il  potenziamento della  medicina  ospedaliera  e  del
  settore che riguarda l'emergenza-urgenza per renderlo più efficace.
   Ebbene, per quanto riguarda la medicina del territorio, a me  pare
  che  lei non abbia potenziato assolutamente un bel nulla; a me pare
  che  i PTA, strutture importantissime, siano delle strutture vuote,
  dei  contenitori  vuoti  che, magari, lei è  andato  ad  inaugurare
  tagliando il nastro ma che non funzionano assolutamente.
   Un  altro aspetto importante è quello delle visite specialistiche,
  delle liste di attesa.
   Se  lei fa dei conti, se lei fa un report di tutti i territori,  i
  tempi  delle  liste  di attesa sono assolutamente  aumentati.  Lei,
  signor assessore, non è riuscito a coinvolgere i medici di base per
  portare avanti un'efficace politica di medicina del territorio.
   Per quanto riguarda la medicina ospedaliera, lei ha portato avanti
  una drammatica politica dei due tempi, lei ha tagliato migliaia  di
  posti  letto per acuti e non è riuscito assolutamente a sostituirli
  con   altrettanti   migliaia   di  posti   per   riabilitazione   e
  lungodegenza. Tutto questo è grave.
   Se  lei  si fa una passeggiata, magari non annunciata - in quanto,
  magari, se arriva lei puliscono tutto e tutto funziona - se lei  si
  fa una passeggiata nei pronto soccorsi, vedrà che vivono situazioni
  drammatiche con centinaia e centinaia di pazienti che stanno male e
  che  non riescono a trovare un posto letto. E questo perché lei non
  si  è mai attivato, anche se si è impegnato in sede di approvazione
  della  legge 5 di riordino della sanità, ad istituire le cosiddette
  osservazioni brevi.
   Osservazioni brevi vuol dire fare risparmiare soldi alla sanità ed
  evitare ricoveri inappropriati.
   L'ultimo  aspetto, e arrivo veramente alla conclusione,  è  quello
  dell'emergenza-urgenza,   un  settore  sempre   sottovalutato   non
  soltanto da lei ma da tutti i suoi predecessori.
   Lei  si  era  impegnato, in sede di approvazione  della  legge  di
  riordino  della  sanità,  a potenziare la postazione  del  118  per
  esempio  di  Ragusa, che è la città più lontana, il territorio  più
  lontano da Palermo. Ebbene, lei l'ha potenziata, l'ha ingolfata  di
  personale  amministrativo che, magari, ha  la  tessera  di  qualche
  partito.
   Tutto  questo  non è possibile. Personalmente le  ho  scritto  una
  lettera,  a cui non ho ancora avuto risposta, per capire  i  metodi
  che  sono  stati seguiti nello spostare personale che  operava  nel
  territorio  e  che è stato portato in uffici amministrativi.  Avevo
  fatto anche una proposta di riorganizzazione del servizio emergenza-
  urgenza,  del  118, in provincia di Ragusa e non  ho  avuto  ancora
  nessuna risposta.
   La  mia  presenza  qua,  e  arrivo alla conclusione,  è  veramente
  l'unica  occasione, caro assessore, che io ho avuto in tre  anni  e
  mezzo  di poter interloquire con lei sui problemi della sanità  nel
  mio  territorio  e in Sicilia. Non ho avuto mai questa  possibilità
  perché lei ha caratterizzato sempre la sua azione politica con  una
  grande prepotenza e con una grande arroganza.
   Io  spero che si volti pagina, spero che si volti pagina da domani
  in  avanti,  che in Sicilia ci possa essere una pagina  nuova,  una
  pagina  in  cui  ci  possa essere interlocuzione  e  collaborazione
  perché,  lo voglio sottolineare ancora una volta, la ragione  e  il
  torto non stanno solo da una parte: lei deve imparare a colloquiare
  con i parlamentari e con i territori perché solo in questo modo  si
  può  portare  avanti una politica sanitaria degna  di  questo  nome
  nell'esclusivo interesse di tutti i siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Maira.

   MAIRA. Rinuncio.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  non  essendoci  nessun   altro
  deputato  iscritto a parlare, pongo in votazione la mozione  numero
  285. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

     (E' approvata, con l'astensione dei deputati del Gruppo UDC e
            degli onorevoli Ammatuna, Faraone e Mattarella)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  28
  settembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Discussione  del  Documento  di  programmazione  economico-
  finanziaria per gli anni 2012-2014

                   La seduta è tolta alle ore 18.19

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli