Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Onorevoli colleghi, constatata la presenza in Aula dell'onorevole
Caputo, dichiaro superata la sua missione autorizzata per oggi.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disposizioni in materia di tasse automobilistiche ed esenzione
tassa di circolazione per veicoli di proprietà delle organizzazioni
di volontariato socio-assistenziale e di protezione civile. (n.
786)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ardizzone,
Adamo, Forzose, Giuffrida, Nicotra, Ragusa e Lentini in data 22
settembre 2011.
- Norme in materia di riconoscimento del reddito minimo garantito.
(n. 787)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara in
data 23 settembre 2011.
- Norme in materia di partecipazione al costo delle prestazioni
sanitarie. (n. 788)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(on. Lombardo), su proposta dell'Assessore per la salute (Massimo
Russo) in data 26 settembre 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana. (n. 784)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 23 settembre 2011.
- Equiparazione delle norme regionali alla legislazione nazionale
in tema di incompatibilità all'ufficio di Deputato regionale. (n.
785)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 26 settembre 2011.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Misure per la riqualificazione edilizia. (n. 723)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 23 settembre 2011,
parere I
- Modifica dell'articolo 2 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
29. (n. 757)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 23 settembre 2011,
parere I
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Possibilità di stabile occupazione dei lavoratori ex PUMEX di
Lipari. (n. 782)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 23 settembre 2011.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 7565/SG.LEG.PG.,
l'onorevole Lentini ha ritirato il disegno di legge n. 754 «Norme
per l'occupazione dei soggetti precari di lunga durata» in quanto
di analogo contenuto al disegno di legge n. 752, presentato dallo
stesso.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Apprendi, con nota prot. n.
7453 del 20 settembre 2011, ha chiesto di apporre la firma al
disegno di legge n. 781 «Misure urgenti e straordinarie per il
rilancio e per il superamento della crisi dell'area industriale di
Termini Imerese».
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE. Comunico il parere reso dalla Commissione Attività
produttive' (III):
- PSR 2007-2013 Misura 321/B - Banda larga nelle aree rurali.
Schemi di accordo di programma e convenzione operativa. (n.
175/III)
reso in data 20 settembre 2011 e inviato in data 23 settembre
2011.
Comunicazione di invio di copia di deliberazione da parte della
Corte dei Conti
PRESIDENTE. Comunico che la Corte dei Conti, Sezioni Riunite e
Sezione di controllo per la Regione siciliana, ha inviato copia
della deliberazione n. 127/2011/GEST unitamente alla relazione
approvata nell'adunanza del 29 giugno 2011.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la contrada 'Marcato Vallone', sita nel comune di San Cataldo
(CT), fa parte di un comprensorio a franosità diffusa rientrante
nel piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico (P.A.I.),
compreso nel bacino idrografico del fiume Platani;
la distanza intercorrente tra il perimetro urbano di San Cataldo
ed il nuovo sito 'discarica' è di Km 1,200;
nel comprensorio di detta contrada 'Marcato Vallone' viene
praticata diffusamente l'agricoltura biologica con produzioni di
carne (certificazione ETI-AIA) e latticini di ottima qualità, con
riconoscimenti a livello nazionale;
nel comprensorio insiste la riserva naturale del lago 'Sfondato',
il parco demaniale attrezzato di 'Mustigarufi', il demanio
forestale di Gabbara - Marcato Vallone - Marcato di Serra-Antinello
e Giannettino, che di per sé costituisce riserva naturale;
le acque piovane e di percolamento tramite vari torrenti (il più
significativo risulta essere il torrente Marcato Vallone)
confluiscono nel fiume Salito e quindi nel Platani;
la zona è dominata dai venti di tramontana e maestrale i quali,
attraversando il sito, vanno ad interessare il centro urbano di San
Cataldo;
il nuovo piano paesistico provinciale prevede a breve distanza del
suddetto sito livelli di tutela 2 (assoluto divieto di attività
produttive diverse da quelle agricole, zona di pregio);
ritenuto che:
nel luglio 2010, si è diffusa la notizia di voler realizzare una
discarica in detto sito e che era interessato all'attuazione il
gruppo 'Maio' di Lanciano;
l'amministrazione comunale di San Cataldo e la maggioranza
politica hanno sostenuto la realizzazione di detta discarica come
si evince dalla copiosa rassegna stampa in merito;
personalmente, il sindaco intervenendo in aula testualmente
affermato: 'Sulla vicenda, non c'è nulla di concreto. E' stato
identificato un sito nel nostro comune per la realizzazione di una
discarica per rifiuti non pericolosi, ci hanno assicurato che non
ci sarà alcun impatto ambientale. Spiega quali potrebbero essere i
vantaggi', come da verbale della seduta del 26 luglio 2010;
i cittadini sancataldesi, preoccupati, si sono riuniti in comitato
ed hanno iniziato la loro azione di protesta, rappresentando in
modo democratico le loro argomentazioni circa la non idoneità del
'sito';
a seguito delle osservazioni del comitato spontaneo, la stessa
amministrazione ha modificato la propria originaria idea e il
consiglio comunale all'unanimità ha bocciato l'ipotesi della
discarica;
da un punto di vista tecnico la discarica, comunque, sarebbe stata
irrealizzabile stante i relativi pareri, ivi compreso quello del
dirigente dell'ufficio tecnico e ambientale del comune di San
Cataldo che, uniformandosi alle previsioni normative europee
vigenti successive all'approvazione della variante generale al PRG,
in data 9 giugno 2011, ha approvato la variante al P.R.G.,
ridestinando la zona individuata precedentemente come 'discarica di
tipo B' a zona 'E' verde agricolo;
nonostante il suddetto voto del consiglio comunale e i pareri
tecnici su richiamati, nel recente mese di agosto, si è constatato
che in ben 18,00 Ha di terreni ubicati in adiacenza ed a sud del
precedente sito (distinti catastalmente con le part.lle 47-107-107-
131-164-165-119 del fog. di mappa n.15 del comune di San Cataldo),
totalmente compresi nella carta n. 44 dei dissesti idrogeologici
(P.A.I.) del bacino del Platani indicati con il N. 06329T069
classificati come 'P2', cioè pericolosità media (ma soggetta ad
aumentare nel momento in cui si interviene con opere che ne
modificano l'attuale assetto idrogeomorfologico), sono stati
oggetto per tutta la superficie di lavori di trivellazione per
'carotaggi' esplorativi;
l'art. 8 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, lettera
d), recita che la domanda di autorizzazione per la realizzazione di
discariche, tra l'altro, deve contenere la descrizione del sito,
ivi comprese le caratteristiche idrogeologiche e geotecniche, e che
deve essere corredata da un rilevamento geologico di dettaglio e da
una dettagliata indagine stratigrafica eseguita con prelievo di
campioni e relative prove di laboratorio con riferimento al decreto
11 marzo 1988, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 127 dell'1
giugno 1988;
le suddette caratteristiche e l'ubicazione del sito contrastano
nettamente con quanto previsto dal decreto legislativo 13 gennaio
2003, n. 36 e s.m.i, il quale nell'allegato 1 art. 3, comma 3, e,
all'art. 9, comma 1, alla voce 'impianti per rifiuti non pericolosi
e per rifiuti pericolosi', al comma 2.1 - ubicazione, testualmente
recita:
'Di norma gli impianti di discarica per rifiuti pericolosi e non
pericolosi non devono ricadere in:
Aree individuate ai sensi dell'articolo 17, comma 3, lettera m),
della legge 18 maggio 1989, n. 183; (PIANI DI BACINO);
Aree individuate dagli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente
della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 (ABITAT NATURALI);
Territori sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 29
ottobre 1999 n. 490; (Piano paesistico);
Aree naturali protette sottoposte a misure di salvaguardia ai
sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n.
394;
Aree collocate nelle zone di rispetto di cui all'articolo 21,
comma 1, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (Tutela
delle acque dall'inquinamento);
In aree dove i processi geologici superficiali quali l'erosione
accelerata, le frane, l'instabilità dei pendii, le migrazioni degli
alvei fluviali potrebbero compromettere l'integrità della discarica
e delle opere ad essa connesse;
Per ciascun sito di ubicazione devono essere esaminate le
condizioni locali di accettabilità dell'impianto in relazione a:
Distanza dai centri abitati;
Collocazione in zone di produzione di prodotti agricoli ed
alimentari definiti ad indicazione geografica o a denominazione di
origine protetta ai sensi del regolamento CEE n. 2081/92 e in aree
agricole in cui si ottengono prodotti con tecniche dell'agricoltura
biologica ai sensi del regolamento CEE n. 2092/91';
inoltre, la realizzazione di una discarica per rifiuti non
pericolosi e pericolosi in un comune scarsamente produttore non ha
alcuna utilità, come stabilito dalla legge che prevede discariche
di tale tipologia nelle vicinanze dei luoghi di produzione;
per sapere:
se vi sia previsione di discariche nel territorio del comune di
San Cataldo, sia all'interno dell'attuale piano regionale dei
rifiuti, che in una sua futura previsione;
se, presso gli Assessorati regionali competenti, siano state
avanzate richieste di autorizzazione, da parte dell'amministrazione
comunale, di società o di privati, per la collocazione di una
discarica, o vi siano in corso iter autorizzativi per discariche,
ovvero impianti comunque definiti, ricadenti nel comune di San
Cataldo;
se, ancora, vi siano in corso iter di declassamento PAI in ordine
alle particelle su riportate». (2078)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ARDIZZONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il servizio di emergenza urgenza della Regione siciliana era
gestito da Si.S.E. s.p.a. e tutti gli uffici centrali erano
dislocati nelle province di Messina e Palermo;
il 28 dicembre 2009 veniva sottoscritto un protocollo di intesa
tra l'Assessore regionale per la sanità e le parti sindacali al
fine di definire i criteri, la tipologia contrattuale e le conciate
condizioni economiche e normative da applicare ai dipendenti ex
Si.S.E. s.p.a. assunti in S.E.U.S. s.c.p.a.;
in data 15 marzo 2010 è stato sottoscritto dalla Regione
siciliana, da S.E.U.S. s.c.p.a. e dalle componenti sindacali il
verbale di accordo sindacale che definiva le procedure per la
ricollocazione del personale ex Si.S.E. s.p.a., nel particolare il
punto 3 indicava gli adempimenti che il personale licenziato da
Si.S.E. s.p.a. doveva adempiere per l'ottenimento dell'assunzione
in S.E.U.S. s.c.p.a.;
in data 13 aprile 2010 è stato sottoscritto dalla Regione
siciliana, da S.E.U.S. s.c.p.a., da Si.S.E. s.p.a. e dalle
componenti sindacali il verbale di accordo sindacale che definiva
la sede di lavoro del personale assunto da S.E.U.S. s.c.p.a.;
nella lettera di assunzione consegnata al personale dipendente è
stata indicata una sede di lavoro provvisoria ed è stato fatto, in
ordine alla sede di lavoro, esplicito riferimento agli accordi
stipulati in data 15 marzo e 13 aprile 2010;
la S.E.U.S. s.c.p.a. ha stilato delle graduatorie a titoli per la
ricollocazione del personale;
dall'1 settembre 2010 la S.E.U.S. s.c.p.a. fornisce dei mezzi
aziendali per il personale residente in Messina ed Enna in servizio
nei locali dell'ospedale Cannizzaro e dell'ospedale Santa Marta di
Catania;
considerato che:
tutti i lavoratori licenziati da Si.S.E. s.p.a. che hanno
effettuato le procedure previste al punto 3 dell'accordo sindacale
del 15 marzo 2010 sono stati riassunti in S.E.U.S. s.c.p.a. e per
la quasi totalità presso la precedente sede di lavoro;
quasi tutti i lavoratori assunti nelle sedi di lavoro diverse
dalla propria provincia di residenza sono stati trasferiti
successivamente senza che vi siano in atto delle graduatorie e
senza che vi sia apparentemente motivazione alcuna se non quella di
agevolare il singolo lavoratore;
la S.E.U.S. s.c.p.a. ha costituito l'ufficio regionale ispettivo
disciplinare, l'ufficio regionale servizi prevenzione protezione e
qualità e l'ufficio manutenzione;
di questi uffici i responsabili sono nella sede di Messina, mentre
il personale dipendente è, in parte, nella sede di Catania o
viceversa;
diverso personale autista soccorritore svolge mansioni
amministrative all'interno degli uffici polifunzionali provinciali
di tutta la Regione ed all'interno degli uffici centrali dislocati
nelle province di Catania e Palermo;
la S.E.U.S. s.c.p.a. ha stilato solo una graduatoria parziale
escludendo il personale amministrativo e non comprendendo neanche
tutto il personale autista soccorritore;
oltre 40 dipendenti residenti in Messina effettuano la loro
attività nei locali dell'azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania,
mentre il resto del personale di S.E.U.S. s.c.p.a. effettua
servizio presso la propria provincia di residenza;
altri dipendenti ex Si.S.E. s.p.a. sono stati assunti in
violazione del punto 3 dell'accordo sindacale del 15 marzo;
in base all'accordo sindacale del 13 aprile 2010 si sarebbe dovuta
stilare la graduatoria generale dei lavoratori, mentre ad oggi è
stata pubblicata soltanto quella relativa ad una parte del
personale autista soccorritore;
di tutto il personale che svolgeva lavoro a Messina, almeno 40
(meno fortunati) impiegati amministrativi in assenza di criteri
oggetti, ed in violazione dei su richiamati accordi sindacali, sono
costretti a fare i pendolari da e per Catania con notevole stress
psico-fisico, stante che i lavoratori interessati si alzano alle
ore 5.00 del mattino per fare rientro a Messina alle ore 16 nei
giorni di lunedì, mercoledì e venerdì e nei giorni di martedì e
giovedì alle ore 20.00 circa, salvo imprevisti ed incidenti vari. A
tal proposito si rammenta l'incidente stradale occorso al pullman
in data 14 giugno 2011 il quale, alle porte dell'ospedale
Cannizzaro di Catania, in cui perse la vita uno scooterista
extracomunitario;
considerato, ancora, che:
il coordinatore dell'ufficio ispettivo ha sede lavorativa nei
locali dell'ospedale Papardo di Messina ed il personale a lui
assegnato ha sede di lavoro presso i locali dell'ospedale
Cannizzaro di Catania;
il coordinatore dell'ufficio polifunzionale provinciale di
Agrigento per il mese di luglio ha gestito da Messina l'ufficio
assegnatogli e successivamente è stato trasferito a Messina;
l'ufficio staff della produzione, ultimo creato, è dislocato
presso i locali dell'ospedale Papardo di Messina mentre il
responsabile della produzione ed alcuni addetti prestano servizio
nei locali dell'ospedale Cannizzaro di Catania;
il personale dislocato presso l'ufficio polifunzionale di Ragusa
viene coordinato da personale che risiede nei locali dell'ospedale
Cannizzaro;
l'assunzione in S.E.U.S. s.c.p.a. è avvenuta in maniera anomala e
vessatoria stante la sottoscrizione del già dipendente di una
conciliazione con l'azienda e del successivo contratto di
assunzione senza poterne prendere visione preventiva e senza
conoscerne il reale contenuto;
i locali di lavoro destinati per parte del personale dipendente di
S.E.U.S. s.c.p.a. in servizio presso l'ospedale Cannizzaro di
Catania non sono conformi alle normative vigenti in materia di
sicurezza sui luoghi di lavoro per i seguenti motivi:
assenza di finestre per il normale ricircolo dell'aria;
assenza di porte antipanico;
spazi ridotti rispetto al numero degli occupanti; assenza piano di
evacuazione in diversi locali;
deposito bombole gas in locali non idonei;
unico locale wc per circa 25 persone senza distinzione di donne e
uomini;
presenza di stampanti e fotocopiatori in continua elaborazione
all'interno degli stessi locali di lavoro generando così polveri
sottili nocive alla salute degli occupanti;
il trasferimento del personale messinese, da e per Catania,
avviene tramite una ditta di trasporto con sperpero di denaro
pubblico ed in contrasto con gli elementari principi di risparmio;
l'azienda ospedaliera Papardo e Piemonte di Messina, associata
della consortile, ha la disponibilità di locali idonei per
accogliere tutto il personale residente a Messina ed attualmente in
servizio presso l'ospedale Cannizzaro in Catania;
per sapere:
se siano a conoscenza dei criteri in forza dei quali il personale
dipendente è stato selezionato in ordine alla destinazione della
sede di lavoro;
se siano a conoscenza che oltre 40 impiegati amministrativi
vengono giornalmente trasportati da Messina a Catania e viceversa,
con consequenziale aggravio di spesa per le casse pubbliche e
stress per i dipendenti;
se sia nelle intenzioni del Governo intervenire presso la SEUS per
ripristinare criteri oggettivi di gestione del personale,
improntata, invece, fino adesso, a criteri discrezionali ed
antieconomici;
se non intendano avviare una seria indagine in ordine alle
responsabilità che fino adesso hanno creato inefficienza e sprechi
nella gestione della SEUS». (2080)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ARDIZZONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
da organi di stampa si è appreso che la Regione siciliana starebbe
partecipando, per mezzo della Compagnia delle Isole spa partecipata
dalla Mediterranea Holding spa, alla procedura di cessione del ramo
d'azienda SIREMAR indetta dall'amministrazione straordinaria di cui
in oggetto;
la società Mediterranea Holding è partecipata dalla Regione
siciliana in misura minoritaria del capitale sociale;
nel corso della procedura di gara, in particolare nella seduta del
13 settembre 2011, la società Compagnia delle Isole spa ha versato
agli atti di gara impegno di primario istituto di credito al
rilascio di polizza fidejussoria a prima richiesta sino alla
concorrenza di 39.000 migliaia di euro circa a garanzia dei
puntuali adempimenti assunti dall'offerente compagnia delle isole
nei confronti dell'amministrazione straordinaria cedente;
tale dichiarazione di impegno della società di credito sarebbe
stata controgarantita da dichiarazione fidejussoria rilasciata in
favore del predetto istituto dalla Regione siciliana per il
medesimo importo;
a quanto è dato sapere allo scrivente né la partecipazione alla
predetta gara né lo stesso impegno finanziario sarebbero mai stati
oggetto di rituale appostazione in bilancio e di formalizzazione
del relativo impegno di spesa a tutti gli effetti di legge;
per sapere:
se abbiano adottato atti deliberativi di formale impegno di spesa
sia in ordine alla partecipazione alla predetta gara di cessione di
ramo d'azienda, sia in ordine al successivo rilascio delle
descritte dichiarazioni fidejussorie a garanzia degli impegni
assunti dalla società partecipata in via indiretta Compagnia delle
Isole spa;
se sia possibile aver copia dei predetti atti deliberativi, ove
esistenti, e che questi siano trasmessi con immediatezza ai
sottoscritti interroganti e all'Assemblea regionale siciliana e se
intendano venire con urgenza in Aula a rendere le proprie
osservazioni;
se sia possibile ricevere eventuali riscontri di ulteriori atti
amministrativi, suffragati da norme di legge, relativi alla
copertura economica ai sensi della l.r. 8 luglio 1977, n. 47 e
s.m.i., (norme in materia di bilancio e contabilità della Regione
siciliana);
la presente interrogazione riveste carattere di urgenza ed
immediatezza alla luce degli evidenti profili di danno per le
finanze regionali che potrebbe scaturire da non legittime
iniziative del richiamato Governo siciliano». (2082)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
BENINATI - RINALDI - CARONIA - D'ASERO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con il decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito con
modificazioni in legge 29 novembre 2007, n. 222, art. 26, comma 4
septies, è stato individuato da istituirsi in Sicilia il Parco
nazionale degli Iblei, concernente la catena collinare dei monti
Iblei localizzata nella parte sud-orientale della Sicilia e
compresa tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania;
il combinato disposto dei commi 1 e 3 dell'articolo 8 della legge
6 dicembre 1991, n. 394, legge quadro sulle aree protette, prevede
che il parco sia istituito e delimitato in via definitiva con
decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro
dell'Ambiente, d'intesa con la Regione siciliana;
il citato art. 26 della legge 222/2007 ribadisce che la
istituzione del parco individuato avviene d'intesa con la Regione
nonché sentiti gli enti locali interessati;
la sentenza della Corte costituzionale 23 gennaio 2009, n. 12, nel
rigettare il ricorso della Regione siciliana avverso il disposto
dell'art. 26, comma 4 septies, D.L. 1 ottobre 2007, n. 159, nel
ribadire che 'la competenza in ordine alla decisione iniziale per
l'attivazione delle procedure in vista della istituzione di Parchi
nazionali appartiene allo Stato', ha confermato che 'i decreti
presidenziali coi quali si procederà alla concreta istituzione dei
ricordati parchi nazionali siano adottati d'intesa con la Regione';
da quanto sopra discende con evidenza la responsabilità e il ruolo
attivo che la Regione deve assumere nella attuazione della
previsione di legge in oggetto;
considerato che:
il Parco nazionale degli Iblei, con il suo 'straordinario
giacimento di biodiversità, ricchezza storica ed
etnonantropologica', può rappresentare non solo uno strumento di
tutela e di salvaguardia delle sue caratteristiche
paesaggistiche, naturalistiche ed architettoniche ma può
soprattutto costituire l'elemento propulsore di sviluppo
ecosostenibile dell'intero territorio, in grado di mettere a valore
le straordinarie specificità delle colture agricole ivi praticate,
zootecniche, turistiche ed ambientali;
si ha notizia dell'attività svolta dall'Assessorato Territorio
fino all'anno 2010, ed in particolare fino alla gestione del
Governo 'Lombardo ter', finalizzata alla istituzione del parco in
oggetto, con una ampia caratterizzazione ed analisi dei valori del
territorio interessato e lo svolgimento delle procedure dirette
alla perimetrazione del parco, con il concerto degli enti locali
interessati;
per sapere quali siano le iniziative condotte dall'Assessorato
Territorio nella fase del Governo 'Lombardo quater' e i relativi
risultati conseguiti in ottemperanza alla legge 222/2007 per
l'istituzione del Parco nazionale degli Iblei in Sicilia». (2084)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
DE BENEDICTIS
«Al Presidente della Regione, premesso che:
continuano ad essere pubblicate su alcuni giornali nazionali e
regionali, notoriamente faziosi e parziali nei confronti di
determinati partiti politici, notizie e commenti sui consulenti
nominati dall'onorevole Presidente della Regione;
secondo queste notizie, un consulente nominato dal Presidente
della Regione, con delega ai rapporti con le popolazioni colpite
dalle alluvioni in provincia di Messina, dichiara, nel proprio
curriculum, solo un'esperienza nella 'organizzazione di spettacoli
musicali e serate danzanti nelle discoteche';
visto che:
resta assolutamente inconfutabile che la Regione siciliana, ed in
particolar modo l'ufficio di Presidenza, ha necessariamente bisogno
di 103 consulenti che hanno capacità e professionalità talmente
rare e di alto lignaggio culturale che è impossibile trovarli tra i
20.000 dipendenti dell'amministrazione regionale;
nessuno oserebbe mettere in dubbio l'indispensabilità di spendere
oltre otto milioni di euro per risarcire, e noi riteniamo in minima
parte, lo sforzo intellettuale, fisico e mentale che questi eccelsi
mettono nel loro agire volto sempre all'assoluto bene dell'intera
comunità siciliana;
preso atto che fa benissimo l'illustrissimo Presidente della
Regione a non cedere di un solo millimetro davanti alle continue
richieste che giungono da vari Governi esteri che vogliono
accaparrarsi i consulenti della Regione;
tenuto conto che le insulse insinuazioni sollevate da questi
fogliacci di stampa' sull'inutilità di determinati consulenti, sui
loro strampalati e divertenti curricula, sui significati delle loro
consulenze, spesso scritte in un puro e schietto burocratese, sui
costi esorbitanti in un periodo di vacche magre' dell'economia
siciliana e nazionale (addirittura insinuano spudoratamente che si
ingrassano solamente i portafogli dei consulenti ed i bacini
elettorali di qualche politico), meritano una forte e decisa
risposta atta a diradare questa nebbia di incredibili dubbi e
falsità che grava sui nostri valenti consulenti;
per sapere quali iniziative intenda adottare per far cessare
questa vergognosa campagna di stampa che, nonostante sia risaputo a
livello ecumenico che sono tutte notizie prive di fondamento,
tendono comunque a screditare l'immagine di operatività e serietà
del Governo regionale, ed in particolare dell'onorevole Presidente
della Regione». (2085)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione e all' Assessore per la salute,
premesso che:
l'azienda sanitaria provinciale, ex azienda unità sanitaria locale
3 di Catania, in data 2 luglio 2009, ha adottato la delibera n.
1192, avente ad oggetto la 'ricostituzione delle Commissioni
mediche per il riconoscimento delle invalidità civile e per
l'accertamento degli stati invalidanti o di disabilità previste
dalle rispettive leggi di riferimento';
la superiore delibera è stata pubblicata, in data 5 luglio 2009,
sia all'albo pretorio della ASP di Catania che sul sito internet
della stessa azienda sanitaria;
considerato che:
tale delibera dettava le procedure per la selezione, sulla base di
soli titoli, dei soggetti da nominare quali componenti delle
commissioni mediche della provincia di Catania, stabilendo tutta
una serie di requisiti necessari per potere accedere alla succitata
selezione;
tra le disposizioni inserite nell'atto deliberativo n. 1192, sono
previsti anche i casi di incompatibilità;
tra questi vi rientravano espressamente 'gli eletti a cariche
politiche che abbiano riferimento totale o parziale con il
territorio distrettuale di operatività della Commissione';
preso atto che la stessa ASP 3 di Catania ha emanato una nuova
delibera e precisamente la n. 228 del 10 febbraio 2010, a cui è
seguita la delibera n. 3099 del 5 agosto 2011, con la quale sono
state costituite le commissioni mediche per il riconoscimento delle
invalidità mediche, alla luce delle domande pervenute e dei
relativi curricula presentati dai partecipanti;
evidenziato che:
tra le incompatibilità richiamate dai nuovi atti deliberativi,
stranamente non risulta più quella relativa agli eletti a cariche
politiche, vincolo che ha sicuramente condizionato coloro che, in
buona fede, hanno partecipato al nuovo bando di selezione;
tale 'dimenticanza' ha avuto, come risultato finale, la presenza
di medici in alcune commissioni mediche della provincia di Catania,
malgrado la loro adesione a uno specifico partito politico e il
loro impegno in organi istituzionali dello stesso territorio;
per sapere:
se siano al corrente della macroscopica discrepanza tra le due
delibere in tema di incompatibilità;
se siano consapevoli delle possibili conseguenze, penali e civili,
che potrebbe avere tale scriteriata operazione di 'maquillage' che,
è inutile nasconderlo, si appalesa come un'operazione imperniata
solo in un'ottica di interessi politici;
se non ritengano utile revocare e/o sospendere la costituzione
delle nuove commissioni in attesa di una maggiore e più
approfondita verifica onde evitare irregolarità con conseguenze di
tipo anche penale». (2086)
FALCONE
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
con legge regionale del 14 aprile 2009, n. 5, si è provveduto al
riordino del servizio sanitario regionale;
all'art. 12, comma 8, della legge de qua, sono dettate le linee
guida di riorganizzazione dell'attività territoriale in ambito di
assistenza sanitaria;
preso atto che detta legge pone al centro del sistema del servizio
territoriale i P.T.A. (presìdi territoriali di assistenza)
riconoscendo ad essi un importante e necessario ruolo di filtro al
ricovero ospedaliero;
accertato che già in data 2 febbraio 2010, la VI Commissione
legislativa permanente dell'ARS 'Servizi Sociali e Sanitari'
esaminava la richiesta di parere n. 69/VI, 'Linee guida di
riorganizzazione dell'attività territoriale ai sensi dell'articolo
12, comma 8, della l.r. 14 aprile 2009, n. 5, recante Norme per il
riordino del servizio sanitario regionale';
visto che:
nella stessa occasione, la Commissione riunita rilevava la
necessità di istituire, anche in termini di eccezione, un P.T.A.
nella zona montana della provincia di Siracusa e più
specificatamente nel comune di Palazzolo Acreide, che rappresenta
il comune baricentrico più importante di quell'area che comprende i
comuni di Canicattì, Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla, nonché tre
comuni di Ragusa, più vari territori del comune di Noto;
durante i lavori della seduta n. 79 della VI Commissione è stata
ampiamente condivisa, anche da parte dell'Assessore per la salute,
la necessità di rimandare ai direttori generali delle singole ASP
la possibilità di istituire P.T.A. in aree particolari delle varie
province siciliane e, in modo particolare, in quella di Siracusa,
anche in deroga alle vigenti disposizioni di legge;
considerato che:
i comuni della zona montana della provincia di Siracusa sono ad
oggi fortemente svantaggiati dalla distanza delle strutture
ospedaliere, di non facile raggiungimento a causa della precarietà
della rete stradale;
ad oggi, nulla ancora è stato disposto da parte del direttore
generale dell'ASP 8 di Siracusa in merito all'istituzione del
P.T.A. nella zona montana della provincia di Siracusa, così come
stabilito dalla Commissione su proposta del sottoscritto
interrogante;
per sapere:
se ritengano ancora oggi, così come emergeva nei lavori di
Commissione del 2 febbraio 2009, su proposta dello scrivente,
segretario della stessa Commissione, utile e indispensabile
istituire un P.T.A. nel comune di Palazzolo Acreide a servizio di
tutta l'area montana della provincia di Siracusa e di quella di
Ragusa;
se non ritengano utile convocare immediatamente, vista
l'importanza e l'urgenza del caso, il direttore generale dell'ASP
di Siracusa, al fine di individuare e rimuovere le cause che, fino
ad oggi, hanno impedito l'istituzione del P.T.A. nella zona montana
della provincia di Siracusa e di Ragusa». (2087)
VINCIULLO
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
poste all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che nel territorio del comune di Raccuja (ME),
nel periodo che va da dicembre 2008 al febbraio 2010, si sono
verificati più eventi alluvionali che hanno innescato gravi
dissesti franosi in tutto il territorio comunale ed in particolare
nella frazione di Zappa, nella quale sono state interessate dal
fenomeno numerose abitazioni, strade pubbliche provinciali e
comunali e i servizi di rete idrica e fognaria;
premesso inoltre che, a seguito del citato dissesto, il
dipartimento di protezione civile regionale ha finanziato una
campagna di indagini per 174.000 euro e un finanziamento pari a
100.000 euro per il ripristino dei servizi a rete, lavori che sono
stati prontamente eseguiti;
verificato che gli eventi alluvionali tra novembre 2009 e febbraio
2010 hanno prodotto un'evoluzione del fenomeno franoso ed in
particolare:
- l'interruzione della strada di collegamento tra l'abitato si
Zappa ed i nuclei abitativi di Castagnera e Catubi;
- l'interruzione della strada rotabile Zappa-Serra in due distinti
tratti;
- la frana in alcuni punti della strada provinciale 137 che
collega la frazione Zappa al centro di Raccuja;
- particolarmente grave risulta la situazione del tratto stradale
prospiciente la chiesa ed in adiacenza dell'edificio scolastico,
dove la sede stradale si è abbassata di oltre 30 centimetri, ed
altre conseguenze, come crepe sui muri delle abitazioni, tanto da
far adottare dall'amministrazione comunale, su indicazione della
Protezione civile, ordinanze di sgombero per i residenti e il
divieto di utilizzo delle seconde case;
considerato che in data 30 marzo è stato stipulato tra
l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente ed il
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un
accordo di programma che prevede, tra l'altro, un finanziamento
pari 5.000.000 per le opere di consolidamento della zona della
frazione Zappa;
verificato che, nonostante l'urgenza dei provvedimenti da
adottare, ancora oggi non si è definito un progetto definitivo e
che a giustificazione di questo fatto si propongono ulteriori
indagini;
verificato inoltre che, con nota del 17 settembre 2011
dell'ufficio del commissario straordinario delegato, a firma del
commissario, dottor Maurizio Croce, si proponeva una valutazione
preliminare per una eventuale delocalizzazione degli edifici
ubicati sull'area in questione e si prospettava, nelle more
dell'acquisizione delle ulteriori indagini, lo storno delle somme
per questa zona previste e la loro utilizzazione per altre zone ove
la progettazione fosse più avanzata;
ritenuto che è ormai urgente e indifferibile provvedere ad avviare
tutti i provvedimenti necessari per il rientro nelle loro case dei
cittadini della frazione di Zappa;
per sapere se intendano:
attuare tutte le procedure necessarie affinché le somme, pari a
5.000.000 di euro, destinate alla frazione di Zappa del comune di
Raccuja, siano mantenute secondo quanto previsto dall'APQ firmato
il 30 marzo 2010, cod. ME100A;
procedere con urgenza, con i fondi di cui sopra, al ripristino
della viabilità a servizio dei nuclei abitati di Castagnera e
Catubi e della contrada Serra, della viabilità interna della
frazione di Zappa, al ripristino delle canalizzazioni preesistenti
e alla regimentazione delle acque meteoriche e a quant'altro possa
essere rapidamente effettuato per la mitigazione del fenomeno
franoso». (2079)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
CORONA
«All'Assessore per la salute, premesso che:
la Conferenza Stato-Regioni con l'accordo del 22 febbraio 2001 ha
definito la figura professionale di operatore socio-sanitario (OSS)
che accorpa i distinti profili professionali degli operatori
dell'area sociale (assistente socio-assistenziale ASA, operatore
socio-assistenziale OSA, assistente domiciliare e dei servizi
tutelari ADEST, ecc.) e di quella sanitaria (operatore tecnico
assistenziale - OTA), per rispondere in modo più adeguato
all'evoluzione dei servizi della persona, intesa nella globalità
dei suoi bisogni. La figura dell'operatore socio-sanitario, a
seguito dell'attestato di qualifica conseguito al termine di
specifica formazione professionale, è quindi competente a svolgere
attività indirizzata a: soddisfare i bisogni primari della persona,
nell'ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia
sociale che sanitario; favorire il benessere e l'autonomia
dell'utente;
l'art. 2 del citato accordo attribuisce alle regioni il compito di
provvedere all'organizzazione dei corsi e delle relative attività
didattiche, accreditando le aziende UU.SS.LL. e ospedaliere nonché
le istituzioni pubbliche e private, sulla base del proprio
fabbisogno annualmente determinate. Sulla scorta di ciò, con D.A.
1328 del 24 maggio 2010 l'Assessorato Salute ha definito i criteri
che devono possedere gli enti pubblici e privati per essere
inseriti nell'albo dei soggetti accreditati a svolgere attività di
formazione per OSS;
con D.D.G. 3162 del 24 dicembre 2010 e D.D.G. 75 del 25 gennaio
2011 e ss.mm.ii. il medesimo Assessorato ha approvato il suddetto
albo nel quale vengono accreditati a svolgere attività di
formazione per il rilascio dell'attestato, valido su tutto il
territorio nazionale, della qualifica di operatore socio-sanitario
(OSS), gli enti di formazione in possesso dei requisiti di cui al
D.A. 1328 del 24 maggio 2010 nonché il CEFPAS, le aziende del
servizio sanitario regionale (ASP, AO, AOUP, ARNAS, IRCCS), gli
istituti di sperimentazione gestionale e gli ospedali classificati
operanti nel territorio della regione siciliana. Infine, con D.A.
1510 del 9 agosto 2011 la Regione ha previsto l'aggiornamento
dell'albo unico regionale degli enti pubblici e privati accreditati
a svolgere attività di formazione per il rilascio dell'attestato,
valido su tutto il territorio nazionale, della qualifica di
operatore socio sanitario;
considerato che:
ai sensi dell'art. 1 della l.r. 24/1976 'l'Assessorato regionale
del lavoro e della cooperazione - competenze ora acquisite
dall'Assessorato dell'istruzione e della formazione professionale -
promuove, programma, dirige e coordina le iniziative di formazione
professionale in tutti i settori delle attività economiche e
sociali, ad eccezione del settore sanitario ed ai vari livelli di
qualificazione', alla luce del riordino del sistema sanitario
regionale avvenuto con la legge n. 5 del 2009, l'Assessorato Salute
ha provveduto ad effettuare una ricognizione del fabbisogno della
figura professionale dell'OSS in ambito provinciale quantificabile,
per l'anno 2011, in 2600 unità circa. La distribuzione territoriale
dei corsi in ambito provinciale terrà conto dei risultati della
ricognizione del fabbisogno come individuato dall'art. 2 del D.D.G.
359/11 dell'Assessorato della salute. In considerazione di tale
fabbisogno, l'Assessorato dell'istruzione e della formazione
professionale si è reso disponibile a finanziare i corsi così
programmati;
allo scopo di regolamentare specifici compiti e ruoli tra gli
Assessorati regionali della salute e dell'istruzione il D.D.G.
359/11 definisce le modalità di collaborazione reciproche per la
realizzazione dell'attività di formazione relativamente alla figura
dell'operatore socio-sanitario (OSS). La suddetta attività avverrà
su base provinciale e sarà svolta dai soggetti accreditati di cui
all'allegato A del D.D.G. 75 del 25 gennaio 2011 e ss.mm.ii. o che
abbiano presentato domanda di accreditamento ai sensi del D.A. 1510
del 9 agosto 2011. Allegata alla suddetta convenzione è stato
approvato il documento, contenente le modalità organizzative e
didattiche dei corsi di formazione per operatore socio sanitario
della Regione siciliana, allo scopo di uniformare i percorsi
didattici che si svolgeranno presso gli enti accreditati all'albo.
Più specificamente detto documento individua i contenuti cui la
formazione dovrà attenersi e dà indicazioni sulle metodologie
didattiche, sulla valutazione, sul monitoraggio e sui requisiti
delle figure previste dall'impianto progettuale. Inoltre, con nota
prot. 37424 del 24 aprile 2011 dell'Assessorato Salute sono state
fornite indicazioni esplicative su alcuni aspetti dell'allegato
alla suddetta convenzione;
con nota 18/2011 l'Assessorato Istruzione ha pubblicato il bando
per la formulazione dei progetti formativi da parte degli enti
accreditati;
rilevato che:
la legge 43/2006, art. 1, comma 2, attribuisce alle regioni la
competenza nell'individuazione e formazione dei profili di
operatori di interesse sanitario non riconducibili alle professioni
sanitarie come definite dal comma 1 della medesima legge;
la legge regionale 24/76 vieta che la formazione sanitaria sia
gestita dall'Assessorato Istruzione;
l'accordo firmato tra i due Assessorati non risulta autorizzato
dalla commissione competente; l'Assessorato Istruzione con propria
nota n. 18 del 2011 ha emanato le linee guida per la presentazione
delle proposte formative che, a parere dello scrivente, sembrano
agevolare gli enti privi della specifica esperienza sulla
formazione sanitaria. Giova, a tal fine, rilevare che la
sussistenza, stabilita dalle suddette linee guida, dei seguenti
generici requisiti: - esperienza maturata nel campo
dell'orientamento/formazione/istruzione/politiche del lavoro e di
genere/pari opportunità; - esperienza nella gestione di fondi
pubblici; - disponibilità strutture/risorse e possesso
certificazione qualità/procedure interne di controllo qualità
attivate (in particolare per il soggetto attuatore beneficiario del
FSE); dia luogo all'attribuzione di ben 28 punti ;
per sapere:
se intenda provvedere alla riformulazione di detti corsi
stabilendone l'affidamento ad una commissione competente da
individuare presso l'Assessorato Salute in stretta collaborazione
con la VI Commissione legislativa permanente dell'ARS;
se intenda consentire l'ammissione a detti corsi del personale in
possesso dei titoli OSA, OTA, ecc., laddove l'attuale bando non
consente la riconversione dei titoli posseduti;
se non ritenga essenziale che gli enti attuatori di detti corsi
debbano possedere un'esperienza specifica sulla formazione
sanitaria, avendo svolto almeno un corso in materie sanitarie
nell'ultimo anno;
se non ritenga impiegare i fondi FSE disponibili per la formazione
sanitaria e parasanitaria ad oggi mai impiegati;
in riferimento alla legge 43/2006, infine, se non ritenga
indispensabile che tutte le figure di supporto ai vari
professionisti dell'area della medicina vengano qualificate
attraverso specifici corsi per far sì che l'utente possa essere
assistito in maniera adeguata». (2081)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
COLIANNI
«All'Assessore per la salute, visto il decreto del 27 agosto n.
332 che regolamenta le norme per le prestazioni di assistenza
protesica erogabili nell'ambito del sistema sanitario nazionale:
modalità di erogazione e tariffe che regolamentano;
visto il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, concernente
l'attuazione della direttiva 93/42/CEE riguardante i dispositivi
medici;
visto il decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;
visto l'art. 2598 del codice civile in materia di concorrenza
sleale;
per sapere se un'azienda commerciale/artigianale, nella
fattispecie azienda il cui oggetto sociale principale è la
costruzione e fornitura di dispositivi medici nonché ausili
riabilitativi per la mobilità di persone diversamente abili possa
trasformarsi nella forma giuridica di Onlus pur essendo legata a
rimborsi erogati da parte delle ASP e quindi del Ministero della
salute attraverso un nomenclatore tariffario nazionale per le
prestazioni proteiche». (2083)
(L'interrogante chiede lo svolgimento in Commissione)
FARAONE
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alle competenti Commissioni.
Invito il deputato segretario a dare lettura della interrogazione
con richiesta di risposta scritta presentata.
GENNUSO, segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che la nomina presso le commissioni per l'accertamento
delle invalidità civili è regolamentata da un apposito bando,
attraverso cui vengono determinati i requisiti necessari per
l'affidamento degli incarichi ai richiedenti;
ricordato che:
al termine dell'esame delle istanze, il predetto bando prevede la
stesura di una graduatoria a punteggio per l'attribuzione
dell'incarico;
nella delibera pubblicata dalla direzione dell'ASP di Catania,
nella quale vengono modificate le componenti delle commissioni per
le invalidità civili, non vi è traccia della graduatoria prevista
dal bando predetto;
considerato che:
nella ridistribuzione degli incarichi ai nuovi componenti le
commissioni per l'accertamento delle invalidità civili, la
direzione dell'ASP di Catania non ha rispettato nessuno dei
parametri stabiliti dal bando;
avendo disposto un turn over irrazionale di personale, la
dirigenza dell'ASP di Catania si è resa responsabile della
dequalificazione di professionalità ventennali derogando ai
requisiti di efficacia e di efficienza, e procedendo alla
sostituzione di medici competenti con altro personale inesperto e
non qualificato per le problematiche del settore delle invalidità;
sottolineato che il predetto turn over, se fosse stato applicato
sulla base di un necessario svecchiamento del settore, avrebbe
dovuto riguardare tutti gli staff delle commissioni
complessivamente, mentre, invece, la rotazione dei più anziani ha
riguardato solo alcuni dei medici in servizio e lasciato altri, con
eguale anzianità, al loro posto;
per sapere:
se siano a conoscenza della delibera di modifica della
composizione delle commissioni per l'accertamento delle invalidità
civili;
se non ritengano, alla luce di quanto sopra esposto, che ricorrano
gli estremi per l'avvio di una indagine sulla regolarità dei
procedimenti adottati nella deliberazione;
se non ritengano, altresì, nelle more dei predetti accertamenti,
di dover provvedere alla sospensione della delibera medesima».
(2077)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
D'ASERO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Rinaldi, Picciolo e Vinciullo per oggi;
- Mancuso e Forzese dal 27 al 29 settembre 2011;
- Sulsenti per la corrente settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 291 «Iniziative a livello centrale volte a modificare
l'art. 13 del D.lgs n. 205 del 2010 'Disposizioni di attuazione
della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune
direttive'», degli onorevoli Corona, Leontini, Mancuso, Bosco,
Torregrossa, Limoli, D'Asero, Vinciullo e Scoma, presentata il 20
settembre 2011;
numero 292 «Interventi a livello centrale per fronteggiare la
grave situazione di crisi della vitivinicoltura siciliana», degli
onorevoli Oddo, Cracolici, Apprendi, Donegani, Marinello, Ammatuna,
Barbagallo, De Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo,
Faraone, Ferrara, Galvagno, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marinello,
Marziano, Panarello, Panepinto, Picciolo, Raia, Rinaldi, Speziale e
Termine, presentata il 20 settembre 2011;
numero 293 «Iniziative per la messa in sicurezza degli argini dei
torrenti in Sicilia», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna, Barbagallo
e Galvagno, presentata il 21 settembre 2011;
numero 294 «Iniziative per la salvaguardia della salute nelle aree
ad alto rischio ambientale e per la prevenzione su tutto il
territorio regionale», degli onorevoli Ferrara, Ammatuna,
Barbagallo e Galvagno, presentata il 21 settembre 2011;
numero 296 «Iniziative urgenti per l'attivazione nell'anno
scolastico 2011/2012 del Liceo musicale a Caltanissetta», degli
onorevoli Maira, Catalano, Dina, Cordaro, Caronia e Cascio
Salvatore, presentata il 21 settembre 2011;
numero 297 «Iniziative per agevolare l'accesso al credito delle
aziende siciliane a seguito della trasformazione dell'IRFIS da
istituto bancario a società finanziaria regionale», degli onorevoli
D'Asero, Leontini, Torregrossa, Caputo, Bosco, Limoli, Corona,
Mancuso, Beninati, Scoma, Falcone, Pogliese, presentata il 22
settembre 2011.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che l'agricoltura da tempo soffre una grave crisi:
l'abbandono dei campi; nel 2007 gli occupati nel settore erano in
Sicilia 112.869, solo 2 anni dopo, nel 2009, sono scesi a 100.305.
Il calo è certamente dovuto a fattori legati alla scarsa
remunerazione; determinante, per esempio, è il valore di tutta la
produzione agricola in Sicilia che solo in un anno ha fatto
registrare un forte calo perdendo un netto 9,3% (dati ISTAT) ed il
trend è ancora negativo;
considerato che:
in questo drammatico quadro si inserisce il D.lgs. n. 205 del
2010, il quale, con l'art. 13 ha riscritto l'art. 185 del D.Lgs n.
152 del 2006, disponendo al comma 1, lettera f) che: '...paglia,
sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale
naturale non pericoloso...', se non utilizzati in agricoltura,
nella selvicoltura o per la produzione di energia mediante processi
o metodi che non danneggino l'ambiente né mettano in pericolo la
salute umana, devono essere considerati rifiuti e come tali devono
essere trattati, pertanto la combustione sul campo dei residui
vegetali configura il reato di illecito smaltimento di rifiuti,
sanzionato penalmente dall'art. 256 c.1 del D.lgs 152 del 2006 che,
prevede, giustamente, delle pesantissime sanzioni penali e
pecuniarie per chi si rende responsabile di reati ambientali;
ciò che viene contestato da tantissimi piccoli agricoltori e dalle
associazioni agricole è l'assimilazione dei residui delle potature
e della falciatura del grano a rifiuti in genere, con una
conseguente eccessiva penalizzazione delle piccole aziende agricole
che, per la rimozioni di questi scarti, devono sostenere oneri
altissimi che mettono in ginocchio l'agricoltura tutta, il settore
infatti non può assolutamente reggere i costi e le problematiche
derivanti da tale provvedimento;
a seguito inoltre della norma prima citata la Regione siciliana,
attraverso i dirigenti responsabili, ha emanato una serie di
circolari finalizzate alla sua attuazione ed indirizzate a tutti
gli ispettorati ripartimentali provinciali delle foreste, con la
conseguenza che sono state avviate tante procedure sanzionatorie;
piccole aziende producono piccoli scarti spesso legati alla
potatura di uliveti, noccioleti, agrumeti o dei residui della
mietitura o scerbatura che da sempre sono stati smaltiti con
l'accensione di fuochi controllati, e che non si può addebitare a
queste piccole attività, che tra l'altro vengono effettuate per
implementare ed arricchire il terreno in cui vengono svolte di
principi fertilizzanti prodotti dalla stessa cenere, evitando
quindi di utilizzare ulteriori prodotti chimici,
impegna il Governo della Regione
ad assumere iniziative presso il Governo nazionale perchè siano
attenzionate da parte degli organi competenti, le norme dalle quali
derivano tali disposizioni ed in particolare il D.lgs. n. 205 del
2010, il quale, con l'art. 13 ha riscritto l'art. 185 del D.Lgs n.
152 del 2006, disponendo al comma 1, lettera f) che: '...paglia,
sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale
naturale non pericoloso...', se non utilizzati in agricoltura,
nella selvicoltura o per la produzione di energia mediante processi
o metodi che non danneggino l'ambiente né mettano in pericolo la
salute umana, devono essere considerati rifiuti, per verificare se
sia possibile una modifica legislativa o, in alternativa,
l'emanazione di una circolare esplicativa che possa venire incontro
ai piccoli agricoltori, evitando che una norma così iniqua possa
contribuire all'abbandono dei campi». (291)
CORONA-LEONTINI-MANCUSO-BOSCO-TORREGROSSA-LIMOLI-D'ASERO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le aziende vitivinicole siciliane si trovano ad affrontare la
peggiore crisi di sempre che, oltre a risentire, come tutti i
comparti produttivi, della pesantissima fase congiunturale, è
aggravata da diverse deficienze strutturali delle stesse aziende;
la fase di tempo eccezionalmente stabile e soleggiato che si è
avuta durante tutto il periodo estivo, dovuta al campo
anticiclonico nord africano che ha rafforzato la propria azione sul
Mediterraneo centrale, come si evince dai dati elaborati dal
Servizio informatico agrometereologico siciliano (SIAS), ha portato
le temperature massime ampiamente sopra le medie climatiche della
stagione, con scarti superiori ai 7 gradi centigradi che si sono
registrati per diversi giorni consecutivi;
il persistere per buona parte dell'estate, e in particolare nel
periodo compreso tra il mese di agosto e la prima decade di
settembre, di temperature eccezionali, di molto superiori alle
medie stagionali, accompagnate da una fase di siccità di parecchi
mesi, che aveva già stressato i vigneti, ha comportato una
fortissima riduzione della produzione;
malgrado le operazioni vendemmiali non siano ancora concluse,
ormai è certo che la riduzione della produzione è stimabile in
circa il 50% rispetto alla media degli anni precedenti. Pur volendo
imputare una parte di tale riduzione alla vendemmia verde, che è
pari all'11% della superficie vitata regionale, rimane intorno al
40% il danno causato dagli eccessi termici del periodo
agosto/settembre;
la gravità e l'ampiezza dell'attuale crisi rischia, pertanto, se
non opportunamente contrastata, di mettere in serie e gravi
difficoltà migliaia di aziende vitivinicole siciliane, comprese le
cantine sociali, con gravissime ripercussioni non solo economiche,
ma anche sociali e ambientali;
considerato che:
le imprese agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile,
nonché le cooperative di raccolta, lavorazione, trasformazione e
commercializzazione di prodotti agricoli, che abbiano subìto danni
non inferiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile,
possono beneficiare degli interventi previsti dal decreto
legislativo n. 102 del 2004 e successive modifiche;
al fine di favorire la ripresa economica e produttiva delle
imprese agricole di cui al punto precedente, nei limiti dell'entità
del danno, possono essere concessi i seguenti aiuti, in forma
singola o combinata:
a) contributi in conto capitale fino all'80% del danno accertato
sulla base della produzione lorda vendibile ordinaria del triennio
precedente;
b) prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di
esercizio dell'anno in cui si è verificato l'evento dannoso e per
l'anno successivo;
c) proroga delle operazioni di credito agrario;
d) agevolazioni previdenziali,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per le risorse agricole ed alimentari
ad attivarsi immediatamente per assumere tutti gli interventi di
cui al decreto legislativo n. 102 del 2004 e successive modifiche,
e in particolare:
- attuare la procedura di delimitazione del territorio colpito e
di accertamento dei danni conseguenti;
- deliberare, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla
cessazione dell'evento dannoso, la proposta di declaratoria
dell'eccezionalità dell'evento stesso;
- individuare le provvidenze da concedere fra quelle previste
dall'articolo 5 del citato decreto legislativo n. 102 del 2004 e
formulare la relativa richiesta di spesa al Ministero delle
politiche agricole e forestali;
- ad assumere iniziative presso il Ministro delle politiche
agricole e forestali, affinché nel piano di riparto delle somme da
prelevarsi dal fondo di solidarietà nazionale e da trasferire alle
Regioni si tenga in debito conto la gravissima situazione di crisi
della vitivinicoltura siciliana». (292)
ODDO-CRACOLICI-APPRENDI-DONEGANI-MARINELLO-AMMATUNA- BARBAGALLO-
DE BENEDICTIS-DI BENEDETTO-DI GIACOMO- DI GUARDO-FARAONE-FERRARA-
GALVAGNO-GUCCIARDI-LACCOTO-LUPO-MARINELLO-MARZIANO-PANARELLO-
PANEPINTO-PICCIOLO-RAIA-RINALDI-SPEZIALE-TERMINE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'intensificazione degli agenti atmosferici, che periodicamente si
registra nei mesi autunnali ed invernali, ha determinato in passato
la tracimazione di numerosi corsi d'acqua a carattere torrentizio
su tutto il territorio della Regione, causando talora vere e
proprie alluvioni e provocando particolari episodi di emergenza per
la popolazione, come accaduto anche di recente con lo straripamento
del torrente Guidaloca a Castellammare del Golfo, in provincia di
Trapani;
molti dei danni dell'ultimo anno hanno riguardato in primo luogo
l'allagamento dei terreni che, a seguito delle inondazioni,
soprattutto nelle zone del trapanese, sono stati erosi con
conseguente rischio di compromissione per i futuri raccolti, nonché
per la preparazione della semina inerente alle colture dell'anno
successivo, senza contare i danni anche ad alcune strutture
agrituristiche e ricettive;
considerato che:
siffatti eventi hanno cagionato danni anche a molte delle attività
agricole e zootecniche;
nel bacino idrografico del Belice diversi centri abitati
presentano situazioni di elevato rischio idrogeologico, legato
prevalentemente alle piene stagionali, così come in aree delle
province di Palermo e, soprattutto, di Ragusa, Enna, Catania e
Messina,
impegna il Governo della Regione
a predisporre, insieme alle province ed ai comuni interessati, gli
interventi necessari volti alla concertazione di iniziative
coordinate per la messa in sicurezza dei torrenti su tutto il
territorio della Regione siciliana». (293)
FERRARA-AMMATUNA-BARBAGALLO-GALVAGNO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
le aree industriali di Augusta-Priolo (Siracusa), Gela
(Caltanissetta) e Milazzo (Messina) sono state dichiarate dalla
legislazione nazionale e regionale aree ad elevato rischio di crisi
ambientale, e che negli ultimi anni si è diffuso un certo livello
di allarme nella popolazione per i possibili effetti sulla salute
derivanti da esposizioni ambientali;
la sorveglianza epidemiologica in tali aree riveste particolare
importanza ai fini della tutela della salute pubblica, e che la
valutazione dello stato di salute della popolazione residente è
ritenuta essenziale anche in funzione della caratterizzazione dei
siti e della valutazione degli interventi di bonifica;
CONSIDERATO che, nell'ambito delle prerogative istituzionali per
la promozione di strumenti di osservazione epidemiologica previste
in capo al Dipartimento Osservatorio epidemiologico
dell'Assessorato regionale della sanità dalla l.r. n. 6 del 1981,
sono stati avviati diversi programmi per il rafforzamento della
piattaforma informativa e della sorveglianza sanitaria nelle aree
in questione, di cui è stata resa costante e tempestiva
informazione alle autorità competenti in materia ambientale,
sanitaria e alle comunità,
impegna il Governo della Regione
a dare attuazione ai progetti finanziati nel quadro della riforma
sanitaria voluta dal Governo ed in conformità con il Piano della
salute 2011-2013, non solo in riferimento alla salvaguardia della
salute dei cittadini nelle aree ad alto rischio ambientale, ma
anche al fine di sviluppare una politica di prevenzione su tutto il
territorio regionale». (294)
FERRARA-AMMATUNA-BARBAGALLO-GALVAGNO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Liceo musicale di Caltanissetta è l'unico istituto superiore ad
avere nel suo organico la classe di concorso A031 (educazione
musicale negli istituti secondari superiori) ed è l'unico istituto
che, nella provincia di Caltanissetta, risulta coerente con tabella
di confluenza dei percorsi di istruzione secondaria superiore
previsti dall'orientamento previgente nei percorsi liceali del
nuovo ordinamento;
l'istituto vanta un'antica tradizione nel campo dell'insegnamento
dell'educazione musicale. Infatti, sia il vecchio Magistrale sia i
due indirizzi, Liceo delle scienze sociali e Liceo pedagogico
sociale, hanno sempre offerto, all'interno del loro piano di studi,
l'insegnamento della musica. Lo studio della musica, inoltre, è
stato sempre potenziato dall'insegnamento facoltativo dello
strumento musicale: pianoforte e chitarra;
considerato che:
dall'anno scolastico 2002-2003 l'offerta formativa è stata
arricchita dall'istituzione del Liceo delle scienze sociali con
specializzazione musicale, una novità che fa riferimento all'asse
cultura artistico-musicale, finora di competenza esclusiva dei
conservatori. L'indirizzo musicale è stato attivato, nell'ambito
dell'autonomia (art. 3, comma 2, D.M. 26 giugno 2000, n. 234,
concernente la riduzione del monte ore nella misura del 15%). Il
Liceo delle scienze sociali con specializzazione musicale è di
durata quinquennale. Il piano di studi fornisce allo studente una
preparazione che rende possibile il passaggio ad altri corsi;
il Liceo delle scienze umane di Enna difetta dei requisiti
richiesti dalla normativa per l'assegnazione del Liceo musicale non
avendo in precedenza attivato sperimentazioni di tipo musicale;
il Liceo delle scienze umane di Caltanissetta ha inoltre
stipulato, come richiesto dalla normativa, una convenzione con il
Liceo musicale Vincenzo Bellini di Caltanissetta ai fini
dell'attivazione del Liceo musicale;
ritenuto che l'istituzione del Liceo musicale garantirebbe una più
razionale ed efficace distribuzione dell'offerta formativa sul
territorio e inoltre l'esercizio del diritto di scelta delle
famiglie, rispetterebbe le vocazioni culturali, produttive,
formative ed occupazionali del territorio,
impegna l'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale
a promuovere interventi necessari perchè a Caltanissetta possa
essere attivato il Liceo musicale per l'anno scolastico 2011/2012».
(296)
MAIRA-CATALANO-DINA-CORDARO-CARONIA-CASCIO S.
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il 4 febbraio 2011 a monte della ventilata trasformazione
dell'IRFIS è stata presentata una interrogazione parlamentare, a
firma dell'onorevole D'Asero ed altri, la n. 1632 'Interventi volti
a scongiurare l'eliminazione dell'Irfis', indirizzata al Presidente
della Regione e all'Assessore per l'economia nella quale, nel
premettere l'importante ruolo svolto dall'IRFIS negli anni a
partire dal 1952 - che con la sua struttura ha accompagnato, con
competenze consolidate, tanti imprenditori verso la presentazione
di progetti e l'acquisizione delle risorse necessarie, anche in
riferimento alle leggi n. 488 del 1992 e n. 388 del 2000 in favore
delle imprese, dell'imprenditoria giovanile e femminile e sull'e-
commerce, si paventava il pericolo, a seguito delle dichiarazioni
del Governo, della sua trasformazione da istituto bancario in
società finanziaria dalle incerte prospettive che lasciavano
presagire la creazione di uno strumento declassato al servizio
delle imprese;
premesso inoltre che con la stessa interrogazione si chiedeva al
Governo se non ritenesse di dover concertare con la Commissione
'Bilancio' dell'Assemblea regionale siciliana tempi, modi e
procedure per la valutazione di una strategia e per l'acquisizione
di strumenti utili al fine di rafforzare l'IRFIS mediocredito della
Sicilia nella propria azione e nelle proprie competenze e se non
ritenesse inoltre il Governo di dover approfondire tutti i
possibili risvolti che la trasformazione da IRFIS-banca a IRFIS-
società finanziaria avrebbe e comportato dare lo stop alle
iniziative ad oggi poste in essere al fine di salvaguardare in
assenza di un vero piano industriale il patrimonio esistente;
appello rimasto senza alcuna risposta;
premesso ancora che con altra interrogazione del 15 giugno 2011
degli stessi presentatori interroganti, la numero 1908 'Chiarimenti
sul futuro dell'IRFIS', si continuava a chiedere al governo di
avviare un percorso che potesse coinvolgere i soggetti e gli
interlocutori del sistema bancario e finanziario al fine di
salvaguardare le prerogative riservate alla Sicilia nella
costituzione di un rinnovato istituto di credito a servizio delle
imprese del territorio e di ogni altra utile possibilità che
potesse consentire alla Regione di essere centro decisionale nelle
politiche del credito e non restare succube di chi vede la Sicilia
come terreno di conquista;
considerato che:
nonostante tutti gli appelli provenienti non solo dalla politica,
ma anche dalle forze imprenditoriali siciliane, oggi non possiamo
che registrare l'avvenuta trasformazione, con una decisione
unilaterale, di uno strumento essenziale quale era l'IRFIS da banca
ad una declassata società finanziaria con la ridenominazione di
IRFIS - FinSicilia, uno spettro in confronto alle caratteristiche
della precedente struttura, finalizzata alla sola mission di
società finanziaria specializzata nel credito agevolato e
nell'erogazione di fondi regionali;
in questi anni stiamo vivendo una crisi economica che continua a
manifestare i propri effetti negativi sull'andamento del mercato
del lavoro come conseguenza di una difficoltà delle imprese ad
individuare sistemi di credito che possano aiutarle a sopravvivere
ed ad avviare una loro crescita:solo in questi ultimi due anni, per
fare un esempio, registriamo una forte perdita occupazionale che in
alcuni settori diventa quasi drammatica: 6% nell'industria, 10%
nelle costruzioni, 4,1% nell'agricoltura e gli altri settori non se
la passano certo meglio;
considerato inoltre che:
il prodotto interno lordo della Sicilia ha raggiunto nel 2009 gli
86.015 milioni di euro con un decremento in un solo anno di circa
1,4%, dato che certamente rappresenta il termometro della
difficoltà a crescere delle aziende siciliane dovuto principalmente
alla difficoltà ad accedere al credito ed agli strumenti finanziari
pubblici di sostegno;
la spregiudicata ed irrazionale operazione che ha portato al
declassamento dell'IRFIS ed al conseguente regalo della licenza
bancaria alla UNICREDIT certo non aiuta a risolvere il problema e
che certamente meglio sarebbe stato mantenere l'istituto con le
precedenti caratteristiche, magari implementando la sua attività,
coordinando un tavolo istituzionale con imprenditori siciliani,
banche locali e fondazione Banco di Sicilia finalizzato
all'acquisizione delle azioni UNICREDIT, un'operazione finanziaria
che avrebbe mantenuto in Sicilia l'ultima vera banca siciliana
ancora rimasta,
impegna il Governo della Regione
ad attivare le procedure necessarie perché venga creato
urgentemente uno strumento con il compito di predisporre tutti gli
interventi utili affinché le aziende siciliane possano finalmente
accedere al credito senza essere penalizzate da un costo maggiorato
rispetto alle aziende del Nord, così come oggi avviene». (297)
D'ASERO-LEONTINI-TORREGROSSA-CAPUTO-BOSCO-LIMOLI-
CORONA-MANCUSO-BENINATI-SCOMA-FALCONE-
POGLIESE
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 22 settembre 2011,
pervenuta in pari data e protocollata al n. 7607/Aulapg del 23
settembre successivo, l'onorevole Ferrara ha ritirato la mozione n.
295, dallo stesso ed altri presentata in data 21 settembre 2011,
in quanto ripete la tematica della mozione n. 265, presentata
sempre dall'onorevole Ferrara ed altri in data 11 maggio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di apposizione di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 22 settembre 2011,
pervenuta in pari data e protocollata al n. 7608/Aulapg del 23
settembre successivo, gli onorevoli Galvagno e Barbagallo hanno
chiesto di apporre la firma alla mozione n. 265 «Impegno del
Governo della Regione ad organizzare le celebrazioni dei duecento
anni della Costituzione siciliana del 1812», presentata
dall'onorevole Ferrara ed altri in data 11 maggio 2011, già
demandata, per la determinazione della data di discussione, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella seduta n.
256 del 18 maggio 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 27 settembre 2011,
pervenuta in pari data e protocollata al n. 7690/Aulapg del 27
settembre 2011, l'onorevole Colianni ha ritirato l'interpellanza n.
124 Riformulazione dei corsi di formazione per la figura
professionale dell'operatore socio sanitario (OSS) , dallo stesso
presentata in data 21 settembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di dimissioni irrevocabili di Deputato dalla carica
di Sindaco
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della lettera di
dimissioni irrevocabili dalla carica di Sindaco del Comune di
Acicatena, qui pervenuta il 23 settembre 2011 e protocollata al n.
7616/AulaPG di pari data:
«Io sottoscritto on Raffaele Giuseppe Nicotra, nato ad Aci Catena
(CT) l'11 luglio 1956 e ivi residente in via Roma n. 1, eletto
Sindaco nel Comune di Aci Catena nella consultazione elettorale
dell'8 e 9 giugno 2008,
COMUNICO
alla S.V.Ill.ma la mia volontà irrevocabile di rassegnare
immediatamente, come in effetti rassegno, le dimissioni dalla caria
di Sindaco del Comune di Aci Catena.
Dichiaro, pertanto, di esercitare il mio diritto di opzione per la
carica di Deputato dell'Assemblea regionale Siciliana, ai sensi
dell'art. 10 sexies, comma 1 bis, della legge regionale 20 marzo
1951, n. 29, come modificata dall'art. 1 della legge regionale 5
dicembre 2007, n. 22, e dall'art. 1 della legge regionale 7 luglio
2009, n. 8, in ottemperanza all'Ordinanza n. 19019/11 emessa dalla
Corte Suprema di Cassazione - Sesta Sezione Civile, depositata in
data 16 settembre 2011, che ha statuito la mia incompatibilità
sopravvenuta a ricoprire contemporaneamente la carica di Sindaco e
la carica di Deputato regionale.
Sono pervenuto, dopo una pacate riflessione, alla determinazione
di rassegnare le dimissioni dalla carica di Sindaco, che questa
prestigiosa comunità Catenota mi ha conferito, nonostante lo
svolgimento di una regolare elezione diretta che mi ha visto
protagonista di un notevolissimo consenso elettorale.
Cordiali saluti
On. Raffaele Giuseppe Nicotra
Palermo, 23 settembre 2011»
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione della mozione 285 «Censura all'Assessore
regionale per la salute»
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione della mozione numero 285 «Censura all'Assessore
regionale per la salute», degli onorevoli Limoli, Leontini,
Beninati, Bosco, Buzzanca, Campagna, Caputo, Corona, D'Asero,
Falcone, Formica, Leanza Edoardo, Mancuso, Marinese, Pogliese,
Scoma, Torregrossa e Vinciullo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Limoli, primo firmatario della
mozione, per illustrarla.
LIMOLI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, io non
credevo di potere creare quasi un pandemonio sol perché tanti mesi
addietro, assieme ai colleghi del mio Gruppo parlamentare, ho
presentato una mozione di censura all'assessore Russo.
Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola e quindi
la possibilità di illustrare ciò che ho sottoscritto come primo
firmatario in questa mozione di censura nei confronti del signor
assessore per la salute, dottor Massimo Russo, perché ritenevo che
un parlamentare avesse il diritto, riconosciuto, di poter
intervenire, nella sua attività di controllo e di vigilanza, sui
vari aspetti della politica regionale, in maniera particolare su un
segmento fondamentale della vita che riguarda oltre cinque milioni
di siciliani.
La mia preoccupazione principale era quella che alla mozione di
censura venisse data una coloritura politica. E devo dire che, in
base a tutto ciò che è avvenuto in tante altre sedute di questo
Parlamento, questa preoccupazione si è rivelata fondata perché si è
cercato, da parte soprattutto del signor Governatore, il Presidente
della Regione, da parte dell'assessore per la salute e da parte dei
capigruppo, soprattutto quello del PD, l'onorevole Antonello
Cracolici, e da parte del mio amico presidente e capogruppo
dell'MPA, l'onorevole Musotto, di attribuire valenza politica ad
una mozione che aveva ed ha un solo scopo: quello di consentire al
Parlamento siciliano di discutere - a distanza di oltre due anni
(parliamo del lontano aprile 2009, data in cui fu approvata la
legge 5 di riforma del sistema sanitario regionale) - degli effetti
scaturiti dall'applicazione di quella legge di riforma e di
verificare se quanto, giornalmente, settimanalmente, veniva
ribadito attraverso tutti i mezzi di comunicazione dall'assessore
per la salute corrispondesse a verità.
Una cosa mi ha colpito particolarmente, signor Presidente: l'avere
letto e sentito, ma soprattutto letto, un teorema che - devo dire
- inquieta molto; un teorema in base al quale il signor assessore
per la salute, dottor Massimo Russo, sostiene che, essendo lui un
uomo impegnato nella lotta alla mafia, se non si è d'accordo e se
non si condivide ciò che lui dice, sostiene, scrive o comunica,
basta solamente la non condivisione del suo pensiero per essere
tacciati di sabotatore, di traditore non si sa di che cosa, ma
soprattutto di essere tacciati di mafiosità'.
Io mi pongo una domanda, signor Presidente, ed è la domanda che si
pongono un po' tutti i siciliani, persone per bene, persone umili.
Con l'umiltà e la moderazione che, credo, mi contraddistinguono mi
chiedo: se io non sono d'accordo con ciò che dice l'assessore per
la salute, sol per questo dovrei considerarmi o essere considerato
un mafioso?
Credo che ne corra molto in questo.
Se io contesto al signor assessore per la salute la sua
affermazione in base alla quale avrebbe ereditato - signor
Presidente, chiederei un po' di silenzio in Aula, forse a qualcuno
non interessa trattare o sentire parlare di questa argomentazione,
ma credo che molta gente ci stia ascoltando e ci stia vedendo in
diretta - se io contesto l'affermazione in base alla quale il
signor assessore per la salute sostiene di avere ereditato dal suo
predecessore, l'allora assessore professore Roberto Lagalla, un
deficit di un miliardo di euro e io sostengo che questa
affermazione non corrisponde al vero, in quanto, fra l'altro, è
clamorosamente smentita dalla relazione della Corte dei Conti a
Sezioni Riunite, che è stata depositata e presentata al
Parlamento nazionale in data 12 maggio 2010.
Nella relazione della Corte dei Conti viene esplicitato che: Il
professore Roberto Lagalla, all'atto dell'insediamento come
assessore per la sanità del Governo Cuffaro ereditò un deficit
nella sanità corrispondente a 935 milioni di euro , che è la
conseguenza della gestione dissennata dell'assessore predecessore
dell'assessore Lagalla, sto parlando dell'allora assessore per la
salute Giovanni Pistorio che ricoprì la carica assessoriale
nell'arco di tempo che intercorre tra gli anni 2004-2006.
Sono dati, signor Presidente, che io ho tirato fuori dalla
relazione della Corte dei Conti depositata alla Camera dei Deputati
in data 12 maggio 2010: l'assessore Lagalla eredita un deficit di
935 milioni di euro, questo deficit viene ridotto - si evince
sempre dalla relazione della Corte dei Conti - nell'anno 2007 a 570
milioni euro; nell'anno 2008 ridotto a 260-262 milioni di euro;
nell'anno 2009 questo deficit ereditato nell'anno 2006 scende a 230-
231 milioni di euro.
Ricordo a me stesso, non tanto all'assessore per la salute, che a
fine luglio del 2007 fu siglato a Roma il famoso patto di rientro
Stato-Regione, alla presenza dell'assessore Lagalla per la Regione
siciliana e dei rappresentanti dei due Ministeri dell'Economia e
della Salute. Nel piano veniva rigidamente stabilito ciò che si
doveva fare per arrivare alla riduzione del deficit entro il 2009.
Non sfugge a nessuno, egregio signor Presidente, egregio signor
Assessore, che fino al 31 agosto del 2009 il management che gestiva
la sanità in Sicilia era il management che collaborava con
l'assessore in carica nel 2006, il professore Roberto Lagalla.
Perché dico questo?
Perché il management nuovo che è stato poi nominato dall'attuale
Governo dell'onorevole Lombardo, con le indicazioni date dal signor
assessore per la salute, si insedia e prende possesso formalmente
della gestione della sanità in data 1 settembre 2009; pertanto,
tutto ciò che avviene fino al 31 agosto del 2009 è merito o causa
da addebitare a quel management che collaborava con l'allora
assessore professore Roberto Lagalla.
Quindi, se è un merito l'avere portato il deficit tra il 2006 e
il 2009 a 230 milioni di euro, con una riduzione di 700 milioni di
euro, questo merito non può che accreditarsi a coloro i quali fino
al 31 agosto del 2009 reggevano le sorti della sanità in Sicilia. E
che ciò sia vero è provato e comprovato da quanto sostiene il
signor assessore per la salute, dottor Massimo Russo, in una delle
28 cartelle che ha depositato e ha fatto pervenire a tutti i
deputati - l'ha fatto, purtroppo, mercoledì della settimana scorsa,
mentre la mozione, da me presentata e sottoscritta, fa parte
ufficialmente dei documenti del Parlamento già dal mese di febbraio
di quest'anno -, e in una delle 28 pagine della controrelazione o
delle controdeduzioni del signor assessore per la salute - mi
dispiace che si sia allontanato ma, vedendolo rientrare in Aula, lo
ringrazio per essere ritornato a sentire ciò che un parlamentare ha
da dire nella sede più opportuna - la riprova che è vero ciò che
dico, secondo cui il management che restò in vita fino al 31 agosto
2009 ha determinato la riduzione del deficit, si ritrova nella
contraddizione lampante - probabilmente il signor assessore questo
aspetto non l'avrà valutato molto, forse nella premura di scrivere
le controdeduzioni - quando, rispetto alle contestazioni mosse nei
confronti del manager dell'ASP 6, il dottore Cirignotta, nei cui
confronti risulta dagli atti del collegio sindacale che per ben due
volte è stato bocciato il bilancio di previsione da lui presentato,
l'egregio assessore dottor Massimo Russo, per giustificare o per
spiegare il perché non viene adottato nessun provvedimento nei
confronti del manager Cirignotta, sostiene che il deficit in
questione era addebitabile al predecessore del dottore Cirignotta.
Allora ci chiede: se c'è una cosa negativa rispetto al 2009 è da
addebitarsi ai precedenti assessori per la sanità e ai precedenti
manager; mentre se c'è un dato positivo deve essere accreditato
all'assessore Russo e al suo management?
Quando l'assessore Russo si vanta in tutte le sedi, assieme al
signor Governatore Lombardo, di avere ripianato il deficit
ereditato dice una cosa non corrispondente al vero. Io glielo
contesto, aiutato dalla relazione della Corte dei Conti, e non
vorrei essere considerato un mafioso sol perché gli contesto la non
veridicità di ciò che lui afferma.
Quando l'assessore Russo sostiene di avere osservato la legge
nella nomina dei direttori generali, di essere stato ligio a tutto
ciò che sarebbe necessario per potere parlare di trasparenza e di
legalità, io ho scritto nella mozione che nella nomina dei 17
direttori generali sentire parlare di legalità e di trasparenza è
come assistere alla trasmissione Striscia la notizia . E credo di
dire il vero, perché dalle Alpi a Lampedusa non c'é una sola
persona che non sappia che il metodo utilizzato per la nomina dei
17 direttori generali, sia delle aziende ospedaliere
PRESIDENTE. Onorevole Limoli, lei ha solo dieci minuti per
illustrare la mozione, così come previsto dal Regolamento interno.
LIMOLI. Signor Presidente, con i capigruppo dei tre partiti
abbiamo concordato di procedere alla relazione utilizzando anche il
tempo a disposizione degli altri capigruppo, visto che sto cercando
di relazionare su una mozione di cui si parla ormai su scala
nazionale.
PRESIDENTE. Onorevole Limoli, il Regolamento interno prevede dieci
minuti per illustrare la mozione e cinque minuti per potersi
dichiarare soddisfatto o meno della replica dell'assessore.
Se gli altri deputati del suo Gruppo parlamentare hanno rinunciato
ad intervenire, io le concederò il tempo che sarebbe spettato al
suo Gruppo, ma lei non può utilizzare il tempo degli altri
capigruppo. Peraltro, la Presidenza le ha già dato quattro minuti
di recupero.
LIMOLI. Signor Presidente, vista la particolarità del momento e
dell'oggetto in discussione, le chiedo se può essere ulteriormente
clemente nel concedermi qualche minuto in più, e di questo la
ringrazio anticipatamente.
Sulla nomina dei 17 direttori generali, lei sa per quanti mesi il
popolo siciliano venne informato di un incarico dato all'Università
Bocconi di Milano, che doveva procedere alla selezione di quanti
potevano avere titolo per partecipare alla nomina di direttore
generale sia delle nove aziende sanitarie provinciali che delle
altre otto aziende ospedaliere.
Chiedo al signor assessore per la salute se c'è stata mai traccia
di questo lavoro svolto dalla Bocconi , che fine ha fatto il
lavoro di cui è stata incaricata l'Università Bocconi, fra l'altro
penso che questo lavoro lo abbiamo anche pagato; ma non c'è
traccia alcuna.
In pratica, è stato utilizzato per le nomine lo stesso sistema
che viene contestato dal neo assessore per la salute perché vuole
presentarsi come il riformatore, l'uomo trasparente, l'uomo che
vuole tenere lontana la politica dalla gestione della salute
pubblica.
Io dico che questo non corrisponde a verità e non credo di essere
uno che aiuta la mafia.
Un altro aspetto a supporto e a rafforzamento di ciò che dico:
l'Italia tutta è venuta a conoscenza, attraverso la trasmissione
Mattino 5 su Canale 5 , del fatto che l'assessore per la salute
invitava pubblicamente, attraverso un mezzo televisivo, il dottor
Allegra, all'epoca manager dell'ospedale Civico di Palermo, a
rassegnare le dimissioni poiché che una persona in età avanzata era
stata costretta a sostare su una sedia al pronto soccorso per tre
giorni e tre notti.
Invece di fare tesoro di questo, l'unica cosa che l'assessore
Russo seppe fare fu quella di invitare il dottor Allegra a
dimettersi e disse pubblicamente che ci avrebbe stupito, che ci
avrebbe scioccato, perché avrebbe nominato una figura di altissimo
profilo.
Signor Presidente, lei dovrebbe ricordare che allora intervennero
anche dei personaggi di grande spessore culturale come Andrea
Camilleri, Franco Battiato, Dacia Maraini, i quali, anche per
provocazione, proposero di scegliere una persona magari al di fuori
della politica siciliana, del territorio siciliano. Ebbene, furono
rimbrottati anche loro ed etichettati come pseudo-intellettuali.
E, quindi, poi si aspettava questo grande risultato.
Lei sa benissimo, lo sa tutto il popolo siciliano, lo sa il
Parlamento siciliano che, dopo le dichiarazioni rese dall'assessore
Russo, in sostituzione del dottore Allegra è stato nominato il
dottore Carmelo Pullara, sicuramente persona perbene e preparata,
il quale però ha un privilegio: quello di essere stato candidato,
risulta, alle elezioni amministrative al comune di Licata nelle
liste sostenute dall'MPA. Questa è la contraddizione che disturba,
perché l'assessore Russo non può presentarsi come il nuovo Verbo,
come il fustigatore della moralità dei siciliani per riportare la
legalità.
Dalle parole bisogna passare ai fatti e lei nei fatti non è stato
consequenziale.
Ecco perché le dico, egregio assessore Russo, che anch'io ho
provato una profonda delusione in quanto credevo, rispetto alle
cose che lei annunciò all'atto del suo insediamento, che avrebbe
fatto di tutto per allontanare la politica. Invece, è stato un
continuatore, un continuatore di quel meccanismo, di quel sistema
che lei certamente voleva condannare.
E' di oggi, signor Presidente, quasi ci fosse una mano divina e
non vorrei che anche questa concomitanza mi venisse addebitata - io
non c'entro nulla con il quotidiano la Repubblica perché sono una
persona umile, moderata, e non ho questi livelli di conoscenza -
sul quotidiano la Repubblica viene fuori un articolo, che riempie
metà pagina, sul San Raffaele' di Cefalù.
Dall'articolo si evince che a seguito di una visita ispettiva,
capitanata dalla dottoressa responsabile del servizio sanitario
dell'ASP 6, viene fuori l'esistenza di un verminaio, con tante
cartelle gonfiate, ricoveri inappropriati, ricoveri inesistenti.
Vorrei ricordare, non tanto a lei, signor Presidente che ha una
buona memoria, ma al signor assessore Russo, al mio amico Musotto,
e non tanto all'onorevole Cracolici che si innervosisce subito, che
nel marzo del 2009 mi sono permesso di presentare un'interrogazione
con cui chiedevo al presidente della Regione e all'assessore per la
salute se corrispondeva al vero la notizia della nomina a
presidente del consiglio di amministrazione del San Raffaele' di
Cefalù di un certo professore Cirillo, che risultava essere stato
in precedenza coordinatore regionale per la regione Lombardia di un
partito, del movimento chiamato MPA.
Ho chiesto, ripeto, al presidente della Regione e all'assessore
per la salute se corrispondeva al vero questa notizia che avevo
appreso da quotidiani nazionali e regionali, soprattutto il
quotidiano nazionale la Repubblica e quelli locali della regione
Lombardia.
Ebbene, il signor assessore per la salute mi risponde indicandomi
tutta una sfilza di titoli che ha il professore Cirillo, un
curriculum enorme, tra l'altro buona parte della risposta è scritta
in inglese. Lei sa, signor Presidente, che io sono di Ramacca e con
l'inglese ho qualche difficoltà, London School, e così via, però ho
fatto tradurre la risposta al mio quesito.
Io non mettevo in discussione le qualità professionali del
professore Cirillo. Desideravo sapere se, oltre a tutti quei titoli
conquistati negli Stati Uniti d'America, in Inghilterra e in
Italia, il professore Cirillo avesse anche l'altro titolo di
coordinatore regionale del Movimento per le Autonomie.
Mi è stato risposto con supponenza, perché sono una persona che
non arriva a certi livelli. Quasi si sono indispettiti.
E oggi, guarda caso, viene fuori che al San Raffaele' di Cefalù,
nonostante tutti quei titoli conquistati sul campo sia inglese che
statunitense, c'è un verminaio. Non capisco cosa significhi.
Lei l'ha vissuta, l'ha seguita la problematica dell'ospedale
Bambin Gesù' di Taormina Non se n'è parlato dell'ospedale Bambin
Gesù' di Taormina
Egregio assessore Russo, la gente chiede ai parlamentari in Aula e
a quelli che stanno ascoltando, qual è l'utilità che proviene ai
siciliani sia come miglioramento dei servizi, come risposta
sanitaria ospedaliera, sia come guadagno dal punto di vista
economico, dall'avere stipulato una convenzione che ha cominciato a
produrre effetti nel novembre 2010.
La convenzione è stata firmata tra la Regione siciliana e
l'ospedale Bambin Gesù' di Roma nel giugno del 2010. Una
convenzione in base alla quale per il primo anno la Regione
siciliana deve versare all'ospedale Bambin Gesù' di Roma la modica
somma di 7.300.000,00 euro; per gli anni successivi, per una durata
di 9 anni - perché la convenzione dura 10 anni - la Regione
siciliana deve versare all'ospedale Bambin Gesù' di Taormina la
modica somma di 8.400.000,00 euro l'anno.
Noi ci chiediamo, considerato che nell'anno 2009 il signor
assessore Russo disse pubblicamente che il know how, l'eccellenza
delle nostre professionalità con la cardiochirurgia pediatrica, la
cardiologia pediatrica e la cardioanestesia pediatrica di Taormina,
aveva fatto un grande lavoro tanto che l'indice di occupazione del
nostro personale nell'anno 2009 per il Bambin Gesù' di Taormina
era del 128 per cento e che nell'anno 2009 erano stati eseguiti 179
interventi, perché questo know how ora è stato tolto? E sostituito
da chi?
Signor assessore per la salute, visto che non lei ha risposto ad
una e-mail che le fu mandata nell'aprile di quest'anno, sa che il
cardioanestesista, dottor Dario Salvo, che era il primario di
cardioanestesia del Bambin Gesù' di Taormina, si è licenziato
dalla struttura pubblica e oggi lavora alla clinica Humanitas di
Catania? Lei sa che il primario di cardiochirurgia pediatrica, il
professore Mignosa, si è dovuto licenziare da Taormina e ora lavora
al Ferrarotto di Catania?
Voi sapete, signor Presidente dell'Assemblea, assessore e
colleghi, che il cardiologo di pediatria dell'ospedale di Taormina,
il dottor Enzo Bianca, non è più titolato a fare nemmeno un esame
di emodinamica quando per dieci anni ha svolto questo lavoro?
Lei sa, signor Presidente, da chi sono stati sostituiti i nostri
primari?
Ebbene, non sono venuti primari dall'ospedale Bambin Gesù' di
Taormina; è venuto del personale che, tra l'altro, arriva il lunedì
a Taormina, alloggia negli alberghi di Taormina a spese nostre,
deve anche mangiare, pranzare o cenare, ci mancherebbe altro, va
nei locali pubblici di Taormina e quindi l'attività ospedaliera e
operatoria riguarda forse i giorni di martedì, mercoledì e giovedì,
perché il venerdì ritorna a Roma con l'aggravante, signor assessore
Russo - e se non è vero, la invito a smentirmi - che quando si
presentano casi di cardiopatie complesse non si é in grado di
intervenire a Taormina. I pazienti devono essere presi,
accompagnati con l'ambulanza o con l'elicottero all'aeroporto e
dall'aeroporto devono andare a Roma.
Quindi, dov'è la differenza per le cardiopatie complesse se, come
già avveniva con il nostro know how, ora, fatta la convenzione, le
condizioni di risposta sono sempre le stesse?
C'è poi un'altra aggravante: mentre prima con la mobilità passiva,
la famiglia che aveva un bambino o un neonato con una cardiopatia
complessa poteva scegliere l'ospedale dove andare fuori dalla
Sicilia perché la legge lo consentiva e, quindi, poteva andare al
Gaslini di Genova, al Sant'Orsola di Bologna, al San Donato di
Milano, a Bergamo o a Pavia, oggi no. Oggi, se c'è un problema
complesso, si é obbligati ad andare per forza a Roma, a causa della
convenzione sottoscritta, altrimenti la Regione non paga. Cosa
significa questo? Perché sta avvenendo questo? Chiedere spiegazioni
su queste cose significa volere lavorare contro un assessore che è
impegnato nella lotta alla mafia, e quindi essere mafioso, quindi
volere ritornare al passato?
Ma di quale passato?
Io non ho alcun passato, signor Assessore, ho un presente umile,
modesto, cerco di avere anche un avvenire, ma soprattutto cerco di
parlare in nome e per conto di tanti siciliani, cerco di svolgere
con onestà il mio ruolo. Nella mozione tutte queste cose sono
chieste, purtroppo non ci sono risposte.
Parla tanto l'assessore Russo. Credo che a nessuno sia sfuggito
che, dopo l'espletamento di una gara per la fornitura di
attrezzature per il bacino orientale per un importo di 70 milioni
di euro, svoltasi due o tre mesi fa, l'assessore Russo si recò al
solito in televisione per dire questo è un modello da esportare ,
il cosiddetto concetto della centralizzazione delle gare.
Per la Sicilia orientale era stata fatta questa gara con azienda
ospedaliera capofila il Garibaldi' di Catania. Ci sono stati i
soliti proclami, e a distanza di poco tempo interviene l'autorità
nazionale di vigilanza sostenendo che nella procedura di gara si
sono riscontrati vizi di legittimità.
A quel punto il direttore generale dell'azienda ospedaliera
Garibaldi' di Catania revoca in autotutela la gara e, nel
frattempo, si apprende che la Procura di Catania ha aperto un
fascicolo.
Cosa si viene a sapere? Che il responsabile della procedura di
gara risultava essere un ex dipendente della ditta che si era
aggiudicata la gara e, contemporaneamente, consulente della ditta
che si era classificata seconda nella gara.
Se io chiedo lumi attorno a questi temi, mi dovrei vergognare,
signori colleghi? Dovrei avere la preoccupazione di non parlare,
perché? L'assessore Russo è l'assessore per la salute, con chi mi
devo confrontare io? A chi devo chiedere risposte? Lo chiedo ad un
mio amico, ad un contadino, ad un agricoltore, ad un disoccupato,
ad un precario? Lo chiedo al signor assessore per la salute e lo
faccio qui perché questa è la sede ufficiale. Il Parlamento può
impedirmi di parlare di queste cose? Qual è il mio ruolo? Fra
l'altro, probabilmente, non mi trovo nella stessa posizione del
signor assessore per la salute perché io, purtroppo, sono stato
mandato qui da circa sedicimila elettori, non ho il privilegio di
essere stato nominato; quindi devo dare conto, quanto meno,
direttamente a sedicimila elettori e indirettamente a cinque
milioni di siciliani.
Non sono assessore perché non sono stato nominato.
Allora, è un reato parlare di questo, significa applicare o dare
ragione a quel teorema inquietante per il quale se non si condivide
il pensiero dell'assessore si fa un regalo, a chi? Che regalo
faccio?
Io desidero sapere come vanno le cose nel mio ruolo e nella mia
attività di controllo e vigilanza.
L'assessore per la salute non è il Verbo, non è infallibile.
L'assessore Russo è una persona che svolge il suo lavoro, la sua
attività di assessore, ma deve essere sottoposto al controllo e
deve accettare democraticamente le posizioni di deputati che,
probabilmente, non condividono, personalmente non condivido non a
livello di ipotesi o perché sviluppo teoremi, io ho carte, quello
di cui parlo io è sicuramente storia.
Perché negare il dibattito? Perché negare il voto? Cosa c'è sotto?
Non avrei mai pensato di potere contribuire alla crisi del Governo
regionale; pensavo umilmente di confrontarmi con tutti per chiedere
notizie, per dire qual è il mio pensiero.
Perché sta succedendo tutto questo?
So di tante riunioni notturne, di tutto ciò che è capitato, di
tutto ciò che succede sia di notte che di giorno, di pomeriggio e
di sera; tante discussioni per non arrivare al voto, e perchè?
Votare la censura è un atto di scortesia, un reato di lesa maestà?
Nei confronti di chi?
L'assessore Russo è una persona che non può essere considerata al
di sopra della legge. Anzi, per il ruolo e per l'attività che ha
svolto, credo che dovrebbe essere il difensore di questi princìpi.
E quando ho parlato del motivo per cui c'è l'ingolfamento dei
pronto soccorsi, nel momento in cui si procede alla
destrutturazione della rete ospedaliera e, nel contempo, non si
pensa ad aumentare e a rafforzare le presenze territoriali
periferiche, questo spiega che cosa? Che con il taglio dei posti
letto, con la riduzione del personale e con tutto ciò che non si
trova sul territorio i pronto soccorsi diventano delle bolgie
infernali.
Cosa significa l'avere chiesto cosa è accaduto al PTA di Giarre, è
un reato di lesa maestà?
Desidererei sapere come si è arrivati a ciò che è accaduto
all'inaugurazione del PTA di Giarre, quando, devo dire, mai
fotografia fu più galeotta. Se mi interesso di questo, se chiedo di
questo, significa che tramo, che voglio sabotare, che sono contro
le riforme? Ma le riforme di che cosa?
Se chiedo il perché dei 4.000 posti letto che sono stati tagliati
dall'assistenza ospedaliera pubblica e che dovevano essere
trasformati in lungodegenza e riabilitazione, di che fine hanno
fatto questi 4.000 posti letto, signor assessore Russo, significa
volere ritornare al passato?
Se chiedo dei 580 posti letto che le strutture private dovevano
trasformare in lungodegenza e riabilitazione, chiedere questo,
signor assessore per la salute, significa volere ritornare al
passato?
Chiedere queste cose, parlare di queste cose, significa mancare di
rispetto, significa volere fermare un'attività riformatrice di cui
nessuno si rende conto?
Ma se tutti gli indicatori del sistema sanitario ospedaliero
portano alla negatività
Basta la frase del Procuratore generale d'Appello della Corte dei
Conti per la Regione siciliana, avvocato Giovanni Coppola, che
racchiude sinteticamente ciò che cerco di dire: il miglior medico
per un siciliano è l'aeroporto Falcone-Borsellino . Lo condivido.
Ma significa forse che, assieme a Coppola, sono una persona che
lavora per ritornare al passato?
Lei sa, onorevole Adamo, come, sprezzantemente, è stato risposto
al Procuratore Coppola?
E' un uomo di strada, ha parlato da uomo di strada, una persona
che non capisce, che non si rende conto .
E allora, se scrive la Repubblica lo fa per partito preso, se
interviene il Corriere della Sera lo fa per partito preso, la
stampa che cerca di informare su ciò che accade nella sanità trama
contro.
In ultimo, ho letto che il signor assessore Russo ha scritto che
gli veniva da sorridere nel leggere determinate cose scritte nella
mozione.
Io lo inviterei ad andare nei pronto soccorsi, ad andare nei
reparti di tanti ospedali della Regione siciliana e, poi, sorridere
o ridere con centinaia e centinaia di persone che devono passare i
cosiddetti gironi danteschi per poter essere visitati, per poter
essere sottoposti ad un controllo.
Vada a sorridere con queste famiglie, signor assessore Russo
Chissà, possibilmente sorrideranno tutti con lei, saranno tutti
felici.
Lei, assessore Russo, ha presentato un libro sulla sanità, dove ha
elencato tutta una sfilza di presìdi territoriali di assistenza
(PTA) che sono stati aperti, che dovrebbero essere aperti (in ogni
caso il condizionale è sempre d'obbligo). Ma di quale PTA parliamo?
Tolta la farsa del PTA di Giarre, cosa è rimasto? E quando si dovrà
parlare di questo PTA di Giarre?
La colpa è sempre degli altri.
Oggi su Live Sicilia leggiamo: L'uomo che non sapeva troppo ;
ogni volta l'assessore per la salute non è a conoscenza di ciò che
avviene nella sanità siciliana.
Per ultimo, e mi avvio alla conclusione, signor Presidente,
abbiamo letto tutti che la Sicilia viene subito dopo la Calabria
tra le regioni d'Italia per i casi di mala sanità.
Nel 2010 sono stati accertati, in Sicilia, 58 casi di mala sanità
con 32 decessi.
L'assessore Russo si ferma con la solita supponenza a dire: Hanno
parlato di Mazzarino .
A parte che a Mazzarino è morto un giovane, le ricordo che non c'è
solo il caso di Mazzarino.
C'è il caso di Canicattì, dove una bimba è nata morta, e la madre
era seduta su una sedia, per cui la Procura di Agrigento ha aperto
un'inchiesta; ci sono i casi del Civico di Palermo, del Policlinico
di Messina, del Buccheri La Ferla di Palermo, del Sant'Elia di
Caltanissetta, del Policlinico di Messina; insomma, c'è tutto un
sistema che non regge perché il sistema sanitario regionale, mi
dispiace dirlo, è andato in default - mi hanno detto di dire
questa espressione, signor Presidente - è andato in default
perché siamo al collasso.
Infine, visto che il signor assessore avrebbe voluto buttare
qualche schizzo di fango scrivendo di un binomio Limoli-Cuffaro,
invito chi ci ascolta o chi legge o chi segue la politica e
l'attività parlamentare a collegarsi cliccando su YouTube per
vedere cosa ha detto l'onorevole Limoli a proposito di Cuffaro.
Intervenendo da questo podio, credo all'inizio del 2008, nel
febbraio 2008, mi sono sentito di dare, sul piano umano, la mia
solidarietà ad una persona come Totò Cuffaro; umanamente gli ho
detto il mio pensiero per dargli un briciolo di conforto,
riconoscendogli che si era comportato, lungo tutto il processo
penale che lo aveva riguardato negli anni, da cittadino modello,
sempre presente alle udienze, mai scappato, sempre là ad ascoltare
e a dare il suo contributo.
Però, devo dire che non mi è sembrato molto elegante, signor
Assessore, richiamare un presidente, un ex presidente della
Regione, in sua assenza.
L'ho considerato un atto inelegante e irrispettoso dal punto di
vista istituzionale.
Però, siccome si parla di andare su YouTube, io consiglierei di
cliccare - questo lo dico extra mozione, permettetemi di dire anche
qualcosa - sul sito del settimanale Panorama e a leggere cosa si
dice su un certo Canale, che riguarderebbe un po' la mentalità, il
modo di fare, ci sono tanti apprezzamenti dati da una Corte di
Appello che ha assolto con formula piena, dopo 14 anni, il tenente
dei carabinieri Carmelo Canale.
Cliccate sul sito di Panorama , oltre che cliccare su YouTube.
Avrei tante altre cose da dire, signor Presidente, ma per ora mi
fermo qua e aspetto le controdeduzioni o la replica. Per queste
cose chiedo, in nome e per conto di parlamentari i quali non hanno
dato colore politico a questa mozione - non c'entra nulla la tenuta
del Governo, la tenuta della maggioranza - che sia censurata
l'attività del signor assessore per la salute perché, dopo non
essere riuscito ad ottenere i risultati, né dal punto di vista
tecnico-amministrativo né dal punto di vista politico-
programmatico, di cui alla legge 5 di riforma del sistema sanitario
regionale, ha utilizzato tutti i mezzi di comunicazione per
rappresentare una realtà che non corrisponde a ciò a cui sono
costretti a sottomettersi milioni di siciliani.
(Applausi dai banchi di destra)
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Grazie, signor Presidente.
Desideravo chiarire a lei, signor Presidente, e a voi onorevoli
deputati, il senso della mia presenza, oggi, qui in Aula nella
quale si discute una mozione di censura, mozione di censura nei
confronti dell'Assessore per la salute, cioè nei miei confronti.
Già etimologicamente il termine evoca una critica, una
contestazione, un rilievo sul piano etico, morale che, però, non ho
sentito né ho letto nella mozione di censura. Più propriamente, più
correttamente dovrei rimanere in Aula se, appunto, mi venissero
contestate queste condotte.
Invece, come sapete, sono state evidenziate condotte legate ad
atti amministrativi, risultati di scelte normative, di scelte
organizzative, di scelte amministrative frutto dell'esercizio di un
potere connesso alla Istituzione che mi onoro rappresentare. E, se
è così, è evidente che si tratta di una contestazione politica, la
cui discussione non può che avere una sua sede naturale che è
quella, come è stato già detto in precedenza, nelle precedenti
riunioni d'Aula, quella della mozione di sfiducia.
Invece, si è utilizzato impropriamente, surrettiziamente, la
mozione di censura per valutazioni politiche. E' una scelta che è
stata fatta, che noi rispettiamo e proprio per il rispetto che si
ha nei confronti del Parlamento e dell'istituzione parlamentare
siamo qui, ma soltanto per questo, come spettatori, spettatori
attenti, ma spettatori.
D'altra parte, proprio perché non si dicesse, come stupidamente
qualche giornale ha scritto oggi, che noi scappiamo dal confronto,
abbiamo comunque sostanzialmente accettato il confronto e lo
abbiamo fatto scrivendo puntualmente, rigorosamente, dati, fatti
che, come è noto, sono argomenti testardi, con i quali abbiamo - a
mio avviso - disarticolato le tante falsità che sono state anche
oggi ripetute, falsità nel senso buono del termine, cose non vere,
che non corrispondono alla realtà.
Noi, a fronte delle opinioni che rispettiamo, abbiamo offerto
documentazioni, abbiamo offerto indicatori, abbiamo offerto dati,
abbiamo offerto circostanze che abbiamo consegnato non ad una
memoria difensiva, perché questo non è un processo, ma ad una
risposta puntuale, come si deve, ad una mozione.
Non voglio comunque dilungarmi perché appesantirei il vostro
dibattito, ma potrei ripercorrere sinteticamente gli argomenti
enunciati nella mozione.
Io ho fatto riferimento alle risultanze di tavoli ministeriali, ai
documenti con cui il Ministero ha detto che chi aveva sottoscritto
il piano di rientro non lo aveva adempiuto e che la Sicilia
rischiava il commissariamento. Noi abbiamo portato i dati di
bilancio certificato, abbiamo portato i dati sull'andamento del
sistema. E' ovvio che nessuno ha la bacchetta magica, che ci sono
ancora zone di criticità sulle quali vorremmo che,
responsabilmente, il Parlamento desse il suo contributo, ma lo
facesse nelle sedi opportune perché la forma è sostanza.
E quindi io, per rispetto, rimango qui ad ascoltare, a guardare;
ma, ovviamente, non prendo parte ad un dibattito che muove da una
premessa sbagliata, formalmente sbagliata. Si vuole censurare
l'operato politico e dunque, legittimamente, lo si faccia
utilizzando il valore della responsabilità perché la mozione di
censura, poi, porta ad un voto che avviene nel chiuso delle urne,
oppure magari cambierà strategia. Ma la mozione di censura non può
riguardare il giudizio politico.
Se gli interventi che seguiranno faranno emergere condotte delle
quali si chiede conto a chi amministra pubblicamente, condotte di
tipo etico, di tipo morale, io sono pronto a rispondere.
Credo che in questo momento, in Italia, siano altri che debbano
rispondere di condotte etiche e morali, come ci ricorda la Chiesa,
come ci ricorda la CEI; basta leggere i giornali.
Io sono pronto a farlo. Sono pronto anche, signor Presidente, a
rispondere puntualmente documentandomi e documentando, purtroppo,
chi non è documentato quando, auspicabilmente, si affronterà in
modo serio, rigoroso, leale, il dibattito trasparente sulla sanità;
perché la sanità è una cosa seria, è una branca
dell'Amministrazione, la più delicata, la più rilevante e non può
essere terreno di strumentalizzazioni politiche.
Il mio è anche un invito al senso di responsabilità per cercare di
unire le forze nel tentativo di uno sforzo comune per rispondere
alle esigenze del giudice inappellabile che è il cittadino, che è
l'utente, che è il paziente che poi si trasforma in elettore.
Signor Presidente, io ritengo di avere fatto il mio dovere
depositando questa risposta scritta.
Per rispetto dell'Istituzione parlamentare rimarrò qui, ripeto,
come spettatore attento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli interventi prevedono un
massimo di tempo di cinque minuti a deputato. Il primo iscritto a
parlare è l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
ritengo che questa, oggi, dovrebbe essere una seduta eccezionale,
mentre per un Parlamento dovrebbe essere una normale seduta di
dibattito parlamentare sulle scelte che un Governo ha intrapreso e
che un Parlamento, una maggioranza, deve potere sostenere ed
apprezzare.
Il fatto che si tratti di una mozione di censura e non di una
mozione di sfiducia è proprio dato dalla necessità di poter
discutere, approfondire, analizzare e dare all'Aula, ai
parlamentari, anche l'opportunità, nelle scelte di programmazione
di politica sanitaria, di poter incidere e indirizzare l'attività
del Governo.
Oggi è una giornata triste, caro assessore Russo. E' una giornata
triste perché in alcune azioni politiche io ho condiviso alcuni
comportamenti sulla politica sanitaria, in altre - come alcuni casi
riportati dal collega Limoli - sicuramente non apprezzate, ma
abbiamo avuto sempre la capacità di sostenere le nostre idee
all'interno del Parlamento.
Oggi - e ritengo per la prima volta nella storia o comunque,
presidente Cascio, per la prima volta da un ventennio che viviamo
in questa Assemblea - è la maggioranza che abbandona l'Aula e non,
come in passato, la minoranza perché non sostiene, perché non
ritiene opportuni i comportamenti della maggioranza e del suo
Governo. Oggi è la maggioranza parlamentare, che di fatto dovrebbe
sostenere il Governo, che non solo non è presente - e ringrazio per
la presenza l'onorevole Giulia Adamo - nel dibattito politico,
mentre doveva essere cosa naturale apprezzare alcune scelte e
sostenere i comportamenti del Governo. E pare strano che si sia
arrivati solo oggi al dibattito su questa mozione, che doveva
svolgersi da tempo, già dal mese di febbraio. Ma, con dei trucchi
parlamentari e con delle pregiudiziali, si è arrivati solo oggi
alla possibilità di discutere su una censura che ha visto l'altro
giorno parlare soltanto l'onorevole Cracolici e l'onorevole Musotto
con interventi di difesa d'ufficio, ma non certo per le iniziative
che si sostengono e che si apprezzano.
Io sono certo che è necessario poter affrontare, anche con una
censura, le problematiche del mondo della formazione professionale,
così come anche i dati economici della spesa dei fondi comunitari.
E oggi abbiamo letto come viene facile scaricare le problematiche
economiche della Sicilia solo al tema nazionale, come se noi qui in
Sicilia non avessimo responsabilità e competenze in merito. E
perché no, non fare una censura nei confronti dell'assessore per il
turismo per una gestione poco oculata e poco seria dei fondi per il
rilancio turistico della nostra Regione.
Questo è un dato, da prendere ad esempio, di un comportamento vero
che un Parlamento, attraverso una mozione, vuole affrontare
argomenti particolari che, a maggior ragione, un Governo formato da
tecnici deve potere non solo sopportare e rispettare, ma anche con
una maggioranza parlamentare che interviene nel dibattito politico.
Caro assessore Russo, io apprezzo la presenza in Aula, ne apprezzo
la disponibilità ad ascoltare e ad intervenire anche sugli
interventi dei deputati; ma in politica, quando una maggioranza
parlamentare come quella di questa sera scappa e preferisce fare
delle conferenze stampa anziché essere in Aula e sostenere il
proprio Governo e i propri assessori, non resta altro che
dimettersi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Faraone. Ne ha
facoltà.
FARAONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, ci
tengo innanzitutto a sottolineare un aspetto, credo, non
irrilevante rispetto al dibattito che è fuori da questo Parlamento,
e cioè il motivo per cui io, parlamentare del PD, ho deciso di
partecipare a questo dibattito che credo sia un dibattito
necessario intanto perché, assessore Russo - al di là delle
questioni politiche, al di là dell'essere maggioranza od
opposizione, al di là di condividere il sostegno ad un Governo
oppure no - avverto che vi é una condizione attualmente per i
cittadini, non per la politica o per chi ha ruoli di manager nella
sanità siciliana, ma per i cittadini, e le chiedo se, secondo lei,
la sanità è cambiata.
Io credo che nessuno possa dare lezioni a lei in quanto assessore
per la salute, soprattutto fra chi gestiva prima. I suoi
riferimenti nel suo intervento, nella sua relazione, nelle sue
risposte alla mozione presentata sono puntuali quando fa
riferimento all'idea che chi gestiva la sanità prima lo faceva in
un'ottica e con una concezione della gestione di un bene così
prezioso, ricorrendo al metodo della occupazione del potere. Questa
è la denuncia che lei ha fatto e che io condivido. Anche i
riferimenti al film documentario La mafia è bianca sono molto
calzanti perché emergeva in quello spaccato, in quel quadro, una
condizione della sanità siciliana non al servizio dei cittadini, ma
al servizio della politica.
Io credo che lei, assessore Russo, quando ha avuto l'incarico,
anche con coraggio da parte del Presidente Lombardo, di assessore
per la salute ha accumulato nella sua persona un carico tale di
responsabilità e di aspettative da parte dei cittadini siciliani
che accontentarsi di essere meno peggio di loro non è una ambizione
che può soddisfare quel carico di aspettative che sulla sua persona
si era accumulato. Purtroppo, lei, e lo dico anche riferendomi al
Governo Lombardo, anziché avere l'ambizione di modificare
radicalmente un modello di gestione della politica in Sicilia che
parte dall'assunto che la politica c'è e c'è per tutto e deve
occupare tutti i luoghi della vita di un cittadino siciliano - e
questa è stata una perversione che ha visto i cittadini succubi dei
politici, anziché la politica al servizio dei cittadini, invece di
dare una svolta radicale a questa concezione del ruolo che noi,
istituzione pubblica, siamo chiamati a ricoprire, c'è stata un'idea
di dover essere meno peggio di loro -, io mi sarei aspettato molto
di più nel dialogo con i cittadini, assessore Russo, e mi sarei
aspettato anche molto di più nell'idea che i manager della sanità,
i manager delle società pubbliche, nei comuni come nella Regione
siciliana, non devono avere tessere di partito o appartenenze, ma
deve essere valutata la qualità del loro lavoro e dei loro
curricula.
Credo che questo debba essere un modello che trasversalmente tutta
la classe politica siciliana si deve dare; chiunque vinca le
elezioni, i cittadini siciliani devono sapere che se la destra
vince le elezioni prenderà i migliori a fare i manager della sanità
siciliana e non i migliori amici e lo stesso deve accadere quando
governa il centrosinistra o quando governa una coalizione
terzopolista.
Così come io credo - ed è il motivo per cui rimango in Aula - che
quando il Presidente Lombardo le dice che votando la sfiducia a lei
si vota la sfiducia al Governo, non le fa un bel servizio,
assessore Russo, perché anche qui - lo dico ai colleghi
parlamentari del centro-destra - trasversalmente la politica si
deve dare delle regole. I ribaltoni sono modelli di sovversione di
un elettorato che ha espresso un'idea rispetto a quella che poi si
è manifestata in questo Parlamento e non vanno bene quando li si
determina e, invece, vanno male quando li si subisce. I ribaltoni
non vanno mai bene
Ho detto al mio partito e continuo a dirlo in questo Parlamento,
che è lontano anni luce dagli interessi dei cittadini, questo
Parlamento, trasversalmente a desta come a sinistra, parla di cose
che ai cittadini molto spesso non interessano, che noi oggi
dovremmo avere delle convenzioni e delle regole che valgono sempre,
compreso il fatto che i governi devono essere coerenti a ciò che i
cittadini esprimono con il voto. Per cui anche questo Governo, che
in alcuni assessori ha la mia assoluta stima e l'apprezzamento per
il lavoro che stanno svolgendo nel loro ruolo, per essere forte e
legittimato deve affrontare il voto popolare, il Governo così come
le alleanze e le nuove alleanze che si intendono costruire.
(Applausi dai banchi di destra)
Fin quando questo non c'è, io credo che, a destra come a sinistra,
saremo sempre lontani dai cittadini e i cittadini continueranno a
non capirci.
Così come dobbiamo riuscire a costruire un modello per cui le
nuove generazioni, assessore Russo, assessore Centorrino, assessore
Russo al quadrato, e i cittadini abbiano da noi la sensazione,
soprattutto le nuove generazioni, che noi stiamo costruendo
qualcosa lasciando un futuro per loro.
Quando noi abbiamo deciso di consumare tutte le risorse della
pubblica amministrazione per la generazione che c'è oggi e per il
modello del sistema di potere e di occupazione della cosa pubblica
che si è caratterizzato in questi anni, abbiamo bruciato il futuro
di intere generazioni. Quando utilizziamo i fondi FAS, utilizziamo
i fondi comunitari per la spesa corrente e non per lo sviluppo e
gli investimenti stiamo bruciando la prospettiva per i giovani che
verranno.
Per cui, assessore Russo, al di là di quello che lei deciderà di
fare, del motivo perché lei è qui, se vuole ascoltare con rispetto
i parlamentari oppure parteciperà al dibattito, io ritengo corretto
che un voto si esprima comunque e qualunque cosa ciascun
parlamentare decida di fare a questo voto non ci si sottragga e non
si creino elementi per far sì che questo voto non si determini.
Dopodiché si traggono le conseguenze, qualunque sia il voto che
verrà espresso in quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bufardeci. Ne ha
facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto,
assessore Russo, io apprezzo il fatto che lei sia rimasto in Aula.
Credo che sia un atto corretto e che, al di là dell'oggetto della
discussione, sulla quale credo che non sia il caso neanche di
discutere e approfondire in modo particolare se sia propria la
mozione di censura o se questo, come qualcuno vorrebbe, significhi
soltanto una mozione di sfiducia vera e propria. Tutte queste
interpretazioni, a mio avviso, sono poca cosa rispetto alla
sostanza di quel che sta avvenendo in quest'Aula e che, purtroppo,
si è già in parte verificato la settimana scorsa quando,
contestando una legittima decisione della Presidenza, la
maggioranza decise, non condividendo quella decisione, di lasciare
l'Aula e di abbandonare il confronto, violando quindi le più
elementari norme della democrazia e del confronto.
Non possiamo girare attorno alle questioni, non sono fatti
personali altrimenti io sarei qui ; invece, sono fatti politici e
dovrebbero essere affrontati in maniera diversa.
Qui, evidentemente, l'assenza della stragrande maggioranza dei
deputati della cosiddetta maggioranza attuale testimonia il
fallimento di questo Governo. Non hanno i numeri per poter
eventualmente sostenere l'illegittimità, l'infondatezza della
mozione di censura.
Cosa è la mozione di censura? E' per una serie di atti
amministrativi, sono stati elencati in quella censura e io
maggioranza li contesto, faccio le mie controdeduzioni e in Aula mi
confronto e le vinco. Ma qui manca proprio la capacità di poter
contestare. E perché manca, assessore Russo?
Manca perché una grande parte della maggioranza è convinta della
bontà della censura.
Il fatto che sia censura o che sia sfiducia cambia poco. La
sostanza è che la maggioranza non è in Aula perché sa che, se
dovesse votare, voterebbe come ha già votato nel caso del disegno
di legge sulle ASI, quando era presente l'assessore Russo contro
quel disegno di legge e contro quella posizione che si è assunta.
Quindi, oggi, se non c'è, non c'è perché scappa dalla realtà
facendo ulteriore danno, e dice bene il collega Faraone quando
dice: Finisca come finisca, ma ci si renda conto della
situazione .
Non è che siccome il voto non mi piace, allora io vi dico che non
gli attribuisco valore
Il valore dell'assenza è un significato politico, è incapacità di
contestare e di contrastare la legittimità della censura. Il non
essere in Aula a contestare i singoli fatti che sono stati
elencati, i singoli fatti amministrativi, è dimostrazione del
fallimento di questa maggioranza Come maggioranza fallita è stata
quando, in occasione della censura, il capogruppo del PD si alza e
dice andiamo avanti , poi si vota e l'Aula ha completamente
modificato quel disegno di legge tanto che all'ultima Conferenza
dei capigruppo, come ricorderà il Presidente Cascio, lo stesso
Presidente Lombardo ha detto no, ricominciamo da capo, dall'esame
in Commissione .
Non si deve prendere atto di tutto questo? Si deve prendere atto
di tutto questo
Se continuate a tenere la testa sotto la sabbia come gli struzzi
si crea ulteriore danno alla Regione, perché la Regione è poco
interessata al problema Russo mantiene la poltrona o non la
mantiene ; è interessata al fatto che si devono spendere le
risorse, è interessata al fatto che ci deve essere un Governo che
sia attivo e che sia funzionale.
Tutto questo è il problema per il quale, fino a qualche giorno fa,
abbiamo letto le posizioni diverse di Cracolici con il Governo
politico e, invece, di Lupo che sosteneva un'altra cosa.
Se non vi chiarite all'interno della maggioranza quali sono le
questioni, non potete sostenere con delle forme più o meno
bizantine: non è proprio la forma propria, non è la mozione di
sfiducia per cui non hanno conseguenze . E' azione politica quello
che sta accadendo; è azione politica e conseguenza politica
l'assenza della maggioranza
Poi, mi consenta, voglio arrivare alla conclusione.
Tante volte ci siamo confrontati su alcuni argomenti e le dico
sinceramente, assessore Russo, anche sul piano del rapporto
personale io ho provato una grande delusione perché non posso non
ricordare, come lei immagino, quando da deputato - al di là del
fatto che ho vissuto in quei banchi, come suo collega, alcune fasi
di questa legislatura - contestavo per il mio territorio il fatto,
per esempio, che, a differenza di altre province come Ragusa, che
aveva ben tre unità operative complesse di oculistica, Siracusa ne
avesse solo una.
La stessa cosa ho fatto per l'otorino; la stessa cosa ho fatto per
la dermatologia.
Ebbene, quando sostenevo queste posizioni e dicevo guardate che
c'è un carico di lavoro, c'è una qualità, c'è una professionalità ,
mi dicevano Ma quando mai, siete dei pazzi Non si può fare
Violiamo il piano di rientro, non ci sono le condizioni .
Bene, assessore Russo, poi i medici interessati, con nome e
cognome, il dottore Paolo Caruso, primo dei non eletti
all'Assemblea regionale nella lista del PDL, passa all'MPA e,
improvvisamente, quella unità operativa complessa che non si poteva
avere quando era deputato, consigliere provinciale o assessore del
PDL, diventa invece unità operativa complessa che si può fare
Quando il dottore Michele Avola, con nome e cognome, diventa
coordinatore dell'MPA, ecco che l'otorinolaringoiatria si trasforma
anch'essa in unità operativa complessa.
(Applausi dai banchi di destra)
Assessore Russo, quando lei parla
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Non è così
BUFARDECI. No, è così, assolutamente, io sono testimone di questo
e lei non me lo può smentire, perché io ho perorato quella causa e
mi viene data una risposta che oggi è modificata e non mi
convincerà che è modificata perché chissà che cosa è cambiato,
perché non è cambiato niente
E' solo cambiata la casacca che indossano il dottore Caruso e il
dottore Michele Avola
Ecco perché io dico che questa azione è personale, é sugli atti
amministrativi che lei ha fatto, per cui lei merita di essere
censurato e merita che prenda le conseguenze della censura, che è
un atto amministrativo ma che non può non avere conseguenze
politiche per questo Governo e per la Sicilia che non ha bisogno di
disquisire su questo, ma di spendere i soldi che ogni giorno si
perdono.
(Applausi dai banchi di destra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha
facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
innanzitutto volevo complimentarmi con lei, signor Presidente, per
la scelta che ha fatto nell'ultima seduta d'Aula nella quale
parlammo di questa pregiudiziale che impediva di trattare un
argomento così importante. Lì lei ha dimostrato di essere davvero
un Presidente di una certa statura. Ha poi sbagliato, a mio parere,
a sospendere la seduta, tant'è vero che questa sera il PD, e
l'onorevole Cracolici in testa, non è in Aula proprio perché sul
piano politico ha dimostrato di condividere la mozione di censura,
ma sul piano politico non può votarla.
Il collega Cracolici ha dimostrato spesso di cambiare idea. Nella
vita, per carità, si può cambiare idea; ma una cosa è cambiare
idea, altra cosa è essere poco coerenti: basta ricordare nel 2008
cosa sosteneva del governatore Lombardo definendolo un male
assoluto per la nostra Terra; basta ricordare cosa sosteneva
qualche mese fa sulla giunta tecnica, e cioè che la Sicilia doveva
avere una giunta tecnica, riformatrice. Secondo le ultime
dichiarazioni, dopo qualche pugno voltato durante la loro riunione
di partito, ora sostiene, per esempio, che la Sicilia ha bisogno di
una giunta politica.
E, per rimanere in tema di censura, ricordo che l'onorevole
Cracolici propose una censura all'assessore Gaetano Armao.
L'assessore Armao è stato censurato dal PD e dall'onorevole
Cracolici, poi di quella censura non se ne fece più nulla perché,
evidentemente, le poltrone e gli assessorati fanno comodo e,
quindi, c'è stato il ribaltone.
Io voglio ringraziare l'assessore Russo, il quale oggi ci fa
l'onore di rimanere in Aula.
Appena rientrerò a Mazara mi recherò alla chiesa di San Vito,
patrono della mia città, per ringraziarlo perché oggi abbiamo
l'onore che l'assessore Russo rimane in Aula degnandoci della sua
presenza L'assessore Russo - che, mi pare, non è stato eletto,
l'assessore Russo che, mi pare, è soltanto un assessore tecnico
nominato non si sa bene per quale ragione - ha il coraggio di
parlare al Parlamento e da questo punto di vista dobbiamo essere
grati della sua presenza in Aula
Voglio dire una cosa rispetto alla mozione di censura o alla
mozione di sfiducia.
Noi dobbiamo lavorare per una mozione di sfiducia al Governo
Lombardo, perché ogni ora che passa con questo Governo il destino
della Sicilia e dei siciliani è un destino che ha poco futuro.
Oggi siamo in Aula proprio perché vogliamo censurare il
comportamento politico e amministrativo, ma anche personale ed
etico dell'assessore Russo, il quale si deve convincere di non
essere unto chissà da quale divinità, che è un uomo come tutti noi,
come tutti i siciliani, e deve avere l'umiltà di confrontarsi, deve
avere l'umiltà di ragionare, deve avere l'umiltà di comprendere che
oggi la sanità in Sicilia non è assolutamente cambiata. Non c'è
bisogno di fare demagogia politica; basta chiedersi perché, senza
una raccomandazione, non si riesce a trovare un posto letto negli
ospedali siciliani Non si riesce, se non c'è una telefonata, a
poter fare un qualsiasi tipo di esame
Se si va in un pronto soccorso, prima di poter essere visitati si
rischia di avere conseguenze non di poco conto
Quale sanità ha migliorato l'assessore Russo, tranne che scrivere
memoriali difensivi nei quali, tra l'altro, deve dare contezza
dell'infondatezza delle tesi della mozione Perché lui ha già
deciso: la mozione non ha motivo di esistere. Lo ha detto lui e
diventa la verità assoluta Ma vada a farsi un giro negli ospedali
Vada a vedere qual è lo stato in cui versa ogni siciliano che non
ha e non può avere determinate raccomandazioni, come soffre per
fare un qualsiasi esame
Mi spieghi perché chi lo ha preceduto ha nominato i vertici delle
aziende in una certa maniera e lei li avrebbe nominati non so in
quale maniera più corretta. Lei ha nominato i vertici delle
aziende, tutti i manager, nella stessa maniera di divisione
politica come hanno fatto coloro che l'hanno preceduto Quindi, lei
non ha portato nulla di nuovo; lei non ha lottato contro il
clientelismo.
Lei era assessore quando si é verificato l'episodio del PTA di
Giarre. Se fosse successo ad un altro politico di qualche altra
formazione politica - solo una coincidenza, per carità -, se il
marito della senatrice Finocchiaro in quel caso, anziché essere
stato il marito della Finocchiaro del PD, fosse stato il marito
dell'esponente di qualche altra forza politica, lei avrebbe fatto
un comunicato stampa accusando chissà quale situazione.
Lei non può offendere la politica, lei deve avere rispetto della
politica Quindi, la mozione di censura del suo operato personale,
etico, politico, amministrativo, ci sta tutta
Dobbiamo parlare della questione delle assicurazioni degli
ospedali?
Ad un tratto si cambiano determinati sistemi e si arriva poi sino
ad una società del napoletano.
Assessore Russo, la mozione di censura al suo comportamento non è
la mozione di sfiducia al Governo Lombardo, a cui mi auguro che noi
di Forza del Sud, insieme al PID e al PDL, lavoreremo per farvi
andare a casa in quanto avete tradito la volontà degli elettori
siciliani.
Lei oggi ha un altro motivo per non essere più in quello scranno,
lei non è più un assessore tecnico dato che, la settimana scorsa,
in provincia di Trapani lei ha battezzato un nuovo movimento
politico che si chiama Team Sud , ha gettato via la maschera, fa
politica attiva.
Che ben venga, lo accogliamo con tutto il cuore, che si candidi,
che parli con le persone, che prenda i consensi e poi potrà avere
diritto di rappresentanza. Ma oggi questo lei non ce l'ha.
Oggi lei fa politica utilizzando sistemi - che invece avrebbe
dovuto condannare - mettendo in gioco i vertici dell'Azienda
trapanese. Io non sapevo che tra i nuovi compiti dei direttori
delle ASP ci fosse anche quello di organizzare le manifestazioni
dell'assessore Russo, non so a che titolo, non so con quali spese.
Ma vedere i vertici dell'Azienda provinciale trapanese, onorevole
Adamo, essere presenti lì e avere organizzato con fax, con tutti i
dipendenti del 118 organizzati per essere stati invitati ad una
manifestazione che non era politica, ma che era di sanità
Si vergogni assessore, lei non può offendere la dignità e
l'intelligenza di chi fa politica costantemente, giornalmente, per
cercare di difendere i siciliani.
PRESIDENTE Onorevole Scilla, concluda.
SCILLA. Signor Presidente, mi avvio alla conclusione. Siccome,
quando parlo, dico le cose che realmente penso, vorrei dire
un'ultima cosa all'assessore Russo, e concludo Presidente.
Nel momento in cui lui ha fatto la scelta - per carità, legittima
- di fare politica, io che vengo dalla provincia di Trapani voglio
dire che in quella provincia vi è un problema per quanto concerne
la sanità: abbiamo un personaggio, che non so come definire, un ex
parlamentare, che si chiama Pino Giammarinaro. Qualche mese fa vi
è stata un'indagine della Procura, o della Guardia di Finanza,
adesso non ricordo bene perché io sono garantista e per me una
persona deve andare in galera e perdere la libertà quando ci sono
realmente i requisiti.
Vorrei vedere tra i pregi di cui si vanta l'assessore Russo,
l'essere stato un magistrato antimafia, il rapporto tra arresti e
condanne - quello che è, lo vedremo - a quante persone ha tolto la
libertà e poi alla fine non è arrivata mai nessuna condanna
RUSSO MASSIMO, assessore per la salute. Stai attento a quello che
dici.
SCILLA. Visto, attento a come parla , già il ricatto, la sfida,
perché non si può osare di dire le cose come si pensano. Lei sa che
l'assessore Bonanno, che è insieme a lei in questo Team Sud', è un
uomo che fa parte della squadra di Pino Giammarinaro? Lei sa che la
sua pupilla Di Giovanni fa parte della squadra di Pino
Giammarinaro? Lei sa che il cardiologo, il primario che lei
vorrebbe nominare, fa parte di quella squadra e se va a leggersi
quelle carte, pagine 387 e 388, fa parte di quel tipo di accuse,
che io non so, che per me non sono valide perché - ripeto - sono
garantista, ma lei che da un lato predica un certo tipo di
comportamento, lei che vorrebbe far apparire corrotto tutto un
certo tipo di politica, lei che vorrebbe fare capire che tutti in
qualche maniera abbiamo degli interessi non legittimi, si guardi
allo specchio e guardi cosa sta facendo, guardi cosa sta
riciclando, guardi quello che sta sviluppando in termini politici
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Adamo. Ne ha
facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, tutto il
Gruppo dell'UDC questa stasera è in Aula in coerenza con quanto più
volte detto. Noi riteniamo che sia impossibile e sbagliato impedire
la discussione in Aula su un tema così importante come quello della
sanità.
E' chiaro che i nostri toni sono diversi e così anche le nostre
considerazioni.
Ieri abbiamo incontrato l'assessore e credo che si sia reso conto,
forse con stupore, ma immagino che sarà stato felice di questo, di
scoprire che l'UDC non ha posti da chiedere, non ha nomine da
chiedere.
Quello che chiede, con forza e determinazione, è un effettivo,
vero cambiamento della sanità.
Nessuno può ignorare, assessore, e certamente lei neanche - e mi
pare che nell'introduzione non l'ha fatto - che sulla sanità si
gioca una partita importante, che la Sicilia è stanca di proclami,
è stanca di pensare che si possa procedere col cambiare tutto per
non cambiare niente.
Nella sanità c'è ancora un sistema clientelare politico-mafioso
che non è stato ancora cambiato; noi non ci aspettiamo che lei sia
un specie di mago Merlino, glielo abbiamo detto ieri sera, ma ci
aspettiamo quello che lei stasera sta facendo: ascoltare con
serenità, indipendentemente dai toni che poi ognuno di noi vuole
tenere - glielo ribadisco con forza -, la voce che arriva da ogni
parte del Parlamento regionale siciliano e dai vari territori e che
chiede un cambiamento serio e forte nella sanità. E' chiaro che su
questo ci vuole un impegno comune e ci vuole la volontà di
cambiare.
Ho apprezzato il fatto che lei abbia ascoltato con serietà - mi
piacerebbe che ascoltasse anche me - le motivazioni
dell'opposizione e abbia resistito alla tentazione di buttarla in
politica, di dire no. Sono deputati eletti con migliaia di voti che
esprimono le sofferenze del territorio e che le dicono, e glielo
diciamo pure noi, che ancora la sanità in Sicilia non è cambiata
quanto vorremmo che fosse e che, però, ci rendiamo conto, questo a
nome dell'UDC posso dirlo sicuramente, che lei non è il mago che
può cambiare tutto.
Allora, noi ci aspettiamo che lei prenda nota di tutto quello che
h stato detto in questi giorni da noi, da tutti i partiti di
maggioranza e di opposizione, e che si impegni a cambiare le cose.
La sensazione diffusa, le notizie che arrivano sono quelle di una
difficoltà di cambiamento.
Presidenza del Vicepresidente Formica
Ieri lei ci ha detto una cosa sensata vogliamo cambiare, ma le
persone sono queste .
Benissimo, bisogna anche intervenire in questo campo; bisogna
avere la forza, la determinazione, il coraggio, la decisione di
dire che le persone che intendono portare avanti la politica di un
certo tipo vanno spostate e cambiate.
Lei da ieri sa che l'UDC in questa volontà di cambiamento sarà al
suo fianco con forza e determinazione, lei può contare su di noi se
ha voglia di cambiare veramente le cose.
L'UDC sta in questo Governo e lo sostiene perché crede nella
volontà dichiarata dal Presidente Lombardo, nella volontà
dichiarata da tutti coloro che partecipano a questo Governo di
cambiare la Sicilia. Certamente non staremo a sostenere un Governo,
se dovesse arrivare il messaggio che vogliamo cambiare tutto per
non cambiare niente. La Sicilia ha subìto troppe volte questa
politica, non ce lo possiamo più permettere. Lo ripeto noi staremo
al suo fianco, forti e determinati nel sostenere la sua volontà di
cambiare le cose, nella sua volontà di rispondere agli interventi.
L'onorevole Limoli è un esponente dell'opposizione, ha fatto una
serie di interventi estremamente seri, dettagliati e puntuali. Su
questo non vogliamo una risposta politica, vogliamo interventi che
correggano gli errori che ci sono stati.
L'amico Tony Scilla, non ho capito bene la fine del suo
intervento, ma certamente quello che condivido con lui è che in
provincia di Trapani - non lo diciamo noi, lo dice la Procura oggi
- c'è una collusione tra il sistema politico-mafioso di
Giammarinaro e il sistema della sanità.
Dobbiamo rompere questo sistema e non possiamo romperlo mantenendo
a dirigere la sanità quelli che l'hanno diretta prima, mettendo a
capo un manager che neanche sa cosa sia la sanità, tanto per
essere chiari. Mi dispiace questo appunto solo sulla provincia di
Trapani, ma ieri lei ha avuto una dettagliata relazione su ogni
provincia siciliana. Da domani ci aspettiamo che le cose cambino e
che vengano date le risposte a cui il Parlamento, ma soprattutto il
popolo siciliano ha diritto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona.
INCARDONA. Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo.
CAPUTO. Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ammatuna. Ne ha
facoltà.
AMMATUNA. Signor Assessore, intanto la voglio ringraziare per
essere oggi in Aula qui con noi, è un ringraziamento veramente
sentito e devo fare anche una premessa. La premessa è che lei ha
ereditato una situazione pesantissima per quanto riguarda la sanità
in Sicilia, un deficit spaventoso che ha rischiato di travolgere
tutto il bilancio della Regione Sicilia; ha ereditato una
situazione complessa e difficile e voglio darle anche il merito di
avere moralizzato alcune procedure che riguardavano gli appalti e
l'acquisto di materiale sanitario nella nostra Isola.
Quello che mi sorprende nel suo comportamento e nella sua linea
politica sanitaria in questi tre anni e mezzo in cui lei è
assessore per la salute è che si è avuta la sensazione che lei
amministrasse una delega, come dire, delle infrastrutture, dei
lavori pubblici, nel senso che lei ha considerato la sanità come un
qualcosa in cui ci potessero essere dei tagli indiscriminati.
Così non poteva essere e, d'altronde, i risultati si sono visti.
Oggi, in Sicilia abbiamo risultati drammatici. Lei ha portato
avanti una politica di tagli orizzontali che ha penalizzato
territori che hanno sperperato e territori virtuosi e tutto questo
non può andare perché, in questo modo, lei ha penalizzato i
territori virtuosi perché a fare tagli orizzontali non ci vuole
assolutamente nulla, non ci vuole grande capacità e per questi
tagli orizzontali i territori virtuosi oggi vivono una situazione
drammatica.
E per avviarmi subito alla conclusione, perché il tempo è quello
che è, penso che un assessore alla salute - un assessore regionale
per la sanità, così come si chiamava prima - doveva avere e deve
avere tre obiettivi: il potenziamento della medicina del
territorio, il potenziamento della medicina ospedaliera e del
settore che riguarda l'emergenza-urgenza per renderlo più efficace.
Ebbene, per quanto riguarda la medicina del territorio, a me pare
che lei non abbia potenziato assolutamente un bel nulla; a me pare
che i PTA, strutture importantissime, siano delle strutture vuote,
dei contenitori vuoti che, magari, lei è andato ad inaugurare
tagliando il nastro ma che non funzionano assolutamente.
Un altro aspetto importante è quello delle visite specialistiche,
delle liste di attesa.
Se lei fa dei conti, se lei fa un report di tutti i territori, i
tempi delle liste di attesa sono assolutamente aumentati. Lei,
signor assessore, non è riuscito a coinvolgere i medici di base per
portare avanti un'efficace politica di medicina del territorio.
Per quanto riguarda la medicina ospedaliera, lei ha portato avanti
una drammatica politica dei due tempi, lei ha tagliato migliaia di
posti letto per acuti e non è riuscito assolutamente a sostituirli
con altrettanti migliaia di posti per riabilitazione e
lungodegenza. Tutto questo è grave.
Se lei si fa una passeggiata, magari non annunciata - in quanto,
magari, se arriva lei puliscono tutto e tutto funziona - se lei si
fa una passeggiata nei pronto soccorsi, vedrà che vivono situazioni
drammatiche con centinaia e centinaia di pazienti che stanno male e
che non riescono a trovare un posto letto. E questo perché lei non
si è mai attivato, anche se si è impegnato in sede di approvazione
della legge 5 di riordino della sanità, ad istituire le cosiddette
osservazioni brevi.
Osservazioni brevi vuol dire fare risparmiare soldi alla sanità ed
evitare ricoveri inappropriati.
L'ultimo aspetto, e arrivo veramente alla conclusione, è quello
dell'emergenza-urgenza, un settore sempre sottovalutato non
soltanto da lei ma da tutti i suoi predecessori.
Lei si era impegnato, in sede di approvazione della legge di
riordino della sanità, a potenziare la postazione del 118 per
esempio di Ragusa, che è la città più lontana, il territorio più
lontano da Palermo. Ebbene, lei l'ha potenziata, l'ha ingolfata di
personale amministrativo che, magari, ha la tessera di qualche
partito.
Tutto questo non è possibile. Personalmente le ho scritto una
lettera, a cui non ho ancora avuto risposta, per capire i metodi
che sono stati seguiti nello spostare personale che operava nel
territorio e che è stato portato in uffici amministrativi. Avevo
fatto anche una proposta di riorganizzazione del servizio emergenza-
urgenza, del 118, in provincia di Ragusa e non ho avuto ancora
nessuna risposta.
La mia presenza qua, e arrivo alla conclusione, è veramente
l'unica occasione, caro assessore, che io ho avuto in tre anni e
mezzo di poter interloquire con lei sui problemi della sanità nel
mio territorio e in Sicilia. Non ho avuto mai questa possibilità
perché lei ha caratterizzato sempre la sua azione politica con una
grande prepotenza e con una grande arroganza.
Io spero che si volti pagina, spero che si volti pagina da domani
in avanti, che in Sicilia ci possa essere una pagina nuova, una
pagina in cui ci possa essere interlocuzione e collaborazione
perché, lo voglio sottolineare ancora una volta, la ragione e il
torto non stanno solo da una parte: lei deve imparare a colloquiare
con i parlamentari e con i territori perché solo in questo modo si
può portare avanti una politica sanitaria degna di questo nome
nell'esclusivo interesse di tutti i siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Maira.
MAIRA. Rinuncio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci nessun altro
deputato iscritto a parlare, pongo in votazione la mozione numero
285. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvata, con l'astensione dei deputati del Gruppo UDC e
degli onorevoli Ammatuna, Faraone e Mattarella)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 28
settembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2012-2014
La seduta è tolta alle ore 18.19
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli