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Resoconto d'Aula della Seduta n. 287 di martedì 04 ottobre 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


     Cessazione di sospensione dalla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, in data 28 settembre
  2011,  era  pervenuta  a questa Presidenza,  a  mezzo  fax  recante
  intestazione   Blanco Petroli s.r.l. , documentazione (protocollata
  al  n. 7727/AulaPG-RagPG di pari data) concernente la scarcerazione
  dell'onorevole Riccardo Minardo, documentazione priva  di  nota  di
  accompagnamento ovvero di sottoscrizione da parte del mittente.
   Con  nota  prot.  n. 7729/SegrVerPotPG del 28 settembre  2011,  si
  chiedeva  pertanto  al  Commissario  dello  Stato  per  la  Regione
  siciliana,  nella  sua  qualità  di  organo  preposto  al  raccordo
  istituzionale  tra Autorità giudiziaria, Presidenza  del  Consiglio
  dei  Ministri  e l'Assemblea regionale, di confermare l'autenticità
  di detta documentazione per il seguito di competenza.
   Sennonché,  nelle  more, è pervenuta lo stesso 28  settembre  2011
  nota,   protocollata  al  n.  7808/AulaPGRagPG  del  30   settembre
  successivo,   dell'avv.  Carmelo  Scarso,  difensore   di   fiducia
  dell'onorevole  Minardo,  con la quale  viene  comunicato  che   al
  proprio  assistito  in data 27 settembre 2011  è  stato  notificato
  provvedimento  di  revoca  della  misura  cautelare  degli  arresti
  domiciliari,  emessa  in data 26 settembre 2011  dal  Tribunale  di
  Catania,  5   Sez.  Penale ,  come da documentazione  acclusa  alla
  suddetta nota.
   La Presidenza, quindi, in assenza di comunicazione alcuna di senso
  contrario, non può che prenderne atto ai sensi dell'art. 15,  comma
  4-quater, della legge n. 55/90.
   A  decorrere  dalla  data di revoca del provvedimento  giudiziario
  citato  (ordinanza del tribunale di Catania emessa il 26  settembre
  2011,  depositata  il 27 settembre successivo), come  indicato  nel
  Decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri del  13  giugno
  2011  (di  sospensione  dell'onorevole  Minardo),  cessa  tanto  la
  sospensione     dell'onorevole     Riccardo     Minardo     quanto,
  contestualmente, la supplenza dell'onorevole Giuseppe Sulsenti.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, sospendo, quindi, brevemente la  seduta  onde
  procedere all'aggiornamento del sistema elettronico di votazione.

     (La seduta sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.33)

   La seduta è ripresa.

   LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
   Laccoto, Picciolo, Federico e Galvagno per oggi;
   Dina per il 4 e 5 ottobre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.
                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
   - Pogliese  dal 3 al 4 ottobre 2011;
   - Cordaro  dal 4 al 5 ottobre 2011;
   - Scoma  dall'11  al 13 ottobre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Istituzione di un marchio etico ed ambientale per  le  imprese.
  (n. 789)
   di  iniziativa  parlamentare, presentato dagli  onorevoli  Ragusa,
  Nicotra, Giuffrida, Lentini, Ardizzone e Adamo in data 29 settembre
  2011

   -  Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti ed
  hardware documentato. (n. 791)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara  in
  data 30 settembre 2011

   -  Recupero del patrimonio edilizio costituito da piccole botteghe
  e  laboratori artigianali, non più economicamente utilizzabili. (n.
  792)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli  Pogliese,
  Buzzanca, Caputo, Falcone e Vinciullo in data 30 settembre 2011

   - Interventi a sostegno delle Associazioni antiracket. (n. 793)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (on.  Lombardo),  su proposta dell'Assessore per  l'economia  (Avv.
  Gaetano Armao) in data 30 settembre 2011

   -  Costituzione  dell'istituto regionale  per  lo  sviluppo  delle
  attività produttive. (n. 794)
   di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
  (on.   Lombardo),  su  proposta  dell'Assessore  per  le   attività
  produttive (Marco Venturi) in data 30 settembre 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disposizioni in materia di tasse automobilistiche ed  esenzione
  tassa di circolazione per veicoli di proprietà delle organizzazioni
  di volontariato socio-assistenziale e di protezione di civile.  (n.
  786)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 settembre 2011.
                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Norme in materia di riconoscimento del reddito minimo garantito.
  (n. 787)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 settembre 2011.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Norme  in  materia di partecipazione al costo delle prestazioni
  sanitarie. (n. 788)
   di iniziativa governativa, inviato in data 30 settembre 2011.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione  legislativa   Attività
  produttive'  (III), nella seduta n. 223 del 28 settembre  2011,  ha
  approvato le seguenti risoluzioni:

   -   Azioni da adottare per assicurare la prosecuzione dei progetti
  PTTA (n. 14/III);

   -  Azioni volte a garantire i livelli occupazionali dei lavoratori
  dell'indotto FIAT di Termini Imerese (n. 20/III).
                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2088 - Chiarimenti sul servizio di revisione e collaudi  della
  Motorizzazione civile per i cittadini del messinese.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Picciolo Giuseppe

   N.   2095   -   Notizie  sui  lunghissimi  tempi  di  attesa   per
  l'effettuazione di esami clinici nell'ospedale pubblico 'Di  Maria'
  di Avola (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2096  -  Chiarimenti  in  ordine alla  presunta  disparità  di
  trattamento perpetrata a danno dell'ASP di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2106  - Chiarimenti sui ritardi nell'erogazione dei fondi  del
  POR-FERS  2007/2013  e conseguente revoca di assegnazioni  di  aree
  artigianali da parte di comuni siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 2107 - Ingiustificata cancellazione di alcune imprese, da parte
  di  comuni, dall'albo delle imprese di fiducia per l'affidamento di
  lavori pubblici mediante cottimo di appalto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 2108 - Iniziative in difesa del personale docente e non e degli
  alunni che frequentano le scuole statali della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  2091  -  Chiarimenti sul finanziamento della Regione siciliana
  per lo stabilimento FIAT di Termini Imerese (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  2097 - Iniziative per assicurare ai cittadini del Messinese il
  servizio di revisione e collaudo dei mezzi di trasporto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Corona Roberto

   N.  2100  -  Chiarimenti  circa  la sospensione  del  servizio  di
  circolazione  gratuita sui mezzi di trasporto  locale  riconosciuto
  dalla  legge  regionale  n.  8 del 2005 al  personale  delle  forze
  dell'ordine.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Arena Giuseppe

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al  Governo  e
  alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2089 - Notizie in ordine alla ventilata realizzazione  di  una
  discarica  in contrada 'Marcato Vallone' nel comune di San  Cataldo
  (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Torregrossa Raimondo
   N. 2090 - Interventi urgenti per una strada alternativa di accesso
  a Valledolmo (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Caputo Salvino
   N.  2092  - Iniziative per impedire il condizionamento della  vita
  sociale ed economica nella città di Partinico (PA).
   - Presidente Regione
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  2093  -  Provvedimenti urgenti per mettere  in  sicurezza  gli
  edifici scolastici a rischio in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2094 - Chiarimenti in merito alle auto di rappresentanza e  di
  servizio della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N. 2098 - Iniziative urgenti per contrastare la crisi idrica della
  Regione.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   N.  2099 - Interventi finanziari a sostegno dei bambini affetti da
  autismo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore

   N.  2101  -  Iniziative  a livello nazionale  ed  europeo  per  la
  modifica  della normativa  comunitaria  in  materia  di smaltimento
  di residui vegetali derivanti da lavorazione agricola e vegetale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   N.  2102 - Chiarimenti in ordine all'espletamento del servizio  di
  gestione dei rifiuti nell'ATO 3 di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.   2103   -   Iniziative  a  favore  degli  enti  di  formazione
  professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore

   N.  2104  -  Chiarimenti sulle iniziative assunte a seguito  della
  decisione del Consiglio di giustizia amministrativa per la  Regione
  siciliana  di  sospensione delle procedure  per  l'istituzione  del
  nuovo comune di Piano Tavola (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N. 2105 - Chiarimenti sulla chiusura del punto nascita di Petralia
  Sottana (PA ).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che il 27 settembre 2011 è stata  presentata
  la  mozione  n.  298   Chiarimenti in ordine  ai  criteri  adottati
  dall'Ufficio  scolastico regionale nell'attribuzione  dell'incarico
  di  reggenza  presso  l'Istituto comprensivo  di  Scaletta  Zanclea
  (ME) , degli onorevoli Barbagallo, Panarello, Galvagno e Ferrara.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1053

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  con   riferimento   all'esito
  dell'interrogazione a risposta orale n. 1053, svoltasi nella seduta
  n.  281  del  20  settembre 2011, ricorda che il primo  firmatario,
  onorevole  Giulia  Adamo,  si  era dichiarata   soddisfatta   della
  risposta   fornita  dall'Assessore  per  le  risorse   agricole   e
  alimentari.
   Senonchè la dichiarazione della stessa parlamentare, alla luce  di
  quanto  contenuto  nella  risposta fornita  dall'Assessore  per  le
  risorse agricole e alimentari in Aula, va più correttamente  intesa
  come   presa  d'atto   dell'incompetenza dello  stesso  a  trattare
  l'atto  ispettivo  in  questione, atteso che, nella  citata  seduta
  d'Aula,  l'Assessore già delegato aveva rilevato l'opportunità  che
  venisse  delegato  l'Assessore regionale per  i  beni  culturali  e
  l'identità  siciliana in ragione della sua competenza esclusiva  in
  materia.
   Tant'è che, con nota 48385 del 20 settembre 2011 (qui pervenuta il
  27  settembre  successivo e protocollata al n. 7750/AULAPG  del  29
  settembre  2011), l'Assessore per le risorse agricole e  alimentari
  ha  ulteriormente  ribadito la propria posizione  richiedendo  alla
  Presidenza della Regione di adoperarsi in tal senso.
   Ne  consegue  che,  nelle  more di tale ulteriore  delega,  l'iter
  parlamentare dell'interrogazione n. 1053 è da ritenersi non  ancora
  concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1950

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  con  nota  del  29  settembre   2011
  (pervenuta  in  pari data e protocollata al n. 7819/AULAPG  del  30
  settembre   successivo)  l'onorevole  Colianni  ha  richiesto   che
  l'interrogazione   n.   1950    Annullamento   dei    decreti    di
  trasformazione in fondazione di diritto privato dell'IPAB Sacerdote
  Mariano  Scriffignano Siscaro di Agira (EN) e della  nomina  di  un
  commissario straordinario , già dallo stesso presentata in data  28
  giugno 2011 e annunziata nella seduta n. 268 del 5 luglio 2011  con
  richiesta di risposta orale, venga ora considerata presentata  come
  interrogazione con richiesta di risposta in Commissione.

   L'Assemblea ne prende atto.
               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  con  nota  del  28  settembre   2011
  (pervenuta  il  29  settembre  successivo  e  protocollata  al   n.
  7820/AULAPG  del  30  settembre  2011),  l'onorevole  Marrocco   ha
  ritirato l'interrogazione, con richiesta di risposta orale, n. 2062
   Chiarimenti sui lavori di rifunzionalizzazione, arredamento viario
  ed  ammodernamento della strada  provinciale n. 21  nella  zona  di
  protezione   speciale  Saline  di  Marsala  (TP) ,   dallo   stesso
  presentata in data 13 settembre  2011 e annunziata nella seduta  n.
  281 del 20 settembre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  spero   che
  l'assessore Armao ritorni, anche perché è un problema che  riguarda
  proprio l'assessore.
   Signor Presidente Cascio, mi riferisco a due disegni di legge  che
  - uno da due anni e l'altro da oltre un anno e mezzo - giacciono in
  Commissione  Bilancio. Sto parlando del disegno di legge  a  favore
  degli  oratori religiosi, perché, le ricordo, siamo l'unica Regione
  in Italia che ancora non ha approvato una legge su questo argomento
  e  mi riferisco all'altra legge, significativa per questa Assemblea
  regionale, che riguarda la violenza sulle donne.
   Il  disegno di legge sugli oratori religiosi l'avevamo portato  in
  discussione presso quest'Aula nell'agosto del 2009. Vi era stato da
  parte  del  capogruppo  del  PD  la richiesta  di  ritirarlo  e  di
  ridiscuterlo  in commissione, cosa che abbiamo fatto, e  nonostante
  ci  siano un milione e mezzo di euro, intanto sta rientrano in Aula
  l'assessore Armao e, quindi, la domanda era rivolta proprio a lei.
   Dicevo, stavamo parlando di due disegni di legge uno dei quali, da
  oltre  due  anni,  giace presso la commissione bilancio:  il  primo
  riguarda  la legge a favore degli oratori religiosi, e  le  ricordo
  che  l'anno  scorso  le somme non sono state impegnate,  la  legge,
  quindi,  non è stata approvata. Quest'anno, nonostante in  fase  di
  approvazione della finanziaria abbiamo inserito sul capitolo  degli
  oratori,  proprio per potere approvare questa legge, un  milione  e
  mezzo di euro, ad oggi, nonostante vi sia la copertura finanziaria,
  purtroppo, non riusciamo  a portare fuori questo disegno  di  legge
  dalle secche della commissione bilancio.
   Approfitto  anche  del fatto che è presente  il  Presidente  della
  Commissione Bilancio per sollecitare, ancora un volta, a che questo
  disegno  di  legge, all'ordine del giorno da mesi avendo  anche  la
  copertura finanziaria, possa essere approvato.
   Stesso  discorso dicasi sull'altro disegno di legge sulla violenza
  alle  donne.  Anche  in  questo caso,  ricordo  che  siamo  l'unico
  Parlamento  e  l'unica  Regione d'Italia  a  non  avere  una  legge
  sull'argomento.  Sia l'anno scorso che quest'anno abbiamo  inserito
  in  bilancio  le somme destinate a finanziare questa  legge;  però,
  caro  assessore  Armao,  mi  rendo  conto  che  questo  Governo   è
  assolutamente insensibile alle problematiche della nostra terra  e,
  di  conseguenza, forse, avete pensato che queste somme,  così  come
  avete  fatto  l'anno  scorso, possono essere  destinate  per  altre
  finalità, ad esempio a spettacoli, perché mi pare di ricordare  che
  l'anno  scorso,  anziché approvare questa  legge,  si  è  preferito
  destinarle  a  sanare una serie di buchi che erano stati  fatti  in
  questo comparto.
   Allora, vorrei chiedere al Governo e al Presidente Cascio se  oggi
  assumono  formale  impegno  che, dal momento  che  vi  è  anche  la
  copertura  finanziaria,  si  possa  finalmente  portare   in   Aula
  l'approvazione di questo disegno di legge, altrimenti, io, ad  ogni
  seduta  d'Aula, prenderò la parola e continuerò a dire che  c'è  un
  Governo  insensibile, che c'è un Presidente dell'Assemblea che  non
  riesce  a costringere il Governo ad approvare due disegni di  legge
  che  da  mesi, uno da due anni, sono fermi in Commissione Bilancio,
  che   c'è  la  copertura  finanziaria,  a  meno  che  la  copertura
  finanziaria  che  ogni  anno noi mettiamo  in  conto,  proprio  per
  approvare  queste due leggi, è solo ed esclusivamente una   cartina
  di  tornasole' per prendere in giro i siciliani e le siciliane, per
  dire  che  il  Governo è disponibile a varare questa legge  e  poi,
  però,  arriviamo al 31 dicembre senza che questa legge venga  messa
  all'ordine del giorno e senza che questa legge venga approvata.
   Assessore  Armao,  domani  ci sarà nuovamente  seduta,  domani  le
  sottoporrò  questo problema e se martedì faremo nuovamente  seduta,
  ogni  volta che ci sarà seduta sarò costretto, da oggi  in  poi,  a
  prendere la parola e a ricordare che gli impegni non si mantengono,
  a ricordare che questo - dove fra le altre cose c'è anche una donna
  -  è un Governo assolutamente insensibile e che questo è un Governo
  che  non  fa gli interessi della Sicilia ma fa altri interessi  che
  noi non conosciamo.
   Allo  stesso tempo, vorrei sollecitare il Presidente Cascio a  che
  l'assessore  Russo  venga  in  Aula e risponda  alle  centinaia  di
  interrogazioni che tutti i deputati gli andiamo a sottoporre.
   In  modo  particolare, la scorsa settimana, gli ho  sottoposto  un
  problema  relativo ad una camera iperbarica, che è stata acquistata
  decine di anni fa presso l'ospedale di Augusta e, nonostante  siano
  passati  circa tredici, quattordici anni, non è mai stata messa  in
  funzione.  Addirittura, qualcuno pensava che la  camera  iperbarica
  dell'ospedale di Augusta fosse stata destinata ad altri fini.
   Abbiamo, invece, scoperto che la camera iperbarica esiste  e  che,
  di  contro, tutti coloro i quali hanno necessità di doversi  recare
  in  quella  camera  iperbarica per le proprie cure,  continuano  ad
  utilizzare  la  camera iperbarica di una struttura  privata  oppure
  sono  costretti  ad  andare fuori dalla provincia  di  Siracusa.  E
  siccome l'assessore Russo continua a dire di essere colui il  quale
  vuole  moralizzare  la sanità, che coloro i quali  hanno  fatto  la
  censura  non so quali interessi dovremmo avere con la case di  cura
  privata, allora segnalo questo problema nella speranza che dimostri
  con  i fatti che lui è il sostenitore della sanità pubblica, perché
  se  nemmeno  in questo caso risponde, perché se nemmeno  in  questo
  caso  nomina  un  ispettore per verificare quello  che  è  successo
  nell'ASP  di  Siracusa,  devo  convenire  con  tutti  che   non   è
  assolutamente  vero quello che dice perché, da una parte,  ci  sono
  parole,  parole,  parole  a  mai  finire,  dall'altra  parte  vi  è
  un'inerzia assoluta da parte di questo Governo che, anche di fronte
  ad  una  denuncia così forte che proviene dal territorio, di fronte
  ad  un  caso di malasanità gravissima che denunciamo ormai da mesi,
  rimane del tutto indifferente.
   Le cose sono due: o l'assessore è connivente con questo modo grave
  di  interpretare le politiche sanitarie in provincia  di  Siracusa,
  oppure l'assessore dorme. E siccome nell'uno e nell'altro caso  noi
  non  siamo assolutamente disposti a consentire che lui continui  in
  questo sonno che mi sembra tutto tranne il sonno dei giusti, vorrei
  invitare   il  Presidente  dell'Assemblea  regionale  siciliana   a
  intervenire sull'assessore Russo per chiedere e pretendere che egli
  rispetti    questa   Assemblea   dando   risposte    alle    nostre
  interrogazioni,   soprattutto   quando,   attraverso   le    nostre
  interrogazioni,  denunciamo  fatti gravissimi,  come  quello  della
  camera  iperbarica di Augusta, che è costata all'erario - e  quindi
  ai  siciliani, a tutti noi, e pure a questo Governo  che  pensa  di
  fare economia - in questi anni di mancato uso migliaia di euro.
   Presidente   Cascio,  mi  appello  ancora  una  volta   alla   sua
  sensibilità,  al  rispetto che lei ha nei confronti  dell'Assemblea
  che  presiede  e, di conseguenza, la vorrei invitare  ad  attivarsi
  affinché  i due disegni di legge di cui ho parlato vengano  portati
  in  Aula e affinché l'assessore Russo risponda, soprattutto  quando
  vengono  denunciati  fatti che potrebbero anche  essere  penalmente
  rilevanti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, a causa di inconvenienti  tecnici
  nel sistema elettronico di votazione, vi invito a far registrare la
  vostra  presenza  ai  fini amministrativi tramite  apposito  foglio
  collocato presso il banco della Presidenza.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIUDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor  Presidente, la settimana scorsa,  anche  grazie
  alla   sua   determinazione  e  al  suo  senso  delle  istituzioni,
  quest'Aula  ha  approvato  una mozione  di  censura  nei  confronti
  dell'assessore  alla  salute, una mozione di censura  che  è  stata
  fortemente  contestata; addirittura, onorevole Rinaldi, il  Partito
  Democratico ha lasciato quest'Aula.
   Eppure, in altre occasioni, per esempio in Campania, a luglio  del
  2011,  non  vent'anni  fa, ma anche in Lombardia,  che  il  Partito
  Democratico aveva presentata analoga mozione nei confronti di altri
  assessori  che sono al governo e in quella occasione la  censura  è
  stata  posta  regolarmente in discussione senza che il centrodestra
  mettesse   in  atto  una  polemica  che  io  non  voglio   definire
  strumentale, ma che certamente è poco attinente alle regole  di  un
  Parlamento,  che  deve dare in ogni occasione e sempre  voce  anche
  alle opposizioni, che poi sono opposizioni che non rispecchiano  la
  reale  situazione  del popolo siciliano che ha votato  diversamente
  alcuni anni or sono ma che si trova nella paradossale situazione di
  essere governato da chi  era stato collocato alla opposizione.
   Non  riesco a capire, signor Presidente, quali saranno gli effetti
  e  non  mi riferisco ovviamente agli effetti tecnico-giuridici  che
  sono  di  competenza del Governo e del Governatore, ma mi riferisco
  alle conseguenze politiche di quest'atto.
   L'assessore  Russo  si  è  mostrato molto sprezzante,  addirittura
  prima  che  si arrivasse al voto ha lasciato sprezzante  quest'Aula
  dicendo  delle  cose che io non voglio ripetere, ma che  certamente
  non fanno onore a un rappresentante delle Istituzioni.
   Ma  io  oggi,  signor  Presidente,  sono  qui  per  segnalarle  un
  comportamento che, ancora una volta, non tiene conto dei valori del
  territorio; ancora una volta non tiene conto del bene assoluto  che
  è  quello del diritto alla salute del popolo siciliano. Ed esistono
  - vi è di più - delle disparità.
   Mi riferisco, signor Presidente, ai punti nascita. Lei sa che sono
  state  fatte, in questi giorni, delle deroghe. Non voglio  attivare
  qui  una  guerra  tra  poveri, perché non  sarebbe  giusto,  ma  in
  provincia  di  Palermo, in provincia di Catania, in altre  province
  sono state fatte delle deroghe. Deroghe che, purtroppo, non rendono
  ovviamente giustizia, non ci fanno capire, non ci indicano  qual  è
  la strada che vuole percorrere il nostro assessore per la salute  e
  se  c'è invece una scelta  ad libitum' in riferimento e in rapporto
  a  clientele, amicizie, spinte, posizioni politiche, differenza  di
  lato, appartenenze, colori. Spero che non sia così
   Certo  però è che stiamo assistendo ad un comportamento aggressivo
  nei  confronti della popolazione, e le segnalo, signor  Presidente,
  due casi che sono certamente emblematici.
   Il  primo  è  quello del comune di Lipari. Parliamo di una  realtà
  insulare  assai nota a tutti quanti noi, un comune che conta  circa
  12  mila  abitanti, che ha sette isole distanti l'una dall'altra  e
  che  oggi  non avrà più il proprio punto nascita. Non so quale  sia
  stata la deroga e quali motivazioni siano state addotte per cercare
  e trovare altrove delle soluzioni.
   Per  Lipari  questa soluzione non è stata trovata e lo ritengo  un
  fatto molto grave.
   Lei  sa  che la popolazione sta insorgendo, è stato già annunciato
  un  corteo  di donne in stato di gravidanza che sfileranno  per  la
  città  di  Lipari  da  qui a qualche giorno.  L'assessore  è  stato
  convocato in Commissione e sarà qui mercoledì.
   Però,   purtroppo  mi  pare  che  altre  violazioni   sono   state
  perpetrate,  signor Presidente. Perché non è questo un ragionamento
  fatto  in  sede istituzionale, non è stata coinvolta la  Conferenza
  dei  sindaci  che  si  era già espressa qualche  mese  addietro  in
  maniera  diversa,  alla presenza dell'allora  manager  dell'ASP  di
  Messina, non è stata consultata la Commissione di merito.
   Si  tratta, quindi, di una mera operazione contabile? Poteva farla
  un  ragioniere?  Tagliare  la salute è un  compito  affidato  a  un
  ragioniere che, non sapendo come far quadrare i conti e non sapendo
  come far diventare quattro il 2+2, lo fa così inopinatamente? E  lo
  fa  a  Lipari,  così come lo fa a Mistretta, che è una  realtà  che
  insiste in montagna - lo dico a chi non conosce quella realtà  -  e
  che  ha  bisogno  di  un punto nascita proprio per  garantire  quel
  diritto   alla   salute   sancito   dalla   nostra   stessa   Carta
  costituzionale.
   Signor Presidente, noi non possiamo continuare in questo percorso.
  Mi  affido  a lei, alla sua sensibilità. Noi dobbiamo riportare  il
  dibattito in questa Aula; dobbiamo fare in modo che le scelte -  mi
  consenta  il  termine  forte -  scellerate' dell'assessore  per  la
  salute  vengano fermate. Fermiamo Russo  Facciamo in  modo  che  si
  fermi  questa  politica  che,  d'altronde,  nessun  beneficio   sta
  consegnando  ai  siciliani e alla salute dei  siciliani  perché  il
  territorio è assente, la possibilità di risparmiare è completamente
  assente  e  neanche  presa in considerazione e la  contrazione  dei
  costi  passa  soltanto,  signor Presidente,  dal  differimento  dei
  pagamenti. Nessuna politica di prevenzione.
   Se  oggi noi provassimo a fare una telefonata al numero verde  per
  prenotare un esame, il più semplice possibile, una termografia, una
  mammografia,  ci  renderemmo conto che  trascorreranno  da  otto  a
  undici mesi.
   Non  è  questo il modo con il quale si può affrontare  il  sistema
  sanitario regionale, non è questa la rivoluzione alla quale ambisce
  il  popolo  siciliano, non è questa la rivoluzione  annunciata  nei
  cartelloni e nei manifesti dal Governo Lombardo e dal suo assessore
  per la salute.
   Signor  Presidente, fermiamo questa manovra accelerata, riportiamo
  il dibattito in quest'Aula, facciamo in modo che l'assessore per la
  salute  si  renda  conto  che  sta  per  sbagliare,  che  sta   per
  danneggiare il popolo siciliano e abbia quindi maggiore rispetto di
  questo Parlamento, non solo in fase enunciativa ma anche nella fase
  pratica,  perchè  è  facile  sollevare dei  manager  dall'incarico,
  magari  poi  per trovare soluzioni all'interno di altre  realtà;  è
  facile trovare espedienti con i quali poi, sostanzialmente, si  può
  premiare più o meno chi ha voluto e ha saputo rispondere al  diktat
  dell'Assessore.
   Concludo,   signor  Presidente. Lei  sa  che  l'assessore  per  la
  salute,  per  ciò  che  riguarda la realtà di Messina,  dopo  avere
  spronato  il manager a portare avanti un piano di razionalizzazione
  della   rete   ospedaliera,  dopo  aver  invitato   i   sindaci   a
  pronunciarsi, ebbene ha fatto di quel  piano  carta straccia, salvo
  poi  ad  addossare le responsabilità a manager, responsabilità  che
  sono  in  capo a chi, stracciando quel piano, ha di fatto aumentato
  il deficit nella provincia di Messina.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a  parlare  sull'ordine   dei   lavori
  l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  colgo  l'occasione,  perché   vedo
  l'assessore   Armao   in   Aula,  in  quanto   ritengo   necessario
  sottolineare  un  problema  che,  in  questi  giorni,   in   queste
  settimane,  in questi mesi, hanno sollevato gli enti  locali  della
  Regione  Sicilia: mi riferisco al mancato trasferimento  dei  fondi
  relativi al trasporto alunni per quei comuni che non hanno istituti
  e  scuole  medie superiori e sono costretti a trasferire  i  propri
  alunni presso quelle città che hanno tali istituti.
   Questo  contributo  che ammonta a circa 26 milioni  di  euro,  per
  l'anno  2009,  a  distanza  di questo  periodo,  due  anni  appena,
  purtroppo ancora non è stato assegnato ai comuni dell'Isola; in più
  aspettiamo  ancora il contributo per l'anno 2010  e  poi  ci  dovrà
  essere quello del 2011.
   Inoltre,   assessore   Armao,   volevo   segnalarle   la   mancata
  assegnazione   e   il   mancato   trasferimento   dei    contributi
  relativamente al ricovero dei minori e dei disabili  in   comunità;
  trattasi    di   decreti   che   giacciono   presso   l'Assessorato
  dell'economia, per cui l'invito da parte di questo Parlamento e mio
  personale,  ma  credo  anche  degli enti  locali  siciliani,  è  di
  sollecitare  al  più  presto  il visto finale  perché  possano  poi
  trovare l'accreditamento e il trasferimento nelle casse dei comuni.
   Purtroppo, mai come quest'anno i comuni stanno subendo e soffrendo
  una  crisi economica di flusso finanziario, molti comuni in  questo
  mese  non sono stati nelle condizioni di pagare gli stessi stipendi
  agli  impiegati  comunali. Per cui era questo il sollecito  che  mi
  permettevo fare.
   Al  Presidente  dell'Assemblea  regionale,  poi,  mi  permetto  di
  suggerire  o di segnalare il comportamento assolutamente  scomposto
  dell'assessore  Massimo  Russo, così come  hanno  fatto  gli  altri
  colleghi, ma credo e voglio qua dire all'onorevole Buzzanca che ciò
  che  ha fatto l'assessore Russo è stato assolutamente censurato non
  dalla  minoranza  o  dall'opposizione, ma è stato  censurato  dalla
  maggioranza,  nel momento in cui la maggioranza di  governo  non  è
  entrata  in  Aula  al momento del voto chiedendo magari  il  numero
  legale,  in  quel  momento proprio la maggioranza ha  decretato  la
  censura di Russo e la sfiducia conseguente nei suoi confronti.
   Per  cui non mi attarderei a parlare, ormai lo conosciamo come sia
  molte  volte prolisso nei suoi modi di fare, nel suo modo di  dire,
  molto   poco   concreta  e  molto  poco  efficace  la  sua   azione
  amministrativa.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a  parlare  sull'ordine   dei   lavori
  l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  il  mio  intervento  vuole fare riferimento solo  indirettamente  a
  quanto è accaduto la settimana scorsa sul voto che ha approvato  la
  mozione  di censura ai danni dell'assessore Russo. Si pone, quindi,
  in  linea,  assolutamente  in linea con  l'intervento  del  collega
  Buzzanca che mi ha preceduto.
   E  però,  signor Presidente e onorevoli colleghi, non intendo,  in
  questa  sede,  immorare su un dato che il buon senso dovrebbe  fare
  ritenere scontato e cioè che a fronte di una mozione di censura del
  Parlamento  che ha visto i colleghi della maggioranza  ribaltonista
  non difendere il loro assessore, di tal ché questa mozione ha avuto
  il  presupposto per essere approvata,  rispetto a questo non voglio
  immorare;  ciascuno  di  noi,  compreso  l'Assessore,  assumerà,  e
  soprattutto  compreso  il  Presidente Lombardo,  le  decisioni  che
  ritiene di assumere, i cittadini valuteranno.
   Ma,   signor   Presidente,  in  questi  giorni,  e  mi   riferisco
  soprattutto ai deputati di Palermo, ne vedo alcuni in Aula,  stanno
  accadendo delle cose ancora nella Sanità che, a mio parere, sono di
  una  gravità straordinaria. Mi riferisco soprattutto alla  chiusura
  del  punto  nascita di Cefalù che rappresenta in maniera oggettiva,
  onorevole Parlavecchio, uno dei punti, dei rari punti che, al di là
  della  modalità  che  non condividiamo, di  gestione  della  Sanità
  dell'assessore  Russo, continua ad essere un  punto  di  eccellenza
  della sanità palermitana.
   A  Cefalù  si fa lo screening, si fa l'amniocentesi, si fanno  una
  serie di attività tecniche, e le leggo perché è importante: vi è la
  banca del sangue, vi è la neonatologia, vi è la villocentesi, vi  è
  l'ecocardiofetale, vi è la translucenza.
   Signor  Presidente si chiude Cefalù, sa perché  e  sapete  perché,
  onorevoli colleghi?
   Perché  gli  standard stabiliscono che bisogna arrivare  almeno  a
  cinquecento nascite annuali.
   Ebbene,  dal 2008 ad oggi Cefalù è passata, ascoltatemi  bene,  da
  280 nascite a 480 nascite, con un trend ovviamente che tende a 500.
  Sapete  a  favore di chi si chiude Cefalù? Si chiude per rafforzare
  l'ospedale  di Termini Imerese che, ascoltatemi ancora,  è  passato
  nello stesso periodo da 600 nascite a 450, quindi al di sotto delle
  nascite  di  Cefalù. E volete dirmi che non si tratta  di  gestione
  politica della Sanità
   Io  non so chi è nato a Termini Imerese, non so chi tutela Termini
  Imerese, non so per quale ragione si vuole chiudere Petralia  e  si
  vuole  lasciare aperto Corleone, ma voglio capire come  faranno  le
  mamme, le partorienti di Petralia, quando nevicherà in quei luoghi,
  a  prendere  un  elicottero o a prendere  un  mezzo  per  andare  a
  partorire a Corleone o a Palermo.
   E' vero, come dice l'assessore Russo, e ho concluso Presidente, il
  parto  è  un  evento  naturale.  Però,  probabilmente,  siccome   è
  magistrato e non è medico, non sa che un evento felice come  quello
  del parto abbisogna di molto poco per trasformarsi, a volte, in  un
  evento drammatico o tragico.
   Di  lui  ricorderanno  certamente gli abitanti  di  Cefalù  e  del
  comprensorio, gli abitanti di Petralia e del comprensorio.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a  parlare  sull'ordine   dei   lavori
  l'onorevole Beninati. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   spenderò
  pochissimi  minuti  su quanto si è svolto la scorsa  settimana  sul
  problema  della  sanità. Dai messaggi dei giornali,  da  parte  dei
  giornalisti  e principalmente da parte dell'Assessore,  sono  state
  dette cose che forse alcuni colleghi non hanno attenzionato ma che,
  certamente, non danno a questa Assemblea il giusto risalto  che  la
  stessa cercherebbe di avere.
   Mi  spiego:  il  più  delle  volte le Commissioni  di  merito,  in
  particolare la Commissione Sanità, nel passato, ha sempre avuto  un
  ruolo  importante perché, a differenza delle altre commissioni,  la
  sanità in Sicilia per buona parte - e questo è stato giorni  fa  in
  parte  mascherato - si attiva per procedimenti amministrativi,  non
  per leggi e non per vie diciamo non amministrative. Quasi tutta  la
  spesa,  la  sua  attivazione e le decisioni  assunte  sulla  sanità
  avvengono  sempre per atti amministrativi del Governo. E'  avvenuto
  così negli anni passati e continua ad avvenire così con l'assessore
  Russo.
   Tengo  a  precisare questo particolare perché molti colleghi  sono
  stati offesi e non se ne sono purtroppo neanche resi conto, io  per
  primo;  si  è  detto  che quasi, nel passato, questa  Assemblea  ha
  sempre condiviso le scelte sulla sanità.
   Questa  Assemblea, onorevole  Cracolici, lei lo  sa,  non  ha  mai
  espresso  alcun parere su nessuna legge di spesa della  sanità;  la
  spesa   della   sanità  è  avvenuta  sempre  per  decreti   e   per
  provvedimenti che l'Assemblea non ha mai conosciuto.
   Abbiamo l'esempio: domani, in Commissione sanità, avremo il  piano
  dei  punti  nascita  che  l'Assemblea non  conosce;  è  una  scelta
  dell'assessore,  in  questo  caso di Russo,  che  non  tiene  conto
  dell'Assemblea.  Bene,  in  una  nota  che  l'assessore  Russo   ha
  formalizzato a quest'Aula per difendere il suo operato ha  tacciato
  alcuni  colleghi,  e  anche me, di avere tutelato  interessi  sulla
  sanità, mettendoci anche qualche parola di mafia, e chi più  ne  ha
  più ne metta.
   Signor  Presidente,  non  penso, come  tanti  colleghi  di  questa
  Assemblea,  che  sull'argomento fosse  giusto  essere  chiamati  in
  causa; noi non c'entriamo nulla su queste scelte sulla sanità,  sia
  oggi che nel passato, per cui l'assessore Russo ha sbagliato a  far
  passare  il  messaggio che questa Assemblea nel  passato  ha  fatto
  scelte  sulla  sanità  quando queste scelte sono  state  fatte,  se
  responsabilità ci sono, dagli assessori di turno dell'epoca.
   Ce  ne  sono molti, esistono, basterebbe andare a controllare  gli
  atti  che ogni assessore ha prodotto, ma certamente non è stato  il
  Parlamento  e, quindi, i deputati  dell'allora maggioranza  e  oggi
  della  maggioranza o dell'opposizione, perché non si è  capito  più
  nulla, non si sa chi è maggioranza e chi opposizione, a fare scelte
  sulla  sanità. Quindi, inviterei l'assessore Russo, in  futuro,  ad
  essere più attento nel dire parole, anche pesanti, nei confronti di
  una Assemblea che non le merita.
   Ricordo  a  me stesso, e concludo, la frettolosità con cui  spesso
  l'assessore Russo produce i suoi provvedimenti, quando mi trovai  a
  fare   il  presidente  della  Commissione  sanità  venne  bloccata.
  Diversamente, oggi la Sicilia si sarebbe trovata ad affrontare  una
  catastrofe:  quando  si  volevano tagliare  5.700  posti  letto  in
  Sicilia,  siamo  stati  tutti  compatti  e  abbiamo  condiviso   di
  limitarci a ciò che il piano di rientro prevedeva, cioé 2.540 posti
  letto.
   Bene,  l'assessore  Russo  ha  dovuto   all'inizio  affrontare  la
  Commissione e quella Commissione fece rispettare il ruolo di questo
  Parlamento.   Non   me   ne   voglia  il  presidente   dell'attuale
  Commissione,  ma  domani  riunirà una  Commissione,  qui  lo  dico,
  inutile,  perché forse tanti non lo sanno, il decreto è  stato  già
  fatto, tutte le scelte sono state già fatte, l'Assemblea non ne  sa
  nulla.  La  Commissione  domani,  penso,  farà  l'ennesima  cattiva
  figura, perché tutto ciò che bisognava fare andava fatto prima,  se
  c'era un rispetto del Parlamento e della Commissione. Una volta che
  si  è deciso, credo che sarà una presa in giro; pertanto, credo che
  l'assessore Russo debba riflettere sul suo comportamento e  non  su
  quello dell'Assemblea nei suoi confronti.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a  parlare  sull'ordine   dei   lavori
  l'onorevole Corona. Ne ha facoltà.

   CORONA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  sull'ordine dei lavori per confermare un po' quello che i  colleghi
  che    mi    hanno   preceduto   hanno   detto   sull'atteggiamento
  dell'assessore  Russo  nei confronti di  questo  Parlamento  e  per
  sottolineare  una esigenza, visto che siamo entrati  nell'argomento
  dell'ordine dei lavori. Domani, signor Presidente, lei sa benissimo
  che  è  stata  convocata la VI Commissione per discutere,  appunto,
  sulle  scelte  dell'assessore Russo in merito al  piano  sui  punti
  nascita in Sicilia.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Corona,  mi  scusi,  devo  interromperla.
  L'ordine  dei  lavori  non  dà  inizio  ad  un  dibattito,  é   una
  comunicazione che il deputato sente di fare. Non c'è  un  dibattito
  sull'ordine  dei  lavori, quindi se lei introduce qualche  elemento
  nuovo bene, altrimenti sono costretto a toglierle la parola e diamo
  inizio, invece, ai lavori  previsti dall'ordine del giorno.

   CORONA. Signor Presidente, mi attengo a ciò che hanno fatto i miei
  colleghi  che  mi  hanno preceduto, sostenendo  in  buona  sostanza
  alcuni  concetti: che quest'Aula è stata privata di  un  dibattito.
  Abbiamo  certificato in quest'Aula che cosa? Che  un  assessore  di
  questo  Governo  è stato sordo, cieco e anche muto  perché  non  ha
  risposto alle centinaia di interrogazioni che i parlamentari  hanno
  fatto  in  questi tre anni. Non ha neanche spiegato, rispetto  alla
  mozione di censura presentata, quali erano le sue ragioni,  non  ha
  dato  chiarimenti  sufficienti per contestare  quello  che  abbiamo
  sostenuto  nella mozione di censura e, poi, abbiamo visto  che  nel
  piano  dei  punti  nascita,  fatto all'indomani  della  mozione  di
  censura,  è stato cieco perché sulla stampa ha sostenuto  di  avere
  fatto delle eccezioni; ma come, per quali territori, e a favore  di
  chi?
   Forse  lui,  essendo  sordo  alle sollecitazioni  del  territorio,
  conosce  solo  una voce, quella del suo presidente,  ma  questo  lo
  vogliamo capire.
   Signor  Presidente,  lei  è  qui  per  tutelale  il  Parlamento  e
  soprattutto  le  prerogative dei parlamentari. Su questo  argomento
  abbiamo  appreso  dalla  stampa che forse  domani  l'assessore  non
  parteciperà alla riunione della Commissione Sanità per discutere di
  un  argomento così delicato  e anche di altri argomenti.  Ecco,  se
  l'assessore  Russo,  non  solo non risponde  alle  nostre  numerose
  interrogazioni, su quelle che sono le scelte che la politica  e  il
  Governo  devono  portare  avanti per  tutelare  gli  interessi  dei
  cittadini,  è  chiaro  che  siamo  molto  preoccupati.  Se   domani
  l'assessore  Russo  non  verrà  in  Commissione,  non  ci  darà   i
  chiarimenti necessari, sufficienti
   Fra l'altro, vorrei qui sottolineare che l'assessore Russo, in una
  precedente riunione della Commissione sanità, l'anno scorso,  aveva
  assunto  l'impegno di non chiudere  il punto nascita  di  Lipari  e
  oggi,  invece,  con un suo provvedimento, ribadisce  che  il  punto
  nascita  di Lipari viene chiuso. Ciò significa disattendere impegni
  e,  soprattutto, mortificare le scelte dei parlamentari  e  di  una
  Commissione  che,  certamente, deve dire la  propria  nelle  scelte
  amministrative e politiche di questa Assemblea regionale.

   degli anni 2012-2014

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Discussione del Documento di programmazione economico-finanziaria
                        per gli anni 2012/2014

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  del  documento di programmazione economico-finanziario
  per l'anno 2012-2014.
   Invito  il  Presidente  della Commissione  e  relatore,  onorevole
  Savona,  a svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la presente relazione ha  lo  scopo
  di illustrare i contenuti del Documento di programmazione economico-
  finanziaria   2012-2014   presentato  dal   Governo,   sottoponendo
  all'esame dell'Aula le osservazioni e valutazioni della Commissione
  parlamentare  Bilancio .
   Prima   di  approfondire  il  quadro  finanziario  di  riferimento
  delineato nel Documento governativo, le questioni che esso pone, le
  strategie  e  le  politiche che l'Esecutivo intende realizzare  nel
  periodo  programmato, occorre preliminarmente osservare che,  sotto
  il  profilo procedurale, la legge finanziaria regionale 2011 (legge
  regionale  n.  7/2011)  ha modificato il termine  di  presentazione
  all'Assemblea  dell'atto  in  esame,  prevedendo   che   esso   sia
  depositato entro il 20 luglio di ciascun anno.
   Come  si  ricorderà, la normativa regionale pre-vigente  stabiliva
  che   il   DPEF   fosse  presentato  entro  trenta   giorni   dalla
  presentazione  alle  Camere del DPEF nazionale.  Con  la  legge  di
  riforma  della  contabilità  pubblica  (L.  196/2009  e  successive
  modifiche  e integrazioni) il Documento programmatorio,  a  livello
  statale, è stato però sostituito prima, dalla Decisione di  finanza
  pubblica, indi dal Documento di economia e finanza (DEF).
   L'innovazione statuale, intende ampliare il quadro informativo  e,
  connettendosi  al Patto di convergenza a livello europeo,  illustra
  la   manovra  necessaria  per  il  conseguimento  degli   obiettivi
  macroeconomici  per  ciascun anno del triennio, con  l'indicazione,
  altresì,  dei  disegni di legge collegati alla manovra  di  finanza
  pubblica, da presentare al  Parlamento entro il successivo mese  di
  gennaio.  Al  D.E.F si accompagna e si collega la nuova   legge  di
  stabilità  che sostituisce la  legge finanziaria.
   Tenuto   conto   dell'abrogazione  del  corrispondente   documento
  nazionale, che ne costituiva il punto di riferimento, non  soltanto
  dal  punto  di  vista dei termini di presentazione,  ma  anche  dei
  contenuti, il DPEF regionale, ai sensi del comma 1 dell'articolo 14
  della citata legge 7/2011 va presentato, all'Assemblea entro il  20
  luglio  di ogni anno, dando, in tal modo, al Governo della  Regione
  la possibilità  di predisporre l'atto in questione,  sulla base dei
  dati   e delle previsioni contenuti nel nuovo Documento statale  di
  economia e finanza.
   Si osserva, però, che tale aggiornamento normativo, nei termini di
  presentazione,  pur se significativo appare incompleto  in  quanto,
  seppure   allinea  il  DPEF  regionale  al  quadro  di  riferimento
  economico-finanziario definito dal Documento di economia e  finanza
  (DEF),  in  considerazione  dei  tempi  procedurali  fissati,   non
  consente  tuttavia  di  tener  conto  della  successiva   Nota   di
  aggiornamento   del DEF, che il Governo nazionale  deve  presentare
  entro il 20 settembre di ogni anno.
   Ciò  impone  di  evidenziare l'esigenza, più  volte  sollevata  da
  questa  Commissione,  di  procedere,  in  tempi  rapidi,  in   sede
  parlamentare attraverso un proficuo confronto con il Governo,  alla
  piena  e  completa   armonizzazione della  normativa  regionale  di
  contabilità  e  finanza con la profonda riforma operata  a  livello
  nazionale  dalla citata legge n. 196/2009, anche per  adeguare  gli
  strumenti della decisione  regionale di bilancio alle nuove regole,
  decise  in  sede  europea  per rafforzare  il  coordinamento  delle
  politiche economiche e finanziarie degli Stati membri dell'Unione.
   La  Commissione  Bilancio , al fine di garantire la pienezza delle
  sue  prerogative, che trovano riscontro nel succedersi razionale  e
  coerente  dei diversi momenti procedurali, in cui deve comporsi  il
  procedimento complesso della decisione di bilancio, in linea con le
  strategie  d'intervento  fissate a livello  nazionale  ed  europeo,
  intende,   quindi,   intervenire  quanto  prima,  legislativamente,
  adeguando e coordinando le norme di contabilità regionale al  ciclo
  nazionale di programmazione finanziaria e di  bilancio.
   Nell'ambito  di  tali  osservazioni  occorre  evidenziare  che  il
  Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) continua a
  rappresentare, in atto, secondo la vigente legislazione  regionale,
  e  le parallele norme regolamentari interne dell'Assemblea, la fase
  introduttiva  del  complessivo  procedimento  in  cui  si  compone,
  annualmente, la decisione di bilancio.
   Con l'approvazione del Documento programmatorio, mediante l'ordine
  del  giorno  parlamentare adottato dall'Assemblea,  è  definita  la
  manovra  di  finanza  pubblica   per  il  periodo  rimanente  della
  legislatura   e  fissati gli obiettivi fondamentali della  politica
  finanziaria e di bilancio della Regione per il  relativo periodo.
   Sono  determinate  le principali grandezze macroeconomiche  ed  il
  conseguente valore del saldo netto da finanziare o da impiegare  di
  competenza per l'anno successivo, dati e valori questi, che  devono
  costituire la cornice della corrispondente legge finanziaria ed  in
  essa   devono  incorporarsi,  per  individuare  ed  articolare   le
  principali  politiche  da  realizzare in  rapporto  agli  obiettivi
  prefissati.
   Si tratta dunque di regole essenziali, destinate ad assicurare una
  copertura  finanziaria  adeguata  ed  attendibile  per  la   tenuta
  complessiva degli equilibri finanziari e di bilancio.
   Va  altresì  riconosciuto che, in seguito a  quanto  preannunziato
  dall'Assessore  regionale per l'economia  nel  corso  della  seduta
  della  Commissione  Bilancio  n. 265 del 13 settembre 2011, è stata
  depositata  dal  Governo  nella  seduta  del  21  settembre   2011,
  simmetricamente  a quanto previsto a livello nazionale,  una   Nota
  integrativa   al DPEF 2012-2014, con la quale si valuta  l'impatto,
  sul   sistema  della  finanza  pubblica  regionale,  degli  effetti
  dell'ultima manovra finanziaria nazionale predisposta tra  l'agosto
  ed  il  settembre scorsi e contenuta nel decreto legge n. 138/2011,
  convertito con modificazioni dalla legge n. 148/2011.
   Si coglie, a tal proposito, l'occasione per ribadire che, soltanto
  il  puntuale rispetto dei tempi procedurali e temporali in  cui  si
  deve  snodare  la  programmazione finanziaria  e  di  bilancio  può
  consentire, effettivamente, all'Assemblea di svolgere pienamente il
  proprio  ruolo d'impulso, d'indirizzo e d'intervento nella fase  di
  determinazione delle scelte programmatiche del Governo, le quali si
  trasfondono nei documenti finanziari.
   Si  puntualizza infatti che, come precedentemente già  evidenziato
  in  analoga  occasione,  la piena partecipazione  dell'Assemblea  e
  delle   sue   articolazioni  interne  non  può   rappresentare   un
  adempimento  meramente  formale,  ma  deve  inserirsi,  in  maniera
  effettiva  all'interno del procedimento preparatorio della  manovra
  di  finanza  pubblica   per  la definizione  ed  attuazione  di  un
  indirizzo politico coerente, che contraddistingue l'intera attività
  legislativa del periodo di competenza.
   Pur   valutando  il  significato  di  tali  elementi,  l'obiettivo
  ulteriore  di  evitare, che la discussione in Aula del  DPEF  fosse
  sostanzialmente  svuotata dalla sovrapposizione con  l'avvio  della
  sessione  di bilancio, pregiudicando così la necessaria connessione
  logica  e  temporale  tra  i  contenuti del  Documento,  l'atto  di
  indirizzo del Parlamento e la trattazione dei disegni di  legge  di
  bilancio  e  finanziaria,  ha indotto la  Commissione  Bilancio  ad
  esitare  il  DPEF  anche  in assenza delle osservazioni  di  alcune
  Commissioni, nella convinzione, comunque,  che eventuali  ulteriori
  contributi  possano  essere  utilmente  valutati  nel   corso   del
  dibattito in Aula.
   Per  quanto  riguarda  la  struttura  ed  il  contenuto  del  DPEF
  all'esame,   la   Commissione,  nell'esprimere  parere   favorevole
  sull'atto, rileva positivamente, come esso, a differenza di  quanto
  accaduto  nei  documenti precedenti, contiene un esame approfondito
  della  situazione  di  contesto, peraltro  particolarmente  critica
  sotto il profilo congiunturale, in cui sono maturate le scelte  che
  il  Documento presenta ed articola, individuando, specificamente le
  politiche   da  attivare   e  le  connesse  differenti   iniziative
  legislative   ed   amministrative  che  si  intendono   portare   a
  compimento.
   Come evidenziato nella parte dedicata al Quadro programmatico 2012-
  2014   il  DPEF  all'esame  si colloca, infatti,  in  uno  scenario
  finanziario   internazionale  di  grande  incertezza  e   crescente
  instabilità  finanziaria e dei mercati, nel cui ambito  il  Governo
  nazionale  è  stato  indotto ad assumere, in successivi  interventi
  fortemente  penalizzanti - si sottolinea -  per  il  sistema  delle
  autonomie,  misure  di stabilizzazione e contenimento  della  spesa
  pubblica  al  fine  di  anticipare  l'obiettivo  del  pareggio   di
  bilancio,  nel  2013, su sollecitazione peraltro delle  Istituzioni
  europee.
   Appare,  dunque,  in tale situazione assai critica,  condivisibile
  l'impegno manifestato dal Governo, nel Documento, di irrobustire la
  rigorosa  politica  di  risanamento  del  bilancio  regionale,  già
  avviata nel corrente esercizio, per contenere e ridurre la dinamica
  della  spesa corrente  al fine di liberare risorse in favore  della
  crescita    e    dello   sviluppo   dei   settori   produttivi    e
  dell'occupazione .
   Si  ritiene,  infatti, che la pur doverosa linea  di  compressione
  della spesa pubblica non possa essere disgiunta da un forte sforzo,
  anche  attraverso  un  uso  più efficace  delle  rilevanti  risorse
  extraregionali  disponibili  e  non adeguatamente  utilizzate,  per
  ampliare  la  base  produttiva, fare crescere  il  fragile  tessuto
  imprenditoriale con ricadute positive - come affermato nello stesso
  Documento  -  sui  livelli occupazionali e  sull'economia  nel  suo
  complesso.
   In   tale  prospettiva  la  Commissione  valuta  positivamente  le
  politiche  d'intervento  che il DPEF, ed in  particolare  la   Nota
  integrativa',  esplicitano e che si debbono inserire nella  manovra
  correttiva  che  il  Governo intende realizzare con  gli  strumenti
  finanziari 2012-2014.
   In  particolare  si pone l'attenzione sul forte  sforzo  orientato
  alla   riduzione  dei  costi  degli  apparati  pubblici  a  livello
  regionale,  che  deve  doverosamente - giova  precisarlo  -  essere
  condotto,  in  ogni  caso,  nel pieno  rispetto  delle  prerogative
  statutarie di autonomia riconosciute dalla Costituzione agli organi
  legislativi e politici di rilievo costituzionale.
   Tale impegno deve estendersi, con concrete iniziative,  al settore
  pubblico  allargato, perseguendo l'azione intrapresa in tal  senso,
  dal  Governo,  anche  con  il  pieno  e  fattivo  contributo  della
  Commissione  Bilancio , e che ha già condotto alla forte  riduzione
  delle società regionali.
   Si  ritiene  inoltre essenziale, in piena condivisione con  quanto
  espresso  nel Documento, proseguire l'opera di semplificazione  del
  procedimento  amministrativo, la trasparenza  dell'azione  pubblica
  con la diffusione delle procedure informatiche e l'automatizzazione
  dei  processi  documentali  al  fine  di  assicurare  una  migliore
  efficienza della Pubblica amministrazione  con un uso più oculato e
  produttivo delle risorse pubbliche.
   Si  conviene inoltre sulla necessità di riformare l'offerta  della
  formazione   professionale,  anche  e  soprattutto  attraverso   il
  ricorso,   sempre   più  consistente,  a  forme  di   finanziamento
  sostitutive ed aggiuntive alle risorse regionali, al fine di creare
  figure  professionali  effettivamente spendibili  sul  mercato  del
  lavoro,  ponendo in particolare attenzione sui tirocini  formativi,
  sull'inserimento    lavorativo    dei    soggetti     svantaggiati,
  sull'apprendistato e sulla formazione in azienda.
   In  questo  quadro la Commissione condivide la volontà manifestata
  nel Documento di rafforzare la governance regionale delle politiche
  del   lavoro,   favorendo  l'interazione  di   tutti   gli   attori
  istituzionali  e sociali coinvolti, per far crescere  l'occupazione
  produttiva.   Tale   impegno   si   deve   accompagnare   con    la
  riorganizzazione del settore del precariato attraverso una migliore
  utilizzazione delle forze disponibili.
   Favorire   la   crescita  dell'occupazione  significa  intervenire
  efficacemente con incentivi adeguati a vantaggio delle imprese,  ed
  in questa prospettiva la Commissione valuta assai positivamente  lo
  sforzo  compiuto  dal  Governo regionale per sbloccare  il  credito
  d'imposta,  per nuovi investimenti, nonostante le difficoltà  poste
  dall'Esecutivo nazionale, impiegando risorse proprie sia pure con i
  limitati fondi disponibili, ed in assenza degli interventi  statali
  nel  settore infrastrutturale, mentre perdurano i ritardi,  che  la
  Commissione   intende   ancora  una  volta   stigmatizzare,   nella
  erogazione  dei  FAS,  a  cui perdipiù,  si  accompagna  una  forte
  contrazione  delle  risorse  nazionali  destinate  al  Mezzogiorno,
  nell'attesa  della  messa in opera del più volte annunziato   Piano
  nazionale per il Sud .
   In   linea  con  quanto  dichiarato  dal  Governo  regionale,  nel
  Documento  di  programmazione,  la  Commissione,  infatti,  ritiene
  prioritario  colmare il gap infrastrutturale tra la  Sicilia  e  le
  aree  più avanzate del Paese nella prospettiva dell'attuazione  del
  federalismo  fiscale   che rappresenta il  nuovo  modello  nel  cui
  ambito innovare e rafforzare l'Autonomia regionale
   Proprio con riferimento alla tematica del federalismo fiscale,  la
  Commissione valuta favorevolmente la parte del Documento dedicata a
  tale  materia, in cui viene posto  l'accento sulle criticità di  un
  impianto  che  ha   affidato il cammino del  nuovo  assetto  a  due
   gambe  la perequazione fiscale e la perequazione infrastrutturale.
   Per   l'appunto   la  perequazione  infrastrutturale,   e   dunque
  l'effettiva  attuazione  dell'articolo 22  della  legge  delega  n.
  42/2009 (tra l'altro, uno dei tre articoli direttamente applicabili
  agli ordinamenti delle Regioni a statuto speciale) va correttamente
  considerata  come precondizione per l'attuazione effettiva,  e  non
  sbilanciata, del processo federalista che non deve  penalizzare  il
  Sud .
   La  Commissione  ribadisce  pertanto  pieno  sostegno,  all'azione
  condotta  dal Governo regionale nelle opportune sedi istituzionali,
  a tutela delle prerogative statutarie della Regione Siciliana.
   Passando  ai profili inerenti, più nello specifico, la  situazione
  di  finanza  pubblica regionale, così come rappresentata  nel  DPEF
  2012-2014  la  Commissione  rileva positivamente,  come  del  resto
  evidenziato  nell'apposito Dossier curato  dal  Servizio  Bilancio,
  importanti  elementi  di novità, rispetto ai precedenti  Documenti,
  quali la quantificazione del risparmio da conseguire, in termini di
  cassa  e  di  competenza,  attraverso  la  manovra  correttiva   e,
  relativamente alla appendice statistica, le previsioni  dei  flussi
  finanziari di entrata e spesa del settore pubblico allargato.
   Non  si  può però non rilevare una certa opacità nel passaggio dal
  quadro  tendenziale di finanza pubblica, definito  sulla  base  del
  criterio  della  legislazione vigente, a quello programmatico,  che
  invece  richiederebbero, partitamente, una puntuale  illustrazione,
  onde  individuare  in maniera chiara i criteri  di  riferimento,  e
  permettere,  così,  la  loro differenziazione  che  costituisce  un
  elemento   fondamentale  per  comprendere  la   costruzione   degli
  aggregati  e la elaborazione delle stime sulle principali  voci  di
  spesa.
   La   Commissione  valuta  nondimeno,  in  positivo,  la   corretta
  rappresentazione,  fatta nel DPEF, in merito  all'evoluzione  della
  finanza   pubblica   regionale  scaturente  dai  fatti   gestionali
  dell'esercizio  2010, in quanto è evidenziato il  persistere  delle
  più rilevanti criticità che hanno caratterizzato l'elaborazione del
  bilancio di previsione vigente, ossia:
   forte rigidità della spesa corrente;
   minore gettito tributario rispetto alle previsioni di bilancio  (-
  3.91%), in ragione della perdurante crisi economica;
   mancata  realizzazione delle entrate correlate  alle  assegnazioni
  statali per la realizzazione del  PAR FAS;
   persistente deficit strutturale della gestione in conto  capitale,
  poiché il risparmio pubblico derivante dalla gestione non riesce  a
  compensare  il  deficit di gestione, determinando un  indebitamento
  netto
   Si  mantiene dunque la difficoltà, ormai strutturale,  a  reperire
  risorse   per  fronteggiare  le esigenze  finanziarie  legate  alla
  sanità,  al trasporto pubblico locale, ai rinnovi contrattuali  del
  personale  regionale, all'emergenza rifiuti, al settore sempre  più
  ampio del precariato.
   I principali saldi di bilancio risultanti dal quadro programmatico
  2012-2014  appaiono tutti negativi, in relazione  all'inadeguatezza
  del  gettito  di entrata ed alla presenza di valori quasi  costanti
  della  spesa  corrente.  L'esame dei suddetti  saldi  differenziali
  evidenzia,  pertanto,  la necessità di un  ben  definito  piano  di
  misure  per  razionalizzare  la spesa  corrente,  malgrado  la  sua
  strutturale  rigidità  e,  sul fronte delle  entrate,  di  attivare
  procedure  volte  a garantire una certa stabilità nell'acquisizione
  delle stesse all'erario regionale
   In  questo  contesto, va rilevato, che la capacità d'indebitamento
  della  Regione ha subito una flessione, in seguito al declassamento
  del rating subito dall'Agenzia  Standard e Poor's  da A+ ad A, come
  effetto  dell'abbassamento del giudizio recentemente  espresso  nei
  confronti dello Stato.
   Occorre,  quindi,  onde  evitare  un  ulteriore  aggravamento  del
  giudizio,  irrobustire e rafforzare la politica di risanamento  dei
  conti e di contenimento e riduzione della spesa, attraverso una più
  adeguata  analisi  ed  un  conseguente  più  rigoroso  controllo  e
  valutazione  delle  procedure di decisione e  di  attuazione  della
  spesa.
   La  Commissione pertanto concorda sul disegno programmatico di  un
  intervento  rigoroso, sulle parti critiche del bilancio  regionale,
  al  fine  di  ricondurre i livelli di spesa su valori  sostenibili,
  attraverso azioni e scelte gestionali coerenti.
   Occorre  dunque  attivare misure adeguate e  severe  politiche  di
  risanamento  del  bilancio  regionale  senza  le  quali  non  sarà,
  infatti, possibile assicurare risorse per sostenere lo sviluppo dei
  diversi  settori  produttivi,  rischiando  in  tal  modo  anche  di
  compromettere  ulteriormente  e  sul  medio-lungo  periodo  il  già
  fragile tessuto economico siciliano, in considerazione altresì  dei
  vincoli sempre più stingenti imposti, in termini di riduzione della
  spesa dalle ultime manovre nazionali.
   Per  riequilibrare  il  sistema di finanza pubblica  regionale  la
  Commissione  ritiene  allora  urgente  acquisire  maggiori  entrate
  strutturali in favore dell'erario regionale. E' necessario, quindi,
  con  riferimento alle entrate di spettanza regionale,  incrementare
  l'autonomia  fiscale della Regione per favorire lo sviluppo  di  un
  federalismo cooperativo e solidale.
   Sulla  scorta  delle analisi condotte e dei vincoli delineati,  il
  Governo   ipotizza   un   percorso  di  rientro   dalle   criticità
  finanziarie,  evidenziate nel quadro programmatico  in  termini  di
  incidenza  sul  PIL regionale, che, nell'arco temporale  del  DPEF,
  dovrebbe portare al miglioramento di tutti i saldi finanziari.
   Per  conseguire  tali  obiettivi, la manovra di  finanza  pubblica
  regionale  2012-2014,  secondo  il  DPEF  aggiornato  con  i   dati
  contenuti  nella  Nota integrativa', i quali tengono  conto,  degli
  effetti  sulla  finanza regionale delle recenti manovre  nazionali,
  dovrà prevedere una riduzione di spesa, in termini di competenza  e
  di  cassa,  rispettivamente di 974 milioni di  euro  nell'esercizio
  2012, e di 1267 milioni di euro negli esercizi 2013 e 2014.
   A  tal  proposito  la Commissione non può non  stigmatizzare   che
  l'impianto    dell'ultima    manovra   nazionale   è    concentrato
  essenzialmente  sul drastico taglio della spesa, senza  profili  di
  sviluppo, pur nell'invarianza delle entrate, e colpisce, in  misura
  particolare, il sistema regionale siciliano che ha già iniziato, in
  misura consistente, il percorso di risanamento dei conti ed avrebbe
  bisogno,  in  questa fase, di forti stimoli alla crescita  ed  allo
  sviluppo,  in uno scenario che secondo gli ultimi dati  disponibili
  prospetta, nella Regione, previsioni negative di crescita del  PIL,
  a prezzi costanti: -0,1 nel 2012.
   La  Commissione giudica allora favorevolmente che il Documento  in
  esame  abbia  dedicato  nella  Nota  integrativa  al  Documento  un
  apposito approfondimento alle politiche di coesione e sviluppo  del
  territorio  collegando funzionalmente il DPEF  alla  programmazione
  strategica  ed operativa delineata a livello nazionale ed  europeo,
  nell'ambito delle politiche di coesione, nel cui ambito è  comunque
  indispensabile  procedere,  con  i  necessari  strumenti   ad   una
  accelerazione dei programmi di spesa.
   L'integrazione  sinergica di tali politiche (a livello  regionale,
  nazionale   ed   eu-ropeo)   è  una  condizione   essenziale,   per
  massimizzare l'efficacia degli interventi, evitando duplicazioni  e
  sovrapposizioni.
   In  tale  direzione  la Commissione, pertanto, esprime  favorevole
  avviso  sulla volontà espressa nel DPEF di perseguire una  migliore
  efficacia  allocativa degli inter-venti, concentrando  l'attenzione
  sulla   fattibilità   delle iniziative, in  grado  di  fungere   da
  traino  dello sviluppo delle diverse aree territoriali omogenee  ed
  alla  crescita del PIL regionale, e sollecitando quindi le capacità
  dell'intero sistema  imprenditoriale.
   La  Commissione, a tal uopo auspica che i progetti  d'investimento
  si  indiriz-zino effettivamente, sulla realizzazione di  iniziative
  rivolte  al  superamento  del  gap in-frastrutturale  e  dunque  su
  investimenti  di  sistema, in grado di migliorare  la  funzionalità
  delle  reti stradali e ferroviarie, l'attrattività, il recupero  ed
  il  risanamento  del territorio, la valorizzazione  del  patrimonio
  naturale,  la  ricerca  e l'innovazione, per  adeguare  il  sistema
  produttivo  alle  condizioni  di  competitività  determinatesi  nel
  sistema  globalizzato,  senza disperdere le  risorse  per  finalità
  contingenti, e determinando così effetti positivi misurabili  sulla
  crescita del PIL regionale.
   Si evidenzia che questo processo può essere sostenuto soltanto con
  un'adeguata  domanda privata e pubblica in grado  di  stimolare  la
  crescita della produzione e la creazione di occupazione stabile.
   La  Commissione  ritiene  pertanto  che  occorre  intervenire  per
  incentivare  una  consistente ripresa  delle  attività  economiche,
  attraverso   l'aggregazione   delle   imprese,   il   rafforzamento
  patrimoniale  dei  Consorzi fidi, la concessione  di  finanziamenti
  adeguati per lo start-up nei confronti delle imprese giovanili.
   Si evidenzia inoltre che occorre approntare misure adeguate per la
  crescita  del settore produttivo legate all'agricoltura  attraverso
  un  conseguente  potenziamento del sistema  infrastrutturale  e  la
  modernizzazione del sistema distributivo.
   Va infine rilevato che, nell'ambito degli interventi, previsti nel
  DPEF  all'esame,  attenzione  è  dedicata  agli  Enti  locali,  già
  duramente colpiti dalle ultime manovre finanziarie nazionali
   La  Commissione valuta positivamente le misure finanziarie che  la
  Regione  intende  approntare   in favore  della  realizzazione   di
  iniziative e dei progetti presentati dagli Enti locali,  in  favore
  del  recupero urbano, la sistemazione delle scuole, la manutenzione
  straordinaria di edifici.
   A  tal  proposito  la  Commissione  raccomanda  che  l'inevitabile
  processo  di  contenimento  e razionalizzazione  della  spesa,  con
  riguardo  al alla allocazione delle risorse da assegnare agli  enti
  locali siciliani, sia condotto in maniera coerente e con equilibrio
  in  stretto raccordo con le associazioni rappresentative degli Enti
  (ANCI  ed  URPS)  e  non  si  traduca in  tagli,  unilaterali,  nei
  trasferimenti,  che  comporterebbero  un'ulteriore  riduzione   dei
  servizi offerti ai cittadini.
   Occorre   pertanto   modulare  gli  interventi,   puntando   sulla
  promozione  degli  investimenti  ed  ad  un  uso  effettivo  e  più
  razionale delle limitate risorse disponibili.
   Questa  Commissione, sulle politiche riguardanti questo essenziale
  comparto  della  spesa,  che  incide direttamente  sui  servizi  da
  rendere alle comunità ed ai territori e dunque sulla governance tra
  i  diversi  livelli  istituzionali di  Governo,  intende  svolgere,
  appieno,  il proprio ruolo d'iniziativa e di controllo, consapevole
  delle implicazioni delle scelte da compiere in merito, che incidono
  sui rapporti di cittadinanza.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Documento  di
  programmazione  economico-finanziaria che è stato sottoposto  prima
  alla  Commissione  Bilancio e poi all'Aula e che  è  stato  oggetto
  della  relazione  che  il  Presidente Savona  ha  testé  svolto,  è
  caratterizzato da una serie di lacune che lo rendono  non  soltanto
  destituito   di  fondamento,  ma,  in  molte  parti,   astratto   e
  velleitario.  Addirittura in alcune di esse,  viene  riprodotta  la
  stessa  formulazione esistente in alcuni paragrafi e  capitoli  del
  precedente  DPEF, con l'aggravante che è trascorso un  anno  e  che
  nessuna  delle  previsioni allora contenute - e qui  meccanicamente
  riprodotte  -  sono state attuate, quindi è soltanto  un  modo  per
  riempire  dei paragrafi, dei capitoli senza alcun costrutto,  senza
  alcun fondamento.
   Faccio un riferimento concreto per dimostrare questo.
   Il  capitolo  riguardante  la politica sanitaria  lo  scorso  anno
  verteva  proprio  sulla  rivoluzione supposta  che  dall'attuazione
  della riforma doveva intervenire e si citavano, l'anno scorso, come
  quest'anno,  alcune  avvenute  grandi  riforme,  una  di  queste  è
  contenuta  anche  nel libro bianco dell'assessore  Russo  che  alla
  pagina 71, andate a sfogliare e leggerete, da per realizzati  tutti
  i presidi territoriali di assistenza in Sicilia.
   Colleghi,  non  c'è un solo PTA che sia stato realizzato,  nemmeno
  uno,  nemmeno quello che a Bronte ha dato origine a quella  vicenda
  incresciosa della quale poi si è occupata la stampa con  interventi
  e  coinvolgimenti,  più o meno opportuni  E il  PTA  l'anno  scorso
  avrebbe  dovuto  essere l'elemento centrale di  questa  rivoluzione
  della  politica sanitaria del territorio, che avrebbe dovuto essere
  conseguente alla chiusura dei reparti di pronto soccorso.
   Non c'è un solo reparto di pronto soccorso che sia stato chiuso  e
  abbia dato vita al PTA. Addirittura nella mia provincia (lo potrete
  osservare  sempre  a  pagina 71 del libro  bianco)  sono  dati  per
  attivati  i  PTA  di  Scicli e di Comiso. Non  esiste  se  non  una
  propagandistica presenza dell'assessore Russo nella mia  provincia,
  che  venne a propagandare l'attuazione del PTA a Scicli e a Comiso,
  ma  che  rimasero,  poi,  puntualmente e sistematicamente,  lettera
  morta.
   Se  noi  dovessimo giudicare dall'esistenza delle  conseguenze  di
  quella  attuazione, dovremmo dire che lettera  morta  era  il  DPEF
  dell'anno scorso, lettera morta è - a maggior ragione - il DPEF  di
  quest'anno,   in   quanto   riproduce  meccanicamente   le   stesse
  previsioni,  le stesse espressioni, dandole per attuate.  Pertanto,
  noi  oggi  dovremmo  votare un Documento falso  e  fasullo  che  fa
  riferimento a riforme mai attuate, a misure mai realizzate e  dalle
  quali  dovrebbero  derivare le conseguenze  che  noi  qui  dovremmo
  approvare  e  che sono assolutamente destituite di  fondamento.  Se
  mancano le premesse, non ci possono essere le cause.
   In  Commissione  Bilancio è stato richiesto  da  me  e  da  alcuni
  colleghi  - però il Presidente ha giustificato il perché quest'anno
  questo  non è stato possibile - un esame preventivo da parte  della
  Corte  dei conti del testo del DPEF, come è stato fatto ogni  anno.
  Quest'anno,  noi non abbiamo potuto usufruire dell'esame  da  parte
  della  Corte  dei  conti  per  alcuni  impedimenti  oggettivi   che
  stamattina  il  Presidente  Savona ha illustrato  nel  corso  della
  riunione.
   Questa  è  una  delle motivazioni che ci portano a  votare  contro
  questo DPEF. Così come ce n'è un'altra che riguarda il persistente,
  grave, ormai gravissimo, ritardo nella attuazione della spesa.
   La   nostra  Regione,  in  questo  momento,  versa  in  condizioni
  veramente vergognose, di rischio rispetto a un colossale disimpegno
  automatico da parte della Comunità europea, che potrebbe, alla fine
  di  quest'anno,  intervenire  proprio  alla  fine  del  quadriennio
  dell'ultimo  quinquennio di appartenenza alle politiche comunitarie
  come Regione appartenente al novero dell'ex Obiettivo 1.
   Noi  non  abbiamo  nemmeno  iniziato  quella  spesa  che  dovrebbe
  portarci  ad  essere rispettosi dei parametri  - e quindi  fruitori
  delle somme a nostra disposizione.
   E  in un Documento di programmazione economico-finanziaria, signor
  Presidente,  come si fa a non partire dalla necessità  di  indicare
  come  da qui all'anno prossimo, che è l'ultimo anno, noi riusciremo
  a   spendere  le  somme  di  nostra  competenza?  Non  c'è   alcuna
  indicazione,  non c'è alcun riferimento; non c'è alcun  riferimento
  rispetto ai motivi per cui si giustifichi tale ritardo nella spesa,
  che è il più grave fra le Regioni del Mediterraneo.
     Non  c'è  alcun riferimento alla criticità dell'andamento  della
  spesa   che   vede  la  Regione  Sicilia   ingessata,  impantanata,
  colpevole  di  ritardi,  di  inettitudini,  di  inefficienze  e  di
  inerzie.  Perché,  in  alcuni casi, si tratta  di  vera  e  propria
  inerzia. Ma queste cose sono segnalate, cari colleghi, non soltanto
  negli  atti  della  Commissione  Bilancio' perché  Leontini  le  ha
  dette,  sono  segnalate  anche nelle  relazioni  dei  Servizi,  che
  rilevano il ritardo gravissimo e persistente nell'andamento

   CRACOLICI. Servizi, quali Servizi?

   LEONTINI Dal Servizio Bilancio, onorevole Cracolici. Se il DPEF di
  quest'anno, anche quello di quest'anno, è fondato su tali  premesse
  assolutamente fragili, e per certi aspetti, velleitarie,  astratte,
  senza  fondamento, a copertura di un colpevole comportamento  della
  Giunta  e  del  suo  Presidente, di inerzia,  di  inettitudine,  di
  ritardo e di ingessamento, continuiamo ad indicare altri motivi che
  caratterizzano questo DPEF e provano quello che sto dicendo.
   Voi  ricorderete,  colleghi, che a partire dal 2009,  grazie  alla
  modifica  del  sistema remunerativo dell'agente di  riscossione  il
  servizio  di  riscossione  aveva  registrato  degli  accantonamenti
  positivi  e risparmi che, secondo le stime effettuate dallo  stesso
  Assessorato, ammonterebbero a circa 35 milioni di euro l'anno,  dal
  2009  ad  oggi,  nonostante  questi  accantonamenti   positivi,   i
  riversamenti  dai  ruoli erariali hanno registrato complessivamente
  una  flessione  proprio  nel corso del 2010  e  nel  2011  che  non
  riteniamo possa essere recuperata se non si indicano i metodi,  gli
  strumenti e i mezzi attraverso cui intervenire. E in questo  senso,
  non   c'è  alcun  riferimento  nel  DPEF  che  giustifichi   questa
  flessione,  questa discrepanza fra la misura adottata  e  le  virtù
  che dovevano conseguire e che non sono state conseguite e prodotte.
  Anzi,  è  il  contrario di quello che ci si era prefissati  con  le
  misure  adottate.  Per  un  verso, si ottengono  i  risparmi  nella
  riscossione  e,  per un altro verso, i riversamenti  erariali  sono
  diminuiti.  Ma allora il vantaggio dov'è, in che cosa  risiede?  Il
  carattere virtuoso dell'operazione in che cosa è consistito? Perché
  il Governo non ha controllato? Perché il DPEF non indica le cause e
  le  conseguenze? Perché il DPEF non indica gli strumenti attraverso
  i  quali  pervenire  ad una verifica prima ed a  una  riduzione  di
  questo gap e di questa contraddizione e di questo contrasto.
   Questa  mattina  ne  abbiamo parlato in Commissione  Bilancio,  ma
  forse    è  stato  l'unico  aspetto  che  nella  frenesia  e  nella
  confusione  del  dibattito  non è stato  richiamato  nella  replica
  dell'assessore  per  l'economia,  mentre  è  stato  ripreso  quello
  relativo  all'altra mia osservazione riguardante  la  politica  del
  credito  e  il  venir  meno da parte del Governo  dell'impegno  che
  l'anno  scorso  era  stato  assunto dalla  Giunta,  attraverso  una
  delibera  di governo conseguente ad una legge, la legge n.  11  del
  2010,  che  prevedeva,  appunto,  che  noi  dovessimo  vendere   le
  partecipazioni  regionali legate a Unicredit, così  come  ad  altre
  partecipazioni regionali strategiche.
   La  mancata  iniziativa da parte del Governo di queste vendite  ha
  sicuramente prodotto delle conseguenze, nel frattempo le azioni  di
  Unicredit sono state oggetto di una depressione nel loro valore  di
  mercato   e   quindi   oggi   l'operazione  sarebbe   svantaggiosa,
  svantaggiosa oggi,  ma se fosse stata effettuata, collega  Falcone,
  l'anno  scorso, allorquando la stessa Giunta decise di  farlo,  noi
  avremmo  potuto allora incamerare delle somme importanti, cosa  che
  invece in questo momento sono sottoposte ad un congelamento per una
  inerzia e mancata iniziativa del Governo.
   Pertanto,  se  consideriamo tutto ciò, noi dovremmo  indicare  che
  anche  nella parte relativa alle entrate, le entrate sono mantenute
  secondo i parametri dell'anno scorso, cioè attraverso l'indicazione
  di  tutta  una  serie  di  voci che con  riferimento  ai  dibattiti
  riguardanti   il  bilancio  e  la  finanziaria,  tali   voci   sono
  destituite  di  fondamento,  in quanto  le  entrate  sono  indicate
  astrattamente o gonfiate ad arte e non servono, se non dal punto di
  vista cartaceo e dal punto di vista formale al fine di far quadrare
  dei  conti,  ma  che,  nella sostanza, poi  come  ogni  anno  siamo
  chiamati a commentare da questa tribuna non essere assolutamente in
  linea  con  le previsioni e quindi necessitano concretamente  degli
  interventi di modifica per potere incrementare delle entrate  certe
  che  vadano  a  sostituire quelle fasulle formalmente  indicate  ma
  prive, poi, di riscontro nella realtà dei fatti.

                  Presidenza del Vicepresidente Oddo

   Signor  Presidente, questo è il motivo per cui noi  riteniamo  che
  questo  DPEF meritasse una serie di correzioni che non  sono  state
  accolte e che avrebbero potuto far parte dell'ordine del giorno  da
  votare.   Purtroppo,  non  contenendo  l'ordine  del  giorno   tali
  modifiche, tali correzioni ed essendo il DPEF la copertura  di  una
  situazione  fallimentare che, per certi aspetti, meccanicamente  si
  protrae e si riproduce dall'anno scorso ad oggi, noi votiamo contro
  perché tutto ciò è lo specchio di una politica di governo che è, in
  questo  momento,  la  più  pesante, la più  clamorosa  causa  delle
  difficoltà in  cui versa la nostra Regione, sia dal punto di  vista
  dell'organizzazione  socio-economica sia dal  punto  di  vista  del
  golpe  politico-istituzionale  che  è  stato  prodotto  in  Sicilia
  attraverso un capovolgimento delle situazioni elettorali, e sia per
  quanto  riguarda  l'economia del territorio  che  da  tutte  queste
  indifferenze e lacune è stato mortificato e danneggiato.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  quando
  ciò  che dovrebbe essere fatto per passione viene fatto per dovere,
  lì  siamo all'inizio del fallimento. E questo documento che andiamo
  a valutare, che dovremo valutare, molto chiaramente indica come ciò
  che ha fatto il Governo lo ha fatto soltanto per dovere, non perché
  ci crede, assessore Armao.
   E lo spieghiamo anche in maniera così molto sommaria ma veloce, ma
  al  contempo  credo anche dando dei segnali molto  chiari  di  come
  questo documento, come ha detto giustamente il presidente Leontini,
  rappresenti nient'altro che una rivisitazione, soltanto  in  parte,
  del   Documento  dell'anno  trascorso  e  quindi  anche   dell'anno
  precedente, perché si doveva portare in Aula qualcosa,  perché  era
  un adempimento che dovevamo fare.
   E  la  cartina di tornasole,  in tal senso, è data da questa Aula.
  Vorrei  invitare  il Presidente dell'ARS a capire  e  a  contare  i
  parlamentari  di maggioranza, non quelli dell'opposizione.  Noi  in
  questo  momento  siamo di più che quelli di maggioranza.  Questo  è
  l'esempio  chiaro di come il Governo, di come questo Governo  della
  Regione  Sicilia  che  non sta governando, ha voluto  guardare,  ha
  voluto porre in essere questo freddo numero di pagine che altro non
  è  che  un  ciclostile che è stato consegnato così ai  parlamentari
  nella  speranza  che  nessuno di noi  o  di  loro  potesse  leggere
  qualcosa,  per poi passare in maniera veloce, repentina, senza  che
  nessuno  se  ne  accorgesse, al voto finale, magari  per  alzata  e
  seduta,  e  dire  domani, fare dei proclami  alla  stampa  e  dire:
  abbiamo   votato   il   Documento  di   programmazione   economico-
  finanziario.
   Ma  che cosa? Quale programmazione economica e finanziaria per  la
  Sicilia?  Quale  programmazione?  Questo  Documento  riporta  degli
  errori  madornali  quando,  ad esempio,  alla  rubrica   Formazione
  professionale e occupazione' dimentica e tralascia il fatto che  le
  politiche del lavoro sono cosa ben diversa ormai - secondo la nuova
  struttura  della  Regione Sicilia - dalla formazione professionale
  Abbiamo   messo  i  cantieri  di  lavoro  vicino  alla   formazione
  professionale, come se  non fosse mai stata approvata la legge  che
  ha  rivisto o rivisitato i dipartimenti e che, quindi, individua  i
  cantieri   di  lavoro  sotto  il  dipartimento  lavoro  e  famiglia
  piuttosto che alla voce  dipartimento formazione ed istruzione'.
   E quando si parla, ad esempio - altro strafalcione - di interventi
  per  gli  enti  locali,  si fa riferimento  all'articolo  26  della
  passata  finanziaria, quell'articolo 26 che riportava l'allegato  2
  comprendendo  172 opere che dovevano essere la panacea  degli  enti
  locali,  con il PAR FAS, quel PAR FAS che non venne accolto  quando
  l'anno scorso in questa Aula tentammo di far passare un ordine  del
  giorno,  caro onorevole Scilla, con il quale chiedevamo lo  sblocco
  di  queste somme, una boccata di ossigeno per gli enti locali. E la
  maggioranza, signor Assessore, lei si è opposto.
   Ciascuno  di  noi, a distanza di tre anni e mezzo, deve  prendersi
  delle  responsabilità. Da qui a un anno e mezzo andremo al  voto  e
  dobbiamo anche dire cosa abbiamo fatto per questa Sicilia

   CRACOLICI. Non è detto, può esserci una proroga.

   FALCONE.  Ora  faremo una proroga, onorevole Cracolici,  così  lei
  continuerà in questa situazione. Però chiaramente,  prima  o  dopo,
  tutta  la  nostra vita ha un inizio e una fine, purtroppo ahimé,  e
  chissà  può toccare a me o a Lei, la vita poi è molte volte un  po'
  curiosa in questo senso, signor Presidente.
   Detto  questo,  vorrei dire qualcosa, ad esempio, sull'attivazione
  dei PTA.
   Onorevole  Beninati,  lei  è  stato presidente  della  Commissione
  Sanità,  l'attivazione  è assolutamente fallita,  non  c'è  un  PTA
  attivato,  non  c'è  quel filtro che dovremmo creare  nella  sanità
  siciliana e non lo dico io che sono un parlamentare di opposizione,
  lo diceva l'onorevole Ammatuna, la scorsa settimana, sul fallimento
  della  sanità  siciliana.  Non c'è stato  alcun  filtro  e  c'è  un
  ingorgo, caro Presidente dell'Assemblea facente funzioni, in questo
  momento   vi   è  una  ospedalizzazione  capoluogo-centrica,   oggi
  scoppiano  gli ospedali perché non c'è un filtro che doveva  essere
  realizzato proprio in provincia. Oggi, o c'è una sanità di serie  A
  oppure  vi  è  una  sanità  scadentissima  in   Sicilia,  con   una
  differenziazione nell'offerta sanitaria dei vari  territori  che  è
  veramente paurosa.
   Potremmo continuare parlando delle entrate, lo ha detto - e non mi
  attardo - il presidente Leontini. Ma quali entrate veritiere   Ieri
  è stato varato un disegno di legge governativo

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone si avvii alla conclusione.

   FALCONE.  E  vado  verso  la  conclusione.  Un  disegno  di  legge
  governativo che impone tasse e che impedisce al turista,  anche  al
  turista  che  potrebbe  spendere, di venire  in  Sicilia  a  creare
  risorse, ricchezza, a dare nuova occupazione.
   Se  questa è l'accoglienza, se questa è la Sicilia, se questi sono
  gli  strumenti  per  il  rilancio, credo  che  questi  cinque  anni
  passeranno  veramente alla storia per essere  archiviati  come  una
  pagina  sicuramente non felice, non dico oscura, signor Presidente,
  ma sicuramente non felice dell'Istituzione Regione Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  dato  una
  lettura molto approfondita ieri e un po' meno attenta oggi in  Aula
  e  devo dire, signor Presidente, parlo con l'assessore Centorrino -
  che è una delle persone che sta più nei banchi del Governo ed ha il
  rispetto di quest'Aula -  che o questo documento c'era o non  c'era
  era la stessa cosa.
   Posso  capire  all'inizio  di una legislatura   un  nuovo  Governo
  individua  dei percorsi che certamente vuole portare a  compimento,
  quindi  c'è una programmazione nuova, in continuità, ma oggi  siamo
  quasi  al quarto anno, fra poco, di questo Governo, anzi di  questo
  Presidente, perché di questo Governo non lo possiamo dire in quanto
  il  Governo  fino ad adesso è stato cambiato spesso nei componenti,
  nei  suoi assessori, nelle rotazioni dei direttori, credo che forse
  come  primato lo abbia l'attuale Presidente poiché alla fine è  lui
  che  coordina questa azione e non certamente gli assessori al ramo,
  che  per me sono delle vittime, il più delle volte ha deciso,  ogni
  qualvolta  si  stava  per muovere qualcosa  in  questa  Regione  di
  cambiare, quasi che paradossalmente non si vuole proprio la stasi.
   Assessore Armao, personalmente capisco il suo imbarazzo nel  dover
  fare  un  Documento  di programmazione economico-finanziaria  dove,
  effettivamente,  leggo qualche pezzo, ho riscontrato  una  anomalia
  nel  PO  FESR:  il periodo è 2007-2913, la programmazione  è  stata
  portata  per  errore  900 anni più avanti, forse  è  giusto  perché
  quello è il tempo in cui forse si muoverà qualcosa, è un errore  di
  stampa,  lo  so bene, però non a caso è stato fatto questo  errore,
  cioè 2007-2913, è giusto, quindi fra 900 anni, forse di più, daremo
  seguito a questo Asse 1, Asse 2, Asse 3.
   Forse sarebbe stato più corretto evitare di fare questa cronologia
  di cosa è un Asse 1, Asse 2,  perché  questo si sapeva nel 2007, ma
  riscriverlo  qui  e  non  aggiungere  altro  è  certamente  un  po'
  mortificante  anche per l'Aula che legge, cosa deve leggere, ve  ne
  potrei   leggere   uno   Asse   6:   è  rivolto   alla   promozione
  dell'imprenditorialità, dell'innovazione . , ma non  c'era  bisogno
  di  leggere  il  Documento di programmazione economico-finanziaria,
  bastava  prendere il programma approvato nel 2007 e  là  è  scritto
  cos'è l'Asse 1, Asse 2, Asse 3.
   Probabilmente,  in  questa sede, bisognava scrivere  l'attivazione
  della  spesa,  ma  siccome sappiamo tutti che  l'attivazione  della
  spesa  è  certamente  in seria difficoltà ed  anticipo,  Assessore,
  quali saranno gli assessorati più in crisi, me ne dispiace che  c'è
  pure il professore Centorrino.
   L'FSE quest'anno, purtroppo mi documento, disimpegneremo circa 160
  milioni di euro, ma non per colpa dell'assessore Centorrino,  bensì
  dell'incapacità, sin dal primo momento, di mantenere  un  direttore
  stabile in quell'assessorato, capace di avere  una linea logica, di
  concludere un programma e portarlo avanti.
   Infatti,  signor  Presidente, se lei vede fra gli assessorati  che
  avranno più criticità ce ne è un altro quello dell'energia e   sono
  quelli  che  hanno  cambiato più direttori in pochi anni,  anzi  in
  pochi mesi: ogni paio di mesi un direttore nuovo.
   Mi  rendo  conto  che  non  è  colpa  degli  assessori.  Certo  un
  responsabile lo dovremmo trovare e quando le responsabilità sono in
  cima  ad  un  Governo  sono certamente del  Presidente  che  ha  il
  piacere,   quando   qualcosa   sta  per   partire,   di   bloccarla
  immediatamente.
   Forse  faremo  un  altro  Governo a breve,  forse  stava  partendo
  qualcosa, non so, immediatamente un nuovo Governo, altri suoi nuovi
  direttori e  si continuerà con questo andazzo.
     Personalmente, sono stato per qualche anno assessore alla pesca,
  avevo  lasciato un programma FESR che era bellissimo, per la  prima
  volta  questa Regione ebbe ben 150 milioni di euro. Ho lottato,  in
  quel periodo, contro cinque assessori del Governo regionale, allora
  di  centro-sinistra,  perché volevano a  questa  terra  disgraziata
  fregare  soldi che ci toccavano. Sono riuscito a far arrivare  alla
  Sicilia con i fondi FEP questa grande quantità di soldi, mi risulta
  che  anche  lì  c'è  il  disastro nella spesa:  zero  o  quantomeno
  pochissimo.
   Va  fatta una riflessione, perché ormai non siamo più al primo, al
  secondo,  ma  oggi  siamo  al  quarto  anno  di  spesa.  Su  questo
  documento, assessore Armao, so che lei è in difficoltà, me ne rendo
  conto,  qui  si legge nelle carte, non c'è nulla tranne che  quello
  che sono le cose. Ci siamo resi conto, ne abbiamo preso atto. Certo
  qui sembra che la Sicilia comincia a crescere come occupazione, che
  stanno nascendo nuove industrie, ma non vedo ciò, forse giro poco.
   Approfitto della presenza dell'assessore Armao, qui si parla  poco
  di  disimpegni  della  Regione, per dire che in  questi  giorni  ho
  presentato  una  interrogazione  sul  problema  della  Mediterranea
  Holding  e  della  Firemar  e  chiedo di  capire  come  la  Regione
  sull'argomento -  e se è vero - ha prodotto una fideiussione ad  un
  istituto bancario, che sembrerebbe non essere supportata da nessuna
  legge.  Se così è, invito l'Assessore ad intervenire immediatamente
  perché  questo,  in questo momento, sta prolungando  una  procedura
  concorsuale  di gara e, nello stesso tempo, sta mettendo  in  crisi
  una  situazione che vede totalmente cambiare le carte in tavola  in
  quanto la Regione non soltanto fa la fideiussione per sé, ma la  fa
  per  privati.  E  la  cosa  peggiore è che di  questa  fideiussione
  sembrerebbe non esserci traccia in alcuna disposizione di legge.

   PRESIDENTE  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  anche  io  devo
  purtroppo   prendere   atto   che  nonostante   l'impegno   profuso
  dall'assessore Armao,  sicuramente non per incapacità,  ma  proprio
  per  la  difficoltà di reperire quella che è la programmazione  che
  questo  Governo non è riuscito a darsi in questi anni, in  cui  pur
  sovvertendo  la maggioranza proprio per raggiungere quei  programmi
  innovativi e quelle famose riforme, purtroppo, di tutto ciò c'è una
  traccia  piuttosto  risibile considerato che  nelle  pagine,  nelle
  appena  trenta  pagine che ci sono state consegnate,  il  Documento
  sicuramente fa ravvisare tutta una serie di criticità.
   Uno  per tutti che vorrei oggi evidenziare riguarda l'utilizzo dei
  Fondi  comunitari, sembrerebbe ripetitivo ma, chiaramente, è  sotto
  gli  occhi di tutti che quando viene fatto uno studio da parte  del
  Servizio  Bilancio che ci evidenzia che la percentuale di utilizzo,
  addirittura  di  pagamenti che sono stati fatti sul  Fondo  sociale
  europeo,  al 28 di febbraio 2011, si attesta al 6,6 credo  che  sia
  emblematico  di  come  purtroppo una delle grandi  opportunità  che
  questa Terra svantaggiata, ancora obiettivo 1, poteva avere è stata
  assolutamente fallimentare.
   Fallimentare  e,  purtroppo, in maniera molto  preoccupante  e  ci
  induce  a  pensare  che  se  non ci sarà un  incremento  immediato,
  immediato proprio nei prossimi giorni, di una ripresa di quella che
  era  la  programmazione che era stata fatta e  che  puntualmente  è
  stata  disdettata allo scadere dei termini dei famosi bandi  a  cui
  hanno partecipato in tantissimi.
   Personalmente, ricordo una audizione, una famosa audizione,  fatta
  con  i  sindacati e con gli enti di formazione che  lamentavano  il
  fatto  di  avere  dovuto  in questi anni  anche  mobilitare  forze,
  risorse umane ed economiche  semplicemente per partecipare a bandi,
  ad  iniziative progettuali finanziate con il Fondo sociale che  poi
  regolarmente  sono  tutte, per una ragione o per  un'altra,  andate
  perse.
   Non  posso  non  evidenziare che anche nel campo dell'agricoltura,
  che  è  stato di recente oggetto di una lunga trattazione in questa
  Aula,  anche in quel campo grandi aspettative sono poi  cadute  nel
  nulla.
   Mi  riferisco, ad esempio, al bando che pochi giorni  fa  è  stato
  ritirato  dopo una lunga pubblicazione che avrebbe in qualche  modo
  consentito   una  più  rapida  utilizzazione  del   Fondo   europeo
  dell'agricoltura, ritirato quattro giorni prima della scadenza  del
  bando.
   Questi  due esempi emblematici indicano che la programmazione  che
  questo  Governo ha fatto dei Fondi europei sicuramente non è  stato
  quel volano di sviluppo che i siciliani si aspettavano.
   Ricordo  ancora  le consultazioni pre-elettorali,  che  hanno  poi
  portato all'elezione del Governo Lombardo, che puntavano fortemente
  sul volano di sviluppo legato a questi Fondi.
   Ebbene, se oggi non sono riusciti a diventare motivo di sviluppo e
  di lavoro, mi chiedo come sia possibile che venga attestato un dato
  che,  personalmente, mi vede assolutamente incredula,  rispetto  al
  trimestre  del  2010, viene registrato un aumento  dell'occupazione
  dell'11,6.
     Probabilmente io vivo in una Regione che non è la  stessa  nella
  quale  vivono coloro i quali hanno redatto questo prospetto, perché
  ritengo  che sia sotto gli occhi di tutti, ed è inconfutabile,  che
  il  livello di disoccupazione e di fuga di cervelli alla quale  noi
  stiamo  assistendo,  in  questo ultimo scorcio  di  legislatura,  è
  allarmante e, a mio avviso, senza precedenti.
   Dal  settore  della  formazione  al settore  dell'industria,  alle
  energie   rinnovabili,  vi  è  un  blocco  assoluto  che   riguarda
  soprattutto  l'utilizzo di quelli che dovevano  diventare  i  fondi
  affinché le aziende e le imprese potessero creare il lavoro, quello
  vero,  non assistenzialismo, non corsi di formazione che servono  a
  chi  forma  piuttosto che a chi è formato, ma vere  opportunità  di
  lavoro per la nuova classe dei lavoratori.
   Vorrei, inoltre, evidenziare che questo Documento programmatico, a
  mio  avviso,  è  estremamente fragile sull'utilizzo  dei  Fondi  in
  maniera diversa rispetto a quella che era la programmazione che era
  stata immaginata all'inizio del 2007.
   Mi  spiego  meglio:  nelle  precedenti  sedute  della  Commissione
  Bilancio, che oggi ha esitato questo documento, seppure con il voto
  contrario  di  PDL,  PID  e  Forza del Sud,  ritengo  che  oggi  la
  rimodulazione  dei fondi si rende necessaria alla  luce  di  alcune
  valutazioni.
   Il turismo, uno per tutti, ha evidenziato, attraverso il direttore
  e  il  suo assessore, che le misure che sono state poste in  essere
  sono  diventate, ormai, estremamente esigue; pertanto,  quando,  ad
  esempio,  avremo  la possibilità, finalmente dopo tanto  tempo,  di
  vedere un decreto che stabilisca quanti e quali saranno i distretti
  turistici,  ebbene per i distretti turistici le risorse  destinate,
  che  si  possono  mettere a bando, saranno  talmente  irrisorie  da
  essere valutate assolutamente insufficienti a quello sviluppo che i
  distretti dovrebbero portare in termini di turismo.
   Vogliamo   dire   oltre:   quello  che  avverrà   nella   prossima
  programmazione,  soprattutto  negli  Enti  locali,  sicuramente  ci
  imporrà,  a livello di comuni, una riduzione di quelle che saranno,
  per così dire, le spese meno necessarie.
   Ecco  che si riterrebbe opportuno aumentare, ad esempio, le  quote
  di   co-finanziamento, così come si è reso opportuno, per  esempio,
  per  i  progetti riguardanti le energie rinnovabili  che  i  comuni
  potessero  avere  una percentuale maggiore, se non addirittura  del
  100  per  cento, anche da parte dell'Assessore Venturi, si è  anche
  ipotizzata la possibilità di diminuire il co-finanziamento da parte
  dei  privati qualora si desse vita ai centri commerciali  naturali,
  importanti realtà che la Regione ha portato avanti, ha accreditato,
  ma  che comunque stentano a volare proprio perché, paradossalmente,
  nonostante  l'assessore Armao indichi tra le priorità  del  Governo
  quello  di una ridistribuzione più adeguata del personale,  proprio
  questo  a  volte  diventa  motivo perché le  pratiche  rimangano  a
  giacere  anni, mesi presso gli assessorati, proprio quelle pratiche
  che  sarebbero  state  utili a finanziare iniziative  con  i  Fondi
  europei.
   Un'ultima  considerazione sull'affermazione  fatta  dall'onorevole
  Beninati  e che stamani ho avuto modo di potere dire in Commissione
  Bilancio,     peraltro     anch'io    sono     stata     firmataria
  dell'interrogazione,  richiederebbe da parte di  questa  Presidenza
  una   particolare   attenzione  poiché   le   indicazioni   fornite
  dall'onorevole  Beninati configurano una realtà  che  è  fortemente
  lesiva non degli interessi dei privati che hanno partecipato ad una
  gara, ma agli interessi dei siciliani, perché ricordiamo che stiamo
  parlando  di trasporto pubblico locale, delle realtà dove siciliani
  che  vivono nelle isole, che non perché sono siciliani,  o  per  lo
  meno  anche dei lavoratori che lavorano presso queste società,  non
  credo  che  debbano essere penalizzate per dei giochi di potere  ai
  quali non voglio neanche pensare.
   Ritengo,   quindi,   che  sia  opportuno   dedicare   una   seduta
  esclusivamente  a  questo tema che vede implicati,  in  termini  di
  occupazione,  circa  4.500  lavoratori e moltissimi  siciliani  che
  vivono nelle isole.

   PRESIDENTE. Rammento ai colleghi Beninati e Caronia che stamane il
  Governo,   in   seconda   Commissione,  ha  assolutamente   escluso
  qualsiasi  tipo  di  operazione fatta per quanto  tutto  ciò  dagli
  stessi richiamato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Scilla.  Ne  ha
  facoltà.

   SCILLA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   assessori,
  intervengo   su  questo  Documento  di  programmazione   economico-
  finanziaria con molta amarezza poiché parlando di un Documento così
  importante  perché  ad esso è collegato, o almeno  dovrebbe  essere
  collegato,  il rilancio della nostra terra, vedo che in Aula  manca
  completamente la maggioranza che dovrebbe sostenere questo Governo.
  Vedo  che  i banchi del Governo sono quasi vuoti, abbiamo  soltanto
  l'assessore  Armao che è appunto colui che ha la delega  su  questo
  tema e l'assessore Centorrino che, ad onor del vero, è  spessissimo
  è Aula e  di questo va dato sicuramente atto.
   Non  è  questo  il  clima  per poter trattare  un  argomento  così
  importante,  un  argomento  che è vitale  per  il  rilancio  socio-
  economico della nostra terra.
   La  Sicilia  sta soffrendo, la Sicilia sta morendo, presentare  un
  Documento  di  questa  portata, di questa levatura  è  praticamente
  indecente. E' un documento riproposto varie volte, non ha nulla  di
  nuovo,  molte delle misure, già previste l'anno scorso,  di  fatto,
  non  hanno  poi trovato applicazione,  è un Documento  che  diventa
  quasi   un'offesa  alla  nostra  intelligenza  ed  al  futuro   dei
  siciliani,  direi  che  è  un  documento  quasi  falso,  perché   è
  scollegato da ogni realtà socio-economica della nostra Terra.
   Uno degli aspetti che più mi ha colpito, evidentemente da un punto
  di vista negativo, è proprio il settore riguardante la spesa: siamo
  arrivati,  caro  Presidente,  già  quasi  a  fine  2011   e   della
  programmazione comunitaria 2007-2013 si sono impegnati, non  spesi,
  nemmeno  il 10 per cento delle risorse disponibili. Ditemi  voi  se
  questo  non  è  che  una  prova assoluta  dell'assoluta  -  scusate
  l'utilizzo  doppio  del termine - incapacità  amministrativa  della
  nostra Regione.
   Basta  questo  dato per dimostrare che il Governo ha fallito;  non
  c'è  un  bando,  dico uno, per dire uno, che  è  in  linea  con  le
  esigenze  o  degli  artigiani  o  delle  imprese  edili   o   degli
  agricoltori o dei pescatori siciliani.
   Non  si  riesce a produrre qualche cosa che possa, poi, di  fatto,
  essere  utilizzata  dalle imprese siciliane.  E   allora  di  quale
  programmazione economica-finanziaria stiamo parlando
   Se  vogliamo  addentrarci in questo Documento, basta  guardare  la
  rubrica,  il  capitolo che riguarda la sanità, tutto quello  che  è
  scritto in questo Documento non trova riscontro assoluto
   Parliamo  di qualcosa che si scrive, ma nella realtà si  parla  di
  due cose diverse e questo non è tollerabile, dovete comprendere che
  state  rovinando  il futuro della Sicilia se continuate  in  questo
  stato  di  cose, ad amministrare facendo finta che non sia successo
  nulla.
   L'assessore  Russo   è stato censurato da questo  Parlamento,  c'è
  stato un voto del Parlamento, sì eravamo in Aula la minoranza  che,
  ricordo  al  nostro assessore Armao, era anche in  maggioranza,  ma
  quando  c'era con noi era giusto che ci fosse perché avevamo  vinto
  le  elezioni, oggi lei si trova in un posto che non è  suo,  perché
  oggi  lei  non dovrebbe essere seduto a quel tavolo, ma, siccome  è
  bravo,  la  perdoniamo. Ma non è così che si fa politica, assessore
  Armao,  se  questo è il suo inizio sta iniziando male,  non  si  fa
  così.
   Dicevo  l'assessore Russo è stato censurato, anche e  soprattutto,
  dalla  maggioranza  che dovrebbe sostenere il  Governo,  perché  il
  fatto   che  la  maggioranza  fosse  assente,  il  fatto   che   il
  governatore,  il  presidente Lombardo, fosse assente,  è  un  segno
  evidente, tangibile che questo Assessore non gode più assolutamente
  della stima personale né del Parlamento né del Governo.
   E  come si permette ancora questo Assessore a continuare a dettare
  regole, percorsi in un settore vitale com'è la sanità  E' vero  che
  c'è  una  direttiva  nazionale  del  Ministero  della  salute  che,
  probabilmente, impone - non mi sembra - sicuramente traccerà  delle
  linee per quanto riguarda la gestione dei punti nascita, ma come si
  permette  l'assessore censurato a stabilire, per decreto, in  quale
  città  devono  nascere  i siciliani  Come si  permette,  con  quale
  arroganza, con quale prepotenza stabilisce per decreto dove  devono
  partorire le donne siciliane
   Si  deve vergognare, c'è una Commissione parlamentare che riguarda
  la  sanità  che  ha il compito di analizzare, insieme  al  Governo,
  studiare esattamente quella direttiva, vedere quali sono le deroghe
  e,  poi, alla fine, fare uscire un decreto che, sicuramente, dovrà,
  in  qualche maniera, disciplinare quelli che sono i punti  nascita.
  Ma non si può accettare, e questo Parlamento non l'accetta, ripeto,
  che un assessore censurato - non era mai successo, ma Massimo Russo
  è  stato  censurato  dalla maggioranza e  dalla  minoranza  -    si
  permetta di continuare in questa maniera.
   Noi  di  Forza  del  Sud siamo, assolutamente, contrari  a  questo
  Documento  di programmazione economico-finanziaria. Noi immaginiamo
  un'altra  Sicilia   Noi  immaginiamo un  altro  percorso.  Noi  non
  vogliamo  più  una politica che non ha il coraggio di  fare  scelte
  forti,   basta  guardare,  assessore,  allo  stato  attuale   della
  formazione professionale. Noi vogliamo una Sicilia diversa che crei
  occupazione  vera, non clientelismo, noi vogliamo una Sicilia  dove
  la  burocrazia parassitaria venga cacciata via perché è arrivato il
  momento  di cambiare strategia vera, perché, altrimenti, il  nostro
  futuro corre davvero seri rischi.
   Siamo,  quindi,  assolutamente, contrari a  questo  documento  che
  l'assessore  farebbe bene a ritirare, perché, ripeto,  è  un'offesa
  all'intelligenza di questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Calanducci.  Ne  ha
  facoltà.

   CALANDUCCI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  prendo  la parola soprattutto per sottolineare alcuni aspetti.  Non
  posso naturalmente esimermi dal trasmettere all'Aula, in base anche
  all'ultimo intervento, che non sarei così catastrofico sul  decreto
  dei  punti nascita perché mi consta personalmente, per lavori fatti
  in  Commissione  e  per avere sentito direttamente  la  Commissione
  scientifica  che cura questo aspetto della nostra sanità,  che  non
  c'è molta discrepanza tra le linee del mondo scientifico e l'azione
  dell'assessore,   cioè  il  decreto;  in  ogni  caso,   domani   in
  Commissione discuteremo approfonditamente questo aspetto.
   Volevo, invece, sottolineare, prendendo spunto dall'intervento  di
  un   altro   collega,  quelle  opere  pubbliche   che   nell'ultima
  finanziaria   -  cercando  di  riprendere  un'azione  fatta   nella
  finanziaria precedente - per le opere pubbliche che potevano  dare,
  giustamente, come dice l'onorevole Falcone, sollievo a tanti comuni
  ed  enti  locali  per  rimettere in moto una  serie  di  meccanismi
  produttivi per realizzare queste opere, per chiedere all'assessore,
  e  lo  pregherei  di rispondermi in merito a questo argomento,  del
  perché non si riesce, con un'azione anche analoga, se e cosa osta a
  che  si metta in cantiere quest'aspetto della finanziaria del 2010,
  credo,  per realizzare queste opere  Quali sono le azioni ostative,
  se  ci sono state azioni ostative da parte del Governo centrale,  e
  se ci sono stati limiti da parte nostra.
   L'Aula  nella sua interezza, sia l'opposizione che la maggioranza,
  chiede  con  attenzione, con forza, che si metta  al  centro  della
  valutazione la realizzazione di queste opere.
   L'altro  aspetto  che  mi  preme  di  sottolineare,  e  spero  che
  l'assessore  voglia  in  qualche maniera attenzionare  a  nome  del
  Governo,  riguarda un'azione specifica nei confronti di quel  mondo
  della riscossione che sta creando tanti disagi ai Siciliani.
     Mi  riferisco ai milioni di interventi da parte della Serit,  le
  cartelle  non  si  contano più, che stanno  mettendo  in  ginocchio
  l'economia,  forse,  di  ogni  famiglia,  probabilmente,  di  tante
  imprese  che possono, se aiutate e sostenute, ritornare  ad  essere
  quel volano economico che può rappresentare questo mondo.
   Credo  che vada rivisto questo settore, non si può permettere  che
  azioni   così  destruenti,   sicuramente,  in  ossequio  a  dettami
  legislativi  sia  nazionali  che regionali,  possano  opprimere  in
  maniera   così  violenta  l'economia  delle   nostre   famiglie   e
  personalmente mi faccio carico, così come nell'ultima  finanziaria,
  che  poi l'emendamento non è stato approvato per questioni tecniche
  legate al ritiro del maxiemendamento - di riproporre, anche in sede
  preventiva,  con  valutazione da parte del Governo, dell'Assessore,
  un   emendamento,  oppure  se  è  necessario  una  legge   che   ho
  praticamente pronta, che possa limitare quest'azione oppressiva  da
  parte della Serit, dall'altro lato permettere a chi è in condizioni
  e  chi  vuole ripartire per lavorare di potere sanare,  in  qualche
  maniera, fermo restando che, naturalmente, non è facoltà di  questo
  Parlamento abolire il debito, comunque, condonare il debito,  però,
  sulle  pene  accessorie, sugli interessi di  mora  che,  credetemi,
  arrivano al 36 per cento annuo e più che l'interesse pubblico credo
  che  si  avvicini  ad un'altra forma di azione  nei  confronti  dei
  creditori.
   Con   queste   tre  sottolineature,  riservandomi  di  intervenire
  ulteriormente  in  merito al documento finanziario,  io  chiedo,  e
  lascio   il   tempo   all'onorevole  assessore   Armao,   onorevole
  nell'augurio  e  sicuramente  nei modi,  di  poter  avere  risposte
  esaurienti in merito.

   PRESIDENTE.  Non  vi  sono altri iscritti a parlare.  Il  Governo,
  ovviamente, interverrà nella seduta di domani e i colleghi  che  lo
  vorranno fare, potranno intervenire per dichiarazione di voto.
   Onorevoli,  la  seduta è rinviata a domani,  mercoledì  5  ottobre
  2011, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  - Comunicazioni

  II   -  Discussione  del  Documento di  Programmazione  Economico-
   Finanziaria per gli anni 2012/2014 (seguito)

             Relatore: on. Savona

  III  -Discussione del disegno di legge:

   -«Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)»  (684-35-279-
     322-334/A)
             Relatore: on. Lentini

                   La seduta è tolta alle ore 18.32

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli