Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Cessazione di sospensione dalla carica di deputato regionale
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, in data 28 settembre
2011, era pervenuta a questa Presidenza, a mezzo fax recante
intestazione Blanco Petroli s.r.l. , documentazione (protocollata
al n. 7727/AulaPG-RagPG di pari data) concernente la scarcerazione
dell'onorevole Riccardo Minardo, documentazione priva di nota di
accompagnamento ovvero di sottoscrizione da parte del mittente.
Con nota prot. n. 7729/SegrVerPotPG del 28 settembre 2011, si
chiedeva pertanto al Commissario dello Stato per la Regione
siciliana, nella sua qualità di organo preposto al raccordo
istituzionale tra Autorità giudiziaria, Presidenza del Consiglio
dei Ministri e l'Assemblea regionale, di confermare l'autenticità
di detta documentazione per il seguito di competenza.
Sennonché, nelle more, è pervenuta lo stesso 28 settembre 2011
nota, protocollata al n. 7808/AulaPGRagPG del 30 settembre
successivo, dell'avv. Carmelo Scarso, difensore di fiducia
dell'onorevole Minardo, con la quale viene comunicato che al
proprio assistito in data 27 settembre 2011 è stato notificato
provvedimento di revoca della misura cautelare degli arresti
domiciliari, emessa in data 26 settembre 2011 dal Tribunale di
Catania, 5 Sez. Penale , come da documentazione acclusa alla
suddetta nota.
La Presidenza, quindi, in assenza di comunicazione alcuna di senso
contrario, non può che prenderne atto ai sensi dell'art. 15, comma
4-quater, della legge n. 55/90.
A decorrere dalla data di revoca del provvedimento giudiziario
citato (ordinanza del tribunale di Catania emessa il 26 settembre
2011, depositata il 27 settembre successivo), come indicato nel
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 giugno
2011 (di sospensione dell'onorevole Minardo), cessa tanto la
sospensione dell'onorevole Riccardo Minardo quanto,
contestualmente, la supplenza dell'onorevole Giuseppe Sulsenti.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo, quindi, brevemente la seduta onde
procedere all'aggiornamento del sistema elettronico di votazione.
(La seduta sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.33)
La seduta è ripresa.
LEANZA EDOARDO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
Laccoto, Picciolo, Federico e Galvagno per oggi;
Dina per il 4 e 5 ottobre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
- Pogliese dal 3 al 4 ottobre 2011;
- Cordaro dal 4 al 5 ottobre 2011;
- Scoma dall'11 al 13 ottobre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione di un marchio etico ed ambientale per le imprese.
(n. 789)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Ragusa,
Nicotra, Giuffrida, Lentini, Ardizzone e Adamo in data 29 settembre
2011
- Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti ed
hardware documentato. (n. 791)
di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara in
data 30 settembre 2011
- Recupero del patrimonio edilizio costituito da piccole botteghe
e laboratori artigianali, non più economicamente utilizzabili. (n.
792)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Pogliese,
Buzzanca, Caputo, Falcone e Vinciullo in data 30 settembre 2011
- Interventi a sostegno delle Associazioni antiracket. (n. 793)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(on. Lombardo), su proposta dell'Assessore per l'economia (Avv.
Gaetano Armao) in data 30 settembre 2011
- Costituzione dell'istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive. (n. 794)
di iniziativa governativa, presentato dal Presidente della Regione
(on. Lombardo), su proposta dell'Assessore per le attività
produttive (Marco Venturi) in data 30 settembre 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni in materia di tasse automobilistiche ed esenzione
tassa di circolazione per veicoli di proprietà delle organizzazioni
di volontariato socio-assistenziale e di protezione di civile. (n.
786)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 settembre 2011.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme in materia di riconoscimento del reddito minimo garantito.
(n. 787)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 30 settembre 2011.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme in materia di partecipazione al costo delle prestazioni
sanitarie. (n. 788)
di iniziativa governativa, inviato in data 30 settembre 2011.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Attività
produttive' (III), nella seduta n. 223 del 28 settembre 2011, ha
approvato le seguenti risoluzioni:
- Azioni da adottare per assicurare la prosecuzione dei progetti
PTTA (n. 14/III);
- Azioni volte a garantire i livelli occupazionali dei lavoratori
dell'indotto FIAT di Termini Imerese (n. 20/III).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2088 - Chiarimenti sul servizio di revisione e collaudi della
Motorizzazione civile per i cittadini del messinese.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Picciolo Giuseppe
N. 2095 - Notizie sui lunghissimi tempi di attesa per
l'effettuazione di esami clinici nell'ospedale pubblico 'Di Maria'
di Avola (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2096 - Chiarimenti in ordine alla presunta disparità di
trattamento perpetrata a danno dell'ASP di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2106 - Chiarimenti sui ritardi nell'erogazione dei fondi del
POR-FERS 2007/2013 e conseguente revoca di assegnazioni di aree
artigianali da parte di comuni siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2107 - Ingiustificata cancellazione di alcune imprese, da parte
di comuni, dall'albo delle imprese di fiducia per l'affidamento di
lavori pubblici mediante cottimo di appalto.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2108 - Iniziative in difesa del personale docente e non e degli
alunni che frequentano le scuole statali della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2091 - Chiarimenti sul finanziamento della Regione siciliana
per lo stabilimento FIAT di Termini Imerese (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Caputo Salvino
N. 2097 - Iniziative per assicurare ai cittadini del Messinese il
servizio di revisione e collaudo dei mezzi di trasporto.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Corona Roberto
N. 2100 - Chiarimenti circa la sospensione del servizio di
circolazione gratuita sui mezzi di trasporto locale riconosciuto
dalla legge regionale n. 8 del 2005 al personale delle forze
dell'ordine.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Arena Giuseppe
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2089 - Notizie in ordine alla ventilata realizzazione di una
discarica in contrada 'Marcato Vallone' nel comune di San Cataldo
(CL).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Torregrossa Raimondo
N. 2090 - Interventi urgenti per una strada alternativa di accesso
a Valledolmo (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Caputo Salvino
N. 2092 - Iniziative per impedire il condizionamento della vita
sociale ed economica nella città di Partinico (PA).
- Presidente Regione
Firmatario: Caputo Salvino
N. 2093 - Provvedimenti urgenti per mettere in sicurezza gli
edifici scolastici a rischio in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2094 - Chiarimenti in merito alle auto di rappresentanza e di
servizio della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2098 - Iniziative urgenti per contrastare la crisi idrica della
Regione.
- Presidente Regione
Firmatario: Fiorenza Cataldo
N. 2099 - Interventi finanziari a sostegno dei bambini affetti da
autismo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
N. 2101 - Iniziative a livello nazionale ed europeo per la
modifica della normativa comunitaria in materia di smaltimento
di residui vegetali derivanti da lavorazione agricola e vegetale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Rinaldi Francesco
N. 2102 - Chiarimenti in ordine all'espletamento del servizio di
gestione dei rifiuti nell'ATO 3 di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2103 - Iniziative a favore degli enti di formazione
professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
N. 2104 - Chiarimenti sulle iniziative assunte a seguito della
decisione del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
siciliana di sospensione delle procedure per l'istituzione del
nuovo comune di Piano Tavola (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2105 - Chiarimenti sulla chiusura del punto nascita di Petralia
Sottana (PA ).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che il 27 settembre 2011 è stata presentata
la mozione n. 298 Chiarimenti in ordine ai criteri adottati
dall'Ufficio scolastico regionale nell'attribuzione dell'incarico
di reggenza presso l'Istituto comprensivo di Scaletta Zanclea
(ME) , degli onorevoli Barbagallo, Panarello, Galvagno e Ferrara.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1053
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento all'esito
dell'interrogazione a risposta orale n. 1053, svoltasi nella seduta
n. 281 del 20 settembre 2011, ricorda che il primo firmatario,
onorevole Giulia Adamo, si era dichiarata soddisfatta della
risposta fornita dall'Assessore per le risorse agricole e
alimentari.
Senonchè la dichiarazione della stessa parlamentare, alla luce di
quanto contenuto nella risposta fornita dall'Assessore per le
risorse agricole e alimentari in Aula, va più correttamente intesa
come presa d'atto dell'incompetenza dello stesso a trattare
l'atto ispettivo in questione, atteso che, nella citata seduta
d'Aula, l'Assessore già delegato aveva rilevato l'opportunità che
venisse delegato l'Assessore regionale per i beni culturali e
l'identità siciliana in ragione della sua competenza esclusiva in
materia.
Tant'è che, con nota 48385 del 20 settembre 2011 (qui pervenuta il
27 settembre successivo e protocollata al n. 7750/AULAPG del 29
settembre 2011), l'Assessore per le risorse agricole e alimentari
ha ulteriormente ribadito la propria posizione richiedendo alla
Presidenza della Regione di adoperarsi in tal senso.
Ne consegue che, nelle more di tale ulteriore delega, l'iter
parlamentare dell'interrogazione n. 1053 è da ritenersi non ancora
concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1950
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 29 settembre 2011
(pervenuta in pari data e protocollata al n. 7819/AULAPG del 30
settembre successivo) l'onorevole Colianni ha richiesto che
l'interrogazione n. 1950 Annullamento dei decreti di
trasformazione in fondazione di diritto privato dell'IPAB Sacerdote
Mariano Scriffignano Siscaro di Agira (EN) e della nomina di un
commissario straordinario , già dallo stesso presentata in data 28
giugno 2011 e annunziata nella seduta n. 268 del 5 luglio 2011 con
richiesta di risposta orale, venga ora considerata presentata come
interrogazione con richiesta di risposta in Commissione.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 28 settembre 2011
(pervenuta il 29 settembre successivo e protocollata al n.
7820/AULAPG del 30 settembre 2011), l'onorevole Marrocco ha
ritirato l'interrogazione, con richiesta di risposta orale, n. 2062
Chiarimenti sui lavori di rifunzionalizzazione, arredamento viario
ed ammodernamento della strada provinciale n. 21 nella zona di
protezione speciale Saline di Marsala (TP) , dallo stesso
presentata in data 13 settembre 2011 e annunziata nella seduta n.
281 del 20 settembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero che
l'assessore Armao ritorni, anche perché è un problema che riguarda
proprio l'assessore.
Signor Presidente Cascio, mi riferisco a due disegni di legge che
- uno da due anni e l'altro da oltre un anno e mezzo - giacciono in
Commissione Bilancio. Sto parlando del disegno di legge a favore
degli oratori religiosi, perché, le ricordo, siamo l'unica Regione
in Italia che ancora non ha approvato una legge su questo argomento
e mi riferisco all'altra legge, significativa per questa Assemblea
regionale, che riguarda la violenza sulle donne.
Il disegno di legge sugli oratori religiosi l'avevamo portato in
discussione presso quest'Aula nell'agosto del 2009. Vi era stato da
parte del capogruppo del PD la richiesta di ritirarlo e di
ridiscuterlo in commissione, cosa che abbiamo fatto, e nonostante
ci siano un milione e mezzo di euro, intanto sta rientrano in Aula
l'assessore Armao e, quindi, la domanda era rivolta proprio a lei.
Dicevo, stavamo parlando di due disegni di legge uno dei quali, da
oltre due anni, giace presso la commissione bilancio: il primo
riguarda la legge a favore degli oratori religiosi, e le ricordo
che l'anno scorso le somme non sono state impegnate, la legge,
quindi, non è stata approvata. Quest'anno, nonostante in fase di
approvazione della finanziaria abbiamo inserito sul capitolo degli
oratori, proprio per potere approvare questa legge, un milione e
mezzo di euro, ad oggi, nonostante vi sia la copertura finanziaria,
purtroppo, non riusciamo a portare fuori questo disegno di legge
dalle secche della commissione bilancio.
Approfitto anche del fatto che è presente il Presidente della
Commissione Bilancio per sollecitare, ancora un volta, a che questo
disegno di legge, all'ordine del giorno da mesi avendo anche la
copertura finanziaria, possa essere approvato.
Stesso discorso dicasi sull'altro disegno di legge sulla violenza
alle donne. Anche in questo caso, ricordo che siamo l'unico
Parlamento e l'unica Regione d'Italia a non avere una legge
sull'argomento. Sia l'anno scorso che quest'anno abbiamo inserito
in bilancio le somme destinate a finanziare questa legge; però,
caro assessore Armao, mi rendo conto che questo Governo è
assolutamente insensibile alle problematiche della nostra terra e,
di conseguenza, forse, avete pensato che queste somme, così come
avete fatto l'anno scorso, possono essere destinate per altre
finalità, ad esempio a spettacoli, perché mi pare di ricordare che
l'anno scorso, anziché approvare questa legge, si è preferito
destinarle a sanare una serie di buchi che erano stati fatti in
questo comparto.
Allora, vorrei chiedere al Governo e al Presidente Cascio se oggi
assumono formale impegno che, dal momento che vi è anche la
copertura finanziaria, si possa finalmente portare in Aula
l'approvazione di questo disegno di legge, altrimenti, io, ad ogni
seduta d'Aula, prenderò la parola e continuerò a dire che c'è un
Governo insensibile, che c'è un Presidente dell'Assemblea che non
riesce a costringere il Governo ad approvare due disegni di legge
che da mesi, uno da due anni, sono fermi in Commissione Bilancio,
che c'è la copertura finanziaria, a meno che la copertura
finanziaria che ogni anno noi mettiamo in conto, proprio per
approvare queste due leggi, è solo ed esclusivamente una cartina
di tornasole' per prendere in giro i siciliani e le siciliane, per
dire che il Governo è disponibile a varare questa legge e poi,
però, arriviamo al 31 dicembre senza che questa legge venga messa
all'ordine del giorno e senza che questa legge venga approvata.
Assessore Armao, domani ci sarà nuovamente seduta, domani le
sottoporrò questo problema e se martedì faremo nuovamente seduta,
ogni volta che ci sarà seduta sarò costretto, da oggi in poi, a
prendere la parola e a ricordare che gli impegni non si mantengono,
a ricordare che questo - dove fra le altre cose c'è anche una donna
- è un Governo assolutamente insensibile e che questo è un Governo
che non fa gli interessi della Sicilia ma fa altri interessi che
noi non conosciamo.
Allo stesso tempo, vorrei sollecitare il Presidente Cascio a che
l'assessore Russo venga in Aula e risponda alle centinaia di
interrogazioni che tutti i deputati gli andiamo a sottoporre.
In modo particolare, la scorsa settimana, gli ho sottoposto un
problema relativo ad una camera iperbarica, che è stata acquistata
decine di anni fa presso l'ospedale di Augusta e, nonostante siano
passati circa tredici, quattordici anni, non è mai stata messa in
funzione. Addirittura, qualcuno pensava che la camera iperbarica
dell'ospedale di Augusta fosse stata destinata ad altri fini.
Abbiamo, invece, scoperto che la camera iperbarica esiste e che,
di contro, tutti coloro i quali hanno necessità di doversi recare
in quella camera iperbarica per le proprie cure, continuano ad
utilizzare la camera iperbarica di una struttura privata oppure
sono costretti ad andare fuori dalla provincia di Siracusa. E
siccome l'assessore Russo continua a dire di essere colui il quale
vuole moralizzare la sanità, che coloro i quali hanno fatto la
censura non so quali interessi dovremmo avere con la case di cura
privata, allora segnalo questo problema nella speranza che dimostri
con i fatti che lui è il sostenitore della sanità pubblica, perché
se nemmeno in questo caso risponde, perché se nemmeno in questo
caso nomina un ispettore per verificare quello che è successo
nell'ASP di Siracusa, devo convenire con tutti che non è
assolutamente vero quello che dice perché, da una parte, ci sono
parole, parole, parole a mai finire, dall'altra parte vi è
un'inerzia assoluta da parte di questo Governo che, anche di fronte
ad una denuncia così forte che proviene dal territorio, di fronte
ad un caso di malasanità gravissima che denunciamo ormai da mesi,
rimane del tutto indifferente.
Le cose sono due: o l'assessore è connivente con questo modo grave
di interpretare le politiche sanitarie in provincia di Siracusa,
oppure l'assessore dorme. E siccome nell'uno e nell'altro caso noi
non siamo assolutamente disposti a consentire che lui continui in
questo sonno che mi sembra tutto tranne il sonno dei giusti, vorrei
invitare il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana a
intervenire sull'assessore Russo per chiedere e pretendere che egli
rispetti questa Assemblea dando risposte alle nostre
interrogazioni, soprattutto quando, attraverso le nostre
interrogazioni, denunciamo fatti gravissimi, come quello della
camera iperbarica di Augusta, che è costata all'erario - e quindi
ai siciliani, a tutti noi, e pure a questo Governo che pensa di
fare economia - in questi anni di mancato uso migliaia di euro.
Presidente Cascio, mi appello ancora una volta alla sua
sensibilità, al rispetto che lei ha nei confronti dell'Assemblea
che presiede e, di conseguenza, la vorrei invitare ad attivarsi
affinché i due disegni di legge di cui ho parlato vengano portati
in Aula e affinché l'assessore Russo risponda, soprattutto quando
vengono denunciati fatti che potrebbero anche essere penalmente
rilevanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a causa di inconvenienti tecnici
nel sistema elettronico di votazione, vi invito a far registrare la
vostra presenza ai fini amministrativi tramite apposito foglio
collocato presso il banco della Presidenza.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIUDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, la settimana scorsa, anche grazie
alla sua determinazione e al suo senso delle istituzioni,
quest'Aula ha approvato una mozione di censura nei confronti
dell'assessore alla salute, una mozione di censura che è stata
fortemente contestata; addirittura, onorevole Rinaldi, il Partito
Democratico ha lasciato quest'Aula.
Eppure, in altre occasioni, per esempio in Campania, a luglio del
2011, non vent'anni fa, ma anche in Lombardia, che il Partito
Democratico aveva presentata analoga mozione nei confronti di altri
assessori che sono al governo e in quella occasione la censura è
stata posta regolarmente in discussione senza che il centrodestra
mettesse in atto una polemica che io non voglio definire
strumentale, ma che certamente è poco attinente alle regole di un
Parlamento, che deve dare in ogni occasione e sempre voce anche
alle opposizioni, che poi sono opposizioni che non rispecchiano la
reale situazione del popolo siciliano che ha votato diversamente
alcuni anni or sono ma che si trova nella paradossale situazione di
essere governato da chi era stato collocato alla opposizione.
Non riesco a capire, signor Presidente, quali saranno gli effetti
e non mi riferisco ovviamente agli effetti tecnico-giuridici che
sono di competenza del Governo e del Governatore, ma mi riferisco
alle conseguenze politiche di quest'atto.
L'assessore Russo si è mostrato molto sprezzante, addirittura
prima che si arrivasse al voto ha lasciato sprezzante quest'Aula
dicendo delle cose che io non voglio ripetere, ma che certamente
non fanno onore a un rappresentante delle Istituzioni.
Ma io oggi, signor Presidente, sono qui per segnalarle un
comportamento che, ancora una volta, non tiene conto dei valori del
territorio; ancora una volta non tiene conto del bene assoluto che
è quello del diritto alla salute del popolo siciliano. Ed esistono
- vi è di più - delle disparità.
Mi riferisco, signor Presidente, ai punti nascita. Lei sa che sono
state fatte, in questi giorni, delle deroghe. Non voglio attivare
qui una guerra tra poveri, perché non sarebbe giusto, ma in
provincia di Palermo, in provincia di Catania, in altre province
sono state fatte delle deroghe. Deroghe che, purtroppo, non rendono
ovviamente giustizia, non ci fanno capire, non ci indicano qual è
la strada che vuole percorrere il nostro assessore per la salute e
se c'è invece una scelta ad libitum' in riferimento e in rapporto
a clientele, amicizie, spinte, posizioni politiche, differenza di
lato, appartenenze, colori. Spero che non sia così
Certo però è che stiamo assistendo ad un comportamento aggressivo
nei confronti della popolazione, e le segnalo, signor Presidente,
due casi che sono certamente emblematici.
Il primo è quello del comune di Lipari. Parliamo di una realtà
insulare assai nota a tutti quanti noi, un comune che conta circa
12 mila abitanti, che ha sette isole distanti l'una dall'altra e
che oggi non avrà più il proprio punto nascita. Non so quale sia
stata la deroga e quali motivazioni siano state addotte per cercare
e trovare altrove delle soluzioni.
Per Lipari questa soluzione non è stata trovata e lo ritengo un
fatto molto grave.
Lei sa che la popolazione sta insorgendo, è stato già annunciato
un corteo di donne in stato di gravidanza che sfileranno per la
città di Lipari da qui a qualche giorno. L'assessore è stato
convocato in Commissione e sarà qui mercoledì.
Però, purtroppo mi pare che altre violazioni sono state
perpetrate, signor Presidente. Perché non è questo un ragionamento
fatto in sede istituzionale, non è stata coinvolta la Conferenza
dei sindaci che si era già espressa qualche mese addietro in
maniera diversa, alla presenza dell'allora manager dell'ASP di
Messina, non è stata consultata la Commissione di merito.
Si tratta, quindi, di una mera operazione contabile? Poteva farla
un ragioniere? Tagliare la salute è un compito affidato a un
ragioniere che, non sapendo come far quadrare i conti e non sapendo
come far diventare quattro il 2+2, lo fa così inopinatamente? E lo
fa a Lipari, così come lo fa a Mistretta, che è una realtà che
insiste in montagna - lo dico a chi non conosce quella realtà - e
che ha bisogno di un punto nascita proprio per garantire quel
diritto alla salute sancito dalla nostra stessa Carta
costituzionale.
Signor Presidente, noi non possiamo continuare in questo percorso.
Mi affido a lei, alla sua sensibilità. Noi dobbiamo riportare il
dibattito in questa Aula; dobbiamo fare in modo che le scelte - mi
consenta il termine forte - scellerate' dell'assessore per la
salute vengano fermate. Fermiamo Russo Facciamo in modo che si
fermi questa politica che, d'altronde, nessun beneficio sta
consegnando ai siciliani e alla salute dei siciliani perché il
territorio è assente, la possibilità di risparmiare è completamente
assente e neanche presa in considerazione e la contrazione dei
costi passa soltanto, signor Presidente, dal differimento dei
pagamenti. Nessuna politica di prevenzione.
Se oggi noi provassimo a fare una telefonata al numero verde per
prenotare un esame, il più semplice possibile, una termografia, una
mammografia, ci renderemmo conto che trascorreranno da otto a
undici mesi.
Non è questo il modo con il quale si può affrontare il sistema
sanitario regionale, non è questa la rivoluzione alla quale ambisce
il popolo siciliano, non è questa la rivoluzione annunciata nei
cartelloni e nei manifesti dal Governo Lombardo e dal suo assessore
per la salute.
Signor Presidente, fermiamo questa manovra accelerata, riportiamo
il dibattito in quest'Aula, facciamo in modo che l'assessore per la
salute si renda conto che sta per sbagliare, che sta per
danneggiare il popolo siciliano e abbia quindi maggiore rispetto di
questo Parlamento, non solo in fase enunciativa ma anche nella fase
pratica, perchè è facile sollevare dei manager dall'incarico,
magari poi per trovare soluzioni all'interno di altre realtà; è
facile trovare espedienti con i quali poi, sostanzialmente, si può
premiare più o meno chi ha voluto e ha saputo rispondere al diktat
dell'Assessore.
Concludo, signor Presidente. Lei sa che l'assessore per la
salute, per ciò che riguarda la realtà di Messina, dopo avere
spronato il manager a portare avanti un piano di razionalizzazione
della rete ospedaliera, dopo aver invitato i sindaci a
pronunciarsi, ebbene ha fatto di quel piano carta straccia, salvo
poi ad addossare le responsabilità a manager, responsabilità che
sono in capo a chi, stracciando quel piano, ha di fatto aumentato
il deficit nella provincia di Messina.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare sull'ordine dei lavori
l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, colgo l'occasione, perché vedo
l'assessore Armao in Aula, in quanto ritengo necessario
sottolineare un problema che, in questi giorni, in queste
settimane, in questi mesi, hanno sollevato gli enti locali della
Regione Sicilia: mi riferisco al mancato trasferimento dei fondi
relativi al trasporto alunni per quei comuni che non hanno istituti
e scuole medie superiori e sono costretti a trasferire i propri
alunni presso quelle città che hanno tali istituti.
Questo contributo che ammonta a circa 26 milioni di euro, per
l'anno 2009, a distanza di questo periodo, due anni appena,
purtroppo ancora non è stato assegnato ai comuni dell'Isola; in più
aspettiamo ancora il contributo per l'anno 2010 e poi ci dovrà
essere quello del 2011.
Inoltre, assessore Armao, volevo segnalarle la mancata
assegnazione e il mancato trasferimento dei contributi
relativamente al ricovero dei minori e dei disabili in comunità;
trattasi di decreti che giacciono presso l'Assessorato
dell'economia, per cui l'invito da parte di questo Parlamento e mio
personale, ma credo anche degli enti locali siciliani, è di
sollecitare al più presto il visto finale perché possano poi
trovare l'accreditamento e il trasferimento nelle casse dei comuni.
Purtroppo, mai come quest'anno i comuni stanno subendo e soffrendo
una crisi economica di flusso finanziario, molti comuni in questo
mese non sono stati nelle condizioni di pagare gli stessi stipendi
agli impiegati comunali. Per cui era questo il sollecito che mi
permettevo fare.
Al Presidente dell'Assemblea regionale, poi, mi permetto di
suggerire o di segnalare il comportamento assolutamente scomposto
dell'assessore Massimo Russo, così come hanno fatto gli altri
colleghi, ma credo e voglio qua dire all'onorevole Buzzanca che ciò
che ha fatto l'assessore Russo è stato assolutamente censurato non
dalla minoranza o dall'opposizione, ma è stato censurato dalla
maggioranza, nel momento in cui la maggioranza di governo non è
entrata in Aula al momento del voto chiedendo magari il numero
legale, in quel momento proprio la maggioranza ha decretato la
censura di Russo e la sfiducia conseguente nei suoi confronti.
Per cui non mi attarderei a parlare, ormai lo conosciamo come sia
molte volte prolisso nei suoi modi di fare, nel suo modo di dire,
molto poco concreta e molto poco efficace la sua azione
amministrativa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare sull'ordine dei lavori
l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
il mio intervento vuole fare riferimento solo indirettamente a
quanto è accaduto la settimana scorsa sul voto che ha approvato la
mozione di censura ai danni dell'assessore Russo. Si pone, quindi,
in linea, assolutamente in linea con l'intervento del collega
Buzzanca che mi ha preceduto.
E però, signor Presidente e onorevoli colleghi, non intendo, in
questa sede, immorare su un dato che il buon senso dovrebbe fare
ritenere scontato e cioè che a fronte di una mozione di censura del
Parlamento che ha visto i colleghi della maggioranza ribaltonista
non difendere il loro assessore, di tal ché questa mozione ha avuto
il presupposto per essere approvata, rispetto a questo non voglio
immorare; ciascuno di noi, compreso l'Assessore, assumerà, e
soprattutto compreso il Presidente Lombardo, le decisioni che
ritiene di assumere, i cittadini valuteranno.
Ma, signor Presidente, in questi giorni, e mi riferisco
soprattutto ai deputati di Palermo, ne vedo alcuni in Aula, stanno
accadendo delle cose ancora nella Sanità che, a mio parere, sono di
una gravità straordinaria. Mi riferisco soprattutto alla chiusura
del punto nascita di Cefalù che rappresenta in maniera oggettiva,
onorevole Parlavecchio, uno dei punti, dei rari punti che, al di là
della modalità che non condividiamo, di gestione della Sanità
dell'assessore Russo, continua ad essere un punto di eccellenza
della sanità palermitana.
A Cefalù si fa lo screening, si fa l'amniocentesi, si fanno una
serie di attività tecniche, e le leggo perché è importante: vi è la
banca del sangue, vi è la neonatologia, vi è la villocentesi, vi è
l'ecocardiofetale, vi è la translucenza.
Signor Presidente si chiude Cefalù, sa perché e sapete perché,
onorevoli colleghi?
Perché gli standard stabiliscono che bisogna arrivare almeno a
cinquecento nascite annuali.
Ebbene, dal 2008 ad oggi Cefalù è passata, ascoltatemi bene, da
280 nascite a 480 nascite, con un trend ovviamente che tende a 500.
Sapete a favore di chi si chiude Cefalù? Si chiude per rafforzare
l'ospedale di Termini Imerese che, ascoltatemi ancora, è passato
nello stesso periodo da 600 nascite a 450, quindi al di sotto delle
nascite di Cefalù. E volete dirmi che non si tratta di gestione
politica della Sanità
Io non so chi è nato a Termini Imerese, non so chi tutela Termini
Imerese, non so per quale ragione si vuole chiudere Petralia e si
vuole lasciare aperto Corleone, ma voglio capire come faranno le
mamme, le partorienti di Petralia, quando nevicherà in quei luoghi,
a prendere un elicottero o a prendere un mezzo per andare a
partorire a Corleone o a Palermo.
E' vero, come dice l'assessore Russo, e ho concluso Presidente, il
parto è un evento naturale. Però, probabilmente, siccome è
magistrato e non è medico, non sa che un evento felice come quello
del parto abbisogna di molto poco per trasformarsi, a volte, in un
evento drammatico o tragico.
Di lui ricorderanno certamente gli abitanti di Cefalù e del
comprensorio, gli abitanti di Petralia e del comprensorio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare sull'ordine dei lavori
l'onorevole Beninati. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spenderò
pochissimi minuti su quanto si è svolto la scorsa settimana sul
problema della sanità. Dai messaggi dei giornali, da parte dei
giornalisti e principalmente da parte dell'Assessore, sono state
dette cose che forse alcuni colleghi non hanno attenzionato ma che,
certamente, non danno a questa Assemblea il giusto risalto che la
stessa cercherebbe di avere.
Mi spiego: il più delle volte le Commissioni di merito, in
particolare la Commissione Sanità, nel passato, ha sempre avuto un
ruolo importante perché, a differenza delle altre commissioni, la
sanità in Sicilia per buona parte - e questo è stato giorni fa in
parte mascherato - si attiva per procedimenti amministrativi, non
per leggi e non per vie diciamo non amministrative. Quasi tutta la
spesa, la sua attivazione e le decisioni assunte sulla sanità
avvengono sempre per atti amministrativi del Governo. E' avvenuto
così negli anni passati e continua ad avvenire così con l'assessore
Russo.
Tengo a precisare questo particolare perché molti colleghi sono
stati offesi e non se ne sono purtroppo neanche resi conto, io per
primo; si è detto che quasi, nel passato, questa Assemblea ha
sempre condiviso le scelte sulla sanità.
Questa Assemblea, onorevole Cracolici, lei lo sa, non ha mai
espresso alcun parere su nessuna legge di spesa della sanità; la
spesa della sanità è avvenuta sempre per decreti e per
provvedimenti che l'Assemblea non ha mai conosciuto.
Abbiamo l'esempio: domani, in Commissione sanità, avremo il piano
dei punti nascita che l'Assemblea non conosce; è una scelta
dell'assessore, in questo caso di Russo, che non tiene conto
dell'Assemblea. Bene, in una nota che l'assessore Russo ha
formalizzato a quest'Aula per difendere il suo operato ha tacciato
alcuni colleghi, e anche me, di avere tutelato interessi sulla
sanità, mettendoci anche qualche parola di mafia, e chi più ne ha
più ne metta.
Signor Presidente, non penso, come tanti colleghi di questa
Assemblea, che sull'argomento fosse giusto essere chiamati in
causa; noi non c'entriamo nulla su queste scelte sulla sanità, sia
oggi che nel passato, per cui l'assessore Russo ha sbagliato a far
passare il messaggio che questa Assemblea nel passato ha fatto
scelte sulla sanità quando queste scelte sono state fatte, se
responsabilità ci sono, dagli assessori di turno dell'epoca.
Ce ne sono molti, esistono, basterebbe andare a controllare gli
atti che ogni assessore ha prodotto, ma certamente non è stato il
Parlamento e, quindi, i deputati dell'allora maggioranza e oggi
della maggioranza o dell'opposizione, perché non si è capito più
nulla, non si sa chi è maggioranza e chi opposizione, a fare scelte
sulla sanità. Quindi, inviterei l'assessore Russo, in futuro, ad
essere più attento nel dire parole, anche pesanti, nei confronti di
una Assemblea che non le merita.
Ricordo a me stesso, e concludo, la frettolosità con cui spesso
l'assessore Russo produce i suoi provvedimenti, quando mi trovai a
fare il presidente della Commissione sanità venne bloccata.
Diversamente, oggi la Sicilia si sarebbe trovata ad affrontare una
catastrofe: quando si volevano tagliare 5.700 posti letto in
Sicilia, siamo stati tutti compatti e abbiamo condiviso di
limitarci a ciò che il piano di rientro prevedeva, cioé 2.540 posti
letto.
Bene, l'assessore Russo ha dovuto all'inizio affrontare la
Commissione e quella Commissione fece rispettare il ruolo di questo
Parlamento. Non me ne voglia il presidente dell'attuale
Commissione, ma domani riunirà una Commissione, qui lo dico,
inutile, perché forse tanti non lo sanno, il decreto è stato già
fatto, tutte le scelte sono state già fatte, l'Assemblea non ne sa
nulla. La Commissione domani, penso, farà l'ennesima cattiva
figura, perché tutto ciò che bisognava fare andava fatto prima, se
c'era un rispetto del Parlamento e della Commissione. Una volta che
si è deciso, credo che sarà una presa in giro; pertanto, credo che
l'assessore Russo debba riflettere sul suo comportamento e non su
quello dell'Assemblea nei suoi confronti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare sull'ordine dei lavori
l'onorevole Corona. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori per confermare un po' quello che i colleghi
che mi hanno preceduto hanno detto sull'atteggiamento
dell'assessore Russo nei confronti di questo Parlamento e per
sottolineare una esigenza, visto che siamo entrati nell'argomento
dell'ordine dei lavori. Domani, signor Presidente, lei sa benissimo
che è stata convocata la VI Commissione per discutere, appunto,
sulle scelte dell'assessore Russo in merito al piano sui punti
nascita in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Corona, mi scusi, devo interromperla.
L'ordine dei lavori non dà inizio ad un dibattito, é una
comunicazione che il deputato sente di fare. Non c'è un dibattito
sull'ordine dei lavori, quindi se lei introduce qualche elemento
nuovo bene, altrimenti sono costretto a toglierle la parola e diamo
inizio, invece, ai lavori previsti dall'ordine del giorno.
CORONA. Signor Presidente, mi attengo a ciò che hanno fatto i miei
colleghi che mi hanno preceduto, sostenendo in buona sostanza
alcuni concetti: che quest'Aula è stata privata di un dibattito.
Abbiamo certificato in quest'Aula che cosa? Che un assessore di
questo Governo è stato sordo, cieco e anche muto perché non ha
risposto alle centinaia di interrogazioni che i parlamentari hanno
fatto in questi tre anni. Non ha neanche spiegato, rispetto alla
mozione di censura presentata, quali erano le sue ragioni, non ha
dato chiarimenti sufficienti per contestare quello che abbiamo
sostenuto nella mozione di censura e, poi, abbiamo visto che nel
piano dei punti nascita, fatto all'indomani della mozione di
censura, è stato cieco perché sulla stampa ha sostenuto di avere
fatto delle eccezioni; ma come, per quali territori, e a favore di
chi?
Forse lui, essendo sordo alle sollecitazioni del territorio,
conosce solo una voce, quella del suo presidente, ma questo lo
vogliamo capire.
Signor Presidente, lei è qui per tutelale il Parlamento e
soprattutto le prerogative dei parlamentari. Su questo argomento
abbiamo appreso dalla stampa che forse domani l'assessore non
parteciperà alla riunione della Commissione Sanità per discutere di
un argomento così delicato e anche di altri argomenti. Ecco, se
l'assessore Russo, non solo non risponde alle nostre numerose
interrogazioni, su quelle che sono le scelte che la politica e il
Governo devono portare avanti per tutelare gli interessi dei
cittadini, è chiaro che siamo molto preoccupati. Se domani
l'assessore Russo non verrà in Commissione, non ci darà i
chiarimenti necessari, sufficienti
Fra l'altro, vorrei qui sottolineare che l'assessore Russo, in una
precedente riunione della Commissione sanità, l'anno scorso, aveva
assunto l'impegno di non chiudere il punto nascita di Lipari e
oggi, invece, con un suo provvedimento, ribadisce che il punto
nascita di Lipari viene chiuso. Ciò significa disattendere impegni
e, soprattutto, mortificare le scelte dei parlamentari e di una
Commissione che, certamente, deve dire la propria nelle scelte
amministrative e politiche di questa Assemblea regionale.
degli anni 2012-2014
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del Documento di programmazione economico-finanziaria
per gli anni 2012/2014
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione del documento di programmazione economico-finanziario
per l'anno 2012-2014.
Invito il Presidente della Commissione e relatore, onorevole
Savona, a svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la presente relazione ha lo scopo
di illustrare i contenuti del Documento di programmazione economico-
finanziaria 2012-2014 presentato dal Governo, sottoponendo
all'esame dell'Aula le osservazioni e valutazioni della Commissione
parlamentare Bilancio .
Prima di approfondire il quadro finanziario di riferimento
delineato nel Documento governativo, le questioni che esso pone, le
strategie e le politiche che l'Esecutivo intende realizzare nel
periodo programmato, occorre preliminarmente osservare che, sotto
il profilo procedurale, la legge finanziaria regionale 2011 (legge
regionale n. 7/2011) ha modificato il termine di presentazione
all'Assemblea dell'atto in esame, prevedendo che esso sia
depositato entro il 20 luglio di ciascun anno.
Come si ricorderà, la normativa regionale pre-vigente stabiliva
che il DPEF fosse presentato entro trenta giorni dalla
presentazione alle Camere del DPEF nazionale. Con la legge di
riforma della contabilità pubblica (L. 196/2009 e successive
modifiche e integrazioni) il Documento programmatorio, a livello
statale, è stato però sostituito prima, dalla Decisione di finanza
pubblica, indi dal Documento di economia e finanza (DEF).
L'innovazione statuale, intende ampliare il quadro informativo e,
connettendosi al Patto di convergenza a livello europeo, illustra
la manovra necessaria per il conseguimento degli obiettivi
macroeconomici per ciascun anno del triennio, con l'indicazione,
altresì, dei disegni di legge collegati alla manovra di finanza
pubblica, da presentare al Parlamento entro il successivo mese di
gennaio. Al D.E.F si accompagna e si collega la nuova legge di
stabilità che sostituisce la legge finanziaria.
Tenuto conto dell'abrogazione del corrispondente documento
nazionale, che ne costituiva il punto di riferimento, non soltanto
dal punto di vista dei termini di presentazione, ma anche dei
contenuti, il DPEF regionale, ai sensi del comma 1 dell'articolo 14
della citata legge 7/2011 va presentato, all'Assemblea entro il 20
luglio di ogni anno, dando, in tal modo, al Governo della Regione
la possibilità di predisporre l'atto in questione, sulla base dei
dati e delle previsioni contenuti nel nuovo Documento statale di
economia e finanza.
Si osserva, però, che tale aggiornamento normativo, nei termini di
presentazione, pur se significativo appare incompleto in quanto,
seppure allinea il DPEF regionale al quadro di riferimento
economico-finanziario definito dal Documento di economia e finanza
(DEF), in considerazione dei tempi procedurali fissati, non
consente tuttavia di tener conto della successiva Nota di
aggiornamento del DEF, che il Governo nazionale deve presentare
entro il 20 settembre di ogni anno.
Ciò impone di evidenziare l'esigenza, più volte sollevata da
questa Commissione, di procedere, in tempi rapidi, in sede
parlamentare attraverso un proficuo confronto con il Governo, alla
piena e completa armonizzazione della normativa regionale di
contabilità e finanza con la profonda riforma operata a livello
nazionale dalla citata legge n. 196/2009, anche per adeguare gli
strumenti della decisione regionale di bilancio alle nuove regole,
decise in sede europea per rafforzare il coordinamento delle
politiche economiche e finanziarie degli Stati membri dell'Unione.
La Commissione Bilancio , al fine di garantire la pienezza delle
sue prerogative, che trovano riscontro nel succedersi razionale e
coerente dei diversi momenti procedurali, in cui deve comporsi il
procedimento complesso della decisione di bilancio, in linea con le
strategie d'intervento fissate a livello nazionale ed europeo,
intende, quindi, intervenire quanto prima, legislativamente,
adeguando e coordinando le norme di contabilità regionale al ciclo
nazionale di programmazione finanziaria e di bilancio.
Nell'ambito di tali osservazioni occorre evidenziare che il
Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) continua a
rappresentare, in atto, secondo la vigente legislazione regionale,
e le parallele norme regolamentari interne dell'Assemblea, la fase
introduttiva del complessivo procedimento in cui si compone,
annualmente, la decisione di bilancio.
Con l'approvazione del Documento programmatorio, mediante l'ordine
del giorno parlamentare adottato dall'Assemblea, è definita la
manovra di finanza pubblica per il periodo rimanente della
legislatura e fissati gli obiettivi fondamentali della politica
finanziaria e di bilancio della Regione per il relativo periodo.
Sono determinate le principali grandezze macroeconomiche ed il
conseguente valore del saldo netto da finanziare o da impiegare di
competenza per l'anno successivo, dati e valori questi, che devono
costituire la cornice della corrispondente legge finanziaria ed in
essa devono incorporarsi, per individuare ed articolare le
principali politiche da realizzare in rapporto agli obiettivi
prefissati.
Si tratta dunque di regole essenziali, destinate ad assicurare una
copertura finanziaria adeguata ed attendibile per la tenuta
complessiva degli equilibri finanziari e di bilancio.
Va altresì riconosciuto che, in seguito a quanto preannunziato
dall'Assessore regionale per l'economia nel corso della seduta
della Commissione Bilancio n. 265 del 13 settembre 2011, è stata
depositata dal Governo nella seduta del 21 settembre 2011,
simmetricamente a quanto previsto a livello nazionale, una Nota
integrativa al DPEF 2012-2014, con la quale si valuta l'impatto,
sul sistema della finanza pubblica regionale, degli effetti
dell'ultima manovra finanziaria nazionale predisposta tra l'agosto
ed il settembre scorsi e contenuta nel decreto legge n. 138/2011,
convertito con modificazioni dalla legge n. 148/2011.
Si coglie, a tal proposito, l'occasione per ribadire che, soltanto
il puntuale rispetto dei tempi procedurali e temporali in cui si
deve snodare la programmazione finanziaria e di bilancio può
consentire, effettivamente, all'Assemblea di svolgere pienamente il
proprio ruolo d'impulso, d'indirizzo e d'intervento nella fase di
determinazione delle scelte programmatiche del Governo, le quali si
trasfondono nei documenti finanziari.
Si puntualizza infatti che, come precedentemente già evidenziato
in analoga occasione, la piena partecipazione dell'Assemblea e
delle sue articolazioni interne non può rappresentare un
adempimento meramente formale, ma deve inserirsi, in maniera
effettiva all'interno del procedimento preparatorio della manovra
di finanza pubblica per la definizione ed attuazione di un
indirizzo politico coerente, che contraddistingue l'intera attività
legislativa del periodo di competenza.
Pur valutando il significato di tali elementi, l'obiettivo
ulteriore di evitare, che la discussione in Aula del DPEF fosse
sostanzialmente svuotata dalla sovrapposizione con l'avvio della
sessione di bilancio, pregiudicando così la necessaria connessione
logica e temporale tra i contenuti del Documento, l'atto di
indirizzo del Parlamento e la trattazione dei disegni di legge di
bilancio e finanziaria, ha indotto la Commissione Bilancio ad
esitare il DPEF anche in assenza delle osservazioni di alcune
Commissioni, nella convinzione, comunque, che eventuali ulteriori
contributi possano essere utilmente valutati nel corso del
dibattito in Aula.
Per quanto riguarda la struttura ed il contenuto del DPEF
all'esame, la Commissione, nell'esprimere parere favorevole
sull'atto, rileva positivamente, come esso, a differenza di quanto
accaduto nei documenti precedenti, contiene un esame approfondito
della situazione di contesto, peraltro particolarmente critica
sotto il profilo congiunturale, in cui sono maturate le scelte che
il Documento presenta ed articola, individuando, specificamente le
politiche da attivare e le connesse differenti iniziative
legislative ed amministrative che si intendono portare a
compimento.
Come evidenziato nella parte dedicata al Quadro programmatico 2012-
2014 il DPEF all'esame si colloca, infatti, in uno scenario
finanziario internazionale di grande incertezza e crescente
instabilità finanziaria e dei mercati, nel cui ambito il Governo
nazionale è stato indotto ad assumere, in successivi interventi
fortemente penalizzanti - si sottolinea - per il sistema delle
autonomie, misure di stabilizzazione e contenimento della spesa
pubblica al fine di anticipare l'obiettivo del pareggio di
bilancio, nel 2013, su sollecitazione peraltro delle Istituzioni
europee.
Appare, dunque, in tale situazione assai critica, condivisibile
l'impegno manifestato dal Governo, nel Documento, di irrobustire la
rigorosa politica di risanamento del bilancio regionale, già
avviata nel corrente esercizio, per contenere e ridurre la dinamica
della spesa corrente al fine di liberare risorse in favore della
crescita e dello sviluppo dei settori produttivi e
dell'occupazione .
Si ritiene, infatti, che la pur doverosa linea di compressione
della spesa pubblica non possa essere disgiunta da un forte sforzo,
anche attraverso un uso più efficace delle rilevanti risorse
extraregionali disponibili e non adeguatamente utilizzate, per
ampliare la base produttiva, fare crescere il fragile tessuto
imprenditoriale con ricadute positive - come affermato nello stesso
Documento - sui livelli occupazionali e sull'economia nel suo
complesso.
In tale prospettiva la Commissione valuta positivamente le
politiche d'intervento che il DPEF, ed in particolare la Nota
integrativa', esplicitano e che si debbono inserire nella manovra
correttiva che il Governo intende realizzare con gli strumenti
finanziari 2012-2014.
In particolare si pone l'attenzione sul forte sforzo orientato
alla riduzione dei costi degli apparati pubblici a livello
regionale, che deve doverosamente - giova precisarlo - essere
condotto, in ogni caso, nel pieno rispetto delle prerogative
statutarie di autonomia riconosciute dalla Costituzione agli organi
legislativi e politici di rilievo costituzionale.
Tale impegno deve estendersi, con concrete iniziative, al settore
pubblico allargato, perseguendo l'azione intrapresa in tal senso,
dal Governo, anche con il pieno e fattivo contributo della
Commissione Bilancio , e che ha già condotto alla forte riduzione
delle società regionali.
Si ritiene inoltre essenziale, in piena condivisione con quanto
espresso nel Documento, proseguire l'opera di semplificazione del
procedimento amministrativo, la trasparenza dell'azione pubblica
con la diffusione delle procedure informatiche e l'automatizzazione
dei processi documentali al fine di assicurare una migliore
efficienza della Pubblica amministrazione con un uso più oculato e
produttivo delle risorse pubbliche.
Si conviene inoltre sulla necessità di riformare l'offerta della
formazione professionale, anche e soprattutto attraverso il
ricorso, sempre più consistente, a forme di finanziamento
sostitutive ed aggiuntive alle risorse regionali, al fine di creare
figure professionali effettivamente spendibili sul mercato del
lavoro, ponendo in particolare attenzione sui tirocini formativi,
sull'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati,
sull'apprendistato e sulla formazione in azienda.
In questo quadro la Commissione condivide la volontà manifestata
nel Documento di rafforzare la governance regionale delle politiche
del lavoro, favorendo l'interazione di tutti gli attori
istituzionali e sociali coinvolti, per far crescere l'occupazione
produttiva. Tale impegno si deve accompagnare con la
riorganizzazione del settore del precariato attraverso una migliore
utilizzazione delle forze disponibili.
Favorire la crescita dell'occupazione significa intervenire
efficacemente con incentivi adeguati a vantaggio delle imprese, ed
in questa prospettiva la Commissione valuta assai positivamente lo
sforzo compiuto dal Governo regionale per sbloccare il credito
d'imposta, per nuovi investimenti, nonostante le difficoltà poste
dall'Esecutivo nazionale, impiegando risorse proprie sia pure con i
limitati fondi disponibili, ed in assenza degli interventi statali
nel settore infrastrutturale, mentre perdurano i ritardi, che la
Commissione intende ancora una volta stigmatizzare, nella
erogazione dei FAS, a cui perdipiù, si accompagna una forte
contrazione delle risorse nazionali destinate al Mezzogiorno,
nell'attesa della messa in opera del più volte annunziato Piano
nazionale per il Sud .
In linea con quanto dichiarato dal Governo regionale, nel
Documento di programmazione, la Commissione, infatti, ritiene
prioritario colmare il gap infrastrutturale tra la Sicilia e le
aree più avanzate del Paese nella prospettiva dell'attuazione del
federalismo fiscale che rappresenta il nuovo modello nel cui
ambito innovare e rafforzare l'Autonomia regionale
Proprio con riferimento alla tematica del federalismo fiscale, la
Commissione valuta favorevolmente la parte del Documento dedicata a
tale materia, in cui viene posto l'accento sulle criticità di un
impianto che ha affidato il cammino del nuovo assetto a due
gambe la perequazione fiscale e la perequazione infrastrutturale.
Per l'appunto la perequazione infrastrutturale, e dunque
l'effettiva attuazione dell'articolo 22 della legge delega n.
42/2009 (tra l'altro, uno dei tre articoli direttamente applicabili
agli ordinamenti delle Regioni a statuto speciale) va correttamente
considerata come precondizione per l'attuazione effettiva, e non
sbilanciata, del processo federalista che non deve penalizzare il
Sud .
La Commissione ribadisce pertanto pieno sostegno, all'azione
condotta dal Governo regionale nelle opportune sedi istituzionali,
a tutela delle prerogative statutarie della Regione Siciliana.
Passando ai profili inerenti, più nello specifico, la situazione
di finanza pubblica regionale, così come rappresentata nel DPEF
2012-2014 la Commissione rileva positivamente, come del resto
evidenziato nell'apposito Dossier curato dal Servizio Bilancio,
importanti elementi di novità, rispetto ai precedenti Documenti,
quali la quantificazione del risparmio da conseguire, in termini di
cassa e di competenza, attraverso la manovra correttiva e,
relativamente alla appendice statistica, le previsioni dei flussi
finanziari di entrata e spesa del settore pubblico allargato.
Non si può però non rilevare una certa opacità nel passaggio dal
quadro tendenziale di finanza pubblica, definito sulla base del
criterio della legislazione vigente, a quello programmatico, che
invece richiederebbero, partitamente, una puntuale illustrazione,
onde individuare in maniera chiara i criteri di riferimento, e
permettere, così, la loro differenziazione che costituisce un
elemento fondamentale per comprendere la costruzione degli
aggregati e la elaborazione delle stime sulle principali voci di
spesa.
La Commissione valuta nondimeno, in positivo, la corretta
rappresentazione, fatta nel DPEF, in merito all'evoluzione della
finanza pubblica regionale scaturente dai fatti gestionali
dell'esercizio 2010, in quanto è evidenziato il persistere delle
più rilevanti criticità che hanno caratterizzato l'elaborazione del
bilancio di previsione vigente, ossia:
forte rigidità della spesa corrente;
minore gettito tributario rispetto alle previsioni di bilancio (-
3.91%), in ragione della perdurante crisi economica;
mancata realizzazione delle entrate correlate alle assegnazioni
statali per la realizzazione del PAR FAS;
persistente deficit strutturale della gestione in conto capitale,
poiché il risparmio pubblico derivante dalla gestione non riesce a
compensare il deficit di gestione, determinando un indebitamento
netto
Si mantiene dunque la difficoltà, ormai strutturale, a reperire
risorse per fronteggiare le esigenze finanziarie legate alla
sanità, al trasporto pubblico locale, ai rinnovi contrattuali del
personale regionale, all'emergenza rifiuti, al settore sempre più
ampio del precariato.
I principali saldi di bilancio risultanti dal quadro programmatico
2012-2014 appaiono tutti negativi, in relazione all'inadeguatezza
del gettito di entrata ed alla presenza di valori quasi costanti
della spesa corrente. L'esame dei suddetti saldi differenziali
evidenzia, pertanto, la necessità di un ben definito piano di
misure per razionalizzare la spesa corrente, malgrado la sua
strutturale rigidità e, sul fronte delle entrate, di attivare
procedure volte a garantire una certa stabilità nell'acquisizione
delle stesse all'erario regionale
In questo contesto, va rilevato, che la capacità d'indebitamento
della Regione ha subito una flessione, in seguito al declassamento
del rating subito dall'Agenzia Standard e Poor's da A+ ad A, come
effetto dell'abbassamento del giudizio recentemente espresso nei
confronti dello Stato.
Occorre, quindi, onde evitare un ulteriore aggravamento del
giudizio, irrobustire e rafforzare la politica di risanamento dei
conti e di contenimento e riduzione della spesa, attraverso una più
adeguata analisi ed un conseguente più rigoroso controllo e
valutazione delle procedure di decisione e di attuazione della
spesa.
La Commissione pertanto concorda sul disegno programmatico di un
intervento rigoroso, sulle parti critiche del bilancio regionale,
al fine di ricondurre i livelli di spesa su valori sostenibili,
attraverso azioni e scelte gestionali coerenti.
Occorre dunque attivare misure adeguate e severe politiche di
risanamento del bilancio regionale senza le quali non sarà,
infatti, possibile assicurare risorse per sostenere lo sviluppo dei
diversi settori produttivi, rischiando in tal modo anche di
compromettere ulteriormente e sul medio-lungo periodo il già
fragile tessuto economico siciliano, in considerazione altresì dei
vincoli sempre più stingenti imposti, in termini di riduzione della
spesa dalle ultime manovre nazionali.
Per riequilibrare il sistema di finanza pubblica regionale la
Commissione ritiene allora urgente acquisire maggiori entrate
strutturali in favore dell'erario regionale. E' necessario, quindi,
con riferimento alle entrate di spettanza regionale, incrementare
l'autonomia fiscale della Regione per favorire lo sviluppo di un
federalismo cooperativo e solidale.
Sulla scorta delle analisi condotte e dei vincoli delineati, il
Governo ipotizza un percorso di rientro dalle criticità
finanziarie, evidenziate nel quadro programmatico in termini di
incidenza sul PIL regionale, che, nell'arco temporale del DPEF,
dovrebbe portare al miglioramento di tutti i saldi finanziari.
Per conseguire tali obiettivi, la manovra di finanza pubblica
regionale 2012-2014, secondo il DPEF aggiornato con i dati
contenuti nella Nota integrativa', i quali tengono conto, degli
effetti sulla finanza regionale delle recenti manovre nazionali,
dovrà prevedere una riduzione di spesa, in termini di competenza e
di cassa, rispettivamente di 974 milioni di euro nell'esercizio
2012, e di 1267 milioni di euro negli esercizi 2013 e 2014.
A tal proposito la Commissione non può non stigmatizzare che
l'impianto dell'ultima manovra nazionale è concentrato
essenzialmente sul drastico taglio della spesa, senza profili di
sviluppo, pur nell'invarianza delle entrate, e colpisce, in misura
particolare, il sistema regionale siciliano che ha già iniziato, in
misura consistente, il percorso di risanamento dei conti ed avrebbe
bisogno, in questa fase, di forti stimoli alla crescita ed allo
sviluppo, in uno scenario che secondo gli ultimi dati disponibili
prospetta, nella Regione, previsioni negative di crescita del PIL,
a prezzi costanti: -0,1 nel 2012.
La Commissione giudica allora favorevolmente che il Documento in
esame abbia dedicato nella Nota integrativa al Documento un
apposito approfondimento alle politiche di coesione e sviluppo del
territorio collegando funzionalmente il DPEF alla programmazione
strategica ed operativa delineata a livello nazionale ed europeo,
nell'ambito delle politiche di coesione, nel cui ambito è comunque
indispensabile procedere, con i necessari strumenti ad una
accelerazione dei programmi di spesa.
L'integrazione sinergica di tali politiche (a livello regionale,
nazionale ed eu-ropeo) è una condizione essenziale, per
massimizzare l'efficacia degli interventi, evitando duplicazioni e
sovrapposizioni.
In tale direzione la Commissione, pertanto, esprime favorevole
avviso sulla volontà espressa nel DPEF di perseguire una migliore
efficacia allocativa degli inter-venti, concentrando l'attenzione
sulla fattibilità delle iniziative, in grado di fungere da
traino dello sviluppo delle diverse aree territoriali omogenee ed
alla crescita del PIL regionale, e sollecitando quindi le capacità
dell'intero sistema imprenditoriale.
La Commissione, a tal uopo auspica che i progetti d'investimento
si indiriz-zino effettivamente, sulla realizzazione di iniziative
rivolte al superamento del gap in-frastrutturale e dunque su
investimenti di sistema, in grado di migliorare la funzionalità
delle reti stradali e ferroviarie, l'attrattività, il recupero ed
il risanamento del territorio, la valorizzazione del patrimonio
naturale, la ricerca e l'innovazione, per adeguare il sistema
produttivo alle condizioni di competitività determinatesi nel
sistema globalizzato, senza disperdere le risorse per finalità
contingenti, e determinando così effetti positivi misurabili sulla
crescita del PIL regionale.
Si evidenzia che questo processo può essere sostenuto soltanto con
un'adeguata domanda privata e pubblica in grado di stimolare la
crescita della produzione e la creazione di occupazione stabile.
La Commissione ritiene pertanto che occorre intervenire per
incentivare una consistente ripresa delle attività economiche,
attraverso l'aggregazione delle imprese, il rafforzamento
patrimoniale dei Consorzi fidi, la concessione di finanziamenti
adeguati per lo start-up nei confronti delle imprese giovanili.
Si evidenzia inoltre che occorre approntare misure adeguate per la
crescita del settore produttivo legate all'agricoltura attraverso
un conseguente potenziamento del sistema infrastrutturale e la
modernizzazione del sistema distributivo.
Va infine rilevato che, nell'ambito degli interventi, previsti nel
DPEF all'esame, attenzione è dedicata agli Enti locali, già
duramente colpiti dalle ultime manovre finanziarie nazionali
La Commissione valuta positivamente le misure finanziarie che la
Regione intende approntare in favore della realizzazione di
iniziative e dei progetti presentati dagli Enti locali, in favore
del recupero urbano, la sistemazione delle scuole, la manutenzione
straordinaria di edifici.
A tal proposito la Commissione raccomanda che l'inevitabile
processo di contenimento e razionalizzazione della spesa, con
riguardo al alla allocazione delle risorse da assegnare agli enti
locali siciliani, sia condotto in maniera coerente e con equilibrio
in stretto raccordo con le associazioni rappresentative degli Enti
(ANCI ed URPS) e non si traduca in tagli, unilaterali, nei
trasferimenti, che comporterebbero un'ulteriore riduzione dei
servizi offerti ai cittadini.
Occorre pertanto modulare gli interventi, puntando sulla
promozione degli investimenti ed ad un uso effettivo e più
razionale delle limitate risorse disponibili.
Questa Commissione, sulle politiche riguardanti questo essenziale
comparto della spesa, che incide direttamente sui servizi da
rendere alle comunità ed ai territori e dunque sulla governance tra
i diversi livelli istituzionali di Governo, intende svolgere,
appieno, il proprio ruolo d'iniziativa e di controllo, consapevole
delle implicazioni delle scelte da compiere in merito, che incidono
sui rapporti di cittadinanza.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Documento di
programmazione economico-finanziaria che è stato sottoposto prima
alla Commissione Bilancio e poi all'Aula e che è stato oggetto
della relazione che il Presidente Savona ha testé svolto, è
caratterizzato da una serie di lacune che lo rendono non soltanto
destituito di fondamento, ma, in molte parti, astratto e
velleitario. Addirittura in alcune di esse, viene riprodotta la
stessa formulazione esistente in alcuni paragrafi e capitoli del
precedente DPEF, con l'aggravante che è trascorso un anno e che
nessuna delle previsioni allora contenute - e qui meccanicamente
riprodotte - sono state attuate, quindi è soltanto un modo per
riempire dei paragrafi, dei capitoli senza alcun costrutto, senza
alcun fondamento.
Faccio un riferimento concreto per dimostrare questo.
Il capitolo riguardante la politica sanitaria lo scorso anno
verteva proprio sulla rivoluzione supposta che dall'attuazione
della riforma doveva intervenire e si citavano, l'anno scorso, come
quest'anno, alcune avvenute grandi riforme, una di queste è
contenuta anche nel libro bianco dell'assessore Russo che alla
pagina 71, andate a sfogliare e leggerete, da per realizzati tutti
i presidi territoriali di assistenza in Sicilia.
Colleghi, non c'è un solo PTA che sia stato realizzato, nemmeno
uno, nemmeno quello che a Bronte ha dato origine a quella vicenda
incresciosa della quale poi si è occupata la stampa con interventi
e coinvolgimenti, più o meno opportuni E il PTA l'anno scorso
avrebbe dovuto essere l'elemento centrale di questa rivoluzione
della politica sanitaria del territorio, che avrebbe dovuto essere
conseguente alla chiusura dei reparti di pronto soccorso.
Non c'è un solo reparto di pronto soccorso che sia stato chiuso e
abbia dato vita al PTA. Addirittura nella mia provincia (lo potrete
osservare sempre a pagina 71 del libro bianco) sono dati per
attivati i PTA di Scicli e di Comiso. Non esiste se non una
propagandistica presenza dell'assessore Russo nella mia provincia,
che venne a propagandare l'attuazione del PTA a Scicli e a Comiso,
ma che rimasero, poi, puntualmente e sistematicamente, lettera
morta.
Se noi dovessimo giudicare dall'esistenza delle conseguenze di
quella attuazione, dovremmo dire che lettera morta era il DPEF
dell'anno scorso, lettera morta è - a maggior ragione - il DPEF di
quest'anno, in quanto riproduce meccanicamente le stesse
previsioni, le stesse espressioni, dandole per attuate. Pertanto,
noi oggi dovremmo votare un Documento falso e fasullo che fa
riferimento a riforme mai attuate, a misure mai realizzate e dalle
quali dovrebbero derivare le conseguenze che noi qui dovremmo
approvare e che sono assolutamente destituite di fondamento. Se
mancano le premesse, non ci possono essere le cause.
In Commissione Bilancio è stato richiesto da me e da alcuni
colleghi - però il Presidente ha giustificato il perché quest'anno
questo non è stato possibile - un esame preventivo da parte della
Corte dei conti del testo del DPEF, come è stato fatto ogni anno.
Quest'anno, noi non abbiamo potuto usufruire dell'esame da parte
della Corte dei conti per alcuni impedimenti oggettivi che
stamattina il Presidente Savona ha illustrato nel corso della
riunione.
Questa è una delle motivazioni che ci portano a votare contro
questo DPEF. Così come ce n'è un'altra che riguarda il persistente,
grave, ormai gravissimo, ritardo nella attuazione della spesa.
La nostra Regione, in questo momento, versa in condizioni
veramente vergognose, di rischio rispetto a un colossale disimpegno
automatico da parte della Comunità europea, che potrebbe, alla fine
di quest'anno, intervenire proprio alla fine del quadriennio
dell'ultimo quinquennio di appartenenza alle politiche comunitarie
come Regione appartenente al novero dell'ex Obiettivo 1.
Noi non abbiamo nemmeno iniziato quella spesa che dovrebbe
portarci ad essere rispettosi dei parametri - e quindi fruitori
delle somme a nostra disposizione.
E in un Documento di programmazione economico-finanziaria, signor
Presidente, come si fa a non partire dalla necessità di indicare
come da qui all'anno prossimo, che è l'ultimo anno, noi riusciremo
a spendere le somme di nostra competenza? Non c'è alcuna
indicazione, non c'è alcun riferimento; non c'è alcun riferimento
rispetto ai motivi per cui si giustifichi tale ritardo nella spesa,
che è il più grave fra le Regioni del Mediterraneo.
Non c'è alcun riferimento alla criticità dell'andamento della
spesa che vede la Regione Sicilia ingessata, impantanata,
colpevole di ritardi, di inettitudini, di inefficienze e di
inerzie. Perché, in alcuni casi, si tratta di vera e propria
inerzia. Ma queste cose sono segnalate, cari colleghi, non soltanto
negli atti della Commissione Bilancio' perché Leontini le ha
dette, sono segnalate anche nelle relazioni dei Servizi, che
rilevano il ritardo gravissimo e persistente nell'andamento
CRACOLICI. Servizi, quali Servizi?
LEONTINI Dal Servizio Bilancio, onorevole Cracolici. Se il DPEF di
quest'anno, anche quello di quest'anno, è fondato su tali premesse
assolutamente fragili, e per certi aspetti, velleitarie, astratte,
senza fondamento, a copertura di un colpevole comportamento della
Giunta e del suo Presidente, di inerzia, di inettitudine, di
ritardo e di ingessamento, continuiamo ad indicare altri motivi che
caratterizzano questo DPEF e provano quello che sto dicendo.
Voi ricorderete, colleghi, che a partire dal 2009, grazie alla
modifica del sistema remunerativo dell'agente di riscossione il
servizio di riscossione aveva registrato degli accantonamenti
positivi e risparmi che, secondo le stime effettuate dallo stesso
Assessorato, ammonterebbero a circa 35 milioni di euro l'anno, dal
2009 ad oggi, nonostante questi accantonamenti positivi, i
riversamenti dai ruoli erariali hanno registrato complessivamente
una flessione proprio nel corso del 2010 e nel 2011 che non
riteniamo possa essere recuperata se non si indicano i metodi, gli
strumenti e i mezzi attraverso cui intervenire. E in questo senso,
non c'è alcun riferimento nel DPEF che giustifichi questa
flessione, questa discrepanza fra la misura adottata e le virtù
che dovevano conseguire e che non sono state conseguite e prodotte.
Anzi, è il contrario di quello che ci si era prefissati con le
misure adottate. Per un verso, si ottengono i risparmi nella
riscossione e, per un altro verso, i riversamenti erariali sono
diminuiti. Ma allora il vantaggio dov'è, in che cosa risiede? Il
carattere virtuoso dell'operazione in che cosa è consistito? Perché
il Governo non ha controllato? Perché il DPEF non indica le cause e
le conseguenze? Perché il DPEF non indica gli strumenti attraverso
i quali pervenire ad una verifica prima ed a una riduzione di
questo gap e di questa contraddizione e di questo contrasto.
Questa mattina ne abbiamo parlato in Commissione Bilancio, ma
forse è stato l'unico aspetto che nella frenesia e nella
confusione del dibattito non è stato richiamato nella replica
dell'assessore per l'economia, mentre è stato ripreso quello
relativo all'altra mia osservazione riguardante la politica del
credito e il venir meno da parte del Governo dell'impegno che
l'anno scorso era stato assunto dalla Giunta, attraverso una
delibera di governo conseguente ad una legge, la legge n. 11 del
2010, che prevedeva, appunto, che noi dovessimo vendere le
partecipazioni regionali legate a Unicredit, così come ad altre
partecipazioni regionali strategiche.
La mancata iniziativa da parte del Governo di queste vendite ha
sicuramente prodotto delle conseguenze, nel frattempo le azioni di
Unicredit sono state oggetto di una depressione nel loro valore di
mercato e quindi oggi l'operazione sarebbe svantaggiosa,
svantaggiosa oggi, ma se fosse stata effettuata, collega Falcone,
l'anno scorso, allorquando la stessa Giunta decise di farlo, noi
avremmo potuto allora incamerare delle somme importanti, cosa che
invece in questo momento sono sottoposte ad un congelamento per una
inerzia e mancata iniziativa del Governo.
Pertanto, se consideriamo tutto ciò, noi dovremmo indicare che
anche nella parte relativa alle entrate, le entrate sono mantenute
secondo i parametri dell'anno scorso, cioè attraverso l'indicazione
di tutta una serie di voci che con riferimento ai dibattiti
riguardanti il bilancio e la finanziaria, tali voci sono
destituite di fondamento, in quanto le entrate sono indicate
astrattamente o gonfiate ad arte e non servono, se non dal punto di
vista cartaceo e dal punto di vista formale al fine di far quadrare
dei conti, ma che, nella sostanza, poi come ogni anno siamo
chiamati a commentare da questa tribuna non essere assolutamente in
linea con le previsioni e quindi necessitano concretamente degli
interventi di modifica per potere incrementare delle entrate certe
che vadano a sostituire quelle fasulle formalmente indicate ma
prive, poi, di riscontro nella realtà dei fatti.
Presidenza del Vicepresidente Oddo
Signor Presidente, questo è il motivo per cui noi riteniamo che
questo DPEF meritasse una serie di correzioni che non sono state
accolte e che avrebbero potuto far parte dell'ordine del giorno da
votare. Purtroppo, non contenendo l'ordine del giorno tali
modifiche, tali correzioni ed essendo il DPEF la copertura di una
situazione fallimentare che, per certi aspetti, meccanicamente si
protrae e si riproduce dall'anno scorso ad oggi, noi votiamo contro
perché tutto ciò è lo specchio di una politica di governo che è, in
questo momento, la più pesante, la più clamorosa causa delle
difficoltà in cui versa la nostra Regione, sia dal punto di vista
dell'organizzazione socio-economica sia dal punto di vista del
golpe politico-istituzionale che è stato prodotto in Sicilia
attraverso un capovolgimento delle situazioni elettorali, e sia per
quanto riguarda l'economia del territorio che da tutte queste
indifferenze e lacune è stato mortificato e danneggiato.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che quando
ciò che dovrebbe essere fatto per passione viene fatto per dovere,
lì siamo all'inizio del fallimento. E questo documento che andiamo
a valutare, che dovremo valutare, molto chiaramente indica come ciò
che ha fatto il Governo lo ha fatto soltanto per dovere, non perché
ci crede, assessore Armao.
E lo spieghiamo anche in maniera così molto sommaria ma veloce, ma
al contempo credo anche dando dei segnali molto chiari di come
questo documento, come ha detto giustamente il presidente Leontini,
rappresenti nient'altro che una rivisitazione, soltanto in parte,
del Documento dell'anno trascorso e quindi anche dell'anno
precedente, perché si doveva portare in Aula qualcosa, perché era
un adempimento che dovevamo fare.
E la cartina di tornasole, in tal senso, è data da questa Aula.
Vorrei invitare il Presidente dell'ARS a capire e a contare i
parlamentari di maggioranza, non quelli dell'opposizione. Noi in
questo momento siamo di più che quelli di maggioranza. Questo è
l'esempio chiaro di come il Governo, di come questo Governo della
Regione Sicilia che non sta governando, ha voluto guardare, ha
voluto porre in essere questo freddo numero di pagine che altro non
è che un ciclostile che è stato consegnato così ai parlamentari
nella speranza che nessuno di noi o di loro potesse leggere
qualcosa, per poi passare in maniera veloce, repentina, senza che
nessuno se ne accorgesse, al voto finale, magari per alzata e
seduta, e dire domani, fare dei proclami alla stampa e dire:
abbiamo votato il Documento di programmazione economico-
finanziario.
Ma che cosa? Quale programmazione economica e finanziaria per la
Sicilia? Quale programmazione? Questo Documento riporta degli
errori madornali quando, ad esempio, alla rubrica Formazione
professionale e occupazione' dimentica e tralascia il fatto che le
politiche del lavoro sono cosa ben diversa ormai - secondo la nuova
struttura della Regione Sicilia - dalla formazione professionale
Abbiamo messo i cantieri di lavoro vicino alla formazione
professionale, come se non fosse mai stata approvata la legge che
ha rivisto o rivisitato i dipartimenti e che, quindi, individua i
cantieri di lavoro sotto il dipartimento lavoro e famiglia
piuttosto che alla voce dipartimento formazione ed istruzione'.
E quando si parla, ad esempio - altro strafalcione - di interventi
per gli enti locali, si fa riferimento all'articolo 26 della
passata finanziaria, quell'articolo 26 che riportava l'allegato 2
comprendendo 172 opere che dovevano essere la panacea degli enti
locali, con il PAR FAS, quel PAR FAS che non venne accolto quando
l'anno scorso in questa Aula tentammo di far passare un ordine del
giorno, caro onorevole Scilla, con il quale chiedevamo lo sblocco
di queste somme, una boccata di ossigeno per gli enti locali. E la
maggioranza, signor Assessore, lei si è opposto.
Ciascuno di noi, a distanza di tre anni e mezzo, deve prendersi
delle responsabilità. Da qui a un anno e mezzo andremo al voto e
dobbiamo anche dire cosa abbiamo fatto per questa Sicilia
CRACOLICI. Non è detto, può esserci una proroga.
FALCONE. Ora faremo una proroga, onorevole Cracolici, così lei
continuerà in questa situazione. Però chiaramente, prima o dopo,
tutta la nostra vita ha un inizio e una fine, purtroppo ahimé, e
chissà può toccare a me o a Lei, la vita poi è molte volte un po'
curiosa in questo senso, signor Presidente.
Detto questo, vorrei dire qualcosa, ad esempio, sull'attivazione
dei PTA.
Onorevole Beninati, lei è stato presidente della Commissione
Sanità, l'attivazione è assolutamente fallita, non c'è un PTA
attivato, non c'è quel filtro che dovremmo creare nella sanità
siciliana e non lo dico io che sono un parlamentare di opposizione,
lo diceva l'onorevole Ammatuna, la scorsa settimana, sul fallimento
della sanità siciliana. Non c'è stato alcun filtro e c'è un
ingorgo, caro Presidente dell'Assemblea facente funzioni, in questo
momento vi è una ospedalizzazione capoluogo-centrica, oggi
scoppiano gli ospedali perché non c'è un filtro che doveva essere
realizzato proprio in provincia. Oggi, o c'è una sanità di serie A
oppure vi è una sanità scadentissima in Sicilia, con una
differenziazione nell'offerta sanitaria dei vari territori che è
veramente paurosa.
Potremmo continuare parlando delle entrate, lo ha detto - e non mi
attardo - il presidente Leontini. Ma quali entrate veritiere Ieri
è stato varato un disegno di legge governativo
PRESIDENTE. Onorevole Falcone si avvii alla conclusione.
FALCONE. E vado verso la conclusione. Un disegno di legge
governativo che impone tasse e che impedisce al turista, anche al
turista che potrebbe spendere, di venire in Sicilia a creare
risorse, ricchezza, a dare nuova occupazione.
Se questa è l'accoglienza, se questa è la Sicilia, se questi sono
gli strumenti per il rilancio, credo che questi cinque anni
passeranno veramente alla storia per essere archiviati come una
pagina sicuramente non felice, non dico oscura, signor Presidente,
ma sicuramente non felice dell'Istituzione Regione Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho dato una
lettura molto approfondita ieri e un po' meno attenta oggi in Aula
e devo dire, signor Presidente, parlo con l'assessore Centorrino -
che è una delle persone che sta più nei banchi del Governo ed ha il
rispetto di quest'Aula - che o questo documento c'era o non c'era
era la stessa cosa.
Posso capire all'inizio di una legislatura un nuovo Governo
individua dei percorsi che certamente vuole portare a compimento,
quindi c'è una programmazione nuova, in continuità, ma oggi siamo
quasi al quarto anno, fra poco, di questo Governo, anzi di questo
Presidente, perché di questo Governo non lo possiamo dire in quanto
il Governo fino ad adesso è stato cambiato spesso nei componenti,
nei suoi assessori, nelle rotazioni dei direttori, credo che forse
come primato lo abbia l'attuale Presidente poiché alla fine è lui
che coordina questa azione e non certamente gli assessori al ramo,
che per me sono delle vittime, il più delle volte ha deciso, ogni
qualvolta si stava per muovere qualcosa in questa Regione di
cambiare, quasi che paradossalmente non si vuole proprio la stasi.
Assessore Armao, personalmente capisco il suo imbarazzo nel dover
fare un Documento di programmazione economico-finanziaria dove,
effettivamente, leggo qualche pezzo, ho riscontrato una anomalia
nel PO FESR: il periodo è 2007-2913, la programmazione è stata
portata per errore 900 anni più avanti, forse è giusto perché
quello è il tempo in cui forse si muoverà qualcosa, è un errore di
stampa, lo so bene, però non a caso è stato fatto questo errore,
cioè 2007-2913, è giusto, quindi fra 900 anni, forse di più, daremo
seguito a questo Asse 1, Asse 2, Asse 3.
Forse sarebbe stato più corretto evitare di fare questa cronologia
di cosa è un Asse 1, Asse 2, perché questo si sapeva nel 2007, ma
riscriverlo qui e non aggiungere altro è certamente un po'
mortificante anche per l'Aula che legge, cosa deve leggere, ve ne
potrei leggere uno Asse 6: è rivolto alla promozione
dell'imprenditorialità, dell'innovazione . , ma non c'era bisogno
di leggere il Documento di programmazione economico-finanziaria,
bastava prendere il programma approvato nel 2007 e là è scritto
cos'è l'Asse 1, Asse 2, Asse 3.
Probabilmente, in questa sede, bisognava scrivere l'attivazione
della spesa, ma siccome sappiamo tutti che l'attivazione della
spesa è certamente in seria difficoltà ed anticipo, Assessore,
quali saranno gli assessorati più in crisi, me ne dispiace che c'è
pure il professore Centorrino.
L'FSE quest'anno, purtroppo mi documento, disimpegneremo circa 160
milioni di euro, ma non per colpa dell'assessore Centorrino, bensì
dell'incapacità, sin dal primo momento, di mantenere un direttore
stabile in quell'assessorato, capace di avere una linea logica, di
concludere un programma e portarlo avanti.
Infatti, signor Presidente, se lei vede fra gli assessorati che
avranno più criticità ce ne è un altro quello dell'energia e sono
quelli che hanno cambiato più direttori in pochi anni, anzi in
pochi mesi: ogni paio di mesi un direttore nuovo.
Mi rendo conto che non è colpa degli assessori. Certo un
responsabile lo dovremmo trovare e quando le responsabilità sono in
cima ad un Governo sono certamente del Presidente che ha il
piacere, quando qualcosa sta per partire, di bloccarla
immediatamente.
Forse faremo un altro Governo a breve, forse stava partendo
qualcosa, non so, immediatamente un nuovo Governo, altri suoi nuovi
direttori e si continuerà con questo andazzo.
Personalmente, sono stato per qualche anno assessore alla pesca,
avevo lasciato un programma FESR che era bellissimo, per la prima
volta questa Regione ebbe ben 150 milioni di euro. Ho lottato, in
quel periodo, contro cinque assessori del Governo regionale, allora
di centro-sinistra, perché volevano a questa terra disgraziata
fregare soldi che ci toccavano. Sono riuscito a far arrivare alla
Sicilia con i fondi FEP questa grande quantità di soldi, mi risulta
che anche lì c'è il disastro nella spesa: zero o quantomeno
pochissimo.
Va fatta una riflessione, perché ormai non siamo più al primo, al
secondo, ma oggi siamo al quarto anno di spesa. Su questo
documento, assessore Armao, so che lei è in difficoltà, me ne rendo
conto, qui si legge nelle carte, non c'è nulla tranne che quello
che sono le cose. Ci siamo resi conto, ne abbiamo preso atto. Certo
qui sembra che la Sicilia comincia a crescere come occupazione, che
stanno nascendo nuove industrie, ma non vedo ciò, forse giro poco.
Approfitto della presenza dell'assessore Armao, qui si parla poco
di disimpegni della Regione, per dire che in questi giorni ho
presentato una interrogazione sul problema della Mediterranea
Holding e della Firemar e chiedo di capire come la Regione
sull'argomento - e se è vero - ha prodotto una fideiussione ad un
istituto bancario, che sembrerebbe non essere supportata da nessuna
legge. Se così è, invito l'Assessore ad intervenire immediatamente
perché questo, in questo momento, sta prolungando una procedura
concorsuale di gara e, nello stesso tempo, sta mettendo in crisi
una situazione che vede totalmente cambiare le carte in tavola in
quanto la Regione non soltanto fa la fideiussione per sé, ma la fa
per privati. E la cosa peggiore è che di questa fideiussione
sembrerebbe non esserci traccia in alcuna disposizione di legge.
PRESIDENTE E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io devo
purtroppo prendere atto che nonostante l'impegno profuso
dall'assessore Armao, sicuramente non per incapacità, ma proprio
per la difficoltà di reperire quella che è la programmazione che
questo Governo non è riuscito a darsi in questi anni, in cui pur
sovvertendo la maggioranza proprio per raggiungere quei programmi
innovativi e quelle famose riforme, purtroppo, di tutto ciò c'è una
traccia piuttosto risibile considerato che nelle pagine, nelle
appena trenta pagine che ci sono state consegnate, il Documento
sicuramente fa ravvisare tutta una serie di criticità.
Uno per tutti che vorrei oggi evidenziare riguarda l'utilizzo dei
Fondi comunitari, sembrerebbe ripetitivo ma, chiaramente, è sotto
gli occhi di tutti che quando viene fatto uno studio da parte del
Servizio Bilancio che ci evidenzia che la percentuale di utilizzo,
addirittura di pagamenti che sono stati fatti sul Fondo sociale
europeo, al 28 di febbraio 2011, si attesta al 6,6 credo che sia
emblematico di come purtroppo una delle grandi opportunità che
questa Terra svantaggiata, ancora obiettivo 1, poteva avere è stata
assolutamente fallimentare.
Fallimentare e, purtroppo, in maniera molto preoccupante e ci
induce a pensare che se non ci sarà un incremento immediato,
immediato proprio nei prossimi giorni, di una ripresa di quella che
era la programmazione che era stata fatta e che puntualmente è
stata disdettata allo scadere dei termini dei famosi bandi a cui
hanno partecipato in tantissimi.
Personalmente, ricordo una audizione, una famosa audizione, fatta
con i sindacati e con gli enti di formazione che lamentavano il
fatto di avere dovuto in questi anni anche mobilitare forze,
risorse umane ed economiche semplicemente per partecipare a bandi,
ad iniziative progettuali finanziate con il Fondo sociale che poi
regolarmente sono tutte, per una ragione o per un'altra, andate
perse.
Non posso non evidenziare che anche nel campo dell'agricoltura,
che è stato di recente oggetto di una lunga trattazione in questa
Aula, anche in quel campo grandi aspettative sono poi cadute nel
nulla.
Mi riferisco, ad esempio, al bando che pochi giorni fa è stato
ritirato dopo una lunga pubblicazione che avrebbe in qualche modo
consentito una più rapida utilizzazione del Fondo europeo
dell'agricoltura, ritirato quattro giorni prima della scadenza del
bando.
Questi due esempi emblematici indicano che la programmazione che
questo Governo ha fatto dei Fondi europei sicuramente non è stato
quel volano di sviluppo che i siciliani si aspettavano.
Ricordo ancora le consultazioni pre-elettorali, che hanno poi
portato all'elezione del Governo Lombardo, che puntavano fortemente
sul volano di sviluppo legato a questi Fondi.
Ebbene, se oggi non sono riusciti a diventare motivo di sviluppo e
di lavoro, mi chiedo come sia possibile che venga attestato un dato
che, personalmente, mi vede assolutamente incredula, rispetto al
trimestre del 2010, viene registrato un aumento dell'occupazione
dell'11,6.
Probabilmente io vivo in una Regione che non è la stessa nella
quale vivono coloro i quali hanno redatto questo prospetto, perché
ritengo che sia sotto gli occhi di tutti, ed è inconfutabile, che
il livello di disoccupazione e di fuga di cervelli alla quale noi
stiamo assistendo, in questo ultimo scorcio di legislatura, è
allarmante e, a mio avviso, senza precedenti.
Dal settore della formazione al settore dell'industria, alle
energie rinnovabili, vi è un blocco assoluto che riguarda
soprattutto l'utilizzo di quelli che dovevano diventare i fondi
affinché le aziende e le imprese potessero creare il lavoro, quello
vero, non assistenzialismo, non corsi di formazione che servono a
chi forma piuttosto che a chi è formato, ma vere opportunità di
lavoro per la nuova classe dei lavoratori.
Vorrei, inoltre, evidenziare che questo Documento programmatico, a
mio avviso, è estremamente fragile sull'utilizzo dei Fondi in
maniera diversa rispetto a quella che era la programmazione che era
stata immaginata all'inizio del 2007.
Mi spiego meglio: nelle precedenti sedute della Commissione
Bilancio, che oggi ha esitato questo documento, seppure con il voto
contrario di PDL, PID e Forza del Sud, ritengo che oggi la
rimodulazione dei fondi si rende necessaria alla luce di alcune
valutazioni.
Il turismo, uno per tutti, ha evidenziato, attraverso il direttore
e il suo assessore, che le misure che sono state poste in essere
sono diventate, ormai, estremamente esigue; pertanto, quando, ad
esempio, avremo la possibilità, finalmente dopo tanto tempo, di
vedere un decreto che stabilisca quanti e quali saranno i distretti
turistici, ebbene per i distretti turistici le risorse destinate,
che si possono mettere a bando, saranno talmente irrisorie da
essere valutate assolutamente insufficienti a quello sviluppo che i
distretti dovrebbero portare in termini di turismo.
Vogliamo dire oltre: quello che avverrà nella prossima
programmazione, soprattutto negli Enti locali, sicuramente ci
imporrà, a livello di comuni, una riduzione di quelle che saranno,
per così dire, le spese meno necessarie.
Ecco che si riterrebbe opportuno aumentare, ad esempio, le quote
di co-finanziamento, così come si è reso opportuno, per esempio,
per i progetti riguardanti le energie rinnovabili che i comuni
potessero avere una percentuale maggiore, se non addirittura del
100 per cento, anche da parte dell'Assessore Venturi, si è anche
ipotizzata la possibilità di diminuire il co-finanziamento da parte
dei privati qualora si desse vita ai centri commerciali naturali,
importanti realtà che la Regione ha portato avanti, ha accreditato,
ma che comunque stentano a volare proprio perché, paradossalmente,
nonostante l'assessore Armao indichi tra le priorità del Governo
quello di una ridistribuzione più adeguata del personale, proprio
questo a volte diventa motivo perché le pratiche rimangano a
giacere anni, mesi presso gli assessorati, proprio quelle pratiche
che sarebbero state utili a finanziare iniziative con i Fondi
europei.
Un'ultima considerazione sull'affermazione fatta dall'onorevole
Beninati e che stamani ho avuto modo di potere dire in Commissione
Bilancio, peraltro anch'io sono stata firmataria
dell'interrogazione, richiederebbe da parte di questa Presidenza
una particolare attenzione poiché le indicazioni fornite
dall'onorevole Beninati configurano una realtà che è fortemente
lesiva non degli interessi dei privati che hanno partecipato ad una
gara, ma agli interessi dei siciliani, perché ricordiamo che stiamo
parlando di trasporto pubblico locale, delle realtà dove siciliani
che vivono nelle isole, che non perché sono siciliani, o per lo
meno anche dei lavoratori che lavorano presso queste società, non
credo che debbano essere penalizzate per dei giochi di potere ai
quali non voglio neanche pensare.
Ritengo, quindi, che sia opportuno dedicare una seduta
esclusivamente a questo tema che vede implicati, in termini di
occupazione, circa 4.500 lavoratori e moltissimi siciliani che
vivono nelle isole.
PRESIDENTE. Rammento ai colleghi Beninati e Caronia che stamane il
Governo, in seconda Commissione, ha assolutamente escluso
qualsiasi tipo di operazione fatta per quanto tutto ciò dagli
stessi richiamato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Scilla. Ne ha
facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intervengo su questo Documento di programmazione economico-
finanziaria con molta amarezza poiché parlando di un Documento così
importante perché ad esso è collegato, o almeno dovrebbe essere
collegato, il rilancio della nostra terra, vedo che in Aula manca
completamente la maggioranza che dovrebbe sostenere questo Governo.
Vedo che i banchi del Governo sono quasi vuoti, abbiamo soltanto
l'assessore Armao che è appunto colui che ha la delega su questo
tema e l'assessore Centorrino che, ad onor del vero, è spessissimo
è Aula e di questo va dato sicuramente atto.
Non è questo il clima per poter trattare un argomento così
importante, un argomento che è vitale per il rilancio socio-
economico della nostra terra.
La Sicilia sta soffrendo, la Sicilia sta morendo, presentare un
Documento di questa portata, di questa levatura è praticamente
indecente. E' un documento riproposto varie volte, non ha nulla di
nuovo, molte delle misure, già previste l'anno scorso, di fatto,
non hanno poi trovato applicazione, è un Documento che diventa
quasi un'offesa alla nostra intelligenza ed al futuro dei
siciliani, direi che è un documento quasi falso, perché è
scollegato da ogni realtà socio-economica della nostra Terra.
Uno degli aspetti che più mi ha colpito, evidentemente da un punto
di vista negativo, è proprio il settore riguardante la spesa: siamo
arrivati, caro Presidente, già quasi a fine 2011 e della
programmazione comunitaria 2007-2013 si sono impegnati, non spesi,
nemmeno il 10 per cento delle risorse disponibili. Ditemi voi se
questo non è che una prova assoluta dell'assoluta - scusate
l'utilizzo doppio del termine - incapacità amministrativa della
nostra Regione.
Basta questo dato per dimostrare che il Governo ha fallito; non
c'è un bando, dico uno, per dire uno, che è in linea con le
esigenze o degli artigiani o delle imprese edili o degli
agricoltori o dei pescatori siciliani.
Non si riesce a produrre qualche cosa che possa, poi, di fatto,
essere utilizzata dalle imprese siciliane. E allora di quale
programmazione economica-finanziaria stiamo parlando
Se vogliamo addentrarci in questo Documento, basta guardare la
rubrica, il capitolo che riguarda la sanità, tutto quello che è
scritto in questo Documento non trova riscontro assoluto
Parliamo di qualcosa che si scrive, ma nella realtà si parla di
due cose diverse e questo non è tollerabile, dovete comprendere che
state rovinando il futuro della Sicilia se continuate in questo
stato di cose, ad amministrare facendo finta che non sia successo
nulla.
L'assessore Russo è stato censurato da questo Parlamento, c'è
stato un voto del Parlamento, sì eravamo in Aula la minoranza che,
ricordo al nostro assessore Armao, era anche in maggioranza, ma
quando c'era con noi era giusto che ci fosse perché avevamo vinto
le elezioni, oggi lei si trova in un posto che non è suo, perché
oggi lei non dovrebbe essere seduto a quel tavolo, ma, siccome è
bravo, la perdoniamo. Ma non è così che si fa politica, assessore
Armao, se questo è il suo inizio sta iniziando male, non si fa
così.
Dicevo l'assessore Russo è stato censurato, anche e soprattutto,
dalla maggioranza che dovrebbe sostenere il Governo, perché il
fatto che la maggioranza fosse assente, il fatto che il
governatore, il presidente Lombardo, fosse assente, è un segno
evidente, tangibile che questo Assessore non gode più assolutamente
della stima personale né del Parlamento né del Governo.
E come si permette ancora questo Assessore a continuare a dettare
regole, percorsi in un settore vitale com'è la sanità E' vero che
c'è una direttiva nazionale del Ministero della salute che,
probabilmente, impone - non mi sembra - sicuramente traccerà delle
linee per quanto riguarda la gestione dei punti nascita, ma come si
permette l'assessore censurato a stabilire, per decreto, in quale
città devono nascere i siciliani Come si permette, con quale
arroganza, con quale prepotenza stabilisce per decreto dove devono
partorire le donne siciliane
Si deve vergognare, c'è una Commissione parlamentare che riguarda
la sanità che ha il compito di analizzare, insieme al Governo,
studiare esattamente quella direttiva, vedere quali sono le deroghe
e, poi, alla fine, fare uscire un decreto che, sicuramente, dovrà,
in qualche maniera, disciplinare quelli che sono i punti nascita.
Ma non si può accettare, e questo Parlamento non l'accetta, ripeto,
che un assessore censurato - non era mai successo, ma Massimo Russo
è stato censurato dalla maggioranza e dalla minoranza - si
permetta di continuare in questa maniera.
Noi di Forza del Sud siamo, assolutamente, contrari a questo
Documento di programmazione economico-finanziaria. Noi immaginiamo
un'altra Sicilia Noi immaginiamo un altro percorso. Noi non
vogliamo più una politica che non ha il coraggio di fare scelte
forti, basta guardare, assessore, allo stato attuale della
formazione professionale. Noi vogliamo una Sicilia diversa che crei
occupazione vera, non clientelismo, noi vogliamo una Sicilia dove
la burocrazia parassitaria venga cacciata via perché è arrivato il
momento di cambiare strategia vera, perché, altrimenti, il nostro
futuro corre davvero seri rischi.
Siamo, quindi, assolutamente, contrari a questo documento che
l'assessore farebbe bene a ritirare, perché, ripeto, è un'offesa
all'intelligenza di questo Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calanducci. Ne ha
facoltà.
CALANDUCCI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
prendo la parola soprattutto per sottolineare alcuni aspetti. Non
posso naturalmente esimermi dal trasmettere all'Aula, in base anche
all'ultimo intervento, che non sarei così catastrofico sul decreto
dei punti nascita perché mi consta personalmente, per lavori fatti
in Commissione e per avere sentito direttamente la Commissione
scientifica che cura questo aspetto della nostra sanità, che non
c'è molta discrepanza tra le linee del mondo scientifico e l'azione
dell'assessore, cioè il decreto; in ogni caso, domani in
Commissione discuteremo approfonditamente questo aspetto.
Volevo, invece, sottolineare, prendendo spunto dall'intervento di
un altro collega, quelle opere pubbliche che nell'ultima
finanziaria - cercando di riprendere un'azione fatta nella
finanziaria precedente - per le opere pubbliche che potevano dare,
giustamente, come dice l'onorevole Falcone, sollievo a tanti comuni
ed enti locali per rimettere in moto una serie di meccanismi
produttivi per realizzare queste opere, per chiedere all'assessore,
e lo pregherei di rispondermi in merito a questo argomento, del
perché non si riesce, con un'azione anche analoga, se e cosa osta a
che si metta in cantiere quest'aspetto della finanziaria del 2010,
credo, per realizzare queste opere Quali sono le azioni ostative,
se ci sono state azioni ostative da parte del Governo centrale, e
se ci sono stati limiti da parte nostra.
L'Aula nella sua interezza, sia l'opposizione che la maggioranza,
chiede con attenzione, con forza, che si metta al centro della
valutazione la realizzazione di queste opere.
L'altro aspetto che mi preme di sottolineare, e spero che
l'assessore voglia in qualche maniera attenzionare a nome del
Governo, riguarda un'azione specifica nei confronti di quel mondo
della riscossione che sta creando tanti disagi ai Siciliani.
Mi riferisco ai milioni di interventi da parte della Serit, le
cartelle non si contano più, che stanno mettendo in ginocchio
l'economia, forse, di ogni famiglia, probabilmente, di tante
imprese che possono, se aiutate e sostenute, ritornare ad essere
quel volano economico che può rappresentare questo mondo.
Credo che vada rivisto questo settore, non si può permettere che
azioni così destruenti, sicuramente, in ossequio a dettami
legislativi sia nazionali che regionali, possano opprimere in
maniera così violenta l'economia delle nostre famiglie e
personalmente mi faccio carico, così come nell'ultima finanziaria,
che poi l'emendamento non è stato approvato per questioni tecniche
legate al ritiro del maxiemendamento - di riproporre, anche in sede
preventiva, con valutazione da parte del Governo, dell'Assessore,
un emendamento, oppure se è necessario una legge che ho
praticamente pronta, che possa limitare quest'azione oppressiva da
parte della Serit, dall'altro lato permettere a chi è in condizioni
e chi vuole ripartire per lavorare di potere sanare, in qualche
maniera, fermo restando che, naturalmente, non è facoltà di questo
Parlamento abolire il debito, comunque, condonare il debito, però,
sulle pene accessorie, sugli interessi di mora che, credetemi,
arrivano al 36 per cento annuo e più che l'interesse pubblico credo
che si avvicini ad un'altra forma di azione nei confronti dei
creditori.
Con queste tre sottolineature, riservandomi di intervenire
ulteriormente in merito al documento finanziario, io chiedo, e
lascio il tempo all'onorevole assessore Armao, onorevole
nell'augurio e sicuramente nei modi, di poter avere risposte
esaurienti in merito.
PRESIDENTE. Non vi sono altri iscritti a parlare. Il Governo,
ovviamente, interverrà nella seduta di domani e i colleghi che lo
vorranno fare, potranno intervenire per dichiarazione di voto.
Onorevoli, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 5 ottobre
2011, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Discussione del Documento di Programmazione Economico-
Finanziaria per gli anni 2012/2014 (seguito)
Relatore: on. Savona
III -Discussione del disegno di legge:
-«Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)» (684-35-279-
322-334/A)
Relatore: on. Lentini
La seduta è tolta alle ore 18.32
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli