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Resoconto d'Aula della Seduta n. 288 di mercoledì 05 ottobre 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   DONEGANI,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi, per  motivi  di
  salute, gli onorevoli Bonomo, Rinaldi, Marinese e Scammacca.
   L'Assemblea ne prende atto.
                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
   - Gennuso dal 4 al 7 ottobre 2011;
   - Caputo e Apprendi dal 5 al 6 ottobre 2011;
   - Scilla dal 6 al 7 ottobre 2011.
   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti ed
  hardware documentato. (n. 791)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 ottobre 2011

   - Interventi a sostegno delle Associazioni antiracket. (n. 793)
   di  iniziativa governativa, inviato in data 5 ottobre 2011, parere
  ANTIMAFIA

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Istituzione di un marchio etico ed ambientale per le  imprese.
  (n. 789)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato in  data  5  ottobre  2011,
  parere V

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Recupero del patrimonio edilizio costituito da piccole botteghe
  e laboratori artigianali, non più economicamente utilizzabili. (n.
  792)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 ottobre 2011.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.

   DONEGANI, segretario f.f.:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  il preannunciato decreto sui 'punti  nascita'  nella
  Regione  prevedrebbe deroghe, sia pur temporanee,  all'orientamento
  della  conferenza  Stato-Regioni di sopprimere le  strutture  nelle
  quali si effettuano meno di 500 parti l'anno;

   considerato che:

   le  deroghe  vengono  motivate con la condivisibile  necessità  di
  tutelare i cittadini di territori particolarmente disagiati;

   sembrerebbe escluso, dalle predette deroghe, l'ospedale di Lipari,
  presidio di riferimento per tutti t abitanti delle isole Eolie;

   una  simile  eventualità apparirebbe del tutto ingiustificata,  in
  considerazione   della  eccezionalità  della  situazione   eoliana,
  determinata dai disagi oggettivi che discendono dall'insularità;

   tale ipotesi inficerebbe la credibilità delle deroghe preventivate
  ed  alimenterebbe  la sfiducia nelle istituzioni  degli  eoliani  e
  dell'opinione pubblica regionale e nazionale;

   le  legittime  rivendicazioni della comunità  eoliana  (più  volte
  ribadite  nei  mesi  scorsi  a  tutte le  istituzioni  nazionali  e
  regionali,  a partire dal Presidente della Repubblica) a  mantenere
  un  presidio sanitario adeguato a tutelare la salute delle donne  e
  dei  nascituri,  merita  di  trovare un  positivo  riscontro  nelle
  deroghe previste dal predetto decreto;

   la  deroga  potrebbe  essere  utilizzata  per  definire  soluzioni
  efficaci,   in   termini   di  sicurezza,   per   una   situazione,
  oggettivamente, particolare;

   per sapere:

   se  non  valutino necessario inserire tra le deroghe previste  nel
  decreto sui 'punti nascita' l'ospedale di Lipari;

   se  non  considerino  opportuno  prevedere,  di  concerto  con  il
  Ministero  della  salute,  tenuto  conto  della  peculiarità  della
  situazione  eoliana,  le misure necessarie per  assicurare,  in  un
  contesto  di  sicurezza  per  la salute  dell'utenza,  un  presidio
  sanitario adeguato a consentire di poter continuare a nascere nelle
  isole Eolie». (2109)

                                                            PANARELLO

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  posta all'ordine del giorno per essere svolte al suo turno.
    Comunicazione di decadenza di interrogazione e di decadenza di
                           firma da mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito  della  cessazione   dalle
  funzioni  di  deputato supplente dell'onorevole Giuseppe  Sulsenti,
  decade  l'interrogazione con richiesta di risposta scritta,  a  sua
  firma,  n.  1972  Chiarimenti sulla nuova istituzione di  corsi  di
  studio in  alcuni istituti tecnici del siracusano .
   Ne  decade,  altresì, la firma dalla mozione n. 277  Iniziative  a
  livello  centrale  per scongiurare la ventilata soppressione  della
  caserma  dei Carabinieri di Frigintini (frazione di Modica -  RG) ,
  dallo   stesso  presentata,  unitamente  agli  onorevoli  Ammatuna,
  Leontini  e  Digiacomo,  in data 29 giugno 2011.  Conseguentemente,
  essendo  venuto  meno  il  numero minimo di  firme  prescritto  dal
  Regolamento interno, la mozione è decaduta.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mattina la
  Commissione Sanità

   PRESIDENTE. Questo argomento non riguarda l'ordine dei lavori.
   Se lei si richiama all'ordine dei lavori bene, se vuole parlare  a
  piacere non glielo permetto.

   BUZZANCA. Se lei avesse la cortesia di farmi parlare

   PRESIDENTE. Lei parli sull'ordine dei lavori.

   BUZZANCA.  Sto intervenendo sull'ordine dei lavori. Se  lei  vuole
  che io dica: per cortesia metta all'ordine del giorno il decreto

   PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori. Se deve fare comunicazioni  le
  faccia  alla  fine  della  seduta  come  prescrive  il  Regolamento
  interno.

   BUZZANCA. Signor Presidente, io intervengo sull'ordine dei  lavori
  per  dirle  di  mettere all'ordine del giorno una  questione  assai
  importante che riguarda la sanità in Sicilia.

   PRESIDENTE.  La  richiesta  va fatta in  coda  alla  seduta,  come
  prescrive  il  Regolamento interno. Deve attenersi  all'ordine  dei
  lavori.

   BUZZANCA. Signor Presidente, se mi fa parlare le spiegherò  quello
  che voglio dire. Se lei non vuole che parli mi alzo e vado via.

   PRESIDENTE.  Voglio  che lei parli, però voglio  il  rispetto  del
  Regolamento.  Se  si interviene sull'ordine dei  lavori,   si  deve
  parlare sull'ordine dei lavori.

   BUZZANCA.  Sono  rispettoso, le chiedo scusa se  insisto,  ma  lei
  ancor prima che io cominci a parlare mi sta richiamando e penso  di
  non meritare il suo richiamo, perché mi atterrò ai tempi.
   Però mi consenta di parlare.

   PRESIDENTE.  Sull'ordine  dei lavori, onorevole.  Sull'ordine  dei
  lavori

   BUZZANCA.  Parto  dalla fine o vuole che parta  dall'inizio?  Devo
  fare la premessa per motivare il perché, oppure no?

   PRESIDENTE. Va bene.

   BUZZANCA.  Io ritengo che questa Assemblea debba occuparsi  di  un
  grave  problema che questa mattina è stato esaminato in Commissione
  Sanità  e  che riguarda il riordino dei  punti nascita' in Sicilia.
  Ho  chiesto già questa mattina in Commissione al presidente Laccoto
  che  del  problema  sia  investita l'Assemblea,  data  l'importanza
  dell'argomento, perché a lei non sfugge che nel momento in  cui  si
  dà attuazione ad un piano che è stato votato da questa Assemblea  e
  si  procede  a  delle  deroghe  l'argomento  deve  essere  trattato
  dall'Assemblea, deve essere trattato dalla Commissione  di  merito;
  ma   l'Assemblea  che  è  certamente  sovrana  deve  occuparsi  del
  problema.
   Le  dico  anche  perché, signor Presidente. A lei non  sfugge  che
  questo argomento sta investendo problemi seri, problemi gravi e sta
  ledendo  il diritto costituzionale della continuità territoriale  e
  dei  livelli minimi di assistenza, quelli essenziali, i  cosiddetti
  LEA.
   Questo ancora non accade perché le isole Eolie, se dovesse passare
  quel decreto che, per fortuna, oggi è stato accantonato, anche  per
  vizi di forma  .

   PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, ho capito. Lei non intende parlare
  sull'ordine dei lavori.
   Ho  recepito  quello  che  ha  detto. Stia  tranquillo  che  nella
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si  deciderà  se
  mettere all'ordine del giorno l'argomento.
   Lei  non  sta parlando sull'ordine dei lavori, onorevole Buzzanca.
  Non  sta  parlando  sull'ordine dei  lavori,  sta  introducendo  un
  argomento sfruttando l'intervento sull'ordine dei lavori, e  questo
  è  assolutamente  contro il Regolamento interno. Pertanto la invito
  a  concludere, avendo ben capito di cosa lei vuole parlare,  e  ciò
  non è sull'ordine dei lavori.

   BUZZANCA. Questo non è un intervento sull'ordine dei lavori?

   PRESIDENTE.  Non  è  intervento sull'ordine dei lavori,  onorevole
  Buzzanca.

   BUZZANCA.  Io concludo,  perché non voglio metterla in difficoltà.
  Lei,  però Presidente, con il suo atteggiamento mette in difficoltà
  il Parlamento. Mi dispiace che la Presidenza metta in difficoltà il
  Parlamento. E' di parte, e di questo ne prendo atto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, chi interviene  sull'ordine  dei
  lavori   si  attenga  all'ordine  dei  lavori.  Se  si  introducono
  argomenti  che sono legati a comunicazioni urgenti, basta attenersi
  al  Regolamento interno che prevede, a fine seduta, la  possibilità
  di  fare  tutte  le  comunicazioni che  si  ritengono  urgenti,  ma
  l'ordine dei lavori è ordine dei lavori.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, appena  lei  introduce  materia
  estranea  all'ordine  dei lavori, sarò costretto  a  toglierle   la
  parola.

   VINCIULLO.  Io intendo parlare sull'ordine dei lavori, e  desidero
  avere  l'attenzione dell'assessore Armao, che ieri non era presente
  in  quest'Aula, anche perché di tutto quello che ho detto ieri  lui
  non   ne  ha  fatto  assolutamente  menzione.  Voglio  parlare   di
  finanziaria

   PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, altrimenti le tolgo la parola.

   VINCIULLO   di  finanziaria, quindi di ordine dei lavori  e  della
  possibilità che abbiamo che alcuni fondi, a suo tempo stanziati per
  approvare due leggi, sugli oratori e contro la violenza di  genere,
  vengano distratti, così come è successo nel 2010

   PRESIDENTE. Non è un intervento  sull'ordine dei lavori, onorevole
  Vinciullo. Concluda.

   VINCIULLO. Concludo. Vorrei, ancora una volta, invitare il Governo
  a  tenere presente la volontà del Parlamento e a portare in Aula la
  discussione di questi  due disegni di  legge.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Seguito della discussione del Documento di programmazione
             economico-finanziaria per gli anni 2012/2014

   PRESIDENTE.  Si  passa  al II punto posto all'ordine  del  giorno:
  Seguito della discussione del Documento di programmazione economico-
  finanziaria per gli anni 2012/2014.
   Onorevoli  colleghi,  così  come  è  stato  stabilito  ieri   sera
  dall'Aula,  il  Governo interverrà sul Documento di  programmazione
  economico-finanziaria, successivamente sono previsti gli interventi
  di coloro che vogliono fare le dichiarazioni di voto.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, il Documento di programmazione economico-finanziaria  che
  è   stato   sottoposto   all'esame   della   Commissione   Bilancio
  dell'Assemblea   costituisce  uno  sforzo  di  ripensamento   delle
  politiche  economiche della nostra Regione al  fine  di  coniugare,
  come  abbiamo  più  volte ritenuto essenziale per  la  Sicilia,  il
  risanamento e lo sviluppo, il risanamento e la crescita.
   Oggi  i quotidiani nazionali, economici e non, scrivono del  nuovo
  rating di declassamento di Moody's, dato all'Italia con una perdita
  di  ben  tre  punti  e, purtroppo, devo riferirlo all'Assemblea,  è
  appena  arrivato  da  Moody's il declassamento  anche,  ovviamente,
  della  Regione  siciliana,  a causa del declassamento  dello  Stato
  italiano.
   Si   legge   con  un  chiaro  riferimento  che,  a   seguito   del
  declassamento  del  rating della Repubblica  italiana,  Moody's  ha
  abbassato il rating della Regione siciliana ad A3.
   Questo  determina che il rating della Sicilia è  uguale  a  quello
  dello  Stato  ed è un rating al ribasso. La gestione  dell'economia
  nazionale  sta  provocando  un  grave  pregiudizio  alla   Sicilia,
  determinando un appesantimento delle condizioni di valutazione  del
  nostro  debito,  delle  valutazioni  della  nostra  economia   che,
  inevitabilmente,  riflette le conseguenze  di  una  miope  politica
  economica  nazionale  che non ha affrontato  per  tempo  il  grande
  cancro dell'economia italiana, che è il debito pubblico, che non ha
  affrontato  per  tempo le questioni connesse  al  Mezzogiorno,  che
  continua a non affrontare, che ha pensato di avviare un federalismo
  fiscale che avrebbe avuto degli effetti di ulteriore appesantimento
  e che oggi è a binario morto.
   Ebbene,  in  tre  anni  di  politica  economica  nazionale  si   è
  incrementato del 15 per cento il debito pubblico senza affrontarlo,
  non  solo  in  termini  di  contenimento,  ma  neanche  in  termini
  calmieranti di una incessante crescita che ha effetti devastanti di
  fronte alla crisi internazionale.
   Qualche  giorno fa Svimez, il maggiore istituto che si  occupa  di
  questioni  economiche  del Mezzogiorno, ha evidenziato  due  grandi
  temi di riflessione per il Mezzogiorno.
   Il  primo è il crollo degli investimenti verso la Sicilia e  verso
  il Mezzogiorno.
   Il  secondo è quello che viene chiamato il pericolo di uno tzunami
  demografico. Abbiamo una perdita secca di occupazione  dei  giovani
  tra  i quindici e i trentaquattro anni che sono definiti ormai come
  categoria che non è né nell'educazione né nella formazione  né  nel
  lavoro  e  vengono  anche  definiti, signor  Presidente,  come  una
  generazione   mai, mai, mai , mai alla conclusione di un  ciclo  di
  studi  di  primaria  dimensione,  mai  con  un  impiego  stabile  e
  duraturo, mai con una pensione.
   Ebbene, proprio a questi giovani dobbiamo rivolgerci, come ieri  i
  deputati  hanno detto e più volte auspicato, e proprio  il  momento
  così grave impone una accensione di attenzione da parte di tutte le
  forze  politiche  e  un  nuovo  slancio  autonomistico  che  sappia
  sfruttare  tutti gli strumenti che l'ordinamento e che  lo  Statuto
  appresta.
   Qualche giorno fa la Banca Centrale Europea ha scritto una lettera
  molto  dura nei confronti del Governo nazionale, lo stesso ha fatto
  Confindustria, indicando quali sono le vere direttrici  per  uscire
  dalla crisi, non certo proseguire solo sulla strada del risanamento
  ma guardando anche alla crescita, allo sviluppo, agli investimenti.
   Questo  Documento di programmazione economica-finanziaria  offerto
  alla valutazione dell'eccellentissima Assemblea è un documento  che
  tiene  conto  del  grande sacrificio chiesto dal Governo  nazionale
  alla  Sicilia. Oltre un miliardo di euro di tagli sulla  spesa  con
  una  prospettiva  che rischia di essere avviata  verso  la  spirale
  recessiva se non si accompagna a strumenti di pressione e di spinta
  verso la crescita e gli investimenti.
   Così  ha  fatto  l'Assemblea approvando all'unanimità  il  credito
  d'imposta, l'ho sottolineato più volte, così si potrà fare  con  la
  nuova  finanziaria  e con le misure che sono individuate  nel  DPEF
  come  strumenti  per uscire dalla crisi, cioè gli  investimenti  in
  favore delle imprese.
   Oggi  non  è  pensabile, non è più immaginabile  che  la  pubblica
  amministrazione  possa  offrire lavoro ai  giovani,  possa  offrire
  nuove   occasioni,  nuove  opportunità,  perché  le   esigenze   di
  risanamento pongono la Regione, le province, i comuni e  tutti  gli
  enti pubblici in una prospettiva di contenimento dell'occupazione.
   Gli    unici   soggetti   che   possono   autorevolmente   offrire
  un'occupazione, una crescita, sono gli imprenditori, le imprese,  e
  su queste, le imprese siciliane, dobbiamo puntare.
   Ecco  perché  il  DPEF  diventa la base  per  una  finanziaria  di
  risanamento  e  di crescita, per una prospettiva di recupero  della
  credibilità  finanziaria ed economica della Sicilia,  nonostante  i
  riflessi  della  inadeguata  politica  economica  nazionale  i  cui
  effetti sono pesanti per la Sicilia.
   Vorrei fare riferimento ad alcune considerazioni svolte ieri dagli
  onorevoli deputati intervenuti con riguardo alle conseguenze,  alle
  refluenze delle scelte operate a livello nazionale.
   Ebbene,  parlando dei fondi FAS dobbiamo dire chiaramente  che  il
  Governo  nazionale  ha  inteso bloccare l'utilizzo  dei  FAS  della
  Regione siciliana.
   E'  dell'inizio di quest'anno una delibera del CIPE che ha inibito
  l'utilizzo  delle  risorse prima assegnate alla  Sicilia.  Il  caso
  emblematico è il credito d'imposta: eravamo pronti a partire il  23
  maggio  e  poi  il blocco dei fondi FAS ha impedito  l'utilizzo  di
  quelle risorse.
   Oggi,   per   fortuna,  grazie  all'assunzione  di  responsabilità
  dell'intera Assemblea, si è potuto finanziare il credito  d'imposta
  e  il  3  novembre  siamo  pronti a partire  con  questa  forma  di
  intervento  anticongiunturale, essenziale in un  momento  di  crisi
  economica  per  le  imprese,  di crisi economica  continentale  con
  effetti pesanti soprattutto nella nostra debole economia siciliana.
   Per  quanto  concerne  i fondi FAS, ieri si faceva  riferimento  a
  quella  norma della legge finanziaria di due anni fa che  prevedeva
  interventi per i comuni, finanziati proprio a valere sui FAS.
   E'   necessario  indicare  dove  stanno  le  responsabilità  nella
  impossibilità di utilizzare quelle risorse.
   Il    nostro    dipartimento   della   Ragioneria   generale    ha
  tempestivamente  avviato  tutte  le  procedure  applicative  e   ha
  predisposto  le  graduatorie. Si è pronti a partire.  Tuttavia,  il
  blocco  dei  fondi FAS impedisce che quelle risorse possano  essere
  assegnate al territorio e dalle negoziazioni che abbiamo avuto  con
  il  Governo  nazionale, invero pronto ad utilizzare i  FAS  per  la
  Gesip  di  Palermo, per interventi in favore del comune di Palermo,
  di  fronte  ad opere infrastrutturali che servono al territorio  il
  Governo  nazionale ci ha escluso la possibilità che possano entrare
  anche nelle future negoziazioni dei fondi FAS.
   Sotto  questo profilo è del tutto auspicabile e faremo  del  tutto
  con  il  nuovo  bilancio per potere rinvenire  risorse  di  finanza
  regionale. Dobbiamo tenere conto, però, che il Governo nazionale  è
  stato  chiaro in ordine alla impossibilità di utilizzare  a  questo
  fine i fondi FAS. Su questo credo che occorra prendere atto che non
  manca per il Governo regionale, non manca per il dipartimento della
  Ragioneria  generale, ma per una oggettiva sottrazione  di  risorse
  che ha subìto la Sicilia.
   Quanto,  poi, al tema della nettizzazione della compartecipazione,
  credo che su questo sia opportuno dare un chiarimento. Una politica
  economica  nazionale  che intende puntare al  risanamento  soltanto
  attraverso la riduzione della capacità di spesa di una regione come
  la Sicilia, avvia la regione verso una prospettiva recessiva per la
  semplice  considerazione  che  non sempre  la  riduzione  di  spesa
  regionale  diventa un risparmio per lo Stato, anzi quasi  mai,  nel
  presupposto   che  la  Regione  spende  risorse  che  essa   stessa
  raccoglie.
   Se dovessimo seguire la prospettiva imposta dal Governo nazionale,
  ci  troveremmo di fronte ad una Regione che spende meno e raccoglie
  di  meno e avvia una spirale recessiva cha la porta al collasso, se
  non alla anoressia economica.
   Questa  prospettiva non la possiamo accettare, nonostante  abbiamo
  espresso  l'iniziativa di impugnare in Corte Costituzionale  questa
  scelta,  il Presidente l'ha più volte detto, dobbiamo puntare  agli
  investimenti. Si parlava ieri di spesa europea, la spesa dei  fondi
  FAS  laddove  quei  pochi sono dati alla Regione.  Come  si  fa  ad
  accelerare?
   Si può accelerare in due modi e sono indicati nel DPEF.
   Il  primo  è  quello della accelerazione delle  procedure  con  lo
  snellimento  di  taluni  passaggi  che  saranno  inseriti  poi   in
  Finanziaria  che  snelliscono  l'iter  decisionale  della  pubblica
  Amministrazione regionale. Dall'altro, è necessario non paralizzare
  la compartecipazione regionale alla spesa europea.
   Come  voi ben sapete, chi ha avuto esperienze amministrative,  chi
  di voi conosce bene il meccanismo di utilizzo dei fondi comunitari,
  sa  che  questi sono fonte di spesa aggiuntiva, fonte di intervento
  aggiuntivo rispetto a quello della Regione e dello Stato.
     Ma  se  il patto di stabilità paralizza la quota parte a  carico
  della Regione, a carico dello Stato, è chiaro che automaticamente -
  e  lo  abbiamo già detto fin dal primo momento in cui  sono  uscite
  queste  misure miopi - si blocca la spesa europea perché  bloccando
  la  compartecipazione regionale, perché ha raggiunto il  tetto  del
  Patto di stabilità, si blocca la compartecipazione comunitaria.
    Qui con me ho la lettera che il commissario europeo alla politica
  regionale  Johannes Hahn,  commissario competente,  ha  inviato  al
  nostro  Governo  regionale.  Bene, il  Commissario  Hahn  ha  detto
  chiaramente che il mantenimento del patto di stabilità  con  questi
  saldi  impedisce la velocizzazione della spesa europea, esattamente
  il  contrario  di quello che vuole conseguire il Governo,  una  più
  agevole e una più veloce spesa europea.
   Paradossalmente, peraltro, ciò si risolve in un pregiudizio per il
  Mezzogiorno  poiché,  nel  momento in  cui  il  Piano  per  il  Sud
  individua   la   spesa   europea  come  la  principale   forma   di
  finanziamento della perequazione infrastrutturale, evidentemente si
  pregiudica anche la perequazione infrastrutturale.
   Allora,  l'unica  soluzione era ed è la  nettizzazione  di  queste
  risorse  ai  fini  del patto di stabilità, cioè la  spesa  per  gli
  investimenti non deve pesare sul patto di stabilità ma deve  essere
  sganciata  consentendo  di avviare e accelerare  quelle  operazioni
  volano  di investimenti che possono realizzarsi attraverso i  fondi
  europei.  Ebbene, abbiamo chiesto questa nettizzazione  al  Governo
  nazionale  questa  estate in sede di manovra, il Governo  nazionale
  l'ha recepita solo in parte in quanto l'ha ammessa soltanto per  le
  regioni  a statuto ordinario e l'ha limitata ad un accordo  tra  le
  regioni.
   Questo  accordo, purtroppo dobbiamo riconoscerlo,  sarà  veramente
  difficile  da  conseguire perché chiaramente dovremmo  avere  delle
  regioni  che sacrificano la loro disponibilità finanziaria,  quelle
  del Nord in favore di quelle del Sud, e sarà molto difficile, e tra
  l'altro  si complica ulteriormente con la mancata inclusione  delle
  regioni  a  statuto  speciale. Per fortuna, un  ordine  del  giorno
  recepito  dal  Governo  e  approvato alla Camera  dei  Deputati  ha
  invitato  il  Governo  a non limitare questa nettizzazione  se  per
  quanto  difficile,  alle  regioni  a  statuto  ordinario,   ma   di
  estenderla anche alle regioni a statuto speciale. Per cui lo sforzo
  della  Regione è massimo nella accelerazione della spesa dei  fondi
  europei;  tuttavia  questo peso rilevante del  patto  di  stabilità
  svolge  una  funzione paralizzante, certamente non incentivante  di
  una accelerazione che tutti noi auspichiamo.
   In  questo  senso,  quindi, ci apprestiamo  ad  avviare  all'esame
  dell'Assemblea i documenti finanziari che sono, ripeto,  incentrati
  sul  risanamento,  sul  contenimento della  spesa  pubblica,  sulla
  razionalizzazione degli apparati, su quello che viene  chiamato  il
  contenimento  dei  costi istituzionali da un  lato,  ma  dall'altro
  guardando  con  grandissima attenzione agli investimenti,  senza  i
  quali  la Sicilia non può uscire da un tunnel che rischia,  invece,
  come vorrebbe una certa impostazione che sembra prevalere a livello
  nazionale, di portarla verso una spirale recessiva che, certamente,
  non possiamo accettare.
   In  questo  senso  le  parole  del  Presidente  della  Repubblica,
  pronunciate  qualche  giorno fa a Palermo in  occasione  della  sua
  visita che ha visto la sua presenza anche in questa Aula e che  poi
  lo  hanno visto presenziare alla  Storia Patria' di Palermo,  hanno
  sottolineato come non c'è nel nostro Paese una zona della  virtù  e
  una  zona del vizio, una zona delle buone pratiche e una zona della
  mala  amministrazione. Solo sforzandoci tutti, attraverso una forte
  coesione  di intenti che vada al di là degli schieramenti  politici
  verso  un  superamento della crisi, potremo affrontare  e  superare
  questo momento così difficile.
   Allora  occorre   distinguere  per unire   come  diceva  Maritain,
  occorre  che  le cose siano ben chiare individuando responsabilità,
  ma insieme superando gli steccati e puntando ad una azione forte  e
  rigorosa  che  riporti la Sicilia con i conti e  con  le  carte  in
  regola  a  rivendicare  un  ruolo nella  costruzione  di  un  Paese
  solidale,  coeso, che sappia affrontare le sfide e la  competizione
  internazionale  uscendo da una crisi nella  quale  è  stata  spinta
  dalla speculazione internazionale ma anche, dobbiamo sottolinearlo,
  da una politica economica troppo proiettata ad alchimie finanziarie
  e  poco, invece, ai fondamentali della economia e ad affrontare  il
  debito  pubblico  che  è un peso per le future  generazioni,  sulle
  quali abbiamo scaricato oneri che sarà difficile affrontare.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  intervengo per sottolineare alcune cose, sicuramente l'hanno  fatto
  meglio di me prima il mio capogruppo e l'onorevole Beninati, che ha
  ripreso due particolari punti di vista. Il mio capogruppo ha  fatto
  presente   che   questo  Documento  di  programmazione   economico-
  finanziaria,  e  a  questo argomento immediatamente  mi  riferisco,
  dovrebbe  essere, al di là del momento burocratico a  cui  tendiamo
  tutti  a  riportarlo - sicuramente il mio sforzo, il  mio  impegno,
  vuol  essere  proprio  in controtendenza a  questo  andazzo  -,  un
  momento,  al  di  là  degli  scontri politici  e  al  di  là  delle
  considerazioni  preconcette,  in  cui  invece  deve   avviarsi   un
  confronto per individuare criticità, individuare problemi e  capire
  come tutti possiamo determinare un momento innovativo, in cui ci si
  possa misurare con elementi qualificanti.
   Ebbene,  questo,  come giustamente diceva il  mio  capogruppo,  di
  fatto non è avvenuto.
   Siamo in presenza di un documento generico, che non risponde  alla
  realtà,  che vede una ipotesi di lavoro forse applicabile in  altre
  realtà, come è già accaduto per il DPEF dell'anno scorso e  di  due
  anni  fa.  Ancora oggi non viene data risposta ai quesiti sollevati
  nella seduta comune di Commissione Bilancio e Corte dei Conti, dove
  la  Corte dei Conti ebbe a sollevare critiche circa la risposta  da
  dare ad alcuni temi di fondo quale la formazione, quale l'emergenza
  rifiuti, quale la svolta sulla sanità, che di fatto c'è stata sotto
  l'aspetto mediatico ma non nella sostanza, perché conosciamo  tutti
  quale  è  il  problema,  come giustamente l'onorevole  Beninati  ha
  evidenziato nel suo intervento. Addirittura si arriva al  punto  in
  cui non è possibile neanche esprimere legittime perplessità, perché
  questa  realtà  a  volte  è  anche fatta di  arroganza,  di  grande
  tendenza  a  non  consentire agli altri di potere controbattere  le
  proprie  valutazioni.  Si  è arrivati al punto  di  presentare  una
  mozione di censura, sulla quale ritengo che questa Assemblea  abbia
  espresso un punto di vista importante, che deve fare riflettere per
  avviare una fase nuova, che dovrà essere una fase di confronto.
   Alla  luce  di  queste  considerazioni, io  ritengo  che  dobbiamo
  pensare ad un documento che, innanzitutto, dia risposte ai temi  di
  fondo che ad oggi non sono stati ancora affrontati; che non sia  un
  argomento  generico  in cui è possibile tutto  e  il  contrario  di
  tutto.
   E  poi,  assessore  Armao, mi consenta, non  è  possibile  neanche
  ammettere  che  le negatività siano attribuibili  solo  al  Governo
  nazionale.
   La  crisi  economica  internazionale ha portato  al  declassamento
  delle  posizioni attraverso il rating, perché di fatto  c'è  questo
  rapporto difficile tra spesa e investimenti che non è possibile  in
  atto  invertire,  se  non alla luce di nuovi  e  forti  impulsi.  E
  quindi,  in  tal senso, pure la Sicilia è vittima di  questa  nuova
  realtà  perché nella sostanza, forse più degli altri,  noi  abbiamo
  una  realtà di bilancio fatta di spesa fissa, di spesa sociale,  di
  spesa  pubblica rappresentata da un grande intervento nel  rapporto
  dipendenti-servizi che determinano quella che, con termine tecnico,
  si definisce spesa strutturata che, di fatto, vincola le risorse.
   La  nostra  spesa corrente sostanzialmente trova sfogo,  muore  in
  questo tipo di impegno.
   Pertanto, non ci sono risorse per investimenti.
   Noi  abbiamo  detto  in  tante occasioni -  signor  Assessore,  mi
  consenta  di  contestare la sua considerazione circa  quel  circolo
  vizioso che si viene a determinare - che non è affatto vero che  la
  spesa  per  i  fondi comunitari va ad impattare con  il  cosiddetto
  patto di stabilità.
   Noi  proprio evidenziamo - e questo è uno degli elementi che  deve
  essere  sottolineato e di cui non c'è traccia - che sulle politiche
  di  spesa deve esserci un momento innovativo, perché nulla è  stato
  detto  concretamente, e davanti alla spesa dei fondi comunitari  ci
  deve essere una reale capacità di inversione di tendenza, un tavolo
  tecnico,  un  momento  di  grande regia perché  possa  innanzitutto
  capire  questa  realtà,  capire che c'è bisogno  di  recuperare  le
  risorse non spese, 360 milioni nel 2009, 750 milioni nel 2010.  Sui
  980  milioni nel 2011, come ho avuto modo e occasione di dire,  650
  milioni  di  euro risulteranno non spesi e pertanto su 330  c'è  il
  rischio  disimpegno,  rischio che può essere derogato  per  via  di
  questa possibilità che la Comunità ha dato.
   Così come non abbiamo nessuna traccia su quella che deve essere la
  risposta  sulle politiche del credito, ad esempio sugli aiuti  alle
  imprese, come non possiamo non prevedere anche noi una figura che a
  livello  nazionale viene prevista, figura tra l'altro conclamata  e
  indicata dalla Comunità economica europea, dove abbiamo bisogno  di
  politiche  di  sistema del credito ma anche di sistema  dal  basso,
  perché  queste  sono  poi  le realtà su cui  ci  dobbiamo  misurare
  realmente.
   In   questo  momento,  assessore  Armao,  l'IRFIS  poteva   essere
  sicuramente un contenitore.
   Ma  se questo Documento di programmazione doveva essere, così come
  da  più  parti  auspicato, un momento di proposta  e  non  solo  un
  momento  burocratico,  quali  interventi  nei  vari  settori   sono
  previsti?  Quale  contributo diamo perché ci sia una  svolta  nella
  situazione di crisi in cui versiamo?
   Signor  Presidente,  dobbiamo ricordarci che  c'è  una  barca  che
  affonda e la Sicilia merita una risposta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la dichiarazione di
  voto  è  sempre  un atto importante perché si esprime  un  giudizio
  politico  su  un atto del Parlamento, in questo caso  del  Governo.
  Ritengo che il dovere di motivare la dichiarazione di voto ci sia.
   Per la verità, io ho già espresso il mio giudizio nella competente
  Commissione  di  merito, per la parte che riguarda  la  Commissione
  Attività  produttive, ed è stato un giudizio motivato e  fortemente
  negativo. Professore Armao, è motivato, non è soltanto per presa di
  parte, lo sa, ma è motivato e cercherò anche di dire perché.
   Cos'è il Documento di programmazione economico-finanziaria? E'  il
  piano strategico di un'Amministrazione regionale, di un Governo  di
  questa Regione, sono le linee guida dell'azione di governo su tutti
  i   settori  di  interesse  dell'Amministrazione  regionale,  è  la
  fotografia di quello che si è fatto, è la fotografia di quello  che
  si vuole fare.
   Guardate,   a  parte  la  classica  enunciazione  di  premesse   e
  conclusioni che sono uguali ai precedenti DPEF, io mi sono preso la
  briga  di andare a leggere i documenti di programmazione economico-
  finanziaria  precedentemente votati da questo  Parlamento,  e  devo
  dire che nell'80 per cento dei fatti e degli argomenti abbiamo  una
  riproposizione  degli stessi concetti, della stessa programmazione,
  della  stessa  pianificazione. Ma il  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria deve essere inserito nel  contesto  economico
  di sviluppo e di sottosviluppo di questa Regione.
   Ho  detto no in Commissione Attività produttive perché qui non c'è
  lo  slancio  di  questa  Regione, e  questo  Documento  non  è  uno
  strumento  adeguato  ad affrontare i problemi  della  Sicilia,  una
  Regione  che  annega nel sottosviluppo, che ha una  crisi  agricola
  senza  precedenti, una Regione sull'orlo del dissesto  economico  e
  finanziario,  una Regione fortemente indebitata,  una  Regione  che
  firma  certificati di garanzia per operazioni di  trasporto  navale
  senza  avere una legge di copertura, ed è un fatto gravissimo,  una
  Regione   che  in  questo  documento  non  affronta  le  principali
  tematiche;  ne  vorrei  citare  tre o  quattro  per  restare  nella
  concretezza dell'argomento.
   L'emergenza  rifiuti. Assessore Armao, è come se questo  Documento
  di  programmazione  economico-finanziaria sui rifiuti  fosse  stato
  scritto  come se ci trovassimo in Lombardia, in Liguria, in  Emilia
  Romagna o in Trentino Alto Adige.
   L'ordinanza  del  Presidente  della  Regione,  nella  qualità   di
  commissario  per  l'emergenza, dispone che il commissario  provveda
  all'adeguamento  e  alla realizzazione delle discariche  necessarie
  per  fronteggiare  l'emergenza, nelle  more  dell'incremento  della
  raccolta differenziata.
   Scusi,  mio caro amico assessore Armao, ma di quale pianificazione
  di rifiuti stiamo parlando?
   Non  ci  sono  discariche, quelle che c'erano  sono  state  chiuse
  perché  sature,  non ne sono state autorizzate  nuove.  Con  questa
  ordinanza avete fatto la fortuna dei privati, perché oggi,  chi  ha
  una  discarica privata è diventato miliardario in termini di  euro,
  visto che tutti i Comuni sono stati costretti a conferire i rifiuti
  nelle discariche private.
   Se  la  filosofia era di smantellare un sistema che  aveva  creato
  interessi  e  connivenze mafiose, adesso avete  legittimato  questo
  sistema perché avete imposto a tutti i Comuni di andare a scaricare
  nelle  discariche  private affrontando costi  assurdi.  Sapete  che
  l'ATO Palermo 2, parlo di Monreale - Corleone, è stato costretto ad
  andare a scaricare a Mazzarrà Sant'Andrea?
   Adesso  si  scarica  a  Trapani, tra  poco  sarà  chiusa  pure  la
  discarica di Bellolampo.
   Dov'è  la strategia del Governo della Regione in tema di emergenza
  rifiuti?
   Parliamo  di  sviluppo  rurale. Non è  presente  l'assessore  alle
  politiche  agricole,  ma  chiunque,  oggi  -  sto  arrivando   alla
  conclusione  -  conosce la materia agricola, sa  che  il  piano  di
  sviluppo  rurale è un documento totalmente inapplicabile e  che  ha
  prodotto investimenti per poco meno del 4 per cento.
   Sulla  formazione, assessore, spero di avere letto male ma è  come
  se,  con  l'approvazione di questo documento di programmazione,  si
  stesse  di  fatto abolendo o creando i presupposti per  abolire  la
  legge 24 e, quindi, creare un nuovo sistema di formazione.
   Infatti,  quando si dice che si va verso forme di finanziamento  o
  di  cofinanziamento anche non regionale, io credo che oggi ci siano
  tutte  le  condizioni - le sta creando il Governo  in  maniera  non
  certo  espressa - per abolire la legge 24 e passare a quello che  è
  l'obiettivo  di questo Governo, gestire interamente la  formazione,
  così come risulta. Alcuni esponenti politici, parlo di parlamentari
  nazionali  della maggioranza vicini all'assessore alla  formazione,
  hanno   inserito  uomini  loro  nei  maggiori  enti  di  formazione
  regionale. E questo è scandaloso. Le preannuncio una interrogazione
  parlamentare  per  conoscere  da chi  sono  stati  indicati  questi
  soggetti  che  stanno  occupando i principali  enti  di  formazione
  professionale.
   Concludendo,  io esprimo voto contrario non solo al  documento  ma
  anche  all'azione del Governo, per meglio dire alla  inattività  di
  questo  Governo, che sta bloccando la Sicilia e che sta creando  le
  condizioni  per un sistema di sottosviluppo senza precedenti  negli
  anni di questa Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Mancuso. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  intervengo  in difformità alla dichiarazione di voto del presidente
  del  mio  Gruppo  parlamentare  e nella  linea  di  coerenza  della
  richiesta  che ho fatto al Governo in Commissione, la ribadisco  in
  Aula,  anche  alla  luce  della replica del  Governo,  segnatamente
  l'ultimo intervento dell'assessore Armao.
   Per quanto mi riguarda, questo documento programmatico, che non ha
  nulla  di  economico e nulla di finanziario, deve  essere  ritirato
  immediatamente  perché non rispecchia assolutamente  quello  che  è
  stato raccontato sino a questo momento in questa Aula.
   Anzi,  mi permetto di interpretare quello che stanno pensando  gli
  ascoltatori  degli oratori di questa Aula, perché assistiamo  a  un
  teatrino di cui forse siamo tutti un po' stanchi.
   Abbiamo  sentito dire da questo scranno che la colpa è del Governo
  regionale per vari motivi, e io sono d'accordo. Il Governo  replica
  che invece la colpa è da attribuire al Governo nazionale che tratta
  male   il   Sud.  Invece,  io  ritengo  che  il  problema   globale
  dell'economia ha colpito tutti gli Stati, soprattutto l'Italia  che
  -  come  ben  sa  l'assessore Armao - ha sul  groppone   un  debito
  pubblico   non   indifferente,  interessi  non   indifferenti   che
  certamente  obbligano  gli  Stati, e in  primo  luogo  l'Italia,  a
  riparare  a  quella che è stata una politica dissennata  nel  corso
  degli anni.
   Io  non  credo  che  se  al  posto del  Presidente  del  Consiglio
  Berlusconi  ci  fosse  stato Mandrake le cose sarebbero  andate  in
  maniera  diversa.  C'è un problema, un problema internazionale  che
  parte dai grandi mercati economici e finanziari, che è arrivato  in
  Europa,  e  non devo raccontare io quali sono le problematiche  che
  oggi  attanagliano l'Europa, la Banca Centrale Europea  e  tutti  i
  fondi  che  in Europa traballano per via di un Oriente  che  si  fa
  sempre più pressante nei mercati finanziari.
   Allora,  non prendiamocela con chi oggi governa. Troppo  semplice,
  troppo facile.
   Non puntiamo il dito contro qualcuno.
   Per  un  documento  del  genere a mio avviso  c'è  bisogno  di  un
  sostegno,  di  una  grande  maggioranza  che  sia  consapevole  dei
  sacrifici  che si devono fare, in questo caso dei sacrifici  per  i
  siciliani  o  per la casta che i siciliani sopportano.  Rispetto  a
  questo, il ritiro del documento da parte del Governo è, secondo me,
  la via più semplice e ne spiego le motivazioni.
   Se lei, assessore, avesse presentato un documento condivisibile da
  parte  di tutto il Parlamento, mi avrebbe trovato d'accordo. Invece
  lei  ha  presentato un documento che nella parte finale, ribadisco,
  ha puntato il dito contro il Governo nazionale che ci penalizza. E'
  chiaro  che  politicamente non solo non sono d'accordo,  ma  le  ho
  spiegato anche i motivi per cui non è colpa del Governo nazionale.
   Per  portare avanti le cose che ha detto in quest'Aula, poiché  ha
  dichiarato  una visione politica e non ha presentato al  Parlamento
  un documento da condividere, ha bisogno di una maggioranza che deve
  essere presente in Aula, che non può stare nelle stanze del Palazzo
  o da altre parti ma deve sostenere questo documento. Nei banchi del
  Governo  deve esserci quel Governo che presenta questo documento  e
  nei banchi  dei deputati ci deve essere la maggioranza che sostiene
  questo documento.
   Per  questo  le chiedo di ritirarlo immediatamente e di  scegliere
  un'altra   strada,  quella  del  Parlamento  e  non  quella   delle
  maggioranze.  Lei  sa bene, assessore Armao  -  lo  ha  vissuto  la
  settimana   scorsa  -  che  questo  Parlamento   non   ha   nessuna
  maggioranza,  né  nella  politica  sanitaria,  né  nella   politica
  economica, né nella politica sociale. Se lei insiste, è chiaro  che
  io,  da  parlamentare, in quest'Aula farò prevalere le  prerogative
  del Parlamento e del singolo deputato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Incardona. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli   colleghi,
  intanto  desidero  iniziare il mio intervento per dichiarazione  di
  voto facendo un complimento all'assessore Armao.
   Assessore, lei ancora una volta ha dimostrato di sapere  difendere
  l'indifendibile, perché se non fosse stato lei a prendere la parola
  e  ad  usare  determinate argomentazioni, penso che  sarebbe  stato
  veramente impossibile pronunciare parole a difesa del Governo.
   Ma quando mi riferisco al Governo, vorrei che quest'Aula cambiasse
  la  terminologia,  soprattutto  noi  dell'opposizione  ne  parliamo
  genericamente, mentre dovremmo usare sempre la parola   Presidente'
  e   parlare  di  Lombardo,  non  perché  gli  assessori  non  siano
  all'altezza del compito, sono tutte persone degnissime - ancora una
  volta,  ripeto, la capacità tecnica dell'assessore Armao  è  venuta
  fuori   tutta  nella  sua  interezza  e  nella  sua,  consentitemi,
  brillantezza -, ma c'è qui un tema fondamentale. Assessore, lei  ha
  proposto  un  documento  con  una  forte  connotazione  di   onestà
  intellettuale,  lo  ha  proposto  al  Governo  che  poi  nella  sua
  collegialità lo ha votato. Ci sono una serie di numeri e una  serie
  di considerazioni in questo documento che sono certamente vere.
   Però,   quando  poi  si  fanno  i  passaggi  di  ordine  politico,
  riscontriamo  delle  cose  che sono assolutamente  false  e  direi,
  utilizzando  un termine estremizzante ed estremista, calunniose,  e
  non  solo  per gli argomenti che poco fa ha utilizzato  l'onorevole
  Mancuso.
   Io vi chiedo come mai in quest'Italia così vituperata, soprattutto
  all'interno del Paese, solo alcune regioni sono state declassate ed
  altre no. Perché non è accaduto per tutte le regioni d'Italia?
   E  poi,  se  le  condizioni del sistema finanziario internazionale
  fossero  sfavorevoli solo all'Italia o se l'Italia fosse  incappata
  in  provvedimenti costruiti ad hoc, allora sarebbe facile  dare  la
  responsabilità  di  quel  che sta accadendo  anche  in  Sicilia  al
  Governo nazionale. Ma non è così.
   C'è  un  contesto internazionale, è l'Occidente  che  va  male,  è
  l'Occidente  che  soffre la redistribuzione del  reddito  su  scala
  planetaria. Allora, cerchiamo di essere realistici.
   Cosa  ci  saremmo  aspettati dal Presidente  Lombardo  che  lancia
  sempre  proclami, che lancia sempre anatemi contro  gli  avversari,
  che   lancia   sempre  nuove  proposte  magari  l'una   sempre   in
  contraddizione dell'altra, che magari fa un passo avanti e  poi  ne
  fa due indietro in ogni circostanza?
   Ci saremmo aspettati che un Documento di programmazione economico-
  finanziaria  mettesse in evidenza quali sono le priorità  assolute,
  cosa bisogna fare per rilanciare l'economia siciliana, per fare  in
  modo  che  la  Sicilia,  con  le risorse  comunitarie,  possa  fare
  veramente dei passi avanti.
   E poi, ogni volta, questa storia che la mancata erogazione dei FAS
  impedisce  la  spesa comunitaria, non è vero  Non  è  assolutamente
  vero   Si tratta di cose completamente distinte e separate.  Non  è
  vero  che  la spesa comunitaria dipende dall'erogazione  dei  fondi
  FAS.
   I  fondi  FAS  in  Sicilia sono stati già utilizzati  dal  Governo
  Lombardo per spese ordinarie.
   Ma  ci  sono  stati degli argomenti che avrebbero consentito  alla
  Regione  di  risparmiare risorse da impegnare anche  per  la  spesa
  comunitaria.
   Veda,  Assessore, è vizio di Lombardo, non del Governo  nella  sua
  interezza,  prima autorizzare i bandi di concorso e poi  revocarli.
  Ci  sono  degli  esempi  clamorosi, soprattutto  nella  formazione,
  assessore Centorrino. Ci sono bandi già pubblicati, ai quali  hanno
  partecipato imprese ed enti di formazione, bandi che impegnano  una
  determinata somma, perfettamente decretati, e non si capisce perché
  la  spesa  non viene poi fatta; non si capisce perché tutto  rimane
  bloccato; non si capisce perché non si riesce a spendere  un  euro;
  non si capisce perché tutto deve essere disimpegnato.

   PRESIDENTE. Onorevole Incardona, ha già sforato abbondantemente il
  tempo a sua disposizione.

   INCARDONA. Signor Presidente, concludo. Invece sulla formazione io
  condivido che la spesa possa essere fatta anche attraverso i  fondi
  comunitari, anche per la legge 24.
   Era  un  emendamento  che aveva ricevuto ben 48  firme  già  nella
  finanziaria  del 2009; poi però il Presidente Lombardo  ne  impose,
  diciamo così, il non voto attraverso uno stratagemma.
   Si  tratta sempre della stessa ottusaggine del Presidente Lombardo
  che  è  il  padrone del Governo, non è il governatore; é  colui  il
  quale fa e disfa; é colui il quale, di notte, disfa un lavoro e  di
  giorno  ne fa un altro. Ma mentre Penelope lo faceva per una  causa
  nobile, Lombardo lo fa solo per meri interessi di bottega e del suo
  partito,  per  motivi  di  politica personale,  non  certamente  di
  coalizione  né per la Sicilia. Signor Presidente, il  nostro  è  un
  voto negativo a questo documento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Beninati.  Ne  ha
  facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ovvio  che  il
  mio  intervento sarà poi richiamato dal mio capogruppo,  ma  volevo
  fare  alcune precisazioni, e devo dire che quanto già anticipato  e
  sostenuto  dall'onorevole Mancuso poco fa è in linea con quanto  io
  ho già detto ieri.
   Ho  cercato  di  sforzarmi  e capisco  -  lo  ripeto  di  nuovo  -
  l'imbarazzo  dell'assessore  nel  proporre  questo  documento.   Ma
  credetemi,  colleghi, vi invito a leggerlo perché  sono  di  quelle
  cose  che  non si leggono mai. Purtroppo, anche i componenti  della
  Giunta,  spesso e volentieri, lo prendono per buono,  anche  perché
  viene presentato sempre all'ultimo momento.
   Onorevoli  colleghi,  credetemi, qui  di  programmazione  non  c'è
  nulla.
   C'è un insieme di citazioni, come detto ieri, di cose che già sono
  conosciute.
   Come  dissi  ieri, quando si parla dei fondi comunitari 2007/2013,
  io  mi sarei aspettato che venissero fuori i dati, le sofferenze e,
  quindi, cosa in effetti si pensa di fare in questi ultimi due anni.
   Invece, nel paragrafo che parla dei fondi comunitari, c'è  cosa  è
  l'Asse  1,  cosa  è  l'Asse  2  o  l'Obiettivo  1,  l'Obiettivo  2,
  l'Obiettivo  3  e  così via. Non valeva la pena scriverlo,  sarebbe
  bastato   prendere  il  documento  che  prevede  la  programmazione
  comunitaria e leggerlo, non dice niente di più. Credetemi, andate a
  leggerlo.
   Ve  ne  cito un'altra: assetto urbanistico. Chiunque pensa che  ci
  saranno  o  che  ci  siano proposte di modifiche  importanti  sulle
  procedure di approvazione dei piani regolatori.
   Invece, ve li leggo anche per saperlo.
   Assetto  urbanistico: riguardo alle competenze della  Regione  nel
  settore  urbanistico, il principale obiettivo da  realizzare  è  la
  pianificazione a livello territoriale e comunale.
   Mi  fermo  un  attimo.  Qua ci sono dei  deputati  che  sono  pure
  sindaci: questo è già previsto; i sindaci fanno i piani regolatori,
  la  provincia  fa  i  suoi piani, ma ciò non è previsto  da  questo
  Documento bensì è previsto dalla legge 71 del 1978, non c'è  niente
  di nuovo.
   Nel  Documento  si  menziona  una serie  di  attività  volte  alla
  predisposizione  di  provvedimenti  relativi  alla   pianificazione
  comunale generale, il PRG. Stiamo dicendo che in Sicilia si fanno i
  piani regolatori generali. Io non so quale sia la novità. Mi creda,
  signor Presidente, non riesco a comprenderlo. Le varianti ordinarie
  sono   previste.  C'è  tutto  un'insieme  di  cose,  come  i  piani
  particolareggiati, un elenco di tutte le cose che oggi  in  Sicilia
  si possono fare.
   Mi sarei aspettato invece che si dicesse che la Regione si impegna
  a  fare  norme  di modifica sull'urbanistica, quindi accelerare  le
  procedure di adozione e approvazione, cioè qualcosa di nuovo.
   Qui  non c'è niente di tutto ciò. C'è un mero elenco di cose  che,
  di  fatto, oggi si fanno; non c'è un'iniziativa che semplifica;  si
  parla al solito di semplificare, ma non si capisce che cosa, e così
  potremmo aggiungerlo.
   Poi,  sempre leggendo, mi dispiace per l'assessore Armao ma  forse
  lui  non sa che in Sicilia i parchi sono tutti regionali. A  pagina
  56   del   Documento,  alla  voce   valorizzazione  del  patrimonio
  naturale   si parla di istituire il quinto parco regionale,  quello
  dei  Sicani, su cui c'é oltretutto una impugnativa innanzi al  TAR,
  quindi è un parco che non nascerà mai e non lo si dice neanche

   Ma,  superato questo, invito chi l'ha scritto a correggerlo perché
  non esistono parchi nazionali in Sicilia - é scritto pure male -, i
  parchi sono regionali.

   ARMAO, assessore per l'economia. Istituiti con legge nazionale.

   BENINATI. Lei scrive qui,  parchi nazionali . I parchi sono  tutti
  regionali.  Il parco dei Nebrodi è regionale. Qui c'è  scritto,  se
  non  vedo  male,  una strategia a tutela  , eccetera e a  un  certo
  punto  parla  di  quattro parchi nazionali. Io non  conosco  parchi
  nazionali in Sicilia.

   ARMAO, assessore per l'economia. Oltre i regionali.

   BENINATI.  Oltre  i regionali? Non conosco questi  quattro  parchi
  nazionali.
   Siccome  si  parla, comunque, del quinto parco e siccome  i  primi
  quattro sono Alcantara...

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la invito a concludere.

   BENINATI. Concludo, ribadendo adesso quello che ho detto ieri.
   Questo non è un Documento di programmazione economico-finanziaria,
  qui c'è un insieme di cose per riempire delle pagine in cui non c'è
  scritto, me ne scusi, nulla  Non c'è nulla con cui la Regione vuole
  portare  avanti  uno  sviluppo programmatico  e  finanziario  della
  Sicilia.
   Lo  dichiaro  agli atti, è un Documento non falso,  perché  non  è
  giusto  definirlo così, ma inutile; è solamente uno  strumento  per
  discutere oggi, ma non c'è nulla da discutere perché il motivo  per
  cui  il  Documento  di  programmazione economico-finanziaria  viene
  fatto è per avere dati e proporre dati. Qui non c'è nulla, ci  sono
  solo intenti e riproposte di legge su argomenti che la Regione  già
  attiva.
   Non si comprende, quindi, cosa sia questo Documento.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Federico
  è in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Riprende il seguito della discussione del Documento di
                            programmazione
             economico-finanziaria per gli anni 2012/2014


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Maira. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, signori assessori, onorevoli  colleghi,
  in  premessa devo fare una confessione all'assessore Armao. Mi sono
  sforzato  di trovare argomenti per dare, a nome del mio Gruppo,  il
  voto  favorevole  a  questo Documento di programmazione  economico-
  finanziaria.
   L'ho   fatto   anche  per  una  certa  simpatia   e   stima   che,
  personalmente,  ho  nei  confronti  dell'assessore   Armao,   forse
  conseguenza della comunanza professionale, ma certamente  perché  è
  una  persona, tra virgolette, esperta, che si sa muovere  bene  nei
  rapporti  interpersonali per cui ti mette anche in difficoltà.  Per
  quanto, però, mi sia sforzato non sono riuscito.
   Diceva  un  mio  amico, pochi giorni prima che  si  discutesse  la
  mozione  di  censura sull'assessore Russo:  ma siete preparati  per
  l'assessore Russo? .
   Mi  sono  permesso di rispondere che l'assessore Russo ci  ispira,
  quindi eravamo preparati.
   Vorrei  richiamare  l'attenzione dei  colleghi  e,  quindi,  anche
  dell'assessore  su  alcune  cose che, a  mio  modesto  avviso,  non
  camminano in questo Documento di programmazione.
   Intanto,  se  qualcuno  si prende la briga di  controllare  alcuni
  passaggi  interi con i documenti di programmazione economica  degli
  ultimi   tre   anni,  sono  uguali.  Manca,  quindi,  anche   nella
  predisposizione  il  momento  della fantasia  che  non  può  essere
  addebitata   all'assessore;  sono  gli  uffici  che   predispongono
  materialmente  i documenti. Mi sono portato dietro i  Documenti  di
  programmazione    economica   approvati   dal    2008    in    poi,
  nell'eventualità che potessero servire - anche se  ci  vuole  molto
  tempo e il tempo è tiranno - per vedere come nelle valutazioni  non
  sia  cambiato  niente.  Cosa significa  sul  piano  della  politica
  economica?
   Significa che, imperversando i governi Lombardo, la Sicilia non ha
  fatto  un passo avanti, anzi ne ha fatto qualcuno indietro,  e  che
  questo  Documento,  alla  fine, diventi una  zappa  sui  piedi  del
  Governo, io lo traggo da un'altra considerazione. I dati statistici
  sono  stati  elaborati, lo dice il Documento,  secondo  il  modello
  multisettoriale   della  Regione  che  è  un  sistema   scientifico
  statistico  rapportato, di solito, con i dati del  Fondo  monetario
  internazionale,  del  Ministero del Tesoro, che  vanno  tarati  con
  questo  sistema  siciliano che è unico e che finora  ha  dato,  tra
  l'altro,  ottimi  risultati di previsione.  La  conseguenza  logica
  sarebbe  che  con  queste  basi,  il  Documento  di  programmazione
  economico-finanziaria diventi un documento positivo per il Governo;
  ma non è così.
   Proprio   per  questa  caratura  del  nostro  sistema  scientifico
  statistico,  abbiamo  la riprova che nonostante  gli  abbellimenti,
  anche oratori, dell'assessore, questo Documento è un atto di accusa
  grave  per il Governo regionale. Sono già passati cinque  minuti  e
  capisco  che  non posso affrontare tutti gli argomenti,  ma  vorrei
  affrontare  due  cose  soltanto e il resto me  lo  riservo  per  un
  dibattito dove ci sia più tempo a disposizione.
   Per  quanto  riguarda l'agricoltura, questo Documento  affronta  i
  problemi  dell'agricoltura con otto, nove righe. Nello  svolgimento
  del  Documento,  però,  si  dice con  chiarezza  che  l'agricoltura
  siciliana  è  in  grande appesantimento perché non si  sono  potuti
  portare  avanti i piani di investimento dei fondi europei.  Se  c'è
  questa   confessione  sull'agricoltura,  che  è   forse   l'aspetto
  trainante  più  interessante  per  l'economia  della  Sicilia,   la
  situazione è grave.
   Se  qui  non  è  inserito ma gli uffici dell'assessore  Armao,  se
  interpellati,  lo comunicano, la spesa della Regione siciliana  sui
  Fondi  europei  visti complessivamente è del 3,5  per  cento,  cioè
  questo  Governo non riesce a spendere i soldi di cui la Sicilia  ha
  essenziale vitalità.
   Se   avessimo  speso  o  potessimo  spendere  i  fondi   messi   a
  disposizione dall'Europa, possibilmente la Sicilia non sarebbe  con
  il  sedere per terra  come lo è in questo momento.
   Il  mio  chiodo fisso, che è l'assessore Russo, cosa  c'entra  nel
  Documento di programmazione?
   Ho sentito fuori dall'Aula l'intervento dell'onorevole Buzzanca  e
  lei, Presidente, lo ha redarguito perché era fuori la richiesta  di
  parlare sull'ordine del giorno, ma fino ad un certo punto.
   Io   vorrei  chiedere  all'assessore  Russo,  che  non  ci  dà  la
  confidenza  di  intervenire  tranne  che  per  la  sua  mozione  di
  sfiducia,  se  insiste ancora per la riduzione  dei  laboratori  di
  analisi,  non  gli  è bastato il danno che ha fatto  con  la  prima
  riduzione?  Cosa  ci dice sui ritardi che portano grande  dispendio
  finanziario  sui  posti  RSA? Ne avevamo deliberato  con  la  legge
  5/2009,  riprogrammandoli, 2.500; ad oggi ne ha fatto  solo  1.052,
  sono  ancora  da  fare  1.448.  Se lo  avesse  fatto  gradualmente,
  possibilmente  non avremmo devastato la rete ospedaliera  siciliana
  duplicando  i  costi, così come dice testualmente il  Documento  di
  programmazione al nostro esame.
   Allora,  per  questo e per tante altre cose che non  ho  avuto  il
  tempo  di  esporre  preannuncio il voto  contrario  all'ordine  del
  giorno sul Documento da parte dei deputati del PID.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  l'ordine  del  giorno  numero 584 «Approvazione  del  Documento  di
  programmazione   economico-finanziaria   (DPEF)   per   gli    anni
  2012/2014»,  a  firma  degli  onorevoli Savona,  Musotto,  Lentini,
  Currenti,   Digiacomo,   De   Benedictis,   Cracolici,   Cristaudo,
  Cappadona. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   ESAMINATO  il  Documento  di programmazione  economico-finanziaria
  (DPEF) per gli anni 2012/2014, presentato dalla Giunta regionale;

   CONSIDERATO  che  il  Documento, secondo la  vigente  legislazione
  regionale   e   le   corrispondenti  norme  regolamentari   interne
  dell'Assemblea,  costituisce la fase introduttiva  del  complessivo
  procedimento  di  cui  si  compone, annualmente,  la  decisione  di
  bilancio;

   CONSIDERATO   altresì  che,  con  l'approvazione   del   documento
  programmatorio, mediante l'ordine del giorno parlamentare d'Aula, è
  definita  la  manovra di finanza pubblica per il periodo  rimanente
  della  legislatura e comunque per un triennio e  sono  fissati  gli
  obiettivi  fondamentali della politica finanziaria  e  di  bilancio
  della Regione per il relativo periodo;

   PRESO  ATTO  dei contenuti, delle indicazioni, degli  indirizzi  e
  delle  osservazioni  espresse nella relazione presentata  dalla  II
  Commissione legislativa permanente 'Bilancio';

   RICONFERMATO il proprio impegno a procedere nell'attuazione  delle
  misure  di contenimento delle spese di funzionamento dell'Assemblea
  regionale siciliana, in linea con quanto stabilito dalle Camere del
  Parlamento nazionale;

   PRESO ATTO:

   degli elementi integrativi e di approfondimento presentati in Aula
  dal Governo;

   delle  risultanze della discussione svoltasi in Aula sui contenuti
  del Documento,

                   impegna il Governo della Regione

   ad  intensificare, nel quadro della crisi che investe le  economie
  europee  e  che  induce  ad un contenimento  delle  aspettative  di
  crescita  del nostro Paese, tutte le azioni volte a contrastare  la
  riduzione   dei   livelli  di  reddito  e   d'investimento   e   il
  deterioramento  del  sistema  produttivo,  compatibilmente  con  le
  politiche  di  rigore  nella gestione dei  conti  pubblici  cui  la
  finanza pubblica regionale è chiamata a contribuire;

   ad irrobustire le politiche di risanamento del bilancio regionale,
  per  ridurre la dinamica della spesa corrente, al fine di  liberare
  risorse  in  favore  della crescita e dello  sviluppo  dei  settori
  produttivi e dell'occupazione, attraverso una più adeguata  analisi
  ed  un  conseguente  più  rigoroso controllo  e  valutazione  delle
  procedure di decisione ed attuazione della spesa. In tale quadro di
  riferimento, vanno inseriti nella manovra correttiva che il Governo
  della  Regione  intende  realizzare con  gli  strumenti  finanziari
  2012/2014, interventi diretti:

   1)  a  riequilibrare  il  sistema di  finanza  pubblica  regionale
  attraverso  maggiori  entrate  strutturali  in  favore  dell'erario
  regionale,  ampliando l'autonomia fiscale per favorire lo  sviluppo
  di  un  federalismo cooperativo e solidale, anche  incrementando  i
  canoni   concessori   demaniali  e  dei   beni   patrimoniali,   la
  valorizzazione  e cessione del patrimonio immobiliare,  le  tariffe
  dei servizi amministrativi;

   2)  a  ridurre e razionalizzare i costi degli apparati pubblici  a
  livello  regionale  e  degli enti locali, e  ad  adottare  concrete
  iniziative  per  estendere il contenimento e  la  razionalizzazione
  della  spesa, attraverso misure quantificabili, al settore pubblico
  regionale  allargato,  concentrando  gli  enti  regionali  mediante
  accorpamenti  e  razionalizzazioni  (IACP,  consorzi  di  bonifica,
  consorzi  di ripopolamento ittico, opere pie), riducendo i compensi
  presso gli enti regionali nonché rafforzando le entrate locali  pur
  nella  conferma dei trasferimenti alle amministrazioni  comunali  e
  provinciali,  anche  attraverso  la  definizione  di  un  patto  di
  stabilità regionale che valorizzi la capacità di investimento;

   3) a conformarsi alle misure di contenimento stabilite dall'Organo
  legislativo  nel pieno rispetto delle prerogative costituzionali  e
  statutarie  di  autonomia organizzativa e di bilancio  al  medesimo
  riconosciute;

   4)  a  predisporre  misure  volte  alla  semplificazione  ed  alla
  modernizzazione dell'Amministrazione regionale al fine di garantire
  un'accelerazione   dei  tempi  di  svolgimento   dei   procedimenti
  amministrativi,       anche       attraverso       l'ottimizzazione
  dell'organizzazione degli uffici centrali e periferici ed  una  più
  razionale    distribuzione   del   personale,    nonché    mediante
  l'informatizzazione  degli uffici, anche periferici,  operanti  nei
  diversi settori;

   5)  ad  adottare  misure  volte  a sostenere  la  liquidità  degli
  operatori  economici operanti nel territorio regionale,  garantendo
  il rispetto da parte degli enti pubblici dei tempi di pagamento nei
  confronti  dei  propri  creditori, in  attuazione  della  direttiva
  europea sui pagamenti, nonché attivando interventi in favore  dello
  smobilizzo    dei    crediti   delle    imprese    nei    confronti
  dell'Amministrazione    regionale   mediante    certificazione    e
  convenzioni con il sistema bancario;

   6)  a realizzare una migliore efficace allocativa degli interventi
  di spesa di derivazione nazionale e comunitaria che intervengono in
  settori strategici quali la messa a reddito e la valorizzazione del
  patrimonio culturale, forestale, delle aree costiere e del  demanio
  regionale,  anche attraverso il ricorso al partenariato pubblico  e
  privato  nell'ambito dei programmi strategici per la  conservazione
  del patrimonio;

   7)  ad  incentivare, pur nella linea di compressione  della  spesa
  pubblica,   le  misure  di  sostegno  al  settore  imprenditoriale,
  attraverso   un  uso  più  efficace  delle  risorse  extraregionali
  disponibili   e   non  adeguatamente  utilizzate,  anche   mediante
  l'accelerazione  dei  programmi di spesa comunitari  attraverso  lo
  snellimento  organizzativo, la semplificazione  procedimentale,  il
  contenimento  dei  passaggi  burocratici concentrando  l'attenzione
  sulla fattibilità delle iniziative;

   8)   ad  incentivare  una  significativa  ripresa  delle  attività
  economiche  a  sostegno delle imprese mediante  il  recupero  e  la
  valorizzazione   dei  poli  industriali  in  crisi   presenti   nel
  territorio  regionale, l'aggregazione di imprese in  distretti  e/o
  filiere  produttive, l'adozione di misure selettive  di  attrazione
  fiscale  per le imprese non insediate nel territorio regionale,  il
  rilancio   delle  incentivazioni  per  il  supporto  alle   imprese
  cooperative, al fine di corrispondere alle loro attuali esigenze di
  accesso   al   credito  e  di  capitalizzazione,  il  rafforzamento
  patrimoniale  dei  consorzi  fidi ed  il  loro  riconoscimento  nei
  confronti  del sistema bancario, anche accelerando il recupero  sul
  conto   interessi  dei  finanziamenti  erogati  alle  imprese,   la
  concessione  di  finanziamenti  per  lo  start  up  delle   imprese
  giovanili,  il  sostegno  delle imprese artigiane  delle  botteghe-
  scuola,  la  costituzione di fondi di finanziamento e  di  garanzia
  bancaria,  e la piena attuazione della legge regionale sul  credito
  d'imposta;

   9) a mettere in atto interventi di forte impulso alla crescita del
  settore  produttivo  legato all'agricoltura, innanzitutto  con  una
  completa  revisione  ed  un potenziamento del  sistema  attualmente
  esistente  delle  infrastrutture irrigue e la  modernizzazione  del
  sistema  distributivo, anche attraverso l'organizzazione di filiere
  corte  allo  scopo  di  rendere  più trasparenti  i  meccanismi  di
  formazione dei prezzi e favorire la qualificazione dell'offerta dei
  beni  paesaggistici,  monumentali, ambientali,  culturali  ed  eno-
  gastronomici, di cui la Regione è particolarmente fornita;

   10)  a  liberalizzare il settore delle professioni  di  competenza
  regionale e delle attività artigianali e commerciali;

   11)  ad avviare un piano di interventi infrastrutturali, che possa
  risollevare  il  comparto dell'edilizia, in atto  in  forte  crisi,
  programmando  una  serie di interventi che  riguardino  il  settore
  delle   infrastrutture   stradali  e  ferroviarie,   le   reti   di
  distribuzione,  gli edifici pubblici e l'edilizia scolastica  e  la
  loro  messa in sicurezza, la riqualificazione e lo sviluppo urbano,
  il  recupero  dei centri storici, nonché l'edilizia sociale,  anche
  mediante forme di partenariato pubblico-privato;

   12)  ad  attivare  misure  di tutela  del  lavoro  e  di  rilancio
  dell'occupazione,   a   riformare   l'offerta   della    formazione
  professionale,  anche e soprattutto attraverso il  ricorso,  sempre
  più consistente, a forme di finanziamento sostitutive ed aggiuntive
  alle  risorse  regionali,  al fine di creare  figure  professionali
  effettivamente spendibili sul mercato del lavoro,  ed  a  tal  fine
  valorizzando  i  tirocini formativi, l'inserimento  lavorativo  dei
  soggetti  svantaggiati,  l'apprendistato professionalizzante  e  la
  formazione in azienda;

   13)  a  promuovere  la  realizzazione di significativi  interventi
  volti  ad incentivare nel territorio della Regione il settore della
  produzione  delle energie rinnovabili, rilanciando  un  settore  di
  attività  in  grado di attrarre notevoli investimenti da  parte  di
  privati;

   14)   a   proseguire   nella   realizzazione   del   processo   di
  razionalizzazione  del  sistema sanitario  regionale,  attuando  un
  sistema  integrato degli interventi sanitari e socio-assistenziali,
  assicurando  l'equilibrio tra la territorializzazione  dei  servizi
  offerti   alla  collettività  e  le  imprescindibili  esigenze   di
  risanamento economico del comparto;

   15)  a  garantire  la fruizione del grande patrimonio  di  risorse
  naturali,  culturali,  paesaggistiche e    storiche  attraverso  la
  valorizzazione delle stesse ricorrendo altresì alla privatizzazione
  della  gestione dei sistemi monumentali, culturali, ambientali  per
  l'incremento del turismo nell'Isola;

   16)  a  proseguire  nella promozione della collaborazione  tra  il
  sistema della ricerca e le imprese, favorendo la cooperazione e  il
  trasferimento  tecnologico prevalentemente nell'ambito  di  filiere
  produttive  e  distretti  tecnologici, sia attraverso  il  sostegno
  della  ricerca industriale realizzata dalle imprese, sia attraverso
  la  qualificazione  dell'offerta orientata al  potenziamento  delle
  strutture e delle attrezzature tecnologiche, da assicurare mediante
  un utilizzo mirato delle risorse provenienti dai fondi strutturali,
  attraverso la sinergia tra programmi nazionali e regionali,

                                APPROVA

   ai  sensi dell'articolo 73 bis.1, comma 3, del Regolamento interno
  dell'Assemblea  regionale siciliana, il Documento di programmazione
  economico-finanziaria  per  gli  anni  2012/2014,  presentato   dal
  Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  nella dichiarazione di voto non soltanto  ribadisco  le
  valutazioni  che avevo formulato nell'intervento  di  ieri,  ma  le
  integro  con delle osservazioni aggiuntive che sono finalizzate  ad
  indicare  quanto  questo  Documento sia privo  di  ogni  importanza
  persino nella volontà e nell'azione del Governo.
   Si  tratta di un documento fasullo, completamente astratto e privo
  di  fondamento e adesso vi dimostrerò come nelle azioni del Governo
  non  sia per nulla tenuto in considerazione, sia disatteso sin  dal
  giorno dopo della sua approvazione.
   Questo  Documento  dice  che,  per  quanto  riguarda  la  politica
  fiscale,  le politiche fiscali adottate dalla Regione negli  ultimi
  anni  hanno  riguardato la fiscalità di vantaggio, le  agevolazioni
  Irap per le imprese femminili e giovanili di nuova costituzione, il
  credito  di  imposta, e ipotizza - lo scrive - ulteriori  riduzioni
  del  carico  fiscale volte ad attrarre investimenti esterni.  Pochi
  giorni dopo l'approvazione di questo Documento, la Giunta regionale
  presieduta dal Presidente Lombardo ha deciso di istituire una serie
  di  nuove  tasse  riguardanti  le  aree  turistiche,  biglietto  di
  ingresso e tassa di soggiorno, appena pochi giorni dopo un DPEF che
  dichiara che la volontà del Governo sarebbe stata quella di ridurre
  le  tasse  per  attrarre gli investimenti e gli ingressi  economici
  nella nostra Regione.
   E'  evidente che lo stesso Governo, non soltanto non ha attribuito
  alcuna  importanza, ma ha scritto esattamente il contrario  di  ciò
  che fa.
   Poi,  chiedo  al  capo del Governo, che è assente  e  che  avrebbe
  dovuto  essere  presente,  in un DPEF dal  quale  risultano  essere
  espunte  - colleghi, vi chiedo di verificare -  le voci riguardanti
  il  turismo  e  i beni culturali, non esiste una sola  sillaba  sul
  turismo,  forse  perché  due  giorni  dopo  avevano  intenzione  di
  applicare le tasse, e nessuna sillaba sui beni culturali.
   Allora  io dico all'assessore Centorrino, che ha avuto il garbo  e
  l'amabilità  di  essere  presente pur non  discutendosi  della  sua
  Rubrica,  e  all'assessore Armao presente per dovere istituzionale,
  che ci sono alcuni assessori che questo Governo dovrebbe licenziare
  perché, scusate, perché non lo chiudete il turismo, perché  non  li
  chiudete  i  beni culturali quando nel DPEF non c'è  un  solo  rigo
  riguardante il turismo?
   Come si può elaborare un Documento così dannoso, così sbagliato  e
  così negativo?
   Nulla  che  riguarda  il  turismo,  nulla  che  riguarda  i   beni
  culturali.
   Per  quanto  riguarda  la sanità, siamo al falso,  perché  dà  per
  attuati  alcuni  servizi  che  sono  ancora  lettera  morta  e  che
  potrebbero  essere  attivati  solo  dopo  la  chiusura  dei  pronti
  soccorso,  e  mi  riferisco  ai PTA. Sia  in  questo  Documento  di
  programmazione sia nel libro bianco dell'assessore Russo, a  pagina
  71,  sono  dati per istituiti - infatti, l'assessore si esprime  al
  passato   abbiamo già istituito  - dodici PTA, compreso  quello  di
  Giarre che voi sapete cosa ha determinato, cosa ha provocato.
   Non c'è un solo PTA che sia stato realizzato in Sicilia, così come
  non  c'è  alcun  pronto soccorso che sia stato  chiuso.  Totalmente
  inadempiente,  quindi,  la politica dell'assessore  Russo,  la  sua
  attività di governo, totalmente falso questo Documento.
   Ripeto,  non c'è nulla che riguardi il turismo, non c'è nulla  che
  riguardi  i  beni  culturali e si applicano le  tasse  sul  turismo
  qualche giorno dopo.
   Per  quanto  riguarda  la sanità si fonda su presupposti  falsi  e
  destituiti di fondamento.
   Sapete  quali sono le politiche di intervento segnalate in  questo
  Documento?
   Innovazione   tecnologica,   assetto   organizzativo,   formazione
  professionale,  interventi  per  le  imprese,  efficacia  per   gli
  investimenti, ambiente, acqua e rifiuti, interventi  per  gli  enti
  locali,  valorizzazione del paesaggio, assetto urbanistico.  Quindi
  manca il turismo, mancano i beni culturali.
   L'agricoltura  è  citata  nelle  premesse.  L'agricoltura   è   in
  difficoltà, lo dice l'andamento dell'economia nazionale, ma non c'è
  una  sola  parte  di  questo  DPEF che faccia  riferimento  a  come
  affrontare il problema dell'emergenza in agricoltura.
   Tutte queste motivazioni si aggiungono alle valutazioni che facevo
  ieri  sulla riscossione e sulla discrepanza tra i risparmi  che  il
  servizio  di riscossione, a partire dal 2009, ha determinato  nella
  misura  di  35 milioni di euro e i riversamenti dai ruoli  erariali
  che  hanno subìto una flessione nel 2011 e non si capisce il perché
  del  mancato  intervento,  il  perché della  inefficacia  eventuale
  dell'intervento  del  Governo  in  questo  senso.   Se   a   questo
  aggiungiamo, lo diceva poc'anzi il collega Maira, il ritardo  nella
  spesa  che  ha  consentito ad osservatori  esterni  di  parlare  di
   cialtroneria  a proposito delle attività di governo regionali, una
  spesa  europea  che  si attesta al 3,5 per  cento  e  che  è  stata
  dall'allora ministro, attuale ministro dell'economia, indicata come
  una delle spie della cialtroneria degli amministratori del sud;  se
  aggiungiamo  a  questo  le parti copiate perché  assolutamente  non
  rispondenti  all'andamento  della  situazione  regionale  nel   suo
  rapporto  con l'economia nazionale e mediterranea, mi pare  che  il
  quadro  sia  completo  per  indicare un disastro  che  persino  nei
  documenti cartacei si evidenzia in ogni azione del Governo.
   Questo  è  il motivo per cui voteremo contro, anzi annunceremo  al
  momento del voto cosa faremo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito in
  Aula,  anziché  incentrarsi sui temi, sui contenuti, sulle  ragioni
  della  crisi,  se vogliamo, che ha investito globalmente  il  mondo
  occidentale, l'Europa, l'Italia e dunque anche la Sicilia, continua
  ad  essere  usato come pretesto e così anche il DPEF. Non  soltanto
  gli  altri  interventi legislativi o l'attività amministrativa  del
  Governo,  che  possono avere anche un'iniziativa di parte  che,  in
  qualche  modo, giustifica il risentimento da parte delle  forze  di
  opposizione  e  quindi la necessità e la voglia di  contrastare  il
  Governo  e  la  sua  azione  in  ogni  modo,  anche  il  DPEF  che,
  tradizionalmente,  in tutte le assemblee, in  tutti  i  parlamenti,
  viene valutato, giudicato, discusso e, poi, semmai, approvato anche
  per  le  finalità che questo Documento si propone da parte  di  chi
  ovviamente  lo redige, viene utilizzato anche questo come  elemento
  pretestuoso   di   lotta  politica,  addirittura   di   accanimento
  personale. E credo, signor Presidente, senza neppure che sia  stato
  letto da molti che mi hanno preceduto nella discussione.
   La  verità  è  che  questo Documento di programmazione  economico-
  finanziaria,  certamente redatto dagli uffici,  certamente  firmato
  dal  Presidente  della  Regione  e dall'Assessore  per  l'economia,
  certamente   approvato  dalla  Giunta  e  approvato   anche   dalla
  Commissione Bilancio, per questo motivo, oggi, qui in  Aula,  è  un
  documento  impietoso, è un documento che fa una  radiografia  dello
  stato  di  crisi,  se vogliamo a consuntivo, dello stato  economico
  della  nostra  Regione,  dei  punti  di forza  e  certamente  negli
  ultimi due tre anni delle nostre criticità.
   Volere  far sì che un documento di natura tecnica possa essere  in
  maniera  così strumentale, ma io voglio dire soprattutto in maniera
  così  superficiale, giudicato, analizzato e discusso come se  fosse
  una  visione  di  parte, sfido chiunque a volere scrivere  -  anzi,
  perché  non  lo  fanno le opposizioni se vogliono -  un  Documento,
  appunto,  di programmazione economico-finanziaria che, nella  parte
  descrittiva e ricognitiva, sia fondamentalmente diverso  da  quello
  che   questo  Governo  ha  proposto  e  che  oggi  è  qui  non  per
  l'approvazione,  perché non approveremo il DPEF ma  approveremo  un
  documento che, in qualche modo, cercherà di dare sostanza  politica
  a questa descrizione, a questa raffigurazione dello stato dell'arte
  che il Governo ci ha dato.
   Se  poi  vogliamo, invece, entrare in quelle che  sono  le  chiose
  della politica, qui non ci affanneremo a dire che se ci troviamo in
  questa  situazione, se anche la Sicilia si trova in una  situazione
  difficile,  lo  deve  non  soltanto al contesto  internazionale  ma
  certamente  ad  un  drammatico  Governo  nazionale  diretto  da  un
  Presidente  del  Consiglio, anch'esso drammatico nella  conduzione,
  che  ha  calpestato gli interessi del Sud e della Sicilia.  Sarebbe
  troppo  facile  entrare nel merito in questo  modo  e  spostare  il
  problema che - ripeto - oggi è quello ricognitivo e di capire quali
  devono essere le aspettative e le speranze per la nostra Regione.
   Se  pensiamo che avremmo potuto fare di meglio e di più in  questi
  tre  anni, sì, probabilmente avremmo potuto fare di meglio e di più
  se  anche ci fossero state, in un momento di crisi, la convergenza,
  l'aiuto,  la disponibilità da parte di chi, invece, si è  sottratto
  al carico di responsabilità che altri invece, in questo Parlamento,
  in  maniera particolare, hanno voluto caricarsi sulle spalle  senza
  esserne stati gli autori materiali.
   Non  dimentichiamoci  che  lo stato di  crisi  di  questa  Regione
  siciliana e di questa Amministrazione regionale, signor Presidente,
  dipende   da   chi   negli  ultimi  10-15  anni  ha  maldestramente
  amministrato e ha contribuito in maniera notevole a far sì che oggi
  ci  ritroviamo  un  bilancio colabrodo, a far sì  che  oggi  ci  si
  ritrovi  ad  amministrare  finanze esigue e  probabilmente  bilanci
  anche al limite della verosimiglianza.
   Intanto, abbiamo fatto tanto in questi anni, abbiamo contenuto  la
  spesa,  signor  Presidente, abbiamo riformato  la  sanità,  abbiamo
  riformato la pubblica Amministrazione.
   Il  disastro sarebbe stato il triplo, il quadruplo, oggi forse  ci
  sarebbe  stato chiesto di ridurre di 2 o di 3 miliardi il  bilancio
  per  il  2012, se non fossimo intervenuti con responsabilità  negli
  anni passati.
   Questo nessuno lo dice, ma noi abbiamo il dovere di dirlo al di là
  di averne anche il diritto.
   Abbiamo  frenato  le spese folli, abbiamo evitato lo  stillicidio,
  abbiamo  evitato i carrozzoni politici; dispiace ancora sentire  da
  questo  pulpito  le  prediche  di chi  contesta  a  questo  Governo
  l'occupazione  di spazi di potere anche in fase di discussione  del
  DPEF. E che c'entra?
   Tutta strumentalizzazione per ignoranza, per superficialità e  per
  necessità  di  deviare  la   discussione   su  altre  cose.  Certo,
  dispiace  a  molti  di  costoro che si parli veramente  delle  cose
  fatte,  delle  riforme compiute e dello sfacelo che  il  Governo  è
  riuscito ad evitare in questi anni.
   Bene, signor Presidente, noi stiamo presentando un documento -  lo
  abbiamo  sottoscritto  e  lo metteremo all'approvazione   dell'Aula
  quando  lei  lo riterrà opportuno - che dà un senso  e  un'anima  a
  questo  DPEF; è la traduzione in termini politici delle  cifre  che
  contiene,  forse  fredde  e  aride e da alcuni  non  comprese,  non
  comprensibili, e che però sono lo specchio della realtà.
   Noi  non sfuggiamo alla realtà né sfuggiamo alle responsabilità  e
  diciamo  che  il  DPEF  certamente è il  viatico  per  il  prossimo
  bilancio   e  per  la  prossima  finanziaria  e  i  numeri   e   la
  raffigurazione che il DPEF ci dà, comprese le cose positive che  ci
  descrive, ci mettono nelle condizioni di proporre un documento  che
  ci  impegnerà  nella prossima finanziaria e nel prossimo  bilancio,
  per far sì che le entrate maggiori che auspichiamo non siano frutto
  di  tassazioni  impietose,  ma siano vere  e  strutturali,  che  il
  contenimento  e la razionalizzazione della spesa nel bilancio,  già
  proposto  dall'assessore Armao, di oltre un miliardo di  euro,  sia
  una  razionalizzazione  che non comporti  gravi  danni  per  questa
  Regione  e  per questi cittadini - ma non si può fare diversamente,
  ce   lo  chiede  il  Governo  nazionale  -,  che  si  arrivi   alla
  semplificazione e alla modernizzazione della nostra Regione  ancora
  di  più,  se  è  possibile,  alla  valorizzazione  del  patrimonio,
  all'incentivazione  del  settore  imprenditoriale  e,  chiaramente,
  attraverso l'utilizzo non solo dei fondi di bilancio ma  anche  dei
  fondi   strutturali,  agli  investimenti  che   sono   gli   unici,
  fondamentali  e  necessari,  che possono  fare  la  differenza  per
  risollevare il nostro prodotto interno lordo e per farci tornare  a
  sperare.
   Ma   questi  investimenti,  che  già  sono  compresi  nel  credito
  d'imposta   e   che   sono  compresi  nei  bandi  che   soprattutto
  all'Assessorato Attività produttive sono già in corso  e  che  sono
  quelli  su  cui  noi  fondiamo le speranze per  un  rilancio  e  un
  riscatto  della nostra autonomia, non sarebbero stati possibili  se
  in questi primi tre anni di Governo Lombardo non si fosse proceduto
  ad  una  grande razionalizzazione, ad un grande contenimento  della
  spesa,  a grandi sacrifici che oggi ci mettono nelle condizioni  di
  poter   affrontare  il  futuro,  sia  pur  in  una  situazione   di
  difficoltà, comunque con fiducia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare per  dichiarazione  di  voto
  l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  francamente
  immaginavo  che  nella  discussione del documento  propedeutico  al
  bilancio  2012  e  al  bilancio  pluriennale  che  chiuderà  questa
  legislatura ci fosse una maggiore attenzione, soprattutto da  parte
  del  PDL  che  oggi decide e determina le politiche economiche  del
  Meridione    e   dell'Italia.   Avrei   immaginato   un    maggiore
  coinvolgimento perché, oggi più che mai, la questione  economica  è
  determinante  rispetto alla qualità della  vita  e  ai  destini  di
  interi  territori, di regioni, di parte di questa Europa che ancora
  ha  una  marcia in meno rispetto ad altre regioni del Continente  e
  dell'Italia stessa.
   Il  Documento  di programmazione economica riporta  una  serie  di
  dati, una serie di proiezioni.
   Devo  dire  che l'ordine del giorno presentato oggi a  favore  del
  Documento  di programmazione economica pone una serie di  obiettivi
  rispetto a quello che è un documento, un atto propedeutico a quello
  che  sarà  la  stagione  dei  bilanci  prossima,  vale  a  dire  la
  costruzione di un processo di riduzione delle spese senza  alterare
  alcuni  equilibri.  E  quando,  già  nel  2011,  pur  riducendo   i
  trasferimenti agli enti locali e ai comuni, sostanzialmente si sono
  ridotte  solo  alcune  parti  dell'assegnazione  del  Fondo   delle
  autonomie  locali senza intaccare, in qualche maniera, le  esigenze
  degli   enti  locali,  io  credo  che  quel  risultato  oggi  venga
  riproposto  quando,  sia  nel DPEF ma soprattutto  nell'ordine  del
  giorno,  si  dice  che non verranno tagliate le risorse  agli  enti
  locali.
   Si   chiede   agli  enti  locali  di  ridurre  alcune  spese,   di
  razionalizzare la macchina amministrativa sia regionale  sia  degli
  enti   territoriali.  Penso  che  sia  necessario   farlo   perché,
  chiaramente,  non  credo che ci siano grandi sprechi  dal  versante
  degli  enti locali, ma le ristrettezze economiche internazionali  e
  la crisi nota a tutti impone di rivedere la qualità della spesa per
  ottimizzarla nel migliore dei modi.
   Assessore  Armao,  io credo che la stagione del bilancio  sia  una
  grande   occasione  perché,  devo  dire,  è  molto   ambiziosa   la
  prospettiva  indicata  nel  Documento di programmazione  economico-
  finanziaria di ridurre i cosiddetti carrozzoni inutili, gli IACP, i
  consorzi  di  bonifica,  di mettere a reddito,  anche  con  partner
  privati,  le  risorse  ambientali,  culturali  e  turistiche  della
  Regione.
   E'  chiaro che questo non dovrà essere fatto nell'idea di  rendere
  tutto privato.
   Personalmente, sono dell'idea che i 150 mila ettari di  superficie
  boscata  siciliana, le 30 mila unità più quel patrimonio  umano  di
  competenze debbano essere messi a reddito, mantenendo però un ruolo
  pubblico,  una  funzione pubblica, perché  è  chiaro  che  in  quel
  settore  la  parte  pubblica garantisce di più e impedisce,  già  a
  priori,  il nascere di interessi che possono immaginare un  uso  ed
  una  fruizione  diverse  da quelle per la collettività  delle  aree
  boscate stesse.
   Questa idea di mettere a reddito, l'idea stessa di scommettere  un
  po'  di  più,  assessore Armao, sulla energia di fonte rinnovabile,
  anche perché rischiamo di incorrere nelle sanzioni di cui al famoso
  Protocollo  di  Kyoto,  la  capacità  di  coinvolgere  in   maniera
  trasparente   soggetti   locali   che   autorizzano,   così    come
  l'Assessorato Energia, è un modo per incrementare le entrate, è  un
  modo anche per aiutare gli enti locali con entrate sostitutive.
   E' giusto poi sottolineare alcune norme varate da questa Assemblea
  e  volute da questo Governo: parlo del credito di imposta, che   Il
  Sole  24  Ore   di  qualche  giorno fa valutava  come  capacità  di
  produrre investimenti per oltre 500 milioni di euro, e sta passando
  in   sordina   anche  la  buona  performance  della   legge   sulla
  ristrutturazione degli alloggi in centro storico:  c'è  una  grande
  velocità   nel   dare   risposta  ai  richiedenti,   l'investimento
  incomincia subito e, quindi, anche lì c'è una risposta non solo  al
  fabbisogno di casa ma anche al settore dell'edilizia.
   C'è  un  passaggio  nell'ordine  del  giorno  numero  584  per  la
  liberalizzazione  del  settore  delle  professioni  di   competenza
  regionale e delle attività artigianali e commerciali.
   Io  non  voglio  quantificare quanti posti di  lavoro  si  possono
  creare   se   vengono  liberalizzate,  un  esempio  su  tutte,   le
  concessioni per quanto riguarda i pullman del trasporto per il gran
  turismo, che è una specie di lobby che impedisce un mercato libero,
  non  so  se  la  Commissione Europea si sia mai accorta  di  questa
  violazione palese della libera concorrenza.
   Così  come  in  alcune professioni, su cui c'è un controllo  della
  Regione,  se  liberalizzate,  si  può  creare  sicuramente  qualche
  centinaio di posti di lavoro, e altro ancora.
   Pure    l'idea    di    rafforzare   i    consorzi    fidi,    sia
  patrimonializzandoli che capitalizzandoli, è un  modo  per  aiutare
  l'imprenditoria debole che ha bisogno di essere accompagnata in  un
  processo di investimento. La spesa extraregionale che viene ripresa
  e  richiamata nel Documento così come in questo ordine del  giorno,
  credo  che  abbia  un  ruolo,  una  funzione  straordinaria:  o  si
  allineano tutti i fattori e gli attrattori di sviluppo o altrimenti
  saranno  tanti episodi che insieme non riusciranno a costruire  una
  nuova stagione.
   Onorevoli colleghi, gli agrumeti hanno una malattia che si  chiama
   tristezza'  (un termine latino che non ricordo), la politica  oggi
  vive   il   momento  della  grande  tristezza,  della   depressione
  economica, delle notizie che arrivano dai mercati, dalle società di
  rating.
   In  questa  fase,  in  questa  sessione di  bilancio  ci  dobbiamo
  giocare   una   partita  importante,  quella  di  come   rilanciare
  l'economia di questa Sicilia.
   Concludo il mio intervento annunciando il voto favorevole del  mio
  Gruppo.
   Al  tempo stesso, assessore, noi intendiamo partecipare in maniera
  concreta  alla  costruzione  di una  finanziaria  che  passi  dalle
  ipotesi  di  grande valore previste nel Documento di programmazione
  economica  a  delle norme che consentano effettivamente  di  ridare
  speranza  e  rilancio all'economia siciliana. Al tempo  stesso,  il
  Governo  non  può  fare a meno di ottimizzare la  sua  azione  ogni
  giorno,  soprattutto  quando si parla di distretti  produttivi,  ci
  sono alcune defaillance che vanno recuperate.
   Un  documento di programmazione economica, dunque, che oggi ha una
  sua  cornice  e  che deve esplicitare per intero i  suoi  obiettivi
  dentro  la  sessione  di bilancio, dentro il  bilancio  2012  e  il
  bilancio pluriennale.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 584.

   LEONTINI. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
   La richiesta non è appoggiata a termini di Regolamento.

                    (Proteste dai banchi di destra)

   PRESIDENTE. Si proceda nuovamente alla verifica dei richiedenti.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli Caronia, Cascio Salvatore,  Incardona,
  Limoli  e Maira, invito gli onorevoli deputati a registrare la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Sono presenti: Ammatuna, Ardizzone, Arena, Barbagallo, Calanducci,
  Cappadona, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De
  Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Donegani,
  Ferrara, Forzese, Galvagno, Giuffrida, Greco, Laccoto, Lentini,  Lo
  Giudice,   Marinello,   Marziano,  Minardo,   Musotto,   Panarello,
  Panepinto,   Parlavecchio,  Picciolo,  Ragusa,  Raia,   Ruggirello,
  Savona, Speziale e Termine.

   Richiedenti: Caronia, Cascio Salvatore, Incardona, Limoli e Maira.

   Sono   in  congedo:  Apprendi,  Bonomo,  Caputo,  Cordaro,   Dina,
  Federico, Gennuso, Marinese, Rinaldi, Scammacca.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            45

   L'Assemblea  è in numero legale.

   Pongo   in  votazione  l'ordine  del  giorno  numero  584.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Discussione del disegno di legge «Promozione della lingua
            dei segni italiana LIS» (684-35-279-322-334/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione   del   disegno   di  legge  nn.   684-35-279-322-334/A
  «Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)».
   Invito  i  componenti  la  V Commissione   Cultura,  formazione  e
  lavoro' a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare il Vicepresidente e  relatore,  onorevole
  Lentini, per svolgere la relazione.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, assessori, con il presente  disegno
  di  legge si intende promuovere la lingua dei segni italiana  (LIS)
  come  strumento  di  ausilio e di integrazione delle  comunità  dei
  sordi  e  incentivarne  l'acquisizione  e  l'uso,  determinando  in
  particolare,  mediante un regolamento emanato dal Presidente  della
  Regione,  le modalità di utilizzo della stessa nell'Amministrazione
  regionale  e  in  ambito scolastico e universitario,  nel  rispetto
  delle rispettive autonomie.
   La  normativa proposta mira, piuttosto che riconoscere la LIS come
  strumento  aggregativo e di distinzione di una comunità dei  sordi,
  per  sua  natura  assolutamente eterogenea,  a  considerare  questo
  linguaggio come uno degli strumenti a disposizione per superare gli
  ostacoli   posti   dall'handicap  auditivo,  nella  consapevolezza,
  peraltro,  del  pieno  diritto di questi  soggetti  di  imparare  e
  scrivere  correttamente  la  lingua  italiana.  Si  intende,  cioè,
  attraverso   questa  promozione,  che  rivendica   di   anticipare,
  nell'ambito  della  competenza  regionale,  le  determinazioni  che
  assumerà   il   legislatore  nazionale,  rimuovere,   in   ossequio
  all'articolo  3  della  Costituzione,  alcuni  degli  ostacoli  che
  possono  limitare  il  pieno  diritto di  cittadinanza  dei  sordi,
  fornendo loro un importante strumento di ausilio.
   Signor Presidente, a questo disegno di legge sono stati presentati
  quattro  emendamenti a mia firma per rendere la  legge  ancora  più
  chiara.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in   quanto
  componente  della  V Commissione che si occupa  di  formazione,  ho
  partecipato ai lavori che hanno fatto sì che oggi questo disegno di
  legge  arrivi in Aula e ho manifestato il mio dissenso rispetto  al
  testo che è approdato in Aula.
   Le  ragioni  del  mio dissenso sono legate al  fatto  che,  a  mio
  avviso,  questa proposta di dettato legislativo non è esaustiva  di
  quelle   che  sono  le  esigenze  della  comunità  dei   sordi   e,
  soprattutto, di coloro i quali dovrebbero insegnare questa  lingua,
  che è una lingua estremamente importante proprio per lo sviluppo  e
  per  l'affermazione  di questi soggetti nell'ambito  di  tutta  una
  serie  di attività, a partire dal mondo dell'istruzione per  finire
  col mondo delle istituzioni e quant'altro.
   Ritengo  che la legge non sia assolutamente all'altezza di  quella
  che è, invece, l'aspirazione che questa legge vorrebbe avere, ossia
  quella di favorire realmente la promozione della lingua dei segni.
   Rispetto, per esempio, all'articolo 1, quando si assegna un  ruolo
  estremamente   importante  agli  organi  associativi  riconosciuti,
  ritengo  che prima di parlare di quelle che sono le associazioni  o
  comunque di chi in qualche modo organizza la comunità dei sordi  in
  Sicilia, dovremmo rivolgerci maggiormente ai sordi e, quindi, a chi
  vive  questo disagio che può diventare più lieve e soprattutto  più
  gestibile   all'interno  di  una  comunità  sociale,   se   gestito
  attraverso un'adeguata comunicazione.
   Non ritengo, peraltro, esaustivo l'articolo 3 quando si delega  al
  Presidente della Giunta e agli assessori competenti la redazione di
  un  regolamento  che  tenga conto di alcune  priorità  che  ritengo
  assolutamente condivisibili, quella di determinare le  modalità  di
  utilizzo  della  LIS  all'interno delle scuole, delle  istituzioni,
  delle università.
   In  buona  sostanza,  ritengo che questa legge vada  assolutamente
  rivista  e  propongo che venga rimandata in Commissione  perché  la
  Regione  Sicilia  necessita di una normativa  che  non  può  essere
  assolutamente  il  copiato  del dettato nazionale  in  merito  alla
  promozione  della  lingua dei segni, ma   che  preveda,  punto  per
  punto,  ciò  che in Sicilia deve diventare operativo delineando  in
  maniera  molto  chiara innanzitutto chi sono i formatori  LIS,  che
  tipo  di  attività  propedeutica di formazione  debbano  avere  per
  diventare degli interpreti e, soprattutto, stabilire l'esistenza di
  un  registro dei mediatori o interpreti che si voglia dire, facendo
  anche  qui  un  distinguo, perché ciò che oggi  maggiormente  viene
  lamentato  dalle associazioni che abbiamo sentito in Commissione  è
  l'approssimazione rispetto all'insegnamento di questa  lingua,  che
  può  diventare  ed è uno strumento estremamente importante  per  la
  comunità dei sordi ma che, se utilizzato in maniera impropria,  può
  diventare un modo distorto di permettere la comunicazione tra chi è
  sordo e dagli udenti.
   Questo  disegno  di  legge é molto ambizioso  ma,  purtroppo,  non
  riesce a cogliere il significato più profondo che la legge dovrebbe
  avere.  Pertanto,  la  mia proposta, signor Presidente,  è  che  il
  disegno   di   legge  ritorni  in  Commissione  per  un   ulteriore
  approfondimento  proprio  in  merito  soprattutto  all'articolo  3,
  perché  venga dettagliato in maniera più determinata dal Parlamento
  ciò  che  si  intende per promozione della legge,  non  delegandolo
  all'organo di Giunta, perché ritengo che questo Parlamento, proprio
  alla   luce   delle  lunghe  audizioni  e  della  grande   attività
  interlocutoria che ha visto più di un anno questo disegno di  legge
  in  Commissione,  è nelle condizioni di poter esprimere  al  meglio
  delle  norme compiute che regolino più settori della vita  sociale,
  nelle quali la lingua LIS potrebbe essere utilizzata.
   Formalizzo questa proposta a nome del Gruppo del PID, sperando che
  venga accolta.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, a prescindere  dal  fatto  che  il
  Regolamento, all'articolo 121 quater, prevede che sia il capogruppo
  a  chiedere il rinvio del disegno di legge in Commissione,  vediamo
  se  possiamo  trovare una soluzione per procedere  incardinando  il
  disegno  di  legge e, dato che viene sollevata una questione  anche
  nel  merito,  vediamo  di fissare il termine per  la  presentazione
  degli emendamenti e di rinviare l'esame a martedì prossimo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  io  inviterei l'onorevole Caronia,  di  cui  ho  sempre
  apprezzato l'impegno, il lavoro svolto in Commissione e in Aula, la
  particolare   attenzione   nei  confronti   di   alcune   categorie
  particolarmente in difficoltà come, appunto, quelle di  cui  stiamo
  parlando questa sera, a riconsiderare la sua posizione e vedere  se
  questa sera possiamo approvare questo disegno di legge.
   Condivido   la  sua  analisi,  condivido  le  preoccupazioni   che
  l'onorevole Caronia, sempre con la consueta intelligenza, ha voluto
  porre  a  questa  Assemblea; però io mi  vorrei  soffermare  su  un
  aspetto.  Già  l'onorevole  Caronia, il  24  dicembre  2008,  aveva
  presentato  un disegno di legge su questo argomento, io stesso  uno
  l'11 dicembre 2008, un altro ancora il 30 ottobre 2008. Stessa cosa
  hanno  fatto  altri deputati, lo ha fatto all'unanimità  la  stessa
  Commissione  V  che si è occupata della necessità di voler  attuare
  finalmente  l'articolo  3 della Costituzione  che  non  trova,  per
  quanto   riguarda  i  soggetti  diversamente  abili   non   udenti,
  possibilità di trovare accoglimento nel nostro Paese.
   Oltre  alla  mancata  attuazione  dell'articolo  3,  non  dobbiamo
  dimenticare  la risoluzione del Parlamento europeo  del  17  giugno
  1988,  gli incitamenti e i richiami che sono stati fatti al  nostro
  Paese  e  alla Regione Sicilia in particolare, affinché si  volesse
  dotare  di  una  legge che, finalmente, promuovesse la  lingua  dei
  segni  in  Italia.  Proprio  per  questo  motivo,  proprio  perché,
  onorevole  Caronia, come sempre, purtroppo, corriamo il rischio  di
  essere  non gli ultimi, ma gli ultimi degli ultimi e, invece questa
  volta  la  Commissione,  all'unanimità, ha lavorato  nell'interesse
  della  collettività, la invito a riconsiderare  la  sua  posizione,
  vediamo  se  possiamo approvare il testo così  com'è  uscito  dalla
  Commissione, che è stato votato all'unanimità; un testo che è stato
  anche condiviso dal Governo.
   Io  dovrei fare un altro tipo di ragionamento. Però questa sera mi
  pare  di  capire  che possiamo, oggettivamente,  procedere,  andare
  avanti,  anche  perché  abbiamo  la  necessità  di  determinare  la
  modalità  di  utilizzo  della LIS in ambito  scolastico,  cosa  che
  ancora oggi non viene fatto.
   Proprio  in questi giorni in cui si procede alla nomina, anche  in
  deroga,   degli  insegnanti  di  sostegno,  continuiamo  ad   avere
  difficoltà  proprio  perché  c'è l'incapacità  di  mettere  insieme
  l'insegnante  curriculare, l'insegnante  che  viene  assegnato  per
  poche  ore  al ragazzo non udente. Invece, proprio ora  abbiamo  la
  necessità  di mettere insieme tanti input che provengono  da  parte
  dello Stato, da parte della Regione, da parte dei docenti, affinché
  tutti  insieme  possiamo  contribuire a fare  crescere  in  maniera
  migliore,  diversa da come è successo nel passato, i ragazzi  e  le
  ragazze  diversamente abili, che non significa essere portatori  di
  handicap,  significa  avere invece altre abilità,  altre  capacità,
  altre possibilità di approcciarsi all'ambito didattico.
   Abbiamo,   poi,  la  necessità  che,  finalmente,  le  università,
  nell'ambito della loro autonomia, nell'ambito dei corsi di  laurea,
  nell'ambito  della  formazione  post-laurea,  possano  anche   loro
  favorire l'insegnamento di persone non udenti.
   Per questo motivo io mi appello all'onorevole Caronia, dal momento
  che  mi  pare  che  in  Aula vi sia un unanime consenso  su  questa
  vicenda,   conoscendone   la   grande  correttezza   istituzionale,
  conoscendone la grande sensibilità, se è possibile andare avanti  e
  approvare questa sera stessa il provvedimento.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di
  legge, che a prima vista sembra un disegno di legge di settore  che
  riguarda una minoranza della popolazione, è stato invece un disegno
  di  legge  che ha avuto un iter travagliato perché si è pensato  di
  fare in modo che, nel mentre si approvava la legge sulla lingua dei
  segni,  si  potessero  anche  regolamentare  tutta  una  serie   di
  funzioni,   compreso  l'albo,  il  registro  dei  mediatori   della
  comunicazione. Alla fine si è trovato, dopo numerose audizioni  che
  hanno  visto presenti le associazioni dei sordi, un equilibrio  tra
  lo  spirito dei vari disegni di legge e l'obiettivo di affermare il
  principio  della promozione della lingua dei segni.  Un  equilibrio
  che  si  è  trovato  è  sicuramente  quello  tra  gli  enti  morali
  riconosciuti  come  enti morali con decreto  del  Presidente  della
  Regione e del Presidente della Repubblica e l'associazionismo vario
  che riguarda il settore della sordità, garantendo ai primi il ruolo
  e  la  funzione della Regione nella promozione delle politiche  per
  eliminare  o  ridurre  i  disagi  dell'handicap  e  agli  altri  la
  possibilità di stipulare anch'essi convenzioni non onerose  con  la
  Regione  nel caso in cui abbiano una presenza e una valenza  almeno
  regionale.
   L'articolo   1  è  l'articolo  che  trova  l'equilibrio   tra   la
  rappresentanza riconosciuta universalmente, che è quella  dell'Ente
  nazionale sordi, e le altre, anche numerose, associazioni di  sordi
  che non hanno, però, lo stesso riconoscimento di livello nazionale.
   All'articolo  2 si demanda alla Regione l'applicazione  di  quelle
  carte  dei  diritti che sono presenti nella Costituzione  italiana,
  che  sono stati affermati e approvati dal Parlamento europeo e  che
  sono  stati affermati ed approvati dalla Convenzione delle  Nazioni
  unite  sui  diritti del disabile. La Regione s'impegna  con  questo
  articolo  a  promuovere  i  contenuti di  queste  carte,  s'impegna
  all'affermazione  di  questi diritti. E' chiaro  che,  come  diceva
  l'onorevole Caronia, nell'articolo 3 si affida un ruolo  importante
  al decreto del Presidente della Regione; ma, poiché è nello spirito
  della  legge che questo decreto deve essere realizzato di concerto,
  in  stretto intreccio con l'attività delle associazioni che vengono
  riconosciute e la cui attività viene promossa negli articoli 1 e 2,
  questo  decreto  deve contenere le indicazioni  che  vengono  dalle
  associazioni  e,  soprattutto, deve fare in modo  che  nel  sistema
  formativo  della Regione venga data dignità alla lingua dei  segni,
  venga  data dignità ad uno strumento di comunicazione che tende  ad
  abbattere una disabilità.
   Ecco  perché, pur comprendendo le ragioni dell'onorevole  Caronia,
  firmataria di due dei disegni di legge che hanno portato  a  questo
  risultato,  la invito a recedere dalla sua richiesta  per  fare  in
  modo  che  un'aspirazione  di questa categoria  di  disabili  venga
  finalmente  affermata procedendo all'approvazione  del  disegno  di
  legge.
   Non   conosco   nel  dettaglio  gli  emendamenti  presentati   dal
  presidente Lentini, ma immagino che riguardino la specificazione di
  alcuni  passaggi  della legge e, quindi, siano di  natura  tecnica.
  Penso che si possa poi discuterli ed approvarli per arrivare al più
  presto all'approvazione della legge.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  Dopo  l'intervento  dell'onorevole
  Caputo, sono chiuse le iscrizioni a parlare

   CAPUTO.  Signor Presidente, spero di non essere una  voce  stonata
  nell'ampia e affollata Aula parlamentare. Le chiedo di rinviare  il
  testo in Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caputo, lei può chiedere questo  ed  altro.
  Bisogna vedere se è possibile.

   CAPUTO.  Io  chiedo  all'Aula - e, quindi,  mi  rivolgo  anche  al
  Presidente  -  di rimandare il testo in Commissione, perché  quello
  che  è  uscito  è  un  testo  che  farà  un  danno  terribile  alle
  associazioni.
   I   testi   che  erano  stati  presentati  in  Commissione   erano
  sicuramente  numerosi,  ben più complessi  e  ben  più  articolati,
  frutto di una serie di audizioni con i soggetti interessati, con le
  categorie interessate, che avrebbero dato sicuramente quelle  norme
  che non sono previste in questo testo, avrebbero dato un impulso ad
  un importante settore.
   Questo  disegno  di  legge,  e  lo dicono  gli  stessi  operatori,
  presidente Lentini, fa fare un passo indietro ai soggetti  che  noi
  oggi  vorremmo  beneficiare in termini di aiuto, di sostegno  e  di
  agevolazioni. Pertanto invito il Parlamento a non votare il disegno
  di legge e a rinviarlo in Commissione. Tra l'altro, è un disegno di
  legge  superato  perché  molte  di  quelle  previsioni  che  stiamo
  inserendo già esistono in virtù di normative nazionali e regionali.
  Rischia,  dunque, di essere una duplicazione inutile  e  dannosa  e
  rischia  di  non  dare  alcun beneficio  e  di  viziare  il  lavoro
  importante che ha fatto la V Commissione legislativa.
   Invito  il Parlamento e il presidente Lentini a rinviare il  testo
  in Commissione - tra l'altro, sono firmatario di uno dei disegni di
  legge  -  per  approfondirlo perché è in contrasto  con  norme  già
  approvate  dal Parlamento nazionale e anche da questo Parlamento  e
  che rendono fortemente controproducente questo disegno di legge.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Ricordo  ancora una volta che il rinvio in Commissione può  essere
  richiesto  dal  Governo o dalla Commissione o da un  Presidente  di
  Gruppo parlamentare.
   A prescindere da questo, apprezzate le circostanze e dato che sono
  state  sollevate eccezioni nel merito, è evidente che la Presidenza
  intende fissare il termine per la presentazione degli emendamenti e
  procedere,  come  sempre abbiamo fatto, ad affrontare  l'esame  del
  disegno di legge nel rispetto del Regolamento.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto  che
  questo  disegno di legge è da circa un anno in Commissione; abbiamo
  cercato  in  tutti  i  modi di renderlo quanto possibile  perfetto.
  Hanno  collaborato alla sua stesura l'Ufficio scolastico regionale,
  l'Università  degli  studi, anche uno degli enti  riconosciuti  con
  decreto  del  Presidente della Repubblica,  l'ENS,  Ente  nazionale
  sordi, e grazie al loro intervento abbiamo avuto in Commissione  un
  membro  della  Comunità europea al fine di rendere  il  disegno  di
  legge  perfetto. Il problema che lega

   CAPUTO.  Scandaloso,  due  milioni e mezzo  di  euro  inseriti  in
  tabella  H  ad  un  ente  che  non è  radicato  nel  territorio,  è
  scandaloso.

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo, non interrompa il collega. Non le fa
  onore  quello  che sta facendo, si ricordi che lei è presidente  di
  una commissione legislativa.

   CAPUTO. Io qua sono un parlamentare che grida allo scandalo

   PRESIDENTE. La richiamo all'ordine, non interrompa il collega  che
  sta intervenendo.
   Prego, onorevole Lentini.

   LENTINI  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Grazie,
  Signor  Presidente,  io penso che tutti ormai ci  conosciamo  bene,
  onorevole Caputo

   PRESIDENTE.   Onorevole  Lentini,  si  rivolga  alla   Presidenza,
  evitiamo polemiche.

   LENTINI  vicepresidente della Commissione e relatore. Io  ho  solo
  l'interesse  di  fare discutere ed approvare disegni  di  legge  in
  Commissione  affinché  la  comunità ne possa  godere.  Altre  cose,
  sicuramente non mi interessano. Io non so a cosa faccia riferimento
  il  deputato,  non  sono a conoscenza di nulla.  Voglio  continuare
  invece  nella mia relazione dicendo che all'esame di questo disegno
  di  legge  sono  state  invitate  più  volte  le  associazioni  dei
  sordomuti,  ci sono le relazioni che lo testimoniano, e sono  state
  invitate a presentare delle osservazioni.
   Abbiamo dato il termine di un mese, che poi è stato  prorogato  di
  un ulteriore mese.
   C'è  da  dire,  signor Presidente e onorevoli   deputati,  che  la
  Sicilia  oggi  fa  veramente un'azione molto importante  approvando
  questo disegno di legge perché anticipa il Parlamento nazionale che
  oggi, anziché, occuparsi di cose serie si occupa di cose frivole.
   Oggi  il  Paese  ha bisogno di portare benefici  alle  comunità  e
  quella  dei sordomuti, che sicuramente non è nata ieri ma è  sempre
  esistita, è meritevole di questo riconoscimento.
   Ormai non c'è più tempo da perdere.
   Noi  abbiamo anticipato il Parlamento nazionale e forse a qualcuno
  questo ragionamento fa male.
   Ciò  che abbiamo scritto in questo disegno di legge altro non sono
  che i consigli dati dalla Comunità europea.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dato che ho dichiarato  chiusa  la
  discussione  generale, metto ai voti il passaggio  all'esame  degli
  articoli. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

   CAPUTO. Signor Presidente c'è una richiesta

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  stasera  la   Presidenza   non
  procederà  alla trattazione del testo. Sto per fissare  il  termine
  per gli emendamenti e ognuno con il Regolamento in mano giocherà la
  sua  partita.  Onorevole  Vinciullo,  stavo  mettendo  ai  voti  il
  passaggio agli articoli, a seguire le darò la parola.

   CARONIA.  Lei  ci  costringe a chiedere la  verifica  del   numero
  legale.

   PRESIDENTE.  Il numero legale è presunto, quindi per il  passaggio
  agli  articoli  non si può chiedere la verifica del numero  legale;
  sto  mettendo ai voti il passaggio agli articoli, quindi  procederò
  con   la   fissazione  del  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti.
   Ognuno di voi potrà presentare gli emendamenti.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE  Apprezzate  le circostanze  e  visto  che  sono  state
  sollevate eccezioni nel merito da parte di più colleghi,  fisso  il
  termine per la presentazione degli emendamenti per venerdì alle ore
  13.00.

   CAPUTO. Signor Presidente, ci dia più tempo, venerdì è dopodomani.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è un testo di soli tre  articoli.
  Comunque il termine è fissato per lunedì 10 ottobre 2011, alle  ore
  12.00,  in modo tale che gli Uffici abbiano il modo di collazionare
  e di presentare tutto all'Aula per martedì prossimo.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  11  ottobre
  2011, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Svolgimento,  ai  sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni della  Rubrica   Famiglia,
  politiche sociali e lavoro  (V. allegato) (*)

   III - Discussione del disegno di legge:
   «Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)» (nn. 684-35-279-
  322-334/A) (Seguito)
             Relatore: on. Lentini

                   La seduta è tolta alle ore 18.42

   (*)  V.  comunicato della Presidenza dell'Assemblea seduta n.  289
  dell'11 ottobre 2011

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli