Presidenza del vicepresidente Oddo
DONEGANI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi, per motivi di
salute, gli onorevoli Bonomo, Rinaldi, Marinese e Scammacca.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
- Gennuso dal 4 al 7 ottobre 2011;
- Caputo e Apprendi dal 5 al 6 ottobre 2011;
- Scilla dal 6 al 7 ottobre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme sul software libero, accessibilità di dati e documenti ed
hardware documentato. (n. 791)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 ottobre 2011
- Interventi a sostegno delle Associazioni antiracket. (n. 793)
di iniziativa governativa, inviato in data 5 ottobre 2011, parere
ANTIMAFIA
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Istituzione di un marchio etico ed ambientale per le imprese.
(n. 789)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 ottobre 2011,
parere V
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Recupero del patrimonio edilizio costituito da piccole botteghe
e laboratori artigianali, non più economicamente utilizzabili. (n.
792)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 5 ottobre 2011.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta orale presentata.
DONEGANI, segretario f.f.:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che il preannunciato decreto sui 'punti nascita' nella
Regione prevedrebbe deroghe, sia pur temporanee, all'orientamento
della conferenza Stato-Regioni di sopprimere le strutture nelle
quali si effettuano meno di 500 parti l'anno;
considerato che:
le deroghe vengono motivate con la condivisibile necessità di
tutelare i cittadini di territori particolarmente disagiati;
sembrerebbe escluso, dalle predette deroghe, l'ospedale di Lipari,
presidio di riferimento per tutti t abitanti delle isole Eolie;
una simile eventualità apparirebbe del tutto ingiustificata, in
considerazione della eccezionalità della situazione eoliana,
determinata dai disagi oggettivi che discendono dall'insularità;
tale ipotesi inficerebbe la credibilità delle deroghe preventivate
ed alimenterebbe la sfiducia nelle istituzioni degli eoliani e
dell'opinione pubblica regionale e nazionale;
le legittime rivendicazioni della comunità eoliana (più volte
ribadite nei mesi scorsi a tutte le istituzioni nazionali e
regionali, a partire dal Presidente della Repubblica) a mantenere
un presidio sanitario adeguato a tutelare la salute delle donne e
dei nascituri, merita di trovare un positivo riscontro nelle
deroghe previste dal predetto decreto;
la deroga potrebbe essere utilizzata per definire soluzioni
efficaci, in termini di sicurezza, per una situazione,
oggettivamente, particolare;
per sapere:
se non valutino necessario inserire tra le deroghe previste nel
decreto sui 'punti nascita' l'ospedale di Lipari;
se non considerino opportuno prevedere, di concerto con il
Ministero della salute, tenuto conto della peculiarità della
situazione eoliana, le misure necessarie per assicurare, in un
contesto di sicurezza per la salute dell'utenza, un presidio
sanitario adeguato a consentire di poter continuare a nascere nelle
isole Eolie». (2109)
PANARELLO
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
posta all'ordine del giorno per essere svolte al suo turno.
Comunicazione di decadenza di interrogazione e di decadenza di
firma da mozione
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della cessazione dalle
funzioni di deputato supplente dell'onorevole Giuseppe Sulsenti,
decade l'interrogazione con richiesta di risposta scritta, a sua
firma, n. 1972 Chiarimenti sulla nuova istituzione di corsi di
studio in alcuni istituti tecnici del siracusano .
Ne decade, altresì, la firma dalla mozione n. 277 Iniziative a
livello centrale per scongiurare la ventilata soppressione della
caserma dei Carabinieri di Frigintini (frazione di Modica - RG) ,
dallo stesso presentata, unitamente agli onorevoli Ammatuna,
Leontini e Digiacomo, in data 29 giugno 2011. Conseguentemente,
essendo venuto meno il numero minimo di firme prescritto dal
Regolamento interno, la mozione è decaduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mattina la
Commissione Sanità
PRESIDENTE. Questo argomento non riguarda l'ordine dei lavori.
Se lei si richiama all'ordine dei lavori bene, se vuole parlare a
piacere non glielo permetto.
BUZZANCA. Se lei avesse la cortesia di farmi parlare
PRESIDENTE. Lei parli sull'ordine dei lavori.
BUZZANCA. Sto intervenendo sull'ordine dei lavori. Se lei vuole
che io dica: per cortesia metta all'ordine del giorno il decreto
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori. Se deve fare comunicazioni le
faccia alla fine della seduta come prescrive il Regolamento
interno.
BUZZANCA. Signor Presidente, io intervengo sull'ordine dei lavori
per dirle di mettere all'ordine del giorno una questione assai
importante che riguarda la sanità in Sicilia.
PRESIDENTE. La richiesta va fatta in coda alla seduta, come
prescrive il Regolamento interno. Deve attenersi all'ordine dei
lavori.
BUZZANCA. Signor Presidente, se mi fa parlare le spiegherò quello
che voglio dire. Se lei non vuole che parli mi alzo e vado via.
PRESIDENTE. Voglio che lei parli, però voglio il rispetto del
Regolamento. Se si interviene sull'ordine dei lavori, si deve
parlare sull'ordine dei lavori.
BUZZANCA. Sono rispettoso, le chiedo scusa se insisto, ma lei
ancor prima che io cominci a parlare mi sta richiamando e penso di
non meritare il suo richiamo, perché mi atterrò ai tempi.
Però mi consenta di parlare.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, onorevole. Sull'ordine dei
lavori
BUZZANCA. Parto dalla fine o vuole che parta dall'inizio? Devo
fare la premessa per motivare il perché, oppure no?
PRESIDENTE. Va bene.
BUZZANCA. Io ritengo che questa Assemblea debba occuparsi di un
grave problema che questa mattina è stato esaminato in Commissione
Sanità e che riguarda il riordino dei punti nascita' in Sicilia.
Ho chiesto già questa mattina in Commissione al presidente Laccoto
che del problema sia investita l'Assemblea, data l'importanza
dell'argomento, perché a lei non sfugge che nel momento in cui si
dà attuazione ad un piano che è stato votato da questa Assemblea e
si procede a delle deroghe l'argomento deve essere trattato
dall'Assemblea, deve essere trattato dalla Commissione di merito;
ma l'Assemblea che è certamente sovrana deve occuparsi del
problema.
Le dico anche perché, signor Presidente. A lei non sfugge che
questo argomento sta investendo problemi seri, problemi gravi e sta
ledendo il diritto costituzionale della continuità territoriale e
dei livelli minimi di assistenza, quelli essenziali, i cosiddetti
LEA.
Questo ancora non accade perché le isole Eolie, se dovesse passare
quel decreto che, per fortuna, oggi è stato accantonato, anche per
vizi di forma .
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, ho capito. Lei non intende parlare
sull'ordine dei lavori.
Ho recepito quello che ha detto. Stia tranquillo che nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si deciderà se
mettere all'ordine del giorno l'argomento.
Lei non sta parlando sull'ordine dei lavori, onorevole Buzzanca.
Non sta parlando sull'ordine dei lavori, sta introducendo un
argomento sfruttando l'intervento sull'ordine dei lavori, e questo
è assolutamente contro il Regolamento interno. Pertanto la invito
a concludere, avendo ben capito di cosa lei vuole parlare, e ciò
non è sull'ordine dei lavori.
BUZZANCA. Questo non è un intervento sull'ordine dei lavori?
PRESIDENTE. Non è intervento sull'ordine dei lavori, onorevole
Buzzanca.
BUZZANCA. Io concludo, perché non voglio metterla in difficoltà.
Lei, però Presidente, con il suo atteggiamento mette in difficoltà
il Parlamento. Mi dispiace che la Presidenza metta in difficoltà il
Parlamento. E' di parte, e di questo ne prendo atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chi interviene sull'ordine dei
lavori si attenga all'ordine dei lavori. Se si introducono
argomenti che sono legati a comunicazioni urgenti, basta attenersi
al Regolamento interno che prevede, a fine seduta, la possibilità
di fare tutte le comunicazioni che si ritengono urgenti, ma
l'ordine dei lavori è ordine dei lavori.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, appena lei introduce materia
estranea all'ordine dei lavori, sarò costretto a toglierle la
parola.
VINCIULLO. Io intendo parlare sull'ordine dei lavori, e desidero
avere l'attenzione dell'assessore Armao, che ieri non era presente
in quest'Aula, anche perché di tutto quello che ho detto ieri lui
non ne ha fatto assolutamente menzione. Voglio parlare di
finanziaria
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, altrimenti le tolgo la parola.
VINCIULLO di finanziaria, quindi di ordine dei lavori e della
possibilità che abbiamo che alcuni fondi, a suo tempo stanziati per
approvare due leggi, sugli oratori e contro la violenza di genere,
vengano distratti, così come è successo nel 2010
PRESIDENTE. Non è un intervento sull'ordine dei lavori, onorevole
Vinciullo. Concluda.
VINCIULLO. Concludo. Vorrei, ancora una volta, invitare il Governo
a tenere presente la volontà del Parlamento e a portare in Aula la
discussione di questi due disegni di legge.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2012/2014
PRESIDENTE. Si passa al II punto posto all'ordine del giorno:
Seguito della discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2012/2014.
Onorevoli colleghi, così come è stato stabilito ieri sera
dall'Aula, il Governo interverrà sul Documento di programmazione
economico-finanziaria, successivamente sono previsti gli interventi
di coloro che vogliono fare le dichiarazioni di voto.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, il Documento di programmazione economico-finanziaria che
è stato sottoposto all'esame della Commissione Bilancio
dell'Assemblea costituisce uno sforzo di ripensamento delle
politiche economiche della nostra Regione al fine di coniugare,
come abbiamo più volte ritenuto essenziale per la Sicilia, il
risanamento e lo sviluppo, il risanamento e la crescita.
Oggi i quotidiani nazionali, economici e non, scrivono del nuovo
rating di declassamento di Moody's, dato all'Italia con una perdita
di ben tre punti e, purtroppo, devo riferirlo all'Assemblea, è
appena arrivato da Moody's il declassamento anche, ovviamente,
della Regione siciliana, a causa del declassamento dello Stato
italiano.
Si legge con un chiaro riferimento che, a seguito del
declassamento del rating della Repubblica italiana, Moody's ha
abbassato il rating della Regione siciliana ad A3.
Questo determina che il rating della Sicilia è uguale a quello
dello Stato ed è un rating al ribasso. La gestione dell'economia
nazionale sta provocando un grave pregiudizio alla Sicilia,
determinando un appesantimento delle condizioni di valutazione del
nostro debito, delle valutazioni della nostra economia che,
inevitabilmente, riflette le conseguenze di una miope politica
economica nazionale che non ha affrontato per tempo il grande
cancro dell'economia italiana, che è il debito pubblico, che non ha
affrontato per tempo le questioni connesse al Mezzogiorno, che
continua a non affrontare, che ha pensato di avviare un federalismo
fiscale che avrebbe avuto degli effetti di ulteriore appesantimento
e che oggi è a binario morto.
Ebbene, in tre anni di politica economica nazionale si è
incrementato del 15 per cento il debito pubblico senza affrontarlo,
non solo in termini di contenimento, ma neanche in termini
calmieranti di una incessante crescita che ha effetti devastanti di
fronte alla crisi internazionale.
Qualche giorno fa Svimez, il maggiore istituto che si occupa di
questioni economiche del Mezzogiorno, ha evidenziato due grandi
temi di riflessione per il Mezzogiorno.
Il primo è il crollo degli investimenti verso la Sicilia e verso
il Mezzogiorno.
Il secondo è quello che viene chiamato il pericolo di uno tzunami
demografico. Abbiamo una perdita secca di occupazione dei giovani
tra i quindici e i trentaquattro anni che sono definiti ormai come
categoria che non è né nell'educazione né nella formazione né nel
lavoro e vengono anche definiti, signor Presidente, come una
generazione mai, mai, mai , mai alla conclusione di un ciclo di
studi di primaria dimensione, mai con un impiego stabile e
duraturo, mai con una pensione.
Ebbene, proprio a questi giovani dobbiamo rivolgerci, come ieri i
deputati hanno detto e più volte auspicato, e proprio il momento
così grave impone una accensione di attenzione da parte di tutte le
forze politiche e un nuovo slancio autonomistico che sappia
sfruttare tutti gli strumenti che l'ordinamento e che lo Statuto
appresta.
Qualche giorno fa la Banca Centrale Europea ha scritto una lettera
molto dura nei confronti del Governo nazionale, lo stesso ha fatto
Confindustria, indicando quali sono le vere direttrici per uscire
dalla crisi, non certo proseguire solo sulla strada del risanamento
ma guardando anche alla crescita, allo sviluppo, agli investimenti.
Questo Documento di programmazione economica-finanziaria offerto
alla valutazione dell'eccellentissima Assemblea è un documento che
tiene conto del grande sacrificio chiesto dal Governo nazionale
alla Sicilia. Oltre un miliardo di euro di tagli sulla spesa con
una prospettiva che rischia di essere avviata verso la spirale
recessiva se non si accompagna a strumenti di pressione e di spinta
verso la crescita e gli investimenti.
Così ha fatto l'Assemblea approvando all'unanimità il credito
d'imposta, l'ho sottolineato più volte, così si potrà fare con la
nuova finanziaria e con le misure che sono individuate nel DPEF
come strumenti per uscire dalla crisi, cioè gli investimenti in
favore delle imprese.
Oggi non è pensabile, non è più immaginabile che la pubblica
amministrazione possa offrire lavoro ai giovani, possa offrire
nuove occasioni, nuove opportunità, perché le esigenze di
risanamento pongono la Regione, le province, i comuni e tutti gli
enti pubblici in una prospettiva di contenimento dell'occupazione.
Gli unici soggetti che possono autorevolmente offrire
un'occupazione, una crescita, sono gli imprenditori, le imprese, e
su queste, le imprese siciliane, dobbiamo puntare.
Ecco perché il DPEF diventa la base per una finanziaria di
risanamento e di crescita, per una prospettiva di recupero della
credibilità finanziaria ed economica della Sicilia, nonostante i
riflessi della inadeguata politica economica nazionale i cui
effetti sono pesanti per la Sicilia.
Vorrei fare riferimento ad alcune considerazioni svolte ieri dagli
onorevoli deputati intervenuti con riguardo alle conseguenze, alle
refluenze delle scelte operate a livello nazionale.
Ebbene, parlando dei fondi FAS dobbiamo dire chiaramente che il
Governo nazionale ha inteso bloccare l'utilizzo dei FAS della
Regione siciliana.
E' dell'inizio di quest'anno una delibera del CIPE che ha inibito
l'utilizzo delle risorse prima assegnate alla Sicilia. Il caso
emblematico è il credito d'imposta: eravamo pronti a partire il 23
maggio e poi il blocco dei fondi FAS ha impedito l'utilizzo di
quelle risorse.
Oggi, per fortuna, grazie all'assunzione di responsabilità
dell'intera Assemblea, si è potuto finanziare il credito d'imposta
e il 3 novembre siamo pronti a partire con questa forma di
intervento anticongiunturale, essenziale in un momento di crisi
economica per le imprese, di crisi economica continentale con
effetti pesanti soprattutto nella nostra debole economia siciliana.
Per quanto concerne i fondi FAS, ieri si faceva riferimento a
quella norma della legge finanziaria di due anni fa che prevedeva
interventi per i comuni, finanziati proprio a valere sui FAS.
E' necessario indicare dove stanno le responsabilità nella
impossibilità di utilizzare quelle risorse.
Il nostro dipartimento della Ragioneria generale ha
tempestivamente avviato tutte le procedure applicative e ha
predisposto le graduatorie. Si è pronti a partire. Tuttavia, il
blocco dei fondi FAS impedisce che quelle risorse possano essere
assegnate al territorio e dalle negoziazioni che abbiamo avuto con
il Governo nazionale, invero pronto ad utilizzare i FAS per la
Gesip di Palermo, per interventi in favore del comune di Palermo,
di fronte ad opere infrastrutturali che servono al territorio il
Governo nazionale ci ha escluso la possibilità che possano entrare
anche nelle future negoziazioni dei fondi FAS.
Sotto questo profilo è del tutto auspicabile e faremo del tutto
con il nuovo bilancio per potere rinvenire risorse di finanza
regionale. Dobbiamo tenere conto, però, che il Governo nazionale è
stato chiaro in ordine alla impossibilità di utilizzare a questo
fine i fondi FAS. Su questo credo che occorra prendere atto che non
manca per il Governo regionale, non manca per il dipartimento della
Ragioneria generale, ma per una oggettiva sottrazione di risorse
che ha subìto la Sicilia.
Quanto, poi, al tema della nettizzazione della compartecipazione,
credo che su questo sia opportuno dare un chiarimento. Una politica
economica nazionale che intende puntare al risanamento soltanto
attraverso la riduzione della capacità di spesa di una regione come
la Sicilia, avvia la regione verso una prospettiva recessiva per la
semplice considerazione che non sempre la riduzione di spesa
regionale diventa un risparmio per lo Stato, anzi quasi mai, nel
presupposto che la Regione spende risorse che essa stessa
raccoglie.
Se dovessimo seguire la prospettiva imposta dal Governo nazionale,
ci troveremmo di fronte ad una Regione che spende meno e raccoglie
di meno e avvia una spirale recessiva cha la porta al collasso, se
non alla anoressia economica.
Questa prospettiva non la possiamo accettare, nonostante abbiamo
espresso l'iniziativa di impugnare in Corte Costituzionale questa
scelta, il Presidente l'ha più volte detto, dobbiamo puntare agli
investimenti. Si parlava ieri di spesa europea, la spesa dei fondi
FAS laddove quei pochi sono dati alla Regione. Come si fa ad
accelerare?
Si può accelerare in due modi e sono indicati nel DPEF.
Il primo è quello della accelerazione delle procedure con lo
snellimento di taluni passaggi che saranno inseriti poi in
Finanziaria che snelliscono l'iter decisionale della pubblica
Amministrazione regionale. Dall'altro, è necessario non paralizzare
la compartecipazione regionale alla spesa europea.
Come voi ben sapete, chi ha avuto esperienze amministrative, chi
di voi conosce bene il meccanismo di utilizzo dei fondi comunitari,
sa che questi sono fonte di spesa aggiuntiva, fonte di intervento
aggiuntivo rispetto a quello della Regione e dello Stato.
Ma se il patto di stabilità paralizza la quota parte a carico
della Regione, a carico dello Stato, è chiaro che automaticamente -
e lo abbiamo già detto fin dal primo momento in cui sono uscite
queste misure miopi - si blocca la spesa europea perché bloccando
la compartecipazione regionale, perché ha raggiunto il tetto del
Patto di stabilità, si blocca la compartecipazione comunitaria.
Qui con me ho la lettera che il commissario europeo alla politica
regionale Johannes Hahn, commissario competente, ha inviato al
nostro Governo regionale. Bene, il Commissario Hahn ha detto
chiaramente che il mantenimento del patto di stabilità con questi
saldi impedisce la velocizzazione della spesa europea, esattamente
il contrario di quello che vuole conseguire il Governo, una più
agevole e una più veloce spesa europea.
Paradossalmente, peraltro, ciò si risolve in un pregiudizio per il
Mezzogiorno poiché, nel momento in cui il Piano per il Sud
individua la spesa europea come la principale forma di
finanziamento della perequazione infrastrutturale, evidentemente si
pregiudica anche la perequazione infrastrutturale.
Allora, l'unica soluzione era ed è la nettizzazione di queste
risorse ai fini del patto di stabilità, cioè la spesa per gli
investimenti non deve pesare sul patto di stabilità ma deve essere
sganciata consentendo di avviare e accelerare quelle operazioni
volano di investimenti che possono realizzarsi attraverso i fondi
europei. Ebbene, abbiamo chiesto questa nettizzazione al Governo
nazionale questa estate in sede di manovra, il Governo nazionale
l'ha recepita solo in parte in quanto l'ha ammessa soltanto per le
regioni a statuto ordinario e l'ha limitata ad un accordo tra le
regioni.
Questo accordo, purtroppo dobbiamo riconoscerlo, sarà veramente
difficile da conseguire perché chiaramente dovremmo avere delle
regioni che sacrificano la loro disponibilità finanziaria, quelle
del Nord in favore di quelle del Sud, e sarà molto difficile, e tra
l'altro si complica ulteriormente con la mancata inclusione delle
regioni a statuto speciale. Per fortuna, un ordine del giorno
recepito dal Governo e approvato alla Camera dei Deputati ha
invitato il Governo a non limitare questa nettizzazione se per
quanto difficile, alle regioni a statuto ordinario, ma di
estenderla anche alle regioni a statuto speciale. Per cui lo sforzo
della Regione è massimo nella accelerazione della spesa dei fondi
europei; tuttavia questo peso rilevante del patto di stabilità
svolge una funzione paralizzante, certamente non incentivante di
una accelerazione che tutti noi auspichiamo.
In questo senso, quindi, ci apprestiamo ad avviare all'esame
dell'Assemblea i documenti finanziari che sono, ripeto, incentrati
sul risanamento, sul contenimento della spesa pubblica, sulla
razionalizzazione degli apparati, su quello che viene chiamato il
contenimento dei costi istituzionali da un lato, ma dall'altro
guardando con grandissima attenzione agli investimenti, senza i
quali la Sicilia non può uscire da un tunnel che rischia, invece,
come vorrebbe una certa impostazione che sembra prevalere a livello
nazionale, di portarla verso una spirale recessiva che, certamente,
non possiamo accettare.
In questo senso le parole del Presidente della Repubblica,
pronunciate qualche giorno fa a Palermo in occasione della sua
visita che ha visto la sua presenza anche in questa Aula e che poi
lo hanno visto presenziare alla Storia Patria' di Palermo, hanno
sottolineato come non c'è nel nostro Paese una zona della virtù e
una zona del vizio, una zona delle buone pratiche e una zona della
mala amministrazione. Solo sforzandoci tutti, attraverso una forte
coesione di intenti che vada al di là degli schieramenti politici
verso un superamento della crisi, potremo affrontare e superare
questo momento così difficile.
Allora occorre distinguere per unire come diceva Maritain,
occorre che le cose siano ben chiare individuando responsabilità,
ma insieme superando gli steccati e puntando ad una azione forte e
rigorosa che riporti la Sicilia con i conti e con le carte in
regola a rivendicare un ruolo nella costruzione di un Paese
solidale, coeso, che sappia affrontare le sfide e la competizione
internazionale uscendo da una crisi nella quale è stata spinta
dalla speculazione internazionale ma anche, dobbiamo sottolinearlo,
da una politica economica troppo proiettata ad alchimie finanziarie
e poco, invece, ai fondamentali della economia e ad affrontare il
debito pubblico che è un peso per le future generazioni, sulle
quali abbiamo scaricato oneri che sarà difficile affrontare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
intervengo per sottolineare alcune cose, sicuramente l'hanno fatto
meglio di me prima il mio capogruppo e l'onorevole Beninati, che ha
ripreso due particolari punti di vista. Il mio capogruppo ha fatto
presente che questo Documento di programmazione economico-
finanziaria, e a questo argomento immediatamente mi riferisco,
dovrebbe essere, al di là del momento burocratico a cui tendiamo
tutti a riportarlo - sicuramente il mio sforzo, il mio impegno,
vuol essere proprio in controtendenza a questo andazzo -, un
momento, al di là degli scontri politici e al di là delle
considerazioni preconcette, in cui invece deve avviarsi un
confronto per individuare criticità, individuare problemi e capire
come tutti possiamo determinare un momento innovativo, in cui ci si
possa misurare con elementi qualificanti.
Ebbene, questo, come giustamente diceva il mio capogruppo, di
fatto non è avvenuto.
Siamo in presenza di un documento generico, che non risponde alla
realtà, che vede una ipotesi di lavoro forse applicabile in altre
realtà, come è già accaduto per il DPEF dell'anno scorso e di due
anni fa. Ancora oggi non viene data risposta ai quesiti sollevati
nella seduta comune di Commissione Bilancio e Corte dei Conti, dove
la Corte dei Conti ebbe a sollevare critiche circa la risposta da
dare ad alcuni temi di fondo quale la formazione, quale l'emergenza
rifiuti, quale la svolta sulla sanità, che di fatto c'è stata sotto
l'aspetto mediatico ma non nella sostanza, perché conosciamo tutti
quale è il problema, come giustamente l'onorevole Beninati ha
evidenziato nel suo intervento. Addirittura si arriva al punto in
cui non è possibile neanche esprimere legittime perplessità, perché
questa realtà a volte è anche fatta di arroganza, di grande
tendenza a non consentire agli altri di potere controbattere le
proprie valutazioni. Si è arrivati al punto di presentare una
mozione di censura, sulla quale ritengo che questa Assemblea abbia
espresso un punto di vista importante, che deve fare riflettere per
avviare una fase nuova, che dovrà essere una fase di confronto.
Alla luce di queste considerazioni, io ritengo che dobbiamo
pensare ad un documento che, innanzitutto, dia risposte ai temi di
fondo che ad oggi non sono stati ancora affrontati; che non sia un
argomento generico in cui è possibile tutto e il contrario di
tutto.
E poi, assessore Armao, mi consenta, non è possibile neanche
ammettere che le negatività siano attribuibili solo al Governo
nazionale.
La crisi economica internazionale ha portato al declassamento
delle posizioni attraverso il rating, perché di fatto c'è questo
rapporto difficile tra spesa e investimenti che non è possibile in
atto invertire, se non alla luce di nuovi e forti impulsi. E
quindi, in tal senso, pure la Sicilia è vittima di questa nuova
realtà perché nella sostanza, forse più degli altri, noi abbiamo
una realtà di bilancio fatta di spesa fissa, di spesa sociale, di
spesa pubblica rappresentata da un grande intervento nel rapporto
dipendenti-servizi che determinano quella che, con termine tecnico,
si definisce spesa strutturata che, di fatto, vincola le risorse.
La nostra spesa corrente sostanzialmente trova sfogo, muore in
questo tipo di impegno.
Pertanto, non ci sono risorse per investimenti.
Noi abbiamo detto in tante occasioni - signor Assessore, mi
consenta di contestare la sua considerazione circa quel circolo
vizioso che si viene a determinare - che non è affatto vero che la
spesa per i fondi comunitari va ad impattare con il cosiddetto
patto di stabilità.
Noi proprio evidenziamo - e questo è uno degli elementi che deve
essere sottolineato e di cui non c'è traccia - che sulle politiche
di spesa deve esserci un momento innovativo, perché nulla è stato
detto concretamente, e davanti alla spesa dei fondi comunitari ci
deve essere una reale capacità di inversione di tendenza, un tavolo
tecnico, un momento di grande regia perché possa innanzitutto
capire questa realtà, capire che c'è bisogno di recuperare le
risorse non spese, 360 milioni nel 2009, 750 milioni nel 2010. Sui
980 milioni nel 2011, come ho avuto modo e occasione di dire, 650
milioni di euro risulteranno non spesi e pertanto su 330 c'è il
rischio disimpegno, rischio che può essere derogato per via di
questa possibilità che la Comunità ha dato.
Così come non abbiamo nessuna traccia su quella che deve essere la
risposta sulle politiche del credito, ad esempio sugli aiuti alle
imprese, come non possiamo non prevedere anche noi una figura che a
livello nazionale viene prevista, figura tra l'altro conclamata e
indicata dalla Comunità economica europea, dove abbiamo bisogno di
politiche di sistema del credito ma anche di sistema dal basso,
perché queste sono poi le realtà su cui ci dobbiamo misurare
realmente.
In questo momento, assessore Armao, l'IRFIS poteva essere
sicuramente un contenitore.
Ma se questo Documento di programmazione doveva essere, così come
da più parti auspicato, un momento di proposta e non solo un
momento burocratico, quali interventi nei vari settori sono
previsti? Quale contributo diamo perché ci sia una svolta nella
situazione di crisi in cui versiamo?
Signor Presidente, dobbiamo ricordarci che c'è una barca che
affonda e la Sicilia merita una risposta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Caputo. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la dichiarazione di
voto è sempre un atto importante perché si esprime un giudizio
politico su un atto del Parlamento, in questo caso del Governo.
Ritengo che il dovere di motivare la dichiarazione di voto ci sia.
Per la verità, io ho già espresso il mio giudizio nella competente
Commissione di merito, per la parte che riguarda la Commissione
Attività produttive, ed è stato un giudizio motivato e fortemente
negativo. Professore Armao, è motivato, non è soltanto per presa di
parte, lo sa, ma è motivato e cercherò anche di dire perché.
Cos'è il Documento di programmazione economico-finanziaria? E' il
piano strategico di un'Amministrazione regionale, di un Governo di
questa Regione, sono le linee guida dell'azione di governo su tutti
i settori di interesse dell'Amministrazione regionale, è la
fotografia di quello che si è fatto, è la fotografia di quello che
si vuole fare.
Guardate, a parte la classica enunciazione di premesse e
conclusioni che sono uguali ai precedenti DPEF, io mi sono preso la
briga di andare a leggere i documenti di programmazione economico-
finanziaria precedentemente votati da questo Parlamento, e devo
dire che nell'80 per cento dei fatti e degli argomenti abbiamo una
riproposizione degli stessi concetti, della stessa programmazione,
della stessa pianificazione. Ma il Documento di programmazione
economico-finanziaria deve essere inserito nel contesto economico
di sviluppo e di sottosviluppo di questa Regione.
Ho detto no in Commissione Attività produttive perché qui non c'è
lo slancio di questa Regione, e questo Documento non è uno
strumento adeguato ad affrontare i problemi della Sicilia, una
Regione che annega nel sottosviluppo, che ha una crisi agricola
senza precedenti, una Regione sull'orlo del dissesto economico e
finanziario, una Regione fortemente indebitata, una Regione che
firma certificati di garanzia per operazioni di trasporto navale
senza avere una legge di copertura, ed è un fatto gravissimo, una
Regione che in questo documento non affronta le principali
tematiche; ne vorrei citare tre o quattro per restare nella
concretezza dell'argomento.
L'emergenza rifiuti. Assessore Armao, è come se questo Documento
di programmazione economico-finanziaria sui rifiuti fosse stato
scritto come se ci trovassimo in Lombardia, in Liguria, in Emilia
Romagna o in Trentino Alto Adige.
L'ordinanza del Presidente della Regione, nella qualità di
commissario per l'emergenza, dispone che il commissario provveda
all'adeguamento e alla realizzazione delle discariche necessarie
per fronteggiare l'emergenza, nelle more dell'incremento della
raccolta differenziata.
Scusi, mio caro amico assessore Armao, ma di quale pianificazione
di rifiuti stiamo parlando?
Non ci sono discariche, quelle che c'erano sono state chiuse
perché sature, non ne sono state autorizzate nuove. Con questa
ordinanza avete fatto la fortuna dei privati, perché oggi, chi ha
una discarica privata è diventato miliardario in termini di euro,
visto che tutti i Comuni sono stati costretti a conferire i rifiuti
nelle discariche private.
Se la filosofia era di smantellare un sistema che aveva creato
interessi e connivenze mafiose, adesso avete legittimato questo
sistema perché avete imposto a tutti i Comuni di andare a scaricare
nelle discariche private affrontando costi assurdi. Sapete che
l'ATO Palermo 2, parlo di Monreale - Corleone, è stato costretto ad
andare a scaricare a Mazzarrà Sant'Andrea?
Adesso si scarica a Trapani, tra poco sarà chiusa pure la
discarica di Bellolampo.
Dov'è la strategia del Governo della Regione in tema di emergenza
rifiuti?
Parliamo di sviluppo rurale. Non è presente l'assessore alle
politiche agricole, ma chiunque, oggi - sto arrivando alla
conclusione - conosce la materia agricola, sa che il piano di
sviluppo rurale è un documento totalmente inapplicabile e che ha
prodotto investimenti per poco meno del 4 per cento.
Sulla formazione, assessore, spero di avere letto male ma è come
se, con l'approvazione di questo documento di programmazione, si
stesse di fatto abolendo o creando i presupposti per abolire la
legge 24 e, quindi, creare un nuovo sistema di formazione.
Infatti, quando si dice che si va verso forme di finanziamento o
di cofinanziamento anche non regionale, io credo che oggi ci siano
tutte le condizioni - le sta creando il Governo in maniera non
certo espressa - per abolire la legge 24 e passare a quello che è
l'obiettivo di questo Governo, gestire interamente la formazione,
così come risulta. Alcuni esponenti politici, parlo di parlamentari
nazionali della maggioranza vicini all'assessore alla formazione,
hanno inserito uomini loro nei maggiori enti di formazione
regionale. E questo è scandaloso. Le preannuncio una interrogazione
parlamentare per conoscere da chi sono stati indicati questi
soggetti che stanno occupando i principali enti di formazione
professionale.
Concludendo, io esprimo voto contrario non solo al documento ma
anche all'azione del Governo, per meglio dire alla inattività di
questo Governo, che sta bloccando la Sicilia e che sta creando le
condizioni per un sistema di sottosviluppo senza precedenti negli
anni di questa Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Mancuso. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
intervengo in difformità alla dichiarazione di voto del presidente
del mio Gruppo parlamentare e nella linea di coerenza della
richiesta che ho fatto al Governo in Commissione, la ribadisco in
Aula, anche alla luce della replica del Governo, segnatamente
l'ultimo intervento dell'assessore Armao.
Per quanto mi riguarda, questo documento programmatico, che non ha
nulla di economico e nulla di finanziario, deve essere ritirato
immediatamente perché non rispecchia assolutamente quello che è
stato raccontato sino a questo momento in questa Aula.
Anzi, mi permetto di interpretare quello che stanno pensando gli
ascoltatori degli oratori di questa Aula, perché assistiamo a un
teatrino di cui forse siamo tutti un po' stanchi.
Abbiamo sentito dire da questo scranno che la colpa è del Governo
regionale per vari motivi, e io sono d'accordo. Il Governo replica
che invece la colpa è da attribuire al Governo nazionale che tratta
male il Sud. Invece, io ritengo che il problema globale
dell'economia ha colpito tutti gli Stati, soprattutto l'Italia che
- come ben sa l'assessore Armao - ha sul groppone un debito
pubblico non indifferente, interessi non indifferenti che
certamente obbligano gli Stati, e in primo luogo l'Italia, a
riparare a quella che è stata una politica dissennata nel corso
degli anni.
Io non credo che se al posto del Presidente del Consiglio
Berlusconi ci fosse stato Mandrake le cose sarebbero andate in
maniera diversa. C'è un problema, un problema internazionale che
parte dai grandi mercati economici e finanziari, che è arrivato in
Europa, e non devo raccontare io quali sono le problematiche che
oggi attanagliano l'Europa, la Banca Centrale Europea e tutti i
fondi che in Europa traballano per via di un Oriente che si fa
sempre più pressante nei mercati finanziari.
Allora, non prendiamocela con chi oggi governa. Troppo semplice,
troppo facile.
Non puntiamo il dito contro qualcuno.
Per un documento del genere a mio avviso c'è bisogno di un
sostegno, di una grande maggioranza che sia consapevole dei
sacrifici che si devono fare, in questo caso dei sacrifici per i
siciliani o per la casta che i siciliani sopportano. Rispetto a
questo, il ritiro del documento da parte del Governo è, secondo me,
la via più semplice e ne spiego le motivazioni.
Se lei, assessore, avesse presentato un documento condivisibile da
parte di tutto il Parlamento, mi avrebbe trovato d'accordo. Invece
lei ha presentato un documento che nella parte finale, ribadisco,
ha puntato il dito contro il Governo nazionale che ci penalizza. E'
chiaro che politicamente non solo non sono d'accordo, ma le ho
spiegato anche i motivi per cui non è colpa del Governo nazionale.
Per portare avanti le cose che ha detto in quest'Aula, poiché ha
dichiarato una visione politica e non ha presentato al Parlamento
un documento da condividere, ha bisogno di una maggioranza che deve
essere presente in Aula, che non può stare nelle stanze del Palazzo
o da altre parti ma deve sostenere questo documento. Nei banchi del
Governo deve esserci quel Governo che presenta questo documento e
nei banchi dei deputati ci deve essere la maggioranza che sostiene
questo documento.
Per questo le chiedo di ritirarlo immediatamente e di scegliere
un'altra strada, quella del Parlamento e non quella delle
maggioranze. Lei sa bene, assessore Armao - lo ha vissuto la
settimana scorsa - che questo Parlamento non ha nessuna
maggioranza, né nella politica sanitaria, né nella politica
economica, né nella politica sociale. Se lei insiste, è chiaro che
io, da parlamentare, in quest'Aula farò prevalere le prerogative
del Parlamento e del singolo deputato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Incardona. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
intanto desidero iniziare il mio intervento per dichiarazione di
voto facendo un complimento all'assessore Armao.
Assessore, lei ancora una volta ha dimostrato di sapere difendere
l'indifendibile, perché se non fosse stato lei a prendere la parola
e ad usare determinate argomentazioni, penso che sarebbe stato
veramente impossibile pronunciare parole a difesa del Governo.
Ma quando mi riferisco al Governo, vorrei che quest'Aula cambiasse
la terminologia, soprattutto noi dell'opposizione ne parliamo
genericamente, mentre dovremmo usare sempre la parola Presidente'
e parlare di Lombardo, non perché gli assessori non siano
all'altezza del compito, sono tutte persone degnissime - ancora una
volta, ripeto, la capacità tecnica dell'assessore Armao è venuta
fuori tutta nella sua interezza e nella sua, consentitemi,
brillantezza -, ma c'è qui un tema fondamentale. Assessore, lei ha
proposto un documento con una forte connotazione di onestà
intellettuale, lo ha proposto al Governo che poi nella sua
collegialità lo ha votato. Ci sono una serie di numeri e una serie
di considerazioni in questo documento che sono certamente vere.
Però, quando poi si fanno i passaggi di ordine politico,
riscontriamo delle cose che sono assolutamente false e direi,
utilizzando un termine estremizzante ed estremista, calunniose, e
non solo per gli argomenti che poco fa ha utilizzato l'onorevole
Mancuso.
Io vi chiedo come mai in quest'Italia così vituperata, soprattutto
all'interno del Paese, solo alcune regioni sono state declassate ed
altre no. Perché non è accaduto per tutte le regioni d'Italia?
E poi, se le condizioni del sistema finanziario internazionale
fossero sfavorevoli solo all'Italia o se l'Italia fosse incappata
in provvedimenti costruiti ad hoc, allora sarebbe facile dare la
responsabilità di quel che sta accadendo anche in Sicilia al
Governo nazionale. Ma non è così.
C'è un contesto internazionale, è l'Occidente che va male, è
l'Occidente che soffre la redistribuzione del reddito su scala
planetaria. Allora, cerchiamo di essere realistici.
Cosa ci saremmo aspettati dal Presidente Lombardo che lancia
sempre proclami, che lancia sempre anatemi contro gli avversari,
che lancia sempre nuove proposte magari l'una sempre in
contraddizione dell'altra, che magari fa un passo avanti e poi ne
fa due indietro in ogni circostanza?
Ci saremmo aspettati che un Documento di programmazione economico-
finanziaria mettesse in evidenza quali sono le priorità assolute,
cosa bisogna fare per rilanciare l'economia siciliana, per fare in
modo che la Sicilia, con le risorse comunitarie, possa fare
veramente dei passi avanti.
E poi, ogni volta, questa storia che la mancata erogazione dei FAS
impedisce la spesa comunitaria, non è vero Non è assolutamente
vero Si tratta di cose completamente distinte e separate. Non è
vero che la spesa comunitaria dipende dall'erogazione dei fondi
FAS.
I fondi FAS in Sicilia sono stati già utilizzati dal Governo
Lombardo per spese ordinarie.
Ma ci sono stati degli argomenti che avrebbero consentito alla
Regione di risparmiare risorse da impegnare anche per la spesa
comunitaria.
Veda, Assessore, è vizio di Lombardo, non del Governo nella sua
interezza, prima autorizzare i bandi di concorso e poi revocarli.
Ci sono degli esempi clamorosi, soprattutto nella formazione,
assessore Centorrino. Ci sono bandi già pubblicati, ai quali hanno
partecipato imprese ed enti di formazione, bandi che impegnano una
determinata somma, perfettamente decretati, e non si capisce perché
la spesa non viene poi fatta; non si capisce perché tutto rimane
bloccato; non si capisce perché non si riesce a spendere un euro;
non si capisce perché tutto deve essere disimpegnato.
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, ha già sforato abbondantemente il
tempo a sua disposizione.
INCARDONA. Signor Presidente, concludo. Invece sulla formazione io
condivido che la spesa possa essere fatta anche attraverso i fondi
comunitari, anche per la legge 24.
Era un emendamento che aveva ricevuto ben 48 firme già nella
finanziaria del 2009; poi però il Presidente Lombardo ne impose,
diciamo così, il non voto attraverso uno stratagemma.
Si tratta sempre della stessa ottusaggine del Presidente Lombardo
che è il padrone del Governo, non è il governatore; é colui il
quale fa e disfa; é colui il quale, di notte, disfa un lavoro e di
giorno ne fa un altro. Ma mentre Penelope lo faceva per una causa
nobile, Lombardo lo fa solo per meri interessi di bottega e del suo
partito, per motivi di politica personale, non certamente di
coalizione né per la Sicilia. Signor Presidente, il nostro è un
voto negativo a questo documento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Beninati. Ne ha
facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ovvio che il
mio intervento sarà poi richiamato dal mio capogruppo, ma volevo
fare alcune precisazioni, e devo dire che quanto già anticipato e
sostenuto dall'onorevole Mancuso poco fa è in linea con quanto io
ho già detto ieri.
Ho cercato di sforzarmi e capisco - lo ripeto di nuovo -
l'imbarazzo dell'assessore nel proporre questo documento. Ma
credetemi, colleghi, vi invito a leggerlo perché sono di quelle
cose che non si leggono mai. Purtroppo, anche i componenti della
Giunta, spesso e volentieri, lo prendono per buono, anche perché
viene presentato sempre all'ultimo momento.
Onorevoli colleghi, credetemi, qui di programmazione non c'è
nulla.
C'è un insieme di citazioni, come detto ieri, di cose che già sono
conosciute.
Come dissi ieri, quando si parla dei fondi comunitari 2007/2013,
io mi sarei aspettato che venissero fuori i dati, le sofferenze e,
quindi, cosa in effetti si pensa di fare in questi ultimi due anni.
Invece, nel paragrafo che parla dei fondi comunitari, c'è cosa è
l'Asse 1, cosa è l'Asse 2 o l'Obiettivo 1, l'Obiettivo 2,
l'Obiettivo 3 e così via. Non valeva la pena scriverlo, sarebbe
bastato prendere il documento che prevede la programmazione
comunitaria e leggerlo, non dice niente di più. Credetemi, andate a
leggerlo.
Ve ne cito un'altra: assetto urbanistico. Chiunque pensa che ci
saranno o che ci siano proposte di modifiche importanti sulle
procedure di approvazione dei piani regolatori.
Invece, ve li leggo anche per saperlo.
Assetto urbanistico: riguardo alle competenze della Regione nel
settore urbanistico, il principale obiettivo da realizzare è la
pianificazione a livello territoriale e comunale.
Mi fermo un attimo. Qua ci sono dei deputati che sono pure
sindaci: questo è già previsto; i sindaci fanno i piani regolatori,
la provincia fa i suoi piani, ma ciò non è previsto da questo
Documento bensì è previsto dalla legge 71 del 1978, non c'è niente
di nuovo.
Nel Documento si menziona una serie di attività volte alla
predisposizione di provvedimenti relativi alla pianificazione
comunale generale, il PRG. Stiamo dicendo che in Sicilia si fanno i
piani regolatori generali. Io non so quale sia la novità. Mi creda,
signor Presidente, non riesco a comprenderlo. Le varianti ordinarie
sono previste. C'è tutto un'insieme di cose, come i piani
particolareggiati, un elenco di tutte le cose che oggi in Sicilia
si possono fare.
Mi sarei aspettato invece che si dicesse che la Regione si impegna
a fare norme di modifica sull'urbanistica, quindi accelerare le
procedure di adozione e approvazione, cioè qualcosa di nuovo.
Qui non c'è niente di tutto ciò. C'è un mero elenco di cose che,
di fatto, oggi si fanno; non c'è un'iniziativa che semplifica; si
parla al solito di semplificare, ma non si capisce che cosa, e così
potremmo aggiungerlo.
Poi, sempre leggendo, mi dispiace per l'assessore Armao ma forse
lui non sa che in Sicilia i parchi sono tutti regionali. A pagina
56 del Documento, alla voce valorizzazione del patrimonio
naturale si parla di istituire il quinto parco regionale, quello
dei Sicani, su cui c'é oltretutto una impugnativa innanzi al TAR,
quindi è un parco che non nascerà mai e non lo si dice neanche
Ma, superato questo, invito chi l'ha scritto a correggerlo perché
non esistono parchi nazionali in Sicilia - é scritto pure male -, i
parchi sono regionali.
ARMAO, assessore per l'economia. Istituiti con legge nazionale.
BENINATI. Lei scrive qui, parchi nazionali . I parchi sono tutti
regionali. Il parco dei Nebrodi è regionale. Qui c'è scritto, se
non vedo male, una strategia a tutela , eccetera e a un certo
punto parla di quattro parchi nazionali. Io non conosco parchi
nazionali in Sicilia.
ARMAO, assessore per l'economia. Oltre i regionali.
BENINATI. Oltre i regionali? Non conosco questi quattro parchi
nazionali.
Siccome si parla, comunque, del quinto parco e siccome i primi
quattro sono Alcantara...
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, la invito a concludere.
BENINATI. Concludo, ribadendo adesso quello che ho detto ieri.
Questo non è un Documento di programmazione economico-finanziaria,
qui c'è un insieme di cose per riempire delle pagine in cui non c'è
scritto, me ne scusi, nulla Non c'è nulla con cui la Regione vuole
portare avanti uno sviluppo programmatico e finanziario della
Sicilia.
Lo dichiaro agli atti, è un Documento non falso, perché non è
giusto definirlo così, ma inutile; è solamente uno strumento per
discutere oggi, ma non c'è nulla da discutere perché il motivo per
cui il Documento di programmazione economico-finanziaria viene
fatto è per avere dati e proporre dati. Qui non c'è nulla, ci sono
solo intenti e riproposte di legge su argomenti che la Regione già
attiva.
Non si comprende, quindi, cosa sia questo Documento.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Federico
è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del Documento di
programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2012/2014
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Maira. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
in premessa devo fare una confessione all'assessore Armao. Mi sono
sforzato di trovare argomenti per dare, a nome del mio Gruppo, il
voto favorevole a questo Documento di programmazione economico-
finanziaria.
L'ho fatto anche per una certa simpatia e stima che,
personalmente, ho nei confronti dell'assessore Armao, forse
conseguenza della comunanza professionale, ma certamente perché è
una persona, tra virgolette, esperta, che si sa muovere bene nei
rapporti interpersonali per cui ti mette anche in difficoltà. Per
quanto, però, mi sia sforzato non sono riuscito.
Diceva un mio amico, pochi giorni prima che si discutesse la
mozione di censura sull'assessore Russo: ma siete preparati per
l'assessore Russo? .
Mi sono permesso di rispondere che l'assessore Russo ci ispira,
quindi eravamo preparati.
Vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi e, quindi, anche
dell'assessore su alcune cose che, a mio modesto avviso, non
camminano in questo Documento di programmazione.
Intanto, se qualcuno si prende la briga di controllare alcuni
passaggi interi con i documenti di programmazione economica degli
ultimi tre anni, sono uguali. Manca, quindi, anche nella
predisposizione il momento della fantasia che non può essere
addebitata all'assessore; sono gli uffici che predispongono
materialmente i documenti. Mi sono portato dietro i Documenti di
programmazione economica approvati dal 2008 in poi,
nell'eventualità che potessero servire - anche se ci vuole molto
tempo e il tempo è tiranno - per vedere come nelle valutazioni non
sia cambiato niente. Cosa significa sul piano della politica
economica?
Significa che, imperversando i governi Lombardo, la Sicilia non ha
fatto un passo avanti, anzi ne ha fatto qualcuno indietro, e che
questo Documento, alla fine, diventi una zappa sui piedi del
Governo, io lo traggo da un'altra considerazione. I dati statistici
sono stati elaborati, lo dice il Documento, secondo il modello
multisettoriale della Regione che è un sistema scientifico
statistico rapportato, di solito, con i dati del Fondo monetario
internazionale, del Ministero del Tesoro, che vanno tarati con
questo sistema siciliano che è unico e che finora ha dato, tra
l'altro, ottimi risultati di previsione. La conseguenza logica
sarebbe che con queste basi, il Documento di programmazione
economico-finanziaria diventi un documento positivo per il Governo;
ma non è così.
Proprio per questa caratura del nostro sistema scientifico
statistico, abbiamo la riprova che nonostante gli abbellimenti,
anche oratori, dell'assessore, questo Documento è un atto di accusa
grave per il Governo regionale. Sono già passati cinque minuti e
capisco che non posso affrontare tutti gli argomenti, ma vorrei
affrontare due cose soltanto e il resto me lo riservo per un
dibattito dove ci sia più tempo a disposizione.
Per quanto riguarda l'agricoltura, questo Documento affronta i
problemi dell'agricoltura con otto, nove righe. Nello svolgimento
del Documento, però, si dice con chiarezza che l'agricoltura
siciliana è in grande appesantimento perché non si sono potuti
portare avanti i piani di investimento dei fondi europei. Se c'è
questa confessione sull'agricoltura, che è forse l'aspetto
trainante più interessante per l'economia della Sicilia, la
situazione è grave.
Se qui non è inserito ma gli uffici dell'assessore Armao, se
interpellati, lo comunicano, la spesa della Regione siciliana sui
Fondi europei visti complessivamente è del 3,5 per cento, cioè
questo Governo non riesce a spendere i soldi di cui la Sicilia ha
essenziale vitalità.
Se avessimo speso o potessimo spendere i fondi messi a
disposizione dall'Europa, possibilmente la Sicilia non sarebbe con
il sedere per terra come lo è in questo momento.
Il mio chiodo fisso, che è l'assessore Russo, cosa c'entra nel
Documento di programmazione?
Ho sentito fuori dall'Aula l'intervento dell'onorevole Buzzanca e
lei, Presidente, lo ha redarguito perché era fuori la richiesta di
parlare sull'ordine del giorno, ma fino ad un certo punto.
Io vorrei chiedere all'assessore Russo, che non ci dà la
confidenza di intervenire tranne che per la sua mozione di
sfiducia, se insiste ancora per la riduzione dei laboratori di
analisi, non gli è bastato il danno che ha fatto con la prima
riduzione? Cosa ci dice sui ritardi che portano grande dispendio
finanziario sui posti RSA? Ne avevamo deliberato con la legge
5/2009, riprogrammandoli, 2.500; ad oggi ne ha fatto solo 1.052,
sono ancora da fare 1.448. Se lo avesse fatto gradualmente,
possibilmente non avremmo devastato la rete ospedaliera siciliana
duplicando i costi, così come dice testualmente il Documento di
programmazione al nostro esame.
Allora, per questo e per tante altre cose che non ho avuto il
tempo di esporre preannuncio il voto contrario all'ordine del
giorno sul Documento da parte dei deputati del PID.
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'ordine del giorno numero 584 «Approvazione del Documento di
programmazione economico-finanziaria (DPEF) per gli anni
2012/2014», a firma degli onorevoli Savona, Musotto, Lentini,
Currenti, Digiacomo, De Benedictis, Cracolici, Cristaudo,
Cappadona. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
ESAMINATO il Documento di programmazione economico-finanziaria
(DPEF) per gli anni 2012/2014, presentato dalla Giunta regionale;
CONSIDERATO che il Documento, secondo la vigente legislazione
regionale e le corrispondenti norme regolamentari interne
dell'Assemblea, costituisce la fase introduttiva del complessivo
procedimento di cui si compone, annualmente, la decisione di
bilancio;
CONSIDERATO altresì che, con l'approvazione del documento
programmatorio, mediante l'ordine del giorno parlamentare d'Aula, è
definita la manovra di finanza pubblica per il periodo rimanente
della legislatura e comunque per un triennio e sono fissati gli
obiettivi fondamentali della politica finanziaria e di bilancio
della Regione per il relativo periodo;
PRESO ATTO dei contenuti, delle indicazioni, degli indirizzi e
delle osservazioni espresse nella relazione presentata dalla II
Commissione legislativa permanente 'Bilancio';
RICONFERMATO il proprio impegno a procedere nell'attuazione delle
misure di contenimento delle spese di funzionamento dell'Assemblea
regionale siciliana, in linea con quanto stabilito dalle Camere del
Parlamento nazionale;
PRESO ATTO:
degli elementi integrativi e di approfondimento presentati in Aula
dal Governo;
delle risultanze della discussione svoltasi in Aula sui contenuti
del Documento,
impegna il Governo della Regione
ad intensificare, nel quadro della crisi che investe le economie
europee e che induce ad un contenimento delle aspettative di
crescita del nostro Paese, tutte le azioni volte a contrastare la
riduzione dei livelli di reddito e d'investimento e il
deterioramento del sistema produttivo, compatibilmente con le
politiche di rigore nella gestione dei conti pubblici cui la
finanza pubblica regionale è chiamata a contribuire;
ad irrobustire le politiche di risanamento del bilancio regionale,
per ridurre la dinamica della spesa corrente, al fine di liberare
risorse in favore della crescita e dello sviluppo dei settori
produttivi e dell'occupazione, attraverso una più adeguata analisi
ed un conseguente più rigoroso controllo e valutazione delle
procedure di decisione ed attuazione della spesa. In tale quadro di
riferimento, vanno inseriti nella manovra correttiva che il Governo
della Regione intende realizzare con gli strumenti finanziari
2012/2014, interventi diretti:
1) a riequilibrare il sistema di finanza pubblica regionale
attraverso maggiori entrate strutturali in favore dell'erario
regionale, ampliando l'autonomia fiscale per favorire lo sviluppo
di un federalismo cooperativo e solidale, anche incrementando i
canoni concessori demaniali e dei beni patrimoniali, la
valorizzazione e cessione del patrimonio immobiliare, le tariffe
dei servizi amministrativi;
2) a ridurre e razionalizzare i costi degli apparati pubblici a
livello regionale e degli enti locali, e ad adottare concrete
iniziative per estendere il contenimento e la razionalizzazione
della spesa, attraverso misure quantificabili, al settore pubblico
regionale allargato, concentrando gli enti regionali mediante
accorpamenti e razionalizzazioni (IACP, consorzi di bonifica,
consorzi di ripopolamento ittico, opere pie), riducendo i compensi
presso gli enti regionali nonché rafforzando le entrate locali pur
nella conferma dei trasferimenti alle amministrazioni comunali e
provinciali, anche attraverso la definizione di un patto di
stabilità regionale che valorizzi la capacità di investimento;
3) a conformarsi alle misure di contenimento stabilite dall'Organo
legislativo nel pieno rispetto delle prerogative costituzionali e
statutarie di autonomia organizzativa e di bilancio al medesimo
riconosciute;
4) a predisporre misure volte alla semplificazione ed alla
modernizzazione dell'Amministrazione regionale al fine di garantire
un'accelerazione dei tempi di svolgimento dei procedimenti
amministrativi, anche attraverso l'ottimizzazione
dell'organizzazione degli uffici centrali e periferici ed una più
razionale distribuzione del personale, nonché mediante
l'informatizzazione degli uffici, anche periferici, operanti nei
diversi settori;
5) ad adottare misure volte a sostenere la liquidità degli
operatori economici operanti nel territorio regionale, garantendo
il rispetto da parte degli enti pubblici dei tempi di pagamento nei
confronti dei propri creditori, in attuazione della direttiva
europea sui pagamenti, nonché attivando interventi in favore dello
smobilizzo dei crediti delle imprese nei confronti
dell'Amministrazione regionale mediante certificazione e
convenzioni con il sistema bancario;
6) a realizzare una migliore efficace allocativa degli interventi
di spesa di derivazione nazionale e comunitaria che intervengono in
settori strategici quali la messa a reddito e la valorizzazione del
patrimonio culturale, forestale, delle aree costiere e del demanio
regionale, anche attraverso il ricorso al partenariato pubblico e
privato nell'ambito dei programmi strategici per la conservazione
del patrimonio;
7) ad incentivare, pur nella linea di compressione della spesa
pubblica, le misure di sostegno al settore imprenditoriale,
attraverso un uso più efficace delle risorse extraregionali
disponibili e non adeguatamente utilizzate, anche mediante
l'accelerazione dei programmi di spesa comunitari attraverso lo
snellimento organizzativo, la semplificazione procedimentale, il
contenimento dei passaggi burocratici concentrando l'attenzione
sulla fattibilità delle iniziative;
8) ad incentivare una significativa ripresa delle attività
economiche a sostegno delle imprese mediante il recupero e la
valorizzazione dei poli industriali in crisi presenti nel
territorio regionale, l'aggregazione di imprese in distretti e/o
filiere produttive, l'adozione di misure selettive di attrazione
fiscale per le imprese non insediate nel territorio regionale, il
rilancio delle incentivazioni per il supporto alle imprese
cooperative, al fine di corrispondere alle loro attuali esigenze di
accesso al credito e di capitalizzazione, il rafforzamento
patrimoniale dei consorzi fidi ed il loro riconoscimento nei
confronti del sistema bancario, anche accelerando il recupero sul
conto interessi dei finanziamenti erogati alle imprese, la
concessione di finanziamenti per lo start up delle imprese
giovanili, il sostegno delle imprese artigiane delle botteghe-
scuola, la costituzione di fondi di finanziamento e di garanzia
bancaria, e la piena attuazione della legge regionale sul credito
d'imposta;
9) a mettere in atto interventi di forte impulso alla crescita del
settore produttivo legato all'agricoltura, innanzitutto con una
completa revisione ed un potenziamento del sistema attualmente
esistente delle infrastrutture irrigue e la modernizzazione del
sistema distributivo, anche attraverso l'organizzazione di filiere
corte allo scopo di rendere più trasparenti i meccanismi di
formazione dei prezzi e favorire la qualificazione dell'offerta dei
beni paesaggistici, monumentali, ambientali, culturali ed eno-
gastronomici, di cui la Regione è particolarmente fornita;
10) a liberalizzare il settore delle professioni di competenza
regionale e delle attività artigianali e commerciali;
11) ad avviare un piano di interventi infrastrutturali, che possa
risollevare il comparto dell'edilizia, in atto in forte crisi,
programmando una serie di interventi che riguardino il settore
delle infrastrutture stradali e ferroviarie, le reti di
distribuzione, gli edifici pubblici e l'edilizia scolastica e la
loro messa in sicurezza, la riqualificazione e lo sviluppo urbano,
il recupero dei centri storici, nonché l'edilizia sociale, anche
mediante forme di partenariato pubblico-privato;
12) ad attivare misure di tutela del lavoro e di rilancio
dell'occupazione, a riformare l'offerta della formazione
professionale, anche e soprattutto attraverso il ricorso, sempre
più consistente, a forme di finanziamento sostitutive ed aggiuntive
alle risorse regionali, al fine di creare figure professionali
effettivamente spendibili sul mercato del lavoro, ed a tal fine
valorizzando i tirocini formativi, l'inserimento lavorativo dei
soggetti svantaggiati, l'apprendistato professionalizzante e la
formazione in azienda;
13) a promuovere la realizzazione di significativi interventi
volti ad incentivare nel territorio della Regione il settore della
produzione delle energie rinnovabili, rilanciando un settore di
attività in grado di attrarre notevoli investimenti da parte di
privati;
14) a proseguire nella realizzazione del processo di
razionalizzazione del sistema sanitario regionale, attuando un
sistema integrato degli interventi sanitari e socio-assistenziali,
assicurando l'equilibrio tra la territorializzazione dei servizi
offerti alla collettività e le imprescindibili esigenze di
risanamento economico del comparto;
15) a garantire la fruizione del grande patrimonio di risorse
naturali, culturali, paesaggistiche e storiche attraverso la
valorizzazione delle stesse ricorrendo altresì alla privatizzazione
della gestione dei sistemi monumentali, culturali, ambientali per
l'incremento del turismo nell'Isola;
16) a proseguire nella promozione della collaborazione tra il
sistema della ricerca e le imprese, favorendo la cooperazione e il
trasferimento tecnologico prevalentemente nell'ambito di filiere
produttive e distretti tecnologici, sia attraverso il sostegno
della ricerca industriale realizzata dalle imprese, sia attraverso
la qualificazione dell'offerta orientata al potenziamento delle
strutture e delle attrezzature tecnologiche, da assicurare mediante
un utilizzo mirato delle risorse provenienti dai fondi strutturali,
attraverso la sinergia tra programmi nazionali e regionali,
APPROVA
ai sensi dell'articolo 73 bis.1, comma 3, del Regolamento interno
dell'Assemblea regionale siciliana, il Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2012/2014, presentato dal
Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Leontini. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, nella dichiarazione di voto non soltanto ribadisco le
valutazioni che avevo formulato nell'intervento di ieri, ma le
integro con delle osservazioni aggiuntive che sono finalizzate ad
indicare quanto questo Documento sia privo di ogni importanza
persino nella volontà e nell'azione del Governo.
Si tratta di un documento fasullo, completamente astratto e privo
di fondamento e adesso vi dimostrerò come nelle azioni del Governo
non sia per nulla tenuto in considerazione, sia disatteso sin dal
giorno dopo della sua approvazione.
Questo Documento dice che, per quanto riguarda la politica
fiscale, le politiche fiscali adottate dalla Regione negli ultimi
anni hanno riguardato la fiscalità di vantaggio, le agevolazioni
Irap per le imprese femminili e giovanili di nuova costituzione, il
credito di imposta, e ipotizza - lo scrive - ulteriori riduzioni
del carico fiscale volte ad attrarre investimenti esterni. Pochi
giorni dopo l'approvazione di questo Documento, la Giunta regionale
presieduta dal Presidente Lombardo ha deciso di istituire una serie
di nuove tasse riguardanti le aree turistiche, biglietto di
ingresso e tassa di soggiorno, appena pochi giorni dopo un DPEF che
dichiara che la volontà del Governo sarebbe stata quella di ridurre
le tasse per attrarre gli investimenti e gli ingressi economici
nella nostra Regione.
E' evidente che lo stesso Governo, non soltanto non ha attribuito
alcuna importanza, ma ha scritto esattamente il contrario di ciò
che fa.
Poi, chiedo al capo del Governo, che è assente e che avrebbe
dovuto essere presente, in un DPEF dal quale risultano essere
espunte - colleghi, vi chiedo di verificare - le voci riguardanti
il turismo e i beni culturali, non esiste una sola sillaba sul
turismo, forse perché due giorni dopo avevano intenzione di
applicare le tasse, e nessuna sillaba sui beni culturali.
Allora io dico all'assessore Centorrino, che ha avuto il garbo e
l'amabilità di essere presente pur non discutendosi della sua
Rubrica, e all'assessore Armao presente per dovere istituzionale,
che ci sono alcuni assessori che questo Governo dovrebbe licenziare
perché, scusate, perché non lo chiudete il turismo, perché non li
chiudete i beni culturali quando nel DPEF non c'è un solo rigo
riguardante il turismo?
Come si può elaborare un Documento così dannoso, così sbagliato e
così negativo?
Nulla che riguarda il turismo, nulla che riguarda i beni
culturali.
Per quanto riguarda la sanità, siamo al falso, perché dà per
attuati alcuni servizi che sono ancora lettera morta e che
potrebbero essere attivati solo dopo la chiusura dei pronti
soccorso, e mi riferisco ai PTA. Sia in questo Documento di
programmazione sia nel libro bianco dell'assessore Russo, a pagina
71, sono dati per istituiti - infatti, l'assessore si esprime al
passato abbiamo già istituito - dodici PTA, compreso quello di
Giarre che voi sapete cosa ha determinato, cosa ha provocato.
Non c'è un solo PTA che sia stato realizzato in Sicilia, così come
non c'è alcun pronto soccorso che sia stato chiuso. Totalmente
inadempiente, quindi, la politica dell'assessore Russo, la sua
attività di governo, totalmente falso questo Documento.
Ripeto, non c'è nulla che riguardi il turismo, non c'è nulla che
riguardi i beni culturali e si applicano le tasse sul turismo
qualche giorno dopo.
Per quanto riguarda la sanità si fonda su presupposti falsi e
destituiti di fondamento.
Sapete quali sono le politiche di intervento segnalate in questo
Documento?
Innovazione tecnologica, assetto organizzativo, formazione
professionale, interventi per le imprese, efficacia per gli
investimenti, ambiente, acqua e rifiuti, interventi per gli enti
locali, valorizzazione del paesaggio, assetto urbanistico. Quindi
manca il turismo, mancano i beni culturali.
L'agricoltura è citata nelle premesse. L'agricoltura è in
difficoltà, lo dice l'andamento dell'economia nazionale, ma non c'è
una sola parte di questo DPEF che faccia riferimento a come
affrontare il problema dell'emergenza in agricoltura.
Tutte queste motivazioni si aggiungono alle valutazioni che facevo
ieri sulla riscossione e sulla discrepanza tra i risparmi che il
servizio di riscossione, a partire dal 2009, ha determinato nella
misura di 35 milioni di euro e i riversamenti dai ruoli erariali
che hanno subìto una flessione nel 2011 e non si capisce il perché
del mancato intervento, il perché della inefficacia eventuale
dell'intervento del Governo in questo senso. Se a questo
aggiungiamo, lo diceva poc'anzi il collega Maira, il ritardo nella
spesa che ha consentito ad osservatori esterni di parlare di
cialtroneria a proposito delle attività di governo regionali, una
spesa europea che si attesta al 3,5 per cento e che è stata
dall'allora ministro, attuale ministro dell'economia, indicata come
una delle spie della cialtroneria degli amministratori del sud; se
aggiungiamo a questo le parti copiate perché assolutamente non
rispondenti all'andamento della situazione regionale nel suo
rapporto con l'economia nazionale e mediterranea, mi pare che il
quadro sia completo per indicare un disastro che persino nei
documenti cartacei si evidenzia in ogni azione del Governo.
Questo è il motivo per cui voteremo contro, anzi annunceremo al
momento del voto cosa faremo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole D'Agostino. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito in
Aula, anziché incentrarsi sui temi, sui contenuti, sulle ragioni
della crisi, se vogliamo, che ha investito globalmente il mondo
occidentale, l'Europa, l'Italia e dunque anche la Sicilia, continua
ad essere usato come pretesto e così anche il DPEF. Non soltanto
gli altri interventi legislativi o l'attività amministrativa del
Governo, che possono avere anche un'iniziativa di parte che, in
qualche modo, giustifica il risentimento da parte delle forze di
opposizione e quindi la necessità e la voglia di contrastare il
Governo e la sua azione in ogni modo, anche il DPEF che,
tradizionalmente, in tutte le assemblee, in tutti i parlamenti,
viene valutato, giudicato, discusso e, poi, semmai, approvato anche
per le finalità che questo Documento si propone da parte di chi
ovviamente lo redige, viene utilizzato anche questo come elemento
pretestuoso di lotta politica, addirittura di accanimento
personale. E credo, signor Presidente, senza neppure che sia stato
letto da molti che mi hanno preceduto nella discussione.
La verità è che questo Documento di programmazione economico-
finanziaria, certamente redatto dagli uffici, certamente firmato
dal Presidente della Regione e dall'Assessore per l'economia,
certamente approvato dalla Giunta e approvato anche dalla
Commissione Bilancio, per questo motivo, oggi, qui in Aula, è un
documento impietoso, è un documento che fa una radiografia dello
stato di crisi, se vogliamo a consuntivo, dello stato economico
della nostra Regione, dei punti di forza e certamente negli
ultimi due tre anni delle nostre criticità.
Volere far sì che un documento di natura tecnica possa essere in
maniera così strumentale, ma io voglio dire soprattutto in maniera
così superficiale, giudicato, analizzato e discusso come se fosse
una visione di parte, sfido chiunque a volere scrivere - anzi,
perché non lo fanno le opposizioni se vogliono - un Documento,
appunto, di programmazione economico-finanziaria che, nella parte
descrittiva e ricognitiva, sia fondamentalmente diverso da quello
che questo Governo ha proposto e che oggi è qui non per
l'approvazione, perché non approveremo il DPEF ma approveremo un
documento che, in qualche modo, cercherà di dare sostanza politica
a questa descrizione, a questa raffigurazione dello stato dell'arte
che il Governo ci ha dato.
Se poi vogliamo, invece, entrare in quelle che sono le chiose
della politica, qui non ci affanneremo a dire che se ci troviamo in
questa situazione, se anche la Sicilia si trova in una situazione
difficile, lo deve non soltanto al contesto internazionale ma
certamente ad un drammatico Governo nazionale diretto da un
Presidente del Consiglio, anch'esso drammatico nella conduzione,
che ha calpestato gli interessi del Sud e della Sicilia. Sarebbe
troppo facile entrare nel merito in questo modo e spostare il
problema che - ripeto - oggi è quello ricognitivo e di capire quali
devono essere le aspettative e le speranze per la nostra Regione.
Se pensiamo che avremmo potuto fare di meglio e di più in questi
tre anni, sì, probabilmente avremmo potuto fare di meglio e di più
se anche ci fossero state, in un momento di crisi, la convergenza,
l'aiuto, la disponibilità da parte di chi, invece, si è sottratto
al carico di responsabilità che altri invece, in questo Parlamento,
in maniera particolare, hanno voluto caricarsi sulle spalle senza
esserne stati gli autori materiali.
Non dimentichiamoci che lo stato di crisi di questa Regione
siciliana e di questa Amministrazione regionale, signor Presidente,
dipende da chi negli ultimi 10-15 anni ha maldestramente
amministrato e ha contribuito in maniera notevole a far sì che oggi
ci ritroviamo un bilancio colabrodo, a far sì che oggi ci si
ritrovi ad amministrare finanze esigue e probabilmente bilanci
anche al limite della verosimiglianza.
Intanto, abbiamo fatto tanto in questi anni, abbiamo contenuto la
spesa, signor Presidente, abbiamo riformato la sanità, abbiamo
riformato la pubblica Amministrazione.
Il disastro sarebbe stato il triplo, il quadruplo, oggi forse ci
sarebbe stato chiesto di ridurre di 2 o di 3 miliardi il bilancio
per il 2012, se non fossimo intervenuti con responsabilità negli
anni passati.
Questo nessuno lo dice, ma noi abbiamo il dovere di dirlo al di là
di averne anche il diritto.
Abbiamo frenato le spese folli, abbiamo evitato lo stillicidio,
abbiamo evitato i carrozzoni politici; dispiace ancora sentire da
questo pulpito le prediche di chi contesta a questo Governo
l'occupazione di spazi di potere anche in fase di discussione del
DPEF. E che c'entra?
Tutta strumentalizzazione per ignoranza, per superficialità e per
necessità di deviare la discussione su altre cose. Certo,
dispiace a molti di costoro che si parli veramente delle cose
fatte, delle riforme compiute e dello sfacelo che il Governo è
riuscito ad evitare in questi anni.
Bene, signor Presidente, noi stiamo presentando un documento - lo
abbiamo sottoscritto e lo metteremo all'approvazione dell'Aula
quando lei lo riterrà opportuno - che dà un senso e un'anima a
questo DPEF; è la traduzione in termini politici delle cifre che
contiene, forse fredde e aride e da alcuni non comprese, non
comprensibili, e che però sono lo specchio della realtà.
Noi non sfuggiamo alla realtà né sfuggiamo alle responsabilità e
diciamo che il DPEF certamente è il viatico per il prossimo
bilancio e per la prossima finanziaria e i numeri e la
raffigurazione che il DPEF ci dà, comprese le cose positive che ci
descrive, ci mettono nelle condizioni di proporre un documento che
ci impegnerà nella prossima finanziaria e nel prossimo bilancio,
per far sì che le entrate maggiori che auspichiamo non siano frutto
di tassazioni impietose, ma siano vere e strutturali, che il
contenimento e la razionalizzazione della spesa nel bilancio, già
proposto dall'assessore Armao, di oltre un miliardo di euro, sia
una razionalizzazione che non comporti gravi danni per questa
Regione e per questi cittadini - ma non si può fare diversamente,
ce lo chiede il Governo nazionale -, che si arrivi alla
semplificazione e alla modernizzazione della nostra Regione ancora
di più, se è possibile, alla valorizzazione del patrimonio,
all'incentivazione del settore imprenditoriale e, chiaramente,
attraverso l'utilizzo non solo dei fondi di bilancio ma anche dei
fondi strutturali, agli investimenti che sono gli unici,
fondamentali e necessari, che possono fare la differenza per
risollevare il nostro prodotto interno lordo e per farci tornare a
sperare.
Ma questi investimenti, che già sono compresi nel credito
d'imposta e che sono compresi nei bandi che soprattutto
all'Assessorato Attività produttive sono già in corso e che sono
quelli su cui noi fondiamo le speranze per un rilancio e un
riscatto della nostra autonomia, non sarebbero stati possibili se
in questi primi tre anni di Governo Lombardo non si fosse proceduto
ad una grande razionalizzazione, ad un grande contenimento della
spesa, a grandi sacrifici che oggi ci mettono nelle condizioni di
poter affrontare il futuro, sia pur in una situazione di
difficoltà, comunque con fiducia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto
l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, francamente
immaginavo che nella discussione del documento propedeutico al
bilancio 2012 e al bilancio pluriennale che chiuderà questa
legislatura ci fosse una maggiore attenzione, soprattutto da parte
del PDL che oggi decide e determina le politiche economiche del
Meridione e dell'Italia. Avrei immaginato un maggiore
coinvolgimento perché, oggi più che mai, la questione economica è
determinante rispetto alla qualità della vita e ai destini di
interi territori, di regioni, di parte di questa Europa che ancora
ha una marcia in meno rispetto ad altre regioni del Continente e
dell'Italia stessa.
Il Documento di programmazione economica riporta una serie di
dati, una serie di proiezioni.
Devo dire che l'ordine del giorno presentato oggi a favore del
Documento di programmazione economica pone una serie di obiettivi
rispetto a quello che è un documento, un atto propedeutico a quello
che sarà la stagione dei bilanci prossima, vale a dire la
costruzione di un processo di riduzione delle spese senza alterare
alcuni equilibri. E quando, già nel 2011, pur riducendo i
trasferimenti agli enti locali e ai comuni, sostanzialmente si sono
ridotte solo alcune parti dell'assegnazione del Fondo delle
autonomie locali senza intaccare, in qualche maniera, le esigenze
degli enti locali, io credo che quel risultato oggi venga
riproposto quando, sia nel DPEF ma soprattutto nell'ordine del
giorno, si dice che non verranno tagliate le risorse agli enti
locali.
Si chiede agli enti locali di ridurre alcune spese, di
razionalizzare la macchina amministrativa sia regionale sia degli
enti territoriali. Penso che sia necessario farlo perché,
chiaramente, non credo che ci siano grandi sprechi dal versante
degli enti locali, ma le ristrettezze economiche internazionali e
la crisi nota a tutti impone di rivedere la qualità della spesa per
ottimizzarla nel migliore dei modi.
Assessore Armao, io credo che la stagione del bilancio sia una
grande occasione perché, devo dire, è molto ambiziosa la
prospettiva indicata nel Documento di programmazione economico-
finanziaria di ridurre i cosiddetti carrozzoni inutili, gli IACP, i
consorzi di bonifica, di mettere a reddito, anche con partner
privati, le risorse ambientali, culturali e turistiche della
Regione.
E' chiaro che questo non dovrà essere fatto nell'idea di rendere
tutto privato.
Personalmente, sono dell'idea che i 150 mila ettari di superficie
boscata siciliana, le 30 mila unità più quel patrimonio umano di
competenze debbano essere messi a reddito, mantenendo però un ruolo
pubblico, una funzione pubblica, perché è chiaro che in quel
settore la parte pubblica garantisce di più e impedisce, già a
priori, il nascere di interessi che possono immaginare un uso ed
una fruizione diverse da quelle per la collettività delle aree
boscate stesse.
Questa idea di mettere a reddito, l'idea stessa di scommettere un
po' di più, assessore Armao, sulla energia di fonte rinnovabile,
anche perché rischiamo di incorrere nelle sanzioni di cui al famoso
Protocollo di Kyoto, la capacità di coinvolgere in maniera
trasparente soggetti locali che autorizzano, così come
l'Assessorato Energia, è un modo per incrementare le entrate, è un
modo anche per aiutare gli enti locali con entrate sostitutive.
E' giusto poi sottolineare alcune norme varate da questa Assemblea
e volute da questo Governo: parlo del credito di imposta, che Il
Sole 24 Ore di qualche giorno fa valutava come capacità di
produrre investimenti per oltre 500 milioni di euro, e sta passando
in sordina anche la buona performance della legge sulla
ristrutturazione degli alloggi in centro storico: c'è una grande
velocità nel dare risposta ai richiedenti, l'investimento
incomincia subito e, quindi, anche lì c'è una risposta non solo al
fabbisogno di casa ma anche al settore dell'edilizia.
C'è un passaggio nell'ordine del giorno numero 584 per la
liberalizzazione del settore delle professioni di competenza
regionale e delle attività artigianali e commerciali.
Io non voglio quantificare quanti posti di lavoro si possono
creare se vengono liberalizzate, un esempio su tutte, le
concessioni per quanto riguarda i pullman del trasporto per il gran
turismo, che è una specie di lobby che impedisce un mercato libero,
non so se la Commissione Europea si sia mai accorta di questa
violazione palese della libera concorrenza.
Così come in alcune professioni, su cui c'è un controllo della
Regione, se liberalizzate, si può creare sicuramente qualche
centinaio di posti di lavoro, e altro ancora.
Pure l'idea di rafforzare i consorzi fidi, sia
patrimonializzandoli che capitalizzandoli, è un modo per aiutare
l'imprenditoria debole che ha bisogno di essere accompagnata in un
processo di investimento. La spesa extraregionale che viene ripresa
e richiamata nel Documento così come in questo ordine del giorno,
credo che abbia un ruolo, una funzione straordinaria: o si
allineano tutti i fattori e gli attrattori di sviluppo o altrimenti
saranno tanti episodi che insieme non riusciranno a costruire una
nuova stagione.
Onorevoli colleghi, gli agrumeti hanno una malattia che si chiama
tristezza' (un termine latino che non ricordo), la politica oggi
vive il momento della grande tristezza, della depressione
economica, delle notizie che arrivano dai mercati, dalle società di
rating.
In questa fase, in questa sessione di bilancio ci dobbiamo
giocare una partita importante, quella di come rilanciare
l'economia di questa Sicilia.
Concludo il mio intervento annunciando il voto favorevole del mio
Gruppo.
Al tempo stesso, assessore, noi intendiamo partecipare in maniera
concreta alla costruzione di una finanziaria che passi dalle
ipotesi di grande valore previste nel Documento di programmazione
economica a delle norme che consentano effettivamente di ridare
speranza e rilancio all'economia siciliana. Al tempo stesso, il
Governo non può fare a meno di ottimizzare la sua azione ogni
giorno, soprattutto quando si parla di distretti produttivi, ci
sono alcune defaillance che vanno recuperate.
Un documento di programmazione economica, dunque, che oggi ha una
sua cornice e che deve esplicitare per intero i suoi obiettivi
dentro la sessione di bilancio, dentro il bilancio 2012 e il
bilancio pluriennale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 584.
LEONTINI. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
La richiesta non è appoggiata a termini di Regolamento.
(Proteste dai banchi di destra)
PRESIDENTE. Si proceda nuovamente alla verifica dei richiedenti.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Caronia, Cascio Salvatore, Incardona,
Limoli e Maira, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Sono presenti: Ammatuna, Ardizzone, Arena, Barbagallo, Calanducci,
Cappadona, Colianni, Cracolici, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De
Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Di Mauro, Donegani,
Ferrara, Forzese, Galvagno, Giuffrida, Greco, Laccoto, Lentini, Lo
Giudice, Marinello, Marziano, Minardo, Musotto, Panarello,
Panepinto, Parlavecchio, Picciolo, Ragusa, Raia, Ruggirello,
Savona, Speziale e Termine.
Richiedenti: Caronia, Cascio Salvatore, Incardona, Limoli e Maira.
Sono in congedo: Apprendi, Bonomo, Caputo, Cordaro, Dina,
Federico, Gennuso, Marinese, Rinaldi, Scammacca.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 45
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 584. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Promozione della lingua
dei segni italiana LIS» (684-35-279-322-334/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge nn. 684-35-279-322-334/A
«Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)».
Invito i componenti la V Commissione Cultura, formazione e
lavoro' a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Vicepresidente e relatore, onorevole
Lentini, per svolgere la relazione.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, assessori, con il presente disegno
di legge si intende promuovere la lingua dei segni italiana (LIS)
come strumento di ausilio e di integrazione delle comunità dei
sordi e incentivarne l'acquisizione e l'uso, determinando in
particolare, mediante un regolamento emanato dal Presidente della
Regione, le modalità di utilizzo della stessa nell'Amministrazione
regionale e in ambito scolastico e universitario, nel rispetto
delle rispettive autonomie.
La normativa proposta mira, piuttosto che riconoscere la LIS come
strumento aggregativo e di distinzione di una comunità dei sordi,
per sua natura assolutamente eterogenea, a considerare questo
linguaggio come uno degli strumenti a disposizione per superare gli
ostacoli posti dall'handicap auditivo, nella consapevolezza,
peraltro, del pieno diritto di questi soggetti di imparare e
scrivere correttamente la lingua italiana. Si intende, cioè,
attraverso questa promozione, che rivendica di anticipare,
nell'ambito della competenza regionale, le determinazioni che
assumerà il legislatore nazionale, rimuovere, in ossequio
all'articolo 3 della Costituzione, alcuni degli ostacoli che
possono limitare il pieno diritto di cittadinanza dei sordi,
fornendo loro un importante strumento di ausilio.
Signor Presidente, a questo disegno di legge sono stati presentati
quattro emendamenti a mia firma per rendere la legge ancora più
chiara.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in quanto
componente della V Commissione che si occupa di formazione, ho
partecipato ai lavori che hanno fatto sì che oggi questo disegno di
legge arrivi in Aula e ho manifestato il mio dissenso rispetto al
testo che è approdato in Aula.
Le ragioni del mio dissenso sono legate al fatto che, a mio
avviso, questa proposta di dettato legislativo non è esaustiva di
quelle che sono le esigenze della comunità dei sordi e,
soprattutto, di coloro i quali dovrebbero insegnare questa lingua,
che è una lingua estremamente importante proprio per lo sviluppo e
per l'affermazione di questi soggetti nell'ambito di tutta una
serie di attività, a partire dal mondo dell'istruzione per finire
col mondo delle istituzioni e quant'altro.
Ritengo che la legge non sia assolutamente all'altezza di quella
che è, invece, l'aspirazione che questa legge vorrebbe avere, ossia
quella di favorire realmente la promozione della lingua dei segni.
Rispetto, per esempio, all'articolo 1, quando si assegna un ruolo
estremamente importante agli organi associativi riconosciuti,
ritengo che prima di parlare di quelle che sono le associazioni o
comunque di chi in qualche modo organizza la comunità dei sordi in
Sicilia, dovremmo rivolgerci maggiormente ai sordi e, quindi, a chi
vive questo disagio che può diventare più lieve e soprattutto più
gestibile all'interno di una comunità sociale, se gestito
attraverso un'adeguata comunicazione.
Non ritengo, peraltro, esaustivo l'articolo 3 quando si delega al
Presidente della Giunta e agli assessori competenti la redazione di
un regolamento che tenga conto di alcune priorità che ritengo
assolutamente condivisibili, quella di determinare le modalità di
utilizzo della LIS all'interno delle scuole, delle istituzioni,
delle università.
In buona sostanza, ritengo che questa legge vada assolutamente
rivista e propongo che venga rimandata in Commissione perché la
Regione Sicilia necessita di una normativa che non può essere
assolutamente il copiato del dettato nazionale in merito alla
promozione della lingua dei segni, ma che preveda, punto per
punto, ciò che in Sicilia deve diventare operativo delineando in
maniera molto chiara innanzitutto chi sono i formatori LIS, che
tipo di attività propedeutica di formazione debbano avere per
diventare degli interpreti e, soprattutto, stabilire l'esistenza di
un registro dei mediatori o interpreti che si voglia dire, facendo
anche qui un distinguo, perché ciò che oggi maggiormente viene
lamentato dalle associazioni che abbiamo sentito in Commissione è
l'approssimazione rispetto all'insegnamento di questa lingua, che
può diventare ed è uno strumento estremamente importante per la
comunità dei sordi ma che, se utilizzato in maniera impropria, può
diventare un modo distorto di permettere la comunicazione tra chi è
sordo e dagli udenti.
Questo disegno di legge é molto ambizioso ma, purtroppo, non
riesce a cogliere il significato più profondo che la legge dovrebbe
avere. Pertanto, la mia proposta, signor Presidente, è che il
disegno di legge ritorni in Commissione per un ulteriore
approfondimento proprio in merito soprattutto all'articolo 3,
perché venga dettagliato in maniera più determinata dal Parlamento
ciò che si intende per promozione della legge, non delegandolo
all'organo di Giunta, perché ritengo che questo Parlamento, proprio
alla luce delle lunghe audizioni e della grande attività
interlocutoria che ha visto più di un anno questo disegno di legge
in Commissione, è nelle condizioni di poter esprimere al meglio
delle norme compiute che regolino più settori della vita sociale,
nelle quali la lingua LIS potrebbe essere utilizzata.
Formalizzo questa proposta a nome del Gruppo del PID, sperando che
venga accolta.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, a prescindere dal fatto che il
Regolamento, all'articolo 121 quater, prevede che sia il capogruppo
a chiedere il rinvio del disegno di legge in Commissione, vediamo
se possiamo trovare una soluzione per procedere incardinando il
disegno di legge e, dato che viene sollevata una questione anche
nel merito, vediamo di fissare il termine per la presentazione
degli emendamenti e di rinviare l'esame a martedì prossimo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, io inviterei l'onorevole Caronia, di cui ho sempre
apprezzato l'impegno, il lavoro svolto in Commissione e in Aula, la
particolare attenzione nei confronti di alcune categorie
particolarmente in difficoltà come, appunto, quelle di cui stiamo
parlando questa sera, a riconsiderare la sua posizione e vedere se
questa sera possiamo approvare questo disegno di legge.
Condivido la sua analisi, condivido le preoccupazioni che
l'onorevole Caronia, sempre con la consueta intelligenza, ha voluto
porre a questa Assemblea; però io mi vorrei soffermare su un
aspetto. Già l'onorevole Caronia, il 24 dicembre 2008, aveva
presentato un disegno di legge su questo argomento, io stesso uno
l'11 dicembre 2008, un altro ancora il 30 ottobre 2008. Stessa cosa
hanno fatto altri deputati, lo ha fatto all'unanimità la stessa
Commissione V che si è occupata della necessità di voler attuare
finalmente l'articolo 3 della Costituzione che non trova, per
quanto riguarda i soggetti diversamente abili non udenti,
possibilità di trovare accoglimento nel nostro Paese.
Oltre alla mancata attuazione dell'articolo 3, non dobbiamo
dimenticare la risoluzione del Parlamento europeo del 17 giugno
1988, gli incitamenti e i richiami che sono stati fatti al nostro
Paese e alla Regione Sicilia in particolare, affinché si volesse
dotare di una legge che, finalmente, promuovesse la lingua dei
segni in Italia. Proprio per questo motivo, proprio perché,
onorevole Caronia, come sempre, purtroppo, corriamo il rischio di
essere non gli ultimi, ma gli ultimi degli ultimi e, invece questa
volta la Commissione, all'unanimità, ha lavorato nell'interesse
della collettività, la invito a riconsiderare la sua posizione,
vediamo se possiamo approvare il testo così com'è uscito dalla
Commissione, che è stato votato all'unanimità; un testo che è stato
anche condiviso dal Governo.
Io dovrei fare un altro tipo di ragionamento. Però questa sera mi
pare di capire che possiamo, oggettivamente, procedere, andare
avanti, anche perché abbiamo la necessità di determinare la
modalità di utilizzo della LIS in ambito scolastico, cosa che
ancora oggi non viene fatto.
Proprio in questi giorni in cui si procede alla nomina, anche in
deroga, degli insegnanti di sostegno, continuiamo ad avere
difficoltà proprio perché c'è l'incapacità di mettere insieme
l'insegnante curriculare, l'insegnante che viene assegnato per
poche ore al ragazzo non udente. Invece, proprio ora abbiamo la
necessità di mettere insieme tanti input che provengono da parte
dello Stato, da parte della Regione, da parte dei docenti, affinché
tutti insieme possiamo contribuire a fare crescere in maniera
migliore, diversa da come è successo nel passato, i ragazzi e le
ragazze diversamente abili, che non significa essere portatori di
handicap, significa avere invece altre abilità, altre capacità,
altre possibilità di approcciarsi all'ambito didattico.
Abbiamo, poi, la necessità che, finalmente, le università,
nell'ambito della loro autonomia, nell'ambito dei corsi di laurea,
nell'ambito della formazione post-laurea, possano anche loro
favorire l'insegnamento di persone non udenti.
Per questo motivo io mi appello all'onorevole Caronia, dal momento
che mi pare che in Aula vi sia un unanime consenso su questa
vicenda, conoscendone la grande correttezza istituzionale,
conoscendone la grande sensibilità, se è possibile andare avanti e
approvare questa sera stessa il provvedimento.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di
legge, che a prima vista sembra un disegno di legge di settore che
riguarda una minoranza della popolazione, è stato invece un disegno
di legge che ha avuto un iter travagliato perché si è pensato di
fare in modo che, nel mentre si approvava la legge sulla lingua dei
segni, si potessero anche regolamentare tutta una serie di
funzioni, compreso l'albo, il registro dei mediatori della
comunicazione. Alla fine si è trovato, dopo numerose audizioni che
hanno visto presenti le associazioni dei sordi, un equilibrio tra
lo spirito dei vari disegni di legge e l'obiettivo di affermare il
principio della promozione della lingua dei segni. Un equilibrio
che si è trovato è sicuramente quello tra gli enti morali
riconosciuti come enti morali con decreto del Presidente della
Regione e del Presidente della Repubblica e l'associazionismo vario
che riguarda il settore della sordità, garantendo ai primi il ruolo
e la funzione della Regione nella promozione delle politiche per
eliminare o ridurre i disagi dell'handicap e agli altri la
possibilità di stipulare anch'essi convenzioni non onerose con la
Regione nel caso in cui abbiano una presenza e una valenza almeno
regionale.
L'articolo 1 è l'articolo che trova l'equilibrio tra la
rappresentanza riconosciuta universalmente, che è quella dell'Ente
nazionale sordi, e le altre, anche numerose, associazioni di sordi
che non hanno, però, lo stesso riconoscimento di livello nazionale.
All'articolo 2 si demanda alla Regione l'applicazione di quelle
carte dei diritti che sono presenti nella Costituzione italiana,
che sono stati affermati e approvati dal Parlamento europeo e che
sono stati affermati ed approvati dalla Convenzione delle Nazioni
unite sui diritti del disabile. La Regione s'impegna con questo
articolo a promuovere i contenuti di queste carte, s'impegna
all'affermazione di questi diritti. E' chiaro che, come diceva
l'onorevole Caronia, nell'articolo 3 si affida un ruolo importante
al decreto del Presidente della Regione; ma, poiché è nello spirito
della legge che questo decreto deve essere realizzato di concerto,
in stretto intreccio con l'attività delle associazioni che vengono
riconosciute e la cui attività viene promossa negli articoli 1 e 2,
questo decreto deve contenere le indicazioni che vengono dalle
associazioni e, soprattutto, deve fare in modo che nel sistema
formativo della Regione venga data dignità alla lingua dei segni,
venga data dignità ad uno strumento di comunicazione che tende ad
abbattere una disabilità.
Ecco perché, pur comprendendo le ragioni dell'onorevole Caronia,
firmataria di due dei disegni di legge che hanno portato a questo
risultato, la invito a recedere dalla sua richiesta per fare in
modo che un'aspirazione di questa categoria di disabili venga
finalmente affermata procedendo all'approvazione del disegno di
legge.
Non conosco nel dettaglio gli emendamenti presentati dal
presidente Lentini, ma immagino che riguardino la specificazione di
alcuni passaggi della legge e, quindi, siano di natura tecnica.
Penso che si possa poi discuterli ed approvarli per arrivare al più
presto all'approvazione della legge.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dopo l'intervento dell'onorevole
Caputo, sono chiuse le iscrizioni a parlare
CAPUTO. Signor Presidente, spero di non essere una voce stonata
nell'ampia e affollata Aula parlamentare. Le chiedo di rinviare il
testo in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei può chiedere questo ed altro.
Bisogna vedere se è possibile.
CAPUTO. Io chiedo all'Aula - e, quindi, mi rivolgo anche al
Presidente - di rimandare il testo in Commissione, perché quello
che è uscito è un testo che farà un danno terribile alle
associazioni.
I testi che erano stati presentati in Commissione erano
sicuramente numerosi, ben più complessi e ben più articolati,
frutto di una serie di audizioni con i soggetti interessati, con le
categorie interessate, che avrebbero dato sicuramente quelle norme
che non sono previste in questo testo, avrebbero dato un impulso ad
un importante settore.
Questo disegno di legge, e lo dicono gli stessi operatori,
presidente Lentini, fa fare un passo indietro ai soggetti che noi
oggi vorremmo beneficiare in termini di aiuto, di sostegno e di
agevolazioni. Pertanto invito il Parlamento a non votare il disegno
di legge e a rinviarlo in Commissione. Tra l'altro, è un disegno di
legge superato perché molte di quelle previsioni che stiamo
inserendo già esistono in virtù di normative nazionali e regionali.
Rischia, dunque, di essere una duplicazione inutile e dannosa e
rischia di non dare alcun beneficio e di viziare il lavoro
importante che ha fatto la V Commissione legislativa.
Invito il Parlamento e il presidente Lentini a rinviare il testo
in Commissione - tra l'altro, sono firmatario di uno dei disegni di
legge - per approfondirlo perché è in contrasto con norme già
approvate dal Parlamento nazionale e anche da questo Parlamento e
che rendono fortemente controproducente questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ricordo ancora una volta che il rinvio in Commissione può essere
richiesto dal Governo o dalla Commissione o da un Presidente di
Gruppo parlamentare.
A prescindere da questo, apprezzate le circostanze e dato che sono
state sollevate eccezioni nel merito, è evidente che la Presidenza
intende fissare il termine per la presentazione degli emendamenti e
procedere, come sempre abbiamo fatto, ad affrontare l'esame del
disegno di legge nel rispetto del Regolamento.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto che
questo disegno di legge è da circa un anno in Commissione; abbiamo
cercato in tutti i modi di renderlo quanto possibile perfetto.
Hanno collaborato alla sua stesura l'Ufficio scolastico regionale,
l'Università degli studi, anche uno degli enti riconosciuti con
decreto del Presidente della Repubblica, l'ENS, Ente nazionale
sordi, e grazie al loro intervento abbiamo avuto in Commissione un
membro della Comunità europea al fine di rendere il disegno di
legge perfetto. Il problema che lega
CAPUTO. Scandaloso, due milioni e mezzo di euro inseriti in
tabella H ad un ente che non è radicato nel territorio, è
scandaloso.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, non interrompa il collega. Non le fa
onore quello che sta facendo, si ricordi che lei è presidente di
una commissione legislativa.
CAPUTO. Io qua sono un parlamentare che grida allo scandalo
PRESIDENTE. La richiamo all'ordine, non interrompa il collega che
sta intervenendo.
Prego, onorevole Lentini.
LENTINI vicepresidente della Commissione e relatore. Grazie,
Signor Presidente, io penso che tutti ormai ci conosciamo bene,
onorevole Caputo
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, si rivolga alla Presidenza,
evitiamo polemiche.
LENTINI vicepresidente della Commissione e relatore. Io ho solo
l'interesse di fare discutere ed approvare disegni di legge in
Commissione affinché la comunità ne possa godere. Altre cose,
sicuramente non mi interessano. Io non so a cosa faccia riferimento
il deputato, non sono a conoscenza di nulla. Voglio continuare
invece nella mia relazione dicendo che all'esame di questo disegno
di legge sono state invitate più volte le associazioni dei
sordomuti, ci sono le relazioni che lo testimoniano, e sono state
invitate a presentare delle osservazioni.
Abbiamo dato il termine di un mese, che poi è stato prorogato di
un ulteriore mese.
C'è da dire, signor Presidente e onorevoli deputati, che la
Sicilia oggi fa veramente un'azione molto importante approvando
questo disegno di legge perché anticipa il Parlamento nazionale che
oggi, anziché, occuparsi di cose serie si occupa di cose frivole.
Oggi il Paese ha bisogno di portare benefici alle comunità e
quella dei sordomuti, che sicuramente non è nata ieri ma è sempre
esistita, è meritevole di questo riconoscimento.
Ormai non c'è più tempo da perdere.
Noi abbiamo anticipato il Parlamento nazionale e forse a qualcuno
questo ragionamento fa male.
Ciò che abbiamo scritto in questo disegno di legge altro non sono
che i consigli dati dalla Comunità europea.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dato che ho dichiarato chiusa la
discussione generale, metto ai voti il passaggio all'esame degli
articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
CAPUTO. Signor Presidente c'è una richiesta
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stasera la Presidenza non
procederà alla trattazione del testo. Sto per fissare il termine
per gli emendamenti e ognuno con il Regolamento in mano giocherà la
sua partita. Onorevole Vinciullo, stavo mettendo ai voti il
passaggio agli articoli, a seguire le darò la parola.
CARONIA. Lei ci costringe a chiedere la verifica del numero
legale.
PRESIDENTE. Il numero legale è presunto, quindi per il passaggio
agli articoli non si può chiedere la verifica del numero legale;
sto mettendo ai voti il passaggio agli articoli, quindi procederò
con la fissazione del termine per la presentazione degli
emendamenti.
Ognuno di voi potrà presentare gli emendamenti.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Apprezzate le circostanze e visto che sono state
sollevate eccezioni nel merito da parte di più colleghi, fisso il
termine per la presentazione degli emendamenti per venerdì alle ore
13.00.
CAPUTO. Signor Presidente, ci dia più tempo, venerdì è dopodomani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è un testo di soli tre articoli.
Comunque il termine è fissato per lunedì 10 ottobre 2011, alle ore
12.00, in modo tale che gli Uffici abbiano il modo di collazionare
e di presentare tutto all'Aula per martedì prossimo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 11 ottobre
2011, alle ore 16.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni della Rubrica Famiglia,
politiche sociali e lavoro (V. allegato) (*)
III - Discussione del disegno di legge:
«Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)» (nn. 684-35-279-
322-334/A) (Seguito)
Relatore: on. Lentini
La seduta è tolta alle ore 18.42
(*) V. comunicato della Presidenza dell'Assemblea seduta n. 289
dell'11 ottobre 2011
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli