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Resoconto d'Aula della Seduta n. 290 di mercoledì 12 ottobre 2011
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   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   BUZZANCA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo per oggi  gli  onorevoli
  Bonomo,   Cristaudo,  Calanducci,  Colianni,  Federico,  Giuffrida,
  Leanza Nicola, Ferrara, Greco, Faraone, Marinese, Minardo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  della
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.

   BUZZANCA, segretario f.f.:

   «All'Assessore  per  l'istruzione e la  formazione  professionale,
  premesso che:

   Caltagirone,  splendida  città d'arte,  costituisce  un  punto  di
  riferimento per la lavorazione della ceramica a livello nazionale e
  internazionale,  tanto da essere conosciuta come  la   Città  della
  ceramica';  un  manufatto della tradizione calatina rappresenta,  a
  pieno   titolo,  un  pezzo  importante  di  storia  e  di   cultura
  tradizionale della Sicilia;

   Luigi  Sturzo,  sindaco di Caltagirone dal  1905  al  1920,  volle
  valorizzare   tale  millenaria  tradizione  artistica,  promuovendo
  l'istituzione,  nel centro calatino, di una vera e  propria  scuola
  che  consacrasse  il  valore artistico di un'arte,  la  lavorazione
  della  ceramica, fino ad allora superlativa espressione di fantasia
  creativa di generazioni di artigiani locali;

   dal  1918, anno della sua istituzione (col titolo di regia  scuola
  professionale), ad oggi, l'istituto statale d'arte per la  ceramica
   Luigi  Sturzo'  di Caltagirone ha contribuito a consacrare  l'arte
  della ceramica calatina nel mondo, offrendo ad un nutrito vivaio di
  giovani    artisti   l'opportunità   di   imparare   e   tramandare
  l'inestimabile  patrimonio di conoscenze  sulla  realizzazione  dei
  preziosi manufatti;

   considerato che:

   il riordino degli istituti tecnici, disposto dalla recente riforma
  scolastica   attuata   dal   Ministro   Gelmini,   ha   determinato
  un'ingiustificata  riduzione  delle ore  dedicate  ad  attività  di
  laboratorio  e, cosa ancor più grave, ha finito per assimilare  gli
  istituti  d'arte,  frequentati da meno di  500  allievi,  ai  Licei
  artistici,  calpestando,  di  fatto,  preziose  identità  formative
  altamente    specialistiche   che   rappresentano   patrimoni    da
  salvaguardare e non certamente da sopprimere;

   l'istituto  statale d'arte  Luigi Sturzo' di Caltagirone  ha,  nel
  corso  degli anni, affrontato onerosi impegni di spesa per  dotarsi
  di  un'efficiente  struttura  in grado  di  offrire  agli  studenti
  laboratori  ed  attrezzature specifiche; ha inoltre contribuito  al
  mantenimento  ed  alla  fruizione  di  un  museo  unico,   presente
  all'interno  dei propri locali, in cui è possibile  ammirare  oltre
  200 preziose antiche ceramiche calatine;

   preso atto:

   dell'assoluta importanza strategica dell'istituto  Luigi  Sturzo',
  se opportunamente valutata in una sicura prospettiva occupazionale;

   in  un  territorio  già  economicamente  depresso  come  lo  è  il
  comprensorio calatino, ostacolare processi di sviluppo del  tessuto
  imprenditoriale a forte connotazione artigianale, peraltro nota  in
  tutto   il  mondo,  ed  il  conseguente  indotto  che  ne   deriva,
  rappresenta  una  scelta  incomprensibile che  andrebbe  certamente
  rivalutata;

   per  sapere quali urgenti provvedimenti intenda assumere  affinché
  sia   garantita  l'autonomia  amministrativa  dell'istituto  d'arte
   Luigi Sturzo' di Caltagirone, salvaguardandone la peculiarità  dei
  modelli  formativi,  l'identità  e la  tradizione  artistica  quasi
  secolare». (2119)

             (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

                                                                ARENA

   PRESIDENTE.  Avverto  che l'interrogazione testé  annunziata  sarà
  inviata al Governo.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Seguito della discussione del disegno di legge «Promozione della
                                lingua
         dei segni italiana (LIS)» (nn. 684-35-279-322-334/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge nn.  684-35-279-322-334/A
  «Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)».
   Invito i componenti la V Commissione legislativa a prendere  posto
  al banco delle commissioni.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta  numero  288  del  5
  ottobre  2011  era  stato  approvato il passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Comunico che, nella seduta d'Aula di ieri, alcuni emendamenti sono
  stati  inviati  per  la valutazione alla Commissione  Bilancio,  la
  quale  si è puntualmente riunita oggi e ha espresso la valutazione.
  Pertanto  oggi  siamo in grado di iniziare l'esame del  disegno  di
  legge.
   Dò  lettura  della  nota trasmessa dalla Commissione  Bilancio  in
  merito all'esame degli emendamenti:

   «Disegno  di  legge  nn.  684-35-279-322-334/A  «Promozione  della
  lingua  dei  segni  italiana (LIS)» - risposta  alla  nota  n.  110
  dell'11 ottobre 2011.
   Facendo  seguito  alla nota indicata in oggetto, si  comunica  che
  questa Commissione nella seduta n. 274 del 12 ottobre 2011 ha preso
  in  esame, ai sensi dell'articolo 113 del Regolamento interno,  gli
  emendamenti 2.3, 3.4 e A2, esprimendo parere contrario».


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vero è  che  ormai
  questo  Governo ci ha abituati a tutto, ai ribaltoni, ai  colpi  di
  mano;  però  la capacità di indignarci di fronte a certe situazioni
  non  voglio,  e mi auguro che il Parlamento - almeno una  parte  di
  esso -, non voglia perderla.
   Abbiamo letto ieri dalle agenzie di stampa e oggi dai giornali che
  l'assessore  regionale  per  i beni culturali,  dottore  Sebastiano
  Missineo,  ha  nominato capo della segreteria  tecnica,  quindi  un
  ruolo di rilievo nel suo Assessorato, l'architetto Manlio Mele, già
  sindaco  di Terrasini, militante nel PD, assessore in quota  PD  al
  comune di Alcamo.
   Ma  ciò  che  più ha fatto indignare l'opinione pubblica  -  basta
  leggere i 151 commenti a seguito della notizia - è che l'architetto
  Manlio  Mele è lo zio dell'assessore per la salute, dottor  Massimo
  Russo.  E'  vergognoso, si continua con un'operazione di nepotismo;
  da  un lato, il Governo parla di tagliare i costi della politica e,
  dall'altro, continua a nominare consulenti.
   Vero   è  che  Caligola  nominò senatore il suo  cavallo,  però  è
  assurdo  che  si  instauri  la stagione del  nepotismo  e  che  gli
  assessori  nominino i loro parenti all'interno di  uffici  delicati
  della Regione siciliana. E' un fatto vergognoso
   Preannuncio  che  presenterò presentazione di una  mozione  perché
  questo  argomento  deve essere discusso e perché  il  Governo  deve
  mantenere quello che ha detto il Presidente della Regione.
   E  siccome  so che il Presidente della Regione, notoriamente,  gli
  impegni che assume li mantiene e tiene alla parola data, lui si era
  impegnato  a  fermare  l'assalto alla  diligenza  e  la  nomina  di
  consulenti  e  di portaborse. Questo Governo ne ha nominato  cinque
  fino a ieri. E' scandaloso
   Signor Presidente, io presenterò subito una mozione perché bisogna
  dire basta e la trasmetterò pure, con l'elenco dei consulenti, alla
  Procura generale presso la Corte dei conti perché si abbia contezza
  del  danno erariale che stanno determinando questo Governo e questi
  assessori, fra l'altro abusivi perché non rappresentano il consenso
  espresso dai Siciliani.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


      Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                              «Promozione
   della lingua dei segni italiana (LIS)» (nn. 684-35-279-322-334/A)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Articolo 1
                               Finalità

   1.  La  Regione  valorizza  il ruolo degli  organismi  associativi
  riconosciuti  con  decreto  del Presidente  della  Repubblica  come
  persone  giuridiche  di  diritto privato e  come  enti  morali  che
  esercitano  un  compito di rappresentanza e tutela degli  interessi
  morali ed economici di soggetti con handicap auditivo.

   2.  La Regione può stipulare convenzioni, senza oneri a carico del
  bilancio regionale, oltre che con gli organismi di cui al comma  1,
  anche   con   enti  rappresentati  in  ambito  regionale   per   la
  realizzazione di programmi di intervento in favore dei beneficiari.
  Gli  interventi  di  cui alla presente legge  sono  coordinati  con
  quelli previsti all'articolo 3 del DPR 31 marzo 1979».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Caronia, Caputo e Maira: 1.4, 1.6, 1.8, 1.9;
   - dagli onorevoli Caronia e Maira: 1.5, 1.7;
   - dagli onorevoli Lentini e Adamo: 1.2, 1.3;
   - dall'onorevole Lentini: 1.1.

   BUZZANCA. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, già sull'ordine dei lavori abbiamo
  molto discusso.
   Onorevoli colleghi, se dovessi dare sfogo alle lamentele di  tutti
  passeremmo  intere  sedute  perché  il  materiale  c'è  ed  è  pure
  abbondante.
   Si  passa  all'emendamento  1.4, a firma  dell'onorevole  Caronia,
  Maira e Caputo.
   Ne do lettura: «Sopprimere l'articolo 4».

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, non intendo intervenire sull'articolo
  1 ma soltanto fare rilevare che il disegno di legge, affinché possa
  essere  discusso  in  Aula, ha certamente bisogno  di  un  supporto
  legislativo importante.
   E'  diventato faticoso venire in Aula ed essere presenti  con  una
  sparuta rappresentanza.
   La invito, signor Presidente, a rinviare la seduta di qualche ora,
  magari   contattando   i   colleghi  deputati   soprattutto   della
  maggioranza,  affinché siano presenti in Aula per sostenere  quello
  che il Parlamento deve fare. Non possiamo approvare  un disegno  di
  legge come   quattro amici al bar
   Rispetto  alle cose che diciamo ogni volta da questo  pulpito,  mi
  sembra non rispettoso delle istituzioni.
   Signor  Presidente,  nell'esercizio  della  sua  funzione  e   nel
  rispetto  di  questo  disegno di legge,  che  tratta  di  argomento
  importantissimo,   la  invito  a  richiamare  i   colleghi,   della
  maggioranza soprattutto, alla presenza in Aula. Se così non  fosse,
  saremmo   alle  solite,  e  mi  riferisco  ad  eventuali  legittime
  richieste, che potrebbero venire dall'opposizione, di numero legale
  e   di  azioni  di  contrasto  e  di  opposizione,  mentre  c'è  il
  sostanziale  disinteresse  della  maggioranza  rispetto  alla  vera
  attività  legislativa. La invito, pertanto,  signor  Presidente,  a
  rinviare  di  qualche  ora,  se  ha  certezza  che  i  colleghi  di
  maggioranza  verranno, o a data da destinarsi, perché è impossibile
  andare avanti così.

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, pure la Presidenza ritiene che  non
  si  dia  un bell'esempio e l'Aula di oggi ne è testimonianza forte.
  Ritengo  che  le  sue  parole siano giuste e da  tenere  in  grande
  considerazione. Continuiamo nell'esame del disegno di legge  ancora
  per  poco  e invito i capigruppo di maggioranza e di opposizione  a
  sollecitare la presenza dei deputati in Aula. Ma, se ci si  renderà
  conto che non può esserci una congrua rappresentanza in Aula,  sarà
  la Presidenza stessa a sospendere i lavori.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, come lei ricorderà, perché è notoria la
  sua  capacità  di ascolto e di ricordo, nella scorsa  seduta  avevo
  chiesto  di fare tornare in Commissione il disegno di legge perché,
  essendo   la  sintesi  di  quattro  disegni  di  legge,   piuttosto
  articolati,  è uscito un testo che non è stato per nulla  condiviso
  da  quelle  associazioni e da quei soggetti che vorremmo  garantire
  con l'approvazione di questo disegno di legge.
   Io non so se la Presidenza oggi riterrà conducente e condivisibile
  la mia richiesta.
   Ma   siccome   sono,   fra  l'altro,  firmatario  dell'emendamento
  soppressivo, se lei non dovesse consentire il ritorno  del  disegno
  di  legge in commissione, chiedo sin da ora di verificare il numero
  legale non appena metterà in votazione l'emendamento 1.4.

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei sa bene che tutti gli  strumenti
  regolamentari sono a disposizione di ogni singolo deputato, ma  non
  è  nelle  prerogative della Presidenza decidere se  un  disegno  di
  legge debba tornare o meno in commissione.
   E' l'Aula che, da questo punto di vista, è sovrana.
   Peraltro,  nei  primi trenta minuti della seduta il numero  legale
  non può essere richiesto.

   MANCUSO. Signor Presidente, lei non dovrebbe procedere con l'esame
  del disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  noi  non  possiamo  adattarci  e
  piegarci alle richieste singole.
   Il  Regolamento  va  rispettato, lei è uno che lo  conosce  molto,
  molto bene.
   Del resto, gli strumenti a disposizione sono notevoli.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo è difficile
  non  condividere le preoccupazioni esposte sin qui dai colleghi che
  mi  hanno  preceduto,  l'onorevole Mancuso  e  l'onorevole  Caputo.
  Abbiamo  visto che l'Aula è molto distratta; abbiamo visto  che  la
  maggioranza è sostanzialmente assente; abbiamo visto che il Governo
  ieri  è  mancato, oggi è presente con l'assessore Mario Centorrino,
  che ringrazio per la presenza.
   Io  credo  che l'argomento sia molto importante: vi è  una  grande
  aspettativa che riguarda un mondo, quello dei sordi, che certamente
  chiede  risposte importanti alla politica. Chiede, cioè,  di  poter
  avere   appieno   il   diritto  di  integrarsi  all'interno   delle
  istituzioni,  all'interno della società, all'interno della  scuola,
  all'interno  dell'università  e chiede  ciò  che  un  Paese  civile
  avrebbe  dovuto fare tanti anni or sono, ed è necessario  ricordare
  che  ci  sono tantissimi inviti che provengono dall'Unione europea,
  che  ci  consigliano di allinearci agli standard che vengono  ormai
  praticati in tutta Europa, e non solo in Europa.
   Allora  penso che sia importante andare avanti, affrontare  questo
  problema  magari  sollecitando,  ciascuno  per  il  proprio  ruolo,
  ciascuno  per la propria parte, i diversi Gruppi politici a  venire
  in  Aula  per  far  sì  che  dal dibattito  che  l'Aula  poi  vorrà
  consegnare  ai  lavori  possa venir fuori un arricchimento.  Certo,
  oggi   abbiamo   visto  che  la  Commissione  Bilancio,   pur   con
  l'equilibrio  del  presidente, ha respinto  alcuni  emendamenti  di
  spesa.
   A  noi  sembrano importanti quegli emendamenti, sembrano necessari
  per  una corretta funzionalità del disegno di legge che stiamo  per
  approvare, che desideriamo approvare.
   Tuttavia,  io  penso  che  un  primo  segnale  vada  dato,  signor
  Presidente,  e  in  tempi rapidi. Non possiamo  andare  avanti  con
  continui rinvii che certamente non sono addebitabili al Parlamento.
   Ci   siamo   resi   conto  che  le  assenze  del  Governo   stanno
  condizionando  sempre  di  più l'attività di  quest'Aula;  tuttavia
  ritengo che bisogna cercare di contemperare le diverse esigenze.
   Quindi,  proseguiamo  fino ad una certa ora  -  questa  è  la  mia
  proposta  - e se vediamo che si registra ancora una volta l'assenza
  della  maggioranza  in  Aula, la Presidenza saprà  certamente  come
  orientarsi  e  auspico  che  se mai  ci  fosse  un  rinvio,  sia  a
  brevissima  scadenza,  perché posso assicurare  -  ma  lei,  signor
  Presidente, lo sa certamente meglio di me, come lo sa l'Aula -  che
  questo  è  un disegno di legge che i sordi e i muti sollecitano  da
  tempo  e  aspettano una risposta che non può non venire  da  questo
  Parlamento.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 1.4?

   CENTORRINO,   assessore   per  l'istruzione   e    la   formazione
  professionale.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.5, degli onorevoli Caronia,  Maira  e
  Caputo. Ne do lettura:

   «Sostituire l'articolo 1 con il seguente:
    1.  La  Regione  valorizza il ruolo degli  organismi  associativi
  riconosciuti  con  decreto  del Presidente  della  Repubblica  come
  persone  giuridiche  di  diritto privato e  come  enti  morali  che
  esercitano  un  compito di rappresentanza e tutela degli  interessi
  morali ed economici di soggetti con handicap comunicativo.
   2.  La  Regione  promuove  la diffusione della  lingua  dei  segni
  italiana (LIS)  ai sensi della Carta europea delle lingue regionali
  o  minoritarie, adottata dal Consiglio d'Europa a Strasburgo  il  5
  novembre  1992, come lingua non territoriale propria della comunità
  dei sordi, come minoranza linguistica.
   3.  La  Regione  può  concorrere direttamente,  nelle  materie  di
  propria  competenza,  alla  formazione  degli  atti  comunitari  in
  materia  di  riconoscimento della lingua dei segni  e  abbattimento
  delle  barriere sociali, promuovendo nell'ambito delle  delegazioni
  del  Governo, dell'attività del Consiglio e dei gruppi di lavoro  e
  dei  Comitati  del  Consiglio e della Commissione  europea  secondo
  modalità  stabilite ai sensi dell'articolo 5 della legge  5  giugno
  2003,  n.  131,  iniziative  per la  tutela  delle  minoranze,  che
  favoriscano  il  riconoscimento dei diritti dei  sordi  nel  quadro
  delle minoranze ».

   Comunico  che è stato presentato dagli onorevoli Caronia, Cordaro,
  Dina e Maira il subemendamento 1.5.1:
   «Al  comma  2,  sopprimere  le parole da   come  lingua   a   come
  minoranza linguistica .
   Al   comma   3  sopprimere  le  parole  da   che  favoriscano    a
   minoranze .

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo,  così
  come  i  colleghi  che  mi hanno preceduto - l'onorevole  Buzzanca,
  l'onorevole Caputo, l'onorevole Mancuso -, che un disegno di  legge
  che  tratta  una  materia così importante come la promozione  della
  lingua  dei  segni, che si rivolge ad una comunità di soggetti  che
  hanno una disabilità, appunto la sordità, non possa essere trattato
  nella  maniera in cui lo stiamo affrontando poiché, come  ho  avuto
  modo di dire anche in Commissione, questo è un disegno di legge che
  non  va incontro, in realtà, alle esigenze della comunità dei sordi
  ma,  a mio avviso, soltanto ad una, seppur legittima, fetta di  chi
  rappresenta i loro diritti, ossia le associazioni.
   Io  ritengo  che affinché questo Parlamento possa espletare  nella
  maniera  più  opportuna il proprio ruolo non debba  delegare,  così
  come  prevede l'articolo 3 del disegno di legge, che la norma venga
  poi  regolamentata  attraverso una delibera di giunta  governativa,
  seppure  sentiti gli assessori competenti. Ritengo che sia  compito
  del  Parlamento approfondire le necessità che provengono da  questo
  mondo,  un  mondo  ormai purtroppo numeroso che  in  Sicilia  si  è
  radicato  anche  attraverso il ruolo delle  associazioni  che,  per
  carità,  è  assolutamente legittimo ma che non può essere esaustivo
  delle esigenze dei singoli.
   Io  ritengo  che con questo emendamento che, peraltro, in  qualche
  modo riprende alcune delle indicazioni già proposte dalla legge, si
  vada  ad identificare in maniera più chiara la portata della legge.
  Inoltre  devo  dire,  così  come ho  ribadito  l'altra  volta,  che
  nonostante stamane la Commissione Bilancio non abbia dato un parere
  assolutamente favorevole a quelle norme che - più in là lo  vedremo
  - comporterebbero spesa, istituire invece un organo regionale posto
  a garanzia di tutte le associazioni ma soprattutto degli associati,
  cioè  della  comunità dei sordi, sia una garanzia non soltanto  per
  chi  fa  l'interprete  ma, soprattutto, per il  destinatario  della
  lingua dei segni.
   Non  dimentichiamo  che  gli interpreti della  lingua  dei  segni,
  quindi  chi la parla e chi la utilizza, aiuta il sordo a comunicare
  con la società civile, aiuta il sordo a entrare in contatto con  la
  società.  Quindi,  un  ruolo estremamente  delicato,  poiché  viene
  affidata  a questi soggetti la comunicazione, l'anello di  raccordo
  tra loro e la società.
   Io  credo  che  non  sia  semplicemente un disegno  di  legge  che
  affronta  una categoria di lavoratori o delle associazioni,  ma  si
  tratta  di  qualcosa che va molto oltre e che, appunto, attiene  al
  modo  con  cui  si vive e con cui si affrontano vari aspetti  della
  vita per la comunità dei sordi.
   Ci  riferiamo  alle fattispecie delle attività istituzionali  che,
  molto  spesso,  vedono  la  carenza di  figure  da  impiegare  come
  interpreti delle esigenze dei sordi. Oppure, ci riferiamo al  mondo
  dell'istruzione in senso più stretto. Oppure ci si riferisce,  così
  come  vedremo  dopo, per esempio, alla possibilità di  dare  spazio
  all'interno  dell'attività  formativa  ordinaria,  ad  un  tipo  di
  formazione  specialistica che certamente non  può  essere  affidata
  alla valutazione di soggetti udenti poiché non conoscono appieno le
  peculiarità di questa comunità.
   Sebbene  io  sia  assolutamente contraria  all'ipotesi  di  andare
  avanti  nella  trattazione di un testo che, a  mio  avviso,  non  è
  esaustivo  e  che non riesce a dare risposte reali  perché  rimanda
  tutto  ad  un  regolamento  - che, peraltro,  non  sarebbe  neanche
  valutato dal Parlamento né dalle Commissioni -, ritengo che  volere
  rassegnare  nelle  mani del Governo un compito  che  è  proprio  di
  questa  Aula,  ossia  di  legiferare in materia  così  strettamente
  delicata,  che  è  appunto la promozione di una  lingua  che  possa
  servire  non semplicemente ad una minoranza, cosiddetta, ma proprio
  ad  una minoranza di soggetti che hanno una disabilità, meriterebbe
  un maggiore approfondimento.
   Non  di  meno, l'emendamento, nella fattispecie, ha come obiettivo
  quello  di  implementare  il disegno di  legge  che,  così  come  è
  proposto,  a  mio  avviso è estremamente scarno ma soprattutto  non
  raggiunge  l'obiettivo per cui  viene proposto, ossia la promozione
  della lingua LIS.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   per   quanto   riguarda    il
  subemendamento 1.5.1,  che recita «sopprimere le parole da  lingua
  a   come  minoranza linguistica », ricordo che la Regione siciliana
  non   può   assolutamente   intervenire   sull'articolo   6   della
  Costituzione.

   PRESIDENTE.  Infatti, questo emendamento, che  è  stato  suggerito
  dagli  Uffici  e che è venuto fuori dall'esame del testo,  tende  a
  risolvere questa criticità che è stata rilevata.
   Pongo in votazione il subemendamento 1.5.1. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per  l'istruzione   e    la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore.  Contrario.

   MANCUSO. Signor Presidente, lei non può porre in votazione nulla

   PRESIDENTE.  Onorevole Mancuso, poco fa abbiamo  chiarito  che  il
  termine di trenta minuti per chiedere la verifica del numero legale
  scadrà alle ore 16.50.
   Lei potrà chiedere la verifica del numero legale fra tre minuti.

   MANCUSO. Signor Presidente, lei deve continuare la seduta  fino  a
  quando c'è il numero legale

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, non è  così.  Ma  allora  sarebbe
  inutile dare il preavviso di trenta  minuti.


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per l'economia  dei
  lavori  parlamentari  e  anche  per l'impegno  che  la  Commissione
  Lavoro,  presieduta dall'ottimo onorevole Lentini,  ha  profuso  su
  questo  disegno  di  legge,  continuo  a  segnalare  l'opportunità,
  rivolgendomi  anche  al Governo, di non proseguire  nell'esame  del
  disegno  di  legge  ma di rinviarlo in Commissione  e  di  disporre
  l'audizione di tutte le categorie rappresentative di quel mondo.
   Sì,  le  audizioni sono state fatte, ma prima della redazione  del
  testo unificato del disegno di legge e, quando questo testo è stato
  diffuso, si è alzato un coro di proteste.
   Dobbiamo  approvare le leggi nell'interesse dei siciliani  o  solo
  per fini statistici ma che vanno contro gli interessi legittimi dei
  siciliani,  e  in  questo caso contro una importante,  delicata  ed
  esposta categoria della nostra società civile?
   Io  non comprendo la fretta di andare avanti su questo disegno  di
  legge.
   E'  un  disegno di legge che danneggerà il mondo dei soggetti  che
  oggi  vogliamo tutelare, dal momento che ci sono norme già presenti
  in  leggi  nazionali,  altre norme che sono  state  disapplicate  a
  livello  nazionale.  C'è disinformazione sulla  materia  in  questo
  Parlamento.
   Signor   Presidente,  dico  a  lei  -  che  è  una   persona   che
  indubbiamente viene da un mondo che le ha consentito  di  acquisire
  una  sensibilità maggiore rispetto a tutti noi verso  la  categoria
  dei  soggetti  di cui ci stiamo occupando - che se  guardiamo  come
  erano articolati gli altri tre disegni di legge, frutto di ben  tre
  audizioni in Sala Rossa e nelle competenti Commissioni, ci si rende
  conto  che  c'è  un insanabile contrasto tra le norme  che  abbiamo
  inserito  e  gli emendamenti che abbiamo presentato con l'onorevole
  Caronia  perché con l'onorevole Caronia abbiamo presenziato  a  ben
  tre  audizioni,  ascoltando tutti i soggetti che  in  Sicilia  sono
  interessati a queste norme.
   Io non comprendo quali interessi si celino dietro a questo disegno
  di  legge, che impongono quasi una velocità da  Formula 1'. Fino  a
  ieri  ero  convinto  che si trattasse di disattenzione,  adesso  mi
  rendo conto che la velocità nasconde qualche cosa.
   Allora  invito l'assessore ad una maggiore attenzione verso questo
  disegno di legge.
   Invito   altresì  il  mio  amico  presidente  della   Commissione,
  onorevole  Lentini,  a  richiamare  il  testo  in  Commissione,   a
  confrontarsi nuovamente con i presentatori degli altri  disegni  di
  legge, a disporre un'audizione alla luce non degli altri testi,  ma
  alla  luce  di  questo testo che è arrivato in Aula  e  poi,  se  è
  necessario,  esitarlo  di nuovo per l'Aula. In  ogni  caso,  signor
  Presidente,  visto  che  sono trascorsi i  termini  del  preavviso,
  quando  lei  deciderà  di  porre  in  votazione  l'emendamento,  io
  reitererò la richiesta di verifica del numero legale.

   CORONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che a nessuno
  sfugga  il significato di questo disegno di  legge che ha,  secondo
  me, un valore altamente sociale.
   Il  Parlamento,  e per questo ringrazio tanti colleghi  che  hanno
  presentato  specifici disegni di legge e la stessa Commissione  che
  ha  lavorato  per  cercare  di dare un  segno  tangibile  ai  tanti
  siciliani  che, purtroppo, fanno parte di una famiglia che  subisce
  l'handicap  auditivo: mi riferisco ai tanti sordi,  ai  tanti  muti
  della Sicilia, che certamente hanno bisogno di integrarsi sempre di
  più con la società civile, con le istituzioni e quindi con il mondo
  della  scuola,  dell'università e via, via  anche  con  gli  uffici
  pubblici. Introdurre nella nostra regione la lingua dei segni è  un
  importante traguardo che questi soggetti svantaggiati richiedono da
  tanto tempo.
   Il  fatto che oggi il nostro Parlamento se ne occupa credo che sia
  un  momento  molto, ma molto importante; però vorrei richiamare  la
  sua  attenzione, signor Presidente, e l'attenzione dei colleghi  su
  due  aspetti. Il Governo ha già dichiarato, rispetto alle necessità
  di  molti  enti che seguono le problematiche dei sordi e dei  muti,
  dei  soggetti  con  questi  handicap, di  volere  tagliare  pure  i
  contributi relativi al sostegno di queste attività, e noi  sappiamo
  che questi enti svolgono un ruolo molto importante e sono punto  di
  riferimento per questi soggetti handicappati.
   Allora,  ci  preoccupa moltissimo che il Governo già preannunci  i
  tagli  alla  tabella H e soprattutto il fatto che, in  nome  e  per
  conto del Governo, l'assessore Armao, in Commissione Bilancio,  non
  ha  dato  la  necessaria copertura per sostenere questo disegno  di
  legge,  per  dare sostanza a questo disegno di legge  di  soli  tre
  articoli, che stabilisce un principio, ma poi non entra nel  merito
  di   come  sostenere  questo  tipo  di  attività  e  come  dare  la
  possibilità ai soggetti sordi di utilizzare tutor, insegnanti,  che
  possono,  con il linguaggio dei segni, mettersi a loro disposizione
  e  sostenerli nelle loro necessità. Se vogliamo portare  avanti  il
  disegno  di  legge  così  come è stato  esitato  dalla  Commissione
  approvando  questi  tre articoli,  credo che non  faremmo  fino  in
  fondo il nostro dovere.
   Dobbiamo stabilire un principio: dare sostegno ai bisognosi, a chi
  soffre,  agli  emarginati, alle minoranze, non  soltanto  a  questa
  categoria  ma  soprattutto  a questa categoria,  visto  che  stiamo
  parlando  di  questo argomento. Occorre stabilire il principio  che
  questo Governo e questo Parlamento devono avere un'attenzione molto
  importante verso i nostri fratelli svantaggiati.
   Quindi,   dobbiamo   sostenere,  attraverso   risorse   economiche
  adeguate,  questo  progetto  che è  molto  importante  e  altamente
  sociale.
   Detto ciò, Presidente, sono convinto che nel momento in cui avremo
  approvato col nostro voto questo disegno di legge, avremo fatto  un
  piccolo passo avanti; ma non è sufficiente.
   Allora  a  questo  punto,  ascoltati i rappresentanti  degli  enti
  morali   che  rappresentano  le  categorie  interessate,   possiamo
  percorrere due strade: o votare il disegno di legge, così com'è, in
  questa   seduta   oppure   riflettere   ed,   eventualmente,   fare
  un'integrazione  al disegno di legge stesso perché possa  veramente
  rappresentare gli interessi di quel mondo.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, vorrei comunicare solo per correttezza e per mettere  a
  conoscenza i deputati che non fanno parte della Commissione  e  che
  quindi  non  conoscono  bene il disegno di legge,  che  sono  state
  invitate  le  associazioni dei sordomuti,  sono  stati  invitati  i
  rappresentanti  delle università, sono stati invitati  i  dirigenti
  dell'Ufficio  scolastico regionale, e tutti hanno  evidenziato  che
  questo  disegno  di  legge  deve andare avanti  e  che  sicuramente
  abbiamo perso tempo.
   Voglio dire ai colleghi che non ho nessuna intenzione di approvare
  una  legge  per interessi miei personali, ma solo ed esclusivamente
  per  dare  ragione  a  coloro che ad oggi non  hanno  avuto  questa
  possibilità.  Ritengo che questo disegno di legge  debba  diventare
  legge, debba essere approvato quanto prima per dare finalmente  una
  risposta;  la  risposta che il Governo nazionale, ad oggi,  non  ha
  saputo dare. Noi, come Regione siciliana, come regione autonoma, in
  questo caso siamo intervenuti per primi e, possibilmente, questo dà
  fastidio a qualcuno.
   Vorrei  aggiungere,  e concludo, che quando  abbiamo  invitato  in
  Commissione le associazioni dei sordomuti, dopo averle coinvolte  e
  dopo  che  ognuna  di  loro è intervenuta  per  portare  un  giusto
  contributo,  le  abbiamo  invitate  a  presentare,  entro  quindici
  giorni, eventuali osservazioni.
   Qualche  associazione ha fatto pervenire delle  osservazioni,  che
  abbiamo   inserito  nel  contesto  del  disegno  di  legge;   altre
  associazioni non hanno presentato nulla.
   Quindi, sotto questo aspetto abbiamo la coscienza a posto.

                      Verifica del numero legale

   MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento  dagli  onorevoli Caronia, Corona, D'Asero  e  Pogliese,
  invito  gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con  la
  scheda  di  votazione.  Chiarisco le modalità di  registrazione:  il
  deputato può pigiare qualunque tasto.
    Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Sono  presenti: Adamo, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Cracolici,  De
  Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Galvagno,  Lentini,
  Marrocco,  Marziano, Mattarella, Oddo, Panarello,  Picciolo,  Raia,
  Rinaldi, Scammacca, Speziale, Termine.

   Richiedenti: Caputo, Caronia, Corona, D'Asero, Pogliese.
   Sono  in  congedo: Arena, Bonomo, Calanducci, Campagna,  Colianni,
  Cordaro,  Cristaudo, Faraone, Federico, Ferrara, Giuffrida,  Greco,
  Leanza Nicola, Marinese, Minardo, Panepinto, Scilla, Scoma.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            28

   L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è  rinviata
  di un'ora.

         (La seduta sospesa alle ore 16.59, è ripresa alle ore
                                18.00)

                  Presidenza del Vicepresidente ODDO

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Pongo in votazione il subemendamento 1.5.1.

   CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.

                      Verifica del numero legale

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento dagli onorevoli Bosco, Caronia, Catalano, Limoli, Mineo
  e Pogliese, indìco la verifica del numero legale.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla verifica)

   Sono  presenti: Aricò, Cappadona, D'Agostino, Digiacomo, Federico,
  Lentini,  Lo  Giudice, Lupo, Marinello, Marziano, Nicotra,  Ragusa,
  Ruggirello, Savona, Scammacca, Speziale, Termine.

   Richiedenti: Bosco, Caronia, Catalano, Limoli, Mineo, Pogliese.

   Sono  in  congedo: Arena, Bonomo, Calanducci, Campagna,  Colianni,
  Cordaro,  Cristaudo,  Faraone, Ferrara,  Giuffrida,  Greco,  Leanza
  Nicola, Marinese, Minardo, Panepinto, Scilla, Scoma.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.

                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti     .        24.

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  18  ottobre
  2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Svolgimento,  ai  sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni della  rubrica   Famiglia,
  politiche sociali e lavoro

   III - Discussione del disegno di legge:

   -«Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)» (684-35-279-322-
     334/A) (Seguito)

                   La seduta è tolta alle ore 18.02

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli