Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
BUZZANCA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per oggi gli onorevoli
Bonomo, Cristaudo, Calanducci, Colianni, Federico, Giuffrida,
Leanza Nicola, Ferrara, Greco, Faraone, Marinese, Minardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
BUZZANCA, segretario f.f.:
«All'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
Caltagirone, splendida città d'arte, costituisce un punto di
riferimento per la lavorazione della ceramica a livello nazionale e
internazionale, tanto da essere conosciuta come la Città della
ceramica'; un manufatto della tradizione calatina rappresenta, a
pieno titolo, un pezzo importante di storia e di cultura
tradizionale della Sicilia;
Luigi Sturzo, sindaco di Caltagirone dal 1905 al 1920, volle
valorizzare tale millenaria tradizione artistica, promuovendo
l'istituzione, nel centro calatino, di una vera e propria scuola
che consacrasse il valore artistico di un'arte, la lavorazione
della ceramica, fino ad allora superlativa espressione di fantasia
creativa di generazioni di artigiani locali;
dal 1918, anno della sua istituzione (col titolo di regia scuola
professionale), ad oggi, l'istituto statale d'arte per la ceramica
Luigi Sturzo' di Caltagirone ha contribuito a consacrare l'arte
della ceramica calatina nel mondo, offrendo ad un nutrito vivaio di
giovani artisti l'opportunità di imparare e tramandare
l'inestimabile patrimonio di conoscenze sulla realizzazione dei
preziosi manufatti;
considerato che:
il riordino degli istituti tecnici, disposto dalla recente riforma
scolastica attuata dal Ministro Gelmini, ha determinato
un'ingiustificata riduzione delle ore dedicate ad attività di
laboratorio e, cosa ancor più grave, ha finito per assimilare gli
istituti d'arte, frequentati da meno di 500 allievi, ai Licei
artistici, calpestando, di fatto, preziose identità formative
altamente specialistiche che rappresentano patrimoni da
salvaguardare e non certamente da sopprimere;
l'istituto statale d'arte Luigi Sturzo' di Caltagirone ha, nel
corso degli anni, affrontato onerosi impegni di spesa per dotarsi
di un'efficiente struttura in grado di offrire agli studenti
laboratori ed attrezzature specifiche; ha inoltre contribuito al
mantenimento ed alla fruizione di un museo unico, presente
all'interno dei propri locali, in cui è possibile ammirare oltre
200 preziose antiche ceramiche calatine;
preso atto:
dell'assoluta importanza strategica dell'istituto Luigi Sturzo',
se opportunamente valutata in una sicura prospettiva occupazionale;
in un territorio già economicamente depresso come lo è il
comprensorio calatino, ostacolare processi di sviluppo del tessuto
imprenditoriale a forte connotazione artigianale, peraltro nota in
tutto il mondo, ed il conseguente indotto che ne deriva,
rappresenta una scelta incomprensibile che andrebbe certamente
rivalutata;
per sapere quali urgenti provvedimenti intenda assumere affinché
sia garantita l'autonomia amministrativa dell'istituto d'arte
Luigi Sturzo' di Caltagirone, salvaguardandone la peculiarità dei
modelli formativi, l'identità e la tradizione artistica quasi
secolare». (2119)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
ARENA
PRESIDENTE. Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà
inviata al Governo.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge «Promozione della
lingua
dei segni italiana (LIS)» (nn. 684-35-279-322-334/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge nn. 684-35-279-322-334/A
«Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)».
Invito i componenti la V Commissione legislativa a prendere posto
al banco delle commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta numero 288 del 5
ottobre 2011 era stato approvato il passaggio all'esame degli
articoli.
Comunico che, nella seduta d'Aula di ieri, alcuni emendamenti sono
stati inviati per la valutazione alla Commissione Bilancio, la
quale si è puntualmente riunita oggi e ha espresso la valutazione.
Pertanto oggi siamo in grado di iniziare l'esame del disegno di
legge.
Dò lettura della nota trasmessa dalla Commissione Bilancio in
merito all'esame degli emendamenti:
«Disegno di legge nn. 684-35-279-322-334/A «Promozione della
lingua dei segni italiana (LIS)» - risposta alla nota n. 110
dell'11 ottobre 2011.
Facendo seguito alla nota indicata in oggetto, si comunica che
questa Commissione nella seduta n. 274 del 12 ottobre 2011 ha preso
in esame, ai sensi dell'articolo 113 del Regolamento interno, gli
emendamenti 2.3, 3.4 e A2, esprimendo parere contrario».
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vero è che ormai
questo Governo ci ha abituati a tutto, ai ribaltoni, ai colpi di
mano; però la capacità di indignarci di fronte a certe situazioni
non voglio, e mi auguro che il Parlamento - almeno una parte di
esso -, non voglia perderla.
Abbiamo letto ieri dalle agenzie di stampa e oggi dai giornali che
l'assessore regionale per i beni culturali, dottore Sebastiano
Missineo, ha nominato capo della segreteria tecnica, quindi un
ruolo di rilievo nel suo Assessorato, l'architetto Manlio Mele, già
sindaco di Terrasini, militante nel PD, assessore in quota PD al
comune di Alcamo.
Ma ciò che più ha fatto indignare l'opinione pubblica - basta
leggere i 151 commenti a seguito della notizia - è che l'architetto
Manlio Mele è lo zio dell'assessore per la salute, dottor Massimo
Russo. E' vergognoso, si continua con un'operazione di nepotismo;
da un lato, il Governo parla di tagliare i costi della politica e,
dall'altro, continua a nominare consulenti.
Vero è che Caligola nominò senatore il suo cavallo, però è
assurdo che si instauri la stagione del nepotismo e che gli
assessori nominino i loro parenti all'interno di uffici delicati
della Regione siciliana. E' un fatto vergognoso
Preannuncio che presenterò presentazione di una mozione perché
questo argomento deve essere discusso e perché il Governo deve
mantenere quello che ha detto il Presidente della Regione.
E siccome so che il Presidente della Regione, notoriamente, gli
impegni che assume li mantiene e tiene alla parola data, lui si era
impegnato a fermare l'assalto alla diligenza e la nomina di
consulenti e di portaborse. Questo Governo ne ha nominato cinque
fino a ieri. E' scandaloso
Signor Presidente, io presenterò subito una mozione perché bisogna
dire basta e la trasmetterò pure, con l'elenco dei consulenti, alla
Procura generale presso la Corte dei conti perché si abbia contezza
del danno erariale che stanno determinando questo Governo e questi
assessori, fra l'altro abusivi perché non rappresentano il consenso
espresso dai Siciliani.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Promozione
della lingua dei segni italiana (LIS)» (nn. 684-35-279-322-334/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Finalità
1. La Regione valorizza il ruolo degli organismi associativi
riconosciuti con decreto del Presidente della Repubblica come
persone giuridiche di diritto privato e come enti morali che
esercitano un compito di rappresentanza e tutela degli interessi
morali ed economici di soggetti con handicap auditivo.
2. La Regione può stipulare convenzioni, senza oneri a carico del
bilancio regionale, oltre che con gli organismi di cui al comma 1,
anche con enti rappresentati in ambito regionale per la
realizzazione di programmi di intervento in favore dei beneficiari.
Gli interventi di cui alla presente legge sono coordinati con
quelli previsti all'articolo 3 del DPR 31 marzo 1979».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Caronia, Caputo e Maira: 1.4, 1.6, 1.8, 1.9;
- dagli onorevoli Caronia e Maira: 1.5, 1.7;
- dagli onorevoli Lentini e Adamo: 1.2, 1.3;
- dall'onorevole Lentini: 1.1.
BUZZANCA. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, già sull'ordine dei lavori abbiamo
molto discusso.
Onorevoli colleghi, se dovessi dare sfogo alle lamentele di tutti
passeremmo intere sedute perché il materiale c'è ed è pure
abbondante.
Si passa all'emendamento 1.4, a firma dell'onorevole Caronia,
Maira e Caputo.
Ne do lettura: «Sopprimere l'articolo 4».
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, non intendo intervenire sull'articolo
1 ma soltanto fare rilevare che il disegno di legge, affinché possa
essere discusso in Aula, ha certamente bisogno di un supporto
legislativo importante.
E' diventato faticoso venire in Aula ed essere presenti con una
sparuta rappresentanza.
La invito, signor Presidente, a rinviare la seduta di qualche ora,
magari contattando i colleghi deputati soprattutto della
maggioranza, affinché siano presenti in Aula per sostenere quello
che il Parlamento deve fare. Non possiamo approvare un disegno di
legge come quattro amici al bar
Rispetto alle cose che diciamo ogni volta da questo pulpito, mi
sembra non rispettoso delle istituzioni.
Signor Presidente, nell'esercizio della sua funzione e nel
rispetto di questo disegno di legge, che tratta di argomento
importantissimo, la invito a richiamare i colleghi, della
maggioranza soprattutto, alla presenza in Aula. Se così non fosse,
saremmo alle solite, e mi riferisco ad eventuali legittime
richieste, che potrebbero venire dall'opposizione, di numero legale
e di azioni di contrasto e di opposizione, mentre c'è il
sostanziale disinteresse della maggioranza rispetto alla vera
attività legislativa. La invito, pertanto, signor Presidente, a
rinviare di qualche ora, se ha certezza che i colleghi di
maggioranza verranno, o a data da destinarsi, perché è impossibile
andare avanti così.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, pure la Presidenza ritiene che non
si dia un bell'esempio e l'Aula di oggi ne è testimonianza forte.
Ritengo che le sue parole siano giuste e da tenere in grande
considerazione. Continuiamo nell'esame del disegno di legge ancora
per poco e invito i capigruppo di maggioranza e di opposizione a
sollecitare la presenza dei deputati in Aula. Ma, se ci si renderà
conto che non può esserci una congrua rappresentanza in Aula, sarà
la Presidenza stessa a sospendere i lavori.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, come lei ricorderà, perché è notoria la
sua capacità di ascolto e di ricordo, nella scorsa seduta avevo
chiesto di fare tornare in Commissione il disegno di legge perché,
essendo la sintesi di quattro disegni di legge, piuttosto
articolati, è uscito un testo che non è stato per nulla condiviso
da quelle associazioni e da quei soggetti che vorremmo garantire
con l'approvazione di questo disegno di legge.
Io non so se la Presidenza oggi riterrà conducente e condivisibile
la mia richiesta.
Ma siccome sono, fra l'altro, firmatario dell'emendamento
soppressivo, se lei non dovesse consentire il ritorno del disegno
di legge in commissione, chiedo sin da ora di verificare il numero
legale non appena metterà in votazione l'emendamento 1.4.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, lei sa bene che tutti gli strumenti
regolamentari sono a disposizione di ogni singolo deputato, ma non
è nelle prerogative della Presidenza decidere se un disegno di
legge debba tornare o meno in commissione.
E' l'Aula che, da questo punto di vista, è sovrana.
Peraltro, nei primi trenta minuti della seduta il numero legale
non può essere richiesto.
MANCUSO. Signor Presidente, lei non dovrebbe procedere con l'esame
del disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, noi non possiamo adattarci e
piegarci alle richieste singole.
Il Regolamento va rispettato, lei è uno che lo conosce molto,
molto bene.
Del resto, gli strumenti a disposizione sono notevoli.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo è difficile
non condividere le preoccupazioni esposte sin qui dai colleghi che
mi hanno preceduto, l'onorevole Mancuso e l'onorevole Caputo.
Abbiamo visto che l'Aula è molto distratta; abbiamo visto che la
maggioranza è sostanzialmente assente; abbiamo visto che il Governo
ieri è mancato, oggi è presente con l'assessore Mario Centorrino,
che ringrazio per la presenza.
Io credo che l'argomento sia molto importante: vi è una grande
aspettativa che riguarda un mondo, quello dei sordi, che certamente
chiede risposte importanti alla politica. Chiede, cioè, di poter
avere appieno il diritto di integrarsi all'interno delle
istituzioni, all'interno della società, all'interno della scuola,
all'interno dell'università e chiede ciò che un Paese civile
avrebbe dovuto fare tanti anni or sono, ed è necessario ricordare
che ci sono tantissimi inviti che provengono dall'Unione europea,
che ci consigliano di allinearci agli standard che vengono ormai
praticati in tutta Europa, e non solo in Europa.
Allora penso che sia importante andare avanti, affrontare questo
problema magari sollecitando, ciascuno per il proprio ruolo,
ciascuno per la propria parte, i diversi Gruppi politici a venire
in Aula per far sì che dal dibattito che l'Aula poi vorrà
consegnare ai lavori possa venir fuori un arricchimento. Certo,
oggi abbiamo visto che la Commissione Bilancio, pur con
l'equilibrio del presidente, ha respinto alcuni emendamenti di
spesa.
A noi sembrano importanti quegli emendamenti, sembrano necessari
per una corretta funzionalità del disegno di legge che stiamo per
approvare, che desideriamo approvare.
Tuttavia, io penso che un primo segnale vada dato, signor
Presidente, e in tempi rapidi. Non possiamo andare avanti con
continui rinvii che certamente non sono addebitabili al Parlamento.
Ci siamo resi conto che le assenze del Governo stanno
condizionando sempre di più l'attività di quest'Aula; tuttavia
ritengo che bisogna cercare di contemperare le diverse esigenze.
Quindi, proseguiamo fino ad una certa ora - questa è la mia
proposta - e se vediamo che si registra ancora una volta l'assenza
della maggioranza in Aula, la Presidenza saprà certamente come
orientarsi e auspico che se mai ci fosse un rinvio, sia a
brevissima scadenza, perché posso assicurare - ma lei, signor
Presidente, lo sa certamente meglio di me, come lo sa l'Aula - che
questo è un disegno di legge che i sordi e i muti sollecitano da
tempo e aspettano una risposta che non può non venire da questo
Parlamento.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 1.4?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.5, degli onorevoli Caronia, Maira e
Caputo. Ne do lettura:
«Sostituire l'articolo 1 con il seguente:
1. La Regione valorizza il ruolo degli organismi associativi
riconosciuti con decreto del Presidente della Repubblica come
persone giuridiche di diritto privato e come enti morali che
esercitano un compito di rappresentanza e tutela degli interessi
morali ed economici di soggetti con handicap comunicativo.
2. La Regione promuove la diffusione della lingua dei segni
italiana (LIS) ai sensi della Carta europea delle lingue regionali
o minoritarie, adottata dal Consiglio d'Europa a Strasburgo il 5
novembre 1992, come lingua non territoriale propria della comunità
dei sordi, come minoranza linguistica.
3. La Regione può concorrere direttamente, nelle materie di
propria competenza, alla formazione degli atti comunitari in
materia di riconoscimento della lingua dei segni e abbattimento
delle barriere sociali, promuovendo nell'ambito delle delegazioni
del Governo, dell'attività del Consiglio e dei gruppi di lavoro e
dei Comitati del Consiglio e della Commissione europea secondo
modalità stabilite ai sensi dell'articolo 5 della legge 5 giugno
2003, n. 131, iniziative per la tutela delle minoranze, che
favoriscano il riconoscimento dei diritti dei sordi nel quadro
delle minoranze ».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Caronia, Cordaro,
Dina e Maira il subemendamento 1.5.1:
«Al comma 2, sopprimere le parole da come lingua a come
minoranza linguistica .
Al comma 3 sopprimere le parole da che favoriscano a
minoranze .
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo, così
come i colleghi che mi hanno preceduto - l'onorevole Buzzanca,
l'onorevole Caputo, l'onorevole Mancuso -, che un disegno di legge
che tratta una materia così importante come la promozione della
lingua dei segni, che si rivolge ad una comunità di soggetti che
hanno una disabilità, appunto la sordità, non possa essere trattato
nella maniera in cui lo stiamo affrontando poiché, come ho avuto
modo di dire anche in Commissione, questo è un disegno di legge che
non va incontro, in realtà, alle esigenze della comunità dei sordi
ma, a mio avviso, soltanto ad una, seppur legittima, fetta di chi
rappresenta i loro diritti, ossia le associazioni.
Io ritengo che affinché questo Parlamento possa espletare nella
maniera più opportuna il proprio ruolo non debba delegare, così
come prevede l'articolo 3 del disegno di legge, che la norma venga
poi regolamentata attraverso una delibera di giunta governativa,
seppure sentiti gli assessori competenti. Ritengo che sia compito
del Parlamento approfondire le necessità che provengono da questo
mondo, un mondo ormai purtroppo numeroso che in Sicilia si è
radicato anche attraverso il ruolo delle associazioni che, per
carità, è assolutamente legittimo ma che non può essere esaustivo
delle esigenze dei singoli.
Io ritengo che con questo emendamento che, peraltro, in qualche
modo riprende alcune delle indicazioni già proposte dalla legge, si
vada ad identificare in maniera più chiara la portata della legge.
Inoltre devo dire, così come ho ribadito l'altra volta, che
nonostante stamane la Commissione Bilancio non abbia dato un parere
assolutamente favorevole a quelle norme che - più in là lo vedremo
- comporterebbero spesa, istituire invece un organo regionale posto
a garanzia di tutte le associazioni ma soprattutto degli associati,
cioè della comunità dei sordi, sia una garanzia non soltanto per
chi fa l'interprete ma, soprattutto, per il destinatario della
lingua dei segni.
Non dimentichiamo che gli interpreti della lingua dei segni,
quindi chi la parla e chi la utilizza, aiuta il sordo a comunicare
con la società civile, aiuta il sordo a entrare in contatto con la
società. Quindi, un ruolo estremamente delicato, poiché viene
affidata a questi soggetti la comunicazione, l'anello di raccordo
tra loro e la società.
Io credo che non sia semplicemente un disegno di legge che
affronta una categoria di lavoratori o delle associazioni, ma si
tratta di qualcosa che va molto oltre e che, appunto, attiene al
modo con cui si vive e con cui si affrontano vari aspetti della
vita per la comunità dei sordi.
Ci riferiamo alle fattispecie delle attività istituzionali che,
molto spesso, vedono la carenza di figure da impiegare come
interpreti delle esigenze dei sordi. Oppure, ci riferiamo al mondo
dell'istruzione in senso più stretto. Oppure ci si riferisce, così
come vedremo dopo, per esempio, alla possibilità di dare spazio
all'interno dell'attività formativa ordinaria, ad un tipo di
formazione specialistica che certamente non può essere affidata
alla valutazione di soggetti udenti poiché non conoscono appieno le
peculiarità di questa comunità.
Sebbene io sia assolutamente contraria all'ipotesi di andare
avanti nella trattazione di un testo che, a mio avviso, non è
esaustivo e che non riesce a dare risposte reali perché rimanda
tutto ad un regolamento - che, peraltro, non sarebbe neanche
valutato dal Parlamento né dalle Commissioni -, ritengo che volere
rassegnare nelle mani del Governo un compito che è proprio di
questa Aula, ossia di legiferare in materia così strettamente
delicata, che è appunto la promozione di una lingua che possa
servire non semplicemente ad una minoranza, cosiddetta, ma proprio
ad una minoranza di soggetti che hanno una disabilità, meriterebbe
un maggiore approfondimento.
Non di meno, l'emendamento, nella fattispecie, ha come obiettivo
quello di implementare il disegno di legge che, così come è
proposto, a mio avviso è estremamente scarno ma soprattutto non
raggiunge l'obiettivo per cui viene proposto, ossia la promozione
della lingua LIS.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, per quanto riguarda il
subemendamento 1.5.1, che recita «sopprimere le parole da lingua
a come minoranza linguistica », ricordo che la Regione siciliana
non può assolutamente intervenire sull'articolo 6 della
Costituzione.
PRESIDENTE. Infatti, questo emendamento, che è stato suggerito
dagli Uffici e che è venuto fuori dall'esame del testo, tende a
risolvere questa criticità che è stata rilevata.
Pongo in votazione il subemendamento 1.5.1. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
MANCUSO. Signor Presidente, lei non può porre in votazione nulla
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, poco fa abbiamo chiarito che il
termine di trenta minuti per chiedere la verifica del numero legale
scadrà alle ore 16.50.
Lei potrà chiedere la verifica del numero legale fra tre minuti.
MANCUSO. Signor Presidente, lei deve continuare la seduta fino a
quando c'è il numero legale
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, non è così. Ma allora sarebbe
inutile dare il preavviso di trenta minuti.
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
CAPUTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per l'economia dei
lavori parlamentari e anche per l'impegno che la Commissione
Lavoro, presieduta dall'ottimo onorevole Lentini, ha profuso su
questo disegno di legge, continuo a segnalare l'opportunità,
rivolgendomi anche al Governo, di non proseguire nell'esame del
disegno di legge ma di rinviarlo in Commissione e di disporre
l'audizione di tutte le categorie rappresentative di quel mondo.
Sì, le audizioni sono state fatte, ma prima della redazione del
testo unificato del disegno di legge e, quando questo testo è stato
diffuso, si è alzato un coro di proteste.
Dobbiamo approvare le leggi nell'interesse dei siciliani o solo
per fini statistici ma che vanno contro gli interessi legittimi dei
siciliani, e in questo caso contro una importante, delicata ed
esposta categoria della nostra società civile?
Io non comprendo la fretta di andare avanti su questo disegno di
legge.
E' un disegno di legge che danneggerà il mondo dei soggetti che
oggi vogliamo tutelare, dal momento che ci sono norme già presenti
in leggi nazionali, altre norme che sono state disapplicate a
livello nazionale. C'è disinformazione sulla materia in questo
Parlamento.
Signor Presidente, dico a lei - che è una persona che
indubbiamente viene da un mondo che le ha consentito di acquisire
una sensibilità maggiore rispetto a tutti noi verso la categoria
dei soggetti di cui ci stiamo occupando - che se guardiamo come
erano articolati gli altri tre disegni di legge, frutto di ben tre
audizioni in Sala Rossa e nelle competenti Commissioni, ci si rende
conto che c'è un insanabile contrasto tra le norme che abbiamo
inserito e gli emendamenti che abbiamo presentato con l'onorevole
Caronia perché con l'onorevole Caronia abbiamo presenziato a ben
tre audizioni, ascoltando tutti i soggetti che in Sicilia sono
interessati a queste norme.
Io non comprendo quali interessi si celino dietro a questo disegno
di legge, che impongono quasi una velocità da Formula 1'. Fino a
ieri ero convinto che si trattasse di disattenzione, adesso mi
rendo conto che la velocità nasconde qualche cosa.
Allora invito l'assessore ad una maggiore attenzione verso questo
disegno di legge.
Invito altresì il mio amico presidente della Commissione,
onorevole Lentini, a richiamare il testo in Commissione, a
confrontarsi nuovamente con i presentatori degli altri disegni di
legge, a disporre un'audizione alla luce non degli altri testi, ma
alla luce di questo testo che è arrivato in Aula e poi, se è
necessario, esitarlo di nuovo per l'Aula. In ogni caso, signor
Presidente, visto che sono trascorsi i termini del preavviso,
quando lei deciderà di porre in votazione l'emendamento, io
reitererò la richiesta di verifica del numero legale.
CORONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che a nessuno
sfugga il significato di questo disegno di legge che ha, secondo
me, un valore altamente sociale.
Il Parlamento, e per questo ringrazio tanti colleghi che hanno
presentato specifici disegni di legge e la stessa Commissione che
ha lavorato per cercare di dare un segno tangibile ai tanti
siciliani che, purtroppo, fanno parte di una famiglia che subisce
l'handicap auditivo: mi riferisco ai tanti sordi, ai tanti muti
della Sicilia, che certamente hanno bisogno di integrarsi sempre di
più con la società civile, con le istituzioni e quindi con il mondo
della scuola, dell'università e via, via anche con gli uffici
pubblici. Introdurre nella nostra regione la lingua dei segni è un
importante traguardo che questi soggetti svantaggiati richiedono da
tanto tempo.
Il fatto che oggi il nostro Parlamento se ne occupa credo che sia
un momento molto, ma molto importante; però vorrei richiamare la
sua attenzione, signor Presidente, e l'attenzione dei colleghi su
due aspetti. Il Governo ha già dichiarato, rispetto alle necessità
di molti enti che seguono le problematiche dei sordi e dei muti,
dei soggetti con questi handicap, di volere tagliare pure i
contributi relativi al sostegno di queste attività, e noi sappiamo
che questi enti svolgono un ruolo molto importante e sono punto di
riferimento per questi soggetti handicappati.
Allora, ci preoccupa moltissimo che il Governo già preannunci i
tagli alla tabella H e soprattutto il fatto che, in nome e per
conto del Governo, l'assessore Armao, in Commissione Bilancio, non
ha dato la necessaria copertura per sostenere questo disegno di
legge, per dare sostanza a questo disegno di legge di soli tre
articoli, che stabilisce un principio, ma poi non entra nel merito
di come sostenere questo tipo di attività e come dare la
possibilità ai soggetti sordi di utilizzare tutor, insegnanti, che
possono, con il linguaggio dei segni, mettersi a loro disposizione
e sostenerli nelle loro necessità. Se vogliamo portare avanti il
disegno di legge così come è stato esitato dalla Commissione
approvando questi tre articoli, credo che non faremmo fino in
fondo il nostro dovere.
Dobbiamo stabilire un principio: dare sostegno ai bisognosi, a chi
soffre, agli emarginati, alle minoranze, non soltanto a questa
categoria ma soprattutto a questa categoria, visto che stiamo
parlando di questo argomento. Occorre stabilire il principio che
questo Governo e questo Parlamento devono avere un'attenzione molto
importante verso i nostri fratelli svantaggiati.
Quindi, dobbiamo sostenere, attraverso risorse economiche
adeguate, questo progetto che è molto importante e altamente
sociale.
Detto ciò, Presidente, sono convinto che nel momento in cui avremo
approvato col nostro voto questo disegno di legge, avremo fatto un
piccolo passo avanti; ma non è sufficiente.
Allora a questo punto, ascoltati i rappresentanti degli enti
morali che rappresentano le categorie interessate, possiamo
percorrere due strade: o votare il disegno di legge, così com'è, in
questa seduta oppure riflettere ed, eventualmente, fare
un'integrazione al disegno di legge stesso perché possa veramente
rappresentare gli interessi di quel mondo.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, vorrei comunicare solo per correttezza e per mettere a
conoscenza i deputati che non fanno parte della Commissione e che
quindi non conoscono bene il disegno di legge, che sono state
invitate le associazioni dei sordomuti, sono stati invitati i
rappresentanti delle università, sono stati invitati i dirigenti
dell'Ufficio scolastico regionale, e tutti hanno evidenziato che
questo disegno di legge deve andare avanti e che sicuramente
abbiamo perso tempo.
Voglio dire ai colleghi che non ho nessuna intenzione di approvare
una legge per interessi miei personali, ma solo ed esclusivamente
per dare ragione a coloro che ad oggi non hanno avuto questa
possibilità. Ritengo che questo disegno di legge debba diventare
legge, debba essere approvato quanto prima per dare finalmente una
risposta; la risposta che il Governo nazionale, ad oggi, non ha
saputo dare. Noi, come Regione siciliana, come regione autonoma, in
questo caso siamo intervenuti per primi e, possibilmente, questo dà
fastidio a qualcuno.
Vorrei aggiungere, e concludo, che quando abbiamo invitato in
Commissione le associazioni dei sordomuti, dopo averle coinvolte e
dopo che ognuna di loro è intervenuta per portare un giusto
contributo, le abbiamo invitate a presentare, entro quindici
giorni, eventuali osservazioni.
Qualche associazione ha fatto pervenire delle osservazioni, che
abbiamo inserito nel contesto del disegno di legge; altre
associazioni non hanno presentato nulla.
Quindi, sotto questo aspetto abbiamo la coscienza a posto.
Verifica del numero legale
MANCUSO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Caronia, Corona, D'Asero e Pogliese,
invito gli onorevoli deputati a registrare la loro presenza con la
scheda di votazione. Chiarisco le modalità di registrazione: il
deputato può pigiare qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Sono presenti: Adamo, Apprendi, Aricò, Barbagallo, Cracolici, De
Benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Di Guardo, Galvagno, Lentini,
Marrocco, Marziano, Mattarella, Oddo, Panarello, Picciolo, Raia,
Rinaldi, Scammacca, Speziale, Termine.
Richiedenti: Caputo, Caronia, Corona, D'Asero, Pogliese.
Sono in congedo: Arena, Bonomo, Calanducci, Campagna, Colianni,
Cordaro, Cristaudo, Faraone, Federico, Ferrara, Giuffrida, Greco,
Leanza Nicola, Marinese, Minardo, Panepinto, Scilla, Scoma.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 28
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è rinviata
di un'ora.
(La seduta sospesa alle ore 16.59, è ripresa alle ore
18.00)
Presidenza del Vicepresidente ODDO
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Pongo in votazione il subemendamento 1.5.1.
CAPUTO. Chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento dagli onorevoli Bosco, Caronia, Catalano, Limoli, Mineo
e Pogliese, indìco la verifica del numero legale.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica)
Sono presenti: Aricò, Cappadona, D'Agostino, Digiacomo, Federico,
Lentini, Lo Giudice, Lupo, Marinello, Marziano, Nicotra, Ragusa,
Ruggirello, Savona, Scammacca, Speziale, Termine.
Richiedenti: Bosco, Caronia, Catalano, Limoli, Mineo, Pogliese.
Sono in congedo: Arena, Bonomo, Calanducci, Campagna, Colianni,
Cordaro, Cristaudo, Faraone, Ferrara, Giuffrida, Greco, Leanza
Nicola, Marinese, Minardo, Panepinto, Scilla, Scoma.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti . 24.
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 18 ottobre
2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
Presidenza del vicepresidente Oddo
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni della rubrica Famiglia,
politiche sociali e lavoro
III - Discussione del disegno di legge:
-«Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)» (684-35-279-322-
334/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 18.02
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli