Presidenza del presidente Cascio
FARAONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle
eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero
avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pogliese è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 17 al 18 ottobre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
di legge alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati ed inviati alle
Commissioni:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme per promuovere l'informazione e l'educazione allo sviluppo
sostenibile del territorio e della collettività regionale (n. 803)
di iniziativa parlamentare, presentato in data 12 ottobre 2011 e
inviato in data 18 ottobre 2011
parere I
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Promozione e partecipazione della Regione all'istituzione della
Fondazione Norman Zarcone (n. 804)
di iniziativa parlamentare, presentato in data 13 ottobre 2011 e
inviato in data 18 ottobre 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Intervento a supporto del sistema integrato sicurezza.
Istituzione capitolo di spesa per la compartecipazione economica
della Regione siciliana ai fondi speciali tenuti presso le
prefetture siciliane per l'operatività dei Patti per la sicurezza
(n. 796)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 18 ottobre 2011
- Disposizioni in materia di tutela dei diritti della famiglia (n.
797)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 18 ottobre 2011
- Norme in materia di personale in carico agli enti parco e
riserve naturale della Regione siciliana (n. 798)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 18 ottobre 2011
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 8 giugno 2005, n.
8 in materia di circolazione gratuita per motivi di servizio (n.
799)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 18 ottobre 2011
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione del sistema integrato dei servizi sociali per la
promozione del benessere delle persone, delle famiglie e delle
comunità nella Regione siciliana (n. 597)
di iniziativa governativa, inviato in data 18 ottobre 2011
parere I.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fiorenza, con nota prot. n.
7647 del 26 settembre 2011, ha chiesto di apporre la firma al
disegno di legge n. 778 Schema di progetto di legge costituzionale
da proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo
41 ter, comma 2, dello Statuto recante Modifiche dello Statuto
della Regione siciliana .
Comunico, altresì, che l'onorevole Vinciullo, con nota prot. n.
8262 del 17 ottobre 2011, ha chiesto di apporre la firma al
disegno di legge n. 797 Disposizione in materia di tutela dei
diritti della famiglia .
Comunico, altresì, che l'onorevole Scoma, con nota prot. n. 8013
del 10 ottobre 2011, ha chiesto di apporre la firma ai disegni di
legge n. 227 Riordino della Aziende sanitarie della Regione , n.
307 Sostegno alla ricerca scientifica sul territorio regionale ,
n. 330 Recepimento del DPR 6 giugno 2001, n. 380 'Testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
edilizia' , n. 431 Norme urgenti per lo sviluppo , n. 449 Norme
in materia di professioni turistiche , n. 451 Protezione catodica
degli acquedotti , n. 573 Riconoscimento e sostegno
all'Associazione Alzheimer di Palermo , n. 603 Istituzione del
Parco geominerario delle zolfare siciliane , n. 677 Disposizioni
in materia di rendimento energetico nell'edilizia , n. 691 Norme a
sostegno del riconoscimento e della valorizzazione del patrimonio
culturale immateriale siciliano , n. 697 Disposizioni urgenti per
il settore della formazione e orientamento professionale , n. 711
Salvaguardia dei livelli occupazionali del personale del settore
della formazione professionale. Costituzione dell'Agenzia unica e
misure occupazionali , n. 751 Riordino della legislazione ed
acquisizione di nuove competenze nell'ambito del comparto agro-
forestale-ambientale. Modifiche ed integrazioni alla legge
regionale 14 aprile 2006, n. 14 , n. 759 Istituzione degli
ecomusei della Sicilia e n. 771 Disegno di legge voto da
sottoporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
dello Statuto recante 'Modifica alle norme sulla registrazione
delle nascite' .
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere sono
state assegnate alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Azienda speciale magazzini generali e servizi alla imprese
Camera di Commercio di Messina. Designazione componente effettivo
del collegio dei revisori del conti. (n. 182/I).
pervenuto in data 10 ottobre 2011 e inviato in data 12 ottobre
2011.
- Camera di commercio di Palermo. Designazione componente
effettivo del collegio dei revisori del conti. (n. 183/I).
pervenuto in data 10 ottobre 2011 e inviato in data 12 ottobre
2011.
Comunicazione di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le deliberazioni adottate
dalla Giunta regionale nei mesi di maggio e giugno 2011.
Comunico, altresì, che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 268 del 29 settembre 2011 P.O. FESR Sicilia 2007-2013
- Quadro risorse finanziarie del Programma post rimodulazione.
Variazioni .
Informo che copia delle stesse è disponibile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2139 - Iniziative per l'adozione di provvedimenti di
repressione dell'abusivismo edilizio e per la destinazione delle
costruzioni edilizie abusive esistenti.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 2143 - Proposta di istituzione dell'Assessorato regionale e/o
del Dipartimento regionale del made in Sicily.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Economia
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 2144 - Iniziative atte a promuovere una campagna di prevenzione
a favore della salute delle donne.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2145 - Iniziative per l'attuazione, da parte dell'ASP 8 di
Siracusa, del sistema di accesso ai servizi per le persone con
disabilità.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2146 - Iniziative per ovviare ai tagli sulla tratta ferroviaria
Siracusa-Modica.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2147 - Chiarimenti sullo stato del reparto di psichiatria
dell'ASP di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2148 - Iniziative per il rilancio dell'unità operativa
complessa di urologia dell'ospedale 'Gravina e San Pietro' di
Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Falcone Marco
N. 2150 - Nomina di un secondo docente nella scuola elementare di
I grado dell'isola di Marettimo (TP).
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Oddo Camillo.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2140 - Iniziative per l'adozione di provvedimenti di
repressione dell'abusivismo edilizio e per la destinazione delle
costruzioni edilizie abusive esistenti.
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 2141 - Iniziative per l'adozione di provvedimenti di
repressione dell'abusivismo edilizio e per la destinazione delle
costruzioni edilizie abusive esistenti.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Ruggirello Paolo
Avverto che le stesse saranno inviate al Governo ed alle
competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2142 - Chiarimenti in ordine al calcolo delle retribuzioni
derivanti da rapporti contrattuali a tempo parziale a 24 ore.
- Presidente Regione
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2149 - Notizie in ordine alle procedure eseguite per il
conferimento d'incarico relativo alla postazione dirigenziale 'GCAG
U.O. 11 - unità operativa coordinamento edilizia pubblica'
dell'ufficio del genio civile di Agrigento.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Di Mauro Giovanni Roberto
N. 2151 - Chiarimenti ed iniziative in ordine ai lavoratori
socialmente utili soci di cooperative nella provincia di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Rinaldi Francesco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 301 Interventi urgenti per la limitazione dei costi
sostenuti dalla Regione per incarichi, nomine e consulenze , degli
onorevoli Lentini, Forzese, Adamo, Ragusa, Giuffrida, - presentata
l'11 ottobre 2011;
numero 302 Esclusione dalla base di calcolo delle spese per il
personale dei trasferimenti a carico del bilancio regionale
relativi alla retribuzione conseguenti a rapporti contrattuali a
tempo parziale a 24 ore , degli onorevoli Barbagallo, Ammatuna,
Galvagno, Rinaldi, - presentata il 12 ottobre 2011;
numero 303 Opportune iniziative volte ad impedire la soppressione
del Tribunale e della Procura della Repubblica di Sciacca (AG) ,
degli onorevoli Marinello, Cracolici, De Benedictis, Mattarella,
Termine, Barbagallo, Di Benedetto, Panepinto, Panarello, Digiacomo,
Galvagno, Rinaldi, Adamo, Oddo, Gentile, Marrocco, Apprendi, Lupo,
- presentata il 12 ottobre 2011;
numero 304 Attuazione della rimodulazione degli obiettivi
programmatici delle province e dei comuni con popolazione superiore
a 5.000 abitanti , degli onorevoli Cimino, Mineo, Incardona,
Bufardeci,
- presentata il 13 ottobre 2011;
numero 305 Revoca degli incarichi di consulenza , degli onorevoli
Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo,
presentata il 13 ottobre 2011.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Picciolo, Bonomo e Digiacomo per oggi;
- Marziano dal 17 al 20 ottobre 2011;
L'Assemblea ne prende atto.
Proroga del termine assegnato alla Commissione parlamentare
speciale di indagine
sul piano di informatizzazione della Regione siciliana
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la seguente nota da parte del
Presidente della Commissione parlamentare speciale di indagine sul
piano di informatizzazione della Regione siciliana con particolare
riferimento agli affidamenti della società Sicilia e-servizi
S.p.A'., onorevole Savona.
Ne do lettura:
Illustre Presidente,
desidero rappresentarLe che la Commissione parlamentare di
indagine da me presieduta, costituita con D.P.A. n. 260 del 6
maggio 2011, è stata prorogata di ulteriori due mesi con delibera
dell'Assemblea del 21 settembre 2011. Ciò attesta la complessità
dell'oggetto dell'indagine.
Orbene, detta proroga decorrendo dalla data della prima scadenza,
cioè il 21 di agosto 2011, e coincidendo in gran parte con il
periodo di aggiornamento dei lavori parlamentari dovuti alla pausa
estiva, risulta concretamente inidonea allo scopo di consentire il
completamento dei lavori della Commissione.
Pertanto, ravvisata la necessità per la Commissione di esaminare
la copiosa produzione documentale richiesta e non ancora trasmessa
dai competenti organi sociali della società Sicilia e-servizi
S.p.A.' e dagli uffici dell'amministrazione regionale e ravvisata,
altresì, l'opportunità che la Commissione compia gli ulteriori e
consequenziali atti istruttori, Le chiedo di prorogare di ulteriori
due mesi, a far data dalla prossima scadenza del 21 ottobre 2011,
il termine assegnato alla Commissione parlamentare speciale di
indagine sul Piano di informatizzazione della Regione siciliana con
particolare riferimento agli affidamenti della società Sicilia e-
servizi S.p.A'.
A riguardo Le comunico che la Commissione ha predisposto un
apposito ordine del giorno che le chiedo di volere sottoporre
all'Aula nella prima seduta utile.
Annunzio di ordine del giorno numero 585
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dagli onorevoli Savona e De Benedictis l'ordine del giorno numero
585 Ulteriore proroga termine assegnato alla Commissione su
Sicilia e-servizi S.p.A.'.
Se non sorgono osservazioni e non avendo alcun deputato chiesto di
parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Pertanto, il termine assegnato alla suddetta Commissione è
prorogato di ulteriori due mesi secondo quanto previsto dall'ordine
del giorno in questione.
Presidenza del presidente Cascio
Sull'ordine dei lavori
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
malincuore perché, oggi, abbiamo letto sulla stampa su una presunta
vendita o acquisizione delle quote della Siremar. E su questa
vicenda devo dire che questa Aula e la Commissione sono state già
interessate, perché nel mese di settembre gli onorevoli Beninati,
Caronia e Rinaldi, presentarono un'interrogazione per chiedere se
era stata posta una fideiussione bancaria.
La domanda è stata riproposta in Commissione Bilancio alla
presenza dell'assessore Armao; l'Assessore Armao ha dichiarato,
anzi leggo testualmente: Assicura che per quanto è a conoscenza
dell'Assessorato, il 4 ottobre, non è intervenuta alcuna
fideiussione da parte della Regione riguardo all'acquisto della
compagnia marittima Siremar .
Questa stessa domanda viene posta in Aula - c'è il verbale d'Aula
-, non ricordo se da parte dell'onorevole Caronia o da parte
dell'onorevole Beninati, e l'allora presidente dell'Assemblea, se
non sbaglio l'onorevole Oddo, praticamente rammenta ai colleghi
Beninati e Caronia che stamane il Governo in II Commissione ha
assolutamente escluso qualsiasi tipo di operazione fatta per quanto
tutto ciò dagli stessi richiamato; quindi il Governo dice che non
c'è alcuna fideiussione. Parliamo di 35 milioni di euro.
Notizie di stampa, ognuno di noi si interessa, perché questo è il
nostro compito e il nostro ruolo; personalmente in data 10 ottobre
mando un fax con richiesta di riscontro urgente all'assessore
Armao, ma soprattutto al ragioniere generale, al dottor Enzo
Emanuele, con il quale mi sento spesso per questa occasione, e mi
sento con l'assessore Armao.
Ho notato - devo dire - un certo imbarazzo su questa vicenda,
perché non dirlo.
Da parlamentare - per questo mi rivolgo a lei, signor Presidente;
per questo intervengo sull'ordine dei lavori, ed ora le spiegherò
il perché -, ho chiesto ai sensi e per i motivi di cui all'articolo
28 bis della legge regionale 10/1991, che abbiamo rafforzato dopo
il cosiddetto caso Buzzanca , al quale erano stati negati gli
atti. Tutto mi sarei aspettato, tranne una risposta che,
obiettivamente ancora stento a credere che mi sia stata data;
ebbene, mi dicono Con riferimento alla richiesta acquisita al
protocollo generale dell'11 ottobre 2011, considerato che gli atti
di cui in oggetto coinvolgono direttamente soggetti terzi nella
qualità di soci per azioni, sentiti i legali delle predette
compagnie societarie, gli stessi hanno riferito che per la
divulgazione degli atti in argomento occorre il loro consenso .
Rimango allibito, cioè la Regione siciliana è parte - poi nel
merito si vedrà - di una società Compagnia delle Isole, dove c'è
l'onorevole Lauro Di Napoli, parte di questa società, diventa socio
di maggioranza attraverso un sistema di scatole cinesi ed il
Direttore generale risponde a me parlamentare che non può darmi le
carte, perché c'è la necessità del consenso degli altri associati.
Guardi Presidente, non è questa la sede per esibire tutte le
sentenze conformi su questa materia che non negano il diritto di
accesso non ai parlamentari, ai consiglieri comunali che hanno un
diritto privilegiato su queste cose.
Ma, oggi, leggo Repubblica e testualmente il Presidente della
Regione, smentendo il suo assessore Armao, dichiara: La Regione
non ci metterà un euro - su questo dobbiamo vedere -, Abbiamo sì
dato una garanzia di 35 milioni . Mettetevi d'accordo C'è o non
c'è questa fideiussione? Si possono avere queste carte assessore
Chinnici, considerato che abbiamo esitato la legge sulla
trasparenza? Gradirei sapere se è nostro diritto averle o no.
Ritengo di sì.
Signor Presidente, non posso fare ricorso al TAR, sono un
parlamentare. Cosa devo fare per avere le carte dalla Regione
siciliana?
Mi rivolgo alla sua autorevolezza, non di Francesco Cascio, di
Presidente del Parlamento siciliano; non è più possibile che
l'Assessore di turno, che il dirigente di turno ostacoli l'attività
ispettiva di un parlamentare. Qui parliamo di garanzie di 35
milioni, non entro nel merito di tutto il resto, su questo ho
chiesto all'onorevole Caputo un approfondimento insieme alla
Commissione per l'Esame delle attività dell'Unione Europea se c'è
stata violazione in base all'articolo 107, se si rappresenta aiuto
di Stato, sostanzialmente, in questi casi.
Signor Presidente, chiedo un'apposita riunione, un'assemblea che
discuta sul diritto di accesso e che censuri il comportamento del
Governo nella sua interezza. Cosa si nasconde? Soffro nel dire
certe cose. Questo non rappresenta un discorso di maggioranza o di
opposizione. Si figuri oggi è successo a me che sono in maggioranza
figuratevi a quello all'opposizione, si fa per dire. Qui riguarda
il ruolo del parlamentare, è lei che deve prendere un'iniziativa
forte. Abbiamo, con la recente legge del mese di aprile, rafforzato
il ruolo dei parlamentari regionali, una rubrica apposita, il 28
bis e mi si dice - ribadisco - che la Regione siciliana si è
rivolta ai legali delle società private e che occorre il loro
consenso. E se questi il consenso non me lo danno, che faccio?
Signor Presidente si indica una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari e si esamini attentamente in Assemblea tutta
questa problematica, a prescindere dalle questioni di merito su cui
nutro forti, ma forti perplessità.
PRESIDENTE. La Presidenza, come ha fatto in passato, lei stesso ha
citato l'episodio Buzzanca, si farà carico di mettere in pratica
tutte le iniziative a tutela delle prerogative delle attività dei
parlamentari.
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un argomento
che riguarda questa materia. Purtroppo, anche qui sull'argomento,
che ha esplicitato bene, devo dire, per la sua parte l'onorevole
Ardizzone, che riguarda l'accesso agli atti, principalmente di
questa vicenda, che il sottoscritto nel mese di settembre - sono
stato chiamato in causa, infatti -, ha presentato
un'interrogazione.
Signor Presidente, su questa materia - devo spiegarlo considerato
che nonostante ho presentato un'interrogazione, che era per giunta
urgente, è passato quasi un mese -, ho chiesto che venisse
immediatamente risposto al sottoscritto con tutti gli atti, le
procedure che hanno messo in atto questa garanzia
Veda, signor Presidente, anche questo modo di agire - mi creda,
con l'onorevole Ardizzone non ci siamo sentiti su questa storia -
di non dare comunicazione degli atti e che, paradossalmente,
l'onorevole Caronia - è bene che questo resti agli atti - in II
Commissione, alla presenza dell'assessore Armao, ha posto questo
problema, cioè se la Regione aveva garantito con fideiussione un
qualcosa che era poi la fideiussione stessa che l'istituto di
credito - a questo punto possiamo anche dirlo, personalmente non
l'ho detto nell'interrogazione, ma ho approfondito, mi risulta
essere l'Unicredit -, non ha rilasciato alla società, ma l'ha
rilasciata solo in quanto la Regione ha dato garanzia
fideiussoria.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, mi scusi, l'argomento è stato già
trattato. Non possiamo fare un dibattito sulle comunicazioni.
Altrimenti, la Presidenza prenderà l'abitudine di far fare le
comunicazioni sull'ordine dei lavori a fine seduta. E' un garbo che
la Presidenza attua perché l'argomento è delicato, ma non si può su
una comunicazione, sull'ordine dei lavori, aprire un dibattito. La
invito a concludere.
BENINATI. Signor Presidente, le chiedo questo, ecco qual è
l'ordine dei lavori. Tenuto conto che fra qualche giorno ci sarà
un'aggiudicazione di cui, sicuramente, il commissario D'Andrea non
è a conoscenza - lo dico assumendomi la responsabilità che forse
c'è una fideiussione non veritiera da parte della Regione -,
sarebbe il caso che a questa interrogazione presentata dal
sottoscritto, lei per la sua parte, dia l'opportunità, la celerità
ad una risposta perché faremo in modo poi di innescare un
contenzioso che, certamente, metterà più in difficoltà i trasporti
per le Isole minori.
Quindi, siccome siamo ancora in tempo, l'aggiudicazione non si è
manifestata e l'interrogazione è stata presentata e nessuna
risposta è stata data, la prego, la invito, tenuto conto l'urgenza,
di invitare il Governo e l'assessore Armao a rispondere a questa
interrogazione, ma non a rispondere dopo, bensì prima. E' questo il
motivo del mio intervento.
PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in IV
Commissione si sta discutendo, ormai da settimane, ed il presidente
Mancuso ha voluto una sottocommissione che sta lavorando sul testo
per definire la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia.
Nel frattempo, però, e mi rivolgo all'Assessore per le autonomie
locali, sta accadendo un fatto gravissimo, vale a dire la nomina di
commissari che dispone l'Assessorato Energia, sia per alcuni comuni
della provincia di Siracusa, sia per il comune di Barrafranca, in
provincia di Enna.
Mentre l'Assemblea regionale, alla luce di un referendum che si è
tenuto in tutta Italia, sta elaborando un testo da sottoporre
all'Aula, che consenta di dibattere sulla questione dei servizi
pubblici locali con una certa attenzione, con una volontà popolare
che è stata chiara e decisiva, ci ritroviamo ad avere - e spero che
l'assessore Chinnici mi possa ascoltare- un'invasione e una
violazione di prerogative dei comuni, i quali vengono commissariati
e diffidati a consegnare impianti, nel caso di Barrafranca, a tempo
scaduto, cioè quando, ormai penso nei prossimi giorni, sicuramente
si inizierà a discutere in Aula di questo testo.
Cosa ancora più grave a Siracusa, dove è stato nominato un
commissario per sostituire il Consiglio di amministrazione dell'ATO
che non rispondeva più alle disposizioni dell'assemblea costituita
dai sindaci, il quale chiede che si intervenga nei confronti dei
sindaci che non hanno consegnato gli impianti. In particolare, nei
confronti del comune di Melilli, che ha avuto riconosciuto,
addirittura con una sentenza del CGA, inappellabile, il diritto a
non consegnare l'acquedotto comunale.
Mi auguro, signor Presidente, che ci possa essere un allineamento
delle azioni del Governo, delle funzioni del Governo, rispetto a
quella che è l'attività parlamentare, a quelle che sono le
disposizioni parlamentari.
Nell'ultima finanziaria è stato previsto il commissariamento per
questioni attinenti gli ATO rifiuti, ma non per gli ATO idrici, c'è
quindi il rischio che questo Parlamento legiferi anche in assenza
di normative. La pregherei di attenzionare questo aspetto, perchè
il rischio è che si formino due fonti normative: una legislativa,
che viene disattesa, e una della prassi della forza dell'esecutivo,
che agisce comunque al di là della presenza o meno di norme che
glielo consentono.
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vista 'importanza
degli argomenti trattati, ricordo che le ho già fatto da qualche
anno una richiesta per istituire, anche qui nell'Assemblea
regionale siciliana, il question time.
Credo che adesso, come non mai, sia necessario inserire questo
strumento per ricevere delle risposte immediate, come nel caso
della Siremar, che credo abbia un'importanza notevole anche per
l'Assemblea e per i siciliani.
Quindi, glielo chiedo ancora una volta - non so se le mie
richieste non le sono simpatiche - ma, se può farlo, raccoglierà la
gratitudine di tutti i deputati.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, come lei sa, sono favorevole al
question time da quando mi sono insediato alla Presidenza dell'ARS.
Il problema è che non sempre è facilmente gestibile con la
disponibilità degli assessori. Io l'avrei fatto
istituzionalizzandolo due mercoledì al mese, dalle 15,00 alle
16,00, ma non sempre gli assessori sono disponibili, per cui
rischieremmo di restare qui un'ora ad aspettare la presenza del
Governo di turno.
Però insisteremo, ci riproveremo.
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, richiamo
l'attenzione della Presidenza, che è stata garante della
dichiarazione resa dall'assessore Armao proprio nella seduta del 4
ottobre scorso, che - vorrei ricordare - ha scongiurato in maniera
inequivocabile un'eventuale presenza, compartecipazione o
partecipazione ad una polizza fidejussoria, che ha poi, di fatto,
garantito l'aggiudicazione dell'acquisto di una società come la
Siremar.
Vorrei ricordare che è stata acquistata con la compartecipazione
della Regione, in ragione del 24 per cento, e garantita con circa
36 milioni di euro. La quota che la Regione avrebbe dovuto, ammesso
che ci fosse stata la legge, garantire con una polizza
fidejussoria, non andava oltre i 17 milioni di euro. Pertanto, la
Regione ha garantito la possibilità di partecipare e, poi, di
aggiudicarsi una gara, ad un soggetto privato, sostituendosi
appunto al privato stesso.
Ritengo che ci siano degli elementi di estrema gravità in quello
che è accaduto, e richiamo la Presidenza perché in quell'occasione,
l'onorevole Oddo, ci ha dato garanzia che tutto ciò che l'assessore
aveva dichiarato era assolutamente confortato da dichiarazioni
rese, non soltanto in Aula, ma anche in Commissione Bilancio. Per
cui, richiamo il ruolo della Presidenza, affinché sia garante di
quelle importanti dichiarazioni che sono state smentite dal
Presidente della Regione, che oggi dichiara di avere stipulato una
polizza fidejussoria con Unicredit per 35 milioni di euro.
Ritengo tutto ciò gravissimo, e lesivo, non soltanto degli
interessi dei siciliani, ma anche dell'interesse di chi li
rappresenta. Se in quest'Aula passasse il principio che ciò che
viene affermato è privo di fondamento, saremmo davanti ad uno dei
momenti più delicati e più importanti, e ritengo che la Presidenza
debba farsi carico di questa problematica, e che venga affrontata
in maniera immediata ed urgente, con una seduta possibilmente
dedicata alla trattazione di questo tema.
Inoltre, vorrei ricordare a me stessa e agli onorevoli deputati
che sono qui presenti, che la Regione Sicilia è stata l'unica delle
quattro regioni d'Italia che avevano la possibilità di avere, a
titolo gratuito, le società di navigazione che collegano con le
Isole minori, che ha rifiutato acquistandole in compartecipazione
con privati per 67 milioni; appare alquanto strano che ciò che può
essere gratis viene pagato a suon di quattrini.
Io credo che sia un momento di riflessione importante in un
momento in cui del denaro pubblico sicuramente si parla e si parla
in termini di sprechi.
Ritengo che sia assolutamente necessario approfondire, in maniera
puntuale, ciò che il Governo di questa Regione ha messo in atto,
anche perché - ripeto - le affermazioni rassicuranti fatte
dall'Assessore, in Commissione ed in Aula, vanno verificate e,
soprattutto, chiedo alla Presidenza di farsene carico.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è ovvio che il vicepresidente di
turno, onorevole Oddo, non ha fatto altro che riportare le
dichiarazioni dell'assessore in II Commissione. Cercheremo comunque
di rintracciare il Governatore e l'assessore per l'Economia per
avere una risposta.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
l'intervento dell'onorevole Panepinto, e ritengo opportuno
integrare le considerazioni che lui ha svolto, soprattutto in
ordine ai commissariamenti dei Comuni che, nella provincia di
Siracusa, non hanno consegnato i propri impianti al Consorzio ATO
idrico di Siracusa.
Al riguardo, la scorsa settimana, il Comitato per l'acqua bene
comune della Sicilia , ha scritto una lettera al Presidente della
Regione e all'assessore Marino, rappresentando la delicatezza della
situazione, con particolare riguardo al caso di Siracusa dove,
succintamente, richiamo l'attuale Commissario straordinario, in
sostituzione del Consiglio di amministrazione nominato commissario
dal Presidente della Regione, che si è trovato ad affrontare la
situazione, assumendosi la responsabilità di alcuni atti che
possono destare perplessità. In ogni caso, veniva richiamata
l'inopportunità di procedere, in questo momento, a questi
commissariamenti, non soltanto per le ragioni che ha ricordato
l'onorevole Panepinto, che attengono al tema più generale della
ripubblicizzazione delle acque e, quindi, all'articolo 49 della
finanziaria del 2010 che, quest'Assemblea, ha votato dopo i
referendum, e al disegno di legge in itinere presso la IV
Commissione, ma anche perché, in ordine alla vicenda dell'ATO
idrico di Siracusa, si manifesta la circostanza per la quale il CGA
aveva dichiarata illegittima la procedura di affidamento della
gara, e sussistono dubbi circa la inefficacia o, addirittura, la
nullità del contratto stesso. Nelle more di tutto ciò, il
Commissario ha ritenuto - ed avrà avuto le sue ragioni, ma
certamente, la questione non è definitivamente risolta e chiarita -
di andare avanti col contratto, ed in questa circostanza invitare i
Comuni che non hanno ancora consegnato gli impianti. E aggiungo che
non l'hanno fatto perché così era stato stabilito con il soggetto
gestore, dilazionando la consegna in tre trance successive,
intimandogli adesso la consegna e, quindi, provvedendo in via
sostitutiva con dei Commissari.
Credo anch'io che tutto questo sia assolutamente inopportuno, e mi
corre l'obbligo di dire che quella nota che il Comitato per
l'acqua bene comune ha inviato al Presidente della Regione è stata
oggetto di una successiva nota da parte del Gabinetto della
Presidenza della Regione che, raccogliendo l'invito del Comitato ha
chiesto all'assessore Marino delucidazioni circa l'attività posta
in opera dal Commissario straordinario del Consorzio dell'ATO
idrico di Siracusa.
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza entrare nel
merito delle cose che hanno detto i colleghi, per altro quasi tutti
di maggioranza, siamo in una situazione paradossale ed io mi
meraviglio che lei abbia dato la parola su argomenti importanti.
Siccome ritengo che quest'Aula parlamentare debba occuparsi di
quanto detto dai colleghi della maggioranza, tenuto conto che c'è
stato un attacco al Governo, l'assessore Marino da un lato, e
l'assessore Armao dall'altro, invito i colleghi di maggioranza,
piuttosto che fare piccoli comizi da questo scranno, a presentare
atti parlamentari che censurino il comportamento di questi
assessori, altrimenti non capisco quale può essere il ruolo di
questo Parlamento.
Signor Presidente, ci eviti ordini del giorno su cui ognuno
ritiene di prendersi un momento di gloria e poi non arrivare a
quelle che sono le finalità vere delle cose che si dicono.
Rispetto a questo, invito i colleghi di maggioranza che sono
intervenuti a censurare il comportamento dei due assessori
proponendo a questo Parlamento un'azione dove tutti, non solo siamo
coinvolti, ma diremo la nostra con un voto palese e democratico.
parlamentari
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di passare all'esame del
punto II all'ordine del giorno, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari riunitasi oggi, 18 ottobre 2011,
sotto la presidenza del Presidente dell'ARS, On. Cascio, presenti
il Vicepresidente vicario, On. Formica, ed il Vicepresidente, On.
Oddo, con la partecipazione dell'Assessore per l'economia, prof.
avv. Armao, ha definito all'unanimità il programma-calendario dei
lavori parlamentari per la corrente sessione e per la sessione di
bilancio.
A causa degli adempimenti connessi all'organizzazione dei lavori
dell'Assemblea parlamentare del Mediterraneo, che si terrà la
settimana prossima qui a Palazzo Reale dal 27 al 29, i lavori
parlamentari (Aula e Commissioni) saranno anticipati a lunedì 24 e
martedì 25 ottobre 2011.
Aula
L'Aula terrà seduta nella corrente settimana (dal 18 al 20 ottobre
2011) e nella successiva (dal 24 al 25 ottobre 2011), per il
seguito della discussione del disegno di legge nn. 684-35-279-322-
334/A Promozione della lingua dei segni italiana (LIS) , già
iscritto all'ordine del giorno dell'odierna seduta, e per l'avvio
dell'esame del disegno di legge nn. 502-106-441/A Modifiche e
integrazioni al sistema elettorale degli enti locali nonché dei
seguenti, ove esitati dalle competenti Commissioni:
-nn. 732-672-699-700-713 Interventi per lo sviluppo
dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia di artigianato,
cooperazione e commercio ;
-n. 781 Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il
superamento della crisi dell'area industriale di Termini Imerese ;
-n. 750 Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo presso l'Agenzia regionale per la protezione
ambientale ;
-n. 777 Trattamento pensionistico dipendenti Ente acquedotti
siciliani ;
-n. 483 Promozione della ricerca sanitaria ;
-n. 793 Interventi a sostegno delle Associazioni antiracket :
-nn. 371-485-510-2 Norme per il contrasto e la prevenzione della
violenza di genere ;
-nn. 132-210-325-463-464 Riconoscimento e valorizzazione della
funzione educativa delle parrocchie ;
-disegno di legge nn. 712-617 (scuola alfamediale);
-disegno di legge n. 716 Norme sulla riqualificazione della
Dirigenza e del personale tecnico del Corpo forestale della
Regione rinviato dalla Presidenza alla Commissione di merito per
l'acquisizione del parere della Commissione bilancio.
Le Commissioni daranno priorità, altresì, all'esame dei
seguenti disegni di legge:
-ddl recanti modifica allo Statuto della Regione in materia di
riduzione del numero dei deputati regionali;
-ddl in materia di housing sociale;
-ddl di modifica dell'articolo 36 dello Statuto speciale della
Regione siciliana;
-disegno di legge, di iniziativa governativa, (n. 794 - riforma
delle ASI) in corso di assegnazione alla competente Commissione
legislativa permanente (III).
La Conferenza dei Capigruppo ha, infine, deliberato di non
procedere alla calendarizzazione, prima della sessione di bilancio,
del disegno di legge di iniziativa popolare di istituzione della
provincia regionale di Gela.
La sessione di bilancio avrà inizio il 31 ottobre 2011.
L'esame del disegno di legge del bilancio della Regione e dei
connessi documenti finanziari ha luogo nell'ambito di un'apposita
sessione parlamentare, della durata di quarantacinque giorni a
decorrere dalla effettiva distribuzione del testo del disegno di
legge e delle tabelle allegate, che deve comunque avvenire entro il
mese di ottobre di ciascun anno (art. 73 bis, comma 1, Reg. int.
ARS).
In ordine al disegno di legge finanziaria 2012 ed al disegno di
legge del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2012 e pluriennale per il triennio 2012-2014, il
Presidente procederà alla loro assegnazione dopo aver accertato che
il disegno di legge finanziaria non rechi disposizioni estranee
all'oggetto come definito dalla legislazione vigente o contrastanti
con le regole di copertura stabilite dalla legislazione vigente per
la stessa legge finanziaria, comunicando all'Assemblea le norme
eventualmente stralciate (art. 73 ter, comma 2, Reg. int. ARS).
Durante l'esame nelle commissioni delle parti di rispettiva
competenza del disegno di legge di bilancio e dei singoli stati di
previsione è sospesa ogni altra attività legislativa in
commissione. E' tuttavia consentito alle commissioni di procedere
all'esame di altri progetti di legge allorché abbiano integralmente
esaurito il compito ad esse assegnato dall' art. 73 ter (art. 73
bis, comma 2, Reg. interno).
Sessione di bilancio - Commissioni
Entro giovedì 10 novembre 2011, le Commissioni di merito, dopo
aver esaminato, per le parti di rispettiva competenza, il disegno
di legge finanziaria 2012 ed il disegno di legge del bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2012 e
pluriennale per il triennio 2012-2014, invieranno le proprie
osservazioni e proposte alla Commissione Bilancio , nominando
altresì un relatore che partecipi, per riferirvi, alle sedute di
quest'ultima Commissione (articolo 73 ter, comma 3, del
Regolamento).
Entro mercoledì 30 novembre 2011, la Commissione Bilancio
concluderà l'esame di competenza esitando per l'Aula il disegno di
legge finanziaria 2012 ed il disegno di legge del bilancio di
previsione della Regione per l'esercizio finanziario 2012 e
pluriennale per il triennio 2012-2014, nominando un relatore di
maggioranza e uno o più relatori di minoranza per l'Assemblea
(articolo 73 ter, comma 6, del Regolamento).
I giorni 1, 2 e 3 dicembre mattina 2011 saranno dedicati agli
adempimenti per la predisposizione e la stampa dei volumi del
bilancio e della finanziaria nei testi esitati per l'Aula.
Sessione di bilancio - Aula
Da lunedì 5 dicembre 2011 (pomeriggio), l'Aula procederà alla
discussione congiunta del disegno di legge finanziaria 2012 e del
disegno di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2012 e pluriennale per il triennio 2012-
2014, fino all'approvazione finale dei documenti.
All'uopo, la Presidenza si farà carico di predisporre un'ipotesi
di organizzazione dei tempi e degli stessi lavori parlamentari ai
sensi dell'art. 73 bis Reg. int. ARS.
Resta sottinteso che, per poter approvare le norme cui ho fatto
riferimento all'inizio della mia comunicazione, sarà necessario
aprire una finestra legislativa, che sarà verosimilmente a fine
novembre.
Così resta stabilito.
parlamentari
Presidenza del presidente Cascio
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Famiglia, politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica Famiglia,
politiche sociali e lavoro .
Si procede con l'interrogazione n. 1709 «Notizie sulla formazione
dei soggetti utilizzati nei cantieri per disoccupati di cui alla
legge regionale n. 6 del 2009», a firma dell'onorevole Campagna.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione è
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1713 «Iniziative a sostegno dei
familiari del marocchino Nureddine Adnane», a firma dell'onorevole
Caputo.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione è
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1799 «Iniziative a sostegno del
personale della Multimedia Planet s.r.l.», a firma dell'onorevole
Oddo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
il giorno 3 marzo 2011, presso il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali, si è tenuto l'incontro per l'esame della
situazione occupazionale della Multimedia Planet s.r.l. ai fini
della sottoscrizione dell'accordo governativo per la proroga del
trattamento di CIG in deroga ex art. 1 co.30, l. n. 220/2010 (legge
di stabilità 2011);
tale incontro è stato richiesto, al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali con nota del 25.01.2011 dal dott. Francesco
Dimundo, commissario giudiziale della Multimedia Planet srl, al
fine della concessione della proroga del trattamento di CIG in
deroga per l'intero organico aziendale;
con successiva nota del 16.02.2011 il Ministero ha convocato tutte
le parti interessate per il giorno 3 marzo 2011 ai fini della
sottoscrizione dell'accordo governativo;
oltre alla Multimedia Planet srl sono stati convocati le
organizzazioni sindacali, Italia Lavoro, la Regione Puglia e la
Regione siciliana;
la Regione siciliana, benché formalmente convocata dal Ministero,
è risultata assente all'incontro del 3 marzo 2011;
le parti interessate presenti hanno concordato sulla necessità di
prorogare il ricorso allo strumento della cassa integrazione
guadagni in deroga al fine di favorire percorsi di ricollocazione
dei lavoratori durante il periodo di fruizione dell'ammortizzatore
sociale con l'ausilio di percorsi di formazione avviati presso le
regioni interessate;
le parti presenti hanno, altresì, convenuto di attivare, quale
strumento di gestione degli esuberi in vigenza del periodo di CIG,
una procedura di mobilità ex legge n. 223/1991, unicamente al fine
di consentire l'esodo dei lavoratori, che non si oppongono al
licenziamento, e, pertanto senza ricorso ad ulteriori strumenti di
ammortizzatori sociali in deroga;
la Regione Puglia ha dichiarato di accettare per quota parte la
contribuzione di sostegno al reddito per i lavoratori interessati
dall'accordo;
il commissario giudiziale presenterà, al competente ufficio della
d.g. ammortizzatori sociali, istanza ai fini della concessione
della proroga del trattamento di CIG in deroga ex art. 1, co.30, l.
n. 220/2010 (legge di stabilità 2011), riguardo ad un numero
massimo di 750 lavoratori delle sedi di Birritto (BA) n. 400 e di
Trapani n. 350, per la durata di circa 2 mesi, a decorrere dal
14.04.11 e sino al 30.06.11;
la CIG in deroga sarà a zero ore e senza rotazione;
l'operatività dell'accordo stipulato in data 3 marzo 2011 è
sospensivamente condizionata alla ricezione di specifici atti di
assenso da parte delle regioni coinvolte dalle misure previste e
non presenti alla sottoscrizione dell'accordo governativo, nella
misura del 30% del sostegno al reddito;
per sapere quali misure intendano adottare, considerata la non
partecipazione alla convocazione del 3 marzo 2011 all'incontro
svoltosi presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali,
per i 350 lavoratori della Multimedia Planet srl, società che ha
operato nella città di Trapani».
Ha facoltà di parlare l'assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro, professore Piraino, per rispondere
all'interrogazione.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione n.
1799 verte sulla iniziativa a sostegno del personale di Multimedia
Planet ed in qualche modo sottolinea il motivo per il quale non si
sia presa in considerazione, in maniera specifica, questa platea di
350 lavoratori che chiedevano di poter partecipare alla provvidenza
per la cassa integrazione da parte della Regione siciliana.
Il motivo era soltanto determinato dal fatto che l'accordo tra lo
Stato e la Regione si è stipulato successivamente alla data in cui
era stata fatta la richiesta, quindi non si poteva che prendere in
considerazione nei termini successivi a quelli in cui la proposta
era stata fatta. Questo non significa evidentemente che debbano
necessariamente restare esclusi dalla possibilità di usufruire
dell'accordo, ma chiaramente devono rispettare una successione
temporale che preveda di poter considerare la validità degli
accordi assunti.
Prima non si poteva intervenire perché, senza accordo, comunque
non si può intervenire.
Se poi restano fuori è un'altra questione che non attiene al
motivo per il quale sono stati esclusi in questa prima fase. Da
questo punto di vista, non è una esclusione che trova una
giustificazione nel merito, ovvero una esclusione che trova una
ragione soltanto di natura procedimentale e di natura temporale,
perché gli atti si erano perfezionati in tempi successivi a quelli
in cui si era verificata la richiesta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta.
ODDO. Mi dichiaro soddisfatto.
parlamentari
Presidenza del presidente Cascio
Comunicazioni del Presidente sulla questione Siremar
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico, anche in virtù del
dibattito conclusosi poco fa, che il Governo ha dato disponibilità
a discutere sulla questione Siremar lunedì 24 ottobre 2011, alle
ore 16.00. Pertanto, tale discussione, verrà inserita al primo
punto all'ordine del giorno della seduta di giorno 24 ottobre.
parlamentari
Presidenza del presidente Cascio
Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica
Famiglia, politiche sociali e lavoro
PRESIDENTE. Si riprende lo svolgimento delle interrogazioni della
Rubrica Famiglia.
Si passa all'interrogazione n. 1802, a firma dell'onorevole
Lentini. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
l'articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, prevede
norme in materia di formazione dei lavoratori e dei loro
rappresentanti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro;
per la partecipazione ai cantieri di lavoro di cui all'articolo 36
della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, coerentemente con le
previsioni di cui al C.C.N.L. dell'edilizia, è previsto lo
svolgimento di attività formative rivolte ai soggetti che non
possiedano pregresse esperienze nel settore edile;
per la selezione dei soggetti cui affidare l'esecuzione delle
attività formative di cui sopra, il dipartimento regionale del
lavoro ha emanato un avviso pubblico (avviso n. 2 del 12 marzo
2010) in cui si invitavano le associazioni di categoria a
presentare le offerte, indicando distintamente le condizioni e le
modalità per lo svolgimento delle attività dette;
atteso che:
coerentemente con le indicazioni dell'avviso hanno presentato
manifestazioni di disponibilità a realizzare i corsi 24 enti di
formazione;
nonostante soltanto una delle offerte risulti pervenuta fuori
termine, ben 22 sono state escluse, determinando la sopravvivenza
di una sola offerta;
l'esclusione di quasi tutte le offerte viene motivata con la
presunta mancanza dei requisiti degli offerenti e/o in quanto gli
stessi non costituiscono enti bilaterali di formazione, requisito
peraltro non esplicitamente indicato nell'avviso e non richiesto
dalla vigente normativa;
ritenuto che:
non si comprendono quali criteri siano stati adottati per
determinare l'esclusione delle 22 offerte;
molti dei soggetti esclusi sono qualificati come enti paritetici
bilaterali e pertanto appare palesemente contradditoria la
motivazione dedotta per la loro esclusione;
l'indicazione di un solo soggetto titolato alla realizzazione dei
corsi costituisce un'oggettiva anomalia e comporta, a carico degli
enti che realizzeranno i cantieri, l'impossibilità di utilizzare le
sedi formative eventualmente più vicine territorialmente;
la situazione determinatasi è foriera di generare contenziosi in
sede giurisdizionale, che rischiano di fare slittare l'avvio tanto
delle attività formative quanto degli stessi cantieri di lavoro;
per sapere:
quali criteri e procedure siano stati adottati per la selezione
degli enti accreditati per lo svolgimento dei corsi;
se intendano porre in essere le iniziative necessarie per la
revoca o la revisione degli atti che hanno condotto all'indicazione
di un unico soggetto accreditato per le attività formative».
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'onorevole Lentini
chiede notizie su una questione che ha costituito oggetto di un
intervento giurisdizionale e cioè come siano stati affidati i
servizi formativi propedeutici allo svolgimento dei cantieri di
lavoro, perché è noto che i lavoratori che vengono impiegati per la
prima volta in cantieri di lavoro devono esplicare prima
un'attività di formazione in modo tale da garantire la loro
sicurezza nelle attività lavorative.
Questo affidamento dei servizi è, sostanzialmente, affidato a una
regolamentazione nazionale che prevede che debbano fare - non
possano ma debbano - la formazione soltanto gli enti, gli organismi
paritetici, quindi quegli organismi che costituiscono l'espressione
sia del mondo dell'impresa che del mondo del lavoro. Tutto questo è
stato attentamente e scrupolosamente osservato da tutte le
Amministrazioni; una società in particolare che si è sentita
esclusa ha fatto ricorso al TAR, e non solo il TAR gli ha dato
torto ma avendo poi appellato la decisione del TAR al Consiglio di
Giustizia Amministrativa, ha ricevuto anche da parte dell'Organo di
secondo grado della giustizia amministrativa una risposta negativa,
cosa che ha confermato la giustezza dell'applicazione della
normativa adottata da parte della Regione e per essa da tutti i
Comuni che, peraltro, era stata anche coerentemente verificata con
il Ministero, che aveva confermato come l'applicazione fosse nella
direzione che aveva adottato la Regione.
Capisco che può risultare restrittivo limitare la possibilità
della formazione per numeri di lavoratori, molto importante perché
si tratta di migliaia di lavoratori che erano impegnati per la
prima volta nei cantieri di lavoro e che hanno visto l'impegno,
l'esercizio di un'attività lavorativa per più di trenta mila unità
lavorative. Però resta il fatto che la normativa prevista è questa,
ed il fatto che ci si riferisca agli organismi paritetici è perché
negli organismi paritetici sono rappresentate tutte le componenti,
sia quelle imprenditoriali che quelle del lavoro, per cui
effettivamente può sembrare una restrizione però bisogna anche
riconoscere che gli interessi sono sicuramente rappresentati.
In ogni caso bisognerebbe modificare questa normativa perché
altrimenti, in via amministrativa, al momento della sua attuazione,
non si può fare diversamente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lentini per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
LENTINI. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1879 «Notizie sul
blocco dei contributi per l'eliminazione delle barriere
architettoniche», a firma dell'onorevole Falcone.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
nel bilancio recentemente approvato dell'Assemblea regionale
siciliana, è stato stoppato il contributo, previsto dalla legge n.
13 del 1989, per l'eliminazione delle barriere architettoniche
negli edifici privati;
a seguito di tale scandaloso provvedimento, i comuni non solo non
potranno accettare nuove domande per l'abbattimento di barriere
architettoniche per portatori di handicap, ma ci sono fondati
rischi che la mancanza di copertura finanziaria colpirà anche le
graduatorie degli anni 2009 e 2010;
considerato che grazie ai contributi erogati negli anni precedenti
dall'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e del lavoro, migliaia di famiglie siciliane hanno potuto adeguare
le proprie abitazioni alle esigenze di chi è portatore di un
handicap fisico, realizzando scivoli o installando ascensori;
visto che compito della politica è venire incontro alle esigenze
dei siciliani svantaggiati e delle loro famiglie, mettendo a
disposizione degli stessi mezzi ed economie tali da dimostrare la
propria vicinanza a chi lotta ogni giorno contro le avversità della
propria vita;
per sapere se non ritengano urgente adottare tutte le iniziative
atte a rimpinguare il capitolo specifico del bilancio, al fine di
sbloccare i contributi per le istanze, presentate dal 2009 ad oggi
e previsti dalla legge n. 13 del 1989, per l'eliminazione delle
barriere architettoniche negli edifici privati».
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
PIRAINO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, questa è una
interrogazione che condivido pienamente nel senso dell'indirizzo
che traspare da essa, cioè nello stimolare l'impegno della Regione
per ché si possano eliminare quante più barriere architettoniche
possibili.
Il problema è che noi avevamo previsto, precedentemente, uno
stanziamento di ben 6 milioni di euro, che poi in sede di
approvazione della finanziaria dello scorso anno fu cassato.
Quest'anno non siamo riusciti a trovare, in sede di prima
presentazione della finanziaria, una soddisfacente cifra da potere
impegnare in questa eliminazione o riduzione delle barriere
architettoniche ed io mi sento di dire di essere sicuro che il
Governo, in sede di ulteriore discussione e approfondimento della
finanziaria, riuscirà a fare qualcosa, anche e soltanto per dare un
segnale di civiltà, in ordine ad una possibilità di movimento da
parte di chi è portatore di una disabilità fisica che non gli
consente di potersi muovere.
Per esempio, avverto come una mortificazione che in alcuni degli
uffici di cui ho la responsabilità, non vi sia la possibilità di
accedere per chi è portatore di un handicap, di una disabilità.
Posso affermare all'onorevole Falcone che mi sento impegnato in
questa direzione che lui sollecita. Ho apprezzato in particolare
l'interrogazione e spero di poter contribuire a dare una risposta
positiva.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Falcone per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
FALCONE. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto della risposta
fornita dall'assessore Piraino nella misura in cui il Governo, in
maniera concreta, nella predisposizione della prossima manovra
finanziaria ma anche del bilancio, possa allocare le risorse
necessarie per quanto riguarda i contributi del 2009 perché,
nonostante l'assessorato alla famiglia avesse fatto un bando al
quale hanno dato riscontro diversi cittadini siciliani con
disabilità, alla fine questi si sono visti preclusi l'erogazione
del contributo.
Ancora ci sono numerosi soggetti che, pur avendo fatto l'istanza,
pur essendo la stessa stata esaminata favorevolmente, sono in
attesa di percepire questo contributo, per cui mi sento soddisfatto
per quello che ha detto l'Assessore, per cui troviamo, allochiamo
queste somme nei prossimi strumenti finanziari in maniera tale da
garantire quelle regole, quei diritti che sono necessariamente da
riconoscere a soggetti che ne hanno maggiormente bisogno rispetto
ad altri.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1902, Attivazione
delle procedure previste dall'art. 14 della legge n. 328 del 2000
in materia di integrazione delle persone diversamente abili , a
firma dell'onorevole Vinciullo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione è
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Abbiamo quindi esaurito lo svolgimento delle interrogazioni della
rubrica Famiglia, politiche sociali e lavoro .
'Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)'
Presidenza del presidente Cascio
Seguito della discussione del disegno di legge Promozione
della lingua dei segni italiana (LIS) (684-35-279-322-334/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge nn. 684-35-279-322-334/A
Promozione della lingua dei segni italiana (LIS) .
Invito i componenti la V Commissione, Cultura, formazione e
lavoro a prendere posto nel relativo banco.
Ricordo che siamo all'emendamento 1.5 a firma Caronia, al quale
era stato presentato il subemendamento 1.5.1, sempre a firma
dell'onorevole Caronia, sul quale, nella seduta precedente, è
mancato il numero legale.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo come la
scorsa settimana sempre sulla stessa problematica. Ma è possibile
su una legge così importante la presenza solo di qualche deputato
della maggioranza? Ma è corretto, nei confronti di quegli operatori
che stanno aspettando questa legge, che vi sia una maggioranza così
esigua di qualche parlamentare? Non è possibile
Si tratta di una legge importantissima e ritengo che questo
Parlamento la debba trattare nel modo giusto, con la presenza
soprattutto della maggioranza in Aula, altrimenti saremo costretti,
ancora una volta, a far valere il primato di questo Parlamento nel
rispetto di questa legge e degli operatori che aspettano queste
norme.
Quindi, signor Presidente, siccome ritengo che i colleghi
parlamentari siano qui, le chiedo di sospendere la seduta per
almeno cinque minuti per farli accomodare nel proprio scranno. Se
non verranno dovremo tirare le somme e capire anche le motivazioni
del non essere presenti.
PRESIDENTE. Invito i Capigruppo a farsi carico di una veloce
verifica.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.05, è ripresa alle ore 18.15)
La seduta è ripresa.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è peggio di prima
Forse era meglio non chiederle nessuna sospensione per chiamare i
colleghi e partecipare ad un disegno di legge importantissimo.
Mi affido alla sua sensibilità, signor Presidente. Non saprei cosa
dirle anche perché qua le attività extraparlamentari nei confronti
dei sordi sono con grandi parole e grandi promesse, dove ognuno si
intesta non si sa che cosa.
La verità, invece, è che non c'è interesse. C'è l'interesse dei
parlamentari qui presenti che sicuramente non sono in numero
sufficiente per raggiungerlo.
Quindi, signor Presidente, mi affido a lei che sicuramente
riuscirà a trovare la soluzione.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, visto che la maggioranza che non è uscita dalle urne e
che poi, con un colpo di Stato, si è impadronita di questa
Assemblea, non riesce a mantenere un minimo di decenza politica e,
quindi, non riesce assolutamente a mantenere il minimo consentito
per potere approvare questo disegno di legge mi appello ai deputati
che questo Governo ha mandato all'opposizione a rimanere in Aula, a
garantire noi il numero legale in maniera tale, onorevole Mancuso,
onorevole Pogliese, che il PDL, che si intesta questo disegno di
legge, e se questo disegno di legge viene portato a casa è perché
il PDL e il PID insieme decidono di mantenere il numero legale e
insieme consentono a questo Parlamento, questa sera, di legiferare;
per cui, signor Presidente, anche a nome dei colleghi del PDL e del
PID, le dico che siamo qui questa sera per approvare questa legge;
però, tutte le associazioni devono sapere che, se questa sera
questa legge viene portata a casa, il merito è esclusivamente
dell'opposizione, che ha deciso di rimare in Aula e di legiferare
nell'interesse dei siciliani.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.5.1, a firma
dell'onorevole Caronia.
Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.5, a firma dell'onorevole Caronia.
Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.6, a firma dell'onorevole Caronia.
Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo necessario
fare alcuni chiarimenti rispetto a questa legge che, probabilmente,
come diceva il collega Vinciullo, ha destato poco interesse nella
maggioranza che sostiene il Governo attuale poiché in questo primo
comma dell'articolo 1 temo che possa in qualche modo ravvisarsi un
obiettivo che ha poco a che vedere con la promozione della lingua
dei segni e, di conseguenza, la tutela di una comunità che è,
appunto, quella dei sordi.
Dico questo perché io ho manifestato già durante i lavori della
Commissione la sensazione e l'impressione che questa legge avesse
come obiettivo primo quello di tutelare in primis le associazioni
che si occupano di sordi e, quindi, chi appunto è soggetto ad un
handicap uditivo piuttosto che i sordi stessi. Dico questo anche
consapevole del fatto che gli interessi che le associazioni portano
avanti sono assolutamente legittimi e lo fanno con estrema serietà,
però, vorrei precisare che questa norma dovrebbe avere come
obiettivo principale quello della tutela dei soggetti sordi e
secondariamente il ruolo delle associazioni dovrebbe essere - come
dire - così tanto marcato.
Inoltre, più volte in Commissione le associazioni che si sono
presentate e che hanno rappresentato l'esigenza delle comunità dei
sordi hanno espresso in maniera esplicita e inequivocabile una
pluralità di interessi ed un modo diverso di approcciarlo che,
secondo me, da questo comma non vengono sufficientemente tenuti in
considerazione.
Quindi, il mio emendamento che sopprime l'articolo 1 è proprio
mirato a quello che era il mio intendimento che, peraltro, ho
manifestato anche nelle sedute precedenti, quello di rivedere
questo testo perché questa legge possa effettivamente andare
incontro alle esigenze delle tante famiglie e dei sordi che oggi
hanno un'esigenza: essere presenti all'interno del tessuto sociale,
lavorativo, scolastico in maniera più forte e soprattutto che
possano farlo attraverso un mezzo di comunicazione che sia unico,
chiaro e, soprattutto, bene statuito da una legge regionale come
quella appunto che noi adesso stiamo trattando.
In seguito, vedremo che ci sono anche degli altri articoli che
parlano anche di come dovrebbe essere normato, in realtà in questa
legge non si norma, il ruolo di un interprete LIS, che, poi, non è
altro che colui il quale che deve, di fatto, promuovere e portare
avanti la lingua dei segni.
Ritengo che questa legge, così com'è scritta, così com'è uscita
dalla Commissione alla quale io ho dato parere, tra l'altro,
contrario, non è assolutamente comprensiva di tutti gli interessi
delle associazioni, ma soprattutto dei sordi e, quindi, ecco perché
negli emendamenti che verranno al di là di questo, che chiaramente
sopprime il comma 1 soltanto perché poi lo riscrive, debba tenere
in maggiore considerazione tutta una serie di problematiche che i
sordi affrontano giornalmente.
Rispetto a questo mi riservo l'opportunità di intervenire
ulteriormente, perché vorrei precisare anche che la portata dei
miei emendamenti non ha un obiettivo di tipo ostruzionistico bensì
costruttivo, perché ritengo che un'opportunità come questa che è
quella di dare a questa legge, a questa lingua, la possibilità di
essere maggiormente presente all'interno delle istituzioni, degli
organi scolastici, debba venire fuori da questo Parlamento; così
come ho detto l'altra volta, io non capisco e non comprendo le
ragioni per le quali dobbiamo delegare alla Giunta, ed appunto
sentiti gli Assessori al ramo, una materia che può essere invece
normata da questo Parlamento avendo a cuore quelle che sono le
esigenze dei sordi che ci sono state manifestate.
Quindi, io, rispetto a questo ritengo che sarebbe opportuno che
questo articolo fosse riscritto; personalmente do la mia assoluta
disponibilità anche a rivedere la possibilità di ritirare gli
emendamenti qualora questo emendamento fosse riscritto alla luce
delle considerazioni che ho appena fatto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo all'emendamento 1.6, rimane
contrario?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, signori deputati, il parere è
contrario, ovviamente, io mi rimetto alla sua saggezza qualora
volesse sottoporre all'Aula la proposta dell'onorevole Caronia che
potrebbe essere una proposta che chiude un certo conflitto a cui
stiamo assistendo.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, c'è una proposta formalizzata di
riscrittura dell'articolo 1?
CARONIA. Sì, anche perché peraltro l'ho anche formalizzata
nell'emendamento che poi sarà successivo. Io però vorrei precisare
che non esiste .
PRESIDENTE. Quello è il comma 2 se non ho capito male.
CARONIA. Si, comunque è chiaro che una riscrittura, sopprimendo
l'articolo 1, è necessaria, ovviamente, anche per ricomporre il
testo.
Vorrei precisare, però, che rispetto a questa materia non si
tratta di conflitto bensì di costruzione, perché alla fine si possa
produrre una legge che sia utile ed efficace nel tempo, quindi,
l'apporto che io intendo dare non è assolutamente in termini
distruttivi bensì costruttivi proprio perché la comunità dei sordi
possa avvantaggiarsi realmente della promozione di una lingua dei
segni che diventa strumento fondamentale per comunicare con la
Società.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, signori deputati, io non volevo
fare nessun tipo di allusione ma siccome io mi trovo di fronte una
trentina di emendamenti firmati da lei debbo pensare che,
evidentemente, c'è una sua posizione antagonista rispetto alla
legge stessa.
Se la possiamo superare dal punto di vista del Governo, io sono
soddisfatto.
CARONIA. Di miglioramento
PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei tentare di sdrammatizzare senza, però,
eludere un tema che io considero fondamentale - poi non so
l'opinione dell'Assessore - che ha dato luogo in Commissione ad una
discussione molto approfondita e che attiene alle Associazioni che
sono riconosciute col decreto del Presidente della Repubblica senza
precludere ulteriori interventi ma, come poi è specificato negli
emendamenti successivi dell'onorevole Lentini sostenuti dalla
Commissione, di evitare che in un campo così delicato, con soggetti
particolari si possa dare luogo a riconoscimento di associazioni
che non hanno la necessaria professionalità e la necessaria
esperienza.
E' tutto qui il tema, è tutta qui la questione.
L'onorevole Caronia, giustamente, ha sostenuto la necessità di
promuovere, naturalmente nell'interesse dei soggetti cui è
destinata la legge, anche nuove professionalità, nuovi soggetti,
però noi dovremmo anzitutto affermare, come si è fatto in altri
campi di interventi a favore di soggetti diversamente abili, di
prestare particolare attenzione, come peraltro avviene in campo
nazionale, a quelle associazioni che, proprio per la
professionalità e la storia che hanno, sono riconosciute con
decreto del Presidente della Repubblica.
Quindi, di questo si tratta, e credo che sia un tema su cui
l'intero Parlamento non può non convenire.
Altra cosa è l'esigenza sollevata dalla collega Caronia che, però,
va contemperata con questa questione, non si può eludere questo
tema.
Per quanto riguarda la lingua dei segni, vorrei ricordare, che
l'articolo 2 affronta questa materia e quindi eventuali
discussioni vanno posposte ad esso.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, penso che lo spirito, come qualche
collega ha detto prima, è quello di superare con piccoli
aggiustamenti questi pochi articoli io direi, se il presidente
condivide, fermo restando che quanto ha detto il vicepresidente
della Commissione, onorevole Panarello, in effetti non è che sia
tanto sbagliato dare questo riconoscimento agli enti che hanno più
qualità, e quindi a questo punto un decreto del Presidente della
Repubblica difetti, già dà una discriminazione, tra quelli che
hanno titolo e quelli che non lo hanno.
Allora io suggerisco alla collega Caronia, così vediamo di
uscirne, se veramente vogliamo risolvere il problema di queste
persone che meritano un'attenzione di quest'Aula, di limitarci,
onorevole Caronia, ad approvare l'articolo 1, che in effetti è di
buon senso.
Onorevole Lentini, lei firma un emendamento che riconosce solo
quegli enti con almeno tre anni di esperienza, forse questo è un
po' restrittivo, potrebbe essere di parte, lei ritiri anche il suo,
vediamo di superare queste spigolature che non aiutano a risolvere
questi problemi e alla fine approviamo l'articolo 1 nella sua
interezza, rinunciando a tutto il resto e andiamo avanti perché
sono delle discussioni, me ne scuso, e avendo letto gli articoli,
sono emendamenti superabilissimi.
Per cui l'onorevole Caronia si farà carico, se lo vuole fare ma da
quello che ho capito forse lo farà, di rinunciare a tutti i suoi
emendamenti, l'onorevole Lentini si farà carico di questo:
approviamo l'articolo 1 e andiamo avanti; con il buon messaggio
che ha dato, anche, il collega Panarello. In effetti l'articolo 1
è di buon senso.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente onorevoli colleghi, per appoggiare in Commissione
l'onorevole Caronia, l'emendamento 1.3 tratta di enti
rappresentativi per dare un'autonomia alla Regione siciliana.
Quindi, il decreto del Presidente della Repubblica che ci
condiziona in un certo modo, poi con questo emendamento
riconosciamo tutti quegli enti che a livello regionali sono
rappresentativi.
Quando parlo di tre anni mi riferisco alla legge regionale n. 328
che stabilisce che possono partecipare tutte quelle associazioni,
per qualsiasi tipo di intervento, con almeno tre anni di attività,
e ciò riguarda proprio l'assessorato per la famiglia.
Quindi, io non ho aggiunto niente di mio, dobbiamo andare avanti,
non possiamo fermarci all'articolo 1, significherebbe sminuire il
disegno di legge. Ciò non avrebbe senso.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, io ritengo che la proposta
dell'onorevole Beninati potesse avere una ratio soprattutto
considerato che gli emendamenti di cui stiamo parlando sono quelli
che vedranno come primo firmatario l'onorevole Lentini.
A mio avviso sono quelli che maggiormente mi inducono a pensare
che questa legge non serve alla comunità dei sordi ma serve alle
associazioni dei sordi.
Rispetto a questo, io lo dico in maniera molto franca,
probabilmente anche a rischio di essere impopolare, non è questo
l'obiettivo di questo disegno di legge o per lo meno del disegno
di legge che io ho contribuito a stilare in Commissione, perché
nell'articolo, e cito le parole, quando si scrive che la Regione
può stipulare le convenzioni con delle associazioni che peraltro
sono quelle riconosciute dal Presidente della Repubblica, ciò è
assolutamente legittimo, mi sembra anche chiaro e non ho nulla da
obiettare.
Però io mi chiedo, se la legge ha come obiettivo quello di potere
acclarare il fatto che la Regione possa stabilire delle convenzioni
con delle associazioni che abbiano una permanenza, esistenza, una
rappresentanza più o meno composta e che siano nelle province in
tutte o soltanto in alcune, che siano presenti già da tre anni, a
me sembra che stiamo vestendo questo disegno di legge addosso a
qualcuno che non sono i sordi, ma sono le associazioni che
dovranno, poi, gestire eventuali convenzioni per fare dei programmi
di intervento in favore dei sordi.
Allora, mi chiedo, se noi dobbiamo approvare un disegno di legge
che serve per promuovere la lingua dei segni italiana, perché non
può farlo direttamente la Regione attraverso un proprio organismo
che abbia il compito di controllare se poi i programmi verranno
portati avanti da associazioni che abbiano i criteri di legge, che
quindi siano quelle associazioni accreditate e riconosciute dal
Presidente della Regione.
Io non comprendo la ragione per la quale quella che è la
normalità, ossia, nel momento in cui ci siano dei finanziamenti da
parte della Regione, non sia la Regione stessa a verificare che le
associazioni abbiano i titoli e che siano legittimamente
rappresentative delle associazioni dei sordi.
Quindi, ripeto, la mia preoccupazione, che continua ad essere più
forte alla luce di questi emendamenti, è che noi stiamo portando
avanti un disegno di legge che ha come obiettivo quello di tutelare
le associazioni e non i sordi. Siccome il mio intendimento è quello
di portare a casa una legge che serva alla comunità dei sordi,
personalmente non sono assolutamente disponibile a ritirare i miei
emendamenti qualora gli altri continuano a rimanere in vita.
Perché, anche nel seguito del testo del disegno di legge, io ho
proposto che venga normato in maniera puntuale ciò che la legge può
fare all'interno dei propri assessorati, con il proprio personale,
nello stipulare direttamente con le associazioni, dare
eventualmente dei finanziamenti affinché si possa fare veramente la
promozione della lingua dei segni negli uffici pubblici, così come
nelle scuole, tutto ciò, affinché il destinatario ultimo di questa
promozione sia il soggetto sordo e non le associazioni che, per
carità, svolgono un ruolo legittimo, ma non è pensabile che si
faccia una legge per le associazioni perché, peraltro, alcune delle
associazioni che tutelano i sordi sono presenti in tabella H o
nell'ex tabella H, sono già percettori di finanziamenti regionali e
quindi, non comprendo la ragione per la quale dovremmo normare
qualcosa che già esiste.
La Regione ha già delle convenzioni con le associazioni dei sordi.
Perché dovremmo andare ad appesantire con un dettato normativo ciò
che di fatto già esiste. Ritengo che sia molto più utile dare
chiarezza a quello che è questo ruolo, l'interprete LIS.
L'interprete LIS oggi chi è? Noi non abbiamo contezza, perché non
esiste un albo, all'interno della Regione, che stabilisca in
maniera precisa chi è un interprete LIS, così come quando si
acquisisce un titolo di tipo accademico, quando si ottiene una
laurea, si sono sostenute tutta una serie di materie che ci rendono
abile ad esercitare la professione di ingegnere o di avvocato.
Bene, per questa professione nello specifico non esiste una
normativa che stabilisca in maniera precisa quale debba essere il
programma di studi affinché si possa essere interprete di questa
lingua.
Io ritengo che la Regione possa farlo attraverso i propri uffici,
con il proprio personale, creando dei coordinamenti adatti e che si
possa creare un registro dei mediatori che possa in qualche modo
dare chiarezza a chi poi ne avesse di bisogno, a quale tipo di
professionisti rivolgersi per avere un mediatore; che sia una
istituzione pubblica, che sia la scuola che sia qualsiasi ente
anche privato, mi sembra che ci sia estrema chiarezza in questo
ragionamento.
Non comprendo invece la ragione per la quale noi dovremmo
approvare una legge, non comprendo neanche chi sia il destinatario:
presente da almeno tre anni, in ogni provincia.
Mi sembra qualcosa che esula dal significato di questo disegno di
legge.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, io non posso non rimarcare il senso
di responsabilità che stasera sta dimostrando la maggioranza
espressa dai siciliani che qui è diventata minoranza, cioè il PDL
e il PID. Lo ha detto l'onorevole Vinciullo, noi nonostante
vediamo che le forze di maggioranza oggi siano rappresentate
soltanto da 20-22 persone, tuttavia, abbiamo detto che resteremo in
Aula e cercheremo di portare avanti questo disegno di legge, perché
speriamo di consegnare, finalmente, a questo grande mondo, quello
dei non-udenti la possibilità di una dotazione legislativa, una
legge che possa tutelarli.
Tuttavia, signor Presidente, non sfugge a nessuno che manca una
regia vera, che non vi è cioè un Governo che possa dare una
indicazione certa, che possa intervenire per dirimere alcuni dubbi,
perché è fin troppo evidente che i dubbi qui esposti sono dubbi che
non vanno in direzione della tutela di questa o di quell'altra
organizzazione.
Noi ci rendiamo conto che vi sono delle organizzazioni che
rappresentano, più o meno, l'intera quantità di soggetti che oggi
si rivolgono alla politica, per avere risposte; ci rendiamo conto
che, probabilmente, alcune associazioni hanno indicato un percorso
e altre ne hanno indicato un altro.
Tuttavia, signor Presidente e mi rivolgo anche a lei signor
Assessore, io ritengo che alcuni emendamenti proposti da questa
parte politica non siano emendamenti che vadano trattati in maniera
preconcetta.
Se vi sono emendamenti che possono dare, in qualche maniera, un
supporto, atteso che noi stiamo restando in Aula e lo facciamo per
rispettare le tante persone che ci sollecitano questa iniziativa
legislativa, lo facciamo per spirito di servizio, non lo facciamo
per spirito di appartenenza; allora, spogliamoci tutti da questa
voglia di ostentare sempre una certa appartenenza, di farlo in
rapporto a delle intese che devono nascere all'interno della
medesima forza politica o all'interno della medesima coalizione,
cerchiamo di sgomberare il campo.
Se alcuni emendamenti possono essere accettati dall'assessore io
ritengo che noi, celermente, possiamo arrivare alla soluzione.
Certo, è chiaro che abbiamo dovuto registrare anche la mancanza di
collaborazione da parte del Governo quando non si è riusciti a
trovare una certa somma che avrebbe meglio consentito un percorso
anche formativo alle diverse associazioni.
Non comprendiamo come una somma, che poi è irrisoria, pochi
spiccioli in confronto al bilancio che la Regione siciliana sta
consegnando ai siciliani non può fermarsi davanti a una spesa che è
vicina ai cento o duecentomila euro.
Signor Presidente, continuiamo questo percorso, Assessore,
facciamolo insieme questo percorso, cerchiamo di vedere quali
emendamenti, senza preconcetti, possono essere accettati da noi.
Le ripeto, noi non faremo mancare il numero legale ma abbiamo il
dovere di dirle che una collaborazione, che in questo momento viene
proposta al Governo ed al Parlamento in nome della tutela dei
sordi, è una collaborazione che deve essere riconosciuta come tale
e che deve meglio guardare i reali interessi di coloro i quali,
dicevo, restano in piedi in qualche maniera ma hanno bisogno che
noi tendiamo loro una mano di aiuto sostanziale.
Questo volevo consegnare a lei signor Presidente e a lei signor
Assessore.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola agli
onorevoli Panarello, Rinaldi e al Governo che ha chiesto di
intervenire, volevo sgomberare il campo anche dai possibili
equivoci.
Avendo già bocciato l'emendamento 1.5, a firma dell'onorevole
Caronia
Gli emendamenti 1.8 e 1.9 sono preclusi.
All'articolo 2 l'emendamento 2.3 e all'articolo 3 l'emendamento
3.4 sono improcedibili in quanto hanno ricevuto il parere contrario
della Commissione Bilancio.
Quindi, gli emendamenti che rimangono in vita, per esempio,
all'articolo 1, sono soltanto quelli soppressivi e poi quelli
dell'onorevole Lentini. Per cui restringiamo il campo rispetto a
questa informativa.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero molto
opportuna la sua precisazione perché si sarebbe potuto immaginare
un confronto su un certo numero di emendamenti. In effetti, questo
non è, perché anche qua, comprensibilmente e opportunamente la
collega Caronia ha immaginato, e con lei sono d'accordo tutte le
associazioni dei sordi, in questo caso, che un disegno di legge di
questo genere dovesse avere anche una parte finanziaria per attuare
una nuova politica in questa direzione. Però, la Commissione,
fatte le verifiche con il Governo, ha acquisito che dal punto di
vista finanziario non era possibile procedere, ed ha voluto
proporre un disegno di legge-quadro che possa, in sede di bilancio,
promuovere interventi.
Io vorrei dire all'onorevole Buzzanca, di cui ho apprezzato la
disponibilità, e soprattutto chiarire all'Aula, che il motivo del
contendere in questa vicenda riguarda un emendamento dell'onorevole
Lentini, presentato a nome della Commissione, che tende a
selezionare i soggetti che possono operare in questo settore, che è
un settore molto delicato, signor Presidente, con tutto il rispetto
non si tratta di corsi di formazione ordinaria per i quali non è
immaginabile una particolare esperienza e professionalità, senza
nulla togliere ai corsi di formazione ordinari.
Qua siamo in presenza di iniziative specialistiche per cui quando
si scrive le associazioni riconosciute con decreto del Presidente
della Repubblica', si tratta di associazioni che operano in questo
campo, che hanno i requisiti riconosciuti nazionalmente e sono
tutte associazioni che possono operare ai sensi di questo disegno
di legge.
In aggiunta si scrive che possono esserci associazioni che non
sono inserite nel decreto nazionale, ma che possono avere,
comunque, una possibilità di operare ma devono avere almeno tre
anni di esperienza e tre sedi provinciali, perché questo seleziona
e descrive associazioni che effettivamente operano in questo campo,
perché noi non possiamo immaginare che attorno ad un tema così
delicato ci possano essere associazioni che nascono dall'oggi al
domani e possano operare a favore dei soggetti sordi.
Mi pare che questa sia una idea che non può passare per legge,
visto e considerato che tutti quanti conveniamo sulla necessità che
si approvi una legge seria, che sia di tutela e di aiuto per i
soggetti sordi. Altro che legge per le associazioni Sarebbe una
legge per le associazioni se non ci fossero questi paletti che,
opportunamente, la Commissione, pensando di interpretare l'opinione
di tutto il Parlamento, perché è stata votata in Commissione non
solo dalla maggioranza, vorrei dire all'onorevole Buzzanca, ed ha
ritenuto di riproporre in termini più chiari in Aula.
ARENA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARENA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, telegraficamente,
solo il tempo di confermare l'appoggio da parte del Gruppo
parlamentare del Movimento per le Autonomie, questa intelligente ed
importante iniziativa parlamentare.
Apprezziamo, tra l'altro, il responsabile atteggiamento di una
parte dell'opposizione, oggi presente in Aula, che garantisce la
prosecuzione dei lavori e il regolare svolgimento è sicuramente
l'approdo di un iter legislativo oggi di fondamentale importanza
per l'intera comunità siciliana dei sordi.
Riteniamo, comunque, che il Governo regionale, onorevole Lentini,
grazie per gli sforzi che lei come presidente della V Commissione
ha compiuto nell'interesse dell'intera popolazione siciliana
interessata a questo importante disegno di legge.
Auspichiamo nell'interesse proprio di questi soggetti che le
sollecitazioni a prescindere da paternità che oggi devono,
necessariamente, restare fuori dall'Aula perché l'intento di coloro
i quali siedono, maggioranza ed opposizione, qui oggi pomeriggio, è
quello di finalizzare un disegno di legge esaustivo e che
soprattutto possa dare risposte.
Dicevo, il mio invito al Governo a prescindere dagli emendamenti,
di sforzarsi in una interlocuzione produttiva con quest'Aula che,
come vede maggioranza ed opposizione, cammina nella stessa
direzione e quindi cercando di apportare anche in questi minuti che
precedono un voto che sono profondamente convinto sarà positivo,
apportare quei correttivi che possano cercare di migliorare un
testo legislativo che già riteniamo essere assolutamente dignitoso,
funzionale e concreto. Ma, ci possono essere, lo diceva poc'anzi
l'onorevole Colianni, che non so se vorrà intervenire prima del
Governo, ci possono essere dei correttivi che possono sicuramente
migliorare questo testo.
Quindi, il nostro auspicio è che il Governo possa recepire e che
questa interlocuzione continui proficua nell'interesse della
comunità dei sordi che da questo disegno di legge avrà grandi ed
enormi vantaggi.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente le chiedo formalmente scusa per
non essermi alzato in piedi nel precedente intervento, ma sono
poco abituato ai lavori parlamentari d'Aula.
Volevo rivolgere un saluto, credo di interpretare anche il suo
desiderio, agli audiolesi che sono presenti oggi in questa Aula e
che stanno seguendo questa discussione.
Vorrei chiarire che questa discussione noi la stiamo portando
avanti nel loro interesse e non tanto in una sorta di scambio di
cui pure ringrazio ovviamente la minoranza, tra presenze in Aula ed
eventuale verifica del numero legale.
Io credo che sia interesse di tutti, maggioranza e minoranza,
lavorare su un disegno di legge che chiaramente non ha una veste
ideologica ma è una legge che viene a soddisfare un bisogno, un
bisogno esistenziale.
Volevo rispondere molto succintamente all'onorevole Buzzanca.
Onorevole, non è vero che il Governo non ha un orientamento.
Questo disegno di legge è stato a lungo discusso in una
Commissione della quale fanno parte autorevoli rappresentanti dei
partiti ed ho fatto parte anch'io per alcuni segmenti della
discussione e mi permetto di respingere la sua accusa.
Il Governo ha tantissime colpe, e tantissime responsabilità ho
anch'io, ma accusare il Governo di non avere una linea su questo
argomento è un po' ingeneroso.
Sulla terza parte è più opportuno il richiamo dell'onorevole
Arena. Il mio intervento è stato un intervento che tendeva a
ridimensionare i termini di quello che mi appariva un dibattito
senza che gli interlocutori comprendessero esattamente qual era la
ragione dell'altro.
Vorrei chiarire, in conclusione, che il comma due dell'articolo 1,
che è il comma contestato e accompagnato dagli altri emendamenti -
onorevole Caronia - recita a chiare lettere senza oneri a carico
del bilancio regionale : se mi permette è una discussione che
stiamo fondando sul nulla perché se è senza oneri a carico del
bilancio regionale, con enti rappresentativi, questo non
rappresenta per la Regione nessun addebito di spesa, quindi, non
vedo alcuna preoccupazione.
Se non ci fosse questa clausola, io per primo mi sarei opposto in
Commissione. Ma questa clausola toglie assolutamente spazio ad ogni
possibile speculazione.
Pregherei - nei limiti del possibile - di andare avanti mettendo
da parte le impostazioni personali, nell'interesse delle persone
che ci stanno ascoltando.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, siamo già intervenuti su questo disegno
di legge nella seduta scorsa ed abbiamo espresso apprezzamenti per
questo Parlamento che si doterà, penso stasera, di una legge che ha
un valore sociale incommensurabile, perché qui stiamo cercando di
affrontare un problema legato ad una minoranza che è quella dei
soggetti portatori di handicap ed in modo particolare dei sordi e
dei muti di questa Regione.
Ho ribadito, nell'intervento nella precedente seduta, che questo
Governo Lombardo con tutti i suoi assessori, non ha avuto una
grande sensibilità per dare risposte compiute attraverso questa
legge, perché abbiamo assistito alle dichiarazioni del Presidente
della Regione che in modo particolare in questi giorni dovrà
procedere a tagliare la Tabella H, che contempera quelle
associazioni, quegli enti morali che svolgono con grande
professionalità, sensibilità ed attaccamento verso i loro associati
un'attività che è da apprezzare e non da tagliare, a livello di
contributi, rispetto al loro impegno per rendere più agevoli le
attività dei loro associati.
E' chiaro che qui voglio ancora ribadire che l'assessore Armao in
sede di Commissione Bilancio si è rifiutato di integrare, dal
punto di vista economico, anche questo disegno di legge, perché è
chiaro che noi andremo ad approvare un disegno di legge che ha un
significato importante, che sul piano dei principi apprezziamo e
condividiamo, perché sappiamo che è rivolta a questa grande
collettività, che ci sono tantissimi sordomuti nella nostra
Regione, verso questi soggetti che hanno questo handicap, ma che
alla fine ci sarebbe stato sicuramente un'esigenza di dare una
risorsa adeguata per rendere più compiuto questo percorso.
Abbiamo anche sentito il presidente ed il vicepresidente della
Commissione, che sostanzialmente, hanno dichiarato qui, anche
questa sera, che successivamente dovremo affrontare il problema di
reperire le risorse attraverso le disposizioni di bilancio per
integrare questa legge.
Signor Presidente, perché non si è intervenuti in tempo,
mettendo delle risorse anche minime, al fine di dare la possibilità
a questi soggetti di ricevere attraverso una legge organica,
finalmente, questa lingua dei segni che li possa agevolare nelle
loro attività quotidiane, perché ci riferiamo alle esigenze che
questi soggetti hanno nelle scuole, nelle Università e negli uffici
pubblici.
Se questo non si è fatto è perché il Governo Lombardo, per bocca
dell'assessore Armao, non ha voluto concedere nessuna risorsa per
dare a questo disegno di legge un percorso diverso.
Non possiamo, qui, accettare le parole dell'assessore Centorrino
quando afferma che il Governo ha fatto la sua parte. Quale parte
ha fatto questo Governo rispetto a questo disegno di legge, se è
di iniziativa parlamentare? Ha partecipato soltanto l'assessore ad
alcune riunioni della Commissione, perché ha dovuto dare il proprio
contributo perché era giusto che fosse così, però è chiaro che
questa è un disegno di legge di iniziativa parlamentare e che
questa legge è portata avanti da tutti i presenti parlamentari in
questa seduta e, principalmente, anche da chi, oggi, non svolge un
ruolo di opposizione. I gruppi del PDL e del PID sono qui oggi
sensibili perché vogliono dare una legge a tanti siciliani che,
purtroppo, soffrono di questo handicap.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerando da un
lato i contrasti che si erano verificati nelle sedute precedenti e
dall'altro lato i tentativi di arrivare finalmente a trovare un
punto di mediazione per esitarla, avevo deciso di non intervenire
su questa legge. Però, ho ascoltato le dichiarazioni rese dal
Governo, per ben due volte, e non posso esimermi dal notare almeno
due cose importanti che, poi confrontando, leggendo bene il testo,
devo dare ragione in parte a ciò che dice il Governo. Ora, se
dobbiamo fare una legge che non abbia alcun onere finanziario e che
quindi, ha detto il Governo: stiamo discutendo del nulla , perché
stiamo discutendo del nulla visto che si fa una legge roboante in
favore delle associazioni dei sordi ma che esclude ogni possibilità
di impegno di risorse finanziarie, non si capisce perché dobbiamo
fare questa legge.
E se stiamo discutendo del nulla mi domando: ma quanto costa una
seduta del Parlamento per discutere del nulla?
Invece, potremmo dedicarci ad una legge più costruttiva,
anticipando la trattazione della legge sull'agricoltura, sui
provvedimenti per l'agricoltura che riguarda veramente interessi
pesanti dei siciliani; in un momento di grave crisi stiamo qui a
sentire il Governo che ci dice che discutiamo del nulla perché è
una legge che non ha alcuna risorsa finanziaria. Ebbene, come
deputato di questo Parlamento mi rifiuto di discutere del nulla,
quindi se ci sono i numeri e la volontà per andare avanti,
facciamolo, altrimenti chiudiamola qui ed iniziamo a trattare una
legge vera che interessa i siciliani. Quanto meno ne abbiamo
elencate una decina; c'è pronta l'agricoltura, iniziamo con questa.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo deciso di
non intervenire però gli interventi che mi hanno preceduto degli
amici del PDL mi inducono, purtroppo, a fare qualche riflessione
per il semplice fatto che questo disegno di legge, esitato dalla V
Commissione di cui faccio parte, ha visto puntualmente, dico
puntualmente, la partecipazione dell'Assessore, che non solo ha
contribuito, con la sua presenza insieme ai funzionari
dell'Assessorato, ad elaborare il disegno di legge che, poi, la
Commissione all'unanimità ha presentato, ma è stato anche
determinante a trovare la soluzione sul testo che poi è stato
esaminato dalla Commissione ed esitato.
Vorrei dire agli amici del PDL e del PID che vantano tanto questa
responsabilità di essere qui in Aula, oggi, che non li ho visti in
Commissione. Non hanno contribuito, tranne qualche deputato come
l'onorevole Beninati, ma degli altri non ho visto traccia. Quindi,
venire qui oggi a fare una lezione di morale ai partiti della
maggioranza che hanno elaborato il testo insieme all'Assessore al
ramo, direi che è alquanto ingeneroso.
Quindi, mi premeva sottolineare questa posizione ed aggiungo,
inoltre, se questa legge oggi verrà approvata sarà perché la
maggioranza è qui presente in Aula e con il suo voto contribuirà
alla votazione di questa legge.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci stiamo
impantanando su questa norma e ci stiamo impantanando quando invece
sembrava che ci fosse l'accordo.
Il PDL ha dato la disponibilità ampia a sostenere una norma
sebbene non ci sia una maggioranza di Governo in Aula; Assessore
diciamo la verità.
L'Assessore, secondo me, non in malafede, ha voluto dire
bonariamente che non c'è una materia del contendere così accesa, ma
ha voluto dire, a mio avviso, che c'è tutta l'intenzione e tutto
l'interesse di approvare questa norma, di farla andare avanti.
A mio avviso, il vero problema, signor Presidente, lo dico
all'assessore e al presidente Lentini, il vero problema è
l'emendamento 1.3. E' l'emendamento che ad un certo momento
vorrebbe creare un filtro eccessivo, una barriera eccessiva perché,
da un lato diciamo che possono partecipare a queste convenzioni
tutti quegli enti che sono riconosciuti da un decreto del
Presidente della Regione, ma poi diciamo anche che per poter
partecipare devono avere in aggiunta altri due requisiti, cioè i
tre anni, requisito che magari può essere previsto dalla legge
numero 328 del 2000, ma l'altro requisito è avere nove sedi
provinciali in campo regionale. Ciò significa che devono avere
l'iscrizione a livello nazionale con un decreto del Presidente
della Regione, un riconoscimento nazionale, devono inoltre avere
tre anni di iscrizione ed in più devono aver costituito, in questi
anni, una sede per ogni provincia della Sicilia.
E' chiaro stiamo caricando, ponendo anche la possibilità ad uno, a
due, forse a tre enti, ma non ci arriveremo, di poter essere
titolari e beneficiari di questa norma.
Ecco perché chiediamo - giustamente, l'ha fatto la collega
Caronia, l'ha fatto il collega Beninati - un atto di buon senso,
Assessore, che è quello di dare parere contrario, di invitare i
presentatori, quindi l'onorevole Adamo e il presidente Lentini, a
ritirare questo emendamento. Così, venendo meno questa ulteriore
barriera, a mio avviso, stasera possiamo veramente varare,
approvare questa norma e, finalmente, dare una risposta a chi
aspetta magari una norma pensando che possa risolvere tutti i
problemi, ma sappiamo tutti che questa norma, tutti i problemi non
li risolverà, ma comunque può essere sicuramente un aiuto ulteriore
a chi si trova in una condizione non favorevole o comunque
sfavorevole rispetto a noi, alle persone normali.
In questo senso, l'invito che rivolgiamo ai presentatori
dell'emendamento, onorevoli Adamo e Lentini, è quello di ritirare
questo emendamento, chiediamo questo al Governo per poter andare
avanti, perché da qui a qualche momento possiamo poi approvare
dignitosamente questa norma.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, chiedo scusa all'Aula per gli
interventi reiterati, ma credo che la situazione mi dia anche un
ruolo, in qualche modo, di mediazione.
Ritengo che siano state dette delle cose utili sia a favore della
norma e dell'emendamento, sia in qualche modo dubbiosi sulla norma,
sull'emendamento e sulla sua applicazione.
Penso che un'ipotesi che potrebbe mettere d'accordo entrambe le
tesi possa essere quella di rinviare ad un momento successivo la
verifica, la dichiarazione, la determinazione dei requisiti della
rappresentatività degli eventuali enti con cui stipulare una
convenzione.
Questa rappresentatività che, oggi, è codificata potrebbe essere
rimandata ad una successiva commissione che anche con l'aiuto di
esperti potrebbe fissare meglio questi criteri ed in questa maniera
implementare la legge senza che ci siano dei criteri prefissati.
Per cui, potremmo riscrivere, aggiungendo che si possono stipulare
convenzioni con enti rappresentativi in ambito regionale, la cui
rappresentatività venga successivamente dichiarata con decreto
dell'Assessore, sentita la Commissione .
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente innanzitutto per ricordare agli amici della maggioranza,
in quest'Aula siamo diventati minoranza, che tra le forze che,
questa sera, responsabilmente sono in Aula per permettere
l'approvazione di questo disegno di legge, oltre al PDL, oltre al
PID, c'è pure Grande Sud. Siccome è stato dimenticato non da uno,
ma da due illustri relatori, mi sembra doveroso intervenire per
dire questo, anche alla luce del risultato elettorale che abbiamo
avuto in Molise alle regionali, dove il nostro Partito ha raggiunto
davvero un ottimo risultato e, quindi, è giusto che di questa forza
politica si inizi ad avere rispetto.
Per quanto riguarda, invece, il disegno di legge, ancora una
volta, dobbiamo registrare come questa maggioranza parlamentare non
riesca mai a produrre un lavoro parlamentare serio che riesca a
raggiungere un risultato. Non c'è una legge che avete proposto che
riesce ad essere canalizzata, ad essere discussa e ad essere
votata. Basta ricordare il disegno di legge che riguardava il
riassetto delle ASI dove, dopo tante sedute, alla fine, quel
disegno di legge è stato ritirato. Vi presentate in Aula con questa
legge che è importante, che è attesa, tre, quattro, cinque, sedute
e, poi, alla fine il Governo dice una cosa, la maggioranza che
sostiene il Governo ne dice un'altra. Fate gli emendamenti e non vi
mettete d'accordo, discutete e, poi, pretendete che, invece, chi
dovrebbe rimanere in Aula a discutere dovrebbe fare finta di nulla.
E, allora, c'è una soluzione per trovare i rimedi a questo
andazzo. Certificate, prendete atto che non siete in grado di
amministrare, che non siete in grado di produrre norme, che non
avete realmente una maggioranza parlamentare e ve ne andate tutti a
casa. Fate un ottimo servizio a voi e fate un ottimo servizio alla
Sicilia e ai siciliani
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
intanto chiedo scusa agli amici di Grande Sud se all'inizio non li
ho citati però
SCILLA. Sappiate che senza di noi non andate da nessuna parte
VINCIULLO. quando abbiamo deciso PDL e PID di fare in modo che
questa sera la legge potesse essere approvata, gli amici di Grande
Sud non erano ancora presenti.
Assessore, volevo soffermarmi sulle dichiarazioni che lei poc'anzi
ha fatto in Aula rispondendo alla collega Caronia.
Intanto, credo che sia necessario ristabilire la verità. Non è
vero che l'onorevole Caronia è contraria per un motivo ideologico a
questa legge. L'onorevole Caronia si è sempre battuta per portare a
buon risultato questa legge, tant'è vero che è, fra le altre cose,
una delle presentatrici, la prima presentatrice di un disegno di
legge che va in favore della diffusione della lingua dei segni
italiana.
Quindi, Assessore, la prima cosa da cui dobbiamo assolutamente
sgomberare il campo è che l'onorevole Caronia sia contraria.
L'onorevole Caronia ha un'impostazione diversa rispetto a quella
che la Commissione ha pensato di dare, tant'è vero che, anche a suo
tempo, ha votato contro. Onorevole Panarello, l'interesse della
collega è solo quello di portare a casa la legge.
Al mio amico, onorevole Rinaldi, che poc'anzi ci ha chiesto di
chiedere il numero legale, dico che non lo chiederemo perché il PDL
e il PD e ora Grande Sud abbiamo deciso di rimanere in Aula e di
fare approvare questa legge anche se voi non avete i numeri e anche
se voi non sarete presenti in Aula.
RINALDI. Dover siete stati finora? Partecipate ai lavori
VINCIULLO. Il nostro intendimento, insieme a voi, è di fare in
modo che, questa sera, questa legge venga approvata e, finalmente,
si possano dare risposte concrete ai non udenti.
E' un impegno che abbiamo preso, da qui non ci smuoviamo se non
viene approvata la legge. Su questo state tranquilli.
Sul primo articolo, presidenti Lentini e Panarello, presentiamo un
emendamento che rinvii, poi, ad un successivo decreto ma con una
accortezza, cioé che deve essere approvato da parte della IV
Commissione; guai a pensare che il decreto da parte dell'Assessore
sia un decreto che non passi attraverso la volontà dei deputati.
PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'emendamento 1.6. Lo pongo in
votazione.
Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.7.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore
poc'anzi ha connotato il mio intervento come una presa di posizione
ideologica. Io vorrei assolutamente sgomberare il campo da
eventuali fraintendimenti che si fossero ingenerati.
Io sono stata firmataria di due disegni di legge che avevano come
titolo la promozione della legge dei segni perché ritengo
assolutamente utile che questa norma approdi in Aula e che esca
fuori una legge che sia quanto più utile possibile.
Ritengo, però, che la semplice lettura del comma 2, sgomberi il
campo da tutta una serie di fraintendimenti che, a mio avviso, si
stanno ingenerando stasera.
Quando si dice, al comma 2, che la Regione, quindi è chiaro che
l'Assessorato al ramo, può stipulare convenzioni senza oneri a
carico del bilancio oltre che con gli organismi di cui al comma 1
anche con enti rappresentativi in ambito regionale per realizzare
programmi di intervento a favore dei sordi, ritengo che sia
assolutamente nelle sue facoltà stipulare o meno convenzioni che
peraltro sono a costo zero.
Credo che già questo sia assolutamente esaustivo perché rimane
nella facoltà del Governo poterli stipulare o meno, peraltro senza
costi aggiuntivi o oneri per la Regione.
E' proprio su questo tema che mi vorrei un attimo soffermare ed è
la ragione per la quale ho proposto un emendamento soppressivo
perché come diceva bene l'onorevole Vinciullo la mia visione di
come andrebbe promossa la lingua dei segni è assolutamente in senso
contrario rispetto a ciò che è scritto qui.
Infatti, ritengo che questa legge, necessiti dell'utilizzo di
somme che provengono dal bilancio regionale proprio per rendere
effettivamente pregnante l'utilità di questa legge.
Se la promozione si limita ad una enunciazione che ci trova
assolutamente tutti d'accordo, mi sembra però limitativo, come dire
la montagna partorisce sempre il topolino, l'impressione che tutti
noi avvertiamo, noi che siamo intervenuti il PID, il PDL, Forza del
Sud, è quella che questa legge voglia enunciare un principio sul
quale nessuno può dire nulla, cioè il fatto che si voglia
promuovere la legge ma poi, nella sostanza, questo non si produce
in nessun modo perché già ad oggi, Assessore, lei può stipulare
senza alcun aggravio economico per la Regione delle convenzioni
affinché si promuovano iniziative a favore dei sordi. Quindi, mi
sembra assolutamente ultroneo scrivere qualcosa che già oggi è
fattibile e che è stato anche fatto.
Ritengo, invece, molto più utile confrontarci su quello che può
essere il ruolo della Regione nel normare chi debba essere
l'interprete, chi debba essere il valutatore di progetti che hanno
come destinatari i sordi, chi debba sanare e rendere legittima la
figura degli interpreti che già fanno questa attività e che non
hanno un'iscrizione ad un albo.
Credo che ci debba essere una regolamentazione. Quella che oggi
manca nella Regione siciliana è una regolamentazione della figura
dell'interprete perché, di fatto, promuove la lingua dei segni
significa accreditare in maniera inequivocabile e legittima la
figura di chi media attraverso la lingua dei segni la comunicazione
con il mondo dei sordi.
Ritengo che gli emendamenti che la Commissione Bilancio' non ha
apprezzato positivamente perché in mancanza di copertura, vengano
riconsiderati dal Governo perché non riesco a comprendere la
ragione per la quale il Governo che si dice pronto a promuovere la
lingua dei segni, faccia delle scelte che penalizzano fortemente
l'Iridas che era un istituto regionale per la disabilità dei sordi,
che è stato finanziato in misura ridotta tanto al punto di non
riuscire neanche a garantire gli stipendi per i lavoratori che ci
sono, avendolo svuotato di ogni contenuto reale.
Allora dico, per quale ragione stiamo continuando a parlare di
associazioni che per carità legittime per quanto siano, oggi
possono stipulare delle convenzioni a titolo gratuito con la
Regione, e perché non ci impegniamo e non vi impegnate come
Governo a trovare risorse affinché le famiglie ed i soggetti sordi
possano realmente avere delle strutture presso le quali avere dei
servizi.
Posso personalmente testimoniare che, ad oggi, nella città di
Palermo per avere un logopedista, per avere una visita con un
logopedista in una struttura pubblica ci sono liste di attesa di
quattro anni.
Ritengo che le nostre risorse non soltanto economiche ma anche
intellettuali che oggi stiamo impegnando debbano essere mirate ad
agevolare realmente i genitori dei bambini affetti da questo
problema, che molto spesso sono costretti a dover andare a
pagamento per trovare un interprete che, probabilmente, avrà
imparato a fare l'interprete in un corso di cui non conosciamo la
legittimità e l'utilità da un punto di vista anche didattico.
Allora mi chiedo, perché la Regione non si può assurgere al ruolo,
lo stabiliamo oggi attraverso la legge, non può stabilire in
maniera inequivocabile chi può essere l'interprete e chi no; per
fare l'interprete di una lingua straniera è necessario avere una
laurea in lingua straniera perché non ci si può improvvisare.
Allora, chiedo perché oggi tutto ciò non possiamo stabilirlo in
maniera inequivocabile facendolo attraverso gli organi della
Regione; abbiamo tanto personale, abbiamo la possibilità
all'interno dell'organico della Regione di avere persone che
possano aiutare a creare questo albo di persone che fanno
l'attività degli interpreti.
Scusate il tono, ma ritengo che sia assolutamente doveroso capire
che quando si vuole parlare di soggetti svantaggiati bisogna
andare nella direzione di questi soggetti e non girarci attorno
perché, a volte, pur nella buona fede, probabilmente i voli
pindarici ci portano ad attenzionare organismi utili ma non
essenziali alla risoluzione di un problema.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli collegi, assessori, vorrei
capire a chi interessa questo disegno di legge; sembra che ci sia
una generale sottovalutazione da parte della maggioranza di questo
disegno di legge.
Eppure, Presidente della Commissione so che tu ci hai tanto
lavorato, tu e la Commissione che presiedi, questo disegno di legge
è uno di quei disegni di legge che dovrebbero innalzare il tono,
l'impegno e la passione di un Parlamento perché stiamo legiferando
a sostegno di una delle categorie più esposte, più particolari e
più meritevoli di attenzione da parte del Governo e del Parlamento.
Eppure è già la quarta volta che i banchi della maggioranza sono
quasi vuoti. Assessore, questo è un disegno di legge che non
interessa alla sua maggioranza, interesserà sicuramente a lei
perché ha, come le ho detto l'altra volta, una grande sensibilità.
Noi siamo qui perché riteniamo e sentiamo il dovere di
testimoniare dibattendo, presentando emendamenti, confrontandoci,
scontrandoci con il Governo e con la maggioranza, con la sparuta
maggioranza, su un disegno di legge che per noi, Presidente
dell'Assemblea, onorevole Cascio, riveste una grande importanza
perché va a normare, a garantire, a prevedere servizi per i non
udenti della nostra Regione.
Io mi sarei aspettato un grande dibattito sul piano delle
proposte, sul piano della passione, sul piano degli interventi, sul
piano dell'attenzione verso questa categoria e, invece, c'è il
solito interesse della politica, dove i parlamentari di maggioranza
stanno nei corridoi, fanno magari qualche cosa di più interessante
per i loro collegi e non stanno contribuendo ad arricchire il
dibattito su un disegno di legge che riguarda i non udenti della
Sicilia. E' un fatto veramente deprecabile, è una brutta pagina di
questo Parlamento. E l'opposizione, al di là del merito, onorevole
Presidente, sta dimostrando un altissimo senso di responsabilità
perché ci stiamo sostituendo all'insensibilità di una maggioranza
assente che, evidentemente, è più portata ad affrontare altri
problemi rispetto a quello dell'assistenza e della solidarietà ad
un'importante categoria sociale di questa nostra Regione.
E' veramente un fatto deprecabile, una brutta pagina di questo
Parlamento perché se solo l'opposizione oggi lo volesse,
Presidente, potremmo chiamare il numero legale, svuotare quest'Aula
e denunciare come la maggioranza non abbia attenzione verso il
problema di questa categoria importante della Sicilia. Dove siete
deputati della maggioranza? Perché non vi confrontate con le
opposizioni? Perché non migliorate questo disegno di legge?
Signor Presidente, noi non vogliamo abdicare alle nostre funzioni
di parlamentari di minoranza in quest'Aula ma di maggioranza nella
Regione fra i cittadini e noi non faremo mai un emendamento che
deleghi al presidente della Regione il decreto per normare quello
che bisogna fare per la categoria.
Noi vogliamo che venga rivalutato il ruolo del Parlamento e della
Commissione e, quindi, che venga previsto il parere obbligatorio
della Commissione prima che il Governo vada ad emanare qualunque
provvedimento sulla materia.
Però Presidente, me lo lasci dire: amici della maggioranza, state
dimostrando una grande insensibilità verso la categoria dei non
udenti e questo certamente non depone né a vostro favore né a
favore della parte politica che rappresentate, né a questo Governo
che sicuramente è un governo di parlamento ma non è il governo
della Sicilia.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi
sembra che stiamo creando un problema attorno ad una legge di
principio. E' una legge che riconosce degli organismi importanti;
certo. C'è da dire che questo Parlamento, di cui si evoca
l'importanza anche di essere stato protagonista di questa legge,
non mi sembra che in realtà stia accogliendo con grandi favori, di
presenze, di partecipazione questa norma. E, sicuramente, non fa
bene a questo Parlamento, su problematiche così importanti, questa
poca partecipazione.
Il fatto stesso che la Commissione abbia voluto affrontare questo
tema, interloquire con le categorie, ed oggi rappresentarle in una
normativa che, a mio giudizio, va ulteriormente potenziata e
migliorata, signor Assessore, penso che sia un fatto importante,
però ho alcune riflessioni: io sono perché si faccia un decreto
successivo alla norma, un decreto che vada ovviamente confrontato
con la Commissione parlamentare, perché il vero problema dei sordi
non sta soltanto nella categoria, il vero problema sta in chi sordo
non è, e che deve parlare con i sordi. Io mi chiedo se in realtà ha
senso che noi facciamo una legge in cui a formare siano soltanto le
categorie che certamente devono avere la priorità rispetto ai loro
associati, però mi consenta, signor Assessore, noi abbiamo bisogno
di avere dei caregiver e per il tutoraggio dei sordi nei musei,
negli ospedali, nelle scuole. Io immaginerei anche che una sorta di
esperanto fosse possibile insegnare nelle scuole, in classi
volontariamente scelte, penso al liceo linguistico, delle classi in
cui si studi anche il linguaggio dei segni.
Ritengo necessario guardare a questa categoria, non come la
categoria reietta o una categoria disabile, ma come una categoria
che guarda alla disabilità della normalità, e non alla disabilità
delle normalità diversa.
Ecco perché penso - e lo dico anche al Presidente della
Commissione, che so che ha lavorato tanto su questo argomento - che
noi abbiamo bisogno di emanare oggi una importantissima legge di
principio, ma abbiamo anche la necessità di trovare con il decreto
i modelli applicativi sistemici, e abbiamo la necessità di trovare
fondi all'interno delle risorse economiche della formazione, che
possano guardare non soltanto alla normalità diversa, ma anche alla
normalità.
MARINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una
legge importante, è una legge oserei dire un po' bipartisan. Le
leggi le fa il Parlamento, non il Governo e, quindi, anche qui mi
permetto di fare un piccolo appunto a qualche collega che mi ha
preceduto, che ha detto che c'è un problema di maggioranza, di
minoranza. Qui c'è un problema che riguarda il Parlamento, e il
Parlamento è composto dalla maggioranza, dalla minoranza, ma è
composto da ogni singolo parlamentare
La legge è una legge importante, tra l'altro è una legge che
finalmente in Sicilia può intestarsi il Parlamento tutto, una buona
legge che dà una risposta concreta a una categoria, purtroppo,
svantaggiata. Quindi, nel momento in cui andiamo a promuovere il
linguaggio dei segni è uno strumento importante, perché sono che
vivono nell'intero territorio della regione siciliana, in
particolare anche nella mia provincia, e spesso si trovano non solo
loro, ma anche i figli, che purtroppo hanno questa difficoltà
oggettiva, quindi è uno strumento importante.
Anche la stampa dovrebbe, e sono certo che lo farà, essere grata al
Parlamento della Regione siciliana che, a differenza di altre
regioni d'Italia, è il primo a legiferare, e questo è un fatto
importante.
Oggi viviamo la stagione del federalismo, dell'autonomia, il
Parlamento siciliano è un parlamento che ha il potere legislativo,
che è consentito e inserito nella carta costituzionale del nostro
statuto, e dare una risposta importante è significativo. Forse ci
si è pensato un po' tardi rispetto agli anni che sono passati,
anche perché parliamo di soggetti, molti dei quali lavorano nella
pubblica amministrazione, e di altri che auspicano, all'interno
della pubblica amministrazione, ma anche nel settore privato, di
potere lavorare.
Non dobbiamo fare un ragionamento di coloritura politica. E' una
legge che si intesta il Parlamento in favore di una categoria
svantaggiata, che ha delle difficoltà. È un linguaggio importante
che aiuta loro a potere socializzare, anche con noi. È importante
utilizzare e destinare alcune risorse della formazione
professionale, che spesso vengono spese male, per cercare di fare
corsi di formazione e qualificare il più possibile, anche il
Parlamento. Anche noi parlamentari avremmo la necessità di imparare
questo linguaggio importante, che ci consenta - perché siamo tutti
cittadini di questa nostra nazione - di relazionarci con coloro i
quali hanno queste oggettive difficoltà.
E' una legge che inserisce dentro questa cornice, un aspetto
qualificante, non per una maggioranza o per una opposizione, ma per
l'intero Parlamento. Ed è per questa ragione che dobbiamo esaminare
gli emendamenti che sono possibili, quelli che possiamo accogliere,
e sono certo che la Commissione e l'intero Parlamento, ma anche il
Governo, si esprimerà positivamente in questa direzione.
Ma è importante dare un segno all'intero Paese. Finalmente la
Regione siciliana diventa protagonista di una tematica importante,
e affronta un problema che non ha solo risvolti di carattere socio-
economico, ma anche di rapporti interrazionali fra noi, che
possiamo parlare liberamente, e coloro i quali hanno queste
oggettive difficoltà. E' una legge che il Parlamento siciliano si
intesta, è una legge che l'intera Sicilia si intesta, è una legge
che va avanti rispetto alla legislazione nazionale. Ogni tanto la
Regione siciliana diventa protagonista anche dei soggetti più
deboli, più svantaggiati.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.7, soppressivo del
comma 2. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, gli emendamenti 1.8 e 1.9 sono preclusi.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.3.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.2, della Commissione. Il parere del
Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.1, della Commissione. Il
parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, inviterei la Commissione a
sostituire l'aggettivo sordi con audiolesi .
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Siamo
d'accordo.
PRESIDENTE. Con la precisazione che si tratta di audiolesi e con
il parere favorevole del Governo, pongo il votazione l'emendamento
1.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dalla
Commissione il seguente emendamento 1.3.1: All'articolo 1, alla
fine del comma 2 aggiungere I criteri della rappresentatività dei
predetti enti sono definiti con successivo decreto dall'assessore
regionale per l'istruzione e la formazione professionale, previo
parere vincolante della quinta Commissione legislativa dell'ARS'. .
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, così come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Promozione della LIS
1. In attuazione dell'articolo 3 della Costituzione, ed in
ottemperanza alle risoluzioni del Parlamento europeo del 17 giugno
1988, pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
C187 del 18 luglio 1988, e del 18 novembre 1998, pubblicata nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C379 del 7 dicembre 1998,
nonché della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle
persone con disabilità, fatta a New York il 30 marzo 2007,
ratificata con la legge 3 marzo 2009, n. 18, la Regione promuove la
Lingua dei Segni (LIS) come strumento di ausilio e di integrazione
della comunità dei sordi, la sua acquisizione ed il suo uso».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Caronia, Caputo e Maira: 2.2, 2.3, 2.4;
- dalla Commissione: 2.1.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 2.3 è precluso.
Si passa all'emendamento 2.2, a firma dell'onorevole Caronia.
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che
l'articolo 2 entra nel vivo della promozione della LIS, tra l'altro
il titolo è proprio quello. Io ritengo che sia assolutamente
insufficiente ed ecco perché ho proposto di sopprimere l'articolo 2
così come è scritto, perché una enunciazione di principio sul quale
- ripeto - concordiamo tutti mi sembra assolutamente insufficiente.
Questa legge, così come è scritta, rischia, anzi lo sarà senz'altro
se così verrà approvata, di enunciare dei principi che fanno parte
della giurisprudenza, sono già leggi che esistono. Non si fa altro
che dire che la Regione promuove come strumento di ausilio, ma
tutto questo è insito nel titolo della legge.
Ritengo che un Parlamento che vanta una tradizione importante come
il nostro, non si può limitare a dire che la Regione promuove la
lingua dei segni come strumento per l'integrazione della comunità
dei sordi, senza aggiungere altro.
A me sembra assolutamente riduttivo e mi sembra uno sforzo non
abbastanza adeguato rispetto all'attività che invece abbiamo svolto
tutti insieme in Commissione di merito, dove abbiamo avuto la
possibilità di audire le rappresentanze dei sordi e soprattutto le
problematiche che i sordi vivono quotidianamente, e mi riferisco a
tutta una serie di problematiche che mi sono state esposte quando
per esempio hanno lamentato il fatto che all'interno del PROF della
legge 24 mai sono stati finanziati dei corsi mirati proprio alla
lingua dei segni. Così come è stato lamentato il fatto che i
profili professionali che oggi esistono non sono in nessun modo
legittimati, per cui succede, e questo è stato anche rappresentato,
che a volte un interprete traduca delle parole in un modo ed un
altro interprete in un'altra maniera, questo a discapito del
soggetto sordo che si trova davanti un interprete che traduce in
maniera difforme a seconda del percorso formativo che ha seguito.
Allora, io credo che questo Parlamento abbia un obbligo che non è
soltanto un diritto ma anche un dovere di noi parlamentare di
approfondire le materie e di rendere pregnante il senso di quello
che noi vogliamo legiferare. Ritengo che sia assolutamente
insufficiente ed è con grande dispiacere che io dico che un lavoro
così minuzioso che è stato fatto in Commissione si riduce
semplicemente a dire che la Regione promuove la lingua dei segni.
Avremmo potuto semplicemente approvare l'articolo 2 dicendo
promozione della LIS ed era uguale.
Io credo che l'emendamento 2.3, che non ha trova la copertura
finanziaria, possa essere rivalutato dal Governo anche in questa
sede considerando di poter mettere a titolo gratuito il ruolo della
Commissione, che invece dovrebbe all'interno della Regione normare
tutto quello che riguarda la lingua dei segni, venga normato già
oggi e non delegato ad un futuro piuttosto incerto. Sappiamo bene
come purtroppo le buone intenzioni si sono spesso perse per strada,
e mi riferisco a tantissimi argomenti, per esempio l'IRIDAS, di cui
ho parlato poc'anzi. La liquidazione di questo ente è oggetto di
discussione da più di due anni, un che si doveva occupare di
promuovere le attività nei confronti dei sordi ed è in una
commissione di empasse da due anni.
Non vorrei che questa legge, che oggi si promuove un nobile
obiettivo, faccia una brutta fine, come quasi sempre succede
all'interno di questo Governo, che le buone intenzioni si perdono
per strada. Allora, facciamo uno sforzo, onorevoli colleghi, perché
questa sia una legge effettivamente utile alla comunità dei sordi;
stabiliamo in maniera chiara, espungendo da quello che è la
copertura finanziaria il ruolo che la Regione deve avere nel
riconoscere e promuovere la lingua dei segni, perché da questa Aula
si possa dire che abbiamo fatto un buon servizio nei confronti di
quella comunità sorda che oggi ci sta ascoltando attraverso
l'attività degli interpreti, perché è grazie all'interpretariato
che quello che noi diciamo in Aula verrà reso intellegibile dalla
comunità dei sordi.
Ritengo che uno sforzo vada fatto, e vada fatto in maniera
assolutamente bipartisan, assessore, con l'unico obiettivo di
portare a casa una legge che sia utile e che non sia soltanto un
manifesto, per dire abbiamo fatto qualcosa per i sordi, ma che sia
realmente produttiva e producente.
Con questo auspicio invito il Governo a rivalutare la possibilità
di normare in maniera più specifica quello che era previsto
nell'emendamento 2.3, che è stato precluso perché non coperto dal
Bilancio, anche togliendo ogni eventuale ricaduta economica,
affinché questo articolo 2 non sia soltanto una enunciazione di
principi, ma sia qualcosa di più.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vediamo di
superare questo articolo con il buon senso. Obiettivamente, sposo
la causa della Commissione.
Non rammento se quando è stato discusso questo articolo in
Commissione ero presente o meno però, obiettivamente, la dizione
in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione non penso vada
inserita, perché se è previsto dalla Costituzione non va scritto,
così come in ottemperanza della risoluzione del Parlamento
Europeo .
DE BENEDICTIS. Ma c'è una Commissione che lo ha esitato, è
ridicolo
BENINATI. Scusate, sto dicendo tutt'altra cosa, non c'è bisogno di
arrabbiarsi, sto lavorando per superare questo problema.
Volevo dire che l'empasse dell'articolo 2 si può forse risolvere
subito, onorevole Lentini, altrimenti lasciatelo com'è, si approva,
qualche collega ha detto di recepire immediatamente la legge
nazionale, la legge 3 marzo 2009, n. 18, e così abbiamo risolto
tutto. Perché neanche lo stiamo dicendo che la vogliamo recepire,
sarebbe bene scriverlo.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione, così come l'abbiamo
formulata, questa cosa era solo per mettere a chiarimento ai
deputati e per mettere a conoscenza che praticamente c'erano state
anche altre votazioni in favore della lingua dei segni; quindi la
pubblicazione sulla Gazzetta, la Comunità europea, tutti questi
passaggi sono ricordati in questo articolo 2 e poi alla fine la
Regione promuove la lingua dei segni come strumento di ausilio e di
rappresentatività.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Il parere del
Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga
seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 2.3 è precluso.
Si passa all'emendamento 2.1, della Commissione.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento tecnico
che sostituisce la parola ottemperanza con la parola in
coerenza .
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, così come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, vorrei proporre di sostituire le
parole la comunità dei sordi col termine la comunità degli
audiolesi .
PRESIDENTE. Assessore Centorrino, questa correzione la facciamo
d'ufficio, avendo votato l'articolo prima come non udenti
metteremo anche non udenti all'articolo 2.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
volevo rimettere alla sua saggezza la possibilità, utilizzando
l'articolo 117 del Regolamento interno, di togliere tutta la prima
parte dell'articolo 2 e cominciare laddove dice la Regione
promuove la lingua dei segni come strumento di ausilio e di
integrazione della comunità dei sordi nella sua acquisizione . Non
mi sembra che in altre leggi o della Regione, o comunque del
Parlamento nazionale, vengano citati riferimenti di leggi nazionali
quanto a prese di posizioni, seppure importantissime, e risoluzioni
di altissimo livello da parte del Parlamento europeo.
Ritengo che questa correzione sia indispensabile per dare dignità
al testo, e che coincide esattamente con quello che era stata la
proposta che aveva fatto all'inizio l'onorevole Beninati. Se
l'Assemblea è d'accordo, la possiamo demandare agli Uffici, tenendo
esclusivamente l'ultimo periodo laddove si dice la Regione
promuove la lingua dei segni come strumento di ausilio ed
integrazione della comunità dei sordi alla sua acquisizione e suo
uso .
PRESIDENTE. Gli Uffici faranno quello che potranno, alla luce di
quanto è già stato approvato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Regolamento di attuazione
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con regolamento del Presidente della Giunta regionale,
sentiti gli Assessorati competenti, sono adottate le norme di
attuazione di quanto previsto dall'articolo 2 della presente legge.
Il regolamento di cui al presente comma:
a) determina le modalità di utilizzo della LIS in ambito
scolastico e universitario, nel rispetto delle rispettive
autonomie;
b) promuove, nel rispetto dell'autonomia universitaria, sia
nell'ambito dei corsi di laurea sia nella formazione post lauream,
l'insegnamento e l'uso da parte degli studenti, della LIS e delle
altre tecniche, anche informatiche, idonee a favorire la
comunicazione delle persone sorde;
c) reca disposizioni volte a promuovere nei rapporti con le
amministrazioni pubbliche locali, l'amministrazione regionale e gli
enti strumentali della Regione, l'uso effettivo della LIS e di ogni
mezzo tecnico, anche informatico, idoneo a favorire la
comunicazione delle persone sorde;
d) promuove la diffusione della LIS come strumento e modalità di
accesso all'informazione e alla comunicazione, con particolare
riferimento alle trasmissioni televisive;
e) dispone circa i metodi di verifica sull'attuazione della
presente legge».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Caronia, Caputo e Maira: 3.3, 3.4, 3.5, 3.6,
3.7, 3.8, 3.9, 3.10;
- dalla Commissione: 3.1, 3.2.
Si passa all'emendamento 3.3, soppressivo dell'intero articolo 3.
Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 3.4 è precluso.
Si passa all'emendamento 3.1, della Commissione.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento
tecnico, per una corretta procedura.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.6., dell'onorevole Caronia ed altri.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
sera non stiamo facendo un buon servizio ai siciliani, soprattutto
alla comunità dei sordi, perché delegare al Presidente della Giunta
e agli assessori competenti un'attività che invece è propria del
Parlamento, mi sembra un'azione assolutamente incomprensibile, non
soltanto per me, ma credo anche per i siciliani. Quando noi che
sediamo su questi scranni veniamo accusati del fatto di essere la
casta strapagata, che in qualche modo vuole autotutelarsi, io non
sento queste accuse, perché ritengo di fare la mia attività di
parlamentare e rappresentare coloro i quali mi hanno eletto,
cercando di dare il massimo del contributo.
Questa sera il Parlamento non è all'altezza di questo compito,
perché delegare al Governo ciò che invece noi abbiamo la
possibilità di fare oggi qui in Aula, soltanto perché non c'è la
volontà di dare una copertura finanziaria agli emendamenti che
porterebbero un risultato concreto alla comunità dei sordi, che
questa sera usciranno con le mani vuote, è assolutamente non
adeguato e immorale. Lo dico con contezza, e mi assumo la
responsabilità di quello che dico. Questa sera abbiamo il compito
di legiferare.
Questo Parlamento ha la facoltà di poter esprimere in maniera
circostanziata quelli che sono i ruoli e non delegare a una Giunta
di Governo che, per quanto possa essere competente, ritengo che
debba avere da quest'Assemblea elettiva delle indicazioni precise
ed è proprio la legge, tutt'al più un regolamento di attuazione
potrebbe essere comprensivo. Non capisco la ragione per la quale
noi, a piè pari, stiamo consegnando, senza dare nessun tipo di
indicazione, nelle mani della Giunta di Governo la normativa che
invece ci compete, stabilire in che modo va promossa e
regolamentata.
Ripeto, l'attuazione potrebbe essere oggetto di un decreto
successivo, ma non certamente i contenuti. I contenuti vanno
trattati in quest'Aula e non comprendo le ragioni per le quali
dovremmo dare mandato alla Giunta di stabilire le modalità di
utilizzo della LIS.
Perché non possiamo farlo adesso? Ne abbiamo le conoscenze,
abbiamo le competenze, abbiamo la facoltà ed è un nostro dovere
quello di impegnarci per produrre delle leggi e non delle
enunciazioni di principio che servono soltanto a fare pura
demagogia.
A questo non ci sto, dobbiamo dare risposte a queste persone che
hanno problemi di disabilità e non possiamo venire meno a questo
nostro impegno. Quindi, ritengo, Assessore, che è necessario
prendere qualche momento di pausa e vedere se possiamo insieme
costruire un percorso legislativo che oggi ci permetta di uscire
fuori con una legge, fatta di tre articoli, che non sia soltanto
un'enunciazione, ma che sia qualcosa di più e ritengo non soltanto
da parlamentari, anche da parte del Governo, visto che ostenta, ha
sempre enunciato la volontà di riformare.
Non credo che stasera in questo disegno di legge ci sia nulla, ne
di riformatore, ma neanche di formatore perché non è un messaggio
positivo quello di voler semplicemente dire che ci adeguiamo a
quello che la Costituzione prescrive. Già questo lo dobbiamo fare,
l'Assessore può stipulare convenzioni in maniera gratuita con
qualsiasi associazione che ne abbia i titoli.
Quindi, vorrei capire cosa stiamo normando. Ancora me lo chiedo e
non comprendo la ragione per la quale dovremmo arrivare rapidamente
alla votazione di una legge senza che questa abbia un contenuto
effettivo.
Signor Presidente, mi scuso per il tono, però purtroppo è un tema
molto delicato e ritengo che chi non ha voce debba essere
rappresentato in maniera un po' più adeguata. Credo sia doveroso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, in conformità alle
leggi nazionali, anche per omogeneità al linguaggio giuridico
attualmente in uso, parleremo di sordi e non di audiolesi. Si torna
quindi alla dizione originale.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo cercare di
accelerare le procedure. Vorrei fare una riflessione. Siccome penso
che l'interesse di tutti è che prima possibile le norme vengano
applicate, proporrei di modificare la parola regolamento di
attuazione, perché per un regolamento passa almeno un anno, perché
va al Consiglio di Giustizia Amministrativa.
A questo punto suggerirei, onorevoli colleghi, di modificare
regolamento con decreto e che si aggiunga che il decreto venga
fatto dall'assessore, non c'è bisogno del Presidente della Regione,
e sentito il parere della Commissione.
PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
ritengo che la Commissione possa apprezzare positivamente la
proposta dell'onorevole Bennati.
Pertanto, invito l'Assessore a predisporre un emendamento,
riformulando il testo per evitare incongruenze, perché in quella
sede possano eventualmente essere affrontate anche le questioni che
ha sollevato l'onorevole Baronia compatibilmente con un indirizzo
che credo che debba essere confermato e che è quello dell'impianto
del disegno di legge di fare cose utili per i sordi e per la
diffusione della lingua LIS.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.6, a firma dell'onorevole
Caronia.
Il parere della Commissione?
PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.2, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 3.7, a firma dell'onorevole
Caronia.
Il parere della Commissione?
PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.8, a firma dell'onorevole Caronia. Il
parere della Commissione?
PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.9, a firma dell'onorevole Caronia.
CARONIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.10, a firma dell'onorevole Caronia.
CARONIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per ringraziare l'onorevole Vinciullo. Nonostante l'ostruzionismo
della maggioranza su questo disegno di legge, siamo riusciti a
raggiungere un obiettivo che, naturalmente, al di là del merito,
possa essere - appunto - operativo secondo quello che ha deciso
l'Aula. Al lavoro dell'onorevole Vinciullo, quindi, per il nostro
Gruppo va dato doppiamente merito perché è riuscito, nonostante
tutto quello che la maggioranza ha fatto in queste ore, a dare a
quest'Aula la possibilità di approvare un disegno di legge armonico
su un provvedimento che i sordi si aspettano da diversi anni.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
- dagli onorevoli Caronia, Caputo e Maira: A 1 e A 2;
- dal Governo: A.4; A.5;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Oddo, Ardizzone ed altri:
subemendamento A.4.1;
Gli emendamenti A2 e A3 sono dichiarati inammissibili.
Si passa all'emendamento A4 e al subemendamento A.4.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A4 del Governo, come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che l'emendamento testé approvato, anche se non inerente
al testo del disegno di legge, è fortemente atteso dalla comunità
siciliana ed è stato attenzionato in Conferenza dei Capigruppo.
Si passa all'emendamento A.5.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi nella
Conferenza dei Capigruppo è stata proposta, da parte del Governo,
la proroga di sei mesi dell'entrata in vigore della legge sulla
semplificazione burocratica.
Noi ci siamo opposti, l'UDC si è opposto perché ritiene grave che
una legge così importante, dopo sei mesi, non sia ancora nelle
condizioni di essere applicata
Crediamo che sia arrivato il momento per il sistema burocratico
siciliano per il costoso e farraginoso sistema burocratico
regionale, di rispondere delle proprie responsabilità e, quindi, il
momento di stabilire quello che la legge prevede che ad un ritardo
amministrativo deve corrispondere una punizione ed una
responsabilità ben chiara e ben indicata.
Ci siamo opposti e correttamente la norma non è stata inserita
finora, ora l'Assessore la ripropone a nome del Governo.
Noi ci rendiamo conto, allora, della necessità - evidentemente è
una necessità del Governo - apprezziamo il fatto che abbia ridotto
i tempi, non parliamo più di sei mesi ma di tre mesi, a nostro
avviso sono troppi e certamente ad avviso dei cittadini siciliani
ma, per senso di responsabilità, voteremo a favore chiedendo però
al Governo di attivarsi con forza perché è deprimente che una legge
importante, una delle più significative, una delle più serie oggi
non possa attivarsi perché il sistema burocratico e il sistema
politico che sta alle spalle e deve indirizzare il sistema
burocratico, non è pronto.
Io spero che questi tre mesi siano impiegati correttamente,
preannuncio una interrogazione nella quale chiederemo di conoscere
i termini, vogliamo sapere quali sono gli Assessorati in ritardo,
quali sono le cose che non sono state fatte, l'UDC vuole monitorare
la questione, perché crede in questa legge e ritiene che ogni
ritardo sia un danno per la Sicilia.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
innanzitutto sull'emendamento A4 che, sebbene è stato votato,
comunque, mi sembra, devo dire, riduttivo perché il fenomeno
dell'immigrazione non ha coinvolto soltanto Linosa e Lampedusa ma
ha coinvolto, ad esempio, una parte della provincia di Catania,
quale quella di Mineo, per cui sarebbe stato opportuno, io dico, e
vediamo se possiamo con un subemendamento anche all'A5, intervenire
anche a favore del territorio di Mineo che, in questo momento, in
provincia di Catania, ospita ben 1.900 immigrati.
Detto questo, poi, vorrei invece intervenire sull'emendamento A5
preannunciando come il subemendamento, come testé detto, ma al
contempo dicendo che noi abbiamo fatto una norma e la norma
l'abbiamo fatta qualche mese fa, non due anni, tre anni, dieci anni
fa, per cui io sono fortemente contrario perché questa norma venga
modificata così come la stessa, con questo emendamento, si propone
di fare.
Pertanto, detto questo, io sono perché anche condividendo col PDL,
se questo emendamento venga non approvato, lo stesso Governo non
dia un parere favorevole; tra l'altro, mi risulta che forse,
l'Assessore alla Pubblica istruzione, non è competente per
esprimere un parere su un emendamento simile per cui dovrebbe
esserci l'Assessore al ramo e in più ritengo, invece, che sia
necessario subemendare questo emendamento con un emendamento
sostitutivo che aggiunge a Linosa e a Lampedusa anche la comunità
di Mineo. Ora lo predispongo.
DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei che
questo emendamento fosse spiegato dal Governo perché vorrei capire
quali sono gli ostacoli che, in sei mesi, si sono frapposti
all'applicazione della norma sulla semplificazione perché se non
c'è chiarezza su quali sono state le ragioni, le difficoltà, gli
impedimenti, i problemi, i problemi burocratici, i problemi
politici, rischiamo che non nove mesi ma neanche ventiquattro mesi
saranno sufficienti perché si applichi questa norma.
Sarebbe necessario capire e comprendere le ragioni.
Vedete, onorevoli colleghi, io credo che due norme di un certo
rilievo , forse in questo periodo di Governo, si sono fatte: una è
quella che riguarda la riforma sui rifiuti, la legge sui rifiuti,
la soppressione degli ATO, e l'altra quella che riguarda la
semplificazione amministrativa.
Non mi pare che sulla riforma degli ATO ci sia un benché minimo
passo avanti, anzi autorevoli membri del Governo e della
maggioranza girano per la Sicilia a dire come bisogna modificare la
legge di riforma degli ATO, senza che abbiano fatto un minimo passo
per l'attuazione di questa legge e siamo al ridicolo.
Questa maggioranza - a me che ne faccio parte duole dirlo - sulla
legge dei rifiuti e sulla legge sulla semplificazione si sta
coprendo di ridicolo. Se qua non si chiarisce il perché sei mesi
non sono stati sufficienti, se non si chiariscono le ragioni
veramente non riusciremo a capire perché nove mesi saranno
sufficienti. Cosa cambia in tre mesi?
Di questi tre mesi già quindici giorni sono passati perché prima
che si pubblicherà questa legge saremo a fine ottobre, quindi
entro il 31 dicembre, in due mesi, si risolveranno le questioni che
in sei mesi non si sono fatte.
Mi pare che ci troveremo in finanziaria o in un'altra norma a un
altro provvedimento di rinvio proprio perché io ritengo che non c'è
il giusto passo, non c'è la giusta marcia nella direzione di questa
Regione.
MAIRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
sarà veramente schematico perché il gruppo del PID dichiara che
voterà a favore di questo emendamento.
So già che questo voto favorevole potrà suonar male, potrà non
essere capito e prendo la parola soltanto per spiegarlo.
Ho già detto in Conferenza dei Capigruppo oggi pomeriggio che non
potevamo perdere l'occasione di prendere atto di
un'autocertificazione di un fallimento del Governo su una legge di
riforma che è stata sbandierata coma la più importante adottata da
quest'Aula, perché nel momento in cui il Governo, pur avendo avuto
un voto unanime da questa Assemblea al momento della celebrazione
della legge, non l'ha saputo sfruttare e viene oggi a chiederci un
rinvio di tre mesi nella entrata in vigore del provvedimento
normativo, originariamente era sei, si autocertifica come un
fallimento dell'intero Governo.
Io posso anche avere delle giustificazioni del fallimento, potrei
allargare l'ottica del fallimento e potrei dire che molto dipende
dai dirigenti dei vari assessorati che non hanno l'esperienza per
far decollare una riforma di questo genere e a questo serve il voto
favorevole del PID, a denunciare che questo è un ulteriore
fallimento di un ulteriore cosiddetta riforma del Governo Lombardo,
riforma che, assieme ad altre che sono state ricordate, non ha
prodotto alcun effetto positivo, anzi costringe il Governo a
autocertificare il fallimento della riforma stessa.
Ecco perchè il PID, in espressione di voto quasi ironico, dichiara
di votare a favore dell'emendamento.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che
questo emendamento il Governo abbia il dovere di ritirarlo e di
accogliere il suggerimento che poca fa avanzava l'onorevole Di
Benedetto. Non n si può votare un emendamento di questo genere che
segue ad una legge di riforma sulla semplificazione amministrativa
sbandierata ai quattro venti dal Governo come uno strumento
legislativo assolutamente rivoluzionario e poi oggi venire qui il
Governo a chiedere una ulteriore proroga.
Questo Governo che è normalmente abituato a fare proclami e ad
enunciare princìpi avrebbe avuto un'occasione per dimostrare la sua
capacità a lavorare. Una capacità che, invece, manca, che è
assolutamente inesistente e lo è in tutti i settori ed in tutti gli
aspetti anche, ad esempio, nella firma del decreto per il
riconoscimento dei distretti turistici. Anche qui, distretti
turistici approvati all'ultimo minuto, ancora ,per lo più, la gran
parte di essi non sono stati ancora completamente formalizzati,
eppure siamo già allo scadere del termine per l'eventuale utilizzo
di 20 milioni di euro che saranno evidentemente perduti così come
tanti altri fondi sono stati perduti da questo Governo che non ha
saputo lavorare e che non sa portare avanti nessuna iniziativa in
grado di dare respiro all'economica siciliana.
Ebbene, su questa legge che è quella della semplificazione
amministrativa avrebbe potuto dare un segnale di vita, come dire,
se ci sei batti un colpo'. Questo colpo è mancato.
Il parlamento non è aprioristicamente ostile, come già ha
dimostrato, alla semplificazione amministrativa, però, se noi oggi
votassimo questo emendamento di proroga senza battere ciglio,
significherebbe renderci complici di un'ulteriore mancanza e
manchevolezza di questo Governo. Ma, soprattutto, continueremmo a
fare un torto al popolo siciliano che aspetta questa
semplificazione amministrativa.
E' giusto e corretto che il Governo ci spieghi anche in
commissione perché occorre che ci sia una proroga e non portarcela
così in Aula senza che siamo stati almeno informati e quindi capire
perché, altrimenti, significa che noi avalleremmo una inefficienza
del Governo.
Bene, il Governo quindi a questo punto potrebbe ritirare questo
emendamento e andare in commissione, tanto ci saranno occasioni,
altre leggi su cui poterlo inserire come emendamento aggiuntivo e
votarlo.
Quindi, l'invito che rivolgo al Governo è di ritirarlo e,
comunque, io mi rendo conto che l'onorevole Maira ha fatto un
ragionamento molto sottile, ma sarà che io non sono così sottile,
caro onorevole Maira, io non capisco questo ragionamento, vado
diritto e dico che noi di Forza del Sud voteremo contro questo
emendamento perché vogliamo, invece, che l'opinione pubblica si
renda conto nella chiarezza delle posizioni, dove sta la verità e
dove stanno le inadempienze, le manchevolezze, l'arretratezza,
l'inefficienza di questo Governo.
PRESIDENTE. Assessore Centorrino, vuole parlare adesso?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Se crede, forse è meglio.
PRESIDENTE. Prima concludiamo tutti gli interventi.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Volevo dire ai colleghi che questo emendamento ha un senso solo se
approvato oggi. Già la settimana prossima non avrebbe più senso
perché i termini di entrata in vigore della legge 5 scattano il 24
di ottobre.
Prego, onorevole Mancuso.
MANCUSO. Signor Presidente, coerentemente con la presenza del
nostro gruppo alla Conferenza dei Capigruppo, noi le avevamo
dichiarato la nostra indisponibilità qualora c'era un gruppo
parlamentare che riteneva di non inserire questo emendamento.
Considerato che c'è stata l'unanimità di tutti i gruppi
parlamentari, compreso anche quella di Grande Sud - mi dispiace che
non è stato avvertito l'onorevole Incardona - il PDL, da ultimo, ha
dato la disponibilità a votare questo emendamento per le ragioni
che lei ha detto perché se non si votasse questa sera è chiaro che
l'emendamento non avrebbe motivo di esistere. Ma la riflessione che
vogliamo fare è quella che, se questa sera la maggioranza avesse
presentato una mozione di censura nei confronti dell'assessore
Chinnici, sicuramente faceva un favore all'Assessore Chinnici,
perché questo provvedimento è una bocciatura di una legge che ha
voluto questo Parlamento, di una volontà che aspettano tutti i
siciliani, è uno schiaffo all'Assessore Chinnici da parte di tutti
gli altri dipartimenti a cui questo Governo dovrebbe non solo
tirare le orecchie ma dire effettivamente che le leggi si
rispettano ed i primi dovrebbero essere quelli che dovevano aiutare
l'Assessore Chinnici in questo provvedimento importantissimo che,
peraltro, dal Capogruppo del Partito Democratico viene tirato fuori
in ogni intervista pubblica, in ogni momento di poter vantare il
Governo delle riforme.
Bene, la fiducia sostanziale all'Assessore Chinnici questa sera il
Partito Democratico la dà con questo emendamento perché non è
riuscito quel partito a cambiare le cose non solo nel Governo ma,
soprattutto, nei dipartimenti.
Io non so se basteranno 90 giorni, signor Presidente, perché prima
che questa legge verrà pubblicata passeranno 15 giorni; tra 45
giorni sarà Natale e non credo che dopo il 20 di dicembre fino al
10 di gennaio si riuscirà a fare quello che non si è riusciti a
fare nei 120 giorni e non credo neanche che entro il 24 gennaio si
chiuderà la partita.
Noi lo speriamo, non possiamo votare contro una legge che noi
abbiamo voluto e che per l'inefficienza di un Governo, di una
Maggioranza oggi ci troviamo in mezzo al guado.
Noi abbiamo dato prima l'indisponibilità, vista l'unanimità di
tutta la Conferenza dei Capigruppo diamo la disponibilità a
prorogare di 90 giorni questo provvedimento ed io sono certo che ci
ritroveremo nella finanziaria un'altra norma, onorevole Adamo, che
prorogherà per altri 90 giorni questo provvedimento, perché è nei
fatti, perché è impossibile arrivare entro i 90 giorni a fare
quello che ancora oggi non si è fatto, cioè nulla.
Allora, come dicevo, era più onorevole dire all'Assessore Chinnici
di farsi da parte perché voi non avete fiducia in un assessore che,
invece, voleva rivoluzionare veramente il sistema burocratico in
Sicilia.
Questo non è stato possibile e con questo emendamento noi oggi
diamo un'altra ulteriore prova di grande maturità politica.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, nel rispetto assoluto delle tesi
espresse dall'Assemblea io vorrei cogliere una domanda che in
alcuni casi è stata esplicita e in alcuni casi è stata implicita.
Qualcuno si domanda: ma che cosa giustifica la richiesta di questo
allungamento di termini? Perché il Governo sta chiedendo altri tre
mesi? E mi sembra opportuno, signor Presidente, nel pieno rispetto
di tutte le posizioni che sono state espresse e tenendo conto che
questa è una materia che è stata curata particolarmente
dall'Assessore Chinnici, che oggi è stata impedita ad essere
presente in Aula, spiegare quale è la causa che determina questa
richiesta di ulteriori tre mesi.
La causa nasce da questo: nella legge di semplificazione
amministrativa veniva stabilito un principio in base al quale un
procedimento doveva essere seguito in trenta giorni
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'assessore sta spiegando il
perché dell'esigenza di prolungare il termine di novanta giorni.
Questo può servire al dibattito e ad evitare altri interventi.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, la legge della semplificazione
amministrativa imponeva, con una nuova e più rigorosa disciplina,
che un procedimento amministrativo dovesse trovare un termine
ordinario di chiusura in trenta giorni.
L'applicazione di questo principio, estremamente importante, come
ha riconosciuto nel suo intervento l'onorevole Adamo, ha
determinato però la necessità di una serie di norme che
obbligassero i dipartimenti a rispettare questo termine ed anche un
monitoraggio di tutti i procedimenti per controllare se questo
termine di trenta giorni poteva essere applicato a quei
provvedimenti o per alcuni provvedimenti era necessario, come
prevede la legge, indicare un termine diverso, probabilmente più
lungo.
Questo lavoro è in fase di completamente, anzi posso dire che è
stato completato, si trova di fronte ad un ostacolo. L'ostacolo che
si trova di fronte è che i sei mesi scadono martedì. Questo
significa che da mercoledì chiunque abbia un procedimento
amministrativo con la Regione e vede che questo procedimento
amministrativo non si è chiuso entro trenta giorni come prevede la
legge di semplificazione amministrativa, può fare un'azione contro
la Regione, per non avere osservato il termine dei trenta giorni.
La ragione di questo emendamento, visto che il lavoro è stato
completato e che, quindi, sarà assolutamente possibile mettere in
atto un sistema che semplifichi le procedure, per alcuni
provvedimenti in trenta giorni, per altri, come prevede la legge,
un termine più lungo, scadendo martedì ha bisogno di una piccola
proroga in maniera tale da potere essere perfezionato e messo in
atto sfuggendo al pericolo di azioni contro la Regione.
Penso che sia interesse di tutti. Ho cercato di spiegare quale è
la ragione di questo rinvio che si riferisce ad un sistema che è
ormai quasi pronto ma che non può essere pronto definitivamente
entro martedì, cioè la data di scadenza dei sei mesi indicati nella
lettera.
Sto indicando la ragione, poi ognuno potrà avere il suo giudizio.
Questa è la ragione per cui si chiedono i tre mesi. La si può
condividere o pensare che è una ragione di cui non tenere in conto.
Siccome in molti mi hanno chiesto il perché di questo rinvio, sto
cercando di spiegare quale è la ragione tecnica di questo rinvio
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ad integrazione di quello che ha
detto l'assessore, i regolamenti, come voi sapete, vanno approvati
dalla Giunta una volta che vengono elaborati, vengono trasmessi al
CGA per l'approvazione e poi tornano in Giunta per la presa d'atto
per cui c'è un passaggio che è esterno all'amministrazione
regionale che, ovviamente, allunga i tempi.
Nel caso in cui tutti questi passaggi non si esaurissero, come è
stato, entro i sei mesi, la Regione potrebbe essere costretta a
rispondere da un punto di vista civile, ma anche economico, nei
confronti di soggetti che rivendicano l'applicazione della legge 5.
Questo è l'argomento di cui stiamo parlando. E' una cosa che
riguarda la Regione in senso lato, non il Governo.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, volevo aggiungere che la
richiesta di proroga è accompagnata da una relazione che avrei
voluto che fosse distribuita in maniera tale che tutti potessero
avere una effettiva conoscenza di questa norma.
La relazione che precede l'emendamento è a vostra disposizione.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, volevo soltanto fare notare ai
colleghi, per quello che può servire, che leggi di questa natura
che parlano effettivamente di semplificare processi burocratici, a
prescindere dalla valenza che chiaramente hanno sotto il profilo
del rapporto cittadino e rami di amministrazione, in questo caso
del Governo della Regione, rimandano sempre, per quanto concerne la
parte anche prettamente attuativa, ad un anno.
Noi, nella legge 5, abbiamo scelto di dire sei mesi. Siamo stati
obiettivamente presi dal fatto che stanchi possibilmente di
farraginose procedure burocratiche e comunque ovviamente percependo
qual era il disagio dei cittadini non abbiamo spinto
sull'acceleratore ed abbiamo detto sei mesi.
Ora, a prescindere dal gioco delle parti o noi prendiamo coscienza
che obiettivamente regolamenti interni, approvazioni di organi
esecutivi, ruolo o meno e funzioni del CGA, poi io scinderei i
regolamenti interni vanno trattati in un modo, regolamenti di altro
tipo, ma lasciamo stare, ma andare seriamente a dire questi sono i
principi di carattere generale, Dipartimento x regolamenta tutto
in questa maniera, in trenta giorni, monitorare, ricognizione
effettiva di quelli che sono i processi per quanto concerne
autorizzazioni e così via.
Diciamocelo con la massima franchezza. Poi facciamo il gioco delle
parti, io non vado assolutamente a scomodare nessuna sensibilità da
parte di colleghi che fanno meglio di me la loro parte, che
svolgono bene anche la loro parte di deputato regionale, però
obiettivamente dobbiamo dire che qualcosa in questo senso invece di
attaccare il lavoro che abbiamo fatto Ricordo che questa legge è
stata approvata all'unanimità. E' stata evidentemente una legge
molto travagliata per quanto concerne anche l'iter,
l'incardinamento, tutto ciò che è stata anche la discussione che
seguiva al momento in cui il disegno di legge è stato incardinato,
alla fine debbo dire con un lavoro a più mani è stato fatto un
prodotto che potrebbe nel giro di pochi mesi dare i risultati
sperati.
Allora, io ho sentito i presidenti dei gruppi ed ho apprezzato
anche quello che ha detto poco fa la collega Adamo, perché
inizialmente tutti avevamo delle perplessità poi, alla fine, ci
siamo convinti che comunque non significa in questo momento non
avere svolto il lavoro in un certo modo anche da parte
dell'assessore Chinnici, ma comunque ragionevolmente; il lavoro è
lungo e, se mi permettete, io non voglio spezzare una lancia in
favore di nessuno perché è chiaro che ci può essere qualche
dipartimento che se l'è vista un po' dalla terrazza', come si dice
ad Oxford, e se così è, tiriamo le orecchie - come ha detto qualche
collega e condivido -, ma cerchiamo di capire bene cosa significa
il lavoro propedeutico per arrivare a qualcosa che significhi
regolamenti interno o meno, approvazione di giunta e così via, che
veramente possano dare in Sicilia la possibilità al cittadino di
superare uno stato anche di accesso, di rapporto con la pubblica
amministrazione per quanto concerne le varie autorizzazioni, in
maniera virtuosa.
Questo io credo che dovrebbe essere l'obiettivo. Poi se dobbiamo
fra di noi dirci, chi ha fatto male, chi ha fatto bene, ce lo
diciamo ma con molta sincerità. Se noi riuscissimo entro nove mesi,
perché questi tre mesi significano sei più tre, meno dei dodici
mesi che in linea di massima utilizzano tutte le legislazioni
compresa quella dello Stato, anche se lì la materia è ancora più
vasta, io penso che abbiamo fatto un buon lavoro.
Ecco perché direi di non accanirci rispetto a questo emendamento e
di fare tutti, anche un attimo, mente locale, pensare a quello che
potrebbe significare domani una buona attuazione, con buoni
regolamenti a prescindere da questioni che possono sollevare anche
organismi o organi esterni all'amministrazione regionale, per
parere e così via; parere che significa sollevare anche questioni
di merito, riscrivere un Regolamento. Ora non voglio addentrarmi in
questo ginepraio di questioni che possono semplicemente far
confondere tutti; siamo ragionevoli rispetto al lavoro che abbiamo
fatto, onoriamo quel lavoro, speriamo che quell'attuazione sia
un'attuazione veramente intelligente, virtuosa ed anche in grado di
poter cambiare la filosofia di come obiettivamente il cittadino
accede alla pubblica amministrazione rispetto ai tempi.
SCILLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Grazie, signor Presidente. Apprezzo la pacatezza ed il
tentativo dell'onorevole Oddo di convincere l'Assemblea di votare
questo emendamento, ma è evidente che parla un autorevole membro
del partito che sostiene il Governo e, quindi, il ragionamento un
po' lascia il tempo che trova.
Vedete, proporre questo emendamento, dal mio punto di vista,
invece, è un'offesa ad ognuno di noi, un'offesa ad ogni siciliano,
perché non è una norma che doveva trovare la prima applicazione in
Sicilia, è una norma la semplificazione burocratica che già in
altre Regioni è stata recepita, bastava fare copia e incolla anche,
sono sicuro anche nell'ipotesi in cui noi di Grande Sud' dovessimo
votare questo emendamento, che anche fra nove mesi, cioè fra tre
mesi, noi ci ritroveremo nella stessa situazione perché è evidente
l'incapacità politico-amministrativa di questo Governo, che non è
riuscito in sei mesi a poter fare in modo che cambiasse il modo del
cittadino di raccordarsi rispetto alla pubblica amministrazione.
Ma lo capite che ogni no che un burocrate dice, è un no che va
contro le nostre imprese? E' un no che crea disoccupazione Se per
una volta comprendete cosa significa fare impresa in questa terra,
probabilmente il vostro atteggiamento sarebbe stato diverso.
Allora oggi noi, per essere coerenti, noi di Grande Sud', che
abbiamo voluto questa norma della semplificazione burocratica,
perché pensiamo che sia fondamentale per creare rilancio nella
nostra terra, chiediamo al Governo di ritirare questo emendamento,
anche perché non comprendo il Governo presente in Aula l'assessore
Centorrino, per carità, con tutto il rispetto e la stima personale
e politica, ma l'assessore Chinnici dov'è? L'assessore Chinnici, se
realmente voleva in qualche maniera cercare di farci capire le
motivazioni per le quali noi dobbiamo fare una proroga, le
motivazioni reali che non possono essere quelle di
un'improvvisazione e di un atteggiamento che deve diventare contro
l'interesse delle aziende e dei cittadini siciliani.
Allora noi siamo contrari a questo emendamento, se voi insistete e
quindi non lo ritirate, perché non possiamo fare ancora una volta
danno agli interessi socio-economici della nostra terra
Concludo rivolgendomi con molta serenità all'onorevole Adamo.
Sapete la stima che ho per l'onorevole Adamo e l'amicizia che mi
lega a lei, e l chiedo in Aula questa cosa: quando votammo la
mozione di censura Russo l'UDC è rimasto in Aula perché condivideva
il ragionamento, però è rimasta fedele al Governo; oggi sa che
abbiamo ragione e sa che questo emendamento deve essere ritirato,
sa che questo emendamento deve essere bocciato, so che in
Commissione aveva preso questa giusta posizione, ma stasera ragiona
in questa maniera, però, per amore del Governo, non voterà contro.
Leggo oggi, rispetto alla privatizzazione della Siremar, che il
Governatore Lombardo dice che ha fatto una grande cosa, non si
comprende bene questa fideiussione se c'era, se non c'era, tutto a
un tratto c'è la fideiussione di 35 milioni di euro e il
coordinatore regionale dell'UDC deve presentare un'interrogazione
parlamentare al Governo nazionale per capire bene come è lo stato
di cose.
Onorevole Adamo, ma con tutte queste premesse, non le sembra
illogico e poco coerente continuare a sostenere questo Governo, che
è davvero indegno da questo punto di vista? Faccia una cosa
semplice: rompa l'alleanza con un Governo che non la merita, perché
so che lei è un soggetto che veramente si batte per gli interessi
dei siciliani, non la merita ad avere lei a sostegno, lei e al suo
partito, faccia una cosa più importante: scelga di stare con i
siciliani per garantire un futuro diverso alla nostra terra.
BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi atterrò al
tempo che lei mi sta assegnando ma è chiaro che questa sera alcune
considerazioni dobbiamo farle, dobbiamo consegnarle ai siciliani.
Stiamo, di fatto, vedendo che a fronte di una evidente incapacità
del Governo regionale siamo chiamati di volta in volta a mettere
delle toppe, a fare in modo che l'inefficienza che poi nasce
dall'esigenza che è primaria, ahinoi, in questo Governo che è
quella dei proclami. Nel momento in cui il Partito Democratico ha
bisogno di affermare una posizione che sia di tipo elettorale o di
altro tipo, che sia di opinione del proprio elettorato, allora
affigge un cartello, fa ricorso ad un provvedimento che diventa
soltanto una facciata e inganna così i siciliani.
Ed è questo il nostro caso. Non credo, vista l'autorevolezza di
molti rappresentanti del Partito Democratico, vista l'autorevolezza
di molti interventi che qui ho ascoltato, sentite le parole
dell'onorevole Oddo, che qualcuno di loro avesse creduto solo per
un momento che quella norma sulla semplificazione burocratica
potesse essere attuata e in quei termini. Eppure, si è andati
avanti in quest'Aula, si è andati avanti nella convinzione che
tanto quella norma serviva in quel momento a qualcuno, ma non
certamente ai siciliani. E ora siamo di fronte ad un paradosso:
quella semplificazione non ha fatto neanche un timido passo,
soltanto mi pare all'interno del dipartimento dell'assessore
Chinnici si è fatto qualche passo.
E sono trascorsi 180 giorni, forse qualche altro nel suo
dipartimento, ne trascorreranno ancora 90 e sono convinto che ci
rincontreremo da qui a qualche giorno per sentirci dire: non ce
l'abbiamo fatta, la macchina burocratica è appesantita, i
dipartimenti sono quelli che sono.
La verità è che, e lo voglio dire all'assessore Centorrino,
poc'anzi mi rimproverava come atto di ingenerosità il mio attacco
al Governo. Assessore, manca un coordinamento, manca un Governo in
questa Regione e molto spesso purtroppo si confonde la causa con
l'effetto, si vuole eliminare la febbre con gli antipiretici non
risalendo alla causa, come se eliminando la febbre si porta via
l'infezione. Non è così E non è un caso. L'altro giorno, alcuni
giornali finanziari lo chiarivano in maniera inequivocabile: noi
non abbiamo nessun fascino attrattivo. Non riusciamo ad attirare
capitali che vengono dall'estero, eppure le realtà più importanti
che operano nel mondo, le realtà che fanno capo al cosiddetto BRIC,
cioè il Brasile, la Russia, l'India, e la Cina, guardano con
interesse all'Europa, guardano con interesse ad altri segmenti del
nostro Paese, guardano con interesse alla Lombardia, per fare un
esempio concreto. E noi siciliani siamo all'ultimo posto, non
vengono qui in Sicilia, non vengono perché l'impianto burocratico è
quello che è; non vengono perché le riforme sbandierate restano al
palo.
E questo per quello che riguarda la semplificazione
amministrativa, burocratica, come usiamo dire. Ma potremmo parlare
della riforma degli Ambiti territoriali ottimali. In Commissione di
merito, insieme al Presidente Mancuso, con un atto di fede, abbiamo
approvato quella riforma. Se lo ricorda? Era assessore allora Pier
Carmelo Russo. Siamo a più di un anno da quell'approvazione e siamo
al palo. Il debito in quel settore ha raggiunto limiti
insopportabili. Eppure lo stesso Presidente ha poteri speciali,
potrebbe intervenire subito Sappiamo che sta emanando una
circolare con la quale darà delle indicazioni. Sappiamo che in
queste ore il Presidente sta cercando di recuperare credibilità
perché, ahinoi, non riusciamo neanche a trovare un istituto di
credito che ci dia fiducia e non possiamo accendere un mutuo.
Questo è lo stato dell'arte. Eppure il Presidente probabilmente
cambierà, con i poteri commissariali, quella legge che questo
Parlamento, che la vostra maggioranza ha voluto, abbiamo espresso
allora moltissime perplessità, abbiamo detto: attenzione questa
riforma deve essere aggiustata, deve essere migliorata, deve essere
resa aderente ai reali bisogni che vengono da quel mondo
Mi accingo a concludere Presidente, eppure, siamo qui al palo.
Allora voteremo questo emendamento, lo faremo certamente non
aprendo una carta di credito, ma lo faremo per spirito e senso di
responsabilità. Ma il Governo, tramite gli assessori presenti, si
faccia carico finalmente dei problemi dei siciliani e dica per una
volta la verità. Ci vogliono tre mesi, ce ne vogliono sei, dodici,
lo dica chiaramente, eviti di fare annunci, eviti di assumere
impegni che poi diventano - signor Presidente, assessori -
promesse, mere promesse da marinaio.
BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo
aggiungere che effettivamente questo tipo di norma, è ovvio,
Assessore, che per spirito di responsabilità, ogni deputato di
quest'Aula non può che condividerla, però obiettivamente bisogna
essere anche onesti.
Il ritardo che il Governo produce nella Regione siciliana è
certificato da quest'emendamento. Perché quest'emendamento dimostra
l'incapacità amministrativa nel produrre atti.
Pertanto, pur condividendo - e non è una responsabilità
dell'Assessore al ramo che certamente anch'egli avrà da dire il
perché ne sono certo - che questo provvedimento avrà avuto dei
tempi tecnici, come è usuale perché come ho visto nell'articolo di
riferimento è proposto e controfirmato dal Presidente della
Regione. Ecco perché si ritarda. Vedete, ogni qualvolta il
Presidente della Regione deve firmare qualche documento passano
diversi mesi, anzi forse più mesi e ho visto il perché di sicuro,
non conosco l'atto amministrativo, quando l'assessore l'avrà
portato, quando avranno fatto le intese perché è complicato come si
deve fare, poi per il motivo di prima dei regolamenti che vanno al
Consiglio di Giustizia Amministrativa, mi auguro, assessore
Centorrino che lei in tre mesi rispetto agli attuali sei, quindi in
nove mesi risolverà il problema, perché in questo momento è lei che
risponde di questo provvedimento e anche l'assessore Sparma, che è
qui presente.
Obiettivamente, sono certo che entro nove mesi non si risolverà
nulla. Volevo ritornare sull'argomento e me ne dispiace per gli
assessori che il più delle volte sono in quest'Aula a fare delle
magre figure, spesso non hanno alcuna responsabilità, però, in
effetti, ho rivisto attentamente come era formulato l'articolo e ho
capito perché oggi si chiedono questi tre mesi.
Personalmente, non solo approvo e condivido anche perché c'è anche
in questo articolo 4 ter la mancata o ritardata emanazione dei
provvedimenti; sono valutati a fini di responsabilità dirigenziale,
cioè praticamente il Governo non è in grado in sei mesi di fare il
decreto attuativo di questo provvedimento, però scarica la
responsabilità ai dirigenti che il più delle volte - tutto il male
non è nei dirigenti della Regione -, anzi, diciamolo onestamente,
molti dirigenti non sono in grado di poter dare il contributo che
devono all'attivazione della macchina perché il più delle volte
negli anni di servizio in amministrazione sono stati cambiati
ripetutamente.
Ricordo, un giorno mi trovai in II Commissione e arrivammo al
punto che l'assessore Armao voleva commissariare i direttori in
quanto li riteneva incapaci nell'attivazione della spesa.
Dico commissariare i direttori, forse sarebbe stato più corretto
dire: cambiamoli; commissariare un direttore non l'ho mai sentito.
Poi questa norma, devo dire, i dirigenti preposti alla attivazione
della spesa comunitaria si resero conto, anzi questo incarico di
commissariare i direttori veniva dato ad un ulteriore direttore.
Cioè, la politica si scaricava della propria responsabilità, perché
questa è una responsabilità politica, e la scaricava ai direttori
della Regione Cosa mai vista, incomprensibile
Pertanto, caro Assessore, sarò favorevole perché proprio non mi
sembra giusto che rispondano i dirigenti di incapacità che sono
esclusivamente politiche ed amministrative non del Governo, ma del
Presidente certamente e, purtroppo, anche della Giunta perché su
questi ritardi non c'è colpa dei dirigenti che, invece, verrebbero
chiamati a rispondere se noi oggi non approviamo questo disegno di
legge. Quindi, io lo voterò proprio per questo. Però, sono pure
certo, signor Presidente, e glielo dico con certezza, che noi fra
tre mesi ridiscuteremo di questo provvedimento.
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, intervengo per dire che voterò in
difformità rispetto al mio Gruppo, perché ritengo che questa norma
non sortirà effetti.
Devo dire che ero tentato, vista la presenza notevole, numerosa
della maggioranza, di chiedere la verifica del numero legale nel
caso in cui il Governo non ritirasse questa norma. Devo dire che,
alla fine, per una questione di responsabilità, forse perché tale
atteggiamento poteva essere frainteso, ritengo che fosse il caso di
votare contro una norma per le motivazioni che anche l'onorevole
Beninati ha testè esplicitato. E' una norma inutile, è una norma
anche - se mi si permette - fatta in maniera pressappochistica.
Poteva essere una norma, invece, che con la dovuta attenzione,
sarebbe stata utile e risolutiva per il problema. Non è stato così,
assessore Centorrino.
E allora, noi ne prendiamo atto. Riteniamo che fra quattro mesi ci
ritroveremo in ques'Aula per ulteriormente prorogare questo
termine, presidente Cascio.
Noi, però, diciamo, dinanzi a questa incapacità del Governo e
della maggioranza, di amministrare, come diceva giustamente
l'onorevole Buzzanca, di trovare delle soluzioni partendo dalla
causa e non cercando di curare l'effetto, perché troppo
transitoria, troppo effimera la cura dell'effetto. Bene, allora,
personalmente dico che voto contro questa norma. Spero che anche
altri lo facciano, non so quanti mi seguiranno, però voglio dire
che, infine, dimostriamo di non scadere in atteggiamenti che
potrebbero essere fraintesi e poter consentire che stasera, caro
onorevole Lentini, questa norma possa essere approvata.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.5. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Annunzio di ordine del giorno numero 586
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
586 Iniziative volte all'accorpamento dell'IRDAS all'Istituto per
ciechi Opere riunite Florio e Salamone , presentato dall'onorevole
Caronia ed altri.
CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, l'ordine del giorno credo che, in
qualche modo, possa trovare da parte del Governo una certa
condivisione in quanto l'obiettivo è quello di dare certezza non
soltanto ai lavoratori dell'IRIDAS, che si trovano in una
condizione di incertezza rispetto al futuro, ma, soprattutto,
rispetto a quella che è la possibilità che ci siano realmente delle
risposte per i diversamente abili intesi, non soltanto per quanto
riguarda la comunità dei sordi, ma anche dei ciechi.
L'accorpamento dei due enti, che credo che sia nella logica di
quello che il Governo si propone di fare, almeno da quello che
leggiamo sui giornali, vuole che le risorse vengano in qualche modo
ottimizzate affinché si dia un'unitarietà di intenti nel sostenere
i soggetti diversamente abili.
Pertanto, anche a garanzia dei lavoratori, credo che l'accorpare
in un unico ente possa essere motivo sia di realizzazione di
economie sia un reale punto di riferimento per i soggetti
diversamente abili che siano sia i ciechi che i sordi, affinché una
struttura possa effettivamente dare quei servizi che probabilmente
purtroppo, ahimè, devo dire questa legge non riuscirà a dare per
le ragioni che ho esposto nei miei precedenti interventi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 586.
Il parere del Governo?
CENTORRINO, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Io sono pienamente d'accordo con l'onorevole
Caronia, siccome questo, però, è un problema all'attenzione della
Giunta e all'attenzione dell'Assessorato che sta studiando la
vicenda, il Governo lo accetta come raccomandazione, mantenendo lo
stesso valore, ma inserendolo così in un processo decisionale che è
in atto.
PRESIDENTE. Assessore, rimane stabilito che il Governo lo accetta
come raccomandazione. In questo caso, non bisogna fare niente, lei
lo accetta come raccomandazione e così resta stabilito.
Presidenza del presidente Cascio
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, cercherò di essere breve per annunciare, così come
avevamo detto all'inizio, il voto favorevole del PDL, la presenza
in Aula del PDL durante tutto questo pomeriggio ha consentito di
raggiungere sempre e di mantenere il numero legale
(Brusìo in Aula)
Pensate che gridando io non parli? Anzi è peggio, parlerò di
più, quindi vi conviene fare silenzio perché se questa pseudo-
maggioranza fa silenzio io parlo un poco e sarò buono, se la pseudo-
maggioranza, invece, grida io sarò costretto a spiegare ai
siciliani perché questa legge, questa sera, viene approvata.
Questa sera questa legge viene approvata perché tutto il centro-
destra, cioè il PDL, il PD e Grande Sud' abbiamo deciso di
rimanere in Aula e di consentire che questo disegno di legge
venisse modificato così come abbiamo ritenuto di poter fare perché
volevamo dare una risposta ai siciliani, volevamo dare una risposta
a chi ha bisogno dell'approvazione di questa legge, volevamo
dimostrare, ancora una volta, che questo Parlamento, il più antico
Parlamento del mondo, riesce a superare le barriere tra maggioranza
e minoranza e la minoranza riesce a dare lezioni di democrazia.
INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
soltanto per dire che noi, nonostante l'emendamento aggiuntivo A.5,
votiamo a favore del disegno di legge e comunque consideriamo
l'avere aggiunto questo emendamento in una legge che era già nelle
previsioni che avrebbe votato tutto il Parlamento nella sua
interezza, mi sembra un'altra furberia che il Governo ha usato per
fare passare una norma che altrimenti non sarebbe passata.
Ebbene, noi
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, di questo mi assumo la
responsabilità in toto, è stata la Presidenza che ha inserito
l'emendamento in questa legge.
INCARDONA. Secondo me, non si sarebbe dovuto procedere, ripeto: è
una furberia di cui, purtroppo, prendiamo atto perché non si può
tacere sulla responsabilità del Governo per le ragioni che sono
state già dette nel dibattito. E quindi su questo non mi voglio qui
dilungare. Grande Sud' vota a favore del disegno di legge perché,
finalmente, si fa giustizia per una insieme di persone che hanno
una disabilità e che sono state, per troppo tempo, trascurate e
dimenticate.
684 e altri/A 'Promozione della lingua italiana dei segni (LIS)'
Presidenza del presidente Cascio
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
numeri 684-35-279-322-334/A «Promozione della lingua dei segni
italiana (LIS)»
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numeri 684-35-279-322-334/A «Promozione della
lingua dei segni italiana (LIS)».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo, Beninati,
Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Cappadona, Caronia, Cimino,
Colianni, Cordaro, Corona, Cristaudo, Currenti, D'Agostino, De
Benedictis, Di Benedetto, Di Guardo, Dina, Falcone, Federico,
Ferrara, Galvagno, Gentile, Giuffrida, Incardona, leanza Nicola,
Lentini, Limoli, Lo Giudice, Mancuso, Marinello, Minardo, Musotto,
Nicotra, Oddo, Panarello, Parlavecchio, Pogliese, Raia, Rinaldi,
Ruggirello, Scammacca, Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo.
Sono in congedo: Bonomo, Digiacomo, Marziano, Picciolo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 52
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 51
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 19
ottobre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento Interno, di interrogazioni e interpellanze della
Rubrica Territorio e Ambiente (V. allegato)
III - Discussione del disegno di legge:
- Modifiche ed integrazioni al sistema elettorale degli Enti
locali. (numeri 502-106-441/A).
Relatore: On. Maira
La seduta è tolta alle ore 21.00
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 23.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 684-35-279-322-334/A PROMOZIONE DELLA LINGUA
DEI SEGNI ITALIANA (LIS).
All'articolo 1:
Emendamento 1.2:
Al comma 2 sostituire la parola rappresentati con
rappresentativi
Emendamento 1.1:
Al comma 2 sostituire la parola beneficiari con soggetti sordi
Emendamento 1.3.1:
All'art. 1, alla fine del comma 2, aggiungere: I criteri della
rappresentatività dei predetti enti sono definiti con successivo
decreto dell'assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale, previo parere vincolante della Quinta Commissione
legislativa dell'ARS .
All'articolo 2:
Emendamento 2.1:
Sostituire le parole in attuazione dell'articolo 3 della
Costituzione ed in ottemperanza con in coerenza .
All'articolo 3:
Emendamento 3.1:
Al comma 1 sostituire le parole con regolamento del Presidente
della Giunta regionale sentiti gli assessorati competenti con
Con regolamento emanato con decreto del Presidente della Regione,
previa delibera della giunta regionale, su proposta dell'assessore
regionale per l'istruzione e la formazione professionale, di
concerto con l'assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica
Emendamento 3.2:
Alla lettera a) sostituire la parola determina con disciplina .
Emendamenti articoli aggiuntivi:
Emendamento A.4.1:
Al sesto rigo sopprimere le parole o operativa
Emendamento A.4:
All'articolo 60 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
aggiungere il seguente comma:
Al fine di favorire il superamento della grave situazione di
emergenza economico-sociale, causata dall'eccezionale afflusso di
migranti provenienti dai Paesi del Nord Africa, nelle Isole di
Lampedusa e Linosa (AG), il fondo di cui al presente articolo
erogherà altresì agevolazioni in favore delle piccole e medie
imprese, ivi comprese le microimprese, come definite dal Reg. CE 6
agosto 2008, n. 800/2008 pubblicato sulla GUCE L 214 del 9 agosto
2008, aventi sede legale o operativa, da almeno sei mesi
antecedenti al 16 giugno 2011, presso il Comune di Lampedusa e
Linosa (AG). Con successivo decreto dell'assessore regionale per
le attività produttive si provvede a definire i requisiti e le
modalità per l'accesso a tali agevolazioni dai soggetti sopra
individuati.
Emendamento A.5:
Al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 5 aprile 2011, n.
5 la locuzione entro sei mesi è sostituita dalla seguente:
entro nove mesi .