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Resoconto d'Aula della Seduta n. 291 di martedì 18 ottobre 2011
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   Presidenza del presidente Cascio


   FARAONE,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

       PRESIDENTE.   Ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
  Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle
  eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero
  avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Pogliese è in missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 17 al 18 ottobre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegni
           di legge alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati ed inviati alle
  Commissioni:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Norme per promuovere l'informazione e l'educazione allo sviluppo
  sostenibile del territorio e della collettività regionale  (n. 803)
   di  iniziativa parlamentare, presentato in data 12 ottobre 2011  e
  inviato in data 18 ottobre 2011
   parere I

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Promozione e partecipazione della Regione all'istituzione della
  Fondazione   Norman Zarcone  (n. 804)
   di  iniziativa parlamentare, presentato in data 13 ottobre 2011  e
  inviato in data 18 ottobre 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti disegni di legge  sono  stati
  inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Intervento   a  supporto  del  sistema  integrato   sicurezza.
  Istituzione  capitolo  di spesa per la compartecipazione  economica
  della  Regione  siciliana  ai  fondi  speciali  tenuti  presso   le
  prefetture  siciliane per l'operatività dei Patti per la  sicurezza
  (n. 796)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 18 ottobre 2011

   - Disposizioni in materia di tutela dei diritti della famiglia (n.
  797)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 18 ottobre 2011

   -  Norme  in  materia di personale in carico  agli  enti  parco  e
  riserve naturale della Regione siciliana (n. 798)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 18 ottobre 2011

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 8 giugno 2005, n.
  8  in  materia di circolazione gratuita per motivi di servizio  (n.
  799)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 18 ottobre 2011

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Istituzione  del sistema integrato dei servizi sociali  per  la
  promozione  del  benessere delle persone, delle  famiglie  e  delle
  comunità nella Regione siciliana (n. 597)
   di iniziativa governativa, inviato in data 18 ottobre 2011
   parere I.
       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fiorenza, con nota  prot.  n.
  7647  del  26  settembre 2011, ha chiesto di apporre  la  firma  al
  disegno di legge n. 778  Schema di progetto di legge costituzionale
  da  proporre  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo
  41  ter,  comma  2, dello Statuto recante  Modifiche dello  Statuto
  della Regione siciliana .

   Comunico,  altresì, che l'onorevole Vinciullo, con nota  prot.  n.
  8262  del   17  ottobre  2011, ha chiesto di apporre  la  firma  al
  disegno  di  legge n. 797  Disposizione in materia  di  tutela  dei
  diritti della famiglia .

   Comunico, altresì, che l'onorevole Scoma, con nota prot.  n.  8013
  del  10 ottobre 2011, ha chiesto di apporre la firma ai disegni  di
  legge  n. 227  Riordino della Aziende sanitarie della Regione ,  n.
  307   Sostegno alla ricerca scientifica sul territorio  regionale ,
  n.  330   Recepimento del DPR 6 giugno 2001, n.  380  'Testo  unico
  delle  disposizioni  legislative  e  regolamentari  in  materia  di
  edilizia' , n. 431  Norme urgenti per lo sviluppo ,  n. 449   Norme
  in  materia di professioni turistiche , n. 451  Protezione catodica
  degli    acquedotti ,   n.   573    Riconoscimento    e    sostegno
  all'Associazione  Alzheimer di Palermo , n. 603    Istituzione  del
  Parco  geominerario delle zolfare siciliane , n. 677   Disposizioni
  in materia di rendimento energetico nell'edilizia , n. 691  Norme a
  sostegno  del riconoscimento e della valorizzazione del  patrimonio
  culturale immateriale siciliano , n. 697  Disposizioni urgenti  per
  il  settore della formazione e orientamento professionale , n.  711
   Salvaguardia dei livelli occupazionali del personale  del  settore
  della  formazione professionale. Costituzione dell'Agenzia unica  e
  misure  occupazionali ,  n.  751  Riordino  della  legislazione  ed
  acquisizione  di  nuove competenze nell'ambito del  comparto  agro-
  forestale-ambientale.   Modifiche  ed   integrazioni   alla   legge
  regionale  14  aprile  2006,  n. 14 ,  n.  759   Istituzione  degli
  ecomusei  della  Sicilia   e  n. 771   Disegno  di  legge  voto  da
  sottoporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 18
  dello  Statuto  recante  'Modifica alle norme  sulla  registrazione
  delle nascite' .

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  che le seguenti richieste  di  parere  sono
  state assegnate alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Azienda  speciale  magazzini generali e  servizi  alla  imprese
  Camera  di  Commercio di Messina. Designazione componente effettivo
  del collegio dei revisori del conti. (n. 182/I).
   pervenuto  in data 10 ottobre  2011 e inviato in data  12  ottobre
  2011.

   -   Camera   di  commercio  di  Palermo.  Designazione  componente
  effettivo del collegio dei revisori del conti. (n. 183/I).
   pervenuto  in data 10 ottobre  2011 e inviato in data  12  ottobre
  2011.

    Comunicazione di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le deliberazioni  adottate
  dalla Giunta regionale nei mesi di maggio e giugno 2011.

   Comunico,  altresì, che è pervenuta la deliberazione della  Giunta
  regionale n. 268 del 29 settembre 2011  P.O. FESR Sicilia 2007-2013
  -  Quadro  risorse  finanziarie del Programma  post  rimodulazione.
  Variazioni .

   Informo che copia delle stesse è disponibile presso l'archivio del
  Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.   2139   -  Iniziative  per  l'adozione  di  provvedimenti   di
  repressione  dell'abusivismo edilizio e per la  destinazione  delle
  costruzioni edilizie abusive esistenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  2143 - Proposta di istituzione dell'Assessorato regionale  e/o
  del Dipartimento regionale del made in Sicily.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Economia
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N. 2144 - Iniziative atte a promuovere una campagna di prevenzione
  a favore della salute delle donne.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  2145  -  Iniziative per l'attuazione, da parte dell'ASP  8  di
  Siracusa,  del  sistema di accesso ai servizi per  le  persone  con
  disabilità.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 2146 - Iniziative per ovviare ai tagli sulla tratta ferroviaria
  Siracusa-Modica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2147  -  Chiarimenti  sullo stato del reparto  di  psichiatria
  dell'ASP di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   2148  -  Iniziative  per  il  rilancio  dell'unità  operativa
  complessa  di  urologia dell'ospedale 'Gravina  e  San  Pietro'  di
  Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  2150 - Nomina di un secondo docente nella scuola elementare di
  I grado dell'isola di Marettimo (TP).
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Oddo Camillo.

   Avverto  che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno  per
  essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:
   N.   2140   -  Iniziative  per  l'adozione  di  provvedimenti   di
  repressione  dell'abusivismo edilizio e per la  destinazione  delle
  costruzioni edilizie abusive esistenti.
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.   2141   -  Iniziative  per  l'adozione  di  provvedimenti   di
  repressione  dell'abusivismo edilizio e per la  destinazione  delle
  costruzioni edilizie abusive esistenti.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   Avverto  che  le  stesse  saranno  inviate  al  Governo  ed   alle
  competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2142  -  Chiarimenti in ordine al calcolo  delle  retribuzioni
  derivanti da rapporti contrattuali a tempo parziale a 24 ore.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Barbagallo Giovanni
   N.  2149  -  Notizie  in  ordine alle procedure  eseguite  per  il
  conferimento d'incarico relativo alla postazione dirigenziale 'GCAG
  U.O.   11   -  unità  operativa  coordinamento  edilizia  pubblica'
  dell'ufficio del genio civile di Agrigento.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Di Mauro Giovanni Roberto

   N.  2151  -  Chiarimenti  ed iniziative in  ordine  ai  lavoratori
  socialmente utili soci di cooperative nella provincia di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  301   Interventi  urgenti per  la  limitazione  dei  costi
  sostenuti dalla Regione per incarichi, nomine e consulenze ,  degli
  onorevoli  Lentini, Forzese, Adamo, Ragusa, Giuffrida, - presentata
  l'11 ottobre 2011;

   numero  302  Esclusione dalla base di calcolo delle spese  per  il
  personale   dei  trasferimenti  a  carico  del  bilancio  regionale
  relativi  alla  retribuzione conseguenti a rapporti contrattuali  a
  tempo  parziale  a  24 ore , degli onorevoli Barbagallo,  Ammatuna,
  Galvagno, Rinaldi, - presentata il 12 ottobre 2011;

   numero 303  Opportune iniziative volte ad impedire la soppressione
  del  Tribunale  e della Procura della Repubblica di Sciacca  (AG) ,
  degli  onorevoli  Marinello, Cracolici, De Benedictis,  Mattarella,
  Termine, Barbagallo, Di Benedetto, Panepinto, Panarello, Digiacomo,
  Galvagno, Rinaldi, Adamo, Oddo, Gentile, Marrocco, Apprendi, Lupo,
   - presentata il 12 ottobre 2011;

   numero   304   Attuazione  della  rimodulazione  degli   obiettivi
  programmatici delle province e dei comuni con popolazione superiore
  a  5.000  abitanti ,  degli  onorevoli  Cimino,  Mineo,  Incardona,
  Bufardeci,
   - presentata il 13 ottobre 2011;

   numero 305  Revoca degli incarichi di consulenza , degli onorevoli
  Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone, Vinciullo,
   presentata il 13 ottobre 2011.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
   - Picciolo, Bonomo e Digiacomo per oggi;
   - Marziano dal 17 al 20 ottobre 2011;

   L'Assemblea ne prende atto.

      Proroga del termine assegnato alla Commissione parlamentare
                         speciale di indagine
        sul piano di informatizzazione della Regione siciliana

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la seguente nota da parte del
  Presidente della Commissione parlamentare speciale di indagine  sul
  piano  di informatizzazione della Regione siciliana con particolare
  riferimento  agli  affidamenti  della  società   Sicilia  e-servizi
  S.p.A'., onorevole Savona.
   Ne do lettura:

    Illustre Presidente,
   desidero   rappresentarLe  che  la  Commissione  parlamentare   di
  indagine  da  me presieduta, costituita con D.P.A.  n.  260  del  6
  maggio  2011, è stata prorogata di ulteriori due mesi con  delibera
  dell'Assemblea  del 21 settembre 2011. Ciò attesta  la  complessità
  dell'oggetto dell'indagine.
   Orbene,  detta proroga decorrendo dalla data della prima scadenza,
  cioè  il  21  di agosto 2011, e coincidendo in gran  parte  con  il
  periodo di aggiornamento dei lavori parlamentari dovuti alla  pausa
  estiva, risulta concretamente inidonea allo scopo di consentire  il
  completamento dei lavori della Commissione.
   Pertanto,  ravvisata la necessità per la Commissione di  esaminare
  la  copiosa produzione documentale richiesta e non ancora trasmessa
  dai  competenti  organi sociali della società   Sicilia   e-servizi
  S.p.A.'  e dagli uffici dell'amministrazione regionale e ravvisata,
  altresì,  l'opportunità che la Commissione compia gli  ulteriori  e
  consequenziali atti istruttori, Le chiedo di prorogare di ulteriori
  due  mesi, a far data dalla prossima scadenza del 21 ottobre  2011,
  il  termine  assegnato  alla Commissione parlamentare  speciale  di
  indagine sul Piano di informatizzazione della Regione siciliana con
  particolare riferimento agli affidamenti della società  Sicilia  e-
  servizi S.p.A'.
   A  riguardo  Le  comunico  che la Commissione  ha  predisposto  un
  apposito  ordine  del  giorno che le chiedo  di  volere  sottoporre
  all'Aula nella prima seduta utile.

               Annunzio di ordine del giorno numero 585

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dagli  onorevoli Savona e De Benedictis l'ordine del giorno  numero
  585   Ulteriore  proroga  termine  assegnato  alla  Commissione  su
   Sicilia e-servizi S.p.A.'.

   Se non sorgono osservazioni e non avendo alcun deputato chiesto di
  parlare, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvato)

   Pertanto,  il  termine  assegnato  alla  suddetta  Commissione   è
  prorogato di ulteriori due mesi secondo quanto previsto dall'ordine
  del giorno in questione.


   Presidenza del presidente Cascio


                        Sull'ordine dei lavori

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  a
  malincuore perché, oggi, abbiamo letto sulla stampa su una presunta
  vendita  o  acquisizione delle quote della  Siremar.  E  su  questa
  vicenda  devo dire che questa Aula e la Commissione sono state  già
  interessate,  perché nel mese di settembre gli onorevoli  Beninati,
  Caronia  e Rinaldi, presentarono un'interrogazione per chiedere  se
  era stata posta una fideiussione bancaria.
   La  domanda  è  stata  riproposta  in  Commissione  Bilancio  alla
  presenza  dell'assessore Armao; l'Assessore  Armao  ha  dichiarato,
  anzi  leggo  testualmente:  Assicura che per quanto è a  conoscenza
  dell'Assessorato,   il   4  ottobre,  non  è   intervenuta   alcuna
  fideiussione  da  parte della Regione riguardo  all'acquisto  della
  compagnia marittima Siremar .
   Questa  stessa domanda viene posta in Aula - c'è il verbale d'Aula
  -,  non  ricordo  se  da parte dell'onorevole Caronia  o  da  parte
  dell'onorevole  Beninati, e l'allora presidente dell'Assemblea,  se
  non  sbaglio  l'onorevole Oddo, praticamente rammenta  ai  colleghi
  Beninati  e  Caronia che stamane il Governo in  II  Commissione  ha
  assolutamente escluso qualsiasi tipo di operazione fatta per quanto
  tutto  ciò dagli stessi richiamato; quindi il Governo dice che  non
  c'è alcuna fideiussione. Parliamo di 35 milioni di euro.
   Notizie di stampa, ognuno di noi si interessa, perché questo è  il
  nostro  compito e il nostro ruolo; personalmente in data 10 ottobre
  mando  un  fax  con  richiesta di riscontro  urgente  all'assessore
  Armao,  ma  soprattutto  al  ragioniere generale,  al  dottor  Enzo
  Emanuele, con il quale mi sento spesso per questa occasione,  e  mi
  sento con l'assessore Armao.
   Ho  notato  -  devo dire - un certo imbarazzo su  questa  vicenda,
  perché non dirlo.
   Da  parlamentare - per questo mi rivolgo a lei, signor Presidente;
  per  questo intervengo sull'ordine dei lavori, ed ora le  spiegherò
  il perché -, ho chiesto ai sensi e per i motivi di cui all'articolo
  28  bis della legge regionale 10/1991, che abbiamo rafforzato  dopo
  il  cosiddetto   caso Buzzanca , al quale erano  stati  negati  gli
  atti.   Tutto   mi  sarei  aspettato,  tranne  una  risposta   che,
  obiettivamente  ancora  stento a credere che  mi  sia  stata  data;
  ebbene,  mi  dicono   Con riferimento alla richiesta  acquisita  al
  protocollo generale dell'11 ottobre 2011, considerato che gli  atti
  di  cui  in  oggetto coinvolgono direttamente soggetti terzi  nella
  qualità  di  soci  per  azioni, sentiti  i  legali  delle  predette
  compagnie  societarie,  gli  stessi  hanno  riferito  che  per   la
  divulgazione degli atti in argomento occorre il loro consenso .
   Rimango  allibito, cioè la Regione siciliana è  parte  -  poi  nel
  merito  si vedrà - di una società Compagnia delle Isole,  dove  c'è
  l'onorevole Lauro Di Napoli, parte di questa società, diventa socio
  di  maggioranza  attraverso un sistema  di  scatole  cinesi  ed  il
  Direttore generale risponde a me parlamentare che non può darmi  le
  carte, perché c'è la necessità del consenso degli altri associati.
   Guardi  Presidente,  non è questa la sede  per  esibire  tutte  le
  sentenze  conformi su questa materia che non negano il  diritto  di
  accesso  non ai parlamentari, ai consiglieri comunali che hanno  un
  diritto privilegiato su queste cose.
   Ma,  oggi,  leggo  Repubblica  e testualmente il Presidente  della
  Regione,  smentendo il suo assessore Armao, dichiara:   La  Regione
  non ci metterà un euro  - su questo dobbiamo vedere -,  Abbiamo  sì
  dato  una garanzia di 35 milioni . Mettetevi d'accordo  C'è  o  non
  c'è  questa  fideiussione? Si possono avere queste carte  assessore
  Chinnici,   considerato  che  abbiamo  esitato   la   legge   sulla
  trasparenza?  Gradirei  sapere se è nostro  diritto  averle  o  no.
  Ritengo di sì.
   Signor  Presidente,  non  posso  fare  ricorso  al  TAR,  sono  un
  parlamentare.  Cosa  devo fare per avere  le  carte  dalla  Regione
  siciliana?
   Mi  rivolgo  alla sua autorevolezza, non di Francesco  Cascio,  di
  Presidente  del  Parlamento siciliano;  non  è  più  possibile  che
  l'Assessore di turno, che il dirigente di turno ostacoli l'attività
  ispettiva  di  un  parlamentare. Qui parliamo  di  garanzie  di  35
  milioni,  non  entro  nel merito di tutto il resto,  su  questo  ho
  chiesto  all'onorevole  Caputo  un  approfondimento  insieme   alla
  Commissione per l'Esame delle attività dell'Unione Europea  se  c'è
  stata  violazione in base all'articolo 107, se si rappresenta aiuto
  di Stato, sostanzialmente, in questi casi.
   Signor  Presidente, chiedo un'apposita riunione, un'assemblea  che
  discuta  sul diritto di accesso e che censuri il comportamento  del
  Governo  nella  sua interezza. Cosa si nasconde?  Soffro  nel  dire
  certe cose. Questo non rappresenta un discorso di maggioranza o  di
  opposizione. Si figuri oggi è successo a me che sono in maggioranza
  figuratevi  a quello all'opposizione, si fa per dire. Qui  riguarda
  il  ruolo  del  parlamentare, è lei che deve prendere un'iniziativa
  forte. Abbiamo, con la recente legge del mese di aprile, rafforzato
  il  ruolo dei parlamentari regionali, una rubrica apposita,  il  28
  bis  e  mi  si  dice - ribadisco - che la Regione  siciliana  si  è
  rivolta  ai  legali  delle società private e che  occorre  il  loro
  consenso. E se questi il consenso non me lo danno, che faccio?
   Signor  Presidente  si indica una Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari e si esamini attentamente in  Assemblea  tutta
  questa problematica, a prescindere dalle questioni di merito su cui
  nutro forti, ma forti perplessità.

   PRESIDENTE. La Presidenza, come ha fatto in passato, lei stesso ha
  citato  l'episodio Buzzanca, si farà carico di mettere  in  pratica
  tutte  le iniziative a tutela delle prerogative delle attività  dei
  parlamentari.

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è  un  argomento
  che  riguarda  questa materia. Purtroppo, anche qui sull'argomento,
  che  ha  esplicitato bene, devo dire, per la sua parte  l'onorevole
  Ardizzone,  che  riguarda  l'accesso agli atti,  principalmente  di
  questa  vicenda, che il sottoscritto nel mese di settembre  -  sono
  stato    chiamato    in   causa,   infatti   -,    ha    presentato
  un'interrogazione.
   Signor  Presidente, su questa materia - devo spiegarlo considerato
  che  nonostante ho presentato un'interrogazione, che era per giunta
  urgente,  è  passato  quasi  un mese  -,  ho  chiesto  che  venisse
  immediatamente  risposto al sottoscritto con  tutti  gli  atti,  le
  procedure che hanno messo in atto questa garanzia
   Veda,  signor Presidente, anche questo modo di agire -  mi  creda,
  con l'onorevole Ardizzone non  ci siamo sentiti su questa storia  -
  di  non  dare  comunicazione  degli atti  e  che,  paradossalmente,
  l'onorevole  Caronia - è bene che questo resti agli atti  -  in  II
  Commissione,  alla presenza dell'assessore Armao, ha  posto  questo
  problema,  cioè  se la Regione aveva garantito con fideiussione  un
  qualcosa  che  era  poi la fideiussione stessa  che  l'istituto  di
  credito  -  a questo punto possiamo anche dirlo, personalmente  non
  l'ho  detto  nell'interrogazione, ma  ho approfondito,  mi  risulta
  essere  l'Unicredit  -,  non ha rilasciato alla  società,  ma  l'ha
  rilasciata   solo   in  quanto  la  Regione   ha   dato    garanzia
  fideiussoria.

   PRESIDENTE. Onorevole Beninati, mi scusi, l'argomento è stato  già
  trattato.  Non  possiamo  fare  un dibattito  sulle  comunicazioni.
  Altrimenti,  la  Presidenza prenderà l'abitudine  di  far  fare  le
  comunicazioni sull'ordine dei lavori a fine seduta. E' un garbo che
  la Presidenza attua perché l'argomento è delicato, ma non si può su
  una comunicazione, sull'ordine dei lavori, aprire un dibattito.  La
  invito a concludere.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  le  chiedo  questo,  ecco  qual  è
  l'ordine  dei lavori. Tenuto conto che fra qualche giorno  ci  sarà
  un'aggiudicazione di cui, sicuramente, il commissario D'Andrea  non
  è  a  conoscenza - lo dico assumendomi la responsabilità che  forse
  c'è  una  fideiussione  non veritiera da  parte  della  Regione  -,
  sarebbe  il  caso  che  a  questa  interrogazione  presentata   dal
  sottoscritto, lei per la sua parte, dia l'opportunità, la  celerità
  ad  una  risposta  perché  faremo  in  modo  poi  di  innescare  un
  contenzioso che, certamente, metterà più in difficoltà i  trasporti
  per le Isole minori.
   Quindi, siccome siamo ancora in tempo, l'aggiudicazione non  si  è
  manifestata  e  l'interrogazione  è  stata  presentata  e   nessuna
  risposta è stata data, la prego, la invito, tenuto conto l'urgenza,
  di  invitare il Governo e l'assessore Armao a rispondere  a  questa
  interrogazione, ma non a rispondere dopo, bensì prima. E' questo il
  motivo del mio intervento.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   in   IV
  Commissione si sta discutendo, ormai da settimane, ed il presidente
  Mancuso ha voluto una sottocommissione che sta lavorando sul  testo
  per definire la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia.
   Nel  frattempo, però, e mi rivolgo all'Assessore per le  autonomie
  locali, sta accadendo un fatto gravissimo, vale a dire la nomina di
  commissari che dispone l'Assessorato Energia, sia per alcuni comuni
  della  provincia di Siracusa, sia per il comune di Barrafranca,  in
  provincia di Enna.
   Mentre l'Assemblea regionale, alla luce di un referendum che si  è
  tenuto  in  tutta  Italia, sta elaborando un  testo  da  sottoporre
  all'Aula,  che  consenta di dibattere sulla questione  dei  servizi
  pubblici  locali con una certa attenzione, con una volontà popolare
  che è stata chiara e decisiva, ci ritroviamo ad avere - e spero che
  l'assessore  Chinnici  mi  possa  ascoltare-  un'invasione  e   una
  violazione di prerogative dei comuni, i quali vengono commissariati
  e diffidati a consegnare impianti, nel caso di Barrafranca, a tempo
  scaduto,  cioè quando, ormai penso nei prossimi giorni, sicuramente
  si inizierà a discutere in Aula di questo testo.
   Cosa  ancora  più  grave  a Siracusa, dove  è  stato  nominato  un
  commissario per sostituire il Consiglio di amministrazione dell'ATO
  che  non rispondeva più alle disposizioni dell'assemblea costituita
  dai  sindaci,  il quale chiede che si intervenga nei confronti  dei
  sindaci che non hanno consegnato gli impianti. In particolare,  nei
  confronti  del  comune  di  Melilli,  che  ha  avuto  riconosciuto,
  addirittura con una sentenza del CGA, inappellabile, il  diritto  a
  non consegnare l'acquedotto comunale.
   Mi  auguro, signor Presidente, che ci possa essere un allineamento
  delle  azioni del Governo, delle funzioni del Governo,  rispetto  a
  quella  che  è  l'attività  parlamentare,  a  quelle  che  sono  le
  disposizioni parlamentari.
   Nell'ultima  finanziaria è stato previsto il commissariamento  per
  questioni attinenti gli ATO rifiuti, ma non per gli ATO idrici, c'è
  quindi  il rischio che questo Parlamento legiferi anche in  assenza
  di  normative. La pregherei di attenzionare questo aspetto,  perchè
  il  rischio  è che si formino due fonti normative: una legislativa,
  che viene disattesa, e una della prassi della forza dell'esecutivo,
  che  agisce  comunque al di là della presenza o meno di  norme  che
  glielo consentono.

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vista 'importanza
  degli  argomenti trattati, ricordo che le ho già fatto  da  qualche
  anno   una   richiesta  per  istituire,  anche  qui  nell'Assemblea
  regionale siciliana, il question time.
   Credo  che  adesso, come non mai, sia necessario  inserire  questo
  strumento  per  ricevere delle risposte immediate,  come  nel  caso
  della  Siremar,  che credo abbia un'importanza notevole  anche  per
  l'Assemblea e per i siciliani.
   Quindi,  glielo  chiedo ancora una volta   -  non  so  se  le  mie
  richieste non le sono simpatiche - ma, se può farlo, raccoglierà la
  gratitudine di tutti i deputati.

   PRESIDENTE.  Onorevole Rinaldi, come lei sa,  sono  favorevole  al
  question time da quando mi sono insediato alla Presidenza dell'ARS.
  Il  problema  è  che  non  sempre è  facilmente  gestibile  con  la
  disponibilità     degli     assessori.     Io     l'avrei     fatto
  istituzionalizzandolo  due  mercoledì al  mese,  dalle  15,00  alle
  16,00,  ma  non  sempre  gli assessori sono  disponibili,  per  cui
  rischieremmo  di  restare qui un'ora ad aspettare la  presenza  del
  Governo di turno.
   Però insisteremo, ci riproveremo.

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   richiamo
  l'attenzione   della   Presidenza,  che  è  stata   garante   della
  dichiarazione resa dall'assessore Armao proprio nella seduta del  4
  ottobre  scorso, che - vorrei ricordare - ha scongiurato in maniera
  inequivocabile    un'eventuale   presenza,   compartecipazione    o
  partecipazione ad una polizza fidejussoria, che ha poi,  di  fatto,
  garantito  l'aggiudicazione dell'acquisto di una  società  come  la
  Siremar.
   Vorrei  ricordare  che è stata acquistata con la compartecipazione
  della  Regione, in ragione del 24 per cento, e garantita con  circa
  36 milioni di euro. La quota che la Regione avrebbe dovuto, ammesso
  che   ci   fosse  stata  la  legge,  garantire  con   una   polizza
  fidejussoria, non andava oltre i 17 milioni di euro.  Pertanto,  la
  Regione  ha  garantito  la possibilità di partecipare  e,  poi,  di
  aggiudicarsi  una  gara,  ad  un  soggetto  privato,  sostituendosi
  appunto al privato stesso.
   Ritengo  che ci siano degli elementi di estrema gravità in  quello
  che è accaduto, e richiamo la Presidenza perché in quell'occasione,
  l'onorevole Oddo, ci ha dato garanzia che tutto ciò che l'assessore
  aveva  dichiarato  era  assolutamente confortato  da  dichiarazioni
  rese,  non soltanto in Aula, ma anche in Commissione Bilancio.  Per
  cui,  richiamo il ruolo della Presidenza, affinché sia  garante  di
  quelle  importanti  dichiarazioni  che  sono  state  smentite   dal
  Presidente della Regione, che oggi dichiara di avere stipulato  una
  polizza fidejussoria con Unicredit per 35 milioni di euro.
   Ritengo  tutto  ciò  gravissimo,  e  lesivo,  non  soltanto  degli
  interessi  dei  siciliani,  ma  anche  dell'interesse  di  chi   li
  rappresenta.  Se in quest'Aula passasse il principio  che  ciò  che
  viene  affermato è privo di fondamento, saremmo davanti ad uno  dei
  momenti  più delicati e più importanti, e ritengo che la Presidenza
  debba  farsi carico di questa problematica, e che venga  affrontata
  in  maniera  immediata  ed  urgente, con una  seduta  possibilmente
  dedicata alla trattazione di questo tema.
   Inoltre,  vorrei  ricordare a me stessa e agli onorevoli  deputati
  che sono qui presenti, che la Regione Sicilia è stata l'unica delle
  quattro  regioni d'Italia che avevano la possibilità  di  avere,  a
  titolo  gratuito,  le società di navigazione che collegano  con  le
  Isole  minori,  che ha rifiutato acquistandole in compartecipazione
  con  privati per 67 milioni; appare alquanto strano che ciò che può
  essere gratis viene pagato a suon di quattrini.
   Io  credo  che  sia  un momento di riflessione  importante  in  un
  momento in cui del denaro pubblico sicuramente si parla e si  parla
  in termini di sprechi.
   Ritengo  che sia assolutamente necessario approfondire, in maniera
  puntuale,  ciò che il Governo di questa Regione ha messo  in  atto,
  anche   perché  -  ripeto  -  le  affermazioni  rassicuranti  fatte
  dall'Assessore,  in  Commissione ed in Aula,  vanno  verificate  e,
  soprattutto, chiedo alla Presidenza di farsene carico.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è ovvio che il vicepresidente  di
  turno,  onorevole  Oddo,  non  ha  fatto  altro  che  riportare  le
  dichiarazioni dell'assessore in II Commissione. Cercheremo comunque
  di  rintracciare  il Governatore e l'assessore per  l'Economia  per
  avere una risposta.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
  l'intervento   dell'onorevole  Panepinto,   e   ritengo   opportuno
  integrare  le  considerazioni che lui  ha  svolto,  soprattutto  in
  ordine  ai  commissariamenti dei Comuni  che,  nella  provincia  di
  Siracusa,  non hanno consegnato i propri impianti al Consorzio  ATO
  idrico di Siracusa.
   Al  riguardo,  la scorsa settimana, il  Comitato per l'acqua  bene
  comune  della Sicilia , ha scritto una lettera al Presidente  della
  Regione e all'assessore Marino, rappresentando la delicatezza della
  situazione,  con  particolare riguardo al caso  di  Siracusa  dove,
  succintamente,  richiamo  l'attuale Commissario  straordinario,  in
  sostituzione del Consiglio di amministrazione nominato  commissario
  dal  Presidente  della Regione, che si è trovato ad  affrontare  la
  situazione,  assumendosi  la  responsabilità  di  alcuni  atti  che
  possono  destare  perplessità.  In  ogni  caso,  veniva  richiamata
  l'inopportunità   di  procedere,  in  questo  momento,   a   questi
  commissariamenti,  non  soltanto per le ragioni  che  ha  ricordato
  l'onorevole  Panepinto, che attengono al tema  più  generale  della
  ripubblicizzazione  delle acque e, quindi,  all'articolo  49  della
  finanziaria  del  2010  che,  quest'Assemblea,  ha  votato  dopo  i
  referendum,  e  al  disegno  di  legge  in  itinere  presso  la  IV
  Commissione,  ma  anche  perché, in ordine  alla  vicenda  dell'ATO
  idrico di Siracusa, si manifesta la circostanza per la quale il CGA
  aveva  dichiarata  illegittima la procedura  di  affidamento  della
  gara,  e  sussistono dubbi circa la inefficacia o, addirittura,  la
  nullità  del  contratto  stesso.  Nelle  more  di  tutto  ciò,   il
  Commissario  ha  ritenuto  -  ed avrà  avuto  le  sue  ragioni,  ma
  certamente, la questione non è definitivamente risolta e chiarita -
  di andare avanti col contratto, ed in questa circostanza invitare i
  Comuni che non hanno ancora consegnato gli impianti. E aggiungo che
  non  l'hanno fatto perché così era stato stabilito con il  soggetto
  gestore,   dilazionando  la  consegna  in  tre  trance  successive,
  intimandogli  adesso  la  consegna e, quindi,  provvedendo  in  via
  sostitutiva con dei Commissari.
   Credo anch'io che tutto questo sia assolutamente inopportuno, e mi
  corre  l'obbligo  di  dire che quella nota  che  il   Comitato  per
  l'acqua bene comune  ha inviato al Presidente della Regione è stata
  oggetto  di  una  successiva  nota da  parte  del  Gabinetto  della
  Presidenza della Regione che, raccogliendo l'invito del Comitato ha
  chiesto  all'assessore Marino delucidazioni circa l'attività  posta
  in  opera  dal  Commissario straordinario  del  Consorzio  dell'ATO
  idrico di Siracusa.

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza entrare  nel
  merito delle cose che hanno detto i colleghi, per altro quasi tutti
  di  maggioranza,  siamo  in una situazione  paradossale  ed  io  mi
  meraviglio che lei abbia dato la parola su argomenti importanti.
   Siccome  ritengo  che quest'Aula parlamentare debba  occuparsi  di
  quanto  detto dai colleghi della maggioranza, tenuto conto che  c'è
  stato  un  attacco al Governo, l'assessore Marino  da  un  lato,  e
  l'assessore  Armao  dall'altro, invito i colleghi  di  maggioranza,
  piuttosto  che fare piccoli comizi da questo scranno, a  presentare
  atti   parlamentari  che  censurino  il  comportamento  di   questi
  assessori,  altrimenti non capisco quale può  essere  il  ruolo  di
  questo Parlamento.
   Signor  Presidente,  ci  eviti ordini del  giorno  su  cui  ognuno
  ritiene  di  prendersi un momento di gloria e poi  non  arrivare  a
  quelle che sono le finalità vere delle cose che si dicono.
   Rispetto  a  questo,  invito i colleghi di  maggioranza  che  sono
  intervenuti   a  censurare  il  comportamento  dei  due   assessori
  proponendo a questo Parlamento un'azione dove tutti, non solo siamo
  coinvolti, ma diremo la nostra con un voto palese e democratico.

   parlamentari

   Presidenza del presidente Cascio


         Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima di passare  all'esame  del
  punto  II  all'ordine del giorno, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari riunitasi oggi, 18 ottobre 2011,
  sotto  la  presidenza del Presidente dell'ARS, On. Cascio, presenti
  il  Vicepresidente vicario, On. Formica, ed il Vicepresidente,  On.
  Oddo,  con  la partecipazione dell'Assessore per l'economia,  prof.
  avv.  Armao, ha definito all'unanimità il programma-calendario  dei
  lavori parlamentari per la corrente  sessione e per la sessione  di
  bilancio.
   A  causa degli adempimenti connessi all'organizzazione dei  lavori
  dell'Assemblea  parlamentare  del Mediterraneo,  che  si  terrà  la
  settimana  prossima  qui a Palazzo Reale dal 27  al  29,  i  lavori
  parlamentari (Aula e Commissioni) saranno anticipati a lunedì 24  e
  martedì 25 ottobre 2011.
   Aula
   L'Aula terrà seduta nella corrente settimana (dal 18 al 20 ottobre
  2011)  e  nella  successiva (dal 24 al 25  ottobre  2011),  per  il
  seguito  della discussione del disegno di legge nn. 684-35-279-322-
  334/A   Promozione  della  lingua dei segni  italiana  (LIS) ,  già
  iscritto  all'ordine del giorno dell'odierna seduta, e per  l'avvio
  dell'esame  del  disegno  di legge nn. 502-106-441/A   Modifiche  e
  integrazioni  al sistema elettorale degli enti locali   nonché  dei
  seguenti, ove esitati dalle competenti Commissioni:
      -nn.    732-672-699-700-713    Interventi   per   lo   sviluppo
        dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia di artigianato,
        cooperazione e  commercio ;
  -n. 781  Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il
  superamento della crisi dell'area industriale di Termini Imerese ;
  -n. 750  Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
  Mediterraneo presso l'Agenzia regionale per la protezione
  ambientale ;
  -n. 777  Trattamento pensionistico dipendenti Ente acquedotti
  siciliani ;
  -n. 483  Promozione della ricerca sanitaria ;
  -n. 793  Interventi a sostegno delle Associazioni antiracket :
  -nn. 371-485-510-2  Norme per il contrasto e la prevenzione della
  violenza di genere ;
  -nn. 132-210-325-463-464  Riconoscimento e valorizzazione della
  funzione educativa delle parrocchie ;
  -disegno di legge nn. 712-617 (scuola alfamediale);
  -disegno di legge n. 716  Norme sulla riqualificazione della
  Dirigenza e del personale tecnico del Corpo forestale della
  Regione  rinviato dalla Presidenza alla Commissione di merito per
  l'acquisizione del parere della Commissione bilancio.
      Le   Commissioni  daranno  priorità,  altresì,  all'esame   dei
  seguenti disegni di legge:
      -ddl  recanti modifica allo Statuto della Regione in materia di
        riduzione del numero dei deputati regionali;
  -ddl in materia di housing sociale;
  -ddl di modifica dell'articolo 36 dello Statuto speciale della
  Regione siciliana;
  -disegno di legge, di iniziativa governativa, (n. 794 - riforma
  delle ASI) in corso di assegnazione alla competente Commissione
  legislativa permanente (III).
   La  Conferenza  dei  Capigruppo  ha,  infine,  deliberato  di  non
  procedere alla calendarizzazione, prima della sessione di bilancio,
  del  disegno  di legge di iniziativa popolare di istituzione  della
  provincia regionale di Gela.
   La sessione di bilancio avrà inizio il 31 ottobre 2011.
   L'esame  del  disegno di legge del bilancio della  Regione  e  dei
  connessi  documenti finanziari ha luogo nell'ambito di  un'apposita
  sessione  parlamentare,  della durata di  quarantacinque  giorni  a
  decorrere  dalla effettiva distribuzione del testo del  disegno  di
  legge e delle tabelle allegate, che deve comunque avvenire entro il
  mese  di  ottobre di ciascun anno (art. 73 bis, comma 1, Reg.  int.
  ARS).
   In  ordine  al disegno di legge finanziaria 2012 ed al disegno  di
  legge  del  bilancio  di previsione della Regione  per  l'esercizio
  finanziario  2012  e  pluriennale per  il  triennio  2012-2014,  il
  Presidente procederà alla loro assegnazione dopo aver accertato che
  il  disegno  di  legge finanziaria non rechi disposizioni  estranee
  all'oggetto come definito dalla legislazione vigente o contrastanti
  con le regole di copertura stabilite dalla legislazione vigente per
  la  stessa  legge finanziaria, comunicando all'Assemblea  le  norme
  eventualmente stralciate (art. 73 ter, comma 2, Reg. int. ARS).
   Durante  l'esame  nelle  commissioni  delle  parti  di  rispettiva
  competenza del disegno di legge di bilancio e dei singoli stati  di
  previsione   è   sospesa   ogni  altra  attività   legislativa   in
  commissione.  E' tuttavia consentito alle commissioni di  procedere
  all'esame di altri progetti di legge allorché abbiano integralmente
  esaurito  il compito ad esse assegnato dall' art. 73 ter  (art.  73
  bis, comma 2, Reg. interno).
   Sessione di bilancio - Commissioni
   Entro  giovedì  10 novembre 2011, le Commissioni di  merito,  dopo
  aver  esaminato, per le parti di rispettiva competenza, il  disegno
  di  legge  finanziaria 2012 ed il disegno di legge del bilancio  di
  previsione  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2012   e
  pluriennale  per  il  triennio  2012-2014,  invieranno  le  proprie
  osservazioni  e  proposte  alla Commissione   Bilancio ,  nominando
  altresì  un relatore che partecipi, per riferirvi, alle  sedute  di
  quest'ultima   Commissione  (articolo  73   ter,   comma   3,   del
  Regolamento).
   Entro  mercoledì  30  novembre  2011,  la  Commissione   Bilancio
  concluderà l'esame di competenza esitando per l'Aula il disegno  di
  legge  finanziaria  2012 ed il disegno di  legge  del  bilancio  di
  previsione  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2012   e
  pluriennale  per il triennio 2012-2014, nominando  un  relatore  di
  maggioranza  e  uno  o  più relatori di minoranza  per  l'Assemblea
  (articolo 73 ter, comma 6, del Regolamento).
   I  giorni  1,  2  e 3 dicembre mattina 2011 saranno dedicati  agli
  adempimenti  per  la  predisposizione e la stampa  dei  volumi  del
  bilancio e della finanziaria nei testi esitati per l'Aula.
   Sessione di bilancio - Aula
   Da  lunedì  5  dicembre 2011 (pomeriggio), l'Aula  procederà  alla
  discussione congiunta del disegno di legge finanziaria 2012  e  del
  disegno  di  legge  del bilancio di previsione  della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2012 e pluriennale per il  triennio  2012-
  2014, fino all'approvazione finale dei documenti.
   All'uopo,  la Presidenza si farà carico di predisporre  un'ipotesi
  di  organizzazione dei tempi e degli stessi lavori parlamentari  ai
  sensi dell'art. 73 bis Reg. int. ARS.
   Resta  sottinteso che, per poter approvare le norme cui  ho  fatto
  riferimento  all'inizio  della mia comunicazione,  sarà  necessario
  aprire  una  finestra legislativa, che sarà verosimilmente  a  fine
  novembre.
   Così resta stabilito.

   parlamentari

   Presidenza del presidente Cascio


     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                 Famiglia, politiche sociali e lavoro

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto secondo  all'ordine  del  giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica  Famiglia,
  politiche sociali e lavoro .
   Si  procede con l'interrogazione n. 1709 «Notizie sulla formazione
  dei  soggetti utilizzati nei cantieri per disoccupati di  cui  alla
  legge regionale n. 6 del 2009», a firma dell'onorevole Campagna.
   Non  essendo  presente in Aula il firmatario,  l'interrogazione  è
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1713 «Iniziative a  sostegno  dei
  familiari  del marocchino Nureddine Adnane», a firma dell'onorevole
  Caputo.
   Non  essendo  presente in Aula il firmatario,  l'interrogazione  è
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1799 «Iniziative a  sostegno  del
  personale  della Multimedia Planet s.r.l.», a firma  dell'onorevole
  Oddo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:
   il  giorno  3 marzo 2011, presso il Ministero del lavoro  e  delle
  politiche  sociali,  si  è  tenuto  l'incontro  per  l'esame  della
  situazione  occupazionale della Multimedia Planet  s.r.l.  ai  fini
  della  sottoscrizione dell'accordo governativo per la  proroga  del
  trattamento di CIG in deroga ex art. 1 co.30, l. n. 220/2010 (legge
  di stabilità 2011);
   tale  incontro è stato richiesto, al Ministero del lavoro e  delle
  politiche  sociali  con  nota del 25.01.2011  dal  dott.  Francesco
  Dimundo,  commissario giudiziale della Multimedia  Planet  srl,  al
  fine  della  concessione della proroga del trattamento  di  CIG  in
  deroga per l'intero organico aziendale;
   con successiva nota del 16.02.2011 il Ministero ha convocato tutte
  le  parti  interessate per il giorno 3 marzo  2011  ai  fini  della
  sottoscrizione dell'accordo governativo;
   oltre   alla  Multimedia  Planet  srl  sono  stati  convocati   le
  organizzazioni  sindacali, Italia Lavoro, la Regione  Puglia  e  la
  Regione siciliana;
   la  Regione siciliana, benché formalmente convocata dal Ministero,
  è risultata assente all'incontro del 3 marzo 2011;
   le  parti interessate presenti hanno concordato sulla necessità di
  prorogare  il  ricorso  allo  strumento  della  cassa  integrazione
  guadagni  in  deroga al fine di favorire percorsi di ricollocazione
  dei  lavoratori durante il periodo di fruizione dell'ammortizzatore
  sociale  con l'ausilio di percorsi di formazione avviati presso  le
  regioni interessate;
   le  parti  presenti hanno, altresì, convenuto di  attivare,  quale
  strumento di gestione degli esuberi in vigenza del periodo di  CIG,
  una  procedura di mobilità ex legge n. 223/1991, unicamente al fine
  di  consentire  l'esodo dei lavoratori, che  non  si  oppongono  al
  licenziamento, e, pertanto senza ricorso ad ulteriori strumenti  di
  ammortizzatori sociali in deroga;
   la  Regione Puglia ha dichiarato di accettare per quota  parte  la
  contribuzione  di sostegno al reddito per i lavoratori  interessati
  dall'accordo;
   il  commissario giudiziale presenterà, al competente ufficio della
  d.g.  ammortizzatori  sociali, istanza ai  fini  della  concessione
  della proroga del trattamento di CIG in deroga ex art. 1, co.30, l.
  n.  220/2010  (legge  di  stabilità 2011), riguardo  ad  un  numero
  massimo di 750 lavoratori delle sedi di Birritto (BA) n. 400  e  di
  Trapani  n.  350,  per la durata di circa 2 mesi, a  decorrere  dal
  14.04.11 e sino al 30.06.11;
   la CIG in deroga sarà a zero ore e senza rotazione;
   l'operatività  dell'accordo stipulato  in  data  3  marzo  2011  è
  sospensivamente  condizionata alla ricezione di specifici  atti  di
  assenso  da  parte delle regioni coinvolte dalle misure previste  e
  non  presenti  alla sottoscrizione dell'accordo governativo,  nella
  misura del 30% del sostegno al reddito;
   per  sapere  quali misure intendano adottare, considerata  la  non
  partecipazione  alla  convocazione del 3  marzo  2011  all'incontro
  svoltosi  presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali,
  per  i  350 lavoratori della Multimedia Planet srl, società che  ha
  operato nella città di Trapani».

   Ha  facoltà  di parlare l'assessore per la famiglia, le  politiche
  sociali   e   il   lavoro,  professore  Piraino,   per   rispondere
  all'interrogazione.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'interrogazione  n.
  1799  verte sulla iniziativa a sostegno del personale di Multimedia
  Planet ed in qualche modo sottolinea il motivo per il quale non  si
  sia presa in considerazione, in maniera specifica, questa platea di
  350 lavoratori che chiedevano di poter partecipare alla provvidenza
  per la cassa integrazione da parte della Regione siciliana.
   Il  motivo era soltanto determinato dal fatto che l'accordo tra lo
  Stato e la Regione si è stipulato successivamente alla data in  cui
  era stata fatta la richiesta, quindi non si poteva che prendere  in
  considerazione nei termini successivi a quelli in cui  la  proposta
  era  stata  fatta. Questo non significa evidentemente  che  debbano
  necessariamente  restare  esclusi dalla  possibilità  di  usufruire
  dell'accordo,  ma  chiaramente devono  rispettare  una  successione
  temporale  che  preveda  di  poter considerare  la  validità  degli
  accordi assunti.
   Prima  non  si poteva intervenire perché, senza accordo,  comunque
  non si può intervenire.
   Se  poi  restano  fuori è un'altra questione che  non  attiene  al
  motivo  per  il quale sono stati esclusi in questa prima  fase.  Da
  questo  punto  di  vista,  non  è  una  esclusione  che  trova  una
  giustificazione  nel merito, ovvero una esclusione  che  trova  una
  ragione  soltanto  di natura procedimentale e di natura  temporale,
  perché  gli atti si erano perfezionati in tempi successivi a quelli
  in cui si era verificata la richiesta.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta.

   ODDO. Mi dichiaro soddisfatto.

   parlamentari

   Presidenza del presidente Cascio


         Comunicazioni del Presidente sulla questione Siremar

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico,  anche  in  virtù  del
  dibattito  conclusosi poco fa, che il Governo ha dato disponibilità
  a  discutere sulla questione Siremar lunedì 24 ottobre  2011,  alle
  ore  16.00.  Pertanto, tale discussione, verrà  inserita  al  primo
  punto all'ordine del giorno della seduta di giorno 24 ottobre.

   parlamentari

   Presidenza del presidente Cascio


   Riprende lo svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
                                rubrica
                 Famiglia, politiche sociali e lavoro

   PRESIDENTE. Si riprende lo svolgimento delle interrogazioni  della
  Rubrica Famiglia.

   Si  passa  all'interrogazione  n.  1802,  a  firma  dell'onorevole
  Lentini. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:
   l'articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, prevede
  norme   in  materia  di  formazione  dei  lavoratori  e  dei   loro
  rappresentanti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro;
   per la partecipazione ai cantieri di lavoro di cui all'articolo 36
  della  legge regionale 14 maggio 2009, n. 6, coerentemente  con  le
  previsioni  di  cui  al  C.C.N.L.  dell'edilizia,  è  previsto   lo
  svolgimento  di  attività formative rivolte  ai  soggetti  che  non
  possiedano pregresse esperienze nel settore edile;
   per  la  selezione  dei soggetti cui affidare  l'esecuzione  delle
  attività  formative  di  cui sopra, il dipartimento  regionale  del
  lavoro  ha  emanato un avviso pubblico (avviso n. 2  del  12  marzo
  2010)  in  cui  si  invitavano  le  associazioni  di  categoria   a
  presentare le offerte, indicando distintamente le condizioni  e  le
  modalità per lo svolgimento delle attività dette;
   atteso che:
   coerentemente  con  le  indicazioni dell'avviso  hanno  presentato
  manifestazioni  di disponibilità a realizzare i corsi  24  enti  di
  formazione;
   nonostante  soltanto  una  delle offerte risulti  pervenuta  fuori
  termine,  ben  22 sono state escluse, determinando la sopravvivenza
  di una sola offerta;
   l'esclusione  di  quasi  tutte le offerte viene  motivata  con  la
  presunta  mancanza dei requisiti degli offerenti e/o in quanto  gli
  stessi  non costituiscono enti bilaterali di formazione,  requisito
  peraltro  non  esplicitamente indicato nell'avviso e non  richiesto
  dalla vigente normativa;
   ritenuto che:
   non   si  comprendono  quali  criteri  siano  stati  adottati  per
  determinare l'esclusione delle 22 offerte;
   molti  dei  soggetti esclusi sono qualificati come enti paritetici
  bilaterali   e   pertanto  appare  palesemente  contradditoria   la
  motivazione dedotta per la loro esclusione;
   l'indicazione di un solo soggetto titolato alla realizzazione  dei
  corsi  costituisce un'oggettiva anomalia e comporta, a carico degli
  enti che realizzeranno i cantieri, l'impossibilità di utilizzare le
  sedi formative eventualmente più vicine territorialmente;
   la  situazione determinatasi è foriera di generare contenziosi  in
  sede  giurisdizionale, che rischiano di fare slittare l'avvio tanto
  delle attività formative quanto degli stessi cantieri di lavoro;
   per sapere:
   quali  criteri e procedure siano stati adottati per  la  selezione
  degli enti accreditati per lo svolgimento dei corsi;
   se  intendano  porre  in essere le iniziative  necessarie  per  la
  revoca o la revisione degli atti che hanno condotto all'indicazione
  di un unico soggetto accreditato per le attività formative».

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor Presidente, onorevoli deputati, l'onorevole Lentini
  chiede  notizie su una questione che ha costituito  oggetto  di  un
  intervento  giurisdizionale  e cioè come  siano  stati  affidati  i
  servizi  formativi propedeutici allo svolgimento  dei  cantieri  di
  lavoro, perché è noto che i lavoratori che vengono impiegati per la
  prima   volta   in  cantieri  di  lavoro  devono  esplicare   prima
  un'attività  di  formazione  in modo  tale  da  garantire  la  loro
  sicurezza nelle attività lavorative.
   Questo affidamento dei servizi è, sostanzialmente, affidato a  una
  regolamentazione  nazionale che prevede  che  debbano  fare  -  non
  possano ma debbano - la formazione soltanto gli enti, gli organismi
  paritetici, quindi quegli organismi che costituiscono l'espressione
  sia del mondo dell'impresa che del mondo del lavoro. Tutto questo è
  stato   attentamente  e  scrupolosamente  osservato  da  tutte   le
  Amministrazioni;  una  società  in particolare  che  si  è  sentita
  esclusa  ha  fatto ricorso al TAR, e non solo il TAR  gli  ha  dato
  torto ma avendo poi appellato la decisione del TAR al Consiglio  di
  Giustizia Amministrativa, ha ricevuto anche da parte dell'Organo di
  secondo grado della giustizia amministrativa una risposta negativa,
  cosa   che  ha  confermato  la  giustezza  dell'applicazione  della
  normativa  adottata da parte della Regione e per essa  da  tutti  i
  Comuni che, peraltro, era stata anche coerentemente verificata  con
  il  Ministero, che aveva confermato come l'applicazione fosse nella
  direzione che aveva adottato la Regione.
   Capisco  che  può  risultare restrittivo limitare  la  possibilità
  della  formazione per numeri di lavoratori, molto importante perché
  si  tratta  di  migliaia di lavoratori che erano impegnati  per  la
  prima  volta  nei  cantieri di lavoro e che hanno visto  l'impegno,
  l'esercizio di un'attività lavorativa per più di trenta mila  unità
  lavorative. Però resta il fatto che la normativa prevista è questa,
  ed  il fatto che ci si riferisca agli organismi paritetici è perché
  negli  organismi paritetici sono rappresentate tutte le componenti,
  sia   quelle  imprenditoriali  che  quelle  del  lavoro,  per   cui
  effettivamente  può  sembrare una restrizione  però  bisogna  anche
  riconoscere che gli interessi sono sicuramente rappresentati.
   In  ogni  caso  bisognerebbe modificare  questa  normativa  perché
  altrimenti, in via amministrativa, al momento della sua attuazione,
  non si può fare diversamente.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Lentini   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   LENTINI. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  1879  «Notizie  sul
  blocco   dei   contributi   per   l'eliminazione   delle   barriere
  architettoniche», a firma dell'onorevole Falcone.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:
   nel   bilancio  recentemente  approvato  dell'Assemblea  regionale
  siciliana, è stato stoppato il contributo, previsto dalla legge  n.
  13  del  1989,  per  l'eliminazione delle barriere  architettoniche
  negli edifici privati;
   a  seguito di tale scandaloso provvedimento, i comuni non solo non
  potranno  accettare  nuove domande per l'abbattimento  di  barriere
  architettoniche  per  portatori di handicap,  ma  ci  sono  fondati
  rischi  che la mancanza di copertura finanziaria colpirà  anche  le
  graduatorie degli anni 2009 e 2010;
   considerato che grazie ai contributi erogati negli anni precedenti
  dall'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche  sociali
  e  del lavoro, migliaia di famiglie siciliane hanno potuto adeguare
  le  proprie  abitazioni  alle esigenze di chi  è  portatore  di  un
  handicap fisico, realizzando scivoli o installando ascensori;
   visto  che compito della politica è venire incontro alle  esigenze
  dei  siciliani  svantaggiati  e delle  loro  famiglie,  mettendo  a
  disposizione  degli stessi mezzi ed economie tali da dimostrare  la
  propria vicinanza a chi lotta ogni giorno contro le avversità della
  propria vita;
   per  sapere  se non ritengano urgente adottare tutte le iniziative
  atte  a rimpinguare il capitolo specifico del bilancio, al fine  di
  sbloccare i contributi per le istanze, presentate dal 2009 ad  oggi
  e  previsti  dalla  legge n. 13 del 1989, per l'eliminazione  delle
  barriere architettoniche negli edifici privati».

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   PIRAINO,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  questa  è   una
  interrogazione  che  condivido pienamente nel senso  dell'indirizzo
  che  traspare da essa, cioè nello stimolare l'impegno della Regione
  per  ché  si  possano eliminare quante più barriere architettoniche
  possibili.
   Il  problema  è  che  noi avevamo previsto,  precedentemente,  uno
  stanziamento  di  ben  6  milioni di  euro,  che  poi  in  sede  di
  approvazione della finanziaria dello scorso anno fu cassato.
   Quest'anno  non  siamo  riusciti  a  trovare,  in  sede  di  prima
  presentazione della finanziaria, una soddisfacente cifra da  potere
  impegnare  in  questa  eliminazione  o  riduzione  delle   barriere
  architettoniche  ed  io mi sento di dire di essere  sicuro  che  il
  Governo,  in sede di ulteriore discussione e approfondimento  della
  finanziaria, riuscirà a fare qualcosa, anche e soltanto per dare un
  segnale  di  civiltà, in ordine ad una possibilità di movimento  da
  parte  di  chi  è portatore di una disabilità fisica  che  non  gli
  consente di potersi muovere.
   Per  esempio, avverto come una mortificazione che in alcuni  degli
  uffici  di  cui ho la responsabilità, non vi sia la possibilità  di
  accedere per chi è portatore di un handicap, di una disabilità.
   Posso  affermare all'onorevole Falcone che mi sento  impegnato  in
  questa  direzione che lui sollecita. Ho apprezzato  in  particolare
  l'interrogazione e spero di poter contribuire a dare  una  risposta
  positiva.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Falcone   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   FALCONE. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto della risposta
  fornita  dall'assessore Piraino nella misura in cui il Governo,  in
  maniera  concreta,  nella predisposizione  della  prossima  manovra
  finanziaria  ma  anche  del  bilancio, possa  allocare  le  risorse
  necessarie  per  quanto  riguarda i  contributi  del  2009  perché,
  nonostante  l'assessorato alla famiglia avesse fatto  un  bando  al
  quale   hanno  dato  riscontro  diversi  cittadini  siciliani   con
  disabilità,  alla  fine questi si sono visti preclusi  l'erogazione
  del contributo.
   Ancora  ci sono numerosi soggetti che, pur avendo fatto l'istanza,
  pur  essendo  la  stessa  stata esaminata favorevolmente,  sono  in
  attesa di percepire questo contributo, per cui mi sento soddisfatto
  per  quello  che ha detto l'Assessore, per cui troviamo, allochiamo
  queste  somme nei prossimi strumenti finanziari in maniera tale  da
  garantire  quelle regole, quei diritti che sono necessariamente  da
  riconoscere  a soggetti che ne hanno maggiormente bisogno  rispetto
  ad altri.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  1902,   Attivazione
  delle  procedure previste dall'art. 14 della legge n. 328 del  2000
  in  materia  di integrazione delle persone diversamente  abili ,  a
  firma dell'onorevole Vinciullo.
   Per   assenza   dall'Aula  del  firmatario,   l'interrogazione   è
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Abbiamo quindi esaurito lo svolgimento delle interrogazioni  della
  rubrica  Famiglia, politiche sociali e lavoro .

   'Promozione della lingua dei segni italiana (LIS)'

   Presidenza del presidente Cascio


      Seguito della discussione del disegno di legge  Promozione
     della lingua dei segni italiana (LIS)  (684-35-279-322-334/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge nn.  684-35-279-322-334/A
   Promozione della lingua dei segni italiana (LIS) .
   Invito  i  componenti  la  V Commissione,  Cultura,  formazione  e
  lavoro  a prendere posto nel relativo banco.
   Ricordo  che siamo all'emendamento 1.5 a firma Caronia,  al  quale
  era  stato  presentato  il subemendamento  1.5.1,  sempre  a  firma
  dell'onorevole  Caronia,  sul quale,  nella  seduta  precedente,  è
  mancato il numero legale.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo come la
  scorsa  settimana sempre sulla stessa problematica. Ma è  possibile
  su  una  legge così importante la presenza solo di qualche deputato
  della maggioranza? Ma è corretto, nei confronti di quegli operatori
  che stanno aspettando questa legge, che vi sia una maggioranza così
  esigua di qualche parlamentare? Non è possibile
     Si  tratta  di  una legge importantissima e ritengo  che  questo
  Parlamento  la  debba  trattare nel modo giusto,  con  la  presenza
  soprattutto della maggioranza in Aula, altrimenti saremo costretti,
  ancora una volta, a far valere il primato di questo Parlamento  nel
  rispetto  di  questa legge e degli operatori che  aspettano  queste
  norme.
   Quindi,   signor  Presidente,  siccome  ritengo  che  i   colleghi
  parlamentari  siano  qui,  le chiedo di sospendere  la  seduta  per
  almeno  cinque minuti per farli accomodare nel proprio scranno.  Se
  non  verranno dovremo tirare le somme e capire anche le motivazioni
  del non essere presenti.

   PRESIDENTE.  Invito  i  Capigruppo a farsi carico  di  una  veloce
  verifica.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.05, è ripresa alle ore 18.15)

   La seduta è ripresa.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è peggio di prima
  Forse  era meglio non chiederle nessuna sospensione per chiamare  i
  colleghi e partecipare ad un disegno di legge importantissimo.
   Mi affido alla sua sensibilità, signor Presidente. Non saprei cosa
  dirle  anche perché qua le attività extraparlamentari nei confronti
  dei sordi sono con grandi parole e grandi promesse, dove ognuno  si
  intesta non si sa che cosa.
   La  verità,  invece, è che non c'è interesse. C'è l'interesse  dei
  parlamentari  qui  presenti  che sicuramente  non  sono  in  numero
  sufficiente per raggiungerlo.
   Quindi,  signor  Presidente,  mi  affido  a  lei  che  sicuramente
  riuscirà a trovare la soluzione.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore, visto che la  maggioranza che non è uscita dalle urne  e
  che  poi,  con  un  colpo  di Stato, si  è  impadronita  di  questa
  Assemblea, non riesce a mantenere un minimo di decenza politica  e,
  quindi,  non riesce assolutamente a mantenere  il minimo consentito
  per potere approvare questo disegno di legge mi appello ai deputati
  che questo Governo ha mandato all'opposizione a rimanere in Aula, a
  garantire noi il numero legale in maniera tale, onorevole  Mancuso,
  onorevole  Pogliese, che il PDL, che si intesta questo  disegno  di
  legge,  e se questo disegno di legge viene portato a casa è  perché
  il  PDL  e il PID insieme decidono di mantenere il numero legale  e
  insieme consentono a questo Parlamento, questa sera, di legiferare;
  per cui, signor Presidente, anche a nome dei colleghi del PDL e del
  PID,  le dico che siamo qui questa sera per approvare questa legge;
  però,  tutte  le  associazioni devono sapere che,  se  questa  sera
  questa  legge  viene  portata a casa, il  merito  è  esclusivamente
  dell'opposizione, che ha deciso di rimare in Aula e  di  legiferare
  nell'interesse dei siciliani.

   PRESIDENTE.   Si   passa  al  subemendamento   1.5.1,    a   firma
  dell'onorevole Caronia.
   Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.5, a firma dell'onorevole Caronia.
   Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.6, a firma dell'onorevole Caronia.
   Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo necessario
  fare alcuni chiarimenti rispetto a questa legge che, probabilmente,
  come  diceva il collega Vinciullo, ha destato poco interesse  nella
  maggioranza che sostiene il Governo attuale poiché in questo  primo
  comma dell'articolo 1 temo che possa in qualche  modo ravvisarsi un
  obiettivo  che ha poco a che vedere con la promozione della  lingua
  dei  segni  e,  di  conseguenza, la tutela di una comunità  che  è,
  appunto, quella dei sordi.
   Dico  questo  perché io ho manifestato già durante i lavori  della
  Commissione  la sensazione e l'impressione che questa legge  avesse
  come  obiettivo primo quello di tutelare in primis le  associazioni
  che  si occupano di sordi e, quindi, chi appunto è soggetto  ad  un
  handicap  uditivo piuttosto che i sordi stessi. Dico  questo  anche
  consapevole del fatto che gli interessi che le associazioni portano
  avanti sono assolutamente legittimi e lo fanno con estrema serietà,
  però,   vorrei  precisare  che questa  norma  dovrebbe  avere  come
  obiettivo  principale  quello della tutela  dei  soggetti  sordi  e
  secondariamente il ruolo delle associazioni dovrebbe essere -  come
  dire - così tanto marcato.
   Inoltre,  più  volte in Commissione le associazioni  che  si  sono
  presentate e che hanno rappresentato l'esigenza delle comunità  dei
  sordi  hanno  espresso  in maniera esplicita e  inequivocabile  una
  pluralità  di  interessi ed un modo diverso  di  approcciarlo  che,
  secondo me, da questo comma non vengono sufficientemente tenuti  in
  considerazione.
   Quindi,  il  mio emendamento che sopprime l'articolo 1  è  proprio
  mirato  a  quello  che era il mio intendimento  che,  peraltro,  ho
  manifestato  anche  nelle  sedute precedenti,  quello  di  rivedere
  questo  testo  perché  questa  legge  possa  effettivamente  andare
  incontro  alle esigenze delle tante famiglie e dei sordi  che  oggi
  hanno un'esigenza: essere presenti all'interno del tessuto sociale,
  lavorativo,  scolastico  in maniera più  forte  e  soprattutto  che
  possano farlo attraverso un  mezzo di comunicazione che sia  unico,
  chiaro  e,  soprattutto, bene statuito da una legge regionale  come
  quella appunto che noi adesso stiamo trattando.
   In  seguito,  vedremo che ci sono anche degli altri  articoli  che
  parlano anche di come dovrebbe essere normato, in realtà in  questa
  legge non si norma, il ruolo di un interprete LIS,  che, poi, non è
  altro  che colui il quale che deve, di fatto, promuovere e  portare
  avanti la lingua dei segni.
   Ritengo  che  questa legge, così com'è scritta, così com'è  uscita
  dalla  Commissione  alla  quale io ho  dato  parere,  tra  l'altro,
  contrario,  non è assolutamente comprensiva di tutti gli  interessi
  delle associazioni, ma soprattutto dei sordi e, quindi, ecco perché
  negli  emendamenti che verranno al di là di questo, che chiaramente
  sopprime  il comma 1 soltanto perché poi lo riscrive, debba  tenere
  in  maggiore considerazione tutta una serie di problematiche che  i
  sordi affrontano giornalmente.
   Rispetto   a   questo  mi  riservo  l'opportunità  di  intervenire
  ulteriormente,  perché vorrei precisare anche che  la  portata  dei
  miei  emendamenti non ha un obiettivo di tipo ostruzionistico bensì
  costruttivo, perché  ritengo che un'opportunità come questa  che  è
  quella  di dare a questa legge, a questa lingua, la possibilità  di
  essere  maggiormente presente all'interno delle istituzioni,  degli
  organi  scolastici, debba venire fuori da questo  Parlamento;  così
  come  ho  detto  l'altra volta, io non capisco e non  comprendo  le
  ragioni  per  le  quali dobbiamo delegare alla Giunta,  ed  appunto
  sentiti  gli  Assessori al ramo, una materia che può essere  invece
  normata  da  questo Parlamento avendo a cuore quelle  che  sono  le
  esigenze dei sordi che ci sono state manifestate.
   Quindi,  io,  rispetto a questo ritengo che sarebbe opportuno  che
  questo  articolo fosse riscritto; personalmente do la mia  assoluta
  disponibilità  anche  a  rivedere la possibilità  di  ritirare  gli
  emendamenti  qualora questo emendamento fosse riscritto  alla  luce
  delle considerazioni che ho appena fatto.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo all'emendamento  1.6,  rimane
  contrario?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Signor Presidente, signori deputati,  il  parere  è
  contrario,  ovviamente,  io mi rimetto alla  sua  saggezza  qualora
  volesse sottoporre all'Aula la proposta dell'onorevole Caronia  che
  potrebbe  essere una proposta che chiude un certo conflitto  a  cui
  stiamo assistendo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, c'è una proposta  formalizzata  di
  riscrittura dell'articolo 1?

   CARONIA.   Sì,  anche  perché  peraltro  l'ho  anche  formalizzata
  nell'emendamento che poi sarà successivo. Io però vorrei  precisare
  che non esiste .

   PRESIDENTE. Quello è il comma 2 se non ho capito male.

   CARONIA.  Si,  comunque è chiaro che una riscrittura,  sopprimendo
  l'articolo  1,  è necessaria, ovviamente, anche per  ricomporre  il
  testo.
   Vorrei  precisare,  però, che rispetto a  questa  materia  non  si
  tratta di conflitto bensì di costruzione, perché alla fine si possa
  produrre  una  legge che sia utile ed efficace nel  tempo,  quindi,
  l'apporto  che  io  intendo  dare non è  assolutamente  in  termini
  distruttivi bensì costruttivi proprio perché la comunità dei  sordi
  possa  avvantaggiarsi realmente della promozione di una lingua  dei
  segni  che  diventa  strumento fondamentale per comunicare  con  la
  Società.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Signor Presidente, signori deputati, io  non  volevo
  fare nessun tipo di allusione ma siccome io mi trovo di fronte  una
  trentina   di  emendamenti  firmati  da  lei  debbo  pensare   che,
  evidentemente,  c'è  una  sua posizione antagonista  rispetto  alla
  legge stessa.
   Se  la  possiamo superare dal punto di vista del Governo, io  sono
  soddisfatto.

   CARONIA. Di miglioramento

   PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, vorrei tentare di sdrammatizzare senza,  però,
  eludere  un  tema  che  io  considero fondamentale  -  poi  non  so
  l'opinione dell'Assessore - che ha dato luogo in Commissione ad una
  discussione molto approfondita e che attiene alle Associazioni  che
  sono riconosciute col decreto del Presidente della Repubblica senza
  precludere  ulteriori interventi ma, come poi è  specificato  negli
  emendamenti  successivi  dell'onorevole  Lentini  sostenuti   dalla
  Commissione, di evitare che in un campo così delicato, con soggetti
  particolari  si  possa dare luogo a riconoscimento di  associazioni
  che  non  hanno  la  necessaria  professionalità  e  la  necessaria
  esperienza.
   E' tutto qui il tema, è tutta qui la questione.
   L'onorevole  Caronia, giustamente, ha sostenuto  la  necessità  di
  promuovere,   naturalmente  nell'interesse  dei  soggetti   cui   è
  destinata  la  legge, anche nuove professionalità, nuovi  soggetti,
  però   noi  dovremmo anzitutto affermare, come si è fatto in  altri
  campi  di  interventi a favore di soggetti diversamente  abili,  di
  prestare  particolare attenzione, come peraltro  avviene  in  campo
  nazionale,   a   quelle   associazioni   che,   proprio   per    la
  professionalità  e  la  storia  che hanno,  sono  riconosciute  con
  decreto del Presidente della Repubblica.
   Quindi,  di  questo  si tratta, e credo che sia  un  tema  su  cui
  l'intero Parlamento non può non convenire.
   Altra cosa è l'esigenza sollevata dalla collega Caronia che, però,
  va  contemperata  con questa questione, non si può  eludere  questo
  tema.
   Per  quanto  riguarda la lingua dei segni, vorrei  ricordare,  che
  l'articolo   2    affronta  questa  materia  e   quindi   eventuali
  discussioni vanno posposte ad esso.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, penso che lo spirito,  come  qualche
  collega   ha  detto  prima,  è  quello  di  superare   con  piccoli
  aggiustamenti  questi  pochi articoli io direi,  se  il  presidente
  condivide,  fermo  restando che quanto ha detto  il  vicepresidente
  della  Commissione, onorevole Panarello, in effetti non è  che  sia
  tanto sbagliato dare questo riconoscimento agli enti che hanno  più
  qualità,  e  quindi a questo punto un decreto del Presidente  della
  Repubblica  difetti,  già dà una discriminazione,  tra  quelli  che
  hanno titolo e quelli che non lo hanno.
   Allora  io  suggerisco  alla  collega  Caronia,  così  vediamo  di
  uscirne,  se  veramente vogliamo risolvere il  problema  di  queste
  persone  che  meritano un'attenzione di quest'Aula,  di  limitarci,
  onorevole Caronia, ad approvare l'articolo 1, che in effetti  è  di
  buon senso.
   Onorevole  Lentini,  lei firma un emendamento che  riconosce  solo
  quegli  enti con almeno tre anni di esperienza, forse questo  è  un
  po' restrittivo, potrebbe essere di parte, lei ritiri anche il suo,
  vediamo  di superare queste spigolature che non aiutano a risolvere
  questi  problemi  e  alla fine approviamo l'articolo  1  nella  sua
  interezza,  rinunciando a tutto  il resto e andiamo  avanti  perché
  sono  delle discussioni, me ne scuso, e avendo letto gli  articoli,
  sono emendamenti superabilissimi.
   Per cui l'onorevole Caronia si farà carico, se lo vuole fare ma da
  quello  che ho capito forse lo farà, di rinunciare a tutti  i  suoi
  emendamenti,  l'onorevole  Lentini  si  farà  carico   di   questo:
  approviamo  l'articolo 1 e andiamo avanti;  con il  buon  messaggio
  che ha dato, anche, il collega Panarello.  In effetti l'articolo  1
  è di buon senso.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente  onorevoli  colleghi,  per   appoggiare  in  Commissione
  l'onorevole   Caronia,   l'emendamento   1.3   tratta    di    enti
  rappresentativi  per  dare  un'autonomia  alla  Regione  siciliana.
  Quindi,  il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   che   ci
  condiziona   in   un   certo  modo,  poi  con  questo   emendamento
  riconosciamo  tutti  quegli  enti  che  a  livello  regionali  sono
  rappresentativi.
   Quando parlo di tre anni mi riferisco alla legge regionale n.  328
  che  stabilisce che possono partecipare tutte quelle  associazioni,
  per  qualsiasi tipo di intervento, con almeno tre anni di attività,
  e ciò riguarda proprio l'assessorato per la  famiglia.
   Quindi,  io non ho aggiunto niente di mio, dobbiamo andare avanti,
  non possiamo fermarci all'articolo 1,  significherebbe sminuire  il
  disegno di legge. Ciò non avrebbe senso.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,  io  ritengo   che   la   proposta
  dell'onorevole   Beninati  potesse  avere  una  ratio   soprattutto
  considerato che gli emendamenti di cui stiamo parlando sono  quelli
  che vedranno come primo firmatario l'onorevole Lentini.
   A  mio  avviso sono quelli che maggiormente mi inducono a  pensare
  che  questa  legge non serve alla comunità dei sordi ma serve  alle
  associazioni dei sordi.
      Rispetto  a  questo,  io  lo  dico  in  maniera  molto  franca,
  probabilmente anche a rischio di essere impopolare,  non  è  questo
  l'obiettivo  di questo disegno di  legge o per lo meno del  disegno
  di   legge  che io ho contribuito a stilare in Commissione,  perché
  nell'articolo, e  cito le parole, quando si scrive che  la  Regione
  può  stipulare le convenzioni con delle associazioni  che  peraltro
  sono  quelle  riconosciute dal Presidente della Repubblica,  ciò  è
  assolutamente legittimo, mi sembra anche chiaro e non ho  nulla  da
  obiettare.
   Però  io mi chiedo, se la legge ha come obiettivo quello di potere
  acclarare il fatto che la Regione possa stabilire delle convenzioni
  con  delle associazioni che abbiano una permanenza, esistenza,  una
  rappresentanza più o meno composta e che  siano nelle  province  in
  tutte  o soltanto in alcune, che siano presenti già da tre anni,  a
  me  sembra  che stiamo vestendo questo disegno di  legge addosso  a
  qualcuno  che  non  sono  i  sordi, ma  sono  le  associazioni  che
  dovranno, poi, gestire eventuali convenzioni per fare dei programmi
  di intervento in favore dei sordi.
   Allora,  mi chiedo, se noi dobbiamo approvare un disegno di  legge
  che  serve per promuovere la lingua dei segni italiana, perché  non
  può  farlo  direttamente la Regione attraverso un proprio organismo
  che  abbia  il  compito di controllare se poi i programmi  verranno
  portati avanti da associazioni che abbiano i criteri di legge,  che
  quindi  siano  quelle associazioni accreditate e  riconosciute  dal
  Presidente della Regione.
   Io  non  comprendo  la  ragione per  la  quale  quella  che  è  la
  normalità, ossia, nel momento in cui ci siano dei finanziamenti  da
  parte della Regione, non sia la Regione stessa a verificare che  le
  associazioni   abbiano   i  titoli  e  che   siano   legittimamente
  rappresentative delle associazioni dei sordi.
   Quindi, ripeto, la mia preoccupazione, che continua ad essere  più
  forte  alla  luce di questi emendamenti, è che noi stiamo  portando
  avanti un disegno di legge che ha come obiettivo quello di tutelare
  le associazioni e non i sordi. Siccome il mio intendimento è quello
  di  portare  a  casa una legge che serva alla comunità  dei  sordi,
  personalmente non sono assolutamente disponibile a ritirare i  miei
  emendamenti qualora gli altri continuano a rimanere in vita.
   Perché, anche nel seguito del testo del disegno di  legge,  io  ho
  proposto che venga normato in maniera puntuale ciò che la legge può
  fare  all'interno dei propri assessorati, con il proprio personale,
  nello   stipulare   direttamente   con   le   associazioni,    dare
  eventualmente dei finanziamenti affinché si possa fare veramente la
  promozione della lingua dei segni negli uffici pubblici, così  come
  nelle scuole, tutto ciò, affinché  il destinatario ultimo di questa
  promozione  sia  il soggetto sordo e non le associazioni  che,  per
  carità,  svolgono  un ruolo legittimo, ma non è  pensabile  che  si
  faccia una legge per le associazioni perché, peraltro, alcune delle
  associazioni  che tutelano i sordi sono presenti  in  tabella  H  o
  nell'ex tabella H, sono già percettori di finanziamenti regionali e
  quindi,  non  comprendo  la ragione per la quale  dovremmo  normare
  qualcosa che già esiste.
   La Regione ha già delle convenzioni con le associazioni dei sordi.
  Perché dovremmo andare ad appesantire con un dettato normativo  ciò
  che  di  fatto  già esiste. Ritengo che sia molto  più  utile  dare
  chiarezza a quello che è questo ruolo, l'interprete LIS.
   L'interprete LIS oggi chi è? Noi non abbiamo contezza, perché  non
  esiste  un  albo,  all'interno della  Regione,  che  stabilisca  in
  maniera  precisa  chi  è un interprete LIS,  così  come  quando  si
  acquisisce  un  titolo di tipo accademico, quando  si  ottiene  una
  laurea, si sono sostenute tutta una serie di materie che ci rendono
  abile  ad  esercitare la professione di ingegnere  o  di  avvocato.
  Bene,  per  questa  professione  nello  specifico  non  esiste  una
  normativa  che stabilisca in maniera precisa quale debba essere  il
  programma  di studi affinché si possa essere interprete  di  questa
  lingua.
   Io  ritengo che la Regione possa farlo attraverso i propri uffici,
  con il proprio personale, creando dei coordinamenti adatti e che si
  possa  creare  un registro dei mediatori che possa in qualche  modo
  dare  chiarezza  a chi poi ne avesse di bisogno, a  quale  tipo  di
  professionisti  rivolgersi per avere un  mediatore;   che  sia  una
  istituzione  pubblica,  che sia la scuola che  sia  qualsiasi  ente
  anche  privato,  mi sembra che ci sia estrema chiarezza  in  questo
  ragionamento.
   Non  comprendo  invece  la  ragione  per  la  quale  noi  dovremmo
  approvare una legge, non comprendo neanche chi sia il destinatario:
  presente da almeno tre anni, in ogni provincia.

   Mi  sembra qualcosa che esula dal significato di questo disegno di
  legge.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, io non posso non rimarcare  il  senso
  di  responsabilità  che  stasera  sta  dimostrando  la  maggioranza
  espressa dai siciliani che qui  è diventata minoranza, cioè il  PDL
  e  il  PID.  Lo  ha detto  l'onorevole Vinciullo,   noi  nonostante
  vediamo  che  le  forze  di  maggioranza oggi  siano  rappresentate
  soltanto da 20-22 persone, tuttavia, abbiamo detto che resteremo in
  Aula e cercheremo di portare avanti questo disegno di legge, perché
  speriamo  di consegnare, finalmente, a questo grande mondo,  quello
  dei   non-udenti  la possibilità di una dotazione legislativa,  una
  legge che possa tutelarli.
   Tuttavia,  signor Presidente, non sfugge a nessuno che  manca  una
  regia  vera,  che  non  vi è cioè un Governo  che  possa  dare  una
  indicazione certa, che possa intervenire per dirimere alcuni dubbi,
  perché è fin troppo evidente che i dubbi qui esposti sono dubbi che
  non  vanno  in  direzione della tutela di questa o  di  quell'altra
  organizzazione.
   Noi  ci  rendiamo  conto  che  vi sono  delle  organizzazioni  che
  rappresentano, più o meno, l'intera quantità di soggetti  che  oggi
  si  rivolgono alla politica, per avere risposte; ci rendiamo  conto
  che, probabilmente,  alcune associazioni hanno indicato un percorso
  e altre ne hanno indicato un altro.
     Tuttavia,  signor  Presidente e mi rivolgo anche  a  lei  signor
  Assessore,  io  ritengo che alcuni emendamenti proposti  da  questa
  parte politica non siano emendamenti che vadano trattati in maniera
  preconcetta.
   Se  vi  sono emendamenti che possono dare, in qualche maniera,  un
  supporto, atteso che noi stiamo restando in Aula e lo facciamo  per
  rispettare  le  tante persone che ci sollecitano questa  iniziativa
  legislativa, lo facciamo per spirito di servizio, non  lo  facciamo
  per  spirito di appartenenza; allora, spogliamoci tutti  da  questa
  voglia  di  ostentare sempre una certa appartenenza,  di  farlo  in
  rapporto  a  delle  intese  che devono  nascere  all'interno  della
  medesima  forza  politica o all'interno della medesima  coalizione,
  cerchiamo di sgomberare il campo.
   Se  alcuni emendamenti possono essere accettati dall'assessore  io
  ritengo  che  noi,  celermente, possiamo arrivare  alla  soluzione.
  Certo, è chiaro che abbiamo dovuto registrare anche la mancanza  di
  collaborazione  da parte del Governo quando non  si  è  riusciti  a
  trovare  una certa somma che avrebbe meglio consentito un  percorso
  anche formativo alle diverse associazioni.
   Non  comprendiamo  come  una somma, che  poi  è  irrisoria,  pochi
  spiccioli  in  confronto al bilancio che la Regione  siciliana  sta
  consegnando ai siciliani non può fermarsi davanti a una spesa che è
  vicina ai cento o duecentomila euro.
   Signor   Presidente,   continuiamo  questo  percorso,   Assessore,
  facciamolo  insieme  questo  percorso, cerchiamo  di  vedere  quali
  emendamenti, senza preconcetti,   possono essere accettati da noi.
     Le ripeto, noi non faremo mancare il numero legale ma abbiamo il
  dovere di dirle che una collaborazione, che in questo momento viene
  proposta  al  Governo  ed al Parlamento in nome  della  tutela  dei
  sordi,  è una collaborazione che deve essere riconosciuta come tale
  e  che  deve meglio guardare i reali interessi di coloro  i  quali,
  dicevo,  restano in piedi in qualche maniera ma hanno  bisogno  che
  noi tendiamo loro una mano di aiuto sostanziale.
   Questo  volevo consegnare a lei signor Presidente e a  lei  signor
  Assessore.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima di  dare  la  parola  agli
  onorevoli  Panarello,  Rinaldi  e al  Governo  che  ha  chiesto  di
  intervenire,  volevo  sgomberare  il  campo  anche  dai   possibili
  equivoci.
   Avendo  già  bocciato  l'emendamento 1.5, a  firma  dell'onorevole
  Caronia
   Gli emendamenti 1.8 e 1.9 sono preclusi.
     All'articolo  2 l'emendamento 2.3 e all'articolo 3 l'emendamento
  3.4 sono improcedibili in quanto hanno ricevuto il parere contrario
  della Commissione Bilancio.
     Quindi,  gli  emendamenti che rimangono in  vita,  per  esempio,
  all'articolo  1,  sono  soltanto quelli soppressivi  e  poi  quelli
  dell'onorevole  Lentini. Per cui restringiamo il campo  rispetto  a
  questa informativa.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero  molto
  opportuna  la sua precisazione perché si sarebbe potuto  immaginare
  un  confronto su un certo numero di emendamenti. In effetti, questo
  non  è,  perché  anche qua, comprensibilmente e  opportunamente  la
  collega  Caronia ha immaginato,  e con lei sono d'accordo tutte  le
  associazioni dei sordi, in questo caso, che un disegno di  legge di
  questo genere dovesse avere anche una parte finanziaria per attuare
  una  nuova  politica  in questa direzione. Però,   la  Commissione,
  fatte  le  verifiche con il Governo, ha acquisito che dal punto  di
  vista  finanziario  non  era  possibile  procedere,  ed  ha  voluto
  proporre un disegno di legge-quadro che possa, in sede di bilancio,
  promuovere interventi.
   Io  vorrei  dire all'onorevole Buzzanca, di cui ho  apprezzato  la
  disponibilità, e soprattutto chiarire all'Aula, che il  motivo  del
  contendere in questa vicenda riguarda un emendamento dell'onorevole
  Lentini,  presentato  a  nome  della  Commissione,  che   tende   a
  selezionare i soggetti che possono operare in questo settore, che è
  un settore molto delicato, signor Presidente, con tutto il rispetto
  non  si tratta di corsi di formazione ordinaria per i quali  non  è
  immaginabile  una  particolare esperienza e professionalità,  senza
  nulla togliere ai  corsi di formazione ordinari.
   Qua  siamo in presenza di iniziative specialistiche per cui quando
  si  scrive  le associazioni riconosciute con decreto del Presidente
  della  Repubblica', si tratta di associazioni che operano in questo
  campo,  che  hanno  i requisiti riconosciuti nazionalmente  e  sono
  tutte  associazioni che possono operare ai sensi di questo  disegno
  di  legge.
     In  aggiunta si scrive che possono esserci associazioni che  non
  sono   inserite  nel  decreto  nazionale,  ma  che  possono  avere,
  comunque,  una possibilità di  operare ma devono avere  almeno  tre
  anni  di esperienza e tre sedi provinciali, perché questo seleziona
  e descrive associazioni che effettivamente operano in questo campo,
  perché  noi  non possiamo immaginare che attorno ad  un  tema  così
  delicato  ci  possano essere associazioni che nascono dall'oggi  al
  domani e possano operare a favore dei soggetti sordi.
   Mi  pare  che questa sia una  idea che non può passare per  legge,
  visto e considerato che tutti quanti conveniamo sulla necessità che
  si  approvi  una legge seria, che sia di tutela e di  aiuto  per  i
  soggetti  sordi. Altro che legge per le associazioni   Sarebbe  una
  legge  per  le  associazioni se non ci fossero questi paletti  che,
  opportunamente, la Commissione, pensando di interpretare l'opinione
  di  tutto  il Parlamento, perché è stata votata in Commissione  non
  solo  dalla maggioranza, vorrei dire all'onorevole Buzzanca, ed  ha
  ritenuto di riproporre in termini più chiari in Aula.

   ARENA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARENA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  telegraficamente,
  solo  il  tempo  di  confermare  l'appoggio  da  parte  del  Gruppo
  parlamentare del Movimento per le Autonomie, questa intelligente ed
  importante iniziativa parlamentare.
     Apprezziamo, tra l'altro, il responsabile atteggiamento  di  una
  parte  dell'opposizione, oggi presente in Aula, che  garantisce  la
  prosecuzione  dei lavori e il regolare svolgimento  è   sicuramente
  l'approdo  di  un iter legislativo oggi di fondamentale  importanza
  per l'intera comunità siciliana dei sordi.
   Riteniamo, comunque, che il Governo regionale, onorevole  Lentini,
  grazie  per  gli sforzi che lei come presidente della V Commissione
  ha   compiuto  nell'interesse  dell'intera  popolazione   siciliana
  interessata a questo importante disegno di legge.
   Auspichiamo  nell'interesse proprio  di  questi  soggetti  che  le
  sollecitazioni  a  prescindere  da  paternità  che   oggi   devono,
  necessariamente, restare fuori dall'Aula perché l'intento di coloro
  i quali siedono, maggioranza ed opposizione, qui oggi pomeriggio, è
  quello  di  finalizzare  un  disegno  di  legge  esaustivo  e   che
  soprattutto possa dare risposte.
   Dicevo,  il mio invito al Governo a prescindere dagli emendamenti,
  di  sforzarsi in una interlocuzione produttiva con quest'Aula  che,
  come   vede  maggioranza  ed  opposizione,  cammina  nella   stessa
  direzione e quindi cercando di apportare anche in questi minuti che
  precedono  un  voto che sono profondamente convinto sarà  positivo,
  apportare  quei  correttivi che possano cercare  di  migliorare  un
  testo legislativo che già riteniamo essere assolutamente dignitoso,
  funzionale e concreto.  Ma,  ci possono essere, lo diceva  poc'anzi
  l'onorevole  Colianni,  che non so se vorrà intervenire  prima  del
  Governo,  ci  possono essere dei correttivi che possono sicuramente
  migliorare questo testo.
   Quindi, il nostro auspicio è che il Governo possa recepire  e  che
  questa   interlocuzione  continui  proficua  nell'interesse   della
  comunità  dei sordi che da questo disegno di legge avrà  grandi  ed
  enormi vantaggi.

   CENTORRINO,   assessore   per  l'istruzione   e    la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Signor Presidente le chiedo formalmente  scusa  per
  non  essermi  alzato in piedi nel precedente intervento,   ma  sono
  poco abituato ai lavori parlamentari d'Aula.
   Volevo  rivolgere un saluto, credo di interpretare  anche  il  suo
  desiderio, agli audiolesi che sono presenti oggi in questa  Aula  e
  che stanno seguendo questa discussione.
   Vorrei  chiarire  che questa discussione noi  la  stiamo  portando
  avanti  nel  loro interesse e non tanto in una sorta di scambio  di
  cui pure ringrazio ovviamente la minoranza, tra presenze in Aula ed
  eventuale verifica del numero legale.
   Io  credo  che  sia interesse di tutti, maggioranza  e  minoranza,
  lavorare  su un disegno di  legge che chiaramente non ha una  veste
  ideologica  ma è una legge che viene a soddisfare un  bisogno,   un
  bisogno esistenziale.
   Volevo rispondere molto succintamente all'onorevole Buzzanca.
   Onorevole,  non  è  vero che il Governo non  ha  un  orientamento.
  Questo  disegno  di   legge  è  stato  a  lungo  discusso  in   una
  Commissione  della quale fanno parte autorevoli rappresentanti  dei
  partiti  ed  ho  fatto  parte  anch'io per  alcuni  segmenti  della
  discussione e mi permetto di respingere la sua accusa.
     Il  Governo ha tantissime colpe, e tantissime responsabilità  ho
  anch'io,  ma accusare il Governo di non avere una linea  su  questo
  argomento è un  po' ingeneroso.
   Sulla  terza  parte  è  più  opportuno il richiamo  dell'onorevole
  Arena.  Il  mio  intervento  è stato un intervento  che  tendeva  a
  ridimensionare  i  termini di quello che mi appariva  un  dibattito
  senza che gli interlocutori comprendessero esattamente qual era  la
  ragione dell'altro.
   Vorrei chiarire, in conclusione, che il comma due dell'articolo 1,
  che è il comma contestato  e accompagnato dagli altri emendamenti -
  onorevole Caronia -   recita a chiare lettere  senza oneri a carico
  del  bilancio  regionale :  se mi permette è  una  discussione  che
  stiamo  fondando  sul nulla perché se è senza oneri  a  carico  del
  bilancio   regionale,    con  enti  rappresentativi,   questo   non
  rappresenta  per la Regione nessun addebito di spesa,  quindi,  non
  vedo alcuna preoccupazione.
   Se  non ci fosse questa clausola, io per primo mi sarei opposto in
  Commissione. Ma questa clausola toglie assolutamente spazio ad ogni
  possibile speculazione.
   Pregherei  - nei limiti del possibile - di andare avanti  mettendo
  da  parte  le impostazioni personali, nell'interesse delle  persone
  che ci stanno ascoltando.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, siamo già intervenuti su questo disegno
  di  legge nella seduta scorsa ed abbiamo espresso apprezzamenti per
  questo Parlamento che si doterà, penso stasera, di una legge che ha
  un  valore sociale incommensurabile, perché qui stiamo cercando  di
  affrontare  un problema legato ad una minoranza che  è  quella  dei
  soggetti portatori di handicap  ed in modo particolare dei sordi  e
  dei muti di questa Regione.
   Ho  ribadito, nell'intervento nella precedente seduta, che  questo
  Governo  Lombardo  con tutti i suoi assessori,  non  ha  avuto  una
  grande  sensibilità  per dare risposte compiute  attraverso  questa
  legge,  perché abbiamo assistito alle dichiarazioni del  Presidente
  della  Regione  che  in  modo particolare in  questi  giorni  dovrà
  procedere   a   tagliare  la  Tabella  H,  che  contempera   quelle
  associazioni,   quegli  enti  morali  che   svolgono   con   grande
  professionalità, sensibilità ed attaccamento verso i loro associati
  un'attività  che è da apprezzare e non da tagliare,  a  livello  di
  contributi,  rispetto al loro impegno per rendere  più  agevoli  le
  attività dei loro associati.
   E'  chiaro che qui voglio ancora ribadire che l'assessore Armao in
  sede  di  Commissione Bilancio si è  rifiutato  di  integrare,  dal
  punto di vista economico,  anche questo disegno di  legge, perché è
  chiaro che noi andremo ad approvare un disegno di  legge che ha  un
  significato  importante, che sul piano dei principi  apprezziamo  e
  condividiamo,  perché  sappiamo  che  è  rivolta  a  questa  grande
  collettività,  che  ci  sono  tantissimi  sordomuti  nella   nostra
  Regione,  verso questi soggetti che hanno questo handicap,  ma  che
  alla  fine  ci sarebbe stato sicuramente un'esigenza  di  dare  una
  risorsa adeguata per rendere più compiuto questo percorso.
   Abbiamo  anche  sentito il presidente ed il  vicepresidente  della
  Commissione,  che  sostanzialmente,  hanno  dichiarato  qui,  anche
  questa sera, che successivamente dovremo affrontare il problema  di
  reperire  le  risorse attraverso le disposizioni  di  bilancio  per
  integrare questa legge.
     Signor  Presidente,   perché  non si  è  intervenuti  in  tempo,
  mettendo delle risorse anche minime, al fine di dare la possibilità
  a  questi  soggetti  di  ricevere attraverso  una  legge  organica,
  finalmente,  questa lingua dei segni che li possa  agevolare  nelle
  loro  attività  quotidiane, perché ci riferiamo alle  esigenze  che
  questi soggetti hanno nelle scuole, nelle Università e negli uffici
  pubblici.
   Se  questo non si è fatto è perché il Governo Lombardo, per  bocca
  dell'assessore Armao, non ha voluto concedere nessuna  risorsa  per
  dare a questo disegno di  legge un percorso diverso.
   Non  possiamo, qui, accettare le parole dell'assessore  Centorrino
  quando  afferma che  il Governo ha fatto la sua parte. Quale  parte
  ha  fatto questo Governo rispetto a questo disegno di  legge, se  è
  di  iniziativa parlamentare? Ha partecipato soltanto l'assessore ad
  alcune riunioni della Commissione, perché ha dovuto dare il proprio
  contributo  perché  era giusto che fosse così, però  è  chiaro  che
  questa  è  un  disegno di  legge di iniziativa parlamentare  e  che
  questa  legge è portata avanti da tutti i presenti parlamentari  in
  questa seduta e, principalmente, anche da chi, oggi, non svolge  un
  ruolo  di  opposizione. I gruppi del PDL e del PID  sono  qui  oggi
  sensibili  perché  vogliono dare una legge a tanti  siciliani  che,
  purtroppo, soffrono di questo handicap.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerando da un
  lato i contrasti che si erano verificati nelle sedute precedenti  e
  dall'altro  lato i tentativi di arrivare finalmente  a  trovare  un
  punto  di  mediazione per esitarla, avevo deciso di non intervenire
  su  questa  legge.  Però,  ho ascoltato le dichiarazioni  rese  dal
  Governo, per ben due volte, e non posso esimermi dal notare  almeno
  due  cose importanti che, poi confrontando, leggendo bene il testo,
  devo  dare  ragione  in parte a ciò che dice il  Governo.  Ora,  se
  dobbiamo fare una legge che non abbia alcun onere finanziario e che
  quindi, ha detto il Governo:  stiamo discutendo del nulla ,  perché
  stiamo  discutendo del nulla visto che si fa una legge roboante  in
  favore delle associazioni dei sordi ma che esclude ogni possibilità
  di  impegno di risorse finanziarie, non si capisce perché  dobbiamo
  fare questa legge.
   E  se stiamo discutendo del nulla mi domando: ma quanto costa  una
  seduta del Parlamento per discutere del nulla?
   Invece,   potremmo   dedicarci  ad  una  legge  più   costruttiva,
  anticipando  la  trattazione  della  legge  sull'agricoltura,   sui
  provvedimenti  per  l'agricoltura che riguarda veramente  interessi
  pesanti  dei siciliani; in un momento di grave crisi stiamo  qui  a
  sentire  il Governo che ci dice che discutiamo del nulla  perché  è
  una  legge  che  non  ha alcuna risorsa finanziaria.  Ebbene,  come
  deputato  di questo Parlamento mi rifiuto di discutere  del  nulla,
  quindi  se  ci  sono  i  numeri  e la volontà  per  andare  avanti,
  facciamolo,  altrimenti chiudiamola qui ed iniziamo a trattare  una
  legge  vera  che  interessa i siciliani.  Quanto  meno  ne  abbiamo
  elencate una decina; c'è pronta l'agricoltura, iniziamo con questa.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  deciso  di
  non  intervenire  però gli interventi che mi hanno preceduto  degli
  amici  del  PDL mi inducono, purtroppo, a fare qualche  riflessione
  per il semplice fatto che questo disegno di legge, esitato dalla  V
  Commissione  di  cui  faccio  parte, ha  visto  puntualmente,  dico
  puntualmente,  la partecipazione dell'Assessore, che  non  solo  ha
  contribuito,   con   la   sua  presenza   insieme   ai   funzionari
  dell'Assessorato,  ad elaborare il disegno di legge  che,  poi,  la
  Commissione   all'unanimità  ha  presentato,  ma  è   stato   anche
  determinante  a  trovare la soluzione sul testo  che  poi  è  stato
  esaminato dalla Commissione ed esitato.
   Vorrei  dire agli amici del PDL e del PID che vantano tanto questa
  responsabilità di essere qui in Aula, oggi, che non li ho visti  in
  Commissione.  Non hanno contribuito, tranne qualche  deputato  come
  l'onorevole Beninati, ma degli altri non ho visto traccia.  Quindi,
  venire  qui  oggi  a fare una lezione di morale  ai  partiti  della
  maggioranza  che hanno elaborato il testo insieme all'Assessore  al
  ramo, direi che è alquanto ingeneroso.
   Quindi,  mi  premeva  sottolineare questa posizione  ed  aggiungo,
  inoltre,  se  questa  legge  oggi verrà approvata  sarà  perché  la
  maggioranza  è  qui presente in Aula e con il suo voto  contribuirà
  alla votazione di questa legge.

    FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ci   stiamo
  impantanando su questa norma e ci stiamo impantanando quando invece
  sembrava che ci fosse l'accordo.
   Il  PDL  ha  dato  la  disponibilità ampia a sostenere  una  norma
  sebbene  non  ci sia una maggioranza di Governo in Aula;  Assessore
  diciamo la verità.
   L'Assessore,  secondo  me,  non  in  malafede,  ha   voluto   dire
  bonariamente che non c'è una materia del contendere così accesa, ma
  ha  voluto dire, a mio avviso, che c'è tutta l'intenzione  e  tutto
  l'interesse di approvare questa norma, di farla andare avanti.
   A  mio  avviso,  il  vero  problema, signor  Presidente,  lo  dico
  all'assessore  e  al  presidente  Lentini,  il  vero   problema   è
  l'emendamento  1.3.  E'  l'emendamento  che  ad  un  certo  momento
  vorrebbe creare un filtro eccessivo, una barriera eccessiva perché,
  da  un  lato  diciamo che possono partecipare a queste  convenzioni
  tutti  quegli  enti  che  sono  riconosciuti  da  un  decreto   del
  Presidente  della  Regione,  ma poi diciamo  anche  che  per  poter
  partecipare  devono avere in aggiunta altri due requisiti,  cioè  i
  tre  anni,  requisito  che magari può essere previsto  dalla  legge
  numero  328  del  2000,  ma l'altro requisito  è  avere  nove  sedi
  provinciali  in  campo regionale. Ciò significa  che  devono  avere
  l'iscrizione  a  livello  nazionale con un decreto  del  Presidente
  della  Regione, un riconoscimento nazionale, devono  inoltre  avere
  tre  anni di iscrizione ed in più devono aver costituito, in questi
  anni, una sede per ogni provincia della Sicilia.
   E' chiaro stiamo caricando, ponendo anche la possibilità ad uno, a
  due,  forse  a  tre  enti, ma non ci arriveremo,  di  poter  essere
  titolari e beneficiari di questa norma.
   Ecco  perché  chiediamo  -  giustamente,  l'ha  fatto  la  collega
  Caronia,  l'ha fatto il collega Beninati - un atto di  buon  senso,
  Assessore,  che è quello di dare parere contrario,  di  invitare  i
  presentatori, quindi l'onorevole Adamo e il presidente  Lentini,  a
  ritirare  questo  emendamento. Così, venendo meno questa  ulteriore
  barriera,   a  mio  avviso,  stasera  possiamo  veramente   varare,
  approvare  questa  norma e, finalmente, dare  una  risposta  a  chi
  aspetta  magari  una  norma pensando che possa  risolvere  tutti  i
  problemi, ma sappiamo tutti che questa norma, tutti i problemi  non
  li risolverà, ma comunque può essere sicuramente un aiuto ulteriore
  a  chi  si  trova  in  una  condizione non  favorevole  o  comunque
  sfavorevole rispetto a noi, alle persone normali.
   In   questo   senso,  l'invito  che  rivolgiamo  ai   presentatori
  dell'emendamento, onorevoli Adamo e  Lentini, è quello di  ritirare
  questo  emendamento, chiediamo questo al Governo per  poter  andare
  avanti,  perché  da  qui a qualche momento possiamo  poi  approvare
  dignitosamente questa norma.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ha facoltà.

   CENTORRINO,    assessore   per  l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Signor Presidente, chiedo scusa  all'Aula  per  gli
  interventi  reiterati, ma credo che la situazione mi dia  anche  un
  ruolo, in qualche modo, di mediazione.
   Ritengo che siano state dette delle cose utili sia a favore  della
  norma e dell'emendamento, sia in qualche modo dubbiosi sulla norma,
  sull'emendamento e sulla sua applicazione.
   Penso  che  un'ipotesi che potrebbe mettere d'accordo entrambe  le
  tesi  possa essere quella di rinviare ad  un momento successivo  la
  verifica,  la dichiarazione, la determinazione dei requisiti  della
  rappresentatività  degli  eventuali  enti  con  cui  stipulare  una
  convenzione.
   Questa  rappresentatività che, oggi, è codificata potrebbe  essere
  rimandata  ad una successiva commissione che anche con  l'aiuto  di
  esperti potrebbe fissare meglio questi criteri ed in questa maniera
  implementare  la  legge senza che ci siano dei criteri  prefissati.
  Per  cui, potremmo riscrivere, aggiungendo che si possono stipulare
  convenzioni con  enti rappresentativi in ambito regionale,  la  cui
  rappresentatività  venga  successivamente  dichiarata  con  decreto
  dell'Assessore, sentita la Commissione .

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  brevemente innanzitutto per ricordare agli amici della maggioranza,
  in  quest'Aula  siamo diventati minoranza, che tra  le  forze  che,
  questa   sera,   responsabilmente  sono  in  Aula  per   permettere
  l'approvazione di questo disegno di legge, oltre al PDL,  oltre  al
  PID,  c'è pure Grande Sud. Siccome è stato dimenticato non da  uno,
  ma  da  due  illustri relatori, mi sembra doveroso intervenire  per
  dire  questo, anche alla luce del risultato elettorale che  abbiamo
  avuto in Molise alle regionali, dove il nostro Partito ha raggiunto
  davvero un ottimo risultato e, quindi, è giusto che di questa forza
  politica si inizi ad avere rispetto.
   Per  quanto  riguarda,  invece, il disegno di  legge,  ancora  una
  volta, dobbiamo registrare come questa maggioranza parlamentare non
  riesca  mai  a produrre un lavoro parlamentare serio che  riesca  a
  raggiungere un risultato. Non c'è una legge che avete proposto  che
  riesce  ad  essere  canalizzata, ad essere  discussa  e  ad  essere
  votata.  Basta  ricordare  il disegno di legge  che  riguardava  il
  riassetto  delle  ASI  dove, dopo tante  sedute,  alla  fine,  quel
  disegno di legge è stato ritirato. Vi presentate in Aula con questa
  legge  che è importante, che è attesa, tre, quattro, cinque, sedute
  e,  poi,  alla  fine il Governo dice una cosa, la  maggioranza  che
  sostiene il Governo ne dice un'altra. Fate gli emendamenti e non vi
  mettete  d'accordo, discutete e, poi, pretendete che,  invece,  chi
  dovrebbe rimanere in Aula a discutere dovrebbe fare finta di nulla.
   E,  allora,  c'è  una  soluzione per trovare  i  rimedi  a  questo
  andazzo.  Certificate,  prendete atto che non  siete  in  grado  di
  amministrare,  che non siete in grado di produrre  norme,  che  non
  avete realmente una maggioranza parlamentare e ve ne andate tutti a
  casa. Fate un ottimo servizio a voi e fate un ottimo servizio  alla
  Sicilia e ai siciliani

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  intanto chiedo scusa agli amici di Grande Sud se all'inizio non  li
  ho citati però

   SCILLA. Sappiate che senza di noi non andate da nessuna parte

   VINCIULLO.   quando abbiamo deciso PDL e PID di fare in  modo  che
  questa  sera la legge potesse essere approvata, gli amici di Grande
  Sud non erano ancora presenti.
   Assessore, volevo soffermarmi sulle dichiarazioni che lei poc'anzi
  ha fatto in Aula rispondendo alla collega Caronia.
   Intanto,  credo che sia necessario ristabilire la  verità.  Non  è
  vero che l'onorevole Caronia è contraria per un motivo ideologico a
  questa legge. L'onorevole Caronia si è sempre battuta per portare a
  buon  risultato questa legge, tant'è vero che è, fra le altre cose,
  una  delle  presentatrici, la prima presentatrice di un disegno  di
  legge  che  va  in favore della diffusione della lingua  dei  segni
  italiana.
   Quindi,  Assessore,  la  prima cosa da cui dobbiamo  assolutamente
  sgomberare il campo è che l'onorevole Caronia sia contraria.
   L'onorevole Caronia ha un'impostazione diversa rispetto  a  quella
  che la Commissione ha pensato di dare, tant'è vero che, anche a suo
  tempo,  ha  votato  contro. Onorevole Panarello, l'interesse  della
  collega è solo quello di portare a casa la legge.
   Al  mio  amico, onorevole Rinaldi, che poc'anzi ci ha  chiesto  di
  chiedere il numero legale, dico che non lo chiederemo perché il PDL
  e  il  PD e ora Grande Sud abbiamo deciso di rimanere in Aula e  di
  fare approvare questa legge anche se voi non avete i numeri e anche
  se voi non sarete presenti in Aula.

   RINALDI. Dover siete stati finora? Partecipate ai lavori

   VINCIULLO.  Il  nostro intendimento, insieme a voi, è di  fare  in
  modo  che, questa sera, questa legge venga approvata e, finalmente,
  si possano dare risposte concrete ai non udenti.
   E'  un  impegno che abbiamo preso, da qui non ci smuoviamo se  non
  viene approvata la legge. Su questo state tranquilli.
   Sul primo articolo, presidenti Lentini e Panarello, presentiamo un
  emendamento che rinvii, poi, ad un successivo decreto  ma  con  una
  accortezza,  cioé  che  deve essere approvato  da  parte  della  IV
  Commissione;  guai a pensare che il decreto da parte dell'Assessore
  sia un decreto che non passi attraverso la volontà dei deputati.

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame dell'emendamento 1.6. Lo pongo  in
  votazione.
   Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.7.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'assessore
  poc'anzi ha connotato il mio intervento come una presa di posizione
  ideologica.  Io  vorrei  assolutamente  sgomberare  il   campo   da
  eventuali fraintendimenti che si fossero ingenerati.
   Io  sono stata firmataria di due disegni di legge che avevano come
  titolo   la  promozione  della  legge  dei  segni  perché   ritengo
  assolutamente  utile che questa norma approdi in Aula  e  che  esca
  fuori una legge che sia quanto più utile possibile.
   Ritengo,  però, che la semplice lettura del comma 2,  sgomberi  il
  campo  da tutta una serie di fraintendimenti che, a mio avviso,  si
  stanno ingenerando stasera.
   Quando  si  dice, al comma 2, che la Regione, quindi è chiaro  che
  l'Assessorato  al  ramo, può stipulare convenzioni  senza  oneri  a
  carico  del bilancio oltre che con gli organismi di cui al comma  1
  anche  con  enti rappresentativi in ambito regionale per realizzare
  programmi  di  intervento  a  favore dei  sordi,  ritengo  che  sia
  assolutamente  nelle sue facoltà stipulare o meno  convenzioni  che
  peraltro sono a costo zero.
   Credo  che  già  questo sia assolutamente esaustivo perché  rimane
  nella  facoltà del Governo poterli stipulare o meno, peraltro senza
  costi aggiuntivi o oneri per la  Regione.
   E' proprio su questo tema che mi vorrei un attimo soffermare  ed è
  la  ragione  per  la  quale ho proposto un emendamento  soppressivo
  perché  come  diceva bene l'onorevole Vinciullo la mia  visione  di
  come andrebbe promossa la lingua dei segni è assolutamente in senso
  contrario rispetto a ciò che è scritto qui.
   Infatti,  ritengo  che  questa legge, necessiti  dell'utilizzo  di
  somme  che  provengono dal bilancio regionale proprio  per  rendere
  effettivamente pregnante l'utilità di questa legge.
   Se  la  promozione  si  limita ad una enunciazione  che  ci  trova
  assolutamente tutti d'accordo, mi sembra però limitativo, come dire
  la  montagna partorisce sempre il topolino, l'impressione che tutti
  noi avvertiamo, noi che siamo intervenuti il PID, il PDL, Forza del
  Sud,  è  quella che questa legge voglia enunciare un principio  sul
  quale  nessuno  può  dire  nulla,  cioè  il  fatto  che  si  voglia
  promuovere  la legge ma poi, nella sostanza, questo non si  produce
  in  nessun  modo perché già ad oggi, Assessore, lei  può  stipulare
  senza  alcun  aggravio economico per la Regione  delle  convenzioni
  affinché  si promuovano iniziative a favore dei sordi.  Quindi,  mi
  sembra  assolutamente ultroneo scrivere qualcosa  che  già  oggi  è
  fattibile e che è stato anche fatto.
   Ritengo,  invece, molto più utile confrontarci su quello  che  può
  essere  il  ruolo  della  Regione  nel  normare  chi  debba  essere
  l'interprete, chi debba essere il valutatore di progetti che  hanno
  come  destinatari i sordi, chi debba sanare e rendere legittima  la
  figura  degli interpreti che già fanno questa attività e   che  non
  hanno un'iscrizione ad un albo.
   Credo  che ci debba essere una regolamentazione. Quella  che  oggi
  manca  nella Regione siciliana è una regolamentazione della  figura
  dell'interprete  perché, di fatto, promuove  la  lingua  dei  segni
  significa  accreditare  in maniera inequivocabile  e  legittima  la
  figura di chi media attraverso la lingua dei segni la comunicazione
  con il mondo dei sordi.
   Ritengo che gli emendamenti che la Commissione  Bilancio'  non  ha
  apprezzato  positivamente perché in mancanza di copertura,  vengano
  riconsiderati  dal  Governo  perché non  riesco  a  comprendere  la
  ragione per la quale il Governo che si dice pronto a promuovere  la
  lingua  dei  segni, faccia delle scelte che penalizzano  fortemente
  l'Iridas che era un istituto regionale per la disabilità dei sordi,
  che  è  stato  finanziato in misura ridotta tanto al punto  di  non
  riuscire neanche a garantire gli stipendi per i lavoratori  che  ci
  sono, avendolo svuotato di ogni contenuto reale.
   Allora  dico,  per quale ragione stiamo continuando a  parlare  di
  associazioni  che  per  carità legittime  per  quanto  siano,  oggi
  possono  stipulare  delle  convenzioni a  titolo  gratuito  con  la
  Regione,  e  perché  non  ci impegniamo  e non  vi  impegnate  come
  Governo a trovare risorse affinché le famiglie ed i soggetti  sordi
  possano  realmente avere delle strutture presso le quali avere  dei
  servizi.
   Posso  personalmente  testimoniare che, ad oggi,  nella  città  di
  Palermo  per  avere  un logopedista, per avere una  visita  con  un
  logopedista in una struttura pubblica ci sono liste di  attesa   di
  quattro anni.
   Ritengo  che le nostre risorse  non soltanto economiche  ma  anche
  intellettuali che oggi stiamo impegnando debbano essere  mirate  ad
  agevolare  realmente  i  genitori dei  bambini  affetti  da  questo
  problema,  che  molto  spesso  sono  costretti  a  dover  andare  a
  pagamento  per  trovare  un  interprete  che,  probabilmente,  avrà
  imparato  a fare l'interprete in un corso di cui non conosciamo  la
  legittimità e l'utilità da un punto di vista anche didattico.
   Allora mi chiedo, perché la Regione non si può assurgere al ruolo,
  lo  stabiliamo  oggi  attraverso la legge,  non  può  stabilire  in
  maniera  inequivocabile chi può essere l'interprete e chi  no;  per
  fare  l'interprete di una lingua straniera è necessario  avere  una
  laurea in lingua straniera perché non ci si può improvvisare.
   Allora,  chiedo perché oggi tutto ciò non possiamo  stabilirlo  in
  maniera  inequivocabile  facendolo  attraverso  gli  organi   della
  Regione;   abbiamo   tanto   personale,  abbiamo   la   possibilità
  all'interno  dell'organico  della  Regione  di  avere  persone  che
  possano  aiutare  a  creare  questo  albo  di  persone  che   fanno
  l'attività degli interpreti.
   Scusate il tono, ma ritengo che sia assolutamente doveroso  capire
  che  quando  si  vuole   parlare di soggetti  svantaggiati  bisogna
  andare  nella  direzione di questi soggetti e non  girarci  attorno
  perché,  a  volte,  pur  nella  buona fede,  probabilmente  i  voli
  pindarici  ci  portano  ad  attenzionare  organismi  utili  ma  non
  essenziali alla risoluzione di un problema.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli collegi, assessori,  vorrei
  capire  a chi interessa questo disegno di legge; sembra che ci  sia
  una  generale sottovalutazione da parte della maggioranza di questo
  disegno di legge.
   Eppure,  Presidente  della Commissione so  che  tu  ci  hai  tanto
  lavorato, tu e la Commissione che presiedi, questo disegno di legge
  è  uno  di quei disegni di legge che dovrebbero innalzare il  tono,
  l'impegno  e la passione di un Parlamento perché stiamo legiferando
  a  sostegno  di una delle categorie più esposte, più particolari  e
  più meritevoli di attenzione da parte del Governo e del Parlamento.
   Eppure  è già la quarta volta che i banchi della maggioranza  sono
  quasi  vuoti.  Assessore,  questo è un disegno  di  legge  che  non
  interessa  alla  sua  maggioranza, interesserà  sicuramente  a  lei
  perché ha, come le ho detto l'altra volta, una grande sensibilità.
   Noi   siamo   qui  perché  riteniamo  e  sentiamo  il  dovere   di
  testimoniare  dibattendo, presentando emendamenti,  confrontandoci,
  scontrandoci  con il Governo e con la maggioranza, con  la  sparuta
  maggioranza,  su  un  disegno  di legge  che  per  noi,  Presidente
  dell'Assemblea,  onorevole Cascio, riveste  una  grande  importanza
  perché  va  a normare, a garantire, a prevedere servizi per  i  non
  udenti della nostra Regione.
   Io  mi  sarei  aspettato  un  grande  dibattito  sul  piano  delle
  proposte, sul piano della passione, sul piano degli interventi, sul
  piano  dell'attenzione verso questa categoria  e,  invece,  c'è  il
  solito interesse della politica, dove i parlamentari di maggioranza
  stanno  nei corridoi, fanno magari qualche cosa di più interessante
  per  i  loro  collegi e non stanno contribuendo  ad  arricchire  il
  dibattito  su  un disegno di legge che riguarda i non udenti  della
  Sicilia. E' un fatto veramente deprecabile, è una brutta pagina  di
  questo  Parlamento. E l'opposizione, al di là del merito, onorevole
  Presidente,  sta  dimostrando un altissimo senso di  responsabilità
  perché  ci  stiamo sostituendo all'insensibilità di una maggioranza
  assente  che,  evidentemente,  è più portata  ad  affrontare  altri
  problemi  rispetto a quello dell'assistenza e della solidarietà  ad
  un'importante categoria sociale di questa nostra Regione.
   E'  veramente  un fatto deprecabile, una brutta pagina  di  questo
  Parlamento   perché  se  solo  l'opposizione   oggi   lo   volesse,
  Presidente, potremmo chiamare il numero legale, svuotare quest'Aula
  e  denunciare  come  la maggioranza non abbia attenzione  verso  il
  problema  di questa categoria importante della Sicilia. Dove  siete
  deputati  della  maggioranza? Perché  non  vi  confrontate  con  le
  opposizioni?  Perché non migliorate questo disegno di legge?
   Signor  Presidente, noi non vogliamo abdicare alle nostre funzioni
  di  parlamentari di minoranza in quest'Aula ma di maggioranza nella
  Regione  fra  i  cittadini e noi non faremo mai un emendamento  che
  deleghi  al presidente della Regione il decreto per normare  quello
  che bisogna fare per la categoria.
   Noi  vogliamo che venga rivalutato il ruolo del Parlamento e della
  Commissione  e,  quindi, che venga previsto il parere  obbligatorio
  della  Commissione  prima che il Governo vada ad emanare  qualunque
  provvedimento sulla materia.
   Però  Presidente, me lo lasci dire: amici della maggioranza, state
  dimostrando  una  grande insensibilità verso la categoria  dei  non
  udenti  e  questo  certamente non depone né a vostro  favore  né  a
  favore  della parte politica che rappresentate, né a questo Governo
  che  sicuramente  è un governo di parlamento ma non  è  il  governo
  della Sicilia.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  mi
  sembra  che  stiamo creando un problema attorno  ad  una  legge  di
  principio.  E' una legge che riconosce degli organismi  importanti;
  certo.  C'è  da  dire  che  questo  Parlamento,  di  cui  si  evoca
  l'importanza  anche di essere stato protagonista di  questa  legge,
  non mi sembra che in realtà stia accogliendo con grandi favori,  di
  presenze,  di partecipazione questa norma. E, sicuramente,  non  fa
  bene  a questo Parlamento, su problematiche così importanti, questa
  poca partecipazione.
   Il  fatto stesso che la Commissione abbia voluto affrontare questo
  tema, interloquire con le categorie, ed oggi rappresentarle in  una
  normativa  che,  a  mio  giudizio, va  ulteriormente  potenziata  e
  migliorata,  signor Assessore, penso che sia un  fatto  importante,
  però  ho  alcune riflessioni: io sono perché si faccia  un  decreto
  successivo  alla norma, un decreto che vada ovviamente  confrontato
  con  la Commissione parlamentare, perché il vero problema dei sordi
  non sta soltanto nella categoria, il vero problema sta in chi sordo
  non è, e che deve parlare con i sordi. Io mi chiedo se in realtà ha
  senso che noi facciamo una legge in cui a formare siano soltanto le
  categorie che certamente devono avere la priorità rispetto ai  loro
  associati, però mi consenta, signor Assessore, noi abbiamo  bisogno
  di  avere  dei caregiver e per il tutoraggio dei sordi  nei  musei,
  negli ospedali, nelle scuole. Io immaginerei anche che una sorta di
  esperanto  fosse  possibile  insegnare  nelle  scuole,  in   classi
  volontariamente scelte, penso al liceo linguistico, delle classi in
  cui si studi anche il linguaggio dei segni.
   Ritengo  necessario  guardare  a questa  categoria,  non  come  la
  categoria  reietta o una categoria disabile, ma come una  categoria
  che  guarda  alla disabilità della normalità, e non alla disabilità
  delle normalità diversa.
   Ecco  perché  penso  -   e  lo  dico  anche  al  Presidente  della
  Commissione, che so che ha lavorato tanto su questo argomento - che
  noi  abbiamo bisogno di emanare oggi una importantissima  legge  di
  principio, ma abbiamo anche la necessità di trovare con il  decreto
  i  modelli applicativi sistemici, e abbiamo la necessità di trovare
  fondi  all'interno delle risorse economiche della  formazione,  che
  possano guardare non soltanto alla normalità diversa, ma anche alla
  normalità.

   MARINELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARINELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  questa  è  una
  legge  importante,  è una legge oserei dire un po'  bipartisan.  Le
  leggi  le fa il Parlamento, non il Governo e, quindi, anche qui  mi
  permetto  di fare un piccolo appunto a qualche collega  che  mi  ha
  preceduto,  che  ha  detto che c'è un problema di  maggioranza,  di
  minoranza.  Qui  c'è un problema che riguarda il Parlamento,  e  il
  Parlamento  è  composto dalla maggioranza, dalla  minoranza,  ma  è
  composto da ogni singolo parlamentare
  La  legge  è  una  legge importante, tra l'altro è  una  legge  che
  finalmente in Sicilia può intestarsi il Parlamento tutto, una buona
  legge  che  dà  una  risposta concreta a una categoria,  purtroppo,
  svantaggiata.  Quindi, nel momento in cui andiamo a  promuovere  il
  linguaggio  dei segni è uno strumento importante, perché  sono  che
  vivono   nell'intero   territorio  della  regione   siciliana,   in
  particolare anche nella mia provincia, e spesso si trovano non solo
  loro,  ma  anche  i  figli, che purtroppo hanno  questa  difficoltà
  oggettiva, quindi è uno strumento importante.
  Anche la stampa dovrebbe, e sono certo che lo farà, essere grata al
  Parlamento  della  Regione siciliana che,  a  differenza  di  altre
  regioni  d'Italia,  è il primo a legiferare, e questo  è  un  fatto
  importante.
   Oggi  viviamo  la  stagione  del federalismo,  dell'autonomia,  il
  Parlamento  siciliano è un parlamento che ha il potere legislativo,
  che  è  consentito e inserito nella carta costituzionale del nostro
  statuto,  e dare una risposta importante è significativo. Forse  ci
  si  è  pensato  un po' tardi rispetto agli anni che  sono  passati,
  anche  perché parliamo di soggetti, molti dei quali lavorano  nella
  pubblica  amministrazione,  e di altri che  auspicano,  all'interno
  della  pubblica amministrazione, ma anche nel settore  privato,  di
  potere lavorare.
   Non  dobbiamo fare un ragionamento di coloritura politica. E'  una
  legge  che  si  intesta il Parlamento in favore  di  una  categoria
  svantaggiata,  che ha delle difficoltà. È un linguaggio  importante
  che  aiuta  loro a potere socializzare, anche con noi. È importante
  utilizzare    e   destinare   alcune   risorse   della   formazione
  professionale, che spesso vengono spese male, per cercare  di  fare
  corsi  di  formazione  e  qualificare il più  possibile,  anche  il
  Parlamento. Anche noi parlamentari avremmo la necessità di imparare
  questo linguaggio importante, che ci consenta - perché siamo  tutti
  cittadini di questa nostra nazione - di relazionarci con  coloro  i
  quali hanno queste oggettive difficoltà.
   E'  una  legge  che  inserisce dentro questa cornice,  un  aspetto
  qualificante, non per una maggioranza o per una opposizione, ma per
  l'intero Parlamento. Ed è per questa ragione che dobbiamo esaminare
  gli emendamenti che sono possibili, quelli che possiamo accogliere,
  e  sono certo che la Commissione e l'intero Parlamento, ma anche il
  Governo, si esprimerà positivamente in questa direzione.
   Ma  è  importante  dare un segno all'intero Paese.  Finalmente  la
  Regione  siciliana diventa protagonista di una tematica importante,
  e affronta un problema che non ha solo risvolti di carattere socio-
  economico,  ma  anche  di  rapporti  interrazionali  fra  noi,  che
  possiamo  parlare  liberamente,  e  coloro  i  quali  hanno  queste
  oggettive  difficoltà. E' una legge che il Parlamento siciliano  si
  intesta,  è una legge che l'intera Sicilia si intesta, è una  legge
  che  va avanti rispetto alla legislazione nazionale. Ogni tanto  la
  Regione  siciliana  diventa protagonista  anche  dei  soggetti  più
  deboli, più svantaggiati.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.7, soppressivo  del
  comma 2. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, gli emendamenti 1.8 e 1.9 sono preclusi.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.3.

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.2, della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 1.1, della Commissione.  Il
  parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Signor  Presidente,  inviterei  la  Commissione   a
  sostituire l'aggettivo  sordi  con  audiolesi .

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   Siamo
  d'accordo.

   PRESIDENTE. Con la precisazione che si tratta di  audiolesi  e con
  il  parere favorevole del Governo, pongo il votazione l'emendamento
  1.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  è  stato  presentato   dalla
  Commissione  il seguente emendamento 1.3.1:  All'articolo  1,  alla
  fine del comma 2 aggiungere  I criteri della rappresentatività  dei
  predetti  enti  sono definiti con successivo decreto dall'assessore
  regionale  per  l'istruzione e la formazione professionale,  previo
  parere vincolante della quinta Commissione legislativa dell'ARS'. .

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1, così come modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                         Promozione della LIS

   1.  In  attuazione  dell'articolo  3  della  Costituzione,  ed  in
  ottemperanza alle risoluzioni del Parlamento europeo del 17  giugno
  1988,  pubblicata  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità  europee
  C187  del 18 luglio 1988, e del 18 novembre 1998, pubblicata  nella
  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C379 del 7 dicembre 1998,
  nonché  della  Convenzione delle Nazioni Unite  sui  diritti  delle
  persone  con  disabilità,  fatta a  New  York  il  30  marzo  2007,
  ratificata con la legge 3 marzo 2009, n. 18, la Regione promuove la
  Lingua  dei Segni (LIS) come strumento di ausilio e di integrazione
  della comunità dei sordi, la sua acquisizione ed il suo uso».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Caronia, Caputo e Maira: 2.2, 2.3, 2.4;
   - dalla Commissione: 2.1.

   Onorevoli colleghi, l'emendamento 2.3 è precluso.
   Si passa all'emendamento 2.2, a firma dell'onorevole Caronia.

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  è  chiaro  che
  l'articolo 2 entra nel vivo della promozione della LIS, tra l'altro
  il  titolo  è  proprio  quello. Io ritengo  che  sia  assolutamente
  insufficiente ed ecco perché ho proposto di sopprimere l'articolo 2
  così come è scritto, perché una enunciazione di principio sul quale
  - ripeto - concordiamo tutti mi sembra assolutamente insufficiente.
  Questa legge, così come è scritta, rischia, anzi lo sarà senz'altro
  se  così verrà approvata, di enunciare dei principi che fanno parte
  della  giurisprudenza, sono già leggi che esistono. Non si fa altro
  che  dire  che  la Regione promuove come strumento di  ausilio,  ma
  tutto questo è insito nel titolo della legge.
   Ritengo che un Parlamento che vanta una tradizione importante come
  il  nostro,  non si può limitare a dire che la Regione promuove  la
  lingua  dei segni come strumento per l'integrazione della  comunità
  dei sordi, senza aggiungere altro.
   A  me  sembra assolutamente riduttivo e mi sembra uno  sforzo  non
  abbastanza adeguato rispetto all'attività che invece abbiamo svolto
  tutti  insieme  in  Commissione di merito, dove  abbiamo  avuto  la
  possibilità di audire le rappresentanze dei sordi e soprattutto  le
  problematiche che i sordi vivono quotidianamente, e mi riferisco  a
  tutta  una serie di problematiche che mi sono state esposte  quando
  per esempio hanno lamentato il fatto che all'interno del PROF della
  legge  24  mai sono stati finanziati dei corsi mirati proprio  alla
  lingua  dei  segni.  Così come è stato lamentato  il  fatto  che  i
  profili  professionali che oggi esistono non sono  in  nessun  modo
  legittimati, per cui succede, e questo è stato anche rappresentato,
  che  a  volte un interprete traduca delle parole in un modo  ed  un
  altro  interprete  in  un'altra maniera,  questo  a  discapito  del
  soggetto  sordo che si trova davanti un interprete che  traduce  in
  maniera difforme a seconda del percorso formativo che ha seguito.
   Allora, io credo che questo Parlamento abbia un obbligo che non  è
  soltanto  un  diritto  ma anche un dovere di  noi  parlamentare  di
  approfondire le materie e di rendere pregnante il senso  di  quello
  che   noi   vogliamo  legiferare.  Ritengo  che  sia  assolutamente
  insufficiente ed è con grande dispiacere che io dico che un  lavoro
  così   minuzioso  che  è  stato  fatto  in  Commissione  si  riduce
  semplicemente a dire che la Regione promuove la lingua  dei  segni.
  Avremmo   potuto  semplicemente  approvare  l'articolo  2   dicendo
   promozione della LIS  ed era uguale.
   Io  credo  che  l'emendamento 2.3, che non ha trova  la  copertura
  finanziaria,  possa essere rivalutato dal Governo anche  in  questa
  sede considerando di poter mettere a titolo gratuito il ruolo della
  Commissione, che invece dovrebbe all'interno della Regione  normare
  tutto  quello che riguarda la lingua dei segni, venga  normato  già
  oggi  e non delegato ad un futuro piuttosto incerto. Sappiamo  bene
  come purtroppo le buone intenzioni si sono spesso perse per strada,
  e mi riferisco a tantissimi argomenti, per esempio l'IRIDAS, di cui
  ho  parlato  poc'anzi. La liquidazione di questo ente è oggetto  di
  discussione  da  più  di  due anni, un che si  doveva  occupare  di
  promuovere  le  attività  nei confronti  dei  sordi  ed  è  in  una
  commissione di empasse da due anni.
   Non  vorrei  che  questa  legge, che oggi si  promuove  un  nobile
  obiettivo,  faccia  una  brutta fine,  come  quasi  sempre  succede
  all'interno di questo Governo, che le buone intenzioni  si  perdono
  per strada. Allora, facciamo uno sforzo, onorevoli colleghi, perché
  questa  sia una legge effettivamente utile alla comunità dei sordi;
  stabiliamo  in  maniera  chiara, espungendo  da  quello  che  è  la
  copertura  finanziaria  il  ruolo che la  Regione  deve  avere  nel
  riconoscere e promuovere la lingua dei segni, perché da questa Aula
  si  possa dire che abbiamo fatto un buon servizio nei confronti  di
  quella  comunità  sorda  che  oggi  ci  sta  ascoltando  attraverso
  l'attività  degli  interpreti, perché è grazie  all'interpretariato
  che  quello che noi diciamo in Aula verrà reso intellegibile  dalla
  comunità dei sordi.
   Ritengo  che  uno  sforzo  vada fatto, e  vada  fatto  in  maniera
  assolutamente  bipartisan,  assessore,  con  l'unico  obiettivo  di
  portare  a  casa una legge che sia utile e che non sia soltanto  un
  manifesto, per dire abbiamo fatto qualcosa per i sordi, ma che  sia
  realmente produttiva e producente.
   Con  questo auspicio invito il Governo a rivalutare la possibilità
  di  normare  in  maniera  più specifica  quello  che  era  previsto
  nell'emendamento 2.3, che è stato precluso perché non  coperto  dal
  Bilancio,   anche  togliendo  ogni  eventuale  ricaduta  economica,
  affinché  questo  articolo 2 non sia soltanto una  enunciazione  di
  principi, ma sia qualcosa di più.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vediamo   di
  superare  questo articolo con il buon senso. Obiettivamente,  sposo
  la causa della Commissione.
   Non  rammento  se  quando  è  stato discusso  questo  articolo  in
  Commissione  ero presente o meno però, obiettivamente,  la  dizione
   in  attuazione dell'articolo 3 della Costituzione  non penso  vada
  inserita,  perché se è previsto dalla Costituzione non va  scritto,
  così   come   in  ottemperanza  della  risoluzione  del  Parlamento
  Europeo .

   DE  BENEDICTIS.  Ma  c'è una Commissione  che  lo  ha  esitato,  è
  ridicolo

   BENINATI. Scusate, sto dicendo tutt'altra cosa, non c'è bisogno di
  arrabbiarsi, sto lavorando per superare questo problema.
   Volevo  dire che l'empasse dell'articolo 2 si può forse  risolvere
  subito, onorevole Lentini, altrimenti lasciatelo com'è, si approva,
  qualche  collega  ha  detto  di recepire  immediatamente  la  legge
  nazionale,  la  legge 3 marzo 2009, n. 18, e così  abbiamo  risolto
  tutto.  Perché neanche lo stiamo dicendo che la vogliamo  recepire,
  sarebbe bene scriverlo.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione, così come l'abbiamo
  formulata,  questa  cosa  era solo per  mettere  a  chiarimento  ai
  deputati e per mettere a conoscenza che praticamente c'erano  state
  anche  altre votazioni in favore della lingua dei segni; quindi  la
  pubblicazione  sulla  Gazzetta, la Comunità europea,  tutti  questi
  passaggi  sono ricordati in questo articolo 2 e poi  alla  fine  la
  Regione promuove la lingua dei segni come strumento di ausilio e di
  rappresentatività.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 2.2. Il  parere  del
  Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  rimanga
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, l'emendamento 2.3 è precluso.
   Si passa all'emendamento 2.1, della Commissione.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un emendamento tecnico
  che   sostituisce  la  parola   ottemperanza   con  la  parola   in
  coerenza .

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2, così come modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Signor Presidente, vorrei proporre di sostituire  le
  parole   la  comunità  dei sordi  col termine   la  comunità  degli
  audiolesi .

   PRESIDENTE.  Assessore Centorrino, questa correzione  la  facciamo
  d'ufficio,  avendo  votato  l'articolo  prima  come   non   udenti
  metteremo anche  non udenti  all'articolo 2.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  volevo  rimettere  alla  sua saggezza la  possibilità,  utilizzando
  l'articolo 117 del Regolamento interno, di togliere tutta la  prima
  parte  dell'articolo  2  e  cominciare  laddove  dice   la  Regione
  promuove  la  lingua  dei  segni come strumento  di  ausilio  e  di
  integrazione della comunità dei sordi nella sua acquisizione .  Non
  mi  sembra  che  in  altre leggi o della Regione,  o  comunque  del
  Parlamento nazionale, vengano citati riferimenti di leggi nazionali
  quanto a prese di posizioni, seppure importantissime, e risoluzioni
  di altissimo livello da parte del Parlamento europeo.
   Ritengo  che questa correzione sia indispensabile per dare dignità
  al  testo, e che coincide esattamente con quello che era  stata  la
  proposta  che  aveva  fatto  all'inizio  l'onorevole  Beninati.  Se
  l'Assemblea è d'accordo, la possiamo demandare agli Uffici, tenendo
  esclusivamente  l'ultimo  periodo  laddove  si  dice   la   Regione
  promuove  la  lingua  dei  segni  come  strumento  di  ausilio   ed
  integrazione della comunità dei sordi alla sua acquisizione  e  suo
  uso .

   PRESIDENTE. Gli Uffici faranno quello che potranno, alla  luce  di
  quanto è già stato approvato.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
                       Regolamento di attuazione

   1.  Entro  sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  con  regolamento  del Presidente  della  Giunta  regionale,
  sentiti  gli  Assessorati competenti, sono  adottate  le  norme  di
  attuazione di quanto previsto dall'articolo 2 della presente legge.
  Il regolamento di cui al presente comma:
   a)   determina  le  modalità  di  utilizzo  della  LIS  in  ambito
  scolastico   e   universitario,  nel  rispetto   delle   rispettive
  autonomie;
   b)   promuove,  nel  rispetto  dell'autonomia  universitaria,  sia
  nell'ambito dei corsi di laurea sia nella formazione post  lauream,
  l'insegnamento e l'uso da parte degli studenti, della LIS  e  delle
  altre   tecniche,  anche  informatiche,  idonee   a   favorire   la
  comunicazione delle persone sorde;
   c)  reca  disposizioni  volte a promuovere  nei  rapporti  con  le
  amministrazioni pubbliche locali, l'amministrazione regionale e gli
  enti strumentali della Regione, l'uso effettivo della LIS e di ogni
  mezzo   tecnico,   anche   informatico,  idoneo   a   favorire   la
  comunicazione delle persone sorde;
   d)  promuove la diffusione della LIS come strumento e modalità  di
  accesso  all'informazione  e  alla comunicazione,  con  particolare
  riferimento alle trasmissioni televisive;
   e)  dispone  circa  i  metodi  di verifica  sull'attuazione  della
  presente legge».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dagli  onorevoli Caronia, Caputo e Maira: 3.3, 3.4,  3.5,  3.6,
  3.7, 3.8, 3.9, 3.10;
   - dalla Commissione: 3.1, 3.2.

   Si  passa all'emendamento 3.3, soppressivo dell'intero articolo 3.
  Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   LENTINI, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, l'emendamento 3.4 è precluso.
   Si passa all'emendamento 3.1, della Commissione.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  si  tratta  di  un  emendamento
  tecnico, per una corretta procedura.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.6., dell'onorevole Caronia ed altri.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
  sera  non stiamo facendo un buon servizio ai siciliani, soprattutto
  alla comunità dei sordi, perché delegare al Presidente della Giunta
  e  agli  assessori competenti un'attività che invece è propria  del
  Parlamento, mi sembra un'azione assolutamente incomprensibile,  non
  soltanto  per  me, ma credo anche per i siciliani. Quando  noi  che
  sediamo  su questi scranni veniamo accusati del fatto di essere  la
  casta  strapagata, che in qualche modo vuole autotutelarsi, io  non
  sento  queste  accuse, perché ritengo di fare la  mia  attività  di
  parlamentare  e  rappresentare coloro  i  quali  mi  hanno  eletto,
  cercando di dare il massimo del contributo.
   Questa  sera  il  Parlamento non è all'altezza di questo  compito,
  perché   delegare  al  Governo  ciò  che  invece  noi  abbiamo   la
  possibilità di fare oggi qui in Aula, soltanto perché  non  c'è  la
  volontà  di  dare  una copertura finanziaria agli  emendamenti  che
  porterebbero  un risultato concreto alla comunità  dei  sordi,  che
  questa  sera  usciranno  con  le mani vuote,  è  assolutamente  non
  adeguato  e  immorale.  Lo  dico  con  contezza,  e  mi  assumo  la
  responsabilità di quello che dico. Questa sera abbiamo  il  compito
  di legiferare.
   Questo  Parlamento  ha  la facoltà di poter esprimere  in  maniera
  circostanziata quelli che sono i ruoli e non delegare a una  Giunta
  di  Governo  che, per quanto possa essere competente,  ritengo  che
  debba  avere da quest'Assemblea elettiva delle indicazioni  precise
  ed  è  proprio  la legge, tutt'al più un regolamento di  attuazione
  potrebbe  essere comprensivo. Non capisco la ragione per  la  quale
  noi,  a  piè  pari, stiamo consegnando, senza dare nessun  tipo  di
  indicazione,  nelle mani della Giunta di Governo la  normativa  che
  invece   ci   compete,  stabilire  in  che  modo  va   promossa   e
  regolamentata.
   Ripeto,   l'attuazione  potrebbe  essere  oggetto  di  un  decreto
  successivo,  ma  non  certamente i  contenuti.  I  contenuti  vanno
  trattati  in  quest'Aula e non comprendo le ragioni  per  le  quali
  dovremmo  dare  mandato  alla Giunta di stabilire  le  modalità  di
  utilizzo della LIS.
   Perché  non  possiamo  farlo  adesso? Ne  abbiamo  le  conoscenze,
  abbiamo  le  competenze, abbiamo la facoltà ed è un  nostro  dovere
  quello  di  impegnarci  per  produrre  delle  leggi  e  non   delle
  enunciazioni  di  principio  che  servono  soltanto  a  fare   pura
  demagogia.
   A  questo non ci sto, dobbiamo dare risposte a queste persone  che
  hanno  problemi di disabilità e non possiamo venire meno  a  questo
  nostro  impegno.  Quindi,  ritengo,  Assessore,  che  è  necessario
  prendere  qualche  momento di pausa e vedere  se  possiamo  insieme
  costruire  un percorso legislativo che oggi ci permetta  di  uscire
  fuori  con  una legge, fatta di tre articoli, che non sia  soltanto
  un'enunciazione, ma che sia qualcosa di più e ritengo non  soltanto
  da  parlamentari, anche da parte del Governo, visto che ostenta, ha
  sempre enunciato la volontà di riformare.
   Non credo che stasera in questo disegno di legge ci sia nulla,  ne
  di  riformatore, ma neanche di formatore perché non è un  messaggio
  positivo  quello  di voler semplicemente dire che  ci  adeguiamo  a
  quello che la Costituzione prescrive. Già questo lo dobbiamo  fare,
  l'Assessore  può  stipulare convenzioni  in  maniera  gratuita  con
  qualsiasi associazione che ne abbia i titoli.
   Quindi, vorrei capire cosa stiamo normando. Ancora me lo chiedo  e
  non comprendo la ragione per la quale dovremmo arrivare rapidamente
  alla  votazione  di una legge senza che questa abbia  un  contenuto
  effettivo.
   Signor Presidente, mi scuso per il tono, però purtroppo è un  tema
  molto  delicato  e  ritengo  che  chi  non  ha  voce  debba  essere
  rappresentato in maniera un po' più adeguata. Credo sia doveroso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che, in conformità  alle
  leggi  nazionali,  anche  per omogeneità  al  linguaggio  giuridico
  attualmente in uso, parleremo di sordi e non di audiolesi. Si torna
  quindi alla dizione originale.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo cercare di
  accelerare le procedure. Vorrei fare una riflessione. Siccome penso
  che  l'interesse  di tutti è che prima possibile le  norme  vengano
  applicate,  proporrei  di  modificare  la  parola  regolamento   di
  attuazione, perché per un regolamento passa almeno un anno,  perché
  va al Consiglio di Giustizia Amministrativa.
   A  questo  punto  suggerirei, onorevoli  colleghi,  di  modificare
  regolamento  con  decreto e che si aggiunga che  il  decreto  venga
  fatto dall'assessore, non c'è bisogno del Presidente della Regione,
  e sentito il parere della Commissione.

   PANARELLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  ritengo  che  la  Commissione  possa  apprezzare  positivamente  la
  proposta dell'onorevole Bennati.
   Pertanto,   invito  l'Assessore  a  predisporre  un   emendamento,
  riformulando  il testo per evitare incongruenze, perché  in  quella
  sede possano eventualmente essere affrontate anche le questioni che
  ha  sollevato l'onorevole Baronia compatibilmente con un  indirizzo
  che  credo che debba essere confermato e che è quello dell'impianto
  del  disegno  di  legge di fare cose utili per i  sordi  e  per  la
  diffusione della lingua LIS.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 3.6, a firma dell'onorevole
  Caronia.
   Il parere della Commissione?

   PANARELLO, vicepresidente della Commissione.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.2, a firma della Commissione.
   Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 3.7, a firma dell'onorevole
  Caronia.
   Il parere della Commissione?

   PANARELLO, vicepresidente della Commissione.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 3.8, a firma dell'onorevole Caronia.  Il
   parere della Commissione?

   PANARELLO, vicepresidente della Commissione.  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 3.9, a firma dell'onorevole Caronia.

   CARONIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.10, a firma dell'onorevole Caronia.

   CARONIA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  ringraziare  l'onorevole Vinciullo. Nonostante l'ostruzionismo
  della  maggioranza  su questo disegno di legge,  siamo  riusciti  a
  raggiungere  un obiettivo che, naturalmente, al di là  del  merito,
  possa  essere  - appunto - operativo secondo quello che  ha  deciso
  l'Aula. Al lavoro dell'onorevole Vinciullo, quindi,  per il  nostro
  Gruppo  va  dato  doppiamente merito perché è riuscito,  nonostante
  tutto  quello che la maggioranza ha fatto in queste ore, a  dare  a
  quest'Aula la possibilità di approvare un disegno di legge armonico
  su un provvedimento che i sordi si aspettano da diversi anni.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

   - dagli onorevoli Caronia, Caputo e Maira: A 1 e A 2;
   - dal Governo: A.4; A.5;
   -   dagli  onorevoli  Di  Benedetto,  Oddo,  Ardizzone  ed  altri:
  subemendamento A.4.1;

   Gli emendamenti A2 e A3 sono dichiarati inammissibili.
   Si passa all'emendamento A4 e al subemendamento A.4.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   PANARELLO, vicepresidente della Commissione.  Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A4 del Governo, come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Preciso  che l'emendamento testé approvato, anche se non  inerente
  al  testo  del disegno di legge, è fortemente atteso dalla comunità
  siciliana ed è stato attenzionato in Conferenza dei Capigruppo.
   Si passa all'emendamento A.5.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   oggi   nella
  Conferenza  dei Capigruppo è stata proposta, da parte del  Governo,
  la  proroga  di sei  mesi dell'entrata in vigore della legge  sulla
  semplificazione burocratica.
   Noi  ci siamo opposti, l'UDC si è opposto perché ritiene grave che
  una  legge  così importante, dopo sei  mesi, non sia  ancora  nelle
  condizioni di essere applicata
   Crediamo  che  sia arrivato il momento per il sistema  burocratico
  siciliano   per  il  costoso  e  farraginoso  sistema   burocratico
  regionale, di rispondere delle proprie responsabilità e, quindi, il
  momento  di stabilire quello che la legge prevede che ad un ritardo
  amministrativo   deve   corrispondere   una   punizione   ed    una
  responsabilità ben chiara e ben indicata.
   Ci  siamo  opposti e correttamente la norma non è  stata  inserita
  finora, ora l'Assessore la ripropone a nome del Governo.
   Noi  ci rendiamo conto, allora, della necessità - evidentemente  è
  una  necessità del Governo - apprezziamo il fatto che abbia ridotto
  i  tempi,  non  parliamo più di sei mesi ma di tre mesi,  a  nostro
  avviso  sono troppi e certamente ad avviso dei cittadini  siciliani
  ma,  per senso di responsabilità, voteremo a favore chiedendo  però
  al Governo di attivarsi con forza perché è deprimente che una legge
  importante, una delle più significative, una delle più  serie  oggi
  non  possa  attivarsi perché il sistema burocratico  e  il  sistema
  politico  che  sta  alle  spalle  e  deve  indirizzare  il  sistema
  burocratico, non è pronto.
   Io  spero  che  questi  tre  mesi siano  impiegati  correttamente,
  preannuncio una interrogazione nella quale chiederemo di  conoscere
  i  termini, vogliamo sapere quali sono gli Assessorati in  ritardo,
  quali sono le cose che non sono state fatte, l'UDC vuole monitorare
  la  questione,  perché crede in questa legge  e  ritiene  che  ogni
  ritardo sia un danno per la Sicilia.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo intervenire
  innanzitutto  sull'emendamento A4  che,  sebbene  è  stato  votato,
  comunque,  mi  sembra,  devo  dire, riduttivo  perché  il  fenomeno
  dell'immigrazione non ha coinvolto soltanto Linosa e  Lampedusa  ma
  ha  coinvolto,  ad esempio, una parte della provincia  di  Catania,
  quale quella di Mineo, per cui sarebbe stato opportuno, io dico,  e
  vediamo se possiamo con un subemendamento anche all'A5, intervenire
  anche  a favore del territorio di Mineo che, in questo momento,  in
  provincia di Catania, ospita ben 1.900 immigrati.
   Detto  questo, poi, vorrei invece intervenire sull'emendamento  A5
  preannunciando  come il subemendamento, come  testé  detto,  ma  al
  contempo  dicendo  che  noi abbiamo fatto  una  norma  e  la  norma
  l'abbiamo fatta qualche mese fa, non due anni, tre anni, dieci anni
  fa,  per cui io sono fortemente contrario perché questa norma venga
  modificata così come la stessa, con questo emendamento, si  propone
  di fare.
   Pertanto, detto questo, io sono perché anche condividendo col PDL,
  se  questo  emendamento venga non approvato, lo stesso Governo  non
  dia  un  parere  favorevole; tra l'altro,  mi  risulta  che  forse,
  l'Assessore   alla  Pubblica  istruzione,  non  è  competente   per
  esprimere  un  parere  su un emendamento simile  per  cui  dovrebbe
  esserci  l'Assessore  al  ramo e in più ritengo,  invece,  che  sia
  necessario   subemendare  questo  emendamento  con  un  emendamento
  sostitutivo  che aggiunge a Linosa e a Lampedusa anche la  comunità
  di Mineo. Ora lo predispongo.

   DI BENEDETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI BENEDETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei che
  questo  emendamento fosse spiegato dal Governo perché vorrei capire
  quali  sono  gli  ostacoli  che, in sei  mesi,  si  sono  frapposti
  all'applicazione della norma sulla semplificazione  perché  se  non
  c'è  chiarezza  su quali sono state le ragioni, le difficoltà,  gli
  impedimenti,  i  problemi,  i  problemi  burocratici,  i   problemi
  politici, rischiamo che non nove mesi ma neanche ventiquattro  mesi
  saranno sufficienti perché si applichi questa norma.
   Sarebbe necessario capire e comprendere le ragioni.
   Vedete,  onorevoli colleghi, io credo che due norme  di  un  certo
  rilievo , forse in questo periodo di Governo, si sono fatte: una  è
  quella  che riguarda la riforma sui rifiuti, la legge sui  rifiuti,
  la  soppressione  degli  ATO,  e l'altra  quella  che  riguarda  la
  semplificazione amministrativa.
   Non  mi  pare che sulla riforma degli ATO ci sia un benché  minimo
  passo   avanti,  anzi  autorevoli  membri  del  Governo   e   della
  maggioranza girano per la Sicilia a dire come bisogna modificare la
  legge di riforma degli ATO, senza che abbiano fatto un minimo passo
  per l'attuazione di questa legge e siamo al ridicolo.
   Questa maggioranza - a me che ne faccio parte duole dirlo -  sulla
  legge  dei  rifiuti  e  sulla legge sulla  semplificazione  si  sta
  coprendo  di ridicolo. Se qua non si chiarisce il perché  sei  mesi
  non  sono  stati  sufficienti, se non  si  chiariscono  le  ragioni
  veramente  non  riusciremo  a  capire  perché  nove  mesi   saranno
  sufficienti. Cosa cambia in tre mesi?
   Di  questi tre mesi già quindici giorni sono passati perché  prima
  che  si  pubblicherà   questa legge saremo a fine  ottobre,  quindi
  entro il 31 dicembre, in due mesi, si risolveranno le questioni che
  in sei mesi non si sono fatte.
   Mi  pare che ci troveremo in finanziaria o in un'altra norma a  un
  altro provvedimento di rinvio proprio perché io ritengo che non c'è
  il giusto passo, non c'è la giusta marcia nella direzione di questa
  Regione.

   MAIRA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il mio  intervento
  sarà  veramente schematico perché il gruppo del PID   dichiara  che
  voterà a favore di questo emendamento.
   So  già  che questo voto favorevole potrà suonar male,  potrà  non
  essere capito e prendo la parola soltanto per spiegarlo.
   Ho  già detto in Conferenza dei Capigruppo oggi pomeriggio che non
  potevamo    perdere    l'occasione    di    prendere    atto     di
  un'autocertificazione di un fallimento del Governo su una legge  di
  riforma che è stata sbandierata coma la più importante adottata  da
  quest'Aula, perché nel momento in cui il Governo, pur avendo  avuto
  un  voto  unanime da questa Assemblea al momento della celebrazione
  della legge, non l'ha saputo sfruttare e viene oggi a chiederci  un
  rinvio  di  tre  mesi  nella  entrata in vigore  del  provvedimento
  normativo,  originariamente  era sei,   si  autocertifica  come  un
  fallimento dell'intero Governo.
   Io  posso anche avere delle giustificazioni del fallimento, potrei
  allargare  l'ottica del fallimento e potrei dire che molto  dipende
  dai  dirigenti dei vari assessorati che non hanno l'esperienza  per
  far decollare una riforma di questo genere e a questo serve il voto
  favorevole  del  PID,  a  denunciare  che  questo  è  un  ulteriore
  fallimento di un ulteriore cosiddetta riforma del Governo Lombardo,
  riforma  che,  assieme ad altre che sono state  ricordate,  non  ha
  prodotto  alcun  effetto  positivo, anzi  costringe  il  Governo  a
  autocertificare il fallimento della riforma stessa.
   Ecco perchè il PID, in espressione di voto quasi ironico, dichiara
  di votare a favore dell'emendamento.

   INCARDONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  penso  che
  questo  emendamento il Governo abbia il dovere di  ritirarlo  e  di
  accogliere  il  suggerimento che poca fa  avanzava  l'onorevole  Di
  Benedetto. Non n si può votare un  emendamento di questo genere che
  segue  ad una legge di riforma sulla semplificazione amministrativa
  sbandierata  ai  quattro  venti  dal  Governo  come  uno  strumento
  legislativo assolutamente rivoluzionario e poi oggi venire  qui  il
  Governo a chiedere una ulteriore proroga.
   Questo  Governo che è normalmente abituato a fare  proclami  e  ad
  enunciare princìpi avrebbe avuto un'occasione per dimostrare la sua
  capacità  a  lavorare.  Una  capacità che,  invece,  manca,  che  è
  assolutamente inesistente e lo è in tutti i settori ed in tutti gli
  aspetti  anche,  ad  esempio,  nella  firma  del  decreto  per   il
  riconoscimento  dei  distretti  turistici.  Anche  qui,   distretti
  turistici approvati all'ultimo minuto, ancora ,per lo più, la  gran
  parte  di  essi  non sono stati ancora completamente  formalizzati,
  eppure  siamo già allo scadere del termine per l'eventuale utilizzo
  di  20 milioni di euro che saranno evidentemente perduti così  come
  tanti  altri fondi sono stati perduti da questo Governo che non  ha
  saputo  lavorare e che non sa portare avanti nessuna iniziativa  in
  grado di dare respiro all'economica siciliana.
   Ebbene,  su  questa  legge  che  è  quella  della  semplificazione
  amministrativa avrebbe potuto dare un segnale di vita,  come  dire,
   se ci sei batti un colpo'. Questo colpo è mancato.
   Il   parlamento  non  è  aprioristicamente  ostile,  come  già  ha
  dimostrato, alla semplificazione amministrativa, però, se noi  oggi
  votassimo  questo  emendamento  di proroga  senza  battere  ciglio,
  significherebbe  renderci  complici  di  un'ulteriore  mancanza   e
  manchevolezza  di questo Governo. Ma, soprattutto, continueremmo  a
  fare   un   torto   al   popolo  siciliano   che   aspetta   questa
  semplificazione amministrativa.
   E'   giusto  e  corretto  che  il  Governo  ci  spieghi  anche  in
  commissione perché occorre che ci sia una proroga e non  portarcela
  così in Aula senza che siamo stati almeno informati e quindi capire
  perché,  altrimenti, significa che noi avalleremmo una inefficienza
  del Governo.
   Bene,  il  Governo quindi a questo punto potrebbe ritirare  questo
  emendamento  e  andare in commissione, tanto ci saranno  occasioni,
  altre  leggi su cui poterlo inserire come emendamento aggiuntivo  e
  votarlo.
   Quindi,  l'invito  che  rivolgo  al  Governo  è  di  ritirarlo  e,
  comunque,  io  mi  rendo conto che l'onorevole Maira  ha  fatto  un
  ragionamento  molto sottile, ma sarà che io non sono così  sottile,
  caro  onorevole  Maira,  io non capisco questo  ragionamento,  vado
  diritto  e  dico  che noi di Forza del Sud voteremo  contro  questo
  emendamento  perché  vogliamo, invece, che l'opinione  pubblica  si
  renda  conto nella chiarezza delle posizioni, dove sta la verità  e
  dove  stanno  le  inadempienze,  le manchevolezze,  l'arretratezza,
  l'inefficienza di questo Governo.

   PRESIDENTE. Assessore Centorrino, vuole parlare adesso?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Se crede, forse è meglio.

   PRESIDENTE. Prima concludiamo tutti gli interventi.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Volevo dire ai colleghi che questo emendamento ha un senso solo se
  approvato  oggi.  Già la settimana prossima non avrebbe  più  senso
  perché i termini di entrata in vigore della legge 5 scattano il  24
  di ottobre.
   Prego, onorevole Mancuso.

   MANCUSO.  Signor  Presidente, coerentemente con  la  presenza  del
  nostro  gruppo  alla  Conferenza dei  Capigruppo,  noi  le  avevamo
  dichiarato  la  nostra  indisponibilità  qualora  c'era  un  gruppo
  parlamentare che riteneva di non inserire questo emendamento.
   Considerato   che  c'è  stata  l'unanimità  di  tutti   i   gruppi
  parlamentari, compreso anche quella di Grande Sud - mi dispiace che
  non è stato avvertito l'onorevole Incardona - il PDL, da ultimo, ha
  dato  la  disponibilità a votare questo emendamento per le  ragioni
  che  lei ha detto perché se non si votasse questa sera è chiaro che
  l'emendamento non avrebbe motivo di esistere. Ma la riflessione che
  vogliamo  fare  è quella che, se questa sera la maggioranza  avesse
  presentato  una  mozione  di censura nei  confronti  dell'assessore
  Chinnici,  sicuramente  faceva  un favore  all'Assessore  Chinnici,
  perché  questo provvedimento è una bocciatura di una legge  che  ha
  voluto  questo  Parlamento, di una volontà che  aspettano  tutti  i
  siciliani, è uno schiaffo all'Assessore Chinnici da parte di  tutti
  gli  altri  dipartimenti  a cui questo Governo  dovrebbe  non  solo
  tirare  le  orecchie  ma  dire  effettivamente  che  le  leggi   si
  rispettano ed i primi dovrebbero essere quelli che dovevano aiutare
  l'Assessore  Chinnici in questo provvedimento importantissimo  che,
  peraltro, dal Capogruppo del Partito Democratico viene tirato fuori
  in  ogni  intervista pubblica, in ogni momento di poter vantare  il
  Governo delle riforme.
   Bene, la fiducia sostanziale all'Assessore Chinnici questa sera il
  Partito  Democratico  la  dà con questo emendamento  perché  non  è
  riuscito  quel partito a cambiare le cose non solo nel Governo  ma,
  soprattutto, nei dipartimenti.
   Io non so se basteranno 90 giorni, signor Presidente, perché prima
  che  questa  legge verrà pubblicata passeranno 15 giorni;   tra  45
  giorni  sarà Natale e non credo che dopo il 20 di dicembre fino  al
  10  di  gennaio si riuscirà a fare quello che non si è  riusciti  a
  fare nei 120 giorni e non credo neanche che entro il 24 gennaio  si
  chiuderà la partita.
   Noi  lo  speriamo, non possiamo votare contro una  legge  che  noi
  abbiamo  voluto  e  che per l'inefficienza di un  Governo,  di  una
  Maggioranza oggi ci troviamo in mezzo al guado.
   Noi  abbiamo  dato prima l'indisponibilità, vista  l'unanimità  di
  tutta  la  Conferenza  dei  Capigruppo  diamo  la  disponibilità  a
  prorogare di 90 giorni questo provvedimento ed io sono certo che ci
  ritroveremo nella finanziaria un'altra norma, onorevole Adamo,  che
  prorogherà per altri 90 giorni questo provvedimento, perché  è  nei
  fatti,  perché  è  impossibile arrivare entro i 90  giorni  a  fare
  quello che ancora oggi non si è fatto, cioè nulla.
   Allora, come dicevo, era più onorevole dire all'Assessore Chinnici
  di farsi da parte perché voi non avete fiducia in un assessore che,
  invece,  voleva  rivoluzionare veramente il sistema burocratico  in
  Sicilia.
   Questo  non  è stato possibile e con questo emendamento  noi  oggi
  diamo un'altra ulteriore prova di grande maturità politica.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Signor Presidente, nel rispetto assoluto delle  tesi
  espresse   dall'Assemblea io vorrei cogliere  una  domanda  che  in
  alcuni casi è stata esplicita e in alcuni casi è stata implicita.
   Qualcuno si domanda: ma che cosa giustifica la richiesta di questo
  allungamento di termini? Perché il Governo sta chiedendo altri  tre
  mesi?  E mi sembra opportuno, signor Presidente, nel pieno rispetto
  di  tutte le posizioni che sono state espresse e tenendo conto  che
  questa   è   una   materia  che  è  stata  curata   particolarmente
  dall'Assessore  Chinnici,  che oggi  è  stata  impedita  ad  essere
  presente  in  Aula, spiegare quale è la causa che determina  questa
  richiesta di ulteriori tre mesi.
   La   causa   nasce  da  questo:  nella  legge  di  semplificazione
  amministrativa veniva stabilito un principio in base  al  quale  un
  procedimento doveva essere seguito in trenta giorni

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'assessore  sta  spiegando  il
  perché  dell'esigenza di prolungare il termine di  novanta  giorni.
  Questo può servire al dibattito e ad evitare altri interventi.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.  Signor  Presidente, la legge della  semplificazione
  amministrativa  imponeva, con una nuova e più rigorosa  disciplina,
  che  un  procedimento  amministrativo dovesse  trovare  un  termine
  ordinario di chiusura in trenta giorni.
   L'applicazione di questo principio, estremamente importante,  come
  ha   riconosciuto   nel  suo  intervento  l'onorevole   Adamo,   ha
  determinato   però  la  necessità  di  una  serie  di   norme   che
  obbligassero i dipartimenti a rispettare questo termine ed anche un
  monitoraggio  di  tutti  i procedimenti per controllare  se  questo
  termine   di   trenta  giorni  poteva  essere  applicato   a   quei
  provvedimenti  o  per  alcuni provvedimenti  era  necessario,  come
  prevede  la  legge, indicare un termine diverso, probabilmente  più
  lungo.
   Questo  lavoro è in fase di completamente, anzi posso dire  che  è
  stato completato, si trova di fronte ad un ostacolo. L'ostacolo che
  si  trova  di  fronte  è  che i sei mesi  scadono  martedì.  Questo
  significa   che   da  mercoledì  chiunque  abbia  un   procedimento
  amministrativo  con  la  Regione e  vede  che  questo  procedimento
  amministrativo non si è chiuso entro trenta giorni come prevede  la
  legge di semplificazione amministrativa, può fare un'azione  contro
  la Regione, per non avere osservato il termine dei trenta giorni.
   La  ragione  di  questo emendamento, visto che il lavoro  è  stato
  completato  e che, quindi, sarà assolutamente possibile mettere  in
  atto   un   sistema  che  semplifichi  le  procedure,  per   alcuni
  provvedimenti in trenta giorni, per altri, come prevede  la  legge,
  un  termine  più lungo, scadendo martedì ha bisogno di una  piccola
  proroga  in maniera tale da potere essere perfezionato e  messo  in
  atto sfuggendo al pericolo di azioni contro la Regione.
   Penso  che sia interesse di tutti. Ho cercato di spiegare quale  è
  la  ragione di questo rinvio che si riferisce ad un sistema  che  è
  ormai  quasi  pronto  ma che non può essere pronto  definitivamente
  entro martedì, cioè la data di scadenza dei sei mesi indicati nella
  lettera.
   Sto  indicando la ragione, poi ognuno potrà avere il suo giudizio.
  Questa  è  la  ragione per cui si chiedono i tre mesi.  La  si  può
  condividere o pensare che è una ragione di cui non tenere in conto.
  Siccome  in molti mi hanno chiesto il perché di questo rinvio,  sto
  cercando di spiegare quale è la ragione tecnica di questo rinvio

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ad integrazione di quello  che  ha
  detto  l'assessore, i regolamenti, come voi sapete, vanno approvati
  dalla Giunta una volta che vengono elaborati, vengono trasmessi  al
  CGA  per l'approvazione e poi tornano in Giunta per la presa d'atto
  per   cui  c'è  un  passaggio  che  è  esterno  all'amministrazione
  regionale che, ovviamente, allunga i tempi.
   Nel  caso in cui tutti questi passaggi non si esaurissero, come  è
  stato,  entro  i sei mesi, la Regione potrebbe essere  costretta  a
  rispondere  da  un punto di vista civile, ma anche  economico,  nei
  confronti di soggetti che rivendicano l'applicazione della legge 5.
   Questo  è  l'argomento di cui stiamo parlando.  E'  una  cosa  che
  riguarda la Regione in senso lato, non il Governo.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.   Signor  Presidente,  volevo  aggiungere   che   la
  richiesta  di   proroga è accompagnata da una relazione  che  avrei
  voluto  che  fosse distribuita in maniera tale che tutti  potessero
  avere una effettiva conoscenza di questa norma.
   La relazione che precede l'emendamento è a vostra disposizione.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       ODDO.  Signor  Presidente,  volevo  soltanto  fare  notare  ai
  colleghi,  per  quello che può servire, che leggi di questa  natura
  che parlano effettivamente di semplificare processi burocratici,  a
  prescindere  dalla valenza che chiaramente hanno sotto  il  profilo
  del  rapporto cittadino e rami di amministrazione, in  questo  caso
  del Governo della Regione, rimandano sempre, per quanto concerne la
  parte anche prettamente attuativa, ad un anno.
  Noi,  nella  legge 5, abbiamo scelto di dire sei mesi. Siamo  stati
  obiettivamente  presi  dal  fatto  che  stanchi  possibilmente   di
  farraginose procedure burocratiche e comunque ovviamente percependo
  qual   era   il   disagio   dei  cittadini   non   abbiamo   spinto
  sull'acceleratore ed abbiamo detto sei mesi.
  Ora,  a prescindere dal gioco delle parti o noi prendiamo coscienza
  che  obiettivamente  regolamenti interni,  approvazioni  di  organi
  esecutivi,  ruolo  o meno e funzioni del CGA, poi  io  scinderei  i
  regolamenti interni vanno trattati in un modo, regolamenti di altro
  tipo, ma lasciamo stare, ma andare seriamente a dire questi sono  i
  principi di carattere generale, Dipartimento  x  regolamenta  tutto
  in  questa  maniera,  in  trenta giorni,  monitorare,  ricognizione
  effettiva  di  quelli  che  sono  i processi  per  quanto  concerne
  autorizzazioni e così via.
  Diciamocelo con la massima franchezza. Poi facciamo il gioco  delle
  parti, io non vado assolutamente a scomodare nessuna sensibilità da
  parte  di  colleghi  che  fanno meglio di me  la  loro  parte,  che
  svolgono  bene  anche  la  loro parte di deputato  regionale,  però
  obiettivamente dobbiamo dire che qualcosa in questo senso invece di
  attaccare il lavoro che  abbiamo fatto  Ricordo che questa legge  è
  stata  approvata  all'unanimità. E' stata evidentemente  una  legge
  molto    travagliata    per   quanto   concerne    anche    l'iter,
  l'incardinamento,  tutto ciò che è stata anche la  discussione  che
  seguiva  al momento in cui il disegno di legge è stato incardinato,
  alla  fine  debbo dire con un lavoro a più mani è  stato  fatto  un
  prodotto  che  potrebbe  nel giro di pochi mesi  dare  i  risultati
  sperati.
      Allora,  io ho sentito i presidenti dei gruppi ed ho apprezzato
  anche  quello  che  ha  detto  poco fa  la  collega  Adamo,  perché
  inizialmente  tutti avevamo delle perplessità poi,  alla  fine,  ci
  siamo  convinti  che comunque non significa in questo  momento  non
  avere   svolto  il  lavoro  in  un  certo  modo  anche   da   parte
  dell'assessore Chinnici, ma comunque ragionevolmente; il  lavoro  è
  lungo  e,  se mi permettete, io non voglio spezzare una  lancia  in
  favore  di  nessuno  perché  è chiaro che  ci  può  essere  qualche
  dipartimento che se l'è vista un po'  dalla terrazza', come si dice
  ad Oxford, e se così è, tiriamo le orecchie - come ha detto qualche
  collega  e  condivido -, ma cerchiamo di capire bene cosa significa
  il  lavoro  propedeutico  per arrivare a  qualcosa  che  significhi
  regolamenti interno o meno, approvazione di giunta e così via,  che
  veramente  possano dare in Sicilia la possibilità al  cittadino  di
  superare  uno stato anche di accesso, di rapporto con  la  pubblica
  amministrazione  per  quanto concerne le varie  autorizzazioni,  in
  maniera virtuosa.
    Questo  io credo che dovrebbe essere l'obiettivo. Poi se dobbiamo
  fra  di  noi  dirci, chi ha fatto male, chi ha fatto  bene,  ce  lo
  diciamo ma con molta sincerità. Se noi riuscissimo entro nove mesi,
  perché  questi  tre mesi significano sei più tre, meno  dei  dodici
  mesi  che  in  linea  di massima utilizzano tutte  le  legislazioni
  compresa  quella dello Stato, anche se lì la materia è  ancora  più
  vasta, io penso che abbiamo fatto un buon lavoro.
  Ecco perché direi di non accanirci rispetto a questo emendamento  e
  di  fare tutti, anche un attimo, mente locale, pensare a quello che
  potrebbe  significare  domani  una  buona  attuazione,  con   buoni
  regolamenti a prescindere da questioni che possono sollevare  anche
  organismi  o  organi  esterni  all'amministrazione  regionale,  per
  parere  e così via; parere che significa sollevare  anche questioni
  di merito, riscrivere un Regolamento. Ora non voglio addentrarmi in
  questo  ginepraio  di  questioni  che  possono  semplicemente   far
  confondere tutti; siamo ragionevoli rispetto al lavoro che  abbiamo
  fatto,  onoriamo  quel  lavoro, speriamo che  quell'attuazione  sia
  un'attuazione veramente intelligente, virtuosa ed anche in grado di
  poter  cambiare  la filosofia di come obiettivamente  il  cittadino
  accede alla pubblica amministrazione rispetto ai tempi.

   SCILLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Grazie,  signor Presidente. Apprezzo la pacatezza  ed  il
  tentativo  dell'onorevole Oddo di convincere l'Assemblea di  votare
  questo  emendamento, ma è evidente che parla un  autorevole  membro
  del  partito che sostiene il Governo e, quindi, il ragionamento  un
  po' lascia il tempo che trova.
   Vedete,  proporre  questo emendamento, dal  mio  punto  di  vista,
  invece,  è un'offesa ad ognuno di noi, un'offesa ad ogni siciliano,
  perché non è una norma che doveva trovare la prima applicazione  in
  Sicilia,  è  una norma la semplificazione burocratica  che  già  in
  altre Regioni è stata recepita, bastava fare copia e incolla anche,
  sono sicuro anche nell'ipotesi in cui noi di  Grande Sud' dovessimo
  votare  questo emendamento, che anche fra nove mesi, cioè  fra  tre
  mesi,  noi ci ritroveremo nella stessa situazione perché è evidente
  l'incapacità politico-amministrativa di questo Governo, che  non  è
  riuscito in sei mesi a poter fare in modo che cambiasse il modo del
  cittadino di raccordarsi rispetto alla pubblica amministrazione.
   Ma  lo  capite che ogni no che un burocrate dice, è un no  che  va
  contro le nostre imprese? E' un no che crea disoccupazione  Se  per
  una  volta comprendete cosa significa fare impresa in questa terra,
  probabilmente il vostro atteggiamento sarebbe stato diverso.
   Allora  oggi  noi, per essere coerenti, noi di  Grande  Sud',  che
  abbiamo  voluto  questa  norma  della semplificazione  burocratica,
  perché  pensiamo  che  sia fondamentale per creare  rilancio  nella
  nostra  terra, chiediamo al Governo di ritirare questo emendamento,
  anche  perché non comprendo il Governo presente in Aula l'assessore
  Centorrino, per carità, con tutto il rispetto e la stima  personale
  e politica, ma l'assessore Chinnici dov'è? L'assessore Chinnici, se
  realmente  voleva  in qualche maniera cercare di  farci  capire  le
  motivazioni  per  le  quali  noi  dobbiamo  fare  una  proroga,  le
  motivazioni    reali   che   non   possono   essere    quelle    di
  un'improvvisazione e di un atteggiamento che deve diventare  contro
  l'interesse delle aziende e dei cittadini siciliani.
   Allora noi siamo contrari a questo emendamento, se voi insistete e
  quindi  non lo ritirate, perché non possiamo fare ancora una  volta
  danno agli interessi socio-economici della nostra terra
   Concludo  rivolgendomi  con  molta serenità  all'onorevole  Adamo.
  Sapete  la stima che ho per  l'onorevole Adamo e l'amicizia che  mi
  lega  a  lei,  e  l chiedo in Aula questa cosa: quando  votammo  la
  mozione di censura Russo l'UDC è rimasto in Aula perché condivideva
  il  ragionamento,  però è rimasta fedele al Governo;  oggi  sa  che
  abbiamo  ragione e sa che questo emendamento deve essere  ritirato,
  sa   che  questo  emendamento  deve  essere  bocciato,  so  che  in
  Commissione aveva preso questa giusta posizione, ma stasera ragiona
  in questa maniera, però, per amore del Governo, non voterà contro.
   Leggo  oggi, rispetto alla privatizzazione della Siremar,  che  il
  Governatore  Lombardo  dice che ha fatto una grande  cosa,  non  si
  comprende bene questa fideiussione se c'era, se non c'era, tutto  a
  un  tratto  c'è  la  fideiussione  di  35  milioni  di  euro  e  il
  coordinatore  regionale dell'UDC deve presentare  un'interrogazione
  parlamentare al Governo nazionale per capire bene come è  lo  stato
  di cose.
   Onorevole  Adamo,  ma  con tutte queste premesse,  non  le  sembra
  illogico e poco coerente continuare a sostenere questo Governo, che
  è  davvero  indegno  da  questo punto di  vista?  Faccia  una  cosa
  semplice: rompa l'alleanza con un Governo che non la merita, perché
  so  che  lei è un soggetto che veramente si batte per gli interessi
  dei siciliani, non la merita ad avere lei a sostegno,  lei e al suo
  partito,  faccia una cosa più importante: scelga  di  stare  con  i
  siciliani per garantire un futuro diverso alla nostra terra.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  atterrò  al
  tempo  che lei mi sta assegnando ma è chiaro che questa sera alcune
  considerazioni dobbiamo farle, dobbiamo consegnarle ai siciliani.
   Stiamo,  di fatto, vedendo che a fronte di una evidente incapacità
  del  Governo regionale siamo chiamati di volta in volta  a  mettere
  delle  toppe,  a  fare  in modo che l'inefficienza  che  poi  nasce
  dall'esigenza  che  è  primaria, ahinoi, in questo  Governo  che  è
  quella  dei proclami. Nel momento in cui il Partito Democratico  ha
  bisogno di affermare una posizione che sia di tipo elettorale o  di
  altro  tipo,  che  sia di opinione del proprio  elettorato,  allora
  affigge  un  cartello, fa ricorso ad un provvedimento  che  diventa
  soltanto una facciata e inganna così i siciliani.
     Ed è questo il nostro caso. Non credo, vista l'autorevolezza  di
  molti rappresentanti del Partito Democratico, vista l'autorevolezza
  di  molti  interventi  che  qui  ho ascoltato,  sentite  le  parole
  dell'onorevole Oddo, che qualcuno di loro avesse creduto  solo  per
  un  momento  che  quella  norma  sulla semplificazione  burocratica
  potesse  essere  attuata e in quei termini.  Eppure,  si  è  andati
  avanti  in  quest'Aula,  si è andati avanti nella  convinzione  che
  tanto  quella  norma  serviva in quel momento a  qualcuno,  ma  non
  certamente  ai  siciliani. E ora siamo di fronte ad  un  paradosso:
  quella  semplificazione  non  ha fatto  neanche  un  timido  passo,
  soltanto   mi  pare  all'interno  del  dipartimento  dell'assessore
  Chinnici si è fatto qualche passo.
     E  sono  trascorsi  180  giorni, forse  qualche  altro  nel  suo
  dipartimento,  ne trascorreranno ancora 90 e sono convinto  che  ci
  rincontreremo  da qui a qualche giorno per sentirci  dire:  non  ce
  l'abbiamo   fatta,  la  macchina  burocratica  è   appesantita,   i
  dipartimenti sono quelli che sono.
   La  verità  è  che,  e  lo  voglio dire all'assessore  Centorrino,
  poc'anzi  mi rimproverava come atto di ingenerosità il mio  attacco
  al  Governo. Assessore, manca un coordinamento, manca un Governo in
  questa  Regione e molto spesso purtroppo si confonde la  causa  con
  l'effetto,  si  vuole eliminare la febbre con gli antipiretici  non
  risalendo  alla causa, come se eliminando la febbre  si  porta  via
  l'infezione.  Non è così  E non è un caso. L'altro  giorno,  alcuni
  giornali  finanziari  lo chiarivano in maniera inequivocabile:  noi
  non  abbiamo  nessun fascino attrattivo. Non riusciamo ad  attirare
  capitali  che vengono dall'estero, eppure le realtà più  importanti
  che operano nel mondo, le realtà che fanno capo al cosiddetto BRIC,
  cioè  il  Brasile,  la  Russia, l'India, e la  Cina,  guardano  con
  interesse all'Europa, guardano con interesse ad altri segmenti  del
  nostro  Paese, guardano con interesse alla Lombardia, per  fare  un
  esempio  concreto.  E  noi siciliani siamo  all'ultimo  posto,  non
  vengono qui in Sicilia, non vengono perché l'impianto burocratico è
  quello che è; non vengono perché le riforme sbandierate restano  al
  palo.
      E   questo   per   quello  che  riguarda   la   semplificazione
  amministrativa, burocratica, come usiamo dire. Ma potremmo  parlare
  della riforma degli Ambiti territoriali ottimali. In Commissione di
  merito, insieme al Presidente Mancuso, con un atto di fede, abbiamo
  approvato quella riforma. Se lo ricorda? Era assessore allora  Pier
  Carmelo Russo. Siamo a più di un anno da quell'approvazione e siamo
  al   palo.   Il   debito  in  quel  settore  ha  raggiunto   limiti
  insopportabili.  Eppure lo stesso Presidente  ha  poteri  speciali,
  potrebbe   intervenire  subito   Sappiamo  che  sta  emanando   una
  circolare  con  la quale darà delle indicazioni.  Sappiamo  che  in
  queste  ore  il  Presidente sta cercando di recuperare  credibilità
  perché,  ahinoi,  non riusciamo neanche a trovare  un  istituto  di
  credito  che  ci  dia  fiducia e non possiamo accendere  un  mutuo.
  Questo  è  lo  stato dell'arte. Eppure il Presidente  probabilmente
  cambierà,  con  i  poteri commissariali, quella  legge  che  questo
  Parlamento,  che la vostra maggioranza ha voluto, abbiamo  espresso
  allora  moltissime  perplessità, abbiamo detto:  attenzione  questa
  riforma deve essere aggiustata, deve essere migliorata, deve essere
  resa aderente ai reali bisogni che vengono da quel mondo
   Mi  accingo  a concludere Presidente, eppure, siamo qui  al  palo.
  Allora  voteremo  questo  emendamento,  lo  faremo  certamente  non
  aprendo  una carta di credito, ma lo faremo per spirito e senso  di
  responsabilità. Ma il Governo, tramite gli assessori  presenti,  si
  faccia carico finalmente dei problemi dei siciliani e dica per  una
  volta  la verità. Ci vogliono tre mesi, ce ne vogliono sei, dodici,
  lo  dica  chiaramente,  eviti di fare annunci,  eviti  di  assumere
  impegni  che  poi  diventano  -  signor  Presidente,  assessori   -
  promesse, mere promesse da marinaio.

   BENINATI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  solo
  aggiungere  che  effettivamente questo  tipo  di  norma,  è  ovvio,
  Assessore,  che  per spirito di responsabilità,  ogni  deputato  di
  quest'Aula  non  può che condividerla, però obiettivamente  bisogna
  essere anche onesti.
     Il  ritardo  che  il Governo produce nella Regione  siciliana  è
  certificato da quest'emendamento. Perché quest'emendamento dimostra
  l'incapacità amministrativa nel produrre atti.
   Pertanto,   pur   condividendo  -  e  non  è  una   responsabilità
  dell'Assessore al ramo che certamente anch'egli  avrà  da  dire  il
  perché  ne  sono  certo - che questo provvedimento avrà  avuto  dei
  tempi tecnici, come è usuale perché come ho visto nell'articolo  di
  riferimento  è  proposto  e  controfirmato  dal  Presidente   della
  Regione.  Ecco  perché  si  ritarda.  Vedete,  ogni  qualvolta   il
  Presidente  della  Regione deve firmare qualche  documento  passano
  diversi  mesi, anzi forse più mesi e ho visto il perché di  sicuro,
  non   conosco  l'atto  amministrativo,  quando  l'assessore  l'avrà
  portato, quando avranno fatto le intese perché è complicato come si
  deve fare, poi per il motivo di prima dei regolamenti che vanno  al
  Consiglio   di  Giustizia  Amministrativa,  mi  auguro,   assessore
  Centorrino che lei in tre mesi rispetto agli attuali sei, quindi in
  nove mesi risolverà il problema, perché in questo momento è lei che
  risponde di questo provvedimento e anche l'assessore Sparma, che  è
  qui presente.
   Obiettivamente,  sono certo che entro nove mesi non  si  risolverà
  nulla.  Volevo  ritornare sull'argomento e me ne dispiace  per  gli
  assessori  che il più delle volte sono in quest'Aula a  fare  delle
  magre  figure,  spesso  non hanno alcuna responsabilità,  però,  in
  effetti, ho rivisto attentamente come era formulato l'articolo e ho
  capito perché oggi si chiedono questi tre mesi.
   Personalmente, non solo approvo e condivido anche perché c'è anche
  in  questo  articolo 4 ter  la mancata o ritardata  emanazione  dei
  provvedimenti; sono valutati a fini di responsabilità dirigenziale,
  cioè praticamente il Governo non è in grado in sei mesi di fare  il
  decreto   attuativo  di  questo  provvedimento,  però  scarica   la
  responsabilità ai dirigenti che il più delle volte - tutto il  male
  non  è  nei dirigenti della Regione -, anzi, diciamolo onestamente,
  molti  dirigenti non sono in grado di poter dare il contributo  che
  devono  all'attivazione della macchina perché il  più  delle  volte
  negli   anni  di  servizio in amministrazione sono  stati  cambiati
  ripetutamente.
   Ricordo,  un  giorno mi trovai in II Commissione  e  arrivammo  al
  punto  che  l'assessore Armao voleva commissariare i  direttori  in
  quanto li riteneva incapaci nell'attivazione della spesa.
   Dico  commissariare i direttori, forse sarebbe stato più  corretto
  dire: cambiamoli;  commissariare un direttore non l'ho mai sentito.
   Poi questa norma, devo dire, i dirigenti preposti alla attivazione
  della  spesa  comunitaria si resero conto, anzi questo incarico  di
  commissariare  i  direttori veniva dato ad un ulteriore  direttore.
  Cioè, la politica si scaricava della propria responsabilità, perché
  questa  è  una responsabilità politica, e la scaricava ai direttori
  della Regione  Cosa mai vista, incomprensibile
   Pertanto,  caro Assessore, sarò favorevole perché proprio  non  mi
  sembra  giusto  che rispondano i dirigenti di incapacità  che  sono
  esclusivamente politiche ed amministrative non del Governo, ma  del
  Presidente  certamente e, purtroppo, anche della Giunta  perché  su
  questi  ritardi non c'è colpa dei dirigenti che, invece, verrebbero
  chiamati a rispondere se noi oggi non approviamo questo disegno  di
  legge.  Quindi,  io lo voterò proprio per questo. Però,  sono  pure
  certo,  signor Presidente, e glielo dico con certezza, che noi  fra
  tre mesi ridiscuteremo di questo provvedimento.

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, intervengo per dire  che  voterò  in
  difformità rispetto al mio Gruppo, perché ritengo che questa  norma
  non sortirà effetti.
   Devo  dire  che ero tentato, vista la presenza notevole,  numerosa
  della  maggioranza, di chiedere la verifica del numero  legale  nel
  caso  in cui il Governo non ritirasse questa norma. Devo dire  che,
  alla  fine, per una questione di responsabilità, forse perché  tale
  atteggiamento poteva essere frainteso, ritengo che fosse il caso di
  votare  contro  una norma per le motivazioni che anche  l'onorevole
  Beninati  ha testè esplicitato. E' una norma inutile, è  una  norma
  anche  -  se  mi  si permette - fatta in maniera pressappochistica.
  Poteva  essere  una  norma, invece, che con la  dovuta  attenzione,
  sarebbe stata utile e risolutiva per il problema. Non è stato così,
  assessore Centorrino.
   E allora, noi ne prendiamo atto. Riteniamo che fra quattro mesi ci
  ritroveremo   in  ques'Aula  per  ulteriormente  prorogare   questo
  termine, presidente Cascio.
   Noi,  però,  diciamo, dinanzi a questa incapacità  del  Governo  e
  della   maggioranza,  di  amministrare,  come  diceva   giustamente
  l'onorevole  Buzzanca,  di trovare delle soluzioni  partendo  dalla
  causa   e   non   cercando  di  curare  l'effetto,  perché   troppo
  transitoria,  troppo effimera la cura dell'effetto.  Bene,  allora,
  personalmente  dico che voto contro questa norma. Spero  che  anche
  altri  lo  facciano, non so quanti mi seguiranno, però voglio  dire
  che,  infine,  dimostriamo  di  non scadere  in  atteggiamenti  che
  potrebbero  essere fraintesi e poter consentire che  stasera,  caro
  onorevole Lentini, questa norma possa essere approvata.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.5. Chi è favorevole
  resti seduto; chi  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  4  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio


               Annunzio di ordine del giorno numero 586

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
  586   Iniziative volte all'accorpamento dell'IRDAS all'Istituto per
  ciechi  Opere riunite Florio e Salamone , presentato dall'onorevole
  Caronia ed altri.

   CARONIA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, l'ordine del giorno  credo  che,  in
  qualche  modo,  possa  trovare  da  parte  del  Governo  una  certa
  condivisione  in quanto l'obiettivo è quello di dare  certezza  non
  soltanto  ai  lavoratori  dell'IRIDAS,  che  si  trovano   in   una
  condizione  di  incertezza  rispetto al  futuro,  ma,  soprattutto,
  rispetto a quella che è la possibilità che ci siano realmente delle
  risposte  per i diversamente abili intesi, non soltanto per  quanto
  riguarda   la   comunità   dei  sordi,   ma   anche   dei   ciechi.
  L'accorpamento  dei  due enti, che credo che sia  nella  logica  di
  quello  che  il  Governo si propone di fare, almeno da  quello  che
  leggiamo sui giornali, vuole che le risorse vengano in qualche modo
  ottimizzate affinché si dia un'unitarietà di intenti nel  sostenere
  i soggetti diversamente abili.
   Pertanto,  anche a garanzia dei lavoratori, credo che  l'accorpare
  in  un  unico  ente  possa essere motivo sia  di  realizzazione  di
  economie   sia  un  reale  punto  di  riferimento  per  i  soggetti
  diversamente abili che siano sia i ciechi che i sordi, affinché una
  struttura  possa effettivamente dare quei servizi che probabilmente
  purtroppo, ahimè,  devo dire questa legge non riuscirà a  dare  per
  le ragioni che ho esposto nei miei precedenti interventi.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 586.
   Il  parere del Governo?

   CENTORRINO,   assessore   per   l'istruzione   e   la   formazione
  professionale.   Io  sono  pienamente  d'accordo  con   l'onorevole
  Caronia,  siccome questo, però, è un problema all'attenzione  della
  Giunta  e  all'attenzione dell'Assessorato  che  sta  studiando  la
  vicenda, il Governo lo accetta come raccomandazione, mantenendo  lo
  stesso valore, ma inserendolo così in un processo decisionale che è
  in atto.

   PRESIDENTE. Assessore, rimane stabilito che il Governo lo  accetta
  come raccomandazione. In questo caso, non bisogna fare niente,  lei
  lo accetta come raccomandazione e così resta stabilito.


   Presidenza del presidente Cascio


   VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore,  cercherò  di  essere breve per  annunciare,  così  come
  avevamo  detto all'inizio, il voto favorevole del PDL, la  presenza
  in  Aula  del PDL durante tutto questo pomeriggio ha consentito  di
  raggiungere sempre e di mantenere il numero legale

                           (Brusìo in Aula)

      Pensate  che gridando io non parli? Anzi è peggio,  parlerò  di
  più,  quindi  vi  conviene fare silenzio perché se  questa  pseudo-
  maggioranza fa silenzio io parlo un poco e sarò buono, se la pseudo-
  maggioranza,  invece,  grida  io  sarò  costretto  a  spiegare   ai
  siciliani perché questa legge, questa sera, viene approvata.
   Questa  sera questa legge viene approvata perché tutto il  centro-
  destra,  cioè  il  PDL,  il PD e  Grande  Sud'  abbiamo  deciso  di
  rimanere  in  Aula  e  di consentire che questo  disegno  di  legge
  venisse modificato così come abbiamo ritenuto di poter fare  perché
  volevamo dare una risposta ai siciliani, volevamo dare una risposta
  a  chi  ha  bisogno  dell'approvazione di  questa  legge,  volevamo
  dimostrare, ancora una volta, che questo Parlamento, il più  antico
  Parlamento del mondo, riesce a superare le barriere tra maggioranza
  e minoranza e la minoranza riesce a dare lezioni di democrazia.

   INCARDONA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
  soltanto per dire che noi, nonostante l'emendamento aggiuntivo A.5,
  votiamo  a  favore  del  disegno di legge e  comunque  consideriamo
  l'avere aggiunto questo emendamento in una legge che era già  nelle
  previsioni  che  avrebbe  votato  tutto  il  Parlamento  nella  sua
  interezza, mi sembra un'altra furberia che il Governo ha usato  per
  fare passare una norma che altrimenti non sarebbe passata.
   Ebbene, noi

   PRESIDENTE.   Onorevole  Incardona,  di  questo   mi   assumo   la
  responsabilità  in  toto,  è stata la Presidenza  che  ha  inserito
  l'emendamento in questa legge.

   INCARDONA. Secondo me, non si sarebbe dovuto procedere, ripeto:  è
  una  furberia di cui, purtroppo, prendiamo atto perché non  si  può
  tacere  sulla  responsabilità del Governo per le ragioni  che  sono
  state già dette nel dibattito. E quindi su questo non mi voglio qui
  dilungare.  Grande Sud' vota a favore del disegno di  legge perché,
  finalmente,  si fa giustizia per una insieme di persone  che  hanno
  una  disabilità  e che sono state, per troppo tempo,  trascurate  e
  dimenticate.

   684 e altri/A 'Promozione della lingua italiana dei segni (LIS)'

   Presidenza del presidente Cascio


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    numeri 684-35-279-322-334/A  «Promozione della lingua dei segni
                            italiana (LIS)»

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge numeri 684-35-279-322-334/A  «Promozione della
  lingua dei segni italiana (LIS)».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano sì: Adamo, Ammatuna, Apprendi, Arena, Barbagallo, Beninati,
  Bosco, Bufardeci, Buzzanca, Calanducci, Cappadona, Caronia, Cimino,
  Colianni,  Cordaro,  Corona, Cristaudo,  Currenti,  D'Agostino,  De
  Benedictis,  Di  Benedetto,  Di Guardo,  Dina,  Falcone,  Federico,
  Ferrara,  Galvagno, Gentile, Giuffrida, Incardona,  leanza  Nicola,
  Lentini,  Limoli, Lo Giudice, Mancuso, Marinello, Minardo, Musotto,
  Nicotra,  Oddo,  Panarello, Parlavecchio, Pogliese, Raia,  Rinaldi,
  Ruggirello, Scammacca, Speziale, Termine, Torregrossa, Vinciullo.

   Sono in congedo: Bonomo, Digiacomo, Marziano, Picciolo.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            52
   Votanti             51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          51

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  19
  ottobre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


    I  - Comunicazioni

  II  -  Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
  Regolamento Interno, di interrogazioni e interpellanze della
  Rubrica  Territorio e Ambiente  (V. allegato)
  III  - Discussione del disegno di legge:
    - Modifiche ed integrazioni al sistema elettorale degli Enti
    locali.  (numeri 502-106-441/A).
    Relatore: On. Maira

                   La seduta è tolta alle ore 21.00

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 23.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO DI LEGGE NN. 684-35-279-322-334/A  PROMOZIONE DELLA LINGUA
  DEI SEGNI ITALIANA (LIS).

         All'articolo 1:

   Emendamento 1.2:

  Al    comma   2   sostituire   la   parola    rappresentati    con
   rappresentativi

   Emendamento 1.1:

  Al comma 2 sostituire la parola  beneficiari  con  soggetti sordi

   Emendamento 1.3.1:

  All'art.  1,  alla fine del comma 2, aggiungere:  I criteri  della
  rappresentatività dei predetti enti sono definiti  con  successivo
  decreto  dell'assessore regionale per l'istruzione e la formazione
  professionale,  previo parere vincolante della Quinta  Commissione
  legislativa dell'ARS .

         All'articolo 2:

   Emendamento 2.1:

  Sostituire  le  parole   in  attuazione  dell'articolo   3   della
  Costituzione ed in ottemperanza  con  in coerenza .

         All'articolo 3:

   Emendamento 3.1:

  Al  comma  1  sostituire le parole  con regolamento del Presidente
  della  Giunta  regionale sentiti gli assessorati  competenti   con
   Con regolamento emanato con decreto del Presidente della Regione,
  previa delibera della giunta regionale, su proposta dell'assessore
  regionale  per  l'istruzione  e  la formazione  professionale,  di
  concerto  con l'assessore regionale per le autonomie locali  e  la
  funzione pubblica

   Emendamento 3.2:

  Alla lettera a) sostituire la parola  determina  con  disciplina .

         Emendamenti articoli aggiuntivi:

   Emendamento A.4.1:

  Al sesto rigo sopprimere le parole  o operativa

   Emendamento A.4:

  All'articolo  60 della legge regionale 23 dicembre  2000,  n.  32,
  aggiungere il seguente comma:

   Al  fine  di  favorire il superamento della grave  situazione  di
  emergenza economico-sociale, causata dall'eccezionale afflusso  di
  migranti  provenienti dai Paesi del Nord Africa,  nelle  Isole  di
  Lampedusa  e  Linosa  (AG), il fondo di cui al  presente  articolo
  erogherà  altresì  agevolazioni in favore delle  piccole  e  medie
  imprese, ivi comprese le microimprese, come definite dal Reg. CE 6
  agosto  2008, n. 800/2008 pubblicato sulla GUCE L 214 del 9 agosto
  2008,  aventi  sede  legale  o  operativa,  da  almeno  sei   mesi
  antecedenti  al  16 giugno 2011, presso il Comune di  Lampedusa  e
  Linosa  (AG). Con successivo decreto dell'assessore regionale  per
  le  attività  produttive si provvede a definire i requisiti  e  le
  modalità  per  l'accesso a tali agevolazioni  dai  soggetti  sopra
  individuati.

   Emendamento A.5:

  Al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 5 aprile 2011, n.
  5  la  locuzione   entro  sei mesi  è sostituita  dalla  seguente:
   entro nove mesi .