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Resoconto d'Aula della Seduta n. 292 di mercoledì 19 ottobre 2011
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   Presidenza del vicepresidente Formica


   GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cordaro è in missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dal 19 al 20 ottobre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
                               di legge
                alla competente Commissione legislativa

   PRESIDENTE.  Comunico  il disegno di legge presentato  e  inviato
  alla Commissione  Ambiente e territorio' (IV):

   - Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia sociale
  convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico (n. 805)
   di iniziativa parlamentare, presentato in data 18 ottobre 2011  e
  inviato in data 19 ottobre 2011; parere I.

                      Annunzio di interrogazioni

       PRESIDENTE.  Comunico che sono state presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 2152 - Completamento dei lavori di restauro alla chiesa di San
  Pietro in Erice (TP).
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2153 - Iniziative a favore dei medici di famiglia del sistema
  sanitario regionale.
   - Assessore Salute
   - Firmatario: Picciolo Giuseppe

   N.  2154  -  Iniziative in ordine all'introduzione  del  digitale
  terrestre in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Firmatario: Marrocco Livio

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 585

   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento  finale,  il
  titolo  dell'ordine del giorno n. 585, approvato nella  seduta  n.
  291  del  18  ottobre 2011, è il seguente:  Ulteriore proroga  del
  termine   assegnato   alla   Commissione   parlamentare   speciale
  d'indagine sul piano di informatizzazione della Regione siciliana,
  con particolare riferimento agli affidamenti alla società 'Sicilia
  e-servizi  s.p.a.' .

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Marinello,  Currenti,
  Aricò,  Lentini, Mineo, Torregrossa, Di Guardo, Bonomo,  Donegani,
  sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sarò  rapido.
  Nella  giornata di ieri il Presidente, onorevole Cascio, attivatosi
  celermente sul problema Siremar ha fissato, dopo avere ascoltato il
  Governo,  una  data, il 24 ottobre, come termine per  ascoltare  il
  Governo.
   Il  mio intervento è volto a far sì che il Governo non solo  venga
  ascoltato,  anche  perchè l'onorevole Ardizzone  ha  ulteriormente,
  ribadito quanto già nell'interrogazione da me era stato chiesto,  e
  che  quindi  si  segua anche l'interrogazione,  nel  senso  che  il
  Governo  venga  in Aula con la  documentazione perché,  altrimenti,
  vanificheremmo una seduta ascoltando bellissime parole;  ma  quelle
  che   servono   sono   le  carte,  che  sono  state   chieste   con
  un'interrogazione  da me e poi dal collega, l'onorevole  Ardizzone,
  con accesso agli atti - che non gli è stato consentito - sono stati
  ulteriormente richiesti.
   Vorrei,  quindi, ringraziare il Presidente dell'Assemblea e  nella
  qualità  anche lei oggi qui presente ma per chiarire che il  24  il
  Governo deve venire fornito di questa documentazione.
   Che  sia  chiaro,  per non rinviare ad altra  data  l'esame  della
  documentazione  che  è  stata  chiesta  un  mese  fa  da   me,    e
  dall'onorevole Ardizzone.
   A  questo  punto,  volevo dedicare il mio tempo  ad  un  problema,
  anch'esso,   abbandonato  dall'assessore  per   l'agricoltura   che
  riguarda l'attività venatoria.
   Signor  Presidente,   si faccia carico di invitare  il  Governo  a
  chiarire  che  la legge che abbiamo approvato, il decreto  emanato,
  nonché  altro  del  calendario venatorio, di fatto  ha  creato  una
  aspettativa e su quell'argomento il sottoscritto è intervenuto  più
  volte,  non  a favore del Governo, pur avendo presentato  il  testo
  che  ha  consentito  di  aprire la stagione venatoria  in  Sicilia,
  ebbene,  più volte l'assessore dichiarò in Aula - ci sono i verbali
  -  che,  in  ogni caso, nelle aree protette si sarebbe attivata  la
  procedura della valutazione di incidenza, quindi, invitava il mondo
  venatorio a rinnovare il porto d'armi per andare a caccia.
   Devo dire che siamo già al 20 di ottobre, ma di queste valutazioni
  di incidenza sulle aree protette non se ne vede traccia.
   E,  allora,  devo intervenire e mi sembra giusto perché  molte  di
  queste  persone  hanno rinnovato il porto d'armi in prospettiva  di
  questa rassicurazione, quindi, sono stati purtroppo ingannati
   Sono  stati  ingannati  in quanto si dava  certezza  di  tutto  un
  insieme  di  passaggi, si dava certezza che si  poteva,  in  quelle
  aree, esercitare questa attività, ma  ciò non è accaduto.
   Oggi  siamo al 20 di ottobre, fra poco più di due mesi la stagione
  venatoria chiuderà e dato che  c'è questo mondo che è stato attento
  a  rinnovare,  nel mese di settembre, il porto d'armi  pagando  una
  quantità  di somme, tanto per capire, parliamo di 7 o 8 milioni  di
  euro  che la Regione incassa di queste tasse,  ebbene,  sembrerebbe
  che  sia stato detto, e basterebbe prendere i verbali delle sedute,
  che con questa norma si risolvevano tutti i problemi.
   Signor Presidente, questo non è accaduto  A questo punto è ovvio e
  non  richiamo  all'attenzione  dell'argomento  l'assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente,  che non c'entra  nulla  sulla  vicenda,
  questa  è  una  responsabilità che si deve  accollare,  totalmente,
  l'assessorato  per l'agricoltura, e tutti coloro che  hanno  voluto
  creare  una norma che ha creato  solo maggiore confusione a  questo
  mondo.  Io  avevo invitato a non approvare quel tipo di  norma,  le
  dico  di  più e concludo, forse mi passerò un capriccio ed  invierò
  l'articolo 3 alla comunità Europea.
   Non  era  mai  successo  di approvare un piano  faunistico  quando
  ancora  non  è stato esitato il decreto. Noi abbiamo approvato  una
  programmazione  sull'attività venatoria di un qualcosa  che  ancora
  non  si  è  conclusa, anzi dico di più, la prova è - fortunatamente
  abbiamo  inserito il parere della commissione e l'onorevole  Caputo
  mi potrà dire, se è presente, se questo piano ad oggi è arrivato in
  commissione  -  che  il  piano  non è arrivato.  Abbiamo  approvato
  qualcosa  ancora  prima  che venisse formalmente  conclusa  creando
  aspettative  a  quel  mondo  al quale  avevamo  detto  che  avremmo
  sistemato tutto nei termini. Questo non è accaduto.
   Io  credo  che  sull'argomento, al momento opportuno,  e  concludo
  signor  Presidente,  c'è un vizio fortissimo,  c'è  pure  un  danno
  erariale  perché chiederò, lo anticipo, la restituzione  per  tutti
  quei cacciatori che lo vorranno, di parte di questa tassa perché in
  maniera  ingannevole  sono stati invitati ad esercitare  l'attività
  venatoria  in  un  territorio  che  non  è  quello  che  tutti   si
  aspettavano.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Ardizzone,  stavo  per  rispondere   alla
  richiesta  avanzata dall'onorevole Beninati e penso  che  interessi
  anche lei, dato che lei ha sollevato pesantemente questo problema.
   La  Presidenza   ieri si è attivata da subito  dopo  il  dibattito
  d'Aula  che denunciava, appunto, una omissione da parte del Governo
  della  Regione  in  merito  al  rilascio  di  atti  richiesti   con
  interrogazioni dai parlamentari. L'attivazione della Presidenza  ha
  prodotto  come  risultato che il Governo ha assicurato  che  lunedì
  prossimo, alle ore 16.00, sarà in Aula per discutere della  vicenda
  oggetto  dell'interrogazione  stessa.  Riguardo  agli  atti  che  i
  deputati hanno richiesto e alla lamentata non risposta da parte del
  Governo,  la  Presidenza  suggerisce  agli  interroganti  di   dare
  comunicazione  scritta per mettere in condizione la  Presidenza  di
  chiedere formalmente al Governo di avere questi atti, altrimenti ci
  sono  altri strumenti parlamentari - che conoscete bene - che vanno
  dall'ordine  del  giorno  ad una serie di  strumenti  previsti  dal
  Regolamento  interno  che consentono al parlamentare  con  maggiore
  efficacia di chiedere questi documenti.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  La mia richiesta di ordine del giorno era relativa  ad
  un'altra questione.
   So  che è all'ordine del giorno della seduta odierna un disegno di
  legge  esitato dalla I Commissione dove il gruppo parlamentare  UDC
  non  è  rappresentato.  Pertanto, chiedo  formalmente  che  non  si
  trattino  più disegni di legge, mi riferisco in particolar  modo  a
  quello  esitato  dalla  I  Commissione,  in  quanto  lesivo  di  un
  principio  democratico, in merito all'iter di un disegno di  legge,
  dato  che  un  gruppo  parlamentare non  è  in  quella  commissione
  rappresentato.
   Ripeto,  chiedo  che non vengano più trattati  disegni  di  legge,
  partendo  da  questo  esitato dalla I  Commissione  che  tratta  di
  disposizioni in materia di enti locali, fin quando non si procederà
  ad  integrare  le  commissioni con i  componenti  dei  vari  Gruppi
  parlamentari.

   PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, anche per altre motivazioni,  tra
  poco  vi leggerò una lettera,  il III punto dell'ordine del  giorno
  non sarà trattato questa sera.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
       interno, di interrogazioni e interpellanze della rubrica
                         Territorio e ambiente

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,   di   interrogazioni   e  interpellanze   della   rubrica
   Territorio e ambiente .
   Si   procede  con  l'interrogazione  n.  1010  «Finanziamento  dei
  progetti  per  opere di prevenzione dal rischio  idrogeologico  del
  Comune di Aci Castello (CT)», a firma dell'onorevole Pogliese.
   Avverto    che,    per   assenza   dall'Aula    del    firmatario,
  l'interrogazione é trasformata in interrogazione con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1683  «Misure  per  impedire  le
  trivellazioni  nel  Canale  di  Sicilia»,  a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo. Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso  che  nel  Canale  di  Sicilia   sono   state
  recentemente   trovate,  in  seguito  al   programma   di   ricerca
  'Biodiversità Canale di Sicilia', formazioni e specie mai osservate
  nei   mari  italiano,  come  il  corallo  nero,  le  gorgonie,   le
  balenottere e le tartarughe marine;

   considerato  che  a  circa  350 metri  di  profondità  sono  stati
  scoperti anche numerosi reef di corallo fossile costituiti  per  la
  maggior  parte  da Lophelia pertusa e Madrepora oculata,  simili  a
  quelle presenti nel Mar Rosso;

   visto che le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa, in mezzo al
  Canale  di Sicilia, rappresentano veri santuari della biodiversità,
  importantissimi  per  la riproduzione del grande  squalo  bianco  e
  delle   tartarughe   marine,  nonché  per   l'alimentazione   delle
  balenottere;

   preso  atto  che  l'area  del  Canale di  Sicilia  è  recentemente
  diventata a rischio, visto che da qualche tempo sono state  avviate
  trivellazioni che hanno individuato ricchi giacimenti petroliferi;

   considerato   che  le  trivellazioni  in  atto  comprometterebbero
  seriamente e in modo irreparabile i fondali del Canale di  Sicilia,
  con  ripercussioni  gravi anche sulle specie  marine  che  popolano
  l'area;

   per  sapere se non ritengano utile e necessario attivarsi al  fine
  di impedire l'ipotesi di un simile disastro e valutare, di concerto
  con i territori interessati, la possibilità di raggiungere l'intesa
  necessaria per l'istituzione dell'area marina protetta nelle  acque
  di  Pantelleria e dell'arcipelago delle Egadi, che di fatto farebbe
  venir meno definitivamente un disastro già annunciato». (1683)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  l'interrogante  richiama  ad  un  tema  altamente   di
  attualità,  quella  che è la ricerca petrolifera  nelle  acque  del
  Mediterraneo.
   Su  questo  argomento il Governo regionale si è espresso contrario
  con una delibera di Giunta la  n. 263 del 14 luglio 2010, chiedendo
  a tutti gli Uffici della Regione, ma soprattutto al Ministero dello
  Sviluppo economico che, ai sensi del decreto legislativo n. 152,  è
  competente, nel caso in cui ci fossero richieste di permessi sia di
  ricerca  che di perforazione nelle acque circostanti il  Canale  di
  Sicilia, il Tirreno e lo Ionio nelle acque prospicienti la Sicilia,
  di esprimersi negativamente.
   Ai  sensi di questa delibera regionale il Ministero dello Sviluppo
  economico,  anche  se  il decreto legislativo n.  152  non  prevede
  nessun  ruolo attivo della Regione siciliana se non per un  sentito
  parere,   non  ha  rilasciato  permessi  né  di  ricerca,   né   di
  perforazione  nelle acque circostanti la Sicilia; esistono  diverse
  richieste,  circa una ventina, però, ripeto, ad oggi, il  Ministero
  dello  sviluppo economico si è attenuto a quello che è  l'indirizzo
  della Regione siciliana.
   La  domanda  che pongo al Parlamento è un'altra,  è  un  tema  che
  ricorre   anche  per  il  nucleare,  ovviamente  gli  altri   Stati
  rivieraschi  non  si  comportano di  conseguenza,  quindi,  abbiamo
  piattaforme  o  attività di ricerca petrolifera a pochi  metri  dal
  confine delle acque territoriali sia esso tunisino maltese e  anche
  libico.
   Quindi,  per  quanto riguarda le acque territoriali nazionali  c'è
  un'azione  di  concerto con il Ministero dello  Sviluppo  economico
  però non possiamo impedire quelle che sono le azioni di ricerca  in
  acque  prospicienti,   e  dato che  le correnti  marine  non  hanno
  confini,  nulla  impedisce che le attività  di  perforazione  o  di
  ricerca  nelle acque territoriali di altri Paesi possano avere  dei
  riverberi negativi sui nostri mari.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   mentre
  percorrevo  il tratto di corridoio per arrivare qui sul  podio,   i
  deputati  mi  facevano presente una cosa che è sotto gli  occhi  di
  tutti:  se  oggi  non  vi  fosse in Aula la  minoranza  l'Assemblea
  potrebbe aver già aver chiuso i battenti.
   Mi  pare  di  vedere  solo  ed esclusivamente  un  deputato  della
  maggioranza, deputato della maggioranza che salutiamo con gioia, in
  quanto  notoriamente  amico nostro, però il  dato  vero  su  cui  i
  siciliani devono riflettere e che l'ex opposizione oggi maggioranze
  che   si  è  sostituta a quella  uscita dalle urne,  non  riesce  a
  garantire  la  presenza  di mezza dozzina di  deputati  per  potere
  svolgere la normale attività d'Aula.

   RINALDI.     Signor   Presidente,   questo   non    c'entra    con
  l'interrogazione.

   VINCIULLO.  Guardi, essendo io  professore di lettere,  in  genere
  non  vado  fuori  tema,  in questo caso ho  centrato  perfettamente
  l'argomento, tanto e vero che, lei si sta dolendo in continuazione.
  Il  problema  vero è che non ci siete, ma anche ieri  sera  abbiamo
  approvato  la  legge  solo  con  la  nostra  presenza  qualificata,
  qualificante ed indispensabile.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Vinciullo,    è   stato    puntualizzato
  abbastanza.

   VINCIULLO. Volevo rispondere all'assessore, per prendere atto  che
  con  legittimo compiacimento che il Governo nazionale, a differenza
  di  quanto  qualcuno  va  dicendo  in  giro  non  ha  più  concesso
  autorizzazioni.
   Assessore,   io  sono felice di quello che lei  ha  detto,  perchè
  questa  sera, a differenza di qualche altro suo collega di governo,
  e  di  qualche  altro  esponente  della  maggioranza  che  dice  di
  sostenerla,   in   questi  giorni  sui  giornali  hanno   sostenuto
  esattamente il contrario. In pratica, hanno detto che  il Ministero
  dello  Sviluppo  Economico avrebbe concesso autorizzazioni  per  le
  trivellazioni.
   Quando ho presentato questa interrogazione la richiesta era  stata
  fatta  proprio per appurare la verità e per dimostrare ai siciliani
  che il Governo nazionale non è vero che trascura la Sicilia e non è
  vero   che   ha   concesso   tutte   queste   autorizzazioni   alla
  trivellazione.
     Lei  parla di venti richieste che non sono state ancora ad  oggi
  autorizzate,  lei ha fatto riferimento al decreto  legislativo  152
  che pur non prevedendo l'obbligatorietà per il Governo nazionale di
  operare in concertazione con la Regione siciliana, fino ad  ora  lo
  Stato non ha deciso nulla senza prima aver consultato la Regione.
   Quindi  proprio per la verità che lei questa sera lei ha avuto  il
  coraggio  di  esprimere pubblicamente, e per  avere  dimostrato  ai
  siciliani  che il Governo nazionale non ha mai operato  contro  gli
  interessi della Sicilia, non posso che non essere soddisfatto della
  risposta che lei ha dato.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  1780   «Opportune
  iniziative  volte alla corretta adozione delle varianti al  vigente
  Piano  regolatore generale della città di Siracusa», a firma  degli
  onorevoli De Benedictis, Marziano, che non vedo in Aula.
   Pertanto,  per  assenza  dell'Aula  dei  firmatari,  la  stessa  è
  trasformata in interrogazione con richiesta di  risposta scritta.
   Si  passa  alla  interrogazione n. 2067 «Misure per porre  rimedio
  alle problematiche causate dalla istituzione della riserva naturale
   Pantani'  della  Sicilia sud-orientale' sulla produzione  agricola
  del  siracusano»,  dell'onorevole  Vinciullo  e  Pugliese.   Ne  do
  lettura:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   con  DDG  n.  557 del 27 luglio 2011, l'Assessorato regionale  del
  territorio ha istituito la riserva naturale 'Pantani della  Sicilia
  sud orientale';

   tale riserva ricade nei territori dei comuni di Ispica, Pachino  e
  Noto;

   considerato  che, ferma restando l'importanza dell'istituzione  di
  una   riserva  naturale,  sempre  propedeutica  alla   tutela   del
  territorio  e  della  fauna locale, non si comprende  come  mai  la
  creazione  dei 'Pantani della Sicilia sud orientale' non sia  stata
  preceduta  da  un  tavolo di concertazione con  gli  amministratori
  locali  coinvolti  e,  soprattutto,  con  le  organizzazioni  degli
  imprenditori  che  hanno  le  loro attività  all'interno  dell'area
  destinata a riserva;

   preso atto che:

   i  comuni di Pachino, Ispica e Noto sono i maggiori produttori  al
  mondo di pomodorini di qualità denominati appunto 'di Pachino';

   proprio  nella  zona  interessata dalla riserva  naturale  sorgono
  immense  serre  per  la coltivazione intensiva  del  pomodorino  di
  qualità.  Sempre nella stessa zona sono sorti capannoni industriali
  per   la  lavorazione,  conservazione  e  spedizione  del  pregiato
  prodotto agricolo locale;

   rilevato che:

   l'istituzione  della riserva avrebbe come immediato  risultato  lo
  smantellamento  di tutte le realtà agricole ivi esistenti,  con  un
  danno  economico incalcolabile e, soprattutto, con  la  perdita  di
  migliaia di posti di lavoro;

   il  consorzio di tutela IGP 'Pomodoro di Pachino' ha già  iniziato
  una azione legale per impugnare il decreto istitutivo della riserva
  con   l'obiettivo   di   ridisegnare  i   confini   della   stessa,
  salvaguardando così l'intero sistema produttivo del  pomodorino  di
  Pachino;

   per  sapere  se  non ritengano urgente intervenire  convocando  un
  tavolo   di   concertazione  al  fine  di   affrontare   tutte   le
  problematiche  sorte a causa della riserva naturale 'Pantani  della
  Sicilia sud orientale', al fine di tutelare gli interessi legittimi
  di centinaia di produttori e serricultori di Pachino, Noto e Ispica
  che  rischiano  la  chiusura  forzata delle  loro  aziende  con  la
  conseguente  perdita del posto di lavoro per migliaia di  siciliani
  e, nel contempo, salvaguardare le esigenze di tutela della natura.»
  (2067)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  ed   ambiente,   Signor
  Presidente, nell'interrogazione a firma dell'onorevole Vinciullo si
  richiama l'affidamento in gestione dei  Pantani della Sicilia  sud-
  orientale',  riserva che è stata istituita con decreto assessoriale
  numero  970 del 10 giugno 1991, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
  della Regione Siciliana numero 49 del 19 ottobre 1991, approvato ai
  sensi  della legge regionale 14/88 che conteneva il piano regionale
  dei parchi e delle riserve.
   Furono  individuate 79 aree da proteggere, una di  queste  era  la
  riserva   dei   Pantani   sud-orientali  perché   rappresentava   e
  rappresenta  ancora oggi un habitat unico relativo alla  migrazione
  dell'avifauna,  essendo una zona umida, una  zona  ramsa  ormai  da
  diversi anni.
   L'approvazione  del decreto da parte dell'assessorato  è  avvenuto
  dopo  un  lungo iter, si è addivenuti a quel piano delle 79 riserve
  dopo  diverse  concertazioni  con  gli  enti  locali  e  col  mondo
  dell'associazionismo ambientale. Siamo addivenuti  a  quel  decreto
  assessoriale  col  parere del Consiglio regionale della  protezione
  della  natura  e,  ovviamente,  col parere  della  IV   Commissione
   Ambiente .  Come dicevo, è un'area di alto valore  ambientale,  le
  zone umide in Sicilia sono ormai rimaste poche e queste poche vanno
  ovviamente protette.
   Lo  spirito  d'istituzione di quella riserva non era e  non  è  di
  colpire  le  attività  agricole presenti  nel  luogo;  infatti,  il
  regolamento, con decreto del dirigente generale del 27 luglio 2011,
  non ha istituito la riserva ma  ha dato in gestione, secondo quanto
  prevedeva  il piano, la riserva; l'azienda regionale delle  foreste
  demaniali  ha  un  regolamento - ripeto - che consente  l'esercizio
  delle attività agricole.
   Questa  istituzione ha avuto il compiacimento dei due  dei  comuni
  ricadenti nell'area della riserva naturale orientata, il comune  di
  Ispica  e  il  comune  di Scicli, che con due note  all'assessorato
  hanno  dato  un  parere  favorevole all'istituzione  della  riserva
  stessa.
   Ciò  nondimeno  ho  programmato per  il  4  novembre  prossimo  un
  incontro con le associazioni di categoria del territorio e con  gli
  operatori  agricoli, per tranquillizzarli e, ove fosse  necessario,
  modificare  il regolamento per consentire che l'area del pachinese,
  dove  ci sono dei prodotti unici dell'agricoltura siciliana,  possa
  andare avanti senza interferenze.
   La  riserva  può valorizzare alcune delle aree agricole  ricadenti
  nel   proprio   perimetro,  ma  ove  questo   dovesse   danneggiare
  l'agricoltura, sentite le organizzazioni agricole, siamo  pronti  a
  modificare, a rivedere sia il regolamento sia il perimetro.
   Per   il   4  novembre  ho  concordato  un  incontro,  così   come
  l'interrogante richiede, e su questo mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,   qualcuno   malignamente   potrà   dire   che   essendo
  notoriamente  e  da  antica data amico dell'assessore  Sparma,  non
  riesco   qui   a  fare  l'opposizione.   Devo,  però,   dare   atto
  all'assessore Sparma che rispetto a tutti gli altri suoi colleghi è
  l'unico assessore che viene in Aula a rispondere.
   Ho  presentato  questa interrogazione il 14 settembre  2011,  oggi
  credo  che  ne  abbiamo  20,  ad un mese  esatto  dalla  richiesta,
  l'assessore è venuto a rispondere, mentre ci sono assessori che  da
  oltre  due  anni non vengono in questa Assemblea, in  quest'Aula  a
  rispondere  ai  legittimi rappresentanti  del  popolo,  è  una  mia
  lamentela  che  continuo a sostenere e che ogni  volta  rappresento
  alla  Presidenza.  E  vorrei  anche  dire  che,  recentemente,   ho
  presentato un'ulteriore interrogazione riguardante i problemi della
  forestale e mi è stato chiesto dall'ufficio di ritirarla e vi  dico
  che  non sono assolutamente disposto a ritirarla anche perché  alla
  precedente, presentata oltre un anno fa, l'assessore competente non
  ha ancora risposto.
   Come  credo  che  vi  siano  circa 80 interrogazioni  parlamentari
  rivolte  all'assessore  Russo,  il  quale  in  spregio  di   questo
  Parlamento e in spregio anche della Presidenza, questo glielo  devo
  dire,  si  permette  di  non rispondere a questo  Parlamento  e  ai
  rappresentanti  del  popolo  siciliano,  perché  negare   che   c'è
  l'ufficio  della Protezione civile che fa la stessa  cosa,  abbiamo
  interrogazioni  fatte  da oltre due anni e l'ufficio  non  risponde
  anche quando ha risposte positive.
   Preferisce  non rispondere e preferisce che gli ascari  locali  di
  questo Governo si vendano la notizia come se fosse oggetto dei loro
  interventi  e  come  se fosse oggetto di carità  che  dal  cielo  è
  cascata  sul  territorio della provincia di Siracusa quando  invece
  era un diritto riconosciuto dalla legge numero 433.
   Su  questo,  signor  Presidente, continuerò ad intervenire  perché
  l'illegittimità di questo Governo è data non solo dal fatto che non
  hanno  una maggioranza, che non hanno parlamentari in Aula  che  li
  sostengono, ma anche dal fatto che non rispondono a quelle che sono
  le istanze che provengono dal territorio attraverso i deputati.
   Non  solo,  l'altro ieri, l'assessore Massimo  Russo  è  venuto  a
  Siracusa  dicendo  che  lui  se  ne infischiava  della  mozione  di
  sfiducia  fatta  dall'Assemblea  perché  tanto  lui  non  riconosce
  l'Assemblea  regionale  siciliana, ma  non  la  riconosce  tutti  i
  giorni, tutte le ore, tutti i minuti in cui si svolgono i lavori in
  quest'Aula, quando non viene in quest'Aula e non risponde.
   Pertanto, illegittimo lui, illegittimo il Governo che non è frutto
  di  una  maggioranza uscita dalle urne, ma non è frutto nemmeno  di
  un'attività tale che gli consente di rispondere a quelle  che  sono
  le  elementari  funzioni  per  le quali  sono  stati  nominati  dal
  presidente   Lombardo,  il  quale  -  devo  dire  -   li   richiama
  costantemente  perché scrive loro delle letterine  comunicando  che
  entro  sessanta giorni devono  rispondere perché in caso  contrario
  sono dei monelli.
   Si deve giungere alla conclusione che l'unico assessore che non  è
  monello  è  l'assessore Sparma e l'assessore Chinnici che  risponde
  anche   lei   in  Aula,  tutti  gli  altri  sono  dei   monellacci,
  assolutamente indifferenti ai problemi della gente.
   Il secondo motivo per cui ringrazio l'assessore Sparma è per avere
  accolto  immediatamente la mia richiesta e per aver fissato  questo
  incontro  con le categorie produttive della zona del pachinese  che
  sono  quelle,  per essere chiari, per l'istituzione o comunque  per
  l'emanazione  di  questo regolamento riguardante  l'istituzione  di
  questa riserva naturale Pantano della Sicilia sud orientale.
   Perché  vero  è che sono coinvolti anche i comuni di Ispica  e  di
  Noto,  ma questi comuni sono marginali in tutta questa vicenda,  in
  quanto  tutti i produttori agricoli, tutti coloro i quali producono
  il  famoso  ciliegino Pachino, che è arcinoto in  tutto  il  mondo,
  hanno  come sede la città di Pachino e in parte la città  di  Porto
  Palo.
   Quello  che  avevamo chiesto all'assessore era  un  atto  di  buon
  senso, voler incontrare le categorie produttive e confrontarsi  con
  loro  su  una  serie di angherie, fra virgolette, che i  produttori
  agricoli sostengono di subire da parte di questo regolamento che  è
  stato emanato il 27 luglio 2011.
   Quindi,  accogliamo  con soddisfazione questa richiesta  e  prendo
  atto  che  l'assessore ritiene importante quanto  gli ho suggerito.
  Pertanto,  in  attesa della riunione del 4 novembre non  posso  che
  dichiararmi   soddisfatto   della   decisione   presa   da    parte
  dell'assessore.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, come lei sa, la Presidenza  si  è
  attivata  più volte per sollecitare questo Governo a dare  risposte
  al  Parlamento  e,  quindi,  al territorio,  come  giustamente  lei
  sottolineava.  La  Presidenza  sta pure  studiando,  a  termini  di
  Regolamento e di legge, un modo per far sì che i deputati di  tutti
  gli  schieramenti  politici, cioè i rappresentanti  del  Parlamento
  eletti  dal  popolo, come lei ben diceva, abbiano la  soddisfazione
  che  le  loro  richieste,  le  interpellanze  e  le  interrogazioni
  presentate, abbiano risposta dal Governo stesso.
   Si  passa  allo svolgimento dell'interpellanza numero 66  «Notizie
  sulla  compatibilità  ambientale del progetto  'Iniziativa  Sealine
  Tirrenica'  della società Snam Rete Gas del comune di Manforte  San
  Giorgio», a firma dell'onorevole Corona. Ne do lettura:

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   la  Snam  Rete  Gas s.p.a., con nota del 26 giugno 2008,  ai  fini
  dell'ottenimento  della pronuncia di compatibilità  ambientale  del
  progetto denominato 'Iniziativa Sealine Tirrenica', ha trasmesso al
  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,
  ai  sensi  dell'art. 23 del d.lgs. n. 152 del 2006, come modificato
  dal  d.lgs.  n. 4 del 2008, l'istanza e l'afferente documentazione.
  Copia  della  suddetta  richiesta, correlata con  documentazione  e
  studio  di  impatto  ambientale, è stata altresì depositata  presso
  diversi  enti,  interessati a vario titolo dal procedimento,  e  in
  particolare presso il Comune di Monforte San Giorgio (ME) e  presso
  l'Assessorato Territorio e ambiente;

   considerato che, con deliberazione consiliare n. 24 del 21  agosto
  2008,  sono state condivise dal Consiglio comunale di Monforte  San
  Giorgio le eccezioni ed i rilievi dallo studio d'impatto ambientale
  prospettati  nella relazione del responsabile del settore  tecnico-
  manutentivo  dello stesso Comune e che, con la stessa  delibera,  è
  stato  stabilito di dare mandato al Sindaco di formalizzare in  tal
  senso   la  presentazione  di  opportune  osservazioni  presso   le
  competenti autorità;

   rilevato  che,  con  nota  a firma del  Sindaco  di  Monforte  San
  Giorgio,  in  relazione al procedimento di valutazione dell'impatto
  ambientale  del progetto denominato 'Iniziativa Sealine  Tirrenica'
  proposto dalla Snam Rete Gas s.p.a., sono state formulate presso le
  autorità  competenti  eccezioni in ordine alle  verifiche  tecnico-
  amministrative   per   la   procedibilità   dell'istanza,    nonché
  osservazioni  in  relazione all'avviso pubblico ed all'istanza  per
  l'ottenimento  della  pronuncia  di  compatibilità  ambientale  del
  progetto in argomento;

   considerato  ancora che gli studi meteoclimatici  non  sono  stati
  eseguiti sul sito d'interesse; infatti, essi riguardano sia un'area
  posta   a  circa  3  chilometri  più  a  monte  rispetto  a  quella
  dell'ipotizzata centrale ed  abbracciano temporalmente  un  periodo
  storico  relativo  agli  anni  2004-2005-2006,  sia  un'area  posta
  addirittura  ad una distanza di circa 15,5 chilometri  da  Monforte
  San Giorgio ed un periodo storico che va da gennaio 1951 a dicembre
  1991;

   evidenziato  che  quanto  rappresentato  comporta  inevitabilmente
  l'alterazione  dei  risultati conseguiti negli studi;  infatti,  il
  predetto  periodo  e le aree di studio non possono  far  testo,  in
  quanto  da  circa  tre  anni  le  condizioni  meteoclimatiche   del
  territorio sono caratterizzate da una profondissima instabilità che
  introduce   un  concetto  fondamentale  di  repentina   variabilità
  climatica, che è stato fonte di grande preoccupazione per il Comune
  e per le strutture di Protezione civile;

   verificato  che  questa  zona ha subito in detto  arco  temporale,
  com'è  dato rilevare dall'archivio storico della Protezione civile,
  devastanti  fenomeni climatici del tutto inconsueti  rispetto  alle
  tradizionali  caratteristiche  stagionali  locali  e  che  si  sono
  abbattute  sul  territorio piogge alluvionali che hanno  comportato
  notevoli dissesti idrogeologici, danneggiamento delle reti  viarie,
  ingrossamento  e  minaccia  di  tracimazione  del  torrente  Niceto
  rispetto  agli argini di contenimento, con rischio d'interessamento
  del  sito  ipotizzato  per  la  realizzazione  della  centrale   di
  compressione  SNAM  e  pregiudizio  per  la  pubblica   e   privata
  incolumità;

   verificato,  inoltre,  che hanno spirato in  quest'ultimo  periodo
  venti  disastrosi, soprattutto da nord-ovest (tramontana, maestrale
  e  vento  di  ponente) che hanno generato mareggiate ed  accentuato
  l'erosione  della costa, provocando danneggiamenti  alle  strutture
  urbano-industriali,   agli  impianti  di   trasporto   dell'energia
  elettrica,  alle  linee  telefoniche ed al  patrimonio  agro-silvo-
  pastorale,  e  che  a  comprovare quanto sopra,  presso  l'area  in
  studio,   un'empirica   lettura  del   territorio   fa   constatare
  l'esistenza  di massi frangiflutti posti per proteggere  la  piazza
  esistente dalle mareggiate e di barriere frangivento, costituite da
  schiere  di  cipressi piramidali, poste a protezione delle  colture
  dai superiori venti;

   considerato,  inoltre,  che  gli  studi  afferenti  alla   qualità
  dell'aria,  effettuati  dalla SNAM, riguardanti  le  immissioni  in
  atmosfera, sono stati condotti in un arco temporale che  va  dall'8
  al 22 agosto 2007.  E' facilmente intuibile l'inattendibilità degli
  stessi,  atteso  che  monitorizzano un  periodo  in  cui  tutte  le
  industrie  poste  in  prossimità  dell'area  d'interesse  risultano
  chiuse per le ferie estive;

   ritenuto  che  lo studio prodotto, pertanto, è inficiato  da  vizi
  metodologici i quali, basandosi poi su i dati statistici  superati,
  hanno prodotto dei risultati totalmente destituiti di fondamento  e
  che  la  diversa  disposizione dei venti predominanti  rispetto  al
  quadro base dello studio prodotto dalla SNAM comporta l'alterazione
  dei  risultati  sulla  capacità  dell'atmosfera  di  disperdere  le
  immissioni inquinanti, generando un grave pericolo per la  frazione
  Marina,  in  quanto i venti, spirando prevalentemente in  direzione
  nord-ovest,  spingeranno  sull'abitato  della  stessa  regione   le
  immissioni inquinanti, facendole ivi stazionare;

   per  conoscere,  a sostegno delle legittime iniziative  intraprese
  dal  Sindaco  e dal Consiglio comunale del Comune di  Monforte  San
  Giorgio e nella considerazione, che suscita ancora più allarme, dal
  fatto  che,  nonostante quanto premesso, lo studio ha prodotto  dei
  risultati  prossimi  ai limiti minimi di sicurezza  previsti  dalla
  vigente normativa, quali provvedimenti urgenti intenda adottare  al
  fine   di   salvaguardare  la  salute  e  il  grave  pericolo   per
  l'incolumità dei cittadini del comune di Monforte San Giorgio e dei
  comuni  limitrofi,  fortemente  minacciati  dalla  richiesta  della
  società  Snam  Rete  Gas s.p.a. che ulteriormente  appesantisce  un
  comprensorio ad alto rischio ambientale». (66)

   Ha    facoltà    di    parlare    l'assessore    per    rispondere
  all'interpellanza.

   SPARMA,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   ringrazio   l'onorevole   Corona   per   aver   posto
  all'attenzione  dell'Aula  un  argomento  di  altissima  attualità,
  l'abbiamo  già  trattato  in  IV  Commissione  recentemente  e   lo
  riproponiamo all'Aula.
   L'iniziativa  della  Snam  Rete  Gas  della  Sealine  Tirrenica  è
  un'iniziativa, ovviamente non sfuggirà a nessuno, di infrastruttura
  energetica  di  altissimo valore energetico,  ma  di  alto  impatto
  ambientale  e  questa iniziativa prevede anche la realizzazione  di
  una  centrale di compressione nel territorio del comune di Manforte
  Sangiorgio.
   La  scelta  di  questo  sito  è  stata  ovviamente  travagliata  e
  contrastata  non  solo  dal comune attraverso  atti  del  consiglio
  comunale  con delibere di Giunta e con parere dell'Ufficio tecnico,
  ma  la stessa Amministrazione regionale in sede di commissione  VIA
  nazionale  ha  fatto proprie le perplessità che  il  comune  stesso
  aveva  richiamato,  sia  per quanto riguarda  la  scelta  del  sito
  ricadente  in  un'area  di  un  certo  rischio  idro-geologico,  ma
  soprattutto  anche per l'impatto nelle vicinanze  delle  abitazioni
  del comune stesso.
   Abbiamo dato,  in sede di commissione  DIA, parere negativo  ed  è
  stato  chiesto alla società SNAM rete gas di individuare, ritenendo
  tutti l'alta valenza energetica e strutturale per il Paese, di  non
  privarsi  di  una  rete di collegamento gas di  questo  valore,  di
  individuare un altro sito meno impattante.
   Ad  oggi in nuovo sito non è stato individuato, ma la società  per
  vie  informali  SNAM rete gas ci ha comunicato che insisterà  sulla
  scelta dello stesso sito.
   Questo  ovviamente porterà ad un parere negativo già espresso,  ma
  riconfermare un parere negativo da parte del Servizio 1  - VIA  VAS
  dell'Assessorato Territorio e ambiente in sede di commissione  DIA.
  Quel  sito  lo  riteniamo noi stessi inadeguato, quindi  su  questa
  strada andiamo avanti.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Corona   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   CORONA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  sono
  soddisfatto della risposta in merito alla mia interrogazione,  anzi
  devo  dire  doppiamente soddisfatto perché,  come  diceva  bene  il
  collega  Vinciullo,  lei è un assessore che  si  distingue  per  un
  corretto  rapporto con questo Parlamento e, quindi, con  i  singoli
  deputati  regionali; riesce in tempi brevi a dare risposte concrete
  in  modo  tale  che noi stessi, che poniamo problemi nell'interesse
  generale,   riusciamo  anche  a  trasferire  l'impegno  di   questo
  Parlamento e anche del suo assessorato in direzione di un  corretto
  rapporto di servizio per il territorio.
   Lei  sa benissimo che quelle realtà oggi soffrono, da ormai lunghi
  anni,  alcune  e  molte  inadempienze da parte  della  Regione.  In
  relazione   a  quanto da  lei detto le raccomando  vivamente,  come
  assessore all'ambiente e al territorio, di procedere ai controlli e
  alle verifiche perché lei sa benissimo che in quelle realtà ci sono
  7  comuni che sono stati dichiarati, già da oltre 10 anni, aree   a
  rischio  elevato  di  inquinamento ambientale per  l'insistenza  di
  parecchie  industrie  che alla fine non svolgono  più  quel  famoso
  miraggio di  sviluppo economico ed occupazionale, ma soprattutto si
  distinguono per l'inquinamento che provocano in quel territorio  e,
  soprattutto,   per   i   danni  che  sono  ormai   scientificamente
  considerati come danni irreversibili per la salute dei cittadini.
   Signor Assessore, il fatto che la Regione e che il suo assessorato
  non  abbia dato il parere previsto nell'approvazione VIA, credo che
  sia  il modo migliore per contrastare scelte che alla fine noi  non
  contestiamo  sul  piano dell'ipotesi di sviluppo e  per  le  future
  generazioni  che certamente devono avere energia a sufficienza  per
  vivere   ancora  meglio  nelle  nostre  realtà,  quello   che   noi
  contestiamo  è  che  spesso alcune scelte sono calate  dall'alto  e
  queste  scelte finiscono per appesantire situazioni già di  per  sé
  molto gravi.
   Su questo vorrei insistere richiamando la sua sensibilità e quella
  del  Governo,  per chi all'interno del Governo poi  esprime  queste
  sensibilità  che  spesso sono disattese;  i  cittadini  si  rendono
  conto  che  non  tutta la politica è da biasimare, certa  politica,
  quella buona, che è fatta nell'interesse esclusivo del territorio e
  dei cittadini,  spesso viene apprezzata.
   Oggi  i  cittadini  sanno  distinguere tra  chi  svolge  un  ruolo
  nell'interesse personale e chi svolge un ruolo di servizio verso la
  collettività.
   La ringrazio assessore e vado avanti in questo senso.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Corona, e a  tal  riguardo  vorrei
  suggerire all'assessore che potrebbe rispondere a SNAM -  Rete  gas
  che  ha già una centrale di pompaggio a qualche chilometro da  dove
  la  vuole  realizzare e non si capisce perché ne  vuole  realizzare
  un'altra per deturpare altro territorio.
   Si   passa   allo   svolgimento  dell'interpellanza   numero   121
  «Chiarimenti  in merito ai progetti a valere sulla misura  226  del
  piano   per   lo   sviluppo   rurale  (PSR)   2007-2013   rubricata
  'Ricostituzione   del  patrimonio  forestale  e   introduzione   di
  interventi preventivi», a firma dell'onorevole Mattarella.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore per le risorse agricole e  alimentari,
  premesso che:

   il  PSR  (programma  di sviluppo rurale) della  Sicilia  2007-2013
  dovrebbe   consentire  l'attuazione  di  interventi   necessari   a
  sostenere lo sviluppo del settore agricolo, alimentare e forestale,
  nonché  la  conservazione  e  valorizzazione  dell'ambiente  e   lo
  sviluppo  sostenibile  dei  territori  rurali  della  Regione   nei
  prossimi sette anni;

   il  budget previsto per realizzare questo obiettivo ammonta a  2,1
  miliardi di euro di risorse pubbliche (di cui 1,2 comunitarie) e si
  articola  su quattro 'assi' (competitività, agroambiente,  sviluppo
  rurale e approccio leader), a cui aggiungere l'assistenza tecnica e
  circa  30  'misure',  che  definiscono gli  ambiti  dell'intervento
  regionale per le aree rurali;

   la misura 226, dal titolo 'Ricostituzione del potenziale forestale
  ed  introduzione di interventi preventivi' - attuata sulla base del
  programma  di  sviluppo rurale 2007/13 approvato dalla  Commissione
  europea  con  decisione  CEE (2008) 735 del 18/02/2008  e  adottato
  dalla Giunta regionale di Governo con delibera n. 48 del 19/02/2008
  -  prevede la concessione di aiuti destinati alla protezione  delle
  foreste dagli incendi, alla difesa dal dissesto idrogeologico ed al
  rimboschimento  delle aree danneggiate da disastri  naturali  o  da
  incendi con specie più resistenti a tali avversità;

   la  dotazione  finanziaria  pubblica  della  misura  per  l'intero
  periodo di programmazione è pari a 54.904.414,50 euro;

   i  soggetti  beneficiari  -  possono  essere  privati,  singoli  o
  associati,  comuni  singoli  o  loro  associazioni  e  la   Regione
  siciliana   e   altre  amministrazione  pubbliche  -   sono   stati
  individuati attraverso un bando pubblico;

   il   suddetto  bando  riserva  all'amministrazione  regionale  gli
  interventi  di  realizzazione  o adeguamento  di  torrette  per  il
  controllo   del   territorio,  la  realizzazione  di  elisuperfici,
  l'acquisto  di  automezzi e attrezzature per la prevenzione  ed  il
  controllo  degli incendi e l'adeguamento tecnologico e  strutturale
  delle sale operative regionali e provinciali;

   il  comando  del corpo forestale della Regione siciliana,  facente
  capo   all'Assessorato   Territorio,  ha   partecipato   al   bando
  presentando progetti per un importo complessivo di 9,2  milioni  di
  euro;

   considerato che:

   tutti  i progetti presentati dal comando del corpo forestale  sono
  stati  rigettati per carenza di documentazione dall'Azienda foreste
  demaniali,  facente capo all'Assessorato Risorse agricole,  che  ha
  recentemente pubblicato l'esito delle istruttorie della domande;

   l'Assessore  per le risorse agricole ha annunciato  l'apertura  di
  un'indagine  interna  per  verificare i  motivi  della  bocciatura,
  riaprendo, nel frattempo, i termini del bando;

   per conoscere:

   quale sia, in particolare, la documentazione mancante e a chi  sia
  adducibile  la  responsabilità  dell'assenza  della  documentazione
  prescritta;

   se,  nell'ambito  delle documentazioni non  fornite  dagli  uffici
  competenti,  vi siano quelle riguardanti le indagini  geofisiche  e
  geomeccaniche;

   se,   stante   la  riapertura  del  bando,  sussista   ancora   la
  disponibilità  finanziaria  necessaria  a  sostenere  i  costi  per
  l'integrazione della documentazione». (121)

   SPARMA,  assessore per il territorio e l'ambiente. L'interpellanza
  dell'onorevole  Mattarella, la numero  121,  riguarda  un  caso  di
   schizofrenia amministrativa . Di questo si tratta, purtroppo.
   La  misura 2.2.6 che aveva come beneficiari enti locali, ma  anche
  il  Corpo forestale dello Stato, prevedeva, al punto 17.3.5, che ad
  esprimersi per il progetto fosse l'organo deliberante.
   Questo  ovviamente era valido per gli enti locali, non può  essere
  valido  per un Dipartimento dell'amministrazione in quanto l'organo
  deliberante è il dirigente generale stesso che presenta i  progetti
  per l'istruttoria.
   L'azienda  non  ha  ritenuto  il  dirigente  generale  del   Corpo
  forestale  organo deliberante e con questa motivazione ha rigettato
  i  progetti  richiamati nell'interpellanza. Ovviamente,  questo  ha
  creato difficoltà amministrative,  però non ha portato alla perdita
  delle risorse.
   Nella seconda parte dell'interpellanza si chiede proprio questo e,
  quindi,   l'amministrazione  del  Corpo  forestale,  chiarito   con
  l'amministrazione  dell'Azienda foreste che  l'organo  deliberante,
  nel  caso  di un dipartimento, è il dirigente generale  stesso,  ha
  ripresentato gli stessi provvedimenti specificando meglio  cosa  si
  intende  per  organo deliberante, e sono al momento in  istruttoria
  all'Azienda  stessa.  Questo, ovviamente, con una  valutazione  che
  verrà   fatta;   le  risorse  nella  misura  2.2.6  sono   comunque
  sufficienti  per  coprire le necessità infrastrutturali  del  Corpo
  forestale; è una misura alla quale, visto anche lo stato del  Corpo
  forestale  stesso che ha bisogno di adeguamenti, di  caserme  e  di
  diverse infrastrutture, è quanto mai necessaria.
   Quindi,  dopo  questa  incresciosa  azione  amministrativa,  si  è
  addivenuti  ad  un  percorso condiviso da due amministrazioni  che,
  qualora   l'istruttoria,  che  verrà  finalizzata  nelle   prossime
  settimane,  venisse accolta positivamente, consentirebbe  al  Corpo
  forestale  di utilizzare le misure previste dal piano  di  sviluppo
  rurale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Mattarella  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   MATTARELLA. Mi ritengo soddisfatto.

      Rinvio della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
    integrazioni al sistema elettorale degli enti locali» (502-106-
                                441/A)

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sul III  punto  dell'ordine  del
  giorno:   Discussione  del  disegno  di  legge  nn.   502-106-441/A
  «Modifiche  ed  integrazioni  al  sistema  elettorale  degli   enti
  locali»,  comunico che è pervenuta in data odierna  una  lettera  a
  firma dell'onorevole Maira, che vi leggo:
   «Preg.mo Presidente,
   mi  permetto  di  chiedere un rinvio dell'esame e trattazione  del
  disegno di legge nn. 502-106-441/A, del quale sono relatore e che è
  inserito al III punto dell'odierno ordine del giorno, poiché,  così
  come  attestato dal biglietto aereo elettronico che allego in copia
  fotostatica,   per  precedenti  e  non  rinviabili  esigenze   sono
  costretto a recarmi a Torino da oggi a tutta la giornata di sabato.
   Se  le  esigenze  sopra rappresentate non rallenteranno  i  lavori
  d'Aula Le sarò grato se vorrà spostare l'esame del disegno di legge
  alla riunione d'Aula di lunedì 24 corrente mese».

   Pertanto il terzo punto dell'ordine del giorno è rinviato.

   La  seduta  è rinviata a lunedì, 24 ottobre 2011, con il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -   Comunicazioni

   II  -   Svolgimento,  ai sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
  Regolamento  interno,  di  interrogazioni  ed  interpellanze  della
  rubrica  Economia  (v. allegato)

   III -  Comunicazioni del Governo in ordine alla vicenda Siremar

   IV - Discussione dei disegni di legge:

    1)  -  Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca.
         Norme in materia di artigianato, cooperazione e commercio.  (nn.
         732-672-699-700-713 /A)
             Relatore: on. Caputo

    2)  -   Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il
         superamento della crisi dell'area industriale di Termini Imerese.
         (n. 781/A)
             Relatore: on. Apprendi

    3)  -  Modifiche ed integrazioni al sistema elettorale degli enti
         locali.  (nn. 502-106-441/A)
             Relatore: on. Maira

                   La seduta è tolta alle ore 17.20

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 19.15

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli