Presidenza del vicepresidente Formica
GENNUSO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dal 19 al 20 ottobre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di disegno
di legge
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato
alla Commissione Ambiente e territorio' (IV):
- Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia sociale
convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico (n. 805)
di iniziativa parlamentare, presentato in data 18 ottobre 2011 e
inviato in data 19 ottobre 2011; parere I.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2152 - Completamento dei lavori di restauro alla chiesa di San
Pietro in Erice (TP).
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Firmatario: Oddo Camillo
N. 2153 - Iniziative a favore dei medici di famiglia del sistema
sanitario regionale.
- Assessore Salute
- Firmatario: Picciolo Giuseppe
N. 2154 - Iniziative in ordine all'introduzione del digitale
terrestre in Sicilia.
- Presidente Regione
- Firmatario: Marrocco Livio
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 585
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno n. 585, approvato nella seduta n.
291 del 18 ottobre 2011, è il seguente: Ulteriore proroga del
termine assegnato alla Commissione parlamentare speciale
d'indagine sul piano di informatizzazione della Regione siciliana,
con particolare riferimento agli affidamenti alla società 'Sicilia
e-servizi s.p.a.' .
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Marinello, Currenti,
Aricò, Lentini, Mineo, Torregrossa, Di Guardo, Bonomo, Donegani,
sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
BENINATI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò rapido.
Nella giornata di ieri il Presidente, onorevole Cascio, attivatosi
celermente sul problema Siremar ha fissato, dopo avere ascoltato il
Governo, una data, il 24 ottobre, come termine per ascoltare il
Governo.
Il mio intervento è volto a far sì che il Governo non solo venga
ascoltato, anche perchè l'onorevole Ardizzone ha ulteriormente,
ribadito quanto già nell'interrogazione da me era stato chiesto, e
che quindi si segua anche l'interrogazione, nel senso che il
Governo venga in Aula con la documentazione perché, altrimenti,
vanificheremmo una seduta ascoltando bellissime parole; ma quelle
che servono sono le carte, che sono state chieste con
un'interrogazione da me e poi dal collega, l'onorevole Ardizzone,
con accesso agli atti - che non gli è stato consentito - sono stati
ulteriormente richiesti.
Vorrei, quindi, ringraziare il Presidente dell'Assemblea e nella
qualità anche lei oggi qui presente ma per chiarire che il 24 il
Governo deve venire fornito di questa documentazione.
Che sia chiaro, per non rinviare ad altra data l'esame della
documentazione che è stata chiesta un mese fa da me, e
dall'onorevole Ardizzone.
A questo punto, volevo dedicare il mio tempo ad un problema,
anch'esso, abbandonato dall'assessore per l'agricoltura che
riguarda l'attività venatoria.
Signor Presidente, si faccia carico di invitare il Governo a
chiarire che la legge che abbiamo approvato, il decreto emanato,
nonché altro del calendario venatorio, di fatto ha creato una
aspettativa e su quell'argomento il sottoscritto è intervenuto più
volte, non a favore del Governo, pur avendo presentato il testo
che ha consentito di aprire la stagione venatoria in Sicilia,
ebbene, più volte l'assessore dichiarò in Aula - ci sono i verbali
- che, in ogni caso, nelle aree protette si sarebbe attivata la
procedura della valutazione di incidenza, quindi, invitava il mondo
venatorio a rinnovare il porto d'armi per andare a caccia.
Devo dire che siamo già al 20 di ottobre, ma di queste valutazioni
di incidenza sulle aree protette non se ne vede traccia.
E, allora, devo intervenire e mi sembra giusto perché molte di
queste persone hanno rinnovato il porto d'armi in prospettiva di
questa rassicurazione, quindi, sono stati purtroppo ingannati
Sono stati ingannati in quanto si dava certezza di tutto un
insieme di passaggi, si dava certezza che si poteva, in quelle
aree, esercitare questa attività, ma ciò non è accaduto.
Oggi siamo al 20 di ottobre, fra poco più di due mesi la stagione
venatoria chiuderà e dato che c'è questo mondo che è stato attento
a rinnovare, nel mese di settembre, il porto d'armi pagando una
quantità di somme, tanto per capire, parliamo di 7 o 8 milioni di
euro che la Regione incassa di queste tasse, ebbene, sembrerebbe
che sia stato detto, e basterebbe prendere i verbali delle sedute,
che con questa norma si risolvevano tutti i problemi.
Signor Presidente, questo non è accaduto A questo punto è ovvio e
non richiamo all'attenzione dell'argomento l'assessore per il
territorio e l'ambiente, che non c'entra nulla sulla vicenda,
questa è una responsabilità che si deve accollare, totalmente,
l'assessorato per l'agricoltura, e tutti coloro che hanno voluto
creare una norma che ha creato solo maggiore confusione a questo
mondo. Io avevo invitato a non approvare quel tipo di norma, le
dico di più e concludo, forse mi passerò un capriccio ed invierò
l'articolo 3 alla comunità Europea.
Non era mai successo di approvare un piano faunistico quando
ancora non è stato esitato il decreto. Noi abbiamo approvato una
programmazione sull'attività venatoria di un qualcosa che ancora
non si è conclusa, anzi dico di più, la prova è - fortunatamente
abbiamo inserito il parere della commissione e l'onorevole Caputo
mi potrà dire, se è presente, se questo piano ad oggi è arrivato in
commissione - che il piano non è arrivato. Abbiamo approvato
qualcosa ancora prima che venisse formalmente conclusa creando
aspettative a quel mondo al quale avevamo detto che avremmo
sistemato tutto nei termini. Questo non è accaduto.
Io credo che sull'argomento, al momento opportuno, e concludo
signor Presidente, c'è un vizio fortissimo, c'è pure un danno
erariale perché chiederò, lo anticipo, la restituzione per tutti
quei cacciatori che lo vorranno, di parte di questa tassa perché in
maniera ingannevole sono stati invitati ad esercitare l'attività
venatoria in un territorio che non è quello che tutti si
aspettavano.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, stavo per rispondere alla
richiesta avanzata dall'onorevole Beninati e penso che interessi
anche lei, dato che lei ha sollevato pesantemente questo problema.
La Presidenza ieri si è attivata da subito dopo il dibattito
d'Aula che denunciava, appunto, una omissione da parte del Governo
della Regione in merito al rilascio di atti richiesti con
interrogazioni dai parlamentari. L'attivazione della Presidenza ha
prodotto come risultato che il Governo ha assicurato che lunedì
prossimo, alle ore 16.00, sarà in Aula per discutere della vicenda
oggetto dell'interrogazione stessa. Riguardo agli atti che i
deputati hanno richiesto e alla lamentata non risposta da parte del
Governo, la Presidenza suggerisce agli interroganti di dare
comunicazione scritta per mettere in condizione la Presidenza di
chiedere formalmente al Governo di avere questi atti, altrimenti ci
sono altri strumenti parlamentari - che conoscete bene - che vanno
dall'ordine del giorno ad una serie di strumenti previsti dal
Regolamento interno che consentono al parlamentare con maggiore
efficacia di chiedere questi documenti.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. La mia richiesta di ordine del giorno era relativa ad
un'altra questione.
So che è all'ordine del giorno della seduta odierna un disegno di
legge esitato dalla I Commissione dove il gruppo parlamentare UDC
non è rappresentato. Pertanto, chiedo formalmente che non si
trattino più disegni di legge, mi riferisco in particolar modo a
quello esitato dalla I Commissione, in quanto lesivo di un
principio democratico, in merito all'iter di un disegno di legge,
dato che un gruppo parlamentare non è in quella commissione
rappresentato.
Ripeto, chiedo che non vengano più trattati disegni di legge,
partendo da questo esitato dalla I Commissione che tratta di
disposizioni in materia di enti locali, fin quando non si procederà
ad integrare le commissioni con i componenti dei vari Gruppi
parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone, anche per altre motivazioni, tra
poco vi leggerò una lettera, il III punto dell'ordine del giorno
non sarà trattato questa sera.
Presidenza del vicepresidente Formica
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e interpellanze della rubrica
Territorio e ambiente
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e interpellanze della rubrica
Territorio e ambiente .
Si procede con l'interrogazione n. 1010 «Finanziamento dei
progetti per opere di prevenzione dal rischio idrogeologico del
Comune di Aci Castello (CT)», a firma dell'onorevole Pogliese.
Avverto che, per assenza dall'Aula del firmatario,
l'interrogazione é trasformata in interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1683 «Misure per impedire le
trivellazioni nel Canale di Sicilia», a firma dell'onorevole
Vinciullo. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che nel Canale di Sicilia sono state
recentemente trovate, in seguito al programma di ricerca
'Biodiversità Canale di Sicilia', formazioni e specie mai osservate
nei mari italiano, come il corallo nero, le gorgonie, le
balenottere e le tartarughe marine;
considerato che a circa 350 metri di profondità sono stati
scoperti anche numerosi reef di corallo fossile costituiti per la
maggior parte da Lophelia pertusa e Madrepora oculata, simili a
quelle presenti nel Mar Rosso;
visto che le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa, in mezzo al
Canale di Sicilia, rappresentano veri santuari della biodiversità,
importantissimi per la riproduzione del grande squalo bianco e
delle tartarughe marine, nonché per l'alimentazione delle
balenottere;
preso atto che l'area del Canale di Sicilia è recentemente
diventata a rischio, visto che da qualche tempo sono state avviate
trivellazioni che hanno individuato ricchi giacimenti petroliferi;
considerato che le trivellazioni in atto comprometterebbero
seriamente e in modo irreparabile i fondali del Canale di Sicilia,
con ripercussioni gravi anche sulle specie marine che popolano
l'area;
per sapere se non ritengano utile e necessario attivarsi al fine
di impedire l'ipotesi di un simile disastro e valutare, di concerto
con i territori interessati, la possibilità di raggiungere l'intesa
necessaria per l'istituzione dell'area marina protetta nelle acque
di Pantelleria e dell'arcipelago delle Egadi, che di fatto farebbe
venir meno definitivamente un disastro già annunciato». (1683)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, l'interrogante richiama ad un tema altamente di
attualità, quella che è la ricerca petrolifera nelle acque del
Mediterraneo.
Su questo argomento il Governo regionale si è espresso contrario
con una delibera di Giunta la n. 263 del 14 luglio 2010, chiedendo
a tutti gli Uffici della Regione, ma soprattutto al Ministero dello
Sviluppo economico che, ai sensi del decreto legislativo n. 152, è
competente, nel caso in cui ci fossero richieste di permessi sia di
ricerca che di perforazione nelle acque circostanti il Canale di
Sicilia, il Tirreno e lo Ionio nelle acque prospicienti la Sicilia,
di esprimersi negativamente.
Ai sensi di questa delibera regionale il Ministero dello Sviluppo
economico, anche se il decreto legislativo n. 152 non prevede
nessun ruolo attivo della Regione siciliana se non per un sentito
parere, non ha rilasciato permessi né di ricerca, né di
perforazione nelle acque circostanti la Sicilia; esistono diverse
richieste, circa una ventina, però, ripeto, ad oggi, il Ministero
dello sviluppo economico si è attenuto a quello che è l'indirizzo
della Regione siciliana.
La domanda che pongo al Parlamento è un'altra, è un tema che
ricorre anche per il nucleare, ovviamente gli altri Stati
rivieraschi non si comportano di conseguenza, quindi, abbiamo
piattaforme o attività di ricerca petrolifera a pochi metri dal
confine delle acque territoriali sia esso tunisino maltese e anche
libico.
Quindi, per quanto riguarda le acque territoriali nazionali c'è
un'azione di concerto con il Ministero dello Sviluppo economico
però non possiamo impedire quelle che sono le azioni di ricerca in
acque prospicienti, e dato che le correnti marine non hanno
confini, nulla impedisce che le attività di perforazione o di
ricerca nelle acque territoriali di altri Paesi possano avere dei
riverberi negativi sui nostri mari.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre
percorrevo il tratto di corridoio per arrivare qui sul podio, i
deputati mi facevano presente una cosa che è sotto gli occhi di
tutti: se oggi non vi fosse in Aula la minoranza l'Assemblea
potrebbe aver già aver chiuso i battenti.
Mi pare di vedere solo ed esclusivamente un deputato della
maggioranza, deputato della maggioranza che salutiamo con gioia, in
quanto notoriamente amico nostro, però il dato vero su cui i
siciliani devono riflettere e che l'ex opposizione oggi maggioranze
che si è sostituta a quella uscita dalle urne, non riesce a
garantire la presenza di mezza dozzina di deputati per potere
svolgere la normale attività d'Aula.
RINALDI. Signor Presidente, questo non c'entra con
l'interrogazione.
VINCIULLO. Guardi, essendo io professore di lettere, in genere
non vado fuori tema, in questo caso ho centrato perfettamente
l'argomento, tanto e vero che, lei si sta dolendo in continuazione.
Il problema vero è che non ci siete, ma anche ieri sera abbiamo
approvato la legge solo con la nostra presenza qualificata,
qualificante ed indispensabile.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, è stato puntualizzato
abbastanza.
VINCIULLO. Volevo rispondere all'assessore, per prendere atto che
con legittimo compiacimento che il Governo nazionale, a differenza
di quanto qualcuno va dicendo in giro non ha più concesso
autorizzazioni.
Assessore, io sono felice di quello che lei ha detto, perchè
questa sera, a differenza di qualche altro suo collega di governo,
e di qualche altro esponente della maggioranza che dice di
sostenerla, in questi giorni sui giornali hanno sostenuto
esattamente il contrario. In pratica, hanno detto che il Ministero
dello Sviluppo Economico avrebbe concesso autorizzazioni per le
trivellazioni.
Quando ho presentato questa interrogazione la richiesta era stata
fatta proprio per appurare la verità e per dimostrare ai siciliani
che il Governo nazionale non è vero che trascura la Sicilia e non è
vero che ha concesso tutte queste autorizzazioni alla
trivellazione.
Lei parla di venti richieste che non sono state ancora ad oggi
autorizzate, lei ha fatto riferimento al decreto legislativo 152
che pur non prevedendo l'obbligatorietà per il Governo nazionale di
operare in concertazione con la Regione siciliana, fino ad ora lo
Stato non ha deciso nulla senza prima aver consultato la Regione.
Quindi proprio per la verità che lei questa sera lei ha avuto il
coraggio di esprimere pubblicamente, e per avere dimostrato ai
siciliani che il Governo nazionale non ha mai operato contro gli
interessi della Sicilia, non posso che non essere soddisfatto della
risposta che lei ha dato.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1780 «Opportune
iniziative volte alla corretta adozione delle varianti al vigente
Piano regolatore generale della città di Siracusa», a firma degli
onorevoli De Benedictis, Marziano, che non vedo in Aula.
Pertanto, per assenza dell'Aula dei firmatari, la stessa è
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa alla interrogazione n. 2067 «Misure per porre rimedio
alle problematiche causate dalla istituzione della riserva naturale
Pantani' della Sicilia sud-orientale' sulla produzione agricola
del siracusano», dell'onorevole Vinciullo e Pugliese. Ne do
lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con DDG n. 557 del 27 luglio 2011, l'Assessorato regionale del
territorio ha istituito la riserva naturale 'Pantani della Sicilia
sud orientale';
tale riserva ricade nei territori dei comuni di Ispica, Pachino e
Noto;
considerato che, ferma restando l'importanza dell'istituzione di
una riserva naturale, sempre propedeutica alla tutela del
territorio e della fauna locale, non si comprende come mai la
creazione dei 'Pantani della Sicilia sud orientale' non sia stata
preceduta da un tavolo di concertazione con gli amministratori
locali coinvolti e, soprattutto, con le organizzazioni degli
imprenditori che hanno le loro attività all'interno dell'area
destinata a riserva;
preso atto che:
i comuni di Pachino, Ispica e Noto sono i maggiori produttori al
mondo di pomodorini di qualità denominati appunto 'di Pachino';
proprio nella zona interessata dalla riserva naturale sorgono
immense serre per la coltivazione intensiva del pomodorino di
qualità. Sempre nella stessa zona sono sorti capannoni industriali
per la lavorazione, conservazione e spedizione del pregiato
prodotto agricolo locale;
rilevato che:
l'istituzione della riserva avrebbe come immediato risultato lo
smantellamento di tutte le realtà agricole ivi esistenti, con un
danno economico incalcolabile e, soprattutto, con la perdita di
migliaia di posti di lavoro;
il consorzio di tutela IGP 'Pomodoro di Pachino' ha già iniziato
una azione legale per impugnare il decreto istitutivo della riserva
con l'obiettivo di ridisegnare i confini della stessa,
salvaguardando così l'intero sistema produttivo del pomodorino di
Pachino;
per sapere se non ritengano urgente intervenire convocando un
tavolo di concertazione al fine di affrontare tutte le
problematiche sorte a causa della riserva naturale 'Pantani della
Sicilia sud orientale', al fine di tutelare gli interessi legittimi
di centinaia di produttori e serricultori di Pachino, Noto e Ispica
che rischiano la chiusura forzata delle loro aziende con la
conseguente perdita del posto di lavoro per migliaia di siciliani
e, nel contempo, salvaguardare le esigenze di tutela della natura.»
(2067)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
SPARMA, assessore per il territorio ed ambiente, Signor
Presidente, nell'interrogazione a firma dell'onorevole Vinciullo si
richiama l'affidamento in gestione dei Pantani della Sicilia sud-
orientale', riserva che è stata istituita con decreto assessoriale
numero 970 del 10 giugno 1991, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana numero 49 del 19 ottobre 1991, approvato ai
sensi della legge regionale 14/88 che conteneva il piano regionale
dei parchi e delle riserve.
Furono individuate 79 aree da proteggere, una di queste era la
riserva dei Pantani sud-orientali perché rappresentava e
rappresenta ancora oggi un habitat unico relativo alla migrazione
dell'avifauna, essendo una zona umida, una zona ramsa ormai da
diversi anni.
L'approvazione del decreto da parte dell'assessorato è avvenuto
dopo un lungo iter, si è addivenuti a quel piano delle 79 riserve
dopo diverse concertazioni con gli enti locali e col mondo
dell'associazionismo ambientale. Siamo addivenuti a quel decreto
assessoriale col parere del Consiglio regionale della protezione
della natura e, ovviamente, col parere della IV Commissione
Ambiente . Come dicevo, è un'area di alto valore ambientale, le
zone umide in Sicilia sono ormai rimaste poche e queste poche vanno
ovviamente protette.
Lo spirito d'istituzione di quella riserva non era e non è di
colpire le attività agricole presenti nel luogo; infatti, il
regolamento, con decreto del dirigente generale del 27 luglio 2011,
non ha istituito la riserva ma ha dato in gestione, secondo quanto
prevedeva il piano, la riserva; l'azienda regionale delle foreste
demaniali ha un regolamento - ripeto - che consente l'esercizio
delle attività agricole.
Questa istituzione ha avuto il compiacimento dei due dei comuni
ricadenti nell'area della riserva naturale orientata, il comune di
Ispica e il comune di Scicli, che con due note all'assessorato
hanno dato un parere favorevole all'istituzione della riserva
stessa.
Ciò nondimeno ho programmato per il 4 novembre prossimo un
incontro con le associazioni di categoria del territorio e con gli
operatori agricoli, per tranquillizzarli e, ove fosse necessario,
modificare il regolamento per consentire che l'area del pachinese,
dove ci sono dei prodotti unici dell'agricoltura siciliana, possa
andare avanti senza interferenze.
La riserva può valorizzare alcune delle aree agricole ricadenti
nel proprio perimetro, ma ove questo dovesse danneggiare
l'agricoltura, sentite le organizzazioni agricole, siamo pronti a
modificare, a rivedere sia il regolamento sia il perimetro.
Per il 4 novembre ho concordato un incontro, così come
l'interrogante richiede, e su questo mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, qualcuno malignamente potrà dire che essendo
notoriamente e da antica data amico dell'assessore Sparma, non
riesco qui a fare l'opposizione. Devo, però, dare atto
all'assessore Sparma che rispetto a tutti gli altri suoi colleghi è
l'unico assessore che viene in Aula a rispondere.
Ho presentato questa interrogazione il 14 settembre 2011, oggi
credo che ne abbiamo 20, ad un mese esatto dalla richiesta,
l'assessore è venuto a rispondere, mentre ci sono assessori che da
oltre due anni non vengono in questa Assemblea, in quest'Aula a
rispondere ai legittimi rappresentanti del popolo, è una mia
lamentela che continuo a sostenere e che ogni volta rappresento
alla Presidenza. E vorrei anche dire che, recentemente, ho
presentato un'ulteriore interrogazione riguardante i problemi della
forestale e mi è stato chiesto dall'ufficio di ritirarla e vi dico
che non sono assolutamente disposto a ritirarla anche perché alla
precedente, presentata oltre un anno fa, l'assessore competente non
ha ancora risposto.
Come credo che vi siano circa 80 interrogazioni parlamentari
rivolte all'assessore Russo, il quale in spregio di questo
Parlamento e in spregio anche della Presidenza, questo glielo devo
dire, si permette di non rispondere a questo Parlamento e ai
rappresentanti del popolo siciliano, perché negare che c'è
l'ufficio della Protezione civile che fa la stessa cosa, abbiamo
interrogazioni fatte da oltre due anni e l'ufficio non risponde
anche quando ha risposte positive.
Preferisce non rispondere e preferisce che gli ascari locali di
questo Governo si vendano la notizia come se fosse oggetto dei loro
interventi e come se fosse oggetto di carità che dal cielo è
cascata sul territorio della provincia di Siracusa quando invece
era un diritto riconosciuto dalla legge numero 433.
Su questo, signor Presidente, continuerò ad intervenire perché
l'illegittimità di questo Governo è data non solo dal fatto che non
hanno una maggioranza, che non hanno parlamentari in Aula che li
sostengono, ma anche dal fatto che non rispondono a quelle che sono
le istanze che provengono dal territorio attraverso i deputati.
Non solo, l'altro ieri, l'assessore Massimo Russo è venuto a
Siracusa dicendo che lui se ne infischiava della mozione di
sfiducia fatta dall'Assemblea perché tanto lui non riconosce
l'Assemblea regionale siciliana, ma non la riconosce tutti i
giorni, tutte le ore, tutti i minuti in cui si svolgono i lavori in
quest'Aula, quando non viene in quest'Aula e non risponde.
Pertanto, illegittimo lui, illegittimo il Governo che non è frutto
di una maggioranza uscita dalle urne, ma non è frutto nemmeno di
un'attività tale che gli consente di rispondere a quelle che sono
le elementari funzioni per le quali sono stati nominati dal
presidente Lombardo, il quale - devo dire - li richiama
costantemente perché scrive loro delle letterine comunicando che
entro sessanta giorni devono rispondere perché in caso contrario
sono dei monelli.
Si deve giungere alla conclusione che l'unico assessore che non è
monello è l'assessore Sparma e l'assessore Chinnici che risponde
anche lei in Aula, tutti gli altri sono dei monellacci,
assolutamente indifferenti ai problemi della gente.
Il secondo motivo per cui ringrazio l'assessore Sparma è per avere
accolto immediatamente la mia richiesta e per aver fissato questo
incontro con le categorie produttive della zona del pachinese che
sono quelle, per essere chiari, per l'istituzione o comunque per
l'emanazione di questo regolamento riguardante l'istituzione di
questa riserva naturale Pantano della Sicilia sud orientale.
Perché vero è che sono coinvolti anche i comuni di Ispica e di
Noto, ma questi comuni sono marginali in tutta questa vicenda, in
quanto tutti i produttori agricoli, tutti coloro i quali producono
il famoso ciliegino Pachino, che è arcinoto in tutto il mondo,
hanno come sede la città di Pachino e in parte la città di Porto
Palo.
Quello che avevamo chiesto all'assessore era un atto di buon
senso, voler incontrare le categorie produttive e confrontarsi con
loro su una serie di angherie, fra virgolette, che i produttori
agricoli sostengono di subire da parte di questo regolamento che è
stato emanato il 27 luglio 2011.
Quindi, accogliamo con soddisfazione questa richiesta e prendo
atto che l'assessore ritiene importante quanto gli ho suggerito.
Pertanto, in attesa della riunione del 4 novembre non posso che
dichiararmi soddisfatto della decisione presa da parte
dell'assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, come lei sa, la Presidenza si è
attivata più volte per sollecitare questo Governo a dare risposte
al Parlamento e, quindi, al territorio, come giustamente lei
sottolineava. La Presidenza sta pure studiando, a termini di
Regolamento e di legge, un modo per far sì che i deputati di tutti
gli schieramenti politici, cioè i rappresentanti del Parlamento
eletti dal popolo, come lei ben diceva, abbiano la soddisfazione
che le loro richieste, le interpellanze e le interrogazioni
presentate, abbiano risposta dal Governo stesso.
Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 66 «Notizie
sulla compatibilità ambientale del progetto 'Iniziativa Sealine
Tirrenica' della società Snam Rete Gas del comune di Manforte San
Giorgio», a firma dell'onorevole Corona. Ne do lettura:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
la Snam Rete Gas s.p.a., con nota del 26 giugno 2008, ai fini
dell'ottenimento della pronuncia di compatibilità ambientale del
progetto denominato 'Iniziativa Sealine Tirrenica', ha trasmesso al
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
ai sensi dell'art. 23 del d.lgs. n. 152 del 2006, come modificato
dal d.lgs. n. 4 del 2008, l'istanza e l'afferente documentazione.
Copia della suddetta richiesta, correlata con documentazione e
studio di impatto ambientale, è stata altresì depositata presso
diversi enti, interessati a vario titolo dal procedimento, e in
particolare presso il Comune di Monforte San Giorgio (ME) e presso
l'Assessorato Territorio e ambiente;
considerato che, con deliberazione consiliare n. 24 del 21 agosto
2008, sono state condivise dal Consiglio comunale di Monforte San
Giorgio le eccezioni ed i rilievi dallo studio d'impatto ambientale
prospettati nella relazione del responsabile del settore tecnico-
manutentivo dello stesso Comune e che, con la stessa delibera, è
stato stabilito di dare mandato al Sindaco di formalizzare in tal
senso la presentazione di opportune osservazioni presso le
competenti autorità;
rilevato che, con nota a firma del Sindaco di Monforte San
Giorgio, in relazione al procedimento di valutazione dell'impatto
ambientale del progetto denominato 'Iniziativa Sealine Tirrenica'
proposto dalla Snam Rete Gas s.p.a., sono state formulate presso le
autorità competenti eccezioni in ordine alle verifiche tecnico-
amministrative per la procedibilità dell'istanza, nonché
osservazioni in relazione all'avviso pubblico ed all'istanza per
l'ottenimento della pronuncia di compatibilità ambientale del
progetto in argomento;
considerato ancora che gli studi meteoclimatici non sono stati
eseguiti sul sito d'interesse; infatti, essi riguardano sia un'area
posta a circa 3 chilometri più a monte rispetto a quella
dell'ipotizzata centrale ed abbracciano temporalmente un periodo
storico relativo agli anni 2004-2005-2006, sia un'area posta
addirittura ad una distanza di circa 15,5 chilometri da Monforte
San Giorgio ed un periodo storico che va da gennaio 1951 a dicembre
1991;
evidenziato che quanto rappresentato comporta inevitabilmente
l'alterazione dei risultati conseguiti negli studi; infatti, il
predetto periodo e le aree di studio non possono far testo, in
quanto da circa tre anni le condizioni meteoclimatiche del
territorio sono caratterizzate da una profondissima instabilità che
introduce un concetto fondamentale di repentina variabilità
climatica, che è stato fonte di grande preoccupazione per il Comune
e per le strutture di Protezione civile;
verificato che questa zona ha subito in detto arco temporale,
com'è dato rilevare dall'archivio storico della Protezione civile,
devastanti fenomeni climatici del tutto inconsueti rispetto alle
tradizionali caratteristiche stagionali locali e che si sono
abbattute sul territorio piogge alluvionali che hanno comportato
notevoli dissesti idrogeologici, danneggiamento delle reti viarie,
ingrossamento e minaccia di tracimazione del torrente Niceto
rispetto agli argini di contenimento, con rischio d'interessamento
del sito ipotizzato per la realizzazione della centrale di
compressione SNAM e pregiudizio per la pubblica e privata
incolumità;
verificato, inoltre, che hanno spirato in quest'ultimo periodo
venti disastrosi, soprattutto da nord-ovest (tramontana, maestrale
e vento di ponente) che hanno generato mareggiate ed accentuato
l'erosione della costa, provocando danneggiamenti alle strutture
urbano-industriali, agli impianti di trasporto dell'energia
elettrica, alle linee telefoniche ed al patrimonio agro-silvo-
pastorale, e che a comprovare quanto sopra, presso l'area in
studio, un'empirica lettura del territorio fa constatare
l'esistenza di massi frangiflutti posti per proteggere la piazza
esistente dalle mareggiate e di barriere frangivento, costituite da
schiere di cipressi piramidali, poste a protezione delle colture
dai superiori venti;
considerato, inoltre, che gli studi afferenti alla qualità
dell'aria, effettuati dalla SNAM, riguardanti le immissioni in
atmosfera, sono stati condotti in un arco temporale che va dall'8
al 22 agosto 2007. E' facilmente intuibile l'inattendibilità degli
stessi, atteso che monitorizzano un periodo in cui tutte le
industrie poste in prossimità dell'area d'interesse risultano
chiuse per le ferie estive;
ritenuto che lo studio prodotto, pertanto, è inficiato da vizi
metodologici i quali, basandosi poi su i dati statistici superati,
hanno prodotto dei risultati totalmente destituiti di fondamento e
che la diversa disposizione dei venti predominanti rispetto al
quadro base dello studio prodotto dalla SNAM comporta l'alterazione
dei risultati sulla capacità dell'atmosfera di disperdere le
immissioni inquinanti, generando un grave pericolo per la frazione
Marina, in quanto i venti, spirando prevalentemente in direzione
nord-ovest, spingeranno sull'abitato della stessa regione le
immissioni inquinanti, facendole ivi stazionare;
per conoscere, a sostegno delle legittime iniziative intraprese
dal Sindaco e dal Consiglio comunale del Comune di Monforte San
Giorgio e nella considerazione, che suscita ancora più allarme, dal
fatto che, nonostante quanto premesso, lo studio ha prodotto dei
risultati prossimi ai limiti minimi di sicurezza previsti dalla
vigente normativa, quali provvedimenti urgenti intenda adottare al
fine di salvaguardare la salute e il grave pericolo per
l'incolumità dei cittadini del comune di Monforte San Giorgio e dei
comuni limitrofi, fortemente minacciati dalla richiesta della
società Snam Rete Gas s.p.a. che ulteriormente appesantisce un
comprensorio ad alto rischio ambientale». (66)
Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interpellanza.
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, ringrazio l'onorevole Corona per aver posto
all'attenzione dell'Aula un argomento di altissima attualità,
l'abbiamo già trattato in IV Commissione recentemente e lo
riproponiamo all'Aula.
L'iniziativa della Snam Rete Gas della Sealine Tirrenica è
un'iniziativa, ovviamente non sfuggirà a nessuno, di infrastruttura
energetica di altissimo valore energetico, ma di alto impatto
ambientale e questa iniziativa prevede anche la realizzazione di
una centrale di compressione nel territorio del comune di Manforte
Sangiorgio.
La scelta di questo sito è stata ovviamente travagliata e
contrastata non solo dal comune attraverso atti del consiglio
comunale con delibere di Giunta e con parere dell'Ufficio tecnico,
ma la stessa Amministrazione regionale in sede di commissione VIA
nazionale ha fatto proprie le perplessità che il comune stesso
aveva richiamato, sia per quanto riguarda la scelta del sito
ricadente in un'area di un certo rischio idro-geologico, ma
soprattutto anche per l'impatto nelle vicinanze delle abitazioni
del comune stesso.
Abbiamo dato, in sede di commissione DIA, parere negativo ed è
stato chiesto alla società SNAM rete gas di individuare, ritenendo
tutti l'alta valenza energetica e strutturale per il Paese, di non
privarsi di una rete di collegamento gas di questo valore, di
individuare un altro sito meno impattante.
Ad oggi in nuovo sito non è stato individuato, ma la società per
vie informali SNAM rete gas ci ha comunicato che insisterà sulla
scelta dello stesso sito.
Questo ovviamente porterà ad un parere negativo già espresso, ma
riconfermare un parere negativo da parte del Servizio 1 - VIA VAS
dell'Assessorato Territorio e ambiente in sede di commissione DIA.
Quel sito lo riteniamo noi stessi inadeguato, quindi su questa
strada andiamo avanti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Corona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, sono
soddisfatto della risposta in merito alla mia interrogazione, anzi
devo dire doppiamente soddisfatto perché, come diceva bene il
collega Vinciullo, lei è un assessore che si distingue per un
corretto rapporto con questo Parlamento e, quindi, con i singoli
deputati regionali; riesce in tempi brevi a dare risposte concrete
in modo tale che noi stessi, che poniamo problemi nell'interesse
generale, riusciamo anche a trasferire l'impegno di questo
Parlamento e anche del suo assessorato in direzione di un corretto
rapporto di servizio per il territorio.
Lei sa benissimo che quelle realtà oggi soffrono, da ormai lunghi
anni, alcune e molte inadempienze da parte della Regione. In
relazione a quanto da lei detto le raccomando vivamente, come
assessore all'ambiente e al territorio, di procedere ai controlli e
alle verifiche perché lei sa benissimo che in quelle realtà ci sono
7 comuni che sono stati dichiarati, già da oltre 10 anni, aree a
rischio elevato di inquinamento ambientale per l'insistenza di
parecchie industrie che alla fine non svolgono più quel famoso
miraggio di sviluppo economico ed occupazionale, ma soprattutto si
distinguono per l'inquinamento che provocano in quel territorio e,
soprattutto, per i danni che sono ormai scientificamente
considerati come danni irreversibili per la salute dei cittadini.
Signor Assessore, il fatto che la Regione e che il suo assessorato
non abbia dato il parere previsto nell'approvazione VIA, credo che
sia il modo migliore per contrastare scelte che alla fine noi non
contestiamo sul piano dell'ipotesi di sviluppo e per le future
generazioni che certamente devono avere energia a sufficienza per
vivere ancora meglio nelle nostre realtà, quello che noi
contestiamo è che spesso alcune scelte sono calate dall'alto e
queste scelte finiscono per appesantire situazioni già di per sé
molto gravi.
Su questo vorrei insistere richiamando la sua sensibilità e quella
del Governo, per chi all'interno del Governo poi esprime queste
sensibilità che spesso sono disattese; i cittadini si rendono
conto che non tutta la politica è da biasimare, certa politica,
quella buona, che è fatta nell'interesse esclusivo del territorio e
dei cittadini, spesso viene apprezzata.
Oggi i cittadini sanno distinguere tra chi svolge un ruolo
nell'interesse personale e chi svolge un ruolo di servizio verso la
collettività.
La ringrazio assessore e vado avanti in questo senso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Corona, e a tal riguardo vorrei
suggerire all'assessore che potrebbe rispondere a SNAM - Rete gas
che ha già una centrale di pompaggio a qualche chilometro da dove
la vuole realizzare e non si capisce perché ne vuole realizzare
un'altra per deturpare altro territorio.
Si passa allo svolgimento dell'interpellanza numero 121
«Chiarimenti in merito ai progetti a valere sulla misura 226 del
piano per lo sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 rubricata
'Ricostituzione del patrimonio forestale e introduzione di
interventi preventivi», a firma dell'onorevole Mattarella.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente e all'Assessore per le risorse agricole e alimentari,
premesso che:
il PSR (programma di sviluppo rurale) della Sicilia 2007-2013
dovrebbe consentire l'attuazione di interventi necessari a
sostenere lo sviluppo del settore agricolo, alimentare e forestale,
nonché la conservazione e valorizzazione dell'ambiente e lo
sviluppo sostenibile dei territori rurali della Regione nei
prossimi sette anni;
il budget previsto per realizzare questo obiettivo ammonta a 2,1
miliardi di euro di risorse pubbliche (di cui 1,2 comunitarie) e si
articola su quattro 'assi' (competitività, agroambiente, sviluppo
rurale e approccio leader), a cui aggiungere l'assistenza tecnica e
circa 30 'misure', che definiscono gli ambiti dell'intervento
regionale per le aree rurali;
la misura 226, dal titolo 'Ricostituzione del potenziale forestale
ed introduzione di interventi preventivi' - attuata sulla base del
programma di sviluppo rurale 2007/13 approvato dalla Commissione
europea con decisione CEE (2008) 735 del 18/02/2008 e adottato
dalla Giunta regionale di Governo con delibera n. 48 del 19/02/2008
- prevede la concessione di aiuti destinati alla protezione delle
foreste dagli incendi, alla difesa dal dissesto idrogeologico ed al
rimboschimento delle aree danneggiate da disastri naturali o da
incendi con specie più resistenti a tali avversità;
la dotazione finanziaria pubblica della misura per l'intero
periodo di programmazione è pari a 54.904.414,50 euro;
i soggetti beneficiari - possono essere privati, singoli o
associati, comuni singoli o loro associazioni e la Regione
siciliana e altre amministrazione pubbliche - sono stati
individuati attraverso un bando pubblico;
il suddetto bando riserva all'amministrazione regionale gli
interventi di realizzazione o adeguamento di torrette per il
controllo del territorio, la realizzazione di elisuperfici,
l'acquisto di automezzi e attrezzature per la prevenzione ed il
controllo degli incendi e l'adeguamento tecnologico e strutturale
delle sale operative regionali e provinciali;
il comando del corpo forestale della Regione siciliana, facente
capo all'Assessorato Territorio, ha partecipato al bando
presentando progetti per un importo complessivo di 9,2 milioni di
euro;
considerato che:
tutti i progetti presentati dal comando del corpo forestale sono
stati rigettati per carenza di documentazione dall'Azienda foreste
demaniali, facente capo all'Assessorato Risorse agricole, che ha
recentemente pubblicato l'esito delle istruttorie della domande;
l'Assessore per le risorse agricole ha annunciato l'apertura di
un'indagine interna per verificare i motivi della bocciatura,
riaprendo, nel frattempo, i termini del bando;
per conoscere:
quale sia, in particolare, la documentazione mancante e a chi sia
adducibile la responsabilità dell'assenza della documentazione
prescritta;
se, nell'ambito delle documentazioni non fornite dagli uffici
competenti, vi siano quelle riguardanti le indagini geofisiche e
geomeccaniche;
se, stante la riapertura del bando, sussista ancora la
disponibilità finanziaria necessaria a sostenere i costi per
l'integrazione della documentazione». (121)
SPARMA, assessore per il territorio e l'ambiente. L'interpellanza
dell'onorevole Mattarella, la numero 121, riguarda un caso di
schizofrenia amministrativa . Di questo si tratta, purtroppo.
La misura 2.2.6 che aveva come beneficiari enti locali, ma anche
il Corpo forestale dello Stato, prevedeva, al punto 17.3.5, che ad
esprimersi per il progetto fosse l'organo deliberante.
Questo ovviamente era valido per gli enti locali, non può essere
valido per un Dipartimento dell'amministrazione in quanto l'organo
deliberante è il dirigente generale stesso che presenta i progetti
per l'istruttoria.
L'azienda non ha ritenuto il dirigente generale del Corpo
forestale organo deliberante e con questa motivazione ha rigettato
i progetti richiamati nell'interpellanza. Ovviamente, questo ha
creato difficoltà amministrative, però non ha portato alla perdita
delle risorse.
Nella seconda parte dell'interpellanza si chiede proprio questo e,
quindi, l'amministrazione del Corpo forestale, chiarito con
l'amministrazione dell'Azienda foreste che l'organo deliberante,
nel caso di un dipartimento, è il dirigente generale stesso, ha
ripresentato gli stessi provvedimenti specificando meglio cosa si
intende per organo deliberante, e sono al momento in istruttoria
all'Azienda stessa. Questo, ovviamente, con una valutazione che
verrà fatta; le risorse nella misura 2.2.6 sono comunque
sufficienti per coprire le necessità infrastrutturali del Corpo
forestale; è una misura alla quale, visto anche lo stato del Corpo
forestale stesso che ha bisogno di adeguamenti, di caserme e di
diverse infrastrutture, è quanto mai necessaria.
Quindi, dopo questa incresciosa azione amministrativa, si è
addivenuti ad un percorso condiviso da due amministrazioni che,
qualora l'istruttoria, che verrà finalizzata nelle prossime
settimane, venisse accolta positivamente, consentirebbe al Corpo
forestale di utilizzare le misure previste dal piano di sviluppo
rurale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mattarella per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
MATTARELLA. Mi ritengo soddisfatto.
Rinvio della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni al sistema elettorale degli enti locali» (502-106-
441/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sul III punto dell'ordine del
giorno: Discussione del disegno di legge nn. 502-106-441/A
«Modifiche ed integrazioni al sistema elettorale degli enti
locali», comunico che è pervenuta in data odierna una lettera a
firma dell'onorevole Maira, che vi leggo:
«Preg.mo Presidente,
mi permetto di chiedere un rinvio dell'esame e trattazione del
disegno di legge nn. 502-106-441/A, del quale sono relatore e che è
inserito al III punto dell'odierno ordine del giorno, poiché, così
come attestato dal biglietto aereo elettronico che allego in copia
fotostatica, per precedenti e non rinviabili esigenze sono
costretto a recarmi a Torino da oggi a tutta la giornata di sabato.
Se le esigenze sopra rappresentate non rallenteranno i lavori
d'Aula Le sarò grato se vorrà spostare l'esame del disegno di legge
alla riunione d'Aula di lunedì 24 corrente mese».
Pertanto il terzo punto dell'ordine del giorno è rinviato.
La seduta è rinviata a lunedì, 24 ottobre 2011, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica Economia (v. allegato)
III - Comunicazioni del Governo in ordine alla vicenda Siremar
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca.
Norme in materia di artigianato, cooperazione e commercio. (nn.
732-672-699-700-713 /A)
Relatore: on. Caputo
2) - Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il
superamento della crisi dell'area industriale di Termini Imerese.
(n. 781/A)
Relatore: on. Apprendi
3) - Modifiche ed integrazioni al sistema elettorale degli enti
locali. (nn. 502-106-441/A)
Relatore: on. Maira
La seduta è tolta alle ore 17.20
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 19.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli