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Resoconto d'Aula della Seduta n. 293 di lunedì 24 ottobre 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   SCILLA,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

       PRESIDENTE.  Ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
  Regolamento  interno,  do il preavviso di trenta  minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE . Comunico che sono in congedo gli onorevoli:

   - Buzzanca, Falcone, e Termine per oggi;
   -  Raia, Marinese, Scammacca, Leanza Nicola e Dina per il 24 e  25
  ottobre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
   - Incardona dal 26 al 27 ottobre 2011;
   - Formica dal 30 ottobre al 9 novembre 2011;
   - Speziale dal 3 al 5 novembre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta da parte dell'Assessore  per
  il   Territorio   e  l'ambiente  risposta  scritta  alla   seguente
  interrogazione:

   N.  1821  -  Completamento dell'opera di ripascimento e protezione
  del litorale della frazione di San Giorgio di Gioiosa Marea (ME).
   Firmatario: Corona Roberto

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 2155 - Notizie sull'istituendo museo della cultura tanatologica
  a Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  2156 - Nomina di un commissario straordinario presso il comune
  di Aci Catena (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo

   N. 2158 - Iniziative a sostegno dei soggetti autistici.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.   2159   -   Iniziative  per  porre  rimedio  alle  disfunzioni
  riscontrate nell'ospedale di Siracusa.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Marziano Bruno

   N.  2161  -  Opportune iniziative per garantire adeguati  standard
  delle case di cura private.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   2157   -   Iniziative   volte  a  salvaguardare   l'autonomia
  dell'istituto statale d'arte 'Luigi Sturzo' di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: D'Asero Antonino; Limoli Giuseppe

   N.  2160  -  Chiarimenti in merito al mancato avvio dei  corsi  di
  formazione   professionale  per  i  minori  soggetti   ad   obbligo
  scolastico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2079

   PRESIDENTE.  Con riferimento all'interrogazione con  richiesta  di
  risposta  in  Commissione  n. 2079  Notizie  relative  al  dissesto
  franoso  della frazione Zappa del comune di Raccuja (ME) , comunico
  che  la stessa si è svolta nella seduta n. 168 del 19 ottobre  2011
  della IV Commissione legislativa permanente  Ambiente e territorio'
  e   che   l'interrogante,  onorevole  Corona,   si   è   dichiarato
  insoddisfatto   della  risposta  fornita  dall'Assessore   per   il
  territorio e l'ambiente.
   L'iter  parlamentare del succitato atto ispettivo è, pertanto,  da
  intendersi concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


       Comunicazioni del Governo in ordine alla vicenda Siremar

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Presidente  della
  Regione,   non  sorgendo  osservazioni,  si  passa  al  III   punto
  dell'ordine  del giorno:  Comunicazioni del Governo in ordine  alla
  vicenda Siremar .

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,   l'acquisizione della Siremar S.p.A.  è  una  importante
  meta  che  consegue  la  Regione  quale  partner  di   Mediterranea
  Holding  e di  Compagnia delle Isole .
   L'acquisizione   di   questa  Società  da  parte   della   Società
  partecipata dalla Regione è un'importante meta conseguita  rispetto
  ad una prospettiva che oggi vedrebbe la società, che svolge - com'è
  noto  -  i collegamenti da e per le Isole minori siciliane, in  una
  situazione di grande difficoltà poiché il raggruppamento  al  quale
  partecipa  la  Regione  è l'unico che ha presentato  l'offerta  per
  l'acquisto.  Quindi,  oggi  in assenza  di  questa  iniziativa,  ci
  troveremmo di fronte ad uno  spezzatino  della società  quale unica
  soluzione assentita all'amministratore straordinario.
   Com'è  noto  Siremar  è  entrata in amministrazione  straordinaria
  insieme  al gruppo Tirrenia in una prospettiva che, apparentemente,
  vedeva  la  Regione  favorita  nell'acquisizione   Num.  1    della
  società.  Invero, la società era gravata da quasi  100  milioni  di
  euro  di  debiti che l'eventuale acquisizione ad una lira da  parte
  della  Regione  avrebbe trasposto sul nostro  erario  con  evidenti
  conseguenze sul piano gestionale.
   La  Regione ha avvertito questo rischio e ha evitato di  acquisire
  la  partecipazione integrale nella società quando fu offerta  dallo
  Stato  alla Regione, a differenza di quanto fatto, invece, da altre
  regioni. Si è, quindi, proceduto alla partecipazione alle procedure
  di  evidenza pubblica che hanno riguardato Tirrenia prima e Siremar
  dopo,  il  tutto sulla base di un'opportuna dichiarazione da  parte
  della  Regione  di  coinvolgimento di partner che avrebbero  potuto
  concorrere insieme alla Regione nella costituenda società di scopo.
   Ciò  è  avvenuto. Alcuni importanti imprenditori del  settore  del
  trasporto  marittimo  hanno  dichiarato la  propria  disponibilità,
  importanti  imprenditori che operano in Sicilia; ciò ha  consentito
  di partecipare alla selezione offrendo un importo che è equivalente
  a circa 70 milioni di euro, 69.150, da offrire, da pagare nel tempo
  al gruppo Tirrenia.
   Tuttavia, questo consente di acquisire una società senza il carico
  dei  debiti, di acquisire una società che avrà la sede in  Sicilia,
  di  acquisire  una  società  che  potrà  onorare  le  commesse  nei
  confronti  dei  cantieri  navali  siciliani  che  operano  per   la
  manutenzione  delle navi e delle imbarcazioni che sono  a  servizio
  dell'utenza e  potrà far sì che la società sia beneficiaria dei  55
  milioni di euro annui, per 12 anni, cui si è impegnato lo Stato per
  il  sostegno alle attività di trasporto marittimo. Quindi, un  atto
  strategico molto rilevante, che consente alla Sicilia di  lanciarsi
  nella prospettiva mediterranea dei trasporti.
   Per   quanto  riguarda  i  meccanismi  di  garanzia  del   lavoro,
  quest'altro  è un ampio ed importante risultato perché  l'eventuale
  esito  negativo  della  procedura, cioè con una  gara  nella  quale
  nessuno  presentava istanza avrebbe avuto quale effetto  quello  di
  mettere in pericolo, in serio rischio i posti dei lavoratori. Si  è
  garantita   così   l'occupazione,  il  livello  occupazionale   dei
  lavoratori, prevalentemente siciliani, si sono garantiti i  servizi
  verso le isole, quindi una soluzione certamente rilevante.
   Per  quanto concerne  i profili che avevano dato luogo  ad  alcuni
  interventi  nell'ultima seduta dell'Assemblea,  la  contro-garanzia
  che  è  stata  prestata  in  favore  della  società  dal  dirigente
  generale,   non  determina  alcun  esborso  concreto,   attuale   e
  immediato,  essendo  solo potenziale ed  è  volta  a  tutela  della
  partecipazione  che  è stata acquisita nella Mediterranea  Holding,
  quindi  un'attività consequenziale alla presenza della Regione  che
  mi permetto di sottolineare, non è in alcun modo una partecipazione
  condizionante  la  gestione della società ma è  una  partecipazione
  volta   a   dare   l'apporto,  a  consentire  la  materializzazione
  dell'apporto  della  Regione  ad una iniziativa  a  tutela  di  una
  impresa  che è strategica per il futuro della nostra Regione,  vuoi
  per  i  rapporti  di trasporto col Maghreb, vuoi  per  lo  sviluppo
  turistico.
   Sotto  altro profilo non può non osservarsi che, come è noto  agli
  onorevoli  deputati, la Regione sborsa circa  81  milioni  di  euro
  l'anno  di  contributi in favore delle società che garantiscono  il
  collegamento nei confronti delle Isole minori.
   La  presenza  di un soggetto diverso, ossia del competitore  della
  Regione, avrebbe potuto determinare profili anche di antitrust  che
  sono di tutta evidenza.
   Quindi, si è ritenuto di avere svolto, in questo modo, un servizio
  alla Sicilia, il potenziamento di un'impresa che diverrà un'impresa
  con  sede  in  Sicilia nella quale la Regione, nel  breve  termine,
  potrà  valutare l'ipotesi di fuoriuscita in favore di  fondi  o  di
  altri  soggetti,  ovviamente nel momento in cui sarà  garantita  lo
  start  up   e  saranno garantiti i primi stadi di  avanzamento  del
  programma industriale che prevede il rafforzamento dei servizi da e
  per  le  isole  e  lo  sviluppo di una rete di  trasporti  di  tipo
  mediterraneo.  Quindi  sotto  questo  profilo  anche  questo  è  un
  obiettivo conseguito.
   Per  quanto  fin qui illustrato credo che la Regione abbia  fatto,
  sotto  l'angolo di visuale economica, un buon affare perché non  ha
  sborsato   un   euro,   ma  ha  consentito,   salvo   restando   la
  sottoscrizione  del  capitale  sociale,  che  un  asset  importante
  divenisse di proprietà della Regione e fosse soprattutto, questa  è
  la  cosa  più  importante, al servizio dei siciliani e  del  nostro
  turismo.
   Quindi,  questo  è  l'obiettivo con il quale si è  avviata  questa
  iniziativa  e  questo è l'obiettivo che si è conseguito;  credo  di
  poter  dare la notizia che giovedì sera scorso è stato sottoscritto
  il   contratto,   quindi  si  tratta  adesso  dello   sviluppo   di
  un'iniziativa che ormai da progetto si è trasformato in realtà.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor  Presidente,  vorrei  intervenire  essendo   il
  firmatario  di  questa  interrogazione  presentata  nel   mese   di
  settembre precisandone le ragioni.
   Noto  che i colleghi sono poco attenti ad un problema che è  molto
  oneroso, anche perché non sanno che la Regione è impegnata, come ha
  detto  l'assessore  Armao,  in  un'impresa  e,  quindi,  è  esposta
  economicamente.
   Il  motivo  per  cui  io  ho presentato l'interrogazione  è  molto
  semplice.
   Veda,   signor   Assessore,  sono  entrato  in  questa   Assemblea
  tantissimi  anni addietro e una delle cose che ho appreso  nel  mio
  iter parlamentare, e anche per qualche mese, qualche anno quando ho
  fatto l'assessore, è che il più possibile la legittimità degli atti
  va rispettata.  Questo è uno degli insegnamenti che, devo dire, dal
  1996 in poi ho messo dentro la mia testa: la legittimità degli atti
  e  le  procedure  vanno  rispettate. Ebbene, l'interrogazione   non
  nasce da uno sterile motivo, come si può pensare, di ostruzionismo,
  nasce  perché  -  e  me  ne  dispiace, signor  Assessore  e  signor
  Presidente - qui c'è un'illegittimità, una dietro l'altra.
   Purtroppo,   questo, e lo dico ora, comporterà quasi certamente  a
  differenza di ciò che ho percepito come se oggi ci fosse  solo  una
  società che ha partecipato, non è così
   Le società sono due: c'è un'offerta di una cifra e c'è un' offerta
  di  un'altra  cifra. Siccome, quasi sempre quando qualcosa  non  va
  bene o non funziona, chi si sente leso può e sicuramente darà corso
  ad  un  ricorso e siccome di tutta questa vicenda poi il risultato,
  se  così  andrà,  sarà negativo, non per lei  Assessore  o  per  il
  Presidente,  ma  sarà negativo per la Sicilia perché  nel  mese  di
  gennaio, febbraio o marzo del 2012, di sicuro nascendo dei  ricorsi
  su  questa  procedura, ci sarà l'impantanamento dell'aggiudicazione
  del  servizio  delle Isole minori, il cosiddetto ex servizio  dello
  Stato  che faceva la Siremar.  E allora, onde prevenire questo,  la
  mia interrogazione aveva questo fine.
   Cortesemente,    con   urgenza   prima   di   concludere    l'iter
  amministrativo  di questa aggiudicazione - è ovvio che  la  Regione
  partecipa -, prima che ciò avvenga occorre chiarire alcuni punti.
   Sinceramente, assessore Armao, lei ha parafrasato abbastanza  bene
  come   sono  andate  le  cose,  però  non  ha  chiarito  se  questa
  autorizzazione  a  dare  garanzia sussidiaria,  di  secondo  grado,
  chiamiamola   come   vogliamo,  o  fideiussoria,   l'Assemblea   ha
  autorizzato affinché ciò si facesse.
   Veda, assessore Armao, lei non lo sa o forse lo sa, ma l'Assemblea
  negli  anni, da sempre, ogni qualvolta ha garantito fideiussione  o
  ha  dato  fideiussione a qualunque cosa - potrei  citarne  due  che
  ricordo, la fiera di Messina e la fiera di Palermo -, ha fatto  due
  leggi  a  tal  fine,   sono agli atti. Sulla fiera  di  Messina,  2
  milioni  e mezzo, la Regione dava garanzia per tutta una  serie  di
  iniziative,  si  è  fatta la legge. Per la  fiera  di  Palermo,  10
  milioni di euro, si è fatta la legge.
   Qui,  assessore, manca la legge. La Regione, addirittura, ha fatto
  anche  di più, anzi ha fatto peggio, non solo non ha fatto la legge
  ma  per  giunta ha garantito una società di cui una  parte  è  pure
  privata.  Ora,  personalmente, non so  se  questo  si  possa  fare;
  allora,  con l'interrogazione avevo chiesto questo, ma sinceramente
  in questa fase non mi è stata data una risposta.
   Ho  chiesto pure se esisteva questo documento, devo dire purtroppo
  è  una  concausa; la collega Caronia era presente in II Commissione
  un  giorno, è stato verbalizzato dal Presidente Oddo, le fu chiesto
  se la Regione aveva fatto mai un atto di questo tipo a garanzia.
   Parliamoci  chiaramente perché la banca, Unicredit,  non  ha  dato
  fideiussione ai privati e i privati per potere completare l'iter di
  partecipazione, non avendolo potuto avere loro, giustamente l'hanno
  chiesto  al  socio, la Regione. Quindi, la Regione non  solo  si  è
  fatta  carico di fare una fideiussione che non è neanche della  sua
  parte,  molto  di più ed a privati, ma tutto questo  non  ha  avuto
  alcuna autorizzazione di legge da questa Assemblea.
   Questo  è il quesito che pongo, se necessitava che quest'Assemblea
  autorizzasse tale passaggio o meno, altrimenti ha fatto male, negli
  anni passati, a fare una legge per la fiera di Messina, a fare  una
  legge  per la fiera di Palermo e, se guardiamo a ritroso  tutte  le
  leggi  che,  ogni  volta, si sono fatte a garanzia  di  esposizioni
  fidejussorie che la Regione ha posto a favore di qualcosa.
   Di  questo, purtroppo, il Commissario delegato non ne sa nulla, il
  cosiddetto commissario che aggiudica perché al commissario delegato
  di  queste cose che stiamo dicendo è ovvio non gli interessa. A lui
  arriverà  di  sicuro, se c'è ma non ho capito se c'è, una  garanzia
  della Regione firmata da qualcuno o dal Presidente o dall'assessore
  o dal direttore generale, una delle tre persone e, giustamente, per
  lui va bene. Però, non sa che a monte c'è qualcosa che non va bene,
  che quell'atto non si poteva fare.
   Allora dico ciò per il motivo per cui sono intervenuto all'inizio.
   Io  non  credo che la Regione negli anni debba dimenticarsi  delle
  procedure;  sulle  procedure  si fa  una  buona  amministrazione  e
  siccome qui, secondo il mio punto di vista, le procedure sono state
  disattese,  ho  chiesto che si rispondesse sull'argomento  con  una
  interrogazione.
   E'  passato un mese, non si è avuta traccia. Oggi pensavo  che  ci
  fosse  una  risposta a questi quesiti, ma non  c'è,  per  cui  devo
  continuare, signor Presidente dell'Assemblea, a ritenermi non  solo
  insoddisfatto,  ma  a  questo  punto, purtroppo,  per  tutelare  il
  diritto  che  un  parlamentare ha se la  procedura  è  stata  fatta
  legittimamente o se è stata fatta andando oltre le competenze della
  Regione e del Governo, su questo punto ancora risposte non ne ho.
   Nel  suo intervento, assessore Armao, ha detto che c'è solo questa
  Azienda che ha partecipato; a me non risulta, mi risulta che ce n'è
  un  altra,  mi  è  stato detto pure che nel  caso  in  cui  vinceva
  l'altra,  si  creava un monopolio, ma di che cosa  parliamo?  Quale
  monopolio?
   In  una gara pubblica non vedo quale monopolio ci possa essere  se
  una società partecipa, se oggi ha un servizio, se oggi ne ha ancora
  un altro, se insieme ad altre società fanno un'altra nuova società.
   A  questo  punto vuol dire che la Regione interviene per  bloccare
  una  possibile  regolare  aggiudicazione  perché  si  ipotizza   un
  monopolio. Ma un monopolio di che cosa?
   Le  gare,  le  tratte  i  servizi, forse voi  non  conoscete  come
  avvengono  - e ho concluso, Presidente - i meccanismi delle  corse.
  Nessuno  decide nulla, sono i sindaci, sono gli accordi che  fa  la
  Regione  e decide e dà ai vettori privati le corse da fare,  quindi
  non  è  qualcuno che vince un qualcosa e poi decide lui. Non decide
  nulla,  offre  solo  il servizio. Quindi, non  capisco  quest'altra
  frase  del monopolio che poteva crearsi nel caso in cui la  Regione
  non  avesse  vinto, non capisco poi più la Regione, che negli  anni
  non è che abbia dato grande dimostrazione di efficacia nei servizi,
  basterebbe  parlare  di  Resais e via  dicendo,  ma  comunque  oggi
  ritorna a volere fare l'imprenditrice sui servizi pubblici.
   Presidente, non ho capito se la fideiussione c'è, se era legittimo
  farla  perché se cadono questi due principi la Regione  non  poteva
  garantire con quella fideiussione la concorrenza di questa società.
  Questa è la domanda a cui, sinceramente, non ho ancora risposta.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   veda   il
  dibattito di stasera ha una duplice prospettiva. Mi sarei aspettato
  che  il Governo, non tanto il Presidente, quanto l'assessore  Armao
  venendo  in quest'Aula, e questa è la prima prospettiva,  chiedesse
  scusa  al Parlamento nella sua interezza  perché in data 4  ottobre
  dichiarò in Commissione Bilancio che non c'era alcuna garanzia.
   Mi  sarei  aspettato che a fronte della richiesta dell'ultimo  dei
  deputati,   dell'ultimo   dei  peones  di   quest'Aula,   cioè   il
  sottoscritto,  che  si rivolge all'assessore per  l'economia  e  al
  ragioniere  generale  per avere copia di  una  -   fino  ad  allora
  presunta -, stasera apprendiamo che c'è una contro-garanzia come  è
  stata  definita, presunto atto di fideiussione di garanzia,  mi  si
  rispondesse che la Regione avrebbe potuto darmi questi atti, previo
  consenso del privato.
   Io ho rispetto del Parlamento, della mia funzione e sono ancora in
  attesa  delle  scuse doverose per il Parlamento  tutto.  Non  siamo
  privati cittadini che possono fare ricorso al TAR, noi siamo  stati
  indicati,  eletti  dal  popolo siciliano, rappresentiamo  tutto  il
  popolo  siciliano e abbiamo il dovere di intervenire ogni qualvolta
  qualcosa  sulle procedure non ci convince, perché questo è  proprio
  dell'attività ispettiva di ogni parlamentare.
   Che cosa non ci convince? E passiamo alla seconda prospettiva.
   Devo  dare atto che il Presidente della Regione dichiarò,  proprio
  il  giorno in cui si discusse per la prima volta:  c'è un  atto  di
  garanzia,  c'è una fideiussione  diceva allora su  La  Repubblica ,
  di 37 milioni dando le sue motivazioni.
   Politicamente può essere condiviso o non condiviso, ripeto, ma  la
  legittimità degli atti, più volte richiamata in quest'Aula ed io lo
  voglio  più  volte  richiamare, questo  profilo  della  legittimità
  perché  si è preteso da parte di molti un Governo tecnico in quanto
  i  tecnici  sono  quelli,  onorevole  Musotto,  che  più  di  altri
  conoscono  le  leggi,  conoscono le procedure e  possono  garantire
  quella trasparenza di massima che è richiesta all'istituzione e, in
  particolar modo, nella fattispecie, all'istituzione Regione.
   L'assessore  per  l'economia, nella sua brevissima  relazione,  ha
  detto  che  la Regione, attraverso una partecipazione  ad  evidenza
  pubblica  -  ora  andiamo a vedere i  resoconti, lo  ha  dichiarato
  adesso  -  ha  fatto  una manifestazione di interessi,  cioè  si  è
  rivolto  pubblicamente  alla  Sicilia,  all'Italia  e  perché   no,
  all'Europa, trattandosi di un'operazione; si parlava di 100 milioni
  di  debiti, di 70 milioni di debiti, si rivolgeva all'Europa. E sul
  principio  della trasparenza, della massima pubblicità, alla  fine,
  esce   fuori  che  nella  costituzione  di  questa  nuova   società
  partecipata dalla Regione siciliana intervengono privati.
   Io,  alla fine, assessore Armao, le carte le ho avute, le ho avute
  con  i  miei canali, disattendendo probabilmente le sue indicazioni
  della  famosa  circolare che lei non ha voluto revocare,  offensiva
  per  i parlamentari. E ora mi spiego il perché allora mi sono stati
  negati  i documenti: quella procedura ad evidenza pubblica  da  lei
  adesso  sbandierata,  evidenziata,  sottolineata,  parte  con   una
  deliberazione  di  Giunta del 9 febbraio 2010 la  quale  dice:   La
  Regione intende pubblicare apposita manifestazione di interesse  al
  fine di acquisire le proposte provenienti da soggetti legittimati a
  parteciparvi   e  aggiunge:   che la partecipazione  della  Regione
  siciliana sia minoritaria .
   Ci  saremmo  aspettati  una  procedura  ad  evidenza  pubblica   -
  onorevole  Musotto,  mi  rivolgo a lei quale  uomo  di  grandissima
  esperienza  -,  una  procedura alla quale fosse  stata  data  ampia
  manifestazione  di pubblicità. E, allora, ho il  secondo  atto  nel
  quale si prende atto di questa manifestazione di interessi e leggo:
   Deliberazione  n.  48  del 15 febbraio  2010 ,  pensavo  di  avere
  sbagliato,  pensavo  2011,  considerate  quanto  sono   lunghe   le
  procedure; no, siamo a distanza di 6 giorni, complimenti Assessore.

   ARMAO, assessore per l economia. Non ero assessore a quell'epoca.

   ARDIZZONE.  Complimenti Assessore in questo  momento,  perché  lei
  avrebbe  dovuto  vedere  le  carte, quantomeno  c'è  il  potere  in
  autotutela,  come  lei  mi insegna da bravo  amministrativista,  in
  autotutela  di  revocare determinati atti. Cioè  a  distanza  di  6
  giorni   si   conclude  una  procedura  nella  quale  si  manifesta
  l'interesse  della  Regione siciliana e si  chiede  ai  privati  di
  intervenire.   E  sapete  dove  viene  pubblicato?  No,   onorevole
  Beninati, non come pensa lei sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
  siciliana e neanche quella Europea, si figuri, viene pubblicato sul
  sito  dell'Assessorato all'Economia. E per metterci la coscienza  a
  posto  con noi stessi viene pubblicato pure l'11 febbraio sul  Sole
  24  Ore e sul Giornale di Sicilia. E ci sono questi privati, questa
  che   poi   diventerà  la  Compagnia  delle  Isole,  che  manifesta
  l'interesse:   sono  pronto . Perché non avremmo  potuto  avere  la
  società  spagnola, la società portoghese, forse non  avremmo  avuto
  bisogno neanche di una contro-garanzia, assessore Armao.
   In  quattro giorni si conclude la procedura e si individua  questa
  società,  la Mediterranea Holding, che è partecipata dalla  Regione
  siciliana.
   Ma che cosa si diceva nel bando, nella delibera di Giunta?
   Si  diceva  che  la  partecipazione della  Regione  doveva  essere
  minoritaria.
   Scopriamo adesso che la Regione non solo non è minoritaria,  ma  è
  socio  di  maggioranza della Mediterranea Holding S.p.A. e  che  la
  Mediterranea Holding S.p.A. è socio di maggioranza della  Compagnia
  delle  Isole.  Complimenti  Lei ha continuato a parlare  adesso  di
  contro-garanzia.
   Io  ho  violato la sua circolare, ho qua, assessore Armao,  quello
  che lei non mi ha voluto consegnare - né lei, né i suoi uffici -  e
  lei mi disse:  no, è una semplice lettera di patronage . Lei bravo,
  io  ho  dovuto studiare cosa fosse questo patronage e  ho  studiato
  approfonditamente.
   Cari  onorevoli, non è né una lettera di patronage né una  contro-
  garanzia,  fino adesso lei, assessore Armao, continua ad  insultare
  questo Parlamento. E' una garanzia autonoma, che è cosa ben diversa
  dalla lettera di patronage e dalla contro-garanzia.
   Oggetto:  garanzia autonoma. Il beneficiario è la Compagnia  delle
  Isole,  il  garante  è la Regione siciliana e viene  rilasciata  in
  favore della Unicredit.
   Avvocato  Armao,  tra le clausole di quest'atto  di  garanzia  c'è
  scritto  -  guardi  anche  l'ultimo dei praticanti  di  uno  studio
  legale, a tutela delle ragioni avrebbe evitato alcune clausole -  è
  escluso il beneficio della preventiva escussione del beneficiario ,
  cioè  della Compagnia delle Isole. La banca, qualunque cosa succeda
  è  garantita per 40 milioni di euro. Pure se si dovesse bloccare la
  procedura  -  come  purtroppo sono convinto, per tutto  quello  che
  avete  messo  in piedi, che questa procedura verrà  bloccata  -  la
  Regione siciliana corrisponderà o risponderà, meglio, con i  propri
  soldi.
   Assessore,  lei  mi  dice  che non è  alcun  esborso  concreto  ed
  immediato.  Ma  perché  quando mai una fideiussione  è  un  esborso
  immediato  e  concreto?  Non  ho capito,  che  vuol  dire?  Con  la
  fideiussione io ho i soldi, 40 milioni di euro e li metto?  E'  una
  garanzia  -  e  mi dispiace per tutti i consulenti che  avete  alla
  Regione  siciliana, mi riferisco proprio a lei, non  al  Presidente
  Lombardo - perché posso comprendere politicamente l'operazione,  la
  potrei  pure  sposare,  ma  sulla legittimità  degli  atti  non  si
  scherza.  Appunto,  mi rivolgo a lei e non al Presidente  Lombardo,
  perché   fa  un'operazione  politicamente  che  poteva  non   avere
  importanza  se fosse questa o un'altra compagnia, aveva l'interesse
  a  mettere  in  piedi un soggetto che continuasse ad assicurare  il
  trasporto da e per le Isole.
   Assessore,  è  così  difficile? Pare  quasi  ci  sia  un  problema
  politico, ma questo non è assolutamente vero, ripeto, è un problema
  sul  rispetto  e  sulla legittimità degli atti. Noi  invochiamo  in
  questa  Aula  trasparenza - che è stata più volte violata  -  e  mi
  dispiace  che  sia  assente l'assessore Chinnici.  Quando  è  stato
  negato  al  sottoscritto  l'accesso agli atti,  è  stato  insultato
  questo  Parlamento,  quando  lei ha detto  che  non  c'era  nessuna
  garanzia, e continua ad essere insultato questa sera quando lei  mi
  parla di contro-garanzia, mentre c'è una garanzia autonoma.
   Le  conseguenze le tragga lei, assessore, io sono stanco, ma  sono
  stanco  per il rispetto che è dovuto non tanto alla mia  persona  -
  ripeto  - perché sono l'ultimo dei parlamentari, ma per rispetto  a
  questa  Aula, tanto bistrattata. Sino a ieri sera lo abbiamo  visto
  in una trasmissione.
   Ma  noi  dobbiamo ridare dignità alle istituzioni,  con  i  nostri
  comportamenti  dobbiamo  essere  i  primi  a  sapere  e  a   dovere
  rispettare le procedure, a garanzia di tutti; e dico di più, che se
  la Regione avesse veramente voluto privatizzare, non doveva dare la
  sua  disponibilità in favore di nessuno, né della  Compagnia  delle
  Isole  dell'onorevole Lauro, né del Gruppo Ustica Lines, o  Franza,
  perché  non  è una partecipazione fra due soggetti privati,  è  una
  partecipazione fra una istituzione pubblica e dei soggetti  privati
  e  l'istituzione pubblica ha il dovere di riferire tutto quello che
  è successo, dalla prima all'ultima virgola.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  realtà  molte
  delle cose che avrei voluto dire le hanno già dette i colleghi  che
  mi   hanno  preceduto.  Alcune  precisazioni  ritengo  che   vadano
  sottolineate maggiormente, soprattutto per delineare la  genesi  di
  quella  che è la storia di cui oggi parliamo, che magari non  tutti
  conoscono  e che ha radici profonde, nel senso che stiamo  parlando
  già  di quasi quattro anni di attività che questo Governo regionale
  ha  intrapreso  nella  gestione di questo  tema,  che  riguarda  la
  Siremar, che peraltro personalmente conosco molto bene.
   Devo  dire  che  la scelta che originariamente non comprendo,  che
  continuo  a non comprendere e che purtroppo è stato motivo  di  mie
  ripetute lamentele nei confronti del Governo della Regione, è stata
  la  prima  opzione, cioè quella di non voler accettare l'importante
  opportunità che veniva data dal Governo nazionale alle Regioni  che
  si  occupavano di trasporto pubblico locale marittimo -  in  questo
  caso  la  Sicilia  con  la  Siremar -  di  acquisire  gratuitamente
  l'intero  pacchetto  azionario della società Siremar:  ricordo  che
  l'intero  pacchetto azionario Tirrenia, più le quattro  consorelle,
  Siremar,  Saremar, Toremar e Caremar, ha subito una sorte pressochè
  identica, fatta eccezione per la Sicilia.
   Mi  spiego  meglio, per coloro che non conoscessero la  storia,  e
  vorrei ricordare anche a chi ci ascolta le ragioni per le quali noi
  del  PID  dissentiamo rispetto a quella che è stata una scelta  che
  oggi non comprendo.
   Qual  è  la  ragione  per  la quale una società  che  gestisce  il
  trasporto  pubblico  locale principale con  le  isole  minori,  che
  poteva  essere  oggetto  di una cessione gratuita  da  parte  dello
  Stato,  debba oggi essere invece acquistata per ben 69  milioni  di
  euro?
   Non  comprendo la ragione per la quale tutte le altre regioni,  la
  Toscana,  la  Sardegna  e  la Campania,  abbiano  invece  accettato
  l'opzione, procedendo poi, attraverso il decreto 135 del 2009, alla
  privatizzazione, così come la legge imponeva.
   In  Sicilia tutto è successo in maniera assolutamente difforme  da
  quello che è succede nel resto d'Italia. Non è la prima volta, però
  io mi stupisco ancora
   E'  successo  che  in  una prima fase, non  volendo  opzionare  la
  possibilità  di  avere gratuitamente qualcosa,  abbiamo  deciso  di
  acquistarla;  con quali soldi? Beh, questo è un dilemma  sul  quale
  oggi continuiamo a discutere.
   Peraltro  la  proposta della Regione, che con delibera  di  Giunta
  stabilì  di  volere nel proprio programma addirittura non  soltanto
  acquistare la Siremar, ma addirittura tutto il pacchetto Tirrenia e
  Siremar, che era residuato dalla cessione gratuita del resto  delle
  società è diventata oggetto della programmazione di questo Governo,
  seppur  non  avvalorata da nessuna decisione  in  termini  numerici
  perché più volte, durante le finanziarie degli anni scorsi, mi sono
  domandata  con  quali  capitoli di spesa e  con  quali  risorse  si
  facesse  fronte  all'ipotesi di acquisto  del  pacchetto  Tirrenia-
  Siremar. Per questo è stata costituita una società, di cui  parlava
  prima il collega Beninati, la Mediterranea Holding, che aveva  come
  obiettivo quello di acquisire Tirrenia e Siremar.
   Vorrei  anche  dire  che  ci  lasciano estremamente  perplesse  le
  modalità  di  reclutamento  delle  società  private  che  avrebbero
  composto  la  compagine della Mediterranea Holding  che,  peraltro,
  aveva come ragione d'esistere quella di partecipare ad una gara che
  non  aveva  come  oggetto l'acquisizione della  Siremar,  ma  della
  Tirrenia  e  Siremar,  quindi  una modalità  assolutamente  diversa
  rispetto  a  quella che è stata poi la gara finale  che  vedeva  la
  partecipazione di soggetti vari, anche in controtendenza rispetto a
  quelle  che  erano  state  le dichiarazioni  del  Presidente  della
  Regione,  il  quale  avrebbe dichiarato:  vogliamo  mettere  dentro
  siciliani  perché  la flotta pubblica siciliana possa  ritornare  a
  splendere  così  come  la  vecchia storia dei  Florio';  ed  invece
  all'interno di questa compagine di siciliano c'era ben poco, tranne
  la Regione.
   Ad  ogni modo, la storia si evolve. Si arriva allo spacchettamento
  di  Tirrenia  e Siremar e la Regione siciliana decide di  competere
  per   l'acquisizione  della  sola  Siremar  e,  per  fare   questo,
  costituisce,  insieme a soggetti privati, con  una  percentuale  di
  presenza  maggioritaria,  la  Compagnia  delle  Isole.  Ebbene,  la
  partecipazione a questa gara che, peraltro, avrebbe  dovuto  vedere
  la  sua  conclusione il 15 settembre, inspiegabilmente,  a  quattro
  giorni  dalla  definizione,  viene bloccata  e  viene  chiesta  una
  ulteriore polizza fidejussoria ai partecipanti.
   Assessore Armao, lei poc'anzi ha detto che l'unico partecipante  è
  la  Regione. Dagli atti che anch'io ho cercato di chiedere, secondo
  quello  che è il percorso che noi deputati abbiamo in carico  nelle
  nostre  competenze, cioè l'accesso agli atti - anche a me negato  -
  ho  avuto modo di poter apprezzare che esiste anche una valutazione
  fatta da un broker di cui la Regione si è servito, precisamente  la
  accuracy,  che addirittura compara le proposte. Il confronto  delle
  offerte  presentate  da  parte  di  due  compagnie,  Società  della
  Navigazione  siciliana  e Compagnia delle Isole  spa.  Pertanto,  è
  assolutamente  confutato  ciò  che  lei  ha  poc'anzi   dichiarato,
  assessore Armao, ossia che la partecipazione sia avvenuta  soltanto
  da parte del soggetto Regione, perché così non è.
   Ad  ogni  modo,  ulteriormente rispetto a questo  elemento,  suona
  alquanto  strano,  seppur legittimo, che  a  quattro  giorni  dalla
  scadenza  di una gara venga bloccato il tutto perché si  richiedono
  nuove  e  ulteriori garanzie. Garanzie che, guarda un po', arrivano
  per  la  Compagnia delle Isole dal socio che in una prima fase  non
  era  maggioritario e che il 28 giugno del 2011, quindi qualche mese
  fa,  è  diventato maggioritario, con l'ingresso della  Mediterranea
  Holding   di  una  componente  maggiore  della  Regione,  con   una
  ricapitalizzazione della società.
   Tutto  ciò ha fatto sì che una concorrenza che doveva avvenire  in
  maniera   assolutamente  trasparente,  a   mio   avviso   è   stata
  assolutamente  viziata. Perché se il processo di privatizzazione  -
  lo  dice  la parola stessa - vuole che siano i soggetti  privati  a
  concorrere  e  a fare la migliore offerta nell'acquisizione  di  un
  ramo  d'azienda, in questo caso della Siremar, è chiaro che l'avere
  stipulato  una  fideiussione a tutti  gli  effetti,  perché  è  una
  garanzia  autonoma, così mi è stato spiegato - non sono  competente
  in  materia,  ma  mi  sono documentata - rappresenta  a  tutti  gli
  effetti  una garanzia in capo alla Regione che deve, in  misura  di
  quaranta milioni di euro, essere pronta a versare immediatamente la
  somma  qualora  il committente non sia in grado di far  fronte.  Io
  ritengo che questo abbia fortemente viziato quella che era una gara
  nella  quale  avrebbero dovuto competere, in maniera trasparente  e
  concorrenziale,  una  gara che avrebbe visto l'acquisizione  di  un
  segmento così importante del nostro trasporto pubblico locale.
   Assessore  Armao,  in  occasione della  discussione  del  DPEF  in
  Commissione  Bilancio sono stata io a rivolgerle una  domanda  alla
  quale  lei ha dato risposta; e ci sono qui i verbali del 4 ottobre,
  che  voglio  citare  testualmente, seppure  estremamente  sintetici
  nella  trascrizione.  A  seguito della mia domanda,  con  la  quale
  chiedevo  chiarimenti circa una ipotetica fideiussione  di  cui  si
  leggeva da organi di stampa, l'assessore Armao assicura che  non  è
  intervenuta  alcuna  fideiussione da parte della  Regione  riguardo
  all'acquisto  della compagnia Siremar. Tutto questo è  stato  anche
  ribadito  in  Aula,  così  abbiamo detto  la  volta  scorsa,  e  il
  presidente  pro  tempore, onorevole Oddo, si è reso  garante  delle
  dichiarazioni dell'assessore Armao.
   Bene,  io rinnovo, insieme ai colleghi che mi hanno preceduto,  il
  rammarico  ma anche l'indignazione rispetto al fatto che  il  ruolo
  del  deputato venga sminuito non soltanto dai media che, in  questo
  momento  - a volte anche a ragione - attaccano chi ricopre i  ruoli
  di   questi  scranni,  ma  proprio  all'interno  di  quest'Aula  e,
  soprattutto,  da chi ricopre ruoli di governo; mi sembra  veramente
  inaccettabile  sminuire e svilire il ruolo di  chi  rappresenta  la
  popolazione dei siciliani.
   Io  non  credo che sia né rispettoso e, se mi permettete,  neanche
  morale affermare qualcosa in maniera così certa e sicura quando  si
  sa  che quello che si dice non corrisponde al vero, perché gli atti
  di  cui, purtroppo, stiamo parlando non sono degli atti di  cui  ci
  stiamo inventando i contenuti, perché si legge a chiare lettere che
  si tratta di una polizza fidejussoria.
   Peraltro,  mi  chiedo  anche  sull'opportunità  politica  di   una
  operazione  di questa fattezza quando si coinvolge, all'interno  di
  una privatizzazione, un soggetto privato in cui la Regione ha il 66
  per  cento  non  si è forse falsato il senso della  privatizzazione
  stessa?
   Se  lo  Stato  ha  ritenuto,  così come  la  Comunità  europea  ha
  indicato,  di  dover  vendere  ciò che  prima  veniva  gestito  dal
  pubblico  perché se ne occupassero i privati, qual è la logica  per
  cui,  oggi,  la  Regione, soggetto pubblico  che  già  finanzia  il
  servizio integrativo, invece, si sostituisca, partecipi e vinca una
  gara in maniera abbastanza rocambolesca?
   Io  non  comprendo la ragione e l'opportunità politica  di  questa
  scelta, al di là della legittimità di cui ho parlato, perché  credo
  che,  per  gestire  dei  settori che possano avere  una  importanza
  strategica  nel nostro trasporto pubblico per il quale noi  abbiamo
  autonomia  in  quanto  Regione a Statuto  speciale,  necessiti  una
  competenza precipua di chi quest'attività la conosce e la sa, al di
  là di chi possono essere i vincitori.
   Ritengo  che questo tipo di scelta, così come per altro  anche  il
  Governo  stesso  molte  volte ha dichiarato, sia  assolutamente  in
  contro tendenza perché se le esperienze che già la Regione ha fatto
  in situazioni analoghe e mi riferisco alla T-Link, che è fallita in
  maniera misera nella gestione di un servizio di trasporto merci,  è
  stata  emblematica  di una incapacità di gestione  di  un  servizio
  marittimo,  non  comprendo per quale ragione la Regione,  oggi,  si
  cimenti  nuovamente  in  una impresa dalla quale  è  probabile  che
  uscirà ben presto.
   Allora, mi accingo a concludere dicendo che, innanzitutto, restano
  oscure  le  ragioni per cui qualcosa che poteva essere gratis  oggi
  l'abbiamo acquistata, e a caro prezzo; non comprendo le ragioni per
  le  quali una società che vede la compresenza di pubblico e privato
  debba  avere  una  garanzia  fidejussoria  che  la  mette  in   una
  condizione  di essere non in concorrenza con gli altri  in  maniera
  equa facendo da garante rispetto ad un privato, non soltanto per la
  propria  parte, e non comprendo le ragioni per le quali la Sicilia,
  che  oggi  finanzia in ragione di 80 milioni di  euro  un  servizio
  integrativo  alle  Isole minori, abbia deciso di volere  acquistare
  un'altra società per 69 milioni di euro e, soprattutto, in virtù di
  quale  capitolo di bilancio possa aver fatto una scelta del  genere
  considerato che non ho mai letto né un rigo sul DPEF, sul Documento
  programmatico  del  Governo,  né sui testi  del  bilancio  un  solo
  centesimo destinato a questa finalità.
   Allora, io credo sia doveroso, nei confronti di questo Parlamento,
  ristabilire  innanzitutto  la  legittimità  di  quello  che   viene
  affermato perché, a garanzia non soltanto dei parlamentari  ma  dei
  siciliani,  ciò che viene detto in quest'Aula non può essere  messo
  in  discussione  dall'indomani  da  dichiarazioni  che  smentiscono
  quello che un assessore dice.
   E,  purtroppo, signor Presidente, questa è una cosa di cui noi non
  possiamo  non  tenere  conto perché è  offensivo  -  ripeto  -  non
  soltanto di noi come deputati, ma di tutti i siciliani. E, inoltre,
  ritengo   opportuno  che,  rispetto  alla  lettera  che   è   stata
  indirizzata all'onorevole Ardizzone, che peraltro a me è stata,  in
  qualche modo, esplicitata verbalmente, il non accesso agli atti non
  garantisce la trasparenza né l'efficienza di un Governo.
   Affinché  un Governo possa essere effettivamente valutato  bisogna
  che  la  trasparenza sia, non soltanto esplicitata  attraverso  gli
  organi  di  stampa, ma che sia garantita, quotidianamente,  da  chi
  l'attività, seppure di opposizione, la fa in maniera legittima e in
  maniera seria, mi posso anche permettere di dire.
   Con  queste  considerazioni affido alla  Presidenza  il  ruolo  di
  garanzia   di  quello  che  è  stato  rassegnato  alle  parole   di
  quest'Aula,  perché credo che sia un modus operandi che  non  possa
  essere   assolutamente  accettato  né  accettabile.  Peraltro,   ci
  apprestiamo  ad una sessione finanziaria che vedrà la presenza  del
  Governo,  e  io  non  mi  vorrei ritrovare  in  Aula  ad  ascoltare
  dichiarazioni  che  poi devono essere smentite dopo  dieci  minuti,
  perché ciò sarebbe fortemente lesivo della nostra attività.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  mi  addentro
  sulle  valutazioni di carattere tecnico che sono state oggetto  dei
  precedenti interventi. Però, su questi aspetti, vorrei far rilevare
  alcuni   profili,  uno  di  carattere  legittimo  e  quindi   della
  legittimità  degli  atti  a cui questa Assemblea  deve  anche  dare
  attenzione, e uno di profilo istituzionale, che riguarda  il  senso
  del  rispetto della procedure, del perché noi dobbiamo  e  possiamo
  essere messi nelle condizioni di esercitare un ruolo, una funzione,
  oppure  questa  Presidenza debba essere annullata  davanti  ad  una
  posizione, a volte di forza, che non si giustifica, né dal punto di
  vista  del  risultato  né dal punto di vista  degli  obiettivi  più
  complessivi che si intendono raggiungere.
   Poi,  c'è  un  profilo che riguarda la dignità  del  parlamentare,
  perché la possibilità di credere che ognuno di noi possa esercitare
  un  ruolo  nel rispetto di regole, di comportamenti,  ma  anche  di
  reciproche posizioni dal punto di vista della dignità della persona
  umana,  è  uno dei requisiti, uno degli elementi, che  deve  sempre
  costantemente  richiamare l'attenzione di chi questo  rispetto  non
  intende portarlo avanti.
   In un contesto complessivo in cui abbiamo una difficile situazione
  economica  noi, come Regione siciliana e come Commissione Bilancio,
  abbiamo  affrontato  un problema che è stato  quello  del  riordino
  delle società e quindi della capacità di dimostrare che ci sia  una
  possibilità  di un processo di razionalizzazione di un sistema,  di
  un  sistema  in cui le società, così come fino ad oggi hanno  avuto
  vita  nella Regione siciliana, non hanno grande motivo di esistere.
  Alcune  vanno razionalizzate, ristrutturante, aggiustate,  comunque
  viene  sottolineato  un  principio che è  quello  che  il  soggetto
  pubblico,  la  Regione  siciliana,  non  può  essere  un   soggetto
   imprenditore .
   Quindi,  se questo è uno dei problemi, sicuramente non può  essere
  la Regione un  armatore .
   Ma  davanti a questo principio - e torno all'aspetto istituzionale
  e  alla  difficoltà economico-finanziaria - ritengo che davanti  ad
  argomenti  così importanti che investono la possibilità  di  scelte
  strategiche,  se  acquisire,  avventurarsi,  addentrarsi   in   una
  attività  imprenditoriale  di  tale spessore  e  con  tale  impegno
  finanziario, ci sia la necessità di rispettare metodi, procedure e,
  perché  no,  ruolo istituzionale. Questo modo di procedere  ha  una
  grave lacuna, perché le scelte vengono sottoposte anche agli organi
  istituzionali.  La  Commissione Bilancio e il Parlamento,  fino  ad
  oggi,  non hanno avuto modo di poter dibattere, ed io dico che  non
  si  può  pensare ad una posizione unilaterale da parte del  Governo
  che,  senza  avere  presentato un piano  industriale,  senza  avere
  presentato  una  reale capacità di dimostrare, e quindi  una  reale
  consapevolezza  di  quella che è per tutti noi la  prospettiva,  lo
  scenario  di  una  realtà  che  determina  un  impegno,  non   solo
  finanziario per quello che è l'entità dell'esborso di oggi, ma  per
  quella  che  è  anche la gestione, l'attività in cui  nel  soggetto
  giuridico la responsabilità di maggioranza è della società.
   Allora, signor Presidente, abbiamo chiesto di dedicare una  seduta
  in  cui  si  possa discuta la questione IRFIS. Un piano industriale
  non  fu  neanche presentato per la dismissione dell'IRFIS,  per  la
  trasformazione di questo soggetto, e se forse se avessimo investito
  i  69 milioni di euro in quella direzione, andando a recuperare e a
  rilevare  la  quota  che Unicredit dismetteva,  probabilmente  oggi
  potevamo  avere  questo soggetto giuridico, questa  banca,  anziché
  averla  ceduta  come  ramo  di azienda e come  licenza  bancaria  a
  Unicredit.
   Forse  oggi,  in  un  momento di difficoltà finanziaria,  potevamo
  avere  un soggetto che pensasse alle politiche di credito, dove  la
  micro  impresa continua a morire, dove sembra che ognuno  recita  a
  soggetto  e  c'è  un governo che intende procedere  secondo  alcuni
  canoni,  trascurando quelle che sono le sollecitazioni sulle  quali
  va fatta una valutazione, magari respingendoli dopo, ma non come in
  questo caso respingendoli preventivamente, o ancor meglio non dando
  neppure la possibilità di discuterne, di avviare un dibattito.  Non
  si  può operare in maniera unilaterale, decidendo che questa è  una
  scelta  che forse viene portata avanti con determinazione, o  forse
  sarebbe  meglio dire con arroganza, perché davanti a queste  scelte
  il  rischio di danno erariale, che sicuramente può essere anche una
  delle ipotesi che vede questa nostra realtà, è un momento che  deve
  ancor  più  farci riflettere. Chiedo all'Assemblea  e  chiedo  alla
  Presidenza  che si pongano in essere quelle iniziative  che  devono
  servire   a   far  capire  a  tutti  che  noi  abbiamo   senso   di
  responsabilità,  l'Assemblea ha senso di responsabilità  e  intende
  farlo valere, perché domani ci sia una chiara valutazione , davanti
  ad  un'azione del genere, io vedo più l'affermarsi di procedure che
  si   contraddistinguono  per  l'arroganza  e  non  certamente   per
  l'interesse della Sicilia.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula  sempre
  più  nei  dibattiti parlamentari si trasforma in aula di  tribunale
  utilizzando  termini  propri della legittimità  degli  atti,  della
  consapevolezza  delle  dichiarazioni, dimenticando  che  avendo  un
  ruolo parlamentare dobbiamo creare anche le condizioni affinché  le
  nostre   iniziative  possano  garantire  lo  sviluppo  del   nostro
  territorio.
   Nessuno   ha   pensato,  intervenendo,  di   ricordare   cosa   ha
  rappresentato in questi anni la Siremar per la nostra Regione, cosa
  ha  rappresentato per le Isole minori una compagnia che  di  fatto,
  nel  bene  e  nel  male,  ha  garantito dei  collegamenti  a  volte
  inefficienti  con  navi che non hanno sicuramente rappresentato  le
  aspettative  dei  siciliani e dei turisti che  hanno  viaggiato  in
  quelle imbarcazioni.
   E  oggi la Regione siciliana ponendo un problema che è un problema
  prettamente  finanziario dimentica di affrontare  questo  argomento
  anche con chi ha la delega dei trasporti in Sicilia, per creare  le
  condizioni  per  potenziare le cosiddette  autostrade  del  mare  e
  magari dare un impulso migliore nei collegamenti.
   A me preoccupa il dato che negli anni abbiamo lavorato nei diversi
  documenti  di  programmazione economica,  ma  anche  nelle  diverse
  finanziarie   alla   possibilità  di  razionalizzare   le   società
  regionali,  facendo  in modo di dismettere il  ruolo  imprenditrice
  della  Regione  siciliana  attivando le procedure  ad  esempio  per
  cedere  le quote dell'Italkali o per cedere le quote del  Banco  di
  Sicilia,  una  Regione  che  non riesce  a  dare  garanzia  per  la
  liquidazione degli ATO rifiuti.
   Oggi,  invece,  si  inserisce  su un progetto  che  è  sicuramente
  ambizioso ed è un progetto importante per la Regione, se la Regione
  riesce ad avere la capacità di intervenire e di dare serenità a chi
  ha  operato  in  quel settore e a chi nei mesi successivi  avrà  la
  necessità di poter garantire giusti collegamenti.
   Io  penso  che  l'intuizione politica possa  essere  un'intuizione
  interessante, ma ritengo che purtroppo la Regione siciliana, ancora
  oggi,  purtroppo  non  sia  pronta  per  assolvere  un  ruolo  così
  importante. Anche nelle diverse partecipazioni che la Regione negli
  anni ha avuto come società, come partecipazione di maggioranza,  ha
  poi   determinato  una  concorrenza  sleale  rispetto  agli   altri
  operatori  e  addirittura  non è riuscita  a  garantire  un  ottimo
  servizio.
   Ed  allora, le diverse attenzioni che gli onorevoli colleghi hanno
  posto devono essere chiarite con grande urgenza perché non possiamo
  permetterci  né di creare un  carrozzone  che non funziona,  né  di
  rimpiangere  una  struttura come quella che  fu  negli  anni  della
  Siremar.
   Per  intervenire  in  un ambito così delicato,  com'è  quello  dei
  collegamenti  per  le Isole minori, com'è quello  delle  cosiddette
   autostrade  del mare , la Regione deve essere pronta con  progetti
  seri, credibili e trasparenti che possano, di fatto, determinare un
  processo  di  crescita nelle opere infrastrutturali, ma soprattutto
  anche  la  serenità di chi quotidianamente deve poter usufruire  di
  queste linee di collegamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione,  Assessori,  anch'io  come  l'onorevole
  Cimino  non sono appassionato alle vicende giuridiche, ai  percorsi
  giuridici che hanno portato all'acquisizione della Siremar da parte
  della compagnia delle Isole.
   Io  sono  uno che è stato votato dagli elettori, a differenza  del
  Governo  tecnico, non per fare politica ma per portare  all'interno
  del Parlamento le istanze della politica. E per portare all'interno
  del  Parlamento  quelle che sono le perplessità  dei  siciliani  in
  merito alle tante iniziative o alle mancate iniziative da parte  di
  questo  Governo,  e segnatamente per quello che  riguarda  oggi  la
  delicatissima, preoccupante ed inquietante vicenda della Siremar.
   Onorevole Ardizzone, oggi bisogna capire perché quello che ieri  è
  stato offerto gratis e rifiutato, oggi viene pagato.
   Io  non  sono un economista - mia moglie dice che sono un  pessimo
  amministratore delle risorse di casa nostra - ma sono uno  abituato
  alle  dinamiche politiche, anche alla concretezza della politica  e
  alle intuizioni della politica.
   Quando  ieri  nel  corso  di  una  assemblea  con  imprenditori  e
  amministratori,  convocata per affrontare la  crisi  economica  del
  territorio, un sindaco mi chiede:  secondo te, se tu oggi paghi per
  quello   che  ieri  ti  veniva  offerto  gratis,  quali   sono   le
  motivazioni .
   Questo  deve  essere  il  Governo a dirlo,  perché  oggi  facciamo
  un'operazione che nel convincimento generale fa pensare a  qualcuno
  che   ha   perso  il  lume  della  ragione  o  che  è  un   pessimo
  amministratore  delle  cose  della  Sicilia  e  dei   destini   dei
  siciliani.
   Io  giudico dai fatti, un Governo che in questo momento non riesce
  a  gestire le partecipate della sua Regione, dove regna il caos più
  assoluto...

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di prendere posto.

   CAPUTO.  Non  volevo  distrarre il Presidente  della  Regione  dal
  colloquio con l'azionista di maggioranza esterno di questo Governo,
  che  è l'onorevole Lupo. Lo so che lei, Presidente, sente bene, fin
  troppo,  ma  mi  sembrava  una questione di  stile  consentirle  di
  ascoltare, da parte mia naturalmente.
   Dicevo  di  un Governo che ancora non riesce a mettere ordine  nel
  caos delle partecipate, dove ancora oggi ci sono delle zone d'ombra
  all'interno  nelle partecipate regionali; un Governo che  ha  delle
  grandi  difficoltà economiche, perché se è vero  come  è  vero  che
  l'assessore Armao ha dichiarato che ormai non ci sono più soldi per
  nessuno,  che  la  Regione è arrivata ad una situazione  di  totale
  paralisi  da  punto di vista economico, che non gode neanche  della
  fiducia - e questo è l'aspetto particolare - come se fosse l'ultimo
  dei  cattivi pagatori, come quelli inseriti nella black list perché
  hanno  i  protesti,  quando un Governo di questa Regione  non  gode
  della   fiducia  degli  Istituti  bancari  che  si   rifiutano   di
  partecipare,  per  la terza volta, alla gara per  la  gestione  dei
  rifiuti in Sicilia;  mi chiedo e vorrei capire, di fronte a  questo
  grande  disordine  imprenditoriale della  Regione  siciliana  e  di
  questo  Governo  di tecnici, come mai il Governo di questa  Regione
  entra  pesantemente nel pacchetto azionario della gestione  di  una
  consocietà  di trasporti.
   Personalmente, lo giudico un atto irresponsabile che va contro gli
  interessi  della  Sicilia  perché,  caro  Presidente,  quando   lei
  dichiara,  nel  corso di una intervista, che questa operazione  non
  comporta  né  oneri né costi per la Regione, mi chiedo  in  base  a
  quale  piano  industriale  lei può garantirci  che  domani  la  già
  disastrata  Regione  siciliana,  sotto  l'aspetto  della   gestione
  economica  di  questo Governo, con questa operazione  non  avrà  un
  danno economico per le casse e per i siciliani.
   Noi non ci preoccupiamo del suo Governo, perché sappiamo che è  un
  Governo a termine, che ha avviato la parabola discendente, che ogni
  giorno che passa è un giorno in meno per la fortuna dei siciliani e
  un giorno in più che si avvicina alle tante agognate elezioni, dove
  daremo  di  nuovo  la parola agli elettori e dove quelli  che  oggi
  chiamano  maggioranza, perché hanno perduto  le  elezioni  e  hanno
  fatto  le  operazioni di ribaltone, torneranno ad essere  minoranza
  nuovamente dal punto di vista elettorale, mi chiedo in base a quale
  interesse state coinvolgendo la nostra Regione in una operazione  a
  rischio, una operazione ad altissimo rischio e mi auguro che almeno
  la  Corte  dei  Conti vada a mettere la lente di  ingrandimento  su
  questa vicenda che è allarmante e mi auguro che anche di questo  ne
  renderete conto ai siciliani dal punto di vista politico, perché le
  posso  anticipare che il PDL non concluderà la sua attenzione verso
  questa operazione con il dibattito d'Aula, ci attiveremo per andare
  fino  in  fondo  in  questa vicenda e per  capire  quali  siano  le
  motivazioni che hanno indotto la Regione a comprare oggi quello che
  ieri ci veniva offerto gratis.
   Quindi, Presidente, ritengo che questa operazione vada fermata, ci
  sarà   pure   un  modo  perché  questa  operazione,  che  definisco
  irresponsabile, incomprensibile venga fermata.
   La  Regione  pensi  ad  amministrare  quello  che  non  riesce  ad
  amministrare, pensi a spendere i fondi comunitari che non riesce  a
  spendere,  non  si  imbarchi in soluzioni  imprenditoriali  che  ci
  comporteranno   tanti  ricorsi,  tante  parcelle  milionarie   alla
   Massinelli', tanti contenziosi, tanti buchi da ripianare e  ancora
  una  Regione che non riesce ad uscire dalla gestione delle  cave  e
  delle  miniere e che oggi vuole avviare un percorso imprenditoriale
  che  l'ha  già vista fallimentare sotto l'aspetto gestionale  della
  politica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Corona.  Ne  ha
  facoltà.

   CORONA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo  su
  questo  argomento senza avere richiesto alcuna carta  all'assessore
  Armao  perché  ritengo  che un parlamentare all'interno  di  questa
  Istituzione  deve svolgere il suo intervento sul piano politico  e,
  quindi,   mi limito a svolgere alcune considerazioni  sulle  scelte
  di  questo IV Governo Lombardo, cosiddetto tecnico, e a fare alcune
  domande.
   Credo  che  l'accoppiata   Armao-Lombardo'  e,  quindi,  tutto  il
  Governo  abbia valutato attentamente la questione e nel momento  in
  cui  ha  fatto qualche conto ha deciso di investire e di  fare  una
  scelta  imprenditoriale nell'interesse certamente della Regione  e,
  soprattutto,  pensando  di fare un buon affare.  Di  questo  avremo
  presto  una  verifica, perché è chiaro che non solo  il  Presidente
  della  Regione  deve cercare di fare un buon affare  nell'interesse
  della  Regione  che  amministra, ma soprattutto  deve  pensare  che
  attraverso  questo  affare si deve migliorare i  servizi  verso  le
  Isole minori.
   E'  risaputo, Presidente, che sono tante le isole minori di questa
  Regione, che sono tanti gli abitanti  che hanno scelto di vivere in
  queste  isole,  però  il  Governo spesso  si  dimentica  di  queste
  marginalità.  Non a caso in questi giorni ci siamo occupati  di  un
  altro  argomento,  in  questo  caso portato  avanti  dall'assessore
  Massimo   Russo,  che  ha  deciso,  attraverso  il  suo  piano   di
  ridimensionamento dei punti nascita, di non dare la  possibilità  a
  queste  isole  -  e in modo particolare all'ospedale  di  Lipari  e
  all'ospedale di Pantelleria - di poter fare partorire  le  puerpere
  in quelle isole all'interno di quei due ospedali.
   Questa   è  certo  una  disattenzione  nei  confronti  di   queste
  marginalità e sia chiaro che l'assessore per la salute, nel fare le
  sue  scelte, ha fatto delle deroghe alle scelte concordate  con  il
  Ministro  della Sanità nella conferenza Stato-Regione e  su  queste
  scelte  vogliamo  intervenire, così come vogliamo  dire  la  nostra
  anche su questa scelta, Presidente Lombardo.
   E'  chiaro  che  se abbiamo Isole - come nel caso  dell'arcipelago
  delle   Eolie  -  considerate  patrimonio  dell'umanità  da   parte
  dell'UNESCO e andiamo a ridurre via via i servizi agli  abitanti di
  quelle  isole,  ma,  soprattutto, in  direzione  dei  forti  flussi
  turistici  che arrivano in quelle isole, specialmente  nel  periodo
  estivo,  è  chiaro  che non facciamo la nostra buona  scelta  e  la
  nostra  parte  di  responsabili  istituzionali  del  Parlamento  e,
  soprattutto, di un Governo che predica bene e razzola male.
   E'   risaputo,  Presidente  Lombardo,  che  lei  ha  sempre  fatto
  dichiarazioni  che  questa Regione, che  questo  suo  Governo  deve
  abbandonare le partecipate, le azioni delle aziende partecipate.
   E'  chiaro  che questa scelta contrasta con quanto   lei  dice  da
  parecchi  mesi, ora da parecchi anni e, quindi, ci  deve  dare  una
  giustificazione  del  perché lei ha scelto,  assieme  all'assessore
  Armao, di diventare imprenditore e di fare questo affare in maniera
  molto, ma molto chiara.
   Sappiamo che gli abitanti di queste Isole chiedono una sola cosa e
  noi  siamo  qui,  appunto,  per  difendere  le  loro  ragioni,  per
  difendere   le   loro  aspettative  che  sono   quelle   di   avere
  eventualmente da chicchessia, sia da società pubbliche che private,
  servizi adeguati per la loro mobilità, per dare la possibilità,  ai
  tanti  abitanti  di queste Isole minori, di potere  raggiungere  la
  terra  ferma  per  i loro bisogni, i loro affari e  per  assicurare
  queste prospettive.
   Sappiamo  benissimo che la scelta da voi fatta non  è  una  scelta
  eccezionale,  ormai avete dato un orientamento   che  è  quello  di
  riscoprire  un vecchio sogno quello della cosiddetta  Flotta  Laura
  che  ormai  è  una  azienda  che non esiste  più  per  strutture  e
  infrastrutture  da  mettere a servizio  di  un'attività  di  questo
  genere.
   E'  chiaro  che  si deve capire perché si è fatta  questa  scelta,
  perché  i  cittadini  di Lipari devono sapere  che  questo  Governo
  intende diventare imprenditore di se stesso ed abbandonare il ruolo
  più congeniale che è quello di fare i controlli  per verificare che
  i  privati  o  le  aziende, che devono assicurare dei  servizi,  lo
  facciano  fino in fondo rispettando gli impegni con i cittadini  e,
  soprattutto,  con  i  rappresentanti  di  quei  cittadini,  con  le
  amministrazioni delle Isole minori.
   Signor Presidente, credo che in quest'Aula noi dobbiamo riscoprire
  il  gusto  di  fare politica nell'interesse della collettività,  se
  abbiamo  fatto queste scelte devono essere scelte consequenziali  a
  dare  risposte  più confacenti alle aspettative e  ai  bisogni  dei
  cittadini delle Isole minori.
   Su  questo  si deve potere ragionare, aldilà del fatto che  questo
  Governo  si  assumerà tutte le responsabilità di questa  scelta  in
  tutte  le  sedi e sono convinto che lo farà, ma deve qui  spiegarci
  perché c'è l'inversione a 360 gradi del proprio indirizzo politico,
  ossia di  uscire fuori dalle aziende partecipate ed in questo caso,
  invece,  costituisce una nuova azienda e partecipa  come  socio  di
  maggioranza.  Quello che non si capisce è questo ed aspettiamo  che
  il  Governo  ci dica che attraverso questa scelta la  Regione  avrà
  fatto  un  buon  affare  in termini economici  e,  soprattutto,  si
  impegna a dare migliori servizi ai cittadini delle Isole minori.
   Su  questo  vogliamo  sentire  il Presidente Lombardo  che  è  qui
  stasera  per  difendere questa scelta e per  non  giustificarsi  di
  fronte   al   Parlamento,  ma  per  portare  avanti   un   progetto
  imprenditoriale che nessuno gli ha chiesto.
   Tutti   noi  parlamentari  gli  chiediamo,  invece,  di  governare
  nell'interesse della nostra Regione e soprattutto per dare risposte
  concrete alla collettività.
   Su  questo  intendo sentire il Presidente Lombardo e  sono  sicuro
  che,  anche  in questa occasione, non farà un discorso  campato  in
  aria,  ma   un discorso che sarà poi giudicato come un discorso  di
  circostanza, con delle bugie che appariranno il giorno dopo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  intervengo
  tanto sul merito della vicenda che è stato ampiamente spiegato  dai
  colleghi  che  si  sono dedicati a studiare  le  carte  in  merito,
  intervengo  perché dopo aver ascoltato anche le  denunce  che  sono
  emerse  dall'intervento dei colleghi sulla base  di  documentazione
  esibita  in  Aula, mi pongo anche un problema di legittimità  degli
  atti  e  dell'incedere di questo Governo, mi pongo un  problema  di
  legittimità  e  di trasparenza in tutto ciò che questo  Governo  va
  emettendo come atti da molto tempo a questa parte.
   Ciò  che  più  mi  ha sorpreso non è il fatto  che  una  serie  di
  colleghi abbiano denunciato le gravi, gravissime illegittimità, ciò
  che  mi  ha sorpreso di più è che il PD, la Sinistra, che  è  stata
  costantemente portatrice di regole, portatrice di una  percorso  in
  politica  che  non poteva prescindere dal rispetto  delle  leggi  e
  della  trasparenza,  è  da  due  ore  che  interveniamo  in  questo
  dibattito d'Aula ed assistiamo al disinteresse totale da parte  del
  PD rispetto alle accuse gravissime ed alle violazioni denunciate in
  Aula.
   Personalmente,  mi  meraviglio  e mi  preoccupo  molto  di  questo
  atteggiamento  mutato  da  parte  del  PD,  come  si  può  rimanere
  indifferenti  rispetto alla documentazione che è stata  esibita  in
  Aula,  come si può rimanere indifferenti di fronte al fatto che  un
  Governo  che è in ritardo su tutto, che è l'ultimo per la  spesa  e
  l'utilizzo  dei  Fondi  europei, che ha  portato  al  disastro  sui
  rifiuti,   al   disastro  sulla  formazione,  al   disastro   sulla
  burocrazia,  al non utilizzo dei Fondi europei,  in quattro  giorni
  porta  avanti  una  procedura di evidenza  pubblica  senza  neppure
  andare a pubblicare gli atti sulla Gazzetta ufficiale
   Come può un PD, rispettoso delle regole, accettare il fatto che un
  Governo, sostenuto da questo PD, arriva in Aula e mente sapendo  di
  mentire,  sbugiardato dai documenti e dagli atti esibiti  in  Aula
  Come può un PD, portatore di quella storia di rispetto delle regole
  e  di  trasparenza,   continuare a pensare di poter  rivolgersi  ai
  propri elettori
   Non  deve  meravigliare che lo stesso PD, nonostante la crisi  che
  attanaglia  tutto il mondo e, quindi, tutti i governanti  poi  alle
  elezioni  regionali di qualche giorno fa si è ridotto a percentuali
  -  oserei  dire - da prefisso telefonico, si è ridotto a  competere
  con le liste  fai da te .
     Non  mi  meraviglio se il PD è questo PD, mi  preoccupo,  perché
  allora  capisco  la voglia di fare il ribaltone a  tutti  i  costi,
  capisco   perché  parlano  di  governo  tecnico  anche  a   livello
  nazionale, capisco la fretta di non passare dagli elettori, capisco
  perché non si vuole rendere conto e capisco pure l'indifferenza  ad
  un  dibattito come questo, perché si è rinunciato ai propri valori,
  si   è   rinunciato  alla  propria  storia,  si  è   rinunciato   a
  rappresentare  quell'elettorato che pure aveva  ed  ha  bisogno  di
  essere  rappresentato, perché io che faccio parte di  una  famiglia
  politica  contrapposta al PCI prima, al PDS e  al  PD  ora,  ma  ho
  rispetto  di quell'elettorato, perché ho rispetto di un  elettorato
  politico  che  ha  bisogno  di risposte politiche  e  che  non  può
  tollerare che in un dibattito come questo il PD non prenda parte.
   E voglio anche dire al Presidente dell'Assemblea che ha fatto bene
  e  la ringrazio se siamo arrivati ad avere questo dibattito oggi in
  Aula,  ma vorrei chiederle di intervenire affinché non si verifichi
  più  che  il Governo dia delle false comunicazioni ai parlamentari;
  lei  ha fatto bene ad intervenire una prima volta per il dibattito,
  ma intervenga di nuovo perché non è accettabile che un parlamentare
  venga svilito nella propria funzione. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, signor assessore, intervengo non sulle
  dichiarazioni  del  mio amico Santi Formica, ma avevo  già  chiesto
  prima di intervenire ed intervengo perché dopo le dichiarazioni dei
  colleghi  che  mi  hanno  preceduto -   dichiarazioni  che  ritengo
  gravissime per quello che è stato denunciato qui oggi in Aula  -  e
  facente  parte  di  un partito, che è il PD e che  sostiene  questa
  grande  maggioranza di questa coalizione, ho il dovere di  chiedere
  all'Assessore  ed al Presidente che si faccia chiarezza  su  questa
  vicenda,   si  faccia  chiarezza  sulle  gravità  che  sono   state
  dichiarate  qui  in  Aula  dall'onorevole Beninati,  dall'onorevole
  Ardizzone, dall'onorevole Caputo e da tutti gli altri.
   Qui  è  stato  dichiarato  che  sono  stati  commessi  degli  atti
  illegittimi da parte del Governo regionale e siccome credo che  non
  si tratti più di una questione di maggioranza o di opposizione, qui
  si tratta di avere la trasparenza, di avere la legalità, di mettere
  in  luce gli atti così come sono stati effettuati, che fa parte del
  nostro  DNA, fa parte del DNA del Partito Democratico che  sostiene
  questa  coalizione  - e la difendo con orgoglio  -  e  proprio  per
  questo   ritengo   che  bisogna  fare  luce  su  questa   benedetta
  fideiussione, se c'è, se non c'è, se ha garantito anche  una  parte
  dei  privati con l'importo messo in garanzia, qual è l'atto che  ha
  autorizzato la Giunta alla copertura finanziaria di dare garanzie e
  fideiussione, perché se non c'è nella programmazione, non  c'è  nel
  bilancio   preventivo,  deve  essere  autorizzata  con  una   legge
  successiva, che non è stata fatta.
   Quindi  ritengo  che  queste dichiarazioni e questi  interrogativi
  che  oggi  sono  stati posti in Aula sono gravissimi,  ecco  perché
  chiedo  al  Governo e all'assessore al ramo che su  questa  vicenda
  venga fatta chiarezza, senza aspettare che questa vicenda comporti,
  se  è  vero che c'è un ricorso già presentato dall'altra compagnia,
  un  rallentamento di quelli che sono i servizi ed i trasporti nelle
  isole  minori  che affronteremo fra qualche mese,  e  gli  unici  a
  pagare  di questo disguido saranno i nostri cittadini siciliani,  i
  nostri  cari  siciliani che si vedranno un servizio  confuso  senza
  sapere  chi  sarà la società che dovrà gestire questi  trasporti  e
  quale sarà il loro futuro.
   Quindi,  pregherei  sia il Presidente che l'assessore  che  questa
  vicenda  abbia un epilogo breve, brevissimo e che ci siano risposte
  concrete da qui a qualche giorno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

   MANCUSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto  che  le
  mie conoscenze sono quelle lette nella stampa, quelle ascoltate  in
  Assemblea,  non  ho  richiesto gli atti e non me  li  sono  nemmeno
  procurati e rispetto a tutto questo ho fatto una riflessione,   più
  che  una  riflessione,  forse un sogno: se fossi  stato  Presidente
  della Regione che cosa avrei fatto
   Certamente, con questi interessi importantissimi, sotto il profilo
  finanziario,   sotto  il  profilo  economico,  sotto   il   profilo
  occupazionale,   me  ne  sarei  interessato  e   lo   avrei   fatto
  concretamente perché è chiaro che tre cantieri navali nella Sicilia
  e   una   flotta  importante  di  navi,  migliaia  di   passeggere,
  collegamenti   con  le  isole  minori,  ma  anche   con   l'Italia,
  chiamiamola  così,  non  sono  appetibili,  immagino,  se  c'è   un
  interesse  privato,  ritengo che se fossi  stato  Presidente  della
  Regione  avrei  cercato  non  solo  di  comprendere,  ma  anche  di
  intervenire così poi come è stato fatto da questa Regione, che  non
  è  un intervento per giustificare le cose che ho sentito. Questo  è
  quello che ho pensato in queste ore.
   Assessore  Armao,  lei  il  9  e 15 febbraio  2010  era  assessore
  all'economia e, quindi, la situazione piuttosto che essere  puntata
  verso un soggetto, è puntata verso gli atti che sono stati formati,
  perché  io  su   questa storia pretendo solo, da parlamentare,  che
  nella  replica del Governo venga confutato quello che è stato detto
  da  questo  pulpito e da qui sono state dette cose molto  chiare  e
  nette, nel senso che sono state dette tante bugie.
   Vede,  assessore  Armao,  la politica dice  le  bugie  quasi  ogni
  giorno,  ai tecnici non è consentito, ma non perché noi abbiamo  la
  licenza,  nessuna  licenza, anzi, per quelle  bugie,  dopo  qualche
  giorno,  se vengono scoperte, gli elettori sanno come rivalersi  su
  chi  le  dice;  a un tecnico non interessa né dirle  né  sostenerle
  perché  non  c'è la motivazione e io ritengo, dato che non  sto  né
  dall'una  né  dall'altra parte, che c'è una grande confusione  dove
  ognuno tira la giacca da qualche parte, una grande confusione sulla
  chiarezza  degli  atti,  una  grande  confusione  anche  su  quanto
  dichiarato  dai  miei colleghi, perché quando  un  parlamentare  da
  questo  pulpito  le dice che lei le carte non le dà  e  poi  gliele
  sbatte  in  faccia,  non  è  neanche  bello,  per  me,  per  questa
  Assemblea, per gli uffici che lei dirige?
   Io  ho fatto il Sindaco di un piccolo Comune di questa Regione  e,
  quando  c'erano degli atti che dovevano essere riservati in  quanto
  gli  interessi  erano  importantissimi,  sapevo  a  chi  li  facevo
  custodire  e,  qualora  succedeva  quello  che  è  successo   oggi,
  certamente, quella persona doveva rispondere non perché aveva fatto
  qualcosa  che  non  poteva fare, ma aveva violato  quello  che  una
  procedura amministrativa prevede.
   I  tanti  decantati provvedimenti di trasparenza o di  quant'altro
  certamente ancora non regnano all'interno dei dipartimenti. Si deve
  fare  molto  di più e si deve fare molto di più soprattutto  quando
  questi procedimenti amministrativi interessano interessi legittimi,
  per carità, di grandi gruppi industriali di questa terra.
   Allora, ascoltando le cose che sono state dette, se è vero  quello
  che  dicono i miei colleghi, Assessore lei, con grande serietà come
  ha  fatto  fino  ad  oggi - dato che non l'ha  detto  nessuno,  non
  capisco  perché, forse tocca a me dirlo perché parlo  da  ultimo  -
  faccia  un  passo indietro se è vero; se, invece, lei può confutare
  quello  che hanno detto i miei colleghi, allora, io ritengo che  la
  situazione diventa grave, molto grave, molto ma molto grave.  Spero
  che lei non possa confutare quello che è stato detto in quest'Aula,
  che  i miei colleghi hanno portato qui, in Parlamento, non solo gli
  atti, ma tutto quello che non doveva essere fatto.
   Se  nella  sua  replica,  invece,  mi  convincerà  del  contrario,
  Presidente,  ci  sarà modo anche nella qualità di presidente  della
  Commissione   Trasporti  andare fino in fondo  su  questa  vicenda,
  perché  a  naso, a volte le cose anche se non si studiano,  ritengo
  che  a  naso, piuttosto che di procedimenti amministrativi, qui  si
  tratta  di  un  grande  interesse legittimo  per  questa  terra.  E
  rispetto  a  questo  grande  interesse  legittimo  -  lo  ripeto  -
  economico,  finanziario, occupazionale, tutto quello che  si  vuole
  mettere   in   campo,  allora  tutte  le  orecchie  devono   essere
  attentissime.
   Se  c'è stato un errore, l'Assessore, certamente per le cose dette
  in  autotutela  rifarà  tutta la procedura, rivedrà  le  cose  come
  devono essere fatte, anche perché mi giunge voce, da quello che  ho
  sentito,  che già sono state informate sia la Corte dei conti,  sia
  l'autorità  per la gestione di queste problematiche e,  rispetto  a
  questo,  è  chiaro che prima che si pronuncino la Regione  non  può
  fare una brutta figura.
   Lo  ripeto,  in  ogni caso se tutto questo, invece,  è  confutato,
  allora, Presidente dell'Assemblea significa che dobbiamo seriamente
  affrontare  questo argomento ma in una maniera molto ma molto  meno
  approssimativa di come abbiamo fatto oggi.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  sono  state  dette tante cose su questo  tema  e  vorrei
  scindere  i  profili attinenti alle comunicazioni fatte  da  me  da
  quelle  riguardanti l'oggettività dello svolgimento  degli  atti  e
  delle procedure.
   Per  quanto  riguarda le comunicazioni da me fatte in Commissione,
  le  mie  comunicazioni sono state fatte il 4 ottobre. Io in  quella
  sede,   chi  mi  conosce  sa  che  non  mi  nascondo  dietro  false
  affermazioni  sia  per rispetto alle persone, a  fortiori  se  sono
  posto  nell'ambito di un Organo parlamentare al quale è  dovuto  il
  rispetto  non  solo  delle persone che è massimo,  ma  anche  delle
  istituzioni che esse rappresentano, sarebbe assurdo riferire  fatti
  non veri o comportamenti che non corrispondono a fatti veritieri.
   In  quel  giorno,  il  4  ottobre, oggettivamente  io  non  ero  a
  conoscenza  di  una  garanzia, tant'è  che  in  modo  assolutamente
  lineare, corretto, ho detto di questa mia non conoscenza,  e  visto
  che   taluni  deputati si sono forniti, sono riusciti ad  acquisire
  gli atti, atti non segreti ma mi dice l'Ufficio ..

   ARDIZZONE. Li ha secretati lei  Non insista su questo punto

   ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole Ardizzone, la prego, io
  non  ho  fatto alcuna secretazione, come non ho potuto fare  alcuna
  pubblicazione  poiché gli atti sono formati dalla  Direzione  della
  Ragioneria  generale  e, per procedimento amministrativo,  chi  può
  ammettere  gli accessi agli atti o chi non può ammetterlo  è  colui
  che  forma l'atto. Io non mi nascondo, come è noto, dietro un dito
  Se  avessi formato l'atto io avrei saputo se ammetterlo all'accesso
  o   non  ammetterlo  e  me  ne  sarei  assunto  la  responsabilità.
  Conseguentemente,   per  quanto  investito   della   responsabilità
  dell'Assessorato, non posso entrare su valutazioni che il dirigente
  della  Ragioneria  generale fa in ordine  all'ammissibilità  o  non
  ammissibilità dell'accesso. Non è atto che ha formato l'Assessore o
  il   mio  Gabinetto,  ma  è  atto  di  pertinenza  esclusiva  della
  Ragioneria Generale.
   Quindi,   su   questo  il  Ragioniere  ha  ritenuto,   nella   sua
  discrezionalità, di non assentire l'accesso immediato perché, e  su
  questo  - onorevole Ardizzone, io credo che possiamo richiamare  un
  colloquio telefonico che abbiamo fatto, dove ella  ha richiamato le
  mie,  come da lei richiamato  superficiali conoscenze di   diritto
  e su questo  mi riservo in sede privata di replicare - su questo le
  devo  dire  che io le ho ricordato una norma, che io  ricordo,  sul
  procedimento  amministrativo che prevede che quando il  diritto  di
  accesso  inerisce posizioni giuridiche soggettive di altre persone,
  giuridiche  o  persone private, si può sospendere  per  un  periodo
  illimitato  fino a quando questi manifestino la loro  posizione  in
  ordine   all'accesso   avuto  riguardo  ai  particolari   interessi
  coinvolti.
   Questo  è  stato un intervento che le ho fatto a titolo  personale
  perché  lei  ha  coinvolto  la  mia  personale  competenza  e   non
  riguardava  in  alcun modo la ingerenza che io  posso  avere  sulla
  decisione di ammettere o non ammettere l'accesso che è di esclusiva
  competenza del Dirigente generale.
   In  questo  senso,  la decisione di assumere la contro-garanzia  è
  stata  assunta  giorno 7, come dall'atto di cui lei dispone,  e  io
  giorno  7  l'ho conosciuto. Su questo mi dispiace che possa  essere
  sembrato ..

   ARDIZZONE. E' del 3 agosto 2011.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Io ho avuto conoscenza di questo
  atto  giorno 7, come è noto, ripeto - e pregherei di non  insistere
  in  questo  senso -  per la mia conoscenza con molti di voi  sapete
  che  passo  per  una  assoluta linearità di comportamento.  Laddove
  avessi conosciuto questo ultimo atto non avrei avuto in nessun modo
  nessun  problema a ritenerlo, tant'è che il giorno 7 ho preso  atto
  della  decisione,  che - ripeto - è di competenza dirigenziale,  di
  ritenere  ammissibile il ricorso alla contro-garanzia. Quindi,  non
  ho avuto alcun motivo, né avrei avuto alcun motivo, né ho avuto mai
  alcun  motivo  di  disconoscere un atto di cui  devo  comunque  per
  responsabilità politica riferire al Parlamento. Quindi, non  è  mio
  costume nascondermi dietro false verità. In questo senso, credo  di
  poter passare avanti.
   Andiamo  al  merito della questione, perché credo che  questo  sia
  quello  che  interessa  tutti,  che  interessa  i  cittadini,   che
  interessa  soprattutto  l'eccellentissimo  Parlamento,  su   questa
  vicenda io vorrei  che ci fosse una chiarezza.
   In  primo  luogo,  lo  diceva l'onorevole  Caronia,  e  il  dubbio
  amletico  di  tipo  analogo  si poneva l'onorevole  Caputo:   ma  è
  possibile comprare, pagando, una cosa che viene regalata? .  Questa
  è  una  domanda più che spontanea, e  credo che i deputati facciano
  bene a porla.
   E'   noto   che   quando  una  società  entra  in  amministrazione
  straordinaria  la cessione - legge  Prodi  - viene  depurata  dalle
  posizioni   debitorie.  Perché?  Perché  proprio  l'amministrazione
  straordinaria  ha questa funzione, quella di vendere  il  compendio
  aziendale  senza  far  seguire  la massa  debitoria  alla  cessione
  dell'azienda,  perché  altrimenti si  provocherebbe  il  fallimento
  dell'azienda  stessa.  Siccome si tratta di  azienda  di  rilevanza
  certamente  nazionale per lo svolgimento dei servizi  di  trasporto
  marittimo,    è    evidente   che   attraverso    l'amministrazione
  straordinaria  si  sia  voluta  scindere  la  posizione  del   ceto
  creditorio  da  quello  del  compendio  aziendale.  Quel  compendio
  aziendale è stato acquistato pulito, depurato dalla massa debitoria
  che  aveva,  ecco  perché  è conveniente  acquistarlo  ora;  mentre
  invece,  anche ammesso e non concesso che si fosso acquistato  num.
  1  per  una  lira o per un euro, si sarebbe acquistato un compendio
  aziendale  gravato da 99 milioni di euro di debiti. Ecco perché  la
  posizione è diversa.
   Quindi,   credo  che  si  possa  distinguere  la  posizione   ante
  amministrazione   straordinaria  da  quella  post   amministrazione
  straordinaria,   che  è  cosa  diversa,  anche  se   opportunamente
  l'intervento  dell'onorevole Caronia e l'intervento  dell'onorevole
  Caputo  ci  consentono di precisare questa distinzione  che  non  è
  assolutamente  marginale,  ma che è centrale  nella  individuazione
  del valore della società.
   Per  quanto riguarda quello che opportunamente è stato evidenziato
  dall'onorevole D'Asero e dall'onorevole Corona in ordine  a  questa
  partecipazione, vorrei - e credo che il Presidente lo  farà  meglio
  di  me  -  fugare  ogni  dubbio dalla idea che  la  Regione  voglia
  svolgere un protagonismo imprenditoriale soprattutto in un  settore
  nel  quale   non  ha alcuna competenza, come quello  del  trasporto
  marittimo.
   Sono certo che l'amministrazione regionale abbia voluto supportare
  una  vicenda  e  scongiurare  un  pericolo  che  era  quello  dello
   spezzatino' della svendita pezzo per pezzo della Siremar  che  era
  assolutamente possibile, stante il fatto che - e questo mi risulta,
  però   su   questo   verificheremo  gli  atti  -   che   all'ultima
  presentazione  di  offerta,  con  garanzie  annesse,  nessun  altro
  raggruppamento diverso da quello al quale partecipa la Regione,  ha
  presentato istanza, nessuno ha confermato, ergo saremmo   arrivati,
  giovedì  sera si è firmato il contratto, con una procedura  che  in
  assenza   di   soggetti   aggiudicatari   avrebbe   portato    allo
  spezzettamento, a quello che viene chiamato - scusate l'espressione
  - in gergo viene chiamato lo  spezzatino aziendale , cioè l'azienda
  visto  che  non  si può vendere in blocco viene venduta  pezzo  per
  pezzo, le navi e i compendi aziendali.
   Quindi,  nessuna  scelta  di protagonismo aziendale,  soltanto  un
  partenariato  pubblico-privato dove la pubblica amministrazione  ha
  scelto, attraverso l'acquisizione di azioni di categoria B, di  non
  svolgere  funzioni  gestionali,  proprio  perché  non  ne   ha   le
  competenze,  ma  ha soltanto avuto quell'obiettivo di  scongiurare,
  ripeto,  che andasse persa questa grande occasione per  la  Sicilia
  per rilanciare una Compagnia.
   E'  evidente che questa è una partecipazione non strategica, è una
  partecipazione  che  dismetteremo, spero prima  possibile,  proprio
  perché quel danno erariale che è stato paventato, a mio avviso, non
  intendiamo perpetrare.
   E'  chiaro  che  oggi,  ammesso  e non  concesso,  vendendola  noi
  venderemmo  una  partecipazione all'interno di una società  che  ha
  certamente 55 milioni di euro assicurati per i prossimi 12  anni  e
  ha  40 milioni di euro di contributi regionali che percepisce  come
  soggetto  che svolge un servizio. Quindi, è evidente che si  tratta
  di  una  società  che, se gestita con criterio, se accompagnata  da
  seri  investimenti, ha tutte le possibilità di svolgere appieno  il
  proprio ruolo.
   Quindi, sotto questo profilo poi sarà una valutazione di tempi, ma
  certamente  non  è  una  partecipazione  strategica,  non   è   una
  partecipazione che la Regione intende supportare e sostenere  quale
  partecipazione di maggioranza. Deve restare minoranza e - ripeto  -
  nei  tempi  opportuni  essere accompagnata da una  fuoriuscita  che
  consente   di   massimizzare  l'introito   per   l'amministrazione.
  Conseguentemente,  l'attività di garanzia che  giustamente  evocava
  l'onorevole Beninati.
   Onorevole Beninati, quando lei ha richiamato quei casi di garanzia
  sono casi di garanzia verso soggetti terzi, ancorché enti, ancorchè
  enti  pubblici,  ma comunque terzi rispetto alla  Regione.  Qui  la
  Regione  ha  inteso  garantire  la sua  partecipazione,  ha  inteso
  supportare il senso di una partecipazione. Quindi, prima  con  atto
  amministrativo postulato alla competenza della Giunta ha deciso  di
  partecipare  a questa società, quindi non è la Regione che  compra,
  ma  è  una  società partecipata della Regione, e poi ha  supportato
  questa partecipazione attraverso un intervento di garanzia che  non
  determina - ripeto come evocava bene l'onorevole Ardizzone poc'anzi
  -  una  immediata disponibilità finanziaria,  ma la evoca profutura
  soltanto in termini eventuali, fermo restando che riteniamo che  la
  società  abbia  tutta la possibilità con questi benefici  economici
  previsti  a  livello  nazionale della  Regione  di  poter  svolgere
  appieno  il proprio servizio. Quindi, conseguentemente è  solo  una
  manifestazione  di  partenariato  pubblico-privato  cui  certamente
  potrà corrispondere una qualità dei servizi.
   Ha  detto  bene l'onorevole Corona poc'anzi che quello  che  conta
  poi,  alla  fine, è l'incremento della qualità dei  servizi.  Oggi,
  ci  sono  tutte le premesse con il coinvolgimento del  partenariato
  pubblico-privato,  con  il coinvolgimento di  nuovo  operatori  che
  hanno  nei  loro campi di intervento manifestato la  loro  capacità
  manageriale  di  svolgere  un servizio  di  qualità  per  i  nostri
  cittadini,  soprattutto  di  attrarre turisti  e  svolgere  servizi
  all'altezza  delle  aspettative del collegamento  verso  le  Isole.
  Quindi,  solo e soltanto questo è il fine che ha inteso  perseguire
  la Regione.
   Una cosa mi preme richiamare: non credo che si fa un buon servizio
  alla  Sicilia  anche  quando si fa opposizione,  onorevole  Caputo,
  cercando  di riversare sulla Sicilia un discredito che  la  Sicilia
  non   merita.  Il  rating  della  Sicilia,  onorevole   Caputo,   è
  equivalente a quello di Banca Intesa e quindi non credo  che  sotto
  questo  profilo  le  vicende  attinenti all'operazione  finanziaria
  connesse  ai  rifiuti siano un implicita lettura di  disvalore  del
  sistema bancario nei confronti della Sicilia.
   Questo  non  credo che faccia onore né alla Sicilia  né  alla  sua
  situazione finanziaria, che è di gran lunga migliore di quello  che
  sembra.
   Certo,  abbiamo una situazione finanziaria difficile, imposta  dai
  tagli  che  ci sono stati trasmessi dalle scelte operate a  livello
  nazionale,  ma sotto questo profilo io non darei alcuna lettura  in
  termini  negativi  alla  mancata partecipazione  all'asta  pubblica
  concernente  i  rifiuti  poiché  siamo  nella  prima   fase   della
  procedura,  la cosiddetta   procedura aperta ; la procedura  aperta
  poi segue la procedura negoziata nella quale confidiamo. Le imprese
  bancarie,  possibilmente in pool, potranno partecipare e  negoziare
  con  la  Sicilia un finanziamento che è ponderoso, un  miliardo  di
  euro  in  una  situazione  come quella che  conosciamo  tutti,  con
  Basilea  3 , con le posizioni che hanno le nostre aziende  bancarie
  che sono state sottoposte anch'esse a un abbassamento del rating  è
  certamente cosa delicata e di grande responsabilità.
   Pertanto,  la mancata partecipazione all'asta pubblica  non  credo
  che possa essere letta come un giudizio di disvalore  nei confronti
  della  situazione  finanziaria della Regione che, ripeto,  equivale
  per  il  rating a quella anche di una delle più grandi  banche  del
  Paese.  Si  tratta soltanto di una fase che sarà presto compiuta  e
  che sarà presto conclusa.
   Conseguentemente,  la vicenda di Siremar è  una  vicenda  dove,  è
  chiaro che sarebbe molto più ampia, ne parlavamo poc'anzi, è chiaro
  che  si dovrebbe partire da Tirrenia, da quello che è accaduto  per
  Tirrenia, dal fatto che è partita una procedura.
   Onorevole  Caronia,  non  è vero che noi  abbiamo  sollecitato  la
  partecipazione  nelle  forme  di  rito  soltanto  per  la   vicenda
  Tirrenia.  C'era scritto nella manifestazione interesse Tirrenia  e
  Siremar,  quindi  chi  voleva partecipare  ben  sapeva  che  poteva
  partecipare.
   E poi onorevole Ardizzone, mi scusi, ma questa non è una procedura
  di  evidenza  pubblica  che  deve  essere  pubblicata  in  Gazzetta
  ufficiale comunitaria, qua siamo in un contratto di tipo

   ARDIZZONE. Quattro amici

   ARMAO, assessore per l'economia.  No   Questa è stata una garanzia
  procedimentale ulteriore che la Regione ha voluto applicare, questo
  non  è  un  contratto  passivo, un contratto  in  cui  la  pubblica
  amministrazione  eroga  risorse,  ma  è  un  contratto  attivo,   e
  conseguentemente l'amministrazione oculatamente ha

   ARDIZZONE. Lei è offensivo, assessore

   ARMAO, assessore per l'economia. No, non voglio essere offensivo.

   ARDIZZONE.  Se  lei si è autodeterminato a fare una  procedura  di
  evidenza  pubblica, applica quel principio. Basta, è  ulteriormente
  offensivo

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Quello  che  è  stato  operato
  nessuno   l'ha  mai  contestato,  nessuno  imprenditore  l'ha   mai
  contestato e questo è provato che ci sia stato un iter che è  stato
  assolutamente  condiviso  anche dal mercato;  l'Amministrazione  ha
  ritenuto,   con  le  forme  della  pubblicazione  del  più   grande
  quotidiano  economico italiano, di sollecitare  gli  operatori  che
  erano interessati ad un coinvolgimento. Quelli che hanno chiesto di
  essere coinvolti sono stati coinvolti e laddove, sono certo,  fosse
  arrivata   anche  fuori  termine una richiesta  di  fare  parte  un
  imprenditore, ben sarebbe potuta essere accolta.
   Non  sono arrivate, nessuno ha chiesto di farne parte ed è rimasto
  fuori.   Tutti  coloro  che  hanno  chiesto  di  fare   parte   del
  raggruppamento e sono stati coinvolti, conseguentemente  non  credo
  ci  sia stato alcun intendimento, ad escludendum, nei confronti  di
  chicchessia.  C'è stato un normale dispiegamento della  concorrenza
  che ha sortito gli effetti che ha sortito.

   LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  ho  ascoltato  con  molto  interesse,  ovviamente,   gli
  interventi  che,  sviluppandosi attorno  a  questa  interrogazione,
  consentiranno  alla  fine,  non  soltanto  ai  parlamentari  e  non
  soltanto  a quelli presenti, ma ai siciliani di rendersi  conto  di
  come  si sono svolte le cose in ordine all'acquisizione di Siremar,
  nei   rapporti  che  in  questi  mesi,  quasi  due  anni,   abbiamo
  intrattenuto  con quelli che sono stati i nostri due  interlocutori
  di questa vicenda: da un canto Fintecna, il Commissario che è stato
  designato a liquidare la Siremar, dopo che abbiamo fatto una scelta
  precisa   della  quale  vi  darò  conto,  e  dall'altro  canto   la
  concorrenza, cioè un Gruppo che ha partecipato a questa  operazione
  e  rispetto  al quale, nell'interesse della Regione, nell'esclusivo
  interesse  dei  siciliani,  con piena  trasparenza  e  cercando  di
  fronteggiare anomalie, stranezze ed eventuali irregolarità che,  se
  ci   stanno,   non  sta  a  noi  eventualmente  denunciarle,   sono
  attribuirli  certamente  non  alla  nostra  delle  tre   parti   in
  questione.
   E'  vero, come è stato detto, che a noi è stata offerta al  prezzo
  simbolico  di  euro  1  la  compagnia Siremar.  Noi  non  l'abbiamo
  acquisita  per un euro e ora qualcuno sostiene che ci  costa  molti
  milioni di euro. Esattamente il contrario: non ci costa niente,  ci
  sarebbe  costata cara e amara, se posso permettermi, se  l'avessimo
   acquisita  ad un euro . Perché avremmo acquisito ad  un  euro  una
  compagnia e una società che aveva qualcosa come 99 milioni di  euro
  di  debiti  e  qualcosa come 250 cause, contenzioso del  personale,
  richiesta di risarcimento per milioni di euro, ecco perché  appunto
  cara e amara.
   Per  essere chiari e per fare un confronto con il valore reale  di
  questa  società, ci rifacciamo alla valutazione fatta  dall'advisor
  che è Rothschild, che fissa il valore della società, la valutazione
  della società, qualcuno lo riteneva eccessivo questo valore,  a  55
  milioni di euro. Se l'avessimo acquisita ad un euro, saremmo  stati
  tenuti  a  privatizzare, a cedere cioè la maggioranza delle  azioni
  caricandoci  - come vi dicevo - debito e contenzioso ad  un  socio,
  chiaramente avremmo fatto una gara di evidenza pubblica ed un socio
  che  l'avesse acquisita, ammesso che avesse acquistato  il  51  per
  cento  di quella società valutata a 55 milioni avrebbe versato  per
  la  sua  partecipazione e gestione qualche  euro  in  più  di  27,5
  milioni  che  sono  la metà, come vi dicevo,  di  quel  valore  che
  Rothschild aveva attribuito alla società.
   Per  capirci, incassavamo 27 milioni e mezzo e qualcosa in  più  e
  avremmo  dovuto saldare debiti per 99 milioni e portarci dietro  un
  contenzioso  di  250  cause  più un sacco  di  altre  richieste  di
  risarcimento.    Sarebbe   stata   una   patacca   di    dimensioni
  notevolissime.
   Ecco  perché sollecitando imprenditori, quando abbiamo  detto  che
  non  prendevamo  a differenza delle altre Regioni le  compagnie  di
  navigazione regionali, come ha fatto la Sardegna o la Toscana,  che
  non  avevano  quel  carico di debiti, vi posso  assicurare  che  il
  Ministro Tremonti, che insieme al Presidente del Consiglio ha fatto
  una  riunione  proprio  a  Palazzo Chigi  con  i  Presidenti  delle
  regioni interessate, compresi noi, si è congratulato perché appunto
  siamo sfuggiti, ci siamo sottratti a quello che non era un rischio,
  ma era, certamente, una certezza di perdita certa.
   Cosa abbiamo fatto? Con gara di evidenza, quello che potevamo fare
  perché  siamo  andati avanti, ovviamente, contro mille  difficoltà,
  solo  alcune delle quali potrò evidenziare, vi tratterei forse  per
  ore  se  volessimo  elencarle tutte, precisando che  cercavano  dei
  partner  per costituire una società nella quale volevamo una  quota
  minoritaria, attribuirci diritti patrimoniali privilegiati sotto il
  profilo  della  sopportazione  delle  perdite  e   chiaramente   ci
  riservavamo, comunque, un potere di controllo e di vigilanza  sulla
  società   con  la  fissazione  della  sede  effettiva  del   centro
  decisionale di questa società a Palermo e non  a Roma dove  era  la
  sede  della Fintecna, della quale Tirrenia e Siremar facevano parte
  perché   si   trattava  di  proprietà  di  questa  società,   credo
  partecipata, peraltro al cento per cento dal Tesoro.
   Sede   a  Palermo  quella  effettiva,  decisionale  no.  Garanzie,
  trattandosi  comunque  del  nostro  di  un  ruolo  di  vigilanza  e
  controllo  per  i lavoratori, nonostante nel piano  di  dismissione
  della società laddove si fissa a 55 milioni, come ben sapete  -  ve
  lo  dico  io se non so sapeste - il valore della società si prevede
  una riduzione dei costi del personale di circa il 20 per cento.
   Certamente,  l'impiego  delle nostre  maestranze,  di  Fincantieri
  piuttosto  che dei Rodriguez per quanto riguarda gli aliscafi,  per
  quanto   riguarda   sia  le  manutenzioni   che  eventualmente   la
  costruzione  di nuove navi e poi la possibilità - se  permettete  -
  per  un  Gruppo  nel  quale, ripeto, nessuna  pretesa  di  svolgere
  attività  gestionale o imprenditoriale, ma di controllo e vigilanza
  sì,  per sapere come funzionano le cose, per vedere se il servizio,
  che  è anche un servizio sociale, viene assicurato e perché no? Per
  aggiungere anche nuove rotte. Perché no? Lasciarlo ai privati e non
  occuparcene noi, ad esempio di una linea, di una rotta che colleghi
  Pozzallo con Livorno, piuttosto che Civitavecchia, dal momento  che
  da  quell'area territoriale partono notte per notte, e qualcuno  si
  imbarca a Catania, decina e decine di tir per raggiungere il centro
  e il nord del nostro Paese.
   Partecipiamo  alla gara Tirrenia con una compagnia che  si  chiama
  Mediterranea  Holding, nel frattempo della società  fa  parte  Cape
  Sicilia  che  incorre,  come sapete,  in  disavventure;  acquisiamo
  quella parte di unità, ecco perché cresce la nostra partecipazione,
  anche  se  abbiamo  sempre detto che noi siamo  disponibili,  fatte
  salve  per  l'eternità quelle garanzie, la sede, il  controllo,  la
  vigilanza,  gli  interessi  della Sicilia  con  grande  e  assoluta
  trasparenza  rifiutando, ovviamente, e respingendo e  fronteggiando
  le  mille difficoltà che ci siamo trovati dinanzi a  cedere  questa
  partecipazione   nostra,  salvo  -  ripeto   -   quei   presupposti
  fondamentali.
   La  Tirrenia  viene attribuita - vi prego di seguirmi per  qualche
  momento, attentamente - credo ad un unico concorrente che poi  alla
  fine  partecipa  alla gara, ci siamo anche noi e  veniamo  esclusi.
  Sono i grandi armatori privati che si aggiudicano la Tirrenia.
   Si  aggiudicano la Tirrenia e per esempio, tanto per dirvene  una,
  essendo  - a proposito di monopoli - ora quanto meno con  le  Isole
  minori  e  non  soltanto siamo al 50 per cento della  gestione  del
  servizio,  siccome  la  Tirrenia  per  come  acquisita  da   questa
  compagnia  che mette insieme grandi armatori privati che si  chiama
  Cin,  siccome  la  Sardegna è collegata quasi esclusivamente  dalla
  Tirrenia,  la Cin aumenta il prezzo del biglietto di circa  il  136
  per  cento,  tanto che la Sardegna potenzia la sua flotta  che  era
  dedicata  ai  collegamenti anche per quell'isola, soltanto  con  le
  isole minori, acquisisce dei traghetti e per fronteggiare l'aumento
  eccessivo dei costi che, certamente, indebolisce e non favorisce la
  Sardegna,  il  suo  turismo  ed i suoi traffici  commerciali  fonda
  Flotta  Sarda  rispetto alla quale il privato Tirrenia  si  rivolge
  all'Europa - perché sarebbero aiuti di Stato quelli della  Tirrenia
  - e, naturalmente, fa ricorso per il tramite del suo rappresentante
  legale   che   è  un  omonimo,  Morace  si  chiama,  del   primario
  concorrente, che ci ritroviamo lungo la nostra strada e cioé Ustica
  Line, si tratta di una omonimia; la Tirrenia, Siremar, quanto altro
  ci  siamo sottratti a che cosa, come definirla, alla trappola di un
  esborso   sicuro  di  decine  di  milioni  di  euro  se  l'avessimo
  acquisito,  ammesso che poi, una volta che non ci  fosse  stato  un
  cartello,  non  lo so, può darsi che ci fosse un cartello  per  gli
  operai  privati, se eventualmente avessimo messo a gara  una  volta
  acquisita   per   un  euro  la  società  e  non  avessimo   trovato
  partecipanti a quella gara o uno solo che pretendeva di  acquisirla
  al 51 per cento con 7, 8 o 10 milioni, il nostro esborso per pagare
  i  debiti  e  per  fronteggiare il contenzioso -  perché  certo  il
  contenzioso   ce  lo  sobbarcavamo  tutto  noi  -   sarebbe   stato
  sicuramente di gran lunga più alto.
   E,  allora,  veniamo  alla gara: intanto  confluiamo  in  un'altra
  compagnia, perché lasciamo Mediterranea Holding libera di ricorrere
  contro l'aggiudicazione della  Tirrenia, perché noi, se permettete,
  ci  riserviamo,  nell'interesse della Sicilia, di  ricorrere  anche
  contro   l'aggiudicazione  della  Tirrenia  e  costituiamo   questa
  Compagnia delle Isole della quale fanno parte imprenditori  privati
  che, comunque, avranno, sotto il nostro controllo e vigilanza ed  a
  quelle   condizioni,   la  competenza  nella  gestione  di   questa
  compagnia.  E  presentiamo  un'offerta,  la  presentiamo  per  come
  perentoriamente indicato dal Commissario entro l'11 aprile 2011.
   Si  tratta  - per essere chiari - dell'unica offerta assistita  da
  garanzia  fidejussoria, dico dell'unica; l'altro concorrente,  come
  vi  dicevo, era la compagnia che detiene il traffico con  le  Isole
  minori  per la restante parte e che a noi costa  pensavo 40 milioni
  e,  invece,  ho  appreso costa qualcosa come  80  milioni  di  euro
  all'anno come Regione siciliana.
   Come è stato detto, la Siremar - che acquisiamo, in questo caso, a
  costo  zero  - è assistita da un contributo dello Stato per  dodici
  anni  di  55  milioni di euro. E' una cosa doppiamente  conveniente
  perché ci mette al riparo, grazie a quella funzione di vigilanza  e
  di  controllo che esercitiamo, dal rischio ad esempio, non so  come
  funzionino  oggi le cose o ieri quando la Siremar era  al  100  per
  cento   pubblica   attraverso  Tirrenia,   attraverso   Fintecnica,
  eccetera,  di essere nell'interesse dei siciliani concorrenziali  e
  non  soccombenti rispetto al privato, perché è certo se io pubblico
  -  e io faccio gli interessi della Regione - piazzo i miei aliscafi
  piuttosto  che  i traghetti a mezzanotte ed alle  tre  di  notte  e
  lascio  le ore di punta al privato, in questo caso gli consento  di
  portare  i prezzi non più al 136 per cento ma, magari, al  250  per
  cento,  non  faccio  gli interessi dei siciliani,  ne  delle  Isole
  minori e neanche della terra ferma o dell'isola madre.
   Dopo che l'11 aprile, a proposito di anomalie, ci viene chiesto di
  presentare  la nostra offerta - termine perentorio oltre  il  quale
  presentare  l'offerta  ed essendo gli unici  partecipanti  -,  cosa
  succede? Che di punto in bianco la gestione commissariale riapre  i
  termini  e concede 20 giorni di tempo per presentare nuove offerte.
  A  chi? Alle società che avevano partecipato alla prima fase e  che
  avessero  presentato  offerta entro l'11? Quanto  meno  ci  saremmo
  aspettato  questo, perché in effetti comincia a  questo  punto  una
  sorta  di  gara ad ostacoli che dobbiamo affrontare fino in  fondo,
  esclusivamente nell'interesse della Sicilia  e resistendo ai  mille
  ostacoli, nell'interesse, non di questo nostro concorrente,  ma  di
  altri  che  venivano  frapposti da una  gestione  che,  per  quanto
  riguarda,  per  carità,  altri fronti  ci  hanno  costretto  noi  a
  ricorrere,  ad esempio, alla giustizia amministrativa. E'  il  caso
  del  Consorzio delle autostrade, mentre per la Ferrovia circumetnea
  abbiamo  dovuto  assistere a che, addirittura, nell'ultima  manovra
  finanziaria, si facesse una legge per sottrarla alla gestione della
  Regione.
   Torniamo  a noi, cosa succede? Che intanto gli ostacoli aumentano:
  dall'11  aprile, termine perentorio insormontabile, se ne fissa  un
  altro, il 23 maggio e presentiamo un'offerta più vantaggiosa. E poi
  si  va  al  9 giugno, e poi si va al 18 luglio, e poi si va  al  13
  settembre  e ancora un'altra offerta migliore, purché si avvantaggi
  la  proprietà e cioè la gestione commissariale, fino a quando il 29
  settembre  presentiamo l'offerta e non abbiamo alcuna  concorrenza,
  perché come si vede - nonostante i mille tentativi - la Regione  ha
  resistito ed ha fatto valere esclusivamente i suoi diritti.
   Nel frattempo cosa succede? Che dall'11 aprile al 23 maggio cambia
  la  ragione sociale del nostro concorrente e addirittura, come  ben
  sappiamo,  Ustica associa Caronte che, fino al giorno  prima,  fino
  alla  presentazione,  anzi, dell'offerta del 23  maggio,  fa  parte
  della   nostra   compagine   con,   presente   nel   Consiglio   di
  amministrazione  nel quale si forma la volontà di partecipare  alla
  gara,     compresa    ovviamente    l'offerta,    il    consigliere
  d'amministrazione fa parte, salvo dimettersi dopo e noi  eccepirgli
  che  si  tratta sicuramente di una irregolarità e ancora chiederci,
  questa   nuova  compagine,  se  vogliamo  lasciare  la   nostra   e
  partecipare alla loro.
   Vedete,  di irregolarità, stranezze e anomalie ce ne saranno,  non
  sta  a  me  denunziarle, ma certamente non sono  da  attribuire  al
  nostro   operato,  rispetto  al  quale  è  stata   presentata   dal
  responsabile  di  un  atto  gestionale, qual  è  il  direttore  del
  Dipartimento,  una  garanzia  immediatamente  controgarantita   dai
  privati  e  oggi,  in  fretta  e furia,  dopo  che,  prima  del  29
  settembre,  data  dell'ultima gara,  non  ce  n'è  stata  un'altra,
  abbiamo  presentato quaranta pagine di ricorso al TAR  di  Palermo,
  poi ritirato perché nel ricorso al TAR, con dovizia di particolari,
  tutti  questi rilievi sono stati citati - e non so se ad  occuparsi
  del  nostro  rilievo, del nostro ricorso sarebbe stato soltanto  il
  giudice amministrativo -, allora, di botto il 29 settembre, dinanzi
  all'unica ennesima offerta che è stata presentata, vantaggiosa solo
  per  la Regione e per i Siciliani il gestore, il commissario  si  è
  premurato  di  fare il contratto e di attribuirci la gestione  alla
  Compagnia  delle  Isole di questa società che  noi,  indubbiamente,
  intendiamo  governare  attraverso l'esercizio  -  non  di  attività
  imprenditoriale o gestionale - ma di controllo. Siamo disponibili a
  cedere la nostra quota. Certo, se permettete, ora vale cento  volte
  di  più;  la possiamo mettere naturalmente all'asta con diritto  di
  prelazione  degli attuali soci ma, alla fine, non la  vendiamo  per
  quel  poco  che  è  il capitale sociale, vendiamo  cara  la  nostra
  scelta, che è stata indovinata e che non ha consentito che omonimie
  e   irregolarità,  fusioni  in  corso  d'opera,  eccetera,   questa
  operazione si concludesse tutta a scapito dell'interesse pubblico e
  della collettività siciliana.
   Scusatemi, ma sapete da cosa deriva la passione?
   Intanto,  se  non avete avuto riscontro alle vostre richieste,  vi
  chiedo  scusa, sicuramente è mancata l'informazione. Ma, se  da  un
  canto,  c'è  da  scusarsi per qualche discrasia che si  sia  potuta
  registrare, credo che il comportamento della Regione, che  peraltro
  ha  partecipato  anche attraverso la mia persona a  molte  fasi,  a
  decine  e decine di riunioni perché un sopruso non venisse  subìto,
  merita - scusata l'immodestia - quanto meno il consenso, se non  il
  plauso di tutti. Grazie.
   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, propongo di passare al  IV  punto
  all'ordine del giorno, la discussione dei disegni di legge e,  poi,
  si  tornerà  allo svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze
  della rubrica Economia.

     Discussione del disegno di legge «Interventi per lo sviluppo
   dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia di artigianato,
        cooperazione e commercio (numeri 732-672-699-700-713/A)

   Si  passa  all'esame del disegno di legge numeri  732-672-699-700-
  713/A   Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della  pesca.
  Norme  in materia di artigianato, cooperazione e commercio ,  posto
  al numero 1).
   Invito  i  componenti la III Commissione  Attività  produttive'  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, vorrei chiederle di  sollecitare  il
  Governo  affinché  sulla tanto proclamata finanziaria  ad  oggi  la
  Commissione Bilancio non ha ricevuto né la stesura con la  relativa
  relazione allegata sia sull'aspetto generale che su quello tecnico.
   Siccome  comprendo che ci sono diverse attività,  chiedo  in  quel
  rispetto  istituzionale che dobbiamo avere e tenere, di potere  far
  sì  che ci siano questi allegati, perché ognuno di noi possa essere
  messo  nelle  condizioni di espletare in maniera  seria,  senza  il
  sentito  dire  delle  comunicazioni  mediatiche  e  giornalistiche,
  un'attività che diversamente diventa sempre più difficile.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, come lei sa il termine  di  inizio
  della  sessione  bilancio è già fissato per il 31  ottobre,  quindi
  entro  quella  data il Governo si farà carico di fornire  tutta  la
  documentazione necessaria.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE. Signor Presidente, prima che si proceda, siccome non mi
  è  stato  possibile avere tutti gli atti, solo quelli che  mi  sono
  stati  dati,  il  Presidente ha parlato di una contro-garanzia  dei
  privati, personalmente non penso di dovermi rivolgere al dirigente,
  io  interloquisco con l'organo politico; il Presidente ha detto che
  c'è una contro-garanzia dei privati, ai sensi dell'articolo 28 bis,
  ribadisco  in  questa  Aula, di avere  copia  degli  atti.  Lo  sto
  chiedendo direttamente al Presidente della Regione.

   PRESIDENTE.  Presidente  Lombardo,  se  ha  ascoltato  l'onorevole
  Ardizzone ha chiesto di avere fornita questa contro-garanzia.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Credo  che  a  questo  punto,
  essendoci  stata  l'aggiudicazione,  onorevole  Ardizzone,  essendo
  intervenuta la firma del contratto i privati non abbiano più  alcun
  interesse qualificato ad opporsi alla divulgazione integrale  degli
  atti, quindi credo che non ci siano problemi.
   Chiederemo al Ragioniere generale gli atti da depositare.

   ARDIZZONE.  E'  il  Governo lei  E se il ragioniere  generale  non
  glieli dà, lei che fa?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Depositeremo  gli  atti  da  lei
  indicati, dopo averli richiesti al ragioniere generale.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


  Riprende l'esame del disegno di legge numeri 732-672-699-700-713/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame del disegno di
  legge  numeri  732-672-699-700-713/A «Interventi  per  lo  sviluppo
  dell'agricoltura  e della pesca. Norme in materia  di  artigianato,
  cooperazione e commercio».
   Intanto, illustro come procederemo.
   Stasera   incardineremo  entrambe  le   leggi,   cioè   la   legge
  sull'agricoltura e la legge su Termini Imerese. Daremo per la legge
  sull'agricoltura il termine per la presentazione degli  emendamenti
  fino  al 3 novembre, mentre per la legge su Termini Imerese  daremo
  termine  per  la  presentazione degli  emendamenti  fino  a  domani
  mattina alle ore 11.00.
   Il   disegno  di  legge   Modifiche  ed  integrazione  al  sistema
  elettorale degli enti locali  ritorna in I Commissione.
   Poi  passeremo  alla rubrica Economia e domani torneremo  in  Aula
  completando l'iter della legge su Termini Imerese con il voto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                        Sull'ordine dei lavori

   MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno  di
  legge   era   stato   individuato  per  due   settori   importanti,
  l'agricoltura   e   la  pesca.  Mentre  sono   rimaste   le   norme
  sull'agricoltura,   infatti  il  capo  1  é   Misure   a   sostegno
  dell'agricoltura e della pesca', il titolo del disegno di  legge  è
   Interventi  per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca.  Norme
  in  materia di artigianato cooperazione e commercio', tutto ciò che
  riguarda  la  pesca  è stato estrapolato. Non  c'è  più  nulla  che
  riguarda la pesca.

   PRESIDENTE.  Modificheremo  il titolo,  onorevole  Mancuso,  se  è
  questo che intende dire

   MANCUSO.  No, io intendo dire, invece, di rimandare  il  testo  in
  Commissione,  di inserire la pesca e poi ritornare in  Aula  perché
  non  è  possibile  che un disegno di legge viene fatto  con  grande
  sacrificio, non si capisce perché un comparto arrivi in Aula  e  un
  comparto non esiste. Non si riesce a capire  Non si riesce a capire
  se  il disegno di legge viene fatto con la partecipazione di tutti,
  vengono    coinvolte   tutte   quelle   attività   che   riguardano
  l'agricoltura e la pesca, l'agricoltura c'è e la pesca non  c'è. Se
  qualcuno  me  lo  spiega,  forse do  ragione  a  lei  che  dobbiamo
  modificare  il  titolo, ma non riesco a comprendere perché  non  si
  parla di pesca in questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Siccome il disegno di legge oggi viene incardinato  e
  il termine di presentazione degli emendamenti rimane fissato per il
  3 novembre, alle ore 12.00, entro quella data è possibile proporre,
  sotto forma di emendamenti, il comparto della pesca.
   Dopo  di  che, se anche in quella sede non ci sarà questo tipo  di
  intervento, si può richiedere il ritorno in Commissione.

   MANCUSO.  Hanno messo la copertura su queste norme e  sulla  pesca
  che facciamo? Dividiamo la copertura data su queste norme?

   PRESIDENTE. Di questo non possiamo discuterne adesso.

   MAIRA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  concordo  con  la
  richiesta dell'onorevole Mancuso perché non si tratta di aggiustare
  il  disegno di legge con gli emendamenti, in quanto non sarebbe mai
  organico  come  disegno  di legge, non si può  un  intero  settore,
  un'intera rubrica, un'intera materia inserire nel disegno di  legge
  con degli emendamenti.
   Prendo  la parola anche per dire, in anticipazione, come  relatore
  dell'ultimo  disegno  di legge all'ordine del giorno,  che  ritengo
  opportuno  ritirarlo e mandarlo in Commissione perché non  escludo,
  anzi  ne  sono  quasi certo, che il disegno di legge  di  cui  sono
  relatore, avrà interferenze con il disegno di legge governativo che
  è  stato  adottato la scorsa settimana dal Governo e quindi sarebbe
  opportuno   vederlo  in   unicum',  ecco  perché  non  è  opportuno
  discuterne in Aula, faremmo una cosa parziale, a prescindere se  la
  faremmo in  positivo o in negativo.

   PRESIDENTE. Quindi, onorevole Maira, lei come relatore del disegno
  di legge numeri 502-106-441/A  Modifiche ed integrazioni al sistema
  elettorale  degli  enti  locali ,  chiedo  il  rinvio  formale   in
  Commissione del disegno di legge?

   MAIRA. Sì.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Mentre  per  la  legge sull'agricoltura non c'è una  richiesta  di
  rinvio in Commissione?

   MAIRA. No.

  Riprende l'esame del disegno di legge numeri 732-672-699-700-713/A

   PRESIDENTE.  Invito il relatore, onorevole Caputo, a  svolgere  la
  relazione.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, per completezza  e  per  dare  una
  risposta all'onorevole Mancuso, debbo dire che le norme riguardanti
  la  pesca  che  in  Commissione  Attività  produttive  erano  state
  approvate,  sono  state poi estrapolate dalla Commissione  Bilancio
  che  come  sempre accade, e su questo le anticipo,  non  so  se  la
  Commissione Bilancio è in Aula, le perverrà a giorni una lettera da
  parte   del   Presidente  della  Commissione  Attività   produttive
  concertata  con  l'Ufficio  di  presidenza,  per  regolamentare   i
  rapporti tra le due commissioni. Perché ormai si è creata una super
  commissione  che  è la Commissione Bilancio che  entra  nel  merito
  anche  dei disegni di legge, nonostante non siano esaminati per  la
  copertura finanziaria.
   E dico per tutti che è stata convocata la Commissione Bilancio per
  l'audizione sull'Italtel e non comprendiamo quale motivazione abbia
  indotto   o   che   competenze  abbia   la   Commissione   Bilancio
  sull'Italtel.
   Questo  disegno  di  legge è il frutto di un  lavoro  fatto  dalla
  Commissione  di concerto con il Governo ed ha avuto una lavorazione
  attenta  perché  ne  comprendiamo e  ne  condividiamo  l'importanza
  strategica per lo sviluppo della Sicilia.
   Oggi,  intervenire  sui due settori strategici dell'agricoltura  e
  della pesca rappresenta, per questo Parlamento, se mi consente,  un
  dovere, un dovere per dare una risposta a tutti gli agricoltori  ed
  ai  pescatori  che oggi sono messi in ginocchio  da  una  serie  di
  misure    comunitarie   che   stanno   annientando   il    comparto
  dell'agricoltura ed, in particolare, della pesca.
   Questo  disegno  di  legge è corposo, è frutto  di  una  serie  di
  audizioni, di un lavoro fatto con i funzionari dell'Ufficio  Studi,
  ai   quali   va   il   nostro  ringraziamento   e   ai   funzionari
  dell'assessorato alle politiche agricole che hanno consentito, alla
  Commissione, di avere una visione chiara e sinergica delle  diverse
  problematiche.  Ringrazio l'assessore D'Antrassi  per  la  costante
  presenza, per il supporto che ha dato e per la collaborazione, devo
  dire,  certamente apprezzabile, per consentire alla Commissione  di
  arrivare  a questo disegno di legge che è passato dalla Commissione
  Bilancio  ma  che, in gran parte, è stato privato di  quelle  norme
  importanti  per  la pesca che auguriamo che sia il  Governo  sia  i
  parlamentari,  entro il 3 novembre, reintrodurranno  per  dare  una
  risposta anche alla pesca.
   Quindi,  signor  Presidente, chiedo al Parlamento di  entrare  nel
  vivo e di esaminare ed approvare questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame  degli
  articoli.   Naturalmente  la   discussione  generale   è   rinviata
  all'articolo 1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Il  termine per la presentazione degli emendamenti è fissato al  3
  novembre, alle ore 12.00.

   Termini

   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Discussione del disegno di legge «Misure urgenti e straordinarie
  per il rilancio e il superamento della crisi dell'area industriale
                  di Termini Imerese» (numero 781/A)

   PRESIDNETE.  Si  passa  al disegno di legge numero  781/A  «Misure
  urgenti  e  straordinarie per il rilancio e  il  superamento  della
  crisi dell'area industriale di Termini Imerese», posto al numero 2)
  del punto IV dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti la III Commissione  Attività  produttive'  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Invito il relatore, onorevole Apprendi, a svolgere la relazione.

   CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  il  Parlamento  lavora  grazie  all'impegno  della   III
  Commissione, ce lo lasci dire.

   PRESIDENTE.   Non   ho  mai  messo  in  dubbio   l'impegno   delle
  Commissioni.

   APPRENDI,  vicepresidente  della Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, intanto vorrei  segnalare  che  il
  disegno  di  legge  è presentato dagli onorevoli Caputo,  Savona  e
  Apprendi, non capisco perché manca; è stata fatta per tempo  questa
  cosa  e  gliela  volevo  segnalare. Quindi,  la  mia  firma  è  già
  aggiunta, devono soltanto aggiustare gli atti.
   Questo  disegno  di legge arriva in Aula, come sa,  noi  ci  siamo
  impegnati, il Governo regionale, la Commissione ha seguito tutte le
  fasi  di  questa  crisi  che ha travolto il territorio  di  Termini
  Imerese  e  la  Sicilia, per la fuga della Fiat  che  abbandona  lo
  stabilimento e se ne va in altri posti grazie al fatto che, proprio
  nella passata legislatura, mancavano provvedimenti come questo.
   E,  appunto,  arriviamo a questa legge per favorire l'insediamento
  di  queste  aziende  che hanno risposto ad un bando  internazionale
  dimostrando interesse per insediarsi e, quindi, dare una  mano  per
  risolvere  questo  problema. Mi rimetto al  testo  della  relazione
  scritta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, così come  abbiamo  stabilito  in
  precedenza,  per  il  disegno di legge sull'agricoltura,  anche  la
  discussione  generale  di  questo  disegno  di  legge  è   rinviata
  all'articolo  1 ed il termine di presentazione degli emendamenti  è
  fissato  per  domani alle ore 11.00. Quindi, pongo in votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3 del Regolamento
       interno, di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                               Economia'

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,   di   interrogazioni  ed  interpellanze   della   rubrica
   Economia .
   Si  procede con l'interrogazione numero 1251 «Opportune iniziative
  allo  scopo  di  accertare  le modalità gestionali  adottate  dalla
   Biosfera S.p.A.», a firma dell'onorevole Cracolici.
   Per   assenza   dall'Aula  del  firmatario,   l'interrogazione   é
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero 1360  Notizie sul  canone  di
  locazione pagato dalla Regione degli immobili di Piazza Croci e Via
  degli  Emiri a Palermo sedi degli uffici dell'Assessorato dei  beni
  culturali e Attività produttive , a firma dell'onorevole Caputo.
   Per  accordo tra le parti, l'interrogazione numero 1360 si intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interrogazione numero 1394  Interventi per evitare la
  perdita  dei  fondi  comunitari destinati alla Sicilia ,   a  firma
  degli onorevoli Caputo ed altri.
   Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e  la
  formazione  professionale e all'Assessore per l'economia,  premesso
  che:

   la Corte dei conti ha sollevato numerosi rilievi sulle modalità di
  finanziamento  agli  enti,  bloccando  quindi  diversi   bandi   di
  assegnazioni dei fondi comunitari;

   tale situazione, di fatto, rende inutilizzati i fondi comunitari;

   il  mancato utilizzo ed il mancato impegno delle somme comunitarie
  entro il mese di dicembre 2010 provocherà la restituzione dei fondi
  alla Comunità europea;

   considerato che:

   si  tratta  di  rilevanti risorse finanziarie  necessarie  per  lo
  sviluppo economico ed occupazionale della Sicilia;

   in  questo  delicato  momento di crisi  economica  la  perdita  di
  risorse  ingenti  determina  un  gravissimo  danno  al  territorio,
  facendo  venire  meno  importanti mezzi  e  strumenti  di  sostegno
  all'economia;

   considerato,  altresì,  che i fondi comunitari,  alla  luce  delle
  riduzioni  delle risorse nazionali, rappresentano  per  la  Regione
  siciliana  l'unica  risorsa  finanziaria  utile  e  necessaria  per
  avviare   azioni   di   sostegno  e  di   aiuto   all'economia   ed
  all'occupazione;

   ritenuto che:

   appare indispensabile evitare la perdita dei fondi comunitari;

   alla  luce delle riserve della Corte dei conti in merito ad alcuni
  bandi  regionali  nel  settore  della formazione  è  indispensabile
  salvaguardare  le risorse per garantire la creazione  di  immediata
  occupazione;

   per  sapere quali provvedimenti intendano adottare per evitare  la
  restituzione dei fondi comunitari». (1394)

   Ha facoltà di parlare l'assessore Armao per fornire la risposta.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,   si   tratta  di  una  questione  opportunamente   posta
  all'attenzione  del  Governo concernente l'utilizzazione  integrale
  dei   fondi  europei  secondo  la  tempistica  sancita  dal   piano
  regionale.  Immagino  che  si  tratti  di  fondi  per  lo  sviluppo
  regionale  perché  di questo risponde l'Assessorato  dell'economia,
  altri  fondi, come è noto, come quelli riguardanti l'agricoltura  e
  quelli  riguardanti  il  fondo sociale  sono  attribuiti  ad  altre
  autorità di gestione.
   Per  quanto riguarda  questo profilo, intanto, posso dire che,  ad
  oggi, ho ascoltato il Dirigente Generale che mi ha escluso che  per
  quest'anno  si  possa arrivare  a disimpegni e,  comunque,  tenendo
  presente  che  l'ordinamento prevede che  sull'utilizzo  dei  fondi
  comunitari  si  applichi   l'N.+2 ,  cioè  la  possibilità  di  una
  rendicontazione  prolungata  anche in considerazione   delle  gravi
  situazioni finanziarie che hanno avuto riguardo all'intera Europa e
  che  hanno imposto quindi un differimento nella realizzazione delle
  opere.
   Ma,  proprio  con  riguardo  a questo  profilo,  vorrei  precisare
  all'onorevole interrogante, che abbiamo posto al Governo nazionale,
  che  continua  ad  omettere  una risposta,  abbiamo  presentato  al
  Governo  nazionale  una  soluzione che  per  noi  è  necessaria  ed
  imprescindibile per la tempestiva utilizzazione dei fondi  europei,
  cioè  la  nettizzazione del contributo regionale alla spesa europea
  ai  fini del patto di stabilità. Cosa accade? E' noto che la  spesa
  europea è una spesa addizionale che quindi si accompagna alla spesa
  regionale   e  nazionale.  Se  la  spesa  regionale  e   nazionale,
  soprattutto  quella regionale, è sottoposta al patto di  stabilità,
  arriviamo  al  paradosso che proprio nel momento  in  cui  si  vuol
  raggiungere un'accelerazione della spesa, i nostri assessorati,  le
  nostre   amministrazioni,  anche  locali,   sono   bloccate   nella
  compartecipazione perché il patto di stabilità comprime la capacità
  di cofinanziare i fondi europei.

             (Assume la Presidenza il vicepresidente Oddo)

   A  questo  punto abbiamo chiesto ed ottenuto dal Governo nazionale
  che  una nettizzazione fosse messa nella seconda manovra. Solo  che
  c'è un problema. Il Ministro Tremonti avrebbe dovuto emettere entro
  il   30   settembre   un  decreto  attuativo  che   consentiva   la
  nettizzazione e questo decreto ad oggi non c'è.
   Quindi,  io  auspico  che  questa interrogazione  sia  seguita  da
  interrogazioni  al Parlamento nazionale che chiedano  al  Ministero
  dell'Economia  perché  ancora non si emette  il  provvedimento  che
  consente   la   nettizzazione  della  spesa  di   compartecipazione
  regionale alla spesa comunitaria.
   E poi, che dire che di questa escamotage del cosiddetto  euro sud
  che  leggiamo sui giornali e ancora aspettiamo di leggere che  cosa
  sarà la proposta nazionale.
   Io  credo che se tutto ciò si trasformerà nell'escamotage  per  il
  Governo nazionale di non coofinanziare più la spesa europea, perché
  nel  momento  in  cui  i fondi europei vengono  gestiti  a  livello
  centrale  si  perde  l'onere  di  compartecipare,  sarà  un  grande
  risparmio  per  il nostro Paese ma sarà una grande perdita  per  il
  Mezzogiorno e per la Sicilia.
   Spero  che tutti insieme, come abbiamo fatto quando si è  trattato
  di scelte fondamentali per la nostra Sicilia, ci troveremo compatti
  e uniti a far si che ciò non avvenga.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Caputo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   CAPUTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   ringrazio
  l'assessore  Armao per l'azione, però mi consenta  di  non  potermi
  dichiarare soddisfatto come avrei voluto per il rapporto  di  stima
  che mi lega all'assessore Armao.
   La  tematica  dei fondi comunitari è estremamente complessa  e  il
  contenuto    dell'interrogazione   che   ho   presentato    insieme
  all'onorevole Vinciullo verteva proprio a segnalare il pericolo  di
  restituzione e di disimpegno di somme assegnate alla Sicilia e  non
  spese. Ed era anche uno stimolo al Governo per fare qualche cosa di
  più di quello che continuamente fa, fino alle dichiarazioni di oggi
  del  Presidente della Regione, che tutto quello che è negativo  per
  la  Sicilia,  o tutto quello che questo Governo non sa  o  non  può
  fare, è colpa del Governo nazionale.
   Io  dico che noi abbiamo avuto dall'Unione europea un'attestazione
  di  fiducia, dal 2007 al 2013; quello della spesa comunitaria è  di
  destinare  le risorse, noi non stiamo mantenendo questo  impegno  e
  non è possibile che tutte le colpe siano del Governo nazionale.
   Noi  abbiamo  avuto  somme che dovremmo spendere  soltanto  perché
  assegnate  alla Sicilia, somme che stiamo sottraendo allo  sviluppo
  economico e alle infrastrutture. Io mi rifiuto, da siciliano  prima
  e  da parlamentare poi, di utilizzare il sillogismo  va male perché
  la colpa è del Governo . Non è così
   Voi  siete  elementi e componenti di un Governo che dell'autonomia
  ha fatto una bandiera politica, scarsamente votata, ma una bandiera
  politica  e  non  potete scaricare quello che non sapete  fare  sul
  Governo. Oggi il Presidente della Regione ha attaccato pesantemente
  il  Presidente  del Consiglio dei Ministri a seguito del  confronto
  che c'è stato a Bruxelles: non funziona, assessore Armao
   Non  funziona, e lo dico a vantaggio del vostro ruolo. Voi  dovete
  essere  in  grado  di  dimostrare a questa  Sicilia  che  siete  in
  condizione  di  governarla e di spendere  i  soldi  invece  che  di
  restituirli.  E  non lo sapete fare perché non avete  la  struttura
  burocratica, perché avete una macchina amministrativa  che  non  vi
  supporta, perché avete disattivato un meccanismi che sino a qualche
  anno  fa funzionava, avete creato il disordine nella programmazione
  della spesa comunitaria.
   Io mi auguro che nessuna delle risorse assegnate a fine anno venga
  restituita  al  Governo,  anzi all'Unione europea,  perché  se  ciò
  dovesse  verificarsi  è chiaro che il mio gruppo  politico  non  si
  limiterebbe ad una attività ispettiva o ad un ordine del giorno, ma
  sicuramente  chiederemo  al Governo di renderne  conto  in  Aula  e
  quando un Governo deve rendere conto all'Aula lo fa soltanto con un
  gesto che è quello delle dimissioni.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1511 «Chiarimenti sullo
  stato  dei  rapporti tra la Regione siciliana e la  Royal  Bank  of
  Scotland» a firma degli onorevoli Leontini ed altri. E' presente in
  Aula  l'onorevole  Caputo,  firmatario  dell'interrogazione.  Vuole
  procedere?

   CAPUTO.  Signor Presidente, chiedo che all'interrogazione n.  1511
  venga fornita la risposta scritta.

   PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CAPUTO.  Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per chiedere
  di rinviare la seduta o di sospenderla, perché questo spettacolo di
  totale assenza dei parlamentari è veramente indecente e indecoroso.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Caputo,  ognuno  si  assume   le   proprie
  responsabilità. Stiamo procedendo con l'ordine del giorno, e spesso
  i  colleghi  sollevano  la  questione che  alle  interrogazioni  si
  risponde con mesi di ritardo.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 1611  «Notizie  in  merito  alla
  gestione  dei  fondi  per la cooperazione internazionale  nell'anno
  2010», a firma dell'onorevole Caronia.
   Non  essendo  il  firmatario presente in Aula, l'interrogazione  è
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
   Si passa all'interpellanza n. 93 «Iniziative per la valorizzazione
  delle  attività di AST Aero servizi s.p.a.», a firma dell'onorevole
  Lentini. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   la  società  AST  Aeroservizi s.p.a., controllata da  AST  Azienda
  siciliana    trasporti    s.p.a.,  è  stata   costituita   per   la
  realizzazione di servizi di trasporto aereo e servizi  aeroportuali
  a terra;

   la   citata  società,  coerentemente  con  le  finalità  operative
  previste  dal suo stesso statuto, opera nel settore dei servizi  di
  assistenza aeroportuale a terra, in particolare nell'erogazione dei
  servizi di'handling';

   l'azienda esercita i sopra detti servizi, per i quali ha  ricevuto
  le  necessarie attestazioni di idoneità dall'autorità preposta alla
  verifica  ed autorizzazione per i servizi aeroportuali  (ENAC),  da
  oltre 10 anni, con buoni risultati operativi in termini economici e
  di qualità dei servizi stessi;

   i  servizi  di handling, per la loro stessa natura e coerentemente
  con  la  legislazione nazionale e comunitaria vigente, sono erogati
  in  regime  di  concorrenza  e libero mercato,  avendo  come  unici
  possibili clienti i vettori aerei;

   atteso che:

   come   sopra  richiamato,  l'AST  Aeroservizi  s.p.a.  non   eroga
  prestazioni  in favore della Regione, azionista della  controllante
  Azienda  siciliana trasporti s.p.a, né di altri enti pubblici,  non
  rientrando  pertanto  nel  campo  di  applicazione  delle   vigenti
  normative in materia di società pubbliche o miste costituite per la
  produzione di beni e servizi strumentali;

   in   particolare,  alla  società  non  appaiono   applicabili   le
  previsioni  di cui all'articolo 7 della legge regionale  14  maggio
  2009,  n.  6, come peraltro chiarito, con dovizia di argomentazioni
  tecnico-giuridiche, dalla circolare dell'Assessore per il  bilancio
  pro  tempore  n.  13  del 18 agosto 2009, concernente  le  modalità
  applicative della citata norma;

   neppure  appare  applicabile la disciplina di cui all'articolo  20
  della legge regionale 12 maggio2010, n. 11, che, anzi, ribadisce il
  valore  strategico,  per  la  Regione,  del  settore  del  pubblico
  trasporto in genere;

   a  dispetto dei positivi risultati, da diverse parti sono arrivati
  critiche   ed   attacchi   strumentali,  in   particolare   intorno
  all'eventuale     espansione     dell'attività     di      handling
  sull'aerostazione 'Falcone e Borsellino' di Palermo, dove peraltro,
  attualmente,  operano  solo due aziende che erogano  tali  servizi,
  quando  le  normative vigenti prevedono la presenza di  almeno  tre
  operatori;

   considerato che:

   lo sviluppo del settore del trasporto aereo e dei servizi connessi
  è  funzionale  alla crescita dei flussi turistici  e  degli  scambi
  commerciali,   anche  in  considerazione  dell'apertura  di   nuove
  aerostazioni nell'Isola;

   come  sopra richiamato, l'Ast  Aeroservizi costituisce un  esempio
  positivo  di  impresa a capitale pubblico indiretto  che  riesce  a
  stare   sul  mercato, senza gravare sui bilanci pubblici,  erogando
  servizi di qualità e generando occupazione;

   per conoscere:

   quali   siano   gli   intendimenti  del   Governo   in   relazione
  all'attività di Ast Aeroservizi;

   quali   iniziative  il  Governo  intenda,  per  il  tramite  della
  controllante Ast s.p.a., per garantire e valorizzare le attività di
  Ast Aeroservizi».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao per fornire la risposta.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, per quanto riguarda AST Aeroservizi è noto che  l'AST,  a
  seguito  del parere reso dalla Commissione Bilancio dell'Assemblea,
  è rientrata nel decreto di riordino delle partecipazioni.
   In  ordine ad AST è evidente che si pone un problema di  avvio  di
  una  concentrazione interna che coinvolgerà anche AST  Aeroservizi,
  nell'ambito  di  un  pacchetto  di  servizi  da  svolgere  in  modo
  integrato, non più articolato mediante società partecipate, per cui
  AST ha già avviato un iter di concentrazione tra le sue partecipate
  al fine di consentire lo svolgimento del servizio di TPL (Trasporto
  pubblico  locale) ma anche di far convergere altri  segmenti  prima
  esternalizzati mediante società partecipate ed adesso ricondotte ad
  un solo organismo.
   Ne  approfitto,  se l'onorevole Lentini mi da la possibilità,  per
  dire qualcosa in più rispetto alle cose che sono state richieste.
   E'  chiaro  che dovremo porci il problema dell'applicazione  della
  normativa sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali, che  è
  imposta dalla normativa nazionale, dal decreto legge n. 138 del  13
  agosto  scorso,  che impone un passaggio dalla mano  pubblica  alla
  mano privata dei servizi pubblici essenziali ad eccezione di quello
  dell'acqua  che, come sapete, è stato sottoposto ad  un  referendum
  popolare che ha trovato il consenso popolare. Conseguentemente,  il
  tema  della  privatizzazione è la nuova prospettiva  con  la  quale
  dovrà confrontarsi AST alla stregua della norma dichiarata.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Lentini   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   LENTINI.  Signor Presidente, mi rendo conto che l'AST,  così  come
  tante  altre  società, oramai vivrà questo momento di accorpamento,
  però volevo fare qualche domanda all'assessore Armao.
   AST   Euroservizi  è  una  società  che  lavora  autonomamente   e
  autonomamente gestisce un servizio da ENAC, perché è autorizzata da
  ENAC,  è  autonoma  e  gestisce  e paga  bene  i  suoi  lavoratori;
  addirittura,  l'anno scorso, quando io presentai  l'interrogazione,
  aveva  una  commessa da parte di Meridiana, di cui andavano  ben  7
  milioni   di   lavoro  all'Aeroporto  di  Catania   e   5   milioni
  all'Aeroporto di Palermo.
   Ora,  io non so AST Aeroservizi, in questo accorpamento, se  potrà
  continuare  a lavorare, perché il decreto legge ci impone  la  data
  del  31  dicembre 2012 e c'è questa confusione perché, secondo  me,
  non  può continuare a lavorare producendo, essendo una società  che
  porta   veramente  risorse  dall'esterno  e  la  Regione  siciliana
  usufruisce  di  questi benefici. Finalmente  c'è  una  società  che
  produce  denaro,  paga  bene i suoi lavoratori,  sono  risorse  che
  vengono dall'esterno e noi la chiudiamo. Perché invece non troviamo
  la  possibilità  di  mantenerla, magari  accorpandola  in  un  modo
  diverso,  ma che la Regione siciliana possa continuare  a  svolgere
  questo servizio?
   Con  tutte  le  società  che  chiudono, facciamo  chiudere  questa
  società che è efficiente?
   Sarebbe veramente un sacrilegio per i siciliani.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'esame dell'ordine del
  giorno  n.  588 «Indirizzo al Governo regionale di richiedere  alla
  società    regionale   di   riscossione   di    acquisire,    anche
  temporaneamente, il ramo di azienda siciliano della società Tributi
  Italia S.p.A., attualmente in Amministrazione Straordinaria», degli
  onorevoli Lupo, Oddo e Marrocco.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Oddo


                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a domani,  martedì,  25
  ottobre 2011, con il seguente ordine del giorno:

   I  -   Comunicazioni

   II -   Discussione dei disegni di legge:

    1)  -   Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il
         superamento della crisi dell'area industriale di Termini Imerese.
         (n. 781/A) (Seguito)
             Relatore: on. Apprendi

    2)  -  Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca.
         Norme in materia di artigianato, cooperazione e commercio.  (nn.
         732-672-699-700-713 /A) (Seguito)
             Relatore: on. Caputo

                   La seduta è tolta alle ore 19.43

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 21.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:

   Risposta  scritta  ad  interrogazione  -  Rubrica  «Territorio  ed
  Ambiente»

   CORONA.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  le
  infrastrutture  e la mobilità e all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente,  premesso che il comune di Gioiosa Marea  (ME)  ha  una
  spiccata vocazione turistica più volte evidenziata da provvedimenti
  della  Regione  e dalla quale provengono gran parte  delle  risorse
  economiche  degli  abitanti di questa ridente  cittadina  costiera,
  famosa  nel  mondo per la sua ampia spiaggia che  ne  ha  fatto  un
  simbolo   di  località  balneare  per  tutta  la  costa   tirrenica
  siciliana;

   considerato  che da anni si assiste alla continua  erosione  della
  menzionata  spiaggia, tanto che il suo litorale compreso  tra  capo
  Calavà a capo Milazzo è stato inserito nel piano stralcio di bacino
  per  l'assetto  idrogeologico con il livello di pericolosità  molto
  elevata 'P4' e rischio molto elevato 'R4';

   verificato che, come si evince dal nulla osta ai lavori rilasciato
  dall'Assessorato Territorio - ufficio 'Servizio 1 VIA VAS'  del  24
  marzo  2011, che il 'paesaggio costiero della zona è caratterizzato
  dal  1985  da  intensi  arretramenti della linea  di  costa  legati
  soprattutto dagli interventi di regimentazione idraulica che  hanno
  ridotto  l'apporto  dei  sedimenti  al  litorale'  e  che  evidente
  conseguenza del fenomeno è che non sono più fruibili una importante
  arteria   stradale,  il  locale  campo  sportivo  con  i   relativi
  spogliatoi  e, ancor più grave, una prima schiera di case  è  ormai
  esposta  direttamente  ai  marosi  con  grave  pregiudizio  per  la
  incolumità  dei  cittadini oltre la riduzione  dell'ampiezza  della
  spiaggia;

   verificato  inoltre che dal lontano 2005, anno nel quale  è  stato
  ultimato il primo lotto di un progetto che prevede la protezione ed
  il  ripascimento  del  litorale sopra  descritto,  non  sono  stati
  avviati   ulteriori  lavori  a  completamento  dell'intervento   di
  ripascimento dell'arenile;

   ritenuto   che  è  ormai  urgente  ed  indifferibile  avviare   la
  definizione  dell'opera a protezione del litorale, che tra  l'altro
  ricade  in  parte  all'interno di una  area  marina  protetta,  che
  subisce  anch'essa dei dannosi effetti della erosione costiera  con
  nocumento delle biocenosi marine e della prateria di posidonia;

   per sapere se intendano procedere con urgenza al finanziamento per
  il  completamento  dell'opera  di  ripascimento  e  protezione  del
  litorale della frazione San Giorgio di Gioiosa Marea a salvaguardia
  della  incolumità  dei cittadini, delle loro abitazioni  e  per  la
  tutela dello sviluppo economico-turistico di tutta l'area del golfo
  di Patti». (1821)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -  «In  riferimento  all'interrogazione  indicata   in
  oggetto, si rappresenta quanto segue.
   Il  Servizio I - V.A.S. V.I.A. del Dipartimento regionale Ambiente
  di questo Assessorato, competente per la fattispecie in parola, con
  riguardo   a  quanto  richiesto  dall'interrogante  in  ordine   al
  finanziamento  urgente per il completamento dell'opera  citata,  ha
  rappresentato  che con D.D.G. n. 155 del 18/3/2011,  a  conclusione
  della procedura ambientale, è stato rilasciato giudizio positivo di
  compatibilità  ambientale corredato da opportune prescrizioni  alla
  cui   integrazione,  nel  progetto,  si  procederà  a  seguito   di
  valutazione  in sede di verifica d'ottemperanza sulla scorta  della
  trasmissione,  allo stesso Servizio, degli elaborati  del  progetto
  esecutivo.  Diversamente, nulla può dirsi riguardo al finanziamento
  del  suddetto  progetto, considerato che lo stesso  non  compete  a
  questa Amministrazione».

                                                          L'Assessore
                                                     dott.   Calogero
                                         Gianmaria Sparma