Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
SCILLA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE . Comunico che sono in congedo gli onorevoli:
- Buzzanca, Falcone, e Termine per oggi;
- Raia, Marinese, Scammacca, Leanza Nicola e Dina per il 24 e 25
ottobre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione gli onorevoli:
- Incardona dal 26 al 27 ottobre 2011;
- Formica dal 30 ottobre al 9 novembre 2011;
- Speziale dal 3 al 5 novembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta da parte dell'Assessore per
il Territorio e l'ambiente risposta scritta alla seguente
interrogazione:
N. 1821 - Completamento dell'opera di ripascimento e protezione
del litorale della frazione di San Giorgio di Gioiosa Marea (ME).
Firmatario: Corona Roberto
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2155 - Notizie sull'istituendo museo della cultura tanatologica
a Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Falcone Marco
N. 2156 - Nomina di un commissario straordinario presso il comune
di Aci Catena (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Pogliese Salvatore; Vinciullo Vincenzo
N. 2158 - Iniziative a sostegno dei soggetti autistici.
- Assessore Salute
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2159 - Iniziative per porre rimedio alle disfunzioni
riscontrate nell'ospedale di Siracusa.
- Assessore Salute
Firmatario: Marziano Bruno
N. 2161 - Opportune iniziative per garantire adeguati standard
delle case di cura private.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: De Benedictis Roberto
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2157 - Iniziative volte a salvaguardare l'autonomia
dell'istituto statale d'arte 'Luigi Sturzo' di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: D'Asero Antonino; Limoli Giuseppe
N. 2160 - Chiarimenti in merito al mancato avvio dei corsi di
formazione professionale per i minori soggetti ad obbligo
scolastico.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2079
PRESIDENTE. Con riferimento all'interrogazione con richiesta di
risposta in Commissione n. 2079 Notizie relative al dissesto
franoso della frazione Zappa del comune di Raccuja (ME) , comunico
che la stessa si è svolta nella seduta n. 168 del 19 ottobre 2011
della IV Commissione legislativa permanente Ambiente e territorio'
e che l'interrogante, onorevole Corona, si è dichiarato
insoddisfatto della risposta fornita dall'Assessore per il
territorio e l'ambiente.
L'iter parlamentare del succitato atto ispettivo è, pertanto, da
intendersi concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Comunicazioni del Governo in ordine alla vicenda Siremar
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Presidente della
Regione, non sorgendo osservazioni, si passa al III punto
dell'ordine del giorno: Comunicazioni del Governo in ordine alla
vicenda Siremar .
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'acquisizione della Siremar S.p.A. è una importante
meta che consegue la Regione quale partner di Mediterranea
Holding e di Compagnia delle Isole .
L'acquisizione di questa Società da parte della Società
partecipata dalla Regione è un'importante meta conseguita rispetto
ad una prospettiva che oggi vedrebbe la società, che svolge - com'è
noto - i collegamenti da e per le Isole minori siciliane, in una
situazione di grande difficoltà poiché il raggruppamento al quale
partecipa la Regione è l'unico che ha presentato l'offerta per
l'acquisto. Quindi, oggi in assenza di questa iniziativa, ci
troveremmo di fronte ad uno spezzatino della società quale unica
soluzione assentita all'amministratore straordinario.
Com'è noto Siremar è entrata in amministrazione straordinaria
insieme al gruppo Tirrenia in una prospettiva che, apparentemente,
vedeva la Regione favorita nell'acquisizione Num. 1 della
società. Invero, la società era gravata da quasi 100 milioni di
euro di debiti che l'eventuale acquisizione ad una lira da parte
della Regione avrebbe trasposto sul nostro erario con evidenti
conseguenze sul piano gestionale.
La Regione ha avvertito questo rischio e ha evitato di acquisire
la partecipazione integrale nella società quando fu offerta dallo
Stato alla Regione, a differenza di quanto fatto, invece, da altre
regioni. Si è, quindi, proceduto alla partecipazione alle procedure
di evidenza pubblica che hanno riguardato Tirrenia prima e Siremar
dopo, il tutto sulla base di un'opportuna dichiarazione da parte
della Regione di coinvolgimento di partner che avrebbero potuto
concorrere insieme alla Regione nella costituenda società di scopo.
Ciò è avvenuto. Alcuni importanti imprenditori del settore del
trasporto marittimo hanno dichiarato la propria disponibilità,
importanti imprenditori che operano in Sicilia; ciò ha consentito
di partecipare alla selezione offrendo un importo che è equivalente
a circa 70 milioni di euro, 69.150, da offrire, da pagare nel tempo
al gruppo Tirrenia.
Tuttavia, questo consente di acquisire una società senza il carico
dei debiti, di acquisire una società che avrà la sede in Sicilia,
di acquisire una società che potrà onorare le commesse nei
confronti dei cantieri navali siciliani che operano per la
manutenzione delle navi e delle imbarcazioni che sono a servizio
dell'utenza e potrà far sì che la società sia beneficiaria dei 55
milioni di euro annui, per 12 anni, cui si è impegnato lo Stato per
il sostegno alle attività di trasporto marittimo. Quindi, un atto
strategico molto rilevante, che consente alla Sicilia di lanciarsi
nella prospettiva mediterranea dei trasporti.
Per quanto riguarda i meccanismi di garanzia del lavoro,
quest'altro è un ampio ed importante risultato perché l'eventuale
esito negativo della procedura, cioè con una gara nella quale
nessuno presentava istanza avrebbe avuto quale effetto quello di
mettere in pericolo, in serio rischio i posti dei lavoratori. Si è
garantita così l'occupazione, il livello occupazionale dei
lavoratori, prevalentemente siciliani, si sono garantiti i servizi
verso le isole, quindi una soluzione certamente rilevante.
Per quanto concerne i profili che avevano dato luogo ad alcuni
interventi nell'ultima seduta dell'Assemblea, la contro-garanzia
che è stata prestata in favore della società dal dirigente
generale, non determina alcun esborso concreto, attuale e
immediato, essendo solo potenziale ed è volta a tutela della
partecipazione che è stata acquisita nella Mediterranea Holding,
quindi un'attività consequenziale alla presenza della Regione che
mi permetto di sottolineare, non è in alcun modo una partecipazione
condizionante la gestione della società ma è una partecipazione
volta a dare l'apporto, a consentire la materializzazione
dell'apporto della Regione ad una iniziativa a tutela di una
impresa che è strategica per il futuro della nostra Regione, vuoi
per i rapporti di trasporto col Maghreb, vuoi per lo sviluppo
turistico.
Sotto altro profilo non può non osservarsi che, come è noto agli
onorevoli deputati, la Regione sborsa circa 81 milioni di euro
l'anno di contributi in favore delle società che garantiscono il
collegamento nei confronti delle Isole minori.
La presenza di un soggetto diverso, ossia del competitore della
Regione, avrebbe potuto determinare profili anche di antitrust che
sono di tutta evidenza.
Quindi, si è ritenuto di avere svolto, in questo modo, un servizio
alla Sicilia, il potenziamento di un'impresa che diverrà un'impresa
con sede in Sicilia nella quale la Regione, nel breve termine,
potrà valutare l'ipotesi di fuoriuscita in favore di fondi o di
altri soggetti, ovviamente nel momento in cui sarà garantita lo
start up e saranno garantiti i primi stadi di avanzamento del
programma industriale che prevede il rafforzamento dei servizi da e
per le isole e lo sviluppo di una rete di trasporti di tipo
mediterraneo. Quindi sotto questo profilo anche questo è un
obiettivo conseguito.
Per quanto fin qui illustrato credo che la Regione abbia fatto,
sotto l'angolo di visuale economica, un buon affare perché non ha
sborsato un euro, ma ha consentito, salvo restando la
sottoscrizione del capitale sociale, che un asset importante
divenisse di proprietà della Regione e fosse soprattutto, questa è
la cosa più importante, al servizio dei siciliani e del nostro
turismo.
Quindi, questo è l'obiettivo con il quale si è avviata questa
iniziativa e questo è l'obiettivo che si è conseguito; credo di
poter dare la notizia che giovedì sera scorso è stato sottoscritto
il contratto, quindi si tratta adesso dello sviluppo di
un'iniziativa che ormai da progetto si è trasformato in realtà.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, vorrei intervenire essendo il
firmatario di questa interrogazione presentata nel mese di
settembre precisandone le ragioni.
Noto che i colleghi sono poco attenti ad un problema che è molto
oneroso, anche perché non sanno che la Regione è impegnata, come ha
detto l'assessore Armao, in un'impresa e, quindi, è esposta
economicamente.
Il motivo per cui io ho presentato l'interrogazione è molto
semplice.
Veda, signor Assessore, sono entrato in questa Assemblea
tantissimi anni addietro e una delle cose che ho appreso nel mio
iter parlamentare, e anche per qualche mese, qualche anno quando ho
fatto l'assessore, è che il più possibile la legittimità degli atti
va rispettata. Questo è uno degli insegnamenti che, devo dire, dal
1996 in poi ho messo dentro la mia testa: la legittimità degli atti
e le procedure vanno rispettate. Ebbene, l'interrogazione non
nasce da uno sterile motivo, come si può pensare, di ostruzionismo,
nasce perché - e me ne dispiace, signor Assessore e signor
Presidente - qui c'è un'illegittimità, una dietro l'altra.
Purtroppo, questo, e lo dico ora, comporterà quasi certamente a
differenza di ciò che ho percepito come se oggi ci fosse solo una
società che ha partecipato, non è così
Le società sono due: c'è un'offerta di una cifra e c'è un' offerta
di un'altra cifra. Siccome, quasi sempre quando qualcosa non va
bene o non funziona, chi si sente leso può e sicuramente darà corso
ad un ricorso e siccome di tutta questa vicenda poi il risultato,
se così andrà, sarà negativo, non per lei Assessore o per il
Presidente, ma sarà negativo per la Sicilia perché nel mese di
gennaio, febbraio o marzo del 2012, di sicuro nascendo dei ricorsi
su questa procedura, ci sarà l'impantanamento dell'aggiudicazione
del servizio delle Isole minori, il cosiddetto ex servizio dello
Stato che faceva la Siremar. E allora, onde prevenire questo, la
mia interrogazione aveva questo fine.
Cortesemente, con urgenza prima di concludere l'iter
amministrativo di questa aggiudicazione - è ovvio che la Regione
partecipa -, prima che ciò avvenga occorre chiarire alcuni punti.
Sinceramente, assessore Armao, lei ha parafrasato abbastanza bene
come sono andate le cose, però non ha chiarito se questa
autorizzazione a dare garanzia sussidiaria, di secondo grado,
chiamiamola come vogliamo, o fideiussoria, l'Assemblea ha
autorizzato affinché ciò si facesse.
Veda, assessore Armao, lei non lo sa o forse lo sa, ma l'Assemblea
negli anni, da sempre, ogni qualvolta ha garantito fideiussione o
ha dato fideiussione a qualunque cosa - potrei citarne due che
ricordo, la fiera di Messina e la fiera di Palermo -, ha fatto due
leggi a tal fine, sono agli atti. Sulla fiera di Messina, 2
milioni e mezzo, la Regione dava garanzia per tutta una serie di
iniziative, si è fatta la legge. Per la fiera di Palermo, 10
milioni di euro, si è fatta la legge.
Qui, assessore, manca la legge. La Regione, addirittura, ha fatto
anche di più, anzi ha fatto peggio, non solo non ha fatto la legge
ma per giunta ha garantito una società di cui una parte è pure
privata. Ora, personalmente, non so se questo si possa fare;
allora, con l'interrogazione avevo chiesto questo, ma sinceramente
in questa fase non mi è stata data una risposta.
Ho chiesto pure se esisteva questo documento, devo dire purtroppo
è una concausa; la collega Caronia era presente in II Commissione
un giorno, è stato verbalizzato dal Presidente Oddo, le fu chiesto
se la Regione aveva fatto mai un atto di questo tipo a garanzia.
Parliamoci chiaramente perché la banca, Unicredit, non ha dato
fideiussione ai privati e i privati per potere completare l'iter di
partecipazione, non avendolo potuto avere loro, giustamente l'hanno
chiesto al socio, la Regione. Quindi, la Regione non solo si è
fatta carico di fare una fideiussione che non è neanche della sua
parte, molto di più ed a privati, ma tutto questo non ha avuto
alcuna autorizzazione di legge da questa Assemblea.
Questo è il quesito che pongo, se necessitava che quest'Assemblea
autorizzasse tale passaggio o meno, altrimenti ha fatto male, negli
anni passati, a fare una legge per la fiera di Messina, a fare una
legge per la fiera di Palermo e, se guardiamo a ritroso tutte le
leggi che, ogni volta, si sono fatte a garanzia di esposizioni
fidejussorie che la Regione ha posto a favore di qualcosa.
Di questo, purtroppo, il Commissario delegato non ne sa nulla, il
cosiddetto commissario che aggiudica perché al commissario delegato
di queste cose che stiamo dicendo è ovvio non gli interessa. A lui
arriverà di sicuro, se c'è ma non ho capito se c'è, una garanzia
della Regione firmata da qualcuno o dal Presidente o dall'assessore
o dal direttore generale, una delle tre persone e, giustamente, per
lui va bene. Però, non sa che a monte c'è qualcosa che non va bene,
che quell'atto non si poteva fare.
Allora dico ciò per il motivo per cui sono intervenuto all'inizio.
Io non credo che la Regione negli anni debba dimenticarsi delle
procedure; sulle procedure si fa una buona amministrazione e
siccome qui, secondo il mio punto di vista, le procedure sono state
disattese, ho chiesto che si rispondesse sull'argomento con una
interrogazione.
E' passato un mese, non si è avuta traccia. Oggi pensavo che ci
fosse una risposta a questi quesiti, ma non c'è, per cui devo
continuare, signor Presidente dell'Assemblea, a ritenermi non solo
insoddisfatto, ma a questo punto, purtroppo, per tutelare il
diritto che un parlamentare ha se la procedura è stata fatta
legittimamente o se è stata fatta andando oltre le competenze della
Regione e del Governo, su questo punto ancora risposte non ne ho.
Nel suo intervento, assessore Armao, ha detto che c'è solo questa
Azienda che ha partecipato; a me non risulta, mi risulta che ce n'è
un altra, mi è stato detto pure che nel caso in cui vinceva
l'altra, si creava un monopolio, ma di che cosa parliamo? Quale
monopolio?
In una gara pubblica non vedo quale monopolio ci possa essere se
una società partecipa, se oggi ha un servizio, se oggi ne ha ancora
un altro, se insieme ad altre società fanno un'altra nuova società.
A questo punto vuol dire che la Regione interviene per bloccare
una possibile regolare aggiudicazione perché si ipotizza un
monopolio. Ma un monopolio di che cosa?
Le gare, le tratte i servizi, forse voi non conoscete come
avvengono - e ho concluso, Presidente - i meccanismi delle corse.
Nessuno decide nulla, sono i sindaci, sono gli accordi che fa la
Regione e decide e dà ai vettori privati le corse da fare, quindi
non è qualcuno che vince un qualcosa e poi decide lui. Non decide
nulla, offre solo il servizio. Quindi, non capisco quest'altra
frase del monopolio che poteva crearsi nel caso in cui la Regione
non avesse vinto, non capisco poi più la Regione, che negli anni
non è che abbia dato grande dimostrazione di efficacia nei servizi,
basterebbe parlare di Resais e via dicendo, ma comunque oggi
ritorna a volere fare l'imprenditrice sui servizi pubblici.
Presidente, non ho capito se la fideiussione c'è, se era legittimo
farla perché se cadono questi due principi la Regione non poteva
garantire con quella fideiussione la concorrenza di questa società.
Questa è la domanda a cui, sinceramente, non ho ancora risposta.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, veda il
dibattito di stasera ha una duplice prospettiva. Mi sarei aspettato
che il Governo, non tanto il Presidente, quanto l'assessore Armao
venendo in quest'Aula, e questa è la prima prospettiva, chiedesse
scusa al Parlamento nella sua interezza perché in data 4 ottobre
dichiarò in Commissione Bilancio che non c'era alcuna garanzia.
Mi sarei aspettato che a fronte della richiesta dell'ultimo dei
deputati, dell'ultimo dei peones di quest'Aula, cioè il
sottoscritto, che si rivolge all'assessore per l'economia e al
ragioniere generale per avere copia di una - fino ad allora
presunta -, stasera apprendiamo che c'è una contro-garanzia come è
stata definita, presunto atto di fideiussione di garanzia, mi si
rispondesse che la Regione avrebbe potuto darmi questi atti, previo
consenso del privato.
Io ho rispetto del Parlamento, della mia funzione e sono ancora in
attesa delle scuse doverose per il Parlamento tutto. Non siamo
privati cittadini che possono fare ricorso al TAR, noi siamo stati
indicati, eletti dal popolo siciliano, rappresentiamo tutto il
popolo siciliano e abbiamo il dovere di intervenire ogni qualvolta
qualcosa sulle procedure non ci convince, perché questo è proprio
dell'attività ispettiva di ogni parlamentare.
Che cosa non ci convince? E passiamo alla seconda prospettiva.
Devo dare atto che il Presidente della Regione dichiarò, proprio
il giorno in cui si discusse per la prima volta: c'è un atto di
garanzia, c'è una fideiussione diceva allora su La Repubblica ,
di 37 milioni dando le sue motivazioni.
Politicamente può essere condiviso o non condiviso, ripeto, ma la
legittimità degli atti, più volte richiamata in quest'Aula ed io lo
voglio più volte richiamare, questo profilo della legittimità
perché si è preteso da parte di molti un Governo tecnico in quanto
i tecnici sono quelli, onorevole Musotto, che più di altri
conoscono le leggi, conoscono le procedure e possono garantire
quella trasparenza di massima che è richiesta all'istituzione e, in
particolar modo, nella fattispecie, all'istituzione Regione.
L'assessore per l'economia, nella sua brevissima relazione, ha
detto che la Regione, attraverso una partecipazione ad evidenza
pubblica - ora andiamo a vedere i resoconti, lo ha dichiarato
adesso - ha fatto una manifestazione di interessi, cioè si è
rivolto pubblicamente alla Sicilia, all'Italia e perché no,
all'Europa, trattandosi di un'operazione; si parlava di 100 milioni
di debiti, di 70 milioni di debiti, si rivolgeva all'Europa. E sul
principio della trasparenza, della massima pubblicità, alla fine,
esce fuori che nella costituzione di questa nuova società
partecipata dalla Regione siciliana intervengono privati.
Io, alla fine, assessore Armao, le carte le ho avute, le ho avute
con i miei canali, disattendendo probabilmente le sue indicazioni
della famosa circolare che lei non ha voluto revocare, offensiva
per i parlamentari. E ora mi spiego il perché allora mi sono stati
negati i documenti: quella procedura ad evidenza pubblica da lei
adesso sbandierata, evidenziata, sottolineata, parte con una
deliberazione di Giunta del 9 febbraio 2010 la quale dice: La
Regione intende pubblicare apposita manifestazione di interesse al
fine di acquisire le proposte provenienti da soggetti legittimati a
parteciparvi e aggiunge: che la partecipazione della Regione
siciliana sia minoritaria .
Ci saremmo aspettati una procedura ad evidenza pubblica -
onorevole Musotto, mi rivolgo a lei quale uomo di grandissima
esperienza -, una procedura alla quale fosse stata data ampia
manifestazione di pubblicità. E, allora, ho il secondo atto nel
quale si prende atto di questa manifestazione di interessi e leggo:
Deliberazione n. 48 del 15 febbraio 2010 , pensavo di avere
sbagliato, pensavo 2011, considerate quanto sono lunghe le
procedure; no, siamo a distanza di 6 giorni, complimenti Assessore.
ARMAO, assessore per l economia. Non ero assessore a quell'epoca.
ARDIZZONE. Complimenti Assessore in questo momento, perché lei
avrebbe dovuto vedere le carte, quantomeno c'è il potere in
autotutela, come lei mi insegna da bravo amministrativista, in
autotutela di revocare determinati atti. Cioè a distanza di 6
giorni si conclude una procedura nella quale si manifesta
l'interesse della Regione siciliana e si chiede ai privati di
intervenire. E sapete dove viene pubblicato? No, onorevole
Beninati, non come pensa lei sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana e neanche quella Europea, si figuri, viene pubblicato sul
sito dell'Assessorato all'Economia. E per metterci la coscienza a
posto con noi stessi viene pubblicato pure l'11 febbraio sul Sole
24 Ore e sul Giornale di Sicilia. E ci sono questi privati, questa
che poi diventerà la Compagnia delle Isole, che manifesta
l'interesse: sono pronto . Perché non avremmo potuto avere la
società spagnola, la società portoghese, forse non avremmo avuto
bisogno neanche di una contro-garanzia, assessore Armao.
In quattro giorni si conclude la procedura e si individua questa
società, la Mediterranea Holding, che è partecipata dalla Regione
siciliana.
Ma che cosa si diceva nel bando, nella delibera di Giunta?
Si diceva che la partecipazione della Regione doveva essere
minoritaria.
Scopriamo adesso che la Regione non solo non è minoritaria, ma è
socio di maggioranza della Mediterranea Holding S.p.A. e che la
Mediterranea Holding S.p.A. è socio di maggioranza della Compagnia
delle Isole. Complimenti Lei ha continuato a parlare adesso di
contro-garanzia.
Io ho violato la sua circolare, ho qua, assessore Armao, quello
che lei non mi ha voluto consegnare - né lei, né i suoi uffici - e
lei mi disse: no, è una semplice lettera di patronage . Lei bravo,
io ho dovuto studiare cosa fosse questo patronage e ho studiato
approfonditamente.
Cari onorevoli, non è né una lettera di patronage né una contro-
garanzia, fino adesso lei, assessore Armao, continua ad insultare
questo Parlamento. E' una garanzia autonoma, che è cosa ben diversa
dalla lettera di patronage e dalla contro-garanzia.
Oggetto: garanzia autonoma. Il beneficiario è la Compagnia delle
Isole, il garante è la Regione siciliana e viene rilasciata in
favore della Unicredit.
Avvocato Armao, tra le clausole di quest'atto di garanzia c'è
scritto - guardi anche l'ultimo dei praticanti di uno studio
legale, a tutela delle ragioni avrebbe evitato alcune clausole - è
escluso il beneficio della preventiva escussione del beneficiario ,
cioè della Compagnia delle Isole. La banca, qualunque cosa succeda
è garantita per 40 milioni di euro. Pure se si dovesse bloccare la
procedura - come purtroppo sono convinto, per tutto quello che
avete messo in piedi, che questa procedura verrà bloccata - la
Regione siciliana corrisponderà o risponderà, meglio, con i propri
soldi.
Assessore, lei mi dice che non è alcun esborso concreto ed
immediato. Ma perché quando mai una fideiussione è un esborso
immediato e concreto? Non ho capito, che vuol dire? Con la
fideiussione io ho i soldi, 40 milioni di euro e li metto? E' una
garanzia - e mi dispiace per tutti i consulenti che avete alla
Regione siciliana, mi riferisco proprio a lei, non al Presidente
Lombardo - perché posso comprendere politicamente l'operazione, la
potrei pure sposare, ma sulla legittimità degli atti non si
scherza. Appunto, mi rivolgo a lei e non al Presidente Lombardo,
perché fa un'operazione politicamente che poteva non avere
importanza se fosse questa o un'altra compagnia, aveva l'interesse
a mettere in piedi un soggetto che continuasse ad assicurare il
trasporto da e per le Isole.
Assessore, è così difficile? Pare quasi ci sia un problema
politico, ma questo non è assolutamente vero, ripeto, è un problema
sul rispetto e sulla legittimità degli atti. Noi invochiamo in
questa Aula trasparenza - che è stata più volte violata - e mi
dispiace che sia assente l'assessore Chinnici. Quando è stato
negato al sottoscritto l'accesso agli atti, è stato insultato
questo Parlamento, quando lei ha detto che non c'era nessuna
garanzia, e continua ad essere insultato questa sera quando lei mi
parla di contro-garanzia, mentre c'è una garanzia autonoma.
Le conseguenze le tragga lei, assessore, io sono stanco, ma sono
stanco per il rispetto che è dovuto non tanto alla mia persona -
ripeto - perché sono l'ultimo dei parlamentari, ma per rispetto a
questa Aula, tanto bistrattata. Sino a ieri sera lo abbiamo visto
in una trasmissione.
Ma noi dobbiamo ridare dignità alle istituzioni, con i nostri
comportamenti dobbiamo essere i primi a sapere e a dovere
rispettare le procedure, a garanzia di tutti; e dico di più, che se
la Regione avesse veramente voluto privatizzare, non doveva dare la
sua disponibilità in favore di nessuno, né della Compagnia delle
Isole dell'onorevole Lauro, né del Gruppo Ustica Lines, o Franza,
perché non è una partecipazione fra due soggetti privati, è una
partecipazione fra una istituzione pubblica e dei soggetti privati
e l'istituzione pubblica ha il dovere di riferire tutto quello che
è successo, dalla prima all'ultima virgola.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà molte
delle cose che avrei voluto dire le hanno già dette i colleghi che
mi hanno preceduto. Alcune precisazioni ritengo che vadano
sottolineate maggiormente, soprattutto per delineare la genesi di
quella che è la storia di cui oggi parliamo, che magari non tutti
conoscono e che ha radici profonde, nel senso che stiamo parlando
già di quasi quattro anni di attività che questo Governo regionale
ha intrapreso nella gestione di questo tema, che riguarda la
Siremar, che peraltro personalmente conosco molto bene.
Devo dire che la scelta che originariamente non comprendo, che
continuo a non comprendere e che purtroppo è stato motivo di mie
ripetute lamentele nei confronti del Governo della Regione, è stata
la prima opzione, cioè quella di non voler accettare l'importante
opportunità che veniva data dal Governo nazionale alle Regioni che
si occupavano di trasporto pubblico locale marittimo - in questo
caso la Sicilia con la Siremar - di acquisire gratuitamente
l'intero pacchetto azionario della società Siremar: ricordo che
l'intero pacchetto azionario Tirrenia, più le quattro consorelle,
Siremar, Saremar, Toremar e Caremar, ha subito una sorte pressochè
identica, fatta eccezione per la Sicilia.
Mi spiego meglio, per coloro che non conoscessero la storia, e
vorrei ricordare anche a chi ci ascolta le ragioni per le quali noi
del PID dissentiamo rispetto a quella che è stata una scelta che
oggi non comprendo.
Qual è la ragione per la quale una società che gestisce il
trasporto pubblico locale principale con le isole minori, che
poteva essere oggetto di una cessione gratuita da parte dello
Stato, debba oggi essere invece acquistata per ben 69 milioni di
euro?
Non comprendo la ragione per la quale tutte le altre regioni, la
Toscana, la Sardegna e la Campania, abbiano invece accettato
l'opzione, procedendo poi, attraverso il decreto 135 del 2009, alla
privatizzazione, così come la legge imponeva.
In Sicilia tutto è successo in maniera assolutamente difforme da
quello che è succede nel resto d'Italia. Non è la prima volta, però
io mi stupisco ancora
E' successo che in una prima fase, non volendo opzionare la
possibilità di avere gratuitamente qualcosa, abbiamo deciso di
acquistarla; con quali soldi? Beh, questo è un dilemma sul quale
oggi continuiamo a discutere.
Peraltro la proposta della Regione, che con delibera di Giunta
stabilì di volere nel proprio programma addirittura non soltanto
acquistare la Siremar, ma addirittura tutto il pacchetto Tirrenia e
Siremar, che era residuato dalla cessione gratuita del resto delle
società è diventata oggetto della programmazione di questo Governo,
seppur non avvalorata da nessuna decisione in termini numerici
perché più volte, durante le finanziarie degli anni scorsi, mi sono
domandata con quali capitoli di spesa e con quali risorse si
facesse fronte all'ipotesi di acquisto del pacchetto Tirrenia-
Siremar. Per questo è stata costituita una società, di cui parlava
prima il collega Beninati, la Mediterranea Holding, che aveva come
obiettivo quello di acquisire Tirrenia e Siremar.
Vorrei anche dire che ci lasciano estremamente perplesse le
modalità di reclutamento delle società private che avrebbero
composto la compagine della Mediterranea Holding che, peraltro,
aveva come ragione d'esistere quella di partecipare ad una gara che
non aveva come oggetto l'acquisizione della Siremar, ma della
Tirrenia e Siremar, quindi una modalità assolutamente diversa
rispetto a quella che è stata poi la gara finale che vedeva la
partecipazione di soggetti vari, anche in controtendenza rispetto a
quelle che erano state le dichiarazioni del Presidente della
Regione, il quale avrebbe dichiarato: vogliamo mettere dentro
siciliani perché la flotta pubblica siciliana possa ritornare a
splendere così come la vecchia storia dei Florio'; ed invece
all'interno di questa compagine di siciliano c'era ben poco, tranne
la Regione.
Ad ogni modo, la storia si evolve. Si arriva allo spacchettamento
di Tirrenia e Siremar e la Regione siciliana decide di competere
per l'acquisizione della sola Siremar e, per fare questo,
costituisce, insieme a soggetti privati, con una percentuale di
presenza maggioritaria, la Compagnia delle Isole. Ebbene, la
partecipazione a questa gara che, peraltro, avrebbe dovuto vedere
la sua conclusione il 15 settembre, inspiegabilmente, a quattro
giorni dalla definizione, viene bloccata e viene chiesta una
ulteriore polizza fidejussoria ai partecipanti.
Assessore Armao, lei poc'anzi ha detto che l'unico partecipante è
la Regione. Dagli atti che anch'io ho cercato di chiedere, secondo
quello che è il percorso che noi deputati abbiamo in carico nelle
nostre competenze, cioè l'accesso agli atti - anche a me negato -
ho avuto modo di poter apprezzare che esiste anche una valutazione
fatta da un broker di cui la Regione si è servito, precisamente la
accuracy, che addirittura compara le proposte. Il confronto delle
offerte presentate da parte di due compagnie, Società della
Navigazione siciliana e Compagnia delle Isole spa. Pertanto, è
assolutamente confutato ciò che lei ha poc'anzi dichiarato,
assessore Armao, ossia che la partecipazione sia avvenuta soltanto
da parte del soggetto Regione, perché così non è.
Ad ogni modo, ulteriormente rispetto a questo elemento, suona
alquanto strano, seppur legittimo, che a quattro giorni dalla
scadenza di una gara venga bloccato il tutto perché si richiedono
nuove e ulteriori garanzie. Garanzie che, guarda un po', arrivano
per la Compagnia delle Isole dal socio che in una prima fase non
era maggioritario e che il 28 giugno del 2011, quindi qualche mese
fa, è diventato maggioritario, con l'ingresso della Mediterranea
Holding di una componente maggiore della Regione, con una
ricapitalizzazione della società.
Tutto ciò ha fatto sì che una concorrenza che doveva avvenire in
maniera assolutamente trasparente, a mio avviso è stata
assolutamente viziata. Perché se il processo di privatizzazione -
lo dice la parola stessa - vuole che siano i soggetti privati a
concorrere e a fare la migliore offerta nell'acquisizione di un
ramo d'azienda, in questo caso della Siremar, è chiaro che l'avere
stipulato una fideiussione a tutti gli effetti, perché è una
garanzia autonoma, così mi è stato spiegato - non sono competente
in materia, ma mi sono documentata - rappresenta a tutti gli
effetti una garanzia in capo alla Regione che deve, in misura di
quaranta milioni di euro, essere pronta a versare immediatamente la
somma qualora il committente non sia in grado di far fronte. Io
ritengo che questo abbia fortemente viziato quella che era una gara
nella quale avrebbero dovuto competere, in maniera trasparente e
concorrenziale, una gara che avrebbe visto l'acquisizione di un
segmento così importante del nostro trasporto pubblico locale.
Assessore Armao, in occasione della discussione del DPEF in
Commissione Bilancio sono stata io a rivolgerle una domanda alla
quale lei ha dato risposta; e ci sono qui i verbali del 4 ottobre,
che voglio citare testualmente, seppure estremamente sintetici
nella trascrizione. A seguito della mia domanda, con la quale
chiedevo chiarimenti circa una ipotetica fideiussione di cui si
leggeva da organi di stampa, l'assessore Armao assicura che non è
intervenuta alcuna fideiussione da parte della Regione riguardo
all'acquisto della compagnia Siremar. Tutto questo è stato anche
ribadito in Aula, così abbiamo detto la volta scorsa, e il
presidente pro tempore, onorevole Oddo, si è reso garante delle
dichiarazioni dell'assessore Armao.
Bene, io rinnovo, insieme ai colleghi che mi hanno preceduto, il
rammarico ma anche l'indignazione rispetto al fatto che il ruolo
del deputato venga sminuito non soltanto dai media che, in questo
momento - a volte anche a ragione - attaccano chi ricopre i ruoli
di questi scranni, ma proprio all'interno di quest'Aula e,
soprattutto, da chi ricopre ruoli di governo; mi sembra veramente
inaccettabile sminuire e svilire il ruolo di chi rappresenta la
popolazione dei siciliani.
Io non credo che sia né rispettoso e, se mi permettete, neanche
morale affermare qualcosa in maniera così certa e sicura quando si
sa che quello che si dice non corrisponde al vero, perché gli atti
di cui, purtroppo, stiamo parlando non sono degli atti di cui ci
stiamo inventando i contenuti, perché si legge a chiare lettere che
si tratta di una polizza fidejussoria.
Peraltro, mi chiedo anche sull'opportunità politica di una
operazione di questa fattezza quando si coinvolge, all'interno di
una privatizzazione, un soggetto privato in cui la Regione ha il 66
per cento non si è forse falsato il senso della privatizzazione
stessa?
Se lo Stato ha ritenuto, così come la Comunità europea ha
indicato, di dover vendere ciò che prima veniva gestito dal
pubblico perché se ne occupassero i privati, qual è la logica per
cui, oggi, la Regione, soggetto pubblico che già finanzia il
servizio integrativo, invece, si sostituisca, partecipi e vinca una
gara in maniera abbastanza rocambolesca?
Io non comprendo la ragione e l'opportunità politica di questa
scelta, al di là della legittimità di cui ho parlato, perché credo
che, per gestire dei settori che possano avere una importanza
strategica nel nostro trasporto pubblico per il quale noi abbiamo
autonomia in quanto Regione a Statuto speciale, necessiti una
competenza precipua di chi quest'attività la conosce e la sa, al di
là di chi possono essere i vincitori.
Ritengo che questo tipo di scelta, così come per altro anche il
Governo stesso molte volte ha dichiarato, sia assolutamente in
contro tendenza perché se le esperienze che già la Regione ha fatto
in situazioni analoghe e mi riferisco alla T-Link, che è fallita in
maniera misera nella gestione di un servizio di trasporto merci, è
stata emblematica di una incapacità di gestione di un servizio
marittimo, non comprendo per quale ragione la Regione, oggi, si
cimenti nuovamente in una impresa dalla quale è probabile che
uscirà ben presto.
Allora, mi accingo a concludere dicendo che, innanzitutto, restano
oscure le ragioni per cui qualcosa che poteva essere gratis oggi
l'abbiamo acquistata, e a caro prezzo; non comprendo le ragioni per
le quali una società che vede la compresenza di pubblico e privato
debba avere una garanzia fidejussoria che la mette in una
condizione di essere non in concorrenza con gli altri in maniera
equa facendo da garante rispetto ad un privato, non soltanto per la
propria parte, e non comprendo le ragioni per le quali la Sicilia,
che oggi finanzia in ragione di 80 milioni di euro un servizio
integrativo alle Isole minori, abbia deciso di volere acquistare
un'altra società per 69 milioni di euro e, soprattutto, in virtù di
quale capitolo di bilancio possa aver fatto una scelta del genere
considerato che non ho mai letto né un rigo sul DPEF, sul Documento
programmatico del Governo, né sui testi del bilancio un solo
centesimo destinato a questa finalità.
Allora, io credo sia doveroso, nei confronti di questo Parlamento,
ristabilire innanzitutto la legittimità di quello che viene
affermato perché, a garanzia non soltanto dei parlamentari ma dei
siciliani, ciò che viene detto in quest'Aula non può essere messo
in discussione dall'indomani da dichiarazioni che smentiscono
quello che un assessore dice.
E, purtroppo, signor Presidente, questa è una cosa di cui noi non
possiamo non tenere conto perché è offensivo - ripeto - non
soltanto di noi come deputati, ma di tutti i siciliani. E, inoltre,
ritengo opportuno che, rispetto alla lettera che è stata
indirizzata all'onorevole Ardizzone, che peraltro a me è stata, in
qualche modo, esplicitata verbalmente, il non accesso agli atti non
garantisce la trasparenza né l'efficienza di un Governo.
Affinché un Governo possa essere effettivamente valutato bisogna
che la trasparenza sia, non soltanto esplicitata attraverso gli
organi di stampa, ma che sia garantita, quotidianamente, da chi
l'attività, seppure di opposizione, la fa in maniera legittima e in
maniera seria, mi posso anche permettere di dire.
Con queste considerazioni affido alla Presidenza il ruolo di
garanzia di quello che è stato rassegnato alle parole di
quest'Aula, perché credo che sia un modus operandi che non possa
essere assolutamente accettato né accettabile. Peraltro, ci
apprestiamo ad una sessione finanziaria che vedrà la presenza del
Governo, e io non mi vorrei ritrovare in Aula ad ascoltare
dichiarazioni che poi devono essere smentite dopo dieci minuti,
perché ciò sarebbe fortemente lesivo della nostra attività.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi addentro
sulle valutazioni di carattere tecnico che sono state oggetto dei
precedenti interventi. Però, su questi aspetti, vorrei far rilevare
alcuni profili, uno di carattere legittimo e quindi della
legittimità degli atti a cui questa Assemblea deve anche dare
attenzione, e uno di profilo istituzionale, che riguarda il senso
del rispetto della procedure, del perché noi dobbiamo e possiamo
essere messi nelle condizioni di esercitare un ruolo, una funzione,
oppure questa Presidenza debba essere annullata davanti ad una
posizione, a volte di forza, che non si giustifica, né dal punto di
vista del risultato né dal punto di vista degli obiettivi più
complessivi che si intendono raggiungere.
Poi, c'è un profilo che riguarda la dignità del parlamentare,
perché la possibilità di credere che ognuno di noi possa esercitare
un ruolo nel rispetto di regole, di comportamenti, ma anche di
reciproche posizioni dal punto di vista della dignità della persona
umana, è uno dei requisiti, uno degli elementi, che deve sempre
costantemente richiamare l'attenzione di chi questo rispetto non
intende portarlo avanti.
In un contesto complessivo in cui abbiamo una difficile situazione
economica noi, come Regione siciliana e come Commissione Bilancio,
abbiamo affrontato un problema che è stato quello del riordino
delle società e quindi della capacità di dimostrare che ci sia una
possibilità di un processo di razionalizzazione di un sistema, di
un sistema in cui le società, così come fino ad oggi hanno avuto
vita nella Regione siciliana, non hanno grande motivo di esistere.
Alcune vanno razionalizzate, ristrutturante, aggiustate, comunque
viene sottolineato un principio che è quello che il soggetto
pubblico, la Regione siciliana, non può essere un soggetto
imprenditore .
Quindi, se questo è uno dei problemi, sicuramente non può essere
la Regione un armatore .
Ma davanti a questo principio - e torno all'aspetto istituzionale
e alla difficoltà economico-finanziaria - ritengo che davanti ad
argomenti così importanti che investono la possibilità di scelte
strategiche, se acquisire, avventurarsi, addentrarsi in una
attività imprenditoriale di tale spessore e con tale impegno
finanziario, ci sia la necessità di rispettare metodi, procedure e,
perché no, ruolo istituzionale. Questo modo di procedere ha una
grave lacuna, perché le scelte vengono sottoposte anche agli organi
istituzionali. La Commissione Bilancio e il Parlamento, fino ad
oggi, non hanno avuto modo di poter dibattere, ed io dico che non
si può pensare ad una posizione unilaterale da parte del Governo
che, senza avere presentato un piano industriale, senza avere
presentato una reale capacità di dimostrare, e quindi una reale
consapevolezza di quella che è per tutti noi la prospettiva, lo
scenario di una realtà che determina un impegno, non solo
finanziario per quello che è l'entità dell'esborso di oggi, ma per
quella che è anche la gestione, l'attività in cui nel soggetto
giuridico la responsabilità di maggioranza è della società.
Allora, signor Presidente, abbiamo chiesto di dedicare una seduta
in cui si possa discuta la questione IRFIS. Un piano industriale
non fu neanche presentato per la dismissione dell'IRFIS, per la
trasformazione di questo soggetto, e se forse se avessimo investito
i 69 milioni di euro in quella direzione, andando a recuperare e a
rilevare la quota che Unicredit dismetteva, probabilmente oggi
potevamo avere questo soggetto giuridico, questa banca, anziché
averla ceduta come ramo di azienda e come licenza bancaria a
Unicredit.
Forse oggi, in un momento di difficoltà finanziaria, potevamo
avere un soggetto che pensasse alle politiche di credito, dove la
micro impresa continua a morire, dove sembra che ognuno recita a
soggetto e c'è un governo che intende procedere secondo alcuni
canoni, trascurando quelle che sono le sollecitazioni sulle quali
va fatta una valutazione, magari respingendoli dopo, ma non come in
questo caso respingendoli preventivamente, o ancor meglio non dando
neppure la possibilità di discuterne, di avviare un dibattito. Non
si può operare in maniera unilaterale, decidendo che questa è una
scelta che forse viene portata avanti con determinazione, o forse
sarebbe meglio dire con arroganza, perché davanti a queste scelte
il rischio di danno erariale, che sicuramente può essere anche una
delle ipotesi che vede questa nostra realtà, è un momento che deve
ancor più farci riflettere. Chiedo all'Assemblea e chiedo alla
Presidenza che si pongano in essere quelle iniziative che devono
servire a far capire a tutti che noi abbiamo senso di
responsabilità, l'Assemblea ha senso di responsabilità e intende
farlo valere, perché domani ci sia una chiara valutazione , davanti
ad un'azione del genere, io vedo più l'affermarsi di procedure che
si contraddistinguono per l'arroganza e non certamente per
l'interesse della Sicilia.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quest'Aula sempre
più nei dibattiti parlamentari si trasforma in aula di tribunale
utilizzando termini propri della legittimità degli atti, della
consapevolezza delle dichiarazioni, dimenticando che avendo un
ruolo parlamentare dobbiamo creare anche le condizioni affinché le
nostre iniziative possano garantire lo sviluppo del nostro
territorio.
Nessuno ha pensato, intervenendo, di ricordare cosa ha
rappresentato in questi anni la Siremar per la nostra Regione, cosa
ha rappresentato per le Isole minori una compagnia che di fatto,
nel bene e nel male, ha garantito dei collegamenti a volte
inefficienti con navi che non hanno sicuramente rappresentato le
aspettative dei siciliani e dei turisti che hanno viaggiato in
quelle imbarcazioni.
E oggi la Regione siciliana ponendo un problema che è un problema
prettamente finanziario dimentica di affrontare questo argomento
anche con chi ha la delega dei trasporti in Sicilia, per creare le
condizioni per potenziare le cosiddette autostrade del mare e
magari dare un impulso migliore nei collegamenti.
A me preoccupa il dato che negli anni abbiamo lavorato nei diversi
documenti di programmazione economica, ma anche nelle diverse
finanziarie alla possibilità di razionalizzare le società
regionali, facendo in modo di dismettere il ruolo imprenditrice
della Regione siciliana attivando le procedure ad esempio per
cedere le quote dell'Italkali o per cedere le quote del Banco di
Sicilia, una Regione che non riesce a dare garanzia per la
liquidazione degli ATO rifiuti.
Oggi, invece, si inserisce su un progetto che è sicuramente
ambizioso ed è un progetto importante per la Regione, se la Regione
riesce ad avere la capacità di intervenire e di dare serenità a chi
ha operato in quel settore e a chi nei mesi successivi avrà la
necessità di poter garantire giusti collegamenti.
Io penso che l'intuizione politica possa essere un'intuizione
interessante, ma ritengo che purtroppo la Regione siciliana, ancora
oggi, purtroppo non sia pronta per assolvere un ruolo così
importante. Anche nelle diverse partecipazioni che la Regione negli
anni ha avuto come società, come partecipazione di maggioranza, ha
poi determinato una concorrenza sleale rispetto agli altri
operatori e addirittura non è riuscita a garantire un ottimo
servizio.
Ed allora, le diverse attenzioni che gli onorevoli colleghi hanno
posto devono essere chiarite con grande urgenza perché non possiamo
permetterci né di creare un carrozzone che non funziona, né di
rimpiangere una struttura come quella che fu negli anni della
Siremar.
Per intervenire in un ambito così delicato, com'è quello dei
collegamenti per le Isole minori, com'è quello delle cosiddette
autostrade del mare , la Regione deve essere pronta con progetti
seri, credibili e trasparenti che possano, di fatto, determinare un
processo di crescita nelle opere infrastrutturali, ma soprattutto
anche la serenità di chi quotidianamente deve poter usufruire di
queste linee di collegamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, Assessori, anch'io come l'onorevole
Cimino non sono appassionato alle vicende giuridiche, ai percorsi
giuridici che hanno portato all'acquisizione della Siremar da parte
della compagnia delle Isole.
Io sono uno che è stato votato dagli elettori, a differenza del
Governo tecnico, non per fare politica ma per portare all'interno
del Parlamento le istanze della politica. E per portare all'interno
del Parlamento quelle che sono le perplessità dei siciliani in
merito alle tante iniziative o alle mancate iniziative da parte di
questo Governo, e segnatamente per quello che riguarda oggi la
delicatissima, preoccupante ed inquietante vicenda della Siremar.
Onorevole Ardizzone, oggi bisogna capire perché quello che ieri è
stato offerto gratis e rifiutato, oggi viene pagato.
Io non sono un economista - mia moglie dice che sono un pessimo
amministratore delle risorse di casa nostra - ma sono uno abituato
alle dinamiche politiche, anche alla concretezza della politica e
alle intuizioni della politica.
Quando ieri nel corso di una assemblea con imprenditori e
amministratori, convocata per affrontare la crisi economica del
territorio, un sindaco mi chiede: secondo te, se tu oggi paghi per
quello che ieri ti veniva offerto gratis, quali sono le
motivazioni .
Questo deve essere il Governo a dirlo, perché oggi facciamo
un'operazione che nel convincimento generale fa pensare a qualcuno
che ha perso il lume della ragione o che è un pessimo
amministratore delle cose della Sicilia e dei destini dei
siciliani.
Io giudico dai fatti, un Governo che in questo momento non riesce
a gestire le partecipate della sua Regione, dove regna il caos più
assoluto...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di prendere posto.
CAPUTO. Non volevo distrarre il Presidente della Regione dal
colloquio con l'azionista di maggioranza esterno di questo Governo,
che è l'onorevole Lupo. Lo so che lei, Presidente, sente bene, fin
troppo, ma mi sembrava una questione di stile consentirle di
ascoltare, da parte mia naturalmente.
Dicevo di un Governo che ancora non riesce a mettere ordine nel
caos delle partecipate, dove ancora oggi ci sono delle zone d'ombra
all'interno nelle partecipate regionali; un Governo che ha delle
grandi difficoltà economiche, perché se è vero come è vero che
l'assessore Armao ha dichiarato che ormai non ci sono più soldi per
nessuno, che la Regione è arrivata ad una situazione di totale
paralisi da punto di vista economico, che non gode neanche della
fiducia - e questo è l'aspetto particolare - come se fosse l'ultimo
dei cattivi pagatori, come quelli inseriti nella black list perché
hanno i protesti, quando un Governo di questa Regione non gode
della fiducia degli Istituti bancari che si rifiutano di
partecipare, per la terza volta, alla gara per la gestione dei
rifiuti in Sicilia; mi chiedo e vorrei capire, di fronte a questo
grande disordine imprenditoriale della Regione siciliana e di
questo Governo di tecnici, come mai il Governo di questa Regione
entra pesantemente nel pacchetto azionario della gestione di una
consocietà di trasporti.
Personalmente, lo giudico un atto irresponsabile che va contro gli
interessi della Sicilia perché, caro Presidente, quando lei
dichiara, nel corso di una intervista, che questa operazione non
comporta né oneri né costi per la Regione, mi chiedo in base a
quale piano industriale lei può garantirci che domani la già
disastrata Regione siciliana, sotto l'aspetto della gestione
economica di questo Governo, con questa operazione non avrà un
danno economico per le casse e per i siciliani.
Noi non ci preoccupiamo del suo Governo, perché sappiamo che è un
Governo a termine, che ha avviato la parabola discendente, che ogni
giorno che passa è un giorno in meno per la fortuna dei siciliani e
un giorno in più che si avvicina alle tante agognate elezioni, dove
daremo di nuovo la parola agli elettori e dove quelli che oggi
chiamano maggioranza, perché hanno perduto le elezioni e hanno
fatto le operazioni di ribaltone, torneranno ad essere minoranza
nuovamente dal punto di vista elettorale, mi chiedo in base a quale
interesse state coinvolgendo la nostra Regione in una operazione a
rischio, una operazione ad altissimo rischio e mi auguro che almeno
la Corte dei Conti vada a mettere la lente di ingrandimento su
questa vicenda che è allarmante e mi auguro che anche di questo ne
renderete conto ai siciliani dal punto di vista politico, perché le
posso anticipare che il PDL non concluderà la sua attenzione verso
questa operazione con il dibattito d'Aula, ci attiveremo per andare
fino in fondo in questa vicenda e per capire quali siano le
motivazioni che hanno indotto la Regione a comprare oggi quello che
ieri ci veniva offerto gratis.
Quindi, Presidente, ritengo che questa operazione vada fermata, ci
sarà pure un modo perché questa operazione, che definisco
irresponsabile, incomprensibile venga fermata.
La Regione pensi ad amministrare quello che non riesce ad
amministrare, pensi a spendere i fondi comunitari che non riesce a
spendere, non si imbarchi in soluzioni imprenditoriali che ci
comporteranno tanti ricorsi, tante parcelle milionarie alla
Massinelli', tanti contenziosi, tanti buchi da ripianare e ancora
una Regione che non riesce ad uscire dalla gestione delle cave e
delle miniere e che oggi vuole avviare un percorso imprenditoriale
che l'ha già vista fallimentare sotto l'aspetto gestionale della
politica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Corona. Ne ha
facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo argomento senza avere richiesto alcuna carta all'assessore
Armao perché ritengo che un parlamentare all'interno di questa
Istituzione deve svolgere il suo intervento sul piano politico e,
quindi, mi limito a svolgere alcune considerazioni sulle scelte
di questo IV Governo Lombardo, cosiddetto tecnico, e a fare alcune
domande.
Credo che l'accoppiata Armao-Lombardo' e, quindi, tutto il
Governo abbia valutato attentamente la questione e nel momento in
cui ha fatto qualche conto ha deciso di investire e di fare una
scelta imprenditoriale nell'interesse certamente della Regione e,
soprattutto, pensando di fare un buon affare. Di questo avremo
presto una verifica, perché è chiaro che non solo il Presidente
della Regione deve cercare di fare un buon affare nell'interesse
della Regione che amministra, ma soprattutto deve pensare che
attraverso questo affare si deve migliorare i servizi verso le
Isole minori.
E' risaputo, Presidente, che sono tante le isole minori di questa
Regione, che sono tanti gli abitanti che hanno scelto di vivere in
queste isole, però il Governo spesso si dimentica di queste
marginalità. Non a caso in questi giorni ci siamo occupati di un
altro argomento, in questo caso portato avanti dall'assessore
Massimo Russo, che ha deciso, attraverso il suo piano di
ridimensionamento dei punti nascita, di non dare la possibilità a
queste isole - e in modo particolare all'ospedale di Lipari e
all'ospedale di Pantelleria - di poter fare partorire le puerpere
in quelle isole all'interno di quei due ospedali.
Questa è certo una disattenzione nei confronti di queste
marginalità e sia chiaro che l'assessore per la salute, nel fare le
sue scelte, ha fatto delle deroghe alle scelte concordate con il
Ministro della Sanità nella conferenza Stato-Regione e su queste
scelte vogliamo intervenire, così come vogliamo dire la nostra
anche su questa scelta, Presidente Lombardo.
E' chiaro che se abbiamo Isole - come nel caso dell'arcipelago
delle Eolie - considerate patrimonio dell'umanità da parte
dell'UNESCO e andiamo a ridurre via via i servizi agli abitanti di
quelle isole, ma, soprattutto, in direzione dei forti flussi
turistici che arrivano in quelle isole, specialmente nel periodo
estivo, è chiaro che non facciamo la nostra buona scelta e la
nostra parte di responsabili istituzionali del Parlamento e,
soprattutto, di un Governo che predica bene e razzola male.
E' risaputo, Presidente Lombardo, che lei ha sempre fatto
dichiarazioni che questa Regione, che questo suo Governo deve
abbandonare le partecipate, le azioni delle aziende partecipate.
E' chiaro che questa scelta contrasta con quanto lei dice da
parecchi mesi, ora da parecchi anni e, quindi, ci deve dare una
giustificazione del perché lei ha scelto, assieme all'assessore
Armao, di diventare imprenditore e di fare questo affare in maniera
molto, ma molto chiara.
Sappiamo che gli abitanti di queste Isole chiedono una sola cosa e
noi siamo qui, appunto, per difendere le loro ragioni, per
difendere le loro aspettative che sono quelle di avere
eventualmente da chicchessia, sia da società pubbliche che private,
servizi adeguati per la loro mobilità, per dare la possibilità, ai
tanti abitanti di queste Isole minori, di potere raggiungere la
terra ferma per i loro bisogni, i loro affari e per assicurare
queste prospettive.
Sappiamo benissimo che la scelta da voi fatta non è una scelta
eccezionale, ormai avete dato un orientamento che è quello di
riscoprire un vecchio sogno quello della cosiddetta Flotta Laura
che ormai è una azienda che non esiste più per strutture e
infrastrutture da mettere a servizio di un'attività di questo
genere.
E' chiaro che si deve capire perché si è fatta questa scelta,
perché i cittadini di Lipari devono sapere che questo Governo
intende diventare imprenditore di se stesso ed abbandonare il ruolo
più congeniale che è quello di fare i controlli per verificare che
i privati o le aziende, che devono assicurare dei servizi, lo
facciano fino in fondo rispettando gli impegni con i cittadini e,
soprattutto, con i rappresentanti di quei cittadini, con le
amministrazioni delle Isole minori.
Signor Presidente, credo che in quest'Aula noi dobbiamo riscoprire
il gusto di fare politica nell'interesse della collettività, se
abbiamo fatto queste scelte devono essere scelte consequenziali a
dare risposte più confacenti alle aspettative e ai bisogni dei
cittadini delle Isole minori.
Su questo si deve potere ragionare, aldilà del fatto che questo
Governo si assumerà tutte le responsabilità di questa scelta in
tutte le sedi e sono convinto che lo farà, ma deve qui spiegarci
perché c'è l'inversione a 360 gradi del proprio indirizzo politico,
ossia di uscire fuori dalle aziende partecipate ed in questo caso,
invece, costituisce una nuova azienda e partecipa come socio di
maggioranza. Quello che non si capisce è questo ed aspettiamo che
il Governo ci dica che attraverso questa scelta la Regione avrà
fatto un buon affare in termini economici e, soprattutto, si
impegna a dare migliori servizi ai cittadini delle Isole minori.
Su questo vogliamo sentire il Presidente Lombardo che è qui
stasera per difendere questa scelta e per non giustificarsi di
fronte al Parlamento, ma per portare avanti un progetto
imprenditoriale che nessuno gli ha chiesto.
Tutti noi parlamentari gli chiediamo, invece, di governare
nell'interesse della nostra Regione e soprattutto per dare risposte
concrete alla collettività.
Su questo intendo sentire il Presidente Lombardo e sono sicuro
che, anche in questa occasione, non farà un discorso campato in
aria, ma un discorso che sarà poi giudicato come un discorso di
circostanza, con delle bugie che appariranno il giorno dopo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo
tanto sul merito della vicenda che è stato ampiamente spiegato dai
colleghi che si sono dedicati a studiare le carte in merito,
intervengo perché dopo aver ascoltato anche le denunce che sono
emerse dall'intervento dei colleghi sulla base di documentazione
esibita in Aula, mi pongo anche un problema di legittimità degli
atti e dell'incedere di questo Governo, mi pongo un problema di
legittimità e di trasparenza in tutto ciò che questo Governo va
emettendo come atti da molto tempo a questa parte.
Ciò che più mi ha sorpreso non è il fatto che una serie di
colleghi abbiano denunciato le gravi, gravissime illegittimità, ciò
che mi ha sorpreso di più è che il PD, la Sinistra, che è stata
costantemente portatrice di regole, portatrice di una percorso in
politica che non poteva prescindere dal rispetto delle leggi e
della trasparenza, è da due ore che interveniamo in questo
dibattito d'Aula ed assistiamo al disinteresse totale da parte del
PD rispetto alle accuse gravissime ed alle violazioni denunciate in
Aula.
Personalmente, mi meraviglio e mi preoccupo molto di questo
atteggiamento mutato da parte del PD, come si può rimanere
indifferenti rispetto alla documentazione che è stata esibita in
Aula, come si può rimanere indifferenti di fronte al fatto che un
Governo che è in ritardo su tutto, che è l'ultimo per la spesa e
l'utilizzo dei Fondi europei, che ha portato al disastro sui
rifiuti, al disastro sulla formazione, al disastro sulla
burocrazia, al non utilizzo dei Fondi europei, in quattro giorni
porta avanti una procedura di evidenza pubblica senza neppure
andare a pubblicare gli atti sulla Gazzetta ufficiale
Come può un PD, rispettoso delle regole, accettare il fatto che un
Governo, sostenuto da questo PD, arriva in Aula e mente sapendo di
mentire, sbugiardato dai documenti e dagli atti esibiti in Aula
Come può un PD, portatore di quella storia di rispetto delle regole
e di trasparenza, continuare a pensare di poter rivolgersi ai
propri elettori
Non deve meravigliare che lo stesso PD, nonostante la crisi che
attanaglia tutto il mondo e, quindi, tutti i governanti poi alle
elezioni regionali di qualche giorno fa si è ridotto a percentuali
- oserei dire - da prefisso telefonico, si è ridotto a competere
con le liste fai da te .
Non mi meraviglio se il PD è questo PD, mi preoccupo, perché
allora capisco la voglia di fare il ribaltone a tutti i costi,
capisco perché parlano di governo tecnico anche a livello
nazionale, capisco la fretta di non passare dagli elettori, capisco
perché non si vuole rendere conto e capisco pure l'indifferenza ad
un dibattito come questo, perché si è rinunciato ai propri valori,
si è rinunciato alla propria storia, si è rinunciato a
rappresentare quell'elettorato che pure aveva ed ha bisogno di
essere rappresentato, perché io che faccio parte di una famiglia
politica contrapposta al PCI prima, al PDS e al PD ora, ma ho
rispetto di quell'elettorato, perché ho rispetto di un elettorato
politico che ha bisogno di risposte politiche e che non può
tollerare che in un dibattito come questo il PD non prenda parte.
E voglio anche dire al Presidente dell'Assemblea che ha fatto bene
e la ringrazio se siamo arrivati ad avere questo dibattito oggi in
Aula, ma vorrei chiederle di intervenire affinché non si verifichi
più che il Governo dia delle false comunicazioni ai parlamentari;
lei ha fatto bene ad intervenire una prima volta per il dibattito,
ma intervenga di nuovo perché non è accettabile che un parlamentare
venga svilito nella propria funzione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, signor assessore, intervengo non sulle
dichiarazioni del mio amico Santi Formica, ma avevo già chiesto
prima di intervenire ed intervengo perché dopo le dichiarazioni dei
colleghi che mi hanno preceduto - dichiarazioni che ritengo
gravissime per quello che è stato denunciato qui oggi in Aula - e
facente parte di un partito, che è il PD e che sostiene questa
grande maggioranza di questa coalizione, ho il dovere di chiedere
all'Assessore ed al Presidente che si faccia chiarezza su questa
vicenda, si faccia chiarezza sulle gravità che sono state
dichiarate qui in Aula dall'onorevole Beninati, dall'onorevole
Ardizzone, dall'onorevole Caputo e da tutti gli altri.
Qui è stato dichiarato che sono stati commessi degli atti
illegittimi da parte del Governo regionale e siccome credo che non
si tratti più di una questione di maggioranza o di opposizione, qui
si tratta di avere la trasparenza, di avere la legalità, di mettere
in luce gli atti così come sono stati effettuati, che fa parte del
nostro DNA, fa parte del DNA del Partito Democratico che sostiene
questa coalizione - e la difendo con orgoglio - e proprio per
questo ritengo che bisogna fare luce su questa benedetta
fideiussione, se c'è, se non c'è, se ha garantito anche una parte
dei privati con l'importo messo in garanzia, qual è l'atto che ha
autorizzato la Giunta alla copertura finanziaria di dare garanzie e
fideiussione, perché se non c'è nella programmazione, non c'è nel
bilancio preventivo, deve essere autorizzata con una legge
successiva, che non è stata fatta.
Quindi ritengo che queste dichiarazioni e questi interrogativi
che oggi sono stati posti in Aula sono gravissimi, ecco perché
chiedo al Governo e all'assessore al ramo che su questa vicenda
venga fatta chiarezza, senza aspettare che questa vicenda comporti,
se è vero che c'è un ricorso già presentato dall'altra compagnia,
un rallentamento di quelli che sono i servizi ed i trasporti nelle
isole minori che affronteremo fra qualche mese, e gli unici a
pagare di questo disguido saranno i nostri cittadini siciliani, i
nostri cari siciliani che si vedranno un servizio confuso senza
sapere chi sarà la società che dovrà gestire questi trasporti e
quale sarà il loro futuro.
Quindi, pregherei sia il Presidente che l'assessore che questa
vicenda abbia un epilogo breve, brevissimo e che ci siano risposte
concrete da qui a qualche giorno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che le
mie conoscenze sono quelle lette nella stampa, quelle ascoltate in
Assemblea, non ho richiesto gli atti e non me li sono nemmeno
procurati e rispetto a tutto questo ho fatto una riflessione, più
che una riflessione, forse un sogno: se fossi stato Presidente
della Regione che cosa avrei fatto
Certamente, con questi interessi importantissimi, sotto il profilo
finanziario, sotto il profilo economico, sotto il profilo
occupazionale, me ne sarei interessato e lo avrei fatto
concretamente perché è chiaro che tre cantieri navali nella Sicilia
e una flotta importante di navi, migliaia di passeggere,
collegamenti con le isole minori, ma anche con l'Italia,
chiamiamola così, non sono appetibili, immagino, se c'è un
interesse privato, ritengo che se fossi stato Presidente della
Regione avrei cercato non solo di comprendere, ma anche di
intervenire così poi come è stato fatto da questa Regione, che non
è un intervento per giustificare le cose che ho sentito. Questo è
quello che ho pensato in queste ore.
Assessore Armao, lei il 9 e 15 febbraio 2010 era assessore
all'economia e, quindi, la situazione piuttosto che essere puntata
verso un soggetto, è puntata verso gli atti che sono stati formati,
perché io su questa storia pretendo solo, da parlamentare, che
nella replica del Governo venga confutato quello che è stato detto
da questo pulpito e da qui sono state dette cose molto chiare e
nette, nel senso che sono state dette tante bugie.
Vede, assessore Armao, la politica dice le bugie quasi ogni
giorno, ai tecnici non è consentito, ma non perché noi abbiamo la
licenza, nessuna licenza, anzi, per quelle bugie, dopo qualche
giorno, se vengono scoperte, gli elettori sanno come rivalersi su
chi le dice; a un tecnico non interessa né dirle né sostenerle
perché non c'è la motivazione e io ritengo, dato che non sto né
dall'una né dall'altra parte, che c'è una grande confusione dove
ognuno tira la giacca da qualche parte, una grande confusione sulla
chiarezza degli atti, una grande confusione anche su quanto
dichiarato dai miei colleghi, perché quando un parlamentare da
questo pulpito le dice che lei le carte non le dà e poi gliele
sbatte in faccia, non è neanche bello, per me, per questa
Assemblea, per gli uffici che lei dirige?
Io ho fatto il Sindaco di un piccolo Comune di questa Regione e,
quando c'erano degli atti che dovevano essere riservati in quanto
gli interessi erano importantissimi, sapevo a chi li facevo
custodire e, qualora succedeva quello che è successo oggi,
certamente, quella persona doveva rispondere non perché aveva fatto
qualcosa che non poteva fare, ma aveva violato quello che una
procedura amministrativa prevede.
I tanti decantati provvedimenti di trasparenza o di quant'altro
certamente ancora non regnano all'interno dei dipartimenti. Si deve
fare molto di più e si deve fare molto di più soprattutto quando
questi procedimenti amministrativi interessano interessi legittimi,
per carità, di grandi gruppi industriali di questa terra.
Allora, ascoltando le cose che sono state dette, se è vero quello
che dicono i miei colleghi, Assessore lei, con grande serietà come
ha fatto fino ad oggi - dato che non l'ha detto nessuno, non
capisco perché, forse tocca a me dirlo perché parlo da ultimo -
faccia un passo indietro se è vero; se, invece, lei può confutare
quello che hanno detto i miei colleghi, allora, io ritengo che la
situazione diventa grave, molto grave, molto ma molto grave. Spero
che lei non possa confutare quello che è stato detto in quest'Aula,
che i miei colleghi hanno portato qui, in Parlamento, non solo gli
atti, ma tutto quello che non doveva essere fatto.
Se nella sua replica, invece, mi convincerà del contrario,
Presidente, ci sarà modo anche nella qualità di presidente della
Commissione Trasporti andare fino in fondo su questa vicenda,
perché a naso, a volte le cose anche se non si studiano, ritengo
che a naso, piuttosto che di procedimenti amministrativi, qui si
tratta di un grande interesse legittimo per questa terra. E
rispetto a questo grande interesse legittimo - lo ripeto -
economico, finanziario, occupazionale, tutto quello che si vuole
mettere in campo, allora tutte le orecchie devono essere
attentissime.
Se c'è stato un errore, l'Assessore, certamente per le cose dette
in autotutela rifarà tutta la procedura, rivedrà le cose come
devono essere fatte, anche perché mi giunge voce, da quello che ho
sentito, che già sono state informate sia la Corte dei conti, sia
l'autorità per la gestione di queste problematiche e, rispetto a
questo, è chiaro che prima che si pronuncino la Regione non può
fare una brutta figura.
Lo ripeto, in ogni caso se tutto questo, invece, è confutato,
allora, Presidente dell'Assemblea significa che dobbiamo seriamente
affrontare questo argomento ma in una maniera molto ma molto meno
approssimativa di come abbiamo fatto oggi.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sono state dette tante cose su questo tema e vorrei
scindere i profili attinenti alle comunicazioni fatte da me da
quelle riguardanti l'oggettività dello svolgimento degli atti e
delle procedure.
Per quanto riguarda le comunicazioni da me fatte in Commissione,
le mie comunicazioni sono state fatte il 4 ottobre. Io in quella
sede, chi mi conosce sa che non mi nascondo dietro false
affermazioni sia per rispetto alle persone, a fortiori se sono
posto nell'ambito di un Organo parlamentare al quale è dovuto il
rispetto non solo delle persone che è massimo, ma anche delle
istituzioni che esse rappresentano, sarebbe assurdo riferire fatti
non veri o comportamenti che non corrispondono a fatti veritieri.
In quel giorno, il 4 ottobre, oggettivamente io non ero a
conoscenza di una garanzia, tant'è che in modo assolutamente
lineare, corretto, ho detto di questa mia non conoscenza, e visto
che taluni deputati si sono forniti, sono riusciti ad acquisire
gli atti, atti non segreti ma mi dice l'Ufficio ..
ARDIZZONE. Li ha secretati lei Non insista su questo punto
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole Ardizzone, la prego, io
non ho fatto alcuna secretazione, come non ho potuto fare alcuna
pubblicazione poiché gli atti sono formati dalla Direzione della
Ragioneria generale e, per procedimento amministrativo, chi può
ammettere gli accessi agli atti o chi non può ammetterlo è colui
che forma l'atto. Io non mi nascondo, come è noto, dietro un dito
Se avessi formato l'atto io avrei saputo se ammetterlo all'accesso
o non ammetterlo e me ne sarei assunto la responsabilità.
Conseguentemente, per quanto investito della responsabilità
dell'Assessorato, non posso entrare su valutazioni che il dirigente
della Ragioneria generale fa in ordine all'ammissibilità o non
ammissibilità dell'accesso. Non è atto che ha formato l'Assessore o
il mio Gabinetto, ma è atto di pertinenza esclusiva della
Ragioneria Generale.
Quindi, su questo il Ragioniere ha ritenuto, nella sua
discrezionalità, di non assentire l'accesso immediato perché, e su
questo - onorevole Ardizzone, io credo che possiamo richiamare un
colloquio telefonico che abbiamo fatto, dove ella ha richiamato le
mie, come da lei richiamato superficiali conoscenze di diritto
e su questo mi riservo in sede privata di replicare - su questo le
devo dire che io le ho ricordato una norma, che io ricordo, sul
procedimento amministrativo che prevede che quando il diritto di
accesso inerisce posizioni giuridiche soggettive di altre persone,
giuridiche o persone private, si può sospendere per un periodo
illimitato fino a quando questi manifestino la loro posizione in
ordine all'accesso avuto riguardo ai particolari interessi
coinvolti.
Questo è stato un intervento che le ho fatto a titolo personale
perché lei ha coinvolto la mia personale competenza e non
riguardava in alcun modo la ingerenza che io posso avere sulla
decisione di ammettere o non ammettere l'accesso che è di esclusiva
competenza del Dirigente generale.
In questo senso, la decisione di assumere la contro-garanzia è
stata assunta giorno 7, come dall'atto di cui lei dispone, e io
giorno 7 l'ho conosciuto. Su questo mi dispiace che possa essere
sembrato ..
ARDIZZONE. E' del 3 agosto 2011.
ARMAO, assessore per l'economia. Io ho avuto conoscenza di questo
atto giorno 7, come è noto, ripeto - e pregherei di non insistere
in questo senso - per la mia conoscenza con molti di voi sapete
che passo per una assoluta linearità di comportamento. Laddove
avessi conosciuto questo ultimo atto non avrei avuto in nessun modo
nessun problema a ritenerlo, tant'è che il giorno 7 ho preso atto
della decisione, che - ripeto - è di competenza dirigenziale, di
ritenere ammissibile il ricorso alla contro-garanzia. Quindi, non
ho avuto alcun motivo, né avrei avuto alcun motivo, né ho avuto mai
alcun motivo di disconoscere un atto di cui devo comunque per
responsabilità politica riferire al Parlamento. Quindi, non è mio
costume nascondermi dietro false verità. In questo senso, credo di
poter passare avanti.
Andiamo al merito della questione, perché credo che questo sia
quello che interessa tutti, che interessa i cittadini, che
interessa soprattutto l'eccellentissimo Parlamento, su questa
vicenda io vorrei che ci fosse una chiarezza.
In primo luogo, lo diceva l'onorevole Caronia, e il dubbio
amletico di tipo analogo si poneva l'onorevole Caputo: ma è
possibile comprare, pagando, una cosa che viene regalata? . Questa
è una domanda più che spontanea, e credo che i deputati facciano
bene a porla.
E' noto che quando una società entra in amministrazione
straordinaria la cessione - legge Prodi - viene depurata dalle
posizioni debitorie. Perché? Perché proprio l'amministrazione
straordinaria ha questa funzione, quella di vendere il compendio
aziendale senza far seguire la massa debitoria alla cessione
dell'azienda, perché altrimenti si provocherebbe il fallimento
dell'azienda stessa. Siccome si tratta di azienda di rilevanza
certamente nazionale per lo svolgimento dei servizi di trasporto
marittimo, è evidente che attraverso l'amministrazione
straordinaria si sia voluta scindere la posizione del ceto
creditorio da quello del compendio aziendale. Quel compendio
aziendale è stato acquistato pulito, depurato dalla massa debitoria
che aveva, ecco perché è conveniente acquistarlo ora; mentre
invece, anche ammesso e non concesso che si fosso acquistato num.
1 per una lira o per un euro, si sarebbe acquistato un compendio
aziendale gravato da 99 milioni di euro di debiti. Ecco perché la
posizione è diversa.
Quindi, credo che si possa distinguere la posizione ante
amministrazione straordinaria da quella post amministrazione
straordinaria, che è cosa diversa, anche se opportunamente
l'intervento dell'onorevole Caronia e l'intervento dell'onorevole
Caputo ci consentono di precisare questa distinzione che non è
assolutamente marginale, ma che è centrale nella individuazione
del valore della società.
Per quanto riguarda quello che opportunamente è stato evidenziato
dall'onorevole D'Asero e dall'onorevole Corona in ordine a questa
partecipazione, vorrei - e credo che il Presidente lo farà meglio
di me - fugare ogni dubbio dalla idea che la Regione voglia
svolgere un protagonismo imprenditoriale soprattutto in un settore
nel quale non ha alcuna competenza, come quello del trasporto
marittimo.
Sono certo che l'amministrazione regionale abbia voluto supportare
una vicenda e scongiurare un pericolo che era quello dello
spezzatino' della svendita pezzo per pezzo della Siremar che era
assolutamente possibile, stante il fatto che - e questo mi risulta,
però su questo verificheremo gli atti - che all'ultima
presentazione di offerta, con garanzie annesse, nessun altro
raggruppamento diverso da quello al quale partecipa la Regione, ha
presentato istanza, nessuno ha confermato, ergo saremmo arrivati,
giovedì sera si è firmato il contratto, con una procedura che in
assenza di soggetti aggiudicatari avrebbe portato allo
spezzettamento, a quello che viene chiamato - scusate l'espressione
- in gergo viene chiamato lo spezzatino aziendale , cioè l'azienda
visto che non si può vendere in blocco viene venduta pezzo per
pezzo, le navi e i compendi aziendali.
Quindi, nessuna scelta di protagonismo aziendale, soltanto un
partenariato pubblico-privato dove la pubblica amministrazione ha
scelto, attraverso l'acquisizione di azioni di categoria B, di non
svolgere funzioni gestionali, proprio perché non ne ha le
competenze, ma ha soltanto avuto quell'obiettivo di scongiurare,
ripeto, che andasse persa questa grande occasione per la Sicilia
per rilanciare una Compagnia.
E' evidente che questa è una partecipazione non strategica, è una
partecipazione che dismetteremo, spero prima possibile, proprio
perché quel danno erariale che è stato paventato, a mio avviso, non
intendiamo perpetrare.
E' chiaro che oggi, ammesso e non concesso, vendendola noi
venderemmo una partecipazione all'interno di una società che ha
certamente 55 milioni di euro assicurati per i prossimi 12 anni e
ha 40 milioni di euro di contributi regionali che percepisce come
soggetto che svolge un servizio. Quindi, è evidente che si tratta
di una società che, se gestita con criterio, se accompagnata da
seri investimenti, ha tutte le possibilità di svolgere appieno il
proprio ruolo.
Quindi, sotto questo profilo poi sarà una valutazione di tempi, ma
certamente non è una partecipazione strategica, non è una
partecipazione che la Regione intende supportare e sostenere quale
partecipazione di maggioranza. Deve restare minoranza e - ripeto -
nei tempi opportuni essere accompagnata da una fuoriuscita che
consente di massimizzare l'introito per l'amministrazione.
Conseguentemente, l'attività di garanzia che giustamente evocava
l'onorevole Beninati.
Onorevole Beninati, quando lei ha richiamato quei casi di garanzia
sono casi di garanzia verso soggetti terzi, ancorché enti, ancorchè
enti pubblici, ma comunque terzi rispetto alla Regione. Qui la
Regione ha inteso garantire la sua partecipazione, ha inteso
supportare il senso di una partecipazione. Quindi, prima con atto
amministrativo postulato alla competenza della Giunta ha deciso di
partecipare a questa società, quindi non è la Regione che compra,
ma è una società partecipata della Regione, e poi ha supportato
questa partecipazione attraverso un intervento di garanzia che non
determina - ripeto come evocava bene l'onorevole Ardizzone poc'anzi
- una immediata disponibilità finanziaria, ma la evoca profutura
soltanto in termini eventuali, fermo restando che riteniamo che la
società abbia tutta la possibilità con questi benefici economici
previsti a livello nazionale della Regione di poter svolgere
appieno il proprio servizio. Quindi, conseguentemente è solo una
manifestazione di partenariato pubblico-privato cui certamente
potrà corrispondere una qualità dei servizi.
Ha detto bene l'onorevole Corona poc'anzi che quello che conta
poi, alla fine, è l'incremento della qualità dei servizi. Oggi,
ci sono tutte le premesse con il coinvolgimento del partenariato
pubblico-privato, con il coinvolgimento di nuovo operatori che
hanno nei loro campi di intervento manifestato la loro capacità
manageriale di svolgere un servizio di qualità per i nostri
cittadini, soprattutto di attrarre turisti e svolgere servizi
all'altezza delle aspettative del collegamento verso le Isole.
Quindi, solo e soltanto questo è il fine che ha inteso perseguire
la Regione.
Una cosa mi preme richiamare: non credo che si fa un buon servizio
alla Sicilia anche quando si fa opposizione, onorevole Caputo,
cercando di riversare sulla Sicilia un discredito che la Sicilia
non merita. Il rating della Sicilia, onorevole Caputo, è
equivalente a quello di Banca Intesa e quindi non credo che sotto
questo profilo le vicende attinenti all'operazione finanziaria
connesse ai rifiuti siano un implicita lettura di disvalore del
sistema bancario nei confronti della Sicilia.
Questo non credo che faccia onore né alla Sicilia né alla sua
situazione finanziaria, che è di gran lunga migliore di quello che
sembra.
Certo, abbiamo una situazione finanziaria difficile, imposta dai
tagli che ci sono stati trasmessi dalle scelte operate a livello
nazionale, ma sotto questo profilo io non darei alcuna lettura in
termini negativi alla mancata partecipazione all'asta pubblica
concernente i rifiuti poiché siamo nella prima fase della
procedura, la cosiddetta procedura aperta ; la procedura aperta
poi segue la procedura negoziata nella quale confidiamo. Le imprese
bancarie, possibilmente in pool, potranno partecipare e negoziare
con la Sicilia un finanziamento che è ponderoso, un miliardo di
euro in una situazione come quella che conosciamo tutti, con
Basilea 3 , con le posizioni che hanno le nostre aziende bancarie
che sono state sottoposte anch'esse a un abbassamento del rating è
certamente cosa delicata e di grande responsabilità.
Pertanto, la mancata partecipazione all'asta pubblica non credo
che possa essere letta come un giudizio di disvalore nei confronti
della situazione finanziaria della Regione che, ripeto, equivale
per il rating a quella anche di una delle più grandi banche del
Paese. Si tratta soltanto di una fase che sarà presto compiuta e
che sarà presto conclusa.
Conseguentemente, la vicenda di Siremar è una vicenda dove, è
chiaro che sarebbe molto più ampia, ne parlavamo poc'anzi, è chiaro
che si dovrebbe partire da Tirrenia, da quello che è accaduto per
Tirrenia, dal fatto che è partita una procedura.
Onorevole Caronia, non è vero che noi abbiamo sollecitato la
partecipazione nelle forme di rito soltanto per la vicenda
Tirrenia. C'era scritto nella manifestazione interesse Tirrenia e
Siremar, quindi chi voleva partecipare ben sapeva che poteva
partecipare.
E poi onorevole Ardizzone, mi scusi, ma questa non è una procedura
di evidenza pubblica che deve essere pubblicata in Gazzetta
ufficiale comunitaria, qua siamo in un contratto di tipo
ARDIZZONE. Quattro amici
ARMAO, assessore per l'economia. No Questa è stata una garanzia
procedimentale ulteriore che la Regione ha voluto applicare, questo
non è un contratto passivo, un contratto in cui la pubblica
amministrazione eroga risorse, ma è un contratto attivo, e
conseguentemente l'amministrazione oculatamente ha
ARDIZZONE. Lei è offensivo, assessore
ARMAO, assessore per l'economia. No, non voglio essere offensivo.
ARDIZZONE. Se lei si è autodeterminato a fare una procedura di
evidenza pubblica, applica quel principio. Basta, è ulteriormente
offensivo
ARMAO, assessore per l'economia. Quello che è stato operato
nessuno l'ha mai contestato, nessuno imprenditore l'ha mai
contestato e questo è provato che ci sia stato un iter che è stato
assolutamente condiviso anche dal mercato; l'Amministrazione ha
ritenuto, con le forme della pubblicazione del più grande
quotidiano economico italiano, di sollecitare gli operatori che
erano interessati ad un coinvolgimento. Quelli che hanno chiesto di
essere coinvolti sono stati coinvolti e laddove, sono certo, fosse
arrivata anche fuori termine una richiesta di fare parte un
imprenditore, ben sarebbe potuta essere accolta.
Non sono arrivate, nessuno ha chiesto di farne parte ed è rimasto
fuori. Tutti coloro che hanno chiesto di fare parte del
raggruppamento e sono stati coinvolti, conseguentemente non credo
ci sia stato alcun intendimento, ad escludendum, nei confronti di
chicchessia. C'è stato un normale dispiegamento della concorrenza
che ha sortito gli effetti che ha sortito.
LOMBARDO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, ho ascoltato con molto interesse, ovviamente, gli
interventi che, sviluppandosi attorno a questa interrogazione,
consentiranno alla fine, non soltanto ai parlamentari e non
soltanto a quelli presenti, ma ai siciliani di rendersi conto di
come si sono svolte le cose in ordine all'acquisizione di Siremar,
nei rapporti che in questi mesi, quasi due anni, abbiamo
intrattenuto con quelli che sono stati i nostri due interlocutori
di questa vicenda: da un canto Fintecna, il Commissario che è stato
designato a liquidare la Siremar, dopo che abbiamo fatto una scelta
precisa della quale vi darò conto, e dall'altro canto la
concorrenza, cioè un Gruppo che ha partecipato a questa operazione
e rispetto al quale, nell'interesse della Regione, nell'esclusivo
interesse dei siciliani, con piena trasparenza e cercando di
fronteggiare anomalie, stranezze ed eventuali irregolarità che, se
ci stanno, non sta a noi eventualmente denunciarle, sono
attribuirli certamente non alla nostra delle tre parti in
questione.
E' vero, come è stato detto, che a noi è stata offerta al prezzo
simbolico di euro 1 la compagnia Siremar. Noi non l'abbiamo
acquisita per un euro e ora qualcuno sostiene che ci costa molti
milioni di euro. Esattamente il contrario: non ci costa niente, ci
sarebbe costata cara e amara, se posso permettermi, se l'avessimo
acquisita ad un euro . Perché avremmo acquisito ad un euro una
compagnia e una società che aveva qualcosa come 99 milioni di euro
di debiti e qualcosa come 250 cause, contenzioso del personale,
richiesta di risarcimento per milioni di euro, ecco perché appunto
cara e amara.
Per essere chiari e per fare un confronto con il valore reale di
questa società, ci rifacciamo alla valutazione fatta dall'advisor
che è Rothschild, che fissa il valore della società, la valutazione
della società, qualcuno lo riteneva eccessivo questo valore, a 55
milioni di euro. Se l'avessimo acquisita ad un euro, saremmo stati
tenuti a privatizzare, a cedere cioè la maggioranza delle azioni
caricandoci - come vi dicevo - debito e contenzioso ad un socio,
chiaramente avremmo fatto una gara di evidenza pubblica ed un socio
che l'avesse acquisita, ammesso che avesse acquistato il 51 per
cento di quella società valutata a 55 milioni avrebbe versato per
la sua partecipazione e gestione qualche euro in più di 27,5
milioni che sono la metà, come vi dicevo, di quel valore che
Rothschild aveva attribuito alla società.
Per capirci, incassavamo 27 milioni e mezzo e qualcosa in più e
avremmo dovuto saldare debiti per 99 milioni e portarci dietro un
contenzioso di 250 cause più un sacco di altre richieste di
risarcimento. Sarebbe stata una patacca di dimensioni
notevolissime.
Ecco perché sollecitando imprenditori, quando abbiamo detto che
non prendevamo a differenza delle altre Regioni le compagnie di
navigazione regionali, come ha fatto la Sardegna o la Toscana, che
non avevano quel carico di debiti, vi posso assicurare che il
Ministro Tremonti, che insieme al Presidente del Consiglio ha fatto
una riunione proprio a Palazzo Chigi con i Presidenti delle
regioni interessate, compresi noi, si è congratulato perché appunto
siamo sfuggiti, ci siamo sottratti a quello che non era un rischio,
ma era, certamente, una certezza di perdita certa.
Cosa abbiamo fatto? Con gara di evidenza, quello che potevamo fare
perché siamo andati avanti, ovviamente, contro mille difficoltà,
solo alcune delle quali potrò evidenziare, vi tratterei forse per
ore se volessimo elencarle tutte, precisando che cercavano dei
partner per costituire una società nella quale volevamo una quota
minoritaria, attribuirci diritti patrimoniali privilegiati sotto il
profilo della sopportazione delle perdite e chiaramente ci
riservavamo, comunque, un potere di controllo e di vigilanza sulla
società con la fissazione della sede effettiva del centro
decisionale di questa società a Palermo e non a Roma dove era la
sede della Fintecna, della quale Tirrenia e Siremar facevano parte
perché si trattava di proprietà di questa società, credo
partecipata, peraltro al cento per cento dal Tesoro.
Sede a Palermo quella effettiva, decisionale no. Garanzie,
trattandosi comunque del nostro di un ruolo di vigilanza e
controllo per i lavoratori, nonostante nel piano di dismissione
della società laddove si fissa a 55 milioni, come ben sapete - ve
lo dico io se non so sapeste - il valore della società si prevede
una riduzione dei costi del personale di circa il 20 per cento.
Certamente, l'impiego delle nostre maestranze, di Fincantieri
piuttosto che dei Rodriguez per quanto riguarda gli aliscafi, per
quanto riguarda sia le manutenzioni che eventualmente la
costruzione di nuove navi e poi la possibilità - se permettete -
per un Gruppo nel quale, ripeto, nessuna pretesa di svolgere
attività gestionale o imprenditoriale, ma di controllo e vigilanza
sì, per sapere come funzionano le cose, per vedere se il servizio,
che è anche un servizio sociale, viene assicurato e perché no? Per
aggiungere anche nuove rotte. Perché no? Lasciarlo ai privati e non
occuparcene noi, ad esempio di una linea, di una rotta che colleghi
Pozzallo con Livorno, piuttosto che Civitavecchia, dal momento che
da quell'area territoriale partono notte per notte, e qualcuno si
imbarca a Catania, decina e decine di tir per raggiungere il centro
e il nord del nostro Paese.
Partecipiamo alla gara Tirrenia con una compagnia che si chiama
Mediterranea Holding, nel frattempo della società fa parte Cape
Sicilia che incorre, come sapete, in disavventure; acquisiamo
quella parte di unità, ecco perché cresce la nostra partecipazione,
anche se abbiamo sempre detto che noi siamo disponibili, fatte
salve per l'eternità quelle garanzie, la sede, il controllo, la
vigilanza, gli interessi della Sicilia con grande e assoluta
trasparenza rifiutando, ovviamente, e respingendo e fronteggiando
le mille difficoltà che ci siamo trovati dinanzi a cedere questa
partecipazione nostra, salvo - ripeto - quei presupposti
fondamentali.
La Tirrenia viene attribuita - vi prego di seguirmi per qualche
momento, attentamente - credo ad un unico concorrente che poi alla
fine partecipa alla gara, ci siamo anche noi e veniamo esclusi.
Sono i grandi armatori privati che si aggiudicano la Tirrenia.
Si aggiudicano la Tirrenia e per esempio, tanto per dirvene una,
essendo - a proposito di monopoli - ora quanto meno con le Isole
minori e non soltanto siamo al 50 per cento della gestione del
servizio, siccome la Tirrenia per come acquisita da questa
compagnia che mette insieme grandi armatori privati che si chiama
Cin, siccome la Sardegna è collegata quasi esclusivamente dalla
Tirrenia, la Cin aumenta il prezzo del biglietto di circa il 136
per cento, tanto che la Sardegna potenzia la sua flotta che era
dedicata ai collegamenti anche per quell'isola, soltanto con le
isole minori, acquisisce dei traghetti e per fronteggiare l'aumento
eccessivo dei costi che, certamente, indebolisce e non favorisce la
Sardegna, il suo turismo ed i suoi traffici commerciali fonda
Flotta Sarda rispetto alla quale il privato Tirrenia si rivolge
all'Europa - perché sarebbero aiuti di Stato quelli della Tirrenia
- e, naturalmente, fa ricorso per il tramite del suo rappresentante
legale che è un omonimo, Morace si chiama, del primario
concorrente, che ci ritroviamo lungo la nostra strada e cioé Ustica
Line, si tratta di una omonimia; la Tirrenia, Siremar, quanto altro
ci siamo sottratti a che cosa, come definirla, alla trappola di un
esborso sicuro di decine di milioni di euro se l'avessimo
acquisito, ammesso che poi, una volta che non ci fosse stato un
cartello, non lo so, può darsi che ci fosse un cartello per gli
operai privati, se eventualmente avessimo messo a gara una volta
acquisita per un euro la società e non avessimo trovato
partecipanti a quella gara o uno solo che pretendeva di acquisirla
al 51 per cento con 7, 8 o 10 milioni, il nostro esborso per pagare
i debiti e per fronteggiare il contenzioso - perché certo il
contenzioso ce lo sobbarcavamo tutto noi - sarebbe stato
sicuramente di gran lunga più alto.
E, allora, veniamo alla gara: intanto confluiamo in un'altra
compagnia, perché lasciamo Mediterranea Holding libera di ricorrere
contro l'aggiudicazione della Tirrenia, perché noi, se permettete,
ci riserviamo, nell'interesse della Sicilia, di ricorrere anche
contro l'aggiudicazione della Tirrenia e costituiamo questa
Compagnia delle Isole della quale fanno parte imprenditori privati
che, comunque, avranno, sotto il nostro controllo e vigilanza ed a
quelle condizioni, la competenza nella gestione di questa
compagnia. E presentiamo un'offerta, la presentiamo per come
perentoriamente indicato dal Commissario entro l'11 aprile 2011.
Si tratta - per essere chiari - dell'unica offerta assistita da
garanzia fidejussoria, dico dell'unica; l'altro concorrente, come
vi dicevo, era la compagnia che detiene il traffico con le Isole
minori per la restante parte e che a noi costa pensavo 40 milioni
e, invece, ho appreso costa qualcosa come 80 milioni di euro
all'anno come Regione siciliana.
Come è stato detto, la Siremar - che acquisiamo, in questo caso, a
costo zero - è assistita da un contributo dello Stato per dodici
anni di 55 milioni di euro. E' una cosa doppiamente conveniente
perché ci mette al riparo, grazie a quella funzione di vigilanza e
di controllo che esercitiamo, dal rischio ad esempio, non so come
funzionino oggi le cose o ieri quando la Siremar era al 100 per
cento pubblica attraverso Tirrenia, attraverso Fintecnica,
eccetera, di essere nell'interesse dei siciliani concorrenziali e
non soccombenti rispetto al privato, perché è certo se io pubblico
- e io faccio gli interessi della Regione - piazzo i miei aliscafi
piuttosto che i traghetti a mezzanotte ed alle tre di notte e
lascio le ore di punta al privato, in questo caso gli consento di
portare i prezzi non più al 136 per cento ma, magari, al 250 per
cento, non faccio gli interessi dei siciliani, ne delle Isole
minori e neanche della terra ferma o dell'isola madre.
Dopo che l'11 aprile, a proposito di anomalie, ci viene chiesto di
presentare la nostra offerta - termine perentorio oltre il quale
presentare l'offerta ed essendo gli unici partecipanti -, cosa
succede? Che di punto in bianco la gestione commissariale riapre i
termini e concede 20 giorni di tempo per presentare nuove offerte.
A chi? Alle società che avevano partecipato alla prima fase e che
avessero presentato offerta entro l'11? Quanto meno ci saremmo
aspettato questo, perché in effetti comincia a questo punto una
sorta di gara ad ostacoli che dobbiamo affrontare fino in fondo,
esclusivamente nell'interesse della Sicilia e resistendo ai mille
ostacoli, nell'interesse, non di questo nostro concorrente, ma di
altri che venivano frapposti da una gestione che, per quanto
riguarda, per carità, altri fronti ci hanno costretto noi a
ricorrere, ad esempio, alla giustizia amministrativa. E' il caso
del Consorzio delle autostrade, mentre per la Ferrovia circumetnea
abbiamo dovuto assistere a che, addirittura, nell'ultima manovra
finanziaria, si facesse una legge per sottrarla alla gestione della
Regione.
Torniamo a noi, cosa succede? Che intanto gli ostacoli aumentano:
dall'11 aprile, termine perentorio insormontabile, se ne fissa un
altro, il 23 maggio e presentiamo un'offerta più vantaggiosa. E poi
si va al 9 giugno, e poi si va al 18 luglio, e poi si va al 13
settembre e ancora un'altra offerta migliore, purché si avvantaggi
la proprietà e cioè la gestione commissariale, fino a quando il 29
settembre presentiamo l'offerta e non abbiamo alcuna concorrenza,
perché come si vede - nonostante i mille tentativi - la Regione ha
resistito ed ha fatto valere esclusivamente i suoi diritti.
Nel frattempo cosa succede? Che dall'11 aprile al 23 maggio cambia
la ragione sociale del nostro concorrente e addirittura, come ben
sappiamo, Ustica associa Caronte che, fino al giorno prima, fino
alla presentazione, anzi, dell'offerta del 23 maggio, fa parte
della nostra compagine con, presente nel Consiglio di
amministrazione nel quale si forma la volontà di partecipare alla
gara, compresa ovviamente l'offerta, il consigliere
d'amministrazione fa parte, salvo dimettersi dopo e noi eccepirgli
che si tratta sicuramente di una irregolarità e ancora chiederci,
questa nuova compagine, se vogliamo lasciare la nostra e
partecipare alla loro.
Vedete, di irregolarità, stranezze e anomalie ce ne saranno, non
sta a me denunziarle, ma certamente non sono da attribuire al
nostro operato, rispetto al quale è stata presentata dal
responsabile di un atto gestionale, qual è il direttore del
Dipartimento, una garanzia immediatamente controgarantita dai
privati e oggi, in fretta e furia, dopo che, prima del 29
settembre, data dell'ultima gara, non ce n'è stata un'altra,
abbiamo presentato quaranta pagine di ricorso al TAR di Palermo,
poi ritirato perché nel ricorso al TAR, con dovizia di particolari,
tutti questi rilievi sono stati citati - e non so se ad occuparsi
del nostro rilievo, del nostro ricorso sarebbe stato soltanto il
giudice amministrativo -, allora, di botto il 29 settembre, dinanzi
all'unica ennesima offerta che è stata presentata, vantaggiosa solo
per la Regione e per i Siciliani il gestore, il commissario si è
premurato di fare il contratto e di attribuirci la gestione alla
Compagnia delle Isole di questa società che noi, indubbiamente,
intendiamo governare attraverso l'esercizio - non di attività
imprenditoriale o gestionale - ma di controllo. Siamo disponibili a
cedere la nostra quota. Certo, se permettete, ora vale cento volte
di più; la possiamo mettere naturalmente all'asta con diritto di
prelazione degli attuali soci ma, alla fine, non la vendiamo per
quel poco che è il capitale sociale, vendiamo cara la nostra
scelta, che è stata indovinata e che non ha consentito che omonimie
e irregolarità, fusioni in corso d'opera, eccetera, questa
operazione si concludesse tutta a scapito dell'interesse pubblico e
della collettività siciliana.
Scusatemi, ma sapete da cosa deriva la passione?
Intanto, se non avete avuto riscontro alle vostre richieste, vi
chiedo scusa, sicuramente è mancata l'informazione. Ma, se da un
canto, c'è da scusarsi per qualche discrasia che si sia potuta
registrare, credo che il comportamento della Regione, che peraltro
ha partecipato anche attraverso la mia persona a molte fasi, a
decine e decine di riunioni perché un sopruso non venisse subìto,
merita - scusata l'immodestia - quanto meno il consenso, se non il
plauso di tutti. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo di passare al IV punto
all'ordine del giorno, la discussione dei disegni di legge e, poi,
si tornerà allo svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze
della rubrica Economia.
Discussione del disegno di legge «Interventi per lo sviluppo
dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia di artigianato,
cooperazione e commercio (numeri 732-672-699-700-713/A)
Si passa all'esame del disegno di legge numeri 732-672-699-700-
713/A Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca.
Norme in materia di artigianato, cooperazione e commercio , posto
al numero 1).
Invito i componenti la III Commissione Attività produttive' a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
D'ASERO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, vorrei chiederle di sollecitare il
Governo affinché sulla tanto proclamata finanziaria ad oggi la
Commissione Bilancio non ha ricevuto né la stesura con la relativa
relazione allegata sia sull'aspetto generale che su quello tecnico.
Siccome comprendo che ci sono diverse attività, chiedo in quel
rispetto istituzionale che dobbiamo avere e tenere, di potere far
sì che ci siano questi allegati, perché ognuno di noi possa essere
messo nelle condizioni di espletare in maniera seria, senza il
sentito dire delle comunicazioni mediatiche e giornalistiche,
un'attività che diversamente diventa sempre più difficile.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, come lei sa il termine di inizio
della sessione bilancio è già fissato per il 31 ottobre, quindi
entro quella data il Governo si farà carico di fornire tutta la
documentazione necessaria.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, prima che si proceda, siccome non mi
è stato possibile avere tutti gli atti, solo quelli che mi sono
stati dati, il Presidente ha parlato di una contro-garanzia dei
privati, personalmente non penso di dovermi rivolgere al dirigente,
io interloquisco con l'organo politico; il Presidente ha detto che
c'è una contro-garanzia dei privati, ai sensi dell'articolo 28 bis,
ribadisco in questa Aula, di avere copia degli atti. Lo sto
chiedendo direttamente al Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Presidente Lombardo, se ha ascoltato l'onorevole
Ardizzone ha chiesto di avere fornita questa contro-garanzia.
ARMAO, assessore per l'economia. Credo che a questo punto,
essendoci stata l'aggiudicazione, onorevole Ardizzone, essendo
intervenuta la firma del contratto i privati non abbiano più alcun
interesse qualificato ad opporsi alla divulgazione integrale degli
atti, quindi credo che non ci siano problemi.
Chiederemo al Ragioniere generale gli atti da depositare.
ARDIZZONE. E' il Governo lei E se il ragioniere generale non
glieli dà, lei che fa?
ARMAO, assessore per l'economia. Depositeremo gli atti da lei
indicati, dopo averli richiesti al ragioniere generale.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Riprende l'esame del disegno di legge numeri 732-672-699-700-713/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame del disegno di
legge numeri 732-672-699-700-713/A «Interventi per lo sviluppo
dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia di artigianato,
cooperazione e commercio».
Intanto, illustro come procederemo.
Stasera incardineremo entrambe le leggi, cioè la legge
sull'agricoltura e la legge su Termini Imerese. Daremo per la legge
sull'agricoltura il termine per la presentazione degli emendamenti
fino al 3 novembre, mentre per la legge su Termini Imerese daremo
termine per la presentazione degli emendamenti fino a domani
mattina alle ore 11.00.
Il disegno di legge Modifiche ed integrazione al sistema
elettorale degli enti locali ritorna in I Commissione.
Poi passeremo alla rubrica Economia e domani torneremo in Aula
completando l'iter della legge su Termini Imerese con il voto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Sull'ordine dei lavori
MANCUSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di
legge era stato individuato per due settori importanti,
l'agricoltura e la pesca. Mentre sono rimaste le norme
sull'agricoltura, infatti il capo 1 é Misure a sostegno
dell'agricoltura e della pesca', il titolo del disegno di legge è
Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca. Norme
in materia di artigianato cooperazione e commercio', tutto ciò che
riguarda la pesca è stato estrapolato. Non c'è più nulla che
riguarda la pesca.
PRESIDENTE. Modificheremo il titolo, onorevole Mancuso, se è
questo che intende dire
MANCUSO. No, io intendo dire, invece, di rimandare il testo in
Commissione, di inserire la pesca e poi ritornare in Aula perché
non è possibile che un disegno di legge viene fatto con grande
sacrificio, non si capisce perché un comparto arrivi in Aula e un
comparto non esiste. Non si riesce a capire Non si riesce a capire
se il disegno di legge viene fatto con la partecipazione di tutti,
vengono coinvolte tutte quelle attività che riguardano
l'agricoltura e la pesca, l'agricoltura c'è e la pesca non c'è. Se
qualcuno me lo spiega, forse do ragione a lei che dobbiamo
modificare il titolo, ma non riesco a comprendere perché non si
parla di pesca in questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Siccome il disegno di legge oggi viene incardinato e
il termine di presentazione degli emendamenti rimane fissato per il
3 novembre, alle ore 12.00, entro quella data è possibile proporre,
sotto forma di emendamenti, il comparto della pesca.
Dopo di che, se anche in quella sede non ci sarà questo tipo di
intervento, si può richiedere il ritorno in Commissione.
MANCUSO. Hanno messo la copertura su queste norme e sulla pesca
che facciamo? Dividiamo la copertura data su queste norme?
PRESIDENTE. Di questo non possiamo discuterne adesso.
MAIRA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con la
richiesta dell'onorevole Mancuso perché non si tratta di aggiustare
il disegno di legge con gli emendamenti, in quanto non sarebbe mai
organico come disegno di legge, non si può un intero settore,
un'intera rubrica, un'intera materia inserire nel disegno di legge
con degli emendamenti.
Prendo la parola anche per dire, in anticipazione, come relatore
dell'ultimo disegno di legge all'ordine del giorno, che ritengo
opportuno ritirarlo e mandarlo in Commissione perché non escludo,
anzi ne sono quasi certo, che il disegno di legge di cui sono
relatore, avrà interferenze con il disegno di legge governativo che
è stato adottato la scorsa settimana dal Governo e quindi sarebbe
opportuno vederlo in unicum', ecco perché non è opportuno
discuterne in Aula, faremmo una cosa parziale, a prescindere se la
faremmo in positivo o in negativo.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Maira, lei come relatore del disegno
di legge numeri 502-106-441/A Modifiche ed integrazioni al sistema
elettorale degli enti locali , chiedo il rinvio formale in
Commissione del disegno di legge?
MAIRA. Sì.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Mentre per la legge sull'agricoltura non c'è una richiesta di
rinvio in Commissione?
MAIRA. No.
Riprende l'esame del disegno di legge numeri 732-672-699-700-713/A
PRESIDENTE. Invito il relatore, onorevole Caputo, a svolgere la
relazione.
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, per completezza e per dare una
risposta all'onorevole Mancuso, debbo dire che le norme riguardanti
la pesca che in Commissione Attività produttive erano state
approvate, sono state poi estrapolate dalla Commissione Bilancio
che come sempre accade, e su questo le anticipo, non so se la
Commissione Bilancio è in Aula, le perverrà a giorni una lettera da
parte del Presidente della Commissione Attività produttive
concertata con l'Ufficio di presidenza, per regolamentare i
rapporti tra le due commissioni. Perché ormai si è creata una super
commissione che è la Commissione Bilancio che entra nel merito
anche dei disegni di legge, nonostante non siano esaminati per la
copertura finanziaria.
E dico per tutti che è stata convocata la Commissione Bilancio per
l'audizione sull'Italtel e non comprendiamo quale motivazione abbia
indotto o che competenze abbia la Commissione Bilancio
sull'Italtel.
Questo disegno di legge è il frutto di un lavoro fatto dalla
Commissione di concerto con il Governo ed ha avuto una lavorazione
attenta perché ne comprendiamo e ne condividiamo l'importanza
strategica per lo sviluppo della Sicilia.
Oggi, intervenire sui due settori strategici dell'agricoltura e
della pesca rappresenta, per questo Parlamento, se mi consente, un
dovere, un dovere per dare una risposta a tutti gli agricoltori ed
ai pescatori che oggi sono messi in ginocchio da una serie di
misure comunitarie che stanno annientando il comparto
dell'agricoltura ed, in particolare, della pesca.
Questo disegno di legge è corposo, è frutto di una serie di
audizioni, di un lavoro fatto con i funzionari dell'Ufficio Studi,
ai quali va il nostro ringraziamento e ai funzionari
dell'assessorato alle politiche agricole che hanno consentito, alla
Commissione, di avere una visione chiara e sinergica delle diverse
problematiche. Ringrazio l'assessore D'Antrassi per la costante
presenza, per il supporto che ha dato e per la collaborazione, devo
dire, certamente apprezzabile, per consentire alla Commissione di
arrivare a questo disegno di legge che è passato dalla Commissione
Bilancio ma che, in gran parte, è stato privato di quelle norme
importanti per la pesca che auguriamo che sia il Governo sia i
parlamentari, entro il 3 novembre, reintrodurranno per dare una
risposta anche alla pesca.
Quindi, signor Presidente, chiedo al Parlamento di entrare nel
vivo e di esaminare ed approvare questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Naturalmente la discussione generale è rinviata
all'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato al 3
novembre, alle ore 12.00.
Termini
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Discussione del disegno di legge «Misure urgenti e straordinarie
per il rilancio e il superamento della crisi dell'area industriale
di Termini Imerese» (numero 781/A)
PRESIDNETE. Si passa al disegno di legge numero 781/A «Misure
urgenti e straordinarie per il rilancio e il superamento della
crisi dell'area industriale di Termini Imerese», posto al numero 2)
del punto IV dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la III Commissione Attività produttive' a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Invito il relatore, onorevole Apprendi, a svolgere la relazione.
CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il Parlamento lavora grazie all'impegno della III
Commissione, ce lo lasci dire.
PRESIDENTE. Non ho mai messo in dubbio l'impegno delle
Commissioni.
APPRENDI, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intanto vorrei segnalare che il
disegno di legge è presentato dagli onorevoli Caputo, Savona e
Apprendi, non capisco perché manca; è stata fatta per tempo questa
cosa e gliela volevo segnalare. Quindi, la mia firma è già
aggiunta, devono soltanto aggiustare gli atti.
Questo disegno di legge arriva in Aula, come sa, noi ci siamo
impegnati, il Governo regionale, la Commissione ha seguito tutte le
fasi di questa crisi che ha travolto il territorio di Termini
Imerese e la Sicilia, per la fuga della Fiat che abbandona lo
stabilimento e se ne va in altri posti grazie al fatto che, proprio
nella passata legislatura, mancavano provvedimenti come questo.
E, appunto, arriviamo a questa legge per favorire l'insediamento
di queste aziende che hanno risposto ad un bando internazionale
dimostrando interesse per insediarsi e, quindi, dare una mano per
risolvere questo problema. Mi rimetto al testo della relazione
scritta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come abbiamo stabilito in
precedenza, per il disegno di legge sull'agricoltura, anche la
discussione generale di questo disegno di legge è rinviata
all'articolo 1 ed il termine di presentazione degli emendamenti è
fissato per domani alle ore 11.00. Quindi, pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3 del Regolamento
interno, di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Economia'
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Economia .
Si procede con l'interrogazione numero 1251 «Opportune iniziative
allo scopo di accertare le modalità gestionali adottate dalla
Biosfera S.p.A.», a firma dell'onorevole Cracolici.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione é
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1360 Notizie sul canone di
locazione pagato dalla Regione degli immobili di Piazza Croci e Via
degli Emiri a Palermo sedi degli uffici dell'Assessorato dei beni
culturali e Attività produttive , a firma dell'onorevole Caputo.
Per accordo tra le parti, l'interrogazione numero 1360 si intende
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione numero 1394 Interventi per evitare la
perdita dei fondi comunitari destinati alla Sicilia , a firma
degli onorevoli Caputo ed altri.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale e all'Assessore per l'economia, premesso
che:
la Corte dei conti ha sollevato numerosi rilievi sulle modalità di
finanziamento agli enti, bloccando quindi diversi bandi di
assegnazioni dei fondi comunitari;
tale situazione, di fatto, rende inutilizzati i fondi comunitari;
il mancato utilizzo ed il mancato impegno delle somme comunitarie
entro il mese di dicembre 2010 provocherà la restituzione dei fondi
alla Comunità europea;
considerato che:
si tratta di rilevanti risorse finanziarie necessarie per lo
sviluppo economico ed occupazionale della Sicilia;
in questo delicato momento di crisi economica la perdita di
risorse ingenti determina un gravissimo danno al territorio,
facendo venire meno importanti mezzi e strumenti di sostegno
all'economia;
considerato, altresì, che i fondi comunitari, alla luce delle
riduzioni delle risorse nazionali, rappresentano per la Regione
siciliana l'unica risorsa finanziaria utile e necessaria per
avviare azioni di sostegno e di aiuto all'economia ed
all'occupazione;
ritenuto che:
appare indispensabile evitare la perdita dei fondi comunitari;
alla luce delle riserve della Corte dei conti in merito ad alcuni
bandi regionali nel settore della formazione è indispensabile
salvaguardare le risorse per garantire la creazione di immediata
occupazione;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare per evitare la
restituzione dei fondi comunitari». (1394)
Ha facoltà di parlare l'assessore Armao per fornire la risposta.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, si tratta di una questione opportunamente posta
all'attenzione del Governo concernente l'utilizzazione integrale
dei fondi europei secondo la tempistica sancita dal piano
regionale. Immagino che si tratti di fondi per lo sviluppo
regionale perché di questo risponde l'Assessorato dell'economia,
altri fondi, come è noto, come quelli riguardanti l'agricoltura e
quelli riguardanti il fondo sociale sono attribuiti ad altre
autorità di gestione.
Per quanto riguarda questo profilo, intanto, posso dire che, ad
oggi, ho ascoltato il Dirigente Generale che mi ha escluso che per
quest'anno si possa arrivare a disimpegni e, comunque, tenendo
presente che l'ordinamento prevede che sull'utilizzo dei fondi
comunitari si applichi l'N.+2 , cioè la possibilità di una
rendicontazione prolungata anche in considerazione delle gravi
situazioni finanziarie che hanno avuto riguardo all'intera Europa e
che hanno imposto quindi un differimento nella realizzazione delle
opere.
Ma, proprio con riguardo a questo profilo, vorrei precisare
all'onorevole interrogante, che abbiamo posto al Governo nazionale,
che continua ad omettere una risposta, abbiamo presentato al
Governo nazionale una soluzione che per noi è necessaria ed
imprescindibile per la tempestiva utilizzazione dei fondi europei,
cioè la nettizzazione del contributo regionale alla spesa europea
ai fini del patto di stabilità. Cosa accade? E' noto che la spesa
europea è una spesa addizionale che quindi si accompagna alla spesa
regionale e nazionale. Se la spesa regionale e nazionale,
soprattutto quella regionale, è sottoposta al patto di stabilità,
arriviamo al paradosso che proprio nel momento in cui si vuol
raggiungere un'accelerazione della spesa, i nostri assessorati, le
nostre amministrazioni, anche locali, sono bloccate nella
compartecipazione perché il patto di stabilità comprime la capacità
di cofinanziare i fondi europei.
(Assume la Presidenza il vicepresidente Oddo)
A questo punto abbiamo chiesto ed ottenuto dal Governo nazionale
che una nettizzazione fosse messa nella seconda manovra. Solo che
c'è un problema. Il Ministro Tremonti avrebbe dovuto emettere entro
il 30 settembre un decreto attuativo che consentiva la
nettizzazione e questo decreto ad oggi non c'è.
Quindi, io auspico che questa interrogazione sia seguita da
interrogazioni al Parlamento nazionale che chiedano al Ministero
dell'Economia perché ancora non si emette il provvedimento che
consente la nettizzazione della spesa di compartecipazione
regionale alla spesa comunitaria.
E poi, che dire che di questa escamotage del cosiddetto euro sud
che leggiamo sui giornali e ancora aspettiamo di leggere che cosa
sarà la proposta nazionale.
Io credo che se tutto ciò si trasformerà nell'escamotage per il
Governo nazionale di non coofinanziare più la spesa europea, perché
nel momento in cui i fondi europei vengono gestiti a livello
centrale si perde l'onere di compartecipare, sarà un grande
risparmio per il nostro Paese ma sarà una grande perdita per il
Mezzogiorno e per la Sicilia.
Spero che tutti insieme, come abbiamo fatto quando si è trattato
di scelte fondamentali per la nostra Sicilia, ci troveremo compatti
e uniti a far si che ciò non avvenga.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'assessore Armao per l'azione, però mi consenta di non potermi
dichiarare soddisfatto come avrei voluto per il rapporto di stima
che mi lega all'assessore Armao.
La tematica dei fondi comunitari è estremamente complessa e il
contenuto dell'interrogazione che ho presentato insieme
all'onorevole Vinciullo verteva proprio a segnalare il pericolo di
restituzione e di disimpegno di somme assegnate alla Sicilia e non
spese. Ed era anche uno stimolo al Governo per fare qualche cosa di
più di quello che continuamente fa, fino alle dichiarazioni di oggi
del Presidente della Regione, che tutto quello che è negativo per
la Sicilia, o tutto quello che questo Governo non sa o non può
fare, è colpa del Governo nazionale.
Io dico che noi abbiamo avuto dall'Unione europea un'attestazione
di fiducia, dal 2007 al 2013; quello della spesa comunitaria è di
destinare le risorse, noi non stiamo mantenendo questo impegno e
non è possibile che tutte le colpe siano del Governo nazionale.
Noi abbiamo avuto somme che dovremmo spendere soltanto perché
assegnate alla Sicilia, somme che stiamo sottraendo allo sviluppo
economico e alle infrastrutture. Io mi rifiuto, da siciliano prima
e da parlamentare poi, di utilizzare il sillogismo va male perché
la colpa è del Governo . Non è così
Voi siete elementi e componenti di un Governo che dell'autonomia
ha fatto una bandiera politica, scarsamente votata, ma una bandiera
politica e non potete scaricare quello che non sapete fare sul
Governo. Oggi il Presidente della Regione ha attaccato pesantemente
il Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito del confronto
che c'è stato a Bruxelles: non funziona, assessore Armao
Non funziona, e lo dico a vantaggio del vostro ruolo. Voi dovete
essere in grado di dimostrare a questa Sicilia che siete in
condizione di governarla e di spendere i soldi invece che di
restituirli. E non lo sapete fare perché non avete la struttura
burocratica, perché avete una macchina amministrativa che non vi
supporta, perché avete disattivato un meccanismi che sino a qualche
anno fa funzionava, avete creato il disordine nella programmazione
della spesa comunitaria.
Io mi auguro che nessuna delle risorse assegnate a fine anno venga
restituita al Governo, anzi all'Unione europea, perché se ciò
dovesse verificarsi è chiaro che il mio gruppo politico non si
limiterebbe ad una attività ispettiva o ad un ordine del giorno, ma
sicuramente chiederemo al Governo di renderne conto in Aula e
quando un Governo deve rendere conto all'Aula lo fa soltanto con un
gesto che è quello delle dimissioni.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1511 «Chiarimenti sullo
stato dei rapporti tra la Regione siciliana e la Royal Bank of
Scotland» a firma degli onorevoli Leontini ed altri. E' presente in
Aula l'onorevole Caputo, firmatario dell'interrogazione. Vuole
procedere?
CAPUTO. Signor Presidente, chiedo che all'interrogazione n. 1511
venga fornita la risposta scritta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CAPUTO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire per chiedere
di rinviare la seduta o di sospenderla, perché questo spettacolo di
totale assenza dei parlamentari è veramente indecente e indecoroso.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, ognuno si assume le proprie
responsabilità. Stiamo procedendo con l'ordine del giorno, e spesso
i colleghi sollevano la questione che alle interrogazioni si
risponde con mesi di ritardo.
Si passa all'interrogazione n. 1611 «Notizie in merito alla
gestione dei fondi per la cooperazione internazionale nell'anno
2010», a firma dell'onorevole Caronia.
Non essendo il firmatario presente in Aula, l'interrogazione è
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 93 «Iniziative per la valorizzazione
delle attività di AST Aero servizi s.p.a.», a firma dell'onorevole
Lentini. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
la società AST Aeroservizi s.p.a., controllata da AST Azienda
siciliana trasporti s.p.a., è stata costituita per la
realizzazione di servizi di trasporto aereo e servizi aeroportuali
a terra;
la citata società, coerentemente con le finalità operative
previste dal suo stesso statuto, opera nel settore dei servizi di
assistenza aeroportuale a terra, in particolare nell'erogazione dei
servizi di'handling';
l'azienda esercita i sopra detti servizi, per i quali ha ricevuto
le necessarie attestazioni di idoneità dall'autorità preposta alla
verifica ed autorizzazione per i servizi aeroportuali (ENAC), da
oltre 10 anni, con buoni risultati operativi in termini economici e
di qualità dei servizi stessi;
i servizi di handling, per la loro stessa natura e coerentemente
con la legislazione nazionale e comunitaria vigente, sono erogati
in regime di concorrenza e libero mercato, avendo come unici
possibili clienti i vettori aerei;
atteso che:
come sopra richiamato, l'AST Aeroservizi s.p.a. non eroga
prestazioni in favore della Regione, azionista della controllante
Azienda siciliana trasporti s.p.a, né di altri enti pubblici, non
rientrando pertanto nel campo di applicazione delle vigenti
normative in materia di società pubbliche o miste costituite per la
produzione di beni e servizi strumentali;
in particolare, alla società non appaiono applicabili le
previsioni di cui all'articolo 7 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6, come peraltro chiarito, con dovizia di argomentazioni
tecnico-giuridiche, dalla circolare dell'Assessore per il bilancio
pro tempore n. 13 del 18 agosto 2009, concernente le modalità
applicative della citata norma;
neppure appare applicabile la disciplina di cui all'articolo 20
della legge regionale 12 maggio2010, n. 11, che, anzi, ribadisce il
valore strategico, per la Regione, del settore del pubblico
trasporto in genere;
a dispetto dei positivi risultati, da diverse parti sono arrivati
critiche ed attacchi strumentali, in particolare intorno
all'eventuale espansione dell'attività di handling
sull'aerostazione 'Falcone e Borsellino' di Palermo, dove peraltro,
attualmente, operano solo due aziende che erogano tali servizi,
quando le normative vigenti prevedono la presenza di almeno tre
operatori;
considerato che:
lo sviluppo del settore del trasporto aereo e dei servizi connessi
è funzionale alla crescita dei flussi turistici e degli scambi
commerciali, anche in considerazione dell'apertura di nuove
aerostazioni nell'Isola;
come sopra richiamato, l'Ast Aeroservizi costituisce un esempio
positivo di impresa a capitale pubblico indiretto che riesce a
stare sul mercato, senza gravare sui bilanci pubblici, erogando
servizi di qualità e generando occupazione;
per conoscere:
quali siano gli intendimenti del Governo in relazione
all'attività di Ast Aeroservizi;
quali iniziative il Governo intenda, per il tramite della
controllante Ast s.p.a., per garantire e valorizzare le attività di
Ast Aeroservizi».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao per fornire la risposta.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, per quanto riguarda AST Aeroservizi è noto che l'AST, a
seguito del parere reso dalla Commissione Bilancio dell'Assemblea,
è rientrata nel decreto di riordino delle partecipazioni.
In ordine ad AST è evidente che si pone un problema di avvio di
una concentrazione interna che coinvolgerà anche AST Aeroservizi,
nell'ambito di un pacchetto di servizi da svolgere in modo
integrato, non più articolato mediante società partecipate, per cui
AST ha già avviato un iter di concentrazione tra le sue partecipate
al fine di consentire lo svolgimento del servizio di TPL (Trasporto
pubblico locale) ma anche di far convergere altri segmenti prima
esternalizzati mediante società partecipate ed adesso ricondotte ad
un solo organismo.
Ne approfitto, se l'onorevole Lentini mi da la possibilità, per
dire qualcosa in più rispetto alle cose che sono state richieste.
E' chiaro che dovremo porci il problema dell'applicazione della
normativa sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali, che è
imposta dalla normativa nazionale, dal decreto legge n. 138 del 13
agosto scorso, che impone un passaggio dalla mano pubblica alla
mano privata dei servizi pubblici essenziali ad eccezione di quello
dell'acqua che, come sapete, è stato sottoposto ad un referendum
popolare che ha trovato il consenso popolare. Conseguentemente, il
tema della privatizzazione è la nuova prospettiva con la quale
dovrà confrontarsi AST alla stregua della norma dichiarata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lentini per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
LENTINI. Signor Presidente, mi rendo conto che l'AST, così come
tante altre società, oramai vivrà questo momento di accorpamento,
però volevo fare qualche domanda all'assessore Armao.
AST Euroservizi è una società che lavora autonomamente e
autonomamente gestisce un servizio da ENAC, perché è autorizzata da
ENAC, è autonoma e gestisce e paga bene i suoi lavoratori;
addirittura, l'anno scorso, quando io presentai l'interrogazione,
aveva una commessa da parte di Meridiana, di cui andavano ben 7
milioni di lavoro all'Aeroporto di Catania e 5 milioni
all'Aeroporto di Palermo.
Ora, io non so AST Aeroservizi, in questo accorpamento, se potrà
continuare a lavorare, perché il decreto legge ci impone la data
del 31 dicembre 2012 e c'è questa confusione perché, secondo me,
non può continuare a lavorare producendo, essendo una società che
porta veramente risorse dall'esterno e la Regione siciliana
usufruisce di questi benefici. Finalmente c'è una società che
produce denaro, paga bene i suoi lavoratori, sono risorse che
vengono dall'esterno e noi la chiudiamo. Perché invece non troviamo
la possibilità di mantenerla, magari accorpandola in un modo
diverso, ma che la Regione siciliana possa continuare a svolgere
questo servizio?
Con tutte le società che chiudono, facciamo chiudere questa
società che è efficiente?
Sarebbe veramente un sacrilegio per i siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'esame dell'ordine del
giorno n. 588 «Indirizzo al Governo regionale di richiedere alla
società regionale di riscossione di acquisire, anche
temporaneamente, il ramo di azienda siciliano della società Tributi
Italia S.p.A., attualmente in Amministrazione Straordinaria», degli
onorevoli Lupo, Oddo e Marrocco.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Oddo
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, martedì, 25
ottobre 2011, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Misure urgenti e straordinarie per il rilancio e per il
superamento della crisi dell'area industriale di Termini Imerese.
(n. 781/A) (Seguito)
Relatore: on. Apprendi
2) - Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca.
Norme in materia di artigianato, cooperazione e commercio. (nn.
732-672-699-700-713 /A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
La seduta è tolta alle ore 19.43
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 21.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
Risposta scritta ad interrogazione - Rubrica «Territorio ed
Ambiente»
CORONA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che il comune di Gioiosa Marea (ME) ha una
spiccata vocazione turistica più volte evidenziata da provvedimenti
della Regione e dalla quale provengono gran parte delle risorse
economiche degli abitanti di questa ridente cittadina costiera,
famosa nel mondo per la sua ampia spiaggia che ne ha fatto un
simbolo di località balneare per tutta la costa tirrenica
siciliana;
considerato che da anni si assiste alla continua erosione della
menzionata spiaggia, tanto che il suo litorale compreso tra capo
Calavà a capo Milazzo è stato inserito nel piano stralcio di bacino
per l'assetto idrogeologico con il livello di pericolosità molto
elevata 'P4' e rischio molto elevato 'R4';
verificato che, come si evince dal nulla osta ai lavori rilasciato
dall'Assessorato Territorio - ufficio 'Servizio 1 VIA VAS' del 24
marzo 2011, che il 'paesaggio costiero della zona è caratterizzato
dal 1985 da intensi arretramenti della linea di costa legati
soprattutto dagli interventi di regimentazione idraulica che hanno
ridotto l'apporto dei sedimenti al litorale' e che evidente
conseguenza del fenomeno è che non sono più fruibili una importante
arteria stradale, il locale campo sportivo con i relativi
spogliatoi e, ancor più grave, una prima schiera di case è ormai
esposta direttamente ai marosi con grave pregiudizio per la
incolumità dei cittadini oltre la riduzione dell'ampiezza della
spiaggia;
verificato inoltre che dal lontano 2005, anno nel quale è stato
ultimato il primo lotto di un progetto che prevede la protezione ed
il ripascimento del litorale sopra descritto, non sono stati
avviati ulteriori lavori a completamento dell'intervento di
ripascimento dell'arenile;
ritenuto che è ormai urgente ed indifferibile avviare la
definizione dell'opera a protezione del litorale, che tra l'altro
ricade in parte all'interno di una area marina protetta, che
subisce anch'essa dei dannosi effetti della erosione costiera con
nocumento delle biocenosi marine e della prateria di posidonia;
per sapere se intendano procedere con urgenza al finanziamento per
il completamento dell'opera di ripascimento e protezione del
litorale della frazione San Giorgio di Gioiosa Marea a salvaguardia
della incolumità dei cittadini, delle loro abitazioni e per la
tutela dello sviluppo economico-turistico di tutta l'area del golfo
di Patti». (1821)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riferimento all'interrogazione indicata in
oggetto, si rappresenta quanto segue.
Il Servizio I - V.A.S. V.I.A. del Dipartimento regionale Ambiente
di questo Assessorato, competente per la fattispecie in parola, con
riguardo a quanto richiesto dall'interrogante in ordine al
finanziamento urgente per il completamento dell'opera citata, ha
rappresentato che con D.D.G. n. 155 del 18/3/2011, a conclusione
della procedura ambientale, è stato rilasciato giudizio positivo di
compatibilità ambientale corredato da opportune prescrizioni alla
cui integrazione, nel progetto, si procederà a seguito di
valutazione in sede di verifica d'ottemperanza sulla scorta della
trasmissione, allo stesso Servizio, degli elaborati del progetto
esecutivo. Diversamente, nulla può dirsi riguardo al finanziamento
del suddetto progetto, considerato che lo stesso non compete a
questa Amministrazione».
L'Assessore
dott. Calogero
Gianmaria Sparma