Presidenza del vicepresidente Oddo
PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta n. 295
sarà data lettura nella seduta successiva.
Giuramento di deputato
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al I punto dell'ordine
del giorno che reca: Giuramento di deputato.
Comunico che la Corte d'appello di Palermo, con sentenza n.
1279/11, depositata il 26 ottobre 2011, pervenuta il 2 novembre
successivo e protocollata al n. 8763/AulaPG-SgalPG del 3 novembre
2011, ha confermato la sentenza n. 3034/11 del Tribunale civile di
Palermo, sez. I civile, che a sua volta aveva dichiarato
ineleggibile e decaduto l'onorevole Santo Catalano dalla carica di
deputato regionale, proclamando in sua vece l'onorevole Marcello
Bartolotta.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che dalla data del deposito della citata sentenza decorre
il termine di 20 giorni per la presentazione di eventuali proteste
o reclami ai sensi dell'articolo 61, comma 3, della legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29, e successive modifiche ed
integrazioni.
(L'onorevole Bartolotta entra in Aula)
Poiché l'onorevole Marcello Bartolotta è presente in Aula, lo
invito a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 5 dello
Statuto siciliano.
Do lettura della formula di giuramento stabilita dall'articolo 6
delle norme di attuazione dello Statuto siciliano (Decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 25 marzo 1947, n.
204):
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione, di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
(L'onorevole Bartolotta pronuncia a voce alta le parole: "Lo
giuro")
Onorevoli colleghi, dichiaro immesso l'onorevole Marcello
Bartolotta nelle funzioni di deputato dell'Assemblea regionale
siciliana.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro sarà in missione,
per ragioni del suo ufficio il 9 novembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore Economia
N. 1251 - Opportune iniziative allo scopo di accertare le
modalità gestionali adottate dalla 'Biosphera' s.p.a.
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 1360 - Notizie sull'entità del canone di locazione pagato
dalla Regione per l'utilizzo degli immobili di piazza Croci e di
via degli Emiri a Palermo, sedi degli uffici degli Assessorati
Beni culturali e Attività produttive.
Firmatario: Caputo Salvino
N. 1511 - Chiarimenti sullo stato dei rapporti tra la Regione
siciliana e la Royal Bank of Scotland.
Firmatari:Leontini Innocenzo; D'Asero Antonino; Scoma Francesco;
Caputo Salvino; Mancuso Fabio Maria
N. 1611 - Notizie in merito alla gestione dei fondi per la
cooperazione internazionale nell'anno 2010.
Firmatario: Caronia Maria Anna
- da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità
N. 1438 - Iniziative urgenti per la realizzazione di opere
infrastrutturali per l'aeroporto Fontanarossa di Catania.
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 1734 - Notizie sulla mancata copertura del capitolo relativo
agli interventi per il completamento del risanamento della città
di Messina.
Firmatario: Corona Roberto
- da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente
N. 1780 - Opportune iniziative volte alla corretta adozione delle
varianti al vigente piano regolatore generale della città di
Siracusa.
Firmatari: De Benedictis Roberto; Marziano Bruno.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per motivi di salute gli
onorevoli: Beninati per oggi, Ferrara per l'intera settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
Norme in materia di gestione del servizio idrico nella regione
siciliana. (n. 806)
- di iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara
il 24 ottobre 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
BILANCIO (II)
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2012 e bilancio pluriennale 2012-2014. (n. 800)
- di iniziativa governativa, inviato in data 31 ottobre 2011
- parere I, III, IV, V, VI e UE.
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge
di stabilità regionale. (n. 801)
- di iniziativa governativa, inviato in data 31 ottobre 2011
- parere I, III, IV, V, VI e UE.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive (I.R.S.A.P.). (n. 794)
- di iniziativa governativa, inviato in data 26 ottobre 2011.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute e trasmesse
alle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consorzio universitario della provincia di Ragusa. Designazione
componente in seno al Collegio dei revisori. (n. 185/I).
pervenuto in data 2 novembre 2011 e inviato in data 4 novembre
2011.
- Camera di Commercio di Catania. Designazione componente
effettivo del collegio dei revisori dei conti. (n. 187/I).
pervenuto in data 3 novembre 2011 e inviato in data 4 novembre
2011.
- Opera Pia A.S.S.A.P.OO.PP. Riunite Eugenio Crescione Lupis,
Carmelo Boscarino e Carmelo Moltisanti di Ragusa. Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione. (n. 188/I).
pervenuto in data 3 novembre 2011 e inviato in data 4 novembre
2011.
- Consorzi di bonifica. Designazione componenti dei collegi dei
revisori di Gela, Enna, Caltagirone, Ragusa, Catania e Messina.
(n. 189/I).
pervenuto in data 3 novembre 2011 e inviato in data 4 novembre
2011.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- ERSU di Enna. Designazione componente in seno al Consiglio di
Amministrazione. (n. 186/V).
pervenuto in data 3 novembre 2011 e inviato in data 4 novembre
2011.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalle competenti Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Azienda speciale magazzini generali e servizi alle imprese
Camere di commercio di Messina. Designazione componente effettivo
del collegio dei revisori dei conti. (n. 182/I)
reso in data 25 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.
- Camera di commercio di Palermo. Designazione componente
effettivo del collegio dei revisori dei conti. (n. 183/I)
reso in data 25 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.
- Consorzio universitario della provincia di Ragusa. Designazione
componente in seno al consiglio di amministrazione. (n. 184/I)
reso in data 25 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.
BILANCIO (II)
- Piano per l'innovazione tecnologica della Regione (PITRE). (n.
174/II)
reso in data 6 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.
- Schema di decreto inerente la costituzione del Comitato
regionale per il microcredito. (n. 176/II)
reso in data 6 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Maira, Caronia e Cascio
Salvatore saranno in congedo per la seduta di domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1950
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con riferimento
all'interrogazione con richiesta di risposta in Commissione n.
1950 Annullamento dei decreti di trasformazione in fondazione di
diritto privato dell'IPAB Sacerdote Mariano Scriffignano Siscaro
di Agira (EN) e della nomina di un commissario straordinario , il
Presidente comunica che la stessa si è svolta nella seduta n. 186
del 25 ottobre 2011 della I Commissione legislativa permanente
Affari istituzionali' e che l'interrogante, onorevole Colianni,
si è dichiarato insoddisfatto della risposta fornita
dall'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro.
L'iter parlamentare del succitato atto ispettivo è, pertanto, da
intendersi concluso.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2163 - Iniziative per la sicurezza degli studenti e degli
insegnanti dell'ITIS di Rosolini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2164 - Uso gratuito dei mezzi pubblici da parte dei
rappresentanti delle Forze dell'ordine in servizio in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Pogliese Salvatore
N. 2165 - Iniziative in difesa dei lavoratori dell'ente di
formazione professionale IAL Sicilia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2166 - Iniziative a tutela dei dipendenti dell'ente autonomo
Fiera di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Buzzanca Giuseppe
N. 2168 - Iniziative a tutela delle risorse idriche presso il
comune di Barrafranca (AG).
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 2169 - Notizie sull'inadeguata gestione dell'evento del
rientro della 'Venere di Morgantina'.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Pogliese Salvatore; Buzzanca Giuseppe; Caputo Salvino;
Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo
N. 2173 - Iniziative volte ad assicurare un rapido avvio delle
attività previste dall'avviso 7/09 in materia di formazione
professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Greco Giovanni; Cappadona Nunzio; Lo Giudice Giuseppe;
Savona Riccardo
N. 2174 - Notizie in merito alla revoca di finanziamento ad
alcuni enti di formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Greco Giovanni; Cappadona Nunzio; Lo Giudice Giuseppe;
Savona Riccardo
N. 2175 - Iniziative per scongiurare la chiusura della Direzione
investigativa antimafia (DIA) di Agrigento.
- Presidente Regione
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 2176 - Opportune iniziative allo scopo di garantire i
finanziamenti FESR 2007/2013 in favore delle imprese di Lampedusa.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Di Benedetto Giacomo; Digiacomo Giuseppe; Termine
Salvatore
N. 2178 - Iniziative a tutela dei lavoratori del CE.FO.P.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Pogliese Salvatore
N. 2179 - Chiarimenti circa il commissariamento del Comune di
Palazzolo Acreide (SR) in tema di servizio idrico.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2184 - Notizie sull'avviso per la costituzione di un albo per
l'affidamento di incarichi presso il consorzio ASI di Palermo e
sulle misure da adottare in favore dei precari dell'ente.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 2185 - Notizie circa gli interventi di promozione della
Sicilia e/o sostegno ad iniziative similari presso
l'Amministrazione regionale.
- Presidente Regione
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 2186 - Accertamento della regolare attività amministrativa
svolta dall'ATO Messina 2 in relazione ai rilievi formulati dal
sindaco di Brolo in merito al contratto di appalto stipulato per
la gestione integrata dei rifiuti nell'ATO Me 2.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Laccoto Giuseppe
N. 2187 - Iniziative per tutelare il diritto all'istruzione
presso il III istituto comprensivo 'Francesco Maiore' di Noto
(SR).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2167 - Chiarimenti ed iniziative in ordine alla circolare n. 1
emanata dall'Assessore per la famiglia in data 21.10.2011
concernente i lavoratori socialmente utili soci di cooperative.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Picciolo Giuseppe
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2162 - Notizie e chiarimenti in ordine alla convenzione
quinquennale tra l'Assessorato regionale Salute e la 'Nicolas
Foundation' onlus.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Maira Raimondo
N. 2170 - Chiarimenti sulla destinazione delle risorse derivanti
dall'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie per
violazione dell'art. 208 del codice della strada.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
N. 2171 - Iniziative a salvaguardia dell'istituto d'arte 'Mario
D'Aleo' di Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
N. 2172 - Iniziative in ordine al contributo per le saline
ubicate nel territorio della provincia di Trapani a seguito del
nubifragio del 16 settembre 2009.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 2177 - Iniziative per assicurare la possibilità dei test
diagnostici sul territorio.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2180 - Provvedimenti urgenti in merito al potenziamento dei
controlli ispettivi da parte della Regione siciliana in materia di
contrasto al lavoro nero e irregolare.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2181 - Iniziative in favore dei lavoratori della EFFEDI' di
Carini (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
N. 2182 - Chiarimenti in ordine alla realizzazione del ponte
sullo Stretto di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Rinaldi Francesco
N. 2183 - Notizie sul mancato avvio della stabilizzazione dei
precari in servizio presso l'Amministrazione regionale nel settore
della Protezione civile.
- Presidente Regione
Firmatario: Giuffrida Salvatore
N. 2188 - Provvedimenti a tutela degli allevamenti bovini
dell'Isola in riferimento ad accertati focolai di infezioni da
tubercolosi.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2189 - Chiarimenti in merito al licenziamento
dell'archeologa Costanza Polizzi da parte dell'Amministrazione
regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 125 - Interventi per assicurare il pagamento dei buoni scuola
relativi all'anno scolastico 2008-2009.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Mattarella Bernardo
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 306 Iniziative a livello centrale per la modifica del
decreto legislativo n. 205 del 2010, al fine di limitare il
divieto di bruciatura di sterpaglie ai soli mesi estivi , degli
onorevoli Laccoto, Cracolici, Picciolo, Oddo, Panarello, Galvagno,
Digiacomo, Di Benedetto, Ferrara, Mattarella, Ammatuna e Marziano,
presentata il 24 ottobre 2011;
numero 307 Iniziative presso il Governo nazionale per una
rivisitazione del decreto legislativo n. 205 del 2010 in materia
di smaltimento di rifiuti e per il monitoraggio delle varie
emissioni pericolose che inquinano l'ambiente , degli onorevoli
Rinaldi, Ammatuna, Barbagallo e Galvagno, presentata il 24 ottobre
2011;
numero 308 Interventi urgenti a livello centrale per scongiurare
l'adozione di misure di perequazione degli incentivi alle tariffe
sulla produzione di energia elettrica prodotta da impianti solari
fotovoltaici , degli onorevoli Cimino, Bufardeci, Incardona e
Scilla, presentata il 24 ottobre 2011;
numero 309 Interventi urgenti presso il Governo nazionale per
scongiurare la soppressione della DIA (Direzione investigativa
antimafia) di Agrigento , degli onorevoli Cimino, Bufardeci,
Incardona e Scilla, presentata il 24 ottobre 2011.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a
norma dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2135
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione con richiesta di
risposta scritta n. 2135 Rispetto del protocollo d'intesa e
stabilizzazione degli operai forestali , a firma dell'onorevole
Vinciullo, è da intendersi preclusa in quanto di contenuto
pressoché identico ad altra interrogazione (n. 965) dallo stesso
deputato presentata in data 19 gennaio 2010 e trasmessa al Governo
il 2 febbraio successivo.
Al riguardo, essendo abbondantemente trascorsi i termini
regolamentari entro i quali il Governo è tenuto a rispondere,
invita l'Assessore competente a fornire quanto prima all'onorevole
interrogante la relativa risposta, ed in tal senso dispongo che la
comunicazione testé letta venga trasmessa al Governo per il
seguito.
Non sorgendo osservazioni, infine, la richiesta di apposizione di
firma, avanzata dall'onorevole Falcone in ordine
all'interrogazione preclusa, è da intendersi riferita
all'interrogazione n. 965.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota dell'8 novembre 2011,
pervenuta e protocollata in pari data, l'onorevole Michele Cimino
ha dichiarato di ritirare l'interrogazione con richiesta di
risposta scritta n. 1747, dallo stesso presentata in data 2 marzo
2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 588
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento finale, il
titolo dell'ordine del giorno n. 588, approvato nella seduta n.
294 del 25 ottobre 2011, è il seguente: Impegno per il Governo
regionale a richiedere alla 'Serit Sicilia s.p.a.' di acquisire,
anche temporaneamente, il ramo di azienda siciliano della società
'Tributi Italia s.p.a.', attualmente in amministrazione
straordinaria .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 27 ottobre 2011, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 8705/AulaPg del 2 novembre 2011,
l'onorevole Antonino Dina ha dichiarato di aderire, a far data
dall'1 novembre 2011, al Gruppo parlamentare Unione di Centro'.
Conseguentemente, dall'1 novembre 2011, l'onorevole Dina cessa
contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare I Popolari
di Italia Domani' (PID).
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico altresì che, con nota del 7 novembre 2011, pervenuta in
data odierna, l'onorevole Mario Parlavecchio ha dichiarato di
aderire al Gruppo parlamentare Movimento per le autonomie (MPA).
Conseguentemente, dall'8 novembre 2011, l'onorevole Parlavecchio
cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare Misto'
.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare I Popolari di
Italia Domani' (PID)
PRESIDENTE. Comunico che a seguito della dichiarazione di
ineleggibilità alla carica di deputato regionale dell'onorevole
Catalano e dell'adesione dell'onorevole Dina al Gruppo
parlamentare Unione di Centro', testè comunicata, il Gruppo
parlamentare I Popolari di Italia Domani' (PID), sceso al di
sotto del numero minimo di deputati previsto dal comma 2
dall'art. 23 del Regolamento interno dell'ARS per costituire un
Gruppo parlamentare, secondo la prassi di questa Assemblea
regionale e di quella vigente alla Camera dei Deputati, rimane
temporaneamente in vita fino a quando il Consiglio di Presidenza
avrà deliberato al riguardo nella sua prima seduta utile.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa al disegno di legge numero 801
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge
di stabilità regionale
PRESIDENTE. Comunico, in riferimento al disegno di legge numero
801 Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012.
Legge di stabilità regionale , che la Presidenza, ai sensi
dell'articolo 73 ter, comma 2 del Regolamento interno, prima di
procedere all'assegnazione è chiamata a valutare il contenuto del
disegno di legge sotto due profili: quello dell'estraneità delle
norme all'oggetto tipico della legge finanziaria come definito
dalla legislazione vigente; e quello della conformità delle stesse
alle regole di copertura stabilite per la stessa legge
finanziaria.
In esito ad un'attenta valutazione degli articoli del disegno di
legge, relativamente al primo dei due profili su richiamati, la
Presidenza ha individuato le seguenti norme da stralciare:
- articolo 16 Misure per il contenimento dei costi
istituzionali , limitatamente ai commi 1 e 2;
- articolo 23, commi 14 e 15, limitatamente alle parole ivi
compresa l'Assemblea regionale siciliana ;
- articolo 33 Centro regionale per l'innovazione in agricoltura
(CRIA Sicilia) ;
- articolo 39 Interventi di riordino degli I.A.C.P. e degli enti
sottoposti a vigilanza da parte dell'Assessorato regionale delle
infrastrutture e della mobilità , limitatamente ai commi 3, 4, 5,
6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13;
- articolo 40 Consorzio per le autostrade siciliane ;
- articolo 58 Dissesti e calamità naturali ;
- articolo 74 Disposizioni sul credito agevolato alle imprese ;
- articolo 81 Liberalizzazione iniziative economiche ;
- articolo 85 Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche
di assistenza e beneficenza ;
- articolo 86 Controlli sulla sicurezza sismica delle opere e
delle infrastrutture di competenza statale ;
- articolo 88 Norme finali, abrogazioni, modifiche ed
integrazioni di norme , limitatamente ai commi 6, 9, 10 e 11.
Si fa presente che i commi 4, 5 e 6 dell'articolo 28 Norme in
materia di contributi sono da considerarsi superati dall'art. 2
del d.d.l. n. 781 approvato dall'Assemblea nella seduta n. 294 del
25 ottobre 2011.
In riferimento alle norme stralciate che formano oggetto di
disegni di legge già all'esame delle competenti commissioni, si
raccomanda la definizione degli stessi nel quadro delle priorità e
del calendario dei lavori definito dalla Conferenza dei capigruppo
anche ai fini dello svolgimento della prevista finestra
legislativa.
Per quanto riguarda, infine, gli aspetti correlati alle regole di
copertura finanziaria, la Presidenza raccomanda che, in sede
istruttoria, siano attentamente valutati i seguenti aspetti:
- l'art. 1 autorizza il Ragioniere generale ad effettuare
operazioni finanziarie per il finanziamento di investimenti
coerenti con l'art. 3 comma 18, della legge 350/2003 per un
ammontare complessivo di 487.000 migliaia di euro che viene
iscritto nel prospetto allegato alla finanziaria. Poiché tale dato
contribuisce a determinare i complessivi risultati differenziali
della manovra, in sede istruttoria andrà verificata la effettiva
presenza in bilancio di corrispondente ammontare della tipologia
di spese finanziabili mediante il ricorso al mercato;
- in riferimento all'art. 11 vengono iscritte in tabella maggiori
entrate per 7.000 migliaia di euro rivenienti dall'introduzione
dei biglietti per l'accesso nelle Riserve naturali. Considerato
che il predetto articolo prevede che gli introiti siano
integralmente destinati agli enti gestori delle Riserve stesse, la
previsione di entrata per il bilancio regionale va corretta;
- l'art. 37 pone a carico diretto della Regione gli oneri
discendenti dall'art. 60 commi 6 e 7 della l. r. 14/2006; tale
previsione comporta maggiori oneri rispetto al bilancio a
legislazione vigente dove il capitolo 143320 Spese per il
funzionamento dell'ARSEA è riportato per memoria;
- l'art. 52 comma 6 dispone la iscrizione nella tab. A di uno
specifico accantonamento negativo (per un importo di 635.891
migliaia di euro, relativo all'accertamento dell'entrata derivante
dall'attuazione dell'art. 1 comma 832 della legge 296/2006)
collegato ad un corrispondente accantonamento positivo destinato
al finanziamento della quota regionale del fondo sanitario.
Considerato che la utilizzabilità dell'accantonamento negativo è
subordinato all'accertamento della relativa entrata mentre
l'accantonamento positivo collegato riguarda una spesa non
discrezionale, occorrerebbe includere, ai sensi della normativa di
contabilità, una specifica clausola di salvaguardia che garantisca
la corrispondenza tra l'onere e la relativa copertura.
Presidenza del vicepresidente Oddo
Seguito della discussione del disegno di legge Interventi per lo
sviluppo dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia di
artigianato, cooperazione e commercio
(732-672-699-700-713 /A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge Interventi per lo sviluppo
dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia di artigianato,
cooperazione e commercio (nn. 732-672-699-700-713 /A).
Invito i componenti la III Commissione Attività produttive a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 293 del 24
ottobre 2011 era stato approvato il passaggio all'esame degli
articoli.
Ricordo, altresì, che si era convenuto di spostare la discussione
generale all'articolo 1.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come sapete circa
30 emendamenti saranno sottoposti ad una verifica della Commissione
Bilancio già nella seduta di domani e dopodomani, così come
stabilito dal Presidente della Commissione Bilancio su lettera
inviata dal Presidente dell'Assemblea.
Tutti gli emendamenti che comportano spesa e che sono stati
ammessi dal Presidente intervengono su tutta la materia dal primo
fino all'ultimo articolo.
Io non riesco a comprendere come possiamo iniziare questa sera a
parlare del disegno di legge; non possiamo valutare a saltare e
poi apprezzare, casomai, domani gli emendamenti che saranno,
appunto, dalla Commissione votati con la copertura finanziaria.
Quindi, mi sembra, al di là di ogni ragionevole dubbio, che
dobbiamo aspettare l'esito della Commissione Bilancio su tutti gli
emendamenti che il Presidente ha inviato in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, ci sono articoli che non hanno
assolutamente il problema di emendamenti inviati alla Commissione
Bilancio. Potremmo iniziare la trattazione di questi articoli.
Ovviamente, gli articoli che hanno emendamenti e che sono stati
trasmessi in Commissione Bilancio, potremmo accantonarli.
Pur nondimeno, poiché sull'articolo 1 si era deciso che saremmo
andati avanti con la discussione generale, vorrei capire se i
colleghi che vogliono intervenire nella discussione generale del
disegno di legge n. 732 intendono farlo.
L'articolo 1 e l'articolo 2 non hanno emendamenti inviati in
Commissione Bilancio, l'articolo 3 possiamo accantonarlo,
l'articolo 4 non ha emendamenti. C'è un numero considerevole di
articoli per i quali possiamo procedere.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
CAPO I
Misure a sostegno dell'agricoltura e
della pesca
«Articolo 1.
Fondo di solidarietà regionale
1. All'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11,
dopo il comma 3, è inserito il seguente:
3 bis. Per l'esercizio finanziario 2011, il Fondo ha una dotazione
di 5.000 migliaia di euro cui si fa fronte con le risorse
disponibili trasferite dallo Stato per gli anni dal 2002 al 2010 ai
sensi della legge 23 dicembre 1999 n. 499'.
2. All'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, al
comma 5 dopo le parole di cui all'articolo 11' aggiungere le
seguenti e 12'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 1.1, 1.2;
- dagli onorevoli Di Benedetto, Apprendi, Digiacomo, Donegani, Di
Guardo ed altri: 1.3.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
intervenendo nella discussione generale, vorrei chiarire alcuni
aspetti e fare una premessa.
Signor Presidente, lei sa che in questo momento in Sicilia i
sindaci in generale ma soprattutto i sindaci delle piccole
comunità, penso ai sindaci delle isole Eolie, stanno vivendo un
momento di grande difficoltà per quello che riguarda lo smaltimento
dei materiali che vengono dalla campagna piuttosto che dalla
montagna.
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, sta intervenendo sulla discussione
del disegno di legge n. 732? E' la premessa. La invito ad
intervenire sulla discussione generale del disegno di legge n. 732.
BUZZANCA. Signor Presidente, quando noi interveniamo, sul piano
formale, circa l'ordine dei lavori, mi blocca. In quest'Aula,
quando nei tempi passati si parlava di discussione generale,
qualcuno leggeva pure la Bibbia per far capire meglio ciò che ogni
parlamentare può e deve comprendere per andare avanti nella
discussione.
Per una carenza legislativa oggi i sindaci impegnati anche nel
mondo dell'agricoltura a dare risposte alle tante domande che si
vengono a formare, è evidente che non possono farlo e,
addirittura, si rischia ogni giorno che i sindaci vengono
sottoposti a procedimento penale. Penso che questo non debba
accadere e ritengo che dobbiamo noi, come Assemblea, questa
Presidenza, il Governo, intervenire per sollevare da un incubo i
sindaci, soprattutto delle piccole comunità.
Per quanto riguarda l'argomento del quale ci stiamo occupando,
ritengo che bisogna affrontarlo, come è stato detto già
precedentemente dall'onorevole Mancuso, in maniera organica.
Ritengo che bisogna capire bene dove e quando saranno prelevati i
fondi, chi dovrà fare cosa perché dall'articolato del disegno di
legge questo a noi non è chiaro.
Non so se dobbiamo procedere ad un esame dettagliato comprendendo
ciascuno ciò di cui stiamo parlando o, al contrario, dobbiamo
andare avanti, come al solito, con un disegno di legge che non
servirà ai siciliani e non servirà all'agricoltura. Ecco perché
credo che anche l'assessore debba pensare ad un altro momento di
riflessione perché fare una cattiva legge è certamente peggio che
non fare una legge.
Stiamo attenti, assessore. Non commettiamo altri errori.
L'agricoltura in questo momento è in ginocchio in Sicilia. Gli
agricoltori ci guardano con particolare attenzione, vogliono
risposte serie, concrete e soprattutto praticabili. Non vorrei che
poi si finisca con l'approvare una legge che non serva agli
agricoltori ma che al contrario li danneggi.
Questa è la raccomandazione che voglio fare alla Presidenza e
all'assessore per le risorse agricole.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo che, tra
l'altro, stasera inauguriamo un nuovo modo di proporci perché
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, non appena lei avrà finito il suo
intervento, il podio verrà rimesso a posto, perché durante
l'iniziativa che ha visto coinvolto il Parlamento Mediterraneo
hanno girato il podio verso l'Aula, verso i Deputati per una
questione semplicemente loro, di funzionalità dei lavori, mentre il
nostro Regolamento prevede tutt'altro.
Quindi, non appena lei avrà terminato il suo intervento, il podio
sarà rimesso al suo posto.
FALCONE. Signor Presidente, io la ringrazio, pensavo che stessimo
inaugurando un nuovo modo di fare politica, cioè guardarci negli
occhi, noi parlamentari e dare le spalle alla Presidenza non
sarebbe stato opportuno e consono per la dignità di questa
istituzione.
Detto questo credo, invece, che andando al tema mi pare che questo
disegno di legge sconti innanzitutto e preliminarmente un limite
che è il limite della mancata attuazione e approvazione della legge
finanziaria dell'anno 2011.
Molte norme che troviamo qua dovevano essere approvate con la
Finanziaria del 2011 e, invece, in assenza di una legge
finanziaria, oggi, nel momento in cui questo Parlamento si appresta
o si dovrebbe apprestare a parlare della nuova legge finanziaria
del 2012, invece, parliamo oggi di agricoltura.
Faccio alcune considerazioni. Signor Assessore, sotto un profilo,
diciamo così, generale sono delle norme condivisibili; poi, però,
scendendo allo specifico, ci rendiamo conto che, proprio sugli
articoli 1, 2, 3, pur utilizzando un fondo ministeriale che è
quello che vede i residui dal 2002-2010 con la 499, in effetti, gli
stanziamenti sono tutti inferiori rispetto all'anno precedente.
All'articolo 1, in effetti, si passa da uno stanziamento di 8
milioni e mezzo di euro ad appena 5 milioni; all'articolo 2 da uno
stanziamento del 2010 di 7 milioni scendiamo a 2 milioni e mezzo
appena; per continuare all'articolo 3: da un fondo di 13 milioni
scendiamo ad appena 10 milioni e mezzo.
Non vado oltre, ma il problema è che dinanzi ad un allargamento
della platea che dovrebbe beneficiare di questi interventi così
come, ad esempio, vuole un ordine del giorno presentato dal
presidente Caputo stasera in Aula, di misure urgenti a favore
dell'agricoltura e degli agricoltori in Sicilia, nel momento in cui
allarghiamo la platea all'agriturismo o l'allarghiamo alle società
di capitali o l'allarghiamo alle imprese associate, ci rendiamo
conto che abbiamo meno fondi rispetto all'anno precedente.
Io tralascio in questa sede, farò poi qualche considerazione, che
purtroppo il Governo non ha voluto anche accogliere le istanze
della più importante associazione di settore quale la
Confagricoltura siciliana e questo è stato colto con amarezza, è
stato rappresentato con amarezza e, tra l'altro, gli stanziamenti
non sono sicuramente sufficienti. E lo dobbiamo dire con molta
serenità, quell'Istituto che è stato tanto vituperato dagli organi
di stampa quale l'Arsea, ad esempio, rimane là e noi, invece, non
utilizziamo i fondi che lo stesso istituto ha per finalità più
incisive, per rendere più efficace questo tipo di provvedimento
legislativo.
Ed allora, io credo che, dinanzi a circa 37 forse è una vera e
propria Finanziaria, presidente Adamo, che non avremo mai il tempo
di poter trattare anche perché alla stessa ci sono altri articoli
aggiuntivi altrettanto corposi e importanti che, forse,
costringerebbero questo Parlamento a discutere per giorni, per ore
e alla fine non arrivare a nulla.
Sarebbe opportuno, assessore D'Antrassi, che si facesse un maxi
emendamento, un articolo con un certo numero di commi - non so se
sia il caso di fare un passaggio prima in Commissione, lo concordi
il Governo - per sottoporlo all'Aula in maniera tale che in una
seduta massimo in due sedute si possa arrivare a licenziare un
testo che se non è soddisfacente per il settore, comunque può
rappresentare una boccata di ossigeno in un momento di grande
crisi. Presentare questo malloppo si rischia, caro assessore
D'Antrassi, di buttare fumo negli occhi agli operatori per dire: il
Governo ha fatto un disegno di legge e poi questa Assemblea non lo
vuole approvare.
Tra l'altro, mi risulta che questo Governo ha i numeri in maniera
abbondante quasi traboccante, e se ha i numeri è chiaro che
dovrebbe andare spedito, ma vedo dai banchi che mancano molti
colleghi della maggioranza.
Ed allora, la proposta che faccio è quella che ho detto e su
questo inviterei l'Assessore al ramo di riflettere un attimo,
magari sospendendo la seduta e convocando un'opportuna Conferenza
dei capigruppo per potere stabilire gli step di questo disegno di
legge per arrivare alla fine ad un provvedimento che possa comunque
essere approvato e non soltanto ad un disegno di legge che rischia
di rimanere tale.
ADAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ADAMO. Signor presidente, onorevoli colleghi, dopo mesi di lavoro
in Commissione Attività produttive e in Commissione Bilancio,
portiamo in Aula una legge sull'agricoltura.
Abbiamo spesso discusso dei problemi, delle difficoltà che gli
agricoltori siciliani devono affrontare. Questa legge non risolve
tutti i problemi, ma certamente dà delle risposte, dà delle
indicazioni. Cominciare ad esaminare la legge è un modo di
cominciare a discutere, è un modo di cominciare a riflettere, c'è
la possibilità di intervenire con degli emendamenti, di fare delle
proposte, ma bloccarci prima di cominciare non mi sembra una buona
idea.
Se, comunque, da parte dell'opposizione, e veramente mi rivolgo
all'opposizione, c'è la volontà di concludere io sono pure disposta
ad accogliere la proposta dell'opposizione e credo che sia saggio.
Qua non c'è una legge di maggioranza o di opposizione, c'è il
Parlamento regionale siciliano che deve dare delle risposte al
mondo dell'agricoltura. Spogliamoci, siamo noi i primi, spogliamoci
della nostra appartenenza, non siamo maggioranza, se volete non
siamo opposizione.
Mi associo alla proposta. Si convochi una riunione dei capigruppo
e vediamo quali sono le volontà, quali sono le richieste, quali
sono le proposte. Poi, se ci dobbiamo scontrare ci scontreremo. Ma
se c'è una possibilità di incontrarci, di trovare delle soluzioni,
io penso che le dobbiamo trovare. Procedere così non porta a nulla;
non abbiamo nemmeno cominciato a discutere, non siamo nemmeno
all'articolo 1 e già abbiamo perso ore sul nulla.
Allora, proviamo ad incontrarci e ognuno, maggioranza e
opposizione, si assuma le proprie responsabilità. Non è la legge di
un gruppo, ma diventa la legge di tutti.
Quindi, io sposo la proposta dell'opposizione perché mi fido della
sua volontà di essere propositiva. Le chiedo pertanto, signor
Presidente, di convocare la Conferenza dei capigruppo di modo che
ogni Gruppo parlamentare si assuma le proprie responsabilità e dica
quali sono le proposte a cui tiene.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta per
consentire agli assistenti parlamentari di sistemare il podio degli
oratori, rivolgendolo in direzione della Presidenza.
(La seduta, sospesa alle ore 17.20, è ripresa alle ore
17.22)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
CORONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che questo
Parlamento, affrontando il disegno di legge al nostro esame, dovrà
cercare innanzitutto di dare alla nostra regione una buona legge
che regoli uno dei settori più importanti dell'economia della
nostra regione, il cosiddetto settore primario, quello
dell'agricoltura, che, nella buona sostanza, può creare sviluppo e
soprattutto dare la possibilità occupazionale a tanta gente che
oggi affronta, all'interno di questo settore, una serie di
difficoltà che certamente un Governo, ma soprattutto un Parlamento
regionale come il nostro, ha il dovere di sapere interpretare e,
quindi, di dare risposte quanto meno confacenti alle aspettative di
tanti contadini, di tanti agricoltori, di tanti imprenditori che
certamente svolgono un ruolo importante. In questo disegno di
legge, assessore, lei è stato un po' stitico' nell'affrontare
queste problematiche perché avrebbe dovuto, secondo me, ricercare
un confronto a 360 gradi con tutto il mondo agricolo
rappresentativo di quegli interessi che certamente un Governo
attento e sensibile deve cercare di sapere ascoltare per poi
produrre atti concreti, quindi un disegno di legge che dovrà
cercare di migliorare le condizioni dell'agricoltura siciliana.
Così non è stato perché lei, nel momento in cui ha presentato a
questo Parlamento un disegno di legge di ben 37 articoli,
disarticolato, che affronta non solo i problemi dell'agricoltura,
ma anche i problemi della pesca e di quante altre realtà della
nostra Regione siciliana, certamente ha voluto creare un po' di
confusione. Una confusione documentata anche da tantissimi
emendamenti di tanti colleghi deputati di questa Assemblea che
hanno voluto testimoniare con numerosi emendamenti la loro ricerca
di dare risposte esaustive a chi chiede da anni un intervento
normativo che sia il più confacente possibile con la realtà
agricola della nostra regione, fatta di decine, di centinaia di
comuni che certamente svolgono un ruolo importante anche per la
difesa del territorio.
Oggi abbandonare le campagne significa anche creare condizioni di
disequilibrio all'interno del territorio, e abbiamo visto quello
che si è realizzato con le alluvioni degli anni scorsi e certamente
questo dipende un po' del fatto che i contadini, gli agricoltori
non sono nelle condizioni di poter svolgere un lavoro che possa
essere legato ad un rapporto minimo di reddito per l'attività
connessa.
E' chiaro che questa è una legge che non guarda a questi problemi.
Certamente lei sa benissimo che tantissimi imprenditori agricoli,
ma soprattutto i piccoli proprietari, noi abbiamo nella nostra
Regione un catasto agricolo molto frammentato, non ci sono i grandi
gruppi, i cosiddetti industriali, che si occupano di agricoltura,
ma ci sono tantissimi, migliaia e migliaia di agricoltori che
utilizzano gran parte del loro impegno occupazionale per cercare di
mantenere le campagne pulite e soprattutto per realizzare,
attraverso questo tipo di attività, una serie di prodotti che sono
il vanto della nostra Regione siciliana.
Ebbene, in questo caso, assessore, non abbiamo visto un suo
impegno, specialmente nel momento in cui è venuto fuori da un
decreto del Ministro dell'Ambiente che prevedeva che nelle nostre
piccole realtà non poteva essere esercitata quell'attività di
coltivazione delle campagne, specialmente sotto l'aspetto delle
attività di rimonta degli agrumeti, del noccioleto, degli uliveti e
così via, che questi scarti di coltivazione delle campagne, come la
discerbatura, venivano considerati rifiuti speciali.
In questa occasione tanti di noi, io per primo ho presentato una
mozione in questo senso, perché impegnasse il suo Governo, il
Governo del Presidente Lombardo, e quindi il suo Assessorato, per
evitare che ci fosse una applicazione disomogenea sul nostro
territorio regionale, prevedendo addirittura pesantissime sanzioni
penali per chi non provvedeva a trasportare questi rifiuti, ma sono
scarti di coltivazione per essere bruciati in quel sistema di
biomasse che certamente mancano nella nostra Regione siciliana.
E' chiaro che tutto questo viene portato avanti con grande
disattenzione da parte di questo Governo, non ci sono stati
interventi in questa direzione, non sono previsti dei correttivi
che certamente debbono essere applicati perché non possiamo creare
attraverso una serie di iniziative che appesantiscono
ulteriormente, anche dal punto di vista burocratico, le attività
degli agricoltori e quindi creare un danno alla coltivazione delle
nostre campagne, con tutto quello che ne consegue.
Assessore, noi siamo convinti che lei dovrà fare un altro sforzo:
quello di sapere ascoltare tutti all'interno di questo Parlamento o
aprire un tavolo diverso perché questo disegno di legge deve essere
modificato, rivisto e corretto perché le aspettative sono tante e
questo è un settore fondamentale e non si parla neanche di
quell'agricoltura specializzata che valorizza alcune attività,
specialmente il mondo della floricoltura o dell'agrumicoltura della
nostra Regione che, sicuramente, va valorizzata e portata avanti
perché crea sbocco occupazionale e crea economia.
La invito pertanto, Assessore, a sapere ascoltare all'interno di
questo Parlamento i tanti colleghi che sicuramente vorranno
migliorare questo disegno di legge che così com'è non può
rappresentare gli interessi della Regione.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, mi
rivolgo alla Presidenza e mi rivolgo soprattutto ai colleghi. Tra i
colleghi mi rivolgo, in particolar modo, a coloro che hanno
rappresentato o rappresentano i gruppi parlamentari. Mi riferisco
evidentemente, ad esempio, all'onorevole Leanza, non vedo il
capogruppo del PD e, quindi, mi rivolgo all'onorevole Lupo, che è
il segretario regionale del PD, c'è il vicecapogruppo, onorevole
Rinaldi, mi rivolgo all'onorevole Cappadona; mi rivolgo, quindi, ai
colleghi che hanno responsabilità parlamentare nei gruppi e mi
rivolgo anche al presidente della Commissione Attività
produttive', onorevole Caputo ed al vicepresidente, onorevole
Apprendi.
Presidente Oddo, mi ascolti, se vuole evitare che quella di oggi
diventi una seduta nella quale, nel perfetto rispetto delle regole
e del diritto di ciascun deputato di esprimere la propria opinione
ma in maniera assolutamente pleonastica, ciascuno salga su questo
scranno per fare passerella sui temi dell'agricoltura, la invito a
recepire la mia umile proposta.
Il Presidente del mio gruppo parlamentare, onorevole Maira, ha
fatto pervenire alla Presidenza una richiesta di differimento della
seduta di domani in ragione di una convocazione per una direzione
nazionale del nostro partito in Roma.
La seduta di oggi, abbiamo già acclarato, che sarà di fatto una
seduta impossibile da tenersi utilmente, in ragione del fatto che
trenta articoli del disegno di legge all'attenzione dell'Aula sono
ancora in Commissione Bilancio' ed attendono - onorevole Adamo, mi
rivolgo a lei che poc'anzi ha fatto appello all'opposizione - il
parere della Commissione stessa.
Fare una discussione generale oggi pomeriggio appare, di fatto,
impossibile.
Presidente Oddo, chiedo a lei, ed eventualmente all'ufficio di
Presidenza, di convocare immediatamente una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, se del caso, alla presenza
dell'Assessore per l'agricoltura - che è presente e che ringrazio -
per stabilire un programma concreto dei lavori che possa portare a
buon esito, nel minor tempo possibile, un disegno di legge così
importante qual è quello pervenuto in Aula ma che dia, nello stesso
tempo, la possibilità di fare un lavoro serio, un lavoro utile e
che dia la possibilità e rispetti il diritto di un Gruppo
parlamentare come il nostro di recarsi domani a Roma per
partecipare alla direzione nazionale del partito.
Presidente Oddo, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari potrebbe, eventualmente, stabilire che domani
pomeriggio potrebbe utilmente tenersi la discussione generale,
esitati i trenta articoli dalla Commissione Bilancio', ma ciò che
le chiediamo e chiediamo all'Ufficio di Presidenza è di rispettare
la nostra assenza di domani e, quindi, di entrare nel merito
dell'articolato non prima di giovedì pomeriggio.
Signor Presidente, non procediamo ulteriormente, convochi la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e prendiamo una
decisione seria per portare a buon fine ed in porto questo disegno
di legge.
APPRENDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per far rilevare ancora una volta, prima è successo col
disegno di legge sulla grande distribuzione dove dovevamo regolare
gli orari della grande distribuzione, quindi un disegno di legge
sul commercio, poi è successo con la legge per la riforma delle
ASI, adesso succede con la legge sull'agricoltura, è un rituale che
già abbiamo visto, infatti, se il lavoro delle commissioni deve
essere vanificato da questi interventi che vogliono sempre
ritornare indietro rispetto alle tappe che sono state consumate
positivamente nelle commissioni interessate, tappe che hanno visto
incontrare le organizzazioni di categoria, sono stati ascoltati
tutti coloro che avevano interesse in questo settore importante
dell'agricoltura, se ogni volta torniamo indietro, ebbene credo che
poi la gente abbia ragione a dire che costiamo troppo ed ha ragione
chi fa antipolitica, ha ragione chi, ogni giorno, ci bersaglia
sulla stampa dicendo che perdiamo tempo.
Allora, se vogliamo dimostrare alla gente che noi lavoriamo
positivamente per loro, perché qui è stato detto da più che gli
agricoltori soffrono, che gli agricoltori sono l'anello debole
della catena perché sono vessati da chi compra da loro a prezzi
bassissimi. Se tutto ciò è vero dobbiamo dimostrarlo iniziando oggi
la discussione generale e quindi incanalando la legge nel verso
giusto.
Assessore, non credo che dobbiamo andare via oggi, chi si vuole
assumere questa responsabilità lo faccia. A me dispiace che questa
cosa sia venuta anche da persone che hanno difeso l'imprenditoria,
che hanno difeso le attività produttive. Noi non possiamo, ogni
volta, tornare indietro, altrimenti, Presidente, o c'è un percorso
sbagliato che la Presidenza si è data, in quanto se si dice che
poiché ci sono 30 articoli in Commissione Bilancio' non si può
trattare la legge, vuol dire che la legge non si poteva trattare.
Ma se così non è, secondo me, dobbiamo andare avanti e ciascuno si
deve assumere le proprie responsabilità perché quando facciamo le
audizioni siamo tutti bravi a dire che siamo solidali una volta con
i pescatori, una volta con gli agricoltori, un'altra volta con gli
industriali, con tutte le categorie produttive, e poi quando c'è da
mettere nero su bianco e dare concrete risposte alle attività
produttive esiste sempre un motivo per rinviare.
Allora, Assessore, secondo me dobbiamo andare avanti.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
diciamo innanzitutto che finalmente è arrivato il momento di
trattare questo disegno di legge, di trattarlo, però, in maniera
purtroppo ancora parziale perché come bene ha detto l'onorevole
Cordaro sono tanti, circa 30, gli articoli oggetto della
valutazione da parte della Commissione Bilancio, ma siccome
l'intesa parlamentare era quella, comunque, della discussione nel
corso dell'articolo 1 intervengo ugualmente anche se è chiaro che
una votazione più definitiva si potrà avere quando la Commissione
Bilancio avrà esitato il testo del disegno di legge nella sua
completezza.
Dico ciò perché, per esempio, a partire dall'articolo 1, ma non
soltanto, il disegno di legge è pieno dei richiami fatti alla legge
499/99, una legge che determina fondi assolutamente statali, ad una
destinazione assolutamente vincolata e, quindi, già definita, ma
che vengono o verrebbero utilizzati attraverso questo disegno di
legge per provvidenze, per benefici e per interventi.
Quindi, già una cosa che mi sembra da valutare, Assessore, la 499
è una legge dello Stato, ha già la destinazione specifica. Lei mi
insegna che, per esempio, tanti settori dell'imprenditoria da
quella femminile a quella giovanile sono finanziati con la 499; ora
utilizzare quelle risorse - ribadisco dello Stato - a destinazione
vincolata per altre finalità, non so come si riuscirà a fare
quadrare questi conti.
Ed io di conti vorrei parlare perché la mia preoccupazione è
quella che è emersa di recente, anche in occasione del Comitato di
sorveglianza che si è tenuto nello scorso mese di giugno, l'8
giugno 2011, e in quella occasione - parliamo di pochi mesi
addietro -, a fronte di una disponibilità di oltre 2 miliardi e 100
milioni di euro, le somme ancora impegnate sono state circa il 22
per cento, con grande rischi, Assessore, di un disimpegno
assolutamente automatico che è stato già evidenziato sia per quanto
riguarda l'Asse 3 che per quanto riguarda l'Asse 4.
E non credo che tutte eventuali deroghe, possibilità di
slittamento, la M + 2 che magari poi non so se diventerà M + 3 come
anno di spesa, potranno garantirci dai rischi che esistono, perché
se già oggi in condizioni ordinarie abbiamo accumulato questo
ritardo, non so in un momento straordinario, quando dovranno essere
spese tutte in una volta le somme di più annualità, se riusciremo a
fare fronte a questo rischio e, quindi, a fare fronte ad un
adempimento senza la conseguenza del rischio del disimpegno
automatico.
Ma di conti voglio parlare, Assessore e colleghi, perché a mio
avviso non sono questi i provvedimenti che possono dare una mano
concreta alla nostra agricoltura.
Io sono ancora convinto che lo stato di crisi sia la strada
maestra, al di là delle condizioni e degli adempimenti che ci ha
richiesto Bruxelles perché se noi non avviamo proceduralmente, e
non c'entra nulla con la legge, dal punto di vista amministrativo,
la declaratoria di crisi attraverso le prefetture e le relazioni e,
quindi, avviamo tutta l'istruttoria per potere la Giunta, in
seguito, deliberare lo stato di crisi e fare questa battaglia
insieme alle altre regioni del Meridione, nella mia molto breve
esperienza nella rubrica all'agricoltura, ricordo che quanto
avanzai la questione dello stato di crisi parlando sia col
commissario Ciolos sia con l'allora primo Ministro, oggi presidente
della Regione Veneto Zaia e successivamente Galan, da parte del
Ministro e da parte di molte regioni venne ritenuta quella la
strada maestra.
A mio avviso dobbiamo seguire attraverso le istruttorie tutti gli
atti che possono portare a questa declaratoria e alla modifica del
PSR, perché se il PSR rimane ingessato come è attualmente, nella
sostanza, corriamo il rischio che queste somme non le spendiamo e
oltre a non spenderle corriamo il rischio di non avere dato le
risposte all'agricoltura che vive dei problemi strutturali per
quanto riguarda il debito, ma che vive anche di problemi
strutturali per quanto riguarda i guasti nella nostra agricoltura,
la commercializzazione per prima e la trasformazione, se volete,
per seconda.
Ma tutte queste cose dovrebbero essere, a mio avviso, oggetto di
quella rimodulazione del PSR che manca, manca tanto è vero che
corriamo quel rischio. Mi auguro che in questi mesi che sono
decorsi dall'8 giugno la spesa si sia significativamente
incrementata, ma siamo ormai a due anni dalla scadenza, siamo ormai
al punto che stiamo discutendo della nuova PAC, ma a mio avviso
bisogna cercare di correre ai ripari per quanto riguarda il
2007/2013
Quindi, credo che non sia questa la soluzione da affrontare. A mio
avviso, al di là dell'impegno, dello sforzo, della buona volontà,
per carità, di trovare qualche soluzione, credo che la battaglia di
tutti debba essere nei confronti dell'Europa attraverso il Governo
nazionale, vieppiù in un momento come questo.
Ma non credo che le condizioni del 2011, oramai 2012, dal punto di
vista della nostra economia e della crisi mondiale che sta vivendo
il sistema occidentale, in modo particolare, possano essere
paragonate al PSR 2007-2013, pensato negli anni precedenti.
Credo che la battaglia vada comunque fatta. L'Europa ci ha
commissariato per la nostra attività di crescita, per lo sviluppo,
per il disegno di legge che andrà, secondo un nuovo programma,
all'attenzione di Camera e Senato.
Bene Non penso che all'interno di questa logica non si debba
rivedere cosa significhi de minimis in questa fase, che cosa
significhi stato di crisi , che cosa significhi rimodulazione di
misure che possono consentire una spesa.
Quindi, mi permetto di dire che lo sforzo che bisogna fare e che,
avendo poi un quadro esauriente di ciò che sarà il lavoro della
Commissione Bilancio', è di capire, effettivamente, attraverso
queste risposte, qual è la risposta del mondo dell'agricoltura, che
non mi sembra abbia salutato, in tutte le sue forme associative,
con particolare soddisfazione, questo disegno di legge.
Sono queste le ragioni per le quali mi permetto di invitare il
Governo a rivedere alcune posizioni - ribadisco - al di là
dell'aspetto di questo disegno di legge, che potrà essere
sicuramente migliorato attraverso una serie di emendamenti che come
Forza del Sud abbiamo prodotto - ma ne ho letti tanti altri, di
tanti colleghi -, ma lavorare dal punto di vista amministrativo,
fare quel lavoro che era stato avviato per quanto riguarda la
declaratoria dello stato di crisi.
E' quello - ribadisco -, a mio avviso, il punto vero della
questione; è quello l'obiettivo che va raggiunto. Senza questa
azione comune per la declaratoria dello stato di crisi credo che
faremo ancora disegni di legge che sono pannicelli caldi o che,
in ogni caso, determineranno risorse molto modeste rispetto alle
necessità - mi riferisco, per esempio, alla situazione debitoria -
o, come ho detto poc'anzi, risorse che poi non riescono ad essere
spese.
Tutti ricordiamo ancora che, per esempio, la provvista importante
per le scorte nel campo dell'agricoltura, che ormai è vecchia di
tre anni ed ancora non è stata integralmente spesa. Quindi, bisogna
capire come accelerare la spesa, anche in termini di liquidità, per
dare respiro ad un'economia asfittica e ancora più asfittica nel
mondo dell'agricoltura.
SCILLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILLA. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, questa
sera dobbiamo iniziare a trattare un argomento, un disegno di legge
che è importantissimo, fondamentale perché, finalmente, parliamo di
sviluppo, di investimenti, parliamo - almeno dovremmo parlare - di
agricoltura e pesca.
Ma, ancora una volta, purtroppo, quando c'è di mezzo il governo
Lombardo o la maggioranza che sostiene il governo Lombardo, anche
le cose più importanti che riguardano il futuro della nostra
Sicilia hanno complicazioni, perché ancora una volta - come qualche
collega ha ricordato poc'anzi - il lavoro, tutto il lavoro che
abbiamo fatto in III Commissione, tutte le audizioni che abbiamo
svolto in III Commissione, gli incontri fatti con le imprese sono
stati completamente stravolti da un atteggiamento che si è
verificato in Commissione Bilancio, che è inaccettabile.
Infatti, signor Presidente, la Commissione Bilancio che, tra
l'altro, non rappresenta tutte le forze politiche che sono in
Parlamento perché, per esempio, Forza del Sud ufficialmente non ha
il proprio rappresentante nella Commissione più importante - quindi
tralasciando questo aspetto -, ebbene, non può entrare nel merito
di ciò che la Commissione di merito ha discusso ed approvato
all'unanimità.
Quando voi chiamate questo disegno di legge un disegno di legge
per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca, mi volete spiegare,
cosa rimane della pesca in questo disegno di legge nel momento in
cui in Commissione Bilancio è stato stralciato l'articolo 28, che
riguarda l'organizzazione dei produttori?
Dovete continuare governo Lombardo e maggioranza ribaltonista del
governo Lombardo a prendere in giro le imprese siciliane?
Se voi andate a guardare l'articolato che oggi abbiamo in Aula,
premetto che noi vogliamo fare la legge e che questa legge va
fatta, va votata perché è ciò che aspettano le imprese, sia quelle
agricole che quelle ittiche. Ma per fare la legge bisogna anche
conoscere realmente quelle che sono le problematiche, non potete
portare provvedimenti che sono scollegati con le reali esigenze del
settore e del tessuto produttivo.
Vi porto un esempio pratico, signor Presidente, stralciando
l'articolo 28 che riguarda l'organizzazione dei produttori, quindi
Assessore, il nuovo modo di intendere la pesca, non è guardare
soltanto la produzione ma guardare i mercati, guardare il
marketing, guardare le regole che si devono dare; voi lo stralciate
perché dite che non c'è copertura finanziaria, ma non mi risulta,
perché c'è una posta di bilancio di ben 1 milione e quasi 400 mila
euro, quindi anche lì dobbiamo andare a fare un'attenta verifica,
perché c'è qualche burocrate che gioca e scherza e vuole fare
troppo il furbo e noi non lo permetteremo, questo è sicuro.
E allora, quando voi stralciate questo articolo e la pesca rimane
soltanto per quanto concerne l'articolo 23, onorevole Adamo
l'articolo 23 lo sa che cosa è? E' la riparazione di quell'inganno
che la notte che approvammo la finanziaria fecero stralciando il
maxiemendamento alla finanziaria. Sono dei contributi per il caro
gasolio che, allora, con l'inganno, sono scomparsi ed oggi ci sono.
Togliendo questo aspetto e, mi pare, l'articolo 25 che riguarda la
nuova sistemazione del Consiglio regionale della pesca, di fatto,
non c'è nulla anzi, per non essere falso, abbiamo due articoli, il
20 ed il 24, andate a leggere questi articoli e vedrete che sono di
riferimento a qualcuno che ha all'interno dell'Assessorato alla
pesca qualche doppio ruolo, dal mio punto di vista un ruolo che va
sicuramente rimosso, perché non si può essere da un lato consulente
del Governo, consulente dell'Assessore e dall'altro lato
rappresentare, invece, interessi specifici in questo settore.
E siccome ritengo la pesca un settore vitale e fondamentale, non
possiamo permettere a questa Assemblea - e mi rivolgo a tutti i
colleghi parlamentari - di votare queste leggi che hanno
sicuramente un obiettivo positivo; le dobbiamo fare perché i
settori aspettano queste risposte ma non possiamo votare, scusate
il termine, queste porcherie. Nel momento in cui, per quanto
riguarda l'agricoltura che è il settore vitale della nostra terra -
l'agricoltura è una cosa seria, non si può giocare con il destino
delle imprese agricole - prevediamo da un lato la possibilità di
aiutare le aziende che hanno problemi con l'usura, che hanno
problemi fallimentari, qualora la copertura finanziaria si rifà ad
un articolo che riguarda soltanto il de minimis cioè 7 mila euro
per anno, ma parliamo di cose serie, dobbiamo fare delle leggi che
devono davvero dare un rilancio socio-economico alla nostra terra o
dobbiamo continuare a prendere in giro le imprese agricole?
Siccome la legge ormai è incardinata, siccome dobbiamo farla e
dobbiamo tutti insieme lavorare per farla, dal mio punto di vista è
opportuno che ci sia una sospensione tecnica per sistemare questo
imbroglio e mi fermo ad imbroglio perché non voglio andare oltre,
perché poi metteremo nome e cognome a chi ha un ruolo che non deve
avere, a chi ha un ruolo e bisogna capire il perché, se è amico di
qualcuno, bisogna comprenderlo, sicuramente non è amico né della
pesca e neanche dell'agricoltura.
Allora, siccome so che l'assessore D'Antrassi, ha lavorato con
impegno, è stato con noi, va riconosciuto un merito notevole in
Commissione, abbiamo lavorato, abbiamo cercato di migliorare il
disegno di legge, però è evidente che va sicuramente fermato un
minuto l'orologio e bisogna fare un riassetto, signor Presidente,
così potremo ripartire con diverse posizioni ma con un unico
obiettivo, quello di fare una legge che serva realmente e che non
diventi la solita legge inutile che purtroppo, tante volte, questo
Parlamento ha prodotto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vediamo di trovare una via di
uscita.
Domani mattina alle 10.30 è convocata la Commissione Bilancio che
dovrà trattare 14 emendamenti inerenti al testo, emendamenti di
merito, più 11 emendamenti aggiuntivi che sono stati trasmessi per
l'apprezzamento della Commissione Bilancio.
Stasera, pertanto, chiuderei la discussione generale che era stata
demandata all'articolo 1, aggiornerei a domani con il seguito della
discussione generale, poi l'articolato e tutti gli elementi che la
Commissione Bilancio fornirà entro le ore 16.00.
Evitiamo di fare diventare la discussione su un testo delicato,
qualcosa che è più di merito e non di volontà di farla o non farla.
Credo che la volontà dei colleghi sia di farla e di trovare il
giusto punto di equilibrio.
Non ho sentito il Governo perché penso che la mia proposta sia
ragionevole.
Pertanto, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare con gli
onorevoli Colianni, Caputo, Maira, Leontini, Mancuso e Vinciullo.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
COLIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COLIANNI. Signor Presidente, dopo il suo intervento, mi limiterò
soltanto a dare un apprezzamento positivo alla sua proposta.
Mi sembra che nessuno di noi voglia cadere nel rischio in cui
questo Parlamento è caduto in occasione della discussione di
un'altra legge importante, sicuramente non quanto questa, ma
tuttavia importante che ci portò a non capirci su alcune cose.
Vorrei dire ai colleghi che mi hanno preceduto che se qualcuno non
vuole questa legge sull'agricoltura, lo dica apertamente in Aula.
Se, invece, il problema è che dobbiamo discutere dopo mesi e mesi
di discussione che hanno visto mettere insieme i disegni di legge
numeri 672, 695, 699, 700, 706, 707, 713, tutti disegni di legge
originati da questo Parlamento e dopo che una Commissione
all'unanimità ha lavorato e trasversalmente e positivamente ha dato
un parere positivo al Governo in un'azione assolutamente condivisa.
Se c'è qualcuno che per una ragione da noi non compresa, non vuole
che questa legge vada avanti, lo dica. Io, invece, devo dire
all'onorevole Scilla che condivido assolutamente e totalmente
quanto da lui dichiarato in questo Parlamento e cioè che non è
possibile fare una legge sull'agricoltura senza attenzionare il
comparto della pesca, comparto che era stato considerato in maniera
assolutamente condivisa dall'intera Commissione e che, invece, è
stato stralciato in occasione dell'incontro della Commissione
Bilancio.
Onorevole Assessore, riteniamo che il comparto della pesca debba
assolutamente fare parte integrante di questa legge e se dovesse
essere necessario, determinare un momento di riflessione tecnica e
politica in contemporanea con ciò che accade nella Commissione
Bilancio' in questi minuti ed in questo ore, dico facciamolo pure.
Onorevoli colleghi dell'opposizione, evitiamo su un argomento così
importante che vede parlare di aiuti alle imprese agricole, che
vede parlare di aiuti al sistema creditizio, che vede parlare di un
progetto di legge che riguardava i prodotti a chilometro zero, che
vede parlare del riordino, in alcuni settori, dei Consorzi di
bonifica, bene, penso che faremmo un grande, grandissimo errore se
pigliassimo sotto gamba questo momento importantissimo di una
legge, onorevole Assessore, che farà onore a questo Parlamento ed
alla sua gestione perché l'agricoltura, insieme alla sanità, è il
momento portante e strutturale dell'economia di questa Sicilia.
Pertanto, noi del Movimento per le Autonomie, lo dico con estrema
chiarezza, vogliamo assolutamente questa legge; riteniamo di non
dovere commettere l'errore che abbiamo commesso e per il quale
abbiamo evitato una interlocuzione distensiva che potesse, già nel
passato, concorrere a creare un clima di dialogo e di condivisione;
le chiedo di essere assolutamente, come so lei essere, disponibile
a dialoghi che possono essere integrativi delle norme già discusse;
le chiedo di farsi, anzi, parte attiva come Governo perché, in un
possibile incontro anche con i Presidenti dei gruppi parlamentari,
se c'è qualcosa da discutere, qualcosa da rivedere, qualcosa da
cassare o da aggiungere, lo si faccia, ma si guardi bene
dall'indietreggiare, come non lo faremo noi, di una virgola
rispetto al bisogno che ha la Sicilia di una legge sull'agricoltura
e sulla pesca, onorevole Scilla, perché siamo convinti che questo è
uno di quei provvedimenti che devono essere fatti ora e non chissà
in quale remoto momento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi, credo che sia il
momento e la sede per affrontare un argomento che, credo, interessi
le competenze della Commissione per il Regolamento.
Lo ha detto, poco fa, l'onorevole Scilla, io credo, nella qualità
di Presidente della Commissione, di sollevare ufficialmente un
problema che attiene ai rapporti tra la Commissione parlamentare
Attività produttive' e la Commissione Bilancio.
Le chiedo, signor Presidente, di convocare la Commissione per il
Regolamento oppure di dirimere una questione che, oggi, rischia di
compromettere e rallentare e rende ancora più difficoltosi i lavori
parlamentari.
Ormai, la Commissione Bilancio è diventata una Commissione che fa
audizioni su materie non di sua competenza: dopo che la Commissione
competente e di merito trasmette il disegno di legge, opera una
serie di valutazioni che vanno al di là delle competenze della
Commissione Bilancio e poi mette, al termine dei lavori, la
Commissione di merito di fronte alla decisione di non potere
approntare nessun emendamento perché cassato dalla Commissione
Bilancio.
Le anticipo, onorevole Presidente, che le perverrà una nota da
parte della Commissione, così come è avvenuto in passato, per
chiarire quali sono le competenze della Commissione Bilancio e le
competenze della Commissione di merito.
Per quanto riguarda la legge in questione, vorrei dire che essa
assume una enorme importanza, perché è stata avviata sull'onda
emotiva di una grande protesta di lavoratori agricoli che hanno
denunciato la chiusura di cinquemila piccole e medie imprese
agricole, che hanno denunciato lo stato di crisi profonda, a volte
anche irreversibile, assessore D'Antrassi, che colpisce un intero
comparto dell'agricoltura.
So che molti colleghi hanno chiesto un rinvio per impegni
parlamentari o per riunioni importanti di direzione del partito,
alla luce di quello che sta succedendo in questo momento al
Parlamento nazionale e al Senato della repubblica - e certamente
non sono contrario e condivido l'importanza - però vorrei che si
prendesse atto della straordinaria priorità che ha questo disegno
di legge, perché oggi abbiamo tutti il dovere di dare un segnalo al
mondo degli agricoltori e dimostrare in maniera concreta,
tangibile, univoca che questo Parlamento sta sposando, in questo
momento, la causa degli agricoltori siciliani.
Signor Presidente, condividendo e non sollevando nessuna
questione, da relatore di questo disegno di legge, sulla richiesta
di rinvio che è stata formulata, alla quale mi associo, chiedo che
si riconvochi giovedì o al più tardi martedì questo Parlamento per
l'esame di questo disegno di legge, anche perché vorrei ricordare a
tutti che abbiamo aperto la sessione di bilancio, la sessione
finanziaria e non vorrei che le incombenze di quel disegno di legge
andasse a compromettere, ad ostacolare o a rallentare l'esame di
questo importante disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Caputo, la prego di considerare la proposta
fatta dalla Presidenza, discussa con tutti i Gruppi ivi compreso il
PID che mostra disponibilità a procedere in un certo modo, lei
comprende quanto rappresentano i Gruppi parlamentari.
E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che il
collega Colianni voleva sapere chi non era d'accordo al disegno di
legge sull'agricoltura, con una grande chiarezza dico che questo
testo, così com'è, non favorisce gli agricoltori, come si può
essere a favore
Quando un testo riguarda determinati settori, quando un testo
riguarda determinate cose piuttosto che guardare a chi lavora la
terra guarda alle grande imprese, come si può essere d'accordo
Mi meraviglio che il Movimento per l'Autonomia per bocca
dell'onorevole Colianni è d'accordo a qualcosa che fa male
all'agricoltura, che fa male a chi vuole rilanciare un comparto.
Questo è un testo che bisogna migliorare, lo dico anche a tutti i
colleghi parlamentari che hanno richiamato più volte l'unanimità
della Commissione e lo ricordo a me stesso la Commissione non si
riunisce in sede referente, non esiste questo istituto in questo
Parlamento, non c'è ancora, si deve eventualmente variare il
Regolamento.
La Commissione esprime un giudizio, la Commissione svolge un
lavoro, la Commissione decide all'unanimità rispetto alla coscienza
dei componenti della Commissione non c'entra nulla il Parlamento.
Il Parlamento è una istituzione dove ogni parlamentare svolge la
propria funzione anche nel merito del provvedimento e per questo
motivo giustamente la Presidenza interviene e rinvia alla
Commissione Bilancio gli emendamenti con spesa.
Per questo motivo oggi ci troviamo in una situazione per la quale
dobbiamo riflettere, ciò che mi meraviglia è un'altra cosa
piuttosto il richiamo a sapere chi è a favore e chi è contro,
perché mi sembra molto semplice poi nella ricerca; non vorrei
richiamarmi a quello che anche l'onorevole Colianni ha detto:
altri disegni di legge con grande maggioranza in questa Aula hanno
fatto una fine che non meritavano, erano grandi disegni di legge di
riforme in ambiti importanti di questa Regione; perché lei
onorevole, sa meglio di me, che se si passa un voto che non sia
quello palese, quest'Aula, come si decide in modo autonomo rispetto
a quelle che sono le istanze che ognuno di noi può fare.
Rispetto a ciò, questo è un testo da migliorare e, a mio avviso,
non basta né la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
né la Commissione Bilancio.
Secondo me, serve un passaggio ulteriore, che è quello di una
seduta parlamentare che sarà forse domani sera, nella quale il
Governo indicherà le priorità che ritiene in questo disegno di
legge.
Lo dico chiaramente stasera, poi domani sera l'affronteremo, non
sono favorevole a tutte queste sanatorie che voi pensate di
mettere in agricoltura; non sono favorevole a rifare le norme dopo
due anni; è stata fatta una legge nel 2009 e ora la dobbiamo
rifare quasi tutta daccapo e rispetto a che cosa Personalmente,
non ci credo alla costituzione di nuovi organismi che sanno fare il
marketing in questa terra; qualcuno mi deve convincere che invece
si deve fare un'istituzione che serva a portare il prodotto nella
grande distribuzione; mi deve convincere perché ci vuole questo
organismo così importante; non sono favorevole di parlare del
personale di enti che non c'entrano niente con l'agricoltura;
collega Colianni, tu invece sei d'accordo e mi dispiace che sei
d'accordo su cose che non c'entrano niente con l'agricoltura.
Spero che domani il Governo, assumendosi la responsabilità che gli
compete, porti in Aula non tutti quegli emendamenti che ognuno
giustamente ha presentato, ma faccia una sintesi se si vuole fare
questa legge. E la sintesi non può venire da un disegno di legge
che pesa circa 36 articoli, si può fare con un maxi-emendamento,
perché se noi andiamo a campo aperto, se riteniamo di portare a
termine questa legge con la sessione di bilancio che incombe,
questa legge non arriverà mai in porto e il Governo deve decidere.
Intende fare veramente la legge sull'agricoltura e sulla pesca,
dice giustamente il collega Scilla, si deve mettere qualcosa sulla
pesca per farlo, altrimenti facciamo quello sull'agricoltura e
sulla pesca solo col titolo; vogliamo farlo veramente? Vogliamo
raggiungere un obiettivo che è quello degli agricoltori? Bene. Gli
emendamenti sono lì, domani ci sarà la Commissione Bilancio.
E' chiaro che a tutto non si può dire sì; il Governo ha la
responsabilità di fare la sintesi, sia del testo che è un testo
della Commissione, sia degli emendamenti che sono le azioni dei
parlamentari in questo Parlamento.
Se il Governo fa questo sforzo e presenta e discute quelle che
sono le istanze, i ritengo che questo disegno di legge potrà avere
la luce nel giro di brevissimo tempo, se invece andiamo a mare
aperto con una nave che naturalmente incontrerà la tempesta, anche
questo disegno di legge sarà un'occasione perduta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio brevissimo
intervento si dividerà in due parti e la prima parte riguarda la
discussione generale, visto che teoricamente saremmo ancora in
discussione generale e per la quale io mi limito a dire che questa
legge, così come è stata formulata nel testo di Aula, e, quindi,
senza avere ancora esaminato e approfondito gli emendamenti, è un
testo che mi lascia preoccupato e deluso, perché una legge di
riforma di un settore trainante per l'economia della Regione
siciliana avrebbe dovuto tenere conto e dovrà tener conto di
alcuni elementi che mancano.
Non si può fare un testo di questo genere senza un coordinamento
con le politiche agricole del Ministero dell'agricoltura, significa
ancora una volta ghettizzare, per l'incapacità di confrontarsi, una
legge che deve risolvere tanti problemi dell'agricoltura e della
pesca.
Questa osservazione mi porterebbe a sottolineare che un confronto
anche a livello di Commissioni di Camera e di Assemblea regionale
siciliana sarebbe stato necessario e sarebbe ancora necessario.
Questa è una legge che non è rapportata alla politica europea sui
vari contributi e sulle varie misure dell'agricoltura e se
dall'agricoltura noi prescindiamo dalle politiche dell'Unione
Europea credo che la legge di riforma del settore non farà molta
strada.
Questa è una legge che non fa ammenda delle mancate utilizzazioni
del passato - mi riferisco agli ultimi 2-3 anni - dei Fondi
europei, che sono stati totalmente trascurati e che non vengono
riprogrammati in maniera utile, ma certamente in maniera non utile
per il bisogno del settore della pesca e dell'agricoltura.
Tutto questo mi porta a ritenere che, forse, con l'esame degli
emendamenti che dobbiamo ancora esaminare, aggiusteremo qualcosa di
questa legge ed allora questa premessa mi serve anche per dire che
è necessario, opportuno, utile e intelligente che a partire dalla
discussione generale della legge si possa programmare un rinvio,
perché quando si sa che 23 o 24 emendamenti, di cui molti sono
importanti, devono ancora essere esaminati dalla Commissione
Bilancio e che possono mutare giudizio sulla discussione generale
della legge, mi chiedo a che serve correre facendo finta di dare
risposta all'agricoltura, quando possibilmente la risposta potrebbe
essere migliorata con un approfondimento maggiore a seguito della
copertura finanziaria degli emendamenti e sulla discussione che
l'Aula dovrà fare degli emendamenti.
Pertanto, riservandomi di intervenire anche come discussione
generale per alcuni aspetti specifici nell'esame degli articoli
degli emendamenti, mi permetto di integrare le richieste di rinvio
che sono state testé rappresentate dai colleghi, sostenendo che
bisogna far sfogare l'esame in Commissione Bilancio degli
emendamenti, bisogna tenere aperta la discussione generale sino a
quando la Commissione Bilancio esaminerà tutti gli emendamenti - e
questo al di là del fatto che coincide con le necessità di tutto il
PID che ha chiesto un rinvio per la giornata di domani - rinviando
alla prossima settimana con i dovuti approfondimenti anche la coda
della discussione generale; credo che così facendo ci potremmo
apprestare ad un testo di legge migliorato ed un poco più
approfondito, per tali motivi le chiedo formalmente il rinvio,
lasciando aperta la discussione generale alla prossima settimana,
aspettando anche l'esito dell'esame da parte della Commissione
Bilancio.
PRESIDENTE. Onorevole Maira, vorrei far presente che la Presidenza
ha fatto una proposta e che si è stabilito un percorso: stasera si
chiude la discussione generale, domani alle 10.30 la Commissione
Bilancio' si riunirà, apprezzando o meno le questioni legate agli
emendamenti di merito ed agli aggiuntivi per cominciare la
trattazione domani sera.
Se ci sono esigenze particolari rispetto alle quali si è
pronunciato il Presidente Cascio, questo si può anche vedere al di
fuori dei lavori d'Aula, sarebbe utile e opportuno per tutti noi.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur riconoscendo
che la sua è stata una proposta costruttiva, mi assocerei alle
riflessione dell'onorevole Maira perché si parte dalla premessa che
il numero degli emendamenti è talmente cospicuo da indurre domani
la seconda Commissione ad un lavoro nel merito di questi
emendamenti che sarà notevole.
C'è anche da dire che agli emendamenti riguardanti l'articolato si
assommano gli emendamenti aggiuntivi sui quali si prefigura una
discussione, un confronto, particolarmente acceso perché ci sono
alcuni emendamenti aggiuntivi che stravolgono la natura e la
fisionomia dell'articolato dell'intero disegno di legge.
Decidere fin d'ora di cominciare domani l'esame dell'articolato
potrebbe farci ricascare nella stessa condizione di stasera, ossia
dover lavorare a zig-zag' secondo una serie di adempimenti e di
articoli che possono essere esaminati ed altri che probabilmente
non saremo in condizioni di esaminare. Tale percorso, così ad
intermittenza, non ci consentirebbe di procedere come tutti abbiamo
dichiarato di volere procedere. E veramente tutti vogliamo
procedere nel modo più congruo perché questa legge la vogliamo fare
e riteniamo che sia uno strumento importante, che sia perfettibile,
che sia suscettibile di integrazione e arricchimenti, facciamolo
nella misura più congrua.
Forzare la mano non ci serve, assessore
Domani ci vedremo in seconda Commissione. Lavoriamo a tutti gli
emendamenti, decidiamo cosa fare degli aggiuntivi - e ve ne sono
alcuni che si prefigurano problematici - con le idee chiare anche
sugli questi ultimi possiamo in modo più razionale aprire la
discussione sull'articolato cominciando dall'articolo 1, altrimenti
procediamo con la confusione che prima o poi ci farà intoppare, ci
farà arrestare nel senso dell'interruzione.
Signor Presidente, pur riconoscendo il carattere costruttivo della
sua proposta, era una proposta che come capigruppo abbiamo
commentato in diretta. Noi tutti intervenuti fino ad ora
preferiremmo che la discussione generale continuasse domani sera in
modo tale da prendere atto del lavoro che domani mattina faremo in
seconda Commissione per poi decidere, in modo complessivo, di
iniziare l'esame della legge martedì prossimo, quando ci saranno
tutti, il PID, il relatore e così via.
PRESIDENTE. Chiunque presieda quest'Aula fino ad oggi ha
dimostrato grande ragionevolezza ed ha sentito tutte le parti, è
stato stabilito un percorso e su quello ormai ci impegniamo.
Domani valuteremo, anche alla luce dei lavori della Commissione
Bilancio, come procedere.
Non possiamo però ritornare indietro rispetto ad un punto di
equilibrio che avevamo trovato, concordato anche fra tutte le
parti.
Pertanto, onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 9 novembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Oddo
I -Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca. Norme
in materia di artigianato, cooperazione e commercio. (732-672-699-
700-713 /A) (Seguito)
Relatore: on. Caputo
La seduta è tolta alle ore 18.25
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 21.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica Economia'
CRACOLICI. - «All'Assessore per l'economia, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per le attività produttive,
premesso che:
la 'Biosphera' è una società mista costituita da Italia Lavoro,
enti Parco e Regione, la cui partecipazione azionaria è del 53%;
l'organizzazione aziendale è strutturata in due rami:
'Territorio', rivolto alle aree naturali, e 'Sanità', destinato
all'espletamento di servizi;
l'amministratore unico della società, dal giugno 2009, è il dr
Gaetano Costa, mentre coadiutore dal 31.07.2009 è il dr Alessandro
Trezza e, dal gennaio 2007, il responsabile del personale e delle
relazioni sindacali è il dott. Agostino Portanova;
considerato che:
i vertici aziendali di Biosphera s.p.a. hanno siglato un verbale
di ipotesi di accordo con alcune organizzazioni sindacali del ramo
'Sanità', per la chiusura di una vertenza relativa ad avanzamenti
di livello e alle assunzioni a tempo indeterminato, ipotesi che
verrà sottoposta all'assemblea dei soci ed al collegio sindacale,
in deroga alla delibera n. 97/10 dell'Assessorato regionale
Economia;
specificamente l'accordo sopra citato comprenderebbe, oltre
all'avanzamento di livello per alcuni dipendenti, anche la
trasformazione del profilo contrattuale da co.co.pro. a tempo
indeterminato;
l'accordo in questione stabilisce inoltre la corresponsione per
questo personale, con decorrenza dall'1.01.2010, della liquidazione
delle differenze economiche nella busta paga di agosto di
quest'anno, nonché di procedere al perfezionamento di quanto
avviato per consentire l'assunzione di ulteriori 50 unità di
personale motivata dall'espletamento dell'anagrafe bovina, ovina,
suina ed equina;
rilevato che:
i vertici della società in diverse occasioni hanno comunicato di
essere in uno stato di difficoltà economica al punto di mettere in
discussione il regolare pagamento degli emolumenti ai dipendenti;
l'ex Assessorato Bilancio e finanze aveva emanato una circolare,
prot. n. 25732 del 14 maggio 2008, sul riordino delle società
partecipate in vista di un definitivo riassetto, puntando ad un
risparmio economico ed ad un blocco delle assunzioni del personale;
per alcuni lavoratori si è già provveduto a trasformare il
rapporto di lavoro da co.co.pro. lavoro a progetto o tempo
determinato in lavoro a tempo indeterminato, in contrasto con le
indicazioni fornite dall'amministrazione regionale in materia di
razionalizzazione e contenimento della spesa;
ad oggi alcuni lavoratori del ramo 'Territorio' della medesima
società hanno da tempo avviato una vertenza in ragione
dell'impossibilità di essere prorogati nella funzione seppur
mantenendo un rapporto di lavoro a tempo determinato;
la Corte dei conti ha più volte evidenziato gli sprechi nelle
società partecipate della Regione;
con l'art. 20 della l.r.11/2010 si è stabilito di attivare tutte
le procedure necessarie alla individuazione delle aree strategiche
rilevanti che consentano in tal modo di realizzare concretamente un
riordino delle società a totale e maggioritaria partecipazione
della Regione;
per sapere:
se non ritengano opportuno porre in essere ogni strumento utile ad
una attenta verifica circa le modalità di gestione inerenti al
personale, e specificamente ai provvedimenti di stabilizzazione
adottati o in corso di adozione dai vertici della società
Biosphera;
se, accertate presunte irregolarità, come intendano procedere al
fine di garantire il buon andamento e l'imparzialità nella gestione
della Biosphera società maggiormente partecipata dalla Regione;
quali atti, ad oggi, siano stati prodotti al fine di dare
attuazione alle disposizioni contenute all'articolo 20 della l.r.
11/2010». (1251)
Risposta. - «In merito all'interrogazione in argomento occorre
preliminarmente ricordare che questo Assessorato ha provveduto fin
da subito a diramare le prime direttive di carattere generale a
tutte le società partecipate dalla Regione e, con particolare
riferimento agli atti di indirizzo divulgati con nota Presidenziale
prot. n. 25732 del 14/05/2010, ha invitato le predette società a
sospendere ogni procedura selettiva di personale finalizzata
all'assunzione.
Successivamente, avendo appreso che nella Biosphera - nel mese di
giugno 2008 - erano in corso selezioni di personale, è stato
reiterato - anche più volte - l'invito a sospendere ogni tipo di
procedura finalizzata sia all'assunzione di personale, sia alla
proroga di contratti di lavoro a scadenza, atteso che era in corso
di definizione una prima ipotesi di piano di riordino delle
partecipate regionali.
Si ricorda infatti che la Delibera di Governo Regionale n.221 del
30/09/2008 ha sancito il divieto per le società partecipate dalla
Regione di bandire concorsi, effettuare selezioni di personale,
indipendentemente dalla qualifica o funzione da ricoprire, nonché
di procedere all'assunzione di personale a tempo determinato ovvero
a promozioni , imponendo, altresì, alle amministrazioni regionali
di vigilare rigorosamente sul rispetto di quanto deliberato.
Fatta questa premessa, va specificato che il sopracitato blocco
delle assunzioni è stato causa di notevoli problemi dovuti al fatto
che contro la Biosphera sono state promosse vertenze di lavoro da
parte di ex lavoratori e/o collaboratori della stessa che, avendo
svolto la propria attività lavorativa in modo continuato attraverso
rinnovi e proroghe contrattuali, hanno richiesto all'U.P.L.M.O.
(Unione Provinciale Lavoro e Massima Occupazione) l'accertamento
della natura subordinata ed a tempo indeterminato dei loro rapporti
di lavoro e, conseguentemente, la relativa stabilizzazione.
Per addivenire ad una soluzione delle suddette vertenze, la
Società - supportata da un legale giuslavorista - informava i soci
della sussistenza dei fondati motivi per ritenere che Biosphera
potesse soccombere e quindi subire notevoli aggravi di costi dovuti
all'eventuale riconoscimento da parte del giudice dei diritti
pregressi in favore dei lavoratori interessati, proponendo, di
conseguenza una soluzione di tipo transattiva.
Successivamente, con parere predisposto da un esperto in diritto
amministrativo, è emerso che l'ipotesi di accordo transattiva -
finalizzato a risolvere le posizioni pendenti con gli ex
lavoratori/collaboratori - risultava in palese contrasto con il
divieto imposto dalla Delibera di Giunta n. 221/2008, rilevando,
tuttavia, come - indipendentemente da qualsiasi percorso intrapreso
dalla Società, un'eventuale sentenza che imponesse alla società di
regolarizzare l'assunzione dei lavoro, stante la forza cogente del
giudicato, avrebbe liberato l'organo amministrativo da qualunque
responsabilità, persino quella della violazione del divieto di cui
alla delibera di giunta regionale n. 221/2008.
Nel ricordare che nel corso del 2009 la società ha subito
l'avvicendarsi di vari amministratori, il Dott. Costa - nominato
dall'assemblea dei soci in data 31/07/2009 - ha tempestivamente
rappresentato agli stessi le criticità accertate sin dal momento
del suo insediamento, quali:
-la grave crisi finanziaria, causata principalmente dal mancato
incasso dei crediti vantati nei confronti della Regione, cha ha
posto in continuo stato di agitazione le maestranze per l'ipotetica
impossibilità della Società di far fronte al regolare pagamento
delle retribuzioni per i n. 50 dipendenti dell'area produttiva
'Territorio'' e n. 65 dipendenti oltre n. 9 collaboratori
dell'area produttiva 'Sanità'';
-l'indebitamento delle banche finalizzato al reperimento di risorse
finanziarie utili a coprire i costi fissi, inclusi gli stipendi e
gli oneri di tutto il personale;
-le compromesse relazioni sindacali dovute alla presenza di
numerose sigle nonché la costituzione di spontanei presidi da parte
di lavoratori che abbandonavano senza alcun preavviso il posto di
lavoro;
-lo scarso livello di comunicazione ed organizzazione aziendale;
è dato rilevare che le prime iniziative assunte dal
predetto Amministratore unico sono state:
-la disdetta di tutti i contratti di consulenza con l'obiettivo di
utilizzare le risorse umane disponibili, previo periodo di
formazione;
-la riorganizzazione degli uffici;
-la costituzione di una funzione controllo di gestione finalizzata
alla programmazione e controllo del budget;
-la verifica dei decreti ingiuntivi esistenti e delle cause
instaurate con vari fornitori;
-la verifica delle vertenze in corso da parte di personale con
contratti a tempo determinato e contratti co.co.pro. di cui in
premessa.
E' appena il caso di evidenziare che, di fronte ad una così
evidente fase di stallo e di crisi finanziaria, la società subiva
la pressione esercitata dalle OO.SS. finalizzate alla
sottoscrizione di tutti gli accordi volti a normalizzare le
situazioni irrisolte, riferendosi chiaramente alle attribuzioni dei
livelli (promozioni) ed alla regolarizzazione dei lavoratori a
tempo determinato e co.co.pro.
Su tale ultimo aspetto, è da segnalare l'atteggiamento assunto
dalle OO.SS di Biosphera che, nel sostenere la legittimità del
riconoscimento dei diritti abbondantemente maturati in capo ai
lavoratori coinvolti nelle vertenze, chiedevano alla Società di
sanare, in via transattiva, tutti quei contenziosi ancora pendenti
innanzi al tribunale, prefigurandone, in caso di soccombenza della
Società, l'ipotesi di danno erariale per via dell'irragionevole
determinazione a percorrere strade, come quelle giudiziarie, senza
possibilità di esito positivo .
Si evidenzia infine che questo Assessorato sta attuando tutti gli
adempimenti possibili finalizzati a rimuovere gli ostacoli che di
fatto inficiano la regolare gestione aziendale, nonché la
liquidazione delle competenze spettanti a Biosphera da parte
dell'Amministrazione regionale attiva, nonché l'istituzione di un
tavolo tecnico con le parti interessate e le organizzazioni
sindacali.
Pertanto, cogliendo l'opportunità prestatasi attraverso il recesso
dalla compagine di Biosphera esercitato dal Socio Italia Lavoro
S.p.A., conformemente a quanto disposto dalla L.R. 11/2010 in tema
di riordino delle società partecipate dalla Regione, nell'assemblea
dei soci del 21/09/2010 si è stabilito di mettere in liquidazione
la Biosphera S.p.A».
L'Assessore
Prof. Avv. Gaetano Armao
CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
gli uffici regionali dell'Assessorato Beni culturali, con sede in
Palermo, via delle Croci, e dell'Assessorato Attività produttive di
via degli Emiri, sono immobili oggetto di confisca in danno
dell'imprenditore Piazza;
attualmente la Regione siciliana provvede al pagamento, a favore
dello Stato, di un canone annuo per l'utilizzo dei predetti
immobili;
considerato che:
si tratta di beni confiscati alla mafia e che sono utilizzati
dalla Regione come sede di uffici regionali;
la normativa vigente in materia di beni confiscati prevede
l'assegnazione agli enti pubblici;
ritenuto che:
la Regione siciliana può essere legittimata ad utilizzare gli
immobili confiscati alla mafia;
l'assegnazione degli immobili, oltre al fattore sociale in quanto
il bene sarebbe utilizzato dalla collettività, consentirebbe anche
di evitare il pagamento del canone annuo che la Regione siciliana
versa allo Stato;
per sapere:
l'ammontare del canone che la Regione siciliana versa allo Stato
per l'utilizzo degli immobili ove insistono gli uffici regionali
ubicati in Palermo, piazza Croci e via degli Emiri;
i provvedimenti che intendano adottare al fine di evitare che la
Regione continui a pagare ingenti somme di denaro». (1360)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
ritiene riferire preliminarmente che la legge n. 575 del 31/05/1965
e s. m., come novellata ex art. 12 undecies, comma 2, con L.
296/07, ha annoverato la Regione, sia pure in via residuale, tra i
soggetti cui vengono trasferiti, per finalità istituzionali o
sociali, i beni confiscati alle organizzazioni criminali di stampo
mafioso.
Tuttavia la normativa in questione non ha attribuito alla Regione
Siciliana alcun potere decisionale o gestorio in ordine ai beni
confiscati, qualificandola meramente quale soggetto beneficiario,
sempre che l'Amministrazione dello Stato si determini per il
trasferimento in favore del bene. Ciò anche se la maggior parte dei
beni confiscati insiste sul territorio siciliano.
All'entrata in vigore della legge 296/07, la Regione Siciliana ha
subito interagito con la Filiale Sicilia dell'Agenzia del Demanio
che, prima dell'istituzione dell'Agenzia nazionale per i beni
confiscati, aveva cura dei beni di che trattasi (trasferiti allo
Stato a titolo originario con provvedimento giudiziario) per avere
in assegnazione sia gli immobili già in uso degli uffici regionali
che quelli compatibili con le finalità governativo-istituzionali e
sociali.
Laddove il provvedimento ablativo di confisca ha attinto le quote
rappresentative dell'intero capitale sociale con esclusione del
compendio immobiliare rimasto intestato alle singole società, in
sede di applicazione della legge, sono emerse delle difficoltà
applicative in conseguenza del mantenimento nei bilanci societari
di tali beni, iscritti tra le immobilizzazioni materiali ovvero tra
le rimanenze.
La problematica ha riguardato non solo la Regione (Presidenza ed
ASP), ma anche la Provincia Regionale ed il Comune di Palermo,
tutti già locatari di immobili (sedi di uffici, scuole) prima
sequestrati e poi confiscati, riconducibili a tale fattispecie, per
i quali immobili si è insistito per ottenere l'assegnazione a
titolo gratuito per effetto della misura ablativa definitiva emessa
in danno delle società confiscate.
Beni confiscati già in uso governativo
Si premette nel particolare e per gli aspetti specifici di
competenza, che sin dal 1990 la Regione conduce in locazione, per
le esigenze degli Assessorati regionali Beni Culturali e
Cooperazione (oggi delle Attività Produttive), degli immobili siti
in Palermo, rispettivamente in Via delle Croci ed in via degli
Emiri, già di proprietà della Società Immobiliare Strasburgo S.r.l.
(riconducibili al 'Gruppo Piazza ), nonché alcuni immobili in uso
alle ASP.
Detti beni sono stati oggetto prima di provvedimento giudiziario
di sequestro e poi di quello ablativo definitivo di confisca,
pronunciata con decreto del Tribunale di Palermo n. 92/94 del
17/07/1996 divenuto definitivo in data 06/03/2007.
I plessi in argomento, per l'appunto, non erano stati confiscati
autonomamente in quanto rientranti nella fattispecie in premessa
richiamata.
L'Agenzia del Demanio, nell'ambito dell'ingente patrimonio
immobiliare intestato alla società confiscata, ha ritenuto
prioritario e conducente selezionare gli immobili utilizzati per
scopi istituzionali e governativi, avviando con la Regione, il
Comune e la Provincia Regionale di Palermo un percorso, peraltro
condiviso, diretto al successivo trasferimento a titolo gratuito
dei cespiti de quibus al patrimonio indisponibile degli Enti
Territoriali, secondo le finalità dell'art. 2 undecies, comma 2,
della L. n.575/65.
In sede di assegnazione dei cespiti in questione, con nota prot.
n. 46 del 18/07/2008, rivolta alla Regione ed anche agli altri Enti
Territoriali coinvolti (Comune, Provincia, ASP), l'Amministratore
Finanziario degli immobili, riconducibili al predetto Gruppo
Piazza , ha invece richiesto il pagamento dei canoni di locazione
dall' 01/01/08, canoni il cui pagamento, per le motivazioni sopra
esplicitate, era stato sospeso, dietro input dell'Agenzia del
Demanio con nota prot. N. 30377 del 27/11/2007.
L'Amministratore finanziario ha giustificato tale richiesta alla
luce delle osservazioni interposte dal Commissario Straordinario
del Governo allora deputato alla gestione e destinazione dei beni
confiscati alla mafia e alla criminalità organizzata.
Il Commissario ha manifestato, infatti, la perplessità in ordine
alla compatibilità con la normativa vigente del percorso
originariamente individuato che non consente, per il caso di
specie, di addivenire alla prospettata soluzione di destinare agli
Enti Territoriali gli immobili dagli stessi utilizzati, senza
incorrere in possibili responsabilità derivanti dalla distrazione
dei cespiti in argomento dalla loro naturale destinazione, che per
le società oggi confiscate è quella di beni patrimoniali iscritti
in bilancio tra le rimanenze d'esercizio .
La Regione, con comunicazione prot. N. 117825 del 05/08/2008, ha
ritenuto di non dover corrispondere i canoni locativi per non
snaturare la ratio generale della legge e la insita vocazione
istituzionale dei cespiti.
Un'utilizzazione a titolo oneroso dei beni già adibiti a finalità
pubblica viene a contrastare infatti con le aspettative della
collettività alla restituzione dei beni stessi, illecitamente
sottrattile dalla criminalità organizzata e con il bisogno innato
di ripristino della legalità.
Tuttavia, si è dovuto prendere atto, da un lato, degli inviti
perentori rivolti dall'Amministratore Finanziario e dall'Agenzia
del Demanio della Regione a corrispondere i corrispettivi maturati
dall'01/01/2008 per l'occupazione degli immobili di proprietà
dell'Immobiliare Strasburgo S.r.l. e dall'altro di un quadro
normativo inidoneo nella misura in cui non è in grado di garantire
alla Sicilia, che pure è la regione ove insiste il maggior numero
di unità immobiliari confiscate, un'immediata a gratuita
disponibilità dei beni confiscati, secondo le finalità dell'art. 2
undecies, comma 2, della legge n. 575/1965.
Posti di fronte ad una siffatta contraddizione, si è formalmente
richiesta l'emanazione di una norma di attribuzione in proprietà
dei beni confiscati anzitutto in via principale (e non in via
residuale) alla Regione Siciliana e, nel contempo, l'assegnazione
gratuita anche degli immobili facenti parte di quote societarie,
proponendosi al riguardo specifico emendamento normativo.
L'assessore pro-tempore alla Presidenza, ha rivolto sollecitazioni
ai Signori Ministri dell'Economia e delle Finanze giusta
assessoriali prot. n. 146576, della Giustizia, prot. n. 146604 e
dell'Interno, prot. n. 146613, tutte dell'08/09/2009 perché si
attivassero, nell'ambito delle rispettive competenze, con
l'introduzione a livello normativo statale della apposita norma
proposta di attribuzione dei cespiti confiscati, facenti parte di
quote societarie e già in uso alle Amministrazioni pubbliche, agli
Enti territoriali.
Per dirimere parimenti la questione economica con l'Amministratore
Finanziario, che intanto minacciava il ricorso a procedure
esecutive, si è richiesta l'assistenza dell'Ufficio Legislativo e
Legale, con prot. n.148309 dell'11/09/2009, affinché si
pronunciasse su detto quesito e cioè se l'Amministrazione Regionale
dovesse o meno corrispondere all'Amministrazione Finanziaria del
Gruppo Piazza i canoni di locazione degli immobili intanto maturati
dell'01/01/2008, stante i reiterati inviti rivoltile a liquidare i
ratei di canoni.
In risposta l'Organo legale ha precisato che l'Amministrazione
regionale è tenuta a corrispondere senza indugio il canone locativo
stabilito nel contratto, operando con immediatezza per evitare
l'insorgere di un contenzioso che vedrebbe, ragionevolmente,
soccombente l'amministrazione regionale con aggravio dei cosi .
Per conseguenza si riferisce che la Regione ha corrisposto, dal
2007 al 2009, la complessiva somma di Euro 8.095.475,00 circa
(Istat e Iva compresi) per gli immobili di uso diretto, nonché Euro
512.323,00 annui per gli immobili in uso alle ASP, come si rivela
dalla nota prot. 2153 del 15 dicembre 2010.
Intanto per superare le difficoltà nelle fasi di gestione,
destinazione e consegna dei beni, con D.L. n. 4/2010, convertito
con L. n. 50 del 31/03/2010, è stata istituita con sede in Reggio
Calabria, l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la
destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità
organizzata: un organismo autonomo, dotato di proprie risorse
finanziarie (3 milioni di euro per il 2010 e 4 milioni di euro per
il prossimo anno), sotto la vigilanza del Ministero dell'Interno.
Nella considerazione che un'utilizzazione a titolo oneroso
(peraltro in aumento) dei beni confiscati, già in uso pubblico,
contrasta con la ratio generale della legge n. 575 del 31/05/1965 e
s.m.i., si è peraltro interpellato, unitamente all'Ufficio speciale
per la legalità, istituito con D.P. n. 88 dell'01/03/2010, la neo
istituita Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione
dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata che
,fra le altre cose ha il compito, ex D.L. n. 4/2010, convertito
con L. n. 50 del 31/03/2010, di adottare i provvedimenti di
destinazione dei beni confiscati per le prioritarie finalità
istituzionali e sociali proprio secondo le modalità indicate dalla
citata n. 575 e successive modificazioni.
In sede di incontro in data 21/09/2010, l'Agenzia nazionale
suddetta ha, a tal proposito, dichiarato che il problema dei beni
aziendali è stato posto in seno al Consiglio direttivo che ha
auspicato una possibile soluzione normativa per permettere lo
scorporo dei beni immobili aziendali e la loro conseguente
destinazione a titolo gratuito alle Amministrazioni Pubbliche.
Considerato che allora l'Amministratore Finanziario aveva
richiesto il pagamento di complessivi euro 1.489.375,60, IVA
compresa, per l'occupazione degli immobili di Via degli Emiri, sede
dell'Assessorato delle Attività Produttive e di Via delle Croci,
sede dell'Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana,
oltre a richiedere la stipula di nuovi contratti di locazione per
gli immobili de quibus a canoni ulteriormente maggiorati, è stato
proposto da questo Assessorato un emendamento nonché con determina
prot. n. 5259 del 02/11/2010 è stato richiesto all'Agenzia
Nazionale l'assegnazione a titolo gratuito dei cespiti facenti
parte di quote societarie, ex art. 7, comma 3 ter della legge sopra
citata n. 50/2010, in uno alla proposta normativa allegata.
Successivamente all'entrata in vigore del D.L. n. 187 del
12/11/2010 che sostanzialmente riflette, all'art. 3 comma 2 lettera
b), l'emendamento citato, questo Assessorato su proposta del
Dipartimento Bilancio e Tesoro ha riconfermato, con assessoriale
prot. n. 5836 del 29/11/2010, la determinazione ad avere trasferito
al patrimonio indisponibile regionale i cespiti confiscati già in
uso governativo.
Con l'istanza formale de qua si è altresì rappresentato che la
questione riguardava anche gli immobili confiscati, facenti parte
di quote societarie, in uso ai Comuni ed alle Province, per i quali
si richiedeva la stessa applicazione normativa, confidando nel
trasferimento tempestivo dei suddetti beni facenti parte di quote
societarie.
Con successiva assessoriale prot. n. 5665 dell'01/02/2011, è
stata reiterata la richiesta all'Agenzia Nazionale per il
trasferimento al patrimonio indisponibile degli Enti Territoriali
compresa la Regione Siciliana dei beni confiscati già in uso
governativo, considerato altresì che il decreto legislativo de quo
è stato ormai convertito con legge n. 217 del 17 dicembre 2010.
Pertanto, con nota prot. n. 10976 dell'1.08.2011 l'Agenzia
Nazionale per i Beni Confiscati, secondo dati forniti
dall'Amministratore Finanziario della Immobiliare Strasburgo S.r.l.
(Avv. Gaetano Cappellano Seminara) ha deliberato che la Regione
Siciliana corrisponda il debito derivante dai canoni di locazione
non pagati relativi agli immobili di via Borrelli (Via Croci) e di
Via E. l'Emiro per un importo complessivo pari a 5.481.999,69 Euro.
A ciò si aggiungano i canoni corrisposti dalle A.S.P. nell'ambito
della loro autonomia gestionale e contabile, direttamente
all'Amministratore Finanziario, per gli immobili sedi di strutture
sanitarie, pari ad Euro 512.323,00 annui, come da citata
comunicazione prot. n. 2153 del 15 dicembre 2010.
Ad ogni buon fine onde corrispondere più compiutamente
all'interrogazione parlamentare, si ritiene utile riferire sulle
iniziative più rilevanti intraprese dalla Regione in merito ai beni
confiscati.
Iniziative Regionali
Le iniziative, tra le più rilevanti, nell'ambito regionale sono
state di carattere legislativo ed amministrativo, come di seguito
riportano:
Con L.R. n. 15 del 20/11/2008 sono state adottate misure di
contrasto alla criminalità organizzata.
Con determina prot. n. 1983/Gab del 22/11/2008, l'Assessore pro-
tempore alla Presidenza ha inviato al Presidente del Senato il
disegno di legge voto n. 284, approvato dall'Assemblea Regionale
Siciliana con il quale si richiedeva:
il riconoscimento per la Regione Sicilia dell'assegnazione dei
beni confiscati come strumento territoriale di contrasto alle
associazioni di tipo mafioso e di ristoro delle comunità locali
direttamente danneggiate.
L'assegnazione in via preventiva, fatte salve le prerogative dello
Stato, dei beni confiscati e delle risorse derivanti dal recupero
dei crediti, dall'affitto, dall'alienazione o dalle liquidazioni,
per finalità in essere in via esclusiva o prevalente.
Con L.R. 14/05/2009 n. 6 (ex art. 31) è stato istituito un fondo
di progettazione destinato alla riutilizzazione e fruizione sociale
dei beni confiscati.
Con determine assessoriali nn. 146576/09, 146604/09 e 146613/09,
l'Assessore pro-tempore alla Presidenza ha interessato i Signori
Ministri dell'Economia, dell'Interno e della Giustizia per
l'adozione a livello centrale delle proposte normative volte al
trasferimento al patrimonio regionale dei beni, facenti parte delle
quote societarie.
Con direttive applicative numeri 53816 del 25/03/2009, 132662 del
30/07/2009 e 52643 del 09/04/2010 del Servizio Demanio sono state
fornite le indicazioni efferenti la procedura per la manifestazione
di interesse all'assegnazione.
Con disegno di legge del 21/01/2010 la Regione, richiamandosi alla
legge n. 133 del 2008 e, a prosieguo, dell'art. 2 del decreto legge
n. 143 del 2008, convertito con modificazioni dalla L. 181/08
istitutivo del Fondo Unico di Giustizia, ha prospettato l'utilizzo
delle somme del Fondo (in atto così destinate: 1/3 al Ministero
Interno, 1/3 agli uffici giudiziari e la restante parte allo Stato)
allo sviluppo delle comunità locali e dei territori danneggiati
dalla criminalità organizzata.
Con deliberazione n. 28 dell'08/02/2010 la Giunta Regionale di
Governo ha deliberato l'istituzione dell'Ufficio Speciale per la
Legalità, con compiti tra l'altro, di monitoraggio, di impulso e di
elaborazione di proposte legislative nella materia dei beni
confiscati.
Con direttiva n. 55732 del 21/10/2010 dell'Ufficio Speciale per la
Legalità e del Servizio Demanio sono state richieste le
designazioni dei referenti dei vari rami dell'Amministrazione
Regionale per la semplificazione delle procedure.
Con determina n. 5259 del 02/11/2010 questo Assessorato ha
richiesto al Sig. Ministro dell'Interno e all'Agenzia dei Beni
confiscati l'assegnazione a titolo gratuito dei cespiti confiscati
facenti parte di quote societarie, accludendosi apposito
emendamento. Parimenti si è richiesta all'Agenzia Nazionale dei
beni confiscati la trasmissione degli elenchi aggiornati dei beni
confiscati che dal marzo 2010 non vengono più inoltrati.
Con determina n. 5836 del 29/11/2010 questo Assessorato, a seguito
dell'entrata in vigore del D.L. n. 187 del 12/11/2010, ha richiesto
il trasferimento alla Regione dei suddetti cespiti.
Con Atto di consegna redatto in data 30/11/2010 tra la Regione,
l'Agenzia Nazionale dei Beni confiscati e l'Agenzia del Demanio, si
è proceduto alla presa in possesso dei cespiti confiscati in
Petralia Soprana destinati ad uso uffici regionali.
Con manifestazione di interesse prot. n. 71122 del 30/12/2010 è
stato richiesto il trasferimento dell'immobile sito in Palermo Via
Tricomi, 18, assegnato con decreto prot. n. 96 del 04/01/2011, per
essere utilizzato dall'Assessorato della Salute quale alloggio da
destinare ai familiari dei pazienti ricoverati presso le limitrofe
strutture sanitarie specializzate di rilevanza nazionale e, in via
prioritaria, per i familiari dei pazienti pediatrici e dei degenti
trapiantati.
Va sottolineato, tuttavia, che successivamente, in sede di
approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del D.Lgvo. n. 159
del 6.09.2011 (Legge Delega n.136/2010), questo Assessorato ha
sottoposto alla valutazione dell'Ufficio Legislativo e Legale le
illegittimità d'ordine costituzionale riscontrate sia nella Legge
n. 136/2010 viziata da eccesso di delega che nello stesso Decreto
Legislativo n. 159/2011 c.d. Codice antimafia , per contrasto con
gli artt. 76, 114 e 118 della Costituzione nonché con l'art. 32
dello statuto autonomistico della Regione Siciliana e, infine, con
nota assessoriale prot. n. 60648 del 10.10.2011, sempre all'Ufficio
Legislativo e Legale, è stato chiesto di promuovere ricorso,
relativo alla questione della legittimità costituzionale del codice
antimafia (D. Lgvo 159/2011), avverso l'art. 1 della L. 136/2010
SDelega al Governo per l'emanazione di un codice delle leggi
antimafia e delle misure di prevenzione per violazione dell'art.
76 della Costituzione e gli artt. 45 e 48 del Decreto Legislativo
n. 159/2011 Codice delle leggi antimafia e delle misure di
prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazioni
antimafia a norma degli art. 1 e 2 della legge 13 agosto 2010,
n.136 per violazione degli art. 114, 116, 118 e 120 della
Costituzione nonché per violazione degli art. 32 e 33 dello
Statuto.
Tali norme, si ritiene, disconoscono il ruolo dell'autonomia della
Regione Siciliana togliendo alla stessa ogni strumento territoriale
di contrasto delle associazioni mafioso e di ristoro per le
comunità locali direttamente danneggiate».
L'Assessore
Prof. Avv. Gaetano Armao
LEONTINI-D'ASERO-SCOMA-CAPUTO-MANCUSO. - «Al Presidente della
Regione e all'Assessore per l'economia, premesso che dalla
relazione orale per l'udienza di parificazione della Corte dei
conti - Sezioni riunite per la Regione siciliana in merito al
rendiconto generale della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2009 si legge: 'La gestione attiva del debito,
intrapresa dalla Regione nel 2005 con successiva rimodulazione nel
2007, ha fatto sì che le operazioni di finanza derivata assistano
oggi il 29,6% circa del debito a carico della Regione. Al riguardo
va segnalato che negli ultimi due esercizi la Regione non ha fatto
ricorso ad alcuna nuova operazione di ristrutturazione del debito.
Attualmente sono in corso cinque operazioni in derivati, di cui tre
a fronte di mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti e due
relative alle emissioni obbligazionarie regionali di tipo bullet
denominate Archimede e Pirandello. A garanzia della restituzione
del capitale alla scadenza si è fatto ricorso in entrambi i casi
alla costituzione di un fondo di ammortamento (sinking fund). Nel
2007, sulla base dell'impegno assunto con l'accordo sul Piano di
rientro della sanità, la Regione ha proceduto a rinegoziare gli
indicati sinking fund con la Royal Bank of Scotland';
considerato che in un momento nel quale le borse di tutto il mondo
attendono con trepidazione di conoscere il futuro del sistema
finanziario irlandese, emerge la preoccupazione dei siciliani sul
destino dei fondi di accantonamento che la Regione siciliana ha
depositato presso la Royal Bank of Scotland, che ha una forte
esposizione verso l'Irlanda, e che ammontano a circa 700 milioni di
euro;
verificato che, in risposta ad altra interrogazione, l'Assessore
dell'epoca riferiva che i fondi di cui sopra potevano essere
considerati al sicuro anche alla luce del fatto che la Regione
aveva, a garanzia di queste somme depositate, stipulato un
contratto 'collateral' con la stessa Royal Bank of Scotland,
ritenuta allora banca di sicuro affidamento sia perché parzialmente
nazionalizzata dal Governo inglese, sia perché dotata di rating 'AA
1';
per sapere se, alla luce dell'ormai annunciato dissesto
finanziario irlandese, ritengano ancora del tutto garantiti i fondi
di accantonamento depositati presso la banca scozzese e se non
ritengano, invece, di avviare una profonda riflessione con il
Governo nazionale sulla possibilità di individuare altre e più
sicure soluzioni a garanzia delle ormai asfittiche casse
regionali». (1511)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto giova
ricordare che in risposta ad una precedente interrogazione ed in
particolare alla n. 173 del 15 ottobre 2008 presentata
dall'Onorevole Cracolici erano state fornite tutte le informazioni
relative ai contratti derivati in essere.
Inoltre si rende necessario precisare che in atto esiste un solo
Sinking Fund costituito sul Bond Pirandello atteso che già
all'epoca della citata interrogazione il Sinking Fund sul Bond
Archimede era stato incassato dalla Regione per 670.000.000,00 di
euro e in data 19.05.2010 sono stati rimborsati gli
obbligazionisti.
Sul Sinking Fund relativo al Bond Pirandello con scadenza
11.12.2015 sono stati effettuati accantonamenti alla data dell'11
dicembre 2010 pari a 295.827.559,00 di euro il cui valore calcolato
dalla controparte e relativo al Mark to Market al 29.07.2011
ammonta a 321.242.960,69 di euro.
Per quanto riguarda la richiesta sulle garanzie si precisa che i
contratti di accantonamento sono per loro stessa natura una
garanzia per effettuare in maniera puntuale e regolare il pagamento
delle emissioni obbligazionarie a scadenza.
Non di meno la Regione Siciliana per una maggiore tutela e
sicurezza dei fondi accantonati, ha sottoscritto con la Royal Bank
of Scotland che detiene gli accantonamenti, un Credit Support Deed
ovvero un contratto finanziario che prevede la costituzione di un
collateral.
Il collateral, introdotto dal legislatore nazionale nell'ambito
del Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 170 (attuazione della
direttiva 2002/47CE, in materia di contratti di garanzia
finanziaria), è un tipico strumento di garanzia del diritto
anglosassone. Esso ha una funzione migliore del contratto di pegno.
Infatti con quest'ultima fattispecie nel caso di fallimento della
controparte, la funzione tipica di garanzia consiste nel creare a
favore del creditore una riserva di utilità sul patrimonio del
debitore, mentre nella fattispecie del contratto sottoscritto è
invece prevista l'immediata disponibilità e liquidità del
collateral a favore del beneficiario in modo che i titoli a
garanzia non rimangano immobilizzati dalle procedure
fallimentari.
Ciò detto, è bene illustrare inoltre, che l'azione di
monitoraggio, attivata su esplicita richiesta di questo Assessorato
e del Ragioniere Generale nei mesi scorsi, riguarda sei operazioni
di SWAP in ammortamento con scadenza nel triennio 2021-2023 che al
31 dicembre 2010 presentano ancora un nozionale di 799 ml.
(rispetto ad un valore iniziale di 1148 ml.).
Nel mese di agosto 2011 sono state inviate le lettere di invito
alle sei banche controparti dei contratti derivati Nomura, RBS,
Merrill Lynch, Unicredit, BNL, Deutsche, aventi ad oggetto
specifici incontri da svolgersi nel mese di settembre presso
l'Assessorato all'Economia al fine di individuare migliori
condizioni dei contratti e procedere ad una eventuale loro
rivisitazione.
Attraverso tali incontri, la Regione intende portare avanti un
confronto preliminare con le banche per valutare le loro
disponibilità. In tale ambito non è escluso il ricorso
all'annullamento in autotutela dell'aggiudicazione, eventualità
per la quale è stato già attivato formalmente e in via preventiva
la Direzione dell'Assessorato competente nel mese di settembre.
Incontri svolti
Gli incontri ed i partecipanti sino ad oggi svolti alla presenza
del Dott. Chiaro, Dott. Coniglio, Dott. Gulli (Assessorato
Economia) e del Dott. Mazzeo (Consulente dell'Assessore in
qualità di Esperto) sono stati i seguenti:
Deutsche Bank 14/09/2011;
Unicredit 09/09/2011;
BNL 23/09/2011;
RBS 22/09/2011;
Nomura 19/10/2011;.
Merril Lynch con cui era stato fissato l'incontro il 27/09/2011,
ha comunicato di non essere in grado di essere presente e darà
successive disponibilità. L'ultimo sollecito della Regione è del
05/10/2011 e da quella data non ha dato più riscontri.
Esiti emersi dagli incontri
In vista dei confronti con le banche controparti si era
preventivamente stabilito quali sarebbero dovuti essere gli
obiettivi da raggiungere negli incontri, nella considerazione che
dalla data di ristrutturazione dei contratti (2005) sino al
31/12/2010, questi, pur avendo prodotto (al 31/12/2010) flussi
finanziari positivi di interessi per 55,9 ml. euro e flussi
finanziari netti positivi per capitale di 55,1 ml. Euro (con un
bilancio complessivo positivo di 111 ml. Euro), si ha la fondata
ragione di ritenere che fino a scadenza si potranno realizzare
differenziali negativi superiori al saldo positivo del momento
attuale.
Il Valore residuo di mercato al 31 marzo 2011, ovvero la quantità
di risorse finanziare previste attualizzate al 31 marzo 2011 che
la Regione dovrebbe pagare sino alla scadenza (triennio 2021-2023)
ammonta a -257 ml. euro.
Gli obiettivi individuati in vista degli incontri con le banche
consistono nell'ottenimento di un risparmio attraverso la
rivisitazione delle condizioni economiche dei contratti, nella
riduzione dei flussi finanziari nel breve periodo, nella
normalizzazione dei contratti che presentano strutture complesse
ritenute non coerenti sin dall'origine rispetto allo scopo e nella
riduzione della loro sensibilità (o volatilità) rispetto alla
variazione delle condizioni di mercato.
Rispetto a questi obiettivi sono emersi alcuni vincoli al loro
raggiungimento.
In primo luogo, alcune banche sono state ristrutturate o
all'interno del loro azionariato si è modificato l'assetto
proprietario e pertanto l'attuale management ha difficoltà nel
riconoscere le condizioni che hanno portato alla sottoscrizione dei
contratti con la Regione Siciliana. RBS è subentrata a Lehman,
originaria controparte, fallita nel 2008; Unicredit ha rilevato da
Capitalia e successivamente dal Banco di Sicilia la posizione
contrattuale in derivati verso la Regione. BNL nel frattempo è
stata acquisita da BNP Paribas. Anche le altre banche hanno subìto
ristrutturazioni organizzative.
Nei bilanci delle suddette banche i contratti derivati verso la
Regione sono esposti in base allo IAS 39 al Fair Value con transito
delle variazioni di valore a conto economico. Ciò significa che i
contratti derivati, nelle varie ristrutturazioni aziendali, sono
stati pagati dai soggetti subentranti. Inoltre, per prassi
finanziaria di norma queste posizioni di elevato rischio sono
normalmente coperte dalle banche con contratti simmetrici di segno
opposto. Quanto detto comporta la difficoltà tecnica per le banche
a rivedere le condizioni economiche in quanto ogni variazione a
favore della Regione comporta una perdita istantanea nel loro
conto economico non potendo, le banche stesse, rivalersi sui
corrispondenti contratti di segno opposto stipulati con altri
intermediari finanziari.
Successivamente agli incontri con le banche svolti nel mese di
settembre, gli uffici del Tesoro hanno ricostruito la
documentazione dell'epoca da cui è emerso che la Regione aveva
nominato Nomura, in seguito ad una procedura ad inviti, come
advisor finanziario a titolo gratuito per l'individuazione delle
strategie e degli strumenti finanziari più opportuni per la
ristrutturazione del debito della regione Siciliana. Nomura è poi
risultata essere una delle sei banche controparti in derivati con
la quota più elevata di capitale nozionale originario sottoscritto
(413 ml. euro su un ammontare complessivo di 1.342 ml. euro) e con
le condizioni di tasso più elevate fra le sei banche.
In seguito agli incontri svolti, le due banche BNL e RBS si sono
dette disponibili a rivedere le clausole contrattuali per venire
incontro alle esigenze della Regione attraverso loro proposte. E'
stato da loro anticipato che nello sviluppo delle strade
percorribili si dovrà tenere conto della quota capitale già
incassata dalla Regione che rappresenta un debito oggettivo da
ripianare negli anni futuri. Contestualmente, per la parte che non
è ancora maturata e che presenta un valore negativo per la Regione,
si rivedranno i meccanismi sottostanti le opzioni cap & floor dei
contratti al fine rimodulare strutture meno complesse e con
profili finanziari più adatti alle esigenze attuali.
Sotto questo aspetto nel corso degli incontri è emerso un vincolo
ulteriore da parte delle banche che consiste nella difficoltà a
procedere nelle ristrutturazioni a fronte del divieto imposto dal
MEF nel 2008 (ed ancora in vigore) di effettuare queste operazioni.
A tal proposito sono in corso degli approfondimenti per accertare
l'ambito di applicazione dell'art. 2 commi 46 e 46 bis della legge
244/2007 il quale in deroga al divieto imposto dal MEF sulla
ristrutturazione dei contratti in derivati, darebbe la possibilità
alla Regione Siciliana di operare comunque, ma a certe condizioni.
Unicredit ha dato la sua disponibilità ad avviare un percorso di
rivisitazione delle condizioni del contratto, ma solo su esplicita
richiesta della Regione che, su sua iniziativa, individui modalità
e specifiche tecniche da rivedere.
Prossimi passi
La proposta di RBS sarà oggetto di un prossimo incontro fissato
per il 25/10/2011. Si rimane in attesa della proposta di BNL e
della comunicazione di Unicredit».
L'Assessore
Prof. Avv. Gaetano Armao
CARONIA. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
nell'ambito delle iniziative volte all'integrazione sociale e
culturale secondo quanto previsto dall'articolo 196 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, nell'anno 2010 sono state
ammesse a finanziamento diverse iniziative;
i temi dell'integrazione vanno certamente sostenuti ed
accompagnati dalle istituzioni e non possono essere sottoposti a
qualsivoglia gioco della politica o della burocrazia;
per sapere:
quale sia l'ammontare delle iniziative ammesse a finanziamento
nell'anno 2010;
quali siano i soggetti che hanno ottenuto finanziamento ed in
virtù di quali criteri selettivi gli stessi risultano beneficiari;
quali regole abbiano seguito per la rendicontazione e se la stessa
sia stata effettuata da tutti i soggetti che hanno usufruito di
denaro pubblico». (1611)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto, va
preliminarmente precisato che il comma 1 dell'art. 13 della legge
regionale 10/91 dispone che la concessione di sovvenzioni,
contributi, sussidi ed ausili finanziari e l'attribuzione di
vantaggi economici di qualunque genere a persone ed altri enti
pubblici e privati, non specificatamente individuati, debbono
essere subordinati alla predeterminazione ed alla pubblicazione, da
parte dell'Amministrazione competente, dei criteri e delle modalità
cui devono attenersi per l'erogazione.
In ossequio alla normativa su esposta è stato predisposto il
documento Criteri e modalità per la concessione dei benefici
economici di cui all'art. 196 della legge regionale 23.12.2000 n.
32 approvato con Decreto Presidenziale n. 3586 del 14.09.2007.
Per completezza di informazione lo stesso art. 196 stabilisce che
la Regione Siciliana partecipa alle attività di cooperazione allo
sviluppo e ad interventi di solidarietà internazionale in
conformità agli indirizzi, ai criteri ed ai vincoli stabiliti dalla
normativa statale e tenendo conto degli orientamenti e degli atti
comunitari in materia e autorizza il Presidente della Regione a
promuovere e finanziare iniziative sul territorio, nonché a
sostenere, promuovere e realizzare interventi di aiuto nei paesi
non facenti parte dell'Unione Europea, anche in relazione ad eventi
eccezionali causati da conflitti armati o calamità naturali.
Gli interventi previsti dal documento approvato con Decreto
Presidenziale si distinguono in due tipologie:
INTERVENTI DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
La Presidenza della Regione destina il 60% dello stanziamento
iscritto annualmente nel bilancio della Regione Siciliana per le
finalità di cui all'art. 196 della L.R. 32/2000 agli interventi di
cooperazione allo sviluppo da svolgersi nei Paesi non facenti parte
dell'Unione Europea ed internazionalmente riconosciuti come Paesi
in Via di Sviluppo (PVS di cui alla DACLIST of ODA Recipients),
attraverso procedure concorsuali con predisposizione e
pubblicazione sulla G.U.R.S. della graduatoria provvisoria e
successivamente definitiva.
La partecipazione finanziaria può assumere la forma di
finanziamento a totale carico della Regione Siciliana (max
80.000,00 Euro) o di cofinanziamento (max 50.000,00 Euro).
I progetti devono caratterizzarsi come interventi rivolti a
promuovere rapporti duraturi di partenariato e di collaborazione
tra le realtà locali e quelle dei Paesi in Via di Sviluppo per
concorrere alle priorità fissate dall'Unione Europea ed al
perseguimento di almeno uno degli Obiettivi del Millennio per lo
sviluppo come indicati nella Dichiarazione del Millennio
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite del Settembre 2000,
sottoscritta da tutti i 191 membri e riguardanti:
1. Sradicamento della fame e della povertà astrema
2. Educazione primaria universale
3. Parità di sessi ed autonomia delle donne
4. riduzione della mortalità infantile
5. Miglioramento della salute materna
6. Lotta contro l'HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie
7. Sostenibilità ambientale
8. Rafforzamento istituzionale
B) INTERVENTI DI SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE, EMERGENZA UMANITARIA
E DIRETTAMENTE PROMOSSI
La Presidenza della Regione destina il 40% dello stanziamento
iscritto annualmente nel bilancio della Regione Siciliana per le
finalità di cui all'art. 196 della l.r. 32/2000 ad aiuti per
iniziative di solidarietà internazionale anche derivanti da eventi
eccezionali causati da conflitti armati o calamità naturali da
svolgersi nei Paesi in via di sviluppo, nonché per sostenere azioni
di accompagnamento a programmi di cooperazione nazionali ed
internazionali e che possono svolgersi anche in territorio
regionale.
Ciò premesso, relativamente all'esercizio finanziario 2010,
l'ammontare delle risorse disponibili iscritte nel cap.lo 100328
del Bilancio della Regione Siciliana, Spese per promuovere e
finanziare iniziative per l'attività di cooperazione e di sviluppo,
nonché per interventi di solidarietà internazionale , risultava
pari a 500.000,00 euro che, sulla base di quanto in precedenza
specificato, venivano assegnate per 300.000,00 euro per la
tipologia A) e per 200.000,00 euro per la tipologia B).
Per l'anno 2010 le iniziative progettuali ritenute ammissibili
raggiungevano il numero di 27 (di seguito riportate nella tabella
allegata) di cui le prime 7 (evidenziate in giallo) per effetto
della disponibilità finanziaria di 300.000,00 euro, venivano
finanziate.
Per quanto riguarda i criteri che hanno determinato i beneficiari
si riassume sinteticamente il percorso amministrativo.
Con nota n. 12398 del 29.06.2010 il Servizio V del Dipartimento
della Programmazione ha trasmesso al Dirigente Generale per le
valutazioni e le disposizioni da impartire le 27 proposte
progettuali pervenute contenenti la completezza dei requisiti di
ammissibilità.
Con nota n. 12945 del 6.07.2010 il Dirigente Generale del
Dipartimento della Programmazione ha incaricato il Nucleo di
Valutazione di svolgere le attività di istruttoria, assegnazione di
punteggi e compilazione della graduatoria degli interventi di
cooperazione allo sviluppo di cui all'art. 196 della l.r. 32/2000.
Con nota n. 14823 del 2.08.2010, a firma dello stesso Dirigente
Generale, è stato trasmesso al citato Servizio V il verbale di
chiusura della Commissione di selezione del 26.07.2010 contenente
la graduatoria delle proposte progettuali.
Successivamente con D.D.G. n. 501 del 13.08.2010 pubblicato sulla
G.U.R.S. n. 41 del 17.09.2010 è stata approvata la graduatoria
provvisoria di merito delle proposte progettuali ammissibili e
finanziabili nonché atteso infruttuosamente il periodo per la
presentazione di eventuali ricorsi, con D.D.G. n. 583 del
21.10.2010 (G.U.R.S. n. 48 del 5.10.2010) è stata approvata la
graduatoria definitiva.
Infine, con D.D.G. n. 592 del 28.10.2010, registrato alla
Ragioneria Centrale per la Presidenza il 9.11.2010 n. 48 è stato
assunto l'impegno della somma di 300.000,00 euro (60%) in favore
delle 7 proposte progettuali.
In ordine alla rimanente somma pari a 200.000,00 euro destinata
alla tipologia B del Suddetto Documento, che definisce Criteri e
modalità per la concessione di benefici, va detto che con nota n.
3736/ Gab. del 19.07.2010 dell'Assessore per l'Economia pro-tempore
è stato disposto il finanziamento dell'iniziativa direttamente
promossa tesa all'attivazione e l'avviamento di un'area di
emergenza e un'area materno-infantile e dei servizi correlati
all'interno dell'Ospedale di Ruyigi in Burundi, già finanziato con
fondi regionali nell'esercizio 2005, proposta dalla Fondazione
Istituto S. Raffaele - C.Giglio di Cefalù per l'importo di
200.000,00 euro e, successivamente, con D.D.G. n. 591 del
28.10.2010, registrato alla Ragioneria centrale della Presidenza il
9.11.2010, ne è stato assunto l'impegno di spesa.
Per quanto attiene alle regole seguite per la rendicontazione, va
chiarito che le stesse sono disciplinate dalle linee guida di
rendicontazione e relativi adempimenti per i soggetti beneficiari
dei finanziamenti delle iniziative di cui all'art. 196 della l.r.
32/2000, predisposte per l'esercizio 2010 dal Dipartimento della
Programmazione in data 28.10.2010.
Il documento viene trasmesso, in allegato, ai soggetti beneficiari
con la notifica del provvedimento della 1 anticipazione al fine di
fornire le regole obbligatorie di rendicontazione intermedia e
finale a cui i soggetti beneficiari devono attenersi per il
prosieguo delle attività progettuali che, di solito, negli esercizi
precedenti hanno rispettato e in ossequio alle stesse il
Dipartimento della Programmazione ha provveduto ad emettere
provvedimenti di revoca e recupero somme nei casi di accertato
inadempimento».
L'Assessore
Prof. Avv. Gaetano Armao
Rubrica Infrastrutture e Mobilità'
D'ASERO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che l'aeroporto di
Fontanarossa (CT) è il più grande del Meridione, con un traffico di
oltre sei milioni di passeggeri l'anno, confermato dai record di
transito stabiliti nello scorso mese di agosto, con circa 750 mila
utenti;
ritenuta della massima priorità la realizzazione del progetto di
sviluppo dell'intermodalità tra ferrovie ed aeroporto, che
consentirebbe anche il contestuale allungamento della pista di volo
e conseguentemente il miglioramento delle capacità ricettive
aeroportuali;
considerato che dalla recente riunione tenutasi a Roma presso la
sede dell'ENAC, alla presenza dei responsabili di reti ferroviarie
italiane, della società Interporti siciliani e della SAC, pare che
la Regione, evidenziando la carenza di risorse proprie, abbia fatto
appello ad un impegno finanziario da parte di tutti i soggetti
responsabili anche a livello centrale;
ritenuta non derogabile la necessità di coordinare le previsioni
infrastrutturali di RFI e SAC, in quanto l'ipotesi di realizzare un
fascio di binari ferroviari a ridosso della testata dell'attuale
pista pregiudicherebbe la possibilità di sbloccare il progetto di
allungamento della pista dagli attuali 2500 metri ai 3000; da qui
deriva la proposta da parte di SAC ed ENAC di far realizzare da RFI
le opere di ammodernamento ferroviario anche in tempi differenti,
mantenendo la possibilità di esecuzione dell'allungamento della
pista aeroportuale;
sottolineato che per l'intervento di interramento/spostamento
della ferrovia e di allungamento della pista era stato previsto un
finanziamento di circa 200 milioni di euro, e che consentire il
reale potenziamento dell'aeroporto di Catania, in relazione ai
processi di globalizzazione in corso ed alla sempre crescente
domanda di trasporto aereo, costituisce un'importante soluzione
alle continue richieste di sviluppo da parte dei cittadini e dei
soggetti pubblici e privati operanti in Sicilia;
per sapere:
quali iniziative urgenti intendano assumere per trovare, di
concerto con il Ministero delle infrastrutture, una immediata ed
adeguata soluzione tecnica e finanziaria;
quali indirizzi intendano fornire alle direzioni regionali della
programmazione e delle infrastrutture e dei trasporti per
l'inserimento degli interventi progettuali, condivisi anche dalla
SAC e da Reti ferroviarie italiane, nei programmi di spesa prevista
per l'utilizzo dei fondi FAS e FERS». (1438)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1438 a firma
dell'Onorevole D'Asero, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti per il tramite del competente Dirigente generale
delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
L'aeroporto di Catania è lo scalo con maggior traffico del
Mezzogiorno, serve circa sei milioni di passeggeri all'anno, e
riveste una importanza strategica per la sua collocazione
all'incrocio tra gli assi ferroviari e stradali che collegano la
città etnea praticamente con tutte le altre città dell'isola.
In questi ultimi anni l'aeroporto di Catania è stato oggetto di
importanti investimenti pubblici, che hanno consentito tra l'altro
l'apertura nel maggio del 2007 della nuova aerostazione passeggeri.
La gestione delle attività aeroportuali è stata affidata dal 2007
alla S.A.C. (Società Aeroporto Catania s.p.a.) per quaranta anni, e
ciò comporterà investimenti in autofinanziamento per circa 600
milioni di euro. La prima trance di investimenti per circa 120
milioni di euro è prevista nei prossimi quattro anni dal Contratto
di Programma tra E.N.A.C. e S.A.C.
Per quanto riguarda il progetto di intermodalità tra ferrovie e
aeroporto, attualmente il tracciato ferroviario si sviluppa
lambendo ortogonalmente la testata della pista aeroportuale lato
sud, causando pesanti limitazioni alla sviluppo sia dell'aeroporto
che della ferrovia.
In data 8 aprile 2008 è stato siglato un Protocollo di Intesa tra
Ministero delle Infrastrutture, Presidenza della Regione Siciliana,
E.N.A.C. e S.A.C. nell'ambito del quale è stato previsto
l'inserimento dell'intervento per il prolungamento della pista di
volo e l'interramento della linea ferroviaria.
Ciò permetterebbe di realizzare l'intermodalità treno-aereo ed al
contempo di avere standard europei nell'offerta di servizi di
trasporto, perché offrirebbe all'utente aeroportuale la possibilità
di utilizzare comodamente la ferrovia per raggiungere
l'aerostazione con notevoli vantaggi in termini di maggiore
sicurezza, di maggiore confort, minore traffico e inquinamento,
minori problematiche di parcheggio e quant'altro.
Tale soluzione offrirebbe un vantaggio anche alla gestione dei
servizi di ferrovia per il traffico indotto verso/da una
infrastruttura così attrattiva come l'aeroporto di Catania.
Infatti, anche se solo una piccola percentuale dei sei milioni di
passeggeri utilizzasse questa modalità, si avrebbe un incremento
significativo di traffico ferroviario ma anche la possibilità di un
immediato collegamento con la F.C.E. (Ferrovia Circumetnea Etnea)
attraverso la stazione di Catania.
Al fine di individuare delle ipotesi progettuali che possano
consentire lo sviluppo aeroportuale ma anche ferroviario, nel 2010
R.F.I. ha elaborato attraverso ITALFERR, su incarico di S.A.C.,
nell'ambito di un protocollo sottoscritto tra E.N.A.C. e R.F.I. e
S.A.C., uno studio che ha individuato una soluzione tecnica che
permette:
un diverso tracciato ferroviario;
la realizzazione di una stazione ferroviaria di collegamento
intermodale treno-aereo;
la possibilità di ulteriori vantaggi nella progettazione del nodo
di Bicocca (CT) in sinergia con le altre infrastrutture presenti;
Il progetto, presentato sul programma europeo Ten-T, ha un costo
aggiuntivo di realizzazione (rispetto alla soluzione di
sistemazione del nodo di Bicocca precedentemente prevista da
R.F.I.) stimato complessivamente in 140 milioni di euro relativi
agli interventi sulla ferrovia.
Tale progetto lascerebbe aperte le possibilità di sviluppo dei due
sistemi (ferroviario e aeroportuale), altrimenti impedito se R.F.I.
dovesse realizzare il proprio intervento senza lo spostamento
anzidetto dei binari.
In un'ottica unitaria e sinergica della soluzione, la S.A.C. sta
elaborando una ipotesi di allungamento della pista di volo reso
possibile dal citato intervento di variazione del tracciato
ferroviario, che con una lunghezza utile di circa 3.100 metri
permetterebbe l'atterraggio e il decollo di aerei intercontinentali
e garantirebbe standard più elevati di sicurezza.
Il progetto per il prolungamento della pista di volo e
l'interramento della linea ferroviaria dell'importo stimato di 150
milioni di euro, avrebbe coerenza quindi con quanto programmato con
il Protocollo d'Intesa siglato tra Ministero delle Infrastrutture,
E.N.A.C., Regione Siciliana e S.A.C. nell'aprile del 2009.
Per tale intervento al momento non vi è ancora copertura
finanziaria non essendosi ancora realizzato il trasferimento dei
Fondi del PAR/FAS per interventi infrastrutturali in Sicilia già
più volte sollecitato al Governo centrale dallo scrivente, che
nondimeno rafforzerà la propria azione politica e istituzionale al
fine di ottenere la disponibilità di tali somme in tempi brevi».
L'Assessore
dott.
Carmelo Pietro Russo
CORONA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità e all'Assessore per l'economia,
premesso che:
a seguito dell'accelerazione impressa all'attività di risanamento
programmata ai sensi delle leggi regionali n. 10 del 6 luglio 1990
e n. 4 del 15 maggio 2002 è stata finanziata dall'Assessorato
regionale Lavori pubblici, oggi Infrastrutture e trasporti, durante
il mandato commissariale dell'IACP di Messina compreso tra
settembre 2009 e maggio 2010, una serie di importanti interventi
che stanno consentendo la realizzazione di 3 parchi urbani e spazi
pubblici di aggregazione, 325 alloggi di edilizia economica e
popolare, opere di urbanizzazione primaria e secondaria, botteghe e
centri commerciali;
premesso inoltre che, a seguito di tale accelerazione delle
attività per la progettazione e per la definizione dell'iter
amministrativo, è stato rimodulato dal comune di Messina e
dall'IACP di Messina il cronoprogramma dei futuri interventi per i
quali è stata completata la relativa progettazione e si è in attesa
della conseguente copertura finanziaria;
considerato che, a seguito dell'invio di tale cronoprogramma al
competente dipartimento regionale delle infrastrutture e della
mobilità, si rileva, dal bilancio regionale di previsione, il
mancato rimpinguamento del relativo capitolo di bilancio n. 672426;
anzi, fatto ancora più grave, non si rileva più traccia della
programmata attività di risanamento, sancita dalle citate leggi
regionali n. 10/90 e n. 4/2002;
ravvisato che, perdurando il mancato finanziamento delle opere
programmate e progettate, ove dovesse essere adottato, come
previsto dalle norme vigenti, il nuovo prezzario regionale, si
configurerebbe un grave danno erariale dovuto alla lievitazione dei
costi necessari per adeguare i progetti già approvati ed oggi
cantierabili ma privi di copertura finanziaria;
per sapere:
quali siano i conseguenti provvedimenti di programmazione
finanziaria già posti in essere e/o da attivare al fine di
riprogrammare le necessarie risorse per la copertura finanziaria
degli interventi di risanamento della città di Messina, previsti ai
sensi delle leggi regionali n. 10/90 e n. 4/2002;
se sia possibile acquisire la seguente documentazione:
1) estremi dei decreti dirigenziali ed assessoriali e relative
motivazioni che hanno comportato l'azzeramento del citato capitolo
di bilancio;
2) eventuali provvedimenti intrapresi dai destinatari in epigrafe
finalizzati all'attivazione della procedura di revoca dei decreti
emanati dal dirigente generale pro tempore del citato dipartimento
regionale delle infrastrutture e della mobilità e riguardanti la
citata soppressione dei suddetti capitoli attinenti alla copertura
finanziaria degli interventi di risanamento della città di Messina,
previsti ai sensi delle leggi regionali n. 10/90 e n. 4/2002;
3) eventuali provvedimenti di censura adottati dai destinatari in
epigrafe nei confronti del dirigente generale del dipartimento
regionale delle infrastrutture e della mobilità, conseguenti
all'abuso d'ufficio perpetrato in termini di mancata programmazione
finanziaria e connessi alla citata soppressione dei suddetti
capitoli attinenti alla copertura finanziaria degli interventi di
risanamento della città di Messina, previsti ai sensi delle leggi
regionali n. 10/90 e n. 4/2002». (1734)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1734 a firma
dell'onorevole Corona, si forniscono i seguenti elementi di
risposta acquisiti sia dal Dirigente generale delle infrastrutture,
mobilità e trasporti, che da quanto comunicato dal Dipartimento
regionale bilancio e tesoro per il tramite dell'Ufficio di
gabinetto dell'Assessore regionale per l'economia.
Con Legge regionale 06 luglio 1990, n.10, era stata autorizzata la
somma di circa 500.000 milioni di lire per il risanamento delle
aree degradate della città di Messina.
Successivamente, a partire dall'esercizio finanziario 2004, con le
risorse derivanti dalle assegnazioni di cui all'art. 38 dello
Statuto (F.S.N.), sono state destinate per analoghe finalità
ulteriori risorse per un importo complessivo di euro 96.773.298,24.
Ciò premesso, si rappresenta che gli interventi realizzati e/o in
corso di realizzazione di competenza di questo Assessorato,
indipendentemente dalle fonti normative di finanziamento sopra
menzionate, sono quelli previsti dai cronoprogrammi redatti dal
Comune di Messina e trasmessi agli Uffici di questo Dipartimento.
Tali crono-programmi, sia a seguito dell'adeguamento alla nuova
normativa per gli espropri, sia a causa delle prescrizioni
impartite dall'Ufficio del Genio civile di Messina, e sia a causa
degli aggiornamenti dei prezzi sono stati rielaborati dal Comune di
Messina con una riduzione del numero degli interventi
originariamente previsti.
Si precisa inoltre che in atto il capitolo 672426 non presenta
disponibilità finanziarie non a causa di provvedimenti legislativi
o amministrativi che ne hanno comportato l'azzeramento, bensì per
l'utilizzo delle risorse sino ad oggi assegnate.
Posto quanto sopra, si ritiene di aver fornito esaustiva risposta
anche agli altri punti sollevati dall'onorevole interrogante.
L'Assessore
dott. Carmelo Pietro Russo
Rubrica Territorio e Ambiente'
DE BENEDICTIS-MARZIANO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
il consiglio comunale di Siracusa ha approvato, a grande
maggioranza con delibera n. 161 del 21 dicembre 2010, gli indirizzi
per alcune varianti urgenti del vigente PRG al fine di correggere
scelte ritenute in contrasto con la tutela e la valorizzazione dei
beni ambientali, paesaggistici ed archeologici della città, per
evitare che l'attuazione delle previsioni del vigente PRG potessero
irreversibilmente comprometterli;
il consiglio comunale ha assegnato al dipartimento urbanistica il
compito funzionale ed istituzionale di predisporre le delibere
consiliari di adozione delle varianti al PRG vigente, in attuazione
degli indirizzi votati, assegnando due termini, uno di novanta
giorni per i punti 1 e 2 della proposta della commissione
urbanistica ed uno di mesi sei per tutti gli altri punti della
richiamata proposta, ai fini della loro adozione e trasmissione
alla Regione siciliana;
i termini assegnati possono ben qualificarsi perentori in quanto
autolimitativi dei relativi poteri urbanistici del consiglio
comunale e giustificati dalla necessità di immediata tutela delle
aree oggetto della deliberata variante;
considerato che:
il consiglio, adottato il richiamato importantissimo atto
consiliare, ha inutilmente atteso che l'ufficio urbanistica desse
puntuale ed urgente esecuzione agli indirizzi deliberati e che
inviasse coerentemente le proposte di atti deliberativi utili
all'adozione delle varianti più urgenti, per le quali interessi
contrari alla tutela e valorizzazione dei patrimoni ambientali
archeologici e costieri andavano ad avanzare proposte attuative del
vigente PRG assolutamente in contraddizione alle ragioni ed
esigenze espresse dal consiglio comunale con l'atto indicato;
il dirigente del settore urbanistica del comune di Siracusa, con
nota n. 1985 del 18.02.2011, difformemente da quanto deliberato dal
consiglio comunale, ha invece dato atto che ancora a quella data
nessun provvedimento era stata avviato dall'ufficio al quale lo
stesso è preposto;
ritenuto che:
sia censurabile l'attesa passiva da parte del dirigente del
settore urbanistica della trasmissione ufficiale della delibera del
consiglio comunale, lasciando decorrere inutilmente i due terzi del
termine prescritto dal consiglio, nonostante egli ne avesse totale
conoscenza istituzionale dal giorno stesso della sua adozione,
avendo collaborato attivamente alle fasi propedeutiche
all'approvazione dell'atto;
nella richiamata nota il dirigente subordinava l'attuazione della
delibera del consiglio comunale n. 161/2010 alla realizzazione di
studio agricolo-forestale, studio geologico, VIA, VAS ed altre
indagini non giustificabili per tali varianti e soprattutto non
necessarie nel caso, come quello in oggetto, di richiesta di minore
edificabilità ed impatto sul territorio rispetto a quanto assentito
dal vigente strumento urbanistico;
tali azioni istituzionali appaiono conseguentemente elusive e
dilatorie, mirate certamente a ritardare ed apporre ostacoli
all'attuazione degli indirizzi del consiglio comunale e per fini
diversi e contrari a quelli posti a base della delibera consiliare;
per sapere se, alla luce dei fatti sopra esposti, non ritengano
necessario ed urgente avviare una ispezione nel comune di Siracusa
allo scopo di giungere alla corretta adozione delle varianti al PRG
secondo gli indirizzi approvati dal consiglio comunale di Siracusa
con delibera n. 161 del 21 dicembre 2011, valutando anche la
possibilità della nomina di un commissario ad acta». (1780)
Risposta. - «Con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, si
rappresenta quanto riferito dal Dipartimento regionale urbanistica
Unità operativa 4.3 - Affari urbanistici dei Comuni delle province
di Siracusa e Ragusa.
Con nota prot. n. 2989 del 10/03/2011 il Responsabile dell'Ufficio
Urbanistica del Comune di Siracusa ha richiesto al Dipartimento
Urbanistica chiarimenti in ordine alle modalità operative da
adottare per aderire alla richiesta del Consiglio comunale,
formulata con la delibera n. 161 del 21/12/2010, relativamente alla
predisposizione di n. 10 varianti al P.R.G. vigente, con la
medesima nota è stato comunicato che, dopo 18 mesi a partire dal
28/03/2011, i vincoli preordinati all'espropriazione del P.R.G.
andavano a scadere.
Con nota D.G. prot. n. 23583 del 14/04/2011 il Dipartimento
Urbanistica, riguardo la predisposizione delle varianti, ha
raccomandato all'Ufficio Urbanistica di Siracusa l'osservanza di
tutte le normative vigenti e in particolare di quelle relative alla
materia ambientale; relativamente alla decadenza dei vincoli
preordinati alla espropriazione che avverrà in data 13/09/2012, è
stato fatto presente che a norma dell'art. 3 della l.r. 15/91, il
Comune di Siracusa è già obbligato a procedere alla formazione di
un nuovo P.R.G. o alla revisione di quello attuale.
Tutto quanto sopra premesso, in considerazione che a n orma
dell'art. 27 della l.r. 71/78, e ss.mm.ii., questo Assessorato può
intervenire in via sostitutiva qualora i Comuni omettano l'adozione
di atti obbligatori in materia di pianificazione urbanistica,
l'attività di vigilanza del Dipartimento Urbanistica non può che
essere rivolta agli obblighi di cui al sopra citato art. 3 della
l.r. 15/91, esulando dalle competenze del Dipartimento medesimo
qualsiasi forma di controllo in ordine alla predisposizione di
varianti agli strumenti urbanistici, sempre che non discendenti da
obblighi di legge.
Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».
L'Assessore
dott. Calogero Gianmaria
Sparma