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Resoconto d'Aula della Seduta n. 296 di martedì 08 novembre 2011
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   Presidenza del vicepresidente Oddo


   PRESIDENTE. Avverto che del processo verbale della seduta n.  295
  sarà data lettura nella seduta successiva.

                        Giuramento di deputato

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa al I punto  dell'ordine
  del giorno che reca: Giuramento di deputato.
   Comunico  che  la  Corte d'appello di Palermo,  con  sentenza  n.
  1279/11,  depositata il 26 ottobre 2011, pervenuta il  2  novembre
  successivo e protocollata al n. 8763/AulaPG-SgalPG del 3  novembre
  2011, ha confermato la sentenza n. 3034/11 del Tribunale civile di
  Palermo,   sez.  I  civile,  che  a  sua  volta  aveva  dichiarato
  ineleggibile e decaduto l'onorevole Santo Catalano dalla carica di
  deputato  regionale, proclamando in sua vece l'onorevole  Marcello
  Bartolotta.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto che dalla data del deposito della citata sentenza decorre
  il termine di 20 giorni per la presentazione di eventuali proteste
  o  reclami  ai  sensi  dell'articolo  61,  comma  3,  della  legge
  regionale  20  marzo  1951,  n.  29,  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

                (L'onorevole Bartolotta entra in Aula)

   Poiché  l'onorevole Marcello Bartolotta è presente  in  Aula,  lo
  invito  a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 5  dello
  Statuto siciliano.

   Do lettura della formula di giuramento stabilita dall'articolo  6
  delle   norme  di  attuazione  dello  Statuto  siciliano  (Decreto
  legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 25 marzo 1947, n.
  204):
   «Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della  Regione,  di
  esercitare  con coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana».

     (L'onorevole Bartolotta pronuncia a voce alta le parole: "Lo
                                giuro")

   Onorevoli   colleghi,   dichiaro  immesso  l'onorevole   Marcello
  Bartolotta  nelle  funzioni di deputato  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero avere  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cordaro sarà  in  missione,
  per ragioni del suo ufficio il 9 novembre 2011.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore Economia

   N.  1251  -  Opportune  iniziative allo  scopo  di  accertare  le
  modalità gestionali adottate dalla 'Biosphera' s.p.a.
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N.  1360  -  Notizie sull'entità del canone di  locazione  pagato
  dalla Regione per l'utilizzo degli immobili di piazza Croci  e  di
  via  degli  Emiri  a Palermo, sedi degli uffici degli  Assessorati
  Beni culturali e Attività produttive.
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.  1511  -  Chiarimenti sullo stato dei rapporti tra la  Regione
  siciliana e la Royal Bank of Scotland.
   Firmatari:Leontini Innocenzo; D'Asero Antonino; Scoma  Francesco;
  Caputo Salvino; Mancuso Fabio Maria

   N.  1611  -  Notizie in merito alla gestione  dei  fondi  per  la
  cooperazione internazionale nell'anno 2010.
   Firmatario: Caronia Maria Anna

   - da parte dell'Assessore Infrastrutture e Mobilità

   N.  1438  -  Iniziative  urgenti per la  realizzazione  di  opere
  infrastrutturali per l'aeroporto Fontanarossa di Catania.
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  1734  - Notizie sulla mancata copertura del capitolo relativo
  agli  interventi per il completamento del risanamento della  città
  di Messina.
   Firmatario: Corona Roberto

   - da parte dell'Assessore Territorio e Ambiente

   N. 1780 - Opportune iniziative volte alla corretta adozione delle
  varianti  al  vigente  piano regolatore generale  della  città  di
  Siracusa.
   Firmatari: De Benedictis Roberto; Marziano Bruno.

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che sono in congedo per motivi di salute gli
  onorevoli: Beninati per oggi, Ferrara per l'intera settimana.
   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

   Norme  in  materia di gestione del servizio idrico nella  regione
  siciliana. (n. 806)
   -  di  iniziativa parlamentare, presentato dall'onorevole Ferrara
  il 24 ottobre 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati alle  competenti
  Commissioni:

                             BILANCIO (II)

   Bilancio  di  previsione della Regione siciliana per  l'esercizio
  finanziario 2012 e bilancio pluriennale 2012-2014. (n. 800)
   - di iniziativa governativa, inviato in data 31 ottobre 2011
   - parere I, III, IV, V, VI e UE.

   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno  2012.  Legge
  di stabilità regionale. (n. 801)
   - di iniziativa governativa, inviato in data 31 ottobre 2011
   - parere I, III, IV, V, VI e UE.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Costituzione  dell'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle
  attività produttive (I.R.S.A.P.).  (n. 794)
   - di iniziativa governativa, inviato in data 26 ottobre 2011.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute e trasmesse
  alle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Consorzio universitario della provincia di Ragusa. Designazione
  componente in seno al Collegio dei revisori. (n. 185/I).
   pervenuto  in data 2 novembre 2011 e inviato in data  4  novembre
  2011.

   -   Camera  di  Commercio  di  Catania.  Designazione  componente
  effettivo del collegio dei revisori dei conti. (n. 187/I).
   pervenuto  in data 3 novembre 2011 e inviato in data  4  novembre
  2011.

   -  Opera  Pia  A.S.S.A.P.OO.PP. Riunite Eugenio Crescione  Lupis,
  Carmelo  Boscarino  e  Carmelo Moltisanti di Ragusa.  Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione. (n. 188/I).
   pervenuto  in data 3 novembre 2011 e inviato in data  4  novembre
  2011.

   -  Consorzi di bonifica. Designazione componenti dei collegi  dei
  revisori  di Gela, Enna, Caltagirone, Ragusa, Catania  e  Messina.
  (n. 189/I).
   pervenuto  in data 3 novembre 2011 e inviato in data  4  novembre
  2011.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  ERSU di Enna. Designazione componente in seno al Consiglio  di
  Amministrazione. (n. 186/V).
   pervenuto  in data 3 novembre 2011 e inviato in data  4  novembre
  2011.

                     Comunicazione di pareri resi

   PRESIDENTE. Comunico i pareri resi dalle competenti Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Azienda  speciale  magazzini generali e servizi  alle  imprese
  Camere  di commercio di Messina. Designazione componente effettivo
  del collegio dei revisori dei conti. (n. 182/I)
   reso in data 25 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.

   -   Camera  di  commercio  di  Palermo.  Designazione  componente
  effettivo del collegio dei revisori dei conti.  (n. 183/I)
   reso in data 25 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.

   - Consorzio universitario della provincia di Ragusa. Designazione
  componente in seno al consiglio di amministrazione. (n. 184/I)
   reso in data 25 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.

                            BILANCIO  (II)

   - Piano per l'innovazione tecnologica della Regione (PITRE).  (n.
  174/II)
   reso in data 6 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.

   -  Schema  di  decreto  inerente  la  costituzione  del  Comitato
  regionale per il microcredito.  (n. 176/II)
   reso in data 6 ottobre 2011 e inviato in data 28 ottobre 2011.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Maira, Caronia  e  Cascio
  Salvatore saranno in congedo per la seduta di domani.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1950

   PRESIDENTE.      Onorevoli     colleghi,     con      riferimento
  all'interrogazione  con richiesta di risposta  in  Commissione  n.
  1950  Annullamento dei decreti di trasformazione in fondazione  di
  diritto  privato dell'IPAB  Sacerdote Mariano Scriffignano Siscaro
  di  Agira (EN) e della nomina di un commissario straordinario , il
  Presidente comunica che la stessa si è svolta nella seduta n.  186
  del  25  ottobre  2011 della I Commissione legislativa  permanente
   Affari  istituzionali' e che l'interrogante, onorevole  Colianni,
  si    è    dichiarato   insoddisfatto   della   risposta   fornita
  dall'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro.
   L'iter parlamentare del succitato atto ispettivo è, pertanto,  da
  intendersi concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2163  -  Iniziative per la sicurezza degli studenti  e  degli
  insegnanti dell'ITIS di Rosolini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   2164  -  Uso  gratuito  dei  mezzi  pubblici  da  parte  dei
  rappresentanti delle Forze dell'ordine in servizio in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Pogliese Salvatore

   N.  2165  -  Iniziative  in  difesa dei lavoratori  dell'ente  di
  formazione professionale IAL Sicilia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2166  - Iniziative a tutela dei dipendenti dell'ente autonomo
  Fiera di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Buzzanca Giuseppe

   N.  2168  -  Iniziative a tutela delle risorse idriche presso  il
  comune di Barrafranca (AG).
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  2169  -  Notizie  sull'inadeguata  gestione  dell'evento  del
  rientro della 'Venere di Morgantina'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari: Pogliese Salvatore; Buzzanca Giuseppe; Caputo Salvino;
  Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo

   N.  2173  - Iniziative volte ad assicurare un rapido avvio  delle
  attività  previste  dall'avviso  7/09  in  materia  di  formazione
  professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Greco Giovanni; Cappadona Nunzio; Lo Giudice Giuseppe;
  Savona Riccardo

   N.  2174  -  Notizie  in merito alla revoca di  finanziamento  ad
  alcuni enti di formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Greco Giovanni; Cappadona Nunzio; Lo Giudice Giuseppe;
  Savona Riccardo

   N.  2175 - Iniziative per scongiurare la chiusura della Direzione
  investigativa antimafia (DIA) di Agrigento.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  2176  -  Opportune  iniziative  allo  scopo  di  garantire  i
  finanziamenti FESR 2007/2013 in favore delle imprese di Lampedusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:  Di  Benedetto  Giacomo; Digiacomo  Giuseppe;  Termine
  Salvatore

   N. 2178 - Iniziative a tutela dei lavoratori del CE.FO.P.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Pogliese Salvatore

   N.  2179  -  Chiarimenti circa il commissariamento del Comune  di
  Palazzolo Acreide (SR) in tema di servizio idrico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2184 - Notizie sull'avviso per la costituzione di un albo per
  l'affidamento di incarichi presso il consorzio ASI  di  Palermo  e
  sulle misure da adottare in favore dei precari dell'ente.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Lentini Salvatore

   N.  2185  -  Notizie  circa gli interventi  di  promozione  della
  Sicilia   e/o   sostegno   ad    iniziative    similari     presso
  l'Amministrazione regionale.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Lentini Salvatore

   N.  2186  -  Accertamento della  regolare attività amministrativa
  svolta  dall'ATO Messina 2 in relazione ai rilievi  formulati  dal
  sindaco  di Brolo in merito al contratto di appalto stipulato  per
  la gestione integrata dei rifiuti nell'ATO Me 2.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità

   Firmatario: Laccoto Giuseppe

   N.  2187  -  Iniziative  per tutelare il  diritto  all'istruzione
  presso  il  III  istituto comprensivo 'Francesco Maiore'  di  Noto
  (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N. 2167 - Chiarimenti ed iniziative in ordine alla circolare n. 1
  emanata   dall'Assessore  per  la  famiglia  in  data   21.10.2011
  concernente i lavoratori socialmente utili soci di cooperative.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Picciolo Giuseppe

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e  alla
  competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2162  -  Notizie  e  chiarimenti in ordine  alla  convenzione
  quinquennale  tra  l'Assessorato regionale Salute  e  la  'Nicolas
  Foundation' onlus.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Maira Raimondo

   N.  2170 - Chiarimenti sulla destinazione delle risorse derivanti
  dall'applicazione  di  sanzioni  amministrative   pecuniarie   per
  violazione dell'art. 208 del codice della strada.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore

   N.  2171 - Iniziative a salvaguardia dell'istituto d'arte  'Mario
  D'Aleo' di Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore

   N.  2172  -  Iniziative  in ordine al contributo  per  le  saline
  ubicate  nel  territorio della provincia di Trapani a seguito  del
  nubifragio del 16 settembre 2009.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  2177  -  Iniziative  per assicurare la possibilità  dei  test
  diagnostici sul territorio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2180  - Provvedimenti urgenti in merito al potenziamento  dei
  controlli ispettivi da parte della Regione siciliana in materia di
  contrasto al lavoro nero e irregolare.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2181  - Iniziative in favore dei lavoratori della EFFEDI'  di
  Carini (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore

   N.  2182  -  Chiarimenti in ordine alla realizzazione  del  ponte
  sullo Stretto di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   N.  2183  -  Notizie sul mancato avvio della stabilizzazione  dei
  precari in servizio presso l'Amministrazione regionale nel settore
  della Protezione civile.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Giuffrida Salvatore

   N.  2188  -  Provvedimenti  a  tutela  degli  allevamenti  bovini
  dell'Isola  in  riferimento ad accertati focolai di  infezioni  da
  tubercolosi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.    2189    -    Chiarimenti   in   merito   al   licenziamento
  dell'archeologa  Costanza  Polizzi da  parte  dell'Amministrazione
  regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  125 - Interventi per assicurare il pagamento dei buoni scuola
  relativi all'anno scolastico 2008-2009.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  306   Iniziative a livello centrale per la  modifica  del
  decreto  legislativo  n.  205 del 2010, al  fine  di  limitare  il
  divieto  di  bruciatura di sterpaglie ai soli mesi estivi ,  degli
  onorevoli Laccoto, Cracolici, Picciolo, Oddo, Panarello, Galvagno,
  Digiacomo, Di Benedetto, Ferrara, Mattarella, Ammatuna e Marziano,
  presentata il 24 ottobre 2011;

   numero  307   Iniziative  presso il  Governo  nazionale  per  una
  rivisitazione del decreto legislativo n. 205 del 2010  in  materia
  di  smaltimento  di  rifiuti  e per il  monitoraggio  delle  varie
  emissioni  pericolose che inquinano l'ambiente ,  degli  onorevoli
  Rinaldi, Ammatuna, Barbagallo e Galvagno, presentata il 24 ottobre
  2011;

   numero 308  Interventi urgenti a livello centrale per scongiurare
  l'adozione di misure di perequazione degli incentivi alle  tariffe
  sulla  produzione di energia elettrica prodotta da impianti solari
  fotovoltaici ,  degli  onorevoli Cimino,  Bufardeci,  Incardona  e
  Scilla, presentata il 24 ottobre 2011;

   numero  309   Interventi urgenti presso il Governo nazionale  per
  scongiurare  la  soppressione della DIA  (Direzione  investigativa
  antimafia)  di  Agrigento ,  degli  onorevoli  Cimino,  Bufardeci,
  Incardona e Scilla, presentata il 24 ottobre 2011.

   Avverto  che  le  mozioni testé annunziate saranno  demandate,  a
  norma  dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2135

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'interrogazione  con  richiesta   di
  risposta  scritta  n.  2135  Rispetto del  protocollo  d'intesa  e
  stabilizzazione  degli operai forestali , a  firma  dell'onorevole
  Vinciullo,  è  da  intendersi  preclusa  in  quanto  di  contenuto
  pressoché  identico ad altra interrogazione (n. 965) dallo  stesso
  deputato presentata in data 19 gennaio 2010 e trasmessa al Governo
  il 2 febbraio successivo.

   Al   riguardo,  essendo  abbondantemente  trascorsi   i   termini
  regolamentari  entro  i quali il Governo è  tenuto  a  rispondere,
  invita l'Assessore competente a fornire quanto prima all'onorevole
  interrogante la relativa risposta, ed in tal senso dispongo che la
  comunicazione  testé  letta  venga trasmessa  al  Governo  per  il
  seguito.

   Non sorgendo osservazioni, infine, la richiesta di apposizione di
  firma,     avanzata    dall'onorevole    Falcone     in     ordine
  all'interrogazione    preclusa,   è   da    intendersi    riferita
  all'interrogazione n. 965.

   L'Assemblea ne prende atto.

               Comunicazione di ritiro di interrogazione

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  con  nota  dell'8  novembre   2011,
  pervenuta e protocollata in pari data, l'onorevole Michele  Cimino
  ha  dichiarato  di  ritirare  l'interrogazione  con  richiesta  di
  risposta scritta n. 1747, dallo stesso presentata in data 2  marzo
  2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 588

   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito di coordinamento  finale,  il
  titolo  dell'ordine del giorno n. 588, approvato nella  seduta  n.
  294  del  25 ottobre 2011, è il seguente:  Impegno per il  Governo
  regionale  a richiedere alla 'Serit Sicilia s.p.a.' di  acquisire,
  anche  temporaneamente, il ramo di azienda siciliano della società
  'Tributi    Italia   s.p.a.',   attualmente   in   amministrazione
  straordinaria .

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 27 ottobre 2011, pervenuta
  in pari data e protocollata al n. 8705/AulaPg del 2 novembre 2011,
  l'onorevole  Antonino Dina ha dichiarato di aderire,  a  far  data
  dall'1 novembre 2011, al Gruppo parlamentare  Unione di Centro'.
   Conseguentemente,  dall'1 novembre 2011, l'onorevole  Dina  cessa
  contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare   I  Popolari
  di Italia Domani' (PID).

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico altresì che, con nota  del 7 novembre 2011, pervenuta in
  data  odierna,  l'onorevole Mario Parlavecchio  ha  dichiarato  di
  aderire al Gruppo parlamentare  Movimento per le autonomie  (MPA).
   Conseguentemente, dall'8 novembre 2011, l'onorevole  Parlavecchio
  cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare  Misto'
  .

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare  I Popolari di
                         Italia Domani' (PID)

   PRESIDENTE.  Comunico  che  a  seguito  della  dichiarazione   di
  ineleggibilità  alla  carica di deputato regionale  dell'onorevole
  Catalano   e   dell'adesione   dell'onorevole   Dina   al   Gruppo
  parlamentare   Unione  di  Centro', testè  comunicata,  il  Gruppo
  parlamentare   I  Popolari di Italia Domani' (PID),  sceso  al  di
  sotto  del  numero  minimo  di  deputati  previsto  dal  comma   2
  dall'art.  23  del Regolamento interno dell'ARS per costituire  un
  Gruppo   parlamentare,  secondo  la  prassi  di  questa  Assemblea
  regionale  e  di  quella vigente alla Camera dei Deputati,  rimane
  temporaneamente in vita fino a quando il Consiglio  di  Presidenza
  avrà deliberato al riguardo nella sua prima seduta utile.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione relativa al disegno di legge numero 801
    Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2012. Legge
                        di stabilità regionale

   PRESIDENTE.  Comunico, in riferimento al disegno di legge  numero
  801   Disposizioni programmatiche e correttive  per  l'anno  2012.
  Legge  di  stabilità  regionale ,  che  la  Presidenza,  ai  sensi
  dell'articolo  73 ter, comma 2 del Regolamento interno,  prima  di
  procedere all'assegnazione è chiamata a valutare il contenuto  del
  disegno  di legge sotto due profili: quello dell'estraneità  delle
  norme  all'oggetto  tipico della legge finanziaria  come  definito
  dalla legislazione vigente; e quello della conformità delle stesse
  alle   regole   di  copertura  stabilite  per  la   stessa   legge
  finanziaria.

   In  esito ad un'attenta valutazione degli articoli del disegno di
  legge,  relativamente al  primo dei due profili su richiamati,  la
  Presidenza ha individuato le seguenti norme da stralciare:

   -   articolo   16    Misure   per  il  contenimento   dei   costi
  istituzionali , limitatamente ai commi 1 e 2;

   -  articolo  23,  commi 14 e 15, limitatamente alle  parole   ivi
  compresa l'Assemblea regionale siciliana ;

   -  articolo 33  Centro regionale per l'innovazione in agricoltura
  (CRIA Sicilia) ;

   - articolo 39  Interventi di riordino degli I.A.C.P. e degli enti
  sottoposti  a vigilanza da parte dell'Assessorato regionale  delle
  infrastrutture e della mobilità , limitatamente ai commi 3, 4,  5,
  6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13;

   - articolo 40  Consorzio per le autostrade siciliane ;

   - articolo 58  Dissesti e calamità naturali ;

   - articolo 74  Disposizioni sul credito agevolato alle imprese ;

   - articolo 81  Liberalizzazione iniziative economiche ;

   -  articolo 85  Riordino del sistema delle istituzioni  pubbliche
  di assistenza e beneficenza ;

   -  articolo 86  Controlli sulla sicurezza sismica delle  opere  e
  delle infrastrutture di competenza statale ;

   -   articolo   88   Norme  finali,  abrogazioni,   modifiche   ed
  integrazioni di norme , limitatamente ai commi 6, 9, 10 e 11.

   Si  fa  presente che i commi 4, 5 e 6 dell'articolo 28  Norme  in
  materia  di contributi  sono da considerarsi superati dall'art.  2
  del d.d.l. n. 781 approvato dall'Assemblea nella seduta n. 294 del
  25 ottobre 2011.

   In  riferimento  alle  norme stralciate che  formano  oggetto  di
  disegni  di  legge già all'esame delle competenti commissioni,  si
  raccomanda la definizione degli stessi nel quadro delle priorità e
  del calendario dei lavori definito dalla Conferenza dei capigruppo
  anche   ai   fini   dello  svolgimento  della  prevista   finestra
  legislativa.

   Per quanto riguarda, infine, gli aspetti correlati alle regole di
  copertura  finanziaria,  la Presidenza  raccomanda  che,  in  sede
  istruttoria, siano attentamente valutati i seguenti aspetti:

   -  l'art.  1  autorizza  il  Ragioniere  generale  ad  effettuare
  operazioni   finanziarie  per  il  finanziamento  di  investimenti
  coerenti  con  l'art.  3  comma 18, della legge  350/2003  per  un
  ammontare  complessivo  di  487.000 migliaia  di  euro  che  viene
  iscritto nel prospetto allegato alla finanziaria. Poiché tale dato
  contribuisce  a determinare i complessivi risultati  differenziali
  della  manovra, in sede istruttoria andrà verificata la  effettiva
  presenza  in bilancio di corrispondente ammontare della  tipologia
  di spese finanziabili mediante il ricorso al mercato;

   - in riferimento all'art. 11 vengono iscritte in tabella maggiori
  entrate  per  7.000  migliaia di euro rivenienti dall'introduzione
  dei  biglietti  per l'accesso nelle Riserve naturali.  Considerato
  che   il   predetto  articolo  prevede  che  gli  introiti   siano
  integralmente destinati agli enti gestori delle Riserve stesse, la
  previsione di entrata per il bilancio regionale va corretta;

   -  l'art.  37  pone  a  carico diretto della  Regione  gli  oneri
  discendenti  dall'art. 60 commi 6 e 7 della l.  r.  14/2006;  tale
  previsione   comporta  maggiori  oneri  rispetto  al  bilancio   a
  legislazione  vigente  dove  il  capitolo  143320   Spese  per  il
  funzionamento dell'ARSEA  è riportato per memoria;

   -  l'art.  52 comma 6 dispone la iscrizione nella tab. A  di  uno
  specifico  accantonamento  negativo (per  un  importo  di  635.891
  migliaia di euro, relativo all'accertamento dell'entrata derivante
  dall'attuazione  dell'art.  1  comma  832  della  legge  296/2006)
  collegato  ad un corrispondente accantonamento positivo  destinato
  al  finanziamento  della  quota  regionale  del  fondo  sanitario.
  Considerato che la utilizzabilità dell'accantonamento  negativo  è
  subordinato   all'accertamento  della  relativa   entrata   mentre
  l'accantonamento  positivo  collegato  riguarda  una   spesa   non
  discrezionale, occorrerebbe includere, ai sensi della normativa di
  contabilità, una specifica clausola di salvaguardia che garantisca
  la corrispondenza tra l'onere e la relativa copertura.


   Presidenza del vicepresidente Oddo


   Seguito della discussione del disegno di legge  Interventi per lo
     sviluppo dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia di
                artigianato, cooperazione e commercio
                       (732-672-699-700-713 /A)

   PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno: Seguito
  della discussione del disegno di legge  Interventi per lo sviluppo
  dell'agricoltura e della pesca. Norme in materia  di  artigianato,
  cooperazione e commercio  (nn. 732-672-699-700-713 /A).
   Invito  i  componenti la III Commissione  Attività  produttive   a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che nella  seduta  n.  293  del  24
  ottobre  2011  era  stato approvato il passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Ricordo, altresì, che si era convenuto di spostare la discussione
  generale all'articolo 1.

   MANCUSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come sapete  circa
  30 emendamenti saranno sottoposti ad una verifica della Commissione
  Bilancio  già  nella  seduta  di domani  e  dopodomani,  così  come
  stabilito  dal  Presidente della Commissione  Bilancio  su  lettera
  inviata dal Presidente dell'Assemblea.
   Tutti  gli  emendamenti  che comportano spesa  e  che  sono  stati
  ammessi  dal Presidente intervengono su tutta la materia dal  primo
  fino all'ultimo articolo.
   Io non riesco a comprendere come  possiamo iniziare questa sera  a
  parlare  del disegno di legge; non  possiamo valutare a  saltare  e
  poi  apprezzare,  casomai,  domani  gli  emendamenti  che  saranno,
  appunto,  dalla  Commissione votati con la  copertura  finanziaria.
  Quindi,  mi  sembra,  al  di  là di ogni  ragionevole  dubbio,  che
  dobbiamo aspettare l'esito della Commissione Bilancio su tutti  gli
  emendamenti che il Presidente ha inviato in Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, ci sono articoli  che  non  hanno
  assolutamente  il problema di emendamenti inviati alla  Commissione
  Bilancio.  Potremmo  iniziare la trattazione  di  questi  articoli.
  Ovviamente,  gli articoli che hanno emendamenti e  che  sono  stati
  trasmessi in Commissione Bilancio, potremmo accantonarli.
   Pur  nondimeno, poiché sull'articolo 1 si era deciso  che  saremmo
  andati  avanti  con  la discussione generale, vorrei  capire  se  i
  colleghi  che  vogliono intervenire nella discussione generale  del
  disegno di legge n. 732 intendono farlo.
   L'articolo  1  e  l'articolo 2 non hanno  emendamenti  inviati  in
  Commissione   Bilancio,   l'articolo   3   possiamo   accantonarlo,
  l'articolo  4  non  ha emendamenti. C'è un numero considerevole  di
  articoli per i quali possiamo procedere.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               CAPO I
                       Misure  a  sostegno  dell'agricoltura  e
             della pesca

                              «Articolo 1.
                              Fondo di solidarietà regionale

   1.  All'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.  11,
  dopo il comma 3, è inserito il seguente:

   3 bis. Per l'esercizio finanziario 2011, il Fondo ha una dotazione
  di  5.000  migliaia  di  euro  cui si  fa  fronte  con  le  risorse
  disponibili trasferite dallo Stato per gli anni dal 2002 al 2010 ai
  sensi della legge 23 dicembre 1999 n. 499'.

   2. All'articolo 80 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, al
  comma  5  dopo  le  parole di cui all'articolo  11'  aggiungere  le
  seguenti e 12'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli Leontini e Mancuso: 1.1, 1.2;
   -  dagli onorevoli Di Benedetto, Apprendi, Digiacomo, Donegani, Di
  Guardo ed altri: 1.3.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  intervenendo  nella  discussione generale, vorrei  chiarire  alcuni
  aspetti e fare una premessa.
   Signor  Presidente,  lei sa che in questo  momento  in  Sicilia  i
  sindaci   in  generale  ma  soprattutto  i  sindaci  delle  piccole
  comunità,  penso  ai sindaci delle isole Eolie, stanno  vivendo  un
  momento di grande difficoltà per quello che riguarda lo smaltimento
  dei  materiali  che  vengono  dalla campagna  piuttosto  che  dalla
  montagna.

   PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, sta intervenendo sulla discussione
  del  disegno  di  legge  n.  732? E'  la  premessa.  La  invito  ad
  intervenire sulla discussione generale del disegno di legge n. 732.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, quando noi interveniamo,  sul  piano
  formale,  circa  l'ordine  dei lavori, mi  blocca.  In  quest'Aula,
  quando  nei  tempi  passati  si parlava  di  discussione  generale,
  qualcuno leggeva pure la Bibbia per far capire meglio ciò che  ogni
  parlamentare  può  e  deve  comprendere  per  andare  avanti  nella
  discussione.
   Per  una  carenza legislativa oggi i sindaci impegnati  anche  nel
  mondo  dell'agricoltura a dare risposte alle tante domande  che  si
  vengono   a  formare,  è   evidente  che  non  possono   farlo   e,
  addirittura,   si  rischia  ogni  giorno  che  i  sindaci   vengono
  sottoposti  a  procedimento  penale. Penso  che  questo  non  debba
  accadere  e  ritengo  che  dobbiamo  noi,  come  Assemblea,  questa
  Presidenza,  il Governo, intervenire per sollevare da un  incubo  i
  sindaci, soprattutto delle piccole comunità.
   Per  quanto  riguarda l'argomento del quale ci  stiamo  occupando,
  ritengo   che   bisogna  affrontarlo,  come  è  stato   detto   già
  precedentemente dall'onorevole Mancuso, in maniera organica.
   Ritengo che bisogna capire bene dove e quando saranno prelevati  i
  fondi,  chi  dovrà fare cosa perché dall'articolato del disegno  di
  legge questo a noi non è chiaro.
   Non  so se dobbiamo procedere ad un esame dettagliato comprendendo
  ciascuno  ciò  di  cui  stiamo parlando o, al  contrario,  dobbiamo
  andare  avanti,  come al solito, con un disegno di  legge  che  non
  servirà  ai  siciliani e non servirà all'agricoltura.  Ecco  perché
  credo  che  anche l'assessore debba pensare ad un altro momento  di
  riflessione perché fare una cattiva legge è certamente  peggio  che
  non fare una legge.
   Stiamo   attenti,   assessore.  Non  commettiamo   altri   errori.
  L'agricoltura  in  questo momento è in ginocchio  in  Sicilia.  Gli
  agricoltori  ci  guardano  con  particolare  attenzione,   vogliono
  risposte serie, concrete e soprattutto praticabili. Non vorrei  che
  poi  si  finisca  con  l'approvare una legge  che  non  serva  agli
  agricoltori ma che al contrario li danneggi.
   Questa  è  la  raccomandazione che voglio fare alla  Presidenza  e
  all'assessore per le risorse agricole.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vedo  che,  tra
  l'altro, stasera inauguriamo un nuovo modo di proporci perché

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, non appena lei avrà finito  il  suo
  intervento,  il  podio  verrà  rimesso  a  posto,  perché   durante
  l'iniziativa  che  ha  visto coinvolto il  Parlamento  Mediterraneo
  hanno  girato  il  podio verso l'Aula, verso  i  Deputati  per  una
  questione semplicemente loro, di funzionalità dei lavori, mentre il
  nostro Regolamento prevede tutt'altro.
   Quindi, non appena lei avrà terminato il suo  intervento, il podio
  sarà rimesso al suo posto.

   FALCONE.  Signor Presidente, io la ringrazio, pensavo che stessimo
  inaugurando  un  nuovo modo di fare politica, cioè guardarci  negli
  occhi,  noi  parlamentari  e  dare le spalle  alla  Presidenza  non
  sarebbe  stato  opportuno  e  consono  per  la  dignità  di  questa
  istituzione.
   Detto questo credo, invece, che andando al tema mi pare che questo
  disegno  di legge sconti innanzitutto e preliminarmente  un  limite
  che è il limite della mancata attuazione e approvazione della legge
  finanziaria dell'anno 2011.
   Molte  norme  che  troviamo qua dovevano essere approvate  con  la
  Finanziaria   del  2011  e,  invece,  in  assenza  di   una   legge
  finanziaria, oggi, nel momento in cui questo Parlamento si appresta
  o  si  dovrebbe apprestare a parlare della nuova legge  finanziaria
  del 2012, invece, parliamo oggi di agricoltura.
   Faccio  alcune considerazioni. Signor Assessore, sotto un profilo,
  diciamo  così, generale sono delle norme condivisibili; poi,  però,
  scendendo  allo  specifico, ci rendiamo conto  che,  proprio  sugli
  articoli  1,  2,  3,  pur utilizzando un fondo ministeriale  che  è
  quello che vede i residui dal 2002-2010 con la 499, in effetti, gli
  stanziamenti sono tutti inferiori rispetto all'anno precedente.
   All'articolo  1,  in effetti, si passa da uno  stanziamento  di  8
  milioni e mezzo di euro ad appena 5 milioni; all'articolo 2 da  uno
  stanziamento  del 2010 di 7 milioni scendiamo a 2 milioni  e  mezzo
  appena;  per continuare all'articolo 3: da un fondo di  13  milioni
  scendiamo ad appena 10 milioni e mezzo.
   Non  vado  oltre, ma il problema è che dinanzi ad un  allargamento
  della  platea  che dovrebbe beneficiare di questi  interventi  così
  come,  ad  esempio,  vuole  un ordine  del  giorno  presentato  dal
  presidente  Caputo  stasera in Aula, di  misure  urgenti  a  favore
  dell'agricoltura e degli agricoltori in Sicilia, nel momento in cui
  allarghiamo la platea all'agriturismo o l'allarghiamo alle  società
  di  capitali  o l'allarghiamo alle imprese associate,  ci  rendiamo
  conto che abbiamo meno fondi rispetto all'anno precedente.
   Io  tralascio in questa sede, farò poi qualche considerazione, che
  purtroppo  il  Governo  non ha voluto anche accogliere  le  istanze
  della   più   importante   associazione   di   settore   quale   la
  Confagricoltura  siciliana e questo è stato colto con  amarezza,  è
  stato  rappresentato con amarezza e, tra l'altro, gli  stanziamenti
  non  sono  sicuramente sufficienti. E lo dobbiamo  dire  con  molta
  serenità, quell'Istituto che è stato tanto vituperato dagli  organi
  di  stampa quale l'Arsea, ad esempio, rimane là e noi, invece,  non
  utilizziamo  i  fondi che lo stesso istituto ha  per  finalità  più
  incisive,  per  rendere più efficace questo tipo  di  provvedimento
  legislativo.
   Ed  allora,  io credo che, dinanzi a circa 37 forse è una  vera  e
  propria Finanziaria, presidente Adamo, che non avremo mai il  tempo
  di  poter  trattare anche perché alla stessa ci sono altri articoli
  aggiuntivi   altrettanto   corposi   e   importanti   che,   forse,
  costringerebbero questo Parlamento a discutere per giorni, per  ore
  e alla fine non arrivare a nulla.
   Sarebbe  opportuno, assessore D'Antrassi, che si facesse  un  maxi
  emendamento, un articolo con un certo numero di commi - non  so  se
  sia  il caso di fare un passaggio prima in Commissione, lo concordi
  il  Governo  - per sottoporlo all'Aula in maniera tale che  in  una
  seduta  massimo  in due sedute si possa arrivare  a  licenziare  un
  testo  che  se  non è soddisfacente  per il settore,  comunque  può
  rappresentare  una  boccata di ossigeno in  un  momento  di  grande
  crisi.  Presentare  questo  malloppo  si  rischia,  caro  assessore
  D'Antrassi, di buttare fumo negli occhi agli operatori per dire: il
  Governo ha fatto un disegno di legge e poi questa Assemblea non  lo
  vuole approvare.
   Tra  l'altro, mi risulta che questo Governo ha i numeri in maniera
  abbondante  quasi  traboccante, e se  ha  i  numeri  è  chiaro  che
  dovrebbe  andare  spedito,  ma vedo dai banchi  che  mancano  molti
  colleghi della maggioranza.
   Ed  allora,  la  proposta che faccio è quella che ho  detto  e  su
  questo  inviterei  l'Assessore al ramo  di  riflettere  un  attimo,
  magari  sospendendo la  seduta e convocando un'opportuna Conferenza
  dei  capigruppo per potere stabilire gli step di questo disegno  di
  legge per arrivare alla fine ad un provvedimento che possa comunque
  essere  approvato e non soltanto ad un disegno di legge che rischia
  di rimanere tale.

   ADAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ADAMO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, dopo mesi di lavoro
  in  Commissione   Attività produttive  e in  Commissione  Bilancio,
  portiamo in Aula una legge sull'agricoltura.
   Abbiamo  spesso  discusso dei problemi, delle difficoltà  che  gli
  agricoltori  siciliani devono affrontare. Questa legge non  risolve
  tutti  i  problemi,  ma  certamente dà  delle  risposte,  dà  delle
  indicazioni.  Cominciare  ad  esaminare  la  legge  è  un  modo  di
  cominciare  a discutere, è un modo di cominciare a riflettere,  c'è
  la  possibilità di intervenire con degli emendamenti, di fare delle
  proposte, ma bloccarci prima di cominciare non mi sembra una  buona
  idea.
   Se,  comunque, da parte dell'opposizione, e veramente  mi  rivolgo
  all'opposizione, c'è la volontà di concludere io sono pure disposta
  ad accogliere la proposta dell'opposizione e credo che sia saggio.
   Qua  non  c'è  una legge di maggioranza o di opposizione,  c'è  il
  Parlamento  regionale  siciliano che deve dare  delle  risposte  al
  mondo dell'agricoltura. Spogliamoci, siamo noi i primi, spogliamoci
  della  nostra  appartenenza, non siamo maggioranza, se  volete  non
  siamo opposizione.
   Mi  associo alla proposta. Si convochi una riunione dei capigruppo
  e  vediamo  quali  sono le volontà, quali sono le richieste,  quali
  sono le proposte. Poi, se ci dobbiamo scontrare ci scontreremo.  Ma
  se  c'è una possibilità di incontrarci, di trovare delle soluzioni,
  io penso che le dobbiamo trovare. Procedere così non porta a nulla;
  non  abbiamo  nemmeno  cominciato a discutere,  non  siamo  nemmeno
  all'articolo 1 e già abbiamo perso ore sul nulla.
   Allora,   proviamo   ad  incontrarci  e  ognuno,   maggioranza   e
  opposizione, si assuma le proprie responsabilità. Non è la legge di
  un gruppo, ma diventa la  legge di tutti.
   Quindi, io sposo la proposta dell'opposizione perché mi fido della
  sua  volontà  di  essere  propositiva. Le chiedo  pertanto,  signor
  Presidente, di convocare la Conferenza dei capigruppo di  modo  che
  ogni Gruppo parlamentare si assuma le proprie responsabilità e dica
  quali sono le proposte a cui tiene.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta  per
  consentire agli assistenti parlamentari di sistemare il podio degli
  oratori, rivolgendolo in direzione della Presidenza.

        (La seduta, sospesa alle ore 17.20, è ripresa alle ore
                                17.22)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   CORONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che questo
  Parlamento, affrontando il disegno di legge al nostro esame,  dovrà
  cercare  innanzitutto di dare alla nostra regione una  buona  legge
  che  regoli  uno  dei  settori più importanti  dell'economia  della
  nostra    regione,   il   cosiddetto   settore   primario,   quello
  dell'agricoltura, che, nella buona sostanza, può creare sviluppo  e
  soprattutto  dare la possibilità occupazionale a  tanta  gente  che
  oggi  affronta,  all'interno  di  questo  settore,  una  serie   di
  difficoltà  che certamente un Governo, ma soprattutto un Parlamento
  regionale  come  il nostro, ha il dovere di sapere interpretare  e,
  quindi, di dare risposte quanto meno confacenti alle aspettative di
  tanti  contadini,  di tanti agricoltori, di tanti imprenditori  che
  certamente  svolgono  un ruolo importante.  In  questo  disegno  di
  legge,  assessore,  lei  è  stato un po'  stitico'  nell'affrontare
  queste  problematiche perché avrebbe dovuto, secondo me,  ricercare
  un   confronto   a   360  gradi  con  tutto   il   mondo   agricolo
  rappresentativo  di  quegli  interessi che  certamente  un  Governo
  attento  e  sensibile  deve  cercare di sapere  ascoltare  per  poi
  produrre  atti  concreti,  quindi un disegno  di  legge  che  dovrà
  cercare di migliorare le condizioni dell'agricoltura siciliana.
   Così  non  è stato perché lei, nel momento in cui ha presentato  a
  questo   Parlamento  un  disegno  di  legge  di  ben  37  articoli,
  disarticolato,  che affronta non solo i problemi  dell'agricoltura,
  ma  anche  i  problemi della pesca e di quante altre  realtà  della
  nostra  Regione siciliana, certamente ha voluto creare  un  po'  di
  confusione.   Una  confusione  documentata  anche   da   tantissimi
  emendamenti  di  tanti  colleghi deputati di questa  Assemblea  che
  hanno  voluto testimoniare con numerosi emendamenti la loro ricerca
  di  dare  risposte  esaustive a chi chiede da  anni  un  intervento
  normativo  che  sia  il  più confacente  possibile  con  la  realtà
  agricola  della  nostra regione, fatta di decine, di  centinaia  di
  comuni  che  certamente svolgono un ruolo importante anche  per  la
  difesa del territorio.
   Oggi abbandonare le campagne significa anche creare condizioni  di
  disequilibrio  all'interno del territorio, e abbiamo  visto  quello
  che si è realizzato con le alluvioni degli anni scorsi e certamente
  questo  dipende un po' del fatto  che i contadini, gli  agricoltori
  non  sono  nelle condizioni di poter svolgere un lavoro  che  possa
  essere  legato  ad  un  rapporto minimo di reddito  per  l'attività
  connessa.
   E' chiaro che questa è una legge che non guarda a questi problemi.
  Certamente  lei sa benissimo che tantissimi imprenditori  agricoli,
  ma  soprattutto  i  piccoli proprietari, noi abbiamo  nella  nostra
  Regione un catasto agricolo molto frammentato, non ci sono i grandi
  gruppi,  i  cosiddetti industriali, che si occupano di agricoltura,
  ma  ci  sono  tantissimi, migliaia e migliaia  di  agricoltori  che
  utilizzano gran parte del loro impegno occupazionale per cercare di
  mantenere   le  campagne  pulite  e  soprattutto  per   realizzare,
  attraverso questo tipo di attività, una serie di prodotti che  sono
  il vanto della nostra Regione siciliana.
   Ebbene,  in  questo  caso, assessore, non  abbiamo  visto  un  suo
  impegno,  specialmente nel momento in cui  è  venuto  fuori  da  un
  decreto  del Ministro dell'Ambiente che prevedeva che nelle  nostre
  piccole  realtà  non  poteva  essere esercitata  quell'attività  di
  coltivazione  delle  campagne, specialmente sotto  l'aspetto  delle
  attività di rimonta degli agrumeti, del noccioleto, degli uliveti e
  così via, che questi scarti di coltivazione delle campagne, come la
  discerbatura, venivano considerati rifiuti speciali.
   In  questa occasione tanti di noi, io per primo ho presentato  una
  mozione  in  questo  senso, perché impegnasse il  suo  Governo,  il
  Governo  del Presidente Lombardo, e quindi il suo Assessorato,  per
  evitare  che  ci  fosse  una applicazione  disomogenea  sul  nostro
  territorio regionale, prevedendo addirittura pesantissime  sanzioni
  penali per chi non provvedeva a trasportare questi rifiuti, ma sono
  scarti  di  coltivazione per essere bruciati  in  quel  sistema  di
  biomasse che certamente mancano nella nostra Regione siciliana.
   E'  chiaro  che  tutto  questo viene  portato  avanti  con  grande
  disattenzione  da  parte  di  questo Governo,  non  ci  sono  stati
  interventi  in  questa direzione, non sono previsti dei  correttivi
  che  certamente debbono essere applicati perché non possiamo creare
  attraverso    una    serie   di   iniziative   che   appesantiscono
  ulteriormente,  anche dal punto di vista burocratico,  le  attività
  degli  agricoltori e quindi creare un danno alla coltivazione delle
  nostre campagne, con tutto quello che ne consegue.
   Assessore, noi siamo convinti che lei dovrà fare un altro  sforzo:
  quello di sapere ascoltare tutti all'interno di questo Parlamento o
  aprire un tavolo diverso perché questo disegno di legge deve essere
  modificato, rivisto e corretto perché le aspettative sono  tante  e
  questo  è  un  settore  fondamentale e  non  si  parla  neanche  di
  quell'agricoltura  specializzata  che  valorizza  alcune  attività,
  specialmente il mondo della floricoltura o dell'agrumicoltura della
  nostra  Regione  che, sicuramente, va valorizzata e portata  avanti
  perché crea sbocco occupazionale e crea economia.
   La  invito pertanto, Assessore, a sapere ascoltare all'interno  di
  questo   Parlamento  i  tanti  colleghi  che  sicuramente  vorranno
  migliorare  questo  disegno  di  legge  che  così  com'è  non   può
  rappresentare gli interessi della Regione.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, Assessore,  onorevoli  colleghi,  mi
  rivolgo alla Presidenza e mi rivolgo soprattutto ai colleghi. Tra i
  colleghi  mi  rivolgo,  in  particolar modo,  a  coloro  che  hanno
  rappresentato o rappresentano i gruppi parlamentari.  Mi  riferisco
  evidentemente,  ad  esempio,  all'onorevole  Leanza,  non  vedo  il
  capogruppo del PD e, quindi, mi rivolgo all'onorevole Lupo,  che  è
  il  segretario  regionale del PD, c'è il vicecapogruppo,  onorevole
  Rinaldi, mi rivolgo all'onorevole Cappadona; mi rivolgo, quindi, ai
  colleghi  che  hanno responsabilità parlamentare nei  gruppi  e  mi
  rivolgo   anche   al   presidente   della   Commissione    Attività
  produttive',  onorevole  Caputo  ed  al  vicepresidente,  onorevole
  Apprendi.
   Presidente Oddo, mi ascolti, se vuole evitare che quella  di  oggi
  diventi una seduta nella quale, nel perfetto rispetto delle  regole
  e  del diritto di ciascun deputato di esprimere la propria opinione
  ma  in  maniera assolutamente pleonastica, ciascuno salga su questo
  scranno per fare passerella sui temi dell'agricoltura, la invito  a
  recepire la mia umile proposta.
   Il  Presidente  del mio gruppo parlamentare, onorevole  Maira,  ha
  fatto pervenire alla Presidenza una richiesta di differimento della
  seduta  di  domani in ragione di una convocazione per una direzione
  nazionale del nostro partito in Roma.
   La  seduta  di oggi, abbiamo già acclarato, che sarà di fatto  una
  seduta  impossibile da tenersi utilmente, in ragione del fatto  che
  trenta articoli del disegno di legge all'attenzione dell'Aula  sono
  ancora in Commissione  Bilancio' ed attendono - onorevole Adamo, mi
  rivolgo  a lei che poc'anzi ha fatto appello all'opposizione  -  il
  parere della Commissione stessa.
   Fare  una  discussione generale oggi pomeriggio appare, di  fatto,
  impossibile.
   Presidente  Oddo,  chiedo a lei, ed eventualmente  all'ufficio  di
  Presidenza,   di   convocare  immediatamente  una  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, se del  caso,  alla  presenza
  dell'Assessore per l'agricoltura - che è presente e che ringrazio -
  per stabilire un programma concreto dei lavori che possa portare  a
  buon  esito,  nel minor tempo possibile, un disegno di  legge  così
  importante qual è quello pervenuto in Aula ma che dia, nello stesso
  tempo,  la possibilità di fare un lavoro serio, un lavoro  utile  e
  che  dia  la  possibilità  e  rispetti  il  diritto  di  un  Gruppo
  parlamentare  come  il  nostro  di  recarsi  domani  a   Roma   per
  partecipare alla direzione nazionale del partito.
   Presidente   Oddo,  la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari   potrebbe,  eventualmente,   stabilire   che   domani
  pomeriggio  potrebbe  utilmente tenersi  la  discussione  generale,
  esitati i trenta articoli dalla Commissione  Bilancio', ma ciò  che
  le  chiediamo e chiediamo all'Ufficio di Presidenza è di rispettare
  la  nostra  assenza  di  domani e, quindi, di  entrare  nel  merito
  dell'articolato non prima di giovedì pomeriggio.
   Signor  Presidente,  non  procediamo  ulteriormente,  convochi  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e prendiamo  una
  decisione seria per portare a buon fine ed in porto questo  disegno
  di legge.

   APPRENDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  soltanto  per far rilevare ancora una volta, prima  è successo  col
  disegno  di legge sulla grande distribuzione dove dovevamo regolare
  gli  orari della grande distribuzione, quindi un disegno  di  legge
  sul  commercio,  poi è successo con la legge per la  riforma  delle
  ASI, adesso succede con la legge sull'agricoltura, è un rituale che
  già  abbiamo  visto, infatti, se il lavoro delle  commissioni  deve
  essere   vanificato  da  questi  interventi  che  vogliono   sempre
  ritornare  indietro  rispetto alle tappe che sono  state  consumate
  positivamente nelle commissioni interessate, tappe che hanno  visto
  incontrare  le  organizzazioni di categoria, sono  stati  ascoltati
  tutti  coloro  che  avevano interesse in questo settore  importante
  dell'agricoltura, se ogni volta torniamo indietro, ebbene credo che
  poi la gente abbia ragione a dire che costiamo troppo ed ha ragione
  chi  fa  antipolitica,  ha ragione chi, ogni giorno,  ci  bersaglia
  sulla stampa dicendo che perdiamo tempo.
   Allora,  se  vogliamo  dimostrare alla  gente  che  noi  lavoriamo
  positivamente  per loro, perché qui è stato detto da  più  che  gli
  agricoltori  soffrono,  che gli agricoltori  sono  l'anello  debole
  della  catena  perché sono vessati da chi compra da loro  a  prezzi
  bassissimi. Se tutto ciò è vero dobbiamo dimostrarlo iniziando oggi
  la  discussione  generale e quindi incanalando la legge  nel  verso
  giusto.
   Assessore,  non credo che dobbiamo andare via oggi, chi  si  vuole
  assumere questa responsabilità lo faccia. A me dispiace che  questa
  cosa  sia venuta anche da persone che hanno difeso l'imprenditoria,
  che  hanno  difeso le attività produttive. Noi non  possiamo,  ogni
  volta,  tornare indietro, altrimenti, Presidente, o c'è un percorso
  sbagliato  che la Presidenza si è data, in quanto se  si  dice  che
  poiché  ci  sono 30 articoli in Commissione  Bilancio' non  si  può
  trattare  la legge, vuol dire che la legge non si poteva  trattare.
  Ma se così non è, secondo me, dobbiamo andare avanti  e ciascuno si
  deve  assumere le proprie responsabilità perché quando facciamo  le
  audizioni siamo tutti bravi a dire che siamo solidali una volta con
  i  pescatori, una volta con gli agricoltori, un'altra volta con gli
  industriali, con tutte le categorie produttive, e poi quando c'è da
  mettere  nero  su  bianco  e dare concrete risposte  alle  attività
  produttive esiste sempre un motivo per rinviare.
   Allora, Assessore, secondo me dobbiamo andare avanti.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  diciamo  innanzitutto  che  finalmente è  arrivato  il  momento  di
  trattare  questo disegno di legge, di trattarlo, però,  in  maniera
  purtroppo  ancora  parziale perché come bene ha  detto  l'onorevole
  Cordaro   sono   tanti,  circa  30,  gli  articoli  oggetto   della
  valutazione  da  parte  della  Commissione  Bilancio,  ma   siccome
  l'intesa  parlamentare era quella, comunque, della discussione  nel
  corso  dell'articolo 1 intervengo ugualmente anche se è chiaro  che
  una  votazione più  definitiva si potrà avere quando la Commissione
  Bilancio  avrà  esitato il testo del disegno  di  legge  nella  sua
  completezza.
   Dico  ciò perché, per esempio, a partire dall'articolo 1,  ma  non
  soltanto, il disegno di legge è pieno dei richiami fatti alla legge
  499/99, una legge che determina fondi assolutamente statali, ad una
  destinazione  assolutamente vincolata e, quindi, già  definita,  ma
  che  vengono o verrebbero utilizzati attraverso questo  disegno  di
  legge per provvidenze, per benefici e per interventi.
   Quindi, già una cosa che mi sembra da valutare, Assessore, la  499
  è  una legge dello Stato, ha già la destinazione specifica. Lei  mi
  insegna  che,  per  esempio,  tanti settori  dell'imprenditoria  da
  quella femminile a quella giovanile sono finanziati con la 499; ora
  utilizzare  quelle risorse - ribadisco dello Stato - a destinazione
  vincolata  per  altre  finalità, non so come  si  riuscirà  a  fare
  quadrare questi conti.
   Ed  io  di  conti  vorrei parlare perché la mia  preoccupazione  è
  quella che è emersa di recente, anche in occasione del Comitato  di
  sorveglianza  che  si  è tenuto nello scorso mese  di  giugno,  l'8
  giugno  2011,  e  in  quella occasione -  parliamo  di  pochi  mesi
  addietro -, a fronte di una disponibilità di oltre 2 miliardi e 100
  milioni di euro, le somme ancora impegnate sono state circa  il  22
  per   cento,   con  grande  rischi,  Assessore,  di  un  disimpegno
  assolutamente automatico che è stato già evidenziato sia per quanto
  riguarda l'Asse 3 che per quanto riguarda l'Asse 4.
   E   non   credo  che  tutte  eventuali  deroghe,  possibilità   di
  slittamento, la M + 2 che magari poi non so se diventerà M + 3 come
  anno  di spesa, potranno garantirci dai rischi che esistono, perché
  se  già  oggi  in condizioni  ordinarie  abbiamo accumulato  questo
  ritardo, non so in un momento straordinario, quando dovranno essere
  spese tutte in una volta le somme di più annualità, se riusciremo a
  fare  fronte  a  questo rischio e, quindi,  a  fare  fronte  ad  un
  adempimento  senza  la  conseguenza   del  rischio  del  disimpegno
  automatico.
   Ma  di  conti voglio parlare, Assessore e colleghi, perché  a  mio
  avviso  non sono questi i provvedimenti che possono dare  una  mano
  concreta alla nostra agricoltura.
   Io  sono  ancora  convinto che lo stato di  crisi  sia  la  strada
  maestra,  al di là delle condizioni e degli adempimenti che  ci  ha
  richiesto  Bruxelles perché se noi non avviamo  proceduralmente,  e
  non  c'entra nulla con la legge, dal punto di vista amministrativo,
  la declaratoria di crisi attraverso le prefetture e le relazioni e,
  quindi,  avviamo  tutta  l'istruttoria per  potere  la  Giunta,  in
  seguito,  deliberare  lo  stato di crisi e  fare  questa  battaglia
  insieme  alle  altre regioni del Meridione, nella mia  molto  breve
  esperienza  nella  rubrica  all'agricoltura,  ricordo   che  quanto
  avanzai  la  questione  dello  stato  di  crisi  parlando  sia  col
  commissario Ciolos sia con l'allora primo Ministro, oggi presidente
  della  Regione Veneto Zaia e successivamente Galan,  da  parte  del
  Ministro  e  da  parte di molte regioni venne  ritenuta  quella  la
  strada maestra.
   A  mio avviso dobbiamo seguire attraverso le istruttorie tutti gli
  atti che possono portare a questa declaratoria e alla modifica  del
  PSR,  perché  se il PSR rimane ingessato come è attualmente,  nella
  sostanza, corriamo il rischio che queste somme non le spendiamo   e
  oltre  a  non  spenderle corriamo il rischio di non avere  dato  le
  risposte  all'agricoltura  che vive dei  problemi  strutturali  per
  quanto   riguarda  il  debito,  ma  che  vive  anche  di   problemi
  strutturali  per quanto riguarda i guasti nella nostra agricoltura,
  la  commercializzazione per prima e la trasformazione,  se  volete,
  per seconda.
   Ma  tutte queste cose dovrebbero essere, a mio avviso, oggetto  di
  quella  rimodulazione del PSR che manca, manca  tanto  è  vero  che
  corriamo  quel  rischio.  Mi auguro che in  questi  mesi  che  sono
  decorsi   dall'8   giugno   la  spesa  si  sia   significativamente
  incrementata, ma siamo ormai a due anni dalla scadenza, siamo ormai
  al  punto  che stiamo discutendo della nuova PAC, ma a  mio  avviso
  bisogna  cercare  di  correre  ai ripari  per  quanto  riguarda  il
  2007/2013
   Quindi, credo che non sia questa la soluzione da affrontare. A mio
  avviso,  al di là dell'impegno, dello sforzo, della buona  volontà,
  per carità, di trovare qualche soluzione, credo che la battaglia di
  tutti  debba essere nei confronti dell'Europa attraverso il Governo
  nazionale, vieppiù in un momento come questo.
   Ma non credo che le condizioni del 2011, oramai 2012, dal punto di
  vista  della nostra economia e della crisi mondiale che sta vivendo
  il   sistema  occidentale,  in  modo  particolare,  possano  essere
  paragonate al PSR 2007-2013, pensato negli anni precedenti.
   Credo  che  la  battaglia  vada comunque  fatta.  L'Europa  ci  ha
  commissariato per la nostra attività di crescita, per lo  sviluppo,
  per  il  disegno  di legge che andrà, secondo un  nuovo  programma,
  all'attenzione di Camera e Senato.
   Bene   Non  penso che all'interno di questa logica  non  si  debba
  rivedere  cosa  significhi  de minimis  in questa  fase,  che  cosa
  significhi   stato di crisi , che cosa significhi rimodulazione  di
  misure che possono consentire una spesa.
   Quindi, mi permetto di dire che lo sforzo che bisogna fare e  che,
  avendo  poi  un quadro esauriente di ciò che sarà il  lavoro  della
  Commissione   Bilancio',  è  di capire, effettivamente,  attraverso
  queste risposte, qual è la risposta del mondo dell'agricoltura, che
  non  mi  sembra abbia salutato, in tutte le sue forme  associative,
  con particolare soddisfazione, questo disegno di legge.
   Sono  queste  le ragioni per le quali mi permetto di  invitare  il
  Governo  a  rivedere  alcune posizioni -   ribadisco  -  al  di  là
  dell'aspetto   di  questo  disegno  di  legge,  che  potrà   essere
  sicuramente migliorato attraverso una serie di emendamenti che come
  Forza  del  Sud abbiamo prodotto - ma ne ho letti tanti  altri,  di
  tanti  colleghi  -, ma lavorare dal punto di vista  amministrativo,
  fare  quel  lavoro  che era stato avviato per  quanto  riguarda  la
  declaratoria dello stato di crisi.
   E'  quello  -  ribadisco  -, a mio avviso,  il  punto  vero  della
  questione;  è  quello  l'obiettivo che va raggiunto.  Senza  questa
  azione  comune per la declaratoria dello stato di crisi  credo  che
  faremo  ancora disegni di legge che sono  pannicelli caldi  o  che,
  in  ogni  caso, determineranno risorse molto modeste rispetto  alle
  necessità - mi riferisco, per esempio, alla situazione debitoria  -
  o,  come ho detto poc'anzi, risorse che poi non riescono ad  essere
  spese.
    Tutti ricordiamo ancora che, per esempio, la provvista importante
  per  le  scorte nel campo dell'agricoltura, che ormai è vecchia  di
  tre anni ed ancora non è stata integralmente spesa. Quindi, bisogna
  capire come accelerare la spesa, anche in termini di liquidità, per
  dare  respiro  ad un'economia asfittica e ancora più asfittica  nel
  mondo dell'agricoltura.

   SCILLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILLA.  Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  questa
  sera dobbiamo iniziare a trattare un argomento, un disegno di legge
  che è importantissimo, fondamentale perché, finalmente, parliamo di
  sviluppo, di investimenti, parliamo - almeno dovremmo parlare -  di
  agricoltura e pesca.
   Ma,  ancora  una volta, purtroppo, quando c'è di mezzo il  governo
  Lombardo  o la maggioranza che sostiene il governo Lombardo,  anche
  le  cose  più  importanti  che riguardano il  futuro  della  nostra
  Sicilia hanno complicazioni, perché ancora una volta - come qualche
  collega  ha  ricordato poc'anzi - il  lavoro, tutto il  lavoro  che
  abbiamo  fatto in III Commissione, tutte le audizioni  che  abbiamo
  svolto  in III Commissione, gli incontri fatti con le imprese  sono
  stati  completamente  stravolti  da  un  atteggiamento  che  si   è
  verificato in Commissione Bilancio, che è inaccettabile.
   Infatti,  signor  Presidente,  la Commissione  Bilancio  che,  tra
  l'altro,  non  rappresenta tutte le forze  politiche  che  sono  in
  Parlamento perché, per esempio, Forza del Sud ufficialmente non  ha
  il proprio rappresentante nella Commissione più importante - quindi
  tralasciando questo aspetto -, ebbene, non può entrare  nel  merito
  di  ciò  che  la  Commissione di merito ha  discusso  ed  approvato
  all'unanimità.
   Quando  voi chiamate questo disegno di legge un  disegno di  legge
  per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca, mi volete spiegare,
  cosa  rimane della pesca in questo disegno di legge nel momento  in
  cui  in Commissione Bilancio è stato stralciato l'articolo 28,  che
  riguarda l'organizzazione dei produttori?
   Dovete continuare governo Lombardo e maggioranza ribaltonista  del
  governo Lombardo a prendere in giro le imprese siciliane?
   Se  voi  andate a guardare l'articolato che oggi abbiamo in  Aula,
  premetto  che  noi  vogliamo fare la legge e che  questa  legge  va
  fatta,  va votata perché è ciò che aspettano le imprese, sia quelle
  agricole  che  quelle ittiche. Ma per fare la legge  bisogna  anche
  conoscere  realmente quelle che sono le problematiche,  non  potete
  portare provvedimenti che sono scollegati con le reali esigenze del
  settore e del tessuto produttivo.
   Vi  porto  un  esempio  pratico,  signor  Presidente,  stralciando
  l'articolo 28 che riguarda l'organizzazione dei produttori,  quindi
  Assessore,  il  nuovo modo di intendere la pesca,  non  è  guardare
  soltanto   la  produzione  ma  guardare  i  mercati,  guardare   il
  marketing, guardare le regole che si devono dare; voi lo stralciate
  perché  dite che non c'è copertura finanziaria, ma non mi  risulta,
  perché c'è una posta di bilancio di ben 1 milione e quasi 400  mila
  euro,  quindi anche lì dobbiamo andare a fare un'attenta  verifica,
  perché  c'è  qualche  burocrate che gioca e scherza  e  vuole  fare
  troppo il furbo e noi non lo permetteremo, questo è sicuro.
   E  allora, quando voi stralciate questo articolo e la pesca rimane
  soltanto  per  quanto  concerne  l'articolo  23,  onorevole   Adamo
  l'articolo  23 lo sa che cosa è? E' la riparazione di quell'inganno
  che  la  notte che approvammo la finanziaria fecero stralciando  il
  maxiemendamento alla finanziaria. Sono dei contributi per  il  caro
  gasolio che, allora, con l'inganno, sono scomparsi ed oggi ci sono.
   Togliendo questo aspetto e, mi pare, l'articolo 25 che riguarda la
  nuova  sistemazione del Consiglio regionale della pesca, di  fatto,
  non c'è nulla anzi, per non essere falso, abbiamo due articoli,  il
  20 ed il 24, andate a leggere questi articoli e vedrete che sono di
  riferimento  a  qualcuno che ha all'interno  dell'Assessorato  alla
  pesca qualche doppio ruolo, dal mio punto di vista un ruolo che  va
  sicuramente rimosso, perché non si può essere da un lato consulente
  del   Governo,   consulente  dell'Assessore   e   dall'altro   lato
  rappresentare, invece, interessi specifici in questo settore.
   E  siccome ritengo la pesca un settore vitale e fondamentale,  non
  possiamo  permettere a questa Assemblea - e mi rivolgo  a  tutti  i
  colleghi   parlamentari  -  di  votare  queste  leggi   che   hanno
  sicuramente  un  obiettivo  positivo; le  dobbiamo  fare  perché  i
  settori  aspettano queste risposte ma non possiamo votare,  scusate
  il  termine,  queste  porcherie. Nel momento  in  cui,  per  quanto
  riguarda l'agricoltura che è il settore vitale della nostra terra -
  l'agricoltura è una cosa seria, non si può giocare con  il  destino
  delle  imprese  agricole - prevediamo da un lato la possibilità  di
  aiutare  le  aziende  che  hanno problemi con  l'usura,  che  hanno
  problemi fallimentari, qualora la copertura finanziaria si rifà  ad
  un  articolo che riguarda soltanto il  de minimis  cioè 7 mila euro
  per  anno, ma parliamo di cose serie, dobbiamo fare delle leggi che
  devono davvero dare un rilancio socio-economico alla nostra terra o
  dobbiamo continuare a prendere in giro le imprese agricole?
   Siccome  la  legge ormai è incardinata, siccome dobbiamo  farla  e
  dobbiamo tutti insieme lavorare per farla, dal mio punto di vista è
  opportuno che ci sia una sospensione tecnica per  sistemare  questo
  imbroglio  e mi fermo ad imbroglio perché non voglio andare  oltre,
  perché poi metteremo nome e cognome a chi ha un ruolo che non  deve
  avere, a chi ha un ruolo e bisogna capire il perché, se è amico  di
  qualcuno,  bisogna comprenderlo, sicuramente non è amico  né  della
  pesca e neanche dell'agricoltura.
   Allora,  siccome  so che l'assessore D'Antrassi, ha  lavorato  con
  impegno,  è  stato con noi, va riconosciuto un merito  notevole  in
  Commissione,  abbiamo lavorato, abbiamo cercato  di  migliorare  il
  disegno  di  legge, però è evidente che va sicuramente  fermato  un
  minuto  l'orologio e bisogna fare un riassetto, signor  Presidente,
  così  potremo  ripartire  con diverse posizioni  ma  con  un  unico
  obiettivo, quello di fare una legge che serva realmente e  che  non
  diventi la solita legge inutile che purtroppo, tante volte,  questo
  Parlamento ha prodotto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, vediamo di  trovare  una  via  di
  uscita.
   Domani mattina alle 10.30 è convocata la Commissione Bilancio  che
  dovrà  trattare  14 emendamenti inerenti al testo,  emendamenti  di
  merito, più 11 emendamenti aggiuntivi che sono stati trasmessi  per
  l'apprezzamento della Commissione Bilancio.
   Stasera, pertanto, chiuderei la discussione generale che era stata
  demandata all'articolo 1, aggiornerei a domani con il seguito della
  discussione generale, poi l'articolato e tutti gli elementi che  la
  Commissione Bilancio fornirà entro le ore 16.00.
   Evitiamo  di  fare diventare la discussione su un testo  delicato,
  qualcosa che è più di merito e non di volontà di farla o non farla.
  Credo  che  la  volontà dei colleghi sia di farla e di  trovare  il
  giusto punto di equilibrio.
   Non  ho  sentito il Governo perché penso che la mia  proposta  sia
  ragionevole.
   Pertanto,  dichiaro  chiuse  le  iscrizioni  a  parlare  con   gli
  onorevoli  Colianni, Caputo, Maira, Leontini, Mancuso e  Vinciullo.
  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

   COLIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COLIANNI.  Signor Presidente, dopo il suo intervento, mi  limiterò
  soltanto a dare un apprezzamento positivo alla sua proposta.
   Mi  sembra  che  nessuno di noi voglia cadere nel rischio  in  cui
  questo  Parlamento  è  caduto  in occasione  della  discussione  di
  un'altra  legge  importante,  sicuramente  non  quanto  questa,  ma
  tuttavia importante che ci portò a non capirci su alcune cose.
   Vorrei dire ai colleghi che mi hanno preceduto che se qualcuno non
  vuole questa legge sull'agricoltura, lo dica apertamente in Aula.
   Se,  invece, il problema è che dobbiamo discutere dopo mesi e mesi
  di  discussione che hanno visto mettere insieme i disegni di  legge
  numeri  672, 695, 699, 700, 706, 707, 713, tutti disegni  di  legge
  originati   da  questo  Parlamento  e  dopo  che  una   Commissione
  all'unanimità ha lavorato e trasversalmente e positivamente ha dato
  un parere positivo al Governo in un'azione assolutamente condivisa.
   Se c'è qualcuno che per una ragione da noi non compresa, non vuole
  che  questa  legge  vada  avanti, lo dica. Io,  invece,  devo  dire
  all'onorevole  Scilla  che  condivido  assolutamente  e  totalmente
  quanto  da  lui dichiarato in questo Parlamento e cioè  che  non  è
  possibile  fare  una legge sull'agricoltura senza  attenzionare  il
  comparto della pesca, comparto che era stato considerato in maniera
  assolutamente  condivisa dall'intera Commissione e che,  invece,  è
  stato  stralciato  in  occasione  dell'incontro  della  Commissione
  Bilancio.
   Onorevole  Assessore, riteniamo che il comparto della pesca  debba
  assolutamente fare parte integrante di questa legge  e  se  dovesse
  essere necessario, determinare un momento di riflessione tecnica  e
  politica  in  contemporanea con ciò che  accade  nella  Commissione
   Bilancio' in questi minuti ed in questo ore, dico facciamolo pure.
   Onorevoli colleghi dell'opposizione, evitiamo su un argomento così
  importante  che  vede parlare di aiuti alle imprese  agricole,  che
  vede parlare di aiuti al sistema creditizio, che vede parlare di un
  progetto di legge che riguardava i prodotti a chilometro zero,  che
  vede  parlare  del  riordino, in alcuni settori,  dei  Consorzi  di
  bonifica, bene, penso che faremmo un grande, grandissimo errore  se
  pigliassimo  sotto  gamba  questo momento  importantissimo  di  una
  legge,  onorevole Assessore, che farà onore a questo Parlamento  ed
  alla  sua gestione perché l'agricoltura, insieme alla sanità, è  il
  momento portante e strutturale dell'economia di questa Sicilia.
   Pertanto, noi del Movimento per le Autonomie, lo dico con  estrema
  chiarezza,  vogliamo assolutamente questa legge; riteniamo  di  non
  dovere  commettere l'errore che abbiamo commesso  e  per  il  quale
  abbiamo evitato una interlocuzione distensiva che potesse, già  nel
  passato, concorrere a creare un clima di dialogo e di condivisione;
  le  chiedo di essere assolutamente, come so lei essere, disponibile
  a dialoghi che possono essere integrativi delle norme già discusse;
  le  chiedo di farsi, anzi, parte attiva come Governo perché, in  un
  possibile  incontro anche con i Presidenti dei gruppi parlamentari,
  se  c'è  qualcosa da discutere, qualcosa da rivedere,  qualcosa  da
  cassare  o  da  aggiungere,  lo  si  faccia,  ma  si  guardi   bene
  dall'indietreggiare,  come  non  lo  faremo  noi,  di  una  virgola
  rispetto al bisogno che ha la Sicilia di una legge sull'agricoltura
  e sulla pesca, onorevole Scilla, perché siamo convinti che questo è
  uno  di quei provvedimenti che devono essere fatti ora e non chissà
  in quale remoto momento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi, credo che sia  il
  momento e la sede per affrontare un argomento che, credo, interessi
  le competenze della Commissione per il Regolamento.
   Lo  ha detto, poco fa, l'onorevole Scilla, io credo, nella qualità
  di  Presidente  della  Commissione, di sollevare  ufficialmente  un
  problema  che  attiene ai rapporti tra la Commissione  parlamentare
   Attività produttive' e la Commissione Bilancio.
   Le  chiedo, signor Presidente, di convocare la Commissione per  il
  Regolamento oppure di dirimere una questione che, oggi, rischia  di
  compromettere e rallentare e rende ancora più difficoltosi i lavori
  parlamentari.
   Ormai, la Commissione Bilancio è diventata una Commissione che  fa
  audizioni su materie non di sua competenza: dopo che la Commissione
  competente  e  di merito trasmette il disegno di legge,  opera  una
  serie  di  valutazioni  che vanno al di là delle  competenze  della
  Commissione  Bilancio  e  poi mette,  al  termine  dei  lavori,  la
  Commissione  di  merito  di fronte alla  decisione  di  non  potere
  approntare  nessun  emendamento perché  cassato  dalla  Commissione
  Bilancio.
   Le  anticipo, onorevole Presidente, che le perverrà  una  nota  da
  parte  della  Commissione,  così come è avvenuto  in  passato,  per
  chiarire quali sono le competenze della Commissione Bilancio  e  le
  competenze della Commissione di merito.
   Per  quanto riguarda la legge in questione, vorrei dire  che  essa
  assume  una  enorme  importanza,  perché è stata avviata  sull'onda
  emotiva  di  una grande protesta di lavoratori agricoli  che  hanno
  denunciato  la  chiusura  di cinquemila  piccole  e  medie  imprese
  agricole, che hanno denunciato lo stato di crisi profonda, a  volte
  anche  irreversibile, assessore D'Antrassi, che colpisce un  intero
  comparto dell'agricoltura.
   So  che  molti  colleghi  hanno  chiesto  un  rinvio  per  impegni
  parlamentari  o per riunioni importanti  di direzione del  partito,
  alla  luce  di  quello  che sta succedendo  in  questo  momento  al
  Parlamento  nazionale e al Senato della repubblica -  e  certamente
  non  sono contrario e condivido l'importanza -  però vorrei che  si
  prendesse  atto della straordinaria priorità che ha questo  disegno
  di legge, perché oggi abbiamo tutti il dovere di dare un segnalo al
  mondo   degli   agricoltori  e  dimostrare  in  maniera   concreta,
  tangibile,  univoca che questo Parlamento sta sposando,  in  questo
  momento, la causa degli agricoltori siciliani.
   Signor   Presidente,   condividendo  e  non   sollevando   nessuna
  questione, da relatore di questo disegno di legge, sulla  richiesta
  di  rinvio che è stata formulata, alla quale mi associo, chiedo che
  si  riconvochi giovedì o al più tardi martedì questo Parlamento per
  l'esame di questo disegno di legge, anche perché vorrei ricordare a
  tutti  che  abbiamo  aperto la sessione di  bilancio,  la  sessione
  finanziaria e non vorrei che le incombenze di quel disegno di legge
  andasse  a  compromettere, ad ostacolare o a rallentare l'esame  di
  questo importante disegno di legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Caputo, la prego di considerare la  proposta
  fatta dalla Presidenza, discussa con tutti i Gruppi ivi compreso il
  PID  che  mostra  disponibilità a procedere in un certo  modo,  lei
  comprende quanto rappresentano i Gruppi parlamentari.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha facoltà.

   MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che il
  collega Colianni voleva sapere chi non era d'accordo al disegno  di
  legge  sull'agricoltura, con una grande chiarezza dico  che  questo
  testo,  così  com'è,  non favorisce gli agricoltori,  come  si  può
  essere a favore
   Quando  un  testo  riguarda determinati settori, quando  un  testo
  riguarda  determinate cose piuttosto che guardare a chi  lavora  la
  terra guarda alle grande imprese, come  si può essere d'accordo
   Mi   meraviglio  che  il  Movimento  per  l'Autonomia  per   bocca
  dell'onorevole  Colianni  è  d'accordo  a  qualcosa  che  fa   male
  all'agricoltura, che fa male a chi vuole rilanciare un comparto.
   Questo è un testo che bisogna migliorare, lo dico anche a tutti  i
  colleghi  parlamentari che hanno richiamato più  volte  l'unanimità
  della  Commissione e lo ricordo a me stesso la Commissione  non  si
  riunisce  in sede referente, non esiste questo istituto  in  questo
  Parlamento,  non  c'è  ancora,  si deve  eventualmente  variare  il
  Regolamento.
   La  Commissione  esprime  un giudizio, la  Commissione  svolge  un
  lavoro, la Commissione decide all'unanimità rispetto alla coscienza
  dei componenti della Commissione non c'entra nulla il Parlamento.
   Il  Parlamento è una istituzione dove ogni parlamentare svolge  la
  propria  funzione anche nel merito del provvedimento e  per  questo
  motivo   giustamente  la  Presidenza  interviene  e   rinvia   alla
  Commissione Bilancio gli emendamenti  con spesa.
   Per  questo motivo oggi ci troviamo in una situazione per la quale
  dobbiamo  riflettere,  ciò  che  mi  meraviglia  è  un'altra   cosa
  piuttosto  il  richiamo a sapere chi è a favore  e  chi  è  contro,
  perché  mi  sembra  molto semplice poi nella  ricerca;  non  vorrei
  richiamarmi  a  quello che  anche l'onorevole  Colianni  ha  detto:
  altri  disegni di legge con grande maggioranza in questa Aula hanno
  fatto una fine che non meritavano, erano grandi disegni di legge di
  riforme  in  ambiti  importanti  di  questa  Regione;  perché   lei
  onorevole,  sa meglio di me, che se si passa un voto  che  non  sia
  quello palese, quest'Aula, come si decide in modo autonomo rispetto
  a quelle che sono le istanze che ognuno di noi può fare.
   Rispetto  a ciò, questo è un testo da migliorare e, a mio  avviso,
  non  basta  né la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  né la Commissione Bilancio.
   Secondo  me,  serve un passaggio ulteriore, che è  quello  di  una
  seduta  parlamentare  che sarà forse domani sera,  nella  quale  il
  Governo  indicherà  le priorità che ritiene in  questo  disegno  di
  legge.
   Lo  dico chiaramente stasera, poi domani sera l'affronteremo,  non
  sono  favorevole  a   tutte queste sanatorie  che  voi  pensate  di
  mettere in agricoltura; non sono favorevole a rifare le norme  dopo
  due  anni;  è  stata fatta  una legge nel 2009 e  ora  la  dobbiamo
  rifare  quasi  tutta daccapo e rispetto a che cosa   Personalmente,
  non ci credo alla costituzione di nuovi organismi che sanno fare il
  marketing  in questa terra; qualcuno mi deve convincere che  invece
  si  deve fare un'istituzione che serva a portare il prodotto  nella
  grande  distribuzione; mi deve convincere perché  ci  vuole  questo
  organismo  così  importante; non sono  favorevole  di  parlare  del
  personale  di  enti  che  non c'entrano niente  con  l'agricoltura;
  collega  Colianni, tu invece sei d'accordo e mi  dispiace  che  sei
  d'accordo su cose che non c'entrano niente con l'agricoltura.
   Spero che domani il Governo, assumendosi la responsabilità che gli
  compete,  porti  in  Aula non tutti quegli emendamenti  che  ognuno
  giustamente ha presentato, ma faccia una sintesi se si  vuole  fare
  questa  legge. E la sintesi non può venire da un disegno  di  legge
  che  pesa  circa  36 articoli, si può fare con un maxi-emendamento,
  perché  se  noi andiamo a campo aperto, se riteniamo di  portare  a
  termine  questa  legge  con la sessione di  bilancio  che  incombe,
  questa legge non arriverà mai in porto e il Governo deve decidere.
   Intende  fare  veramente la legge sull'agricoltura e sulla  pesca,
  dice  giustamente il collega Scilla, si deve mettere qualcosa sulla
  pesca  per  farlo,  altrimenti facciamo quello  sull'agricoltura  e
  sulla  pesca  solo  col titolo; vogliamo farlo veramente?  Vogliamo
  raggiungere un obiettivo che è quello degli agricoltori? Bene.  Gli
  emendamenti sono lì, domani ci sarà la Commissione Bilancio.
   E'  chiaro  che  a  tutto non si può dire sì;  il  Governo  ha  la
  responsabilità  di fare la sintesi, sia del testo che  è  un  testo
  della  Commissione, sia degli emendamenti che sono  le  azioni  dei
  parlamentari in questo Parlamento.
   Se  il  Governo fa questo sforzo e presenta e discute  quelle  che
  sono  le istanze, i ritengo che questo disegno di legge potrà avere
  la  luce  nel  giro di brevissimo tempo, se invece andiamo  a  mare
  aperto con una nave che naturalmente incontrerà la tempesta,  anche
  questo disegno di legge sarà un'occasione perduta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il mio  brevissimo
  intervento  si dividerà in due parti e la prima parte  riguarda  la
  discussione  generale,  visto che teoricamente  saremmo  ancora  in
  discussione generale e  per la quale io mi limito a dire che questa
  legge,  così come è stata formulata nel testo di Aula,  e,  quindi,
  senza avere ancora esaminato e approfondito gli emendamenti,  è  un
  testo  che  mi  lascia preoccupato e deluso, perché  una  legge  di
  riforma  di  un  settore  trainante per  l'economia  della  Regione
  siciliana  avrebbe  dovuto tenere conto e   dovrà  tener  conto  di
  alcuni elementi che mancano.
   Non  si  può fare un testo di questo genere senza un coordinamento
  con le politiche agricole del Ministero dell'agricoltura, significa
  ancora una volta ghettizzare, per l'incapacità di confrontarsi, una
  legge  che deve risolvere tanti problemi dell'agricoltura  e  della
  pesca.
   Questa  osservazione mi porterebbe a sottolineare che un confronto
  anche  a  livello di Commissioni di Camera e di Assemblea regionale
  siciliana sarebbe stato necessario e sarebbe ancora necessario.
   Questa è una legge che non è rapportata alla politica europea  sui
  vari  contributi  e  sulle  varie  misure  dell'agricoltura  e   se
  dall'agricoltura  noi  prescindiamo  dalle  politiche   dell'Unione
  Europea  credo che la legge di riforma del settore non  farà  molta
  strada.
   Questa  è una legge che non fa ammenda delle mancate utilizzazioni
  del  passato  -  mi  riferisco agli ultimi 2-3  anni  -  dei  Fondi
  europei,  che  sono stati totalmente trascurati e che  non  vengono
  riprogrammati in maniera utile, ma certamente in maniera non  utile
  per il bisogno del settore della pesca e dell'agricoltura.
   Tutto  questo  mi porta a ritenere che, forse, con  l'esame  degli
  emendamenti che dobbiamo ancora esaminare, aggiusteremo qualcosa di
  questa legge ed allora questa premessa mi serve anche per dire  che
  è  necessario, opportuno, utile e intelligente che a partire  dalla
  discussione  generale della legge si possa programmare  un  rinvio,
  perché  quando  si sa che 23 o 24 emendamenti, di  cui  molti  sono
  importanti,   devono  ancora  essere  esaminati  dalla  Commissione
  Bilancio  e che possono mutare giudizio sulla discussione  generale
  della  legge, mi chiedo a che serve correre facendo finta  di  dare
  risposta all'agricoltura, quando possibilmente la risposta potrebbe
  essere  migliorata con un approfondimento maggiore a seguito  della
  copertura  finanziaria  degli emendamenti e sulla  discussione  che
  l'Aula dovrà fare degli emendamenti.
   Pertanto,  riservandomi  di  intervenire  anche  come  discussione
  generale  per  alcuni aspetti specifici nell'esame  degli  articoli
  degli  emendamenti, mi permetto di integrare le richieste di rinvio
  che  sono  state  testé rappresentate dai colleghi, sostenendo  che
  bisogna   far   sfogare  l'esame  in  Commissione  Bilancio   degli
  emendamenti, bisogna tenere aperta la discussione generale  sino  a
  quando la Commissione Bilancio esaminerà tutti gli emendamenti -  e
  questo al di là del fatto che coincide con le necessità di tutto il
  PID  che ha chiesto un rinvio per la giornata di domani - rinviando
  alla  prossima settimana con i dovuti approfondimenti anche la coda
  della  discussione  generale; credo che così  facendo  ci  potremmo
  apprestare  ad  un  testo  di  legge  migliorato  ed  un  poco  più
  approfondito,  per  tali  motivi le chiedo formalmente  il  rinvio,
  lasciando  aperta la discussione generale alla prossima  settimana,
  aspettando  anche  l'esito dell'esame da  parte  della  Commissione
  Bilancio.

   PRESIDENTE. Onorevole Maira, vorrei far presente che la Presidenza
  ha  fatto una proposta e che si è stabilito un percorso: stasera si
  chiude  la  discussione generale, domani alle 10.30 la  Commissione
   Bilancio' si riunirà, apprezzando o meno le questioni legate  agli
  emendamenti  di  merito  ed  agli  aggiuntivi  per  cominciare   la
  trattazione domani sera.
   Se  ci  sono  esigenze  particolari  rispetto  alle  quali  si   è
  pronunciato il Presidente Cascio, questo si può anche vedere al  di
  fuori dei lavori d'Aula, sarebbe utile e opportuno per tutti noi.

   LEONTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur riconoscendo
  che  la  sua  è  stata una proposta costruttiva, mi assocerei  alle
  riflessione dell'onorevole Maira perché si parte dalla premessa che
  il  numero degli emendamenti è talmente cospicuo da indurre  domani
  la   seconda  Commissione  ad  un  lavoro  nel  merito  di   questi
  emendamenti che sarà notevole.
   C'è anche da dire che agli emendamenti riguardanti l'articolato si
  assommano  gli  emendamenti aggiuntivi sui quali si  prefigura  una
  discussione,  un confronto, particolarmente acceso perché  ci  sono
  alcuni  emendamenti  aggiuntivi che  stravolgono  la  natura  e  la
  fisionomia dell'articolato  dell'intero disegno di legge.
   Decidere  fin  d'ora di cominciare domani l'esame  dell'articolato
  potrebbe farci ricascare nella stessa condizione di stasera,  ossia
  dover  lavorare a  zig-zag' secondo una serie di adempimenti  e  di
  articoli  che  possono essere esaminati ed altri che  probabilmente
  non  saremo  in  condizioni di esaminare. Tale  percorso,  così  ad
  intermittenza, non ci consentirebbe di procedere come tutti abbiamo
  dichiarato   di  volere  procedere.  E  veramente  tutti   vogliamo
  procedere nel modo più congruo perché questa legge la vogliamo fare
  e riteniamo che sia uno strumento importante, che sia perfettibile,
  che  sia  suscettibile di integrazione e arricchimenti,  facciamolo
  nella misura più congrua.
   Forzare la mano non ci serve, assessore
   Domani  ci  vedremo in seconda Commissione. Lavoriamo a tutti  gli
  emendamenti, decidiamo cosa fare degli aggiuntivi - e  ve  ne  sono
  alcuni  che si prefigurano problematici - con le idee chiare  anche
  sugli  questi  ultimi  possiamo in modo  più  razionale  aprire  la
  discussione sull'articolato cominciando dall'articolo 1, altrimenti
  procediamo con la confusione che prima o poi ci farà intoppare,  ci
  farà arrestare nel senso dell'interruzione.
   Signor Presidente, pur riconoscendo il carattere costruttivo della
  sua   proposta,  era  una  proposta  che  come  capigruppo  abbiamo
  commentato   in  diretta.  Noi  tutti  intervenuti  fino   ad   ora
  preferiremmo che la discussione generale continuasse domani sera in
  modo tale da prendere atto del lavoro che domani mattina faremo  in
  seconda  Commissione  per  poi decidere, in  modo  complessivo,  di
  iniziare  l'esame della legge martedì prossimo, quando  ci  saranno
  tutti, il PID,  il relatore e così via.

   PRESIDENTE.  Chiunque  presieda  quest'Aula  fino   ad   oggi   ha
  dimostrato  grande ragionevolezza ed ha sentito tutte le  parti,  è
  stato stabilito un percorso e su quello ormai ci impegniamo.
   Domani  valuteremo, anche alla luce dei lavori  della  Commissione
  Bilancio, come procedere.
   Non  possiamo  però ritornare indietro rispetto  ad  un  punto  di
  equilibrio  che  avevamo trovato, concordato  anche  fra  tutte  le
  parti.
   Pertanto,  onorevoli  colleghi, la seduta  è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  9 novembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Oddo


  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione del disegno di legge:
   - Interventi per lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca. Norme
     in materia di artigianato, cooperazione e commercio.  (732-672-699-
     700-713 /A) (Seguito)
             Relatore: on. Caputo

                   La seduta è tolta alle ore 18.25

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 21.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
                               ALLEGATO

   Risposte  scritte ad interrogazioni - Rubrica  Economia'

   CRACOLICI. - «All'Assessore per l'economia, all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente e all'Assessore per le attività produttive,
  premesso che:

   la  'Biosphera'  è una società mista costituita da Italia  Lavoro,
  enti Parco e Regione, la cui partecipazione azionaria è del 53%;

   l'organizzazione   aziendale   è   strutturata   in   due    rami:
  'Territorio',  rivolto  alle aree naturali, e  'Sanità',  destinato
  all'espletamento di servizi;

   l'amministratore unico della società, dal giugno  2009,  è  il  dr
  Gaetano  Costa, mentre coadiutore dal 31.07.2009 è il dr Alessandro
  Trezza  e, dal gennaio 2007, il responsabile del personale e  delle
  relazioni sindacali è il dott. Agostino Portanova;

   considerato che:

   i  vertici aziendali di Biosphera s.p.a. hanno siglato un  verbale
  di  ipotesi di accordo con alcune organizzazioni sindacali del ramo
  'Sanità',  per la chiusura di una vertenza relativa ad  avanzamenti
  di  livello  e alle assunzioni a tempo indeterminato,  ipotesi  che
  verrà  sottoposta all'assemblea dei soci ed al collegio  sindacale,
  in   deroga  alla  delibera  n.  97/10  dell'Assessorato  regionale
  Economia;

   specificamente   l'accordo  sopra  citato  comprenderebbe,   oltre
  all'avanzamento  di  livello  per  alcuni  dipendenti,   anche   la
  trasformazione  del  profilo contrattuale  da  co.co.pro.  a  tempo
  indeterminato;

   l'accordo  in  questione stabilisce inoltre la corresponsione  per
  questo personale, con decorrenza dall'1.01.2010, della liquidazione
  delle   differenze  economiche  nella  busta  paga  di  agosto   di
  quest'anno,  nonché  di  procedere  al  perfezionamento  di  quanto
  avviato  per  consentire  l'assunzione di  ulteriori  50  unità  di
  personale  motivata dall'espletamento dell'anagrafe bovina,  ovina,
  suina ed equina;

   rilevato che:

   i  vertici della società in diverse occasioni hanno comunicato  di
  essere in uno stato di difficoltà economica al punto di mettere  in
  discussione il regolare pagamento degli emolumenti ai dipendenti;

   l'ex  Assessorato Bilancio e finanze aveva emanato una  circolare,
  prot.  n.  25732  del  14 maggio 2008, sul riordino  delle  società
  partecipate  in  vista di un definitivo riassetto, puntando  ad  un
  risparmio economico ed ad un blocco delle assunzioni del personale;

   per  alcuni  lavoratori  si  è  già provveduto  a  trasformare  il
  rapporto  di  lavoro  da  co.co.pro.  lavoro  a  progetto  o  tempo
  determinato  in lavoro a tempo indeterminato, in contrasto  con  le
  indicazioni  fornite dall'amministrazione regionale in  materia  di
  razionalizzazione e contenimento della spesa;

   ad  oggi  alcuni  lavoratori del ramo 'Territorio' della  medesima
  società   hanno   da   tempo  avviato  una  vertenza   in   ragione
  dell'impossibilità  di  essere  prorogati  nella  funzione   seppur
  mantenendo un rapporto di lavoro a tempo determinato;

   la  Corte  dei  conti ha più volte evidenziato gli  sprechi  nelle
  società partecipate della Regione;

   con  l'art. 20 della l.r.11/2010 si è stabilito di attivare  tutte
  le  procedure necessarie alla individuazione delle aree strategiche
  rilevanti che consentano in tal modo di realizzare concretamente un
  riordino  delle  società  a  totale e maggioritaria  partecipazione
  della Regione;

   per sapere:

   se non ritengano opportuno porre in essere ogni strumento utile ad
  una  attenta  verifica  circa le modalità di gestione  inerenti  al
  personale,  e  specificamente ai provvedimenti  di  stabilizzazione
  adottati  o  in  corso  di  adozione  dai  vertici  della   società
  Biosphera;

   se,  accertate presunte irregolarità, come intendano procedere  al
  fine di garantire il buon andamento e l'imparzialità nella gestione
  della Biosphera società maggiormente partecipata dalla Regione;

   quali  atti,  ad  oggi,  siano stati  prodotti  al  fine  di  dare
  attuazione  alle disposizioni contenute all'articolo 20 della  l.r.
  11/2010». (1251)

   Risposta.  -  «In  merito all'interrogazione in argomento  occorre
  preliminarmente ricordare che questo Assessorato ha provveduto  fin
  da  subito  a diramare le prime direttive di carattere  generale  a
  tutte  le  società  partecipate dalla Regione  e,  con  particolare
  riferimento agli atti di indirizzo divulgati con nota Presidenziale
  prot.  n.  25732 del 14/05/2010, ha invitato le predette società  a
  sospendere   ogni  procedura  selettiva  di  personale  finalizzata
  all'assunzione.
   Successivamente, avendo appreso che nella Biosphera - nel mese  di
  giugno  2008  -  erano  in corso selezioni di  personale,  è  stato
  reiterato  - anche più volte - l'invito a sospendere ogni  tipo  di
  procedura  finalizzata sia all'assunzione di  personale,  sia  alla
  proroga di contratti di lavoro a scadenza, atteso che era in  corso
  di  definizione  una  prima  ipotesi di  piano  di  riordino  delle
  partecipate regionali.
   Si  ricorda infatti che la Delibera di Governo Regionale n.221 del
  30/09/2008  ha sancito il divieto per le società partecipate  dalla
  Regione  di   bandire concorsi, effettuare selezioni di  personale,
  indipendentemente  dalla qualifica o funzione da ricoprire,  nonché
  di procedere all'assunzione di personale a tempo determinato ovvero
  a  promozioni , imponendo, altresì, alle amministrazioni  regionali
  di vigilare rigorosamente sul rispetto di quanto deliberato.
   Fatta  questa  premessa, va specificato che il sopracitato  blocco
  delle assunzioni è stato causa di notevoli problemi dovuti al fatto
  che  contro la Biosphera sono state promosse vertenze di lavoro  da
  parte  di ex lavoratori e/o collaboratori della stessa che,  avendo
  svolto la propria attività lavorativa in modo continuato attraverso
  rinnovi  e  proroghe  contrattuali, hanno richiesto  all'U.P.L.M.O.
  (Unione  Provinciale  Lavoro e Massima Occupazione)  l'accertamento
  della natura subordinata ed a tempo indeterminato dei loro rapporti
  di lavoro e, conseguentemente, la relativa stabilizzazione.
   Per  addivenire  ad  una  soluzione delle  suddette  vertenze,  la
  Società - supportata da un legale giuslavorista - informava i  soci
  della  sussistenza  dei fondati motivi per ritenere  che  Biosphera
  potesse soccombere e quindi subire notevoli aggravi di costi dovuti
  all'eventuale  riconoscimento  da parte  del  giudice  dei  diritti
  pregressi  in  favore  dei lavoratori interessati,  proponendo,  di
  conseguenza una soluzione di tipo transattiva.
   Successivamente, con parere predisposto da un esperto  in  diritto
  amministrativo,  è  emerso che l'ipotesi di accordo  transattiva  -
  finalizzato  a  risolvere  le  posizioni  pendenti   con   gli   ex
  lavoratori/collaboratori - risultava in  palese  contrasto  con  il
  divieto  imposto  dalla Delibera di Giunta n. 221/2008,  rilevando,
  tuttavia, come - indipendentemente da qualsiasi percorso intrapreso
  dalla Società, un'eventuale sentenza che imponesse alla società  di
  regolarizzare l'assunzione dei lavoro, stante la forza cogente  del
  giudicato,  avrebbe liberato l'organo amministrativo  da  qualunque
  responsabilità, persino quella della violazione del divieto di  cui
  alla delibera di giunta regionale n. 221/2008.
   Nel  ricordare  che  nel  corso del  2009  la  società  ha  subito
  l'avvicendarsi  di vari amministratori, il Dott. Costa  -  nominato
  dall'assemblea  dei  soci in data 31/07/2009 -  ha  tempestivamente
  rappresentato  agli stessi le criticità accertate sin  dal  momento
  del suo insediamento, quali:
    -la  grave  crisi finanziaria, causata principalmente dal mancato
       incasso dei crediti vantati nei confronti della Regione, cha ha
       posto in continuo stato di agitazione le maestranze per l'ipotetica
       impossibilità della Società di far fronte al regolare pagamento
       delle retribuzioni per i n. 50 dipendenti dell'area produttiva
        'Territorio''  e  n. 65 dipendenti oltre n.  9  collaboratori
       dell'area produttiva  'Sanità'';
    -l'indebitamento delle banche finalizzato al reperimento di risorse
       finanziarie utili a coprire i costi fissi, inclusi gli stipendi e
       gli oneri di tutto il personale;
    -le  compromesse  relazioni  sindacali dovute  alla  presenza  di
       numerose sigle nonché la costituzione di spontanei presidi da parte
       di lavoratori che abbandonavano senza alcun preavviso il posto di
       lavoro;
    -lo scarso livello di comunicazione ed organizzazione aziendale;
           è  dato  rilevare  che  le prime  iniziative  assunte  dal
  predetto Amministratore unico sono state:
    -la disdetta di tutti i contratti di consulenza con l'obiettivo di
       utilizzare  le  risorse umane disponibili, previo  periodo  di
       formazione;
    -la riorganizzazione degli uffici;
    -la costituzione di una funzione controllo di gestione finalizzata
       alla programmazione e controllo del budget;
    -la  verifica  dei  decreti ingiuntivi esistenti  e  delle  cause
       instaurate con vari fornitori;
    -la  verifica  delle vertenze in corso da parte di personale  con
       contratti a tempo determinato e contratti co.co.pro. di cui in
       premessa.

   E'  appena  il  caso  di evidenziare che, di fronte  ad  una  così
  evidente  fase di stallo e di crisi finanziaria, la società  subiva
  la    pressione   esercitata   dalle   OO.SS.   finalizzate    alla
  sottoscrizione  di  tutti  gli  accordi  volti  a  normalizzare  le
  situazioni irrisolte, riferendosi chiaramente alle attribuzioni dei
  livelli  (promozioni)  ed alla regolarizzazione  dei  lavoratori  a
  tempo determinato e co.co.pro.
   Su  tale  ultimo  aspetto, è da segnalare l'atteggiamento  assunto
  dalle  OO.SS  di  Biosphera che, nel sostenere la  legittimità  del
  riconoscimento  dei  diritti abbondantemente maturati  in  capo  ai
  lavoratori  coinvolti nelle vertenze, chiedevano alla  Società   di
  sanare,  in via transattiva, tutti quei contenziosi ancora pendenti
  innanzi al tribunale, prefigurandone, in caso di soccombenza  della
  Società,  l'ipotesi  di  danno erariale per via  dell'irragionevole
  determinazione a percorrere strade, come quelle giudiziarie,  senza
  possibilità di esito positivo .
   Si  evidenzia infine che questo Assessorato sta attuando tutti gli
  adempimenti possibili finalizzati a rimuovere gli ostacoli  che  di
  fatto   inficiano  la  regolare  gestione  aziendale,  nonché    la
  liquidazione  delle  competenze  spettanti  a  Biosphera  da  parte
  dell'Amministrazione regionale attiva, nonché l'istituzione  di  un
  tavolo  tecnico  con  le  parti  interessate  e  le  organizzazioni
  sindacali.
   Pertanto, cogliendo l'opportunità prestatasi attraverso il recesso
  dalla  compagine  di Biosphera esercitato dal Socio  Italia  Lavoro
  S.p.A., conformemente a quanto disposto dalla L.R. 11/2010 in  tema
  di riordino delle società partecipate dalla Regione, nell'assemblea
  dei  soci  del 21/09/2010 si è stabilito di mettere in liquidazione
  la Biosphera S.p.A».

                              L'Assessore

   Prof. Avv. Gaetano Armao

   CAPUTO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   gli uffici regionali dell'Assessorato Beni culturali, con sede  in
  Palermo, via delle Croci, e dell'Assessorato Attività produttive di
  via  degli  Emiri,  sono  immobili oggetto  di  confisca  in  danno
  dell'imprenditore Piazza;

   attualmente la Regione siciliana provvede al pagamento,  a  favore
  dello  Stato,  di  un  canone  annuo per  l'utilizzo  dei  predetti
  immobili;

   considerato che:

   si  tratta  di  beni confiscati alla mafia e che  sono  utilizzati
  dalla Regione come sede di uffici regionali;

   la  normativa  vigente  in  materia  di  beni  confiscati  prevede
  l'assegnazione agli enti pubblici;

   ritenuto che:

   la  Regione  siciliana può essere legittimata  ad  utilizzare  gli
  immobili confiscati alla mafia;

   l'assegnazione degli immobili, oltre al fattore sociale in  quanto
  il  bene sarebbe utilizzato dalla collettività, consentirebbe anche
  di  evitare il pagamento del canone annuo che la Regione  siciliana
  versa allo Stato;

   per sapere:

   l'ammontare del canone che la Regione siciliana versa  allo  Stato
  per  l'utilizzo  degli immobili ove insistono gli uffici  regionali
  ubicati in Palermo, piazza Croci e via degli Emiri;

   i  provvedimenti che intendano adottare al fine di evitare che  la
  Regione continui a pagare ingenti somme di denaro». (1360)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  ritiene riferire preliminarmente che la legge n. 575 del 31/05/1965
  e  s.  m.,  come  novellata ex art. 12 undecies, comma  2,  con  L.
  296/07, ha annoverato la Regione, sia pure in via residuale, tra  i
  soggetti  cui  vengono  trasferiti, per  finalità  istituzionali  o
  sociali, i beni confiscati alle organizzazioni criminali di  stampo
  mafioso.
   Tuttavia la normativa in questione non ha attribuito alla  Regione
  Siciliana  alcun potere decisionale o gestorio in  ordine  ai  beni
  confiscati,  qualificandola meramente quale soggetto  beneficiario,
  sempre  che  l'Amministrazione dello  Stato  si  determini  per  il
  trasferimento in favore del bene. Ciò anche se la maggior parte dei
  beni confiscati insiste sul territorio siciliano.
   All'entrata in vigore della legge 296/07, la Regione Siciliana  ha
  subito  interagito con la Filiale Sicilia dell'Agenzia del  Demanio
  che,  prima  dell'istituzione dell'Agenzia  nazionale  per  i  beni
  confiscati,  aveva cura dei beni di che trattasi  (trasferiti  allo
  Stato  a titolo originario con provvedimento giudiziario) per avere
  in  assegnazione sia gli immobili già in uso degli uffici regionali
  che quelli compatibili con le finalità governativo-istituzionali  e
  sociali.
   Laddove il provvedimento ablativo di confisca ha attinto le  quote
  rappresentative  dell'intero capitale sociale  con  esclusione  del
  compendio  immobiliare rimasto intestato alle singole  società,  in
  sede  di  applicazione  della legge, sono emerse  delle  difficoltà
  applicative  in conseguenza del mantenimento nei bilanci  societari
  di tali beni, iscritti tra le immobilizzazioni materiali ovvero tra
  le rimanenze.
   La  problematica ha riguardato non solo la Regione  (Presidenza ed
  ASP),  ma  anche  la Provincia Regionale ed il Comune  di  Palermo,
  tutti  già  locatari  di  immobili (sedi di uffici,  scuole)  prima
  sequestrati e poi confiscati, riconducibili a tale fattispecie, per
  i  quali  immobili  si  è insistito per ottenere  l'assegnazione  a
  titolo gratuito per effetto della misura ablativa definitiva emessa
  in danno delle società confiscate.

   Beni confiscati già in uso governativo
   Si  premette  nel  particolare  e per  gli  aspetti  specifici  di
  competenza,  che sin dal 1990 la Regione conduce in locazione,  per
  le   esigenze   degli  Assessorati  regionali  Beni   Culturali   e
  Cooperazione (oggi delle Attività Produttive), degli immobili  siti
  in  Palermo,  rispettivamente in Via delle Croci ed  in  via  degli
  Emiri, già di proprietà della Società Immobiliare Strasburgo S.r.l.
  (riconducibili al  'Gruppo Piazza ), nonché alcuni immobili in  uso
  alle ASP.
   Detti  beni  sono stati oggetto prima di provvedimento giudiziario
  di  sequestro  e  poi  di quello ablativo definitivo  di  confisca,
  pronunciata  con  decreto del Tribunale di  Palermo  n.  92/94  del
  17/07/1996 divenuto definitivo in data 06/03/2007.
   I  plessi  in argomento, per l'appunto, non erano stati confiscati
  autonomamente  in quanto rientranti nella fattispecie  in  premessa
  richiamata.
   L'Agenzia   del   Demanio,  nell'ambito  dell'ingente   patrimonio
  immobiliare   intestato  alla  società  confiscata,   ha   ritenuto
  prioritario  e  conducente selezionare gli immobili utilizzati  per
  scopi  istituzionali e governativi, avviando  con  la  Regione,  il
  Comune  e  la Provincia Regionale di Palermo un percorso,  peraltro
  condiviso,  diretto al successivo trasferimento a  titolo  gratuito
  dei  cespiti  de  quibus  al  patrimonio indisponibile  degli  Enti
  Territoriali,  secondo le finalità dell'art. 2 undecies,  comma  2,
  della L. n.575/65.
   In  sede di assegnazione dei cespiti in questione, con nota  prot.
  n. 46 del 18/07/2008, rivolta alla Regione ed anche agli altri Enti
  Territoriali  coinvolti (Comune, Provincia, ASP),  l'Amministratore
  Finanziario  degli  immobili,  riconducibili  al  predetto   Gruppo
  Piazza ,  ha invece richiesto il pagamento dei canoni di  locazione
  dall'  01/01/08, canoni il cui pagamento, per le motivazioni  sopra
  esplicitate,  era  stato  sospeso, dietro  input  dell'Agenzia  del
  Demanio con nota prot. N. 30377 del 27/11/2007.
   L'Amministratore finanziario ha giustificato tale  richiesta  alla
  luce  delle  osservazioni interposte dal Commissario  Straordinario
  del  Governo allora deputato alla gestione e destinazione dei  beni
  confiscati alla mafia e alla criminalità organizzata.
   Il  Commissario ha manifestato, infatti, la perplessità in  ordine
  alla    compatibilità  con  la  normativa  vigente   del   percorso
  originariamente  individuato  che non  consente,  per  il  caso  di
  specie, di addivenire alla prospettata soluzione di destinare  agli
  Enti  Territoriali  gli  immobili dagli  stessi  utilizzati,  senza
  incorrere  in possibili responsabilità derivanti dalla  distrazione
  dei  cespiti in argomento dalla loro naturale destinazione, che per
  le  società oggi confiscate è quella di beni patrimoniali  iscritti
  in bilancio tra le rimanenze d'esercizio .
   La  Regione, con comunicazione prot. N. 117825 del 05/08/2008,  ha
  ritenuto  di  non  dover corrispondere i canoni  locativi  per  non
  snaturare  la  ratio  generale della legge e  la  insita  vocazione
  istituzionale dei cespiti.
   Un'utilizzazione a titolo oneroso dei beni già adibiti a  finalità
  pubblica  viene  a  contrastare infatti con  le  aspettative  della
  collettività  alla  restituzione  dei  beni  stessi,  illecitamente
  sottrattile  dalla criminalità organizzata e con il bisogno  innato
  di ripristino della legalità.
   Tuttavia,  si  è  dovuto prendere atto, da un lato,  degli  inviti
  perentori  rivolti dall'Amministratore Finanziario  e  dall'Agenzia
  del  Demanio della Regione a corrispondere i corrispettivi maturati
  dall'01/01/2008  per  l'occupazione  degli  immobili  di  proprietà
  dell'Immobiliare  Strasburgo  S.r.l.  e  dall'altro  di  un  quadro
  normativo  inidoneo nella misura in cui non è in grado di garantire
  alla  Sicilia, che pure è la regione ove insiste il maggior  numero
  di   unità   immobiliari   confiscate,  un'immediata   a   gratuita
  disponibilità dei beni confiscati, secondo le finalità dell'art.  2
  undecies, comma 2, della legge n. 575/1965.
   Posti  di  fronte ad una siffatta contraddizione, si è formalmente
  richiesta  l'emanazione di una norma di attribuzione  in  proprietà
  dei  beni  confiscati anzitutto in via principale  (e  non  in  via
  residuale)  alla Regione Siciliana e, nel contempo,  l'assegnazione
  gratuita  anche  degli immobili facenti parte di quote  societarie,
  proponendosi al riguardo specifico emendamento normativo.
   L'assessore pro-tempore alla Presidenza, ha rivolto sollecitazioni
  ai   Signori   Ministri  dell'Economia  e  delle   Finanze   giusta
  assessoriali prot. n. 146576, della Giustizia, prot.  n.  146604  e
  dell'Interno,  prot.  n.  146613, tutte dell'08/09/2009  perché  si
  attivassero,   nell'ambito   delle   rispettive   competenze,   con
  l'introduzione  a  livello normativo statale della  apposita  norma
  proposta  di attribuzione dei cespiti confiscati, facenti parte  di
  quote societarie e già in uso alle Amministrazioni pubbliche,  agli
  Enti territoriali.
   Per dirimere parimenti la questione economica con l'Amministratore
  Finanziario,  che  intanto  minacciava  il  ricorso   a   procedure
  esecutive,  si è richiesta l'assistenza dell'Ufficio Legislativo  e
  Legale,   con   prot.   n.148309   dell'11/09/2009,   affinché   si
  pronunciasse su detto quesito e cioè se l'Amministrazione Regionale
  dovesse  o  meno corrispondere all'Amministrazione Finanziaria  del
  Gruppo Piazza i canoni di locazione degli immobili intanto maturati
  dell'01/01/2008, stante i reiterati inviti rivoltile a liquidare  i
  ratei di canoni.
   In  risposta  l'Organo legale ha precisato che   l'Amministrazione
  regionale è tenuta a corrispondere senza indugio il canone locativo
  stabilito  nel  contratto,  operando con immediatezza  per  evitare
  l'insorgere   di  un  contenzioso  che  vedrebbe,  ragionevolmente,
  soccombente l'amministrazione regionale con aggravio dei cosi .
   Per  conseguenza  si riferisce che la Regione ha corrisposto,  dal
  2007  al  2009,  la  complessiva somma di Euro  8.095.475,00  circa
  (Istat e Iva compresi) per gli immobili di uso diretto, nonché Euro
  512.323,00 annui per gli immobili in uso alle ASP, come  si  rivela
  dalla nota prot. 2153 del 15 dicembre 2010.
   Intanto  per  superare  le  difficoltà  nelle  fasi  di  gestione,
  destinazione  e  consegna dei beni, con D.L. n. 4/2010,  convertito
  con  L.  n. 50 del 31/03/2010, è stata istituita con sede in Reggio
  Calabria,   l'Agenzia   nazionale  per   l'amministrazione   e   la
  destinazione  dei  beni sequestrati e confiscati  alla  criminalità
  organizzata:  un  organismo  autonomo, dotato  di  proprie  risorse
  finanziarie (3 milioni di euro per il 2010 e 4 milioni di euro  per
  il prossimo anno), sotto la vigilanza del Ministero dell'Interno.
   Nella   considerazione  che  un'utilizzazione  a  titolo   oneroso
  (peraltro  in  aumento) dei beni confiscati, già in  uso  pubblico,
  contrasta con la ratio generale della legge n. 575 del 31/05/1965 e
  s.m.i., si è peraltro interpellato, unitamente all'Ufficio speciale
  per  la legalità, istituito con D.P. n. 88 dell'01/03/2010, la  neo
  istituita Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione
  dei  beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata che
  ,fra  le  altre cose ha il compito, ex  D.L. n. 4/2010,  convertito
  con  L.  n.  50  del  31/03/2010, di adottare  i  provvedimenti  di
  destinazione  dei  beni  confiscati  per  le  prioritarie  finalità
  istituzionali e sociali proprio secondo le modalità indicate  dalla
  citata n. 575 e successive modificazioni.
   In  sede  di  incontro  in  data 21/09/2010,  l'Agenzia  nazionale
  suddetta  ha, a tal proposito, dichiarato che il problema dei  beni
  aziendali  è  stato  posto in seno al Consiglio  direttivo  che  ha
  auspicato  una  possibile  soluzione normativa  per  permettere  lo
  scorporo   dei  beni  immobili  aziendali  e  la  loro  conseguente
  destinazione a titolo gratuito alle Amministrazioni Pubbliche.
   Considerato   che   allora  l'Amministratore   Finanziario   aveva
  richiesto  il  pagamento  di  complessivi  euro  1.489.375,60,  IVA
  compresa, per l'occupazione degli immobili di Via degli Emiri, sede
  dell'Assessorato  delle Attività Produttive e di Via  delle  Croci,
  sede dell'Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana,
  oltre  a richiedere la stipula di nuovi contratti di locazione  per
  gli  immobili de quibus a canoni ulteriormente maggiorati, è  stato
  proposto  da questo Assessorato un emendamento nonché con determina
  prot.   n.  5259  del  02/11/2010  è  stato  richiesto  all'Agenzia
  Nazionale  l'assegnazione  a titolo gratuito  dei  cespiti  facenti
  parte di quote societarie, ex art. 7, comma 3 ter della legge sopra
  citata n. 50/2010, in uno alla proposta normativa allegata.
   Successivamente  all'entrata  in  vigore  del  D.L.  n.  187   del
  12/11/2010 che sostanzialmente riflette, all'art. 3 comma 2 lettera
  b),  l'emendamento  citato,  questo  Assessorato  su  proposta  del
  Dipartimento  Bilancio e Tesoro ha riconfermato,  con  assessoriale
  prot. n. 5836 del 29/11/2010, la determinazione ad avere trasferito
  al  patrimonio indisponibile regionale i cespiti confiscati già  in
  uso governativo.
   Con  l'istanza  formale de qua si è altresì rappresentato  che  la
  questione  riguardava anche gli immobili confiscati, facenti  parte
  di quote societarie, in uso ai Comuni ed alle Province, per i quali
  si  richiedeva  la  stessa applicazione normativa,  confidando  nel
  trasferimento tempestivo dei suddetti beni facenti parte  di  quote
  societarie.
   Con  successiva  assessoriale  prot. n.  5665  dell'01/02/2011,  è
  stata   reiterata  la  richiesta  all'Agenzia  Nazionale   per   il
  trasferimento  al patrimonio indisponibile degli Enti  Territoriali
  compresa  la  Regione  Siciliana dei beni  confiscati  già  in  uso
  governativo, considerato altresì che il decreto legislativo de  quo
  è stato ormai convertito con legge n. 217 del 17 dicembre 2010.
   Pertanto,   con  nota  prot.  n.  10976  dell'1.08.2011  l'Agenzia
  Nazionale   per   i   Beni   Confiscati,   secondo   dati   forniti
  dall'Amministratore Finanziario della Immobiliare Strasburgo S.r.l.
  (Avv.  Gaetano  Cappellano Seminara) ha deliberato che  la  Regione
  Siciliana  corrisponda il debito derivante dai canoni di  locazione
  non pagati relativi agli immobili di via Borrelli (Via Croci) e  di
  Via E. l'Emiro per un importo complessivo pari a 5.481.999,69 Euro.
   A  ciò si aggiungano i canoni corrisposti dalle A.S.P. nell'ambito
  della   loro   autonomia   gestionale  e  contabile,   direttamente
  all'Amministratore Finanziario, per gli immobili sedi di  strutture
  sanitarie,   pari  ad  Euro  512.323,00  annui,  come   da   citata
  comunicazione prot. n. 2153 del 15 dicembre 2010.
   Ad   ogni   buon   fine   onde  corrispondere  più   compiutamente
  all'interrogazione  parlamentare, si ritiene utile  riferire  sulle
  iniziative più rilevanti intraprese dalla Regione in merito ai beni
  confiscati.

   Iniziative Regionali
   Le  iniziative,  tra le più rilevanti, nell'ambito regionale  sono
  state  di carattere legislativo ed amministrativo, come di  seguito
  riportano:
   Con  L.R.  n.  15  del  20/11/2008 sono state adottate  misure  di
  contrasto alla criminalità organizzata.
   Con  determina prot. n. 1983/Gab del 22/11/2008, l'Assessore  pro-
  tempore  alla  Presidenza ha inviato al Presidente  del  Senato  il
   disegno  di legge voto  n. 284, approvato dall'Assemblea Regionale
  Siciliana con il quale si richiedeva:
   il  riconoscimento  per  la Regione Sicilia dell'assegnazione  dei
  beni  confiscati  come  strumento territoriale  di  contrasto  alle
  associazioni  di  tipo mafioso e di ristoro delle  comunità  locali
  direttamente danneggiate.
   L'assegnazione in via preventiva, fatte salve le prerogative dello
  Stato,  dei beni confiscati e delle risorse derivanti dal  recupero
  dei  crediti,  dall'affitto, dall'alienazione o dalle liquidazioni,
  per finalità in essere in via esclusiva o prevalente.
   Con  L.R. 14/05/2009 n. 6 (ex art. 31) è stato istituito un  fondo
  di progettazione destinato alla riutilizzazione e fruizione sociale
  dei beni confiscati.
   Con  determine assessoriali nn. 146576/09, 146604/09 e  146613/09,
  l'Assessore  pro-tempore alla Presidenza ha interessato  i  Signori
  Ministri   dell'Economia,  dell'Interno  e  della   Giustizia   per
  l'adozione  a  livello centrale delle proposte normative  volte  al
  trasferimento al patrimonio regionale dei beni, facenti parte delle
  quote societarie.
   Con  direttive applicative numeri 53816 del 25/03/2009, 132662 del
  30/07/2009  e 52643 del 09/04/2010 del Servizio Demanio sono  state
  fornite le indicazioni efferenti la procedura per la manifestazione
  di interesse all'assegnazione.
   Con disegno di legge del 21/01/2010 la Regione, richiamandosi alla
  legge n. 133 del 2008 e, a prosieguo, dell'art. 2 del decreto legge
  n.  143  del  2008, convertito con modificazioni  dalla  L.  181/08
  istitutivo  del Fondo Unico di Giustizia, ha prospettato l'utilizzo
  delle  somme  del Fondo (in atto così destinate: 1/3  al  Ministero
  Interno, 1/3 agli uffici giudiziari e la restante parte allo Stato)
  allo  sviluppo  delle comunità locali e  dei territori  danneggiati
  dalla criminalità organizzata.
   Con  deliberazione  n. 28 dell'08/02/2010 la Giunta  Regionale  di
  Governo  ha deliberato l'istituzione dell'Ufficio Speciale  per  la
  Legalità, con compiti tra l'altro, di monitoraggio, di impulso e di
  elaborazione  di  proposte  legislative  nella  materia  dei   beni
  confiscati.
   Con direttiva n. 55732 del 21/10/2010 dell'Ufficio Speciale per la
  Legalità   e   del  Servizio  Demanio  sono  state   richieste   le
  designazioni  dei  referenti  dei  vari  rami  dell'Amministrazione
  Regionale per la semplificazione delle procedure.
   Con  determina  n.  5259  del  02/11/2010  questo  Assessorato  ha
  richiesto  al  Sig.  Ministro dell'Interno e all'Agenzia  dei  Beni
  confiscati  l'assegnazione a titolo gratuito dei cespiti confiscati
  facenti   parte   di   quote  societarie,   accludendosi   apposito
  emendamento.  Parimenti  si è richiesta all'Agenzia  Nazionale  dei
  beni  confiscati la trasmissione degli elenchi aggiornati dei  beni
  confiscati che dal marzo 2010 non vengono più inoltrati.
   Con determina n. 5836 del 29/11/2010 questo Assessorato, a seguito
  dell'entrata in vigore del D.L. n. 187 del 12/11/2010, ha richiesto
  il trasferimento alla Regione dei suddetti cespiti.
   Con  Atto  di consegna redatto in data 30/11/2010 tra la  Regione,
  l'Agenzia Nazionale dei Beni confiscati e l'Agenzia del Demanio, si
  è  proceduto  alla  presa  in possesso dei  cespiti  confiscati  in
  Petralia Soprana destinati ad uso uffici regionali.
   Con  manifestazione di interesse prot. n. 71122 del  30/12/2010  è
  stato richiesto il trasferimento dell'immobile sito in Palermo  Via
  Tricomi, 18, assegnato con decreto prot. n. 96 del 04/01/2011,  per
  essere  utilizzato dall'Assessorato della Salute quale alloggio  da
  destinare  ai familiari dei pazienti ricoverati presso le limitrofe
  strutture sanitarie specializzate di rilevanza nazionale e, in  via
  prioritaria, per i familiari dei pazienti pediatrici e dei  degenti
  trapiantati.
   Va   sottolineato,  tuttavia,  che  successivamente,  in  sede  di
  approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del D.Lgvo. n. 159
  del  6.09.2011   (Legge Delega n.136/2010), questo  Assessorato  ha
  sottoposto  alla valutazione dell'Ufficio Legislativo e  Legale  le
  illegittimità d'ordine costituzionale riscontrate sia  nella  Legge
  n.  136/2010 viziata da eccesso di delega che nello stesso  Decreto
  Legislativo n. 159/2011 c.d.  Codice antimafia , per contrasto  con
  gli  artt.  76, 114 e 118 della Costituzione nonché con  l'art.  32
  dello statuto autonomistico della Regione Siciliana e, infine,  con
  nota assessoriale prot. n. 60648 del 10.10.2011, sempre all'Ufficio
  Legislativo  e  Legale,  è  stato chiesto  di  promuovere  ricorso,
  relativo alla questione della legittimità costituzionale del codice
  antimafia  (D. Lgvo 159/2011), avverso l'art. 1 della  L.  136/2010
  SDelega  al  Governo  per l'emanazione di  un  codice  delle  leggi
  antimafia  e delle misure di prevenzione  per violazione  dell'art.
  76  della  Costituzione e gli artt. 45 e 48 del Decreto Legislativo
  n.  159/2011   Codice  delle  leggi antimafia  e  delle  misure  di
  prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazioni
  antimafia  a  norma degli art. 1 e 2 della legge  13  agosto  2010,
  n.136   per  violazione  degli art.  114,  116,  118  e  120  della
  Costituzione  nonché  per  violazione degli  art.  32  e  33  dello
  Statuto.
   Tali norme, si ritiene, disconoscono il ruolo dell'autonomia della
  Regione Siciliana togliendo alla stessa ogni strumento territoriale
  di  contrasto  delle  associazioni mafioso  e  di  ristoro  per  le
  comunità locali direttamente danneggiate».

   L'Assessore

   Prof. Avv. Gaetano Armao

   LEONTINI-D'ASERO-SCOMA-CAPUTO-MANCUSO.  -  «Al  Presidente   della
  Regione   e  all'Assessore  per  l'economia,  premesso  che   dalla
  relazione  orale  per l'udienza di parificazione  della  Corte  dei
  conti  -  Sezioni  riunite per la Regione siciliana  in  merito  al
  rendiconto   generale  della  Regione  siciliana  per   l'esercizio
  finanziario  2009  si  legge:  'La  gestione  attiva  del   debito,
  intrapresa dalla Regione nel 2005 con successiva rimodulazione  nel
  2007,  ha  fatto sì che le operazioni di finanza derivata assistano
  oggi  il 29,6% circa del debito a carico della Regione. Al riguardo
  va  segnalato che negli ultimi due esercizi la Regione non ha fatto
  ricorso  ad alcuna nuova operazione di ristrutturazione del debito.
  Attualmente sono in corso cinque operazioni in derivati, di cui tre
  a  fronte di mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti e due
  relative  alle emissioni obbligazionarie regionali di  tipo  bullet
  denominate  Archimede e Pirandello. A garanzia  della  restituzione
  del  capitale alla scadenza si è fatto ricorso in entrambi  i  casi
  alla  costituzione di un fondo di ammortamento (sinking fund).  Nel
  2007,  sulla base dell'impegno assunto con l'accordo sul  Piano  di
  rientro  della  sanità, la Regione ha proceduto a  rinegoziare  gli
  indicati sinking fund con la Royal Bank of Scotland';

   considerato che in un momento nel quale le borse di tutto il mondo
  attendono  con  trepidazione di conoscere  il  futuro  del  sistema
  finanziario  irlandese, emerge la preoccupazione dei siciliani  sul
  destino  dei  fondi di accantonamento che la Regione  siciliana  ha
  depositato  presso  la Royal Bank of Scotland,  che  ha  una  forte
  esposizione verso l'Irlanda, e che ammontano a circa 700 milioni di
  euro;

   verificato  che, in risposta ad altra interrogazione,  l'Assessore
  dell'epoca  riferiva  che  i  fondi di cui  sopra  potevano  essere
  considerati  al  sicuro anche alla luce del fatto  che  la  Regione
  aveva,  a  garanzia  di  queste  somme  depositate,  stipulato   un
  contratto  'collateral'  con  la stessa  Royal  Bank  of  Scotland,
  ritenuta allora banca di sicuro affidamento sia perché parzialmente
  nazionalizzata dal Governo inglese, sia perché dotata di rating 'AA
  1';

   per   sapere   se,   alla  luce  dell'ormai  annunciato   dissesto
  finanziario irlandese, ritengano ancora del tutto garantiti i fondi
  di  accantonamento  depositati presso la banca scozzese  e  se  non
  ritengano,  invece,  di  avviare una profonda  riflessione  con  il
  Governo  nazionale  sulla possibilità di individuare  altre  e  più
  sicure   soluzioni   a  garanzia  delle  ormai   asfittiche   casse
  regionali». (1511)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto  giova
  ricordare  che in risposta ad una precedente interrogazione  ed  in
  particolare   alla   n.   173  del  15  ottobre   2008   presentata
  dall'Onorevole Cracolici erano state fornite tutte le  informazioni
  relative ai contratti derivati in essere.
   Inoltre  si rende necessario precisare che in atto esiste un  solo
  Sinking  Fund  costituito  sul  Bond  Pirandello  atteso  che   già
  all'epoca  della  citata interrogazione il Sinking  Fund  sul  Bond
  Archimede  era stato incassato dalla Regione per 670.000.000,00  di
  euro   e   in   data   19.05.2010   sono   stati   rimborsati   gli
  obbligazionisti.
   Sul   Sinking  Fund  relativo  al  Bond  Pirandello  con  scadenza
  11.12.2015  sono stati effettuati accantonamenti alla data  dell'11
  dicembre 2010 pari a 295.827.559,00 di euro il cui valore calcolato
  dalla  controparte  e  relativo al Mark  to  Market  al  29.07.2011
  ammonta a 321.242.960,69 di euro.
   Per  quanto riguarda la richiesta sulle garanzie si precisa che  i
  contratti  di  accantonamento  sono  per  loro  stessa  natura  una
  garanzia per effettuare in maniera puntuale e regolare il pagamento
  delle emissioni obbligazionarie a scadenza.
   Non  di  meno  la  Regione Siciliana per  una  maggiore  tutela  e
  sicurezza dei fondi accantonati, ha sottoscritto con la Royal  Bank
  of  Scotland che detiene gli accantonamenti, un Credit Support Deed
  ovvero un contratto finanziario che prevede la costituzione  di  un
  collateral.
   Il  collateral,  introdotto dal legislatore nazionale  nell'ambito
  del  Decreto  legislativo 21 maggio 2004, n. 170 (attuazione  della
  direttiva   2002/47CE,   in  materia  di  contratti   di   garanzia
  finanziaria),  è  un  tipico  strumento  di  garanzia  del  diritto
  anglosassone. Esso ha una funzione migliore del contratto di pegno.
  Infatti  con quest'ultima fattispecie nel caso di fallimento  della
  controparte, la funzione tipica di garanzia consiste nel  creare  a
  favore  del  creditore una riserva di utilità  sul  patrimonio  del
  debitore,  mentre  nella fattispecie del contratto  sottoscritto  è
  invece   prevista   l'immediata  disponibilità  e   liquidità   del
  collateral  a  favore  del beneficiario in  modo  che  i  titoli  a
  garanzia    non    rimangano    immobilizzati    dalle    procedure
  fallimentari.
   Ciò   detto,   è   bene  illustrare  inoltre,  che   l'azione   di
  monitoraggio, attivata su esplicita richiesta di questo Assessorato
  e  del Ragioniere Generale nei mesi scorsi, riguarda sei operazioni
  di SWAP in ammortamento  con scadenza nel triennio 2021-2023 che al
  31  dicembre  2010  presentano ancora  un  nozionale  di   799  ml.
  (rispetto ad un valore iniziale di 1148 ml.).
   Nel  mese  di agosto 2011 sono state inviate le lettere di  invito
  alle  sei  banche controparti dei contratti derivati  Nomura,  RBS,
  Merrill   Lynch,  Unicredit,  BNL,  Deutsche,  aventi  ad   oggetto
  specifici  incontri  da  svolgersi nel  mese  di  settembre  presso
  l'Assessorato   all'Economia  al  fine  di   individuare   migliori
  condizioni  dei  contratti   e  procedere  ad  una  eventuale  loro
  rivisitazione.
   Attraverso  tali  incontri, la Regione intende portare  avanti  un
  confronto   preliminare  con  le  banche  per  valutare   le   loro
  disponibilità.   In   tale  ambito  non  è   escluso   il   ricorso
  all'annullamento  in  autotutela  dell'aggiudicazione,  eventualità
  per  la  quale è stato già attivato formalmente e in via preventiva
  la Direzione dell'Assessorato competente nel mese di settembre.

   Incontri svolti
   Gli  incontri ed i partecipanti sino ad oggi svolti alla  presenza
  del   Dott.   Chiaro,  Dott.  Coniglio,  Dott.  Gulli  (Assessorato
  Economia)  e   del  Dott.   Mazzeo  (Consulente  dell'Assessore  in
  qualità di Esperto) sono stati i seguenti:
   Deutsche Bank  14/09/2011;
   Unicredit 09/09/2011;
   BNL 23/09/2011;
   RBS 22/09/2011;
   Nomura 19/10/2011;.
   Merril  Lynch con cui era stato fissato l'incontro il  27/09/2011,
  ha  comunicato  di non essere in grado di essere  presente  e  darà
  successive  disponibilità. L'ultimo sollecito della Regione  è  del
  05/10/2011 e da quella data non ha dato più riscontri.

   Esiti emersi dagli incontri
   In   vista  dei  confronti  con  le  banche  controparti  si   era
  preventivamente  stabilito  quali  sarebbero  dovuti   essere   gli
  obiettivi  da raggiungere negli incontri, nella considerazione  che
  dalla  data  di  ristrutturazione  dei  contratti  (2005)  sino  al
  31/12/2010,  questi,  pur avendo prodotto  (al  31/12/2010)  flussi
  finanziari  positivi  di  interessi per  55,9  ml.  euro  e  flussi
  finanziari  netti positivi per capitale di 55,1 ml.  Euro  (con  un
  bilancio  complessivo positivo di 111 ml. Euro), si ha  la  fondata
  ragione  di  ritenere  che fino a scadenza si  potranno  realizzare
  differenziali  negativi  superiori al saldo  positivo  del  momento
  attuale.
   Il  Valore residuo di mercato al 31 marzo 2011, ovvero la quantità
  di  risorse finanziare previste attualizzate al 31 marzo 2011   che
  la  Regione dovrebbe pagare sino alla scadenza (triennio 2021-2023)
  ammonta a  -257 ml. euro.
   Gli  obiettivi individuati in vista degli incontri con  le  banche
  consistono   nell'ottenimento  di  un   risparmio   attraverso   la
  rivisitazione  delle  condizioni  economiche dei  contratti,  nella
  riduzione   dei   flussi  finanziari  nel  breve   periodo,   nella
   normalizzazione  dei contratti che presentano strutture  complesse
  ritenute non coerenti sin dall'origine rispetto allo scopo e  nella
  riduzione  della  loro  sensibilità (o  volatilità)  rispetto  alla
  variazione  delle condizioni di mercato.
   Rispetto  a  questi obiettivi sono emersi alcuni vincoli  al  loro
  raggiungimento.
   In   primo  luogo,  alcune  banche  sono  state  ristrutturate   o
  all'interno   del  loro  azionariato  si  è  modificato   l'assetto
  proprietario  e  pertanto l'attuale management  ha  difficoltà  nel
  riconoscere le condizioni che hanno portato alla sottoscrizione dei
  contratti  con  la  Regione Siciliana. RBS è subentrata  a  Lehman,
  originaria controparte, fallita nel 2008; Unicredit ha rilevato  da
  Capitalia  e  successivamente dal Banco  di  Sicilia  la  posizione
  contrattuale  in  derivati verso la Regione. BNL  nel  frattempo  è
  stata  acquisita da BNP Paribas. Anche le altre banche hanno subìto
  ristrutturazioni organizzative.
   Nei  bilanci delle suddette banche i contratti derivati  verso  la
  Regione sono esposti in base allo IAS 39 al Fair Value con transito
  delle  variazioni di valore a conto economico. Ciò significa che  i
  contratti  derivati, nelle varie ristrutturazioni  aziendali,  sono
  stati   pagati   dai   soggetti subentranti.  Inoltre,  per  prassi
  finanziaria  di  norma  queste posizioni di  elevato  rischio  sono
  normalmente coperte dalle banche con contratti simmetrici di  segno
  opposto. Quanto detto comporta la difficoltà tecnica per le  banche
  a  rivedere  le condizioni economiche in quanto ogni  variazione  a
  favore  della  Regione comporta una perdita   istantanea  nel  loro
  conto  economico  non  potendo,  le banche  stesse,  rivalersi  sui
  corrispondenti  contratti  di  segno opposto  stipulati  con  altri
  intermediari finanziari.
   Successivamente  agli incontri con le banche svolti  nel  mese  di
  settembre,   gli   uffici   del  Tesoro   hanno   ricostruito    la
  documentazione  dell'epoca da cui è emerso  che  la  Regione  aveva
  nominato  Nomura,  in  seguito ad una  procedura  ad  inviti,  come
  advisor  finanziario  a titolo gratuito per l'individuazione  delle
  strategie  e  degli  strumenti  finanziari  più  opportuni  per  la
  ristrutturazione del debito della regione Siciliana. Nomura  è  poi
  risultata  essere una delle sei banche controparti in derivati  con
  la  quota più elevata di capitale nozionale originario sottoscritto
  (413 ml. euro su un ammontare complessivo di 1.342 ml. euro) e  con
  le condizioni di tasso più elevate fra le sei banche.
   In  seguito agli incontri svolti, le due banche BNL e RBS si  sono
  dette  disponibili a rivedere le clausole contrattuali  per  venire
  incontro  alle esigenze della Regione attraverso loro proposte.  E'
  stato   da   loro  anticipato  che  nello  sviluppo  delle   strade
  percorribili  si  dovrà  tenere  conto  della  quota  capitale  già
  incassata  dalla  Regione che rappresenta un  debito  oggettivo  da
  ripianare negli anni futuri. Contestualmente, per la parte che  non
  è ancora maturata e che presenta un valore negativo per la Regione,
  si  rivedranno i meccanismi sottostanti le opzioni cap & floor  dei
  contratti  al  fine   rimodulare strutture  meno  complesse  e  con
  profili finanziari più adatti alle esigenze attuali.
   Sotto questo aspetto nel corso degli incontri è emerso  un vincolo
  ulteriore  da  parte delle banche che consiste  nella difficoltà  a
  procedere  nelle ristrutturazioni a fronte del divieto imposto  dal
  MEF nel 2008 (ed ancora in vigore) di effettuare queste operazioni.
  A  tal  proposito sono in corso degli approfondimenti per accertare
  l'ambito di applicazione dell'art. 2 commi 46 e 46 bis della  legge
  244/2007  il  quale  in  deroga al divieto imposto  dal  MEF  sulla
  ristrutturazione dei contratti in derivati, darebbe la  possibilità
  alla Regione Siciliana di operare comunque, ma a certe condizioni.
   Unicredit  ha dato la sua disponibilità ad avviare un percorso  di
  rivisitazione delle condizioni del contratto, ma solo su  esplicita
  richiesta della Regione che, su sua iniziativa, individui  modalità
  e specifiche tecniche da rivedere.
   Prossimi passi
   La  proposta  di RBS sarà oggetto di un prossimo incontro  fissato
  per  il  25/10/2011. Si rimane in attesa della proposta  di  BNL  e
  della comunicazione di Unicredit».

   L'Assessore

   Prof. Avv. Gaetano Armao

   CARONIA. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nell'ambito  delle  iniziative volte  all'integrazione  sociale  e
  culturale  secondo quanto previsto dall'articolo  196  della  legge
  regionale  23  dicembre  2000, n. 32,  nell'anno  2010  sono  state
  ammesse a finanziamento diverse iniziative;

   i   temi   dell'integrazione   vanno   certamente   sostenuti   ed
  accompagnati  dalle istituzioni e non possono essere  sottoposti  a
  qualsivoglia gioco della politica o della burocrazia;

   per sapere:

   quale  sia  l'ammontare delle iniziative ammesse  a  finanziamento
  nell'anno 2010;

   quali  siano  i  soggetti che hanno ottenuto finanziamento  ed  in
  virtù di quali criteri selettivi gli stessi risultano beneficiari;

   quali regole abbiano seguito per la rendicontazione e se la stessa
  sia  stata  effettuata da tutti i soggetti che hanno  usufruito  di
  denaro pubblico». (1611)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione in  oggetto,  va
  preliminarmente precisato che il comma 1 dell'art. 13  della  legge
  regionale   10/91  dispone  che  la  concessione  di   sovvenzioni,
  contributi,  sussidi  ed  ausili  finanziari  e  l'attribuzione  di
  vantaggi  economici  di qualunque genere a persone  ed  altri  enti
  pubblici  e  privati,  non  specificatamente  individuati,  debbono
  essere subordinati alla predeterminazione ed alla pubblicazione, da
  parte dell'Amministrazione competente, dei criteri e delle modalità
  cui devono attenersi per l'erogazione.
   In  ossequio  alla  normativa su esposta è  stato  predisposto  il
  documento   Criteri  e  modalità per la  concessione  dei  benefici
  economici  di cui all'art. 196 della legge regionale 23.12.2000  n.
  32  approvato con Decreto Presidenziale n. 3586 del 14.09.2007.
   Per  completezza di informazione lo stesso art. 196 stabilisce che
  la  Regione Siciliana partecipa alle attività di cooperazione  allo
  sviluppo   e   ad  interventi  di  solidarietà  internazionale   in
  conformità agli indirizzi, ai criteri ed ai vincoli stabiliti dalla
  normativa  statale e tenendo conto degli orientamenti e degli  atti
  comunitari  in  materia e autorizza il Presidente della  Regione  a
  promuovere  e  finanziare  iniziative  sul  territorio,  nonché   a
  sostenere,  promuovere e realizzare interventi di aiuto  nei  paesi
  non facenti parte dell'Unione Europea, anche in relazione ad eventi
  eccezionali causati da conflitti armati o calamità naturali.
   Gli  interventi  previsti  dal  documento  approvato  con  Decreto
  Presidenziale si distinguono in due tipologie:

   INTERVENTI DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
   La  Presidenza  della  Regione destina il 60%  dello  stanziamento
  iscritto  annualmente nel bilancio della Regione Siciliana  per  le
  finalità di cui all'art. 196 della L.R. 32/2000 agli interventi  di
  cooperazione allo sviluppo da svolgersi nei Paesi non facenti parte
  dell'Unione Europea ed internazionalmente riconosciuti  come  Paesi
  in  Via  di  Sviluppo (PVS di cui alla DACLIST of ODA  Recipients),
  attraverso    procedure   concorsuali   con    predisposizione    e
  pubblicazione  sulla  G.U.R.S.  della  graduatoria  provvisoria   e
  successivamente definitiva.
   La   partecipazione   finanziaria  può  assumere   la   forma   di
  finanziamento   a  totale  carico  della  Regione  Siciliana   (max
  80.000,00 Euro) o di cofinanziamento (max 50.000,00 Euro).
   I  progetti  devono  caratterizzarsi  come  interventi  rivolti  a
  promuovere  rapporti duraturi di partenariato e  di  collaborazione
  tra  le  realtà  locali e quelle dei Paesi in Via di  Sviluppo  per
  concorrere  alle  priorità  fissate  dall'Unione  Europea   ed   al
  perseguimento di almeno uno degli  Obiettivi del Millennio  per  lo
  sviluppo    come   indicati  nella  Dichiarazione   del   Millennio
  dell'Organizzazione  delle  Nazioni  Unite  del   Settembre   2000,
  sottoscritta da tutti i 191 membri e riguardanti:
   1. Sradicamento della fame e della povertà astrema
   2. Educazione primaria universale
   3. Parità di sessi ed autonomia delle donne
   4. riduzione della mortalità infantile
   5. Miglioramento della salute materna
   6. Lotta contro l'HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie
   7. Sostenibilità ambientale
   8. Rafforzamento istituzionale

   B) INTERVENTI DI SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE, EMERGENZA UMANITARIA
  E DIRETTAMENTE PROMOSSI
   La  Presidenza  della  Regione destina il 40%  dello  stanziamento
  iscritto  annualmente nel bilancio della Regione Siciliana  per  le
  finalità  di  cui  all'art. 196 della l.r.  32/2000  ad  aiuti  per
  iniziative di solidarietà internazionale anche derivanti da  eventi
  eccezionali  causati  da conflitti armati o  calamità  naturali  da
  svolgersi nei Paesi in via di sviluppo, nonché per sostenere azioni
  di   accompagnamento  a  programmi  di  cooperazione  nazionali  ed
  internazionali  e  che  possono  svolgersi  anche   in   territorio
  regionale.
   Ciò   premesso,  relativamente  all'esercizio  finanziario   2010,
  l'ammontare  delle risorse disponibili iscritte nel  cap.lo  100328
  del  Bilancio  della  Regione Siciliana,  Spese  per  promuovere  e
  finanziare iniziative per l'attività di cooperazione e di sviluppo,
  nonché  per  interventi  di solidarietà internazionale ,  risultava
  pari  a  500.000,00  euro che, sulla base di quanto  in  precedenza
  specificato,  venivano  assegnate  per  300.000,00  euro   per   la
  tipologia A) e per 200.000,00 euro per la tipologia B).
   Per  l'anno  2010  le iniziative progettuali ritenute  ammissibili
  raggiungevano  il numero di 27 (di seguito riportate nella  tabella
  allegata)  di  cui le prime 7 (evidenziate in giallo)  per  effetto
  della   disponibilità  finanziaria  di  300.000,00  euro,  venivano
  finanziate.
   Per  quanto riguarda i criteri che hanno determinato i beneficiari
  si riassume sinteticamente il percorso amministrativo.
   Con  nota  n.  12398 del 29.06.2010 il Servizio V del Dipartimento
  della  Programmazione  ha trasmesso al Dirigente  Generale  per  le
  valutazioni   e  le  disposizioni  da  impartire  le  27   proposte
  progettuali  pervenute contenenti la completezza dei  requisiti  di
  ammissibilità.
   Con  nota  n.  12945  del  6.07.2010  il  Dirigente  Generale  del
  Dipartimento  della  Programmazione  ha  incaricato  il  Nucleo  di
  Valutazione di svolgere le attività di istruttoria, assegnazione di
  punteggi  e  compilazione  della graduatoria  degli  interventi  di
  cooperazione allo sviluppo di cui all'art. 196 della l.r. 32/2000.
   Con  nota  n. 14823 del 2.08.2010, a firma dello stesso  Dirigente
  Generale,  è  stato trasmesso al citato Servizio V  il  verbale  di
  chiusura  della Commissione di selezione del 26.07.2010  contenente
  la graduatoria delle proposte progettuali.
   Successivamente con D.D.G. n. 501 del 13.08.2010 pubblicato  sulla
  G.U.R.S.  n.  41  del 17.09.2010 è stata approvata  la  graduatoria
  provvisoria  di  merito  delle proposte progettuali  ammissibili  e
  finanziabili  nonché  atteso infruttuosamente  il  periodo  per  la
  presentazione  di  eventuali  ricorsi,  con  D.D.G.  n.   583   del
  21.10.2010  (G.U.R.S.  n. 48 del 5.10.2010) è  stata  approvata  la
  graduatoria definitiva.
   Infine,  con  D.D.G.  n.  592  del  28.10.2010,  registrato   alla
  Ragioneria  Centrale per la Presidenza il 9.11.2010 n. 48  è  stato
  assunto  l'impegno della somma di 300.000,00 euro (60%)  in  favore
  delle 7 proposte progettuali.
   In  ordine  alla rimanente somma pari a 200.000,00 euro  destinata
  alla  tipologia B del Suddetto Documento, che definisce  Criteri  e
  modalità per la concessione di benefici, va detto che con  nota  n.
  3736/ Gab. del 19.07.2010 dell'Assessore per l'Economia pro-tempore
  è  stato  disposto  il  finanziamento dell'iniziativa  direttamente
  promossa   tesa  all'attivazione  e  l'avviamento  di  un'area   di
  emergenza  e  un'area  materno-infantile e  dei  servizi  correlati
  all'interno dell'Ospedale di Ruyigi in Burundi, già finanziato  con
  fondi  regionali  nell'esercizio 2005,  proposta  dalla  Fondazione
  Istituto  S.  Raffaele  -  C.Giglio di  Cefalù   per  l'importo  di
  200.000,00  euro  e,  successivamente,  con  D.D.G.  n.   591   del
  28.10.2010, registrato alla Ragioneria centrale della Presidenza il
  9.11.2010, ne è stato assunto l'impegno di spesa.
   Per quanto attiene alle regole seguite per la rendicontazione,  va
  chiarito  che  le  stesse sono disciplinate dalle  linee  guida  di
  rendicontazione  e relativi adempimenti per i soggetti  beneficiari
  dei  finanziamenti delle iniziative di cui all'art. 196 della  l.r.
  32/2000,  predisposte per l'esercizio 2010 dal  Dipartimento  della
  Programmazione in data 28.10.2010.
   Il documento viene trasmesso, in allegato, ai soggetti beneficiari
  con la notifica del provvedimento della 1  anticipazione al fine di
  fornire  le  regole  obbligatorie di rendicontazione  intermedia  e
  finale  a  cui  i  soggetti  beneficiari devono  attenersi  per  il
  prosieguo delle attività progettuali che, di solito, negli esercizi
  precedenti   hanno  rispettato  e  in  ossequio  alle   stesse   il
  Dipartimento  della  Programmazione  ha  provveduto   ad   emettere
  provvedimenti  di  revoca e recupero somme nei  casi  di  accertato
  inadempimento».

   L'Assessore

   Prof. Avv. Gaetano Armao

   Rubrica  Infrastrutture e Mobilità'

   D'ASERO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  infrastrutture   e  la  mobilità,  premesso  che   l'aeroporto   di
  Fontanarossa (CT) è il più grande del Meridione, con un traffico di
  oltre  sei  milioni di passeggeri l'anno, confermato dai record  di
  transito stabiliti nello scorso mese di agosto, con circa 750  mila
  utenti;

   ritenuta  della massima priorità la realizzazione del progetto  di
  sviluppo   dell'intermodalità  tra  ferrovie  ed   aeroporto,   che
  consentirebbe anche il contestuale allungamento della pista di volo
  e   conseguentemente  il  miglioramento  delle  capacità  ricettive
  aeroportuali;

   considerato che dalla recente riunione tenutasi a Roma  presso  la
  sede  dell'ENAC, alla presenza dei responsabili di reti ferroviarie
  italiane, della società Interporti siciliani e della SAC, pare  che
  la Regione, evidenziando la carenza di risorse proprie, abbia fatto
  appello  ad  un  impegno finanziario da parte di tutti  i  soggetti
  responsabili anche a livello centrale;

   ritenuta  non derogabile la necessità di coordinare le  previsioni
  infrastrutturali di RFI e SAC, in quanto l'ipotesi di realizzare un
  fascio  di  binari ferroviari a ridosso della testata  dell'attuale
  pista  pregiudicherebbe la possibilità di sbloccare il progetto  di
  allungamento della pista dagli attuali 2500 metri ai 3000;  da  qui
  deriva la proposta da parte di SAC ed ENAC di far realizzare da RFI
  le  opere  di ammodernamento ferroviario anche in tempi differenti,
  mantenendo la possibilità di esecuzione     dell'allungamento della
  pista aeroportuale;

   sottolineato  che   per   l'intervento di interramento/spostamento
  della ferrovia e di allungamento della pista era stato previsto  un
  finanziamento  di  circa 200 milioni di euro, e che  consentire  il
  reale  potenziamento  dell'aeroporto di Catania,  in  relazione  ai
  processi  di  globalizzazione in corso  ed  alla  sempre  crescente
  domanda  di  trasporto  aereo, costituisce un'importante  soluzione
  alle  continue richieste di sviluppo da parte dei cittadini  e  dei
  soggetti pubblici e privati operanti in Sicilia;

   per sapere:

   quali  iniziative  urgenti  intendano  assumere  per  trovare,  di
  concerto  con  il Ministero delle infrastrutture, una immediata  ed
  adeguata soluzione tecnica e finanziaria;

   quali  indirizzi intendano fornire alle direzioni regionali  della
  programmazione   e  delle  infrastrutture  e  dei   trasporti   per
  l'inserimento degli interventi progettuali, condivisi  anche  dalla
  SAC e da Reti ferroviarie italiane, nei programmi di spesa prevista
  per l'utilizzo dei fondi FAS e FERS». (1438)

             (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1438  a  firma
  dell'Onorevole  D'Asero,  si  forniscono  i  seguenti  elementi  di
  risposta acquisiti per il tramite del competente Dirigente generale
  delle infrastrutture, mobilità e trasporti.
   L'aeroporto  di  Catania  è  lo scalo  con  maggior  traffico  del
  Mezzogiorno,  serve  circa sei milioni di  passeggeri  all'anno,  e
  riveste   una   importanza  strategica  per  la  sua   collocazione
  all'incrocio  tra gli assi ferroviari e stradali che  collegano  la
  città etnea praticamente con tutte le altre città dell'isola.
   In  questi  ultimi anni l'aeroporto di Catania è stato oggetto  di
  importanti investimenti pubblici, che hanno consentito tra  l'altro
  l'apertura nel maggio del 2007 della nuova aerostazione passeggeri.
   La  gestione delle attività aeroportuali è stata affidata dal 2007
  alla S.A.C. (Società Aeroporto Catania s.p.a.) per quaranta anni, e
  ciò  comporterà  investimenti in autofinanziamento  per  circa  600
  milioni  di  euro. La prima trance di investimenti  per  circa  120
  milioni  di euro è prevista nei prossimi quattro anni dal Contratto
  di Programma tra E.N.A.C. e S.A.C.
   Per  quanto  riguarda il progetto di intermodalità tra ferrovie  e
  aeroporto,   attualmente  il  tracciato  ferroviario  si   sviluppa
  lambendo  ortogonalmente la testata della pista  aeroportuale  lato
  sud,  causando pesanti limitazioni alla sviluppo sia dell'aeroporto
  che della ferrovia.
   In  data 8 aprile 2008 è stato siglato un Protocollo di Intesa tra
  Ministero delle Infrastrutture, Presidenza della Regione Siciliana,
  E.N.A.C.   e   S.A.C.  nell'ambito  del  quale  è  stato   previsto
  l'inserimento dell'intervento per il prolungamento della  pista  di
  volo e l'interramento della linea ferroviaria.
   Ciò permetterebbe di realizzare l'intermodalità treno-aereo ed  al
  contempo  di  avere  standard europei nell'offerta  di  servizi  di
  trasporto, perché offrirebbe all'utente aeroportuale la possibilità
  di    utilizzare   comodamente   la   ferrovia   per    raggiungere
  l'aerostazione  con  notevoli  vantaggi  in  termini  di   maggiore
  sicurezza,  di  maggiore confort, minore traffico  e  inquinamento,
  minori problematiche di parcheggio e quant'altro.
   Tale  soluzione  offrirebbe un vantaggio anche alla  gestione  dei
  servizi  di  ferrovia  per  il   traffico  indotto   verso/da   una
  infrastruttura così attrattiva come l'aeroporto di Catania.
   Infatti, anche se solo una piccola percentuale dei sei milioni  di
  passeggeri  utilizzasse questa modalità, si avrebbe  un  incremento
  significativo di traffico ferroviario ma anche la possibilità di un
  immediato  collegamento con la F.C.E. (Ferrovia Circumetnea  Etnea)
  attraverso la stazione di Catania.
   Al  fine  di  individuare  delle ipotesi progettuali  che  possano
  consentire lo sviluppo aeroportuale ma anche ferroviario, nel  2010
  R.F.I.  ha  elaborato attraverso ITALFERR, su incarico di   S.A.C.,
  nell'ambito di un protocollo sottoscritto tra E.N.A.C. e  R.F.I.  e
  S.A.C.,  uno  studio che ha individuato una soluzione  tecnica  che
  permette:
   un diverso tracciato ferroviario;
   la  realizzazione  di  una  stazione ferroviaria  di  collegamento
  intermodale treno-aereo;
   la  possibilità di ulteriori vantaggi nella progettazione del nodo
  di Bicocca (CT) in sinergia con le altre infrastrutture presenti;
   Il  progetto, presentato sul programma europeo Ten-T, ha un  costo
  aggiuntivo   di   realizzazione   (rispetto   alla   soluzione   di
  sistemazione  del  nodo  di  Bicocca  precedentemente  prevista  da
  R.F.I.)  stimato complessivamente in 140 milioni di  euro  relativi
  agli interventi sulla ferrovia.
   Tale progetto lascerebbe aperte le possibilità di sviluppo dei due
  sistemi (ferroviario e aeroportuale), altrimenti impedito se R.F.I.
  dovesse  realizzare  il  proprio intervento  senza  lo  spostamento
  anzidetto dei binari.
   In  un'ottica unitaria e sinergica della soluzione, la S.A.C.  sta
  elaborando  una ipotesi di allungamento della pista  di  volo  reso
  possibile   dal  citato  intervento  di  variazione  del  tracciato
  ferroviario,  che  con  una lunghezza utile di  circa  3.100  metri
  permetterebbe l'atterraggio e il decollo di aerei intercontinentali
  e garantirebbe standard più elevati di sicurezza.
   Il   progetto  per  il   prolungamento  della  pista  di  volo   e
  l'interramento della linea ferroviaria  dell'importo stimato di 150
  milioni di euro, avrebbe coerenza quindi con quanto programmato con
  il  Protocollo d'Intesa siglato tra Ministero delle Infrastrutture,
  E.N.A.C., Regione Siciliana e S.A.C. nell'aprile del 2009.
   Per   tale  intervento  al  momento  non  vi  è  ancora  copertura
  finanziaria  non essendosi  ancora realizzato il trasferimento  dei
  Fondi  del  PAR/FAS per interventi infrastrutturali in Sicilia  già
  più  volte  sollecitato al Governo centrale  dallo  scrivente,  che
  nondimeno rafforzerà la propria azione politica e istituzionale  al
  fine di ottenere la disponibilità di tali somme in tempi brevi».

                                                      L'Assessore
                                                                dott.
  Carmelo Pietro Russo

   CORONA.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  le
  infrastrutture  e  la  mobilità  e  all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   a  seguito dell'accelerazione impressa all'attività di risanamento
  programmata ai sensi delle leggi regionali n. 10 del 6 luglio  1990
  e  n.  4  del  15  maggio 2002 è stata finanziata  dall'Assessorato
  regionale Lavori pubblici, oggi Infrastrutture e trasporti, durante
  il   mandato  commissariale  dell'IACP  di  Messina  compreso   tra
  settembre  2009  e maggio 2010, una serie di importanti  interventi
  che  stanno consentendo la realizzazione di 3 parchi urbani e spazi
  pubblici  di  aggregazione, 325 alloggi  di  edilizia  economica  e
  popolare, opere di urbanizzazione primaria e secondaria, botteghe e
  centri commerciali;

   premesso  inoltre  che,  a  seguito di  tale  accelerazione  delle
  attività  per  la  progettazione e  per  la  definizione  dell'iter
  amministrativo,  è  stato  rimodulato  dal  comune  di  Messina   e
  dall'IACP di Messina il cronoprogramma dei futuri interventi per  i
  quali è stata completata la relativa progettazione e si è in attesa
  della conseguente copertura finanziaria;

   considerato  che,  a seguito dell'invio di tale cronoprogramma  al
  competente  dipartimento  regionale delle  infrastrutture  e  della
  mobilità,  si  rileva,  dal bilancio regionale  di  previsione,  il
  mancato rimpinguamento del relativo capitolo di bilancio n. 672426;
  anzi,  fatto  ancora  più grave, non si rileva  più  traccia  della
  programmata  attività di risanamento, sancita  dalle  citate  leggi
  regionali n. 10/90 e n. 4/2002;

   ravvisato  che,  perdurando il mancato finanziamento  delle  opere
  programmate  e  progettate,  ove  dovesse  essere  adottato,   come
  previsto  dalle  norme  vigenti, il nuovo prezzario  regionale,  si
  configurerebbe un grave danno erariale dovuto alla lievitazione dei
  costi  necessari  per  adeguare i progetti già  approvati  ed  oggi
  cantierabili ma privi di copertura finanziaria;

   per sapere:

   quali   siano   i   conseguenti  provvedimenti  di  programmazione
  finanziaria  già  posti  in  essere e/o  da  attivare  al  fine  di
  riprogrammare  le  necessarie risorse per la copertura  finanziaria
  degli interventi di risanamento della città di Messina, previsti ai
  sensi delle leggi regionali n. 10/90 e n. 4/2002;

   se sia possibile acquisire la seguente documentazione:

   1)  estremi  dei decreti dirigenziali ed assessoriali  e  relative
  motivazioni che hanno comportato l'azzeramento del citato  capitolo
  di bilancio;

   2)  eventuali provvedimenti intrapresi dai destinatari in epigrafe
  finalizzati  all'attivazione della procedura di revoca dei  decreti
  emanati  dal dirigente generale pro tempore del citato dipartimento
  regionale  delle infrastrutture e della mobilità e  riguardanti  la
  citata  soppressione dei suddetti capitoli attinenti alla copertura
  finanziaria degli interventi di risanamento della città di Messina,
  previsti ai sensi delle leggi regionali n. 10/90 e n. 4/2002;

   3)  eventuali provvedimenti di censura adottati dai destinatari in
  epigrafe  nei  confronti  del dirigente generale  del  dipartimento
  regionale   delle  infrastrutture  e  della  mobilità,  conseguenti
  all'abuso d'ufficio perpetrato in termini di mancata programmazione
  finanziaria  e  connessi  alla  citata  soppressione  dei  suddetti
  capitoli  attinenti alla copertura finanziaria degli interventi  di
  risanamento  della città di Messina, previsti ai sensi delle  leggi
  regionali n. 10/90 e n. 4/2002». (1734)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1734  a  firma
  dell'onorevole  Corona,  si  forniscono  i  seguenti  elementi   di
  risposta acquisiti sia dal Dirigente generale delle infrastrutture,
  mobilità  e  trasporti, che da quanto comunicato  dal  Dipartimento
  regionale  bilancio  e  tesoro  per  il  tramite  dell'Ufficio   di
  gabinetto dell'Assessore regionale per l'economia.
   Con Legge regionale 06 luglio 1990, n.10, era stata autorizzata la
  somma  di  circa  500.000 milioni di lire per il risanamento  delle
  aree degradate della città di Messina.
   Successivamente, a partire dall'esercizio finanziario 2004, con le
  risorse  derivanti  dalle assegnazioni di  cui  all'art.  38  dello
  Statuto  (F.S.N.),  sono  state  destinate  per  analoghe  finalità
  ulteriori risorse per un importo complessivo di euro 96.773.298,24.
   Ciò premesso, si rappresenta che gli interventi realizzati e/o  in
  corso   di  realizzazione  di  competenza  di  questo  Assessorato,
  indipendentemente  dalle  fonti normative  di  finanziamento  sopra
  menzionate,  sono  quelli previsti dai cronoprogrammi  redatti  dal
  Comune di Messina e trasmessi agli Uffici di questo Dipartimento.
   Tali  crono-programmi, sia a seguito dell'adeguamento  alla  nuova
  normativa   per  gli  espropri,  sia  a  causa  delle  prescrizioni
  impartite dall'Ufficio del Genio civile di Messina, e sia  a  causa
  degli aggiornamenti dei prezzi sono stati rielaborati dal Comune di
  Messina   con   una   riduzione   del   numero   degli   interventi
  originariamente previsti.
   Si  precisa  inoltre che in atto il capitolo 672426  non  presenta
  disponibilità finanziarie non a causa di provvedimenti  legislativi
  o  amministrativi che ne hanno comportato l'azzeramento, bensì  per
  l'utilizzo delle risorse sino ad oggi assegnate.
   Posto  quanto sopra, si ritiene di aver fornito esaustiva risposta
  anche agli altri punti sollevati dall'onorevole interrogante.

   L'Assessore

   dott. Carmelo Pietro Russo

   Rubrica  Territorio e Ambiente'

   DE   BENEDICTIS-MARZIANO.  -  «Al  Presidente  della   Regione   e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   il   consiglio  comunale  di  Siracusa  ha  approvato,  a   grande
  maggioranza con delibera n. 161 del 21 dicembre 2010, gli indirizzi
  per  alcune  varianti urgenti del vigente PRG al fine di correggere
  scelte ritenute in contrasto con la tutela e la valorizzazione  dei
  beni  ambientali,  paesaggistici ed archeologici della  città,  per
  evitare che l'attuazione delle previsioni del vigente PRG potessero
  irreversibilmente comprometterli;

   il  consiglio comunale ha assegnato al dipartimento urbanistica il
  compito  funzionale  ed  istituzionale di predisporre  le  delibere
  consiliari di adozione delle varianti al PRG vigente, in attuazione
  degli  indirizzi  votati, assegnando due termini,  uno  di  novanta
  giorni  per  i  punti  1  e  2  della  proposta  della  commissione
  urbanistica  ed  uno di mesi sei per tutti gli  altri  punti  della
  richiamata  proposta,  ai fini della loro adozione  e  trasmissione
  alla Regione siciliana;

   i  termini assegnati possono ben qualificarsi perentori in  quanto
  autolimitativi  dei  relativi  poteri  urbanistici  del   consiglio
  comunale  e giustificati dalla necessità di immediata tutela  delle
  aree oggetto della deliberata variante;

   considerato che:

   il   consiglio,   adottato  il  richiamato  importantissimo   atto
  consiliare,  ha inutilmente atteso che l'ufficio urbanistica  desse
  puntuale  ed  urgente esecuzione agli indirizzi  deliberati  e  che
  inviasse  coerentemente  le  proposte di  atti  deliberativi  utili
  all'adozione  delle  varianti più urgenti, per le  quali  interessi
  contrari  alla  tutela  e valorizzazione dei  patrimoni  ambientali
  archeologici e costieri andavano ad avanzare proposte attuative del
  vigente  PRG  assolutamente  in  contraddizione  alle  ragioni   ed
  esigenze espresse dal consiglio comunale con l'atto indicato;

   il  dirigente del settore urbanistica del comune di Siracusa,  con
  nota n. 1985 del 18.02.2011, difformemente da quanto deliberato dal
  consiglio  comunale, ha invece dato atto che ancora a  quella  data
  nessun  provvedimento era stata avviato dall'ufficio  al  quale  lo
  stesso è preposto;

   ritenuto che:

   sia  censurabile  l'attesa  passiva da  parte  del  dirigente  del
  settore urbanistica della trasmissione ufficiale della delibera del
  consiglio comunale, lasciando decorrere inutilmente i due terzi del
  termine prescritto dal consiglio, nonostante egli ne avesse  totale
  conoscenza  istituzionale  dal giorno stesso  della  sua  adozione,
  avendo    collaborato    attivamente   alle   fasi    propedeutiche
  all'approvazione dell'atto;

   nella  richiamata nota il dirigente subordinava l'attuazione della
  delibera  del consiglio comunale n. 161/2010 alla realizzazione  di
  studio  agricolo-forestale, studio geologico,  VIA,  VAS  ed  altre
  indagini  non  giustificabili per tali varianti e  soprattutto  non
  necessarie nel caso, come quello in oggetto, di richiesta di minore
  edificabilità ed impatto sul territorio rispetto a quanto assentito
  dal vigente strumento urbanistico;

   tali   azioni  istituzionali appaiono conseguentemente  elusive  e
  dilatorie,  mirate  certamente  a  ritardare  ed  apporre  ostacoli
  all'attuazione degli indirizzi del consiglio comunale  e  per  fini
  diversi e contrari a quelli posti a base della delibera consiliare;

   per  sapere  se, alla luce dei fatti sopra esposti, non  ritengano
  necessario ed urgente avviare una ispezione nel comune di  Siracusa
  allo scopo di giungere alla corretta adozione delle varianti al PRG
  secondo  gli indirizzi approvati dal consiglio comunale di Siracusa
  con  delibera  n.  161  del 21 dicembre 2011,  valutando  anche  la
  possibilità della nomina di un commissario ad acta». (1780)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'atto ispettivo in  oggetto,  si
  rappresenta  quanto riferito dal Dipartimento regionale urbanistica
  Unità  operativa 4.3 - Affari urbanistici dei Comuni delle province
  di Siracusa e Ragusa.
   Con nota prot. n. 2989 del 10/03/2011 il Responsabile dell'Ufficio
  Urbanistica  del  Comune di Siracusa ha richiesto  al  Dipartimento
  Urbanistica  chiarimenti  in  ordine  alle  modalità  operative  da
  adottare   per  aderire  alla  richiesta  del  Consiglio  comunale,
  formulata con la delibera n. 161 del 21/12/2010, relativamente alla
  predisposizione  di  n.  10  varianti al  P.R.G.  vigente,  con  la
  medesima  nota è stato comunicato che, dopo 18 mesi a  partire  dal
  28/03/2011,  i  vincoli preordinati all'espropriazione  del  P.R.G.
  andavano a scadere.
   Con  nota  D.G.  prot.  n.  23583 del 14/04/2011  il  Dipartimento
  Urbanistica,   riguardo  la  predisposizione  delle  varianti,   ha
  raccomandato  all'Ufficio Urbanistica di Siracusa  l'osservanza  di
  tutte le normative vigenti e in particolare di quelle relative alla
  materia   ambientale;  relativamente  alla  decadenza  dei  vincoli
  preordinati  alla espropriazione che avverrà in data 13/09/2012,  è
  stato  fatto presente che a norma dell'art. 3 della l.r. 15/91,  il
  Comune  di Siracusa è già obbligato a procedere alla formazione  di
  un nuovo P.R.G. o alla revisione di quello attuale.
   Tutto  quanto  sopra  premesso, in considerazione  che  a  n  orma
  dell'art. 27 della l.r. 71/78, e ss.mm.ii., questo Assessorato  può
  intervenire in via sostitutiva qualora i Comuni omettano l'adozione
  di  atti  obbligatori  in  materia di  pianificazione  urbanistica,
  l'attività  di vigilanza del Dipartimento Urbanistica non  può  che
  essere  rivolta agli obblighi di cui al sopra citato art.  3  della
  l.r.  15/91,  esulando  dalle competenze del Dipartimento  medesimo
  qualsiasi  forma  di  controllo in ordine alla  predisposizione  di
  varianti agli strumenti urbanistici, sempre che non discendenti  da
  obblighi di legge.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo in oggetto».

                                                    L'Assessore
                                            dott.  Calogero Gianmaria
                                          Sparma