Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 299 di martedì 29 novembre 2011
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Formica


   FALCONE,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico sono in congedo gli onorevoli:  Beninati  e
  Termine per oggi; Corona, Marinese e Ferrara dal 29 novembre all'1
  dicembre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  saranno in  missione  gli  onorevoli:
  Caputo per il 29 e 30 novembre 2011; Falcone il 30 novembre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per le Autonomie Locali e la Funzione
  Pubblica

   N.   1597   -  Iniziative  da  assumere  a  seguito  dell'esposto
  presentato da un dirigente del Comune di Palermo.
   Firmatario: Faraone Davide

   N.  2104  - Chiarimenti sulle iniziative assunte a seguito  della
  decisione del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
  siciliana  di  sospensione delle procedure per  l'istituzione  del
  nuovo comune di Piano Tavola (CT).
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   - da parte dell'Assessore per l'Economia

   N.  1294  -  Notizie  in  ordine all'offerta  di  acquisto  della
  Tirrenia-Siremar da parte della Mediterranea Holding s.p.a.
   Firmatari:   D'Asero   Antonino;  Corona   Roberto;   Torregrossa
  Raimondo;  Leontini Innocenzo; Falcone Marco; Vinciullo  Vincenzo;
  Mancuso  Fabio  Maria; Limoli Giuseppe; Bosco  Antonino;   Formica
  Santi; Buzzanca Giuseppe; Pogliese Salvatore

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  2162  -  Notizie  e  chiarimenti in ordine  alla  convenzione
  quinquennale  tra  l'Assessorato regionale Salute  e  la  'Nicolas
  Foundation' onlus.
   Firmatario: Maira.

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

      Comunicazione di rinvio di disegno di legge in Commissione

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che,  a  seguito  della
  decisione  assunta  dalla  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari del 22 novembre 2011, il disegno di legge  Recupero e
  valorizzazione    delle    coste   della   Sicilia.    Istituzione
  dell'Osservatorio  regionale per la  tutela  e  la  valorizzazione
  delle coste  è stato rinviato in Commissione per approfondimenti.

                 Comunicazione di richiesta di parere

   PRESIDENTE.  Comunico  la  richiesta  di  parere  assegnata  alle
  Commissioni:

              BILANCIO (II) E ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Accordo  di  programma  per  il  rilancio  e  lo  sviluppo  di
  iniziative  industriali nell'area industriale di Termini  Imerese.
  (n. 195/II-III).
   pervenuto in data 25 novembre 2011 e inviato in data 25  novembre
  2011.

    Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte Costituzionale

   PRESIDENTE.  Comunico che il Tribunale di Palermo, Prima  Sezione
  civile,  in  data  17  giugno  2011 con  ordinanza  ha  dichiarato
  rilevante   e   non  manifestamente  infondata  la  questione   di
  legittimità  costituzionale dell'articolo 9, comma 8, della  legge
  regionale  n.  31/1986, nella parte in cui esclude il  diritto  di
  aspettativa  non retribuita ai lavoratori assunti con contratto  a
  tempo  determinato, per violazione degli articoli  3  e  51  della
  Costituzione e ha ordinato la trasmissione degli atti  alla  Corte
  Costituzionale.

         Comunicazione di sentenza della Corte Costituzionale

   PRESIDENTE.   Ai   sensi  dell'articolo  83,  lettera   b),   del
  Regolamento  interno,  comunica che la Corte  Costituzionale,  con
  sentenza  n.  294 del 7 novembre 2011, nel giudizio di legittimità
  costituzionale  della  legge  regionale  20  marzo  1951,  n.   29
  (Elezione  dei  deputati all'Assemblea regionale siciliana),  come
  modificata dalla legge regionale 5 dicembre 2007, n. 22 (Norme  in
  materia   di   ineleggibilità  e  incompatibilità   dei   deputati
  regionale)  e  dalla legge regionale 7 luglio 2009,  n.  8  (Norme
  sulle  ineleggibilità ed incompatibilità dei deputati  regionali),
  promosso  dal  Tribunale di Palermo, con ordinanza del  16  luglio
  2010   iscritta  al  n.  390  del  registro  ordinanze  2010,   ha
  dichiarato:

   -  l'illegittimità costituzionale della legge regionale 20  marzo
  1951,   n.  29  (Elezione  dei  deputati  all'Assemblea  regionale
  siciliana), come modificata dalla legge regionale 5 dicembre 2007,
  n.  22  (Norme in materia di ineleggibilità e incompatibilità  dei
  deputati   regionale),   nella   parte   in   cui   non    prevede
  l'incompatibilità  tra  l'ufficio  di  deputato  regionale  e   la
  sopravvenuta  carica di presidente e assessore  di  una  provincia
  regionale;

   - l'illegittimità costituzionale dell'articolo 10-sexies, comma 1
  bis.,  della  legge regionale 20 marzo 1951, n. 29  (Elezione  dei
  deputati   all'Assemblea  regionale  siciliana),  come  modificato
  dall'articolo 1 della legge regionale 7 luglio 2009, n.  8  (Norme
  sulle  ineleggibilità ed incompatibilità dei deputati  regionali),
  nella  parte  in  cui  prevede  che   Ove  l'incompatibilità   sia
  accertata  in  sede  giudiziale, il termine di  dieci  giorni  per
  esercitare il diritto di opzione decorre dal passaggio ingiudicato
  della sentenza .

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2226  -  Chiarimenti  in ordine alle  nuove  voci  tariffarie
  introdotte  dal  decreto  assessoriale n. 492/11  dell'Assessorato
  Salute.
   - Assessore Salute
   Firmatario:  Marziano Bruno

   N.  2227  -  Chiarimenti in ordine al depotenziamento dei  centri
  trasfusionali degli ospedali 'Umberto I' di Siracusa e 'Di  Maria'
  di Avola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2230  -  Emanazione  di  apposita  circolare  in  materia  di
  indennità  degli  amministratori delle Province regionali  in  cui
  ricadono aree metropolitane.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N.   2231  -  Notizie  in  merito  alla  mancata  erogazione   di
  finanziamenti a Caltaqua s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Maira Raimondo

   N.  2232  -  Iniziative  a tutela degli ispettori  regionali  del
  lavoro.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2233  -  Notizie  sul trasferimento del reparto  di  urologia
  dell'ospedale Umberto I di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo
   N.  2234  -  Notizie  sui sistemi vessatori  di  riscossione  dei
  tributi in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2235  - Notizie sulla sede di rappresentanza della Regione  a
  Bruxelles.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2241  -  Chiarimenti in ordine agli intendimenti del  Governo
  regionale  sul  disegno  di legge in materia  di  regolamentazione
  delle coppie di fatto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  2242  -  Chiarimenti sulla mancata apertura  del  reparto  di
  rianimazione del presidio ospedaliero 'Di Maria' di Avola (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  2238 - Chiarimenti sulle determinazioni del Governo regionale
  in  relazione  all'accoglienza data, da  parte  delle  IPAB,  agli
  extracomunitari sbarcati in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Nicotra Raffaele; Mattarella Bernardo; Forzese  Marco;
  Raia Concetta; Donegani Michele; Dina Antonino

   N.  2239  -  Notizie  sull'espletamento e sui  risultati  di  una
  valutazione   dei  direttori  generali  delle  aziende   sanitarie
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Adamo Giulia

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2228  -  Chiarimenti  in  ordine alla  presenza  di  sostanze
  inquinanti nelle acque potabili di Marsala (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Caputo Salvino

   N.   2229  -  Iniziative  in  favore  dei  pensionati  EAS  (Ente
  acquedotti siciliani).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore

   N.  2236  -  Iniziative a sostegno delle comunità etnee,  colpite
  dalle eruzioni di cenere lavica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2237 - Iniziative per far fronte all'emergenza criminalità  a
  Monreale (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore

   N.   2240   -   Iniziative  urgenti  per  consentire  ai   medici
  specializzandi  di accedere presso le mense aziendali  ospedaliere
  ed ospedaliero-universitarie.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Fiorenza Cataldo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero 312  Iniziative urgenti, anche a livello centrale, per  la
  salvaguardia  ed  il mantenimento dei livelli occupazionali  della
  'Ansaldo  Breda'  ed a sostegno del settore produttivo  legato  ai
  trasporti ,  degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca,  Falcone,
  Vinciullo, presentata il 22 novembre 2011;

   numero  314   Istituzione  di  una  commissione  parlamentare  di
  indagine sui prezzi dei  carburanti per autotrazione applicati nel
  territorio  regionale , degli onorevoli Forzese,  Nicotra,  Scoma,
  Dina, presentata il 22 novembre 2011.

   Avverto  che  le  mozioni testé annunziate saranno  demandate,  a
  norma  dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

     Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 2100 e 2140

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  nella  seduta   della   Commissione
   Ambiente   e   territorio'  n.  173   del   22   novembre   2011,
  rispettivamente:

   -   l'interrogazione  n.  2100,  a  firma  dell'onorevole  Arena,
   Chiarimenti  circa  la sospensione del servizio  di  circolazione
  gratuita  sui mezzi di trasporto locale riconosciuto  dalla  legge
  regionale  n.  8 del  2005 al personale delle forze  dell'ordine ,
  per  assenza  dell'onorevole interrogante,  si  è  trasformata  in
  interrogazione a risposta scritta;

   -  con  riferimento  all'interrogazione n. 2140   Iniziative  per
  l'adozione   di   provvedimenti  di  repressione   dell'abusivismo
  edilizio e per la destinazione delle costruzioni edilizie  abusive
  esistenti ,   a   firma  dell'onorevole  Ruggirello,   l'onorevole
  interrogante si è dichiarato insoddisfatto della risposta  fornita
  dall'Assessore per il territorio e l'ambiente e, pertanto,  l'iter
  dell'atto ispettivo è da ritenersi concluso.


   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire sull'ordine dei lavori e sui disegni di legge che  sono
  stati  scelti  dalla Presidenza, insieme ai presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  per essere inseriti in questa finestra  legislativa,
  prevista   prima  dell'inizio  della  discussione   dei   documenti
  finanziari.
   Signor   Presidente,  come  ricorderà,  in  data  18  ottobre   la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamenti aveva  definito  i
  disegni  di  legge  che  dovevano  essere  licenziati  dalle  varie
  Commissioni   e   che   dovevano  essere  portati   in   Aula   per
  l'approvazione. Tra questi disegni di legge, ormai pronti da  oltre
  due anni, vi é il disegno di legge contro la violenza sulle donne e
  quello per finanziare l'attività sociale svolta dagli oratori.
   Già  l'anno scorso, ricordo che le somme sono state - quando parlo
  dell'anno  scorso  parlo  del  2010 - inserite  in  bilancio,  però
  l'Assemblea  non  ha  voluto,  e ritorno  a  dire  non  ha  voluto,
  approvare  le  due leggi. Ha preferito utilizzare per altro  queste
  somme   che   erano   state  stanziate  per  finalità   sicuramente
  importanti,  di  grande  risvolto sociale, che  avrebbero  dato  la
  possibilità  alla Sicilia di adeguarsi alla normativa nazionale  ed
  europea.  Infatti,  siamo l'unica regione in  Italia  che  non  ha,
  ancora  oggi, adottato una legge sulla violenza contro le donne  né
  tanto meno sugli oratori.
   C'erano stati dei precisi impegni, quando nell'agosto del 2009  il
  disegno di legge era stato ritirato su richiesta di un capogruppo e
  perché  l'Aula votò in quel senso; lo stesso capogruppo  che  aveva
  richiesto  il ritiro del disegno di legge aveva promesso che  entro
  un  mese - stiamo parlando di settembre 2009 - il disegno di  legge
  sarebbe stato portato in Aula ed approvato. Così non è stato
   Le  somme  destinate  alla violenza sulle donne  e  alle  attività
  sociali svolte dagli oratori sono finite  a tarallucci e vino , per
  essere  chiaro;  in  maniera vergognosa sono  state  utilizzate  da
  questo  Governo  per  sanare i debiti nel campo  degli  spettacoli,
  perché  gli  spettacoli in questa Regione hanno  la  precedenza  su
  qualsiasi cosa. Questo, che è diventato ormai un parlamento  grigio
  e  sordo  alle  istanze di chi soffre, ha pensato  che  era  meglio
  andare  a  coprire la falla degli spettacoli. L'anno  scorso,  dopo
  tanti  sacrifici,  dopo tante lotte, siamo riusciti  nuovamente  ad
  inserire  le somme per finanziare i due disegni di legge. Le  somme
  sono  disponibili,  vi  è la copertura della Commissione  Bilancio,
  però  i  due disegni di legge continuano a giacere presso l'Ufficio
  di  Presidenza senza essere portati in Aula ed è chiaro che, se non
  verranno  approvati entro il 10 dicembre, quando  mi  pare  che  si
  chiude  il  Parlamento,  le somme stanziate  per  finalità  sociali
  verranno  sicuramente stornate e destinate a finalità  clientelari,
  bassamente   clientelari  direi,  perché,  signor  Presidente,   in
  quest'Aula e con questo Governo solo attività di questa  natura  si
  vuole fare.
   Oggi, per l'ultima volta, chiedo uno scatto d'orgoglio da parte di
  questo  Parlamento,  uno  scatto  d'orgoglio  da  parte  di  questa
  Presidenza,   che  si  mantengano  gli  impegni  assunti   con   il
  Parlamento.
   Il  18  ottobre  è stato detto di dover immediatamente  portare  a
  conclusione questi due disegni di legge che - ripeto - sono  pronti
  da due anni, e attendono di essere discussi da questa Assemblea.
   Se  questo  Parlamento  e  questa Presidenza  decideranno  di  non
  mettere all'ordine del giorno i due disegni di legge, comunico  che
  da  domani sera non uscirò più da quest'Aula, vi resterò  anche  la
  notte,  perché forse l'unica possibilità, l'unico modo che  abbiamo
  per  svegliare le coscienze di questo Parlamento è di ricorrere  ad
  azioni eclatanti, che poi mortificano il Parlamento stesso.
   E  ricordo che non è nemmeno vero quello che stato detto,  e  cioè
  che  sarebbero stati discussi disegni di legge che non richiedevano
  copertura  finanziaria,  perché già due dei  tre  che  oggi  stiamo
  discutendo  prevedono un'ampia copertura finanziaria. Sugli  altri,
  invece,  non  occorre  nemmeno questo,  le  somme  sono  state  già
  approvate  durante la finanziaria, sono state stanziate per  questa
  finalità, si tratta solo ed esclusivamente di dare una veste legale
  a finanziamenti stanziati per questo motivo.
   Dopo  di che, sulla Presidenza e sui capigruppo resterà l'onta  di
  avere  costretto  un  deputato di questa Assemblea  ad  oltraggiare
  questa   sede  e  ad  occuparla  per  costringervi  a  mettere   in
  discussione  due disegni di legge che la Sicilia aspetta  da  anni.
  Poi, possiamo anche bocciarli, possiamo destinare queste somme come
  al solito  a tarallucci e vino , cioè agli spettacoli.
   Ma  ognuno  di  noi deve avere, davanti alla propria  coscienza  e
  davanti  al  popolo  siciliano, il coraggio di  fare  delle  scelte
  decisive e forti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, le voglio intanto  rappresentare
  che  dell'argomento  da  lei  trattato si  è  discusso  nell'ultima
  Conferenza  dei Capigruppo e, a mio modo di vedere, solo  per  mera
  disattenzione  i  due  disegni di legge  non  sono  stati  iscritti
  all'ordine del giorno.
   Personalmente, mi farò latore della sua protesta con il Presidente
  e  ritengo che, prima della chiusura di questa finestra legislativa
  e  dell'inizio  della discussione della finanziaria,  noi  possiamo
  riconvocare una Conferenza dei Capigruppo anche alla luce del fatto
  che  alcuni  dei disegni di legge messi all'ordine del  giorno  non
  possono  essere,  per svariati motivi, né affrontati  né  discussi.
  Pertanto,  c'è la possibilità di venire incontro alla sua legittima
  richiesta   con  la  convocazione  di  una  nuova  Conferenza   dei
  Capigruppo e la calendarizzazione di questi due disegni di legge.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  22  novembre
  scorso  un'altra  tragedia  si  è abbattuta  sulla  Sicilia,  sulla
  provincia  di  Messina e su alcune comunità  che  piangono  i  loro
  morti. Penso ai Comuni di Saponara, di Villafranca, di Milazzo,  di
  Rometta, di Barcellona Pozzo di Gotto.
   E'  una  tragedia veramente grande, immane, ed è una tragedia  che
  deve invitarci a riflettere perché ritengo che il Governo regionale
  e che l'Assemblea regionale debbano farsi carico di dare finalmente
  risposte  chiare,  di  intervenire e subito, perché  il  territorio
  della  nostra Regione, e segnatamente il territorio della provincia
  di  Messina,  è  soggetto a grave dissesto idrogeologico,  per  cui
  l'approvazione  del  piano  di assetto idrogeologico  non  può  più
  aspettare.
   Siamo di fronte ad una stagione che, come è noto a tutti, potrebbe
  riservare   altre  incognite,  potrebbe  purtroppo  mietere   altre
  vittime.  In  quella  occasione, solo per un caso  fortuito,  e  in
  alcuni casi per la previdenza di qualche sindaco - penso al sindaco
  di  Barcellona Pozzo di Gotto - non si sono avute vittime.  Ricordo
  che  quella  tragedia si è consumata intorno alle 13,45  e,  se  le
  scuole  fossero state aperte, noi oggi qui piangeremmo migliaia  di
  vittime.
   I  danni  sono  ingenti,  riguardano  le  colture,  riguardano  le
  attività produttive.
   Noi  non  possiamo  più aspettare, non possiamo  più  obbligare  i
  nostri  concittadini a restare muti davanti ad  una  tragedia  così
  grande.
   Intere  attività sono scomparse, cancellate, penso agli artigiani,
  ai   commercianti,  penso  all'agricoltura,  alla  zootecnia;   noi
  dobbiamo  subito  -  come io ho chiesto con una  mia  nota  qualche
  giorno   addietro  -  investire  l'Assemblea.  E'  necessario   che
  l'Assemblea sia convocata al più presto con all'ordine  del  giorno
  misure urgenti per fronteggiare questa crisi e, contemporaneamente,
  misure urgenti per mettere in sicurezza il territorio.
   Non  possiamo  più  attendere  che le  nostre  popolazioni  ce  lo
  chiedano, c'è un continuo stato di allerta, c'è una continua ansia,
  che certamente non giova alla crescita del nostro popolo.
   Ma  io voglio anche porre alla Presidenza e all'Assemblea un altro
  problema,  che riguarda ancora una volta l'allerta meteo  che  ogni
  giorno viene recapitato ai sindaci della Sicilia e che, certamente,
  ancora  è molto approssimativo, a maglie larghe. Dispiega i  propri
  effetti su un raggio di troppi chilometri - circa 1500 chilometri -
  per essere veritiero. E allora, delle due l'una: o si dà alla SORIS
  (Sala Operativa Regionale Integrata Siciliana) un nuovo assetto,  o
  si  organizza  con i radar che fanno capo a Catania, a  Palermo,  a
  Reggio  Calabria  o  a Trapani per quello che  riguarda  i  diversi
  ambiti  territoriali, oppure siamo in balia delle onde  e  dobbiamo
  regolarci a naso, gli amministratori devono regolarsi a naso.
   Signor   Presidente,  questo  nel  2011  non  è  più  concepibile.
  L'Assemblea  deve occuparsi anche di questi fatti  che  sono  fatti
  concreti e possono essere elementi che danno o tolgono la vita.
   Allora,  la prego, signor Presidente, si apra subito una finestra,
  si  discuta subito di questi argomenti perché ne va della sicurezza
  dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Buzzanca, la  Presidenza  aveva  dato  già
  disponibilità  giovedì  pomeriggio per affrontare  l'argomento.  Io
  però ritengo che, essendo giovedì mattina i funerali delle vittime,
  sarebbe più giusto onorare queste vittime e dare la possibilità  ai
  parlamentari di essere presenti ai funerali giovedì mattina.
   Inoltre, per venire incontro anche alla sua richiesta, se dobbiamo
  affrontare un dibattito d'Aula su questi temi, sarebbe meglio farlo
  martedì   o  mercoledì,  per  avere  anche  la  presenza  massiccia
  dell'intero Parlamento, perché ritengo che l'intero Parlamento  sia
  rimasto colpito dall'ampiezza degli eventi calamitosi.

   LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  credo  che
  basti  il  dibattito in Aula, ci vuole una presenza del Governo  ma
  anche guardare alcune cause a livello non solo siciliano. Noi siamo
  stati  bistrattati dal Governo nazionale su alcune vicende,  quindi
  bisogna fare il dibattito col Governo presente per prendere  alcuni
  provvedimenti pratici.
   In questi casi non serve fare demagogia.

   CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ottimizzando  il
  minuto  che  la  Presidenza mi ha concesso,  vorrei  segnalare  una
  vicenda  che sta passando inosservata in Aula, perché evidentemente
  al  Governo  e  alla maggioranza parlamentare che lo  sostiene  non
  interessa. Io vorrei - e lo chiederò con una richiesta ufficiale  -
  che  il  governo sia presente in Aula per un dibattito  sul  futuro
  della formazione professionale e su ciò che i riguarda i lavoratori
  della formazione professionale, perché sembra che ottomila persone,
  improvvisamente, non interessano più a nessuno.
   L'assessore  al  ramo,  che  oggi non  è  presente,  sta  mettendo
  qualunque  provvedimento in materia di formazione  a  garanzia  dei
  lavoratori  della  formazione. E' stata nominata  e  insediata  una
  Commissione parlamentare di indagine o di inchiesta - non  so  come
  chiamarla  -  sulla formazione, ma credo che sia a un punto  morto,
  perché  a  nessuno interessa capire quello che sta  succedendo  nel
  pianeta della formazione.
   Voglio  lanciare l'allarme per dire al Parlamento - e c'è già  una
  mia  interrogazione  sull'argomento  -  perché  sembra  che  alcuni
  esponenti  politici,  o  vicini ad esponenti  politici  autorevoli,
  tutti  nell'area della maggioranza di questo Governo, stanno avendo
  interessi   e   si  sono  inseriti  all'interno  dei  Consigli   di
  amministrazione di alcuni enti in questo momento in difficoltà.
   C'è un problema serio di gestione di alcuni enti di formazione  da
  parte  della politica di soggetti che sono noti anche alle cronache
  dei  giornali e in questo momento, per loro fortuna, soltanto  alle
  cronache giornalistiche.
   Signor  Presidente, dobbiamo interrogarci sul  futuro  di  8  mila
  lavoratori,  sul  futuro  della formazione,  sulla  gestione  della
  formazione perché non è possibile tenere senza stipendio da 15 mesi
  lavoratori, i quali hanno già messo in vendita le case, hanno messo
  in  vendita le macchine, hanno messo in vendita pure quel poco  che
  avevano a casa e in questo Parlamento nessuno tocca più il problema
  della formazione.
   So  che  a  lei è molto caro, signor Presidente, perché lei  si  è
  speso  molto  in difesa dei lavoratori della formazione consapevole
  dell'importanza che hanno ottomila famiglie in Sicilia.
   Per  questo  motivo  chiedo che il Parlamento  si  impegni  ad  un
  dibattito   sul  futuro  della  formazione  professionale   e   che
  l'assessore   Centorrino  riferisca   in   Aula   su   quello   che
  l'Assessorato sta facendo per ottomila lavoratori.

   CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dobbiamo metterci  d'accordo;  se
  tutto  il  Parlamento vuole intervenire sui temi più disparati  non
  facciamo più le leggi

   CARONIA. Intendo intervenire per fare una breve dichiarazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'ordine   dei   lavori   perché,   facendo   riferimento   alle
  comunicazioni  che il Presidente ci ha dato rispetto al  programma-
  calendario  dei  lavori  di  questa  finestra  legislativa  che  si
  conclude il 7 dicembre per dare avvio alla sessione di bilancio, si
  riporta quello che, peraltro, il Presidente del Gruppo parlamentare
  a  cui  appartengo  mi aveva comunicato ossia di  inserire  tra  le
  priorità  il disegno di legge approvato dalla Giunta, in  corso  di
  presentazione all'Ars, in materia di proroghe di contratti.
   E'  chiaro  che questo è un tema importante perché, purtroppo,  la
  proroga è legata al fatto che la scadenza è il 31 dicembre.  Vorrei
  ricordare  a me stessa e a quest'Aula che la proroga in  oggetto  è
  una   proroga  complessa  perché  è  chiaro  che  alla  luce  delle
  valutazioni  fatte  sia in Commissione l'anno scorso,  sia  durante
  questo  intero anno, la complessità del disegno di legge  necessita
  di  un  accurato  esame da parte delle Commissioni  di  competenza,
  quindi  la Commissione V e la Commissione II, ma soprattutto vorrei
  dire che interessa soggetti che oggi, al di là del loro futuro  che
  chiaramente  sta  a cuore a tutti noi in quanto parlamentari  della
  Regione  Sicilia, sta a cuore per le mansioni che  questi  soggetti
  svolgono.  Proprio ricordando quello che era stato  detto  poc'anzi
  dall'onorevole  Buzzanca,  questi  soggetti  sono  750  lavoratori,
  lavorano prevalentemente in settori che servono proprio a prevenire
  quel  rischio  idrogeologico di cui purtroppo si  parla  in  questi
  giorni  in  maniera  tragica.  Parlo dei  lavoratori  dell'Arra,  i
  lavoratori  della Protezione Civile, i lavoratori del Via-Vas,  che
  svolgono   un  ruolo  essenziale  proprio  per  la  sicurezza   del
  territorio.
     Quindi,  ritengo che, al di là dell'ovvio e sentito  bisogno  da
  parte  dei lavoratori di certezze rispetto al loro futuro,  c'è  un
  problema  che  valica  e che va visto nei confronti  del  benessere
  dell'intera  Regione che è quello legato alla certezza  che  questi
  lavoratori possano assicurare il proprio servizio a una Regione che
  diversamente  avrebbe grosse difficoltà ad assicurare  un  servizio
  come  quello meteorologico, oppure idraulico, oppure appunto legato
  al problema idrogeologico.

  PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, le posso assicurare che  ancora  il
  disegno  di  legge non è arrivato. Non appena arriverà,  faremo  in
  modo  che  si  discuta perché è probabile che ci  possa  essere  un
  allargamento della finestra legislativa.


   Presidenza del vicepresidente Formica


  Discussione del disegno di legge «Riqualificazione urbanistica con
  interventi di edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo
                      sviluppo economico» (805/A)
    PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto all'ordine  del  giorno:
  discussione  dei  disegni di legge. Si procede con  il  disegno  di
  legge  n.  805/A  «Riqualificazione urbanistica con  interventi  di
  edilizia  sociale  convenzionata. Misure urgenti  per  lo  sviluppo
  economico», posto al numero 1).
  Invito   i   componenti  la   IV  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli   colleghi,   in   merito   alla   presentazione   degli
  emendamenti,   intanto  è  già  pervenuto   un  certo   numero   di
  emendamenti  sia da parte del Governo, che li aveva  annunciati  in
  Conferenza dei capigruppo, sia da parte della Commissione. Io darei
  un  tempo  abbastanza breve per la presentazione degli emendamenti.
  Siccome  domani  si  riunisce la Commissione  Bilancio  alla  quale
  saranno inviati alcuni di questi emendamenti perché comportano  una
  valutazione da parte di quest'ultima, per dare il tempo durante  la
  giornata  di domani alla Commissione di poter svolgere  il  proprio
  mandato e, quindi, consentire che domani sera si possa discutere  e
  possibilmente  esitare  la  legge,  fisserei  il  termine  per   la
  presentazione  degli  emendamento entro  le  ore  10.00  di  domani
  mattina

   CARONIA. Signor Presidente, entro le ore 12.00.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se intendiamo approvare il disegno
  di legge domani sera, ovviamente la Commissione Bilancio deve avere
  il  tempo.  Era  una preghiera che stavo rivolgendo al  Parlamento.
  Potremmo  fissare  il termine per le ore 11.00 di  domani.  Capisco
  bene  che  il  termine è di 24 ore. Inviterei  il  Parlamento,  per
  agevolare la discussione domani e quindi l'approvazione del disegno
  di  legge, di contemperare le due cose: da un lato, l'esigenza  dei
  parlamentari di avere il tempo necessario e, dall'altro lato,  dare
  il tempo alla Commissione Bilancio di esitare poi l'approvazione.
   Pertanto,  resta  stabilito che il termine  per  la  presentazione
  degli emendamenti è fissato per le ore 11.00 di domani mattina.
   Ha  facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Mancuso, per svolgere la relazione.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  volevo  precisare, in premessa,  che  gli  emendamenti
  della   Commissione   sono  esclusivamente   tecnici,   non   fanno
  assolutamente   riferimento  a  cose  diverse  da  quelle   scritte
  nell'articolato. Auspico, così come è stato svolto il lavoro  della
  Commissione,  che  gli  emendamenti che  saranno  presentati  siano
  attinenti  alla  tipologia del disegno di  legge  che  stiamo  oggi
  discutendo,  perché  è chiaro che è una legge  urbanistica,  ma  la
  legge  urbanistica  che  riguarda le  norme  sul  territorio  è  in
  Commissione  e  ne  discuteremo anche  domani  mattina  e,  quindi,
  sarebbe  auspicabili che gli emendamenti siano  presentati  a  quel
  disegno di legge e non a questo.
   Vado  alla  relazione.  La presente proposta  di  legge  si  rende
  necessaria  per poter riqualificare la dotazione urbanistica  degli
  enti   locali  ed  attivare  i  necessari  interventi  di  edilizia
  residenziale  e sociale, utilizzando i nuovi strumenti realizzativi
  di  Partenariato  Pubblico Privato (PPP)  di  origine  comunitaria,
  recepiti  dal  Codice dei contratti pubblici ed offrire  agli  enti
  locali  siciliani  e  alle imprese un iter  procedurale  idoneo  ai
  modelli  richiesti dal mercato per accedere ai prodotti  finanziari
  immobiliari.  Il  disegno  di legge recepisce  le  metodologie  del
  project   management  urbanistico  che  consentono  di   sviluppare
  percorsi  sostenibili  (tecnico-giuridico e  finanziari)  in  tempi
  brevi,  integrando riqualificazione urbanistica, servizi  abitativi
  sociali e sviluppo economico.
   Una  politica  efficace  di  housing  sociale  produce  alloggi  e
  servizi,  azioni e strumenti, rivolti a coloro che non  riescono  a
  soddisfare  sul  mercato il proprio bisogno abitativo  per  ragioni
  economiche o per l'assenza di un'offerta adeguata. La finalità è di
  migliorare la condizione di queste persone, favorendo la formazione
  di  un contesto abitativo e sociale dignitoso all'interno del quale
  sia  possibile non solo a cedere un alloggio adeguato  ma  anche  a
  relazioni umani ricche e significative.
   L'housing  sociale rappresenta una politica per  l'incremento  del
  patrimonio  in  affitto  a  prezzi calmierati  o  controllati.  Gli
  alloggi realizzati mediante tale programma possono essere assegnati
  in  locazione  alle  seguenti categorie individuate  dall'art.  11,
  comma 2, del DL n. 112 del 25 giugno 2008, convertito con legge  n.
  133 del 6 agosto 2008.
   Sono ricompresi nell'housing sociale:
   a)  i  nuclei  familiari  a basso reddito, anche  monoparentali  o
  monoreddito;
   b) giovani coppie a basso reddito;
   c) anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate;
   d) studenti fuori sede;
   e) soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio;
   f)  altri  soggetti in possesso dei requisiti di  cui  all'art.  1
  della legge 8 febbraio 2007, n. 9;
   g)  immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno  dieci
  anni  nel  territorio nazionale ovvero da almeno cinque anni  nella
  medesima regione.
   Il disegno di legge non intende perseguire finalità di indirizzo e
  programmazione,  ma  intende dettare ai comuni  i  percorsi  e  gli
  strumenti  attuativi in grado di realizzare nuovi servizi abitativi
  di  pubblico interesse con l'intervento dei privati, in tempi brevi
  e senza incidere sui costi dell'ente.
   Alla  luce dei nuovi scenari legislativi e finanziari, la  Regione
  ha  l'occasione  di  approvare  una legge  efficace,  in  grado  di
  incidere   sullo  sviluppo  socio  economico,  in  un  momento   di
  difficoltà per imprese e famiglie, applicando le migliori  pratiche
  urbanistiche  e  contrattuali, nei  modi  idonei  per  attivare  le
  operazioni  finanziarie con banche e fondi immobiliari (pubblici  e
  privati).  Di recente è stato costituito il FIA (fondo  immobiliare
  investimenti) dedicato all'edilizia privata sociale, gestito  dalla
  Cassa  depositi e prestiti e da altre fondazioni bancarie, con  una
  prima stima di spesa di 10 miliardi per i prossimi anni.
   Gli  amministratori  pubblici devono affrontare  la  gestione  del
  territorio  in  presenza di minori risorse finanziarie  trasferite,
  trovandosi  a  dover  applicare  i  vincoli  di  spesa  (patto   di
  stabilità)  senza  rinunciare  alla  capacità  di  erogare  servizi
  pubblici  a  sostegno delle comunità amministrate. Questo  scenario
  indica   come  gli  enti  locali  devono  trasformarsi  in  aziende
  pubbliche e per farlo devono utilizzare nuovi modelli di management
  pubblico/territoriale, utilizzando i nuovi strumenti contrattuali e
  progettuali  di Public-Private Partnership indicati dalla  Comunità
  europea  e  nel  contempo rimuovere i rischi derivati  dal  mancato
  aggiornamento  delle  competenze professionali  degli  enti  locali
  (uffici  e  dirigenti)  in materia urbanistica  e  di  partenariato
  pubblico-privato,  che frenano lo sviluppo economico  della  nostra
  Regione.
   La  caduta degli investimenti pubblici e la crescente esigenza  di
  dotare  i  territori di adeguate strutture per lo sviluppo  urbano,
  sociale  ed  economico, spingono a rivolgersi  al  settore  privato
  quale  partner dei progetti territoriali. Quindi gli  strumenti  di
  partenariato  pubblico-privato diventano  strumenti  indispensabili
  per   colmare  il  divario  tra  domanda  e  offerta  di  opere   e
  infrastrutture  per lo sviluppo dei sistemi locali.  Il  ricorso  a
  questi   strumenti   potrà   apportare  vantaggi   alle   Pubbliche
  amministrazioni  e al mercato con impatti positivi  sullo  sviluppo
  dell'economia  regionale, consentendo il  rilancio  delle  economie
  delle costruzioni che da sempre rivestono un ruolo primario per  la
  Regione.
   Le  Pubbliche  amministrazioni  siciliane  devono  produrre  nuove
  politiche  di edilizia sociale, grazie ad un complesso  sistema  di
  norme  e  di provvedimenti attuativi finalizzati alla realizzazione
  di  alloggi da destinare al mercato dell'affitto a prezzi più bassi
  di  quelli normali. Parlare di edilizia sociale significa  superare
  il   modello   di   edilizia  pubblica  fino   ad   ora   praticato
  (autoritativo),  non  più  percorribile.  Nascono  nuove  categorie
  interpretative,  nuovi strumenti di intervento e nuovi  riferimenti
  progettuali  (diritto privato). L'edilizia sociale non  è  prodotta
  dal pubblico ma è sottoposta ad un vincolo di pubblica utilità come
  edilizia asservita all'uso pubblico.
   Oltre  ai più noti e discussi incrementi volumetrici in deroga  ai
  piani regolatori e che comunque riguardano l'edilizia privata,  che
  non  hanno un impatto diretto sulle procedure urbanistiche di  tipo
  autoritativo  (diritto  pubblico),  si  tratta  di  attivare  nuovi
  strumenti  d'intervento  immobiliare  di  tipo  finanziario   extra
  bilancio per i comuni, a tutela del patto di stabilità interno.
   I   comuni  possono  agevolare  l'housing  sociale  attivando  gli
  strumenti  negoziati  coi  privati (PPP), favorendo  le  operazioni
  finanziarie  immobiliari, utilizzando per la  strutturazione  delle
  operazioni l'edilizia perequativa:
   - mettendo a disposizione aree e/o immobili pubblici;
   -  apportando in qualità di investitori aree e/o immobili al fondo
  immobiliare,  negoziando con lo stesso il valore  del  conferimento
  (operazioni di  spin off' immobiliare) ;
   -  incentivare  indirettamente terzi a partecipare  all'operazione
  (emanazione di appositi bandi) attraverso la procedura semplificata
  di  edilizia  convenzionata, che abbandona i tradizionali  percorsi
  autoritativi per attivare accordi di programma con gli istituti del
  diritto  privato  (convenzioni): in questo modo  si  immettono  sul
  mercato  aree  e  immobili  che erano inutilizzabili  o  a  vincolo
  decaduto,  rendendole edificabili con la destinazione  di  edilizia
  residenziale sociale.
   L'edilizia residenziale sociale utilizza strumenti di partenariato
  pubblico   privato  negoziale  e  di  edilizia  convenzionata   con
  riferimento  all'articolo 11 della legge n. 241/1990  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, come recepita in Sicilia  dalla  legge
  regionale 10/1991 e successive modifiche ed integrazioni. I comuni,
  attivando   queste   nuove  metodologie  di   management   pubblico
  urbanistico,  indicate  nella  proposta  di  legge,   possono   far
  ripartire l'economia locale e nel contempo garantire nuovi  servizi
  pubblici  a vaste fasce sociali colpite dalla recessione  economica
  attraverso:
   -  bandi  per  favorire gli investimenti privati con prodotti  del
  mercato finanziario;
   -  accogliendo osservazioni e proposte di privati per  concludere,
  nel  perseguimento  del  pubblico interesse,  accordi  al  fine  di
  determinare  il contenuto discrezionale del provvedimento  (diritto
  privato).
  I  comuni, al fine di rendere sostenibile le operazioni immobiliari
  e  favorire  lo  sviluppo del mercato interno, in  conformità  alla
  normativa europea,  possono accettare le proposte di intervento  di
  privati  per  la  riqualificazione urbanistica e la  stipula  delle
  convenzioni con una quota minima del 40 per cento sul totale  degli
  alloggi   realizzati  o  ristrutturati  da  destinare  all'edilizia
  sociale.
  Le  proposte  dei  privati possono beneficiare delle  procedure  di
  approvazione  previste dall'articolo 36 e 37 della legge  regionale
  15 maggio 2000 n. 10 e successive modifiche e integrazioni.
  I privati, promotori di progetti, si impegnano con la stipula della
  convenzione a concordare con il comune i criteri di assegnazione  e
  di  gestione  degli  alloggi sociali ricavati dei  maggiori  indici
  edificatori  concessi per una quota minima del  15  per  cento  con
  canoni a prezzo concordato da assegnare alle categorie indicate per
  legge,  tutelando  in ogni caso i criteri di redditività  economica
  necessari  per ripagare l'investimento finanziario dei  privati.  I
  costi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono  a carico  del
  soggetto proponente o del gestore incaricato.

  PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

  CRACOLICI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  CRACOLICI.  Signor Presidente, dico subito che condivido  la scelta
  che  con  questo  disegno di legge si compie, oggi, nel  Parlamento
  siciliano  di  recepire,  anche se l'applicazione  di  fatto  delle
  disposizioni  contenute nell'articolo 11 del Decreto  legge  112  e
  recepito  con  il  133  del  2008 sono già  operanti  nella  nostra
  Regione;  quindi,  l'housing sociale è una norma  che  è  possibile
  attuare nell'ordinamento della nostra Regione.
   Altra  cosa  è  la  modalità  di  partecipazione  al  fondo   che,
  sostanzialmente, sostiene le politiche di  housing sociale  che  la
  Regione  può ulteriormente attivare ad integrazione di  quanto  già
  previsto  dal  fondo  previsto dallo  Stato,  attraverso  la  Cassa
  depositi  e  prestiti,  di utilizzazione appunto  di  un  fondo  di
  housing sociale. Quindi, se c'è bisogno di recepire, recepiamo.
   Ho  già  detto al collega Mancuso che, però, l'impianto  normativo
  che  qui  sorregge  il  recepimento della 111,  interviene  in  una
  materia  assai  delicata, che va perciò normata con  grande  rigore
  prima  di  trasformare attraverso la  foglia di fico'  dell'housing
  sociale il nostro territorio in una sorta di territorio all'assalto
  degli Unni.
   Voglio  dire  cioè  che  la  stella  polare  che  deve  sorreggere
  qualunque  iniziativa  di realizzazione e del  soddisfacimento  del
  fabbisogno  abitativo deve essere sempre connesso  e  mai,  in  via
  sostitutiva,  utilizzare l'emergenza per affrontare  deroghe,  deve
  essere  sempre  connesso  alla  pianificazione  urbanistica  e  non
  invece,  come  con  questo  strumento si  fa,  alle  deroghe  sulla
  pianificazione urbanistica.
   Chi  si  occupa di queste cose sa che negli strumenti  urbanistici
  sono  previste  le  aree di nuova espansione,  dove  realizzare  il
  fabbisogno  abitativo sulla base di un piano  che  ogni  comune  fa
  rispetto  al proprio sviluppo demografico o allocamento di  qualità
  di  residenza.  E  quindi di una domanda nuova  di  case  che,  per
  capirci,  può passare dal sistema di abitazione nei centri storici,
  a  quello di edilizia di borgate storiche, a quello condominiale, a
  quello  delle villette, insomma muta la società e mutano  anche  le
  esigenze  abitative. E quindi gli strumenti devono in qualche  modo
  prevedere,  programmare e quando programmano  individuano  le  aree
  dove  allocare nuove residenze, quindi la nuova costruzione, e  già
  le  norme  oggi  vigenti  prevedono  che  in  ogni  area  di  nuova
  espansione  edilizia il 40 per cento di quell'area deve  soddisfare
  il  fabbisogno  sociale attraverso l'edilizia pubblica,  attraverso
  l'edilizia convenzionata, attraverso l'edilizia sovvenzionata.
   La  stella polare, però, è la programmazione urbanistica. Noi  non
  possiamo  fare  un'altra  cosa e cioè   che  utilizzando  l'housing
  sociale facciamo diventare il programmatore urbanistico il soggetto
  che  prevede  l'intervento,  perché  sostanzialmente  abdichiamo  e
  abdicano  soprattutto  le  amministrazioni  comunali  rispetto   al
  proprio programma di fabbisogno costruttivo.
   Faccio  un  esempio per farmi capire in maniera più  concreta.  La
  Regione siciliana, ancor prima dello Stato e della Cassa depositi e
  prestiti, con leggi che risalgono a 35-36 anni fa, ha finanziato  o
  ha ammesso a finanziamento centinaia se non migliaia di cooperative
  edilizie per realizzare nuovi interventi abitatiti.
   L'ammissione al finanziamento che è una domanda che  ha  fatto  il
  privato,  in  questo caso una cooperativa pur rivolgendosi  ad  una
  platea  di  cittadini  certamente che  ha  alcune  caratteristiche,
  appunto l'edilizia convenzionata, quella programmazione prevedeva 2
  mila  cooperative  per  la realizzazione di  100  mila  alloggi  in
  Sicilia (sto dando numeri a caso). Eppure i nostri comuni, malgrado
  vi  sia sta istanza da parte delle cooperative di edificare in quel
  comune  piuttosto che in un altro quell'intervento  abitativo,  nel
  tempo  hanno  deciso alcuni di accettare la proposta di  intervento
  abitativo, altri no nel senso che hanno deciso di non utilizzare la
  cosiddetta finanziabilità della cooperativa perché ritengono di non
  dovere essere saturi dal punto di vista dell'edilizia esistente.
   Stiamo provando - ed è il senso della norma che abbiamo varato sia
  sul  finanziamento a costo zero per i contributi di risanamento dei
  centri storici, sia per le stesse cooperative per le quali  abbiamo
  previsto di poter per gli interventi di recupero utilizzare i mutui
  fino  a  200  mila  euro  a tasso zero e quindi  non  più  a  tasso
  agevolato  come  per  gli  interventi di  nuova  costruzione  -  di
  orientare   la   domanda  abitativa  verso  il   recupero    e   la
  ristrutturazione edilizia.
   Cosa  rischiamo  di fare - lo dico al collega Mancuso  in  maniera
  laica  -  cosa  rischiamo di fare con questa legge?  Noi  affidiamo
  sostanzialmente a chi fa l'intervento, si chiami fondo,  si  chiami
  imprenditore edile, scusi  Signor Presidente qualche minuto in  più
  perché è una cosa complessa e spero che riusciamo a fare una  legge
  condivisa  di cui tutti abbiamo contezza delle cose di  cui  stiamo
  parlando.
   Dicevo, si chiami fondo, si chiami imprenditore, si chiami come lo
  si  vuole  chiamare, il punto vero è che noi rischiamo  in  qualche
  modo  - ho perso il filo adesso non mi ricordo a proposito di  cosa
  stavo  dicendo  questa  battuta  -  insomma  per  farla  breve  noi
  rischiamo di avere una programmazione rovesciata. Tanto più collega
  Mancuso,  che  il  testo  che ha  varato la Commissione  stabilisce
  delle deroghe sugli indici edificatori che non sono definiti e  che
  eventualmente potrebbero far parte di quella cosiddetta urbanistica
  contrattata  che  in  assenza di indici e  massimali  può  lasciare
  aperto qualunque tipo di scenario.
   L'intervento  abitativo  che utilizza  le  procedure  di  pubblica
  utilità,  quindi  in  deroga anche alla compatibilità  urbanistica,
  cioè  noi  arriviamo a situazioni per le quali con questa legge  si
  può  proporre  un  intervento costruttivo in verde  agricolo  e  la
  proposizione  di  intervento in area in verde  agricolo  siccome  è
  nell'ambito  dell'housing  sociale,  cioè  una  quota   di   quanto
  realizzerò  la metterò a disposizione per gli affitti calmierati  o
  per  la  vendita al patrimonio pubblico, nel caso  che  ci  sia  un
  interesse   pubblico  reciproco,  la  proposizione  dell'intervento
  costituisce  già variante, cioè è come se un comune  è alla  stessa
  stregua  della  realizzazione di una scuola piuttosto  che  di  una
  strada, piuttosto che di un intervento di interesse pubblico.
   Signor  Presidente,   io starei attento, starei  attento  e  sarei
  prudente.  Ecco perché la proposta di legge che agisce sulla  quota
  di  housing  sociale e che va, in qualche modo, nella direzione  di
  snellire la procedura per costruire e soprattutto per ristrutturare
  e  recuperare  abitazioni  per affidarle  alla  domanda  cosiddetta
  marginale,   è   una  proposta  da  condividere  e  da   sostenere.
  Oltretutto, me lo ricordava il collega Mancuso qualche  giorno  fa,
  ero  stato io a presentare un  emendamento qualche tempo fa per  il
  recepimento, appunto, dell'housing sociale in Sicilia.
   Altra  cosa,  è  prevedere attraverso l'housing sociale  tutte  le
  norme derogatorie che in qualche modo ispirano questo provvedimento
  in  materia urbanistica, io dico attenzione, andiamoci con prudenza
  perchè  in  nome  di  un bisogno sociale, ripeto,  non  vorrei  che
  favorissimo  con  questa legge, in nome di un bisogno  sociale,  la
   calata degli Unni' nelle nostre città.
   Per  tale  motivo  annuncio  la presentazione  di  emendamenti  di
  correzione,  spero condivisi anche con la Commissione, che  possano
  rendere compatibile la domanda sociale con una legge che sia  anche
  applicabile  soprattutto con delle regole definite e  non  lasciate
  all'arbitrio delle negoziazione.

   PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PARLAVECCHIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo
  tornare  su quanto espresso dall'onorevole Cracolici perché ritengo
  che  da  domani  a  venire,  dopo la  legge  finanziaria,  dovremmo
  comunque aprire un ragionamento, una discussione su quanto si vuole
  fare  per  quanto  riguarda  la  nuova pianificazione  urbanistica,
  perché  tutto quello che è stato detto è giusto, ma nel momento  in
  cui  abbiamo una pianificazione urbanistica di un certo tipo,  come
  quella  odierna,  dovremmo  impegnare notevolmente  l'assessore  al
  territorio  perché oggi le cose sono cambiate, è vero che  ci  sono
  tanti  strumenti  derogatori, mi riferiscono  ai  PRUSST,  ai  PIT,
  all'edilizia  convenzionata e sovvenzionata e, quindi,  la  vecchia
  logica  di  fare  urbanistica  non funziona   più  e  non  può  più
  funzionare.
   Noi  non dobbiamo stare attenti al concetto di deroghe come questa
  legge  che  è  una legge che può dare grande sviluppo all'edilizia,
  noi  dobbiamo tenere conto  di una nuova filosofia urbanistica  che
  deve pianificare i nostri territori e le nostre città, anche perché
  se  non facciamo questo succede come è successo nelle grandi città,
  vedi   Palermo,  dove  il  fabbisogno  abitativo  è  un  fabbisogno
  importante,  i giovani non riescono a trovare casa, i prezzi  delle
  case  si  alzano e, quindi, andiamo incontro a un problema  sociale
  importante  e  proprio per questo motivo è importante riqualificare
  le zone che sono degradate, le nostre periferie.
   Quindi,  ben venga una discussione complessiva per quanto riguarda
  la nuova legge urbanistica.
   Io   non  credo  che  le  deroghe,  a  cui  accennava  l'onorevole
  Cracolici, siano deroghe così forti da compromettere un territorio,
  un assetto territoriale. Vi è la necessità di una urbanistica nuova
  che parli sul territorio in maniera diversa, che intervenga su zone
  del  territorio anche perché un piano regolatore dura, oggi, cinque
  anni  e,  quindi, nel frattempo che lo approviamo già  di  fatto  è
  scaduto, abbiamo bisogno di strumenti molto più rapidi e molto  più
  veloci.
   Detto  ciò,  e  non  mi preoccuperei perché io sono  d'accordo  su
  questa  norma, però ho un problema da porre: ho letto  attentamente
  seguendo la relazione del presidente della IV Commissione, però  mi
  stranizza come mai una norma di questo tipo - so che adesso ci sono
  degli emendamenti che verranno esaminati in Commissione Bilancio  -
  per  gli  aspetti e per i profili di cui discutiamo non sia passata
  dalla  Commissione Bilancio, perché delle due l'una: o è una  norma
  che impegna spesa o è una norma che non impegna spesa.
   Se è una norma che non impegna spesa bene, discutiamola adesso, ma
  se  è  una  norma che impegna spesa vorrei capire, perché mi  rendo
  conto  che  a  volte alcune norme arrivano qui in Aula senza  avere
  seguito una procedura corretta dal punto di vista regolamentare,  e
  potrei portare qualche esempio proprio su questa norma per la quale
  è  necessaria la valutazione della Commissione Bilancio e,  quindi,
  mi  chiedo come sia possibile che una norma di questo tipo non vada
  in Commissione Bilancio prima di discuterne in Aula.
   Giustamente,  signor Presidente, lei dice che vi  è  una  finestra
  legislativa  aperta e, quindi, chiede ai deputati  un'accelerazione
  per  la  presentazione delle emendamenti domani alle 11.00,  ma  le
  chiedo,  alla luce di quanto detto l'onorevole Cracolici  e  da  me
  stesso, una valutazione attenta, dal punto di vista urbanistico, di
  una  norma  giusta, corretta, che io approvo fino in fondo,  perché
  l'intervento  del  privato è importante oggi perché  lo  Stato,  la
  Regione  hanno  difficoltà di tutti i tipi, però  mi  chiedo  e  le
  chiedo,  visto che non è passato in Commissione urbanistica,  se  è
  possibile  avere un po' più di tempo per presentare gli emendamenti
  in  modo tale da mettere tutti nelle condizioni di dare una mano  a
  una  legge  che  tutti  vogliamo perché è  importante  per  Regione
  siciliana e per i comuni che hanno necessità di realizzare  alloggi
  sociali proprio di questo tipo.
   Era semplicemente questo, perché se domani gli emendamenti tornano
  in Commissione Bilancio, ci torna anche la norma,  ritengo.
   Non torna l'intera norma, solo gli emendamenti. Quindi, domani  in
  Commissione  Bilancio  avremo anche la  possibilità  di  presentare
  ulteriori emendamenti, va bene così.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che gli interventi  dei
  colleghi  che  mi  hanno  preceduto  non  vadano  nel  verso  della
  modernizzazione  di  questa  Regione.  Questa  non  è   una   norma
  urbanistica,  questa norma non c'entra nulla  con  quanto  è  stato
  detto.
   L'articolo 1 - sfido chiunque in Parlamento - è un recepimento  di
  norme   già   esistenti,  come  ha  detto  giustamente  l'onorevole
  Cracolici, non c'è nessuna variazione, neanche una parola di  norme
  già attuabili anche nel territorio siciliano.
   L'unica novità, per evitare l'appesantimento economico dei  comuni
  e  per aiutarli su quelli che sono i progetti che riguardano più la
  finanza che l'urbanistica, è la previsione presso l'Assessorato  di
  albi di soggetti che possono aiutare i comuni e a quest'ultimi  non
  costano   nulla   perché  quel  costo  è  previsto   nell'eventuale
  progettazione presentata ed approvata.
   L'onorevole Cracolici, forse, non ha sentito fino in fondo la  mia
  relazione  perché ha chiaramente ribadito quello che è il  percorso
  autoritativo  di  tutte  le formule e di tutti  gli  strumenti  che
  questa Regione ha a disposizione per la costituzione di cooperative
  sociali, chiamiamole così.
   Questa è un'altra cosa. Qui non c'è un percorso autoritativo,  qui
  le  norme  sono quelle del diritto privato, non c'entrano nulla  le
  norme  del  percorso autoritativo. Significa che, come  prevede  la
  legge, non come prevede questa legge, come prevede già la legge,  e
  l'abbiamo messo in un articolo e abbiano disposto l'articolo 2  per
  mettere a disposizione dei comuni e degli enti locali - attenzione,
  perché  si  tratta  di questo - uno strumento  per  leggerlo  senza
  diffondersi in mille richiami normativi.
   E   mi  chiedo:  un  imprenditore,  secondo  voi,  costruisce   un
  partenariato pubblico-privato se gli diciamo che il luogo dove deve
  costruire è quello previsto nel piano regolatore generale  e  costa
  ditelo  voi quanto? O piuttosto, all'interno delle norme  generali,
  una  previsione di un contratto che riguarda, appunto, l'azione nel
  territorio che dà certamente la possibilità di acquisto di  terreni
  a prezzi inferiori, di concertare con i comuni quella che, poco fa,
  ho  chiamato  una  rivoluzione volumetrica, una  rivoluzione  molto
  contenuta sotto il profilo della volumetria, che riguarda un'azione
  di  partenariato pubblico-privato, affinché il privato, che investe
  in  quel  territorio, investe per mettere a disposizione di  quelle
  categorie   quel  tipo  di  infrastrutture,  deve   anche   tornare
  economicamente utile  l'investimento che ha fatto.
   E  per rispondere all'onorevole Parlavecchio, qual è la norma  che
  doveva  passare  dalla  Commissione  Bilancio?  Qual  è  il  comma?
  L'abbiamo visto con gli uffici da cima a fondo, l'abbiamo  rivisto,
  non  c'è una previsione che riguarda l'impegno della Regione, sotto
  nessun profilo.
     Non mi dilungo perché sarei interpretato male sulla volontà  che
  il  Parlamento voglia o non voglia fare questa norma,  naturalmente
  domani  valuteremo gli emendamenti; se questo disegno di legge  che
  recepisce  le  leggi che sono in atto, le recepisce  e  basta,  per
  metterci al pari degli altri, attenzione, perché in questo  momento
  gli unici che stanno attingendo al Fondo FIA sono la regione Puglia
  e la regione Toscana, nessun'altra
   Ci   sono  dieci  miliardi  con  la  finanziaria  del  2009,  sono
  depositati lì, li stanno utilizzando per chi li vuole utilizzare.
     Se qualcuno vuole stravolgere il disegno di legge di recepimento
  per  ritornare al passato, il passato sarebbe quello che è successo
  fino  ad  oggi in Sicilia, le cooperative fatte nel verde agricolo,
  non le cooperative con contratti di programma che reggono sotto  il
  profilo economico e finanziario.
     Questa  è una legge di management pubblico, non è una  legge  di
  management urbanistico.
   Qui  se  non  regge il piano economico dove il Fondo  immobiliare,
  costituito da Cassa depositi e prestiti e da banche,  ti  dice  che
  regge,  il progetto non può andare avanti, non c'è, non avrà nessun
  tipo  di  autorizzazione,  nessuno  dichiarerà  che  quel  tipo  di
  progetto  può  essere utile per quel territorio  e  nessun  sindaco
  permetterà  rispetto  alla  concertazione,  sotto  il  profilo  del
  diritto  privato,  l'intervento che riguarda anche  quello  che  la
  pubblica  amministrazione  vorrà fare  all'interno  di  quel  piano
  costruttivo.
     E  allora rispetto a questo, se questo strumento di una norma di
  recepimento  deve  diventare una legge urbanistica,  con  limiti  o
  altro  rispetto  a  cose  che  ci sono, signor  Presidente,  domani
  valuteremo  che  non  farla è la stessa cosa,  invece  di  dare  lo
  strumento  più importante di questa legge; in questa legge  l'unica
  cosa  che  è  innovativa che serve ai Comuni è una sola,  tutte  le
  altre  cose  già  ci sono, chi vuole farle queste cose  le  fa.  Il
  problema è che se  arriva ai Comuni  non sanno cosa fare.
   Quando arriva il privato che vuole investire il Comune non  sa  da
  dove  cominciare,  non mette a disposizione il  management  che  ci
  vuole  per valutare quel tipo di progetto presentato e cosa  stiamo
  dicendo:  i  comuni possono stipulare, con professionisti  iscritti
  nell'elenco  di  cui  al comma 1, apposite convenzioni  nell'ambito
  delle  attività di supporto tecnico amministrativo, a  responsabile
  unico con il procedimento e relativi costi, come costi di progetto,
  sono posti a carico dei soggetti realizzatori senza alcuno aggravio
  per il bilancio degli enti locali.
   Cosa   gli  stiamo  dicendo?  Costituiamo  un  albo  alla  Regione
  siciliana,  tu  Comune da quell'albo scegliete chi sa  fare  questi
  progetti, li chiamate al Comune, li incaricate, l'incaricato fa  il
  progetto  insieme al vostro ufficio tecnico, se il  progetto  viene
  valutato  positivamente il costo del progetto non è  a  carico  del
  Comune,  ma  all'interno  del  progetto  che  viene  presentato   e
  finanziato  dal Fondo immobiliare a cui vuole attingere il  privato
  che ha presentato il progetto.
   Questa è l'unica novità. L'aiuto ai comuni sotto il profilo  delle
  professionalità che oggi mancano in tutti i Comuni siciliani.
   Se  questo  non  si  vuole, le norme ci sono. Quindi,  se  c'è  un
  emendamento all'articolo 1, non è un emendamento a questa legge,  è
  un  emendamento  alle  leggi  che già  ci  sono;  se  non  va  bene
  l'articolo  2,  cioè l'aiuto ai comuni, ma non facciamo  la  legge,
  qual è il problema? Se c'è qualche sindaco che vuole innovarsi, che
  vuole  spendere, vuole dare un incarico con i costi del Comune,  se
  ha  desiderio  lo fa. Noi diamo una possibilità in più  con  questa
  legge.
   Quindi, rispetto a questo la valutazione della Commissione, domani
  mattina  lo  vedremo,  se si interviene modificando  le  leggi  già
  esistenti, a questo punto non c'è motivo di fare la legge.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  questo disegno di legge che è stato esaminato dalla IV Commissione,
  in qualche modo, ricalca un disegno di legge da me presentato anche
  in  IV  Commissione che riguardava anche la costruzione di  alloggi
  sociali.
   La  cosa  che  mi lascia perplesso di questo disegno  di  legge  è
  l'intervento   dei  privati  nell'edilizia  sociale,  nell'edilizia
  popolare,  nel  senso  che il mio disegno,  io  mi  auguravo  nella
  trattazione di essere invitato, ma probabilmente è stato  accorpato
  ad  un altro disegno di legge che riguarda gli Istituti autonomi  e
  non  questo  degli  alloggi  sociali,  l'impresa  privata  che   ha
  l'interesse di partecipare ad un progetto con un ente pubblico,  un
  ente  locale,  vuole sicuramente degli ingegneri o,  comunque,  dei
  tecnici di fiducia che analizzino esattamente l'operazione da fare.
   Nel  disegno presentato, infatti, era previsto un accordo  fra  il
  comune  e  l'impresa  che partecipa a questo piano  di  costruzione
  attraverso un progetto presentato dalla stessa impresa.
   Io  capisco  l'iniziativa della Commissione,  però  l'impresa  che
  mette il capitale - e in questo caso si tratta del capitale privato
  messo   dall'impresa  con  un  accordo  con  il   comune   -   deve
  necessariamente   redigere  un  progetto  in  base   alle   proprie
  convenienze,  ma attenendosi chiaramente sia alla zona  individuata
  sia  al  piano  che intende redigere nella parte  dove   ricade  il
  progetto da realizzare.
   Nel  senso di partecipazione,  io sono d'accordo che per dare  una
  svolta  alla  costruzione  degli alloggi sociali,  soprattutto  nel
  centro  di  alcuni  centri abitativi, centri storici  della  nostra
  Sicilia,  è  necessario l'apporto privato. Con la spesa pubblica  e
  con  la  vecchia  legge  non  riusciamo  più  a  finanziare  alcuna
  costruzione, è necessario l'intervento del privato.
   E'  anche  necessario  che  il privato  abbia  la  possibilità  di
  scegliere la tipologia della costruzione tenendosi sempre dentro  i
  parametri   decisi   dalla  legge,  cioè  dal   piano   regolatore,
  dall'indice  di  costruzione, dal piano  zona  e  anche  dal  piano
  paesaggistico,  però, credo, che in questo senso  bisogna  dare  la
  possibilità  e  lo  spazio  all'impresa che  partecipa  e,  quindi,
  investe  il proprio capitale aumentando anche il rischio, di  avere
  la  scelta di poter decidere come costruire e quale tipologia  dare
  alla costruzione.
   Faccio un esempio. Nella nostra città abbiamo tanti territori - mi
  riferisco  alla  zona  di Messina - che rientrano  nei  terreni  di
  proprietà  degli Istituti autonomi case popolari, questi  territori
  si  ritrovano al centro della città in zone pregiate, alcuni  anche
  nel  centro storico e queste zone in questo momento sono  degradate
  perché  insistono  delle  baracche, delle vecchie  costruzioni  che
  risalgono  ancora  al terremoto, se noi, come  comune,  dessimo  la
  possibilità ad un imprenditore di svolgere una trattativa  privata,
  nel  senso  che io Comune ti offro questi terreni, tu in cambio  mi
  dai  una permuta che sono degli appartamenti senza io avere l'onere
  dell'investimento del capitale e tu mi consegni degli  appartamenti
  finiti  che poi consegnerò agli aventi diritto che sono  in  questo
  momento nelle graduatorie del Comune o dell'Istituto Autonomo.
   Si  raggiungerebbero  diversi obiettivi.  Il  primo  è  quello  di
  realizzare  le costruzioni dentro la città e, quindi, riqualificare
  quel  territorio  che  in  questo momento risulta  degradato  dalle
  baracche,  o anche un obiettivo sociale perché la parte  che  resta
  all'imprenditore, sarà il 60 per cento, il 70 per  cento  -  è  una
  trattativa  che  verrà fatta tra il Comune e l'impresa  -  permette
  all'imprenditore di rientrare dell'investimento che effettua e  c'è
  anche  un  inserimento  sociale  perché  gli  appartamenti  venduti
  dall'imprenditore  e  quelli  invece fatti  dalla  graduatoria  non
  emarginano, come spesso è accaduto nell'assegnazione degli  alloggi
  in  alcune zone diciamo limitrofe al centro delle città,  e  quindi
  c'è  un'integrazione,  un inserimento sociale  che  potrebbe  avere
  anche quest'obiettivo.
   Le  chiedo,  signor  Presidente, la  possibilità  di  spostare  il
  termine  per  la  presentazione degli emendamenti almeno  alle  ore
  13.00  in  modo  da  avere  tutta la  mattina  per  presentare  gli
  emendamenti, trattandosi di un disegno importante, così da avere il
  tempo  di presentarli per dare il senso del mio intervento. Se  lei
  mi dà la possibilità, le sarei grato.

   PRESIDENTE. E' interessante quello che ha detto e mi ha proposto.
   La  Presidenza  ha  cercato  la  collaborazione  dei  parlamentari
  fissando  un  orario antecedente, prima delle 24  ore,  perché  poi
  bisogna dare il tempo alla Commissione Bilancio, tutto qui.
   Abbiamo  detto le ore 11.00 perché abbiamo tenuto conto del  fatto
  che  la Commissione Bilancio deve avere il tempo di riunirsi  prima
  dell'Aula, al massimo possiamo rinviare alle 12.00 perché  comunque
  la Commissione Bilancio deve avere il tempo di riunirsi, altrimenti
  non abbiamo fatto nulla.
   Il  Governo ha chiesto di intervenire in replica a quanto è emerso
  dal dibattito.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Signor Presidente, desideravo in primo luogo  inquadrare
  perché è necessario un intervento sull'housing sociale, cosa  sulla
  quale mi pare di cogliere una valutazione condivisa.
   Vi  è  oggi sul mercato dell'edilizia, e scusatemi se il  paragone
  può  sembrare ardito, una condizione dell'edilizia abitativa simile
  a  quella che vi era nella sanità statunitense prima della  riforma
  di  Obama.  La  sanità  funzionava più o  meno  così:  soggetti  di
  bassissimo  reddito, fino a 10000 dollari, accedevano  alla  social
  security  (sanità gratis di bassa qualità); soggetti  della  middle
  class o meglio ancora abbienti (assicurazioni private); soggetti in
  mezzo  il  disastro, perché erano troppo ricchi per  accedere  alla
  social security e troppo poveri per accedere alla sanità privata.
   Nel mercato dell'edilizia si è determinata una situazione del tipo
  che  descrivo  immediatamente. Soggetto socialmente  protetto,  non
  parlo  di  precari,  là  il ragionamento vale  a  maggior  ragione,
  soggetto  socialmente protetto, dipendente, a tempo  indeterminato,
  pubblico o privato ha poca importanza, con reddito mensile di 1.200-
  1.300  euro,  parlo  di docenti o di operai o di appartenenti  alle
  forze  dell'ordine, tanto per avere chiaro di chi stiamo  parlando,
  monoreddito,  con  due figli a carico, che vanno  anche  a  scuola,
  canone di locazione di una casa dignitosa attorno a 400 euro, somma
  residua disponibile per l'intera famiglia 800 euro mensili.
   Ciò  significa che siamo in presenza di un soggetto che  è  troppo
  ricco  per  accedere al sostegno pubblico, ai canoni  abitativi,  e
  troppo povero perché le banche gli concedano un mutuo.
   Con l'housing sociale si risponde ad esigenze di questo tipo, così
  abbiamo  chiaro  chi  è  il  target di riferimento  ed  è,  quindi,
  doveroso intervenire su questo settore.
   Andiamo   avanti,  ma  concludo  rapidamente.  L'housing  sociale,
  l'articolo  11 del decreto legge n. 112/2008, correttamente afferma
  l'onorevole  Cracolici,  può essere immediatamente  attivato  dalla
  Regione siciliana.
   Vi   è  un  parere  da  me  chiesto  del  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa per la Regione siciliana, giunto in assessorato il 7
  novembre   2011,  che  dice:   Potete,  in  assenza  di   normativa
  regionale,  attivarvi  immediatamente con i  programmi  di  housing
  sociale .
   Questo  cosa  significa? Che va bene così, non necessariamente  la
  potestà   legislativa   dell'Assemblea   regionale   siciliana   va
  utilizzata, ma volevo richiamare l'attenzione su questo parere  che
  dice:   State  attenti che l'articolo 11 del  decreto legge  numero
  112 del 2008 ha un presupposto: non consumate territorio .
   Questo   dice   quel  parere,  quindi  tutti  gli  interventi   di
  miglioramento  della  disciplina  statale  in  materia  di  housing
  sociale sono benvenuti, tutti gli interventi di potenziamento  sono
  benvenuti,  ma  vanno  inquadrati,  anche  per  il  riparto   posto
  dall'articolo 117 della Costituzione, in quella chiave di  lettura:
   Non consumate territorio ulteriore .
   Domani sarà mia cura trasmettere agli uffici dell'Assemblea  copia
  di   questo  parere  affinché  tutti  i  deputati  possano   averne
  conoscenza,  in modo tale che sia inquadrato il contesto  normativo
  riferimento.  Devo confessare che contiene persino  una  reprimenda
  meritatissima all'assessore alle infrastrutture nella misura in cui
  dice:   Guarda  che i quesiti sull'applicazione  di  norme  statali
  nella Regione siciliana li fa il Presidente della Regione e non gli
  assessori ,  ma  il  Presidente mi ha perdonato  questo  entusiasmo
  giovanile  di  accelerazione  della  norma,  per  altro  totalmente
  condiviso dall'assessore per l'economia.
   Questo è il quadro su cui ci soffermiamo e in questa chiave  vanno
  letti  anche  gli emendamenti presentati da Governo nelle  persone,
  per  l'appunto, dell'assessore per l'economia e dell'assessore  per
  le infrastrutture non a caso presenti entrambi, oggi, in Aula.
   Desidero  dire, in chiusura, che gli emendamenti che si agganciano
  alla  legge  - che va, secondo me, approvata, ma va letta  in  quel
  contesto  -  trovano  immediata risposta, mi rivolgo  all'onorevole
  Buzzanca e a tutta la deputazione messinese, quantificando le somme
  e  rendendole immediatamente disponibili per dieci milioni di euro,
  vale  a  dire il 10 per cento dell'intervento promesso dallo Stato,
  per  quanto riguarda le popolazioni colpite dagli eventi calamitosi
  del  corrente mese di novembre in provincia di Messina ed introduce
  un  elemento  sul  quale invito i deputati, anzi affido  alla  loro
  valutazione questa che comincia ad essere una norma test.
   Cosa dice questo emendamento? Lo dico con franchezza, la necessità
  di  dare  una  risposta immediata a questa condizione  di  disagio,
  insieme a quella rilevata dal Comune di Favara. Affido alla  vostra
  riflessione  la  possibilità, in un futuro assai prossimo,  di  far
  diventare sistematico questo intervento.
   Quando   c'è   da  costruire  -  cercherò  di  parlare   in   modo
  semplicissimo,  non  dirò   edilizia  sovvenzionata ,  dirò    case
  popolari   -  ci  si  mette mediamente venti anni,  dieci  per  gli
  espropri, dieci  per gli appalti, al netto di ricorsi.
   L'effetto  è  che  di  norma, le risorse, il valore  venale  delle
  risorse  finanziarie, si decrementa paurosamente, e poi ci sono  le
  incompiute, e poi non si riescono a fare le assegnazioni.  Cosa  si
  prevede?
   Di  prendere  questa  quota di denaro per  l'emergenza,  assegnare
  queste   risorse   agli  Istituti  autonomi   case   popolari   che
  provvederanno  a  reperire  sul  mercato  strutture  destinate   al
  fabbisogno   abitativo  di  queste  popolazioni,    da   destinare,
  immediatamente, a case popolari.
   Un  procedimento trasparente, perché è chiaro che l'acquisto si fa
  con  procedure di evidenza pubblica, lineare, perché è  chiaro  che
  c'è una valutazione sul valore degli immobili acquistati, rapido.
   Questo, intanto, viene - diciamo così - proposto per le condizioni
  di  emergenza  di Favara e dei comuni della provincia messinese  ma
  affido  alla  valutazione dell'Aula in tutte le  sue  componenti  e
  dell'Assemblea  in  tutte  le  sue componenti,  di  considerare  la
  possibilità  di  far diventare questo che è un mezzo straordinario,
  un  mezzo  ordinario  di intervento per dare risposte  celeri  alle
  esigenze di edilizia sociale.
   Mi pare di aver rappresentato quali siano le esigenze che militano
  per   una  rapida  approvazione  del  disegno  di  legge,  per  gli
  emendamenti  che  l'Aula  riterrà di apportare,  alcuni  dei  quali
  apportati   dal   Governo,  mi  permetto  di   segnalare,   proprio
  all'onorevole Mancuso, una esigenza semantica contenuta proprio  al
  comma 1, dell'articolo 2.
   C'è  un  termine che, in questa Regione, è diventato come  l'aglio
  per Dracula', il termine è: consulenti.
   Chiedo   cortesemente  di  trasformare  il  termine   consulenti ,
  contenuto  nel  penultimo rigo del comma  1,  dell'articolo  2  del
  disegno  di legge, in  professionisti  perché di questo si  tratta,
  di un ordinario appalto di servizi, e non di consulenza per evitare
  l'instaurarsi di polemiche totalmente gratuite.

   LIMOLI. Ormai c'è l'inflazione di consulenti.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Questa è una sua opinione sulla quale, quando vuole,  ne
  parliamo  in  separata sede; ma siccome è una dizione inesatta  noi
  continuiamo a chiamare, per esempio, consulenti anche i  componenti
  di commissioni obbligatorie per legge e invece continuiamo a farlo,
  dobbiamo  chiamare  le  cose  col loro  nome  così  quest'aglio  lo
  mandiamo in soffitta.

   LIMOLI. Nel Palazzo di fronte le sanno bene queste cose.

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,   assessore per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Si, è una tradizione - come dire - un po' più  risalente
  per la verità,  e molto contenuta in questi ultimi due anni.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di votare il passaggio  agli
  articoli  aveva  chiesto di intervenire per una breve  precisazione
  l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Anche  io,  prima  della  votazione  del    passaggio
  all'esame degli articoli, voglio fare una dichiarazione.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo  perché,
  se non ho capito male, questo emendamento del Governo ricava questi
  10 milioni dal fondo Gescal

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Dalla legge 457.

   RINALDI. La legge 457, quindi, relative alla  cooperativa'.
   Li  diamo  agli Istituti autonomi che reperiscono nel mercato  gli
  alloggi  che  già  io al di là di questo, però, voglio  capire  una
  cosa.   Nella   finanziaria  di  quest'anno  era   stata   prevista
  l'abolizione  degli  Istituti autonomi per  le  case  popolari.  Il
  Governo deve decidere ..

   RUSSO  PIETRO  CARMELO,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Il Presidente Cascio l'ha stralciata.

   RINALDI.  Lo  so che l'ha stralciata il Presidente  Cascio  perchè
  vuole  un disegno di legge ad hoc ma la volontà è quella di abolire
  gli  Istituti autonomi ma  se noi rimettiamo nuovamente in moto  il
  meccanismo  di  dare  risorse agli Istituti autonomi  per  reperire
  immobili e poi darli a chi ne ha diritto attraverso una graduatoria
  e  quindi  di ricominciare con gli affitti,  rimettiamo in moto una
  vecchia  procedure che secondo me non ha funzionato,  allora  tanto
  vale,  mi  perdoni l'assessore se mi permetto di fare una proposta,
  tanto vale riprendere la vecchia procedure di assegnare facendo una
  graduatoria una cifra ad ogni cittadino che ne ha diritto  rispetto
  ad  un  bando  che  possiamo realizzare,  tipo  la  vecchia   legge
  Sciangula', e gli facciamo acquistare l'alloggio all'interno  della
  città  dove  crede  più  opportuno, dove  trova  l'alloggio  con  i
  requisiti  previsti dalla legge  convenzionata che è una  procedura
  molto  più  veloce  e  molto  più snella   senza  dare  il  compito
  all'Istituto autonomo cosa che mi sembra un poco più complessa.

   PRESIDENTE.  Prima  del voto per il passaggio  agli  articoli,  ha
  chiesto di parlare l'onorevole Cracolici per dichiarazione di voto.
  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor  Presidente,  voglio dire che voto a favore  del
  passaggio  agli  articoli, però voglio fare una considerazione  che
  sia  utile  e  propedeutica così evitiamo di fare  una  discussione
  sbagliata  domani  o  quando tratteremo  gli  emendamenti,   perché
  l'onorevole   Mancuso  non  può dire che  l'articolo  1,  nei  suoi
  diversi commi, è già quanto previsto dall'ordinamento della Regione
  siciliana, perché se così è abroghiamo l'intero articolo  1,  visto
  che si è concentrato sull'articolo 2.
   Io  penso,  invece, che l'articolo 1, a differenza di  quello  che
  dice  il  collega  Mancuso,  sia  un  articolo  che  estende  norme
  attualmente  vigenti a settori nella proposizione di interventi  di
  programmi  costruttivi  che  oggi la  legge  non  prevede,   e  che
  soprattutto  consente  deroghe che sono previste  solo  per  alcune
  fattispecie.
   Possiamo  avere  opinioni  diverse,  può  essere  legittimo  avere
  opinioni diverse, ma dire che noi stiamo approvando una norma  che,
  sostanzialmente,  è   già  quanto  previsto  dall'ordinamento,   mi
  consentite di dire che non è esattamente quello che stiamo facendo.
  Aggiungo,  l'assessore  mi  pare che  ha  detto,  ma  lo  sa  anche
  l'onorevole  Mancuso,  che  l'housing sociale  nasce  -  oltretutto
  vorrei ricordare che il problema non è solo il fabbisogno abitativo
  ma  è  anche un fabbisogno di qualità abitativa - per il  risparmio
  energetico,  penso a tutta una serie di fattori che sono   connessi
  alla  nuova edilizia moderna  e nasce con una  esclusiva concezione
  di  recupero  delle nostre città, ovvero di intervento  nelle  aree
  degradate che vanno non denominate ma vanno perimetrate, quindi  al
  fine  di  stabilire ciò che è area degradata va fatto un  perimetro
  che è o di comparto o di contesto, ma non è affidata all'iniziativa
  spontanea, è affidata alla programmazione pubblica.
     Altra cosa è la proposta che, secondo me, fa il collega Rinaldi,
  che  è appunto nella direzione degli interventi di riqualificazione
  e  di  recupero,  cioè  che  tu fai un negoziato  con  l'iniziativa
  privati a cui affidi il compito di recuperare, riqualificare l'area
  degradata costruendo un sistema di reciproca convenienza in cui  da
  un  lato  tu  mi riqualifichi un'area,  mi metti a disposizione  un
  parco  alloggi in grado di soddisfare il mio fabbisogno  sociale  e
  contemporaneamente  c'è  un  utile d'impresa  nel  momento  in  cui
  l'impresa  realizza quell'intervento per costruire alloggi  per  il
  libero  mercato,  ma  è una fattispecie che  ha  come  finalità  il
  recupero  delle  aree  e  delle  porzioni  di  territori  esistenti
  attualmente edificabili.
   Attenzione   Io sto facendo l'avvocato del diavolo. Perché  se  ci
  intendiamo  sull'obiettivo che vogliamo conseguire  con  la  legge,
  credo  che  la  legge  la  facciamo come si  suol  dire   cantando,
  cantando'. Se invece pensiamo di realizzare una legge che  ha  come
  obiettivo  -  ho parlato della  foglia di fico', l'housing  sociale
  sarebbe  la   foglia di fico'- ma, di fatto, rovesciare il  modello
  di  programmazione  del settore abitativo affidando  all'intervento
  privato  il dove, il quando, il come realizzare e quanto realizzare
  per l'offerta abitativa, devo dire che non ci siamo.
   Personalmente non sono d'accordo, perché altro che  deregulation'
  Questa non è modernità, è una idea falsa della modernità che ha una
  sostanziale   visione  che  il  territorio  diventa  territorio   a
  disposizione per qualunque tipologia di intervento e soprattutto di
  affari.   E'  legittimo  fare  affari  nel  sistema,  però  bisogna
  stabilire  i  confini  di  qual  è  l'interesse  pubblico  e  quale
  l'interesse privato.
   Quindi  io  voterò  a  favore il passaggio  agli  articoli,  fermo
  restando  che  domani discuteremo negli articoli  e  nei  commi  la
  possibilità, a mio avviso, di migliorare questo testo e di renderlo
  coerente con l'obiettivo dell'housing sociale.


   Presidenza del vicepresidente Formica


   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'onorevole Cracolici  ogni  volta
  ritiene  di  essere  il  depositario  della  regola,  della   buona
  politica,  dei  grandi affari che qua vuole fare evitare.  Io  sono
  abbastanza stufo di ascoltarlo, perché far passare dei colleghi per
  quelli  che  vogliono  portare la Regione alla  deregulation  e  la
   foglia di fico' che fa vedere grandi progetti di imprenditori, lui
  se le può risparmiare queste cose.
   Le  parole  che  ha  detto su questa legge non sono  veritiere,  e
  domani  lo dimostrerò, e poi strappo il testo del disegno di legge,
  lo  strappo  perché sono abbastanza stufo di queste prediche,  sono
  stufo  di questi soggetti che fanno politica dicendo che gli  altri
  fanno  qualcosa  che  è  nascosto, che non  si  vede,  chissà  dove
  arriviamo, dove portiamo la Sicilia.
   Non  accetto più questo modo di fare politica, che ogni volta  che
  non  si  vuole fare una cosa, si tira in ballo la  foglia di fico',
   stiamo  attenti   Stiamo attenti, c'è il drago che  arriva  e  che
  mangia la Sicilia  Ci sono gli imprenditori che speculano, ci  sono
  gli immobiliaristi dietro l'angolo .
   Domani   dimostrerò  quello  che  sto  dicendo,   che   le   norme
  dell'articolo 1 sono tutte previste nelle leggi comunitarie,  nelle
  circolari  comunitarie  e  nella legge  nazionale.  Poi  presenterà
  questo emendamento, già lo ha anticipato l'onorevole Cracolici,  il
  decreto del Presidente della Regione per le aree degradate, che  il
  Governo ha firmato.
      Domani, nel merito, ne parleremo e si faranno la legge loro.  E
  lo sviluppo alla Sicilia lo daranno loro con la loro maggioranza  e
  con il loro modo di fare politica.
   Io  mi  dissocio  totalmente da questo modo barbaro  di  assaltare
  un'Isola  che  non  lo merita, non merita questo atteggiamento  del
  tipo    io sono quello buono e voi siete i cattivi . Non lo accetto
  più

   PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, il Parlamento esiste  per discutere
  le  proposte  di  ciascuno.  E  c'è la  possibilità,  come  lei  ha
  annunciato,  di  confutare  e di far  capire  a  tutti  che  quanto
  sostenuto non aveva nessun fondamento di essere.

   MANCUSO,  presidente della Commissione e relatore.  Oggi  voto  il
  passaggio  agli  articoli  e domani vedremo.  La  deregulation,  la
   foglia di fico', cose da pazzi

   D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  ritengo  che  al  di là delle posizioni legittime  che  ognuno,  in
  questa  sede,  può  esprimere  e nel  rispetto  però  delle  stesse
  considerazioni,   perché  ognuno  di  noi,   sicuramente,   intende
  esercitare la propria funzione, il proprio ruolo convinto  di  dare
  un  contributo  ad un dibattito che si sviluppa su  un  disegno  di
  legge   che   ritengo  importante  e  sul  quale  il  presentatore,
  l'onorevole Mancuso, ne ha illustrato i contenuti, e dopo un  primo
  dibattito il Governo si è pronunziato per bocca dell'assessore alle
  infrastrutture  e  la mobilità, sostanzialmente in  senso  positivo
  anche   se   l'ottimo   avvocato,  assessore   Russo,   ha   voluto
  puntualizzare  un aspetto che anche a me piacerebbe capire  meglio,
  quando  parla  di   non consumare territorio .  Nel  senso  di  non
  utilizzarlo o di non impegnarlo?
   C'è da comprendere questo aspetto.
   Io  ritengo, però, che una norma che vuole sostanzialmente dare un
  impulso  alla realtà sociale da una parte per chi vuole  rispondere
  con  un'offerta  di  abitazione, quindi la  domanda  abitativa  che
  ancora  esiste, attraverso questo strumento può trovare un  momento
  di   risposta   nel  senso  di  una  opportunità  che,   attraverso
  l'intervento dei privati, va a creare una condizione in  cui  parte
  dell'investimento  realizzato,  che  poi  darà  un  beneficio  pure
  all'imprenditore,  sarà  in  grado  di  soddisfare  la  domanda  di
  abitazione  di  una  parte  sociale  e,  dall'altra,  la   pubblica
  Amministrazione ne ricaverebbe dei benefici per l'utilizzo di parte
  delle stesse strutture che vengono offerte.
   Ma  al  di  là di questo, io ritengo che c'è anche un ragionamento
  che  da una parte vede, in senso propositivo, l'intervento che  per
  alcuni  versi non condivido anch'io quel criminalizzare in  maniera
  diffusa  tutte  le  realtà.  Però,  nell'intervento  dell'onorevole
  Cracolici  voglio cogliere anche un aspetto che tende ad introdurre
  un  principio,   nel senso che l'housing sociale  non  deve  essere
  limitato  solo  alla realtà abitativa sociale o di livello  sociale
  basso,  ma  quando  dice   attenzione, su questa  norma,  onorevole
  Mancuso,  possiamo introdurre anche un principio  che  vuole  anche
  dare la possibilità, sempre all'investitore privato, di valorizzare
  centri  storici o realtà da recuperare. Il dibattito, a mio avviso,
  deve   portare  a  questo.  Il  concetto  secondo  il   quale,   se
  l'investimento viene realizzato dall'impresa privata è  chiaro  che
  la  stessa ha anche la finalità di realizzare un beneficio, però  è
  un  beneficio che deve essere contenuto nell'ambito di una  cornice
  che la pubblica Amministrazione deve definire .

   CRACOLICI. Onorevole D'Asero si chiama utile, profitto

   D'ASERO.  ..e  questo ritengo che sia  l'elemento  a  mio  avviso,
  caratterizzante  dell'iniziativa e  quindi  anche  dell'innovazione
  sulla quale appunto noi dobbiamo confrontarci.
   Quindi,  niente speculazioni demagogiche, grande criminalizzazione
  di  tutti  coloro  i quali si vogliono affacciare sul  mercato  per
  offrire una possibilità che, oggi, la Pubblica Amministrazione  non
  è più in grado di fornire.
   Io dico che il principio della partecipazione tra pubblico-privato
  è  un  principio  che vede anche una grande spinta da  parte  della
  comunità la quale sempre più cosciente nel capire come utilizzare e
  come impegnare le risorse comunitarie che sono sempre per le nostre
  realtà,  oltre  che poco utilizzate, anche con una  prospettiva  di
  graduale  riduzione,  dall'altra quindi,  il  mercato  può  trovare
  questo sostegno da chi vuole investire.
   Allora,   io  voglio  fornire  uno spunto  all'Assemblea  per  una
  ulteriore  valutazione, probabilmente questa norma,  in un  momento
  di  grande difficoltà economica e sociale,  che da una possibilità,
  una  opportunità alla Pubblica Amministrazione di realizzare  opere
  che  direttamente non potrebbe realizzare e che mette in condizione
  quell'imprenditoria,  che vuole investire,  di  potere  mettere  in
  movimento  il  mercato  dell'edilizia,  io  lo  ritengo  un   fatto
  fortemente positivo.
   Ma  è  altrettanto positivo allargare anche questa  opportunità  a
  quelle  altre  iniziative che vogliono valorizzare  il  territorio;
  penso per un momento alle città con cinte murarie dove l'intervento
  pubblico-privato  potrebbe essere nelle due direzioni,   sia  della
  pubblica  Amministrazione che va a ristrutturare  beni  di  propria
  proprietà, sia la parte privata che in questo contesto,  in  questa
  particolare fattispecie, può anche lì realizzare investimenti.
   Invito  il Governo e la commissione, ove lo ritenga, così come  io
  sostengo  essere un aspetto importante, a formulare un  emendamento
  per  inserire  in questo tipo di attività anche la possibilità  per
  quelle  realtà storiche, per le città con cinte murarie,  così  che
  possano utilizzare questo strumento per interventi specifici. E  lì
  penserei  ad  agganciare con l'Asse 3, dei beni  culturali,  alcuni
  interventi  per  la  parte pubblica, mentre per  la  parte  privata
  potrebbe  ottenere semplicemente la possibilità  di  una  procedura
  agevolativa  per  poter ristrutturare beni che  hanno  una  valenza
  storica e che hanno anche questa caratteristica.
   Da  una indagine le città con cinte murarie in Sicilia sono  circa
  ottanta,  io  ritengo che anche questo così come altre  iniziative,
  che  a  mio  avviso  da  parte di questa Assemblea  possono  essere
  sollecitate,  sicuramente andranno a realizzare opportunità, signor
  Presidente,  in un momento di grande crisi e di grande  difficoltà,
  fornire  un  concreto spunto, una concreta possibilità alla  nostra
  realtà,  al nostro territorio di mettere in movimento un mercato  e
  come   diceva   John   Maynard  Keynes,  sicuramente   il   mercato
  dell'edilizia  è  quello che darà priorità  e  immediato  risultato
  nelle situazioni di crisi e di difficoltà.

   BUZZANCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che le
  preoccupazioni  sollevate  dall'onorevole  Cracolici  non   possano
  trovare   accoglimento.  Mi  pare  che  il  percorso  sia  lineare,
  presidente Mancuso. L'articolo 1 dà ai comuni un ruolo ben  preciso
  che  è  quello  della  pianificazione,  che  è  quello  dei   piani
  particolareggiati, che è quello della perequazione.
   In  questo  contesto, io credo che il comune faccia ciò  che  deve
  fare un comune, ciò che deve fare un ente locale. Poi è chiaro  che
  noi   possiamo,   in   ogni   occasione,   pensare   che   ci   sia
  l'amministratore che si allontana dalla legalità, che fa gli affari
  propri.
   Ma  di  questo  non può occuparsi questo Parlamento,  se  ne  deve
  occupare  la  Magistratura, ove ci siano delle  irregolarità  siano
  esse amministrative siano esse di tipo penale.
   Questo è un percorso secondo me virtuoso.
   Certo,  mi  preoccupa  una posizione che ho sentito  esprimere  al
  Governo,  mi preoccupa perché noi abbiamo avviato, l'ha avviato  il
  Governo,  l'ha avviato anche questo Parlamento, un nuovo  piano  di
  dismissione degli Istituti autonomi case popolari.
   Riaffidare alcuni compiti, alcune funzioni ad alcuni istituti  che
  sono  in  liquidazione  o comunque questo sta accadendo,  significa
  appesantire, sì in questo caso, onorevole Cracolici, la  procedura,
  e  non  solo, significa anche attribuire edilizia popolare  sino  a
  quando questo Parlamento non modificherà, io spero presto, e fino a
  quando non si passerà dalle enunciazioni, dai cartelloni ai dati di
  fatto,   quando  cioè  non  interverrà  una  legge  che  finalmente
  eliminerà  questo  percorso che è equivoco, è  ambiguo,  cioè,  non
  distribuisce  bene  le competenze, non ci fa andare  celermente,  è
  evidente che l'edilizia sociale subirà un rallentamento.
   Ma  nel  momento in cui noi vogliamo modernizzare questo percorso,
  vogliamo dare ai comuni quella pianificazione che assegna la legge,
  sia vigente, regionale che nazionale, e sia la Costituzione, perché
  non dobbiamo dimenticare che la Costituzione nel proprio articolato
  dà  dei compiti specifici e articola lo Stato in regioni, comuni  e
  province,  demandando  al legislatore la funzione  specifica  e  il
  ruolo specifico dei comuni.
   E'  chiaro  che,  poi,  vi  è il frutto della  contrattazione  tra
  pubblico  e  privato, ma noi non viviamo in una  sfera  chiusa,  di
  cristallo dorato e siamo fuori dalla realtà. Esisterà una  esigenza
  del territorio, ma è un modo finalmente importante di riqualificare
  alcuni  centri  che  sono degradati e dico anche,  per  quello  che
  riguarda la comunità messinese, la mia città, penso che sia un modo
  di  dare una risposta a quello che è un fenomeno di grande degrado,
  che  qualcuno erroneamente ha detto risale al 1908. Non è vero. Noi
  non  abbiamo  più baracche a Messina che risalgono al 1908.  Ve  ne
  sono soltanto due e forse andrebbero vincolate, perché è un ricordo
  che  può  rappresentare  un'impressione di memoria  per  la  nostra
  città,   ma   certamente  esiste  il  fenomeno  della   baraccopoli
  messinese, in parte aggredito dalle diverse amministrazioni,  anche
  dalla mia. E questo percorso potrebbe diventare finalmente virtuoso
  in un ragionamento tra pubblico e privato.
   Si  tratta  di  edilizia  sociale e, se  stiamo  attenti,  se  non
  rendiamo  questo  percorso  ultroneo,  se  non  aggiungiamo  questo
  ragionamento,  che  passa per gli IACP,  e  spero  che  questo  non
  accada, fermo restando che mi rendo conto che bisogna al più presto
  modificare la legge e, quindi, mettere un punto, Assessore. Lei  lo
  sa  bene,  io  lo voglio ribadire: fin quando c'è quel percorso,  è
  chiaro  che  noi non possiamo eludere la legge, ma è  evidente  che
  questa  Assemblea deve sapere che questo sistema,  questo  impianto
  può  essere  viziato proprio da questa mancanza di chiarimento  dei
  rapporti  tra  comune  e  IACP per quello che  riguarda  l'edilizia
  sociale.
   Quindi, stiamo attenti, mettiamo un punto e presto fermiamo questa
  diatriba che ormai sta frenando l'edilizia sociale e andiamo avanti
  speditamente per l'approvazione di questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Pongo ai voti il passaggio all'esame degli  articoli.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Rinvio dello svolgimento della discussione del disegno di legge
      «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
   Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
  2, dello Statuto recante  Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
  dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'» (n.
                                702/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, l'esame  del  disegno  di  legge
  «Schema  di  progetto  di  legge  costituzionale  da  proporre   al
  Parlamento  della Repubblica, ai sensi dell'articolo 41 ter,  comma
  2, dello Statuto recante  Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
  dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'» (n.
  702/A).  posto  al  numero  2),  ritengo  che  sia   più  opportuno
  rinviarne la trattazione a domani, dovendo, nella seduta di domani,
  incardinare  l'esame del disegno di legge relativo  alla  riduzione
  del numero dei deputati.

   Comunicazione sul disegno di legge 750/A all'ordine del giorno e
   rinvio dello stesso

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Rinvio della discussione del disegno di legge «Ricollocazione del
     personale dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo» (750/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa al disegno di legge numero
  750/A  «Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo  Fiera  del
  Mediterraneo», posto al numero 3).
     A  questo  proposito  faccio   presente  che  è  pervenuta  alla
  Presidenza,   nonché   all'Ufficio  di   Gabinetto   dell'assessore
  regionale per l'economia, al Dipartimento regionale delle  Attività
  produttive,  una  nota  da  parte della Ragioneria  generale  della
  Regione  in merito alla copertura finanziaria di questo disegno  di
  legge.
     Ne do lettura:  Si precisa che, in assenza di riscontro da parte
  del competente assessorato regionale delle attività produttive,  la
  quantificazione degli oneri e la relativa copertura finanziaria non
  sono da considerarsi più attuali .
   Invito,   pertanto,  la  Commissione  Bilancio   e   il   Governo,
  congiuntamente, ad esitare una risposta in merito al quesito che  è
  stato  posto  dalla  Ragioneria generale della Regione  e,  quindi,
  verificare  se  i  rilievi che sono stati  mossi  sono  superati  o
  superabili,  primi di trattare l'argomento all'ordine del giorno.

   CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  volevo  dare una integrazione a quanto testè  comunicato
  dalla Presidenza.
   E'  pervenuta  una nota da parte del Dipartimento regionale  delle
  attività  produttive con la quale si specifica che, a fronte  della
  somma  per  pagare gli stipendi al personale, che  è  di  quasi  un
  milione e quattrocentomila euro, residua una somma soltanto su quel
  capitolo  di  trecentocinquemila euro, quindi insufficiente,  somma
  che,  tra l'altro, risulta pignorata da numerosi creditori. Quindi,
  la somma in quel capitolo non c'è più.
   Volevo  rimarcare  che  è assurdo - ed invito  la  Presidenza,  se
  permette,  ad un maggiore coordinamento - perchè questo disegno  di
  legge  è  stato approvato dalla Commissione attività produttive,  è
  stato approvato dalla Commissione bilancio, quindi con copertura, è
  stato  approvato dalla Commissione per la qualità  delle  leggi,  è
  tornato in Commissione attività produttive senza nessun rilievo  da
  parte della Commissione bilancio e degli Uffici, ma soltanto per la
  presa  d'atto,  ed  è  quindi stato iscritto dalla  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppo parlamentari all'ordine del giorno.
   Stupisce che soltanto al momento di sottoporlo all'esame dell'Aula
  arrivino  queste certificazioni, che dimostrano quello  che  invece
  andava  accertato  prima. Questo è un segnale, certamente,  di  non
  coordinamento  che credo che faccia onore a nessuno,  anche  perché
  parliamo di decina di lavoratori che di fatto  .

   PRESIDENTE.  Non certamente del Parlamento. Precisiamo.  Da  parte
  del Governo

   CAPUTO,  presidente della Commissione. No, signor Presidente,  era
  logico  che è una questione tutta interna al Governo. Il Parlamento
  ha  fatto  i suoi passaggi e nessun rilievo poteva fare  perché  il
  Governo l'ha comunicato.
   Però,  stupisce  che  si  arrivi in  Aula  e  soltanto  all'inizio
  dell'esame di questo disegno di legge ci si accorga che  mancano  i
  soldi.

   APPRENDI, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   APPRENDI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi questa è
  una  storia  che ormai va avanti da parecchi anni e che  finalmente
  pensavamo  di  avere trovato la quadra rispetto alla soluzione  del
  problema per questi dipendenti che, come si sa, al momento non sono
  messi nella condizione di potere svolgere il proprio lavoro.
   E' molto strano che dopo la chiusura di un iter che è stato lungo,
  complicato,  che  aveva  anche avuto alcuni pareri  positivi  dagli
  Uffici, arrivi questa nota, che sembra un po' strumentale.
   Mi  dispiace  che  non  sia  presente  l'Assessore  alle  attività
  produttive,  perché  sarebbe  stato interessante  sentire  cosa  ci
  diceva  in  proposito,  e  mi piacerebbe sentire  cosa  dice  anche
  l'Assessore Armao rispetto a questa nota che è stata fatta.
   Quello  che  auspico  è che presto troviamo  la  soluzione  perché
  veramente  non facciamo una bella figura all'esterno, non  soltanto
  con i lavoratori, ma io dico con noi stessi che abbiamo lavorato su
  questa legge che poteva dare adeguate risposte.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
  della  presenza  dell'Assessore Armao in  Aula  intervenendo  sulla
  questione Ente Fiera di Palermo, perché mi rendo conto ed è  giusto
  che  questo  Parlamento  si  ponga come  questione  prioritaria  la
  garanzia occupazionale, la garanzia del livello occupazionale anche
  di questo Ente.
   Però  dobbiamo  anche capire che questo Ente ha  un  pregresso  di
  debiti nei confronti di tanti fornitori che dovremmo attenzionare.
   A me è giunta una nota che è stata indirizzata al Presidente della
  Regione   siciliana,   al   Presidente   dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  all'Assessore  alle attività produttive,  all'Assessore
  all'economia,   al   dottor   Gioacchino   Mistretta,   commissario
  straordinario, con la quale un signore o un soggetto che Italgroup,
  Fiereventi  e  Servizi a r.l. lamenta il mancato pagamento  di  una
  certa somma di denaro, che è abbastanza consistente.
   Ora, colgo l'occasione per rivolgere all'assessore una domanda,  e
  preannuncio  anche  un'interrogazione in merito a  questa  vicenda:
  cosa  sta facendo la Regione Siciliana, l'assessorato alle attività
  produttive  e quindi l'assessorato all'economia per far fronte  sia
  alle  legittime  aspettative  dei  lavoratori,  ma  a  tante  altre
  legittime  aspettative di imprenditori che si sono sconnessi  e  si
  sconnettono  giorno dopo giorno e che non hanno il  ventisette  del
  mese,  ma hanno puntato tutto sulla loro libera impresa e che  oggi
  purtroppo  vedono infranti i loro sogni, le loro  aspettative  e  i
  loro  diritti  sacrosanti per non vedersi saldati quei  debiti  che
  legittimamente  avanzano e hanno proposto nei  confronti  dell'Ente
  Fiera, e quindi oggi nei confronti della Regione Siciliana?
   Secondo me, è giusto che l'Assemblea, che il Parlamento guardi  ai
  lavoratori, ma guardi anche ai tanti creditori di questo Ente,  che
  non devono vedersi mortificate le loro aspettative o i loro diritti
  sacrosanti che sono le aspettative dei loro crediti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì 30 novembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Formica


  I  -Comunicazioni

  II  - Discussione dei disegni di legge:
    1)  -   Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
         sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico .
         (805/A) (Seguito)
             Relatore: on. Mancuso

    2)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
         Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
         dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della
         Regione  siciliana, in materia di riduzione  dei  deputati
         dell'Assemblea regionale siciliana'. Disposizioni transitorie .
         (790-52-778-779-784/A)
             Relatore: on. Minardo

    3)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
         Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
         dello Statuto recante  Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
         dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'
         (702/A)
             Relatore: on. Vinciullo

    4)  -   Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
         Mediterraneo  (750/A)
             Relatore: on. Apprendi

                   La seduta è tolta alle ore 19.07

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 21.00

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni  - Rubrica «Autonomie locali  e
  Funzione pubblica»

   FARAONE.  «All'Assessore per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica, premesso che:

   il  10  settembre 2010 è stato presentato dal dirigente del comune
  di  Palermo,  dott.  Roberto Rainieri, un  ampio  e  circostanziato
  esposto-denuncia   a   diversi  organi  giudiziali   nonché   anche
  all'Assessore  regionale  per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica;

   con detto esposto-denuncia si è inteso portare a conoscenza alcuni
  fatti e diverse circostanze occorsi presso il comune di Palermo, in
  particolare   accaduti  verso  la  propria   persona   e   funzione
  dirigenziale;

   considerato  che  con  tale  esposto  si  chiede  di  accertare  e
  sanzionare   alcune   presunte   irregolarità   e   abusi    subiti
  personalmente  in  violazione delle  norme  del  buon  andamento  e
  dell'imparzialità  che  disciplinano la condotta  di  una  pubblica
  amministrazione;

   per  sapere  quali iniziative e/o provvedimenti  abbia  assunto  o
  ritenga  di  assumere al riguardo al fine di accertare e verificare
  quanto contenuto nell'esposto-denuncia presentato». (1597)

   Risposta.  - «In merito all'interrogazione in oggetto  relativa  a
   Iniziative  da  assumere a seguito dell'esposto presentato  da  un
  dirigente  del  Comune di Palermo  si osserva, in via  preliminare,
  che  con  tale atto di Sindacato ispettivo l'onorevole interrogante
  fa integrale riferimento ad un esposto presentato dal dirigente del
  Comune  di  Palermo,  Dott. Roberto Raineri, anche  all'Assessorato
  delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.
   Più  in  particolare,  l'on. Faraone chiede  di  sapere  a  questo
  Assessorato   quali iniziative e/o provvedimenti  abbia  assunto  o
  ritenga  di  assumere  al   riguardo   al  fine  di   accertare   e
  verificare quanto  contenuto nell'esposto-denuncia presentato .
   Con riferimento alla questione proposta, al fine di verificare  il
  contenuto  dell'esposto  cui  si riferisce  l'interrogazione  e  la
  sussistenza  di  ipotesi che possano giustificare  l'assunzione  di
   provvedimenti , con note prot. n. 132619/Gab del 21 settembre 2010
  e  prot.  n.  43923/Gab del 10 marzo 2011, veniva  interpellato  il
  Dirigente Generale del Dipartimento delle Autonomie locali.
   Con  nota  prot.  n.  7381  del 5 aprile 2011  detto  Dipartimento
  rispondeva  precisando che con nota prot. n. 22659 del 3/09/2010  e
  successivo  sollecito prot. n. 26590 del 19/10/2010 aveva  invitato
  il  Sindaco  di Palermo a presentare  una relazione  in  ordine  ai
  fatti descritti nell'esposto  e che, successivamente, quest'ultimo,
  con nota prot. n. 11210 del 3/12/2010, rispondeva  in modo compiuto
  ed  esaustivo  in merito alla vicenda di cui trattasi, trasmettendo
  le   singole   relazioni  predisposte  dai  soggetti   del   Comune
  interessati dall'esposto del Dr. Raineri .
   Detto  Dipartimento,  conclusivamente, affermava  che   dall'esame
  degli  atti  suddetti  si  ritiene che  la  vicenda  de  qua  debba
  inquadrarsi  nell'alveo dei contenziosi in materia di  rapporti  di
  lavoro   e,   più  in  particolare,  nell'ambito  delle   procedure
  giurisdizionali di accertamento di eventuali azioni di  mobbing   e
  che  pertanto  questo Assessorato non può  opportunamente  svolgere
  alcuna   attività,  sia  di  carattere  ispettivo  che,  tantomeno,
  sostitutivo .
   Alla  luce  delle superiori considerazioni lo scrivente Assessore,
  in  assenza  di  ulteriori elementi, non ritiene di dover  assumere
  altre iniziative in merito alla vicenda di che trattasi.
   Tanto  si  rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
  chiarimento.

   L'Assessore
                                                                              do
  sa Caterina Chinnici

   BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  le
  autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che:

   il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana,
  con  l'ordinanza del 9/11/2011, ha accolto l'istanza di sospensione
  formulata dal comune di Belpasso riguardante l'autorizzazione  alla
  consultazione  referendaria per l'erezione a comune autonomo  della
  frazione di Piano Tavola (CT);

   diversamente da quanto stabilito nell'ordinanza del T.A.R. Sicilia
  -  Catania  sez. III n. 959/2011, il C.G.A. ha ritenuto che  l'atto
  impugnato sia stato adottato sulla base di una carente istruttoria;

   considerato che:

   il  Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana
  nelle  motivazioni  della  predetta  ordinanza  del  9/11/2011   ha
  osservato   che   il  decreto  di  indizione  della   consultazione
  referendaria si basa su 'perplessi presupposti giuridici';

   è stato, in particolare, sottolineato che 'non sono state chiarite
  le ragioni del cambiamento di indirizzo tra la relazione del 2011 e
  quella  del 2010, nella quale era stata indicata la sussistenza  di
  un   interesse  alla  partecipazione  referendaria  di   tutta   la
  popolazione  di Belpasso, stante l'interesse qualificato  di  detto
  comune  a  conservare una porzione di territorio  di  significativa
  entità e di rilevante insediamento industriale e commerciale';

   ritenuto che:

   il  C.G.A. ha rilevato anche che non 'è stato assicurato, ai sensi
  dell'art.   10   della   L.R.   n.  30/2000,   il   contraddittorio
  procedimentale  nei  confronti  del  controinteressato  comune   di
  Belpasso, le cui valutazioni sono state acquisite nel 2007, ma  non
  in relazione alla predisposizione della (seconda) relazione n. 7855
  dell'11/04/2011';

   non è stata presa in considerazione né la precedente decisione del
  CGA (n. 358/2011) né il parere n. 749/2006;

   per sapere:

   quali  provvedimenti siano stati assunti per il  danno  d'immagine
  che ha subito l'amministrazione regionale;

   se  siano state assunte iniziative per il danno economico  causato
  alla   Regione,   poiché  l'Avvocatura  ha  dovuto   difendere   un
  provvedimento quantomeno di dubbia legittimità;

   le  ragioni  per  le quali sia stato adottato un  decreto  che  ha
  provocato aspettative e speranze ma anche preoccupazioni  e  timori
  determinando     una    spaccatura    sociale    nelle     comunità
  interessate». (2104)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «In merito all'interrogazione in oggetto  relativa  a
   Chiarimenti sulle iniziative assunte a seguito della decisione del
  Consiglio  di giustizia amministrativa per la Regione siciliana  di
  sospensione delle procedure per l'istituzione del nuovo  comune  di
  Piano Tavola (CT)  l'on. Barbagallo chiede a questo Assessorato  di
  sapere:

   a) quali provvedimenti siano stati assunti per il danno d'immagine
  che ha subìto l'amministrazione regionale;

   b)  se  siano  state  assunte iniziative per  il  danno  economico
  causato  alla  Regione, poiché l'Avvocatura ha dovuto difendere  un
  provvedimento  quantomeno  di dubbia legittimità;

   c)  le ragioni per le quali  sia stato adottato un decreto che  ha
  provocato aspettative e speranze ma anche  preoccupazioni  e timori
  determinando una spaccatura sociale nelle comunità interessate.

   In via preliminare, va osservato che l'atto di sindacato ispettivo
  fa   riferimento  ad  una  ordinanza  del  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa   resa   a  seguito  dell'istanza   di   sospensione
  presentata dal Comune di Belpasso (CT) avverso il D.A. n.  130  del
  27   maggio   2011,   avente  ad  oggetto   l'autorizzazione   alla
  consultazione referendaria per la costituzione del comune di  Piano
  Tavola.
   L'ordinanza  del  CGA, che ha concesso la sospensiva,  rappresenta
  quindi  un  provvedimento  interinale  assunto  a  seguito  di  una
  valutazione  sommaria  in sede cautelare  e non  una  decisione  di
  merito sulla legittimità o meno del decreto assessoriale de quo.
   Alla  luce  di queste considerazioni e in assenza di una  sentenza
  definitiva, il sopra menzionato provvedimento giurisdizionale non è
  sufficiente  per valutazioni conclusive quali quelle  cui  perviene
  l'onorevole  interrogante  e  non consente  di  poter  prendere  in
  considerazione   danni  pretesamene  arrecati   all'amministrazione
  regionale.
   Circa  il  fatto  che il decreto assessoriale in  questione  abbia
  potuto  provocare   aspettative  e speranze   e   preoccupazioni  e
  timori   va osservato che non solo tale provvedimento ma ogni  atto
  amministrativo  che vede coinvolti interessi contrapposti  non  può
  che vederne soddisfatti solo alcuni.
   Per   completezza  espositiva,  in  ordine  alla  legittimità  del
  procedimento  amministrativo di che trattasi, va comunque  rilevato
  che  il TAR Catania sez. III aveva respinto la medesima istanza  di
  sospensione successivamente accolta dal CGA. La circostanza che due
  Giudici,  attraverso iter logico-motivazionali differenti,  abbiano
  emesso provvedimenti tra loro antitetici, è un chiaro indice  della
  complessità della materia trattata e degli interessi coinvolti.
   Tanto  si  rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
  chiarimento».

   L'Assessore

  tt.ssa Caterina Chinnici

   Rubrica «Economia»

   D'ASERO- CORONA- TORREGROSSA- LEONTINI- FALCONE- VINCIULLO-MANCUSO-
  LIMOLI-BOSCO-FORMICA-BUZZANCA-POGLIESE.  -  «Al  Presidente   della
  Regione,  all'Assessore  per  l'economia  e  all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   si  deve  provvedere  a privatizzare la Tirrenia-Siremar,  società
  controllata  da  Fintecna e partecipata interamente  dal  Ministero
  dell'economia,  entro  il 30 settembre 2010,  data  ultima  imposta
  dalla U.E.;

   nel  marzo  2010  la Regione siciliana costituiva la  Mediterranea
  Holding  s.p.a., sottoscrivendo una quota capitale del 37%, società
  la  cui  compagine è composta dall'armatore greco A.Tomasos con  il
  30,5%,  dal  gruppo  Lauro con il 18,5%, da Nicola  Coccia  3%,  da
  Isolemar 8%, e dalla famiglia Busi Ferruzzi al 3%;

   la   Mediterranea  Holding  ha  presentato  offerta  di   acquisto
  dell'intero  pacchetto  azionario per 10  milioni  di  euro,  oltre
  l'impegno di soddisfare i debiti maturati per circa 520 milioni  di
  euro.  Il  Ministro per le infrastrutture ha ritenuto  'formalmente
  ricevibile'   l'unica   offerta  di   acquisto   presentata   dalla
  Mediterranea Holding;

   la  Regione siciliana ha rifiutato la precedente offerta da  parte
  del  Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di ottenere  la
  società  Siremar (società regionale) a titolo gratuito,  preferendo
  partecipare  all'offerta  pubblica  promossa  dalla  Fintecna   per
  rilevare  l'intero gruppo Tirrenia-Siremar, adottando una decisione
  anomala,  che  va  oltre l'obiettivo di tutelare le  rotte  per  la
  Sicilia,  diversamente  da  quanto deciso  dalle  Regioni  Toscana,
  Sardegna  e  Campania, che hanno rilevato le società  regionali  da
  trasferire agli armatori privati con procedura ad evidenza pubblica
  nei modi indicati dalle direttive comunitarie;

   considerato che:

   la  proposta della Mediterranea Holding, alla luce degli indirizzi
  comunitari in materia di partenariato pubblico-privato, che  indica
  di  trasferire il rischio ai privati, presenta diverse anomalie con
  una  forte  impronta politica e un scarsa valenza  economica  e  di
  mercato;

   la  Regione  siciliana, con la decisione di aderire  alla  società
  mista,  ha motivato la partecipazione di soggetti economici che  da
  soli  non  avrebbero  mai  deciso  di  partecipare  alla  gara  per
  l'acquisizione   della   Tirrenia,  non   disponendo   di   risorse
  finanziarie  e  di  un management in grado di  sostenere  il  piano
  industriale.  I  soci  privati della Mediterranea  Holding  con  la
  partecipazione della Regione siciliana ritengono di poter acquisire
  con  certezza i contributi statali ed europei previsti per le rotte
  marittime senza particolari rischi;

   con  l'adozione  di  tale soluzione la Regione  assume  impegni  e
  rischi  che secondo le nuove direttive comunitarie vanno trasferite
  ai privati e non messi a carico del bilancio delle amministrazioni;

   la  partecipazione  della Regione siciliana  nell'acquisizione  di
  Tirrenia-Siremar   è   stata   ritenuta   anomala   da   Confitarma
  (Confindustria)  e  dall'intero  cluster  marittimo   nazionale   e
  internazionale  che vede in questo una violazione delle  regole  di
  mercato  e  della  concorrenza, con il rischio  di  contenziosi  in
  ambito comunitario, richiesta di danni e conseguente danno erariale
  (rischio infrazione comunitaria per lo Stato italiano);

   per  sapere  quali  siano le valutazioni  che  abbiano  spinto  la
  Regione  siciliana  ad  acquisire una quota  del  gruppo  Tirrenia-
  Siremar  ed  in  particolare, come previsto  dai  criteri  indicati
  dall'autorità  di vigilanza, se siano state condotte  le  opportune
  valutazioni di sostenibilità (varie) in merito ai seguenti punti:

   sostenibilità  economico-finanziaria  dell'investimento,   impatto
  socio-economico,  convenienza rispetto a soluzioni  alternative  di
  mercato  (mettere  in  gara  le rotte e  lasciare  l'iniziativa  ai
  privati  senza  assumere debiti e rischi  di  una  società  a  fine
  concessione);

   sostenibilità  della soluzione giuridica - se  sia  necessaria  la
  partecipazione  e  se tale scelta garantisca il  controllo  analogo
  sulla  s.p.a. con solo il 37% della quota detenuta dalla Regione  a
  tutela delle politiche di sviluppo economico della Sicilia;

   se  sia stato prodotto un adeguato studio di fattibilità (ex  ante
  ed  ex  post) come previsto dall'autorità di vigilanza - Corte  dei
  conti, contenente i vari profili gestionali, in modo particolare in
  relazione  all'assunzione del debito di 520 milioni di euro,  e  in
  che  modo le banche intendano intervenire per tutelare l'equilibrio
  economico  e  finanziario  dell'azienda partecipata  dalla  Regione
  siciliana;

   l'analisi  dei  rischi  da  assumere e la  compatibilità  con  gli
  obiettivi e i vincoli dettati dalle autorità di vigilanza  europee,
  considerato  che  si tratta di una partecipazione pubblica  in  una
  società di capitale che svolge attività imprenditoriale nel settore
  dei trasporti;

   se  il  modello  giuridico gestionale scelto (società  mista)  sia
  conforme  al  trattato  e  alle direttive dell'UE  per  ottenere  i
  sussidi statali (sovvenzioni di equilibrio) e i fondi comunitari  e
  se  la  soluzione  potrà incorrere in procedure di  infrazione  che
  potrebbero  bloccare  la  nuova  società  e  mettere  a  rischio  i
  collegamenti col continente e le isole minori, bloccando l'economia
  regionale». (1294)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione in  oggetto,  si
  ritiene  opportuno  precisare preliminarmente  che  in  materia  di
  collegamenti  marittimi da e per la Sicilia e con le Isole  minori,
  il  Governo  Regionale con delibera n. 39/2010 ha assunto  apposita
  iniziativa  finalizzata a partecipare all'acquisizione  del  Gruppo
   Tirrenia  Navigazione  S.p.a.  messa al bando  dalla  controllante
  Finteci    S.p.a.   allo   scopo   di   procedere   alla   relativa
  privatizzazione e, con successiva delibera n. 48/2010 ha deliberato
  di  partecipare  a detta privatizzazione acquisendo  una  quota  di
  minoranza in una Newco appositamente costituita.
   Al  fine di salvaguardare la Regione dai rischi derivanti  da  una
  eventuale acquisizione del predetto pacchetto azionario, la  Giunta
  di  Governo ha altresì stabilito che la partecipazione al bando  di
  Fintecna  S.p.a. dovesse realizzarsi attraverso la costituzione  di
  una  cordata  di  imprenditori, scelti attraverso invito  pubblico,
  disponibili a prendere parte ad una compagine societaria - Newco  -
  con il tassativo vincolo della sede legale ed operativa in Palermo,
  subordinando   alla  partecipazione  minoritaria   della   Regione,
  l'attribuzione   del  potere,  seppur  condiviso,   di   gradimento
  all'ingresso  di  nuovi  e  futuri soci  nonché  l'attribuzione  di
  diritti   patrimoniali   privilegiati  sotto   il   profilo   della
  sopportazione  delle  perdite  per  consentire  una  partecipazione
  limitata  alla  gestione operativa a fronte di una  massimizzazione
  dei poteri di controllo e di gestione generale strategica.
   Per   quanto  precede  ed  a  seguito  dell'espletamento  di   una
  manifestazione di interesse, il 17/02/2010 è stata costituita - con
  un  capitale  iniziale di 120.000,00 euro - la  Newco  Mediterranea
  Holding  di  Navigazione  S.p.a. con  il  preciso  scopo,  pena  lo
  scioglimento  anticipato di acquisire l'intero pacchetto  azionario
  della   Società  Tirrena  Navigazione  S.p.a.  (comprensiva   della
  partecipazione in Siremar S.p.a.).
   Tralasciando  gli  aspetti  legati all'esito  del  bando  di  gara
  indetto  da  Fintecna, poiché noti, si ritiene di dover evidenziare
  che, per rispettare le esigenze di volta in volta esplicitate dalla
  parte  venditrice  -  Fintecna - finalizzate al  miglioramento  dei
  termini economici dell'unica offerta presentata per l'acquisto  del
  Gruppo  Tirrenia, il capitale sociale della Newco è stato  adeguato
  in  data  31/05/2010 fino ad un milione di euro, in data 23/06/2010
  fino  a  dieci  milioni  di  euro  ed  infine,  nell'assemblea  del
  31/08/2010 fino ad un massimo di venticinque milioni di euro.
   In  quest'ultima assemblea dei soci della Mediterranea Holding  di
  Navigazione S.p.a., votando favorevolmente all'ulteriore aumento di
  capitale sociale, la Regione Siciliana, che ne possiede il 37%,  ha
  reiterato l'interesse al piano di acquisizione del Gruppo Tirrenia,
  senza  tuttavia sottoscriverne le quote, con l'obiettivo  piuttosto
  di  far scendere la percentuale pubblica in favore di altri partner
  cosiddetti   finanziari   in  grado  di  rafforzare  la   compagine
  societaria».

   L'Assessore

   prof. avv. Gaetano Armao

   Rubrica «Salute»

   MAIRA.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   l'Assessorato   regionale  Salute  ha  firmato   una   convenzione
  quinquennale   con   la  'Nicolas  Foundation'   onlus   prevedendo
  prioritariamente nel settore dell'ortopedia, un programma formativo
  che  prevede  corsi della durata di due giorni che  saranno  pagati
  quanto  al  20%  dalla  Regione  e  quanto  all'80%  dalle  aziende
  sanitarie regionali;

   l'assessore Russo ha anche dichiarato che è imminente l'apertura a
  Caltanissetta di un centro per la simulazione che avrà, a suo dire,
  grande importanza nel percorso formativo dei medici siciliani;

   il  CEFPAS - centro per la formazione permanente e l'aggiornamento
  del   personale  del  servizio  sanitario  -  è  un  ente  pubblico
  d'avanguardia  della  Regione siciliana,  istituito  con  la  legge
  regionale   30/93,  e  lo  stesso  è  stato  creato   per   fornire
  costantemente programmi di formazione ed aggiornamento al  comparto
  medico e sanitario in genere;

   considerato che:

   già  nelle  settimane  scorse l'Assessorato  regionale  Salute  ha
  stipulato  altre  convenzioni  con soggetti  operanti  nel  settore
  medico provenienti dal nord Italia e che queste stesse scelte da un
  lato   mortificano   la  professionalità  dei   medici   siciliani,
  dall'altro   si   dimostrano  pieni  esempi  di  cattiva   gestione
  aggravando inoltre le casse della Regione;

   queste  scelte  dovrebbero essere frutto di una concertazione  che
  coinvolga  anche gli organi parlamentari preposti e che  le  stesse
  influiscono sull'organizzazione del sistema regionale sanitario;

   la scelta a danno del CEFPAS porta grande nocumento alla struttura
  ed  agli  interessi sanitari ed economici di Caltanissetta e  della
  sua provincia;

   per sapere:

   quali  siano le ragioni alle base dell'esclusione del  CEFPAS  dei
  propri compiti istituzionali;

   se  non  ritenga  opportuno  rivedere  le  proprie  decisioni  nel
  rispetto  delle professionalità esistenti nel territorio  regionale
  e,  soprattutto,  in  linea con la politica di  contenimento  della
  spesa sanitaria sbandierata dall'assessore Russo». (2162)

   Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto  con
  la  quale l'onorevole Maira chiede notizie e chiarimenti in  merito
  alla  convenzione  quinquennale tra l'Assessorato  regionale  della
  salute  e  la  "Nicolas Foundation onlus , si  rappresenta  che  la
  predetta  convenzione, stipulata in data 18 ottobre  2011,  prevede
  una  collaborazione  finalizzata ad  attività  didattiche  di  alta
  formazione ed aggiornamento dei medici ortopedici mediante "cadaver-
  lab".
   La  Fondazione "Nicola's Foundation onlus", che ha  per  scopo  il
  perseguimento  di  finalità  di  solidarietà,  svolge  la   propria
  attività  prevalente nel settore della formazione e  della  ricerca
  scientifica di particolare interesse sociale come definite  con  il
  DPR  n.  361  del 10 febbraio 2000 nonché dal DPR pubblicato  nella
  G.U.  n.  136  del  14  giugno  2003 -  regolamento  di  attuazione
  dell'art.10, c.1, lett.a, n.11 D.Lgs. n.460/1997.
   La  Fondazione  sviluppa,  tra l'altro, la  propria  attività  nel
  settore della ricerca scientifica in ambito medico con riguardo  ai
  settori   ortopedico,   biologico-biomeccanico,   genetico   e   di
  ingegneria    tissutale,   nonché   oncologico,   con   particolare
  riferimento allo sviluppo delle biotecnologie e della biomeccanica,
  allo  sviluppo  di  metodiche  innovative  nel  settore  medico   e
  chirurgico,  nonché ai settori della prevenzione, diagnosi  e  cura
  delle  patologie dell'essere umano; inoltre ha realizzato un centro
  permanente di Anatomia chirurgica - sperimentale in Arezzo dedicato
  alla  promozione della formazione e dell'aggiornamento continuo  in
  ambito medico-chirurgico e nelle altre professioni sanitarie.
   Alla opportunità di stipula della predetta convenzione si è giunti
  anche   considerando  la  necessità  di  promuovere  ed   agevolare
  l'attuazione  della  formazione  continua  dei  Medici   ortopedici
  traumatologi sia per le tecniche e tecnologie consolidate  che  per
  quelle innovative, mediante corsi ed esercitazioni con utilizzo  di
  parti   anatomiche;   è   stata  inoltre  determinante   anche   la
  considerazione che le competenze proprie della Fondazione "Nicola's
  Foundation  Onlus" ed il proprio Centro di Ricerca e Teaching  sono
  le uniche rinvenibili in Italia.
   La predetta convenzione è stata approvata con decreto assessoriale
  n. 2112 del 27 ottobre 2011.
   Si  precisa inoltre che nessun onere economico è previsto  per  la
  Regione   siciliana   in  quanto,  ai  sensi  dell'art.   2   della
  convenzione,  le spese di partecipazione ai corsi formativi  per  i
  medici  specialisti  in  ortopedia e  traumatologia  della  Regione
  Sicilia  saranno  a carico della Fondazione nella misura  del  20%,
  mentre la differenza, pari all'80%, sarà a carico delle Aziende del
  Servizio Sanitario Regionale».

                              L'Assessore

                          dott. Massimo Russo