Presidenza del vicepresidente Formica
FALCONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico sono in congedo gli onorevoli: Beninati e
Termine per oggi; Corona, Marinese e Ferrara dal 29 novembre all'1
dicembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che saranno in missione gli onorevoli:
Caputo per il 29 e 30 novembre 2011; Falcone il 30 novembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Autonomie Locali e la Funzione
Pubblica
N. 1597 - Iniziative da assumere a seguito dell'esposto
presentato da un dirigente del Comune di Palermo.
Firmatario: Faraone Davide
N. 2104 - Chiarimenti sulle iniziative assunte a seguito della
decisione del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
siciliana di sospensione delle procedure per l'istituzione del
nuovo comune di Piano Tavola (CT).
Firmatario: Barbagallo Giovanni
- da parte dell'Assessore per l'Economia
N. 1294 - Notizie in ordine all'offerta di acquisto della
Tirrenia-Siremar da parte della Mediterranea Holding s.p.a.
Firmatari: D'Asero Antonino; Corona Roberto; Torregrossa
Raimondo; Leontini Innocenzo; Falcone Marco; Vinciullo Vincenzo;
Mancuso Fabio Maria; Limoli Giuseppe; Bosco Antonino; Formica
Santi; Buzzanca Giuseppe; Pogliese Salvatore
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 2162 - Notizie e chiarimenti in ordine alla convenzione
quinquennale tra l'Assessorato regionale Salute e la 'Nicolas
Foundation' onlus.
Firmatario: Maira.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di rinvio di disegno di legge in Commissione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, a seguito della
decisione assunta dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari del 22 novembre 2011, il disegno di legge Recupero e
valorizzazione delle coste della Sicilia. Istituzione
dell'Osservatorio regionale per la tutela e la valorizzazione
delle coste è stato rinviato in Commissione per approfondimenti.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la richiesta di parere assegnata alle
Commissioni:
BILANCIO (II) E ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Accordo di programma per il rilancio e lo sviluppo di
iniziative industriali nell'area industriale di Termini Imerese.
(n. 195/II-III).
pervenuto in data 25 novembre 2011 e inviato in data 25 novembre
2011.
Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte Costituzionale
PRESIDENTE. Comunico che il Tribunale di Palermo, Prima Sezione
civile, in data 17 giugno 2011 con ordinanza ha dichiarato
rilevante e non manifestamente infondata la questione di
legittimità costituzionale dell'articolo 9, comma 8, della legge
regionale n. 31/1986, nella parte in cui esclude il diritto di
aspettativa non retribuita ai lavoratori assunti con contratto a
tempo determinato, per violazione degli articoli 3 e 51 della
Costituzione e ha ordinato la trasmissione degli atti alla Corte
Costituzionale.
Comunicazione di sentenza della Corte Costituzionale
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 83, lettera b), del
Regolamento interno, comunica che la Corte Costituzionale, con
sentenza n. 294 del 7 novembre 2011, nel giudizio di legittimità
costituzionale della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29
(Elezione dei deputati all'Assemblea regionale siciliana), come
modificata dalla legge regionale 5 dicembre 2007, n. 22 (Norme in
materia di ineleggibilità e incompatibilità dei deputati
regionale) e dalla legge regionale 7 luglio 2009, n. 8 (Norme
sulle ineleggibilità ed incompatibilità dei deputati regionali),
promosso dal Tribunale di Palermo, con ordinanza del 16 luglio
2010 iscritta al n. 390 del registro ordinanze 2010, ha
dichiarato:
- l'illegittimità costituzionale della legge regionale 20 marzo
1951, n. 29 (Elezione dei deputati all'Assemblea regionale
siciliana), come modificata dalla legge regionale 5 dicembre 2007,
n. 22 (Norme in materia di ineleggibilità e incompatibilità dei
deputati regionale), nella parte in cui non prevede
l'incompatibilità tra l'ufficio di deputato regionale e la
sopravvenuta carica di presidente e assessore di una provincia
regionale;
- l'illegittimità costituzionale dell'articolo 10-sexies, comma 1
bis., della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 (Elezione dei
deputati all'Assemblea regionale siciliana), come modificato
dall'articolo 1 della legge regionale 7 luglio 2009, n. 8 (Norme
sulle ineleggibilità ed incompatibilità dei deputati regionali),
nella parte in cui prevede che Ove l'incompatibilità sia
accertata in sede giudiziale, il termine di dieci giorni per
esercitare il diritto di opzione decorre dal passaggio ingiudicato
della sentenza .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2226 - Chiarimenti in ordine alle nuove voci tariffarie
introdotte dal decreto assessoriale n. 492/11 dell'Assessorato
Salute.
- Assessore Salute
Firmatario: Marziano Bruno
N. 2227 - Chiarimenti in ordine al depotenziamento dei centri
trasfusionali degli ospedali 'Umberto I' di Siracusa e 'Di Maria'
di Avola.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2230 - Emanazione di apposita circolare in materia di
indennità degli amministratori delle Province regionali in cui
ricadono aree metropolitane.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 2231 - Notizie in merito alla mancata erogazione di
finanziamenti a Caltaqua s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Maira Raimondo
N. 2232 - Iniziative a tutela degli ispettori regionali del
lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2233 - Notizie sul trasferimento del reparto di urologia
dell'ospedale Umberto I di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2234 - Notizie sui sistemi vessatori di riscossione dei
tributi in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2235 - Notizie sulla sede di rappresentanza della Regione a
Bruxelles.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2241 - Chiarimenti in ordine agli intendimenti del Governo
regionale sul disegno di legge in materia di regolamentazione
delle coppie di fatto.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Falcone Marco
N. 2242 - Chiarimenti sulla mancata apertura del reparto di
rianimazione del presidio ospedaliero 'Di Maria' di Avola (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2238 - Chiarimenti sulle determinazioni del Governo regionale
in relazione all'accoglienza data, da parte delle IPAB, agli
extracomunitari sbarcati in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Nicotra Raffaele; Mattarella Bernardo; Forzese Marco;
Raia Concetta; Donegani Michele; Dina Antonino
N. 2239 - Notizie sull'espletamento e sui risultati di una
valutazione dei direttori generali delle aziende sanitarie
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Adamo Giulia
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2228 - Chiarimenti in ordine alla presenza di sostanze
inquinanti nelle acque potabili di Marsala (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Caputo Salvino
N. 2229 - Iniziative in favore dei pensionati EAS (Ente
acquedotti siciliani).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
N. 2236 - Iniziative a sostegno delle comunità etnee, colpite
dalle eruzioni di cenere lavica.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2237 - Iniziative per far fronte all'emergenza criminalità a
Monreale (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore
N. 2240 - Iniziative urgenti per consentire ai medici
specializzandi di accedere presso le mense aziendali ospedaliere
ed ospedaliero-universitarie.
- Assessore Salute
Firmatario: Fiorenza Cataldo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 312 Iniziative urgenti, anche a livello centrale, per la
salvaguardia ed il mantenimento dei livelli occupazionali della
'Ansaldo Breda' ed a sostegno del settore produttivo legato ai
trasporti , degli onorevoli Caputo, Pogliese, Buzzanca, Falcone,
Vinciullo, presentata il 22 novembre 2011;
numero 314 Istituzione di una commissione parlamentare di
indagine sui prezzi dei carburanti per autotrazione applicati nel
territorio regionale , degli onorevoli Forzese, Nicotra, Scoma,
Dina, presentata il 22 novembre 2011.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a
norma dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa alle interrogazioni numeri 2100 e 2140
PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta della Commissione
Ambiente e territorio' n. 173 del 22 novembre 2011,
rispettivamente:
- l'interrogazione n. 2100, a firma dell'onorevole Arena,
Chiarimenti circa la sospensione del servizio di circolazione
gratuita sui mezzi di trasporto locale riconosciuto dalla legge
regionale n. 8 del 2005 al personale delle forze dell'ordine ,
per assenza dell'onorevole interrogante, si è trasformata in
interrogazione a risposta scritta;
- con riferimento all'interrogazione n. 2140 Iniziative per
l'adozione di provvedimenti di repressione dell'abusivismo
edilizio e per la destinazione delle costruzioni edilizie abusive
esistenti , a firma dell'onorevole Ruggirello, l'onorevole
interrogante si è dichiarato insoddisfatto della risposta fornita
dall'Assessore per il territorio e l'ambiente e, pertanto, l'iter
dell'atto ispettivo è da ritenersi concluso.
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire sull'ordine dei lavori e sui disegni di legge che sono
stati scelti dalla Presidenza, insieme ai presidenti dei Gruppi
parlamentari, per essere inseriti in questa finestra legislativa,
prevista prima dell'inizio della discussione dei documenti
finanziari.
Signor Presidente, come ricorderà, in data 18 ottobre la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamenti aveva definito i
disegni di legge che dovevano essere licenziati dalle varie
Commissioni e che dovevano essere portati in Aula per
l'approvazione. Tra questi disegni di legge, ormai pronti da oltre
due anni, vi é il disegno di legge contro la violenza sulle donne e
quello per finanziare l'attività sociale svolta dagli oratori.
Già l'anno scorso, ricordo che le somme sono state - quando parlo
dell'anno scorso parlo del 2010 - inserite in bilancio, però
l'Assemblea non ha voluto, e ritorno a dire non ha voluto,
approvare le due leggi. Ha preferito utilizzare per altro queste
somme che erano state stanziate per finalità sicuramente
importanti, di grande risvolto sociale, che avrebbero dato la
possibilità alla Sicilia di adeguarsi alla normativa nazionale ed
europea. Infatti, siamo l'unica regione in Italia che non ha,
ancora oggi, adottato una legge sulla violenza contro le donne né
tanto meno sugli oratori.
C'erano stati dei precisi impegni, quando nell'agosto del 2009 il
disegno di legge era stato ritirato su richiesta di un capogruppo e
perché l'Aula votò in quel senso; lo stesso capogruppo che aveva
richiesto il ritiro del disegno di legge aveva promesso che entro
un mese - stiamo parlando di settembre 2009 - il disegno di legge
sarebbe stato portato in Aula ed approvato. Così non è stato
Le somme destinate alla violenza sulle donne e alle attività
sociali svolte dagli oratori sono finite a tarallucci e vino , per
essere chiaro; in maniera vergognosa sono state utilizzate da
questo Governo per sanare i debiti nel campo degli spettacoli,
perché gli spettacoli in questa Regione hanno la precedenza su
qualsiasi cosa. Questo, che è diventato ormai un parlamento grigio
e sordo alle istanze di chi soffre, ha pensato che era meglio
andare a coprire la falla degli spettacoli. L'anno scorso, dopo
tanti sacrifici, dopo tante lotte, siamo riusciti nuovamente ad
inserire le somme per finanziare i due disegni di legge. Le somme
sono disponibili, vi è la copertura della Commissione Bilancio,
però i due disegni di legge continuano a giacere presso l'Ufficio
di Presidenza senza essere portati in Aula ed è chiaro che, se non
verranno approvati entro il 10 dicembre, quando mi pare che si
chiude il Parlamento, le somme stanziate per finalità sociali
verranno sicuramente stornate e destinate a finalità clientelari,
bassamente clientelari direi, perché, signor Presidente, in
quest'Aula e con questo Governo solo attività di questa natura si
vuole fare.
Oggi, per l'ultima volta, chiedo uno scatto d'orgoglio da parte di
questo Parlamento, uno scatto d'orgoglio da parte di questa
Presidenza, che si mantengano gli impegni assunti con il
Parlamento.
Il 18 ottobre è stato detto di dover immediatamente portare a
conclusione questi due disegni di legge che - ripeto - sono pronti
da due anni, e attendono di essere discussi da questa Assemblea.
Se questo Parlamento e questa Presidenza decideranno di non
mettere all'ordine del giorno i due disegni di legge, comunico che
da domani sera non uscirò più da quest'Aula, vi resterò anche la
notte, perché forse l'unica possibilità, l'unico modo che abbiamo
per svegliare le coscienze di questo Parlamento è di ricorrere ad
azioni eclatanti, che poi mortificano il Parlamento stesso.
E ricordo che non è nemmeno vero quello che stato detto, e cioè
che sarebbero stati discussi disegni di legge che non richiedevano
copertura finanziaria, perché già due dei tre che oggi stiamo
discutendo prevedono un'ampia copertura finanziaria. Sugli altri,
invece, non occorre nemmeno questo, le somme sono state già
approvate durante la finanziaria, sono state stanziate per questa
finalità, si tratta solo ed esclusivamente di dare una veste legale
a finanziamenti stanziati per questo motivo.
Dopo di che, sulla Presidenza e sui capigruppo resterà l'onta di
avere costretto un deputato di questa Assemblea ad oltraggiare
questa sede e ad occuparla per costringervi a mettere in
discussione due disegni di legge che la Sicilia aspetta da anni.
Poi, possiamo anche bocciarli, possiamo destinare queste somme come
al solito a tarallucci e vino , cioè agli spettacoli.
Ma ognuno di noi deve avere, davanti alla propria coscienza e
davanti al popolo siciliano, il coraggio di fare delle scelte
decisive e forti.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, le voglio intanto rappresentare
che dell'argomento da lei trattato si è discusso nell'ultima
Conferenza dei Capigruppo e, a mio modo di vedere, solo per mera
disattenzione i due disegni di legge non sono stati iscritti
all'ordine del giorno.
Personalmente, mi farò latore della sua protesta con il Presidente
e ritengo che, prima della chiusura di questa finestra legislativa
e dell'inizio della discussione della finanziaria, noi possiamo
riconvocare una Conferenza dei Capigruppo anche alla luce del fatto
che alcuni dei disegni di legge messi all'ordine del giorno non
possono essere, per svariati motivi, né affrontati né discussi.
Pertanto, c'è la possibilità di venire incontro alla sua legittima
richiesta con la convocazione di una nuova Conferenza dei
Capigruppo e la calendarizzazione di questi due disegni di legge.
BUZZANCA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il 22 novembre
scorso un'altra tragedia si è abbattuta sulla Sicilia, sulla
provincia di Messina e su alcune comunità che piangono i loro
morti. Penso ai Comuni di Saponara, di Villafranca, di Milazzo, di
Rometta, di Barcellona Pozzo di Gotto.
E' una tragedia veramente grande, immane, ed è una tragedia che
deve invitarci a riflettere perché ritengo che il Governo regionale
e che l'Assemblea regionale debbano farsi carico di dare finalmente
risposte chiare, di intervenire e subito, perché il territorio
della nostra Regione, e segnatamente il territorio della provincia
di Messina, è soggetto a grave dissesto idrogeologico, per cui
l'approvazione del piano di assetto idrogeologico non può più
aspettare.
Siamo di fronte ad una stagione che, come è noto a tutti, potrebbe
riservare altre incognite, potrebbe purtroppo mietere altre
vittime. In quella occasione, solo per un caso fortuito, e in
alcuni casi per la previdenza di qualche sindaco - penso al sindaco
di Barcellona Pozzo di Gotto - non si sono avute vittime. Ricordo
che quella tragedia si è consumata intorno alle 13,45 e, se le
scuole fossero state aperte, noi oggi qui piangeremmo migliaia di
vittime.
I danni sono ingenti, riguardano le colture, riguardano le
attività produttive.
Noi non possiamo più aspettare, non possiamo più obbligare i
nostri concittadini a restare muti davanti ad una tragedia così
grande.
Intere attività sono scomparse, cancellate, penso agli artigiani,
ai commercianti, penso all'agricoltura, alla zootecnia; noi
dobbiamo subito - come io ho chiesto con una mia nota qualche
giorno addietro - investire l'Assemblea. E' necessario che
l'Assemblea sia convocata al più presto con all'ordine del giorno
misure urgenti per fronteggiare questa crisi e, contemporaneamente,
misure urgenti per mettere in sicurezza il territorio.
Non possiamo più attendere che le nostre popolazioni ce lo
chiedano, c'è un continuo stato di allerta, c'è una continua ansia,
che certamente non giova alla crescita del nostro popolo.
Ma io voglio anche porre alla Presidenza e all'Assemblea un altro
problema, che riguarda ancora una volta l'allerta meteo che ogni
giorno viene recapitato ai sindaci della Sicilia e che, certamente,
ancora è molto approssimativo, a maglie larghe. Dispiega i propri
effetti su un raggio di troppi chilometri - circa 1500 chilometri -
per essere veritiero. E allora, delle due l'una: o si dà alla SORIS
(Sala Operativa Regionale Integrata Siciliana) un nuovo assetto, o
si organizza con i radar che fanno capo a Catania, a Palermo, a
Reggio Calabria o a Trapani per quello che riguarda i diversi
ambiti territoriali, oppure siamo in balia delle onde e dobbiamo
regolarci a naso, gli amministratori devono regolarsi a naso.
Signor Presidente, questo nel 2011 non è più concepibile.
L'Assemblea deve occuparsi anche di questi fatti che sono fatti
concreti e possono essere elementi che danno o tolgono la vita.
Allora, la prego, signor Presidente, si apra subito una finestra,
si discuta subito di questi argomenti perché ne va della sicurezza
dei siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Buzzanca, la Presidenza aveva dato già
disponibilità giovedì pomeriggio per affrontare l'argomento. Io
però ritengo che, essendo giovedì mattina i funerali delle vittime,
sarebbe più giusto onorare queste vittime e dare la possibilità ai
parlamentari di essere presenti ai funerali giovedì mattina.
Inoltre, per venire incontro anche alla sua richiesta, se dobbiamo
affrontare un dibattito d'Aula su questi temi, sarebbe meglio farlo
martedì o mercoledì, per avere anche la presenza massiccia
dell'intero Parlamento, perché ritengo che l'intero Parlamento sia
rimasto colpito dall'ampiezza degli eventi calamitosi.
LACCOTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo che
basti il dibattito in Aula, ci vuole una presenza del Governo ma
anche guardare alcune cause a livello non solo siciliano. Noi siamo
stati bistrattati dal Governo nazionale su alcune vicende, quindi
bisogna fare il dibattito col Governo presente per prendere alcuni
provvedimenti pratici.
In questi casi non serve fare demagogia.
CAPUTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ottimizzando il
minuto che la Presidenza mi ha concesso, vorrei segnalare una
vicenda che sta passando inosservata in Aula, perché evidentemente
al Governo e alla maggioranza parlamentare che lo sostiene non
interessa. Io vorrei - e lo chiederò con una richiesta ufficiale -
che il governo sia presente in Aula per un dibattito sul futuro
della formazione professionale e su ciò che i riguarda i lavoratori
della formazione professionale, perché sembra che ottomila persone,
improvvisamente, non interessano più a nessuno.
L'assessore al ramo, che oggi non è presente, sta mettendo
qualunque provvedimento in materia di formazione a garanzia dei
lavoratori della formazione. E' stata nominata e insediata una
Commissione parlamentare di indagine o di inchiesta - non so come
chiamarla - sulla formazione, ma credo che sia a un punto morto,
perché a nessuno interessa capire quello che sta succedendo nel
pianeta della formazione.
Voglio lanciare l'allarme per dire al Parlamento - e c'è già una
mia interrogazione sull'argomento - perché sembra che alcuni
esponenti politici, o vicini ad esponenti politici autorevoli,
tutti nell'area della maggioranza di questo Governo, stanno avendo
interessi e si sono inseriti all'interno dei Consigli di
amministrazione di alcuni enti in questo momento in difficoltà.
C'è un problema serio di gestione di alcuni enti di formazione da
parte della politica di soggetti che sono noti anche alle cronache
dei giornali e in questo momento, per loro fortuna, soltanto alle
cronache giornalistiche.
Signor Presidente, dobbiamo interrogarci sul futuro di 8 mila
lavoratori, sul futuro della formazione, sulla gestione della
formazione perché non è possibile tenere senza stipendio da 15 mesi
lavoratori, i quali hanno già messo in vendita le case, hanno messo
in vendita le macchine, hanno messo in vendita pure quel poco che
avevano a casa e in questo Parlamento nessuno tocca più il problema
della formazione.
So che a lei è molto caro, signor Presidente, perché lei si è
speso molto in difesa dei lavoratori della formazione consapevole
dell'importanza che hanno ottomila famiglie in Sicilia.
Per questo motivo chiedo che il Parlamento si impegni ad un
dibattito sul futuro della formazione professionale e che
l'assessore Centorrino riferisca in Aula su quello che
l'Assessorato sta facendo per ottomila lavoratori.
CARONIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo metterci d'accordo; se
tutto il Parlamento vuole intervenire sui temi più disparati non
facciamo più le leggi
CARONIA. Intendo intervenire per fare una breve dichiarazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perché, facendo riferimento alle
comunicazioni che il Presidente ci ha dato rispetto al programma-
calendario dei lavori di questa finestra legislativa che si
conclude il 7 dicembre per dare avvio alla sessione di bilancio, si
riporta quello che, peraltro, il Presidente del Gruppo parlamentare
a cui appartengo mi aveva comunicato ossia di inserire tra le
priorità il disegno di legge approvato dalla Giunta, in corso di
presentazione all'Ars, in materia di proroghe di contratti.
E' chiaro che questo è un tema importante perché, purtroppo, la
proroga è legata al fatto che la scadenza è il 31 dicembre. Vorrei
ricordare a me stessa e a quest'Aula che la proroga in oggetto è
una proroga complessa perché è chiaro che alla luce delle
valutazioni fatte sia in Commissione l'anno scorso, sia durante
questo intero anno, la complessità del disegno di legge necessita
di un accurato esame da parte delle Commissioni di competenza,
quindi la Commissione V e la Commissione II, ma soprattutto vorrei
dire che interessa soggetti che oggi, al di là del loro futuro che
chiaramente sta a cuore a tutti noi in quanto parlamentari della
Regione Sicilia, sta a cuore per le mansioni che questi soggetti
svolgono. Proprio ricordando quello che era stato detto poc'anzi
dall'onorevole Buzzanca, questi soggetti sono 750 lavoratori,
lavorano prevalentemente in settori che servono proprio a prevenire
quel rischio idrogeologico di cui purtroppo si parla in questi
giorni in maniera tragica. Parlo dei lavoratori dell'Arra, i
lavoratori della Protezione Civile, i lavoratori del Via-Vas, che
svolgono un ruolo essenziale proprio per la sicurezza del
territorio.
Quindi, ritengo che, al di là dell'ovvio e sentito bisogno da
parte dei lavoratori di certezze rispetto al loro futuro, c'è un
problema che valica e che va visto nei confronti del benessere
dell'intera Regione che è quello legato alla certezza che questi
lavoratori possano assicurare il proprio servizio a una Regione che
diversamente avrebbe grosse difficoltà ad assicurare un servizio
come quello meteorologico, oppure idraulico, oppure appunto legato
al problema idrogeologico.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, le posso assicurare che ancora il
disegno di legge non è arrivato. Non appena arriverà, faremo in
modo che si discuta perché è probabile che ci possa essere un
allargamento della finestra legislativa.
Presidenza del vicepresidente Formica
Discussione del disegno di legge «Riqualificazione urbanistica con
interventi di edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo
sviluppo economico» (805/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
discussione dei disegni di legge. Si procede con il disegno di
legge n. 805/A «Riqualificazione urbanistica con interventi di
edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo
economico», posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, in merito alla presentazione degli
emendamenti, intanto è già pervenuto un certo numero di
emendamenti sia da parte del Governo, che li aveva annunciati in
Conferenza dei capigruppo, sia da parte della Commissione. Io darei
un tempo abbastanza breve per la presentazione degli emendamenti.
Siccome domani si riunisce la Commissione Bilancio alla quale
saranno inviati alcuni di questi emendamenti perché comportano una
valutazione da parte di quest'ultima, per dare il tempo durante la
giornata di domani alla Commissione di poter svolgere il proprio
mandato e, quindi, consentire che domani sera si possa discutere e
possibilmente esitare la legge, fisserei il termine per la
presentazione degli emendamento entro le ore 10.00 di domani
mattina
CARONIA. Signor Presidente, entro le ore 12.00.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se intendiamo approvare il disegno
di legge domani sera, ovviamente la Commissione Bilancio deve avere
il tempo. Era una preghiera che stavo rivolgendo al Parlamento.
Potremmo fissare il termine per le ore 11.00 di domani. Capisco
bene che il termine è di 24 ore. Inviterei il Parlamento, per
agevolare la discussione domani e quindi l'approvazione del disegno
di legge, di contemperare le due cose: da un lato, l'esigenza dei
parlamentari di avere il tempo necessario e, dall'altro lato, dare
il tempo alla Commissione Bilancio di esitare poi l'approvazione.
Pertanto, resta stabilito che il termine per la presentazione
degli emendamenti è fissato per le ore 11.00 di domani mattina.
Ha facoltà di parlare il presidente della Commissione e relatore,
onorevole Mancuso, per svolgere la relazione.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, volevo precisare, in premessa, che gli emendamenti
della Commissione sono esclusivamente tecnici, non fanno
assolutamente riferimento a cose diverse da quelle scritte
nell'articolato. Auspico, così come è stato svolto il lavoro della
Commissione, che gli emendamenti che saranno presentati siano
attinenti alla tipologia del disegno di legge che stiamo oggi
discutendo, perché è chiaro che è una legge urbanistica, ma la
legge urbanistica che riguarda le norme sul territorio è in
Commissione e ne discuteremo anche domani mattina e, quindi,
sarebbe auspicabili che gli emendamenti siano presentati a quel
disegno di legge e non a questo.
Vado alla relazione. La presente proposta di legge si rende
necessaria per poter riqualificare la dotazione urbanistica degli
enti locali ed attivare i necessari interventi di edilizia
residenziale e sociale, utilizzando i nuovi strumenti realizzativi
di Partenariato Pubblico Privato (PPP) di origine comunitaria,
recepiti dal Codice dei contratti pubblici ed offrire agli enti
locali siciliani e alle imprese un iter procedurale idoneo ai
modelli richiesti dal mercato per accedere ai prodotti finanziari
immobiliari. Il disegno di legge recepisce le metodologie del
project management urbanistico che consentono di sviluppare
percorsi sostenibili (tecnico-giuridico e finanziari) in tempi
brevi, integrando riqualificazione urbanistica, servizi abitativi
sociali e sviluppo economico.
Una politica efficace di housing sociale produce alloggi e
servizi, azioni e strumenti, rivolti a coloro che non riescono a
soddisfare sul mercato il proprio bisogno abitativo per ragioni
economiche o per l'assenza di un'offerta adeguata. La finalità è di
migliorare la condizione di queste persone, favorendo la formazione
di un contesto abitativo e sociale dignitoso all'interno del quale
sia possibile non solo a cedere un alloggio adeguato ma anche a
relazioni umani ricche e significative.
L'housing sociale rappresenta una politica per l'incremento del
patrimonio in affitto a prezzi calmierati o controllati. Gli
alloggi realizzati mediante tale programma possono essere assegnati
in locazione alle seguenti categorie individuate dall'art. 11,
comma 2, del DL n. 112 del 25 giugno 2008, convertito con legge n.
133 del 6 agosto 2008.
Sono ricompresi nell'housing sociale:
a) i nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o
monoreddito;
b) giovani coppie a basso reddito;
c) anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate;
d) studenti fuori sede;
e) soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio;
f) altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all'art. 1
della legge 8 febbraio 2007, n. 9;
g) immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci
anni nel territorio nazionale ovvero da almeno cinque anni nella
medesima regione.
Il disegno di legge non intende perseguire finalità di indirizzo e
programmazione, ma intende dettare ai comuni i percorsi e gli
strumenti attuativi in grado di realizzare nuovi servizi abitativi
di pubblico interesse con l'intervento dei privati, in tempi brevi
e senza incidere sui costi dell'ente.
Alla luce dei nuovi scenari legislativi e finanziari, la Regione
ha l'occasione di approvare una legge efficace, in grado di
incidere sullo sviluppo socio economico, in un momento di
difficoltà per imprese e famiglie, applicando le migliori pratiche
urbanistiche e contrattuali, nei modi idonei per attivare le
operazioni finanziarie con banche e fondi immobiliari (pubblici e
privati). Di recente è stato costituito il FIA (fondo immobiliare
investimenti) dedicato all'edilizia privata sociale, gestito dalla
Cassa depositi e prestiti e da altre fondazioni bancarie, con una
prima stima di spesa di 10 miliardi per i prossimi anni.
Gli amministratori pubblici devono affrontare la gestione del
territorio in presenza di minori risorse finanziarie trasferite,
trovandosi a dover applicare i vincoli di spesa (patto di
stabilità) senza rinunciare alla capacità di erogare servizi
pubblici a sostegno delle comunità amministrate. Questo scenario
indica come gli enti locali devono trasformarsi in aziende
pubbliche e per farlo devono utilizzare nuovi modelli di management
pubblico/territoriale, utilizzando i nuovi strumenti contrattuali e
progettuali di Public-Private Partnership indicati dalla Comunità
europea e nel contempo rimuovere i rischi derivati dal mancato
aggiornamento delle competenze professionali degli enti locali
(uffici e dirigenti) in materia urbanistica e di partenariato
pubblico-privato, che frenano lo sviluppo economico della nostra
Regione.
La caduta degli investimenti pubblici e la crescente esigenza di
dotare i territori di adeguate strutture per lo sviluppo urbano,
sociale ed economico, spingono a rivolgersi al settore privato
quale partner dei progetti territoriali. Quindi gli strumenti di
partenariato pubblico-privato diventano strumenti indispensabili
per colmare il divario tra domanda e offerta di opere e
infrastrutture per lo sviluppo dei sistemi locali. Il ricorso a
questi strumenti potrà apportare vantaggi alle Pubbliche
amministrazioni e al mercato con impatti positivi sullo sviluppo
dell'economia regionale, consentendo il rilancio delle economie
delle costruzioni che da sempre rivestono un ruolo primario per la
Regione.
Le Pubbliche amministrazioni siciliane devono produrre nuove
politiche di edilizia sociale, grazie ad un complesso sistema di
norme e di provvedimenti attuativi finalizzati alla realizzazione
di alloggi da destinare al mercato dell'affitto a prezzi più bassi
di quelli normali. Parlare di edilizia sociale significa superare
il modello di edilizia pubblica fino ad ora praticato
(autoritativo), non più percorribile. Nascono nuove categorie
interpretative, nuovi strumenti di intervento e nuovi riferimenti
progettuali (diritto privato). L'edilizia sociale non è prodotta
dal pubblico ma è sottoposta ad un vincolo di pubblica utilità come
edilizia asservita all'uso pubblico.
Oltre ai più noti e discussi incrementi volumetrici in deroga ai
piani regolatori e che comunque riguardano l'edilizia privata, che
non hanno un impatto diretto sulle procedure urbanistiche di tipo
autoritativo (diritto pubblico), si tratta di attivare nuovi
strumenti d'intervento immobiliare di tipo finanziario extra
bilancio per i comuni, a tutela del patto di stabilità interno.
I comuni possono agevolare l'housing sociale attivando gli
strumenti negoziati coi privati (PPP), favorendo le operazioni
finanziarie immobiliari, utilizzando per la strutturazione delle
operazioni l'edilizia perequativa:
- mettendo a disposizione aree e/o immobili pubblici;
- apportando in qualità di investitori aree e/o immobili al fondo
immobiliare, negoziando con lo stesso il valore del conferimento
(operazioni di spin off' immobiliare) ;
- incentivare indirettamente terzi a partecipare all'operazione
(emanazione di appositi bandi) attraverso la procedura semplificata
di edilizia convenzionata, che abbandona i tradizionali percorsi
autoritativi per attivare accordi di programma con gli istituti del
diritto privato (convenzioni): in questo modo si immettono sul
mercato aree e immobili che erano inutilizzabili o a vincolo
decaduto, rendendole edificabili con la destinazione di edilizia
residenziale sociale.
L'edilizia residenziale sociale utilizza strumenti di partenariato
pubblico privato negoziale e di edilizia convenzionata con
riferimento all'articolo 11 della legge n. 241/1990 e successive
modifiche ed integrazioni, come recepita in Sicilia dalla legge
regionale 10/1991 e successive modifiche ed integrazioni. I comuni,
attivando queste nuove metodologie di management pubblico
urbanistico, indicate nella proposta di legge, possono far
ripartire l'economia locale e nel contempo garantire nuovi servizi
pubblici a vaste fasce sociali colpite dalla recessione economica
attraverso:
- bandi per favorire gli investimenti privati con prodotti del
mercato finanziario;
- accogliendo osservazioni e proposte di privati per concludere,
nel perseguimento del pubblico interesse, accordi al fine di
determinare il contenuto discrezionale del provvedimento (diritto
privato).
I comuni, al fine di rendere sostenibile le operazioni immobiliari
e favorire lo sviluppo del mercato interno, in conformità alla
normativa europea, possono accettare le proposte di intervento di
privati per la riqualificazione urbanistica e la stipula delle
convenzioni con una quota minima del 40 per cento sul totale degli
alloggi realizzati o ristrutturati da destinare all'edilizia
sociale.
Le proposte dei privati possono beneficiare delle procedure di
approvazione previste dall'articolo 36 e 37 della legge regionale
15 maggio 2000 n. 10 e successive modifiche e integrazioni.
I privati, promotori di progetti, si impegnano con la stipula della
convenzione a concordare con il comune i criteri di assegnazione e
di gestione degli alloggi sociali ricavati dei maggiori indici
edificatori concessi per una quota minima del 15 per cento con
canoni a prezzo concordato da assegnare alle categorie indicate per
legge, tutelando in ogni caso i criteri di redditività economica
necessari per ripagare l'investimento finanziario dei privati. I
costi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono a carico del
soggetto proponente o del gestore incaricato.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, dico subito che condivido la scelta
che con questo disegno di legge si compie, oggi, nel Parlamento
siciliano di recepire, anche se l'applicazione di fatto delle
disposizioni contenute nell'articolo 11 del Decreto legge 112 e
recepito con il 133 del 2008 sono già operanti nella nostra
Regione; quindi, l'housing sociale è una norma che è possibile
attuare nell'ordinamento della nostra Regione.
Altra cosa è la modalità di partecipazione al fondo che,
sostanzialmente, sostiene le politiche di housing sociale che la
Regione può ulteriormente attivare ad integrazione di quanto già
previsto dal fondo previsto dallo Stato, attraverso la Cassa
depositi e prestiti, di utilizzazione appunto di un fondo di
housing sociale. Quindi, se c'è bisogno di recepire, recepiamo.
Ho già detto al collega Mancuso che, però, l'impianto normativo
che qui sorregge il recepimento della 111, interviene in una
materia assai delicata, che va perciò normata con grande rigore
prima di trasformare attraverso la foglia di fico' dell'housing
sociale il nostro territorio in una sorta di territorio all'assalto
degli Unni.
Voglio dire cioè che la stella polare che deve sorreggere
qualunque iniziativa di realizzazione e del soddisfacimento del
fabbisogno abitativo deve essere sempre connesso e mai, in via
sostitutiva, utilizzare l'emergenza per affrontare deroghe, deve
essere sempre connesso alla pianificazione urbanistica e non
invece, come con questo strumento si fa, alle deroghe sulla
pianificazione urbanistica.
Chi si occupa di queste cose sa che negli strumenti urbanistici
sono previste le aree di nuova espansione, dove realizzare il
fabbisogno abitativo sulla base di un piano che ogni comune fa
rispetto al proprio sviluppo demografico o allocamento di qualità
di residenza. E quindi di una domanda nuova di case che, per
capirci, può passare dal sistema di abitazione nei centri storici,
a quello di edilizia di borgate storiche, a quello condominiale, a
quello delle villette, insomma muta la società e mutano anche le
esigenze abitative. E quindi gli strumenti devono in qualche modo
prevedere, programmare e quando programmano individuano le aree
dove allocare nuove residenze, quindi la nuova costruzione, e già
le norme oggi vigenti prevedono che in ogni area di nuova
espansione edilizia il 40 per cento di quell'area deve soddisfare
il fabbisogno sociale attraverso l'edilizia pubblica, attraverso
l'edilizia convenzionata, attraverso l'edilizia sovvenzionata.
La stella polare, però, è la programmazione urbanistica. Noi non
possiamo fare un'altra cosa e cioè che utilizzando l'housing
sociale facciamo diventare il programmatore urbanistico il soggetto
che prevede l'intervento, perché sostanzialmente abdichiamo e
abdicano soprattutto le amministrazioni comunali rispetto al
proprio programma di fabbisogno costruttivo.
Faccio un esempio per farmi capire in maniera più concreta. La
Regione siciliana, ancor prima dello Stato e della Cassa depositi e
prestiti, con leggi che risalgono a 35-36 anni fa, ha finanziato o
ha ammesso a finanziamento centinaia se non migliaia di cooperative
edilizie per realizzare nuovi interventi abitatiti.
L'ammissione al finanziamento che è una domanda che ha fatto il
privato, in questo caso una cooperativa pur rivolgendosi ad una
platea di cittadini certamente che ha alcune caratteristiche,
appunto l'edilizia convenzionata, quella programmazione prevedeva 2
mila cooperative per la realizzazione di 100 mila alloggi in
Sicilia (sto dando numeri a caso). Eppure i nostri comuni, malgrado
vi sia sta istanza da parte delle cooperative di edificare in quel
comune piuttosto che in un altro quell'intervento abitativo, nel
tempo hanno deciso alcuni di accettare la proposta di intervento
abitativo, altri no nel senso che hanno deciso di non utilizzare la
cosiddetta finanziabilità della cooperativa perché ritengono di non
dovere essere saturi dal punto di vista dell'edilizia esistente.
Stiamo provando - ed è il senso della norma che abbiamo varato sia
sul finanziamento a costo zero per i contributi di risanamento dei
centri storici, sia per le stesse cooperative per le quali abbiamo
previsto di poter per gli interventi di recupero utilizzare i mutui
fino a 200 mila euro a tasso zero e quindi non più a tasso
agevolato come per gli interventi di nuova costruzione - di
orientare la domanda abitativa verso il recupero e la
ristrutturazione edilizia.
Cosa rischiamo di fare - lo dico al collega Mancuso in maniera
laica - cosa rischiamo di fare con questa legge? Noi affidiamo
sostanzialmente a chi fa l'intervento, si chiami fondo, si chiami
imprenditore edile, scusi Signor Presidente qualche minuto in più
perché è una cosa complessa e spero che riusciamo a fare una legge
condivisa di cui tutti abbiamo contezza delle cose di cui stiamo
parlando.
Dicevo, si chiami fondo, si chiami imprenditore, si chiami come lo
si vuole chiamare, il punto vero è che noi rischiamo in qualche
modo - ho perso il filo adesso non mi ricordo a proposito di cosa
stavo dicendo questa battuta - insomma per farla breve noi
rischiamo di avere una programmazione rovesciata. Tanto più collega
Mancuso, che il testo che ha varato la Commissione stabilisce
delle deroghe sugli indici edificatori che non sono definiti e che
eventualmente potrebbero far parte di quella cosiddetta urbanistica
contrattata che in assenza di indici e massimali può lasciare
aperto qualunque tipo di scenario.
L'intervento abitativo che utilizza le procedure di pubblica
utilità, quindi in deroga anche alla compatibilità urbanistica,
cioè noi arriviamo a situazioni per le quali con questa legge si
può proporre un intervento costruttivo in verde agricolo e la
proposizione di intervento in area in verde agricolo siccome è
nell'ambito dell'housing sociale, cioè una quota di quanto
realizzerò la metterò a disposizione per gli affitti calmierati o
per la vendita al patrimonio pubblico, nel caso che ci sia un
interesse pubblico reciproco, la proposizione dell'intervento
costituisce già variante, cioè è come se un comune è alla stessa
stregua della realizzazione di una scuola piuttosto che di una
strada, piuttosto che di un intervento di interesse pubblico.
Signor Presidente, io starei attento, starei attento e sarei
prudente. Ecco perché la proposta di legge che agisce sulla quota
di housing sociale e che va, in qualche modo, nella direzione di
snellire la procedura per costruire e soprattutto per ristrutturare
e recuperare abitazioni per affidarle alla domanda cosiddetta
marginale, è una proposta da condividere e da sostenere.
Oltretutto, me lo ricordava il collega Mancuso qualche giorno fa,
ero stato io a presentare un emendamento qualche tempo fa per il
recepimento, appunto, dell'housing sociale in Sicilia.
Altra cosa, è prevedere attraverso l'housing sociale tutte le
norme derogatorie che in qualche modo ispirano questo provvedimento
in materia urbanistica, io dico attenzione, andiamoci con prudenza
perchè in nome di un bisogno sociale, ripeto, non vorrei che
favorissimo con questa legge, in nome di un bisogno sociale, la
calata degli Unni' nelle nostre città.
Per tale motivo annuncio la presentazione di emendamenti di
correzione, spero condivisi anche con la Commissione, che possano
rendere compatibile la domanda sociale con una legge che sia anche
applicabile soprattutto con delle regole definite e non lasciate
all'arbitrio delle negoziazione.
PARLAVECCHIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
tornare su quanto espresso dall'onorevole Cracolici perché ritengo
che da domani a venire, dopo la legge finanziaria, dovremmo
comunque aprire un ragionamento, una discussione su quanto si vuole
fare per quanto riguarda la nuova pianificazione urbanistica,
perché tutto quello che è stato detto è giusto, ma nel momento in
cui abbiamo una pianificazione urbanistica di un certo tipo, come
quella odierna, dovremmo impegnare notevolmente l'assessore al
territorio perché oggi le cose sono cambiate, è vero che ci sono
tanti strumenti derogatori, mi riferiscono ai PRUSST, ai PIT,
all'edilizia convenzionata e sovvenzionata e, quindi, la vecchia
logica di fare urbanistica non funziona più e non può più
funzionare.
Noi non dobbiamo stare attenti al concetto di deroghe come questa
legge che è una legge che può dare grande sviluppo all'edilizia,
noi dobbiamo tenere conto di una nuova filosofia urbanistica che
deve pianificare i nostri territori e le nostre città, anche perché
se non facciamo questo succede come è successo nelle grandi città,
vedi Palermo, dove il fabbisogno abitativo è un fabbisogno
importante, i giovani non riescono a trovare casa, i prezzi delle
case si alzano e, quindi, andiamo incontro a un problema sociale
importante e proprio per questo motivo è importante riqualificare
le zone che sono degradate, le nostre periferie.
Quindi, ben venga una discussione complessiva per quanto riguarda
la nuova legge urbanistica.
Io non credo che le deroghe, a cui accennava l'onorevole
Cracolici, siano deroghe così forti da compromettere un territorio,
un assetto territoriale. Vi è la necessità di una urbanistica nuova
che parli sul territorio in maniera diversa, che intervenga su zone
del territorio anche perché un piano regolatore dura, oggi, cinque
anni e, quindi, nel frattempo che lo approviamo già di fatto è
scaduto, abbiamo bisogno di strumenti molto più rapidi e molto più
veloci.
Detto ciò, e non mi preoccuperei perché io sono d'accordo su
questa norma, però ho un problema da porre: ho letto attentamente
seguendo la relazione del presidente della IV Commissione, però mi
stranizza come mai una norma di questo tipo - so che adesso ci sono
degli emendamenti che verranno esaminati in Commissione Bilancio -
per gli aspetti e per i profili di cui discutiamo non sia passata
dalla Commissione Bilancio, perché delle due l'una: o è una norma
che impegna spesa o è una norma che non impegna spesa.
Se è una norma che non impegna spesa bene, discutiamola adesso, ma
se è una norma che impegna spesa vorrei capire, perché mi rendo
conto che a volte alcune norme arrivano qui in Aula senza avere
seguito una procedura corretta dal punto di vista regolamentare, e
potrei portare qualche esempio proprio su questa norma per la quale
è necessaria la valutazione della Commissione Bilancio e, quindi,
mi chiedo come sia possibile che una norma di questo tipo non vada
in Commissione Bilancio prima di discuterne in Aula.
Giustamente, signor Presidente, lei dice che vi è una finestra
legislativa aperta e, quindi, chiede ai deputati un'accelerazione
per la presentazione delle emendamenti domani alle 11.00, ma le
chiedo, alla luce di quanto detto l'onorevole Cracolici e da me
stesso, una valutazione attenta, dal punto di vista urbanistico, di
una norma giusta, corretta, che io approvo fino in fondo, perché
l'intervento del privato è importante oggi perché lo Stato, la
Regione hanno difficoltà di tutti i tipi, però mi chiedo e le
chiedo, visto che non è passato in Commissione urbanistica, se è
possibile avere un po' più di tempo per presentare gli emendamenti
in modo tale da mettere tutti nelle condizioni di dare una mano a
una legge che tutti vogliamo perché è importante per Regione
siciliana e per i comuni che hanno necessità di realizzare alloggi
sociali proprio di questo tipo.
Era semplicemente questo, perché se domani gli emendamenti tornano
in Commissione Bilancio, ci torna anche la norma, ritengo.
Non torna l'intera norma, solo gli emendamenti. Quindi, domani in
Commissione Bilancio avremo anche la possibilità di presentare
ulteriori emendamenti, va bene così.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che gli interventi dei
colleghi che mi hanno preceduto non vadano nel verso della
modernizzazione di questa Regione. Questa non è una norma
urbanistica, questa norma non c'entra nulla con quanto è stato
detto.
L'articolo 1 - sfido chiunque in Parlamento - è un recepimento di
norme già esistenti, come ha detto giustamente l'onorevole
Cracolici, non c'è nessuna variazione, neanche una parola di norme
già attuabili anche nel territorio siciliano.
L'unica novità, per evitare l'appesantimento economico dei comuni
e per aiutarli su quelli che sono i progetti che riguardano più la
finanza che l'urbanistica, è la previsione presso l'Assessorato di
albi di soggetti che possono aiutare i comuni e a quest'ultimi non
costano nulla perché quel costo è previsto nell'eventuale
progettazione presentata ed approvata.
L'onorevole Cracolici, forse, non ha sentito fino in fondo la mia
relazione perché ha chiaramente ribadito quello che è il percorso
autoritativo di tutte le formule e di tutti gli strumenti che
questa Regione ha a disposizione per la costituzione di cooperative
sociali, chiamiamole così.
Questa è un'altra cosa. Qui non c'è un percorso autoritativo, qui
le norme sono quelle del diritto privato, non c'entrano nulla le
norme del percorso autoritativo. Significa che, come prevede la
legge, non come prevede questa legge, come prevede già la legge, e
l'abbiamo messo in un articolo e abbiano disposto l'articolo 2 per
mettere a disposizione dei comuni e degli enti locali - attenzione,
perché si tratta di questo - uno strumento per leggerlo senza
diffondersi in mille richiami normativi.
E mi chiedo: un imprenditore, secondo voi, costruisce un
partenariato pubblico-privato se gli diciamo che il luogo dove deve
costruire è quello previsto nel piano regolatore generale e costa
ditelo voi quanto? O piuttosto, all'interno delle norme generali,
una previsione di un contratto che riguarda, appunto, l'azione nel
territorio che dà certamente la possibilità di acquisto di terreni
a prezzi inferiori, di concertare con i comuni quella che, poco fa,
ho chiamato una rivoluzione volumetrica, una rivoluzione molto
contenuta sotto il profilo della volumetria, che riguarda un'azione
di partenariato pubblico-privato, affinché il privato, che investe
in quel territorio, investe per mettere a disposizione di quelle
categorie quel tipo di infrastrutture, deve anche tornare
economicamente utile l'investimento che ha fatto.
E per rispondere all'onorevole Parlavecchio, qual è la norma che
doveva passare dalla Commissione Bilancio? Qual è il comma?
L'abbiamo visto con gli uffici da cima a fondo, l'abbiamo rivisto,
non c'è una previsione che riguarda l'impegno della Regione, sotto
nessun profilo.
Non mi dilungo perché sarei interpretato male sulla volontà che
il Parlamento voglia o non voglia fare questa norma, naturalmente
domani valuteremo gli emendamenti; se questo disegno di legge che
recepisce le leggi che sono in atto, le recepisce e basta, per
metterci al pari degli altri, attenzione, perché in questo momento
gli unici che stanno attingendo al Fondo FIA sono la regione Puglia
e la regione Toscana, nessun'altra
Ci sono dieci miliardi con la finanziaria del 2009, sono
depositati lì, li stanno utilizzando per chi li vuole utilizzare.
Se qualcuno vuole stravolgere il disegno di legge di recepimento
per ritornare al passato, il passato sarebbe quello che è successo
fino ad oggi in Sicilia, le cooperative fatte nel verde agricolo,
non le cooperative con contratti di programma che reggono sotto il
profilo economico e finanziario.
Questa è una legge di management pubblico, non è una legge di
management urbanistico.
Qui se non regge il piano economico dove il Fondo immobiliare,
costituito da Cassa depositi e prestiti e da banche, ti dice che
regge, il progetto non può andare avanti, non c'è, non avrà nessun
tipo di autorizzazione, nessuno dichiarerà che quel tipo di
progetto può essere utile per quel territorio e nessun sindaco
permetterà rispetto alla concertazione, sotto il profilo del
diritto privato, l'intervento che riguarda anche quello che la
pubblica amministrazione vorrà fare all'interno di quel piano
costruttivo.
E allora rispetto a questo, se questo strumento di una norma di
recepimento deve diventare una legge urbanistica, con limiti o
altro rispetto a cose che ci sono, signor Presidente, domani
valuteremo che non farla è la stessa cosa, invece di dare lo
strumento più importante di questa legge; in questa legge l'unica
cosa che è innovativa che serve ai Comuni è una sola, tutte le
altre cose già ci sono, chi vuole farle queste cose le fa. Il
problema è che se arriva ai Comuni non sanno cosa fare.
Quando arriva il privato che vuole investire il Comune non sa da
dove cominciare, non mette a disposizione il management che ci
vuole per valutare quel tipo di progetto presentato e cosa stiamo
dicendo: i comuni possono stipulare, con professionisti iscritti
nell'elenco di cui al comma 1, apposite convenzioni nell'ambito
delle attività di supporto tecnico amministrativo, a responsabile
unico con il procedimento e relativi costi, come costi di progetto,
sono posti a carico dei soggetti realizzatori senza alcuno aggravio
per il bilancio degli enti locali.
Cosa gli stiamo dicendo? Costituiamo un albo alla Regione
siciliana, tu Comune da quell'albo scegliete chi sa fare questi
progetti, li chiamate al Comune, li incaricate, l'incaricato fa il
progetto insieme al vostro ufficio tecnico, se il progetto viene
valutato positivamente il costo del progetto non è a carico del
Comune, ma all'interno del progetto che viene presentato e
finanziato dal Fondo immobiliare a cui vuole attingere il privato
che ha presentato il progetto.
Questa è l'unica novità. L'aiuto ai comuni sotto il profilo delle
professionalità che oggi mancano in tutti i Comuni siciliani.
Se questo non si vuole, le norme ci sono. Quindi, se c'è un
emendamento all'articolo 1, non è un emendamento a questa legge, è
un emendamento alle leggi che già ci sono; se non va bene
l'articolo 2, cioè l'aiuto ai comuni, ma non facciamo la legge,
qual è il problema? Se c'è qualche sindaco che vuole innovarsi, che
vuole spendere, vuole dare un incarico con i costi del Comune, se
ha desiderio lo fa. Noi diamo una possibilità in più con questa
legge.
Quindi, rispetto a questo la valutazione della Commissione, domani
mattina lo vedremo, se si interviene modificando le leggi già
esistenti, a questo punto non c'è motivo di fare la legge.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
questo disegno di legge che è stato esaminato dalla IV Commissione,
in qualche modo, ricalca un disegno di legge da me presentato anche
in IV Commissione che riguardava anche la costruzione di alloggi
sociali.
La cosa che mi lascia perplesso di questo disegno di legge è
l'intervento dei privati nell'edilizia sociale, nell'edilizia
popolare, nel senso che il mio disegno, io mi auguravo nella
trattazione di essere invitato, ma probabilmente è stato accorpato
ad un altro disegno di legge che riguarda gli Istituti autonomi e
non questo degli alloggi sociali, l'impresa privata che ha
l'interesse di partecipare ad un progetto con un ente pubblico, un
ente locale, vuole sicuramente degli ingegneri o, comunque, dei
tecnici di fiducia che analizzino esattamente l'operazione da fare.
Nel disegno presentato, infatti, era previsto un accordo fra il
comune e l'impresa che partecipa a questo piano di costruzione
attraverso un progetto presentato dalla stessa impresa.
Io capisco l'iniziativa della Commissione, però l'impresa che
mette il capitale - e in questo caso si tratta del capitale privato
messo dall'impresa con un accordo con il comune - deve
necessariamente redigere un progetto in base alle proprie
convenienze, ma attenendosi chiaramente sia alla zona individuata
sia al piano che intende redigere nella parte dove ricade il
progetto da realizzare.
Nel senso di partecipazione, io sono d'accordo che per dare una
svolta alla costruzione degli alloggi sociali, soprattutto nel
centro di alcuni centri abitativi, centri storici della nostra
Sicilia, è necessario l'apporto privato. Con la spesa pubblica e
con la vecchia legge non riusciamo più a finanziare alcuna
costruzione, è necessario l'intervento del privato.
E' anche necessario che il privato abbia la possibilità di
scegliere la tipologia della costruzione tenendosi sempre dentro i
parametri decisi dalla legge, cioè dal piano regolatore,
dall'indice di costruzione, dal piano zona e anche dal piano
paesaggistico, però, credo, che in questo senso bisogna dare la
possibilità e lo spazio all'impresa che partecipa e, quindi,
investe il proprio capitale aumentando anche il rischio, di avere
la scelta di poter decidere come costruire e quale tipologia dare
alla costruzione.
Faccio un esempio. Nella nostra città abbiamo tanti territori - mi
riferisco alla zona di Messina - che rientrano nei terreni di
proprietà degli Istituti autonomi case popolari, questi territori
si ritrovano al centro della città in zone pregiate, alcuni anche
nel centro storico e queste zone in questo momento sono degradate
perché insistono delle baracche, delle vecchie costruzioni che
risalgono ancora al terremoto, se noi, come comune, dessimo la
possibilità ad un imprenditore di svolgere una trattativa privata,
nel senso che io Comune ti offro questi terreni, tu in cambio mi
dai una permuta che sono degli appartamenti senza io avere l'onere
dell'investimento del capitale e tu mi consegni degli appartamenti
finiti che poi consegnerò agli aventi diritto che sono in questo
momento nelle graduatorie del Comune o dell'Istituto Autonomo.
Si raggiungerebbero diversi obiettivi. Il primo è quello di
realizzare le costruzioni dentro la città e, quindi, riqualificare
quel territorio che in questo momento risulta degradato dalle
baracche, o anche un obiettivo sociale perché la parte che resta
all'imprenditore, sarà il 60 per cento, il 70 per cento - è una
trattativa che verrà fatta tra il Comune e l'impresa - permette
all'imprenditore di rientrare dell'investimento che effettua e c'è
anche un inserimento sociale perché gli appartamenti venduti
dall'imprenditore e quelli invece fatti dalla graduatoria non
emarginano, come spesso è accaduto nell'assegnazione degli alloggi
in alcune zone diciamo limitrofe al centro delle città, e quindi
c'è un'integrazione, un inserimento sociale che potrebbe avere
anche quest'obiettivo.
Le chiedo, signor Presidente, la possibilità di spostare il
termine per la presentazione degli emendamenti almeno alle ore
13.00 in modo da avere tutta la mattina per presentare gli
emendamenti, trattandosi di un disegno importante, così da avere il
tempo di presentarli per dare il senso del mio intervento. Se lei
mi dà la possibilità, le sarei grato.
PRESIDENTE. E' interessante quello che ha detto e mi ha proposto.
La Presidenza ha cercato la collaborazione dei parlamentari
fissando un orario antecedente, prima delle 24 ore, perché poi
bisogna dare il tempo alla Commissione Bilancio, tutto qui.
Abbiamo detto le ore 11.00 perché abbiamo tenuto conto del fatto
che la Commissione Bilancio deve avere il tempo di riunirsi prima
dell'Aula, al massimo possiamo rinviare alle 12.00 perché comunque
la Commissione Bilancio deve avere il tempo di riunirsi, altrimenti
non abbiamo fatto nulla.
Il Governo ha chiesto di intervenire in replica a quanto è emerso
dal dibattito.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, desideravo in primo luogo inquadrare
perché è necessario un intervento sull'housing sociale, cosa sulla
quale mi pare di cogliere una valutazione condivisa.
Vi è oggi sul mercato dell'edilizia, e scusatemi se il paragone
può sembrare ardito, una condizione dell'edilizia abitativa simile
a quella che vi era nella sanità statunitense prima della riforma
di Obama. La sanità funzionava più o meno così: soggetti di
bassissimo reddito, fino a 10000 dollari, accedevano alla social
security (sanità gratis di bassa qualità); soggetti della middle
class o meglio ancora abbienti (assicurazioni private); soggetti in
mezzo il disastro, perché erano troppo ricchi per accedere alla
social security e troppo poveri per accedere alla sanità privata.
Nel mercato dell'edilizia si è determinata una situazione del tipo
che descrivo immediatamente. Soggetto socialmente protetto, non
parlo di precari, là il ragionamento vale a maggior ragione,
soggetto socialmente protetto, dipendente, a tempo indeterminato,
pubblico o privato ha poca importanza, con reddito mensile di 1.200-
1.300 euro, parlo di docenti o di operai o di appartenenti alle
forze dell'ordine, tanto per avere chiaro di chi stiamo parlando,
monoreddito, con due figli a carico, che vanno anche a scuola,
canone di locazione di una casa dignitosa attorno a 400 euro, somma
residua disponibile per l'intera famiglia 800 euro mensili.
Ciò significa che siamo in presenza di un soggetto che è troppo
ricco per accedere al sostegno pubblico, ai canoni abitativi, e
troppo povero perché le banche gli concedano un mutuo.
Con l'housing sociale si risponde ad esigenze di questo tipo, così
abbiamo chiaro chi è il target di riferimento ed è, quindi,
doveroso intervenire su questo settore.
Andiamo avanti, ma concludo rapidamente. L'housing sociale,
l'articolo 11 del decreto legge n. 112/2008, correttamente afferma
l'onorevole Cracolici, può essere immediatamente attivato dalla
Regione siciliana.
Vi è un parere da me chiesto del Consiglio di Giustizia
Amministrativa per la Regione siciliana, giunto in assessorato il 7
novembre 2011, che dice: Potete, in assenza di normativa
regionale, attivarvi immediatamente con i programmi di housing
sociale .
Questo cosa significa? Che va bene così, non necessariamente la
potestà legislativa dell'Assemblea regionale siciliana va
utilizzata, ma volevo richiamare l'attenzione su questo parere che
dice: State attenti che l'articolo 11 del decreto legge numero
112 del 2008 ha un presupposto: non consumate territorio .
Questo dice quel parere, quindi tutti gli interventi di
miglioramento della disciplina statale in materia di housing
sociale sono benvenuti, tutti gli interventi di potenziamento sono
benvenuti, ma vanno inquadrati, anche per il riparto posto
dall'articolo 117 della Costituzione, in quella chiave di lettura:
Non consumate territorio ulteriore .
Domani sarà mia cura trasmettere agli uffici dell'Assemblea copia
di questo parere affinché tutti i deputati possano averne
conoscenza, in modo tale che sia inquadrato il contesto normativo
riferimento. Devo confessare che contiene persino una reprimenda
meritatissima all'assessore alle infrastrutture nella misura in cui
dice: Guarda che i quesiti sull'applicazione di norme statali
nella Regione siciliana li fa il Presidente della Regione e non gli
assessori , ma il Presidente mi ha perdonato questo entusiasmo
giovanile di accelerazione della norma, per altro totalmente
condiviso dall'assessore per l'economia.
Questo è il quadro su cui ci soffermiamo e in questa chiave vanno
letti anche gli emendamenti presentati da Governo nelle persone,
per l'appunto, dell'assessore per l'economia e dell'assessore per
le infrastrutture non a caso presenti entrambi, oggi, in Aula.
Desidero dire, in chiusura, che gli emendamenti che si agganciano
alla legge - che va, secondo me, approvata, ma va letta in quel
contesto - trovano immediata risposta, mi rivolgo all'onorevole
Buzzanca e a tutta la deputazione messinese, quantificando le somme
e rendendole immediatamente disponibili per dieci milioni di euro,
vale a dire il 10 per cento dell'intervento promesso dallo Stato,
per quanto riguarda le popolazioni colpite dagli eventi calamitosi
del corrente mese di novembre in provincia di Messina ed introduce
un elemento sul quale invito i deputati, anzi affido alla loro
valutazione questa che comincia ad essere una norma test.
Cosa dice questo emendamento? Lo dico con franchezza, la necessità
di dare una risposta immediata a questa condizione di disagio,
insieme a quella rilevata dal Comune di Favara. Affido alla vostra
riflessione la possibilità, in un futuro assai prossimo, di far
diventare sistematico questo intervento.
Quando c'è da costruire - cercherò di parlare in modo
semplicissimo, non dirò edilizia sovvenzionata , dirò case
popolari - ci si mette mediamente venti anni, dieci per gli
espropri, dieci per gli appalti, al netto di ricorsi.
L'effetto è che di norma, le risorse, il valore venale delle
risorse finanziarie, si decrementa paurosamente, e poi ci sono le
incompiute, e poi non si riescono a fare le assegnazioni. Cosa si
prevede?
Di prendere questa quota di denaro per l'emergenza, assegnare
queste risorse agli Istituti autonomi case popolari che
provvederanno a reperire sul mercato strutture destinate al
fabbisogno abitativo di queste popolazioni, da destinare,
immediatamente, a case popolari.
Un procedimento trasparente, perché è chiaro che l'acquisto si fa
con procedure di evidenza pubblica, lineare, perché è chiaro che
c'è una valutazione sul valore degli immobili acquistati, rapido.
Questo, intanto, viene - diciamo così - proposto per le condizioni
di emergenza di Favara e dei comuni della provincia messinese ma
affido alla valutazione dell'Aula in tutte le sue componenti e
dell'Assemblea in tutte le sue componenti, di considerare la
possibilità di far diventare questo che è un mezzo straordinario,
un mezzo ordinario di intervento per dare risposte celeri alle
esigenze di edilizia sociale.
Mi pare di aver rappresentato quali siano le esigenze che militano
per una rapida approvazione del disegno di legge, per gli
emendamenti che l'Aula riterrà di apportare, alcuni dei quali
apportati dal Governo, mi permetto di segnalare, proprio
all'onorevole Mancuso, una esigenza semantica contenuta proprio al
comma 1, dell'articolo 2.
C'è un termine che, in questa Regione, è diventato come l'aglio
per Dracula', il termine è: consulenti.
Chiedo cortesemente di trasformare il termine consulenti ,
contenuto nel penultimo rigo del comma 1, dell'articolo 2 del
disegno di legge, in professionisti perché di questo si tratta,
di un ordinario appalto di servizi, e non di consulenza per evitare
l'instaurarsi di polemiche totalmente gratuite.
LIMOLI. Ormai c'è l'inflazione di consulenti.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Questa è una sua opinione sulla quale, quando vuole, ne
parliamo in separata sede; ma siccome è una dizione inesatta noi
continuiamo a chiamare, per esempio, consulenti anche i componenti
di commissioni obbligatorie per legge e invece continuiamo a farlo,
dobbiamo chiamare le cose col loro nome così quest'aglio lo
mandiamo in soffitta.
LIMOLI. Nel Palazzo di fronte le sanno bene queste cose.
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Si, è una tradizione - come dire - un po' più risalente
per la verità, e molto contenuta in questi ultimi due anni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di votare il passaggio agli
articoli aveva chiesto di intervenire per una breve precisazione
l'onorevole Rinaldi. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Anche io, prima della votazione del passaggio
all'esame degli articoli, voglio fare una dichiarazione.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo perché,
se non ho capito male, questo emendamento del Governo ricava questi
10 milioni dal fondo Gescal
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Dalla legge 457.
RINALDI. La legge 457, quindi, relative alla cooperativa'.
Li diamo agli Istituti autonomi che reperiscono nel mercato gli
alloggi che già io al di là di questo, però, voglio capire una
cosa. Nella finanziaria di quest'anno era stata prevista
l'abolizione degli Istituti autonomi per le case popolari. Il
Governo deve decidere ..
RUSSO PIETRO CARMELO, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Il Presidente Cascio l'ha stralciata.
RINALDI. Lo so che l'ha stralciata il Presidente Cascio perchè
vuole un disegno di legge ad hoc ma la volontà è quella di abolire
gli Istituti autonomi ma se noi rimettiamo nuovamente in moto il
meccanismo di dare risorse agli Istituti autonomi per reperire
immobili e poi darli a chi ne ha diritto attraverso una graduatoria
e quindi di ricominciare con gli affitti, rimettiamo in moto una
vecchia procedure che secondo me non ha funzionato, allora tanto
vale, mi perdoni l'assessore se mi permetto di fare una proposta,
tanto vale riprendere la vecchia procedure di assegnare facendo una
graduatoria una cifra ad ogni cittadino che ne ha diritto rispetto
ad un bando che possiamo realizzare, tipo la vecchia legge
Sciangula', e gli facciamo acquistare l'alloggio all'interno della
città dove crede più opportuno, dove trova l'alloggio con i
requisiti previsti dalla legge convenzionata che è una procedura
molto più veloce e molto più snella senza dare il compito
all'Istituto autonomo cosa che mi sembra un poco più complessa.
PRESIDENTE. Prima del voto per il passaggio agli articoli, ha
chiesto di parlare l'onorevole Cracolici per dichiarazione di voto.
Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, voglio dire che voto a favore del
passaggio agli articoli, però voglio fare una considerazione che
sia utile e propedeutica così evitiamo di fare una discussione
sbagliata domani o quando tratteremo gli emendamenti, perché
l'onorevole Mancuso non può dire che l'articolo 1, nei suoi
diversi commi, è già quanto previsto dall'ordinamento della Regione
siciliana, perché se così è abroghiamo l'intero articolo 1, visto
che si è concentrato sull'articolo 2.
Io penso, invece, che l'articolo 1, a differenza di quello che
dice il collega Mancuso, sia un articolo che estende norme
attualmente vigenti a settori nella proposizione di interventi di
programmi costruttivi che oggi la legge non prevede, e che
soprattutto consente deroghe che sono previste solo per alcune
fattispecie.
Possiamo avere opinioni diverse, può essere legittimo avere
opinioni diverse, ma dire che noi stiamo approvando una norma che,
sostanzialmente, è già quanto previsto dall'ordinamento, mi
consentite di dire che non è esattamente quello che stiamo facendo.
Aggiungo, l'assessore mi pare che ha detto, ma lo sa anche
l'onorevole Mancuso, che l'housing sociale nasce - oltretutto
vorrei ricordare che il problema non è solo il fabbisogno abitativo
ma è anche un fabbisogno di qualità abitativa - per il risparmio
energetico, penso a tutta una serie di fattori che sono connessi
alla nuova edilizia moderna e nasce con una esclusiva concezione
di recupero delle nostre città, ovvero di intervento nelle aree
degradate che vanno non denominate ma vanno perimetrate, quindi al
fine di stabilire ciò che è area degradata va fatto un perimetro
che è o di comparto o di contesto, ma non è affidata all'iniziativa
spontanea, è affidata alla programmazione pubblica.
Altra cosa è la proposta che, secondo me, fa il collega Rinaldi,
che è appunto nella direzione degli interventi di riqualificazione
e di recupero, cioè che tu fai un negoziato con l'iniziativa
privati a cui affidi il compito di recuperare, riqualificare l'area
degradata costruendo un sistema di reciproca convenienza in cui da
un lato tu mi riqualifichi un'area, mi metti a disposizione un
parco alloggi in grado di soddisfare il mio fabbisogno sociale e
contemporaneamente c'è un utile d'impresa nel momento in cui
l'impresa realizza quell'intervento per costruire alloggi per il
libero mercato, ma è una fattispecie che ha come finalità il
recupero delle aree e delle porzioni di territori esistenti
attualmente edificabili.
Attenzione Io sto facendo l'avvocato del diavolo. Perché se ci
intendiamo sull'obiettivo che vogliamo conseguire con la legge,
credo che la legge la facciamo come si suol dire cantando,
cantando'. Se invece pensiamo di realizzare una legge che ha come
obiettivo - ho parlato della foglia di fico', l'housing sociale
sarebbe la foglia di fico'- ma, di fatto, rovesciare il modello
di programmazione del settore abitativo affidando all'intervento
privato il dove, il quando, il come realizzare e quanto realizzare
per l'offerta abitativa, devo dire che non ci siamo.
Personalmente non sono d'accordo, perché altro che deregulation'
Questa non è modernità, è una idea falsa della modernità che ha una
sostanziale visione che il territorio diventa territorio a
disposizione per qualunque tipologia di intervento e soprattutto di
affari. E' legittimo fare affari nel sistema, però bisogna
stabilire i confini di qual è l'interesse pubblico e quale
l'interesse privato.
Quindi io voterò a favore il passaggio agli articoli, fermo
restando che domani discuteremo negli articoli e nei commi la
possibilità, a mio avviso, di migliorare questo testo e di renderlo
coerente con l'obiettivo dell'housing sociale.
Presidenza del vicepresidente Formica
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Cracolici ogni volta
ritiene di essere il depositario della regola, della buona
politica, dei grandi affari che qua vuole fare evitare. Io sono
abbastanza stufo di ascoltarlo, perché far passare dei colleghi per
quelli che vogliono portare la Regione alla deregulation e la
foglia di fico' che fa vedere grandi progetti di imprenditori, lui
se le può risparmiare queste cose.
Le parole che ha detto su questa legge non sono veritiere, e
domani lo dimostrerò, e poi strappo il testo del disegno di legge,
lo strappo perché sono abbastanza stufo di queste prediche, sono
stufo di questi soggetti che fanno politica dicendo che gli altri
fanno qualcosa che è nascosto, che non si vede, chissà dove
arriviamo, dove portiamo la Sicilia.
Non accetto più questo modo di fare politica, che ogni volta che
non si vuole fare una cosa, si tira in ballo la foglia di fico',
stiamo attenti Stiamo attenti, c'è il drago che arriva e che
mangia la Sicilia Ci sono gli imprenditori che speculano, ci sono
gli immobiliaristi dietro l'angolo .
Domani dimostrerò quello che sto dicendo, che le norme
dell'articolo 1 sono tutte previste nelle leggi comunitarie, nelle
circolari comunitarie e nella legge nazionale. Poi presenterà
questo emendamento, già lo ha anticipato l'onorevole Cracolici, il
decreto del Presidente della Regione per le aree degradate, che il
Governo ha firmato.
Domani, nel merito, ne parleremo e si faranno la legge loro. E
lo sviluppo alla Sicilia lo daranno loro con la loro maggioranza e
con il loro modo di fare politica.
Io mi dissocio totalmente da questo modo barbaro di assaltare
un'Isola che non lo merita, non merita questo atteggiamento del
tipo io sono quello buono e voi siete i cattivi . Non lo accetto
più
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, il Parlamento esiste per discutere
le proposte di ciascuno. E c'è la possibilità, come lei ha
annunciato, di confutare e di far capire a tutti che quanto
sostenuto non aveva nessun fondamento di essere.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Oggi voto il
passaggio agli articoli e domani vedremo. La deregulation, la
foglia di fico', cose da pazzi
D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
ritengo che al di là delle posizioni legittime che ognuno, in
questa sede, può esprimere e nel rispetto però delle stesse
considerazioni, perché ognuno di noi, sicuramente, intende
esercitare la propria funzione, il proprio ruolo convinto di dare
un contributo ad un dibattito che si sviluppa su un disegno di
legge che ritengo importante e sul quale il presentatore,
l'onorevole Mancuso, ne ha illustrato i contenuti, e dopo un primo
dibattito il Governo si è pronunziato per bocca dell'assessore alle
infrastrutture e la mobilità, sostanzialmente in senso positivo
anche se l'ottimo avvocato, assessore Russo, ha voluto
puntualizzare un aspetto che anche a me piacerebbe capire meglio,
quando parla di non consumare territorio . Nel senso di non
utilizzarlo o di non impegnarlo?
C'è da comprendere questo aspetto.
Io ritengo, però, che una norma che vuole sostanzialmente dare un
impulso alla realtà sociale da una parte per chi vuole rispondere
con un'offerta di abitazione, quindi la domanda abitativa che
ancora esiste, attraverso questo strumento può trovare un momento
di risposta nel senso di una opportunità che, attraverso
l'intervento dei privati, va a creare una condizione in cui parte
dell'investimento realizzato, che poi darà un beneficio pure
all'imprenditore, sarà in grado di soddisfare la domanda di
abitazione di una parte sociale e, dall'altra, la pubblica
Amministrazione ne ricaverebbe dei benefici per l'utilizzo di parte
delle stesse strutture che vengono offerte.
Ma al di là di questo, io ritengo che c'è anche un ragionamento
che da una parte vede, in senso propositivo, l'intervento che per
alcuni versi non condivido anch'io quel criminalizzare in maniera
diffusa tutte le realtà. Però, nell'intervento dell'onorevole
Cracolici voglio cogliere anche un aspetto che tende ad introdurre
un principio, nel senso che l'housing sociale non deve essere
limitato solo alla realtà abitativa sociale o di livello sociale
basso, ma quando dice attenzione, su questa norma, onorevole
Mancuso, possiamo introdurre anche un principio che vuole anche
dare la possibilità, sempre all'investitore privato, di valorizzare
centri storici o realtà da recuperare. Il dibattito, a mio avviso,
deve portare a questo. Il concetto secondo il quale, se
l'investimento viene realizzato dall'impresa privata è chiaro che
la stessa ha anche la finalità di realizzare un beneficio, però è
un beneficio che deve essere contenuto nell'ambito di una cornice
che la pubblica Amministrazione deve definire .
CRACOLICI. Onorevole D'Asero si chiama utile, profitto
D'ASERO. ..e questo ritengo che sia l'elemento a mio avviso,
caratterizzante dell'iniziativa e quindi anche dell'innovazione
sulla quale appunto noi dobbiamo confrontarci.
Quindi, niente speculazioni demagogiche, grande criminalizzazione
di tutti coloro i quali si vogliono affacciare sul mercato per
offrire una possibilità che, oggi, la Pubblica Amministrazione non
è più in grado di fornire.
Io dico che il principio della partecipazione tra pubblico-privato
è un principio che vede anche una grande spinta da parte della
comunità la quale sempre più cosciente nel capire come utilizzare e
come impegnare le risorse comunitarie che sono sempre per le nostre
realtà, oltre che poco utilizzate, anche con una prospettiva di
graduale riduzione, dall'altra quindi, il mercato può trovare
questo sostegno da chi vuole investire.
Allora, io voglio fornire uno spunto all'Assemblea per una
ulteriore valutazione, probabilmente questa norma, in un momento
di grande difficoltà economica e sociale, che da una possibilità,
una opportunità alla Pubblica Amministrazione di realizzare opere
che direttamente non potrebbe realizzare e che mette in condizione
quell'imprenditoria, che vuole investire, di potere mettere in
movimento il mercato dell'edilizia, io lo ritengo un fatto
fortemente positivo.
Ma è altrettanto positivo allargare anche questa opportunità a
quelle altre iniziative che vogliono valorizzare il territorio;
penso per un momento alle città con cinte murarie dove l'intervento
pubblico-privato potrebbe essere nelle due direzioni, sia della
pubblica Amministrazione che va a ristrutturare beni di propria
proprietà, sia la parte privata che in questo contesto, in questa
particolare fattispecie, può anche lì realizzare investimenti.
Invito il Governo e la commissione, ove lo ritenga, così come io
sostengo essere un aspetto importante, a formulare un emendamento
per inserire in questo tipo di attività anche la possibilità per
quelle realtà storiche, per le città con cinte murarie, così che
possano utilizzare questo strumento per interventi specifici. E lì
penserei ad agganciare con l'Asse 3, dei beni culturali, alcuni
interventi per la parte pubblica, mentre per la parte privata
potrebbe ottenere semplicemente la possibilità di una procedura
agevolativa per poter ristrutturare beni che hanno una valenza
storica e che hanno anche questa caratteristica.
Da una indagine le città con cinte murarie in Sicilia sono circa
ottanta, io ritengo che anche questo così come altre iniziative,
che a mio avviso da parte di questa Assemblea possono essere
sollecitate, sicuramente andranno a realizzare opportunità, signor
Presidente, in un momento di grande crisi e di grande difficoltà,
fornire un concreto spunto, una concreta possibilità alla nostra
realtà, al nostro territorio di mettere in movimento un mercato e
come diceva John Maynard Keynes, sicuramente il mercato
dell'edilizia è quello che darà priorità e immediato risultato
nelle situazioni di crisi e di difficoltà.
BUZZANCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUZZANCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che le
preoccupazioni sollevate dall'onorevole Cracolici non possano
trovare accoglimento. Mi pare che il percorso sia lineare,
presidente Mancuso. L'articolo 1 dà ai comuni un ruolo ben preciso
che è quello della pianificazione, che è quello dei piani
particolareggiati, che è quello della perequazione.
In questo contesto, io credo che il comune faccia ciò che deve
fare un comune, ciò che deve fare un ente locale. Poi è chiaro che
noi possiamo, in ogni occasione, pensare che ci sia
l'amministratore che si allontana dalla legalità, che fa gli affari
propri.
Ma di questo non può occuparsi questo Parlamento, se ne deve
occupare la Magistratura, ove ci siano delle irregolarità siano
esse amministrative siano esse di tipo penale.
Questo è un percorso secondo me virtuoso.
Certo, mi preoccupa una posizione che ho sentito esprimere al
Governo, mi preoccupa perché noi abbiamo avviato, l'ha avviato il
Governo, l'ha avviato anche questo Parlamento, un nuovo piano di
dismissione degli Istituti autonomi case popolari.
Riaffidare alcuni compiti, alcune funzioni ad alcuni istituti che
sono in liquidazione o comunque questo sta accadendo, significa
appesantire, sì in questo caso, onorevole Cracolici, la procedura,
e non solo, significa anche attribuire edilizia popolare sino a
quando questo Parlamento non modificherà, io spero presto, e fino a
quando non si passerà dalle enunciazioni, dai cartelloni ai dati di
fatto, quando cioè non interverrà una legge che finalmente
eliminerà questo percorso che è equivoco, è ambiguo, cioè, non
distribuisce bene le competenze, non ci fa andare celermente, è
evidente che l'edilizia sociale subirà un rallentamento.
Ma nel momento in cui noi vogliamo modernizzare questo percorso,
vogliamo dare ai comuni quella pianificazione che assegna la legge,
sia vigente, regionale che nazionale, e sia la Costituzione, perché
non dobbiamo dimenticare che la Costituzione nel proprio articolato
dà dei compiti specifici e articola lo Stato in regioni, comuni e
province, demandando al legislatore la funzione specifica e il
ruolo specifico dei comuni.
E' chiaro che, poi, vi è il frutto della contrattazione tra
pubblico e privato, ma noi non viviamo in una sfera chiusa, di
cristallo dorato e siamo fuori dalla realtà. Esisterà una esigenza
del territorio, ma è un modo finalmente importante di riqualificare
alcuni centri che sono degradati e dico anche, per quello che
riguarda la comunità messinese, la mia città, penso che sia un modo
di dare una risposta a quello che è un fenomeno di grande degrado,
che qualcuno erroneamente ha detto risale al 1908. Non è vero. Noi
non abbiamo più baracche a Messina che risalgono al 1908. Ve ne
sono soltanto due e forse andrebbero vincolate, perché è un ricordo
che può rappresentare un'impressione di memoria per la nostra
città, ma certamente esiste il fenomeno della baraccopoli
messinese, in parte aggredito dalle diverse amministrazioni, anche
dalla mia. E questo percorso potrebbe diventare finalmente virtuoso
in un ragionamento tra pubblico e privato.
Si tratta di edilizia sociale e, se stiamo attenti, se non
rendiamo questo percorso ultroneo, se non aggiungiamo questo
ragionamento, che passa per gli IACP, e spero che questo non
accada, fermo restando che mi rendo conto che bisogna al più presto
modificare la legge e, quindi, mettere un punto, Assessore. Lei lo
sa bene, io lo voglio ribadire: fin quando c'è quel percorso, è
chiaro che noi non possiamo eludere la legge, ma è evidente che
questa Assemblea deve sapere che questo sistema, questo impianto
può essere viziato proprio da questa mancanza di chiarimento dei
rapporti tra comune e IACP per quello che riguarda l'edilizia
sociale.
Quindi, stiamo attenti, mettiamo un punto e presto fermiamo questa
diatriba che ormai sta frenando l'edilizia sociale e andiamo avanti
speditamente per l'approvazione di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Pongo ai voti il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Rinvio dello svolgimento della discussione del disegno di legge
«Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
2, dello Statuto recante Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'» (n.
702/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'esame del disegno di legge
«Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
2, dello Statuto recante Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'» (n.
702/A). posto al numero 2), ritengo che sia più opportuno
rinviarne la trattazione a domani, dovendo, nella seduta di domani,
incardinare l'esame del disegno di legge relativo alla riduzione
del numero dei deputati.
Comunicazione sul disegno di legge 750/A all'ordine del giorno e
rinvio dello stesso
Presidenza del vicepresidente Formica
Rinvio della discussione del disegno di legge «Ricollocazione del
personale dell'Ente autonomo Fiera del Mediterraneo» (750/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa al disegno di legge numero
750/A «Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo», posto al numero 3).
A questo proposito faccio presente che è pervenuta alla
Presidenza, nonché all'Ufficio di Gabinetto dell'assessore
regionale per l'economia, al Dipartimento regionale delle Attività
produttive, una nota da parte della Ragioneria generale della
Regione in merito alla copertura finanziaria di questo disegno di
legge.
Ne do lettura: Si precisa che, in assenza di riscontro da parte
del competente assessorato regionale delle attività produttive, la
quantificazione degli oneri e la relativa copertura finanziaria non
sono da considerarsi più attuali .
Invito, pertanto, la Commissione Bilancio e il Governo,
congiuntamente, ad esitare una risposta in merito al quesito che è
stato posto dalla Ragioneria generale della Regione e, quindi,
verificare se i rilievi che sono stati mossi sono superati o
superabili, primi di trattare l'argomento all'ordine del giorno.
CAPUTO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, volevo dare una integrazione a quanto testè comunicato
dalla Presidenza.
E' pervenuta una nota da parte del Dipartimento regionale delle
attività produttive con la quale si specifica che, a fronte della
somma per pagare gli stipendi al personale, che è di quasi un
milione e quattrocentomila euro, residua una somma soltanto su quel
capitolo di trecentocinquemila euro, quindi insufficiente, somma
che, tra l'altro, risulta pignorata da numerosi creditori. Quindi,
la somma in quel capitolo non c'è più.
Volevo rimarcare che è assurdo - ed invito la Presidenza, se
permette, ad un maggiore coordinamento - perchè questo disegno di
legge è stato approvato dalla Commissione attività produttive, è
stato approvato dalla Commissione bilancio, quindi con copertura, è
stato approvato dalla Commissione per la qualità delle leggi, è
tornato in Commissione attività produttive senza nessun rilievo da
parte della Commissione bilancio e degli Uffici, ma soltanto per la
presa d'atto, ed è quindi stato iscritto dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppo parlamentari all'ordine del giorno.
Stupisce che soltanto al momento di sottoporlo all'esame dell'Aula
arrivino queste certificazioni, che dimostrano quello che invece
andava accertato prima. Questo è un segnale, certamente, di non
coordinamento che credo che faccia onore a nessuno, anche perché
parliamo di decina di lavoratori che di fatto .
PRESIDENTE. Non certamente del Parlamento. Precisiamo. Da parte
del Governo
CAPUTO, presidente della Commissione. No, signor Presidente, era
logico che è una questione tutta interna al Governo. Il Parlamento
ha fatto i suoi passaggi e nessun rilievo poteva fare perché il
Governo l'ha comunicato.
Però, stupisce che si arrivi in Aula e soltanto all'inizio
dell'esame di questo disegno di legge ci si accorga che mancano i
soldi.
APPRENDI, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
APPRENDI, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi questa è
una storia che ormai va avanti da parecchi anni e che finalmente
pensavamo di avere trovato la quadra rispetto alla soluzione del
problema per questi dipendenti che, come si sa, al momento non sono
messi nella condizione di potere svolgere il proprio lavoro.
E' molto strano che dopo la chiusura di un iter che è stato lungo,
complicato, che aveva anche avuto alcuni pareri positivi dagli
Uffici, arrivi questa nota, che sembra un po' strumentale.
Mi dispiace che non sia presente l'Assessore alle attività
produttive, perché sarebbe stato interessante sentire cosa ci
diceva in proposito, e mi piacerebbe sentire cosa dice anche
l'Assessore Armao rispetto a questa nota che è stata fatta.
Quello che auspico è che presto troviamo la soluzione perché
veramente non facciamo una bella figura all'esterno, non soltanto
con i lavoratori, ma io dico con noi stessi che abbiamo lavorato su
questa legge che poteva dare adeguate risposte.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
della presenza dell'Assessore Armao in Aula intervenendo sulla
questione Ente Fiera di Palermo, perché mi rendo conto ed è giusto
che questo Parlamento si ponga come questione prioritaria la
garanzia occupazionale, la garanzia del livello occupazionale anche
di questo Ente.
Però dobbiamo anche capire che questo Ente ha un pregresso di
debiti nei confronti di tanti fornitori che dovremmo attenzionare.
A me è giunta una nota che è stata indirizzata al Presidente della
Regione siciliana, al Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana, all'Assessore alle attività produttive, all'Assessore
all'economia, al dottor Gioacchino Mistretta, commissario
straordinario, con la quale un signore o un soggetto che Italgroup,
Fiereventi e Servizi a r.l. lamenta il mancato pagamento di una
certa somma di denaro, che è abbastanza consistente.
Ora, colgo l'occasione per rivolgere all'assessore una domanda, e
preannuncio anche un'interrogazione in merito a questa vicenda:
cosa sta facendo la Regione Siciliana, l'assessorato alle attività
produttive e quindi l'assessorato all'economia per far fronte sia
alle legittime aspettative dei lavoratori, ma a tante altre
legittime aspettative di imprenditori che si sono sconnessi e si
sconnettono giorno dopo giorno e che non hanno il ventisette del
mese, ma hanno puntato tutto sulla loro libera impresa e che oggi
purtroppo vedono infranti i loro sogni, le loro aspettative e i
loro diritti sacrosanti per non vedersi saldati quei debiti che
legittimamente avanzano e hanno proposto nei confronti dell'Ente
Fiera, e quindi oggi nei confronti della Regione Siciliana?
Secondo me, è giusto che l'Assemblea, che il Parlamento guardi ai
lavoratori, ma guardi anche ai tanti creditori di questo Ente, che
non devono vedersi mortificate le loro aspettative o i loro diritti
sacrosanti che sono le aspettative dei loro crediti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 30 novembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Formica
I -Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico .
(805/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
2) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della
Regione siciliana, in materia di riduzione dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana'. Disposizioni transitorie .
(790-52-778-779-784/A)
Relatore: on. Minardo
3) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'
(702/A)
Relatore: on. Vinciullo
4) - Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo (750/A)
Relatore: on. Apprendi
La seduta è tolta alle ore 19.07
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 21.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni - Rubrica «Autonomie locali e
Funzione pubblica»
FARAONE. «All'Assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, premesso che:
il 10 settembre 2010 è stato presentato dal dirigente del comune
di Palermo, dott. Roberto Rainieri, un ampio e circostanziato
esposto-denuncia a diversi organi giudiziali nonché anche
all'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica;
con detto esposto-denuncia si è inteso portare a conoscenza alcuni
fatti e diverse circostanze occorsi presso il comune di Palermo, in
particolare accaduti verso la propria persona e funzione
dirigenziale;
considerato che con tale esposto si chiede di accertare e
sanzionare alcune presunte irregolarità e abusi subiti
personalmente in violazione delle norme del buon andamento e
dell'imparzialità che disciplinano la condotta di una pubblica
amministrazione;
per sapere quali iniziative e/o provvedimenti abbia assunto o
ritenga di assumere al riguardo al fine di accertare e verificare
quanto contenuto nell'esposto-denuncia presentato». (1597)
Risposta. - «In merito all'interrogazione in oggetto relativa a
Iniziative da assumere a seguito dell'esposto presentato da un
dirigente del Comune di Palermo si osserva, in via preliminare,
che con tale atto di Sindacato ispettivo l'onorevole interrogante
fa integrale riferimento ad un esposto presentato dal dirigente del
Comune di Palermo, Dott. Roberto Raineri, anche all'Assessorato
delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.
Più in particolare, l'on. Faraone chiede di sapere a questo
Assessorato quali iniziative e/o provvedimenti abbia assunto o
ritenga di assumere al riguardo al fine di accertare e
verificare quanto contenuto nell'esposto-denuncia presentato .
Con riferimento alla questione proposta, al fine di verificare il
contenuto dell'esposto cui si riferisce l'interrogazione e la
sussistenza di ipotesi che possano giustificare l'assunzione di
provvedimenti , con note prot. n. 132619/Gab del 21 settembre 2010
e prot. n. 43923/Gab del 10 marzo 2011, veniva interpellato il
Dirigente Generale del Dipartimento delle Autonomie locali.
Con nota prot. n. 7381 del 5 aprile 2011 detto Dipartimento
rispondeva precisando che con nota prot. n. 22659 del 3/09/2010 e
successivo sollecito prot. n. 26590 del 19/10/2010 aveva invitato
il Sindaco di Palermo a presentare una relazione in ordine ai
fatti descritti nell'esposto e che, successivamente, quest'ultimo,
con nota prot. n. 11210 del 3/12/2010, rispondeva in modo compiuto
ed esaustivo in merito alla vicenda di cui trattasi, trasmettendo
le singole relazioni predisposte dai soggetti del Comune
interessati dall'esposto del Dr. Raineri .
Detto Dipartimento, conclusivamente, affermava che dall'esame
degli atti suddetti si ritiene che la vicenda de qua debba
inquadrarsi nell'alveo dei contenziosi in materia di rapporti di
lavoro e, più in particolare, nell'ambito delle procedure
giurisdizionali di accertamento di eventuali azioni di mobbing e
che pertanto questo Assessorato non può opportunamente svolgere
alcuna attività, sia di carattere ispettivo che, tantomeno,
sostitutivo .
Alla luce delle superiori considerazioni lo scrivente Assessore,
in assenza di ulteriori elementi, non ritiene di dover assumere
altre iniziative in merito alla vicenda di che trattasi.
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento.
L'Assessore
do
sa Caterina Chinnici
BARBAGALLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che:
il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana,
con l'ordinanza del 9/11/2011, ha accolto l'istanza di sospensione
formulata dal comune di Belpasso riguardante l'autorizzazione alla
consultazione referendaria per l'erezione a comune autonomo della
frazione di Piano Tavola (CT);
diversamente da quanto stabilito nell'ordinanza del T.A.R. Sicilia
- Catania sez. III n. 959/2011, il C.G.A. ha ritenuto che l'atto
impugnato sia stato adottato sulla base di una carente istruttoria;
considerato che:
il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana
nelle motivazioni della predetta ordinanza del 9/11/2011 ha
osservato che il decreto di indizione della consultazione
referendaria si basa su 'perplessi presupposti giuridici';
è stato, in particolare, sottolineato che 'non sono state chiarite
le ragioni del cambiamento di indirizzo tra la relazione del 2011 e
quella del 2010, nella quale era stata indicata la sussistenza di
un interesse alla partecipazione referendaria di tutta la
popolazione di Belpasso, stante l'interesse qualificato di detto
comune a conservare una porzione di territorio di significativa
entità e di rilevante insediamento industriale e commerciale';
ritenuto che:
il C.G.A. ha rilevato anche che non 'è stato assicurato, ai sensi
dell'art. 10 della L.R. n. 30/2000, il contraddittorio
procedimentale nei confronti del controinteressato comune di
Belpasso, le cui valutazioni sono state acquisite nel 2007, ma non
in relazione alla predisposizione della (seconda) relazione n. 7855
dell'11/04/2011';
non è stata presa in considerazione né la precedente decisione del
CGA (n. 358/2011) né il parere n. 749/2006;
per sapere:
quali provvedimenti siano stati assunti per il danno d'immagine
che ha subito l'amministrazione regionale;
se siano state assunte iniziative per il danno economico causato
alla Regione, poiché l'Avvocatura ha dovuto difendere un
provvedimento quantomeno di dubbia legittimità;
le ragioni per le quali sia stato adottato un decreto che ha
provocato aspettative e speranze ma anche preoccupazioni e timori
determinando una spaccatura sociale nelle comunità
interessate». (2104)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In merito all'interrogazione in oggetto relativa a
Chiarimenti sulle iniziative assunte a seguito della decisione del
Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana di
sospensione delle procedure per l'istituzione del nuovo comune di
Piano Tavola (CT) l'on. Barbagallo chiede a questo Assessorato di
sapere:
a) quali provvedimenti siano stati assunti per il danno d'immagine
che ha subìto l'amministrazione regionale;
b) se siano state assunte iniziative per il danno economico
causato alla Regione, poiché l'Avvocatura ha dovuto difendere un
provvedimento quantomeno di dubbia legittimità;
c) le ragioni per le quali sia stato adottato un decreto che ha
provocato aspettative e speranze ma anche preoccupazioni e timori
determinando una spaccatura sociale nelle comunità interessate.
In via preliminare, va osservato che l'atto di sindacato ispettivo
fa riferimento ad una ordinanza del Consiglio di Giustizia
Amministrativa resa a seguito dell'istanza di sospensione
presentata dal Comune di Belpasso (CT) avverso il D.A. n. 130 del
27 maggio 2011, avente ad oggetto l'autorizzazione alla
consultazione referendaria per la costituzione del comune di Piano
Tavola.
L'ordinanza del CGA, che ha concesso la sospensiva, rappresenta
quindi un provvedimento interinale assunto a seguito di una
valutazione sommaria in sede cautelare e non una decisione di
merito sulla legittimità o meno del decreto assessoriale de quo.
Alla luce di queste considerazioni e in assenza di una sentenza
definitiva, il sopra menzionato provvedimento giurisdizionale non è
sufficiente per valutazioni conclusive quali quelle cui perviene
l'onorevole interrogante e non consente di poter prendere in
considerazione danni pretesamene arrecati all'amministrazione
regionale.
Circa il fatto che il decreto assessoriale in questione abbia
potuto provocare aspettative e speranze e preoccupazioni e
timori va osservato che non solo tale provvedimento ma ogni atto
amministrativo che vede coinvolti interessi contrapposti non può
che vederne soddisfatti solo alcuni.
Per completezza espositiva, in ordine alla legittimità del
procedimento amministrativo di che trattasi, va comunque rilevato
che il TAR Catania sez. III aveva respinto la medesima istanza di
sospensione successivamente accolta dal CGA. La circostanza che due
Giudici, attraverso iter logico-motivazionali differenti, abbiano
emesso provvedimenti tra loro antitetici, è un chiaro indice della
complessità della materia trattata e degli interessi coinvolti.
Tanto si rappresenta rimanendo a disposizione per ogni ulteriore
chiarimento».
L'Assessore
tt.ssa Caterina Chinnici
Rubrica «Economia»
D'ASERO- CORONA- TORREGROSSA- LEONTINI- FALCONE- VINCIULLO-MANCUSO-
LIMOLI-BOSCO-FORMICA-BUZZANCA-POGLIESE. - «Al Presidente della
Regione, all'Assessore per l'economia e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
si deve provvedere a privatizzare la Tirrenia-Siremar, società
controllata da Fintecna e partecipata interamente dal Ministero
dell'economia, entro il 30 settembre 2010, data ultima imposta
dalla U.E.;
nel marzo 2010 la Regione siciliana costituiva la Mediterranea
Holding s.p.a., sottoscrivendo una quota capitale del 37%, società
la cui compagine è composta dall'armatore greco A.Tomasos con il
30,5%, dal gruppo Lauro con il 18,5%, da Nicola Coccia 3%, da
Isolemar 8%, e dalla famiglia Busi Ferruzzi al 3%;
la Mediterranea Holding ha presentato offerta di acquisto
dell'intero pacchetto azionario per 10 milioni di euro, oltre
l'impegno di soddisfare i debiti maturati per circa 520 milioni di
euro. Il Ministro per le infrastrutture ha ritenuto 'formalmente
ricevibile' l'unica offerta di acquisto presentata dalla
Mediterranea Holding;
la Regione siciliana ha rifiutato la precedente offerta da parte
del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di ottenere la
società Siremar (società regionale) a titolo gratuito, preferendo
partecipare all'offerta pubblica promossa dalla Fintecna per
rilevare l'intero gruppo Tirrenia-Siremar, adottando una decisione
anomala, che va oltre l'obiettivo di tutelare le rotte per la
Sicilia, diversamente da quanto deciso dalle Regioni Toscana,
Sardegna e Campania, che hanno rilevato le società regionali da
trasferire agli armatori privati con procedura ad evidenza pubblica
nei modi indicati dalle direttive comunitarie;
considerato che:
la proposta della Mediterranea Holding, alla luce degli indirizzi
comunitari in materia di partenariato pubblico-privato, che indica
di trasferire il rischio ai privati, presenta diverse anomalie con
una forte impronta politica e un scarsa valenza economica e di
mercato;
la Regione siciliana, con la decisione di aderire alla società
mista, ha motivato la partecipazione di soggetti economici che da
soli non avrebbero mai deciso di partecipare alla gara per
l'acquisizione della Tirrenia, non disponendo di risorse
finanziarie e di un management in grado di sostenere il piano
industriale. I soci privati della Mediterranea Holding con la
partecipazione della Regione siciliana ritengono di poter acquisire
con certezza i contributi statali ed europei previsti per le rotte
marittime senza particolari rischi;
con l'adozione di tale soluzione la Regione assume impegni e
rischi che secondo le nuove direttive comunitarie vanno trasferite
ai privati e non messi a carico del bilancio delle amministrazioni;
la partecipazione della Regione siciliana nell'acquisizione di
Tirrenia-Siremar è stata ritenuta anomala da Confitarma
(Confindustria) e dall'intero cluster marittimo nazionale e
internazionale che vede in questo una violazione delle regole di
mercato e della concorrenza, con il rischio di contenziosi in
ambito comunitario, richiesta di danni e conseguente danno erariale
(rischio infrazione comunitaria per lo Stato italiano);
per sapere quali siano le valutazioni che abbiano spinto la
Regione siciliana ad acquisire una quota del gruppo Tirrenia-
Siremar ed in particolare, come previsto dai criteri indicati
dall'autorità di vigilanza, se siano state condotte le opportune
valutazioni di sostenibilità (varie) in merito ai seguenti punti:
sostenibilità economico-finanziaria dell'investimento, impatto
socio-economico, convenienza rispetto a soluzioni alternative di
mercato (mettere in gara le rotte e lasciare l'iniziativa ai
privati senza assumere debiti e rischi di una società a fine
concessione);
sostenibilità della soluzione giuridica - se sia necessaria la
partecipazione e se tale scelta garantisca il controllo analogo
sulla s.p.a. con solo il 37% della quota detenuta dalla Regione a
tutela delle politiche di sviluppo economico della Sicilia;
se sia stato prodotto un adeguato studio di fattibilità (ex ante
ed ex post) come previsto dall'autorità di vigilanza - Corte dei
conti, contenente i vari profili gestionali, in modo particolare in
relazione all'assunzione del debito di 520 milioni di euro, e in
che modo le banche intendano intervenire per tutelare l'equilibrio
economico e finanziario dell'azienda partecipata dalla Regione
siciliana;
l'analisi dei rischi da assumere e la compatibilità con gli
obiettivi e i vincoli dettati dalle autorità di vigilanza europee,
considerato che si tratta di una partecipazione pubblica in una
società di capitale che svolge attività imprenditoriale nel settore
dei trasporti;
se il modello giuridico gestionale scelto (società mista) sia
conforme al trattato e alle direttive dell'UE per ottenere i
sussidi statali (sovvenzioni di equilibrio) e i fondi comunitari e
se la soluzione potrà incorrere in procedure di infrazione che
potrebbero bloccare la nuova società e mettere a rischio i
collegamenti col continente e le isole minori, bloccando l'economia
regionale». (1294)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
ritiene opportuno precisare preliminarmente che in materia di
collegamenti marittimi da e per la Sicilia e con le Isole minori,
il Governo Regionale con delibera n. 39/2010 ha assunto apposita
iniziativa finalizzata a partecipare all'acquisizione del Gruppo
Tirrenia Navigazione S.p.a. messa al bando dalla controllante
Finteci S.p.a. allo scopo di procedere alla relativa
privatizzazione e, con successiva delibera n. 48/2010 ha deliberato
di partecipare a detta privatizzazione acquisendo una quota di
minoranza in una Newco appositamente costituita.
Al fine di salvaguardare la Regione dai rischi derivanti da una
eventuale acquisizione del predetto pacchetto azionario, la Giunta
di Governo ha altresì stabilito che la partecipazione al bando di
Fintecna S.p.a. dovesse realizzarsi attraverso la costituzione di
una cordata di imprenditori, scelti attraverso invito pubblico,
disponibili a prendere parte ad una compagine societaria - Newco -
con il tassativo vincolo della sede legale ed operativa in Palermo,
subordinando alla partecipazione minoritaria della Regione,
l'attribuzione del potere, seppur condiviso, di gradimento
all'ingresso di nuovi e futuri soci nonché l'attribuzione di
diritti patrimoniali privilegiati sotto il profilo della
sopportazione delle perdite per consentire una partecipazione
limitata alla gestione operativa a fronte di una massimizzazione
dei poteri di controllo e di gestione generale strategica.
Per quanto precede ed a seguito dell'espletamento di una
manifestazione di interesse, il 17/02/2010 è stata costituita - con
un capitale iniziale di 120.000,00 euro - la Newco Mediterranea
Holding di Navigazione S.p.a. con il preciso scopo, pena lo
scioglimento anticipato di acquisire l'intero pacchetto azionario
della Società Tirrena Navigazione S.p.a. (comprensiva della
partecipazione in Siremar S.p.a.).
Tralasciando gli aspetti legati all'esito del bando di gara
indetto da Fintecna, poiché noti, si ritiene di dover evidenziare
che, per rispettare le esigenze di volta in volta esplicitate dalla
parte venditrice - Fintecna - finalizzate al miglioramento dei
termini economici dell'unica offerta presentata per l'acquisto del
Gruppo Tirrenia, il capitale sociale della Newco è stato adeguato
in data 31/05/2010 fino ad un milione di euro, in data 23/06/2010
fino a dieci milioni di euro ed infine, nell'assemblea del
31/08/2010 fino ad un massimo di venticinque milioni di euro.
In quest'ultima assemblea dei soci della Mediterranea Holding di
Navigazione S.p.a., votando favorevolmente all'ulteriore aumento di
capitale sociale, la Regione Siciliana, che ne possiede il 37%, ha
reiterato l'interesse al piano di acquisizione del Gruppo Tirrenia,
senza tuttavia sottoscriverne le quote, con l'obiettivo piuttosto
di far scendere la percentuale pubblica in favore di altri partner
cosiddetti finanziari in grado di rafforzare la compagine
societaria».
L'Assessore
prof. avv. Gaetano Armao
Rubrica «Salute»
MAIRA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
l'Assessorato regionale Salute ha firmato una convenzione
quinquennale con la 'Nicolas Foundation' onlus prevedendo
prioritariamente nel settore dell'ortopedia, un programma formativo
che prevede corsi della durata di due giorni che saranno pagati
quanto al 20% dalla Regione e quanto all'80% dalle aziende
sanitarie regionali;
l'assessore Russo ha anche dichiarato che è imminente l'apertura a
Caltanissetta di un centro per la simulazione che avrà, a suo dire,
grande importanza nel percorso formativo dei medici siciliani;
il CEFPAS - centro per la formazione permanente e l'aggiornamento
del personale del servizio sanitario - è un ente pubblico
d'avanguardia della Regione siciliana, istituito con la legge
regionale 30/93, e lo stesso è stato creato per fornire
costantemente programmi di formazione ed aggiornamento al comparto
medico e sanitario in genere;
considerato che:
già nelle settimane scorse l'Assessorato regionale Salute ha
stipulato altre convenzioni con soggetti operanti nel settore
medico provenienti dal nord Italia e che queste stesse scelte da un
lato mortificano la professionalità dei medici siciliani,
dall'altro si dimostrano pieni esempi di cattiva gestione
aggravando inoltre le casse della Regione;
queste scelte dovrebbero essere frutto di una concertazione che
coinvolga anche gli organi parlamentari preposti e che le stesse
influiscono sull'organizzazione del sistema regionale sanitario;
la scelta a danno del CEFPAS porta grande nocumento alla struttura
ed agli interessi sanitari ed economici di Caltanissetta e della
sua provincia;
per sapere:
quali siano le ragioni alle base dell'esclusione del CEFPAS dei
propri compiti istituzionali;
se non ritenga opportuno rivedere le proprie decisioni nel
rispetto delle professionalità esistenti nel territorio regionale
e, soprattutto, in linea con la politica di contenimento della
spesa sanitaria sbandierata dall'assessore Russo». (2162)
Risposta. - «In ordine alla interrogazione di cui all'oggetto con
la quale l'onorevole Maira chiede notizie e chiarimenti in merito
alla convenzione quinquennale tra l'Assessorato regionale della
salute e la "Nicolas Foundation onlus , si rappresenta che la
predetta convenzione, stipulata in data 18 ottobre 2011, prevede
una collaborazione finalizzata ad attività didattiche di alta
formazione ed aggiornamento dei medici ortopedici mediante "cadaver-
lab".
La Fondazione "Nicola's Foundation onlus", che ha per scopo il
perseguimento di finalità di solidarietà, svolge la propria
attività prevalente nel settore della formazione e della ricerca
scientifica di particolare interesse sociale come definite con il
DPR n. 361 del 10 febbraio 2000 nonché dal DPR pubblicato nella
G.U. n. 136 del 14 giugno 2003 - regolamento di attuazione
dell'art.10, c.1, lett.a, n.11 D.Lgs. n.460/1997.
La Fondazione sviluppa, tra l'altro, la propria attività nel
settore della ricerca scientifica in ambito medico con riguardo ai
settori ortopedico, biologico-biomeccanico, genetico e di
ingegneria tissutale, nonché oncologico, con particolare
riferimento allo sviluppo delle biotecnologie e della biomeccanica,
allo sviluppo di metodiche innovative nel settore medico e
chirurgico, nonché ai settori della prevenzione, diagnosi e cura
delle patologie dell'essere umano; inoltre ha realizzato un centro
permanente di Anatomia chirurgica - sperimentale in Arezzo dedicato
alla promozione della formazione e dell'aggiornamento continuo in
ambito medico-chirurgico e nelle altre professioni sanitarie.
Alla opportunità di stipula della predetta convenzione si è giunti
anche considerando la necessità di promuovere ed agevolare
l'attuazione della formazione continua dei Medici ortopedici
traumatologi sia per le tecniche e tecnologie consolidate che per
quelle innovative, mediante corsi ed esercitazioni con utilizzo di
parti anatomiche; è stata inoltre determinante anche la
considerazione che le competenze proprie della Fondazione "Nicola's
Foundation Onlus" ed il proprio Centro di Ricerca e Teaching sono
le uniche rinvenibili in Italia.
La predetta convenzione è stata approvata con decreto assessoriale
n. 2112 del 27 ottobre 2011.
Si precisa inoltre che nessun onere economico è previsto per la
Regione siciliana in quanto, ai sensi dell'art. 2 della
convenzione, le spese di partecipazione ai corsi formativi per i
medici specialisti in ortopedia e traumatologia della Regione
Sicilia saranno a carico della Fondazione nella misura del 20%,
mentre la differenza, pari all'80%, sarà a carico delle Aziende del
Servizio Sanitario Regionale».
L'Assessore
dott. Massimo Russo