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Resoconto d'Aula della Seduta n. 30 di mercoledì 08 ottobre 2008
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   Presidenza del presidente Cascio


   VITRANO,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                              Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Musotto è in missione,  per
  ragioni del suo ufficio, dall'8 al 10 ottobre 2008.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Crediti  di  imposta per nuovi investimenti e per  la  crescita
  dimensionale delle imprese  (n. 239)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal  Presidente  della  Regione  (On.  Lombardo)  su
  proposta  dell'Assessore per il bilancio (On. Cimino) in  data  7
  ottobre 2008;

    Composizione  delle giunte. Status degli amministratori  locali
  e  misure  di  contenimento  della spesa  pubblica.  Disposizioni
  varie  (n. 240)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal  Presidente  della  Regione  (On.  Lombardo)  su
  proposta  dell'Assessore per la famiglia  (On. Scoma) in  data  7
  ottobre 2008;

    Norme  per la semplificazione, l'accelerazione del procedimento
  amministrativo,  la trasparenza, l'agevolazione delle  iniziative
  economiche  e  l'efficienza della pubblica  amministrazione   (n.
  241)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal  Presidente  della  Regione  (On.  Lombardo)  su
  proposta  dell'Assessore alla Presidenza (On. Ilarda) in  data  7
  ottobre 2008.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Disposizioni   in   materia  di  polizia  locale   comunale   e
  provinciale. Istituzione della scuola regionale per la  sicurezza
  e la polizia locale  (n. 27)
    di iniziativa parlamentare
    inviato in data 7 ottobre  2008;

    Norme sugli uffici stampa delle amministrazioni pubbliche   (n.
  73)
   di iniziativa parlamentare
    inviato in data 7 ottobre  2008;

    Istituzione  del garante regionale per i diritti  dell'infanzia
  e l'adolescenza  (n. 91)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008;

    Norme  per  l'istituzione  del  servizio  civile  regionale   e
  coordinamento con il servizio civile nazionale  (n. 148)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008;

    Norme  per  il  riconoscimento ed il  sostegno  delle  comunità
  giovanili  (n. 166)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008

                    AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Disciplina  per  lo  smaltimento dei rifiuti  solidi  urbani  e
  speciali prodotti al di fuori della Regione destinati ad impianti
  di smaltimento siti nel territorio regionale  (n. 141)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008

                 CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing sui  luoghi  di
  lavoro  (n. 128)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008
   parere I;

    Norme in sostegno dell'editoria locale  (n. 157)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008
   parere III, UNIONE EUROPEA

                  SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    Norme  in  materia di uso di sostanze psicotrope su bambini  ed
  adolescenti  (n. 34)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008;

    Norme per la prevenzione del fauvismo  (n. 134)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008
   parere III;

    Istituzione    delle   Unità   operative   delle    professioni
  sanitarie (n. 151)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008;

    Istituzione  dell'Agenzia regionale per l'emergenza  -  urgenza
  sanitaria 118  (n. 218)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 7 ottobre  2008.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arico', in data  7  ottobre
  2008,  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
  numero  227    Riordino  delle Aziende  sanitarie  della  Regione
  siciliana  ed  istituzione dell'Agenzia regionale per  i  servizi
  sanitari'.
   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   numero  163 - Notizie in ordine alla gestione degli ATO  rifiuti
  siciliani.
   Presidente Regione
   Firmatari: Di Guardo Antonino; Raia Concetta;

   numero   164   -   Provvedimenti  per  la  riattivazione   della
  postazione 118 a Cianciana (AG).
   Assessore Sanità
   Firmatario: Panepinto Giovanni;

   numero  166 - Iniziative urgenti al fine di nominare il Comitato
  amministrativo ai sensi dell'art. 60 della l.r. 32 del 2000.
   Presidente Regione
   Assessore Cooperazione
   Firmatari:   Raia   Concetta;  Termine  Salvatore;   Di   Guardo
  Antonino;

   numero  167  -  Iniziative  per  favorire  la  titolarità  della
  gestione  di  quanto già progettato per il Punto Franco  previsto
  dalla legge n. 191 del 1951.
   Presidente Regione
   Assessore Industria
   Firmatario: Picciolo Giuseppe.

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

   numero  161 - Iniziative per il completo utilizzo delle  risorse
  finanziarie  previste  da   Agenda  2000  in  scadenza  entro  il
  prossimo mese di dicembre e per la razionalizzazione della  nuova
  programmazione 2007-2013.
   Presidente Regione
   Assessore Presidenza
   Firmatario: Barbagallo Giovanni;

   numero  162 - Chiusura di alcune postazioni di emergenza-urgenza
  118.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: D'Antoni Orazio;

   numero  165  -  Interventi per l'assegnazione di due  medici  di
  base a Catenanuova (EN).
   Assessore Sanità
   Firmatario: Galvagno Michele.

   Avverto  che le interrogazioni testé annunziate saranno  inviate
  al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   numero    23    -   Iniziative   urgenti   per   sostenere    la
  ricapitalizzazione  societaria, il  completamento  dei  lavori  e
  l'avvio  dell'attività dei mercati agroalimentari Sicilia  (MAAS)
  in territorio del comune di Catania.
   Presidente Regione
   Firmatario: Limoli Giuseppe;

   numero  24  -  Notizie  circa la gestione dei  fondi  comunitari
  relativi alla programmazione 2000-2006.
   Presidente Regione
   Firmatari:   Barbagallo   Giovanni;   Galvagno   Michele;   Lupo
  Giuseppe.

   Avverto  che,  trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
  il  preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero aver  luogo  nel
  corso della seduta.

   Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio nominale  o  di
  scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del presidente Cascio


                  Discussione unificata di mozioni

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione unificata delle seguenti mozioni:

   numero   48  Iniziative, a livello centrale, per attivare azioni
  di  contrasto alla manovra statale sulla  questione scuola' nella
  Regione  siciliana , degli onorevoli Barbagallo, Lupo,  Galvagno,
  Rinaldi,   Gucciardi,   Laccoto,  Ferrara,   Ammatuna,   Vitrano,
  Fiorenza, Cracolici, Bonomo;

   numero  53   Interventi urgenti allo scopo di  salvaguardare  la
  scuola  pubblica , degli onorevoli Donegani, Digiacomo, Marziano,
  Di Guardo.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la legge 6 agosto 2008, n. 133, art. 64, prevede un taglio di  7
  miliardi    e   832   milioni   sui   capitoli   del    Ministero
  dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

   in  particolare, si prevede un taglio di circa 87 mila posti  di
  personale docente e di 42 mila personale non docente;

   nella  medesima legge è previsto, altresì, l'accorpamento  delle
  istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore  a  500
  unità;

   complessivamente  i  dati  relativi ai  tagli  per  il  triennio
  2009/2011   avrebbero  effetti  devastanti  sull'intero   sistema
  scolastico  siciliano: 15 mila posti di lavoro nei  prossimi  tre
  anni;

   l'ipotesi  di  chiudere  i  plessi  con  meno  di  50   studenti
  porterebbe  a privare gli alunni dei piccoli centri  del  diritto
  allo studio, nonché ad un inaccettabile e ulteriore abbandono dei
  nostri comuni montani;

   le  istituzioni scolastiche sottodimensionate di cui si  prevede
  la soppressione sono 506;

   considerato che:

   la  scuola, nella nostra Regione rispetto alle altre regioni più
  ricche, è spesso, l'unico punto di riferimento per le famiglie  e
  le  giovani  generazioni,  al cospetto del  vuoto  di  interventi
  sociali che li circonda;

   la  scuola  è,  sicuramente, un fattore  di  crescita  civile  e
  sociale  nonché  uno  straordinario luogo  di  accoglienza  e  di
  integrazione culturale e sociale, che non può essere  subordinata
  ad esigenze di cassa;

   considerato, inoltre, che:

   con  la  prevista  riduzione degli organici  di  sostegno  viene
  messo,   altresì,  in  discussione  il  diritto  all'integrazione
  scolastica, sancito da numerose leggi dello Stato sulla  materia,
  prima delle quali la legge n. 104 del 1992;

   il   Governo   nazionale   non  può,   per   un   mero   calcolo
  ragionieristico, contraddire ed ignorare la legislazione vigente,
  che  fa, invece, del diritto al sostegno, all'integrazione e alla
  solidarietà i suoi punti di riferimento, certi ed irrinunciabili;

   il   decreto-legge  1  settembre  2008,  n.  137,  prevede,  tra
  l'altro,  il  maestro  unico  nella  scuola  elementare,  con  la
  riduzione  dell'orario scolastico a 24 ore  settimanali:  quattro
  ore con uscita dei bambini dalla scuola alle ore 12.30;

   ritenuto che:

   la  gravità  e  la sproporzionata dimensione dei  tagli  operati
  all'organico del personale della scuola siciliana (1.744  docenti
  e  162  di  personale  amministrativo tecnico  e  amministrativo)
  compromette seriamente e irreparabilmente la qualità del servizio
  pubblico  scolastico e dell'offerta formativa  e  pregiudica  gli
  obiettivi  sui livelli di apprendimento nonché la reale fruizione
  dei  servizi minimi, in assenza di una legge organica sul diritto
  allo studio in Sicilia;

   la   politica   del   Governo  nazionale   sull'istruzione   nel
  Meridione,  e  in particolare in Sicilia, fondata sul  preminente
  obiettivo di conseguire risparmi ed economie di bilancio,  è  una
  scelta  irresponsabile, in controtendenza  con  le  scelte  e  le
  indicazioni  della Comunità europea che impedirà  definitivamente
  di conseguire gli obiettivi di Lisbona entro il 2010;

   detta  politica  scolastica è, inoltre, profondamente  sbagliata
  per  l'entità  dei  tagli, che superano in  Sicilia  i  parametri
  dovuti  al  calo demografico (il 50% dei risparmi  conseguiti  su
  scala nazionale si concentrano in Sicilia e in Campania);

   i  tagli stabiliti dal Ministero hanno, altresì, drammaticamente
  penalizzato l'organico di sostegno, pur in presenza di richieste,
  certificate  dagli  uffici scolastici provinciali,  che  sono  in
  aumento di oltre mille posti rispetto all'anno precedente;

   in  questo  modo  si penalizzano gli alunni con disabilità,  cui
  sono  decurtate sensibilmente le ore di sostegno scolastico,  con
  grave  pregiudizio per l'efficacia dell'intervento, della qualità
  del  servizio scolastico e con evidente lesione dei diritti degli
  alunni con disabilità;

   ritenuto, inoltre, che:

   risparmiare  sull'istruzione  in modo  così  pesante,  significa
  disinvestire sul futuro delle giovani generazioni siciliane;

   il  ritorno  al  maestro unico, inserito  con  il  decreto-legge
  citato, non tiene alcun conto dell'ampiezza dei contenuti che una
  scuola  adeguata ai tempi odierni deve poter trasmettere al  fine
  di  assicurare  idoneo  approfondimento che  non  può  certamente
  essere affidato ad un solo insegnante, se non operando tagli  sui
  contenuti o riducendo alla superficialità l'insegnamento;

   una  scuola  elementare al passo coi tempi  deve  insegnare  non
  soltanto  italiano,  storia, geografia  e  matematica,  ma  anche
  inglese, musica, tecnologia, arte e immagine, scienze, educazione
  fisica; realizzare laboratori di teatro, di cinema, eccetera, che
  non  si può pensare vengano svolti da un solo insegnante, se  non
  con superficiale approssimazione;

   è  impensabile immaginare di ripristinare una scuola in bianco e
  nero  con  figure  docenti  impoverite  e  generiche  nelle  loro
  competenze, chiamate ad inseguire troppe forme del sapere;

   il  modello proposto dal Ministro Gelmini è un atto di  rinuncia
  alla modernità e ripiega su una visione superata dell'istruzione;

   è  impensabile,  inoltre, che si possa  modificare,  in  maniera
  improvvisata  e  per  sole ragioni finanziarie,  un  sistema  che
  risponde con attenzione ed equilibrio alle diverse esigenze della
  società contemporanea, con pluralità di stimoli culturali;

   ritenuto, infine, che:

   la  scuola  primaria del Ministro Gelmini è stata  disarticolata
  attraverso  una  gamma  di opzioni orarie che,  a  partire  dalla
  priorità assegnata alle 24 ore, rende del tutto virtuali le altre
  possibili  scelte,  perché subordinate alla disponibilità  di  un
  personale comunque drasticamente ridotto dal taglio dell'organico
  operato;

   detta  scuola  è più povera di risorse e non può svolgere  certo
  il ruolo fondamentale che deve avere di   ascensore sociale',

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivarsi  con  urgenza sulla  questione scuola'  regionale,
  con  azioni di contrasto alla manovra statale, rappresentando  al
  Governo nazionale la necessità di assicurare anche in Sicilia una
  scuola   adeguata  e  funzionale,  tenuto  conto   del   contesto
  scolastico  siciliano,  ove essa costituisce,  più  che  altrove,
  l'unica  possibilità  di  acquisizione delle  'prime  regole  del
  vivere  insieme', oltre che un fattore irrinunciabile di crescita
  e di riscatto per le nuove generazioni;

   a   difendere   le  prerogative  costituzionali   e   statutarie
  attribuite alla Regione siciliana in materia di scuola e  diritto
  alla studio, affinché la Conferenza permanente per i rapporti tra
  lo  Stato e le regioni si esprima negativamente sulle manovre del
  Governo  nazionale  e non vengano intaccate le  competenze  delle
  regioni e della nostra in particolare;

   a  porre  in essere tutte le necessarie iniziative per  impedire
  la  distruzione  di  un  sistema scolastico  che,  in  condizioni
  talvolta  difficilissime, ha consentito il  progresso  sociale  e
  culturale della nostra Regione;

   ad   intervenire,  altresì,  presso  la  deputazione   nazionale
  siciliana  affinché si impegni a difendere la  scuola  siciliana,
  consegnata  a  logiche di mercato che cancellano,  di  fatto,  il
  diritto  alla  scuola e allo studio per tutti,  scaricando  sugli
  enti locali l'onere maggiore di fornire risposte alle domande  di
  istruzione che provengono dal territorio» (48)

                           BARBAGALLO - LUPO - GALVAGNO - RINALDI -
                         GUCCIARDI - LACCOTO - FERRARA - AMMATUNA -
                            VITRANO - FIORENZA - CRACOLICI - BONOMO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Governo  Berlusconi, nel mettere in atto  lo  smantellamento
  della  scuola  pubblica  in Sicilia, è passato  dalle  parole  ai
  fatti,   abbandonando  al  proprio  destino  gli   studenti   con
  disabilità   e   accrescendone  l'emarginazione  sociale   e   la
  dispersione scolastica;

   l'attuazione  irresponsabile  della  politica  dei  tagli  nella
  scuola  siciliana ha impoverito quella pubblica e ciò sarà ancora
  più  evidente nel prossimo triennio per effetto del decreto-legge
  n. 112 del 2008;

   mille  posti di lavoro in meno e 1.700 disabili senza  sostegno.
  Queste  sono  le  cifre  rese  note  dal  direttore  dell´ufficio
  scolastico  regionale, in applicazione di quanto già  deciso  dal
  Governo Berlusconi per risanare i conti pubblici;

   le   famiglie  di  questi  ragazzi  insieme  ai  mille   docenti
  specializzati nell'assistenza agli alunni disabili, dopo aver per
  anni  contribuito  notevolmente  al  regolare  svolgimento  delle
  attività   didattiche   degli  alunni  disabili,   non   vedranno
  riconfermato  l'incarico. Pertanto, dal mese  di  settembre  2008
  resteranno a casa e, soprattutto, senza stipendio;

   la  provincia di Caltanissetta in particolare, rispetto a  tutte
  le  altre  province siciliane, ha subito il più  alto  taglio  di
  personale  docente  con più di 2/3 rispetto all'anno  precedente,
  impedendo a più di 200 alunni disabili di ricevere risposte  alle
  loro esigenze formative;

   ritenuto  oltremodo grave, oltre che un atto di arretramento  di
  civiltà,  far  pagare  alle fasce più deboli  le  conseguenze  di
  quanto  disposto  dal Governo Berlusconi e  che  è  necessario  e
  doveroso  continuare  e  sostenere  i  docenti  della  scuola  di
  sostegno  ed  invitare il personale della scuola, le associazioni
  delle  famiglie  dei  disabili e tutti i soggetti  interessati  a
  vigilare perché non si leda il diritto all'istruzione dei ragazzi
  disabili,

                       impegna il Presidente della Regione
                                  e
                           il Governo della Regione

   a    contrastare   i   provvedimenti   del   Governo   centrale,
  individuando  le  iniziative e i provvedimenti  da  adottare  per
  evitare che la scuola siciliana diventi luogo di emarginazione  e
  non  di integrazione per gli alunni diversamente abili, impedendo
  al      Ministero      dell'istruzione, dell'università  e  della
  ricerca  che,  non  avendo più nulla da  raschiare  in  ordine  a
  riduzione di organico, decide di colpire gli alunni più deboli  e
  mortificare le esperienze e le professionalità acquisite;

   a  difendere  i diritti collettivi e soggettivi come  quello  di
  avere   il   sostegno  scolastico,  necessario  per   una   reale
  integrazione  e  per  la  valorizzazione delle  potenzialità  dei
  soggetti disabili, con la consapevolezza che costoro, come  tante
  altre  e  spesso  drammatiche realtà, non possono  sempre  essere
  esclusi né elusi dalla politica ma da essa aiutati perché, se ciò
  non  accadesse, svanirebbe il ruolo della politica  e  resterebbe
  soltanto l'illusione di rappresentarla.
   Tali  sono  infatti  le  basi  per un  nuovo  patto  sociale  di
  cittadinanza, le generazioni e le genti di Sicilia,  scritto  sui
  diritti  e  sulle  responsabilità, individuali e collettive,  che
  diano  risposte  all'incertezza di vivere nel  cambiamento  della
  società siciliana». (53)

                                                DONEGANI-DIGIACOMO-
                                                 MARZIANO-DI GUARDO

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n.
  48.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi   quando
  abbiamo presentato questa mozione non pensavamo di discuterla in
  un  momento  così delicato, dopo il primo passaggio parlamentare
  che  ieri  sera  ha visto alla Camera un voto nei confronti  del
  decreto  Gelmini  che,  in  qualche modo,  pregiudica  anche  le
  iniziative,  le  mobilitazioni e l'impegno che tutta  la  classe
  dirigente  siciliana dovrebbe esprimere nei confronti di  questo
  provvedimento.
   Il  Governo  Berlusconi sta strozzando la scuola siciliana  con
  tagli  particolarmente pesanti e di dubbia  legittimità.  Questa
  non  è  una riforma ma un taglio per ridurre i costi. Le riforme
  si  fanno  con la concertazione e la sperimentazione.  La  nuova
  politica   scolastica   è   gestita,  purtroppo,   da   finalità
  economiche.  Verranno colpite le fasce più deboli. La  posizione
  della  giunta Lombardo finora è stata assolutamente  inadeguata,
  sia sul piano politico che dal punto di vista della difesa delle
  prerogative statutarie.
   Non ci si può limitare a scrivere qualche nota, denunciando  la
  violazione  dei princìpi costituzionali, o a promuovere  qualche
  sterile manifestazione. La nostra Regione, oltre alle competenze
  statutarie  in  materia di pubblica istruzione,  confermate  dal
  decreto del Presidente della Repubblica n. 248/85, ha competenza
  esclusiva  in  materia di dimensionamento della rete  scolastica
  (Legge regionale n. 6 del 2000).
   Non  si può dimensionare la rete scolastica senza conoscere gli
  organici.
   La  sentenza n. 13 del 2004 della Corte Costituzionale  prevede
  che   alle   regioni  spetterebbe  la  potestà  non   solo   del
  dimensionamento,  ma  anche della contestuale  assegnazione  del
  personale  al  fine di rendere completa l'opera  di  adeguamento
  della  rete  scolastica  alle reali ed  effettive  esigenze  del
  territorio. La Corte Costituzionale ha stabilito inoltre che per
  esercitare  tale  potere le regioni devono dotarsi  di  adeguati
  strumenti  legislativi. Se la Sicilia si  fosse  dotata  di  una
  legge  organica  sul  diritto  allo  studio  e  sul  sistema  di
  istruzione e formazione, avrebbe avuto la possibilità di evitare
  o  di ridurre i tagli pesanti, eccessivi ed ingiustificati,  che
  stanno  penalizzando in maniera assolutamente  intollerabile  la
  scuola siciliana.
   Il  Governo Berlusconi ha violato le competenze regionali ed il
  principio di leale collaborazione.
   Non  si è limitato, infatti, a conferire princìpi organizzativi
  in  materia  di istruzione, ma a imporre norme di dettaglio  che
  ledono  le attribuzioni legislative regionali oggetto di potestà
  concorrente   (ai  sensi  dell'art.  117,  terzo   comma   della
  Costituzione),   e  violano  i  princìpi  di   sussidiarietà   e
  adeguatezza di cui all'art. 188, primo comma della Costituzione.
   Tutto  ciò  non è possibile nel quadro costituzionale  definito
  dalla  riforma  del  Titolo  V poiché  allo  Stato  è  riservata
  soltanto  la potestà legislativa esclusiva in materia  di  norme
  generali sull'istruzione (art. 117, secondo comma, lettera n).
   La  distribuzione del personale tra le Istituzioni  scolastiche
  non può essere riservata soltanto allo Stato, sia perché non  si
  tratta   di   norme   generali   sull'istruzione,   sia   perché
  strettamente connessa alla programmazione della rete scolastica,
  tuttora di competenza regionale. Le regioni si devono dotare  di
  una  propria  disciplina per non essere  private  da  competenze
  gestorie che la Costituzione ad esse attribuisce. All'erogazione
  del   servizio  scolastico  sono  collegati,  infatti,   diritti
  fondamentali  della persona che fanno capo in primo  luogo  agli
  studenti  ed  alle  loro famiglie, ma che  riguardano  anche  il
  personale.
   La    Corte   Costituzionale   ha   qualificato   il   servizio
  dell'istruzione come servizio pubblico essenziale. Per  evitare,
  pertanto,  soluzioni  di continuità del  servizio,  disagi  agli
  alunni  e  al personale, le singoli regioni si devono dotare  di
  una disciplina finalizzata a svolgere la funzione di distribuire
  il personale scolastico nel proprio ambito territoriale.
   La  Corte  costituzionale,  con  la  sentenza  n.  13/2004,  ha
  dichiarato  l'illegittimità costituzionale di  una  disposizione
  statale  nella  parte in cui non prevede che la  competenza  del
  Dirigente scolastico regionale venga meno quando le regioni, nel
  proprio ambito territoriale e nel rispetto della continuità  del
  servizio di istruzione, attribuiscono con leggi ai propri organi
  la  definizione  delle dotazione organiche del  personale  delle
  istituzioni scolastiche.
   Alla  luce  di queste considerazioni non si capisce  perché  il
  Governo   Lombardo  non  abbia  proposto  ricorso   alla   Corte
  Costituzionale contro le decisioni del Governo nazionale  e  non
  stia   sostenendo   le  proprie  iniziative  con   un   apposito
  provvedimento legislativo e con azioni concrete in tutte le sedi
  Istituzionali.
   E'  necessario, in particolare, convocare tutta la  deputazione
  nazionale affinché si impegni a difendere la scuola siciliana.
   E'   gravissimo   che  sia  stata  posta  la  fiducia   su   un
  provvedimento  che prevede un taglio di circa 87 mila  posti  di
  personale  docente  e di circa 42 mila posti  di  personale  non
  docente.  In  Sicilia si potrebbero perdere  15  mila  posti  di
  lavoro nei prossimi tre anni. L'ipotesi di chiudere i plessi con
  meno  di  50 alunni porterebbe a privare gli alunni dei  piccoli
  centri  al  diritto  dello studio. La riduzione  degli  organici
  degli  insegnanti di sostegno mette pesantemente in  discussione
  il diritto alla integrazione scolastica.
   La politica del Governo nazionale sull'istruzione del meridione
  e,   in   particolare,   in   Sicilia   è   irresponsabile.   La
  sproporzionata  dimensione dei tagli  operati  all'organico  del
  personale  delle  scuole  siciliane  (1.744  docenti  e  282  di
  personale amministrativo e tecnico) compromette irreparabilmente
  la qualità del servizio scolastico.
   I  ritardi  del  centrodestra in Sicilia in tema  di  politiche
  scolastiche  ci  stanno facendo subire, più che  nel  resto  del
  Paese,  la politica antimeridionalistica del Governo Berlusconi.
  La  scure  dei  tagli colpisce in modo folle il  sud:  settemila
  cattedre su quattordicimila che si pensa di risparmiare, sono al
  sud,  soprattutto  in Sicilia e in Campania.  L'educazione  alla
  legalità e ad un cittadinanza matura in una regione nella  quale
  il merito non ha più alcun valore impongono più scuola, non meno
  scuola.
   I tagli alle risorse finanziarie, la riduzione degli insegnanti
  di   sostegno,  dei  docenti  e  non  docenti,  il  rischio   di
  diminuzione  di  molte  scuole, la riduzione  del  tempo  pieno,
  l'aumento  delle  tariffe  per le scuole  dell'infanzia  (mense,
  trasporti  ecc.) si inseriscono in un tessuto sociale  degradato
  ed  in  una  organizzazione scolastica assolutamente inadeguata.
  Per  responsabilità del centrodestra siciliano, che in otto anni
  di  ininterrotto  governo non è riuscito ad  adottare  politiche
  scolastiche serie.
   In  una  graduatoria  delle  Regioni effettuate  dalla  rivista
   Tuttoscuola , la Sicilia occupa il penultimo posto seguito solo
  dalla  Sardegna. La qualità della scuola siciliana è  fortemente
  danneggiata dalle inadempienze di chi ha governato la Regione in
  questi  anni. Basti pensare, ad esempio, che per quanto riguarda
  il  patrimonio delle scuole (attrezzature, mobili, banchi, ecc.)
  le  province  di  Catania  e  Palermo  sono  rispettivamente  al
  terzultimo e penultimo posto tra le province italiane.
   Per  quanto  riguarda  il numero delle  classi  a  tempo  pieno
  Palermo è all'ottanduesimo posto e Catania al novantesimo  nella
  graduatoria nazionale composta da cento realtà provinciali.
   Ci  auguriamo  che  l'UDC,  che  ha  votato  contro  a  livello
  nazionale, e l'MPA che ha votato a favore, ritrovino in Sicilia,
  assieme  a  tutti gli altri partiti, le ragioni di una battaglia
  politica comune.

   LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  accolgo
  favorevolmente  le  considerazioni  che  ha  fatto   l'onorevole
  Barbagallo in ordine al decreto Gelmini. Per quanto ci  riguarda
  siamo  a  fianco  della  Sicilia e delle  scuole  siciliane  nel
  difendere, in maniera assoluta, il diritto ad una scuola equa  e
  giusta.
   Purtroppo,  in  questo momento, onorevole  Cracolici,  ottomila
  persone  hanno perso il posto di lavoro a causa del decreto  del
  Ministro  Padoa-Schioppa e del Presidente  Prodi.  A  questo  si
  aggiunge, in maniera seria, il decreto Gelmini che, se dovessero
  essere  confermate le previsioni, porterà una  riduzione  di  20
  mila  posti,  sommando corpo docente ed ATA,  nel  completamento
  della manovra finanziaria 2008.

   RINALDI. Quindi uscite dalla maggioranza?

   LEANZA  NICOLA.  Onorevole  Rinaldi,  non  siete  usciti  dalla
  maggioranza,  né  vi  siete fatti sentire  un  anno  fa,  quando
  eravate determinanti, figurarsi oggi.
   Per  quanto  ci riguarda continueremo a lottare, perché  questa
  non  è una riforma scolastica ma è assolutamente una riforma  di
  tagli.  Per  fare  un'equivalente con il  decreto  del  ministro
  Gelmini, è opportuno precisare che si tratta di un completamento
  dell'opera del Ministro Tremonti.
   Su  otto  miliardi e mezzo di risparmi, nella scuola non  viene
  investito  quasi  nulla. Non c'è una politica seria  per  quanto
  riguarda  l'edilizia scolastica. Circa due mesi fa  il  Ministro
  Gelmini  ebbe  a criticare gli insegnanti siciliani,  affermando
  che non erano all'altezza della situazione e poi, in seguito, ha
  ritoccato la sua affermazione.
   Altro non era se non l'anticipazione di questa legge, che porta
  ad una riduzione di 90 mila posti di lavoro. E  un taglio che la
  Sicilia e l'Italia non possono assolutamente permettersi.
   In  questi giorni abbiamo protestato vivacemente e parlato  più
  volte con il Ministro, per cercare di fare in modo che almeno la
  Sicilia,   il   Meridione  venisse  salvato  da  questa   scure.
  Purtroppo,  appare evidente la forte distinzione tra  la  scuola
  del nord e quella del sud.
   Infatti,  la  possibilità di incrementare il  tempo  pieno,  ad
  esempio, servirà a premiare la scuola del nord, dove andranno  a
  convergere  i  famosi  8.000 posti di  cui  parla  il  ministro,
  principalmente  per  l'insufficienza  in  Sicilia  di  strutture
  scolastiche idonee.
   Come ricordava l'onorevole Barbagallo, in Sicilia abbiamo delle
  strutture  fatiscenti  mentre  al  nord  hanno  delle  strutture
  importanti,  forse anche per colpa dei governi della  Regione  o
  dei Governi nazionali, ma per questo non è possibile pensare  di
  applicare una norma come quella del Ministro Gelmini.
   Ricordavo  una  frase di Don Milani:  usare misure  uguali  tra
  disuguali è una grande ingiustizia', ma è proprio quello che sta
  avvenendo  nel mondo della scuola., una grandissima ingiustizia
  Stiamo  penalizzando un'intera generazione che da dieci, dodici,
  quattordici  anni  lavora per assicurare il funzionamento  delle
  scuole,  ed  oggi  gli neghiamo il diritto di  poter  continuare
  questo  lavoro  espletato negli anni con  grande  passione,  non
  perché  non ve ne è più la necessità, ma per semplice  risparmio
  economico.
   Da   questo   punto  di  vista,  signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi,  anche a nome del Gruppo dell'MPA che rappresento,  mi
  dichiaro favorevole alla mozione presentata dal PD, nella  parte
  che riguarda il decreto Gelmini.
   Onorevole  Barbagallo, la scuola non è un problema,  ma  è  una
  risorsa,   infatti,  nei  diciotto  mesi  in  cui   ho   diretto
  l'assessorato   alla  pubblica  istruzione,   è   sempre   stata
  considerata una priorità, tanto è vero che il precedente Governo
  ha  stanziato  130 milioni delle proprie risorse per  investirli
  nella   scuola;  ha  portato  in  Commissione   -   fino   quasi
  all'approvazione  - la legge sul diritto allo studio;  ha  fatto
  valere  le  proprie  prerogative nei  confronti  dello  Stato  e
  continua a farlo anche adesso con il Governo Lombardo.
   Tanto  è  vero  che  per  quanto riguarda  il  dimensionamento,
  prerogativa  di  competenza  della  Regione  siciliana,  abbiamo
  scritto  al Ministro Gelmini e siamo pronti ad adire alla  Corte
  Costituzione per rilevare il conflitto.
   In Sicilia e nell'Italia del Sud esistono le mafie e quando c'è
  una  scuola  che  non  funziona l'altra agenzia  educativa  -  o
  purtroppo diseducativa - è la mafia.
   Ritengo  che l'ipotesi ventilata di chiudere i plessi con  meno
  di  cento  alunni porterebbe a privare gli studenti dei  piccoli
  centri del diritto allo studio. In ogni caso, chiudere i piccoli
  plessi   delle   comunità  più  isolate   significa   accelerare
  l'abbandono  delle  montagne e delle  campagne  con  conseguenze
  inaccettabili.  Sarebbe il segnale che la  scuola  pubblica  sta
  indietreggiando, e così non facciamo altro che favorire la mafia
  che  sa  perfettamente  che ci sarà la possibilità  di  prendere
  proseliti.
   Sono nettamente contrario al ritorno al maestro unico, sia pure
  graduale,  e non condivido assolutamente, onorevoli Cracolici  e
  Barbagallo,  la  relazione  dell'onorevole  Iannacone  del   mio
  partito  alla  Camera da cui io prendo le distanze.  Il  maestro
  unico è un ritorno al passato ed è antistorico.
   Paradossalmente il decreto Gelmini comincia a colpire la  parte
  più importante della scuola ossia la scuola primaria e la scuola
  dell'infanzia,  che  certamente  è  all'avanguardia  a   livello
  mondiale.
   La  più  grande  delle  ipocrisie è che, mentre  garantiamo  il
  grembiulino  per evitare che il ricco prevalga sul  povero,  non
  diamo   nessuna  possibilità  ai  ragazzi  disabili  per  quanto
  riguarda il diritto allo studio.
   Il   sostegno  viene  razionato,  ridimensionato  e  ovviamente
  creiamo grosse difficoltà a quelle famiglie e a quei ragazzi che
  invece avrebbero bisogno di una scuola più amica, una scuola che
  sia più vicina alle loro esigenze.
   Pochi giorni fa il nostro Gruppo aveva presentato un ordine del
  giorno, accolto dal Governo e votato dalla maggioranza.
   Per  quanto  riguarda  il  Movimento per  l'Autonomia  siciliano
  quindi,  non  possiamo che essere vicini e condividere,  l'ordine
  del  giorno presentato dal PD, nella parte riguardante il decreto
  Gelmini.  Per  quanto  riguarda  il  resto,  voi  sapete  che  il
  Presidente del Consiglio ha posto la fiducia, il che impone, così
  come è avvenuto nel passato, anche se un partito non condivide il
  merito, di votare la fiducia perché una coalizione è composta  da
  tanti partiti e, comunque, da tantissime attività.
   E'  un  peccato  che  il Presidente Berlusconi  ed  il  Ministro
  Gelmini  abbiano deciso di procedere con un decreto legge  e  per
  fare  porre  la  fiducia su una legge, qual è  la  riforma  della
  scuola  che  doveva coinvolgere il Parlamento, le parti  sociali,
  gli  operatori  della  scuola  e che,  in  qualche  modo,  doveva
  coinvolgere il mondo della società civile.
   E'  un  grande  peccato.  Noi  abbiamo  votato  la  fiducia  per
  rispetto  alla  coalizione ma di questa  legge  non  condividiamo
  quasi nulla.

                             (Applausi)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'intervento  dell'onorevole Barbagallo sia ricco di  dati  sugli
  effetti  di  quella  che  sta per diventare  legge  dello  Stato,
  attraverso una operazione che mai era avvenuta prima d'ora  nelle
  modalità,  di  fare prima un decreto e poi porre  la  fiducia  in
  Parlamento  per impedire che il Parlamento, sul tema fondamentale
  della  tenuta di una comunità nazionale, qual è appunto la scuola
  ed  in particolare la scuola dell'obbligo, potesse esercitare  la
  sua funzione di indirizzo, di merito, di correzione.
   Ho  apprezzato  l'onestà  con la quale  l'onorevole  Leanza   ha
  detto alcune cose ma, con altrettanta onestà le devo dire che non
  apprezzo  il  ruolo  che il suo partito rischia  di  avere  sulla
  scuola  come  su  altre  questioni.  Un  atteggiamento  strabico,
  autonomista quando è in Sicilia, suddito quando va a Roma che, in
  verità,  è  un  vizio  antico di chi  urlava  dalla  Sicilia  per
  dimenticare  la  Sicilia  un minuto dopo quando  attraversava  lo
  Stretto  e  da  questo  punto di vista  consiglierei  agli  amici
  dell'MPA  di  evitare  di sostenere il ponte  perché,  appena  lo
  realizzerete,  sarà facilitata per voi questa  operazione  di  un
  doppio linguaggio, una doppia verità.
   Perché  è  vero sì, il Governo ha posto la fiducia ma  che  vuol
  dire?  Qui  stiamo  parlando di una questione fondamentale  della
  democrazia  italiana. Lei l'ha chiamata riforma  Io appartengo  a
  quella cultura politica che attribuisce alla parola  riforma'  un
  valore  positivo.  Penso  sempre che la  riforma  presupponga  il
  miglioramento o l'ammodernamento rispetto a quello  che  esisteva
  un  minuto  prima.  Possiamo chiamare  riforma'  una  legge  che,
  sostanzialmente, riproduce un modello educativo che c'era per  la
  mia  generazione, ma che non conosceva altri meccanismi che erano
  importanti   per  formare  persone  in  grado  di  decifrare   il
  linguaggio  di  questo tempo: televisione, mezzi informatici,  la
  lingua,  strumenti  e,  aggiungo,  anche  quelle  discipline  che
  servono  sostanzialmente a formare verso l'era  della  tecnica  e
  della tecnologia.
   Non   voglio  ripetere  le  questioni  che  ha  già  evidenziato
  l'onorevole Barbagallo, perché appaiono chiari gli effetti,  cosa
  significa per il personale, il taglio delle cattedre, il  rischio
  delle  cancellazione delle scuole, soprattutto nei piccoli centri
  la  negazione  dell'autonomia, quella riforma che ha  dato  forza
  alla  scuola italiana e che oggi con la norma che sostanzialmente
  introduce un principio che tutte le scuole con un dimensionamento
  inferiore   ai   500   ragazzi  perdono   l'autonomia,   aggirate
  l'accorpamento.
   Io  voglio porre un'altra questione, onorevole Leanza, onorevoli
  colleghi,  noi siamo nel pieno della nuova fase di programmazione
  comunitaria, questa programmazione comunitaria molti di voi sanno
  che,  a  differenza di quella passata, si lega agli obiettivi  di
  Lisbona   che  si  fondano  sul  presupposto  della  crescita   e
  dell'innovazione,  la  società del futuro  sarà  sempre  più  una
  società  in  cui  il sapere diverrà strumento di  garanzia  della
  libertà e reddito delle persone, quella Agenda 2007-2013 che  sta
  per  partire,  speriamo prima o poi, anche in Sicilia,  introduce
  una  novità  rispetto alle metodologie con le quali  siamo  stati
  abituati ad utilizzare i fondi nella precedente legislazione.
   Noi,   molto   spesso,  abbiamo  discusso  dei   fondi   europei
  soprattutto  su quanto si spende, la nuova disciplina comunitaria
  ci  obbliga  a ragionare non solo sul  quanto' ma sul   come'  si
  spende, sono stati obiettivi

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito a rispettare i  tempi
  di intervento, già siamo fuori di 40 secondi.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  qualche  altro   deputato   ha
  superato i 40 secondi, mi accingo a concludere.
   Ci  sono  obiettivi  di servizi e ci sono  degli  indicatori  di
  qualità  che stabiliscono l'effettiva capacità di quei fondi  per
  realizzare  il miglioramento qualitativo del sistema; tra  questi
  obiettivi   di   servizio  vi  sono  quelli  che  riguardano   la
  formazione,  il sapere, l'abbattimento dell'ispezione  scolastica
  e,  soprattutto,  la  capacità dei nostri ragazzi  di   avere  la
  conoscenza  del linguaggio della matematica e della  tecnica  per
  entrare  in quelle discipline scientifiche che possano  garantire
  un futuro diverso e migliore rispetto all'attuale.
   Dobbiamo   sapere   che,   da  un  lato   abbiamo   fatto   quei
  provvedimenti,  c'è  un quadro strategico  nazionale  che  va  in
  quella  direzione. La legge Gelmini nega gli obiettivi  che  sono
  contenuti in quel provvedimento. Si parla di federalismo,  spesso
  a sproposito, io credo che oggi il Parlamento siciliano debba, mi
  auguro  all'unanimità, votare la mozione ed esplicitare in questa
  mozione anche l'intenzione di ricorrere alla Corte Costituzionale
  avverso  il  provvedimento legislativo che sta per essere  varato
  dal  Parlamento, perché questo provvedimento viola l'articolo  14
  dello Statuto regionale.
   Come  è  noto, sebbene nel passato non sia stato utilizzato,  ma
  di fronte un conflitto di questo tipo per le ragioni che ha detto
  anche l'onorevole Leanza e gli effetti che avrà in Sicilia e  nel
  Mezzogiorno  il  provvedimento Gelmini, noi  possiamo  utilizzare
  competenze  che  sono  nostre  ed  esclusivamente  nostre   sulle
  modalità organizzative della scuola dell'obbligo in Sicilia.
   La  legge Gelmini sta violando la Costituzione italiana, proprio
  perché   lo   Statuto  è  parte  integrante  della   Costituzione
  repubblicana..
   Ecco  perché,  al  di  là delle chiacchiere,  perché  altrimenti
  rischiamo  di  fare  accademia, credo  che  tutto  il  Parlamento
  siciliano debba chiedere al Presidente della Regione di ricorrere
  avverso questo provvedimento per impedire che questa cosiddetta o
  pseudo-riforma si possa e si debba applicare anche nel territorio
  regionale.
   Successivamente, si affronterà la questione delle  risorse.  Ciò
  che,  però, è inaccettabile è che invece del maestro unico  -  lo
  diceva  l'onorevole Leanza, mi è piaciuta la battuta e la  ripeto
  pure  io  -   siamo  in presenza del Ministro  unico ,  un  unico
  Ministro  che  decide in tutti i settori della vita  pubblica  di
  questo  nostro Paese, cioè si utilizzano la ragioneria e i  conti
  esclusivamente  per  colpire la spesa pubblica,  soprattutto  nei
  settori vitali del nostro Paese e la formazione è uno di questi.
   Ecco  perché credo che questa mozione debba concludersi  con  un
  atto  forte  e  chiaro,  cioè che la Sicilia  si  oppone  a  tale
  provvedimento che devasterà la scuola sia per i ragazzi  che  per
  gli insegnanti.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema  della
  scuola è troppo importante per limitarsi soltanto ad una sorta di
  contestazione  dell'operato del centrodestra,  come  se  noi  non
  ricordassimo ciò che ha fatto il centrosinistra negli anni in cui
  è  stato al Governo e, più che ogni altro - se mi è consentito  -
  lo  ricordo  io  quello che ha fatto il centrosinistra  quando  è
  stato    al   potere  perché  sono  stato,  per  otto  anni,   il
  coordinatore  nazionale dei docenti precari. Devo  dire,  quindi,
  che   l'atteggiamento  del  Ministro  Berlinguer  non   è   stato
  assolutamente diverso rispetto a quello del Ministro Gelmini.  La
  situazione  è  identica;  non  è cambiato  nulla  perché  sia  il
  centrodestra che il centrosinistra hanno sempre sottovalutato  il
  problema della scuola.
   Di  questo  dibattito  vorrei, però, raccogliere,  innanzitutto,
  l'invito dell'onorevole Cracolici e quello dell'onorevole  Leanza
  a  fare in modo che, oggi, usciamo fuori da questo dibattito  con
  l'approvazione di un documento, un emendamento in comune  in  cui
  facciamo nostro, innanzitutto, il diritto di ricorrere contro  il
  provvedimento da parte del Governo.
   Onorevole  Cracolici, nel mese di luglio, avevo  già  presentato
  una   interrogazione  al  Presidente  della  Regione,   onorevole
  Lombardo,  in  cui  lo  invitavo ad  iniziare  una  contestazione
  quotidiana   nei   confronti   dell'atteggiamento   del   Governo
  nazionale.
   Stiamo  attenti, però: i tagli di cui l'onorevole  Barbagallo  e
  l'onorevole Cracolici hanno parlato non sono assolutamente  figli
  del  Governo  Berlusconi. Questi tagli - quelli  attuali  -  sono
  figli  del  Governo Prodi in quanto sono figli della  finanziaria
  che  è  stata  approvata  dal Ministro Padoa-Schioppa  e  di  una
  circolare  del 9 febbraio con la quale si decideva  di  non  dare
  l'assistenza,  ad  esempio, a 15 mila bambini diversamente  abili
  nella regione Sicilia.
   Onorevole  Cracolici, infatti, la vergogna è  proprio  che,  per
  decreto, si stabilisce che su 25 mila bambini diversamente  abili
  nella  regione  Sicilia,  undici  mila  hanno  diritto  ad  avere
  l'insegnante di sostegno e i rimanenti quindici mila non ne hanno
  diritto.  Questo sì che favorirà, poi, la dispersione  scolastica
  da parte dei ragazzi.
   Il   fatto  è  che  15  mila  bambini  diversamente  abili,  non
  riuscendo  ad  inserirsi  nell'ambito  scolastico,  nel  contesto
  educativo della classe, saranno costretti a lasciare la scuola  e
  saranno costretti, pertanto, ad evadere agli obblighi scolastici.
   Se,  noi, in questa sede cominciamo a dire chi è la causa  della
  rovina della scuola italiana, ognuno di noi ha le sue tesi e  può
  portare tanti di quei documenti a sostegno delle proprie tesi che
  potremmo stare da qui a domani a continuare a discutere su queste
  vicende.
   Dico,  invece, che noi, in maniera costruttiva, dobbiamo cercare
  di  lanciare  un  appello al Governo nazionale  dicendo  che,  in
  Sicilia,   vi  sono  15  mila  bambini  diversamente  abili   che
  quest'anno  non  avranno un insegnante di  sostegno.  Ciò  non  è
  possibile  Non è tollerabile
   E, pertanto, nelle trattative che il Presidente della Regione  e
  l'assessore  Antinoro - che ringrazio per l'attività  che  stanno
  svolgendo in questi giorni  e che stanno portando avanti   presso
  il  Ministero  della Pubblica Istruzione - si deve  insistere  in
  maniera tale che tutti i posti che non sono stati assegnati nelle
  altre Regioni d'Italia vengano assegnati in Sicilia, affinché  un
  numero,  quanto più alto possibile, di bambini, abbia il  proprio
  insegnante di sostegno.
   Avere,  infatti,   tanti insegnanti di sostegno significa  anche
  combattere  fasce  di precariato che, quest'anno,  purtroppo,  in
  Sicilia,  sono  a  livelli altissimi,  quanto  mai  se  ne  erano
  registrate nel passato.
   E'  chiaro  che  abbiamo  parlato del dimensionamento  ma  esso,
  onorevole  Cracolici,  è frutto di un disegno  di  legge  portato
  avanti  dal  ministro Berlinguer. E' stato  proprio  lui  che  ha
  stabilito  il  tetto  minimo di 500 alunni  entro  il  quale  era
  possibile  mantenere  l'autonomia  didattica.  Anche  su   questo
  dobbiamo rivendicare la nostra autonomia e dire che, nelle  varie
  province della regione Sicilia, vi sono delle situazioni tali che
  non bisogna applicare in maniera pedissequa questo Regolamento.
   Do   atto  all'onorevole  Leanza che,  quando  ha  ricoperto  la
  carica  di assessore per la Pubblica Istruzione - ed io,  allora,
  ero  assessore per la Pubblica Istruzione nella città di Siracusa
  -  più volte, ci siamo confrontati su questo argomento e, per tre
  anni di seguito, abbiamo evitato il dimensionamento.
   Il  dimensionamento significa che le scuole perdono  la  propria
  identità,  i  propri  dirigenti,  che  un  dirigente  può  essere
  contemporaneamente preside di sette, otto, nove scuole, per cui è
  costretto a spostarsi fra vari paesi e non è mai presente ed  una
  scuola  senza  il  proprio dirigente è una  scuola  che  va  allo
  sbando.
   Per  quanto  riguarda, poi, i problemi dell'edilizia scolastica,
  in  Sicilia, abbiamo un problema gravissimo: ancora,  la  maggior
  parte  delle scuole, non sono a norma; i nostri ragazzi  studiano
  in immobili in affitto.
   A   tal  proposito,  devo  dirvi  che,  stamattina,  sono  stato
  all'assessorato  della  Pubblica Istruzione  ed  ho  appreso  che
  numerosi  enti  locali non hanno utilizzato, fino alla  fine,  le
  somme  che erano state loro assegnate, sia dalla legge numero  23
  che dalla legge numero 289.
   Dobbiamo,  quindi, dire che ci sono responsabilità  del  Governo
  ed  anche responsabilità delle amministrazioni locali che -  come
  dicevo prima - ad oggi, non hanno utilizzato, fino alla fine,  le
  somme che sono state loro assegnate.
   Per   quanto  concerne  il  problema  del  maestro   unico,   è,
  certamente, l'ultimo problema della scuola italiana.
   Ricordava, giustamente, l'onorevole Leanza, che siamo la  quinta
  scuola  per quanto riguarda la preferenza che si è avuta. Abbiamo
  dimostrato,  negli  anni,  che la scuola  elementare  -  come  si
  chiamava una volta, che,  adesso, si chiama scuola primaria  -  è
  una delle migliori al mondo, non in Europa ma al mondo.
   Cambiare un sistema scolastico che funziona, secondo me,  non  è
  proprio il caso.
   Bisognava,  semmai,  dare vita ad alcuni piccoli interventi.  Ad
  esempio,  l'insegnante unico si potrebbe avere soltanto al  primo
  ed  al  secondo  anno per poi, però, passare  a  più  insegnanti,
  proprio perché, oggi, i nostri ragazzi che si devono preparare ad
  andare in Europa e nel mondo devono avere delle conoscenze, delle
  competenze, delle capacità che i nostri maestri non hanno.
   E'  necessario,  pertanto, diversificare; accanto all'insegnante
  di   italiano,  storia  e  matematica,  occorre  l'insegnante  di
  inglese,  di  informatica, di educazione fisica,  di  musica.  La
  nostra  scuola  ha  raggiunto, infatti,  questi  livelli  proprio
  perché  tutte queste materie sono state oggetto di attenzione  da
  parte dei nostri docenti.
   E'  anche  non  riconducente il ragionamento  secondo  il  quale
  siamo  contrari  al  maestro unico perché ci sarà  il  taglio  di
  84.000 posti di lavoro. Siamo contrari a questo disegno di  legge
  perchè   dimostrerà  di  essere  assolutamente  non   idoneo    a
  rispondere  alle esigenze della scuola italiana.
   Quel  che  è grave è che, a cinquant'anni dalle famose opere  di
  Don  Milani,  ancora una volta, ci sforziamo   nel  tentativo  di
  rendere uguali bambini che, purtroppo, sono disuguali per  mezzi,
  per formazione, per quella che è la situazione della Sicilia.
   Da  qui,  dunque, l'invito a questo nobile Parlamento,  affinché
  si   possa  uscire  tutti  con  un  documento  unitario  in   cui
  riaffermiamo l'autonomia della Sicilia ed il valore della  scuola
  per  dare  alla  Sicilia la possibilità di  uscire  fuori   dalla
  situazione gravissima che sta attraversando.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  posso  non
  intervenire su un argomento così importante.
   Signor  Presidente,  qui,  stiamo  facendo  un  dibattito  molto
  stancamente,  come se si trattasse di  un argomento da  dibattere
  solo  per  demagogia. Qui, c'è un problema, quello  cioè  di  una
  dignità  di  un  Parlamento che deve cercare di  far  sentire  la
  propria voce su uno dei problemi più spinosi e più gravi  che  la
  Sicilia sta affrontando con questo Governo.
   Signor  Presidente, a me non piace il fatto di dover condividere
  le  responsabilità  di  questo  o di  quell'altro;  qui,  c'è  un
  problema molto serio che riguarda la Sicilia. Molti non capiscono
  cosa vuol dire mettere in pratica la razionalizzazione: significa
  privare  tantissimi  comuni  della  nostra  Sicilia  anche  delle
  singole  scuole  e,  laddove manca la scuola, manca  la  cultura,
  manca la dignità, la dignità dell'uomo.
   In  queste  condizioni,  signor Presidente,   credo  che  questo
  Parlamento  non  solo  debba  approvare  la  mozione   ma   debba
  unitariamente  far  sentire  la propria voce  in  maniera  forte,
  senza  distinzioni di parte perché, nelle grosse  questioni,  c'è
  davvero in gioco l'avvenire sociale e culturale della Sicilia.
   Il  problema  è, quindi, che il decreto è ancora in  discussione
  al Senato; dobbiamo tentare, attraverso il nostro Governo, con la
  voce forte e unanime dell'Assemblea, di far capire che la Sicilia
  non può  supinamente accettare questi tagli rispetto a quello che
  è un decreto che paralizzerà oggi e per sempre la Sicilia.
   Si  è parlato di federalismo. Non voglio entrare, adesso, in  un
  tema  molto  complesso che  sarà dibattuto al momento  giusto  ma
  questo  decreto, così come formulato, certamente, ha  creato  una
  disparità   di  trattamento  fra  la  Sicilia  e   il   Sud   ma,
  principalmente, fra la Sicilia e il Nord.
   Le  nostre  scuole, i nostri bambini non avranno  più  il  tempo
  pieno  perché io, che mi intendo di comuni, vi posso dire  che  i
  comuni  non  potranno economicamente sopportare  il  peso  di  un
  impegno finanziario per il tempo pieno.
   In  questo  momento,  su  tutti i  giornali,  anche  il  Governo
  demagogicamente  parla  di  tagli mentre,  in  questa  fase,  non
  possiamo   caricare  sui  comuni  quella  che  è  l'impossibilità
  finanziaria.
   Signor  Presidente, dunque, mi dispiace che lei sia al  telefono
  perché questo è un argomento che segnerà la storia della Sicilia,
  la  storia della libertà della Sicilia, la storia della  dignità,
  della libertà di quello che possa essere l'affrancamento - diceva
  l'onorevole  Leanza  ed io sono d'accordo - dalla  mafia  perché,
  quando abbiamo bambini, ragazzi sottosviluppati nel senso che non
  sono educati, è là che attecchisce la mafia, e là che attecchisce
  la delinquenza
   Invece  di  elevare i livelli culturali dei nostri ragazzi,  con
  questo   decreto,   lo   abbasseremo  perché,   ditemi,   secondo
  l'orografia  della Sicilia, secondo i nostri comuni  -  penso  ai
  Monti  Nebrodi, ai Peloritani, alle Madonne e penso a tanti altri
  comuni  che  non potranno raggiungere i 50 alunni e che,  quindi,
  vedranno soppresse le scuole - quale sarà la facilità di  accesso
  e  di  avere  un  servizio che la Costituzione italiana  dichiara
  uguale per tutti?
   La  scuola  in  queste condizioni non sarà uguale  e  vi  spiego
  perché.
   In   Lombardia,  vi  sono  delle  realtà  urbane  molto  diverse
  rispetto a quelle dei nostri paesi; lì, vi è, in un certo  senso,
  l'assemblamento di tanti comuni che hanno la possibilità di avere
  plessi  scolastici  e  scuole. Pensate ad  un  bambino  che  ogni
  mattina, qui, da noi, deve recarsi a scuola a venti chilometri, a
  trenta   chilometri  di  distanza;   questo  sarà,  praticamente,
  l'effetto di questo decreto.
   Allora,  io  penso  che questo Parlamento - è  una  delle  poche
  occasioni  che ha - debba approvare  un emendamento per  chiedere
  al  Governo  di  impugnare presso la Corte Costituzionale  questo
  decreto  e,  nel contempo, dare mandato al Governo  regionale  di
  fare  tutti i passi ma dico tutti i passi possibili perché questo
  decreto  non  venga  trasformato in  legge  nell'altro  ramo  del
  Parlamento.
   Abbiamo   poco   tempo  per  far  sentire  che  insieme   questo
  Parlamento può prendere delle iniziative univoche, forti,  contro
  un decreto che ci paralizzerà oggi e domani.
   In  questi  giorni,  ho ricevuto tantissime  e-mail,  tantissime
  telefonate da parte dell'associazione dei genitori dei disabili.
   Signor  Presidente, la invito a farsi portavoce forte di  quello
  che   è   il   disagio,   la  non  accettazione,   la   protesta,
  l'indignazione  di un Parlamento rispetto ad un  problema  che  è
  grave  per  tutti i giovani e per tutta la società  futura  della
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Gucciardi.  Non
  essendo presente in Aula, decade dalla facoltà di parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che   i
  colleghi  che mi hanno preceduto abbiano già trattato  ampiamente
  l'argomento e mi pare che, peraltro, si registri una sintonia  di
  fondo che credo possa davvero portare quest'Aula, questa sera, ad
  approvare  all'unanimità  una mozione che  deve  avere  anche  il
  significato  di  far  rilevare che, quando si  tratta  di  grandi
  riforme   che   interessano  davvero  tutto  il  Paese,   sarebbe
  auspicabile  che  il Parlamento nazionale ricercasse  il  massimo
  della  convergenza, della condivisione, dell'unanimità,  evitando
  di  porre il voto di fiducia su provvedimenti così rilevanti  per
  la vita dell'Italia e degli italiani.
   Credo  che  tutte  le  riforme, non sulla scuola  ma  contro  la
  scuola,  che  si  siano mai proposte nel tempo semplicemente  una
  riduzione  dei  costi  siano state riforme sbagliate,  purtroppo,
  frutto,  al  di  là  degli stessi schieramenti politici,  di  una
  visione  più economica che sociale della scuola stessa che,  noi,
  invece,  dobbiamo con forza richiamare per far sì che davvero  la
  scuola sia considerata una grande risorsa per lo sviluppo, per la
  crescita  economica,  civile, sociale  del  nostro  Paese  e  non
  soltanto, purtroppo, un costo come spesso accade.
   Credo  che  stiamo  assistendo davvero a  scelte  sbagliate  del
  Governo che, ponendo peraltro la fiducia, sta realizzando  contro
  la  scuola primaria, contro i suoi insegnanti, contro gli  stessi
  lavoratori,  le famiglie, una serie di provvedimenti estremamente
  mortificanti, estremamente penalizzanti, senza tenere  conto  che
  il nostro sistema scolastico è indubbiamente tra i più avanzati a
  livello europeo ed a livello mondiale.
   Per  quanto riguarda il maestro unico, voglio citare alcuni dati
  che confermano quanto sia sbagliato tornare al maestro unico.
   Nell'anno  scolastico  1989,  precedente  all'introduzione   del
  modello  di insegnamento modulare nella scuola elementare,  nella
  provincia di Palermo, la dispersione scolastica era del  7,6  per
  cento.  Ebbene,  oggi  questa stessa  dispersione  scolastica  si
  riduce allo 0,94 per cento.
   Ritengo,  allora,  che  quella riforma  abbia  funzionato  anche
  grazie   al  progetto  ministeriale  di  lotta  alla  dispersione
  scolastica, all'intervento congiunto di tutte le istituzioni  sul
  territorio,  così come il tasso di dispersione  scolastica  si  è
  ridotto  anche nella scuola media dal 25,6 per cento del 1989  al
  9,15 per cento del 2007.
   Credo   che   questo   confermi  anche  l'elevato   livello   di
  professionalità  dei nostri insegnanti, un livello  assolutamente
  eccellente che fa indubbiamente della scuola siciliana una scuola
  di alto livello e non mi sento, come altri purtroppo hanno fatto,
  di dire che sia una scuola migliore di quella di altre regioni.
   Sicuramente,   però,  non  accettiamo  che,   da   parte   della
   Ministra ,  si  possano  offendere  i  lavoratori  della  nostra
  Sicilia, operatori della scuola siciliana.
   Il  Partito democratico respinge fermamente l'idea di scuola che
  sta dietro misure restrittive e penalizzanti previste dalla legge
  numero  133  e dal progetto di introduzione e di generalizzazione
  del maestro unico.
   Ci  auguriamo  che  possa,  in qualche  modo,  essere  attenuato
  l'insieme  degli  effetti  negativi che  si  scaricheranno  sulla
  scuola  siciliana e che ci siano ancora spazi per  un  intervento
  autorevole  del  Governo  regionale  nei  confronti  del  Governo
  nazionale, anche perché venga restituita davvero alla Sicilia  la
  giusta attenzione, soprattutto per quanto riguarda il tema  degli
  insegnanti   di  sostegno  che  merita  la  massima   attenzione,
  considerato  i  soggetti a cui, appunto,  il  servizio  stesso  è
  rivolto.
   Ci  auguriamo,  altresì, che tutti gli  enti  locali  che  hanno
  responsabilità  anche in materia di edifici  scolastici  assumano
  davvero una maggiore responsabilità, un maggiore impegno, per far
  sì  che gli edifici scolastici stessi possano essere adeguati per
  offrire un servizio scolastico migliore agli allievi tutti.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Maira.  Ne  ha
  facoltà.

   MAIRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  sera,  su
  spinta della mozione a firma degli onorevoli Barbagallo ed altri,
  abbiamo  l'occasione  di  parlare  di  una  materia  estremamente
  importante  e  delicata per la nostra Regione e lo  è  ancor  più
  importante e delicata rispetto ad altre Regioni d'Italia  per  la
  specificità anche in questo settore della Regione siciliana.
   Ho  vissuto,  come tutti noi, cullato dalla nostra  scuola,  che
  avrà  avuto  difetti, che avrà avuto pecche  ma,  certamente,  ha
  generato  una  classe dirigenziale, politica,  di  letterati,  di
  scrittori,  di  uomini medi comuni che hanno  una  caratteristica
  particolare  che  è la socialità e l'umanità  che  è  tipica  dei
  siciliani.
   Certamente,  la Sicilia, attraverso la scuola, deve  raggiungere
  risultati  che non spettano ad altre Regioni d'Italia  perché  la
  scuola,  per la Sicilia, è il momento di socialità, è il  momento
  di crescita, è il momento di lotta alla criminalità, è il momento
  di incontro tra altre culture.
   Mi soffermo su questi ultimi aspetti.
   Per  quanto  riguarda il motivo di incontro con  altre  culture,
  non  credo  che le scuole elementari e medie delle altre  Regioni
  d'Italia  abbiano problemi interrazziali come quelli  che  ha  la
  scuola siciliana.
   Abbiamo  una  popolazione  di  extracomunitari  in  crescita  in
  Sicilia e queste visioni restrittive del Governo nazionale creano
  ulteriori  problemi rispetto a quelli che già abbiamo perché  non
  ci consentono un'integrazione piena.
   Sulla  funzione anticrimine della scuola, vorrei  precisare  che
  abbiamo discusso in Commissione, discuteremo nei prossimi  giorni
  un provvedimento di legge varato dalla Commissione Antimafia dove
  grande attenzione viene data alla scuola e, se questa è la nostra
  volontà,  i  provvedimenti  del Governo  nazionale  vanno  contro
  questa  tendenza  della Regione siciliana  perché  certamente  il
  ridimensionamento  dell'attività didattica  creerà  dei  problemi
  organizzativi gravi.
   Non  sono  particolarmente appassionato all'aspetto  un  maestro
  sì,  un maestro no, più maestri, più docenti, ne basta uno  solo,
  torniamo all'antica, è un fatto di modernità. Credo che  ciò  sia
  importante ma sino ad un certo punto. Ciò che a noi interessa,  è
  che  la scuola siciliana sia efficiente ed organizzata e che  dia
  risposte alla società. Questi provvedimenti del Governo nazionale
  creeranno grossi e ulteriori problemi rispetto a quelli  che  già
  abbiamo.
   Vorrei  sottolineare  che,  stasera,  stiamo  discutendo  di  un
  aspetto  politico,  di una protesta politica  nei  confronti  del
  Governo nazionale.
   Siamo sicuri però che, oltre all'aspetto politico, non ci sia  o
  non   ci   sia   stata   un'altra  attività  giurisdizionale   da
  intraprendere?
   Siamo  certi  che ci siamo lasciati scappare di mano l'occasione
  di creare qualche conflitto di attribuzione e competenze?
   Adesso,  ci troviamo soltanto a discutere di un aspetto politico
  quasi  con  il  cappello in  mano, come al solito, di  fronte  al
  Governo nazionale e, invece, forse potevamo fare qualche cosa  e,
  su  questo, rivolgo una espressa domanda all'assessore  Antinoro,
  così  come  a quest'Aula che all'unanimità si appresta  a  votare
  l'ordine del giorno e che all'unanimità dovrebbe anche levare una
  protesta  ed  una  reprimenda  nei  confronti  di  quei  deputati
  nazionali  siciliani  di  tutti  i  partiti  politici  che  hanno
  consentito nell'ambito del Governo, nell'ambito del Parlamento di
  portare avanti questi provvedimenti che penalizzano la Sicilia.
   Credo  che  anche  questa vada fatta perché anche  questo  è  un
  segnale politico.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Assessore  per
  replicare.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Signor presidente, lei giustamente  usa  il
  verbo  replicare' come è naturale che si faccia in questi casi.
   Dico che c'è ben poco da replicare; c'è da prendere atto di  una
  situazione  severa,  grave, che si va  determinando,  da  qualche
  tempo e che, probabilmente, se non corriamo ai ripari, così  come
  Governo, stiamo facendo in queste settimane e continueremo a fare
  nelle  prossime,  potremmo andare verso disastri  ancor  maggiori
  che, rispetto a quelli già realizzati, potrebbero essere ben poca
  cosa.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, che la gente sia  stanca
  dei  teatrini  della  politica credo che sia  abbastanza,  ormai,
  palpabile   tra  i  cittadini  perché  stasera  stiamo   parlando
  dell'effetto  devastante sul mondo della scuola della  cosiddetta
  riforma   Gelmini . Questa vicenda, però, parte un po' da lontano
  e  mi  permetto  di  ricordare alcuni provvedimenti  passati  dei
  Governi   nazionali,  provvedimenti  che  hanno  determinato   la
  continuità  del disastro e della devastazione che si sta  facendo
  nella  scuola italiana ed è  chiaro che le Regioni del  sud,  gli
  alunni del sud ne soffrano ancor di più.
      La  circolare  ministeriale  del  febbraio  2008  non  è  una
  circolare  emanata  dall'attuale Governo  nazionale.  Il  decreto
  interministeriale  del 24/12/2007, quello che si  determina  come
  attuazione nella Finanziaria del 2008, non è un'attività  che  ha
  svolto questo Governo.
   Ritengo  che  bisogna cominciare a parlare il  linguaggio  della
  chiarezza perché, in caso contrario, i cittadini non avranno  più
  punti di riferimento, almeno in politica.
   I  tagli  che  si  sono, ad oggi, realizzati,  al  di  là  della
  riforma  Gelmini  che ha un effetto ancor più devastante,  questi
  tagli  attuali,  quelli  che già stiamo subendo,  quello  che  la
  popolazione scolastica e la popolazione degli insegnanti del  sud
  e  per quanto ci riguarda, i siciliani stanno subendo, partono da
  iniziative  di  governi  che  non  erano  quelli  presieduti  dal
  Presidente Berlusconi.
   Successivamente,  vi  è stata tutta una  serie  di  atti  svolti
  dagli  Uffici ministeriali delle varie Direzioni generali che  ci
  hanno  portato, per esempio, a danneggiare fortemente numeri  sui
  quali  è inutile tornare nuovamente perché sono stati già  citati
  da  tanti  colleghi  delle due diverse aree politiche;  ci  hanno
  portato  al taglio degli insegnanti di sostegno, cosa  che  si  è
  realizzata.
   Purtroppo,  si  sono  commessi degli  errori,  onorevole  Lenza.
  Saremmo  potuti intervenire con un conflitto davanti alla   Corte
  Costituzionale e non l'abbiamo fatto.
   Abbiamo  svolto  tutta una serie di atti per  cui,  rispetto  ai
  ministri  dell'epoca,  siamo andati  a  verificare  ma  ci  hanno
  sbattuto  la  porta in faccia e, purtroppo, come  Regione,  siamo
  rimasti isolati.
   Il   conflitto  che  si  apre  in  questo  Paese,  anche  l'onda
  xenofoba,  razziale,  tutti i disastri che stanno  accadendo  non
  sono  più  un problema del centrodestra e del centrosinistra.  Il
  problema  è che si è spostato l'asse. L'asse della lotta politica
  è un'asse nord-sud.
   Abbiamo   le   nostre   manchevolezze  come   classe   dirigente
  siciliana,  come  politici  del sud  di  questo  Paese.  Dobbiamo
  rivedere  alcune nostre posizioni. Sicuramente,  noi  per  primi,
  dobbiamo  fare  degli sforzi ma c'è un accanimento nei  confronti
  del Sud di questo Paese che non guarda più il colore politico.
   Mi  auguro,  ed  oggi è l'occasione in cui  tutti  ci  si  renda
  conto,  rispetto  ai nostri parlamentari nazionali  di  qualunque
  colore eletti a Roma, al di là delle liste bloccate, affinché  si
  facciano  le  opportune attività svolte nelle sedi  idonee,  cioè
  quelle del Parlamento nazionale.
   Certo, ieri sera, con il voto di fiducia alla Camera, una  buona
  parte della classe politica siciliana è entrata in difficoltà.
   Bisogna  avere, però, il sussulto ed il coraggio  delle  proprie
  azioni  e dimostrare di portare avanti soltanto gli interessi  di
  chi  rappresentiamo, cioè della Sicilia e di tutti quelli che  ci
  hanno dato il loro consenso.
   Nel  tempo  che ci rimane, questo Assessorato e questo  Governo,
  in  testa il Presidente Lombardo, ha già intrapreso una serie  di
  iniziative.
   Abbiamo  chiesto un parere all'Ufficio legislativo e legale  che
  ci ha fatto notare alcuni problemi.
   La  famosa  slealtà  del  Governo nazionale  si  è  attuata  nel
  passato e certamente continuerà ad essere attuata nel futuro.
   Siamo  lì vigili; abbiamo già avuto diversi incontri. Io  stesso
  ho avuto un incontro con il Ministro Gelmini nel mese di luglio.
   Non  ricordo  chi  ma  qualcuno dei relatori  precedenti,  forse
  l'onorevole  Cracolici, diceva che purtroppo il vero  Ministro  -
  gli  do  ragione e sottolineo - omnicomprensivo di questo Governo
  non  è  né il Ministro Gelmini né gli altri ministri ma si chiama
  Giulio Tremonti.
   Quando sono andato a trovare il Ministro Gelmini, abbiamo  avuto
  un  colloquio franco, determinato e chiaro, come di  solito,  per
  carattere, sono portato a fare.
   Il  Ministro Gelmini, stretta nell'angolo dalle domande  che  le
  venivano  poste  dal  sottoscritto,  stretta   nell'angolo  dalle
  domande   che   le  venivano  poste  anche  dai   dirigenti   dei
  Dipartimenti   che   si  confrontavano  con   i   dirigenti   dei
  Dipartimenti  ministeriali,  ad un certo  punto,  ha  detto:   Ma
  sapete,  il Ministero delle Finanze, il Ministero del  Tesoro,  i
  soldi, i soldi, i soldi '
   Su  temi come la scuola - ed  aggiungo anche la sanità -  al  di
  là  delle  razionalizzazioni doverose che vanno fatte, credo  sia
  inopportuno parlare di guadagni, di perdita e di conti  economici
  come  se ci fossero dei ragionieri. Ritengo, infatti, che  se  la
  politica  dovesse delegare al ragioniere, non sarebbe  necessario
  ricorrere   alle  elezioni  ma  basterebbe  assumere   un   bravo
  economista per fare quadrare i conti.
   Il  Governo  della Regione, al di là delle note di protesta  che
  abbiamo fatto e che lasciano il tempo che trovano, al di  là  dei
  colloqui che abbiamo avuto con il Presidente della Regione -  con
  il  quale  mi sono appena incontrato e che incontrerà il Ministro
  Gelmini  venerdì prossimo, a Roma, per un confronto sui  problemi
  della  scuola  siciliana -, si dichiara pronto  ai  conflitti  di
  attribuzione  davanti  alla  Corte Costituzionale,  a  verificare
  tutti  i  passaggi normativi possibili e tutti i lacci e laccioli
  al  fine  di ostacolare la prosecuzione di questa riforma  -  che
  tale  non  è,  in  quanto si tratta di una  mera  involuzione  di
  qualunque   vivere  civile  -,  così  come  saremo   vigili   sul
  dimensionamento,  di  cui  si  è  già  parlato.   Il   successivo
  intervento, infatti, se questa riforma dovesse andare  in  porto,
  sarà ancor più grave.
   Nei   prossimi   giorni,  avremo  un  incontro   e   poiché   il
  dimensionamento, per obbligo di legge, va fatto di  concerto  con
  le  Regioni  e,  in  particolare, con quelle a Statuto  speciale,
  saremo  lì a vigilare affinché, sotto la forma e sotto  la  scure
  del  cosiddetto  ridimensionamento, non arrivino altri  tagli  ed
  altre  penalizzazioni  nei confronti dei ragazzi  siciliani,  nei
  confronti degli organici.
   Quando  qualcuno  afferma - mi riferisco all'onorevole  Bossi  -
  che,  nel  passato, tanti docenti si sono trasferiti dal  sud  al
  nord,   vorrei ricordare che, grazie a questo corpo docente,  non
  si  sono  formate  soltanto generazioni di eccellenza  e  qualità
  siciliane  ma,  grazie a questi nostri docenti,  abbiamo  formato
  generazioni  di  qualità e di eccellenza che vanno  in  tutto  il
  Paese, dal nord al sud del Paese.
   E'  chiaro che questo Governo respinge al mittente queste accuse
  che  sono  della  più volgare specie e, per quanto  ci  riguarda,
  continueremo  a  porre in essere tutte le iniziative  idonee  per
  resistere a questo tsunami di distruzione della scuola siciliana.
   Su   questo,  non  posso  che  condividere,  al  di   là   delle
  appartenenze   e  non  posso  che  immaginare  un   rapporto   di
  prosecuzione  comune, avendo ascoltato non solo  i  colleghi  del
  centrosinistra  ma  anche  quelli del  centrodestra  svolgere  un
  appello a che si resista a questa devastazione.
   Siamo  lì  a  farlo quotidianamente, continueremo a farlo  nelle
  prossime settimane e, al di là degli effetti-annuncio, al  di  là
  delle  pubblicità - bisogna essere anche consequenziali  -  nelle
  aule parlamentari della Camera e del Senato.
   Mi  auguro  che  chi  venga eletto in Sicilia  svolga  anche  in
  quelle  sedi competenti il ruolo che il popolo siciliano  gli  ha
  attribuito.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  alla   mozione
  numero  48  è  stato  presentato, dagli  onorevoli  Barbagallo  e
  Cracolici,  il seguente emendamento aggiuntivo:  aggiungere  alla
  fine:  Impegna, altresì, il Governo a proporre ricorso alla Corte
  costituzionale contro il decreto Gelmini per la violazione  delle
  nostre competenze statutarie .
   Pongo in votazione l'emendamento. Il parere del Governo?

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per  la
  pubblica istruzione. Signor Presidente, ho già annunziato che  il
  Governo  sta  procedendo  nel  senso dell'emendamento,  pertanto,
  esprimo parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  la  mozione  numero  48,  a  firma  degli
  onorevoli  Barbagallo  ed  altri,  nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   La votazione della mozione numero 53 è, pertanto, preclusa.


   Presidenza del presidente Cascio


   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  ordini  del
  giorno:

   numero  22   Percorsi sperimentali triennali di IeFP  (tipologia
  B)  per  i  minori  in obbligo di istruzione in  Sicilia ,  degli
  onorevoli Minardo ed altri;

   numero  25   Iniziative  per la verifica  della  rendicontazione
  della   spesa  effettuata  dagli  enti  regionali  di  formazione
  professionale , dell'onorevole Vitrano ed altri;

   numero  29     Iniziative a sostegno dell'azione intrapresa  dal
  Governo  regionale  a  tutela di numerosi  posti  di  lavoro  nel
  settore della pubblica istruzione , degli onorevoli Vinciullo  ed
  altri.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   «Tenuto  presente  che i percorsi triennali di  IeFP  (tipologia
  B), per oltre 10.000 allievi minori, in obbligo di istruzione  in
  Sicilia,  devono  essere annualmente finanziati e  avviati  entro
  settembre,  per  garantire  il  diritto-dovere  all'istruzione  e
  formazione e la continuità del servizio;

   che   sono   decretati  annualmente,  da  parte  dei   Ministeri
  competenti,  in rapporto alla domanda formativa, i  finanziamenti
  statali da assegnare alla Sicilia per l'assolvimento dell'obbligo
  di istruzione nei percorsi triennali di formazione professionale;

   che  è  necessario impegnare le somme relative  all'avvio  delle
  attività formative triennali per l'anno 2008/2009 e seguenti;

                             considerato

   che  la  formazione  professionale dei  minori   in  obbligo  di
  istruzione  è assegnata  alla competenza esclusiva della  Regione
  ed  è  un  servizio  di interesse pubblico  che  non  può  essere
  interrotto;

   che   è   necessario  assegnare  ad  un  apposito  capitolo   al
  Dipartimento  Pubblica Istruzione dell'Assessorato regionale  dei
  Beni  Culturali,  Ambientali  e Pubblica  Istruzione  le  risorse
  finanziarie  messe  a  disposizione dallo Stato  per  i  percorsi
  triennali  di  formazione professionale e  le  risorse  regionali
  previste ex legge 24/76,

                               impegna

   il  Governo  regionale  ad attivare con risorse  regionali  e  a
  valere  sul  fondo di rotazione nazionale, apposito  capitolo  di
  bilancio annuale e pluriennale per l'assolvimento dell'obbligo di
  istruzione  dei  minori nei percorsi triennali  di  istruzione  e
  formazione professionale». (22)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che  gli  Enti  che svolgono  attività  di  formazione
  professionale  nella  Regione siciliana,  ammessi  negli  anni  a
  finanziamento  da  parte dell'Assessorato  regionale  al  lavoro,
  previdenza sociale, formazione professionale ed emigrazione  sono
  tenuti  a  rendicontare la spesa effettuata all'interno dei  vari
   Piani   Regionali  dell'Offerta  Formativa   agli   uffici   del
  Dipartimento  Formazione professionale dello  stesso  Assessorato
  secondo  la  circolare  n. 6 dell'11.06.2008  (direttive  per  la
  presentazione  delle istanze, lo svolgimento e la rendicontazione
  dei progetti formativi);

   premesso,  ancora, che con l'articolo 39 della  legge  regionale
  23  dicembre  2002, n. 23 è stato disposto, tra l'altro,  che,  a
  decorrere dall'1   gennaio 2003, alla realizzazione del  PROF  si
  provvedesse con le modalità previste per le attività cofinanziate
  dal Fondo Sociale Europeo;

   considerato  che nell'ambito dei suddetti PROF la  circolare  n.
  6/2004  tra  l'altro consente storni di spesa senza alcun  limite
  percentuale all'interno delle quattro macro categorie di  voci  e
  nel  limite del venti per cento del minor importo tra  una  macro
  categoria e l'altra;

   constatato  che  nell'anno 2007 e nell'anno 2008  da  parte  del
  Dirigente  generale  del  Dipartimento Formazione  Professionale,
  attraverso  lettera circolare, sono state date  disposizioni  che
  potrebbero apparire in contrasto con la normativa citata, laddove
  questa  in  realtà permette l'eventualità di storni tra  voci  di
  spesa;

   preso  atto  che è evidentemente opportuno e necessario,  nonché
  urgente,  che vengano emanate disposizioni in materie univoche  e
  conformi al dettato della normativa vigente;

                  Impegna il Governo della Regione
                             e per esso
         l'Assessore regionale al lavoro ed alla formazione
                            professionale

   a  disporre  affinché gli uffici competenti alla verifica  della
  rendicontazione della spesa effettuata dagli Enti  di  formazione
  professionale  della  Regione siciliana  si  attengano  a  quanto
  previsto  dalla  circolare n. 6/2004,  dove  nello  specifico  si
  consente  lo  storno  di  spesa senza  alcun  limite  percentuale
  all'interno  delle quattro macro categorie di voci e  nel  limite
  del  venti per cento del minor importo tra una macro categoria  e
  l'altra, senza distinguere tra finanziamento per la voce gestione
  e finanziamento per  la voce personale». (25)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso  che:

   il  Governo nazionale ha inserito, nella manovra di bilancio, la
  previsione  di  ulteriori 796 tagli di personale  docente  e  non
  docente  nelle  scuole siciliane da attuarsi  nel  corrente  anno
  scolastico;

   questi  796  sono da aggiungersi ai 1.544 tagli  già  effettuati
  nei mesi precedenti, sempre nelle scuole siciliane di ogni ordine
  e grado;

   considerato che:

   i  suddetti  tagli  di  personale  non  seguono  alcun  criterio
  proporzionale rispetto alla diminuzione di alunni e di classi  in
  Sicilia,   tenuto  conto  che,  secondo  i  dati  divulgati   dal
  dipartimento  regionale della pubblica istruzione,  nel  prossimo
  anno  scolastico  2008/2009, a fronte di un decremento  di  circa
  40.000  alunni, sono previsti tagli per 2 mila e  521  unità  tra
  docenti   e   personale  ATA,  da  aggiungere   alle   precedenti
  decurtazioni  di  posti di lavoro attuati dal precedente  Governo
  nazionale di centro-sinistra;

   questa  avulsa  volontà di risolvere il deficit  della  pubblica
  istruzione   nazionale   tagliando   posti   di   lavoro,   tarpa
  definitivamente  le  ali  a  centinaia  e  centinaia  di  precari
  siciliani  della  scuola  che credevano  e  speravano  di  essere
  immessi quest'anno nei ruoli definitivi;

   tenuto  conto  che  da anni si parla di una  riforma  del  mondo
  scolastico  mirante soprattutto ad una maggiore razionalizzazione
  dei costi che, per il 97%, riguardano i salari del personale.  Ma
  ciò  non  può e non deve inficiare l'obiettivo finale  del  mondo
  didattico,  cioè la formazione culturale, tecnica  e  scientifica
  dei  giovani. La diminuzione del personale scolastico  effettuata
  senza  quei  criteri  logici che sono alla base  delle  necessità
  formative dei giovani, oltre ad una perdita consistente di  posti
  di lavoro in Sicilia, può portare solo alla nascita di una scuola
  priva di quei principi educativi e selettivi tipici delle culture
  occidentali;

   visto  che il Presidente della Regione ha già attivato tutte  le
  iniziative  atte  a bloccare questa emorragia di  docenti  e  non
  docenti nelle scuole siciliane,

                  impegna il Governo della Regione

   a  proseguire la sua azione di tutela della scuola siciliana  in
  questa  vertenza  che  vede la Sicilia  contrapposta  al  Governo
  nazionale a tutela di migliaia di posti di lavoro e in nome della
  propria   autonomia   decisionale  nel   campo   della   pubblica
  istruzione». (29)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno numero  22,   a  firma  degli
  onorevoli  Minardo ed altri, il quale impegna  il  Governo  della
  Regione ad attivare con risorse regionali ed a valutare sul fondo
  di  rotazione nazionale apposito capitolo di bilancio  annuale  e
  pluriennale  per  l'assolvimento dell'obbligo di  istruzione  dei
  minori   nei   percorsi  triennali  di  istruzione  e  formazione
  professionale.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per  la
  pubblica istruzione. Signor Presidente, sto leggendo l'ordine del
  giorno in questo istante, come tutti.
   In  questo  ordine  del  giorno, vi  sono  alcune  imprecisioni,
  pertanto, chiedo di rinviarne la trattazione ad altra seduta.
   Chi  ha scritto questo ordine del giorno, probabilmente,  lo  ha
  fatto a settembre. Settembre è già passato e, quindi, è un ordine
  del  giorno  al  quale l'impegno non può essere  conseguentemente
  dato.
   Al  di  là  dei  fatti temporali, però, abbiamo recuperato,  nel
  mese  di luglio, in sede romana, a livello del MIUR, insieme  con
  il  Ministero  dell'Economia, dopo diversi incontri,  riunioni  e
  anche momenti di braccio di ferro non indifferenti, sia sul piano
  politico che sul piano tecnico, qualcosa come 20 milioni di  euro
  che   serviranno  al  pagamento  -  che  avverrà  nelle  prossime
  settimane  perché le procedure di registrazione, di decretazione,
  eccetera, sono terminate da pochissimo -  dei corsi di obbligo di
  istruzione  che erano stati avviati da due anni a  questa  parte.
  Questa è già un'attività che chi vi parla, come Assessore per  la
  pubblica istruzione, ha già compiuto e cui ha già adempiuto.
   Siamo  riusciti, inoltre, a proposito del virtuosismo siciliano,
  in  Conferenza Stato-Regioni, ad ottenere anche un altro tipo  di
  attività. Negli anni passati

   PRESIDENTE. Onorevole Assessore, basterebbe dare un parere.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per  la
  pubblica  istruzione. Non si può dare il parere  perché  contiene
  delle imprecisioni.

   PRESIDENTE. Invitiamo, quindi, il presentatore a ripresentarlo.

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per  la
  pubblica  istruzione.  Invitiamo il presentatore  a  modificarlo,
  possibilmente, avvalendosi dei consigli forniti dagli Uffici  per
  addivenire poi alle attività conseguenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Minardo, l'Assessore  chiede  che  venga
  ritirato  per  poterlo  riformulare in  maniera  più  corretta  e
  presentarlo, anche domani, nell'ambito del disegno di  legge  che
  verrà approvato da questa Aula.

   MINARDO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'ordine   del  giorno   numero   25,   a   firma
  dell'onorevole Vitrano.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per  la
  pubblica istruzione. Desidero che questo ordine del giorno  venga
  posto  all'attenzione  del Governo. Poiché  è  stato  oggetto  di
  discussione   in   Giunta,  sollevata  ieri  sera  dall'assessore
  Incardona,  credo   sia opportuno attendere la sua  presenza,  al
  fine di dare un parere che sia corretto ed esaustivo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  non  sorgendo  osservazioni,
  resta  stabilito che l'ordine del giorno sarà trattato  in  altra
  sede.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  29,  a  firma  degli
  onorevoli Vinciullo ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per  la
  pubblica  istruzione.  Signor Presidente, dal  titolo,  vedo  che
  riguarda  la  medesima  tematica che  abbiamo  spiegato  in  modo
  esaustivo pochi minuti fa, quindi, è chiaro che viene accolto,  a
  nome del Governo, come raccomandazione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio


                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Arena ha  chiesto  congedo
  per  la  seduta odierna e per la seduta che avrà luogo domani,  9
  ottobre 2008.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  9
  ottobre 2008, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio


    I  -Comunicazioni
  II  - Discussione della mozione:
     N. 50  -    Iniziative  volte a ripristinare l'intitolazione
             dell'aeroporto di Comiso (RG) a
              Pio La Torre

                            CRACOLICI - LEANZA E. - MAIRA - ADAMO

    III  -Discussione dei disegni di legge:
      1)  -  Interventi in favore dello svolgimento dell'attività
          sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf  (nn. 122-
          171/A) (Seguito)
  2)  -   Norma transitoria sulle autorizzazioni all'esercizio di
  cava  (n. 133/A) (Seguito)
  3)  -   Norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali
  e Ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione
  (nn. 197-80-112/A) (Seguito)

    IV  - Elezione di cinque componenti della Commissione di garanzia
     per    la    trasparenza,   l'imparzialità   delle   pubbliche
     amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.

                  La seduta è tolta alle ore 18.18.

          Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.40

                       DAL SERVIZIO RESOCONTI
                            Il Direttore
                        Dott. Eugenio Consoli