Presidenza del presidente Cascio
VITRANO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Musotto è in missione, per
ragioni del suo ufficio, dall'8 al 10 ottobre 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Crediti di imposta per nuovi investimenti e per la crescita
dimensionale delle imprese (n. 239)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (On. Lombardo) su
proposta dell'Assessore per il bilancio (On. Cimino) in data 7
ottobre 2008;
Composizione delle giunte. Status degli amministratori locali
e misure di contenimento della spesa pubblica. Disposizioni
varie (n. 240)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (On. Lombardo) su
proposta dell'Assessore per la famiglia (On. Scoma) in data 7
ottobre 2008;
Norme per la semplificazione, l'accelerazione del procedimento
amministrativo, la trasparenza, l'agevolazione delle iniziative
economiche e l'efficienza della pubblica amministrazione (n.
241)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (On. Lombardo) su
proposta dell'Assessore alla Presidenza (On. Ilarda) in data 7
ottobre 2008.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Disposizioni in materia di polizia locale comunale e
provinciale. Istituzione della scuola regionale per la sicurezza
e la polizia locale (n. 27)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008;
Norme sugli uffici stampa delle amministrazioni pubbliche (n.
73)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008;
Istituzione del garante regionale per i diritti dell'infanzia
e l'adolescenza (n. 91)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008;
Norme per l'istituzione del servizio civile regionale e
coordinamento con il servizio civile nazionale (n. 148)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008;
Norme per il riconoscimento ed il sostegno delle comunità
giovanili (n. 166)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e
speciali prodotti al di fuori della Regione destinati ad impianti
di smaltimento siti nel territorio regionale (n. 141)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing sui luoghi di
lavoro (n. 128)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008
parere I;
Norme in sostegno dell'editoria locale (n. 157)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008
parere III, UNIONE EUROPEA
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Norme in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed
adolescenti (n. 34)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008;
Norme per la prevenzione del fauvismo (n. 134)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008
parere III;
Istituzione delle Unità operative delle professioni
sanitarie (n. 151)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008;
Istituzione dell'Agenzia regionale per l'emergenza - urgenza
sanitaria 118 (n. 218)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 7 ottobre 2008.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arico', in data 7 ottobre
2008, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
numero 227 Riordino delle Aziende sanitarie della Regione
siciliana ed istituzione dell'Agenzia regionale per i servizi
sanitari'.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
numero 163 - Notizie in ordine alla gestione degli ATO rifiuti
siciliani.
Presidente Regione
Firmatari: Di Guardo Antonino; Raia Concetta;
numero 164 - Provvedimenti per la riattivazione della
postazione 118 a Cianciana (AG).
Assessore Sanità
Firmatario: Panepinto Giovanni;
numero 166 - Iniziative urgenti al fine di nominare il Comitato
amministrativo ai sensi dell'art. 60 della l.r. 32 del 2000.
Presidente Regione
Assessore Cooperazione
Firmatari: Raia Concetta; Termine Salvatore; Di Guardo
Antonino;
numero 167 - Iniziative per favorire la titolarità della
gestione di quanto già progettato per il Punto Franco previsto
dalla legge n. 191 del 1951.
Presidente Regione
Assessore Industria
Firmatario: Picciolo Giuseppe.
Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
numero 161 - Iniziative per il completo utilizzo delle risorse
finanziarie previste da Agenda 2000 in scadenza entro il
prossimo mese di dicembre e per la razionalizzazione della nuova
programmazione 2007-2013.
Presidente Regione
Assessore Presidenza
Firmatario: Barbagallo Giovanni;
numero 162 - Chiusura di alcune postazioni di emergenza-urgenza
118.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: D'Antoni Orazio;
numero 165 - Interventi per l'assegnazione di due medici di
base a Catenanuova (EN).
Assessore Sanità
Firmatario: Galvagno Michele.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate
al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
numero 23 - Iniziative urgenti per sostenere la
ricapitalizzazione societaria, il completamento dei lavori e
l'avvio dell'attività dei mercati agroalimentari Sicilia (MAAS)
in territorio del comune di Catania.
Presidente Regione
Firmatario: Limoli Giuseppe;
numero 24 - Notizie circa la gestione dei fondi comunitari
relativi alla programmazione 2000-2006.
Presidente Regione
Firmatari: Barbagallo Giovanni; Galvagno Michele; Lupo
Giuseppe.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero aver luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del presidente Cascio
Discussione unificata di mozioni
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle seguenti mozioni:
numero 48 Iniziative, a livello centrale, per attivare azioni
di contrasto alla manovra statale sulla questione scuola' nella
Regione siciliana , degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Galvagno,
Rinaldi, Gucciardi, Laccoto, Ferrara, Ammatuna, Vitrano,
Fiorenza, Cracolici, Bonomo;
numero 53 Interventi urgenti allo scopo di salvaguardare la
scuola pubblica , degli onorevoli Donegani, Digiacomo, Marziano,
Di Guardo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la legge 6 agosto 2008, n. 133, art. 64, prevede un taglio di 7
miliardi e 832 milioni sui capitoli del Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca;
in particolare, si prevede un taglio di circa 87 mila posti di
personale docente e di 42 mila personale non docente;
nella medesima legge è previsto, altresì, l'accorpamento delle
istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore a 500
unità;
complessivamente i dati relativi ai tagli per il triennio
2009/2011 avrebbero effetti devastanti sull'intero sistema
scolastico siciliano: 15 mila posti di lavoro nei prossimi tre
anni;
l'ipotesi di chiudere i plessi con meno di 50 studenti
porterebbe a privare gli alunni dei piccoli centri del diritto
allo studio, nonché ad un inaccettabile e ulteriore abbandono dei
nostri comuni montani;
le istituzioni scolastiche sottodimensionate di cui si prevede
la soppressione sono 506;
considerato che:
la scuola, nella nostra Regione rispetto alle altre regioni più
ricche, è spesso, l'unico punto di riferimento per le famiglie e
le giovani generazioni, al cospetto del vuoto di interventi
sociali che li circonda;
la scuola è, sicuramente, un fattore di crescita civile e
sociale nonché uno straordinario luogo di accoglienza e di
integrazione culturale e sociale, che non può essere subordinata
ad esigenze di cassa;
considerato, inoltre, che:
con la prevista riduzione degli organici di sostegno viene
messo, altresì, in discussione il diritto all'integrazione
scolastica, sancito da numerose leggi dello Stato sulla materia,
prima delle quali la legge n. 104 del 1992;
il Governo nazionale non può, per un mero calcolo
ragionieristico, contraddire ed ignorare la legislazione vigente,
che fa, invece, del diritto al sostegno, all'integrazione e alla
solidarietà i suoi punti di riferimento, certi ed irrinunciabili;
il decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, prevede, tra
l'altro, il maestro unico nella scuola elementare, con la
riduzione dell'orario scolastico a 24 ore settimanali: quattro
ore con uscita dei bambini dalla scuola alle ore 12.30;
ritenuto che:
la gravità e la sproporzionata dimensione dei tagli operati
all'organico del personale della scuola siciliana (1.744 docenti
e 162 di personale amministrativo tecnico e amministrativo)
compromette seriamente e irreparabilmente la qualità del servizio
pubblico scolastico e dell'offerta formativa e pregiudica gli
obiettivi sui livelli di apprendimento nonché la reale fruizione
dei servizi minimi, in assenza di una legge organica sul diritto
allo studio in Sicilia;
la politica del Governo nazionale sull'istruzione nel
Meridione, e in particolare in Sicilia, fondata sul preminente
obiettivo di conseguire risparmi ed economie di bilancio, è una
scelta irresponsabile, in controtendenza con le scelte e le
indicazioni della Comunità europea che impedirà definitivamente
di conseguire gli obiettivi di Lisbona entro il 2010;
detta politica scolastica è, inoltre, profondamente sbagliata
per l'entità dei tagli, che superano in Sicilia i parametri
dovuti al calo demografico (il 50% dei risparmi conseguiti su
scala nazionale si concentrano in Sicilia e in Campania);
i tagli stabiliti dal Ministero hanno, altresì, drammaticamente
penalizzato l'organico di sostegno, pur in presenza di richieste,
certificate dagli uffici scolastici provinciali, che sono in
aumento di oltre mille posti rispetto all'anno precedente;
in questo modo si penalizzano gli alunni con disabilità, cui
sono decurtate sensibilmente le ore di sostegno scolastico, con
grave pregiudizio per l'efficacia dell'intervento, della qualità
del servizio scolastico e con evidente lesione dei diritti degli
alunni con disabilità;
ritenuto, inoltre, che:
risparmiare sull'istruzione in modo così pesante, significa
disinvestire sul futuro delle giovani generazioni siciliane;
il ritorno al maestro unico, inserito con il decreto-legge
citato, non tiene alcun conto dell'ampiezza dei contenuti che una
scuola adeguata ai tempi odierni deve poter trasmettere al fine
di assicurare idoneo approfondimento che non può certamente
essere affidato ad un solo insegnante, se non operando tagli sui
contenuti o riducendo alla superficialità l'insegnamento;
una scuola elementare al passo coi tempi deve insegnare non
soltanto italiano, storia, geografia e matematica, ma anche
inglese, musica, tecnologia, arte e immagine, scienze, educazione
fisica; realizzare laboratori di teatro, di cinema, eccetera, che
non si può pensare vengano svolti da un solo insegnante, se non
con superficiale approssimazione;
è impensabile immaginare di ripristinare una scuola in bianco e
nero con figure docenti impoverite e generiche nelle loro
competenze, chiamate ad inseguire troppe forme del sapere;
il modello proposto dal Ministro Gelmini è un atto di rinuncia
alla modernità e ripiega su una visione superata dell'istruzione;
è impensabile, inoltre, che si possa modificare, in maniera
improvvisata e per sole ragioni finanziarie, un sistema che
risponde con attenzione ed equilibrio alle diverse esigenze della
società contemporanea, con pluralità di stimoli culturali;
ritenuto, infine, che:
la scuola primaria del Ministro Gelmini è stata disarticolata
attraverso una gamma di opzioni orarie che, a partire dalla
priorità assegnata alle 24 ore, rende del tutto virtuali le altre
possibili scelte, perché subordinate alla disponibilità di un
personale comunque drasticamente ridotto dal taglio dell'organico
operato;
detta scuola è più povera di risorse e non può svolgere certo
il ruolo fondamentale che deve avere di ascensore sociale',
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi con urgenza sulla questione scuola' regionale,
con azioni di contrasto alla manovra statale, rappresentando al
Governo nazionale la necessità di assicurare anche in Sicilia una
scuola adeguata e funzionale, tenuto conto del contesto
scolastico siciliano, ove essa costituisce, più che altrove,
l'unica possibilità di acquisizione delle 'prime regole del
vivere insieme', oltre che un fattore irrinunciabile di crescita
e di riscatto per le nuove generazioni;
a difendere le prerogative costituzionali e statutarie
attribuite alla Regione siciliana in materia di scuola e diritto
alla studio, affinché la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato e le regioni si esprima negativamente sulle manovre del
Governo nazionale e non vengano intaccate le competenze delle
regioni e della nostra in particolare;
a porre in essere tutte le necessarie iniziative per impedire
la distruzione di un sistema scolastico che, in condizioni
talvolta difficilissime, ha consentito il progresso sociale e
culturale della nostra Regione;
ad intervenire, altresì, presso la deputazione nazionale
siciliana affinché si impegni a difendere la scuola siciliana,
consegnata a logiche di mercato che cancellano, di fatto, il
diritto alla scuola e allo studio per tutti, scaricando sugli
enti locali l'onere maggiore di fornire risposte alle domande di
istruzione che provengono dal territorio» (48)
BARBAGALLO - LUPO - GALVAGNO - RINALDI -
GUCCIARDI - LACCOTO - FERRARA - AMMATUNA -
VITRANO - FIORENZA - CRACOLICI - BONOMO
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Governo Berlusconi, nel mettere in atto lo smantellamento
della scuola pubblica in Sicilia, è passato dalle parole ai
fatti, abbandonando al proprio destino gli studenti con
disabilità e accrescendone l'emarginazione sociale e la
dispersione scolastica;
l'attuazione irresponsabile della politica dei tagli nella
scuola siciliana ha impoverito quella pubblica e ciò sarà ancora
più evidente nel prossimo triennio per effetto del decreto-legge
n. 112 del 2008;
mille posti di lavoro in meno e 1.700 disabili senza sostegno.
Queste sono le cifre rese note dal direttore dell´ufficio
scolastico regionale, in applicazione di quanto già deciso dal
Governo Berlusconi per risanare i conti pubblici;
le famiglie di questi ragazzi insieme ai mille docenti
specializzati nell'assistenza agli alunni disabili, dopo aver per
anni contribuito notevolmente al regolare svolgimento delle
attività didattiche degli alunni disabili, non vedranno
riconfermato l'incarico. Pertanto, dal mese di settembre 2008
resteranno a casa e, soprattutto, senza stipendio;
la provincia di Caltanissetta in particolare, rispetto a tutte
le altre province siciliane, ha subito il più alto taglio di
personale docente con più di 2/3 rispetto all'anno precedente,
impedendo a più di 200 alunni disabili di ricevere risposte alle
loro esigenze formative;
ritenuto oltremodo grave, oltre che un atto di arretramento di
civiltà, far pagare alle fasce più deboli le conseguenze di
quanto disposto dal Governo Berlusconi e che è necessario e
doveroso continuare e sostenere i docenti della scuola di
sostegno ed invitare il personale della scuola, le associazioni
delle famiglie dei disabili e tutti i soggetti interessati a
vigilare perché non si leda il diritto all'istruzione dei ragazzi
disabili,
impegna il Presidente della Regione
e
il Governo della Regione
a contrastare i provvedimenti del Governo centrale,
individuando le iniziative e i provvedimenti da adottare per
evitare che la scuola siciliana diventi luogo di emarginazione e
non di integrazione per gli alunni diversamente abili, impedendo
al Ministero dell'istruzione, dell'università e della
ricerca che, non avendo più nulla da raschiare in ordine a
riduzione di organico, decide di colpire gli alunni più deboli e
mortificare le esperienze e le professionalità acquisite;
a difendere i diritti collettivi e soggettivi come quello di
avere il sostegno scolastico, necessario per una reale
integrazione e per la valorizzazione delle potenzialità dei
soggetti disabili, con la consapevolezza che costoro, come tante
altre e spesso drammatiche realtà, non possono sempre essere
esclusi né elusi dalla politica ma da essa aiutati perché, se ciò
non accadesse, svanirebbe il ruolo della politica e resterebbe
soltanto l'illusione di rappresentarla.
Tali sono infatti le basi per un nuovo patto sociale di
cittadinanza, le generazioni e le genti di Sicilia, scritto sui
diritti e sulle responsabilità, individuali e collettive, che
diano risposte all'incertezza di vivere nel cambiamento della
società siciliana». (53)
DONEGANI-DIGIACOMO-
MARZIANO-DI GUARDO
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n.
48.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi quando
abbiamo presentato questa mozione non pensavamo di discuterla in
un momento così delicato, dopo il primo passaggio parlamentare
che ieri sera ha visto alla Camera un voto nei confronti del
decreto Gelmini che, in qualche modo, pregiudica anche le
iniziative, le mobilitazioni e l'impegno che tutta la classe
dirigente siciliana dovrebbe esprimere nei confronti di questo
provvedimento.
Il Governo Berlusconi sta strozzando la scuola siciliana con
tagli particolarmente pesanti e di dubbia legittimità. Questa
non è una riforma ma un taglio per ridurre i costi. Le riforme
si fanno con la concertazione e la sperimentazione. La nuova
politica scolastica è gestita, purtroppo, da finalità
economiche. Verranno colpite le fasce più deboli. La posizione
della giunta Lombardo finora è stata assolutamente inadeguata,
sia sul piano politico che dal punto di vista della difesa delle
prerogative statutarie.
Non ci si può limitare a scrivere qualche nota, denunciando la
violazione dei princìpi costituzionali, o a promuovere qualche
sterile manifestazione. La nostra Regione, oltre alle competenze
statutarie in materia di pubblica istruzione, confermate dal
decreto del Presidente della Repubblica n. 248/85, ha competenza
esclusiva in materia di dimensionamento della rete scolastica
(Legge regionale n. 6 del 2000).
Non si può dimensionare la rete scolastica senza conoscere gli
organici.
La sentenza n. 13 del 2004 della Corte Costituzionale prevede
che alle regioni spetterebbe la potestà non solo del
dimensionamento, ma anche della contestuale assegnazione del
personale al fine di rendere completa l'opera di adeguamento
della rete scolastica alle reali ed effettive esigenze del
territorio. La Corte Costituzionale ha stabilito inoltre che per
esercitare tale potere le regioni devono dotarsi di adeguati
strumenti legislativi. Se la Sicilia si fosse dotata di una
legge organica sul diritto allo studio e sul sistema di
istruzione e formazione, avrebbe avuto la possibilità di evitare
o di ridurre i tagli pesanti, eccessivi ed ingiustificati, che
stanno penalizzando in maniera assolutamente intollerabile la
scuola siciliana.
Il Governo Berlusconi ha violato le competenze regionali ed il
principio di leale collaborazione.
Non si è limitato, infatti, a conferire princìpi organizzativi
in materia di istruzione, ma a imporre norme di dettaglio che
ledono le attribuzioni legislative regionali oggetto di potestà
concorrente (ai sensi dell'art. 117, terzo comma della
Costituzione), e violano i princìpi di sussidiarietà e
adeguatezza di cui all'art. 188, primo comma della Costituzione.
Tutto ciò non è possibile nel quadro costituzionale definito
dalla riforma del Titolo V poiché allo Stato è riservata
soltanto la potestà legislativa esclusiva in materia di norme
generali sull'istruzione (art. 117, secondo comma, lettera n).
La distribuzione del personale tra le Istituzioni scolastiche
non può essere riservata soltanto allo Stato, sia perché non si
tratta di norme generali sull'istruzione, sia perché
strettamente connessa alla programmazione della rete scolastica,
tuttora di competenza regionale. Le regioni si devono dotare di
una propria disciplina per non essere private da competenze
gestorie che la Costituzione ad esse attribuisce. All'erogazione
del servizio scolastico sono collegati, infatti, diritti
fondamentali della persona che fanno capo in primo luogo agli
studenti ed alle loro famiglie, ma che riguardano anche il
personale.
La Corte Costituzionale ha qualificato il servizio
dell'istruzione come servizio pubblico essenziale. Per evitare,
pertanto, soluzioni di continuità del servizio, disagi agli
alunni e al personale, le singoli regioni si devono dotare di
una disciplina finalizzata a svolgere la funzione di distribuire
il personale scolastico nel proprio ambito territoriale.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 13/2004, ha
dichiarato l'illegittimità costituzionale di una disposizione
statale nella parte in cui non prevede che la competenza del
Dirigente scolastico regionale venga meno quando le regioni, nel
proprio ambito territoriale e nel rispetto della continuità del
servizio di istruzione, attribuiscono con leggi ai propri organi
la definizione delle dotazione organiche del personale delle
istituzioni scolastiche.
Alla luce di queste considerazioni non si capisce perché il
Governo Lombardo non abbia proposto ricorso alla Corte
Costituzionale contro le decisioni del Governo nazionale e non
stia sostenendo le proprie iniziative con un apposito
provvedimento legislativo e con azioni concrete in tutte le sedi
Istituzionali.
E' necessario, in particolare, convocare tutta la deputazione
nazionale affinché si impegni a difendere la scuola siciliana.
E' gravissimo che sia stata posta la fiducia su un
provvedimento che prevede un taglio di circa 87 mila posti di
personale docente e di circa 42 mila posti di personale non
docente. In Sicilia si potrebbero perdere 15 mila posti di
lavoro nei prossimi tre anni. L'ipotesi di chiudere i plessi con
meno di 50 alunni porterebbe a privare gli alunni dei piccoli
centri al diritto dello studio. La riduzione degli organici
degli insegnanti di sostegno mette pesantemente in discussione
il diritto alla integrazione scolastica.
La politica del Governo nazionale sull'istruzione del meridione
e, in particolare, in Sicilia è irresponsabile. La
sproporzionata dimensione dei tagli operati all'organico del
personale delle scuole siciliane (1.744 docenti e 282 di
personale amministrativo e tecnico) compromette irreparabilmente
la qualità del servizio scolastico.
I ritardi del centrodestra in Sicilia in tema di politiche
scolastiche ci stanno facendo subire, più che nel resto del
Paese, la politica antimeridionalistica del Governo Berlusconi.
La scure dei tagli colpisce in modo folle il sud: settemila
cattedre su quattordicimila che si pensa di risparmiare, sono al
sud, soprattutto in Sicilia e in Campania. L'educazione alla
legalità e ad un cittadinanza matura in una regione nella quale
il merito non ha più alcun valore impongono più scuola, non meno
scuola.
I tagli alle risorse finanziarie, la riduzione degli insegnanti
di sostegno, dei docenti e non docenti, il rischio di
diminuzione di molte scuole, la riduzione del tempo pieno,
l'aumento delle tariffe per le scuole dell'infanzia (mense,
trasporti ecc.) si inseriscono in un tessuto sociale degradato
ed in una organizzazione scolastica assolutamente inadeguata.
Per responsabilità del centrodestra siciliano, che in otto anni
di ininterrotto governo non è riuscito ad adottare politiche
scolastiche serie.
In una graduatoria delle Regioni effettuate dalla rivista
Tuttoscuola , la Sicilia occupa il penultimo posto seguito solo
dalla Sardegna. La qualità della scuola siciliana è fortemente
danneggiata dalle inadempienze di chi ha governato la Regione in
questi anni. Basti pensare, ad esempio, che per quanto riguarda
il patrimonio delle scuole (attrezzature, mobili, banchi, ecc.)
le province di Catania e Palermo sono rispettivamente al
terzultimo e penultimo posto tra le province italiane.
Per quanto riguarda il numero delle classi a tempo pieno
Palermo è all'ottanduesimo posto e Catania al novantesimo nella
graduatoria nazionale composta da cento realtà provinciali.
Ci auguriamo che l'UDC, che ha votato contro a livello
nazionale, e l'MPA che ha votato a favore, ritrovino in Sicilia,
assieme a tutti gli altri partiti, le ragioni di una battaglia
politica comune.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolgo
favorevolmente le considerazioni che ha fatto l'onorevole
Barbagallo in ordine al decreto Gelmini. Per quanto ci riguarda
siamo a fianco della Sicilia e delle scuole siciliane nel
difendere, in maniera assoluta, il diritto ad una scuola equa e
giusta.
Purtroppo, in questo momento, onorevole Cracolici, ottomila
persone hanno perso il posto di lavoro a causa del decreto del
Ministro Padoa-Schioppa e del Presidente Prodi. A questo si
aggiunge, in maniera seria, il decreto Gelmini che, se dovessero
essere confermate le previsioni, porterà una riduzione di 20
mila posti, sommando corpo docente ed ATA, nel completamento
della manovra finanziaria 2008.
RINALDI. Quindi uscite dalla maggioranza?
LEANZA NICOLA. Onorevole Rinaldi, non siete usciti dalla
maggioranza, né vi siete fatti sentire un anno fa, quando
eravate determinanti, figurarsi oggi.
Per quanto ci riguarda continueremo a lottare, perché questa
non è una riforma scolastica ma è assolutamente una riforma di
tagli. Per fare un'equivalente con il decreto del ministro
Gelmini, è opportuno precisare che si tratta di un completamento
dell'opera del Ministro Tremonti.
Su otto miliardi e mezzo di risparmi, nella scuola non viene
investito quasi nulla. Non c'è una politica seria per quanto
riguarda l'edilizia scolastica. Circa due mesi fa il Ministro
Gelmini ebbe a criticare gli insegnanti siciliani, affermando
che non erano all'altezza della situazione e poi, in seguito, ha
ritoccato la sua affermazione.
Altro non era se non l'anticipazione di questa legge, che porta
ad una riduzione di 90 mila posti di lavoro. E un taglio che la
Sicilia e l'Italia non possono assolutamente permettersi.
In questi giorni abbiamo protestato vivacemente e parlato più
volte con il Ministro, per cercare di fare in modo che almeno la
Sicilia, il Meridione venisse salvato da questa scure.
Purtroppo, appare evidente la forte distinzione tra la scuola
del nord e quella del sud.
Infatti, la possibilità di incrementare il tempo pieno, ad
esempio, servirà a premiare la scuola del nord, dove andranno a
convergere i famosi 8.000 posti di cui parla il ministro,
principalmente per l'insufficienza in Sicilia di strutture
scolastiche idonee.
Come ricordava l'onorevole Barbagallo, in Sicilia abbiamo delle
strutture fatiscenti mentre al nord hanno delle strutture
importanti, forse anche per colpa dei governi della Regione o
dei Governi nazionali, ma per questo non è possibile pensare di
applicare una norma come quella del Ministro Gelmini.
Ricordavo una frase di Don Milani: usare misure uguali tra
disuguali è una grande ingiustizia', ma è proprio quello che sta
avvenendo nel mondo della scuola., una grandissima ingiustizia
Stiamo penalizzando un'intera generazione che da dieci, dodici,
quattordici anni lavora per assicurare il funzionamento delle
scuole, ed oggi gli neghiamo il diritto di poter continuare
questo lavoro espletato negli anni con grande passione, non
perché non ve ne è più la necessità, ma per semplice risparmio
economico.
Da questo punto di vista, signor Presidente, onorevoli
colleghi, anche a nome del Gruppo dell'MPA che rappresento, mi
dichiaro favorevole alla mozione presentata dal PD, nella parte
che riguarda il decreto Gelmini.
Onorevole Barbagallo, la scuola non è un problema, ma è una
risorsa, infatti, nei diciotto mesi in cui ho diretto
l'assessorato alla pubblica istruzione, è sempre stata
considerata una priorità, tanto è vero che il precedente Governo
ha stanziato 130 milioni delle proprie risorse per investirli
nella scuola; ha portato in Commissione - fino quasi
all'approvazione - la legge sul diritto allo studio; ha fatto
valere le proprie prerogative nei confronti dello Stato e
continua a farlo anche adesso con il Governo Lombardo.
Tanto è vero che per quanto riguarda il dimensionamento,
prerogativa di competenza della Regione siciliana, abbiamo
scritto al Ministro Gelmini e siamo pronti ad adire alla Corte
Costituzione per rilevare il conflitto.
In Sicilia e nell'Italia del Sud esistono le mafie e quando c'è
una scuola che non funziona l'altra agenzia educativa - o
purtroppo diseducativa - è la mafia.
Ritengo che l'ipotesi ventilata di chiudere i plessi con meno
di cento alunni porterebbe a privare gli studenti dei piccoli
centri del diritto allo studio. In ogni caso, chiudere i piccoli
plessi delle comunità più isolate significa accelerare
l'abbandono delle montagne e delle campagne con conseguenze
inaccettabili. Sarebbe il segnale che la scuola pubblica sta
indietreggiando, e così non facciamo altro che favorire la mafia
che sa perfettamente che ci sarà la possibilità di prendere
proseliti.
Sono nettamente contrario al ritorno al maestro unico, sia pure
graduale, e non condivido assolutamente, onorevoli Cracolici e
Barbagallo, la relazione dell'onorevole Iannacone del mio
partito alla Camera da cui io prendo le distanze. Il maestro
unico è un ritorno al passato ed è antistorico.
Paradossalmente il decreto Gelmini comincia a colpire la parte
più importante della scuola ossia la scuola primaria e la scuola
dell'infanzia, che certamente è all'avanguardia a livello
mondiale.
La più grande delle ipocrisie è che, mentre garantiamo il
grembiulino per evitare che il ricco prevalga sul povero, non
diamo nessuna possibilità ai ragazzi disabili per quanto
riguarda il diritto allo studio.
Il sostegno viene razionato, ridimensionato e ovviamente
creiamo grosse difficoltà a quelle famiglie e a quei ragazzi che
invece avrebbero bisogno di una scuola più amica, una scuola che
sia più vicina alle loro esigenze.
Pochi giorni fa il nostro Gruppo aveva presentato un ordine del
giorno, accolto dal Governo e votato dalla maggioranza.
Per quanto riguarda il Movimento per l'Autonomia siciliano
quindi, non possiamo che essere vicini e condividere, l'ordine
del giorno presentato dal PD, nella parte riguardante il decreto
Gelmini. Per quanto riguarda il resto, voi sapete che il
Presidente del Consiglio ha posto la fiducia, il che impone, così
come è avvenuto nel passato, anche se un partito non condivide il
merito, di votare la fiducia perché una coalizione è composta da
tanti partiti e, comunque, da tantissime attività.
E' un peccato che il Presidente Berlusconi ed il Ministro
Gelmini abbiano deciso di procedere con un decreto legge e per
fare porre la fiducia su una legge, qual è la riforma della
scuola che doveva coinvolgere il Parlamento, le parti sociali,
gli operatori della scuola e che, in qualche modo, doveva
coinvolgere il mondo della società civile.
E' un grande peccato. Noi abbiamo votato la fiducia per
rispetto alla coalizione ma di questa legge non condividiamo
quasi nulla.
(Applausi)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'intervento dell'onorevole Barbagallo sia ricco di dati sugli
effetti di quella che sta per diventare legge dello Stato,
attraverso una operazione che mai era avvenuta prima d'ora nelle
modalità, di fare prima un decreto e poi porre la fiducia in
Parlamento per impedire che il Parlamento, sul tema fondamentale
della tenuta di una comunità nazionale, qual è appunto la scuola
ed in particolare la scuola dell'obbligo, potesse esercitare la
sua funzione di indirizzo, di merito, di correzione.
Ho apprezzato l'onestà con la quale l'onorevole Leanza ha
detto alcune cose ma, con altrettanta onestà le devo dire che non
apprezzo il ruolo che il suo partito rischia di avere sulla
scuola come su altre questioni. Un atteggiamento strabico,
autonomista quando è in Sicilia, suddito quando va a Roma che, in
verità, è un vizio antico di chi urlava dalla Sicilia per
dimenticare la Sicilia un minuto dopo quando attraversava lo
Stretto e da questo punto di vista consiglierei agli amici
dell'MPA di evitare di sostenere il ponte perché, appena lo
realizzerete, sarà facilitata per voi questa operazione di un
doppio linguaggio, una doppia verità.
Perché è vero sì, il Governo ha posto la fiducia ma che vuol
dire? Qui stiamo parlando di una questione fondamentale della
democrazia italiana. Lei l'ha chiamata riforma Io appartengo a
quella cultura politica che attribuisce alla parola riforma' un
valore positivo. Penso sempre che la riforma presupponga il
miglioramento o l'ammodernamento rispetto a quello che esisteva
un minuto prima. Possiamo chiamare riforma' una legge che,
sostanzialmente, riproduce un modello educativo che c'era per la
mia generazione, ma che non conosceva altri meccanismi che erano
importanti per formare persone in grado di decifrare il
linguaggio di questo tempo: televisione, mezzi informatici, la
lingua, strumenti e, aggiungo, anche quelle discipline che
servono sostanzialmente a formare verso l'era della tecnica e
della tecnologia.
Non voglio ripetere le questioni che ha già evidenziato
l'onorevole Barbagallo, perché appaiono chiari gli effetti, cosa
significa per il personale, il taglio delle cattedre, il rischio
delle cancellazione delle scuole, soprattutto nei piccoli centri
la negazione dell'autonomia, quella riforma che ha dato forza
alla scuola italiana e che oggi con la norma che sostanzialmente
introduce un principio che tutte le scuole con un dimensionamento
inferiore ai 500 ragazzi perdono l'autonomia, aggirate
l'accorpamento.
Io voglio porre un'altra questione, onorevole Leanza, onorevoli
colleghi, noi siamo nel pieno della nuova fase di programmazione
comunitaria, questa programmazione comunitaria molti di voi sanno
che, a differenza di quella passata, si lega agli obiettivi di
Lisbona che si fondano sul presupposto della crescita e
dell'innovazione, la società del futuro sarà sempre più una
società in cui il sapere diverrà strumento di garanzia della
libertà e reddito delle persone, quella Agenda 2007-2013 che sta
per partire, speriamo prima o poi, anche in Sicilia, introduce
una novità rispetto alle metodologie con le quali siamo stati
abituati ad utilizzare i fondi nella precedente legislazione.
Noi, molto spesso, abbiamo discusso dei fondi europei
soprattutto su quanto si spende, la nuova disciplina comunitaria
ci obbliga a ragionare non solo sul quanto' ma sul come' si
spende, sono stati obiettivi
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la invito a rispettare i tempi
di intervento, già siamo fuori di 40 secondi.
CRACOLICI. Signor Presidente, qualche altro deputato ha
superato i 40 secondi, mi accingo a concludere.
Ci sono obiettivi di servizi e ci sono degli indicatori di
qualità che stabiliscono l'effettiva capacità di quei fondi per
realizzare il miglioramento qualitativo del sistema; tra questi
obiettivi di servizio vi sono quelli che riguardano la
formazione, il sapere, l'abbattimento dell'ispezione scolastica
e, soprattutto, la capacità dei nostri ragazzi di avere la
conoscenza del linguaggio della matematica e della tecnica per
entrare in quelle discipline scientifiche che possano garantire
un futuro diverso e migliore rispetto all'attuale.
Dobbiamo sapere che, da un lato abbiamo fatto quei
provvedimenti, c'è un quadro strategico nazionale che va in
quella direzione. La legge Gelmini nega gli obiettivi che sono
contenuti in quel provvedimento. Si parla di federalismo, spesso
a sproposito, io credo che oggi il Parlamento siciliano debba, mi
auguro all'unanimità, votare la mozione ed esplicitare in questa
mozione anche l'intenzione di ricorrere alla Corte Costituzionale
avverso il provvedimento legislativo che sta per essere varato
dal Parlamento, perché questo provvedimento viola l'articolo 14
dello Statuto regionale.
Come è noto, sebbene nel passato non sia stato utilizzato, ma
di fronte un conflitto di questo tipo per le ragioni che ha detto
anche l'onorevole Leanza e gli effetti che avrà in Sicilia e nel
Mezzogiorno il provvedimento Gelmini, noi possiamo utilizzare
competenze che sono nostre ed esclusivamente nostre sulle
modalità organizzative della scuola dell'obbligo in Sicilia.
La legge Gelmini sta violando la Costituzione italiana, proprio
perché lo Statuto è parte integrante della Costituzione
repubblicana..
Ecco perché, al di là delle chiacchiere, perché altrimenti
rischiamo di fare accademia, credo che tutto il Parlamento
siciliano debba chiedere al Presidente della Regione di ricorrere
avverso questo provvedimento per impedire che questa cosiddetta o
pseudo-riforma si possa e si debba applicare anche nel territorio
regionale.
Successivamente, si affronterà la questione delle risorse. Ciò
che, però, è inaccettabile è che invece del maestro unico - lo
diceva l'onorevole Leanza, mi è piaciuta la battuta e la ripeto
pure io - siamo in presenza del Ministro unico , un unico
Ministro che decide in tutti i settori della vita pubblica di
questo nostro Paese, cioè si utilizzano la ragioneria e i conti
esclusivamente per colpire la spesa pubblica, soprattutto nei
settori vitali del nostro Paese e la formazione è uno di questi.
Ecco perché credo che questa mozione debba concludersi con un
atto forte e chiaro, cioè che la Sicilia si oppone a tale
provvedimento che devasterà la scuola sia per i ragazzi che per
gli insegnanti.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema della
scuola è troppo importante per limitarsi soltanto ad una sorta di
contestazione dell'operato del centrodestra, come se noi non
ricordassimo ciò che ha fatto il centrosinistra negli anni in cui
è stato al Governo e, più che ogni altro - se mi è consentito -
lo ricordo io quello che ha fatto il centrosinistra quando è
stato al potere perché sono stato, per otto anni, il
coordinatore nazionale dei docenti precari. Devo dire, quindi,
che l'atteggiamento del Ministro Berlinguer non è stato
assolutamente diverso rispetto a quello del Ministro Gelmini. La
situazione è identica; non è cambiato nulla perché sia il
centrodestra che il centrosinistra hanno sempre sottovalutato il
problema della scuola.
Di questo dibattito vorrei, però, raccogliere, innanzitutto,
l'invito dell'onorevole Cracolici e quello dell'onorevole Leanza
a fare in modo che, oggi, usciamo fuori da questo dibattito con
l'approvazione di un documento, un emendamento in comune in cui
facciamo nostro, innanzitutto, il diritto di ricorrere contro il
provvedimento da parte del Governo.
Onorevole Cracolici, nel mese di luglio, avevo già presentato
una interrogazione al Presidente della Regione, onorevole
Lombardo, in cui lo invitavo ad iniziare una contestazione
quotidiana nei confronti dell'atteggiamento del Governo
nazionale.
Stiamo attenti, però: i tagli di cui l'onorevole Barbagallo e
l'onorevole Cracolici hanno parlato non sono assolutamente figli
del Governo Berlusconi. Questi tagli - quelli attuali - sono
figli del Governo Prodi in quanto sono figli della finanziaria
che è stata approvata dal Ministro Padoa-Schioppa e di una
circolare del 9 febbraio con la quale si decideva di non dare
l'assistenza, ad esempio, a 15 mila bambini diversamente abili
nella regione Sicilia.
Onorevole Cracolici, infatti, la vergogna è proprio che, per
decreto, si stabilisce che su 25 mila bambini diversamente abili
nella regione Sicilia, undici mila hanno diritto ad avere
l'insegnante di sostegno e i rimanenti quindici mila non ne hanno
diritto. Questo sì che favorirà, poi, la dispersione scolastica
da parte dei ragazzi.
Il fatto è che 15 mila bambini diversamente abili, non
riuscendo ad inserirsi nell'ambito scolastico, nel contesto
educativo della classe, saranno costretti a lasciare la scuola e
saranno costretti, pertanto, ad evadere agli obblighi scolastici.
Se, noi, in questa sede cominciamo a dire chi è la causa della
rovina della scuola italiana, ognuno di noi ha le sue tesi e può
portare tanti di quei documenti a sostegno delle proprie tesi che
potremmo stare da qui a domani a continuare a discutere su queste
vicende.
Dico, invece, che noi, in maniera costruttiva, dobbiamo cercare
di lanciare un appello al Governo nazionale dicendo che, in
Sicilia, vi sono 15 mila bambini diversamente abili che
quest'anno non avranno un insegnante di sostegno. Ciò non è
possibile Non è tollerabile
E, pertanto, nelle trattative che il Presidente della Regione e
l'assessore Antinoro - che ringrazio per l'attività che stanno
svolgendo in questi giorni e che stanno portando avanti presso
il Ministero della Pubblica Istruzione - si deve insistere in
maniera tale che tutti i posti che non sono stati assegnati nelle
altre Regioni d'Italia vengano assegnati in Sicilia, affinché un
numero, quanto più alto possibile, di bambini, abbia il proprio
insegnante di sostegno.
Avere, infatti, tanti insegnanti di sostegno significa anche
combattere fasce di precariato che, quest'anno, purtroppo, in
Sicilia, sono a livelli altissimi, quanto mai se ne erano
registrate nel passato.
E' chiaro che abbiamo parlato del dimensionamento ma esso,
onorevole Cracolici, è frutto di un disegno di legge portato
avanti dal ministro Berlinguer. E' stato proprio lui che ha
stabilito il tetto minimo di 500 alunni entro il quale era
possibile mantenere l'autonomia didattica. Anche su questo
dobbiamo rivendicare la nostra autonomia e dire che, nelle varie
province della regione Sicilia, vi sono delle situazioni tali che
non bisogna applicare in maniera pedissequa questo Regolamento.
Do atto all'onorevole Leanza che, quando ha ricoperto la
carica di assessore per la Pubblica Istruzione - ed io, allora,
ero assessore per la Pubblica Istruzione nella città di Siracusa
- più volte, ci siamo confrontati su questo argomento e, per tre
anni di seguito, abbiamo evitato il dimensionamento.
Il dimensionamento significa che le scuole perdono la propria
identità, i propri dirigenti, che un dirigente può essere
contemporaneamente preside di sette, otto, nove scuole, per cui è
costretto a spostarsi fra vari paesi e non è mai presente ed una
scuola senza il proprio dirigente è una scuola che va allo
sbando.
Per quanto riguarda, poi, i problemi dell'edilizia scolastica,
in Sicilia, abbiamo un problema gravissimo: ancora, la maggior
parte delle scuole, non sono a norma; i nostri ragazzi studiano
in immobili in affitto.
A tal proposito, devo dirvi che, stamattina, sono stato
all'assessorato della Pubblica Istruzione ed ho appreso che
numerosi enti locali non hanno utilizzato, fino alla fine, le
somme che erano state loro assegnate, sia dalla legge numero 23
che dalla legge numero 289.
Dobbiamo, quindi, dire che ci sono responsabilità del Governo
ed anche responsabilità delle amministrazioni locali che - come
dicevo prima - ad oggi, non hanno utilizzato, fino alla fine, le
somme che sono state loro assegnate.
Per quanto concerne il problema del maestro unico, è,
certamente, l'ultimo problema della scuola italiana.
Ricordava, giustamente, l'onorevole Leanza, che siamo la quinta
scuola per quanto riguarda la preferenza che si è avuta. Abbiamo
dimostrato, negli anni, che la scuola elementare - come si
chiamava una volta, che, adesso, si chiama scuola primaria - è
una delle migliori al mondo, non in Europa ma al mondo.
Cambiare un sistema scolastico che funziona, secondo me, non è
proprio il caso.
Bisognava, semmai, dare vita ad alcuni piccoli interventi. Ad
esempio, l'insegnante unico si potrebbe avere soltanto al primo
ed al secondo anno per poi, però, passare a più insegnanti,
proprio perché, oggi, i nostri ragazzi che si devono preparare ad
andare in Europa e nel mondo devono avere delle conoscenze, delle
competenze, delle capacità che i nostri maestri non hanno.
E' necessario, pertanto, diversificare; accanto all'insegnante
di italiano, storia e matematica, occorre l'insegnante di
inglese, di informatica, di educazione fisica, di musica. La
nostra scuola ha raggiunto, infatti, questi livelli proprio
perché tutte queste materie sono state oggetto di attenzione da
parte dei nostri docenti.
E' anche non riconducente il ragionamento secondo il quale
siamo contrari al maestro unico perché ci sarà il taglio di
84.000 posti di lavoro. Siamo contrari a questo disegno di legge
perchè dimostrerà di essere assolutamente non idoneo a
rispondere alle esigenze della scuola italiana.
Quel che è grave è che, a cinquant'anni dalle famose opere di
Don Milani, ancora una volta, ci sforziamo nel tentativo di
rendere uguali bambini che, purtroppo, sono disuguali per mezzi,
per formazione, per quella che è la situazione della Sicilia.
Da qui, dunque, l'invito a questo nobile Parlamento, affinché
si possa uscire tutti con un documento unitario in cui
riaffermiamo l'autonomia della Sicilia ed il valore della scuola
per dare alla Sicilia la possibilità di uscire fuori dalla
situazione gravissima che sta attraversando.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso non
intervenire su un argomento così importante.
Signor Presidente, qui, stiamo facendo un dibattito molto
stancamente, come se si trattasse di un argomento da dibattere
solo per demagogia. Qui, c'è un problema, quello cioè di una
dignità di un Parlamento che deve cercare di far sentire la
propria voce su uno dei problemi più spinosi e più gravi che la
Sicilia sta affrontando con questo Governo.
Signor Presidente, a me non piace il fatto di dover condividere
le responsabilità di questo o di quell'altro; qui, c'è un
problema molto serio che riguarda la Sicilia. Molti non capiscono
cosa vuol dire mettere in pratica la razionalizzazione: significa
privare tantissimi comuni della nostra Sicilia anche delle
singole scuole e, laddove manca la scuola, manca la cultura,
manca la dignità, la dignità dell'uomo.
In queste condizioni, signor Presidente, credo che questo
Parlamento non solo debba approvare la mozione ma debba
unitariamente far sentire la propria voce in maniera forte,
senza distinzioni di parte perché, nelle grosse questioni, c'è
davvero in gioco l'avvenire sociale e culturale della Sicilia.
Il problema è, quindi, che il decreto è ancora in discussione
al Senato; dobbiamo tentare, attraverso il nostro Governo, con la
voce forte e unanime dell'Assemblea, di far capire che la Sicilia
non può supinamente accettare questi tagli rispetto a quello che
è un decreto che paralizzerà oggi e per sempre la Sicilia.
Si è parlato di federalismo. Non voglio entrare, adesso, in un
tema molto complesso che sarà dibattuto al momento giusto ma
questo decreto, così come formulato, certamente, ha creato una
disparità di trattamento fra la Sicilia e il Sud ma,
principalmente, fra la Sicilia e il Nord.
Le nostre scuole, i nostri bambini non avranno più il tempo
pieno perché io, che mi intendo di comuni, vi posso dire che i
comuni non potranno economicamente sopportare il peso di un
impegno finanziario per il tempo pieno.
In questo momento, su tutti i giornali, anche il Governo
demagogicamente parla di tagli mentre, in questa fase, non
possiamo caricare sui comuni quella che è l'impossibilità
finanziaria.
Signor Presidente, dunque, mi dispiace che lei sia al telefono
perché questo è un argomento che segnerà la storia della Sicilia,
la storia della libertà della Sicilia, la storia della dignità,
della libertà di quello che possa essere l'affrancamento - diceva
l'onorevole Leanza ed io sono d'accordo - dalla mafia perché,
quando abbiamo bambini, ragazzi sottosviluppati nel senso che non
sono educati, è là che attecchisce la mafia, e là che attecchisce
la delinquenza
Invece di elevare i livelli culturali dei nostri ragazzi, con
questo decreto, lo abbasseremo perché, ditemi, secondo
l'orografia della Sicilia, secondo i nostri comuni - penso ai
Monti Nebrodi, ai Peloritani, alle Madonne e penso a tanti altri
comuni che non potranno raggiungere i 50 alunni e che, quindi,
vedranno soppresse le scuole - quale sarà la facilità di accesso
e di avere un servizio che la Costituzione italiana dichiara
uguale per tutti?
La scuola in queste condizioni non sarà uguale e vi spiego
perché.
In Lombardia, vi sono delle realtà urbane molto diverse
rispetto a quelle dei nostri paesi; lì, vi è, in un certo senso,
l'assemblamento di tanti comuni che hanno la possibilità di avere
plessi scolastici e scuole. Pensate ad un bambino che ogni
mattina, qui, da noi, deve recarsi a scuola a venti chilometri, a
trenta chilometri di distanza; questo sarà, praticamente,
l'effetto di questo decreto.
Allora, io penso che questo Parlamento - è una delle poche
occasioni che ha - debba approvare un emendamento per chiedere
al Governo di impugnare presso la Corte Costituzionale questo
decreto e, nel contempo, dare mandato al Governo regionale di
fare tutti i passi ma dico tutti i passi possibili perché questo
decreto non venga trasformato in legge nell'altro ramo del
Parlamento.
Abbiamo poco tempo per far sentire che insieme questo
Parlamento può prendere delle iniziative univoche, forti, contro
un decreto che ci paralizzerà oggi e domani.
In questi giorni, ho ricevuto tantissime e-mail, tantissime
telefonate da parte dell'associazione dei genitori dei disabili.
Signor Presidente, la invito a farsi portavoce forte di quello
che è il disagio, la non accettazione, la protesta,
l'indignazione di un Parlamento rispetto ad un problema che è
grave per tutti i giovani e per tutta la società futura della
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Non
essendo presente in Aula, decade dalla facoltà di parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che i
colleghi che mi hanno preceduto abbiano già trattato ampiamente
l'argomento e mi pare che, peraltro, si registri una sintonia di
fondo che credo possa davvero portare quest'Aula, questa sera, ad
approvare all'unanimità una mozione che deve avere anche il
significato di far rilevare che, quando si tratta di grandi
riforme che interessano davvero tutto il Paese, sarebbe
auspicabile che il Parlamento nazionale ricercasse il massimo
della convergenza, della condivisione, dell'unanimità, evitando
di porre il voto di fiducia su provvedimenti così rilevanti per
la vita dell'Italia e degli italiani.
Credo che tutte le riforme, non sulla scuola ma contro la
scuola, che si siano mai proposte nel tempo semplicemente una
riduzione dei costi siano state riforme sbagliate, purtroppo,
frutto, al di là degli stessi schieramenti politici, di una
visione più economica che sociale della scuola stessa che, noi,
invece, dobbiamo con forza richiamare per far sì che davvero la
scuola sia considerata una grande risorsa per lo sviluppo, per la
crescita economica, civile, sociale del nostro Paese e non
soltanto, purtroppo, un costo come spesso accade.
Credo che stiamo assistendo davvero a scelte sbagliate del
Governo che, ponendo peraltro la fiducia, sta realizzando contro
la scuola primaria, contro i suoi insegnanti, contro gli stessi
lavoratori, le famiglie, una serie di provvedimenti estremamente
mortificanti, estremamente penalizzanti, senza tenere conto che
il nostro sistema scolastico è indubbiamente tra i più avanzati a
livello europeo ed a livello mondiale.
Per quanto riguarda il maestro unico, voglio citare alcuni dati
che confermano quanto sia sbagliato tornare al maestro unico.
Nell'anno scolastico 1989, precedente all'introduzione del
modello di insegnamento modulare nella scuola elementare, nella
provincia di Palermo, la dispersione scolastica era del 7,6 per
cento. Ebbene, oggi questa stessa dispersione scolastica si
riduce allo 0,94 per cento.
Ritengo, allora, che quella riforma abbia funzionato anche
grazie al progetto ministeriale di lotta alla dispersione
scolastica, all'intervento congiunto di tutte le istituzioni sul
territorio, così come il tasso di dispersione scolastica si è
ridotto anche nella scuola media dal 25,6 per cento del 1989 al
9,15 per cento del 2007.
Credo che questo confermi anche l'elevato livello di
professionalità dei nostri insegnanti, un livello assolutamente
eccellente che fa indubbiamente della scuola siciliana una scuola
di alto livello e non mi sento, come altri purtroppo hanno fatto,
di dire che sia una scuola migliore di quella di altre regioni.
Sicuramente, però, non accettiamo che, da parte della
Ministra , si possano offendere i lavoratori della nostra
Sicilia, operatori della scuola siciliana.
Il Partito democratico respinge fermamente l'idea di scuola che
sta dietro misure restrittive e penalizzanti previste dalla legge
numero 133 e dal progetto di introduzione e di generalizzazione
del maestro unico.
Ci auguriamo che possa, in qualche modo, essere attenuato
l'insieme degli effetti negativi che si scaricheranno sulla
scuola siciliana e che ci siano ancora spazi per un intervento
autorevole del Governo regionale nei confronti del Governo
nazionale, anche perché venga restituita davvero alla Sicilia la
giusta attenzione, soprattutto per quanto riguarda il tema degli
insegnanti di sostegno che merita la massima attenzione,
considerato i soggetti a cui, appunto, il servizio stesso è
rivolto.
Ci auguriamo, altresì, che tutti gli enti locali che hanno
responsabilità anche in materia di edifici scolastici assumano
davvero una maggiore responsabilità, un maggiore impegno, per far
sì che gli edifici scolastici stessi possano essere adeguati per
offrire un servizio scolastico migliore agli allievi tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Maira. Ne ha
facoltà.
MAIRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa sera, su
spinta della mozione a firma degli onorevoli Barbagallo ed altri,
abbiamo l'occasione di parlare di una materia estremamente
importante e delicata per la nostra Regione e lo è ancor più
importante e delicata rispetto ad altre Regioni d'Italia per la
specificità anche in questo settore della Regione siciliana.
Ho vissuto, come tutti noi, cullato dalla nostra scuola, che
avrà avuto difetti, che avrà avuto pecche ma, certamente, ha
generato una classe dirigenziale, politica, di letterati, di
scrittori, di uomini medi comuni che hanno una caratteristica
particolare che è la socialità e l'umanità che è tipica dei
siciliani.
Certamente, la Sicilia, attraverso la scuola, deve raggiungere
risultati che non spettano ad altre Regioni d'Italia perché la
scuola, per la Sicilia, è il momento di socialità, è il momento
di crescita, è il momento di lotta alla criminalità, è il momento
di incontro tra altre culture.
Mi soffermo su questi ultimi aspetti.
Per quanto riguarda il motivo di incontro con altre culture,
non credo che le scuole elementari e medie delle altre Regioni
d'Italia abbiano problemi interrazziali come quelli che ha la
scuola siciliana.
Abbiamo una popolazione di extracomunitari in crescita in
Sicilia e queste visioni restrittive del Governo nazionale creano
ulteriori problemi rispetto a quelli che già abbiamo perché non
ci consentono un'integrazione piena.
Sulla funzione anticrimine della scuola, vorrei precisare che
abbiamo discusso in Commissione, discuteremo nei prossimi giorni
un provvedimento di legge varato dalla Commissione Antimafia dove
grande attenzione viene data alla scuola e, se questa è la nostra
volontà, i provvedimenti del Governo nazionale vanno contro
questa tendenza della Regione siciliana perché certamente il
ridimensionamento dell'attività didattica creerà dei problemi
organizzativi gravi.
Non sono particolarmente appassionato all'aspetto un maestro
sì, un maestro no, più maestri, più docenti, ne basta uno solo,
torniamo all'antica, è un fatto di modernità. Credo che ciò sia
importante ma sino ad un certo punto. Ciò che a noi interessa, è
che la scuola siciliana sia efficiente ed organizzata e che dia
risposte alla società. Questi provvedimenti del Governo nazionale
creeranno grossi e ulteriori problemi rispetto a quelli che già
abbiamo.
Vorrei sottolineare che, stasera, stiamo discutendo di un
aspetto politico, di una protesta politica nei confronti del
Governo nazionale.
Siamo sicuri però che, oltre all'aspetto politico, non ci sia o
non ci sia stata un'altra attività giurisdizionale da
intraprendere?
Siamo certi che ci siamo lasciati scappare di mano l'occasione
di creare qualche conflitto di attribuzione e competenze?
Adesso, ci troviamo soltanto a discutere di un aspetto politico
quasi con il cappello in mano, come al solito, di fronte al
Governo nazionale e, invece, forse potevamo fare qualche cosa e,
su questo, rivolgo una espressa domanda all'assessore Antinoro,
così come a quest'Aula che all'unanimità si appresta a votare
l'ordine del giorno e che all'unanimità dovrebbe anche levare una
protesta ed una reprimenda nei confronti di quei deputati
nazionali siciliani di tutti i partiti politici che hanno
consentito nell'ambito del Governo, nell'ambito del Parlamento di
portare avanti questi provvedimenti che penalizzano la Sicilia.
Credo che anche questa vada fatta perché anche questo è un
segnale politico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
replicare.
ANTINORO, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor presidente, lei giustamente usa il
verbo replicare' come è naturale che si faccia in questi casi.
Dico che c'è ben poco da replicare; c'è da prendere atto di una
situazione severa, grave, che si va determinando, da qualche
tempo e che, probabilmente, se non corriamo ai ripari, così come
Governo, stiamo facendo in queste settimane e continueremo a fare
nelle prossime, potremmo andare verso disastri ancor maggiori
che, rispetto a quelli già realizzati, potrebbero essere ben poca
cosa.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, che la gente sia stanca
dei teatrini della politica credo che sia abbastanza, ormai,
palpabile tra i cittadini perché stasera stiamo parlando
dell'effetto devastante sul mondo della scuola della cosiddetta
riforma Gelmini . Questa vicenda, però, parte un po' da lontano
e mi permetto di ricordare alcuni provvedimenti passati dei
Governi nazionali, provvedimenti che hanno determinato la
continuità del disastro e della devastazione che si sta facendo
nella scuola italiana ed è chiaro che le Regioni del sud, gli
alunni del sud ne soffrano ancor di più.
La circolare ministeriale del febbraio 2008 non è una
circolare emanata dall'attuale Governo nazionale. Il decreto
interministeriale del 24/12/2007, quello che si determina come
attuazione nella Finanziaria del 2008, non è un'attività che ha
svolto questo Governo.
Ritengo che bisogna cominciare a parlare il linguaggio della
chiarezza perché, in caso contrario, i cittadini non avranno più
punti di riferimento, almeno in politica.
I tagli che si sono, ad oggi, realizzati, al di là della
riforma Gelmini che ha un effetto ancor più devastante, questi
tagli attuali, quelli che già stiamo subendo, quello che la
popolazione scolastica e la popolazione degli insegnanti del sud
e per quanto ci riguarda, i siciliani stanno subendo, partono da
iniziative di governi che non erano quelli presieduti dal
Presidente Berlusconi.
Successivamente, vi è stata tutta una serie di atti svolti
dagli Uffici ministeriali delle varie Direzioni generali che ci
hanno portato, per esempio, a danneggiare fortemente numeri sui
quali è inutile tornare nuovamente perché sono stati già citati
da tanti colleghi delle due diverse aree politiche; ci hanno
portato al taglio degli insegnanti di sostegno, cosa che si è
realizzata.
Purtroppo, si sono commessi degli errori, onorevole Lenza.
Saremmo potuti intervenire con un conflitto davanti alla Corte
Costituzionale e non l'abbiamo fatto.
Abbiamo svolto tutta una serie di atti per cui, rispetto ai
ministri dell'epoca, siamo andati a verificare ma ci hanno
sbattuto la porta in faccia e, purtroppo, come Regione, siamo
rimasti isolati.
Il conflitto che si apre in questo Paese, anche l'onda
xenofoba, razziale, tutti i disastri che stanno accadendo non
sono più un problema del centrodestra e del centrosinistra. Il
problema è che si è spostato l'asse. L'asse della lotta politica
è un'asse nord-sud.
Abbiamo le nostre manchevolezze come classe dirigente
siciliana, come politici del sud di questo Paese. Dobbiamo
rivedere alcune nostre posizioni. Sicuramente, noi per primi,
dobbiamo fare degli sforzi ma c'è un accanimento nei confronti
del Sud di questo Paese che non guarda più il colore politico.
Mi auguro, ed oggi è l'occasione in cui tutti ci si renda
conto, rispetto ai nostri parlamentari nazionali di qualunque
colore eletti a Roma, al di là delle liste bloccate, affinché si
facciano le opportune attività svolte nelle sedi idonee, cioè
quelle del Parlamento nazionale.
Certo, ieri sera, con il voto di fiducia alla Camera, una buona
parte della classe politica siciliana è entrata in difficoltà.
Bisogna avere, però, il sussulto ed il coraggio delle proprie
azioni e dimostrare di portare avanti soltanto gli interessi di
chi rappresentiamo, cioè della Sicilia e di tutti quelli che ci
hanno dato il loro consenso.
Nel tempo che ci rimane, questo Assessorato e questo Governo,
in testa il Presidente Lombardo, ha già intrapreso una serie di
iniziative.
Abbiamo chiesto un parere all'Ufficio legislativo e legale che
ci ha fatto notare alcuni problemi.
La famosa slealtà del Governo nazionale si è attuata nel
passato e certamente continuerà ad essere attuata nel futuro.
Siamo lì vigili; abbiamo già avuto diversi incontri. Io stesso
ho avuto un incontro con il Ministro Gelmini nel mese di luglio.
Non ricordo chi ma qualcuno dei relatori precedenti, forse
l'onorevole Cracolici, diceva che purtroppo il vero Ministro -
gli do ragione e sottolineo - omnicomprensivo di questo Governo
non è né il Ministro Gelmini né gli altri ministri ma si chiama
Giulio Tremonti.
Quando sono andato a trovare il Ministro Gelmini, abbiamo avuto
un colloquio franco, determinato e chiaro, come di solito, per
carattere, sono portato a fare.
Il Ministro Gelmini, stretta nell'angolo dalle domande che le
venivano poste dal sottoscritto, stretta nell'angolo dalle
domande che le venivano poste anche dai dirigenti dei
Dipartimenti che si confrontavano con i dirigenti dei
Dipartimenti ministeriali, ad un certo punto, ha detto: Ma
sapete, il Ministero delle Finanze, il Ministero del Tesoro, i
soldi, i soldi, i soldi '
Su temi come la scuola - ed aggiungo anche la sanità - al di
là delle razionalizzazioni doverose che vanno fatte, credo sia
inopportuno parlare di guadagni, di perdita e di conti economici
come se ci fossero dei ragionieri. Ritengo, infatti, che se la
politica dovesse delegare al ragioniere, non sarebbe necessario
ricorrere alle elezioni ma basterebbe assumere un bravo
economista per fare quadrare i conti.
Il Governo della Regione, al di là delle note di protesta che
abbiamo fatto e che lasciano il tempo che trovano, al di là dei
colloqui che abbiamo avuto con il Presidente della Regione - con
il quale mi sono appena incontrato e che incontrerà il Ministro
Gelmini venerdì prossimo, a Roma, per un confronto sui problemi
della scuola siciliana -, si dichiara pronto ai conflitti di
attribuzione davanti alla Corte Costituzionale, a verificare
tutti i passaggi normativi possibili e tutti i lacci e laccioli
al fine di ostacolare la prosecuzione di questa riforma - che
tale non è, in quanto si tratta di una mera involuzione di
qualunque vivere civile -, così come saremo vigili sul
dimensionamento, di cui si è già parlato. Il successivo
intervento, infatti, se questa riforma dovesse andare in porto,
sarà ancor più grave.
Nei prossimi giorni, avremo un incontro e poiché il
dimensionamento, per obbligo di legge, va fatto di concerto con
le Regioni e, in particolare, con quelle a Statuto speciale,
saremo lì a vigilare affinché, sotto la forma e sotto la scure
del cosiddetto ridimensionamento, non arrivino altri tagli ed
altre penalizzazioni nei confronti dei ragazzi siciliani, nei
confronti degli organici.
Quando qualcuno afferma - mi riferisco all'onorevole Bossi -
che, nel passato, tanti docenti si sono trasferiti dal sud al
nord, vorrei ricordare che, grazie a questo corpo docente, non
si sono formate soltanto generazioni di eccellenza e qualità
siciliane ma, grazie a questi nostri docenti, abbiamo formato
generazioni di qualità e di eccellenza che vanno in tutto il
Paese, dal nord al sud del Paese.
E' chiaro che questo Governo respinge al mittente queste accuse
che sono della più volgare specie e, per quanto ci riguarda,
continueremo a porre in essere tutte le iniziative idonee per
resistere a questo tsunami di distruzione della scuola siciliana.
Su questo, non posso che condividere, al di là delle
appartenenze e non posso che immaginare un rapporto di
prosecuzione comune, avendo ascoltato non solo i colleghi del
centrosinistra ma anche quelli del centrodestra svolgere un
appello a che si resista a questa devastazione.
Siamo lì a farlo quotidianamente, continueremo a farlo nelle
prossime settimane e, al di là degli effetti-annuncio, al di là
delle pubblicità - bisogna essere anche consequenziali - nelle
aule parlamentari della Camera e del Senato.
Mi auguro che chi venga eletto in Sicilia svolga anche in
quelle sedi competenti il ruolo che il popolo siciliano gli ha
attribuito.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che alla mozione
numero 48 è stato presentato, dagli onorevoli Barbagallo e
Cracolici, il seguente emendamento aggiuntivo: aggiungere alla
fine: Impegna, altresì, il Governo a proporre ricorso alla Corte
costituzionale contro il decreto Gelmini per la violazione delle
nostre competenze statutarie .
Pongo in votazione l'emendamento. Il parere del Governo?
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, ho già annunziato che il
Governo sta procedendo nel senso dell'emendamento, pertanto,
esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione numero 48, a firma degli
onorevoli Barbagallo ed altri, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
La votazione della mozione numero 53 è, pertanto, preclusa.
Presidenza del presidente Cascio
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
numero 22 Percorsi sperimentali triennali di IeFP (tipologia
B) per i minori in obbligo di istruzione in Sicilia , degli
onorevoli Minardo ed altri;
numero 25 Iniziative per la verifica della rendicontazione
della spesa effettuata dagli enti regionali di formazione
professionale , dell'onorevole Vitrano ed altri;
numero 29 Iniziative a sostegno dell'azione intrapresa dal
Governo regionale a tutela di numerosi posti di lavoro nel
settore della pubblica istruzione , degli onorevoli Vinciullo ed
altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
«Tenuto presente che i percorsi triennali di IeFP (tipologia
B), per oltre 10.000 allievi minori, in obbligo di istruzione in
Sicilia, devono essere annualmente finanziati e avviati entro
settembre, per garantire il diritto-dovere all'istruzione e
formazione e la continuità del servizio;
che sono decretati annualmente, da parte dei Ministeri
competenti, in rapporto alla domanda formativa, i finanziamenti
statali da assegnare alla Sicilia per l'assolvimento dell'obbligo
di istruzione nei percorsi triennali di formazione professionale;
che è necessario impegnare le somme relative all'avvio delle
attività formative triennali per l'anno 2008/2009 e seguenti;
considerato
che la formazione professionale dei minori in obbligo di
istruzione è assegnata alla competenza esclusiva della Regione
ed è un servizio di interesse pubblico che non può essere
interrotto;
che è necessario assegnare ad un apposito capitolo al
Dipartimento Pubblica Istruzione dell'Assessorato regionale dei
Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione le risorse
finanziarie messe a disposizione dallo Stato per i percorsi
triennali di formazione professionale e le risorse regionali
previste ex legge 24/76,
impegna
il Governo regionale ad attivare con risorse regionali e a
valere sul fondo di rotazione nazionale, apposito capitolo di
bilancio annuale e pluriennale per l'assolvimento dell'obbligo di
istruzione dei minori nei percorsi triennali di istruzione e
formazione professionale». (22)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che gli Enti che svolgono attività di formazione
professionale nella Regione siciliana, ammessi negli anni a
finanziamento da parte dell'Assessorato regionale al lavoro,
previdenza sociale, formazione professionale ed emigrazione sono
tenuti a rendicontare la spesa effettuata all'interno dei vari
Piani Regionali dell'Offerta Formativa agli uffici del
Dipartimento Formazione professionale dello stesso Assessorato
secondo la circolare n. 6 dell'11.06.2008 (direttive per la
presentazione delle istanze, lo svolgimento e la rendicontazione
dei progetti formativi);
premesso, ancora, che con l'articolo 39 della legge regionale
23 dicembre 2002, n. 23 è stato disposto, tra l'altro, che, a
decorrere dall'1 gennaio 2003, alla realizzazione del PROF si
provvedesse con le modalità previste per le attività cofinanziate
dal Fondo Sociale Europeo;
considerato che nell'ambito dei suddetti PROF la circolare n.
6/2004 tra l'altro consente storni di spesa senza alcun limite
percentuale all'interno delle quattro macro categorie di voci e
nel limite del venti per cento del minor importo tra una macro
categoria e l'altra;
constatato che nell'anno 2007 e nell'anno 2008 da parte del
Dirigente generale del Dipartimento Formazione Professionale,
attraverso lettera circolare, sono state date disposizioni che
potrebbero apparire in contrasto con la normativa citata, laddove
questa in realtà permette l'eventualità di storni tra voci di
spesa;
preso atto che è evidentemente opportuno e necessario, nonché
urgente, che vengano emanate disposizioni in materie univoche e
conformi al dettato della normativa vigente;
Impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore regionale al lavoro ed alla formazione
professionale
a disporre affinché gli uffici competenti alla verifica della
rendicontazione della spesa effettuata dagli Enti di formazione
professionale della Regione siciliana si attengano a quanto
previsto dalla circolare n. 6/2004, dove nello specifico si
consente lo storno di spesa senza alcun limite percentuale
all'interno delle quattro macro categorie di voci e nel limite
del venti per cento del minor importo tra una macro categoria e
l'altra, senza distinguere tra finanziamento per la voce gestione
e finanziamento per la voce personale». (25)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Governo nazionale ha inserito, nella manovra di bilancio, la
previsione di ulteriori 796 tagli di personale docente e non
docente nelle scuole siciliane da attuarsi nel corrente anno
scolastico;
questi 796 sono da aggiungersi ai 1.544 tagli già effettuati
nei mesi precedenti, sempre nelle scuole siciliane di ogni ordine
e grado;
considerato che:
i suddetti tagli di personale non seguono alcun criterio
proporzionale rispetto alla diminuzione di alunni e di classi in
Sicilia, tenuto conto che, secondo i dati divulgati dal
dipartimento regionale della pubblica istruzione, nel prossimo
anno scolastico 2008/2009, a fronte di un decremento di circa
40.000 alunni, sono previsti tagli per 2 mila e 521 unità tra
docenti e personale ATA, da aggiungere alle precedenti
decurtazioni di posti di lavoro attuati dal precedente Governo
nazionale di centro-sinistra;
questa avulsa volontà di risolvere il deficit della pubblica
istruzione nazionale tagliando posti di lavoro, tarpa
definitivamente le ali a centinaia e centinaia di precari
siciliani della scuola che credevano e speravano di essere
immessi quest'anno nei ruoli definitivi;
tenuto conto che da anni si parla di una riforma del mondo
scolastico mirante soprattutto ad una maggiore razionalizzazione
dei costi che, per il 97%, riguardano i salari del personale. Ma
ciò non può e non deve inficiare l'obiettivo finale del mondo
didattico, cioè la formazione culturale, tecnica e scientifica
dei giovani. La diminuzione del personale scolastico effettuata
senza quei criteri logici che sono alla base delle necessità
formative dei giovani, oltre ad una perdita consistente di posti
di lavoro in Sicilia, può portare solo alla nascita di una scuola
priva di quei principi educativi e selettivi tipici delle culture
occidentali;
visto che il Presidente della Regione ha già attivato tutte le
iniziative atte a bloccare questa emorragia di docenti e non
docenti nelle scuole siciliane,
impegna il Governo della Regione
a proseguire la sua azione di tutela della scuola siciliana in
questa vertenza che vede la Sicilia contrapposta al Governo
nazionale a tutela di migliaia di posti di lavoro e in nome della
propria autonomia decisionale nel campo della pubblica
istruzione». (29)
Si passa all'ordine del giorno numero 22, a firma degli
onorevoli Minardo ed altri, il quale impegna il Governo della
Regione ad attivare con risorse regionali ed a valutare sul fondo
di rotazione nazionale apposito capitolo di bilancio annuale e
pluriennale per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione dei
minori nei percorsi triennali di istruzione e formazione
professionale.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, sto leggendo l'ordine del
giorno in questo istante, come tutti.
In questo ordine del giorno, vi sono alcune imprecisioni,
pertanto, chiedo di rinviarne la trattazione ad altra seduta.
Chi ha scritto questo ordine del giorno, probabilmente, lo ha
fatto a settembre. Settembre è già passato e, quindi, è un ordine
del giorno al quale l'impegno non può essere conseguentemente
dato.
Al di là dei fatti temporali, però, abbiamo recuperato, nel
mese di luglio, in sede romana, a livello del MIUR, insieme con
il Ministero dell'Economia, dopo diversi incontri, riunioni e
anche momenti di braccio di ferro non indifferenti, sia sul piano
politico che sul piano tecnico, qualcosa come 20 milioni di euro
che serviranno al pagamento - che avverrà nelle prossime
settimane perché le procedure di registrazione, di decretazione,
eccetera, sono terminate da pochissimo - dei corsi di obbligo di
istruzione che erano stati avviati da due anni a questa parte.
Questa è già un'attività che chi vi parla, come Assessore per la
pubblica istruzione, ha già compiuto e cui ha già adempiuto.
Siamo riusciti, inoltre, a proposito del virtuosismo siciliano,
in Conferenza Stato-Regioni, ad ottenere anche un altro tipo di
attività. Negli anni passati
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, basterebbe dare un parere.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Non si può dare il parere perché contiene
delle imprecisioni.
PRESIDENTE. Invitiamo, quindi, il presentatore a ripresentarlo.
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Invitiamo il presentatore a modificarlo,
possibilmente, avvalendosi dei consigli forniti dagli Uffici per
addivenire poi alle attività conseguenti.
PRESIDENTE. Onorevole Minardo, l'Assessore chiede che venga
ritirato per poterlo riformulare in maniera più corretta e
presentarlo, anche domani, nell'ambito del disegno di legge che
verrà approvato da questa Aula.
MINARDO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno numero 25, a firma
dell'onorevole Vitrano.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Desidero che questo ordine del giorno venga
posto all'attenzione del Governo. Poiché è stato oggetto di
discussione in Giunta, sollevata ieri sera dall'assessore
Incardona, credo sia opportuno attendere la sua presenza, al
fine di dare un parere che sia corretto ed esaustivo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni,
resta stabilito che l'ordine del giorno sarà trattato in altra
sede.
Si passa all'ordine del giorno numero 29, a firma degli
onorevoli Vinciullo ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
ANTINORO, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, dal titolo, vedo che
riguarda la medesima tematica che abbiamo spiegato in modo
esaustivo pochi minuti fa, quindi, è chiaro che viene accolto, a
nome del Governo, come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arena ha chiesto congedo
per la seduta odierna e per la seduta che avrà luogo domani, 9
ottobre 2008.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 9
ottobre 2008, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
I -Comunicazioni
II - Discussione della mozione:
N. 50 - Iniziative volte a ripristinare l'intitolazione
dell'aeroporto di Comiso (RG) a
Pio La Torre
CRACOLICI - LEANZA E. - MAIRA - ADAMO
III -Discussione dei disegni di legge:
1) - Interventi in favore dello svolgimento dell'attività
sportiva connessa all'esercizio del gioco del golf (nn. 122-
171/A) (Seguito)
2) - Norma transitoria sulle autorizzazioni all'esercizio di
cava (n. 133/A) (Seguito)
3) - Norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali
e Ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione
(nn. 197-80-112/A) (Seguito)
IV - Elezione di cinque componenti della Commissione di garanzia
per la trasparenza, l'imparzialità delle pubbliche
amministrazioni e la verifica delle situazioni patrimoniali.
La seduta è tolta alle ore 18.18.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.40
DAL SERVIZIO RESOCONTI
Il Direttore
Dott. Eugenio Consoli