Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
GALVAGNO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Minardo, Calanducci e
Leanza Nicola sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Maira sarà in missione, per
ragioni del suo ufficio, l'1 dicembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Preciso, altresì, che la missione dell'onorevole Caputo,
comunicata nella seduta di ieri, è da intendersi per i giorni 30
novembre e 1 dicembre 2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme in materia di contrasto all'obesità infantile e giovanile
(n. 813)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone il 29 novembre 2011;
- Autorizzazione alla bruciatura di paglia, sfalci e potature
nelle attività agricole in Sicilia (n. 814)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone il 29 novembre 2011;
- Trattamento biologico non invasivo per combattere il punteruolo
rosso (n. 815)
di iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone il 29 novembre 2011.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione di una Commissione speciale parlamentare di
inchiesta sullo stato di attuazione del Piano sanitario regionale
della Sicilia, nonché l'applicazione dell'articolo 6 della legge
regionale n. 5/2009. (n. 811)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011,
parere VI
- Abolizione delle liste regionale per l'elezione dell'Assemblea
regionale siciliana. (n. 809)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Modifica di norme in materia di garanzie fornite dai soci
garanti di cooperative agricole ed alimentari. (n. 808)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme in materia di gestione del servizio idrico nella Regione
siciliana. (n. 806)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011
- Intervento a sostegno dell'autonomia abitativa dei giovani
siciliani. (n. 807)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi a favore dei soggetti affetti da dislessia e da altre
difficoltà specifiche di apprendimento. (n. 810)
di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011,
parere I e V.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2244 - Ampliamento dell'area di parcheggio dell'ospedale 'Di
Maria' di Avola (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2245 - Notizie sulle nuove tratte ferroviarie delle Ferrovie
dello Stato da e per la Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2246 - Notizie sul proliferare in Sicilia di negozi che
acquistano oro usato.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore; Buzzanca Giuseppe;
Caputo Salvino; Vinciullo Vincenzo
N. 2248 - Notizie sul ticket per la fornitura del farmaco
'tamoxifene'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Giuffrida Salvatore
N. 2249 - Notizie sull'affidamento di servizi ospedalieri ad enti
e fondazioni extraregionali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 2253 - Interventi per il reperimento di fondi a ristoro dei
danni subiti dalle persone e dalle attività produttive a seguito
del nubifragio verificatosi il 22 novembre 2011 nella zona costiera
della provincia di Messina.
- Presidente Regione
Firmatario: Corona Roberto
N. 2254 - Chiarimenti sull'impossibilità dell'AST di assicurare i
propri servizi a causa delle presunte inadempienze da parte del
Governo regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2243 - Notizie in ordine ai criteri adottati per la cessione
del 49% delle azioni della 'Jonica trasporti' società controllata
dell'Azienda Siciliana Trasporti.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 2247 - Notizie sulla legittimità degli affidamenti in house
autorizzati dall'Assessorato Salute per la fornitura di beni e
servizi nel territorio della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Leontini Innocenzo; D'Asero Antonino
N. 2250 - Provvedimenti per scongiurare disservizi ai cittadini
siciliani causati dal taglio dei treni a lunga percorrenza previsto
dal piano industriale 2011-2015 delle Ferrovie dello Stato.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2251 - Iniziative per garantire il funzionamento di macchinari
e attrezzature in dotazione nelle strutture sanitarie dell'ASP di
Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Mattarella Bernardo
N. 2252 - Notizie in merito al paventato spostamento temporaneo
del reparto di urologia dall'ospedale Umberto I di Siracusa
all'Ospedale di Lentini (SR):
- Assessore Salute
Firmatario: Bufardeci Giambattista
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 23 novembre
2011, la mozione numero 315 Iniziative urgenti presso il Governo
nazionale e la Commissione europea, mirate alla revisione dei
regolamenti che disciplinano l'applicazione dei regimi di aiuto in
'de minimis' (cosiddetti aiuti 'di importo minore') , degli
onorevoli Incardona, Scilla, Mineo, Cimino e Bufardeci.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2141
PRESIDENTE. Comunico che nella seduta della Commissione Ambiente
e territorio' n. 174 del 30 novembre 2011, l'interrogazione n. 2141
Iniziative per l'adozione di provvedimenti di repressione
dell'abusivismo edilizio e per la destinazione delle costruzioni
edilizie abusive esistenti , per assenza dell'interrogante,
onorevole Ruggirello, si è trasformata in interrogazione a risposta
scritta.
Comunicazione di ritiro di mozione
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 29 novembre 2011, pervenuta
in pari data e protocollata al n. 9618/AULAPG del 30 novembre
successivo, l'onorevole Ferrara, anche a nome degli onorevoli
Ammatuna, Galvagno e Lupo, ha dichiarato di ritirare la mozione n.
313 Iniziative per la regolamentazione del software libero,
dell'accessibilità di dati e documenti ed hardware documentato in
Sicilia , dagli stessi parlamentari presentata in data 22 novembre
2011.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non cito il
Governo perché è peggio di un governo ombra', non esiste nemmeno
l'ombra di questo Governo regionale
Sarei curioso di sapere come dovremmo varare i disegni di legge
senza il Governo.
Signor Presidente, così come ho fatto due giorni fa e anche la
scorsa settimana, ricordo che in data 18 ottobre la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, da lei presieduta, si era
impegnata a portare in Aula per l'approvazione, due disegni di
legge, uno sugli oratori e l'altro contro la violenza alle donne.
Ricordo che già nel 2009, in Finanziaria, erano state inserite,
per quanto riguarda il 2010, le somme necessarie per potere
approvare questi due disegni di legge.
Il 4 agosto 2010 la legge sugli oratori era arrivata in Aula e poi
era stata rimandata in Commissione per rivederla e, si era detto,
di approvarla entro l'anno.
Entro il 2010 non è stata approvata.
Con enormi sacrifici e sforzi, come lei ricorderà, sono riuscito a
fare passare due emendamenti che inserivano le somme necessarie per
finanziare questa legge per il 2011.
Ora siamo a qualche settimana dall'approvare la Finanziaria 2011
ed è chiaro che se oggi questi due disegni di legge non verranno
posti all'ordine del giorno ed approvati, queste somme, così come
è successo per il 2010, andranno in perenzione, verranno utilizzate
per altri fini, sicuramente molto più nobili di quelli di cui
stiamo parlando.
Signor Presidente, chiedo ancora una volta che questi due disegni
di legge vengano messi in discussione. Nel caso in cui ciò non
dovesse accadere - io non ho la certezza che verranno posti
all'ordine del giorno - le comunico che questa notte dormirò in
questa Aula, a dimostrazione che quest'Aula non è disponibile a
lavorare nell'interesse della collettività, non è soprattutto
disposta a lavorare nell'interesse dei soggetti fragili e dei
soggetti difficili della nostra regione.
Le ricordo a questo proposito che siamo l'unica regione in Italia
che non ha ancora varato una legge contro la violenza alle donne e
quindi a favore delle donne che sono rimaste vittime di violenza e
le ricordo che siamo l'unica regione in Italia che ancora non ha
approvato una legge a favore della funzione sociale che gli oratori
svolgono in Sicilia.
Le somme sono disponibili. La Commissione Bilancio da oltre un
mese ha dato la relativa copertura finanziaria. Abbiamo le somme
appostate, quindi non si tratta di variazione di capitoli perché
sono quelli già previsti in finanziaria.
Credo che non ci siano difficoltà di nessuna natura, perché mi
pare che stiamo inserendo disegni di leggi che prevedono variazioni
di spesa, prevedono impegni di spesa.
In questo caso l'impegno di spesa non è previsto perché le somme
già sono esistenti.
Le ricordo che del plafond iniziale, che era di un milione e
ottocento mila euro per entrambi i disegni di legge, già
trecentomila euro sono stati destinati ad altre finalità a meno che
l'intento del Governo sia quello di destinare tutta la parte
rimanente delle somme per altre finalità.
Allora potrei capire questa azione.
Signor Presidente, le chiedo un momento di riflessione, uno scatto
di orgoglio.
Questo Parlamento non può limitarsi solo a fare piccole cose, deve
guardare avanti, deve guardare in alto, deve vedere che in Sicilia
ogni giorno decine di donne subiscono violenza senza che nessuno li
possa aiutare. Deve vedere che in Sicilia decine di giovani ogni
giorno decidono di delinquere perché non ci sono le strutture
idonee che possano sostenere i nostri ragazzi, quando invece gli
oratori questa funzione la svolgono perfettamente.
Mi appello a lei, signor Presidente, mi appello a tutti i
Capigruppo che siedono in questo Parlamento affinché, ripeto,
ognuno di noi per un istante guardi al di là delle proprie barriere
ideologiche, dei propri steccati partitici, e veda invece la
necessità di dare vita a due leggi veramente significative per
l'attività di questo Parlamento che, approvandole, potrebbe solo
qualificarsi.
Mi appello a lei, signor Presidente, però fin da adesso le
confermo che questa notte non abbandonerò l'Aula.
PRESIDENTE. Avverto i colleghi che durante la seduta di oggi si
terrà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Vedremo
quando sospendere i lavori per consentire la riunione per trattare
anche di questo argomento.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, una attenzione da parte del Governo
che non c'è e della sua persona. Vorrei solo ricordare a questa
Assemblea, in particolare modo, e al Governo che non vedo presente,
che sono trascorsi diversi mesi e all'Assemblea, in particolare
alla III Commissione non è stato trasmesso dall'Assessorato risorse
agricole il piano faunistico venatorio.
Questa negligenza da parte del Governo, e in occasione
dell'approvazione della legge a luglio, fece capire al mondo della
caccia che certamente si sarebbe adempiuto a questo obbligo nel più
breve tempo possibile. Signor Presidente, siamo a fine novembre,
quasi ai primi di dicembre, e di questo piano ancora non se ne ha
traccia. Avrei voluto intervenire in presenza di qualche componente
del Governo, ma purtroppo non c'è nessuno, e pertanto chiedo alla
Presidenza di sollecitare l'assessore per le risorse agricole e
alimentari a trasmettere questo strumento.
Se ciò non avverrà nel più breve tempo possibile, fra un anno ci
troveremo nella impossibilità, di nuovo, e quindi dovremo normare
di nuovo per potere esercitare questa attività prevista dallo
Statuto della Regione e dalla Costituzione.
Aggiungo che il Governo, il 4 ottobre scorso, ha presentato il
disegno di legge n. 795 - che forse la Presidenza ancora non ha
assegnato alla Commissione competente - che tratta di aree
protette
Il Governo si deve decidere, e questa è un'altra riflessione, se
desidera una volta per tutte affrontare unitariamente il problema
fra le aree protette e le aree consentite per l'attività venatoria,
altrimenti, signor Presidente, ci prendiamo in giro. Perché da un
lato l'assessore ha più volte dato certezza, e così anche il
Presidente della Regione, che quest'anno era tutto risolto, cosa
che non è per l'attività venatoria, e nel frattempo si presenta una
proposta sui parchi che certamente paralizzerebbe tale attività in
tutta la Regione.
Io credo che si debba chiedere e ottenere un chiarimento da parte
del Governo sulla sua posizione politica, se vuole o non vuole
continuare a far esercitare questa attività in Sicilia.
Seguito della discussione del disegno di legge «Riqualificazione
urbanistica con interventi di edilizia sociale convenzionata.
Misure urgenti per lo sviluppo economico» (805/A)
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
PRESIDENTE. Si passa al seguito dell'esame del disegno di legge
«Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia sociale
convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico» (n.
805/A), posto al n. 1).
Onorevoli colleghi, ho appena ricevuto una lettera da parte del
presidente della Commissione Bilancio, di cui do lettura:
Illustre Presidente, in relazione agli emendamenti al disegno di
legge n. 805/A inviati a questa Commissione, ai sensi dell'art. 113
del Regolamento interno, porto a conoscenza della S.V. che in
ragione della complessità dei medesimi, essendo necessari gli
opportuni approfondimenti da parte degli Uffici e la necessaria
interlocuzione con il Governo, essi saranno esaminati nella seduta
del prossimo 6 dicembre 2011. Con l'occasione le porgo distinti
saluti.
In virtù di questa nota, ovviamente, non possiamo che trattare il
disegno di legge non prima di martedì 6 dicembre. Pertanto, l'esame
del disegno di legge è rinviato al 6 dicembre.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, è la prima volta che lei si determina a rinviare un
disegno di legge su emendamenti solo aggiuntivi. Non c'è nessun
emendamento in Commissione Bilancio che riguarda il testo che è
stato presentato in Aula. Sono tutti quanti emendamenti aggiunti,
peraltro carichi di spesa.
Non riesco a comprendere perché un disegno di legge per il quale
non occorre alcuna copertura finanziaria, i cui emendamenti sono
stati presentati, oggi non possa essere discusso in Aula.
E' la prima volta che succede.
Naturalmente ne prendo atto, perché lei ha determinato, senza
motivazioni a mio avviso, un fatto del genere; altre volte abbiamo
operato in maniera diversa ma stiamo parlando di norme che non
c'entrano nulla col testo; sono tutti emendamenti aggiuntivi e
subemendamenti dell'emendamento aggiuntivo su cose che non
c'entrano nulla col disegno di legge e che non sono state indicate
neanche in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Quindi, inficiare il percorso di un disegno di legge che è stato
esitato per l'Aula, che ha visto i deputati e le commissioni
lavorare e vedere rinviata la trattazione per un motivo che non
c'entra nulla con il disegno di legge mi sembra un po' troppo.
Questo Parlamento a volte non lavora o vuole rinviare, non si
capisce; almeno da presidente di Commissione, non ne capisco la
ragione.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, io non mi sono determinato in
nessun modo nel senso che io non ho proprio idea degli emendamenti.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Sono emendamenti
aggiuntivi.
PRESIDENTE. Mi è stato riferito di un numero importante di
emendamenti che gli Uffici hanno trasferito in Commissione
Bilancio.
Il presidente della Commissione Bilancio mi ha scritto mentre
aprivo la seduta oggi pomeriggio e io ho dato lettura all'Aula
della lettera ricevuta. Io non ho determinato alcunché, diciamo che
di questo percorso conosco l'esito finale perché ho dato lettura
della comunicazione.
Non conosco gli emendamenti, non li ho visti.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, l'ho informata di come stanno i fatti.
PRESIDENTE. Non conosco gli emendamenti, non li ho visti. Gli
Uffici, come è loro compito, hanno disposto la trasmissione in
Commissione Bilancio perché necessitano di copertura finanziaria,
ma ribadisco che io non li conosco.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Non è così
PRESIDENTE. Non lo posso contestare.
Onorevoli colleghi, anche per un approfondimento su questa
questione, avendo già deciso la Presidenza di convocare la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ne anticipiamo
la riunione adesso così da entrare nel merito anche della questione
sollevata dall'onorevole Mancuso.
Sospendo la seduta e convoco immediatamente la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala Lettura deputati'.
(La seduta, sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore 18.31)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Sull'ordine dei lavori
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
comunicare che da questo momento esco dal Gruppo parlamentare del
PDL e intendo aderire al gruppo autonomo, fino a quando non
verranno approvati da questa Aula il disegno di legge sulla
violenza alle donne e il disegno di legge sugli oratori. Considero
un fatto grave quello che è successo poco fa di fronte
all'assessore, che fino ad un minuto prima dichiarava che vi era la
copertura finanziaria su tre disegni di legge che sono di
fondamentale importanza per la Sicilia, quello sull'antiracket,
quello sulla violenza alle donne e quello sugli oratori.
Abbiamo avuto, nello stesso tempo, una lettera a firma di un
funzionario che annulla la nota precedente e annulla la volontà di
questo Parlamento; è un fatto che dovrebbe fare irritare e perdere
la pazienza a lei, prima che a me.
Ho l'impressione che questo Parlamento abbia perso la sua
autonomia, ho l'impressione che non abbia più quella autorevolezza
legislativa che gli deriva dagli atti approvati.
L'anno scorso, per il secondo anno consecutivo, il Parlamento
aveva disposto somme a favore degli oratori, a favore della legge
contro la violenza sulle donne, così come per le associazioni
antiracket.
Questa sera un funzionario, misconoscendo, negando, violando la
volontà di questa Assemblea, ha detto che quelle somme non esistono
più, contrapponendosi alla volontà del suo assessore, rimangiandosi
quello che il giorno prima l'assessore Armao aveva dichiarato.
Un fatto gravissimo, di inusitata violenza nei confronti di questa
Assemblea e, pertanto, fino a quando non verrà ristabilita
l'autorevolezza del Parlamento e fino a quando lei non metterà
all'ordine del giorno questo disegno di legge, io che non sono
stato mai attratto e vinto dalle varie sirene che ci sono state
all'interno del mio partito da questa sera mi dichiaro
indipendente.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, indipendentemente dalle note che
arrivano dalla Presidenza, e faccio riferimento a quella
dell'assessore Armao e alla successiva del funzionario
dell'Amministrazione, per quanto mi riguarda fanno fede i voti
espressi dalle Commissioni parlamentari e, nella fattispecie, le
tre norme da lei citate, quella sugli oratori, quella sulla
violenza alle donne e quella antiracket, hanno il parere della
Commissione di merito e della Commissione Bilancio, per cui sono
pronte per l'Aula; dopodiché la settimana prossima la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari stabilirà quando trattarli.
Sono state calendarizzate dalla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari e, quindi, andranno in Aula, come è giusto che
sia.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
805/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende la discussione del
disegno di legge «Riqualificazione urbanistica con interventi di
edilizia sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo
economico» (805/A), posto al n. 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Comunico che gli emendamenti che comportano spesa sono già stati
inviati alla Commissione Bilancio e quindi verranno esaminati
dall'Aula martedì prossimo, dopo il parere della Commissione
Bilancio. Oggi l'Aula si occuperà del resto dell'articolato.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia sociale
convenzionata
1. I comuni, nel rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali e
dei beni culturali, per agevolare la realizzazione di nuovi alloggi
sociali, definiti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 2007, n.
9, per studenti, anziani, famiglie, immigrati e soggetti a rischio
di esclusione sociale, promuovono interventi di riqualificazione
urbanistica di edilizia sociale, in attuazione di quanto previsto
dall'articolo 1, commi 258 e 259, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, con gli strumenti di edilizia convenzionata di diritto privato
e di Partenariato Pubblico Privato (PPP) indicati dal decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (codice dei contratti pubblici)
e dal decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.
207.
2. Per le finalità di cui al comma 1 i comuni:
a) adottano programmi insediativi di edilizia sociale per la
riqualificazione urbanistica di aree degradate e di centri storici
con promotori di progetto privati e le organizzazioni interessate;
b) valutato il fabbisogno di edilizia sociale, elaborano il
programma integrato d'intervento di cui all'articolo 16 della legge
17 febbraio 1992, n. 179 e promuovono, attraverso l'emanazione di
appositi bandi, l'intervento dei privati con operazioni di finanza
immobiliare e di progetto. Gli interventi di housing sociale, come
servizio abitativo di interesse comunitario devono essere inseriti
nel piano dei servizi dell'ente locale;
c) promuovono il ricorso all'intervento dei fondi immobiliari
pubblici e privati per l'attuazione dei programmi e per il
finanziamento dei nuovi progetti, individuando le aree e gli
immobili da riqualificare e valorizzare, da assegnare ai privati
con i criteri di non discriminazione, parità di trattamento,
trasparenza e concorrenzialità;
d) possono utilizzare gli istituti di edilizia perequativa per
agevolare l'impianto progettuale e finanziario, nell'ambito delle
previsioni degli strumenti urbanistici, con l'aumento delle
volumetrie nei limiti degli incrementi massimi della capacità
edificatoria previsti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n.
1444. Gli interventi di housing sociale classificati dalle UE come
Servizi abitativi essenziali per la coesione e la mobilità sociale
non necessitano di cambio di destinazione d'uso;
e) valutano proposte di privati per concludere con gli strumenti
di edilizia convenzionata di diritto privato, accordi per la
riqualificazione urbanistica con contenuti di edilizia sociale, con
le procedure di PPP negoziale, ai sensi di quanto previsto
dall'articolo 12 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni. Per l'intervento ritenuto di
interesse pubblico si possono attivare gli strumenti urbanistici in
deroga previsti dall'articolo 14 del D.P.R 6 giugno 2001, n. 380;
f) utilizzano le procedure di semplificazione amministrativa dello
sportello unico e di nomina del responsabile unico del procedimento
di cui alla legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, per snellire il percorso realizzativo
dei progetti di riqualificazione urbanistica prevedendo altresì:
1) la conferenza di servizi, per la valutazione della
documentazione progettuale prevista dal codice dei contratti e per
raccogliere i pareri endoprocedurali, nulla osta, autorizzazioni,
dei vari enti di competenza;
2) l'approvazione da parte della giunta comunale delle opere di
urbanizzazione a carico dei promotori privati;
3) la conclusione del procedimento col rilascio del provvedimento
unico e la stipula della convenzione urbanistica;
4) la determinazione dei criteri economici gestionali legati alla
definizione dei canoni d'affitto.
3. I comuni, al fine di rendere sostenibili le operazioni
immobiliari e favorire lo sviluppo del mercato interno, in
conformità alla normativa europea, possono accettare le proposte
d'intervento di privati per la riqualificazione urbanistica e la
stipula delle convenzioni, con una quota minima del 40 per cento,
sul totale degli alloggi realizzati o ristrutturati, da destinarsi
ad edilizia sociale. Le proposte dei privati possono beneficiare
delle procedure di approvazione previste dagli articoli 36 e 37
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche
ed integrazioni.
4. I privati, promotori di progetto, si impegnano, con la stipula
della convenzione, a concordare col comune i criteri di
assegnazione e di gestione degli alloggi sociali ricavati dai
maggiori indici edificatori concessi per una quota minima del 15
per cento, con canoni a prezzo concordato da assegnare alle
categorie indicate per legge, tutelando in ogni caso i criteri di
redditività economica necessari per ripagare l'investimento
finanziario dei privati. I costi di manutenzione ordinaria e
straordinaria sono a carico del soggetto proponente o del gestore
incaricato.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 1.2 (I, II, III e IV parte);
- dall'onorevole Cracolici: 1.12, 1.14, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18;
- dagli onorevoli Buzzanca, Pogliese, Caputo, Falcone e Vinciullo:
1.3;
- dalla Commissione: 1.1;
- dagli onorevoli Rinaldi, Galvagno, Ammatuna e Barbagallo: 1.4,
1.6, 1.7;
- dagli onorevoli Ruggirello e Musotto : 1.8, 1.9;
- dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici: 1.10, 1.11 e 1.19;
- dall'onorevole Cappadona: 1.5.
L'emendamento 1.6, a firma degli onorevoli Rinaldi, Ammatuna,
Galvagno, Barbagallo, è interamente sostitutivo. Onorevole
Rinaldi, mantiene l'emendamento 1.6?
RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.10, a firma dell'onorevole De
Benedictis.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
soprattutto all'onorevole Mancuso, presidente della IV
Commissione.
L'emendamento 1.10 tende a riscrivere l'articolo 1 del disegno di
legge con lo spirito e l'intento di disciplinare l'applicazione
delle disposizioni nazionali che qui vengono interamente
richiamate.
Non aggiunge, ma secondo me, precisa, anche in maniera più
stringente, quali sono gli ambiti di applicazione della norma, i
riferimenti legislativi nazionali, e credo che da questo punto di
vista meglio si sposi con il successivo emendamento che disciplina
le modalità le modalità attuative degli interventi medesimi.
Quindi, credo che si possa apprezzare nello spirito che stiamo
illustrando, come un emendamento che incardina l'intero disegno di
legge intorno a due pilastri: il primo è quello del riconoscimento
dell'applicabilità della normativa nazionale al territorio della
Regione siciliana. Il secondo, ripeto, che è quello di cui
all'articolo 2, come modificato dall'emendamento che
successivamente vedremo, che ne disciplina le modalità attuative.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Non ho difficoltà ad esprimere parere favorevole con una
precisazione che, però, mi pare necessaria.
Tanto nel testo del proponente, quanto nell'emendamento, viene
richiamato il codice dei contratti, decreto legislativo n.
163/2006, come modalità procedimentale, che l'autorità di vigilanza
sui contratti della pubblica Amministrazione ha ritenuto estraneo
all'housing sociale. Significa, quindi, che noi stiamo facendo un
modello che attrae, secondo me positivamente, al codice dei
contratti, l'housing sociale. Dà maggiori garanzie, però, è un
punto da porre all'attenzione.
Mi dichiaro, quindi, favorevole.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Dovrei interloquire con l'Aula, ovviamente, è
importante che mi ascolti anche l'assessore. Ero consapevole di
questa sua osservazione, ma davo per assodato, certo mi auguro che
così sia, che questo richiamo al decreto n. 163 fosse applicato con
i limiti che, poi, vengono meglio specificati nell'emendamento
aggiuntivo del Governo stesso.
Il Governo, quindi, nell'emendamento che abbiamo potuto vedere,
richiama il testo del decreto n. 163 con delle limitazioni, ed
ecco perché io nella proposizione di questo emendamento ho lasciato
tal quale il richiamo al decreto n. 163, sapendo che, poi, se
l'Aula vota l'emendamento del Governo, la problematica che ha
sollevato l'assessore viene superata.
Per evitare sorprese, noi potremmo non indicarlo in questo
articolo, nel caso in cui l'Aula non arrivasse ad approvare, poi,
l'emendamento aggiuntivo del Governo, perché non possiamo ipotecare
il futuro e, comunque, varrebbe in ogni caso, e potrebbe essere
ripreso nel testo del Governo stesso.
Non so se sono stato chiaro.
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Va bene il testo dell'emendamento. Il fatto di richiamare
il decreto 163/2006, qui, ed eventualmente, poi, di richiamarlo,
non provoca disastri, non dà problemi.
Ciò che va posto all'attenzione è che noi stiamo attraendo' una
materia che, ordinariamente, non è attratta' al codice dei
contratti, la stiamo attraendo alla disciplina del codice dei
contratti.
Potenziamo i controlli. Io sono favorevolissimo.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, volevo solo capire, perché purtroppo
ho seguito la discussione del collega Roberto De Benedictis e
dell'assessore, ma non ho capito qual è l'emendamento che il
Governo ha presentato, non lo conosco, e che penso era collegato
Ritengo, però, assessore, che lei ha detto non bene, benissimo Se
lei recepisce in questa norma e attrae il codice dei contratti,
questa è principalmente una norma che riguarda il pubblico.
E c'è un motivo per cui, in questo disegno di legge, che è rivolto
al pubblico ed al privato, non si richiama il codice dei
contratti. Non vorrei, quindi, che si facesse qualcosa che non
funziona, perché il social housing non è né edilizia economica
convenzionata né edilizia economica sovvenzionata. E' una terza
cosa: è edilizia sociale, dove c'è il privato. Stiamo, quindi,
attraendo - e devo dire che ha ragione qua l'assessore - nelle
procedure del social housing una cosa che come procedura di appalti
viene eseguita per il pubblico quando invece c'è il privato nel
mezzo.
E, quindi, c'è un motivo perché in ambito nazionale non è stata
attratta con il codice dei contratti.
Onorevoli colleghi, occorre forse fare una valutazione perché sono
convinto che c'è buona fede da parte di tutti, però c'è un motivo
perché nel social housing non c'è il codice dei contratti.
Pertanto, forse è meglio lasciare la tesi dell'Assessore.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, il parere è favorevole per l'emendamento 1.10.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.5 a firma dell'onorevole Cappadona, è dichiarato
decaduto.
Si passa all'emendamento 1.11, a firma dell'onorevole De
Benedictis.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
precisare che c'è stato un refuso per cui sostituire il comma 2
andrebbe letto con sostituire i commi 2, 3 e 4 .
Potremmo predisporre un subemendamento.
L'emendamento nasce da una osservazione: quello che il disegno di
legge in Aula intende fare, appunto, con la stesura originaria dei
commi 2, 3 e 4, è quello di normare una serie di elementi che
attengono alle questioni che, poi, in realtà vengono precisate qui
nelle lettere del sub emendamento.
Ovverosia, vengono richiamate, ma a mio giudizio normate in questo
testo originario in maniera non compiuta, una serie di questioni
che poi sono sostanziali nella attuazione degli interventi. E,
cioè, la individuazione del privato; la individuazione delle aree e
degli oggetti di intervento; le modalità attraverso cui questi
debbono essere richiamati; le eventuali premialità; le procedure.
Le varie lettere della stesura originale, come si può osservare
nel testo di legge, fanno riferimento a questi elementi, ma lo
fanno in maniera incompleta perché, oggettivamente, farlo in una
maniera certa, in una maniera articolata, è argomento molto
complesso.
Io ritengo, quindi, che è molto meglio così come hanno fatto altre
legislazioni regionali, cito per tutte la Regione Lombardia, che la
legge si articoli in un articolo 1, che come abbiamo già approvato,
individua l'applicabilità della norma al territorio regionale, e in
un articolo 2 che demanda al successivo provvedimento, in questo
caso ad un decreto, l'articolazione delle modalità attuative
indicando quali contenuti debba avere.
In questo caso salviamo tutte le intenzioni del disegno
originario, così come proposto dalla IV Commissione, elenchiamo
questi come criteri che debbono essere specificati nel decreto
attuativo. E, quindi, i criteri per la individuazione delle aree in
cui localizzare gli interventi, le modalità di individuazione e
scelta dei partner seguendo criteri di trasparenza, imparzialità e
tutela della concorrenza; le modalità e le condizioni per la
valutazione delle proposte dei privati e per la negoziazione degli
accordi di partenariato pubblico-privato.
Questo lo sottolineo perché l'aleatorietà di questa disciplina può
consentire grande imbarazzo alle amministrazioni comunali perché
non ci sono termini di confronto, non ci sono esperienze
consolidate, e valutare quanto una operazione sia utile dal punto
di vista pubblico e quanto, invece, non sia una operazione che
possa nascondere speculazioni non meglio precisate, è compito
tecnicamente arduo, cioè non dipende solamente dalle modalità di
svolgimento e di trasparenza delle procedure, ma ci sono delle
questioni delicate dal punto di visto tecnico e finanziario che è
bene aiutare l'Amministrazione a compiere attraverso
un'individuazione di criteri a monte.
Ancora poi si chiede di precisare le eventuali premialità, sia in
termini di cubatura sia in termini finanziari o fiscali, le
procedure amministrative e anche di snellimento, attraverso cui
questi processi vadano eseguiti e gli obiettivi da conseguire.
Se guardate le legislazioni regionali sono molto attente a
definire l'interesse pubblico, perché siamo convinti tutti che
l'housing sociale può essere uno strumento, ma ripeto senza un
orientamento e un indirizzo forte dei criteri attraverso i quali le
amministrazioni scelgono i propri partner e poi giudicano e
valutano le proposte nell'ambito appunto del partenariato pubblico-
privato le differenze possono essere macroscopiche, da caso a caso,
e l'interesse pubblico può veramente non avere termini di
confronto, rispetto ai quali può essere valutato e apprezzato.
Quindi, credo che questo emendamento possa essere apprezzato nello
spirito, ripeto, di salvaguardare lo stesso obiettivo che il testo
originario si propone con gli stessi medesimi argomenti, ma
consentendo che venga disciplinato più compiutamente con un decreto
dell'Assessore che abbia tuttavia il parere della Commissione
legislativa competente.
Presidenza del Vicepresidente Formica
CAPPADONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPADONA. Signor Presidente, l'emendamento a mia firma, anche se
è stato dichiarato decaduto dato che quello dell'onorevole De
Benedictis lo cassa, tendeva ad evidenziare i soggetti, visto che
lo spirito della legge é, appunto, edilizia sociale' era il caso
di evidenziare i soggetti che ne beneficiano, perché all'articolo 1
si parla solamente di studenti, anziani, famiglie, immigrati.
E' un concetto generico le fasce sociali deboli.
Io volevo inserire le figure che sono previste dalla norma. Quindi
chiedo se lo possiamo riscrivere. Nell'articolo 1 non è recepita la
norma. Nelle premesse, l'onorevole Cracolici, parla della legge
112 riconvertita in legge 133, ma
CRACOLICI. Con l'emendamento sostitutivo che abbiamo votato, al
fine della realizzazione si applica in Sicilia la disciplina
prevista dall'articolo 11, che è quella delle categorie.
PRESIDENTE. Viene prevista tutta la fattispecie.
CAPPADONNA. Siccome è importante, là vengono inseriti il
quoziente familiare, le famiglie, i nuclei con difficoltà
finanziarie.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, Assessore, credo che questa norma
come è stata strutturata, sia all'articolo 1, così come è scritto,
che ha un senso se si vuole far applicare celermente questo regime
in Sicilia, fermo restando che vorrei a questo punto ricordare
all'assessore sulla materia, che tutto quello che stiamo facendo
con norma, nella regione Piemonte è stato fatto nel 2007 per atto
amministrativo. Per cui se l'articolo 1 è un indirizzo già
abbastanza aperto per i Comuni, lo lascerei, perché ha un senso in
quanto lasciamo liberi i Comuni di muoversi. Ma se noi, me ne
dispiace ma è quello che penso, facciamo un meccanismo in cui
intervengono l'assessore all'economia, l'assessore al territorio e
ambiente, l'assessore alle infrastrutture per decidere di fare
qualcosa che, invece, in un articolato è scritto che i comuni lo
facciano in autonomia, che lo facciano, fermo restando che possono
farlo anche a prescindere dalla norma.
Questa norma di principio, molto importante, spingerà le
amministrazioni a muoversi sull'argomento, ma se noi cominciamo già
con entro novanta giorni' e il parere della Commissione', non
credo che faremo decollare alcunché.
Non credo, con tutto rispetto per l'assessore Russo, per
l'assessore per l'economia, per l'assessore per il territorio, che
si incontrino e che entro novanta giorni - ma forse fra otto, nove,
dieci mesi - comincino a pensare di fare qualche provvedimento per
fare partire il social housing che, secondo me, potrebbe partire
anche a prescindere, in quanto avendo approvato il comma 1, si
potrebbe già fermare lì.
Si vuole dire tutto un insieme di cose, che ben vengano, ma non
complichiamolo con l'Assessorato e con i pareri che non c'entrano
totalmente nulla.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, sentendo gli interventi dei
colleghi, da ultimo quello sempre molto puntuale dell'onorevole
Beninati, mi viene molto da pensare su una questione di fondo che è
la seguente: non c'è ombra di dubbio che sul proposito possiamo
essere tutti d'accordo, l'housing sociale come elemento che possa
dare una spinta per migliorare la condizione complessiva della
nostra edilizia che ha ha necessità di avere uno strumento che,
sostanzialmente, compendi il principio dell'edilizia residenziale a
canone di locazione calmierato. Sono tutte cose belle.
Quello che poi si vuole concretamente realizzare, mi pare diventi
non conseguente al principio positivo, perché quando l'assessore
Russo - che mi dispiace si stia allontanando - dice di stare
attenti al fatto che si sta procedendo ad assegnare anche questa
materia al codice degli appalti e quindi pubblico, io mi preoccupo
e mi chiedo quale sia il senso. Questo?
L'assessore Russo ha detto che questo vuole dire più controlli e
si è mostrato contento, per carità, io però lo sono meno perché
vivo di un principio che è quello che ho cercato di ribadire.
Dobbiamo fare norme che devono semplificare.
Quando abbiamo dibattuto lungamente in Aula della semplificazione
amministrativa, ho sostenuto che quella norma che questa Assemblea
è riuscita, con grandi sforzi, a portare avanti, era una norma che
migliorava - recependo tutta una serie di provvedimenti e di
articoli già applicati dall'Aspromonte in su - in molti casi non
applicati da noi ma sostanzialmente manteneva in vita il principio
dell'autorizzazione preventiva, non del controllo successivo.
In questo caso mi sembra che addirittura stiamo operando non solo
un'autorizzazione preventiva ma anche un controllo preventivo al
tutto, quindi non so quanto sia utile.
Quando facciamo questa elencazione, nel secondo comma, di tutto
quello che c'è nelle varie lettere fino alla f), mi torna la
preoccupazione se realmente stiamo semplificando o stiamo
aggravando ulteriormente, e mi pongo la questione su quali elementi
e quali istituti stiamo utilizzando. Proprio quegli stessi istituti
che hanno dimostrato il fallimento in materia anche di attività
urbanistica perché, quelli, sono tutti gli istituti e gli elementi
che hanno portato ad avere in Sicilia un abusivismo edilizio
mostruoso che è quello per il quale ci poniamo le questioni.
Non vorrei che, come spesso ci accade, dalle belle intenzioni,
dalla condivisione sui principi trasferiamo la bontà del principio
in un'attività non conseguente dal punto di vista della normazione
e del miglioramento della questione dal punto di vista della nostra
capacità di legiferare.
Le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni,
Assessore, come lei mi insegna
Vorrei, quindi, che si rivedesse e non vorrei che si andasse
avanti quasi per un obbligo, ponendoci, tra l'altro, in una
condizione che - se vogliamo - è strana: approviamo i primi due
articoli, poi rinviamo per capire quanto decide la Commissione
Bilancio sugli articoli che hanno bisogno di copertura finanziaria;
non conosciamo quegli articoli, qualcuno ha detto che molti
colleghi conoscevano il testo prima e che ci sono già dei
subemendamenti, io non li conosco, non sono neanche preparato per
potere capire cosa c'è agli articoli 3 e 4 e cosa ci potrebbe
essere.
Mi preoccupa che tutto questo poi non ci faccia provvedere in
maniera serena e positiva, chiedo, pertanto, un attimo di
riflessione.
Questo vale anche per l'articolo 2, magari poi interverrò
nuovamente perché non vorrei che si stesse facendo un favore a
qualcuno che è già pienamente strutturato per fare questo;
guardando su internet ho visto come vi è, ad esempio a Milano, una
Fondazione lombarda che fa per mestiere proprio questa attività e
magari è già pronta a lavorare su un'attività in cui si parla che
ad Acireale c'è già un bando per 602 alloggi.
Vorrei capire meglio e, quindi, forse un attimo di approfondimento
non sarebbe male e vorrei, in ogni caso, che nell'essere d'accordo
sul principio, il principio possa essere declinato con snellezza e
ritengo che questa norma non vada verso questo segno.
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'intervento
dell'onorevole Bufardeci mi impone di rompere un voto che avevo
rivolto a me stesso e cioè di rinviare a una fase di
approfondimento.
Prima di questo però, volevo segnalare il fatto che il Governo ha
appena presentato un subemendamento 1.11.3, che vi è stato
distribuito, che affida al Presidente della Regione l'adozione del
provvedimento di regolamentazione perché quando vi è competenza-
concorrente di più assessori e con interventi, fra l'altro, di
disciplina del territorio, deroghe e così via dicendo, lo strumento
a cui deve ricorrersi è un regolamento presidenziale.
Quindi, l'emendamento del Governo propone all'Aula di sostituire
il decreto dell'assessore per le infrastrutture con un regolamento
presidenziale su proposta dell'assessore per le infrastrutture,
questo semplicemente per un problema di congruenza rispetto.
CRACOLICI. Con il regolamento andiamo al Consiglio di giustizia
amministrativa e via dicendo.
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Vi informo, l'ho detto poc'anzi in Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, che il regolamento sui lavori
pubblici è stato esitato il 17 luglio 2011 e il 24 ottobre 2011 è
andato al C.G.A., il 29 novembre 2011 è stato riscontrato da
quest'ultimo. Quindi, se uno vuole correre le cose le fa. Il
termine era fissato fino al 31 dicembre 2011 ed il 24 ottobre ho
finito.
Se si vuole fare, si fa. Lo si è fatto con il regolamento
dell'organizzazione degli uffici e dei servizi, che è stato esitato
dalla Corte dei conti il 29 dicembre 2008. Quindi, se si vuole
fare, si fa.
Però dovevo una risposta all'onorevole Bufardeci e, per il suo
tramite, all'Aula.
Perché ho detto che io sono contento? Perché a mio modo di vedere
la legge sull'housing sociale - e infatti sto per segnalare questo
fatto al Ministero dell'interno, lo farò domani - contiene degli
elementi che suggeriscono un'attenzione particolare.
Come funziona la legge sull'housing sociale? Si prevede una
società di gestione, un Fondo e gli imprenditori che accedono al
quel Fondo.
Siccome non è attratta al codice dei contratti, che prevede
all'articolo 38 alcuni importanti requisiti, il problema che si
pone, onorevoli Bufardeci e Beninati, è che al Fondo possono
aderire soggetti pubblici e privati, rispetto ai quali la
legislazione nazionale - è possibile che io sbagli e che sia un
buco dovuto alla mia ignoranza - non prevede alcuna verifica sotto
il profilo delle norme antimafia.
Ciò significa che qualunque privato può partecipare al Fondo e
qualunque privato può accedervi, proprio perché è uno strumento
totalmente privatistico; significa che può essere uno strumento
che, trattandosi di materia edilizia, si può prestare a talune
applicazioni con qualche margine di complessità. Cerco di essere
confidente e non farmi prendere dall'entusiasmo come feci,
sbagliando, nell'aprile dell'anno scorso, nel senso che potrebbe
determinarsi una condizione in cui un privato che ha soldi
provenienti non si sa bene da dove partecipi al Fondo e quello
stesso privato, costituendo un'altra società, acceda al Fondo che
nel frattempo ha restituito, a dignità, delle risorse finanziarie
provenienti non si sa da dove.
Questo lo segnalerò domani al Ministero dell'Interno, ho già avuto
una interlocuzione con il capo della segreteria tecnica.
Quindi, la scelta di attrarlo al codice dei contratti impone di
applicare l'articolo 38 che obbliga agli accertamenti antimafia,
agli accertamenti di moralità delle imprese e così via.
Negli emendamenti presenti in Commissione Bilancio avevo trovato
un'altra soluzione, cioè quella di applicare in ogni caso il codice
antimafia a chi partecipava al Fondo, però questa è un'altra
ipotesi e va benissimo.
Le ragioni per cui sono contento non vanno rinvenute in una mia
tendenza a rendere più faticoso il percorso amministrativo, ma
semplicemente ad esigenze di attenzione ad un settore che in
passato e, purtroppo, le recenti cronache testimoniano che è un
passato che ritorna o che non se n'è mai andato, presenta rischi
di presenze sgradite e sgradevoli che devono essere tenute quanto
più lontano possibile.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non ho nulla da eccepire sotto il
profilo legislativo anche per la correttezza dell'emendamento 1.11,
nel senso dell'enunciazione di quelli che devono essere i principi
per avviare l'attività di housing sociale.
Avevamo pensato questa legge specificando, soprattutto, per gli
enti locali tutti i passaggi, richiamandoci alla legge nazionale,
affinché si velocizzasse l'azione perché questa legge si chiama
Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia sociale
convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico .
A questo punto non c'è più neanche l'urgenza, perché tra 180
giorni - e ci mettiamo nelle mani non solo della Giunta, degli
assessori, ma anche del Signore - dovrebbe essere pronto quello
che è il Regolamento per avviare le attività, quindi, tra sei mesi,
e tutto quello che ne deriva da una procedura amministrativa, da un
intervento amministrativo che dovrebbe andare tutto bene.
Non era questo lo spirito del presentatore, già i diversi
emendamenti hanno snaturato la legge, questo cambia profondamente
il senso della misura urgente' per lo sviluppo economico.
Non credo di dire, nella qualità di relatore, di presentatore
della legge qualcosa di sbagliato che, per quanto mi riguarda, non
solo sono disinteressato a questa norma, ma qualora questo
emendamento passasse naturalmente nella figura di presentatore, di
relatore personalmente voterò contro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, propongo, tanto più che questo
emendamento è veramente il cuore della norma, di sospendere i
lavori per 5 minuti per discuterla tra i presentatori.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 19.19)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, siamo all'emendamento 1.11 e preciso che, se
viene approvato l'emendamento 1.11, si intendono modificati anche i
commi 2, 3, e 4.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei avere
capito male perché poco fa, durante la pausa, si era detto che il
tutto veniva assegnato ad un successivo provvedimento di natura
regolamentare. Per cui, ritengo opportuno che questo testo venga
eliminato, che ci sia il rinvio e basta, senza che si approvi
l'emendamento 1.11.
Siccome il primo comma è già il principio, dopodiché direi che per
quanto attiene alla disciplina si rimanda ad un successivo decreto,
mi permetto di aggiungere che, a mio avviso, per quanto riguarda la
lettera d) che è quella relativa alla determinazione dei criteri
economici, gestionali, legati alla definizione di canone di affitto
- parlo della lettera F.4 del testo originario, occorre un
termina che sia di garanzia e non un termine breve, che sia un
termine di venti o trenta anni a garanzia proprio dell'housing
sociale e, quindi, del soggetto beneficiario.
Questo, però, lo farei con il Regolamento, dando sin da subito,
almeno per quanto riguarda Grande Sud, il messaggio all'assessore
che doveva fare il regolamento entro sessanta giorni, di dare
quanto maggiore termine per la durata di questo tipo di rapporto di
affitto, a garanzia dell'utente e, quindi, a garanzia del servizio
della norma.
Non farei altro, rinvierei e basta, senza approvare questo
articolato, altrimenti, torniamo all'osservazione di prima e cioè
che si sta appesantendo una norma.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
- dall'onorevole Cracolici: 1.11.1;
- dalla Commissione: 1.11.2, 1.11.4;
- dal Governo 1.11.3.
Comunico che è stato ritirato il subemendamento 1.11.2, a firma
della Commissione.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 1.11.3.1, che sostituisce il termine di novanta
giorni con centottanta.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
RUSSO Pietro Carmelo, assessore per le infrastrutture e la
mobilità. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 1.11.3, come subemendato con
l'emendamento appena votato. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.11, così come emendato.
Il parere del Governo?
RUSSO PIER CARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, a questo punto gli emendamenti sono tutti
superati fino all'1.8.
Si passa all'emendamento 1.8, a firma degli onorevoli Ruggirello e
Musotto.
RINALDI. Non c'è più perché il comma 4 è inserito in
quell'emendamento.
PRESIDENTE. Ma c'è una parte aggiuntiva. dopo il comma 4,
aggiungere
Onorevoli colleghi, seguite l'ordine dei lavori della Presidenza.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
intervenire solo a chiarimento che l'emendamento 1.9 è dichiarato
ammissibile.
PRESIDENTE. Onorevole Mancuso, se troviamo l'emendamento nel
fascicolo significa che è stato dichiarato ammissibile.
Considerato che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari ha stabilito che gli emendamenti di natura aggiuntiva
al testo si esamineranno martedì, dopo che la Commissione Bilancio
si sarà pronunciata, anche questo sarà considerato aggiuntivo.
L'intervento dell'onorevole Beninati e soprattutto quello
dell'onorevole Mancuso hanno evidenziato una particolarità di
questi emendamenti che vanno dall'1.8 in avanti.
Nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si è
stabilito che oggi si sarebbe proceduto alla trattazione
dell'articolo 1 e dell'articolo 2 e martedì prossimo si esaminerà
la materia aggiuntiva, oggetto d'esame della Commissione
Bilancio.
La Presidenza considera che sia l'emendamento 1.8 sia quelli a
seguire, l'1.9, l'1.19, sono da considerare materia aggiuntiva che
discuteremo martedì, insieme agli altri emendamenti aggiuntivi.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho perso ogni
speranza di essere compreso, la decisione è sua e la ritengo
chiusa. Però, signor Presidente, stavo intervenendo
sull'emendamento 1.8 perché lo ritenevo sì aggiuntivo, ma
all'articolo 1, e penso che la decisione era sull'aggiuntivo del
testo.
Ciò nonostante se la sua è una decisione presa, concludo per
anticipare che quest'emendamento, colleghi, non lo so se lo
approverete o meno, o in qualche altro momento, non c'entra
totalmente nulla la VAS su queste cose.
Freniamoci in questi impeti di esagerazione, altrimenti vuol dire
che è meglio non esaminare questo disegno di legge.
BUFARDECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non per tornare
sugli emendamenti 1.8 e 1.9, che è stato deciso di farli dopo, ma
proprio perché sta rinviando parte di questi emendamenti a martedì
prossimo, nella speranza che da qui ad allora i presentatori li
ritirino, perché li considero un appesantimento enorme e non
un'applicazione di norma la VAS, così come considero il trenta per
cento della zona C spropositato, cioè facciamo i piani regolatori
per far fare soltanto questo nella sostanza.
Credo che sia opportuno rinviare, a questo punto, anche l'articolo
2 per un maggiore approfondimento e riflessione e rinviare sin da
adesso sia più opportuno per poter approfondire eventualmente il
testo della norma.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che gli emendamenti 1.8, 1.9 e 1.19 sono da considerarsi
materia aggiuntiva rispetto all'articolo 1 e pertanto saranno
trattati nella seduta di martedì prossimo.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Elenco regionale
1. Al fine di agevolare l'applicazione delle nuove metodologie di
Partenariato Pubblico Privato, indicate dalle direttive comunitarie
ed assistere i comuni e i loro dirigenti nell'aggiornamento delle
competenze di management pubblico, necessarie per il montaggio
degli interventi immobiliari, è istituito presso l'Assessorato
regionale delle infrastrutture e della mobilità, mediante procedure
di evidenza pubblica, un apposito elenco regionale di consulenti
esperti in materia di project management urbanistico, ingegneria
economica, diritto amministrativo e PPP.
2. I comuni possono stipulare coi professionisti iscritti
nell'elenco di cui al comma 1 apposite convenzioni nell'ambito
delle attività di supporto tecnico amministrativo al responsabile
unico del procedimento ed i relativi costi, come costi di progetto,
sono posti a carico dei soggetti realizzatori, senza alcun aggravio
per i bilanci degli enti locali.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità è emanato un avviso pubblico per la costituzione
dell'elenco di cui al comma 1. Con le medesime procedure di
evidenza pubblica utilizzate per la sua istituzione, l'elenco
regionale è aggiornato con cadenza almeno annuale».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici: 2.3;
- dagli onorevoli Rinaldi, Galvagno, Ammatuna e Barbagallo: 2.2;
- dalla Commissione: 2.1.
Si passa all'emendamento 2.3, soppressivo dell'articolo.
Onorevoli colleghi, sull'articolo 2 l'onorevole Bufardeci, alla
luce dei problemi di interpretazione che ci sono stati lungo l'iter
di approvazione dell'articolo 1, aveva manifestato la necessità che
anche l'articolo 2 venisse trattato nella seduta di martedì
prossimo.
La Presidenza fa notare che, essendoci solo tre emendamenti
all'articolo 2, di cui uno della stessa commissione, se il
presidente della commissione e il relatore ritengono di poter
esaminare gli emendamenti, vista anche l'esiguità degli stessi, si
può continuare nella discussione e se non ci sono grandi problemi,
la Presidenza suggerisce di continuarne l'esame.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io mi associo
alla richiesta dell'onorevole Bufardeci, perché all'articolo 2 è
previsto anche un emendamento che in parte sostituisce l'articolo 2
previsto dal disegno di legge e che ha un contenuto complesso che
vorrei spiegare. Se rimandiamo, quindi, gli articoli aggiuntivi,
come abbiamo fatto all'articolo 1, credo che anche questo necessiti
di una pausa di riflessione e che si discuta martedì.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi permetto di dire, l'emendamento
del collega Rinaldi è un emendamento che con l'attuale articolo 2
c'entra poco, nel senso che...
RINALDI. Non è vero Non è vero
CRACOLICI. Aspetta, fammi finire
RINALDI. No, non ti faccio finire Se tu guardi tutto quello che
c'è scritto .
CRACOLICI. Appunto, se mi fai finire.
PRESIDENTE. Intanto, interveniamo. Anche la Presidenza vorrebbe
capire.
CRACOLICI. Io avevo proposto un emendamento che cassava l'intera
proposta dell'articolo 2, così come è scritto. Perché? Perché
l'intendimento che si proponeva la commissione nel testo che ha
elaborato, sostanzialmente, introduceva un meccanismo nel quale i
comuni si avvalevano di professionisti esterni, attraverso un albo
predisposto dall'assessorato per le infrastrutture, i cui costi, di
consulenza o di attività parlo alla Commissione . i cui costi sono
a carico del soggetto proponente l'intervento.
Ora se l'intendimento può essere nobile, la materia, però, si
presta ad una serie di difficoltà. Una, l'ho detta riservatamente
al collega Mancuso, e vorrei evitare di dirla da questo podio, nel
senso che nella pratica concreta, essa rischia di essere complicata
nella gestione.
Aggiungo, però, che noi già nell'articolo 1 abbiamo approvato - e
in tal senso seguirà il relativo regolamento che emanerà
l'assessore - anche le modalità con le quali sopportare i costi di
progettazione degli interventi inerenti la tipologia del social
housing.
Pertanto, di fatto, l'articolo 2, così come oggi era stato
presentato nel testo, è superato nei fatti dall'articolo 1,
approvando quell'emendamento, e io mi limiterei a relegarlo al
regolamento, perché la modalità con la quale lo prevediamo
obiettivamente presenta una farraginosità che invece di
semplificare finisce invece per complicare.
Altra cosa è l'emendamento del collega Rinaldi, che si può
esaminare a prescindere, ma, in quel caso, non è sostitutivo di una
norma da cassare, diventa piuttosto aggiuntivo ad un testo che
stiamo elaborando.
PRESIDENTE. Se il relatore è d'accordo su questa tesi, su questa
interpretazione, che con l'approvazione dell'articolo 1, con le
modifiche che vi abbiamo introdotto, cioè demandando al Governo con
regolamento le modalità di accesso al social housing e che in
queste modalità è da ricomprendere anche la possibilità di nominare
ciò che era previsto, l'albo che era previsto con l'articolo 2, se
è d'accordo, a questo punto conviene votare l'emendamento
soppressivo e andare avanti. E si considera aggiuntivo poi il
resto.
RINALDI. Io non ritiro l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE. Se siamo d'accordo, e se il relatore è d'accordo,
procediamo in questa direzione.
Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Il parere del Governo?
RUSSO, assessore per le infrastrutture e per la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto l'articolo 2 è soppresso e decadono gli emendamenti
2.2 e 2.1.
L'esame del disegno di legge viene rinviato, come stabilito dalla
Conferenza dei Capigruppo, a martedì prossimo, dopo che si sarà
pronunciata la Commissione Bilancio.
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
Rinvio della discussione del disegno di legge «Schema di progetto
di legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante
Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana in
materia di riduzione dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana'» (790-52-778-779-784/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge «Schema di progetto di
legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica
ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante
'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana,
in materia di riduzione dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana'» (790-52-778-789-784/A).
Poiché l'onorevole Minardo, relatore del disegno di legge, è in
congedo, l'esame del disegno di legge viene rinviato alla seduta di
domani.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 1
dicembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Cascio
Presidenza del vicepresidente Formica
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Costituzione dell'Istituto regionale per lo sviluppo delle
attività produttive . (n. 794/A)
Relatore: on. Apprendi
2) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della
Regione siciliana, in materia di riduzione dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana' . (n. 790/A)
Relatore: on. Minardo
3) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante Modifiche e integrazioni dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie' .
(n. 702/A)
Relatore: on. Vinciullo
4) Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia
sociale convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico .
(n. 805/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
5) Ricollocazione del personale dell'Ente autonomo Fiera del
Mediterraneo . (n. 750/A)
Relatore: on. Apprendi
La seduta è tolta alle ore 19.40
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
alle ore 21.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 805/A RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA CON
INTERVENTI DI EDILIZIA SOCIALE CONVENZIONATA. MISURE URGENTI PER
LO SVILUPPO ECONOMICO .
All'articolo 1:
Emendamento 1.10
Sostituire il comma 1 con il seguente:
1. Ai fini della realizzazione di alloggi sociali di cui all'art.
5 della legge 8.2.2007, n. 9 e del D.M. 22.04.2008, si applica in
Sicilia la disciplina prevista all'art. 11 del D.L. 25.06.2008, n.
112 convertito con legge 6.08.2008 n. 133, in attuazione di quanto
previsto all'articolo 1, commi 258 e 259 della legge 24.12.2007, n.
244. Per la realizzazione di tali interventi può ricorrersi agli
strumenti del partenariato pubblico-privato (PPP) di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e al DPR 5 ottobre 2010, n.
207. .
Emendamento 1.11
Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Con successivo decreto dell'Assessore regionale alle
Infrastrutture, di concerto con l'Assessore regionale per
l'Economia e l'Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente, da
emanarsi entro 90 giorni dalla pubblicazione della presente legge,
previo parere della competente commissione legislativa della
Assemblea regionale siciliana, sono disciplinate le modalità
attuative per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1
ed in particolare:
a) i criteri per l'individuazione della aree in cui localizzare
gli interventi, secondo le previsioni degli strumenti di
programmazione urbanistica o in deroga agli stessi;
b) le modalità di individuazione e scelta dei partner privati
degli interventi, secondo criteri di trasparenza, imparzialità e
tutela della concorrenza;
c) le modalità e le condizioni per la valutazione delle proposte
dei privati e per la negoziazione degli accordi di partenariato
pubblico privato (PPP);
d) le eventuali premialità, sia in termini di volumi edificabili
che di agevolazioni fiscali e/o finanziarie, da attribuire ai
promotori degli interventi, secondo le condizioni ed i limiti ivi
stabiliti;
e) le procedure amministrative a cui ricorre per l'approvazione e
l'attuazione degli interventi, secondo criteri di semplificazione e
trasparenza;
f) gli obiettivi minimi da conseguirsi, da parte dei comuni, in
termini di disponibilità di alloggi sociali e riqualificazione
urbanistica, in relazione alle caratteristiche dell'intervento ed
alle quote di investimento pubblico e privato complessivamente
previste;
g) le modalità per consentire, fra i costi dell'intervento,
l'eventuale inclusione delle spese della relativa assistenza
tecnico-amministrativa ai comuni. .
Subemendamento 1.11.1
L'emendamento 1.11 si intende sostitutivo dei commi 2, 3 e 4.
Subemendamento 1.11.3
Sostituire le parole da Con successivo a giorni con le parole
con Regolamento adottato con decreto dal Presidente della Regione
su proposta dell'Assessore regionale per l'Economia,
dell'Assessore regionale per le infrastrutture e dell'Assessore
regionale per il Territorio e l'Ambiente previa delibera della
Giunta regionale, da emanarsi entro 180 giorni .
Subemendamento 1.11.3.1
Sostituire le parole 180 giorni con 90 giorni .
Emendamento 2.3
Sopprimere l'articolo 2.