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Resoconto d'Aula della Seduta n. 300 di mercoledì 30 novembre 2011
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   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   GALVAGNO,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.
                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Minardo,  Calanducci  e
  Leanza Nicola sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Maira sarà in missione,  per
  ragioni del suo ufficio, l'1 dicembre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Preciso,   altresì,   che   la  missione  dell'onorevole   Caputo,
  comunicata nella seduta di ieri, è da intendersi per i  giorni   30
  novembre e 1 dicembre 2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme in materia di contrasto all'obesità infantile e giovanile
  (n. 813)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
  Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone il 29 novembre 2011;

   -  Autorizzazione  alla bruciatura di paglia,  sfalci  e  potature
  nelle attività agricole in Sicilia (n. 814)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
  Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone il 29 novembre 2011;

   - Trattamento biologico non invasivo per combattere il  punteruolo
  rosso  (n. 815)
   di  iniziativa parlamentare, presentato dagli onorevoli Vinciullo,
  Pogliese, Buzzanca, Caputo e Falcone il 29 novembre 2011.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Istituzione  di  una  Commissione  speciale  parlamentare   di
  inchiesta  sullo stato di attuazione del Piano sanitario  regionale
  della  Sicilia, nonché l'applicazione dell'articolo 6  della  legge
  regionale n. 5/2009.  (n. 811)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato in data  29  novembre  2011,
  parere VI

   -  Abolizione  delle liste regionale per l'elezione dell'Assemblea
  regionale siciliana. (n. 809)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Modifica  di  norme  in materia di garanzie  fornite  dai  soci
  garanti di cooperative agricole ed alimentari. (n. 808)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Norme in materia di gestione del servizio idrico nella Regione
  siciliana. (n. 806)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011

   -  Intervento  a  sostegno dell'autonomia abitativa  dei  giovani
  siciliani. (n. 807)
   di iniziativa parlamentare, inviato in data 29 novembre 2011

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Interventi a favore dei soggetti affetti da dislessia e da altre
  difficoltà specifiche di apprendimento. (n. 810)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato in data  29  novembre  2011,
  parere I e V.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2244  - Ampliamento dell'area di parcheggio dell'ospedale  'Di
  Maria' di Avola (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2245  - Notizie sulle nuove tratte ferroviarie delle  Ferrovie
  dello Stato da e per la Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2246  -  Notizie  sul  proliferare in Sicilia  di  negozi  che
  acquistano oro usato.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Falcone Marco; Pogliese Salvatore; Buzzanca  Giuseppe;
  Caputo Salvino; Vinciullo Vincenzo

   N.  2248  -  Notizie  sul  ticket per  la  fornitura  del  farmaco
  'tamoxifene'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Giuffrida Salvatore

   N.  2249 - Notizie sull'affidamento di servizi ospedalieri ad enti
  e fondazioni extraregionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Lentini Salvatore

   N.  2253  -  Interventi per il reperimento di fondi a ristoro  dei
  danni  subiti dalle persone e dalle attività produttive  a  seguito
  del nubifragio verificatosi il 22 novembre 2011 nella zona costiera
  della provincia di Messina.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Corona Roberto

   N. 2254 - Chiarimenti sull'impossibilità dell'AST di assicurare  i
  propri  servizi a causa delle  presunte inadempienze da  parte  del
  Governo regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2243  - Notizie in ordine ai criteri adottati per la  cessione
  del  49%  delle azioni della 'Jonica trasporti' società controllata
  dell'Azienda Siciliana Trasporti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N.  2247  - Notizie sulla legittimità degli affidamenti  in  house
  autorizzati  dall'Assessorato Salute per la  fornitura  di  beni  e
  servizi nel territorio della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Leontini Innocenzo; D'Asero Antonino

   N.  2250  -  Provvedimenti per scongiurare disservizi ai cittadini
  siciliani causati dal taglio dei treni a lunga percorrenza previsto
  dal piano industriale 2011-2015 delle Ferrovie dello Stato.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2251 - Iniziative per garantire il funzionamento di macchinari
  e  attrezzature in dotazione nelle strutture sanitarie dell'ASP  di
  Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Mattarella Bernardo

   N.  2252  -  Notizie in merito al paventato spostamento temporaneo
  del  reparto  di  urologia  dall'ospedale  Umberto  I  di  Siracusa
  all'Ospedale di Lentini (SR):
   - Assessore Salute
   Firmatario: Bufardeci Giambattista

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata, in data 23  novembre
  2011,  la mozione numero 315  Iniziative urgenti presso il  Governo
  nazionale  e  la  Commissione europea, mirate alla  revisione   dei
  regolamenti che disciplinano l'applicazione dei regimi di aiuto  in
  'de   minimis'  (cosiddetti  aiuti  'di  importo  minore') ,  degli
  onorevoli Incardona, Scilla, Mineo, Cimino e Bufardeci.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

         Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2141

   PRESIDENTE. Comunico che nella seduta della Commissione   Ambiente
  e territorio' n. 174 del 30 novembre 2011, l'interrogazione n. 2141
   Iniziative   per  l'adozione  di  provvedimenti   di   repressione
  dell'abusivismo  edilizio e per la destinazione  delle  costruzioni
  edilizie   abusive   esistenti ,  per  assenza   dell'interrogante,
  onorevole Ruggirello, si è trasformata in interrogazione a risposta
  scritta.

                  Comunicazione di ritiro di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che con nota del 29 novembre 2011,  pervenuta
  in  pari  data  e  protocollata al n. 9618/AULAPG del  30  novembre
  successivo,  l'onorevole  Ferrara, anche  a  nome  degli  onorevoli
  Ammatuna, Galvagno e Lupo, ha dichiarato di ritirare la mozione  n.
  313   Iniziative  per  la regolamentazione  del   software  libero,
  dell'accessibilità  di  dati e documenti ed hardware documentato in
  Sicilia , dagli stessi parlamentari presentata in data 22  novembre
  2011.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Aricò è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PRESIDENTE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  cito  il
  Governo  perché è peggio di un  governo ombra', non esiste  nemmeno
  l'ombra di questo Governo regionale
   Sarei  curioso di sapere come dovremmo varare i disegni  di  legge
  senza il Governo.
   Signor  Presidente, così come ho fatto due giorni fa  e  anche  la
  scorsa settimana, ricordo che in data 18 ottobre la Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari, da lei  presieduta,  si  era
  impegnata  a  portare in Aula per l'approvazione,  due  disegni  di
  legge, uno sugli oratori e l'altro contro la violenza alle donne.
   Ricordo  che  già nel 2009, in Finanziaria, erano state  inserite,
  per  quanto  riguarda  il  2010, le  somme  necessarie  per  potere
  approvare questi  due disegni di  legge.
   Il 4 agosto 2010 la legge sugli oratori era arrivata in Aula e poi
  era  stata rimandata in Commissione per rivederla e, si era  detto,
  di approvarla entro l'anno.
   Entro il 2010 non è stata approvata.
   Con enormi sacrifici e sforzi, come lei ricorderà, sono riuscito a
  fare passare due emendamenti che inserivano le somme necessarie per
  finanziare questa legge per il 2011.
   Ora  siamo a qualche settimana dall'approvare la Finanziaria  2011
  ed  è  chiaro che se oggi questi due disegni di legge non  verranno
  posti  all'ordine del giorno ed approvati, queste somme, così  come
  è successo per il 2010, andranno in perenzione, verranno utilizzate
  per  altri  fini,  sicuramente molto più nobili di  quelli  di  cui
  stiamo parlando.
   Signor  Presidente, chiedo ancora una volta che questi due disegni
  di  legge  vengano messi in discussione. Nel caso in  cui  ciò  non
  dovesse  accadere  -  io  non  ho la certezza  che  verranno  posti
  all'ordine  del  giorno - le comunico che questa notte  dormirò  in
  questa  Aula,  a dimostrazione che quest'Aula non è  disponibile  a
  lavorare  nell'interesse  della  collettività,  non  è  soprattutto
  disposta  a  lavorare  nell'interesse dei soggetti  fragili  e  dei
  soggetti difficili della nostra regione.
   Le  ricordo a questo proposito che siamo l'unica regione in Italia
  che non ha ancora varato una legge contro la violenza alle donne  e
  quindi a favore delle donne che sono rimaste vittime di violenza  e
  le  ricordo che siamo l'unica regione in Italia che ancora  non  ha
  approvato una legge a favore della funzione sociale che gli oratori
  svolgono in Sicilia.
   Le  somme  sono disponibili. La Commissione Bilancio da  oltre  un
  mese  ha dato la relativa  copertura finanziaria. Abbiamo le  somme
  appostate,  quindi non si tratta di variazione di  capitoli  perché
  sono quelli già previsti in finanziaria.
   Credo  che  non ci siano difficoltà di nessuna natura,  perché  mi
  pare che stiamo inserendo disegni di leggi che prevedono variazioni
  di spesa, prevedono impegni di spesa.
   In  questo caso l'impegno di spesa non è previsto perché le  somme
  già sono esistenti.
   Le  ricordo  che  del plafond iniziale, che era di  un  milione  e
  ottocento  mila  euro  per  entrambi  i   disegni  di   legge,  già
  trecentomila euro sono stati destinati ad altre finalità a meno che
  l'intento  del  Governo  sia quello di  destinare  tutta  la  parte
  rimanente delle somme per altre finalità.
   Allora potrei capire questa azione.
   Signor Presidente, le chiedo un momento di riflessione, uno scatto
  di orgoglio.
   Questo Parlamento non può limitarsi solo a fare piccole cose, deve
  guardare avanti, deve guardare in alto, deve vedere che in  Sicilia
  ogni giorno decine di donne subiscono violenza senza che nessuno li
  possa  aiutare. Deve vedere che in Sicilia decine di  giovani  ogni
  giorno  decidono  di  delinquere perché non ci  sono  le  strutture
  idonee  che  possano sostenere i nostri ragazzi, quando invece  gli
  oratori questa funzione la svolgono perfettamente.
   Mi  appello  a  lei,  signor Presidente,  mi  appello  a  tutti  i
  Capigruppo  che  siedono  in  questo Parlamento  affinché,  ripeto,
  ognuno di noi per un istante guardi al di là delle proprie barriere
  ideologiche,  dei  propri  steccati partitici,  e  veda  invece  la
  necessità  di  dare  vita a due leggi veramente  significative  per
  l'attività  di  questo Parlamento che, approvandole, potrebbe  solo
  qualificarsi.
   Mi  appello  a  lei,  signor Presidente, però  fin  da  adesso  le
  confermo che questa notte non abbandonerò l'Aula.

   PRESIDENTE.  Avverto i colleghi che durante la seduta di  oggi  si
  terrà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Vedremo
  quando sospendere  i lavori per consentire la riunione per trattare
  anche di questo argomento.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, una attenzione da parte del  Governo
  che  non  c'è e della sua persona. Vorrei solo ricordare  a  questa
  Assemblea, in particolare modo, e al Governo che non vedo presente,
  che  sono  trascorsi diversi mesi e all'Assemblea,  in  particolare
  alla III Commissione non è stato trasmesso dall'Assessorato risorse
  agricole il piano faunistico venatorio.
   Questa   negligenza  da  parte  del  Governo,   e   in   occasione
  dell'approvazione della legge a luglio, fece capire al mondo  della
  caccia che certamente si sarebbe adempiuto a questo obbligo nel più
  breve  tempo  possibile. Signor Presidente, siamo a fine  novembre,
  quasi ai  primi di dicembre, e di questo piano ancora non se ne  ha
  traccia. Avrei voluto intervenire in presenza di qualche componente
  del  Governo, ma purtroppo non c'è nessuno, e pertanto chiedo  alla
  Presidenza  di  sollecitare l'assessore per le risorse  agricole  e
  alimentari  a trasmettere questo strumento.
   Se  ciò non avverrà nel più breve tempo possibile, fra un anno  ci
  troveremo  nella impossibilità, di nuovo, e quindi dovremo  normare
  di  nuovo  per  potere  esercitare questa attività  prevista  dallo
  Statuto della Regione  e dalla Costituzione.
   Aggiungo  che  il Governo, il 4 ottobre scorso, ha  presentato  il
  disegno  di legge n. 795 -  che forse la Presidenza ancora  non  ha
  assegnato  alla  Commissione competente  -   che  tratta   di  aree
  protette
   Il  Governo si deve decidere, e questa è un'altra riflessione,  se
  desidera  una volta per tutte affrontare unitariamente il  problema
  fra le aree protette e le aree consentite per l'attività venatoria,
  altrimenti, signor Presidente, ci prendiamo in giro. Perché  da  un
  lato  l'assessore   ha più volte dato certezza,  e  così  anche  il
  Presidente  della Regione, che quest'anno era tutto  risolto,  cosa
  che non è per l'attività venatoria, e nel frattempo si presenta una
  proposta sui parchi che certamente paralizzerebbe tale attività  in
  tutta la Regione.
   Io  credo che si debba chiedere e ottenere un chiarimento da parte
  del  Governo  sulla sua posizione politica, se vuole  o  non  vuole
  continuare a far esercitare questa attività in Sicilia.

   Seguito della discussione del disegno di legge «Riqualificazione
     urbanistica con interventi di edilizia sociale convenzionata.
           Misure urgenti per lo sviluppo economico» (805/A)


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   PRESIDENTE.  Si passa al seguito dell'esame del disegno  di  legge
  «Riqualificazione  urbanistica con interventi di  edilizia  sociale
  convenzionata.  Misure  urgenti  per  lo  sviluppo  economico»  (n.
  805/A),  posto al n. 1).

   Onorevoli  colleghi, ho appena ricevuto una lettera da  parte  del
  presidente della Commissione Bilancio, di cui do lettura:

     Illustre Presidente, in relazione agli emendamenti al disegno di
  legge n. 805/A inviati a questa Commissione, ai sensi dell'art. 113
  del  Regolamento  interno, porto a conoscenza  della  S.V.  che  in
  ragione  della  complessità  dei medesimi,  essendo  necessari  gli
  opportuni  approfondimenti da parte degli Uffici  e  la  necessaria
  interlocuzione con il Governo, essi saranno esaminati nella  seduta
  del  prossimo  6  dicembre 2011. Con l'occasione le porgo  distinti
  saluti.

   In  virtù di questa nota, ovviamente, non possiamo che trattare il
  disegno di legge non prima di martedì 6 dicembre. Pertanto, l'esame
  del  disegno di legge è rinviato al 6 dicembre.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  è  la prima volta che lei si determina a  rinviare  un
  disegno  di  legge su emendamenti solo aggiuntivi. Non  c'è  nessun
  emendamento  in Commissione Bilancio che riguarda il  testo  che  è
  stato  presentato in Aula. Sono tutti quanti emendamenti  aggiunti,
  peraltro carichi di spesa.
   Non  riesco a comprendere perché un disegno di legge per il  quale
  non  occorre alcuna  copertura finanziaria, i cui  emendamenti sono
  stati presentati, oggi non possa essere discusso in Aula.
   E' la  prima volta che succede.
   Naturalmente  ne  prendo atto, perché lei  ha  determinato,  senza
  motivazioni a mio avviso, un fatto del genere; altre volte  abbiamo
  operato  in  maniera diversa ma stiamo parlando di  norme  che  non
  c'entrano  nulla  col  testo; sono tutti emendamenti  aggiuntivi  e
  subemendamenti  dell'emendamento  aggiuntivo  su   cose   che   non
  c'entrano nulla col disegno di legge e che non sono state  indicate
  neanche in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Quindi,  inficiare il percorso di un disegno di legge che è  stato
  esitato  per  l'Aula,  che ha visto  i deputati  e  le  commissioni
  lavorare  e  vedere rinviata la trattazione per un motivo  che  non
  c'entra nulla con il disegno di legge mi sembra un po' troppo.
   Questo  Parlamento  a volte non lavora o vuole  rinviare,  non  si
  capisce;  almeno da presidente di Commissione, non ne  capisco   la
  ragione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso, io non  mi  sono  determinato  in
  nessun modo nel senso che io non ho proprio idea degli emendamenti.

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Sono emendamenti
  aggiuntivi.

   PRESIDENTE.  Mi  è  stato  riferito di  un  numero  importante  di
  emendamenti   che  gli  Uffici  hanno   trasferito  in  Commissione
  Bilancio.
   Il  presidente  della Commissione Bilancio mi  ha  scritto  mentre
  aprivo  la  seduta  oggi pomeriggio e io ho dato  lettura  all'Aula
  della lettera ricevuta. Io non ho determinato alcunché, diciamo che
  di  questo  percorso conosco l'esito finale perché ho dato  lettura
  della comunicazione.
   Non conosco gli emendamenti, non li ho visti.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, l'ho informata di come stanno i fatti.

   PRESIDENTE.  Non  conosco gli emendamenti, non li  ho  visti.  Gli
  Uffici,  come  è  loro compito,  hanno disposto la trasmissione  in
  Commissione  Bilancio perché necessitano di copertura  finanziaria,
  ma ribadisco che io non li conosco.

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Non è così

   PRESIDENTE. Non lo posso contestare.
   Onorevoli  colleghi,  anche  per  un  approfondimento  su   questa
  questione,  avendo  già  deciso  la  Presidenza  di  convocare   la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ne  anticipiamo
  la riunione adesso così da entrare nel merito anche della questione
  sollevata dall'onorevole Mancuso.
   Sospendo  la  seduta e convoco immediatamente  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari  in  Sala Lettura deputati'.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore 18.31)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  comunicare  che da questo momento esco dal Gruppo parlamentare  del
  PDL  e  intendo  aderire  al gruppo autonomo,  fino  a  quando  non
  verranno  approvati  da  questa Aula  il  disegno  di  legge  sulla
  violenza  alle donne e il disegno di legge sugli oratori. Considero
  un   fatto   grave  quello  che  è  successo  poco  fa  di   fronte
  all'assessore, che fino ad un minuto prima dichiarava che vi era la
  copertura  finanziaria  su  tre  disegni  di  legge  che  sono   di
  fondamentale  importanza  per la Sicilia,  quello  sull'antiracket,
  quello sulla violenza alle donne e quello sugli oratori.
   Abbiamo  avuto,  nello stesso tempo, una lettera  a  firma  di  un
  funzionario che annulla la nota precedente e annulla la volontà  di
  questo  Parlamento; è un fatto che dovrebbe fare irritare e perdere
  la pazienza a lei, prima che a me.
   Ho   l'impressione  che  questo  Parlamento  abbia  perso  la  sua
  autonomia,  ho l'impressione che non abbia più quella autorevolezza
  legislativa che gli deriva dagli atti approvati.
   L'anno  scorso,  per  il secondo anno consecutivo,  il  Parlamento
  aveva  disposto somme a favore degli oratori, a favore della  legge
  contro  la  violenza  sulle donne, così come  per  le  associazioni
  antiracket.
   Questa  sera  un funzionario, misconoscendo, negando, violando  la
  volontà di questa Assemblea, ha detto che quelle somme non esistono
  più, contrapponendosi alla volontà del suo assessore, rimangiandosi
  quello che il giorno prima l'assessore Armao aveva dichiarato.
   Un fatto gravissimo, di inusitata violenza nei confronti di questa
  Assemblea   e,  pertanto,  fino  a  quando  non  verrà  ristabilita
  l'autorevolezza  del  Parlamento e fino a quando  lei  non  metterà
  all'ordine  del  giorno questo disegno di legge, io  che  non  sono
  stato  mai  attratto e vinto dalle varie sirene che ci  sono  state
  all'interno   del   mio  partito  da  questa   sera   mi   dichiaro
  indipendente.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, indipendentemente dalle note  che
  arrivano   dalla   Presidenza,  e  faccio  riferimento   a   quella
  dell'assessore   Armao   e   alla   successiva   del    funzionario
  dell'Amministrazione,  per quanto mi riguarda  fanno  fede  i  voti
  espressi  dalle  Commissioni parlamentari e, nella fattispecie,  le
  tre  norme  da  lei  citate,  quella sugli  oratori,  quella  sulla
  violenza  alle  donne e quella antiracket, hanno  il  parere  della
  Commissione  di merito e della Commissione Bilancio, per  cui  sono
  pronte  per  l'Aula; dopodiché la settimana prossima la  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  stabilirà quando trattarli.
   Sono  state  calendarizzate dalla Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari e, quindi, andranno in Aula, come è giusto  che
  sia.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 805/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si riprende  la  discussione  del
  disegno  di  legge «Riqualificazione urbanistica con interventi  di
  edilizia  sociale  convenzionata. Misure urgenti  per  lo  sviluppo
  economico»  (805/A), posto al n. 1).
   Invito  i componenti la IV  Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Comunico  che gli emendamenti che comportano spesa sono già  stati
  inviati  alla  Commissione  Bilancio e  quindi  verranno  esaminati
  dall'Aula  martedì  prossimo,  dopo  il  parere  della  Commissione
  Bilancio. Oggi l'Aula  si occuperà del resto dell'articolato.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
    Riqualificazione urbanistica con interventi di edilizia sociale
                             convenzionata

   1. I comuni, nel rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali e
  dei beni culturali, per agevolare la realizzazione di nuovi alloggi
  sociali,  definiti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 2007,  n.
  9,  per studenti, anziani, famiglie, immigrati e soggetti a rischio
  di  esclusione  sociale, promuovono interventi di  riqualificazione
  urbanistica  di edilizia sociale, in attuazione di quanto  previsto
  dall'articolo 1, commi 258 e 259, della legge 24 dicembre 2007,  n.
  244, con gli strumenti di edilizia convenzionata di diritto privato
  e  di  Partenariato  Pubblico Privato (PPP)  indicati  dal  decreto
  legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (codice dei contratti  pubblici)
  e  dal  decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010,  n.
  207.

   2. Per le finalità di cui al comma 1 i comuni:

   a)  adottano  programmi  insediativi di edilizia  sociale  per  la
  riqualificazione urbanistica di aree degradate e di centri  storici
  con promotori di progetto privati e le organizzazioni interessate;

   b)  valutato  il  fabbisogno  di edilizia  sociale,  elaborano  il
  programma integrato d'intervento di cui all'articolo 16 della legge
  17  febbraio 1992, n. 179 e promuovono, attraverso l'emanazione  di
  appositi bandi, l'intervento dei privati con operazioni di  finanza
  immobiliare e di progetto. Gli interventi di housing sociale,  come
  servizio  abitativo di interesse comunitario devono essere inseriti
  nel piano dei servizi dell'ente locale;

   c)  promuovono  il  ricorso all'intervento dei  fondi  immobiliari
  pubblici  e  privati  per  l'attuazione  dei  programmi  e  per  il
  finanziamento  dei  nuovi  progetti, individuando  le  aree  e  gli
  immobili  da riqualificare e valorizzare, da assegnare  ai  privati
  con  i  criteri  di  non  discriminazione, parità  di  trattamento,
  trasparenza e concorrenzialità;

   d)  possono  utilizzare gli istituti di edilizia  perequativa  per
  agevolare  l'impianto progettuale e finanziario, nell'ambito  delle
  previsioni   degli  strumenti  urbanistici,  con  l'aumento   delle
  volumetrie  nei  limiti  degli incrementi  massimi  della  capacità
  edificatoria  previsti dal decreto ministeriale 2 aprile  1968,  n.
  1444. Gli interventi di housing sociale classificati dalle UE  come
  Servizi  abitativi essenziali per la coesione e la mobilità sociale
  non necessitano di cambio di destinazione d'uso;

   e)  valutano proposte di privati per concludere con gli  strumenti
  di  edilizia  convenzionata  di diritto  privato,  accordi  per  la
  riqualificazione urbanistica con contenuti di edilizia sociale, con
  le  procedure  di  PPP  negoziale,  ai  sensi  di  quanto  previsto
  dall'articolo  12 della legge regionale 30 aprile  1991,  n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni. Per l'intervento ritenuto  di
  interesse pubblico si possono attivare gli strumenti urbanistici in
  deroga previsti dall'articolo 14 del D.P.R 6 giugno 2001, n. 380;

   f) utilizzano le procedure di semplificazione amministrativa dello
  sportello unico e di nomina del responsabile unico del procedimento
  di  cui  alla  legge regionale 30 aprile 1991, n. 10  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, per snellire il percorso  realizzativo
  dei progetti di riqualificazione urbanistica prevedendo altresì:

   1)   la   conferenza   di  servizi,  per  la   valutazione   della
  documentazione progettuale prevista dal codice dei contratti e  per
  raccogliere  i  pareri endoprocedurali, nulla osta, autorizzazioni,
  dei vari enti di competenza;

   2)  l'approvazione da parte della giunta comunale delle  opere  di
  urbanizzazione a carico dei promotori privati;

   3)  la conclusione del procedimento col rilascio del provvedimento
  unico e la stipula della convenzione urbanistica;

   4)  la determinazione dei criteri economici gestionali legati alla
  definizione dei canoni d'affitto.

   3.  I  comuni,  al  fine  di  rendere  sostenibili  le  operazioni
  immobiliari  e  favorire  lo  sviluppo  del  mercato  interno,   in
  conformità  alla normativa europea, possono accettare  le  proposte
  d'intervento  di privati per la riqualificazione urbanistica  e  la
  stipula  delle convenzioni, con una quota minima del 40 per  cento,
  sul  totale degli alloggi realizzati o ristrutturati, da destinarsi
  ad  edilizia  sociale. Le proposte dei privati possono  beneficiare
  delle  procedure di approvazione previste dagli articoli  36  e  37
  della  legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche
  ed integrazioni.

   4.  I privati, promotori di progetto, si impegnano, con la stipula
  della   convenzione,  a  concordare  col  comune   i   criteri   di
  assegnazione  e  di  gestione degli alloggi  sociali  ricavati  dai
  maggiori  indici edificatori concessi per una quota minima  del  15
  per  cento,  con  canoni  a  prezzo concordato  da  assegnare  alle
  categorie  indicate per legge, tutelando in ogni caso i criteri  di
  redditività   economica   necessari  per  ripagare   l'investimento
  finanziario  dei  privati.  I  costi di  manutenzione  ordinaria  e
  straordinaria sono a carico del soggetto proponente o  del  gestore
  incaricato.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: 1.2 (I, II, III e IV parte);
   - dall'onorevole Cracolici: 1.12, 1.14, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18;
   - dagli onorevoli Buzzanca, Pogliese, Caputo, Falcone e Vinciullo:
  1.3;
   - dalla Commissione: 1.1;
   -  dagli onorevoli Rinaldi, Galvagno, Ammatuna e  Barbagallo: 1.4,
  1.6, 1.7;
   - dagli onorevoli Ruggirello e Musotto : 1.8, 1.9;
   - dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici: 1.10, 1.11 e 1.19;
   - dall'onorevole Cappadona: 1.5.

   L'emendamento  1.6,  a  firma degli onorevoli  Rinaldi,  Ammatuna,
  Galvagno,   Barbagallo,   è   interamente  sostitutivo.   Onorevole
  Rinaldi, mantiene l'emendamento 1.6?

   RINALDI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  1.10,  a  firma  dell'onorevole   De
  Benedictis.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rivolgo
  soprattutto   all'onorevole   Mancuso,    presidente    della    IV
  Commissione.
   L'emendamento 1.10 tende a riscrivere l'articolo 1 del disegno  di
  legge  con  lo  spirito e l'intento di disciplinare  l'applicazione
  delle   disposizioni   nazionali  che   qui   vengono   interamente
  richiamate.
   Non  aggiunge,  ma  secondo me, precisa,   anche  in  maniera  più
  stringente,  quali sono gli ambiti di applicazione della  norma,  i
  riferimenti legislativi nazionali, e credo che da questo  punto  di
  vista  meglio si sposi con il successivo emendamento che disciplina
  le modalità le modalità attuative degli interventi medesimi.
   Quindi,  credo  che si possa apprezzare nello spirito  che  stiamo
  illustrando,  come un emendamento che incardina l'intero disegno di
  legge  intorno a due pilastri: il primo è quello del riconoscimento
  dell'applicabilità  della normativa nazionale al  territorio  della
  Regione  siciliana.  Il  secondo,  ripeto,  che  è  quello  di  cui
  all'articolo    2,    come    modificato    dall'emendamento    che
  successivamente vedremo, che ne disciplina le modalità attuative.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Non ho difficoltà ad esprimere parere favorevole con  una
  precisazione che, però, mi pare necessaria.
   Tanto  nel  testo del proponente, quanto nell'emendamento,   viene
  richiamato   il  codice  dei  contratti,  decreto  legislativo   n.
  163/2006, come modalità procedimentale, che l'autorità di vigilanza
  sui  contratti della pubblica Amministrazione ha ritenuto  estraneo
  all'housing sociale. Significa, quindi, che noi stiamo  facendo  un
  modello  che  attrae,  secondo  me  positivamente,  al  codice  dei
  contratti,  l'housing  sociale. Dà maggiori garanzie,  però,  è  un
  punto da porre all'attenzione.
   Mi dichiaro, quindi, favorevole.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Dovrei  interloquire con  l'Aula,  ovviamente,  è
  importante  che  mi ascolti anche l'assessore. Ero  consapevole  di
  questa sua osservazione, ma davo per assodato, certo mi auguro  che
  così sia, che questo richiamo al decreto n. 163 fosse applicato con
  i  limiti  che,  poi,  vengono meglio specificati  nell'emendamento
  aggiuntivo del Governo stesso.
   Il  Governo,  quindi, nell'emendamento che abbiamo potuto  vedere,
  richiama  il  testo del  decreto n. 163 con delle  limitazioni,  ed
  ecco perché io nella proposizione di questo emendamento ho lasciato
  tal  quale  il  richiamo al decreto n. 163, sapendo  che,  poi,  se
  l'Aula  vota  l'emendamento del Governo,  la  problematica  che  ha
  sollevato l'assessore viene superata.
   Per  evitare  sorprese,  noi  potremmo  non  indicarlo  in  questo
  articolo,  nel caso in cui l'Aula non arrivasse ad approvare,  poi,
  l'emendamento aggiuntivo del Governo, perché non possiamo ipotecare
  il  futuro  e,  comunque, varrebbe in ogni caso, e potrebbe  essere
  ripreso nel testo del Governo stesso.
   Non so se sono stato chiaro.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Va bene il testo dell'emendamento. Il fatto di richiamare
  il  decreto  163/2006, qui, ed eventualmente, poi, di  richiamarlo,
  non provoca disastri, non dà problemi.
     Ciò che va posto all'attenzione è che noi stiamo  attraendo' una
  materia  che,  ordinariamente,  non  è   attratta'  al  codice  dei
  contratti,  la  stiamo  attraendo alla disciplina  del  codice  dei
  contratti.
   Potenziamo i controlli. Io sono favorevolissimo.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI. Signor Presidente, volevo solo capire,  perché purtroppo
  ho  seguito  la  discussione del collega Roberto  De  Benedictis  e
  dell'assessore,  ma  non  ho capito qual  è  l'emendamento  che  il
  Governo ha presentato, non lo conosco, e che penso era collegato
   Ritengo, però, assessore, che lei ha detto non bene, benissimo  Se
  lei  recepisce  in questa norma e attrae il codice  dei  contratti,
  questa è principalmente una norma che riguarda il pubblico.
   E c'è un motivo per cui, in questo disegno di legge, che è rivolto
  al  pubblico  ed  al   privato,  non  si  richiama  il  codice  dei
  contratti.  Non  vorrei, quindi, che si facesse  qualcosa  che  non
  funziona,  perché  il  social housing non è né  edilizia  economica
  convenzionata  né edilizia economica sovvenzionata.  E'  una  terza
  cosa:  è  edilizia  sociale, dove c'è il privato.  Stiamo,  quindi,
  attraendo  -  e  devo dire che ha ragione qua l'assessore  -  nelle
  procedure del social housing una cosa che come procedura di appalti
  viene  eseguita  per il pubblico quando invece c'è il  privato  nel
  mezzo.
   E,  quindi, c'è un motivo perché in ambito nazionale non  è  stata
  attratta con il codice dei contratti.
   Onorevoli colleghi, occorre forse fare una valutazione perché sono
  convinto  che c'è buona fede da parte di tutti, però c'è un  motivo
  perché  nel  social  housing  non  c'è  il  codice  dei  contratti.
  Pertanto, forse è meglio lasciare la tesi dell'Assessore.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, il parere è favorevole per l'emendamento 1.10.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 1.5 a firma dell'onorevole Cappadona,  è  dichiarato
  decaduto.

   Si   passa   all'emendamento  1.11,  a  firma  dell'onorevole   De
  Benedictis.

   DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  precisare che c'è stato un refuso per cui  sostituire il  comma  2
  andrebbe letto con  sostituire i commi 2, 3 e 4 .
   Potremmo predisporre un subemendamento.
   L'emendamento nasce da una osservazione: quello che il disegno  di
  legge in Aula intende fare, appunto, con la stesura originaria  dei
  commi  2,  3  e  4, è quello di normare una serie di  elementi  che
  attengono alle questioni che, poi, in realtà vengono precisate  qui
  nelle lettere del sub emendamento.
   Ovverosia, vengono richiamate, ma a mio giudizio normate in questo
  testo  originario in maniera non compiuta, una serie  di  questioni
  che  poi  sono  sostanziali nella attuazione degli  interventi.  E,
  cioè, la individuazione del privato; la individuazione delle aree e
  degli  oggetti  di  intervento; le modalità attraverso  cui  questi
  debbono essere richiamati; le eventuali premialità; le procedure.
   Le  varie  lettere della stesura originale, come si può  osservare
  nel  testo  di  legge, fanno riferimento a questi elementi,  ma  lo
  fanno  in maniera incompleta perché, oggettivamente, farlo  in  una
  maniera  certa,  in  una  maniera  articolata,  è  argomento  molto
  complesso.
   Io ritengo, quindi, che è molto meglio così come hanno fatto altre
  legislazioni regionali, cito per tutte la Regione Lombardia, che la
  legge si articoli in un articolo 1, che come abbiamo già approvato,
  individua l'applicabilità della norma al territorio regionale, e in
  un  articolo 2 che demanda al successivo provvedimento,  in  questo
  caso  ad  un  decreto,  l'articolazione  delle  modalità  attuative
  indicando quali contenuti debba avere.
   In   questo   caso  salviamo  tutte  le  intenzioni  del   disegno
  originario,  così  come  proposto dalla IV Commissione,  elenchiamo
  questi  come  criteri  che debbono essere specificati  nel  decreto
  attuativo. E, quindi, i criteri per la individuazione delle aree in
  cui  localizzare  gli interventi, le modalità di  individuazione  e
  scelta dei partner seguendo criteri di trasparenza, imparzialità  e
  tutela  della  concorrenza; le modalità  e  le  condizioni  per  la
  valutazione delle proposte dei privati e per la negoziazione  degli
  accordi di partenariato pubblico-privato.
   Questo lo sottolineo perché l'aleatorietà di questa disciplina può
  consentire  grande imbarazzo alle amministrazioni  comunali  perché
  non   ci   sono  termini  di  confronto,  non  ci  sono  esperienze
  consolidate,  e valutare quanto una operazione sia utile dal  punto
  di  vista  pubblico  e quanto, invece, non sia una  operazione  che
  possa  nascondere  speculazioni non  meglio  precisate,  è  compito
  tecnicamente  arduo, cioè non dipende solamente dalle  modalità  di
  svolgimento  e  di trasparenza delle procedure, ma  ci  sono  delle
  questioni delicate dal punto di visto tecnico e finanziario  che  è
  bene    aiutare    l'Amministrazione    a    compiere    attraverso
  un'individuazione di criteri a monte.
   Ancora poi si chiede di precisare le eventuali premialità, sia  in
  termini  di  cubatura  sia  in termini  finanziari  o  fiscali,  le
  procedure  amministrative  e anche di snellimento,  attraverso  cui
  questi processi vadano eseguiti e gli obiettivi da conseguire.
   Se  guardate  le  legislazioni  regionali  sono  molto  attente  a
  definire  l'interesse  pubblico, perché siamo  convinti  tutti  che
  l'housing  sociale  può essere uno strumento, ma  ripeto  senza  un
  orientamento e un indirizzo forte dei criteri attraverso i quali le
  amministrazioni  scelgono  i  propri  partner  e  poi  giudicano  e
  valutano le proposte nell'ambito appunto del partenariato pubblico-
  privato le differenze possono essere macroscopiche, da caso a caso,
  e   l'interesse  pubblico  può  veramente  non  avere  termini   di
  confronto,  rispetto  ai  quali può essere valutato  e  apprezzato.
  Quindi, credo che questo emendamento possa  essere apprezzato nello
  spirito, ripeto, di salvaguardare lo stesso obiettivo che  il testo
  originario  si  propone  con  gli  stessi  medesimi  argomenti,  ma
  consentendo che venga disciplinato più compiutamente con un decreto
  dell'Assessore  che  abbia  tuttavia il  parere  della  Commissione
  legislativa competente.

                Presidenza del  Vicepresidente Formica

   CAPPADONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPADONA. Signor Presidente, l'emendamento a mia firma, anche  se
  è  stato  dichiarato  decaduto dato che  quello  dell'onorevole  De
  Benedictis lo cassa, tendeva ad evidenziare i soggetti,  visto  che
  lo  spirito della legge é, appunto,  edilizia sociale' era il  caso
  di evidenziare i soggetti che ne beneficiano, perché all'articolo 1
  si parla solamente di studenti, anziani, famiglie, immigrati.
   E' un concetto generico le fasce sociali deboli.
   Io volevo inserire le figure che sono previste dalla norma. Quindi
  chiedo se lo possiamo riscrivere. Nell'articolo 1 non è recepita la
  norma.  Nelle premesse, l'onorevole Cracolici,  parla  della  legge
  112 riconvertita in legge 133, ma

   CRACOLICI.  Con l'emendamento sostitutivo che abbiamo  votato,  al
  fine  della  realizzazione  si applica  in  Sicilia  la  disciplina
  prevista dall'articolo 11, che è quella delle categorie.

   PRESIDENTE. Viene prevista tutta la fattispecie.

   CAPPADONNA.  Siccome  è  importante,  là  vengono   inseriti    il
  quoziente   familiare,  le  famiglie,  i  nuclei   con   difficoltà
  finanziarie.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor  Presidente, Assessore, credo che  questa  norma
  come  è stata strutturata, sia all'articolo 1, così come è scritto,
  che  ha un senso se si vuole far applicare celermente questo regime
  in  Sicilia,  fermo  restando che vorrei a questo  punto  ricordare
  all'assessore  sulla materia, che tutto quello che  stiamo  facendo
  con  norma, nella regione Piemonte è stato fatto nel 2007 per  atto
  amministrativo.  Per  cui  se  l'articolo  1  è  un  indirizzo  già
  abbastanza aperto per i Comuni, lo lascerei, perché ha un senso  in
  quanto  lasciamo  liberi i Comuni di muoversi. Ma  se  noi,  me  ne
  dispiace  ma  è  quello che penso, facciamo un  meccanismo  in  cui
  intervengono l'assessore all'economia, l'assessore al territorio  e
  ambiente,  l'assessore alle infrastrutture  per  decidere  di  fare
  qualcosa  che, invece, in un articolato è scritto che i  comuni  lo
  facciano in autonomia, che lo facciano, fermo restando che  possono
  farlo anche a prescindere dalla norma.
   Questa   norma  di  principio,  molto  importante,   spingerà   le
  amministrazioni a muoversi sull'argomento, ma se noi cominciamo già
  con   entro  novanta giorni' e  il parere della  Commissione',  non
  credo che faremo decollare alcunché.
   Non   credo,  con  tutto  rispetto  per  l'assessore  Russo,   per
  l'assessore per l'economia, per l'assessore per il territorio,  che
  si incontrino e che entro novanta giorni - ma forse fra otto, nove,
  dieci mesi - comincino a pensare di fare qualche provvedimento  per
  fare  partire  il social housing che, secondo me, potrebbe  partire
  anche  a  prescindere, in quanto avendo approvato il  comma  1,  si
  potrebbe già fermare lì.
   Si  vuole dire tutto un insieme di cose, che ben vengano,  ma  non
  complichiamolo con l'Assessorato e con i pareri che  non  c'entrano
  totalmente nulla.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI.   Signor  Presidente,  sentendo  gli   interventi   dei
  colleghi,  da  ultimo  quello sempre molto puntuale  dell'onorevole
  Beninati, mi viene molto da pensare su una questione di fondo che è
  la  seguente:  non  c'è ombra di dubbio che sul proposito  possiamo
  essere  tutti d'accordo, l'housing sociale come elemento che  possa
  dare  una  spinta  per migliorare la condizione  complessiva  della
  nostra  edilizia  che ha ha necessità di avere uno  strumento  che,
  sostanzialmente, compendi il principio dell'edilizia residenziale a
  canone di locazione calmierato. Sono tutte cose belle.
   Quello  che poi si vuole concretamente realizzare, mi pare diventi
  non  conseguente  al principio positivo, perché quando  l'assessore
  Russo  -  che  mi  dispiace si stia allontanando -  dice  di  stare
  attenti  al  fatto che si sta procedendo ad assegnare anche  questa
  materia  al codice degli appalti e quindi pubblico, io mi preoccupo
  e mi chiedo quale sia il senso. Questo?
   L'assessore  Russo ha detto che questo vuole dire più controlli  e
  si  è  mostrato contento, per carità, io però lo sono  meno  perché
  vivo di un principio che è quello che ho cercato di ribadire.
   Dobbiamo fare norme che devono semplificare.
   Quando  abbiamo dibattuto lungamente in Aula della semplificazione
  amministrativa, ho sostenuto che quella norma che questa  Assemblea
  è  riuscita, con grandi sforzi, a portare avanti, era una norma che
  migliorava  -  recependo  tutta una serie  di  provvedimenti  e  di
  articoli  già applicati dall'Aspromonte in su - in molti  casi  non
  applicati  da noi ma sostanzialmente manteneva in vita il principio
  dell'autorizzazione  preventiva,  non del controllo successivo.
   In  questo caso mi sembra che addirittura stiamo operando non solo
  un'autorizzazione  preventiva ma anche un controllo  preventivo  al
  tutto, quindi non so quanto sia utile.
   Quando  facciamo questa elencazione, nel secondo comma,  di  tutto
  quello  che  c'è  nelle varie lettere fino alla  f),  mi  torna  la
  preoccupazione   se   realmente  stiamo  semplificando   o   stiamo
  aggravando ulteriormente, e mi pongo la questione su quali elementi
  e quali istituti stiamo utilizzando. Proprio quegli stessi istituti
  che  hanno  dimostrato il fallimento in materia anche  di  attività
  urbanistica perché, quelli, sono tutti gli istituti e gli  elementi
  che  hanno  portato  ad  avere in Sicilia  un  abusivismo  edilizio
  mostruoso che è quello per il quale ci poniamo le questioni.
   Non  vorrei  che,  come spesso ci accade, dalle belle  intenzioni,
  dalla  condivisione sui principi trasferiamo la bontà del principio
  in  un'attività non conseguente dal punto di vista della normazione
  e del miglioramento della questione dal punto di vista della nostra
  capacità di legiferare.
   Le   vie   dell'inferno  sono  lastricate  di  buone   intenzioni,
  Assessore,  come lei mi insegna
   Vorrei,  quindi,  che  si rivedesse e non vorrei  che  si  andasse
  avanti  quasi  per  un  obbligo, ponendoci,  tra  l'altro,  in  una
  condizione  che - se vogliamo - è strana: approviamo  i  primi  due
  articoli,  poi  rinviamo per capire quanto  decide  la  Commissione
  Bilancio sugli articoli che hanno bisogno di copertura finanziaria;
  non  conosciamo  quegli  articoli,  qualcuno  ha  detto  che  molti
  colleghi  conoscevano  il  testo  prima  e  che  ci  sono  già  dei
  subemendamenti, io non li conosco, non sono neanche  preparato  per
  potere  capire  cosa c'è agli articoli 3 e 4  e  cosa  ci  potrebbe
  essere.
   Mi  preoccupa  che  tutto questo poi non ci faccia  provvedere  in
  maniera  serena   e  positiva,  chiedo,  pertanto,   un  attimo  di
  riflessione.
   Questo   vale  anche  per  l'articolo  2,  magari  poi  interverrò
  nuovamente  perché  non vorrei che si stesse facendo  un  favore  a
  qualcuno  che  è  già  pienamente  strutturato  per  fare   questo;
  guardando su internet ho visto come vi è, ad esempio a Milano,  una
  Fondazione  lombarda che fa per mestiere proprio questa attività  e
  magari  è già pronta a lavorare su un'attività in cui si parla  che
  ad Acireale c'è già  un bando per 602 alloggi.
   Vorrei capire meglio e, quindi, forse un attimo di approfondimento
  non  sarebbe male e vorrei, in ogni caso, che nell'essere d'accordo
  sul principio, il principio possa essere declinato con snellezza  e
  ritengo  che questa norma non vada verso questo segno.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.   Signor  Presidente,  onorevoli  deputati,  l'intervento
  dell'onorevole  Bufardeci mi impone di rompere un  voto  che  avevo
  rivolto   a   me  stesso  e  cioè  di  rinviare  a  una   fase   di
  approfondimento.
   Prima di questo però, volevo segnalare il fatto che il Governo  ha
  appena  presentato  un  subemendamento  1.11.3,  che  vi  è   stato
  distribuito, che affida al Presidente della Regione l'adozione  del
  provvedimento  di regolamentazione perché quando vi  è  competenza-
  concorrente  di  più assessori e con interventi,  fra  l'altro,  di
  disciplina del territorio, deroghe e così via dicendo, lo strumento
  a cui deve ricorrersi è un regolamento presidenziale.
   Quindi,  l'emendamento del Governo propone all'Aula di  sostituire
  il  decreto dell'assessore per le infrastrutture con un regolamento
  presidenziale  su  proposta dell'assessore per  le  infrastrutture,
  questo semplicemente per un problema di congruenza rispetto.

   CRACOLICI.  Con il regolamento andiamo al Consiglio  di  giustizia
  amministrativa e via dicendo.

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità.  Vi  informo,  l'ho  detto  poc'anzi  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei gruppi parlamentari, che il regolamento sui  lavori
  pubblici è stato esitato il 17 luglio 2011 e il 24 ottobre  2011  è
  andato  al  C.G.A.,  il  29 novembre 2011 è  stato  riscontrato  da
  quest'ultimo.  Quindi,  se uno vuole correre  le  cose  le  fa.  Il
  termine  era fissato fino al 31 dicembre 2011 ed  il 24 ottobre  ho
  finito.
   Se  si  vuole  fare,  si  fa.  Lo si è fatto  con  il  regolamento
  dell'organizzazione degli uffici e dei servizi, che è stato esitato
  dalla  Corte  dei conti il 29 dicembre 2008. Quindi,  se  si  vuole
  fare, si fa.
   Però  dovevo una  risposta all'onorevole Bufardeci e, per  il  suo
  tramite, all'Aula.
   Perché  ho detto che io sono contento? Perché a mio modo di vedere
  la  legge sull'housing sociale - e infatti sto per segnalare questo
  fatto  al  Ministero dell'interno, lo farò domani - contiene  degli
  elementi che suggeriscono un'attenzione particolare.
   Come  funziona  la  legge  sull'housing sociale?  Si  prevede  una
  società  di  gestione, un Fondo e gli imprenditori che accedono  al
  quel Fondo.
   Siccome  non  è  attratta  al codice dei  contratti,  che  prevede
  all'articolo  38 alcuni importanti requisiti,  il problema  che  si
  pone,  onorevoli  Bufardeci e Beninati,  è  che  al  Fondo  possono
  aderire   soggetti  pubblici  e  privati,  rispetto  ai  quali   la
  legislazione  nazionale - è possibile che io sbagli e  che  sia  un
  buco dovuto alla mia ignoranza -  non prevede alcuna verifica sotto
  il profilo delle norme antimafia.
   Ciò  significa che qualunque privato può partecipare  al  Fondo  e
  qualunque  privato può accedervi, proprio perché  è  uno  strumento
  totalmente  privatistico; significa che può  essere  uno  strumento
  che,  trattandosi  di materia edilizia, si può  prestare  a  talune
  applicazioni  con qualche margine di complessità. Cerco  di  essere
  confidente   e  non  farmi  prendere  dall'entusiasmo  come   feci,
  sbagliando,  nell'aprile dell'anno scorso, nel senso  che  potrebbe
  determinarsi  una  condizione  in  cui  un  privato  che  ha  soldi
  provenienti   non si sa bene da dove partecipi al  Fondo  e  quello
  stesso  privato, costituendo un'altra società, acceda al Fondo  che
  nel  frattempo ha restituito, a dignità, delle risorse  finanziarie
  provenienti non si sa da dove.
   Questo lo segnalerò domani al Ministero dell'Interno, ho già avuto
  una interlocuzione con il capo della segreteria tecnica.
   Quindi,  la scelta di attrarlo al codice dei contratti  impone  di
  applicare  l'articolo  38 che obbliga agli accertamenti  antimafia,
  agli accertamenti di moralità delle imprese e così via.
   Negli  emendamenti presenti  in Commissione Bilancio avevo trovato
  un'altra soluzione, cioè quella di applicare in ogni caso il codice
  antimafia  a  chi  partecipava al Fondo,  però  questa  è  un'altra
  ipotesi e va benissimo.
   Le  ragioni per cui sono contento non vanno rinvenute in  una  mia
  tendenza  a  rendere  più faticoso il percorso  amministrativo,  ma
  semplicemente  ad  esigenze di attenzione  ad  un  settore  che  in
  passato  e, purtroppo, le recenti cronache testimoniano  che  è  un
  passato  che ritorna o che non se n'è mai andato,  presenta  rischi
  di  presenze sgradite e sgradevoli che devono essere tenute  quanto
  più lontano possibile.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, non ho nulla da eccepire  sotto  il
  profilo legislativo anche per la correttezza dell'emendamento 1.11,
  nel  senso dell'enunciazione di quelli che devono essere i principi
  per avviare l'attività di housing sociale.
   Avevamo  pensato questa legge specificando, soprattutto,  per  gli
  enti  locali tutti i passaggi, richiamandoci alla legge  nazionale,
  affinché  si  velocizzasse l'azione perché questa legge  si  chiama
   Riqualificazione urbanistica  con interventi di  edilizia  sociale
  convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo economico .
   A  questo  punto  non c'è più neanche l'urgenza,  perché  tra  180
  giorni  -  e  ci  mettiamo nelle mani non solo della Giunta,  degli
  assessori,   ma  anche del Signore - dovrebbe essere pronto  quello
  che è il Regolamento per avviare le attività, quindi, tra sei mesi,
  e tutto quello che ne deriva da una procedura amministrativa, da un
  intervento amministrativo che dovrebbe andare tutto bene.
   Non  era  questo  lo  spirito  del  presentatore,  già  i  diversi
  emendamenti  hanno snaturato la legge, questo cambia  profondamente
  il senso della  misura urgente' per lo sviluppo economico.
   Non  credo  di  dire, nella qualità di relatore,  di  presentatore
  della legge qualcosa di sbagliato che, per quanto mi riguarda,  non
  solo   sono  disinteressato  a  questa  norma,  ma  qualora  questo
  emendamento passasse naturalmente nella figura di presentatore,  di
  relatore personalmente voterò contro.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, propongo, tanto  più  che  questo
  emendamento  è  veramente il cuore della  norma,  di  sospendere  i
  lavori per 5 minuti per discuterla  tra i presentatori.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.10, è ripresa alle ore 19.19)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, siamo all'emendamento 1.11 e preciso  che,  se
  viene approvato l'emendamento 1.11, si intendono modificati anche i
  commi 2, 3, e 4.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei avere
  capito  male perché poco fa, durante la pausa, si era detto che  il
  tutto  veniva  assegnato ad un successivo provvedimento  di  natura
  regolamentare.  Per cui, ritengo opportuno che questo  testo  venga
  eliminato,  che  ci  sia il rinvio e basta, senza  che  si  approvi
  l'emendamento 1.11.
   Siccome il primo comma è già il principio, dopodiché direi che per
  quanto attiene alla disciplina si rimanda ad un successivo decreto,
  mi permetto di aggiungere che, a mio avviso, per quanto riguarda la
  lettera  d)  che è quella relativa alla determinazione dei  criteri
  economici, gestionali, legati alla definizione di canone di affitto
  -  parlo  della  lettera   F.4  del testo  originario,  occorre  un
  termina  che  sia di garanzia e non un termine breve,  che  sia  un
  termine  di  venti  o  trenta anni a garanzia proprio  dell'housing
  sociale e, quindi, del soggetto beneficiario.
   Questo,  però, lo farei con il Regolamento, dando sin  da  subito,
  almeno  per  quanto riguarda Grande Sud, il messaggio all'assessore
  che  doveva  fare  il regolamento entro sessanta  giorni,  di  dare
  quanto maggiore termine per la durata di questo tipo di rapporto di
  affitto,  a garanzia dell'utente e, quindi, a garanzia del servizio
  della norma.
   Non  farei  altro,  rinvierei  e  basta,  senza  approvare  questo
  articolato, altrimenti, torniamo all'osservazione di prima  e  cioè
  che si sta appesantendo una norma.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati   i   seguenti
  subemendamenti:

   - dall'onorevole Cracolici: 1.11.1;
   - dalla Commissione: 1.11.2, 1.11.4;
   - dal Governo 1.11.3.

   Comunico che è stato  ritirato il subemendamento 1.11.2,  a  firma
  della Commissione.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico   che   è   stato   presentato   dalla   Commissione   il
  subemendamento  1.11.3.1, che sostituisce  il  termine  di  novanta
  giorni con centottanta.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   RUSSO  Pietro  Carmelo,  assessore  per  le  infrastrutture  e  la
  mobilità. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione il subemendamento 1.11.3, come subemendato  con
  l'emendamento appena votato. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 1.11, così come emendato.
   Il parere del Governo?

   RUSSO PIER CARMELO, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole rimanga seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  a  questo punto gli emendamenti  sono  tutti
  superati fino all'1.8.
   Si passa all'emendamento 1.8, a firma degli onorevoli Ruggirello e
  Musotto.

   RINALDI.   Non   c'è  più  perché  il  comma  4  è   inserito   in
  quell'emendamento.

   PRESIDENTE.   Ma  c'è  una parte aggiuntiva.   dopo  il  comma  4,
  aggiungere
   Onorevoli colleghi, seguite l'ordine dei lavori della Presidenza.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANCUSO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  intervenire solo a chiarimento che  l'emendamento 1.9 è  dichiarato
  ammissibile.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Mancuso,  se  troviamo  l'emendamento  nel
  fascicolo significa che è stato dichiarato ammissibile.
   Considerato   che   la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari ha stabilito che gli emendamenti di natura  aggiuntiva
  al  testo si esamineranno martedì, dopo che la Commissione Bilancio
  si sarà pronunciata, anche questo sarà considerato aggiuntivo.
   L'intervento   dell'onorevole  Beninati   e   soprattutto   quello
  dell'onorevole  Mancuso  hanno  evidenziato  una  particolarità  di
  questi emendamenti che vanno dall'1.8 in avanti.
   Nella  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari  si  è
  stabilito   che   oggi  si  sarebbe  proceduto   alla   trattazione
  dell'articolo 1 e dell'articolo 2 e martedì prossimo  si  esaminerà
  la    materia   aggiuntiva,   oggetto  d'esame  della   Commissione
  Bilancio.
   La  Presidenza considera che sia l'emendamento 1.8  sia  quelli  a
  seguire, l'1.9, l'1.19, sono da considerare materia aggiuntiva  che
  discuteremo martedì, insieme agli altri emendamenti aggiuntivi.

   BENINATI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  perso  ogni
  speranza  di  essere  compreso, la decisione è  sua  e  la  ritengo
  chiusa.     Però,    signor    Presidente,    stavo    intervenendo
  sull'emendamento   1.8  perché  lo  ritenevo  sì   aggiuntivo,   ma
  all'articolo  1,  e penso che la decisione era sull'aggiuntivo  del
  testo.
   Ciò  nonostante  se  la sua è una decisione  presa,  concludo  per
  anticipare  che  quest'emendamento,  colleghi,  non  lo  so  se  lo
  approverete  o  meno,  o  in  qualche altro  momento,  non  c'entra
  totalmente nulla la VAS su queste cose.
   Freniamoci in questi impeti di esagerazione, altrimenti vuol  dire
  che è meglio non esaminare questo disegno di legge.

   BUFARDECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BUFARDECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non per  tornare
  sugli  emendamenti 1.8 e 1.9, che è stato deciso di farli dopo,  ma
  proprio  perché sta rinviando parte di questi emendamenti a martedì
  prossimo,  nella  speranza che da qui ad allora i  presentatori  li
  ritirino,  perché  li  considero un  appesantimento  enorme  e  non
  un'applicazione di norma la VAS, così come considero il trenta  per
  cento  della zona C spropositato, cioè  facciamo i piani regolatori
  per far fare soltanto questo nella sostanza.
   Credo che sia opportuno rinviare, a questo punto, anche l'articolo
  2  per un maggiore approfondimento e riflessione e rinviare sin  da
  adesso  sia  più opportuno per poter approfondire eventualmente  il
  testo della norma.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che gli emendamenti 1.8, 1.9 e 1.19 sono da considerarsi
  materia  aggiuntiva  rispetto all'articolo  1  e  pertanto  saranno
  trattati nella seduta di martedì prossimo.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Art. 2.
                            Elenco regionale

   1.  Al fine di agevolare l'applicazione delle nuove metodologie di
  Partenariato Pubblico Privato, indicate dalle direttive comunitarie
  ed  assistere i comuni e i loro dirigenti nell'aggiornamento  delle
  competenze  di  management pubblico, necessarie  per  il  montaggio
  degli  interventi  immobiliari,  è istituito  presso  l'Assessorato
  regionale delle infrastrutture e della mobilità, mediante procedure
  di  evidenza  pubblica, un apposito elenco regionale di  consulenti
  esperti  in  materia di project management urbanistico,  ingegneria
  economica, diritto amministrativo e PPP.

   2.   I   comuni  possono  stipulare  coi  professionisti  iscritti
  nell'elenco  di  cui  al  comma 1 apposite convenzioni  nell'ambito
  delle  attività di supporto tecnico amministrativo al  responsabile
  unico del procedimento ed i relativi costi, come costi di progetto,
  sono posti a carico dei soggetti realizzatori, senza alcun aggravio
  per i bilanci degli enti locali.

   3. Con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità   è   emanato  un  avviso  pubblico  per  la  costituzione
  dell'elenco  di  cui  al  comma 1. Con  le  medesime  procedure  di
  evidenza  pubblica  utilizzate  per la  sua  istituzione,  l'elenco
  regionale è aggiornato con cadenza almeno annuale».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli De Benedictis e Cracolici: 2.3;
   - dagli onorevoli Rinaldi, Galvagno, Ammatuna e  Barbagallo: 2.2;
   - dalla Commissione: 2.1.

   Si passa all'emendamento 2.3, soppressivo dell'articolo.
     Onorevoli colleghi, sull'articolo 2 l'onorevole Bufardeci,  alla
  luce dei problemi di interpretazione che ci sono stati lungo l'iter
  di approvazione dell'articolo 1, aveva manifestato la necessità che
  anche  l'articolo  2  venisse  trattato  nella  seduta  di  martedì
  prossimo.
     La  Presidenza  fa  notare che, essendoci solo  tre  emendamenti
  all'articolo  2,  di  cui  uno  della  stessa  commissione,  se  il
  presidente  della  commissione e il  relatore  ritengono  di  poter
  esaminare gli emendamenti, vista anche l'esiguità degli stessi,  si
  può  continuare nella discussione e se non ci sono grandi problemi,
  la Presidenza suggerisce di continuarne l'esame.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io mi associo
  alla  richiesta dell'onorevole Bufardeci, perché all'articolo  2  è
  previsto anche un emendamento che in parte sostituisce l'articolo 2
  previsto  dal disegno di legge e che ha un contenuto complesso  che
  vorrei  spiegare.  Se rimandiamo, quindi, gli articoli  aggiuntivi,
  come abbiamo fatto all'articolo 1, credo che anche questo necessiti
  di una pausa di riflessione e che si discuta martedì.

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, mi permetto di dire,  l'emendamento
  del  collega Rinaldi è un emendamento che con l'attuale articolo  2
  c'entra poco, nel senso che...

   RINALDI. Non è vero  Non è vero

   CRACOLICI. Aspetta, fammi finire

   RINALDI.  No, non ti faccio finire  Se tu guardi tutto quello  che
  c'è scritto .

   CRACOLICI. Appunto, se mi fai finire.

   PRESIDENTE.  Intanto, interveniamo. Anche la  Presidenza  vorrebbe
  capire.

   CRACOLICI.  Io avevo proposto un emendamento che cassava  l'intera
  proposta  dell'articolo  2,  così come è  scritto.  Perché?  Perché
  l'intendimento  che si proponeva la commissione nel  testo  che  ha
  elaborato, sostanzialmente, introduceva un meccanismo nel  quale  i
  comuni si avvalevano di professionisti esterni, attraverso un  albo
  predisposto dall'assessorato per le infrastrutture, i cui costi, di
  consulenza o di attività  parlo alla Commissione . i cui costi sono
  a carico del soggetto proponente l'intervento.
   Ora  se  l'intendimento può essere nobile, la  materia,  però,  si
  presta  ad  una serie di difficoltà. Una, l'ho detta riservatamente
  al  collega Mancuso, e vorrei evitare di dirla da questo podio, nel
  senso che nella pratica concreta, essa rischia di essere complicata
  nella gestione.
   Aggiungo, però, che noi già nell'articolo 1 abbiamo approvato -  e
  in   tal   senso  seguirà  il  relativo  regolamento  che   emanerà
  l'assessore - anche le modalità con le quali sopportare i costi  di
  progettazione  degli  interventi inerenti la tipologia  del  social
  housing.
   Pertanto,  di  fatto,  l'articolo 2,  così  come  oggi  era  stato
  presentato  nel  testo,  è  superato  nei  fatti  dall'articolo  1,
  approvando  quell'emendamento, e io mi  limiterei  a  relegarlo  al
  regolamento,  perché  la  modalità  con  la  quale  lo   prevediamo
  obiettivamente   presenta   una   farraginosità   che   invece   di
  semplificare finisce invece per complicare.
   Altra  cosa  è  l'emendamento  del collega  Rinaldi,  che  si  può
  esaminare a prescindere, ma, in quel caso, non è sostitutivo di una
  norma  da  cassare, diventa piuttosto aggiuntivo ad  un  testo  che
  stiamo elaborando.

   PRESIDENTE. Se il relatore è d'accordo su questa tesi,  su  questa
  interpretazione,  che con l'approvazione dell'articolo  1,  con  le
  modifiche che vi abbiamo introdotto, cioè demandando al Governo con
  regolamento  le  modalità di accesso al social  housing  e  che  in
  queste modalità è da ricomprendere anche la possibilità di nominare
  ciò che era previsto, l'albo che era previsto con l'articolo 2,  se
  è   d'accordo,   a  questo  punto  conviene  votare   l'emendamento
  soppressivo  e  andare  avanti. E si considera  aggiuntivo  poi  il
  resto.

   RINALDI. Io non ritiro l'emendamento a mia firma.

   PRESIDENTE.  Se  siamo  d'accordo, e se il relatore  è  d'accordo,
  procediamo in questa direzione.
   Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Il parere del Governo?

   RUSSO,   assessore  per  le  infrastrutture  e  per  la  mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A questo punto l'articolo 2 è soppresso e decadono gli emendamenti
  2.2 e 2.1.
   L'esame del disegno di legge viene rinviato, come stabilito  dalla
  Conferenza  dei Capigruppo, a martedì prossimo, dopo  che  si  sarà
  pronunciata la Commissione Bilancio.


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   Rinvio della discussione del disegno di legge «Schema di progetto
  di legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica
     ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto recante
   Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana in
      materia di riduzione dei deputati dell'Assemblea regionale
                  siciliana'» (790-52-778-779-784/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge «Schema di  progetto  di
  legge  costituzionale da proporre  al  Parlamento della  Repubblica
  ai  sensi  dell'articolo  41 ter, comma 2,  dello  Statuto  recante
  'Modifiche  all'articolo 3 dello Statuto della  Regione  siciliana,
  in  materia  di  riduzione  dei deputati  dell'Assemblea  regionale
  siciliana'» (790-52-778-789-784/A).
   Poiché  l'onorevole Minardo, relatore del disegno di legge,  è  in
  congedo, l'esame del disegno di legge viene rinviato alla seduta di
  domani.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata  a  domani,  giovedì  1
  dicembre 2011, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Cascio

   Presidenza del vicepresidente Formica


   I  -  Comunicazioni

   II  - Discussione dei disegni di legge:

   1)   Costituzione  dell'Istituto regionale per lo  sviluppo  delle
  attività produttive .  (n. 794/A)

              Relatore: on. Apprendi

   2)   Schema  di  progetto di legge costituzionale da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello Statuto recante 'Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della
  Regione   siciliana,   in   materia  di  riduzione   dei   deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana' .  (n. 790/A)
             Relatore: on. Minardo

   3)   Schema  di  progetto di legge costituzionale da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello  Statuto  recante  Modifiche e integrazioni dell'articolo  36
  dello  Statuto  della Regione, in materia di entrate  tributarie' .
  (n. 702/A)
             Relatore: on. Vinciullo

   4)    Riqualificazione  urbanistica  con  interventi  di  edilizia
  sociale  convenzionata. Misure urgenti per lo sviluppo  economico .
  (n. 805/A) (Seguito)
             Relatore: on. Mancuso

   5)   Ricollocazione  del personale dell'Ente  autonomo  Fiera  del
  Mediterraneo . (n. 750/A)
             Relatore: on. Apprendi

                   La seduta è tolta alle ore 19.40

     Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula - Ufficio dei resoconti
                            alle ore 21.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO  DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  805/A   RIQUALIFICAZIONE  URBANISTICA  CON
  INTERVENTI  DI EDILIZIA SOCIALE CONVENZIONATA. MISURE URGENTI  PER
  LO SVILUPPO ECONOMICO .

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.10

   Sostituire il comma 1 con il seguente:
    1. Ai fini della realizzazione di alloggi sociali di cui all'art.
  5  della legge 8.2.2007, n. 9 e del D.M. 22.04.2008, si applica  in
  Sicilia la disciplina prevista all'art. 11 del D.L. 25.06.2008,  n.
  112  convertito con legge 6.08.2008 n. 133, in attuazione di quanto
  previsto all'articolo 1, commi 258 e 259 della legge 24.12.2007, n.
  244.  Per  la realizzazione di tali interventi può ricorrersi  agli
  strumenti del partenariato pubblico-privato (PPP) di cui al decreto
  legislativo  12  aprile 2006, n. 163 e al DPR 5  ottobre  2010,  n.
  207. .

   Emendamento 1.11

   Sostituire il comma 2 con il seguente:
    2.   Con   successivo  decreto  dell'Assessore   regionale   alle
  Infrastrutture,   di   concerto  con  l'Assessore   regionale   per
  l'Economia  e  l'Assessore Regionale al Territorio ed Ambiente,  da
  emanarsi entro 90 giorni dalla pubblicazione della presente  legge,
  previo  parere  della  competente  commissione  legislativa   della
  Assemblea  regionale  siciliana,  sono  disciplinate  le   modalità
  attuative per la realizzazione degli interventi di cui al  comma  1
  ed in particolare:
   a)  i  criteri per l'individuazione della aree in cui  localizzare
  gli   interventi,   secondo  le  previsioni  degli   strumenti   di
  programmazione urbanistica o in deroga agli stessi;
   b)  le  modalità  di individuazione e scelta dei  partner  privati
  degli  interventi, secondo criteri di trasparenza,  imparzialità  e
  tutela della concorrenza;
   c)  le  modalità e le condizioni per la valutazione delle proposte
  dei  privati  e  per la negoziazione degli accordi di  partenariato
  pubblico privato (PPP);
   d)  le  eventuali premialità, sia in termini di volumi edificabili
  che  di  agevolazioni  fiscali e/o finanziarie,  da  attribuire  ai
  promotori  degli interventi, secondo le condizioni ed i limiti  ivi
  stabiliti;
   e) le procedure amministrative a cui ricorre per l'approvazione  e
  l'attuazione degli interventi, secondo criteri di semplificazione e
  trasparenza;
   f)  gli  obiettivi minimi da conseguirsi, da parte dei comuni,  in
  termini  di  disponibilità  di alloggi sociali  e  riqualificazione
  urbanistica,  in relazione alle caratteristiche dell'intervento  ed
  alle  quote  di  investimento pubblico e  privato  complessivamente
  previste;
   g)  le  modalità  per  consentire, fra  i  costi  dell'intervento,
  l'eventuale  inclusione  delle  spese  della  relativa   assistenza
  tecnico-amministrativa ai comuni. .

   Subemendamento 1.11.1

   L'emendamento 1.11 si intende sostitutivo dei commi 2, 3 e 4.

   Subemendamento 1.11.3

  Sostituire le parole da Con successivo  a  giorni  con  le  parole
   con Regolamento adottato con decreto dal Presidente della Regione
  su    proposta    dell'Assessore   regionale    per    l'Economia,
  dell'Assessore  regionale per le infrastrutture  e  dell'Assessore
  regionale  per  il Territorio e l'Ambiente previa  delibera  della
  Giunta regionale, da emanarsi entro 180 giorni .

   Subemendamento 1.11.3.1

  Sostituire le parole  180 giorni  con  90 giorni .

   Emendamento 2.3

  Sopprimere l'articolo 2.